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diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes new file mode 100644 index 0000000..6833f05 --- /dev/null +++ b/.gitattributes @@ -0,0 +1,3 @@ +* text=auto +*.txt text +*.md text diff --git a/28325-8.txt b/28325-8.txt new file mode 100644 index 0000000..c0d4817 --- /dev/null +++ b/28325-8.txt @@ -0,0 +1,8581 @@ +The Project Gutenberg EBook of Gli 'ismi' contemporanei, by Luigi Capuana + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Gli 'ismi' contemporanei + (Verismo, Simbolismo, Idealismo, Cosmopolitanismo) ed altri + saggi di critica letteraria ed artistica + +Author: Luigi Capuana + +Release Date: March 14, 2009 [EBook #28325] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI 'ISMI' CONTEMPORANEI *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + + + + + + + + + + GLI "ISMI" CONTEMPORANEI. + + + + + DELLO STESSO AUTORE: + RECENTI PUBBLICAZIONI: + + La Sfinge. + Fausto Bragia. + Schiaccianoci. + Il mondo occulto. + + DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE: + + Il Braccialetto, _Novelle_. + Le Nuove Paesane. + Idillio provinciale (_Profumo_) 3^a edizione. + Le meravigliose gesta di Re Bracalone. + + + + + + LUIGI CAPUANA + + + GLI "ISMI" CONTEMPORANEI + + + + (Verismo, Simbolismo, Idealismo, Cosmopolitismo) + + ed altri saggi di critica letteraria + ed artistica. + + + + + CATANIA + + Cav. Niccolò Giannotta, Editore + _Via Lincoln, 271-273-275 e Via Manzoni, 77._ + Stabile proprio + + 1898. + + + + + PROPRIETÀ LETTERARIA + + + Catania--Tipografia Lorenzo Rizzo, piazza Spirito Santo. + + + + + +PREFAZIONE, O QUASI... + + +LA LETTERATURA ITALIANA NEL 1896 + + +--Ma che inventario vuoi fare? L'inventario della miseria? + +--Non esageriamo. Io non sono un gran lettore e per parecchie ragioni: +primieramente perchè non ho molti quattrini da spendere in libri--e +questo mi dispenserebbe di dirti il resto--; secondariamente perchè +non leggo o leggo mal volentieri un libro che non è di mia proprietà, +eccetto, e soltanto da due anni a questa parte... + +--Terzo, aggiungo io, perchè tra i due mali di spendere tre lire e +cinquanta centesimi per un libro italiano o uno francese tu scegli +giudiziosamente il minore e compri il libro francese. Ho indovinato? + +--No. Da due anni non ne compro più; appunto stavo per dirti questo, +quando tu mi hai interrotto: me li fo prestare, eccezionalmente, da un +amico a cui il suo libraio manda tutte le pubblicazioni letterarie dei +nostri cari vicini. Io faccio all'amico il servigio di tagliare i +volumi leggendoli il primo, e intanto sottraggo al commercio librario +francese il mio piccolo aiuto. Se fossimo parecchi, tutti a fare +così!... + +--Per incretinirci coi libri italiani? + +--Quasi incretiniscano poco quegli altri! Oh, fammi il piacere! Con +te, e con tutti coloro che la pensano come te, ci sarebbe da fare un +esperimento: prendere, zitto zitto, tre, quattro romanzi italiani +inediti, tre, quattro volumi di novelle inedite anch'esse, farli +tradurre bene in francese, mutando i nomi delle persone e dei paesi, +sostituendo eterocliti pseudonimi in _aux_, in _our_, in _y_ al nome +degli autori, e darli a pubblicare al Levy, allo Charpentier, al +Lemerre. Poi, stampato sui giornali quotidiani francesi (a tanto la +linea, s'intende): _Vient de paraître_ l'interessantissimo romanzo, +ecc. ecc.--giacchè, tu lo sai, colà sbocciano a questo modo, sui +giornali politici, due, tre capolavori ogni giorno--il giuoco sarebbe +fatto. Abbocchereste tutti. Ma i letterati, sventuratamente, non +possono usare la malizia degli industriali italiani che battezzano per +carta inglese e per stoffe inglesi i prodotti delle loro cartiere, dei +loro telai, e così ottengono gran spaccio. + +--Ragioni seriamente o fai la burletta? + +--Ragiono seriamente. + +--Metti a paragone la produzione letteraria francese con la italiana? + +--Per quantità, no, ma per qualità, proporzionalmente--bada bene a +quel che dico--perchè no? + +--Eh, via! Tu scherzi! + +--Niente affatto. Tu e i tuoi pari avete la mente pregiudicata. +Prendendo in mano un libro italiano, siete già convinti che dev'essere +noioso; nessuna meraviglia dunque che esso vi sembri noioso davvero. E +lo predicate nelle conversazioni, e lo gridate alto dalle colonne dei +giornali, e come vi guardate dal comprarlo e forse dal leggerlo, +incitate gli altri a far lo stesso. In Francia il libro non è soltanto +opera d'arte è anche e soprattutto industria. I capolavori che +sbocciano oggi sono belli e appassiti domani; spesso spesso dalla +mattina non arrivano neppure alla sera. Ma non vuol dire; l'_articolo_ +è venduto; l'autore ha intascato i quattrini, l'editore pure. Tant'è +vero che è avvenuta colà una crisi libraria per pletoria di +produzione; l'offerta anche colà è stata superiore alla richiesta. E +nota che i francesi hanno il beneficio dell'esportazione, che noi non +abbiamo. + +--Non l'abbiamo perchè non sappiamo fare. Siamo mal preparati? Siamo +stanchi, esauriti? Non so. Vedi intanto il D'Annunzio. L'abbiamo +screditato, o almeno abbiamo tentato di screditarlo... + +--E abbiamo fatto malissimo, per ingenuità e anche perchè da noi il +lato commerciale della letteratura s'intende poco. I primi a non +badarci sono gli autori, che pure sarebbero i più interessati. Ma tu +svii il ragionamento. Le traduzioni non sono esportazione sono una +piccolissima parte di essa. L'esportazione francese dipende da +condizioni che per ora non esistono da noi. + +--Per ora? + +--È forse vietato che possano verificarsi per l'avvenire, se si sono +già verificate una volta, nel Rinascimento? Allora la letteratura +europea era quasi tutta italiana, forse più che non sia oggi europea +la francese. + +--Che illusioni! Sembra impossibile che un uomo come te.... + +--E questo appunto è il male: il non avere più illusioni di sorta, in +politica, in arte, in ogni cosa, se pure si debbono chiamare illusioni +le aspirazioni all'ideale. + +--Guarda dove sei arrivato dall'inventario che intendevi di fare! + +--Caro mio, l'inventario della letteratura e dell'arte d'una nazione +non si mette su, anno per anno, come quello di un negozio di merci. In +questo caso, ti dico che bisogna attendere ancora. La produzione +letteraria del '96 non è ancora venuta alla luce. Gli editori hanno +appena annunziato i volumi che stanno sotto i torchi: e i pochi volumi +già comparsi non mi paiono cattivi. Il fatto poi di veder sorgere +nuove ditte editrici è sintomo consolante: il Brigola in Milano, il +Voghera in Roma, e altri di minor conto. Per fare proprio l'inventario +della produzione letteraria del '96 bisogna dunque attendere per lo +meno fino all'aprile del '97. Quello del '95, che può farsi oggi, non +è punto scoraggiante. + +--Ah, sì! O dov'è il capolavoro? + +--Lasciamo stare, per carità, i capolavori. Ne spunta fuori appena uno +ogni tanto, e non è poco. Facciamo un po' di confronto col nostro +passato più recente, con la prima metà di questo secolo, quando i +produttori si chiamavano Monti, Foscolo, Guerrazzi, D'Azeglio, Giusti, +Grossi, Manzoni, Niccolini, per citare le cime. Il capolavoro fra +tanta produzione è uno solo, i Promessi Sposi, e basta per tutto il +secolo. Se ti dovessi dire il mio parere intorno alla produzione +letteraria della seconda metà, ti confesserei che mi sembra più vitale +di quella dell'altra metà; ha maggiori qualità di resistenza; è opera +d'arte schietta, senza mistura di politica o di altro. Ma già è +inutile fare previsioni di quel che resterà di essa o non resterà. Noi +c'inganniamo facilmente su questo punto. La letteratura ha pure la sua +moda; e se, giudicando, ci affidiamo al criterio della voga, corriamo +il pericolo di sbagliare. Lasciamo all'avvenire la cura della scelta +di quel che dovrà o no sopravvivere. Io non sono un letterato di +professione, sono un lettore, un osservatore, e con questa mia qualità +ti dico che il '96 non termina male per la letteratura italiana. C'è +una serietà di propositi, un culto riverente dell'arte, un'intenzione +evidentissima di procedere di bene in meglio, e il fatto, evidente +anch'esso, da cui si scorge che le intenzioni non rimangono tutte +lettera morta. Per voi spericolati, per voi che siete italiani +soltanto di nome, lo so bene, non c'è niente, o c'è il chiacchierío di +non so che teoriche delle quali non voglio neppur parlare, perchè io, +in fatto d'arte, alle teoriche bado poco; chiedo lavori, lavori, +lavori! Le teoriche sono buone per le discussioni tra critici, o per +mettere, tutt'al più, un'etichetta su la produzione; inutile, se la +produzione è cattiva; inutilissima, se l'etichetta vien preparata +anticipatamente, per poi incollarla su la produzione che dovrà venir +fuori Dio sa quando!... + +--Mi fai sbalordire con tutta questa tua fede! + +--Ma sì, fede ci vuole! Fiducia in noi stessi ci vuole! Ti ripeto a +questo proposito quel che ho letto tempo fa non ricordo dove, nè da +chi scritto; ma le parole mi son rimaste impresse nella memoria perchè +corrispondevano esattamente a un sentimento mio. Quelle parole +dicevano, press'a poco:--Come? Un popolo che ha confuso la sua storia +con quella del mondo e che--dopo aver dato alla Civiltà il _Diritto +romano_, la _Divina Commedia_, la _Commedia dell'arte_, Raffaello, +Michelangelo, il da Palestrina, il Vigo--oppresso, deriso, umiliato, +trova in sè tanta forza da ridiventare nazione, compire il più +prodigioso atto del secolo XIX, l'abolizione del temporale dei papi, e +far convivere nella stessa città il Pontefice del mondo cattolico e il +Re degli italiani; come? questo popolo che resiste alla cattiva +fortuna, agli errori e alle inesperienze della sua vita politica, +sarebbe dunque un'effimera apparizione nella storia contemporanea, +senza una ragione, senza uno scopo? Non è possibile. Verrà di nuovo +l'ora sua. E di nuovo, nell'avvenire (vicino o lontano, che importa?) +quel che di civile, di santo e di pio avranno il vecchio e il nuovo +mondo sarà soltanto italiano, come una volta fu romano. Questa dovrà +essere la nostra coscienza, il nostro ideale!--Non sorridere; lascia +che sorridano o ridano di noi i nostri nemici. + +--Tutto questo a proposito di letteratura italiana? + +--A proposito di cose spirituali, non ti dispiaccia.... e anche a +sproposito, se così ti piace. L'arte letteraria non è un fenomeno +accidentale nella vita di una nazione. E se anche riguardo all'arte +noi avessimo quella coscienza, quell'ideale, quella fede, come tu +ironicamente la chiami... + +--Apostolo, va' a predicare il tuo vangelo alle turbe! + + . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +In quell'angolo di caffè dove io sorbivo, ascoltando, un'equivoca +bibita, il dialogo fra quelle due persone a me ignote fu interrotto a +questo punto dall'intervento di una terza persona, Così monco com'è, +non mi è parso inutile trascriverlo.--E da ier l'altro--augurio? +aspirazione?--mi risuona incessantemente nell'orecchio: + +"Verrà di nuovo l'ora sua!... Quel che di civile, di santo e di pio +avranno il vecchio e il nuovo mondo sarà soltanto italiano, come una +volta fu romano!" + + + + +IDEALISMO E COSMOPOLITISMO + + +I. + +Ugo Ojetti ha predicato, giorni fa, a Venezia il suo vangelo +letterario. Ripercosso dall'eco del telegrafo e dalle rassegne dei +cronisti, è giunto fino a qui il rumore degli applausi prodigati +dall'uditorio al conferenziere. Me ne rallegro con lui. Egli possiede +tutte le qualità necessarie per farsi applaudire: è bel giovane, ha lo +stile vivace, immaginoso, un po' vaporoso, ora di moda; dice delle +cose non comuni e le afferma con calda convinzione di neofita, senza +esitanze, senza riserve. La foga giovanile lo ha spinto a cercarsi, +prima del pubblico veneziano, un pubblico più vasto, quasi mondiale. +Per ciò, nel febbraio scorso, si è rivolto alla Revue de Paris per +bandire da quel pulpito che questa povera Italia non ha una +letteratura contemporanea e non l'avrà per un buon pezzo. I signori +della _Revue_ e i francesi che la leggono devono essere stati +lietissimi di vedere un italiano chieder loro ospitalità per ragionare +della letteratura della sua patria quasi con lo stesso tono d'un +francese della più bell'acqua. + +Immagino che, gratissimo dell'ospitalità accordatagli, l'Ojetti abbia +voluto comportarsi verso quei signori con straordinaria cortesia, e +sapendoli d'una ignoranza a tutta prova riguardo alle cose straniere, +ha avuta la compiacenza di mettere anche lui nel suo scritto qualche +inesattezza, sia intorno alle cose letterarie nostre, sia intorno a +quelle francesi. A gentiluomo, gentiluomo e mezzo: ove così non fosse, +quelle inesattezze e certi suoi giudizii rimarrebbero proprio +inesplicabili. + +La sua conferenza di Venezia, dal sunto dei giornali, pare una nuova +edizione, anzi una semplice traduzione dello scritto pubblicato nella +_Revue de Paris_. Se gli applausi non dimostrano che il pubblico sia +rimasto convinto (in fatto di letteratura il pubblico italiano, lo +confessa lo stesso l'Ojetti, _est naturellement sceptique et +somnolent_) dimostrano che gli italiani di oggi sono molto diversi da +quelli di mezzo secolo fa. Il Gioberti del _Primato_ e i suoi +contemporanei strabilierebbero, se per un miracolo potessero tornare +in mezzo a noi. Dall'eccesso dei vanti un po' declamatori, +quarantotteschi, siamo balzati all'eccesso opposto, a una modestia che +confina col disprezzo di noi stessi. Fra i due, non è forse +preferibile il primo? Almeno n'è nata l'unità d'Italia. Non so +prevedere che cosa di buono possa produrre il secondo. + +L'Ojetti però non è giovane per nulla; non scettico nè sonnacchioso, +ha anzi una fede profonda e la proclama ad alta voce: crede nell'arte +cosmopolita. Come lo Zola disse della letteratura francese: _Sarà +naturalista o niente_, l'Ojetti oggi dice dell'italiana: _Sarà +simbolista o niente_, o meglio: _Sarà cosmopolita o niente_. + +Infatti quel che più l'attrista è il vedere che i letterati italiani +non hanno un indirizzo comune, non formano una scuola, non vivono +nella capitale, nè in un gran centro qualunque. Lavorano, disseminati +qua e là, ognuno per proprio conto, secondo il proprio ideale: il +Carducci a Bologna, il Fogazzaro a Vicenza, il Verga a Catania o a +Milano, Matilde Serao a Napoli. Fin i giovani, egli dice, hanno orrore +della parola _scuola_; preferiscono avventurarsi, ribelli e +orgogliosi, per le vie dell'arte, invece di stringersi, non fosse per +altro, per istinto di conservazione, attorno alla bandiera d'un +capitano insigne per vittorie riportate o per gloriose disfatte; e +così finiscono, spesso, miseramente. Tanti capi, tante sentenze. La +baraonda dei concetti artistici, si traduce naturalmente in una +peggiore baraonda di lingua e di stile. Chi può credere che lo stile e +il vocabolario del Carducci, del D'Annunzio, del Fogazzaro, di +Ferdinando Martini, del Verga, della Serao, di Edmondo de Amicis +appartengano a scrittori della stessa epoca e della stessa razza? + +Non lo dice, ma l'Ojetti sembra voglia mettere in confronto la +letteratura italiana contemporanea con la letteratura francese, dove +le _scuole_ sbucciano e fioriscono a ogni pie' sospinto, dove gli +scrittori, coloro che vivono d'arte, se ne stanno accalcati nel +cervello della Francia, Parigi. Ed è strano che egli guardi con +invidia quest'accentramento appunto quando in Francia si manifesta già +qualche sintomo di reazione contro di esso. È strano che egli, autore +di un libro _Alla ricerca dei letterati_, evidentemente ispirato da +uno consimile dell'Huret, si lasci ingannare dalle apparenze e non +ricordi che baraonda d'ideali d'arte, di lingua e di stile risulti +dall'inchiesta del suo predecessore francese. Tralasciando, per un +istante, di parlare d'ideali, consentiamo che l'italiano del Carducci, +del D'Annunzio non sia l'italiano del Verga e del Fogazzaro; ma forse +il francese dello Zola, del Daudet è una stessa cosa con quello dei De +Goncourt e del Mallarmè, per citarne soli quattro? + +Tra la baraonda italiana e la francese quale apparisce dai due libri, +la differenza più notevole è questa: l'Ojetti non ha trovato un solo +letterato italiano che abbia detto male di un collega, mentre la +enorme vanità dei letterati francesi si è manifestata nel libro +del'Huret con una gara, edificantissima, di morsi e di calci +fraternamente dati e resi, e non solamente fra artisti di scuola +diversa, bensì tra proseliti di una stessa scuola. + +Ma per tornare alla questione veramente seria della lingua e dello +stile, l'Ojetti, parlando della baraonda italiana su questo punto, ha +dovuto far sorridere i colti lettori della _Revue de Paris_, che sanno +di stare quasi peggio di noi. Lo Zola, il Daudet, i De Goncourt sono +stati accusati di barbarismi e di sgrammaticature per lo meno quanto +la Serao, il Verga, il De Roberto e qualche altro citati all'Ojetti +dalla scrittrice napolitana; il Mallarmè e i suoi seguaci vengono +giudicati o matti o incomprensibili dalla maggior parte dei loro +contemporanei; ognuno di essi ha il suo vocabolario, il suo modo di +esprimersi, precisamente come i poveri scrittori italiani; stavo per +dire il suo gergo. Parecchi di loro si regalano a vicenda gli epiteti +di _puri_, d'_impeccabili_; ma ci sono tant'altri che chiamano con +nome diverso quell'_impeccabilità_, quella _purezza_, e preferiscono +qualcosa di impuro e di peccaminoso, se l'impurità e il peccato recano +con loro il compenso dell'originalità e della vita. + +Tra gli scrittori italiani e i francesi, da questo lato, la questione +si riduce a una proporzione aritmetica. Quelli sono molti, i nostri +pochi. Avrei dovuto forse dire: a una questione commerciale; giacchè +la produzione letteraria si sviluppa (e l'arte non ci perde, anzi!) in +ragione dei vantaggi che arreca con la facilità dello smercio. Non +credo che, in un problema d'arte, l'Ojetti voglia dare molta +importanza al valore numerico. + +Nel suo scritto la questione della lingua e dello stile vien posta da +due che hanno nome autorevole, dal Verga e dal D'Annunzio. "Lo stile +non esiste fuori dell'idea. Se lo stile consiste soprattutto nella +forma della frase, deve adattarsi all'idea, deve vestirla e +rivestirla. Quanto più intima sarà questa corrispondenza questa +fusione, tanto lo stile sarà migliore. Le forme di frasi fisse, +apprese in qualche classico, applicabili a tutte le idee, sono mortali +per esso." Questo è il concetto del Verga. Pel D'Annunzio le frasi, le +parole hanno un valore di trasformazione, di idealizzazione, se si può +dire, dell'idea, un valore quasi per sè stesse. Così il Verga, per +esempio, se dovrà parlare di una vecchia contadina, la chiamerà +semplicemente _za Maruzza_ e la descriverà, se occorre, in guisa da +mettercela viva sotto gli occhi. Il D'Annunzio non saprà resistere +alla tentazione di chiamarla ripetutamente _antica Cibele_. Pel Verga, +una comitiva di ragazze, che coglie uva o sarchia grano, sarà +semplicemente una comitiva di ragazze che lavorano, ridono, cantano; e +le descriverà, se occorre, parcamente, incisivamente, in guisa da +mettercele vive sotto gli occhi; il D'Annunzio la chiamerà +classicamente una _teoria_. + +E, a proposito dello stile di questi due autori, un'altra prova +concludentissima. Prima assai dell'avvento del D'Annunzio in Francia, +il Verga aveva visto tradotti i suoi _Malavoglia_ per opera del Rod e +pubblicati dall'editore Savine. Il Rod ha compiuto un miracolo di +lucidazione del testo italiano, sorprendente per fedeltà ed esattezza; +ma il lavoro del Verga non ha avuto però successo presso i lettori +francesi, e non poteva averne soggiungo io. La personalità del suo +stile, il carattere speciale di esso nella traduzione era sparito; il +traduttore era riuscito traditore per la evidentissima buona +intenzione di non tradire l'originale. Invece quello era il caso, se +mai, di rifare con colorito francese, con forme dialettali di qualche +provincia francese, un libro dove le forme dialettali si fondono +assolutamente nella lingua comune e _vestono_ e _rivestono_ l'idea in +modo così organico che la forma non può scindersi dal concetto. Che ne +è avvenuto? L'opera del Verga nella veste straniera è apparsa scialba, +stinta. + +I lavori del D'Annunzio nella traduzione del d'Herelle si sono trovati +come a casa loro; il traduttore non ha dovuto penare molto; gli è +bastato togliere in prestito a questo o a quello scrittore francese +decadente certe forme in voga tra i seguaci della letteratura +cosmopolita (or ora mi scappava dalla penna: della massoneria +letteraria cosmopolita) e il colpo è riuscito. + +Dico questo senza nessuna maligna allusione a recenti polemiche, senza +voler discutere o menomare il valore del nostro fortunato romanziere: +e posso affermarlo con faccia franca, perchè intorno ai lavori del +D'Annunzio io ho scritto quasi un volume; e se ho fatto degli appunti, +ho ammirato anche senza mezzi termini, pur sapendo e accennando, tra i +primi, i plagi, o assimilazioni ecclettiche che si vogliano chiamare, +insomma quelle cose dalle quali sarebbe stato bene che il D'Annunzio +non si fosse lasciato allettare. + +Il problema dello stile e della lingua va proposto come l'ha proposto +il Verga. Lasciamo stare se egli lo abbia o no praticamente risoluto; +potremo ragionarne un'altra volta. Se pare che l'abbia risoluto il +D'Annunzio (e l'Ojetti non ne dubita punto) la ragione di questa +illusione bisogna cercarla altrove, nel concetto. Il Verga crea delle +creature vive, di sangue, carne e ossa; il D'Annunzio, finora almeno, +ha creato quasi sempre fantasmi di creature, ombre vane. Un nuovo +Dante che volesse abbracciarle, sentirebbe cingersi il petto dalle +proprie braccia passate a traverso quei corpi inconsistenti. + +Ed ho detto:--Quasi sempre--perchè nel _Trionfo della morte_ per +esempio, c'è un punto, a metà del volume, in cui il protagonista e la +sua famiglia riescono persone vive, di sangue, carne e ossa; ma allora +il D'Annunzio si vede costretto dal suo istinto di artista, a mutar +tono; non sembra più lui, o per lo meno non rassomiglia più a quel +tale D'Annunzio che la leggenda ha foggiato e che poi, di rimpallo, si +è foggiato secondo la leggenda. Il primo è il D'Annunzio che fa +sperare possibile e augurare assai prossimo un completo +rinnovellamento dell'artista, appena gli sarà passata la cosmopolitíte +acuta che ora lo ha invaso. L'altro D'Annunzio lasciamolo ai francesi +o a chi lo vuole. + +Tutto questo l'Ojetti lo sa meglio di me, ma non ha voluto tenerne +conto. Ed era, se non sbaglio, il cardine della questione della +letteratura italiana contemporanea. Egli però scriveva per una rivista +francese, e preso il _la_, si è sentito forzare la voce. Ma, forse, +con tutto quel _la_, non avrebbe stonato, senza l'altro pregiudizio +della _letteratura cosmopolita_. + + +II. + +"Il campanilismo ormai è ridicolo, specialmente in materia d'arte. Di +là dai monti, di là dai fiumi, di là dai mari ecco artisti che +rinascono, e si levano, e si chiamano ad alta voce, e si nutrono +fraternamente dello stesso pane, al sole. L'arte è universale; +l'artista non è più nè italiano, nè francese, nè norvegiano: il suo +genio è umano!" + +Ben detto, caro Ojetti; se non che è stato sempre così. L'opera d'arte +italiana o francese o norvegiana è stata sempre opera del genio umano, +e non poteva essere diversamente. Tempo fa il pregiudizio retorico, +pedantesco non riconosceva altra arte all'infuori di quella greca e +latina. Ma noi ci siamo finalmente liberati dal giogo dei greci e dei +romani, abbiamo allargato il nostro orizzonte. Shakespeare non ci +apparisce più un barbaro, come al signor di Voltaire; da qualunque +parte ci venga, qualunque forma rivesta, qualunque concetto esprima, +pur che abbia assunto una forma vivente, l'opera d'arte è accolta, +compresa, festeggiata, ammirata. Nazioni che prima non avevano preso +parte al banchetto artistico--che non hanno tradizioni classiche nè di +nessuna sorta, e non intendono certi nostri pregiudizi--sono venute a +sedervisi insieme con noi, balde, piene di entusiasmo, giovanilmente +sincere, e anche, non le dispiaccia, giovanilmente ingenue; e ci hanno +mostrato, col fatto, l'inanità di certe convenzioni dalle quali non +sapevamo sottrarci. Queste nazioni avevano qualcosa di nuovo da dirci: +il loro particolar modo di sentire, di pensare; e ciò dava alle loro +opere aspetto insolito, attraente, suggestivo. La natura e la vita ci +apparivano guardate da occhi diversi dai nostri, da intelligenze più +libere e quindi più forti. Noi abbiamo sentito trasfondere nelle +nostre vene un'onda di sangue più fresco, ci siamo sentiti +ringiovanire. Abbiamo guardato la natura con altre intenzioni anche +noi; e anche noi abbiamo osservato la vita che quasi avevamo perduto +di vista, tanto ci eravamo abituati a guardarla non direttamente, ma a +traverso l'altrui opera d'arte. Per dire la verità, questa +trasformazione, questa rinnovazione l'avevamo già iniziata da un +pezzo, un po' per istinto, un po' per riflessione; ma i nuovi venuti +l'hanno affrettata, l'hanno compiuta. Si trovavano in migliori +condizioni; arrivavano ultimi; e senza accorgersene, senza volerlo, +usufruendo del nostro lavoro di preparazione, lo hanno spinto molto +avanti. + +Tutto questo, ripeto, sta benissimo, non fa una grinza. Ma c'è un +equivoco prodotto dalla parolina _umano_ buttata là dall'Ojetti, quasi +sbadatamente, la quale vuol significare quel sentimento di pietà, di +carità universale, più profondo e più vasto, che pervade la società +moderna, la rimescola e che, creato il socialismo in politica, +vorrebbe pure importarlo tale e quale nell'arte. + +Nella politica esso nega il concetto di patria, nell'arte il concetto +di letteratura nazionale. Da questo strano equivoco è venuto fuori il +_cosmopolitismo_ letterario di cui l'Ojetti è uno dei più caldi e dei +più ingegnosi banditori. + +È un'astrattezza. Se con quella parola si volesse soltanto significare +l'alto senso di comprensione che ci fa penetrare, intendere e ammirare +tutte le _forme_ artistiche da qualunque parte del mondo ci vengano: o +la urgenza vitale dell'assimilazione delle varie _forme_ quando esse +rappresentano qualcosa di organico nell'arte, non ci sarebbe niente da +ridire. Ma il fatto dimostra che per _cosmopolitismo_ artistico +s'intende tutt'altro. S'intende una certa uniformità di sentimenti, di +concetti, e per conseguenza, un'uguale corrispondenza di forma che +dallo stile va su su fino al modo di concepire l'opera d'arte: e lo +stile diventa quindi un gergo comprensibile soltanto dagli iniziati, e +la personalità umana si assottiglia, si assottiglia per diventare +simbolo più o meno trasparente. In questo caso non veggo una bella +ragione di dare il bando ai greci e ai latini, che sono chiari, +solidi, risplendenti, e parlano un linguaggio armonioso, comprensibile +da tutti, per sostituir loro qualcosa di inconsistente, di torbido e, +quel che è più, di mortalmente uniforme. + +Si perdonino queste astrettezze anche a me; era impossibile scansarle. +Veniamo ora a qualche esempio. Le nazioni sono degli individui grandi, +direbbe il De Meis; e come tutti gl'individui hanno un modo speciale +di sentire e di pensare e un modo altrettanto speciale di dar forma ai +loro concetti. + +Ora ecco una poesia di amore di un poeta _cosmopolita_. Non ne ho il +testo per le mani, e la trascrivo quale è stata recentemente tradotta +da Vittorio Pica, nel suo studio premesso alla _Belkiss_, poema +drammatico simbolista del giovane poeta portoghese Eugenio De Castro. +Descrive l'istante in cui apparve al poeta l'Amata. + +"Trionfale, vespertino, mineralmente rosso--nella diafana pace d'un +tramonto di ottobre,--il sole, lacerando l'incenso degli +spazii,--cammina verso la morte ad indugiati passi,--come le bande che +vanno a suonare nelle esequie.... + +"Fu in un'ora così soave, crepuscolare--che, lungo questo esteso e +fogliuto viale,--altiera, imperiale, tra un fruscìo di seta,--vidi per +la prima volta l'Eletta della mia anima--il grande Fiore sottile, +impareggiabile, almo--la Maggiore, la più Bella, la più Amata, +l'Unica. + +"Incedeva gloriosa e triste, ravvolta in nera tunica,--che sul suolo +strisciava in ondeggianti pieghe;--aveva nel calmo andare l'eleganza +della serpe,--la leggerezza d'uno spettro e la grazia d'un'anfora... + +"Il gran Fiore passava, imperturbabilmente,--col suo volto enimmatico +ed il suo sguardo vago--ieratico, ricordanti le mistiche +immagini,--mentre i miei occhi seguivano come paggi--il suo ritmico +incesso sonnambulo e triste...." + +Basti questo saggio. Aprendo a caso qualunque volume di poeti +cosmopoliti, troveremmo gli stessi aggettivi: _trionfale_, +_mineralmente rosso_, applicati indeterminatamente e un po' a caso; e +troveremmo Belle, Amate, Uniche, ugualmente _imperiali_, o _reali_, o +_ducali_; e tutte avranno l'_eleganza della serpe_, e tutte si +muoveranno _leggere come spettri_, e tutte avranno la _grazia di +un'anfora_. Il poeta che ho citato è portoghese; ma potrebbe anche +essere francese, tedesco, italiano, esquimese, come, viceversa, i suoi +confratelli esquimesi, italiani, tedeschi, francesi, potrebbero essere +benissimo portoghesi. Sono state soppresse nel paesaggio e nella +figura umana le particolari caratteristiche; non più quel tal +paesaggio, o quella tale persona, ma dei sostantivi astratti, degli +aggettivi astratti. Avremmo voluto avere l'impressione di un angolo di +cielo e di terra portoghese; avremmo voluto vedere una signora o una +signorina di Lisbona o di Oporto, vestita in una certa foggia che +neppure la universalità della moda riesce a sopprimere, soprattutto +una signora e signorina che sente e pensa in modo assolutamente +individuale; e invece non abbiamo niente. + +Ed ecco i drammaturgi norvegiani, ecco i romanzieri russi. + +Ibsen irrompe sul palcoscenico spingendosi innanzi una folla di +creature della sua Norvegia, strane, malate d'ideali, con la coscienza +sconvolta dai problemi religiosi e sociali che colà lavorano +sordamente i cuori e le teste; nature complicate, nevrotiche, che +soffrono e fanno soffrire. + +Per condurle sul palcoscenico, l'Ibsen non bada alle forme drammatiche +usate altrove. È artista, e capisce istintivamente che quelle creature +devono parlare e agire a modo loro, sincere, senza preoccupazioni del +pubblico; ma è complicato, nevrotico, malato d'ideali pure lui; +com'esse, è lavorato dentro sordamente dai più alti problemi religiosi +e sociali; e per ciò s'interessa di costoro fino a un certo punto. +Artista, non può vedere il concetto altrimenti che come forma; ma, +pensatore, vuole poi così spietatamente che quelle creature agitate e +sconvolte dicano chiaro e aperto che non sono loro, soltanto loro, lo +scopo di lui, ma l'intimo concetto che le anima; lo vuole così +spietatamente, che all'ultimo le sforma, le strappa, le distrugge, e +non permette che arrivino fino in fondo dell'atto quinto creature +reali e vive quali le avea mostrate sin dalle prime scene. + +Intanto, invece di contentarsi d'intendere e d'ammirare l'opera +dell'Ibsen, invece di limitarsi all'assimilazione dei perfezionamenti +di _forma_ ch'egli ha recato nella drammatica, si è voluto +_norvegizzare_ tutte le creature del teatro europeo, anzi +_cosmopolita_. + +Il Tolstoi, il Dostoiewski appartengono a una razza che si occupa +anch'essa del mondo interiore, e rimugina le proprie sensazioni, e si +tormenta con i casi di coscienza. I tre grandi artisti rappresentano +la concentrazione, la somma di queste qualità morali e intellettuali. +Il Dostoiewski, inoltre, è un nevrotico, un perturbato, e nelle sue +creazioni rispecchia lo stato irregolare della sua mente. Con essi la +_forma_ si è avvantaggiata dei pregi di sincerità, di rappresentazione +evidente e vigorosa di cui hanno dato esempi meravigliosi. Non +trovandosi però alle prese con i limiti e le convenzioni della forma +drammatica, i tre romanzieri non sono stati costretti a sformare, alla +fine, le loro creature per mettere in maggiore evidenza il loro intimo +concetto; e così esse han conservato, più delle figure ibseniane, la +loro caratteristica di pure opere di arte. + +Intanto, invece di assimilarsi quel che c'è di nuovo e di organico +nella forma del romanzo russo, operando una confusione tra forma e +concetto, è stata egualmente tentata la sciocchezza di _russificare_ +alla lor volta i personaggi del romanzo europeo. + +E passi per l'Ibsen, passi pei romanzieri russi! Nell'uno e negli +altri il concetto ha preso vera forma; l'uno e gli altri hanno creato +persone vive della loro nazione, del lor tempo. Il _cosmopolitismo_ va +più in là. Per quanto ossessi dei problemi di religione, di morale, di +sociologia, i personaggi dell'Ibsen, del Tolstoi, del Dostoiewski sono +figure vive, consistenti, e in che modo! + +Il _cosmopolitismo_ non sa che farsene di queste figure vive e +consistenti. Simboli! Astrettezze! Ecco quel che egli vuole, cioè cose +che sono l'opposto, anzi l'assoluta negazione dell'arte. + +Il _norvegizzare_ e _russificare_ l'opera d'arte è stata insomma +l'operazione preliminare del _cosmopolitismo_ letterario, in Francia, +in Germania e, pel poco che ha potuto, in Italia. + +Ora esso vuole andar oltre, è andato già oltre. + +Ha tutto un programma pieno di concetti che sembrano elevati, pieno di +buone intenzioni da lastricarne non uno ma più inferni. E bisogna +guardarlo da vicino, sviscerarlo per convincersi se mai si tratti di +cosa seria, o piuttosto di aberrazione passeggera, o di risibile +ciarlataneria che vuol mascherare coi paroloni un'irrimediabile +impotenza creatrice. + +Sventuratamente forse si tratta di ben altro. + + +III. + +--Ma dunque lei è un codino! + +--Niente affatto. Nessun nuovo ideale umano mi lascia indifferente. Ma +qui si tratta d'arte, non di pensiero filosofico o scientifico. + +--Vorrebbe forse un'arte vuota di contenuto, forma soltanto? + +--Niente affatto. Tutto il contenuto possibile, a patto però che egli +prenda forma vitale per via dell'immaginazione creatrice. +Intendiamoci. Io odio le cose a mezzo, gli ibridismi. Il puro +concetto, se mi occorre, vado a cercarlo nei libri dei filosofi o in +quelli degli scienziati. Lì trovo la verità astratta o nuda, cioè +quella che provvisoriamente sembra verità; e coi filosofi e con gli +scienziati mi insuperbisco della divina potenza dell'intelletto umano, +e insieme con loro mi umilio e mi scoraggio davanti all'infinità +dell'Ignoto che riduce a ben misera cosa la nostra più profonda +filosofia, la nostra più ardita e più meravigliosa scienza. Quando poi +mi rivolgo all'opera d'arte, ricerco invece sensazioni, impressioni, +caratteri, rappresentazioni nelle quali quel tal concetto filosofico o +scientifico, prima ricercato altrove, può benissimo tornarmi dinanzi +ma incarnato nella forma, divenuto uomo, donna, paesaggio, passione, +azione; e incarnato in modo così perfetto, che io dovrò avere +l'illusione di trovarmi faccia a faccia con questa nuova e più eccelsa +Natura, e rifare intorno ad essa l'identico lavoro fatto dal poeta, +dal romanziere, dal drammaturgo allorchè ricavavano dalla vita sociale +il soggetto che li aveva prima commossi e poi spinti a riflettere. +Insomma dovrò estrarre io, se sono capace, il concetto condensatosi +nell'organismo dell'opera d'arte, e rimuginarmelo senza che il +romanziere o il drammaturgo abbiano a fermarmi a ogni po' e picchiarmi +la spalla con un:--Bada! Qui sotto c'è un gran pensiero; bada!-- + +In questo senso, ogni grande opera d'arte è un simbolo: se non che +divien tale spontaneamente, per virtù della propria natura +intellettuale. Ma appunto per questo ella conserverà tutti i suoi +caratteri particolari di tempo, di luogo; sarà prettamente italiana, +prettamente francese, prettamente inglese, tedesca, russa o non sarà +opera d'arte. Il _cosmopolitismo_ invece toglie via, o tenta di +toglier via, tutti i caratteri particolari, e per ciò intende ridurci +al _simbolismo_ forzato, al _simbolismo_ artificiale. + +Prendo i due scrittori che mi è piaciuto mettere in riscontro nella +questione dello stile, il Verga e il D'Annunzio, per non uscire di +casa nostra. Tutti e due hanno un concetto filosofico, scientifico che +serve di sostrato anzi di lievito alle loro creazioni. + +Nella serie dei _Vinti_, della quale abbiamo per ora soltanto due +episodi--avremo il terzo fra poco--il Verga vuol studiare le diverse +fasi della lotta pel benessere nella vita, e interessarsi specialmente +_dei deboli che restano per via, dei fiacchi che si lasciano +sopraffare, dei vinti che levano le braccia disperate e piegano il +capo sotto il piede brutale dei sopravvegnenti, dei vincitori di oggi, +affrettati anch'essi, avidi anch'essi di arrivare e che saranno +sorpassati domani_. Dalla lotta per i più umili e più urgenti bisogni +materiali, si andrà in su fino a quella elevatissima pei bisogni dello +spirito, dove tutte le bramosie, tutte le vanità, tutte le ambizioni +umane si condenseranno e diverranno più dolorose per la intensità +acquistata lungo la loro corsa vertiginosa. + +Il romanziere ha dovuto esporre il suo concetto fin da principio +perchè non poteva presentare tutt'a una volta la intera serie e non +voleva correre il pericolo di essere frainteso o non capito. + +Ma appena ha terminato di esporlo, astrattamente, da pensatore, da +sociologo, non ne ha più fiatato. Ha preso i suoi personaggi e li ha +mandati pel mondo: povere creature per le quali una barca e un carico +di lupini travolti dalla tempesta divengono disastro irreparabile; +creature agitate dall'avidità di arricchire, di elevarsi oltre la +propria condizione, e che incontrano nella stessa avidità e nella +stessa ambizione soddisfatte il loro inevitabile gastigo. E queste +creature si chiamano Padron 'Ntoni, Alessi, Zi' Crocifisso, +Piedipapera, Mena, Maruzza, la Zuppidda; si chiamano Mastro Don +Gesualdo, don Ninì, i fratelli Trao, la baronessa Bianca Trao; e tutte +hanno il loro carattere spiccato, la loro individualità, nelle +passioni, negli atti, nel linguaggio; e sono di quel piccolo scoglio +di Aci Trezza, di quella cittaduzza siciliana della provincia di +Catania, e ne incarnano così stupendamente i modi di sentire e di +pensare, che non possono essere scambiate con persone di altre +provincie neppure nella stessa Sicilia. + +Un senso di gran malinconia e di tristezza scaturisce dalle pagine di +quei due volumi, ma quale scaturirebbe dalla diretta impressione, se +quei personaggi e quelle azioni ci si fossero presentati, nella +realtà, sotto gli occhi. Certamente, personaggi ed azione sono +simboli, velami di idee; ma simboli vivi, che ignorano la loro qualità +di simboli, e non si analizzano da per loro e non si spremono da per +loro per cacciar fuori il succo del concetto che sanno di contenere. + +Il D'Annunzio vuol rappresentare _stati d'animo dei più complicati +e più varii, di cui analista si sia mai compiaciuto da che la +scienza della psiche è in onore. Egli tende l'orecchio alla voce +del magnanimo Zorathustra e vuol preparare con sicura fede +l'avvento dell'__Uebermensch__, del Superuomo._ E sta bene. L'un +concetto vale l'altro. Sia la darwiniana lotta per la vita, sia la +pessimista e aristocratica filosofia del pensatore tedesco finito +miseramente in un ospedale di matti, alla quale il D'Annunzio mesce +l'idea pagana del Rinascimento e l'entusiastico culto della +bellezza del corpo umano, non importa. Quel che importa di vedere è +se gli _stati d'animo_ astratti siano divenuti persone, individui +della tal città, della tal provincia; eccezioni, rarità quanto si +vuole, ma rarità, eccezioni che debbono fare il miracolo di +incarnare più schiettamente, più vigorosamente il carattere della +razza, del paese dove son nati, perchè l'eccezione e la rarità +consistono in questo. + +Io prendo in mano le _Vergini delle Rocce_ e tento di scorgere questa +rarità, questa eccezione organica, e non la trovo. Claudio Cantelmo +ragiona, analizza, si esprime con lingua e stile elevatissimi; non sa +muovere un dito senza distillare tutte le conseguenze più riposte e +più misteriose di quella mossa; non può osservare le mani di una +ragazza, senza che esse non gli sembrino _come ricettacoli d'infinite +forze innominate da cui potevano sorgere meravigliose generazioni di +cose nuove_. Ed eccolo invasato dall'idea di creare il tipo supremo +dell'italiano, anzi il futuro Re di Roma! + +Dobbiamo supporre che questa persona, a cui sembra non sia ignota +nessuna conquista della scienza positiva odierna, non intenda creare +un essere umano con mezzi e modi diversi da quelli stabiliti dalla +natura. Infatti non si rivolge al crogiuolo del chimico che crea, con +sintesi, le sostanze organiche, per chiedergli di anticipare il +miracolo scientifico preannunziato dal Berthelot; ma va in cerca di +una sposa, di colei che dovrà essere l'eletta cooperatrice nella +nobilissima impresa della reale generazione. Se non che, col pretesto +che nelle razze di antica origine sangue, nervi, cervello siano +necessariamente più raffinati, Claudio Cantelmo va a cercare la madre +del futuro re di Italia in una famiglia, principesca, sì, ma composta +di idioti, di pazzi, di nevrotiche, di isteriche. E non giudica a +prima vista che di quelle tre ragazze estenuate, vissute lontane dalla +società, nessuna potrà concorrere a formare la fibra nuova, vigorosa +del rigeneratore del regno d'Italia; e va tastoni, ed esita e non +arriva a decidersi. + +È forse creatura umana Claudio Cantelmo? Diciamo pure, se così si +vuole, che sia un simbolo. Diciamo pure, con l'amico Rod, che le tre +vergini Massimilla, Violante, Anatolia rappresentano non so quali +altri simboli più reconditi e più profondi di quello di Claudio. I +lettori spassionati confesseranno che queste tre preraffaellitiche +figure li colmano di vivo piacere soltanto quando, di tratto in +tratto, accennano di diventare o diventano persone vive; e che più +viva di loro è la loro madre, la pazza principessa Montaga, la quale +non ha missione, a quel che sembra, di rappresentare simbolo alcuno. + +Le bellezze, i lenocinii dello stile, caro Ojetti, risultano cosa +molto secondaria, mera esteriorità, quando non diventano cosa organica +con quel che costituisce la essenza della forma in un'opera d'arte. + +E il _cosmopolitismo_ è costretto a rifarsi con la retorica--diciamo +francamente la parola--rinunziando, per partito, al carattere +particolare che dovrebbe imprimere in ogni opera d'arte la razza, la +tradizione, il genio di ciascun popolo. + +I grandi intendimenti filosofici, scientifici, si riducono a lustre, a +ciarlatanerie per chiappare il momentaneo favore del pubblico, se poi +non riescono a creare persone vive. Omero, Shakespeare, Balzac, che +avevano reni solide per la bisogna creativa, non andavano tanto per le +vie traverse: mettevano al mondo creature immortali, non vuote +parvenze. Ed Elena e Andromaca e Nausica daranno, fino alla fine dei +secoli, da pensare e da discorrere più di qualunque nostro simbolo +moderno; e Amleto ha fatto e farà scervellare filosofi e scienziati +più che non abbia fatto e non possa fare una persona realmente +esistita; e _Madame Marneffe_, e il Barone _Hulot_, e il _Pére Goriot_ +e il _Cousin Pons_, perchè creature vive, iscritte con inchiostro +indelebile nel registro dello stato civile dell'Arte, si prestano +compiacentemente a fare da simboli con Elena, con Amleto, con tutti +gli altri loro pari. E come no, se l'opera d'arte è pensiero +condensato in una forma viva, il quale può benissimo venir di nuovo +ridotto alla sua primitiva essenza di puro pensiero? + +--Ma il _cosmopolitismo_ non l'ho inventato io!--può dirmi +l'Ojetti.--È un fatto storico contemporaneo. Io lo accetto; perchè +voglio essere del mio tempo, perchè sono giovane, perchè il mio +cervello affollato di concetti filosofici, scientifici, non può +funzionare più, come nelle età infantili, barbariche, da pura +immaginazione e gingillarsi con semplici fantasie. Con l'arte nuova +noi vogliamo rifare il mondo. =E libro lux=, non ha sentito? ha detto +il D'Annunzio. E io non ho creduto d'ingannarmi aggiungendo che +l'opera letteraria =Lux= sia appunto la trilogia delle _Vergini delle +Rocce_. La odierna letteratura italiana, o meglio la nostra produzione +letteraria è fuori di questo movimento, e quasi non ha ragione di +esistere. Per l'avvenire? Ripeto quel che ho scritto nella _Revue de +Paris_: "assai prima che si formi tra noi una letteratura italiana, +avremo anche in Italia una letteratura europea." + +Ah, egregio Ojetti, io voglio mostrarmi più radicale e più cosmopolita +di lei! E siccome una cosa o è quel che dev'essere o non è niente; e +siccome un'opera d'arte non può essere altro che pensiero incarnato in +una forma viva, così io credo che noi assisteremo in tal caso alla +solenne agonia dell'Arte. Troppa riflessione, troppa scienza positiva +ci pervade ogni fibra. L'opera d'arte che pretende di usurpare le +funzioni della filosofia e della scienza non caverà un ragno dal buco. +=E libro lux=, sì, sì; ma questo libro (ed è giusto che sia così) non +lo scriverà un artista. Io, per mio conto, mi contenterei che qualcuno +dei nostri artisti ci desse--vede come sono poco esigente?--di quando +in quando, in Italia, un nuovo Don Abbondio! + +_Amen._ + + +IV. + +Ugo Ojetti mi manda ed io pubblico volentieri: + + +LA DIFESA DI EMPEDOCLE + +(Lettera aperta a Luigi Capuana) + +Amico mio, come ella sa, un suo conterraneo il filosofo Empedocle +d'Agrigento, stanco di operar miracoli e di discutere sui quattro +elementi, quattrocento anni prima di Cristo si gettò a capo fitto nel +maggior cratere dell'Etna per assicurarsi tra gli increduli fama +divina. + +Secondo quel che narrano i suoi tre cortesi articoli, io che sono un +poco filosofo ma non ho operato miracoli mai, mi sarei gittato +dall'alto della _Revue de Paris_ nella ardente voragine del +Cosmopolitismo (la parola è tutta sua, non è mia) proprio per +acquistarmi un po' di fama tra gli increduli che in Italia sono molti. + + _...Deus immortalis haberi + Dum cupit Empedocles ardentem frigidus Aetnam + Insiluit._ + +Ora, per mostrare ai suoi lettori che ancora son vivo e non mi son +bruciato manco un capello, mi permetta di risponderle qualche parola. + +Io credo--questa è la mia impressione concisamente e francamente--che +i suoi tre articoli che si chiudono con un deprofundis all'Arte vinta, +mutilata, asservita dalla scienza positiva, sarebbero stati non solo +giusti, ma profetici, per lo meno quindici anni fa, quando per Arte si +intendeva l'Arte naturalista, materialista Zoliana (la chiami come +vuole), quell'arte che in Italia apparve vestita da siciliana nel +_Mastro don Gesualdo_, nei _Malavoglia_, e--perchè non dirlo?--nelle +sue _Paesane_. + +Adesso, amico mio, le sue idee su l'arte--perchè noi in questa +discussione tocchiamo proprio i culmini dell'estetica--hanno contro di +loro i fatti compiuti, e non solo compiuti ma constatati da filosofi +come il Guyan, come il Brunetière, come il Fouillée, come il Gosse, +come l'Hennequin, e anche come il Tolstoi: fatti compiuti e constatati +dagli stessi avversarii. Ieri, quando è giunto qui nel mio eremo +d'Umbria il suo ultimo articolo, mi giungeva pure il _Rome_ che Emilio +Zola mi mandava da Parigi. E per lei che è stato ed è uno dei capi dei +naturalisti italiani (in fondo son tutti capi e tutti siciliani, loro +naturalisti) quel solo libro nell'intenzione e nel fatto deve valere +più di tutte le mie argomentazioni. Non è vero? + +Questo periodo è suo; Come lo Zola disse della letteratura francese: +_Sarà naturalista o niente_, l'Ojetti oggi dice dell'italiana: _Sarà +simbolista o niente_, o meglio: "_Sarà cosmopolita o niente_". + +I due termini del paragone, lasciando stare per comodità di +discussione la gigantesca altezza dell'uno e la piccola statura +dell'altro, non si corrispondono affatto, malgrado quel suo _o meglio_ +il quale mostra che ella stesso scrivendo non li trovava molto adatti +alle nozze. Prima di tutto io nego recisamente di aver mai parlato di +_simbolismo_, una parola che ormai ha troppi sensi e quasi tutti +falsi, e a prenderla nel senso in cui l'hanno presa Emile Verhaeren, +Henry de Regnier, Ferdinand Herold, Francis Vielé-Griffin e _leur +critique à tous_ Remy de Gourmont dovrebbe significare puramente +_l'individualismo_ nella genesi e nell'effetto dell'opera d'arte: un +significato che, come ella vede subito, fa ai pugni con quel +_cosmopolitismo_ di cui ella vorrebbe in vece fare un sinonimo di +_simbolismo_. + +Ella poteva dire invece semplicemente _Idealismo_, e il paragone +avrebbe filato via come due paranze in pesca unite da una sola rete. + +E l'_Idealismo_ appunto io, con le mie forze tutte se pure poche, ho +venti giorni fa difeso nel mio discorso di Venezia su _L'avvenire +della letteratura in Italia_, il quale non è (come ella pensa) la +ripetizione del mio articolo su la _Revue de Paris_, ma dice molte +altre cose che--credo--anche i sunti telegrafici dei giornali hanno +cortesemente ripetute. + +Dunque _Idealismo_, e niente _Simbolismo_. + + * + * * + +E anche niente _Cosmopolitismo_ se lo si ha da intendere come lo +intende lei. L'universalizzarsi dell'arte--non nella forma che è e +deve restare nostra e sarà anzi per il suo tradizionale senso di +_misura_ e per la sua tradizionale nobiltà il segno in cui noi +italiani vinceremo nella ventura giostra mondiale--è un fatto che si è +constatato _dopo_ che si sono viste opere come quelle di Tolstoi, di +Dostojewski, di Maeterlink, di Ibsen, di Björnson, di D'Annunzio, di +Fogazzaro passare i confini di Stato e di lingua, appassionare gli +stranieri più lontani, rivelar loro qualche nuovo significato della +Vita, aiutarli a intendere il senso della Vita, il problema +dell'Anima, a cui nè i contadini di _Malavoglia_, nè i signorotti dei +_Vicerè_, nè i bruti delle _Terre_ avevano mai pensato o potevano mai +pensare. + +Invece ella, parlando del Cosmopolitismo in arte, pare che creda che +ognuno dei _Cosmopolitisti_ (questa parola per fortuna non è nè sua nè +mia) quando deve scrivere una pagina o disegnare un quadro o tentare +su la tastiera un accordo, si dica, bevendo prima un bicchierino di +_Kûmmel_ in omaggio ad Hauptmann e accendendo una sottile sigaretta +russa in omaggio a Tolstoi: + +--Oh adesso facciamo un'opera cosmopolita! + +Ma no, amico mio! La questione non è di forma, non è di adottare +un'allegoria doppia invece di una immagine piana, non è di imitare un +po' i francesi, un po' i russi, un po' i portoghesi, un po' i +norvegesi perchè quel miscuglio piaccia a tutti loro. Con questo +metodo i frati francescani fanno qui in Umbria la _misticanza_, una +insalata fresca arguta e deliziosa che contiene trentatrè erbe +diverse. Ma con questo metodo non si fanno libri, o quadri, o musiche. + +Quando invece di guardare fra tre persone presenti ciò che le +distingua le une dalle altre, un baffo più o meno folto o un occhio +strabico o un tic nervoso, si cercherà oltre le loro apparenze quel +che l'anima loro ha di più profondo e quindi di più comune e quindi di +veramente umano (in questo senso io dissi _umano_ là dove voi mi +citate, non nel senso di _pietoso_ o di _socialistico_), allora +scrivendo, si farà un'opera che interesserà e commoverà tutte e tre +quelle persone. Allarghi il conto, e verrà l'arte cosmopolita che le +fa fare il segno della croce. + +Certo per ciò è necessario di essere idealisti, di cercar di +sorprendere al di là dell'occhio oscuro o chiaro l'anima, la tenue +timida anima che solo ai credenti si rivela, perchè, se ella si +fermerà all'esterno o anche dei fenomeni psichici farà un macchinismo +e osserverà solo quelli più prettamente legati alla carne, allora +l'opera sarà vana, sarà un permesso di caccia coi tratti +caratteristici dei varii personaggi, non sarà un libro dell'anima. + +Ella per _persone vive_ intende quelle mirabilmente disegnate dal +verismo del Verga, ossia persone che siano quelle e non altre e non +confondibili con nessuna altra. E ha ragione. Io (dovrei dir _noi_, ma +mi sembrerebbe anche più orgoglioso e mi contento della mezza misura +d'orgoglio contenuta in quell'_io_) intendo per _persone vive_ non +astrazioni, non nuvole grige e mutevoli a ogni vento, non fantasmi +lividi che spariscono alla luce d'una candela, ma _tipi_ (e qui in un +certo specialissimo senso ella potrebbe--col Guyan e col Brunetière +dire _simboli_) dove ogni uomo ritrovi qualche sentimento, qualche +pensiero suo, dove ogni uomo ritrovi una qualche immagine fraterna, +dove ogni uomo ritrovi l'anima sua compresa come una goccia d'acqua è +compresa nell'infinito mare. + +Amico mio, buon amico mio, perchè discutere? Perchè parlar di +D'Annunzio o di Verga, di Eugenio de Castro di Edouard Rod? Ma quando +un libro piace a lei nel suo bello studio arioso fra gli scaffali +eguali ed eleganti e piace a me quaggiù nella mia villetta fiorita di +rose e di lillà, è che ella ed io ci _commuoviamo_, sentiamo o +pensiamo, non guardando persone vive sì ma indifferenti, disegnate +benissimo, scolpite benissimo ma estranee, ma ritrovando invece dentro +quella scrittura, fra quelle righe qualche cosa di noi, qualche cosa +che è in noi come è nelle persone finte dello scrittore, qualche cosa +anzi che è in noi ed è anche nello scrittore. E di tutti i libri +oggettivi, ontologici, positivisti del Verga, dello Zola, del Bourget, +dell'Hervieu, quelle sole pagine sopravviveranno dove, malgrado loro, +per una fatale incosciente trasgressione alle loro teorie +pseudoscientifiche, essi avranno messo un po' d'anima, un po' d'anima +loro. Ho torto? + +Questa differenza essenziale, non formale, spiega perchè il Verga +malgrado sia stato tradotto dal Rod non sia stato _compreso_ in +Francia. Al più poteva avere un successo di curiosità come rarità +esotica come siciliano. Il confronto che ella fa fra il successo del +D'Annunzio e l'insuccesso del Verga si ritorce contro di lei, così, +facilmente. + +E per lasciar questi due nomi che potrebbero far supporre al pubblico +che ella ed io difendessimo gli amici più che gli autori, guardi il +successo del _Daniele Cortis_ di Antonio Fogazzaro, e me lo spieghi. +Lì non c'è nulla (io non lo trovo nemmeno altrove dove ella lo trova +così prontamente) di questo gergo cosmopolita, di questo aggettivare +convenzionale. Lì son persone di carne e d'ossa, perdio: ma dentro la +carne e dentro l'ossa hanno un'anima profonda come un abisso e come un +sereno. + +Lasci agli Stecchetti e alle Argie Sbolenfi la convinzione che l'arte +idealista sia un'accozzaglia di _trionfale, imperiale, ducale, +minerale_. Ella sia con noi, che siamo forse pochi ma siamo nuovi e +giovani e abbiamo davanti a noi tale una via lunga, che ai nostri +occhi ansiosi essa sembra in fondo all'orizzonte confondersi col +cielo. + +In quella prefazione del _Trionfo della morte_ lasci un po' stare il +Cenobiarca e il magnanimo Zarathustra e legga in principio +quell'aspirazione a "un ideal libro di prosa moderno che sembrasse +_non imitare ma continuare_ (qui è la differenza fra sua teoria estica +e la mia) la natura, libero dai vincoli della favola, portasse alfine +in sè creata con tutti i mezzi dell'arte letteraria la particolar +vita--sensuale, sentimentale, intellettuale--di un essere umano +collocato nel centro della vita universa". + +Ella non guarda e non vuol guardare che a riprodurre la vita; per noi +l'arte è una vita superiore, è un eccesso di vitalità e di gioia +cosciente (adesso è nientemeno Alfredo Fouillée che parla); a noi +l'arte deve dare la coscienza di un massimo di energia con un minimo +di sforzo ma non nella nostra sensibilità soltanto ma anche nella +nostra intelligenza e nella nostra volontà. Questo, la natura e tanto +meno l'imitazione della natura non ci sa dare. + +L'arte agonizza? E la scienza positiva l'ha ferita a morte? Ma dove? +Ma come? Ma la scienza positiva sta troppo _giù_ per giungere a ferire +fino a _lassù_. E in questi giorni in cui Ferdinando Brunetière mostra +in un discorso mirabile _La Renaissance dell'Idéalisme_, in questi +giorni in cui Melchior de Vogue studia lo spiritualismo di Pasteur e +di Claude Bernard, in questi giorni in cui lo Zola, il vostro Zola +pubblica _Rome_, in questi giorni in cui Maeterlink mostra ansioso _Le +Réveil de l'Ave_, ella mi annuncia che l'arte agonizza? Eh via, amico +mio! + +E allora perchè ella ci promette _Il marchese di Roccaverdina_ e Verga +il terzo volume dei _Vinti_? Parleranno da oltre tomba, loro due, se è +lecito. + + * + * * + +Credo che, dopo questa difesa, mi sia inutile dire che non certo le +parlo della presente letteratura d'Italia "con una modestia che +confina col disprezzo." Sono parole sue, nel primo articolo. + +Ma però due piccole spine mi voglio levare dalle mani due spine che +senza sangue mi si son confitte nella pelle cercando gli sterpi fra i +fiori delle sue tre critiche. + +La prima spina sta nella frase: "Tutto questo l'Ojetti, lo sa meglio +di me, ma non ha voluto tenerne conto... Scriveva per una rivista +francese..." Scusi, scusi, amico mio; ma in Italia o in Francia io +scrivo solo quello che penso; e a Venezia ho detto su l'inesistenza di +una comune anima italiana e su la divisione morale e intellettuale che +è fra le razze italiane e su la turpe invasione della piccola politica +in ogni più sana terra d'Italia, cose che stimo vere e che domani +scriverei in Francia con le stesse ardenti parole. + +E la seconda spina sta nella frase: "Io accetto il cosmopolitismo +perchè voglio essere del mio tempo, perchè sono giovane."