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authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 02:36:54 -0700
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+The Project Gutenberg EBook of La freccia nel fianco, by Luciano Zùccoli
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: La freccia nel fianco
+
+Author: Luciano Zùccoli
+
+Release Date: February 3, 2009 [EBook #27979]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA FRECCIA NEL FIANCO ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive)
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+ LA FRECCIA NEL FIANCO.
+
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+
+ OPERE DI LUCIANO ZÙCCOLI
+
+ (Edizioni Treves).
+
+
+ ROMANZI:
+
+ _La volpe di Sparta_. 4.^o migliaio L. 3 50
+ _La freccia nel fianco_. 9.^o migliaio 3 50
+ _L'amore di Loredana_. 8.^o migliaio 3 50
+ _Farfui_. 7.^o migliaio 4 --
+ _Romanzi brevi_. 5.^o migliaio 4 --
+ (Casa Paradisi--Il giovane duca--Il valzer del guanto).
+ _Ufficiali, sottufficiali, caporali e soldati...._
+ 8.^o migliaio 1 --
+ _I lussuriosi_. 6.^o migliaio 1 --
+ _Il designato_. 4.^o migliaio 1 --
+ _Roberta_ 3 50
+ _Il maleficio occulto_ 3 50
+
+ NOVELLE:
+
+ _Primavera_. 4.^o migliaio 3 50
+ _La Compagnia della Leggera_. 3.^o migliaio. 3 50
+ _Donne e fanciulle_. 6.^o migliaio 3 50
+ _L'Occhio del Fanciullo_. 3.^o migliaio 3 50
+ _La vita ironica_. 3 50
+ _Novelle prima della guerra_. 3.^o migliaio. 3 50
+
+
+
+
+ La freccia nel fianco
+
+ ROMANZO
+
+ DI
+
+ LUCIANO ZÙCCOLI
+
+
+
+ MILANO
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 9.^o migliaio.
+
+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA.
+
+
+
+ _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati
+ per tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda._
+
+ Si riterrà contraffatto qualunque esemplare di quest'opera che
+ non porti il timbro a secco della Società Italiana degli Autori.
+
+
+
+ Tip. Fratelli Treves--1917.
+
+
+
+
+
+ PRIMA PARTE.
+
+
+ ....fiori animati
+ esperti de la gioia e de l'affanno.
+
+
+
+
+I.
+
+
+S'eran conosciuti, una mattina di vento e di sole, in un piccolo paese
+sulle rive del lago.
+
+Egli aveva otto anni e si chiamava Brunello. Un giorno doveva essere
+il conte Bruno Traldi di San Pietro, con un largo stemma, varii titoli
+d'antichi dominii perduti e quel tanto di patrimonio che Fabiano suo
+padre, giuocatore, avrebbe potuto lasciargli.
+
+Ella si chiamava semplicemente Nicoletta Dossena, apparteneva a
+famiglia borghese arricchitasi nell'industria; contava diciotto anni,
+era dritta nell'anima come nel corpo; alta e formosa.
+
+Il piccolo Bruno aveva già girato il mondo.
+
+Recava dentro di sè una malinconia e una rabbia di ribellione, un
+germe di scoramento e una volontà d'ostinazione meditata, un gusto di
+beffardaggine incosciente, che in così tenera anima sbigottivano e
+parevano straordinarii.
+
+Non aveva mai potuto vivere in pace quei suoi pochi anni di vita.
+
+La madre, Clara Dolores, divisa dal conte Fabiano, voleva il figlio;
+il padre lo toglieva alla madre: Bruno stava ora con l'una, ora con
+l'altro; più spesso col padre, più volontieri con la madre; avvenivano
+liti, lavoravano avvocati, si scambiavano lettere e telegrammi e carta
+bollata per averlo. E da ultimo era intervenuta anche la famiglia del
+conte Fabiano, madre e fratelli, per toglierlo ai due coniugi in
+guerra e metterlo in collegio.
+
+Quand'era con Fabiano, godeva una libertà pericolosa e piena; la madre
+lo teneva nascosto come un gioiello perchè non glielo portassero via;
+i parenti non erano riusciti ancora ad averlo, e gli uomini di legge
+avevan trovato ragione a costruire sulle pretensioni di quella
+famiglia un edificio di cause e di beghe, il quale non sarebbe finito
+mai più, ma fruttava molto agli avvocati delle varie parti.
+
+Per tutte queste ragioni degli altri, Bruno aveva corso il mondo, ora
+con la mamma, ora col papà, e ricordava d'aver visto sfilare sotto gli
+occhi le città, le campagne, i monti, in treno, in carrozza, in
+diligenza, a dorso di muletto.
+
+Era riuscito, tra quel tumulto, a imparare a leggere e a scrivere e si
+dava grandi arie per questo coi piccoli amici che veniva a conoscere
+qua e là, in un albergo di prim'ordine o in una casupola di contadini.
+
+Suo padre gli insegnava qualche cosa, di tanto in tanto, per
+capriccio; sua madre lo istruiva meglio, con maggior costanza. Aveva
+avuto qualche maestro privato, una istitutrice giovane e bruna che
+stava presso suo padre, e di cui udiva parlar molto male da sua madre.
+
+Egli non ascoltava se non ciò che poteva divertirlo, si faceva una
+specie di coltura a brani, e un giorno voleva dipingere come Clara
+Dolores, un altro prender le sue note di viaggio come Fabiano, un
+terzo vivere non facendo nulla o guidando i cavalli.
+
+Il conte Fabiano aveva venduto, ricomprato, tornato a vendere la sua
+scuderia; ma dovunque andava, teneva carrozza; sontuosa o no, a
+seconda dei colpi di fortuna.
+
+Talora egli e il bambino erano ricchi e scialavano; talora veniva una
+raffica dal tappeto verde, che portava via quasi tutto. Scendevano
+allora dall'albergo di prim'ordine a qualche albergo pieno di poesia e
+d'incomodi, in un paesetto qualsiasi; la carrozza spariva; si vedevano
+intorno a Fabiano certi uomini melliflui e diffidenti che gli
+procuravan danari.
+
+E allora Fabiano e Brunello ripartivano, riprendevano la vita grande,
+sin che la mamma sopraggiungeva, faceva una scena a Fabiano e si
+portava via Brunello.
+
+Con lei, il bambino tornava bambino; andava a letto presto, mangiava
+regolarmente tre volte al giorno, in ore fisse: studiava un poco,
+giuocava, non aveva per amici i domestici e i cocchieri, ma altri
+piccoli ragazzi, che gli parevano molto stupidi; si lasciava cullare
+da tenerezze continue e si annoiava leggermente. Aveva al suo seguito
+un cane di Terranova con pochissime pulci, mentre il barbone del papà
+ne formicolava un giorno e l'indomani, per improvviso ordine del
+conte, pareva tutto di seta, e puzzava di mille profumi che lo
+facevano starnutare ad ogni passo.
+
+D'improvviso ricompariva il papà. Egli minacciava di bruciarsi le
+cervella se non gli restituivano il bambino; la mamma correva
+dall'avvocato, poi sveniva, e il bambino finiva col riprendere la
+strada insieme al padre.
+
+Brunello viveva di questa vita, dalla nascita, attonito, impassibile,
+osservando; non poteva affezionarsi nè a luogo nè a persona, e si
+contentava d'aver qualche preferenza; la madre, il padre, i parenti, i
+conoscenti, gli sembravano curiosi e simpatici, quantunque sentisse
+che poteva fidarsene mediocremente.
+
+C'era del fracasso, dell'impreveduto, della commedia, nella sua
+esistenza. Capiva ch'egli era causa o pretesto, o a vicenda pretesto e
+causa di tutto un congegnoso affanno; e assisteva, inconsapevole
+spettatore, alla commedia, senza potersi dire s'egli valeva o non
+valeva tanto da commuovere i personaggi, ch'erano cospicui e a lui
+parevano grandissimi.
+
+Intanto viaggiava; egli, il padre, il cane barbone che si chiamava
+Tiè, e molti bauli; un intero baule serviva pei balocchi, magnifici e
+varii, acquistati da Fabiano con la prodigalità che questi usava in
+tutte le cose di sua vita.
+
+Ma qualche volta Bruno era colto da malinconia e da scoramento. Voleva
+la mamma, se era col papà; o voleva il papà, se era con la mamma. Quei
+due non potevano star mai insieme e in pace; e questo inconveniente lo
+disturbava molto.
+
+Arrivavano in un paese, gli portavano nella camera il baule perchè si
+divertisse, e Bruno toglieva dalla compagnia delle marionette il Re
+moro, e arrampicatosi con quello sul coperchio, rimaneva seduto
+malinconico a sognare.
+
+Poi c'erano i giorni in cui pioveva e nevicava. In alcune città, la
+pioggia e la neve parevan più uggiose che in qualunque altro luogo del
+mondo; non s'udiva che il rumore di qualche carrozza, lo scalpito d'un
+ronzino, a lunghi intervalli.
+
+Bruno passava ore con la fronte e il naso schiacciato contro il vetro
+d'una finestra a guardar nella via una processione d'ombrelli, o su in
+alto qualche raro volo di colombi e di passeri.
+
+Erano i giorni in cui non si faceva niente di bello, non si usciva a
+passeggio, non si andava a teatro, non si mangiavano i dolci nelle
+pasticcerie; e non perchè pioveva o nevicava, ma perchè il babbo aveva
+pochi quattrini o anche non ne aveva punti, e stava ad aspettarli.
+
+Bruno aspettava egli pure, soffiando sui vetri e disegnando pupazzi
+col ditino nel velo del fiato; ma ciò non bastava a divertirlo.
+
+Finalmente Fabiano aveva avuto una buona idea ed era partito col
+figlio per una città che sorgeva di là dalle pianure e dalle montagne,
+oltre i fiumi mormoranti nella loro spuma argentea.
+
+E dentro la città, Bruno aveva trovato un tramestìo che non aveva mai
+visto, un passaggio continuo di carrozze e di omnibus a tre cavalli e
+di carri e di carrette, e gente che galoppava tutto il giorno e
+fracasso e urti e fretta e scalpitar di zoccoli ferrati sul selciato
+liscio.
+
+Di sera, una festa di lumi ovunque, in lunghe file sulle rive d'un
+fiume, a tondo sulle piazze, in alto dentro le case, nei larghi spazii
+delle vetrine; e lo scalpito e il tumulto non cessavano mai.
+
+La casa di Fabiano fu subito frequentata da ufficiali che vestivano
+chiassosamente coi calzoni rossi, le giacche azzurre e gli alamari
+bianchi alle giacche; e venivano anche damine gentili molto odorose.
+
+Tutti parlavano una lingua diversa dall'italiano; chiacchieravano,
+ridevano,--il salotto pareva un'uccelliera coi più garruli
+uccelli,--prendevano il tè col babbo, che parlava quella lingua
+speditamente, ciò che a Brunello dava idea che anche suo padre fosse
+uno straniero.
+
+C'era in salotto un bel piano a coda ornato di ricchi bronzi, e ora un
+ufficiale vi si sedeva innanzi a suonare un ballabile senza freno, ora
+una giovane,--tutte le donne che venivano per casa erano
+giovani,--cantava una lenta languida romanza.
+
+Bruno era accompagnato in salotto all'ora del tè.
+
+Le damine gli si affollavano intorno ad accarezzarlo; ma di molte
+parole che gli si rivolgevano egli non capiva che il suo nome un po'
+stroppiato nelle vocali; e seguivano espressioni che dovevano essere
+graziosissime, perchè tutti sorridevano approvando. Solo il bambino
+sbuffava impaziente.
+
+Il papà gli dava un bacio, e lo lasciava tra quelle sottane, perchè
+egli stava giuocando, seduto a un tavolino con gli ufficiali. Molto
+danaro e un mazzo di carte attraevan tutta la loro attenzione, e da
+quell'angolo non venivano risate.
+
+Le donne facevan musica, cinguettando, si prendevan Bruno come una
+piccola scimmia innocua e se lo mettevan sulle ginocchia; o lo
+lasciavan dormire in un cantuccio del divano, o lo portavano in
+braccio, o se lo facevano arrampicare sul collo o si sdraiavano a
+terra con lui a giuocare coi soldatini.
+
+Egli s'era abituato così ai profumi, alle vesti seriche, alle mani
+dalle unghie dipinte, agli occhi ombreggiati, ai colli bianchi, ai
+capelli morbidi, che sprigionavano olezzi misteriosi, alle caviglie
+sottili, a tutte le malizie dell'eleganza; e precocemente aveva capito
+che le giovani eran balocchi degli uomini; ogni ufficiale n'aveva una;
+com'egli era un balocco tra quei balocchi di lusso.
+
+Viveva da piccolo animale non anco pericoloso, tollerato e un poco
+beffeggiato, piuttosto sul tappeto e sul divano che dritto in piedi; e
+la sua crudeltà infantile si scapricciava con quelle ragazze,
+calpestandole, pungendole, scompigliandone i capelli, come la crudeltà
+degli altri bambini si sazia torturando le mosche.
+
+Ma avveniva che d'improvviso, ricordando d'avere un figlio e di
+doverne rispondere, Fabiano non si occupasse che di lui. E non era
+piacevole, quantunque avessero detto a Bruno i maestri e le
+istitutrici che l'amore paterno e l'amore materno sono due grandi
+tesori nella vita.
+
+Fabiano voleva troppo dal piccolo, che a sei anni sapeva leggere e
+scrivere; lo ingozzava di somme e di sottrazioni e di geografia, così
+che il bambino se ne sognava anche di notte, e aveva più paura delle
+cinque parti del mondo che del diavolo.
+
+E l'indomani, colto da una tenerezza repente, il papà conduceva Bruno
+con la carrozza a due cavalli in un immenso parco, per le andàne del
+quale s'incontravano amazzoni belle, quelle stesse che giuocavano col
+bambino, e cavalieri, quegli stessi che giuocavano col babbo.
+
+In una grande trattoria elegantissima tra il verde e i fiori, al suono
+d'una musica invisibile, Fabiano e Brunello si trattenevano a
+colazione; e tutto il giorno era festa, e la sera il teatro, per lo
+più un Circo equestre, chiudeva degnamente la giornata faticosa. Bruno
+era soddisfatto, perchè il babbo era stato sempre con lui e non gli
+aveva chiesto quali sono le cinque parti del mondo.
+
+Pareva egli stesso un fanciullo, il babbo, in quelle rarissime
+giornate.
+
+A casa difendeva in lunghe battaglie ordinate i suoi soldatini di
+piombo contro i soldatini di Bruno, o improvvisava una commediola nel
+teatrino di marionette; ad ogni scena che gli garbava, Bruno chiedeva
+immediatamente il bis, e l'autore si sforzava a piacer meno che fosse
+possibile per non ripetere, una scena dopo l'altra, tutta la
+rappresentazione. Ma piaceva sempre troppo, al contrario di ciò che
+avviene nella vita d'ogni giorno.
+
+Quando compariva il Re moro, si faceva l'oscurità nella camera, e alla
+ribalta bruciavano certi sali in due salierine d'argento che figuravan
+da tripodi, e tutta la scena era illuminata da vapori azzurri. Poi il
+Re moro si sentiva male, e cadeva lungo disteso sul palcoscenico.
+Bruno aspettava il seguito, e non udendo voce, si muoveva dalla sua
+poltroncina e scopriva che il babbo non c'era più; se n'era andato
+alla chetichella, e Bruno lo ritrovava nel suo studio a leggere o in
+salotto a chiacchierare con gli amici.
+
+Il Re moro indicava con la sua morte la fine del dramma; epperò quando
+lo vedeva apparire, Bruno gridava inquieto:
+
+--Papà, non farlo cadere! Papà, lascialo vivere!
+
+Brevi giorni di gioia, che saranno stati dieci, che saranno stati
+venti in un anno: gli altri, Bruno se li doveva sbarcare da solo, ora
+coi domestici, ora con un maestro che insegnava tutto ma non
+interrogava mai, ora con le donnine del babbo.
+
+Disponeva della propria giornata a piacere, comparendo un po' dovunque
+e cercando d'esser vicino a suo padre. Qualche volta una ragazza se lo
+prendeva e se lo conduceva a spasso e a pranzo, e lo faceva dormire in
+un lettuccio improvvisato, restituendolo a casa dopo due o tre giorni.
+
+Egli tornava e non diceva nulla; lo interrogavano e si sbrigava con
+poche parole; aveva le sue conoscenze personali qua e là, di cui
+alterava i nomi a caso e ricordava nella sua disordinata conversazione
+qualche gesto o abbozzava qualche aneddoto. Le ragazze lo
+consideravano come un amico discreto e placido, e ne sorridevano,
+quando non si dilettavano ad aizzarne la bizza sparlando a bella posta
+del conte, o protestando perchè il Re moro puzzava di vernice.
+
+La vita nella città dei lumi e del fracasso durò un tempo troppo breve
+per Fabiano e certo troppo lungo per Brunello.
+
+Finì il giorno in cui il Re moro perdette la corona di cartapesta
+dorata, la quale da qualche tempo gli scivolava sull'occhio sinistro o
+sul naso, con danno alla sua gravità augusta.
+
+Stanco degli scherzi e dello sfringuellare delle amiche e assordato
+dall'incrociarsi di conversazioni di cui capiva ormai il linguaggio ma
+non afferrava tutto il significato, Bruno aveva preso sonno in una
+poltrona, tenendo il Re moro tra le braccia; e un tintinnìo sul
+tavolino e qualche fresca risata ne cullarono il riposo.
+
+Quando si destò, gli ospiti erano partiti e la corona di cartapesta
+rotolata dal capo regale a terra.
+
+Restava il papà, assorto in un pensiero così difficile, che forse non
+gli lasciava nemmen vedere il suo bambino; e passeggiava in lungo e in
+largo pel salotto.
+
+Brunello e il Re stettero a guardarlo, fin che il papà, vista la
+corona a terra, si chinò a raccattarla e la gettò dalla finestra nel
+giardino.
+
+--Partiamo domani!--annunziò senza volger la testa a Bruno, forse
+parlando a sè medesimo.
+
+La decisione della partenza sembrava così naturalmente scaturita da
+quel gesto, che Bruno ne fu sorpreso.
+
+Dopo un istante di silenzio, durante il quale non osò muoversi dalla
+sua nicchia, domandò:
+
+--Perchè il Re non ha più la corona, papà?
+
+--Perchè il Re non ha più la corona,--ripetè Fabiano fermandosi.
+
+Allora Bruno ebbe coscienza che qualche grande fatto era avvenuto.
+
+E vedendo che il papà riprendeva la corsa, il Re e Brunello
+scivolarono dalla poltrona; e l'uno, con la testa scoronata e le
+braccia penzoloni, portato dall'altro che camminava piano con le sue
+scarpette di panno, se ne andarono.
+
+
+
+
+II.
+
+
+Il cavaliere Maurizio Dossena chiamò sua figlia Nicoletta, una mattina
+di giugno, per annunziarle che la villa vicina era stata presa in
+affitto da quel famoso conte Fabiano Traldi di San Pietro, del quale
+anch'ella aveva udito parlar qualche volta a Milano.
+
+Il famoso conte Fabiano Traldi di San Pietro,--Maurizio lo rammentava
+intanto alla figliuola,--viveva separato dalla moglie, aveva dato
+scandalo come giuocatore sfrenato, ed era continuamente in lite coi
+creditori, con la famiglia sua, con la moglie, con la famiglia della
+moglie.
+
+Ed arrivava da Parigi
+
+--Da Parigi!--ripetè solennemente il cavaliere Maurizio.
+
+Prese un grosso libro di sulla scrivania, lo levò in alto, lo lasciò
+ricadere, perchè il tonfo sottolineasse con terribilità il nome della
+città di perdizione.
+
+A Parigi, il conte Fabiano, in un anno o due di soggiorno, aveva dato
+un forte tracollo al suo patrimonio. Ne tornava per trovar danaro e
+forse per riprendere le vecchie liti con la famiglia. Viveva nel
+frattempo in campagna, come vive il lupo nella caverna fin che gli
+ricresca il pelo; ma non ci sarebbe rimasto molto, fortunatamente; la
+campagna è noiosa per uomini di tal fatta.
+
+Era bene che Nicoletta sapesse tutto ciò. La villa del conte confinava
+con la villa Dossena; i due giardini guardavano la strada e avevano in
+comune il tratto di spiaggia e di lago che si stendeva loro innanzi.
+
+Ora, Nicoletta doveva essere prudente; perchè il cavalier Maurizio e
+la moglie non desideravano punto di conoscere quel personaggio.
+Occorreva dunque evitarlo, e quando fosse stato necessario, anche
+rinunziare alle passeggiate sulla spiaggia.
+
+Nicoletta vestita di bianco, un gran cappello di paglia ornato di
+papaveri sulla chioma nera a riflessi azzurrini, ascoltò la discorsa
+di suo padre freddamente.
+
+C'era da tempo, da due anni almeno, un malinteso tra il padre e la
+figlia.
+
+La fanciulla aveva sognato un giorno, ancor bambina, di darsi
+all'arte; il palcoscenico l'attraeva; s'era messa a studiare, prima di
+nascosto, poi palesemente, per essere attrice. Ma quando aveva
+affacciato quel suo desiderio, era avvenuta una scena in casa.
+
+Il padre non sapeva capacitarsi che Nicoletta bella, pura,
+intelligente, chiamata alla felicità, poichè un giorno avrebbe potuto
+disporre di centomila lire di rendita, sognasse un sogno così
+stravagante. La madre se n'era accorata, scusando la figlia con
+l'ignoranza del mondo, ma guardandola da quel momento con occhi
+inquieti, come si guarda una persona dai gesti e dagli atti poco
+rassicuranti.
+
+Il teatro! La folla! I pericoli del palcoscenico! La intimità con gli
+uomini! L'arte di rappresentar le passioni più colpevoli!...
+
+--Basti il dire,--osservò il cavalier Maurizio,--che l'Alfieri ha
+osato scrivere _Mirra_ pel palcoscenico. E sapete chi era Mirra?
+
+Nè la moglie nè la figlia, innanzi alle quali Maurizio esalava il
+sentimento della sua indignazione, sapevano chi fosse Mirra; ma la
+moglie Carlotta alzò le mani e gli occhi al cielo, scandalizzata; e
+Nicoletta alzò le spalle, tranquillamente.
+
+--Mirra!--andava ripetendo il cavaliere Maurizio.--Mia figlia dovrebbe
+un giorno rappresentare la scellerata donna con tutte le astuzie che
+assicurano gli applausi. Mirra!
+
+--Ma che Mirra!--esclamò Nicoletta, arrischiando.--Son cose che si
+scrivono, ma che non si rappresentano.
+
+--Se ne rappresentano di peggio!--incalzò la signora Carlotta, la
+quale non sapeva che di là dalla passione di Mirra non s'era inventato
+ancor nulla.
+
+--E insomma,--concluse Maurizio risolutamente--fin che tua madre è
+viva, fin che tuo padre è vivo, il palcoscenico no!
+
+Levò la mano destra chiusa a pugno, e ripetè la frase che gli pareva
+sintetica:
+
+--Il palcoscenico no!
+
+Per due anni dai sedici ai diciotto, Nicoletta si provò a lottare;
+vano sforzo contro volontà strapotenti che la fiaccavano, perchè la
+fanciulla si sentiva sola di fronte a tutta la famiglia, a tutti i
+parenti i più lontani, a tutte le conoscenze e le amicizie di casa.
+
+La signora Carlotta portava intorno la passione di sua figlia per il
+palcoscenico come un mendicante porta in giro il suo moncherino, per
+ispirar pietà e ribrezzo; e si faceva compiangere largamente e
+suscitava la simpatia che si riserba alle grandi sventure. Il padre ne
+parlava come un giuocatore di Borsa parla della guerra imminente che
+gli farà perdere una fortuna. I parenti non ne menavan rumore, ma ne
+discorrevano senza posa, sottovoce, come d'un mal di famiglia o d'una
+piaga nascosta.
+
+Nicoletta sentiva d'essere malamente amata; non già perchè si
+contrastava il suo desiderio, ma pel modo chiassoso e villano con cui
+si contrastava, ma perchè pesava sulle sue fragili spalle una
+riprovazione, palese o tacita, sproporzionata alla causa, ma perchè si
+ribellava, s'offendeva della figura che volevan formarle: la figura
+d'una ribelle sconsigliata, d'una piccola sciocca vanitosa, d'una
+ingrata senza cervello.
+
+S'ostinò per due anni a dire: «Il palcoscenico sì» mentre suo padre
+urlava: «Il palcoscenico no!».
+
+Ma intanto Nicoletta si guardava intorno, apriva gli occhi, sentiva il
+peso di quelle parentele borghesi che vivono tra il danaro e il fasto,
+pel danaro e pel fasto; che costruiscon palazzi in modo che si capisca
+che costano molto; che ogni cosa fanno per gli spettatori con una
+ostentazione cocciuta di ricchezza e di potere; che sono larghe e
+liberali fino all'insolenza davanti alla platea, e grette e timide e
+ingenerose non appena cala il sipario. La fanciulla ne ebbe un grande
+accoramento; non v'era a sperar nulla di nuovo; anche la sorte di lei
+era segnata dalla nascita; e si piegò con amarezza: non parlò più
+d'arte e di palcoscenico; era vecchia, a diciott'anni le grandi
+attrici hanno già quasi un nome; ella sarebbe giunta in ritardo,
+quand'anche fosse avvenuta per miracolo la conversione di suo padre e
+di tutto il parentado.
+
+Ma il lungo periodo di contrasti e di dispute, l'abitudine a osservare
+la famiglia come un manipolo d'avversarii spietati, la differenza
+scoperta tra la mentalità di quelli e la sua, le lasciarono un solco
+nell'anima.
+
+Colei che doveva essere la grande artista, oscillante come una fiamma
+nell'aria, si chiuse in sè stessa; desiderava qualche cosa ch'ella
+stessa non avrebbe potuto dire, ma che doveva farle una vita a parte,
+una qualunque cosa meno cognita, meno sicura, meno tradizionale, meno
+crassa della placida sorte riserbata a una signorina borghese e ricca.
+
+Sembrava gelida, e ardeva.
+
+Le avevan messo accosto da qualche tempo il giovane Duccio Massenti,
+trovato al ballo d'una famiglia amica.
+
+Aveva ventisei anni, possedeva una discreta fortuna, portava il titolo
+di conte. Non era nè brutto, nè bello; di figura media, coi capelli
+chiari, gli occhi castani, il mento ornato da una piccola barba a
+punta, mancava d'una espressione decisa e significante; ma era gentile
+e compito.
+
+Nicoletta capì; e di tutti i giovani che le stavano intorno, il conte
+Duccio fu immediatamente il meno gradito alla fanciulla.
+
+Egli rappresentava agli occhi di lei la soluzione cognita, sicura,
+tradizionale e crassa della placida vita d'una signorina borghese:
+aveva in più, al confronto d'altri uomini incaricati di risolvere la
+vita d'altre signorine borghesi, il titolo di conte; il quale piaceva
+molto al cavaliere Maurizio, faceva diventar lustri gli occhi della
+signora Carlotta, ma non aveva eccitato la fantasia della fanciulla.
+
+Dopo pochi mesi di conoscenza, Nicoletta lo rimproverò un giorno,
+perchè egli aveva osato scegliere la sua campagna in vicinanza della
+villa Dossena.
+
+--Che cosa viene a fare?--gli domandò Nicoletta ruvidamente.--Io non
+godo un poco di libertà che in campagna.
+
+--Ma appunto per questo,--rispose Duccio, sorridendo,--appunto per
+questo spero che potremo conoscerci meglio....
+
+--S'inganna,--interruppe Nicoletta.--In campagna, io sto sempre sola;
+vado, vengo, passeggio, esco in barca e in carrozza, e non dò conto a
+nessuno di ciò che faccio. Sto benissimo così: sono felice soltanto
+quei pochi mesi e non muterei nulla alla mia vita per nessun patto.
+
+--Saprò farmi tollerare,--rispose il conte col suo sorriso, che
+diventava impacciato.
+
+--Non ci si provi neppure!--consigliò Nicoletta.--E del resto, perchè
+vuole conoscermi meglio? Non mi conosce abbastanza?
+
+--A dir vero, credevo,--osservò Duccio,--di conoscerla abbastanza. Ma
+ella mi prova col suo acerbo rimprovero e con la sua severità che sono
+ancor lontano dal sapere tutto il suo carattere.
+
+--Ho un carattere molto antipatico. Glielo dico io per la
+prima,--rimbeccò Nicoletta.
+
+--Vorrei essere sicuro che non è antipatico soltanto per me,--rispose
+Duccio timidamente.
+
+La fanciulla rise.
+
+--Oh no,--disse,--è per tutti! Ma se vuole che per lei sia meno
+antipatico che per gli altri, non venga in campagna; mi lasci
+tranquilla....
+
+Il conte si rabbuiò in viso.
+
+--Forse,--arrischiò,--disturberei?...
+
+Nicoletta lo guardò sorpresa, arrossendo.
+
+--Spero che lei scherzi!--rispose freddamente.
+
+--La ringrazio,--disse il giovane respirando meglio.--E allora, non
+verrò a disturbarla in campagna!
+
+--Tocca a me ringraziarla,--esclamò Nicoletta, stendendogli la mano.
+
+E annunziò anche a suo padre e a sua madre, francamente, quello stesso
+giorno, che aveva pregato il conte di non annoiarla troppo e di
+lasciarla libera in campagna.
+
+--Non so perchè tu ci dica questo,--osservò Carlotta.
+
+--Come?--rispose la fanciulla stupita.
+
+--Ma sì,--spiegò Maurizio,--perchè ci dai questa notizia? Il conte non
+ci disturba se è vicino, e non ci offende se sta lontano.
+
+--Credevo che vi occupaste di lui,--confessò Nicoletta.
+
+--Io?--esclamò Carlotta.
+
+--Io?--esclamò Maurizio.
+
+--E allora tanto meglio!--proruppe Nicoletta irritata, comprendendo
+che non le si voleva ancora dir nulla dei disegni che si stavano
+maturando intorno a lei e a Duccio.--Tanto meglio per tutti. Me ne
+sbarazzerò più presto.
+
+La signora Carlotta mosse le labbra e fece un gesto come per
+protestare, ma un'occhiata di suo marito la fermò.
+
+Bisognava lasciar correre l'acqua per la sua china; non si doveva far
+di quelle speranze una questione acuta come s'era fatta a proposito
+del palcoscenico. Il conte Duccio, se davvero voleva quella figliuola,
+se davvero l'amava, si sarebbe ingegnato da solo a riuscire. Pel
+momento era meglio non parlarne troppo e non irritar la fanciulla, o
+sarebbero occorsi altri due anni a persuaderla, come pel palcoscenico.
+
+Carlotta ebbe il lieve rammarico di non poter portare intorno quale
+una nuova stimmate pietosa il rifiuto di sua figlia per un cospicuo
+matrimonio; ma si piegò alla volontà esperta di Maurizio, del quale
+era caldissima ammiratrice.
+
+Se non che, quando apprese, appena giunta in campagna, che la villetta
+vicina era affittata al conte Fabiano Traldi di San Pietro, scattò
+improvvisamente.
+
+Nicoletta scendeva dallo studio di suo padre, dove aveva udito la
+discorsa sulla vita e i miracoli del conte Fabiano, e s'avviava a pian
+terreno, nella sala da pranzo, per sorbire la cioccolata.
+
+Aveva fame: era allegra; si riprometteva una gita, la prima gita nel
+bosco, che doveva essere ancor fresco e odoroso per l'umidità notturna
+e tutto vibrante e scricchiolante al vento.
+
+Diede gaiamente il buon giorno alla mamma, che aveva già bevuto il
+caffè e latte, e s'era attardata per aspettar la figliuola.
+
+--Sì, sì, buon giorno!--ripetè Carlotta, brontolando.--Hai fatto un
+bell'affare, tu!
+
+Il domestico presentava con le mani guantate di filo bianco il vassoio
+alla fanciulla e la cestina d'argento colma di biscotti. La fanciulla
+gli indicò di lasciargliela innanzi, con un gesto del capo. Ella non
+sapeva nemmeno che faccia e che nome avessero i domestici. Poi attese
+che se ne fosse andato.
+
+--Ho fatto un bell'affare, io?--domandò quindi a sua madre.--E quale
+sarebbe?
+
+--Sarebbe!--ripetè Carlotta col broncio.
+
+--Oh Dio, mamma!--esclamò la fanciulla annoiata.--Non cominciamo; non
+farmi ripetere venti volte una domanda. Se ho sbagliato, dimmelo. Io
+non mi sento colpevole di nulla.
+
+Il candore con cui Nicoletta sosteneva un'accusa vaga, disarmò la
+signora.
+
+--Colpevole non sei; non voglio dirti colpevole,--spiegò infine.--Ma
+stordita e bizzarra come al solito.
+
+Nicoletta si toccò in testa per assicurarsi che non avesse il cappello
+a rovescio.
+
+--Ma no,--disse sua madre.--Si tratta di ben altro. Sai chi abbiamo
+per vicino di casa?
+
+--Il papà me lo ha detto or ora; il famoso conte Fabiano Traldi di San
+Pietro. Famoso lo ha chiamato il papà, perchè è carico di debiti e si
+accapiglia con sua moglie. E mi ha detto anche di schivarlo quanto
+sarà possibile.
+
+--È sottinteso,--assentì la signora.--Ma capisci quale sciocchezza hai
+commesso?
+
+--Io?--esclamò Nicoletta sbalordita.--Gli ho detto io di far debiti e
+di accapigliarsi con sua moglie?
+
+--No: ma vedi quali vicini abbiamo?--osservò la madre con improvvisa
+dolcezza.--La villetta non poteva essere affittata da un altro?
+
+--Oh, da mille altri!--rispose Nicoletta ridendo.--E che me ne
+importa?
+
+--Eh no, no! Un altro la voleva; io lo so,--disse la signora sempre
+dolcemente, con un piccolo sorriso.--E per colpa tua, è andato tutto
+in fumo.
+
+--Signore Iddio, vi ringrazio!--esclamò Nicoletta.--Duccio! La voleva
+Duccio! Ora ho capito; e io l'ho pregato di star lontano.... È di
+questo che mi accusi?... Ma ne sono molto soddisfatta, devo
+confessartelo. Ti figuri una vicinanza simile?
+
+--E perchè no? Il conte Duccio Massenti è uno squisito gentiluomo, la
+cui compagnia avrebbe fatto piacere a tutti.
+
+--Fuori che a me!--interruppe Nicoletta.
+
+--E tuo padre e tua madre non contano nulla, allora?--domandò la
+signora Carlotta, aggrottando le sopracciglia.
+
+--No: in questo caso non contano proprio nulla,--ribattè
+Nicoletta.--Perchè Duccio non sarebbe già venuto per voi, ma per me. È
+inutile seguitar la commedia. So benissimo ch'egli vorrebbe sposarmi:
+me lo ha fatto capire in tutti i modi. E allora sarebbe toccato a me
+sopportar lunghe ore di conversazione sentimentale, ascoltar la
+sfilata delle sue speranze, far le passeggiate a due, col papà o la
+mamma all'orizzonte, per decoro.... Meglio il conte Fabiano e i suoi
+debiti. L'uno e gli altri non ci riguardano!
+
+--Ma che cosa vuoi, che cosa vuoi tu?--gridò di scatto la signora,
+alzandosi in piedi.
+
+Nicoletta, che aveva recato alla bocca la tazza, guardò sua madre di
+sopra l'orlo di quella, assaporando la cioccolata che rimaneva.
+
+Era un poco sorpresa dall'impazienza aggressiva della signora; ma
+quando si accorgeva che gli altri avevano torto, si faceva subito
+fredda e indifferente, per vendetta.
+
+--Che cosa voglio?--ella ripetè, deponendo la tazza sulla
+sottocoppa.--Chiedimi piuttosto che cosa non voglio. Non voglio il
+matrimonio, per ora almeno, col conte Duccio Massenti. È troppo
+presto: non lo conosco.
+
+--Sfido io!--esclamò con un largo gesto la signora Carlotta.--Se lo
+mandi lontano, ogni volta che cerca avvicinarsi, il poveretto!...
+
+--Segno che non m'interessa!--dichiarò la fanciulla semplicemente.
+
+Poi, quasi leggendo dentro il proprio animo, soggiunse:
+
+--Che cosa voglio? È difficile dire. Qualche cosa che non sia troppo
+comune, troppo volgare, perchè mi sembra di meritar più che le altre.
+
+La signora Carlotta che stava per andarsene, trovò opportuno fermarsi
+per dare segno della sua disapprovazione.
+
+--Ti sembra volgare e comune il partito che ti offriamo?--disse.--Che
+desideri? Un Re? Un Imperatore? Sei sempre con la testa all'arte e al
+palcoscenico?
+
+--Non è questo, non è questo!--osservò la fanciulla, scuotendo il capo
+assorta, con gli occhi nel vuoto.--Non distinguo tra un matrimonio e
+l'altro.... Non ti saprei dire....
+
+La madre riconobbe d'essere stata una sciocca ad aprire una
+discussione così imprudente, e ammirò ancora una volta il marito che
+fuggiva le chiacchiere inutili. Nulla di più vano che chiedere a una
+fanciulla di diciotto anni che cosa vuole; a diciotto anni non si sa;
+molti uomini non lo sanno a trenta e a cinquanta, e camminano lo
+stesso.
+
+Fatte rapidamente queste riflessioni, la signora Carlotta mutò
+discorso:
+
+--Non esci?--chiese alla figliuola.--Il tempo è bello; c'è un poco di
+vento, ma non infastidisce troppo.
+
+--Sì,--rispose Nicoletta.--Ora vado.
+
+E invece d'avviarsi alla soglia, per la quale sua madre era passata ed
+uscita, si levò da tavola e andò a sedersi in una poltrona, di contro
+al giardino, che il sole illuminava per ogni angolo, che il vento
+faceva tremare.
+
+Che cosa voleva?
+
+Nulla più la irritava che quella domanda categorica, la quale sembrava
+attendere una categorica risposta; come se di fronte al mondo e alla
+vita il volere fosse cosa semplice, il desiderio fosse definibile;
+come se nella sua anima giovane e palpitante non avessero dovuto
+vibrar mille incertezze, mille timori, mille ritrosie, mille
+illusioni.
+
+Anche non sapere ciò che si vuole è uno stato d'animo, pensava
+Nicoletta; uno stato d'animo doloroso, che pure ha la sua triste
+dolcezza; uno stato d'animo che non ammette definizioni, perchè ciò
+che si vuole qualche volta è fuori del mondo.
+
+E suo padre e sua madre non potevano capire simili fantasie.
+
+
+
+III.
+
+
+
+Qualche cosa che non fosse troppo comune...
+
+Ella credette sognare, vedendo sbucar d'un tratto da una siepe del
+giardino e correre verso di lei uno svelto bambino tra i sette e gli
+otto anni.
+
+Era vestito di bianco; i calzoncini chiusi al ginocchio lasciavan nudi
+i polpacci: un berretto di panno sui capelli neri era un poco
+inclinato verso l'occhio destro.
+
+Teneva in mano una canna alta e flessibile, da cui gocciolava l'acqua.
+E fermatosi sul limitare, squadrò un istante Nicoletta per comprendere
+con chi avesse a fare; poi disse, ben sicuro:
+
+--Signorina....
+
+Nicoletta s'era alzata, arrossendo.
+
+--Vieni ad aiutarmi,--seguitò il fanciullo, appoggiandosi alla canna e
+guardando attentamente Nicoletta.
+
+--Che vuoi, caro?--disse questa.--Che ti è avvenuto?
+
+Il fanciullo la fissava con un poco di meraviglia, ascoltandone la
+voce calda e carezzevole. Poi, invece di rispondere, interrogò:
+
+--Perchè sei diventata rossa?
+
+--Io?--esclamò confusa Nicoletta.--Son diventata rossa?
+
+Ma egli si distrasse, e seguitò, accennando giù, in fondo al giardino,
+verso il lago:
+
+--La mia goletta è andata troppo lontano. Ho cercato di riprenderla e
+non ci riesco. Ci vuole una canna più lunga, e son venuto a
+domandartela.
+
+Ella sorrise.
+
+La parola di lui era chiara e precisa, come era dritto e fermo il suo
+sguardo.
+
+--Davvero?--esclamò Nicoletta.--Andiamo a vedere!
+
+E prontamente uscita in giardino, prese la destra del fanciullo nella
+sua sinistra.
+
+--Vieni ad aiutarmi?--egli disse contento.--Vieni! Vedrai; è un bel
+bastimento; l'ha comperato il babbo a Parigi.
+
+Parigi! Il nome della città richiamò alla mente di Nicoletta gli
+ordini e i consigli di suo padre. Non v'era più dubbio; ella teneva
+per mano il figlio del conte Traldi; già l'aveva indovinato al primo
+vederlo, e aveva arrossito d'impaccio, sapendo che non poteva
+accoglierlo in casa.
+
+--Come ti chiami?--ella chiese avviandosi con lui verso il cancello.
+
+--Bruno,--egli rispose.
+
+--Bruno Traldi di San Pietro,--ella seguitò.--Non è vero?
+
+--Come sai?--egli interrogò ridendo.
+
+--Me lo hanno detto.
+
+--Mi avevi già visto?
+
+--No. Mai. E tu?
+
+--Io ti ho vista ieri, in carrozza. Son belli i tuoi cavalli.
+
+La guardò levando il capo; poi soggiunse:
+
+--Mi piaci.
+
+--Che strano, che strano fanciullo!--pensò Nicoletta.
+
+Ma Bruno aveva già ripreso:
+
+--Come ti chiami, tu?
+
+--Nicoletta Dossena.
+
+--Nicla,--corresse prontamente Bruno.
+
+--Nicla; come vuoi,--assentì Nicoletta sorpresa.--Lo hai inventato
+tu....
+
+E ripensò:
+
+--Che strano, che strano fanciullo!
+
+Erano usciti, avevano attraversato la strada, tenendosi per mano;
+ambedue vestiti di bianco, lieti sotto il sole, camminando presto, già
+amici fidati.
+
+Giunti sulla riva, Bruno indicò il bastimento; una goletta a due
+alberi e a due rande, armata di cannoncini di bronzo, carica di
+soldatini di piombo, alcuni dei quali davan del naso nella schiena dei
+compagni.
+
+--Se ne va!--disse Bruno ridendo.--Ora come facciamo?
+
+E tolta la mano dalla mano dell'amica, chiese di nuovo:
+
+--Quanti anni hai?
+
+--Diciotto,--rispose Nicla.--E tu?
+
+--Quando sono savio, il babbo dice che ne ho sette,--rispose
+Bruno.--Quando sono cattivo, dice che ne ho otto, perchè a otto anni
+bisogna essere uomo.
+
+--Tra i sette e gli otto, dunque,--rilevò Nicla sorridendo.--E perchè
+sei cattivo?
+
+--Ah!--rispose Bruno sbuffando.--Come si fa?...
+
+E c'era in quel sospiro tanta noia, tanta impazienza, che la fanciulla
+non rise....
+
+--Non stanno mai tranquilli,--soggiunse Bruno.--Ho visto tutto il
+mondo....
+
+Nicoletta non aggiunse parola. Aveva visto tutto il mondo!
+
+--Andiamo, signorina,--riprese Bruno.--Bisogna fare qualche cosa pel
+bastimento.
+
+--Io ti propongo questo,--disse Nicla seriamente.--Vedi la barca
+laggiù? È mia. Quando il bastimento sarà più lontano ancora, noi
+entreremo nella barca, io remerò, e la raggiungeremo.
+
+--Sì: tu remerai e io con la canna lo farò tornare,--assentì Brunello
+gioiosamente.--Lasciamolo andar lontano, più lontano ancora, fino ai
+monti....
+
+E guardava verso ponente le montagne che si disegnavano nere
+sull'azzurro, e pareva con gli occhi valicare le vette e fissare altri
+paesaggi sconfinati, altri monti, e fiumi e praterie e valli e città.
+
+La goletta vacillava sull'onda e le vele sbattevano al vento insieme
+al piccolo tricolore di poppa.
+
+Nicla e Bruno tacevano, ma si scambiavano un'occhiata di tratto in
+tratto sorridendo a vedere il bastimento che si dilungava a poco a
+poco.
+
+--Allora, non conosci neanche il mio papà?--disse Bruno
+improvvisamente.--Egli sta in quella villa cinericcia, che è presso la
+tua.
+
+--Villa Florida,--indicò Nicla.
+
+--Sì, villa Florida. E la tua come si chiama?
+
+--Villa Carlotta. È il nome della mia mamma.
+
+--La mia mamma si chiama Clara Dolores.
+
+--È un bel nome,--osservò Nicla.--E la tua mamma è bella?
+
+--Credo,--rispose Bruno.--Anche tu sei bella.
+
+Nicla avvampò in viso.
+
+Non aveva mai udito da anima viva simili parole, e quantunque
+venissero da un fanciullo innocente, ne sentiva la molestia.
+
+--Ora andiamo,--disse Brunello.--Conducimi a riprendere il
+bastimento....
+
+Sciolsero la barca lunga e sottile, raccolsero a prua la catena,
+spinsero nell'acqua.
+
+Bruno, salito per primo, si volse ad aiutare Nicla, porgendole la
+mano; e partirono, la fanciulla remando prima a sciaroga e poi adagio
+verso la goletta, e Bruno, seduto a' suoi piedi, guardando piuttosto
+la nuova amica che il bastimento, raggiunto con pochi colpi di remo.
+
+--Eccolo!--disse Nicla, inchinandosi sul bordo e stendendo il braccio.
+
+--Lascialo,--ordinò Bruno.--Rema ancora. Andiamo più avanti!
+
+Nicla obbedì, accelerò la cadenza dei remi.
+
+Quando allargava le braccia e quando le ritraeva a sè coi remi per
+puntar contro la pedagna, il busto eretto e la linea del corpo si
+staccavano nitidi sul fondo azzurro: e dal basso in alto, Bruno la
+vedeva candida nel cielo turchino.
+
+Egli non parlava più; sembrava, coi grandi occhi neri velati, sognare.
+
+Aveva sentito che Nicla non era come le altre; era invece come una
+fata, che sempre lo avesse conosciuto ed atteso; e provava, il ribelle
+a tutti i baci e a tutte le carezze, un timido desiderio di toglierle
+i remi dal pugno e di ricoverarsi tra le sue braccia, per chiudere gli
+occhi e reclinare la testa sul petto di lei.
+
+Anche Nicla sognava, abbandonata alla cadenza uguale, ascoltando il
+tonfo e lo sgocciolìo dei remi e il cigolare d'una forcola.
+
+Rapiva il fanciullo sbucato dal giardino, e lo teneva perchè non
+corresse più il mondo.
+
+Tornato da paesi remoti con gli occhi foschi entro i quali mille
+vicende oscure s'eran riflettute e le cuspidi dei campanili e il volo
+dei colombi, era venuto a cercarla, balzandole innanzi d'un tratto,
+sorridente e fiducioso.
+
+Un'ora prima, l'uno non sapeva dell'altra; ambedue credevano la vita
+più mesta che non fosse.
+
+Nicla abbassò gli occhi a guardarlo.
+
+Egli dondolava un poco sul fondo della barca ad ogni brivido
+dell'onda, e Nicla sorrise, abbandonati i remi.
+
+Bruno si levò in piedi, si puntellò alle ginocchia della fanciulla e
+le posò due baci sulle guance; ella lo baciò in fronte e lo tenne
+stretto fra le braccia.
+
+--Vedi come siam lontani,--disse, accennando la riva e la goletta che
+s'era fatta piccina sull'acqua.
+
+Bruno, immobile tra le braccia dell'amica, con la testa appoggiata
+alla guancia di lei, volse gli occhi a guardare in silenzio.
+
+--Su!--fece Nicla, reggendolo dolcemente.--A cuccia ancora! Torniamo a
+casa!
+
+Egli s'acquattò di nuovo ai suoi piedi.
+
+Incontrarono la goletta a metà via e la raccolsero a bordo.
+
+--Ci vedremo ancora, signorina?--chiese Brunello a un tratto.
+
+--Quando vorrai,--rispose Nicla.
+
+--Io voglio sempre.
+
+--E allora tu mi aspetterai sulla riva, io ti vedrò, e uscirò a
+prenderti.
+
+--Anche tu mi vuoi sempre?
+
+--Quando sei savio.
+
+--Quando ho sette anni,--riflettè Bruno.
+
+Tacque un poco, indi riprese:
+
+--Tu, che vuoi fare?
+
+--Come?--domandò Nicla, che non aveva compreso.
+
+--Io voglio guidare i cavalli e scrivere le memorie di viaggio. E tu?
+
+--Io?--ripetè Nicla.
+
+Stette un poco a pensare, poi rispose umilmente:
+
+--Non so.
+
+Bruno la guardò sorpreso.
+
+--Non ti piace nulla?
+
+--Molte cose mi piacciono, ma non so come averle. Mi piace essere sola
+e libera. Comprendi?
+
+--Anche senza di me?--chiese Bruno scorato.
+
+--Tu hai la tua mamma e il tuo papà,--osservò Nicla.
+
+--Ah!--disse Bruno, senza gioia.--E per questo non mi vuoi?
+
+--Ti voglio. Ma sarà per poco. Il tuo babbo ti condurrà ancora
+lontano.
+
+--Chi sa?--mormorò Bruno con un accento in cui era tutto il dubbio
+inconsapevole del destino.--E allora non mi dici che farai?
+
+--Volevo essere un'artista, e me lo hanno proibito,--disse Nicla con
+esitazione, quasi stesse confidandosi a un giudice.
+
+La barca strisciò sulla sabbia e la fanciulla ritirò ì remi perchè la
+prua toccasse la riva. Scesero, legarono, tiraron la prua più in alto.
+
+--Un'artista!--ripetè Bruno, mentre lavorava a passar la catena
+nell'anello ch'era sulla spiaggia.--Di quelle che cantano? Io le ho
+viste a Parigi, quelle che cantano, e venivano anche a casa mia. Ma tu
+non hai le unghie dipinte e l'acqua d'odore nei capelli....
+
+--Oh, no, no, Bruno, che dici?--esclamò Nicla stupita.--Io volevo
+essere una grande attrice.
+
+--Ah, è più bello; un'attrice, che fa la commedia e la tragedia, e ti
+fa ridere e ti fa piangere: so com'è; ho visto; è molto difficile, ma
+a me piace.
+
+--Sì, la commedia e la tragedia, ridere e piangere!--assentì
+Nicla.--L'arte, insomma, non le unghie dipinte.
+
+--E allora, quando cominci?
+
+--Mai,--rispose la fanciulla.--Il mio papà e la mia mamma non
+vogliono.
+
+--E perchè? Il mio papà mi lascerà guidare i cavalli e scrivere le
+memorie.
+
+--Tu sei un piccolo uomo, che può tutto,--rispose Nicla.--Io sono una
+donna che non può nulla. Mi hanno detto le ragioni per le quali una
+signorina non deve essere attrice; e sono giuste.
+
+Bruno, che s'era messo a sedere a prua e stava ascoltando con le mani
+in mano, parve incredulo.
+
+--Una signorina non deve far la commedia e la tragedia e far ridere e
+piangere?--interrogò.--Allora le attrici non sono mai signorine?
+
+--Non puoi capire!--rispose Nicla sorridendo.--Si tratta forse di
+pregiudizi!: ma è così.
+
+--Che cosa sono i pregiudizii? E allora non farai nulla?
+
+--Nulla. Farò la signora, come le altre.--disse Nicla.--Sarò forse
+contessa.
+
+--Come la mamma?
+
+Nicla osservò attentamente Bruno, aspettando con ingenuità il suo
+giudizio.
+
+--Ma questo,--egli seguitò,--non fa nè ridere nè piangere. Non diverte
+nessuno!...
+
+--Oh, hai ragione!--esclamò Nicla con un breve sorriso.--Non diverte
+nessuno.
+
+--Addio,--disse Bruno staccandosi dalla barca.--Più tardi, io tornerò
+sulla riva, e se mi vorrai, uscirai a prendermi.
+
+--Sì, verso le cinque; prima fa troppo caldo. Addio, Bruno!
+
+--Addio, signorina!
+
+--Chiamami Nicla!
+
+--Addio, Nicla!
+
+Stese le braccia, attirò a sè il viso della fanciulla e la baciò sugli
+occhi, sull'uno e sull'altro sapientemente. Poi si mise a correre, si
+volse a salutar con la mano, e scomparve oltre il cancello della villa
+Florida.
+
+
+IV.
+
+
+
+Tutti i giorni si videro così e più volte il giorno, ora
+allontanandosi con la barca, ora errando nel bosco di cerri e di
+castagni che si stendeva e si arrampicava su pel monte a ridosso del
+quale sorgevano le due ville.
