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+The Project Gutenberg EBook of Opere, by Giovanni Berchet
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Opere
+ Vol. 2: scritti critici e letterari
+
+Author: Giovanni Berchet
+
+Editor: Egidio Bellorini
+
+Release Date: December 12, 2006 [EBook #20094]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK OPERE ***
+
+
+
+
+Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(Images generously made available by Editore Laterza and
+the Biblioteca Italiana at
+http://www.bibliotecaitaliana.it/ScrittoriItalia)
+
+
+
+
+
+Nota di trascrizione:
+ _corsivo_
+ __spazieggiato__
+ |maiuscoletto|
+ {piccolo}
+
+
+
+
+
+ SCRITTORI D'ITALIA
+
+
+ G. BERCHET
+
+ OPERE
+
+ II
+
+
+
+
+ GIOVANNI BERCHET
+
+
+ OPERE
+
+ A CURA DI
+ EGIDIO BELLORINI
+
+ VOLUME SECONDO
+
+ SCRITTI CRITICI E LETTERARI
+
+
+ BARI
+
+ GIUS. LATERZA & FIGLI
+ TIPOGRAFI-EDITORI-LIBRAI
+ 1912
+
+
+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA
+ LUGLIO MCMXII--31762
+
+
+[p.1]
+
+
+
+
+I
+
+LETTERA
+
+|sul dramma «Demetrio e Polibio» cantato nel teatro Carcano|
+
+
+ Di Milano, il dí 27 luglio 1813.
+
+Non ho fatto risposta prima d'ora alla tua dimanda intorno al merito
+dell'opera seria _Demetrio e Polibio_, perché il giudicio mio in
+fatto di musica, non potendo io derivarlo, come sai, da conoscenza
+alcuna dell'arte, sarebbe forse parso intempestivo anche a me
+medesimo, se per indurmi a proferirlo avessi stimato sufficiente il
+suffragio delle prime sensazioni del cuor mio. E però, non
+contentandomi io di quello, mi parve di dover aspettare che il voto
+del cuore, per la ripetizione continuata ed uniforme delle stesse
+sensazioni, pervenisse ad ottenere anche la fredda approvazione della
+mente.
+
+Se primo adunque e forse unico istituto della musica gli è quello
+d'impadronirsi rapidamente dei cuori umani e di dirigerne e
+travolgerne ad arbitrio assoluto di lei gli affetti; se il terrore, se
+la pietá, se l'amore, se la téma e la gioia si sollevano a vicenda
+dentro di me e mi agitano fortemente, appunto quando il maestro intese
+di volere suscitare in me queste passioni; se manifestissimi segni mi
+convincono che la medesima commozione che io provo è sempre e con gli
+stessi mezzi destata né piú né meno viva nell'universalitá degli
+spettatori, a segno di togliermi affatto ogni dubbio che ella possa
+prodursi in me solamente, o per ignota e bizzarra disposizione di
+fibre, per una [p.2] debolezza non comune di anima, o per certe troppo
+squisite attitudini a sentire, alle quali m'abbia disposto forse
+malamente una peculiare educazione; e se infine dal maggiore o minore
+conseguimento d'affetti è lecito far paragone fra una musica e
+l'altra, e il misurarne cosí la bontá positiva di ciascheduna non è
+logica strana; io sprezzerò con ardimento deliberato qualsivoglia
+anatema dei pedanti dell'arte musica, e quantunque non iniziato ne'
+loro misteri, non grave il capo di crome e biscrome, giurerò
+solennemente a te, e teco, se ti aggrada, anche al pubblico intero,
+che il signor Rossini quando dettava quest'opera era quasi certamente
+ispirato da un genio buono.
+
+Modellando il signor Rossini l'arte sua al vero gusto italiano, si
+sgabellò delle astruse metafisiche di molti degli oltramontani; e
+lasciando che a loro tenga luogo d'ogni altro senso l'orecchio, vide
+che in Italia v'erano anche de' bisogni nel cuore, e questi studiò di
+appagare; vide che se la sola armonia bastava all'udito, ella non
+bastava però a conseguire quel fine a cui egli mirava, ed a lei
+saviamente accoppiò la cantilena; vide che la persuasione è operata
+dalla continuitá del pensiero e, certo egli di possedere profondamente
+la scienza musica, non si curò di farne uso vano e puerile, ma
+maneggiandola da padrone allungò i suoi pensieri in modo da schivare
+le tante e ricercate spezzature, delle quali pare che vadano
+innamorati i moderni eruditi dell'arte; vide che il suono degli
+strumenti, quando sia unito al canto, non può ragionevolmente
+affettare il primato, ma sí bene deve a quello sottostare
+pazientemente, e non si diede perciò a seppellire la dolcezza delle
+voci umane nella tempesta dei timpani e nello stridore delle corde e
+dei chiarini; vide egli insomma tutto quello di cui si erano accorti
+prima di lui e Pergolesi e Iomelli e Cimarosa e Paesiello e,
+rispettandone l'ombre senza seguirle servilmente, si aprí una via alla
+gloria. E se vago, com'egli è, dell'aver semplicitá, pur non ebbe il
+coraggio di inimicarsi del tutto i cacciatori dei ghirigori musicali,
+bisogna almeno confessare che nel placar di frastagli e ricami quella
+divinitá egli fu scarso assai ne' suoi sagrifici. Fortunato
+giovinetto, e fortunati noi pure, se le meritate lodi, delle quali lo
+onorano [p.3] i suoi paesani, varranno a mantenerlo ostinato nel suo
+proposito e ad irritare sempre piú nell'animo di lui quella sete di
+fama che io vorrei necessariamente insaziabile ed eterna nei grandi
+ingegni, ma che però con danno universale si spegne talvolta per colpa
+della facile contentabilitá giovanile.
+
+Ora immáginati, amico mio, una musica quale noi la invocammo tante
+volte, allorché uscivamo di teatro inveleniti contro la crescente
+barbarie dei tempi nostri e stanchi di bestemmiarla. Que' precetti,
+che allora venivano dettati da noi, non erano per comune nostra
+fortuna uditi da altra anima vivente che ne potesse redarguire la
+troppa presunzione; e come ignote a noi sono le regole dell'arte
+musica, e cosí rimanevano ignoti agli altri i delíri nostri intorno a
+lei. Ma io intanto scommetto che il signor Rossini pensò forse piú
+ordinatamente, ma non diversamente certo di quello che noi facessimo.
+E però ti so dire che i desidèri nostri sono oggimai per grazia di lui
+avverati pienamente.
+
+Immáginati, dico, una tale musica, cantata con maestria inestricabile
+da due care voci femminili le piú simpatiche che tu possa desiderare,
+da un baritono destro nel mestiere suo quanto basti per poter
+secondare ottimamente ogni piú ardito professore e mantenere
+armoniosissimo ed esatto qualsivoglia concento a cui egli si
+frammetta, e da un tenore poi il quale ha tutte in pronto le piú
+recondite dottrine dell'arte e le vie tutte della seduzione e che, ad
+una rara e somma energia d'animo e ad una robustezza non comune di
+petto congiungendo un delicatissimo sentimento del bello, sa con fina
+disinvoltura riparare le onte che gli anni devono per natural legge
+aver recate alla sua voce. Le quali onte però se non isfuggono, come
+che lievi, all'udito del conoscitore, non offendono per nulla l'animo
+di lui. E tanto è il predominio del buon gusto sul brio ineducato de'
+soliti cantori nostri, che ogni spettatore d'indole appena appena non
+triviale non si lascerebbe indurre cosí di leggieri a rinunziare, per
+le lusinghe della fresca voce d'un giovinotto, alle diverse lusinghe
+colle quali quest'uomo ne riduce alla memoria il bel metodo antico dei
+recitativi, e ne mostra [p.4] com'egli intenda e senta sempre ciò
+ch'egli dice, e n'insegna l'utilitá del sillabare con esattezza le
+parole, e ne dispiega una acuta cognizione de' recessi piú riposti del
+cuore umano e lo zelo costante con cui egli si propose di parlare a
+lui e d'intenerirlo, anziché farsi a correr dietro alla smania volgare
+di rendersi ammirato per dovizia di arzigogoli e trilli. Vieni ad
+udirlo, amico mio, e non appena avrai cominciato a gemere di non
+averlo potuto ascoltare nella sua gioventú, che giá vinto dal piacere
+presente dimenticherai affatto le ipotesi, ed una forza segreta ti
+scambierá sul labbro la prima esclamazione: «Quale sará stato egli
+mai!», nell'altra piú sentita: «Quale egli è mai costui!»
+
+Non contento però il signor Mombelli di allettarne giá tanto colle sue
+belle maniere musicali, volle valersi anche d'un altro mezzo
+astutissimo onde trarre a sé la nostra riconoscenza, e seppe rifarci
+perfino del poco decadimento della sua voce. Avvedutosi egli di quanto
+la natura era stata in ciò liberale colle due sue figliuole, educò con
+vero amore paterno e con sí appassionato studio le floride voci di
+quelle gentili giovinette, che lo spirito del padre, versandosi tutto,
+per cosí dire, nelle anime novelle delle fanciulle, tornò a giovinezza
+e si adornò di ben altri vezzi e di ben altre ed infinite soavitá.
+Davvero mi bisognerebbe tutta l'abilitá dell'Albano per poter trovar
+modo onde darti ad intendere di quante ridenti idee m'abbiano inondata
+la memoria, di che dolcezza m'abbiano inebriato il cuore queste due
+vergini grazie. Ti ricordi, carissimo amico, quell'ultima lettera
+ch'io ti scriveva due mesi fa? Quella lettera riboccava di fantasie
+tutte negre, come l'anima mia era allora, piena zeppa di amarezze e
+travagliata dalla noia della vita, terribilissima delle umane
+sciagure. Oh se mi vedessi ora! Se vedessi come m'abbia guarito lo
+spirito questa magica operetta! Fa' conto che in vita mia non mi
+sovviene d'aver mai tanto benedetta l'esistenza come a questi dí. Mi
+sono riconciliato con me medesimo e cogli uomini; ed ora l'universo mi
+sorride innanzi seminato tutto di rose. Ed ogni oggetto che mi si
+affaccia io lo credo partecipe della mia gioia; ed ogni suono mi par
+l'eco che ripeta colla divina cantilena:
+
+[p.5]
+
+ Questo cor ti giura amore,
+ mia speranza, mio tesoro.
+
+E come l'anima si commove tutta, io me la sento dalle sedi segrete
+rispondere:
+
+ Questo cor ti giura amore,
+ mia speranza, mio tesoro.
+
+Mille volte ho desiderata la tua compagnia. Mille volte ho desiderato
+di dividere con te questo diletto di paradiso. Che importerebbe a noi
+del sogghigno di quelle mute fisonomie calcolatrici, su cui non
+isbalza mai una scintilla dell'anima?
+
+Invidieremo forse noi a costoro il letargo che gli assidera, noi che
+piú che per la mente viviamo pel cuore? Che se voi, o freddi filosofi,
+mi togliete queste care illusioni, questa violenza di emozioni, io
+offro alla vostra scure anche il collo mio, e vi cedo tosto e di buon
+grado la vita, per la pace del sepolcro: ma s'ella precede la morte,
+io l'abborro.
+
+Ma tu forse sospetterai che a tanto incantesimo contribuisca non poco
+l'aspetto della bellezza e delle tante attrattive della gioventú.
+Maligno animo! Io ti confesso candidamente che le due ragazze Mombelli
+ebbero entrambe propizia assai la venustá, e che la minore di esse,
+per quanto appare dalle scene, unendo ad un volto animatissimo e ad un
+par d'occhi leggiadri un sorriso tutto serenitá ed una certa ingenua
+lindura di modi, non riescirebbe vano soggetto di studio a quel
+pittore che colla contemplazione di vari modelli naturali volesse
+arricchirsi la mente d'immagini delicate ed arrischiarsi di ridurre a
+umane forme l'idea astratta dell'amabilitá. Tu però, in compenso della
+sinceritá mia, accetta per sacrosanto il giuramento che ti fo d'avere
+io scrupolosamente poste ad analisi le mie sensazioni, d'averne
+investigato l'origine, e d'aver trovato che questo piacevole
+entusiasmo che mi rapisce è generato dalla dolcezza tutta nuova della
+voce di lei che tiene assai del contralto e che, senza svagarsi,
+piomba diritto sui cuori altrui e se ne impadronisce; poi dal metodo
+semplice, ma affettuoso, ma pieno di [p.6] veritá, con cui ella
+canta. I dotti nell'arte ravvisano forse piú vasta conoscenza di
+musica e piú agilitá di voce nella maggiore delle fanciulle. E le
+belle milanesi, che si piegano al parere dei dotti per mantenersi
+anch'esse riputazione di dottrina e che, placidamente leziose,
+infastidiscono il cantar piano, a lei dánno la palma. Ma il piú degli
+uomini, che non sono né belli né dotti, ammirano e lodano la signora
+Ester, e si lasciano vincere dal canto della signora Annetta. Se poi
+la musica sia fatta per dilettare i dotti soltanto o sí bene tutta
+l'umana razza, s'ella debba giudicarsi dagli effetti generali o da'
+particolari, io non so, né vorrei dirlo ora se lo sapessi. Bensí mi è
+caro il vedermi confortato nell'opinione mia dall'applauso con cui è
+festeggiata sempre la signora Annetta dalle persone tutte che,
+venerando la ragione dell'intelletto, cedono pure alla prepotenza
+della ragione del cuore.
+
+Non per questo vorrei però io scompagnate mai le due angeliche
+cantatrici; ché anzi, giovandosi elle a vicenda mirabilmente, l'una
+all'altra a vicenda porge tratto tratto occasione onde far in piú
+lucida guisa spiccare la propria maestria. Ed unite poi, perfettissimo
+accordo, ne risulta quella armoniosa voluttá che si spande sugli animi
+degli uditori, e a poco a poco li induce all'oblio intero delle cure
+moleste ed al sentimento carissimo della loro origine celeste.
+
+Dio vi benedica entrambe, o creature gentili; e mandi sul capo vostro
+mille felicitá, e vi conservi, colla domestica virtú e colla bella
+onestá dei costumi vostri, il diritto di meritarvele sempre maggiori.
+Dio vi benedica entrambe; e le sorti sieno feconde di prosperitá verso
+dei parenti vostri, quantunque a loro sia giá invidiatissima delizia
+la compiacenza di avervi allevato tanto bene.
+
+E tu, amico mio, sbrigati di far presto quello che devi fare costí; e
+corri per caritá a Milano prima che si chiudano nuovamente le porte
+del teatro Carcano. Io non ti dico che tu ci avrai di che pascerti gli
+occhi nello splendore delle decorazioni e nello sfarzo delle vesti;
+perché la veritá è che ve n'ha proprio una penuria men che decente, né
+tu sei ragazzotto da [p.7] gongolare di sí fatte baie. Non ti dico
+che tu ci vedrai la recita di belli versi, sebbene il libretto non
+debba invero temere di venire al paragone con tanti del moderno teatro
+nostro. Ma se per lo stile esso tiene dietro rigorosamente ai vestigi
+di alcuni dolcissimi pseudo Metastasi della Scala, s'è posto però un
+tantino al disopra delle Signorie Loro, per certa chiarezza e
+semplicitá d'argomento, per certa ragionevolezza di condotta e per
+l'introduzione non infelice dei cosí detti «colpi di scena» e delle
+«situazioni teatrali». Aggiungasi che chi lo scrisse merita poi
+facilmente da te, che sei buon femminiero per la vita, un qualche
+compatimento. Oh guarda il furfantaccio come egli straluna gli occhi
+per la curiositá di saperne l'autore! Indovinalo tu: e se non te ne
+basta l'animo, strabilia e trasusa quanto piú vuoi; ma sappi che l'ha
+composto la signora Vincenza Mombelli, la madre istessa delle due
+fanciulle. E se i servi cortigiani di Nerone sagramentavano essere
+nobilissimi i versi di quel tiranno, tu, che ti vanti cortigiano e
+servo d'un'altra tirannia meno austera, smetti, per Dio, gli occhiali
+e non mi far tanto lo schizzinoso su questo libretto.
+
+In compenso però di alcune poche mancanze, tu troverai dei piaceri piú
+veri e piú durevoli. E proverai siccome ella sia proprio una
+consolazione il vedere che i concittadini nostri ritengono pur
+tuttavia una gran dose di buon senso, e che eglino accorrono sempre in
+folla al teatro Carcano, quasi bramosi di espiare con ciò i lunghi
+traviamenti, pei quali diedero non ha guari tanta materia di scandalo
+in altro teatro. E sta' certo poi che il canto della signora Annetta
+ti sanerá appieno quella piaguzza da cui devi sentirti lacerare il
+cuore nel separarti per alcun tempo da codesta tua innamorata.
+Poveretta! salutala per nome mio, ma non le dire che, se tu vieni a
+Milano, io tremo davvero per certo presagio a lei poco felice. Sta'
+sano intanto ed amami.
+
+Il tuo N. N.
+
+[p.8][p.9]
+
+
+
+
+II
+
+|Sul «Cacciatore feroce» e sulla «Eleonora» di Goffredo Augusto Bürger|
+|Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo|
+
+
+Figliuolo carissimo,
+
+M'ha fatto maraviglia davvero che tu, convittore di un collegio, ti
+dessi a cercarmi con desiderio cosí vivo una traduzione italiana di
+due componimenti poetici del Bürger. Che posso io negare al figliuolo
+mio? Povero vecchio inesercitato, ho penato assai a tradurli; ma pur
+finalmente ne sono venuto a capo.
+
+In tanta condiscendenza non altro mi stava a cuore che di farti
+conoscere il Bürger: però non mi resse l'animo di alterare con colori
+troppo italiani i lineamenti di quel tedesco; e la traduzione è in
+prosa. Tu vedi che anche col fatto io sto saldo alle opinioni mie; e
+la veritá è che gli esempi altrui mi ribadiscono ogni dí piú questo
+chiodo. Non è per altro ch'io intenda dire che tutto tuttoquanto di
+poetico manda una lingua ad un'altra s'abbia da questa a tradurre in
+prosa. Nemico giurato di qualunque sistema esclusivo, riderei di chi
+proponesse una legge siffatta, come mi rido di Voltaire che voleva che
+i versi fossero da tradursi sempre in versi. Le ragioni che devono
+muovere il traduttore ad appigliarsi piú all'uno che all'altro partito
+stanno nel testo, e variano a seconda della diversa indole e della
+diversa provenienza di quello.
+
+Tutti i popoli, che piú o meno hanno lettere, hanno poesia. Ma non
+tutti i popoli posseggono un linguaggio poetico separato dal
+linguaggio prosaico. I termini convenzionali per l'espressione del
+bello non sono da per tutto i medesimi. Come la squisitezza nel modo
+di sentire, cosí anche l'ardimento nel modo di dichiarare poeticamente
+le sensazioni è determinato presso [p.10] di ciaschedun popolo da
+accidenti dissimili. E quella spiegazione armoniosa di un concetto
+poetico, che sará sublime a Londra od a Berlino, riescirá non di rado
+ridicola se ricantata in Toscana.
+
+Ché se tu mi lasci il concetto straniero ma, per servire alle
+inclinazioni della poesia della tua patria, me lo vesti di tutti panni
+italiani e troppo diversi da' suoi nativi, chi potrá in coscienza
+salutarti come autore, chi ringraziarti come traduttore?
+
+Colla prosa la faccenda è tutt'altra; da che allora il lettore non si
+dimentica un momento mai che il libro ch'ei legge è una traduzione, e
+tutto perdona in grazia del gusto ch'egli ha nel fare amicizia con
+genti ignote e nello squadrarle da capo a piedi tal quali sono. Il
+lettore, quand'ha per le mani una traduzione in verso, non sempre può
+conseguire intera una tale soddisfazione. La mente di lui, divisa in
+due, ora si rivolge a raffigurare l'originalitá del testo, ora a
+pesare quanta sia l'abilitá poetica del traduttore. Queste due
+attenzioni non tirano innanzi molto cosí insieme; e la seconda per lo
+piú vince, perché l'altra, come quella che è la meno direttamente
+adescata e la meno contentata, illanguidisce. Ed è allora che chi
+legge si fa schizzinoso di piú; e come se esaminasse versi originali
+italiani, ti crivella le frasi fino allo scrupolo.