--E anche +questa spina punge la mia sincerità e me la tolgo e la gitto via. Io +constato il cosmopolitismo non lo difendo; io difendo solo l'idealismo +e non perchè sia di moda, ma perchè risponde meglio al concetto che +dell'arte mi son fatto dopo aver molto studiato e libri e pitture e +musiche e filosofie. E, se sbagliassi, a tutto ella dovrà dare la +colpa del mio errore, meno che alla mia sincerità, o (errore +accettissimo!) alla mia gioventù! Se la frase "Mi vanto d'esser +giovane" non chiudesse un nonsenso, sarebbe davvero da gridarla ai +quattro venti a testa alta, vedendo quel che i vecchi hanno fatto +della patria. + +E qui vorrei mostrarle la terza spina, ma non mi punge e la lascio +dov'è. Sa che intendo? Quell'idea di riunire l'_internazionale_ cui +aspira il socialismo, all'arte cosmopolita cui molti scrittori +aspirano. E se fosse? Certo è che _on n'etouffe pas le feu avec de la +paille_. + +A lei sarebbe dispiaciuto che io non avessi chiusa la mia difesa con +un po' di francese. + +Una stretta di mano sinceramente affettuosa dal suo + + San Giacomo di Spoleto, 13 maggio 1896. + + __Ugo Ojetti.__ + + +Ah, caro Ojetti! Dopo la sua risposta, io credo di avere più ragione +di prima. + +La sua difesa poggia tutta sopra tre o quattro equivoci. +_Cosmopolitismo_ no (la prego di credere che questa parola non l'ho +coniata io; si trova nei vocabolari della lingua italiana); +_Simbolismo_, no; parola che, secondo lei, ha troppi sensi e tutti +falsi. _Idealismo!_ Se non è zuppa è pan molle. Vede? Io ragiono +d'arte e lei mi risponde picche, cioè filosofia. + +Una delle due: o l'arte nuova, l'arte anzi dell'avvenire, si deve +ridurre a trattati più o meno astratti di psicologia individuale, e +allora non capisco perchè se n'abbiano a fare dei drammi e dei +romanzi; o quel tal concetto psicologico individualista deve prendere +forma incarnandosi in una o più persone, e allora non capisco la sua +commiserazione per le _persone vive mirabilmente disegnate dal verismo +del Verga_. Non sono forse creature umane anche quelle, quantunque +nate negli infimi gradini della scala sociale? Non soffrono, non +amano, non odiano, non appetiscono in modo che ogni uomo vi possa +ritrovare _qualche sentimento, qualche pensiero suo, una qualche +immagine fraterna_, e anche _l'anima sua compresa come una goccia di +acqua è compresa nell'infinito mare_? + +Può darsi che m'inganni, ma io suppongo che loro idealisti siano +diversi da quelle povere creature soltanto perchè la buona sorte, +l'accidente e la volontà e i facili mezzi di cultura li hanno posti o +fatti salire parecchi scalini più in su di esse. + +Hanno pure un ideale quelle povere creature, che è certamente il +nucleo, la prima forma dell'ideale umano, ma non disprezzabile, non +trascurabile, no, se è vero che niente sia trascurabile e +disprezzabile nello studio di questa multiforme umanità. + +E quelle creature sa perchè io le chiamo _persone vive_? Non perchè +sono esteriori, _disegnate mirabilmente_, ma perchè sono nello stesso +tempo esteriori e interiori; perchè ogni loro parola, ogni loro atto +rivela uno stato d'anima--passione, calcolo, brutalità, +sentimentalità--e non già per indicare, come segno algebrico, il tale +o tal'altro principio psicologico che passa pel capo dell'autore, ma +perchè proprio _continuano_ nel libro _la Natura, perchè proprio +portano in sè creata con tutti i mezzi dell'arte letteraria la +particolar vita sensuale, sentimentale, intellettuale, di esseri umani +collocati nel centro della vita universa_, come vuole il D'Annunzio +nella prefazione-programma da lei citata. Questo bel programma +(accenniamolo di passaggio) il Verga nè altri hanno stimato opportuno +metterlo in fronte a un loro libro; gli sarebbe parso d'insultare i +lettori, supponendoli così ignoranti da non sapere cose +elementarissime. Non le pare? I programmi bisogna lasciarli imbastire +ai signori provveditori delle scuole. Gli artisti devono metterli in +atto; e il lor dovere d'artisti, perchè, come diceva il buon marchese +Colombi: + + Le accademie si fanno o pure non si fanno. + +--Noi creiamo _dei tipi_!--dice lei. + +Peggio per loro. Il tipo è cosa astratta: è l'_usuraio_, ma non è +Shylock; è il _sospettoso_, ma non è Otello; è l'_esitante_, il +_chimerizzante_, ma non è Amleto, e via via. Potrei facilmente +moltiplicare gli esempi; ragionando con lei, basta un semplice +accenno. + +Dei _tipi_? Ma tutta la letteratura moderna è la negazione di questo +principio estetico classico, già sorpassato; lo afferma +involontariamente lei stesso quando parla d'_individualismo_. L'arte, +sissignore, oggi crea (quando riesce a crearli) individui non tipi. +L'artista moderno si è convinto--e a questo convincimento l'ha indotto +la scienza--che ogni creatura umana è un mondo a parte, immensamente +ricco, immensamente vario, quasi altrettanto infinito quanto +l'universo. + +L'arduo, il difficile sta nel penetrare, nello scrutare quell'abisso e +illuminarlo con la viva luce dell'arte. + +Con lei, filosofo, posso anche permettermi certe formole metafisiche, +e aggiungere: ogni individuo è il pensiero umano sotto una data forma +particolare di carne, sangue, ossa, che è quanto dire di sensazione, +di immaginazione, di riflessione. Il mondo non esiste e forse non può +esistere altrimenti che con quella forma. L'ideale dell'albero, +dell'animale, dell'uomo non l'ha visto nè lo vedrà mai nessuno; ma +questo o quell'albero, sì; ma questo o quell'animale, sì; ma questa o +quella creatura umana, sì. Dell'ideal mondo ragionino a lor posta i +filosofi, che fanno bene ad astrarre; è il loro mestiere. Il mestiere +dell'artista è l'opposto. Ogni artista dovrebbe poter dare la stessa +risposta del Goethe a chi gli domandava qual concetto filosofico +avesse egli inteso adombrare col Fausto:--Oh, io non son uso di +poetare astrattezze!-- + +Dei _tipi_! Ma le creature dell'arte diventano _tipi_ da per loro, per +intima virtù propria, quando riescono persone _vive; e rivelano_ +(senza volerlo, aggiungo io) _nuovi significati della Vita_, e +_problemi dell'Anima_. E questo fanno--mi dispiace di doverla così +apertamente contraddire--anche i contadini dei _Malavoglia_ e i +signorotti dei _Vicerè_. Non _ci hanno pensato e non potevano mai +pensarlo costoro_--qui lei ha ragione; ci pensavano però, per conto di +essi, il Verga e il De Roberto che li hanno creati di sana pianta, con +lungo lavoro di osservazione e d'immaginazione e non con semplice +meccanismo fotografico. D'immaginazione sopra tutto, dopo che il +materiale, penosamente e diligentemente raccolto, si è organizzato +nella loro fantasia e si è individuato in quei tali personaggi. Il +nuovo ideale della Vita, il nuovo problema dell'Anima--tutte e due con +l'iniziale maiuscola, come lei le scrive--sono stati precisamente le +forze che hanno spinto quegli artisti a creare. + +Per questo tutto è condensato, tutto è concentrato, tutto è visto di +scorcio nella loro rappresentazione narrativa. Nella realtà non è +così; ed ecco in che modo l'Arte riesce ad essere una Natura più +elevata, più purificata, _idealizzata_, come direbbe lei e come dico +pure io. + +Nel Verga quel suo particolar ideale prende un senso di commozione, di +pietà; nel De Roberto, diventa un atteggiamento di ironia contenuta, +di spietata crudezza: senso e atteggiamento che s'intravedono, che +s'indovinano tanto meglio, quanto più i personaggi e i loro atti, e i +loro sentimenti sono esposti oggettivamente, e quanto meno si scorge +che tali atti e sentimenti abbiano qualche relazione col pensiero +individuale dell'autore. + +E questo, caro Ojetti, è _individualismo_, è _idealismo_ dei più +schietti e dei più sinceri. E quando io dico che nel D'Annunzio ciò +non avviene, o avviene a intervalli, sì che l'organismo dell'opera +d'arte ne soffre, non intendo biasimare l'elevatezza del concetto che +vorrebbe informare i _Romanzi della rosa_ e i _Romanzi dei gigli_. +Intendo dire che vorrei meno rose e meno gigli sul frontespizio, meno +programmi nelle prefazioni, e più creature vive nel testo; vive in +quel loro ambiente elevato, aristocratico, filosofico, _ideale_, se le +pare che così possa dirsi. + +Le scrivo da quell'alta scrivania che lei sa, con attorno quei bei +scaffali che le è piaciuto ricordare, a la smagliante luce di questo +bel giorno di maggio che invade il mio studio dalle sue quattro +finestre. E negli scaffali posso scorgere da qui, in volumi dalle +coperte pergamenate, Platone, Hegel, e Guyau, e Fouillée, e Tolstoi, e +Dostojewski, e Maeterlink, e Ibsen, e Björnson, e il _mio_ Zola, come +lei dice con sottile ironia, e i _miei_ Verga e De Roberto--questo lo +dico io e ne sono orgoglioso--e il _suo D'Annunzio_ che, se me lo +permette, è un tantino anche _mio_, lei lo sa. (Gli ho letti e +studiati e li rileggo e li ristudio anch'io; non li ho comprati +soltanto per ornarne gli scaffali). E sul rotondo tavolino di mezzo, +veggo il _Rome_ dello Zola mandatomi dall'autore, e che aspetta che io +lo rilegga per intero, perchè ne ho letto saltuariamente parecchi +capitoli nelle appendici del _Journal_ e della _Tribuna_. + +Eh, no, caro Ojetti--e questo non mi sembra il minore dei suoi +equivoci--no, quel romanzo non è per me un argomento di dimostrazione +in favore delle mie teoriche. + +Da un critico arguto come lei e sdegnoso di ripetere +pappagallescamente le opinioni degli altri, io non mi aspettavo di +sentirmi dire che _sono stato e sono uno dei capi dei naturalisti +italiani_. Mi ha tirato in ballo e perciò sopporti che io parli di me. + +La mia meraviglia le parrà vanità, orgoglio e peggio. Essa suppone che +lei abbia letto tutte le cose mie, dai _Profili di donne_, mio primo +libro, al _Drago_ libro di novelline per bambini e al _Raccontafiabe_. +Convenga però che io mi meraviglio con ragione, sapendo quanto lei sia +coscienzioso nei suoi giudizi. + +Io _naturalista_? Ma quando e perchè? + +Perchè quasi vent'anni fa ho dedicato un mio romanzo allo Zola? E in +che modo, di grazia, le mie _Paesane_, concepite e scritte con metodo +che si può dire l'opposto da quello usato dallo Zola, debbono +appartenere allo _zolismo travestito da siciliano_? E le mie +_Appassionate_ e le fiabe del _C'era una volta..._ e il +_Raccontafiabe_ (ho torto credendole opere d'arte?) e _Profumo_ sono +dunque tutti _zolismo mascherato_? Davvero? + +Un critico francese, (mi sia concesso quest'impeto di vanità che sarà +il primo e l'ultimo, glielo giuro) un critico francese, anni fa, +scriveva di me: _La nature extérieure n'est pour lui come elle est +pour beaucoup d'autres, la gran tout dont l'homme n'est qu'une +parcelle, qui le domine, qui lui impose ses sensations, qui tyrannise +sa volonté--décor immense dans lequel se fond tout le théâtre. Loin de +là, il la voit et la laisse au second plan.--L'homme seul lui paraît +digne d'intéret... N'est-il pas plaisant de constater cette +indifférence pour le monde matériel chez un écrivain auquel on a +attaché l'étiquette de réaliste?_ E conchiude: _M. Capuana est bien +plus près de nier la réalité du monde extérieur que celle de la +personnalité humaine. Volontiers il s'écrierait avec le poète:_ + + _En spectacle pompeux la nature est féconde,_ + _Mais l'homme a des pensées bien plus grandes que le monde._ + + (_Édouard Rod_, Études sur le XIX siècle, pag. 179). + +Ho citate queste parole perchè non contengono lodi, ma affermano un +fatto. E le ho citate perchè a me, supposto uno dei capi dei +naturalisti italiani, sembrano esattissime. + +Ed ecco perchè il _Rome_ dello Zola non mi servirà a rinforzare le mie +teoriche, ma mi servirà a combattere le sue. Il _Rome_ è la più +splendida dimostrazione della mia fede, ma in senso negativo: è un +romanzo dove il concetto astratto non è riuscito a prendere forma +vitale. Non ostante l'etichetta naturalista, il _Rome_ è un romanzo +eccessivamente _idealista_, e per questo, secondo me, sbagliato di +sana pianta. Tenterò di dimostrarlo fra qualche giorno, appena avrò +rilevato gli altri equivoci della sua _difesa di Empedocle_. + +Ed ora, un'ultima parola. Non abbia timore; a proposito del Verga e +del D'Annunzio, non si potrà sospettare che lei ed io volessimo +difendere più gli amici che gli autori. Soltanto gl'imbecilli +potrebbero creder questo, e non dobbiamo curarci degli imbecilli. Io +sono amico del D'Annunzio quasi quanto lei; e metto il quasi per +indicare il grado d'intimità, perchè dovrei dire: più di lei, se +volessi badare agli anni. Lei era certamente un bambino, quando io +passavo molte belle ore assieme con lui, con lo Scarfoglio, con Giulio +Salvadori, col Fleres e parecchi altri, nell'antico e modesto caffè +Aragno, che non aveva gli ori e gli specchi dell'attuale ma era più +simpatico assai. + +Lei m'invita:--Sia con noi, che siamo forse pochi, ma siamo giovani e +abbiamo davanti a noi tale una via lunga che ai nostri occhi ansiosi +essa sembra in fondo all'orizzonte confondersi col cielo.-- + +Ma volentieri, caro Ojetti; se non che oggi, in questa discussione, +veda stranezza! mi sembra che il vecchio sia lei e il giovane sia +io... non d'anni, ahimè! ed è la sola cosa che mi dispiace. + + +V. + +E per non fare una discussione campata in aria, mi permetta di tornare +su le _Vergini delle Rocce_ e specialmente su Claudio Cantelmo. + +Non badiamo all'esteriore, lei dice, ma a quel che l'anima nostra ha +di più profondo, di veramente umano. + +Siamo d'accordo. Voglio credere però che lei non arrivi fino al punto +di negare che quest'anima umana abbia una qualche piccola relazione +col corpo che la riveste, col corpo che si è creato, direbbe un +egheliano, col corpo che le è stato creato e nel quale è stata infusa, +direbbe un tomista. Voglio credere che lei non arrivi fino al punto di +negare che l'anima nostra possa rivelare quel che ha in sè di più +profondo e di più umano altrimenti che con le azioni, col carattere, +con le passioni; e non solitaria, ma in relazione con altre anime +rivestite di corpo al pari di essa. Voglio credere finalmente, che lei +non arrivi al punto di negare che c'è una logica severa a cui le +volizioni e le azioni dell'anima nostra debbono necessariamente +conformarsi, anche nell'errore; e che, tanto nella vita quanto +nell'opera d'arte, la creatura umana la quale si mette a un'impresa +con mezzi disadatti al suo intento è da giudicarsi o pazza o +imbecille, o per lo meno non sana. In questo caso è inutile parlare +d'ideali, se pure non si voglia dimostrare, come afferma il proverbio, +che dal detto al fatto corre gran tratto. + +Il concetto che agita la mente di Claudio Cantelmo, non c'è da ridire, +è idealissimo: Creare o rifare quell'aristocrazia dell'intelligenza +che operi e pensi per conto delle plebi umane, e le foggi a sua +immagine e le costringa, con la forza materiale e spirituale, a +realizzare un'alta idea di virtù e di bellezza! + +Corbezzoli! + +Se non che cotesto idealissimo concetto è vecchio quanto il mondo. La +natura, la società, dalle prime albe della creazione finora, non hanno +fatto altro che incessantemente incarnarlo a traverso tutte le varie +accidentalità e vincendole sempre. La storia è il registro immortale +degli immani sforzi, dei dolorosi travagli, delle gloriose vittorie +dello Spirito lungo il corso dei secoli: ed ella ha ancora molte e +molte pagine bianche dove registrare altri sforzi, altri travagli, +altre vittorie nei secoli avvenire, fino a che questo nostro sistema +solare non si sarà estinto nello spazio. + +E neppure allora lo Spirito, umano o divino che si voglia dire, morrà. +Noi abbiamo coscienza netta e ferma che egli ricomincerà da capo le +sue lotte e le sue vittorie. Ha l'infinito davanti a sè, nello spazio +e nel tempo. Altro che la via lunga, che sembra confondersi in fondo +all'orizzonte col cielo, dei giovani idealisti come lei! + +Si metta ora una mano su la coscienza e risponda a questa mia +interrogazione: + +--È creatura viva Claudio Cantelmo? È almeno creatura equilibrata, +sana, da poter dare l'illusione che essa continui nelle pagine del +libro le pagine della vita? + +Se l'autore avesse voluto farne un Don Chisciotte dell'ideale +aristocratico, non fiaterei più. Ma questa intenzione satirica non +trasparisce da nessun rigo o mezzo rigo del volume. Il D'Annunzio ha +anzi sfoggiato pel suo protagonista una magniloquenza epica di stile +ammirevole davvero e di cui egli solo è capace; magnificenza troppo +monotona forse, e qua e là un po' bolsa, che fa pensare di tratto in +tratto a la figura della pazza principessa Aldoina Montaga da lui così +ben descritta: "La carne del mento s'increspava su i monili ond'era +cinto il collo. E quella enormità pallida e inerte mi risuscitò +nell'immaginazione non so qual figura sognata di vecchia imperatrice +bizantina, al tempo d'un Niceforo o d'un Basilio, pingue ed ambigua +come un eunuco, distesa in fondo alla sua lettiga di oro". + +E tanta magniloquenza il D'Annunzio l'ha sfoggiata appunto perchè gli +è parso di mettersi così all'unisono con la magnificenza della sua +creatura, con la romulea grandiosità dell'ideale di essa. + +Dov'è qui il _tipo_? Intendo dire la creatura umana viva, che, se sa +quel che vuole, sappia egualmente come attuare la sua volontà con +mezzi umani, nella società dove il caso l'ha fatta nascere e dove le è +forza di vivere e di agire? Claudio Cantelmo intende forse la società +che lo attornia? Da pensatore idealista, qual vuole mostrarsi, capisce +forse quel che c'è di passeggero, di accidentale in essa? Indovina +forse quale virtù vivificante la pervade intimamente, nascostamente? +Sospetta forse che il dominio di certe forze sfugge alla più forte +volontà umana, e che è assoluta stoltezza soltanto pensar di +infrenarle e regolarle? Quelle, appunto, della generazione. Carlo +Bonaparte e Letizia Ramorino a tutt'altro badavano, procreando, che a +plasmare il prossimo imperatore dei francesi, il rimescolatore della +nuova Europa. + +--Il futuro re d'Italia! Il geniale tiranno che dovrà ristorare la +razza italiana ed elevarla "_al più alto splendore di sua bellezza +morale_!" + +Ma, se occorrerà pure, cotesto genial tiranno l'istinto della razza +saprà probabilmente cavarlo fuori da qualche ignoto grembo di ben +costituita creatura popolana e infondergli l'anima grande e il +vastissimo intelletto, meglio assai della covatrice artificiale di +Claudio Cantelmo! E lo metterà fuori al momento opportuno, come ha +fatto sempre, e ultimamente fra noi creando Mazzini, Garibaldi, +Cavour, Vittorio Emanuele per altro non meno nobilissimo e santissimo +scopo. + +Se queste cose le so io, che non sono idealista e pensatore del +calibro di Claudio Cantelmo, a più forte ragione avrebbe dovuto +saperle lui, se fosse stato davvero _persona viva_. + +Mi sono ora espresso a bastanza chiaro, perchè non possa più esser +frainteso allorchè parlo di _persone vive_, e perchè non abbia a +sentirmi attribuire la sciocchezza che unicamente le persone +materiali, esteriori debbano in arte stimarsi vive? Mi pare di sì. + +Ed ora eccoci a un ultimo equivoco. + +Io le ho detto: l'Arte agonizza perchè la riflessione e la scienza la +uccidono. Non me la son cavata dal mio cervello questa sentenza di +morte. La storia letteraria universale ci dimostra come la riflessione +e la scienza vadano di mano in mano falcidiando le forme artistiche, +peggio che non facesse Tullio Ostilio coi famosi papaveri. Dove sono +più l'epopea e la tragedia? Qualcuno arriva oggi a domandarsi, e in +Francia: Dov'è mai più la commedia? + +Lei mi risponde citando la _Renaissance de l'Idealisme_ del +Brunettière, gli studi del visconte De Vogüe intorno allo +spiritualismo del Pasteur e di Claudio Bernard, e _Le réveil de l'Âme_ +del Maeterlink. Ma chi le ha mai negato che lo spiritualismo rinasca? +E chi ha osato mai insinuare che non faccia bene a rinascere? Lei sa +benissimo che spiritualista sia io; ne abbiamo ragionato insieme, e a +lungo, mesi fa. + +Avrebbe potuto meglio rispondermi: Morta una forma d'arte, ne vien +fuori subito un'altra; non c'è più il poema, ma c'è il romanzo; non +c'è più Shakespeare, nè Molière, nè Goldoni, ma ci sono l'Ibsen e, +meglio, i drammettini del Maeterlink a proposito del quale si è fin +parlato di Shakespeare redivivo. + +--_Eh, via, amico mio!_--Mi conceda di ripetere le sue parole. + +In quanto poi a quel che resterà o non resterà di certa produzione +letteraria moderna, è meglio lasciar là la profezia. Chi ne può saper +niente? Il futuro è pieno di sorprese. Nessuno degli autori da lei +citati si è mai figurato che tutta la sua produzione o gran parte di +essa arriverà ai lontani nepoti sana e piena di vita; ognuno di loro +si stimerebbe fortunato se uno solo dei suoi romanzi, una sola delle +sue novelle contenesse in sè tanta virtù da conquistare l'immortalità. + +E questo può dirsi tanto dei _naturalisti_ quanto degli _idealisti_; e +sa, caro Ojetti, perchè? Perchè l'avvenire è giusto, tardo nel +giudicare talvolta, ma imparziale. Lo avvenire non dirà agli scrittori +che han lavorato per esso (questa illusione è necessaria a tutti +):--Su, fuori la tessera di etichetta. È naturalista lei? È +idealista?--Si occuperà soltanto di vedere se mai qualcuno di loro +abbia o no fatto opera d'arte, indipendentemente di qualunque +filosofia, di qualunque positivismo scientifico, di qualunque concetto +aristocratico e plebeo. E riporrà nel Panteon delle creazioni +immortali soltanto quella che avrà più vigorosamente incarnato +l'ideale concetto dell'opera d'arte. + +Terribile cosa, caro Ojetti! + +E pensare che Omero e Dante e lo Shakespeare non sapevano niente di +realismo e d'idealismo e d'altri consimili _ismi_! E intanto han messo +al mondo quelle cosettine che si chiamano _Iliade_, _Odissea_, +_Commedia_, _Otello_, _Amleto_, _Re Lear_! + +Infine, si ricordi che io ho parlato di agonia non di morte dell'Arte. +C'è ancora molto spazio di tempo per loro giovani pieni di fede e di +buona volontà. All'opra dunque e: + + Viscottu, ventu 'mpuppa e barca lesta! + +come dice un poeta vernacolo mio concittadino. Lei non dubiterà, +spero, della sincerità di quest'augurio. + + + + +LA CRISI DEL ROMANZO + + +I. + +Ragioniamone poichè ne ragionano tanti altri. + +Dunque il romanzo moderno è malato, e i dottori che si affollano +attorno al suo letto, e fanno la diagnosi del male da cui è abbattuto +e che ne minaccia l'esistenza, non ci sanno ancora dir niente di +chiaro su la soluzione della crisi. + +A dar retta alla gente, questo povero romanzo moderno è una creatura +infermiccia, o uno di quegli organismi facili a prendere ogni +malattia. Dev'essere però anche un organismo molto resistente, se di +tratto in tratto sentiamo dire che ha lasciato il letto, che sta +benissimo e che va pel mondo vispo e allegro, roseo e ringiovanito, +quasi non fosse mai stato malato in vita sua. + +Tempo fa aveva avuto un accesso di _romanticismo_; febbre a quaranta +gradi, allucinazioni, delirio! + +Un dottore disse: + +--È bello e ito! Se gli si potrà somministrare una buona dose di +_naturalismo_ e di _sperimentalismo_, forse, chi sa!... + +E quella specie di chinino infatti fece il miracolo. + +Il malato non solamente si rimise in salute, ma ingrassò tanto che non +sembrava più lui. Qualcosa però gli si era guastato nel cervello; da +bravo figliuolo, onesto, morigerato e col timore di Dio, che era prima +era diventato assiduo frequentatore di bettole e di donnacce; +sbraitava canzoni oscene, e nelle conversazioni si lasciava scappare +di bocca sconcezze di ogni sorta, senza badare alle ragazze e ai +bambini che si trovavano presenti. Alla fine, bevi, bevi, una sbornia +oggi, un'altra domani, rieccolo all'ospedale, col _delirium tremens_! + +--Ben gli stia!--diceva la gente pulita.--Lasciatelo morire; meglio +per lui e per noi. + +I dottori intanto volevano sperimentare non so qual nuovo rimedio +trovato allora allora dalla scienza; tentare non nuoce, specialmente +quando il male è assai grave; e tentarono. Iniezioni sottocutanee di +_psicologismo_ in tutte le parti del corpo: non gli rimase un +centimetro di pelle intatta dalle punture della siringa Pravaz. E il +_delirium tremens_ fu vinto. + +Il malato uscì dall'ospedale, riprese le sue faccende; ma era così +mutato di carattere da riconoscersi a stento. Non più canzoni oscene, +non più bettole, non più donnacce; aveva un sacro orrore del vino e +delle bibite alcooliche; mostrava un'eccessiva affettazione di vestir +bene, di frequentare l'alta società, misurato nei gesti, gentilissimo +nelle maniere, e un po' ammalinconito. Per cose da nulla si scrutava +dentro, faceva lunghi esami di coscienza; voleva indagare il perchè di +ogni suo sentimento, di ogni suo atto, e farlo sapere a tutti, con +cert'aria dottorale che spingeva la gente a guardarlo in viso. +Dapprima, la novità di vederlo trasformato in quel modo lo aveva reso +interessante; ma, a lungo andare, quei suoi sproloqui, quelle sue +divagazioni divennero insopportabili. Non era cosa naturale. Si capì +che il rimedio lo aveva guarito, sì, del _delirium tremens_, ma gli +aveva inoculato un male peggiore. + +Se non era stato molto divertente con le sue sconcezze e con le sue +sbornie, con la prosopopea psicologica era mortale addirittura. E poi, +gonfiava, gonfiava, quasi la siringa Pravaz, assieme col +_psicologismo_, gli avesse introdotto sotto la pelle molt'aria. +Dovevano vederselo, un giorno o l'altro, crepare davanti agli occhi +come una vescica troppo tesa? E lo ricondussero all'ospedale. + +Ed è lì ancora, non dico tra la vita e la morte, ma seriamente malato. +I dottori, se sono concordi intorno alla diagnosi dell'attuale +malattia, non vanno punto di accordo intorno al rimedio da +somministrare. Chi propone una cura ricostituente di _idealismo_ o di +_neo-cattolicismo_; chi sciroppi di _simbolismo_ e anche di _lirismo_. +Speriamo che s'intendano finalmente tra loro, e che non accada quel +che dice il proverbio: Mentre i medici si accapigliano, il malato +muore. + + * + * * + +Una relazione, molto accurata e molto ben fatta, delle varie malattie +del romanzo moderno ho letto in questi giorni in una promettente +rivista napoletana;¹ la conchiusione è questa: + + ¹ _La rivista contemporanea_, anno 1, N. 1. La crisi del romanzo + di __Raffaele Gioffredi__. + +"Dal crudo naturalismo, che già pare definitivamente abbandonato e +dall'idealismo assoluto, contro cui si ribella la coscienza +scientifica dei nostri tempi, pare che l'arte disorientata e pur +imperiosamente necessaria alla vita moderna, si raccolga in +un'atmosfera di superiorità aristocratica. Già in tutta l'arte +contemporanea si osserva la tendenza ad una obbiettivazione sempre +crescente dei suoi fini; non forse dal sentimento che l'arte debba +essere la cultura di ogni elemento di bellezza, debba prolungare +l'intima necessità del sogno, deriva tutta la fortuna di cui gode +presentemente la musica e la poesia che ha temperate le ali dei ritmi +a delle idee musicali? + +"E così quando un artista vorrà narrare agli umani, ad alleviare in +loro la stanchezza della vita vissuta, qualche superbo suo sogno, +scriverà un'opera dove tutte le essenze della bellezza saranno +rivelate ad occhi mortali, e vi palpiterà dentro l'eco di un mondo +affascinante, e ne sorgeranno in uno splendore di aurora imagini di +forza, di grazia, di armonia. + +"Questo sarà il romanzo dell'avvenire: un poema che si servirà d'una +prosa più nitida del marmo, più fluente di qualunque regale corrente +di acqua, più complessa e più varia dei cieli notturni. Aspettiamone +l'evento." + +Aspettiamo pure. Intanto, poichè il malato non ci sente, discutiamo +del suo male. + +Ho un'idea un po' stramba e la voglio dire. + +Io credo che il preteso malato sia uno di quegli organismi così bene +impostati da poter campar cento anni. + +Ha un difetto: dà troppo retta ai consigli dei medici e si rovina la +salute. + +Quando i dottori credono che egli abbia la febbre tifoidea del +_romanticismo_, prendono un abbaglio; scambiano per tifoidea una +semplice febbricciuola di crescenza, e rischiano di ammazzarlo con le +loro grosse dosi di _naturalismo_ e di _sperimentalismo_. + +Ingrassa, alza il gomito fuor di misura, si perde dietro le donnacce, +parla sboccato? Dio mio! C'è da meravigliarsene? Bisogna pure che la +giovinezza si scapricci e si sfoghi; non si è mai savii a venti anni. +Che _delirium tremens_ ci andate contando! Qualche scossettina di +nervi; eh, via! Passerà. Le persone ragionevoli avrebbero detto così; +ma fate capir questo ai dottori! + +--_Psicologismo_ ci vuole! Serietà! Non siamo per niente nel secolo +della scienza positiva! + +Ed ecco come l'hanno conciato, povero diavolo! + +Ebbene: se lo lasciassimo stare un po' tranquillo? Se gli +permettessimo di seguire liberamente gli impulsi del suo istinto, +della sua natura? Se invece di parlargli di ricostituenti _idealisti_ +o _neo-cattolici_, di sciroppi _simbolistico-lirici_, ci risolvessimo +a dirgli: + +--Su, caro amico, vivi, agisci come ti pare e piace; mangia quel che +meglio ti garba, quel che più si confà col tuo stomaco, e non dar +ascolto a nessuno? Scommetto che il povero romanzo contemporaneo non +farebbe più guadagnare neppure un soldo ai medici e agli speziali, e +andrebbe attorno sano, bello, vigoroso come madre natura lo ha creato, +con gran piacere di lui e di tutti noialtri. + + * + * * + +Smettiamo il parlar figurato, ragioniamo seriamente. + +Che ha da spartire il romanzo con la filosofia, con la scienza, con la +religione? Dopo la mala prova del _romanzo sperimentale_ escogitato +dallo Zola, avremmo dovuto capirlo. + +Già io non credo che lo stesso Zola abbia mai preso sul serio la sua +ricetta. Aveva bisogno di un motto, di una bandiera per mettere in +vista l'opera sua; e, trovatasi tra le mani la _Scienza sperimentale_ +di Claudio Bernard, visto l'esempio del Taine che adattava, forzandoli +un po', i criterii delle scienze naturali alle belle arti e alla +letteratura, immaginatosi che un romanzo opera di arte e di scienza +sarebbe stato certamente una bella novità, imbastì in fretta e in +furia la teoria del romanzo sperimentale e la predicò ai quattro +venti. + +La novità c'era, senza dubbio, ma non era precisamente quella da lui +bandita; non consisteva nel dimostrare per mezzo della finzione +artistica un principio scientifico, ma piuttosto nell'assimilarsi il +metodo di osservazione, dentro i limiti, s'intende, consentiti +dall'indole e dalla natura dell'opera d'arte; anzi la precisa novità +si riduceva alla coscienza più chiara, più categorica, del dovere +dell'artista di dare al suo lavoro un fondamento di osservazione +diretta e nel lasciare ai fatti, ai caratteri, alle passioni la loro +piena libertà di azione, senza mescolarvi i suoi particolari criterii: +insomma nell'imitare proprio la natura, che mette al mondo le creature +e le abbandona a sè stesse e al giudizio della società. + +Tale cosa era avvenuta, da un bel pezzo, nel teatro; lo Shakespeare +aveva praticato quel metodo in modo supremo. + +Si trattava in fine di metterlo in pratica anche nel romanzo. Non era +facile. Occorreva un genio per lo meno uguale a quello del gran +tragico inglese, istintivo, incosciente come lui; e la Natura non si +era trovata, chi sa perchè, in caso di crearlo. Ma un'opera di arte ha +più genio di tutti gli artisti presi insieme; e il romanzo, visto che +il suo uomo tardava a comparire, si è risoluto a tentare parecchie +prove parziali, più meno estese, più o meno riuscite, pur di +raggiungere, in un modo o in un altro, il perfezionamento del suo +organismo. E l'ha raggiunto. + +Una cosa però è il romanzo, e un'altra i romanzieri; non dobbiamo +confonderli. E non si deve credere che l'organismo di un'opera di arte +sia qualcosa di astratto, perchè ha bisogno, per manifestarsi, di +particolari incarnazioni nelle particolari opere di questo o di +quell'artista. Niente di più reale di questa creduta astrattezza che +dà forma e realtà a migliaia di opere di arte, le quali rappresentano, +come direbbero i metafisici, tutte le possibità di essa, e avranno +ancora molto da fare prima di giungere ad esaurirle. + +I romanzieri _naturalisti_ o _sperimentalisti_ che si vogliano dire, +mettevano in atto, esagerandola, come accade sempre, una di queste +_possibilità_, e anche svisandola. Un'opera di pensiero--giacchè la +immaginazione è una forma inferiore del pensiero--non può non +risentire le influenze dell'ambiente in cui viene alla luce. Correvano +i bei tempi del naturalismo scientifico, del positivismo, e sarebbe +stato assurdo pretendere che i romanzieri potessero fare a meno di +servire ai loro lettori pietanze materialiste e positiviste. Ma lo +sbaglio lo commetteva loro, non il Romanzo. Il Romanzo li lasciava +fare perchè ci aveva il suo tornaconto. I romanzieri confondevano il +concetto materialista col metodo positivo: e intanto che essi +commettevano l'imbroglio, il Romanzo però si serviva anche del metodo, +lo metteva in evidenza, lo faceva insensibilmente penetrare nella loro +coscienza; ed essi, non accorgendosi del tiro che veniva lor fatto, +continuavano a ciarlare a tutto spiano di naturalismo di positivismo, +di verismo, di sperimentalismo e simili teoriche, le quali hanno poco +o niente che vedere con l'arte. + +In un certo paese di questo mondo, la questione è stata capita +dirittamente; i novellieri e i romanzieri di quel paese non hanno +infatti parlato di naturalismo o di sperimentalismo; e poichè pareva +occorresse che mettessero fuori una bandiera anche loro, per avere un +segno attorno a cui raccogliersi durante la mischia, inalberarono il +vessillo del _verismo_, il quale accennava particolarmente più al +_metodo_ che non alla materia di cui l'arte loro si serviva. + +E in quel tale paese c'è stato qualcuno che ha applicato il metodo con +rigore straordinario, raggiungendo quasi di primo acchito il limite +oltre il quale l'opera d'arte, se imprudentemente vi si avventura, +perde la sua caratteristica, diventa qualcosa di ibrido, d'infecondo, +e corre pericolo di rimetterci la pelle. + +Ma di quel povero paese e di quel tale _qualcuno_ io non voglio neppur +fiatare, per paura di sentir dire che voglio vantare i tagliatelli di +famiglia. + +E poi, non è passata in cosa giudicata che la letteratura narrativa +italiana non conta niente? Siamo noi stessi i primi a proclamarlo dai +tetti; e il voler ora insinuare che essa abbia qualche valore può +sembrare aberrazione. Zitti, dunque! + +Il povero romanzo contemporaneo vorrebbe comportarsi da indifferente +con tutte le materie d'arte, materialismo, psicologia, idealismo, +misticismo, neocattolicismo; ma inutilmente egli grida:--Sono Romanzo +e tale voglio restare, unicamente romanzo, unicamente opera +d'arte!--Nessuno gli bada. + +Il bello poi è che i critici e il pubblico se la prendono con lui; +quasi che il colpevole sia proprio lui e non i romanzieri mezzi +artisti e mezzi scienziati, esseri neutri che non appartengono per ciò +nè alla scienza nè all'arte; quasi che i critici non abbiano +contribuito e non contribuiscano ogni giorno, dal canto loro, a +ingarbugliare la matassa, a confondere i critici degli artisti e del +pubblico. + +Il Romanzo non c'entra per niente in questa baraonda. Egli non +vorrebbe far altro che cavar fuori creature vive da qualunque materia; +metterle al mondo con la stessa varietà, con la stessa prodigalità +della Natura, ma superiori a quelle della Natura, perchè non soggette +alla schiavitù delle contingenze e alla fatalità della morte. +Qualunque sia lo stato sociale, quali che siano i sentimenti, le +passioni, le opinioni politiche, le credenze religiose, le convinzioni +scientifiche dei personaggi, il Romanzo vorrebbe riprodurre non il +meccanismo ma proprio la funzione normale o anormale di quegli +elementi così disparati, nel loro cuore, nella loro mente e quindi nei +loro atti e nella complicazione di questi... + +Ma forse lo lasciano liberamente agire? + +E in questa opera d'impedire al povero Romanzo ogni naturale +movimento, critica e pubblico sono così accecati, da non capire +neppure gli scherzi che il Romanzo si permette, allucinandoli di tanto +in tanto, facendoli andare in visibilio dietro apparenze di nuove +forme, come è accaduto ultimamente coi romanzi russi. + + +II. + +Bisogna innanzi tutto metter _fuori di causa_ il publico, come dicono +i legali. Egli legge, riceve impressioni, e non discute; o, se +discute, ragiona senza sofistiche sottigliezze di scuole e di metodi, +e sopratutto non confonde mai, o raramente, il concetto con la forma. +Ne abbiamo uno stupendo esempio in Italia. + +Nel più bel tempo della nostra letteratura politica, quando la lirica, +la drammatica, il romanzo erano avvisaglie, scaramucce, battaglie +contro la dominazione straniera e l'influenza clericale, appaiono +inattesamente i _Promessi Sposi_. Il pubblico non si cura dei +lombardismi, nè del concetto di rassegnazione cristiana che i critici +vi scoprono; gli basta l'opera d'arte e lascia dire. Il Manzoni +_risciacqua in Arno_ la sua prosa; i critici, chi lo loda, chi gli +rimprovera di aver guastato lo stile del suo romanzo: il pubblico +gusta di più in più l'opera d'arte, e lascia dire. Viene il +Settembrini e scomunica i _Promessi Sposi_ come lavoro reazionario, +appunto quando si gridava da ogni parte: _O Roma, o morte!_ Per +ammazzare qualunque altro romanzo, ci sarebbe voluto meno assai. Il +pubblico sorride alla tirata dell'onesto patriotta, e continua a +leggere i _Promessi Sposi_ e ad ammirarli sempre più. + +E quando un altro professore avea messo in un mazzo il Guerrazzi e il +P. Bresciani, cioè il diavolo e l'acquasanta, il pubblico non si era +scandalizzato e gli avea dato ragione. Gliela aveva anzi data +anticipatamente, cominciando a lasciar da parte le _Battaglie di +Benevento_, gli _Assedii di Firenze_, le _Beatrici Cenci_ come armi +già inservibili, da riporre nei musei per gli storici e per gli +archeologi dell'avvenire. + +Mettiamo dunque _fuori di causa_ il pubblico. + +Ecco là un francese, critico di professione, che vuole spiegarsi il +fenomeno dell'entusiasmo prodotto in Europa dai romanzi russi. + +Quel critico è un ingegno sottile, e conosce benissimo la letteratura +romanzesca del suo paese. Infatti egli scorge subito che le crisi di +coscienza, le lotte dell'anima per affrancarsi dall'oppressione dei +pregiudizi e delle convenzioni sociali sono concetti di antica data: +tutta la produzione francese della metà di questo secolo n'è +riboccante, dall'Hugo e dalla Sand al Balzac, al Flaubert e allo Zola. +Egli crede per ciò, e mi servo delle parole della relazione citata, +"che tutto il patrimonio di sentimenti e d'idee, di cui i romanzieri +russi han dato per così dire la rifazione in una _forma nuova_, +passando per più vergini spiriti, arricchitosi di quelle speciali +visioni e concezioni che ogni razza porta nella vita e nella storia, è +parso un mondo affatto originale e diverso da ogni altro". + +Ho sottolineato io le parole: _forma nuova_ per notare che il critico +si è ingannato. Neppur quella forma è _nuova_: o meglio non era più +così nuova, come egli immagina, al tempo della sua prima rivelazione +all'Europa. I romanzieri russi, quei due o tre romanzieri russi che +sono davvero grandi artisti, avevano soltanto fatto sviluppare, per +istinto più che per riflessione, il germe della impersonalità +artistica, che è la più alta conquista del romanzo contemporaneo, il +compimento assoluto del suo organismo. Necessità naturale, se mentre i +romanzieri russi la mettevano in pratica senza anticipatamente +discuterla, veniva discussa e messa in pratica nello stesso tempo in +altri paesi di Europa e in Francia specialmente, quantunque per via +indiretta, cioè col pretesto di voler ridurre il romanzo a una specie +di succursale della scienza. + +Il clamoroso successo dei romanzi russi non è provenuto soltanto dai +concetti di crisi di coscienza, di lotte dell'anima, o dalle speciali +visioni della razza dei loro autori, ma dal rigoroso metodo di +osservazione e dalla straordinaria sincerità con cui era adoperato. +Tanto è vero che, passata la prima impressione prodotta +dall'esoticismo, le opere di quei due o tre romanzieri non hanno +perduto niente, son rimasti dei capolavori. Per la stessa ragione +tutta la fungaia degli altri romanzieri russi rivelata dopo è rimasta +in seconda, in terza linea, anche in Francia, non ostante che la +politica si sia mescolata un poco all'entusiasmo letterario. E per la +stessa ragione le imitazioni, i rifacimenti, i riporti in diverso +ambiente di quei concetti e di quei sentimenti non hanno attecchito. A +questi altri romanzieri russi e agli imitatori manca la genialità, +manca la coscienza della forma; non sono veri artisti, non sono +sinceri. Il Gogol, il Tolstoi, il Dostojewscki concepivano anime e +corpi russi, creature vive, e non si curavano di altro. I loro +concetti, i loro sentimenti non riuscivano a manifestarsi senza la +solidità della forma. Il giorno che uno di loro, il Tolstoi, preso da +aberrazione religioso-umanitaria, non ha più creduto sufficiente +quella forma per esprimere il suo pensiero, ha rinunciato al romanzo; +ed ha fatto bene. Tutti coloro che vogliono esprimere puramente un +concetto dovrebbero imitarlo; facciano dei trattati, delle conferenze, +degli opuscoli, delle prediche magari, ma non si servano del romanzo. +La forma, cioè la creatura viva, è assai più complessa del pensiero +astratto. È del tal luogo, del tal tempo; ha troppe relazioni di +eredità, di parentela, di condizioni politiche e sociali; troppe +fatalità di vizii, di virtù, di passioni da poter essere l'espressione +limpida e chiara di un concetto astratto. E quando quella creatura +viva si è impossessata dell'immaginazione dell'artista non si lascia +più guidare o comandare; lei comanda e guida, lei agita, sconvolge, +imbroglia e scioglie a modo suo gli avvenimenti, senza che l'artista +possa disubbidirle, se non vuole venir meno al suo dovere e cessare di +esser tale. + +Ora, se un critico fine e arguto come il Lemaitre non ha veduto +chiaramente questo, è assurdo pretendere che abbia a vederlo il +pubblico che non fa il mestiere di lui e dei suoi colleghi, e non ha +obbligo di farlo. Sono anzi costoro che gl'imbrogliano il cervello, +classificando, distinguendo, creando specie e sottospecie, generi e +sotto-generi di romanzo, secondo i concetti più o meno abilmente +trovati e messi in voga dai cercatori di novità, dai propugnatori di +tesi. + +Classificando a questo modo, si può andare all'infinito; e si capisce +come un critico, quello prima citato, trovi da far le meraviglie per +l'affermazione del Verga, che si _possa scrivere un romanzo mistico +con una forma naturalistica_. Tutt'al più, egli avrebbe potuto dire +che il Verga non è stato preciso, e che invece di _naturalistica_ +avrebbe dovuto dire meglio: _impersonale_. Intendeva appunto dir +questo: e forse l'accusa d'imprecisione è una meticolosità. Il Verga, +che come artista sa il fatto suo, capisce benissimo che un romanziere +ha l'obbligo di dimenticare, di obliterare sè stesso, di vivere la +vita dei suoi personaggi. E se tra essi c'è un mistico, il romanziere +deve sentire e pensare come lui, non ironicamente, non criticamente, +ma con perfetta obbiettività, lasciando responsabile il personaggio di +tutto quel che sente e pensa. In questo senso il romanziere non deve +avere nessuna morale, nessuna religione, nessuna politica sua +particolare, ma penetrarle e intenderle tutte, spassionatamente, +almeno per quanto è possibile. Con questo mezzo soltanto egli potrà +mettere al mondo non fantocci, non manichini vestiti con una o con +un'altra foggia, atteggiati in una o altra maniera, ma creature +libere, viventi nella elevata serenità dell'atmosfera artistica, +veramente ideali, cioè veramente conformi all'idea. Con questo mezzo +soltanto egli non dovrà stillarsi il cervello a proporsi tesi e +risolverle, che è quanto dire tentar di fare opera vana a cui non +basta la stessa scienza; può risolvere casi parziali, perchè ogni +individuo è un mondo a parte, la qual cosa significa tutt'altro che +risolvere una tesi. + +I romanzieri di nascita, i vari artisti hanno istintivamente orrore +della tesi. Niente è più mutabile del punto di vista da cui il +pensiero umano, progredendo, guarda una tesi. La pretesa soluzione di +oggi diventerà ridicola o assurda domani. Far dipendere la vitalità +dell'opera d'arte dal valore problematico di una tesi è introdurre +nell'organismo di quella un elemento di corruzione e di morte. Giacchè +la tesi è astrattezza, e per risolverla l'artista dovrà forzare, +falsare la realtà, adattare caratteri, passioni, avvenimenti a uno +scopo prestabilito, fare insomma opera artificiale o artifiziosa, il +rovescio di un'opera d'arte. + +I lavori d'arte di questo genere, quando sono produzione di un uomo +d'ingegno, possono abbagliare per un po' di tempo, fare qualche +rumore, ma alla fine svaniscono come ombre e non lasciano rimpianti. +Potranno qualche volta interessare il psicologo, il psichiatra, e +anche i curiosi di stranezze simili a quelle dei decadenti +neo-cristiani. + +Il nostro critico giudica così questi neo-cristiani: "Dove trovare in +costoro il sincero sentimento del cristianesimo che rappresentò lo +spostamento dell'ideale umano da qualche cosa d'insito alla vita +stessa in un mondo ultra sensibile? Che vuoto quindi in questa +tendenza letteraria! Il disfacimento dei suoi ideali si può constatare +nell'Huysmans, uno dei più nuovi suoi rappresentanti. Nel suo romanzo +_En route_, in cui è descritta la crisi di un'anima che si rifugia +dalle insidie e dalle suggestioni del mondo entro la fede dei padri, +non si scorge la vittoria di questa nuova direzione contro la quale +tutte le facoltà umane, passionali, carnali del protagonista si +ribellano con una violenza inaudita; e si può dire che quel misticismo +vi rappresenti un dilettevole esercizio retorico, una novità da +_réclame_." + +E il critico ha ragione per questa ultima parte: ha torto, chiedendo +la _vittoria della nuova direzione_. Non avrebbe dovuto chiedere altro +all'infuori della più grande sincerità possibile nello studio di quel +caso particolare. + +Ed esprimendo il voto, l'augurio per la forma futura del romanzo, egli +non avrebbe dovuto accumulare, nelle poche righe citate da principio, +tante astrattezze e contraddizioni che sono infallibile indizio della +nebulosità e della inconsistenza del suo concetto. Chiamiamo pure +_superbo sogno_ il futuro romanzo. Ogni opera d'arte, su per giù, è un +sogno ad occhi aperti; e, se si vuole, chiamiamolo anche simbolo, +perchè ogni opera d'arte non è la realtà ordinaria, ma la realtà +immaginata, lavorata dalla fantasia, purificata, idealizzata. +Ricordiamoci però che i vocaboli hanno un significato ben definito, e +che l'adoperarli senza le dovute cautele può condurci a conseguenze +funeste. + +Il simbolo è opera d'arte primitiva. In esso il concetto, per speciali +condizioni, non ha avuto tempo di condensarsi compiutamente nella +forma; è rimasto trasparente; o, per condizioni ancora più speciali, +si è prestato a divenire trasparente senza sua colpa. + +Prendiamo per esempio il mito di Psiche. Nella narrazione di Apuleio, +Psiche non è ancora l'Anima, è una fanciulla come tutte le altre. La +riflessione se ne è impossessata e ne ha cavato fuori qualcosa che +poteva esserci o poteva benissimo adattarvisi; e da allora in poi, la +forma, già inizialmente condensata, si è venuta sempre più sempre più +assottigliando. La fanciulla di Apuleio infatti è divenuta +un'astrazione nel poema del Laprade, cioè lo Spirito umano, che per la +sua curiosità e per la sua smania dell'ignoto, viaggia attraverso la +civiltà, a traverso le religioni, e si adagia finalmente in un +panteismo indefinito. Pare un progresso ed è una decadenza. Non c'è +più la semplice creatura, nè il suo concetto; a traverso la creatura +scorgiamo il concetto, e quel po' che rimane della creatura sminuisce +il concetto. + +Prendiamo Prometeo. È dapprima un uomo, o un semideo. Nella trilogia +eschiliana è una specie di gigante profeta. La riflessione vi ha +lavorato attorno ed è già divenuto il pensiero umano in lotta con la +potenza teocratica, con Dio stesso; nè l'essere stato quasi confuso +con Satana è la minore delle sventure che siano capitate a quella +creazione primitiva. Primitiva fino a un certo punto, poichè le +concezioni jeratiche non possono dirsi proprio primitive. + +In ogni modo il simbolo è creazione ibrida. Non è assolutamente opera +d'immaginazione, nè assolutamente opera di riflessione. Noi abbiamo +varcato questo punto intermedio; abbiamo dato all'opera d'arte la sua +completa libertà, il suo perfetto organismo. Voler tentare un'opera +d'arte dove l'immaginazione deve per forza creare esseri ibridi, è +impresa di persone che sconoscono la natura dell'opera d'arte. + +Se intendiamo dire con questo che l'opera d'arte ha terminato la sua +funzione, diciamolo pure; ma io non so se diremo una verità. Certe +quistioni bisogna lasciarle distrigare all'avvenire. + +Restringiamoci al romanzo, che non è poi l'opera d'arte assoluta. Sarà +un _superbo sogno_, dice dunque il nostro critico. E sia. Ma perchè +dovrà vestirsi di una prosa _più nitida del marmo_? Più _fluente di +qualunque reale corrente di acqua_? Più _complessa e più varia dei +cieli notturni_? Io confesso di non arrivare a intendere queste belle +metafore. + +Il romanzo, probabilmente, _superbo_ o _umile sogno_, se vorrà e potrà +rimanere romanzo, avrà la prosa che più converrà al suo soggetto. +Questa prosa non esisterà per sè stessa, ma pel soggetto; e sarà tale +da non potersi affatto scindere da esso. Sarà forma nata in un parto +con lui; sarà anzi talmente lui, da impedire che si possa fare +distinzione fra essa e lui. + +Il romanzo, probabilmente, se vorrà e potrà rimanere romanzo, non si +metterà a servizio di questa o quell'idea, di questo o quel sistema; +continuerà a sviluppare il suo organismo adoperando sempre meglio il +metodo impersonale, divenendo sempre più nazionale, anzi sempre più +regionale, per dare alle sue creazioni la stessa varietà e ricchezza +delle creazioni della Natura. + +E allora non si parlerà più di crisi nè di malattie ma di pienezza di +salute; e i suoi medici potranno andare a riporsi, e i suoi speziali +chiudere bottega. + +Tanto, è inutile; neppur volendo, giungeremo ad ammazzarlo con le +discussioni