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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: La freccia nel fianco + +Author: Luciano Zùccoli + +Release Date: February 3, 2009 [EBook #27979] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA FRECCIA NEL FIANCO *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + + + + + + + LA FRECCIA NEL FIANCO. + + + + + OPERE DI LUCIANO ZÙCCOLI + + (Edizioni Treves). + + + ROMANZI: + + _La volpe di Sparta_. 4.^o migliaio L. 3 50 + _La freccia nel fianco_. 9.^o migliaio 3 50 + _L'amore di Loredana_. 8.^o migliaio 3 50 + _Farfui_. 7.^o migliaio 4 -- + _Romanzi brevi_. 5.^o migliaio 4 -- + (Casa Paradisi--Il giovane duca--Il valzer del guanto). + _Ufficiali, sottufficiali, caporali e soldati...._ + 8.^o migliaio 1 -- + _I lussuriosi_. 6.^o migliaio 1 -- + _Il designato_. 4.^o migliaio 1 -- + _Roberta_ 3 50 + _Il maleficio occulto_ 3 50 + + NOVELLE: + + _Primavera_. 4.^o migliaio 3 50 + _La Compagnia della Leggera_. 3.^o migliaio. 3 50 + _Donne e fanciulle_. 6.^o migliaio 3 50 + _L'Occhio del Fanciullo_. 3.^o migliaio 3 50 + _La vita ironica_. 3 50 + _Novelle prima della guerra_. 3.^o migliaio. 3 50 + + + + + La freccia nel fianco + + ROMANZO + + DI + + LUCIANO ZÙCCOLI + + + + MILANO + FRATELLI TREVES, EDITORI + + 9.^o migliaio. + + + + PROPRIETÀ LETTERARIA. + + + + _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati + per tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda._ + + Si riterrà contraffatto qualunque esemplare di quest'opera che + non porti il timbro a secco della Società Italiana degli Autori. + + + + Tip. Fratelli Treves--1917. + + + + + + PRIMA PARTE. + + + ....fiori animati + esperti de la gioia e de l'affanno. + + + + +I. + + +S'eran conosciuti, una mattina di vento e di sole, in un piccolo paese +sulle rive del lago. + +Egli aveva otto anni e si chiamava Brunello. Un giorno doveva essere +il conte Bruno Traldi di San Pietro, con un largo stemma, varii titoli +d'antichi dominii perduti e quel tanto di patrimonio che Fabiano suo +padre, giuocatore, avrebbe potuto lasciargli. + +Ella si chiamava semplicemente Nicoletta Dossena, apparteneva a +famiglia borghese arricchitasi nell'industria; contava diciotto anni, +era dritta nell'anima come nel corpo; alta e formosa. + +Il piccolo Bruno aveva già girato il mondo. + +Recava dentro di sè una malinconia e una rabbia di ribellione, un +germe di scoramento e una volontà d'ostinazione meditata, un gusto di +beffardaggine incosciente, che in così tenera anima sbigottivano e +parevano straordinarii. + +Non aveva mai potuto vivere in pace quei suoi pochi anni di vita. + +La madre, Clara Dolores, divisa dal conte Fabiano, voleva il figlio; +il padre lo toglieva alla madre: Bruno stava ora con l'una, ora con +l'altro; più spesso col padre, più volontieri con la madre; avvenivano +liti, lavoravano avvocati, si scambiavano lettere e telegrammi e carta +bollata per averlo. E da ultimo era intervenuta anche la famiglia del +conte Fabiano, madre e fratelli, per toglierlo ai due coniugi in +guerra e metterlo in collegio. + +Quand'era con Fabiano, godeva una libertà pericolosa e piena; la madre +lo teneva nascosto come un gioiello perchè non glielo portassero via; +i parenti non erano riusciti ancora ad averlo, e gli uomini di legge +avevan trovato ragione a costruire sulle pretensioni di quella +famiglia un edificio di cause e di beghe, il quale non sarebbe finito +mai più, ma fruttava molto agli avvocati delle varie parti. + +Per tutte queste ragioni degli altri, Bruno aveva corso il mondo, ora +con la mamma, ora col papà, e ricordava d'aver visto sfilare sotto gli +occhi le città, le campagne, i monti, in treno, in carrozza, in +diligenza, a dorso di muletto. + +Era riuscito, tra quel tumulto, a imparare a leggere e a scrivere e si +dava grandi arie per questo coi piccoli amici che veniva a conoscere +qua e là, in un albergo di prim'ordine o in una casupola di contadini. + +Suo padre gli insegnava qualche cosa, di tanto in tanto, per +capriccio; sua madre lo istruiva meglio, con maggior costanza. Aveva +avuto qualche maestro privato, una istitutrice giovane e bruna che +stava presso suo padre, e di cui udiva parlar molto male da sua madre. + +Egli non ascoltava se non ciò che poteva divertirlo, si faceva una +specie di coltura a brani, e un giorno voleva dipingere come Clara +Dolores, un altro prender le sue note di viaggio come Fabiano, un +terzo vivere non facendo nulla o guidando i cavalli. + +Il conte Fabiano aveva venduto, ricomprato, tornato a vendere la sua +scuderia; ma dovunque andava, teneva carrozza; sontuosa o no, a +seconda dei colpi di fortuna. + +Talora egli e il bambino erano ricchi e scialavano; talora veniva una +raffica dal tappeto verde, che portava via quasi tutto. Scendevano +allora dall'albergo di prim'ordine a qualche albergo pieno di poesia e +d'incomodi, in un paesetto qualsiasi; la carrozza spariva; si vedevano +intorno a Fabiano certi uomini melliflui e diffidenti che gli +procuravan danari. + +E allora Fabiano e Brunello ripartivano, riprendevano la vita grande, +sin che la mamma sopraggiungeva, faceva una scena a Fabiano e si +portava via Brunello. + +Con lei, il bambino tornava bambino; andava a letto presto, mangiava +regolarmente tre volte al giorno, in ore fisse: studiava un poco, +giuocava, non aveva per amici i domestici e i cocchieri, ma altri +piccoli ragazzi, che gli parevano molto stupidi; si lasciava cullare +da tenerezze continue e si annoiava leggermente. Aveva al suo seguito +un cane di Terranova con pochissime pulci, mentre il barbone del papà +ne formicolava un giorno e l'indomani, per improvviso ordine del +conte, pareva tutto di seta, e puzzava di mille profumi che lo +facevano starnutare ad ogni passo. + +D'improvviso ricompariva il papà. Egli minacciava di bruciarsi le +cervella se non gli restituivano il bambino; la mamma correva +dall'avvocato, poi sveniva, e il bambino finiva col riprendere la +strada insieme al padre. + +Brunello viveva di questa vita, dalla nascita, attonito, impassibile, +osservando; non poteva affezionarsi nè a luogo nè a persona, e si +contentava d'aver qualche preferenza; la madre, il padre, i parenti, i +conoscenti, gli sembravano curiosi e simpatici, quantunque sentisse +che poteva fidarsene mediocremente. + +C'era del fracasso, dell'impreveduto, della commedia, nella sua +esistenza. Capiva ch'egli era causa o pretesto, o a vicenda pretesto e +causa di tutto un congegnoso affanno; e assisteva, inconsapevole +spettatore, alla commedia, senza potersi dire s'egli valeva o non +valeva tanto da commuovere i personaggi, ch'erano cospicui e a lui +parevano grandissimi. + +Intanto viaggiava; egli, il padre, il cane barbone che si chiamava +Tiè, e molti bauli; un intero baule serviva pei balocchi, magnifici e +varii, acquistati da Fabiano con la prodigalità che questi usava in +tutte le cose di sua vita. + +Ma qualche volta Bruno era colto da malinconia e da scoramento. Voleva +la mamma, se era col papà; o voleva il papà, se era con la mamma. Quei +due non potevano star mai insieme e in pace; e questo inconveniente lo +disturbava molto. + +Arrivavano in un paese, gli portavano nella camera il baule perchè si +divertisse, e Bruno toglieva dalla compagnia delle marionette il Re +moro, e arrampicatosi con quello sul coperchio, rimaneva seduto +malinconico a sognare. + +Poi c'erano i giorni in cui pioveva e nevicava. In alcune città, la +pioggia e la neve parevan più uggiose che in qualunque altro luogo del +mondo; non s'udiva che il rumore di qualche carrozza, lo scalpito d'un +ronzino, a lunghi intervalli. + +Bruno passava ore con la fronte e il naso schiacciato contro il vetro +d'una finestra a guardar nella via una processione d'ombrelli, o su in +alto qualche raro volo di colombi e di passeri. + +Erano i giorni in cui non si faceva niente di bello, non si usciva a +passeggio, non si andava a teatro, non si mangiavano i dolci nelle +pasticcerie; e non perchè pioveva o nevicava, ma perchè il babbo aveva +pochi quattrini o anche non ne aveva punti, e stava ad aspettarli. + +Bruno aspettava egli pure, soffiando sui vetri e disegnando pupazzi +col ditino nel velo del fiato; ma ciò non bastava a divertirlo. + +Finalmente Fabiano aveva avuto una buona idea ed era partito col +figlio per una città che sorgeva di là dalle pianure e dalle montagne, +oltre i fiumi mormoranti nella loro spuma argentea. + +E dentro la città, Bruno aveva trovato un tramestìo che non aveva mai +visto, un passaggio continuo di carrozze e di omnibus a tre cavalli e +di carri e di carrette, e gente che galoppava tutto il giorno e +fracasso e urti e fretta e scalpitar di zoccoli ferrati sul selciato +liscio. + +Di sera, una festa di lumi ovunque, in lunghe file sulle rive d'un +fiume, a tondo sulle piazze, in alto dentro le case, nei larghi spazii +delle vetrine; e lo scalpito e il tumulto non cessavano mai. + +La casa di Fabiano fu subito frequentata da ufficiali che vestivano +chiassosamente coi calzoni rossi, le giacche azzurre e gli alamari +bianchi alle giacche; e venivano anche damine gentili molto odorose. + +Tutti parlavano una lingua diversa dall'italiano; chiacchieravano, +ridevano,--il salotto pareva un'uccelliera coi più garruli +uccelli,--prendevano il tè col babbo, che parlava quella lingua +speditamente, ciò che a Brunello dava idea che anche suo padre fosse +uno straniero. + +C'era in salotto un bel piano a coda ornato di ricchi bronzi, e ora un +ufficiale vi si sedeva innanzi a suonare un ballabile senza freno, ora +una giovane,--tutte le donne che venivano per casa erano +giovani,--cantava una lenta languida romanza. + +Bruno era accompagnato in salotto all'ora del tè. + +Le damine gli si affollavano intorno ad accarezzarlo; ma di molte +parole che gli si rivolgevano egli non capiva che il suo nome un po' +stroppiato nelle vocali; e seguivano espressioni che dovevano essere +graziosissime, perchè tutti sorridevano approvando. Solo il bambino +sbuffava impaziente. + +Il papà gli dava un bacio, e lo lasciava tra quelle sottane, perchè +egli stava giuocando, seduto a un tavolino con gli ufficiali. Molto +danaro e un mazzo di carte attraevan tutta la loro attenzione, e da +quell'angolo non venivano risate. + +Le donne facevan musica, cinguettando, si prendevan Bruno come una +piccola scimmia innocua e se lo mettevan sulle ginocchia; o lo +lasciavan dormire in un cantuccio del divano, o lo portavano in +braccio, o se lo facevano arrampicare sul collo o si sdraiavano a +terra con lui a giuocare coi soldatini. + +Egli s'era abituato così ai profumi, alle vesti seriche, alle mani +dalle unghie dipinte, agli occhi ombreggiati, ai colli bianchi, ai +capelli morbidi, che sprigionavano olezzi misteriosi, alle caviglie +sottili, a tutte le malizie dell'eleganza; e precocemente aveva capito +che le giovani eran balocchi degli uomini; ogni ufficiale n'aveva una; +com'egli era un balocco tra quei balocchi di lusso. + +Viveva da piccolo animale non anco pericoloso, tollerato e un poco +beffeggiato, piuttosto sul tappeto e sul divano che dritto in piedi; e +la sua crudeltà infantile si scapricciava con quelle ragazze, +calpestandole, pungendole, scompigliandone i capelli, come la crudeltà +degli altri bambini si sazia torturando le mosche. + +Ma avveniva che d'improvviso, ricordando d'avere un figlio e di +doverne rispondere, Fabiano non si occupasse che di lui. E non era +piacevole, quantunque avessero detto a Bruno i maestri e le +istitutrici che l'amore paterno e l'amore materno sono due grandi +tesori nella vita. + +Fabiano voleva troppo dal piccolo, che a sei anni sapeva leggere e +scrivere; lo ingozzava di somme e di sottrazioni e di geografia, così +che il bambino se ne sognava anche di notte, e aveva più paura delle +cinque parti del mondo che del diavolo. + +E l'indomani, colto da una tenerezza repente, il papà conduceva Bruno +con la carrozza a due cavalli in un immenso parco, per le andàne del +quale s'incontravano amazzoni belle, quelle stesse che giuocavano col +bambino, e cavalieri, quegli stessi che giuocavano col babbo. + +In una grande trattoria elegantissima tra il verde e i fiori, al suono +d'una musica invisibile, Fabiano e Brunello si trattenevano a +colazione; e tutto il giorno era festa, e la sera il teatro, per lo +più un Circo equestre, chiudeva degnamente la giornata faticosa. Bruno +era soddisfatto, perchè il babbo era stato sempre con lui e non gli +aveva chiesto quali sono le cinque parti del mondo. + +Pareva egli stesso un fanciullo, il babbo, in quelle rarissime +giornate. + +A casa difendeva in lunghe battaglie ordinate i suoi soldatini di +piombo contro i soldatini di Bruno, o improvvisava una commediola nel +teatrino di marionette; ad ogni scena che gli garbava, Bruno chiedeva +immediatamente il bis, e l'autore si sforzava a piacer meno che fosse +possibile per non ripetere, una scena dopo l'altra, tutta la +rappresentazione. Ma piaceva sempre troppo, al contrario di ciò che +avviene nella vita d'ogni giorno. + +Quando compariva il Re moro, si faceva l'oscurità nella camera, e alla +ribalta bruciavano certi sali in due salierine d'argento che figuravan +da tripodi, e tutta la scena era illuminata da vapori azzurri. Poi il +Re moro si sentiva male, e cadeva lungo disteso sul palcoscenico. +Bruno aspettava il seguito, e non udendo voce, si muoveva dalla sua +poltroncina e scopriva che il babbo non c'era più; se n'era andato +alla chetichella, e Bruno lo ritrovava nel suo studio a leggere o in +salotto a chiacchierare con gli amici. + +Il Re moro indicava con la sua morte la fine del dramma; epperò quando +lo vedeva apparire, Bruno gridava inquieto: + +--Papà, non farlo cadere! Papà, lascialo vivere! + +Brevi giorni di gioia, che saranno stati dieci, che saranno stati +venti in un anno: gli altri, Bruno se li doveva sbarcare da solo, ora +coi domestici, ora con un maestro che insegnava tutto ma non +interrogava mai, ora con le donnine del babbo. + +Disponeva della propria giornata a piacere, comparendo un po' dovunque +e cercando d'esser vicino a suo padre. Qualche volta una ragazza se lo +prendeva e se lo conduceva a spasso e a pranzo, e lo faceva dormire in +un lettuccio improvvisato, restituendolo a casa dopo due o tre giorni. + +Egli tornava e non diceva nulla; lo interrogavano e si sbrigava con +poche parole; aveva le sue conoscenze personali qua e là, di cui +alterava i nomi a caso e ricordava nella sua disordinata conversazione +qualche gesto o abbozzava qualche aneddoto. Le ragazze lo +consideravano come un amico discreto e placido, e ne sorridevano, +quando non si dilettavano ad aizzarne la bizza sparlando a bella posta +del conte, o protestando perchè il Re moro puzzava di vernice. + +La vita nella città dei lumi e del fracasso durò un tempo troppo breve +per Fabiano e certo troppo lungo per Brunello. + +Finì il giorno in cui il Re moro perdette la corona di cartapesta +dorata, la quale da qualche tempo gli scivolava sull'occhio sinistro o +sul naso, con danno alla sua gravità augusta. + +Stanco degli scherzi e dello sfringuellare delle amiche e assordato +dall'incrociarsi di conversazioni di cui capiva ormai il linguaggio ma +non afferrava tutto il significato, Bruno aveva preso sonno in una +poltrona, tenendo il Re moro tra le braccia; e un tintinnìo sul +tavolino e qualche fresca risata ne cullarono il riposo. + +Quando si destò, gli ospiti erano partiti e la corona di cartapesta +rotolata dal capo regale a terra. + +Restava il papà, assorto in un pensiero così difficile, che forse non +gli lasciava nemmen vedere il suo bambino; e passeggiava in lungo e in +largo pel salotto. + +Brunello e il Re stettero a guardarlo, fin che il papà, vista la +corona a terra, si chinò a raccattarla e la gettò dalla finestra nel +giardino. + +--Partiamo domani!--annunziò senza volger la testa a Bruno, forse +parlando a sè medesimo. + +La decisione della partenza sembrava così naturalmente scaturita da +quel gesto, che Bruno ne fu sorpreso. + +Dopo un istante di silenzio, durante il quale non osò muoversi dalla +sua nicchia, domandò: + +--Perchè il Re non ha più la corona, papà? + +--Perchè il Re non ha più la corona,--ripetè Fabiano fermandosi. + +Allora Bruno ebbe coscienza che qualche grande fatto era avvenuto. + +E vedendo che il papà riprendeva la corsa, il Re e Brunello +scivolarono dalla poltrona; e l'uno, con la testa scoronata e le +braccia penzoloni, portato dall'altro che camminava piano con le sue +scarpette di panno, se ne andarono. + + + + +II. + + +Il cavaliere Maurizio Dossena chiamò sua figlia Nicoletta, una mattina +di giugno, per annunziarle che la villa vicina era stata presa in +affitto da quel famoso conte Fabiano Traldi di San Pietro, del quale +anch'ella aveva udito parlar qualche volta a Milano. + +Il famoso conte Fabiano Traldi di San Pietro,--Maurizio lo rammentava +intanto alla figliuola,--viveva separato dalla moglie, aveva dato +scandalo come giuocatore sfrenato, ed era continuamente in lite coi +creditori, con la famiglia sua, con la moglie, con la famiglia della +moglie. + +Ed arrivava da Parigi + +--Da Parigi!--ripetè solennemente il cavaliere Maurizio. + +Prese un grosso libro di sulla scrivania, lo levò in alto, lo lasciò +ricadere, perchè il tonfo sottolineasse con terribilità il nome della +città di perdizione. + +A Parigi, il conte Fabiano, in un anno o due di soggiorno, aveva dato +un forte tracollo al suo patrimonio. Ne tornava per trovar danaro e +forse per riprendere le vecchie liti con la famiglia. Viveva nel +frattempo in campagna, come vive il lupo nella caverna fin che gli +ricresca il pelo; ma non ci sarebbe rimasto molto, fortunatamente; la +campagna è noiosa per uomini di tal fatta. + +Era bene che Nicoletta sapesse tutto ciò. La villa del conte confinava +con la villa Dossena; i due giardini guardavano la strada e avevano in +comune il tratto di spiaggia e di lago che si stendeva loro innanzi. + +Ora, Nicoletta doveva essere prudente; perchè il cavalier Maurizio e +la moglie non desideravano punto di conoscere quel personaggio. +Occorreva dunque evitarlo, e quando fosse stato necessario, anche +rinunziare alle passeggiate sulla spiaggia. + +Nicoletta vestita di bianco, un gran cappello di paglia ornato di +papaveri sulla chioma nera a riflessi azzurrini, ascoltò la discorsa +di suo padre freddamente. + +C'era da tempo, da due anni almeno, un malinteso tra il padre e la +figlia. + +La fanciulla aveva sognato un giorno, ancor bambina, di darsi +all'arte; il palcoscenico l'attraeva; s'era messa a studiare, prima di +nascosto, poi palesemente, per essere attrice. Ma quando aveva +affacciato quel suo desiderio, era avvenuta una scena in casa. + +Il padre non sapeva capacitarsi che Nicoletta bella, pura, +intelligente, chiamata alla felicità, poichè un giorno avrebbe potuto +disporre di centomila lire di rendita, sognasse un sogno così +stravagante. La madre se n'era accorata, scusando la figlia con +l'ignoranza del mondo, ma guardandola da quel momento con occhi +inquieti, come si guarda una persona dai gesti e dagli atti poco +rassicuranti. + +Il teatro! La folla! I pericoli del palcoscenico! La intimità con gli +uomini! L'arte di rappresentar le passioni più colpevoli!... + +--Basti il dire,--osservò il cavalier Maurizio,--che l'Alfieri ha +osato scrivere _Mirra_ pel palcoscenico. E sapete chi era Mirra? + +Nè la moglie nè la figlia, innanzi alle quali Maurizio esalava il +sentimento della sua indignazione, sapevano chi fosse Mirra; ma la +moglie Carlotta alzò le mani e gli occhi al cielo, scandalizzata; e +Nicoletta alzò le spalle, tranquillamente. + +--Mirra!--andava ripetendo il cavaliere Maurizio.--Mia figlia dovrebbe +un giorno rappresentare la scellerata donna con tutte le astuzie che +assicurano gli applausi. Mirra! + +--Ma che Mirra!--esclamò Nicoletta, arrischiando.--Son cose che si +scrivono, ma che non si rappresentano. + +--Se ne rappresentano di peggio!--incalzò la signora Carlotta, la +quale non sapeva che di là dalla passione di Mirra non s'era inventato +ancor nulla. + +--E insomma,--concluse Maurizio risolutamente--fin che tua madre è +viva, fin che tuo padre è vivo, il palcoscenico no! + +Levò la mano destra chiusa a pugno, e ripetè la frase che gli pareva +sintetica: + +--Il palcoscenico no! + +Per due anni dai sedici ai diciotto, Nicoletta si provò a lottare; +vano sforzo contro volontà strapotenti che la fiaccavano, perchè la +fanciulla si sentiva sola di fronte a tutta la famiglia, a tutti i +parenti i più lontani, a tutte le conoscenze e le amicizie di casa. + +La signora Carlotta portava intorno la passione di sua figlia per il +palcoscenico come un mendicante porta in giro il suo moncherino, per +ispirar pietà e ribrezzo; e si faceva compiangere largamente e +suscitava la simpatia che si riserba alle grandi sventure. Il padre ne +parlava come un giuocatore di Borsa parla della guerra imminente che +gli farà perdere una fortuna. I parenti non ne menavan rumore, ma ne +discorrevano senza posa, sottovoce, come d'un mal di famiglia o d'una +piaga nascosta. + +Nicoletta sentiva d'essere malamente amata; non già perchè si +contrastava il suo desiderio, ma pel modo chiassoso e villano con cui +si contrastava, ma perchè pesava sulle sue fragili spalle una +riprovazione, palese o tacita, sproporzionata alla causa, ma perchè si +ribellava, s'offendeva della figura che volevan formarle: la figura +d'una ribelle sconsigliata, d'una piccola sciocca vanitosa, d'una +ingrata senza cervello. + +S'ostinò per due anni a dire: «Il palcoscenico sì» mentre suo padre +urlava: «Il palcoscenico no!». + +Ma intanto Nicoletta si guardava intorno, apriva gli occhi, sentiva il +peso di quelle parentele borghesi che vivono tra il danaro e il fasto, +pel danaro e pel fasto; che costruiscon palazzi in modo che si capisca +che costano molto; che ogni cosa fanno per gli spettatori con una +ostentazione cocciuta di ricchezza e di potere; che sono larghe e +liberali fino all'insolenza davanti alla platea, e grette e timide e +ingenerose non appena cala il sipario. La fanciulla ne ebbe un grande +accoramento; non v'era a sperar nulla di nuovo; anche la sorte di lei +era segnata dalla nascita; e si piegò con amarezza: non parlò più +d'arte e di palcoscenico; era vecchia, a diciott'anni le grandi +attrici hanno già quasi un nome; ella sarebbe giunta in ritardo, +quand'anche fosse avvenuta per miracolo la conversione di suo padre e +di tutto il parentado. + +Ma il lungo periodo di contrasti e di dispute, l'abitudine a osservare +la famiglia come un manipolo d'avversarii spietati, la differenza +scoperta tra la mentalità di quelli e la sua, le lasciarono un solco +nell'anima. + +Colei che doveva essere la grande artista, oscillante come una fiamma +nell'aria, si chiuse in sè stessa; desiderava qualche cosa ch'ella +stessa non avrebbe potuto dire, ma che doveva farle una vita a parte, +una qualunque cosa meno cognita, meno sicura, meno tradizionale, meno +crassa della placida sorte riserbata a una signorina borghese e ricca. + +Sembrava gelida, e ardeva. + +Le avevan messo accosto da qualche tempo il giovane Duccio Massenti, +trovato al ballo d'una famiglia amica. + +Aveva ventisei anni, possedeva una discreta fortuna, portava il titolo +di conte. Non era nè brutto, nè bello; di figura media, coi capelli +chiari, gli occhi castani, il mento ornato da una piccola barba a +punta, mancava d'una espressione decisa e significante; ma era gentile +e compito. + +Nicoletta capì; e di tutti i giovani che le stavano intorno, il conte +Duccio fu immediatamente il meno gradito alla fanciulla. + +Egli rappresentava agli occhi di lei la soluzione cognita, sicura, +tradizionale e crassa della placida vita d'una signorina borghese: +aveva in più, al confronto d'altri uomini incaricati di risolvere la +vita d'altre signorine borghesi, il titolo di conte; il quale piaceva +molto al cavaliere Maurizio, faceva diventar lustri gli occhi della +signora Carlotta, ma non aveva eccitato la fantasia della fanciulla. + +Dopo pochi mesi di conoscenza, Nicoletta lo rimproverò un giorno, +perchè egli aveva osato scegliere la sua campagna in vicinanza della +villa Dossena. + +--Che cosa viene a fare?--gli domandò Nicoletta ruvidamente.--Io non +godo un poco di libertà che in campagna. + +--Ma appunto per questo,--rispose Duccio, sorridendo,--appunto per +questo spero che potremo conoscerci meglio.... + +--S'inganna,--interruppe Nicoletta.--In campagna, io sto sempre sola; +vado, vengo, passeggio, esco in barca e in carrozza, e non dò conto a +nessuno di ciò che faccio. Sto benissimo così: sono felice soltanto +quei pochi mesi e non muterei nulla alla mia vita per nessun patto. + +--Saprò farmi tollerare,--rispose il conte col suo sorriso, che +diventava impacciato. + +--Non ci si provi neppure!--consigliò Nicoletta.--E del resto, perchè +vuole conoscermi meglio? Non mi conosce abbastanza? + +--A dir vero, credevo,--osservò Duccio,--di conoscerla abbastanza. Ma +ella mi prova col suo acerbo rimprovero e con la sua severità che sono +ancor lontano dal sapere tutto il suo carattere. + +--Ho un carattere molto antipatico. Glielo dico io per la +prima,--rimbeccò Nicoletta. + +--Vorrei essere sicuro che non è antipatico soltanto per me,--rispose +Duccio timidamente. + +La fanciulla rise. + +--Oh no,--disse,--è per tutti! Ma se vuole che per lei sia meno +antipatico che per gli altri, non venga in campagna; mi lasci +tranquilla.... + +Il conte si rabbuiò in viso. + +--Forse,--arrischiò,--disturberei?... + +Nicoletta lo guardò sorpresa, arrossendo. + +--Spero che lei scherzi!--rispose freddamente. + +--La ringrazio,--disse il giovane respirando meglio.--E allora, non +verrò a disturbarla in campagna! + +--Tocca a me ringraziarla,--esclamò Nicoletta, stendendogli la mano. + +E annunziò anche a suo padre e a sua madre, francamente, quello stesso +giorno, che aveva pregato il conte di non annoiarla troppo e di +lasciarla libera in campagna. + +--Non so perchè tu ci dica questo,--osservò Carlotta. + +--Come?--rispose la fanciulla stupita. + +--Ma sì,--spiegò Maurizio,--perchè ci dai questa notizia? Il conte non +ci disturba se è vicino, e non ci offende se sta lontano. + +--Credevo che vi occupaste di lui,--confessò Nicoletta. + +--Io?--esclamò Carlotta. + +--Io?--esclamò Maurizio. + +--E allora tanto meglio!--proruppe Nicoletta irritata, comprendendo +che non le si voleva ancora dir nulla dei disegni che si stavano +maturando intorno a lei e a Duccio.--Tanto meglio per tutti. Me ne +sbarazzerò più presto. + +La signora Carlotta mosse le labbra e fece un gesto come per +protestare, ma un'occhiata di suo marito la fermò. + +Bisognava lasciar correre l'acqua per la sua china; non si doveva far +di quelle speranze una questione acuta come s'era fatta a proposito +del palcoscenico. Il conte Duccio, se davvero voleva quella figliuola, +se davvero l'amava, si sarebbe ingegnato da solo a riuscire. Pel +momento era meglio non parlarne troppo e non irritar la fanciulla, o +sarebbero occorsi altri due anni a persuaderla, come pel palcoscenico. + +Carlotta ebbe il lieve rammarico di non poter portare intorno quale +una nuova stimmate pietosa il rifiuto di sua figlia per un cospicuo +matrimonio; ma si piegò alla volontà esperta di Maurizio, del quale +era caldissima ammiratrice. + +Se non che, quando apprese, appena giunta in campagna, che la villetta +vicina era affittata al conte Fabiano Traldi di San Pietro, scattò +improvvisamente. + +Nicoletta scendeva dallo studio di suo padre, dove aveva udito la +discorsa sulla vita e i miracoli del conte Fabiano, e s'avviava a pian +terreno, nella sala da pranzo, per sorbire la cioccolata. + +Aveva fame: era allegra; si riprometteva una gita, la prima gita nel +bosco, che doveva essere ancor fresco e odoroso per l'umidità notturna +e tutto vibrante e scricchiolante al vento. + +Diede gaiamente il buon giorno alla mamma, che aveva già bevuto il +caffè e latte, e s'era attardata per aspettar la figliuola. + +--Sì, sì, buon giorno!--ripetè Carlotta, brontolando.--Hai fatto un +bell'affare, tu! + +Il domestico presentava con le mani guantate di filo bianco il vassoio +alla fanciulla e la cestina d'argento colma di biscotti. La fanciulla +gli indicò di lasciargliela innanzi, con un gesto del capo. Ella non +sapeva nemmeno che faccia e che nome avessero i domestici. Poi attese +che se ne fosse andato. + +--Ho fatto un bell'affare, io?--domandò quindi a sua madre.--E quale +sarebbe? + +--Sarebbe!--ripetè Carlotta col broncio. + +--Oh Dio, mamma!--esclamò la fanciulla annoiata.--Non cominciamo; non +farmi ripetere venti volte una domanda. Se ho sbagliato, dimmelo. Io +non mi sento colpevole di nulla. + +Il candore con cui Nicoletta sosteneva un'accusa vaga, disarmò la +signora. + +--Colpevole non sei; non voglio dirti colpevole,--spiegò infine.--Ma +stordita e bizzarra come al solito. + +Nicoletta si toccò in testa per assicurarsi che non avesse il cappello +a rovescio. + +--Ma no,--disse sua madre.--Si tratta di ben altro. Sai chi abbiamo +per vicino di casa? + +--Il papà me lo ha detto or ora; il famoso conte Fabiano Traldi di San +Pietro. Famoso lo ha chiamato il papà, perchè è carico di debiti e si +accapiglia con sua moglie. E mi ha detto anche di schivarlo quanto +sarà possibile. + +--È sottinteso,--assentì la signora.--Ma capisci quale sciocchezza hai +commesso? + +--Io?--esclamò Nicoletta sbalordita.--Gli ho detto io di far debiti e +di accapigliarsi con sua moglie? + +--No: ma vedi quali vicini abbiamo?--osservò la madre con improvvisa +dolcezza.--La villetta non poteva essere affittata da un altro? + +--Oh, da mille altri!--rispose Nicoletta ridendo.--E che me ne +importa? + +--Eh no, no! Un altro la voleva; io lo so,--disse la signora sempre +dolcemente, con un piccolo sorriso.--E per colpa tua, è andato tutto +in fumo. + +--Signore Iddio, vi ringrazio!--esclamò Nicoletta.--Duccio! La voleva +Duccio! Ora ho capito; e io l'ho pregato di star lontano.... È di +questo che mi accusi?... Ma ne sono molto soddisfatta, devo +confessartelo. Ti figuri una vicinanza simile? + +--E perchè no? Il conte Duccio Massenti è uno squisito gentiluomo, la +cui compagnia avrebbe fatto piacere a tutti. + +--Fuori che a me!--interruppe Nicoletta. + +--E tuo padre e tua madre non contano nulla, allora?--domandò la +signora Carlotta, aggrottando le sopracciglia. + +--No: in questo caso non contano proprio nulla,--ribattè +Nicoletta.--Perchè Duccio non sarebbe già venuto per voi, ma per me. È +inutile seguitar la commedia. So benissimo ch'egli vorrebbe sposarmi: +me lo ha fatto capire in tutti i modi. E allora sarebbe toccato a me +sopportar lunghe ore di conversazione sentimentale, ascoltar la +sfilata delle sue speranze, far le passeggiate a due, col papà o la +mamma all'orizzonte, per decoro.... Meglio il conte Fabiano e i suoi +debiti. L'uno e gli altri non ci riguardano! + +--Ma che cosa vuoi, che cosa vuoi tu?--gridò di scatto la signora, +alzandosi in piedi. + +Nicoletta, che aveva recato alla bocca la tazza, guardò sua madre di +sopra l'orlo di quella, assaporando la cioccolata che rimaneva. + +Era un poco sorpresa dall'impazienza aggressiva della signora; ma +quando si accorgeva che gli altri avevano torto, si faceva subito +fredda e indifferente, per vendetta. + +--Che cosa voglio?--ella ripetè, deponendo la tazza sulla +sottocoppa.--Chiedimi piuttosto che cosa non voglio. Non voglio il +matrimonio, per ora almeno, col conte Duccio Massenti. È troppo +presto: non lo conosco. + +--Sfido io!--esclamò con un largo gesto la signora Carlotta.--Se lo +mandi lontano, ogni volta che cerca avvicinarsi, il poveretto!... + +--Segno che non m'interessa!--dichiarò la fanciulla semplicemente. + +Poi, quasi leggendo dentro il proprio animo, soggiunse: + +--Che cosa voglio? È difficile dire. Qualche cosa che non sia troppo +comune, troppo volgare, perchè mi sembra di meritar più che le altre. + +La signora Carlotta che stava per andarsene, trovò opportuno fermarsi +per dare segno della sua disapprovazione. + +--Ti sembra volgare e comune il partito che ti offriamo?--disse.--Che +desideri? Un Re? Un Imperatore? Sei sempre con la testa all'arte e al +palcoscenico? + +--Non è questo, non è questo!--osservò la fanciulla, scuotendo il capo +assorta, con gli occhi nel vuoto.--Non distinguo tra un matrimonio e +l'altro.... Non ti saprei dire.... + +La madre riconobbe d'essere stata una sciocca ad aprire una +discussione così imprudente, e ammirò ancora una volta il marito che +fuggiva le chiacchiere inutili. Nulla di più vano che chiedere a una +fanciulla di diciotto anni che cosa vuole; a diciotto anni non si sa; +molti uomini non lo sanno a trenta e a cinquanta, e camminano lo +stesso. + +Fatte rapidamente queste riflessioni, la signora Carlotta mutò +discorso: + +--Non esci?--chiese alla figliuola.--Il tempo è bello; c'è un poco di +vento, ma non infastidisce troppo. + +--Sì,--rispose Nicoletta.--Ora vado. + +E invece d'avviarsi alla soglia, per la quale sua madre era passata ed +uscita, si levò da tavola e andò a sedersi in una poltrona, di contro +al giardino, che il sole illuminava per ogni angolo, che il vento +faceva tremare. + +Che cosa voleva? + +Nulla più la irritava che quella domanda categorica, la quale sembrava +attendere una categorica risposta; come se di fronte al mondo e alla +vita il volere fosse cosa semplice, il desiderio fosse definibile; +come se nella sua anima giovane e palpitante non avessero dovuto +vibrar mille incertezze, mille timori, mille ritrosie, mille +illusioni. + +Anche non sapere ciò che si vuole è uno stato d'animo, pensava +Nicoletta; uno stato d'animo doloroso, che pure ha la sua triste +dolcezza; uno stato d'animo che non ammette definizioni, perchè ciò +che si vuole qualche volta è fuori del mondo. + +E suo padre e sua madre non potevano capire simili fantasie. + + + +III. + + + +Qualche cosa che non fosse troppo comune... + +Ella credette sognare, vedendo sbucar d'un tratto da una siepe del +giardino e correre verso di lei uno svelto bambino tra i sette e gli +otto anni. + +Era vestito di bianco; i calzoncini chiusi al ginocchio lasciavan nudi +i polpacci: un berretto di panno sui capelli neri era un poco +inclinato verso l'occhio destro. + +Teneva in mano una canna alta e flessibile, da cui gocciolava l'acqua. +E fermatosi sul limitare, squadrò un istante Nicoletta per comprendere +con chi avesse a fare; poi disse, ben sicuro: + +--Signorina.... + +Nicoletta s'era alzata, arrossendo. + +--Vieni ad aiutarmi,--seguitò il fanciullo, appoggiandosi alla canna e +guardando attentamente Nicoletta. + +--Che vuoi, caro?--disse questa.--Che ti è avvenuto? + +Il fanciullo la fissava con un poco di meraviglia, ascoltandone la +voce calda e carezzevole. Poi, invece di rispondere, interrogò: + +--Perchè sei diventata rossa? + +--Io?--esclamò confusa Nicoletta.--Son diventata rossa? + +Ma egli si distrasse, e seguitò, accennando giù, in fondo al giardino, +verso il lago: + +--La mia goletta è andata troppo lontano. Ho cercato di riprenderla e +non ci riesco. Ci vuole una canna più lunga, e son venuto a +domandartela. + +Ella sorrise. + +La parola di lui era chiara e precisa, come era dritto e fermo il suo +sguardo. + +--Davvero?--esclamò Nicoletta.--Andiamo a vedere! + +E prontamente uscita in giardino, prese la destra del fanciullo nella +sua sinistra. + +--Vieni ad aiutarmi?--egli disse contento.--Vieni! Vedrai; è un bel +bastimento; l'ha comperato il babbo a Parigi. + +Parigi! Il nome della città richiamò alla mente di Nicoletta gli +ordini e i consigli di suo padre. Non v'era più dubbio; ella teneva +per mano il figlio del conte Traldi; già l'aveva indovinato al primo +vederlo, e aveva arrossito d'impaccio, sapendo che non poteva +accoglierlo in casa. + +--Come ti chiami?--ella chiese avviandosi con lui verso il cancello. + +--Bruno,--egli rispose. + +--Bruno Traldi di San Pietro,--ella seguitò.--Non è vero? + +--Come sai?--egli interrogò ridendo. + +--Me lo hanno detto. + +--Mi avevi già visto? + +--No. Mai. E tu? + +--Io ti ho vista ieri, in carrozza. Son belli i tuoi cavalli. + +La guardò levando il capo; poi soggiunse: + +--Mi piaci. + +--Che strano, che strano fanciullo!--pensò Nicoletta. + +Ma Bruno aveva già ripreso: + +--Come ti chiami, tu? + +--Nicoletta Dossena. + +--Nicla,--corresse prontamente Bruno. + +--Nicla; come vuoi,--assentì Nicoletta sorpresa.--Lo hai inventato +tu.... + +E ripensò: + +--Che strano, che strano fanciullo! + +Erano usciti, avevano attraversato la strada, tenendosi per mano; +ambedue vestiti di bianco, lieti sotto il sole, camminando presto, già +amici fidati. + +Giunti sulla riva, Bruno indicò il bastimento; una goletta a due +alberi e a due rande, armata di cannoncini di bronzo, carica di +soldatini di piombo, alcuni dei quali davan del naso nella schiena dei +compagni. + +--Se ne va!--disse Bruno ridendo.--Ora come facciamo? + +E tolta la mano dalla mano dell'amica, chiese di nuovo: + +--Quanti anni hai? + +--Diciotto,--rispose Nicla.--E tu? + +--Quando sono savio, il babbo dice che ne ho sette,--rispose +Bruno.--Quando sono cattivo, dice che ne ho otto, perchè a otto anni +bisogna essere uomo. + +--Tra i sette e gli otto, dunque,--rilevò Nicla sorridendo.--E perchè +sei cattivo? + +--Ah!--rispose Bruno sbuffando.--Come si fa?... + +E c'era in quel sospiro tanta noia, tanta impazienza, che la fanciulla +non rise.... + +--Non stanno mai tranquilli,--soggiunse Bruno.--Ho visto tutto il +mondo.... + +Nicoletta non aggiunse parola. Aveva visto tutto il mondo! + +--Andiamo, signorina,--riprese Bruno.--Bisogna fare qualche cosa pel +bastimento. + +--Io ti propongo questo,--disse Nicla seriamente.--Vedi la barca +laggiù? È mia. Quando il bastimento sarà più lontano ancora, noi +entreremo nella barca, io remerò, e la raggiungeremo. + +--Sì: tu remerai e io con la canna lo farò tornare,--assentì Brunello +gioiosamente.--Lasciamolo andar lontano, più lontano ancora, fino ai +monti.... + +E guardava verso ponente le montagne che si disegnavano nere +sull'azzurro, e pareva con gli occhi valicare le vette e fissare altri +paesaggi sconfinati, altri monti, e fiumi e praterie e valli e città. + +La goletta vacillava sull'onda e le vele sbattevano al vento insieme +al piccolo tricolore di poppa. + +Nicla e Bruno tacevano, ma si scambiavano un'occhiata di tratto in +tratto sorridendo a vedere il bastimento che si dilungava a poco a +poco. + +--Allora, non conosci neanche il mio papà?--disse Bruno +improvvisamente.--Egli sta in quella villa cinericcia, che è presso la +tua. + +--Villa Florida,--indicò Nicla. + +--Sì, villa Florida. E la tua come si chiama? + +--Villa Carlotta. È il nome della mia mamma. + +--La mia mamma si chiama Clara Dolores. + +--È un bel nome,--osservò Nicla.--E la tua mamma è bella? + +--Credo,--rispose Bruno.--Anche tu sei bella. + +Nicla avvampò in viso. + +Non aveva mai udito da anima viva simili parole, e quantunque +venissero da un fanciullo innocente, ne sentiva la molestia. + +--Ora andiamo,--disse Brunello.--Conducimi a riprendere il +bastimento.... + +Sciolsero la barca lunga e sottile, raccolsero a prua la catena, +spinsero nell'acqua. + +Bruno, salito per primo, si volse ad aiutare Nicla, porgendole la +mano; e partirono, la fanciulla remando prima a sciaroga e poi adagio +verso la goletta, e Bruno, seduto a' suoi piedi, guardando piuttosto +la nuova amica che il bastimento, raggiunto con pochi colpi di remo. + +--Eccolo!--disse Nicla, inchinandosi sul bordo e stendendo il braccio. + +--Lascialo,--ordinò Bruno.--Rema ancora. Andiamo più avanti! + +Nicla obbedì, accelerò la cadenza dei remi. + +Quando allargava le braccia e quando le ritraeva a sè coi remi per +puntar contro la pedagna, il busto eretto e la linea del corpo si +staccavano nitidi sul fondo azzurro: e dal basso in alto, Bruno la +vedeva candida nel cielo turchino. + +Egli non parlava più; sembrava, coi grandi occhi neri velati, sognare. + +Aveva sentito che Nicla non era come le altre; era invece come una +fata, che sempre lo avesse conosciuto ed atteso; e provava, il ribelle +a tutti i baci e a tutte le carezze, un timido desiderio di toglierle +i remi dal pugno e di ricoverarsi tra le sue braccia, per chiudere gli +occhi e reclinare la testa sul petto di lei. + +Anche Nicla sognava, abbandonata alla cadenza uguale, ascoltando il +tonfo e lo sgocciolìo dei remi e il cigolare d'una forcola. + +Rapiva il fanciullo sbucato dal giardino, e lo teneva perchè non +corresse più il mondo. + +Tornato da paesi remoti con gli occhi foschi entro i quali mille +vicende oscure s'eran riflettute e le cuspidi dei campanili e il volo +dei colombi, era venuto a cercarla, balzandole innanzi d'un tratto, +sorridente e fiducioso. + +Un'ora prima, l'uno non sapeva dell'altra; ambedue credevano la vita +più mesta che non fosse. + +Nicla abbassò gli occhi a guardarlo. + +Egli dondolava un poco sul fondo della barca ad ogni brivido +dell'onda, e Nicla sorrise, abbandonati i remi. + +Bruno si levò in piedi, si puntellò alle ginocchia della fanciulla e +le posò due baci sulle guance; ella lo baciò in fronte e lo tenne +stretto fra le braccia. + +--Vedi come siam lontani,--disse, accennando la riva e la goletta che +s'era fatta piccina sull'acqua. + +Bruno, immobile tra le braccia dell'amica, con la testa appoggiata +alla guancia di lei, volse gli occhi a guardare in silenzio. + +--Su!--fece Nicla, reggendolo dolcemente.--A cuccia ancora! Torniamo a +casa! + +Egli s'acquattò di nuovo ai suoi piedi. + +Incontrarono la goletta a metà via e la raccolsero a bordo. + +--Ci vedremo ancora, signorina?--chiese Brunello a un tratto. + +--Quando vorrai,--rispose Nicla. + +--Io voglio sempre. + +--E allora tu mi aspetterai sulla riva, io ti vedrò, e uscirò a +prenderti. + +--Anche tu mi vuoi sempre? + +--Quando sei savio. + +--Quando ho sette anni,--riflettè Bruno. + +Tacque un poco, indi riprese: + +--Tu, che vuoi fare? + +--Come?--domandò Nicla, che non aveva compreso. + +--Io voglio guidare i cavalli e scrivere le memorie di viaggio. E tu? + +--Io?--ripetè Nicla. + +Stette un poco a pensare, poi rispose umilmente: + +--Non so. + +Bruno la guardò sorpreso. + +--Non ti piace nulla? + +--Molte cose mi piacciono, ma non so come averle. Mi piace essere sola +e libera. Comprendi? + +--Anche senza di me?--chiese Bruno scorato. + +--Tu hai la tua mamma e il tuo papà,--osservò Nicla. + +--Ah!--disse Bruno, senza gioia.--E per questo non mi vuoi? + +--Ti voglio. Ma sarà per poco. Il tuo babbo ti condurrà ancora +lontano. + +--Chi sa?--mormorò Bruno con un accento in cui era tutto il dubbio +inconsapevole del destino.--E allora non mi dici che farai? + +--Volevo essere un'artista, e me lo hanno proibito,--disse Nicla con +esitazione, quasi stesse confidandosi a un giudice. + +La barca strisciò sulla sabbia e la fanciulla ritirò ì remi perchè la +prua toccasse la riva. Scesero, legarono, tiraron la prua più in alto. + +--Un'artista!--ripetè Bruno, mentre lavorava a passar la catena +nell'anello ch'era sulla spiaggia.--Di quelle che cantano? Io le ho +viste a Parigi, quelle che cantano, e venivano anche a casa mia. Ma tu +non hai le unghie dipinte e l'acqua d'odore nei capelli.... + +--Oh, no, no, Bruno, che dici?--esclamò Nicla stupita.--Io volevo +essere una grande attrice. + +--Ah, è più bello; un'attrice, che fa la commedia e la tragedia, e ti +fa ridere e ti fa piangere: so com'è; ho visto; è molto difficile, ma +a me piace. + +--Sì, la commedia e la tragedia, ridere e piangere!--assentì +Nicla.--L'arte, insomma, non le unghie dipinte. + +--E allora, quando cominci? + +--Mai,--rispose la fanciulla.--Il mio papà e la mia mamma non +vogliono. + +--E perchè? Il mio papà mi lascerà guidare i cavalli e scrivere le +memorie. + +--Tu sei un piccolo uomo, che può tutto,--rispose Nicla.--Io sono una +donna che non può nulla. Mi hanno detto le ragioni per le quali una +signorina non deve essere attrice; e sono giuste. + +Bruno, che s'era messo a sedere a prua e stava ascoltando con le mani +in mano, parve incredulo. + +--Una signorina non deve far la commedia e la tragedia e far ridere e +piangere?--interrogò.--Allora le attrici non sono mai signorine? + +--Non puoi capire!--rispose Nicla sorridendo.--Si tratta forse di +pregiudizi!: ma è così. + +--Che cosa sono i pregiudizii? E allora non farai nulla? + +--Nulla. Farò la signora, come le altre.--disse Nicla.--Sarò forse +contessa. + +--Come la mamma? + +Nicla osservò attentamente Bruno, aspettando con ingenuità il suo +giudizio. + +--Ma questo,--egli seguitò,--non fa nè ridere nè piangere. Non diverte +nessuno!... + +--Oh, hai ragione!--esclamò Nicla con un breve sorriso.--Non diverte +nessuno. + +--Addio,--disse Bruno staccandosi dalla barca.