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+The Project Gutenberg EBook of Gli 'ismi' contemporanei, by Luigi Capuana
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Gli 'ismi' contemporanei
+ (Verismo, Simbolismo, Idealismo, Cosmopolitanismo) ed altri
+ saggi di critica letteraria ed artistica
+
+Author: Luigi Capuana
+
+Release Date: March 14, 2009 [EBook #28325]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI 'ISMI' CONTEMPORANEI ***
+
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+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive)
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+ GLI "ISMI" CONTEMPORANEI.
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+ DELLO STESSO AUTORE:
+ RECENTI PUBBLICAZIONI:
+
+ La Sfinge.
+ Fausto Bragia.
+ Schiaccianoci.
+ Il mondo occulto.
+
+ DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE:
+
+ Il Braccialetto, _Novelle_.
+ Le Nuove Paesane.
+ Idillio provinciale (_Profumo_) 3^a edizione.
+ Le meravigliose gesta di Re Bracalone.
+
+
+
+
+
+ LUIGI CAPUANA
+
+
+ GLI "ISMI" CONTEMPORANEI
+
+
+
+ (Verismo, Simbolismo, Idealismo, Cosmopolitismo)
+
+ ed altri saggi di critica letteraria
+ ed artistica.
+
+
+
+
+ CATANIA
+
+ Cav. Niccolò Giannotta, Editore
+ _Via Lincoln, 271-273-275 e Via Manzoni, 77._
+ Stabile proprio
+
+ 1898.
+
+
+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA
+
+
+ Catania--Tipografia Lorenzo Rizzo, piazza Spirito Santo.
+
+
+
+
+
+PREFAZIONE, O QUASI...
+
+
+LA LETTERATURA ITALIANA NEL 1896
+
+
+--Ma che inventario vuoi fare? L'inventario della miseria?
+
+--Non esageriamo. Io non sono un gran lettore e per parecchie ragioni:
+primieramente perchè non ho molti quattrini da spendere in libri--e
+questo mi dispenserebbe di dirti il resto--; secondariamente perchè
+non leggo o leggo mal volentieri un libro che non è di mia proprietà,
+eccetto, e soltanto da due anni a questa parte...
+
+--Terzo, aggiungo io, perchè tra i due mali di spendere tre lire e
+cinquanta centesimi per un libro italiano o uno francese tu scegli
+giudiziosamente il minore e compri il libro francese. Ho indovinato?
+
+--No. Da due anni non ne compro più; appunto stavo per dirti questo,
+quando tu mi hai interrotto: me li fo prestare, eccezionalmente, da un
+amico a cui il suo libraio manda tutte le pubblicazioni letterarie dei
+nostri cari vicini. Io faccio all'amico il servigio di tagliare i
+volumi leggendoli il primo, e intanto sottraggo al commercio librario
+francese il mio piccolo aiuto. Se fossimo parecchi, tutti a fare
+così!...
+
+--Per incretinirci coi libri italiani?
+
+--Quasi incretiniscano poco quegli altri! Oh, fammi il piacere! Con
+te, e con tutti coloro che la pensano come te, ci sarebbe da fare un
+esperimento: prendere, zitto zitto, tre, quattro romanzi italiani
+inediti, tre, quattro volumi di novelle inedite anch'esse, farli
+tradurre bene in francese, mutando i nomi delle persone e dei paesi,
+sostituendo eterocliti pseudonimi in _aux_, in _our_, in _y_ al nome
+degli autori, e darli a pubblicare al Levy, allo Charpentier, al
+Lemerre. Poi, stampato sui giornali quotidiani francesi (a tanto la
+linea, s'intende): _Vient de paraître_ l'interessantissimo romanzo,
+ecc. ecc.--giacchè, tu lo sai, colà sbocciano a questo modo, sui
+giornali politici, due, tre capolavori ogni giorno--il giuoco sarebbe
+fatto. Abbocchereste tutti. Ma i letterati, sventuratamente, non
+possono usare la malizia degli industriali italiani che battezzano per
+carta inglese e per stoffe inglesi i prodotti delle loro cartiere, dei
+loro telai, e così ottengono gran spaccio.
+
+--Ragioni seriamente o fai la burletta?
+
+--Ragiono seriamente.
+
+--Metti a paragone la produzione letteraria francese con la italiana?
+
+--Per quantità, no, ma per qualità, proporzionalmente--bada bene a
+quel che dico--perchè no?
+
+--Eh, via! Tu scherzi!
+
+--Niente affatto. Tu e i tuoi pari avete la mente pregiudicata.
+Prendendo in mano un libro italiano, siete già convinti che dev'essere
+noioso; nessuna meraviglia dunque che esso vi sembri noioso davvero. E
+lo predicate nelle conversazioni, e lo gridate alto dalle colonne dei
+giornali, e come vi guardate dal comprarlo e forse dal leggerlo,
+incitate gli altri a far lo stesso. In Francia il libro non è soltanto
+opera d'arte è anche e soprattutto industria. I capolavori che
+sbocciano oggi sono belli e appassiti domani; spesso spesso dalla
+mattina non arrivano neppure alla sera. Ma non vuol dire; l'_articolo_
+è venduto; l'autore ha intascato i quattrini, l'editore pure. Tant'è
+vero che è avvenuta colà una crisi libraria per pletoria di
+produzione; l'offerta anche colà è stata superiore alla richiesta. E
+nota che i francesi hanno il beneficio dell'esportazione, che noi non
+abbiamo.
+
+--Non l'abbiamo perchè non sappiamo fare. Siamo mal preparati? Siamo
+stanchi, esauriti? Non so. Vedi intanto il D'Annunzio. L'abbiamo
+screditato, o almeno abbiamo tentato di screditarlo...
+
+--E abbiamo fatto malissimo, per ingenuità e anche perchè da noi il
+lato commerciale della letteratura s'intende poco. I primi a non
+badarci sono gli autori, che pure sarebbero i più interessati. Ma tu
+svii il ragionamento. Le traduzioni non sono esportazione sono una
+piccolissima parte di essa. L'esportazione francese dipende da
+condizioni che per ora non esistono da noi.
+
+--Per ora?
+
+--È forse vietato che possano verificarsi per l'avvenire, se si sono
+già verificate una volta, nel Rinascimento? Allora la letteratura
+europea era quasi tutta italiana, forse più che non sia oggi europea
+la francese.
+
+--Che illusioni! Sembra impossibile che un uomo come te....
+
+--E questo appunto è il male: il non avere più illusioni di sorta, in
+politica, in arte, in ogni cosa, se pure si debbono chiamare illusioni
+le aspirazioni all'ideale.
+
+--Guarda dove sei arrivato dall'inventario che intendevi di fare!
+
+--Caro mio, l'inventario della letteratura e dell'arte d'una nazione
+non si mette su, anno per anno, come quello di un negozio di merci. In
+questo caso, ti dico che bisogna attendere ancora. La produzione
+letteraria del '96 non è ancora venuta alla luce. Gli editori hanno
+appena annunziato i volumi che stanno sotto i torchi: e i pochi volumi
+già comparsi non mi paiono cattivi. Il fatto poi di veder sorgere
+nuove ditte editrici è sintomo consolante: il Brigola in Milano, il
+Voghera in Roma, e altri di minor conto. Per fare proprio l'inventario
+della produzione letteraria del '96 bisogna dunque attendere per lo
+meno fino all'aprile del '97. Quello del '95, che può farsi oggi, non
+è punto scoraggiante.
+
+--Ah, sì! O dov'è il capolavoro?
+
+--Lasciamo stare, per carità, i capolavori. Ne spunta fuori appena uno
+ogni tanto, e non è poco. Facciamo un po' di confronto col nostro
+passato più recente, con la prima metà di questo secolo, quando i
+produttori si chiamavano Monti, Foscolo, Guerrazzi, D'Azeglio, Giusti,
+Grossi, Manzoni, Niccolini, per citare le cime. Il capolavoro fra
+tanta produzione è uno solo, i Promessi Sposi, e basta per tutto il
+secolo. Se ti dovessi dire il mio parere intorno alla produzione
+letteraria della seconda metà, ti confesserei che mi sembra più vitale
+di quella dell'altra metà; ha maggiori qualità di resistenza; è opera
+d'arte schietta, senza mistura di politica o di altro. Ma già è
+inutile fare previsioni di quel che resterà di essa o non resterà. Noi
+c'inganniamo facilmente su questo punto. La letteratura ha pure la sua
+moda; e se, giudicando, ci affidiamo al criterio della voga, corriamo
+il pericolo di sbagliare. Lasciamo all'avvenire la cura della scelta
+di quel che dovrà o no sopravvivere. Io non sono un letterato di
+professione, sono un lettore, un osservatore, e con questa mia qualità
+ti dico che il '96 non termina male per la letteratura italiana. C'è
+una serietà di propositi, un culto riverente dell'arte, un'intenzione
+evidentissima di procedere di bene in meglio, e il fatto, evidente
+anch'esso, da cui si scorge che le intenzioni non rimangono tutte
+lettera morta. Per voi spericolati, per voi che siete italiani
+soltanto di nome, lo so bene, non c'è niente, o c'è il chiacchierío di
+non so che teoriche delle quali non voglio neppur parlare, perchè io,
+in fatto d'arte, alle teoriche bado poco; chiedo lavori, lavori,
+lavori! Le teoriche sono buone per le discussioni tra critici, o per
+mettere, tutt'al più, un'etichetta su la produzione; inutile, se la
+produzione è cattiva; inutilissima, se l'etichetta vien preparata
+anticipatamente, per poi incollarla su la produzione che dovrà venir
+fuori Dio sa quando!...
+
+--Mi fai sbalordire con tutta questa tua fede!
+
+--Ma sì, fede ci vuole! Fiducia in noi stessi ci vuole! Ti ripeto a
+questo proposito quel che ho letto tempo fa non ricordo dove, nè da
+chi scritto; ma le parole mi son rimaste impresse nella memoria perchè
+corrispondevano esattamente a un sentimento mio. Quelle parole
+dicevano, press'a poco:--Come? Un popolo che ha confuso la sua storia
+con quella del mondo e che--dopo aver dato alla Civiltà il _Diritto
+romano_, la _Divina Commedia_, la _Commedia dell'arte_, Raffaello,
+Michelangelo, il da Palestrina, il Vigo--oppresso, deriso, umiliato,
+trova in sè tanta forza da ridiventare nazione, compire il più
+prodigioso atto del secolo XIX, l'abolizione del temporale dei papi, e
+far convivere nella stessa città il Pontefice del mondo cattolico e il
+Re degli italiani; come? questo popolo che resiste alla cattiva
+fortuna, agli errori e alle inesperienze della sua vita politica,
+sarebbe dunque un'effimera apparizione nella storia contemporanea,
+senza una ragione, senza uno scopo? Non è possibile. Verrà di nuovo
+l'ora sua. E di nuovo, nell'avvenire (vicino o lontano, che importa?)
+quel che di civile, di santo e di pio avranno il vecchio e il nuovo
+mondo sarà soltanto italiano, come una volta fu romano. Questa dovrà
+essere la nostra coscienza, il nostro ideale!--Non sorridere; lascia
+che sorridano o ridano di noi i nostri nemici.
+
+--Tutto questo a proposito di letteratura italiana?
+
+--A proposito di cose spirituali, non ti dispiaccia.... e anche a
+sproposito, se così ti piace. L'arte letteraria non è un fenomeno
+accidentale nella vita di una nazione. E se anche riguardo all'arte
+noi avessimo quella coscienza, quell'ideale, quella fede, come tu
+ironicamente la chiami...
+
+--Apostolo, va' a predicare il tuo vangelo alle turbe!
+
+ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+In quell'angolo di caffè dove io sorbivo, ascoltando, un'equivoca
+bibita, il dialogo fra quelle due persone a me ignote fu interrotto a
+questo punto dall'intervento di una terza persona, Così monco com'è,
+non mi è parso inutile trascriverlo.--E da ier l'altro--augurio?
+aspirazione?--mi risuona incessantemente nell'orecchio:
+
+"Verrà di nuovo l'ora sua!... Quel che di civile, di santo e di pio
+avranno il vecchio e il nuovo mondo sarà soltanto italiano, come una
+volta fu romano!"
+
+
+
+
+IDEALISMO E COSMOPOLITISMO
+
+
+I.
+
+Ugo Ojetti ha predicato, giorni fa, a Venezia il suo vangelo
+letterario. Ripercosso dall'eco del telegrafo e dalle rassegne dei
+cronisti, è giunto fino a qui il rumore degli applausi prodigati
+dall'uditorio al conferenziere. Me ne rallegro con lui. Egli possiede
+tutte le qualità necessarie per farsi applaudire: è bel giovane, ha lo
+stile vivace, immaginoso, un po' vaporoso, ora di moda; dice delle
+cose non comuni e le afferma con calda convinzione di neofita, senza
+esitanze, senza riserve. La foga giovanile lo ha spinto a cercarsi,
+prima del pubblico veneziano, un pubblico più vasto, quasi mondiale.
+Per ciò, nel febbraio scorso, si è rivolto alla Revue de Paris per
+bandire da quel pulpito che questa povera Italia non ha una
+letteratura contemporanea e non l'avrà per un buon pezzo. I signori
+della _Revue_ e i francesi che la leggono devono essere stati
+lietissimi di vedere un italiano chieder loro ospitalità per ragionare
+della letteratura della sua patria quasi con lo stesso tono d'un
+francese della più bell'acqua.
+
+Immagino che, gratissimo dell'ospitalità accordatagli, l'Ojetti abbia
+voluto comportarsi verso quei signori con straordinaria cortesia, e
+sapendoli d'una ignoranza a tutta prova riguardo alle cose straniere,
+ha avuta la compiacenza di mettere anche lui nel suo scritto qualche
+inesattezza, sia intorno alle cose letterarie nostre, sia intorno a
+quelle francesi. A gentiluomo, gentiluomo e mezzo: ove così non fosse,
+quelle inesattezze e certi suoi giudizii rimarrebbero proprio
+inesplicabili.
+
+La sua conferenza di Venezia, dal sunto dei giornali, pare una nuova
+edizione, anzi una semplice traduzione dello scritto pubblicato nella
+_Revue de Paris_. Se gli applausi non dimostrano che il pubblico sia
+rimasto convinto (in fatto di letteratura il pubblico italiano, lo
+confessa lo stesso l'Ojetti, _est naturellement sceptique et
+somnolent_) dimostrano che gli italiani di oggi sono molto diversi da
+quelli di mezzo secolo fa. Il Gioberti del _Primato_ e i suoi
+contemporanei strabilierebbero, se per un miracolo potessero tornare
+in mezzo a noi. Dall'eccesso dei vanti un po' declamatori,
+quarantotteschi, siamo balzati all'eccesso opposto, a una modestia che
+confina col disprezzo di noi stessi. Fra i due, non è forse
+preferibile il primo? Almeno n'è nata l'unità d'Italia. Non so
+prevedere che cosa di buono possa produrre il secondo.
+
+L'Ojetti però non è giovane per nulla; non scettico nè sonnacchioso,
+ha anzi una fede profonda e la proclama ad alta voce: crede nell'arte
+cosmopolita. Come lo Zola disse della letteratura francese: _Sarà
+naturalista o niente_, l'Ojetti oggi dice dell'italiana: _Sarà
+simbolista o niente_, o meglio: _Sarà cosmopolita o niente_.
+
+Infatti quel che più l'attrista è il vedere che i letterati italiani
+non hanno un indirizzo comune, non formano una scuola, non vivono
+nella capitale, nè in un gran centro qualunque. Lavorano, disseminati
+qua e là, ognuno per proprio conto, secondo il proprio ideale: il
+Carducci a Bologna, il Fogazzaro a Vicenza, il Verga a Catania o a
+Milano, Matilde Serao a Napoli. Fin i giovani, egli dice, hanno orrore
+della parola _scuola_; preferiscono avventurarsi, ribelli e
+orgogliosi, per le vie dell'arte, invece di stringersi, non fosse per
+altro, per istinto di conservazione, attorno alla bandiera d'un
+capitano insigne per vittorie riportate o per gloriose disfatte; e
+così finiscono, spesso, miseramente. Tanti capi, tante sentenze. La
+baraonda dei concetti artistici, si traduce naturalmente in una
+peggiore baraonda di lingua e di stile. Chi può credere che lo stile e
+il vocabolario del Carducci, del D'Annunzio, del Fogazzaro, di
+Ferdinando Martini, del Verga, della Serao, di Edmondo de Amicis
+appartengano a scrittori della stessa epoca e della stessa razza?
+
+Non lo dice, ma l'Ojetti sembra voglia mettere in confronto la
+letteratura italiana contemporanea con la letteratura francese, dove
+le _scuole_ sbucciano e fioriscono a ogni pie' sospinto, dove gli
+scrittori, coloro che vivono d'arte, se ne stanno accalcati nel
+cervello della Francia, Parigi. Ed è strano che egli guardi con
+invidia quest'accentramento appunto quando in Francia si manifesta già
+qualche sintomo di reazione contro di esso. È strano che egli, autore
+di un libro _Alla ricerca dei letterati_, evidentemente ispirato da
+uno consimile dell'Huret, si lasci ingannare dalle apparenze e non
+ricordi che baraonda d'ideali d'arte, di lingua e di stile risulti
+dall'inchiesta del suo predecessore francese. Tralasciando, per un
+istante, di parlare d'ideali, consentiamo che l'italiano del Carducci,
+del D'Annunzio non sia l'italiano del Verga e del Fogazzaro; ma forse
+il francese dello Zola, del Daudet è una stessa cosa con quello dei De
+Goncourt e del Mallarmè, per citarne soli quattro?
+
+Tra la baraonda italiana e la francese quale apparisce dai due libri,
+la differenza più notevole è questa: l'Ojetti non ha trovato un solo
+letterato italiano che abbia detto male di un collega, mentre la
+enorme vanità dei letterati francesi si è manifestata nel libro
+del'Huret con una gara, edificantissima, di morsi e di calci
+fraternamente dati e resi, e non solamente fra artisti di scuola
+diversa, bensì tra proseliti di una stessa scuola.
+
+Ma per tornare alla questione veramente seria della lingua e dello
+stile, l'Ojetti, parlando della baraonda italiana su questo punto, ha
+dovuto far sorridere i colti lettori della _Revue de Paris_, che sanno
+di stare quasi peggio di noi. Lo Zola, il Daudet, i De Goncourt sono
+stati accusati di barbarismi e di sgrammaticature per lo meno quanto
+la Serao, il Verga, il De Roberto e qualche altro citati all'Ojetti
+dalla scrittrice napolitana; il Mallarmè e i suoi seguaci vengono
+giudicati o matti o incomprensibili dalla maggior parte dei loro
+contemporanei; ognuno di essi ha il suo vocabolario, il suo modo di
+esprimersi, precisamente come i poveri scrittori italiani; stavo per
+dire il suo gergo. Parecchi di loro si regalano a vicenda gli epiteti
+di _puri_, d'_impeccabili_; ma ci sono tant'altri che chiamano con
+nome diverso quell'_impeccabilità_, quella _purezza_, e preferiscono
+qualcosa di impuro e di peccaminoso, se l'impurità e il peccato recano
+con loro il compenso dell'originalità e della vita.
+
+Tra gli scrittori italiani e i francesi, da questo lato, la questione
+si riduce a una proporzione aritmetica. Quelli sono molti, i nostri
+pochi. Avrei dovuto forse dire: a una questione commerciale; giacchè
+la produzione letteraria si sviluppa (e l'arte non ci perde, anzi!) in
+ragione dei vantaggi che arreca con la facilità dello smercio. Non
+credo che, in un problema d'arte, l'Ojetti voglia dare molta
+importanza al valore numerico.
+
+Nel suo scritto la questione della lingua e dello stile vien posta da
+due che hanno nome autorevole, dal Verga e dal D'Annunzio. "Lo stile
+non esiste fuori dell'idea. Se lo stile consiste soprattutto nella
+forma della frase, deve adattarsi all'idea, deve vestirla e
+rivestirla. Quanto più intima sarà questa corrispondenza questa
+fusione, tanto lo stile sarà migliore. Le forme di frasi fisse,
+apprese in qualche classico, applicabili a tutte le idee, sono mortali
+per esso." Questo è il concetto del Verga. Pel D'Annunzio le frasi, le
+parole hanno un valore di trasformazione, di idealizzazione, se si può
+dire, dell'idea, un valore quasi per sè stesse. Così il Verga, per
+esempio, se dovrà parlare di una vecchia contadina, la chiamerà
+semplicemente _za Maruzza_ e la descriverà, se occorre, in guisa da
+mettercela viva sotto gli occhi. Il D'Annunzio non saprà resistere
+alla tentazione di chiamarla ripetutamente _antica Cibele_. Pel Verga,
+una comitiva di ragazze, che coglie uva o sarchia grano, sarà
+semplicemente una comitiva di ragazze che lavorano, ridono, cantano; e
+le descriverà, se occorre, parcamente, incisivamente, in guisa da
+mettercele vive sotto gli occhi; il D'Annunzio la chiamerà
+classicamente una _teoria_.
+
+E, a proposito dello stile di questi due autori, un'altra prova
+concludentissima. Prima assai dell'avvento del D'Annunzio in Francia,
+il Verga aveva visto tradotti i suoi _Malavoglia_ per opera del Rod e
+pubblicati dall'editore Savine. Il Rod ha compiuto un miracolo di
+lucidazione del testo italiano, sorprendente per fedeltà ed esattezza;
+ma il lavoro del Verga non ha avuto però successo presso i lettori
+francesi, e non poteva averne soggiungo io. La personalità del suo
+stile, il carattere speciale di esso nella traduzione era sparito; il
+traduttore era riuscito traditore per la evidentissima buona
+intenzione di non tradire l'originale. Invece quello era il caso, se
+mai, di rifare con colorito francese, con forme dialettali di qualche
+provincia francese, un libro dove le forme dialettali si fondono
+assolutamente nella lingua comune e _vestono_ e _rivestono_ l'idea in
+modo così organico che la forma non può scindersi dal concetto. Che ne
+è avvenuto? L'opera del Verga nella veste straniera è apparsa scialba,
+stinta.
+
+I lavori del D'Annunzio nella traduzione del d'Herelle si sono trovati
+come a casa loro; il traduttore non ha dovuto penare molto; gli è
+bastato togliere in prestito a questo o a quello scrittore francese
+decadente certe forme in voga tra i seguaci della letteratura
+cosmopolita (or ora mi scappava dalla penna: della massoneria
+letteraria cosmopolita) e il colpo è riuscito.
+
+Dico questo senza nessuna maligna allusione a recenti polemiche, senza
+voler discutere o menomare il valore del nostro fortunato romanziere:
+e posso affermarlo con faccia franca, perchè intorno ai lavori del
+D'Annunzio io ho scritto quasi un volume; e se ho fatto degli appunti,
+ho ammirato anche senza mezzi termini, pur sapendo e accennando, tra i
+primi, i plagi, o assimilazioni ecclettiche che si vogliano chiamare,
+insomma quelle cose dalle quali sarebbe stato bene che il D'Annunzio
+non si fosse lasciato allettare.
+
+Il problema dello stile e della lingua va proposto come l'ha proposto
+il Verga. Lasciamo stare se egli lo abbia o no praticamente risoluto;
+potremo ragionarne un'altra volta. Se pare che l'abbia risoluto il
+D'Annunzio (e l'Ojetti non ne dubita punto) la ragione di questa
+illusione bisogna cercarla altrove, nel concetto. Il Verga crea delle
+creature vive, di sangue, carne e ossa; il D'Annunzio, finora almeno,
+ha creato quasi sempre fantasmi di creature, ombre vane. Un nuovo
+Dante che volesse abbracciarle, sentirebbe cingersi il petto dalle
+proprie braccia passate a traverso quei corpi inconsistenti.
+
+Ed ho detto:--Quasi sempre--perchè nel _Trionfo della morte_ per
+esempio, c'è un punto, a metà del volume, in cui il protagonista e la
+sua famiglia riescono persone vive, di sangue, carne e ossa; ma allora
+il D'Annunzio si vede costretto dal suo istinto di artista, a mutar
+tono; non sembra più lui, o per lo meno non rassomiglia più a quel
+tale D'Annunzio che la leggenda ha foggiato e che poi, di rimpallo, si
+è foggiato secondo la leggenda. Il primo è il D'Annunzio che fa
+sperare possibile e augurare assai prossimo un completo
+rinnovellamento dell'artista, appena gli sarà passata la cosmopolitíte
+acuta che ora lo ha invaso. L'altro D'Annunzio lasciamolo ai francesi
+o a chi lo vuole.
+
+Tutto questo l'Ojetti lo sa meglio di me, ma non ha voluto tenerne
+conto. Ed era, se non sbaglio, il cardine della questione della
+letteratura italiana contemporanea. Egli però scriveva per una rivista
+francese, e preso il _la_, si è sentito forzare la voce. Ma, forse,
+con tutto quel _la_, non avrebbe stonato, senza l'altro pregiudizio
+della _letteratura cosmopolita_.
+
+
+II.
+
+"Il campanilismo ormai è ridicolo, specialmente in materia d'arte. Di
+là dai monti, di là dai fiumi, di là dai mari ecco artisti che
+rinascono, e si levano, e si chiamano ad alta voce, e si nutrono
+fraternamente dello stesso pane, al sole. L'arte è universale;
+l'artista non è più nè italiano, nè francese, nè norvegiano: il suo
+genio è umano!"
+
+Ben detto, caro Ojetti; se non che è stato sempre così. L'opera d'arte
+italiana o francese o norvegiana è stata sempre opera del genio umano,
+e non poteva essere diversamente. Tempo fa il pregiudizio retorico,
+pedantesco non riconosceva altra arte all'infuori di quella greca e
+latina. Ma noi ci siamo finalmente liberati dal giogo dei greci e dei
+romani, abbiamo allargato il nostro orizzonte. Shakespeare non ci
+apparisce più un barbaro, come al signor di Voltaire; da qualunque
+parte ci venga, qualunque forma rivesta, qualunque concetto esprima,
+pur che abbia assunto una forma vivente, l'opera d'arte è accolta,
+compresa, festeggiata, ammirata. Nazioni che prima non avevano preso
+parte al banchetto artistico--che non hanno tradizioni classiche nè di
+nessuna sorta, e non intendono certi nostri pregiudizi--sono venute a
+sedervisi insieme con noi, balde, piene di entusiasmo, giovanilmente
+sincere, e anche, non le dispiaccia, giovanilmente ingenue; e ci hanno
+mostrato, col fatto, l'inanità di certe convenzioni dalle quali non
+sapevamo sottrarci. Queste nazioni avevano qualcosa di nuovo da dirci:
+il loro particolar modo di sentire, di pensare; e ciò dava alle loro
+opere aspetto insolito, attraente, suggestivo. La natura e la vita ci
+apparivano guardate da occhi diversi dai nostri, da intelligenze più
+libere e quindi più forti. Noi abbiamo sentito trasfondere nelle
+nostre vene un'onda di sangue più fresco, ci siamo sentiti
+ringiovanire. Abbiamo guardato la natura con altre intenzioni anche
+noi; e anche noi abbiamo osservato la vita che quasi avevamo perduto
+di vista, tanto ci eravamo abituati a guardarla non direttamente, ma a
+traverso l'altrui opera d'arte. Per dire la verità, questa
+trasformazione, questa rinnovazione l'avevamo già iniziata da un
+pezzo, un po' per istinto, un po' per riflessione; ma i nuovi venuti
+l'hanno affrettata, l'hanno compiuta. Si trovavano in migliori
+condizioni; arrivavano ultimi; e senza accorgersene, senza volerlo,
+usufruendo del nostro lavoro di preparazione, lo hanno spinto molto
+avanti.
+
+Tutto questo, ripeto, sta benissimo, non fa una grinza. Ma c'è un
+equivoco prodotto dalla parolina _umano_ buttata là dall'Ojetti, quasi
+sbadatamente, la quale vuol significare quel sentimento di pietà, di
+carità universale, più profondo e più vasto, che pervade la società
+moderna, la rimescola e che, creato il socialismo in politica,
+vorrebbe pure importarlo tale e quale nell'arte.
+
+Nella politica esso nega il concetto di patria, nell'arte il concetto
+di letteratura nazionale. Da questo strano equivoco è venuto fuori il
+_cosmopolitismo_ letterario di cui l'Ojetti è uno dei più caldi e dei
+più ingegnosi banditori.
+
+È un'astrattezza. Se con quella parola si volesse soltanto significare
+l'alto senso di comprensione che ci fa penetrare, intendere e ammirare
+tutte le _forme_ artistiche da qualunque parte del mondo ci vengano: o
+la urgenza vitale dell'assimilazione delle varie _forme_ quando esse
+rappresentano qualcosa di organico nell'arte, non ci sarebbe niente da
+ridire. Ma il fatto dimostra che per _cosmopolitismo_ artistico
+s'intende tutt'altro. S'intende una certa uniformità di sentimenti, di
+concetti, e per conseguenza, un'uguale corrispondenza di forma che
+dallo stile va su su fino al modo di concepire l'opera d'arte: e lo
+stile diventa quindi un gergo comprensibile soltanto dagli iniziati, e
+la personalità umana si assottiglia, si assottiglia per diventare
+simbolo più o meno trasparente. In questo caso non veggo una bella
+ragione di dare il bando ai greci e ai latini, che sono chiari,
+solidi, risplendenti, e parlano un linguaggio armonioso, comprensibile
+da tutti, per sostituir loro qualcosa di inconsistente, di torbido e,
+quel che è più, di mortalmente uniforme.
+
+Si perdonino queste astrettezze anche a me; era impossibile scansarle.
+Veniamo ora a qualche esempio. Le nazioni sono degli individui grandi,
+direbbe il De Meis; e come tutti gl'individui hanno un modo speciale
+di sentire e di pensare e un modo altrettanto speciale di dar forma ai
+loro concetti.
+
+Ora ecco una poesia di amore di un poeta _cosmopolita_. Non ne ho il
+testo per le mani, e la trascrivo quale è stata recentemente tradotta
+da Vittorio Pica, nel suo studio premesso alla _Belkiss_, poema
+drammatico simbolista del giovane poeta portoghese Eugenio De Castro.
+Descrive l'istante in cui apparve al poeta l'Amata.
+
+"Trionfale, vespertino, mineralmente rosso--nella diafana pace d'un
+tramonto di ottobre,--il sole, lacerando l'incenso degli
+spazii,--cammina verso la morte ad indugiati passi,--come le bande che
+vanno a suonare nelle esequie....
+
+"Fu in un'ora così soave, crepuscolare--che, lungo questo esteso e
+fogliuto viale,--altiera, imperiale, tra un fruscìo di seta,--vidi per
+la prima volta l'Eletta della mia anima--il grande Fiore sottile,
+impareggiabile, almo--la Maggiore, la più Bella, la più Amata,
+l'Unica.
+
+"Incedeva gloriosa e triste, ravvolta in nera tunica,--che sul suolo
+strisciava in ondeggianti pieghe;--aveva nel calmo andare l'eleganza
+della serpe,--la leggerezza d'uno spettro e la grazia d'un'anfora...
+
+"Il gran Fiore passava, imperturbabilmente,--col suo volto enimmatico
+ed il suo sguardo vago--ieratico, ricordanti le mistiche
+immagini,--mentre i miei occhi seguivano come paggi--il suo ritmico
+incesso sonnambulo e triste...."
+
+Basti questo saggio. Aprendo a caso qualunque volume di poeti
+cosmopoliti, troveremmo gli stessi aggettivi: _trionfale_,
+_mineralmente rosso_, applicati indeterminatamente e un po' a caso; e
+troveremmo Belle, Amate, Uniche, ugualmente _imperiali_, o _reali_, o
+_ducali_; e tutte avranno l'_eleganza della serpe_, e tutte si
+muoveranno _leggere come spettri_, e tutte avranno la _grazia di
+un'anfora_. Il poeta che ho citato è portoghese; ma potrebbe anche
+essere francese, tedesco, italiano, esquimese, come, viceversa, i suoi
+confratelli esquimesi, italiani, tedeschi, francesi, potrebbero essere
+benissimo portoghesi. Sono state soppresse nel paesaggio e nella
+figura umana le particolari caratteristiche; non più quel tal
+paesaggio, o quella tale persona, ma dei sostantivi astratti, degli
+aggettivi astratti. Avremmo voluto avere l'impressione di un angolo di
+cielo e di terra portoghese; avremmo voluto vedere una signora o una
+signorina di Lisbona o di Oporto, vestita in una certa foggia che
+neppure la universalità della moda riesce a sopprimere, soprattutto
+una signora e signorina che sente e pensa in modo assolutamente
+individuale; e invece non abbiamo niente.
+
+Ed ecco i drammaturgi norvegiani, ecco i romanzieri russi.
+
+Ibsen irrompe sul palcoscenico spingendosi innanzi una folla di
+creature della sua Norvegia, strane, malate d'ideali, con la coscienza
+sconvolta dai problemi religiosi e sociali che colà lavorano
+sordamente i cuori e le teste; nature complicate, nevrotiche, che
+soffrono e fanno soffrire.
+
+Per condurle sul palcoscenico, l'Ibsen non bada alle forme drammatiche
+usate altrove. È artista, e capisce istintivamente che quelle creature
+devono parlare e agire a modo loro, sincere, senza preoccupazioni del
+pubblico; ma è complicato, nevrotico, malato d'ideali pure lui;
+com'esse, è lavorato dentro sordamente dai più alti problemi religiosi
+e sociali; e per ciò s'interessa di costoro fino a un certo punto.
+Artista, non può vedere il concetto altrimenti che come forma; ma,
+pensatore, vuole poi così spietatamente che quelle creature agitate e
+sconvolte dicano chiaro e aperto che non sono loro, soltanto loro, lo
+scopo di lui, ma l'intimo concetto che le anima; lo vuole così
+spietatamente, che all'ultimo le sforma, le strappa, le distrugge, e
+non permette che arrivino fino in fondo dell'atto quinto creature
+reali e vive quali le avea mostrate sin dalle prime scene.
+
+Intanto, invece di contentarsi d'intendere e d'ammirare l'opera
+dell'Ibsen, invece di limitarsi all'assimilazione dei perfezionamenti
+di _forma_ ch'egli ha recato nella drammatica, si è voluto
+_norvegizzare_ tutte le creature del teatro europeo, anzi
+_cosmopolita_.
+
+Il Tolstoi, il Dostoiewski appartengono a una razza che si occupa
+anch'essa del mondo interiore, e rimugina le proprie sensazioni, e si
+tormenta con i casi di coscienza. I tre grandi artisti rappresentano
+la concentrazione, la somma di queste qualità morali e intellettuali.
+Il Dostoiewski, inoltre, è un nevrotico, un perturbato, e nelle sue
+creazioni rispecchia lo stato irregolare della sua mente. Con essi la
+_forma_ si è avvantaggiata dei pregi di sincerità, di rappresentazione
+evidente e vigorosa di cui hanno dato esempi meravigliosi. Non
+trovandosi però alle prese con i limiti e le convenzioni della forma
+drammatica, i tre romanzieri non sono stati costretti a sformare, alla
+fine, le loro creature per mettere in maggiore evidenza il loro intimo
+concetto; e così esse han conservato, più delle figure ibseniane, la
+loro caratteristica di pure opere di arte.
+
+Intanto, invece di assimilarsi quel che c'è di nuovo e di organico
+nella forma del romanzo russo, operando una confusione tra forma e
+concetto, è stata egualmente tentata la sciocchezza di _russificare_
+alla lor volta i personaggi del romanzo europeo.
+
+E passi per l'Ibsen, passi pei romanzieri russi! Nell'uno e negli
+altri il concetto ha preso vera forma; l'uno e gli altri hanno creato
+persone vive della loro nazione, del lor tempo. Il _cosmopolitismo_ va
+più in là. Per quanto ossessi dei problemi di religione, di morale, di
+sociologia, i personaggi dell'Ibsen, del Tolstoi, del Dostoiewski sono
+figure vive, consistenti, e in che modo!
+
+Il _cosmopolitismo_ non sa che farsene di queste figure vive e
+consistenti. Simboli! Astrettezze! Ecco quel che egli vuole, cioè cose
+che sono l'opposto, anzi l'assoluta negazione dell'arte.
+
+Il _norvegizzare_ e _russificare_ l'opera d'arte è stata insomma
+l'operazione preliminare del _cosmopolitismo_ letterario, in Francia,
+in Germania e, pel poco che ha potuto, in Italia.
+
+Ora esso vuole andar oltre, è andato già oltre.
+
+Ha tutto un programma pieno di concetti che sembrano elevati, pieno di
+buone intenzioni da lastricarne non uno ma più inferni. E bisogna
+guardarlo da vicino, sviscerarlo per convincersi se mai si tratti di
+cosa seria, o piuttosto di aberrazione passeggera, o di risibile
+ciarlataneria che vuol mascherare coi paroloni un'irrimediabile
+impotenza creatrice.
+
+Sventuratamente forse si tratta di ben altro.
+
+
+III.
+
+--Ma dunque lei è un codino!
+
+--Niente affatto. Nessun nuovo ideale umano mi lascia indifferente. Ma
+qui si tratta d'arte, non di pensiero filosofico o scientifico.
+
+--Vorrebbe forse un'arte vuota di contenuto, forma soltanto?
+
+--Niente affatto. Tutto il contenuto possibile, a patto però che egli
+prenda forma vitale per via dell'immaginazione creatrice.
+Intendiamoci. Io odio le cose a mezzo, gli ibridismi. Il puro
+concetto, se mi occorre, vado a cercarlo nei libri dei filosofi o in
+quelli degli scienziati. Lì trovo la verità astratta o nuda, cioè
+quella che provvisoriamente sembra verità; e coi filosofi e con gli
+scienziati mi insuperbisco della divina potenza dell'intelletto umano,
+e insieme con loro mi umilio e mi scoraggio davanti all'infinità
+dell'Ignoto che riduce a ben misera cosa la nostra più profonda
+filosofia, la nostra più ardita e più meravigliosa scienza. Quando poi
+mi rivolgo all'opera d'arte, ricerco invece sensazioni, impressioni,
+caratteri, rappresentazioni nelle quali quel tal concetto filosofico o
+scientifico, prima ricercato altrove, può benissimo tornarmi dinanzi
+ma incarnato nella forma, divenuto uomo, donna, paesaggio, passione,
+azione; e incarnato in modo così perfetto, che io dovrò avere
+l'illusione di trovarmi faccia a faccia con questa nuova e più eccelsa
+Natura, e rifare intorno ad essa l'identico lavoro fatto dal poeta,
+dal romanziere, dal drammaturgo allorchè ricavavano dalla vita sociale
+il soggetto che li aveva prima commossi e poi spinti a riflettere.
+Insomma dovrò estrarre io, se sono capace, il concetto condensatosi
+nell'organismo dell'opera d'arte, e rimuginarmelo senza che il
+romanziere o il drammaturgo abbiano a fermarmi a ogni po' e picchiarmi
+la spalla con un:--Bada! Qui sotto c'è un gran pensiero; bada!--
+
+In questo senso, ogni grande opera d'arte è un simbolo: se non che
+divien tale spontaneamente, per virtù della propria natura
+intellettuale. Ma appunto per questo ella conserverà tutti i suoi
+caratteri particolari di tempo, di luogo; sarà prettamente italiana,
+prettamente francese, prettamente inglese, tedesca, russa o non sarà
+opera d'arte. Il _cosmopolitismo_ invece toglie via, o tenta di
+toglier via, tutti i caratteri particolari, e per ciò intende ridurci
+al _simbolismo_ forzato, al _simbolismo_ artificiale.
+
+Prendo i due scrittori che mi è piaciuto mettere in riscontro nella
+questione dello stile, il Verga e il D'Annunzio, per non uscire di
+casa nostra. Tutti e due hanno un concetto filosofico, scientifico che
+serve di sostrato anzi di lievito alle loro creazioni.
+
+Nella serie dei _Vinti_, della quale abbiamo per ora soltanto due
+episodi--avremo il terzo fra poco--il Verga vuol studiare le diverse
+fasi della lotta pel benessere nella vita, e interessarsi specialmente
+_dei deboli che restano per via, dei fiacchi che si lasciano
+sopraffare, dei vinti che levano le braccia disperate e piegano il
+capo sotto il piede brutale dei sopravvegnenti, dei vincitori di oggi,
+affrettati anch'essi, avidi anch'essi di arrivare e che saranno
+sorpassati domani_. Dalla lotta per i più umili e più urgenti bisogni
+materiali, si andrà in su fino a quella elevatissima pei bisogni dello
+spirito, dove tutte le bramosie, tutte le vanità, tutte le ambizioni
+umane si condenseranno e diverranno più dolorose per la intensità
+acquistata lungo la loro corsa vertiginosa.
+
+Il romanziere ha dovuto esporre il suo concetto fin da principio
+perchè non poteva presentare tutt'a una volta la intera serie e non
+voleva correre il pericolo di essere frainteso o non capito.
+
+Ma appena ha terminato di esporlo, astrattamente, da pensatore, da
+sociologo, non ne ha più fiatato. Ha preso i suoi personaggi e li ha
+mandati pel mondo: povere creature per le quali una barca e un carico
+di lupini travolti dalla tempesta divengono disastro irreparabile;
+creature agitate dall'avidità di arricchire, di elevarsi oltre la
+propria condizione, e che incontrano nella stessa avidità e nella
+stessa ambizione soddisfatte il loro inevitabile gastigo. E queste
+creature si chiamano Padron 'Ntoni, Alessi, Zi' Crocifisso,
+Piedipapera, Mena, Maruzza, la Zuppidda; si chiamano Mastro Don
+Gesualdo, don Ninì, i fratelli Trao, la baronessa Bianca Trao; e tutte
+hanno il loro carattere spiccato, la loro individualità, nelle
+passioni, negli atti, nel linguaggio; e sono di quel piccolo scoglio
+di Aci Trezza, di quella cittaduzza siciliana della provincia di
+Catania, e ne incarnano così stupendamente i modi di sentire e di
+pensare, che non possono essere scambiate con persone di altre
+provincie neppure nella stessa Sicilia.
+
+Un senso di gran malinconia e di tristezza scaturisce dalle pagine di
+quei due volumi, ma quale scaturirebbe dalla diretta impressione, se
+quei personaggi e quelle azioni ci si fossero presentati, nella
+realtà, sotto gli occhi. Certamente, personaggi ed azione sono
+simboli, velami di idee; ma simboli vivi, che ignorano la loro qualità
+di simboli, e non si analizzano da per loro e non si spremono da per
+loro per cacciar fuori il succo del concetto che sanno di contenere.
+
+Il D'Annunzio vuol rappresentare _stati d'animo dei più complicati
+e più varii, di cui analista si sia mai compiaciuto da che la
+scienza della psiche è in onore. Egli tende l'orecchio alla voce
+del magnanimo Zorathustra e vuol preparare con sicura fede
+l'avvento dell'__Uebermensch__, del Superuomo._ E sta bene. L'un
+concetto vale l'altro. Sia la darwiniana lotta per la vita, sia la
+pessimista e aristocratica filosofia del pensatore tedesco finito
+miseramente in un ospedale di matti, alla quale il D'Annunzio mesce
+l'idea pagana del Rinascimento e l'entusiastico culto della
+bellezza del corpo umano, non importa. Quel che importa di vedere è
+se gli _stati d'animo_ astratti siano divenuti persone, individui
+della tal città, della tal provincia; eccezioni, rarità quanto si
+vuole, ma rarità, eccezioni che debbono fare il miracolo di
+incarnare più schiettamente, più vigorosamente il carattere della
+razza, del paese dove son nati, perchè l'eccezione e la rarità
+consistono in questo.
+
+Io prendo in mano le _Vergini delle Rocce_ e tento di scorgere questa
+rarità, questa eccezione organica, e non la trovo. Claudio Cantelmo
+ragiona, analizza, si esprime con lingua e stile elevatissimi; non sa
+muovere un dito senza distillare tutte le conseguenze più riposte e
+più misteriose di quella mossa; non può osservare le mani di una
+ragazza, senza che esse non gli sembrino _come ricettacoli d'infinite
+forze innominate da cui potevano sorgere meravigliose generazioni di
+cose nuove_. Ed eccolo invasato dall'idea di creare il tipo supremo
+dell'italiano, anzi il futuro Re di Roma!
+
+Dobbiamo supporre che questa persona, a cui sembra non sia ignota
+nessuna conquista della scienza positiva odierna, non intenda creare
+un essere umano con mezzi e modi diversi da quelli stabiliti dalla
+natura. Infatti non si rivolge al crogiuolo del chimico che crea, con
+sintesi, le sostanze organiche, per chiedergli di anticipare il
+miracolo scientifico preannunziato dal Berthelot; ma va in cerca di
+una sposa, di colei che dovrà essere l'eletta cooperatrice nella
+nobilissima impresa della reale generazione. Se non che, col pretesto
+che nelle razze di antica origine sangue, nervi, cervello siano
+necessariamente più raffinati, Claudio Cantelmo va a cercare la madre
+del futuro re di Italia in una famiglia, principesca, sì, ma composta
+di idioti, di pazzi, di nevrotiche, di isteriche. E non giudica a
+prima vista che di quelle tre ragazze estenuate, vissute lontane dalla
+società, nessuna potrà concorrere a formare la fibra nuova, vigorosa
+del rigeneratore del regno d'Italia; e va tastoni, ed esita e non
+arriva a decidersi.
+
+È forse creatura umana Claudio Cantelmo? Diciamo pure, se così si
+vuole, che sia un simbolo. Diciamo pure, con l'amico Rod, che le tre
+vergini Massimilla, Violante, Anatolia rappresentano non so quali
+altri simboli più reconditi e più profondi di quello di Claudio. I
+lettori spassionati confesseranno che queste tre preraffaellitiche
+figure li colmano di vivo piacere soltanto quando, di tratto in
+tratto, accennano di diventare o diventano persone vive; e che più
+viva di loro è la loro madre, la pazza principessa Montaga, la quale
+non ha missione, a quel che sembra, di rappresentare simbolo alcuno.
+
+Le bellezze, i lenocinii dello stile, caro Ojetti, risultano cosa
+molto secondaria, mera esteriorità, quando non diventano cosa organica
+con quel che costituisce la essenza della forma in un'opera d'arte.
+
+E il _cosmopolitismo_ è costretto a rifarsi con la retorica--diciamo
+francamente la parola--rinunziando, per partito, al carattere
+particolare che dovrebbe imprimere in ogni opera d'arte la razza, la
+tradizione, il genio di ciascun popolo.
+
+I grandi intendimenti filosofici, scientifici, si riducono a lustre, a
+ciarlatanerie per chiappare il momentaneo favore del pubblico, se poi
+non riescono a creare persone vive. Omero, Shakespeare, Balzac, che
+avevano reni solide per la bisogna creativa, non andavano tanto per le
+vie traverse: mettevano al mondo creature immortali, non vuote
+parvenze. Ed Elena e Andromaca e Nausica daranno, fino alla fine dei
+secoli, da pensare e da discorrere più di qualunque nostro simbolo
+moderno; e Amleto ha fatto e farà scervellare filosofi e scienziati
+più che non abbia fatto e non possa fare una persona realmente
+esistita; e _Madame Marneffe_, e il Barone _Hulot_, e il _Pére Goriot_
+e il _Cousin Pons_, perchè creature vive, iscritte con inchiostro
+indelebile nel registro dello stato civile dell'Arte, si prestano
+compiacentemente a fare da simboli con Elena, con Amleto, con tutti
+gli altri loro pari. E come no, se l'opera d'arte è pensiero
+condensato in una forma viva, il quale può benissimo venir di nuovo
+ridotto alla sua primitiva essenza di puro pensiero?
+
+--Ma il _cosmopolitismo_ non l'ho inventato io!--può dirmi
+l'Ojetti.--È un fatto storico contemporaneo. Io lo accetto; perchè
+voglio essere del mio tempo, perchè sono giovane, perchè il mio
+cervello affollato di concetti filosofici, scientifici, non può
+funzionare più, come nelle età infantili, barbariche, da pura
+immaginazione e gingillarsi con semplici fantasie. Con l'arte nuova
+noi vogliamo rifare il mondo. =E libro lux=, non ha sentito? ha detto
+il D'Annunzio. E io non ho creduto d'ingannarmi aggiungendo che
+l'opera letteraria =Lux= sia appunto la trilogia delle _Vergini delle
+Rocce_. La odierna letteratura italiana, o meglio la nostra produzione
+letteraria è fuori di questo movimento, e quasi non ha ragione di
+esistere. Per l'avvenire? Ripeto quel che ho scritto nella _Revue de
+Paris_: "assai prima che si formi tra noi una letteratura italiana,
+avremo anche in Italia una letteratura europea."
+
+Ah, egregio Ojetti, io voglio mostrarmi più radicale e più cosmopolita
+di lei! E siccome una cosa o è quel che dev'essere o non è niente; e
+siccome un'opera d'arte non può essere altro che pensiero incarnato in
+una forma viva, così io credo che noi assisteremo in tal caso alla
+solenne agonia dell'Arte. Troppa riflessione, troppa scienza positiva
+ci pervade ogni fibra. L'opera d'arte che pretende di usurpare le
+funzioni della filosofia e della scienza non caverà un ragno dal buco.
+=E libro lux=, sì, sì; ma questo libro (ed è giusto che sia così) non
+lo scriverà un artista. Io, per mio conto, mi contenterei che qualcuno
+dei nostri artisti ci desse--vede come sono poco esigente?--di quando
+in quando, in Italia, un nuovo Don Abbondio!
+
+_Amen._
+
+
+IV.
+
+Ugo Ojetti mi manda ed io pubblico volentieri:
+
+
+LA DIFESA DI EMPEDOCLE
+
+(Lettera aperta a Luigi Capuana)
+
+Amico mio, come ella sa, un suo conterraneo il filosofo Empedocle
+d'Agrigento, stanco di operar miracoli e di discutere sui quattro
+elementi, quattrocento anni prima di Cristo si gettò a capo fitto nel
+maggior cratere dell'Etna per assicurarsi tra gli increduli fama
+divina.
+
+Secondo quel che narrano i suoi tre cortesi articoli, io che sono un
+poco filosofo ma non ho operato miracoli mai, mi sarei gittato
+dall'alto della _Revue de Paris_ nella ardente voragine del
+Cosmopolitismo (la parola è tutta sua, non è mia) proprio per
+acquistarmi un po' di fama tra gli increduli che in Italia sono molti.
+
+ _...Deus immortalis haberi
+ Dum cupit Empedocles ardentem frigidus Aetnam
+ Insiluit._
+
+Ora, per mostrare ai suoi lettori che ancora son vivo e non mi son
+bruciato manco un capello, mi permetta di risponderle qualche parola.
+
+Io credo--questa è la mia impressione concisamente e francamente--che
+i suoi tre articoli che si chiudono con un deprofundis all'Arte vinta,
+mutilata, asservita dalla scienza positiva, sarebbero stati non solo
+giusti, ma profetici, per lo meno quindici anni fa, quando per Arte si
+intendeva l'Arte naturalista, materialista Zoliana (la chiami come
+vuole), quell'arte che in Italia apparve vestita da siciliana nel
+_Mastro don Gesualdo_, nei _Malavoglia_, e--perchè non dirlo?--nelle
+sue _Paesane_.
+
+Adesso, amico mio, le sue idee su l'arte--perchè noi in questa
+discussione tocchiamo proprio i culmini dell'estetica--hanno contro di
+loro i fatti compiuti, e non solo compiuti ma constatati da filosofi
+come il Guyan, come il Brunetière, come il Fouillée, come il Gosse,
+come l'Hennequin, e anche come il Tolstoi: fatti compiuti e constatati
+dagli stessi avversarii. Ieri, quando è giunto qui nel mio eremo
+d'Umbria il suo ultimo articolo, mi giungeva pure il _Rome_ che Emilio
+Zola mi mandava da Parigi. E per lei che è stato ed è uno dei capi dei
+naturalisti italiani (in fondo son tutti capi e tutti siciliani, loro
+naturalisti) quel solo libro nell'intenzione e nel fatto deve valere
+più di tutte le mie argomentazioni. Non è vero?
+
+Questo periodo è suo; Come lo Zola disse della letteratura francese:
+_Sarà naturalista o niente_, l'Ojetti oggi dice dell'italiana: _Sarà
+simbolista o niente_, o meglio: "_Sarà cosmopolita o niente_".
+
+I due termini del paragone, lasciando stare per comodità di
+discussione la gigantesca altezza dell'uno e la piccola statura
+dell'altro, non si corrispondono affatto, malgrado quel suo _o meglio_
+il quale mostra che ella stesso scrivendo non li trovava molto adatti
+alle nozze. Prima di tutto io nego recisamente di aver mai parlato di
+_simbolismo_, una parola che ormai ha troppi sensi e quasi tutti
+falsi, e a prenderla nel senso in cui l'hanno presa Emile Verhaeren,
+Henry de Regnier, Ferdinand Herold, Francis Vielé-Griffin e _leur
+critique à tous_ Remy de Gourmont dovrebbe significare puramente
+_l'individualismo_ nella genesi e nell'effetto dell'opera d'arte: un
+significato che, come ella vede subito, fa ai pugni con quel
+_cosmopolitismo_ di cui ella vorrebbe in vece fare un sinonimo di
+_simbolismo_.
+
+Ella poteva dire invece semplicemente _Idealismo_, e il paragone
+avrebbe filato via come due paranze in pesca unite da una sola rete.
+
+E l'_Idealismo_ appunto io, con le mie forze tutte se pure poche, ho
+venti giorni fa difeso nel mio discorso di Venezia su _L'avvenire
+della letteratura in Italia_, il quale non è (come ella pensa) la
+ripetizione del mio articolo su la _Revue de Paris_, ma dice molte
+altre cose che--credo--anche i sunti telegrafici dei giornali hanno
+cortesemente ripetute.
+
+Dunque _Idealismo_, e niente _Simbolismo_.
+
+ *
+ * *
+
+E anche niente _Cosmopolitismo_ se lo si ha da intendere come lo
+intende lei. L'universalizzarsi dell'arte--non nella forma che è e
+deve restare nostra e sarà anzi per il suo tradizionale senso di
+_misura_ e per la sua tradizionale nobiltà il segno in cui noi
+italiani vinceremo nella ventura giostra mondiale--è un fatto che si è
+constatato _dopo_ che si sono viste opere come quelle di Tolstoi, di
+Dostojewski, di Maeterlink, di Ibsen, di Björnson, di D'Annunzio, di
+Fogazzaro passare i confini di Stato e di lingua, appassionare gli
+stranieri più lontani, rivelar loro qualche nuovo significato della
+Vita, aiutarli a intendere il senso della Vita, il problema
+dell'Anima, a cui nè i contadini di _Malavoglia_, nè i signorotti dei
+_Vicerè_, nè i bruti delle _Terre_ avevano mai pensato o potevano mai
+pensare.
+
+Invece ella, parlando del Cosmopolitismo in arte, pare che creda che
+ognuno dei _Cosmopolitisti_ (questa parola per fortuna non è nè sua nè
+mia) quando deve scrivere una pagina o disegnare un quadro o tentare
+su la tastiera un accordo, si dica, bevendo prima un bicchierino di
+_Kûmmel_ in omaggio ad Hauptmann e accendendo una sottile sigaretta
+russa in omaggio a Tolstoi:
+
+--Oh adesso facciamo un'opera cosmopolita!
+
+Ma no, amico mio! La questione non è di forma, non è di adottare
+un'allegoria doppia invece di una immagine piana, non è di imitare un
+po' i francesi, un po' i russi, un po' i portoghesi, un po' i
+norvegesi perchè quel miscuglio piaccia a tutti loro. Con questo
+metodo i frati francescani fanno qui in Umbria la _misticanza_, una
+insalata fresca arguta e deliziosa che contiene trentatrè erbe
+diverse. Ma con questo metodo non si fanno libri, o quadri, o musiche.
+
+Quando invece di guardare fra tre persone presenti ciò che le
+distingua le une dalle altre, un baffo più o meno folto o un occhio
+strabico o un tic nervoso, si cercherà oltre le loro apparenze quel
+che l'anima loro ha di più profondo e quindi di più comune e quindi di
+veramente umano (in questo senso io dissi _umano_ là dove voi mi
+citate, non nel senso di _pietoso_ o di _socialistico_), allora
+scrivendo, si farà un'opera che interesserà e commoverà tutte e tre
+quelle persone. Allarghi il conto, e verrà l'arte cosmopolita che le
+fa fare il segno della croce.
+
+Certo per ciò è necessario di essere idealisti, di cercar di
+sorprendere al di là dell'occhio oscuro o chiaro l'anima, la tenue
+timida anima che solo ai credenti si rivela, perchè, se ella si
+fermerà all'esterno o anche dei fenomeni psichici farà un macchinismo
+e osserverà solo quelli più prettamente legati alla carne, allora
+l'opera sarà vana, sarà un permesso di caccia coi tratti
+caratteristici dei varii personaggi, non sarà un libro dell'anima.
+
+Ella per _persone vive_ intende quelle mirabilmente disegnate dal
+verismo del Verga, ossia persone che siano quelle e non altre e non
+confondibili con nessuna altra. E ha ragione. Io (dovrei dir _noi_, ma
+mi sembrerebbe anche più orgoglioso e mi contento della mezza misura
+d'orgoglio contenuta in quell'_io_) intendo per _persone vive_ non
+astrazioni, non nuvole grige e mutevoli a ogni vento, non fantasmi
+lividi che spariscono alla luce d'una candela, ma _tipi_ (e qui in un
+certo specialissimo senso ella potrebbe--col Guyan e col Brunetière
+dire _simboli_) dove ogni uomo ritrovi qualche sentimento, qualche
+pensiero suo, dove ogni uomo ritrovi una qualche immagine fraterna,
+dove ogni uomo ritrovi l'anima sua compresa come una goccia d'acqua è
+compresa nell'infinito mare.
+
+Amico mio, buon amico mio, perchè discutere? Perchè parlar di
+D'Annunzio o di Verga, di Eugenio de Castro di Edouard Rod? Ma quando
+un libro piace a lei nel suo bello studio arioso fra gli scaffali
+eguali ed eleganti e piace a me quaggiù nella mia villetta fiorita di
+rose e di lillà, è che ella ed io ci _commuoviamo_, sentiamo o
+pensiamo, non guardando persone vive sì ma indifferenti, disegnate
+benissimo, scolpite benissimo ma estranee, ma ritrovando invece dentro
+quella scrittura, fra quelle righe qualche cosa di noi, qualche cosa
+che è in noi come è nelle persone finte dello scrittore, qualche cosa
+anzi che è in noi ed è anche nello scrittore. E di tutti i libri
+oggettivi, ontologici, positivisti del Verga, dello Zola, del Bourget,
+dell'Hervieu, quelle sole pagine sopravviveranno dove, malgrado loro,
+per una fatale incosciente trasgressione alle loro teorie
+pseudoscientifiche, essi avranno messo un po' d'anima, un po' d'anima
+loro. Ho torto?
+
+Questa differenza essenziale, non formale, spiega perchè il Verga
+malgrado sia stato tradotto dal Rod non sia stato _compreso_ in
+Francia. Al più poteva avere un successo di curiosità come rarità
+esotica come siciliano. Il confronto che ella fa fra il successo del
+D'Annunzio e l'insuccesso del Verga si ritorce contro di lei, così,
+facilmente.
+
+E per lasciar questi due nomi che potrebbero far supporre al pubblico
+che ella ed io difendessimo gli amici più che gli autori, guardi il
+successo del _Daniele Cortis_ di Antonio Fogazzaro, e me lo spieghi.