e gli intrugli critici. Ha la pelle dura il nostro amico. +E quando sarà pieno di anni--è giovanissimo ancora--chi sa che +sorpresa sarà capace di farci? + +Io ne ho un vago sospetto, e un giorno o l'altro forse lo confiderò in +un orecchio ai miei buoni lettori. Se mi ingannerò, peggio per me. +Infine ho detto sospetto; non ho la pretensione di voler fare il +profeta. + + + + +ROMANZI E NOVELLE + + + + +I. + +GABRIELE D'ANNUNZIO + + +Un'opera d'arte è un problema di rapporti numerici di cui la scienza +comincia già a intravedere la soluzione. Gli elementi che la +compongono si aggregano nella fantasia dell'artista per l'affinità +elettiva che è in tutte le cose della natura, materiali o spirituali. +Si aggregano non è la parola propria; bisogna dire: si organano. +Attorno a una prima quasi impercettibile sensazione comincia spontanea +la fermentazione creativa, l'assimilazione, lo sviluppo, precisamente +come per gli esseri viventi; e quella sensazione, al pari della +cellula iniziale, domina l'intero processo, stabilisce quasi _a +priori_ la natura, il carattere, l'individualità più o meno notevole +di un'opera d'arte. + +Gabriele D'Annunzio è sotto il fascino dei grandi romanzieri russi, +Tolstoi e Dostoïevsky. I suoi recenti lavori, _Giovanni Episcopo_ e +l'_Innocente_ si risentono di quel fascino. C'è tanto e tanto però da +ammirare in essi, che lo studiare come e fin dove l'influsso di quei +romanzieri abbia ora aiutato ora mortificato (più mortificato che +aiutato) le originali qualità dell'ingegno del D'Annunzio, sarà una +non comune maniera di rendere omaggio all'artista valoroso, ancora in +lotta con sè stesso e con le impressioni delle creazioni altrui, e +forse (non paia superbia l'accennarlo) uno spingerlo verso la fine +della sua ben avviata rinnovazione. + +Dico questo perchè il D'Annunzio non sembra avere precisa coscienza di +quel che avviene dentro di lui da qualche anno in qua. Nè c'è da +meravigliarsene; la coscienza critica è una cosa molto diversa della +coscienza artistica. Egli confessa infatti il proprio disgusto di +tutta la sua opera passata, che chiama vacua e falsa; e subito +soggiunge che non sente "ancora in sè l'agitazione dell'opera futura +nè la coscienza del nuovo potere." Questo è già molto per un ingegno +come il suo così riccamente dotato dalla natura. + +A proposito del _Giovanni Episcopo_, scrive: "La persona del +protagonista era stata da me osservata e studiata con intensa +curiosità due anni innanzi...... Ma il raro materiale raccolto con la +possibile esattezza era rimasto grezzo in alcune pagine di note. Una +sera di gennaio, sfogliando quelle note in un attimo, come nel +bagliore di un lampo, _vidi_ la figura dell'uomo; non la figura +corporea soltanto, ma quella morale, per non so qual comprensiva +intuizione che non mi parve promossa soltanto dal risveglio repentino +d'uno strato della memoria, _ma dal segreto concorso di elementi +psichici non riconoscibili ad alcun lume di analisi immediata_. +(Sottolineo io queste parole.) Mai avevo assistito a un più alto e più +spontaneo miracolo dell'intelligenza, alla perfetta riconstituzione +d'un essere vitale nello spirito d'un artefice repentinamente invaso +dalla forza creatrice." + +Ingenuo stupore di fronte a un fenomeno così naturale e così ovvio, +come altrettanto ingenua risulta la formola che egli ne ricava: +_Bisogna studiare gli uomini e le cose_ __direttamente__, _senza +trasposizione alcuna_. + +Il suo _Giovanni Episcopo_ e l'_Innocente_ serviranno a dimostrare che +l'osservazione diretta può avere, anzi ha certamente un gran valore +scientifico, ma che in fatto d'arte è di un'utilità molto dubbia. +L'opera d'arte è forma vivente. Le note, le osservazioni, l'analisi +accumulate non bastano per loro stesse a produrla. Quel materiale +disgregato e sminuzzolato dev'essere invaso dalla scintilla creatrice +della forma che agisce casualmente, inconsapevolmente, misteriosamente, +senza che mai a l'artista riesca di dirigerla a piacere. + +Le note, le osservazioni possono spesso venir raccolte in occasioni, +in tempi e luoghi diversi, con nessun preconcetto di servirsene per un +determinato lavoro; e il vedere poi in che modo esse si siano fuse, +messe a posto, e abbiano preso talvolta enorme sviluppo, e si siano +rimpicciolite tal'altra, adattandosi mirabilmente alle armoniche +necessità della forma, non è il minore dei piaceri con cui l'artista +vien compensato dei duri travagli della propria creazione. + +La facoltà della forma è innata; nessuno studio, nessuna volontà umana +può darcela. Non intendo dire con questo che tale facoltà non abbia +bisogno di educazione; questa stessa educazione ha però qualcosa +d'istintivo, di libero, e mette la sua impronta di originalità anche +nelle forme artistiche più perfezionate. Per ciò noi, a traverso le +diverse opere d'un autore o di diversi autori, possiamo seguire il +cammino d'un genere e notarne il processo di sviluppo; per ciò +possiamo scorgerne i parziali tentativi, i brancolamenti, le +incertezze, fino al compiuto organamento nel capolavoro d'uno +scrittore. + +Gli elementi che concorrono all'educazione della facoltà artistica non +sono soltanto elementi d'arte, cioè d'immaginazione, ma di +riflessione: e questi possono benissimo prendere qualche volta il +sopravvento e nuocere all'azione di quegli altri. È il caso che si +osserva presentemente in Gabriele D'Annunzio; lo studiarlo con +attenzione può giovare a tutti quanti corriamo dietro il luminoso +fantasma del romanzo moderno. + + * + * * + +Da un lustro in qua, l'avvenimento artistico più notevole è senza +dubbio l'invasione del romanzo russo nella letteratura dei popoli +latino-germanici. Mi sembra sciocco chiedere alla politica una facile +spiegazione di questo fatto. Il romanzo russo ha per sè stesso tanto +valore, da dispensarci di cercare fuori delle sue elevate qualità la +ragione del suo gran successo. Suo merito principale è la +straordinaria sincerità. + +Essa, unita al sapore esotico dei sentimenti, spiega a bastanza la +fortuna delle opere del Tolstoi e del Dostoïevsky, gli ultimi venuti e +i più poderosi. Alcune righe del Dostoïevsky ci daranno la chiave di +questo affascinante nuovo mondo: "Il russo--egli dice in _Delitto e +Gastigo_--è vasto come la sua patria, terribilmente inclinato a tutto +quel che è fantastico e disordinato. Grande sventura esser vasto senza +un genio particolare!" + +Per ciò le creazioni dei romanzieri russi hanno una forte attrattiva +per noi. Vi troviamo anime cupe, tormentate da bisogni ideali; +caratteri rozzi e potenti, che operano con egual forza il bene e il +male; volontà indomite, cuori assetati da strana sentimentalità di +soffrire. Esaminati attentamente, tutti quei personaggi non ci +sembrano in uno stato normale; qualcosa si è rotto nel loro cervello o +non funziona bene. Sono tutti, o quasi tutti, nevrotici esaltati, +gente da consegnarsi nelle mani dello Charcot e del Lombroso; persone +che piangono volentieri, _perchè i loro occhi sono abituati alle +lagrime_ (Dostoïevsky); cuori ai quali ripugnano tutte le ingiustizie +sociali che non trovano spiegazione nel loro troppo semplice cervello; +anime che sembra si sveglino ora al tumulto del mondo e ne rimangano +sbalordite. + +Il nostro scetticismo, la nostra corruzione si sentono scossi al loro +contatto. Ma non possiamo compenetrarci con loro; differiscono troppo +da noi. Il pessimismo stesso che pervade la nuova società +latino-germanica è affatto diverso dal pessimismo slavo. Nel nostro ha +parte maggiore la riflessione; in quello il sentimento. Inoltre per +gli scrittori russi l'opera d'arte non è soltanto opera d'arte, ma di +propaganda politica, religiosa, morale, adattata alle circostanze e ai +bisogni della loro nazione. Per noi l'opera d'arte è già diventata +qualcosa d'indipendente, di meno appassionata, più vicina alla +scienza, se si vuole, e quindi più serena; come nella forma è più +concentrata, più limpida, più armonica essendo passata a traverso il +classicismo greco e latino. Tentando di infondere nell'arte nostra la +conturbata sentimentalità russa, noi facciamo opera stolta per più +ragioni. Le togliamo il suo carattere, le impediamo di essere lo +specchio della nostra società, ne facciamo un lavoro di riflessi, un +non senso. E questo, che è grave errore pei tedeschi, gravissimo pei +francesi, diventa enorme per noi italiani che non ci siamo ancora +assimilati tutti gli elementi nuovi di una civiltà altrove più +progredita e che dobbiamo assimilarceli perchè consentanei all'indole +della nostra razza, senza perder niente della nostra schietta +individualità, che chiamerò romana per farmi intendere meglio. + +Il D'Annunzio, per inclinazioni particolari del suo ingegno fine, +propenso a sensualità e a passionalità quasi alessandrine, era esposto +più d'ogni altro fra noi al pericolo di lasciarsi sedurre dalle +qualità del romanzo russo; e vi si è infatti abbandonato, trasmodando. +Nel _Giovanni Episcopo_ c'è quasi una ebbrezza del nevrotismo russo, +un'incoscienza che non è senza seduzioni, e nelle quali egli fonde +così le proprie qualità originali con le qualità altrui, del +Dostoïevsky precisamente, che farebbero mal augurare del giovane +romanziere italiano, se non fosse venuto fuori l'_Innocente_ a +tranquillarci e a consolarci. + +Nel _Giovanni Episcopo_ non gli son valse a niente le note _raccolte +con la maggiore possibile accuratezza_. Lo spirito artistico che ha +incubato quel materiale non è il suo. Il fatto è dovuto accadergli in +un momento di grave conturbazione della facoltà creatrice. Egli non si +è nemmeno accorto di ricordarsi, piuttosto che di infondere il suo +soffio vitale al personaggio. Se avessi sotto mano quelle note, colui +che egli ha battezzato per _Giovanni Episcopo_ e che dice essere stato +conosciuto dal suo amico Angelo Conti per la prima volta nel gabinetto +d'un medico all'ospedale di San Giacomo; colui ch'egli ha studiato +assieme col Conti e col pittore Marius De Maria in una mortuaria +taverna di via Alessandrina, dove quegli andava ad annegare nel vino i +dolori e le umiliazioni domestiche, oh quanto facilmente potrei +dimostrarlo diverso dal personaggio adombrato dall'arte che +l'influenza russa ha sofisticata! E questa verità come trasparisce +dalle parti del lavoro in cui la rappresentazione della realtà è +riuscita, per naturale impulso sincera, per esempio in quelle pagine +che descrivono la pensione dove serve Ginevra, e l'episodio di Tivoli +dove si decide il destino del povero Episcopo! Pagine ammirabili per +trasparenza di forma, per colorito, per evidenza, pagine veramente sue +e veramente italiane. + +Ma in quella notte malaugurata di gennaio, l'artista lasciò +abbagliarsi da un quasi inesplicabile miraggio, inesplicabile per chi +conosce le squisite e preziose qualità del suo ingegno. Egli credette +di vedersi vivo e parlante davanti gli occhi lo strano personaggio +studiato, e l'allucinazione fu così forte da non fargli scorgere che +quel _Giovanni Episcopo_ aveva una fisonomia straniera, un accento +straniero; che il povero impiegatucolo, il vile soggetto della +prepotenza del Wanzer e di Ginevra, balbettava cose imparaticce, +sentimenti non suoi, filosofava, divagava come aveva divagato e +sentito e pensato un altro fantasma artistico da cui erano state +lasciate nell'immaginazione dello scrittore profondissime impronte. +Niente di più eccessivamente russo che quel travedimento di un +_Christus patiens_ nell'anima abbietta trascritta in quelle note della +taverna di via Alessandrina. + +--Che ne sai tu?--mi si potrà dire. + +Ecco quel che ne so; leggete: + +"Ed ora ella è qui, sta bene: m'accosto, la guardo di tratto in +tratto; ma domani? Se la porteranno via. E che farò io allora, solo +solo? Ora ella è qui, in questa camera, sulle tavole del letto; domani +la cassa mortuaria sarà pronta, cassa bianca,... bianca, foderata di +seta di Napoli.... Ma non si tratta di questo. Io passeggio, passeggio +incessantemente: io voglio comprendere. Son già sei ore che voglio e +non riesco a concentrare i miei pensieri sur un sol punto... +Passeggio, passeggio incessantemente, per questo non comprendo.... +Via, procediamo con ordine; ecco com'è avvenuto.... Ecco, se voi +volete sapere, cioè se io comincio dal principio.... Io voglio +raccogliere i miei pensieri e non ci riesco.... Ah, ecco i minuti +particolari, i più minuti!... Ricordo, sì, ricordo tutto!... +Aspettate, signori.... Aspettate. Io, s'intende, non le ho detto nulla +della mia beneficenza, al contrario.... Aspettate ancora.... poichè è +necessario che io rimescoli questo fango.... Dicono che il sole +vivifichi l'universo. Il sole si leva, guardate: non è morto +anch'esso? Morti dappertutto. Tutto è morto. Gli uomini sono soli, +circondati di silenzio. Ecco il mondo!... "Uomini, amatevi l'un +l'altro." Chi ha detto questo? Che comandamento è questo? L'orologio +continua a battere, insensibile... Qual orrore! Due ore di mattino. Le +sue scarpine sono lì, che attendono a piè del suo lettuccio. Domani, +quando la porteranno via davvero, che diverrò io?" + +Sono frasi scelte qua e là nel famoso monologo del marito di Benigna +(Krotkaïa) monologo che il Dostoïevsky intitola a torto novella +fantastica. + +Ed ora leggete quest'altre frasi: + +"Bisognerà che io vi racconti tutto, fin dal principio. Tutto fin dal +principio. Come farò? Io non so più nulla, non mi ricordo più di +nulla, veramente. Come farò, signore, come fare? Oh Dio! +Ecco...--Aspettate, vi prego, aspettate. Abbiate pazienza... Mi +ricordo di tutto, di tutto, di tutto. Capite?... Ecco, guardate queste +scarpette". + +_Giovanni Episcopo_ parla così; e lungo l'intero lavoro il suo accento +non muta. Racconta casi assai diversi da quelli dell'uffiziale russo +diventato strozzino. Nessuna rassomiglianza può notarsi tra Benigna e +Ginevra, tra il dramma del vigliacco marito di questa e quello più +elevato, più tormentoso del marito di Benigna... Eppure a chi ha letto +_Krotkaïa_ par di sentir narrare un'identica storia. Potenza della +forma! In quel balbutire, in quel vaneggiare, in quel raccontare con +precisione taluni episodii e sorvolare quasi smemoratamente su +d'altri, c'è ben più che il suono della voce e l'accento doloroso del +personaggio; ci sono pure l'atteggiamento, i gesti, il carattere. +Potenza della forma! Essa fa che l'uffiziale russo diventato strozzino +non possa scambiarsi con _Giovanni Episcopo_, perchè sarebbe assurdo, +che un individuo si realizzasse più volte, perchè il tale accento, il +tal suono di voce, il tal gesto sono così essenzialmente d'un +individuo, corrispondono così precisamente al carattere di lui, che +invano tenta di appropriarseli un altro, senza avere l'intenzione di +fargli il verso, di metterlo in caricatura. + +Infatti _Giovanni Episcopo_ rifà il verso di quel personaggio e di un +altro similare dello stesso scrittore (del Marmeladoff di _Delitto e +Castigo_) fin nei particolari minuti. Ho già detto che filosofeggia. +"Non avete mai notato? Un uomo, una pianta, una qualunque cosa vi dà +il suo vero aspetto una volta sola, ossia nel momento fugace della +percezione. È come se vi desse la sua verginità." E _vedere_ da per +tutto intorno a voi questo nemico, (il proprio vizio), vederlo con una +lucidità prodigiosa, scoprirne tutte le tracce, indovinarne tutte le +corrosioni, le devastazioni _nascoste! Vedere_, intendete? vedere in +ciascun uomo la sofferenza, e comprendere, comprendere sempre, e avere +una misericordia fraterna per ogni traviato, per ogni addolorato, e +sentire nell'intimo della propria sostanza la voce di questa grande +fraternità umana, e non considerare su la via nessun uomo come uno +sconosciuto.... Intendete? Potete voi intendere _questo in me_, in me +che voi stimate pusillanime e abbietto e quasi idiota?" + +No, non possiamo intenderti, povero Giovanni Episcopo, quantunque tu +abbia preso al tuo originale anche il capriccio di mettere in corsivo +certe parole perchè facciano più effetto: non possiamo intenderti, +perchè intendere significa pure giustificare e la falsità non può mai +esser giustificata. Se tu avessi saputo mostrarti schietto e sincero, +avresti parlato altrimenti; più tristamente, più efficacemente forse, +ma da impiegatucolo nostrano, da quell'ubriacone che sei diventato per +sommergere nel vino il sentimento della tua viltà e della tua +abiezione. E quando un benefico raggio penetrava nella tua miseria +morale coll'istinto della paternità, forse ti saresti trasfigurato +davanti ai nostri occhi e saresti parso non un bruto ma un uomo, dove +la tua parola non fosse stata maschera, e il tuo singhiozzo non fosse +suonato in falsetto. + +E in questo modo il D'Annunzio ha sciupato la propria creatura che +poteva avere tanta vitalità da essere assolutamente lei e non il +fantasma di un'altra creatura dell'arte! La colpa non consiste +soltanto nella forma, si dilata anche nella sostanza. La +sentimentalità di Giovanni Episcopo non apparisce morbosa, ma anche +contraddittoria. Quel vigliacco, anzi quel vile si esamina troppo, +ragiona troppo; vuol essere non quel che è, ma una specie di simbolo, +vuol essere il _Christus patiens_ profanamente accennato dall'autore. + +Bisogna però aggiungere subito che soltanto Gabriele D'Annunzio poteva +fare in Italia il miracolo di creare un'opera d'arte di seconda mano, +e circondarla intanto di così gran fascino nei particolari da far +quasi dimenticare la caduca natura di questa. Io ho insistito sul +confronto per avvalorare la mia proposizione che in arte +l'osservazione diretta è di un'utilità molto dubbia, ove il soffio +creativo della forma non sappia giovarsene per infondervi la vera +vita. + +Nell'opera d'arte avviene così: l'intonazione principale determina +fatalmente il resto. Se essa è davvero originale, non importa che +parecchi elementi altrui vengano ad aggregarvisi per affinità; il suo +carattere non muta. Inoltre, come la natura e la vita, un'opera +d'arte, nata di suggestioni, diventa alla sua volta suggestiva. Un +personaggio provoca la creazione d'una serie di personaggi, +svolgimento di qualità rimaste in esso secondarie, elementari; un +episodio, arricchendosi, di un contenuto più vasto e più solido, si +trasforma mirabilmente in soggetto principale; un particolare presso +che insignificante si eleva, con libera vegetazione e con lieta +fioritura, all'altezza di concezione indipendente. E l'ex-uffiziale, +usuraio e innamorato che piange e fantastica e vaneggia davanti al +cadavere di Benigna (Krotkaïa) avrebbe potuto benissimo produrre un +_Giovanni Episcopo_ originalissimo, se i documenti raccolti nella +taverna di Via Alessandrina avessero avuto una vera incubazione +creatrice, o, meglio, se avessero proprio contenuto qualcosa di +speciale, di caratteristico, di personale, capace di suscitarla nella +fantasia dell'artista. + +A uno scrittore come Gabriele D'Annunzio queste cose si possono e si +debbono liberamente dire per metterlo in guardia contro sè medesimo; +si possono e si debbono liberamente dire perchè dal suo stesso lavoro +si scorge ch'egli non vive a suo agio in tale stato di soggezione alle +influenze, non d'un'arte, ma di sentimenti e di fantasmi estranei alla +sua natura molle e delicata. + + * + * * + +L'_Innocente_ rappresenta un grande sforzo dell'autore, per liberare +la propria personalità artistica dalla rete in cui l'hanno avvolta i +romanzieri russi, e mostrarla qual'è. Gli elementi stranieri vi sono +già passati in seconda linea; vi si sente una ripresa dei motivi di +_Piacere_ nel carattere complicato, un po' artifiziale o artifizioso +del personaggio, e qua e là nella forma; ma questo non nuoce; fino i +difetti di un artista possono riuscire in qualche modo simpatici +quando sono davvero suoi. + +Tullio Hermil infatti potrebbe dirsi fratello carnale di Andrea +Sperelli. È un corrotto, un raffinato nella corruzione, un artista +della vita. Non incide acque forti, non cesella componimenti poetici +di sapore arcaico, ma prepara, dispone, regola i suoi sentimenti e i +suoi atti in maniera che fruttino al suo alto egoismo i maggiori +benefizii. Ha l'orgoglio e la vanità della sua superiorità +intellettuale, e si stima dispensato dal sottomettersi ai precetti +della morale comune, ai doveri del suo stato. + +Sposo a una bella e dolce creatura, l'ha offesa nei modi più crudeli, +senza riguardi, senza ritegni, diventando prima l'amante di due fra le +più intime amiche di lei, poi ostentando la relazione con una nota +peccatrice. Dopo alcuni anni di matrimonio e la nascita di due +bambine, tra Giuliana e lui ogni intima relazione vien rotta. La donna +soffre dignitosamente in silenzio; egli si compiace di quel patto di +fraternità e d'amicizia pura, non tanto perchè esso lo lascia libero, +quanto perchè può formarsene una sensazione impura, traendo dalla +grande rassomiglianza di una sua sorella morta con Giuliana _un acre +sapore d'incesto_. + +Niente di spontaneo, niente di semplice in quest'anima supremamente +egoistica. La lontananza dell'amante, lo spinge a riattaccarsi alla +povera creatura, non per un sentimento affettuoso, ma per avidità di +sensazioni strane, complesse, alle quali per poco non aggiunge +attrattive il dubbio che la moglie non fosse rimasta sempre fedele. + +E formola assiomi come questo: "La grandezza morale risultando dalla +violenza dei dolori superati; perchè ella avesse occasione d'essere +eroica era necessario ch'ella soffrisse quel che le ho fatto +soffrire." Basta però una letterina dell'amante che lo invita a +raggiungerla in Firenze perchè i suoi propositi di riconciliazione +vengan dispersi nel punto che più sembravano vicini a ottenere quel +resultato. Ed egli lusinga la propria corruzione con una sentenza, +asseverando che il sogno di tutti gli uomini intellettuali sia quello +"di essere costantemente infedeli a una donna costantemente fedele." + +Al ritorno, non ha rimorsi. Si meraviglia di sentirsi riafferrato dal +sentimento della riconciliazione. "Ma è possibile? Ma è possibile? Ma +dunque, dopo tutto quel che è accaduto, dopo tutto quel che ho +sofferto, dopo tante colpe, dopo tante vergogne, io posso trovare +nella vita questo sapore! Io posso ancora _sperare_, posso ancora +avere il presentimento d'una felicità!" + +Non bisogna lasciarsi ingannare dalle parole. Se il dubbio vago della +fedeltà di Giuliana gli si affaccia alla mente, lo stesso turbamento +sensuale concorre ad oscurargli la coscienza, a rendergliela ottusa. +Egli confessa: "Io pensavo di riconquistare non l'anima sola di +Giuliana, ma anche il corpo; e nella mia ansietà entrava una parte di +orgasmo fisico.... Senza accorgermene, io avevo forse acuito e +corrotto il mio desiderio con le immagini inevitabili generate dal +dubbio; e portavo in me latente quel germe venefico. In fatti, sino +allora in me era parsa predominante la commozione spirituale ed io, +aspettando il gran giorno, m'ero compiaciuto in puri colloquii +fantastici con la donna da cui volevo ottenere il perdono. Ora invece +non tanto _vedevo_ la scena patetica fra me e lei quanto la scena di +voluttà, che doveva esserne conseguenza immediata." + +La scena avviene, ma avviene quasi immediatamente la rivelazione d'un +fatto che ne annulla il godimento. + +"--Non ti sei accorto che Giuliana è incinta?--gli dice sua madre. + +"--Incinta!--egli balbetta. + +"Mi si presentò allo spirito la verità brutale, in tutta la sua più +ignobile brutalità. Ella è stata posseduta da un altro.... E una serie +d'imagini fisiche odiose mi si svolse d'avanti gli occhi dell'anima, +che io non potevo serrare. E non furono le immagini di ciò che era +accaduto, ma anche quelle di ciò che doveva necessariamente accadere. +Bisognò anche ch'io vedessi, con una precisione inesorabile, Giuliana +nel futuro (il mio Sogno, la mia Idealità!) difformata da un ventre +enorme, gravida d'un feto adulterino..." + +E aggiunge: "Io amavo quella povera creatura anche nella sua impurità. +Tranne quell'impeto subitaneo di collera suscitatomi dalla gelosia +carnale, io non avevo ancora provato contro di lei un senso d'odio o +di rancore o di disdegno. Non m'era balenato alcun pensiero di +vendetta. In vece, io avevo di lei una misericordia profonda. Io +accettavo, fin da principio, tutta la responsabilità della sua caduta. +Un sentimento fiero e generoso mi sollevò, mi esaltò. "Ella ha saputo +chinare il capo sotto i miei colpi, ha saputo soffrire, ha saputo +tacere; mi ha dato l'esempio del coraggio virile dell'abnegazione +eroica. Ora è venuta la mia volta. Io le debbo il contraccambio. Debbo +salvarla ad ogni costo. E questa sollevazione dell'anima, questa cosa +buona, mi veniva da lei." + +Ma, ripeto, non bisogna lasciarsi ingannare dalle parole di Tullio +Hermil. Non il suo sentimento, ma la sua carne si ribella, non il suo +sentimento ma i suoi sensi si sottomettono. Dopo aver chiesto a +Giuliana il nome di _quell'uomo_, dopo ch'ella gli ha risposto +soltanto: "T'ho amato sempre, sono stata sempre tua, sconto con +quest'inferno un minuto di debolezza, intendi? _un minuto di +debolezza_... È la verità. Non senti che è la verità?" dopo questo, +che credete voi che avvenga? + +"Ancora un attimo lucido; e poi l'effetto d'un impulso cieco, +selvaggio, inarrestabile. Ella cadde sul cuscino rovescia. Le mie +labbra soffocarono il suo grido." + +Unicamente l'egoismo della sua carne gli suggerisce d'impedire il +suicidio di Giuliana e gli fa prendere la risoluzione di celare alla +propria famiglia, specialmente a sua madre, il terribile caso; +unicamente quell'egoismo gli fa rivolgere tutto il suo odio verso la +creatura a cui prima vuol interdire la nascita e poi la vita. + +Egli tenta di persuadersi e di persuaderci del contrario: "Uno strano +ardore di sacrifizio mi infiammava subitamente, mi spingeva ad +abbracciare la mia croce. La grandezza dell'espiazione mi pareva degna +del mio coraggio." Ma spesso, andando verso la _sorella_ dolorosa per +tentar di consolarla, egli smarriva la via; cercava invece le labbra +di Giuliana. "Ed erano baci prolungati fino alla soffocazione, erano +strette quasi rabbiose, che ci lasciavano più affranti, più tristi, +divisi da un abisso più cupo, avviliti da una macchia di più." + +Una cosa però sono le parole, un'altra i fatti. Egli fa un tentativo +per incontrare il supposto seduttore di sua moglie, ma sente quasi un +sollievo quando lo sa lontano, malato di spinite, vicino a morire. E +tornato alla Badiola, dov'è Giuliana e tutta la famiglia, prova di +nuovo un avvicendarsi di fermenti, di inerzie, di crisi +contradittorie, di abbondanza, di aridità. E dubita di sè: "Chi sa! +L'uomo è, sopra tutto, un animale accomodativo. Non c'è turpitudine o +dolore a cui non s'adatti. Può essere che io finisca con un +accomodamento. Chi sa!" + +Ed è così. Egli sente per la moglie colpevole una tenerezza infinita, +intanto che gli si vien maturando nella mente il proposito +dell'uccisione del nascituro. E quando questi è nato, l'idea del +delitto diventa di mano in mano più lucida, più insistente, e le +ricerche del mezzo più semplice e più nascosto non cessano un minuto. +Questa ossessione fa tacere ogni altro sentimento, fin la gelosia +della sua carne. E un giorno, come un lampo, un'idea gli passa per la +mente.... "Era il ricordo d'una lettura lontana? Avevo trovato +descritto in qualche libro un caso analogo?¹ O qualcuno, un tempo, +m'aveva narrato quel caso come occorso nella vita reale?" + + ¹ In una novella del Maupassant? + +Si vede che neppur l'odio era capace di suggerirgli qualcosa di suo +proprio! Ed egli accetta il vile suggerimento, prende tutte le +cautele, calcola con indicibile freddezza tutte le possibilità, tutte +le circostanze. + +Un anno dopo scrive: + +"Andare d'avanti al giudice, dirgli: "Ho commesso un delitto. Quella +povera creatura non sarebbe morta se io non l'avessi uccisa. Io Tullio +Hermil, io stesso l'ho uccisa. Ho premeditato l'assassinio, nella mia +casa. L'ho compiuto con una perfetta lucidità di coscienza, +esattamente, nella massima sicurezza. Poi ho seguitato a vivere col +mio segreto nella mia casa, un anno intero, fino ad oggi. Oggi è +l'anniversario. Eccomi nelle vostre mani. Ascoltatemi. Giudicatemi. + +"Posso andare d'avanti al giudice, posso parlargli così? + +"Non posso nè voglio. La giustizia degli uomini non mi tocca. Nessun +tribunale della terra saprebbe giudicarmi. + +"E pure bisogna che io mi accusi, che io mi confessi. Bisogna che io +riveli il mio segreto a qualcuno. + +"__A chi?__" + +Le trecento settantadue pagine della sua confessione non rivelano però +il lento lavorìo del rimorso, nè questo bisogno dell'accusa. Tullio +Hermil, pur compiacendosi di distrigare l'arruffata matassa delle sue +sensazioni e dei suoi sentimenti, rimane quasi estraneo a tutto quel +che va scrutando nel proprio cuore corrotto. + +Si scorge benissimo che egli assapora un nuovo piacere di perversione +riandando il passato. È composto, chiaro, minuzioso, come sarebbe un +narratore di casi altrui; la sua mano non vacilla, la sua voce non è +commossa; il fantasma dell'_Innocente_ non lo turba un solo momento +durante la lunga confessione. Gli avvenimenti gli sfilano dinanzi a +gli occhi della memoria con ordine ammirabile. La sua abitudine di +osservarsi, di studiarsi, di gustare nella vita, durante l'azione, +ogni depravato movimento dell'anima sua, lo sostiene nella dura opera +e lo aiuta a dar colore e rilievo a ogni minimo incidente. Ma non ci +dica: "Bisogna che io mi accusi, che io mi confessi." Non possiamo +credergli su la parola. E questo mi sembra il cardinale difetto del +libro. + +Nel _Giovanni Episcopo_ il tentativo di nascondere la personalità +dell'autore dietro quella del personaggio c'è, quantunque mal riuscito +perchè di seconda mano. Chi non è impacciato da ricordi letterari, chi +non guarda tanto pel sottile può venir facilmente illuso da +quell'accento che balbetta dietro i fantasmi fuggenti, da quella +parola che ripete, ritorna indietro, riprende, da quell'immaginazione +che divaga e si turba e si confonde, da quella ragione intermittente +per l'abuso delle bevande alcooliche. + +Nell'_Innocente_, per quanto sia visibile l'intento dell'autore, +l'illusione non si produce una sola volta. C'è il fantasma d'un +personaggio, non quello d'un personaggio che prova il bisogno di +confessarsi, di accusarsi. L'artifizio della narrazione in prima +persona, che il D'Annunzio predilige in questi suoi ultimi lavori, non +arriva fino a vincere il lettore. In un punto anche la forma gli +resiste, non si piega alle necessità del soggetto; anche quella forma, +che nelle mani di lui è cera molle, pronta a ricevere qualunque +atteggiamento, s'aggrava, come in questo brano. + +Tullio Hermil ha già commesso il delitto. Davanti al morticino il suo +cuore sconvolto si solleva, e sta per lasciargli sfuggir di bocca: +"Sapete voi chi ha ucciso quest'innocente?" Ma un terrore subitaneo +gli agghiaccia il sangue, e gl'irrigidisce la lingua. + +Un parosismo febbrile lo fa tremare; i suoi lo conducono via, lo +mettono a letto. + +"Il passaggio delle immagini rapide e lucide continuava. Ricordavo, +con terribile intensità di visione, l'agonia del bambino.--Era là +agonizzante, nella culla. Aveva il viso cinereo, d'un colore così +smorto che sui sopraccigli le croste del lattime parevano gialle. Il +suo labbro inferiore depresso non si vedeva più.... + +"--Su, su, trasportiamo la culla vicino alla finestra, alla luce. +Largo, largo! Il bambino ha bisogno d'aria. Largo! + +"Io e mio fratello trasportavamo la culla che pareva una bara. Ma alla +luce lo spettacolo era più atroce: a quella fredda luce candida della +neve diffusa. E mia madre: + +"--Ecco muore! Vedete, vedete, muore! Sentite: non ha più polso. + +"E il medico: + +"--No, no. Respira. Finchè c'è fiato, c'è speranza. Coraggio! + +"E introduceva tra le labbra livide del morente un cucchiaino d'etere. +Dopo qualche attimo, il morente riapriva gli occhi, torceva alto le +pupille, metteva un vagito fioco. Avveniva una leggera mutazione nel +suo colore. Le sue narici palpitavano. + +"E il medico: + +"--Non vedete? Respira. Fino all'ultimo, non bisogna disperare." + + . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +"E il medico dava un altro cucchiaino d'etere. E l'agonia si +prolungava, e lo strazio si prolungava. Le manine si sollevavano +ancora, le dita si movevano vagamente; tra le palpebre socchiuse le +iridi apparivano e sparivano ritraendosi come due fiorellini +appassiti, come due piccole corolle che si richiudessero flosce +raggrinzandosi. + +"Cadeva la sera, innanzi all'agonia dell'Innocente. Su i vetri della +finestra era come un chiarore d'alba; ed era l'alba che saliva dalla +neve in contro alle ombre..." + +Abbrevio ancora. + +"Un suono indescrivibile, che non era un vagito nè un grido nè un +rantolo, esciva dalla boccuccia quasi cerulea, insieme con un po' di +bava bianchiccia. E mia madre come una pazza si gittava sul +morticino." + +Sono quattro pagine di racconto particolareggiato, filato. Il lettore +dimentica che non si tratta d'una scena diretta, ma della visione +interna, della memoria di una scena. Nè vale che Tullio Hermil +aggiunga: "Così rivedevo tutto, a occhi chiusi: aprivo gli occhi, e +rivedevo tutto ancora, con un'intensità incredibile." Bisognava che +qualcosa d'immateriale, d'impalpabile, l'immateriale, l'impalpabile +della visione, si trasfondesse, apparisse nella forma, qualcosa +insomma che rivelasse la visione indiretta di quell'istante. + +Allo stesso modo in tutto il romanzo manca l'accento, la nota, la +sfumatura dei ricordi a traverso il sentimento immediato, che è il +bisogno di confessarsi e di accusarsi. + +Dirlo non vale; occorreva farlo sentire; occorreva che Gabriele +D'Annunzio s'annullasse nella personalità di Tullio Hermil, +precisamente come nel brano qui sopra citato Tullio Hermil doveva +darci l'impressione della sua allucinazione, non la sensazione della +visione immediata. + +Il personaggio di Tullio Hermil è creazione così spontanea della +immaginazione di Gabriele D'Annunzio, che ci vuole un certo sforzo per +accorgersi di questa mancanza. Il fratello carnale di Andrea Sperelli +è così corrotto, è così raffinato nella sua corruzione, è così artista +nella vita; ci son tanti riflessi nella sua personalità della +personalità artistica del D'Annunzio, quale si è a noi rivelata +specialmente nelle poesie, che il difetto si avverte ad intervalli, e +quando più lo scrittore si trascura e si lascia andare. Per esempio in +certe minuzie di osservazione che la commozione avrebbe fatto +dimenticare, come questa: "Soltanto la pulsazione visibile della +carotide nel collo e qualche contrazione convulsiva delle mani davano +indizio di vita;" in certe descrizioni di paesaggio troppo +leziosamente accarezzate, o di particolari secondarii, come quello +delle rondini affaccendate nei loro nidi nella casina di Villalilla o +quello del canto notturno dell'usignuolo alla Badiola, notato e quasi +trascritto in una pagina e mezza¹. Ci son tanti riflessi della +personalità artistica del D'Annunzio in certe sopravvivenze di forme +stilistiche, che diventano una stonatura nella semplicità ora +raggiunta ("un profumo denso e caldo saliva nel sole col _ritmo d'un +alito_; il _parto arboreo_; la _santità_ della luce; il _domo_ +ceruleo; il sorriso esiguo che _stilla_ di sotto alle palpebre; la +_gloria_ primaverile; la fronte tenue e pura _come una particola, +sororale_; il sorriso tenue e inestinguibile _dei Lari_; e tanti altri +che non mi ricorrono alla memoria) da produrre lo strano effetto di +far stare in dubbio se parli lui per conto di Tullio Hermil, o se +questi racconti da sè i tristi casi intervenutigli. Certamente +dimentichiamo Tullio Hermil, quando lo vediamo smarrire dietro le +descrizioni del battesimo, o della tumulazione del bambino, fino a +ripetere tutte le circostanze delle due cerimonie e le parole rituali +latine pronunziate dal prete. + + ¹ Imitazione anzi traduzione di una pagina del Maupassant; cosa + che fa sospettare altre imitazioni e traduzioni non ancora + accertate. L'interpolazione era evidente anche prima che se ne + scoprisse l'origine. + +E cito tutto questo per provare al D'Annunzio l'inutilità +dell'osservazione _diretta_ da lui predicata, se essa non riesce a +trasformarsi in fantasma artistico, che è cosa ben diversa. Nel +_Giovanni Episcopo_ per un canto, nell'_Innocente_ per un altro la +trasfigurazione per dir così della realtà, delle note, dei documenti, +non si è potuta avverare, e la sua opera d'arte ne rimane diminuita, +almeno per chi la guarda unicamente come opera d'arte. Giacchè, pei +lettori ordinari e distratti, tanto il _Giovanni Episcopo_ quanto +l'_Innocente_ hanno attrattive di valore elevato, specialmente in +quelle pagine del primo dove il riflesso altrui è meno compenetrato +col materiale proprio dell'autore; in quelle pagine del secondo dove +l'affetto, l'evidenza, la ricchezza del colorito impediscono di +osservare spassionatamente, e lasciano impressione profonda; e di +quest'ultime voglio notare la prima e la seconda riconciliazione di +Tullio con Giuliana, in modo particolare la scena interessantissima e +capitale a Villalilla, e tutte le pagine che seguono alla rivelazione +della colpa di Giuliana e precedono la perpetrazione del delitto su +l'_Innocente_. + +Ho detto che nell'_Innocente_ l'influsso dei romanzi russi è passato +in seconda linea. Forse dovremmo riconoscerlo un po' nel carattere +corrotto e complicato di Tullio Hermil, se la derivazione di esso +dall'Andrea Sperelli dello stesso autore non lo giustificasse in +qualche modo. L'influsso però è potentissimo nel personaggio di +Federico, una specie di Levin tolstoiano. Il D'Annunzio, che abusa +delle formole, ne fa un contrapposto al _Christus patiens_ e lo chiama +il _Cristo della gleba_. È infatti un discepolo del Tolstoi, un +apostolo di carità e di lavoro come lui; creazione voluta, eccentrica, +troppo eccezionale e quasi innaturale in Italia. Di origine russa è +anche il personaggio Giovanni Scordio, più simbolo che uomo vero. E +non è forse un po' russeggiante Giuliana, figura poetica di +problematica moralità, di sentimentalità quasi morbosa, come parecchie +di quelle creature di cui si compiacciono tanto volentieri i +romanzieri russi, che probabilmente ne trovano gli originali in una +società dove la civiltà più squisita s'innesta male sul ceppo della +più rozza barbarie? + +Il fatto di vedere già relegati questi influssi in seconda linea è di +lietissimo augurio. L'ingegno di Gabriele D'Annunzio è così +promettente e ha dato frutti così fuori dell'ordinario, che il veder +me, tra i suoi più vecchi e sinceri ammiratori, tanto severo con lui +non può recare nessuna meraviglia. Il _Giovanni Episcopo_ e +l'_Innocente_, per qualunque altro scrittore in Italia, sarebbero +opera di gran conto con tutti i difetti notati. Pochi romanzi nostrani +hanno uguale intensità di interesse, di commozione, e uguale ricchezza +di contenuto; pochissimi o nessuno uguali bellezze e diciamo anche +lenocinii di forma. Ma a lui si può chiedere ben altro. + +Da lui si può e si deve pretendere finalmente quella sincerità che è +la principal dote di un artista e il più solido pregio di un'opera +d'arte: da lui si può e si deve pretendere che finalmente si mostri +lui, proprio lui, senza maschera, senza influssi estranei, senza +concessioni di sorta alcuna. Egli ha la giovinezza oltre l'ingegno, la +giovinezza che forma da sè sola una forza immensa; ma egli ormai sta +per varcare la soglia della virilità. E il giorno che si affaccerà a +quella soglia con in mano una nuova opera d'arte virile, io vorrei +salutare l'autore compiutamente liberato da quella tabe patologica e +corrotta che ora ispira le sue creazioni, rinnovato a dirittura, +italiano schietto, e degnamente trionfante. + + + + +II + +E. A. BUTTI--NEERA--L. GUALDO¹ + + ¹ E. A. Butti, _L'Automa_--Neera, _Senio_--L. Gualdo, _Decadenza_. + + +Il caso di tre romanzieri, due provetti nell'arte e uno esordiente, +che con mezzi diversi, per vie diverse, probabilmente con intenti +diversissimi, si mettano a descrivere lo stesso fenomeno psicologico e +giungano a un'identica conchiusione, è così raro in Italia che bisogna +fermarsi a osservarlo. + +Il concetto delle tre opere d'arte delle quali intendo discorrere è +tristamente pessimista. Il Butti, l'esordiente, l'ha espresso nelle +prime righe del suo lavoro, l'_Automa_, con l'enfasi propria della +balda inesperienza giovanile. Egli dice: + +"In questo tumultuoso e tragico morir del secolo, che ha in sè con +ardita sintesi raccolte tutte le caratteristiche dell'epoca +contemporanea, nell'opera febrile e vertiginosa di rivoluzione e di +raffinamento, che l'ha con moto sempre crescente esagitato ed +estenuato,--Attilio Valda può ben rappresentare un caso tipico +dell'attuale esaurimento umano, triste documento della nostra immensa +miseria intellettuale." + +Quasi la stessa cosa avrebbero potuto dire Neera pel suo protagonista +_Senio Straniero_ e Luigi Gualdo pel suo _Paolo Renaldi_; ma, da +artisti maturi, hanno lasciato che, senza esagerazioni e senza enfasi, +la suggerisse alla mente del lettore la loro opera d'arte. + +Nei tre romanzi infatti il cardine della concezione è l'influenza +deleteria della donna su la volontà e sul carattere dell'uomo nella +società contemporanea. + +E se i casi d'un romanzo potessero servir di base a una seria +deduzione, il libro di Neera darebbe molto da pensare, non solamente +perchè scritto da una donna, ma perchè porterebbe a conchiudere che +l'influenza della donna su l'uomo ha più efficacia nel male che nel +bene. Alla stessa conchiusione ci conduce il libro del Gualdo, e con +maggiore intensità di impressioni. + + * + * * + +Attilio Valda, il protagonista del Butti, è un essere fiacco. "Una +faticosa inquietudine modificava senza tregua la spossata impressione +del suo viso e del suo corpo un po' curvo,--_un_'inquietudine morbosa +di nevralgico nel quale _ogni atto si capiva essere_ allo stesso tempo +cosciente e involontario." + +Pittore, scrittore, musicista "egli sapeva apprezzare ed intendere; +anche, poteva intravedere la concezione, ma non arrivava mai a +concretarla precisamente in una forma determinata d'arte." + +Se questo carattere fiacco incontra sul suo cammino una donna +volgarmente sensuale come la cameriera francese Margot o una non meno +volgarmente capricciosa, come la principessa Lavinia Casàuri, sarà +inevitabile che la sensualità e il capriccio abbiano su lui tanta +presa da ridurlo senza volontà, da farlo muovere e agire quasi fosse +un automa. + +Senio, il protagonista del romanzo di Neera, è di origine contadina. +"Nelle sue vene scorreva un sangue rimasto puro nelle aspre lotte del +lavoro, _e nel quale non s'era mischiata nessuna corruzione, nè la +nevrosi avrebbe saputo annidarsi_," "Imbevuto delle novissime teorie +della scienza, Senio tendeva a ordinare la vita secondo un sistema di +assoluto positivismo. Tutto _ciò_ che poteva assomigliare a +fantasticheria romantica, a emozione sentimentale, trovava in lui un +fiero nemico. Gli stessi affetti naturali, che egli non negava, +dovevano subordinarsi a un criterio di utilità incontrastata..." "In +religione, come quasi tutti i suoi amici e contemporanei, aveva +elevato la coscienza al posto della divinità; e la sua era una +coscienza retta ma fredda, disposta a rintracciare il lato utile e +pratico della giustificazione matematica." + +"Il solo pensiero di menomare coll'amore quell'insieme di forza che lo +rendeva _fiero_ e indipendente, gli era insoffribile." + +C'è di più. Egli pensa: "Perchè amare? L'amore non è necessario nè per +godere, nè per imparare e neppure per beneficare. Egli (Senio) avrebbe +diffuso le sue idee nel mondo, giovando forse a qualcuno, certo a sè +stesso, senza lasciarsi trascinare da nessuna specie di amore. Se +questo era l'origine di tutti i dolori, doveva riuscirne facile +l'allontanamento: un solo nemico _resterebbe_ allora da combattere: il +dolore fisico." + +Eppure questo positivo, non solo non s'accorge dell'amore che ha +ispirato a Dina, fanciulla educata dalla sorella di lui e nipote di +una loro vecchia amica; non solo si lascia cogliere da un falso senso +di gelosia e quasi ama una bella signora che lo ama veramente; ma, +dopo ch'egli ha posposto Dina a donna Clara Aldobrandi, donna di un +altro da cui è legalmente divisa, e poi la stessa donna Clara al +proprio freddo egoismo, basta un incidente insignificantissimo perchè +egli si lasci avvolgere, e per non più staccarsene, dai tentacoli di +una piovra volgare che, fattasi sua guarda-malato, riesce a +distruggere in lui coscienza, carattere, avvenire. + +Paolo Renaldi, di cui Luigi Gualdo ha scritto la trista decadenza, è +un ambizioso. Passa le notti studiando, oltre le materie proprie della +sua professione di avvocato, tutte le questioni di filosofia, di +storia, di filosofia della storia, di scienze politiche e sociali: +"Nella solitudine, nel silenzio, mille speranze gli facevano battere +il cuore: si metteva talora alla finestra e gli pareva, nel vento +fresco della sera che gli lambiva i capelli, sentir passare come un +soffio di gloria. Guardava il cielo stellato e la strada fangosa, e da +quella altezza (di un quarto piano)--per adesso _una_ ironia--gli +sembrava scorgere una promessa di dominio; gli pareva, con la fervida +e studiosa mente, sovrastare sulla città addormentata." + +L'ambizione lo rende calcolatore. Sin dalle prime volte in cui sente +attirarsi dal fascino della signora Silvia Teodori egli pensa "che +l'amore di colei gli sarebbe di potente aiuto nella battaglia futura" +della vita: "l'ebbrezza del trionfo gli avrebbe raddoppiate le forze; +la vanità soddisfatta avrebbe infiammato l'orgoglio. In quel momento +sentiva in sè una grande potenza; gli pareva che le ignote voluttà +alfine conosciute, inciampo per un altro meno forte, sarebbero state a +lui sprone a _giungere_ rapidamente." + +Diventato l'amante di Silvia, passate le prime ebbrezze, soddisfatta +la vanità, egli comincia a sentire una sorda irritazione contro colei, +"intravedendo quasi involontariamente ch'ella potrebbe, nell'avvenire, +diventare un impiccio, chiudergli la via sulla quale era risoluto a +non arrestarsi." + +Silvia Teodori non è una donna comune. Un po' di mistero ne circonda +la vita, dopo la catastrofe di suo marito condannato per scandali +bancarii e poi rinchiuso in un manicomio. L'amore per Paolo Renaldi la +eleva, la purifica. Le piaceva di saperlo ambizioso, voleva +sorreggerlo sull'ardua via, essergli di aiuto--non mai d'impiccio in +quanto intraprendesse--e, _ciò, lo credeva_ davvero possibile, +_ingenuamente_ illusa... Se un giorno fosse rimasta libera, avrebbe +sposato Paolo... Ma era tanto felice così che questo sogno si +affacciava di rado alla sua mente." + +Paolo intanto la sacrifica alla propria ambizione, quantunque sappia +di risospingerla verso una vita di avventure forse incominciata prima +della loro relazione. E sposata, per calcolo, la figlia del senatore +Ronconi non amata e non amante, lanciatosi in mezzo alle agitazioni +della vita politica, giunge fino a credersi guarito da ogni velleità +sensuale. Le concitazioni della politica però abbattono il suo +organismo; le prescrizioni del medico lo spingono ad assaporare la +vita elegante e viziosa delle stazioni di bagni più ricercate. Il caso +gli fa rivedere Silvia... E da quel giorno tutto crolla dentro di lui, +quasi l'edificio morale del suo carattere fosse stato qualcosa di +provvisorio. Da quel giorno, di transazione in transazione, +l'ambizioso, l'orgoglioso Paolo Renaldi precipita verso la catastrofe +della più profonda abiezione. + +Isabella Ronconi, moglie onesta e buona, non è riuscita a prendere +alcun potere su lui. Aveva fatto "attivamente, senza tregua tutto +quanto poteva per aiutarlo in tutte le maniere." "Non solo ubbidiva, +ma preveniva, indovinandoli, i desideri del marito. E, sforzandosi di +amarlo, ci riusciva." Paolo, sacrifica anche lei alla propria +ambizione. + +"Invano sua moglie inquieta lo esortava a maggior calma. _Più saliva e +più voleva salire_; l'ambizione incominciava a fargli provare le +terribili ebbrezze del giuoco. Nulla di _ciò_ che otteneva +l'accontentava; guardava sempre avanti." E quando ambizione, smania di +gloria, vanità politica, cadono davanti alla riapparizione di una +Silvia molto diversa da quella che lo aveva amato, nella casa dove +Isabella vive con la sua bambina, lottando contro il dissesto +economico prodotto dalle sregolatezze del marito, il ritorno di lui a +intervalli diventa sgradito e penoso per tutti. + + * + * * + +Delle tre catastrofi, quella di Attilio Valda ispira più compassione +che pietà. Carattere vacuo, intelletto impotente, ci interessa appena +quanto può interessarci un animale. La principessa Lavinia Casàuri +l'ha ripreso, e lo conduce con sè, facendogli dimenticare un amico +carissimo all'ospedale e scancellandogli a un tratto dalla mente tutte +le tardive risoluzioni di mutar vita. "Un presentimento lugubre +l'assalse: egli non avrebbe mai più rivisto l'amico suo: Stefano +sarebbe morto là dentro, _innanzi_ del suo ritorno..." Dove lo portava +mai quel convoglio nella notte? Come vi si trovava egli con quella +donna? + +La sua vita era spezzata: il suo futuro _ripiombava nel mistero_!... +Dopo aver già intravisto la salvezza, come _traverso_ a un tenue +velario evanescente, s'era lasciato sopraffare... Ma, qual'era dunque +la causa di _codesta_ sua sciagura? Chi lo aveva perduto così per +l'ultima volta? + +"Egli reclinò gli occhi, _brillanti_ di collera e di odio su la donna +addormentata. Esasperato da _codesta_ placida inconscienza, sentì una +_voglia criminosa_ di punire costei, di vendicarsene, d'alzare il +pugno stretto e di _batterlo_ con tutta la sua forza su la sciagurata +fronte di quell'abietta creatura. Ucciderla: ecco il feroce desiderio +che _tutto lo teneva_. + +"In quel punto Lavinia si _risvegliò_, alzò gli occhi su di lui, e gli +sorrise. + +"Attilio pure sorrise." + +E forse sorride anche il lettore. + +La catastrofe del _Senio_, contrista con la sua rapida semplicità. + +Il dottor Mordini, suo vecchio amico, gli evoca il ricordo di Dina, la +fanciulla educata in casa di lui dalla sorella ora morta, e gli parla +della sua candidatura politica che va a gonfie vele, e lo esorta +calorosamente a lasciare quella femina che lo trascinerà +all'abiezione... + +"Stefano parlava ancora ed a Senio, frattanto, passavano delle ombre +negli occhi; un sudore freddo gli invadeva le tempie; tentò due o tre +volte di pronunziare qualche parola, ma non vi riuscì. Il suo bel +volto rivelava le torture di una lotta interna superiore alle _sue_ +forze. + +"All'ultima frase dell'amico balbettò "pietà" e _come_ Stefano +accennava a continuare, tese le braccia a guisa di un naufrago, d'un +disperato... + +Il dottor Mordini si chinò _su di lui_: + +"--Parla. Quale _dolente_ segreto mi nascondi? Che devo fare per te? +Io ti salverò; io e tutti quelli che t'amano! + +"_Ancora_ le braccia di Senio si protesero nel vuoto, istintivo +appello ad un aiuto sovrumano e dalle sue labbra uscirono quasi +sibilando, due sole parole: + +"--L'ho sposata." + +Ed è proprio un peccato che a questa scena così viva e così rapida sia +mancata nell'ultima parte del romanzo la proporzionata preparazione! + +Appunto pel minuto svolgimento dei fatti e per la sottile analisi di +tutte le sfumature dei sentimenti di Paolo Renaldi, la chiusa del +romanzo del Gualdo, assume una tragica elevazione, e dà un senso di +sgomento. + +"In quella loro storia (di Silvia e di lui) non somigliante ad +alcun'altra in quel modo strano nel quale le loro relazioni erano +state riprese, v'era qualcosa che li legava _specialmente_ insieme. I +vincoli che ora li univano, anche a distanza, dopo le molte +separazioni, pareva a lui fossero tanto più forti, e resistenti, +quanto meno stretti. + +"Ora avrebbe accettato qualunque compromesso, qualunque dubbio, pur di +rivederla e riaverla; non _ripugnava più a nulla_; quella specie di +avvilimento, derivante da tutto quanto ignorava e sospettava della +vita di lei, non gli avrebbe più ripugnato. Rimpiangeva il tempo in +cui aveva per tante cause sofferto; per umiliazione, per gelosia +celata. Avrebbe di nuovo patito tutto ciò volentieri; tutto, fuorchè +il tormento vano dell'attesa. Attingeva _una_ forza di pazienza +ostinata dalla violenza stessa, continua, del suo desiderio. E +aspettava." + + * + * * + +Non deve far meraviglia che il pessimismo più apparente si trovi nel più +giovane e nel più inesperto dei tre romanzieri. Enrico Butti non ha +dubbi, non esitanze, e vuol farcelo sapere. Io non riesco a immaginarlo +così precoce da aver potuto studiare di prima mano _l'esaurimento umano_ +contemporaneo e la nostra _immensa miseria spirituale_. Me lo immagino +colto, studioso, entusiasta delle idee eccessive, dommatico, come quasi +tutti i giovani che credono di fare in questo modo atto di libertà +intellettuale. Nella dedica del volume alla memoria del padre, egli ha +scritto: "Se avessi altra fede che nella scienza fredda ed essiccatrice, +questa postuma dedica sarebbe assai meno desolata. Ma io so, oggi, di +sacrar l'opera mia--incominciata nell'entusiasmo di presaperla letta e +_riconosciuta_ da te--a un'ombra insussistente, creazione pura della mia +fantasia, a un'ombra, che ha le tue care sembianze e porta il tuo +intemerato nome di gentiluomo--che _pure non sei Tu_ e che non potrà mai +esserlo." + +Come non ha un attimo di esitanza intorno al problema dell'immortalità +dell'anima, davanti al quale la vera scienza, da lui qualificata +fredda ed essiccatrice, confessa non aver prove egualmente solide per +affermare o per negare; così egli non esita un momento nell'affermare +che il suo Attilio Valda, il quale non ha nulla di caratteristico e +può rappresentare gli esseri fiacchi e sconclusionati di tutti i +luoghi e di tutti i tempi, sia un caso tipico da riassumere l'attuale +esaurimento umano e l'immensa nostra miseria intellettuale. + +A un giovane d'innegabile ingegno e che fa la veglia d'armi letteraria +devesi condonare e perdonare molto riguardo al concetto della sua +opera d'arte. La esperienza lo ammaestrerà; l'osservazione diretta gli +smusserà molti angoli, e la cultura gli farà presto capire che l'arte +più non fa volontariamente dei tipi, ma crea soltanto personaggi vivi +più o meno complessi; gli farà pure capire che sovente un solo punto +della vita d'un uomo può diventare soggetto troppo vasto pel romanzo +moderno. + +L'_Automa_, che palesa la felicissima attitudine del suo autore al +genere narrativo, ne svela anche la scarsissima preparazione per quel +che riguarda la lingua e lo stile, ma di questo parlerò poi. + +_Senio_ non mi sembra uno dei meglio riusciti lavori di Neera. Vi si +scorge eccessiva sproporzione tra le diverse parti, alcune delle quali +hanno svolgimento superiore alla loro importanza e che sarebbe stato +più opportuno anzi necessario in qualche altra. Molto vi si parla +intorno alle idee e al carattere dei personaggi, specialmente di +quello di Senio; ma i caratteri non risultano dall'azione; e quello di +Senio anzi vien smentito, con inconsapevole ironia, dagli atti di lui. +Positivista teorico, si mostra ingenuo alla prova. Se si voleva +appunto far risaltare questa contraddizione fra la mente e il +sentimento, fra la teorica e la pratica, bisognava trattare il +soggetto in maniera diversa, studiarlo più minutamente. Invece, così +com'è, il romanzo apparisce un po' arbitrario; i personaggi agiscono +in un certo modo perchè all'autore è piaciuto farli agire in tal modo; +e quel che traluce qua e là di veramente umano, nobile o basso che +sia, serve a far scorgere più evidentemente il difetto. L'abilità per +dir così manuale stende una velatura su tutto il quadro e riesce +talvolta a ingannare, ma sempre a discapito dell'arte. + +_Decadenza_ del Gualdo, da questo lato, è libro più serio. L'abilità +narrativa dell'autore però, pur mettendo in moto tutte le proprie +forze, mostra un certo riserbo, stavo per dire spregio aristocratico e +proprio fuori posto, per alcuni artifizi. Il romanzo deve raccontare, +è vero, ma deve anche rappresentare. Il Gualdo, in parecchi luoghi +culminanti del suo libro, delinea i caratteri con perfetta maestria, +prepara gli avvenimenti, li conduce, li avvolge, li annoda come può e +sa fare chi conosce le più fine risorse del mestiere; ma quando il +lettore si attende che i personaggi si svincolino dalla tutela +dell'autore e parlino e agiscano fuori dall'immaginazione di lui, da +persone libere e vive, l'autore finge di non accorgersi della +impellente necessità di sparire, di lasciar sole sole quelle sue +creature sotto gli occhi di chi le ha ansiosamente seguite lungo le +molte pagine di preparazione; e continua a narrare fin là dove il +dialogo drammatico vorrebbe sgorgare impetuoso. + +Così nella bellissima scena che chiude il capitolo V. all'inatteso +ritorno di Paolo in casa di Silvia; così nella scena del capitolo +seguente, in cui avviene la rottura con Silvia e la partenza di lei; +così in quella che avrebbe potuto riuscire una scena magistrale, +quando Paolo e Silvia si rivedono, dopo molto tempo a Nizza. + +"--Ancora?