--Più tardi, io tornerò +sulla riva, e se mi vorrai, uscirai a prendermi. + +--Sì, verso le cinque; prima fa troppo caldo. Addio, Bruno! + +--Addio, signorina! + +--Chiamami Nicla! + +--Addio, Nicla! + +Stese le braccia, attirò a sè il viso della fanciulla e la baciò sugli +occhi, sull'uno e sull'altro sapientemente. Poi si mise a correre, si +volse a salutar con la mano, e scomparve oltre il cancello della villa +Florida. + + +IV. + + + +Tutti i giorni si videro così e più volte il giorno, ora +allontanandosi con la barca, ora errando nel bosco di cerri e di +castagni che si stendeva e si arrampicava su pel monte a ridosso del +quale sorgevano le due ville. + +L'esistenza di Nicla s'era tanto accomunata con l'esistenza di Bruno, +che la fanciulla non desiderava più d'avere ospiti per distrarsi; e +quando giungevano amici e amiche e ad essi doveva sacrificare i +convegni con Bruno, le passeggiate dal pomeriggio fino al crepuscolo, +durava fatica a dissimulare il suo malcontento. + +Il bosco saliva aprendosi lungo il monte; era qua e là fitto d'ombra, +qua e là libero al sole, con larghi spiazzi, con bruschi gomiti per +dove s'ingolfava il vento, con vôlte ben conteste di fogliame e ben +riparate. Terminava su di un poggio, donde si scorgeva lontano il +lago, e sotto la valle umida, da cui fumigavano al tramonto fumi +turchini di vapori e fumi densi di casolari che indicavano il tempo +della cena. + +Nelle ore più calde, Nicla e Bruno coi seggiolini pieghevoli, avevano +il loro posto prediletto su una breve prateria, che i castagni tutt'in +giro chiudevano e riparavano come grandi chiomati spiriti verdi; e +nell'ora in cui il sole andava scomparendo di là dai monti, salivano +sempre al poggio per udir le campane che annunziano da lungi il +vespero, le campane degli armenti che si radunano e tornano alla +stalla, le campane flebili che mormorano a fior d'acqua sul lago. + +E osservavano di là i fiumi densi, i fiumi turchini, la verzura che +digradava giù pel versante e si faceva a poco a poco bigia e poi nera; +e ascoltavan qualche voce perduta che chiamava di tra le macchie; e +guardavan cangiarsi il color delle acque, dall'argento pieno di mobili +riflessi alle lividure dell'agata, al duro piombo senza luce. + +Il lago diventava uno specchio magico, che d'ora in ora mutava, a +seconda dell'aria e del sole; una conca bianca, azzurra, aurea, +opalescente, quando tutta corsa da brividi leggeri e quando immobile +come metallo. + +Tornavano tenendosi per mano. + +Si baciavano sul limitare del bosco e si lasciavano per rientrare +ciascuno nella propria villa. + +Nicla s'era chiesta che cosa poteva essere per quel fanciullo balzato +così rudemente e gentilmente nella sua vita. + +Egli aveva la madre e il padre; aveva nonni e zii; troppa gente che +invece di farlo felice, lo rattristavano disputandoselo chi come un +balocco e chi come un gioiello. Non aveva donne intorno. + +La madre, a quanto Nicla aveva capito dai racconti del fanciullo, era +un poco bizzarra e non costante nel suo affetto; ella pure incline ai +dispendii e alla vita leggera. Le altre, conosciute a Parigi e +altrove, quelle che giuocavano e si facevano calpestare da lui e se lo +conducevano a casa come un cucciolo riottoso, non erano donne agli +occhi di Nicla. + +Avevan lasciato in quel piccolo cuore un torbido ricordo, ed egli le +rammentava troppo d'improvviso, per un gesto o per una parola. + +Nicla più d'una volta, nella dolcezza del suo idillio, n'era rimasta +turbata sinistramente, quasi avesse visto passar nel caro bosco dei +castagni, sotto la placida luce, un faunetto lascivo. + +Un giorno in cui Bruno sedeva sulle ginocchia di lei e tutti e due +leggevano un romanzo di viaggi, all'ombra dei pacifici loro alberi, il +fanciullo la fissò a lungo. + +Ella sentiva quello sguardo che la percorreva tanto vicino da non +poter non rispondergli; ma teneva gli occhi sul libro e continuava a +leggere ad alta voce, chiedendosi perchè Bruno insistesse così +stranamente. + +Era uno sguardo non più animato dalla devozione, ma freddo di +curiosità ambigua, crudele di dubbio e d'impertinenza. E d'un tratto +il fanciullo disse: + +--Nicla! + +--Ascolta, ascolta,--rispose Nicla, senza levar gli occhi, indovinando +che bisognava distrarlo.--Ascolta com'è bello, ora che trovano il +grande lago. + +Bruno stese la mano aperta sul libro, perchè Nicla non leggesse più. + +E disse, quasi a conchiudere un suo pensiero: + +--Vuoi che ti baci dietro le orecchie?... Abbassa il capo, che ti +bacio dietro le orecchie.... E dopo, farai così.... + +Con le labbra modulò un lieve lungo sospiro. + +--Che dici?--esclamò Nicla, gettandolo quasi dalle ginocchia a terra, +e guardandolo offesa. + +Ma si trattenne; capì che non doveva chiarire alla mente del fanciullo +la sconvenienza delle sue parole. + +Lo prese per mano, lo condusse sul poggio a guardare la conca del lago +in cui si riflettevano con ombre verdastre i monti. + +E senza volerlo, a cuore chiuso, fu così fredda e diffidente, che +Brunello sentì d'averla allontanata; ed egli ripercorse il bosco nella +discesa, stretta la mano nella mano di Nicla e singhiozzando. + +--Piangi?--gli chiese Nicla. + +--Non mi vuoi più bene--egli borbottò tra le labbra raccolte in un +grosso broncio. + +--Ti voglio bene ancora, ti voglio bene sempre--lo rassicurò +Nicla,--ma oggi non sei stato savio, e torniamo a casa più presto. + +Egli non protestò, accettando la punizione; ma Nicla fu stupita che +non chiedesse perchè lo puniva. Il piccolo sapeva, aveva compreso. + +Donde veniva il faunetto? Quale strana perfida esistenza aveva avuto +lui per testimonio? + +Già la candida ignoranza dell'età era qualche volta soverchiata da +istinti obliqui, da reminiscenze stravaganti. Pareva, a udirlo +discorrere, che avesse conosciuto mille donne. + +E tornava alla memoria di Nicla un delizioso quadretto del +Castiglione, veduto in una galleria d'arte a Roma. In aperta campagna, +sotto un roseo tramonto, un piccolissimo fauno s'avvicina in punta di +piedi a una ninfa che dorme, e toltone cautamente ogni velo, ne +occhieggia cupido le nudità. + +Nicla guardava talora Brunello col senso di corruccio con cui aveva +guardato offesa il piccolissimo fauno. + +Perchè egli le sfuggiva di tanto in tanto. + +Certi giorni era insofferente d'ogni tenera carezza; o dopo avere +accolto un bacio, voleva baciare a sua volta, e baciava Nicla sulla +bocca, indugiandovisi, premendo le labbra di lei con le proprie, +sentendo ch'eran buone e fresche e che nessuno le baciava così, le +aveva mai così baciate. + +Poi il fanciullo tornava, il candore velava quelle precoci +inquietudini, e in Nicla rinasceva la fiducia. Sentiva di potere +accarezzare Brunello, di potere stringerselo fra le braccia, di poter +maneggiarlo come cosa sua. + +E voleva ostinatamente persuadere lui, persuadere sè stessa ch'egli +era un bambino come tutti gli altri; voleva tacitamente fargli +dimenticare ciò che aveva visto o intuito, e addormentare gli istinti, +che le altre, le giovani sconosciute e perverse, avevano forse aizzato +pel loro ozio. + +Il bosco, il monte, il poggio erano lo scenario di quei piccoli +drammi; e le risa e i pianti del fanciullo e le risa e le rampogne +della giovane eran noti agli annosi alberi amici, che stormivano al +vento, che stendevano il loro fogliame al tepore del sole. + +I giorni di capriccio non eran pochi nella vita di Brunello. Talora +non voleva nè leggere, nè udir leggere, non voleva correre, nè star +quieto, nè guidare il suo cavallo ch'era Nicla, nè ascoltar le favole +che lo avevano sempre dilettato. + +E un giorno Nicla scattò: + +--Che vuoi tu? Che vuoi tu, brutto ragazzo? che possiamo fare per te? +Andremo a prenderti il sole e la luna e tutti i pesci d'argento che +sono nel lago? + +Sorrise e d'un tratto, con un'altra voce, più alta, più libera, che +pareva un'onda cullante, con una voce in cui vibrava la sua bella +giovinezza di cristallo, s'abbandonò a cantare: + + Noi coglierem per te balsami arcani + Cui lacrimâr le trasformate vite, + E le perle che lunge a i duri umani + Nudre Anfitrite. + + Noi coglierem per te fiori animati, + Esperti de la gioia e de l'affanno: + Ei le storie d'amor de' tempi andati + Ti ridiranno.... + +Bruno stava ad ascoltare, gli occhi sbarrati e la bocca socchiusa, con +l'anima rapita; un piacere nuovo improvvisamente arricchiva la sua +esistenza. + +Non aveva mai udito recitare una lirica. + +Il gesto, la voce, Nicla come uno stelo sul verde sfondo del prato; le +parole numerate e misteriose, in cui correva una trepida musica e +aleggiava il profumo d'un tempo che non era più; tutto spalancava +un'ampia finestra sopra un mondo dai colori non mai visti, dai suoni +ricchi e prodigiosi, tutto, tutto, formava una rivelazione grande. + +Nicla fu a sua volta sorpresa dall'effetto che le due strofi e la sua +voce avevan destato nell'animo del fanciullo. + +Ella aveva recitato per giuoco, supponendo ch'egli non sentisse la +parola sacra del poeta; ed egli era stato colto d'un subito, strappato +alla realtà, avvolto in una nube di sogni. + +--Ti piace?--disse Nicla osservando lo stupore di Brunello. + +--Oh sì, sì!--egli esclamò, seduto ai piedi d'un grosso tronco. + +--Hai capito?--interrogò Nicla. + +--Sì,--rispose Brunello superbamente.--Sì. + +--È impossibile che tu abbia capito,--rilevò Nicla sorridendo.--Poi ti +spiegherò. + +--Ho capito,--ripetè Bruno.--Non voglio che tu mi spieghi. + +Che cosa egli avesse capito, la fanciulla non potè sapere. + +Ma intuì che il piccolo aveva ragione. + +Perchè spiegare? Perchè determinare l'idea, circoscriverla, farla +esatta, mentre Brunello sentiva, vedeva, viveva un suo mondo, +sterminatamente più grande di lui, nel quale egli si smarriva con +gioia, nel quale incontrava fantasmi e luci, che nessuno avrebbe +potuto indicargli se non rimpicciolendoli? + +E Nicla seguitò: + + Ti ridiranno il gemer de la rosa + Che di desìo su 'l tuo bel petto manca, + E gl'inni, nel tuo crin, de la fastosa + Sorella bianca. + + Poi nosco ti addurrem ne le fulgenti + De l'ametista grotte e del cristallo, + Ove eterno le forme e gli elementi + Temprano un ballo. + + +Bruno ascoltava senza più respiro. + +Nicla fece una pausa, s'avvicinò al fanciullo, e presogli il capo fra +le mani, lo baciò due volte. + +--Ti piace, dunque?--ella disse, felice.--Più che le favole, più che +giuocare al cavallo, più che stare sui miei ginocchi a leggere i +viaggi? + +--Io quando sarò grande--rispose Brunello solennemente--dirò anch'io +così. + +--Sarai anche tu poeta?--domandò Nicla. + +E il piccolo, seduto ai piedi del tronco, ignaro che una formica +impertinente gli correva sulla schiena, promise: + +--Sì; anch'io! + +--Hai dunque trovato la tua professione,--osservò Nicla ridendo. + +Lo fece alzare e s'avviò con lui verso la discesa, perchè le campane +da lungi mandavano l'eco dell'avemaria. + +--Come sai tu queste belle cose?--domandò Bruno.--Come hai fatto a +impararle? + +--Le ho studiate nei libri e mandate a memoria. Non ti ricordi che io +volevo essere attrice? + +--Ah, è vero!--esclamò Bruno ridendo. + +--E ne sai molte? Perchè un'attrice deve saper dire così bene? + +--Non so se dico bene--rispose Nicla.--Ma avevo tanta passione, che +certo sarei riuscita. + +--E adesso--constatò fieramente Brunello--non dici che per me. Domani +mi dirai ancora. Io non sapevo che nei libri ci fossero cose tanto +belle, e la musica.... + +Nicla ebbe un piccolo sorriso. + +La musica era ciò che Bruno aveva subito afferrato; la musica del +verso era l'elemento nuovo della sua vita, e su quelle note egli si +lasciava trasportare via, con voluttà. + +Ma l'indomani, mentre la fanciulla, alla preghiera incalzante di +Bruno, aveva ripreso a cantare: + + Noi coglierem per te balsami arcani, + +s'interruppe d'un tratto. + +Alle spalle di Bruno era comparso un signore tutto vestito di bigio. + +Nicla gettò un'occhiata a lui, gettò un'occhiata a Bruno, e comprese. + +--Oh, il mio papà!--disse Bruno volgendo il capo e alzandosi. + +Il conte Fabiano s'avvicinò e inchinandosi lievemente, col cappello +nella destra, + +--Signorina--disse--non le sia sgradito che io le esprima la mia +riconoscenza per l'affetto che dimostra al mio Brunello. + +--Prego--balbettò Nicla confusa.--Egli mi tiene compagnia. + +--Se non l'annoia, ne sono contento--seguitò Fabiano. + +Nicla ricordò i consigli e gli ordini di suo padre, il cavaliere +Maurizio; bisognava con quell'uomo, con quel personaggio rotto a ogni +vizio, essere freddi e contegnosi. Ma come poteva ella respingere una +parola di ringraziamento, come non esser turbata vedendo colui del +quale tanto si parlava tra i borghesi timorati e guardinghi? + +--Oh no, non mi annoia!--esclamò Nicla.--È molto savio! + +--Vedi, papà?--disse Bruno con espressione di trionfo. + +Il conte e la fanciulla sorrisero. + +Ma Nicla era sbigottita. + +Il padre di Bruno, alto e slanciato, oltrepassava d'un palmo la snella +figura di Nicla. + +Anch'egli come il figliuolo aveva occhi neri in un volto magro e +olivastro; e quantunque non contasse che trentasette anni, già +invecchiava, stretto nella morsa delle sue male abitudini. E ciò +sbigottiva la fanciulla, abituata a veder visi tondi e rosei ed +espressioni di placido contento. + +I capelli di Fabiano eran più bianchi che neri; molti fili d'argento +si mescolavano ai morbidi fili della barba corta a punta; e intorno +agli occhi era una rete sottile di rughe, che apparivan quasi +impercettibili screpolature quando i muscoli del suo mobile viso si +contraevano in un'espressione pensosa o ironica. + +--Egli è cresciuto selvatico e bizzarro--disse, accarezzando la testa +di Bruno.--Lei, signorina, potrà fargli molto bene. + +Detto questo, s'inchinò ancora, si coperse il capo, e proseguì la sua +passeggiata per il bosco a passo lento. + +--Vuoi andare col papà?--chiese Nicla a Bruno. + +Egli guardò suo padre che s'allontanava e non si mosse. + +--Dimmi la poesia,--rispose. + +Nicla disse la poesia; ma andava nel frattempo pensando a +quell'incontro. + +Già sapevano in casa che ella aveva conosciuto il piccolo Traldi di +San Pietro; e il cavalier Maurizio e la signora Carlotta ne avevano +avuto occasione per una lunga predica. + +Bisognava ormai confessare d'aver conosciuto anche il grande, il +personaggio famoso che veniva da Parigi, come un modello del genere? + +O l'incontro non avrebbe avuto seguito, e a Nicla sarebbe stata +risparmiata un'altra ora noiosa di avvertimenti e di rimproveri? + +In verità, fino a quel giorno, il conte s'era ben guardato dal +richiedere non chiesto l'amicizia della famiglia Dossena. + +Viveva nella sua villa, con un domestico, una cuoca e una governante +vecchia. Riceveva visite di gente che veniva da Milano, uomini e +donne, che eran forse i suoi compagni di piacere. Usciva con questi a +far gite nei dintorni, e sebbene tutti in paese si occupassero di lui, +egli aveva l'aria di non occuparsi d'alcuno. + +Con Nicla fu discreto, e non passò più pel bosco. + +Dato uno sguardo alla fanciulla, di cui udiva raccontar maraviglie da +Bruno, e giudicatala subito, aveva lasciato il bambino a quelle mani +fidate. + +--Il papà ha detto che di mamma ne basta una--raccontò Bruno +l'indomani--, ma che tu sarai mia sorella. E che tu sei come egli +aveva pensato. Aspetta. Tre cose. Ecco: timida, bella, e pura. Allora +tu sarai mia sorella. Lo ha detto il papà. E ha detto anche che il +difetto dei bambini, è che per farli ci vogliono le mamme.... + +Quando Bruno raccontava, con una loquacità la quale non era del suo +carattere, ma si sfrenava innanzi a Nicla pel bisogno di confidarsi, +la fanciulla lo lasciava andare fino al primo intoppo, fin quando, +cioè, non avesse riferito qualche stravaganza o non avesse esposto +qualche sua opinione zoppicante. + +Udendo un così cattivo giudizio sulle mamme, Nicla lo fermò subito: + +--Belle cose ti dice il papà! + +--Non è vero? Il papà dice sempre belle cose!--confermò Bruno +ingenuamente. + +--E la povera contessa? + +--Quale contessa?--domandò Bruno. + +--La tua mamma. + +--Ma egli diceva così per la mamma, non hai capito? + +--Ho capito, ho capito: e me ne dispiace molto. + +--Egli diceva così perchè la mamma ora è in Isvizzera, ma deve venire +a trovarci uno di questi giorni; e ciò secca molto il papà. La mamma +mi vede, dice che sono magro, che sono malato, e vuole portarmi via. +Il papà non vuole e dice che sono grasso e non sono stato mai così +bene.... La mamma dice che.... + +--Ma tu preferisci la mamma o il papà?--interruppe Nicla di nuovo. + +Bruno si mise il piccolo indice dritto attraverso le labbra. + +--Non sta bene domandare queste cose!--dichiarò sottovoce. + +--Io non domando per curiosità!--rimbeccò Nicla.--Voglio sapere per +giudicare come o con chi puoi star meglio. + +--Finora, proprio, sto meglio con te!--disse Bruno.--Ma tu fa finta di +non saperlo, perchè la mamma vuole che io stia meglio con lei, e il +papà vuole ch'io stia meglio con lui; e se capiscono che invece sto +meglio con te, diventano molto gelosi. + +--Allora non dirai nulla della nostra amicizia alla mamma?--domandò +Nicla sorpresa. + +--No. Io con la mamma sono un altro. + +--Come, un altro? + +--Sì, un altro, più piccolo! + +--Fai l'impostore, insomma!--spiegò Nicla. + +--Sì, faccio l'impostore!--confermò Bruno. + +--Un bambinetto ingenuo, un po' tardo, mezzo addormentato, mezzo +scemo?--incalzò Nicla, non potendo trattenere un sorriso. + +--Proprio così!--dichiarò Bruno, battendo le mani. + +--E perchè, povera mamma, perchè ingannarla? + +--A lei piace che i bambini siano un poco scemi. E se si accorge che +io sono intelligente mi domanda che cosa facciamo, chi conosciamo, +dove andiamo, e se il papà giuoca, e se ci sono in casa le istitutrici +giovani e se spendiamo molto. Una volta, io che non sapevo, le ho +raccontato tutto.... + +--Che cosa le hai raccontato? + +--Le ho raccontato.... + +Esitò un istante, per chiamare in aiuto la sua memoria e ordinarla, +poi seguitò: + +--Le ho raccontato che c'era in casa, a Parigi, una governante che si +chiamava mademoiselle Praline e vestiva sempre la sera con gli abiti +scollati, coi capelli biondi e lunghi e con belle scarpette di +vernice. E cantava tutto il giorno e aveva il naso voltato in su. Poi +alla sera veniva a pranzo con gli abiti scollati. Ma il papà l'ha +mandata via perchè quando non cantava, era sempre in cucina a farsi +fare il tè e poi la bistecchina e poi ancora il tè, e mangiava tutti i +biscotti; e io l'ho vista nello specchio che intascava i cucchiai +d'argento, e l'ho detto al papà. E allora il papà l'ha mandata via, +dicendo che voleva salvare almeno i coltelli e le forchette. + +--E tu hai raccontato tutto questo alla mamma?--esclamò Nicla. + +--Sì, io non sapevo che non bisogna raccontare tutto. + +--La colpa non è tua,--mormorò la fanciulla col cuore stretto.--E +allora? + +--E allora la mamma ha raccontato tutto, anche lei, all'avvocato, e il +papà ne ebbe molti dispiaceri. + +--E da quel giorno, hai fatto lo stupido per prudenza?--interrogò +Nicla, accarezzando lievemente la testa del fanciullo.--E ora andrai +di nuovo con la mamma? + +--No; ora la mamma viene soltanto a vedermi. Il papà la aspetta, e per +ciò la governante è vecchia. + +Nicla non trovò la forza di sorridere. + + + + +V. + + +Bruno mancò infatti per alcuni giorni al solito convegno sulla riva +del lago, e Nicla lo vedeva passar dal giardino insieme a una signora +giovane e sottile, vestita con semplicità costosa. + +La contessa Clara Dolores aveva capelli castani, volto pallido e +piccolo in cui ardevano lunghi occhi scuri. S'indovinava in lei subito +un temperamento impressionabile, mobilissimo, fantastico, alla +rivelazione del quale la bocca dalle labbra rosse un po' tumide +aggiungeva una nota di passione. + +Era scesa all'albergo Bellevue e si recava ogni giorno alla villa +Florida, di là dalla villa Dossena, a prendersi Bruno per condurlo a +spasso e poi a colazione e a pranzo. + +Nicla evitava d'incontrarli, ma quella giovane dritta, magra, nervosa, +una frustata nell'aria, le aveva, appena intravista, prodotto una +sensazione di piacere e di meraviglia. + +La psicologia di Bruno le si chiariva, pensando a suo padre, +volontario e ostinato schiavo di tutti gli appetiti, e a sua madre, +sul cui volto si leggevano l'estro e l'impulso. + +Venuto da quei due, dai quali ereditava, sommati, gusti e inclinazioni +e rare sensibilità, che dovevano essere causa di molti dolori a coloro +che gli volevan bene, Brunello non poteva essere un fanciullo come +tutti gli altri. + +Nicla s'era illusa. Sarebbe stato meglio o peggio: più suscettivo, più +intelligente, più sensuale, straordinariamente aristocratico, cioè +lontano dalla folla e dai suoi talenti; uno di quegli uomini il cui +destino sta come in cima a una fiamma, che l'aria fa tremare e volgere +a capriccio, o lancia ebbra in alto con impeto. + +E staccata a un tratto dalle abitudini quotidiane per le quali aveva +fatto della propria e della vita di Bruno quasi una cosa sola, +chiedendosi perchè si fosse tanto stranamente occupata d'un ragazzo +che non le apparteneva, Nicla doveva convenire seco stessa che sarebbe +stato meglio lasciarlo a quel suo destino, a quei parenti che se lo +disputavano, a quelle diversità il cui aspetto l'aveva subito colpita. + +Fu distratta in quei giorni anche dall'arrivo improvviso del conte +Duccio Massenti. + +Veniva dalla Svizzera, era sceso egli pure all'albergo Bellevue, e +s'era tosto recato a far visita alla famiglia Dossena. + +La signora Carlotta e il signor Maurizio lo vollero alla loro tavola +per il poco tempo che si sarebbe trattenuto; e Nicla lo accolse +ridendo, perchè egli subito l'assicurò che avrebbe presto ripreso la +via dell'esilio al quale ella lo aveva condannato. + +--Esilio, esilio,--ripetè la fanciulla, arrossendo un poco innanzi a +suo padre.--Le ho detto di star lontano da questo villaggio, sapendo +che non si sarebbe divertito. E confessi, infatti, che a Lucerna.... + +--A Sonnenberg,--precisò Duccio.--È un poco più su di Lucerna, e vi si +arriva con la funicolare. + +--A Sonnenberg si sta meglio, lo confessi!--concluse Nicla. + +--C'è un solo grande albergo, e c'è più gente, ecco tutto, e tutta la +gente è in quell'albergo, e ci si conosce tutti,--rispose il +giovane.--Dall'alto, la vista del lago dei Quattro Cantoni, invece che +del nostro. Per tutto il resto, la solita vita. + +E parlarono d'altro, dei forestieri che dimoravano in paese e della +contessa Clara Traldi di San Pietro. + +--È una signora molto fine,--osservò Nicla.--Lei forse l'ha +conosciuta, conte? + +Duccio parve esitare. + +--Io?--disse.--Conosciuta dove? + +--Al suo albergo; dev'essere arrivata lo stesso giorno in cui è +arrivato lei: una signora esile, coi capelli castani, elegantissima: +una vera signora, in una parola. + +--Sì, mi sembra d'averla intraveduta,--rispose Duccio come distratto. + +--È venuta a trovare Brunello, un suo figliuolo di sette o otto anni, +che sta qui, alla villa Florida. + +--Eh sì, sì, pur troppo!--soggiunse il cavaliere Maurizio.--Oltre il +bambino, c'è il padre, uno scavezzacollo; e la villa Florida è a cinta +a cinta col nostro giardino. E Brunello è amico intimo di Nicoletta. +Non è vero, Nicoletta? + +--Inseparabile!--dichiarò Nicla. + +Duccio Massenti parve subitamente curioso. + +--Conosce il fanciullo, signorina?--domandò.--E allora anche la +contessa, forse? + +--No,--rispose Nicla.--Finora non l'ho che intravista; la vedo passare +ogni mattina col fanciullo e un gran cane di Terranova. + +--Purchè tutto vada a finir bene!--osservò il cavaliere Maurizio,--e +questo non ci procuri la conoscenza di suo padre! + +--Non ce la procurerà!--assicurò Nicla.--Il conte non ha alcun piacere +nè alcun bisogno di conoscerci.... + +--Ma sono io,--protestò Maurizio,--che non ho bisogno nè piacere di +conoscere lui! + +--Allora andate perfettamente d'accordo!--constatò Nicla con un +sorriso. + +E volgendosi a Duccio, seguitò: + +--Quando torna all'albergo, la osservi, la contessa. Mi pare una donna +molto interessante.... + +--Crede?--mormorò Duccio con negligenza. + +--Sarà la vittima di quel conte indemoniato,--seguitò la signora +Carlotta.--Dicono che egli ne abbia fatte e ne vada facendo di tutti i +colori. + +--E che si mangi il più bel patrimonio del mondo nella più sciocca +maniera possibile!--incalzò Maurizio. + +Duccio Massenti credette opportuno stringersi nelle spalle e alzare le +sopracciglia per deplorare i trascorsi del conte Fabiano. + +--Come si chiama il bambino?--interrogò poi. + +--Brunello!--disse Nicla.--Bruno Traldi di San Pietro. + +E d'improvviso, a dispetto dei suoi savii ragionamenti, un acuto +desiderio la prese di rivedere il suo piccolo fedele amico. + +Egli era in quel momento con la mamma, e faceva l'impostore. + +La fanciulla sorrise, al ricordo. + +E ripensando alla giovane signora dai lunghi occhi scuri nel piccolo +volto pallido, su cui spirava un'intelligenza sempre attenta, le +sembrò che il mestiere d'impostore dovesse essere di fronte a lei +singolarmente difficile. + +Ma Duccio cambiò discorso, chiedendo notizie delle famiglie che +possedevano ville in paese; e non si parlò più per quel giorno del +conte e della contessa e di Bruno. + +Soltanto l'indomani, a una nuova domanda di Nicla, egli annunziò +d'aver conosciuto Clara Dolores. + +--Oh, due parole, stamane, durante la prima colazione!--soggiunse. + +--È bella, non è vero?--disse Nicla. + +--È strana!--rispose Duccio.--Bella, veramente, non direi. Io ho della +bellezza un altro concetto. + +E i suoi occhi squadrarono la fanciulla da capo a piedi, con +involontaria audacia. Ma subito ridivennero calmi. + +Rammentava ciò che Nicla gli aveva detto: occorreva ch'egli sapesse +farsi tollerare; e diligentemente studiava di non importunarla e di +rispettarne la libertà ch'ella godeva in campagna. Non mancava mai di +portar fiori e dolci a lei e a sua madre, ma si guardava +dall'accompagnarla nelle sue passeggiate e dallo starle troppo +accosto. + +Dopo colazione s'intratteneva col cavalier Maurizio a parlar di +terreni, d'industrie e di politica, o giuocava a carte con la signora +Carlotta pazientemente. + +Nicla aveva finito per guardarlo con occhio benevolo, quantunque fosse +ancora lontana dal partecipare all'ammirazione che per il giovane +avevano e dichiaravano il padre e la madre di lei. + +--Sì, è un buon ragazzo! ~ ella diceva, come estrema concessione. + +--Compìto, attento, gentile, generoso, intelligente,--seguitava sua +madre,--serio, avveduto, probo.... + +E la fanciulla prendeva il suo grande cappello carico di papaveri e +usciva a cantare per il bosco. + +Ma un giorno, tornando dalla solita passeggiata, le toccò una grande +emozione. Vide venire a lei correndo il piccolo Bruno, seguìto da un +grosso cane di Terranova, e poco lungi, ferma sulla strada, la +contessa. + +--Vieni!--disse Bruno, gettandole le braccia al collo.--La mamma vuole +conoscerti.... + +E Brunello e il cane ritornarono ancora correndo verso la signora che +attendeva. + +Nicla affrettò il passo, mentre Clara Dolores le andava incontro. + +Dappresso il suo volto era anche più gentile; intorno agli occhi aveva +certe venette appena percettibili, delicatamente azzurre, le quali +svelavano la straordinaria finezza della sua carnagione. + +--Signorina,--disse, schiudendo le labbra a un piccolo sorriso,--Bruno +mi ha raccontato che lei gli vuol tanto bene e gli dedica tanto del +suo tempo. Io parto questa sera, e desidero ringraziarla con tutta +l'anima per la sua bontà. + +--Ma contessa,--mormorò Nicla, il cui volto s'era fatto di porpora, e +la sua voce tremava,--è impossibile non voler bene a Brunello. Egli è +venuto un giorno a cercarmi, come.... + +Rivide nella memoria Brunello balzarle innanzi e domandarle aiuto, +appoggiandosi alla sua canna alta e flessibile; e trovò la +similitudine: + +--....come un piccolo Amore!--disse + +Poi aggiunse, premurosa: + +--Noi abitiamo poco più innanzi. Vuole concedermi di presentarla alla +mia mamma? + +La contessa si schermì con un lieve cenno del capo. + +--Grazie, signorina,--rispose.--Ma per partire oggi stesso, devo +rientrare subito all'albergo e aiutare la cameriera a fare le valigie. +Tornerò; e al mio ritorno sarò lieta di conoscere la sua famiglia. + +--Sì, torni presto!--disse Nicla. + +--Arrivederci,--seguitò Clara Dolores,--Il pensiero che Bruno ha +un'amica, una sorella, mi conforterà molto.... + +--Oh, una sorella!--esclamò Nicla.--Come potrei essere sua figlia? + +La contessa, tenendo la mano nella mano di Nicla, la trasse a sè e la +baciò leggermente sulle guance. + +--Arrivederci!--ripetè poi. + +--Arrivederci, contessa! Buon viaggio!... Non tardi troppo! + +--Addio, Nicla! A domani!--gridò Bruno alla fanciulla, riprendendo la +mano di sua madre. + +Ma allontanandosi, le due giovani si volsero più volte e si sorrisero. + +Ciascuna portava in cuore un'imagine dell'altra, dolce e grata. + +Nicla era anche intenerita per la bellezza fragile e l'amabilità +signorile della contessa; e pensò che quel conte Fabiano doveva essere +veramente un famoso briccone per mancar di fede a una donna che +chiunque avrebbe potuto invidiargli. + +--Bruno non ha saputo tacere!--ella si disse.--Mi vuole troppo bene, e +l'amore gli deve essere scappato fuori dagli occhi. + +L'indomani il conte Duccio Massenti chiese alla signora Carlotta il +permesso di fare con Nicla una gita sul lago. Egli aveva pronta la +lancia dell'albergo con due rematori. Sarebbe ripartito la sera +medesima per la Svizzera, e prima di allontanarsi desiderava rubar +finalmente un'ora alla selvatica abitatrice dei boschi. + +Dicendo questo, un poco alla signora Carlotta, un poco al cavalier +Maurizio, un poco a Nicla, egli sorrideva con qualche timidezza. + +La signora aveva già notato, presso la riva, la lancia con due +barcaiuoli in assisa bianca e fascia azzurra. + +--Non allontanatevi troppo!--raccomandò con familiarità insolita.--Il +tempo è incerto! + +--Gironzeremo al largo, sotto i suoi occhi--promise +Duccio.--Signorina, mi dice di sì? + +--Ecco!--rispose Nicla.--Vado a mettermi il cappello. + +Era vinta dall'attitudine sommessa del conte, che cominciava ad +ispirarle qualche simpatia e che sapeva pregare molto per le più +piccole cose. + +Ma quando fu nella lancia, seduta sugli stessi cuscini a fianco di +lui, capì d'un tratto che probabilmente il colloquio sarebbe stato +decisivo per la sua vita, e si fece diffidente, mentre il cuore le +batteva forte nel petto. + +--Ho saputo dunque farmi tollerare?--chiese Duccio, non appena la +lancia prese il largo sotto la spinta vigorosa delle quattro braccia. + +--Mi dia la barra del timone,--pregò Nicla senza rispondere.--Voglio +guidare io, perchè i suoi barcaiuoli non ci portino troppo lontano. + +E prendendo la barra con la destra, levò il capo a sorridere. + +A una finestra della villa s'era affacciata sua madre, la quale +osservava i due giovani belli che partivano nella lancia tutta candida +come per un felice viaggio. Ma Duccio trovò in Nicla una resistenza +sorda e ostile. + +Ella fingeva di non comprendere le allusioni, e spesso rispondeva fuor +di tono; più spesso interrompeva con un'osservazione frivola, +guardando in alto le nuvole rosee o perdendosi a seguir con l'orecchio +il tuffo dei remi. + +Fece notare a Duccio la smorfia del primo barcaiuolo che ad ogni +puntata torceva la bocca, e dichiarò che la bandiera a poppa, gialla a +scacchi azzurri, era di pessimo gusto. Domandò s'egli sarebbe tornato +ancora a Sonnenberg, se vi sarebbe rimasto a lungo, e chi vi avrebbe +trovato; scherzò volubilmente, rise quando s'accorse che Duccio stava +per parlare con gravità, fu capricciosa e a bella posta distratta. + +Infine Duccio, vedendo ch'ella volgeva il timone pel ritorno, diede il +crollo: + +--Signorina,--disse.--Io ho bisogno di sapere che cosa ella pensa di +me. + +Nicla lo guardò e rise. + +--Io? Nulla!--rispose tosto. + +Il conte non potè trattenere un gesto d'impazienza. + +Pure, aggiunse con imperturbabile cortesia: + +--Mi sono spiegato male. Comprendo benissimo che io non valgo la spesa +di molte riflessioni. Ma devo pure confessarle che, non da ieri, nè da +oggi, ma da quando ho avuto la fortuna di conoscerla a un ballo, io ho +sempre pensato a lei, come alla sola fanciulla che potesse rendermi +felice.... + +--Ci sono!--pensò Nicla con dispetto.--Ora tocca a me rispondere. E +che cosa rispondo? + +Non rispose nulla, e stette ad ascoltare. + +--Chiedendole che cosa ella pensa di me,--seguitò Duccio,--intendevo +chiederle semplicemente se la mia assiduità non le dispiace, se +riconosce la nobiltà del mio sentimento.... + +--Che cosa rispondo? che cosa rispondo?--si domandò Nicla irritata, +volgendo a furia la barra e mandando la lancia a sghimbescio. + +--Attenta! Lei ci ribalta in acqua!--osservò Duccio con un sorriso, +credendo la fanciulla commossa e turbata. + +Ella si decise a una parola indiretta: + +--Sì, mi sono accorta,--disse a mezza voce, guardando i remi che +uscivan dall'acqua. + +--Si è accorta?... si è accorta che io l'amo?--interrogò Duccio +ansioso. + +--Mi sono accorta che lei pensa a me,--corresse Nicla. + +--Dica pure che io l'amo, che l'amo ardentemente!--incalzò Duccio. + +--Auf! Adesso piglia fuoco!--riflettè Nicla.--Ho fatto male a +rispondergli. + +E per ringraziarlo in qualche modo, volse il capo e gli sorrise un +attimo. + +--Posso sperare, Nicoletta?--seguitò il conte.--Posso sperare che il +mio sentimento sia accolto, e che un giorno, più tardi, anche assai +tardi, sia da lei condiviso?... Essere amato da lei! Quale sogno!... +La mia vita non avrà, non potrà avere altro scopo se non quello di +render felice la sua.... Tutte queste grandi speranze aspettano +d'essere confortate da una parola, Nicoletta.... Confortate.... o +distrutte! + +A mano a mano che il giovane parlava, l'anima di Nicla andava +chiudendosi. + +Nicoletta!... Già la chiamava Nicoletta! E un giorno, anche avrebbe +allungato la mano ad accarezzarla, le labbra a baciarla, le braccia ad +avvincerla intorno al busto.... + +Lo guardò di traverso, vide ne' suoi occhi una fiamma, sulle sue +labbra un tremito. + +E tutto ciò che doveva accenderla, che l'avrebbe forse accesa per un +altro, in quell'istante l'agghiacciò. + +--Mi dica, mi dica,--insisteva Duccio, dimentico che i barcaiuoli +potevano comprendere non le parole, ma il gesto,--mi lasci sperare!... +Sarà accolto il mio amore? Sarà forse un giorno condiviso da lei?... + +E, fattosi più vicino, stendeva il braccio destro sullo schienale, +quasi a cingerla idealmente. + +--Badi!--ammonì la fanciulla, indicando con gli occhi i due uomini. + +--Non ci ascoltano!--rispose Duccio. + +I rematori allentavano sciando; l'imbarcazione s'avvicinava alla +proda, e il barcaiuolo di poppa tirò i remi nella lancia. + +--Oh, chi si vede, chi si vede!--esclamò giocondamente Nicla, volgendo +lo sguardo alla riva. + +--Ebbene?--supplicò ancora Duccio, senza staccar gli occhi dal viso di +lei.--Posso sperare? + +La fanciulla era ormai veramente distratta da ciò che vedeva sulla +sponda; ma diede uno sguardo al giovane e rispose, per finirla: + +--Non so! + +Poi aggiunse: + +--Non creda che io voglia giuocar d'astuzia e farle desiderare una +parola. Sarebbe indegno. Oggi non posso dirle, con onestà e con +lealtà, che questo: non so! + +La barca scorrendo sulla sabbia toccava proda. + +--Nicla, Nicla, Nicla!--risonò la voce esultante di +Brunello.--Prendimi con te! Fammi fare un giro!... + +Egli stendeva le braccia, caracollando lungo la riva, come un piccolo +puledro ritornato in libertà. + +--Le dispiace che lo faccia salire con noi?--chiese Nicla al conte. + +Duccio si scosse, quasi uscendo da un velo di malinconia, e si guardò +intorno. + +--Il bambino?--disse.--Come vuole! + +E diede ordine a uno dei rematori di prendere il fanciullo dalla +spiaggia. + +Bruno, balzato nella barca, si slanciò al collo di Nicla. + +E la baciò, l'accarezzò con tanto fervore, con tanto improvviso +brivido, ch'ella lo fissò un poco sorpresa. + +--Ma da dove vieni?--chiese, mentre i barcaiuoli vogavano a +sciaroga.--Che è questo furore? Non ci siamo visti ieri? + +I suoi occhi sorpresero lo sguardo fosco e dubbioso del fanciullo, che +scrutava il mesto volto allungato di Duccio. + +E capì. Era geloso. + +Ella disse: + +--Facciamo le presentazioni. Il conte Bruno Traldi di San Pietro. Il +conte Duccio Massenti.... + +--Ah è questo, l'inseparabile?--chiese con indifferenza il giovane, +squadrando Bruno senza muoversi. + +--È lui!--affermò Nicla.--L'indispensabile + +E rivolta al fanciullo, seguitò: + +--Vuoi sederti qui, tra il conte Duccio e me? C'è un bel posto.... + +--No, no!--rispose Bruno prontamente, come avessero minacciato di +gettarlo in acqua. + +--Allora a cuccia?--domandò Nicla. Egli sorrise e s'accovacciò ai +piedi dell'amica. + +E sentendo che il conte non aveva più voglia d'aprir bocca, e che il +piccolo e il grande si odiavano di tutto cuore, ella riprese: + +--La tua mamma è partita? + +--Sì: iersera!--affermò Bruno alzando gli occhi in faccia a Nicla. + +E questa, per togliere l'ombra che andava addensandosi tra Duccio e +Bruno, seguitò: + +--Sai che anche il conte Duccio conosce la tua mamma? + +--La conosce?--ripetè Bruno senza voltare il capo dalla parte +dell'altro.--E gli piace? + +Nicla diresse l'occhio inavvertitamente al viso di Duccio e fu stupita +di cogliergli sulle labbra un sottile ambiguo sorriso, ch'egli +s'affrettò a dissimulare. + +--Domandaglielo!--rispose, malamente impressionata. + +--Le piace la mia mamma?--interrogò Bruno, guardando fisso innanzi a +sè. + +Nicla dovette stupirsi di nuovo. + +Ecco Bruno che dava del lei, freddo e contegnoso, a quel signore che +gli piaceva poco! + +--Sì,--rispose Duccio.--È una bella e gentile signora. + +--Molto bella, molto cara, la tua mamma!--rincalzò Nicla pensando al +visetto pallido e fine coi grandi occhi appassionati che le avevano +così benevolmente sorriso.--E dove è andata ora? + +--Ma perchè l'interroga tanto?--interruppe Duccio con +prontezza.--Finirà con lo stancarlo. + +--Egli sostiene una conversazione meglio d'un grande!--affermò Nicla. + +--Lo credo; ma guardi il tramonto,--riprese Duccio, indicando con un +gesto il cielo opalescente e le acque che rabbrividivano alla +brezza.--Guardi che meraviglia! + +--Le dispiace che io parli con Bruno?--domandò Nicla. + +--No no, la prego!--rispose Duccio. + +--Poichè lei mi tiene il broncio e non dice parola....--seguitò Nicla. + +--Non le tengo il broncio,--ribattè il conte.--Sono triste; e sarebbe +strano che non fossi.... + +--La mamma è tornata in Isvizzera!--dichiarò Bruno, levando ancora gli +occhi in faccia alla sua amica. + +--Dov'era prima di venire a trovarti?--interrogò questa. + +--Sì, dov'era prima di venire a trovarmi! E io so dove è. È su, in +montagna; e si vede un lago, un lago grande, più grande del nostro. Un +lago che si chiama come quel giuoco, sai? + +--Quale giuoco?--domandò Nicla ridendo. + +--I quattro cantoni! + +--Ah, il lago dei Quattro Cantoni!--ripetè la fanciulla, corrugando le +sopracciglia.--Allora è a Lucerna, la mamma. + +--Vuole che torniamo?--interruppe il conte.--Temo che facciamo troppo +tardi, e che la signora ci aspetti.... + +La fanciulla lo guardò, e le parve un poco aggrondato. + +Senza rispondere, volse la barca, fece descrivere alla lancia una +larga curva, e diresse verso la spiaggia. + +Spronata da una curiosità repentina che le faceva male e di cui non +sapeva rendersi ragione, stava china sulla testa di Brunello +accovacciato ai suoi piedi, e lo interrogava, fissandolo negli occhi. +Seguitò: + +--Allora è a Lucerna, la mamma? + +--Ma che cosa le importa, signorina?--disse bruscamente Duccio.--Non +so perchè insista. + +Nicla sentì che la voce di lui non era ferma. + +--No,--rispose Bruno.--Ha detto Lucerna, sì, ma ha detto più in alto. + +--Più in alto!--ripetè Nicla.--Ci si va con la funicolare?... Di', +Brunello, rammentati! Ci si va con la funicolare? + +Bruno, assorto, non rispondeva. + +--Rispondi, caro!--incalzò Nicla fremente.--A che cosa pensi? + +--Penso al nome,--egli rispose,--perchè la mamma me lo ha detto.... + +--Non ci pensare. Il nome lo troveremo. Dirami: ci si va con la +funicolare? + +--Sì, con la funicolare!--consentì il fanciullo. + +Nicla tacque un istante, poi annunziò: + +--Sonnenberg!... È Sonnenberg? + +--Sì, sì, sì!--gridò Bruno, battendo le mani.--Proprio! Me lo ha detto +la mamma! Come hai indovinato?... Tu indovini tutto?... + +Nicla si raddrizzò sul busto, pallidissima, e piantò in faccia al +conte gli occhi scuri. + +--Perchè questa commedia?--disse. + +--Ebbene?--egli rispose, cercando di vincere la sua irritata +agitazione.--Che è avvenuto? che vuole significare il suo sguardo di +rimprovero? + +Ma Nicla insisteva a fissarlo, con sì disperato stupore dentro gli +occhi, che Duccio abbassò un istante i suoi. + +--Tu indovini tutto?--ripetè sottovoce Bruno, alzandosi un poco e +comprendendo che avveniva qualche cosa di eccezionale. + +Nicla lo afferrò e lo strinse fra le braccia. + +--Ahimè, sì!--proruppe.--Sì, amore, indovino tutto! + +Poi con le mani convulse adagiò quel capo innocente sul seno, che un +singhiozzo mal rattenuto sollevava in tumulto. + +Nessuno fece più parola, fin che la lancia non ebbe toccata la riva. + +E solo quando i rematori spalarono perchè la chiglia, scorrendo sulla +rena, approdasse con dolcezza, Duccio rispose: + +--Prima di partire avrò bisogno di parlarle. Ne chiederò il permesso a +sua madre. + +Nicla lo fermò con un gesto. + +--È inutile!--osservò.--So già quello che ha l'obbligo di dirmi. + +E soggiunse: + +--Lasci a me il diritto di concludere. Poco fa le ho risposto: non so. +Ora le rispondo in tutta coscienza: mai! + +Duccio Massenti si fece pallido. + +Ma senza curarsene, appoggiandosi al braccio d'un rematore, Nicla +sbarcò; poi Bruno; Duccio per ultimo. + +--Salgo a salutare la sua famiglia,--annunziò questi.--Lei, signorina, +non vorrà accompagnarmi? + +Nicla allungò la mano verso Brunello e traendolo al suo fianco, +rispose: + +--No. Io resto con lui! + + + +VI. + + + +E corsero a rivedere gli alberi amici, che sopra uno sfondo opalino +mescevano e confondevano in magici archi il loro fogliame, su cui il +tramonto gettava un riflesso di luci dorate. + +E sotto gli archi si stendeva il terreno molle come una corsia di +velluto cinereo; parevan più dure e determinate le linee dei fusti, +più vaghe e ampie le radure. Tutto il bosco esalava di legno disfatto, +e ai piedi dei tronchi s'ammucchiava il ciarpume di frasche e di +sterpi che sprigionavano un odore umido in quell'ora madida e calda. + +Risonava qua e là il crepitare delle vecchie cortecce. + +Bruno correva a fianco di Nicla, poi che ella stessa correva più che +non camminasse; e sentendo la mano dell'amica stringere, stringere +forte la sua, il fanciullo tollerava il dolore senza far motto. + +Poi la luce intorno cangiò. + +Bruno levò il capo a guardar Nicla e la vide tutta rossa. Ella abbassò +gli occhi per rispondergli e anche vide Bruno tutto rosso di +riverberi. + +Il tramonto si faceva vermiglio, e sul velluto cinereo del terreno +serpeggiavano larghe chiazze di color del sangue. + +Nicla allentò la mano. + +Eran giunti a uno spiazzo, su cui giacevano qua e là, disposti a +gradi, tronchi abbattuti, e che tutto in giro era chiuso da grossi +castagni e da cerri poderosi. + +Nicla sedette, e presso a lei Bruno. + +--Ti ha fatto male,--egli chiese,--quel signore? Ti ha detto brutte +parole? + +La fanciulla scosse il capo, negando. + +Guardava le vôlte che le fronde formavano e che parevano dilungarsi +fin che si chiudevano lontano con una fitta cortina di rami e di +foglie. + +Doveva essere veramente così. + +Duccio e Clara Dolores s'eran dato convegno a Sonnenberg, e di là eran +tornati un giorno, ella per rivedere il suo bambino, egli per +corteggiare Nicla e forse chiederne la mano. + +Erano scesi allo stesso albergo, insieme. + +Duccio dedicava qualche ora a Nicla e alla sua famiglia, e si ritirava +la sera all'albergo: la sera e la notte. Conduceva nello stesso tempo +due intrighi, l'avventura piacevole e il matrimonio solido. + +Clara Dolores non aveva colpa alcuna. Libera, mal conosciuta e +abbandonata dal conte Fabiano, aveva disposto del suo cuore come più +le era piaciuto, certo con l'illusione di trovare in Duccio Massenti +l'uomo fedele e degno. + +Fino a due giorni addietro, ignorava pur l'esistenza di Nicoletta +Dossena, e ancora ignorava e avrebbe ignorato sempre che la fanciulla +era desiderata dall'uomo al quale ella s'era data. + +Poteva essere triste per Brunello apprendere più tardi che anche sua +madre non aveva saputo resistere; poteva essere triste pel giovane che +s'affacciava alla vita non trovar nella vita alcuna fede, e dover +dubitare di suo padre e di sua madre. + +Ma di fronte a Nicla, la contessa non aveva macchia. + +Lo sciocco, il fatuo, l'immorale era egli solo, quel Duccio Massenti, +già così slombato a ventisei anni da non sentire l'indelicatezza e la +vergogna della sua condotta; melenso e maligno, trattava Clara Dolores +come una facile avventura e Nicoletta come una più facile preda. + +--Non mi ha fatto alcun male, vedi?--esclamò Nicla +riprendendosi.--Voleva offendermi, e non vi è riuscito. + +Il volto di Brunello si rabbuiò. D'un subito s'era ricordato che poco +lungi di là, un giorno in cui leggevano un viaggio al paese delle +pellicce, anch'egli aveva offeso Nicla, ed ella, gettatolo dalle +ginocchia con rabbia, lo aveva rimandato a casa prima del consueto. + +Nicla non gli aveva detto nulla allora, ma egli aveva capito ch'era +offesa, perchè aveva voluto baciarla come le ragazze di Parigi, che si +rotolavan con lui sul divano. + +E si levò repentinamente, affannato e sospettoso. + +--Come?--disse.