+
+L'esistenza di Nicla s'era tanto accomunata con l'esistenza di Bruno,
+che la fanciulla non desiderava più d'avere ospiti per distrarsi; e
+quando giungevano amici e amiche e ad essi doveva sacrificare i
+convegni con Bruno, le passeggiate dal pomeriggio fino al crepuscolo,
+durava fatica a dissimulare il suo malcontento.
+
+Il bosco saliva aprendosi lungo il monte; era qua e là fitto d'ombra,
+qua e là libero al sole, con larghi spiazzi, con bruschi gomiti per
+dove s'ingolfava il vento, con vôlte ben conteste di fogliame e ben
+riparate. Terminava su di un poggio, donde si scorgeva lontano il
+lago, e sotto la valle umida, da cui fumigavano al tramonto fumi
+turchini di vapori e fumi densi di casolari che indicavano il tempo
+della cena.
+
+Nelle ore più calde, Nicla e Bruno coi seggiolini pieghevoli, avevano
+il loro posto prediletto su una breve prateria, che i castagni tutt'in
+giro chiudevano e riparavano come grandi chiomati spiriti verdi; e
+nell'ora in cui il sole andava scomparendo di là dai monti, salivano
+sempre al poggio per udir le campane che annunziano da lungi il
+vespero, le campane degli armenti che si radunano e tornano alla
+stalla, le campane flebili che mormorano a fior d'acqua sul lago.
+
+E osservavano di là i fiumi densi, i fiumi turchini, la verzura che
+digradava giù pel versante e si faceva a poco a poco bigia e poi nera;
+e ascoltavan qualche voce perduta che chiamava di tra le macchie; e
+guardavan cangiarsi il color delle acque, dall'argento pieno di mobili
+riflessi alle lividure dell'agata, al duro piombo senza luce.
+
+Il lago diventava uno specchio magico, che d'ora in ora mutava, a
+seconda dell'aria e del sole; una conca bianca, azzurra, aurea,
+opalescente, quando tutta corsa da brividi leggeri e quando immobile
+come metallo.
+
+Tornavano tenendosi per mano.
+
+Si baciavano sul limitare del bosco e si lasciavano per rientrare
+ciascuno nella propria villa.
+
+Nicla s'era chiesta che cosa poteva essere per quel fanciullo balzato
+così rudemente e gentilmente nella sua vita.
+
+Egli aveva la madre e il padre; aveva nonni e zii; troppa gente che
+invece di farlo felice, lo rattristavano disputandoselo chi come un
+balocco e chi come un gioiello. Non aveva donne intorno.
+
+La madre, a quanto Nicla aveva capito dai racconti del fanciullo, era
+un poco bizzarra e non costante nel suo affetto; ella pure incline ai
+dispendii e alla vita leggera. Le altre, conosciute a Parigi e
+altrove, quelle che giuocavano e si facevano calpestare da lui e se lo
+conducevano a casa come un cucciolo riottoso, non erano donne agli
+occhi di Nicla.
+
+Avevan lasciato in quel piccolo cuore un torbido ricordo, ed egli le
+rammentava troppo d'improvviso, per un gesto o per una parola.
+
+Nicla più d'una volta, nella dolcezza del suo idillio, n'era rimasta
+turbata sinistramente, quasi avesse visto passar nel caro bosco dei
+castagni, sotto la placida luce, un faunetto lascivo.
+
+Un giorno in cui Bruno sedeva sulle ginocchia di lei e tutti e due
+leggevano un romanzo di viaggi, all'ombra dei pacifici loro alberi, il
+fanciullo la fissò a lungo.
+
+Ella sentiva quello sguardo che la percorreva tanto vicino da non
+poter non rispondergli; ma teneva gli occhi sul libro e continuava a
+leggere ad alta voce, chiedendosi perchè Bruno insistesse così
+stranamente.
+
+Era uno sguardo non più animato dalla devozione, ma freddo di
+curiosità ambigua, crudele di dubbio e d'impertinenza. E d'un tratto
+il fanciullo disse:
+
+--Nicla!
+
+--Ascolta, ascolta,--rispose Nicla, senza levar gli occhi, indovinando
+che bisognava distrarlo.--Ascolta com'è bello, ora che trovano il
+grande lago.
+
+Bruno stese la mano aperta sul libro, perchè Nicla non leggesse più.
+
+E disse, quasi a conchiudere un suo pensiero:
+
+--Vuoi che ti baci dietro le orecchie?... Abbassa il capo, che ti
+bacio dietro le orecchie.... E dopo, farai così....
+
+Con le labbra modulò un lieve lungo sospiro.
+
+--Che dici?--esclamò Nicla, gettandolo quasi dalle ginocchia a terra,
+e guardandolo offesa.
+
+Ma si trattenne; capì che non doveva chiarire alla mente del fanciullo
+la sconvenienza delle sue parole.
+
+Lo prese per mano, lo condusse sul poggio a guardare la conca del lago
+in cui si riflettevano con ombre verdastre i monti.
+
+E senza volerlo, a cuore chiuso, fu così fredda e diffidente, che
+Brunello sentì d'averla allontanata; ed egli ripercorse il bosco nella
+discesa, stretta la mano nella mano di Nicla e singhiozzando.
+
+--Piangi?--gli chiese Nicla.
+
+--Non mi vuoi più bene--egli borbottò tra le labbra raccolte in un
+grosso broncio.
+
+--Ti voglio bene ancora, ti voglio bene sempre--lo rassicurò
+Nicla,--ma oggi non sei stato savio, e torniamo a casa più presto.
+
+Egli non protestò, accettando la punizione; ma Nicla fu stupita che
+non chiedesse perchè lo puniva. Il piccolo sapeva, aveva compreso.
+
+Donde veniva il faunetto? Quale strana perfida esistenza aveva avuto
+lui per testimonio?
+
+Già la candida ignoranza dell'età era qualche volta soverchiata da
+istinti obliqui, da reminiscenze stravaganti. Pareva, a udirlo
+discorrere, che avesse conosciuto mille donne.
+
+E tornava alla memoria di Nicla un delizioso quadretto del
+Castiglione, veduto in una galleria d'arte a Roma. In aperta campagna,
+sotto un roseo tramonto, un piccolissimo fauno s'avvicina in punta di
+piedi a una ninfa che dorme, e toltone cautamente ogni velo, ne
+occhieggia cupido le nudità.
+
+Nicla guardava talora Brunello col senso di corruccio con cui aveva
+guardato offesa il piccolissimo fauno.
+
+Perchè egli le sfuggiva di tanto in tanto.
+
+Certi giorni era insofferente d'ogni tenera carezza; o dopo avere
+accolto un bacio, voleva baciare a sua volta, e baciava Nicla sulla
+bocca, indugiandovisi, premendo le labbra di lei con le proprie,
+sentendo ch'eran buone e fresche e che nessuno le baciava così, le
+aveva mai così baciate.
+
+Poi il fanciullo tornava, il candore velava quelle precoci
+inquietudini, e in Nicla rinasceva la fiducia. Sentiva di potere
+accarezzare Brunello, di potere stringerselo fra le braccia, di poter
+maneggiarlo come cosa sua.
+
+E voleva ostinatamente persuadere lui, persuadere sè stessa ch'egli
+era un bambino come tutti gli altri; voleva tacitamente fargli
+dimenticare ciò che aveva visto o intuito, e addormentare gli istinti,
+che le altre, le giovani sconosciute e perverse, avevano forse aizzato
+pel loro ozio.
+
+Il bosco, il monte, il poggio erano lo scenario di quei piccoli
+drammi; e le risa e i pianti del fanciullo e le risa e le rampogne
+della giovane eran noti agli annosi alberi amici, che stormivano al
+vento, che stendevano il loro fogliame al tepore del sole.
+
+I giorni di capriccio non eran pochi nella vita di Brunello. Talora
+non voleva nè leggere, nè udir leggere, non voleva correre, nè star
+quieto, nè guidare il suo cavallo ch'era Nicla, nè ascoltar le favole
+che lo avevano sempre dilettato.
+
+E un giorno Nicla scattò:
+
+--Che vuoi tu? Che vuoi tu, brutto ragazzo? che possiamo fare per te?
+Andremo a prenderti il sole e la luna e tutti i pesci d'argento che
+sono nel lago?
+
+Sorrise e d'un tratto, con un'altra voce, più alta, più libera, che
+pareva un'onda cullante, con una voce in cui vibrava la sua bella
+giovinezza di cristallo, s'abbandonò a cantare:
+
+ Noi coglierem per te balsami arcani
+ Cui lacrimâr le trasformate vite,
+ E le perle che lunge a i duri umani
+ Nudre Anfitrite.
+
+ Noi coglierem per te fiori animati,
+ Esperti de la gioia e de l'affanno:
+ Ei le storie d'amor de' tempi andati
+ Ti ridiranno....
+
+Bruno stava ad ascoltare, gli occhi sbarrati e la bocca socchiusa, con
+l'anima rapita; un piacere nuovo improvvisamente arricchiva la sua
+esistenza.
+
+Non aveva mai udito recitare una lirica.
+
+Il gesto, la voce, Nicla come uno stelo sul verde sfondo del prato; le
+parole numerate e misteriose, in cui correva una trepida musica e
+aleggiava il profumo d'un tempo che non era più; tutto spalancava
+un'ampia finestra sopra un mondo dai colori non mai visti, dai suoni
+ricchi e prodigiosi, tutto, tutto, formava una rivelazione grande.
+
+Nicla fu a sua volta sorpresa dall'effetto che le due strofi e la sua
+voce avevan destato nell'animo del fanciullo.
+
+Ella aveva recitato per giuoco, supponendo ch'egli non sentisse la
+parola sacra del poeta; ed egli era stato colto d'un subito, strappato
+alla realtà, avvolto in una nube di sogni.
+
+--Ti piace?--disse Nicla osservando lo stupore di Brunello.
+
+--Oh sì, sì!--egli esclamò, seduto ai piedi d'un grosso tronco.
+
+--Hai capito?--interrogò Nicla.
+
+--Sì,--rispose Brunello superbamente.--Sì.
+
+--È impossibile che tu abbia capito,--rilevò Nicla sorridendo.--Poi ti
+spiegherò.
+
+--Ho capito,--ripetè Bruno.--Non voglio che tu mi spieghi.
+
+Che cosa egli avesse capito, la fanciulla non potè sapere.
+
+Ma intuì che il piccolo aveva ragione.
+
+Perchè spiegare? Perchè determinare l'idea, circoscriverla, farla
+esatta, mentre Brunello sentiva, vedeva, viveva un suo mondo,
+sterminatamente più grande di lui, nel quale egli si smarriva con
+gioia, nel quale incontrava fantasmi e luci, che nessuno avrebbe
+potuto indicargli se non rimpicciolendoli?
+
+E Nicla seguitò:
+
+ Ti ridiranno il gemer de la rosa
+ Che di desìo su 'l tuo bel petto manca,
+ E gl'inni, nel tuo crin, de la fastosa
+ Sorella bianca.
+
+ Poi nosco ti addurrem ne le fulgenti
+ De l'ametista grotte e del cristallo,
+ Ove eterno le forme e gli elementi
+ Temprano un ballo.
+
+
+Bruno ascoltava senza più respiro.
+
+Nicla fece una pausa, s'avvicinò al fanciullo, e presogli il capo fra
+le mani, lo baciò due volte.
+
+--Ti piace, dunque?--ella disse, felice.--Più che le favole, più che
+giuocare al cavallo, più che stare sui miei ginocchi a leggere i
+viaggi?
+
+--Io quando sarò grande--rispose Brunello solennemente--dirò anch'io
+così.
+
+--Sarai anche tu poeta?--domandò Nicla.
+
+E il piccolo, seduto ai piedi del tronco, ignaro che una formica
+impertinente gli correva sulla schiena, promise:
+
+--Sì; anch'io!
+
+--Hai dunque trovato la tua professione,--osservò Nicla ridendo.
+
+Lo fece alzare e s'avviò con lui verso la discesa, perchè le campane
+da lungi mandavano l'eco dell'avemaria.
+
+--Come sai tu queste belle cose?--domandò Bruno.--Come hai fatto a
+impararle?
+
+--Le ho studiate nei libri e mandate a memoria. Non ti ricordi che io
+volevo essere attrice?
+
+--Ah, è vero!--esclamò Bruno ridendo.
+
+--E ne sai molte? Perchè un'attrice deve saper dire così bene?
+
+--Non so se dico bene--rispose Nicla.--Ma avevo tanta passione, che
+certo sarei riuscita.
+
+--E adesso--constatò fieramente Brunello--non dici che per me. Domani
+mi dirai ancora. Io non sapevo che nei libri ci fossero cose tanto
+belle, e la musica....
+
+Nicla ebbe un piccolo sorriso.
+
+La musica era ciò che Bruno aveva subito afferrato; la musica del
+verso era l'elemento nuovo della sua vita, e su quelle note egli si
+lasciava trasportare via, con voluttà.
+
+Ma l'indomani, mentre la fanciulla, alla preghiera incalzante di
+Bruno, aveva ripreso a cantare:
+
+ Noi coglierem per te balsami arcani,
+
+s'interruppe d'un tratto.
+
+Alle spalle di Bruno era comparso un signore tutto vestito di bigio.
+
+Nicla gettò un'occhiata a lui, gettò un'occhiata a Bruno, e comprese.
+
+--Oh, il mio papà!--disse Bruno volgendo il capo e alzandosi.
+
+Il conte Fabiano s'avvicinò e inchinandosi lievemente, col cappello
+nella destra,
+
+--Signorina--disse--non le sia sgradito che io le esprima la mia
+riconoscenza per l'affetto che dimostra al mio Brunello.
+
+--Prego--balbettò Nicla confusa.--Egli mi tiene compagnia.
+
+--Se non l'annoia, ne sono contento--seguitò Fabiano.
+
+Nicla ricordò i consigli e gli ordini di suo padre, il cavaliere
+Maurizio; bisognava con quell'uomo, con quel personaggio rotto a ogni
+vizio, essere freddi e contegnosi. Ma come poteva ella respingere una
+parola di ringraziamento, come non esser turbata vedendo colui del
+quale tanto si parlava tra i borghesi timorati e guardinghi?
+
+--Oh no, non mi annoia!--esclamò Nicla.--È molto savio!
+
+--Vedi, papà?--disse Bruno con espressione di trionfo.
+
+Il conte e la fanciulla sorrisero.
+
+Ma Nicla era sbigottita.
+
+Il padre di Bruno, alto e slanciato, oltrepassava d'un palmo la snella
+figura di Nicla.
+
+Anch'egli come il figliuolo aveva occhi neri in un volto magro e
+olivastro; e quantunque non contasse che trentasette anni, già
+invecchiava, stretto nella morsa delle sue male abitudini. E ciò
+sbigottiva la fanciulla, abituata a veder visi tondi e rosei ed
+espressioni di placido contento.
+
+I capelli di Fabiano eran più bianchi che neri; molti fili d'argento
+si mescolavano ai morbidi fili della barba corta a punta; e intorno
+agli occhi era una rete sottile di rughe, che apparivan quasi
+impercettibili screpolature quando i muscoli del suo mobile viso si
+contraevano in un'espressione pensosa o ironica.
+
+--Egli è cresciuto selvatico e bizzarro--disse, accarezzando la testa
+di Bruno.--Lei, signorina, potrà fargli molto bene.
+
+Detto questo, s'inchinò ancora, si coperse il capo, e proseguì la sua
+passeggiata per il bosco a passo lento.
+
+--Vuoi andare col papà?--chiese Nicla a Bruno.
+
+Egli guardò suo padre che s'allontanava e non si mosse.
+
+--Dimmi la poesia,--rispose.
+
+Nicla disse la poesia; ma andava nel frattempo pensando a
+quell'incontro.
+
+Già sapevano in casa che ella aveva conosciuto il piccolo Traldi di
+San Pietro; e il cavalier Maurizio e la signora Carlotta ne avevano
+avuto occasione per una lunga predica.
+
+Bisognava ormai confessare d'aver conosciuto anche il grande, il
+personaggio famoso che veniva da Parigi, come un modello del genere?
+
+O l'incontro non avrebbe avuto seguito, e a Nicla sarebbe stata
+risparmiata un'altra ora noiosa di avvertimenti e di rimproveri?
+
+In verità, fino a quel giorno, il conte s'era ben guardato dal
+richiedere non chiesto l'amicizia della famiglia Dossena.
+
+Viveva nella sua villa, con un domestico, una cuoca e una governante
+vecchia. Riceveva visite di gente che veniva da Milano, uomini e
+donne, che eran forse i suoi compagni di piacere. Usciva con questi a
+far gite nei dintorni, e sebbene tutti in paese si occupassero di lui,
+egli aveva l'aria di non occuparsi d'alcuno.
+
+Con Nicla fu discreto, e non passò più pel bosco.
+
+Dato uno sguardo alla fanciulla, di cui udiva raccontar maraviglie da
+Bruno, e giudicatala subito, aveva lasciato il bambino a quelle mani
+fidate.
+
+--Il papà ha detto che di mamma ne basta una--raccontò Bruno
+l'indomani--, ma che tu sarai mia sorella. E che tu sei come egli
+aveva pensato. Aspetta. Tre cose. Ecco: timida, bella, e pura. Allora
+tu sarai mia sorella. Lo ha detto il papà. E ha detto anche che il
+difetto dei bambini, è che per farli ci vogliono le mamme....
+
+Quando Bruno raccontava, con una loquacità la quale non era del suo
+carattere, ma si sfrenava innanzi a Nicla pel bisogno di confidarsi,
+la fanciulla lo lasciava andare fino al primo intoppo, fin quando,
+cioè, non avesse riferito qualche stravaganza o non avesse esposto
+qualche sua opinione zoppicante.
+
+Udendo un così cattivo giudizio sulle mamme, Nicla lo fermò subito:
+
+--Belle cose ti dice il papà!
+
+--Non è vero? Il papà dice sempre belle cose!--confermò Bruno
+ingenuamente.
+
+--E la povera contessa?
+
+--Quale contessa?--domandò Bruno.
+
+--La tua mamma.
+
+--Ma egli diceva così per la mamma, non hai capito?
+
+--Ho capito, ho capito: e me ne dispiace molto.
+
+--Egli diceva così perchè la mamma ora è in Isvizzera, ma deve venire
+a trovarci uno di questi giorni; e ciò secca molto il papà. La mamma
+mi vede, dice che sono magro, che sono malato, e vuole portarmi via.
+Il papà non vuole e dice che sono grasso e non sono stato mai così
+bene.... La mamma dice che....
+
+--Ma tu preferisci la mamma o il papà?--interruppe Nicla di nuovo.
+
+Bruno si mise il piccolo indice dritto attraverso le labbra.
+
+--Non sta bene domandare queste cose!--dichiarò sottovoce.
+
+--Io non domando per curiosità!--rimbeccò Nicla.--Voglio sapere per
+giudicare come o con chi puoi star meglio.
+
+--Finora, proprio, sto meglio con te!--disse Bruno.--Ma tu fa finta di
+non saperlo, perchè la mamma vuole che io stia meglio con lei, e il
+papà vuole ch'io stia meglio con lui; e se capiscono che invece sto
+meglio con te, diventano molto gelosi.
+
+--Allora non dirai nulla della nostra amicizia alla mamma?--domandò
+Nicla sorpresa.
+
+--No. Io con la mamma sono un altro.
+
+--Come, un altro?
+
+--Sì, un altro, più piccolo!
+
+--Fai l'impostore, insomma!--spiegò Nicla.
+
+--Sì, faccio l'impostore!--confermò Bruno.
+
+--Un bambinetto ingenuo, un po' tardo, mezzo addormentato, mezzo
+scemo?--incalzò Nicla, non potendo trattenere un sorriso.
+
+--Proprio così!--dichiarò Bruno, battendo le mani.
+
+--E perchè, povera mamma, perchè ingannarla?
+
+--A lei piace che i bambini siano un poco scemi. E se si accorge che
+io sono intelligente mi domanda che cosa facciamo, chi conosciamo,
+dove andiamo, e se il papà giuoca, e se ci sono in casa le istitutrici
+giovani e se spendiamo molto. Una volta, io che non sapevo, le ho
+raccontato tutto....
+
+--Che cosa le hai raccontato?
+
+--Le ho raccontato....
+
+Esitò un istante, per chiamare in aiuto la sua memoria e ordinarla,
+poi seguitò:
+
+--Le ho raccontato che c'era in casa, a Parigi, una governante che si
+chiamava mademoiselle Praline e vestiva sempre la sera con gli abiti
+scollati, coi capelli biondi e lunghi e con belle scarpette di
+vernice. E cantava tutto il giorno e aveva il naso voltato in su. Poi
+alla sera veniva a pranzo con gli abiti scollati. Ma il papà l'ha
+mandata via perchè quando non cantava, era sempre in cucina a farsi
+fare il tè e poi la bistecchina e poi ancora il tè, e mangiava tutti i
+biscotti; e io l'ho vista nello specchio che intascava i cucchiai
+d'argento, e l'ho detto al papà. E allora il papà l'ha mandata via,
+dicendo che voleva salvare almeno i coltelli e le forchette.
+
+--E tu hai raccontato tutto questo alla mamma?--esclamò Nicla.
+
+--Sì, io non sapevo che non bisogna raccontare tutto.
+
+--La colpa non è tua,--mormorò la fanciulla col cuore stretto.--E
+allora?
+
+--E allora la mamma ha raccontato tutto, anche lei, all'avvocato, e il
+papà ne ebbe molti dispiaceri.
+
+--E da quel giorno, hai fatto lo stupido per prudenza?--interrogò
+Nicla, accarezzando lievemente la testa del fanciullo.--E ora andrai
+di nuovo con la mamma?
+
+--No; ora la mamma viene soltanto a vedermi. Il papà la aspetta, e per
+ciò la governante è vecchia.
+
+Nicla non trovò la forza di sorridere.
+
+
+
+
+V.
+
+
+Bruno mancò infatti per alcuni giorni al solito convegno sulla riva
+del lago, e Nicla lo vedeva passar dal giardino insieme a una signora
+giovane e sottile, vestita con semplicità costosa.
+
+La contessa Clara Dolores aveva capelli castani, volto pallido e
+piccolo in cui ardevano lunghi occhi scuri. S'indovinava in lei subito
+un temperamento impressionabile, mobilissimo, fantastico, alla
+rivelazione del quale la bocca dalle labbra rosse un po' tumide
+aggiungeva una nota di passione.
+
+Era scesa all'albergo Bellevue e si recava ogni giorno alla villa
+Florida, di là dalla villa Dossena, a prendersi Bruno per condurlo a
+spasso e poi a colazione e a pranzo.
+
+Nicla evitava d'incontrarli, ma quella giovane dritta, magra, nervosa,
+una frustata nell'aria, le aveva, appena intravista, prodotto una
+sensazione di piacere e di meraviglia.
+
+La psicologia di Bruno le si chiariva, pensando a suo padre,
+volontario e ostinato schiavo di tutti gli appetiti, e a sua madre,
+sul cui volto si leggevano l'estro e l'impulso.
+
+Venuto da quei due, dai quali ereditava, sommati, gusti e inclinazioni
+e rare sensibilità, che dovevano essere causa di molti dolori a coloro
+che gli volevan bene, Brunello non poteva essere un fanciullo come
+tutti gli altri.
+
+Nicla s'era illusa. Sarebbe stato meglio o peggio: più suscettivo, più
+intelligente, più sensuale, straordinariamente aristocratico, cioè
+lontano dalla folla e dai suoi talenti; uno di quegli uomini il cui
+destino sta come in cima a una fiamma, che l'aria fa tremare e volgere
+a capriccio, o lancia ebbra in alto con impeto.
+
+E staccata a un tratto dalle abitudini quotidiane per le quali aveva
+fatto della propria e della vita di Bruno quasi una cosa sola,
+chiedendosi perchè si fosse tanto stranamente occupata d'un ragazzo
+che non le apparteneva, Nicla doveva convenire seco stessa che sarebbe
+stato meglio lasciarlo a quel suo destino, a quei parenti che se lo
+disputavano, a quelle diversità il cui aspetto l'aveva subito colpita.
+
+Fu distratta in quei giorni anche dall'arrivo improvviso del conte
+Duccio Massenti.
+
+Veniva dalla Svizzera, era sceso egli pure all'albergo Bellevue, e
+s'era tosto recato a far visita alla famiglia Dossena.
+
+La signora Carlotta e il signor Maurizio lo vollero alla loro tavola
+per il poco tempo che si sarebbe trattenuto; e Nicla lo accolse
+ridendo, perchè egli subito l'assicurò che avrebbe presto ripreso la
+via dell'esilio al quale ella lo aveva condannato.
+
+--Esilio, esilio,--ripetè la fanciulla, arrossendo un poco innanzi a
+suo padre.--Le ho detto di star lontano da questo villaggio, sapendo
+che non si sarebbe divertito. E confessi, infatti, che a Lucerna....
+
+--A Sonnenberg,--precisò Duccio.--È un poco più su di Lucerna, e vi si
+arriva con la funicolare.
+
+--A Sonnenberg si sta meglio, lo confessi!--concluse Nicla.
+
+--C'è un solo grande albergo, e c'è più gente, ecco tutto, e tutta la
+gente è in quell'albergo, e ci si conosce tutti,--rispose il
+giovane.--Dall'alto, la vista del lago dei Quattro Cantoni, invece che
+del nostro. Per tutto il resto, la solita vita.
+
+E parlarono d'altro, dei forestieri che dimoravano in paese e della
+contessa Clara Traldi di San Pietro.
+
+--È una signora molto fine,--osservò Nicla.--Lei forse l'ha
+conosciuta, conte?
+
+Duccio parve esitare.
+
+--Io?--disse.--Conosciuta dove?
+
+--Al suo albergo; dev'essere arrivata lo stesso giorno in cui è
+arrivato lei: una signora esile, coi capelli castani, elegantissima:
+una vera signora, in una parola.
+
+--Sì, mi sembra d'averla intraveduta,--rispose Duccio come distratto.
+
+--È venuta a trovare Brunello, un suo figliuolo di sette o otto anni,
+che sta qui, alla villa Florida.
+
+--Eh sì, sì, pur troppo!--soggiunse il cavaliere Maurizio.--Oltre il
+bambino, c'è il padre, uno scavezzacollo; e la villa Florida è a cinta
+a cinta col nostro giardino. E Brunello è amico intimo di Nicoletta.
+Non è vero, Nicoletta?
+
+--Inseparabile!--dichiarò Nicla.
+
+Duccio Massenti parve subitamente curioso.
+
+--Conosce il fanciullo, signorina?--domandò.--E allora anche la
+contessa, forse?
+
+--No,--rispose Nicla.--Finora non l'ho che intravista; la vedo passare
+ogni mattina col fanciullo e un gran cane di Terranova.
+
+--Purchè tutto vada a finir bene!--osservò il cavaliere Maurizio,--e
+questo non ci procuri la conoscenza di suo padre!
+
+--Non ce la procurerà!--assicurò Nicla.--Il conte non ha alcun piacere
+nè alcun bisogno di conoscerci....
+
+--Ma sono io,--protestò Maurizio,--che non ho bisogno nè piacere di
+conoscere lui!
+
+--Allora andate perfettamente d'accordo!--constatò Nicla con un
+sorriso.
+
+E volgendosi a Duccio, seguitò:
+
+--Quando torna all'albergo, la osservi, la contessa. Mi pare una donna
+molto interessante....
+
+--Crede?--mormorò Duccio con negligenza.
+
+--Sarà la vittima di quel conte indemoniato,--seguitò la signora
+Carlotta.--Dicono che egli ne abbia fatte e ne vada facendo di tutti i
+colori.
+
+--E che si mangi il più bel patrimonio del mondo nella più sciocca
+maniera possibile!--incalzò Maurizio.
+
+Duccio Massenti credette opportuno stringersi nelle spalle e alzare le
+sopracciglia per deplorare i trascorsi del conte Fabiano.
+
+--Come si chiama il bambino?--interrogò poi.
+
+--Brunello!--disse Nicla.--Bruno Traldi di San Pietro.
+
+E d'improvviso, a dispetto dei suoi savii ragionamenti, un acuto
+desiderio la prese di rivedere il suo piccolo fedele amico.
+
+Egli era in quel momento con la mamma, e faceva l'impostore.
+
+La fanciulla sorrise, al ricordo.
+
+E ripensando alla giovane signora dai lunghi occhi scuri nel piccolo
+volto pallido, su cui spirava un'intelligenza sempre attenta, le
+sembrò che il mestiere d'impostore dovesse essere di fronte a lei
+singolarmente difficile.
+
+Ma Duccio cambiò discorso, chiedendo notizie delle famiglie che
+possedevano ville in paese; e non si parlò più per quel giorno del
+conte e della contessa e di Bruno.
+
+Soltanto l'indomani, a una nuova domanda di Nicla, egli annunziò
+d'aver conosciuto Clara Dolores.
+
+--Oh, due parole, stamane, durante la prima colazione!--soggiunse.
+
+--È bella, non è vero?--disse Nicla.
+
+--È strana!--rispose Duccio.--Bella, veramente, non direi. Io ho della
+bellezza un altro concetto.
+
+E i suoi occhi squadrarono la fanciulla da capo a piedi, con
+involontaria audacia. Ma subito ridivennero calmi.
+
+Rammentava ciò che Nicla gli aveva detto: occorreva ch'egli sapesse
+farsi tollerare; e diligentemente studiava di non importunarla e di
+rispettarne la libertà ch'ella godeva in campagna. Non mancava mai di
+portar fiori e dolci a lei e a sua madre, ma si guardava
+dall'accompagnarla nelle sue passeggiate e dallo starle troppo
+accosto.
+
+Dopo colazione s'intratteneva col cavalier Maurizio a parlar di
+terreni, d'industrie e di politica, o giuocava a carte con la signora
+Carlotta pazientemente.
+
+Nicla aveva finito per guardarlo con occhio benevolo, quantunque fosse
+ancora lontana dal partecipare all'ammirazione che per il giovane
+avevano e dichiaravano il padre e la madre di lei.
+
+--Sì, è un buon ragazzo! ~ ella diceva, come estrema concessione.
+
+--Compìto, attento, gentile, generoso, intelligente,--seguitava sua
+madre,--serio, avveduto, probo....
+
+E la fanciulla prendeva il suo grande cappello carico di papaveri e
+usciva a cantare per il bosco.
+
+Ma un giorno, tornando dalla solita passeggiata, le toccò una grande
+emozione. Vide venire a lei correndo il piccolo Bruno, seguìto da un
+grosso cane di Terranova, e poco lungi, ferma sulla strada, la
+contessa.
+
+--Vieni!--disse Bruno, gettandole le braccia al collo.--La mamma vuole
+conoscerti....
+
+E Brunello e il cane ritornarono ancora correndo verso la signora che
+attendeva.
+
+Nicla affrettò il passo, mentre Clara Dolores le andava incontro.
+
+Dappresso il suo volto era anche più gentile; intorno agli occhi aveva
+certe venette appena percettibili, delicatamente azzurre, le quali
+svelavano la straordinaria finezza della sua carnagione.
+
+--Signorina,--disse, schiudendo le labbra a un piccolo sorriso,--Bruno
+mi ha raccontato che lei gli vuol tanto bene e gli dedica tanto del
+suo tempo. Io parto questa sera, e desidero ringraziarla con tutta
+l'anima per la sua bontà.
+
+--Ma contessa,--mormorò Nicla, il cui volto s'era fatto di porpora, e
+la sua voce tremava,--è impossibile non voler bene a Brunello. Egli è
+venuto un giorno a cercarmi, come....
+
+Rivide nella memoria Brunello balzarle innanzi e domandarle aiuto,
+appoggiandosi alla sua canna alta e flessibile; e trovò la
+similitudine:
+
+--....come un piccolo Amore!--disse
+
+Poi aggiunse, premurosa:
+
+--Noi abitiamo poco più innanzi. Vuole concedermi di presentarla alla
+mia mamma?
+
+La contessa si schermì con un lieve cenno del capo.
+
+--Grazie, signorina,--rispose.--Ma per partire oggi stesso, devo
+rientrare subito all'albergo e aiutare la cameriera a fare le valigie.
+Tornerò; e al mio ritorno sarò lieta di conoscere la sua famiglia.
+
+--Sì, torni presto!--disse Nicla.
+
+--Arrivederci,--seguitò Clara Dolores,--Il pensiero che Bruno ha
+un'amica, una sorella, mi conforterà molto....
+
+--Oh, una sorella!--esclamò Nicla.--Come potrei essere sua figlia?
+
+La contessa, tenendo la mano nella mano di Nicla, la trasse a sè e la
+baciò leggermente sulle guance.
+
+--Arrivederci!--ripetè poi.
+
+--Arrivederci, contessa! Buon viaggio!... Non tardi troppo!
+
+--Addio, Nicla! A domani!--gridò Bruno alla fanciulla, riprendendo la
+mano di sua madre.
+
+Ma allontanandosi, le due giovani si volsero più volte e si sorrisero.
+
+Ciascuna portava in cuore un'imagine dell'altra, dolce e grata.
+
+Nicla era anche intenerita per la bellezza fragile e l'amabilità
+signorile della contessa; e pensò che quel conte Fabiano doveva essere
+veramente un famoso briccone per mancar di fede a una donna che
+chiunque avrebbe potuto invidiargli.
+
+--Bruno non ha saputo tacere!--ella si disse.--Mi vuole troppo bene, e
+l'amore gli deve essere scappato fuori dagli occhi.
+
+L'indomani il conte Duccio Massenti chiese alla signora Carlotta il
+permesso di fare con Nicla una gita sul lago. Egli aveva pronta la
+lancia dell'albergo con due rematori. Sarebbe ripartito la sera
+medesima per la Svizzera, e prima di allontanarsi desiderava rubar
+finalmente un'ora alla selvatica abitatrice dei boschi.
+
+Dicendo questo, un poco alla signora Carlotta, un poco al cavalier
+Maurizio, un poco a Nicla, egli sorrideva con qualche timidezza.
+
+La signora aveva già notato, presso la riva, la lancia con due
+barcaiuoli in assisa bianca e fascia azzurra.
+
+--Non allontanatevi troppo!--raccomandò con familiarità insolita.--Il
+tempo è incerto!
+
+--Gironzeremo al largo, sotto i suoi occhi--promise
+Duccio.--Signorina, mi dice di sì?
+
+--Ecco!--rispose Nicla.--Vado a mettermi il cappello.
+
+Era vinta dall'attitudine sommessa del conte, che cominciava ad
+ispirarle qualche simpatia e che sapeva pregare molto per le più
+piccole cose.
+
+Ma quando fu nella lancia, seduta sugli stessi cuscini a fianco di
+lui, capì d'un tratto che probabilmente il colloquio sarebbe stato
+decisivo per la sua vita, e si fece diffidente, mentre il cuore le
+batteva forte nel petto.
+
+--Ho saputo dunque farmi tollerare?--chiese Duccio, non appena la
+lancia prese il largo sotto la spinta vigorosa delle quattro braccia.
+
+--Mi dia la barra del timone,--pregò Nicla senza rispondere.--Voglio
+guidare io, perchè i suoi barcaiuoli non ci portino troppo lontano.
+
+E prendendo la barra con la destra, levò il capo a sorridere.
+
+A una finestra della villa s'era affacciata sua madre, la quale
+osservava i due giovani belli che partivano nella lancia tutta candida
+come per un felice viaggio. Ma Duccio trovò in Nicla una resistenza
+sorda e ostile.
+
+Ella fingeva di non comprendere le allusioni, e spesso rispondeva fuor
+di tono; più spesso interrompeva con un'osservazione frivola,
+guardando in alto le nuvole rosee o perdendosi a seguir con l'orecchio
+il tuffo dei remi.
+
+Fece notare a Duccio la smorfia del primo barcaiuolo che ad ogni
+puntata torceva la bocca, e dichiarò che la bandiera a poppa, gialla a
+scacchi azzurri, era di pessimo gusto. Domandò s'egli sarebbe tornato
+ancora a Sonnenberg, se vi sarebbe rimasto a lungo, e chi vi avrebbe
+trovato; scherzò volubilmente, rise quando s'accorse che Duccio stava
+per parlare con gravità, fu capricciosa e a bella posta distratta.
+
+Infine Duccio, vedendo ch'ella volgeva il timone pel ritorno, diede il
+crollo:
+
+--Signorina,--disse.--Io ho bisogno di sapere che cosa ella pensa di
+me.
+
+Nicla lo guardò e rise.
+
+--Io? Nulla!--rispose tosto.
+
+Il conte non potè trattenere un gesto d'impazienza.
+
+Pure, aggiunse con imperturbabile cortesia:
+
+--Mi sono spiegato male. Comprendo benissimo che io non valgo la spesa
+di molte riflessioni. Ma devo pure confessarle che, non da ieri, nè da
+oggi, ma da quando ho avuto la fortuna di conoscerla a un ballo, io ho
+sempre pensato a lei, come alla sola fanciulla che potesse rendermi
+felice....
+
+--Ci sono!--pensò Nicla con dispetto.--Ora tocca a me rispondere. E
+che cosa rispondo?
+
+Non rispose nulla, e stette ad ascoltare.
+
+--Chiedendole che cosa ella pensa di me,--seguitò Duccio,--intendevo
+chiederle semplicemente se la mia assiduità non le dispiace, se
+riconosce la nobiltà del mio sentimento....
+
+--Che cosa rispondo? che cosa rispondo?--si domandò Nicla irritata,
+volgendo a furia la barra e mandando la lancia a sghimbescio.
+
+--Attenta! Lei ci ribalta in acqua!--osservò Duccio con un sorriso,
+credendo la fanciulla commossa e turbata.
+
+Ella si decise a una parola indiretta:
+
+--Sì, mi sono accorta,--disse a mezza voce, guardando i remi che
+uscivan dall'acqua.
+
+--Si è accorta?... si è accorta che io l'amo?--interrogò Duccio
+ansioso.
+
+--Mi sono accorta che lei pensa a me,--corresse Nicla.
+
+--Dica pure che io l'amo, che l'amo ardentemente!--incalzò Duccio.
+
+--Auf! Adesso piglia fuoco!--riflettè Nicla.--Ho fatto male a
+rispondergli.
+
+E per ringraziarlo in qualche modo, volse il capo e gli sorrise un
+attimo.
+
+--Posso sperare, Nicoletta?--seguitò il conte.--Posso sperare che il
+mio sentimento sia accolto, e che un giorno, più tardi, anche assai
+tardi, sia da lei condiviso?... Essere amato da lei! Quale sogno!...
+La mia vita non avrà, non potrà avere altro scopo se non quello di
+render felice la sua.... Tutte queste grandi speranze aspettano
+d'essere confortate da una parola, Nicoletta.... Confortate.... o
+distrutte!
+
+A mano a mano che il giovane parlava, l'anima di Nicla andava
+chiudendosi.
+
+Nicoletta!... Già la chiamava Nicoletta! E un giorno, anche avrebbe
+allungato la mano ad accarezzarla, le labbra a baciarla, le braccia ad
+avvincerla intorno al busto....
+
+Lo guardò di traverso, vide ne' suoi occhi una fiamma, sulle sue
+labbra un tremito.
+
+E tutto ciò che doveva accenderla, che l'avrebbe forse accesa per un
+altro, in quell'istante l'agghiacciò.
+
+--Mi dica, mi dica,--insisteva Duccio, dimentico che i barcaiuoli
+potevano comprendere non le parole, ma il gesto,--mi lasci sperare!...
+Sarà accolto il mio amore? Sarà forse un giorno condiviso da lei?...
+
+E, fattosi più vicino, stendeva il braccio destro sullo schienale,
+quasi a cingerla idealmente.
+
+--Badi!--ammonì la fanciulla, indicando con gli occhi i due uomini.
+
+--Non ci ascoltano!--rispose Duccio.
+
+I rematori allentavano sciando; l'imbarcazione s'avvicinava alla
+proda, e il barcaiuolo di poppa tirò i remi nella lancia.
+
+--Oh, chi si vede, chi si vede!--esclamò giocondamente Nicla, volgendo
+lo sguardo alla riva.
+
+--Ebbene?--supplicò ancora Duccio, senza staccar gli occhi dal viso di
+lei.--Posso sperare?
+
+La fanciulla era ormai veramente distratta da ciò che vedeva sulla
+sponda; ma diede uno sguardo al giovane e rispose, per finirla:
+
+--Non so!
+
+Poi aggiunse:
+
+--Non creda che io voglia giuocar d'astuzia e farle desiderare una
+parola. Sarebbe indegno. Oggi non posso dirle, con onestà e con
+lealtà, che questo: non so!
+
+La barca scorrendo sulla sabbia toccava proda.
+
+--Nicla, Nicla, Nicla!--risonò la voce esultante di
+Brunello.--Prendimi con te! Fammi fare un giro!...
+
+Egli stendeva le braccia, caracollando lungo la riva, come un piccolo
+puledro ritornato in libertà.
+
+--Le dispiace che lo faccia salire con noi?--chiese Nicla al conte.
+
+Duccio si scosse, quasi uscendo da un velo di malinconia, e si guardò
+intorno.
+
+--Il bambino?--disse.--Come vuole!
+
+E diede ordine a uno dei rematori di prendere il fanciullo dalla
+spiaggia.
+
+Bruno, balzato nella barca, si slanciò al collo di Nicla.
+
+E la baciò, l'accarezzò con tanto fervore, con tanto improvviso
+brivido, ch'ella lo fissò un poco sorpresa.
+
+--Ma da dove vieni?--chiese, mentre i barcaiuoli vogavano a
+sciaroga.--Che è questo furore? Non ci siamo visti ieri?
+
+I suoi occhi sorpresero lo sguardo fosco e dubbioso del fanciullo, che
+scrutava il mesto volto allungato di Duccio.
+
+E capì. Era geloso.
+
+Ella disse:
+
+--Facciamo le presentazioni. Il conte Bruno Traldi di San Pietro. Il
+conte Duccio Massenti....
+
+--Ah è questo, l'inseparabile?--chiese con indifferenza il giovane,
+squadrando Bruno senza muoversi.
+
+--È lui!--affermò Nicla.--L'indispensabile
+
+E rivolta al fanciullo, seguitò:
+
+--Vuoi sederti qui, tra il conte Duccio e me? C'è un bel posto....
+
+--No, no!--rispose Bruno prontamente, come avessero minacciato di
+gettarlo in acqua.
+
+--Allora a cuccia?--domandò Nicla. Egli sorrise e s'accovacciò ai
+piedi dell'amica.
+
+E sentendo che il conte non aveva più voglia d'aprir bocca, e che il
+piccolo e il grande si odiavano di tutto cuore, ella riprese:
+
+--La tua mamma è partita?
+
+--Sì: iersera!--affermò Bruno alzando gli occhi in faccia a Nicla.
+
+E questa, per togliere l'ombra che andava addensandosi tra Duccio e
+Bruno, seguitò:
+
+--Sai che anche il conte Duccio conosce la tua mamma?
+
+--La conosce?--ripetè Bruno senza voltare il capo dalla parte
+dell'altro.--E gli piace?
+
+Nicla diresse l'occhio inavvertitamente al viso di Duccio e fu stupita
+di cogliergli sulle labbra un sottile ambiguo sorriso, ch'egli
+s'affrettò a dissimulare.
+
+--Domandaglielo!--rispose, malamente impressionata.
+
+--Le piace la mia mamma?--interrogò Bruno, guardando fisso innanzi a
+sè.
+
+Nicla dovette stupirsi di nuovo.
+
+Ecco Bruno che dava del lei, freddo e contegnoso, a quel signore che
+gli piaceva poco!
+
+--Sì,--rispose Duccio.--È una bella e gentile signora.
+
+--Molto bella, molto cara, la tua mamma!--rincalzò Nicla pensando al
+visetto pallido e fine coi grandi occhi appassionati che le avevano
+così benevolmente sorriso.--E dove è andata ora?
+
+--Ma perchè l'interroga tanto?--interruppe Duccio con
+prontezza.--Finirà con lo stancarlo.
+
+--Egli sostiene una conversazione meglio d'un grande!--affermò Nicla.
+
+--Lo credo; ma guardi il tramonto,--riprese Duccio, indicando con un
+gesto il cielo opalescente e le acque che rabbrividivano alla
+brezza.--Guardi che meraviglia!
+
+--Le dispiace che io parli con Bruno?--domandò Nicla.
+
+--No no, la prego!--rispose Duccio.
+
+--Poichè lei mi tiene il broncio e non dice parola....--seguitò Nicla.
+
+--Non le tengo il broncio,--ribattè il conte.--Sono triste; e sarebbe
+strano che non fossi....
+
+--La mamma è tornata in Isvizzera!--dichiarò Bruno, levando ancora gli
+occhi in faccia alla sua amica.
+
+--Dov'era prima di venire a trovarti?--interrogò questa.
+
+--Sì, dov'era prima di venire a trovarmi! E io so dove è. È su, in
+montagna; e si vede un lago, un lago grande, più grande del nostro. Un
+lago che si chiama come quel giuoco, sai?
+
+--Quale giuoco?--domandò Nicla ridendo.
+
+--I quattro cantoni!
+
+--Ah, il lago dei Quattro Cantoni!--ripetè la fanciulla, corrugando le
+sopracciglia.--Allora è a Lucerna, la mamma.
+
+--Vuole che torniamo?--interruppe il conte.--Temo che facciamo troppo
+tardi, e che la signora ci aspetti....
+
+La fanciulla lo guardò, e le parve un poco aggrondato.
+
+Senza rispondere, volse la barca, fece descrivere alla lancia una
+larga curva, e diresse verso la spiaggia.
+
+Spronata da una curiosità repentina che le faceva male e di cui non
+sapeva rendersi ragione, stava china sulla testa di Brunello
+accovacciato ai suoi piedi, e lo interrogava, fissandolo negli occhi.
+Seguitò:
+
+--Allora è a Lucerna, la mamma?
+
+--Ma che cosa le importa, signorina?--disse bruscamente Duccio.--Non
+so perchè insista.
+
+Nicla sentì che la voce di lui non era ferma.
+
+--No,--rispose Bruno.--Ha detto Lucerna, sì, ma ha detto più in alto.
+
+--Più in alto!--ripetè Nicla.--Ci si va con la funicolare?... Di',
+Brunello, rammentati! Ci si va con la funicolare?
+
+Bruno, assorto, non rispondeva.
+
+--Rispondi, caro!--incalzò Nicla fremente.--A che cosa pensi?
+
+--Penso al nome,--egli rispose,--perchè la mamma me lo ha detto....
+
+--Non ci pensare. Il nome lo troveremo. Dirami: ci si va con la
+funicolare?
+
+--Sì, con la funicolare!--consentì il fanciullo.
+
+Nicla tacque un istante, poi annunziò:
+
+--Sonnenberg!... È Sonnenberg?
+
+--Sì, sì, sì!--gridò Bruno, battendo le mani.--Proprio! Me lo ha detto
+la mamma! Come hai indovinato?... Tu indovini tutto?...
+
+Nicla si raddrizzò sul busto, pallidissima, e piantò in faccia al
+conte gli occhi scuri.
+
+--Perchè questa commedia?--disse.
+
+--Ebbene?--egli rispose, cercando di vincere la sua irritata
+agitazione.--Che è avvenuto? che vuole significare il suo sguardo di
+rimprovero?
+
+Ma Nicla insisteva a fissarlo, con sì disperato stupore dentro gli
+occhi, che Duccio abbassò un istante i suoi.
+
+--Tu indovini tutto?--ripetè sottovoce Bruno, alzandosi un poco e
+comprendendo che avveniva qualche cosa di eccezionale.
+
+Nicla lo afferrò e lo strinse fra le braccia.
+
+--Ahimè, sì!--proruppe.--Sì, amore, indovino tutto!
+
+Poi con le mani convulse adagiò quel capo innocente sul seno, che un
+singhiozzo mal rattenuto sollevava in tumulto.
+
+Nessuno fece più parola, fin che la lancia non ebbe toccata la riva.
+
+E solo quando i rematori spalarono perchè la chiglia, scorrendo sulla
+rena, approdasse con dolcezza, Duccio rispose:
+
+--Prima di partire avrò bisogno di parlarle. Ne chiederò il permesso a
+sua madre.
+
+Nicla lo fermò con un gesto.
+
+--È inutile!--osservò.--So già quello che ha l'obbligo di dirmi.
+
+E soggiunse:
+
+--Lasci a me il diritto di concludere. Poco fa le ho risposto: non so.
+Ora le rispondo in tutta coscienza: mai!
+
+Duccio Massenti si fece pallido.
+
+Ma senza curarsene, appoggiandosi al braccio d'un rematore, Nicla
+sbarcò; poi Bruno; Duccio per ultimo.
+
+--Salgo a salutare la sua famiglia,--annunziò questi.--Lei, signorina,
+non vorrà accompagnarmi?
+
+Nicla allungò la mano verso Brunello e traendolo al suo fianco,
+rispose:
+
+--No. Io resto con lui!
+
+
+
+VI.
+
+
+
+E corsero a rivedere gli alberi amici, che sopra uno sfondo opalino
+mescevano e confondevano in magici archi il loro fogliame, su cui il
+tramonto gettava un riflesso di luci dorate.
+
+E sotto gli archi si stendeva il terreno molle come una corsia di
+velluto cinereo; parevan più dure e determinate le linee dei fusti,
+più vaghe e ampie le radure. Tutto il bosco esalava di legno disfatto,
+e ai piedi dei tronchi s'ammucchiava il ciarpume di frasche e di
+sterpi che sprigionavano un odore umido in quell'ora madida e calda.
+
+Risonava qua e là il crepitare delle vecchie cortecce.
+
+Bruno correva a fianco di Nicla, poi che ella stessa correva più che
+non camminasse; e sentendo la mano dell'amica stringere, stringere
+forte la sua, il fanciullo tollerava il dolore senza far motto.
+
+Poi la luce intorno cangiò.
+
+Bruno levò il capo a guardar Nicla e la vide tutta rossa. Ella abbassò
+gli occhi per rispondergli e anche vide Bruno tutto rosso di
+riverberi.
+
+Il tramonto si faceva vermiglio, e sul velluto cinereo del terreno
+serpeggiavano larghe chiazze di color del sangue.
+
+Nicla allentò la mano.
+
+Eran giunti a uno spiazzo, su cui giacevano qua e là, disposti a
+gradi, tronchi abbattuti, e che tutto in giro era chiuso da grossi
+castagni e da cerri poderosi.
+
+Nicla sedette, e presso a lei Bruno.
+
+--Ti ha fatto male,--egli chiese,--quel signore? Ti ha detto brutte
+parole?
+
+La fanciulla scosse il capo, negando.
+
+Guardava le vôlte che le fronde formavano e che parevano dilungarsi
+fin che si chiudevano lontano con una fitta cortina di rami e di
+foglie.
+
+Doveva essere veramente così.
+
+Duccio e Clara Dolores s'eran dato convegno a Sonnenberg, e di là eran
+tornati un giorno, ella per rivedere il suo bambino, egli per
+corteggiare Nicla e forse chiederne la mano.
+
+Erano scesi allo stesso albergo, insieme.
+
+Duccio dedicava qualche ora a Nicla e alla sua famiglia, e si ritirava
+la sera all'albergo: la sera e la notte. Conduceva nello stesso tempo
+due intrighi, l'avventura piacevole e il matrimonio solido.
+
+Clara Dolores non aveva colpa alcuna. Libera, mal conosciuta e
+abbandonata dal conte Fabiano, aveva disposto del suo cuore come più
+le era piaciuto, certo con l'illusione di trovare in Duccio Massenti
+l'uomo fedele e degno.
+
+Fino a due giorni addietro, ignorava pur l'esistenza di Nicoletta
+Dossena, e ancora ignorava e avrebbe ignorato sempre che la fanciulla
+era desiderata dall'uomo al quale ella s'era data.
+
+Poteva essere triste per Brunello apprendere più tardi che anche sua
+madre non aveva saputo resistere; poteva essere triste pel giovane che
+s'affacciava alla vita non trovar nella vita alcuna fede, e dover
+dubitare di suo padre e di sua madre.
+
+Ma di fronte a Nicla, la contessa non aveva macchia.
+
+Lo sciocco, il fatuo, l'immorale era egli solo, quel Duccio Massenti,
+già così slombato a ventisei anni da non sentire l'indelicatezza e la
+vergogna della sua condotta; melenso e maligno, trattava Clara Dolores
+come una facile avventura e Nicoletta come una più facile preda.
+
+--Non mi ha fatto alcun male, vedi?--esclamò Nicla
+riprendendosi.--Voleva offendermi, e non vi è riuscito.
+
+Il volto di Brunello si rabbuiò. D'un subito s'era ricordato che poco
+lungi di là, un giorno in cui leggevano un viaggio al paese delle
+pellicce, anch'egli aveva offeso Nicla, ed ella, gettatolo dalle
+ginocchia con rabbia, lo aveva rimandato a casa prima del consueto.