--ella disse--ed anche qui?... Continuò a parlare, ora +cambiando tono, e calmandosi; ora nuovamente agitata, straziata, piena +di _qualche_ passione contenuta--evidentemente in uno stato +anormale.... Quella donna che aveva tanto taciuto e che--lo si +capiva--doveva tacere ancora, _cotesta crisi passata_, era quasi, per +un'ora _fuggitiva_ invasa da un delirio che la costringeva a +parlare...-- + +E l'autore, resistendo all'impulso che doveva certamente spingerlo a +drammatizzare la scena, riprende con serenità che fa stizza: "Disse, +_tutt'insieme_, le vecchie sofferenze e le nuove, l'agonia lontana +etc. etc..." proprio tutto quel che si sarebbe voluto sentire dalla +stessa bocca di Silvia e direi anche con la sua stessa voce! + +Ed ho scritto: finge di non accorgersi, perchè non può giudicarsi +altrimenti. In quelle pagine di racconto che avrebbero dovuto essere +dialogo son notate le più lievi sfumature dell'animo dei personaggi: +il dialogo sembra agitarsi, snodarsi serpentinamente tra le righe +della narrazione; ma l'autore lo infrena, lo impedisce. Egli ricusa di +dare al concetto la sua forma schietta e precisa, quasi per mostrare +che si può ottenere lo stesso effetto, rinunziando a un mezzo stimato +volgare. + +Ed a torto, secondo il mio debole parere; perchè l'arte è forma, e il +concetto perde efficacia, riesce dimezzato quando non riceve la forma +che gli spetta e per cui, da cosa astratta, diviene creazione vivente. + + * + * * + +Il Gualdo non può essere accusato d'inesperienza come il Butti. Per +diversa ragione però il Gualdo e Neera amano togliersi di mano +qualcosa che io paragonerei volentieri a la fionda con cui si scaglia +un sasso più vigorosamente che non col semplice braccio. E qui intendo +parlare di cosa assai meno elevata della mera forma artistica, ma non +meno necessaria ed organica nell'opera d'arte. + +Parlare di lingua e di stile vien reputato da pedante. Citando, ho +sottolineato, per darne un saggio, le improprietà, le esitazioni, le +incertezze, che offuscano, diminuiscono il concetto quasi ad ogni +pagina, e spesso lasciano incerti intorno al senso di un periodo, +intorno alle precise intenzioni dell'autore, in tutti e tre i romanzi +di cui ho parlato. Voglio qui aggiungere che fra i tre scrittori, la +donna, Neera, mostra una più agile padronanza dello strumento che +adopra, quantunque abbia meno intendimenti stilistici del Gualdo e del +Butti. + +Io non mi sarei fermato un sol momento sur una questione così minuta, +se la scarsa preparazione del Butti, la serena indifferenza del +Gualdo, e la lieta vivacità di Neera non mi avessero confermato nella +convinzione che per noi artisti della parola non esiste in Italia, a +questi lumi di luna, una questione di lingua e di stile: e, se esiste, +essa vien risoluta arbitrariamente e superficialmente quasi non +meritasse che ce ne occupassimo. Pecchiamo un po' tutti, chi più, chi +meno, e io non mi sento tale da poter scagliare una pietra su nessuno: +ma pur troppo convien riconoscere che difficilmente si potrà andare +più in là; pur troppo convien riconoscere che il senso dell'arte nella +lingua si va così stranamente alterando e pervertendo presso di noi, +da far dubitare che un giorno possa rimettersi dalla grande malattia +da cui è afflitto. + +Quando non si hanno, come le ha il Gualdo, tante eccellenti qualità di +artista da controbilanciare i difetti della forma: quando non si +hanno, come le ha Neera, tante buone qualità di vivace immaginazione, +di finezza di tocco, da abbagliare la coscienza del lettore, la cosa +diventa assolutamente grave. + +E mi sembra tanto più grave quanto più mi vo persuadendo non esser +possibile che la imprecisione e la scorrettezza della parola non si +riversino, per naturale analogia, su la sostanza medesima dell'opera +d'arte. L'esattezza dell'espressione implica uguale esattezza +d'osservazione. Il press'a poco dello stile, implica un consimile +press'a poco nei caratteri, nell'analisi, nella rappresentazione. Al +disorganamento del periodo corrisponde talvolta un uguale +disorganamento della concezione generale. Le conseguenze è inutile +enumerarle; saltano agli occhi di coloro che si interessano dell'arte. + +E questo ho voluto dirlo a proposito di due lavori--_Senio_ e +_Decadenza_--che hanno bellezze non comuni e pregi squisiti; che si +leggono con grande interesse e che tentano una rappresentazione della +vita italiana (accenno particolarmente a _Decadenza_ del Gualdo) con +larghezza di linee e con solidità di contenuto da onorare qualunque +scrittore. Ed ho voluto dirlo anche a proposito del primo tentativo di +un giovane assai promettente, quasi rimpianto di uno che ha tentato +anche lui errando spesso, ma cercando sempre di correggersi con +continui sforzi. Mi è parso che il grido d'allarme o la predica, se +così si vuole, potrebbe ricavare da questa circostanza personale +qualche valore, e non morire inascoltata come la solita _vox clamantis +in deserto_. [Blank Page] + + + + +III. + +ADOLFO ALBERTAZZI--ENRICO CORRADINI ¹ + + ¹ A. Albertazzi, _Ave_; E. Corradini, _Santamaura_. + + +Da più di un mese questi due romanzi mi si mescolano, con la loro +qualità, col loro contenuto, con la loro forma, così stranamente nel +cervello, che io talvolta non ho saputo più distinguere l'uno +dall'altro, quasi fossero una cosa sola e mi rivolgessero un'uguale +domanda, meglio mi presentassero un uguale problema critico da +risolvere. + +Uno dei guai (che nello stesso tempo è un elevato piacere) a cui +difficilmente possono sottrarsi coloro che si occupano d'arte +letteraria, è la perdita della ingenuità e della freschezza che +rendono vive e gioconde le impressioni di un'opera d'arte presso gli +altri lettori. + +Coloro che, bene o male producendo, debbono occuparsi non solo del +concetto ma della parte tecnica del loro lavoro, nel leggere un'opera +d'arte altrui si sentono sempre trascinati a passar oltre la pura +sensazione estetica, per vedere in che modo e con quali mezzi essa sia +stata prodotta. Quando poi questa sensazione non risulta efficace, +specialmente se nell'artista che sta loro dinanzi si scorgono elevate +qualità di sentimento e d'immaginazione e padronanza non ordinaria +delle finezze e delle malizie di quel che si può chiamare, senza +vilipenderlo, il mestiere; la curiosità di scoprire per quale intima e +nascosta ragione quell'effetto si è arrestato a metà afferra talmente +l'animo, da far nascere spesso il dubbio se mai questa ricerca della +parte tecnica di un'opera d'arte--e quando essa ha raggiunto il colmo +dell'efficacia producendo il miracolo dell'illusione della vita, e +quando questo miracolo vien prodotto soltanto parzialmente--nasce il +dubbio, se mai quell'impossibilità di ricevere ormai impressioni +libere da qualunque secondo fine non sia poi la cagione che loro +impedisce di percepire, al pari degli altri lettori, il valore di +quelle parti che sembrano _raggiunte_, e l'altro specialmente di +quelle che sembrano non _raggiunte_, come direbbero i pittori. + +Per coloro che, buoni o cattivi produttori, si sentono trascinati a +scrutare, leggendo un'opera d'arte, la parte tecnica di essa, c'è +anche un altro pericolo: quello di trascurare l'osservazione +dell'assieme e perdersi dietro l'ammirazione delle parti secondarie; +c'è, inoltre, il pericolo di quel godimento crudele che vien provato +dai medici dinanzi a un organismo malato, quando essi dalle funzioni +alterate o invertite di un organo si veggono inattesamente rivelate +certe sue funzioni che l'equilibrio della salute nascondeva +gelosamente quasi per guarentirne la delicata natura. + +Ho chiamato crudele questo godimento perchè proviene dallo studio +della sofferenza altrui, e alletta e invade l'animo in guisa tale, che +la pietà per la sofferenza del malato sparisce, e la malattia assume +anzi un pregio che la fa dichiarare più _bella_ e più interessante +della stessa salute. + +Io ho letto questi due romanzi, passando e ripassando per tutte le +diverse sensazioni accennate, e confesso che il godimento crudele di +cui or ora ho parlato non è stato il minore fra i varii miei +godimenti. Per ciò non ho ritegno di aggiungere che li ho letti con +vivissimo interesse, con piacere squisito; che molte parti ne ho +rilette, che parecchie ne ho ripensate e rimuginate dal punto di vista +della tecnica, per via della mia profonda convinzione che l'opera +d'arte è forma soltanto e nient'altro che forma. + +La coincidenza che protagonisti dei due romanzi siano due socialisti, +uno più teorico che pratico--Paolo Desilva di _Ave_--l'altro così +invasato dalle sue teoriche, da quasi non scorgere le rovine che la +inconsiderata attuazione di esse produce attorno a sè, specialmente +nella sua famiglia--Romolo Pieri di _Santamaura_;--l'altra coincidenza +che i due scrittori abbiano un uguale culto per la bellezza dello +stile e la purezza della lingua, e che l'uno, il Corradini, possieda +quel che di vibrante, di caldo, d'impetuoso che si vorrebbe vedere, +almeno di quando in quando, nell'Albertazzi; mentre poi in questo +piace e seduce una trasparenza cristallina, una serenità, una eleganza +di atteggiamenti che forse servirebbero ad attenuare la pletora da cui +talvolta vien reso un po' tormentato lo stile dell'altro; la terza +coincidenza che nei due scrittori la parte analitica prenda il +sopravvento su la rappresentativa, e si vegga non si sa se un altero +dispreggio di certi mezzi o malizie del mestiere o se un'inesperienza +facilmente riparabile con lo studio e col farsi la mano a questo +genere di lavori; e finalmente l'evidentissimo sforzo dell'istinto +artistico che cerca di affermare i suoi diritti quasi a dispetto di +certe convinzioni sempre lì pronte a mortificarlo (sforzo che dà, se +non m'inganno, al concetto cardinale dell'opera, un significato +perfettamente opposto a quello che era prima nell'intenzione dei due +autori); tutte queste cose assieme spiegano benissimo la confusione +delle due opere d'arte avvenuta nella mia mente, e il bisogno di +parlare di esse in una volta, quasi di produzioni delle quali non si +possa ragionare spartitamente. + +La mia esitanza a renderne conto ai lettori del _Roma_ non ha bisogno +di altre spiegazioni. + +Il romanzo dell'Albertazzi ha suscitato, al suo primo apparire, una +polemica per la sfuriata dell'autore contro uno dei suoi critici, +secondo me, inopportuna ed inutile. Ed io accenno a questo incidente +soltanto per dire che suppongo molto giovane l'autore di _Ave_, come +so giovanissimo l'autore di _Santamaura_. Ed entro in questi +particolari che non hanno nessun rapporto col valore della loro opera +d'arte, per dire che fa grandissimo piacere lo scorgere in due giovani +tanta serietà e serenità di culto artistico; fatto che, assieme con +parecchi altri, dimostra che che se ne voglia dire--come si vada +elevando in Italia, e con fisonomia e carattere proprii, la nostra +produzione letteraria. + +Certamente questi due giovani (il signor Albertazzi, caso mai, non si +offenda se io lo suppongo tale) arrivano nel momento opportuno; +rappresentano un bisogno, una tendenza, e (se non si tenta di evitare +gli eccessi) anche un pericolo pel nostro romanzo. L'opera loro non +avrebbe avuto non solamente nessun significato ma anche nessuna +efficacia dieci anni fa; e probabilmente le sarebbe mancato l'uno e +l'altro indugiando a comparire e presentandosi qual'è fra dieci anni +da oggi. + +Il bisogno, le tendenze attuali consistono nella ricerca di un +contenuto elevato per l'opera d'arte, e nella profonda convinzione che +in un'opera d'arte la lingua e lo stile siano qualità essenziali e +supreme. Per dire la verità non c'è niente di nuovo in questo bisogno, +in questa tendenza, in questa convinzione, se si eccettua il +significato che loro si dà. Una vera opera d'arte nobilita e sublima +qualunque soggetto: lo stile e la lingua che riescono a rendere +appropriatamente, efficacemente, con luminosa evidenza un dato +soggetto, si scostino pure da modelli, da tradizioni letterarie in +vigore, hanno appunto quelle qualità essenziali e supreme per le quali +non ci dovrebbero essere nè modelli nè tradizioni da imporre. Ma è pur +vero che nella pratica, tolte poche eccezioni, si era da noi arrivati, +qualche anno fa a una deplorevolissima trascuranza e che ora la +reazione è opportuna; e il vederla propugnata da due giovani +d'innegabile ingegno e cultura è soddisfazione che il pubblico +dovrebbe gustare assai più che non mostra, incoraggiando assai più che +non soglia anche i tentativi non interamente riusciti. + +Io desidererei però nei giovani scrittori italiani un po' più di +malizia, specialmente col nostro pubblico già disavvezzo, per molte +ragioni, dal puro godimento artistico di un'opera letteraria. E di +questa malizia, che sarebbe anche un pregio non disprezzabile, si +avvantaggerebbe pure la parte commerciale del libro. Cicerone, che non +scriveva romanzi ma lavori filosofici di volgarizzazione, sentiva il +bisogno, come egli si esprime, di rendere _uberiora_ quelle sue +disquisizioni perchè fossero _vendibiliora_. Ma i nostri giovani +scrittori non curano di rendere _uberiora_ le opere loro, e mostrano +anzi una tal quale vanità nel far scorgere che sdegnano di curarsene. + +Ma torniamo ai due romanzi _L'Ave_ e _Santamaura_. + + * + * * + +Leggendo l'_Ave_, di mano in mano che si procede, di mano in mano che +ci si vede svolgere lentamente, pacatamente sotto gli occhi l'azione +semplice ed intima dei tre personaggi (e non aggiungo _principali_, +perchè i due altri che si mescolano un po' negli affari di quelli +appaiono tardi e fuggevolmente) si ha la sensazione di trovarsi +dinanzi a una limpidissima fonte tra rocce muschiose e qua e là +coperte di esili cespi di capelvenere. L'acqua tersa, appena +increspata dalla lieve vena che l'alimenta, invita le labbra a +tuffarsi in essa dando anticipatamente la fresca sensazione del +ristoro offerto; se non che le labbra, avidamente chinate a tuffarsi e +a bere, urtano contro un cristallo protettore, fin allora non lasciato +scorgere dalla sincera trasparenza di esso e dalla limpidezza della +fonte. L'ingannatore cristallo è con così ingegnosa abilità incastrato +fra le rocce; liste di muschio e cespi di capelvenere ne dissimulano +in modo così perfetto i contorni che avrebbero subito rilevato la +inattesa sopercherìa, da far sorridere più che sdegnarsi della +delusione sofferta. E si torna a guardare l'acqua tersa, lievemente +agitata dalla tenue vena alimentatrice; e la sensazione della frescura +e del ristoro tornano ad illudere piacevolmente; e si pensa quanta +cura gentile abbia dovuto indurre a proteggere in quel modo la +limpidità di quell'acqua da qualunque villano intorbidamento. + +Non bisogna però avere troppa sete, per non sentire la tentazione di +prendere un sasso e rompere l'invidioso cristallo. La provvida mano +che lo ha lì sovrapposto non ha, si vede, contatto su questo caso; il +quale è appunto (usciamo fuori d'immagine) quello della maggior parte +dei lettori. + +Per ciò non mi meraviglio di aver letto e sentito dire a voce che +_L'Ave_ è romanzo noioso, anzi che non è romanzo. + +Invece a me sembra romanzo bene architettato, anzi troppo finamente +architettato. Si scorge--e questo è male--che l'autore ne ha pensato e +ripensato a lungo ogni minima parte e la disposizione e il valore da +dare a ognuna di esse in rapporto alle proporzioni di tutto il quadro. + +Si scorge che l'autore non ha messo una parola, una frase a caso; che +non ha, forse, anzi certamente, concesso a quelle che a lui sono parse +esteriorità, l'importanza che richiedevano: e che questa sua cura +minuziosa, riflessiva, dalla concezione del soggetto si è naturalmente +riversata su la forma, sul periodo, su gli aggettivi, sul modo di +rendere le scene e il paesaggio, su il dialogo, su tutta l'espressione +di atti e di pensieri dei personaggi, quasi un terrore di eccedere lo +infrenasse e lo turbasse; quasi egli ripetesse a sè stesso, a ogni +riga a ogni pagina: Meglio rimanere di qua, che avventurarsi troppo in +là. + +Così gli è avvenuto di non compenetrarsi col fantasma delle sue +creature in modo da sopprimere in esse il segno della sua personalità +di autore; così nei sentimenti, nei pensieri, nei ragionamenti loro, +avviene di sentire spesso qualcosa ricorda il suggeritore delle +compagnie comiche e produce sgradevole impressione. E questo si +avverte maggiormente quando vengono avanti le due figure secondarie +del maestro Capozzi e di sua moglie, nelle quali l'autore non ha +nessun concetto da incarnare. E per ciò esse gli riescono più vive dei +due personaggi principali, Paolo Desilva e il curato don Saverio +Guardi; e per ciò la gentile figura della sorella di questo, +accarezzata con grandi finezze di colorito e di sfumature, risulta la +più bella del romanzo, quantunque faccia difetto pure a lei quel che +si potrebbe dire la spontaneità e la inconsapevolezza della vita. + +Ed ecco--voglio darne una prova--il guaio di chi legge con +preoccupazioni di tecnica letteraria. Tutte queste deficienze quasi +volute, tutte queste inesperienze di mestiere sono state appunto per +me le provocatrici di una delizia estetica di cui mi piace ringraziare +pubblicamente l'artista autore dell'_Ave_. + +Artista, senza nessun dubbio, e squisito: che troverà subito la via +diritta e larga e vi farà gran cammino, appena riuscirà a sbarazzarsi +di parecchi preconcetti che ora lo impacciano; appena si convincerà +che indarno l'elevatezza della concezione lo attirerà, se poi essa non +arriva a compire il miracolo di nascondersi, di sparire sotto la +densità della forma--l'aspetto esteriore, il suono della voce e il +resto--insomma sotto tutte le accidentalità che, come producono nella +vita reale l'individuo, e lo distinguono assolutamente da qualunque +altra creatura, devono poi, allo stesso modo, elevato nell'atmosfera +ideale dell'arte, rifarlo in guisa da dissimulare quella specie di +tradimento che l'arte fa alla Natura purificandola delle +irragionevolezze e delle miserie provenienti ad essa dall'azione cieca +del caso. + +Giorni fa, nello studio di un valoroso scultore osservavo l'opera di +uno scalpellino che riproduce in marmo il gesso ricavato dalla prima +forma di creta; il gesso, caratteristico, vivo, rappresentava un uomo +maturo dal naso piccolo e adunco, con le labbra fine, quasi ironiche, +e con una espressione di risolutezza, di durezza d'animo a cui le +sopracciglia sporgenti e la fronte ampia, dritta e solcata da rughe, +aggiungevano significato. Il marmo, appena in abbozzo, rendeva tutte +le linee e le forme del gesso, ma con qualcosa di addormentato e di +glaciale, quasi che dentro il masso già corressero fremiti di vita, ma +come costretti da sonno, o da paralisi. Guardando fissamente, sembrava +di scorgere in quel marmo una sofferenza. Ed io ricorrevo col pensiero +a talune parti di _Ave_, dove la mano dello artista si è +malaccortamente arrestata nel tradurre in forma viva il vivo concetto +della immaginazione. Quel difetto nell'abozzo dello scarpellino +proveniva dalla mancanza delle minutezze di rilievo e di modellature +non ancora tentate di riprodurre e che erano precisamente quelle che +infondevano la vita nella forma di gesso. Così, nei personaggi di +Paolo Desilva e del curato don Saverio Guardi, si scorge il difetto di +certi particolari minuti, di certe modellature sapienti che +l'artista--e questo un occhio esperto lo vede--ha volontariamente +trascurato, fidando troppo non so se nella propria abilità o nella +sagacità della mente e nella forza d'immaginazione dei suoi lettori. + +E per ciò quei due personaggi discutono astrattamente con lo stesso +tono, con lo stesso accento rigido, severo, pieno di formole; e la +loro evoluzione per ciò non interessa molto, o interessa unicamente +per riguardo della dolce creatura di Livia, la sorella del prete; la +quale soffre della loro poca umanità, e questa sua sofferenza timida e +chiusa fa riverberare bagliori di vitalità anche sui suoi +tormentatori, che finiranno con farla morire bestemmiando. + +Tutto il dramma si riduce alla strana lotta di reciproche e avverse +influenze del socialista sul prete e del prete sul socialista; lotta +che conduce il socialista a farsi prete e il prete a divenire libero +pensatore e a buttar la sottana alle ortiche. + +Paolo Desilva, per un momento ha ceduto al benefico influsso di Livia, +si è sentito rammollire il cuore da un sentimento più naturale che non +siano quelli già destatigli dai teoremi di Carlo Marx. Ma sul punto di +sposare colei che gli ha fatto intravedere un nuovo aspetto della +vita, egli vien ripreso dall'astrazione, dall'utopia. + +"Per Livia aveva compreso un tempo il bene d'una sorella; e non gli +era bastato, e aveva voluto e ottenuto di più, tanto da rimeritarla +d'ogni sua più gioiosa speranza. + +"Gentil fiore, ignaro della propria dolcezza, egli la porterebbe seco +nel mondo, non più torbido, sereno in virtù di lei, e per lei +benedirebbe un giorno alla vita santificata nelle creature del loro +sangue. + +"Così l'amava. + +"Ma appunto amandola così, che inesauribile sorgente di forza per il +suo ideale di rinunzia ad essa! Non più un giorno, un'ora di +remissione nel suo intendimento; non un minuto di abbandono e di +riposo, mai più, perchè lo stimolerebbe senza tregua il ricordo che +quel giorno, quell'ora, quel minuto egli l'aveva rapito in un +sacrificio crudele e mirabile alla propria felicità..." + +Miglior di lui, Don Saverio; il quale almeno, all'ultimo sente +_bisogno di muoversi, di faticare: è stato troppo sui libri_. E fa un +giro per la parrocchia, dove--rallegriamocene di sfuggita--il +pensatore si lascia un po' vincere la mano dall'artista. + +Ma, poco dopo, eccoli tutti e due di fronte, mentre la povera Livia, +che vorrebbe sapere qualcosa, si accosta in punta di piedi, tremando +all'uscio della stanza dove essi stanno per rivelarsi il mistero della +loro mente. + +--Non credo più dice il prete. + +E Paolo, che ha perduto ogni fede nella scienza e che ha già +dichiarato _solo infallibile il sentimento_, crede che sia un brutto +scherzo, una cosa inverosimile. + +Povera Livia! + +"Attenendosi al muro, piano piano, ella pervenne nell'oscurità, alla +sua camera, e si lasciò cadere co 'l viso in giù su 'l letto. + +"Non più amore, non più fede! Per amore degli altri Saverio non aveva +avuto uno scatto, una minaccia, un rimprovero, una parola in difesa di +lei; per amore di Dio, Paolo l'abbandonava. Ma questo Dio che le +rubava Paolo; ma questo Dio non aveva pietà di lei e ch'ella aveva +pregato con tanta fiducia e tante lagrime, che cos'era?--Era una +menzogna in cui un uomo d'ingegno quale suo fratello, un sacerdote +ardente e puro quale suo fratello non poteva credere più! + +"Non più fede e non più amore: la morte." + +Eh, no, povera creatura! Dio non c'entra. Dio, quando vuol fare--e fa +spesso, anzi sempre--da artista, non fa mai le cose a mezzo; e le sue +creature soffrono e fanno soffrire, sì, come il tuo Paolo e il tuo Don +Saverio, ma sono creature di carne e di ossa, come Don Saverio e Paolo +non sono riusciti a divenire compiutamente. + +In quanto a me, ti dichiaro volentieri, dolce e pietosa creatura, che +la tua semplice apparizione è bastata a compensarmi di quel che non ho +trovato o che ho trovato a metà, in tuo fratello e nel tuo amante. + + * + * * + +Niente della ben architettata e ben sviluppata orditura di _Ave_ in +_Santamaura_ del Corradini. Ma però qual vivo senso della realtà! E +con quale agilità i suoi personaggi si muovono e gestiscono e parlano +nel momento in cui egli li vede e li mette in azione! In azione? Ho +detto male, se per azione si vuole intendere un ordinato intreccio di +fatti che procedano, si svolgano, si aggroviglino, tornino a spiegarsi +verso uno scopo, verso una catastrofe inevitabile, logica, necessaria, +prodotto totale dei caratteri, delle passioni, delle circostanze, +dell'ambiente. Si vede anzi che questo è stato sfuggito o evitato +dall'autore, scientemente a quel che pare; non saprei dire se per dare +alla sua opera d'arte un atteggiamento di alterigia, quasi di sfida, o +se per un senso di sgomento davanti alla difficoltà che altrimenti +avrebbe dovuto affrontare e superare. + +Da ciò il comodo sutterfugio a cui ha dovuto ricorrere per dissimulare +il difetto d'orditura, dividendo in cinque quadri, ognuno col loro +special titolo, il romanzo; presentando le figure a una a una, o +riversando addosso a ciascuna di esse, in certi momenti, un fascio di +luce, con l'artifizio di quei pittori che fanno così risaltare dal +fondo scuro di una tela, anche tra la folla, un dato personaggio, +senza curarsi di giustificare d'onde quella luce provenga. + +Questo però non significa che manchi in _Santamaura_ un filo con cui +vengano legate assieme le diverse parti; ma è filo troppo evidente e +non può star in luogo di organismo. + +Senza dubbio, l'organismo, o almeno l'embrione di esso, c'era già +nella mente dell'autore. Egli però non ha avuto pazienza di covarlo, +di farlo sviluppare e crescere: ha avuto fretta. La rembrantiana +figura del vecchio umanitario Romolo Pieri, che ha profuso le sue +ricchezze e tutte le energie del cuore e della mente per trasformare +il quasi barbaro villaggetto di Santamaura in un centro di lavoro, di +agiatezza, di intellettualità, e che non piega e non si pente del suo +sacrifizio neppur quando gli si accumulano attorno le rovine della sua +casa e i fantasmi dei morti e dei mal vivi della sua famiglia pur +tanto amata; la livida figura del giovane Mauro, che le utopie del +padre hanno inviato, quasi apostolo, pel mondo, _ad affrettar +l'avvenire_, com'egli dice, _con la parola e con l'opera_, e che +invece gli ritorna a casa misero, corrotto e corruttore di scioperati +e straccioni, attratti attorno a lui dalla forte calamita della +disperazione e dell'odio; la esile e straziante figura di Annunziata, +che vive di rancore, di livore, inaridita internamente per mancanza di +amore, come è ingiallita e mezza distrutta dalla tisi ereditata dalla +madre; e questo squallido, fatale e doloroso fantasma della madre, +Teodula Santa, che si mescola dall'altro mondo, coi ricordi, con gli +effetti della sua opra di rassegnazione mistica, alla vita presente +dei suoi, e che in certi momenti sembra ancora viva, tanto la sua +influenza è tuttavia prepotente: tutte e quattro queste figure egli se +le è dovute veder dinanzi con tale nettezza di contorni, con tale +energia di colorito, che non ha più voluto badare ad altro; +lusingandosi forse che, riuscendo a renderle tali quali si +presentavano alla sua commossa fantasia, egli non avrebbe avuto più +altro da desiderare o da tentare. + +E così ha fatto. Invece di un solo gran quadro, ha dipinto cinque +quadri--_Il vecchio umanitario_, _La madre_, _Annunziata_, _Le +vittime_, _Mauro Pieri_--come gli antichi pittori dal soggetto di una +leggenda ricavavano un trittico. + +E così facendo, e non potendo intanto ammorzare lo istinto artistico +dell'organismo, ha tentato con ripieghi, con artifizi--abili, sì, ma +pur artifizi--di correggere il difetto. + +Il vero romanzo sarebbe stato quello che i tre personaggi, Romolo +Pieri e i suoi due figli, Mauro e Annunziata debbono, ognuno per +proprio conto, ripensare e rimugginare e lumeggiare perchè la loro +esistenza, il loro carattere e gli intimi movimenti del loro cuore, +del loro intelletto vengano giustificati. Il vero romanzo sarebbe +stato quello che i lettori intravedono a sprazzi, a scatti, narrato e +non rappresentato, a traverso la immaginazione di quei tre personaggi: +Santamaura barbara, misera, incolta, sperduta in quella vallata che +l'Arno gonfio e lutulento chiude in un vasto semicerchio, fra rocce, +colli, pendii, brevi piani e burroni profondi; Santamaura che non ha +industrie, nè scuole, nè ospedale, nè società di mutuo soccorso, +stretta dalle tenebre dell'ignoranza, sopraffatta dalla forza del +male; quella Santamaura che Romolo Pieri vede con soddisfazione, +trasformata e che ora "gittando un forte braccio di case, come a +significare una continuazione indefinita al di là del gomito dei +monti, pare avvinghiarsi a questi violentemente:" quella Santamaura +che apparisce a Romolo Pieri, guardante dall'alto delle rocce, "or +dalla roggia distesa dei tetti vibrare fiamme vincenti quelle delle +nubi rossastre, che correvano sovr'essa; or con le sue costruzioni +recenti diffondere una sensazione di freschezza e di chiarezza per +l'aria tetra. E le grandi fabbriche, che le stavano attorno, gli +sembravano cingerla come una cerchia di forti, e dai lor camini +uscivano larghi getti di fumo con maggior veemenza e con maggior +resistenza," talchè "essa, essa soltanto rispondeva con grido +rassicurante al suo gran cuore angosciato, rompeva essa sola con un +fascio di luce le tenebre, che l'accerchiavano." + +E non soltanto il villaggetto ridotto da barbaro civile; ma il vero +romanzo, ma la tragica azione era appunto quello svolgersi di vicende, +di lotte, di dolori, di resistenze, di prostrazioni che, come ho +detto, i tre personaggi--Romolo Pieri e i figli Mauro e +Annunziata--debbono raccontarci di scorcio, meno efficacemente, senza +dubbio, di come ce l'avrebbe raccontato l'autore. E stavo per dire, di +come si sarebbe raccontato da sè nell'orditura organica dell'azione, +se il Corradini non si fosse lasciato sedurre dalla sua idea di +narrare frammentariamente, con scompartimenti che vorrebbero apparir +effetto di un processo più libero e più bizzarro di quello usato da +tanti altri, ma che invece irrita e distrae; per ragione anche di un +pregio di plasticità e di rappresentazione efficace, che si fa molto +ammirare nelle parti dove i personaggi non son costretti a digrumare +il passato, a far l'esame di coscienza per comodo dell'autore, ma +entrano decisamente in iscena e si abbandonano ai moti di passione del +momento. + +E queste risultano le parti più belle, quasi per infondere un rimorso +all'autore. E mi piace di citarne un breve esempio che può stare da sè +e forma quadro compiuto. + +Mauro, ritornato quella mattina in casa del padre, è da pochi minuti +con lui; e già gli accennava la vita di miseria e di umiliazioni +trascorsa quando "una donna entrò in bottega, a testa alta, con un +gran fagotto tra le braccia. Buttò il fagotto su la tavola, +esclamando: + +"--Eccomi qua! + +"--Romolo e Michele (il vecchio e fedel servitore di casa Pieri) si +guardarono in volto. Mauro vacillando mandò un lamento di disperazione +e rimase impietrito con gli occhi fissi e tremanti sul padre. + +"--Ehi!--riprese la sconosciuta con una voce piena di schiamazzi, +rivolgendosi a Mauro.--Volevi che restassi in mezzo ai boschi bello +mio? Figuratevi, gente mia, che dalla frontiera a qui siamo venuti un +po' a piedi, un po' con le gambe. E vi dico che non ci siamo sostenuti +a brodi di cappone! Ehi! bello mio! sei restato di sasso? Portami a +casa di tuo padre... Non è mica questa la casa di tuo padre!... A +quest'ora glien'avrai già parlato di me!... È questo tuo padre? + +"Il suo grosso indice si appuntò verso il petto di Romolo e rimase +dritto nel cenno. Parve a Mauro, che il padre si ritraesse, quasi a +evitarne l'urto; volse gli occhi in giro per misurar l'effetto della +sua rivelazione, mugolò, ammutolì, poi balbettò come avesse confessato +un delitto: + +"--La mia compagna... Massima. + +"--Tua moglie...--sussurrò il vecchio trepidando. + +"--La mia compagna--replicò il giovane. + +"--Che moglie e non moglie!--proruppe il donnone--Che moglie e non +moglie! + +"Poi voltasi a Mauro: + +"--Mi dicevi che tuo padre era con noi. Te lo sei sognato bello mio! +Che moglie e non moglie! Come dire, che se non abbiamo con noi il +certificato del sindaco ci si chiuderà la porta in faccia! E noi ce +n'andremo! Non ci si perde mai di coraggio, noi! Ne abbiamo passate +altre! Vieni, bello mio, vieni!" + +E mi duole che la tirannia dello spazio mi obblighi a tagliar corto +alla scena. + +Ripeto: il vero romanzo era il passato, quel che serve di premessa +alla narrazione attuale, la quale avrebbe dovuto esserne l'epilogo, la +chiusa dolorosa e tremenda. + +--Ma io non ho, appunto, voluto scriverlo, ed ho, appunto, voluto +scrivere questo!--potrebbe dire il Corradini. + +È nel suo diritto. + +Se non che, vorrei scommettere qualcosa contro lui, prevedendo che +un'altra volta non farà più così. Come, probabilmente, farà anche +l'Albertazzi. Sono tutti e due troppo vigorosi e sinceri artisti, da +perdurare in certe meschine disaccortezze di tecnica, da intestarsi in +certe fissazioni di processo che tolgono bellezza alla loro opera +d'arte, o per lo meno le impediscono di mostrare intera la sua virtù. + +Tanto è vero che tutti e due sono urtati contro gli stessi scogli; +tutti e due hanno, per dirne una, messo al mondo quasi con identico +processo, due figure di donne, Livia e Annunziata, nelle quali si +scorge tal parentela di linee, di sentimenti, d'idealità, che, senza +le diverse circostanze e gli effetti di esse, le farebbe supporre +create da unica fantasia, tratteggiate da unica mano. + +Ma non vorrei che questo venisse preso alla lettera. E lo avverto più +pei lettori che per i due autori, i quali intenderanno meglio di tutti +il preciso significato delle mie parole. + +Un'ultima osservazione e finisco. + +Ho detto, in principio, che il loro _istinto artistico afferma i suoi +dritti con l'evidentissimo sforzo di vincere serie convinzioni sempre +lì pronte a mortificarlo; sforzo che dà, se non m'inganno, al concetto +cardinale delle due opere un significato perfettamente opposto a +quello che era prima nell'intenzione dei due autori_. + +Infatti, che significa la conversione di Paolo Desilva, se non che il +socialismo è, più che altro, un sentimento; e che, come tutti i +sentimenti non regolati dal positivismo delle ferree leggi naturali, +riesce all'assurdo e nuoce a chi lo sperimenta e alle persone che lo +circondano? + +Che valore ha l'altruismo di Romolo Pieri, se il più immediato dei +risultati di esso è la distruzione della famiglia; il dolore e la +disperazione seminati attorno; il vizio, la corruzione, l'odio, la +morte di coloro che, prima di tutti gli altri, avrebbero dovuto trarne +beneficio? + +Ho messo innanzi la riserba:--Se non m'inganno--perchè il concetto dei +due lavori non si presenta ben chiaro, o almeno non è tale che si +possa afferrarlo a prima vista. Ma se fosse proprio l'opposto di quel +che risulta, se l'istinto artistico ha fatto forviare i due autori +(l'Albertazzi, convien dirlo, forse meno del Corradini), c'è da +felicitarsene con loro; perchè quando si è veri artisti, non c'è +preconcetti che tengano; la forza creatrice supera gli ostacoli, e fa +venir fuori, o tenta di far venir fuori, non fantasmi destinati a +raffigurare un'astrattezza, ma, a dispetto di tutto e di tutti, +creature vive e sane. + + + + +IV. + +GRAZIA DELEDDA--ALFREDO PANZINI¹ + + ¹ G. Deledda, _La via del male_; A. Panzini, _Gli ingenui_. + + +Io non ho seguito la signorina Deledda lungo il suo cammino dal _Fior +di Sardegna_, tentativo molto giovanile e non molto promettente, fino +a questa _Via del male_ che, non ostante i difetti, è un assai bel +lavoro. Se mi dispiace però di averla perduta di vista e di non poter +oggi studiare lo svolgimento delle sue facoltà di narratrice--mi è +mancato il tempo di leggere le sue produzioni intermedie--son lieto di +osservare quanto il suo ingegno si sia maturato e quali promesse ci +faccia per l'avvenire; dal _Fior di Sardegna_ alla _Via del male_ il +progresso è straordinario, e nessuno avrebbe potuto prognosticarlo +dopo la lettura di quel primo lavoro. + +È già molto il veder persistere nella novella e nel romanzo regionale +lei giovane e donna, e per ciò più facile ad esser suggestionata da +certe correnti mistiche, simbolistiche, idealistiche che si vogliano +dire, dalle quali si lasciano affascinare ingegni virili. Questa +persistenza indica un senso artistico molto sviluppato ed equilibrato, +un concetto giusto dell'arte narrativa che, innanzi tutto, è forma, +cioè creazione di persone vive, studio di caratteri e di sentimenti +non foggiati a capriccio o campati in aria, ma resultato di +osservazione; quanto dire studio e creazione di personaggi, nei quali +il carattere e la passione prendono determinazioni particolari non +adattabili a tutti i tempi e a tutti i luoghi. + +La signorina Deledda fa benissimo di non uscire dalla sua Sardegna e +di continuare a lavorare in questa preziosa miniera, dove ha già +trovato un forte elemento di originalità. I suoi personaggi non +possono esser confusi con personaggi di altre regioni; i suoi paesaggi +non sono vuote generalità decorative. Il lettore, chiuso il libro, +conserva vivo il ricordo di quelle figure caratteristiche, di quei +paesaggi grandiosi; e le impressioni sono così forti, che sembrano +quasi immediate, e non di seconda mano, a traverso un'opera d'arte; +cito, per esempio, quella delle notti passate da Pietro Benu nella +solitaria campagna di là dalla vallata di Marreri, col pensiero +rivolto a Maria Noina, la figlia dei suoi padroni. + +"Il paesaggio immenso, triste, silenzioso, coi confini perduti +nell'orizzonte reso grigio dalla infinita lontananza, la visione delle +montagne lontane, livide su lo sfondo dei continui vapori autunnali, +contribuivano a rendere più intenso il raccoglimento triste di Pietro, +e in quel raccoglimento la passione lo assottigliava come una idea +fissa. + +"Raramente qualche mandriano, qualche paesano a cavallo, qualche +donnicciuola che scendeva a piedi dal povero villaggio di Follovì per +recarsi a Nuoro, attraversavano la china dove Pietro lavorava; un +saluto forte e bizzarro risuonava allora fra i ginepri, perdendosi +giù, tra i rari olivastri del pendio, poi più nulla, più nulla. +Neppure un canto di uccello, nè il sussulto di un torrente. + +"Nel silenzio immane di quel cielo autunnale, sempre ineffabilmente +triste, nelle tinte grigio-rossastre delle tarde albe, nell'azzurro +profondo e metallico dei tiepidi meriggi, nei vapori violacei della +sera, nelle nuvole gravi dei giorni cattivi, quando l'umido irrorava +quel rigoglio selvaggio di vegetazioni rossastre, traendone acuti +profumi di profonda solitudine, il pensiero di Pietro lavorava, +lavorava, dietro quell'idea fissa, dolce e tormentosa nel medesimo +tempo. + +"Tutti i giorni i buoi andavano su e giù, ed egli li seguiva col +pungolo, pensando. + +"Aveva trovato una vecchia capanna di rami secchi e di pietre, e +restauratala alla meglio, ci aveva stabilito la sua residenza, +deponendovi i viveri, formandosi un magnifico giaciglio con fronde di +cisto che odoravano e col sacco datogli da Maria. Dormiva e faceva i +suoi pasti lassù, con Malafede, che non avendo altro da fare +starnutiva ogni momento, abbaiando contro le foglie portate dal vento. +Dal pertugio della capanna, funzionante da porta, Pietro teneva +d'occhio i buoi che pascolavano in un pezzo di terra più giù della +chiesa. + +"Di notte la solitudine, per uno strano effetto che si osserva in +molte campagne sarde, si animava un po', o almeno non era così +completa come di giorno. Calata la sera, Pietro vedeva i fuochi degli +altri contadini lontani, sentiva il tintinnìo di gregi pascolanti in +distanza, e gli pareva di udire voci umane portate dal vento o nel +gran silenzio del buio, e l'abbaiare amico e diffidente di Malafede +metteva come una nota vibrata di vita nella solenne tristezza del +paesaggio." + +Ho voluto trascrivere intere queste due pagine, quantunque convinto +che così staccate non possano produrre l'effetto che esse fanno al +loro posto, nell'insieme del quadro e dell'azione. Uguali e forse di +maggior valore sono le descrizioni del notturno pellegrinaggio delle +nuoresi al santuario di Gonare; del pranzo nuziale pel matrimonio di +Maria Noina con Franciscu Rosàna; della vita degli sposi novelli +nell'ovile della _tanca_ del Rosàna, dov'egli è ucciso a tradimento; +della _ria_ in casa Noina con le prefiche che cantano _a boche a +boche_ i loro _attitidos_ su la bara del morto; scene di costumi e di +usi sardi, parte organica dell'azione, non semplice pretesto per far +sfoggio di colorito locale. + +La quale azione si svolge con crescente interesse fino all'assassinio +del Rosàna. + +L'assassino di Franciscu Rosàna è stato quel Pietro Benu innamorato di +Maria, per la quale egli ha cercato di arricchirsi con loschi +mezzi--che s'intravvedono e che forse avrebbero dovuto esser messi in +maggior luce;--quel Pietro Benu che ha saputo ridestare nel cuore +della vedova i sentimenti di simpatia e di compassione lasciatigli +scorgere quando ella era ancora ragazza. Un baleno di sospetto contro +Pietro Benu aveva attraversato la mente di Maria nei primi istanti +della disgrazia; ma le circostanze e la profonda dissimulazione del +colpevole ne avevano fin scancellato il ricordo. Ella si era unita a +lui tranquillamente, quasi cedendo a una fatalità, e già cominciava a +rivivere dopo i terribili giorni dell'assassinio di Franciscu e i +lunghi tristi mesi della vedovanza. "Una grande felicità le irradiava +il volto; spesso ella cercava di nascondere il suo gaudio eccessivo, +per un sentimento delicato misto di pudore e di egoismo, che la +costringeva a celare la sua intima letizia, forse per non destare +invidia, forse per godersela di più, concentrandola tutta nel segreto +del cuore; ma gli occhi la tradivano.... + +Un giorno una lettera anonima arriva da Cagliari che le svela il +segreto della ricchezza di Pietro accumulata con furti di bestiame e +con spaccio di falsi biglietti di banca, e l'altro reato già +sospettato, dello assassinio di Franciscu Rosàna!... Si sente presa da +terrore, non osa credere, capisce che la lettera è arrivata con +ritardo e che scopo di essa era impedire il matrimonio. Il ritardo le +sembra un gastigo del Signore. Ella aveva un po' lusingato Pietro Benu +quand'era ragazza, e poi aveva sposato un altro. Il gastigo però non è +sproporzionato alla colpa? Ed ora che dovrà ella fare? Accusarlo? +Perdonarlo? Perdonarlo, mai! Sarebbe vissuta con lui per l'occhio +della società, ma non avrebbe avuto più nulla di comune con lui. "Lui +per la sua via, ed ella per la sua" + +La scena che segue all'arrivo di Pietro Benu è fatta con abilità, ma +non mi sembra quella che ci voleva. Si risente un po' dell'artificio +con cui è stata prodotta. La contadina che ha scritta la lettera +anonima si trova troppo facilmente--e due volte--in condizione di +ascoltare, non veduta, e di sorprendere segreti. Passi il bacio +ch'ella ha visto dare dal Benu a Maria; ma l'appuntamento col +fidanzato alla chiesa della Solitudine, prima dell'alba, e le brevi +parole ch'ella, di dietro la cantonata, ode scambiare fra Pietro Benu +e un ignoto intorno all'assassinio del Rosàna sono evidentemente un +artificio per arrivare poi alla lettera anonima e allo scioglimento +del romanzo. E questo artificio guasta l'ultima scena, alterando il +carattere di Maria, facendole prendere una risoluzione quasi +melodrammatica, rendendo affrettata e innaturale l'azione. Peccato! + +Il romanzo, non ostante anche altri difetti, rimane però opera forte e +seria e fa davvero onore all'ingegno della giovane scrittrice. Si vede +ch'ella ha già il polso agile e solido per disegnare e dipingere un +quadro di vaste proporzioni. Qua e là s'incontrano inesperienze di +mestiere, ma non intaccano l'ossatura del lavoro. La parte esteriore +dell'opera d'arte--la lingua e lo stile,--ha bisogno di molta cultura +e di studio; è un po' disuguale, e in alcuni punti trascurata, o +esitante, quasi ignorasse in che modo esprimere un concetto, senza +servirsi di una formola che dà soltanto il _press'a poco_; da ciò un +eccesso di forme approssimative:--il vomero brillava _come_ di +argento, sentiva _come_ un peso insopportabile; ebbe _come_ una +suggestione di calma; gli sembrava di trovarsi _come_ in una casa +lieta di benessere; viveva _come_ in un nuovo mondo; dominava _sul_ +quadro, _una certa_ barba maestosa e jeratica. + +E questo _jeratica_ è anch'esso una stonatura; e ugualmente una +stonatura il seguente periodo: _Fuori il vento diventava sempre più +violento e cantava come un pazzo inno di leggende nella gran notte +sublime dei cristiani_. E poi che, senza eccedere, la signorina +Deledda ha dato al suo lavoro un accento impersonale spiccato, anche +nella narrazione dove i personaggi non parlano ma pensano e sentono a +modo loro, _quel vento che canta come un pazzo inno di leggende_, non +poteva passare neppur un istante per la fantasia di un rozzo contadino +qual'è Pietro Benu. + +Minuzie, lo capisco; alle quali è giusto però che la signorina Deledda +badi un po' più nell'avvenire, perchè le improprietà della lingua +nuocciono alla chiarezza e all'evidenza per lo meno altrettanto quanto +i _press'a poco_. Pel resto, le basta affidarsi al suo vigoroso +istinto di artista. + +Qualcuno dirà: Ebbene, che ha voluto provare l'autrice con questa sua +_Via del male_? Niente, rispondo io; ha tentato di metter fuori delle +creature vive, e c'è riuscita. Non si è smarrita dietro un lavoro di +analisi psicologica, artificiale; ma ha fatto sentire, pensare, agire, +tutte quelle creature nel loro ambiente, proprio come fa la natura con +le sue. Sotto quelle carni, sotto quei nervi ci sono anime che amano, +soffrono, errano, scontano le loro colpe, fin le loro debolezze; c'è +l'umanità, non astratta, ma reale, sostanziale; e dove c'è l'umanità +c'è il pensiero, c'è il concetto: spetta al lettore cavarlo fuori. +L'arte pensa a modo suo, creando forme; chi cerca di farla pensare +altrimenti la snatura, non lo ripeteremo abbastanza. + +Alfredo Panzini, invece, è un artista che pensa troppo, o meglio, che +lo lascia scorgere troppo. Ma, rassicuriamoci; in questo volume di +novelle che seguono il suo primo saggio narrativo, _Il libro dei +morti_, c'è già qualcosa che ci conforta intorno all'avvenire dello +scrittore. + +Le quattro novelle che formano il volume _Gli ingenui_, sono lo +svolgimento di uno stesso concetto, e sembrano scritte a posta, quasi +altrettanti capitoli di un libro. Ingenua veramente, tra le quattro +figure presentate, è soltanto quella della povera donna che +chiacchiera, chiacchiera in uno scompartimento del treno da +Novi-Pavia; le altre sono figure di persone, più che ingenue, +squilibrate; ma non importa. Siamo lontani assai dalle vaporosità, +dalle indeterminatezze del _Libro dei morti_. + +In quel primo saggio, notevolissimo senza dubbio, il concetto sembrava +stentasse a condensarsi nella forma; rimaneva indeciso, tra qualcosa +di fantastico e di reale che lasciava insoddisfatti. C'era, è vero, +una sfumatura d'umorismo e d'ironia che pervadeva le pagine dalla +prima a l'ultima e dava loro una specie di grato profumo poetico; ma +l'opera d'arte rimaneva ibrida, lasciava vedere apertamente la +riflessione che avrebbe dovuto diventare forma viva, e non si era +risoluta, alla fine, non si era abbandonata intera alla immaginazione, +quasi diffidasse di lei o temesse di vedersi tradita e di esser quindi +fraintesa. + +E fin la riflessione non si sentiva sicura di sè stessa; era un misto +di pessimismo, di sentimentalismo, di codinismo, che evidentemente si +trovava a disagio tra le ristrette proporzioni di un'opera d'arte. +Tentava discutere per bocca di alcuni personaggi, per bocca del +narratore, per mezzo dell'azione fantastica che cominciava e chiudeva +il libro, ma aveva la coscienza di dover rimanere insufficiente. E per +ciò aveva preso la prima forma capitatale sotto mano, tanto per far +qualcosa e velarsi un po' con quella barocca creazione di un morto che +non ha trovato Dio nell'altro mondo, e che pure sente e pensa tuttavia +nella umida tomba dove l'hanno messo a giacere, e prega e ottiene +dalla Morte il permesso di tornare per una sola nottata a casa sua. +Povero diavolo! Nella sepoltura ha pensato e ripensato la vita +tranquilla e laboriosa da lui menata,--vita appartata, senza grandi +gioie, fuori del movimento sociale del suo tempo--e vorrebbe avvertire +il figliuolo di non fare come lui, ma di gettarsi a capo fitto nel +turbine della società e godere e dominare... Il suo viaggio però +riesce inutile. Nella sua casa egli trova ogni cosa come le aveva +lasciate: "la stanzetta da pranzo tutta pulita, coi suoi vecchi mobili +e odorosi di mele cotogne.... Il suo studiuolo tutto assestato e +raccolto, come quando egli vi si recava a leggere o a pregare; lo +scaffale con i libri tarlati, messi in fila, il seggiolone di cuoio... +Nella camera da letto riposava quella che era stata così buona e +mansueta compagna della sua vita. Auliva la stanza di verginità +rifiorente in quella casta vecchiezza; e la testa grigia; la faccia +scarna era adagiata su d'un alto guanciale e le mani esili giunte sul +petto ed intrecciate da una grossa corona... Nella stanza del +figliuolo, un lumino ardeva davanti a l'imagine de la Madonna e +diffondeva attorno una mite luce. Il giovane giaceva supino ne la +beatitudine del sonno, con il capo sprofondato nel guanciale. + +"--Perchè non si affrettò a compiere l'opera per cui era venuto e +gliene aveva dato potere la Morte?... Forse pensò che, se a quel suo +viaggio si era mosso per il bene del figlio, nessun altro bene poteva +essere maggiore di quello di cui godeva... Forse lo vinse amore della +sua vita passata, forse chi sa, dinanzi alla inesorabile morte gli +parve che tanto volesse conoscere il vero come vivere nell'errore, o +forse meglio, questo mirabile errore, soltanto come disfida e +ribellione dell'uomo contro la fatalità delle cose: fonte perenne di +valore e di eroica bontà.--E così lo spirito doloroso ritornò alla sua +tomba." + +Il lettore si sarà accorto come dall'incertezza del concetto sia +scaturita un'uguale incertezza nella concezione artistica di +questo morto che sa di non essere immortale e che prega la +Morte--un'astrattezza!