--Voleva baciarti dietro le orecchie? + +--Sei pazzo?--esclamò Nicla arrossendo.--Chi ti ha detto mai questo? + +Bruno respirò, e tornò a sedere, in silenzio; ma i suoi occhi andarono +più volte agli occhi di Nicla, interrogativi e solleciti. + +--Io,--dichiarò infine,--sarò sempre savio. Con te sarò sempre savio. + +--Va bene!--disse Nicla gravemente.--Tengo la tua promessa. + +E Brunello confermò ancora, con un cenno del capo. + +S'era messo a ginocchi innanzi alla sua amica e restava così a +guardarla, mentre ella pensava. Ella pensava all'inopinato avvenimento +che d'improvviso stringeva anche meglio il legame spontaneo fra lei e +il figlio di Clara Dolores. + +Non era più una simpatia, non un'amicizia fresca e rara, ma una +simiglianza di casi per la quale lo stesso uomo faceva male e al +bambino e alla fanciulla. Questa involontariamente era venuta in +possesso di un segreto che toccava il piccolo Traldi e ch'ella non +avrebbe detto mai. + +Nicla allungò la mano ad accarezzare Brunello, guardando lontano, tra +le luci del fondo che si smorzavano a poco a poco e si facevano +argentee. + +--Se tu vuoi,--disse Bruno a un tratto,--io racconterò al papà che +quel signore ti ha offesa, ed egli lo punirà. Io sono ancora troppo +piccolo. Come si chiama: Duccio? + +Nicla fece un gesto di paura. + +--Tu non racconterai nulla!--ordinò.--Quel signore è già punito. + +--Ma il papà....--insistette Bruno. + +--Il tuo papà non è il mio. Io ho un altro papà!--rispose Nicla. + +--Oh, il tuo non vale niente!--osservò Bruno sorridendo.--Egli non sa +sparare con la pistola e far la scherma come il mio. Non sa uccidere! + +La fanciulla fissò Bruno con la fronte corrugata. + +--Ma tu credi che bisogna uccidere per valer qualche cosa?--esclamò. + +--E che dobbiamo fare d'un uomo che ti ha offesa?--disse Bruno +placido.--Io lo dico al mio papà, e il papà gli spara contro, come fa +con quelle tavole che sono in giardino e che il papà adopera pel +bersaglio. Sopra c'è dipinto un uomo grande; e il papà mi ha fatto +vedere che lo ha tutto bucato nella testa e nel cuore. Non sbaglia +mai.... + +--Duccio Massenti non è una tavola di legno,--rimbeccò Nicla. + +--Ohi--disse Bruno alzando le spalle. + +--Ed è così,--proruppe Nicla,--che tu fai il savio? Dicendomi che il +mio papà non vale niente e ostinandoti a voler far uccidere Duccio? + +--Io ho visto due ufficiali degli ussari,--dichiarò Bruno,--che +giuocavano a carte col mio papà; e tutti e due avevano ucciso un uomo +in duello. + +--E allora?--interrogò Nicla. + +--Allora vedi che si può uccidere; perchè gli ufficiali montavano a +cavallo, pranzavano con noi, ridevano, e facevano tutto come gli +altri. + +--Talchè,--seguitò Nicla--se tu fossi più grande, tu andresti a +uccidere Duccio Massenti in duello? + +--Certo!--rispose Bruno.--Mi piacerebbe! + +--Ma egli potrebbe uccidere te,--osservò Nicla. + +--Tu credi?--fece Bruno sorridendo con lieve ironia. + +--Per carità!--esclamò la fanciulla presa da un freddo.--Non dirmi +queste cose, non dirmi queste cose mai più! Che sei tu dunque? con +queste idee pel capo, mi metti paura! Io pensavo che tu fossi buono e +caro per la tua Nicla, e invece sei crudele e quasi feroce.... Bisogna +proprio che non pensi più a te, non ti dia più la mia amicizia e ti +lasci solo. + +E a mano a mano che parlava, s'attendeva che il fanciullo s'accorasse, +e andava studiandone l'espressione per fermarsi a tempo e non farlo +piangere. + +Ma egli s'inviperì, e rizzatosi, stese le mani al volto di Nicla, +gridò infuriato: + +--E allora io lascerò che tu vada in barca con quel signore e che poi +ti dica le brutte cose? e allora ti lascerò offendere? E anche quando +sarò grande, se Duccio ti avrà offesa, io dovrò essere savio? allora +egli sarà il padrone e io sarò niente? + +--Ma no, ma no, ma no!--interruppe Nicla con dolcezza.--Nessuno mi ha +offesa e nessuno mi offenderà. Ti ho detto che Duccio voleva; voleva +offendermi, e non vi è riuscito. Non ti ho detto così? + +Bruno assentì con un cenno del capo. + +--Vedi che dico sempre la verità!--aggiunse Nicla con un trapasso +ardito di logica.--E non occorre muovere il papà e le sue pistole e le +sue spade. + +--Ma non andrai più in barca con lui?--interrogò Bruno ansioso. + +--Sta tranquillo!--promise Nicla. + +--Io so che veniva sempre a mangiare a casa tua.... + +--Non verrà più. + +--Me lo giuri? + +--Come?--esclamò Nicla.--Quale brutta abitudine! Non si deve abusare +del giuramento. La promessa basta. + +Bruno s'acquetò; e rimettendosi a sedere, posò il capo sulle ginocchia +di Nicla. + +--Dimmi la poesia!--pregò. + +Sommessamente, curva su di lui, sfiorandone la chioma e la guancia con +lieve mano di sorella, in una malinconica tenerezza, Nicla intonò: + + Io vo' da questa rupe erma cantare, + Te fra le braccia avendo e via lontano + Calar vedendo l'agne bianche al mare + Sicilïano. + +E guardava le lunghe ciglia e la bocca fresca del fanciullo, che per +chiamar le carezze fingeva dormire, e spalancava gli occhi non appena +le carezze tardavano. + +Povero piccolo uomo; povero piccolo uomo, perduto nel mondo vasto e +tremendo; debole e mal difeso e male sorretto nel cammino; ma già +pieno d'ira, d'orgoglio e di passione; già vendicativo e tirannico, +audace e geloso; lupatto tra i lupi. + + Ti rapirò nel verso; e tra i sereni + Ozi de le campagne a mezzo il giorno, + Tacendo e rifulgendo in tutti i seni + Ciel, mare, intorno, + Io per te sveglierò da i colli aprichi + Le Driadi bionde sovra il piè leggero + E ammiranti a le tue forme gli antichi + Numi d'Omero. + +E non poteva nulla per lui; domani forse avrebbe dovuto lasciarlo. + +Egli s'era abbandonato nelle sue braccia, credendola una fata +onnipossente; ma ella stessa era debole e mal difesa e male sorretta +nel cammino pel mondo vasto; e di lei pure, scampata appena a un +agguato, il destino era impenetrabile. + + Noi coglierem per te balsami arcani.... + +Il fanciullo sorrise al ritorno della vecchia strofe, quella che prima +gli aveva dato l'impressione della musica in un mondo di mistero. + + Noi coglierem per te balsami arcani + Cui lacrimâr le trasformate vite, + E le perle che lunge a i duri umani + Nudre Anfitrite. + +L'aria s'era fatta violacea. + +I grossi alberi, i rami, le foglie, i fantastici archi e le cortine +che parevan chiudere in fondo, in fondo, le imaginarie gallerie +fronzute, il terreno cinereo, la radura coperta di sterpi e di +tronchi, andavano confondendo linee e profili. + +Stendeva la sera un manto d'ametista, che aveva pei meandri del bosco +le infinite gradazioni del rosso, del pavoniccio, del gridellino; +s'alzava il vento con un mormorio che aleggiava di fronda in fronda. + +Bruno circondò delle braccia il collo di Nicla, ed ella delle braccia +circondò i fianchi di lui; accostarono le tempie, confusero le rosee +bocche, e restarono con l'anima tesa ad ascoltare il battito del +cuore, il quale aveva un linguaggio profondo, senza parole, +nell'ombra. + + + + +VII. + + +La signora Carlotta osservò a Nicla ch'ella s'era comportata male. + +Finito il pranzo, stavano nella grande sala prospiciente il giardino a +prendere il caffè. + +Nicla guardava fuori, da quella porta sul cui limitare era comparso un +giorno Brunello Traldi. Il cavalier Maurizio centellava, dopo il +caffè, un bicchierino di liquore giallo; e la signora Carlotta si +faceva aria col ventaglio, sfogliando con la sinistra sulla tavola una +rivista di arte, di cui non comprendeva niente, nè figure, nè termini, +nè scopi. + +Nicla girò la poltrona verso sua madre. + +Tornata a casa tardi, ancora agitata da quell'ora di tenerezza che il +tramonto aveva chiuso, come una perla in un monile, in un cerchio +delicato di viola e di porpora, ancora i capelli e le vesti odoranti +di musco e d'umido e di molli cortecce cadenti, Nicla aveva trovato i +suoi già a tavola, e aveva sentito intorno una silenziosa +riprovazione. + +--Il povero Duccio,--seguitava sua madre,--è venuto a salutarci prima +di partire. E tu non c'eri. Dov'eri?... A spasso, pel paese, con +quell'altro.... + +--Quale altro?--domandò Nicla. + +--Il figlio del conte Traldi. + +La fanciulla rise. + +--Oh!--disse.--Che temibile rivale, un bambino di otto anni! + +--Non si parla di rivali,--spiegò il cavaliere Maurizio, occhieggiando +in giro per veder dov'era andata a finire la bottiglia faccettata del +liquore giallo.--Si vuol dire che il tuo posto era qui. + +--Il conte mi aveva già salutato al ritorno dalla gita sul +lago,--rispose Nicla, scoprendo la bottiglia sopra un minuscolo +tavolino di lacca, e alzandosi per prenderla e portarla a suo +padre.--C'era bisogno di tornar daccapo in casa? + +--E anche della gita,--seguitò Maurizio, prendendo la bottiglia dalle +mani di Nicla e mescendosene un altro bicchierino,--che tua madre ha +permesso, potresti raccontarci qualche cosa. + +--Mi sembra,--confermò la signora Carlotta, allungando la mano per +riprender la bottiglia e piantarla sulla tavola, sotto il naso, con +un'occhiataccia a suo marito,--mi sembra che un poco di confidenza ci +vorrebbe! + +--Ah, la gita!--ripetè Nicla. + +E pensò che valeva meglio dare battaglia subito, poichè battaglia +doveva essere; e con espressione scherzosa, quasi beffarda, soggiunse. + +--È stato così. Il conte mi ha chiesto se mi sono accorta del +rispettoso sentimento ch'egli nutre per me. E io gli ho risposto che +me ne sono accorta. + +La signora Carlotta aveva tralasciato di sfogliar la rivista, e il +cavalier Maurizio di assaporar degli occhi il secondo bicchierino. +L'uno e l'altra guardavano la figlia con attenzione non priva di +ansia. + +--Egli mi ha detto poi se poteva sperare,--continuò la fanciulla,--che +tale sentimento fosse un giorno condiviso da me. E io gli ho risposto +che non sapevo. Gli ho risposto così perchè in verità non sapevo, in +quel momento. Poi, stando in barca al suo fianco e udendo i suoi +discorsi, ho saputo. E mentre stavamo per lasciarci, gli ho risposto: +mai!... + +Una bomba che fosse caduta e scoppiata nel bel mezzo della sala, non +avrebbe sbigottito maggiormente e Maurizio e Carlotta. + +Si trovarono in piedi ambedue contemporaneamente, guardandosi +attoniti. + +--Santo cielo!--esclamò la signora. + +--Tu scherzi!--gridò il cavaliere. + +--Una fortuna gettata dalla finestra!--riprese la signora. + +--E per questo il conte aveva l'aria malinconica!--aggiunse il +cavaliere. + +--Ma è una follia imperdonabile!--affermò la signora. + +--Una cattiveria determinata!--rilevò il cavaliere. + +--Rispondevi con un'offesa a una parola da gentiluomo!--deplorò la +signora. + +--Noi stessi ne subiremo le conseguenze!--concluse il cavaliere. + +Non volendo irritarli con un'attitudine di spavalderia inopportuna, e +sapendo bene che qualunque cosa avessero detto e fatto, non sarebbero +riusciti nè a rimediare alla catastrofe nè a smuovere lei dal suo +proposito, Nicla restò con gli occhi bassi, immobile dentro la +poltrona. + +Pareva, se non conscia della sua grave azione, almeno dolente pel +disinganno che bruscamente causava ai suoi; e intanto pensava ch'era +inutile accanirsi e che si poteva vincere con dolcezza. + +Prima tornò a sedere Maurizio; poi Carlotta. + +Seguì un silenzio, durante il quale Maurizio tracannò il secondo +bicchierino, e non sapendo più quel che si facesse, riprese di sulla +tavola e di sotto il naso di Carlotta la bottiglia faccettata, e se ne +versò un terzo. + +--Ma i motivi?--interrogò severo.--Capisco un'esitazione, un dubbio, +una ritrosia. Capisco una risposta che chieda tempo. Non capisco un +rifiuto definitivo, e senza discussione. Non capisco, insomma, il mai! +Per questa parola, i motivi devono e non possono non essere che +gravissimi. + +Si chinò a sorbire dall'orlo il liquore che traboccava, e ripetè: + +--Gravissimi! + +A Nicla tornarono in mente i tempi in cui suo padre gridava: «Il +palcoscenico no!». + +--Maurizio dice giusto!--incalzò la signora Carlotta.--Per mettere +alla porla un gentiluomo, poichè lo hai messo alla porta, occorrono +ragioni di gravità eccezionale. + +--I motivi ci sono, naturalmente!--ribattè Nicla. + +Carlotta e Maurizio si guardarono stupefatti. Passavano di maraviglia +in maraviglia. Avevan creduto prima a uno scherzo fanciullesco, poi a +una sventataggine forse ancora rimediabile, e infine, contro ogni +verosimiglianza, si trovavano innanzi a motivi gravissimi che +frustravano le loro speranze e mandavano a rifascio un matrimonio di +prim'ordine. + +--Siamo qui ad ascoltare!--disse Maurizio, vedendo che Nicla non +aggiungeva parola. + +Ma la fanciulla aveva compreso di non poter aggiungere altro. + +Come dire che Duccio Massenti era l'amante di Clara Dolores? Con qual +diritto svelava ella l'intimo segreto d'una donna che non era stata +per lei se non gentile? Chi l'assicurava che sua madre, facile a +chiacchierare, non avrebbe portato attorno la colpa di Clara Dolores +per farsi compiangere, come già aveva portato attorno la vocazione di +Nicla per l'arte drammatica? + +--Spero avrete compreso, ad ogni modo,--ella disse,--che quei motivi +non vengono da me. Io non amo nessuno, e il mio cuore è libero. + +--Sta bene,--dichiarò Maurizio.--E allora, il conte ha una colpa ai +tuoi occhi? Tu sei giovane, inesperta, impressionabile. Devi +confidarti con tua madre e con tuo padre, i quali ti diranno se +veramente quei motivi son tanto gravi, quella colpa è tanto +significativa da giustificare un rifiuto così brusco. + +--Qualche amoretto?--insinuò la signora.--Qualche scappata giovanile? + +--Giuoca?--riprese Maurizio. + +--Beve?--incalzò Carlotta. + +Nicla scosse più volte il capo. + +--Ma non perdiamo tempo negli indovinelli!--esclamò Maurizio.--Se tu +hai fiducia in noi, devi dirci spontaneamente e chiaramente quale +accusa tu fai al conte. + +--Ha qualche debito?--ricominciò Carlotta. + +--Non crede in Dio?--riprese Maurizio. + +--Vuole stabilirsi in campagna?--arrischiò Carlotta. + +Nicla crollava il capo ad ogni domanda. + +--Suvvia,--disse infine,--comprendo che mi è assolutamente impossibile +rispondervi. Mi è assolutamente impossibile dirvi quale accusa io +faccio al conte. E non si tratta d'una accusa, ma d'un fatto; d'un +fatto certo, che io so, e che non devo svelare. + +--Incredibile!--esclamò Maurizio.--Esistono dunque fatti che possono +essere noti a te, e non devono esser noti a noi? Ci rifiuti dunque la +tua confidenza in un argomento di tanto peso e di tanta delicatezza! + +--Caro papà,--rispose Nicla, ferma nel suo atteggiamento sommesso e +rispettoso,--non bisogna veder nulla di male in tutto questo. Se per +un caso disgraziato tu fossi venuto a conoscenza d'un segreto che non +riguarda la tua famiglia, ti sentiresti in diritto di svelarlo alla +mamma e a me? E tuttavia tu hai nella mamma e in me la più grande +fiducia. + +--Ma si tratta appunto d'un segreto,--esclamò trionfalmente +Maurizio,--che riguarda la mia famiglia. È il tuo avvenire in giuoco! +Come? Noi vagheggiamo per te un ottimo matrimonio, noi pensiamo che tu +debba essere un giorno felice, noi viviamo nella certezza che la più +brillante delle situazioni ti è assicurata; e d'un tratto questo +edificio precipita, le nostre speranze si disperdono, il tuo avvenire +è messo in forse, perchè tu hai scoperto un segreto.... E vieni a +dirci che questo segreto non ci appartiene e non ci tocca, e non +dobbiamo saperne nulla e non dobbiamo esserne giudici? + +--Tuo padre ragiona benissimo!--corroborò la signora Carlotta, +ammirando la logica di suo marito.--Ascoltalo, e non sbaglierai +più!.... + +--E tu ci lasci all'oscuro,--soggiunse Maurizio, riscaldato +dall'elogio,--tu ci lasci in preda a mille dubbii, i quali possono +anche essere ingiusti, anche essere offensivi, per il gentiluomo che +intendeva chiederci la tua mano? Il tuo silenzio ci dà diritto a +supporre qualunque peggior cosa di lui. Che so io?... Ch'egli sia +ladro o falsario!... Dico per assurdo. Ch'egli sia libertino e beone, +che abbia mancato alle leggi dell'onore, che un delitto macchi la sua +giovinezza.... Tutto questo noi possiamo supporre, e altro. E perchè? +Per tacere un segreto di cui sei venuta involontariamente in possesso? +Per salvare chi? quale nome? + +La fanciulla sotto quella raffica s'era ancor più rannicchiata nella +sua poltrona, ma rimaneva imperturbabile e decisa. + +--È giusto!--ella disse. + +--Parlerai?--esclamò avidamente Carlotta. + +--No. Non posso!--dichiarò Nicla.--Ma è giusto quello che dice papà. +E con la stessa franchezza con cui vi ho detto che so un fatto pel +quale non potrò mai essere la moglie di Duccio, con la stessa +franchezza vi dico ch'egli non ha mancato alle leggi dell'onore, non è +un beone, nè un libertino, nè un ladro, nè un falsario, nè un +delinquente. È un gentiluomo. Ma un gentiluomo che io non voglio per +marito; un gentiluomo di cui non so che farmi. + +Maurizio respirò, gettando un'occhiata a Carlotta. + +--La cosa non è irrimediabile!--egli disse. + +--È irrimediabile!--dichiarò Nicla. + +--Rientra nell'ordine dei peccati veniali, se peccato c'è da parte del +conte,--si ostinò Maurizio. + +--È impossibile che tu giudichi ciò che non sai!--rimbeccò Nicla. + +--Ne riparleremo!--soggiunse Maurizio. + +--Non ne riparleremo più!--dichiarò Nicla. + +--Ci ripenserai!--disse Carlotta. + +--Ci ho già pensato!--rispose la fanciulla. + +--Testarda!--esclamò Carlotta, perdendo la pazienza. + +Ma suo marito le gettò un'altra occhiata, e la signora tacque. + +--Magnifico,--ella disse, dopo un istante, mostrando un +disegno,--questo brucia-profumi! Si potrebbe comperare.... + +Il cavalier Maurizio si chinò sulla rivista. + +--Non vedi,--rispose,--che fa parte di una collezione e costa +venticinquemila lire? + +Nicla si alzò per dare la buona notte. + +--Addio, mamma!--disse.--Addio, papà! A domani. + +Baciò in fronte l'uno e l'altra, e si avviò. + +--Del resto,--ella aggiunse d'un tratto,--voi avete torto! + +--Io?--esclamò Maurizio. + +--Noi?--disse Carlotta. + +--Voi, voi!--ripetè Nicla.--Prima di partire da Milano, vi ho detto +che avevo pregato Duccio di non venire a importunarmi in campagna. E +voi mi avete risposto che ciò non vi riguardava. Come mai oggi fate +tanto rumore perchè me ne sono sbarazzata? Non siete logici! + +--Ma tu dimentichi,--rimbeccò la signora,--che nonostante il tuo +divieto, egli è tornato; ed è tornato a esporti le sue oneste +intenzioni. Dopo aver parlato con te per sapere se la sua simpatia non +ti riusciva indifferente, avrebbe parlato con noi, per chiederci la +tua mano.... + +--Nulla di più commovente!--aggiunse Maurizio.--Egli è uomo che sa ciò +che vuole. + +Nicla sorrise. + +--Ed io,--disse,--so ciò che non voglio! + +--Buona notte: col tempo, spero, ci darai ragione!--concluse Maurizio. + +--Speriamo!--rispose Nicla, mitemente ironica.--Buona notte, papà! +Buona notte, mamma! + +Non appena ella ebbe varcata la soglia, Maurizio e Carlotta ripresero +a discutere. Il padre era d'opinione che la cosa si sarebbe +accomodata; certo, il conte Massenti avrebbe scritto per ringraziare +dell'ospitalità ricevuta; occorreva stringere con lui la più cordiale +amicizia, dando a vedere che dei capricci di Nicla non si sapeva nulla +o non si teneva conto. + +--Non si è ravveduta anche sulla questione del palcoscenico?--osservò +Maurizio.--In fondo è una cara e virtuosa figliuola. Si sa; a diciotto +anni, c'è dell'inesperienza, c'è dell'ombrosità.... + +--Ma tu, che cosa credi di questo grande segreto, di questo grave +fatto, che avrebbe scoperto?--domandò Carlotta. + +--Io credo a un malinteso. Qualche amorazzo che Nicoletta non capisce, +a cui dà una importanza esagerata.... + +La signora strinse le labbra con espressione di dubbio. + +--Io ci perdo la testa!--esclamò.--Perchè tu dimentichi che l'amorazzo +lo avrebbe scoperto in barca! Come si possa scoprire in barca un +amorazzo o un segreto, è ciò che mi vado domandando. + +--Hai ragione!--esclamò Maurizio.--E in barca non c'erano che lei e il +conte? + +--Sicuro: lei, il conte, e due barcaiuoli,--confermò la signora.--Poi, +mi ha raccontato il conte, hanno preso anche quel bambino, il piccolo +Traldi, e gli han fatto fare un giro, per divertirlo.... + +--Forse una lettera, caduta dalla tasca del conte?--arrischiò +Maurizio. + +--Nicoletta non se ne sarebbe occupata!--ribattè la signora. + +--Forse un ritratto? + +--Ti pare? Fare una dichiarazione d'amore a una fanciulla, col +ritratto di un'altra in tasca?... Il conte è incapace di questo +cinismo! + +--È giusto,--acconsentì Maurizio.--E se domandassimo, chiaro e tondo +al conte medesimo che cosa è avvenuto? + +--Potrebbe risponderci di chiederlo a nostra figlia,--osservò +Carlotta. + +--Certo, avrebbe ragione!--confessò Maurizio.--Se si potesse farla +parlare, persuaderla a dirci tutta la verità.... + +--Lo credi impossibile?--domandò la signora. + +--È difficile. Lasciamo passare qualche giorno. Tu non dire più nulla. +Poi, mi ci proverò io, con molta dolcezza,--concluse Maurizio. + +Tacquero. + +Maurizio bevve finalmente il suo terzo bicchierino. + +E Carlotta, poichè aveva ancora la rivista squadernata sotto gli +occhi, disse: + +--Ma è proprio bello, questo brucia-profumi! + + +VIII. + +Al solito convegno sulla riva del lago, Nicla giunse l'indomani, tutta +attillata in un abito color d'acciaio, con un morbido cappello bigio +messo di traverso a guisa del feltro d'un arlecchino, e coi guanti +bigi lunghi oltre al gomito. + +Presso la lancia di casa, appoggiati ciascuno al remo, due barcaiuoli +aspettavano in silenzio. + +A poppa sventolava, tutta bianca con un serpentello vermiglio +aggomitolato in un angolo, la bandiera di Nicla. + +Bruno andò incontro alla sua amica e la guardò senza parlare. + +Aveva con se la goletta, per la quale aveva fatto fare dalla +governante una bandierina di seta bianca identica a quella di Nicla; +ma invece del serpente aggomitolato, suo padre gli aveva dipinto in un +angolo un asinello che sparava calci all'aria. + +Quell'asinello era stato causa di molte discussioni tra padre e +figlio. + +Bruno non lo voleva: se ne sentiva offeso, e Fabiano gli aveva +spiegato, con un ambiguo sorriso, che c'era più forza nella groppa +dell'asino che nella testa del serpente. + +Del resto il serpente era un emblema femminile. + +--Tu, alla tua età,--aveva soggiunto Fabiano col suo bonario sorriso +canzonatore,--non puoi avere per emblema che l'asinello. Specialmente +considerando la vasta coltura che possiedi! + +Bruno s'era infine persuaso o almeno rassegnato; ma udita la cosa, +Nicla ne aveva riso fino alle lagrime. + +--Il tuo papà ha ragione!--aveva detto.--L'asino rappresenta una forza +che io non ho, e puoi contentartene. + +Così la goletta aveva fieramente spiegato sui flutti la bandiera +bianca con l'asinello riottoso, di cui Bruno guardava di tanto in +tanto la groppa, pensando alla forza di quei calci gagliardi. + +--Ebbene?--gli disse Nicla stringendogli la mano.--Non mi dici nulla? + +E lo fece salire nella lancia; poi gli sedette accanto sui cuscini +bianchi dai bottoni rossi e prese tra le mani i fiocchi del timone. + +--Stai molto bene!--rispose Bruno, con l'accento d'un goloso +soddisfatto. + +--Allora sei rimasto muto innanzi alla mia bellezza?--disse Nicla +ridendo. + +--Proprio!--confermò Bruno.--Così, sei più bella ancora! + +--Dove andiamo, signorina?--domandò il primo barcaiuolo, togliendosi +il largo cappello. + +--Alla Croda!--ordinò Nicla. + +La lancia prese il largo; scintillavano sotto i raggi le pale dei +quattro remi bagnati, come le zanche d'un velocissimo insetto. + +Tornando dal bosco la sera innanzi, Bruno aveva pregato Nicla di fare +l'indomani una gita in barca fino alla Croda, ch'era un frangente a +fior d'acqua, a venti minuti circa dalla villa Carlotta. + +Di quella roccia grinzuta, morsa e bucherellata dall'onda, con seni e +rientranze e culmini e schiene e venature, Bruno aveva fatto un suo +dominio. + +Vi aveva passeggiato altre volte con Nicla, dando nome ai solchi e +alle vette, versando acqua con le mani nelle cavità per farne mari e +fiumi, stabilendo nel mezzo una capitale, animando con la fantasia lo +scoglio grigiastro, come sotto i suoi occhi brulicasse la vita d'un +intero continente. + +Ma da più tempo, rapito dal piacere di correre pel bosco, pareva aver +dimenticato il suo isolotto. + +E non se n'era rammentato che la sera stessa della gita in barca, con +Nicla e Duccio, per aver pretesto a un'altra gita, la quale +cancellasse dal suo cuore e dal cuore di Nicla la triste impressione, +il ricordo amaro della prima. + +Nicla aveva capito. + +E per fargli intendere a sua volta ch'ella apprezzava il suo sforzo e +che si prestava a chiudere per sempre quel molesto episodio, gli era +comparsa innanzi con l'abito che non aveva mai indossato, con un +cappello nuovo, diversa da quella ch'egli aveva veduta con Duccio, +«ancora più bella». + +Egli aveva subito inteso. + +E quando furono al largo, sotto il sole, tra la buona aria che +fischiava ai loro orecchi e baciava il loro viso, domandò: + +--Non lo avevi mai messo questo abito? + +--No, caro! + +--E anche il cappello non lo avevi mai messo? + +--Neppure. + +--Allora li hai messi oggi per andare in barca con me?--esclamò Bruno, +aprendo i grandi occhi in una luce di gioia. + +Ma al momento di rispondere sì, di rallegrarlo e di farlo superbo, +Nicla esitò. Non osava. + +Una specie di verecondia subitanea innanzi a quel fanciullo delicato e +geloso, che capiva e sentiva come un uomo, la rattenne. Le parve di +far male concedendo qualche soddisfazione al suo amor proprio di +maschietto prepotente. + +--Bisogna bene,--rispose,--cambiar d'abito e di cappello, qualche +volta. + +Ma scorgendo che un velo di tristezza calava repentinamente sul viso +del fanciullo, soggiunse: + +--No, no, caro! Ho messo proprio per te l'abito e il cappello nuovi. +Proprio per te! + +--Allora Duccio non sa che tu li avevi?--esclamò Bruno con uno scoppio +di voce gioconda. + +--Non sa! + +--Allora non ti ha mai veduta così, vestita di ferro?... + +--D'acciaio,--corresse Nicla.--No: non sa niente! + +--Non sa che tu sei così bella?--gridò ancora Bruno. + +--Zitto, zitto!--disse Nicla. + +Egli le gettò le braccia al collo e la baciò sulle guance. + +--Come mi piace!--esclamò.--Ieri nel bosco eri tutta rossa; oggi sei +tutta grigia. + +Tacque per ricordare, indi aggiunse: + +--La mamma non veste mai come mi piace. Dice che non m'intendo. + +--Ma è elegantissima, più elegante di me,--rispose Nicla.--E poi la +mamma, poveretta.... + +E con maraviglia s'accorse che ogni altro elogio della contessa le +moriva sul labbro, e un beffardo spirito le fischiò all'orecchio che +la mamma, poveretta, era a Sonnenberg, con Duccio Massenti. + +--Tu non sei come la mamma,--seguitò Bruno.--Tu non sei una donna. + +--No?--chiese Nicla stupita.--E che sono allora? + +--Tu sei una ragazza, come me. + +--Sì: una donna ha troppe cose da pensare,--spiegò Nicla.--Una ragazza +non ha nulla da pensare e può perdere il tempo nei capricci. Sarà +così.... + +--Sarà così!--disse Bruno, quantunque sembrasse poco persuaso. + +Sbarcati alla Croda, Brunello mise in acqua la goletta per +proteggerli, mentre più lontano vagava lentamente la lancia, che +rappresentava una corazzata. + +Nicla ripensava alle parole di Bruno. + +Una ragazza come lui! Ancora quel giorno e altri giorni. Poi la +differenza d'età si sarebbe aperta tra i due quale un abisso. Entro il +breve giro di quindici anni, egli sarebbe stato il giovane che +s'affacciava impaziente di desiderii e d'illusioni, ed ella la donna +placida e delusa, forse la madre, con qualche rimpianto della libertà +perduta. + +Non avrebbero mai più trovato il linguaggio che li affratellava; non +si sarebbero compresi, se pur si sarebbero rivisti; ed egli certo non +avrebbe cercato di lei.... + +Passarono un'ora sullo scoglio, intrattenendosi a riformar laghi e +fiumi. Brunello sosteneva che il suo dominio aveva cambiato figura e +s'eran formate nuove valli, alle quali bisognava dare un nome. Nicla, +seduta sulla parte più alta della roccia, lasciava dire il fanciullo, +che stava accosciato a sbarcare i soldatini di cui la goletta recava +un grosso carico, e a distribuirli nelle varie guarnigioni. + +Osservando quella ingenua felicità, fatta di tanto poco, Nicla vedeva +rinascere il bambino che posava la testa sulle sue ginocchia, così +diverso dal piccolo uomo che voleva baciarla dietro le orecchie o far +uccidere Duccio per vendicarne un'offesa. A quale di quelle due anime, +la modesta e candida, o la violenta e appassionata, avrebbe il destino +dato forma e potenza? + +--Dobbiamo tornare!--annunziò Nicla, notando che il sole era già basso +all'orizzonte. + +E fece segno alla lancia che si avvicinasse. + +Una improvvisa malinconia le velava l'anima, senza ragione; e durante +il ritorno, abbandonata in un angolo della barca, con gli occhi che +vagavano nel vuoto, non disse parola. + +Bruno cercò d'appiccar discorso, ma dopo un vano tentativo, +accorgendosi che la sua amica era assorta in un pensiero, ne rispettò +il silenzio e tacque a sua volta. + +Guardava l'acqua che mutava sotto il riflesso del Sole morente il suo +color verdastro in una lieve tinta cremisi; e di tanto in tanto vi +tuffava una mano, occhieggiando se Nicla non lo sorprendesse. + +Ma non appena furono sbarcati e la lancia si allontanò per rientrar +nella darsena, fecero un incontro singolare. + +Un tizio che da qualche tempo gironzava sulla spiaggia, si avvicinò. + +Era un uomo d'età mal certa, con la barba rossa non rasata, i capelli +radi chiazzati di bianco; vestiva un abito lucido nei gomiti, unto sul +bavero e teneva in mano un cappello di paglia divenuta scura, con le +tese smozzicate. + +--È il figlio del conte Traldi, signorina?--disse, indicando Bruno. + +Nicla lo squadrò e procedette senza rispondere. + +--Signorina, mi scusi,--insistette l'uomo. + +La fanciulla, tenendo Brunello per mano, fece una sosta. + +--Ho bisogno di sapere dove sia il conte Fabiano Traldi di San Pietro. +Vedo che lei ha il governo del bambino, e certamente vorrà dirmi dove +si può trovare suo padre. + +--Non so nulla!--rispose Nicoletta con voce asciutta. + +L'uomo non si mosse. + +--È possibile?--esclamò.--A villa Florida, il domestico mi ha detto lo +stesso.... E si tratta di cosa grave: della scadenza d'una cambiale di +dodicimila lire.... + +--Andiamo!--disse Nicla a Bruno, avviandosi. + +Era dolente d'aver appreso una notizia gelosa che non la riguardava. + +--Forse è uscito per breve tempo,--insistette fastidiosamente l'uomo, +mettendosi al suo fianco.--Forse è andato a far qualche visita, una +gita?... + +--Le dico che non so nulla!--ripetè Nicla in tono reciso. + +Ma l'uomo fece più dura la voce, e seguitò: + +--La prego d'osservare che si tratta di cosa importante, gravissima, +l'onore d'una firma. È possibile che lei non sappia dov'è il suo +padrone? + +Nicla si scostò con un tal balzo, che per poco Bruno non ne fu +rovesciato. + +--Il mio padrone?--esclamò, volgendosi e piantandosi innanzi all'uomo +dal pelo rosso.--Io non ho padroni! Sono la signorina Dossena, e non +faccio la serva! + +--Oh che stupido!--disse Bruno. + +L'uomo si curvò immediatamente fin quasi a terra, e la sua voce +diventò piagnucolosa. + +--Ah, mio Dio, mio Dio! quale errore! Le domando perdono, signorina +Dossena! Un gran nome delle nostre industrie! Le domando perdono con +tutta umiltà, signorina! Quale errore! + +E camminando per alcuni passi a ritroso, borbottando sempre con voce +di pianto, l'uomo si ritirò in fretta, e scomparve in direzione della +villa Florida. + +--Era molto stupido!--osservò Bruno. + +--Ma il papà dice qualche volta che non c'è, per non vedere quegli +uomini.... + +--Lo imagino,--rispose Nicla.--Ora, va a casa. A domani!... E al papà +non raccontare nulla. Egli avrebbe dispiacere, se sapesse. + +--Tu non hai avuto dispiacere perchè quello stupido credeva che tu +fossi la governante del papà?--chiese Bruno. + +--No, no,--rispose Nicla sorridendo.--Addio. Va a casa! + +E si chinò a baciare il fanciullo. + +Ma tornata a casa, cadde in preda a una più grave, a una più nera +malinconia; e a pranzo non toccò cibo. + +--Riflette, riflette!--disse il cavalier Maurizio alla signora +Carlotta, non appena furono soli e poterono scambiarsi qualche +impressione.--Vedrai che finirà col dirci spontaneamente il suo +segreto. + +E rise, da furbo, mentre la moglie lo ammirava. + + + +IX. + + + +Fu l'indomani una indimenticabile giornata, che rimase nella vita di +Nicla come una sinistra conferma di presentimenti invincibili. + +Era scesa, verso le nove del mattino, nella piccola sala da pranzo +dove abitualmente faceva colazione con sua madre, quando non v'erano +ospiti. + +Il cielo era tuttavia carico di nubi, strascico d'un temporale furioso +durato l'intera notte, che aveva impedito alla fanciulla di dormire. +Odorava la terra d'umidità e il vento sconvolgeva il lago. + +Oltre le vetrate della sala si scorgevano le onde che parevan venir +dall'orizzonte bigio, coronate di bianca spuma, e che dato un lancio, +si gettavano con incessante fragore e si stendevano sulla spiaggia. + +La temperatura s'era abbassata da un istante all'altro. + +Nicla vestiva di scuro. + +Presso la tavola attendeva il domestico, pronto a servire. + +La fanciulla baciò sulle guance sua madre; e questa, prima ancora che +Nicla avesse preso posto, con una voce in cui fremeva il piacere d'un +pettegolezzo e la gioia di poterlo rivolgere in tutti i sensi, +domandò: + +--Sai la notizia? + +La fanciulla rispose, un po' inquieta: + +--Esco ora dalla mia camera. Non so nulla, mamma! + +E pensò annoiata che si trattava forse ancora di Duccio, il quale +aveva scritto, o stava per tornare, o chiedeva di giustificarsi; e la +battaglia sarebbe stata rude. + +Ma Carlotta aspettò che Nicla fosse seduta e che il domestico, posto +in tavola i vassoi e mesciuto il cioccolatte, se ne fosse andato; e +finalmente riprese: + +--Il conte Traldi è scappato! + +--Che dici?--esclamò Nicla, sorgendo in piedi. + +E in un lampo comprese che non poteva esprimere nè dolore soverchio, +nè compianto; ciò le avrebbe cagionato altre noie. + +Pallidissima, tornò a prender posto, e soggiunse: + +--È scappato? Sei ben certa? + +--Non so perchè te ne stupisca tanto! Sei diventata bianca in faccia, +come se si trattasse d'una disgrazia di famiglia,--osservò sua madre. + +--Nervi:--rispose la fanciulla.--Non sempre si è padroni dei proprii +nervi: io stanotte ho dormito poco e male. + +E dentro il cuore, una voce le gridava: «Bruno! Dov'è Bruno? Che è +avvenuto di lui?». + +--Anch'io non ho dormito,--riprese con un sospiro la signora.--Fosse +il temporale, fossero i pensieri per quella tua scappata col conte +Massenti, non ho potuto chiudere un occhio. Non so quando ci dirai le +ragioni per le quali hai messo alla porta, senza avvisarcene, senza +averne il permesso, quel vero gentiluomo. + +Nicla fremeva in silenzio. Bruno? Dov'era Bruno?... E sua madre +parlava di Duccio e del matrimonio e del segreto! + +Ma comprendendo che non v'era nulla da sperare, e che su +quell'argomento Nicla non avrebbe dato alcuna risposta, la signora si +volse all'altro, e seguitò: + +--Sicuro, è scappato. Ieri erano stati a cercarlo per il pagamento di +cinquantamila lire. Egli non riceveva. Poi ha licenziato tutti, e +durante la notte è scappato coi cavalli, invece che con la ferrovia. +Credo sia pazzo. Viaggiare in carrozza da posta con un tempo +infernale, sotto i fulmini, per non trovar creditori anche in treno, è +veramente un'idea da matto. + +--E dove è andato?--chiese Nicla, cercando d'ingoiare la sua bevanda +con la gola serrata. + +--Dicono a casa sua, dalla madre e dai fratelli, per estorcere altro +danaro. + +--E la villa? + +--Credo sia chiusa: ci ha rimesso un mese d'affitto. + +--E ha condotto con sè il bambino? + +--Senza dubbio. Tu ne avrai dispiacere. È per questo che sei così +agitata? + +--Ne ho molto dispiacere--confermò Nicla.--Ma non sono agitata. + +--Egli è con suo padre. Non è stato sempre con suo padre?--osservò la +signora Carlotta.--Suo padre ci penserà. + +--Come sai tutti questi particolari?--domandò Nicla alzandosi. + +--Ma non si parla d'altro, in paese. Stamane son venute dieci persone +a raccontarmi l'avvenimento. Bada che fa fresco; non andare al lago. + +Nicla era già uscita. + +Le martellava in cuore un'idea sola: «Non lo vedrò più!». + +Glielo avevano rapito di notte, durante una tempesta, sotto i fulmini, +per trascinarlo nuovamente a un'esistenza di disordini ansiosi e di +febbrili vicende. + +Non lo avrebbe veduto più. Suo padre s'allontanava per sempre dal +paese, forse dall'Italia; il bambino riprendeva la sua strada, dopo un +intermezzo di dolcezza e di gioia; andava incontro alla sua sorte, +qualunque ella dovesse essere; e Nicla sentiva d'essere una intrusa, +la signorina Nicoletta Dossena, una vicina di campagna, e nulla più, +la quale non aveva alcun diritto non che a giudicare, nemmeno a +chiedere e a sapere. + +Perchè lo aveva amato? + +Lo aveva amato come un bambino suo, più che un fratello. Gli aveva +dato tutta la sua fresca anima libera; ed egli, a guisa d'un piccolo +Amore sbucato impensatamente fuor da una nube, le aveva piantato nel +fianco una freccia di cui ella non sapeva più liberarsi, di cui +avrebbe portato il peso e il segno per tutta la vita. + +Sulla soglia del vestibolo, fingendo di cercare il cappello, un cencio +qualunque da mettersi in testa, pianse lagrime roventi. + +Una cameriera, che le porgeva il cappello, non osò dir parola, e volse +gli occhi per non essere indiscreta; ma sapeva; tutti in paese +sapevano che Nicla era per il piccolo conte Traldi, meglio che una +sorella, più che una madre. + +Nicla uscì e corse a villa Florida. + +Il vento fischiava; sulla riva, i barcaiuoli stavano vuotando le loro +barche dall'acqua che le aveva invase; e grandi nuvole viaggiavano +frettolose per il cielo bigio. + +La fanciulla guardò sulla spiaggia il luogo in cui Bruno l'aveva +salutata la sera prima, e gli occhi le si riempirono di lagrime. + +Suonò alla portineria della villa, e la governante venne ad aprire. + +--Oh signorina!--disse.--Favorisca. La casa è tutta sossopra, e vorrà +scusarmi. Una partenza così improvvisa.... + +E precedendo la fanciulla, la fece entrare nel salotto a pian terreno, +i cui mobili eran coperti di tela giallina, e le pareti di tappezzeria +chiara a righe grigie, sul gusto inglese. + +La governante era una donna di circa cinquant'anni, alta e robusta, +con occhi cilestri; portava in testa una cuffia nera orlata di bianco, +e sulla veste scura un candido grembiale. + +Ella restò in piedi mentre Nicla sedeva sopra un divano. + +--Volevo avere notizie,--disse la fanciulla,--di Brunello. + +--Me lo imagino. Oh quanto ho udito parlare di lei, signorina! +Brunello non parlava d'altri, lei era il suo Dio. + +--Sì, un dio,--esclamò Nicla involontariamente,--che non può nulla. + +--Il signor conte è partito stamane, all'alba, coi cavalli,--raccontò +la governante.--È stata un'idea bizzarra, così, venutagli +d'improvviso, come tante altre. Il signor conte ne aveva di curiose +ogni giorno; era un carattere difficile. Iersera ci ha licenziati, +Antonietta la cuoca, Carlo il domestico, e me. Io sono rimasta per far +la consegna della casa, e potrei rimanerci anche un mese, perchè il +signor conte ha pagato fino a tutto il mese venturo. Carlo non ha +mancato di far osservare al signor conte che poteva partire stamane +alle undici, con un treno che è comodo. Ma egli s'è infuriato: voleva +partire subito; mandò a noleggiare da Vico Malerba una carrozza a due +cavalli, e la carrozza è venuta a prenderlo verso le quattro del +mattino. Sono partiti così, e non erano a cinquanta metri dalla casa, +che è scoppiato il temporale.... Vergine santissima, che tempesta! +acqua e grandine e vento! Nessuno di noi si è coricato; pensavamo +tutti al signor conte e a Brunello. Li aspettavamo di ritorno da un +momento all'altro.... Ma sì; neanche i fulmini lo trattengono il +signor conte quando s'è messo in capo un'idea; e non sono tornati. + +--Ma dove andavano?--chiese Nicla ansiosamente. + +--Chi sa? A prendere la ferrovia più giù, alla quarta o alla quinta +stazione. Il signor conte va a trovar la sua famiglia, per affari. + +--E Brunello? + +--Brunello dormiva. L'ho vestito io. Veniva a casa la sera sempre +stanco, per le sue grandi passeggiate e per le corse che faceva con +lei, signorina. Dormiva, e l'ho vestito io, l'ho messo io in carrozza, +e l'ho avvolto ben bene di scialli e di coperte, perchè sentivo che il +tempo era incerto. Non s'è nemmeno svegliato quando gli ho dato due +grossi baci. + +E tacque. Nicla guardò a terra. + +--Non torneranno più?--chiese dopo un istante d'esitazione. + +--Vorrei!--esclamò la governante.--Ma io ho ricevuto ordine dal signor +conte di spedir casse e bauli che son rimasti qui all'indirizzo che il +signor conte mi telegraferà. + +Nicla si alzò lentamente. + +--Non tornano!--disse.--Ma forse il vetturale. Vico.... + +--Vico Malerba.... + +--Vico Malerba è già rientrato, e si potrà sapere almeno se Brunello +non ha patito durante il viaggio! + +--Mi sembra ancor presto,--osservò la governante.--Ma andrò a vedere +subito. E in ogni modo non dubiti, signorina.... + +La riaccompagnava a passo a passo dal salotto verso il vestibolo; e +attraversando un corridoio laterale al giardino, la fanciulla vide in +fondo, tra i fusti e il fogliame scuro, una tavola di legno. V'era +dipinto in rosso e nero un soldato in grandezza naturale. + +Era il bersaglio del conte, quel bersaglio che Brunello avrebbe +sostituito volentieri con Duccio Massenti. + +Le lagrime tornarono agli occhi di Nicla. + +--In ogni modo non dubiti, signorina,--diceva la governante,--non +appena avrò notizie, sia oggi, sia domani, sia poi, gliele porterò. So +il bene che lei voleva a Brunello, e l'adorazione che Brunello aveva +per lei. + +--Sì,--disse Nicla.--La ringrazio e ci conto. + +Salutò con un cenno del capo e uno smorto sorriso, e uscì, mentre la +governante la seguiva degli occhi. + +Non v'era più speranza; Bruno era perduto, Bruno non sarebbe tornato +mai più. + +La spiaggia, il lago, il bosco, il poggio, tutto quel paesaggio di +felicità, bello e immenso, d'un tratto era divenuto misero, grigio, +deserto, per la scomparsa d'un piccolo uomo che lo animava con la sua +presenza e lo possedeva con la sua voluttà di vivere. + +Ma più fortunato, nella sua disgrazia, di chi rimaneva, Brunello +sarebbe stato assorto in altri spettacoli e distratto da altre +vicende: non avrebbe rivisto ogni giorno quei luoghi che parlavano +d'un passato raro e maraviglioso, e facilmente avrebbe potuto +dimenticare. + +Nicla restava. + +Restava sola a bere tutta la mestizia disperata delle ore cògnite, a +udir le campane che annunziavano da lungi il vespero, le campane degli +armenti che tornavano alle stalle, le campane flebili che mormoravano +a fior d'acqua sul lago. + +Dove trovar posa, dove trovare scampo, contro i ricordi che +l'assalivano da ogni parte? Come vivere senza parlare mai del proprio +dolore, senza confidarsi ad anima viva, simulando anzi il piacere pel +piacere degli altri, la curiosità per la curiosità degli altri, +simulando in una parola quella vita che traeva placida e noiosa prima +di conoscere Brunello e la dolcezza d'un casto idillio? + +--Hai saputo qualche cosa?--le domandò sua madre, vedendola tornare. + +--Non ho saputo niente, perchè non ho chiesto niente!--ella rispose. + +E salita nella sua camera, vi si chiuse, e si gettò sul letto a +piangere. + + + + +X. + +Il viaggio di Fabiano e Brunello era stato spaventevole. + +Il conte aveva pensato di partire in carrozza verso l'alba, per +raggiungere una stazione ferroviaria ch'era a dodici chilometri dal +paese. Ma dopo pochi minuti di viaggio, l'uragano furioso era +scoppiato. Fischiava il vento attraverso il fogliame che si disperdeva +nell'aria, tentennavano gli alberi come dovessero ad ogni istante +rovesciarsi addosso alla vettura, rombava il tuono da vicino e da +lontano incessantemente. + +Vico Malerba, il vetturale, accecato da nembi di polvere, non vedeva +più la strada, e uno dei cavalli, ombratico e vizioso, tentava di +prender la mano e di trascinare a sbrigliata fuga anche l'altro. + +Brunello si svegliò. + +--Dove siamo?--chiese. + +Cominciarono i fulmini a crepitare, squarciando le nubi dense; e venne +una grandinata soda come fosse fatta di proiettili, che spezzavano i +rami più deboli e strappavano le foglie. + +--Bisogna fermarsi!--dichiarò il vetturale. + +La carrozza aveva un soffietto che la riparava soltanto a metà, e +dentro precipitava la tempesta, balzando sul legno, schizzando da ogni +banda, battendo sulla groppa dei cavalli. Il vetturale era sceso e +s'era messo alla testa degli animali per frenarli; il conte scese a +sua volta. + +--Sta fermo!--ordinò a Bruno.--Vado a tenere i cavalli. + +Ma Brunello non badava nè ai cavalli nè all'uragano. + +--Voglio Nicla! ~ egli disse.