+
+Chi porrá mente alle circostanze differenti che rendono differente il
+modo di concepire le idee e verrá investigando le origini delle varie
+lingue e letterature, troverá che i popoli, anche per questo lato,
+hanno tra di loro de' gradi maggiori o minori di parentela. Da ciò
+deriverá al traduttore tanto lume che basti per metter lui sulla buona
+via, ov'egli abbia intenzione conforme all'obbligo che gli corre,
+quella cioè di darci a conoscere il testo, non di regalarcene egli uno
+del suo.
+
+Il signor Bellotti imprese a tradurre Sofocle; e prima ancora che
+comparisse in luce quell'esimio lavoro, chi sognò mai che egli si
+fosse ingannato nella scelta del mezzo, per avere pigliato a condurre
+in versi la sua traduzione?
+
+Per lo contrario vedi ora, figliuolo mio, se io ti abbia vaticinato il
+falso quando ti parlai tempo fa d'una traduzione del [p.11] teatro di
+Shakespeare, prossima allora ad uscire in Firenze. Il signor Leoni ha
+ingegno, anima, erudizione, acutezza di critica, disinvoltura di
+lingua italiana, cognizione molta di lingua inglese, tutti insomma i
+requisiti per essere un valente traduttore di Shakespeare. Ma il
+signor Leoni l'ha sbagliata. I suoi versi sono buoni versi italiani.
+Ma che vuoi? Shakespeare è svisato; e noi siamo tuttavia costretti ad
+invidiare ai francesi il loro Letourneur. E sí che il signor Leoni
+bastava a smorzarcela affatto questa invidia!
+
+Di quanti altri puntelli potrebbesi rinfiancare questo argomento, lo
+sa Dio. Ma perché sbracciarmi a dimostrare che il fuoco scotta? Chi
+s'ostina a negarlo, buon pro per lui!
+
+E non occorre dire che la lingua nostra non si pieghi ad una prosa
+robusta, elegante, snella, tenera quanto la francese. La lingua
+italiana non la sapremo maneggiare con bella maniera né io né tu,
+perché tu sei un ragazzotto ed io un vecchio dabbene e nulla piú; ma
+fa' ch'ella trovi un artefice destro, ed è materia da cavarne ogni
+costrutto. Ma questa materia non istá tutta negli scaffali delle
+biblioteche. Ma non lá solamente la vanno spolverando que' pochi
+cervelli acuti che non aspirano alla fama di messer lo Sonnifero.
+
+In Italia qualunque libro non triviale esca in pubblico incontra bensí
+qua e lá qualche drappelletto minuto di scrutinapensieri, che pure non
+lo spaventano mai con brutto viso, perché genti di lor natura savie e
+discrete. Ma poveretto! eccolo poi dar nel mezzo ad un esercito di
+scrutinaparole, infinito, inevitabile e sempre all'erta e prodigo
+sempre d'anatemi. Però io, non avuto riguardo per ora alla fatica che
+costano i bei versi a tesserli, confesso che qui, tra noi, per
+rispetto solamente alla lingua, chiunque si sgomenta de' latrati dei
+pedanti piglia impresa meno scabra d'assai se scrive in versi e non in
+prosa. Confesso che per rispetto solamente alla lingua e non ad altro,
+tanto nel tradurre come nel comporre di getto originale, il montar su'
+trampoli e verseggiare costa meno pericoli. Confesso che allo
+scrittore di prose bisogna studiare e libri e uomini e usanze;
+perocché altro è lo stare ristretto a' confini determinati [p.12] di
+un linguaggio poetico, altro è lo spaziarsi per l'immenso mare di una
+lingua tanto lussuriante ne' modi, e viva e parlata ed alla quale non
+si può chiudere il vocabolario, se prima non le si fanno le esequie.
+Ma lo specifico vero per salire in grido letterario è forse
+l'impigrire colle mani in mano, e l'inchiodar se stessi sul
+vocabolario della Crusca, come il giudeo inchioda sul travicello i
+suoi paperi perché ingrassino?
+
+No no, figliuolo mio, la penuria che oggidí noi abbiamo di belle prose
+non proviene, grazie a Dio, da questo che la lingua nostra non sia
+lingua che da sonetti. Fa' che il tuo padre spirituale ti legga la
+parabola dei talenti nell'evangelista; e la santa parola con quel
+«_serve male et piger_» ti snebbierá questo fenomeno morale.
+
+Ora, per dire di ciò che importa a te, sappi, o carissimo, che i
+lirici tedeschi piú rinomati, parlo della scuola moderna, sono tre: il
+Goethe, lo Schiller e il Bürger. Quest'ultimo, dotato di un sentire
+dilicato ma d'un'immaginazione altresí arditissima, si piacque spesso
+di trattare il terribile. Egli scrisse altre poesie sull'andare del
+_Cacciatore feroce_ e della _Eleonora_; ma queste due sono
+le piú famose. lo credo di doverle chiamare «romanzi»; e se il
+vocabolo spiacerá ai dotti d'Italia, non farò per questo a
+scappellotti colle Signorie Loro.
+
+Poesie di simil genere avevano i provenzali; bellissime piú di tutti e
+molte ne hanno gli inglesi; ne hanno gli spagnuoli; altre e d'altri
+autori i tedeschi; i francesi le coltivavano un tempo; gli italiani,
+ch'io sappia, non mai: se pure non si ha a tener conto di leggende in
+versi congegnate non da' poeti letterati, ma dal volgo, e cantate da
+lui; fra le quali quella della _Samaritana_ meriterebbe forse il
+primato per la fortuna di qualche strofetta. Non pretendo con ciò di
+menomare d'un pelo la reputazione di alcuni «romanzi» in dialetti
+municipali; perché, parlando di letteratura italiana, non posso aver
+la mira che alla universale d'Italia[1].
+
+[p.13]
+
+Il Bürger portava opinione «che la sola vera poesia fosse la
+popolare». Quindi egli studiò di derivare i suoi poemi quasi sempre da
+fonti conosciute e di proporzionarli poi sempre con tutti i mezzi
+dell'arte alla concezione del popolo. Anche delle composizioni che ti
+mando oggi tradotte, l'argomento della prima è ricavato da una
+tradizione volgare, quello della seconda è inventato, imitando le
+tradizioni comuni in Germania; il che vedremo in séguito piú
+distesamente. Anche in entrambi questi componimenti v'ha una certa
+semplicitá di narrazione, che manifesta nel poeta il proponimento di
+gradire alla moltitudine.
+
+Forse il Bürger, com'è destino talvolta degli uomini d'alto ingegno,
+trascorreva in quella sua teoria agli estremi. Ma perché i soli uomini
+d'alto ingegno sanno poi di per se stessi ritenersene giudiziosamente
+nella pratica, noi, leggendo i versi del Bürger, confessiamo che
+neppure il dotto vi scapita, né ha ragione di dolersi del poeta.
+L'opinione nondimeno che la poesia debba essere popolare non albergò
+solamente presso del Bürger, ma a lei s'accostarono pur molto anche
+gli altri poeti sommi d'una parte della Germania. Né io credo
+d'ingannarmi dicendo ch'ella pende assai nel vero. E se, applicandola
+alla storia dell'arte e pigliandola per codice nel far giudizio delle
+opere dei poeti che furono, ella può sembrare troppo avventata
+(giacché al [p.14] Petrarca, a modo d'esempio, ed al Parini, benché
+rade volte popolari, bisogna pur fare di cappello), parmi che,
+considerandola come consiglio a' poeti che sono ed ammettendola con
+discrezione, ella sia santissima. E dico cosí, non per riverenza
+servile a' tedeschi ed agli inglesi, ma per libero amore dell'arte e
+per desiderio che tu, nascente poeta d'Italia, non abbia a dare nelle
+solite secche che da qualche tempo in qua impediscono il corso agli
+intelletti e trasmutano la poesia in matrona degli sbadigli.
+
+Questa è la precipua cagione per la quale ho determinato che tu smetta
+i libri del Blair, del Villa e de' loro consorti, tosto che la barba
+sul mento dará indizio di senno in te piú maturo. Allora avrai da me
+danaro per comperartene altri, come a dire del Vico, del Burke, del
+Lessing, del Bouterweck, dello Schiller, del Beccaria, di madama de
+Staël, dello Schlegel e d'altri che fin qui hanno pensate e scritte
+cose appartenenti alla estetica: né il _Platone in Italia_ del
+consigliere Cuoco sará l'ultimo dei doni ch'io ti farò. Ma per ora non
+dir nulla di questo co' maestri tuoi, che giá non t'intenderebbono.
+
+Tuttavolta, perché la massima della popolaritá della poesia mi preme
+troppo che la si faccia carne e sangue in te, contentati ch'io
+m'ingegni fin d'ora di dimostrartene la convenienza cosí appena di
+volo, e come meglio può un vecchiarello che non fu mai in vita sua né
+poeta né filologo né filosofo.
+
+Tutti gli uomini, da Adamo in giú fino al calzolaio che ti fa i begli
+stivali, hanno nel fondo dell'anima una tendenza alla poesia. Questa
+tendenza, che in pochissimi è attiva, negli altri non è che passiva,
+non è che una corda che risponde con simpatiche oscillazioni al tocco
+della prima.
+
+La natura, versando a piene mani i suoi doni nell'animo di que' rari
+individui ai quali ella concede la tendenza poetica attiva, pare che
+si compiaccia di crearli differenti affatto dagli altri uomini in
+mezzo a cui li fa nascere. Di qui le antiche favole sulla quasi divina
+origine de' poeti, e gli antichi pregiudizi sui miracoli loro, e
+l'«_est deus in nobis_». Di qui il piú vero dettato di tutti i
+filosofi: che i poeti fanno classe a parte, e non sono cittadini di
+una sola societá ma dell'intero universo. E per [p.15] veritá chi
+misurasse la sapienza delle nazioni dalla eccellenza de' loro poeti,
+parmi che non iscandaglierebbe da savio. Né savio terrei chi nelle
+dispute letterarie introducesse i rancori e le rivalitá nazionali.
+Omero, Shakespeare, il Calderon, il Camoens, il Racine, lo Schiller
+per me sono italiani di patria tanto quanto Dante, l'Ariosto e
+l'Alfieri. La repubblica delle lettere non è che una, e i poeti ne
+sono concittadini tutti indistintamente. La predilezione con cui
+ciascheduno di essi guarda quel tratto di terra ove nacque, quella
+lingua che da fanciullo imparò, non nuoce mai alla energia dell'amore
+che il vero poeta consacra per instituto dell'arte sua a tutta insieme
+la umana razza, né alla intensa volontá per la quale egli studia colle
+opere sue di provvedere al diletto ed alla educazione di tutta insieme
+l'umana razza. Però questo amore universale, che governa l'intenzione
+de' poeti, mette universalmente nella coscienza degli uomini l'obbligo
+della gratitudine e del rispetto; e nessuna occasione politica può
+sciogliere noi da questo sacro dovere. Finanche l'ira della guerra
+rispetta la tomba d'Omero e la casa di Pindaro.
+
+Il poeta dunque sbalza fuori delle mani della natura in ogni tempo, in
+ogni luogo. Ma per quanto esimio egli sia, non arriverá mai a scuotere
+fortemente l'animo de' lettori suoi, né mai potrá ritrarre alto e
+sentito applauso, se questi non sono ricchi anch'essi della tendenza
+poetica passiva. Ora siffatta disposizione degli animi umani,
+quantunque universale, non è in tutti gli uomini ugualmente squisita.
+
+Lo stupido ottentoto, sdraiato sulla soglia della sua capanna, guarda
+i campi di sabbia che la circondano, e s'addormenta. Esce de' suoi
+sonni, guarda in alto, vede un cielo uniforme stendersegli sopra del
+capo, e s'addormenta. Avvolto perpetuamente tra 'l fumo del suo
+tugurio e il fetore delle sue capre, egli non ha altri oggetti dei
+quali domandare alla propria memoria l'immagine, pe' quali il cuore
+gli batta di desiderio. Però alla inerzia della fantasia e del cuore
+in lui tiene dietro di necessitá quella della tendenza poetica.
+
+Per lo contrario un parigino agiato ed ingentilito da tutto il lusso
+di quella gran capitale, onde pervenire a tanta civilizzazione, [p.16]
+è passato attraverso una folta immensa di oggetti, attraverso mille e
+mille combinazioni di accidenti. Quindi la fantasia di lui è stracca,
+il cuore allentato per troppo esercizio. Le apparenze esterne delle
+cose non lo lusingano (per cosí dire); gli effetti di esse non lo
+commovono piú, perché ripetuti le tante volte. E per togliersi di
+dosso la noia, bisogna a lui investigare le cagioni, giovandosi della
+mente. Questa sua mente inquisitiva cresce di necessitá in vigoria, da
+che l'anima a pro di lei spende anche gran parte di quelle forze che
+in altri destina alla fantasia ed al cuore; cresce in arguzia per gli
+sforzi frequenti a' quali la meditazione la costringe. E il parigino
+di cui io parlo, anche senza avvedersene, viene assuefacendosi a
+perpetui raziocini o, per dirla a modo del Vico, diventa filosofo.
+
+Se la stupiditá dell'ottentoto è nimica alla poesia, non è certo
+favorevole molto a lei la somma civilizzazione del parigino. Nel primo
+la tendenza poetica è sopita; nel secondo è sciupata in gran parte. I
+canti del poeta non penetrano nell'anima del primo, perché non trovano
+la via d'entrarvi. Nell'anima del secondo appena appena discendono
+accompagnati da paragoni e da raziocini: la fantasia ed il cuore non
+rispondono loro che come a reminiscenze lontane. E siffatti canti, che
+sono l'espressione arditissima di tutto ciò che v'ha di piú fervido
+nell'umano pensiero, potranno essi trovar fortuna fra tanto gelo? E
+che maraviglia se, presso del parigino ingentilito, quel poeta sará
+piú bene accolto che piú penderá all'epigrammatico?
+
+Ma la stupiditá dell'ottentoto è separata dalla leziosaggine del
+parigino fin ora descritto per mezzo di gradi moltissimi di
+civilizzazione, che piú o meno dispongono l'uomo alla poesia. E s'io
+dovessi indicare uomini che piú si trovino oggidí in questa
+disposizione poetica, parmi che andrei a cercarli in una parte della
+Germania.
+
+A consolazione non pertanto de' poeti, in ogni terra, ovunque è
+coltura intellettuale, vi hanno uomini capaci di sentire poesia. Ve
+n'ha bensí in copia ora maggiore, ora minore; ma tuttavia sufficiente
+sempre. Ma fa d'uopo conoscerli e ravvisarli ben bene, e tenerne
+conto. Ma il poeta non si accorgerá mai della loro [p.17] esistenza,
+se per rinvenirli visita le ultime casipole della plebe affamata, e di
+lá salta a dirittura nelle botteghe da caffé, ne' gabinetti delle
+Aspasie, nelle corti de' principi, e nulla piú. Ad ogni tratto egli
+rischierá di cogliere in iscambio la sua patria, ora credendola il
+capo di Buona speranza, ora il cortile del Palais-royal. E dell'indole
+dei suoi concittadini egli non saprá mai un ette.
+
+Ché s'egli considera che la sua nazione non la compongono que' dugento
+che gli stanno intorno nelle veglie e ne' conviti; se egli ha mente a
+questo: che mille e mille famiglie pensano, leggono, scrivono,
+piangono, fremono e sentono le passioni tutte, senza pure avere un
+nome ne' teatri; può essere che a lui si schiarisca innanzi un altro
+orizzonte, può essere che egli venga accostumandosi ad altri pensieri
+ed a piú vaste intenzioni.
+
+L'annoverare qui gli accidenti fisici propizi o avversi alla tendenza
+poetica; il dire minutamente come questa, del pari che la virtù
+morale, possa essere aumentata o ristretta in una nazione dalla natura
+delle instituzioni civili, delle leggi religiose e di altre
+circostanze politiche; non fa all'intendimento mio. Te ne
+discorreranno, o carissimo, a tempo opportuno, i libri ch'io ti
+presterò. Basti a te per ora il sapere che tutte le presenti nazioni
+d'Europa--l'italiana anch'essa né piú né meno--sono formate da tre
+classi d'individui: l'una di ottentoti, l'una di parigini e l'una, per
+ultimo, che comprende tutti gli altri individui leggenti ed
+ascoltanti, non eccettuati quelli che, avendo anche studiato ed
+esperimentato quant'altri, pur tuttavia ritengono attitudine alle
+emozioni. A questi tutti io do nome di «popolo».
+
+Della prima classe, che è quella dei balordi calzati e scalzi, non
+occorre far parole. La seconda, che racchiude in sé quei pochi i quali
+escono dalla comune in modo da perdere ogni impronta nazionale, vuole
+bensí essere rispettata dal poeta, ma non idolatrata, ma non temuta.
+Il giudizio, che i membri di questa classe fanno delle moderne opere
+poetiche, non suole derivare dal suffragio immediato delle sensazioni,
+ma da' confronti. Negli anni del fervore eglino hanno trovato il bello
+presso tale e tal [p.18] altro poeta; e ciò che non somiglia al bello
+sentito un tempo, pare loro di doverlo ora ricusare. Le opinioni
+scolastiche, i precetti bevuti pigramente un tempo come infallibili,
+reggono tuttavia il loro intelletto, che non li mise mai ad esame,
+perché d'altro curante. Però l'orgoglio umano, a cui è duro il dover
+discendere a discredere ciò che per molti anni s'è creduto, il piú
+delle volte li fa tenaci delle massime inveterate. E il piú delle
+volte eglino combattono per esse come per l'antemurale della loro
+riputazione. Allora ogni arme, ogni scudo giova. E perché una serie di
+secoli non si brigò piú che tanto di discutere l'importanza di quelle
+massime, eccoti in campo un bello argomento di difesa nel silenzio
+delle generazioni. «Chi tace non parla», diciamo noi. Ma «chi tace
+approva», dicono essi, e il sopore dei secoli lo vanno predicando come
+consenso assoluto di tuttaquanta la ragione umana alla necessitá di
+certe regole chiamate, Dio sa perché, di «buon gusto»; e però via via
+d'ugual passo sgozzano ad esse ogni tratto qualche vittima illustre.
+
+La lode, che al poeta viene da questa minima parte della sua nazione,
+non può davvero farlo andare superbo; quindi anche il biasimo ch'ella
+sentenzia non ha a mettergli grande spavento. La gente ch'egli cerca,
+i suoi veri lettori stanno a milioni nella terza classe. E questa,
+cred'io, deve il poeta moderno aver di mira, da questa deve farsi
+intendere, a questa deve studiar di piacere, s'egli bada al proprio
+interesse ed all'interesse vero dell'arte. Ed ecco come la __sola
+vera poesia__ sia la __popolare__: salve le eccezioni sempre, come ho
+giá detto; e salva sempre la discrezione ragionevole, con cui questa
+regola vuole essere interpretata.
+
+Se i poeti moderni d'una parte della Germania menano tanto romore di
+sé e in casa loro e in tutte le contrade d'Europa, ciò è da ascriversi
+alla popolaritá della poesia loro. E questa salutare direzione
+ch'eglino diedero all'arte fu suggerita loro dagli studi profondi
+fatti sul cuore umano, sullo scopo dell'arte, sulla storia di lei e
+sulle opere ch'ella in ogni secolo produsse: fu suggerita loro dalla
+divisione in «classica» e «romantica» ch'eglino immaginarono nella
+poesia.
+
+[p.19]
+
+Però sappi, tra parentesi, che tale divisione non è un capriccio di
+bizzarri intelletti, come piace di borbottare a certi giudici che
+senza processare sentenziano; non è sotterfugio per sottrarsi alle
+regole che ad ogni genere di poesia convengono; da che uno de' poeti
+chiamati «romantici» è il Tasso. E fra le accuse che si portano alla
+_Gerusalemme_, chi udí mai messa in campo quella di trasgressione
+delle regole? Qual altro poema piú si conforma alle speculazioni
+algebraiche degli aristotelici?
+
+Né ti dare a credere, figliuolo mio, che con quella divisione i
+tedeschi di cui parlo pretendessero che d'un'arte, la quale è unica,
+indivisibile, si avesse a farne due; perocché stolti non erano. Ma se
+le produzioni di quest'arte, seguendo l'indole diversa dei secoli e
+delle civilizzazioni, hanno assunte facce differenti, perché non potrò
+io distribuirle in tribú differenti? e se quelle della seconda tribú
+hanno in sé qualche cosa che piú intimamente esprime l'indole della
+presente civilizzazione europea, dovrò io rigettarle per questo solo
+che non hanno volto simile al volto della prima tribú?