--e ottiene di poter uscire dal sepolcro e +rivedere la sua casa e sua moglie e suo figlio; si sarà accorto +come è inutile che un concetto tenti di assumere forma d'arte se +non si è deciso di perdere assolutamente la sua natura di concetto +e diventare persona. + +Di questo difetto si è già accorto benissimo l'autore, e nelle quattro +novelle degli _Ingenui_ ha battuto altra strada. Non è riuscito, mi +parve, in due tentativi: in quella _Nora_ che non sembra cosa sua, +tanto è artificiosa e scadente, in quel _Per un ribelle_ che, più che +una novella, è una poco felice bizzarria. Ma in _La cagna nera_ il +gran passo è fatto quasi compiutamente; senza quasi nel _Da Novi a +Pavia_, la perla del volume. + +_La cagna nera_ è lavoro più largo; ma quel contino scapato che, dopo +i rovesci di fortuna della sua casa, crede di riabilitarsi facendo il +maestro di scuola, e trova nella vita tante delusioni e tante amarezze +per via di una cagna nera, mezza rognosa, da lui caritatevolmente +raccolta, è proprio un ingenuo? È uno squilibrato, per eredità, e +finisce male: impazzisce. Se non che l'autore si è dimenticato che +egli non narra per conto suo, ma per bocca del suo stesso personaggio. +E per ciò a tutta la narrazione, bella ed evidentissima, manca la +intonazione giusta. Così egli ha dato in prestito al personaggio certe +forme che chiamerò retoriche--direi meglio, artificiali--e che, in +mezzo a tanta ricchezza ed evidenza di particolari, sono una vera +stonatura. + +Ecco, per esempio: + +"E allora per la calda afosità del tramonto, in quel muto languire del +giorno, una figura di donna nuda, maravigliosa e splendente come un +sogno, sorse alla mia vista, e si aggirava veloce fra gli alberi come +se i piedi a pena lambissero il suolo, e con le braccia sollevate e le +palme distese e le chiome accarezzava le erbe e i fiori presso cui +trasvolava, come una benedizione. + +"Il riso lascivo si era mutato in una voce distinta come una +cantilena, e quella voce usciva dalle labbra di quella fata. + +"Diceva: "Io sono impudica come Pasife, io sono casta come la Sibilla, +io sono forte come Ippolita, io sono sapiente come Minerva: io sono +eterna!" + +Due pagine intere di questo tenore! + +E, prima, aveva fatto lo stesso: + +"Ma le onde battevano su la scogliera. Venivano dall'alto verdi, erte, +trasparenti come vetro di smeraldo; più e più affrettavano la corsa, +spumeggiavano ne la cresta, si accartocciavano e rompevano fragorose e +rapide con infinito pulviscolo ai miei piedi. + +"--Lo vedi tu, sorella azzurra? Lo vedi tu sorella bianca?--dicevano +l'una all'altra, movendomi incontro.--Quegli è matto! Egli era in +buono stato; poteva far la traversata della vita senza accorgersene, +come un pulcino in una scatola di bambagia. Ne la tua società--mi +domandavano--non ce n'erano più marchese vecchie con la prurigine +della lussuria; non ci erano fanciulle ereditiere da sposare; non +c'erano sul tappeto verde del tuo _club_ buoni da mille da +guadagnare?" + +Un'altra pagina! + +E, prima ancora, l'altro chiacchiericcio dei santi incollati al suo +capezzale nella sua povera stanza di professore; udite: + +"Tutti convergevano gli occhi verso di me obbliquamente come a +domandarsi l'un l'altro con ira e sospetto: che ci fa qui cotesto +intruso? Lo sapete voi che ci fa, San Francesco? Io non _saccio_! +pareva rispondesse una Santa Teresa con la faccia tinta di bile per +indicarne l'ascetismo. Non vedete che il bambino santo ne piange; +fremeva un San Domenico con gli occhi spiritati da accendere da essi +soli i roghi. Vattene ai paesi tuoi! Vattene! barbottava il santo +protettore della città, che era un vescovo effigiato in gesso, con una +barba nera e tonda di brigante ben nutrito. E se non fosse stato +gravato dal piviale e dalla mitria che lo insaccava sino alla nuca, si +sarebbe mosso e mi avrebbe scacciato a colpi di pastorale!..." + +Un'altra pagina e mezza! + +Oh, no! A tutto questo chiacchierio artificiale della donna nuda, +delle onde del mare, dei santi appesi al muro, basta contrappone il +chiacchierio vivo, sincero, meraviglioso della buona contadina che +parlava non in dialetto "ma in italiano e con quell'accento mezzo +emiliano e mezzo lombardo, pieno d'improprietà e di sgrammaticature" +per convincersi del torto che ha avuto l'autore di lasciarsi prendere +la mano da questi residui di viete forme e inquinare con esse le belle +pagine di _La cagna nera_. Il suo torto principale è di aver voluto +far scrivere allo stesso personaggio i tristi ricordi della sua misera +vita, senza badare a immedesimarsi con esso, senza darci, dalla prima +all'ultima parola, l'accento, il fremito del ricordo in ogni sua +frase, in ogni suo periodo, in ogni sua pagina. + +È inutile servirsi dell'artificio di mettere la narrazione in prima +persona, se poi questa prima persona dovrà narrare tranquillamente, +minutamente, filatamente, come avrebbe fatto qualunque terza persona. + +Certamente il contenuto di _La cagna nera_ è assai più elevato di quel +che si trova in _Da Novi a Pavia_; ma in questo però l'autore ha fatto +il miracolo della creazione viva; e perciò la povera vecchia che +racconta a sbalzi i suoi viaggi nella _Merica_ e le sue speranze e le +delusioni e le nuove illusioni, vale, come arte, infinitamente più del +raccontatore dei casi della rognosa cagna nera, simbolo del di lui +destino. E per ciò la catastrofe del professore, che in un momento di +delirio butta in mare tra gli scogli questa sua fatale compagna e +assiste allo spettacolo dell'annegamento di essa, e poi fugge via +nella notte, ed esclama. "Finalmente, o meravigliosa notte, eri venuta +e mi avevi accolto nelle tue ombre, ed io ero entrato nel bagno +delizioso e profondo della tua tomba"--ci lascia freddi e delusi. +Mentre invece la povera reduce della _Merica_, che ha fretta di +giungere a Mantova e crede di dovervi arrivare presto e apprende che +dovrà aspettare ancora molte ore nella stazione di Pavia, sicchè non +potrà essere a casa sua per l'ora del pranzo; quella povera +chiacchierona, che ha fatto sapere a chi voleva, e a chi non voleva +udirli, tutti i fatti suoi e del suo Carletto, c'interessa e ci +commove assai più e rimane fissata nella nostra memoria +indelebilmente. + +"Si scostò, attraversò i binari equilibrandosi alla meglio fra la +borsetta e il sacco dei banani; e dopo aver quei chiesto a due o tre +impiegati, si rivolse ad un altro dei mandarini che vivono sotto le +tettoie delle stazioni e sotto la mitra rossa dei loro berretti, la +vidi parlargli umilmente e... poi fece un atto di disperazione; +ripassò fra i binari in furia e venne al nostro sportello. + +"--Ma sanno, sanno, signori, a che ora si giunge a Mantova? Alle +undici... capiscono... alle undici e quaranta! + +"Non potè dire altro: una guardia la scostò bruscamente e il treno si +avviò. La rividi riattraversare i binari... poi ferma col capo chino +sotto la tettoia già deserta, con la borsetta in una mano, nell'altra +il fagotto dei banani, i frutti dolci come il miele che mangerebbe suo +figlio; e non potei staccare gli occhi da lei sinchè il treno, +fuggente sotto la pioggia, non me l'ebbe tolta dallo sguardo." + +Niente però toglierà dallo sguardo dei lettori questa veramente +ingenua creatura. E il Panzini dovrà essere gratissimo a lei che gli +ha fatto fare il gran passo, il difficile salto con cui il pensatore +si trasforma in artista. Dopo questo salto c'è da augurarsi che egli +non torni indietro. Oramai egli è un altr'uomo; ha dimenticato, ha +buttato via ogni artifizio. Rimanga artista, nient'altro che artista +sincero; voto schietto, augurio disinteressato di uno che ammira le +squisite e forti qualità del suo ingegno, e desidera vederle presto +messe in gran rilievo in un'opera d'arte più vasta e più poderosa. + +[Blank page] + + + + +V. + +UN ROMANZO REGIONALE¹ + + ¹ A. Lauria, _Povero Don Camillo_! scene della vita napoletana + contemporanea.--Catania, Giannotta, editore, 1897. + + +Terminata la lettura di questo romanzo (_scene_ lasciamolo dire alla +modestia dell'autore) pensavo al Goldoni e alle sue commedie. Non già +perchè tra il soggetto di esse e quello del _Povero Don Camillo_! ci +sia una qualunque analogia; poche cose anzi ho lette piene di +tristezza così grande quanto quella che opprime l'animo in queste +dugento ottantasei fitte pagine dove sono descritte le gesta dell'alta +camorra elettorale napoletana. Pensavo al Goldoni per una questione di +forma letteraria; e niente mi sembrava più profondamente vero della +distinzione che soleva fare il De Meis tra _Forma_ con l'effe +maiuscola e _forma_ con la effe minuscola; l'una riguardante +l'organismo di un'opera d'arte, l'altra più particolarmente la lingua +e lo stile. + +Quanto rigoglio di vita in quelle creature goldoniane, non ostante +tutte le scorrezioni di lingua dei loro dialoghi! Dopo un secolo e +mezzo di esistenza, quando le vediamo riapparire sul palcoscenico, ci +sembrano uscite allora allora dalla fantasia dell'autore, tanta +freschezza, tanto brio, tanta sana giovinezza esse ci mostrano sotto +la cipria delle loro pettinature e le foggie del secolo XVIII! È il +miracolo della forma (con l'effe maiuscola) soggiungerebbe il De Meis. + +A uno stesso miracolo appunto avevo assistito durante la lettura del +_Povero Don Camillo_! Certe asprezze di stile, certi eccessi di +napoletanismi, la mancanza di qualunque lenocinio (di quel lenocinio +ora di moda, e con cui si cerca di sbalordire la mente dei lettori) +non erano riusciti a menomare la vitalità della lunga serie di +personaggi che mi erano sfilati dinanzi agli occhi nella Villa Marzano +sul Vomero, nella misera casa di Don Camillo, nella sala delle +elezioni provinciali nella Sezione del Mercato, in casa dell'onorevole +Nicola Doce. + +L'impressione era così forte, che tutti quei personaggi mi sembravano +già vecchie conoscenze della vita reale, incontrati anni fa; dove e in +quali circostanze non riuscivo però a ricordarlo. + +Don Camillo de Rogatis, che rifà ogni sera la strada da Villa Marzano +a casa sua in via S. Teresa, amareggiato, umiliato, irritato dagli +insulsi e grossolani scherzi dei ragazzacci Giovannino Marzano, Mimi +Lèpore e Angiolina Marzano, i quali ne hanno fatto il loro zimbello, +mi pareva di averlo intravisto tempo fa nell'immensa sala degli +uscieri di Castel Capuano, tra la folla di scrivani, di avvocati, di +clienti, di sollecitatori, di imbroglioni di cui essa allora +rigurgitava nelle ore di udienza; mi pareva di averlo incontrato in +qualche salotto borghese, condottovi da un maestro di musica che +voleva far risaltare, con l'abilità di cantante e di attore di lui, le +proprie composizioni. + +Certamente quella figura magra, lunga, ingenua, credenzona, facile ad +illudersi e ad essere illusa, che di pagina in pagina prende sempre +maggior rilievo, interessa, quantunque umile, più assai di tutti gli +altri personaggi che se ne servono pei loro fini, accarezzandola, +lusingandola fintanto che hanno bisogno della sua inconsapevole opera +nella lotta elettorale, e che buttano via come una buccia di limone +spremuto quando non serve più e anzi diventa un imbarazzo per loro; +quella figura è così caratteristica, così originale, che non mi +stupisce, che arrivi fino a far sospettare al lettore che egli l'abbia +davvero conosciuta nella realtà. + +E quel Federico Masiello, cognato e agente dei Marzano! + +Par di vederlo e di sentirlo quando nel gran salone dei Marzano espone +all'onorevole Doce, già un po' imbarazzato dalla rude franchezza di +lui, il suo programma elettorale, quello sottinteso, quello che +nessuno osa dire a voce alta, tra l'accolta di alti camorristi quali +il cavaliere Cercola, don Cristoforo Armaturo, don Federico Balsamo, +Ciccio Paloja, giornalista, e parecchi altri. + +Il Paloja si era slanciato con entusiasmo in una perorazione infarcita +di spropositi, specie di articolo di fondo parlato. Federico Masiello +lo interrompe: + +--Tu devi scrivere per mangiare; dunque scrivi, ma qui lasciami in +pace. + +E rivolto all'onorevole Doce, continua: + +"--Don Nicolò, vedete, quanti siamo rimasti qui dentro, sentiamo +troppa antipatia per le chiacchiere; le chiacchiere sono la broda per +gli imbecilli, e noi non permettiamo che nessuno ci venga a trattare +d'imbecilli. + +"--Bravo, amico mio, siamo d'accordo!--gli gridò il deputato +stendendogli la mano. + +Ma, con grande sorpresa, vide che Masiello, invece di porgergli la +sua, se la ficcò, con certo strano sorriso ostile, nella tasca dei +calzoni. Don Nicolino ne restò turbato. + +"--Siamo d'accordo? meglio così, chè questo è l'unico mezzo di farmi +concepire di voi una buona opinione. Qui stasera vi aspettavamo come +il Messia.... Ebbene, poco fa voi avete detto un mondo di belle +parole, quelle con cui oggi i vostri pari riempiscono la pancia degli +ingenui!... Vi preme tanto il gran popolo napolitano? i suoi +interessi? i suoi figli? i suoi stracci? le sue miserie? le +pretensioni dei morti di fame?... Poche chiacchiere... Ma che +popolo... che grandi interessi generali, _me jate combinanno_! Qui si +ha da fare: ognuno per sè, Dio per tutti... Oggi all'onorevole Doce +torna conto di andare a sedere fra i consiglieri provinciali, e si +rivolge a Federico Masiello per riuscire... Domani Federico Masiello +si rivolge all'onorevole Doce per un favore, e l'onorevole Doce glielo +fa, come cosa stabilita, convenuta. E se l'onorevole trattasse +Federico Masiello da volgare seccatore... l'onorevole Doce proverebbe +l'amaro! Don Nicolò, questa è la storia: Gli uomini savii, oggi, per +riuscire in qualche cosa, han da lasciarsi crescere sul cuore tanto di +pelo!..." + +Infatti tutti quei signori portano tanto di pelo sul cuore, non +provano scrupoli di sorta alcuna. Hanno bisogno di un povero ingenuo +per la loro _pastetta_? Prendono Don Camillo, lo raggirano, lo +imbrogliano, lo mettono sul punto di andare in galera; e il +disgraziato evita la galera soltanto perchè la sua ragione si +sconvolge. Va a finire miseramente in un ospedale di pazzi. + +La morale del libro è condensata in quel discorso di Federico +Masiello. Morale per modo di dire; giacchè si finisce di leggere con +un gran senso di nausea e di oppressione, che fa pensare come mai in +quel lembo di terra italiana la bellezza del paesaggio e lo splendore +del cielo siano in così crudo contrasto con la vituperevole bassezza +degli esseri umani. + +Voglio risparmiare al lettore il sunto del romanzo, sunto che sarebbe +sempre uno scheletro quand'anche potessi dargli tutta l'ampiezza +necessaria. Lo invito a leggere e a non lasciarsi malamente +impressionare da certe durezze di forma che l'autore ha, forse, +credute necessarie per render meglio l'ambiente napoletano. Non è qui +il luogo di discutere se si sia ingannato. Quando in un'opera d'arte +c'è tanta effusione di vita e tanto effetto di rilievo, le questioni +di lingua e di stile diventano proprio pedantesche. L'autore potrà, un +giorno o l'altro, tornar sopra quei piccoli difetti e farli sparire. +L'importante era che le sue creature fossero vive, napoletane, tali da +non poter essere scambiate con altre creature di altre regioni +italiane; e questo scopo supremo è maestrevolmente raggiunto. + +Qui nessun riflesso di opere d'arte altrui; ma una diretta +irradiazione della realtà. Qui non accade, come in parecchi +recentissimi romanzi, di doversi fermare a ogni voltata di pagina, a +ogni fine di capitolo, per domandarsi, tra mortificati e stupiti, dove +mai quei romanzieri abbiano potuto incontrare nella nostra società +persone somiglianti a quei loro fantasmi che agiscono con la +incoerenza del sogno, quantunque battezzati con nomi italiani, e +condotti a errare e a passeggiare per paesaggi italiani, per vie di +città italiane. Qui non accade di aver l'allucinazione di assistere a +una sfilata di gente travestita da russi, da norvegiani, da danesi, da +decadenti francesi che fa il verso ad altre creazioni dell'arte +ammirate e rimaste impresse nella memoria. Siamo in piena natura. +Possiamo pure sentir ribrezzo di trovarci in contatto con questi +rettili umani, con questi bruti senza nessun ideale; ma non possiamo +dire: L'autore ci inganna, si fa beffe di noi! + +Non c'è nessun ideale, sì, nè nelle persone, nè nelle loro azioni; ma +esso vien fuori per contrasto, con quel bisogno, con quell'ansia di +respirare un po' d'aria pura, quando il povero Don Camillo, la +vittima, vien condotto all'ospedale. + +E per restringermi a una questione letteraria che si presenta +spontanea se si riflette un po' intorno al problema del romanzo +italiano, dirò che il lavoro del Lauria mi ha confermato in una mia +antica opinione, cioè: che l'originalità noi dobbiamo, per ora, +cercarla appunto nel romanzo regionale, specialmente là dove la +sincerità delle indoli e dei caratteri non è stata ancora sofisticata +dalle ipocrisie della civiltà generale. + +Questo lavoro sembra facile, ma non è; giacchè non basta osservare, +studiare, fotografare, per poi avere un'opera d'arte originale, +quantunque tutto sia ancora semplice, istintivo, senza mistura di +influenze estranee nella società regionale. E sarebbe bene che il +presente momento della vita italiana contemporanea non sparisca senza +lasciar traccie; e sarebbe utile che noi ci abituassimo a discernere +quel che c'è di caratteristico nella nostra società, dirò così, +elementare, a fine di arrivare gradatamente al lavoro, più arduo, di +scoprire quel che c'è di altrettanto caratteristico e particolare +anche in quella società più elevata, dove le influenze livellatrici +della civiltà generale hanno già iniziato il loro lavoro da un pezzo. + +Ah! se ci fossero dei giovani scrittori che invece di perdersi dietro +le imitazioni delle creazioni altrui, ci dessero il romanzo regionale +piemontese, lombardo, veneto, toscano, romano, come ora ha fatto il +Lauria col napoletano (e ce ne aveva regalato già un bel saggio con la +sua _Donna Candida_) e come ha fatto mirabilmente il Verga coi +_Malavoglia_ e col _Mastro Don Gesualdo_! Ma disgraziatamente oggi +tutto questo sembra meschino, di poco interesse, quasi che la +creazione vitale, in qualunque gradino della scala degli esseri, possa +mai dirsi in arte impresa meschina e di poco interesse. + +Si vuole il simbolo! Ebbene, nessuno può levarmi di testa che il +simbolo, non è produzione artificiale, ma cosa che risulta da sè, +senza intenzioni preconcette, quando l'opera artistica raggiunge le +alte cime della vita. + +Don Camillo de Rogatis è una povera creatura di carne e di ossa; ma +dopo che ci ha fatto sorridere con le sue miserie amorose, dopo che ci +ha fatto crollare la testa alle sue meschine ambizioni, quando soffre +e piange per la sorella sedotta, quando perde la ragione per l'urto +delle circostanze in cui è stato impigliato dalla malignità e dalla +perversità dell'alta camorra; quel povero Don Camillo de Rogatis si +eleva, si eleva; perde davanti a noi la sua essenza particolare; +diventa il debole sfruttato dagli scaltri, la vittima dei più astuti, +dei più forti; diventa simbolo senza volerlo e senza saperlo. Ed è +questo, se non sbaglio, il migliore, anzi l'unico modo di diventar +tale veramente. [Blank Page] + + + + + +VARIETÀ + + + + +I. + +IL TEATRO DI GIOVANNI VERGA + + +Da parecchi mesi ho sul tavolino l'elegante volumetto della +_Biblioteca Bijou_ dove i fratelli Treves hanno raccolto _Cavalleria +rusticana_, _In Portineria_, e la _Lupa_ che ieri sera è stata +calorosamente applaudita dall'affollato pubblico del Valle. Aspettavo +appunto la prova della rappresentazione della _Lupa_ per parlare degli +intendimenti artistici da cui il Verga è stato guidato nelle sue opere +teatrali, e non mi attendevo la buona ventura di vedermi capitare a +proposito un articolo pubblicato domenica scorsa su le colonne del +giornale fiorentino il _Marzocco_, dove dei lavori del Verga si +ragiona coi criterii della così detta nuova scuola drammatica. + +Se ne parla con rispetto, ma infine, si domanda, _che cosa sono, se +non una intensa rappresentazione di quel che si disse, con vocabolo da +macello, "un pezzo di vita"?_ + +E il loro buon successo presso il pubblico viene spiegato così: _Il +nuovo o l'ignoto, più che il bello, lo attirava per una sola sera (?) +a teatro. Nessun sentimento si commuoveva in esso, fuori della +curiosità malsana che spinge ogni più quieto burocratico a guardare da +dietro gli occhiali su l'alto marciapiede la rissa forse mortale di +due popolani nel mezzo della via, in attesa dei reali carabinieri._ + +La conclusione è che il Verga _non si è mai curato di pensare che cosa +è e che cosa debba essere la vita, che cosa valga oltre il fenomeno_. + +Ecco: io non intendo fare una discussione astratta, di faccia ad opere +così piene di rigoglio vitale; e quantunque mi sappia battezzato, non +so perchè, per verista nel cattivo senso di questa parola, debbo +confessare allo scrittore di quell'articolo che non sono di coloro +ch'egli crede _ignorino fin l'esistenza di quella magistrale pagina su +=Le realisme et le trivialisme= dove il Guyau provò che le vrai +realisme consiste a dissocier le réel du trivial_. Credo che non lo +ignori neppure il Verga; egli però non se ne rammenta, nè vuol +rammentarsene quando si accinge a fare un'opera d'arte; si affida alla +sua ispirazione d'artista, e fa benissimo. L'artista pensa a modo suo, +con la immaginazione, che è la riflessione velata. Quei personaggi il +Verga non li ha visti, come crede il critico, nè li ha fotografati; li +ha pensati e ripensati, li ha lungamente rimuginati per intendere il +segreto dei loro caratteri e delle loro passioni; e se non li ha +giudicati, approvandoli o condannandoli, se non ha palesato la sua +opinione intorno ad essi, questo è avvenuto perchè il farlo gli è +parso superfluo. Se si è sentito attratto dal loro fascino, se si è +deciso a sollevarli nella pura atmosfera dell'arte, vuol dire che egli +ha _pensato_ primieramente che metteva conto di occuparsene, che il +rappresentarli soltanto valeva precisamente giudicarli, perchè in essi +non c'era il _triviale_ ma la _passione_; la quale, esploda in alto in +basso, tra creature popolane o aristocratiche, è cosa elevata, +concentramento di forze, complicazione di sentimenti, energia, lotta, +catastrofe, dramma insomma. E di fronte ad essa, l'artista non è, come +crede quel critico, rimasto indifferente, se ha saputo talmente +compenetrarsi col personaggio da sparire dentro di lui; se ha saputo +mettergli in bocca la parola giusta, rapida, incisiva, che condensa in +poche sillabe lo infinito dell'anima, se è riuscito a indovinare il +gesto, l'intonazione della voce, l'azione tutta corrispondente al suo +interno stato e a quello degli altri che si muovono attorno a lui. + +Rappresentare così vivamente, così efficacemente è pensare; è dar +forma al pensiero però, cioè fare opera d'arte. Shakespeare, che il +critico invoca, fa forse altrimenti? Giudica forse Otello? Jago? +Desdemona? Ofelia? Amleto? Niente affatto. Egli vuol bene a Jago +quanto a Desdemona, e forse più. Con che amore non lavora per metterci +viva sotto gli occhi quella infame creatura! È diventato lui, la +malizia, la calunnia, la insinuazione in persona; si direbbe che lo +accarezzi, che lo palpi, che lo volti e rivolti, aggiungendo qua una +pennellata, là un'altra, servendosi del suo gergo, delle sue immagini, +della sua ironia, a fine di farne il più meraviglioso birbante +possibile. Lo giudica? Ci dice la sua opinione? Non gli passa pel capo +che debba far questo. Così con Amleto, così con Ofelia, così con tutti +i suoi mille personaggi. Tant'è vero che, dopo parecchi secoli, noi +discutiamo ancora per indovinare che mai abbia egli inteso dirci con +quel misteriosissimo Amleto. Se egli avesse dovuto manifestarci _la +sua opinione sui fatti che espone su la scena, e se li approvi o li +condanni_, immagina forse il critico che Shakespeare si sarebbe +trovato in imbarazzo? Non oso sospettarlo. Appunto, Shakespeare _non +ha nessuna opinione, si accontenta di riprodurre la vita_. Il +significato, il pensiero è nascosto dentro i caratteri, dentro le +passioni, dentro le azioni. Non importa che Shakespeare abbia scelto +per suoi personaggi e principi, e comandanti d'armata e governatori di +isole, o principesse, o figlie di cortigiani e di senatori. Si parla +di metodo, di forma. Il dovere dell'artista è di adottare questo +metodo, di creare questa forma. E così _Santuzza_ va a mettersi a +fianco di _Ofelia_, e la _Lupa_ accanto a _Lady Makbeth_. Non mi si +fraintenda; parlo di forma, non di contenuto. + +Se i contadini siciliani sono creature meno complicate, se sono, come +afferma il critico, _tutti meccanismi a molla_, creda, non ne consegue +che il lavoro dell'artista diventi _facile ed ovvio_. Si provi e +vedrà. + +E per ciò io non capisco che senso possono avere queste parole a +proposito dell'_Utopia_ del Butti, dei _Diritti dell'anima_ del +Giacosa, del _Trionfo_ del Bracco, dei _Disonesti_ e di _Realtà_ del +Rovetta: _Non li discuto nella realizzazione scenica, li ammiro nella +loro concezione!_ + +Ma che importa che _ciascuno di questi tre drammaturgi prima di +scrivere una sola riga del dramma, giudicò, secondo un suo prefisso +sistema di morale, le azioni che stava per svolgere_? Questo può +interessare i pensatori, i filosofi, i sociologi, non l'arte, non il +pubblico che va in teatro per sentirsi appassionare, commuovere, o +semplicemente divertire. Se la _realizzazione scenica_ di quei +concetti è fallita, non c'è più da discutere. + +L'importante è appunto che la _realizzazione scenica_ avvenga piena e +completa. È assurdo prendersela col pubblico quando questa benedetta +_realizzazione_ non arriva a concretarsi. Il pubblico, per esempio, +ieri sera ha mostrato di comprenderlo. A poco a poco quegli umili +personaggi che scherzano su l'aia lo hanno afferrato; quelle umili +passioni--_meccanismi a una sola molla_, secondo la sprezzante +espressione del critico--lo hanno travolto nel loro ingranaggio, lo +hanno fatto palpitare a soffrire; e il pubblico ha mostrato che non +chiedeva altro di meglio, ed è stato ad ascoltare con vivissima +intenzione, ha scoppiato in applausi, anche quando la scabrosità +dell'azione avrebbe fatto temere di doverlo offendere. Perchè? + +Perchè non vuol pensare? Perchè si accontenta delle pure sensazioni? +Non diciamo sciocchezze. Unicamente perchè vedeva lì sul palcoscenico +la vita, la passione, la lotta, non col cinematoscopio dei fratelli +Lumière, ma con l'alta proiezione artistica che idealizza, che +generalizza; e che ha pensato e fa pensare, aggiungo io, anche a costo +di farmi dire che io non capisco che vuol dire _pensare_. + +Lasciamo lì, per amor di Dio, le stupide denominazioni, di realismo, +di psicologismo, di idealismo, di simbolismo: ragioniamo di teatro, di +opere d'arte drammatica. E soprattutto non predichiamo bene e non +razzoliamo male. Il Maeterlink, _il nostro piccolo Shakespeare_, come +lo chiama il critico del _Marzocco_ (Oh, piccolo, sì molto piccolo! +infinitesimale!) che fa? Dà sensazioni, niente altro. Di caratteri, di +passioni non c'è traccia nelle opere di lui. L'esteriorità predomina. +Una camerata di ciechi si smarrisce in un bosco. Il vecchio prete, suo +conduttore, è morto là, tutt'a un tratto, senza che nessuno di loro se +n'accorga. Tutto il valore di quel lavorino si riduce alla +_sensazione_ dell'ignoto di quelle vecchie e di quei vecchi mezzi +rimbambiti dagli anni. Il _pensiero_, l'_anima_, dove sono? + +Un'altra _sensazione dell'ignoto_ (il _nostro piccolo Shakespeare_ si +ripete) è nell'altro dramma in un atto, l'_Intrusa_. Un vecchio cieco +ha la _sensazione_ di qualcosa d'ignoto mentre tutta la famiglia è +raccolta in un salone, attendendo l'esito della malattia di una +malata. Il _pensiero_, l'_anima_, dove sono? + +E nell'_Interno_? Una casa dalle finestre illuminate è in fondo alla +scena; dietro i vetri si vede la famiglia raccolta attorno a un +tavolino. Il babbo legge; le figlie lavorano; la mamma sorregge un +bambino addormentato. Sopravvengono un vecchio e un viandante; debbono +annunziare che una delle figliuole si è annegata, e preparare la +famiglia all'arrivo del cadavere che i contadini trasportano in una +barella. Come debbono dare la notizia a quella famiglia ignara della +disgrazia che l'ha colpita? Altre persone sopraggiungono; i contadini +col cadavere stanno per arrivare: bisogna affrettarsi. Finalmente il +vecchio si decide a picchiare all'uscio. Dietro i vetri si vede costui +nell'interno; si scorgono i gesti delle persone, il precipitarsi di +esse verso l'uscio... e cala la tela! + +Quando il _piccolo Shakespeare_ (oh, piccolo, sì, molto piccolo! +Infinitesimale!) non si sbizzarrisce con personaggi quasi fantastici, +con azioni e passioni artificiali, non va mai oltre la _sensazione_. + +Ah, c'è l'Ibsen che pensa per lui e per gli altri! Ma l'_Ibsen_ fa +precisamente come Shakespeare, come il Verga, come tutti coloro che +sanno che voglia dire teatro; quando non si rammenta che _deve_ +pensare, e far _pensare_ i suoi personaggi, è scrittore drammatico di +prima forza. Il male è che all'ultimo se ne rammenta e guasta ogni +cosa. E per questo il pubblico si stizzisce con lui. + +E torno al Verga. Stia pur sicuro il critico: il giorno che al Verga +verrà l'idea di uscire dall'ambiente dove finora si è chiuso, non farà +diversamente. Rappresenterà, creerà persone vive e non _approverà_ e +non _condannerà_ i _sentimenti e le azioni dei suoi personaggi_. +Coloro che in un'opera d'arte si preoccupano eccessivamente del +concetto, o esclusivamente del concetto, sono mezzi impotenti. I veri +artisti pensano per conto loro (non possono farne di meno) ma il loro +pensiero non si manifesta mai con la caratteristica di puro pensiero: +si nasconde, si rifugia nelle creature appassionate, qualunque esse +sieno, alte o basse, umili o aristocratiche, che egli butta sul +palcoscenico, come fa la natura, in balìa della discussione. + +Perchè intanto non dobbiamo tutti esser persuasi di questa sacrosanta +verità, veristi, psicologi, idealisti, simbolisti--nel caso che si +tratti di veri artisti--è cosa che mi riesce affatto impossibile +capire. + + + + +II. + +PULVIS ET UMBRA¹ + + ¹ V. Morello (Rastignac), _Pulvis et umbra_. + + +Si sente, terminata la lettura dell'elegante volumetto, la stessa +impressione cantata dal poeta: + +_E tutte le finestre--del mio nido campestre--apro al cielo +fulgente--ed al giardino aulente._ + +_Ed entran, coi novelli--raggi e i novelli ardori--i canti degli +augelli--i profumi dei fiori,--i mormorii, dai clivi--alle +valli,--giulivi,--di cascate e fontane--o vicine o lontane._ + +Si sente, cioè, la fresca impressione d'una poesia viva, sincera, +sgorgata dall'intimo cuore e dalla mente; più dal cuore che dalla +mente, poichè non vi si scorge ombra di quelle preoccupazioni, stavo +per dire: di quelle fissazioni, dalle quali sembrano colpiti quasi +tutti coloro che oggi scrivono poesie. + +Per ciò qui si sorride, come a vecchie care conoscenze un po' perdute +di vista, alla linda e ondulante ottava, alle vispe musicali strofe, +alle quartine, all'agevole saffica rimata, fin a quei settenari, +uniti, che i fautori di proverbi drammatici hanno reso così uggiosi; e +per ciò i rari così detti metri barbari ci sembrano rinverditi e +ringentiliti, per via di qualche prodigioso segreto. + +Il prodigioso segreto consiste nella riproduzione del sentimento e del +pensiero odierno senza sofisticazione di sorta alcuna. Tutte le +sensazioni, tutte le passioni, tutti gli slanci dell'anima qui cantati +ci si ripercuotono dentro, vi ridestano sensazioni, passioni, slanci +consimili, ci dànno l'illusione di udire la parola della nostra +coscienza, quasi i nostri ricordi, dolci o tristi, i nostri tormenti +di amore e di gelosia, i nostri dubbi, i nostri rimpianti, abbiano +tutt'a un tratto preso corpo in questi brevi componimenti lirici, +densi di cose, che ci interessano tanto da vicino. + +Il prodigioso segreto consiste anche in questo: il poeta fa degno +riscontro al valente articolista dei giornali quotidiani. + +Vincenzo Morello (Rastignac) non lascia mai sfuggirsi l'occasione di +trattare le più vive questioni di politica, di morale, di arte, di +legislazione che un caso speciale, un avvenimento di cronaca, un +libro, una discussione gli suggeriscono e quasi gli mettono sotto la +mano; e i suoi articoli, ben fatti, caldi di sentimento, pieni di +logica dritta e stringente, ricchi di tutto il materiale della più +recente coltura, interessano specialmente per quell'accento personale +che viene dalla profonda convinzione, dalla sincera eccitazione del +sentimento. Si sente, subito, che si ha da fare con uno che ha +qualcosa di serio e di suo da dire, e che sa dirlo con la forma più +chiara, più rapida possibile, ma anche con la forma più efficace e +quindi più scelta possibile, perchè il concetto abbia la sua intera ed +efficace espressione. + +Infatti egli non divaga, non si accosta esitante al soggetto. Dalle +prime parole si capisce benissimo che è pieno di esso, e che ha fretta +di dire. La sua frase è incisiva, lavorata; e come qualcosa di triste, +di amaro, di sarcastico pervade spesso il suo pensiero, così qualcosa +di altero e di sprezzante rende quasi aspro l'accento della sua +parola; ma il concetto si rivela integro, con un che di artistico +nelle proporzioni, senza dissonanze, e seduce e avvince anche quando +non arriva a convincere. + +_Rastignac_ poeta ha, come _Rastignac_ articolista, una spiccata +personalità; e non saprei dire se le seduzioni del poeta siano uguali +o maggiori di quelle dell'articolista. + +L'articolo di occasione è qui in _Pulvis et Umbra_, diventato poesia +di occasione, nel miglior senso, nel senso con cui ne parlava il +Goethe, che di poesia s'intendeva. Vi troviamo la stessa acuta e +intensa impressione del mondo esteriore, la stessa intensa e acuta +ripercussione del sentimento e della fantasia che quella impressione +ha prodotto. Qui si tratta, è vero, di minuti casi particolari che +sfuggono al dominio dell'articolista; ma essi per questo non sono meno +interessanti. Di quella minutezza particolare, l'artista ha messo in +rilievo soltanto quel che conteneva qualcosa di più generale, di più +umano, e lo ha nobilitato, lo ha trasfigurato con la forma. + +L'articolista è troppo mescolato tra la gente, ha troppo aperto gli +occhi, troppo intenti gli orecchi a quanto lo circonda e gli si muove +dattorno, da avere agio di baloccarsi con l'erudizione, di perdersi +dietro i fantasmi di un passato, la cui evocazione è opra assurda +perchè non è possibile che esso si rinnovi e perchè ormai ha così poco +o niente di comune con noi che la sua rinnovazione possa essere +profittevole in qualche modo. L'articolista è troppo preso da tutte le +lusinghe, da tutti gl'interessi, da tutte le illusioni, da tutti gli +entusiasmi, da tutti gli errori del suo tempo, da aver agio di +preferir loro altre lusinghe, altri interessi, altre illusioni, altri +entusiasmi e anche altri errori di seconda mano, creati per via di +riflessione, d'imitazione e anche di vanità e di calcolo. Il suo tempo +egli lo giudica più bello, più importante, o almeno più interessante +non fosse per altro, perchè in pieno divenire vitale e in piena lotta; +perchè in tanto tumulto delle passioni, degli interessi, delle +avidità, delle miserie, dei delitti, delle illusioni, delle +allucinazioni, delle generosità e degli eroismi presenti, c'è il +piacere, la soddisfazione di agire, di lottare, di combattere insieme +con gli altri, di rincorrere un ideale nuovo, e di tentare, di +attuarlo, dappertutto, nella vita privata, nella vita politica, nella +vita dell'arte, in quella del pensiero. Per questo egli non è +preraffaelista, nè simbolista in pittura, non quattrocentista, nè +decadente, nè simbolista in letteratura e neppur cosmopolita. Ha il +giusto senso della realtà; ha il vivo sentimento della patria; ha la +profonda convinzione che l'astrattezza nuoce e nella vita, e nella +politica, e nella scienza e nell'arte, dovunque. + +E _Rastignac_ poeta non è punto diverso. Il volumetto _Pulvis et +Umbra_ contiene proprio la polvere e l'ombra di una vita, dai +fantasticamenti del primo amore fino ai rimpianti e ai lamenti della +giovinezza che se ne va. + +Si apre con un raggio di sole che illumina e vivifica, si chiude con +la tristezza e l'ombra notturna. + + Udite? Anime umane + si lamentan, ne l'ombra, occultamente. + . . . . . . . . . + . . . . . . . . + Ma soffre e si lamenta + l'anima mia, su tutte l'altre, forte, + ahimè, quasi che senta, + in alto, intorno, e dentro sè, la morte. + +E il rimpianto, e lo sdegno e l'ironia, irrompono con lo stesso impeto +e con la stessa limpidezza di forma che altri rimpianti, altri sdegni, +altre ironie, hanno assunto, ora un giorno, ora un altro, +nell'articolo di giornale: + + Noi che falciammo i campi de la fede, + lieti ne la sacrilega fatica, + e, pria che desse il grano, sotto il piede + calpestammo la spica; + + noi che, pria de la lotta, le fulgenti + spade spezzammo in solitarie scherme, + ed or, fra mille armati combattenti, + stiamo col fianco inerme; + + noi, stupefatti, senza più speranza, + sperduti in mezzo del cammin fatale, + domandiamo a l'esercito che avanza: + esiste l'ideale? + +E vibrano dolorose corde per strappi recenti: e schizzano sarcasmi che +fanno salire le lagrime agli occhi, come in quei _prigionieri di +Leontieff_: + + Essi tornano. A branchi, come pecore + qua e là raccolte, da la terra ostile + che li vide brucar ne la vittoria + de le sue genti, tornano all'ovile. + + Desti a l'arrivo e curiosi, gl'incoli + d'Italia, a cui per lunga figliazione, + fremono in cor gli spirti e le memorie + del secondo e del terzo Scipione + + Accorrono: "Portate di Cartagine + buone nuove? Laggiù, tra le rovine, + nido a l'aquile nostre, ancora crescono + i fichi, ovvero crescon le spine?" + + . . . . . . . . + . . . . . . . . + Non comprendono i reduci, e in silenzio + si allontanan ne l'ombra, lentamente. + + Andate, andate! E appesa al chiodo l'umile + divisa, e dato un pensier mesto ai morti, + alta la fronte, ripigliate l'opera + del maglio e de la falce, in mezzo ai forti. + . . . . . . . . . + . . . . . . . . . + E se un giorno... + +E non è, non sembra artificio neppure questo mezzo verso rimasto lì, +come addentellato d'una strofa che non è potuta sgorgare, o come segno +di un gran dolore che non trova lagrime, o come suggestione di +propositi di vendetta e di augurii. + +E, nella notte, _Per via_, mentre il poeta, al lume della luna che _in +alto, su le cattedrali--aureole azzurre spande_, vaga col sigaro +acceso, pensando di sè e degli altri, e domandandosi: + + Chi ha riposo nel sonno? Ne la notte + ad ogni ora che fugge, + Quanta forza in silenzio, ne le lotte + più ignorate si strugge? + +ecco, in lontananza, una mandolinata. + + Dove passa la gaia compagnia + con le dolci canzoni + par che fioriscan rose ne la via + e sorrisi ai balconi. + . . . . . . . . . + E si perdono i passi e l'ombre e i suoni + lontan, lontano, come + si perderan le nostre illusioni, + la nostra vita e il nome! + +Ed egli continua a fantasticare, e il sigaro gli si estingue in bocca; +ma l'amarezza delle labbra proviene dal sigaro o dalle cose +fantasticate? + + Or non più il Gallo + tira la barba al vecchio + Papirio immoto su l'eburneo stallo: + ma gli tira l'orecchio; + + e per man d'altri barbari le sfide + risolve e le questioni; + poi, contento di poco, non l'uccide: + lo piglia a scapaccioni. + + Buona gente la nuova! In fondo in fondo, + essa pensa ch'è vano + riconquistare anche una volta il mondo, + via con la spada in mano; + + e lascia fare agli altri! Soddisfatta, + come d'un terno al lotto + se dopo una vergogna o una disfatta + a lei tocchi lo scotto. + +E così gli risale dal fondo in cuore il sentimento religioso che gli +amori, gli errori, la politica, vi avevano sommerso. Egli che ha +ingiustamente quasi rinfacciato al Cristo: + + Ah, tu, è ver tu saprai + La croce, o Gesù Cristo, ma la donna non mai! + +si rivolge a Maria con dolcissimi e lamentosi accenti: + + Tu sempre nella luce, o madre pia! + Santificata da l'uman dolore + Se pur tramonti nella fantasia, + risorgerai nel core. + . . . . . . . . + Sorridi ancora! A noi che non fiorita + abbiam la via di rose, ma di spine, + e accumulate ne la nostra vita + troviamo le rovine, + + apprendi, o pia, come si soffra, come + vincendo le durezze de la sorte, + si arrivi in pace, nel tuo dolce nome, + in grembo della morte. + +Certamente, qua e là, e talvolta in uno stesso componimento, la forma +non è come oggi si dice _impeccabile_: ma non è mai contorta, forzata +per stramba ricerca di originalità, e di imitazione. _Rastignac_ poeta +è in tutto e per tutto uguale a _Rastignac_ articolista, cioè uno--non +è male ripeterlo--che ha qualcosa da dire e che sa dirlo con sincera +efficacia: uno che sente e pensa e soffre e si stordisce e sbaglia e +si pente e si martira, come tutti i suoi fratelli del secolo morente; +e per ciò qualcuno di questi suoi lirici gridi vivrà più a lungo di +parecchi volumi di versi che i figli del secolo morente guardano nelle +vetrine dei librai, senza lasciarsi tentare di leggerli. + + + + +III. + +L'ODISSEA DELLA DONNA¹ + + ¹ Testo e disegni di Tullo Massarani, trascrizioni in penna di + Francesco Colombi-Borda, eliotipie Calzolari e Ferrario. Roma, + Forzani e C. tipografi del Senato, 1893, Vol. _in-folio_ di + pag. XV-420. Edizione di soli trecento esemplari numerati. + + +Un mio amico, che ha la passione della politica e vorrebbe infonderla +a tutte le persone con cui ne parla, qualche mese fa, ragionando con +me della levata di scudi del Senato contro il ministero Giolitti, uscì +in questa esclamazione entusiastica: + +--Ormai non c'è in Italia altri giovani all'infuori dei vecchi del +Senato! + +Io, che di politica m'occupo poco e non mi credevo in caso di +giudicare quell'atto, sorrisi e non risposi nulla; ma gli ho quasi +dato ragione sfogliando in questi giorni il magnifico volume che il +senatore Tullo Massarani ha pubblicato a sue spese nell'occasione +delle nozze d'argento reali, e di cui ha regalato l'intero +provento--una dozzina di mila lire--a parecchi istituti di +beneficenza. + +_L'Odissea della donna_, stampata con nitidezza proprio bodoniana, +illustrata da grandi disegni che a prima vista sembrano +acque-forti--così bene il signor Colombi-Borda ha trascritto a penna e +l'eliotipia ha riprodotto gli schizzi originali del poeta pittore--è +pubblicazione che onora la tipografia italiana e chi ne ha diretto la +stampa con cura paterna. + +È inoltre, pubblicazione che onora il cuore e la mente di colui che ha +pure concepito e attuato la doppia opera d'arte, inno di +glorificazione della donna dai tempi primitivi ai presenti. + +È proprio singolare che quest'inno sia stato scritto da un senatore, +se non vecchio, maturo e da parecchi anni dedito più specialmente a +studi di critica e di storia, come il _Carlo Tenca e il pensiero +civile del suo tempo, il Cesare Correnti nella vita e nelle opere_. + +Ma chi conosce la versatilità dell'ingegno del Massarani, capace di +alternare le più serie e dotte lucubrazioni con eleganti traduzioni di +raffinate liriche cinesi--_Il libro di giada_--non si meraviglierà del +fatto, e darà come me ragione a quell'entusiasta politico, secondo il +quale oggi in Italia soltanto i senatori fanno cose da giovani. + +Infatti è proprio da giovane--e da giovane di molti anni fa, quando i +giovani non erano precocemente invecchiati di cuore e di spirito al +soffio dell'odierna mistura di scetticismo e di misticismo che li +invade--è proprio da giovane l'idea di cantare ed effigiare l'odissea +della donna a traverso i secoli; ed effondersi in ammirazione e far +atto di culto religioso davanti alle varie manifestazioni della bontà, +dell'affetto, della passione, dell'energia, dell'eroismo, della pietà, +delle miserie femminili che la tradizione, la cronaca, la storia, le +sensazioni della vita, l'esperienza dei viaggi possono suggerire alla +fantasia del poeta e del pittore. + +Per ciò la prima impressione del libro è quasi di stonatura. Sin dalla +prefazione ci sentiamo come trasportati in altri tempi, in altro +ambiente; ci par di sentire un linguaggio arcaico, di vedere e udir +parlare una persona dall'andatura e dai modi diversi dai nostri, +vestita a foggia e con panni da un pezzo fuori d'uso. Poi, procedendo +nella lettura, tornando a guardare i disegni, facendo l'occhio alle +grandi pagine dell'_in-folio_ da cui ci hanno disabituati i volumi in +16° e in 24° minuscolamente illustrati, sentiamo che la prima +impressione si è andata di mano in mano modificando; sesto, stampa, +disegni e testo hanno via via assunto fisonomia, carattere, +espressione moderni; e soprattutto unità tale da far capire che il +libro è sbocciato nella mente dell'artista come un fiore; e che forma, +colore e profumo sono in esso così intimamente legati insieme da +costituire un organismo dove non si può mutar niente senza pericolo di +guastarlo. + +Come ho già detto, la veste tipografica è bodoniana schietta. + +Nelle grandi pagine bianche i caratteri sorridono nitidamente belli, +le righe si allineano snelle, intramezzate da fregi ricavati da un +prezioso codice vaticano del più puro quattrocento. I titoli, in rosso +messale, spiccano elegantissimi in testa a ogni lirica, e stavo per +dire a ogni canto, perchè ognuna di esse è proprio un canto del +ciclico poema l'_Odissea della donna_. + +I ventiquattro disegni, o illustrazioni come oggi si dice, concordano +con la severa forma tipografica per l'accuratezza del disegno, per non +so quale molle ondulazione di linee che non lascia trasparire nessuno +scatto di nervosità, ma bensì una gentile placidezza di mano che +eseguisce accuratamente ogni particolare, e tocca figure e fondi con +eguale carezza. L'occhio assuefatto alla nevrotica sprezzatura dei +disegnatori di questi ultimi anni, stenta un po' ad assaporarne il +carattere classico, da secolo XVIII, se li guarda da soli, senza +badare nello stesso tempo alla forma tipografica del volume, e senza +metterli in confronto col testo da essi commentato. Ma se dalla pagina +figurativa l'occhio passa alla stampata; se alla linea del disegno +cerca una corrispondenza nella ritmica parola che le sta di fronte, +disegni e testo e stampa gli si confondono in unica luce, diventano +tutt'uno, o meglio si giovano a vicenda, si chiosano l'un l'altro, si +danno scambievole rilievo. + +E questo che ho detto isolatamente per la forma tipografica e pei +disegni, potrei ripeterlo per la parte letteraria del libro, versi del +testo, prosa delle note a schiarimento. Se la curiosità del lettore si +rivolge di primo acchito al solo testo, ne riceve un'identica +impressione. Trova versi lindi, sonori, ma con un che di preziosità +nella lingua e nello stile; niente delle forme poetiche in uso, ma qua +e là un misto di classico e di moderno non ben fusi insieme e, più che +altro, benigna concessione d'uomo di altri tempi alle costumanze +venute dopo e ora in corso; concessione però che tenta di riportare +indietro il presente, anzi che far trascorrere nel presente la maniera +del proprio tempo. + +E lo scapito non è precisamente a danno della forma passata di moda. + +Ricordo, quasi per similitudine, una scena di cinque anni fa: Una sala +da pranzo trasmutata in un batter d'occhio in sala da ballo; una +dozzina di belle donne fra il triplo di giovani e di uomini +leggermente eccitati dal pranzo, dai vini, e da un entusiasmo d'arte +che li aveva riuniti insieme; e ricordo una gioconda figura di vecchio +in cui la gentilezza e la cortesia innate per eredità, erano state +aumentate dalla cultura e dalle circostanze della vita; gioconda +figura di vecchio che faceva scoppiettare per la sala l'argutezza dei +suoi motti, la vivacità delle sue galanterie di buon genere e che +riempiva di stupore tutti quei giovani impacciati, o stanchi, o +annoiatamente sdegnosi, quasi dicesse loro con l'esempio:--Una volta +si faceva così; si era galanti, gente di spirito, si era lieti e +cortesi, e non musoni e sgarbati con le signore, come siete voi +tutti.