--Nicla!... Dov'è Nicla? Papà, dov'è +Nicla? + +Suo padre non rispose: teneva il morso del cavallo di destra, mentre +il vetturale teneva quello di sinistra. Ambedue gli uomini stavano +sotto la grandine, folgorati di continuo dai grossi chicchi, feriti +alle mani, e tuttavia pronti a parar gli scarti e a domar le impennate +dei cavalli. Un fulmine scoppiò poco lontano, fece traballare il conte +e il vetturale; i cavalli diedero uno strappo, furono rattenuti a gran +fatica. + +L'aria era così scura, che pareva notte; il vento cantava su mille +toni, con mille voci, ora sottili e gemebonde, ora minacciose e +frementi; a quando a quando sibilava un fulmine, appariva tra le nubi +una linea d'oro, cadeva tra le chiome irte e sconvolte degli alberi. + +Poi, cessata la grandine, cominciò la pioggia. + +--Ora possiamo andare,--disse il vetturale.--A un chilometro da qui, +anche prima, c'è un'osteria, dove potremo fermarci, perchè i cavalli +per oggi ne hanno abbastanza. Riprenda il suo posto, signor conte. + +Fabiano risalì nella vettura e si pigliò Brunello tra le braccia. + +--Nicla, dov'è Nicla, papà?--disse il bambino. + +L'acqua veniva a torrenti, inondava la carrozza, formava una +pozzanghera nella pianta della cassa, sgocciolava per le fiancate; e +il vento rendeva più aspro e crudo quel diluvio. + +I cavalli correvano con tutta la loro lena; drizzavan le orecchie ad +ogni brontolìo di tuono, scartavano ad ogni balenar di folgore, ma +andavano a rompicollo, quasi avessero voluto sfuggire a quell'inferno. +E la pioggia entrando a sghembo nella vettura, aveva ormai inzuppato i +due viaggiatori. + +--Dormi, piccolo,--disse Fabiano. + +--Perchè mi porti via?--domandò Brunello. + +Gli rispose uno schianto formidabile, che fece sobbalzare uomini e +bestie; un fulmine era scoppiato a pochi passi. + +Il conte adagiò Bruno e prestò mano al vetturale, che s'era teso ad +arco per trattenere i cavalli, i quali puntavano sul morso e si +sforzavano di precipitarsi finalmente a una fuga rovinosa. + +Fu il più difficile episodio della corsa, e fu l'ultimo. + +Indi a poco, la vettura poteva ricoverarsi all'osteria indicata da +Vico Malerba, e gli uomini ne scendevano. + +Brunello era intontito; batteva i denti, tremava da capo a piedi, +sgocciolava tutto. + +Una grossa donna, che conduceva l'osteria, spogliò il fanciullo e lo +mise a letto, ma qualche ora più tardi una fortissima febbre lo colse. +Delirava. + +Seduto accanto al letto, spiando nel volto congestionato di suo figlio +il progredire del male, il conte stava assorto e dubbioso. + +Fuori scrosciava ancora la pioggia e fischiava il vento, vicino e +lontano. + +La camera era illuminata da una candela e nulla pareva più malinconico +che quell'uomo in quella muta stanza, l'occhio fisso nell'occhio +vitreo del suo bambino. + +Vico Malerba, riparati i cavalli e datasi una scrollata, salì a +prendere gli ordini. + +--Fra mezz'ora splenderà il sole,--disse. Ma visto Brunello a letto e +il conte immobile a scrutarlo, tacque subito. + +--Fra mezz'ora!--ripetè Fabiano.--È impossibile ripartire per oggi. +Non vedi che il piccolo è ammalato? Domanda all'ostessa se si può +avere un medico. + +--Vado,--rispose il vetturale.--In ogni modo, tengo il legno a +disposizione del signor conte. + +E avvicinandosi un poco al letto, soggiunse: + +--Sarà cosa da nulla, vedrà.... Il cambiamento del tempo.... E poi i +bambini salgono e scendono con la febbre. + +--Va a cercare il medico!--interruppe il conte. + +Il vetturale uscì e parlò con l'ostessa. Non v'erano in quel villaggio +nè medico nè farmacia. + +Quando fu detto questo a Fabiano, egli tese il pugno verso il cielo e +si lasciò sfuggire una bestemmia. + +--Bisogna trovarlo,--rispose.--Mandate a cercarne. + +--Otto chilometri d'andata e otto di ritorno, signor conte,--osservò +l'ostessa. + +Fabiano le mosse incontro con tal piglio, che la donna uscì senza più +ribattere. + +Passarono due, sei, dieci ore; cessò la tempesta, venne il sole, +tramontò. Nella stanza il padre tormentato dallo spavento e dal +rimorso percorreva chilometri in uno spazio di quattro metri, e il +bambino smaniava nel delirio. + +Verso le sette di sera giunse il medico; un povero piccolo medico di +campagna, il quale aveva avuto la previdenza di portare seco il +chinino. Non riuscì a fare una diagnosi precisa, parlò d'elmintiasi e +diede il chinino, prescrivendo di ripetere di tre in tre ore la dose. + +Scese la notte. + +Il conte, che non aveva gustato cibo nè mutato abito, vegliò, seduto +in una poltrona stinta e senza molle. Alle dieci di sera e al tocco +dopo mezzanotte diede nuovamente il chinino; la febbre scemava +rapidamente; al levar del sole era cessata. + +--Ebbene, piccolo, che m'hai fatto?--disse Fabiano, chinandosi a +baciare Brunello. + +Questi sorrideva, ma era stordito e debole. + +Fabiano decise di fermarsi ancora tutto quel giorno all'osteria, e il +vetturale si fermò egli pure, a disposizione del signor conte. + +Soltanto l'indomani, con le ossa rotte dalla febbre, le gambe tremanti +pel chinino, una grande lassezza in tutto il corpo, Brunello fu +rimesso in vettura e riprese il viaggio. + +Aveva negli orecchi il frinir continuo d'innumerevoli cicale; di tutto +quanto era avvenuto negli ultimi giorni riteneva alcune imagini +confuse, venute in parte dalla realtà, in parte dalla febbre. Rivedeva +Nicla nel suo abito d'acciaio, Duccio Massenti che voleva offenderla, +il papà che l'uccideva, poi lo scoglio della Croda, i fulmini, le +groppe dei cavalli gocciolanti di pioggia. + +Ma non diceva parola con suo padre. + +Lo guardava di sottecchi, mostrando il broncio, e aspettando d'essere +più forte per tornare da Nicla. + +Prima d'abbandonar l'osteria, il conte compensò liberalmente il +medico, l'ostessa, quanti lo avevano servito. Era in dure strettezze +finanziarie, ma quando metteva mano alla borsa, non sapeva più +contare. + +Si recava a trattare con la famiglia, in una mediocre città di +provincia di cui cinque secoli avanti i Traldi di San Pietro avevano +avuto il dominio; e ancora possedevano, oltre parecchie case in città, +vasti terreni e ricche fattorie nei dintorni. + +Il conte Fabiano non si dissimulava che la lotta sarebbe stata dura, +perchè la madre e i fratelli non trattavan più con lui se non per il +notaio Clemente Alemanni, amministratore della sostanza; e Fabiano +sospettava che l'Alemanni s'ingegnasse da tempo a fargli più avversi i +fratelli e la madre. + +Quanto all'Alemanni, egli conosceva bene il conte, perchè da +giovanetto, in seguito a una disputa per affari. Fabiano lo aveva +inseguito con la rivoltella in pugno, obbligandolo a ricoverarsi in +una soffitta. + +Viaggiarono l'intero giorno, parte in vettura, parte in ferrovia. + +Quando fu per congedarsi, Vico Malerba rivolse un saluto a Brunello: + +--Stai bene, eh, piccolo?--disse familiarmente.--Spero che ci +rivedremo, e tornerai dalla signorina Nicoletta. + +Bruno afferrò la mano scarna del vetturale e sorrise. + +--È molto lontana?--dimandò. + +--Sì, laggiù, dietro i monti; ma con la ferrovia si fa più +presto!--rispose Vico. + +Nicla laggiù dietro i monti! Non sì poteva nemmeno udir la sua voce! + +--Le dirai che io torno?--riprese il fanciullo.--Le dirai che io sono +qui per gli affari del papà, adesso; ma poi torno; e che mi aspetti. + +--Non dubitare!--esclamò il vetturale, mettendosi una mano sul +petto.--Che io muoia qui, se non glielo dico appena sono a casa! + +Bruno sorrise ancora, più riposato, come un uomo che ha trovato +intanto un piccolo rimedio a un grosso malanno. + +Quella sera le sue impressioni s'arricchirono della visione d'una +città di provincia immersa nel sonno con le persiane tutte chiuse, +d'un omnibus che traballava sul selciato, d'un modesto albergo. + +Fabiano diede al fanciullo una tazza di latte caldo; poi lo svestì, lo +lavò, lo mise a dormire. + +Stette a guardarlo lungamente, meditabondo. + +Brunello dormiva, coi pugni stretti e i capelli sparsi sul guanciale. + +Che poteva sognare? La tempesta, la fuga dei cavalli tra fulmini e +rombi, la pioggia, il medico, l'osteria di campagna, lo scotimento del +treno. + +Non poteva sognare altro, non aveva più liete imagini che quelle. + +Una sì, c'era, fresca e olezzante, l'imagine d'una fanciulla che lo +proteggeva; ma gliel'avevano strappato di mano, per ricondurlo +attraverso il mondo, con la febbre sotto la pioggia crudele. + +Il conte ebbe un gesto desolato. Perchè condurre alla rovina anche +l'innocente che non aveva macchia e non chiedeva nulla? + +Si scosse al pensiero della battaglia che lo attendeva l'indomani; e +un altro pensiero sopraggiunse, una speranza: la speranza di metter la +mano sopra trenta o quarantamila lire. Allora udì nell'orecchio il +tintinnìo dell'oro fluido, il fruscìo delle carte, lo scalpito di +superbi cavalli ch'erano suoi; e si scostò dal letto, lasciando che il +fanciullo sognasse i suoi tristi sogni. + +Sbrigò la corrispondenza arretrata, e preparò un biglietto per Elia +Polacco, personaggio che gli era da più tempo ben noto. + + + + +XI. + +Il notaio Clemente Alemanni era uomo freddo e risoluto; ma nel fondo +dei suoi occhi cilestri si leggeva un'espressione di dolcezza. + +Non alto di statura, quadrato di spalle, indossava abitualmente la +redingote, grigia d'estate, nera d'inverno; e una bella barba in parte +candida come neve, in parte rossa come il fuoco, gli scendeva fino a +mezzo il petto. + +--Fatemi il favore,--disse a un cameriere che passava nel +corridoio,--di presentare questo biglietto di visita al signor conte +Traldi di San Pietro. + +Il cameriere prese la carta, entrò nella camera segnata col numero +dieci, e indi a poco tornò dicendo che il signor conte aspettava il +signor notaio. + +L'uomo trasse un sospiro, e drizzandosi sul busto come un lottatore +che sta per comparir nell'arena, seguì il cameriere. + +Avrebbe preferito in verità di trovarsi altrove; ma fedele alla antica +famiglia, per un'alta idea del proprio dovere, si riprometteva di +comportarsi degnamente e di condurre a termine la sua missione +fermamente e tuttavia col più scrupoloso rispetto e con serafica +pazienza. + +Il conte Fabiano stava seduto, nella camera da letto, in una larga +poltrona, innanzi alla tavola su cui si vedevano ancora il vassoio con +le chicchere, il piattino del burro e il vaso del miele. Si +accarezzava nervosamente la barba brizzolata e fumava una sigaretta. + +--Oh, caro Alemanni!--esclamò sarcasticamente alla vista del +notaio.--Siamo alle solite. Io chiedo di parlare con mia madre e coi +miei fratelli, e mia madre e i miei fratelli mi spediscono un +impiegato con pieni poteri. Sono le corbellerie, per non dire le +sconvenienze, della mia amabile famiglia. + +Il dottor Alemanni s'inchinò profondamente, mentre Fabiano seduto lo +squadrava con occhio freddo. + +--Sua Signoria la contessa e le Loro Signorie i conti Francesco, Guido +e Giovanni.... + +--Lasciamo stare l'araldica,--interruppe Fabiano. + +--.... mi mandano da Vostra Signoria per sentire i suoi +desiderii,--continuò l'Alemanni imperturbabile. + +--A sentire i miei desiderii?--ripetè Fabiano.--Soltanto per questo +l'hanno mandata qui? Caro Alemanni, lasciamo da banda gli scherzi. Io +ho bisogno di danaro, subito, oggi stesso, o sono perduto. + +--Sua Signoria la contessa mi ha incaricato di presentare al signor +conte l'espressione di un vivo rammarico,--disse il notaio. + +--Oh bravo!--esclamò Fabiano ridendo.--Dacchè ho l'età della ragione, +mia madre non ha mai altro espresso che vivo rammarico... Sentiamo +anche questo.... + +--Sua Signoria.... + +--Lasci andare, per carità!--interruppe Fabiano.--Ciò prolunga la +conversazione, che vorrei fosse breve. Dica «il conte», «la contessa», +e tiriamo via! + +--La signora contessa si lagna di non aver notizie del signor conte +che quando il signor conte ha bisogno di denaro. In tutti gli altri +giorni dell'anno, il signor conte non dà segno di vita ad alcuno della +famiglia. + +--Questa è un'insolenza!--esclamò Fabiano, lanciando un'occhiata +penetrante all'uomo che a pochi passi dalla soglia stava ancor dritto +in piedi.--E quando la incaricano di dirmi un'insolenza, lei dovrebbe +rispondere che la sua posizione d'impiegato non glielo permette, +perchè io non posso raccoglierla. + +Il dottore Alemanni battè presto le palpebre, ma toccò il colpo +bravamente in pieno petto, senza dare altro segno di commozione. + +Seguì una pausa. + +Fabiano guardò il soffitto, verso il quale lanciò il fumo della +sigaretta; ma vide per la prima volta che il soffitto era dipinto a +colori, verde con giallo, che si aggrovigliavano in arabeschi atroci +mal sicuri e mal finiti, e ritorse lo sguardo sdegnato. + +--Alle corte,--riprese d'un tratto.--Mia madre è disposta ad +aiutarmi?... + +--Io sono incaricato....--cominciò l'Alemanni. + +--Non parlo di lei, parlo di mia madre e dei miei +fratelli,--interruppe Fabiano.--Dunque: sì o no? + +--Forse!--rispose il notaio. + +Il conte lo interrogò con lo sguardo. + +--È già qualche cosa!--disse.--Non vogliono dunque ridurmi alla fame, +alla disperazione, al suicidio?... E quali sono i motivi di questa +benevolenza improvvisa? + +--Se il signor conte mi lascerà parlare, io potrò spiegare +tutto,--rispose l'Alemanni sorridendo,--ma se mi arresta ad ogni +parola, non c'intenderemo. + +--Si è che lei fa un abuso deplorevole di circonlocuzioni,--osservò +Fabiano,--e le circonlocuzioni sono utili in diplomazia, cioè sono +utili a niente; quando si trattano affari, bisogna parlar chiaro, +secco e preciso.... + +Guardò ancora una volta il notaio, poi soggiunse: + +--Sieda! + +Il dottor Alemanni prese posto in una poltrona di fronte a Fabiano, e +cominciò: + +--Ecco: quanto alla cambiale di cui ella ha scritto nella sua lettera, +la famiglia di lei è disposta a pagare ancora per questa volta, purchè +la cambiale sia presentata a Sua Signoria il conte Francesco. + +--Non si fidano di me? + +--Il signor conte Francesco pensa ch'ella potrebbe venire a una +transazione col creditore, pagare una metà e giuocar l'altra, +lasciando una nuova cambiale di seimila lire. + +Fabiano diede in una risata. + +--Come si vede,--esclamò,--che il signor conte Francesco Traldi di San +Pietro mio illustrissimo fratello, è un idiota!... Venire a una +transazione!... Ma quel mio creditore è il più feroce, il più avido +strozzino di Milano; e son dovuto scappare (scappare, capisce?) dalla +mia villeggiatura sul lago, perchè non mi mettesse a soqquadro il +paese e non mi facesse qualche scenata per la strada! + +Tacque un istante, poi soggiunse: + +--Telegraferò oggi stesso a quella canaglia perchè presenti l'effetto +al conte Francesco. Andiamo avanti. Che c'è ancora? + +--Il signor conte Francesco la prega di rammentare che questa è +l'ultima, assolutamente l'ultima volta che la famiglia interviene in +suo favore; da ora in poi sarà sorda a ogni considerazione, e lascerà +che i creditori facciano tutti i passi consentiti dalla legge. + +--Sta bene. Ma pagate le dodicimila lire, io rimango senza un +centesimo. A questo la mia famiglia non ha pensato? + +--Ella sa, signor conte,--disse l'Alemanni con un sorriso,--che la sua +sostanza è stata interamente liquidata. Esiste ancora il fondo della +Tralda, che frutta dalle sei alle ottomila lire l'anno, ma appartiene +al piccolo conte Bruno, il quale potrà disporne il giorno della sua +maggiore età. Le rendite sono ora versate a lei, signor conte, per il +mantenimento e l'educazione del bambino. Non c'è dunque più nulla.... +Tuttavia.... + +--Tuttavia?--interrogò Fabiano ansiosamente. + +--Tuttavia la sua famiglia è disposta ad aiutarla, assegnandole una +rendita pari a quella che riscuote ora per il mantenimento del piccolo +conte Bruno. + +--Ottomila? Quanto basta per non morir di fame....--osservò Fabiano. + +--Diciamo ottomila,--ripetè il dottor Alemanni.--Ma ad una +condizione.... + +--La condizione sarà impossibile,--disse Fabiano.--Conosco la mia +famiglia!... Sentiamo. + +--A condizione che il piccolo conte Bruno sia consegnato al signor +conte Francesco, il quale ne curerà l'educazione e lo terrà seco fino +all'età di ventun anno. In questo caso, il conte Francesco che non ha +figli, aggiungerà al fondo della Tralda, unico patrimonio del conte +Bruno, una larga parte della sua sostanza. + +Fabiano si alzò in piedi e lentamente andò alla finestra. + +--Vede,--disse al dottor Alemanni, che lo aveva seguito,--vede questa +finestra? Io sono pronto a scaraventarlo di qui il mio Brunello, +piuttosto che consegnarlo a quel pazzo imbecille!... La prima +educazione che gli si darebbe, sarebbe quella d'odiare e disprezzare +suo padre; poi si farebbe di lui un gesuita. Lei non ignora che la +famiglia Traldi di San Pietro è molto benevisa in Vaticano e ha +protezioni potentissime. Il mio Bruno abbraccerebbe la carriera +ecclesiastica, diventerebbe Cardinale e morirebbe Papa.... È un +avvenire stupendo, ma a me non piace.... Intendo che mio figlio sia +uomo.... E del resto, son follie che possono passar pel capo di +quell'asino di Francesco. + +Rise ironicamente, e proseguì: + +--_Perinde ac cadaver_, il motto dei gesuiti, s'attaglierebbe giusto +al mio Brunello!... Egli ha tutta la fierezza, la tenacità, il +coraggio, l'orgoglio della sua razza e nemmeno la Compagnia di Gesù +riuscirebbe a piegarlo.... Non sono punto impensierito per lui.... +Sarà un lottatore di gran tempra e spezzerà gli ostacoli che non potrà +girare.... + +Il notaio s'inchinò. + +--L'ho visto or ora sulle scale. Andava alla ricerca del +cane,--disse,--per uscire a passeggio. È un fanciullo incantevole. + +--Non è vero?--esclamò Fabiano, tocco nel vivo del suo amor +proprio.--Sono certo che non m'inganno. + +--Vostra Signoria non s'inganna,--confermò il dottore.--Basta +osservare il portamento del capo, lo sguardo che vi cerca lo sguardo, +la piega sdegnosa all'angolo delle labbra... L'ho guardato bene. + +--E non si lamenta mai, parla poco, non vuole essere baciato, è pronto +a tutto. Vive già come un piccolo uomo e ha un'intelligenza che avanza +di gran lunga la sua età,--soggiunse Fabiano. + +Andò a sedersi di nuovo nella poltrona. + +--Dunque,--seguitò rivolto al notaio, che gli stava di fronte, in +piedi,--non ne facciamo nulla. + +--Io scongiuro il signor conte a prender tempo a rispondere. Vorrei +recare una parola di speranza.... + +Ma dopo quel breve intermezzo di sentimento paterno, durante il quale +s'era trovato d'accordo miracolosamente con le idee del notaio, +Fabiano s'era come ripreso e allontanato, e il suo sguardo era tornato +freddo. + +--Bella figura ci farebbe, Lei, col ramoscello d'olivo nel +becco,--esclamò, guardando il naso un po' ricurvo del dottor +Alemanni.--Dica pure che non ne facciamo niente.... Me l'imaginavo che +doveva trattarsi d'un agguato o d'un trucco. Il mio buon fratello non +è capace d'altro. + +--Ma, mi perdoni signor conte,--insistette il notaio.--Lei potrebbe +vedere suo figlio ogni qual volta desiderasse. E potrebbe inoltre +stabilire certe condizioni; condizioni scritte: per esempio, il +divieto assoluto d'avviarlo alla carriera ecclesiastica.... + +Fabiano squadrò il notaio sarcasticamente. + +--Non mi faccia l'allocco!--disse ridendo. + +--Il divieto assoluto.... Ma Brunello non ha che otto anni; e un bel +giorno mi si dirà che a poco a poco gli si è sviluppato un poderoso +bernoccolo per il Seminario o per il chiostro o per le missioni.... +Vada lei a dimostrar che non è vero.... + +--Io la supplico, signor conte....--incalzò il dottore. + +Ma si arrestò a un'occhiata scintillante d'ira. + +--Facciamola finita!--annunziò Fabiano.--Io mi tengo mio figlio.... +Lei ha eseguito con fedeltà gli ordini avuti, e non deve aggiungere +parola.... Dica a Francesco che Brunello non lo vendo nè per ottomila +lire l'anno, nè per un milione. E impari, egli che è ricco, ad essere +anche onesto!... Può andare!... + +Il dottor Alemanni s'inchinò, e raggiunta la soglia, uscì.... + +Non era stupito del cattivo esito della sua ambasciata; conosceva il +conte da molti anni e sempre lo aveva trovato superbo e caparbio, e +sempre ne aveva ammirato quasi con timore l'arte del sofisma, +l'abilità del colorire i torti come ragioni, e di dare al capriccio la +parvenza del diritto. + +La famiglia stessa aveva preveduto che le sue proposte sarebbero state +respinte, e non s'aspettava affatto che il dottor Alemanni potesse +compiere un miracolo e condurre Brunello a casa. + +Il notaio scese le scale, dicendosi che bisognava pur giungere alla +lotta aperta, o il bambino sarebbe stato la prima vittima di quelle +esitazioni. + +Brunello era in cortile, dritto vicino a una piccola carrozza con due +cavalli pomellati; in un angolo aveva disposto la scuderia con altri +cavalli, il cocchiere e il mozzo. Ma non giuocava. + +Il dottor Alemanni lo sorprese mentre guardava fisso innanzi a sè, +assorto in qualche suo sogno lontano. + +Pochi passi più in là un cane danese, il cane dell'albergo, disteso +magnificamente a guisa di un giovane tigre, sonnecchiava lanciando di +tanto in tanto uno sguardo al fanciullo. Doveva essergli compagno, +come gli era stato compagno il povero Tiè, che il conte aveva +affidato, partendo da Parigi, alla portineria della casa che abitava +in via Glück. + +--Ebbene?--disse Bruno, scoprendo il dottor Alemanni alle sue +spalle.--Hai parlato col papà? + +--Ne torno ora,--rispose il notaio. + +--Gli hai portato i denari? + +--Come sai tu che si tratta di danari?--domandò il notaio. + +--Io so,--rispose Bruno.--Siamo partiti per questo di notte, col tempo +cattivo. Glieli hai portati? + +--Glieli porterò. + +--Fa presto,--soggiunse Bruno,--perchè io devo tornare in campagna. +Non mi piace star qui: qui è tutto brutto, non ho niente da fare. + +Guardò il notaio, chiedendosi se potesse parlargli di Nicla, ma pensò +ch'egli non la conosceva. + +--Non è vero che tu non la conosci, Nicla?--disse. + +--Nicla? Chi è Nicla?--chiese il dottore Alemanni. + +--Vedi, che non la conosci!--continuò Bruno con un senso di +commiserazione. + +Il dottor Alemanni si piegò sulle ginocchia come per veder meglio il +piccolo equipaggio che stava presso il fanciullo; e chiese: + +--Bruno, se io ti prendessi per condurti da tuo zio Francesco, tu +verresti? + +--A far che?--domandò Bruno. + +--A viver con lui, con gli altri zii, con la nonna.... + +--Non ne ho bisogno!--disse il fanciullo. + +--Sì, che ne hai bisogno,--insistette il notaio,--per formar la tua +educazione e diventare un uomo. + +--Oh,--rispose Bruno, con un'ombra di beffardaggine,--diventerò uomo +lo stesso, anche senza la nonna e gli zii. Io li ho visti, quando ero +piccolo e il papà non aveva fatto lite. Sono brutti e noiosi. + +--Ma io so che ti vogliono molto bene,--insinuò il dottor Alemanni. + +--Tutti mi vogliono molto bene!--ribattè il fanciullo.--Anche Nicla. + +--Io so....--riprese il notaio. + +--Tu non sai niente! Porta i denari, presto, che io non voglio star +qui. + +Il dottor Alemanni si raddrizzò. + +--Ma i denari, appunto, li danno gli zii e la nonna,--rimbeccò +subito.--E se tu non sarai savio, non ne daranno più. + +--Non dire bugie!--consigliò Bruno.--Sono i denari di casa, e anche se +faccio il cattivo, tu devi portarceli. + +Il notaio sorrise un poco amaro, e si chinò per baciare il fanciullo, +ma questi gli sgusciò di tra le mani e volse il capo bruscamente. + +--Va, va!--disse.--Non perdere tempo! + +--Razza di prepotenti!--borbottò il dottor Alemanni, allontanandosi. + + + + +XII. + + +Il colloquio col notaio non aveva punto scoraggiato il conte Fabiano. + +Abituato a vivere con una folle imprevidenza, animato da una +sragionevole fiducia nell'avvenire e da un irrefrenabile desiderio di +godimenti, considerava già come vittoria cospicua il pagamento della +cambiale di dodicimila lire, che gli dava fastidio da troppo tempo. + +Al resto avrebbe provveduto per conto proprio, con altri aiuti. + +E nel pomeriggio di quel medesimo giorno, in un quarto d'ora di liete +speranze, fece chiamare Brunello e gli offerse una battaglia coi +soldatini di piombo. + +La tavola nel mezzo della camera fu in un lampo coperta di cannoni, di +tende, di uomini a piedi e a cavallo, in chiassose uniformi. + +All'un capo della tavola era Bruno, all'altro Fabiano, e la battaglia +si svolgeva con rapidità fulminea. + +Brunello stava per perdere una fortezza; le sue linee di difesa erano +sfondate dalle artiglierie di Fabiano, e la cavalleria s'avanzava a +disperdere i resti d'un esercito in fuga disordinata. + +Si udì battere discretamente all'uscio, con le nocche delle dita. + +--Avanti!--disse Fabiano. + +Elia Polacco entrò. + +Era un ometto basso, nasuto, dagli occhi jàlini penetranti, il mento +raso e le basette fulve e dure. Camminava così lestamente che pareva +saltellasse. + +--Buon giorno al signor conte!--proferì.--Ho ricevuto stamane il +biglietto del signor conte e sono accorso. + +--Sta bene attento,--disse Fabiano a Brunello, senza levare il +capo.--Bisogna che tu raduni l'artiglieria intorno al forte, perchè i +tuoi fantaccini sono in rotta, e io muovo ora a conquistarlo con le +mie truppe. + +--Con tutti i cannoni, papà?--domandò Brunello. + +--I cannoni innanzi, che appoggeranno la cavalleria e la fanteria; non +perdere tempo! + +--Ecco tutti i miei cannoni pronti!--annunziò Bruno, spingendo con +ambo le mani ogni sorta d'artiglieria sulla tavola, piccole +mitragliatrici e grossi obici e cannoni da costa. + +Elia Polacco col cappello floscio sotto il braccio sinistro si +avvicinò alla tavola e stette a guardare, piuttosto sorpreso +dell'attenzione che il conte prestava al giuoco, che dell'accoglienza +ricevuta. + +--Sei tu, Polacco?--disse Fabiano, senza volgersi. + +--Per servirla, Eccellenza! + +--Credo che c'intenderemo in poche parole. Ho bisogno di denaro. + +Brunello guardò suo padre. + +Ancora danaro! Non doveva portarlo il notaio della nonna? + +Ma mentre stava per interrogare, suo padre gli si rivolgeva. + +--I tuoi cannoni giungono in ritardo,--disse.--Io allargo il fronte +del mio esercito e la mia artiglieria è rapidissima. + +--Di danaro ce n'è poco, ed è caro!--rispose Elia Polacco, guardando i +cannoni che si avvicinavano alla fortezza. + +--Non cominciamo con le frottole!--rispose Fabiano.--Apro il fuoco: la +tua artiglieria non può resistere. La cavalleria fa una brillante +evoluzione a sinistra.... + +--Apro il fuoco anch'io!--dichiarò Brunello,--Pim, pum, e pum! + +--Se è caro, lo pagherò quanto vale,--dichiarò il conte a Elia +Polacco. + +E rivolto al figlio, seguitò: + +--Dopo la brillante evoluzione di cavalleria, la fanteria si avanza +sparando.... + +--Ciò dipende dalla somma che le occorre, signor conte!--rispose Elia. + +--Pim, pum, e pum, e poi ancora pum!--gridò Brunello. + +--Cinquantamila lire!--enunziò Fabiano.--Il tuo fuoco è ben nutrito, +fa molti vuoti, ma come vedi, i miei uomini hanno già invaso la +piazza. Il forte si arrende.... + +--Nespole!--esclamò Elia. + +--Innalza bandiera bianca!--ordinò Fabiano.--Sventola il fazzoletto! + +Brunello trasse il fazzoletto dalla tasca e lo agitò in aria. + +--La battaglia è finita. Sei vinto, e la fortezza è mia!--concluse il +conte.--Adesso giuoca da solo, che io devo parlare. + +E alzandosi, guardò finalmente Elia Polacco in faccia. + +--Ah, ah! Sei invecchiato, caro Polacco!--esclamò ridendo.--Non hai +più un pelo in testa. Ti sta bene; a furia di pelare gli altri.... + +--Sono dieci anni che non ho l'onore di trattar col signor +conte,--rispose Elia con un sorriso.--Il tempo è ingeneroso per tutti! + +E preso un cannone di sulla tavola, e poi un soldatino, li girò, li +pesò, li guardò attentamente. + +--Son molto fini!--disse.--Io non avevo ancora avuto il piacere di +conoscere suo figlio, signor conte! + +--È molto fine anche lui!--dichiarò Fabiano.--Ti piace? È un bel +ragazzo? Ne faremo qualche cosa di grande. Ma veniamo agli affari. Hai +inteso quel che ti ho detto? Io ho bisogno di cinquantamila lire, +subito. + +Prese posto nella poltrona nella quale s'era seduto la mattina +parlando col dottor Alemanni, e lasciò Elia in piedi. + +--Il signor conte avrà anche udito ciò che ho risposto!--osservò Elia. + +--Hai risposto: «Nespole!» e questo non significa nulla. + +--Significa che è impossibile trovar cinquantamila lire. Le troverebbe +appena un signore.... che non ne avesse bisogno! + +Ed Elia fece una risatina, che pareva un mugolìo. + +--Io non valgo dunque cinquantamila lire?--esclamò Fabiano. + +Elia non rispose, come non avesse udito. + +--La mia famiglia non vale cinquantamila lire?--seguitò il conte. + +--La famiglia Traldi di San Pietro vale milioni..., se paga. Ma io +temo che non paghi. + +--E perchè non dovrebbe pagare? + +--Perchè il signor conte non è in buoni termini con la sua famiglia. + +--Chi te lo dice? + +--Me lo dice Lei stesso, signor conte. Ella è sceso all'albergo; e ciò +spiega tutto. + +Bruno aveva riadagiato i soldatini nella scatola e s'era ricoverato +tra le gambe del padre. + +--La mia famiglia paga!--dichiarò questi.--Tu vuoi essere sempre furbo +e dici delle sciocchezze. La mia famiglia paga bene. Informati, caro +Polacco. + +--Non dubiti, signor conte,--rispose Elia inchinandosi,--che +m'informerò. Tuttavia devo avvertire il signor conte che se la +famiglia paga; la situazione s'aggrava.... + +--Hai voglia di scherzare?--esclamò Fabiano squadrando l'ometto +impassibile. + +--È questione di logica,--ribattè Elia.--La famiglia paga: paga +cambiali con forti interessi; pagherà oggi, pagherà domani, e poi non +pagherà più e farà interdire il signor conte. Conosciamo questa +musica! + +--Allora, con la tua logica si viene a concludere che se la famiglia +non paga, non mi dai denaro; e se la famiglia paga, non mi dai denaro. +È una logica stupefacente.... In ogni modo, caro Polacco, non ho tempo +da perdere, e tu puoi andartene.... + +--Mi dispiace,--rispose Elia senza muoversi.--Mi dispiace perchè con +la sua fretta e la sua arroganza, il signor conte cadrà in mano di +qualche strozzino.... + +Fabiano diede in una risata. + +--La città è piena di gente senza scrupoli,--seguitò Elia,--che +metterà la corda al collo di Vostra Eccellenza per pochi soldi.... + +--È fatale!--esclamò il conte ridendo.--Cadrò in mano di uomini senza +scrupoli, se quelli che han gli scrupoli non mi danno un centesimo. + +--Non dico questo,--ribattè Elia, pronto.--Il signor conte chiedeva +cinquantamila lire subito. Ciò è assurdo. Gli affari non si trattano +così.... Bisogna ponderare, guardarsi intorno, vedere che cosa offre +il mercato, perchè il signor conte non ignora che anch'io dipendo da +certi fornitori; e allora poi si discute e si combina.... + +--Chiacchiere!--esclamò Fabiano alzando le spalle.--Io devo ripartire +domani o doman l'altro al più tardi. + +--Doman l'altro!--ripetè Elia.--Il signor conte mi dia ventiquattr'ore +di tempo, fino a domani sera, per esempio. E domani sera tornerò col +denaro che avrò potuto racimolare, e le dirò le condizioni.... Ma fin +da ora devo avvertire il signor conte che saremo lontani, ben lontani +dalle cinquantamila. Non le troverebbe che un Rothschild.... + +--Porta quel che hai, e finiamola!--ordinò Fabiano bruscamente. + +E allontanato Bruno, si alzò voltando le spalle a Elia. + +--I miei omaggi al signor conte!--disse questi.--Domani sera sarò qui, +verso le otto. + +--Adesso facciamo un'altra battaglia,--pregò Bruno. + +--No, no,--rispose Fabiano,--di battaglie ne ho abbastanza per oggi. + +--Che brava gente!--pensò Elia Polacco andandosene e richiudendo +l'uscio.--Nè padre nè figlio non mi hanno degnato d'uno sguardo! E +sono io, dopo tutto, che devo correre per mantenerli nell'ozio! + +Non appena Elia fu scomparso, il conte prese Bruno sotto le ascelle e +lo trascinò ballando per la camera. + +--Su, su, tutto va benissimo!--esclamò.--E doman l'altro ti condurrò +al mare, in un paese d'oro, sotto un cielo azzurro, e lasceremo qui +questa masnada di provinciali. Salta, andiamo, salta col papà! + +E fischiettò il valzer della _Madame Angot_ per accompagnare la danza. + +--Tu sbagli,--dichiarò Bruno lasciandosi trascinare.--Io al paese +d'oro non vengo. Io ritorno sul lago. Il paese d'oro non mi piace, il +mare d'oro non mi piace. Io voglio Nicla! + +--Ancora!--disse il conte.--Quella ti piace, Nicla? Ho pensato anche a +lei, e le ho scritto ieri sera. + +Bruno diede uno sgambetto e si divincolò, piantandosi a terra. + +--Le hai scritto con molte parole?--chiese stupito e contento. + +--Ma già, con molte parole,--rispose Fabiano, sedendo e riprendendo +Brunello tra i ginocchi.--E le ho mandato i tuoi saluti. + +--Le voglio scrivere anch'io,--annunziò Bruno.--Tu mi correggerai. E +le hai detto che deve aspettarmi, perchè io tornerò presto a trovarla, +e mi canterà la poesia? + +--Oh, oh, questo poi!--esclamò Fabiano scandalizzato.--Il papà non è +mica fatto per combinarvi gli appuntamenti!... + + + + +XIII. + +Nicoletta Dossena stava ancora coricata nella sua graziosa camera che +guardava il lago, allorchè la cameriera le recò la posta. + +La fanciulla era stanca e scorata. + +Il vetturale interrogato da lei il giorno innanzi non le aveva nulla +taciuto: il viaggio sotto il furioso uragano, la tappa all'osteria +dopo tre chilometri, la ripresa allorchè Bruno non era ancora ben +rimesso. + +Aveva aggiunto che il bambino s'era sentito molto male ed era molto +debole quando era salito in treno; e che il signor conte recava con sè +tanta roba nei bauli e nelle valigie da far presumere che non avesse +alcuna intenzione di ritornare. + +Queste notizie avevano tolto ogni speranza a Nicla. + +Bruno era veramente perduto, e subito, dalla felicità della vita sana +e libera in compagnia della sua giovane amica precipitava nei +disordini e nelle imprudenze di cui il cervello di suo padre era +fecondo. + +Allorchè Vico Malerba le aggiunse che Bruno lo aveva incaricato di +salutarla e di dirle che l'aspettasse perchè voleva tornare da lei, +Nicla non potè frenare un singhiozzo. + +Ben lo aspettava e bene lo avrebbe aspettato sempre; ma sentiva che +sarebbe stato invano. + +Aveva pianto a lungo, sola; non era uscita di casa per non riveder +luoghi tutti echeggianti dei più teneri, dei più tristi ricordi; e mai +non aveva capito come in quei giorni che nessuno dei suoi poteva +compatirla. + +Sua madre menava ancora in lungo la storia di Duccio Massenti, e ne +formava a poco a poco un pettegolezzo. Suo padre andava esortando la +fanciulla a confessare il segreto scoperto. + +E tanto più l'uno e l'altra s'impuntavano nella loro idea, in quanto +Duccio non aveva scritto parola, non aveva dato segno alcuno di vita. +Fatti i ringraziamenti e presentati di persona i suoi saluti, s'era +creduto assolto da ogni altro obbligo, considerando il brusco +trattamento usatogli da Nicla. Era la fine, silenziosa ma +irrimediabile. + +E nulla più cuoceva alla signora Carlotta che il non poterne afferrare +il motivo riposto; e nulla più cuoceva al cavalier Maurizio che non +poter vincere la resistenza di sua figlia. Onde l'una e l'altro, non +che consolar Nicla della perdita di Bruno, l'avrebbero rimproverata +duramente perchè invece di provvedere al suo avvenire si perdeva in +frasche e in fantasie non più perdonabili alla sua età. + +N'era venuta una freddezza nuova tra Nicla da una parte e Carlotta e +Maurizio dall'altra, che alla fanciulla aveva dato una grande +sensazione d'abbandono; ancora una volta ella aveva guardato a suo +padre e a sua madre come a persone quasi estranee, immedicabilmente +meschine; e di nuovo sua madre guardava a lei come a una persona dai +gesti e dagli atti poco rassicuranti. + +La posta le recava quel mattino tre lettere; di due conosceva la +calligrafia. + +Erano Fanny Contini e Cecilia Verli, che le raccontavano le loro +mirabili avventure campestri, come ad esempio la conquista d'un +ufficiale, il quale aveva detto sospirando a Fanny: «Ah, vorrei essere +quel ventaglio», e la passione d'un giornalista che a Cecilia, la +quale aveva mandato cento lire per beneficenza, aveva risposto «per +ringraziare» sopra un biglietto di visita. + +Nicla giudicò che si poteva leggere più tardi la narrazione d'altre +consimili avventure, e aperse la terza lettera, dalla calligrafia +aggrovigliata e rigida. + +Guardò la firma: _F. Traldi_. E spalancò gli occhi. + +La lettera diceva: + +«_Gentile signorina_. + +«Partito improvvisamente, mi è stato impossibile compiere il più +gradito dei doveri, e ringraziarla di nuovo dell'affetto e della +protezione che ha prodigato al mio Brunello. Trovi qui l'espressione +della più viva mia gratitudine. Bruno sta bene. Mentre Le scrivo, +dorme a pugni stretti, e sogna forse i bei giorni della vita lontana. +Noi ci fermeremo qui ancora per poco, ma Bruno non mancherà di darle +sue notizie. Accolga, gentile signorina, i sinceri augurii e gli +ossequii rispettosi di + + «F. TRALDI.» + +--Dove va? Dove va? Dove me lo trascina?--esclamò Nicla ad alta voce +in un impeto di dolore iroso.--Questo fanciullo mi dà troppi pensieri. +È ridicolo soffrire tanto per il figlio degli altri, e val meglio +lasciarlo alla sua sorte. + +Fece il viso oscuro e risoluto, sapendo benissimo che giuocava a +mentire con sè stessa; e udendo che la cameriera chiedeva di entrare, +lasciò le lettere delle due amiche sulla coltre leggera, e nascose +l'altra sotto il guanciale. + +--La signora,--disse la cameriera,--prega la signorina di non far +tardi, perchè a mezzogiorno sono attesi a villa Barbano. + +Nicla sospirò. + +Ma non appena la cameriera fu uscita, balzò dal letto e infilò +l'accappatoio. + +Bisognava sbrigarsi; far due passi in attesa che la mamma fosse +pronta, e arrivar fino alla buca delle lettere. + +Scrisse in fretta, per la prima volta in sua vita, di nascosto, con un +batticuore che le sollevava il petto. + + «_Caro piccolo Bruno,_ + +«Sono contenta che stai bene. Il vetturale mi ha detto di aspettarti. +Io ti aspetterò sempre. Sta lontano dai pericoli, dall'acqua, dalle +vetture, dai cavalli. Voglio che tu sia savio e bello, come quando +andavamo a vedere il tramonto e tu ascoltavi la poesia, e poi +giocavamo al cavallo e al bastimento. Mandami presto tue notizie, per +sapere dove sei....» + +S'interruppe: aveva udito qualcuno rasentar l'uscio; nascose la +lettera e si mise in ascolto. Il passo della cameriera si allontanava. + +Nicla riprese: + +«....dove sei. Ti prego di ringraziare il signor Conte e di +presentargli i miei saluti. Non ti dimenticare della tua + + «NICLA». + +Scrisse l'indirizzo: al signor Conte Brunello di San Pietro, e vi +aggiunse il nome dell'albergo e della città, copiandoli dalla lettera +del conte Fabiano. + +Respirò: aveva riallacciato le fila interrotte dal destino avverso; +ormai nessuno avrebbe potuto mai più spezzarle. + +Tre quarti d'ora appresso andava a salutare sua madre che stava ancora +innanzi allo specchio facendosi pettinare; e usciva poco di poi, +accarezzando nella borsa che le pendeva dal braccio la lettera +segreta. + +--Bisogna confessare,--pensò,--che v'è un certo piacere a ingannare la +gente. Non mi sono mai tanto divertita a impostare una lettera. + +Costeggiando la riva, osservò che i barcaiuoli approntavano la lancia +e issavano a poppa la bandiera bianca col serpentello vermiglio. + +--No,--disse loro,--mettete la bandiera grande. + +Quella sua bandiera aveva sventolato l'ultima volta per Bruno, a +fianco della bandierina con l'asinello che il fanciullo andava +guardando per intendere bene che c'era molta forza nei calci. + +E Nicla voleva che non sventolasse più. + +Entrata nell'ufficio della posta, comperò dieci francobolli, per +l'avvenire. Poi, affrancata la lettera, la gettò nella buca. + +Ma subito le traversò l'anima un'inquietudine. + +Non era stato un errore scrivere a Bruno invece che a suo padre? Che +cosa avrebbe questi potuto pensare? Si sarebbe offeso come d'una +mancanza di riguardo, avrebbe creduto a una sciocca civetteria +femminile? + +--Oh,--disse a sè medesima, alzando le spalle.--Io avevo voglia di +corrispondere col mio uomo e di parlargli direttamente per fargli +piacere. Il conte Fabiano è intelligente e capirà. È scappato di qui +per non pagar la cambiale e ha già scovato anche il denaro per andare +a divertirsi. Dunque è intelligente.... Povero piccolo, il mio Bruno! +Con quel papà intelligente, non troverà più un soldo quando sarà +grande, e dovrà lavorare per vivere! + +E ricordò ch'egli voleva scrivere le memorie di viaggio e guidare i +cavalli. + +--Bisognerà che si decida tra il cocchiere e il letterato!--concluse +sorridendo. + +Ma la risposta di Bruno tardò quattro giorni; infine giunse dentro una +busta col francobollo del Principato di Monaco; e diceva: + + «_Cara Nicla,_ + +«Io son qui con il papà a Monte Carlo. Non a voluto ricondurmi sul +lago perchè dice che il mare mi fa più bene, ma io sono maninconico ed +egli è allegro perchè habbiamo tanto e poi tanto denaro e il papà è +fortunato. Io volio ritornare; io ti scrivo per dirti che volio +ritornare; non mancare di scrivermi per dirmi che mi aspetti sempre +sempre. E sono molto savio. Il papà mi avverte che partiremo per +andare ancora lontano. Ti volio molto bene lo sai più bene che a tutti +al mondo. Io sono sempre maninconico senza di te. Addio. Ti do tanti +baci grandi. Ti dico che ti volio bene e bisonga che io torni per +darti i baci ma davvero. Tuo + + «BRUNELLO.» + + + + + + SECONDA PARTE. + + Io coglierò per te balsami arcani.... + + + + +XIV. + + +La notizia che Nicoletta Dossena sposava Luigi Barbano, proprietario +d'un vasto e fruttifero stabilimento per la fabbrica di saponi e per +la distilleria di profumi, era attesa da tempo. + +Si sapeva che il fidanzamento col conte Duccio Massenti era stato rotto, +e la madre di Nicoletta era andata parlandone e rammaricandosene per +lunghi mesi, prima in campagna, poi tra più numerosi amici in città. + +Si diceva che la causa del matrimonio fallito era da ricercarsi nella +diversità di carattere: seria e chiusa Nicoletta, leggero e vano il +conte. + +Altri dicevano che il conte aveva troppo manifestamente fatto +comprendere che le centomila lire di rendita della fidanzata gli eran +più care della fidanzata medesima, tanto che alla vigilia di chiederne +la mano, il giovane conte era ancora stretto di strettissimo legame +con una signora maritata, ed anzi viveva con lei in Isvizzera. + +Donde la notizia fosse venuta, sarebbe stato difficile dire; forse da +qualche imprudenza dello stesso Duccio; ma si sapeva; e si dava +ragione a Nicoletta, la cui dignità ombrosa aveva saputo resistere +tenacemente per interi mesi a suo padre, il quale voleva trattar +l'indelicatezza di Duccio come una scappata giovanile. + +Nicoletta aveva rifiutato bravamente il titolo di contessa, che +avrebbe pagato troppo; e si attendeva ch'ella trovasse anche meglio di +quel titolo, ricca, giovane, bellissima quale era. + +Onde non fu senza qualche delusione che si apprese infine come Luigi +Barbano si fosse fidanzato con lei. + +Luigi Barbano aveva già trent'anni e Nicoletta diciannove. + +Era ricco, se si poteva dar nome di ricchezza a una sostanza +proficuamente impiegata nelle industrie; e senza madre e senza padre, +viveva con una zia di cinquantacinque anni, Amelia. + +Ma lo chiamavano il saponaio, e le fanciulle da marito non parevano +considerarlo degno di attenzione. + +Mancava di qualità romantiche. + +Era un bel giovane dal colorito rosso bruno, dagli occhi castani, dai +mustacchi lunghi e fini; di statura più alta della media; dedicava il +tempo che gli affari gli lasciavano agli esercizii fisici, il che +aveva dato alla sua figura una prestanza agile e sicura. + +Ma parlava poco, non si perdeva negli amoretti di famiglia che le +fanciulle chiamano _flirt_, odiava i sospiri e le occhiate +inconcludenti, trattava tutti con familiarità piacevole senza cercare +mai l'intimità, pareva l'uomo più bonario del mondo e in verità non si +confidava con nessuno, non aveva avuto drammi passionali nella vita, +non duelli, non amori celebri con celebri donne maritate, e +divertendosi come conveniva alla sua età, era tuttavia ordinatissimo e +saggio. + +Nicoletta che lo conosceva da anni, non gli aveva mai badato, e non +s'era nemmeno accorta ch'egli, discretamente e quando poteva senza +farsi notar troppo, cercava la sua compagnia. + +Presso di lui si sentiva più riposata, perchè non aveva bisogno +d'affaticarsi con le guerricciuole, i ripicchi, le spiritosaggini che +divertivano le altre signorine e gli altri giovanotti; parlava +amichevolmente, e se ne fidava tanto che se le convenienze e gli usi +avessero permesso, sarebbe andata a trovarlo a casa sua, com'egli +veniva a casa di lei. + +Ma d'un tratto, quando ella stessa meno se lo aspettava, aveva dovuto +guardarlo con simpatia. + +Era stato il solo che l'avesse compresa nel suo dolore per la +scomparsa di Brunello. + +Pochi giorni dopo che il fanciullo le era stato tolto, di notte, tra +la grandine e i fulmini, era andata coi suoi a colazione nella villa +che Luigi abitava insieme alla zia Amelia. + +E passeggiando pel giardino, egli le aveva rivolto poche parole +gentili. + +--So che ha avuto un grande dolore in questi giorni, signorina. Il suo +piccolo amico è partito, non è vero? Non ho mai visto due anime più +strette da un sentimento così puro e nuovo. Lei gli faceva da mamma e +non lo lasciava mai; egli viveva della sua vita e camminava +guardandola negli occhi. È un fanciullo avido d'amore, perchè credo +che il padre e la madre lo amino alquanto bizzarramente. + +Nicla fu commossa dalle parole buone, offerte con semplicità, quasi +con timore. + +Non rispose, ma porse la mano a Luigi, per gratitudine. + +Erano in fondo al giardino, innanzi a una statua di Diana cacciatrice, +che risaltava bianca sul suo zoccolo nel verde sfondo dei platani. + +E Luigi seguitò a parlar di Brunello, con tanta sicurezza di +particolari, che Nicla ne fu sorpresa: sapeva tutto, le gite con la +lancia, i piccoli viaggi alla Croda, le corse nei boschi, il motivo +della partenza subitanea. + +Si sarebbe creduto ch'egli non si fosse mai occupato, da lontano, che +del fanciullo; o della fanciulla. + +Luigi fece anche qualche osservazione discreta sulla fragilità di +quella amicizia. Avrebbe mai potuto continuare? Il bambino sarebbe +stato sempre un bambino? + +--Oh sì, per me, sì!