+
+Di mano in mano che le nazioni europee si riscuotevano dal sonno e
+dall'avvilimento, di che le aveva tutte ingombrate la irruzione de'
+barbari dopo la caduta dell'impero romano, poeti qua e lá emergevano a
+ringentilirle. Compagna volontaria del pensiero e figlia ardente delle
+passioni, l'arte della poesia, come la fenice, era risuscitata di per
+sé in Europa, e di per sé anche sarebbe giunta al colmo della
+perfezione. I miracoli di Dio, le angosce e le fortune dell'amore, la
+gioia de' conviti, le acerbe ire, gli splendidi fatti de' cavalieri
+muovevano la potenza poetica nell'anima de' trovatori. E i trovatori,
+né da Pindaro instruiti né da Orazio, correndo all'arpa prorompevano
+in canti spontanei ed intimavano all'anima del popolo il sentimento
+del bello, gran tempo ancora innanzi che l'invenzione della stampa e i
+fuggitivi di Costantinopoli profondessero da per tutto i poemi de'
+greci e de' latini. Avviata cosí nelle nazioni d'Europa la tendenza
+poetica, crebbe ne' poeti il desiderio di lusingarla piú degnamente.
+Però industriaronsi per mille maniere di trovare soccorsi; e
+giovandosi della occasione, si volsero anche [p.20] allo studio delle
+poesie antiche, in prima come ad un santuario misterioso accessibile
+ad essi soli, poi come ad una sorgente pubblica di fantasie, a cui
+tutti i lettori potevano attignere. Ma ad onta degli studi e della
+erudizione, i poeti, che dal risorgimento delle lettere giú fino a' dí
+nostri illustrarono l'Europa e che portano il nome comune di
+«moderni», tennero strade diverse. Alcuni, sperando di riprodurre le
+bellezze ammirate ne' greci e ne' romani, ripeterono, e piú spesso
+imitarono modificandoli, i costumi, le opinioni, le passioni, la
+mitologia de' popoli antichi. Altri interrogarono direttamente la
+natura: e la natura non dettò loro né pensieri né affetti antichi, ma
+sentimenti e massime moderne. Interrogarono la credenza del popolo: e
+n'ebbero in risposta i misteri della religione cristiana, la storia di
+un Dio rigeneratore, la certezza di una vita avvenire, il timore di
+una eternitá di pene. Interrogarono l'animo umano vivente: e quello
+non disse loro che cose sentite da loro stessi e da' loro
+contemporanei; cose risultanti dalle usanze ora cavalleresche, ora
+religiose, ora feroci, ma o praticate e presenti o conosciute
+generalmente; cose risultanti dal complesso della civiltá del secolo
+in cui vivevano.
+
+La poesia de' primi è «classica», quella de' secondi è «romantica».
+Cosí le chiamarono i dotti d'una parte della Germania, che dinanzi
+agli altri riconobbero la diversitá delle vie battute dai poeti
+moderni. Chi trovasse a ridire a questi vocaboli può cambiarli a posta
+sua. Però io stimo di poter nominare con tutta ragione «poesia de'
+morti» la prima, e «poesia de' vivi» la seconda. Né temo di ingannarmi
+dicendo che Omero, Pindaro, Sofocle, Euripide ecc. ecc., al tempo
+loro, furono in certo modo romantici, perché non cantarono le cose
+degli egizi o de' caldei, ma quelle dei loro greci; siccome il Milton
+non cantò le superstizioni omeriche, ma le tradizioni cristiane. Chi
+volesse poi soggiungere che, anche fra i poeti moderni seguaci del
+genere classico, quelli sono i migliori che ritengono molta mescolanza
+del romantico e che giusto giusto allo spirito romantico essi devono
+saper grado se le opere loro vanno salve dall'obblio, parmi che non
+meriterebbe lo staffile. E la ragione non viene [p.21] ella forse in
+sussidio di siffatte sentenze, allorché gridando c'insegna che la
+poesia vuole essere specchio di ciò che commuove maggiormente l'anima?
+Ora l'anima è commossa al vivo dalle cose nostre che ci circondano
+tuttodí, non dalle antiche altrui che a noi sono notificate per mezzo
+soltanto de' libri e della storia.
+
+Allorché tu vedrai addentro in queste dottrine, e ciò non sará per via
+delle gazzette, imparerai come i confini del bello poetico siano ampi
+del pari che quelli della natura, e che la pietra di paragone, con cui
+giudicare di questo bello, è la natura medesima e non un fascio di
+pergamene; imparerai come va rispettata davvero la letteratura de'
+greci e de' latini, imparerai come davvero giovartene. Ma sentirai
+altresí come la divisione proposta contribuisca possentemente a
+sgabellarti del predominio sempre nocivo della autoritá. Non giurerai
+piú nella parola di nessuno, quando trattasi di cose a cui basta il
+tuo intelletto. Farai della poesia tua una imitazione della natura,
+non una imitazione di imitazione. A dispetto de' tuoi maestri, la tua
+coscienza ti libererá dall'obbligo di venerare ciecamente gli oracoli
+di un codice vecchio e tarlato, per sottoporti a quello della ragione,
+perpetuo e lucidissimo. E riderai de' tuoi maestri che colle lenti sul
+naso continueranno a frugare nel codice vecchio e tarlato, e vi
+leggeranno fin quello che non v'è scritto.
+
+Materia di lungo discorso sarebbe il voler parlare all'Italia della
+divisione suaccennata; ed importerebbe una anatomia lunghissima delle
+qualitá costituenti il genere classico e di quelle che determinano il
+romantico. A me non concede la fortuna né tempo né forze sufficienti
+per tentare una siffatta dissertazione, perocché il ripetere quanto
+hanno detto in ciò i tedeschi non basterebbe. Avvezzi a vedere ogni
+cosa complessivamente, eglino non di rado trascurano di segnare i
+precisi confini de' loro sistemi; e la fiaccola, con cui illuminano i
+passi altrui, manda talvolta una luce confusa. Ma poiché in Italia, a
+giudicare da qualche cenno giá apparso, non v'ha difetto intero di
+buona filosofia, io prego che un libro sia composto finalmente qui tra
+noi, il quale non tratti d'altro che di questo argomento, e trovi
+[p.22] modo di appianar tutto, di confermare nel proposito i giá
+iniziati, di rincorare i timidi e di spuntare con cristiana caritá le
+corna ai pedanti.
+
+Ben è vero che a que' pochi del mestiere, a' quali può giovare per le
+opere loro una idea distinta del genere romantico, questa, io spero,
+sará giá entrata nel cervello loro, mercé l'acume della propria lor
+mente. Ma perché voi altri giovinetti siete esposti alla furia di
+tante contrarie sentenze, e la veritá non siete in caso di snudarla da
+per voi, è bene che qualcuno metta in mano vostra ed in mano del
+pubblico un libro che vi scampi dal peccato, pur sí frequente in
+Italia, di bestemmiare ciò che s'ignora.
+
+Intanto che il voto mio va ricercando chi lo accolga e lo secondi;
+intanto che, irritati dalla novitá del vocabolo «romantico», da Dan
+fino a Bersabea si levano a fracasso i pedanti nostri, e fanno a
+rabbuffarsi l'un l'altro e a contumeliarsi e a sagramentare e a non
+intendersi tra di loro, come a Babilonia; intanto che la divisione per
+cui si arrovellano è per loro piú mistica della piú mistica dottrina
+del _Talmud_; vediamo, figliuolo mio, quali effetti ottenessero i
+poeti che la immaginarono.
+
+Posti frammezzo a un popolo non barbaro, non civilissimo, se se ne
+riguarda tutta la massa degli abitanti e non la sola schiera degli
+studiosi, i poeti recenti d'una parte della Germania dovevano superare
+in grido i loro confratelli contemporanei sparsi nel restante
+d'Europa. Ma della fortuna della poesia loro tutto il merito non è da
+darsi alla fortuna del loro nascimento. L'essersi avveduti di questa
+propizia circostanza e l'aver saputo trarne partito, è merito
+personale. E a ciò contribuí, del pari che l'arguzia dell'ingegno, la
+santitá del cuore.
+
+Sentirono essi che la verissima delle muse è la filantropia, e che
+l'arte loro aveva un fine ben piú sublime che il diletto momentaneo di
+pochi oziosi. Però, avidi di richiamare l'arte a' di lei principi,
+indirizzandola al perfezionamento morale del maggior numero de' loro
+compatrioti, eglino non gridarono, come Orazio:
+
+ _Satis est equitem nobis plaudere_;
+
+[p.23] non mirarono a piaggiare un Mecenate, a gratificarsi un
+Augusto, a procurarsi un seggio al banchetto dei grandi; non ambirono
+i soli battimani d'un branco di scioperati raccolti nell'anticamera
+del principe.
+
+Oltrediché non è da tacersi come insieme a questo pio sentimento
+congiurasse anche nelle anime di que' poeti la sete della gloria,
+ardentissima sempre ne' sovrani ingegni e sprone inevitabile al far
+bene. Eglino avevano letto che in Grecia la corona del lauro non
+l'accordavano né principi né accademie, ma cento e cento mila persone
+convenute d'ogni parte in Tebe e in Olimpia. Avevano letto che i canti
+di Omero, di Pindaro, di Tirteo non erano misteri di letterati, ma
+canzoni di popolo. Avevano letto che Eschilo, Sofocle, Euripide,
+Aristofane non si facevano belli della lode de' loro compagni di
+mestiere, ma anelavano al plauso di trentamila spettatori e
+l'ottenevano. Quindi, agitati da castissima invidia, vollero anch'essi
+quel plauso e quella corona. Ma e in che modo conseguirla? Posero
+mente alle opere che ci rimangono de' poeti greci; e quantunque
+s'innamorassero sulle prime della leggiadria di quei versi, dello
+splendore di quella elocuzione, dell'artificio mirabile con cui le
+immagini erano accoppiate e spiegate, pure non si diedero a credere
+che in ciò fosse riposto tutto il talismano. E come crederlo, se in
+casa loro e fuori di casa vedevano condannati all'untume del
+pizzicagnolo versi, a cui né sceltezza di frasi mancava né armonia?
+
+Lambiccarono allora essi con piú fina critica quelle opere, onde
+scoprire di che malie profittavansi in Grecia i poeti per guadagnarsi
+tanto suffragio dai loro contemporanei. Videro che quelle malie erano
+i loro dèi, la loro religione, le loro superstizioni, le loro leggi, i
+loro riti, i loro costumi, la storia loro, le loro tradizioni volgari,
+la geografia loro, le loro opinioni, i loro pregiudizi, le fogge loro,
+ecc. ecc. ecc.--E noi--dissero eglino,--noi abbiamo altro Dio, altro
+culto; abbiamo anche noi le nostre superstizioni; abbiamo altre leggi,
+altri costumi, altre inclinazioni piú ossequiose e piú cortesi verso
+la beltá femminina. Caviamo di qui anche noi le malie nostre, e il
+popolo c'intenderá. E i versi nostri non saranno per lui reminiscenze
+d'una [p.24] fredda erudizione scolastica, ma cose proprie e
+interessanti e sentite nell'anima.
+
+A rinforzarli nella determinazione soccorse loro l'esempio altresí de'
+poeti che dal risorgimento delle lettere in Europa fino a' dí nostri
+sono i piú famosi. E chi negherá questi essere tanto piú venerati e
+cari, quanto di queste nuove malie piú sparsero ne' loro versi?
+
+Cosí i poeti d'una parte della Germania, co' medesimi auspici, con
+l'arte medesima né piú né meno, col medesimo intendimento de' greci,
+scesero nell'aringo, desiderarono la palma e chiesero al popolo che la
+desse loro. E il popolo, non obbliato, non vilipeso da' suoi poeti, ma
+carezzato, ma dilettato, ma istruito, non ricusò d'accordarla.
+
+A che miri la parola mia, tu lo sai: però fanne senno, figliuolo mio,
+e non permettere che la paterna caritá si sfoghi al vento. So che agli
+uomini piace talvolta di onestare la loro inerzia con bei paroloni. Ma
+io non darò retta mai né a te né a chiunque mi ritesserá le solite
+canzoni: e che l'Italia è un armento di venti popoli divisi l'uno
+dall'altro, e ch'ella non ha una gran cittá capitale dove ridursi a
+gareggiare gli ingegni, e che tutto vien meno ove non è una patria. Lo
+sappiamo, lo sappiamo. Ma l'avevano questa unitá di patria e questo
+tumulto d'una capitale unica i poeti dei quali ho parlato? E se noi
+non possediamo una comune patria politica, come neppure essi la
+possedevano, chi ci vieta di crearci intanto, com'essi, a conforto
+delle umane sciagure, una patria letteraria comune? Forse che Dante,
+il Petrarca, l'Ariosto per fiorire aspettarono che l'Italia fosse una?
+Forse che la latina è la piú splendida delle letterature? e nondimeno
+qual piú vasta metropoli di Roma sotto Ottaviano e sotto i Cesari?
+
+--Voi--gridava l'altro dí nella voce dell'ira sua il curato di Monte
+Atino, l'amico mio dall'anima ardente,--voi, se siete caldi di vero
+amore per la vostra bella Italia, levate l'orecchio, o generosi
+italiani. Udite come tuttaquanta l'Europa ne rinfaccia d'ogni parte il
+presente decadimento delle nostre lettere. È egli da credersi che
+tanta universalitá di disprezzo sia tutta opera della [p.25]
+malignitá? Ponetevi, in nome di Dio, ponetevi una mano al petto;
+interrogate la coscienza vostra. E non la sentite anch'essa tremar di
+vergogna? Però perdonate gli insulti villani, con che ne strapazzano
+oggi que' popoli stessi che un tempo o ne lodavano o taciturni
+rodevansi d'invidia pe' nostri trionfi letterari: alle calunnie, ché
+calunnie pur anche piovono addosso all'Italia, non istate ad opporre
+altro che la dignitá del silenzio; e cadranno di per sé. Ma de'
+consigli giovatevi: e la gloria della vostra terra ricuperatela col
+far voi, non col citare le opere degli avi vostri. «_Gloria nostra
+sit testimonium conscientiae nostrae_», diceva san Paolo a que' di
+Corinto. Vincete l'avversitá collo studio, smettete una volta la boria
+di reputarvi i soli europei che abbiano occhi in testa, smettete la
+petulanza con cui vi sputate l'un l'altro in viso e per inezie da
+fanciulli, unitevi l'un l'altro coi vincoli di amorosa concordia
+fraterna, senza della quale voi sarete nulli in tutto e per tutto. E
+poiché perspicacia d'intelletto non ve ne manca, solo che vogliate
+rifarvi delle male abitudini, lavorate, ve ne scongiuro, e lavorate da
+senno. Ma prima di tutto spogliatevi della stolida divozione per un
+solo idolo letterario. Leggete Omero, leggete Virgilio, che Dio ve ne
+benedica! Ma tributate e vigilie e incenso anche a tutti gli altri
+begli altari che i poeti in ogni tempo e in ogni luogo innalzarono
+alla natura. E quantunque a rischio di lasciare qualche dí nella
+dimenticanza e i volumi dell'antichitá e i volumi de' moderni,
+traetevi ad esaminare da vicino voi stessi la natura, e lei imitate,
+lei sola davvero e niente altro. Rendetevi coevi al secolo vostro e
+non ai secoli seppelliti; spacciatevi dalla nebbia che oggidí invocate
+sulla vostra dizione; spacciatevi dagli arcani sibillini, dalle
+vetuste liturgie, da tutte le Veneri e da tutte le loro turpitudini,
+cavoli giá putridi; non rifriggeteli. Fate di piacere al __popolo__
+vostro; investigate l'animo di lui; pascetelo di pensieri e non di
+vento. Credete voi forse che i lettori italiani non gustino altro che
+il sapore dell'idioma e il lusso della verbositá? Badate che leggono
+libri stranieri, che s'accostumano a pensare e che dalle fatuitá vanno
+ogni dí piú divezzandosi. Badate che i progressi intellettuali d'una
+parte di [p.26] Europa finiranno col tirar dietro a sé anche il
+restante. E voi con tutta la vostra albagia rimarrete lí soli soli, a
+far voi da autori insieme e da lettori. Insomma siate uomini e non
+cicale; e i vostri paesani vi benediranno, e lo straniero ripiglierá
+modestia e parlerá di voi coll'antico rispetto.--
+
+Nessuno de' ricchi tra' tuoi terrazzani venga a morte fuori della tua
+giurisdizione parrocchiale, o buon curato di Monte Atino, o anima
+italiana davvero! Chi non ti perdonerebbe la declamazione in grazia
+dello zelo e del patriottismo che spirano le tue ammonizioni?
+
+Ora, figliuolo mio, ti sia palese che tutto il discorso fatto sin qui,
+sebbene paresse sviarsi dal soggetto, pure era necessario. Cosí mi
+sono preparata la via alla soluzione de' due quesiti che tu mi hai
+fatti, ed ai quali posso ora rispondere con maggiore brevitá. Eccoli
+entrambi, e in termini piú precisi de' tuoi: 1. «La moderna Italia
+ammetterebbe ella poesie di questo genere (i romanzi)?». 2. «Il
+_Cacciatore feroce_ e l'_Eleonora_ piaceranno in Italia?».
+
+Non fa mestieri, cred'io, di molte lucubrazioni per trovare che alla
+prima interrogazione vuolsi rispondere con un «sí» netto e stentoreo.
+Da quanto ho detto sulla opportunitá di indirizzare la poesia non
+all'intelligenza di pochi eruditi ma a quella del popolo, affine di
+propiziarselo e di guadagnarne l'attenzione, tu avrai di per te stesso
+inferita questa sentenza: che i poeti italiani possono del pari che
+gli stranieri dedurre materia pe' loro canti dalle tradizioni e dalle
+opinioni volgari, e che anzi gioverebbe di presente ch'eglino
+preferissero queste a tutto intero il libro di Natale de' Conti. Però
+non voglio sprecar tempo in dimostrarti che, per tale rispetto, questo
+genere di romanzi si conviene anche all'Italia; e per veritá non farei
+che ridire le parole mie. Che poi questo modo di narrare liricamente
+una avventura offenderá gli italiani, non credo[2].
+
+La poesia d'Italia non è arte diversa dalla poesia degli altri popoli.
+I princípi e lo scopo di lei sono perpetui ed universali. [p.27] Ella,
+come vedemmo, è diretta a migliorare i costumi degli uomini, a farne
+gentili gli animi, a contentarne i bisogni della fantasia e del cuore;
+poiché la tendenza alla poesia, simigliante ad ogni altro desiderio,
+suscita in noi veri bisogni morali. Per arrivare all'intento suo la
+poesia si vale di quattro forme elementari: la lirica, la didascalica,
+l'epica e la drammatica. Ma perché ella di sua natura abborre i
+sistemi costrettivi e perché i bisogni che ella prende ad appagare
+possono essere modificati in infinito, ha diritto anche ella di
+adoperare mezzi modificati in infinito. Quindi a sua posta ella unisce
+e confonde insieme in mille modi le quattro forme elementari,
+derivandone mille temperamenti.
+
+Se la poesia è l'espressione della natura viva, ella deve essere viva
+come l'oggetto ch'ella esprime, libera come il pensiero che le dá
+moto, ardita come lo scopo a cui è indirizzata. Le forme ch'ella
+assume non costituiscono la di lei essenza, ma solo contribuiscono
+occasionalmente a dare effetto alle di lei intenzioni. Però fino a
+tanto ch'ella non esce dell'instituto suo, non v'ha muso d'uomo che di
+propria facoltá le abbia a dettare restrizioni su questo punto del
+tramischiare le forme elementari.
+
+Che i due romanzi del Bürger spiaceranno agli italiani per l'argomento
+loro e per lo stile, forse sará. Ma che l'Italia non patirebbe che i
+suoi poeti scrivessero romanzi del genere di questi, perché forse
+schifa della mescolanza dell'epico col lirico, non credo. Siffatte
+obbiezioni non suggeriscono che al cervello de' pedanti, i quali
+parlano della poesia senza conoscerne la proprietá. Ma se il presagio
+non mi falla, la tirannide dei pedanti sta per cadere in Italia. E il
+popolo e i poeti si consiglieranno a vicenda senza paura delle
+Signorie Loro, ed a vicenda si educheranno; e non andrá molto, spero.