--Quella sera il più giovane di quanti si trovavano lì riuniti +era evidentemente colui che aveva i capelli brizzolati e le spalle un +po' incurvate dal peso degli anni, il Duca Proto di Maddaloni; il +quale, appunto come ora il Massarani, riportava indietro il presente +anzichè far trascorrere nel presente le maniere del suo tempo. + +Oggi abbiamo quasi tutti, o affettiamo, un'aria punto cavalleresca +verso la donna; ne parliamo con poco rispetto; ne facciamo soggetto di +clinica artistica: la studiamo da un lato solo, con durezza che +vorrebbe parere scientifica, positiva, quasi ella fosse creatura da +farvi esperimenti in _anima vili_, etéra, adultera, strumento insomma +di voluttà e di nient'altro. O la guardiamo da mistici, dacchè il +misticismo comincia a essere in voga per bisogno di contrasto; e +ripetiamo contro di essa le villanie degli Apostoli e dei Padri dei +primi secoli cristiani, e le furibonde maledizioni degli asceti +avverso così impura fonte di peccato; eccessivi ed ingiusti da +positivi e da mistici, teoricamente almeno; perchè poi nella pratica +avviene che positivismo e misticismo si attenuino molto, non tanto +però da non far giudicare ridicola, o press'a poco, la galanteria +d'altri tempi, che era--se si vuole--maniera esteriore forse, ma non +del tutto indipendente dalla sostanza interiore. + +E a noi scettici e mistici in erba per contrasto, il Massarani viene a +cantare la _Odissea della donna_; incurante che qualcuno possa +sorridere o ridere della sua scappata poetica inattesa e stimata +inopportuna. Così essa si spiega in ventiquattro canti sotto i nostri +occhi, triste e malinconica; ora tormentata di passione, ora lieta di +bellezza; ora altera di eroismo, ora piena di miseria e di lacrime. +Così essa risuona in vario metro al nostro orecchio, con qualche nota +di malizia gentile, con qualche spunto d'ironia cortese; e va +dall'Asia, culla del genere umano, via via per contrade e per tempi +diversi, fino all'Europa dei giorni nostri, fino alla donna che oggi +vende l'amore o muore per amore asfissiata democraticamente col +carbone. E sono visioni, paesaggi, storie, ricordi di cose udite e +vedute, ogni cosa risognata, come modestamente egli dice in quella sua + + stanza muta ai venturi ed ai presenti. + +E dall'invocazione alla gangetica Trivia: + + Te invoco, o divin Nume + Te fausta, te dal cielo immacolata + Scesa a lavar la prima stirpe umana. + Eteréa fiumana, + Quando del contemplarti era beata + Dei Devi la invincibile falange, + Menavan danze le Apsaràse, e al bello + Novissimo portento + Plaudendo il Genitor de l'Universo, + Seguia dell'acque il fil limpido e terso. + Era queto di vento, + Sgombro il cielo di nubi; e d'alma luce + Lo vestivano gli Dei, fendendo l'aria, + Corruscando ne l'armi. E tu scendevi, + Qual se di cento soli irradiata, + Scendevi, o Dea. Te duce. + In cento forme varia, + Or lenta, or tortuosa, or concitata + E crestata di spume. + Vinceva di baglior l'istesse nevi + L'abbondanza de l'acque; e un ciel parea + Che il cigno candidissimo e l'ardea + Solchin d'autunno con l'aeree piume; + +alla descrizione della villa pompeiana, dove Delia è schiava: + + Ride aprica intorno + La villetta amorosa: + Nitidissimo il giorno + Che sorge, a mano a mano + L'alte vette, i grand'alberi, i sacelli. + Le mura antiche e gli archi, + Fin quest'erma che ancor negletta e mesta + Riposa, ùmile terra, + Pare che allegro varchi + E del suo bacio imporpori e suggelli. + Come ardente amator novella sposa. + Ecco, il Sole si desta + Ad altra e nova e più gioconda guerra: + E te volendo aver de la sua festa, + Ne le guance di rosa + Che gli nascondi invano, + Di giovinezza il primo fior saluta; + +dalla abitazione del Califfo: + + Laggiù tra verdi fronde + Carche d'esperie poma + Un candido s'asconde, + A la frescura in sen + E al vaporante aroma, + Paradiso terren. + + Qual con ferrata zampa + Ne le fumanti arene + Orma il puledro stampa + Ch'arabo eroe frenò, + Tale in marmoree vene + L'araba sesta osò + + Arco gentil, che ignoto + Artefice addentella. + Come fu vista il loto + Iside Iddìa frangiar, + E di meandri abbella + Che le Peri intrecciar. + + Alterna il facil mirto + Col nobile cipresso + Ombre al sognante spirto, + E di perenne umor + Il murmure sommesso + Molce a' gagliardi il cor; + +al quadretto favrettiano della Venezia del settecento; + + Quanto di veli e di zendadi e nastri, + Quanto fruscìo di giubbe rabescate, + Quanto brillare ed ecclissarsi d'astri + Eclissarsi come usano le Fate, + A provocar novelli Zoröastri! + Che baciucchiar di mani ingiojellate! + Che visetti söavi, e che melensi! + Che perpetuo fumar d'arabi incensi! + +e alla scena di pioggia nella campagna Lombarda: + + Quando i gelsi e le biade + Alternano promesse + D'opimo filugello e d'aurea messe. + Udiste il ciel di lunghe preci invano + Lunga stagion percosso + Perchè l'inesorata ignea caldura + D'alcuna temperasse amica stilla, + D'improvvisa favilla + Corso ne l'ime sue viscere e scosso, + In pria fremer lontano + Su l'alida bassura, + Poi da quella di nubi umida e scura + Cortina che l'invade + Scoscendere de l'acqua il fonte arcano? + O dolcezza, o pietade! + O in pria sonanti e rade + Gocciole grosse che a la strada bjanca + Levano il polverìo, + Poi rinfittite, a secchi, + Sui sitibondi stecchi + Il rovescio profondono e il fruscìo + Della pioggia felice onde ogni branca, + Ogni erbuccia, ogni foglia + Tremola, goccia, s'agita e rinvoglia + De la vita, e rinfranca, + E del fïato che la terra emana + Dal suo pregnante sen, tutta risana! + +è un succedersi di paesaggi, di scene, di minuscole commedie, secondo +che il poeta racconta la storia della Sulamite, rifacendola dietro +l'orme del Renan; le divinazioni del culto delle Druidesse; le +crudeltà delle patrizie romane contro le povere schiave; le trepidanze +d'un giudizio di Dio; gli ozii e gli amori d'una castellana +nell'assenza del marito crociato; le isteriche angoscie d'una monaca; +i furori religiosi e patriottici delle donne di Calabria contro gli +invasori francesi; o pure, mutando tono, le fanciulle crotonesi +servite di modelle o Zeusi; le ciarle veneziane del bel tempo del +Gozzi e del Goldoni; la miseria in cappellino delle spazzaturaie +londinesi briache di gin; e la pace serena d'una capanna su le alpi, e +l'avventura d'un cacciatore con una bella acquaiola lombarda. E un +succedersi di gravi considerazioni, di slanci, di compatimenti, di +ironie, e anche di cerimoniose riverenze, di amabili preziosità, come +il soggetto e l'occasione ispirano, come l'umore del momento +consiglia; e tutto in forma eletta e severa, anche quando essa si +abbandona o tenta di abbandonarsi a modi familiari, discorsivi, quasi +il poeta abbia timore di mancare di rispetto alle sue gentili e belle +lettrici facendo altrimenti. + +E così, a noi scettici e mistici per contrasto o per gusto di novità, +proviene dalla lettura quel senso strano da me accennato, che però ha +gusto di eleganza aristocratica, profumo solleticante quantunque un +po' acuto, insomma carattere suo proprio; da potere più o meno +piacere, da poter più o meno essere apprezzato, secondo che si guarda +questo lavoro nel suo assieme di stampa di disegni e di parole; o +partitamente ma in modo contrario alle più elementari leggi di +critica, secondo le quali un'opera d'arte va accettata e interpretata +per quella che ha voluto essere e non come ognuno di noi l'avrebbe +voluta. + +Per conto mio, io ringrazio il Massarani poeta e pittore--e stavo per +aggiungere anche proto, giacchè niente della parte materiale del +volume è sfuggita alle sue cure--lo ringrazio delle diverse sensazioni +che la sua opera mi ha date, dei diversi sentimenti gentili, forti, +pietosi in me destati con la sua duplice opera poetica e grafica. + +E lo ringrazio non senza una lieve ombra di invidia pel suo ingegno, +pel suo cuore, per la sua mano; per quell'attività, per quella +versatilità che non lo lasciano riposare, e che possono permettergli +di trascorrere da uno studio all'altro con agile sicurezza e con +persistenza incurante di elogi e di biasimi. + +Non ho voluto, però, ricordarmi che l'opera d'arte è diventata pure +opera di carità; che, poeta, egli non ha cantato, pittore, non ha +disegnato, editore, non ha pubblicato soltanto per attingere un fine +artistico non scevro mai di egoismo; ma anche perchè il suo lavoro, +diventando cosa commerciale e preziosa in una per la ristrettezza del +numero delle copie stampate, costringa gli altri a cooperare assieme +con lui nell'addolcire miserie, nel consolare dolori. + +Allora la lieve ombra d'invidia, da buona e nobile, avrebbe potuto +mutarsi in peccaminosa, e offuscare e turbare la serenità del +godimento estetico, alla vista del troppo squilibrio di forze che +permette a uno solo poter fare in questo mondo quel che non è concesso +a parecchi. Molti sarebbero paghi di essere o scrittori, o +disegnatori, o editori, o munificenti e caritatevoli partitamente, +fosse pure in proporzioni minori di quel che al Massarani è concesso. + +[Blank page] + + + + +IV. + +LIONARDO VIGO¹ + + ¹ Giambattista Grassi-Bertazzi, _Vita intima_, (lettere inedite di + Lionardo Vigo e di alcuni illustri suoi contemporanei). Catania, + Cav. N. Giannotta, editore. + + +Ecco un volume straordinariamente, come oggi si dice, suggestivo. Il +nome di Lionardo Vigo per molti lettori non vorrà dir niente. Pochi +sanno ch'egli fu tra i primi a raccogliere canti popolari; pochissimi +hanno sfogliato la _Raccolta amplissima_ (questo titolo, per chi +conobbe l'uomo, è una rivelazione) che fu la seconda edizione dei +canti popolari siciliani. Nel 1861, per suggerimento del Prati, il +Pomba pubblicò a Torino, nella sua Nuova biblioteca popolare, un +volume di poesie del Vigo, intitolato _Lirica_; ma esso, aspro e rude +nella forma, non era di quelli che potevano allettare i lettori; e per +ciò ebbe poca fortuna. Il suo poema epico _Ruggero_ seguì la sorte di +tutti i tentativi epici moderni; si possono, credo, contar sulle dita +i siciliani che lo hanno letto da cima a fondo. Il resto della sua +produzione, storica e archeologica, è tuttavia disperso in opuscoli, +riviste e giornali; e, caso venisse raccolto, servirebbe soltanto a +mostrare la versatilità, l'operosità instancabile dell'autore e +nient'altro. + +Non ostante tutto questo, Lionardo Vigo è una figura attraente. Alcune +qualità, e parecchi segni caratteristici del siciliano di più di mezzo +secolo fa sono così spiccati anzi esagerati in lui, che ne formano una +figura assai interessante per chi vorrà studiare la Sicilia dal '20 al +'60, e seguire la trasformazione dello spirito isolano dal '60 in poi. + +Io lo ricordo nella sua graziosa villetta _La Trinacria_ a pochi +chilometri d'Acireale. Il salottino dove ci eravamo fermati a +discorrere era arredato a uso _impero_, cioè rimasto tale quale lo +avevano arredato quando la villetta era stata fabbricata. Si ragionava +di Firenze, da cui io tornavo in quei giorni dopo cinque anni di +dimora. Da una cosa all'altra, il discorso era caduto sui fatti della +sanguinosa sommossa palermitana nel '66, ed io riferivo l'impressione +che se ne era avuta nella capitale provvisoria. Per mio conto, mi +scappò detto che in quei giorni avevo arrossito di essere siciliano. +Egli scattò in piedi, sgranando gli occhi, atteggiando le labbra +carnose a un'espressione di sdegno e di commiserazione: + +--Cotesti tuoi toscani t'hanno ridotto...! + +E non posso scrivere la parola perchè la buona creanza me lo vieta. + +Io lo guardai meravigliato e sorrisi. Avevo capito che egli non +approvava gli orrori di quelle triste giornate; voleva però che un +siciliano non arrossisse della sua patria neppure quando essa, in un +momento di aberrazione, si comportava selvaggiamente. + +Egli chiamava Palermo: _la prima città del mondo_! + +Si poteva dire che la fantasia del Meli _La Origini dì lu munnu_ +veniva stimata dal Vigo verità sacrosanta. Il mondo è creato da Giove, +trasformando in isole e continenti le membra del suo corpo. + + Eccu l'Italia chi fu l'anca dritta + Di Giovi, e fu rigina di la terra. + + Ma la testa? (ora cca vennu li liti) + leu dieu è la Sicilia; ma un Romanu + Dici ch'è Roma; dicinu li Sciti + Ch'è la Scizia; e accussì di manu in manu + Quanto c'è regni, tanto sintiriti + Essirci testi.... Jamu chianu chianu. + La testa è una; addunca senza sbagghi + É la Sicilia, e c'è 'ntra li midagghi. + +Infatti gli ultimi anni della vita del Vigo furono occupati a tentar +di provare il primato civile della sua isola diletta, di fronte alle +altre provincie italiane. La sua _Protostasi sicula_ vorrebbe +dimostrare storicamente e archeologicamente che una civiltà sicula +anteriore alla greca e alla etrusca era fiorita colà. + +Egli non s'era sbigottito di quest'intrapresa; e la sua assoluta +deficienza nel greco e nelle lingue moderne da cui oggi l'erudizione +trae materiali di ricerche per le ricostruzioni del remotissimo +passato, la scarsezza di documenti e di testimonianze lo rendevano +anzi intrepido e sicuro. Un'ipotesi qualunque, la fantastica +interpretazione di un testo assumevano per lui valore di autorità, di +documento irrefragabile. Procedeva come un bambino che corra su l'orlo +d'un precipizio, ignaro del pericolo e sorridente, mentre gli +spettatori della sua corsa gelano di orrore. + +Gli eruditi, gli storici, gli scienziati sorrideranno: ma chi pensa al +carattere dell'uomo che si pasceva e viveva di quei bei sogni, si +sente preso di entusiasmo e di ammirazione. + +Trattandosi della Sicilia, i suoi occhi assumevano la virtù del +microscopio; vedevano tutto straordinariamente ingrandito. + +Nella Sicilia, dopo Palermo, c'era un angolo a piè dell'Etna ch'egli +amava con lo stesso amore smodato, Acireale. Sfogliando la sua +Raccolta amplissima, si vede a occhio la larga parte da lui _fatta_ ad +Acireale; e dico _fatta_ perchè mi costa che egli metteva come +raccolti colà i più bei canti che gli arrivavano da altri paesi +siciliani. Io gli avevo mandato alcune centinaia di canti popolari +raccolti dalla bocca dei contadini della mia città nativa, Mineo; +rileggendo le bozze di stampa, mi accorsi che parecchi di essi erano +stati sottosegnati: _Acireale_; e me ne lagnai. + +--Che importa?--egli mi rispose.--Di Mineo, o di Acireale, rimangono +sempre siciliani. + +E fu allora che io, non volendo mostrarmi da meno nell'amore del +proprio paese, gli feci la burletta di foggiare qualche centinaio di +canti, da lui, in buona fede, poi stampati come popolari. Ricordo che +in uno di essi m'ero appropriato un noto verso dantesco, voltandolo in +dialetto: + + Donni ca aviti 'ntillettu d'amuri. + +Seppi, parecchi anni appresso, quando svelai dopo la morte del Vigo la +mia marachella giovanile, che il professor d'Ancona, dalla sua +cattedra di Pisa, aveva a lungo discusso intorno alla questione se +Dante avesse tolto a imprestito quel verso da l'ignoto poeta popolare +siciliano, o se il poeta siciliano lo avesse rubato all'Alighieri. + +Tornando al Vigo, ricordo l'epico racconto d'una seduta di +quell'Accademia siciliana da lui restaurata in Palermo per lo studio +del dialetto isolano. + +"Lo rivedo--ho scritto un anno fa, e i lettori mi perdoneranno questa +autocitazione--lo rivedo in berretto da notte, col collo avvolto da +una fascia di lana per la tosse che lo travagliava, con la scatola del +rapè in una mano e il fazzoletto a quadrati rossi e azzurri +nell'altra, acceso dai ricordi della memorabile seduta. E mi pare +proprio di sentirlo parlare tra uno schianto di tosse e l'altro, più +roco del solito:--Figurati! Il Di Giovanni, con parola elegante e +immensa dottrina, sviscera per un'ora, da pari suo, il tema della +discussione, e sembra che non lasci più niente da aggiungere: ma si +alza il Pitrè, prende il tema da un altro lato, e lo illumina di +esempi, di riscontri, di osservazioni argute, rafforzando la tesi +sostenuta dal Di Giovanni. Terzo (non rammento chi, ma egli lo nominò) +quando il soggetto pareva già esaurito, lo capovolge, lo sminuzza, lo +rimpasta; torrente di erudizione, miracolo di critica storica, ci +sbalordisce, ci entusiasma; la tesi del Di Giovanni trionfa! Scatta +allora quel demonio del Traina che aveva fatto stupire i torinesi nei +comizi popolari, scatta e butta giù quasi con un manrovescio ogni +cosa. Erudizione, esempi, critica storica, volan per aria come poveri +cenci dispersi da un turbine. E allora, non più battaglia ordinata, ma +lotta corpo a corpo, confusione. Replica del Di Giovanni; replica del +Pitrè; nuovo uragano del Traina.... Parliamo tutti a una volta, non +c'intendiamo più:--Ai voti! Ai voti!--Peggio. Il Pitrè si astiene; il +Di Giovanni, nel trambusto, vota contro la propria proposta, credendo +di votar in favore.... Oh! Oh! + +E la tosse gli troncava in gola l'epica descrizione. + +L'Accademia aveva discusso se la parola _ciuri_, fiore, dovesse +scriversi all'antica, _xiuri_ con l'_x_ e l'_i_, o _sciuri_ con +l'_esse_ e l'_i_, o _ciuri_ con la _ci_ e l'_i_!"¹ + + ¹ __La Sicilia__ nei canti popolari e nella novellistica + contemporanea. Conferenza.--Bologna, Zanichelli, 1894. + +Il professor Grassi-Bertazzi, assieme coi brevi cenni biografici del +Vigo, ci dà in questo volume un saggio dell'epistolario di lui e di +altri illustri suoi contemporanei. + +C'è da notare in esso molte cose. Tempi che ora paiono lontani +lontanissimi a coloro stessi che li hanno in parte vissuti, qui +rivivono con la loro schietta fisonomia, con ammirabile sincerità. + +Tenterò di ricostruire dietro la scorta di queste lettere, l'uomo e i +tempi; e lo studio non sarà senza diletto nè senza insegnamenti. + +La sua corrispondenza era conservata con gran cura, in solide buste di +cartone, distribuita per mesi e per anni, dopo d'essere stata +registrata in un indice alfabetico che doveva facilitare la ricerca di +qualunque lettera si volesse, per caso, riscontrare. + +Con uguale meticolosa cura egli aveva catalogati i vitigni della sua +fattoria di Ballo, con l'indicazione del giorno della piantagione e +dell'innesto d'ogni magliolo. + +--Caro mio,--mi disse un giorno, mostrandomi quei due cataloghi,--per +vivere indipendente, qui bisogna fare l'agricoltore prima, e il +letterato poi. Senza la vigna, la letteratura non prospera. + +Egli parlava con entusiasmo d'una lunga corrispondenza letteraria col +principe Alberto di Sassonia e con la regina Vittoria d'Inghilterra. + +Aveva scritto nel '54 un carme, _Hyde-Park_, che celebrava le +meraviglie dell'esposizione di Londra. In una lettera all'Amari, del +giugno 1856, trovo raccontate le strane peripezie di quel carme. + +"Bene o male che abbia fatto, scrissi un carme all'esposizione di +Londra; lo intitolai al principe Alberto, lo feci ben copiare, legare +e ricoprire quanto le nostre arti consentono e lo spedii per la via +consolare di Messina. Tacquero; riscrissi gentilmente, ma sempre a +testa alta. In aprile rispose un colonnello Philipps, rusticamente, +non poteva il Principe accettare m. s. perchè invariabile regola +glielo vieta. + +"Con succosa, stringente lettera, gli mostrai gli usi, le convenienze +letterarie di Europa. Or ora mi si riscontra urbanamente, ripetendo +non potersi accettare il m. s. + +"Ciò posto, è mio desiderio che Granatelli nostro, se è a Londra, o +altri a vostro arbitrio (purchè attivo) vada al Palagio di Buckigam, +trovi il colonnello Philipps, gli chieda in mio nome il m. s. che è a +mia disposizione, e gli dimandi se S. A. R. lo gradirebbe stampato; +nell'affermativa chiarisca se anche la dedica potrà stamparsi, ciò che +mi piacerebbe; e allora ne faccia imprimere un 200 o 300 copie e ne +offra uno ben legato al Principe, e 10 meno riccamente, e se vorrà, +anche alla regina". + +Il Vigo raccontava che al dono stampato era seguita, per anni, una +corrispondenza letteraria. Il Principe scriveva in inglese; il Vigo si +faceva tradurre le lettere e rispondeva in italiano. Qualcuno mi ha +fatto sospettare che questa corrispondenza sia esistita soltanto nella +fervida immaginazione del Vigo: e il non vederla neppur accennata dal +Grassi-Bertazzi, che cita in una nota finale i nomi dei più noti +personaggi di cui ha avuto sott'occhio le lettere, mi fa credere che +il sospetto non sia stato una malignità. + +La stampa di quel carme gli costò parecchie centinaia di lire. Il +Vigo, anche per le condizioni librarie di allora, stampava a proprie +spese e regalava largamente le sue pubblicazioni. Aveva una lunga +lista di Accademie e di uomini illustri a cui stimava suo dovere farne +omaggio. Credo che soltanto le due edizioni dei Canti popolari +siciliani lo abbiano compensato delle spese. + +Io lo conobbi nel 1852, al tempo della prima stampa dei Canti +popolari. Il tipografo Galatola aveva trasportato fuori dell'Ospizio +di Beneficenza una sezione della sua tipografia da servire soltanto +alla composizione di quel volume. + +Il Vigo veniva da Acireale a Catania, due volte la settimana, con le +tasche del largo soprabito piene di manoscritti e di stampe; quando le +tasche non bastavano, serviva da tasca la tuba. In un appartamentino +affittato a posta ci radunavamo con lui il povero Beppino Macherione +(morto di tisi, a Torino, a 23 anni e che il Vigo amava come figlio) +Gioacchino Geremia (che allora non accennava neppure di dover essere +il disgraziato che fu poi) ed io che allora faceva il second'anno di +legge all'Università, il quale fu anche l'ultimo della mia carriera +legale. La correzione delle bozze era lavoro diabolico, con quei +compositori dello Ospizio, tutti ragazzi dai dieci ai quindici anni e +che sapevano leggere appena. E quando, stampato un foglio, scopriva +una papera passata inavvertita, il Vigo andava su le furie, e il bravo +tipografo Galatola bestemmiava nel suo più schietto napoletano anche +lui. Pei ragazzi che gli additavano un errore di stampa prima della +tiratura del foglio, il Vigo portava sempre in tasca quattro o cinque +grossi biscotti da regalare ai fortunati scopritori. + +Com'era orgoglioso di quella raccolta che avrebbe recato trionfalmente +il nome del popolo siciliano per tutto il mondo! + +Trovo qua e là nel volume tracce della mia marachella dei supposti +Canti popolari. In uno di essi io avevo messo il nome del conte +Ruggiero: + + Bedda, ca' aviti picciulu lu peri, + D'oru e d'argentu la scarpa v'hè fari. + Si vi scuprisci lu conti Ruggeri + Ca di lu peri s'avi a 'nnamurari! + +Il nome del suo eroe prediletto era bastato per fargli supporre che +quel canto fosse del tempo della conquista normanna. Ne scrisse a +Michele Amari, che gli raccomandò prudentemente di star cauto +nell'accettare certe ipotesi. + +Il Vigo dovette insistere nella sua opinione, perchè Emerico Amari gli +scriveva nello stesso anno: "Mi parlate d'un canto dell'epoca di +Ruggiero: se è autentico, è un tesoro tale che sono meravigliato di +volerlo lasciare dormire sino all'edizione del 2^o volume; +pubblicatelo solo, subito; replico è tale tesoro, se vero, che +varrebbe un libro intero." + +Quando si trattava di cose siciliane, la critica gli faceva difetto. +La colpa in questo caso pur troppo era tutta mia. Ma ecco un aneddoto +che dimostra come in alcune occasioni il Vigo non comprendesse la +ragione di certi scrupoli. Un giorno egli mi faceva leggere su le +bozze un canto che la fretta non mi ha permesso di rintracciare nella +_Raccolta amplissima_. Parlava d'una terribile carestia, cosa non rara +nel secolo scorso. Due versi di quel canto però mi erano sembrati +troppo letterari e non glielo nascosi. E allora il Vigo, ingenuamente, +mi confessò che lo aveva un po' aggiustato lui. In quel tempo egli era +in uno stato di irritazione per le delusioni politiche che il suo +regionalismo gli faceva esageratamente soffrire, e per ciò non gli era +parso vero di poter fare, con quel canto, una specie di vendetta. +Parlando di campi inariditi dalla mancanza di pioggia, come richiamo +alle carestie del tempo di Vittorio Amedeo e come allusione alle +condizioni economiche della Sicilia ridotta provincia italiana, egli, +rimpastando, o forse scrivendo di sana pianta quel canto, vi avea +innestato il verso: + + Pari ca cci passau Casa Savoia! + +(Sembra che sia passata di qui Casa Savoia!) + +E lo faceva risuonare anzi reboare declamandolo. + +Con quale ammirazione però non scrive del primo viaggio nel continente +al padre, alla moglie, al figlio! L'intestazione della sua prima +lettera dipinge efficacemente il siciliano di mezzo secolo fa: _Miei +carissimi, padre e signore, moglie e amata, figlio e conforto!_ + +Egli che tante e tante volte aveva scritto dalla Sicilia: _spedirò in +Italia_, o _è andato in Italia_, intendendo parlare del continente +italiano, in quella prima lettera dice, scherzando: + +"Vi voglio togliere da un errore. Voi credete che io sia in Italia: +v'ingannate. Partii da Palermo e tutti mi diedero il _buon viaggio per +l'Italia_; e sta bene. A Napoli accostai con Riso, Brancaccio, +Cammerata etc. all'officina dei Pachetti, e ci chiesero ove volevamo +andare. Risposi: a Genova. Pagai il mio biglietto in oro.... e ci +augurarono il _buon viaggio per l'Italia_; e non istà bene. A Genova +il signor Donato, mio servo di 24 ore... accompagnandomi alla ferrovia +e stringendosi, fra le dita e il cappello levato, un cinque franchi +con tanto di Carlo Felice, mi baciò le mani, e mi augurò il _buon +viaggio per l'Italia_: e non istà affatto. Ieri andiedi a passeggiare +lungo la Dora alle sei e mezzo e vidi partire un convoglio di 16 +carrozze; domandai dove andasse: mi fu risposto: _in Italia_. Ma in +quale parte? io chiedo. A Milano, mi rispose un vicino. Ed io a ridere +fra me e me. Dissi questo al Guerrazzi, e mi disse che l'istesso avrei +sentito dire a Roma, a Firenze, a Milano: talchè conchiusi: Siamo +tutti pazzi perchè stando in casa nostra ce ne crediamo fuori." + +E non si accorge di contradirsi, a proposito dell'augurio di buon +viaggio datogli a Palermo _per l'Italia_, scrivendo: __sta bene__. Per +lui, la Sicilia, nel 1861, non faceva ancora parte del regno d'Italia! + +Ma questo suo straordinario campanilismo non gli impedisce però di +scrivere da Torino: + +"Qui sono alberghi e trattorie di cui costà non si ha idea. Palermo è +un cesso al loro confronto!" + +E da Genova: + +"Siamo barbari a lato a Genova!" + +Il suo stupore diventa quasi fanciullesco a Milano dove visita le +scuole col conte Belgioioso e col cavaliere Visconti. + +"Visitai tre scuole pubbliche e rimasi, non incantato, stupito. Non +potete immaginare quanto sanno (_sic_) in lettere, storia, geografia, +disegno, geometria! Che sarà l'Italia fra 100 anni?" + +E parlando della galleria di Brera e dei quadri di Raffaello, di +Lionardo da Vinci, di Michelangelo ivi ammirati, esclama: + +"Dio onnipotente a che sublimò l'uomo!" + +Così dopo una visita alla Laurenziana scoppia in un: + +"Umana superbia, ti annichila!" + +A sessantadue anni ammirava così. + +Al camposanto di Pisa, vedendo le catene tolte dal porto pisano dai +genovesi e ora restituite, pensa subito: _Così i Pisani ci +restituissero le catene tolteci al mille nel porto di Palermo!_ + +Nel continente si era legato con affettuosa amicizia al Prati. In +Firenze aveva rivisto Ermolao Rubieri, modesto e valoroso, già +conosciuto in Sicilia; era andato a visitare il Tommaseo. + +"È quasi cieco,--scriveva al padre--e ancora non tocca i 60 anni! È +così povero da non aver lume nella scala, nell'anticamera; e manca di +scranna ove sedere. Paolo (Grassi) si adagiò sulla poltrona, io in una +sedia vicino a quel venerando rudere della italica sapienza, ed +essendo sopravvenuto il Giotti, si dovette pescare in una sala una +seggiola! Ha una tabacchiera di carta tinta che venti anni sono costò +cinque soldi, ora è sgualcita e scartocciata come un residuo di legno +fracido. + +"Eppure avrei cambiato quel vecchio arnese con la mia tabacchiera di +argento o con la catena del mio orologio! + +"Il governo gli ha offerto 4000 franchi all'anno, e li ha rifiutati! +Abbiamo parlato due ore di lettere e politica e origini di popoli, e +siamo pienamente di accordo. L'ho lasciato con dolore e forse non +rivedrò la sua carne! Gli uomini pergiunti a quella maturità di senno +dovrebbero ringiovanire!" + +E al Tommaseo, pensò nel 1873, richiedendogli, come _sacrifizio +filantropico_, di accettare la cattedra di eloquenza latina e italiana +nell'università di Palermo. Il prof. Grassi-Bertazzi non ha pubblicato +la lettera di risposta del Tommaseo. Certamente egli rifiutò, +quantunque il Vigo, per indurlo ad accettare, gli avesse detto che si +trattava di nomina accademica e non governativa. + +Fra i personaggi che più spiccano in questo saggio di corrispondenza, +è Michele Amari. Le lettere dell'Amari da Parigi dimostrano che tempra +di uomini furono gli esuli siciliani del '49. + +Dopo la restaurazione borbonica, il Vigo si era ritirato nella sua +villa di Ballo su le falde dell'Etna. + +"Io me ne vivo qui, lontano da tutti, solo, intendo senza i tristi, ma +con qualche amico, che viene a gustare i miei vini e con mia figlia e +i miei libri e questi amatissimi villani; e se in tanto dolore di casi +si può aver pace, io l'ho pienissima." + +Riprende a lavorare alla raccolta dei canti popolari a cui pensava sin +dal '45; studia per mettere assieme i materiali della _Protostasi +della civiltà siculo italica_, riprende la corrispondenza con l'Amari, +col Giudici, con parecchi altri. + +L'Amari nel '56 gli scrive da Parigi: + +"Il secondo volume (della _Storia dei Mussulmani in Sicilia_) già +stampato a metà, tarda ad uscire in luce per varie ragioni, delle +quali la prima è che io, faticando all'opera per 22 anni, ne consumai +il misero prezzo! onde ho dovuto guadagnare il pane quotidiano +asciutto in altra guisa: cioè facendo il catalogo dei m. s. arabici +della Biblioteca di Parigi a 5 franchi al giorno per cinque ore di +fatica, fuori le feste e le vacanze, lavoro e paga sospesi nelle +feste, il che torna, in valori di Sicilia, a due tarì e mezzo +¹.--L'altra ragione precipua che le altre sei o sette ore al giorno +che lavoro in casa mia, sono state consacrate alla Biblioteca Arabo +Sicula, cioè al fumo senz'arrosto; al dovere immaginario che m'imposi, +di dare un terzo volume della Raccolta di Caruso o un 25^o di Muratori +come vi piaccia chiamarlo; al culto di una divinità che mi ha pagato, +dal '48 in qua, d'ingratitudine e dimenticanza. Ma che importa?" + + ¹ Una lira e cinque centesimi italiani! + +Un mese dopo, il Vigo gli rispondeva: + +"Dio ci conceda poterci abbracciare prima di morire!" + +Dissentivano intorno a molte quistioni filologiche e storiche. L'Amari +lo ammoniva francamente della stortezza di alcune sue opinioni intorno +al dialetto siciliano, e di parecchi pregiudizi intorno all'influenza +dei mussulmani in Sicilia; ma si volevano bene. Eppure l'antica +amicizia non impedì all'Amari, ministro dell'istruzione pubblica del +regno d'Italia, di rifiutarsi a compiacere il vecchio amico in una sua +pretesa che a lui sembrava o eccessiva o inopportuna per ragioni +locali. Il Vigo chiedeva di essere nominato professore di eloquenza +nell'Università di Catania o ispettore scolastico nella stessa città: +e il rifiuto dell'Amari lo offese; a torto, secondo me. Avrebbe dovuto +colmarlo di ammirazione per l'onesto carattere dell'amico. + +Era già rivenuto a galla nel Vigo l'antico autonomista siciliano. + +Ricordo una sua lettera di cui fui latore al Guerrazzi nell'aprile del +'64. Era piena di lamenti, e di scoraggiamenti. Il Guerrazzi la lesse +in piedi, con indosso la pelliccia che portava in quel momento +ritornando, da una passeggiata, nella sua villa della Torretta a pochi +chilometri da Livorno. Leggendo, agitava il capo, torceva la bocca; +all'ultimo esclamò:--Ma perchè suonare a morto, mentre tutti suonano a +vivo?--E quasi le stesse parole trovo nella lettera di risposta +pubblicata dal Grassi-Bertazzi: "Molti, anzi moltissimi i torti del +_governo_: ma e tutti incolpevoli noi, noi che non sappiamo altro che +piangere il morto?" + +Uguali lamentazioni aveva dovuto scrivere al Rubieri nel 1862. Il +Rubieri con buon senso di patriota e di toscano gli rispondeva: +"Voglio ammettere che il governo non sia ottimo: ma la Toscana non è +meglio trattata della Sicilia, e vi chiedo il permesso di citarla come +modello; qua tutto si tollera, perchè se il governo ha dei torti, ha +anche delle difficoltà, ed immense. La festa dello statuto riuscì in +tutta Toscana egregiamente. La libertà e la nazionalità sarebbero +comprate a buon prezzo se potesse sperarsi di arrivare alla massima +prosperità con la minima spesa. Come volete non pagar tasse, quando vi +sono tante faccende interne da ordinare, e, che più monta, una +quistione esterna da risolvere? La Sicilia riscattata, potrebbe +dimenticare Venezia e Roma, tuttora mancipie? E come vuol riscattare +Roma e Venezia senza un esercito? E come vuole mantenere un esercito +senza aumento di tasse? Io non posso che esortar voi e tutti gli +onesti ad adoprare tutta la propria influenza, perchè sia compiuta +un'opera che lo sturbare sul più bello sarebbe delitto." + +Il Rubieri aveva combattuto a Curtatone ed era stato ferito. + +Parecchie altre cose si potrebbero spigolare da questo volume; ma io +mi fermo qui. + +Il prof. Grassi-Bertazzi forse avrebbe fatto meglio attendendo ancora +qualche anno e pubblicando compiuta la biografia del Vigo; o avrebbe +dovuto essere, forse, più parsimonioso di alcune lettere, (di quelle +del Regaldi per esempio) e più largo di altre di altri personaggi. + +In ogni modo la sua pubblicazione è importante. + +L'affetto di concittadino non ha fatto velo al suo giudizio, e per ciò +gli auguro che porti presto a fine la biografia di Lionardo Vigo. + +Prosatore, poeta, erudito, il Vigo non lascerà un'impronta nella +storia dell'arte. La sua stessa raccolta di canti popolari è stata già +superata da quella del Pitrè per gl'intendimenti scientifici con cui +questa è stata condotta; saranno certamente superate tutte e due da +una raccolta avvenire, che usufruirà dei materiali di entrambe e dei +progressi del folklore. + +Ma come uomo, con tutti i suoi difetti, con la passeggera nube--a cui +egli stesso accennava con rammarico, dandone la colpa ai subdoli +consigli del Malvica--che offuscò per un istante il suo patriottismo +siciliano, come uomo, ripeto, Lionardo Vigo è assai interessante e +simpatico. + +Un'ultima spigolatura. + +Nel 1836, Cecilia de Luna-Folliero, partendo per Parigi, dove _affari +letterari e di famiglia la richiamavano_, gli scriveva da Napoli: "Se +il mio piede dovrà ricalcare _la terra che oggi, a scorno dell'umana +ragione, sostiene tanti detrattori della nostra gloria patria_, i miei +pensieri e i miei affetti rimarranno costantemente alla mia dolcissima +Italia." + +Oggi. Cecilia de Luna-Folliero potrebbe ripetere le stesse parole, +anzi mutare quei _detrattori_ in qualcosa di peggio. + + + + +VI. + +EMILIA PARDO-BAZAN + + +Chi legge _Viaje de Novios_ (Viaggio di nozze) e _Los Pazzos des +Ulloa_ (La cascina degli Ulloa)--due romanzi freschi, vivaci e che +paiono sgorgati dalla penna dell'autrice senza nessuno sforzo, stavo +per dire quasi sorridendo--non sospetta affatto che ella abbia passato +i migliori anni della sua giovinezza a studiare Krause, Fichte, Kant, +Hegel, San Tommaso, Descartes, Platone, Aristotile, Darwin, i mistici +spagnuoli, e che fino a tardi, di romanzi, abbia letto soltanto il +_Don Chisciotte_ del Cervantes e _Notre-Dame de Paris_ del Hugo, +capitatile in mano per caso quand'era quasi bambina. + +Aveva già pubblicato il suo _Saggio Critico_ intorno al P. Feijòo e +gli studi intorno al _Darwinismo_ e ai _Poeti epici cristiani_, e non +solamente ignorava i celebri romanzieri stranieri, ma non sapeva +neppure il nome del gran romanziere spagnuolo suo contemporaneo, Perez +Galdòs, e appena conosceva l'esistenza di Valera e di Alarçon. + +Si può dire che la signora Pardo-Bazan sia divenuta romanziera per +caso. + +Un giorno un amico le parla di quei due scrittori e le dà a leggere +_Pepita Jimenes_ del Valera: e questo romanzo e il racconto +dell'Alarçon, _Sombrero de tres picos_, la mettono su la pista della +moderna novellistica spagnuola. + +Per lei il romanzo e la novella erano rimasti a Cervantes, a Hurtado, +a Espinel. Quella lettura le apre un mondo nuovo. Come! Invece di +avventure straordinarie, meravigliose, impossibili, il romanzo e la +novella potevano dunque descrivere luoghi e costumi che si vedevano +tutti i giorni, e caratteri che si potevano facilmente studiare +osservando le persone attorno? + +E scrisse _Pasqual Lopez, autobiografia d'uno studente di medicina_, +con lo stile un po' arcaico e ricercato messo allora in voga dal +Valera come reazione contro la sciattezza di lingua e di stile che +deturpava la letteratura castigliana. + +La scrittrice però si ricordò in tempo del precetto del favolista +spagnuolo di _non parlare oggi come al tempo del Cid Campeador_. Il +Balzac, il Flaubert, i De Goncourt e il Daudet da lei letti per la +prima volta nel 1880, a Vichy, dov'era andata per ragioni di salute, +fecero il resto. Il _Viaje de Novios_, data da quell'epoca. + +A proposito dell'influenza della moderna letteratura francese su la +spagnuola, la signora Pardo-Bazan ha scritto sennatissime parole, che +possono applicarsi alla nostra. + +"Compresi--ella dice nei suoi _Appunti autobiografici_--che ciascun +paese doveva, sì, coltivare la propria tradizione novellistica, +specialmente quando se ne possiede una così illustre come la +spagnuola; ma nello stesso tempo compresi che non si dovevano +disprezzare i metodi moderni, basati su principii razionali e +confacenti all'attuale maniera d'intender l'arte, che non era la +stessa di quella del secolo XVII. Mi parve che non erano da rifiutarsi +i progressi dell'arte novellistica, per ragione della loro provenienza +transpirenaica, riflettendo che da un'occhiata alla storia letteraria +delle tre nazioni latine, Italia, Francia e Spagna, si capisce che +esse hanno stabilito tra loro, da tempo immemorabile, lo scambio delle +idee estetiche e la reciprocanza dell'influsso letterario. Gl'italiani +influirono su noi, e noi, in ricambio, abbiamo dato ad essi oratori e +poeti che insegnarono loro il nostro stile pomposo; influirono su noi +i francesi coi loro trovatori; e noi abbiamo dato un forte impulso +alla loro drammatica. La lista dei prestiti da nazione a nazione è +interminabile, e non dovrà chiudersi mai; non possono neppure dirsi +prestiti: sono piuttosto fecondazioni." + +Nella _Cascina degli Ulloa_ i lettori troveranno qualcosa che ricorda +la solitaria e vecchia Torre di Miraflores dove è passata la +fanciullezza della scrittrice, che aveva una precoce inclinazione alla +lettura. "Ero di quei bambini--ella racconta--che leggono tutto quel +che loro capita tra le mani, fin i pezzetti di carta di cui il +merciaio ha fatto un cartoccio pel pepe o il dolciere un involto per +le paste; di quei bambini capaci di passare zitti zitti una giornata +in un cantuccio purchè gli si dia un libro, e che per ciò hanno spesso +le pesche agli occhi e diventano un po' strabici in seguito allo +sforzo imposto al loro debole nervo ottico." + +A Madrid veniva educata in un collegio francese protetto dalla Casa +reale, e la direttrice, azzimata, con riccioli grigi sotto la classica +cuffia, trattava le collegiali _peor que a galeotes_, dando loro a +colazione e a pranzo orrendi intingoli e, per frutta, rancidi +pistacchi americani e castagne fossilizzate. "Credo--ella dice--che le +teneva in serbo in un armadio finchè non si erano indurite talmente da +spezzar i denti delle alunne." + +A la Coruña, nell'enorme casone silenzioso dove la sua famiglia si era +ritirata, vivendo senza compagnia di bambini, ella scopre una stanza +piena di libri. Tra tanti, e noiosi, che trattano di politica, di +giurisprudenza e di agronomia, trova la _Conquista del Messico_ del +Solis e _Gli uomini illustri_ di Plutarco. Un vecchio entomologo +dell'Avana, andato a seppellirsi in un villaggio vicino alla Coruña +con le sue collezioni di farfalle e d'insetti, la sgridava per quelle +letture, scandalizzato che una mocciosa di dieci anni parlasse con +entusiasmo di Bruto, di Catone e di altri dannati pagani della stessa +risma. La bambina non se n'offendeva; e siccome il vecchio scienziato +raccontava mirabilmente i suoi viaggi, così la bambina gli stava +accosto, lo tirava per la falda dell'abito e con voce supplicante gli +diceva:--Mi parli d'insetti vostra signoria! + +E dietro Plutarco vengono l'_Iliade_, e la _Bibbia_. Così ella prende +gusto alle letture severe; sdegna di apprendere il pianoforte, +stimando cosa indegna perdere il tempo a far scale; e chiede invece +che le insegnino il latino. La natura del suo ingegno femminile la +salva dal pericolo di riescire una pedantessa. Un consiglio del +vecchio e sdentato favolista Pasquale Fernandez Baero, accademico e +decorato di non so quante croci, non dovette esercitare piccola +influenza su lei. L'accademico se la prendeva contro Hermosilla, uno +dei progressisti del '20, poi accademico anche lui: "Piccina mia, non +leggere Hermosilla; e se lo leggi, mandalo a fare due passi, mi +capisci? Due passi! E scrivi versi a modo tuo; ma niente regole! +Niente regole! Le regole guastano tutto! + +Nel '69, dopo la rivoluzione di settembre '68 che caccia via la regina +Isabella e porta al trono di Spagna Amedeo di Savoia, ella segue a +Madrid il padre eletto deputato della Costituente, prende marito a +sedici anni, si distrae dagli studi nel vortice della capitale. E se +perde la propenzione all'isolamento e la timidezza provenienti dal +genere di vita in cui ha passato l'infanzia, sente poi dentro di sè un +gran vuoto, una tristezza profonda, un sentimento inesplicabile, +_simile a quello che si sente la vigilia di un tentativo glorioso, +quando ci opprime il timore di non giungere in tempo per compire +l'opera intrapresa_. + +Attorno a lei accadeva un rinnovellamento letterario, ma gliene +arrivava appena l'eco affievolita, _fra il delicato aroma delle tazze +di tè delle serate di ricevimento e il rumor delle ruote nelle +passeggiata in carrozza_. + +Il viaggio in Italia, dopo l'abdicazione di re Amedeo, le fa +riprendere un po' di vita intellettuale: ma al ritorno in Ispagna si +sente trascinata dal movimento filosofico da cui erano invasi tutti +gli spiriti dietro il sistema del tedesco Krause, che aveva trovato +colà accoglienza entusiastica; non si parlava di altro nelle +conversazioni. Cattolica fervente, ella si sentiva sconvolgere la +coscienza dalle teoriche krausiane; e, per contravveleno, ricercava la +lettura dei mistici. La irritava la barbarie dello stile dei +traduttori e dei commentatori di quel filosofo. Il Kraus non l'appaga, +ed ella si rivolge al Kant, poi all'Hegel, e poi ad altri filosofi +antichi e moderni. E questa curiosità la costringe a studiar con +metodo, a riflettere. "Il mio cervello,--ella dice--si snodò, le mie +facoltà intellettuali si misero in attività; e così io acquistai quel +peso che occorre a un artista perchè la sua nave non sia sballottata +come un tappo di sughero sul mare." + +Infatti, il giorno che si sentirà artista non precederà istintivamente +su la via del romanzo e della novella; e quando da artista vorrà +mutarsi in critico, e prender parte alla discussione della _questione +ardente_, come ella chiamava la questione del _realismo_ e +dell'_idealismo_; potrà parlare in modo elevatissimo, guardare il +problema da un nuovo punto di vista, e mostrare che Platone, San +Tommaso e l'Hegel non erano stati da lei studiati indarno. + +Intanto si prepara alla carriera artistica scrivendo piccoli +componimenti in versi. La poesia esercitava ancora su lei +un'influenza vivissima per l'elemento ritmico, musicale. Nervosa, +impressionabilissima, arrivava a commuoversi fino alle lagrime sotto +quella influenza quasi morbosa. Trascurava l'esercizio, _più sano e +più spirituale_, della prosa, quantunque l'esercizio di tradurre da +diverse lingue straniere la facesse innamorare del castigliano, e le +facesse scoprire in esso arcani tesori di rilievo, di armonia, +convertendola in infaticabile collezionista di vocaboli, nella cui +sola struttura (isolata dal valore che acquistano nel periodo) notava +bellezze infinite di colore, di splendore, di profumo, "come il +gioielliere che prima di incastrare una pietra preziosa ne ammira la +fascettatura, la luce e le qualità." + +E si sarebbe arrestata ai versi, se una scortese dimenticanza del +celebre poeta Nuñez D'Arce non le avesse reso il servigio di +disgustarnela. Glie ne aveva letti parecchi una sera che il poeta era +venuto in casa di lei condottovi da un amico. Il poeta li aveva +_levati alle nuvole_, aveva incoraggiata la poetessa a pubblicarli e +si era spontaneamente offerto a presentarli al pubblico con una sua +prefazione. Lietissima della insperata fortuna, la poetessa lima, +riordina e fa ricopiare con bella calligrafia i suoi versi e spedisce +il manoscritto all'illustre poeta in Gallizia. "Ma l'entusiasmo era +passato,--ella racconta--la buona intenzione del poeta se n'era ita +dove vanno a finire spesso spesso le buone intenzioni, e della famosa +prefazione non fu mai scritto neppure un rigo. Oh, come sono grata di +questo al poeta di _Luzbel_!" + +_La Questione ardente_ è il programma artistico della signora +Pardo-Bazan. Pubblicata in articoli settimanali nel giornale +_L'Epoca_, sollevò una vera tempesta di discussioni in difesa e +contro. La stessa autrice fu meravigliata di veder "appassionarsi pel +suo scritto una nazione che si occupa soltanto di politica, di tori e +di donne." + +Era naturale che per lei quella _questione ardente_ non rimanesse +letteraria soltanto; al concetto naturalista e fatalista dello Zola +ella infatti contrappone il concetto teologico cattolico; e nel 1844, +in una polemica con Luis Alfonso, critico favorito dei salotti +aristocratici, protestava contro l'opinione che _faceva di lei un Zola +femminino o per lo meno un'attiva discepola del rivoluzionario +francese_. + +Fortunatamente la signora Pardo-Bazan dà al concetto di un'opera +d'arte l'importanza che merita; cioè non fa dell'opera d'arte una tesi +(e per lei questa tesi dovrebbe essere cattolica). I lettori della +_Cascina degli Ulloa_ se ne accorgeranno subito. Se ne accorgerebbero +meglio se potessero leggere l'altro romanzo, _La Tribuna_, dove la +imparzialità dell'artista spicca magistralmente. + +Nella _Cascina degli Ulloa_ è descritta la decadenza di una nobile +famiglia delle montagne galiziane; nella _Tribuna_, la Galizia +moderna, piena di vita e di attività industriale. Quasi per riscontro +anticipato all'opera dello Zola, _La terra_, la Pardo-Bazan ha +descritto la vita dei campi nel romanzo _La madre natura_, che forma +la seconda parte della _Cascina degli Ulloa_. Ma in tutti e tre questi +romanzi e negli altri--_Il cigno di Villamorta_, studio del basso +popolo, _La Buccolica_, pastello di contadina povera, ignorante, +istintiva--come pure nelle novelle, l'osservazione diretta e sincera è +la principale cura della scrittrice; osservazione che non si rivela +come semplice impressione fotografica, ma bensì come impressione +riflessa, spogliata dell'accidentale e del triviale. Questa +convinzione che l'arte non possa nè debba essere semplice fotografia +della realtà è così forte e profondamente radicata in lei, che la +spinge in tutti i suoi romanzi a inventare i nomi di città, paesi, +provincie dove si svolge l'azione. Non vuole esser legata troppo alla +realtà neppure nel paesaggio; se ha bisogno di spostare di qualche +miglio una località, vuol farlo senza scrupoli. Così, nel creare i +caratteri non si limita a riprodurre fedelmente un personaggio +vivente, conosciuto da lei. Cosa, del resto, comune a tutti gli +scrittori, anche a quelli che più protestano di voler essere fedeli +alla realtà. + +Ella ci dà involontariamente un cenno della messa in opera del suo +metodo artistico, raccontando come le si svolse nella mente il germe +del romanzo _La Tribuna_. Vedendo uscire un giorno, nella sua città +nativa, i gruppi delle sigaraie dalla Fabbrica dei Tabacchi, ella +pensava:--C'è qualche romanzo tra quei vestiti di percalle e quelle +grossolane mantelle?--E il suo istinto femminile le rispondeva:--Dove +sono quattromila donne ci sono certamente quattromila romanzi; il +difficile è scoprirli.--E si rammentò che quelle donne brune, robuste, +dall'aria risoluta, erano state le più ardenti partigiane dell'idea +federale durante la rivoluzione; e le parve interessante studiare lo +svolgimento di un principio politico nel cervello di una donna +cattolica e demagoga, ingenua per natura e spinta al male dalla +fatalità della vita operaia. + +Questa impressione la risolveva a osservare da vicino e a studiare +quella vita; e la Fabbrica dei tabacchi non era lontana dalla Coruña. + +C'è un capitolo del romanzo _La Tribuna_ intitolato: _Il carnevale +delle sigaraie_. La scrittrice aveva assistito, anni avanti, allo +spettacolo colà descritto; e fra le maschere di operaie aveva notato +una giovanetta di vent'anni, vestita da studente vagabondo, che +ballava sul ristretto spazio di un palco, accompagnandosi col suono di +un cembalo basco. Svelta, ardita, mandava lampi dagli occhi nerissimi, +ballando e scotendo i neri capelli sciolti sotto il tricorno che le +copriva la testa. Con freschissima voce ella improvvisava cantando; e +vedendo ridere, rideva mostrando i bianchissimi denti; e +s'interrompeva per scherzare intorno alla sua inesperienza della +rima:--Le dico grosse, eh? + +Poco tempo dopo, i giornali portarono la notizia che una ragazza della +Fabbrica dei Tabacchi si era suicidata per amore: era proprio la +ragazza vestita da studente vagabondo, allegra e chiassosa come un +passerotto. + +Coi suoi risparmi era andata a comprare un revolver, dicendo che +doveva regalarlo a un cugino. L'armaiuolo dapprima aveva esitato; poi +vedendo quel visetto vivace ed allegro, aveva venduto il revolver. +Ella se n'era tirato un colpo dritto al cuore. + +E la scrittrice, raccontando il fatto, riflette:--"che nessuna +contadina sarebbe capace di ammazzarsi a quel modo; la media cultura +operaia, il raffinamento dei nervi, l'impoverimento del sangue e il +continuo e malsano contatto della vita cittadina creano una donna +nuova, molto complicata e per conseguenza più infelice della +contadina." + +Studiare i caratteri principali della produzione narrativa alla +signora Pardo-Bazan richiederebbe altro spazio che non quello concesso +a questi brevi accenni. La critica conservatrice e spigolistra è stata +in Ispagna molto severa con lei. Nel 1886 ella mi scriveva dal suo +ritiro della Coruña: + +"La mia qualità di signora mi ha fatto soffrire maggiormente per +l'ipocrisia della critica e per le contraddittorie pretese del +pubblico. Io sono, mi creda, una specie di amazzone, ma ho pure un +carattere femminilissimo; che farci? Quando però mi si richiedono cose +sciocche, io non so persuadermi che la mia condizione di signora abbia +qualcosa da spartire con l'arte; e mettendomi a scrivere, dimentico +che porto la gonna e mi sforzo di fare lavoro di artista e niente +altro." + +La signora Pardo-Bazan ha frequentato, nelle sue corse a Parigi, i +salotti letterari della capitale francese, specialmente quello di +Edmondo De Goncourt, e li descrive con vivacissima efficacia nei suoi +_Appunti biografici_. + +Una volta il De Goncourt le domandò se ferveva anche in Ispagna la +battaglia tra l'idealismo e il realismo. E alla risposta di lei, che +colà non v'era battaglia perchè gli idealisti non si facevano più +vivi, il De Goncourt replicò: + +"--Non hanno neppure un Giorgio Ohnet?" + +--No--disse la signora Pardo-Bazan. + +E il De Goncourt, facendo risuonare quella sua particolare risata +ironica e geniale: + +"--Come sono fortunati questi spagnuoli! Non hanno un Ohnet!" + +Singolarissima è la scena della sua visita a Vittor Hugo; merita di +essere tradotta per intero. + +"Negli ultimi giorni della mia dimora a Parigi, al mio ritorno da +Vichy, conobbi Vittor Hugo, ultimo e grandioso superstite della +generazione romantica. + +L'autore dello _Hernani_ m'invitò a un suo ricevimento; e dovrei dire: +alla sua corte, perchè egli aveva l'aria di un sovrano detronizzato, +in quel gran salone illuminato da splendidi lampadari di cristallo +veneziano, tappezzato di stoffa di seta, col pavimento coperto da +magnifici tappeti, e dove da un lato e dall'altro,--in doppia fila, +zitti, o parlando sommessamente tra loro, quasi non osassero +accostarsi molto da vicino al maestro--stavano seduti gli ultimi +cortigiani della maestà decaduta, e i neofiti tardivi e sorpassati del +romanticismo. + +Vittor Hugo mi fece sedere al suo fianco, e mi indirizzò la parola. Si +fece subito, un gran silenzio attorno, per prestare attenzione al +nostro dialogo, che da parte mia si riduceva a quelle rare e timide +risposte che sono di prammatica in simili udienze. Vittor Hugo +dichiarò che riguardava la Spagna come sua seconda patria, mostrò il +suo dispiacere di vederla molto indietro su la via del progresso e +soggiunse che non poteva essere altrimenti in un paese dove la Santa +Inquisizione aveva martoriato senza pietà scrittori e scienziati. Con +tutti i riguardi che il galateo insegna quando si tratta di dover +contraddire una persona, e specialmente quando questa persona si +chiama Vittor Hugo, risposi che le più splendide epoche della nostra +letteratura erano state appunto quelle inquisitoriali, e che +l'Inquisizione non si era mai mescolata di letteratura, nè aveva mai +bruciato nessun scienziato e nessuno scrittore, all'infuori di ebrei, +streghe e fattucchieri. Non si mostrò convinto; ed io, spinta dalla +mia inveterata passione di difender la Spagna dalle accuse gratuite, +mi misi a polemizzare col vecchio, con buone parole, s'intende, con +frasi rispettose e carezzevoli; e quando il poeta affermò che nel 1824 +ci erano stati ancora degli _autos da fè_, non gli dissi che +commetteva un anacronismo, ma lo pregai di verificare la notizia, +aggiungendo che l'Inquisizione, soppressa per decreto nel 1812, era +stata soppressa di fatto molti anni avanti. Di faccia a me sedeva una +signora che faceva gli onori di casa, credo la signora Lochroy, la +quale mi domandò con velata ironia se _io avevo studiato la storia +presso i padri domenicani_. Ed io subito replicai negligentemente che +nel Michelet, nel Thiers e in altri storici francesi avevo letto le +Dragonate, la notte di San Bartolomeo, il Terrore e altri episodi +della storia di Francia, a petto dei quali gli orrori della +Inquisizione erano pasticcetti e zuccherini; e soggiunsi che la Spagna +non aveva perseguitato Clemente Marot, nè mandato al patibolo Andrea +Chènier, perchè gli spagnuoli apprezzano e venerano le Muse, come +provava la mia presenza in quella casa. + +--_Voilà bien l'espagnole!_--mormorò Vittor Hugo con mezzo sorriso su +le labbra. + +E cominciò a incensare la Spagna, il paese, secondo lui, più +romanzesco di Europa; e a interrogarmi intorno ai nostri scrittori +contemporanei dei quali non conosceva neppure un rigo. La serata +trascorse in un soffio, e pareva che pei discepoli fosse rotto +l'incanto; si agitavano e parlavano, giacchè in quella sala del +trono--vera sala d'inquisizione poetica!--soltanto un incidente +casuale, come la presenza di uno straniero, poteva recare +l'animazione della controversia e rompere il gelo del rispetto quasi +jeratico. Alle dodici, Vittor Hugo mi congedò. Mi regalò il suo +ritratto e quello dei suoi nipotini, col suo autografo, e mi baciò in +fronte; costume francese, che se in altra occasione, a me spagnuola, +sarebbe parso dì cattivo gusto, ora mi riuscì commovente in persona +di quell'ottagenario già curvato più sotto il peso degli allori che +non sotto quello degli anni, e vicino al sepolcro, dove ormai dorme. +Sia pace all'anima sua!" + +--_Voilà bien l'espagnole!_--ripeto io, terminando di scrivere. + +E penso, con rammarico, che questo semplice episodio potrebbe +insegnare qualcosa a parecchi italiani di oggi. + + + + +VII. + +UN PADRE BRESCIANI SPAGNUOLO¹ + + ¹ __Pequeñeces__ per el P. Luis Coloma de la Compañia de Jesus + Quinta edicion. Bilbao Administration de _El Mensajero del + Corazon de Jesus_. 1891. + + +Cioè gesuita e romanziere. Le somiglianze però tra il nostro p. +Bresciani e il p. Luigi Coloma non vanno più in là. Coloro che non +hanno dimenticato il mirabile studio del De Sanctis intorno all'_Ebreo +di Verona_, leggendo _Pequeñeces_ del gesuita spagnuolo potrebbero +credere ch'egli abbia cavato profitto dalle osservazioni del gran +critico. Il De Sanctis ha detto al p. Bresciani: "--La parte liberale +accoglie in sè, come ogni altro partito, gente di ogni risma; vi ha +gl'imbroglioni, gli ipocriti, gli sciocchi, i bricconi. Guardata da +questo lato, quanto vi ha di ridicolo! quanto di atroce! La materia +questa volta non vi manca. Se avete spirito, fateci ridere; se avete +bile, fateci fremere." + +E il p. Coloma spirito ne ha davvero e di ottima lega, e bile molta, +ma di quella buona, se pure si può chiamare bile la indignazione di +un'onesta persona davanti allo spettacolo delle turpitudini umane. +Egli è gesuita, sì, come il p. Bresciani, ma, soprattutto, è artista +come al p. Bresciani non passava neppur pel capo che essere si potesse +e si dovesse. Caso nuovissimo, quasi incredibile, se si guarda la +vasta letteratura del loro Ordine, che ha dato scrittori di ogni +sorta, artisti no, mai. + +Probabilmente questo è avvenuto perchè il p. Coloma si è fatto gesuita +assai tardi. Già laureato in dritto all'università di Siviglia, +abbandona l'avvocatura per entrare in Marina. Passati due anni alla +Scuola navale, n'esce per buttarsi un po' nel giornalismo, nella +letteratura, e molto nella politica. Cospirando, compromettendosi pei +Borboni, mena intanto vita mondana tra quell'aristocrazia madrilena +ch'egli poi descriverà così bene in _Pequeñeces_. + +Un bel giorno, nel '74, una grave ferita di revolver lo fa stare +parecchie settimane tra la vita e la morte. Duello? Tentativo di +suicidio? Non si è potuto mai saperlo chiaramente. Si sa però che, +appena guarito, egli entra nella Compagnia di Gesù, fa il noviziato, +prende gli ordini, passa per la fitta trafila di tutti gli esercizi +scolastici e religiosi che la regola dell'Ordine impone agli adepti; e +dieci anni dopo, dal pulpito di una delle chiese di Madrid, fulmina +così rudemente, col suo primo sermone, quell'uditorio femminile, da +far scappare di chiesa, a metà di sermone, una delle più grandi dame +della capitale. Il caso mette sossopra corte, ministri, Nunzio +apostolico; e il terribile predicatore se la cava soltanto con essere +rimandato al suo convento. + +Ah! gli interdicono il pulpito? Si rivolgerà, da un altro pulpito, +quello della stampa, a un uditorio più vasto. Le sue novelle, poi +raccolte nel volume _Lectures recreatives_, attirano infatti verso di +lui gli occhi del pubblico. Ma chi poteva sospettare che i _Cuentos +para niños_, _El Cazador de venados_, _Juan Miseria_, _La Gorriona_, +_Mal-alma_, _Pilatillo_ preparassero l'audace e vigoroso futuro autore +di _Pequeñeces_? + +Bisogna dire che i gesuiti spagnuoli sono di tutt'altra pasta dei +nostri. _Pequeñeces_ è stato pubblicato nel _Messaggero del Cuor di +Gesù_ di Bilbao, con l'approvazione dei superiori! I padri della +_Civiltà Cattolica_ si farebbero dieci volte il segno della santa +croce, se uno scrittore cattolico romano a tutta prova (non oso dire: +un padre della Compagnia) andasse a proporre pel loro periodico un +romanzo che dipingesse l'aristocrazia nera di Roma o la borbonica di +Napoli con la stessa indipendenza e con la stessa crudezza di +_Pequeñeces_. + +Giacchè--cosa ancora più strana--il p. Coloma non se la prende tanto +coi liberali quanto con gli aristocratici _legittimisti, alfonsisti, +amadeisti, clericali_. Troppi compromessi, troppe venalità, troppi +voltafaccia, troppe viltà, troppe sozzure egli ha osservato tra la +gente del suo partito borbonico; e ha voluto smascherare tutti: +ministri traditori, cospiratori per tornaconto, dame che menano vita +da cocotte, grandi di Spagna che meritano il bollo di _signori +Alfonsi_; canagliume, tutti, che della politica e della religione si +fanno scherno per nascondere le vanità, l'avidità, le passioni +malsane, i vizii schifosi che lor rodono le ossa. + +La rigidità monastica impedisce al p. Coloma di giudicare con qualche +indulgenza una società che gli pare abbia perduto ogni nozione del +giusto e dell'onesto, se, a furia di vigliacche transazioni, essa +finisce col chiamare _sciocchezze, cose da nulla_ (_pequeñeces_), quel +che nel vocabolario delle persone oneste dovrebbe venir qualificato +assai meno benignamente. + +Per ciò egli si paragona "_a quei frati del medio evo, che montavano +nelle piazze sur un pulpito improvvisato, e di lassù parlavano ai +distratti non entrati in chiesa il loro stesso grossolano linguaggio, +perchè le rudi verità predicate facessero effetto_." + +Certamente il p. Coloma, nel suo intento, ha voluto fare una predica; +ma, prima che le circostanze della vita lo riducessero frate, madre +Natura aveva pensato d'impastarlo artista. Nelle novelle egli si era +esercitato a disegnare, a colorire; in _Pequeñeces_ l'artista è +maturo; e che artista! + +E l'arte lo ha preso così fortemente che il predicatore, il gesuita +non si scorgono punto, o così di rado e così poco che non se ne può +tener conto. Qualunque più grande scrittore _realista, verista, +simbolista_ potrebbe dirsi orgoglioso di _Pequeñeces_; di avervi +dipinto (e sarebbe meglio dire inciso all'acqua forte) i ritratti del +Marchese Butron ex diplomatico, gastronomo, e l'altro di Pietro de +Vivar, detto Diogene pel suo cinismo e la sua cattiva lingua; quello +di colui che vien chiamato zio Checco, zio universale di tutti i +grandi di Spagna, di tutti i nobili di second'ordine, di tutti i nuovi +arricchiti, di tutte le persone più in vista nella politica, nella +stampa, nell'amministrazione, non che di tutti gli avventurieri +sfacciati e di tutte le anonime celebrità del _Toto Madrid_ e della +corte; il ritratto di Giacomo Tellez, marchese di Sabanel, ora +borbonico, ora massone, ora alfonsista, e _Monsieur Alphonse_ (il p. +Coloma non ha avuto scrupolo di scrivere queste due parole); il +ritratto del conte di Albornoz e, finalmente, il gran ritratto, in +piedi della contessa Currita (Cecchina) sua moglie, attorno a cui +l'autore ha adoprato tutte le audacie, tutte le finezze del suo +pennello, che parecchi grandi romanzieri, _realisti_ o _veristi_, o +_simbolisti_, che si vogliano dire, potrebbero proprio invidiargli. + +Ho messo insieme realisti, veristi, e simbolisti perchè il p. Coloma +non si è punto curato di appartenere a questa o a quella scuola, ma ha +voluto essere, e c'è riuscito, artista sincero e nient'altro; e per +ciò ha potuto fare la schietta ed eccellente opera d'arte che ognuna +di queste così dette _scuole_ letterarie può contemporaneamente +reclamare per propria. + +Ho riletto in questi giorni nel testo spagnuolo _Pequeñeces_, letto +prima, due anni fa, nella riduzione francese del Vergniol. Mai +riduzione non mi è parsa così pretenziosa e ridicola come questa che +toglie al lavoro del p. Coloma il suo speciale sapore, sopprimendo +interi capitoli, riducendo in narrazione sbiadita quel che colà è +presentato in azione vivacissima, ammortendo spesso, senza nessuna +ragione, fin l'energia della forma. A un personaggio mondano, per +esempio, che, raddoppiando gli erre, parla di una donna datasi alle +austerità del misticismo, il P. Coloma fa dire: _Como si parra ser +santa, se necesitarra ser puerrca!