--esclamò Nicla.--Lo rivedessi fra vent'anni, +sarebbe sempre Brunello! + +--Lo credo!--affermò Luigi sinceramente. E s'avviarono verso la villa, +soffermandosi a guardar le aiuole colorate di croco e di vermiglio, +acutamente profumate. + +Quando furono sulla soglia. Luigi domandò a mezza voce: + +--Il conte Duccio ritornerà presto? + +La fanciulla s'arrestò. + +Non voleva dire; ma per il bene che Luigi le aveva fatto comprendendo +il suo dolore e giustificandolo, rispose con franchezza: + +--Non tornerà più! + +Il volto di Luigi s'illuminò d'un lampo. + +--Allora,--disse, quasi pregando,--potrò venire a trovarla nella sua +villa? + +--Ma lei poteva sempre,--rispose Nicla attonita. + +--Non volevo....--balbettò Luigi.--Perchè si diceva.... + +--So quello che si diceva,--rispose la fanciulla.--Chiacchiere di +paese. E non si dirà più. + +Luigi andò spesso da quel giorno a trovare la famiglia Dossena, +qualche volta solo, qualche volta con la zia Amelia, sempre cauto, un +po' timido, studiando di non tradirsi mai, per poter leggere +nell'anima di Nicla e saper che cosa ella pensasse di lui. + +Tuttavia lo sguardo della signora Carlotta lo indovinò presto; e una +sera ella annunziò al cavalier Maurizio: + +--Gigi Barbano è innamorato di Nicoletta! + +--Corpo di mille bombe!--esclamò il cavaliere.--Anche questa? Sei ben +certa? Il saponaio? E Nicoletta? + +--Eh!--disse la signora.--Così, così! Lo vede meglio che il conte. + +--Cose inaudite!--fece Maurizio.--Rifiutare una corona di contessa per +diventare la signora Barbano! Ma quel Barbano, poi, non ha un +soldo.... + +La signora Carlotta osservò che l'affermazione era esagerata. + +Gigi Barbano, oltre lo stabilimento che gli assicurava un cospicuo +reddito, possedeva la villa in campagna, e la bella casa a Milano che +teneva tutto l'angolo tra la via Santa Margherita e la piazza +Filodrammatici, situazione delle più animate ed eleganti della città. + +--È sua la casa?--domandò Maurizio. + +--Me lo ha detto la zia. + +--E anche la villa? + +--Me lo ha detto la zia. + +--Quella zia dice tutto!--osservò Maurizio. + +--Avrà il suo perchè,--rispose la signora Carlotta sorridendo. + +--E tu?--chiese Maurizio dopo un istante di riflessione. + +--Io, che cosa? + +--Come la pensi, come la vedi, insomma, che cosa ti sembra? + +--Eh!--ripetè la signora.--Così, così.... + +--Davvero? Ti piglieresti per genero il saponaio? + +--Abbiam combinato molto con le contee!--rimbeccò la +signora.--Quell'asino non si è fatto più vivo! Gigi Barbano, bisogna +dirlo, è un bravo giovane, savio, quieto, onesto, buono, incapace di +far torto a un cane. + +--La zia ti ha già montato la testa!--notò Maurizio.--State +pettegolando l'intero giorno. + +--Pettegolando!--esclamò la signora offesa.--Si discorre, del più e +del meno. + +--Il più sarebbe il matrimonio di Gigi con Nicoletta.... + +--Non se n'è detto parola!--osservò la signora.--Ma ti sembra? Nessuno +sa ancora se Nicoletta ci pensi; è capace di non aver nemmeno capito. + +--Dunque, tu non ti opporresti?--chiese Maurizio per concludere. + +--Io ti dico che di battagliare non ho più voglia. Prima c'era l'arte, +il palcoscenico, la recitazione, e che so io; poi il conte, col suo +famoso segreto, che nè io nè tu siamo stati capaci di scoprire, e che +ha mandato tutto all'aria; poi l'avventura del bambino, i pianti e le +malinconie per la sua fuga. Adesso ci sarebbe quest'altro, e io ho +perduto la pazienza, e non ho più voglia di guerreggiare anche per +quello del sapone! + +--Ma bada che Gigi ha vent'anni più di Nicoletta!--osservò il +cavaliere. + +--Ha ventinove anni e sette mesi, giusti giusti; Nicoletta ne ha +diciotto e undici mesi; dunque, poco su poco giù, undici anni di +differenza. + +--Anche l'età giusta giusta, ti ha detto la zia?--domandò Maurizio +ostile. + +--E del resto, quando ci siamo sposati,--seguitò, passando oltre +all'osservazione, la signora Carlotta,--io aveva dodici anni meno di +te. E non possiamo lagnarci! Siamo stati felici! + +Il cavalier Maurizio, non sapendo che cosa rispondere, soggiunse: + +--Altri tempi! + +Ma la signora Carlotta s'era ingannata a proposito di sua figlia. + +Nicla aveva capito benissimo che Gigi Barbano la amava; e il cuore di +lui era così schietto e leale, che, senza amarlo, Nicla aveva finito +per tenersi caro quel giovane in cui le altre fanciulle non vedevano +l'uomo romantico. + +Accoglieva molto volontieri le sue visite; spronava la mamma a non +trascurare zia Amelia. E con Gigi parlava spesso di Bruno e gli faceva +leggere le lettere di lui che giungevano con frequenza dalla Francia +prima, poi dalla Germania, poi dal Belgio, e infine ancora dalla +Francia. + +--Ma veda come scrive benino!--diceva.--Segue tutti i miei consigli: +si capisce che studia. Suo padre gli ha trovato finalmente maestri +italiani; pare che suo padre si sia un po' calmato. Bruno vuole +scrivere un romanzo: la storia delle colombe dell'imperatore. L'ha +sempre avuta la manìa letteraria! + +--Gli mandi i miei saluti, al romanziere!--disse Gigi una volta. + +--Ma non la conosce!--osservò Nicla. + +--Mi conoscerà!--rispose Gigi sicuro. + +--Crede? Crede che ritorni?... Devo dirgli che gli vuol bene? + +--Glielo dica: è vero. Non è come un suo fratello? + +--E gli vorrebbe bene, se tornasse? + +--Come a un suo fratello!--ripetè Gigi. + +Nicla s'accorse che si sfiorava un argomento pericoloso. + +Gigi dichiarava di voler bene a quel fratello della ventura, non +potendo, non osando dichiarare che voleva bene a Nicla. Ma quanto +doveva voler bene a lei, se voleva bene sinceramente a un fanciullo +ch'ella aveva protetto? + +E Nicla si scuoteva qualche volta, avvedendosi ch'ella e Gigi Barbano +si perdevano a far disegni sul ritorno di Bruno, come s'egli avesse +appartenuto a tutti e due, come non avessero dovuto mai più separarsi, +come i loro cuori avessero dovuto battere all'unisono. + +Era tra loro il ricordo or malinconico ora ridente del fanciullo +lontano; e sembrava che quel grande amico di Nicla li avvicinasse con +le piccole mani e stesse tra l'uno e l'altro come un fratello +veramente; talchè Nicla si diceva che di Gigi Barbano egli forse non +sarebbe stato geloso e i suoi occhi non si sarebbero fatti per lui +inquieti e torbidi. + +A poco a poco entrarono in tale intimità di spirito, che Nicla non si +stupì affatto allorchè Gigi Barbano le comparve innanzi una mattina, +un poco pallido, con un lieve tremito sofferente per mille martirii di +speranze e di dubbii. + +Quella mattina era stata attesa da Nicla, era stata inconsciamente +preveduta. + +E allorchè, incespicando dapprima nelle prime frasi, poi con veemenza, +egli le confessò il suo amore, l'orgoglio di darle il suo nome, Nicla +rispose: + +--Lo sapevo. Crede che saremo felici? + +--Ah signorina!--esclamò Gigi.--Non mi respinge, dunque? + +--No,--disse Nicla semplicemente.--Sento che lei mi ama davvero! + +--Allora, parlo con la mamma e col papà?... + +--Parli! Lo sanno, del resto! + +--E lei? + +Nicla non rispose, ma un po' arrossendo, un po' timida, gli porse la +mano. + +Ed egli gliela coperse di baci, e volle anche la sinistra, per coprir +di baci anche quella. + +Poi, sulla soglia del giardino, gettò il cappello all'aria due volte, +come un ragazzo, e due volte corse a riprenderselo. + +--Vado ad abbracciare zia Amelia!--annunziò.--È stata lei a farmi +coraggio, a spingermi, a dirmi che lei è tanto buona quanto bella! Io +non avrei mai osato.... + +Nicla sorrise: ma arrossì fino alla radice dei capelli, quando, in +un'ebbrezza di gioia, egli soggiunse: + +--Pensi che stasera, dopo che avrò parlato con la mamma e il papà, +potremo darci del tu! + +S'interruppe, guardando la fanciulla: + +--Non vuole?--disse esitando.--Forse ho sbagliato? + +--No, no!--rispose Nicla come trasognata.--È vero: potremo darci del +tu! + +Era l'uomo, che entrava con pieni diritti, bruscamente, nella sua +vita. Ella non aveva dato del tu che a quel piccolo uomo di Brunello +(«Signorina, vieni ad aiutarmi?» «Come ti chiami?»), ed ora un giovane +si rallegrava di poterla avvincere per sempre con quel tono d'intimità +che preludeva oggi ad ogni altro possesso e lo avrebbe consacrato +domani. + +E per vincere la propria riluttanza, parlò ella medesima con suo +padre, poco prima che Gigi Barbano tornasse; e gli annunziò che s'era +fidanzata e che sperava di non trovare opposizioni. + +Maurizio, il quale non s'era deciso a considerar perduta ogni speranza +d'un matrimonio che coronasse il danaro con un blasone, strepitò. +Nicla rimase imperterrita, aspettando che la raffica si calmasse. + +--Potevi essere contessa! Contessa, dico, e di quelle che hanno un +titolo serio, non contessa per ridere! E mi scegli l'uomo del sapone! + +--L'uomo del sapone, l'uomo del sapone!--ribattè Nicla.--Sarebbe ora +di finirla con questi atteggiamenti principeschi. E tu, che sei? E +noi, che siamo? Il bisnonno vendeva sughero; il nonno vendeva olio; tu +vendi olio e sughero. Non mancherò di dirlo, se si continuerà con la +romanza del sapone!... Lo dirò, che il bisnonno faceva i turaccioli! + +Maurizio si rabbonì, accolse bene Gigi, non sollevò obiezioni, il +fidanzamento fu annunziato; e sei mesi dopo a Milano, con una ricca +cerimonia, in un giorno di pioggia, Nicla Dossena diventava la signora +Nicoletta Barbano, e Gigi credeva di sognare, di travedere, di vivere +in un mondo irreale, tanto era spaventosamente felice. + + + +XV. + + + +Fu a Parigi nell'appartamento di via Glück, che Brunello ricevette da +Nicla una lettera, la quale terminava così: «Ti prego di scrivere da +ora in poi non più alla signorina Nicla Dossena, ma alla signora +Nicoletta Barbano, casa Barbano, via Santa Margherita. Hai inteso +bene, caro?». + +Bruno corse da suo padre a chiedere spiegazioni. + +--Vuol dire,--dichiarò il conte, dopo aver gettato l'occhio sul +poscritto,--che Nicla si è sposata con questo signor Barbano. + +--E perchè non è più signorina? + +--Ciò succede alle ragazze quando si sposano!--disse Fabiano col suo +lieve sorriso canzonatore. + +--Ma che cosa significa se si è sposata? + +--Significa che va a spasso con Barbano, pranza con Barbano, vive +nella stessa casa di Barbano, si lascia dar qualche bacio da Barbano, +e fa baruffa con Barbano. Tutto Barbano, insomma! + +--Allora peggio di Duccio?--incalzò Bruno, stringendo e spiegazzando +la lettera nel pugno. + +--Non so che cosa abbia fatto Duccio!--confessò il conte. + +--Ma io Barbano non lo conosco!--riflettè Bruno. + +--E nemmeno io!--aggiunse suo padre. + +Bruno se ne andò. + +Eran tornati a Parigi con un piccolo patrimonio, messo insieme coi +danari di Montecarlo, il prestito d'Elia Polacco, una certa somma che +il conte Fabiano aveva saputo spillare ancora alla famiglia: centomila +lire a un dipresso. + +Rivivevano la loro vita di lusso e di rumore, alla quale Fabiano aveva +aggiunto una certa vita di contemplazione, andando per le gallerie +d'arte e per le chiese con Bruno. + +A fianco del fanciullo stava sempre un precettore italiano, tale +Salapolli, che il conte aveva soprannominato Salafame, perchè non era +possibile fargli conservare un centesimo in tasca. Appassionato di +libri curiosi e rari, spendeva tutto il suo, e, senza soprabito nè +ombrello, andava formandosi una biblioteca sontuosa. + +Affinchè non morisse di freddo per via, il conte aveva finito col +regalargli alcuni dei proprii abiti pesanti, sempre in timore che +vendesse pur quelli per aver qualche libercolo intignato. + +Salapolli era conosciuto da tutti i piccoli librai che espongono la +loro merce sui parapetti dei ponti; e possedeva una coltura d'arte, di +storia, di geografia, disordinata ma vasta. Le sue lezioni eran +piacevoli conversari a proposito di qualunque cosa, d'una vettura che +passava, d'una vecchia cornice, d'un trampoliere del Giardino delle +Piante, d'una ragazza che strizzava l'occhio e che gli offriva il +paragone con la antica civiltà greca. + +E Bruno sorbiva: sorbiva avidamente, quasi avesse intuito che toccava +a lui farsi tra quei due pazzi, il precettore bibliomane e il padre +polimane. + +Sembrava precocemente animato dal pensiero, e più che dal pensiero, +dall'istinto d'armarsi per la vita, poi che tutto gli crollava +intorno. E lasciati prima del tempo i balocchi, quei soldatini che pur +ieri gli parevano vivi, non gradiva altri spassi che le visite al +Louvre, ai musei di storia e di costumi, alle gallerie d'arte e d'armi +e di gioielli e di maioliche e di vetri e di disegni. + +Aveva mutato carattere; sentendo l'impossibilità di lottare contro la +volontà dei grandi, s'era chiuso; o li beffava, mettendo ogni cosa in +dubbio, spregiandone leggermente i discorsi e guardandosi con +diffidenza dalle loro promesse e dai loro progetti. + +Usciva la mattina a cavallo col padre; questi montava una saura alla +quale aveva dato il nome di Virgo, e il fanciullo un morello bruciato, +piccolo e robusto, che chiamava Spillo. + +Pel resto della giornata stava con Salapolli e si lasciava guidar da +lui; a Saint-Germain l'Auxerrois, la chiesa raccolta e nera, che +pareva trasudare il sangue della notte di San Bartolomeo e figurava +nella mente di Bruno come un gioiello pauroso, aveva avuto una lezione +di storia; e lontano, su in alto, nella Basilica del Sacro Cuore, +Salapolli s'era intrattenuto con Bruno a parlar di vetri, prendendo +ragione dalle vetrate di quella chiesa, arancione su fondo azzurro o +azzurro su fondo arancione, sulle quali era tratteggiata la leggenda +di Giovanna d'Arco. + +Era quasi l'intero giorno in istrada, sotto la cupola di nebbia che +incombeva d'inverno perennemente sulla città; o partiva la mattina a +cavallo col conte Fabiano attraverso la nebbia greve e gialla come +dietro fossero state luci nascoste, mentre nelle case s'accendevano le +lampade, e tornava verso mezzogiorno, quando squarciata la nebbia, il +sole prorompeva e la vita si slanciava febbrile. + +Faceva colazione e ripartiva con Salapolli, a zonzo, in cerca di +librai, al Palais Royal, spingendosi con la carrozza fino alla Butte +Montmartre, prendendo il tè all'Avenue de l'Opéra, guardando da una +finestra della sala i grossi omnibus cigolanti che andavano al +Giardino delle Piante. Ascoltava per le vie fracassose il trotto +pesante e corto dei cavalli che battevano il terreno; pareva che un +reggimento di grossa cavalleria passasse di continuo sul duro selciato +lubrico, sul fango nero. + +Pranzava di frequente col padre in un caffè di grido. Le piccole +tavole erano ornate di fiori vivi, e in certe nicchie tra una sala e +l'altra eran cespi di fiori serici, su cui le lampadine elettriche +spruzzavan luci variate; e luce pioveva dall'alto, dorata sulle pareti +dorate, che chiudevano in cornici d'oro, tra decorazioni di pavoni, di +pesci e di granchi, alcune scene settecentesche. + +E si davan di gomito in quelle sale la grande signora e la grande +mercenaria, il letterato celebre e il giornalista alla moda, l'uomo +politico in auge e l'uomo di Borsa, la cui vita era un giuoco +d'equilibrio. L'uomo di Borsa che sedeva spesso alla medesima tavola +di Fabiano, il quale conosceva tutti, sembrava a Bruno il più ambiguo. + +Gli avevano indicato parecchie volte la Borsa in una bella piazza +sotto gli archi d'un palazzo severamente semplice. Le sue colonne, +nere da un lato di quel nerofumo che aveva morso e penetrato per +sempre Notre-Dame e Saint-Germain, e ancora bianche dall'altro, +rammentavano a Bruno i tronchi di pioppi argentei. + +E intorno stava sempre una folla d'uomini. Tutti urlavano; molte mani +eran levate in alto, e qualcuno in fondo, innanzi a una tabella +azzurra dalle diciture bianche, scriveva. Di tanto in tanto l'urlìo +saliva di tono, la folla si commoveva violentemente, le mani +s'agitavano convulse, e gli uomini sul fondo scrivevano sempre; poi +riprendeva il gridare spezzato e insistente. + +Lo spettacolo di quegli uomini che schiamazzavano in coro lo aveva +arrestato di botto, la prima volta; e suo padre gli aveva detto che +stavan facendo il denaro. + +Eran gli stessi uomini che sedevano a tavola con lui; la mattina +avevan fatto gridare gli altri, la sera mangiavano copiosamente e +ridevano. + +Bruno attraversava la vita in quell'epoca ad occhi sbarrati, per +vedere tutto e comprendere. + +S'era abituato a Parigi come a una sua città, e si diceva che da tempo +immemorabile tutto vi era stato disposto per fargli piacere. + +Colore e movimento per rallegrargli gli occhi; uomini e donne che +correvano lungo i boulevards, s'arrampicavano sull'imperiale d'un +omnibus, sgusciavan di furia tra un veicolo e l'altro, popolavan le +trattorie e i caffè, s'indugiavano a guardar le mostre, sparivan +sotterra per raggiungere una stazione del métro, non eran che figurine +rappresentative. + +La folla su cui la carrozza del conte gettava passando la sua polvere +e nei giorni di pioggia lasciava andare una frustata di fango e di +spruzzi; negozii e teatri aperti perchè Bruno potesse scegliere; +giornali gridati con voci gutturali dagli strilloni perchè Bruno li +leggesse e li traducesse con Salapolli; tutto era stato fatto e +disposto per dagli piacere. + +Parigi era la sua Parigi; i boulevards i suoi boulevards. + +Vi passava con la carrozza tratta da due bai in certi giorni d'inverno +denso con lo stesso animo col quale vi passava in primavera. E se al +Pré Catalan gli alberi erano sfrondati e i tronchi non più adorni di +rosai rampicanti che salivano fin dove la pianta lanciava intorno la +fronda verde; e se al Giardino del Lussemburgo la cintura graziosa +d'anfore e di vasi era spenta di colore e non v'eran più che le +foglie, Bruno si distraeva in altri spettacoli. + +Perchè tutto lo interessava: anche il fango, alto un dito e pastoso, +che copriva la strada; anche il rigagnolo giallastro che correva lungo +il marciapiede; anche la pioggerella minuta ch'egli lasciava stillare +sul pastrano per sentir l'autunno preannunziare le feste; la pace +silenziosa della riva sinistra, l'eleganza severa della via Royale, +della piazza Vendôme, della via de la Paix; il fracasso da fiera, la +vita bruciante, grottesca, instabile, continuamente rinnovata dei +boulevards. + +Non era meno avido di sensazioni che di cognizioni. + +E sognava in quella baraonda ch'era ormai per lui la vita, sognava i +suoi sogni, e si faceva a poco a poco impenetrabile. + +Aveva portato per lunghi mesi nel cuore il desiderio di tornare da +Nicla, e negli occhi la visione della fanciulla; e non ne aveva +parlato che nei primi giorni di lontananza. Poi sdegnando di +supplicare invano, s'era taciuto. + +Ma dentro gli occhi la visione era rimasta ancora ostinatamente per +altri mesi, netta e viva come la figura d'un quadro. + +Era Nicla seduta sopra un tronco abbattuto, rossa nel tramonto di +fiamma; era Nicla tutta chiusa in un abito color d'acciaio, con un +cappello morbido piantato di traverso sulla testa a guisa del feltro +d'un arlecchino; era Nicla curva ad accarezzarlo, con gli occhi +smarriti nella gioia pura d'un'ingenua amicizia, con l'anima aperta a +cantar la poesia misteriosa. + +Era Nicla che vegliava il sonno di lui, che salutava il suo risveglio +al mattino; era per Nicla ch'egli studiava, voleva sapere e vedere; +per Nicla non commetteva imprudenze, montava a cavallo saviamente, +senza far bravate; a Nicla avrebbe raccontato le sue gesta e confidato +le sue impressioni; a Nicla avrebbe descritto le donne che tornavano a +passar per casa, belle esse pure, e tuttavia a lui indifferenti, e +tuttavia egli era loro spesso ostile; mancavano di qualche virtù +preziosa e arcana, che si leggeva negli occhi limpidi, sulla bocca +soave della fanciulla. + +Qualche cosa di tutto questo egli diceva già nelle sue lettere, che +gli costavan molta fatica; ma avrebbe detto il più a voce, con la +guancia appoggiata alla guancia di Nicla. + +Poi il sogno erasi disperso, l'edificio crollato rumorosamente. + +Nicla non era più Nicla. Il matrimonio l'aveva fatta ritornar +Nicoletta, e un uomo stava a lei vicino.... La baciava!... + +Bruno non aveva idea del tempo; non sapeva che mentre egli diventava, +la fanciulla doveva vivere, ch'egli andava incontro alla giovinezza ed +ella se ne allontanava, che a un certo punto quella medesima fanciulla +la quale è una giovane signora se si marita, è una vecchia zitella se +il marito non c'è. + +Egli sapeva ch'ella offriva la bocca a un uomo e appoggiava la guancia +alla guancia d'un uomo, forse in quella medesima campagna, per i +meandri fronzuti di quel medesimo bosco il quale apparteneva al +fanciullo, e, sacro alla sua storia, era stato arco e cornice al +lontano idillio. + +Non scrisse più a Nicla; aveva dovuto infine scrivere suo padre, +pregato dalla giovane, la quale chiedeva notizie dopo mesi di +silenzio; e Bruno si ribellò all'ordine di riprendere la +corrispondenza. + +--Non so nulla, io!--dichiarò a suo padre.--Non ho niente da scrivere. + +--Ma Nicla, non ti ricordi più della tua Nicla, tanto bella, tanto +buona?--chiese il conte Fabiano. + +--Scrivile tu, se è bella!--rimbeccò Bruno. + +E alzava le spalle, duro e ostinato, sorridendo alla maraviglia di suo +padre. + +S'era dovuto concludere un patto, per rispondere alla premura di +Nicoletta Barbano, la quale di tempo in tempo chiedeva notizie +inquieta: avrebbe scritto Salapolli. + +E Salapolli scriveva con molta solennità, perdendosi a illustrare il +talento precoce, l'originalità di carattere e di idee che +distinguevano il suo allievo; solo rammaricandosi che egli fosse +taciturno, un poco sempre diffidente, un poco troppo orgoglioso. + +Bruno stava, in verità, dritto e solo in mezzo a una folla. + +Era la folla dei bellimbusti, dei gaudenti, delle femmine, degli +uomini di penna e di spada che passava incessantemente per la casa, +dando l'impressione di sbatacchiar tutte le porte, di spalancar gli +usci e le finestre; cosicchè pareva che il conte e suo figlio fossero +essi medesimi ospiti fra gli ospiti; e tutti comandavano; e i +domestici non sapendo a chi obbedire, badavano ad arrotondare il +gruzzolo; e la tavola era apparecchiata la mattina, il giorno, la +sera, la notte. + +Se non avesse avuto in quel periodo di tempo una testarda e +formidabile vena che lo sosteneva al giuoco e gli dava quasi la magìa +della divinazione, il conte sarebbe stato divorato in un batter +d'occhio; ma vinceva a tutti i giuochi, incuteva rispetto ai più +audaci, arrischiava colpi pazzeschi, e li guadagnava imperturbabile; e +sentiva col presentimento misterioso del giuocatore di razza che il +colpo era giusto e poteva annunziarlo un attimo innanzi che si +effettuasse. + +Bruno seguiva qualche volta il suo giuoco, divertendosi allo stupore +degli altri. + +--Finirai come Elia Polacco,--gli disse un giorno beffardamente.--A +furia di pelare, resterai pelato!--E lanciò uno sguardo ai capelli già +radi del conte. + +Egli non aveva alcun timore di suo padre. + +Le parti s'erano invertite. Era il figlio che di tanto in tanto, di +ritorno da una gita al Louvre, da una corsa alla biblioteca, da una +scarrozzata, ancora gli occhi pieni di visioni che erano sue e che +fermentavano nel suo cervello, andava a dare un'occhiata al padre e +agli amici di lui. Stringeva la mano alle ragazze, alcune delle quali +erano vecchie conoscenze, e s'intratteneva a discorrere con gli +ufficiali. + +Vestito il più spesso di scuro, pallido e olivastro nel volto magro, +con un cappello morbido dalla penna di fagiano, stava a guardare e +sorrideva. Gli pareva assurdo, ridicolo, che uomini da lui conosciuti +fin da quando aveva sei anni, corressero ancora dietro a una +combinazione cieca di carte; e impallidissero e sudassero e si +perdessero per quegli stupidi segni rossi o neri: e dovessero correre +ancora, per altri anni, vittime e zimbelli e carnefici a un tempo. + +Il conte Fabiano aveva allora una bella amante, Paulette Demours, che +sembrava palpitar veramente per lui: e spaventata dalla fortuna +vertiginosa, ne temeva il crollo da un istante all'altro. + +Ella supplicava il conte di smettere; aveva ammassato un patrimonio, +per un infernale capriccio della sorte; non doveva forzarla di più, o +la sorte gli si sarebbe ribellata, vendicandosi atrocemente. E qualche +giorno impediva davvero ch'egli tentasse colpi, non più arditi, ma +assurdi. + +Bruno sapeva tutto; e dopo aver dato un'occhiata in giro, andava da +Paulette, e indicando il padre, le diceva negligentemente: + +--Bada che non commetta stupidaggini! + +La ragazza prometteva con un cenno del capo; e seguiva degli occhi +avidamente il fanciullo vestito di scuro, pallido e olivastro nel +volto magro, col cappello dalla piuma di fagiano. + +Gli amici di casa non avevano mai capito se Paulette fosse innamorata +del padre o del figlio. + + + + +XVI. + + +Trascorsero mesi, trascorsero anni, così, in quella vita che aveva +tutta l'apparenza d'un giubilo festoso, d'un tripudio giocondo, ed era +per Bruno un isolamento selvatico. + +Da Parigi era stato più volte a Bruxelles, dove suo padre contava i +migliori amici, scelti, come ovunque, tra i più famosi scapestrati del +regno; era stato più volte a Berlino e a Vienna con sua madre, per +consenso del conte Fabiano. + +Ma la lingua tedesca gli dispiaceva, la cucina tedesca gli dispiaceva, +gli ufficiali tedeschi che parevano considerare il mondo come un +dominio loro proprio, il quale sarebbe stato presto o tardi tagliato a +fette dalla loro spada, gli dispiacevano più che la lingua e la +cucina. + +A Vienna aveva trovato genti meno diverse, che sapevano l'eleganza e +la grazia; le donne erano sottili, molto bionde, nervose; i +divertimenti avevano carattere di qualche bellezza, lontano dalle +sguaiataggini francesi e dalla brutalità tedesca. + +Il professore Salapolli che accompagnava Bruno in quei viaggi non vi +si era mai abituato; gli mancava il pane dei vecchi libri; non era +fatto per gli svaghi; e la contessa Clara Dolores lo interrogava +troppo sovente intorno alla vita che il conte Fabiano menava a Parigi. + +L'ultima volta Bruno aveva incontrato sua madre a Vienna, e gli era +parso che anche la casa di lei fosse aperta a mezzo mondo. + +Una governante ungherese aveva la direzione, ma la volontà di Clara +Dolores, stravagante e impronta, scompigliava ogni cosa. + +Si combinavan partite di piacere a tavola, tra dame e gentiluomini, e +si effettuavano sul momento, correndo alla campagna di pieno inverno. +Si parlava di pattinaggio e mezz'ora appresso tutti dovevano essere al +_ring_. + +Qualche volta Bruno tornava a casa con Salapolli per far colazione, e +la governante lo pregava di raggiungere subito la contessa all'altro +capo della città, in un ristorante celebre; la trovava con altre +signore e con un nugolo di uomini, uno dei quali aveva una specie di +tutela su di lei, una tutela che gli altri parevano rispettare. + +Clara Dolores non scriveva mai: telegrafava, per la città e per fuori. +Si faceva arrivare dall'Italia, dalla Francia, dall'Inghilterra gli +oggetti che le occorrevano o che il suo capriccio chiedeva. + +Andava dicendo che voleva Bruno, che intendeva ritornare in Italia e +riprendere la sua vita più riposata, anche pel bene del giovinetto; ma +se ne dimenticava poi, sospinta da una specie di fretta che si +rispecchiava nella volubilità dei suoi propositi, nella instabilità +delle sue idee. + +Un tempo, quando era con suo padre, Bruno desiderava ritornare a sua +madre; e quando era con sua madre, desiderava ritornare con suo padre. + +Ormai non desiderava più nè l'una cosa nè l'altra; ma delle due +preferiva ancora la vita a Parigi col conte Fabiano. Sua madre menava +la stessa esistenza di lui, salvochè le persone intorno svegliavano in +Bruno una sorda avversione, forse per l'assoluta disparità di razza. + +Non riusciva a comprendere come Clara Dolores potesse intedescarsi a +quel modo; gli pareva altra da quella che aveva conosciuta e amata da +bambino. Era più attenta a tutte le minuzie dell'eleganza, più gelosa +della propria bellezza, e le visite della pettinatrice, della +manicure, e il massaggio e il bagno le rubavano tre quarti della +giornata. + +Bruno aveva osservato che le labbra di lei avevano un rosso +inverosimile e che troppo sovente apriva una scatola d'oro legata a +una catenella che le pendeva dal fianco e guardandosi in uno specchio +piccolo, si passava sul viso, rapidissimo, un minuscolo piumino. + +La governante non godeva in casa alcuna autorità innanzi alla manicure +e alla pettinatrice, le quali ordinavano a nome della contessa ogni +giorno nuove acque e nuovi cosmetici mirifici. Veniva di tanto in +tanto anche un medico, specialista di segreti per la bellezza +femminile, che alla sua scienza aveva dato nome di Kallotrofia. E per +ordinar ricette costose, il Kallotrofo era impareggiabile. + +Giovane ancora, bella di nobil bellezza, Clara Dolores si lasciava +ciurmare per leggerezza da quegli empirici; e sul suo viso ancora +fresco e roseo andava stendendo una maschera che, non potendo +aggiungere, toglieva il colorito naturale, e a poco a poco alterava le +linee e avvizziva le carni. + +Bruno notò un giorno, mentr'erano a tavola, le mani di sua madre, +affusolate e bianche, coronate da unghie d'un colore sì acceso che per +certo il pennello vi era passato. + +--Hai le unghie dipinte?--chiese Bruno. + +Ella non rispose. + +--Le ho già viste,--seguitò Bruno, aggrondando le sopracciglia.--Le ho +viste già, a Parigi... + +E sua madre sentì nella voce di lui un quasi impercettibile tremito. + +Ella si guardò le unghie e rispose: + +--È smalto del Serraglio.... + +La voce di Bruno si fece beffarda, d'un tratto, e osservò con finto +candore: + +--Del serraglio dove ci sono le bestie?... + +Clara Dolores, non appena sentiva un'ostilità nell'animo del figlio, +ne parlava col professore Salapolli. + +--È il carattere del conte!--diceva.--Ne sono spaventata. Ogni volta +che il conte mi ha detto una insolenza, non ho potuto ribatterla, e +nemmeno rilevarla. Era più nella voce che nelle parole; più in un +doppio senso che nel senso diretto.... Bruno ha la stessa arte, lo +stesso sarcasmo, lo stesso amore della beffa. E quando penso che vive +con quegli esempii sotto gli occhi, con quel grande modello +innanzi...! Tocca a lei, professore, dare al ragazzo un'educazione che +gli serva da contravveleno. Non desidero tanto che sia dotto quanto +che sia diverso da suo padre!... + +Il professore faceva un gesto di promessa. + +Egli teneva per il conte e per Bruno. Gli pareva che sua madre non +sapesse apprezzare il talento e il carattere di quel ragazzo +straordinario e che volesse ridurlo a una mediocrità grigia, al +figurino di ragazzo che si vedeva al Prater come pel viale dei Tigli +come al Bosco di Boulogne: un'oca per bene. + +Il sarcasmo! la beffardaggine! l'ironia! Ma era ciò che tacitamente +più ammirava il Salapolli, il quale non era mai stato capace di +sorridere per tutti i suoi cinquant'anni di vita. Il sarcasmo! la +beffardaggine! l'ironia! Ma era il colpo di spada con cui Bruno +istintivamente troncava una questione, uccideva un avversario.... Fin +che taceva o s'irritava o si commoveva, l'uomo e la questione eran +vivi nel suo cervello. Quando vi gettava contro l'acido del suo +spirito, la questione e l'uomo eran ben morti. + +Sua madre non poteva comprendere queste sottigliezze, perchè fra tutti +era la persona che meno conosceva Bruno; forse il gusto per le cose +belle ed eleganti veniva da lei e s'era trasformato in inclinazione +d'arte; forse a lei doveva Bruno la mobilità dell'ingegno, la vivacità +dell'imaginazione, la squisita sensibilità. + +Ma ella era lontana da lui; e al professore Salapolli pareva che la +contessa non fosse più tanto spaventata dall'idea dei cattivi esempii +e dei grandi modelli di sarcasmo che stavano sotto gli occhi di Bruno +a Parigi. Eran passati i tempi in cui Clara Dolores sguinzagliava +avvocati e sciupava lettere e telegrammi e carta bollata per avere +seco il figlio. + +Fiutando in aria e guardandosi intorno e vedendo gentiluomini e +ganzerini che frequentavano in gran numero la casa, il modesto +bibliomane aveva anche indovinato perchè Bruno poteva stare e poteva +andarsene, senza gioia soverchia e senza eccessivo dolore della madre. + +Infatti, non appena egli espresse il desiderio di tornare da suo +padre, Clara Dolores annuì. + +Egli aveva allora quattordici anni; portava i capelli lunghi fino alle +orecchie e tagliati a tondo; era sottile ma ben costrutto; vestiva +spesso di velluto, coi calzoni chiusi sopra il ginocchio, le calze +fini, le scarpette scollate. Se metteva in capo il suo berretto +preferito con la penna di fagiano, dava l'idea d'un paggio. + +Le ragazze che frequentavano l'appartamento di via Glück lo guardavano +con un sorriso un po' inquieto, ed egli non le guardava punto; o per +vero dire, le guardava tutte nella stessa maniera, con una cortese +indifferenza. + +Il conte che ne era superbo, teneva l'occhio piuttosto sulle ragazze +che su di lui; teneva l'occhio specialmente sopra una leggiadra +bionda, esile, con grandi occhi grigi, mademoiselle Armande Jeoffroy, +dal fine profilo e dalla testa balzana. Aveva ventidue anni, era +l'amante d'un ufficiale d'artiglieria che giuocava sempre e perdeva +forte. + +Armande era stata presa per Bruno da un'affezione che al conte +sembrava smodata; e di tanto in tanto, battendo lievemente sulla +spalla di lei e indicando con gli occhi il ragazzo l'avvertiva: + +--Glissons, mademoiselle, n'appuyons pas! + +Fu in quei giorni che Bruno si battè in duello col conte Gastone de la +Jonchère, altro sbarazzino della sua età. + +Bruno era andato a trovarlo; pieno la testa dei classici ai quali +s'era dato con ardore da qualche tempo e della grande letteratura, +egli aveva espresso alcuni giudizii laudativi sulla lingua, che +Gastone aveva subito rimbeccato. Bruno sosteneva che la più perfetta +lingua del mondo era l'italiana; Gastone ch'era la francese, +l'italiana essendo povera e stentata; Bruno osservava che in francese +una parola aveva tre, quattro, cinque significati; e che in italiano +ogni idea aveva la sua parola, e si avevano più parole per un solo +oggetto; Gastone s'era messo allora a scimmiottar la cadenza italiana +e Bruno a beffar la cadenza francese; fin che, avendo detto Gastone +che l'italiana era lingua da miserabili maccheroni, Bruno perdette il +senno e lasciò andare un potentissimo manrovescio al suo amico. + +Ma Gastone già sapeva comportarsi cavallerescamente; senza scendere a +violenze manesche, chiese immediata soddisfazione. + +E ambedue si recarono in sala di scherma, staccarono dalla +rastrelliera due fioretti, si misero in guardia e cominciarono il +combattimento. + +Non v'eran testimonii; la sera calava e nella sala viveva appena una +luce penombrosa; s'udivano i ferri battere secchi e i due ragazzi +ansare; già saltando e attaccando e respingendo, mutavano il duello in +giuoco, e ridevano ambedue senza poter toccarsi. + +Ma d'un tratto risuonò un grido e i due fioretti caddero a terra +pesantemente. + +Bruno era stato colpito in bocca e mandava sangue copioso. + +Gastone si gettò fuori a chiedere aiuto, urlando, più pallido del +ferito. + +Accorsero i domestici, accorse il conte de la Jonchère, fu chiamato il +medico, il quale constatò che si trattava di cosa da nulla; una larga +graffiatura al palato, che sanguinava abbondantemente; mezzo +centimetro più giù, e Bruno sarebbe rimasto fulminato. + +Il ragazzo fu ricondotto a casa, accompagnato da Gastone, che doveva +chiedere scusa al conte Fabiano; poi per riguardo alle famiglie, si +tentò di nascondere la cosa, e non se ne parlò che sottovoce. + +Ma se ne parlò molto; il conte Fabiano rimase un paio di giorni come +atterrito; il professore Salapolli fu rapito in estasi. Arrischiar la +pelle per la supremazia della lingua nazionale! farsi infilare per il +vocabolario! Non aveva mai udito nulla di simile: la letteratura aveva +dato il suo battesimo di sangue all'alunno prediletto. + +E guardandosi intorno, e non trovando alcuno che la pensasse come lui +e che volesse dare a quell'avvenimento un significato più largo e +simbolico di quel che non meritasse una ragazzata, il Salapolli si +ricordò che da molto tempo, da anni, la corrispondenza con Nicla era +stata interrotta. + +Giudicò che la signora fosse un'ammiratrice di Bruno; e scrisse un +lungo particolareggiato racconto dell'avventura sorprendente «alla +signora Nicoletta Barbano, casa Barbano, via Santa Margherita, Milano +(Italie)». + +Due giorni appresso ebbe una risposta, la quale lo confermò nel tacito +disprezzo intellettuale ch'egli nutriva per le donne del mondo intero. + +La signora non aveva capito niente. + +Scriveva accorata senz'alcuna parola ammirativa, esprimendo il più +vivo timore per la sorte del «bambino». Ella ricordava che parecchi +anni addietro voleva uccidere o fare uccidere un signore che non gli +piaceva; e supplicava di vigilarlo, di mettergli in cuore la pietà e +la bontà. Del vocabolario e della supremazia della lingua nazionale +non teneva conto alcuno. + +Salapolli ne rimase così mortificato che non disse nulla a Bruno. + +Il giovinetto non faceva più parola, e da anni, di Nicoletta. + +Nei suoi occhi la visione della fanciulla che cantava, diritta e +sottile sullo sfondo del bosco, la poesia dei balsami arcani, era +andata lentamente scolorandosi e poi era scomparsa. Qualche volta gli +pareva ch'ella appartenesse a quel mondo fantastico dell'infanzia in +cui tutte le cose hanno un significato di miracolo, e un ruscello è un +mare, e un arbusto è una selva, e una fanciulla è una fata. + +Non già che l'avesse interamente dimenticata; ma non la comprendeva +più; non sapeva più s'ella fosse una creatura ornata di tutte le +bellezze, viva e vera, o non piuttosto una stupenda creazione del suo +sogno. + +Egli era tutto preso da un desiderio d'essere diverso, che lo studio +dei classici e la biografia degli uomini grandi gli avevan messo in +cuore non appena aveva potuto comprendere che ciascun uomo, come gli +diceva Salapolli, teneva chiuso nel pugno il proprio destino. + +Ciascun uomo serrava nella sinistra la debolezza e la volgarità; nella +destra la virtù e la grandezza. Non valeva lagnarci della nostra +sorte; era un lagnarci di noi medesimi; era un confessare che non +avevamo voluto essere ciò che desideravamo. + +E il giovinetto, guardando i suoi amici curvi da anni al tavoliere, +contenti o disperati per la sciocca vicenda delle carte, sentiva che +nelle massime del Salapolli c'era qualche verità. + +Aveva scritto un romanzo, non uno di quei romanzi di cui, quand'era +fanciullo, annunziava a Nicla l'idea e scombiccherava le parole dietro +le paginette dell'albo di suo padre; ma un romanzo vero, la storia +d'un uomo povero che vince tutte le difficoltà le più aspre e diventa +Re d'un grande popolo. + +Era breve, e Salapolli opinava che si potesse chiamarlo novella +piuttosto che romanzo; ma il maestro era rimasto stupefatto per certe +pagine; per una, tra le altre, in cui Bruno comparava il cammino +dell'uomo che lotta al cammino del viandante in una campagna folta di +nebbia, fredda e senz'orizzonte. La descrizione della natura desolata +e dell'ansia e dell'ira che prendevan l'uomo il quale voleva giungere +alla meta, eran parse al Salapolli eccezionali per intuizione e +verità. + +--Degne di stampa!--esclamava.--Degne di stampa!--andava gridando. + +E ancora una volta gli era frullato pel capo di scriverne alla signora +Nicoletta Barbano; ma non ne aveva fatto poi nulla, pensando che la +signora chiamava «bambino» ostinatamente l'autore, ed era rimasta a +otto anni addietro. + +Contava allora Bruno sedici anni all'incirca; da poco Armande +Jeoffroy, la giovane amica dell'ufficiale d'artiglieria, gli aveva +insegnato l'amore. + +Ella ne faceva una passione; egli era calmo e sdegnoso. Gli pareva +d'esser tornato ai giorni in cui tutto gli diceva ch'era un balocco +tra balocchi di lusso; e si prestava al capriccio d'Armanda piuttosto +per dare piacere a lei, che per far piacere a sè medesimo. Spesso +mancava ai suoi appuntamenti; s'era distratto per via; o vi giungeva +annoiato e sbadigliando; o sorrideva un poco alla felicità della +ragazza che lo teneva come un suo dio crudele ed estroso. + +Ed era in verità crudele per ignoranza, perchè non sapeva che cosa +fosse la passione e non faceva alcuno sforzo per simularla. + +Guardava indifferente ai suoi piedi la ragazza discinta, coi capelli +biondi prorompenti giù per le spalle, e s'ella non lo baciava, egli si +dimenticava di doverla baciare. + +Chi era? Perchè piangeva? Che cosa doveva dirle per consolarla? Dal +cuore non gli veniva alcuna parola, e la lasciava piangere, annoiato, +seguendo con l'orecchio il ritmo di quel singhiozzo soffocato e +guardando con curiosità le bianche mani dalle unghie dipinte che si +rattrappivano in una stretta d'angoscia. + +Poi si scuoteva, indovinando d'essere troppo cattivo, e la carezzava +leggermente perchè non si rotolasse più sul tappeto come avesse +mangiato funghi velenosi. + +--Io, vedi,--le disse un giorno,--non sono fatto per essere +adorato.... Quando mi dici che mi adori, mi sembra di diventar +d'avorio giallo, come un piccolo idolo, con la pancia solcata di +grinze. Ne ho visto uno, non so più dove.... + +E Armanda, per non morire, per non diventare pazza, dovette lasciarlo +libero, non dargli più appuntamenti, rinunziare alla terribile gioia +di possederlo. + +Egli mandò dal petto un grande «Auf»; e quello fu il suo primo amore. + +Altri avvenimenti lo distrassero subito. + +Lo zio Francesco era morto, lasciando, per bontà estrema, duecentomila +lire al conte Fabiano, e il conte Fabiano aveva fatto una corsa in +Italia, solo, da una settimana all'altra, per raccogliere l'eredità. + +Gli giungeva in buon punto a rinsaldar la baracca, la quale tentennava +pei venti che soffiavano da tutte le parti. + +Egli aveva ormai quarantacinque anni, era un po' curvo, con la barba e +i capelli interamente bianchi; ma i suoi occhi scuri splendevano d'un +fuoco singolare e intenso. + +Aveva mutato abitudini da qualche tempo; e con le abitudini il +carattere. + +Era diventato sospettoso e misantropo; non sorrideva più col suo fine +sorriso canzonatore; si guardava intorno come fosse stato tra nemici; +ogni giorno si lagnava di qualche malvagio tratto dei suoi compagni, +di qualche prova d'ingratitudine, di qualche mancanza di cortesia, che +gli venivano da quelli che più aveva careggiato. + +Gli piaceva, a lui che della socievolezza era stato maestro e del +rumore aveva fatto la sua vita, e sangue delle emozioni e del rischio, +gli piaceva non veder troppa gente intorno; qualche volta non voleva +veder nessuno; e i domestici ricevevano ordine di dire ch'era assente. +Non si poteva più rubare; il maggiordomo se n'era indignato e aveva +preso congedo, perchè sua signoria rifaceva i conti con una +meticolosità che rasentava la grettezza, e con la persuasione +preventiva che lo avevano svaligiato e andavano svaligiandolo. + +Toccava a Bruno e al Salapolli, ambedue silenziosamente inquieti, +aggiustar le cose, riparar le ingiustizie che il conte Fabiano +commetteva, sanar le offese che faceva, spiegare le sue scortesie +involontarie. + +Del figlio non chiedeva novelle per lungo tempo; e poi, lì per lì, se +ne ricordava, lo voleva con sè, lo stringeva fra le braccia, ne +carezzava febbrilmente il capo, lo faceva chiamar di notte, perchè +Fabiano soffriva d'implacabile insonnia. + +Bruno era la sua speranza, diceva, l'ultima radice della sua vita; +sapeva d'esserne amato, e il giovinetto lo avrebbe difeso, contro +tutto e contro tutti. + +--Dimmi, dimmi,--susurrava, tenendolo contro il petto e +accarezzandolo,--dimmi che cosa farai. Sarai grande? Porterai alto il +nome dei Traldi?... Salapolli mi ha annunziato che sarai scrittore, +poeta, che certo la gloria coronerà il tuo capo. + +E appuntandogli l'indice nel mezzo della fronte, chiedeva sottovoce, +come avesse temuto che lo ascoltassero: + +--Hai molto ingegno qui? molto, molto ingegno, qui? + +Bruno doveva dire che sì, sarebbe stato celebre; che sì, aveva molto, +molto ingegno. + +Non era più ironico, non era più beffardo; era sgomento e trepido: +guardava suo padre con occhio dubbioso, e sedeva ai suoi piedi per +ore, cercando distrarlo e badando a dargli sempre ragione. + +Avrebbe versato tutto il suo sangue perchè egli fosse tornato quale +era, giuocatore, amante del gaudio, divoratore di patrimonii, lepido, +forte, noncurante. + +Sentiva d'amarlo con le più delicate fibre del cuore, d'essergli +legato per mille affinità che gli si eran chiarite col tempo innanzi +agli occhi. + +Gli serbava gratitudine per quella medesima esistenza disordinata che +aveva fatto di lui, Bruno, un uomo, quando gli altri eran fanciulli, +che gli aveva dato la precocità dell'intuizione, la mobilità +dell'intelligenza, la forza libera e superba della solitudine, tutte +le energie che gli dormivano ancora inoperose nel cuore, e che gli +avrebbero permesso di sforzar gli ostacoli. + +--Per vederlo ridere,--egli esclamò un giorno col Salapolli, in un +impeto d'angoscia,--per vederlo ridere come una volta, io mi lascerei +accecare! + +E accarezzava la testa bianca di suo padre, con una tenera carezza, +studiandone l'occhio, sperando ad ogni istante di vederlo sorridere. + +Ma era ogni cosa vana, e il giovanetto andava mormorando col +Salapolli: + +--Io non capisco!... Io non capisco!... + +Capiva e sapeva. + +Alcuni medici, introdotti abilmente dal Salapolli presso il conte, +avevano detto ch'era ammalato; o meglio, che andava ammalandosi. Uno +aveva espresso la diagnosi, chiara e cruda: mania di persecuzione. Un +altro aveva avvertito il Salapolli che ben presto il conte sarebbe +diventato pericoloso e occorreva sorvegliarlo; in ogni caso non era +prudente lasciarlo la notte col figlio. + +L'appartamento di via Glück, così gaio e festoso per lo passato, così +ben frequentato da uomini di grido e da donne incantevoli, era stato +abbandonato da tutti; Bruno aveva fatto vendere i cavalli da sella e +la pariglia. + +Studiava. Non appena il padre lo lasciava libero, correva in +biblioteca; spesso leggeva, accanto al padre o seduto ai piedi di lui, +nella sua posa abituale. + +Il conte Fabiano gli aveva dato la direzione della casa, le chiavi, i +valori, che ammontavano in quel tempo, compresa l'eredità dello zio +Francesco, a circa duecentocinquantamila lire ben collocate in titoli +sicuri. + +Poi inaspettatamente suo padre gli aveva ritolto ogni autorità, aveva +ricomperato i cavalli, pagandoli prezzi incredibili, e faceva spese +insensate. + +Il professore Salapolli, con discrezione ma con insistenza, pregava +Bruno d'impedire quello sperpero, o un giorno si sarebbe trovato sul +lastrico. + +--Perchè pagare cento ciò che vale uno?