+Lì non c'è nulla (io non lo trovo nemmeno altrove dove ella lo trova
+così prontamente) di questo gergo cosmopolita, di questo aggettivare
+convenzionale. Lì son persone di carne e d'ossa, perdio: ma dentro la
+carne e dentro l'ossa hanno un'anima profonda come un abisso e come un
+sereno.
+
+Lasci agli Stecchetti e alle Argie Sbolenfi la convinzione che l'arte
+idealista sia un'accozzaglia di _trionfale, imperiale, ducale,
+minerale_. Ella sia con noi, che siamo forse pochi ma siamo nuovi e
+giovani e abbiamo davanti a noi tale una via lunga, che ai nostri
+occhi ansiosi essa sembra in fondo all'orizzonte confondersi col
+cielo.
+
+In quella prefazione del _Trionfo della morte_ lasci un po' stare il
+Cenobiarca e il magnanimo Zarathustra e legga in principio
+quell'aspirazione a "un ideal libro di prosa moderno che sembrasse
+_non imitare ma continuare_ (qui è la differenza fra sua teoria estica
+e la mia) la natura, libero dai vincoli della favola, portasse alfine
+in sè creata con tutti i mezzi dell'arte letteraria la particolar
+vita--sensuale, sentimentale, intellettuale--di un essere umano
+collocato nel centro della vita universa".
+
+Ella non guarda e non vuol guardare che a riprodurre la vita; per noi
+l'arte è una vita superiore, è un eccesso di vitalità e di gioia
+cosciente (adesso è nientemeno Alfredo Fouillée che parla); a noi
+l'arte deve dare la coscienza di un massimo di energia con un minimo
+di sforzo ma non nella nostra sensibilità soltanto ma anche nella
+nostra intelligenza e nella nostra volontà. Questo, la natura e tanto
+meno l'imitazione della natura non ci sa dare.
+
+L'arte agonizza? E la scienza positiva l'ha ferita a morte? Ma dove?
+Ma come? Ma la scienza positiva sta troppo _giù_ per giungere a ferire
+fino a _lassù_. E in questi giorni in cui Ferdinando Brunetière mostra
+in un discorso mirabile _La Renaissance dell'Idéalisme_, in questi
+giorni in cui Melchior de Vogue studia lo spiritualismo di Pasteur e
+di Claude Bernard, in questi giorni in cui lo Zola, il vostro Zola
+pubblica _Rome_, in questi giorni in cui Maeterlink mostra ansioso _Le
+Réveil de l'Ave_, ella mi annuncia che l'arte agonizza? Eh via, amico
+mio!
+
+E allora perchè ella ci promette _Il marchese di Roccaverdina_ e Verga
+il terzo volume dei _Vinti_? Parleranno da oltre tomba, loro due, se è
+lecito.
+
+ *
+ * *
+
+Credo che, dopo questa difesa, mi sia inutile dire che non certo le
+parlo della presente letteratura d'Italia "con una modestia che
+confina col disprezzo." Sono parole sue, nel primo articolo.
+
+Ma però due piccole spine mi voglio levare dalle mani due spine che
+senza sangue mi si son confitte nella pelle cercando gli sterpi fra i
+fiori delle sue tre critiche.
+
+La prima spina sta nella frase: "Tutto questo l'Ojetti, lo sa meglio
+di me, ma non ha voluto tenerne conto... Scriveva per una rivista
+francese..." Scusi, scusi, amico mio; ma in Italia o in Francia io
+scrivo solo quello che penso; e a Venezia ho detto su l'inesistenza di
+una comune anima italiana e su la divisione morale e intellettuale che
+è fra le razze italiane e su la turpe invasione della piccola politica
+in ogni più sana terra d'Italia, cose che stimo vere e che domani
+scriverei in Francia con le stesse ardenti parole.
+
+E la seconda spina sta nella frase: "Io accetto il cosmopolitismo
+perchè voglio essere del mio tempo, perchè sono giovane."--E anche
+questa spina punge la mia sincerità e me la tolgo e la gitto via. Io
+constato il cosmopolitismo non lo difendo; io difendo solo l'idealismo
+e non perchè sia di moda, ma perchè risponde meglio al concetto che
+dell'arte mi son fatto dopo aver molto studiato e libri e pitture e
+musiche e filosofie. E, se sbagliassi, a tutto ella dovrà dare la
+colpa del mio errore, meno che alla mia sincerità, o (errore
+accettissimo!) alla mia gioventù! Se la frase "Mi vanto d'esser
+giovane" non chiudesse un nonsenso, sarebbe davvero da gridarla ai
+quattro venti a testa alta, vedendo quel che i vecchi hanno fatto
+della patria.
+
+E qui vorrei mostrarle la terza spina, ma non mi punge e la lascio
+dov'è. Sa che intendo? Quell'idea di riunire l'_internazionale_ cui
+aspira il socialismo, all'arte cosmopolita cui molti scrittori
+aspirano. E se fosse? Certo è che _on n'etouffe pas le feu avec de la
+paille_.
+
+A lei sarebbe dispiaciuto che io non avessi chiusa la mia difesa con
+un po' di francese.
+
+Una stretta di mano sinceramente affettuosa dal suo
+
+ San Giacomo di Spoleto, 13 maggio 1896.
+
+ __Ugo Ojetti.__
+
+
+Ah, caro Ojetti! Dopo la sua risposta, io credo di avere più ragione
+di prima.
+
+La sua difesa poggia tutta sopra tre o quattro equivoci.
+_Cosmopolitismo_ no (la prego di credere che questa parola non l'ho
+coniata io; si trova nei vocabolari della lingua italiana);
+_Simbolismo_, no; parola che, secondo lei, ha troppi sensi e tutti
+falsi. _Idealismo!_ Se non è zuppa è pan molle. Vede? Io ragiono
+d'arte e lei mi risponde picche, cioè filosofia.
+
+Una delle due: o l'arte nuova, l'arte anzi dell'avvenire, si deve
+ridurre a trattati più o meno astratti di psicologia individuale, e
+allora non capisco perchè se n'abbiano a fare dei drammi e dei
+romanzi; o quel tal concetto psicologico individualista deve prendere
+forma incarnandosi in una o più persone, e allora non capisco la sua
+commiserazione per le _persone vive mirabilmente disegnate dal verismo
+del Verga_. Non sono forse creature umane anche quelle, quantunque
+nate negli infimi gradini della scala sociale? Non soffrono, non
+amano, non odiano, non appetiscono in modo che ogni uomo vi possa
+ritrovare _qualche sentimento, qualche pensiero suo, una qualche
+immagine fraterna_, e anche _l'anima sua compresa come una goccia di
+acqua è compresa nell'infinito mare_?
+
+Può darsi che m'inganni, ma io suppongo che loro idealisti siano
+diversi da quelle povere creature soltanto perchè la buona sorte,
+l'accidente e la volontà e i facili mezzi di cultura li hanno posti o
+fatti salire parecchi scalini più in su di esse.
+
+Hanno pure un ideale quelle povere creature, che è certamente il
+nucleo, la prima forma dell'ideale umano, ma non disprezzabile, non
+trascurabile, no, se è vero che niente sia trascurabile e
+disprezzabile nello studio di questa multiforme umanità.
+
+E quelle creature sa perchè io le chiamo _persone vive_? Non perchè
+sono esteriori, _disegnate mirabilmente_, ma perchè sono nello stesso
+tempo esteriori e interiori; perchè ogni loro parola, ogni loro atto
+rivela uno stato d'anima--passione, calcolo, brutalità,
+sentimentalità--e non già per indicare, come segno algebrico, il tale
+o tal'altro principio psicologico che passa pel capo dell'autore, ma
+perchè proprio _continuano_ nel libro _la Natura, perchè proprio
+portano in sè creata con tutti i mezzi dell'arte letteraria la
+particolar vita sensuale, sentimentale, intellettuale, di esseri umani
+collocati nel centro della vita universa_, come vuole il D'Annunzio
+nella prefazione-programma da lei citata. Questo bel programma
+(accenniamolo di passaggio) il Verga nè altri hanno stimato opportuno
+metterlo in fronte a un loro libro; gli sarebbe parso d'insultare i
+lettori, supponendoli così ignoranti da non sapere cose
+elementarissime. Non le pare? I programmi bisogna lasciarli imbastire
+ai signori provveditori delle scuole. Gli artisti devono metterli in
+atto; e il lor dovere d'artisti, perchè, come diceva il buon marchese
+Colombi:
+
+ Le accademie si fanno o pure non si fanno.
+
+--Noi creiamo _dei tipi_!--dice lei.
+
+Peggio per loro. Il tipo è cosa astratta: è l'_usuraio_, ma non è
+Shylock; è il _sospettoso_, ma non è Otello; è l'_esitante_, il
+_chimerizzante_, ma non è Amleto, e via via. Potrei facilmente
+moltiplicare gli esempi; ragionando con lei, basta un semplice
+accenno.
+
+Dei _tipi_? Ma tutta la letteratura moderna è la negazione di questo
+principio estetico classico, già sorpassato; lo afferma
+involontariamente lei stesso quando parla d'_individualismo_. L'arte,
+sissignore, oggi crea (quando riesce a crearli) individui non tipi.
+L'artista moderno si è convinto--e a questo convincimento l'ha indotto
+la scienza--che ogni creatura umana è un mondo a parte, immensamente
+ricco, immensamente vario, quasi altrettanto infinito quanto
+l'universo.
+
+L'arduo, il difficile sta nel penetrare, nello scrutare quell'abisso e
+illuminarlo con la viva luce dell'arte.
+
+Con lei, filosofo, posso anche permettermi certe formole metafisiche,
+e aggiungere: ogni individuo è il pensiero umano sotto una data forma
+particolare di carne, sangue, ossa, che è quanto dire di sensazione,
+di immaginazione, di riflessione. Il mondo non esiste e forse non può
+esistere altrimenti che con quella forma. L'ideale dell'albero,
+dell'animale, dell'uomo non l'ha visto nè lo vedrà mai nessuno; ma
+questo o quell'albero, sì; ma questo o quell'animale, sì; ma questa o
+quella creatura umana, sì. Dell'ideal mondo ragionino a lor posta i
+filosofi, che fanno bene ad astrarre; è il loro mestiere. Il mestiere
+dell'artista è l'opposto. Ogni artista dovrebbe poter dare la stessa
+risposta del Goethe a chi gli domandava qual concetto filosofico
+avesse egli inteso adombrare col Fausto:--Oh, io non son uso di
+poetare astrattezze!--
+
+Dei _tipi_! Ma le creature dell'arte diventano _tipi_ da per loro, per
+intima virtù propria, quando riescono persone _vive; e rivelano_
+(senza volerlo, aggiungo io) _nuovi significati della Vita_, e
+_problemi dell'Anima_. E questo fanno--mi dispiace di doverla così
+apertamente contraddire--anche i contadini dei _Malavoglia_ e i
+signorotti dei _Vicerè_. Non _ci hanno pensato e non potevano mai
+pensarlo costoro_--qui lei ha ragione; ci pensavano però, per conto di
+essi, il Verga e il De Roberto che li hanno creati di sana pianta, con
+lungo lavoro di osservazione e d'immaginazione e non con semplice
+meccanismo fotografico. D'immaginazione sopra tutto, dopo che il
+materiale, penosamente e diligentemente raccolto, si è organizzato
+nella loro fantasia e si è individuato in quei tali personaggi. Il
+nuovo ideale della Vita, il nuovo problema dell'Anima--tutte e due con
+l'iniziale maiuscola, come lei le scrive--sono stati precisamente le
+forze che hanno spinto quegli artisti a creare.
+
+Per questo tutto è condensato, tutto è concentrato, tutto è visto di
+scorcio nella loro rappresentazione narrativa. Nella realtà non è
+così; ed ecco in che modo l'Arte riesce ad essere una Natura più
+elevata, più purificata, _idealizzata_, come direbbe lei e come dico
+pure io.
+
+Nel Verga quel suo particolar ideale prende un senso di commozione, di
+pietà; nel De Roberto, diventa un atteggiamento di ironia contenuta,
+di spietata crudezza: senso e atteggiamento che s'intravedono, che
+s'indovinano tanto meglio, quanto più i personaggi e i loro atti, e i
+loro sentimenti sono esposti oggettivamente, e quanto meno si scorge
+che tali atti e sentimenti abbiano qualche relazione col pensiero
+individuale dell'autore.
+
+E questo, caro Ojetti, è _individualismo_, è _idealismo_ dei più
+schietti e dei più sinceri. E quando io dico che nel D'Annunzio ciò
+non avviene, o avviene a intervalli, sì che l'organismo dell'opera
+d'arte ne soffre, non intendo biasimare l'elevatezza del concetto che
+vorrebbe informare i _Romanzi della rosa_ e i _Romanzi dei gigli_.
+Intendo dire che vorrei meno rose e meno gigli sul frontespizio, meno
+programmi nelle prefazioni, e più creature vive nel testo; vive in
+quel loro ambiente elevato, aristocratico, filosofico, _ideale_, se le
+pare che così possa dirsi.
+
+Le scrivo da quell'alta scrivania che lei sa, con attorno quei bei
+scaffali che le è piaciuto ricordare, a la smagliante luce di questo
+bel giorno di maggio che invade il mio studio dalle sue quattro
+finestre. E negli scaffali posso scorgere da qui, in volumi dalle
+coperte pergamenate, Platone, Hegel, e Guyau, e Fouillée, e Tolstoi, e
+Dostojewski, e Maeterlink, e Ibsen, e Björnson, e il _mio_ Zola, come
+lei dice con sottile ironia, e i _miei_ Verga e De Roberto--questo lo
+dico io e ne sono orgoglioso--e il _suo D'Annunzio_ che, se me lo
+permette, è un tantino anche _mio_, lei lo sa. (Gli ho letti e
+studiati e li rileggo e li ristudio anch'io; non li ho comprati
+soltanto per ornarne gli scaffali). E sul rotondo tavolino di mezzo,
+veggo il _Rome_ dello Zola mandatomi dall'autore, e che aspetta che io
+lo rilegga per intero, perchè ne ho letto saltuariamente parecchi
+capitoli nelle appendici del _Journal_ e della _Tribuna_.
+
+Eh, no, caro Ojetti--e questo non mi sembra il minore dei suoi
+equivoci--no, quel romanzo non è per me un argomento di dimostrazione
+in favore delle mie teoriche.
+
+Da un critico arguto come lei e sdegnoso di ripetere
+pappagallescamente le opinioni degli altri, io non mi aspettavo di
+sentirmi dire che _sono stato e sono uno dei capi dei naturalisti
+italiani_. Mi ha tirato in ballo e perciò sopporti che io parli di me.
+
+La mia meraviglia le parrà vanità, orgoglio e peggio. Essa suppone che
+lei abbia letto tutte le cose mie, dai _Profili di donne_, mio primo
+libro, al _Drago_ libro di novelline per bambini e al _Raccontafiabe_.
+Convenga però che io mi meraviglio con ragione, sapendo quanto lei sia
+coscienzioso nei suoi giudizi.
+
+Io _naturalista_? Ma quando e perchè?
+
+Perchè quasi vent'anni fa ho dedicato un mio romanzo allo Zola? E in
+che modo, di grazia, le mie _Paesane_, concepite e scritte con metodo
+che si può dire l'opposto da quello usato dallo Zola, debbono
+appartenere allo _zolismo travestito da siciliano_? E le mie
+_Appassionate_ e le fiabe del _C'era una volta..._ e il
+_Raccontafiabe_ (ho torto credendole opere d'arte?) e _Profumo_ sono
+dunque tutti _zolismo mascherato_? Davvero?
+
+Un critico francese, (mi sia concesso quest'impeto di vanità che sarà
+il primo e l'ultimo, glielo giuro) un critico francese, anni fa,
+scriveva di me: _La nature extérieure n'est pour lui come elle est
+pour beaucoup d'autres, la gran tout dont l'homme n'est qu'une
+parcelle, qui le domine, qui lui impose ses sensations, qui tyrannise
+sa volonté--décor immense dans lequel se fond tout le théâtre. Loin de
+là, il la voit et la laisse au second plan.--L'homme seul lui paraît
+digne d'intéret... N'est-il pas plaisant de constater cette
+indifférence pour le monde matériel chez un écrivain auquel on a
+attaché l'étiquette de réaliste?_ E conchiude: _M. Capuana est bien
+plus près de nier la réalité du monde extérieur que celle de la
+personnalité humaine. Volontiers il s'écrierait avec le poète:_
+
+ _En spectacle pompeux la nature est féconde,_
+ _Mais l'homme a des pensées bien plus grandes que le monde._
+
+ (_Édouard Rod_, Études sur le XIX siècle, pag. 179).
+
+Ho citate queste parole perchè non contengono lodi, ma affermano un
+fatto. E le ho citate perchè a me, supposto uno dei capi dei
+naturalisti italiani, sembrano esattissime.
+
+Ed ecco perchè il _Rome_ dello Zola non mi servirà a rinforzare le mie
+teoriche, ma mi servirà a combattere le sue. Il _Rome_ è la più
+splendida dimostrazione della mia fede, ma in senso negativo: è un
+romanzo dove il concetto astratto non è riuscito a prendere forma
+vitale. Non ostante l'etichetta naturalista, il _Rome_ è un romanzo
+eccessivamente _idealista_, e per questo, secondo me, sbagliato di
+sana pianta. Tenterò di dimostrarlo fra qualche giorno, appena avrò
+rilevato gli altri equivoci della sua _difesa di Empedocle_.
+
+Ed ora, un'ultima parola. Non abbia timore; a proposito del Verga e
+del D'Annunzio, non si potrà sospettare che lei ed io volessimo
+difendere più gli amici che gli autori. Soltanto gl'imbecilli
+potrebbero creder questo, e non dobbiamo curarci degli imbecilli. Io
+sono amico del D'Annunzio quasi quanto lei; e metto il quasi per
+indicare il grado d'intimità, perchè dovrei dire: più di lei, se
+volessi badare agli anni. Lei era certamente un bambino, quando io
+passavo molte belle ore assieme con lui, con lo Scarfoglio, con Giulio
+Salvadori, col Fleres e parecchi altri, nell'antico e modesto caffè
+Aragno, che non aveva gli ori e gli specchi dell'attuale ma era più
+simpatico assai.
+
+Lei m'invita:--Sia con noi, che siamo forse pochi, ma siamo giovani e
+abbiamo davanti a noi tale una via lunga che ai nostri occhi ansiosi
+essa sembra in fondo all'orizzonte confondersi col cielo.--
+
+Ma volentieri, caro Ojetti; se non che oggi, in questa discussione,
+veda stranezza! mi sembra che il vecchio sia lei e il giovane sia
+io... non d'anni, ahimè! ed è la sola cosa che mi dispiace.
+
+
+V.
+
+E per non fare una discussione campata in aria, mi permetta di tornare
+su le _Vergini delle Rocce_ e specialmente su Claudio Cantelmo.
+
+Non badiamo all'esteriore, lei dice, ma a quel che l'anima nostra ha
+di più profondo, di veramente umano.
+
+Siamo d'accordo. Voglio credere però che lei non arrivi fino al punto
+di negare che quest'anima umana abbia una qualche piccola relazione
+col corpo che la riveste, col corpo che si è creato, direbbe un
+egheliano, col corpo che le è stato creato e nel quale è stata infusa,
+direbbe un tomista. Voglio credere che lei non arrivi fino al punto di
+negare che l'anima nostra possa rivelare quel che ha in sè di più
+profondo e di più umano altrimenti che con le azioni, col carattere,
+con le passioni; e non solitaria, ma in relazione con altre anime
+rivestite di corpo al pari di essa. Voglio credere finalmente, che lei
+non arrivi al punto di negare che c'è una logica severa a cui le
+volizioni e le azioni dell'anima nostra debbono necessariamente
+conformarsi, anche nell'errore; e che, tanto nella vita quanto
+nell'opera d'arte, la creatura umana la quale si mette a un'impresa
+con mezzi disadatti al suo intento è da giudicarsi o pazza o
+imbecille, o per lo meno non sana. In questo caso è inutile parlare
+d'ideali, se pure non si voglia dimostrare, come afferma il proverbio,
+che dal detto al fatto corre gran tratto.
+
+Il concetto che agita la mente di Claudio Cantelmo, non c'è da ridire,
+è idealissimo: Creare o rifare quell'aristocrazia dell'intelligenza
+che operi e pensi per conto delle plebi umane, e le foggi a sua
+immagine e le costringa, con la forza materiale e spirituale, a
+realizzare un'alta idea di virtù e di bellezza!
+
+Corbezzoli!
+
+Se non che cotesto idealissimo concetto è vecchio quanto il mondo. La
+natura, la società, dalle prime albe della creazione finora, non hanno
+fatto altro che incessantemente incarnarlo a traverso tutte le varie
+accidentalità e vincendole sempre. La storia è il registro immortale
+degli immani sforzi, dei dolorosi travagli, delle gloriose vittorie
+dello Spirito lungo il corso dei secoli: ed ella ha ancora molte e
+molte pagine bianche dove registrare altri sforzi, altri travagli,
+altre vittorie nei secoli avvenire, fino a che questo nostro sistema
+solare non si sarà estinto nello spazio.
+
+E neppure allora lo Spirito, umano o divino che si voglia dire, morrà.
+Noi abbiamo coscienza netta e ferma che egli ricomincerà da capo le
+sue lotte e le sue vittorie. Ha l'infinito davanti a sè, nello spazio
+e nel tempo. Altro che la via lunga, che sembra confondersi in fondo
+all'orizzonte col cielo, dei giovani idealisti come lei!
+
+Si metta ora una mano su la coscienza e risponda a questa mia
+interrogazione:
+
+--È creatura viva Claudio Cantelmo? È almeno creatura equilibrata,
+sana, da poter dare l'illusione che essa continui nelle pagine del
+libro le pagine della vita?
+
+Se l'autore avesse voluto farne un Don Chisciotte dell'ideale
+aristocratico, non fiaterei più. Ma questa intenzione satirica non
+trasparisce da nessun rigo o mezzo rigo del volume. Il D'Annunzio ha
+anzi sfoggiato pel suo protagonista una magniloquenza epica di stile
+ammirevole davvero e di cui egli solo è capace; magnificenza troppo
+monotona forse, e qua e là un po' bolsa, che fa pensare di tratto in
+tratto a la figura della pazza principessa Aldoina Montaga da lui così
+ben descritta: "La carne del mento s'increspava su i monili ond'era
+cinto il collo. E quella enormità pallida e inerte mi risuscitò
+nell'immaginazione non so qual figura sognata di vecchia imperatrice
+bizantina, al tempo d'un Niceforo o d'un Basilio, pingue ed ambigua
+come un eunuco, distesa in fondo alla sua lettiga di oro".
+
+E tanta magniloquenza il D'Annunzio l'ha sfoggiata appunto perchè gli
+è parso di mettersi così all'unisono con la magnificenza della sua
+creatura, con la romulea grandiosità dell'ideale di essa.
+
+Dov'è qui il _tipo_? Intendo dire la creatura umana viva, che, se sa
+quel che vuole, sappia egualmente come attuare la sua volontà con
+mezzi umani, nella società dove il caso l'ha fatta nascere e dove le è
+forza di vivere e di agire? Claudio Cantelmo intende forse la società
+che lo attornia? Da pensatore idealista, qual vuole mostrarsi, capisce
+forse quel che c'è di passeggero, di accidentale in essa? Indovina
+forse quale virtù vivificante la pervade intimamente, nascostamente?
+Sospetta forse che il dominio di certe forze sfugge alla più forte
+volontà umana, e che è assoluta stoltezza soltanto pensar di
+infrenarle e regolarle? Quelle, appunto, della generazione. Carlo
+Bonaparte e Letizia Ramorino a tutt'altro badavano, procreando, che a
+plasmare il prossimo imperatore dei francesi, il rimescolatore della
+nuova Europa.
+
+--Il futuro re d'Italia! Il geniale tiranno che dovrà ristorare la
+razza italiana ed elevarla "_al più alto splendore di sua bellezza
+morale_!"
+
+Ma, se occorrerà pure, cotesto genial tiranno l'istinto della razza
+saprà probabilmente cavarlo fuori da qualche ignoto grembo di ben
+costituita creatura popolana e infondergli l'anima grande e il
+vastissimo intelletto, meglio assai della covatrice artificiale di
+Claudio Cantelmo! E lo metterà fuori al momento opportuno, come ha
+fatto sempre, e ultimamente fra noi creando Mazzini, Garibaldi,
+Cavour, Vittorio Emanuele per altro non meno nobilissimo e santissimo
+scopo.
+
+Se queste cose le so io, che non sono idealista e pensatore del
+calibro di Claudio Cantelmo, a più forte ragione avrebbe dovuto
+saperle lui, se fosse stato davvero _persona viva_.
+
+Mi sono ora espresso a bastanza chiaro, perchè non possa più esser
+frainteso allorchè parlo di _persone vive_, e perchè non abbia a
+sentirmi attribuire la sciocchezza che unicamente le persone
+materiali, esteriori debbano in arte stimarsi vive? Mi pare di sì.
+
+Ed ora eccoci a un ultimo equivoco.
+
+Io le ho detto: l'Arte agonizza perchè la riflessione e la scienza la
+uccidono. Non me la son cavata dal mio cervello questa sentenza di
+morte. La storia letteraria universale ci dimostra come la riflessione
+e la scienza vadano di mano in mano falcidiando le forme artistiche,
+peggio che non facesse Tullio Ostilio coi famosi papaveri. Dove sono
+più l'epopea e la tragedia? Qualcuno arriva oggi a domandarsi, e in
+Francia: Dov'è mai più la commedia?
+
+Lei mi risponde citando la _Renaissance de l'Idealisme_ del
+Brunettière, gli studi del visconte De Vogüe intorno allo
+spiritualismo del Pasteur e di Claudio Bernard, e _Le réveil de l'Âme_
+del Maeterlink. Ma chi le ha mai negato che lo spiritualismo rinasca?
+E chi ha osato mai insinuare che non faccia bene a rinascere? Lei sa
+benissimo che spiritualista sia io; ne abbiamo ragionato insieme, e a
+lungo, mesi fa.
+
+Avrebbe potuto meglio rispondermi: Morta una forma d'arte, ne vien
+fuori subito un'altra; non c'è più il poema, ma c'è il romanzo; non
+c'è più Shakespeare, nè Molière, nè Goldoni, ma ci sono l'Ibsen e,
+meglio, i drammettini del Maeterlink a proposito del quale si è fin
+parlato di Shakespeare redivivo.
+
+--_Eh, via, amico mio!_--Mi conceda di ripetere le sue parole.
+
+In quanto poi a quel che resterà o non resterà di certa produzione
+letteraria moderna, è meglio lasciar là la profezia. Chi ne può saper
+niente? Il futuro è pieno di sorprese. Nessuno degli autori da lei
+citati si è mai figurato che tutta la sua produzione o gran parte di
+essa arriverà ai lontani nepoti sana e piena di vita; ognuno di loro
+si stimerebbe fortunato se uno solo dei suoi romanzi, una sola delle
+sue novelle contenesse in sè tanta virtù da conquistare l'immortalità.
+
+E questo può dirsi tanto dei _naturalisti_ quanto degli _idealisti_; e
+sa, caro Ojetti, perchè? Perchè l'avvenire è giusto, tardo nel
+giudicare talvolta, ma imparziale. Lo avvenire non dirà agli scrittori
+che han lavorato per esso (questa illusione è necessaria a tutti
+):--Su, fuori la tessera di etichetta. È naturalista lei? È
+idealista?--Si occuperà soltanto di vedere se mai qualcuno di loro
+abbia o no fatto opera d'arte, indipendentemente di qualunque
+filosofia, di qualunque positivismo scientifico, di qualunque concetto
+aristocratico e plebeo. E riporrà nel Panteon delle creazioni
+immortali soltanto quella che avrà più vigorosamente incarnato
+l'ideale concetto dell'opera d'arte.
+
+Terribile cosa, caro Ojetti!
+
+E pensare che Omero e Dante e lo Shakespeare non sapevano niente di
+realismo e d'idealismo e d'altri consimili _ismi_! E intanto han messo
+al mondo quelle cosettine che si chiamano _Iliade_, _Odissea_,
+_Commedia_, _Otello_, _Amleto_, _Re Lear_!
+
+Infine, si ricordi che io ho parlato di agonia non di morte dell'Arte.
+C'è ancora molto spazio di tempo per loro giovani pieni di fede e di
+buona volontà. All'opra dunque e:
+
+ Viscottu, ventu 'mpuppa e barca lesta!
+
+come dice un poeta vernacolo mio concittadino. Lei non dubiterà,
+spero, della sincerità di quest'augurio.
+
+
+
+
+LA CRISI DEL ROMANZO
+
+
+I.
+
+Ragioniamone poichè ne ragionano tanti altri.
+
+Dunque il romanzo moderno è malato, e i dottori che si affollano
+attorno al suo letto, e fanno la diagnosi del male da cui è abbattuto
+e che ne minaccia l'esistenza, non ci sanno ancora dir niente di
+chiaro su la soluzione della crisi.
+
+A dar retta alla gente, questo povero romanzo moderno è una creatura
+infermiccia, o uno di quegli organismi facili a prendere ogni
+malattia. Dev'essere però anche un organismo molto resistente, se di
+tratto in tratto sentiamo dire che ha lasciato il letto, che sta
+benissimo e che va pel mondo vispo e allegro, roseo e ringiovanito,
+quasi non fosse mai stato malato in vita sua.
+
+Tempo fa aveva avuto un accesso di _romanticismo_; febbre a quaranta
+gradi, allucinazioni, delirio!
+
+Un dottore disse:
+
+--È bello e ito! Se gli si potrà somministrare una buona dose di
+_naturalismo_ e di _sperimentalismo_, forse, chi sa!...
+
+E quella specie di chinino infatti fece il miracolo.
+
+Il malato non solamente si rimise in salute, ma ingrassò tanto che non
+sembrava più lui. Qualcosa però gli si era guastato nel cervello; da
+bravo figliuolo, onesto, morigerato e col timore di Dio, che era prima
+era diventato assiduo frequentatore di bettole e di donnacce;
+sbraitava canzoni oscene, e nelle conversazioni si lasciava scappare
+di bocca sconcezze di ogni sorta, senza badare alle ragazze e ai
+bambini che si trovavano presenti. Alla fine, bevi, bevi, una sbornia
+oggi, un'altra domani, rieccolo all'ospedale, col _delirium tremens_!
+
+--Ben gli stia!--diceva la gente pulita.--Lasciatelo morire; meglio
+per lui e per noi.
+
+I dottori intanto volevano sperimentare non so qual nuovo rimedio
+trovato allora allora dalla scienza; tentare non nuoce, specialmente
+quando il male è assai grave; e tentarono. Iniezioni sottocutanee di
+_psicologismo_ in tutte le parti del corpo: non gli rimase un
+centimetro di pelle intatta dalle punture della siringa Pravaz. E il
+_delirium tremens_ fu vinto.
+
+Il malato uscì dall'ospedale, riprese le sue faccende; ma era così
+mutato di carattere da riconoscersi a stento. Non più canzoni oscene,
+non più bettole, non più donnacce; aveva un sacro orrore del vino e
+delle bibite alcooliche; mostrava un'eccessiva affettazione di vestir
+bene, di frequentare l'alta società, misurato nei gesti, gentilissimo
+nelle maniere, e un po' ammalinconito. Per cose da nulla si scrutava
+dentro, faceva lunghi esami di coscienza; voleva indagare il perchè di
+ogni suo sentimento, di ogni suo atto, e farlo sapere a tutti, con
+cert'aria dottorale che spingeva la gente a guardarlo in viso.
+Dapprima, la novità di vederlo trasformato in quel modo lo aveva reso
+interessante; ma, a lungo andare, quei suoi sproloqui, quelle sue
+divagazioni divennero insopportabili. Non era cosa naturale. Si capì
+che il rimedio lo aveva guarito, sì, del _delirium tremens_, ma gli
+aveva inoculato un male peggiore.
+
+Se non era stato molto divertente con le sue sconcezze e con le sue
+sbornie, con la prosopopea psicologica era mortale addirittura. E poi,
+gonfiava, gonfiava, quasi la siringa Pravaz, assieme col
+_psicologismo_, gli avesse introdotto sotto la pelle molt'aria.
+Dovevano vederselo, un giorno o l'altro, crepare davanti agli occhi
+come una vescica troppo tesa? E lo ricondussero all'ospedale.
+
+Ed è lì ancora, non dico tra la vita e la morte, ma seriamente malato.
+I dottori, se sono concordi intorno alla diagnosi dell'attuale
+malattia, non vanno punto di accordo intorno al rimedio da
+somministrare. Chi propone una cura ricostituente di _idealismo_ o di
+_neo-cattolicismo_; chi sciroppi di _simbolismo_ e anche di _lirismo_.
+Speriamo che s'intendano finalmente tra loro, e che non accada quel
+che dice il proverbio: Mentre i medici si accapigliano, il malato
+muore.
+
+ *
+ * *
+
+Una relazione, molto accurata e molto ben fatta, delle varie malattie
+del romanzo moderno ho letto in questi giorni in una promettente
+rivista napoletana;¹ la conchiusione è questa:
+
+ ¹ _La rivista contemporanea_, anno 1, N. 1. La crisi del romanzo
+ di __Raffaele Gioffredi__.
+
+"Dal crudo naturalismo, che già pare definitivamente abbandonato e
+dall'idealismo assoluto, contro cui si ribella la coscienza
+scientifica dei nostri tempi, pare che l'arte disorientata e pur
+imperiosamente necessaria alla vita moderna, si raccolga in
+un'atmosfera di superiorità aristocratica. Già in tutta l'arte
+contemporanea si osserva la tendenza ad una obbiettivazione sempre
+crescente dei suoi fini; non forse dal sentimento che l'arte debba
+essere la cultura di ogni elemento di bellezza, debba prolungare
+l'intima necessità del sogno, deriva tutta la fortuna di cui gode
+presentemente la musica e la poesia che ha temperate le ali dei ritmi
+a delle idee musicali?
+
+"E così quando un artista vorrà narrare agli umani, ad alleviare in
+loro la stanchezza della vita vissuta, qualche superbo suo sogno,
+scriverà un'opera dove tutte le essenze della bellezza saranno
+rivelate ad occhi mortali, e vi palpiterà dentro l'eco di un mondo
+affascinante, e ne sorgeranno in uno splendore di aurora imagini di
+forza, di grazia, di armonia.
+
+"Questo sarà il romanzo dell'avvenire: un poema che si servirà d'una
+prosa più nitida del marmo, più fluente di qualunque regale corrente
+di acqua, più complessa e più varia dei cieli notturni. Aspettiamone
+l'evento."
+
+Aspettiamo pure. Intanto, poichè il malato non ci sente, discutiamo
+del suo male.
+
+Ho un'idea un po' stramba e la voglio dire.
+
+Io credo che il preteso malato sia uno di quegli organismi così bene
+impostati da poter campar cento anni.
+
+Ha un difetto: dà troppo retta ai consigli dei medici e si rovina la
+salute.
+
+Quando i dottori credono che egli abbia la febbre tifoidea del
+_romanticismo_, prendono un abbaglio; scambiano per tifoidea una
+semplice febbricciuola di crescenza, e rischiano di ammazzarlo con le
+loro grosse dosi di _naturalismo_ e di _sperimentalismo_.
+
+Ingrassa, alza il gomito fuor di misura, si perde dietro le donnacce,
+parla sboccato? Dio mio! C'è da meravigliarsene? Bisogna pure che la
+giovinezza si scapricci e si sfoghi; non si è mai savii a venti anni.
+Che _delirium tremens_ ci andate contando! Qualche scossettina di
+nervi; eh, via! Passerà. Le persone ragionevoli avrebbero detto così;
+ma fate capir questo ai dottori!
+
+--_Psicologismo_ ci vuole! Serietà! Non siamo per niente nel secolo
+della scienza positiva!
+
+Ed ecco come l'hanno conciato, povero diavolo!
+
+Ebbene: se lo lasciassimo stare un po' tranquillo? Se gli
+permettessimo di seguire liberamente gli impulsi del suo istinto,
+della sua natura? Se invece di parlargli di ricostituenti _idealisti_
+o _neo-cattolici_, di sciroppi _simbolistico-lirici_, ci risolvessimo
+a dirgli:
+
+--Su, caro amico, vivi, agisci come ti pare e piace; mangia quel che
+meglio ti garba, quel che più si confà col tuo stomaco, e non dar
+ascolto a nessuno? Scommetto che il povero romanzo contemporaneo non
+farebbe più guadagnare neppure un soldo ai medici e agli speziali, e
+andrebbe attorno sano, bello, vigoroso come madre natura lo ha creato,
+con gran piacere di lui e di tutti noialtri.
+
+ *
+ * *
+
+Smettiamo il parlar figurato, ragioniamo seriamente.
+
+Che ha da spartire il romanzo con la filosofia, con la scienza, con la
+religione? Dopo la mala prova del _romanzo sperimentale_ escogitato
+dallo Zola, avremmo dovuto capirlo.
+
+Già io non credo che lo stesso Zola abbia mai preso sul serio la sua
+ricetta. Aveva bisogno di un motto, di una bandiera per mettere in
+vista l'opera sua; e, trovatasi tra le mani la _Scienza sperimentale_
+di Claudio Bernard, visto l'esempio del Taine che adattava, forzandoli
+un po', i criterii delle scienze naturali alle belle arti e alla
+letteratura, immaginatosi che un romanzo opera di arte e di scienza
+sarebbe stato certamente una bella novità, imbastì in fretta e in
+furia la teoria del romanzo sperimentale e la predicò ai quattro
+venti.
+
+La novità c'era, senza dubbio, ma non era precisamente quella da lui
+bandita; non consisteva nel dimostrare per mezzo della finzione
+artistica un principio scientifico, ma piuttosto nell'assimilarsi il
+metodo di osservazione, dentro i limiti, s'intende, consentiti
+dall'indole e dalla natura dell'opera d'arte; anzi la precisa novità
+si riduceva alla coscienza più chiara, più categorica, del dovere
+dell'artista di dare al suo lavoro un fondamento di osservazione
+diretta e nel lasciare ai fatti, ai caratteri, alle passioni la loro
+piena libertà di azione, senza mescolarvi i suoi particolari criterii:
+insomma nell'imitare proprio la natura, che mette al mondo le creature
+e le abbandona a sè stesse e al giudizio della società.
+
+Tale cosa era avvenuta, da un bel pezzo, nel teatro; lo Shakespeare
+aveva praticato quel metodo in modo supremo.
+
+Si trattava in fine di metterlo in pratica anche nel romanzo. Non era
+facile. Occorreva un genio per lo meno uguale a quello del gran
+tragico inglese, istintivo, incosciente come lui; e la Natura non si
+era trovata, chi sa perchè, in caso di crearlo. Ma un'opera di arte ha
+più genio di tutti gli artisti presi insieme; e il romanzo, visto che
+il suo uomo tardava a comparire, si è risoluto a tentare parecchie
+prove parziali, più meno estese, più o meno riuscite, pur di
+raggiungere, in un modo o in un altro, il perfezionamento del suo
+organismo. E l'ha raggiunto.
+
+Una cosa però è il romanzo, e un'altra i romanzieri; non dobbiamo
+confonderli. E non si deve credere che l'organismo di un'opera di arte
+sia qualcosa di astratto, perchè ha bisogno, per manifestarsi, di
+particolari incarnazioni nelle particolari opere di questo o di
+quell'artista. Niente di più reale di questa creduta astrattezza che
+dà forma e realtà a migliaia di opere di arte, le quali rappresentano,
+come direbbero i metafisici, tutte le possibità di essa, e avranno
+ancora molto da fare prima di giungere ad esaurirle.
+
+I romanzieri _naturalisti_ o _sperimentalisti_ che si vogliano dire,
+mettevano in atto, esagerandola, come accade sempre, una di queste
+_possibilità_, e anche svisandola. Un'opera di pensiero--giacchè la
+immaginazione è una forma inferiore del pensiero--non può non
+risentire le influenze dell'ambiente in cui viene alla luce. Correvano
+i bei tempi del naturalismo scientifico, del positivismo, e sarebbe
+stato assurdo pretendere che i romanzieri potessero fare a meno di
+servire ai loro lettori pietanze materialiste e positiviste. Ma lo
+sbaglio lo commetteva loro, non il Romanzo. Il Romanzo li lasciava
+fare perchè ci aveva il suo tornaconto. I romanzieri confondevano il
+concetto materialista col metodo positivo: e intanto che essi
+commettevano l'imbroglio, il Romanzo però si serviva anche del metodo,
+lo metteva in evidenza, lo faceva insensibilmente penetrare nella loro
+coscienza; ed essi, non accorgendosi del tiro che veniva lor fatto,
+continuavano a ciarlare a tutto spiano di naturalismo di positivismo,
+di verismo, di sperimentalismo e simili teoriche, le quali hanno poco
+o niente che vedere con l'arte.
+
+In un certo paese di questo mondo, la questione è stata capita
+dirittamente; i novellieri e i romanzieri di quel paese non hanno
+infatti parlato di naturalismo o di sperimentalismo; e poichè pareva
+occorresse che mettessero fuori una bandiera anche loro, per avere un
+segno attorno a cui raccogliersi durante la mischia, inalberarono il
+vessillo del _verismo_, il quale accennava particolarmente più al
+_metodo_ che non alla materia di cui l'arte loro si serviva.
+
+E in quel tale paese c'è stato qualcuno che ha applicato il metodo con
+rigore straordinario, raggiungendo quasi di primo acchito il limite
+oltre il quale l'opera d'arte, se imprudentemente vi si avventura,
+perde la sua caratteristica, diventa qualcosa di ibrido, d'infecondo,
+e corre pericolo di rimetterci la pelle.
+
+Ma di quel povero paese e di quel tale _qualcuno_ io non voglio neppur
+fiatare, per paura di sentir dire che voglio vantare i tagliatelli di
+famiglia.
+
+E poi, non è passata in cosa giudicata che la letteratura narrativa
+italiana non conta niente? Siamo noi stessi i primi a proclamarlo dai
+tetti; e il voler ora insinuare che essa abbia qualche valore può
+sembrare aberrazione. Zitti, dunque!
+
+Il povero romanzo contemporaneo vorrebbe comportarsi da indifferente
+con tutte le materie d'arte, materialismo, psicologia, idealismo,
+misticismo, neocattolicismo; ma inutilmente egli grida:--Sono Romanzo
+e tale voglio restare, unicamente romanzo, unicamente opera
+d'arte!--Nessuno gli bada.
+
+Il bello poi è che i critici e il pubblico se la prendono con lui;
+quasi che il colpevole sia proprio lui e non i romanzieri mezzi
+artisti e mezzi scienziati, esseri neutri che non appartengono per ciò
+nè alla scienza nè all'arte; quasi che i critici non abbiano
+contribuito e non contribuiscano ogni giorno, dal canto loro, a
+ingarbugliare la matassa, a confondere i critici degli artisti e del
+pubblico.
+
+Il Romanzo non c'entra per niente in questa baraonda. Egli non
+vorrebbe far altro che cavar fuori creature vive da qualunque materia;
+metterle al mondo con la stessa varietà, con la stessa prodigalità
+della Natura, ma superiori a quelle della Natura, perchè non soggette
+alla schiavitù delle contingenze e alla fatalità della morte.
+Qualunque sia lo stato sociale, quali che siano i sentimenti, le
+passioni, le opinioni politiche, le credenze religiose, le convinzioni
+scientifiche dei personaggi, il Romanzo vorrebbe riprodurre non il
+meccanismo ma proprio la funzione normale o anormale di quegli
+elementi così disparati, nel loro cuore, nella loro mente e quindi nei
+loro atti e nella complicazione di questi...
+
+Ma forse lo lasciano liberamente agire?
+
+E in questa opera d'impedire al povero Romanzo ogni naturale
+movimento, critica e pubblico sono così accecati, da non capire
+neppure gli scherzi che il Romanzo si permette, allucinandoli di tanto
+in tanto, facendoli andare in visibilio dietro apparenze di nuove
+forme, come è accaduto ultimamente coi romanzi russi.
+
+
+II.
+
+Bisogna innanzi tutto metter _fuori di causa_ il publico, come dicono
+i legali. Egli legge, riceve impressioni, e non discute; o, se
+discute, ragiona senza sofistiche sottigliezze di scuole e di metodi,
+e sopratutto non confonde mai, o raramente, il concetto con la forma.
+Ne abbiamo uno stupendo esempio in Italia.
+
+Nel più bel tempo della nostra letteratura politica, quando la lirica,
+la drammatica, il romanzo erano avvisaglie, scaramucce, battaglie
+contro la dominazione straniera e l'influenza clericale, appaiono
+inattesamente i _Promessi Sposi_. Il pubblico non si cura dei
+lombardismi, nè del concetto di rassegnazione cristiana che i critici
+vi scoprono; gli basta l'opera d'arte e lascia dire. Il Manzoni
+_risciacqua in Arno_ la sua prosa; i critici, chi lo loda, chi gli
+rimprovera di aver guastato lo stile del suo romanzo: il pubblico
+gusta di più in più l'opera d'arte, e lascia dire. Viene il
+Settembrini e scomunica i _Promessi Sposi_ come lavoro reazionario,
+appunto quando si gridava da ogni parte: _O Roma, o morte!_ Per
+ammazzare qualunque altro romanzo, ci sarebbe voluto meno assai. Il
+pubblico sorride alla tirata dell'onesto patriotta, e continua a
+leggere i _Promessi Sposi_ e ad ammirarli sempre più.
+
+E quando un altro professore avea messo in un mazzo il Guerrazzi e il
+P. Bresciani, cioè il diavolo e l'acquasanta, il pubblico non si era
+scandalizzato e gli avea dato ragione. Gliela aveva anzi data
+anticipatamente, cominciando a lasciar da parte le _Battaglie di
+Benevento_, gli _Assedii di Firenze_, le _Beatrici Cenci_ come armi
+già inservibili, da riporre nei musei per gli storici e per gli
+archeologi dell'avvenire.
+
+Mettiamo dunque _fuori di causa_ il pubblico.
+
+Ecco là un francese, critico di professione, che vuole spiegarsi il
+fenomeno dell'entusiasmo prodotto in Europa dai romanzi russi.
+
+Quel critico è un ingegno sottile, e conosce benissimo la letteratura
+romanzesca del suo paese. Infatti egli scorge subito che le crisi di
+coscienza, le lotte dell'anima per affrancarsi dall'oppressione dei
+pregiudizi e delle convenzioni sociali sono concetti di antica data:
+tutta la produzione francese della metà di questo secolo n'è
+riboccante, dall'Hugo e dalla Sand al Balzac, al Flaubert e allo Zola.
+Egli crede per ciò, e mi servo delle parole della relazione citata,
+"che tutto il patrimonio di sentimenti e d'idee, di cui i romanzieri
+russi han dato per così dire la rifazione in una _forma nuova_,
+passando per più vergini spiriti, arricchitosi di quelle speciali
+visioni e concezioni che ogni razza porta nella vita e nella storia, è
+parso un mondo affatto originale e diverso da ogni altro".
+
+Ho sottolineato io le parole: _forma nuova_ per notare che il critico
+si è ingannato. Neppur quella forma è _nuova_: o meglio non era più
+così nuova, come egli immagina, al tempo della sua prima rivelazione
+all'Europa. I romanzieri russi, quei due o tre romanzieri russi che
+sono davvero grandi artisti, avevano soltanto fatto sviluppare, per
+istinto più che per riflessione, il germe della impersonalità
+artistica, che è la più alta conquista del romanzo contemporaneo, il
+compimento assoluto del suo organismo. Necessità naturale, se mentre i
+romanzieri russi la mettevano in pratica senza anticipatamente
+discuterla, veniva discussa e messa in pratica nello stesso tempo in
+altri paesi di Europa e in Francia specialmente, quantunque per via
+indiretta, cioè col pretesto di voler ridurre il romanzo a una specie
+di succursale della scienza.
+
+Il clamoroso successo dei romanzi russi non è provenuto soltanto dai
+concetti di crisi di coscienza, di lotte dell'anima, o dalle speciali
+visioni della razza dei loro autori, ma dal rigoroso metodo di
+osservazione e dalla straordinaria sincerità con cui era adoperato.
+Tanto è vero che, passata la prima impressione prodotta
+dall'esoticismo, le opere di quei due o tre romanzieri non hanno
+perduto niente, son rimasti dei capolavori. Per la stessa ragione
+tutta la fungaia degli altri romanzieri russi rivelata dopo è rimasta
+in seconda, in terza linea, anche in Francia, non ostante che la
+politica si sia mescolata un poco all'entusiasmo letterario. E per la
+stessa ragione le imitazioni, i rifacimenti, i riporti in diverso
+ambiente di quei concetti e di quei sentimenti non hanno attecchito. A
+questi altri romanzieri russi e agli imitatori manca la genialità,
+manca la coscienza della forma; non sono veri artisti, non sono
+sinceri. Il Gogol, il Tolstoi, il Dostojewscki concepivano anime e
+corpi russi, creature vive, e non si curavano di altro. I loro
+concetti, i loro sentimenti non riuscivano a manifestarsi senza la
+solidità della forma. Il giorno che uno di loro, il Tolstoi, preso da
+aberrazione religioso-umanitaria, non ha più creduto sufficiente
+quella forma per esprimere il suo pensiero, ha rinunciato al romanzo;
+ed ha fatto bene. Tutti coloro che vogliono esprimere puramente un
+concetto dovrebbero imitarlo; facciano dei trattati, delle conferenze,
+degli opuscoli, delle prediche magari, ma non si servano del romanzo.
+La forma, cioè la creatura viva, è assai più complessa del pensiero
+astratto. È del tal luogo, del tal tempo; ha troppe relazioni di
+eredità, di parentela, di condizioni politiche e sociali; troppe
+fatalità di vizii, di virtù, di passioni da poter essere l'espressione
+limpida e chiara di un concetto astratto. E quando quella creatura
+viva si è impossessata dell'immaginazione dell'artista non si lascia
+più guidare o comandare; lei comanda e guida, lei agita, sconvolge,
+imbroglia e scioglie a modo suo gli avvenimenti, senza che l'artista
+possa disubbidirle, se non vuole venir meno al suo dovere e cessare di
+esser tale.
+
+Ora, se un critico fine e arguto come il Lemaitre non ha veduto
+chiaramente questo, è assurdo pretendere che abbia a vederlo il
+pubblico che non fa il mestiere di lui e dei suoi colleghi, e non ha
+obbligo di farlo. Sono anzi costoro che gl'imbrogliano il cervello,
+classificando, distinguendo, creando specie e sottospecie, generi e
+sotto-generi di romanzo, secondo i concetti più o meno abilmente
+trovati e messi in voga dai cercatori di novità, dai propugnatori di
+tesi.
+
+Classificando a questo modo, si può andare all'infinito; e si capisce
+come un critico, quello prima citato, trovi da far le meraviglie per
+l'affermazione del Verga, che si _possa scrivere un romanzo mistico
+con una forma naturalistica_. Tutt'al più, egli avrebbe potuto dire
+che il Verga non è stato preciso, e che invece di _naturalistica_
+avrebbe dovuto dire meglio: _impersonale_. Intendeva appunto dir
+questo: e forse l'accusa d'imprecisione è una meticolosità. Il Verga,
+che come artista sa il fatto suo, capisce benissimo che un romanziere
+ha l'obbligo di dimenticare, di obliterare sè stesso, di vivere la
+vita dei suoi personaggi. E se tra essi c'è un mistico, il romanziere
+deve sentire e pensare come lui, non ironicamente, non criticamente,
+ma con perfetta obbiettività, lasciando responsabile il personaggio di
+tutto quel che sente e pensa. In questo senso il romanziere non deve
+avere nessuna morale, nessuna religione, nessuna politica sua
+particolare, ma penetrarle e intenderle tutte, spassionatamente,
+almeno per quanto è possibile. Con questo mezzo soltanto egli potrà
+mettere al mondo non fantocci, non manichini vestiti con una o con
+un'altra foggia, atteggiati in una o altra maniera, ma creature
+libere, viventi nella elevata serenità dell'atmosfera artistica,
+veramente ideali, cioè veramente conformi all'idea. Con questo mezzo
+soltanto egli non dovrà stillarsi il cervello a proporsi tesi e
+risolverle, che è quanto dire tentar di fare opera vana a cui non
+basta la stessa scienza; può risolvere casi parziali, perchè ogni
+individuo è un mondo a parte, la qual cosa significa tutt'altro che
+risolvere una tesi.
+
+I romanzieri di nascita, i vari artisti hanno istintivamente orrore
+della tesi. Niente è più mutabile del punto di vista da cui il
+pensiero umano, progredendo, guarda una tesi. La pretesa soluzione di
+oggi diventerà ridicola o assurda domani. Far dipendere la vitalità
+dell'opera d'arte dal valore problematico di una tesi è introdurre
+nell'organismo di quella un elemento di corruzione e di morte. Giacchè
+la tesi è astrattezza, e per risolverla l'artista dovrà forzare,
+falsare la realtà, adattare caratteri, passioni, avvenimenti a uno
+scopo prestabilito, fare insomma opera artificiale o artifiziosa, il
+rovescio di un'opera d'arte.
+
+I lavori d'arte di questo genere, quando sono produzione di un uomo
+d'ingegno, possono abbagliare per un po' di tempo, fare qualche
+rumore, ma alla fine svaniscono come ombre e non lasciano rimpianti.
+Potranno qualche volta interessare il psicologo, il psichiatra, e
+anche i curiosi di stranezze simili a quelle dei decadenti
+neo-cristiani.
+
+Il nostro critico giudica così questi neo-cristiani: "Dove trovare in
+costoro il sincero sentimento del cristianesimo che rappresentò lo
+spostamento dell'ideale umano da qualche cosa d'insito alla vita
+stessa in un mondo ultra sensibile? Che vuoto quindi in questa
+tendenza letteraria! Il disfacimento dei suoi ideali si può constatare
+nell'Huysmans, uno dei più nuovi suoi rappresentanti. Nel suo romanzo
+_En route_, in cui è descritta la crisi di un'anima che si rifugia
+dalle insidie e dalle suggestioni del mondo entro la fede dei padri,
+non si scorge la vittoria di questa nuova direzione contro la quale
+tutte le facoltà umane, passionali, carnali del protagonista si
+ribellano con una violenza inaudita; e si può dire che quel misticismo
+vi rappresenti un dilettevole esercizio retorico, una novità da
+_réclame_."
+
+E il critico ha ragione per questa ultima parte: ha torto, chiedendo
+la _vittoria della nuova direzione_. Non avrebbe dovuto chiedere altro
+all'infuori della più grande sincerità possibile nello studio di quel
+caso particolare.
+
+Ed esprimendo il voto, l'augurio per la forma futura del romanzo, egli
+non avrebbe dovuto accumulare, nelle poche righe citate da principio,
+tante astrattezze e contraddizioni che sono infallibile indizio della
+nebulosità e della inconsistenza del suo concetto. Chiamiamo pure
+_superbo sogno_ il futuro romanzo. Ogni opera d'arte, su per giù, è un
+sogno ad occhi aperti; e, se si vuole, chiamiamolo anche simbolo,
+perchè ogni opera d'arte non è la realtà ordinaria, ma la realtà
+immaginata, lavorata dalla fantasia, purificata, idealizzata.
+Ricordiamoci però che i vocaboli hanno un significato ben definito, e
+che l'adoperarli senza le dovute cautele può condurci a conseguenze
+funeste.
+
+Il simbolo è opera d'arte primitiva. In esso il concetto, per speciali
+condizioni, non ha avuto tempo di condensarsi compiutamente nella
+forma; è rimasto trasparente; o, per condizioni ancora più speciali,
+si è prestato a divenire trasparente senza sua colpa.
+
+Prendiamo per esempio il mito di Psiche. Nella narrazione di Apuleio,
+Psiche non è ancora l'Anima, è una fanciulla come tutte le altre. La
+riflessione se ne è impossessata e ne ha cavato fuori qualcosa che
+poteva esserci o poteva benissimo adattarvisi; e da allora in poi, la
+forma, già inizialmente condensata, si è venuta sempre più sempre più
+assottigliando. La fanciulla di Apuleio infatti è divenuta
+un'astrazione nel poema del Laprade, cioè lo Spirito umano, che per la
+sua curiosità e per la sua smania dell'ignoto, viaggia attraverso la
+civiltà, a traverso le religioni, e si adagia finalmente in un
+panteismo indefinito. Pare un progresso ed è una decadenza. Non c'è
+più la semplice creatura, nè il suo concetto; a traverso la creatura
+scorgiamo il concetto, e quel po' che rimane della creatura sminuisce
+il concetto.
+
+Prendiamo Prometeo. È dapprima un uomo, o un semideo. Nella trilogia
+eschiliana è una specie di gigante profeta. La riflessione vi ha
+lavorato attorno ed è già divenuto il pensiero umano in lotta con la
+potenza teocratica, con Dio stesso; nè l'essere stato quasi confuso
+con Satana è la minore delle sventure che siano capitate a quella
+creazione primitiva. Primitiva fino a un certo punto, poichè le
+concezioni jeratiche non possono dirsi proprio primitive.
+
+In ogni modo il simbolo è creazione ibrida. Non è assolutamente opera
+d'immaginazione, nè assolutamente opera di riflessione. Noi abbiamo
+varcato questo punto intermedio; abbiamo dato all'opera d'arte la sua
+completa libertà, il suo perfetto organismo. Voler tentare un'opera
+d'arte dove l'immaginazione deve per forza creare esseri ibridi, è
+impresa di persone che sconoscono la natura dell'opera d'arte.
+
+Se intendiamo dire con questo che l'opera d'arte ha terminato la sua
+funzione, diciamolo pure; ma io non so se diremo una verità. Certe
+quistioni bisogna lasciarle distrigare all'avvenire.
+
+Restringiamoci al romanzo, che non è poi l'opera d'arte assoluta. Sarà
+un _superbo sogno_, dice dunque il nostro critico. E sia. Ma perchè
+dovrà vestirsi di una prosa _più nitida del marmo_? Più _fluente di
+qualunque reale corrente di acqua_? Più _complessa e più varia dei
+cieli notturni_? Io confesso di non arrivare a intendere queste belle
+metafore.
+
+Il romanzo, probabilmente, _superbo_ o _umile sogno_, se vorrà e potrà
+rimanere romanzo, avrà la prosa che più converrà al suo soggetto.
+Questa prosa non esisterà per sè stessa, ma pel soggetto; e sarà tale
+da non potersi affatto scindere da esso. Sarà forma nata in un parto
+con lui; sarà anzi talmente lui, da impedire che si possa fare
+distinzione fra essa e lui.
+
+Il romanzo, probabilmente, se vorrà e potrà rimanere romanzo, non si
+metterà a servizio di questa o quell'idea, di questo o quel sistema;
+continuerà a sviluppare il suo organismo adoperando sempre meglio il
+metodo impersonale, divenendo sempre più nazionale, anzi sempre più
+regionale, per dare alle sue creazioni la stessa varietà e ricchezza
+delle creazioni della Natura.
+
+E allora non si parlerà più di crisi nè di malattie ma di pienezza di
+salute; e i suoi medici potranno andare a riporsi, e i suoi speziali
+chiudere bottega.
+
+Tanto, è inutile; neppur volendo, giungeremo ad ammazzarlo con le
+discussioni e gli intrugli critici. Ha la pelle dura il nostro amico.
+E quando sarà pieno di anni--è giovanissimo ancora--chi sa che
+sorpresa sarà capace di farci?