+
+La meditazione della filosofia riuscirá bensì a determinare, a un di
+presso, di quali materiali debbano i poeti giovarsi nell'esercizio
+dell'arte, di quali no, e fin dove possano estendere l'ardimento della
+imitazione. E l'esperienza dimostra che in questo l'arte della poesia
+soffre confini come tutte le di lei sorelle. Ma quale filosofia potrá
+dire in coscienza al poeta: «Le modificazioni delle forme sono queste,
+non altre»?
+
+[p.28]
+
+So che i pedanti si stilleranno l'intelletto per rinvenire, a modo
+d'esempio, la bandiera sotto cui far trottare le terzine del signor
+Torti sulla _Passione del Salvatore_. So che, nel repertorio de'
+titoli disceso loro da padre in figlio, non ne troveranno forse uno
+che torni a capello per quelle terzine. Carme no, ode no, idillio no:
+eroide forse?... Ma intanto quella squisita poesia, con buona pace
+delle Signorie Loro, è giá per le bocche di tutti. E l'Italia, non
+badando a' frontispizi, scongiura il signor Torti a non lasciarla
+lungamente desiderosa d'altri regali consimili. Lo stesso avverrá
+d'ogni altra poesia futura, quando le modificazioni delle forme siano
+corrispondenti all'argomento ed alla intenzione del poeta, e quando
+siffatta intenzione sia conforme allo scopo dell'arte ed a' bisogni
+dell'uomo.
+
+Il sentimento della convenienza, che induce il poeta alla scelta di un
+metro piuttosto che di un altro, è contemporaneo nella mente di lui
+alla concezione delle idee ch'egli ha in animo di spiegare nel suo
+componimento ed al disegno che lo muove a poetare. Le regole generali
+degli scrittori di _Poetiche_ non montano gran fatto, da che ogni
+caso vorrebbe regola a parte. Laonde è opinione mia che un uomo
+dell'arte possa bensí assisterti ogni volta con un buon consiglio; ma
+che se tu aspetti che te lo diano i trattatisti, non ne faremo nulla,
+figliuolo mio. E a questo proposito mi piace di rallegrarti con
+un'altra scappata declamatoria, in cui diede, non ha guari, il buon
+curato di Monte Atino, l'amico mio dall'anima ardente.
+
+Una persona, che aveva aria d'uomo non dozzinale e non l'era davvero,
+parlava della poesia «romantica» con Sua Reverenza. E Sua Reverenza
+l'udiva con volto pacato e con segni d'approvazione, perché erano lodi
+alla poesia «romantica», la prediletta dell'anima sua. Quando tutt'ad
+un tratto il panegirista uscí fuori con un voto, perché alcuno in
+Italia pigliasse a scrivere una _Poetica romantica_.--Che
+_Poetiche_ di Dio!--gridò allora il buon curato di Monte Atino,
+dimenandosi sul suo seggiolone come un energumeno,--che
+_Poetiche_ di Dio! Se ai giorni nostri vivesse Omero, vivesse
+Pindaro, vivesse Sofocle, dovrebbono essi cambiare arte forse? No, in
+nome del cielo, no. Ma la [p.29] differenza dei secoli renderebbe
+differenti le cose che que' poeti imprenderebbono ora a trattare. E la
+differenza delle cose indurrebbe di necessitá differenza nella
+mescolanza delle forme e nell'accoppiamento delle immagini. E Omero,
+Pindaro, Sofocle sarebbero poeti «romantici», volere o non volere. Ma
+l'arte loro sarebbe tuttavia quella stessa de' classici antichi. Che
+importa a me se il Cellini oggi mi cesella un vezzo per madama
+d'Étampes e domani un calice pel santo padre? Egli è pur sempre
+Benvenuto, l'orefice fiorentino. Ma questo Proteo irrequieto come
+l'amore, quest'arte della poesia, questa perpetua inventrice del
+bello, chi l'insegna? Le _Poetiche_ forse? Sono forse le Poetiche
+che hanno sviluppate le menti a que' tre miracoli della Grecia? sono
+forse le _Poetiche_ che dissero come tener la penna in mano a
+Dante, all'Ariosto, a Shakespeare? Al diavolo queste corbellerie!
+Mostratemi una _Poetica_ anteriore alla esistenza di un poeta.
+Mostratemi un vero poeta educato e formato dalle _Poetiche_.
+Dov'è, dov'è? Io vi mostrerò de' poeti che colle opere loro hanno
+prestata materia di che rimpinzare di regoluzze un libruzzo a trenta
+maestruzzi. Io vi mostrerò trentamila pedanti, e tutti figli delle
+_Poetiche_, e tutti misuratori di sillabe, e tutti sputasentenze,
+e tutti teste di legno. Al diavolo colle _Poetiche_! Perché non
+t'incarni un'altra volta, o bella anima di Omar, tanto appena che ti
+basti tempo per discendere in Italia a metter fuoco a tutte le
+_Poetiche_, da quella di Aristotile fino a quella del Menzini?--
+
+E qui Sua Reverenza mandò un lungo sospiro di desiderio. Poi tosto
+ammutí, guardò in alto per un poco, e si fece tutto rosso in viso,
+vergognando, cred'io, d'avere unito il nome d'Aristotile a quello di
+un guastamestiere. Poi, ripreso fiato, stese la mano all'ospite e col
+sorriso della cortesia lo pregò perché proseguisse il panegirico che
+tanto gli andava a sangue. Terminato il dire, l'ospite pigliò licenza.
+Il povero curato lo accompagnò fino all'uscio; e lasciata scappare una
+lagrima, gli strinse la mano e gli disse:--Domando mille scuse; ho
+gridato fuori d'ogni creanza: ma sappia Vossignoria ch'io non l'aveva
+con lei. A lei io ho data la mia stima. Capperi! Vossignoria ha detto
+pel [p.30] primo in Italia cose che non tutti sanno dire o che tutti
+qui s'ostinano a non voler dire. Da bravo! Stia fermo, e non si lasci
+atterrire da chi senza entrare in ragionamenti le abbaia dietro de'
+mali motteggi e delle insipide satire. Siamo cristiani e sacerdoti
+entrambi; perdoniamo adunque di buona volontá agli insolenti. Dio
+n'abbia anch'egli misericordia! Sono montato in furia contro le
+_Poetiche_, perché la sento cosí e perché questo mio maledetto
+naturale è tutto stizza e non lo so mai frenare. Ma i filosofi
+estetici io non li confondo cogli scrittori di _Poetiche_. No, no,
+quelli li rispetto, e glielo giuro sull'onor mio. E le giuro che
+qualche volta leggo con vera aviditá le cose del Burke e del Lessing,
+come se fossero squarci della _Cittá di Dio_ del mio sant'Agostino. Ma
+Ella compatisca se in questo punto delle Poetiche io sono di parere
+contrario a quello manifestato da lei: compatisca e mi voglia bene.--
+
+Interrogazione seconda. «Il _Cacciatore feroce_ e l'_Eleonora_
+piaceranno in Italia?».
+
+Questo è quesito di non cosí facile scioglimento come il primo. Madama
+de Staël, nell'ingegnosa ed arguta sua opera sull'_Alemagna_, ha
+analizzati entrambi questi romanzi. E come è solito dei fervidi ed
+alti intelletti, che hanno sortita fantasia vasta, l'aggiungere senza
+avvedersene qualche cosa sempre del loro alle opere altrui delle quali
+s'innamorano, ella vi trovò bellezze forse piú che non hanno e gli
+ammirò forse troppo. Nondimeno ella è di parere che difficile e quasi
+impossibile sarebbe il far gustare que' romanzi in Francia; e che ciò
+provenga dalla difficoltá del tradurli in versi, e da questo: che in
+Francia «_rien de bizarre n'est naturel_». In quanto alla bizzarria ed
+alla difficoltá di tradurre in versi, sta a' francesi ed a madama de
+Staël il decidere. In quanto al poterne tentare una versione in prosa
+francese, io credo di non errare pensando che, se madama de Staël
+avesse voluto piegarsi ella stessa all'ufficio di traduttore, i
+francesi avrebbero accolta come eccellente la traduzione di lei. E se
+mai il giudizio, che ella portò sulla incompatibilitá del gusto
+francese colla bizzarria de' pensieri, fosse meno esatto, la tanta
+poesia che vive in tutte le [p.31] prose di madama si sarebbe trasfusa
+di certo anche in questa, per modo che la mancanza del metro non
+sarebbe stata sciagura deplorabile. L'armonia non è di cosí essenziale
+importanza da dover dipendere totalmente da essa la fortuna di un
+componimento.
+
+Per riguardo all'Italia, io non saprei temere di un ostacolo dal
+semplice lato della bizzarria, da che l'Ariosto è l'idolo delle
+fantasie italiane. Però, lasciato stare il danno che a questi romanzi
+può venire dall'andar vestiti di una poco bella traduzione per le
+contrade d'Italia, dico che a me sembra di ravvisare in essi una
+cagione piú intrinseca, per la quale non saranno forse comunemente
+gustati tra di noi.
+
+Entrambi questi romanzi sono fondati sul maraviglioso e sul terribile,
+due potentissime occasioni di movimento per l'animo umano. Ma l'uomo
+che, per uscire del letargo che gli è incomportabile, invoca anche
+scosse violenti all'anima sua e anela sempre di afferrare siffatte
+occasioni, pure non se ne lascia vincere mai, se non per via della
+credenza. E il terribile e il maraviglioso, quando non sono creduti,
+riescono inoperosi e ridicoli, come la verga di Mosé in mano a un
+misero levita.
+
+L'effetto dunque, che produrranno i due romanzi del Bürger, sará
+proporzionato sempre alla fede che il lettore presterá agli argomenti
+di maraviglia e di terrore de' quali essi riboccano. Ora, dipendendo
+da ciò principalmente l'esito della loro emigrazione presso gli
+italiani, a me non dá il cuore di pronosticarla fortunata.
+
+Cominciamo dal primo. Ecco la traduzione del _Cacciatore feroce_.
+
+
+ IL CACCIATORE FEROCE.
+
+ Il conte di Rheingrafenstein[3] diede fiato alla cornetta:--Olá olá,
+ su su, in piedi e in sella!--
+
+ [p.32]
+
+ Il Suo cavallo mise nitriti, e via d'un salto si slanciò innanzi. E
+ dietro a lui precipitosa a fracasso tutta la salmeria; e un correre,
+ uno squittire di cani squinzagliati su e giú per mezzo a biade e
+ prunaie, per mezzo a ginestreti ed a stoppie.
+
+
+ Illuminata dal raggio mattutino della domenica, biancheggiava da alto
+ la cupola del duomo. Con tocchi distinti, con un rombar grave, le
+ campane festive chiamavano il popolo alla messa cantata. Di lontano
+ risonavano i cantici della turba divota de' cristiani.
+
+
+ E via via via, attraverso bivi e quadrivi veniva impetuosa la caccia:
+ e da per tutto erano gridi, «to to to, ciuee ciuee!».
+
+ Ed ecco a destra, ecco a sinistra uscire un cavaliero di qui, un
+ cavaliero di lá. Il corridore del cavaliero a destra era nitido come
+ argento; del color del fuoco era quello che portava il cavaliero a
+ sinistra.
+
+
+ Chi era mai il cavaliero a destra, chi mai il cavaliero a sinistra?
+ Ben me lo presagisce il cuore, ma chi sieno non so.
+
+ Il cavaliero a destra comparve in candido vestimento e con un volto
+ soave come la primavera. Il cavaliero a sinistra, orrendo e vestito
+ d'un fosco giallo, vibrava folgori dall'occhio come la tempesta.
+
+
+ --In tempo, in tempo giungeste! Ben venga ognuno di voi alla nobile
+ caccia! Né qui in terra, né su in cielo vi ha spasso piú caro di
+ questo.--
+
+ Egli cosí esclamò; e lieto fe' scoppiar la palma sull'anca; e toltosi
+ di testa il cappello, l'agitò su per l'aria.
+
+
+ --Mal si accorda il suono della tua cornetta alla squilla festiva ed
+ a' cantici del coro,--disse con placido animo il cavaliero a
+ destra.--Torna, torna in dietro: la tua caccia è mal augurata
+ quest'oggi. Cedi al consiglio dell'angelo buono, e non ti lasciar
+ traviare dal cattivo.
+
+
+ --Innanzi, innanzi, séguita su, séguita la tua caccia, o mio nobil
+ signore!--interruppe violento il cavaliero a sinistra.
+
+ --Che ronzo di squilla? che clamore di coro? Ben piú vi fará allegri
+ la gioia della caccia. Io v'insegnerò quali trastulli si [p.33]
+ convengano a' principi. Non istate a dar, no, retta al costui
+ spauracchio.
+
+
+ --Ah sí, ben parli, o cavaliero a sinistra! Tu sei un eroe secondo il
+ cuor mio. Chi rifugge l'uscire a caccia, vada in malora a snocciolar
+ paternostri. A tuo dispetto, bacchettone scimunito, a tuo dispetto
+ voglio cavarmi la mia brama.--
+
+
+ E via via via, fuor d'un campo, dentro un altro, su pel poggio, giú
+ per la china, sempre sempre gli venivano cavalcando stretti a' fianchi
+ il cavaliero a destra e il cavaliero a sinistra. Quand'ecco a un
+ tratto smacchiar di lontano un bianco cervo con corna di sedici
+ palchi.
+
+
+ Il conte raddoppiò il fiato alla cornetta, e piú veloci accorsero
+ d'ogni parte cavalieri e pedoni. Ed ecco, or di dietro or dinanzi, or
+ l'uno or l'altro de' seguaci stramazzare tramortito sul terreno per la
+ gran furia.
+
+ --Stramazza pure, stramazza, al diavolo! Non per questo deve andar
+ guasto lo spasso de' principi.--
+
+
+ La belva si accoscia in un campo di spighe e vi spera rifugio. Ecco un
+ povero contadino trarre innanzi umilmente e metter gemiti e lagrime:
+
+ --Pietá, signor mio, pietá! Abbiate riguardo agli stenti, al sudore
+ del poverello.--
+
+
+ Il cavaliero a destra galoppa innanzi, e con dolcezza e bontá
+ ammonisce il conte. Ma il cavaliero a sinistra lo infervora, lo
+ instiga all'oltraggio maligno. Il conte schernisce le ammonizioni del
+ cavaliero a destra e si lascia traviare dal cavaliero a sinistra.
+
+
+ --Via di qua, miserabile!--grida sbuffando terribile il conte al
+ povero aratore--o ch'io, per Satanasso! su te, su te dirizzo la
+ caccia. Olá, compagni! addosso addosso! dálli dálli! In segno che ho
+ giurato il vero, fategli fischiar le fruste sugli orecchi.--
+
+
+ Detto fatto, il conte si scagliò furibondo al disopra la siepe; e
+ dietro a lui un bisbiglio, un rimbombo, e tutto quanto il traino
+ [p.34] con cani e cavalli e pedoni. E cani e pedoni e cavalli
+ pestavano i fusti del grano, sicché la campagna tutta era un polverio.
+
+
+ All'avvicinarsi di quello schiamazzo, spaventata, la belva, via via,
+ fuor d'un campo, dentro un altro, su pel poggio, giú per la china,
+ messa in fuga, inseguita, ma non arrivata, guadagna i piani del
+ pascolo comunale; e astuta si frammette alle mansuete mandre onde
+ salvarsi.
+
+
+ Ma di qua, di lá, per campagne e per boschi; di su, di giú, per boschi
+ e per campagne, i veltri la perseguitano e n'hanno tosto fiutata la
+ traccia.
+
+ Il mandriano[4], pieno d'angoscia pel suo armento, si butta a' piedi
+ del conte.
+
+
+ --Pietá, signore, pietá! Fate di lasciare in pace queste mie povere
+ bestie mansuete. Ponete mente, signor mio, che qui pascolano le vacche
+ di tante povere vedove, che non hanno altra sostanza. Abbiate pietá
+ de' poveri. Misericordia, signor mio, misericordia!--
+
+
+ Il cavaliero a destra galoppa innanzi, e con dolcezza e bontá
+ ammonisce il conte. Ma il cavaliero a sinistra lo infervora, lo
+ instiga all'oltraggio maligno. Il conte schernisce le ammonizioni del
+ cavaliero a destra e si lascia traviare dal cavaliero a sinistra.
+
+
+ --Ribaldo, temerario, che a me contrasti! Ah perché non sei tu
+ incarnato tu stesso nella migliore delle tue vacche, e in lei non è
+ incarnata altresí ognuna di quelle sgualdrine? Che gioia sarebbe
+ allora pel cuor mio lo incalzarvi tutti insieme a dirittura fino
+ all'altro mondo!
+
+
+ Olá, compagni! addosso addosso, dálli dálli! To to, qui qui, ciuee
+ ciuee ciuee!--
+
+ [p.35]
+
+ E ciascuno de' cani s'avventò aizzato sul primo oggetto che gli si
+ parò innanzi. Insanguinato cadde a terra il mandriano, insanguinate
+ caddero l'una dopo l'altra le vacche.
+
+
+ A stento la belva si sottrae a quel macello, con sempre minor lena di
+ corso. Spruzzata di sangue, intrisa di bava, eccola prendere il cupo
+ della foresta e ripararvisi. Addentro addentro ella si inselva, e
+ viene a trovar nascondiglio nella cappella di un eremita.
+
+
+ Via via, senza posa mai.--To to, ciuee ciuee, to to to!--Allo scoppiar
+ delle fruste, all'abbaiare de' veltri, allo squillare dei corni la
+ schiera feroce anche colá si precipita.
+
+ Il santo eremita uscí della cappelletta e si fece incontro con mite
+ scongiuro.
+
+
+ --Rimanti, rimanti, abbandona la traccia. Non profanare l'asilo di
+ Dio.
+
+ La creatura manda gemiti al cielo e implora da Dio il gastigo tuo.
+ Lasciati per l'ultima volta ammonire, o la tua empietá ti trarrá in
+ perdizione.--
+
+
+ Sollecito il cavaliero a destra galoppa innanzi, e con dolcezza e
+ bontá ammonisce il conte. Ma il cavaliero a sinistra lo infervora, lo
+ instiga all'oltraggio maligno. E, oh Dio! ad onta delle ammonizioni
+ del cavaliero a destra, egli si lascia traviare dal cavaliero a
+ sinistra.
+
+
+ --Che empietá, che perdizione parli tu mai? Forse--grida egli,--forse
+ che la mi spaventa gran fatto? Questa mia caccia, dovessi io anche
+ vederla spinta fino al terzo cielo, che rileva, che monta a me? Sí,
+ per Dio! vo' proseguirla, voglio sbramarmi. E sia pure a dispetto di
+ te, o scimunito, e a dispetto di Dio.--
+
+
+ Egli mena vibrata la frusta, dá fiato alla cornetta.--Olá, compagni,
+ addosso addosso! dálli dálli!--
+
+ Oh Dio! Ecco in un tratto spariscono innanzi a lui ed eremita e
+ cappelletta; spariscono dietro a lui e cavalli e pedoni. E in un
+ batter d'occhio, e fracassi e suoni ed urli di caccia, tutto tutto
+ ingoia un silenzio di morte.
+
+ [p.36]
+
+ Atterrito il conte gira lo sguardo; dá fiato alla cornetta, e la
+ cornetta non rende suono; mette un grido, e non ha piú sentore della
+ propria voce; vibra la frusta, e la frusta non fischia; sprona l'un
+ fianco e l'altro al destriero, né può cavalcare innanzi o retrocedere.
+
+
+ E subito intorno a lui un buio, e piú e piú sempre un buio, come di
+ sepolcro; ed un mugghiare, come di marina lontana. Su alto per l'aria,
+ al di sopra del suo capo, una voce di tuono grida tremenda con furor
+ di burrasca questa sentenza:
+
+
+ --O tiranno, o indole d'inferno, che insolentisci contro Dio, contro
+ gli uomini, contro ogni cosa! Il singulto, il gemito della creatura e
+ la tua iniquitá ti hanno citato a gran voce innanzi al tribunale, lá
+ su dove arde la fiaccola della vendetta.