--diceva.--Son cose che +strappano lagrime ai sassi! + +Egli vedeva colar l'oro e sfuggir di tra le dita del conte Fabiano, e +ne sentiva una malinconia invincibile, non per l'oro, ma per le belle +cose che si sarebbero potute comperare. + +Bruno alzava le spalle. + +--Lasciatelo divertire!--diceva. + +E attirati dall'odor di cuccagna, i parassiti più impudenti eran +calati sulla casa e avevano sostituito la società fine e arguta che la +frequentava in altri tempi. + +Il parrucchiere del conte che veniva tutte le mattine a pettinarlo, +gli aveva portato via egli solo diecimila lire, col pretesto di +collocarle in azioni d'una Compagnia mineraria; un tipo sinistro, +sbilenco e tossicolante, che si chiamava Bongrive ed era disceso non +si sapeva donde, s'era fatto prestar cinquemila lire per tentare +un'esperienza scientifica, ch'egli stesso non poteva definire. + +Tutti bevevano e mangiavano a ufo, e qualche volta comperavan roba +presso i fornitori del conte, onde ad ogni poco bisognava pagar lunghe +note di oggetti che non eran mai entrati in casa ed erano andati ad +abbellir la casa degli altri. + +Bruno si teneva in disparte, cercando di non dar di gomito a quella +geldra famelica; ma per giungere a suo padre, doveva pure sorridere al +signor Bongrive e al parrucchiere, che gli stavano di continuo alle +costole. + +E un giorno il conte Fabiano scacciò tutti, accorgendosi di punto in +bianco della devastazione che la gentaglia aveva fatto in casa sua, e +ne tenne Bruno responsabile, perchè non lo aveva avvertito in tempo. + +Entrò in furore, contro il figlio, contro il Salapolli, contro i +domestici, minacciando rovine e vendette; aveva l'occhio fosco, +fremeva, fiutava in aria, s'aggirava per le stanze come una belva. + +Bruno dovette rassegnarsi con le lacrime agli occhi a chiamar due +infermieri; il Salapolli scrisse in tutta fretta alla contessa, +avvertendola di quanto avveniva. La contessa rispose che partiva +all'istante per Parigi e consigliava nel frattempo di far chiudere il +conte in una casa di salute. + +Il professore Salapolli temette di diventar pazzo a sua volta, quando +vide trasportar fuori il conte Fabiano, con l'occhio vitreo e un +ringhio continuo tra le labbra contratte. Era serrato ai polsi e +intorno alle spalle e al busto da larghe cinghie formidabili; e Bruno +gli si avvinghiava al collo, baciandolo, carezzandolo, chiamandolo coi +più dolci nomi trovati nei ricordi della sua infanzia. + +Non voleva che glielo togliessero; il suo passato intero se ne andava +con lui, le commedie con le marionette, il Re moro, le battaglie coi +soldatini, la bandierina con l'asinello che recalcitrava. Sentiva che +malgrado tutto, il papà era stato il grande compagno della sua vita, +colui che gli voleva bene anche quando correva dietro alle carte e +alle donne.... + +Non voleva che glielo portassero via, e s'avvinghiava alle balze che +imprigionavano suo padre, e si lasciava trascinare a terra, dietro di +lui. + +Clara Dolores sopravvenne in quel punto. + +S'incontrarono così, in anticamera, il conte che partiva per la casa +dei pazzi, la contessa che giungeva da Vienna, leggiadra e +impellicciata. + +Ella afferrò Bruno e lo trasse lungi, aiutata dal Salapolli. + +Bruno crollò al suolo pesantemente, e vi rimase, non seppe mai quanto +tempo; poi udendo una voce nota che lo confortava, cercò intorno +smarrito, sollevò lo sguardo, lo fissò freddo e nemico sui capelli di +sua madre: fatto più pallido, pareva che il volto gli si fosse +rimpicciolito nello spasimo. + +--Ah!--disse con voce rauca.--Sei diventata bionda?... + + + + +XVII. + + +La signora Nicoletta Barbano era uscita con la carrozza chiusa a due +cavalli, per portar le carte da visita a due vecchie dame alle quali +era stata presentata la sera innanzi durante un ballo. + +Le due dame abitavano ai due capi opposti di Milano; e sul ritorno, il +cielo già freddo e grigio aveva lasciato sfuggir qualche fiocco di +neve; poi piano piano i fiocchi s'erano fatti più spessi, turbinavano, +giuocavano, danzavano col vento, scendevano a terra e vi si +attaccavano. + +Era la nevicata prossima, copiosa, che mandava avanti i primi +annunziatori, e in breve avrebbe coperta Milano intera d'un morbido +mantello. + +Nonostante il berretto e la pelliccia d'ermellino, Nicoletta si sentì +penetrar dal freddo, un freddo strano che pareva lambirle l'anima più +che le carni; e quantunque fosse a pochi metri da casa, tirò il +cordone non appena arrivò davanti la soglia d'un caffè elegante, e +fece fermare. + +Era un piccolo capriccio. Nella sua casa, bella, tepida, raccolta, +avrebbe trovato tutto ciò che le fosse piaciuto; ma presa dalla voglia +di bere un tè, s'era arrestata subito. + +Scese di cassetta lo staffiere, aprì lo sportello, e la signora balzò +dalla vettura nella prima sala. + +A quell'ora, le tre del pomeriggio, non c'era nessuno. S'udiva venir, +da una sala nel fondo, lo strepito dei dadi agitati in un pirgo +d'argento e buttati sopra il tavolino di marmo. Qualcuno giuocava. + +Nicoletta si fece servire il tè, e ricoveratasi in un angolo, tutta +chiusa nella pelliccia, si rallegrò egoisticamente del piacere +infantile che si largiva. Le pareva gran cosa d'essere entrata sola in +un caffè, sebbene la carrozza l'aspettasse fuori, e di rimanervi pochi +minuti. Non l'aveva mai fatto, non gliene era mai venuto il pensiero. + +Quel giorno era stata fermata per via dall'innocente ghiribizzo, e +aveva obbedito come a un ordine. Centellava il tè, e con la sinistra +andava sfogliando i giornali illustrati che un cameriere le aveva +posto vicino, sopra una sedia. + +D'ora in ora dava un'occhiata alla via deserta, già tutta bianca. +Sotto la nevicata silenziosa i due roani stavano immobili a testa +alta. Si vedevano qua e là pei negozii accendersi le lampade: e +ombrelli passar frettolosi in lontananza, punteggiati di fiocchi +candidi. + +D'un tratto Nicoletta sussultò; sentì un fremito che la percorse +tutta, da capo a piedi. + +Aveva udito una voce. + +Impallidì; non osò voltarsi; forse era un'allucinazione. + +Aspettò che la voce ripetesse. + +--Nicla! + +La donna si volse e balzò in piedi. + +--Tu!--disse con voce ansante.--Brunello! + +Le stava innanzi un giovane, chiuso fino al collo da una pelliccia +nera, asciutto e pallido; una lieve pelurie appariva sul suo labbro +superiore; dentro gli occhi grandi la luce era viva ma irrequieta. + +--Nicla!--ripetè.--Mi riconosci? Ti ricordi ancora? + +--Vieni!--ella disse con la stessa voce ansante. + +Gettò sulla tavola alcune monete d'argento, e quasi trascinando Bruno, +uscì, salì nella carrozza; e durante il brevissimo tragitto dal caffè +a casa, prese le mani del giovane, dicendogli: + +--Brunello, bambino caro, amore mio!... + +Egli chiuse gli occhi sorridendo, per assaporar quelle parole dette +con quella voce, per tornar d'un colpo indietro di dodici anni e +ritrovar la propria anima d'allora e l'anima di Nicla, per riprender +la vita dal punto in cui era stata interrotta, sulla riva del lago, +dall'uomo con la barba rossa mal rasata e i capelli radi chiazzati di +bianco. + +Ma non appena furono in casa ed ebbero gettate, passando +nell'anticamera, le pellicce al domestico, Nicla si ravvide; squadrò +Bruno e gli disse, uscendo dal breve sogno: + +--No, non è possibile! Non devo darti del tu. Non sei più un bambino! + +--Lo credo,--rispose Bruno con un sorriso.--Ho vent'anni! + +Si guardò intorno: erano in un piccolo salotto, addobbato con una +stoffa a liste verticali argentee sul bigio; la luce falsa della +nevicata dava un chiarore albale ai mobili di stoffa bigia a liste +argentee. + +--Dimmi,--seguitò Nicla ansiosa.--Quando sei arrivato? + +--Da due giorni,--rispose Bruno. + +Egli stava seduto di fronte a lei e si tenevano ancora per mano. + +--Col tuo papà?--riprese Nicla. + +Un velo di dolore calò sul volto del giovane. + +Nicla esitò: aveva toccato una ferita. + +--Mio Dio,--interrogò a bassa voce.--Non c'è più? + +--C'è,--disse Bruno sordamente.--Ma sta male: da quattro anni in una +casa di salute. + +--In una casa di salute!--ripetè Nicla, presa da un formicolìo di +raccapriccio. + +--Non me ne parlare!--mormorò Bruno, stanco. + +Ella si alzò ad accarezzargli i capelli folti e ondulati. + +--Ti chiedo perdono!--susurrò dolcemente.--Egli è stato sempre buono +con me; mi ha dato pel primo tue notizie, quando sei partito.... + +Bruno le fermò la mano e vi posò un attimo le labbra. + +--Allora con la mamma?--riprese Nicla. + +--Sì,--disse Bruno.--Veniamo da Roma; siamo stati a Roma quattro +anni.... + +E mutando voce, gaiamente soggiunse: + +--Ora tocca a me interrogare. Dov'è tuo marito? Sei felice? Quando mi +presenterai al signor Barbano? Che cosa hai fatto in questi lunghi +anni?... + +Si guardò in giro, a terra, come vedesse piccole cose o piccoli esseri +corrergli incontro: + +--E i tuoi bambini dove sono? + +Nicla aveva ripreso il suo posto, e non distaccava gli occhi dal volto +del giovane; lo riconosceva, lo ritrovava a poco a poco, con un +segreto palpito di gioia. + +Era quel caro volto, un po' smagrito, dalle linee decise, con la piega +sdegnosa all'angolo destro della bocca, era quello sguardo dritto +negli occhi scuri, era quella voce, fatta più maschia, ma uguale, +senza soni falsi, che le portavano innanzi lutto il suo bel passato +radioso di fanciulla. + +--Aspetta, aspetta,--disse ridendo.--Mio marito non tornerà che per il +pranzo; è tutto il giorno nel suo stabilimento e spesso non lo vedo +nemmeno a colazione. Lavora troppo, e ne sono inquieta. Bambini? +neppure uno, piccolo, piccolo così.... + +Il suo sorriso si fece incerto, scomparve un istante dalle labbra. + +--Non ho bambini. Sì, sono felice: oggi più che mai. Mio marito è +l'uomo leale, degno, delicato, che può far felice con la sua bontà la +donna più difficile. È impossibile non volergli bene; anche tu gli +vorrai bene subito.... Che cosa ho fatto in questi lunghi anni? + +S'interrogò brevemente, gettò uno sguardo ai dodici anni trascorsi, +poi constatò, come sorpresa: + +--Nulla! Non ho fatto nulla! Ho vissuto: sono invecchiata!... + +E sorrideva con la bocca fresca e rosea, come ai giorni lontani. + +Bruno l'aveva ascoltata, scrutandola attento. Si alzò, si mise a +passeggiare. + +--Dunque esisti, esisti davvero?--egli disse fermandosi, dritto in +piedi a guardarla ancora dall'alto in basso. + +--Tu credevi che io fossi sfumata nell'aria?--rispose Nicla, +alzandogli in volto gli occhi limpidi. + +--Sì, io credevo che tu fossi sfumata!--ripetè Bruno senza +sorridere.--Quante, quante volte mi son chiesto in questi ultimi tempi +se tu esistevi, o se non eri piuttosto una creazione della mia +infanzia fantastica! Ti ricordavo così bella, così dolce, così diversa +dalle altre, che avevo paura di rivederti.... Avevo paura di ritrovare +una donna placidamente volgare (mi perdoni?), priva di tutte le +bellezze d'anima e di persona che la mia imaginazione di fanciullo ti +aveva donato.... E invece esisti.... + +S'interruppe come per assaporar con gli occhi la svelta figura che gli +stava innanzi: e Nicla senza civetteria e senza ritrosia si lasciava +guardare per rievocare il sogno di lui. + +Era veramente, veramente Nicla, dai capelli bruni, dagli occhi scuri +intorno ai quali s'era adunata una lievissima ombra di stanchezza che +ne aumentava la luce; e il busto forte e agile balzava su dalla curva +dei fianchi con tutto lo slancio giovanile dei più freschi anni; +pareva fosse rimasta intatta, salvo la piccola ombra intorno agli +occhi profondi. E la bocca rosea, finemente disegnata, era essa sola +una giovinezza serena, diceva essa sola la purità tranquilla +dell'anima. + +--Come mi fa bene,--esclamò Bruno, accarezzando d'un tratto la testa +della giovane con mano lieve e fraterna,--come mi fa bene rivederti +così bella!... Sei ancora la mia Nicla.... + +Ella rispose, abbandonandosi a quella carezza: + +--Sì, sono ancora la tua Nicla! Non mi avevi detto d'aspettarti, che +saresti tornato? + +--Ti ricordi!--disse Bruno.--È sempre vivo il mio vetturale, Vico +Malerba...? + +--È vivo e allegro, e lavora!.. + +Tacquero un istante; poi Bruno riprese, allontanandosi: + +--Perchè tu devi farmi dimenticare. Ho visto troppe cose.... + +Si fermò passandosi una mano sugli occhi. + +--Tu devi strappar dalla mia vita alcune pagine d'orrore. Potrò +sedermi ancora ai tuoi piedi, a cuccia, ascoltarti.... E ti dirò io +l'antica poesia nostra.... Io la so; e non l'ho mai detta a nessuno, +l'ho portata nel cuore per tutti questi anni, insieme al desiderio e +al timore di rivederti.... + +Nicla ascoltava immobile, avvolta ella pure nell'illusione, con un +sorriso piccolo sulle labbra, che diceva un piacere infinito. + +Parevano essersi staccati, ella e lui, dal mondo, avere obliato il +mondo, come se la neve che cadeva ininterrotta in un silenzio mortale +avesse drizzato intorno a loro un palazzo candido, un grandioso +palazzo di sogni, entro il quale occhio umano non poteva penetrare. + +E il palazzo si sfasciò d'un tratto, crudelmente. + +Era comparso sulla soglia un domestico. E annunziò: + +--La signora è chiamata al telefono + +--Chi è?--chiese Nicla, scuotendosi. + +--Il signore. + +--Aspettami!--disse Nicla a Bruno. + +Bruno aspettò con la fronte appoggiata ai cristalli d'una finestra, +pensoso, come quando, piccino, soffiava sui vetri e disegnava pupazzi +col dito nel velo del fiato. + +Nicla tornò. + +--È mio marito,--disse,--che mi avverte che verrà a pranzo più tardi +del solito. + +Bruno la guardò e non rispose. + +--Ascoltami,--ella soggiunse.--Bisognerà che io ti presenti. Vuoi +questa sera stessa? + +--No,--disse Bruno.--Domani. Mi aspettano a casa. Quando ti ho +incontrata, ero con Salapolli; non mi ha più visto, e avrà creduto che +io sia scomparso nella neve.... + +--Rapito!--corresse Nicla.--E Salapolli è sempre con te? + +--Sì, povero vecchio! Mi vuol bene, e vuole anche molto bene al mio +papà.... + +--È un brav'uomo; l'ultima volta mi ha scritto pel tuo duello, +pregandomi di lodarti e d'incoraggiarti. Io gli ho risposto, +facendogli comprendere ch'era un insensato. + +E rise. + +--Ah il briccone!--esclamò Bruno.--Non mi ha mai detto nulla! + +--Ascoltami,--riprese Nicla.--Non potremo darci del tu.... + +--Lo so,--disse Bruno. + +--Non potrai sederti ai miei piedi.... + +--Lo so,--ripetè Bruno. + +--Nemmeno quando saremo soli,--aggiunse Nicla, esitando un poco. + +E sentendosi arrossire, volse il capo perchè Bruno non vedesse. + +--Nemmeno?--egli pregò con voce supplichevole. + +--No. Non è possibile!--confermò Nicla. + +--Abbiamo sognato!--disse Bruno dolente. + +Nicla gli sorrise e gli prese le mani. + +--T'inganni,--rispose.--Io sarò sempre la tua Nicla; io ti ho +aspettato sempre. Ma lo saprai tu solo.... + +E con voce tremante soggiunse: + +--Lascia che ti chiami ancora Brunello, per l'ultima volta, amore mio, +bambino caro.... + +Poi, d'un tratto, come trascinata da una follia, afferrò la testa di +Bruno e l'avvicinò alle labbra: + +--I tuoi occhi hanno visto troppe cose d'orrore,--disse.--Io ti farò +dimenticare! + +E lo baciò sulla fronte e sugli occhi; egli ebbe un brivido e si fece +pallido. + +--Ti ricordi,--riprese Nicla, tenendolo ancora per mano,--ciò che mi +disse un giorno tuo padre?... Eravamo nel bosco; egli venne a +ringraziarmi perchè stavo sempre con te. E mi disse: «Lei potrà fargli +molto bene, signorina!». + +--Sì, sì, mi ricordo!--esclamò Bruno.--Tu mi recitavi la poesia.... + +--E io ti farò molto bene!--promise Nicla.--Ora va; aspetto visite. +Non voglio che tu ti confonda con gli altri; non voglio distruggere +quest'ora con discorsi insignificanti. + +Sulla soglia, Bruno si volse, si chinò a baciar le mani di Nicla, una +dopo l'altra, ardentemente. + +--Sei mia!--disse. + +Ella col capo gli fece un cenno di promessa, sorridendo. + + + +XVIII. + +Dopo averlo aspettato per quasi un'ora, il professore Salapolli si +decise ad andarsene dal caffè e ad aspettare Bruno a casa. + +Gli anni non eran riusciti a curvar la sua adusta, alta figura; ma +aveva perduto fin l'ultimo capello, e in compenso s'era lasciato +crescere la barba, una barba lunga e sottile, di cui prendeva in bocca +e masticava la punta allorchè meditava sopra un'edizione aldina o +sopra qualche gran caso della vita. + +Per quella figura e per quella barba e per la saviezza facile con cui +aveva condotto sempre la sua esistenza, Bruno lo chiamava qualche +volta Pantalone. + +Aveva trascinato seco, partendo da Parigi, la biblioteca raccolta coi +più duri sacrifici; e da Parigi a Roma, e da Roma a Milano non l'aveva +mai abbandonata. + +Egli contava di lasciarla morendo al suo alunno, ormai diventato un +maestro che ne sapeva più di lui. + +Non aveva nella casa alcun ufficio speciale; faceva da bibliotecario +pei libri suoi e pei libri di Bruno, e serviva a questi da segretario, +quando Bruno non aveva voglia di sbrigare la sua corrispondenza con i +conoscenti di Parigi, di Bruxelles, di Vienna, di Roma. + +Conoscenti, diceva Bruno, calcando sulla parola; perchè amici, veri +amici ai quali potesse confidarsi, non ne aveva e forse non voleva +averne. Il solo amico era il Salapolli, il quale era stato testimonio +di quasi tutta la sua vita; gli dava del tu; e il Salapolli da anni lo +chiamava conte e nulla aveva potuto ridurlo a trattarlo più +familiarmente. + +La devozione per il conte Fabiano, l'affetto e l'ammirazione per +Brunello, i ricordi felici e tragici d'un passato che apparteneva +insieme a lui e a quei due signori, gli imponevano di trattare il +bambino di ieri con tenera fiducia, ma con forma rispettosa. Talora si +lasciava scappare, parlando con Brunello, anche qualche «Signoria» che +faceva ridere il giovane. + +Messosi dalla finestra a guardar nella strada, il Salapolli vide +tornar Bruno in una carrozza padronale, tratta da una pariglia di +roani tarchiati. + +Aveva già comperato i cavalli? Aveva già trovato amici? + +Non disse nulla, ma andando incontro a Bruno, nel vestibolo, non potè +non notare un'espressione di gioia nervosa, di soddisfazione mal +contenuta ch'era in ogni gesto di lui e che gli faceva rilucere +stranamente lo sguardo. + +--Ah, ah, Pantalone!--esclamò il giovane ridendo.--Mi avrai aspettato +per un bel po', non è vero?... Che vuoi? Sono stato rapito, in un +turbine di neve, da una fata bianca! + +--È arrivata molta posta per lei!--annunziò il Salapolli, il quale non +aveva capito niente. + +--Andiamo in biblioteca, e così vedremo!--rispose Bruno. + +Consegnò il cappello e la pelliccia al domestico, e precedette il +Salapolli nella biblioteca, a pian terreno. + +E camminandogli innanzi, seguitò + +--Che vuoi, Pantalone mio? I bei ragazzi trovano le fate all'angolo +della strada. + +Poi, non appena fu nella biblioteca, fece tre o quattro salti, tre o +quattro piroette, sotto il naso del Salapolli trasecolato. + +--Ah com'è bella!--esclamò.--Com'è bella, giovane, pura! Com'è ancora +lei! Ed è mia, mia, tutta mia!... Ha ancora diciotto anni!... Io sono +ancora un bambino.... Non sognavo, quando la vedevo così, unica al +mondo, col cuore preso, invaso dal suo ricordo!... Mi ha sempre +aspettato, ha sempre fidato nel mio ritorno.... + +Fece ancora una piroetta con tale velocità, che il Salapolli si trasse +indietro per non esserne rovesciato. + +--Ma, signor conte!--disse, strabiliando. + +--E tu sei una bestia, vedi?--riprese Bruno, fermandosi di contro al +Salapolli e appuntandogli l'indice sotto il naso.--Le hai scritto che +mi sono battuto, e le hai detto d'incoraggiarmi!... Dio degli Dei, che +bestie sono questi bibliomani...! + +--La signora Nicoletta!--esclamò il Salapolli.--Ha ritrovato la +signora Nicoletta!... + +--Nicla, Nicla, Nicla!--esclamò Bruno.--La mia Nicla! + +E il suo grido risonò tra i vecchi libri come il nitrito fremente d'un +puledro. + +Soggiunse: + +--Era la fata bianca, veramente. Aveva pelliccia d'ermellino, un +berretto d'ermellino, era tutta bianca, come fosse nata nella neve. E +mi ha portato via nella sua carrozza, e mi ha baciato sulla fronte e +sugli occhi. Caro Salapolli, io oggi sono felice! + +S'arrestò, il suo pensiero corse lontano, rapidamente. + +--Felice quanto mi è possibile essere!...--soggiunse in tono più +basso. + +Il Salapolli rimaneva a guardarlo, con le mani in mano, confuso e +meditabondo; poi disse: + +--Mi pare un grosso imbroglio!... + +--Che cosa? Che cosa ti pare un grosso imbroglio?--domandò Bruno +ridendo. + +--Questo incontro con la signora. Quanti anni ha....? + +--Aspetta. Io ne ho venti.... Dunque lei deve averne circa trenta.... + +--Fiore di donna!--definì il Salapolli. + +--Fiore di donna, fiore di bellezza, fiore di virtù, fiore di bontà, +fiore di tutto!... + +--E la signora l'ha baciato sugli occhi! + +--Naturalmente. Anch'io l'ho baciata. Non è mia sorella? Non è stata +sempre mia sorella? + +--Ah!--fece il Salapolli, negligentemente. + +--Già, tu, vecchia cartapecora, non capisci nulla di queste cose! + +--È arrivata molta posta per lei!--ripetè il Salapolli. + +--Vediamo. + +Sedettero a una lunga tavola, nera come le scansie che chiudevano i +libri. La tavola occupava il mezzo della sala, in cui pioveva la luce +da due grandi finestre e da una tettoia di vetro. + +Con un sottil tagliacarte che somigliava a un pugnale, Bruno tagliava +rapidamente un lato delle buste, apriva, leggeva, guardando innanzi +tutto la firma. + +--Oh!--disse a un tratto.--Armanda! È Armanda che mi scrive. + +--Armanda Jeoffroy,--ripetè il Salapolli.--Credo che volesse molto +bene al signor conte.... + +--Sì, poveretta, ed io era molto cattivo con lei.... + +Lesse attentamente, poi tornò a leggere; infine disse al Salapolli: + +--Bisogna mandarle cinquecento lire. + +--La signorina chiede cinquecento lire? + +--No, non chiede nulla. Ma ha bisogno. Figurati che Etienne, +l'ufficiale d'artiglieria col quale viveva, si è bruciato le cervella; +e la ragazza è sul lastrico.... + +--Basteranno cento lire,--osservò il Salapolli. + +--No. Bisogna mandargliene cinquecento!--ordinò Bruno.--Perchè queste +miserie con una donna? + +--Ma caro conte....--insistette il Salapolli. + +--Eh, lo so!--interruppe Bruno con un sorriso.--Se tutti i suoi amanti +le mandassero cento lire, diventerebbe milionaria!... Ma nessuno le +manderà nulla. E in ogni modo ciò non mi riguarda. + +--Io non volevo dire niente di tutto questo,--fece il Salapolli +ostinato.--Volevo dire che bisogna andar piano coi biglietti da +cinquecento lire. La signora contessa.... + +--Sì, la signora contessa spende molto, getta i denari dalla finestra, +se li fa mangiar da tutti.... Me lo hai fatto comprendere mille volte, +caro Pantalone.... Ma oggi, proprio oggi che sono felice e ho +ritrovato la mia Nicla, proprio oggi vuoi ch'io lesini con una donna +che mi ha amato? Non hai vergogna, vecchio esoso?... Dunque, +cinquecento lire a Armanda, e subito! + +Il Salapolli scosse il capo, disapprovando. + +--Sua Signoria sarà servita! + +Bruno si mise a ridere; fissò il vecchio, che masticava la punta della +barba; e seguitò: + +--Ti ricordi che cosa diceva il povero papà? «Quando non ce ne sono +più, ce ne sono ancora!». Ebbene, io son dell'opinione del papà!... + +Il Salapolli continuava a scuotere il capo. + +--Insomma, tu mi annoi!--dichiarò Bruno.--Tu vivi da anni in un grande +errore!... + +--Io?--esclamò il Salapolli. + +--Tu sei sempre vissuto nell'errore di credere che io abbia mai +contato e che conti sopra il mio patrimonio. È qui dove si vede che tu +sei uno sciocco. Neppure un centesimo di quel danaro si troverà fra +qualche anno, ne sono sicuro; sarà tutto sperperato; ha cominciato il +papà; finirà la mamma. E a me non ne importa nulla! + +Il Salapolli lanciò un'occhiata interrogativa al suo giovane amico. + +--Nulla!--ripetè questi. + +Stese la mano destra sulla tavola, ne mostrò il palmo al vecchio. + +--Vedi?--seguitò.--Qui dentro c'è tutto! Volontà, energia, forza, +potenza di miracoli; e ci sarà un giorno anche il danaro, e ci sarà un +giorno anche la gloria; tutto è chiuso qui dentro! Non sono uomo che +viva del patrimonio comodo. Ho piacere, anzi, che al momento in cui +balzerò nella vita per combattere, quel danaro sia sfumato; altrimenti +direbbero che la mia vittoria è stata troppo facile, perchè non ho +patito la fame e il freddo. + +Guardò ancora la mano, e ripetè: + +--Tutto è qui dentro, chiuso! + +Ma alzando lo sguardo, vide che gli occhi del Salapolli s'erano +inumiditi per una commossa ammirazione. + +--Se piangi,--gli disse ridendo,--ti getto tutte le buste sulla +faccia!... + +--Vuole,--mormorò il Salapolli,--che alla signorina Armanda spediamo +mille lire?... + +Bruno diede in una risata. + +--No,--disse,--non esageriamo. Tanto più che di danaro Armanda me ne +chiederà presto dell'altro! + +Salapolli voleva domandargli qualche nuova d'un libro che Bruno aveva +pensato di scrivere; meglio che un romanzo, un breve poema in prosa, +agile e lieto, del quale gli aveva parlato sovente a Roma: e doveva +intitolarsi «Gli anelli del Serpente». + +Ma Bruno stava leggendo la sua corrispondenza; o, a dir vero, con gli +occhi fissi sulla prima pagina d'una lettera, galoppava col pensiero +per campi sterminati e vaghi; e il Salapolli seguiva in silenzio le +fantasie del suo alunno, che non lo vedeva e forse non lo sapeva +nemmeno presente. + +Alzatosi di scatto, il giovane cominciò a passeggiar per la biblioteca +intorno alla tavola rettangolare, a capo basso, con le mani nelle +tasche dei calzoni. + +Poi subitamente proruppe: + +--Com'è bella! Com'è ancora lei, fresca, giovane, pura!... + +--Ho capito!--pensò il Salapolli.--Si tratta della sorella! + +E borbottò tra i denti: + +--Povero signor Barbano! + + + + +XIX. + + +Nicla voleva annunziare quella sera medesima a suo marito l'incontro +con Brunello; ma esitava. + +Gigi Barbano era rientrato stanco; dopo avere sbrigato una copiosa e +intricata corrispondenza, aveva dovuto sul tardi ricevere il +viaggiatore che tornava da un lungo giro all'estero, ne aveva +ascoltato il resoconto, ne aveva verificato gli acquisti, aveva dovuto +posticipar l'ora del pranzo, ciò che gli dispiaceva sempre. + +Ma Nicla, pur vedendo che il marito non era allegro come di solito, +comprese che bisognava parlargli, o il suo silenzio sarebbe parso +troppo singolare. + +Dopo pranzo, mentre nel salotto di Nicla egli centellava il caffè, la +giovane gli disse: + +--Gigi.... + +--Che è, cara? + +Gigi Barbano aveva di ben poco mutato; il suo colorito rosso bruno gli +dava sempre una espressione giovanile, e a mala pena si sarebbero +scoperti nei lunghi mustacchi e nei capelli alcuni fili d'argento. Il +lavoro costante, gli esercizii fisici, e ancor più l'ordine e la +semplicità della vita, lo avevano fatto forte; e a quarantadue anni +era svelto ed alacre come a trenta. + +--Tu non indovini,--disse Nicla.--Non indovini chi ho incontrato io +oggi e condotto a casa.... + +--Ahimè,--rispose Gigi.--Ho così poca voglia d'indovinare!... Una +persona che conosco? + +--Certo: come potresti indovinare, se non la conoscessi? + +E Nicla sedette sul largo bracciuolo della poltrona in cui stava Gigi. + +--Con la quale parlo spesso?--continuò questi. + +--Con la quale non hai mai parlato, ma ho parlato io, molto!... + +Gigi sorrideva; la vicinanza di Nicoletta, che egli amava come ai +primi tempi, gli aveva ridato il buonumore e la voglia di scherzare: +passò un braccio intorno al busto della giovane, e per punzecchiarla, +rispose: + +--Con la quale hai parlato molto?... Duccio Massenti...! + +Duccio Massenti era diventato una specie di fantoccio, che l'uno e +l'altra agitavano in aria di tanto in tanto.... + +Gigi diceva qualche volta: «Tu non mi ami; tu ami il conte Duccio!». E +Nicla diceva qualche volta: «Allora andrò a trovare Duccio!». + +Ma quella sera, Nicla alzò le spalle. + +--Duccio! Duccio!... Che meschina fantasia tu hai? Non sai trovare di +meglio? + +--Meglio di Duccio mi pare impossibile!--osservò Gigi ridendo. + +--Non indovini: non ti riuscirà d'indovinare; allora ti dico io? + +--Dimmi tu! + +Nicla prese tempo: quindi annunziò: + +--Brunello!... + +--Che?--esclamò Gigi con uno scatto.--Brunello? Hai ritrovato +Brunello? + +--Ma sì, ma sì, ma sì!--disse Nicla gioiosa. + +E in brevi parole raccontò al marito il ghiribizzo di prendere il tè, +sola, e l'incontro e la visita del giovane. + +--È cascato dalle nuvole!--osservò Gigi.--Chi pensava a Brunello?... E +come è? + +--Sempre il medesimo,--disse Nicla ingenuamente. + +--Ah no, protesto! Gli anni saranno passati anche per lui!--ribattè +Gigi scherzando.--Non lo avrai trovato col bastimentino sotto il +braccio e le gambette nude! + +Nicla rise. + +--A me pare di sì! Mi pare d'averlo trovato ancora come quel +giorno!--disse.--E l'ho chiamato bambino. + +--Si sarà offeso? + +--No, niente. Non si offende mai, Brunello, quando gli parlo io. Ed +egli mi chiama ancora Nicla.... + +--E ti dà ancora del tu?--disse Gigi. + +Il viso di Nicla si fece di bragia; ella abbassò gli occhi, quasi +colta in fallo, e disse: + +--Sì. + +Gigi Barbano stette silenzioso un poco; quindi domandò: + +--Quanti anni ha? + +--Venti!--dichiarò Nicla + +--Come passa il tempo! come vola!--osservò Gigi.--Mi pare ieri che ti +ho dato del tu la prima volta. + +Soggiunse quasi parlando con sè stesso: + +--Credevo che sarei stato il solo.... Nicla si morse le labbra: la +stoccata arrivava dritta. + +--L'ho pregato,--disse poi,--di cambiar tono. So che mi considera una +sorella, ma non si può. + +--E verrà spesso a trovarti?--domandò Gigi. + +--Se tu lo permetti....--mormorò Nicla. + +Il marito non rispose: Nicla si sentì stringere il cuore, e scrutò il +volto dell'uomo che guardava innanzi a sè, riflettendo. + +--Ti dispiace?--ella chiese. + +Gigi volse il capo; prese l'una mano e l'altra della giovane, le tenne +strette nelle sue; poi, fissandola negli occhi, quasi avesse voluto +giungere fino all'imo della sua anima, rispose: + +--Mi fido!... + +Il seno di Nicla si sollevò con un respiro profondo. + +Ella sapeva che cosa volevan dire quelle parole; suo marito le aveva +pronunziate un'altra volta, quando un nugolo di giovani e vecchi +corteggiatori, di abili damerini e bellimbusti le si era stretto +intorno, assediandola tenacemente. Gigi non l'aveva sorvegliata; non +aveva dubitato un istante di lei; l'aveva lasciata alla sua coscienza +e alla sua rettitudine. Era libera; non doveva render conto alcuno di +ciò che faceva. Suo marito aveva una troppo alta idea di lei per +chiederle ragione della sua condotta. La guardava negli occhi, e gli +occhi rispondevano sereni e calmi. + +Nicla ebbe quel sorriso di gratitudine contenta, che Gigi comprendeva. + +--Ha chiesto d'esserti presentato, e verrà domani sera,--soggiunse la +giovane. + +--Oh, bene!--esclamò Gigi.--Domani sera conosceremo il bambino di +vent'anni.... Sia detto tra di noi: io penso che quel tuo bambino ne +abbia già fatte di tutti i colori.... + +--È molto infelice!--ribattè Nicla. + +--Lo credo; ma se è figlio di suo padre.... + +Il volto di Nicla si contrasse. + +--Suo padre è chiuso in uno stabilimento di pazzi!--disse con voce +sorda. + +--Veramente?--esclamò Gigi Barbano addolorato.--Mi dispiace d'essere +stato leggero e ti prego di dimenticar le mie parole. Una simile +sventura merita il più grande rispetto! + +--Ti ringrazio!--disse Nicla semplicemente. + +--Certo, certo,--riprese Gigi Barbano, quasi parlando con sè +stesso,--quel ragazzo non può essere stato felice. Noi gli apriremo la +nostra casa ed egli si riscalderà al tepore d'una vita semplice. Deve +parergli strana una vita semplice, a lui, che è stato sempre in giro +pel mondo e ha visto tante cose! Finirà con l'annoiarsi, vedrai! E io +sarò un poco impacciato, confessandogli che non ho mai avuto tempo +d'andare a Vienna e a Berlino e di conoscere bene Parigi. L'uomo di +quarantadue anni ne saprà meno del fanciullo di venti.... Verrà domani +sera, hai detto?... Lo riceveremo soli? Non gli farai trovare qualche +poco di società intorno? + +Nicla scosse il capo, sorridendo. + +--No, no,--disse.--Lo riceveremo noi soli. Credo che di gente e di +chiacchiere sia stufo.... + +--E con chi vive ora, a Milano?--seguitò Gigi. + +--Con sua madre.... + +--E sua madre?... + +Nicla non rispose: Gigi interpretò quel silenzio e capì; anche la +madre doveva esser leggera come una piuma. + +E dopo una pausa domandò: + +--È un bel giovane? + +Nicla riflettè un istante, poi si mise a ridere. + +--Come vuoi tu ch'io sappia?--rispose.--Non lo so davvero. È un +fanciullo: per me è Brunello, col bastimentino sotto il braccio. Tocca +alle altre donne giudicare. Chiamarlo bel giovane, mi sembra +un'ironia. + +Gigi trasse la donna a sè e la baciò sui capelli. + +--Cara,--disse con tenerezza.--Anche tu sei una fanciulla!... + +Ma l'indomani sera, quando Gigi Barbano vide Brunello Traldi varcar la +soglia del salotto, ne fu tutto scosso. + +Non era soltanto un bel giovane; aveva quell'indefinibile sottile +eleganza di modi e di portamento, quella misura, quella sicurezza +priva di spavalderia, quella nobiltà nel sorriso, nei tratti, nella +gentilezza medesima della persona, che vengon dalla razza. Pur vestito +di cenci, il passo o un gesto o un modo di guardare l'avrebbero +svelato per un grande signore. + +E Gigi Barbano, che sapeva la forza poichè era egli medesimo un forte, +rilevò subito negli occhi del fanciullo una luce e nella bocca una +linea che ne dicevano l'energia straordinaria, la volontà cocciuta, +formidabile. Un guerriero antico, gettatosi a nuoto nel mare, voleva +scalar la nave del nemico; e s'era abbrancato al bordo con la mano +destra; gli tagliarono la mano destra; egli l'afferrò con la mano +sinistra; e gli tagliarono la mano sinistra; egli vi si aggavignò coi +denti; e gli spaccarono la testa; e rimase, cadavere, coi denti +infitti nel legno, in una presa tremenda che nessuno riusciva a +disserrare. + +Brunello Traldi doveva aver la stessa forza di volontà cieca e dura. + +Gigi Barbano gli si fece innanzi, mentre Nicla guardava, un poco +timorosa, quel primo incontro. + +--So che tu sei un fratello per Nicoletta,--disse Gigi.--E ti accolgo +come un fratello.... + +Gli strinse la mano, poi lo attirò a sè, e lo abbracciò. + +Bruno sorrise; andò verso Nicla e le baciò la destra. + +Un istante dopo, nel salotto a righe argentee sul fondo bigio, si +sentiva che una fraternità dolce e sincera aleggiava intorno alle tre +persone. + +Gigi interrogava avidamente Brunello chiedendo della vita di Parigi, +di Vienna, di Berlino. + +--Ma hai osservato tutto!--egli notò stupito. + +--Non avevo altro da fare!--rispose Bruno. + +Gigi si fece raccontare anche il duello col piccolo conte della +Jonchère; e Bruno raccontò, e rise. + +Poi si fermò: aveva udito sè stesso ridere. + +--È strano!--disse.--Non ridevo più da dieci o dodici anni. + +Un'espressione di tenerezza sollecita si diffuse sul volto di Nicla; +le pareva che una cosa sola stonasse in quella calma ora di fiducia; +egli era obbligato a darle del voi, e il voi le strideva all'orecchio +come un suono falso. + +Quando sul tardi, Bruno si congedò, Nicla non potè trattenersi, e gli +disse: + +--Addio, bambino! Fa nanna! Gigi e Bruno sorrisero. + + + +XX. + + + +Per addobbare la casa di Milano in via Meravigli, erano stati mandati +innanzi da Roma il professore Salapolli, che doveva curare l'assetto +della biblioteca, e la governante ungherese, Maritza, che doveva +disporre i mobili. + +Ma giunti a Milano, Brunello s'era dichiarato contento del lavoro +compiuto dal suo vecchio maestro, e la contessa Clara Dolores aveva +espresso la più viva disapprovazione per il lavoro compiuto dalla +governante. + +Aveva ordinato che si tornasse daccapo, trasportando il mobilio dal +secondo piano al primo, dando tutto il primo piano a Brunello, mutando +gli oggetti da stanza a stanza; onde ancora dopo quindici giorni +dall'arrivo, dopo più d'un mese dacchè la governante aveva lavorato, +la casa dava lo spettacolo d'un disordine che somigliava a uno +sgombero interminabile. + +Clara Dolores doveva ricevere i suoi amici così, in un salotto in cui +i quadri erano appoggiati a piè del muro, invece di pender dalle +pareti, e le poltrone eran coperte di vecchie stoffe accatastate; +prendeva e offriva il tè sopra un angolo di tavolino, accoglieva +insieme un'amica e il tappezziere e lo stipettaio e il decoratore. + +Bruno sbuffava; ella rideva noncurante. + +Toccava ormai la quarantina; la sua figura era tuttavia snella ed +elastica; ma i cosmetici del Kallòtrofo e degli altri empirici le +avevan presto avvizzito il volto, e le tinture bionde le avevano +devastato la chioma, bruciandola e tagliuzzandola. Aveva una testa da +vecchia dipinta e rifatta sopra un corpo giovanile e flessuoso; e la +sola bellezza di quel viso erano gli occhi lunghi dalla fiamma +penetrante. + +Dopo alcuni giorni dall'arrivo, Bruno, salendo verso le cinque a +prendere il tè, aveva trovato in salotto un signore, la cui fisionomia +non gli parve ignota. + +Non ebbe tempo a chiedersi dove l'avesse visto, che già Clara Dolores +aveva fatto la presentazione. + +--Il mio Bruno. Il conte Duccio Massenti. + +Bruno s'inchinò e si lasciò stringere la mano. + +--Il conte è un vecchio amico di casa,--continuò Clara Dolores.--Tu +forse non lo ricordi, perchè eri piccino.... + +Bruno e il conte si guardarono di nuovo; ambedue rammentavano +benissimo, ma nessuno disse parola. + +--Un vecchio amico e un fidato consigliere,--seguitò la contessa. + +--Che cosa ti ha consigliato?--domandò Bruno in tono beffardo. + +Ma la contessa spaurita dalla domanda insolente, finse di non averla +udita, e parlò presto d'altre cose, dell'addobbo, delle noie che le +arrecavano gli operai, del tempo rigido. + +Bruno ingoiò una tazza di tè, sogguardando il conte, fattosi canuto +precocemente ma sempre mellifluo, con un sorriso dolciastro sulle +labbra. Il giovane sentiva in lui l'ipocrisia. + +S'alzò, s'inchinò e se ne andò. + +Duccio Massenti! Aveva un vecchio conto da saldare; ricordava bene +ch'egli aveva offesa Nicla in altri tempi; non sapeva come, non sapeva +perchè, ma l'aveva offesa. + +E gli venne l'idea, non appena fu da Nicla, di parlarne con lei. + +Bruno andava da Nicla tutti i giorni, a qualunque ora, spesso +trovandola sola, spesso con altre signore giovani alle quali ella lo +aveva presentato, dicendo in brevi parole ch'egli era stato il suo +fanciullo, il suo protetto; e poichè ne avevano udito parlare più +volte, le signore lo accolsero festosamente. + +Quand'erano soli, Nicla e Bruno si davano ancora del tu; l'illusione +era più forte d'ogni ragionamento; e talora Brunello sedeva ai piedi +dell'amica e posava il capo sulle sue ginocchia; ed ella lo +accarezzava lievemente. + +Egli sentiva ch'ella era sua come aveva promesso; e invece di +rallegrarsene. Bruno n'aveva quasi sgomento. Nicla s'abbandonava a +lui; s'egli avesse voluto baciarla, accarezzarla, prenderla tra le +braccia, ella avrebbe lasciato fare, nella inesperienza della sua +anima; non sapeva d'essere bella e desiderabile, o credeva che la sua +bellezza fosse così pura agli occhi di Bruno da allontanargli ogni +pensiero cattivo. + +Bruno la teneva in mano, inerte e arrendevole; ma sentiva la sua +bellezza ben diversamente da ciò ch'ella supponeva; e per non +atterrirla, si frenava, nascondendo con cura la passione che +cominciava a soffiargli nel cuore. + +Quando ella gli diceva di appoggiare il capo sulle sue ginocchia, egli +tentava di rifiutare; quando ella gli passava le mani sui capelli e +sul volto, egli tratteneva un fremito, e con garbo, sorridendo, le +allontanava. + +--Non mi vuoi più bene?--chiedeva Nicla. + +--Sì,--egli rispondeva con voce malcerta. + +--Perchè non lasci che ti accarezzi? + +--Non so. + +E si alzava di scatto e andava a posar la fronte contro i cristalli +freddi della finestra. + +Quel giorno le disse: + +--Sai chi ho trovato oggi in salotto, dalla mamma? Duccio Massenti... + +--Ah!--fece Nicla, reprimendo un moto di sorpresa. + +--È molto antipatico,--osservò Bruno.--Mi ricordo ch'egli ti ha +offesa, e non hai voluto mai dirmene la ragione. + +--Non è vero!--esclamò Nicla impaurita.--Non mi ha offesa. + +--C'è sempre stato un mistero in quel piccolo incidente della nostra +vita,--riflettè Bruno.--Io voglio venirne a capo. La mamma mi ha detto +che è un vecchio amico e consigliere fidato, e ciò mi ha fatto ridere; +temo sia stato lui a consigliar la mamma a tingersi i capelli color +d'oro. + +--Bruno!--esclamò Nicla in tono di rimprovero. + +--Non mi vuoi dire dunque ciò che c'è stato fra te e lui?--incalzò +Binino. + +--Nulla; ti assicuro che non c'è stato nulla! + +--Bada!--minacciò Bruno, alzando l'indice e sorridendo.--Bada che la +tua ostinazione mi fa pensare a molte cose brutte. Io ricordo ancora +(ahimè, io ricordo tutto!), ciò che dicevi quel giorno in barca a me e +a lui.... E oggi più che mai, avrei piacere d'ammazzarlo come un cane. + +Nicla s'alzò d'un balzo, tutta pallida, e afferrò Bruno tra le +braccia. + +--Se tu mi vuoi bene,--disse,--se tu mi vuoi bene, devi promettermi +che non farai nulla, devi prometterlo e giurarlo per ciò che hai di +più caro...! + +Ella lo stringeva sul seno, e il volto di lui era appoggiato alla +spalla della giovane, gli occhi erano fissi negli occhi. + +Bruno sentì quel brivido che lo percorreva sempre, allorchè le mani di +Nicla lo toccavano e il profumo della sua persona lo avvolgeva. + +Senza cangiar positura, con gli occhi affondati negli occhi di Nicla, +muovendo appena le labbra, disse: + +--Perchè devo promettere? + +--Per me, per la tua Nicla, per te stesso!--affermò la giovane. + +--Io prometto a una condizione,--mormorò Bruno. + +--Oh, il vile che si vende!--esclamò Nicla con un piccolo +riso.--Sentiamo. + +--A condizione che tu ti lasci baciare sulla bocca. + +Impensatamente, dissennatamente, ella gli offerse subito la bocca. + +E si baciarono, a lungo, gli occhi chiusi, con l'avidità di due anime +che si confondono, con la bramosìa con cui l'assetato beve, beve, +beve, fino all'ebbrezza mortale, fino alla follia, fino +all'annientamento, si baciarono col cuore che pulsava vertiginoso, con +la gioia di sentirsi vuotar le vene di tutto il sangue. + +Poi quando si sciolsero da quella stretta invincibile, si guardarono e +videro gli occhi soli che sfavillavano nel volto interamente bianco. + +E tacquero. + +Ciascuno era entrato nel cuore dell'altro e aveva capito. + +La prima a riprendere la parola fu Nicla; ma la sua voce era nuova, +col tremito che veniva dal terrore d'un'anima sul ciglio d'un abisso +imperscrutabile. + +--La tua casa è pronta?--chiese, per dir qualche cosa. + +--Non ancora!--rispose Bruno. + +Tacquero di nuovo. Era impossibile parlar di cose comuni. + +Avevano bisogno ambedue di raccogliersi e di meditare. + +Nicla stava aggomitolata, meglio che seduta, in un angolo del divano. + +Bruno trovò il suo sgabelletto e lo portò ai piedi di Nicla. + +La donna fece un gesto istintivo, come per respingerlo. + +--Lasciami!--supplicò Bruno. + +Sedette ai suoi piedi, posò il capo sulle sue ginocchia, e pianse in +silenzio. + +--Bruno,--disse Nicla, a un tratto, con voce grave e +pacata.