+
+Io ne ho un vago sospetto, e un giorno o l'altro forse lo confiderò in
+un orecchio ai miei buoni lettori. Se mi ingannerò, peggio per me.
+Infine ho detto sospetto; non ho la pretensione di voler fare il
+profeta.
+
+
+
+
+ROMANZI E NOVELLE
+
+
+
+
+I.
+
+GABRIELE D'ANNUNZIO
+
+
+Un'opera d'arte è un problema di rapporti numerici di cui la scienza
+comincia già a intravedere la soluzione. Gli elementi che la
+compongono si aggregano nella fantasia dell'artista per l'affinità
+elettiva che è in tutte le cose della natura, materiali o spirituali.
+Si aggregano non è la parola propria; bisogna dire: si organano.
+Attorno a una prima quasi impercettibile sensazione comincia spontanea
+la fermentazione creativa, l'assimilazione, lo sviluppo, precisamente
+come per gli esseri viventi; e quella sensazione, al pari della
+cellula iniziale, domina l'intero processo, stabilisce quasi _a
+priori_ la natura, il carattere, l'individualità più o meno notevole
+di un'opera d'arte.
+
+Gabriele D'Annunzio è sotto il fascino dei grandi romanzieri russi,
+Tolstoi e Dostoïevsky. I suoi recenti lavori, _Giovanni Episcopo_ e
+l'_Innocente_ si risentono di quel fascino. C'è tanto e tanto però da
+ammirare in essi, che lo studiare come e fin dove l'influsso di quei
+romanzieri abbia ora aiutato ora mortificato (più mortificato che
+aiutato) le originali qualità dell'ingegno del D'Annunzio, sarà una
+non comune maniera di rendere omaggio all'artista valoroso, ancora in
+lotta con sè stesso e con le impressioni delle creazioni altrui, e
+forse (non paia superbia l'accennarlo) uno spingerlo verso la fine
+della sua ben avviata rinnovazione.
+
+Dico questo perchè il D'Annunzio non sembra avere precisa coscienza di
+quel che avviene dentro di lui da qualche anno in qua. Nè c'è da
+meravigliarsene; la coscienza critica è una cosa molto diversa della
+coscienza artistica. Egli confessa infatti il proprio disgusto di
+tutta la sua opera passata, che chiama vacua e falsa; e subito
+soggiunge che non sente "ancora in sè l'agitazione dell'opera futura
+nè la coscienza del nuovo potere." Questo è già molto per un ingegno
+come il suo così riccamente dotato dalla natura.
+
+A proposito del _Giovanni Episcopo_, scrive: "La persona del
+protagonista era stata da me osservata e studiata con intensa
+curiosità due anni innanzi...... Ma il raro materiale raccolto con la
+possibile esattezza era rimasto grezzo in alcune pagine di note. Una
+sera di gennaio, sfogliando quelle note in un attimo, come nel
+bagliore di un lampo, _vidi_ la figura dell'uomo; non la figura
+corporea soltanto, ma quella morale, per non so qual comprensiva
+intuizione che non mi parve promossa soltanto dal risveglio repentino
+d'uno strato della memoria, _ma dal segreto concorso di elementi
+psichici non riconoscibili ad alcun lume di analisi immediata_.
+(Sottolineo io queste parole.) Mai avevo assistito a un più alto e più
+spontaneo miracolo dell'intelligenza, alla perfetta riconstituzione
+d'un essere vitale nello spirito d'un artefice repentinamente invaso
+dalla forza creatrice."
+
+Ingenuo stupore di fronte a un fenomeno così naturale e così ovvio,
+come altrettanto ingenua risulta la formola che egli ne ricava:
+_Bisogna studiare gli uomini e le cose_ __direttamente__, _senza
+trasposizione alcuna_.
+
+Il suo _Giovanni Episcopo_ e l'_Innocente_ serviranno a dimostrare che
+l'osservazione diretta può avere, anzi ha certamente un gran valore
+scientifico, ma che in fatto d'arte è di un'utilità molto dubbia.
+L'opera d'arte è forma vivente. Le note, le osservazioni, l'analisi
+accumulate non bastano per loro stesse a produrla. Quel materiale
+disgregato e sminuzzolato dev'essere invaso dalla scintilla creatrice
+della forma che agisce casualmente, inconsapevolmente, misteriosamente,
+senza che mai a l'artista riesca di dirigerla a piacere.
+
+Le note, le osservazioni possono spesso venir raccolte in occasioni,
+in tempi e luoghi diversi, con nessun preconcetto di servirsene per un
+determinato lavoro; e il vedere poi in che modo esse si siano fuse,
+messe a posto, e abbiano preso talvolta enorme sviluppo, e si siano
+rimpicciolite tal'altra, adattandosi mirabilmente alle armoniche
+necessità della forma, non è il minore dei piaceri con cui l'artista
+vien compensato dei duri travagli della propria creazione.
+
+La facoltà della forma è innata; nessuno studio, nessuna volontà umana
+può darcela. Non intendo dire con questo che tale facoltà non abbia
+bisogno di educazione; questa stessa educazione ha però qualcosa
+d'istintivo, di libero, e mette la sua impronta di originalità anche
+nelle forme artistiche più perfezionate. Per ciò noi, a traverso le
+diverse opere d'un autore o di diversi autori, possiamo seguire il
+cammino d'un genere e notarne il processo di sviluppo; per ciò
+possiamo scorgerne i parziali tentativi, i brancolamenti, le
+incertezze, fino al compiuto organamento nel capolavoro d'uno
+scrittore.
+
+Gli elementi che concorrono all'educazione della facoltà artistica non
+sono soltanto elementi d'arte, cioè d'immaginazione, ma di
+riflessione: e questi possono benissimo prendere qualche volta il
+sopravvento e nuocere all'azione di quegli altri. È il caso che si
+osserva presentemente in Gabriele D'Annunzio; lo studiarlo con
+attenzione può giovare a tutti quanti corriamo dietro il luminoso
+fantasma del romanzo moderno.
+
+ *
+ * *
+
+Da un lustro in qua, l'avvenimento artistico più notevole è senza
+dubbio l'invasione del romanzo russo nella letteratura dei popoli
+latino-germanici. Mi sembra sciocco chiedere alla politica una facile
+spiegazione di questo fatto. Il romanzo russo ha per sè stesso tanto
+valore, da dispensarci di cercare fuori delle sue elevate qualità la
+ragione del suo gran successo. Suo merito principale è la
+straordinaria sincerità.
+
+Essa, unita al sapore esotico dei sentimenti, spiega a bastanza la
+fortuna delle opere del Tolstoi e del Dostoïevsky, gli ultimi venuti e
+i più poderosi. Alcune righe del Dostoïevsky ci daranno la chiave di
+questo affascinante nuovo mondo: "Il russo--egli dice in _Delitto e
+Gastigo_--è vasto come la sua patria, terribilmente inclinato a tutto
+quel che è fantastico e disordinato. Grande sventura esser vasto senza
+un genio particolare!"
+
+Per ciò le creazioni dei romanzieri russi hanno una forte attrattiva
+per noi. Vi troviamo anime cupe, tormentate da bisogni ideali;
+caratteri rozzi e potenti, che operano con egual forza il bene e il
+male; volontà indomite, cuori assetati da strana sentimentalità di
+soffrire. Esaminati attentamente, tutti quei personaggi non ci
+sembrano in uno stato normale; qualcosa si è rotto nel loro cervello o
+non funziona bene. Sono tutti, o quasi tutti, nevrotici esaltati,
+gente da consegnarsi nelle mani dello Charcot e del Lombroso; persone
+che piangono volentieri, _perchè i loro occhi sono abituati alle
+lagrime_ (Dostoïevsky); cuori ai quali ripugnano tutte le ingiustizie
+sociali che non trovano spiegazione nel loro troppo semplice cervello;
+anime che sembra si sveglino ora al tumulto del mondo e ne rimangano
+sbalordite.
+
+Il nostro scetticismo, la nostra corruzione si sentono scossi al loro
+contatto. Ma non possiamo compenetrarci con loro; differiscono troppo
+da noi. Il pessimismo stesso che pervade la nuova società
+latino-germanica è affatto diverso dal pessimismo slavo. Nel nostro ha
+parte maggiore la riflessione; in quello il sentimento. Inoltre per
+gli scrittori russi l'opera d'arte non è soltanto opera d'arte, ma di
+propaganda politica, religiosa, morale, adattata alle circostanze e ai
+bisogni della loro nazione. Per noi l'opera d'arte è già diventata
+qualcosa d'indipendente, di meno appassionata, più vicina alla
+scienza, se si vuole, e quindi più serena; come nella forma è più
+concentrata, più limpida, più armonica essendo passata a traverso il
+classicismo greco e latino. Tentando di infondere nell'arte nostra la
+conturbata sentimentalità russa, noi facciamo opera stolta per più
+ragioni. Le togliamo il suo carattere, le impediamo di essere lo
+specchio della nostra società, ne facciamo un lavoro di riflessi, un
+non senso. E questo, che è grave errore pei tedeschi, gravissimo pei
+francesi, diventa enorme per noi italiani che non ci siamo ancora
+assimilati tutti gli elementi nuovi di una civiltà altrove più
+progredita e che dobbiamo assimilarceli perchè consentanei all'indole
+della nostra razza, senza perder niente della nostra schietta
+individualità, che chiamerò romana per farmi intendere meglio.
+
+Il D'Annunzio, per inclinazioni particolari del suo ingegno fine,
+propenso a sensualità e a passionalità quasi alessandrine, era esposto
+più d'ogni altro fra noi al pericolo di lasciarsi sedurre dalle
+qualità del romanzo russo; e vi si è infatti abbandonato, trasmodando.
+Nel _Giovanni Episcopo_ c'è quasi una ebbrezza del nevrotismo russo,
+un'incoscienza che non è senza seduzioni, e nelle quali egli fonde
+così le proprie qualità originali con le qualità altrui, del
+Dostoïevsky precisamente, che farebbero mal augurare del giovane
+romanziere italiano, se non fosse venuto fuori l'_Innocente_ a
+tranquillarci e a consolarci.
+
+Nel _Giovanni Episcopo_ non gli son valse a niente le note _raccolte
+con la maggiore possibile accuratezza_. Lo spirito artistico che ha
+incubato quel materiale non è il suo. Il fatto è dovuto accadergli in
+un momento di grave conturbazione della facoltà creatrice. Egli non si
+è nemmeno accorto di ricordarsi, piuttosto che di infondere il suo
+soffio vitale al personaggio. Se avessi sotto mano quelle note, colui
+che egli ha battezzato per _Giovanni Episcopo_ e che dice essere stato
+conosciuto dal suo amico Angelo Conti per la prima volta nel gabinetto
+d'un medico all'ospedale di San Giacomo; colui ch'egli ha studiato
+assieme col Conti e col pittore Marius De Maria in una mortuaria
+taverna di via Alessandrina, dove quegli andava ad annegare nel vino i
+dolori e le umiliazioni domestiche, oh quanto facilmente potrei
+dimostrarlo diverso dal personaggio adombrato dall'arte che
+l'influenza russa ha sofisticata! E questa verità come trasparisce
+dalle parti del lavoro in cui la rappresentazione della realtà è
+riuscita, per naturale impulso sincera, per esempio in quelle pagine
+che descrivono la pensione dove serve Ginevra, e l'episodio di Tivoli
+dove si decide il destino del povero Episcopo! Pagine ammirabili per
+trasparenza di forma, per colorito, per evidenza, pagine veramente sue
+e veramente italiane.
+
+Ma in quella notte malaugurata di gennaio, l'artista lasciò
+abbagliarsi da un quasi inesplicabile miraggio, inesplicabile per chi
+conosce le squisite e preziose qualità del suo ingegno. Egli credette
+di vedersi vivo e parlante davanti gli occhi lo strano personaggio
+studiato, e l'allucinazione fu così forte da non fargli scorgere che
+quel _Giovanni Episcopo_ aveva una fisonomia straniera, un accento
+straniero; che il povero impiegatucolo, il vile soggetto della
+prepotenza del Wanzer e di Ginevra, balbettava cose imparaticce,
+sentimenti non suoi, filosofava, divagava come aveva divagato e
+sentito e pensato un altro fantasma artistico da cui erano state
+lasciate nell'immaginazione dello scrittore profondissime impronte.
+Niente di più eccessivamente russo che quel travedimento di un
+_Christus patiens_ nell'anima abbietta trascritta in quelle note della
+taverna di via Alessandrina.
+
+--Che ne sai tu?--mi si potrà dire.
+
+Ecco quel che ne so; leggete:
+
+"Ed ora ella è qui, sta bene: m'accosto, la guardo di tratto in
+tratto; ma domani? Se la porteranno via. E che farò io allora, solo
+solo? Ora ella è qui, in questa camera, sulle tavole del letto; domani
+la cassa mortuaria sarà pronta, cassa bianca,... bianca, foderata di
+seta di Napoli.... Ma non si tratta di questo. Io passeggio, passeggio
+incessantemente: io voglio comprendere. Son già sei ore che voglio e
+non riesco a concentrare i miei pensieri sur un sol punto...
+Passeggio, passeggio incessantemente, per questo non comprendo....
+Via, procediamo con ordine; ecco com'è avvenuto.... Ecco, se voi
+volete sapere, cioè se io comincio dal principio.... Io voglio
+raccogliere i miei pensieri e non ci riesco.... Ah, ecco i minuti
+particolari, i più minuti!... Ricordo, sì, ricordo tutto!...
+Aspettate, signori.... Aspettate. Io, s'intende, non le ho detto nulla
+della mia beneficenza, al contrario.... Aspettate ancora.... poichè è
+necessario che io rimescoli questo fango.... Dicono che il sole
+vivifichi l'universo. Il sole si leva, guardate: non è morto
+anch'esso? Morti dappertutto. Tutto è morto. Gli uomini sono soli,
+circondati di silenzio. Ecco il mondo!... "Uomini, amatevi l'un
+l'altro." Chi ha detto questo? Che comandamento è questo? L'orologio
+continua a battere, insensibile... Qual orrore! Due ore di mattino. Le
+sue scarpine sono lì, che attendono a piè del suo lettuccio. Domani,
+quando la porteranno via davvero, che diverrò io?"
+
+Sono frasi scelte qua e là nel famoso monologo del marito di Benigna
+(Krotkaïa) monologo che il Dostoïevsky intitola a torto novella
+fantastica.
+
+Ed ora leggete quest'altre frasi:
+
+"Bisognerà che io vi racconti tutto, fin dal principio. Tutto fin dal
+principio. Come farò? Io non so più nulla, non mi ricordo più di
+nulla, veramente. Come farò, signore, come fare? Oh Dio!
+Ecco...--Aspettate, vi prego, aspettate. Abbiate pazienza... Mi
+ricordo di tutto, di tutto, di tutto. Capite?... Ecco, guardate queste
+scarpette".
+
+_Giovanni Episcopo_ parla così; e lungo l'intero lavoro il suo accento
+non muta. Racconta casi assai diversi da quelli dell'uffiziale russo
+diventato strozzino. Nessuna rassomiglianza può notarsi tra Benigna e
+Ginevra, tra il dramma del vigliacco marito di questa e quello più
+elevato, più tormentoso del marito di Benigna... Eppure a chi ha letto
+_Krotkaïa_ par di sentir narrare un'identica storia. Potenza della
+forma! In quel balbutire, in quel vaneggiare, in quel raccontare con
+precisione taluni episodii e sorvolare quasi smemoratamente su
+d'altri, c'è ben più che il suono della voce e l'accento doloroso del
+personaggio; ci sono pure l'atteggiamento, i gesti, il carattere.
+Potenza della forma! Essa fa che l'uffiziale russo diventato strozzino
+non possa scambiarsi con _Giovanni Episcopo_, perchè sarebbe assurdo,
+che un individuo si realizzasse più volte, perchè il tale accento, il
+tal suono di voce, il tal gesto sono così essenzialmente d'un
+individuo, corrispondono così precisamente al carattere di lui, che
+invano tenta di appropriarseli un altro, senza avere l'intenzione di
+fargli il verso, di metterlo in caricatura.
+
+Infatti _Giovanni Episcopo_ rifà il verso di quel personaggio e di un
+altro similare dello stesso scrittore (del Marmeladoff di _Delitto e
+Castigo_) fin nei particolari minuti. Ho già detto che filosofeggia.
+"Non avete mai notato? Un uomo, una pianta, una qualunque cosa vi dà
+il suo vero aspetto una volta sola, ossia nel momento fugace della
+percezione. È come se vi desse la sua verginità." E _vedere_ da per
+tutto intorno a voi questo nemico, (il proprio vizio), vederlo con una
+lucidità prodigiosa, scoprirne tutte le tracce, indovinarne tutte le
+corrosioni, le devastazioni _nascoste! Vedere_, intendete? vedere in
+ciascun uomo la sofferenza, e comprendere, comprendere sempre, e avere
+una misericordia fraterna per ogni traviato, per ogni addolorato, e
+sentire nell'intimo della propria sostanza la voce di questa grande
+fraternità umana, e non considerare su la via nessun uomo come uno
+sconosciuto.... Intendete? Potete voi intendere _questo in me_, in me
+che voi stimate pusillanime e abbietto e quasi idiota?"
+
+No, non possiamo intenderti, povero Giovanni Episcopo, quantunque tu
+abbia preso al tuo originale anche il capriccio di mettere in corsivo
+certe parole perchè facciano più effetto: non possiamo intenderti,
+perchè intendere significa pure giustificare e la falsità non può mai
+esser giustificata. Se tu avessi saputo mostrarti schietto e sincero,
+avresti parlato altrimenti; più tristamente, più efficacemente forse,
+ma da impiegatucolo nostrano, da quell'ubriacone che sei diventato per
+sommergere nel vino il sentimento della tua viltà e della tua
+abiezione. E quando un benefico raggio penetrava nella tua miseria
+morale coll'istinto della paternità, forse ti saresti trasfigurato
+davanti ai nostri occhi e saresti parso non un bruto ma un uomo, dove
+la tua parola non fosse stata maschera, e il tuo singhiozzo non fosse
+suonato in falsetto.
+
+E in questo modo il D'Annunzio ha sciupato la propria creatura che
+poteva avere tanta vitalità da essere assolutamente lei e non il
+fantasma di un'altra creatura dell'arte! La colpa non consiste
+soltanto nella forma, si dilata anche nella sostanza. La
+sentimentalità di Giovanni Episcopo non apparisce morbosa, ma anche
+contraddittoria. Quel vigliacco, anzi quel vile si esamina troppo,
+ragiona troppo; vuol essere non quel che è, ma una specie di simbolo,
+vuol essere il _Christus patiens_ profanamente accennato dall'autore.
+
+Bisogna però aggiungere subito che soltanto Gabriele D'Annunzio poteva
+fare in Italia il miracolo di creare un'opera d'arte di seconda mano,
+e circondarla intanto di così gran fascino nei particolari da far
+quasi dimenticare la caduca natura di questa. Io ho insistito sul
+confronto per avvalorare la mia proposizione che in arte
+l'osservazione diretta è di un'utilità molto dubbia, ove il soffio
+creativo della forma non sappia giovarsene per infondervi la vera
+vita.
+
+Nell'opera d'arte avviene così: l'intonazione principale determina
+fatalmente il resto. Se essa è davvero originale, non importa che
+parecchi elementi altrui vengano ad aggregarvisi per affinità; il suo
+carattere non muta. Inoltre, come la natura e la vita, un'opera
+d'arte, nata di suggestioni, diventa alla sua volta suggestiva. Un
+personaggio provoca la creazione d'una serie di personaggi,
+svolgimento di qualità rimaste in esso secondarie, elementari; un
+episodio, arricchendosi, di un contenuto più vasto e più solido, si
+trasforma mirabilmente in soggetto principale; un particolare presso
+che insignificante si eleva, con libera vegetazione e con lieta
+fioritura, all'altezza di concezione indipendente. E l'ex-uffiziale,
+usuraio e innamorato che piange e fantastica e vaneggia davanti al
+cadavere di Benigna (Krotkaïa) avrebbe potuto benissimo produrre un
+_Giovanni Episcopo_ originalissimo, se i documenti raccolti nella
+taverna di Via Alessandrina avessero avuto una vera incubazione
+creatrice, o, meglio, se avessero proprio contenuto qualcosa di
+speciale, di caratteristico, di personale, capace di suscitarla nella
+fantasia dell'artista.
+
+A uno scrittore come Gabriele D'Annunzio queste cose si possono e si
+debbono liberamente dire per metterlo in guardia contro sè medesimo;
+si possono e si debbono liberamente dire perchè dal suo stesso lavoro
+si scorge ch'egli non vive a suo agio in tale stato di soggezione alle
+influenze, non d'un'arte, ma di sentimenti e di fantasmi estranei alla
+sua natura molle e delicata.
+
+ *
+ * *
+
+L'_Innocente_ rappresenta un grande sforzo dell'autore, per liberare
+la propria personalità artistica dalla rete in cui l'hanno avvolta i
+romanzieri russi, e mostrarla qual'è. Gli elementi stranieri vi sono
+già passati in seconda linea; vi si sente una ripresa dei motivi di
+_Piacere_ nel carattere complicato, un po' artifiziale o artifizioso
+del personaggio, e qua e là nella forma; ma questo non nuoce; fino i
+difetti di un artista possono riuscire in qualche modo simpatici
+quando sono davvero suoi.
+
+Tullio Hermil infatti potrebbe dirsi fratello carnale di Andrea
+Sperelli. È un corrotto, un raffinato nella corruzione, un artista
+della vita. Non incide acque forti, non cesella componimenti poetici
+di sapore arcaico, ma prepara, dispone, regola i suoi sentimenti e i
+suoi atti in maniera che fruttino al suo alto egoismo i maggiori
+benefizii. Ha l'orgoglio e la vanità della sua superiorità
+intellettuale, e si stima dispensato dal sottomettersi ai precetti
+della morale comune, ai doveri del suo stato.
+
+Sposo a una bella e dolce creatura, l'ha offesa nei modi più crudeli,
+senza riguardi, senza ritegni, diventando prima l'amante di due fra le
+più intime amiche di lei, poi ostentando la relazione con una nota
+peccatrice. Dopo alcuni anni di matrimonio e la nascita di due
+bambine, tra Giuliana e lui ogni intima relazione vien rotta. La donna
+soffre dignitosamente in silenzio; egli si compiace di quel patto di
+fraternità e d'amicizia pura, non tanto perchè esso lo lascia libero,
+quanto perchè può formarsene una sensazione impura, traendo dalla
+grande rassomiglianza di una sua sorella morta con Giuliana _un acre
+sapore d'incesto_.
+
+Niente di spontaneo, niente di semplice in quest'anima supremamente
+egoistica. La lontananza dell'amante, lo spinge a riattaccarsi alla
+povera creatura, non per un sentimento affettuoso, ma per avidità di
+sensazioni strane, complesse, alle quali per poco non aggiunge
+attrattive il dubbio che la moglie non fosse rimasta sempre fedele.
+
+E formola assiomi come questo: "La grandezza morale risultando dalla
+violenza dei dolori superati; perchè ella avesse occasione d'essere
+eroica era necessario ch'ella soffrisse quel che le ho fatto
+soffrire." Basta però una letterina dell'amante che lo invita a
+raggiungerla in Firenze perchè i suoi propositi di riconciliazione
+vengan dispersi nel punto che più sembravano vicini a ottenere quel
+resultato. Ed egli lusinga la propria corruzione con una sentenza,
+asseverando che il sogno di tutti gli uomini intellettuali sia quello
+"di essere costantemente infedeli a una donna costantemente fedele."
+
+Al ritorno, non ha rimorsi. Si meraviglia di sentirsi riafferrato dal
+sentimento della riconciliazione. "Ma è possibile? Ma è possibile? Ma
+dunque, dopo tutto quel che è accaduto, dopo tutto quel che ho
+sofferto, dopo tante colpe, dopo tante vergogne, io posso trovare
+nella vita questo sapore! Io posso ancora _sperare_, posso ancora
+avere il presentimento d'una felicità!"
+
+Non bisogna lasciarsi ingannare dalle parole. Se il dubbio vago della
+fedeltà di Giuliana gli si affaccia alla mente, lo stesso turbamento
+sensuale concorre ad oscurargli la coscienza, a rendergliela ottusa.
+Egli confessa: "Io pensavo di riconquistare non l'anima sola di
+Giuliana, ma anche il corpo; e nella mia ansietà entrava una parte di
+orgasmo fisico.... Senza accorgermene, io avevo forse acuito e
+corrotto il mio desiderio con le immagini inevitabili generate dal
+dubbio; e portavo in me latente quel germe venefico. In fatti, sino
+allora in me era parsa predominante la commozione spirituale ed io,
+aspettando il gran giorno, m'ero compiaciuto in puri colloquii
+fantastici con la donna da cui volevo ottenere il perdono. Ora invece
+non tanto _vedevo_ la scena patetica fra me e lei quanto la scena di
+voluttà, che doveva esserne conseguenza immediata."
+
+La scena avviene, ma avviene quasi immediatamente la rivelazione d'un
+fatto che ne annulla il godimento.
+
+"--Non ti sei accorto che Giuliana è incinta?--gli dice sua madre.
+
+"--Incinta!--egli balbetta.
+
+"Mi si presentò allo spirito la verità brutale, in tutta la sua più
+ignobile brutalità. Ella è stata posseduta da un altro.... E una serie
+d'imagini fisiche odiose mi si svolse d'avanti gli occhi dell'anima,
+che io non potevo serrare. E non furono le immagini di ciò che era
+accaduto, ma anche quelle di ciò che doveva necessariamente accadere.
+Bisognò anche ch'io vedessi, con una precisione inesorabile, Giuliana
+nel futuro (il mio Sogno, la mia Idealità!) difformata da un ventre
+enorme, gravida d'un feto adulterino..."
+
+E aggiunge: "Io amavo quella povera creatura anche nella sua impurità.
+Tranne quell'impeto subitaneo di collera suscitatomi dalla gelosia
+carnale, io non avevo ancora provato contro di lei un senso d'odio o
+di rancore o di disdegno. Non m'era balenato alcun pensiero di
+vendetta. In vece, io avevo di lei una misericordia profonda. Io
+accettavo, fin da principio, tutta la responsabilità della sua caduta.
+Un sentimento fiero e generoso mi sollevò, mi esaltò. "Ella ha saputo
+chinare il capo sotto i miei colpi, ha saputo soffrire, ha saputo
+tacere; mi ha dato l'esempio del coraggio virile dell'abnegazione
+eroica. Ora è venuta la mia volta. Io le debbo il contraccambio. Debbo
+salvarla ad ogni costo. E questa sollevazione dell'anima, questa cosa
+buona, mi veniva da lei."
+
+Ma, ripeto, non bisogna lasciarsi ingannare dalle parole di Tullio
+Hermil. Non il suo sentimento, ma la sua carne si ribella, non il suo
+sentimento ma i suoi sensi si sottomettono. Dopo aver chiesto a
+Giuliana il nome di _quell'uomo_, dopo ch'ella gli ha risposto
+soltanto: "T'ho amato sempre, sono stata sempre tua, sconto con
+quest'inferno un minuto di debolezza, intendi? _un minuto di
+debolezza_... È la verità. Non senti che è la verità?" dopo questo,
+che credete voi che avvenga?
+
+"Ancora un attimo lucido; e poi l'effetto d'un impulso cieco,
+selvaggio, inarrestabile. Ella cadde sul cuscino rovescia. Le mie
+labbra soffocarono il suo grido."
+
+Unicamente l'egoismo della sua carne gli suggerisce d'impedire il
+suicidio di Giuliana e gli fa prendere la risoluzione di celare alla
+propria famiglia, specialmente a sua madre, il terribile caso;
+unicamente quell'egoismo gli fa rivolgere tutto il suo odio verso la
+creatura a cui prima vuol interdire la nascita e poi la vita.
+
+Egli tenta di persuadersi e di persuaderci del contrario: "Uno strano
+ardore di sacrifizio mi infiammava subitamente, mi spingeva ad
+abbracciare la mia croce. La grandezza dell'espiazione mi pareva degna
+del mio coraggio." Ma spesso, andando verso la _sorella_ dolorosa per
+tentar di consolarla, egli smarriva la via; cercava invece le labbra
+di Giuliana. "Ed erano baci prolungati fino alla soffocazione, erano
+strette quasi rabbiose, che ci lasciavano più affranti, più tristi,
+divisi da un abisso più cupo, avviliti da una macchia di più."
+
+Una cosa però sono le parole, un'altra i fatti. Egli fa un tentativo
+per incontrare il supposto seduttore di sua moglie, ma sente quasi un
+sollievo quando lo sa lontano, malato di spinite, vicino a morire. E
+tornato alla Badiola, dov'è Giuliana e tutta la famiglia, prova di
+nuovo un avvicendarsi di fermenti, di inerzie, di crisi
+contradittorie, di abbondanza, di aridità. E dubita di sè: "Chi sa!
+L'uomo è, sopra tutto, un animale accomodativo. Non c'è turpitudine o
+dolore a cui non s'adatti. Può essere che io finisca con un
+accomodamento. Chi sa!"
+
+Ed è così. Egli sente per la moglie colpevole una tenerezza infinita,
+intanto che gli si vien maturando nella mente il proposito
+dell'uccisione del nascituro. E quando questi è nato, l'idea del
+delitto diventa di mano in mano più lucida, più insistente, e le
+ricerche del mezzo più semplice e più nascosto non cessano un minuto.
+Questa ossessione fa tacere ogni altro sentimento, fin la gelosia
+della sua carne. E un giorno, come un lampo, un'idea gli passa per la
+mente.... "Era il ricordo d'una lettura lontana? Avevo trovato
+descritto in qualche libro un caso analogo?¹ O qualcuno, un tempo,
+m'aveva narrato quel caso come occorso nella vita reale?"
+
+ ¹ In una novella del Maupassant?
+
+Si vede che neppur l'odio era capace di suggerirgli qualcosa di suo
+proprio! Ed egli accetta il vile suggerimento, prende tutte le
+cautele, calcola con indicibile freddezza tutte le possibilità, tutte
+le circostanze.
+
+Un anno dopo scrive:
+
+"Andare d'avanti al giudice, dirgli: "Ho commesso un delitto. Quella
+povera creatura non sarebbe morta se io non l'avessi uccisa. Io Tullio
+Hermil, io stesso l'ho uccisa. Ho premeditato l'assassinio, nella mia
+casa. L'ho compiuto con una perfetta lucidità di coscienza,
+esattamente, nella massima sicurezza. Poi ho seguitato a vivere col
+mio segreto nella mia casa, un anno intero, fino ad oggi. Oggi è
+l'anniversario. Eccomi nelle vostre mani. Ascoltatemi. Giudicatemi.
+
+"Posso andare d'avanti al giudice, posso parlargli così?
+
+"Non posso nè voglio. La giustizia degli uomini non mi tocca. Nessun
+tribunale della terra saprebbe giudicarmi.
+
+"E pure bisogna che io mi accusi, che io mi confessi. Bisogna che io
+riveli il mio segreto a qualcuno.
+
+"__A chi?__"
+
+Le trecento settantadue pagine della sua confessione non rivelano però
+il lento lavorìo del rimorso, nè questo bisogno dell'accusa. Tullio
+Hermil, pur compiacendosi di distrigare l'arruffata matassa delle sue
+sensazioni e dei suoi sentimenti, rimane quasi estraneo a tutto quel
+che va scrutando nel proprio cuore corrotto.
+
+Si scorge benissimo che egli assapora un nuovo piacere di perversione
+riandando il passato. È composto, chiaro, minuzioso, come sarebbe un
+narratore di casi altrui; la sua mano non vacilla, la sua voce non è
+commossa; il fantasma dell'_Innocente_ non lo turba un solo momento
+durante la lunga confessione. Gli avvenimenti gli sfilano dinanzi a
+gli occhi della memoria con ordine ammirabile. La sua abitudine di
+osservarsi, di studiarsi, di gustare nella vita, durante l'azione,
+ogni depravato movimento dell'anima sua, lo sostiene nella dura opera
+e lo aiuta a dar colore e rilievo a ogni minimo incidente. Ma non ci
+dica: "Bisogna che io mi accusi, che io mi confessi." Non possiamo
+credergli su la parola. E questo mi sembra il cardinale difetto del
+libro.
+
+Nel _Giovanni Episcopo_ il tentativo di nascondere la personalità
+dell'autore dietro quella del personaggio c'è, quantunque mal riuscito
+perchè di seconda mano. Chi non è impacciato da ricordi letterari, chi
+non guarda tanto pel sottile può venir facilmente illuso da
+quell'accento che balbetta dietro i fantasmi fuggenti, da quella
+parola che ripete, ritorna indietro, riprende, da quell'immaginazione
+che divaga e si turba e si confonde, da quella ragione intermittente
+per l'abuso delle bevande alcooliche.
+
+Nell'_Innocente_, per quanto sia visibile l'intento dell'autore,
+l'illusione non si produce una sola volta. C'è il fantasma d'un
+personaggio, non quello d'un personaggio che prova il bisogno di
+confessarsi, di accusarsi. L'artifizio della narrazione in prima
+persona, che il D'Annunzio predilige in questi suoi ultimi lavori, non
+arriva fino a vincere il lettore. In un punto anche la forma gli
+resiste, non si piega alle necessità del soggetto; anche quella forma,
+che nelle mani di lui è cera molle, pronta a ricevere qualunque
+atteggiamento, s'aggrava, come in questo brano.
+
+Tullio Hermil ha già commesso il delitto. Davanti al morticino il suo
+cuore sconvolto si solleva, e sta per lasciargli sfuggir di bocca:
+"Sapete voi chi ha ucciso quest'innocente?" Ma un terrore subitaneo
+gli agghiaccia il sangue, e gl'irrigidisce la lingua.
+
+Un parosismo febbrile lo fa tremare; i suoi lo conducono via, lo
+mettono a letto.
+
+"Il passaggio delle immagini rapide e lucide continuava. Ricordavo,
+con terribile intensità di visione, l'agonia del bambino.--Era là
+agonizzante, nella culla. Aveva il viso cinereo, d'un colore così
+smorto che sui sopraccigli le croste del lattime parevano gialle. Il
+suo labbro inferiore depresso non si vedeva più....
+
+"--Su, su, trasportiamo la culla vicino alla finestra, alla luce.
+Largo, largo! Il bambino ha bisogno d'aria. Largo!
+
+"Io e mio fratello trasportavamo la culla che pareva una bara. Ma alla
+luce lo spettacolo era più atroce: a quella fredda luce candida della
+neve diffusa. E mia madre:
+
+"--Ecco muore! Vedete, vedete, muore! Sentite: non ha più polso.
+
+"E il medico:
+
+"--No, no. Respira. Finchè c'è fiato, c'è speranza. Coraggio!
+
+"E introduceva tra le labbra livide del morente un cucchiaino d'etere.
+Dopo qualche attimo, il morente riapriva gli occhi, torceva alto le
+pupille, metteva un vagito fioco. Avveniva una leggera mutazione nel
+suo colore. Le sue narici palpitavano.
+
+"E il medico:
+
+"--Non vedete? Respira. Fino all'ultimo, non bisogna disperare."
+
+ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+"E il medico dava un altro cucchiaino d'etere. E l'agonia si
+prolungava, e lo strazio si prolungava. Le manine si sollevavano
+ancora, le dita si movevano vagamente; tra le palpebre socchiuse le
+iridi apparivano e sparivano ritraendosi come due fiorellini
+appassiti, come due piccole corolle che si richiudessero flosce
+raggrinzandosi.
+
+"Cadeva la sera, innanzi all'agonia dell'Innocente. Su i vetri della
+finestra era come un chiarore d'alba; ed era l'alba che saliva dalla
+neve in contro alle ombre..."
+
+Abbrevio ancora.
+
+"Un suono indescrivibile, che non era un vagito nè un grido nè un
+rantolo, esciva dalla boccuccia quasi cerulea, insieme con un po' di
+bava bianchiccia. E mia madre come una pazza si gittava sul
+morticino."
+
+Sono quattro pagine di racconto particolareggiato, filato. Il lettore
+dimentica che non si tratta d'una scena diretta, ma della visione
+interna, della memoria di una scena. Nè vale che Tullio Hermil
+aggiunga: "Così rivedevo tutto, a occhi chiusi: aprivo gli occhi, e
+rivedevo tutto ancora, con un'intensità incredibile." Bisognava che
+qualcosa d'immateriale, d'impalpabile, l'immateriale, l'impalpabile
+della visione, si trasfondesse, apparisse nella forma, qualcosa
+insomma che rivelasse la visione indiretta di quell'istante.
+
+Allo stesso modo in tutto il romanzo manca l'accento, la nota, la
+sfumatura dei ricordi a traverso il sentimento immediato, che è il
+bisogno di confessarsi e di accusarsi.
+
+Dirlo non vale; occorreva farlo sentire; occorreva che Gabriele
+D'Annunzio s'annullasse nella personalità di Tullio Hermil,
+precisamente come nel brano qui sopra citato Tullio Hermil doveva
+darci l'impressione della sua allucinazione, non la sensazione della
+visione immediata.
+
+Il personaggio di Tullio Hermil è creazione così spontanea della
+immaginazione di Gabriele D'Annunzio, che ci vuole un certo sforzo per
+accorgersi di questa mancanza. Il fratello carnale di Andrea Sperelli
+è così corrotto, è così raffinato nella sua corruzione, è così artista
+nella vita; ci son tanti riflessi nella sua personalità della
+personalità artistica del D'Annunzio, quale si è a noi rivelata
+specialmente nelle poesie, che il difetto si avverte ad intervalli, e
+quando più lo scrittore si trascura e si lascia andare. Per esempio in
+certe minuzie di osservazione che la commozione avrebbe fatto
+dimenticare, come questa: "Soltanto la pulsazione visibile della
+carotide nel collo e qualche contrazione convulsiva delle mani davano
+indizio di vita;" in certe descrizioni di paesaggio troppo
+leziosamente accarezzate, o di particolari secondarii, come quello
+delle rondini affaccendate nei loro nidi nella casina di Villalilla o
+quello del canto notturno dell'usignuolo alla Badiola, notato e quasi
+trascritto in una pagina e mezza¹. Ci son tanti riflessi della
+personalità artistica del D'Annunzio in certe sopravvivenze di forme
+stilistiche, che diventano una stonatura nella semplicità ora
+raggiunta ("un profumo denso e caldo saliva nel sole col _ritmo d'un
+alito_; il _parto arboreo_; la _santità_ della luce; il _domo_
+ceruleo; il sorriso esiguo che _stilla_ di sotto alle palpebre; la
+_gloria_ primaverile; la fronte tenue e pura _come una particola,
+sororale_; il sorriso tenue e inestinguibile _dei Lari_; e tanti altri
+che non mi ricorrono alla memoria) da produrre lo strano effetto di
+far stare in dubbio se parli lui per conto di Tullio Hermil, o se
+questi racconti da sè i tristi casi intervenutigli. Certamente
+dimentichiamo Tullio Hermil, quando lo vediamo smarrire dietro le
+descrizioni del battesimo, o della tumulazione del bambino, fino a
+ripetere tutte le circostanze delle due cerimonie e le parole rituali
+latine pronunziate dal prete.
+
+ ¹ Imitazione anzi traduzione di una pagina del Maupassant; cosa
+ che fa sospettare altre imitazioni e traduzioni non ancora
+ accertate. L'interpolazione era evidente anche prima che se ne
+ scoprisse l'origine.
+
+E cito tutto questo per provare al D'Annunzio l'inutilità
+dell'osservazione _diretta_ da lui predicata, se essa non riesce a
+trasformarsi in fantasma artistico, che è cosa ben diversa. Nel
+_Giovanni Episcopo_ per un canto, nell'_Innocente_ per un altro la
+trasfigurazione per dir così della realtà, delle note, dei documenti,
+non si è potuta avverare, e la sua opera d'arte ne rimane diminuita,
+almeno per chi la guarda unicamente come opera d'arte. Giacchè, pei
+lettori ordinari e distratti, tanto il _Giovanni Episcopo_ quanto
+l'_Innocente_ hanno attrattive di valore elevato, specialmente in
+quelle pagine del primo dove il riflesso altrui è meno compenetrato
+col materiale proprio dell'autore; in quelle pagine del secondo dove
+l'affetto, l'evidenza, la ricchezza del colorito impediscono di
+osservare spassionatamente, e lasciano impressione profonda; e di
+quest'ultime voglio notare la prima e la seconda riconciliazione di
+Tullio con Giuliana, in modo particolare la scena interessantissima e
+capitale a Villalilla, e tutte le pagine che seguono alla rivelazione
+della colpa di Giuliana e precedono la perpetrazione del delitto su
+l'_Innocente_.
+
+Ho detto che nell'_Innocente_ l'influsso dei romanzi russi è passato
+in seconda linea. Forse dovremmo riconoscerlo un po' nel carattere
+corrotto e complicato di Tullio Hermil, se la derivazione di esso
+dall'Andrea Sperelli dello stesso autore non lo giustificasse in
+qualche modo. L'influsso però è potentissimo nel personaggio di
+Federico, una specie di Levin tolstoiano. Il D'Annunzio, che abusa
+delle formole, ne fa un contrapposto al _Christus patiens_ e lo chiama
+il _Cristo della gleba_. È infatti un discepolo del Tolstoi, un
+apostolo di carità e di lavoro come lui; creazione voluta, eccentrica,
+troppo eccezionale e quasi innaturale in Italia. Di origine russa è
+anche il personaggio Giovanni Scordio, più simbolo che uomo vero. E
+non è forse un po' russeggiante Giuliana, figura poetica di
+problematica moralità, di sentimentalità quasi morbosa, come parecchie
+di quelle creature di cui si compiacciono tanto volentieri i
+romanzieri russi, che probabilmente ne trovano gli originali in una
+società dove la civiltà più squisita s'innesta male sul ceppo della
+più rozza barbarie?
+
+Il fatto di vedere già relegati questi influssi in seconda linea è di
+lietissimo augurio. L'ingegno di Gabriele D'Annunzio è così
+promettente e ha dato frutti così fuori dell'ordinario, che il veder
+me, tra i suoi più vecchi e sinceri ammiratori, tanto severo con lui
+non può recare nessuna meraviglia. Il _Giovanni Episcopo_ e
+l'_Innocente_, per qualunque altro scrittore in Italia, sarebbero
+opera di gran conto con tutti i difetti notati. Pochi romanzi nostrani
+hanno uguale intensità di interesse, di commozione, e uguale ricchezza
+di contenuto; pochissimi o nessuno uguali bellezze e diciamo anche
+lenocinii di forma. Ma a lui si può chiedere ben altro.
+
+Da lui si può e si deve pretendere finalmente quella sincerità che è
+la principal dote di un artista e il più solido pregio di un'opera
+d'arte: da lui si può e si deve pretendere che finalmente si mostri
+lui, proprio lui, senza maschera, senza influssi estranei, senza
+concessioni di sorta alcuna. Egli ha la giovinezza oltre l'ingegno, la
+giovinezza che forma da sè sola una forza immensa; ma egli ormai sta
+per varcare la soglia della virilità. E il giorno che si affaccerà a
+quella soglia con in mano una nuova opera d'arte virile, io vorrei
+salutare l'autore compiutamente liberato da quella tabe patologica e
+corrotta che ora ispira le sue creazioni, rinnovato a dirittura,
+italiano schietto, e degnamente trionfante.
+
+
+
+
+II
+
+E. A. BUTTI--NEERA--L. GUALDO¹
+
+ ¹ E. A. Butti, _L'Automa_--Neera, _Senio_--L. Gualdo, _Decadenza_.
+
+
+Il caso di tre romanzieri, due provetti nell'arte e uno esordiente,
+che con mezzi diversi, per vie diverse, probabilmente con intenti
+diversissimi, si mettano a descrivere lo stesso fenomeno psicologico e
+giungano a un'identica conchiusione, è così raro in Italia che bisogna
+fermarsi a osservarlo.
+
+Il concetto delle tre opere d'arte delle quali intendo discorrere è
+tristamente pessimista. Il Butti, l'esordiente, l'ha espresso nelle
+prime righe del suo lavoro, l'_Automa_, con l'enfasi propria della
+balda inesperienza giovanile. Egli dice:
+
+"In questo tumultuoso e tragico morir del secolo, che ha in sè con
+ardita sintesi raccolte tutte le caratteristiche dell'epoca
+contemporanea, nell'opera febrile e vertiginosa di rivoluzione e di
+raffinamento, che l'ha con moto sempre crescente esagitato ed
+estenuato,--Attilio Valda può ben rappresentare un caso tipico
+dell'attuale esaurimento umano, triste documento della nostra immensa
+miseria intellettuale."
+
+Quasi la stessa cosa avrebbero potuto dire Neera pel suo protagonista
+_Senio Straniero_ e Luigi Gualdo pel suo _Paolo Renaldi_; ma, da
+artisti maturi, hanno lasciato che, senza esagerazioni e senza enfasi,
+la suggerisse alla mente del lettore la loro opera d'arte.
+
+Nei tre romanzi infatti il cardine della concezione è l'influenza
+deleteria della donna su la volontà e sul carattere dell'uomo nella
+società contemporanea.
+
+E se i casi d'un romanzo potessero servir di base a una seria
+deduzione, il libro di Neera darebbe molto da pensare, non solamente
+perchè scritto da una donna, ma perchè porterebbe a conchiudere che
+l'influenza della donna su l'uomo ha più efficacia nel male che nel
+bene. Alla stessa conchiusione ci conduce il libro del Gualdo, e con
+maggiore intensità di impressioni.
+
+ *
+ * *
+
+Attilio Valda, il protagonista del Butti, è un essere fiacco. "Una
+faticosa inquietudine modificava senza tregua la spossata impressione
+del suo viso e del suo corpo un po' curvo,--_un_'inquietudine morbosa
+di nevralgico nel quale _ogni atto si capiva essere_ allo stesso tempo
+cosciente e involontario."
+
+Pittore, scrittore, musicista "egli sapeva apprezzare ed intendere;
+anche, poteva intravedere la concezione, ma non arrivava mai a
+concretarla precisamente in una forma determinata d'arte."
+
+Se questo carattere fiacco incontra sul suo cammino una donna
+volgarmente sensuale come la cameriera francese Margot o una non meno
+volgarmente capricciosa, come la principessa Lavinia Casàuri, sarà
+inevitabile che la sensualità e il capriccio abbiano su lui tanta
+presa da ridurlo senza volontà, da farlo muovere e agire quasi fosse
+un automa.
+
+Senio, il protagonista del romanzo di Neera, è di origine contadina.
+"Nelle sue vene scorreva un sangue rimasto puro nelle aspre lotte del
+lavoro, _e nel quale non s'era mischiata nessuna corruzione, nè la
+nevrosi avrebbe saputo annidarsi_," "Imbevuto delle novissime teorie
+della scienza, Senio tendeva a ordinare la vita secondo un sistema di
+assoluto positivismo. Tutto _ciò_ che poteva assomigliare a
+fantasticheria romantica, a emozione sentimentale, trovava in lui un
+fiero nemico. Gli stessi affetti naturali, che egli non negava,
+dovevano subordinarsi a un criterio di utilità incontrastata..." "In
+religione, come quasi tutti i suoi amici e contemporanei, aveva
+elevato la coscienza al posto della divinità; e la sua era una
+coscienza retta ma fredda, disposta a rintracciare il lato utile e
+pratico della giustificazione matematica."
+
+"Il solo pensiero di menomare coll'amore quell'insieme di forza che lo
+rendeva _fiero_ e indipendente, gli era insoffribile."
+
+C'è di più. Egli pensa: "Perchè amare? L'amore non è necessario nè per
+godere, nè per imparare e neppure per beneficare. Egli (Senio) avrebbe
+diffuso le sue idee nel mondo, giovando forse a qualcuno, certo a sè
+stesso, senza lasciarsi trascinare da nessuna specie di amore. Se
+questo era l'origine di tutti i dolori, doveva riuscirne facile
+l'allontanamento: un solo nemico _resterebbe_ allora da combattere: il
+dolore fisico."
+
+Eppure questo positivo, non solo non s'accorge dell'amore che ha
+ispirato a Dina, fanciulla educata dalla sorella di lui e nipote di
+una loro vecchia amica; non solo si lascia cogliere da un falso senso
+di gelosia e quasi ama una bella signora che lo ama veramente; ma,
+dopo ch'egli ha posposto Dina a donna Clara Aldobrandi, donna di un
+altro da cui è legalmente divisa, e poi la stessa donna Clara al
+proprio freddo egoismo, basta un incidente insignificantissimo perchè
+egli si lasci avvolgere, e per non più staccarsene, dai tentacoli di
+una piovra volgare che, fattasi sua guarda-malato, riesce a
+distruggere in lui coscienza, carattere, avvenire.
+
+Paolo Renaldi, di cui Luigi Gualdo ha scritto la trista decadenza, è
+un ambizioso. Passa le notti studiando, oltre le materie proprie della
+sua professione di avvocato, tutte le questioni di filosofia, di
+storia, di filosofia della storia, di scienze politiche e sociali:
+"Nella solitudine, nel silenzio, mille speranze gli facevano battere
+il cuore: si metteva talora alla finestra e gli pareva, nel vento
+fresco della sera che gli lambiva i capelli, sentir passare come un
+soffio di gloria. Guardava il cielo stellato e la strada fangosa, e da
+quella altezza (di un quarto piano)--per adesso _una_ ironia--gli
+sembrava scorgere una promessa di dominio; gli pareva, con la fervida
+e studiosa mente, sovrastare sulla città addormentata."
+
+L'ambizione lo rende calcolatore. Sin dalle prime volte in cui sente
+attirarsi dal fascino della signora Silvia Teodori egli pensa "che
+l'amore di colei gli sarebbe di potente aiuto nella battaglia futura"
+della vita: "l'ebbrezza del trionfo gli avrebbe raddoppiate le forze;
+la vanità soddisfatta avrebbe infiammato l'orgoglio. In quel momento
+sentiva in sè una grande potenza; gli pareva che le ignote voluttà
+alfine conosciute, inciampo per un altro meno forte, sarebbero state a
+lui sprone a _giungere_ rapidamente."
+
+Diventato l'amante di Silvia, passate le prime ebbrezze, soddisfatta
+la vanità, egli comincia a sentire una sorda irritazione contro colei,
+"intravedendo quasi involontariamente ch'ella potrebbe, nell'avvenire,
+diventare un impiccio, chiudergli la via sulla quale era risoluto a
+non arrestarsi."
+
+Silvia Teodori non è una donna comune. Un po' di mistero ne circonda
+la vita, dopo la catastrofe di suo marito condannato per scandali
+bancarii e poi rinchiuso in un manicomio. L'amore per Paolo Renaldi la
+eleva, la purifica. Le piaceva di saperlo ambizioso, voleva
+sorreggerlo sull'ardua via, essergli di aiuto--non mai d'impiccio in
+quanto intraprendesse--e, _ciò, lo credeva_ davvero possibile,
+_ingenuamente_ illusa... Se un giorno fosse rimasta libera, avrebbe
+sposato Paolo... Ma era tanto felice così che questo sogno si
+affacciava di rado alla sua mente."
+
+Paolo intanto la sacrifica alla propria ambizione, quantunque sappia
+di risospingerla verso una vita di avventure forse incominciata prima
+della loro relazione. E sposata, per calcolo, la figlia del senatore
+Ronconi non amata e non amante, lanciatosi in mezzo alle agitazioni
+della vita politica, giunge fino a credersi guarito da ogni velleità
+sensuale. Le concitazioni della politica però abbattono il suo
+organismo; le prescrizioni del medico lo spingono ad assaporare la
+vita elegante e viziosa delle stazioni di bagni più ricercate. Il caso
+gli fa rivedere Silvia... E da quel giorno tutto crolla dentro di lui,
+quasi l'edificio morale del suo carattere fosse stato qualcosa di
+provvisorio. Da quel giorno, di transazione in transazione,
+l'ambizioso, l'orgoglioso Paolo Renaldi precipita verso la catastrofe
+della più profonda abiezione.
+
+Isabella Ronconi, moglie onesta e buona, non è riuscita a prendere
+alcun potere su lui. Aveva fatto "attivamente, senza tregua tutto
+quanto poteva per aiutarlo in tutte le maniere." "Non solo ubbidiva,
+ma preveniva, indovinandoli, i desideri del marito. E, sforzandosi di
+amarlo, ci riusciva." Paolo, sacrifica anche lei alla propria
+ambizione.
+
+"Invano sua moglie inquieta lo esortava a maggior calma. _Più saliva e
+più voleva salire_; l'ambizione incominciava a fargli provare le
+terribili ebbrezze del giuoco. Nulla di _ciò_ che otteneva
+l'accontentava; guardava sempre avanti." E quando ambizione, smania di
+gloria, vanità politica, cadono davanti alla riapparizione di una
+Silvia molto diversa da quella che lo aveva amato, nella casa dove
+Isabella vive con la sua bambina, lottando contro il dissesto
+economico prodotto dalle sregolatezze del marito, il ritorno di lui a
+intervalli diventa sgradito e penoso per tutti.
+
+ *
+ * *
+
+Delle tre catastrofi, quella di Attilio Valda ispira più compassione
+che pietà. Carattere vacuo, intelletto impotente, ci interessa appena
+quanto può interessarci un animale. La principessa Lavinia Casàuri
+l'ha ripreso, e lo conduce con sè, facendogli dimenticare un amico
+carissimo all'ospedale e scancellandogli a un tratto dalla mente tutte
+le tardive risoluzioni di mutar vita. "Un presentimento lugubre
+l'assalse: egli non avrebbe mai più rivisto l'amico suo: Stefano
+sarebbe morto là dentro, _innanzi_ del suo ritorno..." Dove lo portava
+mai quel convoglio nella notte? Come vi si trovava egli con quella
+donna?
+
+La sua vita era spezzata: il suo futuro _ripiombava nel mistero_!...
+Dopo aver già intravisto la salvezza, come _traverso_ a un tenue
+velario evanescente, s'era lasciato sopraffare... Ma, qual'era dunque
+la causa di _codesta_ sua sciagura? Chi lo aveva perduto così per
+l'ultima volta?
+
+"Egli reclinò gli occhi, _brillanti_ di collera e di odio su la donna
+addormentata. Esasperato da _codesta_ placida inconscienza, sentì una
+_voglia criminosa_ di punire costei, di vendicarsene, d'alzare il
+pugno stretto e di _batterlo_ con tutta la sua forza su la sciagurata
+fronte di quell'abietta creatura. Ucciderla: ecco il feroce desiderio
+che _tutto lo teneva_.
+
+"In quel punto Lavinia si _risvegliò_, alzò gli occhi su di lui, e gli
+sorrise.
+
+"Attilio pure sorrise."
+
+E forse sorride anche il lettore.
+
+La catastrofe del _Senio_, contrista con la sua rapida semplicità.
+
+Il dottor Mordini, suo vecchio amico, gli evoca il ricordo di Dina, la
+fanciulla educata in casa di lui dalla sorella ora morta, e gli parla
+della sua candidatura politica che va a gonfie vele, e lo esorta
+calorosamente a lasciare quella femina che lo trascinerà
+all'abiezione...
+
+"Stefano parlava ancora ed a Senio, frattanto, passavano delle ombre
+negli occhi; un sudore freddo gli invadeva le tempie; tentò due o tre
+volte di pronunziare qualche parola, ma non vi riuscì. Il suo bel
+volto rivelava le torture di una lotta interna superiore alle _sue_
+forze.
+
+"All'ultima frase dell'amico balbettò "pietà" e _come_ Stefano
+accennava a continuare, tese le braccia a guisa di un naufrago, d'un
+disperato...
+
+Il dottor Mordini si chinò _su di lui_:
+
+"--Parla. Quale _dolente_ segreto mi nascondi? Che devo fare per te?
+Io ti salverò; io e tutti quelli che t'amano!
+
+"_Ancora_ le braccia di Senio si protesero nel vuoto, istintivo
+appello ad un aiuto sovrumano e dalle sue labbra uscirono quasi
+sibilando, due sole parole:
+
+"--L'ho sposata."
+
+Ed è proprio un peccato che a questa scena così viva e così rapida sia
+mancata nell'ultima parte del romanzo la proporzionata preparazione!
+
+Appunto pel minuto svolgimento dei fatti e per la sottile analisi di
+tutte le sfumature dei sentimenti di Paolo Renaldi, la chiusa del
+romanzo del Gualdo, assume una tragica elevazione, e dà un senso di
+sgomento.
+
+"In quella loro storia (di Silvia e di lui) non somigliante ad
+alcun'altra in quel modo strano nel quale le loro relazioni erano
+state riprese, v'era qualcosa che li legava _specialmente_ insieme. I
+vincoli che ora li univano, anche a distanza, dopo le molte
+separazioni, pareva a lui fossero tanto più forti, e resistenti,
+quanto meno stretti.
+
+"Ora avrebbe accettato qualunque compromesso, qualunque dubbio, pur di
+rivederla e riaverla; non _ripugnava più a nulla_; quella specie di
+avvilimento, derivante da tutto quanto ignorava e sospettava della
+vita di lei, non gli avrebbe più ripugnato. Rimpiangeva il tempo in
+cui aveva per tante cause sofferto; per umiliazione, per gelosia
+celata. Avrebbe di nuovo patito tutto ciò volentieri; tutto, fuorchè
+il tormento vano dell'attesa. Attingeva _una_ forza di pazienza
+ostinata dalla violenza stessa, continua, del suo desiderio. E
+aspettava."
+
+ *
+ * *
+
+Non deve far meraviglia che il pessimismo più apparente si trovi nel più
+giovane e nel più inesperto dei tre romanzieri. Enrico Butti non ha
+dubbi, non esitanze, e vuol farcelo sapere. Io non riesco a immaginarlo
+così precoce da aver potuto studiare di prima mano _l'esaurimento umano_
+contemporaneo e la nostra _immensa miseria spirituale_. Me lo immagino
+colto, studioso, entusiasta delle idee eccessive, dommatico, come quasi
+tutti i giovani che credono di fare in questo modo atto di libertà
+intellettuale. Nella dedica del volume alla memoria del padre, egli ha
+scritto: "Se avessi altra fede che nella scienza fredda ed essiccatrice,
+questa postuma dedica sarebbe assai meno desolata. Ma io so, oggi, di
+sacrar l'opera mia--incominciata nell'entusiasmo di presaperla letta e
+_riconosciuta_ da te--a un'ombra insussistente, creazione pura della mia
+fantasia, a un'ombra, che ha le tue care sembianze e porta il tuo
+intemerato nome di gentiluomo--che _pure non sei Tu_ e che non potrà mai
+esserlo."
+
+Come non ha un attimo di esitanza intorno al problema dell'immortalità
+dell'anima, davanti al quale la vera scienza, da lui qualificata
+fredda ed essiccatrice, confessa non aver prove egualmente solide per
+affermare o per negare; così egli non esita un momento nell'affermare
+che il suo Attilio Valda, il quale non ha nulla di caratteristico e
+può rappresentare gli esseri fiacchi e sconclusionati di tutti i
+luoghi e di tutti i tempi, sia un caso tipico da riassumere l'attuale
+esaurimento umano e l'immensa nostra miseria intellettuale.
+
+A un giovane d'innegabile ingegno e che fa la veglia d'armi letteraria
+devesi condonare e perdonare molto riguardo al concetto della sua
+opera d'arte. La esperienza lo ammaestrerà; l'osservazione diretta gli
+smusserà molti angoli, e la cultura gli farà presto capire che l'arte
+più non fa volontariamente dei tipi, ma crea soltanto personaggi vivi
+più o meno complessi; gli farà pure capire che sovente un solo punto
+della vita d'un uomo può diventare soggetto troppo vasto pel romanzo
+moderno.