+
+
+ Fuggi, empio, fuggi. E sia tu da qui innanzi per tutta l'eternitá
+ perseguitato tu stesso in caccia dall'inferno e dal demonio. E sia
+ spavento, questo, de' principi d'ogni secolo che, a saziare le loro
+ voglie scellerate, non perdonano né a Creatore né a creatura.--
+
+
+ A queste parole un bagliore giallo come zolfo guizza intorno alle
+ frondi della foresta. Via via per l'ossa e per le midolle discorre al
+ conte l'angoscia. Una vampa gli opprime il respiro. Stordisce e non
+ ode piú nulla. Innanzi, tutto gli soffia sul viso gelo e terrore; e
+ alla nuca lo insiegue il fischio della bufera.
+
+
+ Cresce il soffio del terrore, cresce il fischio della bufera; e su
+ dalla terra, oh spavento! ecco un pugno negro emergere, giganteggiare.
+ Apresi, stringe gli artigli; ahi! ahi! giá lo abbranca pel ciuffo;
+ ahi! ahi! travolta in un attimo la faccia del conte, sovrasta alle
+ spalle di lui.
+
+
+ Intorno intorno a lui un corruscar di faville e di fiamme verdi, brune
+ e sanguigne. Un mar di fuoco presso presso gli ondeggia d'ogni lato; e
+ dentro vi brulica la ciurma infernale. In un subito mille veltri
+ infernali prorompono aizzati a fracasso su dalla voragine.
+
+ [p.37]
+
+ Via precipitoso egli si scaglia attraverso i boschi, attraverso la
+ campagna; e fugge mettendo lai e ululati.--Ahi, me misero! misero!--
+
+ Ma per tutto l'ampio mondo lo perseguita il latrar dell'inferno, di
+ giorno giú per le caverne della terra, a mezzanotte su in alto per
+ l'aria.
+
+
+ La faccia di lui sovrasta perpetuamente alle spalle, ond'egli abbia
+ perpetuamente la veduta de' mostri che lo inseguono. E per quanto
+ rapida la fuga lo strascini innanzi, incitato dagli urli dello spirito
+ cattivo, gli bisogna mirare perpetuamente il digrignar dei denti e lo
+ spalancarsi delle fauci ringhiose che gli stanno sopra per azzannarlo.
+
+
+ Tale è la caccia della ciurma feroce; e dura e durerá fino al dí del
+ giudizio. Spesso nella notte ella passa innanzi al vagabondo a
+ spaventarlo e inorridirlo. E testimonianza ne potrebbe far tuttavia la
+ lingua d'assai cacciatori, se per altre ragioni non convenisse a loro
+ il silenzio[5].
+
+
+La favola di questo romanzo è tratta da una tradizione popolare in
+Germania; però è un soggetto bello ed opportuno per un poeta tedesco.
+Ivi il popolo la crede vera; e da questa opinione acquistandosi fede
+il poeta, ha potuto a suo talento far piangere e tremar di terrore i
+suoi lettori. I costumi, ch'egli ha dipinti, sono o costumi de' suoi
+tempi, o costumi moderni e notissimi al popolo: quindi sempre maggiore
+l'interesse, e sempre piú aumentata la fede.
+
+Ma noi, lettori italiani, non abbiamo come i tedeschi quella
+tradizione. E, a volere reputar vera o verisimile la catastrofe del
+_Cacciatore feroce_, ci bisognerebbe uno sforzo d'immaginosa
+superstizione. Ora, che che ne dicano gli stranieri, siamo, noi
+italiani, dotati di tanta superstizione? La religione nostra ben ci
+farebbe tenere come racconto verisimile che Dio avesse castigata
+severamente la ferocia del cacciatore. Ma il castigo strano [p.38] ed
+incessante su questa terra piuttosto che nell'inferno, noi non lo
+crederemmo, perché non abbiamo esempi consimili da paragonargli. Ben è
+vero che nella novella ottava della Giornata quinta del
+_Decamerone_ noi leggiamo di una pena sull'andare di questa,
+benché per colpa tutt'altra. Ma quella storia non è creduta piú in
+Italia, e forse non era tradizione indigena qui neppure a' tempi del
+Boccaccio, che probabilmente la tolse ad imprestito dal monaco
+francese Elinando, scrittore del 1200, e di suo capriccio la
+traspiantò nella pineta di Ravenna.
+
+Oltrediché noi non viviamo sulla sponda del Reno. La ingiustizia
+feudale e l'insultante privilegio delle cacce riservate ai nobili sono
+mali che noi ora non proviamo. La narrazione di sciagure
+contemporanee, alle quali noi non partecipiamo, non sará davvero udita
+con indifferenza; ma non ci commoverá tanto quanto i tedeschi. L'uomo
+non può pensare all'uomo lontano e posto in circostanze diverse dalle
+sue con quell'interesse medesimo, con cui egli pensa a se stesso ed a'
+vicini. Le lagrime del povero contadino, l'angoscia del mandriano, la
+pace dell'eremita profanata ci faranno pietá. Ma questa pietá,
+paragonata con quella de' tedeschi, sará minore d'assai; come il
+batticuore di noi europei mediterranei è minore di quello degli onesti
+fra gli abitanti delle colonie al rammentare la compassionevole tratta
+dei negri. Discendendo giú per questa scala di compassioni
+decrescenti, si giunge fino a quel grado di affanno leggiero leggiero,
+con cui noi viventi del secolo decimonono ascoltiamo le sventure degli
+Atridi, de' Tiestei e de' Priamidi.
+
+Cessate anche in Germania parte delle prepotenze feudali, variate
+anche alcune costumanze, mille memorie nondimeno di luogo e di nomi,
+mille affinitá di patria e di famiglie richiameranno la storia di
+quelle alla mente de' tedeschi, e per lunghissimi secoli. Cosí, e per
+le stesse ragioni, le sciagure che afflissero anticamente i padri
+nostri in Italia, quantunque non piú le medesime che proviamo noi,
+pure percuoteranno l'animo nostro con bastante vigore, ricordandole
+poeticamente. E come le iniquitá, a modo d'esempio, de' nostri
+Visconti non sarebbero mai sentite tanto fortemente da' lettori
+tedeschi quanto [p.39] dagli italiani, cosí la storia del
+_Cacciatore feroce_ non lo sará, temo, da noi quanto da loro.
+
+Non so indurmi a dar l'ultimo addio al _Cacciatore feroce_, se
+prima non fo qualche cosa a onore e gloria de' commentatori e della
+consuetudine loro. Sappi dunque, o figliuolo, d'un pezzo di poesia
+italiana che ha qualche sorta di cognazione con questo del Bürger.
+
+Erasmo di Valvasone, verso la fine del canto terzo del suo poema _La
+caccia_, raccomanda a' cacciatori di non uscire mai alla campagna
+sprovveduti di una messa sentita e dell'aiuto invocato di tutti i
+santi. E per ispaventare gli scapestrati, reca in mezzo la mala
+ventura di un certo Terone, ch'egli stesso, il poeta, dice d'aver
+conosciuto. Terone, mentre viveva giovinetto lungo la riva del nativo
+Tagliamento, era gran cacciatore e persona divota; e Dio l'aveva
+scampato sempre d'ogni pericolo. Fatto adulto, viaggiò tutta la
+Germania e v'imparò altri costumi. Tornò a casa, e non usò piú né a
+messe né a chiese. Un cignale orribile metteva a guasto ed a spavento
+la campagna d'Aquilea: però una caccia generale fu bandita per tal
+domenica. Infinite genti v'intervennero, e Terone anch'egli, come il
+feritore piú certo. La comitiva si recò sull'alba al tempio e non
+n'uscí che benedetta dal sacerdote. Terone solo si rimase, schernendo
+il rito. La caccia ha principio: la belva si appiatta in un pantano; è
+scoperta; i cacciatori le sono addosso. Ma impaurito si arretra
+ognuno. Solo a Terone il cuore non batte di paura. Egli bestemmia la
+viltá de' compagni, bestemmia la lor divozione, bestemmia Dio; e si
+avventa alla fiera. Quella, come mossa dalla divina vendetta, sdegna
+ogni altro nemico e si scaglia su Terone, né lo lascia che dopo di
+avergli tolto e ardimento e vita. Dismessa poi la ferocia, anch'essa,
+la fiera, viene ad offrirsi da sé a' colpi de' cacciatori, e cade
+morta. E il poeta, che sente oramai stracco il suo colascione, dá fine
+al canto con un paio di versi, tutti novitá di pensiero, tutti
+eleganza di modi:
+
+ Imparate giustizia, o genti umane,
+ e non spregiar le deitá sovrane.
+
+[p.40] Virgilio glieli perdoni. E tu perdona a me se ti ho fatto
+ingozzare tutto questo episodio. Quel poema della _Caccia_ so che
+non lo hai letto mai, né lo leggerai forse, benché stampato fra i
+_Classici italiani_; del che non vorrò biasimarti. Ma a'
+discendenti di quegli eruditi che, zelanti della loro Italia, seppero
+trovare l'origine italiana del _Paradiso perduto_ del Milton, io
+regalo questo bel pezzo del museo Valvasoni, insieme alla novella
+ottava della Giornata quinta del _Decamerone_, affinché ne
+compongano un solo manicaretto, e ne estraggano la quintessenza, e se
+la bevano; poi, con una predica scritta sugosamente, sul fare, per
+esempio, delle orazioni di monsignore Della Casa, escano a ridomandare
+le sostanze che sono di nostro diritto, mostrando come in Italia
+v'abbia la semenza di tutto e come, in fine del conto, gli stranieri
+non si facciano pavoni che con le penne nostre.
+
+Quella novella, per altro, del Boccaccio, a dirla tra di noi, è una
+grande infamia. Volere che la giustizia di Dio punisca di ripetute
+morti acerbissime una donna, perché costantemente ricusò di amare! E
+che diritto aveva Guido degli Anastagi, che diritto hanno gli uomini
+qualunque sul cuore femminino? È forse uno de' comandamenti per la
+femmina il cedere alle voglie di chi la prega d'amore? Se Guido degli
+Anastagi s'era ammazzato, peggio per lui! L'amore è una passione
+spontanea che vive di libertá. E la donna, che si ostina a dirmi di
+no, mi fará infelice; ma della mia infelicitá ella non può essere né
+accusata né condannata da legge veruna. La massima che le donne sieno
+in obbligo di riamare chi le ama, è uno de' sofismi usati da'
+seduttori. Limitandola anche al caso di amore onesto, cioè
+accompagnato dall'intenzione di strigner nozze, è una massima che fa a
+pugni colla dottrina de' cristiani; attesoché ella reputa stato di
+perfezione la castitá del celibato. E per chi scriveva egli, il
+Boccaccio, se non per gente cattolica?
+
+Pedanti e non pedanti hanno biasimato il Sannazaro, perché, non
+contento egli di avere giá sparso bastantemente di erudizioni
+mitologiche antiche tuttoquanto il suo poema sulla nascita di Gesú
+Cristo, _De partu Virginis_, abbia poi voluto introdurvi [p.41]
+anche, come enti contemporanei ed operanti, le naiadi e le driadi. Ma
+l'errore del Sannazaro non è egli forse meno grave di cotesto del
+Boccaccio? Non è egli peggio forse il falsare la morale della
+religione che uno introduce nel suo componimento, di quello non sia
+l'unirvi alcune invenzioni eterogenee, col solo, innocente e manifesto
+proposito di sbizzarrirsi in fantasie poetiche?
+
+Basterebbe che questa infame novella della pineta di Ravenna venisse
+creduta vera a' dí nostri e lodata in Italia, perché fosse data vinta
+la causa a quegli stranieri che ci mandano titolo di vendicativi, di
+feroci, di superstiziosi e di poco religiosi nel cuore. Ma come è vero
+che noi non siamo cosí tristi, nessuno in Italia vorrebbe oggi avere
+scritto egli quel vituperio della pineta. E Dio lo tolga dalla memoria
+fino de' bibliotecari!
+
+Leggi ora, figliuolo mio, la traduzione della _Eleonora_.
+
+ ELEONORA.
+
+ Sul far del mattino Eleonora sbalzò su, agitata da sogni
+ affannosi:--Sei tu infedele, o Guglielmo, o sei tu morto? E fino a
+ quando indugerai?--
+
+ Egli era uscito coll'esercito del re Federigo alla battaglia di Praga,
+ e non aveva scritto mai se ne fosse scampato.
+
+
+ Stanchi delle lunghe ire, il re e l'imperatrice ammollirono le feroci
+ anime, e finalmente fecero pace. Ed ogni schiera, preceduta da inni,
+ da cantici, dal fragore de' timpani, da suoni e da sinfonie, adornata
+ di verdi rami, si riduceva alle proprie case.
+
+
+ E da per tutto, da per tutto, sulle strade, sui sentieri, giovani e
+ vecchi traevano incontro ai «viva» d'allegrezza de' vegnenti.--Sia
+ lode al cielo!--esclamavano fanciulli e mogli.--Ben
+ venga!--esclamavano assai spose contente.
+
+ Ma, oh Dio! per Eleonora non v'era né saluto né bacio.
+
+
+ Ella di qua, di lá cercò tutto l'esercito, dimandò tutti i nomi. Ma
+ fra tanti reduci non uno v'era che le desse ragguaglio. [p.42]
+ Oltrepassate che furono da ultimo tuttequante le schiere, ella si
+ stracciò la nera chioma[6], e furibonda si buttò sul terreno.
+
+
+ Accorse precipitosa la madre.--O Dio, misericordia! Che hai, che
+ t'avvenne, figlia mia cara?--E se la serrò fra le braccia.
+
+ --O madre, madre! È perduto, è morto. Or vada in rovina il mondo, e
+ tutto vada in rovina! Non ha misericordia Iddio. Ahi me misera!
+ misera!
+
+
+ --O Dio, ne assisti! Misericordia, o Signore! Di', figlia mia, di' un
+ paternostro. Quello che è fatto da Dio è ben fatto. Egli sí, Iddio è
+ pietoso di noi.
+
+ --O madre, madre! Tutte illusioni. Nulla di bene ha fatto per me il
+ Signore! nulla. Che giovarono, che giovarono le mie orazioni? Oramai
+ non n'è piú bisogno.
+
+
+ --O Dio, ne assisti! Chi in Dio riconosce il nostro padre sa ch'egli
+ soccorre a' figliuoli. Il santissimo Sacramento metterá calma al tuo
+ affanno.
+
+ --O madre, madre! Questo incendio che m'arde non v'ha Sacramento che
+ me lo calmi. Non v'ha Sacramento che restituisca a' morti la vita.
+
+
+ --Ascoltami, o cara; e se quell'uom falso, lá lontano nell'Ungheria,
+ avesse rinnegata la fede per isposarsi ad altra donna? No, cara, non
+ pensar piú a quel suo cuore. E neppure egli se ne troverá contento.
+ Quando un giorno l'anima verrá a separarsi dal corpo, lui trarrá nelle
+ fiamme il suo spergiuro.
+
+ --O madre, madre! Non è piú, non è piú; egli è perduto, perduto per
+ sempre. La morte! altro non mi resta che la morte! Oh! non fossi io
+ nata mai! Spegniti, luce mia, spegniti in perpetuo. Muori, muori
+ sepolta nella notte e nell'orrore! No, non ha misericordia Iddio. Ahi
+ me misera! misera!
+
+
+ --O Dio, ne assisti! Non voler, no, entrare, o Dio, in giudizio contra
+ la povera tua creatura. Ella non sa quel che la sua lingua si [p.43]
+ dica: non tener conto de' peccati di lei. Dimentica, figliuola mia,
+ dimentica la tua afflizione terrena; pensa al Signore, pensa alla
+ beatitudine eterna; e t'assicura che non verrá meno lo sposo all'anima
+ tua.
+
+
+ --E che è mai, o madre, la beatitudine eterna? che mai, o madre, è
+ l'inferno? Con lui, con lui è beatitudine eterna; e senza di Guglielmo
+ non v'ha che inferno. Spegniti, luce mia, spegniti in perpetuo: muori,
+ muori sepolta nella notte e nell'orrore! Senza di lui, né sulla terra
+ né fuori della terra posso aver pace io mai.--
+
+
+ Cosí a lei nella mente e nelle vene infuriava la disperazione. Piú e
+ piú continuò temeraria ad accusare la provvidenza di Dio; si percosse
+ il seno, si storse le mani, fino al tramonto del sole, fino
+ all'apparire delle stelle auree per la vòlta del cielo.
+
+
+ Quand'ecco, trap trap trap, un calpestio al di fuori come una zampa di
+ destriero; e strepitante nell'armadura smontare agli scalini del
+ verone un cavaliere. E tin tin tin, ecco sfrenarsi pian piano la
+ campanella dell'uscio; e da traverso l'uscio venire queste distinte
+ parole:
+
+
+ --Su su! Apri, o mia cara, apri. Dormi tu, amor mio, o sei desta? Che
+ intenzioni sono ancora le tue verso di me? Piangi o sei lieta?
+
+ --Oh cielo! Tu, Guglielmo? Tu... di notte.., cosí tardi?.. Ho pianto,
+ ho vegliato. Ahi misera! un grande affanno ho sostenuto... E donde
+ vieni tu cosí a cavallo?
+
+
+ --Noi non mettiamo sella che a mezzanotte. Lungo viaggio cavalcai a
+ questa volta, fino dalla Boemia. Tardi ho preso il cammino, tardi: e
+ voglio condurti meco.
+
+ --Ah Guglielmo! Entra prima qua dentro un istante. Su presto! Il vento
+ fischia ne' roveti. Entra, vieni, cuor mio carissimo, a riscaldarti
+ fra le mie braccia.
+
+
+ --Lascia pure che il vento fischi fra i roveti: lascialo fischiare,
+ anima mia, lascialo fischiare. Il mio cavallo morello raspa; il mio
+ sprone suona. In questo luogo non m'è concesso alloggiare. Vieni,
+ succingiti, spicca un salto e géttati in groppa al mio morello. [p.44]
+ Ben cento miglia mi restano a correre teco quest'oggi per arrivare al
+ letto nuziale.
+
+
+ --Oh cielo! E tu vorresti in questo sol giorno trasportarmi per cento
+ miglia fino al letto nuziale? Odi come romba tuttavia la campana: le
+ undici sono giá battute.
+
+ --Gira, gira lo sguardo. Vedi, fa un bel chiaro di luna. Noi e i morti
+ cavalchiamo in furia. Oggi, sí quest'oggi, scommetto ch'io ti porto
+ nel letto nuziale.
+
+ --E dov'è, dimmi, dov'è la cameretta? E dove, e che letticciuolo
+ nuziale è il tuo?
+
+ --Lontano, lontano di qui..., in mezzo al silenzio..., alla
+ frescura..., angusto... Sei assi... e due assicelle...
+
+ --V'ha spazio per me?
+
+ --Per te e per me. Vieni, succingiti, spicca un salto e géttati in
+ groppa. I convitati alle nozze aspettano; la camera è giá schiusa per
+ noi.--
+
+
+ La vezzosa donzelletta innamorata si succinse, spiccò un salto, snella
+ si gittò in groppa al cavallo, e con le candide mani tutta si
+ ristrinse all'amato cavaliere. E arri arri arri! salta salta salta; e
+ l'aria sibilava rotta dal gran galoppare. Sbuffavano cavallo e
+ cavaliere, e sparpagliavansi intorno sabbia e scintille.
+
+
+ A destra e a sinistra, deh, come fuggivano loro innanzi allo sguardo e
+ pascoli e lande e paesi! come sotto la pesta rintronavano i ponti!
+
+ --E tu hai paura, o mia cara? Vedi bel chiaro di luna! Arri arri! I
+ morti cavalcano in furia. E tu, mia cara, hai paura de' morti?
+
+ --Ah no! Ma lasciali in pace i morti.--
+
+
+ Da colaggiú qual canto, qual suono mai rimbombò? che svolazzare fu
+ quello de' corvi?... Odi suono di squille, odi canto di morte!
+ «Seppelliamo il cadavere».
+
+ Ed ecco avvicinarsi una comitiva funebre, e recar la cassa e la bara
+ de' morti. E l'inno somigliava al gracidar dei rospi negli stagni.
+
+
+ --Passata la mezzanotte, seppellirete il cadavere con suoni e cantici
+ e compianti. Ora io accompagno a casa la giovinetta mia [p.45] sposa.