--Ascoltami!... Devo dirti qualche cosa che mi costa molto; ma +tu comprenderai. + +--Ti ascolto,--rispose Bruno senza muoversi. + +Nicla si raccolse, meditò; poi con uno sforzo riprese: + +--Oggi ho capito. Tu mi ami, non come una sorella; come una donna.... + +Arrossì, tacque ancora; si fece forza nuovamente, e soggiunse: + +--Tu vorresti che io fossi la tua amante. + +Bruno scosse il capo, ma non osò negare in altro modo. + +--Ascoltami, Bruno. Io sono tua. Ma bada; tu non mi chiedi l'amore: tu +mi chiedi la vita! Io non saprei ingannare nessuno; e quand'anche +sapessi, no, mio marito, colui che ti ha accolto a braccia aperte e ti +ha chiamato fratello, io non lo ingannerei. L'indomani del giorno in +cui fossi stata tua, mi darei la morte. Hai compreso?... Se tu vuoi +ch'io muoia, chiedimi l'amore: e ti darò l'amore e la vita; ma +sopravvivere mi sarà impossibile.... Hai compreso...? + +Egli si alzò. + +--Ho compreso,--disse.--Non ti chiederò e non vorrò che il tuo affetto +di sorella. + +Nicla lentamente gli asciugò gli occhi arrossati da lagrime che +parevano avergli bruciato le palpebre. + + + +XXI. + +Il professore Salapolli con molte circonlocuzioni e con un discreto +timore, interrogò Bruno intorno al libro che intendeva scrivere. + +Gli pareva che da quando era arrivato a Milano, il giovane fosse +irrequieto. A Roma, dove aveva seguito per quattro anni i corsi +universitarii, scegliendoli tra le materie che più lo interessavano, +era attivo e pertinace nel suo studio. A Milano si distraeva, stava +quasi l'intero giorno assente, un poco per rivedere la città, molto +per vivere accanto a Nicla. E del libro non diceva più parola, quasi +l'avesse dimenticato. + +Il Salapolli passava gran parte della giornata in biblioteca e solo, +perchè al secondo piano c'era un pandemonio, un disordine, un viavai +di visite, che gli rammentavano i peggiori tempi di Vienna e di +Berlino. Come allora, la contessa non si stancava mai di ricevere; +come allora, faceva attaccare i cavalli da un istante all'altro, e +usciva. Si faceva colazione e si pranzava quando si poteva; e sempre +c'erano invitati. Il cuoco, il cocchiere, la cameriera, il portiere, +tutti si lagnavano. L'instabilità della contessa, il suo dire e +disdire, la vertiginosa attività che pretendeva, eran causa che ad +ogni poco i domestici si licenziassero, se non li licenziava ella +medesima per un nonnulla. + +Era il regno del capriccio: i fornitori portavano in casa oggetti +svariati ch'ella degnava appena d'uno sguardo e che aveva comperato in +tutta furia un'ora prima, quasi non avesse potuto viverne senza. Le +era accaduto di regalar cappelli, vesti, scarpe, calze alla cameriera, +alla manicure, alla prima donnaccola che le capitava tra i piedi, +senza aver nulla indossato, tutta roba nuova di trinca: aveva visto di +meglio; aveva pensato a un'altra foggia o a un altro colore. + +A tavola, tra gli amici e le amiche, in una società elegante, +scintillava di spirito e di grazia; era affascinante a dispetto delle +pitture che si metteva sul viso e dei capelli d'oro. Non si sapeva +comprendere come una donna intelligente e arguta qual'era si lasciasse +abbindolare da tutti i venditori di cosmetici portentosi e di acque +vivificanti. + +Non ne aveva alcun bisogno: la figura elastica, ancora bellissima, e +lo spirito indiavolato le davan tutte le vittorie che poteva +desiderare; aveva ai piedi giovani dell'età di suo figlio e uomini +maturi. Il professore Salapolli, il quale, per desiderio di Bruno, +sedeva a colazione e a pranzo con quei signori, e sebbene si studiasse +di tenersi in disparte, era trattato alla pari, vedeva che la contessa +quasi ogni giorno aggiogava qualcuno al suo carro; e col dovuto +rispetto pensava che lo schiavo non avrebbe avuto a sospirare molto. + +Il solo che passava imperturbabile tra quel frastuono era Bruno; +abituato al rumore dalla nascita, non si stupiva di nulla, nè che si +pranzasse alle dieci di sera, nè che si cenasse al tocco dopo la +mezzanotte, nè che la brigata intera corresse a una trattoria invece +di far colazione in casa. Aveva già visto tutto ciò con suo padre a +Parigi e a Bruxelles, con sua madre a Vienna e a Berlino. Non se ne +annoiava e non se ne divertiva; prendeva parte a quel bulichìo come un +uomo stretto e trascinato dalla folla. Aveva in breve conosciuto tanta +gente, che non ne rammentava nemmeno il nome, e se gli avveniva +d'esser salutato per via da persona che non ravvisava subito, pensava +fosse un amico della mamma, un frequentatore della casa. + +La sensazione delle porte e delle finestre spalancate, l'imagine del +vento che soffiava da tutte le parti involando il danaro, gli erano +abituali.... La sola cosa che lo stupiva un poco, si era che il +patrimonio resistesse ancora e che sua madre non si accorgesse della +rovina imminente. + +Spensierata e generosa, ella pareva invasa dalla furia di distruggere +i resti d'una fortuna cospicua, di due fortune cospicue, quella del +conte e la sua. Faceva la beneficenza nella maniera più impreveduta, +regalando cento lire al primo cencioso che batteva alla porta, +mandando mille lire a un comitato che ne chiedeva cinquanta, non per +vanità nè per grandezza, ma perchè le cinquanta e le mille valevano lo +stesso ai suoi occhi. + +Bruno lasciava fare. Egli possedeva ancora il fondo della Tralda, di +cui ritirava esattamente il reddito di ottomila lire l'anno: e lo +avrebbe difeso a prezzo del suo sangue, perchè quella somma occorreva +ad assicurare il trattamento di suo padre nella casa di salute. + +Messo il papà al sicuro, non si occupava d'altro. La famiglia Traldi +di San Pietro gli aveva fatto intendere, appena tornato a Roma, che +avrebbe avuto tutto ciò che poteva desiderare, se avesse abbracciato +la carriera ecclesiastica, aggiungendo che il suo nome e più il suo +talento precoce e straordinario gli assicuravano un avvenire +impareggiabile. + +Rimasti senza risposta, gli zii Guido e Giovanni--la nonna era morta +poco dopo Francesco--gli avevano mandato il notaio Alemanni in persona +a trattare e a circuirlo; ma nel ragazzo che contava allora +diciassette anni, il notaio riconobbe il bambino che gli aveva detto: +«Tu non sai niente; porta il denaro, e non perder tempo!». + +Il ragazzo lo aveva lasciato parlare e poi lo aveva garbatamente messo +alla porta; onde gli zii Guido e Giovanni avevano subito disposto +perchè il loro patrimonio andasse intero a opere di beneficenza e ad +istituti di religione, tolto un lauto reddito per il notaio fedele. +Non v'era dunque speranza; gli ultimi danari che la contessa Clara +Dolores sgretolava sotto i denti ancora bianchissimi, eran veramente +gli ultimi. + +Bruno lo sapeva e rimaneva indifferente. + +--Si può sapere, caro conte,--disse il professore Salapolli,--come +vanno i suoi studii? + +--Lo vedi,--rispose Bruno.--Non ho trovato ancora l'_ubi consistam_. + +Erano nella biblioteca, nella quale il Salapolli si teneva al riparo +dalla babele del secondo piano; e accarezzando la barbetta aguzza, +osservava Bruno, dicendosi che smagriva e impallidiva e che doveva +aver qualche nuovo demonio in cuore. + +E pensava alla signora Nicoletta, alla Nicla famosa, e si stupiva, +nella sua inesperienza da topo di biblioteca, che la bella donna +esitasse ancora a far contento il bel ragazzo. + +--No,--egli riprese.--Intendo parlare del suo libro, caro conte, di +quel libro, sa?... + +--Eh, che vuoi? Ci penso!--rispose Bruno.--Io voglio farne un poema di +speranza e di gioia; e dalla penna non mi stilla che amaro. Già tre +volte ho cominciato, e già tre volte ho dovuto smettere. + +--Questo non è degno di lei!--obiettò il Salapolli con franchezza. + +--Come!--esclamò Bruno sorpreso. + +--Ripeto: non è degno di lei!--insistette il Salapolli +Ostinato.--Perchè scrivere un poema con un preconcetto? perchè voler +che esso dica la gioia e la speranza?... Dica ciò che sente! La penna +stilla amaro? E lei scriva amaro! La penna stilla dolce? E lei scriva +dolce.... In ogni modo, non scriva falso...! È il grande precetto +oraziano. + +--Ah, caro Pantalone!--esclamò Bruno.--Se versassi in un libro metà +del veleno che ho in cuore, avvelenerei mezzo mondo. + +--E tanto peggio per il mondo!--fece il Salapolli, alzando le +spalle.--Un capolavoro vale il mondo intero. + +--Su, su, vecchio matto!--disse Bruno ridendo.--Tu mi credi capace di +scrivere un capolavoro?... + +Il Salapolli squadrò il suo allievo, pallido e nervoso, che sembrava +divorato da un fuoco interno. + +--Eh! Chi sa?--mormorò. + +Quindi, arricciando la punta della barba intorno all'indice destro, +soggiunse: + +--Tutti i capolavori sono nati dalla passione; l'odio, l'ira, lo +sdegno, hanno creati i capolavori; la gioia non ha mai creato nulla! + +--È ardito ciò che dici!--osservò Bruno. + +--Non lo dico io: lo dice la storia di tutte le letterature. + +--Talchè, la disperazione potrebbe produrre il capolavoro? + +--Sovente, sovente!... + +--Andiamo, pagliaccio! E il _Don Chisciotte_, e il _Decamerone_, e il +_Canzoniere_, da quale odio son nati? + +--Ma il genio di tutti i genii non ha scritto l'Inferno per odio e per +vendetta, per ira e per isdegno? Ma nello Shakespeare, dall'_Otello_ +all'_Amleto_, non sente il turbine di tutte le passioni? E la +disperazione non ci ha dato il _Werther_? Mediti ciò che le dice un +uomo, il quale non s'intende di nulla, fuor che di libri; se ha veleno +nel cuore, lo lasci libero; sarà fecondo! + +Bruno crollò il capo ridendo e parlò d'altro. + +Ma gli parve molto strano che in quei giorni anche Clara Dolores gli +tenesse parola del libro. + +Ella sapeva da tempo che il figlio aveva un'inclinazione spiccata per +la letteratura e andava preparando la sua prima opera; e gliene chiese +notizie. + +--Nulla di buono, nulla di pronto, cara mamma!--rispose. + +--Io volevo dirti....--seguitò sua madre. + +Ma guardando il figliuolo che fumava una sigaretta, seduto in un +angolo del salotto finalmente ordinato, non osò proseguire. + +--Volevi dirmi? Hai paura di dir qualche cosa a tuo figlio?--interrogò +Bruno. + +--Ho paura di farti dispiacere.... + +--Coraggio, mamma!--fece il giovane ridendo. + +--Ebbene, volevo dirti che disapprovo le tue intenzioni, che se +potessi, contrasterei il tuo desiderio di darti alla letteratura. + +--Davvero, mamma?... + +Egli fece quella esclamazione con accento di meraviglia sincera; e +interrogava attonito il volto di sua madre. La prima opposizione alle +sue più dilette cure gli veniva da una madre, la quale non s'era mai +altrimenti occupata di lui. + +--Sì,--riprese la contessa.--Io avrei voluto che tu ti dessi al +commercio o all'industria, che tu entrassi, per esempio, in una +Banca.... + +--Ma è impossibile, cara mamma!--esclamò Bruno.--La mia coltura non è +fatta per ciò; la conoscenza del latino e dei classici è assolutamente +inutile per le Banche. Non è che io tenga in poco conto il commercio e +l'industria; si è che son nato ad altro, e son preparato per altro. + +--Giovane come sei e col tuo ingegno, in breve tempo ti faresti la +coltura necessaria per una professione più pratica!--ribattè la +contessa. + +--T'inganni. Non avendo alcuna passione per il commercio, non vi +apporterei nulla,--rispose Bruno.--E resterei sempre tra gli ultimi. + +La contessa tacque un istante, quasi cercasse argomentazioni più +decise. + +--Si è che,--ripigliò quindi,--si è che la letteratura non ti darà +altro che fumo. Tu hai bisogno d'una posizione indipendente, e i poemi +e i romanzi e tutte le forme di letteratura non riusciranno a fartela. +Se non avrai danaro tuo, stenterai la vita. Un poema, oggi, non si +paga nemmeno: un romanzo si paga poco, e può costarti un anno, due, +tre, di lavoro e di fatica. Hai scelto una carriera alla quale +occorrono non soltanto qualità d'ingegno, ma qualità di carattere che +s'avvicinano a quelle d'un apostolo o d'un martire.... + +--Mamma,--interruppe tranquillamente Bruno,--queste idee non sono tue. + +--Lo confesso,--rispose Clara Dolores.--Non ho sufficiente esperienza +della vita letteraria per giudicarla con sicurezza. Sono idee degli +amici coi quali ho parlato di te e ai quali ho chiesto qualche +consiglio.... + +Bruno si levò d'un balzo. + +--Duccio Massenti!--esclamò. + +La contessa non rispose. + +--Duccio Massenti!--ripetè Bruno.--È lui che ti consiglia a contrastar +la mia strada e a spingermi verso una Banca, presso la quale sarei e +resterei l'ultimo degli impiegati? + +Si fermò innanzi alla contessa che stava seduta in una larga poltrona, +l'oro del cui arco superiore si confondeva con l'oro della chioma. La +signora volgeva a suo figlio uno sguardo di muto stupore. + +--Vedo che non capisci,--disse Bruno,--ed è naturale. Io non ti ho mai +detto che Duccio Massenti lo conosco da dodici anni e lo rammento +benissimo. Era sul lago lo stesso giorno e la stessa ora in cui tu sei +venuta a trovarmi; è ripartito per Sonnenberg, dove tu villeggiavi, +ventiquattr'ore dopo la tua partenza. A Sonnenberg tu eri con lui. + +La contessa fece un gesto, ma Bruno proseguì subito: + +--Tutto ciò non mi riguarda, sono io il primo a riconoscerlo. Non alzo +gli occhi su mia madre, della quale devo avere ed ho il più vivo +rispetto. Tutto ciò non mi riguarda! + +Si fermò un poco, con la sigaretta che fumava tra l'indice e il medio +della destra. + +--Tornato qui,--riprese,--ho incontrato di nuovo Duccio Massenti come +amico di casa e consigliere. Sta bene. Egli non ha detto nulla ed io +non ho detto nulla della nostra antica conoscenza e di una gita in +barca, durante la quale io, fanciullo innocente, ho scoperta la trama +ch'egli andava tessendo. + +S'interruppe ancora; quindi con voce secca e metallica, una voce +diversa da quella con cui parlava abitualmente a sua madre, seguitò: + +--Ma occorre che tu lo avverta di star quatto e di non dare consigli +sopra un argomento così geloso come è la mia carriera. Bisogna ch'egli +non si occupi assolutamente di me, se vuole che io non mi occupi +assolutamente di lui. Tu capisci, mamma, che si tratta d'una vera +necessità. Può consigliare chiunque sopra qualunque cosa, non me sopra +la letteratura o il commercio. Mi ha già fatto male. Non me ne faccia +altro! + +Ripetè con la voce stridente e un lampo negli occhi: + +--Non me ne faccia altro!... + +--Io non sapevo nulla di tutto questo!--mormorò la contessa. + +Bruno si piegò, le baciò la destra, e con voce carezzevole soggiunse: + +--Hai ragione, povera mamma; tu non sapevi nulla, e ti chiedo scusa +d'aver parlato con qualche vivacità. Ma Duccio Massenti sa tutto, e +deve guardarsi. + +Dopo quel colloquio, Clara Dolores non parlò più a suo figlio di +letteratura; ma Bruno s'accorse che Duccio Massenti era scomparso. A +qualunque ora egli salisse da sua madre, a tutti i ricevimenti, a +tutti i pranzi, a tutte le gite di piacere, non gli avveniva mai +d'incontrar Duccio Massenti. + +Bruno pensò che sua madre lo avesse messo alla porta, dopo una +spiegazione; e non era lontano dal vero. + +L'accenno alla conoscenza di dodici anni prima e alla gita in barca +avevan posto la contessa sopra una traccia; e non le era stato +difficile andar fino al fondo. Duccio Massenti era stato il suo primo +fallo, ed egli lo sapeva; e sapendolo contava d'abbandonarla alla +lesta per contrarre un ricco matrimonio. La contessa pensava +mortificata che la signorina Dossena doveva aver capito tutto, e che +in quell'episodio singolare stava la ragione misteriosa per la quale +il matrimonio con Duccio Massenti era sfumato, e poco tempo di poi la +signorina sposava Gigi Barbano, contro l'aspettazione di tutti. + +Il cinismo di Duccio, l'offesa fatta a lei e a Nicoletta, le parvero +mostruosi; e chiamato in fretta Duccio Massenti dopo il colloquio con +Bruno, e strettolo di brevi domande sicure, lo aveva cacciato di casa, +in un impeto di furia irrefrenabile. + + + + +XXII. + + +Brunello Traldi era tornato savio. + +Lo diceva egli stesso qualche volta con espressione infantile: + +--Vedi come sono savio? + +E Nicla gli sorrideva per gratitudine, certa che nessun pericolo li +minacciava or mai più. + +Il tempo s'era fatto bello; v'eran giornate in cui entrava dalle +finestre un soffio di primavera precoce, e dal palazzo Barbano si +vedeva il lungo tratto fra via Santa Margherita, piazza della Scala, +via Manzoni, tutto scintillante di sole, tutto brulicante di folla; il +rumore saliva infaticato a dir che la festosa vita primaverile non era +lontana e che la gente fluiva per le strade a godersi il sole e la +fresca aria. Si parlava d'anticipar la partenza per la campagna e già +al sabato impiegati e commessi e lavoratori correvano a far gite, +lasciando quasi deserta la città. + +Brunello Traldi era savio. + +Non chiedeva più di baciar la bocca della sua amica e non era nervoso. + +Aveva fatto appello alla forza di volontà della quale si vantava, ed +era giunto a far tacere le inquietudini del senso. Non provava, come +aveva pel primo temuto egli stesso, alcuna gelosia di Gigi; era +fraterno con lui. Non si appartava selvaticamente, e sosteneva con gli +amici e le amiche di casa Barbano le conversazioni leggere, spesso +fatue, che interessano le persone oziose. + +Usciva a passeggio, non sovente per non esser troppo notato, ma +qualche volta, con Nicla, e andava con lei ai giardini che +rinverdivano e di volta in volta si facevano più ricchi di fronde. + +Gigi Barbano lo aveva invitato già a passar qualche tempo in campagna, +sulla riva del lago, non appena egli e Nicoletta vi si fossero recati; +e Bruno aveva ringraziato senza promettere. + +--Perchè?--gli aveva chiesto Nicla.--Perchè non hai detto subito di +sì? + +Egli non sapeva; aveva obbedito a una oscura voce. + +--Che vuoi?--confessò infine.--Riveder quei luoghi che mi sono tanto +cari, dove sono stato felice con te e col mio papà.... Che vuoi? Ho +paura!... + +Nicla non aveva insistito. + +--Eppure sarebbe molto bello!--disse soltanto.--Si tornerebbe +fanciulli! + +Bruno scosse il capo con espressione di dubbio. + +Il ragazzo di vent'anni aveva dato a pensare a qualcuna fra le amiche +di Nicla; le più maligne supponevano senz'altro ch'egli fosse l'amante +della giovane, e parlavan di quel povero Gigi Barbano con un lieve +senso ironico; le più accese guardavano Bruno e si sforzavano a farsi +corteggiare. + +Sveltissima tra queste era una signora sui ventiquattro anni, bella +d'una bellezza sensuale, i cui occhi velati potevan dire le parole che +la bocca taceva. + +Si chiamava Claudia Viviani; e avendo più volte incontralo Bruno +presso Nicla, n'era rimasta assai piacevolmente impressionata. +Accortosi ch'ella si faceva leziosa con lui e desiderava essere +sedotta, Bruno ne aveva riso; e pungendola e irritandola, l'aveva +aizzata ancor meglio. + +--Lasciala stare!--gli aveva detto Nicla.--Finirà con l'odiarti! + +Ma Nicla non esprimeva tutto il suo pensiero; stranamente sentiva che +l'incessante schermaglia tra Claudia e Bruno, una di quelle +schermaglie che il più spesso buttano gli schermitori l'una nelle +braccia dell'altro, la torturava come un'acuta e feroce tortura. + +Non sapeva dirsene la ragione; eppure quando vedeva Claudia col volto +a un dito dal volto di Bruno, e vedeva quegli occhi velarsi e +promettere, Nicla domava a fatica l'impeto di gettarsi tra il giovane +e la signora e di cacciar la signora come l'avesse sorpresa a rubarle +qualche cosa che le apparteneva. + +Claudia, invelenita dalla mordente indifferenza di Bruno, s'era fatta +ardita. + +--Vi piace il mio nome?--gli chiese un giorno. + +--No!--rispose Bruno. + +--Come, non vi piace? Eppure è pagano, è classico!... + +--Senza dubbio!--esclamò Bruno ridendo.--Ma Claudio in latino +significa zoppicante.... + +La signora si morse le labbra. + +--Non siete gentile!--disse. + +--Io non sono mai gentile!--rispose Bruno. + +E tuttavia quello stesso giorno, durante quella stessa visita, Claudia +trovò maniera di dirgli spiccicatamente, alla presenza di Nicla, che +tutti i giovedì era sola, dalle tre alle sette. + +Non appena ella se ne fu andata, Nicla balzò in piedi, e fece alcuni +passi, come smarrita. + +--Ebbene,--chiese Bruno attonito,--che cosa avviene, Nicla? + +La giovane gli si volse. + +--No, è troppo!--esclamò.--È troppo!... Tu non andrai da quella +sfrontata? + +--E quando dovrei andare? + +--Non hai udito? Giovedì, dalle tre alle sette!... È troppo!... Quella +donna perde la testa!... + +--Lo ha detto per me?--domandò Bruno con indifferenza.--Non le ho +badato.... + +--Sì? Non le hai badato?--fece Nicla, muovendo un passo per accarezzar +Bruno, e trattenendosi subito.--Allora non andrai? + +--Certamente che no! + +--Non ho bisogno di fartelo giurare?--insistette Nicla. + +Bruno sorrise. + +--Tu m'hai insegnato, quand'ero piccino, che del giuramento non si +deve abusare, e che la parola basta!... + +--È vero: ma giuramelo! + +--Te lo giuro!--affermò Bruno. + +Poi guardando la sua bella amica pallida, che s'era lasciata andare in +una poltrona, soggiunse: + +--Ma come sei agitata!... + +--Sì, è vero!--confessò Nicla.--Quella cattiva donna mi ha messo +l'inferno, il fuoco, nel cuore. Non ho mai sofferto tanto.... + +E per spiegare a sè e a Bruno l'agitazione che la faceva tremare, +seguitò: + +--È lo spettacolo della sua sfacciataggine, del suo ardire, che mi fa +male. Non sapevo che una donna, una donna rispettabile, può aver tanta +impudicizia. E ciò mi sconvolge. + +--Senza dubbio!--confermò Bruno.--Io lo sapevo, e sono tranquillo. + +Tacquero un istante. Bruno vedeva che Nicla combatteva una battaglia +con sè stessa, e voleva e non voleva, ed era inquieta. Alfine ella si +decise, e chinando il capo a guardarsi la punta delle scarpette, +disse: + +--Bruno! + +--Che c'è? + +Nicla tacque di nuovo. Bruno rise. + +--Devi dirmi una cosa difficile!--osservò. + +--Sì,--confessò Nicla.--Aiutami! + +--Come posso aiutarti? + +--Hai ragione: non sai..... Volevo chiederti.... + +Esitò ancora; poi, con uno sforzo supremo, abbrancandosi ai bracciuoli +della poltrona, osò: + +--Volevo chiederti se hai avute molte amanti? + +--Molte?--ripetè Bruno sorridendo.--A vent'anni? + +--Ma qualcuna sì? + +--Qualcuna sì!--confermò Bruno. + +--E ora? Quante ne hai? + +Bruno scosse il capo. + +--Non ne ho!--disse con franchezza. + +E sbigottito vide che il volto di Nicla s'irradiava d'una gioia, d'una +felicità così palesi, così grandi, che davano ai suoi occhi una luce +sfavillante. Volle provar meglio, dubitando ancora; e con finta aria +d'indifferenza soggiunse: + +--Ma prenderò ora quella stupida tua amica, la Viviani, perchè ciò le +fa piacere!... + +Nicla mandò un grido soffocato. + +--No!--disse.--Te ne supplico. Amore mio, te ne supplico!... Vuoi che +mi getti ai tuoi piedi, per supplicarti di più? Amore mio, non farmi +morire!... Tu, nelle braccia d'un'altra donna, che ti bacia e ti +accarezza?... + +Istintivamente e lentamente s'era drizzata. + +Poi ricadde di schianto e si passò le mani sul volto come trasognata. + +--No. Che cosa ti dico? Che cosa ti ho detto?--mormorò.--Non mi +badare; prendi tutte le donne che vuoi, tutte le donne che ti +piacciono. È il tuo diritto. Ciò non mi riguarda. + +Bruno le accarezzò le mani con dolcezza. + +--Non sei tu la mia amante?--disse.--Tu sai che io non amo e non +desidero che te. Ma noi non possiamo ingannare. E non avrò altre +donne. Te lo prometto, Nicla. Te lo giuro! + +Ella levò gli occhi umidi a guardarlo con speranza. + +Lo vide diritto come uno stelo, così elastico che pareva pronto a +scattare in corsa. La fronte era senza rughe, la bocca ancor fresca e +rosea come d'una fanciulla; una pelurie lieve adombrava appena il +labbro superiore, e gli occhi splendevano nel carnato olivastro. Era +la giovinezza medesima, sciolta e possente, assetata d'amore. + +--Oh, tenerezza mia!--esclamò Nicla con un grido d'angoscia +cocente.--Bambino mio, è assurdo ciò che tu mi giuri! + +Poi, non appena egli volse le spalle per uscire, la giovane si +rannicchiò nella poltrona. + +Spasimava per quella freccia, di cui doveva portare il peso e il segno +nel fianco tutta la vita. + + + +XXIII. + +In principio di quella estate, Bruno andò a Parigi a trovare suo +padre. + +Vi andava ogni anno, almeno un paio di volte: e per l'effetto, quelle +visite eran più inutili, e per l'impressione più disperate che la +visita a una tomba. + +Bruno ne tornava sempre col cuore affranto. + +Suo padre, ch'egli amava con tenerezza infinita, non lo guardava; o lo +guardava ora con occhio stupido, ora con occhio torbido. La bocca che +tanto aveva riso e sorriso, che aveva saputo dir frasi di sottile +arguzia e amabili parole, era aperta a un ringhio di minaccia o a un +riso ebete. L'affascinante conte Fabiano, il quale aveva attraversato +mezza Europa in un'affannosa ricerca del piacere, seminando il denaro +e facendo tutti allegri quelli che lo avvicinavano, perchè gli era +intollerabile vedersi intorno visi scorati o smorfie d'angustia, non +era più se non una rovina. Il volto solcato da rughe mordenti, i +capelli bianchi, la barba bianca scomposta, la schiena curva innanzi +tempo, davan l'imagine della decrepitezza; le mani stesse eran secche +e gonfie di grosse vene; e i denti eran caduti tutti. + +Bruno lo chiamava, gli si metteva innanzi, lo accarezzava, cercava +rammentargli nomi e cose d'un giorno; la mamma, Villa Florida, il +vecchio Elia Polacco, la sua amica Paulette Demours, Parigi, lo zio +Francesco, Nicla, Salapolli detto Salafame. Invano: era come gridar +dentro un pozzo senza eco. + +Non rispondeva nemmeno al suo nome; si lasciava scuotere, e rimaneva +insensibile. + +Nulla era più spaventevole di quello sguardo aperto sul vuoto, di +quello sguardo che non vedeva. + +Dopo lunghi sforzi, con lagrime silenziose che gli rigavano il volto, +Brunello si ritraeva, senza chiedere notizie ai medici. Ciò che aveva +visto diceva meglio di qualsiasi parola ciò che si poteva attendere. + +Da Parigi scrisse a Nicla una lunga lettera di dolore. + +Nicla, ch'era già in villa, rispose una lunga lettera di passione. +Supplicava Bruno d'andare in campagna, direttamente al ritorno da +Parigi; avrebbe riposato là, avrebbe trovato memorie care; tutti +sarebbero stati felici di rivederlo, anche il vecchio buon vetturale. + +Bruno tornò da Parigi, ma tornò a casa sua. + +Un sordo inesplicabile presentimento lo teneva lontano dalla campagna +e da Nicla, sebbene desiderasse, anzi forse perchè desiderava +appassionatamente l'una e l'altra. + +Ormai egli a Nicla e Nicla a lui s'eran confessati: si amavano. + +E dover vivere sotto il medesimo tetto, passare la notte in camere +forse vicine, essere martoriati di continuo dal desiderio ed eccitati +senza posa da incantevoli ricordi, gli pareva supplizio da fiaccar le +forze del più tenace lottatore. + +Nicla nella sua inesperienza poteva illudersi; egli non s'illudeva +affatto. + +E perchè cercare volontariamente e deliberatamente un martirio +inutile? Perchè sfidare il pericolo? + +Talora si diceva che non era umano lottar con sì ostinata costanza; +meglio valeva lasciarsi travolgere dalla passione, correre da Nicla, +suggellarle la bocca con la bocca, perdersi per sempre in un delirio +senza nome e senza fine. + +Egli non aveva mai conosciuto la felicità; la felicità era Nicla, che +pareva gelida e ardeva; la felicità era Nicla, così sua, così legata a +lui con tutte le più dolorose fibre dell'anima, che ella gli avrebbe +dato amore e vita e passione, in un grande inenarrabile empito di +gioia. Meglio era amarsi per un'ora sola, suprema, e poi morire. + +Ma quando pensava in tal modo, e il sangue gli martellava nei polsi +col furore dissennato dei suoi vent'anni, gli si faceva tosto innanzi +l'imagine di Gigi Barbano. + +Gigi Barbano gli aveva gettato le braccia al collo e gli aveva detto: +«Tu sei un fratello, e ti accolgo come un fratello!». E a Nicla aveva +detto: «Mi fido!». + +Nè mai per un solo istante, per un solo attimo, aveva mentito alla sua +parola. Nulla gli era più caro che aver Brunello alla sua mensa; nulla +gli era più caro che parlar con Brunello; spesse volte gli aveva detto +parole di conforto, animandolo a lavorare, a dar prova di volontà e +d'energia; con tatto squisito chiedeva sovente notizie di suo padre; e +rievocava il passato di Brunello e la vita sul lago e i giuochi e le +corse nel bosco con Nicla. + +Non era possibile ingannare un tale uomo. Nicla aveva ragione. Valeva +meglio morire. + +Gigi Barbano aveva ricevuto parecchie lettere anonime; Nicla lo aveva +capito dall'insistenza di certune col francobollo di città e con +calligrafia alterata, che per maggior sicurezza erano indirizzate a +casa invece che allo stabilimento. Lo insultavano? Lo aizzavano? Lo +beffavano? Venivano da donne o invidiose di Nicla o desiderose di +strappar Bruno al fascino di lei e di impossessarsene. + +Gigi aveva avuta la forza magnifica di non curarsene. Non gli +importava nulla della opinione pubblica, nè di parer ciò che non era: +sapeva di non essere. E non domandava nemmeno se e quando e quanto era +stato Brunello. Aveva detto «Mi fido». Si fidava. Aveva detto «Sei un +fratello». Era un fratello. Meglio morire che ingannare un tale uomo! + +Per tutto questo, Brunello era tornato direttamente a Milano. + +Quantunque l'estate affocasse le strade e le case della città, Clara +Dolores v'era ancora. + +Stava scegliendo la sua campagna e aveva fatto più disegni: la +Svizzera o il Cadore, un viaggio al nord o una crociera nei mari +d'Oriente. I bauli eran chiusi da tempo; ma avendo bisogno ora d'un +abito, ora d'un paio di guanti, li faceva aprire, gettava tutto +all'aria, e lasciava che la cameriera si rimettesse a ordinarli, fin +che l'indomani non fosse venuta di nuovo la necessità d'aprirli e di +scompigliarli. + +--Sono una scervellata, non è vero?--diceva a Maritza la governante. + +--La signora contessa è padrona!--rispondeva Maritza. + +Ella era secca a guisa d'uno stoccafisso, e più indifferente che una +orientale fatalista; non diceva che la contessa non fosse una +scervellata; soltanto, essendo padrona, poteva essere scervellata a +piacer suo, e nessuno aveva diritto a contrastarla. + +Clara Dolores aveva trovato a Milano ancora un manipolo di signore e +di signori che vi si trattenevano per gli esami dei figliuoli o per +ragioni d'affari; e con quelli si divertiva a fare scampagnate nei +dintorni e a inventare ogni giorno un pretesto urgente per muoversi e +muovere con lei tutta la brigata. Bruno le aveva consigliato di +prendere una automobile. + +Ella respingeva il consiglio con orrore. + +--Nulla di più borghese e di più ridicolo che un'automobile! + +--Ma,--osservò Bruno,--quando si fanno come te gite di venti e trenta +chilometri, l'automobile è comoda. + +--Una pariglia è ugualmente comoda!--ribattè la contessa. + +--Bisognerebbe domandarlo ai cavalli! Tu li ammazzi! + +--Domattina andiamo a far colazione fuori!--disse Clara Dolores per +tutta risposta.--Verrai anche tu? + +--Verrò,--promise Bruno. + +E l'indomani mattina, nel cortile di via Meravigli, tre carrozze +aspettavano; il paniere di vimini della contessa con due sauri +poderosi, e due vetture scoperte con pariglie di bai. + +Tutta una comitiva di dodici persone scendeva per le scale, uomini e +donne con abiti chiari, chiacchierando e ridendo; i domestici +seguivano con le ceste perchè la colazione si faceva all'aria aperta, +in piena campagna. + +Bruno che precedeva, scorse nel vestibolo un signore, il quale parlava +col portiere; e questi a capo scoperto gli dava indicazioni. Era Gigi +Barbano. + +--Gigi!--esclamò Bruno, correndogli incontro gioiosamente.--Cerchi di +me? + +--Sì,--rispose Gigi, stringendo la mano al giovane.--Mi dispiace di +giungere in momento così inopportuno! + +--Che, che! Rinunzio subito alla gita; farò colazione con te. Vieni, +che ti presento a mia madre. + +La contessa stava nel mezzo d'un crocchio e assegnava i posti, con una +certa abile malizia perchè tutti si trovassero appaiati +opportunamente; e faceva i nomi delle coppie, che si presentavano, +salutavano e sorridevano. + +--Che intelligenza!--borbottò un giovane vestito di bianco.--Come ha +fatto a comprendere che io non posso vedere la contessa Sbrùgola e +l'ha ficcata nell'altra carrozza? + +--Mamma!--chiamò Bruno. + +--Caro?--disse Clara Dolores, allontanandosi un istante dai suoi +ospiti. + +--Permettimi di presentarti il mio amico Gigi Barbano. + +--Oh, ne ho molto piacere!--esclamò la contessa, stendendo a Gigi la +destra, ch'egli baciò.--Io ho conosciuto la sua signora quand'era +signorina Dossena; e non l'ho più dimenticata, tanto era bella e +gentile.... + +--La ringrazio!--disse Gigi inchinandosi. + +--Oggi deve essere un fiore!--seguitò la contessa.--La rivedrei +volontieri. + +--Ma Nicoletta sarà felice di venire a presentarle i suoi +ossequi,--rispose Gigi,--non appena sarà di ritorno dalla campagna. + +--Lei mi permette, non è vero?--soggiunse la contessa, indicando con +gli occhi i suoi ospiti. + +--Vada, vada, contessa!--esclamò Gigi, inchinandosi e baciandole di +nuovo la destra.--La prego! + +--Mamma, io rimango!--annunziò Bruno. + +--Naturalmente!--rispose Clara Dolores. + +Gigi la vide allontanarsi, rientrar nel crocchio, dare ordini ai +domestici, sorridere agli amici, osservar che tutto fosse ben +disposto: salire infine nella sua carrozza e guardarsi ancora in giro +per l'ultima occhiata. + +--Che brio!--esclamò Gigi.--Che grazia! + +--È la sua vita!--osservò Bruno.--Se non ha una brigata da comandare e +un po' di fracasso intorno, sta male. + +Assistettero alla sfilata delle carrozze, che passavano sotto l'atrio +con fragore di zoccoli ferrati; e salutarono. + +Poi Bruno disse: + +--Hai da parlarmi? Vieni su! + +Lo fece salire al primo piano e lo introdusse nello studio. + +Era una camera quadrata, con tappezzeria d'un colore bigio a righe +verticali; sulle pareti alcune vecchie stampe inglesi in cornici +sottili di mogano e un quadretto, una testa di donna della scuola del +Rembrandt. Pochi mobili, di forma semplice; sulla tavola da lavoro, in +un angolo, una stupenda riproduzione della Giuditta del Botticelli; +presso la tavola, una piccola biblioteca girevole in cui erano adunati +libri di consultazione e autori prediletti. Unico lusso, una grande +larga poltrona di cuoio, nella quale Bruno si stendeva qualche volta a +fumare. + +Volle che Gigi prendesse posto in quella poltrona. + +--Hai da parlarmi?--ripetè. + +--Ma no, caro Brunello!--rispose Gigi sorridendo.--Nulla di grave. Son +venuto a prenderti.... + +--A prendermi? + +--Sì. Perchè non vuoi venire in campagna? Io ti ho invitato più volte; +Nicoletta ti ha scritto a Parigi.... Come hai trovato tuo padre? + +Bruno non rispose, ma i suoi occhi s'infoscarono. + +--È triste, è orribilmente triste!--esclamò Gigi che aveva +compreso.--Tu hai bisogno di distrarti; e per ciò ti abbiamo pregato e +ripregato di venir da noi.... Forse ci tieni il broncio per qualche +ragione che non sappiamo. + +--Oh, amico mio!--disse Bruno, afferrando la mano di Gigi.--Il broncio +con te, con voi? + +Si alzò e si mise a passeggiare inquieto. + +--Non so che cosa mi tenga lontano!--soggiunse, fermandosi d'un tratto +innanzi a Gigi.--Mi pare che quella campagna, che mi è stata tanto +cara, sia ora tutta lagrime; mi pare ch'io debba piangervi e +disperarmi! Troppi ricordi felici contrastano col presente! Vedi: tu +hai ammirato mia madre per la grazia ed il brio. È una donna +straordinaria; è la sola persona che invidio; trova dentro di sè una +energia e una volontà che mi sbalordiscono ogni giorno come un nuovo +miracolo. Io non trovo nulla. + +--Tu troveresti nel lavoro quel che cerchi!--rispose Gigi.--Ma +lavorare non vuoi!... + +--Non voglio?--ripetè Bruno.--Vorrei! Soltanto, ho nel cuore un tale +frastuono.... + +S'interruppe; qualcuno batteva all'uscio. + +--Avanti!--disse Bruno. + +Il professore Salapolli varcò la soglia, ma vedendo uno sconosciuto, +si ritrasse. + +--Vieni, vieni!--gridò Bruno.--Vieni che ti presento! + +E a Gigi disse: + +--È il mio vecchio maestro, Salapolli! + +Il vecchio inoltrò, e Gigi gli strinse vigorosamente la mano. + +--Mi aiuti,--disse.--Sto pregando Bruno di lasciar per qualche tempo +questa città infocata e di venir da noi in campagna. Forse gli gioverà +anche pel suo lavoro. + +--Ma senza dubbio!--esclamò il Salapolli, deponendo la posta sulla +tavola.--Il signor conte verrà!... + +Bruno sorrise. + +--Come promettete sicuro per gli altri!--osservò. + +--E dove vuol vivere meglio che in campagna,--ribattè il +Salapolli,--meglio che in casa Barbano, tra amici fidati? Che cosa fa +qui, se non passeggiare nervosamente nel suo studio e nella biblioteca +l'intero giorno? Dicono che i vecchi sono ostinati; eppure tra il +signor conte e me, il più ostinato è ancora lui! + +--Verrai?--incalzò Gigi. + +--Vada, vada!--insistette il Salapolli.--Lei che è tanto cortese, non +si faccia pregare!... E poi, già, devo confessarle che lei +m'ingombra.... + +--Ti pare che sia abbastanza insolente?--disse Bruno a Gigi, ridendo. + +--Io voglio cambiar l'ordine della biblioteca,--seguitò il +Salapolli,--e con l'aiuto d'un domestico, in pochi giorni le faccio +trovare qualche cosa di nuovo. La libreria antiquaria da una parte; i +classici dall'altra; i moderni in una terza.... Ho già pensato.... Ma +se sta qui, non farò nulla, perchè non voglio che mangi polvere. + +--E tu non la mangi?--osservò Bruno. + +--Io non ho mangiato altro in tutta la mia vita!--disse il +Salapolli.--E la polvere dei libri mi fa bene!... + +Bruno esitava, combattuto tra il timore di ritornare a quei luoghi e +il desiderio di non essere scortese: il bisogno di riveder Nicla, di +udirne la voce, d'ammirarne gli occhi e la bocca, di lasciarsi cullar +dalla sua voce, gli bruciava le vene. + +Gigi Barbano diede l'ultimo colpo. + +--È deciso, allora?--disse a maniera di conclusione.--Troverai in +villa anche la zia, che non conosci. La zia Amelia ha udito parlar +tanto spesso di te, che desidera vederti. E nessuno ti lega; prova. +Starai un giorno, due, tre; e se non ti troverai a tuo agio, scapperai +subito! Non ti sembra?... Starai sette giorni, ecco: sette giorni.... + +Il vecchio Salapolli borbottò tra i denti: + +--Sette giorni! «Sette paia di scarpe ho consumate--Di tutto ferro per +te ritrovare». + +--È inteso!--disse Bruno, stendendo la mano all'amico.--Sarò da voi +domani!... + +E quando egli ebbe varcata la soglia. Bruno si volse al Salapolli, e +gli annunziò: + +--Domani! Vado da Nicla domani. Hai capito? Tu credi ch'io sarò +felice? + +--Sarà felice lei e sarà felice la signora!--rispose il Salapolli. + +E finì lo stornello, ch'egli aveva le mille volte cantato a Bruno +quand'era bambino a Parigi: + +--«Tu dormi alle mie grida disperate--E il gallo canta e non ti vuoi +svegliare!». + +--Silenzio!--interruppe Bruno, scosso da un brivido subitaneo. + + + + +XXIV. + + + +Quando la zia Amelia, una vecchietta di circa settant'anni che si +appoggiava a un bastoncino d'ebano per civetteria perchè non ne aveva +alcun bisogno, vide Brunello balzar dalla vettura del treno, esclamò: + +--Che bel ragazzo! + +Nicla celò il volto in un mazzo di rose perchè gli altri non +s'accorgessero che arrossiva. + +Erano andati tutti incontro a Brunello con la carrozza; dalla stazione +alla villa v'eran cinque minuti di strada in discesa. + +--Una valigia così piccola?--osservò Gigi, guardando la valigia che il +giovane aveva affidato al domestico. + +--Per sette giorni,--rispose Bruno sorridendo.--Ma a Milano è pronto +un baule. + +Baciò la mano alla vecchia signora e a Nicla, i cui occhi parevano più +grandi nella gioia. + +E salirono in carrozza + +--Tutti mi hanno parlato di te,--disse la zia Amelia a Bruno.--Tu mi +permetti di darti del tu? Io posso essere la nonna! E mi dicevano che +sei bravo e gentile e colto.... Ma come sei fine! Un poco magro; a +vent'anni il sangue arde e smagrisce.... Sei un bel ragazzo, d'una +gentile bellezza!... + +--Zia,--interruppe Nicla,--egli crederà che tu voglia sedurlo.... + +La vecchia rise. + +--Lasciami direi--esclamò.--Poter dire ciò che si pensa è il solo +privilegio della vecchiaia! + +--Abbiam dovuto mandare a prenderlo!--osservò Nicla.--Egli non ci +voleva più, non ci amava più!... + +Nicla era tutta vestita di bianco, e attraverso una camicetta leggera +trasparivano la sommità del petto e le braccia arse dal sole, dorate +dalla luce violenta. + +Bruno la guardava. + +Egli l'aveva vista così, già molti anni addietro; e nella svelta linea +della figura, nella freschezza delle carni, nella limpidezza dello +sguardo pareva ch'ella contasse ancora diciotto anni; perdendo +l'impaccio timido della fanciulla, aveva acquistato splendore e +flessuosità. + +Quando furono alla villa, Gigi disse a Bruno: + +--Spero che non ti annoierai. Ritroverai qui tutta la tua vita di +ieri. E farai venire subito il baule. + +Bruno sorrise. + +Aveva visto, aveva sentito venirgli incontro un mondo di ricordi che +lo agitavano e lo portavano lontano; la strada gli era nota. Dalla +finestra della sua camera si scorgeva la spiaggia; e più là, a +oriente, la villa Carlotta, e poi la villa Florida; dalla torretta +dell'una e dal frontone dell'altra sventolava la bandiera. + +Mutò d'abito, si vestì di bianco. + +La colazione fu rapida. Nicla non parlava, e Bruno scoperse più volte +su di sè gli sguardi di lei, che gli dicevano un sentimento, una +felicità, la quale avrebbe cercato invano lo parole. + +Fortunatamente la zia Amelia lo interrogava ed egli raccontava con +brio febbrile ciò che aveva visto a Parigi; perchè Parigi era stato +sempre il grande sogno d'Amelia, la città incantata nella quale non +era mai riuscita a mettere piede. Ed ella ascoltava avida, come s'egli +le avesse avvicinato il sogno, e presala per mano l'accompagnasse per +vie rombanti. + +Dopo colazione, subito, Nicla balzò in piedi dicendo: + +--Andiamo! Ho fatto preparare la barca! Andiamo alla Croda. + +E volgendosi a Gigi e a zia Amelia, soggiunse tranquilla: + +--Lo porto via!... Sapete ch'egli mi appartiene! + +--Andate, andate!--fece Gigi sorridendo.--Non volete prendere il +bastimentino sotto il braccio? + +Brunello era pallido e sentiva il cuore battere in tumulto. + +Uscirono, e non dissero parola. + +La barca era approntata in quel punto della riva in cui Brunello +s'incontrava sempre con Nicla. Due barcaiuoli appoggiati al loro remo +aspettavano; a poppa sventolava la bandiera di seta tutta bianca, col +serpentello vermiglio raggomitolato in un angolo. + +--Vedi?--mormorò Nicla. + +Brunello accennò col capo; non poteva parlare. + +--La barca non è più quella,--soggiunse Nicla.--Ma è identica +all'altra. Non è vero? + +Egli osservò una lancia vicina, sottile e così bassa di bordo, che +s'alzava appena un palmo dall'acqua; tutta nera, col nome in lettere +d'oro: Saetta. + +--È mia anche quella!--spiegò Nicla, seguendo lo sguardo del +giovane.--È per me sola, ed esco quando il lago è calmo, perchè +basterebbe un'onda ad ingoiarla. + +Salirono: Nicla prese i fiocchi del timone, e ordinò ai barcaiuoli: + +--Alla croda! + +Bruno taceva, guardando le due ville da cui la lancia si allontanava, +guardando la spiaggia, quel punto della spiaggia, l'acqua cilestre in +cui tuffava la mano furtivamente perchè Nicla non lo scorgesse e lo +sgridasse. E guardava Nicla, che non diceva più parola ella pure, come +si fosse ella pure staccata dal mondo circostante. + +Scesero alla Croda, rimandarono la lancia, che stette a girar +lentamente nei dintorni. + +--Vieni!--disse Nicla, prendendo Bruno per la destra.--Guarda qui; il +laghetto che tu formavi con le tue mani; qui, dietro questo rialzo, +era la capitale; in questa baia ricoveravi la goletta; e qui disponevi +i tuoi soldatini. Ricordi, amore, ricordi tutto? Dimmi che ricordi +tutto, bambino mio! Dimmi che sei ancora mio come in quei giorni!... + +--Sono tuo, più che in quei giorni!--rispose Bruno.--Assai più che in +quei giorni, Nicla!... + +La giovane ebbe un lampo negli occhi. + +--E anch'io!--disse.--Tutta tua, perdutamente. E ripensando al mio +passato, m'accorgo che non sono stata mai d'altri che di te, e che il +mio pensiero, la mia anima, non hanno appartenuto mai ad altri che a +te. + +Andò a sedere sul più elevato rialzo dello scoglio: e Bruno le si mise +ai piedi. Ella continuò: + +--Avevo promesso di cogliere per te balsami arcani. E ti ho dato il +balsamo arcano di tutta la mia anima di fanciulla. Tu l'hai bevuta +nelle mie carezze. Nessuno conosce la mia anima come tu la conosci; e +da allora non si è mutata più.... + +Bruno le prese le mani e le baciò dentro il palmo, a occhi chiusi. + +--Come tu sai essere forte!--egli osservò.--Tu sai parlare: io non +posso.... + +--È vero!--disse Nicla. + +--Sei più fredda di me!--rispose Bruno. + +Un sorriso, uno strano sorriso sfiorò le labbra della donna. + +--Credi?--domandò.--Io ho pensato molte cose in questi giorni, che mi +hanno resa felice. + +--Dimmele!--pregò Bruno. + +--Non posso!--rispose Nicla scuotendo il capo.--Le capirai più tardi. +E da quando ho pensato così, sono diventata calma, e posso parlare. + +--Io soffro orribilmente!--disse Bruno. + +--Lo so,--riprese Nicla.--Ma io voglio inebbriarti di ricordi.... + +--Perchè?--domandò Bruno. + +--Lo saprai più tardi!--ripetè Nicla. Stettero in silenzio qualche +tempo; e Bruno levò gli occhi a fissar la donna, che appariva tutta +candida sul turchino compatto del cielo. + +--Come sei bella!