+
+L'_Automa_, che palesa la felicissima attitudine del suo autore al
+genere narrativo, ne svela anche la scarsissima preparazione per quel
+che riguarda la lingua e lo stile, ma di questo parlerò poi.
+
+_Senio_ non mi sembra uno dei meglio riusciti lavori di Neera. Vi si
+scorge eccessiva sproporzione tra le diverse parti, alcune delle quali
+hanno svolgimento superiore alla loro importanza e che sarebbe stato
+più opportuno anzi necessario in qualche altra. Molto vi si parla
+intorno alle idee e al carattere dei personaggi, specialmente di
+quello di Senio; ma i caratteri non risultano dall'azione; e quello di
+Senio anzi vien smentito, con inconsapevole ironia, dagli atti di lui.
+Positivista teorico, si mostra ingenuo alla prova. Se si voleva
+appunto far risaltare questa contraddizione fra la mente e il
+sentimento, fra la teorica e la pratica, bisognava trattare il
+soggetto in maniera diversa, studiarlo più minutamente. Invece, così
+com'è, il romanzo apparisce un po' arbitrario; i personaggi agiscono
+in un certo modo perchè all'autore è piaciuto farli agire in tal modo;
+e quel che traluce qua e là di veramente umano, nobile o basso che
+sia, serve a far scorgere più evidentemente il difetto. L'abilità per
+dir così manuale stende una velatura su tutto il quadro e riesce
+talvolta a ingannare, ma sempre a discapito dell'arte.
+
+_Decadenza_ del Gualdo, da questo lato, è libro più serio. L'abilità
+narrativa dell'autore però, pur mettendo in moto tutte le proprie
+forze, mostra un certo riserbo, stavo per dire spregio aristocratico e
+proprio fuori posto, per alcuni artifizi. Il romanzo deve raccontare,
+è vero, ma deve anche rappresentare. Il Gualdo, in parecchi luoghi
+culminanti del suo libro, delinea i caratteri con perfetta maestria,
+prepara gli avvenimenti, li conduce, li avvolge, li annoda come può e
+sa fare chi conosce le più fine risorse del mestiere; ma quando il
+lettore si attende che i personaggi si svincolino dalla tutela
+dell'autore e parlino e agiscano fuori dall'immaginazione di lui, da
+persone libere e vive, l'autore finge di non accorgersi della
+impellente necessità di sparire, di lasciar sole sole quelle sue
+creature sotto gli occhi di chi le ha ansiosamente seguite lungo le
+molte pagine di preparazione; e continua a narrare fin là dove il
+dialogo drammatico vorrebbe sgorgare impetuoso.
+
+Così nella bellissima scena che chiude il capitolo V. all'inatteso
+ritorno di Paolo in casa di Silvia; così nella scena del capitolo
+seguente, in cui avviene la rottura con Silvia e la partenza di lei;
+così in quella che avrebbe potuto riuscire una scena magistrale,
+quando Paolo e Silvia si rivedono, dopo molto tempo a Nizza.
+
+"--Ancora?--ella disse--ed anche qui?... Continuò a parlare, ora
+cambiando tono, e calmandosi; ora nuovamente agitata, straziata, piena
+di _qualche_ passione contenuta--evidentemente in uno stato
+anormale.... Quella donna che aveva tanto taciuto e che--lo si
+capiva--doveva tacere ancora, _cotesta crisi passata_, era quasi, per
+un'ora _fuggitiva_ invasa da un delirio che la costringeva a
+parlare...--
+
+E l'autore, resistendo all'impulso che doveva certamente spingerlo a
+drammatizzare la scena, riprende con serenità che fa stizza: "Disse,
+_tutt'insieme_, le vecchie sofferenze e le nuove, l'agonia lontana
+etc. etc..." proprio tutto quel che si sarebbe voluto sentire dalla
+stessa bocca di Silvia e direi anche con la sua stessa voce!
+
+Ed ho scritto: finge di non accorgersi, perchè non può giudicarsi
+altrimenti. In quelle pagine di racconto che avrebbero dovuto essere
+dialogo son notate le più lievi sfumature dell'animo dei personaggi:
+il dialogo sembra agitarsi, snodarsi serpentinamente tra le righe
+della narrazione; ma l'autore lo infrena, lo impedisce. Egli ricusa di
+dare al concetto la sua forma schietta e precisa, quasi per mostrare
+che si può ottenere lo stesso effetto, rinunziando a un mezzo stimato
+volgare.
+
+Ed a torto, secondo il mio debole parere; perchè l'arte è forma, e il
+concetto perde efficacia, riesce dimezzato quando non riceve la forma
+che gli spetta e per cui, da cosa astratta, diviene creazione vivente.
+
+ *
+ * *
+
+Il Gualdo non può essere accusato d'inesperienza come il Butti. Per
+diversa ragione però il Gualdo e Neera amano togliersi di mano
+qualcosa che io paragonerei volentieri a la fionda con cui si scaglia
+un sasso più vigorosamente che non col semplice braccio. E qui intendo
+parlare di cosa assai meno elevata della mera forma artistica, ma non
+meno necessaria ed organica nell'opera d'arte.
+
+Parlare di lingua e di stile vien reputato da pedante. Citando, ho
+sottolineato, per darne un saggio, le improprietà, le esitazioni, le
+incertezze, che offuscano, diminuiscono il concetto quasi ad ogni
+pagina, e spesso lasciano incerti intorno al senso di un periodo,
+intorno alle precise intenzioni dell'autore, in tutti e tre i romanzi
+di cui ho parlato. Voglio qui aggiungere che fra i tre scrittori, la
+donna, Neera, mostra una più agile padronanza dello strumento che
+adopra, quantunque abbia meno intendimenti stilistici del Gualdo e del
+Butti.
+
+Io non mi sarei fermato un sol momento sur una questione così minuta,
+se la scarsa preparazione del Butti, la serena indifferenza del
+Gualdo, e la lieta vivacità di Neera non mi avessero confermato nella
+convinzione che per noi artisti della parola non esiste in Italia, a
+questi lumi di luna, una questione di lingua e di stile: e, se esiste,
+essa vien risoluta arbitrariamente e superficialmente quasi non
+meritasse che ce ne occupassimo. Pecchiamo un po' tutti, chi più, chi
+meno, e io non mi sento tale da poter scagliare una pietra su nessuno:
+ma pur troppo convien riconoscere che difficilmente si potrà andare
+più in là; pur troppo convien riconoscere che il senso dell'arte nella
+lingua si va così stranamente alterando e pervertendo presso di noi,
+da far dubitare che un giorno possa rimettersi dalla grande malattia
+da cui è afflitto.
+
+Quando non si hanno, come le ha il Gualdo, tante eccellenti qualità di
+artista da controbilanciare i difetti della forma: quando non si
+hanno, come le ha Neera, tante buone qualità di vivace immaginazione,
+di finezza di tocco, da abbagliare la coscienza del lettore, la cosa
+diventa assolutamente grave.
+
+E mi sembra tanto più grave quanto più mi vo persuadendo non esser
+possibile che la imprecisione e la scorrettezza della parola non si
+riversino, per naturale analogia, su la sostanza medesima dell'opera
+d'arte. L'esattezza dell'espressione implica uguale esattezza
+d'osservazione. Il press'a poco dello stile, implica un consimile
+press'a poco nei caratteri, nell'analisi, nella rappresentazione. Al
+disorganamento del periodo corrisponde talvolta un uguale
+disorganamento della concezione generale. Le conseguenze è inutile
+enumerarle; saltano agli occhi di coloro che si interessano dell'arte.
+
+E questo ho voluto dirlo a proposito di due lavori--_Senio_ e
+_Decadenza_--che hanno bellezze non comuni e pregi squisiti; che si
+leggono con grande interesse e che tentano una rappresentazione della
+vita italiana (accenno particolarmente a _Decadenza_ del Gualdo) con
+larghezza di linee e con solidità di contenuto da onorare qualunque
+scrittore. Ed ho voluto dirlo anche a proposito del primo tentativo di
+un giovane assai promettente, quasi rimpianto di uno che ha tentato
+anche lui errando spesso, ma cercando sempre di correggersi con
+continui sforzi. Mi è parso che il grido d'allarme o la predica, se
+così si vuole, potrebbe ricavare da questa circostanza personale
+qualche valore, e non morire inascoltata come la solita _vox clamantis
+in deserto_. [Blank Page]
+
+
+
+
+III.
+
+ADOLFO ALBERTAZZI--ENRICO CORRADINI ¹
+
+ ¹ A. Albertazzi, _Ave_; E. Corradini, _Santamaura_.
+
+
+Da più di un mese questi due romanzi mi si mescolano, con la loro
+qualità, col loro contenuto, con la loro forma, così stranamente nel
+cervello, che io talvolta non ho saputo più distinguere l'uno
+dall'altro, quasi fossero una cosa sola e mi rivolgessero un'uguale
+domanda, meglio mi presentassero un uguale problema critico da
+risolvere.
+
+Uno dei guai (che nello stesso tempo è un elevato piacere) a cui
+difficilmente possono sottrarsi coloro che si occupano d'arte
+letteraria, è la perdita della ingenuità e della freschezza che
+rendono vive e gioconde le impressioni di un'opera d'arte presso gli
+altri lettori.
+
+Coloro che, bene o male producendo, debbono occuparsi non solo del
+concetto ma della parte tecnica del loro lavoro, nel leggere un'opera
+d'arte altrui si sentono sempre trascinati a passar oltre la pura
+sensazione estetica, per vedere in che modo e con quali mezzi essa sia
+stata prodotta. Quando poi questa sensazione non risulta efficace,
+specialmente se nell'artista che sta loro dinanzi si scorgono elevate
+qualità di sentimento e d'immaginazione e padronanza non ordinaria
+delle finezze e delle malizie di quel che si può chiamare, senza
+vilipenderlo, il mestiere; la curiosità di scoprire per quale intima e
+nascosta ragione quell'effetto si è arrestato a metà afferra talmente
+l'animo, da far nascere spesso il dubbio se mai questa ricerca della
+parte tecnica di un'opera d'arte--e quando essa ha raggiunto il colmo
+dell'efficacia producendo il miracolo dell'illusione della vita, e
+quando questo miracolo vien prodotto soltanto parzialmente--nasce il
+dubbio, se mai quell'impossibilità di ricevere ormai impressioni
+libere da qualunque secondo fine non sia poi la cagione che loro
+impedisce di percepire, al pari degli altri lettori, il valore di
+quelle parti che sembrano _raggiunte_, e l'altro specialmente di
+quelle che sembrano non _raggiunte_, come direbbero i pittori.
+
+Per coloro che, buoni o cattivi produttori, si sentono trascinati a
+scrutare, leggendo un'opera d'arte, la parte tecnica di essa, c'è
+anche un altro pericolo: quello di trascurare l'osservazione
+dell'assieme e perdersi dietro l'ammirazione delle parti secondarie;
+c'è, inoltre, il pericolo di quel godimento crudele che vien provato
+dai medici dinanzi a un organismo malato, quando essi dalle funzioni
+alterate o invertite di un organo si veggono inattesamente rivelate
+certe sue funzioni che l'equilibrio della salute nascondeva
+gelosamente quasi per guarentirne la delicata natura.
+
+Ho chiamato crudele questo godimento perchè proviene dallo studio
+della sofferenza altrui, e alletta e invade l'animo in guisa tale, che
+la pietà per la sofferenza del malato sparisce, e la malattia assume
+anzi un pregio che la fa dichiarare più _bella_ e più interessante
+della stessa salute.
+
+Io ho letto questi due romanzi, passando e ripassando per tutte le
+diverse sensazioni accennate, e confesso che il godimento crudele di
+cui or ora ho parlato non è stato il minore fra i varii miei
+godimenti. Per ciò non ho ritegno di aggiungere che li ho letti con
+vivissimo interesse, con piacere squisito; che molte parti ne ho
+rilette, che parecchie ne ho ripensate e rimuginate dal punto di vista
+della tecnica, per via della mia profonda convinzione che l'opera
+d'arte è forma soltanto e nient'altro che forma.
+
+La coincidenza che protagonisti dei due romanzi siano due socialisti,
+uno più teorico che pratico--Paolo Desilva di _Ave_--l'altro così
+invasato dalle sue teoriche, da quasi non scorgere le rovine che la
+inconsiderata attuazione di esse produce attorno a sè, specialmente
+nella sua famiglia--Romolo Pieri di _Santamaura_;--l'altra coincidenza
+che i due scrittori abbiano un uguale culto per la bellezza dello
+stile e la purezza della lingua, e che l'uno, il Corradini, possieda
+quel che di vibrante, di caldo, d'impetuoso che si vorrebbe vedere,
+almeno di quando in quando, nell'Albertazzi; mentre poi in questo
+piace e seduce una trasparenza cristallina, una serenità, una eleganza
+di atteggiamenti che forse servirebbero ad attenuare la pletora da cui
+talvolta vien reso un po' tormentato lo stile dell'altro; la terza
+coincidenza che nei due scrittori la parte analitica prenda il
+sopravvento su la rappresentativa, e si vegga non si sa se un altero
+dispreggio di certi mezzi o malizie del mestiere o se un'inesperienza
+facilmente riparabile con lo studio e col farsi la mano a questo
+genere di lavori; e finalmente l'evidentissimo sforzo dell'istinto
+artistico che cerca di affermare i suoi diritti quasi a dispetto di
+certe convinzioni sempre lì pronte a mortificarlo (sforzo che dà, se
+non m'inganno, al concetto cardinale dell'opera, un significato
+perfettamente opposto a quello che era prima nell'intenzione dei due
+autori); tutte queste cose assieme spiegano benissimo la confusione
+delle due opere d'arte avvenuta nella mia mente, e il bisogno di
+parlare di esse in una volta, quasi di produzioni delle quali non si
+possa ragionare spartitamente.
+
+La mia esitanza a renderne conto ai lettori del _Roma_ non ha bisogno
+di altre spiegazioni.
+
+Il romanzo dell'Albertazzi ha suscitato, al suo primo apparire, una
+polemica per la sfuriata dell'autore contro uno dei suoi critici,
+secondo me, inopportuna ed inutile. Ed io accenno a questo incidente
+soltanto per dire che suppongo molto giovane l'autore di _Ave_, come
+so giovanissimo l'autore di _Santamaura_. Ed entro in questi
+particolari che non hanno nessun rapporto col valore della loro opera
+d'arte, per dire che fa grandissimo piacere lo scorgere in due giovani
+tanta serietà e serenità di culto artistico; fatto che, assieme con
+parecchi altri, dimostra che che se ne voglia dire--come si vada
+elevando in Italia, e con fisonomia e carattere proprii, la nostra
+produzione letteraria.
+
+Certamente questi due giovani (il signor Albertazzi, caso mai, non si
+offenda se io lo suppongo tale) arrivano nel momento opportuno;
+rappresentano un bisogno, una tendenza, e (se non si tenta di evitare
+gli eccessi) anche un pericolo pel nostro romanzo. L'opera loro non
+avrebbe avuto non solamente nessun significato ma anche nessuna
+efficacia dieci anni fa; e probabilmente le sarebbe mancato l'uno e
+l'altro indugiando a comparire e presentandosi qual'è fra dieci anni
+da oggi.
+
+Il bisogno, le tendenze attuali consistono nella ricerca di un
+contenuto elevato per l'opera d'arte, e nella profonda convinzione che
+in un'opera d'arte la lingua e lo stile siano qualità essenziali e
+supreme. Per dire la verità non c'è niente di nuovo in questo bisogno,
+in questa tendenza, in questa convinzione, se si eccettua il
+significato che loro si dà. Una vera opera d'arte nobilita e sublima
+qualunque soggetto: lo stile e la lingua che riescono a rendere
+appropriatamente, efficacemente, con luminosa evidenza un dato
+soggetto, si scostino pure da modelli, da tradizioni letterarie in
+vigore, hanno appunto quelle qualità essenziali e supreme per le quali
+non ci dovrebbero essere nè modelli nè tradizioni da imporre. Ma è pur
+vero che nella pratica, tolte poche eccezioni, si era da noi arrivati,
+qualche anno fa a una deplorevolissima trascuranza e che ora la
+reazione è opportuna; e il vederla propugnata da due giovani
+d'innegabile ingegno e cultura è soddisfazione che il pubblico
+dovrebbe gustare assai più che non mostra, incoraggiando assai più che
+non soglia anche i tentativi non interamente riusciti.
+
+Io desidererei però nei giovani scrittori italiani un po' più di
+malizia, specialmente col nostro pubblico già disavvezzo, per molte
+ragioni, dal puro godimento artistico di un'opera letteraria. E di
+questa malizia, che sarebbe anche un pregio non disprezzabile, si
+avvantaggerebbe pure la parte commerciale del libro. Cicerone, che non
+scriveva romanzi ma lavori filosofici di volgarizzazione, sentiva il
+bisogno, come egli si esprime, di rendere _uberiora_ quelle sue
+disquisizioni perchè fossero _vendibiliora_. Ma i nostri giovani
+scrittori non curano di rendere _uberiora_ le opere loro, e mostrano
+anzi una tal quale vanità nel far scorgere che sdegnano di curarsene.
+
+Ma torniamo ai due romanzi _L'Ave_ e _Santamaura_.
+
+ *
+ * *
+
+Leggendo l'_Ave_, di mano in mano che si procede, di mano in mano che
+ci si vede svolgere lentamente, pacatamente sotto gli occhi l'azione
+semplice ed intima dei tre personaggi (e non aggiungo _principali_,
+perchè i due altri che si mescolano un po' negli affari di quelli
+appaiono tardi e fuggevolmente) si ha la sensazione di trovarsi
+dinanzi a una limpidissima fonte tra rocce muschiose e qua e là
+coperte di esili cespi di capelvenere. L'acqua tersa, appena
+increspata dalla lieve vena che l'alimenta, invita le labbra a
+tuffarsi in essa dando anticipatamente la fresca sensazione del
+ristoro offerto; se non che le labbra, avidamente chinate a tuffarsi e
+a bere, urtano contro un cristallo protettore, fin allora non lasciato
+scorgere dalla sincera trasparenza di esso e dalla limpidezza della
+fonte. L'ingannatore cristallo è con così ingegnosa abilità incastrato
+fra le rocce; liste di muschio e cespi di capelvenere ne dissimulano
+in modo così perfetto i contorni che avrebbero subito rilevato la
+inattesa sopercherìa, da far sorridere più che sdegnarsi della
+delusione sofferta. E si torna a guardare l'acqua tersa, lievemente
+agitata dalla tenue vena alimentatrice; e la sensazione della frescura
+e del ristoro tornano ad illudere piacevolmente; e si pensa quanta
+cura gentile abbia dovuto indurre a proteggere in quel modo la
+limpidità di quell'acqua da qualunque villano intorbidamento.
+
+Non bisogna però avere troppa sete, per non sentire la tentazione di
+prendere un sasso e rompere l'invidioso cristallo. La provvida mano
+che lo ha lì sovrapposto non ha, si vede, contatto su questo caso; il
+quale è appunto (usciamo fuori d'immagine) quello della maggior parte
+dei lettori.
+
+Per ciò non mi meraviglio di aver letto e sentito dire a voce che
+_L'Ave_ è romanzo noioso, anzi che non è romanzo.
+
+Invece a me sembra romanzo bene architettato, anzi troppo finamente
+architettato. Si scorge--e questo è male--che l'autore ne ha pensato e
+ripensato a lungo ogni minima parte e la disposizione e il valore da
+dare a ognuna di esse in rapporto alle proporzioni di tutto il quadro.
+
+Si scorge che l'autore non ha messo una parola, una frase a caso; che
+non ha, forse, anzi certamente, concesso a quelle che a lui sono parse
+esteriorità, l'importanza che richiedevano: e che questa sua cura
+minuziosa, riflessiva, dalla concezione del soggetto si è naturalmente
+riversata su la forma, sul periodo, su gli aggettivi, sul modo di
+rendere le scene e il paesaggio, su il dialogo, su tutta l'espressione
+di atti e di pensieri dei personaggi, quasi un terrore di eccedere lo
+infrenasse e lo turbasse; quasi egli ripetesse a sè stesso, a ogni
+riga a ogni pagina: Meglio rimanere di qua, che avventurarsi troppo in
+là.
+
+Così gli è avvenuto di non compenetrarsi col fantasma delle sue
+creature in modo da sopprimere in esse il segno della sua personalità
+di autore; così nei sentimenti, nei pensieri, nei ragionamenti loro,
+avviene di sentire spesso qualcosa ricorda il suggeritore delle
+compagnie comiche e produce sgradevole impressione. E questo si
+avverte maggiormente quando vengono avanti le due figure secondarie
+del maestro Capozzi e di sua moglie, nelle quali l'autore non ha
+nessun concetto da incarnare. E per ciò esse gli riescono più vive dei
+due personaggi principali, Paolo Desilva e il curato don Saverio
+Guardi; e per ciò la gentile figura della sorella di questo,
+accarezzata con grandi finezze di colorito e di sfumature, risulta la
+più bella del romanzo, quantunque faccia difetto pure a lei quel che
+si potrebbe dire la spontaneità e la inconsapevolezza della vita.
+
+Ed ecco--voglio darne una prova--il guaio di chi legge con
+preoccupazioni di tecnica letteraria. Tutte queste deficienze quasi
+volute, tutte queste inesperienze di mestiere sono state appunto per
+me le provocatrici di una delizia estetica di cui mi piace ringraziare
+pubblicamente l'artista autore dell'_Ave_.
+
+Artista, senza nessun dubbio, e squisito: che troverà subito la via
+diritta e larga e vi farà gran cammino, appena riuscirà a sbarazzarsi
+di parecchi preconcetti che ora lo impacciano; appena si convincerà
+che indarno l'elevatezza della concezione lo attirerà, se poi essa non
+arriva a compire il miracolo di nascondersi, di sparire sotto la
+densità della forma--l'aspetto esteriore, il suono della voce e il
+resto--insomma sotto tutte le accidentalità che, come producono nella
+vita reale l'individuo, e lo distinguono assolutamente da qualunque
+altra creatura, devono poi, allo stesso modo, elevato nell'atmosfera
+ideale dell'arte, rifarlo in guisa da dissimulare quella specie di
+tradimento che l'arte fa alla Natura purificandola delle
+irragionevolezze e delle miserie provenienti ad essa dall'azione cieca
+del caso.
+
+Giorni fa, nello studio di un valoroso scultore osservavo l'opera di
+uno scalpellino che riproduce in marmo il gesso ricavato dalla prima
+forma di creta; il gesso, caratteristico, vivo, rappresentava un uomo
+maturo dal naso piccolo e adunco, con le labbra fine, quasi ironiche,
+e con una espressione di risolutezza, di durezza d'animo a cui le
+sopracciglia sporgenti e la fronte ampia, dritta e solcata da rughe,
+aggiungevano significato. Il marmo, appena in abbozzo, rendeva tutte
+le linee e le forme del gesso, ma con qualcosa di addormentato e di
+glaciale, quasi che dentro il masso già corressero fremiti di vita, ma
+come costretti da sonno, o da paralisi. Guardando fissamente, sembrava
+di scorgere in quel marmo una sofferenza. Ed io ricorrevo col pensiero
+a talune parti di _Ave_, dove la mano dello artista si è
+malaccortamente arrestata nel tradurre in forma viva il vivo concetto
+della immaginazione. Quel difetto nell'abozzo dello scarpellino
+proveniva dalla mancanza delle minutezze di rilievo e di modellature
+non ancora tentate di riprodurre e che erano precisamente quelle che
+infondevano la vita nella forma di gesso. Così, nei personaggi di
+Paolo Desilva e del curato don Saverio Guardi, si scorge il difetto di
+certi particolari minuti, di certe modellature sapienti che
+l'artista--e questo un occhio esperto lo vede--ha volontariamente
+trascurato, fidando troppo non so se nella propria abilità o nella
+sagacità della mente e nella forza d'immaginazione dei suoi lettori.
+
+E per ciò quei due personaggi discutono astrattamente con lo stesso
+tono, con lo stesso accento rigido, severo, pieno di formole; e la
+loro evoluzione per ciò non interessa molto, o interessa unicamente
+per riguardo della dolce creatura di Livia, la sorella del prete; la
+quale soffre della loro poca umanità, e questa sua sofferenza timida e
+chiusa fa riverberare bagliori di vitalità anche sui suoi
+tormentatori, che finiranno con farla morire bestemmiando.
+
+Tutto il dramma si riduce alla strana lotta di reciproche e avverse
+influenze del socialista sul prete e del prete sul socialista; lotta
+che conduce il socialista a farsi prete e il prete a divenire libero
+pensatore e a buttar la sottana alle ortiche.
+
+Paolo Desilva, per un momento ha ceduto al benefico influsso di Livia,
+si è sentito rammollire il cuore da un sentimento più naturale che non
+siano quelli già destatigli dai teoremi di Carlo Marx. Ma sul punto di
+sposare colei che gli ha fatto intravedere un nuovo aspetto della
+vita, egli vien ripreso dall'astrazione, dall'utopia.
+
+"Per Livia aveva compreso un tempo il bene d'una sorella; e non gli
+era bastato, e aveva voluto e ottenuto di più, tanto da rimeritarla
+d'ogni sua più gioiosa speranza.
+
+"Gentil fiore, ignaro della propria dolcezza, egli la porterebbe seco
+nel mondo, non più torbido, sereno in virtù di lei, e per lei
+benedirebbe un giorno alla vita santificata nelle creature del loro
+sangue.
+
+"Così l'amava.
+
+"Ma appunto amandola così, che inesauribile sorgente di forza per il
+suo ideale di rinunzia ad essa! Non più un giorno, un'ora di
+remissione nel suo intendimento; non un minuto di abbandono e di
+riposo, mai più, perchè lo stimolerebbe senza tregua il ricordo che
+quel giorno, quell'ora, quel minuto egli l'aveva rapito in un
+sacrificio crudele e mirabile alla propria felicità..."
+
+Miglior di lui, Don Saverio; il quale almeno, all'ultimo sente
+_bisogno di muoversi, di faticare: è stato troppo sui libri_. E fa un
+giro per la parrocchia, dove--rallegriamocene di sfuggita--il
+pensatore si lascia un po' vincere la mano dall'artista.
+
+Ma, poco dopo, eccoli tutti e due di fronte, mentre la povera Livia,
+che vorrebbe sapere qualcosa, si accosta in punta di piedi, tremando
+all'uscio della stanza dove essi stanno per rivelarsi il mistero della
+loro mente.
+
+--Non credo più dice il prete.
+
+E Paolo, che ha perduto ogni fede nella scienza e che ha già
+dichiarato _solo infallibile il sentimento_, crede che sia un brutto
+scherzo, una cosa inverosimile.
+
+Povera Livia!
+
+"Attenendosi al muro, piano piano, ella pervenne nell'oscurità, alla
+sua camera, e si lasciò cadere co 'l viso in giù su 'l letto.
+
+"Non più amore, non più fede! Per amore degli altri Saverio non aveva
+avuto uno scatto, una minaccia, un rimprovero, una parola in difesa di
+lei; per amore di Dio, Paolo l'abbandonava. Ma questo Dio che le
+rubava Paolo; ma questo Dio non aveva pietà di lei e ch'ella aveva
+pregato con tanta fiducia e tante lagrime, che cos'era?--Era una
+menzogna in cui un uomo d'ingegno quale suo fratello, un sacerdote
+ardente e puro quale suo fratello non poteva credere più!
+
+"Non più fede e non più amore: la morte."
+
+Eh, no, povera creatura! Dio non c'entra. Dio, quando vuol fare--e fa
+spesso, anzi sempre--da artista, non fa mai le cose a mezzo; e le sue
+creature soffrono e fanno soffrire, sì, come il tuo Paolo e il tuo Don
+Saverio, ma sono creature di carne e di ossa, come Don Saverio e Paolo
+non sono riusciti a divenire compiutamente.
+
+In quanto a me, ti dichiaro volentieri, dolce e pietosa creatura, che
+la tua semplice apparizione è bastata a compensarmi di quel che non ho
+trovato o che ho trovato a metà, in tuo fratello e nel tuo amante.
+
+ *
+ * *
+
+Niente della ben architettata e ben sviluppata orditura di _Ave_ in
+_Santamaura_ del Corradini. Ma però qual vivo senso della realtà! E
+con quale agilità i suoi personaggi si muovono e gestiscono e parlano
+nel momento in cui egli li vede e li mette in azione! In azione? Ho
+detto male, se per azione si vuole intendere un ordinato intreccio di
+fatti che procedano, si svolgano, si aggroviglino, tornino a spiegarsi
+verso uno scopo, verso una catastrofe inevitabile, logica, necessaria,
+prodotto totale dei caratteri, delle passioni, delle circostanze,
+dell'ambiente. Si vede anzi che questo è stato sfuggito o evitato
+dall'autore, scientemente a quel che pare; non saprei dire se per dare
+alla sua opera d'arte un atteggiamento di alterigia, quasi di sfida, o
+se per un senso di sgomento davanti alla difficoltà che altrimenti
+avrebbe dovuto affrontare e superare.
+
+Da ciò il comodo sutterfugio a cui ha dovuto ricorrere per dissimulare
+il difetto d'orditura, dividendo in cinque quadri, ognuno col loro
+special titolo, il romanzo; presentando le figure a una a una, o
+riversando addosso a ciascuna di esse, in certi momenti, un fascio di
+luce, con l'artifizio di quei pittori che fanno così risaltare dal
+fondo scuro di una tela, anche tra la folla, un dato personaggio,
+senza curarsi di giustificare d'onde quella luce provenga.
+
+Questo però non significa che manchi in _Santamaura_ un filo con cui
+vengano legate assieme le diverse parti; ma è filo troppo evidente e
+non può star in luogo di organismo.
+
+Senza dubbio, l'organismo, o almeno l'embrione di esso, c'era già
+nella mente dell'autore. Egli però non ha avuto pazienza di covarlo,
+di farlo sviluppare e crescere: ha avuto fretta. La rembrantiana
+figura del vecchio umanitario Romolo Pieri, che ha profuso le sue
+ricchezze e tutte le energie del cuore e della mente per trasformare
+il quasi barbaro villaggetto di Santamaura in un centro di lavoro, di
+agiatezza, di intellettualità, e che non piega e non si pente del suo
+sacrifizio neppur quando gli si accumulano attorno le rovine della sua
+casa e i fantasmi dei morti e dei mal vivi della sua famiglia pur
+tanto amata; la livida figura del giovane Mauro, che le utopie del
+padre hanno inviato, quasi apostolo, pel mondo, _ad affrettar
+l'avvenire_, com'egli dice, _con la parola e con l'opera_, e che
+invece gli ritorna a casa misero, corrotto e corruttore di scioperati
+e straccioni, attratti attorno a lui dalla forte calamita della
+disperazione e dell'odio; la esile e straziante figura di Annunziata,
+che vive di rancore, di livore, inaridita internamente per mancanza di
+amore, come è ingiallita e mezza distrutta dalla tisi ereditata dalla
+madre; e questo squallido, fatale e doloroso fantasma della madre,
+Teodula Santa, che si mescola dall'altro mondo, coi ricordi, con gli
+effetti della sua opra di rassegnazione mistica, alla vita presente
+dei suoi, e che in certi momenti sembra ancora viva, tanto la sua
+influenza è tuttavia prepotente: tutte e quattro queste figure egli se
+le è dovute veder dinanzi con tale nettezza di contorni, con tale
+energia di colorito, che non ha più voluto badare ad altro;
+lusingandosi forse che, riuscendo a renderle tali quali si
+presentavano alla sua commossa fantasia, egli non avrebbe avuto più
+altro da desiderare o da tentare.
+
+E così ha fatto. Invece di un solo gran quadro, ha dipinto cinque
+quadri--_Il vecchio umanitario_, _La madre_, _Annunziata_, _Le
+vittime_, _Mauro Pieri_--come gli antichi pittori dal soggetto di una
+leggenda ricavavano un trittico.
+
+E così facendo, e non potendo intanto ammorzare lo istinto artistico
+dell'organismo, ha tentato con ripieghi, con artifizi--abili, sì, ma
+pur artifizi--di correggere il difetto.
+
+Il vero romanzo sarebbe stato quello che i tre personaggi, Romolo
+Pieri e i suoi due figli, Mauro e Annunziata debbono, ognuno per
+proprio conto, ripensare e rimugginare e lumeggiare perchè la loro
+esistenza, il loro carattere e gli intimi movimenti del loro cuore,
+del loro intelletto vengano giustificati. Il vero romanzo sarebbe
+stato quello che i lettori intravedono a sprazzi, a scatti, narrato e
+non rappresentato, a traverso la immaginazione di quei tre personaggi:
+Santamaura barbara, misera, incolta, sperduta in quella vallata che
+l'Arno gonfio e lutulento chiude in un vasto semicerchio, fra rocce,
+colli, pendii, brevi piani e burroni profondi; Santamaura che non ha
+industrie, nè scuole, nè ospedale, nè società di mutuo soccorso,
+stretta dalle tenebre dell'ignoranza, sopraffatta dalla forza del
+male; quella Santamaura che Romolo Pieri vede con soddisfazione,
+trasformata e che ora "gittando un forte braccio di case, come a
+significare una continuazione indefinita al di là del gomito dei
+monti, pare avvinghiarsi a questi violentemente:" quella Santamaura
+che apparisce a Romolo Pieri, guardante dall'alto delle rocce, "or
+dalla roggia distesa dei tetti vibrare fiamme vincenti quelle delle
+nubi rossastre, che correvano sovr'essa; or con le sue costruzioni
+recenti diffondere una sensazione di freschezza e di chiarezza per
+l'aria tetra. E le grandi fabbriche, che le stavano attorno, gli
+sembravano cingerla come una cerchia di forti, e dai lor camini
+uscivano larghi getti di fumo con maggior veemenza e con maggior
+resistenza," talchè "essa, essa soltanto rispondeva con grido
+rassicurante al suo gran cuore angosciato, rompeva essa sola con un
+fascio di luce le tenebre, che l'accerchiavano."
+
+E non soltanto il villaggetto ridotto da barbaro civile; ma il vero
+romanzo, ma la tragica azione era appunto quello svolgersi di vicende,
+di lotte, di dolori, di resistenze, di prostrazioni che, come ho
+detto, i tre personaggi--Romolo Pieri e i figli Mauro e
+Annunziata--debbono raccontarci di scorcio, meno efficacemente, senza
+dubbio, di come ce l'avrebbe raccontato l'autore. E stavo per dire, di
+come si sarebbe raccontato da sè nell'orditura organica dell'azione,
+se il Corradini non si fosse lasciato sedurre dalla sua idea di
+narrare frammentariamente, con scompartimenti che vorrebbero apparir
+effetto di un processo più libero e più bizzarro di quello usato da
+tanti altri, ma che invece irrita e distrae; per ragione anche di un
+pregio di plasticità e di rappresentazione efficace, che si fa molto
+ammirare nelle parti dove i personaggi non son costretti a digrumare
+il passato, a far l'esame di coscienza per comodo dell'autore, ma
+entrano decisamente in iscena e si abbandonano ai moti di passione del
+momento.
+
+E queste risultano le parti più belle, quasi per infondere un rimorso
+all'autore. E mi piace di citarne un breve esempio che può stare da sè
+e forma quadro compiuto.
+
+Mauro, ritornato quella mattina in casa del padre, è da pochi minuti
+con lui; e già gli accennava la vita di miseria e di umiliazioni
+trascorsa quando "una donna entrò in bottega, a testa alta, con un
+gran fagotto tra le braccia. Buttò il fagotto su la tavola,
+esclamando:
+
+"--Eccomi qua!
+
+"--Romolo e Michele (il vecchio e fedel servitore di casa Pieri) si
+guardarono in volto. Mauro vacillando mandò un lamento di disperazione
+e rimase impietrito con gli occhi fissi e tremanti sul padre.
+
+"--Ehi!--riprese la sconosciuta con una voce piena di schiamazzi,
+rivolgendosi a Mauro.--Volevi che restassi in mezzo ai boschi bello
+mio? Figuratevi, gente mia, che dalla frontiera a qui siamo venuti un
+po' a piedi, un po' con le gambe. E vi dico che non ci siamo sostenuti
+a brodi di cappone! Ehi! bello mio! sei restato di sasso? Portami a
+casa di tuo padre... Non è mica questa la casa di tuo padre!... A
+quest'ora glien'avrai già parlato di me!... È questo tuo padre?
+
+"Il suo grosso indice si appuntò verso il petto di Romolo e rimase
+dritto nel cenno. Parve a Mauro, che il padre si ritraesse, quasi a
+evitarne l'urto; volse gli occhi in giro per misurar l'effetto della
+sua rivelazione, mugolò, ammutolì, poi balbettò come avesse confessato
+un delitto:
+
+"--La mia compagna... Massima.
+
+"--Tua moglie...--sussurrò il vecchio trepidando.
+
+"--La mia compagna--replicò il giovane.
+
+"--Che moglie e non moglie!--proruppe il donnone--Che moglie e non
+moglie!
+
+"Poi voltasi a Mauro:
+
+"--Mi dicevi che tuo padre era con noi. Te lo sei sognato bello mio!
+Che moglie e non moglie! Come dire, che se non abbiamo con noi il
+certificato del sindaco ci si chiuderà la porta in faccia! E noi ce
+n'andremo! Non ci si perde mai di coraggio, noi! Ne abbiamo passate
+altre! Vieni, bello mio, vieni!"
+
+E mi duole che la tirannia dello spazio mi obblighi a tagliar corto
+alla scena.
+
+Ripeto: il vero romanzo era il passato, quel che serve di premessa
+alla narrazione attuale, la quale avrebbe dovuto esserne l'epilogo, la
+chiusa dolorosa e tremenda.
+
+--Ma io non ho, appunto, voluto scriverlo, ed ho, appunto, voluto
+scrivere questo!--potrebbe dire il Corradini.
+
+È nel suo diritto.
+
+Se non che, vorrei scommettere qualcosa contro lui, prevedendo che
+un'altra volta non farà più così. Come, probabilmente, farà anche
+l'Albertazzi. Sono tutti e due troppo vigorosi e sinceri artisti, da
+perdurare in certe meschine disaccortezze di tecnica, da intestarsi in
+certe fissazioni di processo che tolgono bellezza alla loro opera
+d'arte, o per lo meno le impediscono di mostrare intera la sua virtù.
+
+Tanto è vero che tutti e due sono urtati contro gli stessi scogli;
+tutti e due hanno, per dirne una, messo al mondo quasi con identico
+processo, due figure di donne, Livia e Annunziata, nelle quali si
+scorge tal parentela di linee, di sentimenti, d'idealità, che, senza
+le diverse circostanze e gli effetti di esse, le farebbe supporre
+create da unica fantasia, tratteggiate da unica mano.
+
+Ma non vorrei che questo venisse preso alla lettera. E lo avverto più
+pei lettori che per i due autori, i quali intenderanno meglio di tutti
+il preciso significato delle mie parole.
+
+Un'ultima osservazione e finisco.
+
+Ho detto, in principio, che il loro _istinto artistico afferma i suoi
+dritti con l'evidentissimo sforzo di vincere serie convinzioni sempre
+lì pronte a mortificarlo; sforzo che dà, se non m'inganno, al concetto
+cardinale delle due opere un significato perfettamente opposto a
+quello che era prima nell'intenzione dei due autori_.
+
+Infatti, che significa la conversione di Paolo Desilva, se non che il
+socialismo è, più che altro, un sentimento; e che, come tutti i
+sentimenti non regolati dal positivismo delle ferree leggi naturali,
+riesce all'assurdo e nuoce a chi lo sperimenta e alle persone che lo
+circondano?
+
+Che valore ha l'altruismo di Romolo Pieri, se il più immediato dei
+risultati di esso è la distruzione della famiglia; il dolore e la
+disperazione seminati attorno; il vizio, la corruzione, l'odio, la
+morte di coloro che, prima di tutti gli altri, avrebbero dovuto trarne
+beneficio?
+
+Ho messo innanzi la riserba:--Se non m'inganno--perchè il concetto dei
+due lavori non si presenta ben chiaro, o almeno non è tale che si
+possa afferrarlo a prima vista. Ma se fosse proprio l'opposto di quel
+che risulta, se l'istinto artistico ha fatto forviare i due autori
+(l'Albertazzi, convien dirlo, forse meno del Corradini), c'è da
+felicitarsene con loro; perchè quando si è veri artisti, non c'è
+preconcetti che tengano; la forza creatrice supera gli ostacoli, e fa
+venir fuori, o tenta di far venir fuori, non fantasmi destinati a
+raffigurare un'astrattezza, ma, a dispetto di tutto e di tutti,
+creature vive e sane.
+
+
+
+
+IV.
+
+GRAZIA DELEDDA--ALFREDO PANZINI¹
+
+ ¹ G. Deledda, _La via del male_; A. Panzini, _Gli ingenui_.
+
+
+Io non ho seguito la signorina Deledda lungo il suo cammino dal _Fior
+di Sardegna_, tentativo molto giovanile e non molto promettente, fino
+a questa _Via del male_ che, non ostante i difetti, è un assai bel
+lavoro. Se mi dispiace però di averla perduta di vista e di non poter
+oggi studiare lo svolgimento delle sue facoltà di narratrice--mi è
+mancato il tempo di leggere le sue produzioni intermedie--son lieto di
+osservare quanto il suo ingegno si sia maturato e quali promesse ci
+faccia per l'avvenire; dal _Fior di Sardegna_ alla _Via del male_ il
+progresso è straordinario, e nessuno avrebbe potuto prognosticarlo
+dopo la lettura di quel primo lavoro.
+
+È già molto il veder persistere nella novella e nel romanzo regionale
+lei giovane e donna, e per ciò più facile ad esser suggestionata da
+certe correnti mistiche, simbolistiche, idealistiche che si vogliano
+dire, dalle quali si lasciano affascinare ingegni virili. Questa
+persistenza indica un senso artistico molto sviluppato ed equilibrato,
+un concetto giusto dell'arte narrativa che, innanzi tutto, è forma,
+cioè creazione di persone vive, studio di caratteri e di sentimenti
+non foggiati a capriccio o campati in aria, ma resultato di
+osservazione; quanto dire studio e creazione di personaggi, nei quali
+il carattere e la passione prendono determinazioni particolari non
+adattabili a tutti i tempi e a tutti i luoghi.
+
+La signorina Deledda fa benissimo di non uscire dalla sua Sardegna e
+di continuare a lavorare in questa preziosa miniera, dove ha già
+trovato un forte elemento di originalità. I suoi personaggi non
+possono esser confusi con personaggi di altre regioni; i suoi paesaggi
+non sono vuote generalità decorative. Il lettore, chiuso il libro,
+conserva vivo il ricordo di quelle figure caratteristiche, di quei
+paesaggi grandiosi; e le impressioni sono così forti, che sembrano
+quasi immediate, e non di seconda mano, a traverso un'opera d'arte;
+cito, per esempio, quella delle notti passate da Pietro Benu nella
+solitaria campagna di là dalla vallata di Marreri, col pensiero
+rivolto a Maria Noina, la figlia dei suoi padroni.
+
+"Il paesaggio immenso, triste, silenzioso, coi confini perduti
+nell'orizzonte reso grigio dalla infinita lontananza, la visione delle
+montagne lontane, livide su lo sfondo dei continui vapori autunnali,
+contribuivano a rendere più intenso il raccoglimento triste di Pietro,
+e in quel raccoglimento la passione lo assottigliava come una idea
+fissa.
+
+"Raramente qualche mandriano, qualche paesano a cavallo, qualche
+donnicciuola che scendeva a piedi dal povero villaggio di Follovì per
+recarsi a Nuoro, attraversavano la china dove Pietro lavorava; un
+saluto forte e bizzarro risuonava allora fra i ginepri, perdendosi
+giù, tra i rari olivastri del pendio, poi più nulla, più nulla.
+Neppure un canto di uccello, nè il sussulto di un torrente.
+
+"Nel silenzio immane di quel cielo autunnale, sempre ineffabilmente
+triste, nelle tinte grigio-rossastre delle tarde albe, nell'azzurro
+profondo e metallico dei tiepidi meriggi, nei vapori violacei della
+sera, nelle nuvole gravi dei giorni cattivi, quando l'umido irrorava
+quel rigoglio selvaggio di vegetazioni rossastre, traendone acuti
+profumi di profonda solitudine, il pensiero di Pietro lavorava,
+lavorava, dietro quell'idea fissa, dolce e tormentosa nel medesimo
+tempo.
+
+"Tutti i giorni i buoi andavano su e giù, ed egli li seguiva col
+pungolo, pensando.
+
+"Aveva trovato una vecchia capanna di rami secchi e di pietre, e
+restauratala alla meglio, ci aveva stabilito la sua residenza,
+deponendovi i viveri, formandosi un magnifico giaciglio con fronde di
+cisto che odoravano e col sacco datogli da Maria. Dormiva e faceva i
+suoi pasti lassù, con Malafede, che non avendo altro da fare
+starnutiva ogni momento, abbaiando contro le foglie portate dal vento.
+Dal pertugio della capanna, funzionante da porta, Pietro teneva
+d'occhio i buoi che pascolavano in un pezzo di terra più giù della
+chiesa.
+
+"Di notte la solitudine, per uno strano effetto che si osserva in
+molte campagne sarde, si animava un po', o almeno non era così
+completa come di giorno. Calata la sera, Pietro vedeva i fuochi degli
+altri contadini lontani, sentiva il tintinnìo di gregi pascolanti in
+distanza, e gli pareva di udire voci umane portate dal vento o nel
+gran silenzio del buio, e l'abbaiare amico e diffidente di Malafede
+metteva come una nota vibrata di vita nella solenne tristezza del
+paesaggio."
+
+Ho voluto trascrivere intere queste due pagine, quantunque convinto
+che così staccate non possano produrre l'effetto che esse fanno al
+loro posto, nell'insieme del quadro e dell'azione. Uguali e forse di
+maggior valore sono le descrizioni del notturno pellegrinaggio delle
+nuoresi al santuario di Gonare; del pranzo nuziale pel matrimonio di
+Maria Noina con Franciscu Rosàna; della vita degli sposi novelli
+nell'ovile della _tanca_ del Rosàna, dov'egli è ucciso a tradimento;
+della _ria_ in casa Noina con le prefiche che cantano _a boche a
+boche_ i loro _attitidos_ su la bara del morto; scene di costumi e di
+usi sardi, parte organica dell'azione, non semplice pretesto per far
+sfoggio di colorito locale.
+
+La quale azione si svolge con crescente interesse fino all'assassinio
+del Rosàna.
+
+L'assassino di Franciscu Rosàna è stato quel Pietro Benu innamorato di
+Maria, per la quale egli ha cercato di arricchirsi con loschi
+mezzi--che s'intravvedono e che forse avrebbero dovuto esser messi in
+maggior luce;--quel Pietro Benu che ha saputo ridestare nel cuore
+della vedova i sentimenti di simpatia e di compassione lasciatigli
+scorgere quando ella era ancora ragazza. Un baleno di sospetto contro
+Pietro Benu aveva attraversato la mente di Maria nei primi istanti
+della disgrazia; ma le circostanze e la profonda dissimulazione del
+colpevole ne avevano fin scancellato il ricordo. Ella si era unita a
+lui tranquillamente, quasi cedendo a una fatalità, e già cominciava a
+rivivere dopo i terribili giorni dell'assassinio di Franciscu e i
+lunghi tristi mesi della vedovanza. "Una grande felicità le irradiava
+il volto; spesso ella cercava di nascondere il suo gaudio eccessivo,
+per un sentimento delicato misto di pudore e di egoismo, che la
+costringeva a celare la sua intima letizia, forse per non destare
+invidia, forse per godersela di più, concentrandola tutta nel segreto
+del cuore; ma gli occhi la tradivano....
+
+Un giorno una lettera anonima arriva da Cagliari che le svela il
+segreto della ricchezza di Pietro accumulata con furti di bestiame e
+con spaccio di falsi biglietti di banca, e l'altro reato già
+sospettato, dello assassinio di Franciscu Rosàna!... Si sente presa da
+terrore, non osa credere, capisce che la lettera è arrivata con
+ritardo e che scopo di essa era impedire il matrimonio. Il ritardo le
+sembra un gastigo del Signore. Ella aveva un po' lusingato Pietro Benu
+quand'era ragazza, e poi aveva sposato un altro. Il gastigo però non è
+sproporzionato alla colpa? Ed ora che dovrà ella fare? Accusarlo?
+Perdonarlo? Perdonarlo, mai! Sarebbe vissuta con lui per l'occhio
+della società, ma non avrebbe avuto più nulla di comune con lui. "Lui
+per la sua via, ed ella per la sua"
+
+La scena che segue all'arrivo di Pietro Benu è fatta con abilità, ma
+non mi sembra quella che ci voleva. Si risente un po' dell'artificio
+con cui è stata prodotta. La contadina che ha scritta la lettera
+anonima si trova troppo facilmente--e due volte--in condizione di
+ascoltare, non veduta, e di sorprendere segreti. Passi il bacio
+ch'ella ha visto dare dal Benu a Maria; ma l'appuntamento col
+fidanzato alla chiesa della Solitudine, prima dell'alba, e le brevi
+parole ch'ella, di dietro la cantonata, ode scambiare fra Pietro Benu
+e un ignoto intorno all'assassinio del Rosàna sono evidentemente un
+artificio per arrivare poi alla lettera anonima e allo scioglimento
+del romanzo. E questo artificio guasta l'ultima scena, alterando il
+carattere di Maria, facendole prendere una risoluzione quasi
+melodrammatica, rendendo affrettata e innaturale l'azione. Peccato!
+
+Il romanzo, non ostante anche altri difetti, rimane però opera forte e
+seria e fa davvero onore all'ingegno della giovane scrittrice. Si vede
+ch'ella ha già il polso agile e solido per disegnare e dipingere un
+quadro di vaste proporzioni. Qua e là s'incontrano inesperienze di
+mestiere, ma non intaccano l'ossatura del lavoro. La parte esteriore
+dell'opera d'arte--la lingua e lo stile,--ha bisogno di molta cultura
+e di studio; è un po' disuguale, e in alcuni punti trascurata, o
+esitante, quasi ignorasse in che modo esprimere un concetto, senza
+servirsi di una formola che dà soltanto il _press'a poco_; da ciò un
+eccesso di forme approssimative:--il vomero brillava _come_ di
+argento, sentiva _come_ un peso insopportabile; ebbe _come_ una
+suggestione di calma; gli sembrava di trovarsi _come_ in una casa
+lieta di benessere; viveva _come_ in un nuovo mondo; dominava _sul_
+quadro, _una certa_ barba maestosa e jeratica.
+
+E questo _jeratica_ è anch'esso una stonatura; e ugualmente una
+stonatura il seguente periodo: _Fuori il vento diventava sempre più
+violento e cantava come un pazzo inno di leggende nella gran notte
+sublime dei cristiani_. E poi che, senza eccedere, la signorina
+Deledda ha dato al suo lavoro un accento impersonale spiccato, anche
+nella narrazione dove i personaggi non parlano ma pensano e sentono a
+modo loro, _quel vento che canta come un pazzo inno di leggende_, non
+poteva passare neppur un istante per la fantasia di un rozzo contadino
+qual'è Pietro Benu.
+
+Minuzie, lo capisco; alle quali è giusto però che la signorina Deledda
+badi un po' più nell'avvenire, perchè le improprietà della lingua
+nuocciono alla chiarezza e all'evidenza per lo meno altrettanto quanto
+i _press'a poco_. Pel resto, le basta affidarsi al suo vigoroso
+istinto di artista.
+
+Qualcuno dirà: Ebbene, che ha voluto provare l'autrice con questa sua
+_Via del male_? Niente, rispondo io; ha tentato di metter fuori delle
+creature vive, e c'è riuscita. Non si è smarrita dietro un lavoro di
+analisi psicologica, artificiale; ma ha fatto sentire, pensare, agire,
+tutte quelle creature nel loro ambiente, proprio come fa la natura con
+le sue. Sotto quelle carni, sotto quei nervi ci sono anime che amano,
+soffrono, errano, scontano le loro colpe, fin le loro debolezze; c'è
+l'umanità, non astratta, ma reale, sostanziale; e dove c'è l'umanità
+c'è il pensiero, c'è il concetto: spetta al lettore cavarlo fuori.
+L'arte pensa a modo suo, creando forme; chi cerca di farla pensare
+altrimenti la snatura, non lo ripeteremo abbastanza.
+
+Alfredo Panzini, invece, è un artista che pensa troppo, o meglio, che
+lo lascia scorgere troppo. Ma, rassicuriamoci; in questo volume di
+novelle che seguono il suo primo saggio narrativo, _Il libro dei
+morti_, c'è già qualcosa che ci conforta intorno all'avvenire dello
+scrittore.
+
+Le quattro novelle che formano il volume _Gli ingenui_, sono lo
+svolgimento di uno stesso concetto, e sembrano scritte a posta, quasi
+altrettanti capitoli di un libro. Ingenua veramente, tra le quattro
+figure presentate, è soltanto quella della povera donna che
+chiacchiera, chiacchiera in uno scompartimento del treno da
+Novi-Pavia; le altre sono figure di persone, più che ingenue,
+squilibrate; ma non importa. Siamo lontani assai dalle vaporosità,
+dalle indeterminatezze del _Libro dei morti_.
+
+In quel primo saggio, notevolissimo senza dubbio, il concetto sembrava
+stentasse a condensarsi nella forma; rimaneva indeciso, tra qualcosa
+di fantastico e di reale che lasciava insoddisfatti. C'era, è vero,
+una sfumatura d'umorismo e d'ironia che pervadeva le pagine dalla
+prima a l'ultima e dava loro una specie di grato profumo poetico; ma
+l'opera d'arte rimaneva ibrida, lasciava vedere apertamente la
+riflessione che avrebbe dovuto diventare forma viva, e non si era
+risoluta, alla fine, non si era abbandonata intera alla immaginazione,
+quasi diffidasse di lei o temesse di vedersi tradita e di esser quindi
+fraintesa.
+
+E fin la riflessione non si sentiva sicura di sè stessa; era un misto
+di pessimismo, di sentimentalismo, di codinismo, che evidentemente si
+trovava a disagio tra le ristrette proporzioni di un'opera d'arte.
+Tentava discutere per bocca di alcuni personaggi, per bocca del
+narratore, per mezzo dell'azione fantastica che cominciava e chiudeva
+il libro, ma aveva la coscienza di dover rimanere insufficiente. E per
+ciò aveva preso la prima forma capitatale sotto mano, tanto per far
+qualcosa e velarsi un po' con quella barocca creazione di un morto che
+non ha trovato Dio nell'altro mondo, e che pure sente e pensa tuttavia
+nella umida tomba dove l'hanno messo a giacere, e prega e ottiene
+dalla Morte il permesso di tornare per una sola nottata a casa sua.
+Povero diavolo! Nella sepoltura ha pensato e ripensato la vita
+tranquilla e laboriosa da lui menata,--vita appartata, senza grandi
+gioie, fuori del movimento sociale del suo tempo--e vorrebbe avvertire
+il figliuolo di non fare come lui, ma di gettarsi a capo fitto nel
+turbine della società e godere e dominare... Il suo viaggio però
+riesce inutile. Nella sua casa egli trova ogni cosa come le aveva
+lasciate: "la stanzetta da pranzo tutta pulita, coi suoi vecchi mobili
+e odorosi di mele cotogne.... Il suo studiuolo tutto assestato e
+raccolto, come quando egli vi si recava a leggere o a pregare; lo
+scaffale con i libri tarlati, messi in fila, il seggiolone di cuoio...
+Nella camera da letto riposava quella che era stata così buona e
+mansueta compagna della sua vita. Auliva la stanza di verginità
+rifiorente in quella casta vecchiezza; e la testa grigia; la faccia
+scarna era adagiata su d'un alto guanciale e le mani esili giunte sul
+petto ed intrecciate da una grossa corona... Nella stanza del
+figliuolo, un lumino ardeva davanti a l'imagine de la Madonna e
+diffondeva attorno una mite luce. Il giovane giaceva supino ne la
+beatitudine del sonno, con il capo sprofondato nel guanciale.
+
+"--Perchè non si affrettò a compiere l'opera per cui era venuto e
+gliene aveva dato potere la Morte?... Forse pensò che, se a quel suo
+viaggio si era mosso per il bene del figlio, nessun altro bene poteva
+essere maggiore di quello di cui godeva... Forse lo vinse amore della
+sua vita passata, forse chi sa, dinanzi alla inesorabile morte gli
+parve che tanto volesse conoscere il vero come vivere nell'errore, o
+forse meglio, questo mirabile errore, soltanto come disfida e
+ribellione dell'uomo contro la fatalità delle cose: fonte perenne di
+valore e di eroica bontà.--E così lo spirito doloroso ritornò alla sua
+tomba."
+
+Il lettore si sarà accorto come dall'incertezza del concetto sia
+scaturita un'uguale incertezza nella concezione artistica di
+questo morto che sa di non essere immortale e che prega la
+Morte--un'astrattezza!--e ottiene di poter uscire dal sepolcro e
+rivedere la sua casa e sua moglie e suo figlio; si sarà accorto
+come è inutile che un concetto tenti di assumere forma d'arte se
+non si è deciso di perdere assolutamente la sua natura di concetto
+e diventare persona.
+
+Di questo difetto si è già accorto benissimo l'autore, e nelle quattro
+novelle degli _Ingenui_ ha battuto altra strada. Non è riuscito, mi
+parve, in due tentativi: in quella _Nora_ che non sembra cosa sua,
+tanto è artificiosa e scadente, in quel _Per un ribelle_ che, più che
+una novella, è una poco felice bizzarria. Ma in _La cagna nera_ il
+gran passo è fatto quasi compiutamente; senza quasi nel _Da Novi a
+Pavia_, la perla del volume.
+
+_La cagna nera_ è lavoro più largo; ma quel contino scapato che, dopo
+i rovesci di fortuna della sua casa, crede di riabilitarsi facendo il
+maestro di scuola, e trova nella vita tante delusioni e tante amarezze
+per via di una cagna nera, mezza rognosa, da lui caritatevolmente
+raccolta, è proprio un ingenuo? È uno squilibrato, per eredità, e
+finisce male: impazzisce. Se non che l'autore si è dimenticato che
+egli non narra per conto suo, ma per bocca del suo stesso personaggio.
+E per ciò a tutta la narrazione, bella ed evidentissima, manca la
+intonazione giusta. Così egli ha dato in prestito al personaggio certe
+forme che chiamerò retoriche--direi meglio, artificiali--e che, in
+mezzo a tanta ricchezza ed evidenza di particolari, sono una vera
+stonatura.
+
+Ecco, per esempio:
+
+"E allora per la calda afosità del tramonto, in quel muto languire del
+giorno, una figura di donna nuda, maravigliosa e splendente come un
+sogno, sorse alla mia vista, e si aggirava veloce fra gli alberi come
+se i piedi a pena lambissero il suolo, e con le braccia sollevate e le
+palme distese e le chiome accarezzava le erbe e i fiori presso cui
+trasvolava, come una benedizione.
+
+"Il riso lascivo si era mutato in una voce distinta come una
+cantilena, e quella voce usciva dalle labbra di quella fata.
+
+"Diceva: "Io sono impudica come Pasife, io sono casta come la Sibilla,
+io sono forte come Ippolita, io sono sapiente come Minerva: io sono
+eterna!"
+
+Due pagine intere di questo tenore!