+
+Nicla non gli aveva detto nulla allora, ma egli aveva capito ch'era
+offesa, perchè aveva voluto baciarla come le ragazze di Parigi, che si
+rotolavan con lui sul divano.
+
+E si levò repentinamente, affannato e sospettoso.
+
+--Come?--disse.--Voleva baciarti dietro le orecchie?
+
+--Sei pazzo?--esclamò Nicla arrossendo.--Chi ti ha detto mai questo?
+
+Bruno respirò, e tornò a sedere, in silenzio; ma i suoi occhi andarono
+più volte agli occhi di Nicla, interrogativi e solleciti.
+
+--Io,--dichiarò infine,--sarò sempre savio. Con te sarò sempre savio.
+
+--Va bene!--disse Nicla gravemente.--Tengo la tua promessa.
+
+E Brunello confermò ancora, con un cenno del capo.
+
+S'era messo a ginocchi innanzi alla sua amica e restava così a
+guardarla, mentre ella pensava. Ella pensava all'inopinato avvenimento
+che d'improvviso stringeva anche meglio il legame spontaneo fra lei e
+il figlio di Clara Dolores.
+
+Non era più una simpatia, non un'amicizia fresca e rara, ma una
+simiglianza di casi per la quale lo stesso uomo faceva male e al
+bambino e alla fanciulla. Questa involontariamente era venuta in
+possesso di un segreto che toccava il piccolo Traldi e ch'ella non
+avrebbe detto mai.
+
+Nicla allungò la mano ad accarezzare Brunello, guardando lontano, tra
+le luci del fondo che si smorzavano a poco a poco e si facevano
+argentee.
+
+--Se tu vuoi,--disse Bruno a un tratto,--io racconterò al papà che
+quel signore ti ha offesa, ed egli lo punirà. Io sono ancora troppo
+piccolo. Come si chiama: Duccio?
+
+Nicla fece un gesto di paura.
+
+--Tu non racconterai nulla!--ordinò.--Quel signore è già punito.
+
+--Ma il papà....--insistette Bruno.
+
+--Il tuo papà non è il mio. Io ho un altro papà!--rispose Nicla.
+
+--Oh, il tuo non vale niente!--osservò Bruno sorridendo.--Egli non sa
+sparare con la pistola e far la scherma come il mio. Non sa uccidere!
+
+La fanciulla fissò Bruno con la fronte corrugata.
+
+--Ma tu credi che bisogna uccidere per valer qualche cosa?--esclamò.
+
+--E che dobbiamo fare d'un uomo che ti ha offesa?--disse Bruno
+placido.--Io lo dico al mio papà, e il papà gli spara contro, come fa
+con quelle tavole che sono in giardino e che il papà adopera pel
+bersaglio. Sopra c'è dipinto un uomo grande; e il papà mi ha fatto
+vedere che lo ha tutto bucato nella testa e nel cuore. Non sbaglia
+mai....
+
+--Duccio Massenti non è una tavola di legno,--rimbeccò Nicla.
+
+--Ohi--disse Bruno alzando le spalle.
+
+--Ed è così,--proruppe Nicla,--che tu fai il savio? Dicendomi che il
+mio papà non vale niente e ostinandoti a voler far uccidere Duccio?
+
+--Io ho visto due ufficiali degli ussari,--dichiarò Bruno,--che
+giuocavano a carte col mio papà; e tutti e due avevano ucciso un uomo
+in duello.
+
+--E allora?--interrogò Nicla.
+
+--Allora vedi che si può uccidere; perchè gli ufficiali montavano a
+cavallo, pranzavano con noi, ridevano, e facevano tutto come gli
+altri.
+
+--Talchè,--seguitò Nicla--se tu fossi più grande, tu andresti a
+uccidere Duccio Massenti in duello?
+
+--Certo!--rispose Bruno.--Mi piacerebbe!
+
+--Ma egli potrebbe uccidere te,--osservò Nicla.
+
+--Tu credi?--fece Bruno sorridendo con lieve ironia.
+
+--Per carità!--esclamò la fanciulla presa da un freddo.--Non dirmi
+queste cose, non dirmi queste cose mai più! Che sei tu dunque? con
+queste idee pel capo, mi metti paura! Io pensavo che tu fossi buono e
+caro per la tua Nicla, e invece sei crudele e quasi feroce.... Bisogna
+proprio che non pensi più a te, non ti dia più la mia amicizia e ti
+lasci solo.
+
+E a mano a mano che parlava, s'attendeva che il fanciullo s'accorasse,
+e andava studiandone l'espressione per fermarsi a tempo e non farlo
+piangere.
+
+Ma egli s'inviperì, e rizzatosi, stese le mani al volto di Nicla,
+gridò infuriato:
+
+--E allora io lascerò che tu vada in barca con quel signore e che poi
+ti dica le brutte cose? e allora ti lascerò offendere? E anche quando
+sarò grande, se Duccio ti avrà offesa, io dovrò essere savio? allora
+egli sarà il padrone e io sarò niente?
+
+--Ma no, ma no, ma no!--interruppe Nicla con dolcezza.--Nessuno mi ha
+offesa e nessuno mi offenderà. Ti ho detto che Duccio voleva; voleva
+offendermi, e non vi è riuscito. Non ti ho detto così?
+
+Bruno assentì con un cenno del capo.
+
+--Vedi che dico sempre la verità!--aggiunse Nicla con un trapasso
+ardito di logica.--E non occorre muovere il papà e le sue pistole e le
+sue spade.
+
+--Ma non andrai più in barca con lui?--interrogò Bruno ansioso.
+
+--Sta tranquillo!--promise Nicla.
+
+--Io so che veniva sempre a mangiare a casa tua....
+
+--Non verrà più.
+
+--Me lo giuri?
+
+--Come?--esclamò Nicla.--Quale brutta abitudine! Non si deve abusare
+del giuramento. La promessa basta.
+
+Bruno s'acquetò; e rimettendosi a sedere, posò il capo sulle ginocchia
+di Nicla.
+
+--Dimmi la poesia!--pregò.
+
+Sommessamente, curva su di lui, sfiorandone la chioma e la guancia con
+lieve mano di sorella, in una malinconica tenerezza, Nicla intonò:
+
+ Io vo' da questa rupe erma cantare,
+ Te fra le braccia avendo e via lontano
+ Calar vedendo l'agne bianche al mare
+ Sicilïano.
+
+E guardava le lunghe ciglia e la bocca fresca del fanciullo, che per
+chiamar le carezze fingeva dormire, e spalancava gli occhi non appena
+le carezze tardavano.
+
+Povero piccolo uomo; povero piccolo uomo, perduto nel mondo vasto e
+tremendo; debole e mal difeso e male sorretto nel cammino; ma già
+pieno d'ira, d'orgoglio e di passione; già vendicativo e tirannico,
+audace e geloso; lupatto tra i lupi.
+
+ Ti rapirò nel verso; e tra i sereni
+ Ozi de le campagne a mezzo il giorno,
+ Tacendo e rifulgendo in tutti i seni
+ Ciel, mare, intorno,
+ Io per te sveglierò da i colli aprichi
+ Le Driadi bionde sovra il piè leggero
+ E ammiranti a le tue forme gli antichi
+ Numi d'Omero.
+
+E non poteva nulla per lui; domani forse avrebbe dovuto lasciarlo.
+
+Egli s'era abbandonato nelle sue braccia, credendola una fata
+onnipossente; ma ella stessa era debole e mal difesa e male sorretta
+nel cammino pel mondo vasto; e di lei pure, scampata appena a un
+agguato, il destino era impenetrabile.
+
+ Noi coglierem per te balsami arcani....
+
+Il fanciullo sorrise al ritorno della vecchia strofe, quella che prima
+gli aveva dato l'impressione della musica in un mondo di mistero.
+
+ Noi coglierem per te balsami arcani
+ Cui lacrimâr le trasformate vite,
+ E le perle che lunge a i duri umani
+ Nudre Anfitrite.
+
+L'aria s'era fatta violacea.
+
+I grossi alberi, i rami, le foglie, i fantastici archi e le cortine
+che parevan chiudere in fondo, in fondo, le imaginarie gallerie
+fronzute, il terreno cinereo, la radura coperta di sterpi e di
+tronchi, andavano confondendo linee e profili.
+
+Stendeva la sera un manto d'ametista, che aveva pei meandri del bosco
+le infinite gradazioni del rosso, del pavoniccio, del gridellino;
+s'alzava il vento con un mormorio che aleggiava di fronda in fronda.
+
+Bruno circondò delle braccia il collo di Nicla, ed ella delle braccia
+circondò i fianchi di lui; accostarono le tempie, confusero le rosee
+bocche, e restarono con l'anima tesa ad ascoltare il battito del
+cuore, il quale aveva un linguaggio profondo, senza parole,
+nell'ombra.
+
+
+
+
+VII.
+
+
+La signora Carlotta osservò a Nicla ch'ella s'era comportata male.
+
+Finito il pranzo, stavano nella grande sala prospiciente il giardino a
+prendere il caffè.
+
+Nicla guardava fuori, da quella porta sul cui limitare era comparso un
+giorno Brunello Traldi. Il cavalier Maurizio centellava, dopo il
+caffè, un bicchierino di liquore giallo; e la signora Carlotta si
+faceva aria col ventaglio, sfogliando con la sinistra sulla tavola una
+rivista di arte, di cui non comprendeva niente, nè figure, nè termini,
+nè scopi.
+
+Nicla girò la poltrona verso sua madre.
+
+Tornata a casa tardi, ancora agitata da quell'ora di tenerezza che il
+tramonto aveva chiuso, come una perla in un monile, in un cerchio
+delicato di viola e di porpora, ancora i capelli e le vesti odoranti
+di musco e d'umido e di molli cortecce cadenti, Nicla aveva trovato i
+suoi già a tavola, e aveva sentito intorno una silenziosa
+riprovazione.
+
+--Il povero Duccio,--seguitava sua madre,--è venuto a salutarci prima
+di partire. E tu non c'eri. Dov'eri?... A spasso, pel paese, con
+quell'altro....
+
+--Quale altro?--domandò Nicla.
+
+--Il figlio del conte Traldi.
+
+La fanciulla rise.
+
+--Oh!--disse.--Che temibile rivale, un bambino di otto anni!
+
+--Non si parla di rivali,--spiegò il cavaliere Maurizio, occhieggiando
+in giro per veder dov'era andata a finire la bottiglia faccettata del
+liquore giallo.--Si vuol dire che il tuo posto era qui.
+
+--Il conte mi aveva già salutato al ritorno dalla gita sul
+lago,--rispose Nicla, scoprendo la bottiglia sopra un minuscolo
+tavolino di lacca, e alzandosi per prenderla e portarla a suo
+padre.--C'era bisogno di tornar daccapo in casa?
+
+--E anche della gita,--seguitò Maurizio, prendendo la bottiglia dalle
+mani di Nicla e mescendosene un altro bicchierino,--che tua madre ha
+permesso, potresti raccontarci qualche cosa.
+
+--Mi sembra,--confermò la signora Carlotta, allungando la mano per
+riprender la bottiglia e piantarla sulla tavola, sotto il naso, con
+un'occhiataccia a suo marito,--mi sembra che un poco di confidenza ci
+vorrebbe!
+
+--Ah, la gita!--ripetè Nicla.
+
+E pensò che valeva meglio dare battaglia subito, poichè battaglia
+doveva essere; e con espressione scherzosa, quasi beffarda, soggiunse.
+
+--È stato così. Il conte mi ha chiesto se mi sono accorta del
+rispettoso sentimento ch'egli nutre per me. E io gli ho risposto che
+me ne sono accorta.
+
+La signora Carlotta aveva tralasciato di sfogliar la rivista, e il
+cavalier Maurizio di assaporar degli occhi il secondo bicchierino.
+L'uno e l'altra guardavano la figlia con attenzione non priva di
+ansia.
+
+--Egli mi ha detto poi se poteva sperare,--continuò la fanciulla,--che
+tale sentimento fosse un giorno condiviso da me. E io gli ho risposto
+che non sapevo. Gli ho risposto così perchè in verità non sapevo, in
+quel momento. Poi, stando in barca al suo fianco e udendo i suoi
+discorsi, ho saputo. E mentre stavamo per lasciarci, gli ho risposto:
+mai!...
+
+Una bomba che fosse caduta e scoppiata nel bel mezzo della sala, non
+avrebbe sbigottito maggiormente e Maurizio e Carlotta.
+
+Si trovarono in piedi ambedue contemporaneamente, guardandosi
+attoniti.
+
+--Santo cielo!--esclamò la signora.
+
+--Tu scherzi!--gridò il cavaliere.
+
+--Una fortuna gettata dalla finestra!--riprese la signora.
+
+--E per questo il conte aveva l'aria malinconica!--aggiunse il
+cavaliere.
+
+--Ma è una follia imperdonabile!--affermò la signora.
+
+--Una cattiveria determinata!--rilevò il cavaliere.
+
+--Rispondevi con un'offesa a una parola da gentiluomo!--deplorò la
+signora.
+
+--Noi stessi ne subiremo le conseguenze!--concluse il cavaliere.
+
+Non volendo irritarli con un'attitudine di spavalderia inopportuna, e
+sapendo bene che qualunque cosa avessero detto e fatto, non sarebbero
+riusciti nè a rimediare alla catastrofe nè a smuovere lei dal suo
+proposito, Nicla restò con gli occhi bassi, immobile dentro la
+poltrona.
+
+Pareva, se non conscia della sua grave azione, almeno dolente pel
+disinganno che bruscamente causava ai suoi; e intanto pensava ch'era
+inutile accanirsi e che si poteva vincere con dolcezza.
+
+Prima tornò a sedere Maurizio; poi Carlotta.
+
+Seguì un silenzio, durante il quale Maurizio tracannò il secondo
+bicchierino, e non sapendo più quel che si facesse, riprese di sulla
+tavola e di sotto il naso di Carlotta la bottiglia faccettata, e se ne
+versò un terzo.
+
+--Ma i motivi?--interrogò severo.--Capisco un'esitazione, un dubbio,
+una ritrosia. Capisco una risposta che chieda tempo. Non capisco un
+rifiuto definitivo, e senza discussione. Non capisco, insomma, il mai!
+Per questa parola, i motivi devono e non possono non essere che
+gravissimi.
+
+Si chinò a sorbire dall'orlo il liquore che traboccava, e ripetè:
+
+--Gravissimi!
+
+A Nicla tornarono in mente i tempi in cui suo padre gridava: «Il
+palcoscenico no!».
+
+--Maurizio dice giusto!--incalzò la signora Carlotta.--Per mettere
+alla porla un gentiluomo, poichè lo hai messo alla porta, occorrono
+ragioni di gravità eccezionale.
+
+--I motivi ci sono, naturalmente!--ribattè Nicla.
+
+Carlotta e Maurizio si guardarono stupefatti. Passavano di maraviglia
+in maraviglia. Avevan creduto prima a uno scherzo fanciullesco, poi a
+una sventataggine forse ancora rimediabile, e infine, contro ogni
+verosimiglianza, si trovavano innanzi a motivi gravissimi che
+frustravano le loro speranze e mandavano a rifascio un matrimonio di
+prim'ordine.
+
+--Siamo qui ad ascoltare!--disse Maurizio, vedendo che Nicla non
+aggiungeva parola.
+
+Ma la fanciulla aveva compreso di non poter aggiungere altro.
+
+Come dire che Duccio Massenti era l'amante di Clara Dolores? Con qual
+diritto svelava ella l'intimo segreto d'una donna che non era stata
+per lei se non gentile? Chi l'assicurava che sua madre, facile a
+chiacchierare, non avrebbe portato attorno la colpa di Clara Dolores
+per farsi compiangere, come già aveva portato attorno la vocazione di
+Nicla per l'arte drammatica?
+
+--Spero avrete compreso, ad ogni modo,--ella disse,--che quei motivi
+non vengono da me. Io non amo nessuno, e il mio cuore è libero.
+
+--Sta bene,--dichiarò Maurizio.--E allora, il conte ha una colpa ai
+tuoi occhi? Tu sei giovane, inesperta, impressionabile. Devi
+confidarti con tua madre e con tuo padre, i quali ti diranno se
+veramente quei motivi son tanto gravi, quella colpa è tanto
+significativa da giustificare un rifiuto così brusco.
+
+--Qualche amoretto?--insinuò la signora.--Qualche scappata giovanile?
+
+--Giuoca?--riprese Maurizio.
+
+--Beve?--incalzò Carlotta.
+
+Nicla scosse più volte il capo.
+
+--Ma non perdiamo tempo negli indovinelli!--esclamò Maurizio.--Se tu
+hai fiducia in noi, devi dirci spontaneamente e chiaramente quale
+accusa tu fai al conte.
+
+--Ha qualche debito?--ricominciò Carlotta.
+
+--Non crede in Dio?--riprese Maurizio.
+
+--Vuole stabilirsi in campagna?--arrischiò Carlotta.
+
+Nicla crollava il capo ad ogni domanda.
+
+--Suvvia,--disse infine,--comprendo che mi è assolutamente impossibile
+rispondervi. Mi è assolutamente impossibile dirvi quale accusa io
+faccio al conte. E non si tratta d'una accusa, ma d'un fatto; d'un
+fatto certo, che io so, e che non devo svelare.
+
+--Incredibile!--esclamò Maurizio.--Esistono dunque fatti che possono
+essere noti a te, e non devono esser noti a noi? Ci rifiuti dunque la
+tua confidenza in un argomento di tanto peso e di tanta delicatezza!
+
+--Caro papà,--rispose Nicla, ferma nel suo atteggiamento sommesso e
+rispettoso,--non bisogna veder nulla di male in tutto questo. Se per
+un caso disgraziato tu fossi venuto a conoscenza d'un segreto che non
+riguarda la tua famiglia, ti sentiresti in diritto di svelarlo alla
+mamma e a me? E tuttavia tu hai nella mamma e in me la più grande
+fiducia.
+
+--Ma si tratta appunto d'un segreto,--esclamò trionfalmente
+Maurizio,--che riguarda la mia famiglia. È il tuo avvenire in giuoco!
+Come? Noi vagheggiamo per te un ottimo matrimonio, noi pensiamo che tu
+debba essere un giorno felice, noi viviamo nella certezza che la più
+brillante delle situazioni ti è assicurata; e d'un tratto questo
+edificio precipita, le nostre speranze si disperdono, il tuo avvenire
+è messo in forse, perchè tu hai scoperto un segreto.... E vieni a
+dirci che questo segreto non ci appartiene e non ci tocca, e non
+dobbiamo saperne nulla e non dobbiamo esserne giudici?
+
+--Tuo padre ragiona benissimo!--corroborò la signora Carlotta,
+ammirando la logica di suo marito.--Ascoltalo, e non sbaglierai
+più!....
+
+--E tu ci lasci all'oscuro,--soggiunse Maurizio, riscaldato
+dall'elogio,--tu ci lasci in preda a mille dubbii, i quali possono
+anche essere ingiusti, anche essere offensivi, per il gentiluomo che
+intendeva chiederci la tua mano? Il tuo silenzio ci dà diritto a
+supporre qualunque peggior cosa di lui. Che so io?... Ch'egli sia
+ladro o falsario!... Dico per assurdo. Ch'egli sia libertino e beone,
+che abbia mancato alle leggi dell'onore, che un delitto macchi la sua
+giovinezza.... Tutto questo noi possiamo supporre, e altro. E perchè?
+Per tacere un segreto di cui sei venuta involontariamente in possesso?
+Per salvare chi? quale nome?
+
+La fanciulla sotto quella raffica s'era ancor più rannicchiata nella
+sua poltrona, ma rimaneva imperturbabile e decisa.
+
+--È giusto!--ella disse.
+
+--Parlerai?--esclamò avidamente Carlotta.
+
+--No. Non posso!--dichiarò Nicla.--Ma è giusto quello che dice papà.
+E con la stessa franchezza con cui vi ho detto che so un fatto pel
+quale non potrò mai essere la moglie di Duccio, con la stessa
+franchezza vi dico ch'egli non ha mancato alle leggi dell'onore, non è
+un beone, nè un libertino, nè un ladro, nè un falsario, nè un
+delinquente. È un gentiluomo. Ma un gentiluomo che io non voglio per
+marito; un gentiluomo di cui non so che farmi.
+
+Maurizio respirò, gettando un'occhiata a Carlotta.
+
+--La cosa non è irrimediabile!--egli disse.
+
+--È irrimediabile!--dichiarò Nicla.
+
+--Rientra nell'ordine dei peccati veniali, se peccato c'è da parte del
+conte,--si ostinò Maurizio.
+
+--È impossibile che tu giudichi ciò che non sai!--rimbeccò Nicla.
+
+--Ne riparleremo!--soggiunse Maurizio.
+
+--Non ne riparleremo più!--dichiarò Nicla.
+
+--Ci ripenserai!--disse Carlotta.
+
+--Ci ho già pensato!--rispose la fanciulla.
+
+--Testarda!--esclamò Carlotta, perdendo la pazienza.
+
+Ma suo marito le gettò un'altra occhiata, e la signora tacque.
+
+--Magnifico,--ella disse, dopo un istante, mostrando un
+disegno,--questo brucia-profumi! Si potrebbe comperare....
+
+Il cavalier Maurizio si chinò sulla rivista.
+
+--Non vedi,--rispose,--che fa parte di una collezione e costa
+venticinquemila lire?
+
+Nicla si alzò per dare la buona notte.
+
+--Addio, mamma!--disse.--Addio, papà! A domani.
+
+Baciò in fronte l'uno e l'altra, e si avviò.
+
+--Del resto,--ella aggiunse d'un tratto,--voi avete torto!
+
+--Io?--esclamò Maurizio.
+
+--Noi?--disse Carlotta.
+
+--Voi, voi!--ripetè Nicla.--Prima di partire da Milano, vi ho detto
+che avevo pregato Duccio di non venire a importunarmi in campagna. E
+voi mi avete risposto che ciò non vi riguardava. Come mai oggi fate
+tanto rumore perchè me ne sono sbarazzata? Non siete logici!
+
+--Ma tu dimentichi,--rimbeccò la signora,--che nonostante il tuo
+divieto, egli è tornato; ed è tornato a esporti le sue oneste
+intenzioni. Dopo aver parlato con te per sapere se la sua simpatia non
+ti riusciva indifferente, avrebbe parlato con noi, per chiederci la
+tua mano....
+
+--Nulla di più commovente!--aggiunse Maurizio.--Egli è uomo che sa ciò
+che vuole.
+
+Nicla sorrise.
+
+--Ed io,--disse,--so ciò che non voglio!
+
+--Buona notte: col tempo, spero, ci darai ragione!--concluse Maurizio.
+
+--Speriamo!--rispose Nicla, mitemente ironica.--Buona notte, papà!
+Buona notte, mamma!
+
+Non appena ella ebbe varcata la soglia, Maurizio e Carlotta ripresero
+a discutere. Il padre era d'opinione che la cosa si sarebbe
+accomodata; certo, il conte Massenti avrebbe scritto per ringraziare
+dell'ospitalità ricevuta; occorreva stringere con lui la più cordiale
+amicizia, dando a vedere che dei capricci di Nicla non si sapeva nulla
+o non si teneva conto.
+
+--Non si è ravveduta anche sulla questione del palcoscenico?--osservò
+Maurizio.--In fondo è una cara e virtuosa figliuola. Si sa; a diciotto
+anni, c'è dell'inesperienza, c'è dell'ombrosità....
+
+--Ma tu, che cosa credi di questo grande segreto, di questo grave
+fatto, che avrebbe scoperto?--domandò Carlotta.
+
+--Io credo a un malinteso. Qualche amorazzo che Nicoletta non capisce,
+a cui dà una importanza esagerata....
+
+La signora strinse le labbra con espressione di dubbio.
+
+--Io ci perdo la testa!--esclamò.--Perchè tu dimentichi che l'amorazzo
+lo avrebbe scoperto in barca! Come si possa scoprire in barca un
+amorazzo o un segreto, è ciò che mi vado domandando.
+
+--Hai ragione!--esclamò Maurizio.--E in barca non c'erano che lei e il
+conte?
+
+--Sicuro: lei, il conte, e due barcaiuoli,--confermò la signora.--Poi,
+mi ha raccontato il conte, hanno preso anche quel bambino, il piccolo
+Traldi, e gli han fatto fare un giro, per divertirlo....
+
+--Forse una lettera, caduta dalla tasca del conte?--arrischiò
+Maurizio.
+
+--Nicoletta non se ne sarebbe occupata!--ribattè la signora.
+
+--Forse un ritratto?
+
+--Ti pare? Fare una dichiarazione d'amore a una fanciulla, col
+ritratto di un'altra in tasca?... Il conte è incapace di questo
+cinismo!
+
+--È giusto,--acconsentì Maurizio.--E se domandassimo, chiaro e tondo
+al conte medesimo che cosa è avvenuto?
+
+--Potrebbe risponderci di chiederlo a nostra figlia,--osservò
+Carlotta.
+
+--Certo, avrebbe ragione!--confessò Maurizio.--Se si potesse farla
+parlare, persuaderla a dirci tutta la verità....
+
+--Lo credi impossibile?--domandò la signora.
+
+--È difficile. Lasciamo passare qualche giorno. Tu non dire più nulla.
+Poi, mi ci proverò io, con molta dolcezza,--concluse Maurizio.
+
+Tacquero.
+
+Maurizio bevve finalmente il suo terzo bicchierino.
+
+E Carlotta, poichè aveva ancora la rivista squadernata sotto gli
+occhi, disse:
+
+--Ma è proprio bello, questo brucia-profumi!
+
+
+VIII.
+
+Al solito convegno sulla riva del lago, Nicla giunse l'indomani, tutta
+attillata in un abito color d'acciaio, con un morbido cappello bigio
+messo di traverso a guisa del feltro d'un arlecchino, e coi guanti
+bigi lunghi oltre al gomito.
+
+Presso la lancia di casa, appoggiati ciascuno al remo, due barcaiuoli
+aspettavano in silenzio.
+
+A poppa sventolava, tutta bianca con un serpentello vermiglio
+aggomitolato in un angolo, la bandiera di Nicla.
+
+Bruno andò incontro alla sua amica e la guardò senza parlare.
+
+Aveva con se la goletta, per la quale aveva fatto fare dalla
+governante una bandierina di seta bianca identica a quella di Nicla;
+ma invece del serpente aggomitolato, suo padre gli aveva dipinto in un
+angolo un asinello che sparava calci all'aria.
+
+Quell'asinello era stato causa di molte discussioni tra padre e
+figlio.
+
+Bruno non lo voleva: se ne sentiva offeso, e Fabiano gli aveva
+spiegato, con un ambiguo sorriso, che c'era più forza nella groppa
+dell'asino che nella testa del serpente.
+
+Del resto il serpente era un emblema femminile.
+
+--Tu, alla tua età,--aveva soggiunto Fabiano col suo bonario sorriso
+canzonatore,--non puoi avere per emblema che l'asinello. Specialmente
+considerando la vasta coltura che possiedi!
+
+Bruno s'era infine persuaso o almeno rassegnato; ma udita la cosa,
+Nicla ne aveva riso fino alle lagrime.
+
+--Il tuo papà ha ragione!--aveva detto.--L'asino rappresenta una forza
+che io non ho, e puoi contentartene.
+
+Così la goletta aveva fieramente spiegato sui flutti la bandiera
+bianca con l'asinello riottoso, di cui Bruno guardava di tanto in
+tanto la groppa, pensando alla forza di quei calci gagliardi.
+
+--Ebbene?--gli disse Nicla stringendogli la mano.--Non mi dici nulla?
+
+E lo fece salire nella lancia; poi gli sedette accanto sui cuscini
+bianchi dai bottoni rossi e prese tra le mani i fiocchi del timone.
+
+--Stai molto bene!--rispose Bruno, con l'accento d'un goloso
+soddisfatto.
+
+--Allora sei rimasto muto innanzi alla mia bellezza?--disse Nicla
+ridendo.
+
+--Proprio!--confermò Bruno.--Così, sei più bella ancora!
+
+--Dove andiamo, signorina?--domandò il primo barcaiuolo, togliendosi
+il largo cappello.
+
+--Alla Croda!--ordinò Nicla.
+
+La lancia prese il largo; scintillavano sotto i raggi le pale dei
+quattro remi bagnati, come le zanche d'un velocissimo insetto.
+
+Tornando dal bosco la sera innanzi, Bruno aveva pregato Nicla di fare
+l'indomani una gita in barca fino alla Croda, ch'era un frangente a
+fior d'acqua, a venti minuti circa dalla villa Carlotta.
+
+Di quella roccia grinzuta, morsa e bucherellata dall'onda, con seni e
+rientranze e culmini e schiene e venature, Bruno aveva fatto un suo
+dominio.
+
+Vi aveva passeggiato altre volte con Nicla, dando nome ai solchi e
+alle vette, versando acqua con le mani nelle cavità per farne mari e
+fiumi, stabilendo nel mezzo una capitale, animando con la fantasia lo
+scoglio grigiastro, come sotto i suoi occhi brulicasse la vita d'un
+intero continente.
+
+Ma da più tempo, rapito dal piacere di correre pel bosco, pareva aver
+dimenticato il suo isolotto.
+
+E non se n'era rammentato che la sera stessa della gita in barca, con
+Nicla e Duccio, per aver pretesto a un'altra gita, la quale
+cancellasse dal suo cuore e dal cuore di Nicla la triste impressione,
+il ricordo amaro della prima.
+
+Nicla aveva capito.
+
+E per fargli intendere a sua volta ch'ella apprezzava il suo sforzo e
+che si prestava a chiudere per sempre quel molesto episodio, gli era
+comparsa innanzi con l'abito che non aveva mai indossato, con un
+cappello nuovo, diversa da quella ch'egli aveva veduta con Duccio,
+«ancora più bella».
+
+Egli aveva subito inteso.
+
+E quando furono al largo, sotto il sole, tra la buona aria che
+fischiava ai loro orecchi e baciava il loro viso, domandò:
+
+--Non lo avevi mai messo questo abito?
+
+--No, caro!
+
+--E anche il cappello non lo avevi mai messo?
+
+--Neppure.
+
+--Allora li hai messi oggi per andare in barca con me?--esclamò Bruno,
+aprendo i grandi occhi in una luce di gioia.
+
+Ma al momento di rispondere sì, di rallegrarlo e di farlo superbo,
+Nicla esitò. Non osava.
+
+Una specie di verecondia subitanea innanzi a quel fanciullo delicato e
+geloso, che capiva e sentiva come un uomo, la rattenne. Le parve di
+far male concedendo qualche soddisfazione al suo amor proprio di
+maschietto prepotente.
+
+--Bisogna bene,--rispose,--cambiar d'abito e di cappello, qualche
+volta.
+
+Ma scorgendo che un velo di tristezza calava repentinamente sul viso
+del fanciullo, soggiunse:
+
+--No, no, caro! Ho messo proprio per te l'abito e il cappello nuovi.
+Proprio per te!
+
+--Allora Duccio non sa che tu li avevi?--esclamò Bruno con uno scoppio
+di voce gioconda.
+
+--Non sa!
+
+--Allora non ti ha mai veduta così, vestita di ferro?...
+
+--D'acciaio,--corresse Nicla.--No: non sa niente!
+
+--Non sa che tu sei così bella?--gridò ancora Bruno.
+
+--Zitto, zitto!--disse Nicla.
+
+Egli le gettò le braccia al collo e la baciò sulle guance.
+
+--Come mi piace!--esclamò.--Ieri nel bosco eri tutta rossa; oggi sei
+tutta grigia.
+
+Tacque per ricordare, indi aggiunse:
+
+--La mamma non veste mai come mi piace. Dice che non m'intendo.
+
+--Ma è elegantissima, più elegante di me,--rispose Nicla.--E poi la
+mamma, poveretta....
+
+E con maraviglia s'accorse che ogni altro elogio della contessa le
+moriva sul labbro, e un beffardo spirito le fischiò all'orecchio che
+la mamma, poveretta, era a Sonnenberg, con Duccio Massenti.
+
+--Tu non sei come la mamma,--seguitò Bruno.--Tu non sei una donna.
+
+--No?--chiese Nicla stupita.--E che sono allora?
+
+--Tu sei una ragazza, come me.
+
+--Sì: una donna ha troppe cose da pensare,--spiegò Nicla.--Una ragazza
+non ha nulla da pensare e può perdere il tempo nei capricci. Sarà
+così....
+
+--Sarà così!--disse Bruno, quantunque sembrasse poco persuaso.
+
+Sbarcati alla Croda, Brunello mise in acqua la goletta per
+proteggerli, mentre più lontano vagava lentamente la lancia, che
+rappresentava una corazzata.
+
+Nicla ripensava alle parole di Bruno.
+
+Una ragazza come lui! Ancora quel giorno e altri giorni. Poi la
+differenza d'età si sarebbe aperta tra i due quale un abisso. Entro il
+breve giro di quindici anni, egli sarebbe stato il giovane che
+s'affacciava impaziente di desiderii e d'illusioni, ed ella la donna
+placida e delusa, forse la madre, con qualche rimpianto della libertà
+perduta.
+
+Non avrebbero mai più trovato il linguaggio che li affratellava; non
+si sarebbero compresi, se pur si sarebbero rivisti; ed egli certo non
+avrebbe cercato di lei....
+
+Passarono un'ora sullo scoglio, intrattenendosi a riformar laghi e
+fiumi. Brunello sosteneva che il suo dominio aveva cambiato figura e
+s'eran formate nuove valli, alle quali bisognava dare un nome. Nicla,
+seduta sulla parte più alta della roccia, lasciava dire il fanciullo,
+che stava accosciato a sbarcare i soldatini di cui la goletta recava
+un grosso carico, e a distribuirli nelle varie guarnigioni.
+
+Osservando quella ingenua felicità, fatta di tanto poco, Nicla vedeva
+rinascere il bambino che posava la testa sulle sue ginocchia, così
+diverso dal piccolo uomo che voleva baciarla dietro le orecchie o far
+uccidere Duccio per vendicarne un'offesa. A quale di quelle due anime,
+la modesta e candida, o la violenta e appassionata, avrebbe il destino
+dato forma e potenza?
+
+--Dobbiamo tornare!--annunziò Nicla, notando che il sole era già basso
+all'orizzonte.
+
+E fece segno alla lancia che si avvicinasse.
+
+Una improvvisa malinconia le velava l'anima, senza ragione; e durante
+il ritorno, abbandonata in un angolo della barca, con gli occhi che
+vagavano nel vuoto, non disse parola.
+
+Bruno cercò d'appiccar discorso, ma dopo un vano tentativo,
+accorgendosi che la sua amica era assorta in un pensiero, ne rispettò
+il silenzio e tacque a sua volta.
+
+Guardava l'acqua che mutava sotto il riflesso del Sole morente il suo
+color verdastro in una lieve tinta cremisi; e di tanto in tanto vi
+tuffava una mano, occhieggiando se Nicla non lo sorprendesse.
+
+Ma non appena furono sbarcati e la lancia si allontanò per rientrar
+nella darsena, fecero un incontro singolare.
+
+Un tizio che da qualche tempo gironzava sulla spiaggia, si avvicinò.
+
+Era un uomo d'età mal certa, con la barba rossa non rasata, i capelli
+radi chiazzati di bianco; vestiva un abito lucido nei gomiti, unto sul
+bavero e teneva in mano un cappello di paglia divenuta scura, con le
+tese smozzicate.
+
+--È il figlio del conte Traldi, signorina?--disse, indicando Bruno.
+
+Nicla lo squadrò e procedette senza rispondere.
+
+--Signorina, mi scusi,--insistette l'uomo.
+
+La fanciulla, tenendo Brunello per mano, fece una sosta.
+
+--Ho bisogno di sapere dove sia il conte Fabiano Traldi di San Pietro.
+Vedo che lei ha il governo del bambino, e certamente vorrà dirmi dove
+si può trovare suo padre.
+
+--Non so nulla!--rispose Nicoletta con voce asciutta.
+
+L'uomo non si mosse.
+
+--È possibile?--esclamò.--A villa Florida, il domestico mi ha detto lo
+stesso.... E si tratta di cosa grave: della scadenza d'una cambiale di
+dodicimila lire....
+
+--Andiamo!--disse Nicla a Bruno, avviandosi.
+
+Era dolente d'aver appreso una notizia gelosa che non la riguardava.
+
+--Forse è uscito per breve tempo,--insistette fastidiosamente l'uomo,
+mettendosi al suo fianco.--Forse è andato a far qualche visita, una
+gita?...
+
+--Le dico che non so nulla!--ripetè Nicla in tono reciso.
+
+Ma l'uomo fece più dura la voce, e seguitò:
+
+--La prego d'osservare che si tratta di cosa importante, gravissima,
+l'onore d'una firma. È possibile che lei non sappia dov'è il suo
+padrone?
+
+Nicla si scostò con un tal balzo, che per poco Bruno non ne fu
+rovesciato.
+
+--Il mio padrone?--esclamò, volgendosi e piantandosi innanzi all'uomo
+dal pelo rosso.--Io non ho padroni! Sono la signorina Dossena, e non
+faccio la serva!
+
+--Oh che stupido!--disse Bruno.
+
+L'uomo si curvò immediatamente fin quasi a terra, e la sua voce
+diventò piagnucolosa.
+
+--Ah, mio Dio, mio Dio! quale errore! Le domando perdono, signorina
+Dossena! Un gran nome delle nostre industrie! Le domando perdono con
+tutta umiltà, signorina! Quale errore!
+
+E camminando per alcuni passi a ritroso, borbottando sempre con voce
+di pianto, l'uomo si ritirò in fretta, e scomparve in direzione della
+villa Florida.
+
+--Era molto stupido!--osservò Bruno.
+
+--Ma il papà dice qualche volta che non c'è, per non vedere quegli
+uomini....
+
+--Lo imagino,--rispose Nicla.--Ora, va a casa. A domani!... E al papà
+non raccontare nulla. Egli avrebbe dispiacere, se sapesse.
+
+--Tu non hai avuto dispiacere perchè quello stupido credeva che tu
+fossi la governante del papà?--chiese Bruno.
+
+--No, no,--rispose Nicla sorridendo.--Addio. Va a casa!
+
+E si chinò a baciare il fanciullo.
+
+Ma tornata a casa, cadde in preda a una più grave, a una più nera
+malinconia; e a pranzo non toccò cibo.
+
+--Riflette, riflette!--disse il cavalier Maurizio alla signora
+Carlotta, non appena furono soli e poterono scambiarsi qualche
+impressione.--Vedrai che finirà col dirci spontaneamente il suo
+segreto.
+
+E rise, da furbo, mentre la moglie lo ammirava.
+
+
+
+IX.
+
+
+
+Fu l'indomani una indimenticabile giornata, che rimase nella vita di
+Nicla come una sinistra conferma di presentimenti invincibili.
+
+Era scesa, verso le nove del mattino, nella piccola sala da pranzo
+dove abitualmente faceva colazione con sua madre, quando non v'erano
+ospiti.
+
+Il cielo era tuttavia carico di nubi, strascico d'un temporale furioso
+durato l'intera notte, che aveva impedito alla fanciulla di dormire.
+Odorava la terra d'umidità e il vento sconvolgeva il lago.
+
+Oltre le vetrate della sala si scorgevano le onde che parevan venir
+dall'orizzonte bigio, coronate di bianca spuma, e che dato un lancio,
+si gettavano con incessante fragore e si stendevano sulla spiaggia.
+
+La temperatura s'era abbassata da un istante all'altro.
+
+Nicla vestiva di scuro.
+
+Presso la tavola attendeva il domestico, pronto a servire.
+
+La fanciulla baciò sulle guance sua madre; e questa, prima ancora che
+Nicla avesse preso posto, con una voce in cui fremeva il piacere d'un
+pettegolezzo e la gioia di poterlo rivolgere in tutti i sensi,
+domandò:
+
+--Sai la notizia?
+
+La fanciulla rispose, un po' inquieta:
+
+--Esco ora dalla mia camera. Non so nulla, mamma!
+
+E pensò annoiata che si trattava forse ancora di Duccio, il quale
+aveva scritto, o stava per tornare, o chiedeva di giustificarsi; e la
+battaglia sarebbe stata rude.
+
+Ma Carlotta aspettò che Nicla fosse seduta e che il domestico, posto
+in tavola i vassoi e mesciuto il cioccolatte, se ne fosse andato; e
+finalmente riprese:
+
+--Il conte Traldi è scappato!
+
+--Che dici?--esclamò Nicla, sorgendo in piedi.
+
+E in un lampo comprese che non poteva esprimere nè dolore soverchio,
+nè compianto; ciò le avrebbe cagionato altre noie.
+
+Pallidissima, tornò a prender posto, e soggiunse:
+
+--È scappato? Sei ben certa?
+
+--Non so perchè te ne stupisca tanto! Sei diventata bianca in faccia,
+come se si trattasse d'una disgrazia di famiglia,--osservò sua madre.
+
+--Nervi:--rispose la fanciulla.--Non sempre si è padroni dei proprii
+nervi: io stanotte ho dormito poco e male.
+
+E dentro il cuore, una voce le gridava: «Bruno! Dov'è Bruno? Che è
+avvenuto di lui?».
+
+--Anch'io non ho dormito,--riprese con un sospiro la signora.--Fosse
+il temporale, fossero i pensieri per quella tua scappata col conte
+Massenti, non ho potuto chiudere un occhio. Non so quando ci dirai le
+ragioni per le quali hai messo alla porta, senza avvisarcene, senza
+averne il permesso, quel vero gentiluomo.
+
+Nicla fremeva in silenzio. Bruno? Dov'era Bruno?... E sua madre
+parlava di Duccio e del matrimonio e del segreto!
+
+Ma comprendendo che non v'era nulla da sperare, e che su
+quell'argomento Nicla non avrebbe dato alcuna risposta, la signora si
+volse all'altro, e seguitò:
+
+--Sicuro, è scappato. Ieri erano stati a cercarlo per il pagamento di
+cinquantamila lire. Egli non riceveva. Poi ha licenziato tutti, e
+durante la notte è scappato coi cavalli, invece che con la ferrovia.
+Credo sia pazzo. Viaggiare in carrozza da posta con un tempo
+infernale, sotto i fulmini, per non trovar creditori anche in treno, è
+veramente un'idea da matto.
+
+--E dove è andato?--chiese Nicla, cercando d'ingoiare la sua bevanda
+con la gola serrata.
+
+--Dicono a casa sua, dalla madre e dai fratelli, per estorcere altro
+danaro.
+
+--E la villa?
+
+--Credo sia chiusa: ci ha rimesso un mese d'affitto.
+
+--E ha condotto con sè il bambino?
+
+--Senza dubbio. Tu ne avrai dispiacere. È per questo che sei così
+agitata?
+
+--Ne ho molto dispiacere--confermò Nicla.--Ma non sono agitata.
+
+--Egli è con suo padre. Non è stato sempre con suo padre?--osservò la
+signora Carlotta.--Suo padre ci penserà.
+
+--Come sai tutti questi particolari?--domandò Nicla alzandosi.
+
+--Ma non si parla d'altro, in paese. Stamane son venute dieci persone
+a raccontarmi l'avvenimento. Bada che fa fresco; non andare al lago.
+
+Nicla era già uscita.
+
+Le martellava in cuore un'idea sola: «Non lo vedrò più!».
+
+Glielo avevano rapito di notte, durante una tempesta, sotto i fulmini,
+per trascinarlo nuovamente a un'esistenza di disordini ansiosi e di
+febbrili vicende.
+
+Non lo avrebbe veduto più. Suo padre s'allontanava per sempre dal
+paese, forse dall'Italia; il bambino riprendeva la sua strada, dopo un
+intermezzo di dolcezza e di gioia; andava incontro alla sua sorte,
+qualunque ella dovesse essere; e Nicla sentiva d'essere una intrusa,
+la signorina Nicoletta Dossena, una vicina di campagna, e nulla più,
+la quale non aveva alcun diritto non che a giudicare, nemmeno a
+chiedere e a sapere.
+
+Perchè lo aveva amato?
+
+Lo aveva amato come un bambino suo, più che un fratello. Gli aveva
+dato tutta la sua fresca anima libera; ed egli, a guisa d'un piccolo
+Amore sbucato impensatamente fuor da una nube, le aveva piantato nel
+fianco una freccia di cui ella non sapeva più liberarsi, di cui
+avrebbe portato il peso e il segno per tutta la vita.
+
+Sulla soglia del vestibolo, fingendo di cercare il cappello, un cencio
+qualunque da mettersi in testa, pianse lagrime roventi.
+
+Una cameriera, che le porgeva il cappello, non osò dir parola, e volse
+gli occhi per non essere indiscreta; ma sapeva; tutti in paese
+sapevano che Nicla era per il piccolo conte Traldi, meglio che una
+sorella, più che una madre.
+
+Nicla uscì e corse a villa Florida.
+
+Il vento fischiava; sulla riva, i barcaiuoli stavano vuotando le loro
+barche dall'acqua che le aveva invase; e grandi nuvole viaggiavano
+frettolose per il cielo bigio.
+
+La fanciulla guardò sulla spiaggia il luogo in cui Bruno l'aveva
+salutata la sera prima, e gli occhi le si riempirono di lagrime.
+
+Suonò alla portineria della villa, e la governante venne ad aprire.
+
+--Oh signorina!--disse.--Favorisca. La casa è tutta sossopra, e vorrà
+scusarmi. Una partenza così improvvisa....
+
+E precedendo la fanciulla, la fece entrare nel salotto a pian terreno,
+i cui mobili eran coperti di tela giallina, e le pareti di tappezzeria
+chiara a righe grigie, sul gusto inglese.
+
+La governante era una donna di circa cinquant'anni, alta e robusta,
+con occhi cilestri; portava in testa una cuffia nera orlata di bianco,
+e sulla veste scura un candido grembiale.
+
+Ella restò in piedi mentre Nicla sedeva sopra un divano.
+
+--Volevo avere notizie,--disse la fanciulla,--di Brunello.
+
+--Me lo imagino. Oh quanto ho udito parlare di lei, signorina!
+Brunello non parlava d'altri, lei era il suo Dio.
+
+--Sì, un dio,--esclamò Nicla involontariamente,--che non può nulla.
+
+--Il signor conte è partito stamane, all'alba, coi cavalli,--raccontò
+la governante.--È stata un'idea bizzarra, così, venutagli
+d'improvviso, come tante altre. Il signor conte ne aveva di curiose
+ogni giorno; era un carattere difficile. Iersera ci ha licenziati,
+Antonietta la cuoca, Carlo il domestico, e me. Io sono rimasta per far
+la consegna della casa, e potrei rimanerci anche un mese, perchè il
+signor conte ha pagato fino a tutto il mese venturo. Carlo non ha
+mancato di far osservare al signor conte che poteva partire stamane
+alle undici, con un treno che è comodo. Ma egli s'è infuriato: voleva
+partire subito; mandò a noleggiare da Vico Malerba una carrozza a due
+cavalli, e la carrozza è venuta a prenderlo verso le quattro del
+mattino. Sono partiti così, e non erano a cinquanta metri dalla casa,
+che è scoppiato il temporale.... Vergine santissima, che tempesta!
+acqua e grandine e vento! Nessuno di noi si è coricato; pensavamo
+tutti al signor conte e a Brunello. Li aspettavamo di ritorno da un
+momento all'altro.... Ma sì; neanche i fulmini lo trattengono il
+signor conte quando s'è messo in capo un'idea; e non sono tornati.
+
+--Ma dove andavano?--chiese Nicla ansiosamente.
+
+--Chi sa? A prendere la ferrovia più giù, alla quarta o alla quinta
+stazione. Il signor conte va a trovar la sua famiglia, per affari.
+
+--E Brunello?
+
+--Brunello dormiva. L'ho vestito io. Veniva a casa la sera sempre
+stanco, per le sue grandi passeggiate e per le corse che faceva con
+lei, signorina. Dormiva, e l'ho vestito io, l'ho messo io in carrozza,
+e l'ho avvolto ben bene di scialli e di coperte, perchè sentivo che il
+tempo era incerto. Non s'è nemmeno svegliato quando gli ho dato due
+grossi baci.
+
+E tacque. Nicla guardò a terra.
+
+--Non torneranno più?--chiese dopo un istante d'esitazione.
+
+--Vorrei!--esclamò la governante.--Ma io ho ricevuto ordine dal signor
+conte di spedir casse e bauli che son rimasti qui all'indirizzo che il
+signor conte mi telegraferà.
+
+Nicla si alzò lentamente.
+
+--Non tornano!--disse.--Ma forse il vetturale. Vico....
+
+--Vico Malerba....
+
+--Vico Malerba è già rientrato, e si potrà sapere almeno se Brunello
+non ha patito durante il viaggio!
+
+--Mi sembra ancor presto,--osservò la governante.--Ma andrò a vedere
+subito. E in ogni modo non dubiti, signorina....
+
+La riaccompagnava a passo a passo dal salotto verso il vestibolo; e
+attraversando un corridoio laterale al giardino, la fanciulla vide in
+fondo, tra i fusti e il fogliame scuro, una tavola di legno. V'era
+dipinto in rosso e nero un soldato in grandezza naturale.
+
+Era il bersaglio del conte, quel bersaglio che Brunello avrebbe
+sostituito volentieri con Duccio Massenti.
+
+Le lagrime tornarono agli occhi di Nicla.
+
+--In ogni modo non dubiti, signorina,--diceva la governante,--non
+appena avrò notizie, sia oggi, sia domani, sia poi, gliele porterò. So
+il bene che lei voleva a Brunello, e l'adorazione che Brunello aveva
+per lei.
+
+--Sì,--disse Nicla.--La ringrazio e ci conto.
+
+Salutò con un cenno del capo e uno smorto sorriso, e uscì, mentre la
+governante la seguiva degli occhi.
+
+Non v'era più speranza; Bruno era perduto, Bruno non sarebbe tornato
+mai più.
+
+La spiaggia, il lago, il bosco, il poggio, tutto quel paesaggio di
+felicità, bello e immenso, d'un tratto era divenuto misero, grigio,
+deserto, per la scomparsa d'un piccolo uomo che lo animava con la sua
+presenza e lo possedeva con la sua voluttà di vivere.
+
+Ma più fortunato, nella sua disgrazia, di chi rimaneva, Brunello
+sarebbe stato assorto in altri spettacoli e distratto da altre
+vicende: non avrebbe rivisto ogni giorno quei luoghi che parlavano
+d'un passato raro e maraviglioso, e facilmente avrebbe potuto
+dimenticare.
+
+Nicla restava.
+
+Restava sola a bere tutta la mestizia disperata delle ore cògnite, a
+udir le campane che annunziavano da lungi il vespero, le campane degli
+armenti che tornavano alle stalle, le campane flebili che mormoravano
+a fior d'acqua sul lago.
+
+Dove trovar posa, dove trovare scampo, contro i ricordi che
+l'assalivano da ogni parte? Come vivere senza parlare mai del proprio
+dolore, senza confidarsi ad anima viva, simulando anzi il piacere pel
+piacere degli altri, la curiosità per la curiosità degli altri,
+simulando in una parola quella vita che traeva placida e noiosa prima
+di conoscere Brunello e la dolcezza d'un casto idillio?
+
+--Hai saputo qualche cosa?--le domandò sua madre, vedendola tornare.
+
+--Non ho saputo niente, perchè non ho chiesto niente!--ella rispose.
+
+E salita nella sua camera, vi si chiuse, e si gettò sul letto a
+piangere.
+
+
+
+
+X.
+
+Il viaggio di Fabiano e Brunello era stato spaventevole.
+
+Il conte aveva pensato di partire in carrozza verso l'alba, per
+raggiungere una stazione ferroviaria ch'era a dodici chilometri dal
+paese. Ma dopo pochi minuti di viaggio, l'uragano furioso era
+scoppiato. Fischiava il vento attraverso il fogliame che si disperdeva
+nell'aria, tentennavano gli alberi come dovessero ad ogni istante
+rovesciarsi addosso alla vettura, rombava il tuono da vicino e da
+lontano incessantemente.
+
+Vico Malerba, il vetturale, accecato da nembi di polvere, non vedeva
+più la strada, e uno dei cavalli, ombratico e vizioso, tentava di
+prender la mano e di trascinare a sbrigliata fuga anche l'altro.
+
+Brunello si svegliò.
+
+--Dove siamo?--chiese.
+
+Cominciarono i fulmini a crepitare, squarciando le nubi dense; e venne
+una grandinata soda come fosse fatta di proiettili, che spezzavano i
+rami più deboli e strappavano le foglie.
+
+--Bisogna fermarsi!--dichiarò il vetturale.
+
+La carrozza aveva un soffietto che la riparava soltanto a metà, e
+dentro precipitava la tempesta, balzando sul legno, schizzando da ogni
+banda, battendo sulla groppa dei cavalli. Il vetturale era sceso e
+s'era messo alla testa degli animali per frenarli; il conte scese a
+sua volta.