--disse. + +--Ti piaccio?--ella rispose. + +--Nicla, non torturarmi!--esclamò Bruno, abbassando il capo. + +Ella gli rialzò il volto perchè la guardasse ancora. + +--Vedi?--osservò Bruno.--Tutto ritorna, tutto può ritornare; noi siamo +ridiventati fanciulli.... Ma c'è chi non tornerà mai più e non godrà +mai più questa luce. + +--Ahimè,--disse Nicla.--È vero! E noi non possiamo nulla per lui.... +Anche se gli dessimo tutto il nostro sangue, egli non guarirebbe.... + +Si scosse, come per gettar lontano un pesante mantello di dolore, e +soggiunse con voce mutata, quasi gaia: + +--Ma io posso altro. Egli mi ha detto «lei potrà fargli molto bene, +signorina». E io gli farò molto bene, al suo fanciullo selvatico. + +Bruno non ascoltava. + +Aveva visto l'ombra di suo padre passare, la curva ombra senza denti, +coi capelli bianchi e lunghi, con lo sguardo attonito spalancato nel +vuoto. + +Nicla comprese e lo toccò su una spalla. + +--Brunello!--mormorò.--Ora tornando, andremo a vedere il giardino +della mia villa.... + +--Dove io sono venuto a cercarti?--chiese Bruno. + +--Ma sì; dove tu mi hai detto: «Signorina, vieni ad aiutarmi!». + +--E chi c'è ora laggiù? + +--Il mio papà e la mia mamma.... + +--E alla villa Florida? + +--Una famiglia inglese. + +--E vedremo anche la villa Florida...? + +--Non ti ho detto che voglio inebbriarti di ricordi? + +--Che folle idea!--esclamò Bruno. + +Ella si guardò in giro per istinto, e poi rapida, afferrò tra le mani +il volto di Bruno e lo baciò sulla bocca. Egli n'ebbe una scossa che +parve sospendere i battiti del cuore. + +--Sei molto crudele!--disse. + +Nicla sorrise senza rispondere, e col fazzoletto fe' cenno alla lancia +di avvicinarsi. + +--Sai?--riprese Bruno, trovando per un attimo un poco di gaiezza.--Ho +fatto cacciar di casa Duccio Massenti.... + +--Non ischerzi?--esclamò Nicla stupefatta. + +--Non ischerzo. Ho raccontato alla mamma qualche cosa, la gita in +barca, la nostra conoscenza di dodici anni or sono. E la mamma è +rimasta molto colpita da quell'episodio. Non so che cosa sia avvenuto +poi; ma Duccio Massenti non si vede più.... + +--Te ne sei fatto un nemico mortale!--osservò Nicla. + +--Mi duole che tu mi dica questo; dovevo dunque temerlo e accoglierlo, +per non avere il suo odio? + +--Hai ragione!--disse Nicla.--Tu non hai paura. + +Diresse la lancia verso la riva, per discendere presso la villa +Carlotta. + +La villa era ancora abitata dai genitori di Nicla; essi vi passavano +l'intero anno; al cavalier Maurizio era stata data la commenda della +Corona d'Italia, non si sapeva perchè; probabilmente perchè non +l'aveva, dicevano i maligni. + +Ma rimasti soli l'uno e l'altra, la signora Carlotta e il commendatore +Maurizio, s'eran dati a curare tremendamente il loro egoismo. +leggevano libri d'igiene e si scambiavano le scoperte che andavano +facendo. + +Prima era stata la signora Carlotta la quale aveva letto che per +conservarsi arzilli e svelti bisognava mangiar molto; e tutt'e due +mangiavano molto, fin che potevano, e a tutte le ore. Poi il +commendator Maurizio aveva letto che il segreto della longevità stava +nel mangiar poco; e tutt'e due s'eran messi a mangiar poco, fino a +patir la fame. + +Un igienista illustre sosteneva che le fregagioni vigorose dopo il +bagno erano salutifere; e tutt'e due dopo il bagno si facevan fregar +dal domestico e dalla cameriera fino a diventar rossi come gamberi +cotti. + +Era poi venuto il giorno della ginnastica svedese: e di tanto in tanto +si vedeva il commendator Maurizio tirar pugni all'aria, lanciar calci, +sbuffare, piegarsi innanzi e indietro; e la signora Carlotta allargar +le braccia, buttarle avanti, alzarle al cielo, contando: «uno, due; +uno, due»! E nelle ore di quiete, si rallegravano. + +--Io, già, da quando mangio poco, sto meglio! + +--Quella ginnastica! È un portento! Dormo tutta la notte!... + +--E le fregagioni? Non so come ci sia gente che possa vivere senza +farsi fregare! + +--E le docce tepide? + +--E il riposare con la testa bassa e le gambe alte?... + +Si estasiavano sui varii trovati che andavano seguendo con vero +scrupolo. La ginnastica svedese li faceva sudare a catinelle, perchè +erano ambedue corpulenti; ma non l'avrebbero trascurata a nessun +patto; e la mattina s'incontrava la signora Carlotta, che percorreva +le stanze del primo piano, contando «uno, due; uno, due» e roteando le +braccia e allargandole e alzandole, seguita a breve distanza dal +commendatore, che tirava calci da mulo e soffiava come un mantice. + +I domestici li osservavano indifferenti. Avevano finito col credere +che fossero diventati pazzi ambedue, d'una pazzia dolce ed innocua. E +si scansavano al loro passaggio per non toccar qualche calcio, che li +avrebbe mandati a ruzzolare molto lontano. + +D'ogni altra cosa al mondo i due vecchi non si occupavano più. + +Sapevano che Nicla era felice, e puntualmente la domenica andavano a +trovar lei e il genero. + +Il commendatore diceva che quel saponaio era un brav'uomo; ma che +anche il conte Duccio sarebbe stato un marito ottimo. Gli anni eran +passati, ed egli era rimasto della sua opinione. + +La signora Carlotta, poi, parlando di Duccio, non mancava di dargli +dell'asino, perchè non aveva mai scritto; o domandava ancora a sè +stessa e al marito quale segreto Nicoletta avesse potuto scoprire in +barca. + +Poi riprendeva: «uno, due; uno, due»; mentre il marito sparava quattro +calci all'aria, come per punteggiare il discorso. + +Nicla raccontava ridendo a Bruno quelle piccole manìe dei due vecchi, +mentre la lancia si avvicinava alla spiaggia. + +--E tu,--disse Bruno,--non hai svelato il segreto che avevi scoperto? + +--No,--rispose Nicla. + +--Neppure a me non hai voluto dirlo,--osservò Bruno. + +--Naturalmente: un segreto non è più segreto, se si racconta.... + +--Per me è stato il segreto di pulcinella!--disse Bruno. + +La giovane non aggiunse parola. + +Toccata proda, ella scese prima dalla lancia. + +--Vieni!--disse a Brunello.--Non troveremo nessuno; a quest'ora stanno +facendo la siesta. + +Entrarono nella villa chetamente, facendo segno al portiere di non +muoversi, e volarono nella sala da pranzo, a pian terreno. + +--Guarda,--disse Nicla, mostrando a Bruno il limitare della porta che +dava sul giardino.--Io ero qui, seduta in una poltrona; e stavo +pensando che la vita d'una fanciulla è molto noiosa e stupida, e che +io meritavo qualche cosa di meglio: che sapevo io? qualche cosa di non +comune.... In quell'istante tu sei sbucato di laggiù, dietro la siepe, +e mi sei corso incontro, dicendomi: «Signorina!...». Eri tutto vestito +di bianco; anch'io era vestita di bianco.... + +S'interruppe: guardò Brunello; e soggiunse: + +--Come oggi.... E subito io t'ho dato la mano, e tu mi hai ricondotta +alla riva per ripescar la goletta. Era una giornata calda come questa, +ma soffiava il vento. Tu m'hai presa l'anima quel giorno. + +--E io quel giorno t'ho data la mia! rispose Bruno. + +Istintivamente le loro mani si cercarono e si strinsero. + +--Ricordi ancora tutto?--domandò Nicla. + +--Ogni più piccolo particolare,--disse Bruno.--Tu avevi un cappello +coi papaveri. Io ti dissi che eri bella, e ti baciai sulle guance. Tu +mi stringesti al petto. Ti chiamai Nicla; e tu mi dicesti di chiamarti +sempre così.... + +--Sono passati dodici anni, amore mio!--mormorò Nicla. + +--Sì; dodici anni per me terribili, tra il fracasso e lo spavento; ma +non ho dimenticato nulla, nè di quel giorno, nè di tutti gli altri che +passammo insieme; nè quella prima parola, nè quelle che dicemmo poi. + +--Nessuna donna ha potuto cancellarmi dal tuo cuore?--domandò Nicla. + +--Quali donne? Non ne ricordo una! + +Tacquero; rimasero a fissar dal limitare il giardino che il sole +dorava; e sul terreno si profilavano qua e là nere le linee dei fusti, +le macchie chiomate delle fronde; nessun soffio alitava; frinivano +sotto i raggi roventi le cicale. + +--Ora andiamo,--disse Nicla, che teneva Brunello per mano come un +bambino.--Vuoi vedere la villa Florida? + +--Sì,--rispose Bruno. + +--Non potremo entrare,--osservò la giovane.--È occupata, e non conosco +quella famiglia. + +--Non importa; la vedrò da lontano. + +Uscirono sulla strada, e in breve giunsero alla villa Florida. + +Il cancello era chiuso; ma si vedeva di là tutto il giardino, e sul +fondo la villa cinerea, a metà coperta dall'intrico degli alberi che +le stavano innanzi. Nulla era mutato; avevan dipinto in quegli anni +più volte la villa intera e le persiane, sempre conservando il colore +smorto che s'intonava con le gradazioni di verde. Sventolava sul +frontone non più la bandiera azzurra del conte Fabiano, ma la bandiera +bianca e rossa d'una famiglia ignota. + +Bruno passò le braccia attraverso le sbarre che formavano il cancello +e rimase immobile, silenzioso, a guardare. Nicla fece lo stesso gesto, +congiunse le mani di là dalle sbarre, e pregò. + + + +XXV. + +Verso sera, vincendo l'ebbrezza che l'aveva invaso durante la gita +alla Croda e il pio pellegrinaggio a villa Florida, Brunello si mise +presso la zia Amelia che ricamava; e tenendo nelle mani una matassa di +seta dai varii colori, passava alla vecchietta le gugliate via via +ch'ella le chiedeva. + +--Non potrete dire,--osservò zia Amelia ridendo,--che io non ho un bel +cavaliere. Contassi cinquanta, solo cinquant'anni di meno, tutti mi +sarebbero addosso per tenermi lontana! + +In un angolo, Gigi Barbano chiacchierava con Nicla. + +Quella frase di zia Amelia doveva rammentargli un discorso che la zia +gli aveva tenuto mentre Nicla e Brunello erano fuori. + +La vecchietta capiva l'amicizia del ragazzo con la giovane signora; ma +n'era un poco inquieta e ne aveva detto qualche timida parola con +Gigi. Nicoletta era candida e fidente come una fanciulla; Bruno era +onesto e leale; e zia Amelia non temeva nè dell'uno, nè dell'altra; ma +temeva di qualche cosa di più forte dell'uno e dell'altra: della loro +età, dell'amore, della passione che travolge le anime pure a guisa +delle più corrotte; il candore stesso di Nicoletta era un pericolo. +Una donna astuta ed esperta sfugge le occasioni, evita le intimità; +una donna ingenua v'incappa ad ogni passo e non sa nè prevederle, nè +difendersene. + +Zia Amelia aveva fatto osservare tutto questo con abili perifrasi, +girando largo, a suo nipote. Non che volesse far vigilare i due +giovani e mostrar diffidenza; ma sarebbe stato prudente non lasciarli +sempre a viso a viso, in una familiarità della quale era difficile +ormai stabilire i confini. + +Gigi Barbano aveva risposto ch'era più sicuro di Nicoletta che di se +medesimo; che quel ragazzo gli ispirava una pietà profonda; gli avevan +tolto il padre ch'egli amava teneramente per rinchiuderlo in una casa +di pazzi donde non sarebbe uscito mai più; la madre sua, a dir poco, +leggera e volubile; il patrimonio ridotto a qualche centinaio di +migliaia di lire, le quali sarebbero durate, sì e no, un anno col +malgoverno della contessa. Che rimaneva a Bruno? L'amicizia di +Nicoletta, la fiducia di lui, Gigi. Non altro. Egli aveva promesso a +Bruno d'essere un fratello, ed era; come Nicoletta era una sorella per +lui. + +Zia Amelia non aveva insistito. + +Ma la frase voleva far presente a Gigi il colloquio di poco prima. + +--Un bel cavaliere!--disse Gigi alzandosi e avvicinandosi a +Brunello.--Un bel cavaliere che tutte le donne vorranno disputarsi! + +Nicla represse a mala pena un sussulto. + +Le parole venivano opportune a rammentar l'audacia di Claudia Viviani; +la quale, respinta, s'era messa a capo d'un gruppo di pettegole per +bene che andavano sparlando di Nicla, di Bruno, di Gigi; e certo aveva +già spedito a quest'ultimo buon numero di lettere anonime. + +--Io preferisco esser cavaliere di zia Amelia!...--rispose Brunello +sorridendo. + +--E le piccole ragazze di Parigi? e le dame bionde di Vienna?--insinuò +Gigi. + +Nicla serrò le mani per angoscia. + +--Ascolta!--esclamò Bruno, abbandonando la matassa e tendendo avido +l'orecchio. + +Dalla finestra spalancata entrava un'onda di suoni. + +Eran le campane delle reti che affioravano; eran le campane del paese +che annunziavano il vespro; eran da lungi le campane delle mandre che +tornavano alle stalle: una musica lieve portata lievemente sull'aria. + +--Com'è bello!--disse Bruno, che s'era affacciato. + +Ai colori brillanti del giorno erano subentrati i fragili colori del +tramonto: un morbido color di rosa che sfumava a poco a poco nel color +di perla; un pallido cilestre che a poco a poco sfumava nell'argento: +e l'acqua, riflettendo con delicata armonia le mezze tinte, aveva le +iridescenze dell'opale. + +Nicla s'era levata a sua volta e s'era posta a fianco di Bruno presso +la finestra. + +Ella ricordava. + +Quanto l'avevan fatta piangere quegli spettacoli di mestizia, e quei +suoni che s'intonavano alla dolcezza dell'ora! Il crepuscolo nella +campagna per lei era stato, durante lungo tempo, il più pauroso +momento della vita. Aveva perduto Brunello. Tutto diceva che non +sarebbe tornato mai più; e non aveva persone a cui confidarsi. Le +campane singhiozzavano qua, là, sui monti, in basso, da lungi e da +vicino; il sole calava tra una pioggia di cenere; e Brunello +viaggiava, chiamandola invano com'ella chiamava lui, e le loro voci +andavano disperse nella vastità del mondo. + +Ed era tornato, subitamente. + +Era a un passo, appoggiato alla finestra, l'occhio velato da soave +tristezza e un incerto sorriso sulle labbra. Era a un passo; e le +apparteneva come cosa sua, nel più profondo del cuore; ella sapeva il +pensiero di lui, ed egli sapeva il suo pensiero; ella poteva fare di +lui ciò che più le fosse piaciuto, ed egli di lei poteva disporre come +d'una schiava. + +--Amore!--sussurrò Nicla così piano, che Bruno solo udì, quasi la voce +venisse dal cuore più che dalle labbra d'una donna. + +L'eco delle campane si smorzava con lento rintocco. Il cielo era ormai +tutto grigio, e le acque riprendevano il loro color verdastro. + +Ma dal giardino sottostante s'innalzavano volute di profumi con una +sinfonia più vasta che non fosse stata tra il cielo e l'acqua. + +Erano aromi che venivano dai cespi immersi nell'ombra come in un +mistero; dardi velenosi che ciascun fiore vibrava; parole di voluttà +che esalavano dalle corolle; incitamenti al piacere che traboccavan +dai calici; e tutti insieme si dilatavano nell'aria, ebbri ed +inebbrianti, nell'ultimo spasimo della morte che impendeva, +nell'ultimo brivido che precedeva la notte. + +Salivano, oscillavano, si moltiplicavano, si diffondevano, si facevan +più acuti, bagnavano il viso, penetravan le carni di Nicla e di Bruno, +affacciati su quel prodigioso veleno. + +E Nicla aveva la visione d'infiniti piccoli mostri lascivi che si +tenevan per mano, superbi di straordinarii colori, armati d'armi +variopinte, chiomati di chiome cangianti, screziati, spruzzati, +gemmati, picchiettati, che le si serravano e le danzavano una tresca +furiosa intorno. + +Sentendosi prender dalla vertigine, si ritrasse prestamente e si +rifece a parlare con Gigi e con zia Amelia. Ma Bruno rimase alla +finestra per bere tutto il veleno che i fiori gli prodigavano e +impallidire di desiderio e di passione. + +Ogni giorno e per tutti i giorni ch'egli rimase a villa Barbano, +quella sorda tempesta andò in lui e in Nicla imperversando. + +L'uno e l'altra resistevano perchè Gigi era tra di loro, e la sua +presenza li richiamava alla realtà; innanzi a lui svanivano i sogni, e +i pensieri obliqui si ritraevano sconfitti. + +Ma il desiderio era così atroce, la lotta così vana, che Brunello +schivava la sua amica; toccava a lei andare a cercarlo e condurlo a +rivedere i luoghi più cari; pareva che la vertigine rattraesse, o che +avesse da tempo deliberato d'abbandonarvisi e di morirne. + +Gigi Barbano, il quinto giorno, annunziò che ripartiva per Milano. + +Brunello s'offerse di riaccompagnarlo. + +--No,--rispose Gigi.--Tu rimani; io starò assente un giorno e voglio +ritrovarti qui. + +Soggiunse: + +--Vi affido alla custodia di zia Amelia. + +La vecchia disse: + +--Conducilo con te; andrete e tornerete insieme. + +Gigi non rispose, e partì. L'inquietudine di sua zia lo indispettiva +come una tacita offesa a Nicoletta. + +Un'ora dopo la partenza di lui, giunse un telegramma di Clara Dolores. +Aveva scelto finalmente la campagna, e desiderava salutare Brunello. + +Egli disse a Nicla, mostrandole il telegramma: + +--Partirò questa sera. + +Nicla riflettè un istante, poi rispose: + +--Puoi partire domattina. + +E guardandolo negli occhi, soggiunse con voce breve: + +--Siamo soli!... Resta!... + + + + +XXVI. + +Andarono sul tramonto a salutare il bosco di cerri e di castagni, che +chiudeva, come perle in un monile, i ricordi più belli nelle ombre e +nei silenzii delle sue verzure. + +Non v'erano stati mai, quasi temendo che innanzi a tanta gioia e a +tanta mestizia le forze avessero ad abbandonarli. + +Bruno aspettava sulla soglia della villa. Si volse udendo il passo di +Nicla, e si sbiancò in viso. + +Ella era apparsa, tutta chiusa in un abito color d'acciaio, con un +morbido cappello bigio messo di traverso sulla chioma a guisa del +feltro d'un arlecchino; e aveva i guanti bigi lunghi fin oltre il +gomito. + +Bruno la squadrò da capo a piedi desiderosamente, e non disse nulla. + +Ma mentre s'avviavano, Nicla raccontò: + +--Sai che quando eri piccino, mi facevi qualche volta paura? Avevi di +tratto in tratto idee così strane, che mi domandavo chi tu fossi e +donde venissi. Mi sembravi un faunetto sbucato da una siepe, e pensavo +a un quadro che avevo visto a Roma e mi aveva molto offesa qualche +anno prima. + +--L'avrò veduto anch'io, forse,--mormorò Bruno. + +--Forse,--ripetè Nicla.--Alla galleria Corsini. + +Esitò un poco, e quindi aggiunse: + +--Un piccolo quadro, nel quale un fauno, appostato dietro una quercia, +allunga la mano a denudare una ninfa che dorme; e il tramonto è rosso. + +--Lo rammento,--disse Bruno. Egli era turbato; ella gaia e sicura + +--Siamo soli,--disse, varcato appena il limitare del bosco.--Non ti +senti felice? + +Il bosco era incendiato dal tramonto, sul cui fondo spiccavan più +decisi i fusti dei cerri e dei castagni; gli archi formati dalle +fronde sembravano gallerie in fiamme, dentro le quali oscillavano +stupendi riflessi d'oro. + +A mano a mano che Nicla e Brunello inoltravano, si spegnevano le voci +del mondo, e alle loro spalle si chiudevano le dense cortine di +fogliame, mosse dal brivido d'una brezza impercettibile che veniva dal +lago. + +--Ecco,--disse Nicla.--Qui in questa radura, mi sei parso un faunetto +impertinente; e qui un'altra volta mi dicesti che volevi fare uccidere +Duccio. + +--Com'è bello,--osservò Bruno,--il riflesso di porpora sul tuo vestito +d'acciaio! Sembra che la tua anima proietti una luce. + +--Ti ricordi il giorno in cui ho messo per te un abito simile a +questo?--domandò Nicla. + +--L'ultimo giorno. E tu non volevi dirmi che lo avrei indossato per +me. Io ne rimasi tanto mortificato.... + +Nicla rise. + +--È vero, è vero!--esclamò.--Abbassavi il capo e mostravi il broncio. + +--.... tanto mortificato, che finisti col confessare!--soggiunse +Bruno. + +--Strana cosa! Già allora,--osservò Nicla,--io facevo per te quel che +si fa per un amante; e tu godevi con la intelligenza d'un uomo. + +La radura s'era allargata; il terreno molle e grasso era invaso da +ampie chiazze di color porporino, simile a sangue vivo; molti alberi +eran caduti sotto la scure, e un cumulo di tronchi era disposto a +gradi sopra un lato. + +Nicla sedette. Bruno s'accovacciò ai suoi piedi. + +--Ascolta!--disse Nicla. + +Tesero ambedue l'orecchio. + +Veniva dal fondo uno stormire di foglie, un frullo, un pispigliare +sommesso, come se il bosco intero agitato dalla brezza fosse stato +percorso da un fremito voluttuoso; e di tanto in tanto qualche vecchia +corteccia si screpolava scricchiolando. + +Sole voci del mondo, giungevano confusi, quasi interrotti dall'intrico +di foglie e di rami, i suoni delle campane che la lontananza faceva +più flebili. Su qualche tronco le cicale ostinate mandavano con le +elitre uno stridulo saluto al giorno agonizzante. + +Aliava intorno lo spirito del bosco, che chiedeva ombra dopo tanto +sole. Il cielo trascolorava: si smorzava la porpora, si faceva opaco +l'oro. + +Nicla parlò sottovoce, mentre, appoggiato un gomito sulle sue +ginocchia, Bruno la guardava. + +--Qui ti ho cantato i versi la prima volta,--ella disse. + +--Sì,--rispose Bruno. + +Anch'egli parlava a bassa voce, per non turbar le armonie e la +deliziosa pace del luogo. + +--Sì, e da quel giorno ho cercato con bramosia i libri a ritrovar la +musica che tu mi avevi svelata. + +--Qui,--seguitò Nicla,--i nostri destini si fusero, e io promisi a me +stessa inconsciamente che sarei stata tua sempre. Tu potevi da quel +giorno chiedermi l'anima e t'avrei dato l'anima; l'amore, e t'avrei +dato l'amore; la vita, e t'avrei dato la vita. Io ti darò tutto +questo, bambino mio, perchè te l'ho promesso quando ancora tu non +sapevi. + +Bruno mosse le labbra, e Nicla lo fermò. + +--Ascolta!--disse. + +Il vento s'era alzato più forte; il brivido delle fronde riempiva lo +spazio. Era uno scroscio, uno schianto che scuoteva tutto fin nelle +più intime latebre il bosco, dalla vetta del monte all'estremo lembo +che fiancheggiava la strada; e dondolavano i cimi degli alberi, e le +chiome di mille verdi si mescevano; tremavan gli archi delle +imaginarie gallerie, si scomponevano, si riformavano. Un ritmo ignoto +agli uomini conduceva la lenta danza di foglie e di rami. + +Nicla rispose: + +--Ora tu mi devi giurare. + +Bruno la fissò. Spiccava sopra uno sfondo paonazzo, tutta serrata nel +suo abito d'acciaio come in una sacra armatura, e il busto svelto ed +eretto balzava su dalla sobria curva dei fianchi. Aveva nel volto +diffusa una bellezza nuova serena, e dentro gli occhi una fiamma ferma +e costante. + +--Tu mi devi giurare,--ella seguitò, vedendo lo sguardo interrogativo +di Bruno. + +--Perchè?--domandò il giovane. + +--Non chiedere. Giurami che qualunque cosa avvenga, tu non morirai. + +--Io volevo morire,--confessò Brunello, chinando la fronte,--volevo +morire. Chiederti l'amore per una volta sola, per una sola notte, e +poi morire con te. + +--No!--disse Nicla con un gesto risoluto del capo.--Devi vivere. +Giurami che vivrai. + +--Oh, amica mia,--proruppe Bruno,--io non ho mai conosciuto la +felicità. Volevo berla dalla tua bocca e morire. + +--No!--insistette Nicla.--Devi vivere. Giurami che vivrai! + +Bruno esitò un istante, poi interrogò: + +--Se giuro, tu sei contenta? + +--Sarò molto contenta. Non chiedo altro. + +--Giuro!--disse Bruno. + +--Per quel che hai di più sacro al mondo? + +--Per quello che ho di più sacro al mondo. + +--Per la vita di tuo padre e di tua madre? + +--Per la vita di mio padre e di mia madre. + +Il seno di Nicla si sollevò in un grande respiro di pace; ella afferrò +Bruno e lo strinse fra le braccia. + +--Ora posa il capo nel mio grembo,--seguitò con espressione di gaudio +che le tremava nella voce e le traluceva dallo sguardo.--E ti dirò il +canto che ti piaceva, bambino! + +Curva su di lui, sfiorando con le mani leggere il volto e i capelli di +Bruno che le apparteneva, disse con la voce limpida di cristallo, +armonica di penombre e d'inflessioni: + + Ti rapirò nel verso; e tra i sereni + Ozi de le campagne a mezzo il giorno, + Tacendo e rifulgendo in tutti i seni + Ciel, mare, intorno, + Io per te sveglierò da i colli aprichi + Le Driadi bionde sovra il piè leggero + E ammiranti a le tue forme gli antichi + Numi d'Omero. + +Bruno aveva chiuso gli occhi e scivolava lentamente in un abisso +profondo di voluttà. + +Gli venivano incontro, recati da quella voce ch'era per lui divina, +gli incantevoli ricordi della sua infanzia. Ed era ancora fanciullo, e +le formidabili cose della vita, e il ghigno del destino e le ansie e +le torture e le speranze cupe e il bisogno di guerra e la strada +spalancata innanzi ch'egli doveva percorrere fra i triboli fino al +fondo, e i dèmoni che lo rodevano, e l'odio e il dispregio che gli +davano amaro alla bocca, e il sarcasmo e la sottile ironia velenosa, +tutto era scomparso come sparivan le furie di Saulle al dolce tocco +dell'arpa di Davidde. + +E una giocondità sconosciuta gli saliva dal cuore, una confidenza +nella sorte, che è arcigna un giorno, e un giorno generosa. + +Non lo circondavano ancora le braccia della donna infinitamente amata? +Non susurrava ancora intorno a lui il diletto bosco? E la luce non era +ancor tutta porpora e di viola e d'oro? Non aleggiava la musica +sovrumana dei sogni sconfinati che lo esaltavano in altri tempi? + +Ecco; tornava fanciullo; era il faunetto impertinente; pensava alla +Croda grinzuta, al Re moro, alla bandierina con l'asinello, e voleva +far uccidere Duccio che aveva offeso Nicla. + + Noi coglierem per te balsami arcani + Cui lacrimâr le trasformate vite, + E le perle che lunge a i duri umani + Nudre Anfitrite. + Noi coglierem per te fiori animati, + Esperti de la gioia e de l'affanno: + Ei le storie d'amor dei tempi andati + Ti ridiranno. + +Balsami arcani, veramente, erano stati colti per lui. + +Che poteva ancora chiedere? Tutta l'anima d'una vergine sbocciata +appena, gli si era votata per l'esistenza intera. Tutta l'anima d'una +donna senza macchia gli si era data per sempre. + +Egli l'aveva incatenata al suo destino, ed ella non viveva senza di +lui; egli poteva distruggerla o levarla in alto, farla sbiancar di +contento o morire d'angoscia. Che doveva più chiedere? Serrava nel +pugno la sorte d'una creatura umana. + +A vent'anni, quando gli altri balbettano appena le prime parole della +scienza di vivere, egli era un dominatore. Doveva partir di là, +frangere i ceppi, scagliarsi nella lotta per giungere alla gloria; e +gettar quella corona ai piedi della donna, pronta a gettare per lui +l'aulente corona della vita. + +Due lagrime gli brillarono un attimo sulle ciglia e scesero silenziose +per le guance. + +Nicla, curvandosi un poco, lo baciò sulla bocca. + +Egli si svincolò dalla stretta e si guardò intorno. + +--Amore mio,--disse,--è tardi! + +Si levò; e Nicla si levò pure con un atto di pigrizia. + +La luce andava mutandosi. + +Mentre Nicla cantava, l'oro, la porpora s'erano illanguiditi. + +Prima d'indossare il suo mantello d'ombra che lo avrebbe affondato tra +le altre ombre, tenebra nella tenebra, il bosco si rivestiva d'un +manto di viola in cui vibravano gli ultimi riflessi del sole e poche +pagliuzze d'oro pallido. + +Le fronde avevano moltitudini di velluto, e la radura era un'ampia +distesa, un tappeto vasto sul quale avrebbero danzato tra poco e +amadriadi e satiri; e tutto era circonfuso da quella luce di viola, +che partendo dai morenti sprazzi sanguigni del cielo, sfumava e si +perdeva in toni infiniti di bigio e di ferrigno. + +Ritti in piedi, Bruno e Nicla s'abbracciarono. + +Poi ella abbassò la testa con grazia, perchè il faunetto impertinente +potesse baciarla dietro l'una e l'altra orecchia, come aveva pensato +fanciullo, come aveva desiderato più tardi, come aveva sognato sempre. + +--Andiamo!--disse Nicla, scuotendosi. + +E tenendosi per mano, s'avviarono. + +Precipitava l'ombra alle loro spalle; il manto di viola divenuto +grigio si faceva rapidamente fosco; l'armonia dei colori si dissolveva +nel buio, il vento sibilava tra i rami e aggirava in terra le foglie a +ballo tondo. + +Quando furono all'estremo limite, si baciarono di nuovo. + +E Nicla disse con voce ferma: + +--Fanciullo, vieni da me stanotte! + +Poi vedendo che il fanciullo si scolorava in volto, soggiunse +imperiosa: + +--Ti aspetto! + + + +XXVII. + +Durante la notte, il vento aveva soffiato senza posa, adunando grosse +nubi pesanti. + +Con un'occhiata al cielo, Nicla comprese che tra poco si sarebbe +scatenato all'improvviso uno di quegli uragani brevi e furibondi, che +danno al lago l'aspetto e la veemenza irresistibile d'un mare in +tempesta. + +Discese per accompagnar Brunello alla stazione. + +Divorato come da una sottil febbre, trasfigurato e vacillante ancora +di gioia, egli le andò incontro. + +Lo staffiere aspettava a pochi passi con la valigia. + +--Il mio treno s'incrocerà con quello che riconduce vostro +marito,--fece Bruno ad alta voce.--Gli direte, ve ne prego, che io +torno domani? + +--Gli dirò,--rispose Nicla. + +E quando furono in carrozza, si avvinghiarono per le mani con una +stretta tenace. + +--Ti ricorderai di me, sempre?--interrogò Nicla. + +Egli la guardò attonito. + +--Perchè questa domanda? Non sarò di ritorno tra poche ore? + +--Rispondi!--ordinò Nicla. + +--Potessi vivere secoli,--rispose Brunello,--mai nulla e mai nessuno +riuscirebbe a farti dimenticare. + +Ella sorrise contenta + +Era vestita d'un abito bianco leggero; quando aveva conosciuto +Brunello, era tutta bianca; quando l'aveva ritrovato, era tutta +bianca, chiusa nell'ermellino; e lasciandolo quel giorno, era tutta +bianca. I suoi occhi sfavillavano. + +--Ricordati,--ella disse ancora,--ciò che mi hai giurato ieri sul +tramonto. + +--Potrei dimenticare un giuramento, il primo giuramento che ti ho +fatto?--rispose Brunello. + +Allorchè furono alla stazione, ed egli stava per salire sul treno, la +donna seguitò a bassa voce: + +--Desidero baciarti. + +Si guardò intorno; la stazione era popolata di villeggianti in attesa +del treno che doveva giungere da Milano. + +--È impossibile!--disse. + +E con voce in cui era tutto lo schianto d'un'anima, soggiunse: + +--Addio, Brunello; addio, bambino caro; addio, passione; piccolo fauno +impertinente! Io sono felice!... + +--Io sono felice!--rispose Brunello,--a domani! + +Posò brucianti le labbra sulla mano di lei; poi dal treno salutò di +nuovo più volte. Ella rispose, e stette a guardare le vetture nere che +si dilungavano, che sparivano tra nugoli di vapore candido; +impietrita, immobile, assorta, già fuori del mondo. + +Poi si volse. + +Il suo viso pareva rimpicciolito da un'espressione di dura volontà; +gli occhi, perduto lo sfavillio di poco innanzi, avevano una luce +raccolta e fosca. + +Scese dalla carrozza innanzi alla villa e si allontanò verso la +darsena. + +Con una lucidità fredda, in cui si sentiva il pensiero lungamente +preparato, entrò nella darsena, sciolse la _Saetta_, la piccola lancia +nera che sopravanzava d'un solo palmo il pelo dell'acqua; afferrò i +remi, e uscì al largo. + +Il tempo s'era rincupito; le nuvole parevano salir buie e gravi da +dietro i monti come da una vasta fucina, e le acque cominciavano ad +agitarsi, sotto il soffio del vento. + +Nicla guardò se nessuno fosse sulla spiaggia, che potesse scoprirla. +La spiaggia era deserta. + +Allora vogò con forza per arrivare presto nel mezzo del lago; e vide +che le venivano incontro ondate paurose, verdastre, coronate di spuma +a guisa d'una ricca frangia. La _Saetta_ fu bruscamente sollevata in +alto, una e due volte; poi imbarcò un'ondata a poppa. + +Era finita. Nicla sentì che s'inabissava. + +Incrociò le braccia e mormorò a fior di labbra: + +--Brunello! Amore mio!... + + +XXVIII. + +La contessa Clara Dolores accolse il figliuolo molto gentilmente. + +Aveva accettato l'invito d'una famiglia amica, la quale si proponeva +di compiere il giro del Cadore in automobile. + +--Ho voluto parlarti prima di partire,--ella disse a Brunello con +insolita gravità. + +Era seduta nel salotto, fra valigie e bagaglie che doveva spedire per +ferrovia. + +Brunello, scorgendo le sedie e la poltrona ancora sovraccariche di +roba, vesti, libri e gingilli, prese posto sul coperchio d'un baule, +come quando piccino teneva tra le braccia il Re moro e meditava +intorno alle nequizie del mondo. + +--So che tu sei ospite di villa Barbano,--seguitò la contessa. + +--Sì, mamma,--rispose Brunello.--Sono corso qui a salutarti, e +ritornerò domani sul lago. + +--Chi c'era in villa?--domandò Clara Dolores. + +--Nicla, suo marito, e la zia Amelia. + +--Sempre? + +--No. Ieri Gigi è tornato a Milano e ci ha lasciati soli. Stamane +dev'essere tornato in campagna. Ma perchè mi domandi? + +--Vi ha lasciati soli,--ripetè la contessa. + +Esitava, quasi avesse qualche cosa di difficile a dire. + +--Mi hai presentato tu stesso il signor Barbano,--seguitò.--È un +gentiluomo, e si sente che ti ama come un fratello. + +Bruno strinse le labbra, volgendo impacciato il capo a guardar fuori +della finestra. + +--Non è vero?--riprese la contessa. + +--È vero!--confermò Bruno.--Come un fratello! + +Vi fu un breve silenzio. Clara Dolores esitava ancora. Infine si +decise: + +--So che tu ami molto Nicoletta e che Nicoletta ti ama molto. Sarà +oggi forse più bella di quando l'ho conosciuta. Ebbene, figlio mio, tu +che sei onesto, devi allontanarti da lei.... + +--Che cosa dici, mamma?--esclamò Bruno, quasi con un grido, alzandosi +in piedi.--Sarebbe come se tu mi proponessi di strapparmi il cuore. + +--Lo so,--rispose Clara Dolores.--Ti propongo una cosa terribile. Ma a +lei, a Nicoletta, io non posso parlare, e potessi anche, non dovrei. +Non ne ho alcun diritto. + +Riflettè un istante, e quindi proseguì: + +--So anche dove andate: andate incontro a una passione che vi spezzerà +tutti. Figliuolo mio, perdonami se ti dico questo. Nicoletta non saprà +mai resistere. È stata sempre tua; non ha amato che te in tutti questi +anni, ha posto come scopo della vita non la felicità sua propria, ma +la tua. Ti si darà perchè ti appartiene, con la semplicità d'una donna +che non può più ragionare. Tu devi salvarla. Non ritornerai sul lago. +Non ritornerai più. Partirai oggi stesso con me. Darò io gli ordini. + +S'interruppe. + +Bruno le si era gettato ai piedi e le si aggrappava alle vesti come un +bambino. + +--Mamma,--supplicò,--un giorno solo! Concedimi un giorno! Lascia ch'io +la riveda, che le dica addio! Partirò con te poi, ti obbedirò; ma +dammi l'ultima gioia, l'ultima disperazione di rivederla. + +Clara Dolores scosse il capo e aggiunse risolutamente: + +--No. Nemmeno un'ora! Sareste perduti! Tu sei già pazzo; lo sento +nella tua voce. Ascoltami bene, Brunello. In qualunque altro caso e +per qualunque altro uomo, io avrei fatto finta di non vedere e di non +capire. La vita è lotta, e ciascuno si difenda come può. Ma Gigi +Barbano ti ha gettato le braccia al collo, me lo hai raccontato tu +stesso, e ti ha aperto la casa e ti ha dato il nome e i diritti d'un +fratello. E io non posso sapere e tacere, indovinare e permettere. Non +si tradisce l'ospitalità d'un uomo come il marito di Nicla. + +--Mamma, mamma,--interruppe Bruno, sempre inginocchiato innanzi alla +contessa.--Tu non comprendi? Come potrei spiegare a Gigi la mia +partenza subitanea? Gli ho promesso di tornare! + +--Spiegherò io. Scriverò io oggi stesso,--promise Clara Dolores.--Gli +dirò che sono malata, che parto per una cura e che desidero averti con +me. Scriverai anche tu la stessa cosa. Farò scrivere dal medico, se +non basta, perchè tutto sia chiaro. Ma tornare laggiù, mai, neppure +per un'ora! Non si tradisce un uomo come il tuo amico. + +Bruno si levò in piedi. + +--Sei implacabile!--disse.--Vuoi che Nicla e io moriamo. + +--Non morirete; sarà una spaventevole prova, ma ne uscirete +vittoriosi,--rispose calma la contessa.--Lo dovete alla vostra +coscienza e al vostro onore. + +--No, no, no!--disse Brunello, scuotendo il capo.--La coscienza, +l'onore, sono parole: io non posso vivere senza Nicla, e Nicla non può +vivere senza di me. + +La contessa si levò pianamente e avvicinatasi al giovane gli osservò: + +--Tu parli già come in delirio, figliuolo mio. Se tuo padre fosse qui, +ti pregherebbe con me. + +--Mamma,--balbettò Bruno.--Il papà mi pregherebbe? Tu credi? + +--Ne sono certa,--disse Clara Dolores con fermezza.--Egli ha commesse +molte leggerezze nella sua vita, e lo sappiamo, e ne è stato troppo +punito. Ma io so che non avrebbe mai tradito l'ospitalità d'un amico. +Egli sognava che tu fossi forte. E dov'è la tua forza, se non sai +vincere una battaglia, una grande battaglia? Ti domando questo +sacrificio in nome di tuo padre, che te ne sarebbe grato! + +E parlando, scrutava sul volto bianco e disfatto del figlio le fasi +della lotta che s'era scatenata furiosa nel suo cuore. + +--E che varrà questo sacrificio,--disse Brunello a un tratto,--s'egli +non lo saprà mai? + +--La pace della tua Nicla non varrà dunque nulla essa pure?--domandò +la contessa. + +--Mamma, lascia ch'io la riveda,--implorò di nuovo Brunello.--Un +giorno solo. Le dirò ciò che tu mi hai detto; la pregherò d'essere +forte come sarò forte io. + +--Ah, bambino, e cadrete nelle braccia l'una dell'altro!--esclamò +Clara Dolores. + +Quindi seguitò, inesorabile: + +--No, neppure un'ora, neppure un minuto! Vi rivedrete fra dieci +anni!... Non credevo, Brunello, che nemmeno il pensiero di tuo padre +riuscisse a piegarti.... È dunque una passione che non conosce più +nulla di sacro e non s'arresta davanti a nulla? + +Bruno esitò ancora un istante; poi con uno sforzo supremo, dichiarò: + +--Ti obbedisco! + +E a capo basso uscì, allontanando dolcemente sua madre che aveva +aperto le braccia per serrarlo sul petto. Ma quando giunse nello +studio, sentì che precipitava in un abisso. + +Nicla era stata sua la notte prima. Ed egli fuggiva? E come confessare +a sua madre che ormai era troppo tardi, ch'egli non poteva abbandonare +una donna, la quale gli aveva dato l'ultima, la più grande, +indimenticabile prova del suo amore? + +Seduto innanzi al tavolino, con la penna appuntata sulla carta, +cercava invano una parola, una frase, che non fossero vili.... + +Udì battere discretamente all'uscio. + +--Avanti!--disse. + +Entrò il Salapolli. + +--È arrivato un telegramma per lei, conte,--egli annunziò. + +--Sarà Gigi,--rispose Brunello,--che insiste perchè non manchi domani. +Leggi pure. + +E tornò a cercar nella mente una frase, una parola, che non fossero +vili; ma non udendo più voce dal Salapolli, girò il capo verso di lui, +e lo vide bianco, terreo, muto, col telegramma aperto nelle mani +tremanti. + +Gli fu sopra d'un balzo, gli strappò il telegramma dal pugno. Cinque +parole. + +«Nicla annegata. Vieni subito. Gigi». + +La sua bocca si aperse a un grido rauco, che somigliava all'urlo d'una +belva ferita a morte; e battendo l'aria con le braccia, Brunello +Traldi precipitò al suolo, di schianto. + + + +XXIX. + +Bruno Traldi fu per più mesi ammalato, e vegliarono al suo capezzale +la madre e il vecchio Salapolli. + +Il male era strano; una invincibile malinconia struggeva il giovane; +di tanto in tanto i medici esponevano una teoria nuova e prescrivevano +una nuova cura. Brunello non potè salvarsi dai medici e dai mali che +grazie alla sua fresca età. + +Era condannato a vivere; aveva promesso di vivere, solennemente. + +E il sacrificio di Nicla sarebbe stato vano, s'egli dalla vita non +avesse tratto forza a lavorare e a gettar qualche luce su quel nome +dei Traldi di San Pietro, il quale era stato caro a lui quanto alla +sua amica scomparsa. + +Entrato appena in convalescenza, si mise all'opera; e diciotto mesi +dopo il giorno di sventura, il libro di Bruno Traldi vide la luce. + +Aveva da lungo tempo imaginato un poema, un romanzo di gioia e di +fede; e inesorabilmente doveva creare un poema di sconfinata angoscia. + +L'umanità cieca che s'avvolge a spirale su sè stessa come s'avvolge il +serpe in numerosi anelli; le schiere bestiali di gente nata a far +folla e a brulicare come una verminaia; le illusioni di coloro i quali +credono alla gloria, rumore di cento anni, e lottano per trovar posto +fra gli eletti, che formano essi medesimi una folla di cui tutti in +breve si dimenticano; il galoppo incessante di popoli e di razze che +conclude in un baratro, nel nulla; l'inutilità fatale dell'opera e +l'inutilità fatale dell'ozio: questo era il quadro, in cui si +muovevano i suoi personaggi. E si muovevano con franchezza, condotti +da mano maestra. Egli aveva sì precocemente e intensamente vissuto e +dentro gli occhi portava tante diverse visioni del mondo, che +un'acerba esperienza e un penetrante spirito d'osservazione avevan +potuto dettargli pagine stupende per verità e per colore. + +Fu prima un susurro intorno al libro, poi un fracasso insostenibile. + +Dissero alcuni che non si trattava d'un poema ma d'un romanzo; dissero +altri che non si trattava d'un romanzo ma d'un poema; e non potendo +classificarlo esattamente, i critici s'irritarono. In nome della +virtù, non pochi si scagliarono contro il giovane frollo e sfiduciato +che invece di infiammar le genti, le scorava, invece di drizzar +l'ingegno straordinario a predicar qualche fede, adunava tutte le sue +forze a seminar lagrime e disperazione. + +Menava una guerra sorda e tenace contro di lui Duccio Massenti; il +quale andava scalmanandosi per l'immoralità del libro, immorale non di +quella immoralità sciocca e villana che consiste nelle scene e nelle +parole e che il pubblico fugge; ma di una immoralità congenita, senza +farmaco possibile, ch'era in tutta la sostanza dell'opera, nel sangue +e nel midollo. E un articolo, certo inspirato da Duccio Massenti, +faceva qualche allusione alla vita dell'autore, ai disordini di cui +era stato testimonio, a una passione cupa tragicamente finita, di cui +era stato protagonista; allusioni coperte, esposte con prudenza, che +Bruno e i suoi intimi potevano comprendere e che sfuggivano agli +altri. + +Bruno Traldi lesse l'articolo e sorrise di dispregio. + +--Nicla me lo aveva detto,--confidò al Salapolli.--Duccio Massenti +sarebbe diventato un mio nemico mortale. Egli voleva sposare Nicla, +poi diventar padrone di casa mia, poi consigliarmi e condurmi; e +perchè nessuno di questi tre fini gli è riuscito, mi odia. + +--La signora benedetta,--rispose il Salapolli,--non aveva previsto +però, e nessuno poteva prevederlo, che Duccio Massenti sarebbe stato +anche un imbecille; perchè nulla giova meglio a un libro e a un autore +che le polemiche, le ingiurie e le accuse. + +Bruno alzò le spalle. + +Il rumore saliva; molti critici confessavano d'essere innanzi a un +ingegno strapotente, il quale cominciava con la sicurezza d'un +maestro. Nessuno voleva credere che l'autore non contasse per anco +ventidue anni, e un giornale ne pubblicò il ritratto. + +Si leggevano in quel volto chiaro dalle linee ferme e dal mento breve +un'anima amara e una volontà ostinata; e tuttavia la giovinezza, una +giovinezza senza sorriso, era nella persona dritta come uno stelo e +pronta a scattare in corsa. + +Il pubblico si gettò sul libro con avidità; e il libro avvelenò molte +anime ignare; il tossico ch'era in tutta la vita di Bruno Traldi +serpeggiava, entrava nelle fibre, recideva i nervi. + +Solo, vicino a Bruno Traldi, in un cantuccio, stava il vecchio +Salapolli, che s'ubbriacava di quel trionfo come d'un liquore +portentoso; in silenzio, perchè Bruno non voleva udirne parlare. + +Onde il Salapolli ne parlava qualche volta con la contessa. Diceva: + +--È la gloria. È il genio. + +E batteva le palpebre quasi non avesse potuto sostener la luce che +sfolgorava intorno alla figura del diletto alunno. E con gli occhi +umidi soggiungeva: + +--Se il conte Fabiano potesse comprendere!... Quale consolazione ne +avrebbe!... Come sarebbe superbo! + +Ma un giorno la contessa Clara Dolores scosse il capo. + +Ella aveva da tempo rinunziato ai piaceri del mondo per stare a fianco +del figliuolo, a cui prodigava un tesoro di materna sollecitudine. + +E scosse il capo, e rispose: + +--Voi mi fate paura, caro amico. La gloria e il genio non hanno dato +mai, a chi doveva portarne il peso, se non dolore. Io vorrei che mio +figlio non avesse gloria, non avesse genio; e che la vita gli +sorridesse, come sorride agli ignoti e ai mediocri. + + + + +XXX. + + +Bruno Traldi era passato indifferente attraverso altri frastuoni. E +neppur la vittoria lo commoveva, quasi ne fosse stato sempre certo. + +Fuggiva quanto era possibile il mondo. La sua vita oscillava tra la +tomba dei vivi in cui suo padre vegetava ancora, e la tomba battuta +dal vento e dalla neve e dalla pioggia e lambita dal sole, in cui era +stata composta la salma di Nicla. + +Andava spesso a trovarla, e la raccomandava amorosamente al guardiano +perchè nulla le mancasse intorno. + +Chiedeva a quella memoria la forza di vivere, come aveva giurato. + +Dandosi a lui per sempre, Nicla gli aveva gettato ai piedi l'aulente +corona della vita. Ed egli gettava ai piedi della cara ombra la corona +intossicata della gloria. + +Ma assorto innanzi alla candida tomba, gli era avvenuto più volte di +stendere le braccia nel vuoto, mentre le sue labbra susurravano il +ritornello che il vecchio maestro cantava a lui bambino: + +«Tu dormi alle mie grida disperate--E il gallo canta e non ti vuoi +svegliare». + + +FINE. + + + + + + + +End of Project Gutenberg's La freccia nel fianco, by Luciano Zùccoli + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA FRECCIA NEL FIANCO *** + +***** This file should be named 27979-8.txt or 27979-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/2/7/9/7/27979/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/27979-8.zip b/27979-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..d5fb2b7 --- /dev/null +++ b/27979-8.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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