+
+E, prima, aveva fatto lo stesso:
+
+"Ma le onde battevano su la scogliera. Venivano dall'alto verdi, erte,
+trasparenti come vetro di smeraldo; più e più affrettavano la corsa,
+spumeggiavano ne la cresta, si accartocciavano e rompevano fragorose e
+rapide con infinito pulviscolo ai miei piedi.
+
+"--Lo vedi tu, sorella azzurra? Lo vedi tu sorella bianca?--dicevano
+l'una all'altra, movendomi incontro.--Quegli è matto! Egli era in
+buono stato; poteva far la traversata della vita senza accorgersene,
+come un pulcino in una scatola di bambagia. Ne la tua società--mi
+domandavano--non ce n'erano più marchese vecchie con la prurigine
+della lussuria; non ci erano fanciulle ereditiere da sposare; non
+c'erano sul tappeto verde del tuo _club_ buoni da mille da
+guadagnare?"
+
+Un'altra pagina!
+
+E, prima ancora, l'altro chiacchiericcio dei santi incollati al suo
+capezzale nella sua povera stanza di professore; udite:
+
+"Tutti convergevano gli occhi verso di me obbliquamente come a
+domandarsi l'un l'altro con ira e sospetto: che ci fa qui cotesto
+intruso? Lo sapete voi che ci fa, San Francesco? Io non _saccio_!
+pareva rispondesse una Santa Teresa con la faccia tinta di bile per
+indicarne l'ascetismo. Non vedete che il bambino santo ne piange;
+fremeva un San Domenico con gli occhi spiritati da accendere da essi
+soli i roghi. Vattene ai paesi tuoi! Vattene! barbottava il santo
+protettore della città, che era un vescovo effigiato in gesso, con una
+barba nera e tonda di brigante ben nutrito. E se non fosse stato
+gravato dal piviale e dalla mitria che lo insaccava sino alla nuca, si
+sarebbe mosso e mi avrebbe scacciato a colpi di pastorale!..."
+
+Un'altra pagina e mezza!
+
+Oh, no! A tutto questo chiacchierio artificiale della donna nuda,
+delle onde del mare, dei santi appesi al muro, basta contrappone il
+chiacchierio vivo, sincero, meraviglioso della buona contadina che
+parlava non in dialetto "ma in italiano e con quell'accento mezzo
+emiliano e mezzo lombardo, pieno d'improprietà e di sgrammaticature"
+per convincersi del torto che ha avuto l'autore di lasciarsi prendere
+la mano da questi residui di viete forme e inquinare con esse le belle
+pagine di _La cagna nera_. Il suo torto principale è di aver voluto
+far scrivere allo stesso personaggio i tristi ricordi della sua misera
+vita, senza badare a immedesimarsi con esso, senza darci, dalla prima
+all'ultima parola, l'accento, il fremito del ricordo in ogni sua
+frase, in ogni suo periodo, in ogni sua pagina.
+
+È inutile servirsi dell'artificio di mettere la narrazione in prima
+persona, se poi questa prima persona dovrà narrare tranquillamente,
+minutamente, filatamente, come avrebbe fatto qualunque terza persona.
+
+Certamente il contenuto di _La cagna nera_ è assai più elevato di quel
+che si trova in _Da Novi a Pavia_; ma in questo però l'autore ha fatto
+il miracolo della creazione viva; e perciò la povera vecchia che
+racconta a sbalzi i suoi viaggi nella _Merica_ e le sue speranze e le
+delusioni e le nuove illusioni, vale, come arte, infinitamente più del
+raccontatore dei casi della rognosa cagna nera, simbolo del di lui
+destino. E per ciò la catastrofe del professore, che in un momento di
+delirio butta in mare tra gli scogli questa sua fatale compagna e
+assiste allo spettacolo dell'annegamento di essa, e poi fugge via
+nella notte, ed esclama. "Finalmente, o meravigliosa notte, eri venuta
+e mi avevi accolto nelle tue ombre, ed io ero entrato nel bagno
+delizioso e profondo della tua tomba"--ci lascia freddi e delusi.
+Mentre invece la povera reduce della _Merica_, che ha fretta di
+giungere a Mantova e crede di dovervi arrivare presto e apprende che
+dovrà aspettare ancora molte ore nella stazione di Pavia, sicchè non
+potrà essere a casa sua per l'ora del pranzo; quella povera
+chiacchierona, che ha fatto sapere a chi voleva, e a chi non voleva
+udirli, tutti i fatti suoi e del suo Carletto, c'interessa e ci
+commove assai più e rimane fissata nella nostra memoria
+indelebilmente.
+
+"Si scostò, attraversò i binari equilibrandosi alla meglio fra la
+borsetta e il sacco dei banani; e dopo aver quei chiesto a due o tre
+impiegati, si rivolse ad un altro dei mandarini che vivono sotto le
+tettoie delle stazioni e sotto la mitra rossa dei loro berretti, la
+vidi parlargli umilmente e... poi fece un atto di disperazione;
+ripassò fra i binari in furia e venne al nostro sportello.
+
+"--Ma sanno, sanno, signori, a che ora si giunge a Mantova? Alle
+undici... capiscono... alle undici e quaranta!
+
+"Non potè dire altro: una guardia la scostò bruscamente e il treno si
+avviò. La rividi riattraversare i binari... poi ferma col capo chino
+sotto la tettoia già deserta, con la borsetta in una mano, nell'altra
+il fagotto dei banani, i frutti dolci come il miele che mangerebbe suo
+figlio; e non potei staccare gli occhi da lei sinchè il treno,
+fuggente sotto la pioggia, non me l'ebbe tolta dallo sguardo."
+
+Niente però toglierà dallo sguardo dei lettori questa veramente
+ingenua creatura. E il Panzini dovrà essere gratissimo a lei che gli
+ha fatto fare il gran passo, il difficile salto con cui il pensatore
+si trasforma in artista. Dopo questo salto c'è da augurarsi che egli
+non torni indietro. Oramai egli è un altr'uomo; ha dimenticato, ha
+buttato via ogni artifizio. Rimanga artista, nient'altro che artista
+sincero; voto schietto, augurio disinteressato di uno che ammira le
+squisite e forti qualità del suo ingegno, e desidera vederle presto
+messe in gran rilievo in un'opera d'arte più vasta e più poderosa.
+
+[Blank page]
+
+
+
+
+V.
+
+UN ROMANZO REGIONALE¹
+
+ ¹ A. Lauria, _Povero Don Camillo_! scene della vita napoletana
+ contemporanea.--Catania, Giannotta, editore, 1897.
+
+
+Terminata la lettura di questo romanzo (_scene_ lasciamolo dire alla
+modestia dell'autore) pensavo al Goldoni e alle sue commedie. Non già
+perchè tra il soggetto di esse e quello del _Povero Don Camillo_! ci
+sia una qualunque analogia; poche cose anzi ho lette piene di
+tristezza così grande quanto quella che opprime l'animo in queste
+dugento ottantasei fitte pagine dove sono descritte le gesta dell'alta
+camorra elettorale napoletana. Pensavo al Goldoni per una questione di
+forma letteraria; e niente mi sembrava più profondamente vero della
+distinzione che soleva fare il De Meis tra _Forma_ con l'effe
+maiuscola e _forma_ con la effe minuscola; l'una riguardante
+l'organismo di un'opera d'arte, l'altra più particolarmente la lingua
+e lo stile.
+
+Quanto rigoglio di vita in quelle creature goldoniane, non ostante
+tutte le scorrezioni di lingua dei loro dialoghi! Dopo un secolo e
+mezzo di esistenza, quando le vediamo riapparire sul palcoscenico, ci
+sembrano uscite allora allora dalla fantasia dell'autore, tanta
+freschezza, tanto brio, tanta sana giovinezza esse ci mostrano sotto
+la cipria delle loro pettinature e le foggie del secolo XVIII! È il
+miracolo della forma (con l'effe maiuscola) soggiungerebbe il De Meis.
+
+A uno stesso miracolo appunto avevo assistito durante la lettura del
+_Povero Don Camillo_! Certe asprezze di stile, certi eccessi di
+napoletanismi, la mancanza di qualunque lenocinio (di quel lenocinio
+ora di moda, e con cui si cerca di sbalordire la mente dei lettori)
+non erano riusciti a menomare la vitalità della lunga serie di
+personaggi che mi erano sfilati dinanzi agli occhi nella Villa Marzano
+sul Vomero, nella misera casa di Don Camillo, nella sala delle
+elezioni provinciali nella Sezione del Mercato, in casa dell'onorevole
+Nicola Doce.
+
+L'impressione era così forte, che tutti quei personaggi mi sembravano
+già vecchie conoscenze della vita reale, incontrati anni fa; dove e in
+quali circostanze non riuscivo però a ricordarlo.
+
+Don Camillo de Rogatis, che rifà ogni sera la strada da Villa Marzano
+a casa sua in via S. Teresa, amareggiato, umiliato, irritato dagli
+insulsi e grossolani scherzi dei ragazzacci Giovannino Marzano, Mimi
+Lèpore e Angiolina Marzano, i quali ne hanno fatto il loro zimbello,
+mi pareva di averlo intravisto tempo fa nell'immensa sala degli
+uscieri di Castel Capuano, tra la folla di scrivani, di avvocati, di
+clienti, di sollecitatori, di imbroglioni di cui essa allora
+rigurgitava nelle ore di udienza; mi pareva di averlo incontrato in
+qualche salotto borghese, condottovi da un maestro di musica che
+voleva far risaltare, con l'abilità di cantante e di attore di lui, le
+proprie composizioni.
+
+Certamente quella figura magra, lunga, ingenua, credenzona, facile ad
+illudersi e ad essere illusa, che di pagina in pagina prende sempre
+maggior rilievo, interessa, quantunque umile, più assai di tutti gli
+altri personaggi che se ne servono pei loro fini, accarezzandola,
+lusingandola fintanto che hanno bisogno della sua inconsapevole opera
+nella lotta elettorale, e che buttano via come una buccia di limone
+spremuto quando non serve più e anzi diventa un imbarazzo per loro;
+quella figura è così caratteristica, così originale, che non mi
+stupisce, che arrivi fino a far sospettare al lettore che egli l'abbia
+davvero conosciuta nella realtà.
+
+E quel Federico Masiello, cognato e agente dei Marzano!
+
+Par di vederlo e di sentirlo quando nel gran salone dei Marzano espone
+all'onorevole Doce, già un po' imbarazzato dalla rude franchezza di
+lui, il suo programma elettorale, quello sottinteso, quello che
+nessuno osa dire a voce alta, tra l'accolta di alti camorristi quali
+il cavaliere Cercola, don Cristoforo Armaturo, don Federico Balsamo,
+Ciccio Paloja, giornalista, e parecchi altri.
+
+Il Paloja si era slanciato con entusiasmo in una perorazione infarcita
+di spropositi, specie di articolo di fondo parlato. Federico Masiello
+lo interrompe:
+
+--Tu devi scrivere per mangiare; dunque scrivi, ma qui lasciami in
+pace.
+
+E rivolto all'onorevole Doce, continua:
+
+"--Don Nicolò, vedete, quanti siamo rimasti qui dentro, sentiamo
+troppa antipatia per le chiacchiere; le chiacchiere sono la broda per
+gli imbecilli, e noi non permettiamo che nessuno ci venga a trattare
+d'imbecilli.
+
+"--Bravo, amico mio, siamo d'accordo!--gli gridò il deputato
+stendendogli la mano.
+
+Ma, con grande sorpresa, vide che Masiello, invece di porgergli la
+sua, se la ficcò, con certo strano sorriso ostile, nella tasca dei
+calzoni. Don Nicolino ne restò turbato.
+
+"--Siamo d'accordo? meglio così, chè questo è l'unico mezzo di farmi
+concepire di voi una buona opinione. Qui stasera vi aspettavamo come
+il Messia.... Ebbene, poco fa voi avete detto un mondo di belle
+parole, quelle con cui oggi i vostri pari riempiscono la pancia degli
+ingenui!... Vi preme tanto il gran popolo napolitano? i suoi
+interessi? i suoi figli? i suoi stracci? le sue miserie? le
+pretensioni dei morti di fame?... Poche chiacchiere... Ma che
+popolo... che grandi interessi generali, _me jate combinanno_! Qui si
+ha da fare: ognuno per sè, Dio per tutti... Oggi all'onorevole Doce
+torna conto di andare a sedere fra i consiglieri provinciali, e si
+rivolge a Federico Masiello per riuscire... Domani Federico Masiello
+si rivolge all'onorevole Doce per un favore, e l'onorevole Doce glielo
+fa, come cosa stabilita, convenuta. E se l'onorevole trattasse
+Federico Masiello da volgare seccatore... l'onorevole Doce proverebbe
+l'amaro! Don Nicolò, questa è la storia: Gli uomini savii, oggi, per
+riuscire in qualche cosa, han da lasciarsi crescere sul cuore tanto di
+pelo!..."
+
+Infatti tutti quei signori portano tanto di pelo sul cuore, non
+provano scrupoli di sorta alcuna. Hanno bisogno di un povero ingenuo
+per la loro _pastetta_? Prendono Don Camillo, lo raggirano, lo
+imbrogliano, lo mettono sul punto di andare in galera; e il
+disgraziato evita la galera soltanto perchè la sua ragione si
+sconvolge. Va a finire miseramente in un ospedale di pazzi.
+
+La morale del libro è condensata in quel discorso di Federico
+Masiello. Morale per modo di dire; giacchè si finisce di leggere con
+un gran senso di nausea e di oppressione, che fa pensare come mai in
+quel lembo di terra italiana la bellezza del paesaggio e lo splendore
+del cielo siano in così crudo contrasto con la vituperevole bassezza
+degli esseri umani.
+
+Voglio risparmiare al lettore il sunto del romanzo, sunto che sarebbe
+sempre uno scheletro quand'anche potessi dargli tutta l'ampiezza
+necessaria. Lo invito a leggere e a non lasciarsi malamente
+impressionare da certe durezze di forma che l'autore ha, forse,
+credute necessarie per render meglio l'ambiente napoletano. Non è qui
+il luogo di discutere se si sia ingannato. Quando in un'opera d'arte
+c'è tanta effusione di vita e tanto effetto di rilievo, le questioni
+di lingua e di stile diventano proprio pedantesche. L'autore potrà, un
+giorno o l'altro, tornar sopra quei piccoli difetti e farli sparire.
+L'importante era che le sue creature fossero vive, napoletane, tali da
+non poter essere scambiate con altre creature di altre regioni
+italiane; e questo scopo supremo è maestrevolmente raggiunto.
+
+Qui nessun riflesso di opere d'arte altrui; ma una diretta
+irradiazione della realtà. Qui non accade, come in parecchi
+recentissimi romanzi, di doversi fermare a ogni voltata di pagina, a
+ogni fine di capitolo, per domandarsi, tra mortificati e stupiti, dove
+mai quei romanzieri abbiano potuto incontrare nella nostra società
+persone somiglianti a quei loro fantasmi che agiscono con la
+incoerenza del sogno, quantunque battezzati con nomi italiani, e
+condotti a errare e a passeggiare per paesaggi italiani, per vie di
+città italiane. Qui non accade di aver l'allucinazione di assistere a
+una sfilata di gente travestita da russi, da norvegiani, da danesi, da
+decadenti francesi che fa il verso ad altre creazioni dell'arte
+ammirate e rimaste impresse nella memoria. Siamo in piena natura.
+Possiamo pure sentir ribrezzo di trovarci in contatto con questi
+rettili umani, con questi bruti senza nessun ideale; ma non possiamo
+dire: L'autore ci inganna, si fa beffe di noi!
+
+Non c'è nessun ideale, sì, nè nelle persone, nè nelle loro azioni; ma
+esso vien fuori per contrasto, con quel bisogno, con quell'ansia di
+respirare un po' d'aria pura, quando il povero Don Camillo, la
+vittima, vien condotto all'ospedale.
+
+E per restringermi a una questione letteraria che si presenta
+spontanea se si riflette un po' intorno al problema del romanzo
+italiano, dirò che il lavoro del Lauria mi ha confermato in una mia
+antica opinione, cioè: che l'originalità noi dobbiamo, per ora,
+cercarla appunto nel romanzo regionale, specialmente là dove la
+sincerità delle indoli e dei caratteri non è stata ancora sofisticata
+dalle ipocrisie della civiltà generale.
+
+Questo lavoro sembra facile, ma non è; giacchè non basta osservare,
+studiare, fotografare, per poi avere un'opera d'arte originale,
+quantunque tutto sia ancora semplice, istintivo, senza mistura di
+influenze estranee nella società regionale. E sarebbe bene che il
+presente momento della vita italiana contemporanea non sparisca senza
+lasciar traccie; e sarebbe utile che noi ci abituassimo a discernere
+quel che c'è di caratteristico nella nostra società, dirò così,
+elementare, a fine di arrivare gradatamente al lavoro, più arduo, di
+scoprire quel che c'è di altrettanto caratteristico e particolare
+anche in quella società più elevata, dove le influenze livellatrici
+della civiltà generale hanno già iniziato il loro lavoro da un pezzo.
+
+Ah! se ci fossero dei giovani scrittori che invece di perdersi dietro
+le imitazioni delle creazioni altrui, ci dessero il romanzo regionale
+piemontese, lombardo, veneto, toscano, romano, come ora ha fatto il
+Lauria col napoletano (e ce ne aveva regalato già un bel saggio con la
+sua _Donna Candida_) e come ha fatto mirabilmente il Verga coi
+_Malavoglia_ e col _Mastro Don Gesualdo_! Ma disgraziatamente oggi
+tutto questo sembra meschino, di poco interesse, quasi che la
+creazione vitale, in qualunque gradino della scala degli esseri, possa
+mai dirsi in arte impresa meschina e di poco interesse.
+
+Si vuole il simbolo! Ebbene, nessuno può levarmi di testa che il
+simbolo, non è produzione artificiale, ma cosa che risulta da sè,
+senza intenzioni preconcette, quando l'opera artistica raggiunge le
+alte cime della vita.
+
+Don Camillo de Rogatis è una povera creatura di carne e di ossa; ma
+dopo che ci ha fatto sorridere con le sue miserie amorose, dopo che ci
+ha fatto crollare la testa alle sue meschine ambizioni, quando soffre
+e piange per la sorella sedotta, quando perde la ragione per l'urto
+delle circostanze in cui è stato impigliato dalla malignità e dalla
+perversità dell'alta camorra; quel povero Don Camillo de Rogatis si
+eleva, si eleva; perde davanti a noi la sua essenza particolare;
+diventa il debole sfruttato dagli scaltri, la vittima dei più astuti,
+dei più forti; diventa simbolo senza volerlo e senza saperlo. Ed è
+questo, se non sbaglio, il migliore, anzi l'unico modo di diventar
+tale veramente. [Blank Page]
+
+
+
+
+
+VARIETÀ
+
+
+
+
+I.
+
+IL TEATRO DI GIOVANNI VERGA
+
+
+Da parecchi mesi ho sul tavolino l'elegante volumetto della
+_Biblioteca Bijou_ dove i fratelli Treves hanno raccolto _Cavalleria
+rusticana_, _In Portineria_, e la _Lupa_ che ieri sera è stata
+calorosamente applaudita dall'affollato pubblico del Valle. Aspettavo
+appunto la prova della rappresentazione della _Lupa_ per parlare degli
+intendimenti artistici da cui il Verga è stato guidato nelle sue opere
+teatrali, e non mi attendevo la buona ventura di vedermi capitare a
+proposito un articolo pubblicato domenica scorsa su le colonne del
+giornale fiorentino il _Marzocco_, dove dei lavori del Verga si
+ragiona coi criterii della così detta nuova scuola drammatica.
+
+Se ne parla con rispetto, ma infine, si domanda, _che cosa sono, se
+non una intensa rappresentazione di quel che si disse, con vocabolo da
+macello, "un pezzo di vita"?_
+
+E il loro buon successo presso il pubblico viene spiegato così: _Il
+nuovo o l'ignoto, più che il bello, lo attirava per una sola sera (?)
+a teatro. Nessun sentimento si commuoveva in esso, fuori della
+curiosità malsana che spinge ogni più quieto burocratico a guardare da
+dietro gli occhiali su l'alto marciapiede la rissa forse mortale di
+due popolani nel mezzo della via, in attesa dei reali carabinieri._
+
+La conclusione è che il Verga _non si è mai curato di pensare che cosa
+è e che cosa debba essere la vita, che cosa valga oltre il fenomeno_.
+
+Ecco: io non intendo fare una discussione astratta, di faccia ad opere
+così piene di rigoglio vitale; e quantunque mi sappia battezzato, non
+so perchè, per verista nel cattivo senso di questa parola, debbo
+confessare allo scrittore di quell'articolo che non sono di coloro
+ch'egli crede _ignorino fin l'esistenza di quella magistrale pagina su
+=Le realisme et le trivialisme= dove il Guyau provò che le vrai
+realisme consiste a dissocier le réel du trivial_. Credo che non lo
+ignori neppure il Verga; egli però non se ne rammenta, nè vuol
+rammentarsene quando si accinge a fare un'opera d'arte; si affida alla
+sua ispirazione d'artista, e fa benissimo. L'artista pensa a modo suo,
+con la immaginazione, che è la riflessione velata. Quei personaggi il
+Verga non li ha visti, come crede il critico, nè li ha fotografati; li
+ha pensati e ripensati, li ha lungamente rimuginati per intendere il
+segreto dei loro caratteri e delle loro passioni; e se non li ha
+giudicati, approvandoli o condannandoli, se non ha palesato la sua
+opinione intorno ad essi, questo è avvenuto perchè il farlo gli è
+parso superfluo. Se si è sentito attratto dal loro fascino, se si è
+deciso a sollevarli nella pura atmosfera dell'arte, vuol dire che egli
+ha _pensato_ primieramente che metteva conto di occuparsene, che il
+rappresentarli soltanto valeva precisamente giudicarli, perchè in essi
+non c'era il _triviale_ ma la _passione_; la quale, esploda in alto in
+basso, tra creature popolane o aristocratiche, è cosa elevata,
+concentramento di forze, complicazione di sentimenti, energia, lotta,
+catastrofe, dramma insomma. E di fronte ad essa, l'artista non è, come
+crede quel critico, rimasto indifferente, se ha saputo talmente
+compenetrarsi col personaggio da sparire dentro di lui; se ha saputo
+mettergli in bocca la parola giusta, rapida, incisiva, che condensa in
+poche sillabe lo infinito dell'anima, se è riuscito a indovinare il
+gesto, l'intonazione della voce, l'azione tutta corrispondente al suo
+interno stato e a quello degli altri che si muovono attorno a lui.
+
+Rappresentare così vivamente, così efficacemente è pensare; è dar
+forma al pensiero però, cioè fare opera d'arte. Shakespeare, che il
+critico invoca, fa forse altrimenti? Giudica forse Otello? Jago?
+Desdemona? Ofelia? Amleto? Niente affatto. Egli vuol bene a Jago
+quanto a Desdemona, e forse più. Con che amore non lavora per metterci
+viva sotto gli occhi quella infame creatura! È diventato lui, la
+malizia, la calunnia, la insinuazione in persona; si direbbe che lo
+accarezzi, che lo palpi, che lo volti e rivolti, aggiungendo qua una
+pennellata, là un'altra, servendosi del suo gergo, delle sue immagini,
+della sua ironia, a fine di farne il più meraviglioso birbante
+possibile. Lo giudica? Ci dice la sua opinione? Non gli passa pel capo
+che debba far questo. Così con Amleto, così con Ofelia, così con tutti
+i suoi mille personaggi. Tant'è vero che, dopo parecchi secoli, noi
+discutiamo ancora per indovinare che mai abbia egli inteso dirci con
+quel misteriosissimo Amleto. Se egli avesse dovuto manifestarci _la
+sua opinione sui fatti che espone su la scena, e se li approvi o li
+condanni_, immagina forse il critico che Shakespeare si sarebbe
+trovato in imbarazzo? Non oso sospettarlo. Appunto, Shakespeare _non
+ha nessuna opinione, si accontenta di riprodurre la vita_. Il
+significato, il pensiero è nascosto dentro i caratteri, dentro le
+passioni, dentro le azioni. Non importa che Shakespeare abbia scelto
+per suoi personaggi e principi, e comandanti d'armata e governatori di
+isole, o principesse, o figlie di cortigiani e di senatori. Si parla
+di metodo, di forma. Il dovere dell'artista è di adottare questo
+metodo, di creare questa forma. E così _Santuzza_ va a mettersi a
+fianco di _Ofelia_, e la _Lupa_ accanto a _Lady Makbeth_. Non mi si
+fraintenda; parlo di forma, non di contenuto.
+
+Se i contadini siciliani sono creature meno complicate, se sono, come
+afferma il critico, _tutti meccanismi a molla_, creda, non ne consegue
+che il lavoro dell'artista diventi _facile ed ovvio_. Si provi e
+vedrà.
+
+E per ciò io non capisco che senso possono avere queste parole a
+proposito dell'_Utopia_ del Butti, dei _Diritti dell'anima_ del
+Giacosa, del _Trionfo_ del Bracco, dei _Disonesti_ e di _Realtà_ del
+Rovetta: _Non li discuto nella realizzazione scenica, li ammiro nella
+loro concezione!_
+
+Ma che importa che _ciascuno di questi tre drammaturgi prima di
+scrivere una sola riga del dramma, giudicò, secondo un suo prefisso
+sistema di morale, le azioni che stava per svolgere_? Questo può
+interessare i pensatori, i filosofi, i sociologi, non l'arte, non il
+pubblico che va in teatro per sentirsi appassionare, commuovere, o
+semplicemente divertire. Se la _realizzazione scenica_ di quei
+concetti è fallita, non c'è più da discutere.
+
+L'importante è appunto che la _realizzazione scenica_ avvenga piena e
+completa. È assurdo prendersela col pubblico quando questa benedetta
+_realizzazione_ non arriva a concretarsi. Il pubblico, per esempio,
+ieri sera ha mostrato di comprenderlo. A poco a poco quegli umili
+personaggi che scherzano su l'aia lo hanno afferrato; quelle umili
+passioni--_meccanismi a una sola molla_, secondo la sprezzante
+espressione del critico--lo hanno travolto nel loro ingranaggio, lo
+hanno fatto palpitare a soffrire; e il pubblico ha mostrato che non
+chiedeva altro di meglio, ed è stato ad ascoltare con vivissima
+intenzione, ha scoppiato in applausi, anche quando la scabrosità
+dell'azione avrebbe fatto temere di doverlo offendere. Perchè?
+
+Perchè non vuol pensare? Perchè si accontenta delle pure sensazioni?
+Non diciamo sciocchezze. Unicamente perchè vedeva lì sul palcoscenico
+la vita, la passione, la lotta, non col cinematoscopio dei fratelli
+Lumière, ma con l'alta proiezione artistica che idealizza, che
+generalizza; e che ha pensato e fa pensare, aggiungo io, anche a costo
+di farmi dire che io non capisco che vuol dire _pensare_.
+
+Lasciamo lì, per amor di Dio, le stupide denominazioni, di realismo,
+di psicologismo, di idealismo, di simbolismo: ragioniamo di teatro, di
+opere d'arte drammatica. E soprattutto non predichiamo bene e non
+razzoliamo male. Il Maeterlink, _il nostro piccolo Shakespeare_, come
+lo chiama il critico del _Marzocco_ (Oh, piccolo, sì molto piccolo!
+infinitesimale!) che fa? Dà sensazioni, niente altro. Di caratteri, di
+passioni non c'è traccia nelle opere di lui. L'esteriorità predomina.
+Una camerata di ciechi si smarrisce in un bosco. Il vecchio prete, suo
+conduttore, è morto là, tutt'a un tratto, senza che nessuno di loro se
+n'accorga. Tutto il valore di quel lavorino si riduce alla
+_sensazione_ dell'ignoto di quelle vecchie e di quei vecchi mezzi
+rimbambiti dagli anni. Il _pensiero_, l'_anima_, dove sono?
+
+Un'altra _sensazione dell'ignoto_ (il _nostro piccolo Shakespeare_ si
+ripete) è nell'altro dramma in un atto, l'_Intrusa_. Un vecchio cieco
+ha la _sensazione_ di qualcosa d'ignoto mentre tutta la famiglia è
+raccolta in un salone, attendendo l'esito della malattia di una
+malata. Il _pensiero_, l'_anima_, dove sono?
+
+E nell'_Interno_? Una casa dalle finestre illuminate è in fondo alla
+scena; dietro i vetri si vede la famiglia raccolta attorno a un
+tavolino. Il babbo legge; le figlie lavorano; la mamma sorregge un
+bambino addormentato. Sopravvengono un vecchio e un viandante; debbono
+annunziare che una delle figliuole si è annegata, e preparare la
+famiglia all'arrivo del cadavere che i contadini trasportano in una
+barella. Come debbono dare la notizia a quella famiglia ignara della
+disgrazia che l'ha colpita? Altre persone sopraggiungono; i contadini
+col cadavere stanno per arrivare: bisogna affrettarsi. Finalmente il
+vecchio si decide a picchiare all'uscio. Dietro i vetri si vede costui
+nell'interno; si scorgono i gesti delle persone, il precipitarsi di
+esse verso l'uscio... e cala la tela!
+
+Quando il _piccolo Shakespeare_ (oh, piccolo, sì, molto piccolo!
+Infinitesimale!) non si sbizzarrisce con personaggi quasi fantastici,
+con azioni e passioni artificiali, non va mai oltre la _sensazione_.
+
+Ah, c'è l'Ibsen che pensa per lui e per gli altri! Ma l'_Ibsen_ fa
+precisamente come Shakespeare, come il Verga, come tutti coloro che
+sanno che voglia dire teatro; quando non si rammenta che _deve_
+pensare, e far _pensare_ i suoi personaggi, è scrittore drammatico di
+prima forza. Il male è che all'ultimo se ne rammenta e guasta ogni
+cosa. E per questo il pubblico si stizzisce con lui.
+
+E torno al Verga. Stia pur sicuro il critico: il giorno che al Verga
+verrà l'idea di uscire dall'ambiente dove finora si è chiuso, non farà
+diversamente. Rappresenterà, creerà persone vive e non _approverà_ e
+non _condannerà_ i _sentimenti e le azioni dei suoi personaggi_.
+Coloro che in un'opera d'arte si preoccupano eccessivamente del
+concetto, o esclusivamente del concetto, sono mezzi impotenti. I veri
+artisti pensano per conto loro (non possono farne di meno) ma il loro
+pensiero non si manifesta mai con la caratteristica di puro pensiero:
+si nasconde, si rifugia nelle creature appassionate, qualunque esse
+sieno, alte o basse, umili o aristocratiche, che egli butta sul
+palcoscenico, come fa la natura, in balìa della discussione.
+
+Perchè intanto non dobbiamo tutti esser persuasi di questa sacrosanta
+verità, veristi, psicologi, idealisti, simbolisti--nel caso che si
+tratti di veri artisti--è cosa che mi riesce affatto impossibile
+capire.
+
+
+
+
+II.
+
+PULVIS ET UMBRA¹
+
+ ¹ V. Morello (Rastignac), _Pulvis et umbra_.
+
+
+Si sente, terminata la lettura dell'elegante volumetto, la stessa
+impressione cantata dal poeta:
+
+_E tutte le finestre--del mio nido campestre--apro al cielo
+fulgente--ed al giardino aulente._
+
+_Ed entran, coi novelli--raggi e i novelli ardori--i canti degli
+augelli--i profumi dei fiori,--i mormorii, dai clivi--alle
+valli,--giulivi,--di cascate e fontane--o vicine o lontane._
+
+Si sente, cioè, la fresca impressione d'una poesia viva, sincera,
+sgorgata dall'intimo cuore e dalla mente; più dal cuore che dalla
+mente, poichè non vi si scorge ombra di quelle preoccupazioni, stavo
+per dire: di quelle fissazioni, dalle quali sembrano colpiti quasi
+tutti coloro che oggi scrivono poesie.
+
+Per ciò qui si sorride, come a vecchie care conoscenze un po' perdute
+di vista, alla linda e ondulante ottava, alle vispe musicali strofe,
+alle quartine, all'agevole saffica rimata, fin a quei settenari,
+uniti, che i fautori di proverbi drammatici hanno reso così uggiosi; e
+per ciò i rari così detti metri barbari ci sembrano rinverditi e
+ringentiliti, per via di qualche prodigioso segreto.
+
+Il prodigioso segreto consiste nella riproduzione del sentimento e del
+pensiero odierno senza sofisticazione di sorta alcuna. Tutte le
+sensazioni, tutte le passioni, tutti gli slanci dell'anima qui cantati
+ci si ripercuotono dentro, vi ridestano sensazioni, passioni, slanci
+consimili, ci dànno l'illusione di udire la parola della nostra
+coscienza, quasi i nostri ricordi, dolci o tristi, i nostri tormenti
+di amore e di gelosia, i nostri dubbi, i nostri rimpianti, abbiano
+tutt'a un tratto preso corpo in questi brevi componimenti lirici,
+densi di cose, che ci interessano tanto da vicino.
+
+Il prodigioso segreto consiste anche in questo: il poeta fa degno
+riscontro al valente articolista dei giornali quotidiani.
+
+Vincenzo Morello (Rastignac) non lascia mai sfuggirsi l'occasione di
+trattare le più vive questioni di politica, di morale, di arte, di
+legislazione che un caso speciale, un avvenimento di cronaca, un
+libro, una discussione gli suggeriscono e quasi gli mettono sotto la
+mano; e i suoi articoli, ben fatti, caldi di sentimento, pieni di
+logica dritta e stringente, ricchi di tutto il materiale della più
+recente coltura, interessano specialmente per quell'accento personale
+che viene dalla profonda convinzione, dalla sincera eccitazione del
+sentimento. Si sente, subito, che si ha da fare con uno che ha
+qualcosa di serio e di suo da dire, e che sa dirlo con la forma più
+chiara, più rapida possibile, ma anche con la forma più efficace e
+quindi più scelta possibile, perchè il concetto abbia la sua intera ed
+efficace espressione.
+
+Infatti egli non divaga, non si accosta esitante al soggetto. Dalle
+prime parole si capisce benissimo che è pieno di esso, e che ha fretta
+di dire. La sua frase è incisiva, lavorata; e come qualcosa di triste,
+di amaro, di sarcastico pervade spesso il suo pensiero, così qualcosa
+di altero e di sprezzante rende quasi aspro l'accento della sua
+parola; ma il concetto si rivela integro, con un che di artistico
+nelle proporzioni, senza dissonanze, e seduce e avvince anche quando
+non arriva a convincere.
+
+_Rastignac_ poeta ha, come _Rastignac_ articolista, una spiccata
+personalità; e non saprei dire se le seduzioni del poeta siano uguali
+o maggiori di quelle dell'articolista.
+
+L'articolo di occasione è qui in _Pulvis et Umbra_, diventato poesia
+di occasione, nel miglior senso, nel senso con cui ne parlava il
+Goethe, che di poesia s'intendeva. Vi troviamo la stessa acuta e
+intensa impressione del mondo esteriore, la stessa intensa e acuta
+ripercussione del sentimento e della fantasia che quella impressione
+ha prodotto. Qui si tratta, è vero, di minuti casi particolari che
+sfuggono al dominio dell'articolista; ma essi per questo non sono meno
+interessanti. Di quella minutezza particolare, l'artista ha messo in
+rilievo soltanto quel che conteneva qualcosa di più generale, di più
+umano, e lo ha nobilitato, lo ha trasfigurato con la forma.
+
+L'articolista è troppo mescolato tra la gente, ha troppo aperto gli
+occhi, troppo intenti gli orecchi a quanto lo circonda e gli si muove
+dattorno, da avere agio di baloccarsi con l'erudizione, di perdersi
+dietro i fantasmi di un passato, la cui evocazione è opra assurda
+perchè non è possibile che esso si rinnovi e perchè ormai ha così poco
+o niente di comune con noi che la sua rinnovazione possa essere
+profittevole in qualche modo. L'articolista è troppo preso da tutte le
+lusinghe, da tutti gl'interessi, da tutte le illusioni, da tutti gli
+entusiasmi, da tutti gli errori del suo tempo, da aver agio di
+preferir loro altre lusinghe, altri interessi, altre illusioni, altri
+entusiasmi e anche altri errori di seconda mano, creati per via di
+riflessione, d'imitazione e anche di vanità e di calcolo. Il suo tempo
+egli lo giudica più bello, più importante, o almeno più interessante
+non fosse per altro, perchè in pieno divenire vitale e in piena lotta;
+perchè in tanto tumulto delle passioni, degli interessi, delle
+avidità, delle miserie, dei delitti, delle illusioni, delle
+allucinazioni, delle generosità e degli eroismi presenti, c'è il
+piacere, la soddisfazione di agire, di lottare, di combattere insieme
+con gli altri, di rincorrere un ideale nuovo, e di tentare, di
+attuarlo, dappertutto, nella vita privata, nella vita politica, nella
+vita dell'arte, in quella del pensiero. Per questo egli non è
+preraffaelista, nè simbolista in pittura, non quattrocentista, nè
+decadente, nè simbolista in letteratura e neppur cosmopolita. Ha il
+giusto senso della realtà; ha il vivo sentimento della patria; ha la
+profonda convinzione che l'astrattezza nuoce e nella vita, e nella
+politica, e nella scienza e nell'arte, dovunque.
+
+E _Rastignac_ poeta non è punto diverso. Il volumetto _Pulvis et
+Umbra_ contiene proprio la polvere e l'ombra di una vita, dai
+fantasticamenti del primo amore fino ai rimpianti e ai lamenti della
+giovinezza che se ne va.
+
+Si apre con un raggio di sole che illumina e vivifica, si chiude con
+la tristezza e l'ombra notturna.
+
+ Udite? Anime umane
+ si lamentan, ne l'ombra, occultamente.
+ . . . . . . . . .
+ . . . . . . . .
+ Ma soffre e si lamenta
+ l'anima mia, su tutte l'altre, forte,
+ ahimè, quasi che senta,
+ in alto, intorno, e dentro sè, la morte.
+
+E il rimpianto, e lo sdegno e l'ironia, irrompono con lo stesso impeto
+e con la stessa limpidezza di forma che altri rimpianti, altri sdegni,
+altre ironie, hanno assunto, ora un giorno, ora un altro,
+nell'articolo di giornale:
+
+ Noi che falciammo i campi de la fede,
+ lieti ne la sacrilega fatica,
+ e, pria che desse il grano, sotto il piede
+ calpestammo la spica;
+
+ noi che, pria de la lotta, le fulgenti
+ spade spezzammo in solitarie scherme,
+ ed or, fra mille armati combattenti,
+ stiamo col fianco inerme;
+
+ noi, stupefatti, senza più speranza,
+ sperduti in mezzo del cammin fatale,
+ domandiamo a l'esercito che avanza:
+ esiste l'ideale?
+
+E vibrano dolorose corde per strappi recenti: e schizzano sarcasmi che
+fanno salire le lagrime agli occhi, come in quei _prigionieri di
+Leontieff_:
+
+ Essi tornano. A branchi, come pecore
+ qua e là raccolte, da la terra ostile
+ che li vide brucar ne la vittoria
+ de le sue genti, tornano all'ovile.
+
+ Desti a l'arrivo e curiosi, gl'incoli
+ d'Italia, a cui per lunga figliazione,
+ fremono in cor gli spirti e le memorie
+ del secondo e del terzo Scipione
+
+ Accorrono: "Portate di Cartagine
+ buone nuove? Laggiù, tra le rovine,
+ nido a l'aquile nostre, ancora crescono
+ i fichi, ovvero crescon le spine?"
+
+ . . . . . . . .
+ . . . . . . . .
+ Non comprendono i reduci, e in silenzio
+ si allontanan ne l'ombra, lentamente.
+
+ Andate, andate! E appesa al chiodo l'umile
+ divisa, e dato un pensier mesto ai morti,
+ alta la fronte, ripigliate l'opera
+ del maglio e de la falce, in mezzo ai forti.
+ . . . . . . . . .
+ . . . . . . . . .
+ E se un giorno...
+
+E non è, non sembra artificio neppure questo mezzo verso rimasto lì,
+come addentellato d'una strofa che non è potuta sgorgare, o come segno
+di un gran dolore che non trova lagrime, o come suggestione di
+propositi di vendetta e di augurii.
+
+E, nella notte, _Per via_, mentre il poeta, al lume della luna che _in
+alto, su le cattedrali--aureole azzurre spande_, vaga col sigaro
+acceso, pensando di sè e degli altri, e domandandosi:
+
+ Chi ha riposo nel sonno? Ne la notte
+ ad ogni ora che fugge,
+ Quanta forza in silenzio, ne le lotte
+ più ignorate si strugge?
+
+ecco, in lontananza, una mandolinata.
+
+ Dove passa la gaia compagnia
+ con le dolci canzoni
+ par che fioriscan rose ne la via
+ e sorrisi ai balconi.
+ . . . . . . . . .
+ E si perdono i passi e l'ombre e i suoni
+ lontan, lontano, come
+ si perderan le nostre illusioni,
+ la nostra vita e il nome!
+
+Ed egli continua a fantasticare, e il sigaro gli si estingue in bocca;
+ma l'amarezza delle labbra proviene dal sigaro o dalle cose
+fantasticate?
+
+ Or non più il Gallo
+ tira la barba al vecchio
+ Papirio immoto su l'eburneo stallo:
+ ma gli tira l'orecchio;
+
+ e per man d'altri barbari le sfide
+ risolve e le questioni;
+ poi, contento di poco, non l'uccide:
+ lo piglia a scapaccioni.
+
+ Buona gente la nuova! In fondo in fondo,
+ essa pensa ch'è vano
+ riconquistare anche una volta il mondo,
+ via con la spada in mano;
+
+ e lascia fare agli altri! Soddisfatta,
+ come d'un terno al lotto
+ se dopo una vergogna o una disfatta
+ a lei tocchi lo scotto.
+
+E così gli risale dal fondo in cuore il sentimento religioso che gli
+amori, gli errori, la politica, vi avevano sommerso. Egli che ha
+ingiustamente quasi rinfacciato al Cristo:
+
+ Ah, tu, è ver tu saprai
+ La croce, o Gesù Cristo, ma la donna non mai!
+
+si rivolge a Maria con dolcissimi e lamentosi accenti:
+
+ Tu sempre nella luce, o madre pia!
+ Santificata da l'uman dolore
+ Se pur tramonti nella fantasia,
+ risorgerai nel core.
+ . . . . . . . .
+ Sorridi ancora! A noi che non fiorita
+ abbiam la via di rose, ma di spine,
+ e accumulate ne la nostra vita
+ troviamo le rovine,
+
+ apprendi, o pia, come si soffra, come
+ vincendo le durezze de la sorte,
+ si arrivi in pace, nel tuo dolce nome,
+ in grembo della morte.
+
+Certamente, qua e là, e talvolta in uno stesso componimento, la forma
+non è come oggi si dice _impeccabile_: ma non è mai contorta, forzata
+per stramba ricerca di originalità, e di imitazione. _Rastignac_ poeta
+è in tutto e per tutto uguale a _Rastignac_ articolista, cioè uno--non
+è male ripeterlo--che ha qualcosa da dire e che sa dirlo con sincera
+efficacia: uno che sente e pensa e soffre e si stordisce e sbaglia e
+si pente e si martira, come tutti i suoi fratelli del secolo morente;
+e per ciò qualcuno di questi suoi lirici gridi vivrà più a lungo di
+parecchi volumi di versi che i figli del secolo morente guardano nelle
+vetrine dei librai, senza lasciarsi tentare di leggerli.
+
+
+
+
+III.
+
+L'ODISSEA DELLA DONNA¹
+
+ ¹ Testo e disegni di Tullo Massarani, trascrizioni in penna di
+ Francesco Colombi-Borda, eliotipie Calzolari e Ferrario. Roma,
+ Forzani e C. tipografi del Senato, 1893, Vol. _in-folio_ di
+ pag. XV-420. Edizione di soli trecento esemplari numerati.
+
+
+Un mio amico, che ha la passione della politica e vorrebbe infonderla
+a tutte le persone con cui ne parla, qualche mese fa, ragionando con
+me della levata di scudi del Senato contro il ministero Giolitti, uscì
+in questa esclamazione entusiastica:
+
+--Ormai non c'è in Italia altri giovani all'infuori dei vecchi del
+Senato!
+
+Io, che di politica m'occupo poco e non mi credevo in caso di
+giudicare quell'atto, sorrisi e non risposi nulla; ma gli ho quasi
+dato ragione sfogliando in questi giorni il magnifico volume che il
+senatore Tullo Massarani ha pubblicato a sue spese nell'occasione
+delle nozze d'argento reali, e di cui ha regalato l'intero
+provento--una dozzina di mila lire--a parecchi istituti di
+beneficenza.
+
+_L'Odissea della donna_, stampata con nitidezza proprio bodoniana,
+illustrata da grandi disegni che a prima vista sembrano
+acque-forti--così bene il signor Colombi-Borda ha trascritto a penna e
+l'eliotipia ha riprodotto gli schizzi originali del poeta pittore--è
+pubblicazione che onora la tipografia italiana e chi ne ha diretto la
+stampa con cura paterna.
+
+È inoltre, pubblicazione che onora il cuore e la mente di colui che ha
+pure concepito e attuato la doppia opera d'arte, inno di
+glorificazione della donna dai tempi primitivi ai presenti.
+
+È proprio singolare che quest'inno sia stato scritto da un senatore,
+se non vecchio, maturo e da parecchi anni dedito più specialmente a
+studi di critica e di storia, come il _Carlo Tenca e il pensiero
+civile del suo tempo, il Cesare Correnti nella vita e nelle opere_.
+
+Ma chi conosce la versatilità dell'ingegno del Massarani, capace di
+alternare le più serie e dotte lucubrazioni con eleganti traduzioni di
+raffinate liriche cinesi--_Il libro di giada_--non si meraviglierà del
+fatto, e darà come me ragione a quell'entusiasta politico, secondo il
+quale oggi in Italia soltanto i senatori fanno cose da giovani.
+
+Infatti è proprio da giovane--e da giovane di molti anni fa, quando i
+giovani non erano precocemente invecchiati di cuore e di spirito al
+soffio dell'odierna mistura di scetticismo e di misticismo che li
+invade--è proprio da giovane l'idea di cantare ed effigiare l'odissea
+della donna a traverso i secoli; ed effondersi in ammirazione e far
+atto di culto religioso davanti alle varie manifestazioni della bontà,
+dell'affetto, della passione, dell'energia, dell'eroismo, della pietà,
+delle miserie femminili che la tradizione, la cronaca, la storia, le
+sensazioni della vita, l'esperienza dei viaggi possono suggerire alla
+fantasia del poeta e del pittore.
+
+Per ciò la prima impressione del libro è quasi di stonatura. Sin dalla
+prefazione ci sentiamo come trasportati in altri tempi, in altro
+ambiente; ci par di sentire un linguaggio arcaico, di vedere e udir
+parlare una persona dall'andatura e dai modi diversi dai nostri,
+vestita a foggia e con panni da un pezzo fuori d'uso. Poi, procedendo
+nella lettura, tornando a guardare i disegni, facendo l'occhio alle
+grandi pagine dell'_in-folio_ da cui ci hanno disabituati i volumi in
+16° e in 24° minuscolamente illustrati, sentiamo che la prima
+impressione si è andata di mano in mano modificando; sesto, stampa,
+disegni e testo hanno via via assunto fisonomia, carattere,
+espressione moderni; e soprattutto unità tale da far capire che il
+libro è sbocciato nella mente dell'artista come un fiore; e che forma,
+colore e profumo sono in esso così intimamente legati insieme da
+costituire un organismo dove non si può mutar niente senza pericolo di
+guastarlo.
+
+Come ho già detto, la veste tipografica è bodoniana schietta.
+
+Nelle grandi pagine bianche i caratteri sorridono nitidamente belli,
+le righe si allineano snelle, intramezzate da fregi ricavati da un
+prezioso codice vaticano del più puro quattrocento. I titoli, in rosso
+messale, spiccano elegantissimi in testa a ogni lirica, e stavo per
+dire a ogni canto, perchè ognuna di esse è proprio un canto del
+ciclico poema l'_Odissea della donna_.
+
+I ventiquattro disegni, o illustrazioni come oggi si dice, concordano
+con la severa forma tipografica per l'accuratezza del disegno, per non
+so quale molle ondulazione di linee che non lascia trasparire nessuno
+scatto di nervosità, ma bensì una gentile placidezza di mano che
+eseguisce accuratamente ogni particolare, e tocca figure e fondi con
+eguale carezza. L'occhio assuefatto alla nevrotica sprezzatura dei
+disegnatori di questi ultimi anni, stenta un po' ad assaporarne il
+carattere classico, da secolo XVIII, se li guarda da soli, senza
+badare nello stesso tempo alla forma tipografica del volume, e senza
+metterli in confronto col testo da essi commentato. Ma se dalla pagina
+figurativa l'occhio passa alla stampata; se alla linea del disegno
+cerca una corrispondenza nella ritmica parola che le sta di fronte,
+disegni e testo e stampa gli si confondono in unica luce, diventano
+tutt'uno, o meglio si giovano a vicenda, si chiosano l'un l'altro, si
+danno scambievole rilievo.
+
+E questo che ho detto isolatamente per la forma tipografica e pei
+disegni, potrei ripeterlo per la parte letteraria del libro, versi del
+testo, prosa delle note a schiarimento. Se la curiosità del lettore si
+rivolge di primo acchito al solo testo, ne riceve un'identica
+impressione. Trova versi lindi, sonori, ma con un che di preziosità
+nella lingua e nello stile; niente delle forme poetiche in uso, ma qua
+e là un misto di classico e di moderno non ben fusi insieme e, più che
+altro, benigna concessione d'uomo di altri tempi alle costumanze
+venute dopo e ora in corso; concessione però che tenta di riportare
+indietro il presente, anzi che far trascorrere nel presente la maniera
+del proprio tempo.
+
+E lo scapito non è precisamente a danno della forma passata di moda.
+
+Ricordo, quasi per similitudine, una scena di cinque anni fa: Una sala
+da pranzo trasmutata in un batter d'occhio in sala da ballo; una
+dozzina di belle donne fra il triplo di giovani e di uomini
+leggermente eccitati dal pranzo, dai vini, e da un entusiasmo d'arte
+che li aveva riuniti insieme; e ricordo una gioconda figura di vecchio
+in cui la gentilezza e la cortesia innate per eredità, erano state
+aumentate dalla cultura e dalle circostanze della vita; gioconda
+figura di vecchio che faceva scoppiettare per la sala l'argutezza dei
+suoi motti, la vivacità delle sue galanterie di buon genere e che
+riempiva di stupore tutti quei giovani impacciati, o stanchi, o
+annoiatamente sdegnosi, quasi dicesse loro con l'esempio:--Una volta
+si faceva così; si era galanti, gente di spirito, si era lieti e
+cortesi, e non musoni e sgarbati con le signore, come siete voi
+tutti.--Quella sera il più giovane di quanti si trovavano lì riuniti
+era evidentemente colui che aveva i capelli brizzolati e le spalle un
+po' incurvate dal peso degli anni, il Duca Proto di Maddaloni; il
+quale, appunto come ora il Massarani, riportava indietro il presente
+anzichè far trascorrere nel presente le maniere del suo tempo.
+
+Oggi abbiamo quasi tutti, o affettiamo, un'aria punto cavalleresca
+verso la donna; ne parliamo con poco rispetto; ne facciamo soggetto di
+clinica artistica: la studiamo da un lato solo, con durezza che
+vorrebbe parere scientifica, positiva, quasi ella fosse creatura da
+farvi esperimenti in _anima vili_, etéra, adultera, strumento insomma
+di voluttà e di nient'altro. O la guardiamo da mistici, dacchè il
+misticismo comincia a essere in voga per bisogno di contrasto; e
+ripetiamo contro di essa le villanie degli Apostoli e dei Padri dei
+primi secoli cristiani, e le furibonde maledizioni degli asceti
+avverso così impura fonte di peccato; eccessivi ed ingiusti da
+positivi e da mistici, teoricamente almeno; perchè poi nella pratica
+avviene che positivismo e misticismo si attenuino molto, non tanto
+però da non far giudicare ridicola, o press'a poco, la galanteria
+d'altri tempi, che era--se si vuole--maniera esteriore forse, ma non
+del tutto indipendente dalla sostanza interiore.
+
+E a noi scettici e mistici in erba per contrasto, il Massarani viene a
+cantare la _Odissea della donna_; incurante che qualcuno possa
+sorridere o ridere della sua scappata poetica inattesa e stimata
+inopportuna. Così essa si spiega in ventiquattro canti sotto i nostri
+occhi, triste e malinconica; ora tormentata di passione, ora lieta di
+bellezza; ora altera di eroismo, ora piena di miseria e di lacrime.
+Così essa risuona in vario metro al nostro orecchio, con qualche nota
+di malizia gentile, con qualche spunto d'ironia cortese; e va
+dall'Asia, culla del genere umano, via via per contrade e per tempi
+diversi, fino all'Europa dei giorni nostri, fino alla donna che oggi
+vende l'amore o muore per amore asfissiata democraticamente col
+carbone. E sono visioni, paesaggi, storie, ricordi di cose udite e
+vedute, ogni cosa risognata, come modestamente egli dice in quella sua
+
+ stanza muta ai venturi ed ai presenti.
+
+E dall'invocazione alla gangetica Trivia:
+
+ Te invoco, o divin Nume
+ Te fausta, te dal cielo immacolata
+ Scesa a lavar la prima stirpe umana.
+ Eteréa fiumana,
+ Quando del contemplarti era beata
+ Dei Devi la invincibile falange,
+ Menavan danze le Apsaràse, e al bello
+ Novissimo portento
+ Plaudendo il Genitor de l'Universo,
+ Seguia dell'acque il fil limpido e terso.
+ Era queto di vento,
+ Sgombro il cielo di nubi; e d'alma luce
+ Lo vestivano gli Dei, fendendo l'aria,
+ Corruscando ne l'armi. E tu scendevi,
+ Qual se di cento soli irradiata,
+ Scendevi, o Dea. Te duce.
+ In cento forme varia,
+ Or lenta, or tortuosa, or concitata
+ E crestata di spume.
+ Vinceva di baglior l'istesse nevi
+ L'abbondanza de l'acque; e un ciel parea
+ Che il cigno candidissimo e l'ardea
+ Solchin d'autunno con l'aeree piume;
+
+alla descrizione della villa pompeiana, dove Delia è schiava:
+
+ Ride aprica intorno
+ La villetta amorosa:
+ Nitidissimo il giorno
+ Che sorge, a mano a mano
+ L'alte vette, i grand'alberi, i sacelli.
+ Le mura antiche e gli archi,
+ Fin quest'erma che ancor negletta e mesta
+ Riposa, ùmile terra,
+ Pare che allegro varchi
+ E del suo bacio imporpori e suggelli.
+ Come ardente amator novella sposa.
+ Ecco, il Sole si desta
+ Ad altra e nova e più gioconda guerra:
+ E te volendo aver de la sua festa,
+ Ne le guance di rosa
+ Che gli nascondi invano,
+ Di giovinezza il primo fior saluta;
+
+dalla abitazione del Califfo:
+
+ Laggiù tra verdi fronde
+ Carche d'esperie poma
+ Un candido s'asconde,
+ A la frescura in sen
+ E al vaporante aroma,
+ Paradiso terren.
+
+ Qual con ferrata zampa
+ Ne le fumanti arene
+ Orma il puledro stampa
+ Ch'arabo eroe frenò,
+ Tale in marmoree vene
+ L'araba sesta osò
+
+ Arco gentil, che ignoto
+ Artefice addentella.
+ Come fu vista il loto
+ Iside Iddìa frangiar,
+ E di meandri abbella
+ Che le Peri intrecciar.
+
+ Alterna il facil mirto
+ Col nobile cipresso
+ Ombre al sognante spirto,
+ E di perenne umor
+ Il murmure sommesso
+ Molce a' gagliardi il cor;
+
+al quadretto favrettiano della Venezia del settecento;
+
+ Quanto di veli e di zendadi e nastri,
+ Quanto fruscìo di giubbe rabescate,
+ Quanto brillare ed ecclissarsi d'astri
+ Eclissarsi come usano le Fate,
+ A provocar novelli Zoröastri!
+ Che baciucchiar di mani ingiojellate!
+ Che visetti söavi, e che melensi!
+ Che perpetuo fumar d'arabi incensi!
+
+e alla scena di pioggia nella campagna Lombarda:
+
+ Quando i gelsi e le biade
+ Alternano promesse
+ D'opimo filugello e d'aurea messe.
+ Udiste il ciel di lunghe preci invano
+ Lunga stagion percosso
+ Perchè l'inesorata ignea caldura
+ D'alcuna temperasse amica stilla,
+ D'improvvisa favilla
+ Corso ne l'ime sue viscere e scosso,
+ In pria fremer lontano
+ Su l'alida bassura,
+ Poi da quella di nubi umida e scura
+ Cortina che l'invade
+ Scoscendere de l'acqua il fonte arcano?
+ O dolcezza, o pietade!
+ O in pria sonanti e rade
+ Gocciole grosse che a la strada bjanca
+ Levano il polverìo,
+ Poi rinfittite, a secchi,
+ Sui sitibondi stecchi
+ Il rovescio profondono e il fruscìo
+ Della pioggia felice onde ogni branca,
+ Ogni erbuccia, ogni foglia
+ Tremola, goccia, s'agita e rinvoglia
+ De la vita, e rinfranca,
+ E del fïato che la terra emana
+ Dal suo pregnante sen, tutta risana!
+
+è un succedersi di paesaggi, di scene, di minuscole commedie, secondo
+che il poeta racconta la storia della Sulamite, rifacendola dietro
+l'orme del Renan; le divinazioni del culto delle Druidesse; le
+crudeltà delle patrizie romane contro le povere schiave; le trepidanze
+d'un giudizio di Dio; gli ozii e gli amori d'una castellana
+nell'assenza del marito crociato; le isteriche angoscie d'una monaca;
+i furori religiosi e patriottici delle donne di Calabria contro gli
+invasori francesi; o pure, mutando tono, le fanciulle crotonesi
+servite di modelle o Zeusi; le ciarle veneziane del bel tempo del
+Gozzi e del Goldoni; la miseria in cappellino delle spazzaturaie
+londinesi briache di gin; e la pace serena d'una capanna su le alpi, e
+l'avventura d'un cacciatore con una bella acquaiola lombarda. E un
+succedersi di gravi considerazioni, di slanci, di compatimenti, di
+ironie, e anche di cerimoniose riverenze, di amabili preziosità, come
+il soggetto e l'occasione ispirano, come l'umore del momento
+consiglia; e tutto in forma eletta e severa, anche quando essa si
+abbandona o tenta di abbandonarsi a modi familiari, discorsivi, quasi
+il poeta abbia timore di mancare di rispetto alle sue gentili e belle
+lettrici facendo altrimenti.
+
+E così, a noi scettici e mistici per contrasto o per gusto di novità,
+proviene dalla lettura quel senso strano da me accennato, che però ha
+gusto di eleganza aristocratica, profumo solleticante quantunque un
+po' acuto, insomma carattere suo proprio; da potere più o meno
+piacere, da poter più o meno essere apprezzato, secondo che si guarda
+questo lavoro nel suo assieme di stampa di disegni e di parole; o
+partitamente ma in modo contrario alle più elementari leggi di
+critica, secondo le quali un'opera d'arte va accettata e interpretata
+per quella che ha voluto essere e non come ognuno di noi l'avrebbe
+voluta.