+
+--Sta fermo!--ordinò a Bruno.--Vado a tenere i cavalli.
+
+Ma Brunello non badava nè ai cavalli nè all'uragano.
+
+--Voglio Nicla! ~ egli disse.--Nicla!... Dov'è Nicla? Papà, dov'è
+Nicla?
+
+Suo padre non rispose: teneva il morso del cavallo di destra, mentre
+il vetturale teneva quello di sinistra. Ambedue gli uomini stavano
+sotto la grandine, folgorati di continuo dai grossi chicchi, feriti
+alle mani, e tuttavia pronti a parar gli scarti e a domar le impennate
+dei cavalli. Un fulmine scoppiò poco lontano, fece traballare il conte
+e il vetturale; i cavalli diedero uno strappo, furono rattenuti a gran
+fatica.
+
+L'aria era così scura, che pareva notte; il vento cantava su mille
+toni, con mille voci, ora sottili e gemebonde, ora minacciose e
+frementi; a quando a quando sibilava un fulmine, appariva tra le nubi
+una linea d'oro, cadeva tra le chiome irte e sconvolte degli alberi.
+
+Poi, cessata la grandine, cominciò la pioggia.
+
+--Ora possiamo andare,--disse il vetturale.--A un chilometro da qui,
+anche prima, c'è un'osteria, dove potremo fermarci, perchè i cavalli
+per oggi ne hanno abbastanza. Riprenda il suo posto, signor conte.
+
+Fabiano risalì nella vettura e si pigliò Brunello tra le braccia.
+
+--Nicla, dov'è Nicla, papà?--disse il bambino.
+
+L'acqua veniva a torrenti, inondava la carrozza, formava una
+pozzanghera nella pianta della cassa, sgocciolava per le fiancate; e
+il vento rendeva più aspro e crudo quel diluvio.
+
+I cavalli correvano con tutta la loro lena; drizzavan le orecchie ad
+ogni brontolìo di tuono, scartavano ad ogni balenar di folgore, ma
+andavano a rompicollo, quasi avessero voluto sfuggire a quell'inferno.
+E la pioggia entrando a sghembo nella vettura, aveva ormai inzuppato i
+due viaggiatori.
+
+--Dormi, piccolo,--disse Fabiano.
+
+--Perchè mi porti via?--domandò Brunello.
+
+Gli rispose uno schianto formidabile, che fece sobbalzare uomini e
+bestie; un fulmine era scoppiato a pochi passi.
+
+Il conte adagiò Bruno e prestò mano al vetturale, che s'era teso ad
+arco per trattenere i cavalli, i quali puntavano sul morso e si
+sforzavano di precipitarsi finalmente a una fuga rovinosa.
+
+Fu il più difficile episodio della corsa, e fu l'ultimo.
+
+Indi a poco, la vettura poteva ricoverarsi all'osteria indicata da
+Vico Malerba, e gli uomini ne scendevano.
+
+Brunello era intontito; batteva i denti, tremava da capo a piedi,
+sgocciolava tutto.
+
+Una grossa donna, che conduceva l'osteria, spogliò il fanciullo e lo
+mise a letto, ma qualche ora più tardi una fortissima febbre lo colse.
+Delirava.
+
+Seduto accanto al letto, spiando nel volto congestionato di suo figlio
+il progredire del male, il conte stava assorto e dubbioso.
+
+Fuori scrosciava ancora la pioggia e fischiava il vento, vicino e
+lontano.
+
+La camera era illuminata da una candela e nulla pareva più malinconico
+che quell'uomo in quella muta stanza, l'occhio fisso nell'occhio
+vitreo del suo bambino.
+
+Vico Malerba, riparati i cavalli e datasi una scrollata, salì a
+prendere gli ordini.
+
+--Fra mezz'ora splenderà il sole,--disse. Ma visto Brunello a letto e
+il conte immobile a scrutarlo, tacque subito.
+
+--Fra mezz'ora!--ripetè Fabiano.--È impossibile ripartire per oggi.
+Non vedi che il piccolo è ammalato? Domanda all'ostessa se si può
+avere un medico.
+
+--Vado,--rispose il vetturale.--In ogni modo, tengo il legno a
+disposizione del signor conte.
+
+E avvicinandosi un poco al letto, soggiunse:
+
+--Sarà cosa da nulla, vedrà.... Il cambiamento del tempo.... E poi i
+bambini salgono e scendono con la febbre.
+
+--Va a cercare il medico!--interruppe il conte.
+
+Il vetturale uscì e parlò con l'ostessa. Non v'erano in quel villaggio
+nè medico nè farmacia.
+
+Quando fu detto questo a Fabiano, egli tese il pugno verso il cielo e
+si lasciò sfuggire una bestemmia.
+
+--Bisogna trovarlo,--rispose.--Mandate a cercarne.
+
+--Otto chilometri d'andata e otto di ritorno, signor conte,--osservò
+l'ostessa.
+
+Fabiano le mosse incontro con tal piglio, che la donna uscì senza più
+ribattere.
+
+Passarono due, sei, dieci ore; cessò la tempesta, venne il sole,
+tramontò. Nella stanza il padre tormentato dallo spavento e dal
+rimorso percorreva chilometri in uno spazio di quattro metri, e il
+bambino smaniava nel delirio.
+
+Verso le sette di sera giunse il medico; un povero piccolo medico di
+campagna, il quale aveva avuto la previdenza di portare seco il
+chinino. Non riuscì a fare una diagnosi precisa, parlò d'elmintiasi e
+diede il chinino, prescrivendo di ripetere di tre in tre ore la dose.
+
+Scese la notte.
+
+Il conte, che non aveva gustato cibo nè mutato abito, vegliò, seduto
+in una poltrona stinta e senza molle. Alle dieci di sera e al tocco
+dopo mezzanotte diede nuovamente il chinino; la febbre scemava
+rapidamente; al levar del sole era cessata.
+
+--Ebbene, piccolo, che m'hai fatto?--disse Fabiano, chinandosi a
+baciare Brunello.
+
+Questi sorrideva, ma era stordito e debole.
+
+Fabiano decise di fermarsi ancora tutto quel giorno all'osteria, e il
+vetturale si fermò egli pure, a disposizione del signor conte.
+
+Soltanto l'indomani, con le ossa rotte dalla febbre, le gambe tremanti
+pel chinino, una grande lassezza in tutto il corpo, Brunello fu
+rimesso in vettura e riprese il viaggio.
+
+Aveva negli orecchi il frinir continuo d'innumerevoli cicale; di tutto
+quanto era avvenuto negli ultimi giorni riteneva alcune imagini
+confuse, venute in parte dalla realtà, in parte dalla febbre. Rivedeva
+Nicla nel suo abito d'acciaio, Duccio Massenti che voleva offenderla,
+il papà che l'uccideva, poi lo scoglio della Croda, i fulmini, le
+groppe dei cavalli gocciolanti di pioggia.
+
+Ma non diceva parola con suo padre.
+
+Lo guardava di sottecchi, mostrando il broncio, e aspettando d'essere
+più forte per tornare da Nicla.
+
+Prima d'abbandonar l'osteria, il conte compensò liberalmente il
+medico, l'ostessa, quanti lo avevano servito. Era in dure strettezze
+finanziarie, ma quando metteva mano alla borsa, non sapeva più
+contare.
+
+Si recava a trattare con la famiglia, in una mediocre città di
+provincia di cui cinque secoli avanti i Traldi di San Pietro avevano
+avuto il dominio; e ancora possedevano, oltre parecchie case in città,
+vasti terreni e ricche fattorie nei dintorni.
+
+Il conte Fabiano non si dissimulava che la lotta sarebbe stata dura,
+perchè la madre e i fratelli non trattavan più con lui se non per il
+notaio Clemente Alemanni, amministratore della sostanza; e Fabiano
+sospettava che l'Alemanni s'ingegnasse da tempo a fargli più avversi i
+fratelli e la madre.
+
+Quanto all'Alemanni, egli conosceva bene il conte, perchè da
+giovanetto, in seguito a una disputa per affari. Fabiano lo aveva
+inseguito con la rivoltella in pugno, obbligandolo a ricoverarsi in
+una soffitta.
+
+Viaggiarono l'intero giorno, parte in vettura, parte in ferrovia.
+
+Quando fu per congedarsi, Vico Malerba rivolse un saluto a Brunello:
+
+--Stai bene, eh, piccolo?--disse familiarmente.--Spero che ci
+rivedremo, e tornerai dalla signorina Nicoletta.
+
+Bruno afferrò la mano scarna del vetturale e sorrise.
+
+--È molto lontana?--dimandò.
+
+--Sì, laggiù, dietro i monti; ma con la ferrovia si fa più
+presto!--rispose Vico.
+
+Nicla laggiù dietro i monti! Non sì poteva nemmeno udir la sua voce!
+
+--Le dirai che io torno?--riprese il fanciullo.--Le dirai che io sono
+qui per gli affari del papà, adesso; ma poi torno; e che mi aspetti.
+
+--Non dubitare!--esclamò il vetturale, mettendosi una mano sul
+petto.--Che io muoia qui, se non glielo dico appena sono a casa!
+
+Bruno sorrise ancora, più riposato, come un uomo che ha trovato
+intanto un piccolo rimedio a un grosso malanno.
+
+Quella sera le sue impressioni s'arricchirono della visione d'una
+città di provincia immersa nel sonno con le persiane tutte chiuse,
+d'un omnibus che traballava sul selciato, d'un modesto albergo.
+
+Fabiano diede al fanciullo una tazza di latte caldo; poi lo svestì, lo
+lavò, lo mise a dormire.
+
+Stette a guardarlo lungamente, meditabondo.
+
+Brunello dormiva, coi pugni stretti e i capelli sparsi sul guanciale.
+
+Che poteva sognare? La tempesta, la fuga dei cavalli tra fulmini e
+rombi, la pioggia, il medico, l'osteria di campagna, lo scotimento del
+treno.
+
+Non poteva sognare altro, non aveva più liete imagini che quelle.
+
+Una sì, c'era, fresca e olezzante, l'imagine d'una fanciulla che lo
+proteggeva; ma gliel'avevano strappato di mano, per ricondurlo
+attraverso il mondo, con la febbre sotto la pioggia crudele.
+
+Il conte ebbe un gesto desolato. Perchè condurre alla rovina anche
+l'innocente che non aveva macchia e non chiedeva nulla?
+
+Si scosse al pensiero della battaglia che lo attendeva l'indomani; e
+un altro pensiero sopraggiunse, una speranza: la speranza di metter la
+mano sopra trenta o quarantamila lire. Allora udì nell'orecchio il
+tintinnìo dell'oro fluido, il fruscìo delle carte, lo scalpito di
+superbi cavalli ch'erano suoi; e si scostò dal letto, lasciando che il
+fanciullo sognasse i suoi tristi sogni.
+
+Sbrigò la corrispondenza arretrata, e preparò un biglietto per Elia
+Polacco, personaggio che gli era da più tempo ben noto.
+
+
+
+
+XI.
+
+Il notaio Clemente Alemanni era uomo freddo e risoluto; ma nel fondo
+dei suoi occhi cilestri si leggeva un'espressione di dolcezza.
+
+Non alto di statura, quadrato di spalle, indossava abitualmente la
+redingote, grigia d'estate, nera d'inverno; e una bella barba in parte
+candida come neve, in parte rossa come il fuoco, gli scendeva fino a
+mezzo il petto.
+
+--Fatemi il favore,--disse a un cameriere che passava nel
+corridoio,--di presentare questo biglietto di visita al signor conte
+Traldi di San Pietro.
+
+Il cameriere prese la carta, entrò nella camera segnata col numero
+dieci, e indi a poco tornò dicendo che il signor conte aspettava il
+signor notaio.
+
+L'uomo trasse un sospiro, e drizzandosi sul busto come un lottatore
+che sta per comparir nell'arena, seguì il cameriere.
+
+Avrebbe preferito in verità di trovarsi altrove; ma fedele alla antica
+famiglia, per un'alta idea del proprio dovere, si riprometteva di
+comportarsi degnamente e di condurre a termine la sua missione
+fermamente e tuttavia col più scrupoloso rispetto e con serafica
+pazienza.
+
+Il conte Fabiano stava seduto, nella camera da letto, in una larga
+poltrona, innanzi alla tavola su cui si vedevano ancora il vassoio con
+le chicchere, il piattino del burro e il vaso del miele. Si
+accarezzava nervosamente la barba brizzolata e fumava una sigaretta.
+
+--Oh, caro Alemanni!--esclamò sarcasticamente alla vista del
+notaio.--Siamo alle solite. Io chiedo di parlare con mia madre e coi
+miei fratelli, e mia madre e i miei fratelli mi spediscono un
+impiegato con pieni poteri. Sono le corbellerie, per non dire le
+sconvenienze, della mia amabile famiglia.
+
+Il dottor Alemanni s'inchinò profondamente, mentre Fabiano seduto lo
+squadrava con occhio freddo.
+
+--Sua Signoria la contessa e le Loro Signorie i conti Francesco, Guido
+e Giovanni....
+
+--Lasciamo stare l'araldica,--interruppe Fabiano.
+
+--.... mi mandano da Vostra Signoria per sentire i suoi
+desiderii,--continuò l'Alemanni imperturbabile.
+
+--A sentire i miei desiderii?--ripetè Fabiano.--Soltanto per questo
+l'hanno mandata qui? Caro Alemanni, lasciamo da banda gli scherzi. Io
+ho bisogno di danaro, subito, oggi stesso, o sono perduto.
+
+--Sua Signoria la contessa mi ha incaricato di presentare al signor
+conte l'espressione di un vivo rammarico,--disse il notaio.
+
+--Oh bravo!--esclamò Fabiano ridendo.--Dacchè ho l'età della ragione,
+mia madre non ha mai altro espresso che vivo rammarico... Sentiamo
+anche questo....
+
+--Sua Signoria....
+
+--Lasci andare, per carità!--interruppe Fabiano.--Ciò prolunga la
+conversazione, che vorrei fosse breve. Dica «il conte», «la contessa»,
+e tiriamo via!
+
+--La signora contessa si lagna di non aver notizie del signor conte
+che quando il signor conte ha bisogno di denaro. In tutti gli altri
+giorni dell'anno, il signor conte non dà segno di vita ad alcuno della
+famiglia.
+
+--Questa è un'insolenza!--esclamò Fabiano, lanciando un'occhiata
+penetrante all'uomo che a pochi passi dalla soglia stava ancor dritto
+in piedi.--E quando la incaricano di dirmi un'insolenza, lei dovrebbe
+rispondere che la sua posizione d'impiegato non glielo permette,
+perchè io non posso raccoglierla.
+
+Il dottore Alemanni battè presto le palpebre, ma toccò il colpo
+bravamente in pieno petto, senza dare altro segno di commozione.
+
+Seguì una pausa.
+
+Fabiano guardò il soffitto, verso il quale lanciò il fumo della
+sigaretta; ma vide per la prima volta che il soffitto era dipinto a
+colori, verde con giallo, che si aggrovigliavano in arabeschi atroci
+mal sicuri e mal finiti, e ritorse lo sguardo sdegnato.
+
+--Alle corte,--riprese d'un tratto.--Mia madre è disposta ad
+aiutarmi?...
+
+--Io sono incaricato....--cominciò l'Alemanni.
+
+--Non parlo di lei, parlo di mia madre e dei miei
+fratelli,--interruppe Fabiano.--Dunque: sì o no?
+
+--Forse!--rispose il notaio.
+
+Il conte lo interrogò con lo sguardo.
+
+--È già qualche cosa!--disse.--Non vogliono dunque ridurmi alla fame,
+alla disperazione, al suicidio?... E quali sono i motivi di questa
+benevolenza improvvisa?
+
+--Se il signor conte mi lascerà parlare, io potrò spiegare
+tutto,--rispose l'Alemanni sorridendo,--ma se mi arresta ad ogni
+parola, non c'intenderemo.
+
+--Si è che lei fa un abuso deplorevole di circonlocuzioni,--osservò
+Fabiano,--e le circonlocuzioni sono utili in diplomazia, cioè sono
+utili a niente; quando si trattano affari, bisogna parlar chiaro,
+secco e preciso....
+
+Guardò ancora una volta il notaio, poi soggiunse:
+
+--Sieda!
+
+Il dottor Alemanni prese posto in una poltrona di fronte a Fabiano, e
+cominciò:
+
+--Ecco: quanto alla cambiale di cui ella ha scritto nella sua lettera,
+la famiglia di lei è disposta a pagare ancora per questa volta, purchè
+la cambiale sia presentata a Sua Signoria il conte Francesco.
+
+--Non si fidano di me?
+
+--Il signor conte Francesco pensa ch'ella potrebbe venire a una
+transazione col creditore, pagare una metà e giuocar l'altra,
+lasciando una nuova cambiale di seimila lire.
+
+Fabiano diede in una risata.
+
+--Come si vede,--esclamò,--che il signor conte Francesco Traldi di San
+Pietro mio illustrissimo fratello, è un idiota!... Venire a una
+transazione!... Ma quel mio creditore è il più feroce, il più avido
+strozzino di Milano; e son dovuto scappare (scappare, capisce?) dalla
+mia villeggiatura sul lago, perchè non mi mettesse a soqquadro il
+paese e non mi facesse qualche scenata per la strada!
+
+Tacque un istante, poi soggiunse:
+
+--Telegraferò oggi stesso a quella canaglia perchè presenti l'effetto
+al conte Francesco. Andiamo avanti. Che c'è ancora?
+
+--Il signor conte Francesco la prega di rammentare che questa è
+l'ultima, assolutamente l'ultima volta che la famiglia interviene in
+suo favore; da ora in poi sarà sorda a ogni considerazione, e lascerà
+che i creditori facciano tutti i passi consentiti dalla legge.
+
+--Sta bene. Ma pagate le dodicimila lire, io rimango senza un
+centesimo. A questo la mia famiglia non ha pensato?
+
+--Ella sa, signor conte,--disse l'Alemanni con un sorriso,--che la sua
+sostanza è stata interamente liquidata. Esiste ancora il fondo della
+Tralda, che frutta dalle sei alle ottomila lire l'anno, ma appartiene
+al piccolo conte Bruno, il quale potrà disporne il giorno della sua
+maggiore età. Le rendite sono ora versate a lei, signor conte, per il
+mantenimento e l'educazione del bambino. Non c'è dunque più nulla....
+Tuttavia....
+
+--Tuttavia?--interrogò Fabiano ansiosamente.
+
+--Tuttavia la sua famiglia è disposta ad aiutarla, assegnandole una
+rendita pari a quella che riscuote ora per il mantenimento del piccolo
+conte Bruno.
+
+--Ottomila? Quanto basta per non morir di fame....--osservò Fabiano.
+
+--Diciamo ottomila,--ripetè il dottor Alemanni.--Ma ad una
+condizione....
+
+--La condizione sarà impossibile,--disse Fabiano.--Conosco la mia
+famiglia!... Sentiamo.
+
+--A condizione che il piccolo conte Bruno sia consegnato al signor
+conte Francesco, il quale ne curerà l'educazione e lo terrà seco fino
+all'età di ventun anno. In questo caso, il conte Francesco che non ha
+figli, aggiungerà al fondo della Tralda, unico patrimonio del conte
+Bruno, una larga parte della sua sostanza.
+
+Fabiano si alzò in piedi e lentamente andò alla finestra.
+
+--Vede,--disse al dottor Alemanni, che lo aveva seguito,--vede questa
+finestra? Io sono pronto a scaraventarlo di qui il mio Brunello,
+piuttosto che consegnarlo a quel pazzo imbecille!... La prima
+educazione che gli si darebbe, sarebbe quella d'odiare e disprezzare
+suo padre; poi si farebbe di lui un gesuita. Lei non ignora che la
+famiglia Traldi di San Pietro è molto benevisa in Vaticano e ha
+protezioni potentissime. Il mio Bruno abbraccerebbe la carriera
+ecclesiastica, diventerebbe Cardinale e morirebbe Papa.... È un
+avvenire stupendo, ma a me non piace.... Intendo che mio figlio sia
+uomo.... E del resto, son follie che possono passar pel capo di
+quell'asino di Francesco.
+
+Rise ironicamente, e proseguì:
+
+--_Perinde ac cadaver_, il motto dei gesuiti, s'attaglierebbe giusto
+al mio Brunello!... Egli ha tutta la fierezza, la tenacità, il
+coraggio, l'orgoglio della sua razza e nemmeno la Compagnia di Gesù
+riuscirebbe a piegarlo.... Non sono punto impensierito per lui....
+Sarà un lottatore di gran tempra e spezzerà gli ostacoli che non potrà
+girare....
+
+Il notaio s'inchinò.
+
+--L'ho visto or ora sulle scale. Andava alla ricerca del
+cane,--disse,--per uscire a passeggio. È un fanciullo incantevole.
+
+--Non è vero?--esclamò Fabiano, tocco nel vivo del suo amor
+proprio.--Sono certo che non m'inganno.
+
+--Vostra Signoria non s'inganna,--confermò il dottore.--Basta
+osservare il portamento del capo, lo sguardo che vi cerca lo sguardo,
+la piega sdegnosa all'angolo delle labbra... L'ho guardato bene.
+
+--E non si lamenta mai, parla poco, non vuole essere baciato, è pronto
+a tutto. Vive già come un piccolo uomo e ha un'intelligenza che avanza
+di gran lunga la sua età,--soggiunse Fabiano.
+
+Andò a sedersi di nuovo nella poltrona.
+
+--Dunque,--seguitò rivolto al notaio, che gli stava di fronte, in
+piedi,--non ne facciamo nulla.
+
+--Io scongiuro il signor conte a prender tempo a rispondere. Vorrei
+recare una parola di speranza....
+
+Ma dopo quel breve intermezzo di sentimento paterno, durante il quale
+s'era trovato d'accordo miracolosamente con le idee del notaio,
+Fabiano s'era come ripreso e allontanato, e il suo sguardo era tornato
+freddo.
+
+--Bella figura ci farebbe, Lei, col ramoscello d'olivo nel
+becco,--esclamò, guardando il naso un po' ricurvo del dottor
+Alemanni.--Dica pure che non ne facciamo niente.... Me l'imaginavo che
+doveva trattarsi d'un agguato o d'un trucco. Il mio buon fratello non
+è capace d'altro.
+
+--Ma, mi perdoni signor conte,--insistette il notaio.--Lei potrebbe
+vedere suo figlio ogni qual volta desiderasse. E potrebbe inoltre
+stabilire certe condizioni; condizioni scritte: per esempio, il
+divieto assoluto d'avviarlo alla carriera ecclesiastica....
+
+Fabiano squadrò il notaio sarcasticamente.
+
+--Non mi faccia l'allocco!--disse ridendo.
+
+--Il divieto assoluto.... Ma Brunello non ha che otto anni; e un bel
+giorno mi si dirà che a poco a poco gli si è sviluppato un poderoso
+bernoccolo per il Seminario o per il chiostro o per le missioni....
+Vada lei a dimostrar che non è vero....
+
+--Io la supplico, signor conte....--incalzò il dottore.
+
+Ma si arrestò a un'occhiata scintillante d'ira.
+
+--Facciamola finita!--annunziò Fabiano.--Io mi tengo mio figlio....
+Lei ha eseguito con fedeltà gli ordini avuti, e non deve aggiungere
+parola.... Dica a Francesco che Brunello non lo vendo nè per ottomila
+lire l'anno, nè per un milione. E impari, egli che è ricco, ad essere
+anche onesto!... Può andare!...
+
+Il dottor Alemanni s'inchinò, e raggiunta la soglia, uscì....
+
+Non era stupito del cattivo esito della sua ambasciata; conosceva il
+conte da molti anni e sempre lo aveva trovato superbo e caparbio, e
+sempre ne aveva ammirato quasi con timore l'arte del sofisma,
+l'abilità del colorire i torti come ragioni, e di dare al capriccio la
+parvenza del diritto.
+
+La famiglia stessa aveva preveduto che le sue proposte sarebbero state
+respinte, e non s'aspettava affatto che il dottor Alemanni potesse
+compiere un miracolo e condurre Brunello a casa.
+
+Il notaio scese le scale, dicendosi che bisognava pur giungere alla
+lotta aperta, o il bambino sarebbe stato la prima vittima di quelle
+esitazioni.
+
+Brunello era in cortile, dritto vicino a una piccola carrozza con due
+cavalli pomellati; in un angolo aveva disposto la scuderia con altri
+cavalli, il cocchiere e il mozzo. Ma non giuocava.
+
+Il dottor Alemanni lo sorprese mentre guardava fisso innanzi a sè,
+assorto in qualche suo sogno lontano.
+
+Pochi passi più in là un cane danese, il cane dell'albergo, disteso
+magnificamente a guisa di un giovane tigre, sonnecchiava lanciando di
+tanto in tanto uno sguardo al fanciullo. Doveva essergli compagno,
+come gli era stato compagno il povero Tiè, che il conte aveva
+affidato, partendo da Parigi, alla portineria della casa che abitava
+in via Glück.
+
+--Ebbene?--disse Bruno, scoprendo il dottor Alemanni alle sue
+spalle.--Hai parlato col papà?
+
+--Ne torno ora,--rispose il notaio.
+
+--Gli hai portato i denari?
+
+--Come sai tu che si tratta di danari?--domandò il notaio.
+
+--Io so,--rispose Bruno.--Siamo partiti per questo di notte, col tempo
+cattivo. Glieli hai portati?
+
+--Glieli porterò.
+
+--Fa presto,--soggiunse Bruno,--perchè io devo tornare in campagna.
+Non mi piace star qui: qui è tutto brutto, non ho niente da fare.
+
+Guardò il notaio, chiedendosi se potesse parlargli di Nicla, ma pensò
+ch'egli non la conosceva.
+
+--Non è vero che tu non la conosci, Nicla?--disse.
+
+--Nicla? Chi è Nicla?--chiese il dottore Alemanni.
+
+--Vedi, che non la conosci!--continuò Bruno con un senso di
+commiserazione.
+
+Il dottor Alemanni si piegò sulle ginocchia come per veder meglio il
+piccolo equipaggio che stava presso il fanciullo; e chiese:
+
+--Bruno, se io ti prendessi per condurti da tuo zio Francesco, tu
+verresti?
+
+--A far che?--domandò Bruno.
+
+--A viver con lui, con gli altri zii, con la nonna....
+
+--Non ne ho bisogno!--disse il fanciullo.
+
+--Sì, che ne hai bisogno,--insistette il notaio,--per formar la tua
+educazione e diventare un uomo.
+
+--Oh,--rispose Bruno, con un'ombra di beffardaggine,--diventerò uomo
+lo stesso, anche senza la nonna e gli zii. Io li ho visti, quando ero
+piccolo e il papà non aveva fatto lite. Sono brutti e noiosi.
+
+--Ma io so che ti vogliono molto bene,--insinuò il dottor Alemanni.
+
+--Tutti mi vogliono molto bene!--ribattè il fanciullo.--Anche Nicla.
+
+--Io so....--riprese il notaio.
+
+--Tu non sai niente! Porta i denari, presto, che io non voglio star
+qui.
+
+Il dottor Alemanni si raddrizzò.
+
+--Ma i denari, appunto, li danno gli zii e la nonna,--rimbeccò
+subito.--E se tu non sarai savio, non ne daranno più.
+
+--Non dire bugie!--consigliò Bruno.--Sono i denari di casa, e anche se
+faccio il cattivo, tu devi portarceli.
+
+Il notaio sorrise un poco amaro, e si chinò per baciare il fanciullo,
+ma questi gli sgusciò di tra le mani e volse il capo bruscamente.
+
+--Va, va!--disse.--Non perdere tempo!
+
+--Razza di prepotenti!--borbottò il dottor Alemanni, allontanandosi.
+
+
+
+
+XII.
+
+
+Il colloquio col notaio non aveva punto scoraggiato il conte Fabiano.
+
+Abituato a vivere con una folle imprevidenza, animato da una
+sragionevole fiducia nell'avvenire e da un irrefrenabile desiderio di
+godimenti, considerava già come vittoria cospicua il pagamento della
+cambiale di dodicimila lire, che gli dava fastidio da troppo tempo.
+
+Al resto avrebbe provveduto per conto proprio, con altri aiuti.
+
+E nel pomeriggio di quel medesimo giorno, in un quarto d'ora di liete
+speranze, fece chiamare Brunello e gli offerse una battaglia coi
+soldatini di piombo.
+
+La tavola nel mezzo della camera fu in un lampo coperta di cannoni, di
+tende, di uomini a piedi e a cavallo, in chiassose uniformi.
+
+All'un capo della tavola era Bruno, all'altro Fabiano, e la battaglia
+si svolgeva con rapidità fulminea.
+
+Brunello stava per perdere una fortezza; le sue linee di difesa erano
+sfondate dalle artiglierie di Fabiano, e la cavalleria s'avanzava a
+disperdere i resti d'un esercito in fuga disordinata.
+
+Si udì battere discretamente all'uscio, con le nocche delle dita.
+
+--Avanti!--disse Fabiano.
+
+Elia Polacco entrò.
+
+Era un ometto basso, nasuto, dagli occhi jàlini penetranti, il mento
+raso e le basette fulve e dure. Camminava così lestamente che pareva
+saltellasse.
+
+--Buon giorno al signor conte!--proferì.--Ho ricevuto stamane il
+biglietto del signor conte e sono accorso.
+
+--Sta bene attento,--disse Fabiano a Brunello, senza levare il
+capo.--Bisogna che tu raduni l'artiglieria intorno al forte, perchè i
+tuoi fantaccini sono in rotta, e io muovo ora a conquistarlo con le
+mie truppe.
+
+--Con tutti i cannoni, papà?--domandò Brunello.
+
+--I cannoni innanzi, che appoggeranno la cavalleria e la fanteria; non
+perdere tempo!
+
+--Ecco tutti i miei cannoni pronti!--annunziò Bruno, spingendo con
+ambo le mani ogni sorta d'artiglieria sulla tavola, piccole
+mitragliatrici e grossi obici e cannoni da costa.
+
+Elia Polacco col cappello floscio sotto il braccio sinistro si
+avvicinò alla tavola e stette a guardare, piuttosto sorpreso
+dell'attenzione che il conte prestava al giuoco, che dell'accoglienza
+ricevuta.
+
+--Sei tu, Polacco?--disse Fabiano, senza volgersi.
+
+--Per servirla, Eccellenza!
+
+--Credo che c'intenderemo in poche parole. Ho bisogno di denaro.
+
+Brunello guardò suo padre.
+
+Ancora danaro! Non doveva portarlo il notaio della nonna?
+
+Ma mentre stava per interrogare, suo padre gli si rivolgeva.
+
+--I tuoi cannoni giungono in ritardo,--disse.--Io allargo il fronte
+del mio esercito e la mia artiglieria è rapidissima.
+
+--Di danaro ce n'è poco, ed è caro!--rispose Elia Polacco, guardando i
+cannoni che si avvicinavano alla fortezza.
+
+--Non cominciamo con le frottole!--rispose Fabiano.--Apro il fuoco: la
+tua artiglieria non può resistere. La cavalleria fa una brillante
+evoluzione a sinistra....
+
+--Apro il fuoco anch'io!--dichiarò Brunello,--Pim, pum, e pum!
+
+--Se è caro, lo pagherò quanto vale,--dichiarò il conte a Elia
+Polacco.
+
+E rivolto al figlio, seguitò:
+
+--Dopo la brillante evoluzione di cavalleria, la fanteria si avanza
+sparando....
+
+--Ciò dipende dalla somma che le occorre, signor conte!--rispose Elia.
+
+--Pim, pum, e pum, e poi ancora pum!--gridò Brunello.
+
+--Cinquantamila lire!--enunziò Fabiano.--Il tuo fuoco è ben nutrito,
+fa molti vuoti, ma come vedi, i miei uomini hanno già invaso la
+piazza. Il forte si arrende....
+
+--Nespole!--esclamò Elia.
+
+--Innalza bandiera bianca!--ordinò Fabiano.--Sventola il fazzoletto!
+
+Brunello trasse il fazzoletto dalla tasca e lo agitò in aria.
+
+--La battaglia è finita. Sei vinto, e la fortezza è mia!--concluse il
+conte.--Adesso giuoca da solo, che io devo parlare.
+
+E alzandosi, guardò finalmente Elia Polacco in faccia.
+
+--Ah, ah! Sei invecchiato, caro Polacco!--esclamò ridendo.--Non hai
+più un pelo in testa. Ti sta bene; a furia di pelare gli altri....
+
+--Sono dieci anni che non ho l'onore di trattar col signor
+conte,--rispose Elia con un sorriso.--Il tempo è ingeneroso per tutti!
+
+E preso un cannone di sulla tavola, e poi un soldatino, li girò, li
+pesò, li guardò attentamente.
+
+--Son molto fini!--disse.--Io non avevo ancora avuto il piacere di
+conoscere suo figlio, signor conte!
+
+--È molto fine anche lui!--dichiarò Fabiano.--Ti piace? È un bel
+ragazzo? Ne faremo qualche cosa di grande. Ma veniamo agli affari. Hai
+inteso quel che ti ho detto? Io ho bisogno di cinquantamila lire,
+subito.
+
+Prese posto nella poltrona nella quale s'era seduto la mattina
+parlando col dottor Alemanni, e lasciò Elia in piedi.
+
+--Il signor conte avrà anche udito ciò che ho risposto!--osservò Elia.
+
+--Hai risposto: «Nespole!» e questo non significa nulla.
+
+--Significa che è impossibile trovar cinquantamila lire. Le troverebbe
+appena un signore.... che non ne avesse bisogno!
+
+Ed Elia fece una risatina, che pareva un mugolìo.
+
+--Io non valgo dunque cinquantamila lire?--esclamò Fabiano.
+
+Elia non rispose, come non avesse udito.
+
+--La mia famiglia non vale cinquantamila lire?--seguitò il conte.
+
+--La famiglia Traldi di San Pietro vale milioni..., se paga. Ma io
+temo che non paghi.
+
+--E perchè non dovrebbe pagare?
+
+--Perchè il signor conte non è in buoni termini con la sua famiglia.
+
+--Chi te lo dice?
+
+--Me lo dice Lei stesso, signor conte. Ella è sceso all'albergo; e ciò
+spiega tutto.
+
+Bruno aveva riadagiato i soldatini nella scatola e s'era ricoverato
+tra le gambe del padre.
+
+--La mia famiglia paga!--dichiarò questi.--Tu vuoi essere sempre furbo
+e dici delle sciocchezze. La mia famiglia paga bene. Informati, caro
+Polacco.
+
+--Non dubiti, signor conte,--rispose Elia inchinandosi,--che
+m'informerò. Tuttavia devo avvertire il signor conte che se la
+famiglia paga; la situazione s'aggrava....
+
+--Hai voglia di scherzare?--esclamò Fabiano squadrando l'ometto
+impassibile.
+
+--È questione di logica,--ribattè Elia.--La famiglia paga: paga
+cambiali con forti interessi; pagherà oggi, pagherà domani, e poi non
+pagherà più e farà interdire il signor conte. Conosciamo questa
+musica!
+
+--Allora, con la tua logica si viene a concludere che se la famiglia
+non paga, non mi dai denaro; e se la famiglia paga, non mi dai denaro.
+È una logica stupefacente.... In ogni modo, caro Polacco, non ho tempo
+da perdere, e tu puoi andartene....
+
+--Mi dispiace,--rispose Elia senza muoversi.--Mi dispiace perchè con
+la sua fretta e la sua arroganza, il signor conte cadrà in mano di
+qualche strozzino....
+
+Fabiano diede in una risata.
+
+--La città è piena di gente senza scrupoli,--seguitò Elia,--che
+metterà la corda al collo di Vostra Eccellenza per pochi soldi....
+
+--È fatale!--esclamò il conte ridendo.--Cadrò in mano di uomini senza
+scrupoli, se quelli che han gli scrupoli non mi danno un centesimo.
+
+--Non dico questo,--ribattè Elia, pronto.--Il signor conte chiedeva
+cinquantamila lire subito. Ciò è assurdo. Gli affari non si trattano
+così.... Bisogna ponderare, guardarsi intorno, vedere che cosa offre
+il mercato, perchè il signor conte non ignora che anch'io dipendo da
+certi fornitori; e allora poi si discute e si combina....
+
+--Chiacchiere!--esclamò Fabiano alzando le spalle.--Io devo ripartire
+domani o doman l'altro al più tardi.
+
+--Doman l'altro!--ripetè Elia.--Il signor conte mi dia ventiquattr'ore
+di tempo, fino a domani sera, per esempio. E domani sera tornerò col
+denaro che avrò potuto racimolare, e le dirò le condizioni.... Ma fin
+da ora devo avvertire il signor conte che saremo lontani, ben lontani
+dalle cinquantamila. Non le troverebbe che un Rothschild....
+
+--Porta quel che hai, e finiamola!--ordinò Fabiano bruscamente.
+
+E allontanato Bruno, si alzò voltando le spalle a Elia.
+
+--I miei omaggi al signor conte!--disse questi.--Domani sera sarò qui,
+verso le otto.
+
+--Adesso facciamo un'altra battaglia,--pregò Bruno.
+
+--No, no,--rispose Fabiano,--di battaglie ne ho abbastanza per oggi.
+
+--Che brava gente!--pensò Elia Polacco andandosene e richiudendo
+l'uscio.--Nè padre nè figlio non mi hanno degnato d'uno sguardo! E
+sono io, dopo tutto, che devo correre per mantenerli nell'ozio!
+
+Non appena Elia fu scomparso, il conte prese Bruno sotto le ascelle e
+lo trascinò ballando per la camera.
+
+--Su, su, tutto va benissimo!--esclamò.--E doman l'altro ti condurrò
+al mare, in un paese d'oro, sotto un cielo azzurro, e lasceremo qui
+questa masnada di provinciali. Salta, andiamo, salta col papà!
+
+E fischiettò il valzer della _Madame Angot_ per accompagnare la danza.
+
+--Tu sbagli,--dichiarò Bruno lasciandosi trascinare.--Io al paese
+d'oro non vengo. Io ritorno sul lago. Il paese d'oro non mi piace, il
+mare d'oro non mi piace. Io voglio Nicla!
+
+--Ancora!--disse il conte.--Quella ti piace, Nicla? Ho pensato anche a
+lei, e le ho scritto ieri sera.
+
+Bruno diede uno sgambetto e si divincolò, piantandosi a terra.
+
+--Le hai scritto con molte parole?--chiese stupito e contento.
+
+--Ma già, con molte parole,--rispose Fabiano, sedendo e riprendendo
+Brunello tra i ginocchi.--E le ho mandato i tuoi saluti.
+
+--Le voglio scrivere anch'io,--annunziò Bruno.--Tu mi correggerai. E
+le hai detto che deve aspettarmi, perchè io tornerò presto a trovarla,
+e mi canterà la poesia?
+
+--Oh, oh, questo poi!--esclamò Fabiano scandalizzato.--Il papà non è
+mica fatto per combinarvi gli appuntamenti!...
+
+
+
+
+XIII.
+
+Nicoletta Dossena stava ancora coricata nella sua graziosa camera che
+guardava il lago, allorchè la cameriera le recò la posta.
+
+La fanciulla era stanca e scorata.
+
+Il vetturale interrogato da lei il giorno innanzi non le aveva nulla
+taciuto: il viaggio sotto il furioso uragano, la tappa all'osteria
+dopo tre chilometri, la ripresa allorchè Bruno non era ancora ben
+rimesso.
+
+Aveva aggiunto che il bambino s'era sentito molto male ed era molto
+debole quando era salito in treno; e che il signor conte recava con sè
+tanta roba nei bauli e nelle valigie da far presumere che non avesse
+alcuna intenzione di ritornare.
+
+Queste notizie avevano tolto ogni speranza a Nicla.
+
+Bruno era veramente perduto, e subito, dalla felicità della vita sana
+e libera in compagnia della sua giovane amica precipitava nei
+disordini e nelle imprudenze di cui il cervello di suo padre era
+fecondo.
+
+Allorchè Vico Malerba le aggiunse che Bruno lo aveva incaricato di
+salutarla e di dirle che l'aspettasse perchè voleva tornare da lei,
+Nicla non potè frenare un singhiozzo.
+
+Ben lo aspettava e bene lo avrebbe aspettato sempre; ma sentiva che
+sarebbe stato invano.
+
+Aveva pianto a lungo, sola; non era uscita di casa per non riveder
+luoghi tutti echeggianti dei più teneri, dei più tristi ricordi; e mai
+non aveva capito come in quei giorni che nessuno dei suoi poteva
+compatirla.
+
+Sua madre menava ancora in lungo la storia di Duccio Massenti, e ne
+formava a poco a poco un pettegolezzo. Suo padre andava esortando la
+fanciulla a confessare il segreto scoperto.
+
+E tanto più l'uno e l'altra s'impuntavano nella loro idea, in quanto
+Duccio non aveva scritto parola, non aveva dato segno alcuno di vita.
+Fatti i ringraziamenti e presentati di persona i suoi saluti, s'era
+creduto assolto da ogni altro obbligo, considerando il brusco
+trattamento usatogli da Nicla. Era la fine, silenziosa ma
+irrimediabile.
+
+E nulla più cuoceva alla signora Carlotta che il non poterne afferrare
+il motivo riposto; e nulla più cuoceva al cavalier Maurizio che non
+poter vincere la resistenza di sua figlia. Onde l'una e l'altro, non
+che consolar Nicla della perdita di Bruno, l'avrebbero rimproverata
+duramente perchè invece di provvedere al suo avvenire si perdeva in
+frasche e in fantasie non più perdonabili alla sua età.
+
+N'era venuta una freddezza nuova tra Nicla da una parte e Carlotta e
+Maurizio dall'altra, che alla fanciulla aveva dato una grande
+sensazione d'abbandono; ancora una volta ella aveva guardato a suo
+padre e a sua madre come a persone quasi estranee, immedicabilmente
+meschine; e di nuovo sua madre guardava a lei come a una persona dai
+gesti e dagli atti poco rassicuranti.
+
+La posta le recava quel mattino tre lettere; di due conosceva la
+calligrafia.
+
+Erano Fanny Contini e Cecilia Verli, che le raccontavano le loro
+mirabili avventure campestri, come ad esempio la conquista d'un
+ufficiale, il quale aveva detto sospirando a Fanny: «Ah, vorrei essere
+quel ventaglio», e la passione d'un giornalista che a Cecilia, la
+quale aveva mandato cento lire per beneficenza, aveva risposto «per
+ringraziare» sopra un biglietto di visita.
+
+Nicla giudicò che si poteva leggere più tardi la narrazione d'altre
+consimili avventure, e aperse la terza lettera, dalla calligrafia
+aggrovigliata e rigida.
+
+Guardò la firma: _F. Traldi_. E spalancò gli occhi.
+
+La lettera diceva:
+
+«_Gentile signorina_.
+
+«Partito improvvisamente, mi è stato impossibile compiere il più
+gradito dei doveri, e ringraziarla di nuovo dell'affetto e della
+protezione che ha prodigato al mio Brunello. Trovi qui l'espressione
+della più viva mia gratitudine. Bruno sta bene. Mentre Le scrivo,
+dorme a pugni stretti, e sogna forse i bei giorni della vita lontana.
+Noi ci fermeremo qui ancora per poco, ma Bruno non mancherà di darle
+sue notizie. Accolga, gentile signorina, i sinceri augurii e gli
+ossequii rispettosi di
+
+ «F. TRALDI.»
+
+--Dove va? Dove va? Dove me lo trascina?--esclamò Nicla ad alta voce
+in un impeto di dolore iroso.--Questo fanciullo mi dà troppi pensieri.
+È ridicolo soffrire tanto per il figlio degli altri, e val meglio
+lasciarlo alla sua sorte.
+
+Fece il viso oscuro e risoluto, sapendo benissimo che giuocava a
+mentire con sè stessa; e udendo che la cameriera chiedeva di entrare,
+lasciò le lettere delle due amiche sulla coltre leggera, e nascose
+l'altra sotto il guanciale.
+
+--La signora,--disse la cameriera,--prega la signorina di non far
+tardi, perchè a mezzogiorno sono attesi a villa Barbano.
+
+Nicla sospirò.
+
+Ma non appena la cameriera fu uscita, balzò dal letto e infilò
+l'accappatoio.
+
+Bisognava sbrigarsi; far due passi in attesa che la mamma fosse
+pronta, e arrivar fino alla buca delle lettere.
+
+Scrisse in fretta, per la prima volta in sua vita, di nascosto, con un
+batticuore che le sollevava il petto.
+
+ «_Caro piccolo Bruno,_
+
+«Sono contenta che stai bene. Il vetturale mi ha detto di aspettarti.
+Io ti aspetterò sempre. Sta lontano dai pericoli, dall'acqua, dalle
+vetture, dai cavalli. Voglio che tu sia savio e bello, come quando
+andavamo a vedere il tramonto e tu ascoltavi la poesia, e poi
+giocavamo al cavallo e al bastimento. Mandami presto tue notizie, per
+sapere dove sei....»
+
+S'interruppe: aveva udito qualcuno rasentar l'uscio; nascose la
+lettera e si mise in ascolto. Il passo della cameriera si allontanava.
+
+Nicla riprese:
+
+«....dove sei. Ti prego di ringraziare il signor Conte e di
+presentargli i miei saluti. Non ti dimenticare della tua
+
+ «NICLA».
+
+Scrisse l'indirizzo: al signor Conte Brunello di San Pietro, e vi
+aggiunse il nome dell'albergo e della città, copiandoli dalla lettera
+del conte Fabiano.
+
+Respirò: aveva riallacciato le fila interrotte dal destino avverso;
+ormai nessuno avrebbe potuto mai più spezzarle.
+
+Tre quarti d'ora appresso andava a salutare sua madre che stava ancora
+innanzi allo specchio facendosi pettinare; e usciva poco di poi,
+accarezzando nella borsa che le pendeva dal braccio la lettera
+segreta.
+
+--Bisogna confessare,--pensò,--che v'è un certo piacere a ingannare la
+gente. Non mi sono mai tanto divertita a impostare una lettera.
+
+Costeggiando la riva, osservò che i barcaiuoli approntavano la lancia
+e issavano a poppa la bandiera bianca col serpentello vermiglio.
+
+--No,--disse loro,--mettete la bandiera grande.
+
+Quella sua bandiera aveva sventolato l'ultima volta per Bruno, a
+fianco della bandierina con l'asinello che il fanciullo andava
+guardando per intendere bene che c'era molta forza nei calci.
+
+E Nicla voleva che non sventolasse più.
+
+Entrata nell'ufficio della posta, comperò dieci francobolli, per
+l'avvenire. Poi, affrancata la lettera, la gettò nella buca.
+
+Ma subito le traversò l'anima un'inquietudine.
+
+Non era stato un errore scrivere a Bruno invece che a suo padre? Che
+cosa avrebbe questi potuto pensare? Si sarebbe offeso come d'una
+mancanza di riguardo, avrebbe creduto a una sciocca civetteria
+femminile?
+
+--Oh,--disse a sè medesima, alzando le spalle.--Io avevo voglia di
+corrispondere col mio uomo e di parlargli direttamente per fargli
+piacere. Il conte Fabiano è intelligente e capirà. È scappato di qui
+per non pagar la cambiale e ha già scovato anche il denaro per andare
+a divertirsi. Dunque è intelligente.... Povero piccolo, il mio Bruno!
+Con quel papà intelligente, non troverà più un soldo quando sarà
+grande, e dovrà lavorare per vivere!
+
+E ricordò ch'egli voleva scrivere le memorie di viaggio e guidare i
+cavalli.
+
+--Bisognerà che si decida tra il cocchiere e il letterato!--concluse
+sorridendo.
+
+Ma la risposta di Bruno tardò quattro giorni; infine giunse dentro una
+busta col francobollo del Principato di Monaco; e diceva:
+
+ «_Cara Nicla,_
+
+«Io son qui con il papà a Monte Carlo. Non a voluto ricondurmi sul
+lago perchè dice che il mare mi fa più bene, ma io sono maninconico ed
+egli è allegro perchè habbiamo tanto e poi tanto denaro e il papà è
+fortunato. Io volio ritornare; io ti scrivo per dirti che volio
+ritornare; non mancare di scrivermi per dirmi che mi aspetti sempre
+sempre. E sono molto savio. Il papà mi avverte che partiremo per
+andare ancora lontano. Ti volio molto bene lo sai più bene che a tutti
+al mondo. Io sono sempre maninconico senza di te. Addio. Ti do tanti
+baci grandi. Ti dico che ti volio bene e bisonga che io torni per
+darti i baci ma davvero. Tuo
+
+ «BRUNELLO.»
+
+
+
+
+
+ SECONDA PARTE.
+
+ Io coglierò per te balsami arcani....
+
+
+
+
+XIV.
+
+
+La notizia che Nicoletta Dossena sposava Luigi Barbano, proprietario
+d'un vasto e fruttifero stabilimento per la fabbrica di saponi e per
+la distilleria di profumi, era attesa da tempo.
+
+Si sapeva che il fidanzamento col conte Duccio Massenti era stato rotto,
+e la madre di Nicoletta era andata parlandone e rammaricandosene per
+lunghi mesi, prima in campagna, poi tra più numerosi amici in città.
+
+Si diceva che la causa del matrimonio fallito era da ricercarsi nella
+diversità di carattere: seria e chiusa Nicoletta, leggero e vano il
+conte.
+
+Altri dicevano che il conte aveva troppo manifestamente fatto
+comprendere che le centomila lire di rendita della fidanzata gli eran
+più care della fidanzata medesima, tanto che alla vigilia di chiederne
+la mano, il giovane conte era ancora stretto di strettissimo legame
+con una signora maritata, ed anzi viveva con lei in Isvizzera.
+
+Donde la notizia fosse venuta, sarebbe stato difficile dire; forse da
+qualche imprudenza dello stesso Duccio; ma si sapeva; e si dava
+ragione a Nicoletta, la cui dignità ombrosa aveva saputo resistere
+tenacemente per interi mesi a suo padre, il quale voleva trattar
+l'indelicatezza di Duccio come una scappata giovanile.
+
+Nicoletta aveva rifiutato bravamente il titolo di contessa, che
+avrebbe pagato troppo; e si attendeva ch'ella trovasse anche meglio di
+quel titolo, ricca, giovane, bellissima quale era.
+
+Onde non fu senza qualche delusione che si apprese infine come Luigi
+Barbano si fosse fidanzato con lei.
+
+Luigi Barbano aveva già trent'anni e Nicoletta diciannove.
+
+Era ricco, se si poteva dar nome di ricchezza a una sostanza
+proficuamente impiegata nelle industrie; e senza madre e senza padre,
+viveva con una zia di cinquantacinque anni, Amelia.
+
+Ma lo chiamavano il saponaio, e le fanciulle da marito non parevano
+considerarlo degno di attenzione.
+
+Mancava di qualità romantiche.
+
+Era un bel giovane dal colorito rosso bruno, dagli occhi castani, dai
+mustacchi lunghi e fini; di statura più alta della media; dedicava il
+tempo che gli affari gli lasciavano agli esercizii fisici, il che
+aveva dato alla sua figura una prestanza agile e sicura.
+
+Ma parlava poco, non si perdeva negli amoretti di famiglia che le
+fanciulle chiamano _flirt_, odiava i sospiri e le occhiate
+inconcludenti, trattava tutti con familiarità piacevole senza cercare
+mai l'intimità, pareva l'uomo più bonario del mondo e in verità non si
+confidava con nessuno, non aveva avuto drammi passionali nella vita,
+non duelli, non amori celebri con celebri donne maritate, e
+divertendosi come conveniva alla sua età, era tuttavia ordinatissimo e
+saggio.
+
+Nicoletta che lo conosceva da anni, non gli aveva mai badato, e non
+s'era nemmeno accorta ch'egli, discretamente e quando poteva senza
+farsi notar troppo, cercava la sua compagnia.
+
+Presso di lui si sentiva più riposata, perchè non aveva bisogno
+d'affaticarsi con le guerricciuole, i ripicchi, le spiritosaggini che
+divertivano le altre signorine e gli altri giovanotti; parlava
+amichevolmente, e se ne fidava tanto che se le convenienze e gli usi
+avessero permesso, sarebbe andata a trovarlo a casa sua, com'egli
+veniva a casa di lei.
+
+Ma d'un tratto, quando ella stessa meno se lo aspettava, aveva dovuto
+guardarlo con simpatia.
+
+Era stato il solo che l'avesse compresa nel suo dolore per la
+scomparsa di Brunello.
+
+Pochi giorni dopo che il fanciullo le era stato tolto, di notte, tra
+la grandine e i fulmini, era andata coi suoi a colazione nella villa
+che Luigi abitava insieme alla zia Amelia.
+
+E passeggiando pel giardino, egli le aveva rivolto poche parole
+gentili.