+ Entrate meco, entrate al convito nuziale. Vieni, o sagrestano, vieni
+ col coro e precedimi intuonando il cantico delle nozze. Vieni, o
+ sacerdote, vieni a darci la benedizione, prima che ci mettiamo a
+ giacere.--
+
+
+ Tace il suono, tace il canto; la bara sparí. E obbedienti alla
+ chiamata, quelli correvano veloci, arri arri arri! lí lí sulle peste
+ del morello. E va e va e va; salta salta salta; e l'aria sibilava
+ rotta dal gran galoppare. Sbuffavano cavallo e cavaliere, e
+ sparpagliavansi intorno sabbia e scintille.
+
+
+ Deh, come fuggivano a destra, come a sinistra fuggivano, e montagne e
+ piante e siepi! Come fuggivano a sinistra, a destra, e ville e cittá e
+ borghi!
+
+ --E tu hai paura, o mia cara? Vedi bel chiaro di luna! Arri arri arri!
+ I morti cavalcano in furia. E tu, mia cara, hai paura de' morti?
+
+ --Ahi misera! Lasciali in pace i morti.--
+
+
+ Ecco ecco; lá sul patibolo, al lume incerto della luna, una ciurma di
+ larve balla intorno al perno della ruota![7].
+
+ --Qua qua, o larve. Venite, seguitemi. Ballateci la giga degli sposi
+ quando saliremo in letto.--
+
+
+ E via via via, le larve gli stormivano dietro a' passi, come turbine
+ che in una selvetta di nocciuoli stride frammezzo all'arida frasca. E
+ va e va e va, salta salta salta; e l'aria sibilava rotta dal gran
+ galoppare. Sbuffavano cavallo e cavaliere, e sparpagliavansi intorno
+ sabbia e scintille.
+
+
+ Ogni cosa che la luna illuminava d'intorno, deh, come ratto fuggiva
+ alla lontana! Come fuggivano e cieli e stelle al disopra di lui!
+
+ --E tu hai paura, o mia cara? Vedi bel chiaro di luna! Arri [p.46]
+ arri arri! I morti cavalcano in furia. Ed hai tuttavia paura de'
+ morti, o mia cara?
+
+ --Ahi me misera! Lasciali in pace i morti.
+
+
+ --Su su, o morello! Parmi che il gallo giá canti. Fra poco il sabbione
+ sará omai tutto trascorso. Su, morello, morello! Al fiuto sento giá
+ l'aria del mattino... Di qua, o morello, caracolla di qua... Finito,
+ finito abbiamo di correre. Eccolo che s'apre il letto nuziale. I morti
+ cavalcano in furia. Eccola, eccola la mèta.--
+
+
+ Impetetuoso s'avventò a briglia sciolta contra un cancello di ferro.
+ Ad uno sferzar di scudiscio toppa e chiavistello gli si spezzarono
+ innanzi, e le ferree imposte cigolando si spalancarono. Il destriero
+ drizzò la foga su per le sepolture. E al chiaror della luna tutto
+ biancheggiava di monumenti.
+
+
+ Ed ecco, ecco in un subito, portento, ahi, spaventoso! Di dosso al
+ cavaliere ecco a brandelli a brandelli cascar l'armatura, com'esca
+ logorata dagli anni! In teschio senza ciocche e senza ciuffo, in
+ teschio ignudo ignudo gli si convertí il capo, e la persona in
+ ischeletro armato di ronca e d'oriuolo.
+
+
+ Alto s'impennò e inferocí sbuffando il morello, e schizzò scintille di
+ fuoco. E via eccolo sparito e sprofondato disotto alla fanciulla; e
+ strida e strida su per l'aere; e venir dal fondo della fossa un
+ ululato!... A gran palpiti tremava il cuore d'Eleonora e combatteva
+ tra la morte e la vita.
+
+
+ Allora sí, allora sotto il raggio della luna danzarono a tondo a tondo
+ le larve; ed intrecciando il ballo della catena, con feroci urli
+ ripetevano questa nenia:--Abbi pazienza, pazienza, s'anche il cuore ti
+ scoppia. Con Dio no, con Dio non venir a contesa. Eccoti sciolta dal
+ corpo... Iddio usi all'anima misericordia!--
+
+
+A differenza della prima, la favola di questo secondo romanzo, a quel
+ch'io sappia, è tutta invenzione del poeta. Parrebbe dunque che, non
+sostenuta da una tradizione, l'Eleonora non dovesse trovare né fede né
+applausi neppure in Germania. E nondimeno è noto come ella sia colá la
+lodatissima delle poesie del Bürger. A che ascriveremo noi questo?
+
+[p.47]
+
+I popoli colti d'una parte della Germania, pe' quali il Bürger
+cantava, sono inclinati all'entusiasmo. Avidi essi di emozioni, non
+aspettano che quelle vengano di per sé; ma per ottenerne, si aiutano
+fin anche del meditare. Il bisogno fortissimo di emozioni nasce in
+loro, se mal non veggo, per la mancanza di una continua varietá di
+oggetti esteriori che possa occuparli e muoverne gli animi
+piacevolmente. E questa mancanza è prodotta dalle circostanze
+politiche, da quelle del clima, della geografia loro e della loro vita
+sociale. Ma le circostanze medesime, se per un riguardo gli offendono,
+servono per un altro a rinforzare notabilmente la loro riflessione,
+allorché la noia gli obbliga a concentrarsi in se stessi, a ripiegarsi
+nell'animo proprio, onde provarne il moto che li faccia accorti
+dell'esistenza. Educati cosí alla meditazione, non di rado giungono
+essi a scoprire qualche lato importante e patetico nelle cose, in cui
+sguardo superficiale nol vede. Tosto che l'hanno adocchiato, eglino vi
+si affezionano e s'infervorano; e l'amore di una parte tira seco
+l'amore del tutto.
+
+Con ciò viene a spiegarsi per noi da che provenga l'affettazione di
+certo «sentimentalismo» che governa spesso il discorso de' romanzieri
+del nord, e che male è imitato da' romanzieri di Francia, e mal
+sarebbe da que' d'Italia; perché posa su pensieri ed affetti che non
+sono sentiti in Francia e in Italia né da chi scrive né da chi legge.
+Quante volte l'uomo del nord, viaggiando in Italia, non fa egli
+strabiliare gli ospiti suoi, parlando ogni tratto di sensazioni
+domestiche, di piaceri segreti dell'animo, di simpatie recondite, di
+compassioni prodigalizzate a un fiorellino del campo, di lagrime
+sparse per pietá di un asinello defunto, di memorie lugubri suscitate
+in lui dalla menoma novitá di nugoloni colorati! Pare a noi che egli
+allora monti sull'ippogrifo. Eppure chi sa che per lunga assuefazione
+egli non abbia il cuore, troppo piú che noi non ci figuriamo, pronto a
+palpitare per tante fantasie?
+
+A quelle docili immaginazioni bastò quindi pensare che la finzione
+dell'Eleonora era omogenea ed analoga alle tradizioni popolari, perché
+a lei anche estendessero il vero di opinione [p.48] che quelle hanno.
+La stravaganza del tutto non nocque allora piú all'effetto delle
+parti. E siccome le parti sono bellissime, l'approvazione e
+l'ammirazione vennero di per sé.
+
+Noi popoli piú meridionali, circondati dalla pompa della natura e
+dalla perpetua successione delle sue infinite lusinghe, non abbiamo
+mestieri di andare in traccia di emozioni per sentire la vita. Noi
+aspettiamo che quelle ci riscuotano come a viva forza; ma non ci
+curiamo di promuoverle noi col nostro entusiasmo. Di qui, piú che
+lettori appassionati, noi riesciamo critici freddi. E prima di dare
+una lagrima alle sventure di Eleonora, noi metteremo sul bilancino i
+gradi di verisimiglianza che ha la storia della fanciulla, e non li
+pagheremo della nostra credenza che grano per grano.
+
+Forse, e bada bene che tiro a indovinare e non altro, forse gli
+abitanti d'una parte della Germania, de' quali ho parlato fin qui,
+hanno, o nel fondo del cuore o dentro la mente, piú religione che noi
+non abbiamo[8]. Forse, avvezzati essi dalle sètte e dalla necessitá
+delle controversie a meditare i dogmi della religione, come noi a
+prestarle fede senza meditazioni, hanno talmente inclinati i pensieri
+a lei, che tuttoquanto partecipa dello spirito del cristianesimo essi
+lo sentono di primo tratto, qualunque sia l'oggetto che gli occupi,
+qualunque sia lo stato dell'animo loro. Quindi è forse che il tedesco,
+leggendo il romanzo dell'_Eleonora_, lascia bensí che il cuore di
+lui si pieghi a compassione delle sventure della fanciulla; ma
+immediatamente corre colla idea all'enormitá del peccato commesso da
+lei nel rinnegare la provvidenza di Dio. Associata a quella idea
+eccoti subito l'altra: che ogni vendetta di Dio, per quanto fiera ella
+sembri a umano intendimento, non può mai aggiungere a tanto da
+pareggiare l'immensitá del delitto di cui si fa reo chi offende Dio di
+qualsivoglia maniera. Mesci ora insieme il sussidio delle idee
+religiose alla somiglianza che la favola della _Eleonora_ dicemmo
+avere colle tradizioni popolari in Germania; e vedi come [p.49] il
+tedesco s'induca ad essere liberale di credenza verso la catastrofe
+del romanzo. Nell'animo di lui direi quasi che il sentimento massimo
+sará quello dell'enormitá del peccato e della maestá di Dio irritata,
+e che la compassione per gli affanni amorosi della fanciulla non sará
+che un sentimento concomitante.
+
+Se l'Italia leggente fosse composta di uomini tutti profondamente
+studiosi della loro religione, forse l'_Eleonora_, scendendo tra
+di noi, non verrebbe a capitare in terra straniera affatto. Ma
+quantunque in Italia v'abbiano teologi eruditissimi, io temo che il
+piú degli italiani, ancorché cattolici di buona fede, non si siano
+addimesticati tanto coi dogmi della loro religione da salvare per
+questi una costante reminiscenza in tutte le loro sensazioni. Il
+lettore teologo, anche in mezzo alle seduzioni della poesia, anche
+sbattuto dai palpiti ch'ella produce, stará fermo alle dottrine da lui
+conosciute e professate, e stabilirá tosto relazioni tra quelle e ciò
+ch'ei legge. Un lato della sua mente egli lo tiene vergine sempre di
+tutt'altri pensieri, salvo i religiosi. Però egli sentirá il
+maraviglioso e il terribile del romanzo dell'_Eleonora_; e l'idea
+della divinitá oltraggiata e della severitá onnipossente, che procede
+dalla giustizia di Dio, gli ingombrerá tanto l'anima, da lasciargliene
+una parte ben poca in preda ad altre riflessioni e ad altri affetti.
+Pieno di spavento, egli chinerá il capo innanzi a Dio; ripeterá
+anch'egli la nenia delle larve, e finirá esclamando:--Salvami, o
+Signore, salvami dall'offenderti!--
+
+Ma avremo, noi, lettori teologi molti? O io m'inganno, o tra di noi
+sará maggiore il numero di quelli che, facili a scusare negli altri le
+passioni perché le vorrebbono scusate a se medesimi, si lasceranno
+andare alla pietá, come al sentimento piú repentino per essi. Cedendo
+all'impeto delle prime impressioni cagionate dalle miserie d'Eleonora,
+e non interrogando gran fatto il sentimento religioso, che in essi, a
+differenza de' tedeschi, riescirá il meno forte, eglino, parmi,
+diranno cosí:--Una povera vergine innamorata, disperante della vita
+del suo sposo futuro, inasprita dal peso della disgrazia e della
+importunitá dei consigli di una vecchia assiderata, perché nell'impeto
+[p.50] del dolore (e che dolore!) si lasciò fuggire di bocca la
+rinnegazione della provvidenza, meritava ella di essere sepolta viva?
+meritava che il ministro dell'ira di Dio fosse quello stesso amante
+per cui ella aveva spasimato tanto? meritava che questi alla gelata
+indifferenza dovesse anche aggiungere la crudeltá della ironia, e
+continuarla fino all'ultimo della vita? Se dopo lunghe macchinazioni,
+ella fredda fredda avesse per avarizia piantato un coltello nel petto
+al padre e strozzata la madre, le starebbe bene questo ed ogni altro
+rigore di pena; ma nel delirio dell'amore... per una parola
+inconsiderata... tanto supplizio! No, non può essere. Il Dio nostro è
+il Dio della misericordia. Tratto a doverci visitare nell'ira sua,
+egli guarda pur sempre all'intenzione del peccatore, e distingue il
+delirio d'una passione innocente dalla gelida, ostinata empietá.
+Eleonora ha peccato. Ma qual proporzione qui tra 'l peccato e la pena?
+No no, la storia d'Eleonora non è credibile. È una invenzione nera
+nera che mette ribrezzo; è una favola da nutrici che non è
+raccomandata da verisimiglianza veruna, e che non meritava neppure una
+sola delle nostre lagrime.--
+
+Davvero io non torrei a difendere innanzi al Santo offizio
+l'ortodossia di chi ragionasse cosí. Davvero sono persuaso che
+qualunque persona trascorresse a discorsi siffatti, dopo piú mature
+considerazioni, se ne disdirebbe. Ma fattili una volta, e rovinato con
+ciò l'effetto primo di questa poesia, come trovarla bella dappoi? come
+gradir bene dappoi ciò che sulle prime n'è venuto in fastidio? E che a
+molti si aggireranno pel capo pensieri consimili a questi ch'io portai
+qui sopra, oserei scommetterlo. Non mi dorrebbe di rimanere perdente;
+anzi 'l desidero.
+
+Ad ogni modo in entrambi questi romanzi, e piú nel secondo, v'ha
+qualche cosa di magico che non si lascia definire. Ed io conosco
+uomini in Italia che, capaci quant'altri di esercitare la critica,
+pure fu loro necessitá metterla in silenzio, perché sentivansi l'anima
+strascinata dalla prepotenza del terribile, intenerita dal patetico
+che regna in questi componimenti. E la monotonia stessa, che qua e lá
+il poeta vi sparse, rendeva piú profonda e piú perseverante la
+commozione. [p.51] Dopo un esperimento siffatto, io credo di potere
+rispondere a te che in Italia altri rideranno freddamente di questi
+due romanzi; altri diranno essere un peccato l'avere arricchito di
+tanta poesia argomenti da non trattarsi; ed altri si trasporteranno
+alle circostanze del popolo per cui furono scritti, ed assumendone le
+opinioni e l'entusiasmo, divideranno con lui la pietá, la maraviglia e
+il terrore. Parmi che gli ultimi, comeché pochi forse, mostreranno
+indole più poetica.
+
+In quanto a te, se mai ti nascesse voglia di scrivere romanzi in
+Italia sul fare di questi, va' cauto e fa' di non lasciarti traviare
+in soggetti non verisimili, quando essi siano tolti di peso dalla
+fantasia tua. Ché se l'argomento ti viene prestato da una storia
+scritta o da una tradizione che dica:--Il tal fatto è accaduto
+così,--e tu senti che comunemente è creduto così, allora non istare ad
+angariarti il cervello per timore d'inverisimiglianze, da che tu hai
+le spalle al muro. Però nella scelta siati raccomandato d'attenerti
+piú volentieri ai soggetti ricavati dalla storia che non agli ideali.
+Né ti fidare molto a quelle tradizioni che non escirono mai del
+ricinto d'un sol municipio, perché la fama tua non sarebbe che
+municipale: del che non ti vorrei contento.
+
+Finalmente, se i due componimenti del Bürger che ti stanno ora
+innanzi, e che furono immaginati per la Germania e proporzionati a
+que' lettori, non piaceranno universalmente in Italia, bada bene a non
+inferire da questo che la letteratura tedesca sia tutta incompatibile
+col gusto nostro. Vi hanno in Germania componimenti moltissimi fondati
+su maniere e su geni comuni a' tedeschi, a noi ed al resto dell'Europa
+colta. E il dire che un po' piú un po' meno di lucidezza di sole renda
+affatto opposte tra di loro le menti umane, ed inaccordabili
+onninamente le operazioni intellettuali di chi vive tre mesi fra le
+nebbie con quelle di chi ne vive sei, è puerilitá tanto piú ripetuta
+quanto ella è piú facile a dar vita ad un meschino epigramma. Se ne'
+greci e ne' latini troviamo cose ripugnanti al genio della poesia
+italiana e le confessiamo, perché infastidirci se ne' francesi, negli
+spagnuoli, negli inglesi e ne' tedeschi ne scopriamo parimenti [p.52]
+che vogliono da noi rifiutarsi? O legger nulla o legger tutto fa
+d'uopo. Però io, portando opinione che il secondo partito sia da
+scegliersi, credo che anche lo studio del _Cacciatore feroce_ e
+della _Eleonora_ sará utile in Italia, perché mostra da quali
+fonti i valenti poeti d'una parte della Germania derivino la poesia
+applaudita nel loro paese. Cercarono essi con somma cura di prevalersi
+di tutte le passioni, di tutte le opinioni, di tutti i sentimenti de'
+loro compatriotti, e trovarono cosí argomenti che vincono l'animo
+universalmente.
+
+Facciamo lo stesso anche noi. E la poesia italiana si arricchirá di
+nuove bellezze, talvolta originali molto, e sempre caratteristiche del
+secolo in cui viviamo. Cosí vedremo moltiplicarsi i soggetti moderni e
+riescir belli e graditi quanto il _Filippo_, il _Mattino_,
+la _Basvilliana_ e l'_Ortis_. E forse anche noi conseguiremo
+scrittori di romanzi in prosa, tanto quanto i francesi, gli inglesi e
+i tedeschi.
+
+
+Figliuolo carissimo, se tu hai ingegno, com'io spero, ti sarai pure
+accorto che fin qui la lettera mia non fu che uno scherzo. La gravitá,
+con cui in questa tiritera di commento ho affastellate tante
+stramberie, è una gravitá tolta a nolo; e la costanza della ironia
+sbalza agli occhi di per sé. Ho voluto spassarmi a spese de' novatori.
+Ma con te, figliuolo, con te la coscienza di padre mi grida ch'io
+lasci le baie e mi metta finalmente sul serio.
+
+Sappi dunque che fuori d'Italia gli uomini vanno carpone in materia di
+letteratura. Sappi che se tu, tralignando da' maestri tuoi, metterai
+naso ne' libri oltramontani, finirai anche tu col muso al pavimento.
+Questo voler dividere i lavori della poesia in due battaglioni,
+«classico» e «romantico», sa dell'eretico; ed è appunto un trovato
+d'eretici; e non è, e non può essere, cosa buona, da che la
+_Crusca_ non ne fa menzione e neppure registra il vocabolo
+«romantico».
+
+Tutti sanno che in Inghilterra e in Germania non si coltiva da
+letterato veruno né la lingua greca né la latina, e che non si ha
+contezza ivi degli scrittori di Atene e di Roma se non [p.53] per
+mezzo di traduzioni italiane. Separati cosí quasi affatto dalla
+conoscenza de' capi d'opera dell'antichitá, come potevano quegli
+infelici far poesie e non dare in ciampanelle? Poi vollero
+giustificare i loro strafalcioni; e congiurarono co' loro fratelli
+filosofi, e tentarono la metafisica e la logica e dettarono sistemi.
+Ma tutti insieme i congiurati diedero in nuove ciampanelle, perché la
+metafisica e la logica sono piante che non allignano che in Italia.
+
+Figúrati che arrivarono fino a dire quasi: che la religione cristiana
+ha resa piú malinconica e piú meditativa la mente dell'uomo; ch'ella
+gli ha insegnato delle speranze e de' timori ignoti in prima; che le
+passioni de' cristiani, quantunque rivolte a oggetti esteriori, hanno
+pure una perpetua mischianza con qualche cosa di piú intimo che non
+avevano quelle de' pagani; che in noi è frequente il contrasto tra 'l
+desiderio e 'l dovere, tra l'intolleranza delle sventure e la
+sommessione ai decreti del cielo; che i poeti nostri, per non riescire
+plagiari gelati, bisogna che pongano mente a quelle tinte e dipingano
+oggi le passioni con tratti diversi dagli antichi; e che e che, e
+cento altri «che» di tal fatta, e miserabilissimi tutti. E davvero, a
+volere stramazzare quegli atleti, basterebbe, a modo d'esempio,
+instituire, come noi lo possiamo far bene e non essi, un paragone
+analitico tra Anacreonte e Tibullo da una parte, e 'l Petrarca
+dall'altra, e dimostrare come i patimenti dei due primi innamorati
+siano gli stessi stessissimi patimenti che travagliavano l'animo al
+Petrarca. E chi non sente infatti che que' tre amori, per somiglianza
+tra di loro, sono proprio tre gocciole d'acqua?