+
+Per conto mio, io ringrazio il Massarani poeta e pittore--e stavo per
+aggiungere anche proto, giacchè niente della parte materiale del
+volume è sfuggita alle sue cure--lo ringrazio delle diverse sensazioni
+che la sua opera mi ha date, dei diversi sentimenti gentili, forti,
+pietosi in me destati con la sua duplice opera poetica e grafica.
+
+E lo ringrazio non senza una lieve ombra di invidia pel suo ingegno,
+pel suo cuore, per la sua mano; per quell'attività, per quella
+versatilità che non lo lasciano riposare, e che possono permettergli
+di trascorrere da uno studio all'altro con agile sicurezza e con
+persistenza incurante di elogi e di biasimi.
+
+Non ho voluto, però, ricordarmi che l'opera d'arte è diventata pure
+opera di carità; che, poeta, egli non ha cantato, pittore, non ha
+disegnato, editore, non ha pubblicato soltanto per attingere un fine
+artistico non scevro mai di egoismo; ma anche perchè il suo lavoro,
+diventando cosa commerciale e preziosa in una per la ristrettezza del
+numero delle copie stampate, costringa gli altri a cooperare assieme
+con lui nell'addolcire miserie, nel consolare dolori.
+
+Allora la lieve ombra d'invidia, da buona e nobile, avrebbe potuto
+mutarsi in peccaminosa, e offuscare e turbare la serenità del
+godimento estetico, alla vista del troppo squilibrio di forze che
+permette a uno solo poter fare in questo mondo quel che non è concesso
+a parecchi. Molti sarebbero paghi di essere o scrittori, o
+disegnatori, o editori, o munificenti e caritatevoli partitamente,
+fosse pure in proporzioni minori di quel che al Massarani è concesso.
+
+[Blank page]
+
+
+
+
+IV.
+
+LIONARDO VIGO¹
+
+ ¹ Giambattista Grassi-Bertazzi, _Vita intima_, (lettere inedite di
+ Lionardo Vigo e di alcuni illustri suoi contemporanei). Catania,
+ Cav. N. Giannotta, editore.
+
+
+Ecco un volume straordinariamente, come oggi si dice, suggestivo. Il
+nome di Lionardo Vigo per molti lettori non vorrà dir niente. Pochi
+sanno ch'egli fu tra i primi a raccogliere canti popolari; pochissimi
+hanno sfogliato la _Raccolta amplissima_ (questo titolo, per chi
+conobbe l'uomo, è una rivelazione) che fu la seconda edizione dei
+canti popolari siciliani. Nel 1861, per suggerimento del Prati, il
+Pomba pubblicò a Torino, nella sua Nuova biblioteca popolare, un
+volume di poesie del Vigo, intitolato _Lirica_; ma esso, aspro e rude
+nella forma, non era di quelli che potevano allettare i lettori; e per
+ciò ebbe poca fortuna. Il suo poema epico _Ruggero_ seguì la sorte di
+tutti i tentativi epici moderni; si possono, credo, contar sulle dita
+i siciliani che lo hanno letto da cima a fondo. Il resto della sua
+produzione, storica e archeologica, è tuttavia disperso in opuscoli,
+riviste e giornali; e, caso venisse raccolto, servirebbe soltanto a
+mostrare la versatilità, l'operosità instancabile dell'autore e
+nient'altro.
+
+Non ostante tutto questo, Lionardo Vigo è una figura attraente. Alcune
+qualità, e parecchi segni caratteristici del siciliano di più di mezzo
+secolo fa sono così spiccati anzi esagerati in lui, che ne formano una
+figura assai interessante per chi vorrà studiare la Sicilia dal '20 al
+'60, e seguire la trasformazione dello spirito isolano dal '60 in poi.
+
+Io lo ricordo nella sua graziosa villetta _La Trinacria_ a pochi
+chilometri d'Acireale. Il salottino dove ci eravamo fermati a
+discorrere era arredato a uso _impero_, cioè rimasto tale quale lo
+avevano arredato quando la villetta era stata fabbricata. Si ragionava
+di Firenze, da cui io tornavo in quei giorni dopo cinque anni di
+dimora. Da una cosa all'altra, il discorso era caduto sui fatti della
+sanguinosa sommossa palermitana nel '66, ed io riferivo l'impressione
+che se ne era avuta nella capitale provvisoria. Per mio conto, mi
+scappò detto che in quei giorni avevo arrossito di essere siciliano.
+Egli scattò in piedi, sgranando gli occhi, atteggiando le labbra
+carnose a un'espressione di sdegno e di commiserazione:
+
+--Cotesti tuoi toscani t'hanno ridotto...!
+
+E non posso scrivere la parola perchè la buona creanza me lo vieta.
+
+Io lo guardai meravigliato e sorrisi. Avevo capito che egli non
+approvava gli orrori di quelle triste giornate; voleva però che un
+siciliano non arrossisse della sua patria neppure quando essa, in un
+momento di aberrazione, si comportava selvaggiamente.
+
+Egli chiamava Palermo: _la prima città del mondo_!
+
+Si poteva dire che la fantasia del Meli _La Origini dì lu munnu_
+veniva stimata dal Vigo verità sacrosanta. Il mondo è creato da Giove,
+trasformando in isole e continenti le membra del suo corpo.
+
+ Eccu l'Italia chi fu l'anca dritta
+ Di Giovi, e fu rigina di la terra.
+
+ Ma la testa? (ora cca vennu li liti)
+ leu dieu è la Sicilia; ma un Romanu
+ Dici ch'è Roma; dicinu li Sciti
+ Ch'è la Scizia; e accussì di manu in manu
+ Quanto c'è regni, tanto sintiriti
+ Essirci testi.... Jamu chianu chianu.
+ La testa è una; addunca senza sbagghi
+ É la Sicilia, e c'è 'ntra li midagghi.
+
+Infatti gli ultimi anni della vita del Vigo furono occupati a tentar
+di provare il primato civile della sua isola diletta, di fronte alle
+altre provincie italiane. La sua _Protostasi sicula_ vorrebbe
+dimostrare storicamente e archeologicamente che una civiltà sicula
+anteriore alla greca e alla etrusca era fiorita colà.
+
+Egli non s'era sbigottito di quest'intrapresa; e la sua assoluta
+deficienza nel greco e nelle lingue moderne da cui oggi l'erudizione
+trae materiali di ricerche per le ricostruzioni del remotissimo
+passato, la scarsezza di documenti e di testimonianze lo rendevano
+anzi intrepido e sicuro. Un'ipotesi qualunque, la fantastica
+interpretazione di un testo assumevano per lui valore di autorità, di
+documento irrefragabile. Procedeva come un bambino che corra su l'orlo
+d'un precipizio, ignaro del pericolo e sorridente, mentre gli
+spettatori della sua corsa gelano di orrore.
+
+Gli eruditi, gli storici, gli scienziati sorrideranno: ma chi pensa al
+carattere dell'uomo che si pasceva e viveva di quei bei sogni, si
+sente preso di entusiasmo e di ammirazione.
+
+Trattandosi della Sicilia, i suoi occhi assumevano la virtù del
+microscopio; vedevano tutto straordinariamente ingrandito.
+
+Nella Sicilia, dopo Palermo, c'era un angolo a piè dell'Etna ch'egli
+amava con lo stesso amore smodato, Acireale. Sfogliando la sua
+Raccolta amplissima, si vede a occhio la larga parte da lui _fatta_ ad
+Acireale; e dico _fatta_ perchè mi costa che egli metteva come
+raccolti colà i più bei canti che gli arrivavano da altri paesi
+siciliani. Io gli avevo mandato alcune centinaia di canti popolari
+raccolti dalla bocca dei contadini della mia città nativa, Mineo;
+rileggendo le bozze di stampa, mi accorsi che parecchi di essi erano
+stati sottosegnati: _Acireale_; e me ne lagnai.
+
+--Che importa?--egli mi rispose.--Di Mineo, o di Acireale, rimangono
+sempre siciliani.
+
+E fu allora che io, non volendo mostrarmi da meno nell'amore del
+proprio paese, gli feci la burletta di foggiare qualche centinaio di
+canti, da lui, in buona fede, poi stampati come popolari. Ricordo che
+in uno di essi m'ero appropriato un noto verso dantesco, voltandolo in
+dialetto:
+
+ Donni ca aviti 'ntillettu d'amuri.
+
+Seppi, parecchi anni appresso, quando svelai dopo la morte del Vigo la
+mia marachella giovanile, che il professor d'Ancona, dalla sua
+cattedra di Pisa, aveva a lungo discusso intorno alla questione se
+Dante avesse tolto a imprestito quel verso da l'ignoto poeta popolare
+siciliano, o se il poeta siciliano lo avesse rubato all'Alighieri.
+
+Tornando al Vigo, ricordo l'epico racconto d'una seduta di
+quell'Accademia siciliana da lui restaurata in Palermo per lo studio
+del dialetto isolano.
+
+"Lo rivedo--ho scritto un anno fa, e i lettori mi perdoneranno questa
+autocitazione--lo rivedo in berretto da notte, col collo avvolto da
+una fascia di lana per la tosse che lo travagliava, con la scatola del
+rapè in una mano e il fazzoletto a quadrati rossi e azzurri
+nell'altra, acceso dai ricordi della memorabile seduta. E mi pare
+proprio di sentirlo parlare tra uno schianto di tosse e l'altro, più
+roco del solito:--Figurati! Il Di Giovanni, con parola elegante e
+immensa dottrina, sviscera per un'ora, da pari suo, il tema della
+discussione, e sembra che non lasci più niente da aggiungere: ma si
+alza il Pitrè, prende il tema da un altro lato, e lo illumina di
+esempi, di riscontri, di osservazioni argute, rafforzando la tesi
+sostenuta dal Di Giovanni. Terzo (non rammento chi, ma egli lo nominò)
+quando il soggetto pareva già esaurito, lo capovolge, lo sminuzza, lo
+rimpasta; torrente di erudizione, miracolo di critica storica, ci
+sbalordisce, ci entusiasma; la tesi del Di Giovanni trionfa! Scatta
+allora quel demonio del Traina che aveva fatto stupire i torinesi nei
+comizi popolari, scatta e butta giù quasi con un manrovescio ogni
+cosa. Erudizione, esempi, critica storica, volan per aria come poveri
+cenci dispersi da un turbine. E allora, non più battaglia ordinata, ma
+lotta corpo a corpo, confusione. Replica del Di Giovanni; replica del
+Pitrè; nuovo uragano del Traina.... Parliamo tutti a una volta, non
+c'intendiamo più:--Ai voti! Ai voti!--Peggio. Il Pitrè si astiene; il
+Di Giovanni, nel trambusto, vota contro la propria proposta, credendo
+di votar in favore.... Oh! Oh!
+
+E la tosse gli troncava in gola l'epica descrizione.
+
+L'Accademia aveva discusso se la parola _ciuri_, fiore, dovesse
+scriversi all'antica, _xiuri_ con l'_x_ e l'_i_, o _sciuri_ con
+l'_esse_ e l'_i_, o _ciuri_ con la _ci_ e l'_i_!"¹
+
+ ¹ __La Sicilia__ nei canti popolari e nella novellistica
+ contemporanea. Conferenza.--Bologna, Zanichelli, 1894.
+
+Il professor Grassi-Bertazzi, assieme coi brevi cenni biografici del
+Vigo, ci dà in questo volume un saggio dell'epistolario di lui e di
+altri illustri suoi contemporanei.
+
+C'è da notare in esso molte cose. Tempi che ora paiono lontani
+lontanissimi a coloro stessi che li hanno in parte vissuti, qui
+rivivono con la loro schietta fisonomia, con ammirabile sincerità.
+
+Tenterò di ricostruire dietro la scorta di queste lettere, l'uomo e i
+tempi; e lo studio non sarà senza diletto nè senza insegnamenti.
+
+La sua corrispondenza era conservata con gran cura, in solide buste di
+cartone, distribuita per mesi e per anni, dopo d'essere stata
+registrata in un indice alfabetico che doveva facilitare la ricerca di
+qualunque lettera si volesse, per caso, riscontrare.
+
+Con uguale meticolosa cura egli aveva catalogati i vitigni della sua
+fattoria di Ballo, con l'indicazione del giorno della piantagione e
+dell'innesto d'ogni magliolo.
+
+--Caro mio,--mi disse un giorno, mostrandomi quei due cataloghi,--per
+vivere indipendente, qui bisogna fare l'agricoltore prima, e il
+letterato poi. Senza la vigna, la letteratura non prospera.
+
+Egli parlava con entusiasmo d'una lunga corrispondenza letteraria col
+principe Alberto di Sassonia e con la regina Vittoria d'Inghilterra.
+
+Aveva scritto nel '54 un carme, _Hyde-Park_, che celebrava le
+meraviglie dell'esposizione di Londra. In una lettera all'Amari, del
+giugno 1856, trovo raccontate le strane peripezie di quel carme.
+
+"Bene o male che abbia fatto, scrissi un carme all'esposizione di
+Londra; lo intitolai al principe Alberto, lo feci ben copiare, legare
+e ricoprire quanto le nostre arti consentono e lo spedii per la via
+consolare di Messina. Tacquero; riscrissi gentilmente, ma sempre a
+testa alta. In aprile rispose un colonnello Philipps, rusticamente,
+non poteva il Principe accettare m. s. perchè invariabile regola
+glielo vieta.
+
+"Con succosa, stringente lettera, gli mostrai gli usi, le convenienze
+letterarie di Europa. Or ora mi si riscontra urbanamente, ripetendo
+non potersi accettare il m. s.
+
+"Ciò posto, è mio desiderio che Granatelli nostro, se è a Londra, o
+altri a vostro arbitrio (purchè attivo) vada al Palagio di Buckigam,
+trovi il colonnello Philipps, gli chieda in mio nome il m. s. che è a
+mia disposizione, e gli dimandi se S. A. R. lo gradirebbe stampato;
+nell'affermativa chiarisca se anche la dedica potrà stamparsi, ciò che
+mi piacerebbe; e allora ne faccia imprimere un 200 o 300 copie e ne
+offra uno ben legato al Principe, e 10 meno riccamente, e se vorrà,
+anche alla regina".
+
+Il Vigo raccontava che al dono stampato era seguita, per anni, una
+corrispondenza letteraria. Il Principe scriveva in inglese; il Vigo si
+faceva tradurre le lettere e rispondeva in italiano. Qualcuno mi ha
+fatto sospettare che questa corrispondenza sia esistita soltanto nella
+fervida immaginazione del Vigo: e il non vederla neppur accennata dal
+Grassi-Bertazzi, che cita in una nota finale i nomi dei più noti
+personaggi di cui ha avuto sott'occhio le lettere, mi fa credere che
+il sospetto non sia stato una malignità.
+
+La stampa di quel carme gli costò parecchie centinaia di lire. Il
+Vigo, anche per le condizioni librarie di allora, stampava a proprie
+spese e regalava largamente le sue pubblicazioni. Aveva una lunga
+lista di Accademie e di uomini illustri a cui stimava suo dovere farne
+omaggio. Credo che soltanto le due edizioni dei Canti popolari
+siciliani lo abbiano compensato delle spese.
+
+Io lo conobbi nel 1852, al tempo della prima stampa dei Canti
+popolari. Il tipografo Galatola aveva trasportato fuori dell'Ospizio
+di Beneficenza una sezione della sua tipografia da servire soltanto
+alla composizione di quel volume.
+
+Il Vigo veniva da Acireale a Catania, due volte la settimana, con le
+tasche del largo soprabito piene di manoscritti e di stampe; quando le
+tasche non bastavano, serviva da tasca la tuba. In un appartamentino
+affittato a posta ci radunavamo con lui il povero Beppino Macherione
+(morto di tisi, a Torino, a 23 anni e che il Vigo amava come figlio)
+Gioacchino Geremia (che allora non accennava neppure di dover essere
+il disgraziato che fu poi) ed io che allora faceva il second'anno di
+legge all'Università, il quale fu anche l'ultimo della mia carriera
+legale. La correzione delle bozze era lavoro diabolico, con quei
+compositori dello Ospizio, tutti ragazzi dai dieci ai quindici anni e
+che sapevano leggere appena. E quando, stampato un foglio, scopriva
+una papera passata inavvertita, il Vigo andava su le furie, e il bravo
+tipografo Galatola bestemmiava nel suo più schietto napoletano anche
+lui. Pei ragazzi che gli additavano un errore di stampa prima della
+tiratura del foglio, il Vigo portava sempre in tasca quattro o cinque
+grossi biscotti da regalare ai fortunati scopritori.
+
+Com'era orgoglioso di quella raccolta che avrebbe recato trionfalmente
+il nome del popolo siciliano per tutto il mondo!
+
+Trovo qua e là nel volume tracce della mia marachella dei supposti
+Canti popolari. In uno di essi io avevo messo il nome del conte
+Ruggiero:
+
+ Bedda, ca' aviti picciulu lu peri,
+ D'oru e d'argentu la scarpa v'hè fari.
+ Si vi scuprisci lu conti Ruggeri
+ Ca di lu peri s'avi a 'nnamurari!
+
+Il nome del suo eroe prediletto era bastato per fargli supporre che
+quel canto fosse del tempo della conquista normanna. Ne scrisse a
+Michele Amari, che gli raccomandò prudentemente di star cauto
+nell'accettare certe ipotesi.
+
+Il Vigo dovette insistere nella sua opinione, perchè Emerico Amari gli
+scriveva nello stesso anno: "Mi parlate d'un canto dell'epoca di
+Ruggiero: se è autentico, è un tesoro tale che sono meravigliato di
+volerlo lasciare dormire sino all'edizione del 2^o volume;
+pubblicatelo solo, subito; replico è tale tesoro, se vero, che
+varrebbe un libro intero."
+
+Quando si trattava di cose siciliane, la critica gli faceva difetto.
+La colpa in questo caso pur troppo era tutta mia. Ma ecco un aneddoto
+che dimostra come in alcune occasioni il Vigo non comprendesse la
+ragione di certi scrupoli. Un giorno egli mi faceva leggere su le
+bozze un canto che la fretta non mi ha permesso di rintracciare nella
+_Raccolta amplissima_. Parlava d'una terribile carestia, cosa non rara
+nel secolo scorso. Due versi di quel canto però mi erano sembrati
+troppo letterari e non glielo nascosi. E allora il Vigo, ingenuamente,
+mi confessò che lo aveva un po' aggiustato lui. In quel tempo egli era
+in uno stato di irritazione per le delusioni politiche che il suo
+regionalismo gli faceva esageratamente soffrire, e per ciò non gli era
+parso vero di poter fare, con quel canto, una specie di vendetta.
+Parlando di campi inariditi dalla mancanza di pioggia, come richiamo
+alle carestie del tempo di Vittorio Amedeo e come allusione alle
+condizioni economiche della Sicilia ridotta provincia italiana, egli,
+rimpastando, o forse scrivendo di sana pianta quel canto, vi avea
+innestato il verso:
+
+ Pari ca cci passau Casa Savoia!
+
+(Sembra che sia passata di qui Casa Savoia!)
+
+E lo faceva risuonare anzi reboare declamandolo.
+
+Con quale ammirazione però non scrive del primo viaggio nel continente
+al padre, alla moglie, al figlio! L'intestazione della sua prima
+lettera dipinge efficacemente il siciliano di mezzo secolo fa: _Miei
+carissimi, padre e signore, moglie e amata, figlio e conforto!_
+
+Egli che tante e tante volte aveva scritto dalla Sicilia: _spedirò in
+Italia_, o _è andato in Italia_, intendendo parlare del continente
+italiano, in quella prima lettera dice, scherzando:
+
+"Vi voglio togliere da un errore. Voi credete che io sia in Italia:
+v'ingannate. Partii da Palermo e tutti mi diedero il _buon viaggio per
+l'Italia_; e sta bene. A Napoli accostai con Riso, Brancaccio,
+Cammerata etc. all'officina dei Pachetti, e ci chiesero ove volevamo
+andare. Risposi: a Genova. Pagai il mio biglietto in oro.... e ci
+augurarono il _buon viaggio per l'Italia_; e non istà bene. A Genova
+il signor Donato, mio servo di 24 ore... accompagnandomi alla ferrovia
+e stringendosi, fra le dita e il cappello levato, un cinque franchi
+con tanto di Carlo Felice, mi baciò le mani, e mi augurò il _buon
+viaggio per l'Italia_: e non istà affatto. Ieri andiedi a passeggiare
+lungo la Dora alle sei e mezzo e vidi partire un convoglio di 16
+carrozze; domandai dove andasse: mi fu risposto: _in Italia_. Ma in
+quale parte? io chiedo. A Milano, mi rispose un vicino. Ed io a ridere
+fra me e me. Dissi questo al Guerrazzi, e mi disse che l'istesso avrei
+sentito dire a Roma, a Firenze, a Milano: talchè conchiusi: Siamo
+tutti pazzi perchè stando in casa nostra ce ne crediamo fuori."
+
+E non si accorge di contradirsi, a proposito dell'augurio di buon
+viaggio datogli a Palermo _per l'Italia_, scrivendo: __sta bene__. Per
+lui, la Sicilia, nel 1861, non faceva ancora parte del regno d'Italia!
+
+Ma questo suo straordinario campanilismo non gli impedisce però di
+scrivere da Torino:
+
+"Qui sono alberghi e trattorie di cui costà non si ha idea. Palermo è
+un cesso al loro confronto!"
+
+E da Genova:
+
+"Siamo barbari a lato a Genova!"
+
+Il suo stupore diventa quasi fanciullesco a Milano dove visita le
+scuole col conte Belgioioso e col cavaliere Visconti.
+
+"Visitai tre scuole pubbliche e rimasi, non incantato, stupito. Non
+potete immaginare quanto sanno (_sic_) in lettere, storia, geografia,
+disegno, geometria! Che sarà l'Italia fra 100 anni?"
+
+E parlando della galleria di Brera e dei quadri di Raffaello, di
+Lionardo da Vinci, di Michelangelo ivi ammirati, esclama:
+
+"Dio onnipotente a che sublimò l'uomo!"
+
+Così dopo una visita alla Laurenziana scoppia in un:
+
+"Umana superbia, ti annichila!"
+
+A sessantadue anni ammirava così.
+
+Al camposanto di Pisa, vedendo le catene tolte dal porto pisano dai
+genovesi e ora restituite, pensa subito: _Così i Pisani ci
+restituissero le catene tolteci al mille nel porto di Palermo!_
+
+Nel continente si era legato con affettuosa amicizia al Prati. In
+Firenze aveva rivisto Ermolao Rubieri, modesto e valoroso, già
+conosciuto in Sicilia; era andato a visitare il Tommaseo.
+
+"È quasi cieco,--scriveva al padre--e ancora non tocca i 60 anni! È
+così povero da non aver lume nella scala, nell'anticamera; e manca di
+scranna ove sedere. Paolo (Grassi) si adagiò sulla poltrona, io in una
+sedia vicino a quel venerando rudere della italica sapienza, ed
+essendo sopravvenuto il Giotti, si dovette pescare in una sala una
+seggiola! Ha una tabacchiera di carta tinta che venti anni sono costò
+cinque soldi, ora è sgualcita e scartocciata come un residuo di legno
+fracido.
+
+"Eppure avrei cambiato quel vecchio arnese con la mia tabacchiera di
+argento o con la catena del mio orologio!
+
+"Il governo gli ha offerto 4000 franchi all'anno, e li ha rifiutati!
+Abbiamo parlato due ore di lettere e politica e origini di popoli, e
+siamo pienamente di accordo. L'ho lasciato con dolore e forse non
+rivedrò la sua carne! Gli uomini pergiunti a quella maturità di senno
+dovrebbero ringiovanire!"
+
+E al Tommaseo, pensò nel 1873, richiedendogli, come _sacrifizio
+filantropico_, di accettare la cattedra di eloquenza latina e italiana
+nell'università di Palermo. Il prof. Grassi-Bertazzi non ha pubblicato
+la lettera di risposta del Tommaseo. Certamente egli rifiutò,
+quantunque il Vigo, per indurlo ad accettare, gli avesse detto che si
+trattava di nomina accademica e non governativa.
+
+Fra i personaggi che più spiccano in questo saggio di corrispondenza,
+è Michele Amari. Le lettere dell'Amari da Parigi dimostrano che tempra
+di uomini furono gli esuli siciliani del '49.
+
+Dopo la restaurazione borbonica, il Vigo si era ritirato nella sua
+villa di Ballo su le falde dell'Etna.
+
+"Io me ne vivo qui, lontano da tutti, solo, intendo senza i tristi, ma
+con qualche amico, che viene a gustare i miei vini e con mia figlia e
+i miei libri e questi amatissimi villani; e se in tanto dolore di casi
+si può aver pace, io l'ho pienissima."
+
+Riprende a lavorare alla raccolta dei canti popolari a cui pensava sin
+dal '45; studia per mettere assieme i materiali della _Protostasi
+della civiltà siculo italica_, riprende la corrispondenza con l'Amari,
+col Giudici, con parecchi altri.
+
+L'Amari nel '56 gli scrive da Parigi:
+
+"Il secondo volume (della _Storia dei Mussulmani in Sicilia_) già
+stampato a metà, tarda ad uscire in luce per varie ragioni, delle
+quali la prima è che io, faticando all'opera per 22 anni, ne consumai
+il misero prezzo! onde ho dovuto guadagnare il pane quotidiano
+asciutto in altra guisa: cioè facendo il catalogo dei m. s. arabici
+della Biblioteca di Parigi a 5 franchi al giorno per cinque ore di
+fatica, fuori le feste e le vacanze, lavoro e paga sospesi nelle
+feste, il che torna, in valori di Sicilia, a due tarì e mezzo
+¹.--L'altra ragione precipua che le altre sei o sette ore al giorno
+che lavoro in casa mia, sono state consacrate alla Biblioteca Arabo
+Sicula, cioè al fumo senz'arrosto; al dovere immaginario che m'imposi,
+di dare un terzo volume della Raccolta di Caruso o un 25^o di Muratori
+come vi piaccia chiamarlo; al culto di una divinità che mi ha pagato,
+dal '48 in qua, d'ingratitudine e dimenticanza. Ma che importa?"
+
+ ¹ Una lira e cinque centesimi italiani!
+
+Un mese dopo, il Vigo gli rispondeva:
+
+"Dio ci conceda poterci abbracciare prima di morire!"
+
+Dissentivano intorno a molte quistioni filologiche e storiche. L'Amari
+lo ammoniva francamente della stortezza di alcune sue opinioni intorno
+al dialetto siciliano, e di parecchi pregiudizi intorno all'influenza
+dei mussulmani in Sicilia; ma si volevano bene. Eppure l'antica
+amicizia non impedì all'Amari, ministro dell'istruzione pubblica del
+regno d'Italia, di rifiutarsi a compiacere il vecchio amico in una sua
+pretesa che a lui sembrava o eccessiva o inopportuna per ragioni
+locali. Il Vigo chiedeva di essere nominato professore di eloquenza
+nell'Università di Catania o ispettore scolastico nella stessa città:
+e il rifiuto dell'Amari lo offese; a torto, secondo me. Avrebbe dovuto
+colmarlo di ammirazione per l'onesto carattere dell'amico.
+
+Era già rivenuto a galla nel Vigo l'antico autonomista siciliano.
+
+Ricordo una sua lettera di cui fui latore al Guerrazzi nell'aprile del
+'64. Era piena di lamenti, e di scoraggiamenti. Il Guerrazzi la lesse
+in piedi, con indosso la pelliccia che portava in quel momento
+ritornando, da una passeggiata, nella sua villa della Torretta a pochi
+chilometri da Livorno. Leggendo, agitava il capo, torceva la bocca;
+all'ultimo esclamò:--Ma perchè suonare a morto, mentre tutti suonano a
+vivo?--E quasi le stesse parole trovo nella lettera di risposta
+pubblicata dal Grassi-Bertazzi: "Molti, anzi moltissimi i torti del
+_governo_: ma e tutti incolpevoli noi, noi che non sappiamo altro che
+piangere il morto?"
+
+Uguali lamentazioni aveva dovuto scrivere al Rubieri nel 1862. Il
+Rubieri con buon senso di patriota e di toscano gli rispondeva:
+"Voglio ammettere che il governo non sia ottimo: ma la Toscana non è
+meglio trattata della Sicilia, e vi chiedo il permesso di citarla come
+modello; qua tutto si tollera, perchè se il governo ha dei torti, ha
+anche delle difficoltà, ed immense. La festa dello statuto riuscì in
+tutta Toscana egregiamente. La libertà e la nazionalità sarebbero
+comprate a buon prezzo se potesse sperarsi di arrivare alla massima
+prosperità con la minima spesa. Come volete non pagar tasse, quando vi
+sono tante faccende interne da ordinare, e, che più monta, una
+quistione esterna da risolvere? La Sicilia riscattata, potrebbe
+dimenticare Venezia e Roma, tuttora mancipie? E come vuol riscattare
+Roma e Venezia senza un esercito? E come vuole mantenere un esercito
+senza aumento di tasse? Io non posso che esortar voi e tutti gli
+onesti ad adoprare tutta la propria influenza, perchè sia compiuta
+un'opera che lo sturbare sul più bello sarebbe delitto."
+
+Il Rubieri aveva combattuto a Curtatone ed era stato ferito.
+
+Parecchie altre cose si potrebbero spigolare da questo volume; ma io
+mi fermo qui.
+
+Il prof. Grassi-Bertazzi forse avrebbe fatto meglio attendendo ancora
+qualche anno e pubblicando compiuta la biografia del Vigo; o avrebbe
+dovuto essere, forse, più parsimonioso di alcune lettere, (di quelle
+del Regaldi per esempio) e più largo di altre di altri personaggi.
+
+In ogni modo la sua pubblicazione è importante.
+
+L'affetto di concittadino non ha fatto velo al suo giudizio, e per ciò
+gli auguro che porti presto a fine la biografia di Lionardo Vigo.
+
+Prosatore, poeta, erudito, il Vigo non lascerà un'impronta nella
+storia dell'arte. La sua stessa raccolta di canti popolari è stata già
+superata da quella del Pitrè per gl'intendimenti scientifici con cui
+questa è stata condotta; saranno certamente superate tutte e due da
+una raccolta avvenire, che usufruirà dei materiali di entrambe e dei
+progressi del folklore.
+
+Ma come uomo, con tutti i suoi difetti, con la passeggera nube--a cui
+egli stesso accennava con rammarico, dandone la colpa ai subdoli
+consigli del Malvica--che offuscò per un istante il suo patriottismo
+siciliano, come uomo, ripeto, Lionardo Vigo è assai interessante e
+simpatico.
+
+Un'ultima spigolatura.
+
+Nel 1836, Cecilia de Luna-Folliero, partendo per Parigi, dove _affari
+letterari e di famiglia la richiamavano_, gli scriveva da Napoli: "Se
+il mio piede dovrà ricalcare _la terra che oggi, a scorno dell'umana
+ragione, sostiene tanti detrattori della nostra gloria patria_, i miei
+pensieri e i miei affetti rimarranno costantemente alla mia dolcissima
+Italia."
+
+Oggi. Cecilia de Luna-Folliero potrebbe ripetere le stesse parole,
+anzi mutare quei _detrattori_ in qualcosa di peggio.
+
+
+
+
+VI.
+
+EMILIA PARDO-BAZAN
+
+
+Chi legge _Viaje de Novios_ (Viaggio di nozze) e _Los Pazzos des
+Ulloa_ (La cascina degli Ulloa)--due romanzi freschi, vivaci e che
+paiono sgorgati dalla penna dell'autrice senza nessuno sforzo, stavo
+per dire quasi sorridendo--non sospetta affatto che ella abbia passato
+i migliori anni della sua giovinezza a studiare Krause, Fichte, Kant,
+Hegel, San Tommaso, Descartes, Platone, Aristotile, Darwin, i mistici
+spagnuoli, e che fino a tardi, di romanzi, abbia letto soltanto il
+_Don Chisciotte_ del Cervantes e _Notre-Dame de Paris_ del Hugo,
+capitatile in mano per caso quand'era quasi bambina.
+
+Aveva già pubblicato il suo _Saggio Critico_ intorno al P. Feijòo e
+gli studi intorno al _Darwinismo_ e ai _Poeti epici cristiani_, e non
+solamente ignorava i celebri romanzieri stranieri, ma non sapeva
+neppure il nome del gran romanziere spagnuolo suo contemporaneo, Perez
+Galdòs, e appena conosceva l'esistenza di Valera e di Alarçon.
+
+Si può dire che la signora Pardo-Bazan sia divenuta romanziera per
+caso.
+
+Un giorno un amico le parla di quei due scrittori e le dà a leggere
+_Pepita Jimenes_ del Valera: e questo romanzo e il racconto
+dell'Alarçon, _Sombrero de tres picos_, la mettono su la pista della
+moderna novellistica spagnuola.
+
+Per lei il romanzo e la novella erano rimasti a Cervantes, a Hurtado,
+a Espinel. Quella lettura le apre un mondo nuovo. Come! Invece di
+avventure straordinarie, meravigliose, impossibili, il romanzo e la
+novella potevano dunque descrivere luoghi e costumi che si vedevano
+tutti i giorni, e caratteri che si potevano facilmente studiare
+osservando le persone attorno?
+
+E scrisse _Pasqual Lopez, autobiografia d'uno studente di medicina_,
+con lo stile un po' arcaico e ricercato messo allora in voga dal
+Valera come reazione contro la sciattezza di lingua e di stile che
+deturpava la letteratura castigliana.
+
+La scrittrice però si ricordò in tempo del precetto del favolista
+spagnuolo di _non parlare oggi come al tempo del Cid Campeador_. Il
+Balzac, il Flaubert, i De Goncourt e il Daudet da lei letti per la
+prima volta nel 1880, a Vichy, dov'era andata per ragioni di salute,
+fecero il resto. Il _Viaje de Novios_, data da quell'epoca.
+
+A proposito dell'influenza della moderna letteratura francese su la
+spagnuola, la signora Pardo-Bazan ha scritto sennatissime parole, che
+possono applicarsi alla nostra.
+
+"Compresi--ella dice nei suoi _Appunti autobiografici_--che ciascun
+paese doveva, sì, coltivare la propria tradizione novellistica,
+specialmente quando se ne possiede una così illustre come la
+spagnuola; ma nello stesso tempo compresi che non si dovevano
+disprezzare i metodi moderni, basati su principii razionali e
+confacenti all'attuale maniera d'intender l'arte, che non era la
+stessa di quella del secolo XVII. Mi parve che non erano da rifiutarsi
+i progressi dell'arte novellistica, per ragione della loro provenienza
+transpirenaica, riflettendo che da un'occhiata alla storia letteraria
+delle tre nazioni latine, Italia, Francia e Spagna, si capisce che
+esse hanno stabilito tra loro, da tempo immemorabile, lo scambio delle
+idee estetiche e la reciprocanza dell'influsso letterario. Gl'italiani
+influirono su noi, e noi, in ricambio, abbiamo dato ad essi oratori e
+poeti che insegnarono loro il nostro stile pomposo; influirono su noi
+i francesi coi loro trovatori; e noi abbiamo dato un forte impulso
+alla loro drammatica. La lista dei prestiti da nazione a nazione è
+interminabile, e non dovrà chiudersi mai; non possono neppure dirsi
+prestiti: sono piuttosto fecondazioni."
+
+Nella _Cascina degli Ulloa_ i lettori troveranno qualcosa che ricorda
+la solitaria e vecchia Torre di Miraflores dove è passata la
+fanciullezza della scrittrice, che aveva una precoce inclinazione alla
+lettura. "Ero di quei bambini--ella racconta--che leggono tutto quel
+che loro capita tra le mani, fin i pezzetti di carta di cui il
+merciaio ha fatto un cartoccio pel pepe o il dolciere un involto per
+le paste; di quei bambini capaci di passare zitti zitti una giornata
+in un cantuccio purchè gli si dia un libro, e che per ciò hanno spesso
+le pesche agli occhi e diventano un po' strabici in seguito allo
+sforzo imposto al loro debole nervo ottico."
+
+A Madrid veniva educata in un collegio francese protetto dalla Casa
+reale, e la direttrice, azzimata, con riccioli grigi sotto la classica
+cuffia, trattava le collegiali _peor que a galeotes_, dando loro a
+colazione e a pranzo orrendi intingoli e, per frutta, rancidi
+pistacchi americani e castagne fossilizzate. "Credo--ella dice--che le
+teneva in serbo in un armadio finchè non si erano indurite talmente da
+spezzar i denti delle alunne."
+
+A la Coruña, nell'enorme casone silenzioso dove la sua famiglia si era
+ritirata, vivendo senza compagnia di bambini, ella scopre una stanza
+piena di libri. Tra tanti, e noiosi, che trattano di politica, di
+giurisprudenza e di agronomia, trova la _Conquista del Messico_ del
+Solis e _Gli uomini illustri_ di Plutarco. Un vecchio entomologo
+dell'Avana, andato a seppellirsi in un villaggio vicino alla Coruña
+con le sue collezioni di farfalle e d'insetti, la sgridava per quelle
+letture, scandalizzato che una mocciosa di dieci anni parlasse con
+entusiasmo di Bruto, di Catone e di altri dannati pagani della stessa
+risma. La bambina non se n'offendeva; e siccome il vecchio scienziato
+raccontava mirabilmente i suoi viaggi, così la bambina gli stava
+accosto, lo tirava per la falda dell'abito e con voce supplicante gli
+diceva:--Mi parli d'insetti vostra signoria!
+
+E dietro Plutarco vengono l'_Iliade_, e la _Bibbia_. Così ella prende
+gusto alle letture severe; sdegna di apprendere il pianoforte,
+stimando cosa indegna perdere il tempo a far scale; e chiede invece
+che le insegnino il latino. La natura del suo ingegno femminile la
+salva dal pericolo di riescire una pedantessa. Un consiglio del
+vecchio e sdentato favolista Pasquale Fernandez Baero, accademico e
+decorato di non so quante croci, non dovette esercitare piccola
+influenza su lei. L'accademico se la prendeva contro Hermosilla, uno
+dei progressisti del '20, poi accademico anche lui: "Piccina mia, non
+leggere Hermosilla; e se lo leggi, mandalo a fare due passi, mi
+capisci? Due passi! E scrivi versi a modo tuo; ma niente regole!
+Niente regole! Le regole guastano tutto!
+
+Nel '69, dopo la rivoluzione di settembre '68 che caccia via la regina
+Isabella e porta al trono di Spagna Amedeo di Savoia, ella segue a
+Madrid il padre eletto deputato della Costituente, prende marito a
+sedici anni, si distrae dagli studi nel vortice della capitale. E se
+perde la propenzione all'isolamento e la timidezza provenienti dal
+genere di vita in cui ha passato l'infanzia, sente poi dentro di sè un
+gran vuoto, una tristezza profonda, un sentimento inesplicabile,
+_simile a quello che si sente la vigilia di un tentativo glorioso,
+quando ci opprime il timore di non giungere in tempo per compire
+l'opera intrapresa_.
+
+Attorno a lei accadeva un rinnovellamento letterario, ma gliene
+arrivava appena l'eco affievolita, _fra il delicato aroma delle tazze
+di tè delle serate di ricevimento e il rumor delle ruote nelle
+passeggiata in carrozza_.
+
+Il viaggio in Italia, dopo l'abdicazione di re Amedeo, le fa
+riprendere un po' di vita intellettuale: ma al ritorno in Ispagna si
+sente trascinata dal movimento filosofico da cui erano invasi tutti
+gli spiriti dietro il sistema del tedesco Krause, che aveva trovato
+colà accoglienza entusiastica; non si parlava di altro nelle
+conversazioni. Cattolica fervente, ella si sentiva sconvolgere la
+coscienza dalle teoriche krausiane; e, per contravveleno, ricercava la
+lettura dei mistici. La irritava la barbarie dello stile dei
+traduttori e dei commentatori di quel filosofo. Il Kraus non l'appaga,
+ed ella si rivolge al Kant, poi all'Hegel, e poi ad altri filosofi
+antichi e moderni. E questa curiosità la costringe a studiar con
+metodo, a riflettere. "Il mio cervello,--ella dice--si snodò, le mie
+facoltà intellettuali si misero in attività; e così io acquistai quel
+peso che occorre a un artista perchè la sua nave non sia sballottata
+come un tappo di sughero sul mare."
+
+Infatti, il giorno che si sentirà artista non precederà istintivamente
+su la via del romanzo e della novella; e quando da artista vorrà
+mutarsi in critico, e prender parte alla discussione della _questione
+ardente_, come ella chiamava la questione del _realismo_ e
+dell'_idealismo_; potrà parlare in modo elevatissimo, guardare il
+problema da un nuovo punto di vista, e mostrare che Platone, San
+Tommaso e l'Hegel non erano stati da lei studiati indarno.
+
+Intanto si prepara alla carriera artistica scrivendo piccoli
+componimenti in versi. La poesia esercitava ancora su lei
+un'influenza vivissima per l'elemento ritmico, musicale. Nervosa,
+impressionabilissima, arrivava a commuoversi fino alle lagrime sotto
+quella influenza quasi morbosa. Trascurava l'esercizio, _più sano e
+più spirituale_, della prosa, quantunque l'esercizio di tradurre da
+diverse lingue straniere la facesse innamorare del castigliano, e le
+facesse scoprire in esso arcani tesori di rilievo, di armonia,
+convertendola in infaticabile collezionista di vocaboli, nella cui
+sola struttura (isolata dal valore che acquistano nel periodo) notava
+bellezze infinite di colore, di splendore, di profumo, "come il
+gioielliere che prima di incastrare una pietra preziosa ne ammira la
+fascettatura, la luce e le qualità."
+
+E si sarebbe arrestata ai versi, se una scortese dimenticanza del
+celebre poeta Nuñez D'Arce non le avesse reso il servigio di
+disgustarnela. Glie ne aveva letti parecchi una sera che il poeta era
+venuto in casa di lei condottovi da un amico. Il poeta li aveva
+_levati alle nuvole_, aveva incoraggiata la poetessa a pubblicarli e
+si era spontaneamente offerto a presentarli al pubblico con una sua
+prefazione. Lietissima della insperata fortuna, la poetessa lima,
+riordina e fa ricopiare con bella calligrafia i suoi versi e spedisce
+il manoscritto all'illustre poeta in Gallizia. "Ma l'entusiasmo era
+passato,--ella racconta--la buona intenzione del poeta se n'era ita
+dove vanno a finire spesso spesso le buone intenzioni, e della famosa
+prefazione non fu mai scritto neppure un rigo. Oh, come sono grata di
+questo al poeta di _Luzbel_!"
+
+_La Questione ardente_ è il programma artistico della signora
+Pardo-Bazan. Pubblicata in articoli settimanali nel giornale
+_L'Epoca_, sollevò una vera tempesta di discussioni in difesa e
+contro. La stessa autrice fu meravigliata di veder "appassionarsi pel
+suo scritto una nazione che si occupa soltanto di politica, di tori e
+di donne."
+
+Era naturale che per lei quella _questione ardente_ non rimanesse
+letteraria soltanto; al concetto naturalista e fatalista dello Zola
+ella infatti contrappone il concetto teologico cattolico; e nel 1844,
+in una polemica con Luis Alfonso, critico favorito dei salotti
+aristocratici, protestava contro l'opinione che _faceva di lei un Zola
+femminino o per lo meno un'attiva discepola del rivoluzionario
+francese_.
+
+Fortunatamente la signora Pardo-Bazan dà al concetto di un'opera
+d'arte l'importanza che merita; cioè non fa dell'opera d'arte una tesi
+(e per lei questa tesi dovrebbe essere cattolica). I lettori della
+_Cascina degli Ulloa_ se ne accorgeranno subito. Se ne accorgerebbero
+meglio se potessero leggere l'altro romanzo, _La Tribuna_, dove la
+imparzialità dell'artista spicca magistralmente.
+
+Nella _Cascina degli Ulloa_ è descritta la decadenza di una nobile
+famiglia delle montagne galiziane; nella _Tribuna_, la Galizia
+moderna, piena di vita e di attività industriale. Quasi per riscontro
+anticipato all'opera dello Zola, _La terra_, la Pardo-Bazan ha
+descritto la vita dei campi nel romanzo _La madre natura_, che forma
+la seconda parte della _Cascina degli Ulloa_. Ma in tutti e tre questi
+romanzi e negli altri--_Il cigno di Villamorta_, studio del basso
+popolo, _La Buccolica_, pastello di contadina povera, ignorante,
+istintiva--come pure nelle novelle, l'osservazione diretta e sincera è
+la principale cura della scrittrice; osservazione che non si rivela
+come semplice impressione fotografica, ma bensì come impressione
+riflessa, spogliata dell'accidentale e del triviale. Questa
+convinzione che l'arte non possa nè debba essere semplice fotografia
+della realtà è così forte e profondamente radicata in lei, che la
+spinge in tutti i suoi romanzi a inventare i nomi di città, paesi,
+provincie dove si svolge l'azione. Non vuole esser legata troppo alla
+realtà neppure nel paesaggio; se ha bisogno di spostare di qualche
+miglio una località, vuol farlo senza scrupoli. Così, nel creare i
+caratteri non si limita a riprodurre fedelmente un personaggio
+vivente, conosciuto da lei. Cosa, del resto, comune a tutti gli
+scrittori, anche a quelli che più protestano di voler essere fedeli
+alla realtà.
+
+Ella ci dà involontariamente un cenno della messa in opera del suo
+metodo artistico, raccontando come le si svolse nella mente il germe
+del romanzo _La Tribuna_. Vedendo uscire un giorno, nella sua città
+nativa, i gruppi delle sigaraie dalla Fabbrica dei Tabacchi, ella
+pensava:--C'è qualche romanzo tra quei vestiti di percalle e quelle
+grossolane mantelle?--E il suo istinto femminile le rispondeva:--Dove
+sono quattromila donne ci sono certamente quattromila romanzi; il
+difficile è scoprirli.--E si rammentò che quelle donne brune, robuste,
+dall'aria risoluta, erano state le più ardenti partigiane dell'idea
+federale durante la rivoluzione; e le parve interessante studiare lo
+svolgimento di un principio politico nel cervello di una donna
+cattolica e demagoga, ingenua per natura e spinta al male dalla
+fatalità della vita operaia.
+
+Questa impressione la risolveva a osservare da vicino e a studiare
+quella vita; e la Fabbrica dei tabacchi non era lontana dalla Coruña.
+
+C'è un capitolo del romanzo _La Tribuna_ intitolato: _Il carnevale
+delle sigaraie_. La scrittrice aveva assistito, anni avanti, allo
+spettacolo colà descritto; e fra le maschere di operaie aveva notato
+una giovanetta di vent'anni, vestita da studente vagabondo, che
+ballava sul ristretto spazio di un palco, accompagnandosi col suono di
+un cembalo basco. Svelta, ardita, mandava lampi dagli occhi nerissimi,
+ballando e scotendo i neri capelli sciolti sotto il tricorno che le
+copriva la testa. Con freschissima voce ella improvvisava cantando; e
+vedendo ridere, rideva mostrando i bianchissimi denti; e
+s'interrompeva per scherzare intorno alla sua inesperienza della
+rima:--Le dico grosse, eh?
+
+Poco tempo dopo, i giornali portarono la notizia che una ragazza della
+Fabbrica dei Tabacchi si era suicidata per amore: era proprio la
+ragazza vestita da studente vagabondo, allegra e chiassosa come un
+passerotto.
+
+Coi suoi risparmi era andata a comprare un revolver, dicendo che
+doveva regalarlo a un cugino. L'armaiuolo dapprima aveva esitato; poi
+vedendo quel visetto vivace ed allegro, aveva venduto il revolver.
+Ella se n'era tirato un colpo dritto al cuore.
+
+E la scrittrice, raccontando il fatto, riflette:--"che nessuna
+contadina sarebbe capace di ammazzarsi a quel modo; la media cultura
+operaia, il raffinamento dei nervi, l'impoverimento del sangue e il
+continuo e malsano contatto della vita cittadina creano una donna
+nuova, molto complicata e per conseguenza più infelice della
+contadina."
+
+Studiare i caratteri principali della produzione narrativa alla
+signora Pardo-Bazan richiederebbe altro spazio che non quello concesso
+a questi brevi accenni. La critica conservatrice e spigolistra è stata
+in Ispagna molto severa con lei. Nel 1886 ella mi scriveva dal suo
+ritiro della Coruña:
+
+"La mia qualità di signora mi ha fatto soffrire maggiormente per
+l'ipocrisia della critica e per le contraddittorie pretese del
+pubblico. Io sono, mi creda, una specie di amazzone, ma ho pure un
+carattere femminilissimo; che farci? Quando però mi si richiedono cose
+sciocche, io non so persuadermi che la mia condizione di signora abbia
+qualcosa da spartire con l'arte; e mettendomi a scrivere, dimentico
+che porto la gonna e mi sforzo di fare lavoro di artista e niente
+altro."
+
+La signora Pardo-Bazan ha frequentato, nelle sue corse a Parigi, i
+salotti letterari della capitale francese, specialmente quello di
+Edmondo De Goncourt, e li descrive con vivacissima efficacia nei suoi
+_Appunti biografici_.
+
+Una volta il De Goncourt le domandò se ferveva anche in Ispagna la
+battaglia tra l'idealismo e il realismo. E alla risposta di lei, che
+colà non v'era battaglia perchè gli idealisti non si facevano più
+vivi, il De Goncourt replicò:
+
+"--Non hanno neppure un Giorgio Ohnet?"
+
+--No--disse la signora Pardo-Bazan.
+
+E il De Goncourt, facendo risuonare quella sua particolare risata
+ironica e geniale:
+
+"--Come sono fortunati questi spagnuoli! Non hanno un Ohnet!"
+
+Singolarissima è la scena della sua visita a Vittor Hugo; merita di
+essere tradotta per intero.
+
+"Negli ultimi giorni della mia dimora a Parigi, al mio ritorno da
+Vichy, conobbi Vittor Hugo, ultimo e grandioso superstite della
+generazione romantica.
+
+L'autore dello _Hernani_ m'invitò a un suo ricevimento; e dovrei dire:
+alla sua corte, perchè egli aveva l'aria di un sovrano detronizzato,
+in quel gran salone illuminato da splendidi lampadari di cristallo
+veneziano, tappezzato di stoffa di seta, col pavimento coperto da
+magnifici tappeti, e dove da un lato e dall'altro,--in doppia fila,
+zitti, o parlando sommessamente tra loro, quasi non osassero
+accostarsi molto da vicino al maestro--stavano seduti gli ultimi
+cortigiani della maestà decaduta, e i neofiti tardivi e sorpassati del
+romanticismo.
+
+Vittor Hugo mi fece sedere al suo fianco, e mi indirizzò la parola. Si
+fece subito, un gran silenzio attorno, per prestare attenzione al
+nostro dialogo, che da parte mia si riduceva a quelle rare e timide
+risposte che sono di prammatica in simili udienze. Vittor Hugo
+dichiarò che riguardava la Spagna come sua seconda patria, mostrò il
+suo dispiacere di vederla molto indietro su la via del progresso e
+soggiunse che non poteva essere altrimenti in un paese dove la Santa
+Inquisizione aveva martoriato senza pietà scrittori e scienziati. Con
+tutti i riguardi che il galateo insegna quando si tratta di dover
+contraddire una persona, e specialmente quando questa persona si
+chiama Vittor Hugo, risposi che le più splendide epoche della nostra
+letteratura erano state appunto quelle inquisitoriali, e che
+l'Inquisizione non si era mai mescolata di letteratura, nè aveva mai
+bruciato nessun scienziato e nessuno scrittore, all'infuori di ebrei,
+streghe e fattucchieri. Non si mostrò convinto; ed io, spinta dalla
+mia inveterata passione di difender la Spagna dalle accuse gratuite,
+mi misi a polemizzare col vecchio, con buone parole, s'intende, con
+frasi rispettose e carezzevoli; e quando il poeta affermò che nel 1824
+ci erano stati ancora degli _autos da fè_, non gli dissi che
+commetteva un anacronismo, ma lo pregai di verificare la notizia,
+aggiungendo che l'Inquisizione, soppressa per decreto nel 1812, era
+stata soppressa di fatto molti anni avanti. Di faccia a me sedeva una
+signora che faceva gli onori di casa, credo la signora Lochroy, la
+quale mi domandò con velata ironia se _io avevo studiato la storia
+presso i padri domenicani_. Ed io subito replicai negligentemente che
+nel Michelet, nel Thiers e in altri storici francesi avevo letto le
+Dragonate, la notte di San Bartolomeo, il Terrore e altri episodi
+della storia di Francia, a petto dei quali gli orrori della
+Inquisizione erano pasticcetti e zuccherini; e soggiunsi che la Spagna
+non aveva perseguitato Clemente Marot, nè mandato al patibolo Andrea
+Chènier, perchè gli spagnuoli apprezzano e venerano le Muse, come
+provava la mia presenza in quella casa.
+
+--_Voilà bien l'espagnole!_--mormorò Vittor Hugo con mezzo sorriso su
+le labbra.
+
+E cominciò a incensare la Spagna, il paese, secondo lui, più
+romanzesco di Europa; e a interrogarmi intorno ai nostri scrittori
+contemporanei dei quali non conosceva neppure un rigo. La serata
+trascorse in un soffio, e pareva che pei discepoli fosse rotto
+l'incanto; si agitavano e parlavano, giacchè in quella sala del
+trono--vera sala d'inquisizione poetica!--soltanto un incidente
+casuale, come la presenza di uno straniero, poteva recare
+l'animazione della controversia e rompere il gelo del rispetto quasi
+jeratico. Alle dodici, Vittor Hugo mi congedò. Mi regalò il suo
+ritratto e quello dei suoi nipotini, col suo autografo, e mi baciò in
+fronte; costume francese, che se in altra occasione, a me spagnuola,
+sarebbe parso dì cattivo gusto, ora mi riuscì commovente in persona
+di quell'ottagenario già curvato più sotto il peso degli allori che
+non sotto quello degli anni, e vicino al sepolcro, dove ormai dorme.
+Sia pace all'anima sua!"
+
+--_Voilà bien l'espagnole!_--ripeto io, terminando di scrivere.
+
+E penso, con rammarico, che questo semplice episodio potrebbe
+insegnare qualcosa a parecchi italiani di oggi.
+
+
+
+
+VII.
+
+UN PADRE BRESCIANI SPAGNUOLO¹
+
+ ¹ __Pequeñeces__ per el P. Luis Coloma de la Compañia de Jesus
+ Quinta edicion. Bilbao Administration de _El Mensajero del
+ Corazon de Jesus_. 1891.
+
+
+Cioè gesuita e romanziere. Le somiglianze però tra il nostro p.
+Bresciani e il p. Luigi Coloma non vanno più in là. Coloro che non
+hanno dimenticato il mirabile studio del De Sanctis intorno all'_Ebreo
+di Verona_, leggendo _Pequeñeces_ del gesuita spagnuolo potrebbero
+credere ch'egli abbia cavato profitto dalle osservazioni del gran
+critico. Il De Sanctis ha detto al p. Bresciani: "--La parte liberale
+accoglie in sè, come ogni altro partito, gente di ogni risma; vi ha
+gl'imbroglioni, gli ipocriti, gli sciocchi, i bricconi. Guardata da
+questo lato, quanto vi ha di ridicolo! quanto di atroce! La materia
+questa volta non vi manca. Se avete spirito, fateci ridere; se avete
+bile, fateci fremere."
+
+E il p. Coloma spirito ne ha davvero e di ottima lega, e bile molta,
+ma di quella buona, se pure si può chiamare bile la indignazione di
+un'onesta persona davanti allo spettacolo delle turpitudini umane.
+Egli è gesuita, sì, come il p. Bresciani, ma, soprattutto, è artista
+come al p. Bresciani non passava neppur pel capo che essere si potesse
+e si dovesse. Caso nuovissimo, quasi incredibile, se si guarda la
+vasta letteratura del loro Ordine, che ha dato scrittori di ogni
+sorta, artisti no, mai.
+
+Probabilmente questo è avvenuto perchè il p. Coloma si è fatto gesuita
+assai tardi. Già laureato in dritto all'università di Siviglia,
+abbandona l'avvocatura per entrare in Marina. Passati due anni alla
+Scuola navale, n'esce per buttarsi un po' nel giornalismo, nella
+letteratura, e molto nella politica. Cospirando, compromettendosi pei
+Borboni, mena intanto vita mondana tra quell'aristocrazia madrilena
+ch'egli poi descriverà così bene in _Pequeñeces_.
+
+Un bel giorno, nel '74, una grave ferita di revolver lo fa stare
+parecchie settimane tra la vita e la morte. Duello? Tentativo di
+suicidio? Non si è potuto mai saperlo chiaramente. Si sa però che,
+appena guarito, egli entra nella Compagnia di Gesù, fa il noviziato,
+prende gli ordini, passa per la fitta trafila di tutti gli esercizi
+scolastici e religiosi che la regola dell'Ordine impone agli adepti; e
+dieci anni dopo, dal pulpito di una delle chiese di Madrid, fulmina
+così rudemente, col suo primo sermone, quell'uditorio femminile, da
+far scappare di chiesa, a metà di sermone, una delle più grandi dame
+della capitale. Il caso mette sossopra corte, ministri, Nunzio
+apostolico; e il terribile predicatore se la cava soltanto con essere
+rimandato al suo convento.
+
+Ah! gli interdicono il pulpito? Si rivolgerà, da un altro pulpito,
+quello della stampa, a un uditorio più vasto. Le sue novelle, poi
+raccolte nel volume _Lectures recreatives_, attirano infatti verso di
+lui gli occhi del pubblico. Ma chi poteva sospettare che i _Cuentos
+para niños_, _El Cazador de venados_, _Juan Miseria_, _La Gorriona_,
+_Mal-alma_, _Pilatillo_ preparassero l'audace e vigoroso futuro autore
+di _Pequeñeces_?
+
+Bisogna dire che i gesuiti spagnuoli sono di tutt'altra pasta dei
+nostri. _Pequeñeces_ è stato pubblicato nel _Messaggero del Cuor di
+Gesù_ di Bilbao, con l'approvazione dei superiori! I padri della
+_Civiltà Cattolica_ si farebbero dieci volte il segno della santa
+croce, se uno scrittore cattolico romano a tutta prova (non oso dire:
+un padre della Compagnia) andasse a proporre pel loro periodico un
+romanzo che dipingesse l'aristocrazia nera di Roma o la borbonica di
+Napoli con la stessa indipendenza e con la stessa crudezza di
+_Pequeñeces_.
+
+Giacchè--cosa ancora più strana--il p. Coloma non se la prende tanto
+coi liberali quanto con gli aristocratici _legittimisti, alfonsisti,
+amadeisti, clericali_. Troppi compromessi, troppe venalità, troppi
+voltafaccia, troppe viltà, troppe sozzure egli ha osservato tra la
+gente del suo partito borbonico; e ha voluto smascherare tutti:
+ministri traditori, cospiratori per tornaconto, dame che menano vita
+da cocotte, grandi di Spagna che meritano il bollo di _signori
+Alfonsi_; canagliume, tutti, che della politica e della religione si
+fanno scherno per nascondere le vanità, l'avidità, le passioni
+malsane, i vizii schifosi che lor rodono le ossa.
+
+La rigidità monastica impedisce al p. Coloma di giudicare con qualche
+indulgenza una società che gli pare abbia perduto ogni nozione del
+giusto e dell'onesto, se, a furia di vigliacche transazioni, essa
+finisce col chiamare _sciocchezze, cose da nulla_ (_pequeñeces_), quel
+che nel vocabolario delle persone oneste dovrebbe venir qualificato
+assai meno benignamente.