+
+--So che ha avuto un grande dolore in questi giorni, signorina. Il suo
+piccolo amico è partito, non è vero? Non ho mai visto due anime più
+strette da un sentimento così puro e nuovo. Lei gli faceva da mamma e
+non lo lasciava mai; egli viveva della sua vita e camminava
+guardandola negli occhi. È un fanciullo avido d'amore, perchè credo
+che il padre e la madre lo amino alquanto bizzarramente.
+
+Nicla fu commossa dalle parole buone, offerte con semplicità, quasi
+con timore.
+
+Non rispose, ma porse la mano a Luigi, per gratitudine.
+
+Erano in fondo al giardino, innanzi a una statua di Diana cacciatrice,
+che risaltava bianca sul suo zoccolo nel verde sfondo dei platani.
+
+E Luigi seguitò a parlar di Brunello, con tanta sicurezza di
+particolari, che Nicla ne fu sorpresa: sapeva tutto, le gite con la
+lancia, i piccoli viaggi alla Croda, le corse nei boschi, il motivo
+della partenza subitanea.
+
+Si sarebbe creduto ch'egli non si fosse mai occupato, da lontano, che
+del fanciullo; o della fanciulla.
+
+Luigi fece anche qualche osservazione discreta sulla fragilità di
+quella amicizia. Avrebbe mai potuto continuare? Il bambino sarebbe
+stato sempre un bambino?
+
+--Oh sì, per me, sì!--esclamò Nicla.--Lo rivedessi fra vent'anni,
+sarebbe sempre Brunello!
+
+--Lo credo!--affermò Luigi sinceramente. E s'avviarono verso la villa,
+soffermandosi a guardar le aiuole colorate di croco e di vermiglio,
+acutamente profumate.
+
+Quando furono sulla soglia. Luigi domandò a mezza voce:
+
+--Il conte Duccio ritornerà presto?
+
+La fanciulla s'arrestò.
+
+Non voleva dire; ma per il bene che Luigi le aveva fatto comprendendo
+il suo dolore e giustificandolo, rispose con franchezza:
+
+--Non tornerà più!
+
+Il volto di Luigi s'illuminò d'un lampo.
+
+--Allora,--disse, quasi pregando,--potrò venire a trovarla nella sua
+villa?
+
+--Ma lei poteva sempre,--rispose Nicla attonita.
+
+--Non volevo....--balbettò Luigi.--Perchè si diceva....
+
+--So quello che si diceva,--rispose la fanciulla.--Chiacchiere di
+paese. E non si dirà più.
+
+Luigi andò spesso da quel giorno a trovare la famiglia Dossena,
+qualche volta solo, qualche volta con la zia Amelia, sempre cauto, un
+po' timido, studiando di non tradirsi mai, per poter leggere
+nell'anima di Nicla e saper che cosa ella pensasse di lui.
+
+Tuttavia lo sguardo della signora Carlotta lo indovinò presto; e una
+sera ella annunziò al cavalier Maurizio:
+
+--Gigi Barbano è innamorato di Nicoletta!
+
+--Corpo di mille bombe!--esclamò il cavaliere.--Anche questa? Sei ben
+certa? Il saponaio? E Nicoletta?
+
+--Eh!--disse la signora.--Così, così! Lo vede meglio che il conte.
+
+--Cose inaudite!--fece Maurizio.--Rifiutare una corona di contessa per
+diventare la signora Barbano! Ma quel Barbano, poi, non ha un
+soldo....
+
+La signora Carlotta osservò che l'affermazione era esagerata.
+
+Gigi Barbano, oltre lo stabilimento che gli assicurava un cospicuo
+reddito, possedeva la villa in campagna, e la bella casa a Milano che
+teneva tutto l'angolo tra la via Santa Margherita e la piazza
+Filodrammatici, situazione delle più animate ed eleganti della città.
+
+--È sua la casa?--domandò Maurizio.
+
+--Me lo ha detto la zia.
+
+--E anche la villa?
+
+--Me lo ha detto la zia.
+
+--Quella zia dice tutto!--osservò Maurizio.
+
+--Avrà il suo perchè,--rispose la signora Carlotta sorridendo.
+
+--E tu?--chiese Maurizio dopo un istante di riflessione.
+
+--Io, che cosa?
+
+--Come la pensi, come la vedi, insomma, che cosa ti sembra?
+
+--Eh!--ripetè la signora.--Così, così....
+
+--Davvero? Ti piglieresti per genero il saponaio?
+
+--Abbiam combinato molto con le contee!--rimbeccò la
+signora.--Quell'asino non si è fatto più vivo! Gigi Barbano, bisogna
+dirlo, è un bravo giovane, savio, quieto, onesto, buono, incapace di
+far torto a un cane.
+
+--La zia ti ha già montato la testa!--notò Maurizio.--State
+pettegolando l'intero giorno.
+
+--Pettegolando!--esclamò la signora offesa.--Si discorre, del più e
+del meno.
+
+--Il più sarebbe il matrimonio di Gigi con Nicoletta....
+
+--Non se n'è detto parola!--osservò la signora.--Ma ti sembra? Nessuno
+sa ancora se Nicoletta ci pensi; è capace di non aver nemmeno capito.
+
+--Dunque, tu non ti opporresti?--chiese Maurizio per concludere.
+
+--Io ti dico che di battagliare non ho più voglia. Prima c'era l'arte,
+il palcoscenico, la recitazione, e che so io; poi il conte, col suo
+famoso segreto, che nè io nè tu siamo stati capaci di scoprire, e che
+ha mandato tutto all'aria; poi l'avventura del bambino, i pianti e le
+malinconie per la sua fuga. Adesso ci sarebbe quest'altro, e io ho
+perduto la pazienza, e non ho più voglia di guerreggiare anche per
+quello del sapone!
+
+--Ma bada che Gigi ha vent'anni più di Nicoletta!--osservò il
+cavaliere.
+
+--Ha ventinove anni e sette mesi, giusti giusti; Nicoletta ne ha
+diciotto e undici mesi; dunque, poco su poco giù, undici anni di
+differenza.
+
+--Anche l'età giusta giusta, ti ha detto la zia?--domandò Maurizio
+ostile.
+
+--E del resto, quando ci siamo sposati,--seguitò, passando oltre
+all'osservazione, la signora Carlotta,--io aveva dodici anni meno di
+te. E non possiamo lagnarci! Siamo stati felici!
+
+Il cavalier Maurizio, non sapendo che cosa rispondere, soggiunse:
+
+--Altri tempi!
+
+Ma la signora Carlotta s'era ingannata a proposito di sua figlia.
+
+Nicla aveva capito benissimo che Gigi Barbano la amava; e il cuore di
+lui era così schietto e leale, che, senza amarlo, Nicla aveva finito
+per tenersi caro quel giovane in cui le altre fanciulle non vedevano
+l'uomo romantico.
+
+Accoglieva molto volontieri le sue visite; spronava la mamma a non
+trascurare zia Amelia. E con Gigi parlava spesso di Bruno e gli faceva
+leggere le lettere di lui che giungevano con frequenza dalla Francia
+prima, poi dalla Germania, poi dal Belgio, e infine ancora dalla
+Francia.
+
+--Ma veda come scrive benino!--diceva.--Segue tutti i miei consigli:
+si capisce che studia. Suo padre gli ha trovato finalmente maestri
+italiani; pare che suo padre si sia un po' calmato. Bruno vuole
+scrivere un romanzo: la storia delle colombe dell'imperatore. L'ha
+sempre avuta la manìa letteraria!
+
+--Gli mandi i miei saluti, al romanziere!--disse Gigi una volta.
+
+--Ma non la conosce!--osservò Nicla.
+
+--Mi conoscerà!--rispose Gigi sicuro.
+
+--Crede? Crede che ritorni?... Devo dirgli che gli vuol bene?
+
+--Glielo dica: è vero. Non è come un suo fratello?
+
+--E gli vorrebbe bene, se tornasse?
+
+--Come a un suo fratello!--ripetè Gigi.
+
+Nicla s'accorse che si sfiorava un argomento pericoloso.
+
+Gigi dichiarava di voler bene a quel fratello della ventura, non
+potendo, non osando dichiarare che voleva bene a Nicla. Ma quanto
+doveva voler bene a lei, se voleva bene sinceramente a un fanciullo
+ch'ella aveva protetto?
+
+E Nicla si scuoteva qualche volta, avvedendosi ch'ella e Gigi Barbano
+si perdevano a far disegni sul ritorno di Bruno, come s'egli avesse
+appartenuto a tutti e due, come non avessero dovuto mai più separarsi,
+come i loro cuori avessero dovuto battere all'unisono.
+
+Era tra loro il ricordo or malinconico ora ridente del fanciullo
+lontano; e sembrava che quel grande amico di Nicla li avvicinasse con
+le piccole mani e stesse tra l'uno e l'altro come un fratello
+veramente; talchè Nicla si diceva che di Gigi Barbano egli forse non
+sarebbe stato geloso e i suoi occhi non si sarebbero fatti per lui
+inquieti e torbidi.
+
+A poco a poco entrarono in tale intimità di spirito, che Nicla non si
+stupì affatto allorchè Gigi Barbano le comparve innanzi una mattina,
+un poco pallido, con un lieve tremito sofferente per mille martirii di
+speranze e di dubbii.
+
+Quella mattina era stata attesa da Nicla, era stata inconsciamente
+preveduta.
+
+E allorchè, incespicando dapprima nelle prime frasi, poi con veemenza,
+egli le confessò il suo amore, l'orgoglio di darle il suo nome, Nicla
+rispose:
+
+--Lo sapevo. Crede che saremo felici?
+
+--Ah signorina!--esclamò Gigi.--Non mi respinge, dunque?
+
+--No,--disse Nicla semplicemente.--Sento che lei mi ama davvero!
+
+--Allora, parlo con la mamma e col papà?...
+
+--Parli! Lo sanno, del resto!
+
+--E lei?
+
+Nicla non rispose, ma un po' arrossendo, un po' timida, gli porse la
+mano.
+
+Ed egli gliela coperse di baci, e volle anche la sinistra, per coprir
+di baci anche quella.
+
+Poi, sulla soglia del giardino, gettò il cappello all'aria due volte,
+come un ragazzo, e due volte corse a riprenderselo.
+
+--Vado ad abbracciare zia Amelia!--annunziò.--È stata lei a farmi
+coraggio, a spingermi, a dirmi che lei è tanto buona quanto bella! Io
+non avrei mai osato....
+
+Nicla sorrise: ma arrossì fino alla radice dei capelli, quando, in
+un'ebbrezza di gioia, egli soggiunse:
+
+--Pensi che stasera, dopo che avrò parlato con la mamma e il papà,
+potremo darci del tu!
+
+S'interruppe, guardando la fanciulla:
+
+--Non vuole?--disse esitando.--Forse ho sbagliato?
+
+--No, no!--rispose Nicla come trasognata.--È vero: potremo darci del
+tu!
+
+Era l'uomo, che entrava con pieni diritti, bruscamente, nella sua
+vita. Ella non aveva dato del tu che a quel piccolo uomo di Brunello
+(«Signorina, vieni ad aiutarmi?» «Come ti chiami?»), ed ora un giovane
+si rallegrava di poterla avvincere per sempre con quel tono d'intimità
+che preludeva oggi ad ogni altro possesso e lo avrebbe consacrato
+domani.
+
+E per vincere la propria riluttanza, parlò ella medesima con suo
+padre, poco prima che Gigi Barbano tornasse; e gli annunziò che s'era
+fidanzata e che sperava di non trovare opposizioni.
+
+Maurizio, il quale non s'era deciso a considerar perduta ogni speranza
+d'un matrimonio che coronasse il danaro con un blasone, strepitò.
+Nicla rimase imperterrita, aspettando che la raffica si calmasse.
+
+--Potevi essere contessa! Contessa, dico, e di quelle che hanno un
+titolo serio, non contessa per ridere! E mi scegli l'uomo del sapone!
+
+--L'uomo del sapone, l'uomo del sapone!--ribattè Nicla.--Sarebbe ora
+di finirla con questi atteggiamenti principeschi. E tu, che sei? E
+noi, che siamo? Il bisnonno vendeva sughero; il nonno vendeva olio; tu
+vendi olio e sughero. Non mancherò di dirlo, se si continuerà con la
+romanza del sapone!... Lo dirò, che il bisnonno faceva i turaccioli!
+
+Maurizio si rabbonì, accolse bene Gigi, non sollevò obiezioni, il
+fidanzamento fu annunziato; e sei mesi dopo a Milano, con una ricca
+cerimonia, in un giorno di pioggia, Nicla Dossena diventava la signora
+Nicoletta Barbano, e Gigi credeva di sognare, di travedere, di vivere
+in un mondo irreale, tanto era spaventosamente felice.
+
+
+
+XV.
+
+
+
+Fu a Parigi nell'appartamento di via Glück, che Brunello ricevette da
+Nicla una lettera, la quale terminava così: «Ti prego di scrivere da
+ora in poi non più alla signorina Nicla Dossena, ma alla signora
+Nicoletta Barbano, casa Barbano, via Santa Margherita. Hai inteso
+bene, caro?».
+
+Bruno corse da suo padre a chiedere spiegazioni.
+
+--Vuol dire,--dichiarò il conte, dopo aver gettato l'occhio sul
+poscritto,--che Nicla si è sposata con questo signor Barbano.
+
+--E perchè non è più signorina?
+
+--Ciò succede alle ragazze quando si sposano!--disse Fabiano col suo
+lieve sorriso canzonatore.
+
+--Ma che cosa significa se si è sposata?
+
+--Significa che va a spasso con Barbano, pranza con Barbano, vive
+nella stessa casa di Barbano, si lascia dar qualche bacio da Barbano,
+e fa baruffa con Barbano. Tutto Barbano, insomma!
+
+--Allora peggio di Duccio?--incalzò Bruno, stringendo e spiegazzando
+la lettera nel pugno.
+
+--Non so che cosa abbia fatto Duccio!--confessò il conte.
+
+--Ma io Barbano non lo conosco!--riflettè Bruno.
+
+--E nemmeno io!--aggiunse suo padre.
+
+Bruno se ne andò.
+
+Eran tornati a Parigi con un piccolo patrimonio, messo insieme coi
+danari di Montecarlo, il prestito d'Elia Polacco, una certa somma che
+il conte Fabiano aveva saputo spillare ancora alla famiglia: centomila
+lire a un dipresso.
+
+Rivivevano la loro vita di lusso e di rumore, alla quale Fabiano aveva
+aggiunto una certa vita di contemplazione, andando per le gallerie
+d'arte e per le chiese con Bruno.
+
+A fianco del fanciullo stava sempre un precettore italiano, tale
+Salapolli, che il conte aveva soprannominato Salafame, perchè non era
+possibile fargli conservare un centesimo in tasca. Appassionato di
+libri curiosi e rari, spendeva tutto il suo, e, senza soprabito nè
+ombrello, andava formandosi una biblioteca sontuosa.
+
+Affinchè non morisse di freddo per via, il conte aveva finito col
+regalargli alcuni dei proprii abiti pesanti, sempre in timore che
+vendesse pur quelli per aver qualche libercolo intignato.
+
+Salapolli era conosciuto da tutti i piccoli librai che espongono la
+loro merce sui parapetti dei ponti; e possedeva una coltura d'arte, di
+storia, di geografia, disordinata ma vasta. Le sue lezioni eran
+piacevoli conversari a proposito di qualunque cosa, d'una vettura che
+passava, d'una vecchia cornice, d'un trampoliere del Giardino delle
+Piante, d'una ragazza che strizzava l'occhio e che gli offriva il
+paragone con la antica civiltà greca.
+
+E Bruno sorbiva: sorbiva avidamente, quasi avesse intuito che toccava
+a lui farsi tra quei due pazzi, il precettore bibliomane e il padre
+polimane.
+
+Sembrava precocemente animato dal pensiero, e più che dal pensiero,
+dall'istinto d'armarsi per la vita, poi che tutto gli crollava
+intorno. E lasciati prima del tempo i balocchi, quei soldatini che pur
+ieri gli parevano vivi, non gradiva altri spassi che le visite al
+Louvre, ai musei di storia e di costumi, alle gallerie d'arte e d'armi
+e di gioielli e di maioliche e di vetri e di disegni.
+
+Aveva mutato carattere; sentendo l'impossibilità di lottare contro la
+volontà dei grandi, s'era chiuso; o li beffava, mettendo ogni cosa in
+dubbio, spregiandone leggermente i discorsi e guardandosi con
+diffidenza dalle loro promesse e dai loro progetti.
+
+Usciva la mattina a cavallo col padre; questi montava una saura alla
+quale aveva dato il nome di Virgo, e il fanciullo un morello bruciato,
+piccolo e robusto, che chiamava Spillo.
+
+Pel resto della giornata stava con Salapolli e si lasciava guidar da
+lui; a Saint-Germain l'Auxerrois, la chiesa raccolta e nera, che
+pareva trasudare il sangue della notte di San Bartolomeo e figurava
+nella mente di Bruno come un gioiello pauroso, aveva avuto una lezione
+di storia; e lontano, su in alto, nella Basilica del Sacro Cuore,
+Salapolli s'era intrattenuto con Bruno a parlar di vetri, prendendo
+ragione dalle vetrate di quella chiesa, arancione su fondo azzurro o
+azzurro su fondo arancione, sulle quali era tratteggiata la leggenda
+di Giovanna d'Arco.
+
+Era quasi l'intero giorno in istrada, sotto la cupola di nebbia che
+incombeva d'inverno perennemente sulla città; o partiva la mattina a
+cavallo col conte Fabiano attraverso la nebbia greve e gialla come
+dietro fossero state luci nascoste, mentre nelle case s'accendevano le
+lampade, e tornava verso mezzogiorno, quando squarciata la nebbia, il
+sole prorompeva e la vita si slanciava febbrile.
+
+Faceva colazione e ripartiva con Salapolli, a zonzo, in cerca di
+librai, al Palais Royal, spingendosi con la carrozza fino alla Butte
+Montmartre, prendendo il tè all'Avenue de l'Opéra, guardando da una
+finestra della sala i grossi omnibus cigolanti che andavano al
+Giardino delle Piante. Ascoltava per le vie fracassose il trotto
+pesante e corto dei cavalli che battevano il terreno; pareva che un
+reggimento di grossa cavalleria passasse di continuo sul duro selciato
+lubrico, sul fango nero.
+
+Pranzava di frequente col padre in un caffè di grido. Le piccole
+tavole erano ornate di fiori vivi, e in certe nicchie tra una sala e
+l'altra eran cespi di fiori serici, su cui le lampadine elettriche
+spruzzavan luci variate; e luce pioveva dall'alto, dorata sulle pareti
+dorate, che chiudevano in cornici d'oro, tra decorazioni di pavoni, di
+pesci e di granchi, alcune scene settecentesche.
+
+E si davan di gomito in quelle sale la grande signora e la grande
+mercenaria, il letterato celebre e il giornalista alla moda, l'uomo
+politico in auge e l'uomo di Borsa, la cui vita era un giuoco
+d'equilibrio. L'uomo di Borsa che sedeva spesso alla medesima tavola
+di Fabiano, il quale conosceva tutti, sembrava a Bruno il più ambiguo.
+
+Gli avevano indicato parecchie volte la Borsa in una bella piazza
+sotto gli archi d'un palazzo severamente semplice. Le sue colonne,
+nere da un lato di quel nerofumo che aveva morso e penetrato per
+sempre Notre-Dame e Saint-Germain, e ancora bianche dall'altro,
+rammentavano a Bruno i tronchi di pioppi argentei.
+
+E intorno stava sempre una folla d'uomini. Tutti urlavano; molte mani
+eran levate in alto, e qualcuno in fondo, innanzi a una tabella
+azzurra dalle diciture bianche, scriveva. Di tanto in tanto l'urlìo
+saliva di tono, la folla si commoveva violentemente, le mani
+s'agitavano convulse, e gli uomini sul fondo scrivevano sempre; poi
+riprendeva il gridare spezzato e insistente.
+
+Lo spettacolo di quegli uomini che schiamazzavano in coro lo aveva
+arrestato di botto, la prima volta; e suo padre gli aveva detto che
+stavan facendo il denaro.
+
+Eran gli stessi uomini che sedevano a tavola con lui; la mattina
+avevan fatto gridare gli altri, la sera mangiavano copiosamente e
+ridevano.
+
+Bruno attraversava la vita in quell'epoca ad occhi sbarrati, per
+vedere tutto e comprendere.
+
+S'era abituato a Parigi come a una sua città, e si diceva che da tempo
+immemorabile tutto vi era stato disposto per fargli piacere.
+
+Colore e movimento per rallegrargli gli occhi; uomini e donne che
+correvano lungo i boulevards, s'arrampicavano sull'imperiale d'un
+omnibus, sgusciavan di furia tra un veicolo e l'altro, popolavan le
+trattorie e i caffè, s'indugiavano a guardar le mostre, sparivan
+sotterra per raggiungere una stazione del métro, non eran che figurine
+rappresentative.
+
+La folla su cui la carrozza del conte gettava passando la sua polvere
+e nei giorni di pioggia lasciava andare una frustata di fango e di
+spruzzi; negozii e teatri aperti perchè Bruno potesse scegliere;
+giornali gridati con voci gutturali dagli strilloni perchè Bruno li
+leggesse e li traducesse con Salapolli; tutto era stato fatto e
+disposto per dagli piacere.
+
+Parigi era la sua Parigi; i boulevards i suoi boulevards.
+
+Vi passava con la carrozza tratta da due bai in certi giorni d'inverno
+denso con lo stesso animo col quale vi passava in primavera. E se al
+Pré Catalan gli alberi erano sfrondati e i tronchi non più adorni di
+rosai rampicanti che salivano fin dove la pianta lanciava intorno la
+fronda verde; e se al Giardino del Lussemburgo la cintura graziosa
+d'anfore e di vasi era spenta di colore e non v'eran più che le
+foglie, Bruno si distraeva in altri spettacoli.
+
+Perchè tutto lo interessava: anche il fango, alto un dito e pastoso,
+che copriva la strada; anche il rigagnolo giallastro che correva lungo
+il marciapiede; anche la pioggerella minuta ch'egli lasciava stillare
+sul pastrano per sentir l'autunno preannunziare le feste; la pace
+silenziosa della riva sinistra, l'eleganza severa della via Royale,
+della piazza Vendôme, della via de la Paix; il fracasso da fiera, la
+vita bruciante, grottesca, instabile, continuamente rinnovata dei
+boulevards.
+
+Non era meno avido di sensazioni che di cognizioni.
+
+E sognava in quella baraonda ch'era ormai per lui la vita, sognava i
+suoi sogni, e si faceva a poco a poco impenetrabile.
+
+Aveva portato per lunghi mesi nel cuore il desiderio di tornare da
+Nicla, e negli occhi la visione della fanciulla; e non ne aveva
+parlato che nei primi giorni di lontananza. Poi sdegnando di
+supplicare invano, s'era taciuto.
+
+Ma dentro gli occhi la visione era rimasta ancora ostinatamente per
+altri mesi, netta e viva come la figura d'un quadro.
+
+Era Nicla seduta sopra un tronco abbattuto, rossa nel tramonto di
+fiamma; era Nicla tutta chiusa in un abito color d'acciaio, con un
+cappello morbido piantato di traverso sulla testa a guisa del feltro
+d'un arlecchino; era Nicla curva ad accarezzarlo, con gli occhi
+smarriti nella gioia pura d'un'ingenua amicizia, con l'anima aperta a
+cantar la poesia misteriosa.
+
+Era Nicla che vegliava il sonno di lui, che salutava il suo risveglio
+al mattino; era per Nicla ch'egli studiava, voleva sapere e vedere;
+per Nicla non commetteva imprudenze, montava a cavallo saviamente,
+senza far bravate; a Nicla avrebbe raccontato le sue gesta e confidato
+le sue impressioni; a Nicla avrebbe descritto le donne che tornavano a
+passar per casa, belle esse pure, e tuttavia a lui indifferenti, e
+tuttavia egli era loro spesso ostile; mancavano di qualche virtù
+preziosa e arcana, che si leggeva negli occhi limpidi, sulla bocca
+soave della fanciulla.
+
+Qualche cosa di tutto questo egli diceva già nelle sue lettere, che
+gli costavan molta fatica; ma avrebbe detto il più a voce, con la
+guancia appoggiata alla guancia di Nicla.
+
+Poi il sogno erasi disperso, l'edificio crollato rumorosamente.
+
+Nicla non era più Nicla. Il matrimonio l'aveva fatta ritornar
+Nicoletta, e un uomo stava a lei vicino.... La baciava!...
+
+Bruno non aveva idea del tempo; non sapeva che mentre egli diventava,
+la fanciulla doveva vivere, ch'egli andava incontro alla giovinezza ed
+ella se ne allontanava, che a un certo punto quella medesima fanciulla
+la quale è una giovane signora se si marita, è una vecchia zitella se
+il marito non c'è.
+
+Egli sapeva ch'ella offriva la bocca a un uomo e appoggiava la guancia
+alla guancia d'un uomo, forse in quella medesima campagna, per i
+meandri fronzuti di quel medesimo bosco il quale apparteneva al
+fanciullo, e, sacro alla sua storia, era stato arco e cornice al
+lontano idillio.
+
+Non scrisse più a Nicla; aveva dovuto infine scrivere suo padre,
+pregato dalla giovane, la quale chiedeva notizie dopo mesi di
+silenzio; e Bruno si ribellò all'ordine di riprendere la
+corrispondenza.
+
+--Non so nulla, io!--dichiarò a suo padre.--Non ho niente da scrivere.
+
+--Ma Nicla, non ti ricordi più della tua Nicla, tanto bella, tanto
+buona?--chiese il conte Fabiano.
+
+--Scrivile tu, se è bella!--rimbeccò Bruno.
+
+E alzava le spalle, duro e ostinato, sorridendo alla maraviglia di suo
+padre.
+
+S'era dovuto concludere un patto, per rispondere alla premura di
+Nicoletta Barbano, la quale di tempo in tempo chiedeva notizie
+inquieta: avrebbe scritto Salapolli.
+
+E Salapolli scriveva con molta solennità, perdendosi a illustrare il
+talento precoce, l'originalità di carattere e di idee che
+distinguevano il suo allievo; solo rammaricandosi che egli fosse
+taciturno, un poco sempre diffidente, un poco troppo orgoglioso.
+
+Bruno stava, in verità, dritto e solo in mezzo a una folla.
+
+Era la folla dei bellimbusti, dei gaudenti, delle femmine, degli
+uomini di penna e di spada che passava incessantemente per la casa,
+dando l'impressione di sbatacchiar tutte le porte, di spalancar gli
+usci e le finestre; cosicchè pareva che il conte e suo figlio fossero
+essi medesimi ospiti fra gli ospiti; e tutti comandavano; e i
+domestici non sapendo a chi obbedire, badavano ad arrotondare il
+gruzzolo; e la tavola era apparecchiata la mattina, il giorno, la
+sera, la notte.
+
+Se non avesse avuto in quel periodo di tempo una testarda e
+formidabile vena che lo sosteneva al giuoco e gli dava quasi la magìa
+della divinazione, il conte sarebbe stato divorato in un batter
+d'occhio; ma vinceva a tutti i giuochi, incuteva rispetto ai più
+audaci, arrischiava colpi pazzeschi, e li guadagnava imperturbabile; e
+sentiva col presentimento misterioso del giuocatore di razza che il
+colpo era giusto e poteva annunziarlo un attimo innanzi che si
+effettuasse.
+
+Bruno seguiva qualche volta il suo giuoco, divertendosi allo stupore
+degli altri.
+
+--Finirai come Elia Polacco,--gli disse un giorno beffardamente.--A
+furia di pelare, resterai pelato!--E lanciò uno sguardo ai capelli già
+radi del conte.
+
+Egli non aveva alcun timore di suo padre.
+
+Le parti s'erano invertite. Era il figlio che di tanto in tanto, di
+ritorno da una gita al Louvre, da una corsa alla biblioteca, da una
+scarrozzata, ancora gli occhi pieni di visioni che erano sue e che
+fermentavano nel suo cervello, andava a dare un'occhiata al padre e
+agli amici di lui. Stringeva la mano alle ragazze, alcune delle quali
+erano vecchie conoscenze, e s'intratteneva a discorrere con gli
+ufficiali.
+
+Vestito il più spesso di scuro, pallido e olivastro nel volto magro,
+con un cappello morbido dalla penna di fagiano, stava a guardare e
+sorrideva. Gli pareva assurdo, ridicolo, che uomini da lui conosciuti
+fin da quando aveva sei anni, corressero ancora dietro a una
+combinazione cieca di carte; e impallidissero e sudassero e si
+perdessero per quegli stupidi segni rossi o neri: e dovessero correre
+ancora, per altri anni, vittime e zimbelli e carnefici a un tempo.
+
+Il conte Fabiano aveva allora una bella amante, Paulette Demours, che
+sembrava palpitar veramente per lui: e spaventata dalla fortuna
+vertiginosa, ne temeva il crollo da un istante all'altro.
+
+Ella supplicava il conte di smettere; aveva ammassato un patrimonio,
+per un infernale capriccio della sorte; non doveva forzarla di più, o
+la sorte gli si sarebbe ribellata, vendicandosi atrocemente. E qualche
+giorno impediva davvero ch'egli tentasse colpi, non più arditi, ma
+assurdi.
+
+Bruno sapeva tutto; e dopo aver dato un'occhiata in giro, andava da
+Paulette, e indicando il padre, le diceva negligentemente:
+
+--Bada che non commetta stupidaggini!
+
+La ragazza prometteva con un cenno del capo; e seguiva degli occhi
+avidamente il fanciullo vestito di scuro, pallido e olivastro nel
+volto magro, col cappello dalla piuma di fagiano.
+
+Gli amici di casa non avevano mai capito se Paulette fosse innamorata
+del padre o del figlio.
+
+
+
+
+XVI.
+
+
+Trascorsero mesi, trascorsero anni, così, in quella vita che aveva
+tutta l'apparenza d'un giubilo festoso, d'un tripudio giocondo, ed era
+per Bruno un isolamento selvatico.
+
+Da Parigi era stato più volte a Bruxelles, dove suo padre contava i
+migliori amici, scelti, come ovunque, tra i più famosi scapestrati del
+regno; era stato più volte a Berlino e a Vienna con sua madre, per
+consenso del conte Fabiano.
+
+Ma la lingua tedesca gli dispiaceva, la cucina tedesca gli dispiaceva,
+gli ufficiali tedeschi che parevano considerare il mondo come un
+dominio loro proprio, il quale sarebbe stato presto o tardi tagliato a
+fette dalla loro spada, gli dispiacevano più che la lingua e la
+cucina.
+
+A Vienna aveva trovato genti meno diverse, che sapevano l'eleganza e
+la grazia; le donne erano sottili, molto bionde, nervose; i
+divertimenti avevano carattere di qualche bellezza, lontano dalle
+sguaiataggini francesi e dalla brutalità tedesca.
+
+Il professore Salapolli che accompagnava Bruno in quei viaggi non vi
+si era mai abituato; gli mancava il pane dei vecchi libri; non era
+fatto per gli svaghi; e la contessa Clara Dolores lo interrogava
+troppo sovente intorno alla vita che il conte Fabiano menava a Parigi.
+
+L'ultima volta Bruno aveva incontrato sua madre a Vienna, e gli era
+parso che anche la casa di lei fosse aperta a mezzo mondo.
+
+Una governante ungherese aveva la direzione, ma la volontà di Clara
+Dolores, stravagante e impronta, scompigliava ogni cosa.
+
+Si combinavan partite di piacere a tavola, tra dame e gentiluomini, e
+si effettuavano sul momento, correndo alla campagna di pieno inverno.
+Si parlava di pattinaggio e mezz'ora appresso tutti dovevano essere al
+_ring_.
+
+Qualche volta Bruno tornava a casa con Salapolli per far colazione, e
+la governante lo pregava di raggiungere subito la contessa all'altro
+capo della città, in un ristorante celebre; la trovava con altre
+signore e con un nugolo di uomini, uno dei quali aveva una specie di
+tutela su di lei, una tutela che gli altri parevano rispettare.
+
+Clara Dolores non scriveva mai: telegrafava, per la città e per fuori.
+Si faceva arrivare dall'Italia, dalla Francia, dall'Inghilterra gli
+oggetti che le occorrevano o che il suo capriccio chiedeva.
+
+Andava dicendo che voleva Bruno, che intendeva ritornare in Italia e
+riprendere la sua vita più riposata, anche pel bene del giovinetto; ma
+se ne dimenticava poi, sospinta da una specie di fretta che si
+rispecchiava nella volubilità dei suoi propositi, nella instabilità
+delle sue idee.
+
+Un tempo, quando era con suo padre, Bruno desiderava ritornare a sua
+madre; e quando era con sua madre, desiderava ritornare con suo padre.
+
+Ormai non desiderava più nè l'una cosa nè l'altra; ma delle due
+preferiva ancora la vita a Parigi col conte Fabiano. Sua madre menava
+la stessa esistenza di lui, salvochè le persone intorno svegliavano in
+Bruno una sorda avversione, forse per l'assoluta disparità di razza.
+
+Non riusciva a comprendere come Clara Dolores potesse intedescarsi a
+quel modo; gli pareva altra da quella che aveva conosciuta e amata da
+bambino. Era più attenta a tutte le minuzie dell'eleganza, più gelosa
+della propria bellezza, e le visite della pettinatrice, della
+manicure, e il massaggio e il bagno le rubavano tre quarti della
+giornata.
+
+Bruno aveva osservato che le labbra di lei avevano un rosso
+inverosimile e che troppo sovente apriva una scatola d'oro legata a
+una catenella che le pendeva dal fianco e guardandosi in uno specchio
+piccolo, si passava sul viso, rapidissimo, un minuscolo piumino.
+
+La governante non godeva in casa alcuna autorità innanzi alla manicure
+e alla pettinatrice, le quali ordinavano a nome della contessa ogni
+giorno nuove acque e nuovi cosmetici mirifici. Veniva di tanto in
+tanto anche un medico, specialista di segreti per la bellezza
+femminile, che alla sua scienza aveva dato nome di Kallotrofia. E per
+ordinar ricette costose, il Kallotrofo era impareggiabile.
+
+Giovane ancora, bella di nobil bellezza, Clara Dolores si lasciava
+ciurmare per leggerezza da quegli empirici; e sul suo viso ancora
+fresco e roseo andava stendendo una maschera che, non potendo
+aggiungere, toglieva il colorito naturale, e a poco a poco alterava le
+linee e avvizziva le carni.
+
+Bruno notò un giorno, mentr'erano a tavola, le mani di sua madre,
+affusolate e bianche, coronate da unghie d'un colore sì acceso che per
+certo il pennello vi era passato.
+
+--Hai le unghie dipinte?--chiese Bruno.
+
+Ella non rispose.
+
+--Le ho già viste,--seguitò Bruno, aggrondando le sopracciglia.--Le ho
+viste già, a Parigi...
+
+E sua madre sentì nella voce di lui un quasi impercettibile tremito.
+
+Ella si guardò le unghie e rispose:
+
+--È smalto del Serraglio....
+
+La voce di Bruno si fece beffarda, d'un tratto, e osservò con finto
+candore:
+
+--Del serraglio dove ci sono le bestie?...
+
+Clara Dolores, non appena sentiva un'ostilità nell'animo del figlio,
+ne parlava col professore Salapolli.
+
+--È il carattere del conte!--diceva.--Ne sono spaventata. Ogni volta
+che il conte mi ha detto una insolenza, non ho potuto ribatterla, e
+nemmeno rilevarla. Era più nella voce che nelle parole; più in un
+doppio senso che nel senso diretto.... Bruno ha la stessa arte, lo
+stesso sarcasmo, lo stesso amore della beffa. E quando penso che vive
+con quegli esempii sotto gli occhi, con quel grande modello
+innanzi...! Tocca a lei, professore, dare al ragazzo un'educazione che
+gli serva da contravveleno. Non desidero tanto che sia dotto quanto
+che sia diverso da suo padre!...
+
+Il professore faceva un gesto di promessa.
+
+Egli teneva per il conte e per Bruno. Gli pareva che sua madre non
+sapesse apprezzare il talento e il carattere di quel ragazzo
+straordinario e che volesse ridurlo a una mediocrità grigia, al
+figurino di ragazzo che si vedeva al Prater come pel viale dei Tigli
+come al Bosco di Boulogne: un'oca per bene.
+
+Il sarcasmo! la beffardaggine! l'ironia! Ma era ciò che tacitamente
+più ammirava il Salapolli, il quale non era mai stato capace di
+sorridere per tutti i suoi cinquant'anni di vita. Il sarcasmo! la
+beffardaggine! l'ironia! Ma era il colpo di spada con cui Bruno
+istintivamente troncava una questione, uccideva un avversario.... Fin
+che taceva o s'irritava o si commoveva, l'uomo e la questione eran
+vivi nel suo cervello. Quando vi gettava contro l'acido del suo
+spirito, la questione e l'uomo eran ben morti.
+
+Sua madre non poteva comprendere queste sottigliezze, perchè fra tutti
+era la persona che meno conosceva Bruno; forse il gusto per le cose
+belle ed eleganti veniva da lei e s'era trasformato in inclinazione
+d'arte; forse a lei doveva Bruno la mobilità dell'ingegno, la vivacità
+dell'imaginazione, la squisita sensibilità.
+
+Ma ella era lontana da lui; e al professore Salapolli pareva che la
+contessa non fosse più tanto spaventata dall'idea dei cattivi esempii
+e dei grandi modelli di sarcasmo che stavano sotto gli occhi di Bruno
+a Parigi. Eran passati i tempi in cui Clara Dolores sguinzagliava
+avvocati e sciupava lettere e telegrammi e carta bollata per avere
+seco il figlio.
+
+Fiutando in aria e guardandosi intorno e vedendo gentiluomini e
+ganzerini che frequentavano in gran numero la casa, il modesto
+bibliomane aveva anche indovinato perchè Bruno poteva stare e poteva
+andarsene, senza gioia soverchia e senza eccessivo dolore della madre.
+
+Infatti, non appena egli espresse il desiderio di tornare da suo
+padre, Clara Dolores annuì.
+
+Egli aveva allora quattordici anni; portava i capelli lunghi fino alle
+orecchie e tagliati a tondo; era sottile ma ben costrutto; vestiva
+spesso di velluto, coi calzoni chiusi sopra il ginocchio, le calze
+fini, le scarpette scollate. Se metteva in capo il suo berretto
+preferito con la penna di fagiano, dava l'idea d'un paggio.
+
+Le ragazze che frequentavano l'appartamento di via Glück lo guardavano
+con un sorriso un po' inquieto, ed egli non le guardava punto; o per
+vero dire, le guardava tutte nella stessa maniera, con una cortese
+indifferenza.
+
+Il conte che ne era superbo, teneva l'occhio piuttosto sulle ragazze
+che su di lui; teneva l'occhio specialmente sopra una leggiadra
+bionda, esile, con grandi occhi grigi, mademoiselle Armande Jeoffroy,
+dal fine profilo e dalla testa balzana. Aveva ventidue anni, era
+l'amante d'un ufficiale d'artiglieria che giuocava sempre e perdeva
+forte.
+
+Armande era stata presa per Bruno da un'affezione che al conte
+sembrava smodata; e di tanto in tanto, battendo lievemente sulla
+spalla di lei e indicando con gli occhi il ragazzo l'avvertiva:
+
+--Glissons, mademoiselle, n'appuyons pas!
+
+Fu in quei giorni che Bruno si battè in duello col conte Gastone de la
+Jonchère, altro sbarazzino della sua età.
+
+Bruno era andato a trovarlo; pieno la testa dei classici ai quali
+s'era dato con ardore da qualche tempo e della grande letteratura,
+egli aveva espresso alcuni giudizii laudativi sulla lingua, che
+Gastone aveva subito rimbeccato. Bruno sosteneva che la più perfetta
+lingua del mondo era l'italiana; Gastone ch'era la francese,
+l'italiana essendo povera e stentata; Bruno osservava che in francese
+una parola aveva tre, quattro, cinque significati; e che in italiano
+ogni idea aveva la sua parola, e si avevano più parole per un solo
+oggetto; Gastone s'era messo allora a scimmiottar la cadenza italiana
+e Bruno a beffar la cadenza francese; fin che, avendo detto Gastone
+che l'italiana era lingua da miserabili maccheroni, Bruno perdette il
+senno e lasciò andare un potentissimo manrovescio al suo amico.
+
+Ma Gastone già sapeva comportarsi cavallerescamente; senza scendere a
+violenze manesche, chiese immediata soddisfazione.
+
+E ambedue si recarono in sala di scherma, staccarono dalla
+rastrelliera due fioretti, si misero in guardia e cominciarono il
+combattimento.
+
+Non v'eran testimonii; la sera calava e nella sala viveva appena una
+luce penombrosa; s'udivano i ferri battere secchi e i due ragazzi
+ansare; già saltando e attaccando e respingendo, mutavano il duello in
+giuoco, e ridevano ambedue senza poter toccarsi.
+
+Ma d'un tratto risuonò un grido e i due fioretti caddero a terra
+pesantemente.
+
+Bruno era stato colpito in bocca e mandava sangue copioso.
+
+Gastone si gettò fuori a chiedere aiuto, urlando, più pallido del
+ferito.
+
+Accorsero i domestici, accorse il conte de la Jonchère, fu chiamato il
+medico, il quale constatò che si trattava di cosa da nulla; una larga
+graffiatura al palato, che sanguinava abbondantemente; mezzo
+centimetro più giù, e Bruno sarebbe rimasto fulminato.
+
+Il ragazzo fu ricondotto a casa, accompagnato da Gastone, che doveva
+chiedere scusa al conte Fabiano; poi per riguardo alle famiglie, si
+tentò di nascondere la cosa, e non se ne parlò che sottovoce.
+
+Ma se ne parlò molto; il conte Fabiano rimase un paio di giorni come
+atterrito; il professore Salapolli fu rapito in estasi. Arrischiar la
+pelle per la supremazia della lingua nazionale! farsi infilare per il
+vocabolario! Non aveva mai udito nulla di simile: la letteratura aveva
+dato il suo battesimo di sangue all'alunno prediletto.
+
+E guardandosi intorno, e non trovando alcuno che la pensasse come lui
+e che volesse dare a quell'avvenimento un significato più largo e
+simbolico di quel che non meritasse una ragazzata, il Salapolli si
+ricordò che da molto tempo, da anni, la corrispondenza con Nicla era
+stata interrotta.
+
+Giudicò che la signora fosse un'ammiratrice di Bruno; e scrisse un
+lungo particolareggiato racconto dell'avventura sorprendente «alla
+signora Nicoletta Barbano, casa Barbano, via Santa Margherita, Milano
+(Italie)».
+
+Due giorni appresso ebbe una risposta, la quale lo confermò nel tacito
+disprezzo intellettuale ch'egli nutriva per le donne del mondo intero.
+
+La signora non aveva capito niente.
+
+Scriveva accorata senz'alcuna parola ammirativa, esprimendo il più
+vivo timore per la sorte del «bambino». Ella ricordava che parecchi
+anni addietro voleva uccidere o fare uccidere un signore che non gli
+piaceva; e supplicava di vigilarlo, di mettergli in cuore la pietà e
+la bontà. Del vocabolario e della supremazia della lingua nazionale
+non teneva conto alcuno.
+
+Salapolli ne rimase così mortificato che non disse nulla a Bruno.
+
+Il giovinetto non faceva più parola, e da anni, di Nicoletta.
+
+Nei suoi occhi la visione della fanciulla che cantava, diritta e
+sottile sullo sfondo del bosco, la poesia dei balsami arcani, era
+andata lentamente scolorandosi e poi era scomparsa. Qualche volta gli
+pareva ch'ella appartenesse a quel mondo fantastico dell'infanzia in
+cui tutte le cose hanno un significato di miracolo, e un ruscello è un
+mare, e un arbusto è una selva, e una fanciulla è una fata.
+
+Non già che l'avesse interamente dimenticata; ma non la comprendeva
+più; non sapeva più s'ella fosse una creatura ornata di tutte le
+bellezze, viva e vera, o non piuttosto una stupenda creazione del suo
+sogno.
+
+Egli era tutto preso da un desiderio d'essere diverso, che lo studio
+dei classici e la biografia degli uomini grandi gli avevan messo in
+cuore non appena aveva potuto comprendere che ciascun uomo, come gli
+diceva Salapolli, teneva chiuso nel pugno il proprio destino.
+
+Ciascun uomo serrava nella sinistra la debolezza e la volgarità; nella
+destra la virtù e la grandezza. Non valeva lagnarci della nostra
+sorte; era un lagnarci di noi medesimi; era un confessare che non
+avevamo voluto essere ciò che desideravamo.
+
+E il giovinetto, guardando i suoi amici curvi da anni al tavoliere,
+contenti o disperati per la sciocca vicenda delle carte, sentiva che
+nelle massime del Salapolli c'era qualche verità.
+
+Aveva scritto un romanzo, non uno di quei romanzi di cui, quand'era
+fanciullo, annunziava a Nicla l'idea e scombiccherava le parole dietro
+le paginette dell'albo di suo padre; ma un romanzo vero, la storia
+d'un uomo povero che vince tutte le difficoltà le più aspre e diventa
+Re d'un grande popolo.
+
+Era breve, e Salapolli opinava che si potesse chiamarlo novella
+piuttosto che romanzo; ma il maestro era rimasto stupefatto per certe
+pagine; per una, tra le altre, in cui Bruno comparava il cammino
+dell'uomo che lotta al cammino del viandante in una campagna folta di
+nebbia, fredda e senz'orizzonte. La descrizione della natura desolata
+e dell'ansia e dell'ira che prendevan l'uomo il quale voleva giungere
+alla meta, eran parse al Salapolli eccezionali per intuizione e
+verità.
+
+--Degne di stampa!--esclamava.--Degne di stampa!--andava gridando.
+
+E ancora una volta gli era frullato pel capo di scriverne alla signora
+Nicoletta Barbano; ma non ne aveva fatto poi nulla, pensando che la
+signora chiamava «bambino» ostinatamente l'autore, ed era rimasta a
+otto anni addietro.
+
+Contava allora Bruno sedici anni all'incirca; da poco Armande
+Jeoffroy, la giovane amica dell'ufficiale d'artiglieria, gli aveva
+insegnato l'amore.
+
+Ella ne faceva una passione; egli era calmo e sdegnoso. Gli pareva
+d'esser tornato ai giorni in cui tutto gli diceva ch'era un balocco
+tra balocchi di lusso; e si prestava al capriccio d'Armanda piuttosto
+per dare piacere a lei, che per far piacere a sè medesimo. Spesso
+mancava ai suoi appuntamenti; s'era distratto per via; o vi giungeva
+annoiato e sbadigliando; o sorrideva un poco alla felicità della
+ragazza che lo teneva come un suo dio crudele ed estroso.
+
+Ed era in verità crudele per ignoranza, perchè non sapeva che cosa
+fosse la passione e non faceva alcuno sforzo per simularla.
+
+Guardava indifferente ai suoi piedi la ragazza discinta, coi capelli
+biondi prorompenti giù per le spalle, e s'ella non lo baciava, egli si
+dimenticava di doverla baciare.
+
+Chi era? Perchè piangeva? Che cosa doveva dirle per consolarla? Dal
+cuore non gli veniva alcuna parola, e la lasciava piangere, annoiato,
+seguendo con l'orecchio il ritmo di quel singhiozzo soffocato e
+guardando con curiosità le bianche mani dalle unghie dipinte che si
+rattrappivano in una stretta d'angoscia.
+
+Poi si scuoteva, indovinando d'essere troppo cattivo, e la carezzava
+leggermente perchè non si rotolasse più sul tappeto come avesse
+mangiato funghi velenosi.
+
+--Io, vedi,--le disse un giorno,--non sono fatto per essere
+adorato.... Quando mi dici che mi adori, mi sembra di diventar
+d'avorio giallo, come un piccolo idolo, con la pancia solcata di
+grinze. Ne ho visto uno, non so più dove....
+
+E Armanda, per non morire, per non diventare pazza, dovette lasciarlo
+libero, non dargli più appuntamenti, rinunziare alla terribile gioia
+di possederlo.
+
+Egli mandò dal petto un grande «Auf»; e quello fu il suo primo amore.
+
+Altri avvenimenti lo distrassero subito.
+
+Lo zio Francesco era morto, lasciando, per bontà estrema, duecentomila
+lire al conte Fabiano, e il conte Fabiano aveva fatto una corsa in
+Italia, solo, da una settimana all'altra, per raccogliere l'eredità.
+
+Gli giungeva in buon punto a rinsaldar la baracca, la quale tentennava
+pei venti che soffiavano da tutte le parti.
+
+Egli aveva ormai quarantacinque anni, era un po' curvo, con la barba e
+i capelli interamente bianchi; ma i suoi occhi scuri splendevano d'un
+fuoco singolare e intenso.
+
+Aveva mutato abitudini da qualche tempo; e con le abitudini il
+carattere.
+
+Era diventato sospettoso e misantropo; non sorrideva più col suo fine
+sorriso canzonatore; si guardava intorno come fosse stato tra nemici;
+ogni giorno si lagnava di qualche malvagio tratto dei suoi compagni,
+di qualche prova d'ingratitudine, di qualche mancanza di cortesia, che
+gli venivano da quelli che più aveva careggiato.
+
+Gli piaceva, a lui che della socievolezza era stato maestro e del
+rumore aveva fatto la sua vita, e sangue delle emozioni e del rischio,
+gli piaceva non veder troppa gente intorno; qualche volta non voleva
+veder nessuno; e i domestici ricevevano ordine di dire ch'era assente.
+Non si poteva più rubare; il maggiordomo se n'era indignato e aveva
+preso congedo, perchè sua signoria rifaceva i conti con una
+meticolosità che rasentava la grettezza, e con la persuasione
+preventiva che lo avevano svaligiato e andavano svaligiandolo.
+
+Toccava a Bruno e al Salapolli, ambedue silenziosamente inquieti,
+aggiustar le cose, riparar le ingiustizie che il conte Fabiano
+commetteva, sanar le offese che faceva, spiegare le sue scortesie
+involontarie.
+
+Del figlio non chiedeva novelle per lungo tempo; e poi, lì per lì, se
+ne ricordava, lo voleva con sè, lo stringeva fra le braccia, ne
+carezzava febbrilmente il capo, lo faceva chiamar di notte, perchè
+Fabiano soffriva d'implacabile insonnia.
+
+Bruno era la sua speranza, diceva, l'ultima radice della sua vita;
+sapeva d'esserne amato, e il giovinetto lo avrebbe difeso, contro
+tutto e contro tutti.
+
+--Dimmi, dimmi,--susurrava, tenendolo contro il petto e
+accarezzandolo,--dimmi che cosa farai. Sarai grande? Porterai alto il
+nome dei Traldi?... Salapolli mi ha annunziato che sarai scrittore,
+poeta, che certo la gloria coronerà il tuo capo.
+
+E appuntandogli l'indice nel mezzo della fronte, chiedeva sottovoce,
+come avesse temuto che lo ascoltassero:
+
+--Hai molto ingegno qui? molto, molto ingegno, qui?
+
+Bruno doveva dire che sì, sarebbe stato celebre; che sì, aveva molto,
+molto ingegno.
+
+Non era più ironico, non era più beffardo; era sgomento e trepido:
+guardava suo padre con occhio dubbioso, e sedeva ai suoi piedi per
+ore, cercando distrarlo e badando a dargli sempre ragione.
+
+Avrebbe versato tutto il suo sangue perchè egli fosse tornato quale
+era, giuocatore, amante del gaudio, divoratore di patrimonii, lepido,
+forte, noncurante.
+
+Sentiva d'amarlo con le più delicate fibre del cuore, d'essergli
+legato per mille affinità che gli si eran chiarite col tempo innanzi
+agli occhi.
+
+Gli serbava gratitudine per quella medesima esistenza disordinata che
+aveva fatto di lui, Bruno, un uomo, quando gli altri eran fanciulli,
+che gli aveva dato la precocità dell'intuizione, la mobilità
+dell'intelligenza, la forza libera e superba della solitudine, tutte
+le energie che gli dormivano ancora inoperose nel cuore, e che gli
+avrebbero permesso di sforzar gli ostacoli.
+
+--Per vederlo ridere,--egli esclamò un giorno col Salapolli, in un
+impeto d'angoscia,--per vederlo ridere come una volta, io mi lascerei
+accecare!
+
+E accarezzava la testa bianca di suo padre, con una tenera carezza,
+studiandone l'occhio, sperando ad ogni istante di vederlo sorridere.
+
+Ma era ogni cosa vana, e il giovanetto andava mormorando col
+Salapolli:
+
+--Io non capisco!... Io non capisco!...
+
+Capiva e sapeva.