+
+Alcuni cervellini d'Italia che non sanno né di latino né di greco,
+lingue per essi troppo ardue, vorrebbero menar superbia dell'avere
+imparate le lingue del nord, che ognuno impara in due settimane, tanto
+sono facili. Però fanno eco a tutte queste fandonie estetiche, che in
+fine non valgono né le pianelle pure di Longino, non che il suo libro
+_Del sublime_, che è la maraviglia dell'umano sapere. Il quale
+umano sapere non è mica progressivo e perfettibile, come i fatti
+pertinacemente attestano; ma è sempre stato immobile, e non può di sua
+natura patire incremento mai, per la gran ragione che «_nil sub sole
+novum_». [p.54] E questi cervellini battono poi le mani ad ogni
+frascheria che viene di lontano, e corrono dietro a Shakespeare ed
+allo Schiller, come i bamboli alle prime farfalle in cui si abbattono,
+perché non sanno che ve n'ha di piú occhiute e di piú vaghe.
+
+Ma viva Dio! quello Shakespeare è un matto senza freno; traduce sul
+teatro gli uomini tal quali sono, la vita umana tal quale è; lascia
+ch'entri in dialogo l'eroe col becchino, il principe col sicario; cose
+che non sono permesse che agli eroi da vero e non da scena. E invece
+di mandarti a fiamme l'anima con belle dissertazioni politiche, con
+argomenti pro e contra, a modo de' nostri avvocati, egli ti pone
+sott'occhio le virtú ed i vizi in azione: il che ti scema l'interesse
+e ti fa tepido. Quello Schiller poi, se 'l paragoni, non dico con
+altri, ma col solo Seneca, ti spira miseria.
+
+A buon conto gli stessi novatori, mentre si aguzzano alla disperata
+onde predicarne le lodi, sono costretti dal coltello alla gola a
+confessare che le opere di Shakespeare e dello Schiller, quantunque,
+come essi dicono, maravigliose in totale, non vanno scevre di magagne,
+se si guarda separatamente alle parti. E s'ha a dire bel libro di
+poesia quello che non può vantarsi incontaminato d'ogni menomo peccato
+veniale? I grandi poeti dell'antichitá sono invece fiocchi sempre di
+tutta neve immacolata.
+
+Ed è poco misfatto rispettare l'unitá d'azione, che è la meno
+importante, per dare un calcio poi alle unitá di tempo e di luogo, che
+formano il cardine della nostra fede drammatica, fuori della quale non
+v'ha salute? E noi dovremmo sorgere ammiratori di ribaldi tanto
+sfrontati, noi pronepoti d'Orazio, del Vida e del Menzini?
+
+Era aforisma che nel giro di ventiquattro ore, e nulla piú, dovesse
+andare ristretta l'azione di un dramma. I meno puristi hanno spinta
+ora la tolleranza fino a concederne altre dodici, purché ciò non
+passasse in esempio di nuove larghezze; e basta cosí. L'uomo per virtú
+della illusione teatrale può arrivare a tanto ch'egli persuada a se
+stesso d'essere vissuto trentasei ore, quando non ne ha vissute che le
+poche tre per le quali dura lo spettacolo. Ma a un minuto di piú la
+povera mente umana [p.55] non regge colla sua immaginativa.
+L'esattezza del computo non è da porsi in dubbio, poiché il Buon gusto
+egli medesimo, armato di gesso, sedeva alla lavagna, disegnando: 36 = 3.
+
+E la illusione teatrale noi sappiamo essere la illusione di tutte le
+illusioni, la magia per eccellenza; da che come due e due fanno
+quattro, cosí anche, ad onta della veritá, è provato che dallo alzarsi
+fino al calar del sipario lo spettatore si dimentica affatto di ogni
+sua occorrenza domestica, non sa piú d'esser in teatro, giura ch'egli
+manda occhiate proprio nel Ceramico e nel Partenone, e crede vere
+proprio le coltellate che si dánno gli eroi sul palco e vero sangue
+quello che gronda dalle loro ferite.
+
+Quanta sia poi l'importanza della unitá di luogo, è da vedersi in
+quelle tante pagine che in favore di lei avrebbe dovuto scrivere
+Aristotile. E il ribellarsi da Aristotile, parlante o tacente ch'egli
+sia, sarebbe infamia.
+
+Per decreto de' «romantici» la mitologia antica vada tutta in
+perdizione. Ma pe' gorghi Strimoni! questo ostracismo lascia egli
+sperare briciolo di ragionevolezza in chi l'invoca? Perché rapirci ciò
+che ne tocca piú da vicino? E come prestar venustá alla lirica, come
+vestire di veritá i concetti, di splendore le immagini, senza Minerve,
+senza Giunoni, senza Mercuri, che pur sentiamo apparire ogni notte, in
+ogni sogno, ad ogni fedel cristiano? come parlar di guerre senza far
+sedere Bellona a cassetta d'un qualche _coupé_, senza metterle in
+mano la briglia d'un paio di morellotti d'Andaluzia? E non è noto
+forse, per deposizione di tutti i soldati reduci, com'anche a Waterloo
+quella dea sia stata veduta correre su e giú pel campo, vestita di
+velluto nero, con due pistole nere in cintura e con in testa un
+cappelletto nero all'inglese?
+
+«_Ut pictura poësis_». E ciò che concedete alla pittura lo avete
+a concedere anche alla poesia, a dispetto della persuasione e delle
+dimostrazioni irrefragabili del Lessing. E sapete perché? Perché lo ha
+detto chi poteva dirlo, chi poteva con piena potestá comandarlo, chi
+aveva rubata al papa l'infallibilitá, prima che il papa nascesse,
+__Orazio__ insomma. E zitti per caritá.
+
+[p.56]
+
+Non è maraviglia poi se genti farnetiche, le quali mischiano
+psicologia fino nel parlar di canzoni, vestono oggi il sacco del
+missionario, ed esclamano:--Voi, italiani, avete un bel suolo, un bel
+cielo, una bella lingua; ma dei tesori intellettuali, di cui va ricca
+oggimai tutta insieme l'Europa, voi non ne possedete quanto certi
+altri popoli. Voi ci foste maestri un tempo; adesso non piú. Alcuni
+tra voi coltivano bene le scienze fisiche e matematiche; ma di buone
+lettere e di scienze morali voi di presente patite penuria, avendo
+troppo poche persone eccellenti in questi generi.--
+
+Noi dunque penuriamo? Bravi davvero! Lasciamo stare che tutto quel
+poco che si sa fuori d'Italia è tutto dono nostro. Lasciamo stare che
+noi potremmo comperare mezzo il Mogol, se voi, stranieri, ci pagaste
+solamente un baiocco per ogni sonetto stampato da venti anni in qua in
+Italia, e che noi per un baiocco l'uno acconsentiremmo di vendervi.
+Lasciamo stare che da venti anni in qua noi abbiamo immaginato libri
+tali di letteratura, da potere squadernarli sul viso a qualunque
+detrattore, allorché ci risolveremo a comporli ed a svergognare il
+resto d'Europa. Lasciamo stare che in Firenze e fuori di Firenze vi
+hanno giornali che vegliano dí e notte alla vendetta, e che con brevi
+ma calzanti argomenti rovinano i paralogismi e mandano scornata
+l'arroganza di chi ne minaccia assalto; e quel che è proprio
+edificante, usando rispetto verso le persone, decenza nei modi e
+galanteria fiorita coi rivali di sesso gentile: arti tutte non
+praticate che in Italia, perché il _Galateo_ è nato qui. Lasciamo
+stare che le ingiurie de' nostri nimici, non appena scorsi diciannove
+anni da che sono stampate, cosí calde calde noi le confutiamo: tanto è
+vero che in Italia non si dorme! Lasciamo stare che da qui ad altri
+diciannove anni saremo pronti a ripetere le osservazioni in lode
+dell'Italia che trovansi stampate ne' libri di quegli stessi nemici e
+non leggonsi ne' libri nostri. Lasciamo stare, dico, tutto questo. Sia
+pur vero l'ozio letterario di che ne si vuole rimproverati. Ma che
+potete voi dire di piú lusinghiero per noi? Questo nostro far nulla
+per le lettere non è egli il documento piú autentico della ricchezza
+che n'abbiamo? [p.57] Chi non ha rinomanza, stenti la sua vita per
+guadagnarsela. Chi non ereditò patrimonio, sudi la vita sua a
+ragunarne uno. La letteratura d'Italia è un pingue fedecommesso. Bella
+e fatta l'hanno trasmessa a noi i padri nostri. Né ci stringe altro
+obbligo che di gridare ogni dí trenta volte i nomi e la memoria de'
+fondatori del fedecommesso e di tramandarlo poi tal quale a' figli
+nostri, perché ne godano l'usufrutto e il titolo in santa pace.
+
+Però non ti dia scandalo, figliuolo mio, se certi lilliputti nostrali,
+non trovando altro modo a scuotersi giú dalle spalle l'oscuritá, si
+dánno a parteggiare nel seno della cara patria, e ripetono per le
+contrade della cara patria la sentenza universale d'Europa contro la
+cara patria nostra.
+
+Oltrediché questi degeneri figli dell'Italia oseranno anche susurrarti
+altre bestemmie all'orecchio: come a dire, che la confessione de'
+propri difetti è indizio di generositá d'animo; che il nasconderli
+quando sono giá palesi a tutti è viltá ridicola; che il primo passo al
+far bene è il conoscere di aver fatto male; che questa conoscenza
+valse a' francesi il secolo di Luigi decimoquarto, alla Germania il
+secolo diciottesimo; e che in fine poi anche Dante, anche il Petrarca
+e l'Ariosto e 'l Machiavello e l'Alfieri stimarono lecito lo scagliare
+invettive amare contro l'Italia. Oibò! non è vero. Que' brutti
+passi[9] furono malignamente [p.58] inseriti nelle opere loro dagli
+editori oltramontani; e la trufferia è manifesta. È egli credibile che
+gente italiana per la vita cadesse in tanta empietá? Chiunque ama
+davvero la patria sua non cerca di migliorarne la condizione. Chi
+tasta nel polso al fratello suo la febbre mortale, se ama lui davvero,
+gliela tace; non gli consiglia farmaco mai né letto, e lo lascia andar
+diritto al Creatore.
+
+E tu, allorché uscirai di collegio, preparati a dichiararti nemico
+d'ogni novitá; o il mio viso non lo vedrai sereno __unquanco__.
+«Unquanco» dico; e questo solo avverbio ti faccia fede che il
+vocabolario della Crusca io lo rispetto; __comeché io, conciossiaché
+di piccola levatura uomo io mi sia, a otta a otta mal mio grado pe'
+triboli fuorviato avere, e per tal convenente io lui, avegna Dio che
+niente ne fosse, in non calere mettere parere disconsentire non
+ardisca__.
+
+Per l'onor tuo intanto e pel mio e per quello della patria nostra, ti
+scongiuro ad usar bene del tempo. Però bell'e finito mandami presto
+quell'idillio in cui introduci Menalca e Melibeo a cantare
+tuttaquanta, alla distesa, la genealogia di Agamennone miceneo. La via
+della gloria ti sta aperta. Addio.
+
+Il tuo |Grisostomo|.
+
+
+ [1] Il |Bouterweck|, nella sua _Estetica_, riconoscendo
+ tuttavia l'eccellenza di questi due romanzi, ne censura l'autore
+ per questo solo che dava ad essi titolo di poesie «epico-liriche»;
+ censura che in un filosofo mette stupore, da che l'epiteto di
+ «epico-lirici» caratterizza ottimamente siffatti componimenti.
+ Tutti sanno che «poesia epica», definendone il senso piú generico
+ e piú filosofico e prescindendo dalle distinzioni de' retori,
+ significa «poesia narrativa»; e i due poemetti di cui trattasi
+ sono narrazioni. E la forma epica è poi mescolata in essi colla
+ forma lirica, attesa la qualitá del metro, che è di versetti
+ lirici rimati e scompartiti in tante strofe. Nell'edizione per
+ altro che ho sott'occhio, i due romanzi, stampati in un fascio con
+ altri, non portano titolo che di _Poesie_ semplicemente:
+ _Gedichte_.
+
+ Volendo servire ad una scrupolosa esattezza nel classificare i
+ lavori de' poeti, parmi che alcune odi di Orazio ed alcune odi e
+ canzoni nostre meriterebbero anch'esse il nome di «romanzi»,
+ consistendo appunto in __narrazioni__, come, a modo d'esempio,
+ la canzone del Guidi sulla _Fortuna_. E che altro è infatti
+ quella canzone, se non un racconto di una apparizione immaginaria
+ della dea Fortuna, di un dialogo seco lei e d'una vendetta ch'ella
+ consuma? Ma ho detto che poesie del genere di codeste del Bürger
+ non furono forse mai scritte da' letterati in Italia, per la somma
+ differenza che codeste hanno per cento lati coll'ode del Guidi e
+ con altre che si potrebbero citare.
+
+ [2] Vedi la nota a p. 13.
+
+ [3] Il testo ha «_der Wild- und Rheingraf_». Certa famiglia di
+ conti del Reno, discendente da Rheingrafenstein, porta il nome di
+ «_Wild- und Rheingraf_».--|Adelung|, _Gran
+ dizionario_, articolo «_Rheingraf_» (Nota del traduttore).
+
+ [4] I comuni in Germania pagano un mandriano. Questi ha obbligo di
+ menare al pascolo comunale e di guardare tutte insieme le bestie
+ che i contadini gli affidano; e ciò perché la povera gente abbia
+ tempo di badare alle proprie faccende domestiche e rurali, e i
+ ragazzi non siano tolti alla scuola per mandarli a condurre vacche
+ e asinelli (Nota del traduttore).
+
+ [5] Le ragioni sono, che a nessuno il quale abbia veduto il portento è
+ lecito rilevarne le particolaritá. Cosí comandando, la tradizione
+ superstiziosa ha provveduto ella stessa alla propria durata (Nota
+ del traduttore).
+
+ [6] Il testo ha «Rabenhaar», vocabolo composto da «corvi» e da
+ «chioma», «chioma corvina». In italiano, per la sola necessitá dei
+ due vocaboli separati, l'idea perderebbe rapiditá, e parrebbe
+ affettazione (Nota del traduttore).
+
+ [7] Terminato il supplizio de' rotati, è uso in Germania di piantare
+ in mezzo del palco un palo alto, in cima a cui è ficcata
+ orizzontalmente la ruota fatale. Su di questa buttansi i cadaveri
+ de' giustiziati. E vi stanno a spavento de' tristi e ad orrore de'
+ viandanti, finché il tempo ve li lascia stare (Nota del
+ traduttore).
+
+ [8] Per rispetto a' tedeschi protestanti, è evidente che per
+ «religione» intendo quella religiositá che è sentimento umano e
+ non dono della grazia.
+
+ [9] Non donna di provincie, ma bordello [l'Italia].
+
+ |Dante|, _Purgatorio_, canto VI.
+
+ Italia, che i suoi guai non par che senta,
+ vecchia oziosa e lenta,
+ dormirá sempre...?
+
+ |Petrarca|, canzone XI: «Spirto gentil».
+
+ ... l'accecata Italia, d'error piena.
+
+ |Ariosto|, _Orlando furioso_, canto XXXIV; e altrove:
+
+ O d'ogni vizio fetida sentina,
+ dormi, Italia imbriaca.
+
+ «Non si può sperare nulla di bene nelle provincie che in questi
+ tempi si veggono corrotte, com'è l'Italia sopra tutte le altre; e
+ ancora la Francia e la Spagna di tale corruzione ritengono parte»,
+ ecc.--|Machiavello|, _Discorsi sopra Tito Livio_,
+ libro I, capo 55, e _passim, passim, passim_ su questo gusto.
+
+ Nell'ozio e ne' piacer noiosa immersa [l'Italia].
+
+ |Alfieri|, sonetto 143.
+
+ Dunque l'Italia è bagascia, vecchia, bevona, oziosa, senza occhi,
+ senza bontá, corrotta e fetente. Se tutte queste contumelie
+ fossero farina proprio del sacco degli autori a cui sono
+ attribuite, e non tradimenti stranieri, bella e bizzarra materia
+ di discorso avrebbe chi pigliasse a dimostrare che le vere glorie
+ d'Italia derivano da chi la sgrida, e ch'ella tanto piú onora i
+ suoi quanto piú liberamente le rinfacciano le vergogne di lei
+ (Nota di |Giacomo| fratello di |Grisostomo|).
+
+[p.59]
+
+
+
+
+III
+
+ALLOCUZIONE
+
+|Nei funerali del pittore Andrea Appiani celebrati nella chiesa
+della Passione il giorno 10 di novembre 1817|
+
+
+Questo cadavere intorno a cui ci raduna l'onor nazionale e
+l'entusiasmo dell'ammirazione, questo cadavere era Andrea Appiani
+pittore. Giá da quattro anni un fiero colpo d'apoplessia lo aveva
+rapito alle arti ed all'incremento della gloria italiana; ma egli
+vivea pur tuttavia. E la sua vita, quantunque infelice, era nondimeno
+un carissimo conforto alla famiglia, una speranza pe' suoi amici. Un
+secondo insulto dell'apoplessia ruppe tutte le nostre speranze, ed
+egli non è piú. La chiarezza dell'ingegno, la dolcezza de' modi, le
+virtú famigliari e cittadine, l'arte squisita, tutto insomma che piú
+fa illustre su questa terra, tutto perdemmo in lui; e di lui non ci
+resta che questo cadavere e la gloria del nome. La natura avea versato
+in lui tutti quei doni de' quali era stata giá prodiga tanto verso
+Raffaello. Ella avea voluto che Appiani ne fosse l'emulo; e Appiani
+obbedí. L'alacritá con cui egli si diede agli studi piú profondi
+dell'arte, l'amore infinito, ardentissimo del bello a cui educò la
+propria anima, il sentimento della delicatezza ch'egli si procacciò
+col culto delle maniere piú gentili, svilupparono ed accrebbero i doni
+della natura. I tempi favorivano l'ingegno. Ed Appiani può dirsi per
+eccellenza il pittore del secolo.
+
+Ogni lode verrebbe meno a voler dire delle maravigliose opere di lui.
+Ciascuno di noi sente nel fondo dell'anima ciò [p.60] ch'egli fu, e la
+tristezza cambia l'inno di lode in un pianto. Ma questo pianto che
+accompagna la sepoltura dell'uomo grande, questo pianto che fa onore a
+chi lo versa, chi sa quando avrá fine? chi sa quando vedremo sorgere
+un artista a riparare il danno che la morte fece ora alla pittura? Ben
+è vero che di molte speranze abbonda la patria; ma avremo noi un altro
+Appiani?
+
+Ogni lusinga futura non basta a scemare l'amarezza del presente
+dolore. Troppo abbiamo perduto, troppo! E per poter qui sostituire
+lunghe parole alle lagrime, bisognerebbe non essere italiani, non
+sentire profondamente la nostra sventura.
+
+[p.61]
+
+
+
+
+IV
+
+DEL CRITERIO NE' DISCORSI
+
+
+Mylord P..., ch'io conobbi questi di addietro in Milano, è veramente
+uomo di garbo. La sua conversazione mi compensò alquanto della ruvida
+ed insipida breviloquenza, di che alcuni suoi compatrioti avevano
+qualche tempo innanzi premiata l'officiositá mia, per modo ch'eglino
+soli pareva si tenessero per individui della specie umana. Superbia
+per veritá ridicola.--Ma questa corda non fa al proposito; non
+tocchiamola adesso.--Eppure mylord P..., con tutta la sua cordialitá,
+non lasciò di versarmi anch'egli sull'anima una goccia d'amarezza. Non
+è male che il pubblico ne sappia il come.