+
+Per ciò egli si paragona "_a quei frati del medio evo, che montavano
+nelle piazze sur un pulpito improvvisato, e di lassù parlavano ai
+distratti non entrati in chiesa il loro stesso grossolano linguaggio,
+perchè le rudi verità predicate facessero effetto_."
+
+Certamente il p. Coloma, nel suo intento, ha voluto fare una predica;
+ma, prima che le circostanze della vita lo riducessero frate, madre
+Natura aveva pensato d'impastarlo artista. Nelle novelle egli si era
+esercitato a disegnare, a colorire; in _Pequeñeces_ l'artista è
+maturo; e che artista!
+
+E l'arte lo ha preso così fortemente che il predicatore, il gesuita
+non si scorgono punto, o così di rado e così poco che non se ne può
+tener conto. Qualunque più grande scrittore _realista, verista,
+simbolista_ potrebbe dirsi orgoglioso di _Pequeñeces_; di avervi
+dipinto (e sarebbe meglio dire inciso all'acqua forte) i ritratti del
+Marchese Butron ex diplomatico, gastronomo, e l'altro di Pietro de
+Vivar, detto Diogene pel suo cinismo e la sua cattiva lingua; quello
+di colui che vien chiamato zio Checco, zio universale di tutti i
+grandi di Spagna, di tutti i nobili di second'ordine, di tutti i nuovi
+arricchiti, di tutte le persone più in vista nella politica, nella
+stampa, nell'amministrazione, non che di tutti gli avventurieri
+sfacciati e di tutte le anonime celebrità del _Toto Madrid_ e della
+corte; il ritratto di Giacomo Tellez, marchese di Sabanel, ora
+borbonico, ora massone, ora alfonsista, e _Monsieur Alphonse_ (il p.
+Coloma non ha avuto scrupolo di scrivere queste due parole); il
+ritratto del conte di Albornoz e, finalmente, il gran ritratto, in
+piedi della contessa Currita (Cecchina) sua moglie, attorno a cui
+l'autore ha adoprato tutte le audacie, tutte le finezze del suo
+pennello, che parecchi grandi romanzieri, _realisti_ o _veristi_, o
+_simbolisti_, che si vogliano dire, potrebbero proprio invidiargli.
+
+Ho messo insieme realisti, veristi, e simbolisti perchè il p. Coloma
+non si è punto curato di appartenere a questa o a quella scuola, ma ha
+voluto essere, e c'è riuscito, artista sincero e nient'altro; e per
+ciò ha potuto fare la schietta ed eccellente opera d'arte che ognuna
+di queste così dette _scuole_ letterarie può contemporaneamente
+reclamare per propria.
+
+Ho riletto in questi giorni nel testo spagnuolo _Pequeñeces_, letto
+prima, due anni fa, nella riduzione francese del Vergniol. Mai
+riduzione non mi è parsa così pretenziosa e ridicola come questa che
+toglie al lavoro del p. Coloma il suo speciale sapore, sopprimendo
+interi capitoli, riducendo in narrazione sbiadita quel che colà è
+presentato in azione vivacissima, ammortendo spesso, senza nessuna
+ragione, fin l'energia della forma. A un personaggio mondano, per
+esempio, che, raddoppiando gli erre, parla di una donna datasi alle
+austerità del misticismo, il P. Coloma fa dire: _Como si parra ser
+santa, se necesitarra ser puerrca!_ E lo scimmiotto francese annacqua:
+_Comme si, pour devenir une sainte, fallait se travestir en
+mendiante!_ Costui però non è francese per niente, e ritrova tutta la
+malignità della sua razza quando il testo gli porge l'occasione di
+sporcare qualcosa che riguarda l'Italia. _El viejo mamarrachio_, dice
+il gesuita, parlando di Garibaldi; e nel caso da lui raccontato quel
+_vecchio credenzone_ sta benissimo. Ma al riduttore francese sembra
+poco, e mette per proprio conto: _vieux matamore_: nè gl'importa che
+questo sciocco insulto risulti un controsenso.
+
+--Politica italiana! Es la màs habil--dice Giacomo Tellez.
+
+--Italiana, no, romana!--risponde la marchesa di Villasis legittimista
+e clericale.--Es la màs sancta!
+
+Ma al ridicolo riduttore, _màs sancta_ non garba, e mette un altro
+sproposito: _C'est la plus loyale!_
+
+Questo sia detto di passaggio per coloro che, ignorando lo spagnuolo e
+non trovando di _Pequeñeces_ una traduzione italiana, dalla curiosità
+ora fossero spinti a ricorrere alla riduzione francese. Invece della
+genuina fisonomia di un gesuita romanziere, troverebbero il buffo
+travestimento di esso in laico romanziere francese.
+
+L'ignorante riduttore non ha capito che una delle attrattive del
+libro, e non la minore, nella sua riduzione, è già sparita; intendo
+dire quell'elevata tendenza religiosa che differenzia questo romanzo
+di costumi e di caratteri dai romanzi consimili.
+
+Niente di straordinario ci sarebbe infatti se lo Zola, o il Daudet, o
+il Bourget ci avessero dipinto Currita d'Albornoz, e la società
+madrilena che le sta intorno; l'importante, il piccante consiste
+principalmente nel sapere che colui che l'ha dipinta è un gesuita. E
+questo piccante sparisce quando l'imbecillità d'un riduttore si
+permette di condensare in otto righe quella ventina di pagine che
+raccontano la conversione e la morte del povero Diogene, del vecchio
+cinico sporcaccione, caduto da una carrozza, e abbandonato in mano dei
+padri del collegio gesuitico di Guipùzcoa dagli amici e dalle amiche
+che non vogliono interrompere, per assistere il disgraziato, una bella
+partita di campagna.
+
+Currita d'Albornoz! Ma si direbbe che il p. Coloma l'abbia conosciuta
+molto da vicino, a Madrid, nell'alta società al tempo che egli era
+cospiratore borbonico e assiduo frequentatore dei ritrovi eleganti,
+tanto è viva questa terribile figura di donna e così profondamente
+studiata!
+
+Non è alla sua vigilia d'armi di donna galante quando la prima volta
+ella ci apparisce dinanzi nel salotto isabellista della duchessa de
+Bara. Ha per amante un giovanotto inesperto da lei ammaliato e di cui
+ha fatto, come al solito, l'amico del marito.
+
+Nel salotto della duchessa de Bara, gl'isabellisti sono agitati,
+indignati; si è sparsa la voce che Currita abbia chiesto di esser
+nominata _Camarera major_ della Cisterna, come gli isabellisti
+sprezzosamente chiamano la regina Vittoria, moglie di Re Amedeo I. Al
+suo arrivo, Currita è salutata da un ironico scoppio di applausi, al
+suono dell'inno reale amadeista: ed ella, fingendo di non capire
+l'atto ironico di Gerito Sardona che, servendosi d'un vassoio da tè
+per cappello, imitava l'angoloso e serio saluto di Re don Amedeo,
+risponde con la caricatura del cerimonioso saluto della regina donna
+Maria Vittoria, e s'inoltra prodigando a destra e a manca eleganti
+saluti di gran signora di Corte.
+
+Quella nomina è un suo intrigo per poter far dire che ella l'ha
+rifiutata e mettersi più in vista tra il partito di opposizione.
+
+L'ha fatta chiedere dal marito al _Ministro d'oltremare_; ma il marito
+invece che a voce, com'ella gli avea raccomandato, l'ha chiesta per
+lettera. Al rifiuto di lei, il Ministro indignato va a domandarle la
+ragione dell'insulto; ella nega sfrontatamente di aver mai pensato a
+quella carica; e quando il ministro le mette sotto gli occhi la
+lettera del marito, ella gliela strappa di mano e la butta nel fuoco
+del camminetto. Un altro suo intrigo è la perquisizione che la polizia
+viene a farle in casa, per ordine del governatore di Madrid a cui
+ella, con lettera anonima e calligrafia alterata, avea dato la notizia
+che importanti documenti di una congiura politica si sarebbero trovati
+nel palazzo Albornoz. La perquisizione riesce vuota, ma l'ispettore ha
+però portato via un mazzo di lettere profumate trovate nel cassetto a
+doppio fondo d'un armadio, in camera di lei. La calligrafia di queste
+lettere amorose, scritte da Currita al predecessore di Juanito
+Velarde, e ritirate dopo la rottura, mettono il Governatore in caso di
+riconoscere l'autrice della falsa denunzia. Le lettere, per vendetta,
+vengono inviate al marito. La stampa se ne mescola: lo scandalo è
+grande. Ma Currita che pensa soltanto a sè, vuol vendicarsi
+dell'impertinente direttore della _España con honra_, e indìce
+all'amante di sfidarlo. Il povero Juanito Velarde riceve una palla in
+petto e muore. Tutta Madrid si commove pel caso dell'inesperto
+giovanotto, e accusa Currita di averlo spinto a morire.
+
+--Che ho da vedere io con lui?--ella risponde a un'amica--Gli ho io
+detto di battersi forse? Chi gli ha ordinato di fare il paladino? Il
+mestiere di Don Chisciotte è pericoloso, cara mia!
+
+Ma quando mezza Madrid le affluisce in casa per opprimerla di ipocrite
+condoglianze cortigianesche, Currita recita mirabilmente la sua parte
+di inconsolabile. Povero ragazzo! Se ella avesse potuto sospettare! Ma
+come mai figurarsi!... E quella povera mamma rimasta senza sostegno,
+in cattive condizioni finanziarie!... Ella e suo marito avevano
+pensato a lei, mandandole un soccorso in rendita, presso la Banca di
+Spagna!
+
+Currita però non diceva che quei sedicimila _duros_ (quasi ottantamila
+lire) ella li avea vinti, ironia della sorte! con un biglietto di
+lotteria trovato tra le sue lettere mandate a riprendere in casa del
+Velarde lo stesso giorno della morte di lui! Erano una restituzione e
+niente più.
+
+E così ella assume la posa di martire politica, e fa dimenticare che è
+un'adultera sfacciata, una madre senza cuore pei suoi due bambini,
+abbandonati alle mani dell'istitutrice e poi messi in collegio quando
+l'età li rende impacciosi in famiglia.
+
+Paquito ha sgorbiato e impiastricciato di colore un ritratto del padre
+pel suo giorno onomastico. È una figura mostruosa, ma Paquito e la
+sorella Lilì si figurano che la buona intenzione possa valere
+qualcosa. Sono penetrati nello studio di pittura della mamma e hanno
+messo quel capolavoro sul cavalletto. Sentito rumor di passi nella
+stanza accanto, si nascondono; ed ecco la madre e il suo nuovo amante
+Giacomo Tellez, marchese di Sabanel, che parlano di cose che i bambini
+fortunatamente non possono intendere. Visto quello sgorbio, imitato da
+una fotografia, riconoscono dalle due ciocche curve su le tempie, alla
+Napoleone terzo, chi si è voluto rappresentare; e l'amante, ridendo,
+prende un pezzetto di carbonella e, spinte molto in fuori le due
+curve, disegna l'emblema di quel che era moralmente il conte di
+Albornoz, marito di Currita. Poco dopo i bambini, uscendo dal loro
+nascondiglio, veggono lo sfregio fatto al ritratto del padre; non
+capiscono di che si tratti, ma capiscono che si tratta di uno scherno
+e di un'offesa.
+
+Questo nuovo amante di Currita la domina, la tiene sottomessa, la
+spoglia. Ella è così pervertita, che non ha onta di prendere un antico
+reliquario di argento dalla cappella di famiglia, bruciar le reliquie
+per superstizioso rimorso, e regalare quel prezioso oggetto d'arte
+all'amante, facendone una cornice pel proprio ritratto.
+
+Cacciato via Re don Amedeo, spenta la repubblica, intronizzato don
+Alfonso, Currita è più in voga, più alla moda che mai. Il suo amante,
+che ha tradito re Amedeo, la massoneria, gli isabellisti--e tradirebbe
+re Alfonso, se ne avesse il tempo--appena elevato a grande di Spagna
+dal nuovo re, cade sotto il giustiziere pugnale della massoneria.
+Allora quella stessa società che non le avea fatto colpa della morte
+di Juanito Velarde, le fa carico della misteriosa morte del marchese
+di Sabanel; e, tutt'a un tratto, Currita vede disertati i suoi
+ricevimenti, e si sente sfuggita, evitata fin nella sacra cappella del
+collegio dove è la sua Lilì.
+
+"Ella sentì aumentare la desolazione che la opprimeva. Una sorda
+irritazione, un amaro sdegno la spingeva a rimescolare, a riandare con
+acre piacere tutte le sue vergognose immondizie pubbliche, tollerate,
+consentite, applaudite come amabili _cose da nulla_ da quella stessa
+Madrid che ora le voltava le spalle; ed ella gliele ributtava in
+faccia, gridando:
+
+--Sono ora forse peggiore di prima? Dunque una calunnia ha per te più
+valore di tutto quel fango con cui ti ho lordato il viso?"
+
+E l'indignazione contro la ipocrita e repugnante ingiustizia della
+società produce nel cuore di lei la conversione, che altre tristi
+circostanze non avevano saputo neppur farle balenare davanti gli occhi
+come possibile.
+
+Questo è appena un abbozzo a tratti di lapis della figura di Currita
+de Albornoz, la trista eroina di _Pequeñeces_.
+
+Ella vien fuori, viva e terribile, dalle pagine del libro, circondata
+da una folla di altre figure degne di lei: uomini politici, uomini
+mondani, donne leggere e corrotte, donne buone ma deboli, incapaci di
+resistere al fascino del vizio trionfante, madri onestissime che pur
+non temono di affidare a una Currita le loro immacolate figliuole. E
+tra tanto fracidume, tre figure elette, accennate, sfumate, ma
+abbastanza vigorosamente trattate per produrre il contrasto: la
+marchesa di Villasis, la vedova del marchese di Sabanel che si è data
+da molti anni alla vita religiosa più austera, e il P. Cifuentes,
+gesuita, lor confessore.
+
+Anche qui l'artista ha felicemente preso la mano al predicatore.
+Quanta parsimonia! Quanta misura!
+
+E la bellezza dell'opera d'arte fa fin dimenticare quel po' che può
+esservi di molto spiacevole per un italiano. Quanti italiani sono,
+contro la loro patria e i loro compatriotti assai più ingiusti e più
+sgarbati di questo bravo gesuita spagnuolo! Dei nostri cari vicini non
+parlo! [Blank Page]
+
+
+
+
+VIII.
+
+UN POEMA DRAMMATICO PORTOGHESE¹
+
+ ¹ __Eugenio de Castro__, _Belkiss_ regina di Saba, D'Axum e del
+ Hymir, traduzione dal portoghese di __Vittorio Pica__, preceduta
+ da un saggio critico. Milano, Fratelli Treves, 1896.
+
+
+"L'arte, in tutte le sue forme, è un continuo ed instancabile
+_divenire_, ed è perciò che noi non mostreremo mai abbastanza
+tenerezza, mai abbastanza ammirazione pei novatori, sia per coloro che
+pagano con lunga serie di amarezze un tardivo raggio di gloria, sia
+per coloro che, pur passando da errore ad errore, preparano la via ai
+trionfatori del dimani, e che, nella loro immolazione ad un elevato
+ideale d'arte, il quale è brillato fulgido nella loro mente, ma che
+essi, ahimè! non sono riusciti ad incarnare, ci appaiono grotteschi,
+mentre pure sono i martiri dolorosi e ignoti dell'arte!¹."
+
+ ¹ __Vittorio Pica__, L'Arte europea a Venezia, Napoli, Pierro
+ 1896, pag. 87.
+
+Queste parole di Vittorio Pica scritte, a proposito di due quadri di
+Max Liebermann, in un accuratissimo studio intorno alla pittura
+europea nell'esposizione veneta dell'anno scorso, mi son tornate in
+mente leggendo il poema drammatico in prosa del giovane poeta
+portoghese Eugenio de Castro, da lui tradotto e pubblicato con una
+larga e spassionata introduzione che presenta l'ignoto autore al
+pubblico italiano.
+
+La regina di Saba (Belkiss o Micauli o Makede, il suo vero nome non si
+sa) è figura tentatrice per la fantasia d'un poeta, e fa meraviglia
+che l'arte della parola l'abbia finora trascurata, abbandonando alla
+pittura un soggetto così pieno di mistero e di magnificenza. Paolo
+Veronese l'ha trattato due volte, in un quadro che si trova nel museo
+di Torino e in un affresco del palazzo Bragadino ad Asolo: Raffaello
+in un affresco nelle Logge vaticane: Claudio Lorrain in un quadro che
+si ammira nella galleria di Londra e che vien giudicato il capolavoro
+del gran pittore francese. Non possiamo tenere come appartenenti
+all'arte letteraria i libretti dei melodrammi del Gounod e del
+Goldmark che hanno scelto per protagonista la strana regina etiopica.
+
+Il _Libro dei Re_ racconta con lirico splendore la visita a Salomone
+di questa che S. Matteo chiama vagamente _Regina del mezzodì_.
+
+Attratta dalla fama della sapienza del re ebreo, la regina di Saba
+venne in Gerusalemme _per far prova di lui con enimmi.... e parlò con
+lui di tutto ciò ch'ella aveva nel cuore. E Salomone le dichiarò tutto
+quello ch'ella propose e non vi fu cosa alcuna occulta al re_. La
+regina di Saba disse al re: _Ciò che io avevo inteso nel mio paese dei
+fatti tuoi e della tua sapienza era ben la verità. Ma io non credeva
+quello che se ne diceva finchè non son venuta e che gli occhi miei non
+l'hanno veduto; ora, ecco, non me n'è stata rapportata la metà: tu
+sopravanzi in sapienza ed eccellenza la fama che io ne aveva intesa._
+E in ricambio dei preziosissimi regali da lei recategli, _Salomone
+donò alla regina di Saba tutto ciò ch'ella ebbe a grado e che gli
+chiese_, (lib. 1. cap. X). Giuseppe ebreo, meno riserbato del cronista
+biblico, racconta che la regina di Saba partì da Gerusalemme incinta
+di Salomone. Messo nome David al figlio che partorì, ella poi lo mandò
+dal padre in Gerusalemme perchè vi fosse istruito e unto re. I negus
+d'Abissinia pretendono di discendere in linea retta da questo figlio
+di Salomone.
+
+Che n'ha fatto il De Castro della misteriosa figura della Regina di
+Saba?
+
+Un simbolo. Pel De Castro, secondo il Pica, _lo scopo precipuo della
+poesia moderna consiste nel presentare dei simboli eterni universali_.
+Ed io aggiungo: Ben venga pure il simbolo in arte, a patto però
+ch'esso vi arrivi a traverso la vita; a patto, cioè, che le figure
+evocate dall'immaginazione del poeta siano, prima di tutto, creature
+vive e non ombre, o astrazioni filosofiche battezzate con un nome
+qualunque. Ben venga pure il simbolo, a patto però che gli accessorii
+non sopraffacciano il soggetto principale, che la frase, l'immagine, i
+vocaboli arcaici o distolti dal loro schietto significato non
+costituiscano insomma una retorica per lo meno altrettanto inetta e
+sciocca quanto l'altra che si vorrebbe scacciar via. Ben venga pure il
+simbolo, a patto però che scaturisca sincero dall'immaginazione del
+poeta, e non per artificio di ricette che ormai non conservano neppure
+l'attrattiva del segreto e possono, con maggiore o minore abilità,
+essere eseguite da qualunque farmacista dell'arte. Ben venga
+finalmente il simbolo, a patto però che mantenga le sue promesse, che
+sia essenza spirituale, cioè che ci apra spiragli più larghi e più
+luminosi da cui spingere lo sguardo negli abissi dello spirito umano,
+non giocherello, _trompe-l'-oil_, manichino vestito di broccato e
+posto in fondo a una stanza mezzo buia per far paura alla gente che vi
+entra inavvertitamente.
+
+Io non so chi sia il _valoroso critico francese_ citato dal Pica che
+chiamando _un pur chef-d'-oeuvre_ questa _Belkiss_ del De Castro, non
+ha dato una bella prova d'intelligenza; e ammiro l'arguta riserbatezza
+con cui il Pica lo avverte di aver dimenticato _una spirituale legge,
+un po' crudele forse ma non del tutto ingiusta_, secondo la quale,
+prima di chiamar capolavoro un'opera d'arte, bisogna lasciar _che il
+tempo vi deponga su la sua lucida pàtina_.
+
+È giusto accordare al poeta la più ampia libertà nella concezione del
+suo lavoro. Ed io non oserei dir niente al poeta di _Belkiss_ pel
+capriccio che ha avuto di far della regina di Saba una nevrotica
+d'oggi, stavo per dire una morfinomane, se (sia arte, sia caso) la
+figura biblica, nella sua interminatezza, non fosse assai più
+attraente, più suggestiva, più moderna della _Belkiss_ portoghese.
+Attratta dalla fama della sapienza di Salomone, la regina biblica va a
+Gerusalemme _a far prova di enimmi_ con lui, e non ha soltanto una
+morbosa curiosità di sensi, un _bisogno dei baci_ di Salomone e di
+nient'altro, come questa Belkiss che confida le sue notturne
+_frenesie_ al saggio Sofesamin, e che vuole quei baci unicamente
+perchè le pare che debba essere _assai dolce vedersi inginocchiato ai
+piedi colui che ha il mondo intero inginocchiato intorno a sè_.
+
+Per imbastire una figurina isterica di questa natura, qualunque
+sartina poteva servire di pretesto e di modello; per dirci la
+volgarissima verità che _realizzare un desiderio significa
+ammazzarlo_, qualunque intrichetto era sufficiente, com'è stato
+sufficiente a tanti romanzieri e novellieri, piccoli e grandi, che
+hanno cucinato quel concetto in tutte le salse. Perchè scomodare la
+regina di Saba e il savio Sofesamin e Hedad re di Edom e tanti altri
+personaggi con nomi più o meno strani, e far ripetere al gran Re
+sapiente la strofe del _Cantico dei cantici_ in una situazione da
+operetta? Perchè mettere, come cornice a un fattarellino di alcova, i
+palazzi di Axum con gl'intercolunni velati da grosse coltri di lino di
+Egitto ricamate in seta; e la vasta piazza degli obelischi con le
+scalee fiancheggiate da sfingi che conducono al palazzo reale; e la
+tetra foresta incantata su la gran rupe a picco del mar Rosso; e
+l'altra terrazza che domina il mare, lastricata di marmo verde, con in
+giro vasi pieni di gigli bianchi di Antiochia e di gigli rossi di
+Licia; e far la rivista di tutte le pietre preziose segnate nella
+storia Naturale di Plinio il giovane; e circondare di una tenebra di
+sette giorni il palazzo reale di Axum, se finalmente quel che più
+premeva, lo stato d'animo di Belkiss dopo di aver colto i sospirati
+baci di Salomone dovea ridursi a un brevissimo accenno?
+
+--La decorazione è splendida!--Sia pure! Ma il simbolo non se ne giova
+affatto. Come non giova a render viva la figura di Sofesamin,
+descrivercelo con la barba d'argento che gli copre il petto, con la
+mitra in capo, da cui pendono, nascondendogli le orecchie e
+scendendogli fino alle ascelle, due strisce di stoffa dura e tesa, con
+sotto l'_amiculum_ di lana bianca un _calasiris_ di lana azzurra, e
+alla cintola un sacchetto pieno di scapole di cinocefalo e di agnello
+coperte d'iscrizioni. Secondo le intenzioni del poeta, Sofesamin
+rappresenta la saggezza, l'esperienza della vita. Ma Belkiss ha
+ragione di non dar retta ai suoi consigli, perchè l'unica esperienza
+di cui si può, qualche volta, trar profitto è soltanto la propria.
+
+Contro ogni intenzione del poeta, Sofesamin il savio, il quale ha in
+fondo agli occhi una luce che deve _servire per allontanare gli altri
+dai pericoli in cui stanno per cascare, e che gli fa vedere chiare
+quelle cose che dovrebbero essere sempre scure_, (luce che non dee
+far piacere a lui stesso, se quando ne ragiona gli sfugge la
+esclamazione; _Oh! la povera anima mia!_); contro ogni intenzione del
+poeta, questa severa figura diventa ridicola. Quando la regina è
+ospite di Salomone (gli ammonimenti di Sofesamin non han potuto
+impedire che la capricciosa e isterica Belkiss mettesse in atto il
+viaggio a Gerusalemme) egli vorrebbe impedire che Salomone penetri
+nelle camere di Belkiss; e fa la guardia davanti l'uscio della
+regina, ma non così oculatamente che ella non n'esca _scalza, coi
+capelli sciolti, tutta vestita di bianco_ e che non vada dal re,
+seguendo la traccia dei gigli sparsi sul pavimento, come il re le
+aveva indicato. Così mentre il Savio sta dietro l'uscio delle vaste
+camere di Belkiss a filosofare:--_Poveri ciechi! Poveri sordi! Andate
+verso la felicità come una brigata di bambini che corrono incontro a
+un cane arrabbiato...!--Donde vengono lo nostre sofferenze? Dalla
+sazietà dei desiderii realizzati e dall'impossibilità di realizzare
+altri desiderii... Strangoliamo dunque i desiderii e vivremo
+quieti;_--Belkiss assapora i tanto desiati baci di Salomone; e il
+savio si accorge, quando non ci è più rimedio, che la sua vigilanza,
+se non il suo presagio, è fallita. Infatti ecco Belkiss che esce
+dalle stanze di Salomone, _guardando a terra con occhi smarriti_ e
+mormorando:
+
+--Oh! Oh! i gigli sono pieni di sangue!
+
+Troppo rapida questa delusione, o poeta! Sarà così, forse, nel regno
+dei simboli, ma nella vita no davvero!
+
+Il poeta,--dice il Pica--nelle grandiose scene del suo lavoro _si è
+compiaciuto ad evocare, con squisita sapienza artistica tutte le pompe
+magnifiche delle feste popolari e delle cerimonie ieratiche, tutte le
+regali raffinatezze voluttuarie dell'antico Oriente e dell'antica
+Africa_; ma il mio caro amico non chiami, per carità, _straziante
+dramma psicologico_, la infantile esteriorità a cui esse servono di
+contorno.
+
+La vera potenza della fantasia poetica si manifesta nella creazione di
+persone vive che la storia poi registra nello stato civile dell'arte;
+e l'amico Pica sa meglio degli altri, che c'è voluto certamente
+maggior potenza d'immaginazione per mettere al mondo don Abbondio che
+non per profondere attorno ai fantasmi di Belkiss e di Sofesamin tutti
+i colori orientali ed africani.
+
+Ciò non ostante molti saranno grati, come me, al geniale critico e
+all'operoso traduttore di questo lavoro; che non è poi cosa volgare, e
+che può servire di ammonimento non spregevole per gli infatuati di
+certe artificiali forme letterarie, rammentando loro che artifizio ed
+arte non saranno mai la stessa cosa. [Blank Page]
+
+
+
+
+IX.
+
+PSICOPATIA CRISTIANA¹
+
+ ¹ Del D.r Ermete Rossi, Roma, Tipografia Laziale--1892.
+
+
+Leggendo queste dugentotrenta pagine, sembra di fare un sogno pieno di
+stranezze e di orrori, o visitare lo spedale di qualche fantastico
+Charcot millenario. Pallide figure dagli occhi sbarrati, dalle membra
+convulse, ci si agitano d'attorno in crisi nervose, in estasi, in
+contorsioni, con grida alte o soffocate scoppianti da bocche riarse,
+fra laceramenti delle proprie carni, mutilazioni e macerazioni,
+durante una rapida rincorsa di quasi due secoli verso meta ignota e
+misteriosa.
+
+E questo spettacolo triste e commovente ci lascia incerti se mai
+abbiano ragione le vergini pazze d'amore divino, gli anacoreti
+torturati da invasamenti di castità e di peccato, le piagate di
+stimmate, i visionari del regno celeste che lo assaporano quaggiù,
+avanti di salire a goderselo, come credono, eternamente lassù; o pure
+noi che, sognando un equilibrio di sensi e d'intelletto, operoso e
+fecondo, siamo riusciti soltanto a convulsioni d'identica natura e che
+non forniscono meno pazzi al vero Charcot e ai suoi scolari.
+
+Tra i delittuosi consigli di certa turpe scienza che insinua precetti
+e cautele per prevenire o impedire la generazione; tra le teoriche
+degli economisti che guardano con occhio spaventato l'aumento delle
+popolazioni; tra le statistiche delle nascite illegali e quelle che
+segnano la minacciosa sproporzione tra i nati e i morti di una nazione
+riputata di stare a capo della civiltà; tra l'immenso stuolo di
+creature femminili condannate, dal lavoro e dalle condizioni sociali,
+a verginità forzata, o a nozze vaghe, o a mostruose promiscuità a cui
+un'antica poetessa ha lasciato in eredità il proprio nome; tra il
+grido uscito recentemente dal cuore malato di un gran romanziere russo
+contro l'amore e la generazione, e quell'altro grido del cristianesimo
+primitivo che esalta la verginità come cima di perfezione, e il
+consiglio dell'Apostolo ai Corinti:--Se non avete moglie, non la
+pigliate!--a cui facevano eco Santa Domitilla e tante altre vergini,
+ripetendo:--Cristo il nostro Re fu vergine e di vergine nacque. La
+verginità ci fa simili al maestro!--tra questa discordia di mezzi e
+questa concordia d'intenti, insomma chi ha ragione?
+
+Si rimane incerti, angosciati; e dando un'occhiata ai terribili libri
+dello Charcot e del Richer, e un'altra a questo volumettino che ci
+porge raccolta la quintessenza delle psicopatie cristiane, siamo
+spinti a dubitare se mai il mondo non sia un arruffato viluppo di
+istinti animali e d'ideali purissimi soltanto buoni a sconvolgere da
+cima a fondo l'organismo fisico e intellettuale, e se mai la pazzia,
+o, come oggi dicono, la nevrosi universale, non debba un giorno o
+l'altro costituire lo stato ordinario dell'uomo.
+
+L'autore della _Psicopatia cristiana_ ha preso un partito.
+
+Con sobrietà che potrebbe quasi dirsi aridezza espone rapidamente il
+suo concetto, e poi va innanzi a furia di fatti. Vuole che i fatti
+parlino loro, conchiudano loro; e per questo non si è risparmiato
+fatica, avendo voluto attingerli alle fonti. Non gl'importa che essi
+siano presentati dalla leggenda o dalla cronaca; il loro significato
+per lui è lo stesso.
+
+E così vediamo sfilarci dinanzi la lunga processione.
+
+Prima le vergini che vogliono a tutti i costi mantenere intatto il
+loro fiore delicato a Gesù: Caterina Godinez che fa ogni sforzo per
+imbruttirsi; Smeralda da Catania che si deforma il viso; una delle
+figliuole di Berengario che scaccia i fidanzati con puzzo artificiale;
+Ulfia che si finge pazza; Oda che si taglia le narici; Eufemia che si
+recide naso e labbra. E poi i vergini: Mandato che ottiene da Dio il
+dono d'un morbo schifoso; S. Tenenano che ottiene la grazia di
+diventare deforme e lebbroso; e cito a caso.
+
+Non tutti intanto possono sfuggire il legame del matrimonio; uomini e
+donne però, se hanno fatto voto di verginità, riescono a mantenerlo
+con persuasioni, con artifizi, con l'aiuto dei miracoli. A Sant'Abram
+una ispirazione divina; a Giuliano una fragranza portentosa; a Magna
+un'infermità simulata; a Cunegonda, moglie di Boleslao di Polonia,
+l'apparizione di S. Giovanni Battista; a Santa Osita, sposa di Sigero
+re dei Sassoni Orientali, l'opportuna comparsa d'un cervo nel più vivo
+momento del pericolo e poi la chiesta monacazione nell'assenza del
+marito; a Lucia da Narni infine, un angelo dalla faccia splendente che
+atterrisce il marito risoluto a trionfare della resistenza di lei,
+permisero di conservare intatto il loro prezioso tesoro. Ed ecco nella
+leggenda la glorificazione del resultato: odori paradisiaci che si
+svolgono dai corpi verginali morti o viventi; luminose aureole che
+circondano il capo; fiori che sbocciano dalla bocca dei cadaveri:
+prove del fuoco che confermano o rivelano la verginità oltraggiata da
+calunnie; vesti dei calunniatori che prendono spontaneamente fiamma;
+forza supernaturale di resistenza; come quella di Lucia, la quale,
+condannata dal giudice a un lupanare, diventò a un tratto così pesante
+che "pur adoperandovisi con gran fatica e sudore parecchi uomini, non
+poterono trarla" a quel luogo.
+
+Questi sono piuttosto i prodomi della psicopatia cristiana, il punto
+di partenza.
+
+Il senso è male, è peccato; la bellezza è l'espressione e la causa
+incitante. Contro la donna gran tentatrice S. Antonino avventa il suo
+noto alfabeta:
+
+ Avidum Animal,
+ Bestiale Baratrum,
+ Concupiscentia Carnis etc.
+
+Ed ecco occhi che, non s'attentando più di guardare in viso a una
+donna, fosse pure madre, sorella o parente, rimangono continuamente
+abbassati come quelli di fra Giorgio della Calzata, del padre Antonio
+Grassi, del P. Bernardo da Offida; o chiusi, come quelli del beato
+Sebastiano Valfrè.
+
+"S. Ludovico, vescovo di Tolosa, visitato dalla sorella, serbò lo
+sguardo sempre volto altrove che su lei. Pregandolo ella che la
+guardasse in viso, rispose che la sua domanda era una pazzia. Fra
+Ruggiero non mirava mai in faccia nemmeno sua madre, ch'era
+vecchissima; l'abate Paolo schivava di vedere non solo le donne, ma
+anche le loro vesti; Francesco Stanno non si lasciava neppur vedere
+dalle donne" (pag. 34);
+
+Tenere gli occhi bassi o chiusi però non basta; bisogna meglio
+premunirsi contro le tentazioni. E Giovanni di Palafox tiene una croce
+di punte ferrate su la nuda carne; e fra Giovan Battista di San
+Pietro, andando a confessare le monache di S. Caterina in Siena, porta
+seco uno sgabello irto di chiodi per sedervisi sopra tutto il tempo
+che confessa.
+
+I cinque sensi sono altrettante porte spalancate alle tentazioni.
+
+Quello della vista innanzi tutti. Pietro di Chiaravalle, perduto un
+occhio, dice d'essere stato liberato da un nemico. I casti per ciò non
+solamente non guardano le carni altrui, ma neppure le proprie. Il
+beato Labre lascia che innumerevoli insetti lo tormentino giorno e
+notte, e tiene coperte le mani o ripiegate sotto le braccia; Daria,
+ottenuta la vista da S. Brigida, prega di tornar cieca per salvazione
+dell'anima; S. Aniamo prende alla lettera il precetto evangelico:--Se
+il tuo occhio destro ti scandalizza, cavalo e gettalo via.--
+
+L'orrore della vista delle carni prende maggiori forme morbose:
+Bartolomeo Tanasi, inetto a spogliarsi e a vestirsi da sè, si fa
+servire da due ciechi: Fra Michele dei Santi preferisce non mostrare
+al medico un doloroso tumore sotto l'ascella; fin il cadavere del B.
+Antonio Zaccaria ritira le gambe quando una mano indiscreta alza il
+lembo della tunica che ne copre i piedi.
+
+A difesa del senso del tatto, S. Alfonso dei Liguori non imprime mai
+lo schiaffo di rito nella cresima; S. Chiara di Montefalco non stende
+la mano neppure per l'elemosina; Suor Maria Crocifissa della
+Concezione tira a sè con un legno, o con altro arnese, qualunque cosa
+prima toccata da un uomo; Suor Maria Rosa Giannini non siede su la
+seggiola dove era stato seduto il fratello; si scuote e freme il
+cadavere di S.^a Walburga al tocco d'una mano maschile.
+
+Spesso la parola vana o dolce sonante insinua il peccato. E in
+conseguenza Suor Paola Maria di Gesù non pronunzia mai la parola
+"matrimonio"; Suor Maria Sabellico non può sentir parlare di
+fidanzamenti, di nozze, di mondane vanità.
+
+Col cibo--carne, vino, frutta--si fomenta quel _seminarium libidinis_
+che è il ventre: e così l'abbate Giovanni si rassegna a morire per
+l'astinenza da ogni bevanda; S. Pietro d'Alcantara mangia pane
+muffito, erbe mal cotte e sparse di cenere o d'assenzio; Santa
+Caterina di Siena non beve acqua e mangia erbe crude soltanto; e i
+santi Giosafat Kuncewicz, Pantino e Paolo della Croce fanno di più, si
+estenuano con venti, trenta e anche trentatrè giorni di digiuno. A
+Batteo eremita, dai troppi digiuni, s'inverminiscono i denti.
+
+Da questo all'abborrimento del sonno e della pulizia corporale c'è un
+breve passo. S. Rosa da Lima batte la testa alle pareti, si sospende a
+una croce per le mani o a un chiodo del muro pei capelli, pur di non
+dormire; la beata Coletta dorme sopra sarmenti di viti, cingendosi i
+fianchi con una corda irta di nodi; il padre Giuseppe Anchieta posa il
+capo sopra un fascio di spine e non ha altro letto che la nuda terra.
+
+Se il sonno è una mollezza, la pulizia corporale è peggio; la lista
+dei santi e delle sante che hanno in odio l'acqua non è corta. Il
+beato Enrico Susone non si lavò mani nè piedi per venticinque anni; S.
+Abram eremita non si lavò mai la faccia in vita sua.
+
+La bellezza corporale vien detta amica del diavolo. S. Bernardo
+Calvonio, sentitosi lodare i denti, se li spezza con un sasso; Rosa da
+Lima tuffa nella calce viva le mani bianche e fine; S.^a Lucia la
+Casta, saputo che i suoi occhi avevano ispirato una gran passione a un
+gentiluomo, se li cava e li spedisce in dono all'innamorato.
+
+Il canto, la danza, i mondani divertimenti sono stimati altrettanti
+mezzi di perdizione; la donna che canta è chiamata da S. Cripiano:
+_basiliscum sibilantem_.
+
+E c'è chi fugge nei deserti, affrontando fame e sete. Ma se è facile
+fuggire dal mondo, non è egualmente facile fuggire da se stesso.
+L'organismo conculcato si ribella e tenta di vendicarsi. Le immagini,
+le visioni più oscene assediano i penitenti nella veglia e nel sonno.
+A San Martino appaiono Venere e Minerva; Sant'Ilarione e Sant'Antonio
+Abate hanno visioni di bellissime donne impudiche; San Celestino sente
+continuamente il contatto di due femine nude; Suor Maria Crocifissa
+della Concezione ode sconci discorsi che tentano di lusingarla; Suor
+Agnese di Gesù, per lo sforzo di resistere alle sudice fantasie che
+l'assediano, casca in convulsioni, Francesca Vacchini ha visioni di
+orgie carnevalesche; e la Beata Colomba da Rieti, S.^a Rosalia, suor
+Bartolommea Martini, S.^a Giustina allucinazioni di uomini nudi,
+procaci, invitanti a lotte peccaminose.
+
+Contro tali assalti sono appena sufficienti le penitenze più dure. S.
+Girolamo, nel deserto, per scacciare le rinascenti fiamme degli impuri
+desiderî, si percuote il petto con un sasso; Ildeberga, denudata il
+ventre e i ginocchi, in pieno inverno, si tiene aderente al pavimento;
+S. Veronica Giuliani porta gravi pesi, si trascina su le ginocchia
+notti intere; suor Maria Rosa Giannini si batte con funi, si cinge le
+reni, le braccia, le cosce e le gambe con catenelle di ferro munite di
+punte, e prega con le mani sotto le ginocchia; S. Bernardo si butta in
+uno stagno gelato e vi rimane quasi esanime; S.^a Geltrude d'Eisleben
+si getta anch'essa in uno stagno, una notte invernale, e sta per
+affogarvi; S. Francesco di Assisi si rotola e sommerge fra la neve; S.
+Benedetto si caccia nudo in mezzo a una siepe di ortiche e di rovi;
+suor Maria Maddalena dei Pazzi si cinge una cintura fitta di chiodi
+acutissimi; Santa Oliva si configge punte di ferro nelle mammelle; il
+beato Giovanni Grande si stende sopra un letto di carboni ardenti e si
+abbrustolisce le carni. Occorre che in aiuto dei periglianti sovvenga
+l'aiuto divino; e San Tommaso d'Aquino, Caterina da Raconigi, suor
+Maria Villani di Napoli ricevono una cintura sovrannaturale; cintura
+che gli angioli stringono troppo forte alla beata Stefana Quinzani, da
+farla stare tra morte e vita per lo spasimo, durante parecchi giorni.
+
+Vinta la lotta della carne, l'amore per Gesù e per Maria assume forme
+quasi sensuali e morbose. Gli uomini diventano i cavalieri di Maria,
+gli spasimanti della bella Signora. Il beato Enrico Susone si sente
+quasi saltare il cuore fuori dal petto al solo pronunziare quel dolce
+nome; il beato Giuseppe da Copertino, appena ne vede le immagini, esce
+dai sensi, si solleva da terra fino all'altezza del quadro da cui è
+stato rapito in estasi; il vescovo Marsilio sente in bocca un sapore
+più dolce del miele pronunziando quel santo nome; San Francesco di
+Solanes, quasi impazzito, suona e canta le serenate alla diletta
+Signora; Francesco Binanzio, Battista Archinto e Agostino d'Espinosa
+si tatuano quel nome su le carni.
+
+Per S. Bernardino da Siena, fra Nicola Molinari, Sant'Edmondo, S.
+Stefano eremita, Maria diventa l'innamorata, la sposa; e spesso lo
+sponsalizio è realmente effettuato, come col beato Ermanno e col beato
+Alano da Rupe.
+
+Le donne invece ardono di amore per Gesù, sposano lui, con lui si
+dilettano in quella che Riccardo da S. Lorenzo chiama con ingenua
+efficacia: _copula spirituale_.
+
+Suor Maria Crocifissa Sabellico improvvisa per lui canzonette di
+amore. Verseggia Suor Maria Rosa Giannini:
+
+ O bello Dio d'amore,
+ sta co me ogn'ora.
+ Brucia questo core
+ Del tuo divino amore
+
+ . . . . . . . .
+
+ O caro mio Gesù....
+ Del tuo amore io ardo e moro,
+ Torna, torna o mio tesoro.
+
+ . . . . . . . .
+
+ Io son tua e tu sei mio...
+
+E la concitazione e il fervore si traducono in eccessi molti
+somiglianti a quelli dell'erotismo sensuale. Margherita figlia di
+Massimiliano II imperatore, si ferisce il seno e scrive col suo sangue
+giurata promessa di fedeltà a Gesù; Santa Veronica Giuliani, s'imprime
+un suggello infocato nel petto; Suor Paola Maria di Gesù inghiotte
+pezzettini di carta su cui scrive il divino amato nome e se lo incide
+anche lei con ferri roventi sulle carni in direzione del cuore; Suor
+Maria Prevostiere s'incide con un rasoio l'anagramma di Gesù sul petto
+e con suggello rovente su le braccia.
+
+Il celeste amante è largo di favori alle sue dilette. Si mostra a Suor
+Angelica dello Spirito Santo e si fa accarezzare i biondi capelli; si
+lascia tenere tra le braccia da Suor Caterina di Bologna; a Suor Ida
+da Nivella parla in latino, dicendo: _Ida, cor meum et anima mea;_ si
+arrampica, in minuscole proporzioni di corpo, su la conocchia di Suor
+Rosa da Lima, le fa mille scherzi e passeggia con lei presa per mano;
+va a coricarsi a fianco di Suor Anna di tutti i Santi; fa madrigali
+con Suor Geltrude da Eisleben. Ella dice:
+
+--Diletto mio, è bene lo stare unita con te solo.
+
+E Gesù, chinandosi verso di lei e abbracciandola:
+
+--E a me è sempre soave cosa lo stare unito con te, mia diletta.
+
+E lei:
+
+--Io, vile femminella, ti saluto, Signor mio amatissimo.
+
+E lui:
+
+--Ed io ti rendo il saluto, amorosissima mia.
+
+E un'altra volta la bacia su la bocca e sul petto.
+
+Suor Maria Maddalena dei Pazzi è chiamata da Gesù: Colomba mia, bella
+mia, sposa mia!--Suor Maria Villani passa intere giornate discorrendo
+e baciandosi e abbracciandosi con Gesù. A Suor Anna di S. Bartolomeo
+Gesù si presenta com'era in vita, anzi le va dietro pian piano,
+l'ascolta e le mette una mano sul cuore, lasciandovi la sensazione
+d'una profonda ferita. Il Crocifisso fa cenno di accostarsi a Suor
+Veronica Giuliani e l'abbraccia.
+
+Va anche oltre. Alla beata Caterina da Leazi mette in dito un anello
+d'oro ornato di pietre preziose; uguale anello sponsalizio vien dato a
+Santa Caterina da Siena, alla beata Osanna da Mantova, a Suor Angelica
+della Pace, alla beata Stefana Quinzani, a Santa Caterina dei Ricci, a
+Santa Veronica Giuliani, a tant'altre.
+
+E allora gli spasimi d'amore sono così forti che le dilette non
+veggono l'ora di morire. Caterina di Cano e Sandoval esclama:
+
+--Ah, Signore! Quando mi sarà permesso di godere i vostri dolci
+abbracciamenti? Com'è lungo questo pellegrinaggio! Com'è noioso questo
+soggiorno!
+
+Ho appena spigolato nel vasto campo dove ha mietuto a larga mano
+l'autore della _Psicopatia Cristiana_.
+
+E arrivato alla fine torno a domandare:
+
+Chi ha ragione? Costoro che si ammalano di nevrosi divina, o noi che
+ci ammaliamo di nevrosi quasi bestiale?
+
+L'autore si è contentato di conchiudere:
+
+"L'ascetismo che nega violentemente le funzioni essenziali
+dell'organismo umano, e dà preoccupazione e terrore continui di
+peccato, mantiene il sistema nervoso in uno stato d'irritazione e
+sensibilità repulsiva, e finisce a produrre fenomeni di pervertimento
+sensuale... Il principio antisessuale cristiano è nelle sue
+conseguenze immorale, come ogni principio antibiologico."
+
+È troppo e assai poco per un soggetto così complicato; nè io mi sento
+da tanto da supplire alla deficienza di un apprezzamento che mi sembra
+monco e affrettato.
+
+Per conto mio dico soltanto questo: Tra le nevrosi che leggiamo
+lungamente descritte nelle opere dello Charcot e negli studi clinici
+del Richer, e le nevrosi con tanto studio ricercate dal dottor Rossi
+nelle vite dei santi, le mie preferenze non possono esser dubbie;
+stanno per queste ultime. Gli estratti delle opere mistiche di Santa
+Teresa, che il dottor Rossi ha messo nell'ultimo capitolo del suo
+studio, dimostrano con evidenza che la nevrosi religiosa e la nevrosi
+ordinaria non hanno per lo meno lo stesso contenuto. Bisognava, io
+opino, studiarle da questo lato prima di giungere alla conchiusione
+non esattamente scientifica che vorrebbe essere il resultato delle
+dugentotrenta pagine.
+
+Forse sarebbe meglio che nessun elemento, nè terrestre nè divino,
+venisse a turbare e a sconvolgere l'armonia dell'umano organismo; ma
+se qualcosa deve pur troppo romperla, mi pare desiderabile che il gran
+perturbatore sia il Divino.
+
+
+
+
+X.
+
+I CONTADINI SICILIANI
+
+
+Chi legge il recentissimo libro del dottor Salomone-Marino intorno ai
+costumi e alle usanze dei contadini di Sicilia ¹ rimane un po' deluso.
+Il titolo inganna. Questo lavoro del valente folklorista, che prosegue
+col Vigo, col Pitrè, col Guastella e parecchi altri la vasta inchiesta
+intorno alle tradizioni popolari siciliane, avrebbe dovuto piuttosto
+intitolarsi: _I contadini siciliani di tempo fa_. È vero che l'autore
+nel preambolo avverte coscienziosamente il lettore: "Io parlo dei
+contadini del vecchio stampo, dei quali la generazione già declina e
+fra pochi anni sarà invano cercata"; è vero che egli spiega la ragione
+di questa decadenza dicendo: "che la indispensabile coscrizione
+restituisce oggi alle famiglie i giovani contadini più svelti, più
+saputi, più civili, ma insieme con un fardello di ambiziose e
+indigeste e corrotte idee, che daranno loro un altro tipo, non saprei
+ancora dir quale, ma lontano certo dal tradizionale dell'isola nativa,
+e forse men buono"; ma la impressione della lettura fa dimenticare
+questa precauzione. Si direbbe che il libro sia oggi compilato sopra
+appunti presi molti anni addietro, e che la visione del vecchio tipo
+di contadini si sia ridestata così viva nella immaginazione
+dell'autore da fargli dimenticare il mutamento avvenuto, non ostante
+che egli riconosca, di quando in quando, che il presente è molto
+diverso, e che tra il contadino siciliano di ieri e quello di oggi la
+differenza sia enorme.
+
+ ¹ Palermo, Remo Sandron, editore, 1897.
+
+Un altro difetto che potrà soltanto essere notato da lettori
+siciliani, è il non aver tenuto conto di certe differenze tra
+contadini delle diverse provincie siciliane. L'autore ha cercato di
+delineare, com'egli dice, un tipo, e, nato e cresciuto nella provincia
+di Palermo e avendo in quella più particolarmente raccolto il
+materiale pel suo libro, ha delineato un tipo che ha le spiccate
+caratteristiche del contadino di colà, cioè di una provincia dove
+l'influenza fenicia e arabo-normanna ha lasciato più durevoli
+impronte.
+
+Con questo non intendo dire che manchino affatto notizie e raffronti
+con usi e costumi contadineschi di altre provincie siciliane; mi
+permetto soltanto di osservare che non mi paiono sufficienti.
+
+Poi, in un libro di questo genere, io credo che bisognava mettere
+soltanto in rilievo i tratti più salienti del contadino siciliano,
+quelli, cioè, che lo differenziano assolutamente dagli altri contadini
+delle diverse terre italiane e anche dal resto dei contadini europei e
+di tutto il mondo.
+
+Ricordo a questo proposito un'impressione di anni fa. Leggevo la
+_Terra_ dello Zola. Non so perchè, mi ero immaginato di dover scoprire
+regioni ignote inoltrandomi sempre più in quella lettura: caratteri,
+sentimenti, passioni, vizi, virtù propri unicamente del contadino
+francese. Invece, con mia grande meraviglia, mi vedevo sfilare sotto
+gli occhi personaggi ai quali dovevo appena mutare i nomi perchè
+diventassero a un tratto siciliani. Parecchi di quei personaggi li
+avevo conosciuti nella vita reale; quella specie di scemo, per
+esempio, che convive incestuosamente con la sorella; e quel
+_Gesù-Cristo_ che parve, al suo apparire, un epico ingrandimento di
+certe creature specialmente care alla ridanciana fantasia di Armando
+Silvestre. Se non ricordo male, c'era fino un incredibile riscontro
+nel nomignolo; quel mio compaesano si chiama _'U Signuruzzu_, cioè: Il
+Signore, che significa appunto: Gesù Cristo! Un giudice supplente gli
+aveva dato torto in una lite, ed egli non aveva saputo perdonarglielo.
+Perciò, tutte le volte che poteva, stava ad attenderlo nella _Piazza_,
+e vedendolo passare, si cavava il berretto e lo salutava,
+accompagnando subito il saluto con uno di quei rumori che hanno fatto
+la fortuna del _Gesù-Cristo_ zoliano e di tanti allegri personaggi di
+Armando Silvestre. Il giudice supplente, uomo permaloso, diventava
+giallo dalla bile; ma la dignità non gli permetteva di mostrare che si
+fosse accorto della rimbombante vendetta dello screanzato; il quale
+gli andava dietro un buon tratto ripetendo le sue salve fra le risate
+della gente, che si divertiva moltissimo a spese del giudice
+supplente. La cosa durò parecchi mesi: ed io non so se nella vita
+intima il _Signuruzzu_ si abbandonasse alla gaiezza del suo quasi
+omonimo francese.
+
+Così e l'avidità, e il poco scrupolo, e certa brutalità di modi, e
+certe scurrilità di linguaggio, e certi proverbiali principii di
+condotta nelle relazioni di famiglia e con gli estranei, che io avevo
+l'illusione di credere speciali del contadino siciliano, tutto, tutto
+trovavo riprodotto nella _Terra_, con quella gran maestria che potè
+far sembrare eccessivamente nera la pittura della vita campagnuola
+francese.
+
+Nel tipo del contadino siciliano, quale risulta evidentissimo dalla
+monografia del Salomone-Marino, c'è una caratteristica di religiosa
+bontà che gli mette attorno al capo un'aureola patriarcale e lo
+distingue e gli assegna un posto a parte. Ma per intenderlo bisogna
+immaginarselo vestito assai diversamente da quello di oggi.
+
+Io ne ho un ricordo dentro gli occhi, visione della fanciullezza
+rimasta indimenticabile.
+
+Alto, magro, raso; con brache a mezza gamba, calze di cotone
+candidissime e scarpe di vitello bianco imbullettate; giacchetta, o
+spènser, di panno azzurro cupo, e corpetto (di grossa tela di lino
+tessuta in casa) con pistagnetta ritta abbottonato, quasi fin sotto il
+collo da una gran filza di bottoni di madreperla; col lungo berretto
+di cotone bianco, a maglia, dalla nappa cascante su le spalle, quel
+vecchio contadino era una figura imponente. Gli si leggeva su la
+faccia la serenità dell'animo, la forza, il rispetto di sè stesso,
+l'ossequio agli altri, l'autorità e la bontà insieme. Egli parlava
+lentamente, sentenziosamente. Di sua moglie diceva sempre: la _mia
+compagna_, la _mia cristiana_, o con più sobrietà ed efficacia:
+_Idda_, cioè, _lei_. Dei figliuoli, uno dei quali già sposo e padre,
+diceva sempre: i _carusi_, i bambini tradurrebbe un toscano. E per
+tali doveva tenerli, se tutti gli obbedivano quasi tremanti.
+
+Ricordo che un giorno egli mi aveva condotto per mano a casa sua;
+doveva regalarmi non so quale nidiata di uccellini. Non ho potuto più
+dimenticare l'impressione di terrore prodotta su la moglie e le figlie
+dal suo inaspettato ritorno. Una di loro era andata a ballare da una
+vicina, senza il permesso del capo di famiglia; e la madre e le
+sorelle non sapevano come farla avvertire di rientrare subito in casa
+prima che il vecchio se ne accorgesse. Sventuratamente egli se ne
+accorse proprio per colpa della nidiata di uccellini affidata alle
+cure dell'assente. Quella fisonomia piena di bontà si trasfigurò
+tutt'a un tratto; gli occhi schizzarono fiamme; le mani si levarono a
+percuotere prima _lei_, la mamma, poi le figlie complici, e in ultimo
+la colpevole, ragazza di quindici anni, che dovette domandar perdono
+ginocchioni. Il padre si era investito lì per lì delle sue funzioni di
+giudice e di esecutore di giustizia. Per lui il gran delitto della
+ragazza non consisteva nell'essere andata a ballare, ma nell'esservi
+andata di nascosto, quasi burlandosi dell'autorità paterna col
+consentimento della madre, soggetta anche lei, quanto gli altri,
+all'autorità del _pater familias_, bisogna proprio dirlo alla romana.
+Appunto per questo, il giorno delle nozze, appena introdotta la sposa
+nella casa maritale, in presenza dei parenti e degli invitati, appunto
+per questo egli le aveva dato uno schiaffo, simbolo del suo assoluto
+dominio, a fine d'imprimerle bene in mente, in quel solennissimo
+istante, che egli era colà il solo e legittimo padrone, e che alla sua
+autorità bisognava sempre e in ogni occasione inchinarsi.
+
+ *
+ * *
+
+Nel libro del Salomone-Marino questo tipo del vecchio contadino
+siciliano è messo in piena luce con amore e con imparzialità. Egli lo
+prende, si può dire, dalla culla e lo accompagna alla sepoltura,
+facendolo passare per tutte le vicende della sua travagliata
+esistenza. Bisogna leggere il volume da cima a fondo per convincersi
+qual tesoro di fatti abbia accumulato il valente folklorista
+siciliano, che porta in questo genere di studi la pacata e diligente
+accuratezza scientifica a cui la sua professione di clinico lo ha
+abituato. Egli, evidentemente, non ha voluto fare una scelta, non ha
+voluto perdersi in confronti, e lo dichiara fin dal preambolo: ha
+stimato, e a ragione, "carità di patria e dovere di storico il
+raccogliere e conservare le ultime immagini di un popolo che fino a
+ieri ebbe una spiccata individualità, della quale ha fatto ora
+spontaneo sacrificio rientrando nell'unità della gran famiglia
+italiana."
+
+C'è in queste parole un profondo accento di tristezza che proviene
+dalla vista del radicale mutamento avvenuto nel contadino siciliano in
+questi ultimi anni. È un'impressione non giusta, ma inevitabile. Tre
+anni addietro ne fui vinto anche io, ritornato in Sicilia, dopo un
+lungo periodo di assenza, da cui mi venivano resi più evidenti i
+contrasti tra il presente e il passato¹. Ma un appunto da me fatto al
+suo lavoro saprà, credo, rassicurare l'autore intorno all'avvenire del
+contadino siciliano. Ho notato la mancanza, o meglio la scarsezza di
+confronti e riscontri fra gli usi e costumi di parecchie provincie
+siciliane, specie delle meridionali, con quelli della provincia di
+Palermo e delle provincie limitrofe; e avrei dovuto notare la tendenza
+dello scrittore a generalizzare riguardo a certi usi e costumi.
+
+ ¹ Vedi la mia conferenza: _La Sicilia nei canti popolari e nella
+ novellistica contemporanea_. Bologna, Zanichelli, 1894.
+
+Con questa osservazione, più che notare un difetto, intendevo far
+risultare un fatto: la persistenza di certe caratteristiche di razza
+nelle diverse provincie, persistenza che dimostra la tenacità di un
+elemento originario, primitivo, ancora attivo, che assorbisce le più o
+meno passeggere influenze, le trasforma, se le adatta, rimanendo, in
+fondo in fondo, sempre lui.
+
+Ora io credo che quest'elemento primitivo, speciale della razza,
+salverà nella prossima trasformazione il contadino siciliano, come
+farà per le altre classi dell'isola, come ha quasi fatto per alcune di
+esse che sono già entrate, lievito di attività, nell'organismo della
+nazione.
+
+Probabilmente il dottor Salomone-Marino lo ha intravveduto prima di
+me.
+
+"Non ostante il socialismo, il comunismo, l'anarchismo che gli hanno
+importato in casa, il contadino siciliano è rimasto--tolgo in prestito
+queste parole dalla _conclusione_ del libro--lavoratore attivo e
+diligente. Parco nei cibi, paziente, rassegnato, onesto e religioso in
+maniera sua speciale, aspira soltanto a vivere con meno disagio,
+possibilmente con agio, ma senza uscire dalla classe nella quale è
+nato.
+
+"Diffidente, astuto, furbo, egoista, vendicativo, in grazia della sua
+docilità e malgrado la sua proverbiale testardaggine (proverbiale pei
+contadini di ogni paese, aggiungo io) egli si lascia facilmente
+persuadere e convincere, se preso pel suo verso, con dolcezza e
+benevolenza; reagisce con violenza e cieca ferocia, se gli si fanno
+angherie, se qualcuno abusa della sua buona fede e della sua ignoranza
+(pag. 355)."