+
+Alcuni medici, introdotti abilmente dal Salapolli presso il conte,
+avevano detto ch'era ammalato; o meglio, che andava ammalandosi. Uno
+aveva espresso la diagnosi, chiara e cruda: mania di persecuzione. Un
+altro aveva avvertito il Salapolli che ben presto il conte sarebbe
+diventato pericoloso e occorreva sorvegliarlo; in ogni caso non era
+prudente lasciarlo la notte col figlio.
+
+L'appartamento di via Glück, così gaio e festoso per lo passato, così
+ben frequentato da uomini di grido e da donne incantevoli, era stato
+abbandonato da tutti; Bruno aveva fatto vendere i cavalli da sella e
+la pariglia.
+
+Studiava. Non appena il padre lo lasciava libero, correva in
+biblioteca; spesso leggeva, accanto al padre o seduto ai piedi di lui,
+nella sua posa abituale.
+
+Il conte Fabiano gli aveva dato la direzione della casa, le chiavi, i
+valori, che ammontavano in quel tempo, compresa l'eredità dello zio
+Francesco, a circa duecentocinquantamila lire ben collocate in titoli
+sicuri.
+
+Poi inaspettatamente suo padre gli aveva ritolto ogni autorità, aveva
+ricomperato i cavalli, pagandoli prezzi incredibili, e faceva spese
+insensate.
+
+Il professore Salapolli, con discrezione ma con insistenza, pregava
+Bruno d'impedire quello sperpero, o un giorno si sarebbe trovato sul
+lastrico.
+
+--Perchè pagare cento ciò che vale uno?--diceva.--Son cose che
+strappano lagrime ai sassi!
+
+Egli vedeva colar l'oro e sfuggir di tra le dita del conte Fabiano, e
+ne sentiva una malinconia invincibile, non per l'oro, ma per le belle
+cose che si sarebbero potute comperare.
+
+Bruno alzava le spalle.
+
+--Lasciatelo divertire!--diceva.
+
+E attirati dall'odor di cuccagna, i parassiti più impudenti eran
+calati sulla casa e avevano sostituito la società fine e arguta che la
+frequentava in altri tempi.
+
+Il parrucchiere del conte che veniva tutte le mattine a pettinarlo,
+gli aveva portato via egli solo diecimila lire, col pretesto di
+collocarle in azioni d'una Compagnia mineraria; un tipo sinistro,
+sbilenco e tossicolante, che si chiamava Bongrive ed era disceso non
+si sapeva donde, s'era fatto prestar cinquemila lire per tentare
+un'esperienza scientifica, ch'egli stesso non poteva definire.
+
+Tutti bevevano e mangiavano a ufo, e qualche volta comperavan roba
+presso i fornitori del conte, onde ad ogni poco bisognava pagar lunghe
+note di oggetti che non eran mai entrati in casa ed erano andati ad
+abbellir la casa degli altri.
+
+Bruno si teneva in disparte, cercando di non dar di gomito a quella
+geldra famelica; ma per giungere a suo padre, doveva pure sorridere al
+signor Bongrive e al parrucchiere, che gli stavano di continuo alle
+costole.
+
+E un giorno il conte Fabiano scacciò tutti, accorgendosi di punto in
+bianco della devastazione che la gentaglia aveva fatto in casa sua, e
+ne tenne Bruno responsabile, perchè non lo aveva avvertito in tempo.
+
+Entrò in furore, contro il figlio, contro il Salapolli, contro i
+domestici, minacciando rovine e vendette; aveva l'occhio fosco,
+fremeva, fiutava in aria, s'aggirava per le stanze come una belva.
+
+Bruno dovette rassegnarsi con le lacrime agli occhi a chiamar due
+infermieri; il Salapolli scrisse in tutta fretta alla contessa,
+avvertendola di quanto avveniva. La contessa rispose che partiva
+all'istante per Parigi e consigliava nel frattempo di far chiudere il
+conte in una casa di salute.
+
+Il professore Salapolli temette di diventar pazzo a sua volta, quando
+vide trasportar fuori il conte Fabiano, con l'occhio vitreo e un
+ringhio continuo tra le labbra contratte. Era serrato ai polsi e
+intorno alle spalle e al busto da larghe cinghie formidabili; e Bruno
+gli si avvinghiava al collo, baciandolo, carezzandolo, chiamandolo coi
+più dolci nomi trovati nei ricordi della sua infanzia.
+
+Non voleva che glielo togliessero; il suo passato intero se ne andava
+con lui, le commedie con le marionette, il Re moro, le battaglie coi
+soldatini, la bandierina con l'asinello che recalcitrava. Sentiva che
+malgrado tutto, il papà era stato il grande compagno della sua vita,
+colui che gli voleva bene anche quando correva dietro alle carte e
+alle donne....
+
+Non voleva che glielo portassero via, e s'avvinghiava alle balze che
+imprigionavano suo padre, e si lasciava trascinare a terra, dietro di
+lui.
+
+Clara Dolores sopravvenne in quel punto.
+
+S'incontrarono così, in anticamera, il conte che partiva per la casa
+dei pazzi, la contessa che giungeva da Vienna, leggiadra e
+impellicciata.
+
+Ella afferrò Bruno e lo trasse lungi, aiutata dal Salapolli.
+
+Bruno crollò al suolo pesantemente, e vi rimase, non seppe mai quanto
+tempo; poi udendo una voce nota che lo confortava, cercò intorno
+smarrito, sollevò lo sguardo, lo fissò freddo e nemico sui capelli di
+sua madre: fatto più pallido, pareva che il volto gli si fosse
+rimpicciolito nello spasimo.
+
+--Ah!--disse con voce rauca.--Sei diventata bionda?...
+
+
+
+
+XVII.
+
+
+La signora Nicoletta Barbano era uscita con la carrozza chiusa a due
+cavalli, per portar le carte da visita a due vecchie dame alle quali
+era stata presentata la sera innanzi durante un ballo.
+
+Le due dame abitavano ai due capi opposti di Milano; e sul ritorno, il
+cielo già freddo e grigio aveva lasciato sfuggir qualche fiocco di
+neve; poi piano piano i fiocchi s'erano fatti più spessi, turbinavano,
+giuocavano, danzavano col vento, scendevano a terra e vi si
+attaccavano.
+
+Era la nevicata prossima, copiosa, che mandava avanti i primi
+annunziatori, e in breve avrebbe coperta Milano intera d'un morbido
+mantello.
+
+Nonostante il berretto e la pelliccia d'ermellino, Nicoletta si sentì
+penetrar dal freddo, un freddo strano che pareva lambirle l'anima più
+che le carni; e quantunque fosse a pochi metri da casa, tirò il
+cordone non appena arrivò davanti la soglia d'un caffè elegante, e
+fece fermare.
+
+Era un piccolo capriccio. Nella sua casa, bella, tepida, raccolta,
+avrebbe trovato tutto ciò che le fosse piaciuto; ma presa dalla voglia
+di bere un tè, s'era arrestata subito.
+
+Scese di cassetta lo staffiere, aprì lo sportello, e la signora balzò
+dalla vettura nella prima sala.
+
+A quell'ora, le tre del pomeriggio, non c'era nessuno. S'udiva venir,
+da una sala nel fondo, lo strepito dei dadi agitati in un pirgo
+d'argento e buttati sopra il tavolino di marmo. Qualcuno giuocava.
+
+Nicoletta si fece servire il tè, e ricoveratasi in un angolo, tutta
+chiusa nella pelliccia, si rallegrò egoisticamente del piacere
+infantile che si largiva. Le pareva gran cosa d'essere entrata sola in
+un caffè, sebbene la carrozza l'aspettasse fuori, e di rimanervi pochi
+minuti. Non l'aveva mai fatto, non gliene era mai venuto il pensiero.
+
+Quel giorno era stata fermata per via dall'innocente ghiribizzo, e
+aveva obbedito come a un ordine. Centellava il tè, e con la sinistra
+andava sfogliando i giornali illustrati che un cameriere le aveva
+posto vicino, sopra una sedia.
+
+D'ora in ora dava un'occhiata alla via deserta, già tutta bianca.
+Sotto la nevicata silenziosa i due roani stavano immobili a testa
+alta. Si vedevano qua e là pei negozii accendersi le lampade: e
+ombrelli passar frettolosi in lontananza, punteggiati di fiocchi
+candidi.
+
+D'un tratto Nicoletta sussultò; sentì un fremito che la percorse
+tutta, da capo a piedi.
+
+Aveva udito una voce.
+
+Impallidì; non osò voltarsi; forse era un'allucinazione.
+
+Aspettò che la voce ripetesse.
+
+--Nicla!
+
+La donna si volse e balzò in piedi.
+
+--Tu!--disse con voce ansante.--Brunello!
+
+Le stava innanzi un giovane, chiuso fino al collo da una pelliccia
+nera, asciutto e pallido; una lieve pelurie appariva sul suo labbro
+superiore; dentro gli occhi grandi la luce era viva ma irrequieta.
+
+--Nicla!--ripetè.--Mi riconosci? Ti ricordi ancora?
+
+--Vieni!--ella disse con la stessa voce ansante.
+
+Gettò sulla tavola alcune monete d'argento, e quasi trascinando Bruno,
+uscì, salì nella carrozza; e durante il brevissimo tragitto dal caffè
+a casa, prese le mani del giovane, dicendogli:
+
+--Brunello, bambino caro, amore mio!...
+
+Egli chiuse gli occhi sorridendo, per assaporar quelle parole dette
+con quella voce, per tornar d'un colpo indietro di dodici anni e
+ritrovar la propria anima d'allora e l'anima di Nicla, per riprender
+la vita dal punto in cui era stata interrotta, sulla riva del lago,
+dall'uomo con la barba rossa mal rasata e i capelli radi chiazzati di
+bianco.
+
+Ma non appena furono in casa ed ebbero gettate, passando
+nell'anticamera, le pellicce al domestico, Nicla si ravvide; squadrò
+Bruno e gli disse, uscendo dal breve sogno:
+
+--No, non è possibile! Non devo darti del tu. Non sei più un bambino!
+
+--Lo credo,--rispose Bruno con un sorriso.--Ho vent'anni!
+
+Si guardò intorno: erano in un piccolo salotto, addobbato con una
+stoffa a liste verticali argentee sul bigio; la luce falsa della
+nevicata dava un chiarore albale ai mobili di stoffa bigia a liste
+argentee.
+
+--Dimmi,--seguitò Nicla ansiosa.--Quando sei arrivato?
+
+--Da due giorni,--rispose Bruno.
+
+Egli stava seduto di fronte a lei e si tenevano ancora per mano.
+
+--Col tuo papà?--riprese Nicla.
+
+Un velo di dolore calò sul volto del giovane.
+
+Nicla esitò: aveva toccato una ferita.
+
+--Mio Dio,--interrogò a bassa voce.--Non c'è più?
+
+--C'è,--disse Bruno sordamente.--Ma sta male: da quattro anni in una
+casa di salute.
+
+--In una casa di salute!--ripetè Nicla, presa da un formicolìo di
+raccapriccio.
+
+--Non me ne parlare!--mormorò Bruno, stanco.
+
+Ella si alzò ad accarezzargli i capelli folti e ondulati.
+
+--Ti chiedo perdono!--susurrò dolcemente.--Egli è stato sempre buono
+con me; mi ha dato pel primo tue notizie, quando sei partito....
+
+Bruno le fermò la mano e vi posò un attimo le labbra.
+
+--Allora con la mamma?--riprese Nicla.
+
+--Sì,--disse Bruno.--Veniamo da Roma; siamo stati a Roma quattro
+anni....
+
+E mutando voce, gaiamente soggiunse:
+
+--Ora tocca a me interrogare. Dov'è tuo marito? Sei felice? Quando mi
+presenterai al signor Barbano? Che cosa hai fatto in questi lunghi
+anni?...
+
+Si guardò in giro, a terra, come vedesse piccole cose o piccoli esseri
+corrergli incontro:
+
+--E i tuoi bambini dove sono?
+
+Nicla aveva ripreso il suo posto, e non distaccava gli occhi dal volto
+del giovane; lo riconosceva, lo ritrovava a poco a poco, con un
+segreto palpito di gioia.
+
+Era quel caro volto, un po' smagrito, dalle linee decise, con la piega
+sdegnosa all'angolo destro della bocca, era quello sguardo dritto
+negli occhi scuri, era quella voce, fatta più maschia, ma uguale,
+senza soni falsi, che le portavano innanzi lutto il suo bel passato
+radioso di fanciulla.
+
+--Aspetta, aspetta,--disse ridendo.--Mio marito non tornerà che per il
+pranzo; è tutto il giorno nel suo stabilimento e spesso non lo vedo
+nemmeno a colazione. Lavora troppo, e ne sono inquieta. Bambini?
+neppure uno, piccolo, piccolo così....
+
+Il suo sorriso si fece incerto, scomparve un istante dalle labbra.
+
+--Non ho bambini. Sì, sono felice: oggi più che mai. Mio marito è
+l'uomo leale, degno, delicato, che può far felice con la sua bontà la
+donna più difficile. È impossibile non volergli bene; anche tu gli
+vorrai bene subito.... Che cosa ho fatto in questi lunghi anni?
+
+S'interrogò brevemente, gettò uno sguardo ai dodici anni trascorsi,
+poi constatò, come sorpresa:
+
+--Nulla! Non ho fatto nulla! Ho vissuto: sono invecchiata!...
+
+E sorrideva con la bocca fresca e rosea, come ai giorni lontani.
+
+Bruno l'aveva ascoltata, scrutandola attento. Si alzò, si mise a
+passeggiare.
+
+--Dunque esisti, esisti davvero?--egli disse fermandosi, dritto in
+piedi a guardarla ancora dall'alto in basso.
+
+--Tu credevi che io fossi sfumata nell'aria?--rispose Nicla,
+alzandogli in volto gli occhi limpidi.
+
+--Sì, io credevo che tu fossi sfumata!--ripetè Bruno senza
+sorridere.--Quante, quante volte mi son chiesto in questi ultimi tempi
+se tu esistevi, o se non eri piuttosto una creazione della mia
+infanzia fantastica! Ti ricordavo così bella, così dolce, così diversa
+dalle altre, che avevo paura di rivederti.... Avevo paura di ritrovare
+una donna placidamente volgare (mi perdoni?), priva di tutte le
+bellezze d'anima e di persona che la mia imaginazione di fanciullo ti
+aveva donato.... E invece esisti....
+
+S'interruppe come per assaporar con gli occhi la svelta figura che gli
+stava innanzi: e Nicla senza civetteria e senza ritrosia si lasciava
+guardare per rievocare il sogno di lui.
+
+Era veramente, veramente Nicla, dai capelli bruni, dagli occhi scuri
+intorno ai quali s'era adunata una lievissima ombra di stanchezza che
+ne aumentava la luce; e il busto forte e agile balzava su dalla curva
+dei fianchi con tutto lo slancio giovanile dei più freschi anni;
+pareva fosse rimasta intatta, salvo la piccola ombra intorno agli
+occhi profondi. E la bocca rosea, finemente disegnata, era essa sola
+una giovinezza serena, diceva essa sola la purità tranquilla
+dell'anima.
+
+--Come mi fa bene,--esclamò Bruno, accarezzando d'un tratto la testa
+della giovane con mano lieve e fraterna,--come mi fa bene rivederti
+così bella!... Sei ancora la mia Nicla....
+
+Ella rispose, abbandonandosi a quella carezza:
+
+--Sì, sono ancora la tua Nicla! Non mi avevi detto d'aspettarti, che
+saresti tornato?
+
+--Ti ricordi!--disse Bruno.--È sempre vivo il mio vetturale, Vico
+Malerba...?
+
+--È vivo e allegro, e lavora!..
+
+Tacquero un istante; poi Bruno riprese, allontanandosi:
+
+--Perchè tu devi farmi dimenticare. Ho visto troppe cose....
+
+Si fermò passandosi una mano sugli occhi.
+
+--Tu devi strappar dalla mia vita alcune pagine d'orrore. Potrò
+sedermi ancora ai tuoi piedi, a cuccia, ascoltarti.... E ti dirò io
+l'antica poesia nostra.... Io la so; e non l'ho mai detta a nessuno,
+l'ho portata nel cuore per tutti questi anni, insieme al desiderio e
+al timore di rivederti....
+
+Nicla ascoltava immobile, avvolta ella pure nell'illusione, con un
+sorriso piccolo sulle labbra, che diceva un piacere infinito.
+
+Parevano essersi staccati, ella e lui, dal mondo, avere obliato il
+mondo, come se la neve che cadeva ininterrotta in un silenzio mortale
+avesse drizzato intorno a loro un palazzo candido, un grandioso
+palazzo di sogni, entro il quale occhio umano non poteva penetrare.
+
+E il palazzo si sfasciò d'un tratto, crudelmente.
+
+Era comparso sulla soglia un domestico. E annunziò:
+
+--La signora è chiamata al telefono
+
+--Chi è?--chiese Nicla, scuotendosi.
+
+--Il signore.
+
+--Aspettami!--disse Nicla a Bruno.
+
+Bruno aspettò con la fronte appoggiata ai cristalli d'una finestra,
+pensoso, come quando, piccino, soffiava sui vetri e disegnava pupazzi
+col dito nel velo del fiato.
+
+Nicla tornò.
+
+--È mio marito,--disse,--che mi avverte che verrà a pranzo più tardi
+del solito.
+
+Bruno la guardò e non rispose.
+
+--Ascoltami,--ella soggiunse.--Bisognerà che io ti presenti. Vuoi
+questa sera stessa?
+
+--No,--disse Bruno.--Domani. Mi aspettano a casa. Quando ti ho
+incontrata, ero con Salapolli; non mi ha più visto, e avrà creduto che
+io sia scomparso nella neve....
+
+--Rapito!--corresse Nicla.--E Salapolli è sempre con te?
+
+--Sì, povero vecchio! Mi vuol bene, e vuole anche molto bene al mio
+papà....
+
+--È un brav'uomo; l'ultima volta mi ha scritto pel tuo duello,
+pregandomi di lodarti e d'incoraggiarti. Io gli ho risposto,
+facendogli comprendere ch'era un insensato.
+
+E rise.
+
+--Ah il briccone!--esclamò Bruno.--Non mi ha mai detto nulla!
+
+--Ascoltami,--riprese Nicla.--Non potremo darci del tu....
+
+--Lo so,--disse Bruno.
+
+--Non potrai sederti ai miei piedi....
+
+--Lo so,--ripetè Bruno.
+
+--Nemmeno quando saremo soli,--aggiunse Nicla, esitando un poco.
+
+E sentendosi arrossire, volse il capo perchè Bruno non vedesse.
+
+--Nemmeno?--egli pregò con voce supplichevole.
+
+--No. Non è possibile!--confermò Nicla.
+
+--Abbiamo sognato!--disse Bruno dolente.
+
+Nicla gli sorrise e gli prese le mani.
+
+--T'inganni,--rispose.--Io sarò sempre la tua Nicla; io ti ho
+aspettato sempre. Ma lo saprai tu solo....
+
+E con voce tremante soggiunse:
+
+--Lascia che ti chiami ancora Brunello, per l'ultima volta, amore mio,
+bambino caro....
+
+Poi, d'un tratto, come trascinata da una follia, afferrò la testa di
+Bruno e l'avvicinò alle labbra:
+
+--I tuoi occhi hanno visto troppe cose d'orrore,--disse.--Io ti farò
+dimenticare!
+
+E lo baciò sulla fronte e sugli occhi; egli ebbe un brivido e si fece
+pallido.
+
+--Ti ricordi,--riprese Nicla, tenendolo ancora per mano,--ciò che mi
+disse un giorno tuo padre?... Eravamo nel bosco; egli venne a
+ringraziarmi perchè stavo sempre con te. E mi disse: «Lei potrà fargli
+molto bene, signorina!».
+
+--Sì, sì, mi ricordo!--esclamò Bruno.--Tu mi recitavi la poesia....
+
+--E io ti farò molto bene!--promise Nicla.--Ora va; aspetto visite.
+Non voglio che tu ti confonda con gli altri; non voglio distruggere
+quest'ora con discorsi insignificanti.
+
+Sulla soglia, Bruno si volse, si chinò a baciar le mani di Nicla, una
+dopo l'altra, ardentemente.
+
+--Sei mia!--disse.
+
+Ella col capo gli fece un cenno di promessa, sorridendo.
+
+
+
+XVIII.
+
+Dopo averlo aspettato per quasi un'ora, il professore Salapolli si
+decise ad andarsene dal caffè e ad aspettare Bruno a casa.
+
+Gli anni non eran riusciti a curvar la sua adusta, alta figura; ma
+aveva perduto fin l'ultimo capello, e in compenso s'era lasciato
+crescere la barba, una barba lunga e sottile, di cui prendeva in bocca
+e masticava la punta allorchè meditava sopra un'edizione aldina o
+sopra qualche gran caso della vita.
+
+Per quella figura e per quella barba e per la saviezza facile con cui
+aveva condotto sempre la sua esistenza, Bruno lo chiamava qualche
+volta Pantalone.
+
+Aveva trascinato seco, partendo da Parigi, la biblioteca raccolta coi
+più duri sacrifici; e da Parigi a Roma, e da Roma a Milano non l'aveva
+mai abbandonata.
+
+Egli contava di lasciarla morendo al suo alunno, ormai diventato un
+maestro che ne sapeva più di lui.
+
+Non aveva nella casa alcun ufficio speciale; faceva da bibliotecario
+pei libri suoi e pei libri di Bruno, e serviva a questi da segretario,
+quando Bruno non aveva voglia di sbrigare la sua corrispondenza con i
+conoscenti di Parigi, di Bruxelles, di Vienna, di Roma.
+
+Conoscenti, diceva Bruno, calcando sulla parola; perchè amici, veri
+amici ai quali potesse confidarsi, non ne aveva e forse non voleva
+averne. Il solo amico era il Salapolli, il quale era stato testimonio
+di quasi tutta la sua vita; gli dava del tu; e il Salapolli da anni lo
+chiamava conte e nulla aveva potuto ridurlo a trattarlo più
+familiarmente.
+
+La devozione per il conte Fabiano, l'affetto e l'ammirazione per
+Brunello, i ricordi felici e tragici d'un passato che apparteneva
+insieme a lui e a quei due signori, gli imponevano di trattare il
+bambino di ieri con tenera fiducia, ma con forma rispettosa. Talora si
+lasciava scappare, parlando con Brunello, anche qualche «Signoria» che
+faceva ridere il giovane.
+
+Messosi dalla finestra a guardar nella strada, il Salapolli vide
+tornar Bruno in una carrozza padronale, tratta da una pariglia di
+roani tarchiati.
+
+Aveva già comperato i cavalli? Aveva già trovato amici?
+
+Non disse nulla, ma andando incontro a Bruno, nel vestibolo, non potè
+non notare un'espressione di gioia nervosa, di soddisfazione mal
+contenuta ch'era in ogni gesto di lui e che gli faceva rilucere
+stranamente lo sguardo.
+
+--Ah, ah, Pantalone!--esclamò il giovane ridendo.--Mi avrai aspettato
+per un bel po', non è vero?... Che vuoi? Sono stato rapito, in un
+turbine di neve, da una fata bianca!
+
+--È arrivata molta posta per lei!--annunziò il Salapolli, il quale non
+aveva capito niente.
+
+--Andiamo in biblioteca, e così vedremo!--rispose Bruno.
+
+Consegnò il cappello e la pelliccia al domestico, e precedette il
+Salapolli nella biblioteca, a pian terreno.
+
+E camminandogli innanzi, seguitò
+
+--Che vuoi, Pantalone mio? I bei ragazzi trovano le fate all'angolo
+della strada.
+
+Poi, non appena fu nella biblioteca, fece tre o quattro salti, tre o
+quattro piroette, sotto il naso del Salapolli trasecolato.
+
+--Ah com'è bella!--esclamò.--Com'è bella, giovane, pura! Com'è ancora
+lei! Ed è mia, mia, tutta mia!... Ha ancora diciotto anni!... Io sono
+ancora un bambino.... Non sognavo, quando la vedevo così, unica al
+mondo, col cuore preso, invaso dal suo ricordo!... Mi ha sempre
+aspettato, ha sempre fidato nel mio ritorno....
+
+Fece ancora una piroetta con tale velocità, che il Salapolli si trasse
+indietro per non esserne rovesciato.
+
+--Ma, signor conte!--disse, strabiliando.
+
+--E tu sei una bestia, vedi?--riprese Bruno, fermandosi di contro al
+Salapolli e appuntandogli l'indice sotto il naso.--Le hai scritto che
+mi sono battuto, e le hai detto d'incoraggiarmi!... Dio degli Dei, che
+bestie sono questi bibliomani...!
+
+--La signora Nicoletta!--esclamò il Salapolli.--Ha ritrovato la
+signora Nicoletta!...
+
+--Nicla, Nicla, Nicla!--esclamò Bruno.--La mia Nicla!
+
+E il suo grido risonò tra i vecchi libri come il nitrito fremente d'un
+puledro.
+
+Soggiunse:
+
+--Era la fata bianca, veramente. Aveva pelliccia d'ermellino, un
+berretto d'ermellino, era tutta bianca, come fosse nata nella neve. E
+mi ha portato via nella sua carrozza, e mi ha baciato sulla fronte e
+sugli occhi. Caro Salapolli, io oggi sono felice!
+
+S'arrestò, il suo pensiero corse lontano, rapidamente.
+
+--Felice quanto mi è possibile essere!...--soggiunse in tono più
+basso.
+
+Il Salapolli rimaneva a guardarlo, con le mani in mano, confuso e
+meditabondo; poi disse:
+
+--Mi pare un grosso imbroglio!...
+
+--Che cosa? Che cosa ti pare un grosso imbroglio?--domandò Bruno
+ridendo.
+
+--Questo incontro con la signora. Quanti anni ha....?
+
+--Aspetta. Io ne ho venti.... Dunque lei deve averne circa trenta....
+
+--Fiore di donna!--definì il Salapolli.
+
+--Fiore di donna, fiore di bellezza, fiore di virtù, fiore di bontà,
+fiore di tutto!...
+
+--E la signora l'ha baciato sugli occhi!
+
+--Naturalmente. Anch'io l'ho baciata. Non è mia sorella? Non è stata
+sempre mia sorella?
+
+--Ah!--fece il Salapolli, negligentemente.
+
+--Già, tu, vecchia cartapecora, non capisci nulla di queste cose!
+
+--È arrivata molta posta per lei!--ripetè il Salapolli.
+
+--Vediamo.
+
+Sedettero a una lunga tavola, nera come le scansie che chiudevano i
+libri. La tavola occupava il mezzo della sala, in cui pioveva la luce
+da due grandi finestre e da una tettoia di vetro.
+
+Con un sottil tagliacarte che somigliava a un pugnale, Bruno tagliava
+rapidamente un lato delle buste, apriva, leggeva, guardando innanzi
+tutto la firma.
+
+--Oh!--disse a un tratto.--Armanda! È Armanda che mi scrive.
+
+--Armanda Jeoffroy,--ripetè il Salapolli.--Credo che volesse molto
+bene al signor conte....
+
+--Sì, poveretta, ed io era molto cattivo con lei....
+
+Lesse attentamente, poi tornò a leggere; infine disse al Salapolli:
+
+--Bisogna mandarle cinquecento lire.
+
+--La signorina chiede cinquecento lire?
+
+--No, non chiede nulla. Ma ha bisogno. Figurati che Etienne,
+l'ufficiale d'artiglieria col quale viveva, si è bruciato le cervella;
+e la ragazza è sul lastrico....
+
+--Basteranno cento lire,--osservò il Salapolli.
+
+--No. Bisogna mandargliene cinquecento!--ordinò Bruno.--Perchè queste
+miserie con una donna?
+
+--Ma caro conte....--insistette il Salapolli.
+
+--Eh, lo so!--interruppe Bruno con un sorriso.--Se tutti i suoi amanti
+le mandassero cento lire, diventerebbe milionaria!... Ma nessuno le
+manderà nulla. E in ogni modo ciò non mi riguarda.
+
+--Io non volevo dire niente di tutto questo,--fece il Salapolli
+ostinato.--Volevo dire che bisogna andar piano coi biglietti da
+cinquecento lire. La signora contessa....
+
+--Sì, la signora contessa spende molto, getta i denari dalla finestra,
+se li fa mangiar da tutti.... Me lo hai fatto comprendere mille volte,
+caro Pantalone.... Ma oggi, proprio oggi che sono felice e ho
+ritrovato la mia Nicla, proprio oggi vuoi ch'io lesini con una donna
+che mi ha amato? Non hai vergogna, vecchio esoso?... Dunque,
+cinquecento lire a Armanda, e subito!
+
+Il Salapolli scosse il capo, disapprovando.
+
+--Sua Signoria sarà servita!
+
+Bruno si mise a ridere; fissò il vecchio, che masticava la punta della
+barba; e seguitò:
+
+--Ti ricordi che cosa diceva il povero papà? «Quando non ce ne sono
+più, ce ne sono ancora!». Ebbene, io son dell'opinione del papà!...
+
+Il Salapolli continuava a scuotere il capo.
+
+--Insomma, tu mi annoi!--dichiarò Bruno.--Tu vivi da anni in un grande
+errore!...
+
+--Io?--esclamò il Salapolli.
+
+--Tu sei sempre vissuto nell'errore di credere che io abbia mai
+contato e che conti sopra il mio patrimonio. È qui dove si vede che tu
+sei uno sciocco. Neppure un centesimo di quel danaro si troverà fra
+qualche anno, ne sono sicuro; sarà tutto sperperato; ha cominciato il
+papà; finirà la mamma. E a me non ne importa nulla!
+
+Il Salapolli lanciò un'occhiata interrogativa al suo giovane amico.
+
+--Nulla!--ripetè questi.
+
+Stese la mano destra sulla tavola, ne mostrò il palmo al vecchio.
+
+--Vedi?--seguitò.--Qui dentro c'è tutto! Volontà, energia, forza,
+potenza di miracoli; e ci sarà un giorno anche il danaro, e ci sarà un
+giorno anche la gloria; tutto è chiuso qui dentro! Non sono uomo che
+viva del patrimonio comodo. Ho piacere, anzi, che al momento in cui
+balzerò nella vita per combattere, quel danaro sia sfumato; altrimenti
+direbbero che la mia vittoria è stata troppo facile, perchè non ho
+patito la fame e il freddo.
+
+Guardò ancora la mano, e ripetè:
+
+--Tutto è qui dentro, chiuso!
+
+Ma alzando lo sguardo, vide che gli occhi del Salapolli s'erano
+inumiditi per una commossa ammirazione.
+
+--Se piangi,--gli disse ridendo,--ti getto tutte le buste sulla
+faccia!...
+
+--Vuole,--mormorò il Salapolli,--che alla signorina Armanda spediamo
+mille lire?...
+
+Bruno diede in una risata.
+
+--No,--disse,--non esageriamo. Tanto più che di danaro Armanda me ne
+chiederà presto dell'altro!
+
+Salapolli voleva domandargli qualche nuova d'un libro che Bruno aveva
+pensato di scrivere; meglio che un romanzo, un breve poema in prosa,
+agile e lieto, del quale gli aveva parlato sovente a Roma: e doveva
+intitolarsi «Gli anelli del Serpente».
+
+Ma Bruno stava leggendo la sua corrispondenza; o, a dir vero, con gli
+occhi fissi sulla prima pagina d'una lettera, galoppava col pensiero
+per campi sterminati e vaghi; e il Salapolli seguiva in silenzio le
+fantasie del suo alunno, che non lo vedeva e forse non lo sapeva
+nemmeno presente.
+
+Alzatosi di scatto, il giovane cominciò a passeggiar per la biblioteca
+intorno alla tavola rettangolare, a capo basso, con le mani nelle
+tasche dei calzoni.
+
+Poi subitamente proruppe:
+
+--Com'è bella! Com'è ancora lei, fresca, giovane, pura!...
+
+--Ho capito!--pensò il Salapolli.--Si tratta della sorella!
+
+E borbottò tra i denti:
+
+--Povero signor Barbano!
+
+
+
+
+XIX.
+
+
+Nicla voleva annunziare quella sera medesima a suo marito l'incontro
+con Brunello; ma esitava.
+
+Gigi Barbano era rientrato stanco; dopo avere sbrigato una copiosa e
+intricata corrispondenza, aveva dovuto sul tardi ricevere il
+viaggiatore che tornava da un lungo giro all'estero, ne aveva
+ascoltato il resoconto, ne aveva verificato gli acquisti, aveva dovuto
+posticipar l'ora del pranzo, ciò che gli dispiaceva sempre.
+
+Ma Nicla, pur vedendo che il marito non era allegro come di solito,
+comprese che bisognava parlargli, o il suo silenzio sarebbe parso
+troppo singolare.
+
+Dopo pranzo, mentre nel salotto di Nicla egli centellava il caffè, la
+giovane gli disse:
+
+--Gigi....
+
+--Che è, cara?
+
+Gigi Barbano aveva di ben poco mutato; il suo colorito rosso bruno gli
+dava sempre una espressione giovanile, e a mala pena si sarebbero
+scoperti nei lunghi mustacchi e nei capelli alcuni fili d'argento. Il
+lavoro costante, gli esercizii fisici, e ancor più l'ordine e la
+semplicità della vita, lo avevano fatto forte; e a quarantadue anni
+era svelto ed alacre come a trenta.
+
+--Tu non indovini,--disse Nicla.--Non indovini chi ho incontrato io
+oggi e condotto a casa....
+
+--Ahimè,--rispose Gigi.--Ho così poca voglia d'indovinare!... Una
+persona che conosco?
+
+--Certo: come potresti indovinare, se non la conoscessi?
+
+E Nicla sedette sul largo bracciuolo della poltrona in cui stava Gigi.
+
+--Con la quale parlo spesso?--continuò questi.
+
+--Con la quale non hai mai parlato, ma ho parlato io, molto!...
+
+Gigi sorrideva; la vicinanza di Nicoletta, che egli amava come ai
+primi tempi, gli aveva ridato il buonumore e la voglia di scherzare:
+passò un braccio intorno al busto della giovane, e per punzecchiarla,
+rispose:
+
+--Con la quale hai parlato molto?... Duccio Massenti...!
+
+Duccio Massenti era diventato una specie di fantoccio, che l'uno e
+l'altra agitavano in aria di tanto in tanto....
+
+Gigi diceva qualche volta: «Tu non mi ami; tu ami il conte Duccio!». E
+Nicla diceva qualche volta: «Allora andrò a trovare Duccio!».
+
+Ma quella sera, Nicla alzò le spalle.
+
+--Duccio! Duccio!... Che meschina fantasia tu hai? Non sai trovare di
+meglio?
+
+--Meglio di Duccio mi pare impossibile!--osservò Gigi ridendo.
+
+--Non indovini: non ti riuscirà d'indovinare; allora ti dico io?
+
+--Dimmi tu!
+
+Nicla prese tempo: quindi annunziò:
+
+--Brunello!...
+
+--Che?--esclamò Gigi con uno scatto.--Brunello? Hai ritrovato
+Brunello?
+
+--Ma sì, ma sì, ma sì!--disse Nicla gioiosa.
+
+E in brevi parole raccontò al marito il ghiribizzo di prendere il tè,
+sola, e l'incontro e la visita del giovane.
+
+--È cascato dalle nuvole!--osservò Gigi.--Chi pensava a Brunello?... E
+come è?
+
+--Sempre il medesimo,--disse Nicla ingenuamente.
+
+--Ah no, protesto! Gli anni saranno passati anche per lui!--ribattè
+Gigi scherzando.--Non lo avrai trovato col bastimentino sotto il
+braccio e le gambette nude!
+
+Nicla rise.
+
+--A me pare di sì! Mi pare d'averlo trovato ancora come quel
+giorno!--disse.--E l'ho chiamato bambino.
+
+--Si sarà offeso?
+
+--No, niente. Non si offende mai, Brunello, quando gli parlo io. Ed
+egli mi chiama ancora Nicla....
+
+--E ti dà ancora del tu?--disse Gigi.
+
+Il viso di Nicla si fece di bragia; ella abbassò gli occhi, quasi
+colta in fallo, e disse:
+
+--Sì.
+
+Gigi Barbano stette silenzioso un poco; quindi domandò:
+
+--Quanti anni ha?
+
+--Venti!--dichiarò Nicla
+
+--Come passa il tempo! come vola!--osservò Gigi.--Mi pare ieri che ti
+ho dato del tu la prima volta.
+
+Soggiunse quasi parlando con sè stesso:
+
+--Credevo che sarei stato il solo.... Nicla si morse le labbra: la
+stoccata arrivava dritta.
+
+--L'ho pregato,--disse poi,--di cambiar tono. So che mi considera una
+sorella, ma non si può.
+
+--E verrà spesso a trovarti?--domandò Gigi.
+
+--Se tu lo permetti....--mormorò Nicla.
+
+Il marito non rispose: Nicla si sentì stringere il cuore, e scrutò il
+volto dell'uomo che guardava innanzi a sè, riflettendo.
+
+--Ti dispiace?--ella chiese.
+
+Gigi volse il capo; prese l'una mano e l'altra della giovane, le tenne
+strette nelle sue; poi, fissandola negli occhi, quasi avesse voluto
+giungere fino all'imo della sua anima, rispose:
+
+--Mi fido!...
+
+Il seno di Nicla si sollevò con un respiro profondo.
+
+Ella sapeva che cosa volevan dire quelle parole; suo marito le aveva
+pronunziate un'altra volta, quando un nugolo di giovani e vecchi
+corteggiatori, di abili damerini e bellimbusti le si era stretto
+intorno, assediandola tenacemente. Gigi non l'aveva sorvegliata; non
+aveva dubitato un istante di lei; l'aveva lasciata alla sua coscienza
+e alla sua rettitudine. Era libera; non doveva render conto alcuno di
+ciò che faceva. Suo marito aveva una troppo alta idea di lei per
+chiederle ragione della sua condotta. La guardava negli occhi, e gli
+occhi rispondevano sereni e calmi.
+
+Nicla ebbe quel sorriso di gratitudine contenta, che Gigi comprendeva.
+
+--Ha chiesto d'esserti presentato, e verrà domani sera,--soggiunse la
+giovane.
+
+--Oh, bene!--esclamò Gigi.--Domani sera conosceremo il bambino di
+vent'anni.... Sia detto tra di noi: io penso che quel tuo bambino ne
+abbia già fatte di tutti i colori....
+
+--È molto infelice!--ribattè Nicla.
+
+--Lo credo; ma se è figlio di suo padre....
+
+Il volto di Nicla si contrasse.
+
+--Suo padre è chiuso in uno stabilimento di pazzi!--disse con voce
+sorda.
+
+--Veramente?--esclamò Gigi Barbano addolorato.--Mi dispiace d'essere
+stato leggero e ti prego di dimenticar le mie parole. Una simile
+sventura merita il più grande rispetto!
+
+--Ti ringrazio!--disse Nicla semplicemente.
+
+--Certo, certo,--riprese Gigi Barbano, quasi parlando con sè
+stesso,--quel ragazzo non può essere stato felice. Noi gli apriremo la
+nostra casa ed egli si riscalderà al tepore d'una vita semplice. Deve
+parergli strana una vita semplice, a lui, che è stato sempre in giro
+pel mondo e ha visto tante cose! Finirà con l'annoiarsi, vedrai! E io
+sarò un poco impacciato, confessandogli che non ho mai avuto tempo
+d'andare a Vienna e a Berlino e di conoscere bene Parigi. L'uomo di
+quarantadue anni ne saprà meno del fanciullo di venti.... Verrà domani
+sera, hai detto?... Lo riceveremo soli? Non gli farai trovare qualche
+poco di società intorno?
+
+Nicla scosse il capo, sorridendo.
+
+--No, no,--disse.--Lo riceveremo noi soli. Credo che di gente e di
+chiacchiere sia stufo....
+
+--E con chi vive ora, a Milano?--seguitò Gigi.
+
+--Con sua madre....
+
+--E sua madre?...
+
+Nicla non rispose: Gigi interpretò quel silenzio e capì; anche la
+madre doveva esser leggera come una piuma.
+
+E dopo una pausa domandò:
+
+--È un bel giovane?
+
+Nicla riflettè un istante, poi si mise a ridere.
+
+--Come vuoi tu ch'io sappia?--rispose.--Non lo so davvero. È un
+fanciullo: per me è Brunello, col bastimentino sotto il braccio. Tocca
+alle altre donne giudicare. Chiamarlo bel giovane, mi sembra
+un'ironia.
+
+Gigi trasse la donna a sè e la baciò sui capelli.
+
+--Cara,--disse con tenerezza.--Anche tu sei una fanciulla!...
+
+Ma l'indomani sera, quando Gigi Barbano vide Brunello Traldi varcar la
+soglia del salotto, ne fu tutto scosso.
+
+Non era soltanto un bel giovane; aveva quell'indefinibile sottile
+eleganza di modi e di portamento, quella misura, quella sicurezza
+priva di spavalderia, quella nobiltà nel sorriso, nei tratti, nella
+gentilezza medesima della persona, che vengon dalla razza. Pur vestito
+di cenci, il passo o un gesto o un modo di guardare l'avrebbero
+svelato per un grande signore.
+
+E Gigi Barbano, che sapeva la forza poichè era egli medesimo un forte,
+rilevò subito negli occhi del fanciullo una luce e nella bocca una
+linea che ne dicevano l'energia straordinaria, la volontà cocciuta,
+formidabile. Un guerriero antico, gettatosi a nuoto nel mare, voleva
+scalar la nave del nemico; e s'era abbrancato al bordo con la mano
+destra; gli tagliarono la mano destra; egli l'afferrò con la mano
+sinistra; e gli tagliarono la mano sinistra; egli vi si aggavignò coi
+denti; e gli spaccarono la testa; e rimase, cadavere, coi denti
+infitti nel legno, in una presa tremenda che nessuno riusciva a
+disserrare.
+
+Brunello Traldi doveva aver la stessa forza di volontà cieca e dura.
+
+Gigi Barbano gli si fece innanzi, mentre Nicla guardava, un poco
+timorosa, quel primo incontro.
+
+--So che tu sei un fratello per Nicoletta,--disse Gigi.--E ti accolgo
+come un fratello....
+
+Gli strinse la mano, poi lo attirò a sè, e lo abbracciò.
+
+Bruno sorrise; andò verso Nicla e le baciò la destra.
+
+Un istante dopo, nel salotto a righe argentee sul fondo bigio, si
+sentiva che una fraternità dolce e sincera aleggiava intorno alle tre
+persone.
+
+Gigi interrogava avidamente Brunello chiedendo della vita di Parigi,
+di Vienna, di Berlino.
+
+--Ma hai osservato tutto!--egli notò stupito.
+
+--Non avevo altro da fare!--rispose Bruno.
+
+Gigi si fece raccontare anche il duello col piccolo conte della
+Jonchère; e Bruno raccontò, e rise.
+
+Poi si fermò: aveva udito sè stesso ridere.
+
+--È strano!--disse.--Non ridevo più da dieci o dodici anni.
+
+Un'espressione di tenerezza sollecita si diffuse sul volto di Nicla;
+le pareva che una cosa sola stonasse in quella calma ora di fiducia;
+egli era obbligato a darle del voi, e il voi le strideva all'orecchio
+come un suono falso.
+
+Quando sul tardi, Bruno si congedò, Nicla non potè trattenersi, e gli
+disse:
+
+--Addio, bambino! Fa nanna! Gigi e Bruno sorrisero.
+
+
+
+XX.
+
+
+
+Per addobbare la casa di Milano in via Meravigli, erano stati mandati
+innanzi da Roma il professore Salapolli, che doveva curare l'assetto
+della biblioteca, e la governante ungherese, Maritza, che doveva
+disporre i mobili.
+
+Ma giunti a Milano, Brunello s'era dichiarato contento del lavoro
+compiuto dal suo vecchio maestro, e la contessa Clara Dolores aveva
+espresso la più viva disapprovazione per il lavoro compiuto dalla
+governante.
+
+Aveva ordinato che si tornasse daccapo, trasportando il mobilio dal
+secondo piano al primo, dando tutto il primo piano a Brunello, mutando
+gli oggetti da stanza a stanza; onde ancora dopo quindici giorni
+dall'arrivo, dopo più d'un mese dacchè la governante aveva lavorato,
+la casa dava lo spettacolo d'un disordine che somigliava a uno
+sgombero interminabile.
+
+Clara Dolores doveva ricevere i suoi amici così, in un salotto in cui
+i quadri erano appoggiati a piè del muro, invece di pender dalle
+pareti, e le poltrone eran coperte di vecchie stoffe accatastate;
+prendeva e offriva il tè sopra un angolo di tavolino, accoglieva
+insieme un'amica e il tappezziere e lo stipettaio e il decoratore.
+
+Bruno sbuffava; ella rideva noncurante.
+
+Toccava ormai la quarantina; la sua figura era tuttavia snella ed
+elastica; ma i cosmetici del Kallòtrofo e degli altri empirici le
+avevan presto avvizzito il volto, e le tinture bionde le avevano
+devastato la chioma, bruciandola e tagliuzzandola. Aveva una testa da
+vecchia dipinta e rifatta sopra un corpo giovanile e flessuoso; e la
+sola bellezza di quel viso erano gli occhi lunghi dalla fiamma
+penetrante.
+
+Dopo alcuni giorni dall'arrivo, Bruno, salendo verso le cinque a
+prendere il tè, aveva trovato in salotto un signore, la cui fisionomia
+non gli parve ignota.
+
+Non ebbe tempo a chiedersi dove l'avesse visto, che già Clara Dolores
+aveva fatto la presentazione.
+
+--Il mio Bruno. Il conte Duccio Massenti.
+
+Bruno s'inchinò e si lasciò stringere la mano.
+
+--Il conte è un vecchio amico di casa,--continuò Clara Dolores.--Tu
+forse non lo ricordi, perchè eri piccino....
+
+Bruno e il conte si guardarono di nuovo; ambedue rammentavano
+benissimo, ma nessuno disse parola.
+
+--Un vecchio amico e un fidato consigliere,--seguitò la contessa.
+
+--Che cosa ti ha consigliato?--domandò Bruno in tono beffardo.
+
+Ma la contessa spaurita dalla domanda insolente, finse di non averla
+udita, e parlò presto d'altre cose, dell'addobbo, delle noie che le
+arrecavano gli operai, del tempo rigido.
+
+Bruno ingoiò una tazza di tè, sogguardando il conte, fattosi canuto
+precocemente ma sempre mellifluo, con un sorriso dolciastro sulle
+labbra. Il giovane sentiva in lui l'ipocrisia.
+
+S'alzò, s'inchinò e se ne andò.
+
+Duccio Massenti! Aveva un vecchio conto da saldare; ricordava bene
+ch'egli aveva offesa Nicla in altri tempi; non sapeva come, non sapeva
+perchè, ma l'aveva offesa.
+
+E gli venne l'idea, non appena fu da Nicla, di parlarne con lei.
+
+Bruno andava da Nicla tutti i giorni, a qualunque ora, spesso
+trovandola sola, spesso con altre signore giovani alle quali ella lo
+aveva presentato, dicendo in brevi parole ch'egli era stato il suo
+fanciullo, il suo protetto; e poichè ne avevano udito parlare più
+volte, le signore lo accolsero festosamente.
+
+Quand'erano soli, Nicla e Bruno si davano ancora del tu; l'illusione
+era più forte d'ogni ragionamento; e talora Brunello sedeva ai piedi
+dell'amica e posava il capo sulle sue ginocchia; ed ella lo
+accarezzava lievemente.
+
+Egli sentiva ch'ella era sua come aveva promesso; e invece di
+rallegrarsene. Bruno n'aveva quasi sgomento. Nicla s'abbandonava a
+lui; s'egli avesse voluto baciarla, accarezzarla, prenderla tra le
+braccia, ella avrebbe lasciato fare, nella inesperienza della sua
+anima; non sapeva d'essere bella e desiderabile, o credeva che la sua
+bellezza fosse così pura agli occhi di Bruno da allontanargli ogni
+pensiero cattivo.
+
+Bruno la teneva in mano, inerte e arrendevole; ma sentiva la sua
+bellezza ben diversamente da ciò ch'ella supponeva; e per non
+atterrirla, si frenava, nascondendo con cura la passione che
+cominciava a soffiargli nel cuore.
+
+Quando ella gli diceva di appoggiare il capo sulle sue ginocchia, egli
+tentava di rifiutare; quando ella gli passava le mani sui capelli e
+sul volto, egli tratteneva un fremito, e con garbo, sorridendo, le
+allontanava.
+
+--Non mi vuoi più bene?--chiedeva Nicla.
+
+--Sì,--egli rispondeva con voce malcerta.
+
+--Perchè non lasci che ti accarezzi?
+
+--Non so.
+
+E si alzava di scatto e andava a posar la fronte contro i cristalli
+freddi della finestra.
+
+Quel giorno le disse:
+
+--Sai chi ho trovato oggi in salotto, dalla mamma? Duccio Massenti...
+
+--Ah!--fece Nicla, reprimendo un moto di sorpresa.
+
+--È molto antipatico,--osservò Bruno.--Mi ricordo ch'egli ti ha
+offesa, e non hai voluto mai dirmene la ragione.
+
+--Non è vero!--esclamò Nicla impaurita.--Non mi ha offesa.
+
+--C'è sempre stato un mistero in quel piccolo incidente della nostra
+vita,--riflettè Bruno.--Io voglio venirne a capo. La mamma mi ha detto
+che è un vecchio amico e consigliere fidato, e ciò mi ha fatto ridere;
+temo sia stato lui a consigliar la mamma a tingersi i capelli color
+d'oro.
+
+--Bruno!--esclamò Nicla in tono di rimprovero.
+
+--Non mi vuoi dire dunque ciò che c'è stato fra te e lui?--incalzò
+Binino.
+
+--Nulla; ti assicuro che non c'è stato nulla!
+
+--Bada!--minacciò Bruno, alzando l'indice e sorridendo.--Bada che la
+tua ostinazione mi fa pensare a molte cose brutte. Io ricordo ancora
+(ahimè, io ricordo tutto!), ciò che dicevi quel giorno in barca a me e
+a lui.... E oggi più che mai, avrei piacere d'ammazzarlo come un cane.
+
+Nicla s'alzò d'un balzo, tutta pallida, e afferrò Bruno tra le
+braccia.
+
+--Se tu mi vuoi bene,--disse,--se tu mi vuoi bene, devi promettermi
+che non farai nulla, devi prometterlo e giurarlo per ciò che hai di
+più caro...!
+
+Ella lo stringeva sul seno, e il volto di lui era appoggiato alla
+spalla della giovane, gli occhi erano fissi negli occhi.
+
+Bruno sentì quel brivido che lo percorreva sempre, allorchè le mani di
+Nicla lo toccavano e il profumo della sua persona lo avvolgeva.
+
+Senza cangiar positura, con gli occhi affondati negli occhi di Nicla,
+muovendo appena le labbra, disse:
+
+--Perchè devo promettere?
+
+--Per me, per la tua Nicla, per te stesso!--affermò la giovane.
+
+--Io prometto a una condizione,--mormorò Bruno.
+
+--Oh, il vile che si vende!--esclamò Nicla con un piccolo
+riso.--Sentiamo.
+
+--A condizione che tu ti lasci baciare sulla bocca.
+
+Impensatamente, dissennatamente, ella gli offerse subito la bocca.
+
+E si baciarono, a lungo, gli occhi chiusi, con l'avidità di due anime
+che si confondono, con la bramosìa con cui l'assetato beve, beve,
+beve, fino all'ebbrezza mortale, fino alla follia, fino
+all'annientamento, si baciarono col cuore che pulsava vertiginoso, con
+la gioia di sentirsi vuotar le vene di tutto il sangue.
+
+Poi quando si sciolsero da quella stretta invincibile, si guardarono e
+videro gli occhi soli che sfavillavano nel volto interamente bianco.
+
+E tacquero.
+
+Ciascuno era entrato nel cuore dell'altro e aveva capito.
+
+La prima a riprendere la parola fu Nicla; ma la sua voce era nuova,
+col tremito che veniva dal terrore d'un'anima sul ciglio d'un abisso
+imperscrutabile.
+
+--La tua casa è pronta?--chiese, per dir qualche cosa.
+
+--Non ancora!--rispose Bruno.
+
+Tacquero di nuovo. Era impossibile parlar di cose comuni.
+
+Avevano bisogno ambedue di raccogliersi e di meditare.
+
+Nicla stava aggomitolata, meglio che seduta, in un angolo del divano.
+
+Bruno trovò il suo sgabelletto e lo portò ai piedi di Nicla.
+
+La donna fece un gesto istintivo, come per respingerlo.
+
+--Lasciami!--supplicò Bruno.
+
+Sedette ai suoi piedi, posò il capo sulle sue ginocchia, e pianse in
+silenzio.
+
+--Bruno,--disse Nicla, a un tratto, con voce grave e
+pacata.--Ascoltami!... Devo dirti qualche cosa che mi costa molto; ma
+tu comprenderai.
+
+--Ti ascolto,--rispose Bruno senza muoversi.