_ E lo scimmiotto francese annacqua: +_Comme si, pour devenir une sainte, fallait se travestir en +mendiante!_ Costui però non è francese per niente, e ritrova tutta la +malignità della sua razza quando il testo gli porge l'occasione di +sporcare qualcosa che riguarda l'Italia. _El viejo mamarrachio_, dice +il gesuita, parlando di Garibaldi; e nel caso da lui raccontato quel +_vecchio credenzone_ sta benissimo. Ma al riduttore francese sembra +poco, e mette per proprio conto: _vieux matamore_: nè gl'importa che +questo sciocco insulto risulti un controsenso. + +--Politica italiana! Es la màs habil--dice Giacomo Tellez. + +--Italiana, no, romana!--risponde la marchesa di Villasis legittimista +e clericale.--Es la màs sancta! + +Ma al ridicolo riduttore, _màs sancta_ non garba, e mette un altro +sproposito: _C'est la plus loyale!_ + +Questo sia detto di passaggio per coloro che, ignorando lo spagnuolo e +non trovando di _Pequeñeces_ una traduzione italiana, dalla curiosità +ora fossero spinti a ricorrere alla riduzione francese. Invece della +genuina fisonomia di un gesuita romanziere, troverebbero il buffo +travestimento di esso in laico romanziere francese. + +L'ignorante riduttore non ha capito che una delle attrattive del +libro, e non la minore, nella sua riduzione, è già sparita; intendo +dire quell'elevata tendenza religiosa che differenzia questo romanzo +di costumi e di caratteri dai romanzi consimili. + +Niente di straordinario ci sarebbe infatti se lo Zola, o il Daudet, o +il Bourget ci avessero dipinto Currita d'Albornoz, e la società +madrilena che le sta intorno; l'importante, il piccante consiste +principalmente nel sapere che colui che l'ha dipinta è un gesuita. E +questo piccante sparisce quando l'imbecillità d'un riduttore si +permette di condensare in otto righe quella ventina di pagine che +raccontano la conversione e la morte del povero Diogene, del vecchio +cinico sporcaccione, caduto da una carrozza, e abbandonato in mano dei +padri del collegio gesuitico di Guipùzcoa dagli amici e dalle amiche +che non vogliono interrompere, per assistere il disgraziato, una bella +partita di campagna. + +Currita d'Albornoz! Ma si direbbe che il p. Coloma l'abbia conosciuta +molto da vicino, a Madrid, nell'alta società al tempo che egli era +cospiratore borbonico e assiduo frequentatore dei ritrovi eleganti, +tanto è viva questa terribile figura di donna e così profondamente +studiata! + +Non è alla sua vigilia d'armi di donna galante quando la prima volta +ella ci apparisce dinanzi nel salotto isabellista della duchessa de +Bara. Ha per amante un giovanotto inesperto da lei ammaliato e di cui +ha fatto, come al solito, l'amico del marito. + +Nel salotto della duchessa de Bara, gl'isabellisti sono agitati, +indignati; si è sparsa la voce che Currita abbia chiesto di esser +nominata _Camarera major_ della Cisterna, come gli isabellisti +sprezzosamente chiamano la regina Vittoria, moglie di Re Amedeo I. Al +suo arrivo, Currita è salutata da un ironico scoppio di applausi, al +suono dell'inno reale amadeista: ed ella, fingendo di non capire +l'atto ironico di Gerito Sardona che, servendosi d'un vassoio da tè +per cappello, imitava l'angoloso e serio saluto di Re don Amedeo, +risponde con la caricatura del cerimonioso saluto della regina donna +Maria Vittoria, e s'inoltra prodigando a destra e a manca eleganti +saluti di gran signora di Corte. + +Quella nomina è un suo intrigo per poter far dire che ella l'ha +rifiutata e mettersi più in vista tra il partito di opposizione. + +L'ha fatta chiedere dal marito al _Ministro d'oltremare_; ma il marito +invece che a voce, com'ella gli avea raccomandato, l'ha chiesta per +lettera. Al rifiuto di lei, il Ministro indignato va a domandarle la +ragione dell'insulto; ella nega sfrontatamente di aver mai pensato a +quella carica; e quando il ministro le mette sotto gli occhi la +lettera del marito, ella gliela strappa di mano e la butta nel fuoco +del camminetto. Un altro suo intrigo è la perquisizione che la polizia +viene a farle in casa, per ordine del governatore di Madrid a cui +ella, con lettera anonima e calligrafia alterata, avea dato la notizia +che importanti documenti di una congiura politica si sarebbero trovati +nel palazzo Albornoz. La perquisizione riesce vuota, ma l'ispettore ha +però portato via un mazzo di lettere profumate trovate nel cassetto a +doppio fondo d'un armadio, in camera di lei. La calligrafia di queste +lettere amorose, scritte da Currita al predecessore di Juanito +Velarde, e ritirate dopo la rottura, mettono il Governatore in caso di +riconoscere l'autrice della falsa denunzia. Le lettere, per vendetta, +vengono inviate al marito. La stampa se ne mescola: lo scandalo è +grande. Ma Currita che pensa soltanto a sè, vuol vendicarsi +dell'impertinente direttore della _España con honra_, e indìce +all'amante di sfidarlo. Il povero Juanito Velarde riceve una palla in +petto e muore. Tutta Madrid si commove pel caso dell'inesperto +giovanotto, e accusa Currita di averlo spinto a morire. + +--Che ho da vedere io con lui?--ella risponde a un'amica--Gli ho io +detto di battersi forse? Chi gli ha ordinato di fare il paladino? Il +mestiere di Don Chisciotte è pericoloso, cara mia! + +Ma quando mezza Madrid le affluisce in casa per opprimerla di ipocrite +condoglianze cortigianesche, Currita recita mirabilmente la sua parte +di inconsolabile. Povero ragazzo! Se ella avesse potuto sospettare! Ma +come mai figurarsi!... E quella povera mamma rimasta senza sostegno, +in cattive condizioni finanziarie!... Ella e suo marito avevano +pensato a lei, mandandole un soccorso in rendita, presso la Banca di +Spagna! + +Currita però non diceva che quei sedicimila _duros_ (quasi ottantamila +lire) ella li avea vinti, ironia della sorte! con un biglietto di +lotteria trovato tra le sue lettere mandate a riprendere in casa del +Velarde lo stesso giorno della morte di lui! Erano una restituzione e +niente più. + +E così ella assume la posa di martire politica, e fa dimenticare che è +un'adultera sfacciata, una madre senza cuore pei suoi due bambini, +abbandonati alle mani dell'istitutrice e poi messi in collegio quando +l'età li rende impacciosi in famiglia. + +Paquito ha sgorbiato e impiastricciato di colore un ritratto del padre +pel suo giorno onomastico. È una figura mostruosa, ma Paquito e la +sorella Lilì si figurano che la buona intenzione possa valere +qualcosa. Sono penetrati nello studio di pittura della mamma e hanno +messo quel capolavoro sul cavalletto. Sentito rumor di passi nella +stanza accanto, si nascondono; ed ecco la madre e il suo nuovo amante +Giacomo Tellez, marchese di Sabanel, che parlano di cose che i bambini +fortunatamente non possono intendere. Visto quello sgorbio, imitato da +una fotografia, riconoscono dalle due ciocche curve su le tempie, alla +Napoleone terzo, chi si è voluto rappresentare; e l'amante, ridendo, +prende un pezzetto di carbonella e, spinte molto in fuori le due +curve, disegna l'emblema di quel che era moralmente il conte di +Albornoz, marito di Currita. Poco dopo i bambini, uscendo dal loro +nascondiglio, veggono lo sfregio fatto al ritratto del padre; non +capiscono di che si tratti, ma capiscono che si tratta di uno scherno +e di un'offesa. + +Questo nuovo amante di Currita la domina, la tiene sottomessa, la +spoglia. Ella è così pervertita, che non ha onta di prendere un antico +reliquario di argento dalla cappella di famiglia, bruciar le reliquie +per superstizioso rimorso, e regalare quel prezioso oggetto d'arte +all'amante, facendone una cornice pel proprio ritratto. + +Cacciato via Re don Amedeo, spenta la repubblica, intronizzato don +Alfonso, Currita è più in voga, più alla moda che mai. Il suo amante, +che ha tradito re Amedeo, la massoneria, gli isabellisti--e tradirebbe +re Alfonso, se ne avesse il tempo--appena elevato a grande di Spagna +dal nuovo re, cade sotto il giustiziere pugnale della massoneria. +Allora quella stessa società che non le avea fatto colpa della morte +di Juanito Velarde, le fa carico della misteriosa morte del marchese +di Sabanel; e, tutt'a un tratto, Currita vede disertati i suoi +ricevimenti, e si sente sfuggita, evitata fin nella sacra cappella del +collegio dove è la sua Lilì. + +"Ella sentì aumentare la desolazione che la opprimeva. Una sorda +irritazione, un amaro sdegno la spingeva a rimescolare, a riandare con +acre piacere tutte le sue vergognose immondizie pubbliche, tollerate, +consentite, applaudite come amabili _cose da nulla_ da quella stessa +Madrid che ora le voltava le spalle; ed ella gliele ributtava in +faccia, gridando: + +--Sono ora forse peggiore di prima? Dunque una calunnia ha per te più +valore di tutto quel fango con cui ti ho lordato il viso?" + +E l'indignazione contro la ipocrita e repugnante ingiustizia della +società produce nel cuore di lei la conversione, che altre tristi +circostanze non avevano saputo neppur farle balenare davanti gli occhi +come possibile. + +Questo è appena un abbozzo a tratti di lapis della figura di Currita +de Albornoz, la trista eroina di _Pequeñeces_. + +Ella vien fuori, viva e terribile, dalle pagine del libro, circondata +da una folla di altre figure degne di lei: uomini politici, uomini +mondani, donne leggere e corrotte, donne buone ma deboli, incapaci di +resistere al fascino del vizio trionfante, madri onestissime che pur +non temono di affidare a una Currita le loro immacolate figliuole. E +tra tanto fracidume, tre figure elette, accennate, sfumate, ma +abbastanza vigorosamente trattate per produrre il contrasto: la +marchesa di Villasis, la vedova del marchese di Sabanel che si è data +da molti anni alla vita religiosa più austera, e il P. Cifuentes, +gesuita, lor confessore. + +Anche qui l'artista ha felicemente preso la mano al predicatore. +Quanta parsimonia! Quanta misura! + +E la bellezza dell'opera d'arte fa fin dimenticare quel po' che può +esservi di molto spiacevole per un italiano. Quanti italiani sono, +contro la loro patria e i loro compatriotti assai più ingiusti e più +sgarbati di questo bravo gesuita spagnuolo! Dei nostri cari vicini non +parlo! [Blank Page] + + + + +VIII. + +UN POEMA DRAMMATICO PORTOGHESE¹ + + ¹ __Eugenio de Castro__, _Belkiss_ regina di Saba, D'Axum e del + Hymir, traduzione dal portoghese di __Vittorio Pica__, preceduta + da un saggio critico. Milano, Fratelli Treves, 1896. + + +"L'arte, in tutte le sue forme, è un continuo ed instancabile +_divenire_, ed è perciò che noi non mostreremo mai abbastanza +tenerezza, mai abbastanza ammirazione pei novatori, sia per coloro che +pagano con lunga serie di amarezze un tardivo raggio di gloria, sia +per coloro che, pur passando da errore ad errore, preparano la via ai +trionfatori del dimani, e che, nella loro immolazione ad un elevato +ideale d'arte, il quale è brillato fulgido nella loro mente, ma che +essi, ahimè! non sono riusciti ad incarnare, ci appaiono grotteschi, +mentre pure sono i martiri dolorosi e ignoti dell'arte!¹." + + ¹ __Vittorio Pica__, L'Arte europea a Venezia, Napoli, Pierro + 1896, pag. 87. + +Queste parole di Vittorio Pica scritte, a proposito di due quadri di +Max Liebermann, in un accuratissimo studio intorno alla pittura +europea nell'esposizione veneta dell'anno scorso, mi son tornate in +mente leggendo il poema drammatico in prosa del giovane poeta +portoghese Eugenio de Castro, da lui tradotto e pubblicato con una +larga e spassionata introduzione che presenta l'ignoto autore al +pubblico italiano. + +La regina di Saba (Belkiss o Micauli o Makede, il suo vero nome non si +sa) è figura tentatrice per la fantasia d'un poeta, e fa meraviglia +che l'arte della parola l'abbia finora trascurata, abbandonando alla +pittura un soggetto così pieno di mistero e di magnificenza. Paolo +Veronese l'ha trattato due volte, in un quadro che si trova nel museo +di Torino e in un affresco del palazzo Bragadino ad Asolo: Raffaello +in un affresco nelle Logge vaticane: Claudio Lorrain in un quadro che +si ammira nella galleria di Londra e che vien giudicato il capolavoro +del gran pittore francese. Non possiamo tenere come appartenenti +all'arte letteraria i libretti dei melodrammi del Gounod e del +Goldmark che hanno scelto per protagonista la strana regina etiopica. + +Il _Libro dei Re_ racconta con lirico splendore la visita a Salomone +di questa che S. Matteo chiama vagamente _Regina del mezzodì_. + +Attratta dalla fama della sapienza del re ebreo, la regina di Saba +venne in Gerusalemme _per far prova di lui con enimmi.... e parlò con +lui di tutto ciò ch'ella aveva nel cuore. E Salomone le dichiarò tutto +quello ch'ella propose e non vi fu cosa alcuna occulta al re_. La +regina di Saba disse al re: _Ciò che io avevo inteso nel mio paese dei +fatti tuoi e della tua sapienza era ben la verità. Ma io non credeva +quello che se ne diceva finchè non son venuta e che gli occhi miei non +l'hanno veduto; ora, ecco, non me n'è stata rapportata la metà: tu +sopravanzi in sapienza ed eccellenza la fama che io ne aveva intesa._ +E in ricambio dei preziosissimi regali da lei recategli, _Salomone +donò alla regina di Saba tutto ciò ch'ella ebbe a grado e che gli +chiese_, (lib. 1. cap. X). Giuseppe ebreo, meno riserbato del cronista +biblico, racconta che la regina di Saba partì da Gerusalemme incinta +di Salomone. Messo nome David al figlio che partorì, ella poi lo mandò +dal padre in Gerusalemme perchè vi fosse istruito e unto re. I negus +d'Abissinia pretendono di discendere in linea retta da questo figlio +di Salomone. + +Che n'ha fatto il De Castro della misteriosa figura della Regina di +Saba? + +Un simbolo. Pel De Castro, secondo il Pica, _lo scopo precipuo della +poesia moderna consiste nel presentare dei simboli eterni universali_. +Ed io aggiungo: Ben venga pure il simbolo in arte, a patto però +ch'esso vi arrivi a traverso la vita; a patto, cioè, che le figure +evocate dall'immaginazione del poeta siano, prima di tutto, creature +vive e non ombre, o astrazioni filosofiche battezzate con un nome +qualunque. Ben venga pure il simbolo, a patto però che gli accessorii +non sopraffacciano il soggetto principale, che la frase, l'immagine, i +vocaboli arcaici o distolti dal loro schietto significato non +costituiscano insomma una retorica per lo meno altrettanto inetta e +sciocca quanto l'altra che si vorrebbe scacciar via. Ben venga pure il +simbolo, a patto però che scaturisca sincero dall'immaginazione del +poeta, e non per artificio di ricette che ormai non conservano neppure +l'attrattiva del segreto e possono, con maggiore o minore abilità, +essere eseguite da qualunque farmacista dell'arte. Ben venga +finalmente il simbolo, a patto però che mantenga le sue promesse, che +sia essenza spirituale, cioè che ci apra spiragli più larghi e più +luminosi da cui spingere lo sguardo negli abissi dello spirito umano, +non giocherello, _trompe-l'-oil_, manichino vestito di broccato e +posto in fondo a una stanza mezzo buia per far paura alla gente che vi +entra inavvertitamente. + +Io non so chi sia il _valoroso critico francese_ citato dal Pica che +chiamando _un pur chef-d'-oeuvre_ questa _Belkiss_ del De Castro, non +ha dato una bella prova d'intelligenza; e ammiro l'arguta riserbatezza +con cui il Pica lo avverte di aver dimenticato _una spirituale legge, +un po' crudele forse ma non del tutto ingiusta_, secondo la quale, +prima di chiamar capolavoro un'opera d'arte, bisogna lasciar _che il +tempo vi deponga su la sua lucida pàtina_. + +È giusto accordare al poeta la più ampia libertà nella concezione del +suo lavoro. Ed io non oserei dir niente al poeta di _Belkiss_ pel +capriccio che ha avuto di far della regina di Saba una nevrotica +d'oggi, stavo per dire una morfinomane, se (sia arte, sia caso) la +figura biblica, nella sua interminatezza, non fosse assai più +attraente, più suggestiva, più moderna della _Belkiss_ portoghese. +Attratta dalla fama della sapienza di Salomone, la regina biblica va a +Gerusalemme _a far prova di enimmi_ con lui, e non ha soltanto una +morbosa curiosità di sensi, un _bisogno dei baci_ di Salomone e di +nient'altro, come questa Belkiss che confida le sue notturne +_frenesie_ al saggio Sofesamin, e che vuole quei baci unicamente +perchè le pare che debba essere _assai dolce vedersi inginocchiato ai +piedi colui che ha il mondo intero inginocchiato intorno a sè_. + +Per imbastire una figurina isterica di questa natura, qualunque +sartina poteva servire di pretesto e di modello; per dirci la +volgarissima verità che _realizzare un desiderio significa +ammazzarlo_, qualunque intrichetto era sufficiente, com'è stato +sufficiente a tanti romanzieri e novellieri, piccoli e grandi, che +hanno cucinato quel concetto in tutte le salse. Perchè scomodare la +regina di Saba e il savio Sofesamin e Hedad re di Edom e tanti altri +personaggi con nomi più o meno strani, e far ripetere al gran Re +sapiente la strofe del _Cantico dei cantici_ in una situazione da +operetta? Perchè mettere, come cornice a un fattarellino di alcova, i +palazzi di Axum con gl'intercolunni velati da grosse coltri di lino di +Egitto ricamate in seta; e la vasta piazza degli obelischi con le +scalee fiancheggiate da sfingi che conducono al palazzo reale; e la +tetra foresta incantata su la gran rupe a picco del mar Rosso; e +l'altra terrazza che domina il mare, lastricata di marmo verde, con in +giro vasi pieni di gigli bianchi di Antiochia e di gigli rossi di +Licia; e far la rivista di tutte le pietre preziose segnate nella +storia Naturale di Plinio il giovane; e circondare di una tenebra di +sette giorni il palazzo reale di Axum, se finalmente quel che più +premeva, lo stato d'animo di Belkiss dopo di aver colto i sospirati +baci di Salomone dovea ridursi a un brevissimo accenno? + +--La decorazione è splendida!--Sia pure! Ma il simbolo non se ne giova +affatto. Come non giova a render viva la figura di Sofesamin, +descrivercelo con la barba d'argento che gli copre il petto, con la +mitra in capo, da cui pendono, nascondendogli le orecchie e +scendendogli fino alle ascelle, due strisce di stoffa dura e tesa, con +sotto l'_amiculum_ di lana bianca un _calasiris_ di lana azzurra, e +alla cintola un sacchetto pieno di scapole di cinocefalo e di agnello +coperte d'iscrizioni. Secondo le intenzioni del poeta, Sofesamin +rappresenta la saggezza, l'esperienza della vita. Ma Belkiss ha +ragione di non dar retta ai suoi consigli, perchè l'unica esperienza +di cui si può, qualche volta, trar profitto è soltanto la propria. + +Contro ogni intenzione del poeta, Sofesamin il savio, il quale ha in +fondo agli occhi una luce che deve _servire per allontanare gli altri +dai pericoli in cui stanno per cascare, e che gli fa vedere chiare +quelle cose che dovrebbero essere sempre scure_, (luce che non dee +far piacere a lui stesso, se quando ne ragiona gli sfugge la +esclamazione; _Oh! la povera anima mia!_); contro ogni intenzione del +poeta, questa severa figura diventa ridicola. Quando la regina è +ospite di Salomone (gli ammonimenti di Sofesamin non han potuto +impedire che la capricciosa e isterica Belkiss mettesse in atto il +viaggio a Gerusalemme) egli vorrebbe impedire che Salomone penetri +nelle camere di Belkiss; e fa la guardia davanti l'uscio della +regina, ma non così oculatamente che ella non n'esca _scalza, coi +capelli sciolti, tutta vestita di bianco_ e che non vada dal re, +seguendo la traccia dei gigli sparsi sul pavimento, come il re le +aveva indicato. Così mentre il Savio sta dietro l'uscio delle vaste +camere di Belkiss a filosofare:--_Poveri ciechi! Poveri sordi! Andate +verso la felicità come una brigata di bambini che corrono incontro a +un cane arrabbiato...!--Donde vengono lo nostre sofferenze? Dalla +sazietà dei desiderii realizzati e dall'impossibilità di realizzare +altri desiderii... Strangoliamo dunque i desiderii e vivremo +quieti;_--Belkiss assapora i tanto desiati baci di Salomone; e il +savio si accorge, quando non ci è più rimedio, che la sua vigilanza, +se non il suo presagio, è fallita. Infatti ecco Belkiss che esce +dalle stanze di Salomone, _guardando a terra con occhi smarriti_ e +mormorando: + +--Oh! Oh! i gigli sono pieni di sangue! + +Troppo rapida questa delusione, o poeta! Sarà così, forse, nel regno +dei simboli, ma nella vita no davvero! + +Il poeta,--dice il Pica--nelle grandiose scene del suo lavoro _si è +compiaciuto ad evocare, con squisita sapienza artistica tutte le pompe +magnifiche delle feste popolari e delle cerimonie ieratiche, tutte le +regali raffinatezze voluttuarie dell'antico Oriente e dell'antica +Africa_; ma il mio caro amico non chiami, per carità, _straziante +dramma psicologico_, la infantile esteriorità a cui esse servono di +contorno. + +La vera potenza della fantasia poetica si manifesta nella creazione di +persone vive che la storia poi registra nello stato civile dell'arte; +e l'amico Pica sa meglio degli altri, che c'è voluto certamente +maggior potenza d'immaginazione per mettere al mondo don Abbondio che +non per profondere attorno ai fantasmi di Belkiss e di Sofesamin tutti +i colori orientali ed africani. + +Ciò non ostante molti saranno grati, come me, al geniale critico e +all'operoso traduttore di questo lavoro; che non è poi cosa volgare, e +che può servire di ammonimento non spregevole per gli infatuati di +certe artificiali forme letterarie, rammentando loro che artifizio ed +arte non saranno mai la stessa cosa. [Blank Page] + + + + +IX. + +PSICOPATIA CRISTIANA¹ + + ¹ Del D.r Ermete Rossi, Roma, Tipografia Laziale--1892. + + +Leggendo queste dugentotrenta pagine, sembra di fare un sogno pieno di +stranezze e di orrori, o visitare lo spedale di qualche fantastico +Charcot millenario. Pallide figure dagli occhi sbarrati, dalle membra +convulse, ci si agitano d'attorno in crisi nervose, in estasi, in +contorsioni, con grida alte o soffocate scoppianti da bocche riarse, +fra laceramenti delle proprie carni, mutilazioni e macerazioni, +durante una rapida rincorsa di quasi due secoli verso meta ignota e +misteriosa. + +E questo spettacolo triste e commovente ci lascia incerti se mai +abbiano ragione le vergini pazze d'amore divino, gli anacoreti +torturati da invasamenti di castità e di peccato, le piagate di +stimmate, i visionari del regno celeste che lo assaporano quaggiù, +avanti di salire a goderselo, come credono, eternamente lassù; o pure +noi che, sognando un equilibrio di sensi e d'intelletto, operoso e +fecondo, siamo riusciti soltanto a convulsioni d'identica natura e che +non forniscono meno pazzi al vero Charcot e ai suoi scolari. + +Tra i delittuosi consigli di certa turpe scienza che insinua precetti +e cautele per prevenire o impedire la generazione; tra le teoriche +degli economisti che guardano con occhio spaventato l'aumento delle +popolazioni; tra le statistiche delle nascite illegali e quelle che +segnano la minacciosa sproporzione tra i nati e i morti di una nazione +riputata di stare a capo della civiltà; tra l'immenso stuolo di +creature femminili condannate, dal lavoro e dalle condizioni sociali, +a verginità forzata, o a nozze vaghe, o a mostruose promiscuità a cui +un'antica poetessa ha lasciato in eredità il proprio nome; tra il +grido uscito recentemente dal cuore malato di un gran romanziere russo +contro l'amore e la generazione, e quell'altro grido del cristianesimo +primitivo che esalta la verginità come cima di perfezione, e il +consiglio dell'Apostolo ai Corinti:--Se non avete moglie, non la +pigliate!--a cui facevano eco Santa Domitilla e tante altre vergini, +ripetendo:--Cristo il nostro Re fu vergine e di vergine nacque. La +verginità ci fa simili al maestro!--tra questa discordia di mezzi e +questa concordia d'intenti, insomma chi ha ragione? + +Si rimane incerti, angosciati; e dando un'occhiata ai terribili libri +dello Charcot e del Richer, e un'altra a questo volumettino che ci +porge raccolta la quintessenza delle psicopatie cristiane, siamo +spinti a dubitare se mai il mondo non sia un arruffato viluppo di +istinti animali e d'ideali purissimi soltanto buoni a sconvolgere da +cima a fondo l'organismo fisico e intellettuale, e se mai la pazzia, +o, come oggi dicono, la nevrosi universale, non debba un giorno o +l'altro costituire lo stato ordinario dell'uomo. + +L'autore della _Psicopatia cristiana_ ha preso un partito. + +Con sobrietà che potrebbe quasi dirsi aridezza espone rapidamente il +suo concetto, e poi va innanzi a furia di fatti. Vuole che i fatti +parlino loro, conchiudano loro; e per questo non si è risparmiato +fatica, avendo voluto attingerli alle fonti. Non gl'importa che essi +siano presentati dalla leggenda o dalla cronaca; il loro significato +per lui è lo stesso. + +E così vediamo sfilarci dinanzi la lunga processione. + +Prima le vergini che vogliono a tutti i costi mantenere intatto il +loro fiore delicato a Gesù: Caterina Godinez che fa ogni sforzo per +imbruttirsi; Smeralda da Catania che si deforma il viso; una delle +figliuole di Berengario che scaccia i fidanzati con puzzo artificiale; +Ulfia che si finge pazza; Oda che si taglia le narici; Eufemia che si +recide naso e labbra. E poi i vergini: Mandato che ottiene da Dio il +dono d'un morbo schifoso; S. Tenenano che ottiene la grazia di +diventare deforme e lebbroso; e cito a caso. + +Non tutti intanto possono sfuggire il legame del matrimonio; uomini e +donne però, se hanno fatto voto di verginità, riescono a mantenerlo +con persuasioni, con artifizi, con l'aiuto dei miracoli. A Sant'Abram +una ispirazione divina; a Giuliano una fragranza portentosa; a Magna +un'infermità simulata; a Cunegonda, moglie di Boleslao di Polonia, +l'apparizione di S. Giovanni Battista; a Santa Osita, sposa di Sigero +re dei Sassoni Orientali, l'opportuna comparsa d'un cervo nel più vivo +momento del pericolo e poi la chiesta monacazione nell'assenza del +marito; a Lucia da Narni infine, un angelo dalla faccia splendente che +atterrisce il marito risoluto a trionfare della resistenza di lei, +permisero di conservare intatto il loro prezioso tesoro. Ed ecco nella +leggenda la glorificazione del resultato: odori paradisiaci che si +svolgono dai corpi verginali morti o viventi; luminose aureole che +circondano il capo; fiori che sbocciano dalla bocca dei cadaveri: +prove del fuoco che confermano o rivelano la verginità oltraggiata da +calunnie; vesti dei calunniatori che prendono spontaneamente fiamma; +forza supernaturale di resistenza; come quella di Lucia, la quale, +condannata dal giudice a un lupanare, diventò a un tratto così pesante +che "pur adoperandovisi con gran fatica e sudore parecchi uomini, non +poterono trarla" a quel luogo. + +Questi sono piuttosto i prodomi della psicopatia cristiana, il punto +di partenza. + +Il senso è male, è peccato; la bellezza è l'espressione e la causa +incitante. Contro la donna gran tentatrice S. Antonino avventa il suo +noto alfabeta: + + Avidum Animal, + Bestiale Baratrum, + Concupiscentia Carnis etc. + +Ed ecco occhi che, non s'attentando più di guardare in viso a una +donna, fosse pure madre, sorella o parente, rimangono continuamente +abbassati come quelli di fra Giorgio della Calzata, del padre Antonio +Grassi, del P. Bernardo da Offida; o chiusi, come quelli del beato +Sebastiano Valfrè. + +"S. Ludovico, vescovo di Tolosa, visitato dalla sorella, serbò lo +sguardo sempre volto altrove che su lei. Pregandolo ella che la +guardasse in viso, rispose che la sua domanda era una pazzia. Fra +Ruggiero non mirava mai in faccia nemmeno sua madre, ch'era +vecchissima; l'abate Paolo schivava di vedere non solo le donne, ma +anche le loro vesti; Francesco Stanno non si lasciava neppur vedere +dalle donne" (pag. 34); + +Tenere gli occhi bassi o chiusi però non basta; bisogna meglio +premunirsi contro le tentazioni. E Giovanni di Palafox tiene una croce +di punte ferrate su la nuda carne; e fra Giovan Battista di San +Pietro, andando a confessare le monache di S. Caterina in Siena, porta +seco uno sgabello irto di chiodi per sedervisi sopra tutto il tempo +che confessa. + +I cinque sensi sono altrettante porte spalancate alle tentazioni. + +Quello della vista innanzi tutti. Pietro di Chiaravalle, perduto un +occhio, dice d'essere stato liberato da un nemico. I casti per ciò non +solamente non guardano le carni altrui, ma neppure le proprie. Il +beato Labre lascia che innumerevoli insetti lo tormentino giorno e +notte, e tiene coperte le mani o ripiegate sotto le braccia; Daria, +ottenuta la vista da S. Brigida, prega di tornar cieca per salvazione +dell'anima; S. Aniamo prende alla lettera il precetto evangelico:--Se +il tuo occhio destro ti scandalizza, cavalo e gettalo via.-- + +L'orrore della vista delle carni prende maggiori forme morbose: +Bartolomeo Tanasi, inetto a spogliarsi e a vestirsi da sè, si fa +servire da due ciechi: Fra Michele dei Santi preferisce non mostrare +al medico un doloroso tumore sotto l'ascella; fin il cadavere del B. +Antonio Zaccaria ritira le gambe quando una mano indiscreta alza il +lembo della tunica che ne copre i piedi. + +A difesa del senso del tatto, S. Alfonso dei Liguori non imprime mai +lo schiaffo di rito nella cresima; S. Chiara di Montefalco non stende +la mano neppure per l'elemosina; Suor Maria Crocifissa della +Concezione tira a sè con un legno, o con altro arnese, qualunque cosa +prima toccata da un uomo; Suor Maria Rosa Giannini non siede su la +seggiola dove era stato seduto il fratello; si scuote e freme il +cadavere di S.^a Walburga al tocco d'una mano maschile. + +Spesso la parola vana o dolce sonante insinua il peccato. E in +conseguenza Suor Paola Maria di Gesù non pronunzia mai la parola +"matrimonio"; Suor Maria Sabellico non può sentir parlare di +fidanzamenti, di nozze, di mondane vanità. + +Col cibo--carne, vino, frutta--si fomenta quel _seminarium libidinis_ +che è il ventre: e così l'abbate Giovanni si rassegna a morire per +l'astinenza da ogni bevanda; S. Pietro d'Alcantara mangia pane +muffito, erbe mal cotte e sparse di cenere o d'assenzio; Santa +Caterina di Siena non beve acqua e mangia erbe crude soltanto; e i +santi Giosafat Kuncewicz, Pantino e Paolo della Croce fanno di più, si +estenuano con venti, trenta e anche trentatrè giorni di digiuno. A +Batteo eremita, dai troppi digiuni, s'inverminiscono i denti. + +Da questo all'abborrimento del sonno e della pulizia corporale c'è un +breve passo. S. Rosa da Lima batte la testa alle pareti, si sospende a +una croce per le mani o a un chiodo del muro pei capelli, pur di non +dormire; la beata Coletta dorme sopra sarmenti di viti, cingendosi i +fianchi con una corda irta di nodi; il padre Giuseppe Anchieta posa il +capo sopra un fascio di spine e non ha altro letto che la nuda terra. + +Se il sonno è una mollezza, la pulizia corporale è peggio; la lista +dei santi e delle sante che hanno in odio l'acqua non è corta. Il +beato Enrico Susone non si lavò mani nè piedi per venticinque anni; S. +Abram eremita non si lavò mai la faccia in vita sua. + +La bellezza corporale vien detta amica del diavolo. S. Bernardo +Calvonio, sentitosi lodare i denti, se li spezza con un sasso; Rosa da +Lima tuffa nella calce viva le mani bianche e fine; S.^a Lucia la +Casta, saputo che i suoi occhi avevano ispirato una gran passione a un +gentiluomo, se li cava e li spedisce in dono all'innamorato. + +Il canto, la danza, i mondani divertimenti sono stimati altrettanti +mezzi di perdizione; la donna che canta è chiamata da S. Cripiano: +_basiliscum sibilantem_. + +E c'è chi fugge nei deserti, affrontando fame e sete. Ma se è facile +fuggire dal mondo, non è egualmente facile fuggire da se stesso. +L'organismo conculcato si ribella e tenta di vendicarsi. Le immagini, +le visioni più oscene assediano i penitenti nella veglia e nel sonno. +A San Martino appaiono Venere e Minerva; Sant'Ilarione e Sant'Antonio +Abate hanno visioni di bellissime donne impudiche; San Celestino sente +continuamente il contatto di due femine nude; Suor Maria Crocifissa +della Concezione ode sconci discorsi che tentano di lusingarla; Suor +Agnese di Gesù, per lo sforzo di resistere alle sudice fantasie che +l'assediano, casca in convulsioni, Francesca Vacchini ha visioni di +orgie carnevalesche; e la Beata Colomba da Rieti, S.^a Rosalia, suor +Bartolommea Martini, S.^a Giustina allucinazioni di uomini nudi, +procaci, invitanti a lotte peccaminose. + +Contro tali assalti sono appena sufficienti le penitenze più dure. S. +Girolamo, nel deserto, per scacciare le rinascenti fiamme degli impuri +desiderî, si percuote il petto con un sasso; Ildeberga, denudata il +ventre e i ginocchi, in pieno inverno, si tiene aderente al pavimento; +S. Veronica Giuliani porta gravi pesi, si trascina su le ginocchia +notti intere; suor Maria Rosa Giannini si batte con funi, si cinge le +reni, le braccia, le cosce e le gambe con catenelle di ferro munite di +punte, e prega con le mani sotto le ginocchia; S. Bernardo si butta in +uno stagno gelato e vi rimane quasi esanime; S.^a Geltrude d'Eisleben +si getta anch'essa in uno stagno, una notte invernale, e sta per +affogarvi; S. Francesco di Assisi si rotola e sommerge fra la neve; S. +Benedetto si caccia nudo in mezzo a una siepe di ortiche e di rovi; +suor Maria Maddalena dei Pazzi si cinge una cintura fitta di chiodi +acutissimi; Santa Oliva si configge punte di ferro nelle mammelle; il +beato Giovanni Grande si stende sopra un letto di carboni ardenti e si +abbrustolisce le carni. Occorre che in aiuto dei periglianti sovvenga +l'aiuto divino; e San Tommaso d'Aquino, Caterina da Raconigi, suor +Maria Villani di Napoli ricevono una cintura sovrannaturale; cintura +che gli angioli stringono troppo forte alla beata Stefana Quinzani, da +farla stare tra morte e vita per lo spasimo, durante parecchi giorni. + +Vinta la lotta della carne, l'amore per Gesù e per Maria assume forme +quasi sensuali e morbose. Gli uomini diventano i cavalieri di Maria, +gli spasimanti della bella Signora. Il beato Enrico Susone si sente +quasi saltare il cuore fuori dal petto al solo pronunziare quel dolce +nome; il beato Giuseppe da Copertino, appena ne vede le immagini, esce +dai sensi, si solleva da terra fino all'altezza del quadro da cui è +stato rapito in estasi; il vescovo Marsilio sente in bocca un sapore +più dolce del miele pronunziando quel santo nome; San Francesco di +Solanes, quasi impazzito, suona e canta le serenate alla diletta +Signora; Francesco Binanzio, Battista Archinto e Agostino d'Espinosa +si tatuano quel nome su le carni. + +Per S. Bernardino da Siena, fra Nicola Molinari, Sant'Edmondo, S. +Stefano eremita, Maria diventa l'innamorata, la sposa; e spesso lo +sponsalizio è realmente effettuato, come col beato Ermanno e col beato +Alano da Rupe. + +Le donne invece ardono di amore per Gesù, sposano lui, con lui si +dilettano in quella che Riccardo da S. Lorenzo chiama con ingenua +efficacia: _copula spirituale_. + +Suor Maria Crocifissa Sabellico improvvisa per lui canzonette di +amore. Verseggia Suor Maria Rosa Giannini: + + O bello Dio d'amore, + sta co me ogn'ora. + Brucia questo core + Del tuo divino amore + + . . . . . . . . + + O caro mio Gesù.... + Del tuo amore io ardo e moro, + Torna, torna o mio tesoro. + + . . . . . . . . + + Io son tua e tu sei mio... + +E la concitazione e il fervore si traducono in eccessi molti +somiglianti a quelli dell'erotismo sensuale. Margherita figlia di +Massimiliano II imperatore, si ferisce il seno e scrive col suo sangue +giurata promessa di fedeltà a Gesù; Santa Veronica Giuliani, s'imprime +un suggello infocato nel petto; Suor Paola Maria di Gesù inghiotte +pezzettini di carta su cui scrive il divino amato nome e se lo incide +anche lei con ferri roventi sulle carni in direzione del cuore; Suor +Maria Prevostiere s'incide con un rasoio l'anagramma di Gesù sul petto +e con suggello rovente su le braccia. + +Il celeste amante è largo di favori alle sue dilette. Si mostra a Suor +Angelica dello Spirito Santo e si fa accarezzare i biondi capelli; si +lascia tenere tra le braccia da Suor Caterina di Bologna; a Suor Ida +da Nivella parla in latino, dicendo: _Ida, cor meum et anima mea;_ si +arrampica, in minuscole proporzioni di corpo, su la conocchia di Suor +Rosa da Lima, le fa mille scherzi e passeggia con lei presa per mano; +va a coricarsi a fianco di Suor Anna di tutti i Santi; fa madrigali +con Suor Geltrude da Eisleben. Ella dice: + +--Diletto mio, è bene lo stare unita con te solo. + +E Gesù, chinandosi verso di lei e abbracciandola: + +--E a me è sempre soave cosa lo stare unito con te, mia diletta. + +E lei: + +--Io, vile femminella, ti saluto, Signor mio amatissimo. + +E lui: + +--Ed io ti rendo il saluto, amorosissima mia. + +E un'altra volta la bacia su la bocca e sul petto. + +Suor Maria Maddalena dei Pazzi è chiamata da Gesù: Colomba mia, bella +mia, sposa mia!--Suor Maria Villani passa intere giornate discorrendo +e baciandosi e abbracciandosi con Gesù. A Suor Anna di S. Bartolomeo +Gesù si presenta com'era in vita, anzi le va dietro pian piano, +l'ascolta e le mette una mano sul cuore, lasciandovi la sensazione +d'una profonda ferita. Il Crocifisso fa cenno di accostarsi a Suor +Veronica Giuliani e l'abbraccia. + +Va anche oltre. Alla beata Caterina da Leazi mette in dito un anello +d'oro ornato di pietre preziose; uguale anello sponsalizio vien dato a +Santa Caterina da Siena, alla beata Osanna da Mantova, a Suor Angelica +della Pace, alla beata Stefana Quinzani, a Santa Caterina dei Ricci, a +Santa Veronica Giuliani, a tant'altre. + +E allora gli spasimi d'amore sono così forti che le dilette non +veggono l'ora di morire. Caterina di Cano e Sandoval esclama: + +--Ah, Signore! Quando mi sarà permesso di godere i vostri dolci +abbracciamenti? Com'è lungo questo pellegrinaggio! Com'è noioso questo +soggiorno! + +Ho appena spigolato nel vasto campo dove ha mietuto a larga mano +l'autore della _Psicopatia Cristiana_. + +E arrivato alla fine torno a domandare: + +Chi ha ragione? Costoro che si ammalano di nevrosi divina, o noi che +ci ammaliamo di nevrosi quasi bestiale? + +L'autore si è contentato di conchiudere: + +"L'ascetismo che nega violentemente le funzioni essenziali +dell'organismo umano, e dà preoccupazione e terrore continui di +peccato, mantiene il sistema nervoso in uno stato d'irritazione e +sensibilità repulsiva, e finisce a produrre fenomeni di pervertimento +sensuale... Il principio antisessuale cristiano è nelle sue +conseguenze immorale, come ogni principio antibiologico." + +È troppo e assai poco per un soggetto così complicato; nè io mi sento +da tanto da supplire alla deficienza di un apprezzamento che mi sembra +monco e affrettato. + +Per conto mio dico soltanto questo: Tra le nevrosi che leggiamo +lungamente descritte nelle opere dello Charcot e negli studi clinici +del Richer, e le nevrosi con tanto studio ricercate dal dottor Rossi +nelle vite dei santi, le mie preferenze non possono esser dubbie; +stanno per queste ultime. Gli estratti delle opere mistiche di Santa +Teresa, che il dottor Rossi ha messo nell'ultimo capitolo del suo +studio, dimostrano con evidenza che la nevrosi religiosa e la nevrosi +ordinaria non hanno per lo meno lo stesso contenuto. Bisognava, io +opino, studiarle da questo lato prima di giungere alla conchiusione +non esattamente scientifica che vorrebbe essere il resultato delle +dugentotrenta pagine. + +Forse sarebbe meglio che nessun elemento, nè terrestre nè divino, +venisse a turbare e a sconvolgere l'armonia dell'umano organismo; ma +se qualcosa deve pur troppo romperla, mi pare desiderabile che il gran +perturbatore sia il Divino. + + + + +X. + +I CONTADINI SICILIANI + + +Chi legge il recentissimo libro del dottor Salomone-Marino intorno ai +costumi e alle usanze dei contadini di Sicilia ¹ rimane un po' deluso. +Il titolo inganna. Questo lavoro del valente folklorista, che prosegue +col Vigo, col Pitrè, col Guastella e parecchi altri la vasta inchiesta +intorno alle tradizioni popolari siciliane, avrebbe dovuto piuttosto +intitolarsi: _I contadini siciliani di tempo fa_. È vero che l'autore +nel preambolo avverte coscienziosamente il lettore: "Io parlo dei +contadini del vecchio stampo, dei quali la generazione già declina e +fra pochi anni sarà invano cercata"; è vero che egli spiega la ragione +di questa decadenza dicendo: "che la indispensabile coscrizione +restituisce oggi alle famiglie i giovani contadini più svelti, più +saputi, più civili, ma insieme con un fardello di ambiziose e +indigeste e corrotte idee, che daranno loro un altro tipo, non saprei +ancora dir quale, ma lontano certo dal tradizionale dell'isola nativa, +e forse men buono"; ma la impressione della lettura fa dimenticare +questa precauzione. Si direbbe che il libro sia oggi compilato sopra +appunti presi molti anni addietro, e che la visione del vecchio tipo +di contadini si sia ridestata così viva nella immaginazione +dell'autore da fargli dimenticare il mutamento avvenuto, non ostante +che egli riconosca, di quando in quando, che il presente è molto +diverso, e che tra il contadino siciliano di ieri e quello di oggi la +differenza sia enorme. + + ¹ Palermo, Remo Sandron, editore, 1897. + +Un altro difetto che potrà soltanto essere notato da lettori +siciliani, è il non aver tenuto conto di certe differenze tra +contadini delle diverse provincie siciliane. L'autore ha cercato di +delineare, com'egli dice, un tipo, e, nato e cresciuto nella provincia +di Palermo e avendo in quella più particolarmente raccolto il +materiale pel suo libro, ha delineato un tipo che ha le spiccate +caratteristiche del contadino di colà, cioè di una provincia dove +l'influenza fenicia e arabo-normanna ha lasciato più durevoli +impronte. + +Con questo non intendo dire che manchino affatto notizie e raffronti +con usi e costumi contadineschi di altre provincie siciliane; mi +permetto soltanto di osservare che non mi paiono sufficienti. + +Poi, in un libro di questo genere, io credo che bisognava mettere +soltanto in rilievo i tratti più salienti del contadino siciliano, +quelli, cioè, che lo differenziano assolutamente dagli altri contadini +delle diverse terre italiane e anche dal resto dei contadini europei e +di tutto il mondo. + +Ricordo a questo proposito un'impressione di anni fa. Leggevo la +_Terra_ dello Zola. Non so perchè, mi ero immaginato di dover scoprire +regioni ignote inoltrandomi sempre più in quella lettura: caratteri, +sentimenti, passioni, vizi, virtù propri unicamente del contadino +francese. Invece, con mia grande meraviglia, mi vedevo sfilare sotto +gli occhi personaggi ai quali dovevo appena mutare i nomi perchè +diventassero a un tratto siciliani. Parecchi di quei personaggi li +avevo conosciuti nella vita reale; quella specie di scemo, per +esempio, che convive incestuosamente con la sorella; e quel +_Gesù-Cristo_ che parve, al suo apparire, un epico ingrandimento di +certe creature specialmente care alla ridanciana fantasia di Armando +Silvestre. Se non ricordo male, c'era fino un incredibile riscontro +nel nomignolo; quel mio compaesano si chiama _'U Signuruzzu_, cioè: Il +Signore, che significa appunto: Gesù Cristo! Un giudice supplente gli +aveva dato torto in una lite, ed egli non aveva saputo perdonarglielo. +Perciò, tutte le volte che poteva, stava ad attenderlo nella _Piazza_, +e vedendolo passare, si cavava il berretto e lo salutava, +accompagnando subito il saluto con uno di quei rumori che hanno fatto +la fortuna del _Gesù-Cristo_ zoliano e di tanti allegri personaggi di +Armando Silvestre. Il giudice supplente, uomo permaloso, diventava +giallo dalla bile; ma la dignità non gli permetteva di mostrare che si +fosse accorto della rimbombante vendetta dello screanzato; il quale +gli andava dietro un buon tratto ripetendo le sue salve fra le risate +della gente, che si divertiva moltissimo a spese del giudice +supplente. La cosa durò parecchi mesi: ed io non so se nella vita +intima il _Signuruzzu_ si abbandonasse alla gaiezza del suo quasi +omonimo francese. + +Così e l'avidità, e il poco scrupolo, e certa brutalità di modi, e +certe scurrilità di linguaggio, e certi proverbiali principii di +condotta nelle relazioni di famiglia e con gli estranei, che io avevo +l'illusione di credere speciali del contadino siciliano, tutto, tutto +trovavo riprodotto nella _Terra_, con quella gran maestria che potè +far sembrare eccessivamente nera la pittura della vita campagnuola +francese. + +Nel tipo del contadino siciliano, quale risulta evidentissimo dalla +monografia del Salomone-Marino, c'è una caratteristica di religiosa +bontà che gli mette attorno al capo un'aureola patriarcale e lo +distingue e gli assegna un posto a parte. Ma per intenderlo bisogna +immaginarselo vestito assai diversamente da quello di oggi. + +Io ne ho un ricordo dentro gli occhi, visione della fanciullezza +rimasta indimenticabile. + +Alto, magro, raso; con brache a mezza gamba, calze di cotone +candidissime e scarpe di vitello bianco imbullettate; giacchetta, o +spènser, di panno azzurro cupo, e corpetto (di grossa tela di lino +tessuta in casa) con pistagnetta ritta abbottonato, quasi fin sotto il +collo da una gran filza di bottoni di madreperla; col lungo berretto +di cotone bianco, a maglia, dalla nappa cascante su le spalle, quel +vecchio contadino era una figura imponente. Gli si leggeva su la +faccia la serenità dell'animo, la forza, il rispetto di sè stesso, +l'ossequio agli altri, l'autorità e la bontà insieme. Egli parlava +lentamente, sentenziosamente. Di sua moglie diceva sempre: la _mia +compagna_, la _mia cristiana_, o con più sobrietà ed efficacia: +_Idda_, cioè, _lei_. Dei figliuoli, uno dei quali già sposo e padre, +diceva sempre: i _carusi_, i bambini tradurrebbe un toscano. E per +tali doveva tenerli, se tutti gli obbedivano quasi tremanti. + +Ricordo che un giorno egli mi aveva condotto per mano a casa sua; +doveva regalarmi non so quale nidiata di uccellini. Non ho potuto più +dimenticare l'impressione di terrore prodotta su la moglie e le figlie +dal suo inaspettato ritorno. Una di loro era andata a ballare da una +vicina, senza il permesso del capo di famiglia; e la madre e le +sorelle non sapevano come farla avvertire di rientrare subito in casa +prima che il vecchio se ne accorgesse. Sventuratamente egli se ne +accorse proprio per colpa della nidiata di uccellini affidata alle +cure dell'assente. Quella fisonomia piena di bontà si trasfigurò +tutt'a un tratto; gli occhi schizzarono fiamme; le mani si levarono a +percuotere prima _lei_, la mamma, poi le figlie complici, e in ultimo +la colpevole, ragazza di quindici anni, che dovette domandar perdono +ginocchioni. Il padre si era investito lì per lì delle sue funzioni di +giudice e di esecutore di giustizia. Per lui il gran delitto della +ragazza non consisteva nell'essere andata a ballare, ma nell'esservi +andata di nascosto, quasi burlandosi dell'autorità paterna col +consentimento della madre, soggetta anche lei, quanto gli altri, +all'autorità del _pater familias_, bisogna proprio dirlo alla romana. +Appunto per questo, il giorno delle nozze, appena introdotta la sposa +nella casa maritale, in presenza dei parenti e degli invitati, appunto +per questo egli le aveva dato uno schiaffo, simbolo del suo assoluto +dominio, a fine d'imprimerle bene in mente, in quel solennissimo +istante, che egli era colà il solo e legittimo padrone, e che alla sua +autorità bisognava sempre e in ogni occasione inchinarsi. + + * + * * + +Nel libro del Salomone-Marino questo tipo del vecchio contadino +siciliano è messo in piena luce con amore e con imparzialità. Egli lo +prende, si può dire, dalla culla e lo accompagna alla sepoltura, +facendolo passare per tutte le vicende della sua travagliata +esistenza. Bisogna leggere il volume da cima a fondo per convincersi +qual tesoro di fatti abbia accumulato il valente folklorista +siciliano, che porta in questo genere di studi la pacata e diligente +accuratezza scientifica a cui la sua professione di clinico lo ha +abituato. Egli, evidentemente, non ha voluto fare una scelta, non ha +voluto perdersi in confronti, e lo dichiara fin dal preambolo: ha +stimato, e a ragione, "carità di patria e dovere di storico il +raccogliere e conservare le ultime immagini di un popolo che fino a +ieri ebbe una spiccata individualità, della quale ha fatto ora +spontaneo sacrificio rientrando nell'unità della gran famiglia +italiana." + +C'è in queste parole un profondo accento di tristezza che proviene +dalla vista del radicale mutamento avvenuto nel contadino siciliano in +questi ultimi anni. È un'impressione non giusta, ma inevitabile. Tre +anni addietro ne fui vinto anche io, ritornato in Sicilia, dopo un +lungo periodo di assenza, da cui mi venivano resi più evidenti i +contrasti tra il presente e il passato¹. Ma un appunto da me fatto al +suo lavoro saprà, credo, rassicurare l'autore intorno all'avvenire del +contadino siciliano. Ho notato la mancanza, o meglio la scarsezza di +confronti e riscontri fra gli usi e costumi di parecchie provincie +siciliane, specie delle meridionali, con quelli della provincia di +Palermo e delle provincie limitrofe; e avrei dovuto notare la tendenza +dello scrittore a generalizzare riguardo a certi usi e costumi. + + ¹ Vedi la mia conferenza: _La Sicilia nei canti popolari e nella + novellistica contemporanea_. Bologna, Zanichelli, 1894. + +Con questa osservazione, più che notare un difetto, intendevo far +risultare un fatto: la persistenza di certe caratteristiche di razza +nelle diverse provincie, persistenza che dimostra la tenacità di un +elemento originario, primitivo, ancora attivo, che assorbisce le più o +meno passeggere influenze, le trasforma, se le adatta, rimanendo, in +fondo in fondo, sempre lui. + +Ora io credo che quest'elemento primitivo, speciale della razza, +salverà nella prossima trasformazione il contadino siciliano, come +farà per le altre classi dell'isola, come ha quasi fatto per alcune di +esse che sono già entrate, lievito di attività, nell'organismo della +nazione. + +Probabilmente il dottor Salomone-Marino lo ha intravveduto prima di +me. + +"Non ostante il socialismo, il comunismo, l'anarchismo che gli hanno +importato in casa, il contadino siciliano è rimasto--tolgo in prestito +queste parole dalla _conclusione_ del libro--lavoratore attivo e +diligente. Parco nei cibi, paziente, rassegnato, onesto e religioso in +maniera sua speciale, aspira soltanto a vivere con meno disagio, +possibilmente con agio, ma senza uscire dalla classe nella quale è +nato. + +"Diffidente, astuto, furbo, egoista, vendicativo, in grazia della sua +docilità e malgrado la sua proverbiale testardaggine (proverbiale pei +contadini di ogni paese, aggiungo io) egli si lascia facilmente +persuadere e convincere, se preso pel suo verso, con dolcezza e +benevolenza; reagisce