+
+L'aver contribuito a mettere in piena luce la vera fisonomia del
+contadino siciliano, qual'era pochi anni fa, non è intanto la minore
+delle opere meritorie del dottor Salomone-Marino, che deve rubare alla
+scienza medica e all'insegnamento universitario il tempo da consacrare
+agli studi prediletti della sua giovinezza.
+
+Ora io vorrei che parecchi studiosi delle diverse provincie siciliane
+prendessero in mano, come autorevole testo, il libro di lui, e lo
+arricchissero di aggiunte, di riscontri, di confronti, di note.
+
+Leggendo, e col semplice aiuto del lontano ricordo, io ho potuto
+notare parecchi usi e costumi viventi ancora in una provincia, e
+morti, o non mai esistiti in un'altra. Ne citerò uno soltanto,
+caratteristico assai.
+
+Tra i proventi del frantoio di ulive (_trappitu_), il Salomone-Marino
+segna al N. 5 l'_ogghiu di lu lamperi_, cioè l'olio che deve servire
+per accendere le lampade durante il lavoro serale e notturno. Ebbene
+in Mineo (provincia di Catania) il volgare _ogghiu di lamperi_, messo
+sotto la protezione di un santo che la chiesa cattolica certamente
+ignora, vien chiamato: _San Focale_.
+
+Può darsi che questo nome ricordi qualche antichissimo nume siculo, o
+sicano, o greco, a cui veniva offerta la primizia dell'olio da ardere.
+È certo però che questa trasformazione dell'_olio per le lampade_ in
+_San Focale_ è una delicata sfumatura che distingue una popolazione di
+razza greco-sicula da quella di razza fenicia e arabo-normanna.
+
+
+
+
+ESCURSIONI D'ARTE
+
+MICHELE LA SPINA--IGNAZIO ORLANDO
+
+
+I.
+
+Due artisti diversi, scultore il primo, incisore in legno il secondo,
+e tutti e due poderosi e modesti, e per ciò quasi ignorati.
+
+Ignorati, intendo, dal gran pubblico, di quello che dà la fama, la
+gloria e il resto; giacchè gli artisti, gli amatori d'arte conoscono
+benissimo il valore di Michele La Spina e ne ammirano da molto tempo
+le opere; e i pochi che hanno potuto osservare i lavori xilografici
+del giovane Orlando, lo hanno già in grande stima e gli
+prognosticano--facile prognostico--un lieto avvenire.
+
+L'uno è all'apogeo della sua forza, l'altro comincia ora la sua
+carriera. Sono lieto di farmi guida dei lettori nello studio dell'uno
+e nelle sale dell'Associazione della Stampa dove si trovano
+attualmente esposte parecchie incisioni dell'altro.
+
+Al numero 113 di Via Margutta: stanzone a pianterreno, ingombro di
+bozzetti e di busti in gesso, di bozzetti e di busti in plastichina,
+di qualche bronzo, parte rizzati su rozzi cavalletti, parte posati su
+casse d'imballaggio, tra tavole, legni, arnesi di scalpellini, seghe,
+compassi addossati al muro o infissi a un chiodo; pareti nude, tinte
+di colore di feccia di vino, qua e là scorticate e sgorbiate; tettoia
+a vetri in mezzo; grande imposta vetrata a ponente, dietro la quale si
+affacciano le verdi cime di un albero e i festoni di una pianta
+rampichina con le foglioline di smeraldo trasparenti al sole; a destra
+dell'entrata--a cui fa da paravento, in modo assai primitivo, una
+falda di tela grezza--una stanzetta che sembra bottega di falegname;
+casse, tavole, legni, forme e oggetti di ogni sorta accatastati alla
+rinfusa, lasciano libero appena il passaggio alla scaletta di legno
+del mezzanino, dove l'artista si cambia il vestito prima di mettersi a
+lavorare: ecco lo studio di Michele La Spina.
+
+Entrato, il visitatore non si raccapezza, non sa dove fermare
+l'occhio. Lo attrae subito la gigantesca testa del _Garibaldi_,
+attorno alla quale lo scultore spende, sempre incontentabile, i
+momenti che i lavori in corso gli lasciano liberi. Ma ecco, lì
+accanto, un _Faunetto_ di piccole dimensioni che sembra un bronzo
+antico, uscito assai maltrattato dallo scavo. Non è un bronzo, ma un
+abbozzo in plastichina, abbandonato da un pezzo; la mano sinistra gli
+è cascata; sul braccio destro serpeggia uno spacco; la polvere ha
+sparso su tutta la figura la strana pàtina che gli dà l'aria di cosa
+antica. Intanto il visitatore, con la coda dell'occhio, ha intravisto
+più in qua un busto caratteristico e lascia il _Faunetto_ per esso.
+Quella testa con la faccia rugosa, coi baffi ispidi, appuntati, col
+collo lungo, secco, circondato da ampio goletto, gli dà una sensazione
+irritante, che vien subito cancellata dal vicino mezzo busto di donna
+matura. Le linee dolci e benigne, dalle quali trasparisce un gran
+carattere di fermezza e di semplicità, fanno restare pensoso il
+visitatore ora davanti il gesso, ora davanti il bronzo, che lo
+riproduce con qualche variante negli accessorii. Scosso da così
+opposte impressioni, il visitatore vorrebbe tornare a osservare la
+colossale testa del _Garibaldi_; ma a un tratto gli viene quasi
+incontro,--altero, col possente naso aquilino dalle narici dilatate,
+con le labbra screpolate e atteggiate a un'amara espressione
+intellettuale, che si rivela anche nello sguardo e nella fronte
+circondata da capelli ricciuti e cadenti in zazzera dietro il
+collo--gli viene quasi incontro un busto in plastichina, più grande
+del vero. L'abito talare, della foggia del secolo passato, fa
+riconoscere in lui l'_abate Nicolò Spedalieri_. Infatti dietro di esso
+si scorgono i modelli in gesso della statua intera e del monumento col
+piedistallo e con la base, che ebbero insieme col busto, nel concorso
+bandito un anno fa, i suffragi unanimi del pubblico, se non quelli (e
+si vedrà un giorno con quanta giustizia) dei giudici del concorso. La
+espressione di quella testa, che pare abbia su le labbra semiaperte la
+parola già scoccante, costringe il visitatore a volgere attorno lo
+sguardo; ed egli si sente rinfrancare dall'ilare sensualità di quel
+vecchio _Satiro_ che si protende in avanti, con le orecchie ritte e la
+barbetta e i bargigli caprini e un che di malizioso e di bestiale
+negli occhi lustri e nelle labbra carnose che gli fendono le gote.
+
+Allora il visitatore sente più vivo il bisogno di raccapezzarsi, e si
+ferma e si raccoglie, prima di ricominciare a osservare partitamente,
+posatamente; ha già capito che non si trova in uno dei soliti studi di
+scultura commerciale. E per riposarsi, osserva l'artista che gli sta
+vicino, zitto, intento a spiargli, con ingenuità sorridente, le
+impressioni su la faccia. Bruno, magro, coi capelli e la barba
+brizzolati, con la fronte solcata da rughe, gli occhi neri e
+penetranti e una nervosa vivacità nei movimenti e nei gesti, Michele
+La Spina rivela nella persona le supreme qualità della sua scultura.
+Si capisce come quegli occhi così acuti debbano scrutare il modello
+nelle più intime fibre e strappargli il segreto d'un carattere, d'una
+passione dominante; si capisce come quella mano vigorosa, con le vene
+e i muscoli aggrovigliati a fior di pelle, possa violentare la creta e
+darle tal forma da simulare e, stavo per dire, da superare la stessa
+vita. E avrei detto benissimo; perchè l'arte fissa quel che nella
+natura è fuggitivo: l'espressione più evidente e più importante di un
+carattere, sorpresa a traverso le accidentalità e le ipocrisie
+sociali; arresta una mossa della testa e dello sguardo,
+un'increspatura delle labbra, una ruga della fronte, che poco dopo si
+muta e si cancella per riapparire di quando in quando, riapparire e
+sparire.
+
+Così la persona dell'artista, per rara eccezione, illumina e
+chiarisce, illustra come si direbbe oggi, le opere di lui. Così il
+visitatore si spiega la straordinaria diversità di fattura che
+differenzia un busto dall'altro, una figura dall'altra. Chi altrimenti
+potrebbe dire, per esempio, che quella delicata personcina del
+Faunetto intento a lavorare e ad accordare la sua siringa, con quel
+visetto dove la forma animale si fonde deliziosamente con la forma del
+fanciullo umano; che quel corpicino esile, asciutto, composto con
+spontanea grazia in un atteggiamento che ne fa risaltare le bellissime
+linee, con una gamba dritta e ferma sul suolo, e l'altra piegata per
+appoggiarsi al masso là dietro; chi potrebbe dire che questa
+figurina--che par creata con un soffio, senza stento, in un minuto di
+ispirazione, quasi in un minuto di intuizione atavica in cui è stata
+sentita di nuovo e rivissuta l'ibrida esistenza degli esseri
+primitivi--sia stata plasmata da quella stessa rude mano che ha menato
+violentemente la stecca, ha strisciato nervosamente col pollice per
+modellare la maliziosa figura del _Satiro_, altra meravigliosa
+intuizione del mondo primitivo, reale o fantastico non importa,
+probabilmente più reale di quel che non vogliamo immaginare?
+
+Nel _Faunetto_ infatti c'è l'incoscenza, la delizia di vivere, il
+rigoglio fresco e puro dell'organismo, il serpeggiamento quasi
+vegetale della forma non ancora mortificata dall'uso. Stando a
+fissarlo, si ripensa un cielo purissimo, una campagna verdeggiante
+fiorita, montagne luminose nel lontano orizzonte, e, fra gli alberi,
+un'azzurra striscia di mare riluccicante di riflessi sotto il sole
+meridiano; squarcio di mondo antico, quale noi lo intravediamo
+talvolta a traverso qualche distico dei buccolici greci.
+
+Invece il vecchio _Satiro_ ci fa sognare boschi ombrosi, tronchi di
+alberi dalla scorza scabrosa e sparsa di muschi e di funghetti, cinti
+di rovi e di liane: Ninfe dormenti, spiate, insidiate: fosche visioni
+di sensualità irrompente, fra gridi rauchi e cachinni, dove prende
+suono la maligna bestiale compiacenza della propria forza muscolare.
+
+Se questa suggestione avviene, e intensa e persistente, vuol dire che
+la forma ha detto quel che doveva dire, ha compiuto il suo naturale
+prodigio.
+
+La potenza psicologica dell'arte del La Spina si rivela immensamente
+meravigliosa in tutti quei busti, davanti ai quali il visitatore è
+forzato ad arrestarsi stupito. Quelle teste e quelle fisonomie non
+sono solamente rassomigliantissime agli originali, ma hanno tutte
+qualcosa di particolare da mostrarci, che l'occhio arguto dello
+scultore ha intuito, e la mano, pronta e sicura, ha poi reso con
+felice evidenza.
+
+E l'artista è oramai così esercitato in questo genere di scrutazione,
+da poter facilmente indovinare particolarità di forma che il suo
+occhio non ha veduto, quando è stato costretto a interpretare una
+scialba fotografia, e ricostruire, come faceva il Couvier, dalla linea
+della fronte tutta la forma del cranio, cavando fuori piani e
+protuberanze che i parenti del morto hanno riconosciuto esattissimi,
+come gli è accaduto pel busto del signor Gaetano Garufi.
+
+Ultimi resultati di questa meravigliosa penetrazione nelle intime
+profondità psicologiche, oltre quello del Garufi, sono i ritratti del
+signor Gioacchino Fichera, del dottor Tomaselli professore di clinica
+medica nell'università di Catania, del signor Francesco Badalà e del
+signor Mariano Campione; cinque capolavori che Michele La Spina ha
+avuto il torto di non esporre al pubblico per eccesso di modestia, per
+ormai invincibile avversione a tutto quel che può prendere la più
+lontana apparenza di ciarlataneria.
+
+Egli li ha amorosamente modellati nella pace quasi campestre della sua
+casa di Acireale, li ha fatti fondere zitto zitto in Roma e li ha
+subito spediti ai fortunati committenti, come se non mettesse conto di
+incomodare la gente e farla andare, per così poco, sin in fondo a Via
+Margutta!
+
+E per tale eccessiva modestia, per tale repugnanza di farsi avanti e
+di dar gomitate a questo e a quello, Michele La Spina è noto a pochi,
+e non ha potuto afferrar l'occasione di mostrare al gran pubblico quel
+che egli vale e quel che può.
+
+E così si capisce com'egli, e i rari modesti e valenti suoi pari,
+debbano intanto veder trionfare per le vie e le piazze delle famose
+cento città e della lor capitale tante sconcezze monumentali che i
+posteri certamente abbatteranno, vergognandosi di esse per l'arte, per
+l'onor di Roma e dell'Italia; e debbano veder accolte nella Galleria
+dell'arte moderna parecchi orrori scultorii che starebbero bene
+soltanto in qualche salotto di salumai, o di mercanti di campagna
+mezzi rinciviliti.
+
+Michele La Spina è modesto sì, ma non inconsapevole del suo valore. E
+in quei giorni di scoraggiamento e di lassezza, che sopravvengono
+anche ai più audaci e ai più forti, quando sembra che tutto crolli
+dattorno all'artista e stia per naufragargli in petto, con la fede nel
+proprio valore, fin l'amore dell'arte, io credo che gli basterà dar
+un'occhiata al suo _Faunetto_ che attende l'ultima mano, al suo Satiro
+a cui manca per l'eternità soltanto esser colato in bronzo, a quella
+gigantesca testa del Garibaldi dove il gran dittatore rivive come non
+è mai rivissuto in nessuno dei suoi mille busti, in nessuna delle sue
+mille statue, in nessuno dei suoi mille monumenti, basterà quella
+rapida occhiata per ridargli coraggio e vigore, e fargli riacquistare
+la coscienza della sua forza e la fede nell'arte e nell'avvenire.
+
+ *
+ * *
+
+Tre mesi fa, l'amico Amilcare Lauria mi invitava ad andare ad ammirare
+assieme con lui alcune incisioni in legno d'un giovane siciliano di
+cui sentivo pronunziare allora per la prima volta il nome: Ignazio
+Orlando. L'entusiasmo del Lauria per quelle incisioni era così grande,
+che io già ne attribuivo molta parte alla sua abituale esagerazione
+affettuosa quando si tratta di cose dei suoi amici. M'ingannavo.
+
+Ricordo, scrivendo, la stanzetta di via Aliberti, dove l'Orlando aveva
+installato in quei giorni uno studio provvisorio. Eravamo quattro
+persone e ci si rigirava a stento. Bruno, corto, pienotto, con folti
+capelli neri, un po' esitante e imbarazzato nei modi, Ignazio Orlando
+mi sarebbe parso un intelligente operaio vestito bene, senza quegli
+occhi neri più del carbone che, mentre egli parlava con modesta
+semplicità dell'arte sua, dei suoi progetti, delle sue speranze,
+brillavano, lampeggiavano, rivelando assai meglio delle parole un
+ardente anima di artista.
+
+Aveva tratto fuori da una valigetta due o tre custodie di cartone
+avviluppate in vecchi giornali, e apertele sul lettino, che occupava
+quasi metà della cameretta, ci presentava a una a una le prove di
+stampa di alcune delle sue incisioni, scusandosi che qualcuna di
+queste non fosse ancora finita.
+
+Mi attendevo, sì, di vedere dei lavori assai bene eseguiti; avevo
+saputo dal Lauria che l'Orlando, fatti i suoi primi studi in Italia,
+era stato parecchi anni a Londra e a Parigi alla scuola dei più
+valenti incisori in legno di colà; e, invece, avevo davanti agli occhi
+squisite opere d'arte, dove quel che meno colpiva era l'abilità
+tecnica, che pure appariva grandissima.
+
+Raramente mi era accaduto di vedere qualcosa di simile, cioè
+l'interpretazione di un quadro, la quale desse un'idea così fedele di
+esso, da far scorgere oltre al disegno il colore, e oltre al disegno e
+al colore la speciale fattura del pittore. Ci passavamo da mano a mano
+le riproduzioni di un lavoro del Morelli, d'un paesaggio del Lojacono,
+d'una figura del Leloir; e da ciascuna di quelle incisioni non
+vedevamo risaltare, a prima vista, la bravura dell'esecuzione, ma il
+carattere e la natura dell'opera riprodotta, pittura a olio o
+acquarello; la bravura veniva ammirata dopo, quasi per uno sforzo di
+riflessione.
+
+Allora l'incisione del _Cristo nel deserto_ del Morelli era appena
+incominciata. Sul tavolino davanti alla finestra, coperto da un foglio
+di carta turchina, vicino alla cassetta dei ferri, al cuscino tondo di
+pelle che serve di appoggio incidendo, quasi sotto la lente mobile,
+stava il legno da cui la nostra importuna visita aveva, poco prima,
+staccato l'artista. Egli era intorno agli angioli dalle lunghe vesti
+ondeggianti, uno col vassoio ricolmo di uva e di frutta diverse,
+l'altro con su la spalla il recipiente con l'acqua. Sotto i lievi
+incavi del bulino già sparivano le ultime traccie del disegno, mentre
+a sinistra la figura del Cristo spiccava in nero, ancora intatta, sul
+fondo opalino della fotografia col collodione; quasi l'artista volesse
+accostarsi a quella figura con riverente lentezza e dopo aver superato
+la prova di rendere quelle creature, umane e celestiali in una, così
+stupendamente intonate con le brulle montagne del fondo, con gli arsi
+cardi del primo piano, e con quel rigoglioso tralcio di vite
+impigliato alle vesti del portatore della frutta.
+
+Ora l'incisione è finita ed esposta al pubblico; e la meraviglia e
+l'ammirazione da essa destate in coloro che hanno avuto la curiosità
+di visitare la _Sala degli scacchi_ dell'Associazione della Stampa,
+hanno già ricompensato l'artista della sua ardua fatica, quantunque la
+più preziosa ricompensa per lui dev'essere stata la lode del Morelli,
+contentissimo di veder riprodotto in quel modo uno dei migliori suoi
+quadri.
+
+Peccato che, appunto in questi giorni, il riordinamento della
+_Galleria dell'arte moderna_ impedisca di confrontare la riproduzione
+con l'originale a chi volesse formarsi un'esatta idea del valore
+artistico dell'Orlando.
+
+Chi ha veduto il quadro del Morelli può fare il confronto di memoria;
+un capolavoro come quello, visto una volta, non si dimentica più. A me
+basta socchiudere gli occhi perchè le tre stupende figure mi si
+ripresentino all'immaginazione con l'evidenza della realtà. Sotto il
+cielo plumbeo e afoso, fuggono in fondo, a sinistra aride e rossiccie
+le colline; rizzano i dossi nudi e scabrosi, a destra, le montagne
+della Palestina. In pieno sole, su un rialzo di terreno roccioso, con
+la bruna faccia su cui i riflessi del terreno e delle candidissime
+vesti gittano una velatura violacea, con le braccia aperte, quasi
+lasse, è seduto il Cristo, che ha nei grandi occhi lo smarrimento
+della mistica contemplazione e dell'estasi. Ed ecco, a destra, vestiti
+di azzurro, leggieri, sorvolanti sul terreno, i due angeli
+ministratori che arrivano compresi di riverenza e di tremore, recanti
+il ristoro delle frutta e dell'acqua..... _Et angeli ministrabant
+illi._
+
+Non pare di stare davanti a un quadro, ma di assistere a una visione,
+in quell'afosa atmosfera che incombe grave sul vasto spazio attorno,
+con quelle rocce scottanti, quasi calcinate dal sole, dove una lista
+di erbe agonizza invocante qualche stilla di rugiada, dove fin le
+ombre sono luminose, le carni e le vesti trasparenti, tanto impregnate
+di sole! E che visione quel Cristo coperto del candido sciamma,
+assorto, con nella faccia troppo umana i bagliori del cielo che gli
+splende nell'anima, e quelle due leggere figure vestite di azzurro,
+con ricche chiome d'oro che fiammeggiano al sole, creature angeliche
+quantunque non mostrino le ali e le aureole con cui la tradizione
+artistica suol caratterizzarle! Sì, visione non quadro, cioè non
+dipinto; perchè qui la fattura non si scorge e le supreme sapienti
+delicatezze del pennello spariscono dietro la creazione artistica che
+spazia per altezze sovrane. Il quadro par fatto con niente, a furia di
+mezze tinte, di colori neutri, eccetto il bianco candidissimo delle
+vesti del Cristo e l'oro fiammeggiante della chioma del primo angelo.
+Ma che armonia! E che sincerità! E come siamo a mille miglia dalle
+abilità del mestiere!
+
+Con questo miracolo d'arte ha dovuto lottare l'Orlando e non n'è
+rimasto schiacciato. Chi ha visto il quadro del Morelli, lo rivede
+nell'incisione quasi tal quale; e come le piccole dimensioni del
+quadro dànno all'occhio l'illusione della grandezza naturale, così le
+piccole proporzioni dell'incisione dànno quelle del quadro.
+
+L'Orlando s'era preparato a quest'arduo lavoro incidendo
+precedentemente altri lavori del Morelli: l'_Uscita dalla chiesa_,
+_Giovedì santo_ e _Studio di donna_ nei quali ha dovuto superare
+difficoltà di natura diversa, volendo fin rendere la differenza di
+talune parti del quadro che il pittore non ha mai finite.
+
+La valentìa dell'Orlando non si smentisce nei paesaggi _Ischia_ e
+_Presso il Vesuvio_ del Lojacono, che come paesaggi non valgono molto;
+si afferma anzi grandemente nella piccola incisione dell'acquarello
+del Leloir, finitissima, caratteristica.
+
+E mi limito a parlare delle incisioni esposte, perchè altrimenti
+dovrei citare parecchi ritratti, fra i quali notevolissimo quello del
+senatore Paternò.
+
+Ora l'Orlando intende pubblicare un _Album_ dove saranno da lui
+riprodotte con l'incisione le più belle opere della moderna pittura
+italiana; album che avrà un testo illustrativo in quattro o cinque
+lingue. E qui comincia la triste istoria delle difficoltà d'ogni
+genere che gli attraversano l'impresa. Ma egli è coraggioso,
+persistente, forte, e il suo breve passato deve infondergli lena e
+vigore.
+
+Ha già percorso un bel cammino da quando, povero fanciullo,
+frequentava le scuole della Martorana in Palermo e le scuole serali
+operaie di disegno; da quando nell'Istituto di San Michele di qui
+s'iniziava allo studio della sua arte, fino alla sua dimora in Londra
+e in Parigi, in quegli studi xilografici dove gli venivano appresi
+tutti i perfezionamenti tecnici dell'incisione sotto la direzione dei
+più valenti maestri del genere. Passato maestro alla sua volta, egli
+ha sentito la nostalgia della patria, ed ha sognato di venir a
+impiantare in Italia una scuola di xilografia, ora che quest'arte
+torna in onore, ora che il rinascente gusto artistico fa metter da
+banda le riproduzioni meccaniche della fototipia e della
+fotoincisione, ora che il libro non vuol più essere soltanto un
+gioiello di arte letteraria ma anche di arte tipografica e
+illustrativa.
+
+È rimasto un po' deluso. Nel pubblico, nel mondo artistico, nel mondo
+ufficiale, che dovrebbe tentare, con alti intendimenti, imprese quasi
+impossibili per la speculazione privata, non c'è nessun risveglio,
+anzi neppur un accenno di risveglio in favore di un'arte che è
+destinata a sostituire i volgari processi meccanici di riproduzione,
+e, forse, anche pel lato commerciale, la incisione in rame; su la
+quale ha, fra tanti altri, il pregio di una pastosità che questa non
+potrà raggiungere mai.
+
+È rimasto un po' deluso; ma non vuol dir niente. Egli ha tanta
+giovinezza che può attendere ancora un po'. Attenda dunque ed abbia
+fede!
+
+
+
+
+II.
+
+GRAFOMANE?¹
+
+ ¹ __Salvatore Grita__, schizzi critici--Prima puntata. Roma, Tip.
+ Economica Commerciale 1897.
+
+
+No. Certamente è un peccato che Salvatore Grita maneggi da qualche
+tempo in qua (ahimè da molto tempo in qua!) più la penna che la
+stecca; ma non è tanto facile trovare delle persone che, come lui, non
+perdano quasi punto nel cambiar mestiere. Dirò di più: sarebbe
+desiderabile che molti scrittori di mestiere (si noti, non dico:
+mestieranti) maneggiassero la penna con la stessa facilità di lui, con
+la stessa forza di arguzia, con la stessa ricchezza d'ironia che
+rendono gli scritti di questo scultore un'opera d'arte.
+
+Quando ricordo il giovane che nel 1855 tornava nella sua città natale,
+Caltagirone, per esporvi la sua prima statua, _La Speranza nella
+sventura_, bruno, con folta capigliatura nera, con occhi nerissimi,
+con indosso l'ondeggiante _chemise_ di lustrino nero allora in voga; e
+lo paragono all'uomo di oggi, canuto, accasciato, quasi curvo sotto il
+peso delle disgrazie d'ogni sorta, che però non son riuscite ad
+abbatterne l'animo imperterrito e a intorpidirne l'eletto ingegno, io
+mi sento preso da grande commozione e da più grande ammirazione. E
+penso: sì, è vero, ognuno di noi si foggia con le proprie mani il suo
+destino; ma, spesso, una crudele fatalità pesa talmente su certe
+creature umane, da non lasciare nessun dubbio che la responsabilità
+dello sconvolgimento di una vita debba attribuirsi, più che
+all'individuo, alle circostanze di cui egli è stato vittima.
+
+Salvatore Grita appartiene a questa categoria.
+
+La lettera che egli scrive all'onorevole Imbriani, a proposito della
+sua interpellanza pel monumento nazionale al Mazzini, è un capolavoro
+di 75 pagine che onorerebbe qualunque scrittore di grido. È eccessiva?
+Violenta? Impertinente? Aggressiva? È quale appunto lo scrittore l'ha
+voluta. Ma che logica stringente! Ma che mordente sarcasmo! Ma che
+brio e che umore, nel miglior senso di questa parola! Non una frase,
+non una parola vuota e fuori posto. L'argomentazione prorompe _ex
+abundantia cordis_, lo stile scatta, irride, graffia, morde: e nello
+stesso tempo si sente che nel suono della voce dello scrittore c'è
+qualcosa che sa di pianto, e si capisce che la mano di tratto in
+tratto ha dovuto arrestarsi perchè gli occhi erano gonfi di lagrime
+che gli velavano la vista.
+
+"Leggete, leggete, ve ne prego, fatemi la grazia di andare fino in
+fondo: fo un debito per far stampare tutto questo, per così diminuirvi
+la fatica nel leggere, perchè amo che lo leggiate voi e quei pochi che
+vi somigliano." (pag. 29).
+
+Salvatore Grita è tanto disgraziato che può darsi benissimo che forse
+neppur l'on. Imbriani (il quale pure legge tutti i plichi che gli
+inviano) troverà un quarto d'ora per vedere che diamine voglia da lui
+uno che comincia con dirgli: "Come? Anche voi vi schierate tra i
+nemici di Giuseppe Mazzini?"
+
+Giorni fa tutti i giornali di Roma sbraitavano contro la
+monumentomania da cui è stato preso quest'ultimo quarto del secolo
+morente; tutti esclamavano: _Troppe brutte statue! Troppi bruttissimi
+gruppi! L'Italia ne è profanata da un capo all'altro! Smettiamo!_
+
+Salvatore Grita, scultore, predica così da più di trent'anni,
+spassionatamente, per puro amore all'arte e della dignità nazionale,
+accompagnando le sue alte grida da ragioni estetiche, civili,
+economiche anche, se si pensa ai milioni miseramente sciupati...
+Ebbene, che profitto ne ha cavato? Quello soltanto di sentirsi
+chiamare _spostato_, _mattoide_, _grafomane_; anzi, no, non quello
+soltanto. Personalmente ne ha avuto il bel profitto di un ostracismo
+che più tardi, se davvero il mondo diventerà a poco a poco più civile
+e più onesto, parrà affatto incredibile.
+
+Io non voglio entrare nella discussione di alcuni fatti riferiti in
+questa lettera all'on. Imbriani. Prima di pronunciare un giudizio
+bisognerebbe aver sentito, come suol dirsi, l'altra campana. E dico
+così più per rispetto al pubblico che per altro. Il Grita può in
+qualche punto della sua lettera eccedere, e fare qualche piccola
+reticenza (per quanto un uomo abbia la coscienza di essere
+spassionato, non sa difendersi interamente dalle insidie nel proprio
+interesse) ma è impossibile supporre che inventi di sana pianta, che
+calunni sfacciatamente Ministri, Segretari di Stato, Commissioni di
+esami, e che mentisca nella sua dignitosissima lettera alla contessa
+Ersilia Gaetani Lovatelli; la quale signora contessa ha permesso,
+senza fiatare, che il suo agente d'affari commettesse contro il Grita
+un'enormità di cui dovranno occuparsi i tribunali.
+
+Ma di questi fatti personali lo stesso Grita parla a malincuore. Dice:
+"Vedrà: invece di attaccare le mie idee, prenderanno di mira la mia
+persona, e non su pei giornali ma nei crocchi, per calunniarmi più
+agevolmente."
+
+Infatti, sono già parecchie settimane che la sua lettera all'on.
+Imbriani è pubblicata: nessun giornale ne ha fatto un cenno. E vada
+pei giornali politici! Ma per le riviste, pei periodici, pei giornali
+che si occupano di cose d'arte? Giacchè il Grita non è un
+ciarafuglione, un cervello arruffato; ha intorno all'arte sua una
+serie d'idee che egli sa esporre con chiarezza, con evidenza
+immaginosa, con entusiasmo di persona profondamente convinta, stavo
+per dire, di apostolo; e il pubblico che ha applaudito mesi fa alla
+conferenza del Nordau intorno alla _Funzione sociale dell'arte_,
+ignora che il Grita ha predicato con la stampa, e da un pezzo, le
+stessissime idee, non meno brillantemente e non meno efficacemente del
+troppo lodato scrittore tedesco.
+
+Ecco: io, per parte mia, credo poco o punto al valore pratico della
+Funzione sociale dell'arte come oggi s'intende; mi sembra che nel
+porre questo problema si giuochi d'equivoco; e non si tenga, nel
+risolverlo, nessun conto delle mutate condizioni dello spirito umano.
+Io, per parte mia, credo che il primo dovere di un'opera d'arte sia
+quello di essere una bella opera d'arte; che il primo dovere di
+un'opera d'arte moderna sia quello di essere una _bella_ opera d'arte
+che riveli di essere di oggi, e non d'ieri o di parecchi secoli fa,
+cioè non una reminiscenza, nè un _pastiche_.
+
+Perciò, mentre vo d'accordo col Grita su alcuni punti, mi trovo molto
+lontano da lui intorno al valore del concetto in un'opera d'arte. Ma
+questo non m'impedisce di ammirare fino i suoi eccessi, in grazia
+della forma.
+
+Egli biasima, e con evidentissime ragioni, lo stupido interpolamento
+delle allegorie antiche in un'opera di arte moderna.
+
+"Coloro che trovarono quelle personificazioni erano uomini di genio,
+ed esse erano prodotti logici, storici, istruttivi, educativi; ma
+voialtri (_parla a certi scultori_) che tacete i fatti storici per
+darci dei rebus, voialtri siete ladri che rubate alla storia, che
+rubate pagine di storia alla patria.
+
+"Gli antichi, delle loro allucinazioni facevano altrettante realtà;
+oggi dopo tanti secoli di progresso, dopo tanto lume di scienza, delle
+realtà fanno allucinazioni: ma che dico? rubano, copiano, applicano,
+no, appiccicano a sproposito le forme già sciupate dei prodotti
+d'immaginazione intellettiva di trenta, quaranta secoli fa" (pag.
+8-9).
+
+E con acuta ironia prosegue poco più in là:
+
+"È inutile che io mi sforzi di continuare a combattere le allegorie;
+me ne manca l'autorità: non sono un matricolato. Ma i matricolati, i
+laureati pare che arrossiscano di parlare delle arti plastiche
+contemporanee, o sono presbiti d'intelletto. Dev'essere proprio così,
+perchè vedo che essi ragionano tanto bene, parlando dell'arte di
+Raffaello e dell'arte preraffaellista, di Giotto e dell'arte
+pregiottesca, dell'arte romana, della greco-romana, della
+greco-egizia, dell'egizio-assira, dell'arte omerica e della
+preomerica! E non vi parlo dell'arte preistorica e con quanta lucidità
+la vedano e con quanta profondità di analisi critico-scientifica la
+giudichino; e come, dopo aver parlato del microcosmo della genesi e
+della sua evoluzione, attacchino l'estetica del microcosmo!
+
+"Ma questi nostri grandi critici che vedono così limpidamente il
+grandissimo e il picciolissimo del passato, non vedono più le opere
+d'arte esposte che aspettano il loro giudizio... I signori dotti
+presbiti diranno, mi par di sentirli, che le allegorie le inventarono
+e immaginarono i grandi conduttori di popoli, i grandi legislatori...
+È vero; ma quelli erano grandi animali politici, e i nostri tesmofori
+sono dei politici animali quando approvano, se non suggeriscono, forme
+vuote di contenuto moderno. Gli antichi legislatori adoperavano le
+allegorie per colpire e persuadere le turbe, e vi riuscivano
+felicemente; se ne servivano per democratizzare, se così posso dire, i
+loro aristocratici pensieri e renderli comprensibili alle masse. Ma
+per far ciò si richiede la mente altissima d'un filosofo che analizzi
+ed astragga, il potente ingegno immaginativo di un artista che
+sintetizzi in forma plastica il nuovo tipo allegorico adatto a
+significare i concetti moderni, il contenuto razionale, come
+praticarono i classici e il medio-evo, come praticano in questo
+momento i giornali politici illustrati e soprattutti i giornali
+socialisti nelle loro allegorie" (pag. 10-11).
+
+Un potente ingegno immaginativo d'artista! E leggendo una pagina che
+ragiona con parole di fuoco del monumento del Grandi per le _Cinque
+Giornate_ parrebbe ch'egli si contraddica; giacchè quel potente
+ingegno immaginativo del povero Beppe Grandi ha, secondo me, fatto
+quel che il Grita vorrebbe, cioè ha sintetizzato in forma plastica un
+concetto storico, e così chiaramente, così evidentemente, che un
+plebiscito popolare impose ai giudici accademici la scelta di quel
+lavoro fuori concorso. Il programma voleva che il monumento fosse pure
+_caserma per le guardie daziarie_, e il Grandi, con un colpo d'ingegno
+immaginativo, ha fatto invece quel che ha fatto. Ma il Grita non si
+smarrisce; ha quasi preveduto l'obiezione, e si sdegna e schizza
+fiamme:
+
+"Cinque allegorie delle cinque giornate, che vuol dire cinque modelle!
+Manetta del Frate, la lunedì; l'Organettaia, la martedì; Gigia la
+sudicia, la mercoledì: Antonietta Ruggerio, la giovedì; e Beppa la
+pillaccherona, la venerdì. Ecco le cinque giornate! Perchè rubate
+questo tempo, questa materia, o scultori, o Milanesi, ai vostri
+martiri? Perchè vi siete dimenticati del vostro zoppo Pasquale
+Sottocorno?... Come! Mi fate delle allegorie, della mitologia due
+secoli dopo che il Vico ha convertito la mitologia in istoria; due
+secoli dopo, della storia voi me ne fate mitologia!" (pag. 37).
+
+Ed ho voluto citare questo tratto per dare un'idea della forma e per
+dimostrare che anche dove c'è eccesso nel concetto, c'è sempre
+qualcosa di profondo e di suggestivo.
+
+Povero Salvatore Grita! Poche volte l'arte ha avuto un adoratore più
+fervente e più devoto di lui; e poche volte la devozione e il fervore
+sono stati peggio rimeritati!
+
+Ormai è troppo tardi per lui; l'esperienza non potrà più insegnargli
+nulla. Ma il suo esempio rimarrà tipico, e forse non sarà inutile per
+qualche altro. Quando in un intelletto di artista la riflessione
+sopraffà la immaginativa, quando l'artista si preoccupa più del
+concetto come concetto e meno della forma come forma, avviene subito
+un disequilibrio nelle facoltà di lui; e, se le tristi circostanze
+della vita se ne mescolano un poco, si ha il doloroso spettacolo di
+un'eletta intelligenza artistica che si arrabatta nel vuoto.
+
+Salvatore Grita oggi ha sessantanove anni. Ha modellato _La Speranza
+nella sventura_, la _Cieca_, _Una monaca_, simboleggiante l'abolizione
+dei Conventi, e quel gruppo _Il bombardamento di Palermo_ che, più di
+ogni suo lavoro, mostra quali belle qualità tecniche possedeva questo
+ribelle, che poi non ha più potuto--e non per impotenza
+creatrice!--produrre altro, per quel che io sappia.
+
+Se chi ne ha il facile mezzo in mano potesse dargli pace e
+tranquillità, forse i sessantanove anni non impedirebbero al Grita di
+fare un lavoro dove il pensatore e l'artista si mostrerebbero fusi
+assieme, opera d'arte da onorare lui e la scultura italiana.--_Sit
+omen verbo!_
+
+
+
+
+
+POLEMICA
+
+
+_Eduardo Boutet pubblicava nel _Don Chisciotte_ di Roma del 7 gennaio
+1894 il seguente scritto:_
+
+
+SICILIA VERISTA E SICILIA VERA
+
+Proprio di questi giorni, due fra i maggiori scrittori siciliani di
+questi tempi, pubblicano due volumi: Luigi Capuana e Giovanni Verga.
+Luigi Capuana _Il Raccontafiabe_, seguito al _C'era una volta_,
+Giovanni Verga una raccolta di novelle e bozzetti, _Don Candeloro e
+C._ E proprio di questi giorni è stato chiesto ai deputati siciliani,
+precisamente nel _Don Chisciotte_:--Ma, le conoscevate voi le sciagure
+che straziavano la terra nobilissima? e perchè, ogni giorno, là alla
+Camera non le avete ricordate?
+
+Da siffatta domanda, perfettamente giusta, ne deriva spontaneamente
+un'altra:--E voi scrittori siciliani, di novelle, di bozzetti, di
+macchiette e via, perchè ne' vostri libri, non avete narrate quelle
+sciagure?--Tale domanda ha bisogno di un semplice commento per
+dimostrarne la esattezza.
+
+Luigi Capuana e Giovanni Verga hanno sempre dichiarato che essi
+riproducevano, dall'ambiente al carattere, il vero. Tutto e solo per
+la verità. E infatti sono specialmente i contadini che appassionano
+quegli scrittori. Si può dire quasi, che la maggior parte del successo
+fosse costituita--oltre le qualità degli scrittori--dalla curiosità
+che destava quel mondo diverso. Nè è stato consentito mai il dubbio
+sulla validità del documento. Si era convinti e persuasi, perchè
+dubitare della sincerità? che quelle creature rese poi addirittura
+popolari nel mondo dalle note di _Cavalleria Rusticana_, fossero così
+e non altrimenti.
+
+Sì; avevano un certo interesse di ricerche di tradizioni e costumi
+popolari quelle macchiette, quei bozzetti, quelle novelle. Quando un
+contadino vuol invitare a coltellate un altro, gli morde l'orecchio;
+dei vecchioni vanno per le casupole a scacciare le malie dal corpo
+delle ragazze; e nelle campagne, che so, si tengono i porci per la
+casa da certi contadini, e nei giorni di festa, mi pare, si vanno ad
+abbracciare; e come gridi di quelle anime, sapevamo che il morsicato
+all'orecchio, risponde: _Avete morso a buono!_ e che la fanciulla
+abbandonata dal traditore dice: _La mala pasqua a te!_ Poi santo
+diavolone e santa Rosalia! In genere si trattava di fanciulle
+campagnole, di curati di pievi perdute tra i campi, o smanie di
+contadino innamorato che soffre o che si vendica, e poi descrizioni di
+casette o capanne, della terra in fiore o no, di processione o messe
+grandi, infine da' tipi all'ambiente, per le consuetudini della vita,
+e lo svolgimento delle anime, e le modificazioni degli usi e costumi,
+dei quadretti graziosi e caratteristici, anche nella tragedia, pasta
+tenera azzurrino in fondo; e quando si son veduti poi quei
+fazzolettoni bianchi sulla testa delle femmine, quei berrettoni lunghi
+sulla testa dei maschi, sì, la curiosità non mancava, ma non si usciva
+da un folklorismo amabile e sentimentale. E si giurava che quella era
+la verità, tutta verità, niente altro che la verità: _Cavalleria
+rusticana_, e _Santuzza_, e _Turiddu_ e _compare Alfio_, con relative
+piccole sventure di persone, non tragedie di popolo, anzi gente di
+buon augurio in fondo.
+
+Ma ecco i fatti di Sicilia. Quella letteratura speciale e
+caratteristica, dove aveva trovato i suoi documenti? Il vero... il
+vero come? il vero dove? Quelle macchiette, quei bozzetti, quelle
+novelline di dove fiorivano? Quale fosse il martirio precisamente de'
+contadini proprio di quelli che fornivano il modello secondo tutte le
+_Cavallerie rusticane_ del genere, si vede nei tristi casi di questi
+giorni. Altro che _compari Turiddu_ e _compari Alfio_, e morsetti
+all'orecchio e male pasque a te e a me! Basta la storia squadernata al
+sole della sola zolfara per sentirsi spezzare l'anima: pare sempre di
+sentire risuonare nella coscienza come rimprovero, come gemito, come
+maledizione il ritornello dei minatori agonizzanti laggiù: _ahi, ahi,
+chiste so li guai!_ (_sic_) Invece compare Alfio se ne veniva a
+cantare allegramente alla ribalta: _Oh, che bel mestiere fare il
+carrettiere_; e sulle piazzette dei villaggi si trovava un vinetto da
+_brindisi faccio, brindisi faccio_; e le festicciuole degli sponsali
+avevano ciambelle zuccherate, e vesti ricamate d'oro; e chitarrate,
+stornelli, rose, fiori. Lagrimucce fatte per l'applauso alla prima
+attrice; o tormenti raggruppati in note per lo sfoghetto d'un tenore:
+o popolo in massa che scende sulla via--popolo in massa che scende
+sulla via!--ad accompagnare la madonna in giro, la madonna che deve
+far la grazia alla fanciulla spasimante d'amore alla finestra, o a
+rallegrarsi che Cristo non è morto, colle ginocchia a terra, ed i
+berretti in mano.
+
+Ecco, è chiaro. Vuol dire che la Sicilia degli scrittori che
+riproducevano dal vero, è diversa, assai diversa, dalla Sicilia vera:
+popolo che soffre tutti gli strazi e tutti i soprusi, e che cerca
+nella morte la fine de' patimenti più infami e più ingiusti. Vuol dire
+che la _Sicilia--Cavalleria Rusticana_, nella quale si può riassumere
+la macchietta, il bozzetto e la novella, era una Sicilia esercitazione
+letteraria, quindi retorica nel metodo, e nel fine una Sicilia
+d'osservazione in prima pelle, in quanto si presta alla grazietta
+accademica e nulla più: di maniera. Vuol dire che quegli scrittori
+hanno forse tutte le doti di artisti, non mi riguarda, ma quando
+gridano di riproduzione dal vero non sono esatti: si sono fermati a'
+giubbetti ed ai fioretti, e nelle anime non hanno guardato: se le
+anime avessero vedute e sentite ben altro dovere avrebbero dato alla
+loro letteratura. Alfio e Turiddu potevano pure andarsi a fare
+ammazzare tranquillamente, essi avrebbero raccolte le sanguinanti
+lagrime di quel gran popolo così oltraggiato, e le avrebbero gettate
+in faccia, protesta e rivendicazione, ai colpevoli, bollandoli di
+rovente marchio.
+
+Del resto, questo errore di vivere insensibili del loro tempo, senza
+vederne e senza sentirne le angoscie e le convulsioni, servendosi de'
+documenti umani come di giocarello arcadico, è errore non solo di quei
+novellieri e romanzieri, ma in genere, quasi di tutti coloro che vanno
+tra il popolo minuto e i contadini a pescare la loro letteratura: ne
+cavano il sonetto con nuovi Melibei e nuovi Clori, ma di ciò che
+realmente è, e che realmente dovrebbe osservarsi e riprodursi,--e
+l'arte avrebbe la maggiore potenza di impressione,--nulla, nulla mai.
+Oh non accade lo stesso per la mia Napoli? E io non ho dimenticato che
+quando dalla scena proruppe il dolore della mala vita, della piazza e
+della casa, mi dovei accapigliare con un critico, amico mio carissimo,
+perchè vedeva un'altra Napoli, non quella bozzettistica de' maccheroni
+al pomidoro, delle ostriche di Santa Lucia, e del pesce fresco allo
+scoglio di Frisio.
+
+E la dolorosa conclusione è questa:--Mentre nelle condizioni
+contemporanee gli scrittori--anche i giovani pur troppo!--che si danno
+allo studio e alla riproduzione della sconsolata vita popolana o
+campagnuola, dovrebbero sentir fremere nell'anima l'opera
+civile--l'opera d'arte verrebbe poi!--si fermano invece ai maccheroni
+al pomidoro e alle ostrichette di castello. _Fenesta che lucive!_ ecco
+Napoli! _Occhiuzzi beddi!_ ecco la Sicilia. Con i _carusi_ non si
+fanno i volumini gingilli e le illustrazioncelle civettuole pe'
+salottini rococò!
+
+ __Caramba__.
+
+
+_Non potevo lasciar passare inosservato questo articolo così ingiusto,
+e nello stesso giornale fu gentilmente pubblicata la mia risposta._
+
+
+ _Caro Boutet_,
+
+Ho letto, con due giorni di ritardo, il vostro articolo _Sicilia
+verista e Sicilia vera_. Io che compro tutti i giorni il Don
+Chisciotte (non lo dico per farmene un merito presso l'amministratore)
+avevo comprato anche il numero di domenica, ma lo avevo dimenticato in
+tasca. Avvertito da parecchi amici che voi mi avevate cucinato assieme
+col Verga e servito ai lettori con salsa piccante, ho voluto subito
+assaggiare anch'io il vostro manicaretto. Mi aspettavo di trovarlo
+gustosissimo; la mia aspettativa però è stata sorpassata. L'articolo,
+non c'è che dire, è proprio di quelli che sapete scrivere voi,
+vibrante, scoppiettante, un articolo parlato, _una napoletanata alla
+Boutet_, come diciamo noi amici quando vogliamo qualificare le vostre
+deliziose comiche conversazioni in redazione, al caffè, per le vie.
+
+Peccato che tra la materia delle vostre conversazioni e quella del
+vostro articolo ci sia grandissima differenza. Nelle conversazioni
+ordinariamente parlate di cose che avete viste, che conoscete
+benissimo, a fondo; di persone che la vostra parola e il vostro gesto
+fanno rivivere e mettono sotto gli occhi altrui quasi col fascino
+della realtà; l'eccesso, l'inesattezza, lo sproposito qualche volta,
+passano inavvertiti sotto la forma efficacissima del dialetto
+napoletano, sotto l'immagine, sotto la mimica; si ride a crepapelle,
+vi si ammira e vi si è grati di un bel quarto d'ora di gaiezza e di
+ilarità.
+
+Nell'articolo _Sicilia verista e Sicilia vera_, invece avete voluto
+parlare di cose che ignorate affatto, o che avete appreso a orecchio;
+e se la forma per parecchi lettori, ignari come voi, può far passare
+il contenuto, non può bastare per me, che vi siete compiaciuto di
+tirare in ballo. Inoltre, gli spropositi che avete detto in quella
+colonna e mezzo, scusate, sono così grossi che non è possibile ridere;
+tanto più che questa volta voi vi date l'aria di parlare sul serio, e
+l'occasione che vi porse il pretesto di scrivere quella _tirata_ è
+serissima davvero.
+
+Sotto l'incubo dei terribili telegrammi che arrivano di laggiù, voi vi
+siete rammentato di compare Alfio, di compare Turiddu, e siete rimasto
+strabiliato di vedere che in Sicilia, invece di ammazzarsi con la
+solita regola di mordersi l'orecchio, si fauno ammazzare in tutt'altri
+modi e ammazzano e incendiano e devastano come non fa nessuno dei
+personaggi di _Cavalleria rusticana_: e allora, al solito vostro, con
+una _boutate_ (questa volta il francesismo è proprio al posto) avete
+esclamato:--Ma che sono venuti a contarci il Verga e il Capuana coi
+loro pretesi siciliani? I veri siciliani sono questi qui, questi dei
+telegrammi della _Stefani_!
+
+Che ne sapete voi, caro Boutet, che non siete mai stato in Sicilia?
+Come potete giudicare che i veri siciliani siano questi e non gli
+altri da noi descritti? Con che giustizia decidete che noi abbiamo
+badato piuttosto ai _giubbetti_ ai _fioretti_ e che nelle _anime non
+abbiano guardato_, se vi mostrate così ignorante di questa stessa
+riproduzione artistica voluta confrontare con la realtà, da far
+credere con fondamento che ne parlate per sentita dire soltanto?
+
+Ecco, leggete qui:
+
+"Sciorinarono dal campanile un fazzoletto a tre colori, suonarono le
+campane a stormo, e cominciarono a gridare in piazza: Viva la libertà!
+Come il mare in tempesta, la folla spumeggiava e ondeggiava davanti al
+casino dei galantuomini, davanti al municipio, sugli scalini della
+chiesa: un mare di berrette bianche; le scuri e le falci luccicavano.
+Poi irruppe in una stradicciuola.
+
+"--A te prima, barone, che hai fatto nerbare la gente dai tuoi
+campieri!--Innanzi a tutti gli altri una strega, coi vecchi capelli
+irti sul capo; armata soltanto delle ugne--A te prete del diavolo, che
+ci hai succhiato l'anima!--A te, ricco epulone, che non puoi scappare
+nemmeno, tanto sei grasso del sangue del povero!--A te, birro, che hai
+fatto la giustizia solo per chi non aveva niente!--A te guardaboschi,
+che hai venduto la tua carne e la carne del prossimo per due tarì al
+giorno!
+
+"E il sangue che fumava e ubbriacava. Le falci, le mani, i cenci, i
+sassi, tutto rosso di sangue! Ai _galantuomini_! Ai _cappelli_!
+Ammazza! Ammazza! Addosso ai _cappelli_."
+
+Vi pare un telegramma da Caltavuturo o da Valguarnera? Ebbene è
+proprio il principio di una delle _Novelle rusticane_ del Verga.
+
+E nella _Vita dei campi_, se non ci sono i carusi della solfatara, ci
+sono Rosso Malpelo e Ranocchio della cava di rena, che è qualcosa di
+simile.
+
+E ci sono i contadini che soffrono, che muoiono di fame e di fatica,
+rassegnati talvolta, talvolta delinquenti per forza; ci sono i
+galantuomini che opprimono, che corrompono, che fanno il male quasi
+inconsapevolmente, per tradizione, per uso, per costume, perchè si è
+fatto sempre così ed è comodo continuare a fare ancora così.
+
+Capisco; voi non avete letto le novelle del Verga e molto meno le mie,
+o ne avete letto qualcuna per caso, alla lesta, fra una cronaca
+teatrale e l'altra; si vede che voi, critico teatrale accurato e
+coscenzioso, non vi siete neppure dato l'incomodo di confrontare la
+_Cavalleria rusticana_ opera melodrammatica, con la novella o col
+dramma in un atto da cui è tratta; anzi di _Cavalleria rusticana_ deve
+esservi rimasto in mente soltanto il libretto, se appioppate al Verga
+la grulleria melodrammatica:
+
+ _Oh, che bel mestiere, fare il carrettiere!_
+
+quasi il libretto lo avesse abborracciato lui.
+
+E con questa bella preparazione, con questa straordinaria e profonda
+cultura speciale, bum, bum, bum! vi mettete a battere la gran cassa
+per proclamare agli sciocchi che Verga è un _accademico_, un
+_manierista_!
+
+Io e tutti gli altri, peggio!
+
+E vorrei limitarmi a questa semplice questione di fatto: ma voi
+parlate d'arte, sentenziate che gli autori contemporanei _dovrebbero
+sentir fremere nell'anima l'opera civile, l'opera d'arte verrebbe
+poi_!
+
+Caro Boutet, permettetemi di dirvi che questa non è materia vostra, e
+che fareste meglio a non buttarvi in tal ginepraio. L'opera d'arte
+viene quando dee venire, cioè quando c'è l'artista che sa farla; e
+pare che, a giudizio dei competenti, il Verga e qualche altro abbiano
+saputo farla, senza preoccuparsi dei Fasci e dell'onorevole De Felice,
+osservando la Sicilia in istato normale, in istato di sanità e non di
+eccitazione morbosa.
+
+Chi vi ha detto che il Verga ed io, per esempio, abbiamo voluto
+dipingere la Sicilia sotto tutti i suoi aspetti? Da artista
+coscenzioso, minuzioso quasi, il Verga non è mai uscito nelle novelle
+fuori della sua provincia di Catania; io, più timido di lui, non sono
+uscito fuori del territorio della mia cittaduzza. Voi siete
+assolutamente incompetente di giudicare se abbiamo riprodotto bene o
+no i nostri personaggi, anche per la bella ragione che non avete letto
+i nostri lavori. Non ve ne faccio colpa, oibò; siete così occupato
+nella vostra funzione da _critica_ con gli sciagurati autori
+drammatici! Ma dico che avete avuto torto di spropositare, senza che
+nessuno vi abbia condannato a scrivere la _Sicilia verista e la
+Sicilia vera_, e pel solo gusto di buttar giù un articolo pur che sia.
+
+Lo so, voi siete stato sincero; l'inconsapevole sproposito è la vostra
+miglior difesa; infatti non vi si può voler male, e voi sapete che io
+non vi ho tenuto broncio per le vostre bastonature di critico
+teatrale. Non vi voglio male neppur ora; ma, contrariamente alle mie
+abitudini, sento il dovere di avvertire coloro che possono supporvi
+competente anche oltre la critica teatrale, che non bevano grosso, che
+non prendano per cose serie le brillanti sciocchezze che vi sono
+scappate dalla penna questa volta. E un'altra volta, prima di
+lasciarvi tentare, pensateci su un momentino e poi non ne fate niente.
+Sarà tanto di guadagnato pei lettori e per voi.
+
+E concedetemi di aggiungere, per vostro conforto, che nel caso di
+sentenziare senza aver letto non siete solo. Giorni fa, nel _Diritto_,
+a proposito delle mie _Paesane_, ho ammirato queste precise parole:
+_Le scene selvaggie vi hanno il predominio sulle altre, e questo ci
+dice che la Sicilia, in gran parte, è terreno da redimersi alla
+civiltà_. Benedetto Iddio! Neppure farlo a posta, appunto in tutto il
+volume delle _Paesane_ è il lato comico della vita siciliana, o meglio
+il lato comico di certi carrettieri siciliani quello che vien messo in
+maggiore evidenza. Ecco come siamo letti e giudicati noi poveri
+diavoli!
+
+Scusate la lunga chiacchierata, caro Boutet, e ricevete una cordiale
+stretta di mano
+
+ dal vostro affezionatissimo
+ __Luigi Capuana__
+
+
+ FINE
+
+
+
+
+
+ INDICE
+
+
+
+ PREFAZIONE, O QUASI--La letteratura italiana nel 1896 Pag. 1
+
+ IDEALISMO E COSMOPOLITISMO " 9
+
+ LA CRISI DEL ROMANZO " 61
+
+ ROMANZI E NOVELLE.
+
+ I. Gabriele D'Annunzio " 88
+ II. E. A. Butti--Neera--L. Gualdo " 113
+ III. Adolfo Albertazzi--Errico Corradini " 131
+ IV. Grazia Deledda--Alfredo Panzini " 153
+ V. Un romanzo regionale " 171
+
+ VARIETÀ.
+
+ I. Il teatro di Giovanni Verga " 181
+ II. _Pulvis et Umbra_ " 189
+ III. L'Odissea della Donna " 199
+ IV. Lionardo Vigo " 213
+ VI. Emilia Pardo-Bazan " 233
+ VII. Un padre Bresciani spagnuolo " 249
+ VIII. Un poema drammatico portoghese " 263
+ IX. Psicopatia cristiana " 273
+ X. I contadini siciliani " 287
+
+ ESCURSIONI DI ARTE.
+
+ I. Michele La Spina " 297
+ II. Ignazio Orlando " 305
+ III. Grafomane? " 313
+
+ POLEMICA " 323
+
+
+
+
+
+ ERRATA-CORRIGE
+
+ pag. 17 lin. 15, e preso, il _la_ e preso il _la_
+ » 50 » 21, ha torto ho torto
+ » 54 » 17, la coscienza coscienza
+ » 114 » 9, lo suggerisse la suggerisse
+ » 144 » 18, quel qual
+ » 146 » 12, dall'odio dell'odio
+ » 173 » 20, se arriva che arrivi
+ » 190 » 4, uggiose uggiosi
+ » ivi » 6, rinvertiti rinverditi
+ » ivi » 15, abbiamo abbiano
+ » 232 » 7, _lo_ _la_
+ » 252 » 19, _ai distratti entrati_ _ai distratti non entrati_
+ » 259 » 20, dal padre del padre
+ » 274 » 27, rimase rimane
+
+
+
+NOTA DEL TRASCRITTORE
+
+I cambi di carattere sono stati notati così:
+ _corsivo_, =grassetto=, __maiuscoletto__
+
+L'errata-corrige è stata riportata nel testo. Essa stessa ha un errore
+(la pagina 259 è erroneamente indicata 258).
+
+Sono stati corretti altresì i seguenti refusi:
+
+ e si tormenta con i casi di [coscenza].
+ usurpare le funzioni della filosofia e [nella] scienza
+ quindici anni fa, [quanda] per Arte si intendeva
+ La [prina] spina sta nella frase:
+ che fanno bene ad [astrare]; è il loro mestiere.
+ e rivelano ([sensa] volerlo, aggiungo io)
+ Il futuro [è è] pieno di sorprese.
+ si possa scrivere un romanzo mistico [non] una forma naturalistica
+ par di sentir [narnare] un'identica storia.
+ anzi quel vile si esamina troppo, [ragionata] troppo;
+ sconto con quest'[infermo] un minuto di debolezza, intendi?
+ il fantasma d'un personaggio, non quello d'un [persosonaggio]
+ per amore di Dio, Paolo [l'abbondonava].
+ ignorino fin l'[esitenza] di quella magistrale pagina
+ e stavo per [raggiungere] anche proto,
+ Al [composanto] di Pisa, vedendo le catene
+ "Compresi--ella dice [nel] suoi Appunti autobiografici
+ la facesse innamorare [dal] castigliano,
+ e [deve] da un lato e dall'altro,
+ potrebbe dirsi orgoglioso di [Pequeceñes];
+ con le labbra screpolate e [alteggiate] a un'amara espressione
+ E per tale eccessiva [modesia], per tale repugnanza
+ impiantare in Italia [uua] scuola di xilografia
+ e nelle [compagne], che so, si tengono i porci
+ Caro Boutet, [permettemi] di dirvi
+ IV. Grazia Deledda--Alfredo [Pansini]
+
+Le irregolarità nel virgolettato non sono state corrette.
+
+
+
+
+
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+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI 'ISMI' CONTEMPORANEI ***
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+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
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+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
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+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
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+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
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+Foundation
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+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
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+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
+metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be
+in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES.
+
+Procedures for determining public domain status are described in
+the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org.
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+No investigation has been made concerning possible copyrights in
+jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize
+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
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+Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for
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