+
+Nicla si raccolse, meditò; poi con uno sforzo riprese:
+
+--Oggi ho capito. Tu mi ami, non come una sorella; come una donna....
+
+Arrossì, tacque ancora; si fece forza nuovamente, e soggiunse:
+
+--Tu vorresti che io fossi la tua amante.
+
+Bruno scosse il capo, ma non osò negare in altro modo.
+
+--Ascoltami, Bruno. Io sono tua. Ma bada; tu non mi chiedi l'amore: tu
+mi chiedi la vita! Io non saprei ingannare nessuno; e quand'anche
+sapessi, no, mio marito, colui che ti ha accolto a braccia aperte e ti
+ha chiamato fratello, io non lo ingannerei. L'indomani del giorno in
+cui fossi stata tua, mi darei la morte. Hai compreso?... Se tu vuoi
+ch'io muoia, chiedimi l'amore: e ti darò l'amore e la vita; ma
+sopravvivere mi sarà impossibile.... Hai compreso...?
+
+Egli si alzò.
+
+--Ho compreso,--disse.--Non ti chiederò e non vorrò che il tuo affetto
+di sorella.
+
+Nicla lentamente gli asciugò gli occhi arrossati da lagrime che
+parevano avergli bruciato le palpebre.
+
+
+
+XXI.
+
+Il professore Salapolli con molte circonlocuzioni e con un discreto
+timore, interrogò Bruno intorno al libro che intendeva scrivere.
+
+Gli pareva che da quando era arrivato a Milano, il giovane fosse
+irrequieto. A Roma, dove aveva seguito per quattro anni i corsi
+universitarii, scegliendoli tra le materie che più lo interessavano,
+era attivo e pertinace nel suo studio. A Milano si distraeva, stava
+quasi l'intero giorno assente, un poco per rivedere la città, molto
+per vivere accanto a Nicla. E del libro non diceva più parola, quasi
+l'avesse dimenticato.
+
+Il Salapolli passava gran parte della giornata in biblioteca e solo,
+perchè al secondo piano c'era un pandemonio, un disordine, un viavai
+di visite, che gli rammentavano i peggiori tempi di Vienna e di
+Berlino. Come allora, la contessa non si stancava mai di ricevere;
+come allora, faceva attaccare i cavalli da un istante all'altro, e
+usciva. Si faceva colazione e si pranzava quando si poteva; e sempre
+c'erano invitati. Il cuoco, il cocchiere, la cameriera, il portiere,
+tutti si lagnavano. L'instabilità della contessa, il suo dire e
+disdire, la vertiginosa attività che pretendeva, eran causa che ad
+ogni poco i domestici si licenziassero, se non li licenziava ella
+medesima per un nonnulla.
+
+Era il regno del capriccio: i fornitori portavano in casa oggetti
+svariati ch'ella degnava appena d'uno sguardo e che aveva comperato in
+tutta furia un'ora prima, quasi non avesse potuto viverne senza. Le
+era accaduto di regalar cappelli, vesti, scarpe, calze alla cameriera,
+alla manicure, alla prima donnaccola che le capitava tra i piedi,
+senza aver nulla indossato, tutta roba nuova di trinca: aveva visto di
+meglio; aveva pensato a un'altra foggia o a un altro colore.
+
+A tavola, tra gli amici e le amiche, in una società elegante,
+scintillava di spirito e di grazia; era affascinante a dispetto delle
+pitture che si metteva sul viso e dei capelli d'oro. Non si sapeva
+comprendere come una donna intelligente e arguta qual'era si lasciasse
+abbindolare da tutti i venditori di cosmetici portentosi e di acque
+vivificanti.
+
+Non ne aveva alcun bisogno: la figura elastica, ancora bellissima, e
+lo spirito indiavolato le davan tutte le vittorie che poteva
+desiderare; aveva ai piedi giovani dell'età di suo figlio e uomini
+maturi. Il professore Salapolli, il quale, per desiderio di Bruno,
+sedeva a colazione e a pranzo con quei signori, e sebbene si studiasse
+di tenersi in disparte, era trattato alla pari, vedeva che la contessa
+quasi ogni giorno aggiogava qualcuno al suo carro; e col dovuto
+rispetto pensava che lo schiavo non avrebbe avuto a sospirare molto.
+
+Il solo che passava imperturbabile tra quel frastuono era Bruno;
+abituato al rumore dalla nascita, non si stupiva di nulla, nè che si
+pranzasse alle dieci di sera, nè che si cenasse al tocco dopo la
+mezzanotte, nè che la brigata intera corresse a una trattoria invece
+di far colazione in casa. Aveva già visto tutto ciò con suo padre a
+Parigi e a Bruxelles, con sua madre a Vienna e a Berlino. Non se ne
+annoiava e non se ne divertiva; prendeva parte a quel bulichìo come un
+uomo stretto e trascinato dalla folla. Aveva in breve conosciuto tanta
+gente, che non ne rammentava nemmeno il nome, e se gli avveniva
+d'esser salutato per via da persona che non ravvisava subito, pensava
+fosse un amico della mamma, un frequentatore della casa.
+
+La sensazione delle porte e delle finestre spalancate, l'imagine del
+vento che soffiava da tutte le parti involando il danaro, gli erano
+abituali.... La sola cosa che lo stupiva un poco, si era che il
+patrimonio resistesse ancora e che sua madre non si accorgesse della
+rovina imminente.
+
+Spensierata e generosa, ella pareva invasa dalla furia di distruggere
+i resti d'una fortuna cospicua, di due fortune cospicue, quella del
+conte e la sua. Faceva la beneficenza nella maniera più impreveduta,
+regalando cento lire al primo cencioso che batteva alla porta,
+mandando mille lire a un comitato che ne chiedeva cinquanta, non per
+vanità nè per grandezza, ma perchè le cinquanta e le mille valevano lo
+stesso ai suoi occhi.
+
+Bruno lasciava fare. Egli possedeva ancora il fondo della Tralda, di
+cui ritirava esattamente il reddito di ottomila lire l'anno: e lo
+avrebbe difeso a prezzo del suo sangue, perchè quella somma occorreva
+ad assicurare il trattamento di suo padre nella casa di salute.
+
+Messo il papà al sicuro, non si occupava d'altro. La famiglia Traldi
+di San Pietro gli aveva fatto intendere, appena tornato a Roma, che
+avrebbe avuto tutto ciò che poteva desiderare, se avesse abbracciato
+la carriera ecclesiastica, aggiungendo che il suo nome e più il suo
+talento precoce e straordinario gli assicuravano un avvenire
+impareggiabile.
+
+Rimasti senza risposta, gli zii Guido e Giovanni--la nonna era morta
+poco dopo Francesco--gli avevano mandato il notaio Alemanni in persona
+a trattare e a circuirlo; ma nel ragazzo che contava allora
+diciassette anni, il notaio riconobbe il bambino che gli aveva detto:
+«Tu non sai niente; porta il denaro, e non perder tempo!».
+
+Il ragazzo lo aveva lasciato parlare e poi lo aveva garbatamente messo
+alla porta; onde gli zii Guido e Giovanni avevano subito disposto
+perchè il loro patrimonio andasse intero a opere di beneficenza e ad
+istituti di religione, tolto un lauto reddito per il notaio fedele.
+Non v'era dunque speranza; gli ultimi danari che la contessa Clara
+Dolores sgretolava sotto i denti ancora bianchissimi, eran veramente
+gli ultimi.
+
+Bruno lo sapeva e rimaneva indifferente.
+
+--Si può sapere, caro conte,--disse il professore Salapolli,--come
+vanno i suoi studii?
+
+--Lo vedi,--rispose Bruno.--Non ho trovato ancora l'_ubi consistam_.
+
+Erano nella biblioteca, nella quale il Salapolli si teneva al riparo
+dalla babele del secondo piano; e accarezzando la barbetta aguzza,
+osservava Bruno, dicendosi che smagriva e impallidiva e che doveva
+aver qualche nuovo demonio in cuore.
+
+E pensava alla signora Nicoletta, alla Nicla famosa, e si stupiva,
+nella sua inesperienza da topo di biblioteca, che la bella donna
+esitasse ancora a far contento il bel ragazzo.
+
+--No,--egli riprese.--Intendo parlare del suo libro, caro conte, di
+quel libro, sa?...
+
+--Eh, che vuoi? Ci penso!--rispose Bruno.--Io voglio farne un poema di
+speranza e di gioia; e dalla penna non mi stilla che amaro. Già tre
+volte ho cominciato, e già tre volte ho dovuto smettere.
+
+--Questo non è degno di lei!--obiettò il Salapolli con franchezza.
+
+--Come!--esclamò Bruno sorpreso.
+
+--Ripeto: non è degno di lei!--insistette il Salapolli
+Ostinato.--Perchè scrivere un poema con un preconcetto? perchè voler
+che esso dica la gioia e la speranza?... Dica ciò che sente! La penna
+stilla amaro? E lei scriva amaro! La penna stilla dolce? E lei scriva
+dolce.... In ogni modo, non scriva falso...! È il grande precetto
+oraziano.
+
+--Ah, caro Pantalone!--esclamò Bruno.--Se versassi in un libro metà
+del veleno che ho in cuore, avvelenerei mezzo mondo.
+
+--E tanto peggio per il mondo!--fece il Salapolli, alzando le
+spalle.--Un capolavoro vale il mondo intero.
+
+--Su, su, vecchio matto!--disse Bruno ridendo.--Tu mi credi capace di
+scrivere un capolavoro?...
+
+Il Salapolli squadrò il suo allievo, pallido e nervoso, che sembrava
+divorato da un fuoco interno.
+
+--Eh! Chi sa?--mormorò.
+
+Quindi, arricciando la punta della barba intorno all'indice destro,
+soggiunse:
+
+--Tutti i capolavori sono nati dalla passione; l'odio, l'ira, lo
+sdegno, hanno creati i capolavori; la gioia non ha mai creato nulla!
+
+--È ardito ciò che dici!--osservò Bruno.
+
+--Non lo dico io: lo dice la storia di tutte le letterature.
+
+--Talchè, la disperazione potrebbe produrre il capolavoro?
+
+--Sovente, sovente!...
+
+--Andiamo, pagliaccio! E il _Don Chisciotte_, e il _Decamerone_, e il
+_Canzoniere_, da quale odio son nati?
+
+--Ma il genio di tutti i genii non ha scritto l'Inferno per odio e per
+vendetta, per ira e per isdegno? Ma nello Shakespeare, dall'_Otello_
+all'_Amleto_, non sente il turbine di tutte le passioni? E la
+disperazione non ci ha dato il _Werther_? Mediti ciò che le dice un
+uomo, il quale non s'intende di nulla, fuor che di libri; se ha veleno
+nel cuore, lo lasci libero; sarà fecondo!
+
+Bruno crollò il capo ridendo e parlò d'altro.
+
+Ma gli parve molto strano che in quei giorni anche Clara Dolores gli
+tenesse parola del libro.
+
+Ella sapeva da tempo che il figlio aveva un'inclinazione spiccata per
+la letteratura e andava preparando la sua prima opera; e gliene chiese
+notizie.
+
+--Nulla di buono, nulla di pronto, cara mamma!--rispose.
+
+--Io volevo dirti....--seguitò sua madre.
+
+Ma guardando il figliuolo che fumava una sigaretta, seduto in un
+angolo del salotto finalmente ordinato, non osò proseguire.
+
+--Volevi dirmi? Hai paura di dir qualche cosa a tuo figlio?--interrogò
+Bruno.
+
+--Ho paura di farti dispiacere....
+
+--Coraggio, mamma!--fece il giovane ridendo.
+
+--Ebbene, volevo dirti che disapprovo le tue intenzioni, che se
+potessi, contrasterei il tuo desiderio di darti alla letteratura.
+
+--Davvero, mamma?...
+
+Egli fece quella esclamazione con accento di meraviglia sincera; e
+interrogava attonito il volto di sua madre. La prima opposizione alle
+sue più dilette cure gli veniva da una madre, la quale non s'era mai
+altrimenti occupata di lui.
+
+--Sì,--riprese la contessa.--Io avrei voluto che tu ti dessi al
+commercio o all'industria, che tu entrassi, per esempio, in una
+Banca....
+
+--Ma è impossibile, cara mamma!--esclamò Bruno.--La mia coltura non è
+fatta per ciò; la conoscenza del latino e dei classici è assolutamente
+inutile per le Banche. Non è che io tenga in poco conto il commercio e
+l'industria; si è che son nato ad altro, e son preparato per altro.
+
+--Giovane come sei e col tuo ingegno, in breve tempo ti faresti la
+coltura necessaria per una professione più pratica!--ribattè la
+contessa.
+
+--T'inganni. Non avendo alcuna passione per il commercio, non vi
+apporterei nulla,--rispose Bruno.--E resterei sempre tra gli ultimi.
+
+La contessa tacque un istante, quasi cercasse argomentazioni più
+decise.
+
+--Si è che,--ripigliò quindi,--si è che la letteratura non ti darà
+altro che fumo. Tu hai bisogno d'una posizione indipendente, e i poemi
+e i romanzi e tutte le forme di letteratura non riusciranno a fartela.
+Se non avrai danaro tuo, stenterai la vita. Un poema, oggi, non si
+paga nemmeno: un romanzo si paga poco, e può costarti un anno, due,
+tre, di lavoro e di fatica. Hai scelto una carriera alla quale
+occorrono non soltanto qualità d'ingegno, ma qualità di carattere che
+s'avvicinano a quelle d'un apostolo o d'un martire....
+
+--Mamma,--interruppe tranquillamente Bruno,--queste idee non sono tue.
+
+--Lo confesso,--rispose Clara Dolores.--Non ho sufficiente esperienza
+della vita letteraria per giudicarla con sicurezza. Sono idee degli
+amici coi quali ho parlato di te e ai quali ho chiesto qualche
+consiglio....
+
+Bruno si levò d'un balzo.
+
+--Duccio Massenti!--esclamò.
+
+La contessa non rispose.
+
+--Duccio Massenti!--ripetè Bruno.--È lui che ti consiglia a contrastar
+la mia strada e a spingermi verso una Banca, presso la quale sarei e
+resterei l'ultimo degli impiegati?
+
+Si fermò innanzi alla contessa che stava seduta in una larga poltrona,
+l'oro del cui arco superiore si confondeva con l'oro della chioma. La
+signora volgeva a suo figlio uno sguardo di muto stupore.
+
+--Vedo che non capisci,--disse Bruno,--ed è naturale. Io non ti ho mai
+detto che Duccio Massenti lo conosco da dodici anni e lo rammento
+benissimo. Era sul lago lo stesso giorno e la stessa ora in cui tu sei
+venuta a trovarmi; è ripartito per Sonnenberg, dove tu villeggiavi,
+ventiquattr'ore dopo la tua partenza. A Sonnenberg tu eri con lui.
+
+La contessa fece un gesto, ma Bruno proseguì subito:
+
+--Tutto ciò non mi riguarda, sono io il primo a riconoscerlo. Non alzo
+gli occhi su mia madre, della quale devo avere ed ho il più vivo
+rispetto. Tutto ciò non mi riguarda!
+
+Si fermò un poco, con la sigaretta che fumava tra l'indice e il medio
+della destra.
+
+--Tornato qui,--riprese,--ho incontrato di nuovo Duccio Massenti come
+amico di casa e consigliere. Sta bene. Egli non ha detto nulla ed io
+non ho detto nulla della nostra antica conoscenza e di una gita in
+barca, durante la quale io, fanciullo innocente, ho scoperta la trama
+ch'egli andava tessendo.
+
+S'interruppe ancora; quindi con voce secca e metallica, una voce
+diversa da quella con cui parlava abitualmente a sua madre, seguitò:
+
+--Ma occorre che tu lo avverta di star quatto e di non dare consigli
+sopra un argomento così geloso come è la mia carriera. Bisogna ch'egli
+non si occupi assolutamente di me, se vuole che io non mi occupi
+assolutamente di lui. Tu capisci, mamma, che si tratta d'una vera
+necessità. Può consigliare chiunque sopra qualunque cosa, non me sopra
+la letteratura o il commercio. Mi ha già fatto male. Non me ne faccia
+altro!
+
+Ripetè con la voce stridente e un lampo negli occhi:
+
+--Non me ne faccia altro!...
+
+--Io non sapevo nulla di tutto questo!--mormorò la contessa.
+
+Bruno si piegò, le baciò la destra, e con voce carezzevole soggiunse:
+
+--Hai ragione, povera mamma; tu non sapevi nulla, e ti chiedo scusa
+d'aver parlato con qualche vivacità. Ma Duccio Massenti sa tutto, e
+deve guardarsi.
+
+Dopo quel colloquio, Clara Dolores non parlò più a suo figlio di
+letteratura; ma Bruno s'accorse che Duccio Massenti era scomparso. A
+qualunque ora egli salisse da sua madre, a tutti i ricevimenti, a
+tutti i pranzi, a tutte le gite di piacere, non gli avveniva mai
+d'incontrar Duccio Massenti.
+
+Bruno pensò che sua madre lo avesse messo alla porta, dopo una
+spiegazione; e non era lontano dal vero.
+
+L'accenno alla conoscenza di dodici anni prima e alla gita in barca
+avevan posto la contessa sopra una traccia; e non le era stato
+difficile andar fino al fondo. Duccio Massenti era stato il suo primo
+fallo, ed egli lo sapeva; e sapendolo contava d'abbandonarla alla
+lesta per contrarre un ricco matrimonio. La contessa pensava
+mortificata che la signorina Dossena doveva aver capito tutto, e che
+in quell'episodio singolare stava la ragione misteriosa per la quale
+il matrimonio con Duccio Massenti era sfumato, e poco tempo di poi la
+signorina sposava Gigi Barbano, contro l'aspettazione di tutti.
+
+Il cinismo di Duccio, l'offesa fatta a lei e a Nicoletta, le parvero
+mostruosi; e chiamato in fretta Duccio Massenti dopo il colloquio con
+Bruno, e strettolo di brevi domande sicure, lo aveva cacciato di casa,
+in un impeto di furia irrefrenabile.
+
+
+
+
+XXII.
+
+
+Brunello Traldi era tornato savio.
+
+Lo diceva egli stesso qualche volta con espressione infantile:
+
+--Vedi come sono savio?
+
+E Nicla gli sorrideva per gratitudine, certa che nessun pericolo li
+minacciava or mai più.
+
+Il tempo s'era fatto bello; v'eran giornate in cui entrava dalle
+finestre un soffio di primavera precoce, e dal palazzo Barbano si
+vedeva il lungo tratto fra via Santa Margherita, piazza della Scala,
+via Manzoni, tutto scintillante di sole, tutto brulicante di folla; il
+rumore saliva infaticato a dir che la festosa vita primaverile non era
+lontana e che la gente fluiva per le strade a godersi il sole e la
+fresca aria. Si parlava d'anticipar la partenza per la campagna e già
+al sabato impiegati e commessi e lavoratori correvano a far gite,
+lasciando quasi deserta la città.
+
+Brunello Traldi era savio.
+
+Non chiedeva più di baciar la bocca della sua amica e non era nervoso.
+
+Aveva fatto appello alla forza di volontà della quale si vantava, ed
+era giunto a far tacere le inquietudini del senso. Non provava, come
+aveva pel primo temuto egli stesso, alcuna gelosia di Gigi; era
+fraterno con lui. Non si appartava selvaticamente, e sosteneva con gli
+amici e le amiche di casa Barbano le conversazioni leggere, spesso
+fatue, che interessano le persone oziose.
+
+Usciva a passeggio, non sovente per non esser troppo notato, ma
+qualche volta, con Nicla, e andava con lei ai giardini che
+rinverdivano e di volta in volta si facevano più ricchi di fronde.
+
+Gigi Barbano lo aveva invitato già a passar qualche tempo in campagna,
+sulla riva del lago, non appena egli e Nicoletta vi si fossero recati;
+e Bruno aveva ringraziato senza promettere.
+
+--Perchè?--gli aveva chiesto Nicla.--Perchè non hai detto subito di
+sì?
+
+Egli non sapeva; aveva obbedito a una oscura voce.
+
+--Che vuoi?--confessò infine.--Riveder quei luoghi che mi sono tanto
+cari, dove sono stato felice con te e col mio papà.... Che vuoi? Ho
+paura!...
+
+Nicla non aveva insistito.
+
+--Eppure sarebbe molto bello!--disse soltanto.--Si tornerebbe
+fanciulli!
+
+Bruno scosse il capo con espressione di dubbio.
+
+Il ragazzo di vent'anni aveva dato a pensare a qualcuna fra le amiche
+di Nicla; le più maligne supponevano senz'altro ch'egli fosse l'amante
+della giovane, e parlavan di quel povero Gigi Barbano con un lieve
+senso ironico; le più accese guardavano Bruno e si sforzavano a farsi
+corteggiare.
+
+Sveltissima tra queste era una signora sui ventiquattro anni, bella
+d'una bellezza sensuale, i cui occhi velati potevan dire le parole che
+la bocca taceva.
+
+Si chiamava Claudia Viviani; e avendo più volte incontralo Bruno
+presso Nicla, n'era rimasta assai piacevolmente impressionata.
+Accortosi ch'ella si faceva leziosa con lui e desiderava essere
+sedotta, Bruno ne aveva riso; e pungendola e irritandola, l'aveva
+aizzata ancor meglio.
+
+--Lasciala stare!--gli aveva detto Nicla.--Finirà con l'odiarti!
+
+Ma Nicla non esprimeva tutto il suo pensiero; stranamente sentiva che
+l'incessante schermaglia tra Claudia e Bruno, una di quelle
+schermaglie che il più spesso buttano gli schermitori l'una nelle
+braccia dell'altro, la torturava come un'acuta e feroce tortura.
+
+Non sapeva dirsene la ragione; eppure quando vedeva Claudia col volto
+a un dito dal volto di Bruno, e vedeva quegli occhi velarsi e
+promettere, Nicla domava a fatica l'impeto di gettarsi tra il giovane
+e la signora e di cacciar la signora come l'avesse sorpresa a rubarle
+qualche cosa che le apparteneva.
+
+Claudia, invelenita dalla mordente indifferenza di Bruno, s'era fatta
+ardita.
+
+--Vi piace il mio nome?--gli chiese un giorno.
+
+--No!--rispose Bruno.
+
+--Come, non vi piace? Eppure è pagano, è classico!...
+
+--Senza dubbio!--esclamò Bruno ridendo.--Ma Claudio in latino
+significa zoppicante....
+
+La signora si morse le labbra.
+
+--Non siete gentile!--disse.
+
+--Io non sono mai gentile!--rispose Bruno.
+
+E tuttavia quello stesso giorno, durante quella stessa visita, Claudia
+trovò maniera di dirgli spiccicatamente, alla presenza di Nicla, che
+tutti i giovedì era sola, dalle tre alle sette.
+
+Non appena ella se ne fu andata, Nicla balzò in piedi, e fece alcuni
+passi, come smarrita.
+
+--Ebbene,--chiese Bruno attonito,--che cosa avviene, Nicla?
+
+La giovane gli si volse.
+
+--No, è troppo!--esclamò.--È troppo!... Tu non andrai da quella
+sfrontata?
+
+--E quando dovrei andare?
+
+--Non hai udito? Giovedì, dalle tre alle sette!... È troppo!... Quella
+donna perde la testa!...
+
+--Lo ha detto per me?--domandò Bruno con indifferenza.--Non le ho
+badato....
+
+--Sì? Non le hai badato?--fece Nicla, muovendo un passo per accarezzar
+Bruno, e trattenendosi subito.--Allora non andrai?
+
+--Certamente che no!
+
+--Non ho bisogno di fartelo giurare?--insistette Nicla.
+
+Bruno sorrise.
+
+--Tu m'hai insegnato, quand'ero piccino, che del giuramento non si
+deve abusare, e che la parola basta!...
+
+--È vero: ma giuramelo!
+
+--Te lo giuro!--affermò Bruno.
+
+Poi guardando la sua bella amica pallida, che s'era lasciata andare in
+una poltrona, soggiunse:
+
+--Ma come sei agitata!...
+
+--Sì, è vero!--confessò Nicla.--Quella cattiva donna mi ha messo
+l'inferno, il fuoco, nel cuore. Non ho mai sofferto tanto....
+
+E per spiegare a sè e a Bruno l'agitazione che la faceva tremare,
+seguitò:
+
+--È lo spettacolo della sua sfacciataggine, del suo ardire, che mi fa
+male. Non sapevo che una donna, una donna rispettabile, può aver tanta
+impudicizia. E ciò mi sconvolge.
+
+--Senza dubbio!--confermò Bruno.--Io lo sapevo, e sono tranquillo.
+
+Tacquero un istante. Bruno vedeva che Nicla combatteva una battaglia
+con sè stessa, e voleva e non voleva, ed era inquieta. Alfine ella si
+decise, e chinando il capo a guardarsi la punta delle scarpette,
+disse:
+
+--Bruno!
+
+--Che c'è?
+
+Nicla tacque di nuovo. Bruno rise.
+
+--Devi dirmi una cosa difficile!--osservò.
+
+--Sì,--confessò Nicla.--Aiutami!
+
+--Come posso aiutarti?
+
+--Hai ragione: non sai..... Volevo chiederti....
+
+Esitò ancora; poi, con uno sforzo supremo, abbrancandosi ai bracciuoli
+della poltrona, osò:
+
+--Volevo chiederti se hai avute molte amanti?
+
+--Molte?--ripetè Bruno sorridendo.--A vent'anni?
+
+--Ma qualcuna sì?
+
+--Qualcuna sì!--confermò Bruno.
+
+--E ora? Quante ne hai?
+
+Bruno scosse il capo.
+
+--Non ne ho!--disse con franchezza.
+
+E sbigottito vide che il volto di Nicla s'irradiava d'una gioia, d'una
+felicità così palesi, così grandi, che davano ai suoi occhi una luce
+sfavillante. Volle provar meglio, dubitando ancora; e con finta aria
+d'indifferenza soggiunse:
+
+--Ma prenderò ora quella stupida tua amica, la Viviani, perchè ciò le
+fa piacere!...
+
+Nicla mandò un grido soffocato.
+
+--No!--disse.--Te ne supplico. Amore mio, te ne supplico!... Vuoi che
+mi getti ai tuoi piedi, per supplicarti di più? Amore mio, non farmi
+morire!... Tu, nelle braccia d'un'altra donna, che ti bacia e ti
+accarezza?...
+
+Istintivamente e lentamente s'era drizzata.
+
+Poi ricadde di schianto e si passò le mani sul volto come trasognata.
+
+--No. Che cosa ti dico? Che cosa ti ho detto?--mormorò.--Non mi
+badare; prendi tutte le donne che vuoi, tutte le donne che ti
+piacciono. È il tuo diritto. Ciò non mi riguarda.
+
+Bruno le accarezzò le mani con dolcezza.
+
+--Non sei tu la mia amante?--disse.--Tu sai che io non amo e non
+desidero che te. Ma noi non possiamo ingannare. E non avrò altre
+donne. Te lo prometto, Nicla. Te lo giuro!
+
+Ella levò gli occhi umidi a guardarlo con speranza.
+
+Lo vide diritto come uno stelo, così elastico che pareva pronto a
+scattare in corsa. La fronte era senza rughe, la bocca ancor fresca e
+rosea come d'una fanciulla; una pelurie lieve adombrava appena il
+labbro superiore, e gli occhi splendevano nel carnato olivastro. Era
+la giovinezza medesima, sciolta e possente, assetata d'amore.
+
+--Oh, tenerezza mia!--esclamò Nicla con un grido d'angoscia
+cocente.--Bambino mio, è assurdo ciò che tu mi giuri!
+
+Poi, non appena egli volse le spalle per uscire, la giovane si
+rannicchiò nella poltrona.
+
+Spasimava per quella freccia, di cui doveva portare il peso e il segno
+nel fianco tutta la vita.
+
+
+
+XXIII.
+
+In principio di quella estate, Bruno andò a Parigi a trovare suo
+padre.
+
+Vi andava ogni anno, almeno un paio di volte: e per l'effetto, quelle
+visite eran più inutili, e per l'impressione più disperate che la
+visita a una tomba.
+
+Bruno ne tornava sempre col cuore affranto.
+
+Suo padre, ch'egli amava con tenerezza infinita, non lo guardava; o lo
+guardava ora con occhio stupido, ora con occhio torbido. La bocca che
+tanto aveva riso e sorriso, che aveva saputo dir frasi di sottile
+arguzia e amabili parole, era aperta a un ringhio di minaccia o a un
+riso ebete. L'affascinante conte Fabiano, il quale aveva attraversato
+mezza Europa in un'affannosa ricerca del piacere, seminando il denaro
+e facendo tutti allegri quelli che lo avvicinavano, perchè gli era
+intollerabile vedersi intorno visi scorati o smorfie d'angustia, non
+era più se non una rovina. Il volto solcato da rughe mordenti, i
+capelli bianchi, la barba bianca scomposta, la schiena curva innanzi
+tempo, davan l'imagine della decrepitezza; le mani stesse eran secche
+e gonfie di grosse vene; e i denti eran caduti tutti.
+
+Bruno lo chiamava, gli si metteva innanzi, lo accarezzava, cercava
+rammentargli nomi e cose d'un giorno; la mamma, Villa Florida, il
+vecchio Elia Polacco, la sua amica Paulette Demours, Parigi, lo zio
+Francesco, Nicla, Salapolli detto Salafame. Invano: era come gridar
+dentro un pozzo senza eco.
+
+Non rispondeva nemmeno al suo nome; si lasciava scuotere, e rimaneva
+insensibile.
+
+Nulla era più spaventevole di quello sguardo aperto sul vuoto, di
+quello sguardo che non vedeva.
+
+Dopo lunghi sforzi, con lagrime silenziose che gli rigavano il volto,
+Brunello si ritraeva, senza chiedere notizie ai medici. Ciò che aveva
+visto diceva meglio di qualsiasi parola ciò che si poteva attendere.
+
+Da Parigi scrisse a Nicla una lunga lettera di dolore.
+
+Nicla, ch'era già in villa, rispose una lunga lettera di passione.
+Supplicava Bruno d'andare in campagna, direttamente al ritorno da
+Parigi; avrebbe riposato là, avrebbe trovato memorie care; tutti
+sarebbero stati felici di rivederlo, anche il vecchio buon vetturale.
+
+Bruno tornò da Parigi, ma tornò a casa sua.
+
+Un sordo inesplicabile presentimento lo teneva lontano dalla campagna
+e da Nicla, sebbene desiderasse, anzi forse perchè desiderava
+appassionatamente l'una e l'altra.
+
+Ormai egli a Nicla e Nicla a lui s'eran confessati: si amavano.
+
+E dover vivere sotto il medesimo tetto, passare la notte in camere
+forse vicine, essere martoriati di continuo dal desiderio ed eccitati
+senza posa da incantevoli ricordi, gli pareva supplizio da fiaccar le
+forze del più tenace lottatore.
+
+Nicla nella sua inesperienza poteva illudersi; egli non s'illudeva
+affatto.
+
+E perchè cercare volontariamente e deliberatamente un martirio
+inutile? Perchè sfidare il pericolo?
+
+Talora si diceva che non era umano lottar con sì ostinata costanza;
+meglio valeva lasciarsi travolgere dalla passione, correre da Nicla,
+suggellarle la bocca con la bocca, perdersi per sempre in un delirio
+senza nome e senza fine.
+
+Egli non aveva mai conosciuto la felicità; la felicità era Nicla, che
+pareva gelida e ardeva; la felicità era Nicla, così sua, così legata a
+lui con tutte le più dolorose fibre dell'anima, che ella gli avrebbe
+dato amore e vita e passione, in un grande inenarrabile empito di
+gioia. Meglio era amarsi per un'ora sola, suprema, e poi morire.
+
+Ma quando pensava in tal modo, e il sangue gli martellava nei polsi
+col furore dissennato dei suoi vent'anni, gli si faceva tosto innanzi
+l'imagine di Gigi Barbano.
+
+Gigi Barbano gli aveva gettato le braccia al collo e gli aveva detto:
+«Tu sei un fratello, e ti accolgo come un fratello!». E a Nicla aveva
+detto: «Mi fido!».
+
+Nè mai per un solo istante, per un solo attimo, aveva mentito alla sua
+parola. Nulla gli era più caro che aver Brunello alla sua mensa; nulla
+gli era più caro che parlar con Brunello; spesse volte gli aveva detto
+parole di conforto, animandolo a lavorare, a dar prova di volontà e
+d'energia; con tatto squisito chiedeva sovente notizie di suo padre; e
+rievocava il passato di Brunello e la vita sul lago e i giuochi e le
+corse nel bosco con Nicla.
+
+Non era possibile ingannare un tale uomo. Nicla aveva ragione. Valeva
+meglio morire.
+
+Gigi Barbano aveva ricevuto parecchie lettere anonime; Nicla lo aveva
+capito dall'insistenza di certune col francobollo di città e con
+calligrafia alterata, che per maggior sicurezza erano indirizzate a
+casa invece che allo stabilimento. Lo insultavano? Lo aizzavano? Lo
+beffavano? Venivano da donne o invidiose di Nicla o desiderose di
+strappar Bruno al fascino di lei e di impossessarsene.
+
+Gigi aveva avuta la forza magnifica di non curarsene. Non gli
+importava nulla della opinione pubblica, nè di parer ciò che non era:
+sapeva di non essere. E non domandava nemmeno se e quando e quanto era
+stato Brunello. Aveva detto «Mi fido». Si fidava. Aveva detto «Sei un
+fratello». Era un fratello. Meglio morire che ingannare un tale uomo!
+
+Per tutto questo, Brunello era tornato direttamente a Milano.
+
+Quantunque l'estate affocasse le strade e le case della città, Clara
+Dolores v'era ancora.
+
+Stava scegliendo la sua campagna e aveva fatto più disegni: la
+Svizzera o il Cadore, un viaggio al nord o una crociera nei mari
+d'Oriente. I bauli eran chiusi da tempo; ma avendo bisogno ora d'un
+abito, ora d'un paio di guanti, li faceva aprire, gettava tutto
+all'aria, e lasciava che la cameriera si rimettesse a ordinarli, fin
+che l'indomani non fosse venuta di nuovo la necessità d'aprirli e di
+scompigliarli.
+
+--Sono una scervellata, non è vero?--diceva a Maritza la governante.
+
+--La signora contessa è padrona!--rispondeva Maritza.
+
+Ella era secca a guisa d'uno stoccafisso, e più indifferente che una
+orientale fatalista; non diceva che la contessa non fosse una
+scervellata; soltanto, essendo padrona, poteva essere scervellata a
+piacer suo, e nessuno aveva diritto a contrastarla.
+
+Clara Dolores aveva trovato a Milano ancora un manipolo di signore e
+di signori che vi si trattenevano per gli esami dei figliuoli o per
+ragioni d'affari; e con quelli si divertiva a fare scampagnate nei
+dintorni e a inventare ogni giorno un pretesto urgente per muoversi e
+muovere con lei tutta la brigata. Bruno le aveva consigliato di
+prendere una automobile.
+
+Ella respingeva il consiglio con orrore.
+
+--Nulla di più borghese e di più ridicolo che un'automobile!
+
+--Ma,--osservò Bruno,--quando si fanno come te gite di venti e trenta
+chilometri, l'automobile è comoda.
+
+--Una pariglia è ugualmente comoda!--ribattè la contessa.
+
+--Bisognerebbe domandarlo ai cavalli! Tu li ammazzi!
+
+--Domattina andiamo a far colazione fuori!--disse Clara Dolores per
+tutta risposta.--Verrai anche tu?
+
+--Verrò,--promise Bruno.
+
+E l'indomani mattina, nel cortile di via Meravigli, tre carrozze
+aspettavano; il paniere di vimini della contessa con due sauri
+poderosi, e due vetture scoperte con pariglie di bai.
+
+Tutta una comitiva di dodici persone scendeva per le scale, uomini e
+donne con abiti chiari, chiacchierando e ridendo; i domestici
+seguivano con le ceste perchè la colazione si faceva all'aria aperta,
+in piena campagna.
+
+Bruno che precedeva, scorse nel vestibolo un signore, il quale parlava
+col portiere; e questi a capo scoperto gli dava indicazioni. Era Gigi
+Barbano.
+
+--Gigi!--esclamò Bruno, correndogli incontro gioiosamente.--Cerchi di
+me?
+
+--Sì,--rispose Gigi, stringendo la mano al giovane.--Mi dispiace di
+giungere in momento così inopportuno!
+
+--Che, che! Rinunzio subito alla gita; farò colazione con te. Vieni,
+che ti presento a mia madre.
+
+La contessa stava nel mezzo d'un crocchio e assegnava i posti, con una
+certa abile malizia perchè tutti si trovassero appaiati
+opportunamente; e faceva i nomi delle coppie, che si presentavano,
+salutavano e sorridevano.
+
+--Che intelligenza!--borbottò un giovane vestito di bianco.--Come ha
+fatto a comprendere che io non posso vedere la contessa Sbrùgola e
+l'ha ficcata nell'altra carrozza?
+
+--Mamma!--chiamò Bruno.
+
+--Caro?--disse Clara Dolores, allontanandosi un istante dai suoi
+ospiti.
+
+--Permettimi di presentarti il mio amico Gigi Barbano.
+
+--Oh, ne ho molto piacere!--esclamò la contessa, stendendo a Gigi la
+destra, ch'egli baciò.--Io ho conosciuto la sua signora quand'era
+signorina Dossena; e non l'ho più dimenticata, tanto era bella e
+gentile....
+
+--La ringrazio!--disse Gigi inchinandosi.
+
+--Oggi deve essere un fiore!--seguitò la contessa.--La rivedrei
+volontieri.
+
+--Ma Nicoletta sarà felice di venire a presentarle i suoi
+ossequi,--rispose Gigi,--non appena sarà di ritorno dalla campagna.
+
+--Lei mi permette, non è vero?--soggiunse la contessa, indicando con
+gli occhi i suoi ospiti.
+
+--Vada, vada, contessa!--esclamò Gigi, inchinandosi e baciandole di
+nuovo la destra.--La prego!
+
+--Mamma, io rimango!--annunziò Bruno.
+
+--Naturalmente!--rispose Clara Dolores.
+
+Gigi la vide allontanarsi, rientrar nel crocchio, dare ordini ai
+domestici, sorridere agli amici, osservar che tutto fosse ben
+disposto: salire infine nella sua carrozza e guardarsi ancora in giro
+per l'ultima occhiata.
+
+--Che brio!--esclamò Gigi.--Che grazia!
+
+--È la sua vita!--osservò Bruno.--Se non ha una brigata da comandare e
+un po' di fracasso intorno, sta male.
+
+Assistettero alla sfilata delle carrozze, che passavano sotto l'atrio
+con fragore di zoccoli ferrati; e salutarono.
+
+Poi Bruno disse:
+
+--Hai da parlarmi? Vieni su!
+
+Lo fece salire al primo piano e lo introdusse nello studio.
+
+Era una camera quadrata, con tappezzeria d'un colore bigio a righe
+verticali; sulle pareti alcune vecchie stampe inglesi in cornici
+sottili di mogano e un quadretto, una testa di donna della scuola del
+Rembrandt. Pochi mobili, di forma semplice; sulla tavola da lavoro, in
+un angolo, una stupenda riproduzione della Giuditta del Botticelli;
+presso la tavola, una piccola biblioteca girevole in cui erano adunati
+libri di consultazione e autori prediletti. Unico lusso, una grande
+larga poltrona di cuoio, nella quale Bruno si stendeva qualche volta a
+fumare.
+
+Volle che Gigi prendesse posto in quella poltrona.
+
+--Hai da parlarmi?--ripetè.
+
+--Ma no, caro Brunello!--rispose Gigi sorridendo.--Nulla di grave. Son
+venuto a prenderti....
+
+--A prendermi?
+
+--Sì. Perchè non vuoi venire in campagna? Io ti ho invitato più volte;
+Nicoletta ti ha scritto a Parigi.... Come hai trovato tuo padre?
+
+Bruno non rispose, ma i suoi occhi s'infoscarono.
+
+--È triste, è orribilmente triste!--esclamò Gigi che aveva
+compreso.--Tu hai bisogno di distrarti; e per ciò ti abbiamo pregato e
+ripregato di venir da noi.... Forse ci tieni il broncio per qualche
+ragione che non sappiamo.
+
+--Oh, amico mio!--disse Bruno, afferrando la mano di Gigi.--Il broncio
+con te, con voi?
+
+Si alzò e si mise a passeggiare inquieto.
+
+--Non so che cosa mi tenga lontano!--soggiunse, fermandosi d'un tratto
+innanzi a Gigi.--Mi pare che quella campagna, che mi è stata tanto
+cara, sia ora tutta lagrime; mi pare ch'io debba piangervi e
+disperarmi! Troppi ricordi felici contrastano col presente! Vedi: tu
+hai ammirato mia madre per la grazia ed il brio. È una donna
+straordinaria; è la sola persona che invidio; trova dentro di sè una
+energia e una volontà che mi sbalordiscono ogni giorno come un nuovo
+miracolo. Io non trovo nulla.
+
+--Tu troveresti nel lavoro quel che cerchi!--rispose Gigi.--Ma
+lavorare non vuoi!...
+
+--Non voglio?--ripetè Bruno.--Vorrei! Soltanto, ho nel cuore un tale
+frastuono....
+
+S'interruppe; qualcuno batteva all'uscio.
+
+--Avanti!--disse Bruno.
+
+Il professore Salapolli varcò la soglia, ma vedendo uno sconosciuto,
+si ritrasse.
+
+--Vieni, vieni!--gridò Bruno.--Vieni che ti presento!
+
+E a Gigi disse:
+
+--È il mio vecchio maestro, Salapolli!
+
+Il vecchio inoltrò, e Gigi gli strinse vigorosamente la mano.
+
+--Mi aiuti,--disse.--Sto pregando Bruno di lasciar per qualche tempo
+questa città infocata e di venir da noi in campagna. Forse gli gioverà
+anche pel suo lavoro.
+
+--Ma senza dubbio!--esclamò il Salapolli, deponendo la posta sulla
+tavola.--Il signor conte verrà!...
+
+Bruno sorrise.
+
+--Come promettete sicuro per gli altri!--osservò.
+
+--E dove vuol vivere meglio che in campagna,--ribattè il
+Salapolli,--meglio che in casa Barbano, tra amici fidati? Che cosa fa
+qui, se non passeggiare nervosamente nel suo studio e nella biblioteca
+l'intero giorno? Dicono che i vecchi sono ostinati; eppure tra il
+signor conte e me, il più ostinato è ancora lui!
+
+--Verrai?--incalzò Gigi.
+
+--Vada, vada!--insistette il Salapolli.--Lei che è tanto cortese, non
+si faccia pregare!... E poi, già, devo confessarle che lei
+m'ingombra....
+
+--Ti pare che sia abbastanza insolente?--disse Bruno a Gigi, ridendo.
+
+--Io voglio cambiar l'ordine della biblioteca,--seguitò il
+Salapolli,--e con l'aiuto d'un domestico, in pochi giorni le faccio
+trovare qualche cosa di nuovo. La libreria antiquaria da una parte; i
+classici dall'altra; i moderni in una terza.... Ho già pensato.... Ma
+se sta qui, non farò nulla, perchè non voglio che mangi polvere.
+
+--E tu non la mangi?--osservò Bruno.
+
+--Io non ho mangiato altro in tutta la mia vita!--disse il
+Salapolli.--E la polvere dei libri mi fa bene!...
+
+Bruno esitava, combattuto tra il timore di ritornare a quei luoghi e
+il desiderio di non essere scortese: il bisogno di riveder Nicla, di
+udirne la voce, d'ammirarne gli occhi e la bocca, di lasciarsi cullar
+dalla sua voce, gli bruciava le vene.
+
+Gigi Barbano diede l'ultimo colpo.
+
+--È deciso, allora?--disse a maniera di conclusione.--Troverai in
+villa anche la zia, che non conosci. La zia Amelia ha udito parlar
+tanto spesso di te, che desidera vederti. E nessuno ti lega; prova.
+Starai un giorno, due, tre; e se non ti troverai a tuo agio, scapperai
+subito! Non ti sembra?... Starai sette giorni, ecco: sette giorni....
+
+Il vecchio Salapolli borbottò tra i denti:
+
+--Sette giorni! «Sette paia di scarpe ho consumate--Di tutto ferro per
+te ritrovare».
+
+--È inteso!--disse Bruno, stendendo la mano all'amico.--Sarò da voi
+domani!...
+
+E quando egli ebbe varcata la soglia. Bruno si volse al Salapolli, e
+gli annunziò:
+
+--Domani! Vado da Nicla domani. Hai capito? Tu credi ch'io sarò
+felice?
+
+--Sarà felice lei e sarà felice la signora!--rispose il Salapolli.
+
+E finì lo stornello, ch'egli aveva le mille volte cantato a Bruno
+quand'era bambino a Parigi:
+
+--«Tu dormi alle mie grida disperate--E il gallo canta e non ti vuoi
+svegliare!».
+
+--Silenzio!--interruppe Bruno, scosso da un brivido subitaneo.
+
+
+
+
+XXIV.
+
+
+
+Quando la zia Amelia, una vecchietta di circa settant'anni che si
+appoggiava a un bastoncino d'ebano per civetteria perchè non ne aveva
+alcun bisogno, vide Brunello balzar dalla vettura del treno, esclamò:
+
+--Che bel ragazzo!
+
+Nicla celò il volto in un mazzo di rose perchè gli altri non
+s'accorgessero che arrossiva.
+
+Erano andati tutti incontro a Brunello con la carrozza; dalla stazione
+alla villa v'eran cinque minuti di strada in discesa.
+
+--Una valigia così piccola?--osservò Gigi, guardando la valigia che il
+giovane aveva affidato al domestico.
+
+--Per sette giorni,--rispose Bruno sorridendo.--Ma a Milano è pronto
+un baule.
+
+Baciò la mano alla vecchia signora e a Nicla, i cui occhi parevano più
+grandi nella gioia.
+
+E salirono in carrozza
+
+--Tutti mi hanno parlato di te,--disse la zia Amelia a Bruno.--Tu mi
+permetti di darti del tu? Io posso essere la nonna! E mi dicevano che
+sei bravo e gentile e colto.... Ma come sei fine! Un poco magro; a
+vent'anni il sangue arde e smagrisce.... Sei un bel ragazzo, d'una
+gentile bellezza!...
+
+--Zia,--interruppe Nicla,--egli crederà che tu voglia sedurlo....
+
+La vecchia rise.
+
+--Lasciami direi--esclamò.--Poter dire ciò che si pensa è il solo
+privilegio della vecchiaia!
+
+--Abbiam dovuto mandare a prenderlo!--osservò Nicla.--Egli non ci
+voleva più, non ci amava più!...
+
+Nicla era tutta vestita di bianco, e attraverso una camicetta leggera
+trasparivano la sommità del petto e le braccia arse dal sole, dorate
+dalla luce violenta.
+
+Bruno la guardava.
+
+Egli l'aveva vista così, già molti anni addietro; e nella svelta linea
+della figura, nella freschezza delle carni, nella limpidezza dello
+sguardo pareva ch'ella contasse ancora diciotto anni; perdendo
+l'impaccio timido della fanciulla, aveva acquistato splendore e
+flessuosità.
+
+Quando furono alla villa, Gigi disse a Bruno:
+
+--Spero che non ti annoierai. Ritroverai qui tutta la tua vita di
+ieri. E farai venire subito il baule.
+
+Bruno sorrise.
+
+Aveva visto, aveva sentito venirgli incontro un mondo di ricordi che
+lo agitavano e lo portavano lontano; la strada gli era nota. Dalla
+finestra della sua camera si scorgeva la spiaggia; e più là, a
+oriente, la villa Carlotta, e poi la villa Florida; dalla torretta
+dell'una e dal frontone dell'altra sventolava la bandiera.
+
+Mutò d'abito, si vestì di bianco.
+
+La colazione fu rapida. Nicla non parlava, e Bruno scoperse più volte
+su di sè gli sguardi di lei, che gli dicevano un sentimento, una
+felicità, la quale avrebbe cercato invano lo parole.
+
+Fortunatamente la zia Amelia lo interrogava ed egli raccontava con
+brio febbrile ciò che aveva visto a Parigi; perchè Parigi era stato
+sempre il grande sogno d'Amelia, la città incantata nella quale non
+era mai riuscita a mettere piede. Ed ella ascoltava avida, come s'egli
+le avesse avvicinato il sogno, e presala per mano l'accompagnasse per
+vie rombanti.
+
+Dopo colazione, subito, Nicla balzò in piedi dicendo:
+
+--Andiamo! Ho fatto preparare la barca! Andiamo alla Croda.
+
+E volgendosi a Gigi e a zia Amelia, soggiunse tranquilla:
+
+--Lo porto via!... Sapete ch'egli mi appartiene!
+
+--Andate, andate!--fece Gigi sorridendo.--Non volete prendere il
+bastimentino sotto il braccio?
+
+Brunello era pallido e sentiva il cuore battere in tumulto.
+
+Uscirono, e non dissero parola.
+
+La barca era approntata in quel punto della riva in cui Brunello
+s'incontrava sempre con Nicla. Due barcaiuoli appoggiati al loro remo
+aspettavano; a poppa sventolava la bandiera di seta tutta bianca, col
+serpentello vermiglio raggomitolato in un angolo.
+
+--Vedi?--mormorò Nicla.
+
+Brunello accennò col capo; non poteva parlare.
+
+--La barca non è più quella,--soggiunse Nicla.--Ma è identica
+all'altra. Non è vero?
+
+Egli osservò una lancia vicina, sottile e così bassa di bordo, che
+s'alzava appena un palmo dall'acqua; tutta nera, col nome in lettere
+d'oro: Saetta.
+
+--È mia anche quella!--spiegò Nicla, seguendo lo sguardo del
+giovane.--È per me sola, ed esco quando il lago è calmo, perchè
+basterebbe un'onda ad ingoiarla.
+
+Salirono: Nicla prese i fiocchi del timone, e ordinò ai barcaiuoli:
+
+--Alla croda!
+
+Bruno taceva, guardando le due ville da cui la lancia si allontanava,
+guardando la spiaggia, quel punto della spiaggia, l'acqua cilestre in
+cui tuffava la mano furtivamente perchè Nicla non lo scorgesse e lo
+sgridasse. E guardava Nicla, che non diceva più parola ella pure, come
+si fosse ella pure staccata dal mondo circostante.
+
+Scesero alla Croda, rimandarono la lancia, che stette a girar
+lentamente nei dintorni.
+
+--Vieni!--disse Nicla, prendendo Bruno per la destra.--Guarda qui; il
+laghetto che tu formavi con le tue mani; qui, dietro questo rialzo,
+era la capitale; in questa baia ricoveravi la goletta; e qui disponevi
+i tuoi soldatini. Ricordi, amore, ricordi tutto? Dimmi che ricordi
+tutto, bambino mio! Dimmi che sei ancora mio come in quei giorni!...
+
+--Sono tuo, più che in quei giorni!--rispose Bruno.--Assai più che in
+quei giorni, Nicla!...
+
+La giovane ebbe un lampo negli occhi.
+
+--E anch'io!--disse.--Tutta tua, perdutamente. E ripensando al mio
+passato, m'accorgo che non sono stata mai d'altri che di te, e che il
+mio pensiero, la mia anima, non hanno appartenuto mai ad altri che a
+te.
+
+Andò a sedere sul più elevato rialzo dello scoglio: e Bruno le si mise
+ai piedi. Ella continuò:
+
+--Avevo promesso di cogliere per te balsami arcani. E ti ho dato il
+balsamo arcano di tutta la mia anima di fanciulla. Tu l'hai bevuta
+nelle mie carezze. Nessuno conosce la mia anima come tu la conosci; e
+da allora non si è mutata più....
+
+Bruno le prese le mani e le baciò dentro il palmo, a occhi chiusi.
+
+--Come tu sai essere forte!--egli osservò.--Tu sai parlare: io non
+posso....
+
+--È vero!--disse Nicla.
+
+--Sei più fredda di me!--rispose Bruno.
+
+Un sorriso, uno strano sorriso sfiorò le labbra della donna.
+
+--Credi?--domandò.--Io ho pensato molte cose in questi giorni, che mi
+hanno resa felice.
+
+--Dimmele!--pregò Bruno.
+
+--Non posso!--rispose Nicla scuotendo il capo.--Le capirai più tardi.
+E da quando ho pensato così, sono diventata calma, e posso parlare.
+
+--Io soffro orribilmente!--disse Bruno.
+
+--Lo so,--riprese Nicla.--Ma io voglio inebbriarti di ricordi....
+
+--Perchè?--domandò Bruno.
+
+--Lo saprai più tardi!--ripetè Nicla. Stettero in silenzio qualche
+tempo; e Bruno levò gli occhi a fissar la donna, che appariva tutta
+candida sul turchino compatto del cielo.