con violenza e cieca ferocia, se gli si fanno +angherie, se qualcuno abusa della sua buona fede e della sua ignoranza +(pag. 355)." + +L'aver contribuito a mettere in piena luce la vera fisonomia del +contadino siciliano, qual'era pochi anni fa, non è intanto la minore +delle opere meritorie del dottor Salomone-Marino, che deve rubare alla +scienza medica e all'insegnamento universitario il tempo da consacrare +agli studi prediletti della sua giovinezza. + +Ora io vorrei che parecchi studiosi delle diverse provincie siciliane +prendessero in mano, come autorevole testo, il libro di lui, e lo +arricchissero di aggiunte, di riscontri, di confronti, di note. + +Leggendo, e col semplice aiuto del lontano ricordo, io ho potuto +notare parecchi usi e costumi viventi ancora in una provincia, e +morti, o non mai esistiti in un'altra. Ne citerò uno soltanto, +caratteristico assai. + +Tra i proventi del frantoio di ulive (_trappitu_), il Salomone-Marino +segna al N. 5 l'_ogghiu di lu lamperi_, cioè l'olio che deve servire +per accendere le lampade durante il lavoro serale e notturno. Ebbene +in Mineo (provincia di Catania) il volgare _ogghiu di lamperi_, messo +sotto la protezione di un santo che la chiesa cattolica certamente +ignora, vien chiamato: _San Focale_. + +Può darsi che questo nome ricordi qualche antichissimo nume siculo, o +sicano, o greco, a cui veniva offerta la primizia dell'olio da ardere. +È certo però che questa trasformazione dell'_olio per le lampade_ in +_San Focale_ è una delicata sfumatura che distingue una popolazione di +razza greco-sicula da quella di razza fenicia e arabo-normanna. + + + + +ESCURSIONI D'ARTE + +MICHELE LA SPINA--IGNAZIO ORLANDO + + +I. + +Due artisti diversi, scultore il primo, incisore in legno il secondo, +e tutti e due poderosi e modesti, e per ciò quasi ignorati. + +Ignorati, intendo, dal gran pubblico, di quello che dà la fama, la +gloria e il resto; giacchè gli artisti, gli amatori d'arte conoscono +benissimo il valore di Michele La Spina e ne ammirano da molto tempo +le opere; e i pochi che hanno potuto osservare i lavori xilografici +del giovane Orlando, lo hanno già in grande stima e gli +prognosticano--facile prognostico--un lieto avvenire. + +L'uno è all'apogeo della sua forza, l'altro comincia ora la sua +carriera. Sono lieto di farmi guida dei lettori nello studio dell'uno +e nelle sale dell'Associazione della Stampa dove si trovano +attualmente esposte parecchie incisioni dell'altro. + +Al numero 113 di Via Margutta: stanzone a pianterreno, ingombro di +bozzetti e di busti in gesso, di bozzetti e di busti in plastichina, +di qualche bronzo, parte rizzati su rozzi cavalletti, parte posati su +casse d'imballaggio, tra tavole, legni, arnesi di scalpellini, seghe, +compassi addossati al muro o infissi a un chiodo; pareti nude, tinte +di colore di feccia di vino, qua e là scorticate e sgorbiate; tettoia +a vetri in mezzo; grande imposta vetrata a ponente, dietro la quale si +affacciano le verdi cime di un albero e i festoni di una pianta +rampichina con le foglioline di smeraldo trasparenti al sole; a destra +dell'entrata--a cui fa da paravento, in modo assai primitivo, una +falda di tela grezza--una stanzetta che sembra bottega di falegname; +casse, tavole, legni, forme e oggetti di ogni sorta accatastati alla +rinfusa, lasciano libero appena il passaggio alla scaletta di legno +del mezzanino, dove l'artista si cambia il vestito prima di mettersi a +lavorare: ecco lo studio di Michele La Spina. + +Entrato, il visitatore non si raccapezza, non sa dove fermare +l'occhio. Lo attrae subito la gigantesca testa del _Garibaldi_, +attorno alla quale lo scultore spende, sempre incontentabile, i +momenti che i lavori in corso gli lasciano liberi. Ma ecco, lì +accanto, un _Faunetto_ di piccole dimensioni che sembra un bronzo +antico, uscito assai maltrattato dallo scavo. Non è un bronzo, ma un +abbozzo in plastichina, abbandonato da un pezzo; la mano sinistra gli +è cascata; sul braccio destro serpeggia uno spacco; la polvere ha +sparso su tutta la figura la strana pàtina che gli dà l'aria di cosa +antica. Intanto il visitatore, con la coda dell'occhio, ha intravisto +più in qua un busto caratteristico e lascia il _Faunetto_ per esso. +Quella testa con la faccia rugosa, coi baffi ispidi, appuntati, col +collo lungo, secco, circondato da ampio goletto, gli dà una sensazione +irritante, che vien subito cancellata dal vicino mezzo busto di donna +matura. Le linee dolci e benigne, dalle quali trasparisce un gran +carattere di fermezza e di semplicità, fanno restare pensoso il +visitatore ora davanti il gesso, ora davanti il bronzo, che lo +riproduce con qualche variante negli accessorii. Scosso da così +opposte impressioni, il visitatore vorrebbe tornare a osservare la +colossale testa del _Garibaldi_; ma a un tratto gli viene quasi +incontro,--altero, col possente naso aquilino dalle narici dilatate, +con le labbra screpolate e atteggiate a un'amara espressione +intellettuale, che si rivela anche nello sguardo e nella fronte +circondata da capelli ricciuti e cadenti in zazzera dietro il +collo--gli viene quasi incontro un busto in plastichina, più grande +del vero. L'abito talare, della foggia del secolo passato, fa +riconoscere in lui l'_abate Nicolò Spedalieri_. Infatti dietro di esso +si scorgono i modelli in gesso della statua intera e del monumento col +piedistallo e con la base, che ebbero insieme col busto, nel concorso +bandito un anno fa, i suffragi unanimi del pubblico, se non quelli (e +si vedrà un giorno con quanta giustizia) dei giudici del concorso. La +espressione di quella testa, che pare abbia su le labbra semiaperte la +parola già scoccante, costringe il visitatore a volgere attorno lo +sguardo; ed egli si sente rinfrancare dall'ilare sensualità di quel +vecchio _Satiro_ che si protende in avanti, con le orecchie ritte e la +barbetta e i bargigli caprini e un che di malizioso e di bestiale +negli occhi lustri e nelle labbra carnose che gli fendono le gote. + +Allora il visitatore sente più vivo il bisogno di raccapezzarsi, e si +ferma e si raccoglie, prima di ricominciare a osservare partitamente, +posatamente; ha già capito che non si trova in uno dei soliti studi di +scultura commerciale. E per riposarsi, osserva l'artista che gli sta +vicino, zitto, intento a spiargli, con ingenuità sorridente, le +impressioni su la faccia. Bruno, magro, coi capelli e la barba +brizzolati, con la fronte solcata da rughe, gli occhi neri e +penetranti e una nervosa vivacità nei movimenti e nei gesti, Michele +La Spina rivela nella persona le supreme qualità della sua scultura. +Si capisce come quegli occhi così acuti debbano scrutare il modello +nelle più intime fibre e strappargli il segreto d'un carattere, d'una +passione dominante; si capisce come quella mano vigorosa, con le vene +e i muscoli aggrovigliati a fior di pelle, possa violentare la creta e +darle tal forma da simulare e, stavo per dire, da superare la stessa +vita. E avrei detto benissimo; perchè l'arte fissa quel che nella +natura è fuggitivo: l'espressione più evidente e più importante di un +carattere, sorpresa a traverso le accidentalità e le ipocrisie +sociali; arresta una mossa della testa e dello sguardo, +un'increspatura delle labbra, una ruga della fronte, che poco dopo si +muta e si cancella per riapparire di quando in quando, riapparire e +sparire. + +Così la persona dell'artista, per rara eccezione, illumina e +chiarisce, illustra come si direbbe oggi, le opere di lui. Così il +visitatore si spiega la straordinaria diversità di fattura che +differenzia un busto dall'altro, una figura dall'altra. Chi altrimenti +potrebbe dire, per esempio, che quella delicata personcina del +Faunetto intento a lavorare e ad accordare la sua siringa, con quel +visetto dove la forma animale si fonde deliziosamente con la forma del +fanciullo umano; che quel corpicino esile, asciutto, composto con +spontanea grazia in un atteggiamento che ne fa risaltare le bellissime +linee, con una gamba dritta e ferma sul suolo, e l'altra piegata per +appoggiarsi al masso là dietro; chi potrebbe dire che questa +figurina--che par creata con un soffio, senza stento, in un minuto di +ispirazione, quasi in un minuto di intuizione atavica in cui è stata +sentita di nuovo e rivissuta l'ibrida esistenza degli esseri +primitivi--sia stata plasmata da quella stessa rude mano che ha menato +violentemente la stecca, ha strisciato nervosamente col pollice per +modellare la maliziosa figura del _Satiro_, altra meravigliosa +intuizione del mondo primitivo, reale o fantastico non importa, +probabilmente più reale di quel che non vogliamo immaginare? + +Nel _Faunetto_ infatti c'è l'incoscenza, la delizia di vivere, il +rigoglio fresco e puro dell'organismo, il serpeggiamento quasi +vegetale della forma non ancora mortificata dall'uso. Stando a +fissarlo, si ripensa un cielo purissimo, una campagna verdeggiante +fiorita, montagne luminose nel lontano orizzonte, e, fra gli alberi, +un'azzurra striscia di mare riluccicante di riflessi sotto il sole +meridiano; squarcio di mondo antico, quale noi lo intravediamo +talvolta a traverso qualche distico dei buccolici greci. + +Invece il vecchio _Satiro_ ci fa sognare boschi ombrosi, tronchi di +alberi dalla scorza scabrosa e sparsa di muschi e di funghetti, cinti +di rovi e di liane: Ninfe dormenti, spiate, insidiate: fosche visioni +di sensualità irrompente, fra gridi rauchi e cachinni, dove prende +suono la maligna bestiale compiacenza della propria forza muscolare. + +Se questa suggestione avviene, e intensa e persistente, vuol dire che +la forma ha detto quel che doveva dire, ha compiuto il suo naturale +prodigio. + +La potenza psicologica dell'arte del La Spina si rivela immensamente +meravigliosa in tutti quei busti, davanti ai quali il visitatore è +forzato ad arrestarsi stupito. Quelle teste e quelle fisonomie non +sono solamente rassomigliantissime agli originali, ma hanno tutte +qualcosa di particolare da mostrarci, che l'occhio arguto dello +scultore ha intuito, e la mano, pronta e sicura, ha poi reso con +felice evidenza. + +E l'artista è oramai così esercitato in questo genere di scrutazione, +da poter facilmente indovinare particolarità di forma che il suo +occhio non ha veduto, quando è stato costretto a interpretare una +scialba fotografia, e ricostruire, come faceva il Couvier, dalla linea +della fronte tutta la forma del cranio, cavando fuori piani e +protuberanze che i parenti del morto hanno riconosciuto esattissimi, +come gli è accaduto pel busto del signor Gaetano Garufi. + +Ultimi resultati di questa meravigliosa penetrazione nelle intime +profondità psicologiche, oltre quello del Garufi, sono i ritratti del +signor Gioacchino Fichera, del dottor Tomaselli professore di clinica +medica nell'università di Catania, del signor Francesco Badalà e del +signor Mariano Campione; cinque capolavori che Michele La Spina ha +avuto il torto di non esporre al pubblico per eccesso di modestia, per +ormai invincibile avversione a tutto quel che può prendere la più +lontana apparenza di ciarlataneria. + +Egli li ha amorosamente modellati nella pace quasi campestre della sua +casa di Acireale, li ha fatti fondere zitto zitto in Roma e li ha +subito spediti ai fortunati committenti, come se non mettesse conto di +incomodare la gente e farla andare, per così poco, sin in fondo a Via +Margutta! + +E per tale eccessiva modestia, per tale repugnanza di farsi avanti e +di dar gomitate a questo e a quello, Michele La Spina è noto a pochi, +e non ha potuto afferrar l'occasione di mostrare al gran pubblico quel +che egli vale e quel che può. + +E così si capisce com'egli, e i rari modesti e valenti suoi pari, +debbano intanto veder trionfare per le vie e le piazze delle famose +cento città e della lor capitale tante sconcezze monumentali che i +posteri certamente abbatteranno, vergognandosi di esse per l'arte, per +l'onor di Roma e dell'Italia; e debbano veder accolte nella Galleria +dell'arte moderna parecchi orrori scultorii che starebbero bene +soltanto in qualche salotto di salumai, o di mercanti di campagna +mezzi rinciviliti. + +Michele La Spina è modesto sì, ma non inconsapevole del suo valore. E +in quei giorni di scoraggiamento e di lassezza, che sopravvengono +anche ai più audaci e ai più forti, quando sembra che tutto crolli +dattorno all'artista e stia per naufragargli in petto, con la fede nel +proprio valore, fin l'amore dell'arte, io credo che gli basterà dar +un'occhiata al suo _Faunetto_ che attende l'ultima mano, al suo Satiro +a cui manca per l'eternità soltanto esser colato in bronzo, a quella +gigantesca testa del Garibaldi dove il gran dittatore rivive come non +è mai rivissuto in nessuno dei suoi mille busti, in nessuna delle sue +mille statue, in nessuno dei suoi mille monumenti, basterà quella +rapida occhiata per ridargli coraggio e vigore, e fargli riacquistare +la coscienza della sua forza e la fede nell'arte e nell'avvenire. + + * + * * + +Tre mesi fa, l'amico Amilcare Lauria mi invitava ad andare ad ammirare +assieme con lui alcune incisioni in legno d'un giovane siciliano di +cui sentivo pronunziare allora per la prima volta il nome: Ignazio +Orlando. L'entusiasmo del Lauria per quelle incisioni era così grande, +che io già ne attribuivo molta parte alla sua abituale esagerazione +affettuosa quando si tratta di cose dei suoi amici. M'ingannavo. + +Ricordo, scrivendo, la stanzetta di via Aliberti, dove l'Orlando aveva +installato in quei giorni uno studio provvisorio. Eravamo quattro +persone e ci si rigirava a stento. Bruno, corto, pienotto, con folti +capelli neri, un po' esitante e imbarazzato nei modi, Ignazio Orlando +mi sarebbe parso un intelligente operaio vestito bene, senza quegli +occhi neri più del carbone che, mentre egli parlava con modesta +semplicità dell'arte sua, dei suoi progetti, delle sue speranze, +brillavano, lampeggiavano, rivelando assai meglio delle parole un +ardente anima di artista. + +Aveva tratto fuori da una valigetta due o tre custodie di cartone +avviluppate in vecchi giornali, e apertele sul lettino, che occupava +quasi metà della cameretta, ci presentava a una a una le prove di +stampa di alcune delle sue incisioni, scusandosi che qualcuna di +queste non fosse ancora finita. + +Mi attendevo, sì, di vedere dei lavori assai bene eseguiti; avevo +saputo dal Lauria che l'Orlando, fatti i suoi primi studi in Italia, +era stato parecchi anni a Londra e a Parigi alla scuola dei più +valenti incisori in legno di colà; e, invece, avevo davanti agli occhi +squisite opere d'arte, dove quel che meno colpiva era l'abilità +tecnica, che pure appariva grandissima. + +Raramente mi era accaduto di vedere qualcosa di simile, cioè +l'interpretazione di un quadro, la quale desse un'idea così fedele di +esso, da far scorgere oltre al disegno il colore, e oltre al disegno e +al colore la speciale fattura del pittore. Ci passavamo da mano a mano +le riproduzioni di un lavoro del Morelli, d'un paesaggio del Lojacono, +d'una figura del Leloir; e da ciascuna di quelle incisioni non +vedevamo risaltare, a prima vista, la bravura dell'esecuzione, ma il +carattere e la natura dell'opera riprodotta, pittura a olio o +acquarello; la bravura veniva ammirata dopo, quasi per uno sforzo di +riflessione. + +Allora l'incisione del _Cristo nel deserto_ del Morelli era appena +incominciata. Sul tavolino davanti alla finestra, coperto da un foglio +di carta turchina, vicino alla cassetta dei ferri, al cuscino tondo di +pelle che serve di appoggio incidendo, quasi sotto la lente mobile, +stava il legno da cui la nostra importuna visita aveva, poco prima, +staccato l'artista. Egli era intorno agli angioli dalle lunghe vesti +ondeggianti, uno col vassoio ricolmo di uva e di frutta diverse, +l'altro con su la spalla il recipiente con l'acqua. Sotto i lievi +incavi del bulino già sparivano le ultime traccie del disegno, mentre +a sinistra la figura del Cristo spiccava in nero, ancora intatta, sul +fondo opalino della fotografia col collodione; quasi l'artista volesse +accostarsi a quella figura con riverente lentezza e dopo aver superato +la prova di rendere quelle creature, umane e celestiali in una, così +stupendamente intonate con le brulle montagne del fondo, con gli arsi +cardi del primo piano, e con quel rigoglioso tralcio di vite +impigliato alle vesti del portatore della frutta. + +Ora l'incisione è finita ed esposta al pubblico; e la meraviglia e +l'ammirazione da essa destate in coloro che hanno avuto la curiosità +di visitare la _Sala degli scacchi_ dell'Associazione della Stampa, +hanno già ricompensato l'artista della sua ardua fatica, quantunque la +più preziosa ricompensa per lui dev'essere stata la lode del Morelli, +contentissimo di veder riprodotto in quel modo uno dei migliori suoi +quadri. + +Peccato che, appunto in questi giorni, il riordinamento della +_Galleria dell'arte moderna_ impedisca di confrontare la riproduzione +con l'originale a chi volesse formarsi un'esatta idea del valore +artistico dell'Orlando. + +Chi ha veduto il quadro del Morelli può fare il confronto di memoria; +un capolavoro come quello, visto una volta, non si dimentica più. A me +basta socchiudere gli occhi perchè le tre stupende figure mi si +ripresentino all'immaginazione con l'evidenza della realtà. Sotto il +cielo plumbeo e afoso, fuggono in fondo, a sinistra aride e rossiccie +le colline; rizzano i dossi nudi e scabrosi, a destra, le montagne +della Palestina. In pieno sole, su un rialzo di terreno roccioso, con +la bruna faccia su cui i riflessi del terreno e delle candidissime +vesti gittano una velatura violacea, con le braccia aperte, quasi +lasse, è seduto il Cristo, che ha nei grandi occhi lo smarrimento +della mistica contemplazione e dell'estasi. Ed ecco, a destra, vestiti +di azzurro, leggieri, sorvolanti sul terreno, i due angeli +ministratori che arrivano compresi di riverenza e di tremore, recanti +il ristoro delle frutta e dell'acqua..... _Et angeli ministrabant +illi._ + +Non pare di stare davanti a un quadro, ma di assistere a una visione, +in quell'afosa atmosfera che incombe grave sul vasto spazio attorno, +con quelle rocce scottanti, quasi calcinate dal sole, dove una lista +di erbe agonizza invocante qualche stilla di rugiada, dove fin le +ombre sono luminose, le carni e le vesti trasparenti, tanto impregnate +di sole! E che visione quel Cristo coperto del candido sciamma, +assorto, con nella faccia troppo umana i bagliori del cielo che gli +splende nell'anima, e quelle due leggere figure vestite di azzurro, +con ricche chiome d'oro che fiammeggiano al sole, creature angeliche +quantunque non mostrino le ali e le aureole con cui la tradizione +artistica suol caratterizzarle! Sì, visione non quadro, cioè non +dipinto; perchè qui la fattura non si scorge e le supreme sapienti +delicatezze del pennello spariscono dietro la creazione artistica che +spazia per altezze sovrane. Il quadro par fatto con niente, a furia di +mezze tinte, di colori neutri, eccetto il bianco candidissimo delle +vesti del Cristo e l'oro fiammeggiante della chioma del primo angelo. +Ma che armonia! E che sincerità! E come siamo a mille miglia dalle +abilità del mestiere! + +Con questo miracolo d'arte ha dovuto lottare l'Orlando e non n'è +rimasto schiacciato. Chi ha visto il quadro del Morelli, lo rivede +nell'incisione quasi tal quale; e come le piccole dimensioni del +quadro dànno all'occhio l'illusione della grandezza naturale, così le +piccole proporzioni dell'incisione dànno quelle del quadro. + +L'Orlando s'era preparato a quest'arduo lavoro incidendo +precedentemente altri lavori del Morelli: l'_Uscita dalla chiesa_, +_Giovedì santo_ e _Studio di donna_ nei quali ha dovuto superare +difficoltà di natura diversa, volendo fin rendere la differenza di +talune parti del quadro che il pittore non ha mai finite. + +La valentìa dell'Orlando non si smentisce nei paesaggi _Ischia_ e +_Presso il Vesuvio_ del Lojacono, che come paesaggi non valgono molto; +si afferma anzi grandemente nella piccola incisione dell'acquarello +del Leloir, finitissima, caratteristica. + +E mi limito a parlare delle incisioni esposte, perchè altrimenti +dovrei citare parecchi ritratti, fra i quali notevolissimo quello del +senatore Paternò. + +Ora l'Orlando intende pubblicare un _Album_ dove saranno da lui +riprodotte con l'incisione le più belle opere della moderna pittura +italiana; album che avrà un testo illustrativo in quattro o cinque +lingue. E qui comincia la triste istoria delle difficoltà d'ogni +genere che gli attraversano l'impresa. Ma egli è coraggioso, +persistente, forte, e il suo breve passato deve infondergli lena e +vigore. + +Ha già percorso un bel cammino da quando, povero fanciullo, +frequentava le scuole della Martorana in Palermo e le scuole serali +operaie di disegno; da quando nell'Istituto di San Michele di qui +s'iniziava allo studio della sua arte, fino alla sua dimora in Londra +e in Parigi, in quegli studi xilografici dove gli venivano appresi +tutti i perfezionamenti tecnici dell'incisione sotto la direzione dei +più valenti maestri del genere. Passato maestro alla sua volta, egli +ha sentito la nostalgia della patria, ed ha sognato di venir a +impiantare in Italia una scuola di xilografia, ora che quest'arte +torna in onore, ora che il rinascente gusto artistico fa metter da +banda le riproduzioni meccaniche della fototipia e della +fotoincisione, ora che il libro non vuol più essere soltanto un +gioiello di arte letteraria ma anche di arte tipografica e +illustrativa. + +È rimasto un po' deluso. Nel pubblico, nel mondo artistico, nel mondo +ufficiale, che dovrebbe tentare, con alti intendimenti, imprese quasi +impossibili per la speculazione privata, non c'è nessun risveglio, +anzi neppur un accenno di risveglio in favore di un'arte che è +destinata a sostituire i volgari processi meccanici di riproduzione, +e, forse, anche pel lato commerciale, la incisione in rame; su la +quale ha, fra tanti altri, il pregio di una pastosità che questa non +potrà raggiungere mai. + +È rimasto un po' deluso; ma non vuol dir niente. Egli ha tanta +giovinezza che può attendere ancora un po'. Attenda dunque ed abbia +fede! + + + + +II. + +GRAFOMANE?¹ + + ¹ __Salvatore Grita__, schizzi critici--Prima puntata. Roma, Tip. + Economica Commerciale 1897. + + +No. Certamente è un peccato che Salvatore Grita maneggi da qualche +tempo in qua (ahimè da molto tempo in qua!) più la penna che la +stecca; ma non è tanto facile trovare delle persone che, come lui, non +perdano quasi punto nel cambiar mestiere. Dirò di più: sarebbe +desiderabile che molti scrittori di mestiere (si noti, non dico: +mestieranti) maneggiassero la penna con la stessa facilità di lui, con +la stessa forza di arguzia, con la stessa ricchezza d'ironia che +rendono gli scritti di questo scultore un'opera d'arte. + +Quando ricordo il giovane che nel 1855 tornava nella sua città natale, +Caltagirone, per esporvi la sua prima statua, _La Speranza nella +sventura_, bruno, con folta capigliatura nera, con occhi nerissimi, +con indosso l'ondeggiante _chemise_ di lustrino nero allora in voga; e +lo paragono all'uomo di oggi, canuto, accasciato, quasi curvo sotto il +peso delle disgrazie d'ogni sorta, che però non son riuscite ad +abbatterne l'animo imperterrito e a intorpidirne l'eletto ingegno, io +mi sento preso da grande commozione e da più grande ammirazione. E +penso: sì, è vero, ognuno di noi si foggia con le proprie mani il suo +destino; ma, spesso, una crudele fatalità pesa talmente su certe +creature umane, da non lasciare nessun dubbio che la responsabilità +dello sconvolgimento di una vita debba attribuirsi, più che +all'individuo, alle circostanze di cui egli è stato vittima. + +Salvatore Grita appartiene a questa categoria. + +La lettera che egli scrive all'onorevole Imbriani, a proposito della +sua interpellanza pel monumento nazionale al Mazzini, è un capolavoro +di 75 pagine che onorerebbe qualunque scrittore di grido. È eccessiva? +Violenta? Impertinente? Aggressiva? È quale appunto lo scrittore l'ha +voluta. Ma che logica stringente! Ma che mordente sarcasmo! Ma che +brio e che umore, nel miglior senso di questa parola! Non una frase, +non una parola vuota e fuori posto. L'argomentazione prorompe _ex +abundantia cordis_, lo stile scatta, irride, graffia, morde: e nello +stesso tempo si sente che nel suono della voce dello scrittore c'è +qualcosa che sa di pianto, e si capisce che la mano di tratto in +tratto ha dovuto arrestarsi perchè gli occhi erano gonfi di lagrime +che gli velavano la vista. + +"Leggete, leggete, ve ne prego, fatemi la grazia di andare fino in +fondo: fo un debito per far stampare tutto questo, per così diminuirvi +la fatica nel leggere, perchè amo che lo leggiate voi e quei pochi che +vi somigliano." (pag. 29). + +Salvatore Grita è tanto disgraziato che può darsi benissimo che forse +neppur l'on. Imbriani (il quale pure legge tutti i plichi che gli +inviano) troverà un quarto d'ora per vedere che diamine voglia da lui +uno che comincia con dirgli: "Come? Anche voi vi schierate tra i +nemici di Giuseppe Mazzini?" + +Giorni fa tutti i giornali di Roma sbraitavano contro la +monumentomania da cui è stato preso quest'ultimo quarto del secolo +morente; tutti esclamavano: _Troppe brutte statue! Troppi bruttissimi +gruppi! L'Italia ne è profanata da un capo all'altro! Smettiamo!_ + +Salvatore Grita, scultore, predica così da più di trent'anni, +spassionatamente, per puro amore all'arte e della dignità nazionale, +accompagnando le sue alte grida da ragioni estetiche, civili, +economiche anche, se si pensa ai milioni miseramente sciupati... +Ebbene, che profitto ne ha cavato? Quello soltanto di sentirsi +chiamare _spostato_, _mattoide_, _grafomane_; anzi, no, non quello +soltanto. Personalmente ne ha avuto il bel profitto di un ostracismo +che più tardi, se davvero il mondo diventerà a poco a poco più civile +e più onesto, parrà affatto incredibile. + +Io non voglio entrare nella discussione di alcuni fatti riferiti in +questa lettera all'on. Imbriani. Prima di pronunciare un giudizio +bisognerebbe aver sentito, come suol dirsi, l'altra campana. E dico +così più per rispetto al pubblico che per altro. Il Grita può in +qualche punto della sua lettera eccedere, e fare qualche piccola +reticenza (per quanto un uomo abbia la coscienza di essere +spassionato, non sa difendersi interamente dalle insidie nel proprio +interesse) ma è impossibile supporre che inventi di sana pianta, che +calunni sfacciatamente Ministri, Segretari di Stato, Commissioni di +esami, e che mentisca nella sua dignitosissima lettera alla contessa +Ersilia Gaetani Lovatelli; la quale signora contessa ha permesso, +senza fiatare, che il suo agente d'affari commettesse contro il Grita +un'enormità di cui dovranno occuparsi i tribunali. + +Ma di questi fatti personali lo stesso Grita parla a malincuore. Dice: +"Vedrà: invece di attaccare le mie idee, prenderanno di mira la mia +persona, e non su pei giornali ma nei crocchi, per calunniarmi più +agevolmente." + +Infatti, sono già parecchie settimane che la sua lettera all'on. +Imbriani è pubblicata: nessun giornale ne ha fatto un cenno. E vada +pei giornali politici! Ma per le riviste, pei periodici, pei giornali +che si occupano di cose d'arte? Giacchè il Grita non è un +ciarafuglione, un cervello arruffato; ha intorno all'arte sua una +serie d'idee che egli sa esporre con chiarezza, con evidenza +immaginosa, con entusiasmo di persona profondamente convinta, stavo +per dire, di apostolo; e il pubblico che ha applaudito mesi fa alla +conferenza del Nordau intorno alla _Funzione sociale dell'arte_, +ignora che il Grita ha predicato con la stampa, e da un pezzo, le +stessissime idee, non meno brillantemente e non meno efficacemente del +troppo lodato scrittore tedesco. + +Ecco: io, per parte mia, credo poco o punto al valore pratico della +Funzione sociale dell'arte come oggi s'intende; mi sembra che nel +porre questo problema si giuochi d'equivoco; e non si tenga, nel +risolverlo, nessun conto delle mutate condizioni dello spirito umano. +Io, per parte mia, credo che il primo dovere di un'opera d'arte sia +quello di essere una bella opera d'arte; che il primo dovere di +un'opera d'arte moderna sia quello di essere una _bella_ opera d'arte +che riveli di essere di oggi, e non d'ieri o di parecchi secoli fa, +cioè non una reminiscenza, nè un _pastiche_. + +Perciò, mentre vo d'accordo col Grita su alcuni punti, mi trovo molto +lontano da lui intorno al valore del concetto in un'opera d'arte. Ma +questo non m'impedisce di ammirare fino i suoi eccessi, in grazia +della forma. + +Egli biasima, e con evidentissime ragioni, lo stupido interpolamento +delle allegorie antiche in un'opera di arte moderna. + +"Coloro che trovarono quelle personificazioni erano uomini di genio, +ed esse erano prodotti logici, storici, istruttivi, educativi; ma +voialtri (_parla a certi scultori_) che tacete i fatti storici per +darci dei rebus, voialtri siete ladri che rubate alla storia, che +rubate pagine di storia alla patria. + +"Gli antichi, delle loro allucinazioni facevano altrettante realtà; +oggi dopo tanti secoli di progresso, dopo tanto lume di scienza, delle +realtà fanno allucinazioni: ma che dico? rubano, copiano, applicano, +no, appiccicano a sproposito le forme già sciupate dei prodotti +d'immaginazione intellettiva di trenta, quaranta secoli fa" (pag. +8-9). + +E con acuta ironia prosegue poco più in là: + +"È inutile che io mi sforzi di continuare a combattere le allegorie; +me ne manca l'autorità: non sono un matricolato. Ma i matricolati, i +laureati pare che arrossiscano di parlare delle arti plastiche +contemporanee, o sono presbiti d'intelletto. Dev'essere proprio così, +perchè vedo che essi ragionano tanto bene, parlando dell'arte di +Raffaello e dell'arte preraffaellista, di Giotto e dell'arte +pregiottesca, dell'arte romana, della greco-romana, della +greco-egizia, dell'egizio-assira, dell'arte omerica e della +preomerica! E non vi parlo dell'arte preistorica e con quanta lucidità +la vedano e con quanta profondità di analisi critico-scientifica la +giudichino; e come, dopo aver parlato del microcosmo della genesi e +della sua evoluzione, attacchino l'estetica del microcosmo! + +"Ma questi nostri grandi critici che vedono così limpidamente il +grandissimo e il picciolissimo del passato, non vedono più le opere +d'arte esposte che aspettano il loro giudizio... I signori dotti +presbiti diranno, mi par di sentirli, che le allegorie le inventarono +e immaginarono i grandi conduttori di popoli, i grandi legislatori... +È vero; ma quelli erano grandi animali politici, e i nostri tesmofori +sono dei politici animali quando approvano, se non suggeriscono, forme +vuote di contenuto moderno. Gli antichi legislatori adoperavano le +allegorie per colpire e persuadere le turbe, e vi riuscivano +felicemente; se ne servivano per democratizzare, se così posso dire, i +loro aristocratici pensieri e renderli comprensibili alle masse. Ma +per far ciò si richiede la mente altissima d'un filosofo che analizzi +ed astragga, il potente ingegno immaginativo di un artista che +sintetizzi in forma plastica il nuovo tipo allegorico adatto a +significare i concetti moderni, il contenuto razionale, come +praticarono i classici e il medio-evo, come praticano in questo +momento i giornali politici illustrati e soprattutti i giornali +socialisti nelle loro allegorie" (pag. 10-11). + +Un potente ingegno immaginativo d'artista! E leggendo una pagina che +ragiona con parole di fuoco del monumento del Grandi per le _Cinque +Giornate_ parrebbe ch'egli si contraddica; giacchè quel potente +ingegno immaginativo del povero Beppe Grandi ha, secondo me, fatto +quel che il Grita vorrebbe, cioè ha sintetizzato in forma plastica un +concetto storico, e così chiaramente, così evidentemente, che un +plebiscito popolare impose ai giudici accademici la scelta di quel +lavoro fuori concorso. Il programma voleva che il monumento fosse pure +_caserma per le guardie daziarie_, e il Grandi, con un colpo d'ingegno +immaginativo, ha fatto invece quel che ha fatto. Ma il Grita non si +smarrisce; ha quasi preveduto l'obiezione, e si sdegna e schizza +fiamme: + +"Cinque allegorie delle cinque giornate, che vuol dire cinque modelle! +Manetta del Frate, la lunedì; l'Organettaia, la martedì; Gigia la +sudicia, la mercoledì: Antonietta Ruggerio, la giovedì; e Beppa la +pillaccherona, la venerdì. Ecco le cinque giornate! Perchè rubate +questo tempo, questa materia, o scultori, o Milanesi, ai vostri +martiri? Perchè vi siete dimenticati del vostro zoppo Pasquale +Sottocorno?... Come! Mi fate delle allegorie, della mitologia due +secoli dopo che il Vico ha convertito la mitologia in istoria; due +secoli dopo, della storia voi me ne fate mitologia!" (pag. 37). + +Ed ho voluto citare questo tratto per dare un'idea della forma e per +dimostrare che anche dove c'è eccesso nel concetto, c'è sempre +qualcosa di profondo e di suggestivo. + +Povero Salvatore Grita! Poche volte l'arte ha avuto un adoratore più +fervente e più devoto di lui; e poche volte la devozione e il fervore +sono stati peggio rimeritati! + +Ormai è troppo tardi per lui; l'esperienza non potrà più insegnargli +nulla. Ma il suo esempio rimarrà tipico, e forse non sarà inutile per +qualche altro. Quando in un intelletto di artista la riflessione +sopraffà la immaginativa, quando l'artista si preoccupa più del +concetto come concetto e meno della forma come forma, avviene subito +un disequilibrio nelle facoltà di lui; e, se le tristi circostanze +della vita se ne mescolano un poco, si ha il doloroso spettacolo di +un'eletta intelligenza artistica che si arrabatta nel vuoto. + +Salvatore Grita oggi ha sessantanove anni. Ha modellato _La Speranza +nella sventura_, la _Cieca_, _Una monaca_, simboleggiante l'abolizione +dei Conventi, e quel gruppo _Il bombardamento di Palermo_ che, più di +ogni suo lavoro, mostra quali belle qualità tecniche possedeva questo +ribelle, che poi non ha più potuto--e non per impotenza +creatrice!--produrre altro, per quel che io sappia. + +Se chi ne ha il facile mezzo in mano potesse dargli pace e +tranquillità, forse i sessantanove anni non impedirebbero al Grita di +fare un lavoro dove il pensatore e l'artista si mostrerebbero fusi +assieme, opera d'arte da onorare lui e la scultura italiana.--_Sit +omen verbo!_ + + + + + +POLEMICA + + +_Eduardo Boutet pubblicava nel _Don Chisciotte_ di Roma del 7 gennaio +1894 il seguente scritto:_ + + +SICILIA VERISTA E SICILIA VERA + +Proprio di questi giorni, due fra i maggiori scrittori siciliani di +questi tempi, pubblicano due volumi: Luigi Capuana e Giovanni Verga. +Luigi Capuana _Il Raccontafiabe_, seguito al _C'era una volta_, +Giovanni Verga una raccolta di novelle e bozzetti, _Don Candeloro e +C._ E proprio di questi giorni è stato chiesto ai deputati siciliani, +precisamente nel _Don Chisciotte_:--Ma, le conoscevate voi le sciagure +che straziavano la terra nobilissima? e perchè, ogni giorno, là alla +Camera non le avete ricordate? + +Da siffatta domanda, perfettamente giusta, ne deriva spontaneamente +un'altra:--E voi scrittori siciliani, di novelle, di bozzetti, di +macchiette e via, perchè ne' vostri libri, non avete narrate quelle +sciagure?--Tale domanda ha bisogno di un semplice commento per +dimostrarne la esattezza. + +Luigi Capuana e Giovanni Verga hanno sempre dichiarato che essi +riproducevano, dall'ambiente al carattere, il vero. Tutto e solo per +la verità. E infatti sono specialmente i contadini che appassionano +quegli scrittori. Si può dire quasi, che la maggior parte del successo +fosse costituita--oltre le qualità degli scrittori--dalla curiosità +che destava quel mondo diverso. Nè è stato consentito mai il dubbio +sulla validità del documento. Si era convinti e persuasi, perchè +dubitare della sincerità? che quelle creature rese poi addirittura +popolari nel mondo dalle note di _Cavalleria Rusticana_, fossero così +e non altrimenti. + +Sì; avevano un certo interesse di ricerche di tradizioni e costumi +popolari quelle macchiette, quei bozzetti, quelle novelle. Quando un +contadino vuol invitare a coltellate un altro, gli morde l'orecchio; +dei vecchioni vanno per le casupole a scacciare le malie dal corpo +delle ragazze; e nelle campagne, che so, si tengono i porci per la +casa da certi contadini, e nei giorni di festa, mi pare, si vanno ad +abbracciare; e come gridi di quelle anime, sapevamo che il morsicato +all'orecchio, risponde: _Avete morso a buono!_ e che la fanciulla +abbandonata dal traditore dice: _La mala pasqua a te!_ Poi santo +diavolone e santa Rosalia! In genere si trattava di fanciulle +campagnole, di curati di pievi perdute tra i campi, o smanie di +contadino innamorato che soffre o che si vendica, e poi descrizioni di +casette o capanne, della terra in fiore o no, di processione o messe +grandi, infine da' tipi all'ambiente, per le consuetudini della vita, +e lo svolgimento delle anime, e le modificazioni degli usi e costumi, +dei quadretti graziosi e caratteristici, anche nella tragedia, pasta +tenera azzurrino in fondo; e quando si son veduti poi quei +fazzolettoni bianchi sulla testa delle femmine, quei berrettoni lunghi +sulla testa dei maschi, sì, la curiosità non mancava, ma non si usciva +da un folklorismo amabile e sentimentale. E si giurava che quella era +la verità, tutta verità, niente altro che la verità: _Cavalleria +rusticana_, e _Santuzza_, e _Turiddu_ e _compare Alfio_, con relative +piccole sventure di persone, non tragedie di popolo, anzi gente di +buon augurio in fondo. + +Ma ecco i fatti di Sicilia. Quella letteratura speciale e +caratteristica, dove aveva trovato i suoi documenti? Il vero... il +vero come? il vero dove? Quelle macchiette, quei bozzetti, quelle +novelline di dove fiorivano? Quale fosse il martirio precisamente de' +contadini proprio di quelli che fornivano il modello secondo tutte le +_Cavallerie rusticane_ del genere, si vede nei tristi casi di questi +giorni. Altro che _compari Turiddu_ e _compari Alfio_, e morsetti +all'orecchio e male pasque a te e a me! Basta la storia squadernata al +sole della sola zolfara per sentirsi spezzare l'anima: pare sempre di +sentire risuonare nella coscienza come rimprovero, come gemito, come +maledizione il ritornello dei minatori agonizzanti laggiù: _ahi, ahi, +chiste so li guai!_ (_sic_) Invece compare Alfio se ne veniva a +cantare allegramente alla ribalta: _Oh, che bel mestiere fare il +carrettiere_; e sulle piazzette dei villaggi si trovava un vinetto da +_brindisi faccio, brindisi faccio_; e le festicciuole degli sponsali +avevano ciambelle zuccherate, e vesti ricamate d'oro; e chitarrate, +stornelli, rose, fiori. Lagrimucce fatte per l'applauso alla prima +attrice; o tormenti raggruppati in note per lo sfoghetto d'un tenore: +o popolo in massa che scende sulla via--popolo in massa che scende +sulla via!--ad accompagnare la madonna in giro, la madonna che deve +far la grazia alla fanciulla spasimante d'amore alla finestra, o a +rallegrarsi che Cristo non è morto, colle ginocchia a terra, ed i +berretti in mano. + +Ecco, è chiaro. Vuol dire che la Sicilia degli scrittori che +riproducevano dal vero, è diversa, assai diversa, dalla Sicilia vera: +popolo che soffre tutti gli strazi e tutti i soprusi, e che cerca +nella morte la fine de' patimenti più infami e più ingiusti. Vuol dire +che la _Sicilia--Cavalleria Rusticana_, nella quale si può riassumere +la macchietta, il bozzetto e la novella, era una Sicilia esercitazione +letteraria, quindi retorica nel metodo, e nel fine una Sicilia +d'osservazione in prima pelle, in quanto si presta alla grazietta +accademica e nulla più: di maniera. Vuol dire che quegli scrittori +hanno forse tutte le doti di artisti, non mi riguarda, ma quando +gridano di riproduzione dal vero non sono esatti: si sono fermati a' +giubbetti ed ai fioretti, e nelle anime non hanno guardato: se le +anime avessero vedute e sentite ben altro dovere avrebbero dato alla +loro letteratura. Alfio e Turiddu potevano pure andarsi a fare +ammazzare tranquillamente, essi avrebbero raccolte le sanguinanti +lagrime di quel gran popolo così oltraggiato, e le avrebbero gettate +in faccia, protesta e rivendicazione, ai colpevoli, bollandoli di +rovente marchio. + +Del resto, questo errore di vivere insensibili del loro tempo, senza +vederne e senza sentirne le angoscie e le convulsioni, servendosi de' +documenti umani come di giocarello arcadico, è errore non solo di quei +novellieri e romanzieri, ma in genere, quasi di tutti coloro che vanno +tra il popolo minuto e i contadini a pescare la loro letteratura: ne +cavano il sonetto con nuovi Melibei e nuovi Clori, ma di ciò che +realmente è, e che realmente dovrebbe osservarsi e riprodursi,--e +l'arte avrebbe la maggiore potenza di impressione,--nulla, nulla mai. +Oh non accade lo stesso per la mia Napoli? E io non ho dimenticato che +quando dalla scena proruppe il dolore della mala vita, della piazza e +della casa, mi dovei accapigliare con un critico, amico mio carissimo, +perchè vedeva un'altra Napoli, non quella bozzettistica de' maccheroni +al pomidoro, delle ostriche di Santa Lucia, e del pesce fresco allo +scoglio di Frisio. + +E la dolorosa conclusione è questa:--Mentre nelle condizioni +contemporanee gli scrittori--anche i giovani pur troppo!--che si danno +allo studio e alla riproduzione della sconsolata vita popolana o +campagnuola, dovrebbero sentir fremere nell'anima l'opera +civile--l'opera d'arte verrebbe poi!--si fermano invece ai maccheroni +al pomidoro e alle ostrichette di castello. _Fenesta che lucive!_ ecco +Napoli! _Occhiuzzi beddi!_ ecco la Sicilia. Con i _carusi_ non si +fanno i volumini gingilli e le illustrazioncelle civettuole pe' +salottini rococò! + + __Caramba__. + + +_Non potevo lasciar passare inosservato questo articolo così ingiusto, +e nello stesso giornale fu gentilmente pubblicata la mia risposta._ + + + _Caro Boutet_, + +Ho letto, con due giorni di ritardo, il vostro articolo _Sicilia +verista e Sicilia vera_. Io che compro tutti i giorni il Don +Chisciotte (non lo dico per farmene un merito presso l'amministratore) +avevo comprato anche il numero di domenica, ma lo avevo dimenticato in +tasca. Avvertito da parecchi amici che voi mi avevate cucinato assieme +col Verga e servito ai lettori con salsa piccante, ho voluto subito +assaggiare anch'io il vostro manicaretto. Mi aspettavo di trovarlo +gustosissimo; la mia aspettativa però è stata sorpassata. L'articolo, +non c'è che dire, è proprio di quelli che sapete scrivere voi, +vibrante, scoppiettante, un articolo parlato, _una napoletanata alla +Boutet_, come diciamo noi amici quando vogliamo qualificare le vostre +deliziose comiche conversazioni in redazione, al caffè, per le vie. + +Peccato che tra la materia delle vostre conversazioni e quella del +vostro articolo ci sia grandissima differenza. Nelle conversazioni +ordinariamente parlate di cose che avete viste, che conoscete +benissimo, a fondo; di persone che la vostra parola e il vostro gesto +fanno rivivere e mettono sotto gli occhi altrui quasi col fascino +della realtà; l'eccesso, l'inesattezza, lo sproposito qualche volta, +passano inavvertiti sotto la forma efficacissima del dialetto +napoletano, sotto l'immagine, sotto la mimica; si ride a crepapelle, +vi si ammira e vi si è grati di un bel quarto d'ora di gaiezza e di +ilarità. + +Nell'articolo _Sicilia verista e Sicilia vera_, invece avete voluto +parlare di cose che ignorate affatto, o che avete appreso a orecchio; +e se la forma per parecchi lettori, ignari come voi, può far passare +il contenuto, non può bastare per me, che vi siete compiaciuto di +tirare in ballo. Inoltre, gli spropositi che avete detto in quella +colonna e mezzo, scusate, sono così grossi che non è possibile ridere; +tanto più che questa volta voi vi date l'aria di parlare sul serio, e +l'occasione che vi porse il pretesto di scrivere quella _tirata_ è +serissima davvero. + +Sotto l'incubo dei terribili telegrammi che arrivano di laggiù, voi vi +siete rammentato di compare Alfio, di compare Turiddu, e siete rimasto +strabiliato di vedere che in Sicilia, invece di ammazzarsi con la +solita regola di mordersi l'orecchio, si fauno ammazzare in tutt'altri +modi e ammazzano e incendiano e devastano come non fa nessuno dei +personaggi di _Cavalleria rusticana_: e allora, al solito vostro, con +una _boutate_ (questa volta il francesismo è proprio al posto) avete +esclamato:--Ma che sono venuti a contarci il Verga e il Capuana coi +loro pretesi siciliani? I veri siciliani sono questi qui, questi dei +telegrammi della _Stefani_! + +Che ne sapete voi, caro Boutet, che non siete mai stato in Sicilia? +Come potete giudicare che i veri siciliani siano questi e non gli +altri da noi descritti? Con che giustizia decidete che noi abbiamo +badato piuttosto ai _giubbetti_ ai _fioretti_ e che nelle _anime non +abbiano guardato_, se vi mostrate così ignorante di questa stessa +riproduzione artistica voluta confrontare con la realtà, da far +credere con fondamento che ne parlate per sentita dire soltanto? + +Ecco, leggete qui: + +"Sciorinarono dal campanile un fazzoletto a tre colori, suonarono le +campane a stormo, e cominciarono a gridare in piazza: Viva la libertà! +Come il mare in tempesta, la folla spumeggiava e ondeggiava davanti al +casino dei galantuomini, davanti al municipio, sugli scalini della +chiesa: un mare di berrette bianche; le scuri e le falci luccicavano. +Poi irruppe in una stradicciuola. + +"--A te prima, barone, che hai fatto nerbare la gente dai tuoi +campieri!--Innanzi a tutti gli altri una strega, coi vecchi capelli +irti sul capo; armata soltanto delle ugne--A te prete del diavolo, che +ci hai succhiato l'anima!--A te, ricco epulone, che non puoi scappare +nemmeno, tanto sei grasso del sangue del povero!--A te, birro, che hai +fatto la giustizia solo per chi non aveva niente!--A te guardaboschi, +che hai venduto la tua carne e la carne del prossimo per due tarì al +giorno! + +"E il sangue che fumava e ubbriacava. Le falci, le mani, i cenci, i +sassi, tutto rosso di sangue! Ai _galantuomini_! Ai _cappelli_! +Ammazza! Ammazza! Addosso ai _cappelli_." + +Vi pare un telegramma da Caltavuturo o da Valguarnera? Ebbene è +proprio il principio di una delle _Novelle rusticane_ del Verga. + +E nella _Vita dei campi_, se non ci sono i carusi della solfatara, ci +sono Rosso Malpelo e Ranocchio della cava di rena, che è qualcosa di +simile. + +E ci sono i contadini che soffrono, che muoiono di fame e di fatica, +rassegnati talvolta, talvolta delinquenti per forza; ci sono i +galantuomini che opprimono, che corrompono, che fanno il male quasi +inconsapevolmente, per tradizione, per uso, per costume, perchè si è +fatto sempre così ed è comodo continuare a fare ancora così. + +Capisco; voi non avete letto le novelle del Verga e molto meno le mie, +o ne avete letto qualcuna per caso, alla lesta, fra una cronaca +teatrale e l'altra; si vede che voi, critico teatrale accurato e +coscenzioso, non vi siete neppure dato l'incomodo di confrontare la +_Cavalleria rusticana_ opera melodrammatica, con la novella o col +dramma in un atto da cui è tratta; anzi di _Cavalleria rusticana_ deve +esservi rimasto in mente soltanto il libretto, se appioppate al Verga +la grulleria melodrammatica: + + _Oh, che bel mestiere, fare il carrettiere!_ + +quasi il libretto lo avesse abborracciato lui. + +E con questa bella preparazione, con questa straordinaria e profonda +cultura speciale, bum, bum, bum! vi mettete a battere la gran cassa +per proclamare agli sciocchi che Verga è un _accademico_, un +_manierista_! + +Io e tutti gli altri, peggio! + +E vorrei limitarmi a questa semplice questione di fatto: ma voi +parlate d'arte, sentenziate che gli autori contemporanei _dovrebbero +sentir fremere nell'anima l'opera civile, l'opera d'arte verrebbe +poi_! + +Caro Boutet, permettetemi di dirvi che questa non è materia vostra, e +che fareste meglio a non buttarvi in tal ginepraio. L'opera d'arte +viene quando dee venire, cioè quando c'è l'artista che sa farla; e +pare che, a giudizio dei competenti, il Verga e qualche altro abbiano +saputo farla, senza preoccuparsi dei Fasci e dell'onorevole De Felice, +osservando la Sicilia in istato normale, in istato di sanità e non di +eccitazione morbosa. + +Chi vi ha detto che il Verga ed io, per esempio, abbiamo voluto +dipingere la Sicilia sotto tutti i suoi aspetti? Da artista +coscenzioso, minuzioso quasi, il Verga non è mai uscito nelle novelle +fuori della sua provincia di Catania; io, più timido di lui, non sono +uscito fuori del territorio della mia cittaduzza. Voi siete +assolutamente incompetente di giudicare se abbiamo riprodotto bene o +no i nostri personaggi, anche per la bella ragione che non avete letto +i nostri lavori. Non ve ne faccio colpa, oibò; siete così occupato +nella vostra funzione da _critica_ con gli sciagurati autori +drammatici! Ma dico che avete avuto torto di spropositare, senza che +nessuno vi abbia condannato a scrivere la _Sicilia verista e la +Sicilia vera_, e pel solo gusto di buttar giù un articolo pur che sia. + +Lo so, voi siete stato sincero; l'inconsapevole sproposito è la vostra +miglior difesa; infatti non vi si può voler male, e voi sapete che io +non vi ho tenuto broncio per le vostre bastonature di critico +teatrale. Non vi voglio male neppur ora; ma, contrariamente alle mie +abitudini, sento il dovere di avvertire coloro che possono supporvi +competente anche oltre la critica teatrale, che non bevano grosso, che +non prendano per cose serie le brillanti sciocchezze che vi sono +scappate dalla penna questa volta. E un'altra volta, prima di +lasciarvi tentare, pensateci su un momentino e poi non ne fate niente. +Sarà tanto di guadagnato pei lettori e per voi. + +E concedetemi di aggiungere, per vostro conforto, che nel caso di +sentenziare senza aver letto non siete solo. Giorni fa, nel _Diritto_, +a proposito delle mie _Paesane_, ho ammirato queste precise parole: +_Le scene selvaggie vi hanno il predominio sulle altre, e questo ci +dice che la Sicilia, in gran parte, è terreno da redimersi alla +civiltà_. Benedetto Iddio! Neppure farlo a posta, appunto in tutto il +volume delle _Paesane_ è il lato comico della vita siciliana, o meglio +il lato comico di certi carrettieri siciliani quello che vien messo in +maggiore evidenza. Ecco come siamo letti e giudicati noi poveri +diavoli! + +Scusate la lunga chiacchierata, caro Boutet, e ricevete una cordiale +stretta di mano + + dal vostro affezionatissimo + __Luigi Capuana__ + + + FINE + + + + + + INDICE + + + + PREFAZIONE, O QUASI--La letteratura italiana nel 1896 Pag. 1 + + IDEALISMO E COSMOPOLITISMO " 9 + + LA CRISI DEL ROMANZO " 61 + + ROMANZI E NOVELLE. + + I. Gabriele D'Annunzio " 88 + II. E. A. Butti--Neera--L. Gualdo " 113 + III. Adolfo Albertazzi--Errico Corradini " 131 + IV. Grazia Deledda--Alfredo Panzini " 153 + V. Un romanzo regionale " 171 + + VARIETÀ. + + I. Il teatro di Giovanni Verga " 181 + II. _Pulvis et Umbra_ " 189 + III. L'Odissea della Donna " 199 + IV. Lionardo Vigo " 213 + VI. Emilia Pardo-Bazan " 233 + VII. Un padre Bresciani spagnuolo " 249 + VIII. Un poema drammatico portoghese " 263 + IX. Psicopatia cristiana " 273 + X. I contadini siciliani " 287 + + ESCURSIONI DI ARTE. + + I. Michele La Spina " 297 + II. Ignazio Orlando " 305 + III. Grafomane? " 313 + + POLEMICA " 323 + + + + + + ERRATA-CORRIGE + + pag. 17 lin. 15, e preso, il _la_ e preso il _la_ + » 50 » 21, ha torto ho torto + » 54 » 17, la coscienza coscienza + » 114 » 9, lo suggerisse la suggerisse + » 144 » 18, quel qual + » 146 » 12, dall'odio dell'odio + » 173 » 20, se arriva che arrivi + » 190 » 4, uggiose uggiosi + » ivi » 6, rinvertiti rinverditi + » ivi » 15, abbiamo abbiano + » 232 » 7, _lo_ _la_ + » 252 » 19, _ai distratti entrati_ _ai distratti non entrati_ + » 259 » 20, dal padre del padre + » 274 » 27, rimase rimane + + + +NOTA DEL TRASCRITTORE + +I cambi di carattere sono stati notati così: + _corsivo_, =grassetto=, __maiuscoletto__ + +L'errata-corrige è stata riportata nel testo. Essa stessa ha un errore +(la pagina 259 è erroneamente indicata 258). + +Sono stati corretti altresì i seguenti refusi: + + e si tormenta con i casi di [coscenza]. + usurpare le funzioni della filosofia e [nella] scienza + quindici anni fa, [quanda] per Arte si intendeva + La [prina] spina sta nella frase: + che fanno bene ad [astrare]; è il loro mestiere. + e rivelano ([sensa] volerlo, aggiungo io) + Il futuro [è è] pieno di sorprese. + si possa scrivere un romanzo mistico [non] una forma naturalistica + par di sentir [narnare] un'identica storia. + anzi quel vile si esamina troppo, [ragionata] troppo; + sconto con quest'[infermo] un minuto di debolezza, intendi? + il fantasma d'un personaggio, non quello d'un [persosonaggio] + per amore di Dio, Paolo [l'abbondonava]. + ignorino fin l'[esitenza] di quella magistrale pagina + e stavo per [raggiungere] anche proto, + Al [composanto] di Pisa, vedendo le catene + "Compresi--ella dice [nel] suoi Appunti autobiografici + la facesse innamorare [dal] castigliano, + e [deve] da un lato e dall'altro, + potrebbe dirsi orgoglioso di [Pequeceñes]; + con le labbra screpolate e [alteggiate] a un'amara espressione + E per tale eccessiva [modesia], per tale repugnanza + impiantare in Italia [uua] scuola di xilografia + e nelle [compagne], che so, si tengono i porci + Caro Boutet, [permettemi] di dirvi + IV. Grazia Deledda--Alfredo [Pansini] + +Le irregolarità nel virgolettato non sono state corrette. + + + + + +End of Project Gutenberg's Gli 'ismi' contemporanei, by Luigi Capuana + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI 'ISMI' CONTEMPORANEI *** + +***** This file should be named 28325-8.txt or 28325-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/2/8/3/2/28325/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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