+
+--Come sei bella!--disse.
+
+--Ti piaccio?--ella rispose.
+
+--Nicla, non torturarmi!--esclamò Bruno, abbassando il capo.
+
+Ella gli rialzò il volto perchè la guardasse ancora.
+
+--Vedi?--osservò Bruno.--Tutto ritorna, tutto può ritornare; noi siamo
+ridiventati fanciulli.... Ma c'è chi non tornerà mai più e non godrà
+mai più questa luce.
+
+--Ahimè,--disse Nicla.--È vero! E noi non possiamo nulla per lui....
+Anche se gli dessimo tutto il nostro sangue, egli non guarirebbe....
+
+Si scosse, come per gettar lontano un pesante mantello di dolore, e
+soggiunse con voce mutata, quasi gaia:
+
+--Ma io posso altro. Egli mi ha detto «lei potrà fargli molto bene,
+signorina». E io gli farò molto bene, al suo fanciullo selvatico.
+
+Bruno non ascoltava.
+
+Aveva visto l'ombra di suo padre passare, la curva ombra senza denti,
+coi capelli bianchi e lunghi, con lo sguardo attonito spalancato nel
+vuoto.
+
+Nicla comprese e lo toccò su una spalla.
+
+--Brunello!--mormorò.--Ora tornando, andremo a vedere il giardino
+della mia villa....
+
+--Dove io sono venuto a cercarti?--chiese Bruno.
+
+--Ma sì; dove tu mi hai detto: «Signorina, vieni ad aiutarmi!».
+
+--E chi c'è ora laggiù?
+
+--Il mio papà e la mia mamma....
+
+--E alla villa Florida?
+
+--Una famiglia inglese.
+
+--E vedremo anche la villa Florida...?
+
+--Non ti ho detto che voglio inebbriarti di ricordi?
+
+--Che folle idea!--esclamò Bruno.
+
+Ella si guardò in giro per istinto, e poi rapida, afferrò tra le mani
+il volto di Bruno e lo baciò sulla bocca. Egli n'ebbe una scossa che
+parve sospendere i battiti del cuore.
+
+--Sei molto crudele!--disse.
+
+Nicla sorrise senza rispondere, e col fazzoletto fe' cenno alla lancia
+di avvicinarsi.
+
+--Sai?--riprese Bruno, trovando per un attimo un poco di gaiezza.--Ho
+fatto cacciar di casa Duccio Massenti....
+
+--Non ischerzi?--esclamò Nicla stupefatta.
+
+--Non ischerzo. Ho raccontato alla mamma qualche cosa, la gita in
+barca, la nostra conoscenza di dodici anni or sono. E la mamma è
+rimasta molto colpita da quell'episodio. Non so che cosa sia avvenuto
+poi; ma Duccio Massenti non si vede più....
+
+--Te ne sei fatto un nemico mortale!--osservò Nicla.
+
+--Mi duole che tu mi dica questo; dovevo dunque temerlo e accoglierlo,
+per non avere il suo odio?
+
+--Hai ragione!--disse Nicla.--Tu non hai paura.
+
+Diresse la lancia verso la riva, per discendere presso la villa
+Carlotta.
+
+La villa era ancora abitata dai genitori di Nicla; essi vi passavano
+l'intero anno; al cavalier Maurizio era stata data la commenda della
+Corona d'Italia, non si sapeva perchè; probabilmente perchè non
+l'aveva, dicevano i maligni.
+
+Ma rimasti soli l'uno e l'altra, la signora Carlotta e il commendatore
+Maurizio, s'eran dati a curare tremendamente il loro egoismo.
+leggevano libri d'igiene e si scambiavano le scoperte che andavano
+facendo.
+
+Prima era stata la signora Carlotta la quale aveva letto che per
+conservarsi arzilli e svelti bisognava mangiar molto; e tutt'e due
+mangiavano molto, fin che potevano, e a tutte le ore. Poi il
+commendator Maurizio aveva letto che il segreto della longevità stava
+nel mangiar poco; e tutt'e due s'eran messi a mangiar poco, fino a
+patir la fame.
+
+Un igienista illustre sosteneva che le fregagioni vigorose dopo il
+bagno erano salutifere; e tutt'e due dopo il bagno si facevan fregar
+dal domestico e dalla cameriera fino a diventar rossi come gamberi
+cotti.
+
+Era poi venuto il giorno della ginnastica svedese: e di tanto in tanto
+si vedeva il commendator Maurizio tirar pugni all'aria, lanciar calci,
+sbuffare, piegarsi innanzi e indietro; e la signora Carlotta allargar
+le braccia, buttarle avanti, alzarle al cielo, contando: «uno, due;
+uno, due»! E nelle ore di quiete, si rallegravano.
+
+--Io, già, da quando mangio poco, sto meglio!
+
+--Quella ginnastica! È un portento! Dormo tutta la notte!...
+
+--E le fregagioni? Non so come ci sia gente che possa vivere senza
+farsi fregare!
+
+--E le docce tepide?
+
+--E il riposare con la testa bassa e le gambe alte?...
+
+Si estasiavano sui varii trovati che andavano seguendo con vero
+scrupolo. La ginnastica svedese li faceva sudare a catinelle, perchè
+erano ambedue corpulenti; ma non l'avrebbero trascurata a nessun
+patto; e la mattina s'incontrava la signora Carlotta, che percorreva
+le stanze del primo piano, contando «uno, due; uno, due» e roteando le
+braccia e allargandole e alzandole, seguita a breve distanza dal
+commendatore, che tirava calci da mulo e soffiava come un mantice.
+
+I domestici li osservavano indifferenti. Avevano finito col credere
+che fossero diventati pazzi ambedue, d'una pazzia dolce ed innocua. E
+si scansavano al loro passaggio per non toccar qualche calcio, che li
+avrebbe mandati a ruzzolare molto lontano.
+
+D'ogni altra cosa al mondo i due vecchi non si occupavano più.
+
+Sapevano che Nicla era felice, e puntualmente la domenica andavano a
+trovar lei e il genero.
+
+Il commendatore diceva che quel saponaio era un brav'uomo; ma che
+anche il conte Duccio sarebbe stato un marito ottimo. Gli anni eran
+passati, ed egli era rimasto della sua opinione.
+
+La signora Carlotta, poi, parlando di Duccio, non mancava di dargli
+dell'asino, perchè non aveva mai scritto; o domandava ancora a sè
+stessa e al marito quale segreto Nicoletta avesse potuto scoprire in
+barca.
+
+Poi riprendeva: «uno, due; uno, due»; mentre il marito sparava quattro
+calci all'aria, come per punteggiare il discorso.
+
+Nicla raccontava ridendo a Bruno quelle piccole manìe dei due vecchi,
+mentre la lancia si avvicinava alla spiaggia.
+
+--E tu,--disse Bruno,--non hai svelato il segreto che avevi scoperto?
+
+--No,--rispose Nicla.
+
+--Neppure a me non hai voluto dirlo,--osservò Bruno.
+
+--Naturalmente: un segreto non è più segreto, se si racconta....
+
+--Per me è stato il segreto di pulcinella!--disse Bruno.
+
+La giovane non aggiunse parola.
+
+Toccata proda, ella scese prima dalla lancia.
+
+--Vieni!--disse a Brunello.--Non troveremo nessuno; a quest'ora stanno
+facendo la siesta.
+
+Entrarono nella villa chetamente, facendo segno al portiere di non
+muoversi, e volarono nella sala da pranzo, a pian terreno.
+
+--Guarda,--disse Nicla, mostrando a Bruno il limitare della porta che
+dava sul giardino.--Io ero qui, seduta in una poltrona; e stavo
+pensando che la vita d'una fanciulla è molto noiosa e stupida, e che
+io meritavo qualche cosa di meglio: che sapevo io? qualche cosa di non
+comune.... In quell'istante tu sei sbucato di laggiù, dietro la siepe,
+e mi sei corso incontro, dicendomi: «Signorina!...». Eri tutto vestito
+di bianco; anch'io era vestita di bianco....
+
+S'interruppe: guardò Brunello; e soggiunse:
+
+--Come oggi.... E subito io t'ho dato la mano, e tu mi hai ricondotta
+alla riva per ripescar la goletta. Era una giornata calda come questa,
+ma soffiava il vento. Tu m'hai presa l'anima quel giorno.
+
+--E io quel giorno t'ho data la mia! rispose Bruno.
+
+Istintivamente le loro mani si cercarono e si strinsero.
+
+--Ricordi ancora tutto?--domandò Nicla.
+
+--Ogni più piccolo particolare,--disse Bruno.--Tu avevi un cappello
+coi papaveri. Io ti dissi che eri bella, e ti baciai sulle guance. Tu
+mi stringesti al petto. Ti chiamai Nicla; e tu mi dicesti di chiamarti
+sempre così....
+
+--Sono passati dodici anni, amore mio!--mormorò Nicla.
+
+--Sì; dodici anni per me terribili, tra il fracasso e lo spavento; ma
+non ho dimenticato nulla, nè di quel giorno, nè di tutti gli altri che
+passammo insieme; nè quella prima parola, nè quelle che dicemmo poi.
+
+--Nessuna donna ha potuto cancellarmi dal tuo cuore?--domandò Nicla.
+
+--Quali donne? Non ne ricordo una!
+
+Tacquero; rimasero a fissar dal limitare il giardino che il sole
+dorava; e sul terreno si profilavano qua e là nere le linee dei fusti,
+le macchie chiomate delle fronde; nessun soffio alitava; frinivano
+sotto i raggi roventi le cicale.
+
+--Ora andiamo,--disse Nicla, che teneva Brunello per mano come un
+bambino.--Vuoi vedere la villa Florida?
+
+--Sì,--rispose Bruno.
+
+--Non potremo entrare,--osservò la giovane.--È occupata, e non conosco
+quella famiglia.
+
+--Non importa; la vedrò da lontano.
+
+Uscirono sulla strada, e in breve giunsero alla villa Florida.
+
+Il cancello era chiuso; ma si vedeva di là tutto il giardino, e sul
+fondo la villa cinerea, a metà coperta dall'intrico degli alberi che
+le stavano innanzi. Nulla era mutato; avevan dipinto in quegli anni
+più volte la villa intera e le persiane, sempre conservando il colore
+smorto che s'intonava con le gradazioni di verde. Sventolava sul
+frontone non più la bandiera azzurra del conte Fabiano, ma la bandiera
+bianca e rossa d'una famiglia ignota.
+
+Bruno passò le braccia attraverso le sbarre che formavano il cancello
+e rimase immobile, silenzioso, a guardare. Nicla fece lo stesso gesto,
+congiunse le mani di là dalle sbarre, e pregò.
+
+
+
+XXV.
+
+Verso sera, vincendo l'ebbrezza che l'aveva invaso durante la gita
+alla Croda e il pio pellegrinaggio a villa Florida, Brunello si mise
+presso la zia Amelia che ricamava; e tenendo nelle mani una matassa di
+seta dai varii colori, passava alla vecchietta le gugliate via via
+ch'ella le chiedeva.
+
+--Non potrete dire,--osservò zia Amelia ridendo,--che io non ho un bel
+cavaliere. Contassi cinquanta, solo cinquant'anni di meno, tutti mi
+sarebbero addosso per tenermi lontana!
+
+In un angolo, Gigi Barbano chiacchierava con Nicla.
+
+Quella frase di zia Amelia doveva rammentargli un discorso che la zia
+gli aveva tenuto mentre Nicla e Brunello erano fuori.
+
+La vecchietta capiva l'amicizia del ragazzo con la giovane signora; ma
+n'era un poco inquieta e ne aveva detto qualche timida parola con
+Gigi. Nicoletta era candida e fidente come una fanciulla; Bruno era
+onesto e leale; e zia Amelia non temeva nè dell'uno, nè dell'altra; ma
+temeva di qualche cosa di più forte dell'uno e dell'altra: della loro
+età, dell'amore, della passione che travolge le anime pure a guisa
+delle più corrotte; il candore stesso di Nicoletta era un pericolo.
+Una donna astuta ed esperta sfugge le occasioni, evita le intimità;
+una donna ingenua v'incappa ad ogni passo e non sa nè prevederle, nè
+difendersene.
+
+Zia Amelia aveva fatto osservare tutto questo con abili perifrasi,
+girando largo, a suo nipote. Non che volesse far vigilare i due
+giovani e mostrar diffidenza; ma sarebbe stato prudente non lasciarli
+sempre a viso a viso, in una familiarità della quale era difficile
+ormai stabilire i confini.
+
+Gigi Barbano aveva risposto ch'era più sicuro di Nicoletta che di se
+medesimo; che quel ragazzo gli ispirava una pietà profonda; gli avevan
+tolto il padre ch'egli amava teneramente per rinchiuderlo in una casa
+di pazzi donde non sarebbe uscito mai più; la madre sua, a dir poco,
+leggera e volubile; il patrimonio ridotto a qualche centinaio di
+migliaia di lire, le quali sarebbero durate, sì e no, un anno col
+malgoverno della contessa. Che rimaneva a Bruno? L'amicizia di
+Nicoletta, la fiducia di lui, Gigi. Non altro. Egli aveva promesso a
+Bruno d'essere un fratello, ed era; come Nicoletta era una sorella per
+lui.
+
+Zia Amelia non aveva insistito.
+
+Ma la frase voleva far presente a Gigi il colloquio di poco prima.
+
+--Un bel cavaliere!--disse Gigi alzandosi e avvicinandosi a
+Brunello.--Un bel cavaliere che tutte le donne vorranno disputarsi!
+
+Nicla represse a mala pena un sussulto.
+
+Le parole venivano opportune a rammentar l'audacia di Claudia Viviani;
+la quale, respinta, s'era messa a capo d'un gruppo di pettegole per
+bene che andavano sparlando di Nicla, di Bruno, di Gigi; e certo aveva
+già spedito a quest'ultimo buon numero di lettere anonime.
+
+--Io preferisco esser cavaliere di zia Amelia!...--rispose Brunello
+sorridendo.
+
+--E le piccole ragazze di Parigi? e le dame bionde di Vienna?--insinuò
+Gigi.
+
+Nicla serrò le mani per angoscia.
+
+--Ascolta!--esclamò Bruno, abbandonando la matassa e tendendo avido
+l'orecchio.
+
+Dalla finestra spalancata entrava un'onda di suoni.
+
+Eran le campane delle reti che affioravano; eran le campane del paese
+che annunziavano il vespro; eran da lungi le campane delle mandre che
+tornavano alle stalle: una musica lieve portata lievemente sull'aria.
+
+--Com'è bello!--disse Bruno, che s'era affacciato.
+
+Ai colori brillanti del giorno erano subentrati i fragili colori del
+tramonto: un morbido color di rosa che sfumava a poco a poco nel color
+di perla; un pallido cilestre che a poco a poco sfumava nell'argento:
+e l'acqua, riflettendo con delicata armonia le mezze tinte, aveva le
+iridescenze dell'opale.
+
+Nicla s'era levata a sua volta e s'era posta a fianco di Bruno presso
+la finestra.
+
+Ella ricordava.
+
+Quanto l'avevan fatta piangere quegli spettacoli di mestizia, e quei
+suoni che s'intonavano alla dolcezza dell'ora! Il crepuscolo nella
+campagna per lei era stato, durante lungo tempo, il più pauroso
+momento della vita. Aveva perduto Brunello. Tutto diceva che non
+sarebbe tornato mai più; e non aveva persone a cui confidarsi. Le
+campane singhiozzavano qua, là, sui monti, in basso, da lungi e da
+vicino; il sole calava tra una pioggia di cenere; e Brunello
+viaggiava, chiamandola invano com'ella chiamava lui, e le loro voci
+andavano disperse nella vastità del mondo.
+
+Ed era tornato, subitamente.
+
+Era a un passo, appoggiato alla finestra, l'occhio velato da soave
+tristezza e un incerto sorriso sulle labbra. Era a un passo; e le
+apparteneva come cosa sua, nel più profondo del cuore; ella sapeva il
+pensiero di lui, ed egli sapeva il suo pensiero; ella poteva fare di
+lui ciò che più le fosse piaciuto, ed egli di lei poteva disporre come
+d'una schiava.
+
+--Amore!--sussurrò Nicla così piano, che Bruno solo udì, quasi la voce
+venisse dal cuore più che dalle labbra d'una donna.
+
+L'eco delle campane si smorzava con lento rintocco. Il cielo era ormai
+tutto grigio, e le acque riprendevano il loro color verdastro.
+
+Ma dal giardino sottostante s'innalzavano volute di profumi con una
+sinfonia più vasta che non fosse stata tra il cielo e l'acqua.
+
+Erano aromi che venivano dai cespi immersi nell'ombra come in un
+mistero; dardi velenosi che ciascun fiore vibrava; parole di voluttà
+che esalavano dalle corolle; incitamenti al piacere che traboccavan
+dai calici; e tutti insieme si dilatavano nell'aria, ebbri ed
+inebbrianti, nell'ultimo spasimo della morte che impendeva,
+nell'ultimo brivido che precedeva la notte.
+
+Salivano, oscillavano, si moltiplicavano, si diffondevano, si facevan
+più acuti, bagnavano il viso, penetravan le carni di Nicla e di Bruno,
+affacciati su quel prodigioso veleno.
+
+E Nicla aveva la visione d'infiniti piccoli mostri lascivi che si
+tenevan per mano, superbi di straordinarii colori, armati d'armi
+variopinte, chiomati di chiome cangianti, screziati, spruzzati,
+gemmati, picchiettati, che le si serravano e le danzavano una tresca
+furiosa intorno.
+
+Sentendosi prender dalla vertigine, si ritrasse prestamente e si
+rifece a parlare con Gigi e con zia Amelia. Ma Bruno rimase alla
+finestra per bere tutto il veleno che i fiori gli prodigavano e
+impallidire di desiderio e di passione.
+
+Ogni giorno e per tutti i giorni ch'egli rimase a villa Barbano,
+quella sorda tempesta andò in lui e in Nicla imperversando.
+
+L'uno e l'altra resistevano perchè Gigi era tra di loro, e la sua
+presenza li richiamava alla realtà; innanzi a lui svanivano i sogni, e
+i pensieri obliqui si ritraevano sconfitti.
+
+Ma il desiderio era così atroce, la lotta così vana, che Brunello
+schivava la sua amica; toccava a lei andare a cercarlo e condurlo a
+rivedere i luoghi più cari; pareva che la vertigine rattraesse, o che
+avesse da tempo deliberato d'abbandonarvisi e di morirne.
+
+Gigi Barbano, il quinto giorno, annunziò che ripartiva per Milano.
+
+Brunello s'offerse di riaccompagnarlo.
+
+--No,--rispose Gigi.--Tu rimani; io starò assente un giorno e voglio
+ritrovarti qui.
+
+Soggiunse:
+
+--Vi affido alla custodia di zia Amelia.
+
+La vecchia disse:
+
+--Conducilo con te; andrete e tornerete insieme.
+
+Gigi non rispose, e partì. L'inquietudine di sua zia lo indispettiva
+come una tacita offesa a Nicoletta.
+
+Un'ora dopo la partenza di lui, giunse un telegramma di Clara Dolores.
+Aveva scelto finalmente la campagna, e desiderava salutare Brunello.
+
+Egli disse a Nicla, mostrandole il telegramma:
+
+--Partirò questa sera.
+
+Nicla riflettè un istante, poi rispose:
+
+--Puoi partire domattina.
+
+E guardandolo negli occhi, soggiunse con voce breve:
+
+--Siamo soli!... Resta!...
+
+
+
+
+XXVI.
+
+Andarono sul tramonto a salutare il bosco di cerri e di castagni, che
+chiudeva, come perle in un monile, i ricordi più belli nelle ombre e
+nei silenzii delle sue verzure.
+
+Non v'erano stati mai, quasi temendo che innanzi a tanta gioia e a
+tanta mestizia le forze avessero ad abbandonarli.
+
+Bruno aspettava sulla soglia della villa. Si volse udendo il passo di
+Nicla, e si sbiancò in viso.
+
+Ella era apparsa, tutta chiusa in un abito color d'acciaio, con un
+morbido cappello bigio messo di traverso sulla chioma a guisa del
+feltro d'un arlecchino; e aveva i guanti bigi lunghi fin oltre il
+gomito.
+
+Bruno la squadrò da capo a piedi desiderosamente, e non disse nulla.
+
+Ma mentre s'avviavano, Nicla raccontò:
+
+--Sai che quando eri piccino, mi facevi qualche volta paura? Avevi di
+tratto in tratto idee così strane, che mi domandavo chi tu fossi e
+donde venissi. Mi sembravi un faunetto sbucato da una siepe, e pensavo
+a un quadro che avevo visto a Roma e mi aveva molto offesa qualche
+anno prima.
+
+--L'avrò veduto anch'io, forse,--mormorò Bruno.
+
+--Forse,--ripetè Nicla.--Alla galleria Corsini.
+
+Esitò un poco, e quindi aggiunse:
+
+--Un piccolo quadro, nel quale un fauno, appostato dietro una quercia,
+allunga la mano a denudare una ninfa che dorme; e il tramonto è rosso.
+
+--Lo rammento,--disse Bruno. Egli era turbato; ella gaia e sicura
+
+--Siamo soli,--disse, varcato appena il limitare del bosco.--Non ti
+senti felice?
+
+Il bosco era incendiato dal tramonto, sul cui fondo spiccavan più
+decisi i fusti dei cerri e dei castagni; gli archi formati dalle
+fronde sembravano gallerie in fiamme, dentro le quali oscillavano
+stupendi riflessi d'oro.
+
+A mano a mano che Nicla e Brunello inoltravano, si spegnevano le voci
+del mondo, e alle loro spalle si chiudevano le dense cortine di
+fogliame, mosse dal brivido d'una brezza impercettibile che veniva dal
+lago.
+
+--Ecco,--disse Nicla.--Qui in questa radura, mi sei parso un faunetto
+impertinente; e qui un'altra volta mi dicesti che volevi fare uccidere
+Duccio.
+
+--Com'è bello,--osservò Bruno,--il riflesso di porpora sul tuo vestito
+d'acciaio! Sembra che la tua anima proietti una luce.
+
+--Ti ricordi il giorno in cui ho messo per te un abito simile a
+questo?--domandò Nicla.
+
+--L'ultimo giorno. E tu non volevi dirmi che lo avrei indossato per
+me. Io ne rimasi tanto mortificato....
+
+Nicla rise.
+
+--È vero, è vero!--esclamò.--Abbassavi il capo e mostravi il broncio.
+
+--.... tanto mortificato, che finisti col confessare!--soggiunse
+Bruno.
+
+--Strana cosa! Già allora,--osservò Nicla,--io facevo per te quel che
+si fa per un amante; e tu godevi con la intelligenza d'un uomo.
+
+La radura s'era allargata; il terreno molle e grasso era invaso da
+ampie chiazze di color porporino, simile a sangue vivo; molti alberi
+eran caduti sotto la scure, e un cumulo di tronchi era disposto a
+gradi sopra un lato.
+
+Nicla sedette. Bruno s'accovacciò ai suoi piedi.
+
+--Ascolta!--disse Nicla.
+
+Tesero ambedue l'orecchio.
+
+Veniva dal fondo uno stormire di foglie, un frullo, un pispigliare
+sommesso, come se il bosco intero agitato dalla brezza fosse stato
+percorso da un fremito voluttuoso; e di tanto in tanto qualche vecchia
+corteccia si screpolava scricchiolando.
+
+Sole voci del mondo, giungevano confusi, quasi interrotti dall'intrico
+di foglie e di rami, i suoni delle campane che la lontananza faceva
+più flebili. Su qualche tronco le cicale ostinate mandavano con le
+elitre uno stridulo saluto al giorno agonizzante.
+
+Aliava intorno lo spirito del bosco, che chiedeva ombra dopo tanto
+sole. Il cielo trascolorava: si smorzava la porpora, si faceva opaco
+l'oro.
+
+Nicla parlò sottovoce, mentre, appoggiato un gomito sulle sue
+ginocchia, Bruno la guardava.
+
+--Qui ti ho cantato i versi la prima volta,--ella disse.
+
+--Sì,--rispose Bruno.
+
+Anch'egli parlava a bassa voce, per non turbar le armonie e la
+deliziosa pace del luogo.
+
+--Sì, e da quel giorno ho cercato con bramosia i libri a ritrovar la
+musica che tu mi avevi svelata.
+
+--Qui,--seguitò Nicla,--i nostri destini si fusero, e io promisi a me
+stessa inconsciamente che sarei stata tua sempre. Tu potevi da quel
+giorno chiedermi l'anima e t'avrei dato l'anima; l'amore, e t'avrei
+dato l'amore; la vita, e t'avrei dato la vita. Io ti darò tutto
+questo, bambino mio, perchè te l'ho promesso quando ancora tu non
+sapevi.
+
+Bruno mosse le labbra, e Nicla lo fermò.
+
+--Ascolta!--disse.
+
+Il vento s'era alzato più forte; il brivido delle fronde riempiva lo
+spazio. Era uno scroscio, uno schianto che scuoteva tutto fin nelle
+più intime latebre il bosco, dalla vetta del monte all'estremo lembo
+che fiancheggiava la strada; e dondolavano i cimi degli alberi, e le
+chiome di mille verdi si mescevano; tremavan gli archi delle
+imaginarie gallerie, si scomponevano, si riformavano. Un ritmo ignoto
+agli uomini conduceva la lenta danza di foglie e di rami.
+
+Nicla rispose:
+
+--Ora tu mi devi giurare.
+
+Bruno la fissò. Spiccava sopra uno sfondo paonazzo, tutta serrata nel
+suo abito d'acciaio come in una sacra armatura, e il busto svelto ed
+eretto balzava su dalla sobria curva dei fianchi. Aveva nel volto
+diffusa una bellezza nuova serena, e dentro gli occhi una fiamma ferma
+e costante.
+
+--Tu mi devi giurare,--ella seguitò, vedendo lo sguardo interrogativo
+di Bruno.
+
+--Perchè?--domandò il giovane.
+
+--Non chiedere. Giurami che qualunque cosa avvenga, tu non morirai.
+
+--Io volevo morire,--confessò Brunello, chinando la fronte,--volevo
+morire. Chiederti l'amore per una volta sola, per una sola notte, e
+poi morire con te.
+
+--No!--disse Nicla con un gesto risoluto del capo.--Devi vivere.
+Giurami che vivrai.
+
+--Oh, amica mia,--proruppe Bruno,--io non ho mai conosciuto la
+felicità. Volevo berla dalla tua bocca e morire.
+
+--No!--insistette Nicla.--Devi vivere. Giurami che vivrai!
+
+Bruno esitò un istante, poi interrogò:
+
+--Se giuro, tu sei contenta?
+
+--Sarò molto contenta. Non chiedo altro.
+
+--Giuro!--disse Bruno.
+
+--Per quel che hai di più sacro al mondo?
+
+--Per quello che ho di più sacro al mondo.
+
+--Per la vita di tuo padre e di tua madre?
+
+--Per la vita di mio padre e di mia madre.
+
+Il seno di Nicla si sollevò in un grande respiro di pace; ella afferrò
+Bruno e lo strinse fra le braccia.
+
+--Ora posa il capo nel mio grembo,--seguitò con espressione di gaudio
+che le tremava nella voce e le traluceva dallo sguardo.--E ti dirò il
+canto che ti piaceva, bambino!
+
+Curva su di lui, sfiorando con le mani leggere il volto e i capelli di
+Bruno che le apparteneva, disse con la voce limpida di cristallo,
+armonica di penombre e d'inflessioni:
+
+ Ti rapirò nel verso; e tra i sereni
+ Ozi de le campagne a mezzo il giorno,
+ Tacendo e rifulgendo in tutti i seni
+ Ciel, mare, intorno,
+ Io per te sveglierò da i colli aprichi
+ Le Driadi bionde sovra il piè leggero
+ E ammiranti a le tue forme gli antichi
+ Numi d'Omero.
+
+Bruno aveva chiuso gli occhi e scivolava lentamente in un abisso
+profondo di voluttà.
+
+Gli venivano incontro, recati da quella voce ch'era per lui divina,
+gli incantevoli ricordi della sua infanzia. Ed era ancora fanciullo, e
+le formidabili cose della vita, e il ghigno del destino e le ansie e
+le torture e le speranze cupe e il bisogno di guerra e la strada
+spalancata innanzi ch'egli doveva percorrere fra i triboli fino al
+fondo, e i dèmoni che lo rodevano, e l'odio e il dispregio che gli
+davano amaro alla bocca, e il sarcasmo e la sottile ironia velenosa,
+tutto era scomparso come sparivan le furie di Saulle al dolce tocco
+dell'arpa di Davidde.
+
+E una giocondità sconosciuta gli saliva dal cuore, una confidenza
+nella sorte, che è arcigna un giorno, e un giorno generosa.
+
+Non lo circondavano ancora le braccia della donna infinitamente amata?
+Non susurrava ancora intorno a lui il diletto bosco? E la luce non era
+ancor tutta porpora e di viola e d'oro? Non aleggiava la musica
+sovrumana dei sogni sconfinati che lo esaltavano in altri tempi?
+
+Ecco; tornava fanciullo; era il faunetto impertinente; pensava alla
+Croda grinzuta, al Re moro, alla bandierina con l'asinello, e voleva
+far uccidere Duccio che aveva offeso Nicla.
+
+ Noi coglierem per te balsami arcani
+ Cui lacrimâr le trasformate vite,
+ E le perle che lunge a i duri umani
+ Nudre Anfitrite.
+ Noi coglierem per te fiori animati,
+ Esperti de la gioia e de l'affanno:
+ Ei le storie d'amor dei tempi andati
+ Ti ridiranno.
+
+Balsami arcani, veramente, erano stati colti per lui.
+
+Che poteva ancora chiedere? Tutta l'anima d'una vergine sbocciata
+appena, gli si era votata per l'esistenza intera. Tutta l'anima d'una
+donna senza macchia gli si era data per sempre.
+
+Egli l'aveva incatenata al suo destino, ed ella non viveva senza di
+lui; egli poteva distruggerla o levarla in alto, farla sbiancar di
+contento o morire d'angoscia. Che doveva più chiedere? Serrava nel
+pugno la sorte d'una creatura umana.
+
+A vent'anni, quando gli altri balbettano appena le prime parole della
+scienza di vivere, egli era un dominatore. Doveva partir di là,
+frangere i ceppi, scagliarsi nella lotta per giungere alla gloria; e
+gettar quella corona ai piedi della donna, pronta a gettare per lui
+l'aulente corona della vita.
+
+Due lagrime gli brillarono un attimo sulle ciglia e scesero silenziose
+per le guance.
+
+Nicla, curvandosi un poco, lo baciò sulla bocca.
+
+Egli si svincolò dalla stretta e si guardò intorno.
+
+--Amore mio,--disse,--è tardi!
+
+Si levò; e Nicla si levò pure con un atto di pigrizia.
+
+La luce andava mutandosi.
+
+Mentre Nicla cantava, l'oro, la porpora s'erano illanguiditi.
+
+Prima d'indossare il suo mantello d'ombra che lo avrebbe affondato tra
+le altre ombre, tenebra nella tenebra, il bosco si rivestiva d'un
+manto di viola in cui vibravano gli ultimi riflessi del sole e poche
+pagliuzze d'oro pallido.
+
+Le fronde avevano moltitudini di velluto, e la radura era un'ampia
+distesa, un tappeto vasto sul quale avrebbero danzato tra poco e
+amadriadi e satiri; e tutto era circonfuso da quella luce di viola,
+che partendo dai morenti sprazzi sanguigni del cielo, sfumava e si
+perdeva in toni infiniti di bigio e di ferrigno.
+
+Ritti in piedi, Bruno e Nicla s'abbracciarono.
+
+Poi ella abbassò la testa con grazia, perchè il faunetto impertinente
+potesse baciarla dietro l'una e l'altra orecchia, come aveva pensato
+fanciullo, come aveva desiderato più tardi, come aveva sognato sempre.
+
+--Andiamo!--disse Nicla, scuotendosi.
+
+E tenendosi per mano, s'avviarono.
+
+Precipitava l'ombra alle loro spalle; il manto di viola divenuto
+grigio si faceva rapidamente fosco; l'armonia dei colori si dissolveva
+nel buio, il vento sibilava tra i rami e aggirava in terra le foglie a
+ballo tondo.
+
+Quando furono all'estremo limite, si baciarono di nuovo.
+
+E Nicla disse con voce ferma:
+
+--Fanciullo, vieni da me stanotte!
+
+Poi vedendo che il fanciullo si scolorava in volto, soggiunse
+imperiosa:
+
+--Ti aspetto!
+
+
+
+XXVII.
+
+Durante la notte, il vento aveva soffiato senza posa, adunando grosse
+nubi pesanti.
+
+Con un'occhiata al cielo, Nicla comprese che tra poco si sarebbe
+scatenato all'improvviso uno di quegli uragani brevi e furibondi, che
+danno al lago l'aspetto e la veemenza irresistibile d'un mare in
+tempesta.
+
+Discese per accompagnar Brunello alla stazione.
+
+Divorato come da una sottil febbre, trasfigurato e vacillante ancora
+di gioia, egli le andò incontro.
+
+Lo staffiere aspettava a pochi passi con la valigia.
+
+--Il mio treno s'incrocerà con quello che riconduce vostro
+marito,--fece Bruno ad alta voce.--Gli direte, ve ne prego, che io
+torno domani?
+
+--Gli dirò,--rispose Nicla.
+
+E quando furono in carrozza, si avvinghiarono per le mani con una
+stretta tenace.
+
+--Ti ricorderai di me, sempre?--interrogò Nicla.
+
+Egli la guardò attonito.
+
+--Perchè questa domanda? Non sarò di ritorno tra poche ore?
+
+--Rispondi!--ordinò Nicla.
+
+--Potessi vivere secoli,--rispose Brunello,--mai nulla e mai nessuno
+riuscirebbe a farti dimenticare.
+
+Ella sorrise contenta
+
+Era vestita d'un abito bianco leggero; quando aveva conosciuto
+Brunello, era tutta bianca; quando l'aveva ritrovato, era tutta
+bianca, chiusa nell'ermellino; e lasciandolo quel giorno, era tutta
+bianca. I suoi occhi sfavillavano.
+
+--Ricordati,--ella disse ancora,--ciò che mi hai giurato ieri sul
+tramonto.
+
+--Potrei dimenticare un giuramento, il primo giuramento che ti ho
+fatto?--rispose Brunello.
+
+Allorchè furono alla stazione, ed egli stava per salire sul treno, la
+donna seguitò a bassa voce:
+
+--Desidero baciarti.
+
+Si guardò intorno; la stazione era popolata di villeggianti in attesa
+del treno che doveva giungere da Milano.
+
+--È impossibile!--disse.
+
+E con voce in cui era tutto lo schianto d'un'anima, soggiunse:
+
+--Addio, Brunello; addio, bambino caro; addio, passione; piccolo fauno
+impertinente! Io sono felice!...
+
+--Io sono felice!--rispose Brunello,--a domani!
+
+Posò brucianti le labbra sulla mano di lei; poi dal treno salutò di
+nuovo più volte. Ella rispose, e stette a guardare le vetture nere che
+si dilungavano, che sparivano tra nugoli di vapore candido;
+impietrita, immobile, assorta, già fuori del mondo.
+
+Poi si volse.
+
+Il suo viso pareva rimpicciolito da un'espressione di dura volontà;
+gli occhi, perduto lo sfavillio di poco innanzi, avevano una luce
+raccolta e fosca.
+
+Scese dalla carrozza innanzi alla villa e si allontanò verso la
+darsena.
+
+Con una lucidità fredda, in cui si sentiva il pensiero lungamente
+preparato, entrò nella darsena, sciolse la _Saetta_, la piccola lancia
+nera che sopravanzava d'un solo palmo il pelo dell'acqua; afferrò i
+remi, e uscì al largo.
+
+Il tempo s'era rincupito; le nuvole parevano salir buie e gravi da
+dietro i monti come da una vasta fucina, e le acque cominciavano ad
+agitarsi, sotto il soffio del vento.
+
+Nicla guardò se nessuno fosse sulla spiaggia, che potesse scoprirla.
+La spiaggia era deserta.
+
+Allora vogò con forza per arrivare presto nel mezzo del lago; e vide
+che le venivano incontro ondate paurose, verdastre, coronate di spuma
+a guisa d'una ricca frangia. La _Saetta_ fu bruscamente sollevata in
+alto, una e due volte; poi imbarcò un'ondata a poppa.
+
+Era finita. Nicla sentì che s'inabissava.
+
+Incrociò le braccia e mormorò a fior di labbra:
+
+--Brunello! Amore mio!...
+
+
+XXVIII.
+
+La contessa Clara Dolores accolse il figliuolo molto gentilmente.
+
+Aveva accettato l'invito d'una famiglia amica, la quale si proponeva
+di compiere il giro del Cadore in automobile.
+
+--Ho voluto parlarti prima di partire,--ella disse a Brunello con
+insolita gravità.
+
+Era seduta nel salotto, fra valigie e bagaglie che doveva spedire per
+ferrovia.
+
+Brunello, scorgendo le sedie e la poltrona ancora sovraccariche di
+roba, vesti, libri e gingilli, prese posto sul coperchio d'un baule,
+come quando piccino teneva tra le braccia il Re moro e meditava
+intorno alle nequizie del mondo.
+
+--So che tu sei ospite di villa Barbano,--seguitò la contessa.
+
+--Sì, mamma,--rispose Brunello.--Sono corso qui a salutarti, e
+ritornerò domani sul lago.
+
+--Chi c'era in villa?--domandò Clara Dolores.
+
+--Nicla, suo marito, e la zia Amelia.
+
+--Sempre?
+
+--No. Ieri Gigi è tornato a Milano e ci ha lasciati soli. Stamane
+dev'essere tornato in campagna. Ma perchè mi domandi?
+
+--Vi ha lasciati soli,--ripetè la contessa.
+
+Esitava, quasi avesse qualche cosa di difficile a dire.
+
+--Mi hai presentato tu stesso il signor Barbano,--seguitò.--È un
+gentiluomo, e si sente che ti ama come un fratello.
+
+Bruno strinse le labbra, volgendo impacciato il capo a guardar fuori
+della finestra.
+
+--Non è vero?--riprese la contessa.
+
+--È vero!--confermò Bruno.--Come un fratello!
+
+Vi fu un breve silenzio. Clara Dolores esitava ancora. Infine si
+decise:
+
+--So che tu ami molto Nicoletta e che Nicoletta ti ama molto. Sarà
+oggi forse più bella di quando l'ho conosciuta. Ebbene, figlio mio, tu
+che sei onesto, devi allontanarti da lei....
+
+--Che cosa dici, mamma?--esclamò Bruno, quasi con un grido, alzandosi
+in piedi.--Sarebbe come se tu mi proponessi di strapparmi il cuore.
+
+--Lo so,--rispose Clara Dolores.--Ti propongo una cosa terribile. Ma a
+lei, a Nicoletta, io non posso parlare, e potessi anche, non dovrei.
+Non ne ho alcun diritto.
+
+Riflettè un istante, e quindi proseguì:
+
+--So anche dove andate: andate incontro a una passione che vi spezzerà
+tutti. Figliuolo mio, perdonami se ti dico questo. Nicoletta non saprà
+mai resistere. È stata sempre tua; non ha amato che te in tutti questi
+anni, ha posto come scopo della vita non la felicità sua propria, ma
+la tua. Ti si darà perchè ti appartiene, con la semplicità d'una donna
+che non può più ragionare. Tu devi salvarla. Non ritornerai sul lago.
+Non ritornerai più. Partirai oggi stesso con me. Darò io gli ordini.
+
+S'interruppe.
+
+Bruno le si era gettato ai piedi e le si aggrappava alle vesti come un
+bambino.
+
+--Mamma,--supplicò,--un giorno solo! Concedimi un giorno! Lascia ch'io
+la riveda, che le dica addio! Partirò con te poi, ti obbedirò; ma
+dammi l'ultima gioia, l'ultima disperazione di rivederla.
+
+Clara Dolores scosse il capo e aggiunse risolutamente:
+
+--No. Nemmeno un'ora! Sareste perduti! Tu sei già pazzo; lo sento
+nella tua voce. Ascoltami bene, Brunello. In qualunque altro caso e
+per qualunque altro uomo, io avrei fatto finta di non vedere e di non
+capire. La vita è lotta, e ciascuno si difenda come può. Ma Gigi
+Barbano ti ha gettato le braccia al collo, me lo hai raccontato tu
+stesso, e ti ha aperto la casa e ti ha dato il nome e i diritti d'un
+fratello. E io non posso sapere e tacere, indovinare e permettere. Non
+si tradisce l'ospitalità d'un uomo come il marito di Nicla.
+
+--Mamma, mamma,--interruppe Bruno, sempre inginocchiato innanzi alla
+contessa.--Tu non comprendi? Come potrei spiegare a Gigi la mia
+partenza subitanea? Gli ho promesso di tornare!
+
+--Spiegherò io. Scriverò io oggi stesso,--promise Clara Dolores.--Gli
+dirò che sono malata, che parto per una cura e che desidero averti con
+me. Scriverai anche tu la stessa cosa. Farò scrivere dal medico, se
+non basta, perchè tutto sia chiaro. Ma tornare laggiù, mai, neppure
+per un'ora! Non si tradisce un uomo come il tuo amico.
+
+Bruno si levò in piedi.
+
+--Sei implacabile!--disse.--Vuoi che Nicla e io moriamo.
+
+--Non morirete; sarà una spaventevole prova, ma ne uscirete
+vittoriosi,--rispose calma la contessa.--Lo dovete alla vostra
+coscienza e al vostro onore.
+
+--No, no, no!--disse Brunello, scuotendo il capo.--La coscienza,
+l'onore, sono parole: io non posso vivere senza Nicla, e Nicla non può
+vivere senza di me.
+
+La contessa si levò pianamente e avvicinatasi al giovane gli osservò:
+
+--Tu parli già come in delirio, figliuolo mio. Se tuo padre fosse qui,
+ti pregherebbe con me.
+
+--Mamma,--balbettò Bruno.--Il papà mi pregherebbe? Tu credi?
+
+--Ne sono certa,--disse Clara Dolores con fermezza.--Egli ha commesse
+molte leggerezze nella sua vita, e lo sappiamo, e ne è stato troppo
+punito. Ma io so che non avrebbe mai tradito l'ospitalità d'un amico.
+Egli sognava che tu fossi forte. E dov'è la tua forza, se non sai
+vincere una battaglia, una grande battaglia? Ti domando questo
+sacrificio in nome di tuo padre, che te ne sarebbe grato!
+
+E parlando, scrutava sul volto bianco e disfatto del figlio le fasi
+della lotta che s'era scatenata furiosa nel suo cuore.
+
+--E che varrà questo sacrificio,--disse Brunello a un tratto,--s'egli
+non lo saprà mai?
+
+--La pace della tua Nicla non varrà dunque nulla essa pure?--domandò
+la contessa.
+
+--Mamma, lascia ch'io la riveda,--implorò di nuovo Brunello.--Un
+giorno solo. Le dirò ciò che tu mi hai detto; la pregherò d'essere
+forte come sarò forte io.
+
+--Ah, bambino, e cadrete nelle braccia l'una dell'altro!--esclamò
+Clara Dolores.
+
+Quindi seguitò, inesorabile:
+
+--No, neppure un'ora, neppure un minuto! Vi rivedrete fra dieci
+anni!... Non credevo, Brunello, che nemmeno il pensiero di tuo padre
+riuscisse a piegarti.... È dunque una passione che non conosce più
+nulla di sacro e non s'arresta davanti a nulla?
+
+Bruno esitò ancora un istante; poi con uno sforzo supremo, dichiarò:
+
+--Ti obbedisco!
+
+E a capo basso uscì, allontanando dolcemente sua madre che aveva
+aperto le braccia per serrarlo sul petto. Ma quando giunse nello
+studio, sentì che precipitava in un abisso.
+
+Nicla era stata sua la notte prima. Ed egli fuggiva? E come confessare
+a sua madre che ormai era troppo tardi, ch'egli non poteva abbandonare
+una donna, la quale gli aveva dato l'ultima, la più grande,
+indimenticabile prova del suo amore?
+
+Seduto innanzi al tavolino, con la penna appuntata sulla carta,
+cercava invano una parola, una frase, che non fossero vili....
+
+Udì battere discretamente all'uscio.
+
+--Avanti!--disse.
+
+Entrò il Salapolli.
+
+--È arrivato un telegramma per lei, conte,--egli annunziò.
+
+--Sarà Gigi,--rispose Brunello,--che insiste perchè non manchi domani.
+Leggi pure.
+
+E tornò a cercar nella mente una frase, una parola, che non fossero
+vili; ma non udendo più voce dal Salapolli, girò il capo verso di lui,
+e lo vide bianco, terreo, muto, col telegramma aperto nelle mani
+tremanti.
+
+Gli fu sopra d'un balzo, gli strappò il telegramma dal pugno. Cinque
+parole.
+
+«Nicla annegata. Vieni subito. Gigi».
+
+La sua bocca si aperse a un grido rauco, che somigliava all'urlo d'una
+belva ferita a morte; e battendo l'aria con le braccia, Brunello
+Traldi precipitò al suolo, di schianto.
+
+
+
+XXIX.
+
+Bruno Traldi fu per più mesi ammalato, e vegliarono al suo capezzale
+la madre e il vecchio Salapolli.
+
+Il male era strano; una invincibile malinconia struggeva il giovane;
+di tanto in tanto i medici esponevano una teoria nuova e prescrivevano
+una nuova cura. Brunello non potè salvarsi dai medici e dai mali che
+grazie alla sua fresca età.
+
+Era condannato a vivere; aveva promesso di vivere, solennemente.
+
+E il sacrificio di Nicla sarebbe stato vano, s'egli dalla vita non
+avesse tratto forza a lavorare e a gettar qualche luce su quel nome
+dei Traldi di San Pietro, il quale era stato caro a lui quanto alla
+sua amica scomparsa.
+
+Entrato appena in convalescenza, si mise all'opera; e diciotto mesi
+dopo il giorno di sventura, il libro di Bruno Traldi vide la luce.
+
+Aveva da lungo tempo imaginato un poema, un romanzo di gioia e di
+fede; e inesorabilmente doveva creare un poema di sconfinata angoscia.
+
+L'umanità cieca che s'avvolge a spirale su sè stessa come s'avvolge il
+serpe in numerosi anelli; le schiere bestiali di gente nata a far
+folla e a brulicare come una verminaia; le illusioni di coloro i quali
+credono alla gloria, rumore di cento anni, e lottano per trovar posto
+fra gli eletti, che formano essi medesimi una folla di cui tutti in
+breve si dimenticano; il galoppo incessante di popoli e di razze che
+conclude in un baratro, nel nulla; l'inutilità fatale dell'opera e
+l'inutilità fatale dell'ozio: questo era il quadro, in cui si
+muovevano i suoi personaggi. E si muovevano con franchezza, condotti
+da mano maestra. Egli aveva sì precocemente e intensamente vissuto e
+dentro gli occhi portava tante diverse visioni del mondo, che
+un'acerba esperienza e un penetrante spirito d'osservazione avevan
+potuto dettargli pagine stupende per verità e per colore.
+
+Fu prima un susurro intorno al libro, poi un fracasso insostenibile.
+
+Dissero alcuni che non si trattava d'un poema ma d'un romanzo; dissero
+altri che non si trattava d'un romanzo ma d'un poema; e non potendo
+classificarlo esattamente, i critici s'irritarono. In nome della
+virtù, non pochi si scagliarono contro il giovane frollo e sfiduciato
+che invece di infiammar le genti, le scorava, invece di drizzar
+l'ingegno straordinario a predicar qualche fede, adunava tutte le sue
+forze a seminar lagrime e disperazione.
+
+Menava una guerra sorda e tenace contro di lui Duccio Massenti; il
+quale andava scalmanandosi per l'immoralità del libro, immorale non di
+quella immoralità sciocca e villana che consiste nelle scene e nelle
+parole e che il pubblico fugge; ma di una immoralità congenita, senza
+farmaco possibile, ch'era in tutta la sostanza dell'opera, nel sangue
+e nel midollo. E un articolo, certo inspirato da Duccio Massenti,
+faceva qualche allusione alla vita dell'autore, ai disordini di cui
+era stato testimonio, a una passione cupa tragicamente finita, di cui
+era stato protagonista; allusioni coperte, esposte con prudenza, che
+Bruno e i suoi intimi potevano comprendere e che sfuggivano agli
+altri.
+
+Bruno Traldi lesse l'articolo e sorrise di dispregio.
+
+--Nicla me lo aveva detto,--confidò al Salapolli.--Duccio Massenti
+sarebbe diventato un mio nemico mortale. Egli voleva sposare Nicla,
+poi diventar padrone di casa mia, poi consigliarmi e condurmi; e
+perchè nessuno di questi tre fini gli è riuscito, mi odia.
+
+--La signora benedetta,--rispose il Salapolli,--non aveva previsto
+però, e nessuno poteva prevederlo, che Duccio Massenti sarebbe stato
+anche un imbecille; perchè nulla giova meglio a un libro e a un autore
+che le polemiche, le ingiurie e le accuse.
+
+Bruno alzò le spalle.
+
+Il rumore saliva; molti critici confessavano d'essere innanzi a un
+ingegno strapotente, il quale cominciava con la sicurezza d'un
+maestro. Nessuno voleva credere che l'autore non contasse per anco
+ventidue anni, e un giornale ne pubblicò il ritratto.
+
+Si leggevano in quel volto chiaro dalle linee ferme e dal mento breve
+un'anima amara e una volontà ostinata; e tuttavia la giovinezza, una
+giovinezza senza sorriso, era nella persona dritta come uno stelo e
+pronta a scattare in corsa.
+
+Il pubblico si gettò sul libro con avidità; e il libro avvelenò molte
+anime ignare; il tossico ch'era in tutta la vita di Bruno Traldi
+serpeggiava, entrava nelle fibre, recideva i nervi.
+
+Solo, vicino a Bruno Traldi, in un cantuccio, stava il vecchio
+Salapolli, che s'ubbriacava di quel trionfo come d'un liquore
+portentoso; in silenzio, perchè Bruno non voleva udirne parlare.
+
+Onde il Salapolli ne parlava qualche volta con la contessa. Diceva:
+
+--È la gloria. È il genio.
+
+E batteva le palpebre quasi non avesse potuto sostener la luce che
+sfolgorava intorno alla figura del diletto alunno. E con gli occhi
+umidi soggiungeva:
+
+--Se il conte Fabiano potesse comprendere!... Quale consolazione ne
+avrebbe!... Come sarebbe superbo!
+
+Ma un giorno la contessa Clara Dolores scosse il capo.
+
+Ella aveva da tempo rinunziato ai piaceri del mondo per stare a fianco
+del figliuolo, a cui prodigava un tesoro di materna sollecitudine.
+
+E scosse il capo, e rispose:
+
+--Voi mi fate paura, caro amico. La gloria e il genio non hanno dato
+mai, a chi doveva portarne il peso, se non dolore. Io vorrei che mio
+figlio non avesse gloria, non avesse genio; e che la vita gli
+sorridesse, come sorride agli ignoti e ai mediocri.
+
+
+
+
+XXX.
+
+
+Bruno Traldi era passato indifferente attraverso altri frastuoni. E
+neppur la vittoria lo commoveva, quasi ne fosse stato sempre certo.
+
+Fuggiva quanto era possibile il mondo. La sua vita oscillava tra la
+tomba dei vivi in cui suo padre vegetava ancora, e la tomba battuta
+dal vento e dalla neve e dalla pioggia e lambita dal sole, in cui era
+stata composta la salma di Nicla.
+
+Andava spesso a trovarla, e la raccomandava amorosamente al guardiano
+perchè nulla le mancasse intorno.
+
+Chiedeva a quella memoria la forza di vivere, come aveva giurato.
+
+Dandosi a lui per sempre, Nicla gli aveva gettato ai piedi l'aulente
+corona della vita. Ed egli gettava ai piedi della cara ombra la corona
+intossicata della gloria.
+
+Ma assorto innanzi alla candida tomba, gli era avvenuto più volte di
+stendere le braccia nel vuoto, mentre le sue labbra susurravano il
+ritornello che il vecchio maestro cantava a lui bambino:
+
+«Tu dormi alle mie grida disperate--E il gallo canta e non ti vuoi
+svegliare».
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+
+
+
+End of Project Gutenberg's La freccia nel fianco, by Luciano Zùccoli
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA FRECCIA NEL FIANCO ***
+
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+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive)
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
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+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
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+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
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+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
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+Foundation as set forth in Section 3 below.
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+1.F.
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+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
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+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
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+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
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+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
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+ gbnewby@pglaf.org
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+
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+Literary Archive Foundation
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+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
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+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
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+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
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+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
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+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
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+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
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+No investigation has been made concerning possible copyrights in
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