+
+Erano le undici di sera; e mylord P... stava bevendo meco a
+quattr'occhi una tazza di tè; e svagandosi d'argomento in argomento
+cosí alla buona, parlava e diceva cose che mostravano in lui una
+conoscenza squisita del mondo, una finezza singolare d'intendimento.
+Di parola in parola si venne finalmente a quella cadenza, in cui una
+volta almeno ogni dí vanno a sciogliersi i discorsi ed i pensieri
+degli uomini tutti che non hanno vestito il sacco dell'anacoreta.
+Cadenza carissima: perché, se tu non sei un brutale, ti sveglia in
+capo un mondo d'idee tutte leggiadre e gentili; e quando hai rotto il
+cuore dalla noia, te lo rinfresca di nuova vita.--Or dunque, poiché ci
+siamo --diss'io,--che ve pare, mylord, delle nostre donne milanesi?
+Non sono elle care creature?--
+
+Mylord intende perfettamente l'italiano; ma nol parla troppo bene, ed
+usa d'intarsiarvi talvolta vocaboli inglesi. E però sarebbe una
+disperazione pe' grammatici s'io riportassi il dialogo tutto tutto tal
+quale avvenne. Farò come meglio potrò.--Ebbene, che ve ne pare,
+mylord?--Egli continuava a bere e taceva. La sua fisonomia
+d'improvviso s'abbuiò, come se la [p.62] memoria di cosa disgustosa
+gli attraversasse la mente. Tornai ad interrogarlo. Tacque ancora un
+buon pezzo; poi ruppe il silenzio con un sorriso:--Eh! sí--mi
+disse,--sí, belle davvero. --Ed eleganti--diss'io--e cortesi e piene
+di bei modi.--
+
+Mylord P... andava ripetendo le mie parole in segno d'approvazione; ma
+non ci metteva nulla del suo: la voce non gli correva lesta sul
+labbro. L'avresti detto uomo voglioso di lasciar morire il discorso.
+Me ne seppe male, in coscienza mia. Davvero, ho in gran pregio le mie
+concittadine, ed avrei avuto caro di sentirne dalla bocca di lui un
+bel panegirico. Proseguii a dire nondimeno come in esse non è penuria
+d'ingegno, come in generale l'educazione loro va ogni di piú
+migliorando, come una delle lor doti principali è la giustezza del
+criterio.--Ingegno, educazione--diceva mylord,--_pretty well_[1].
+Criterio..., può anche essere; ma non me ne sono accorto.--
+
+Il sangue mi si rimescolò. Gli occhi miei erano fissi bruscamente
+negli occhi di mylord.--Fatemi un favore--gli dissi;--parlatemi
+schietto. Voi di certo derivate da qualche accidente individuale un
+giudizio che credete di dovere estendere all'universale. Su via,
+lasciate ogni mistero.
+
+--Siamo amici--rispose mylord;--non entriamo dunque in guai. Vi dirò
+lealmente l'opinione mia; ma voi promettetemi in prima di voler
+prestarmi orecchio pacato, e di non dare nelle smanie di un don
+Chisciotte per amore delle vostre Dulcinee.--Glielo promisi, ed ecco
+com'egli continuò:
+
+--Non pretendo, no, di dare un giudizio assoluto sul criterio di tutto
+il bel sesso milanese. Non sarebbe qui neppur cosa possibile. A
+Parigi, se voi conoscete cinque o sei donne, parlo delle eleganti,
+potete dire di conoscerle tutte; da che ivi, per riguardo alla
+conversazione, sono modellate tutte presso a poco ad un modo. Un certo
+spirito universale, che chiamano «bon ton», regola ivi il giudizio, le
+maniere, i discorsi, le frasi di tutte nel conversare; sicché sentite
+sempre la stessa armonia, e non v'è donna che stuoni. Qui parmi che la
+faccenda sia tutt'altra. [p.63] Qui le donne vivono rade volte in
+comune tra di esse. Quindi ogni mente femminina rimane tal qual è; e
+non perde scabrositá né acquista liscezza per l'attrito con altre
+menti sue consimili. Eppure siffatto attrito è la scuola migliore per
+gl'intelletti; e le lezioni migliori derivano da' confronti, dalla
+necessitá di emulare altrui, da quelle minute mortificazioni onde
+cento individui raccolti insieme sono percossi dal trionfo di un
+individuo. Ben è vero che ogni donna qui è circondata da molti uomini.
+Ma gli uomini sono vaghi di un sorriso delle signore, e queste pagano
+di un sorriso le adulazioni. E tra una mente adulata ed una mente
+adulante non vi può essere attrito. Qui dunque ogni donna ha maniere
+proprie, idee e discorsi propri. Le combinazioni intellettuali
+dell'una non sono mai quelle dell'altra; e la espressione di tali
+combinazioni non ha mai per norma un tipo universale. In ogni
+palchetto del teatro trovi modificazioni diverse d'idee, e con esse un
+frasario particolare. Sicché io sarei un bel pazzo se, per aver qui
+vedute con frequenza otto o dieci signore tutt'al piú, mi dessi a
+credere di potere far sentenza su tutte. Anzi vi dichiaro apertamente
+che di tutte io, non potendo giudicar per me stesso, ne riporterò buon
+concetto in Inghilterra, fidandomi al giudizio vostro. Non fatemi
+dunque brutto viso se vi ripeto quel mio «non me ne sono accorto»; che
+è quanto dire che, tra le otto o dieci donne da me udite parlare, il
+caso non me n'ha fatta capitare una che desse indizio di _such a
+great deal_[2] di criterio.
+
+--Sta a vedere--diss'io tra me stesso--che mylord si butta nelle
+sofisticherie!--E lo pregai che mi citasse dove, come ed in che avesse
+scorto mancanza di criterio.
+
+--Potrei--rispose--addurne assai prove; ma ve ne basti una sola. Non
+manifesta forse difetto di criterio chi usa vocaboli de' quali non
+intende il significato? Non è egli questo un tradir se stessi, un
+esporsi alla derisione del savio? Ed ha criterio fino chi sbadatamente
+si rende ridicolo?
+
+[p.64]
+
+--Ma, e quali sono--diss'io--questi vocaboli scialacquati a
+sproposito?--Qui mylord me ne canticchiò una dozzina, indicandomi a un
+per uno l'occasione in cui avevali uditi adoperare. In totale mylord
+non era poi tanto su' cavilli. Ma io l'interruppi gridando:--Minuzie
+minuzie!
+
+--Minuzie?--diss'egli.--Minuzie per chi ci beve grosso. Il non sapere
+una cosa può anche non far vergogna a nessuno; ma l'esserne proprio al
+buio, e volerne ciarlar co' veggenti trinciando sentenze, è un
+vituperio. Pigliamo a modo d'esempio i due vocaboli or piú comuni in
+Milano, i due aggettivi «classico» e «romantico». Nessuna delle donne
+da me frequentate sa che cosa voglia dire «classico», che cosa voglia
+dire «romantico», nella nuova significazione data dai letterati a
+quegli epiteti. Derivano essi, come sapete, da teorie filosofiche, che
+per essere conosciute vogliono essere studiate; e quelle signore non
+le hanno studiate mai. Né fin qui c'è di che biasimarle. Le donne
+hanno a leggere a posta loro poesie e romanzi quanti vogliono; ed i
+poeti hanno obbligo di far di tutto onde piacere colle opere loro alle
+donne, e di tener conto del giudizio ch'esse ne dánno, poiché procede
+netto netto dalle sensazioni, senza miscuglio di pedanterie
+scolastiche. Ma i ragionamenti sull'arte, le speculazioni
+letterario-psicologiche, le teorie astratte elle hanno a lasciarle a
+chi è del mestiere. Come pretendono esse di intenderle bene, se
+sovente neppure chi ha fatti gli studi analoghi a quelle teorie mostra
+di averle intese? So che in Italia, com'anche in Inghilterra e da per
+tutto, questo vizio di volerla far da dottori, senz'altra
+suppellettile intellettuale che il _dictum de dicto_, è nell'ossa
+e ne' midolli non solo de' zerbini ciancerelli ma talvolta ben anche
+degli uomini d'aspetto grave; e che da essi le donne, delle quali io
+parlo, n'hanno forse pigliato il contagio. _But this damnned
+Plague_[3] è il testimonio del poco giudizio degli uni e del poco
+criterio delle altre. Chi non sa il valore dei vocaboli «classico» e
+«romantico» non se ne vergogni. Ma se ne sa il valore, non usi contro
+di essi né applausi né [p.65] derisioni [4]. L'ignoranza del giudice è
+la prima ragione dell'incompetenza di lui; e i decreti dello stolto
+tirano addosso le beffe al decretante. Che se quelle signore da me
+conosciute hanno _such a great deal_ di criterio, perché non
+vanno caute ne' loro discorsi? perché non evitano d'avventurarsi in
+regioni ignote? perché non si guardano dal ripetere tutto il santo di
+parole delle quali non hanno in capo l'idee corrispondenti?--È la moda
+che vuol cosí--mi diranno. Ma non chiamerò io giustamente questa lor
+moda _a very nonsensical petulancy_?[5]. Ho udito una di esse
+dolersi che la forma del suo ventaglio fosse piuttosto classica che
+romantica. _All nonsense_! Un'altra chiedeva ad un suo amico se,
+come romantico ch'egli era, le permettesse di adoperare nella sua
+toeletta essenze odorose. _All nonsense_! Un'altra stava mirando
+un bel paesetto del vostro Gozzi, e le pareva che fosse troppo
+classico. _All nonsense_! La poveretta credeva forse che
+«classico» servisse precisamente d'antitesi al nostro vecchio
+aggettivo inglese «_romantic_», che ha significato tutto diverso
+da quello attribuito al nuovo epiteto letterario d'oggidí, [p.66] e
+che proprio è tutt'altra cosa, come sa chiunque appena si briga di
+siffatte notizie.
+
+Mi raccontava madama Y... certa avventura galante d'un gentiluomo suo
+conoscente, e tratto tratto esclamava ch'era davvero un'avventura
+romantica. _All nonsense_! Ho potuto accorgermi che madama Y...
+voleva dire «romanzesca». Vedi guazzabuglio!
+
+--Io sono romantica per la vita--gridava madama X...;--ed è per questo
+che non amo molto le pitture dell'Appiani. Quelle sue figure
+mitologiche mi sanno troppo del classico.--_All nonsense_! Madama
+X... confonde insieme pittura e poesia. Le avrei dato volentieri a
+leggere il _Laocoonte_ del Lessing; ma nella societá di lei non
+ho scorto alcun uomo capace d'aiutarla a comprenderne le
+dottrine.--Sono diventata romantica anch'io,--mi disse madama K... In
+prova di che mi confidò che non leggeva ormai altro che i canti
+d'Ossian. Le poesie dunque di Ossian, al dir di madama, sono
+romantiche. Misericordia! _What a positive token of nonsense_! I
+costumi dei caledoni sono forse quelli della civiltá nostra?
+
+--Che importa mai--diceva un'altra--che il poeta sia romantico
+piuttosto che classicista! Faccia pur com'egli vuole de' bei versi,
+sappia guadagnarsi sempre la mia attenzione, metta interesse in tutto,
+mi colpisca sul vivo; e basta. Che importano mai tante teorie? Il
+bello è sempre bello.--_All nonsense_! Madama imita la solita
+canzone dei fratelli pacieri; e stando cosí sulle generali, crede di
+dir grandi cose, e non sa che lo star sulle generali e il dir niente è
+tutt'uno. Il bello è sempre bello. Vedi bellissima novitá di sentenza!
+Anche i cavoli sono sempre cavoli. Ma e per questo sará goffo chi
+m'insegna in qual terra, sotto qual clima crescono piú rigogliosi, e
+come seminarli, come coltivarli, come renderli piú saporiti? Dite a
+madama che non le _Poetiche_, le quali trattano delle sole forme
+esteriori, ma le meditazioni metafisico-letterarie, che analizzano
+l'essenza intima della poesia e che indicano la linea di contatto tra
+essa e le vicissitudini della vita umana, tendono giusto giusto a far
+che nascano componimenti quali ella li [p.67] vorrebbe. Ma ditele
+insieme ch'ella stia zitta, perché quelle meditazioni non sono né
+cappellini né merletti né sciarpe.
+
+--A dirvela schietta, tutto ciò che sente del romantico
+m'infastidisce.--E pronunciata una tale protesta, madama Z... domandò
+a un servo se la carrozza fosse pronta. Venne meco al teatro. Vi
+recitavano il dramma l'_Agnese_. Madama s'intenerí, pianse, si
+consolò, tornò ad intenerirsi e non distolse gli occhi mai dalla
+scena.--Cielo, cielo!--esclamò madama Z...--quanto mi son cari questi
+drammi sentimentali!--Le feci osservare che l'_Agnese_ è dramma
+romantico e, quel che è peggio, d'indole orrida. Madama si degnò di
+compatirmi come uomo di gusto poco squisito.--Se fosse romantico non
+mi piacerebbe--disse madama Z... _All nonsense_!
+
+--Sarei romantica anch'io--disse un'altra,--se l'onore italiano lo
+comportasse. La terra nostra è terra classica, e noi dobbiamo rimaner
+classici.--Confesso che le parole di costei riuscirono indovinelli per
+me. Le nuove dottrine non muovono guerra al buono, di che abbondano i
+libri de' poeti italiani; e l'onore dell'Italia nol veggo compromesso
+in altro che nel modo frivolo con cui trattasi da taluni la questione
+letteraria d'oggidí.--
+
+Mylord P... non avrebbe cessato mai d'infilzare esempi di tal fatta,
+s'io, stucco e ristucco, non gli avessi detto di finirla e ch'egli
+andava cercando il pelo nell'uovo.
+
+--Ah sí!--rispose--voi siete noiato; e questa noia vostra è appunto il
+miglior trionfo per me. Confessate dunque che quel mio «non me ne sono
+accorto» non era fuor di luogo.--
+
+Io non diceva parola, né fiatava pure.--Amereste voi--gridò
+mylord,--amereste voi che la prediletta del vostro cuore fosse una
+delle _nonsensical creatures_ di cui v'ho parlato?
+
+--No, mylord; no davvero; no, no, no. Ma non sono poi tutte cosí. Ve
+ne mostrerei a centinaia, che fanno proprio la consolazione del savio.
+Domani vi condurrò io a casa...
+
+--Domattina sarò in viaggio per Londra--disse mylord;--intanto buona
+notte.
+
+|Grisostomo|.
+
+ [1] Cosí cosí.
+
+ [2] Tanta abbondanza.
+
+ [3] Ma questo maledetto contagio.
+
+ [4] L'estensore di questo articolo, mentre che si professa rispettoso
+ verso il sapere di chicchessia, reputa opportuno di giovarsi
+ dell'occasione presente per far nota la sua insistenza nel parere
+ manifestato da lui giá da qualche tempo, in altro scritto,
+ relativamente alla divisione della poesia in «romantica» e
+ «classica». Quella divisione gli parve e gli par tuttavia
+ utilissima sí alla teoria che alla pratica. Alla teoria, perché
+ serve a caratterizzare con due denominazioni generiche le
+ invenzioni poetiche ispirate dal cristianesimo e dalla
+ civilizzazione europea dopo l'invasione de' barbari,
+ distinguendole da quelle derivate dal paganesimo e dal complesso
+ de' costumi in Grecia ed in Roma; alla pratica, perché il
+ parallelo tra le due civilizzazioni tende a far risaltare sempre
+ piú evidentemente la pedantesca servilitá del classicismo nelle
+ opere moderne. E però l'estensore, non per tenerezza ch'egli porti
+ a' vocaboli, ma perché convinto della convenienza delle idee che
+ con que' segni s'è voluto indicare, rinnova qui il voto che
+ qualcuno s'incarichi della briga di trattarne _ex professo_
+ in un'opera italiana, raccogliendo ciò che di meglio ne hanno giá
+ ragionato i tedeschi ed i romantisti francesi, ed aggiungendovi
+ quelle ulteriori riflessioni, quegli schiarimenti, quelle
+ deduzioni e conseguenze che possono giovare all'intelligenza ed al
+ perfezionamento di un sistema di dottrine giá propagato in Europa,
+ sul quale si parla tuttavia e si continuerá certo a parlare dai
+ dotti.
+
+ I lettori discreti vorranno perdonare all'estensore d'averli
+ sviati in questa nota, forse di nessuna importanza per essi, ma
+ importantissima per lui, nella tanta discordia pubblica delle
+ opinioni.
+
+ [5] Lasciamo che altri interpreti queste parole di significato
+alquanto amaro.
+
+[p.68][p.69]
+
+
+
+
+V
+
+|Scortesie maschili al teatro della Scala|
+
+
+Abbiamo ricevuta la lettera seguente, alla quale l'urbanitá vorrebbe
+che si facesse una risposta.
+
+ Signor _Conciliatore_,--Sono un viaggiatore, e corro l'Europa con
+ intenzione di scrivere il mio viaggio. Ma questo debb'essere un libro
+ d'una natura tutta nuova. Non parlerò che di costumi, scegliendo i
+ meno osservati prima d'ora, in apparenza i meno importanti. Né tanto
+ noterò i costumi quanto le ragioni di essi, investigandole con
+ accuratezza.
+
+
+ Per lo piú i viaggiatori prima di visitare un popolo si formano di
+ esso un'idea, e se la mettono a cavallo dell'intelletto. Poi corrono
+ le poste e, come a traverso d'un par d'occhiali verdi, mirano ogni
+ cosa a traverso di quella loro idea; e senza por mente a' fatti che
+ talvolta congiurano a smentirla, se la riportano vergine a casa.
+
+ Alcuni anni fa un amico mio parti di Parigi per visitare la Spagna.
+ S'era fitto in mente che in Ispagna i mariti fossero tutti Otelli. Era
+ giovine, bello, gentile, tale insomma da esser l'odio d'ogni sposo. A
+ Madrid, a Cadice, a Valladolid e da per tutto ebbe accoglienze ed
+ ospitalitá dalle donne; e da per tutto colla propria _hermosura_
+ sconfisse _hidalgamente_ l'altrui _castitad_, e non incontrò
+ mai né veleni né coltelli né spade né visi arcigni. Tornò a Parigi, e
+ scrisse e stampò che in Ispagna la gelosia de' mariti è feroce e
+ sempre in agguato.
+
+ Non farò cosí io. Tornato in Francia, io, per esempio, non dirò che in
+ Italia sieno frequentissimi gli assassinii e tenuissimo l'orrore che
+ vi destano; perché, ad onta ch'io pur lo credessi un tempo, ho veduto
+ che ciò non è vero. A me piace esaminare, [p.70] interrogare e ripeter
+ l'esame; e non iscrivo sillaba se prima non ho soddisfatta per ogni
+ verso la coscienza mia.
+
+ Ora questi miei scrupoli m'obbligano a ricorrere al
+ _Conciliatore_ per la spiegazione d'un fenomeno, cercata da me
+ invano ad altre persone. È un'inezia; eppure non v'è uomo qui che si
+ compiaccia di ragguagliarmene, e tutti, né so perché, me ne fanno un
+ mistero.
+
+ Fui al teatro della Scala la prima sera d'uno spettacolo. La folla era
+ immensa, e frammezzo alla folla ondeggiava tratto tratto qualche bella
+ piuma, qualche bel fiore. Erano cittadine gentili che venivano a
+ rallegrare della loro presenza la mascolina monotonia della platea.
+ Pareva che dolcemente s'industriassero di spingersi innanzi; ma
+ nessuno degli uomini, fra cui elle venivano, secondava quell'industria
+ col ceder loro il passo. Ciascuno stava fermo sulla sua base, salvo
+ che urtato riurtava. Arrossivano le poverette; e raccomandata la
+ destra al braccio de' loro serventi, si lasciavano trascinare oltre.
+ Giunte alle sedie, le vedevano occupate tutte. Gli uomini sedenti si
+ rivolgevano a fissar gli occhi in volto a quelle gentili ed a
+ squadrarle da capo a piedi senza misericordia. Ma nessuno si alzava ad
+ offrir loro la propria scranna. Di fila in fila scorreva l'occhio de'
+ serventi in traccia (credeva io) d'un asilo, e non v'era modo di
+ rinvenirlo. A destra, a sinistra, a capo d'ogni fila le poverette
+ ristavansi, implorando (credeva io) un riposo. Ma nessuno, nessuno de'
+ sedenti si alzava per offrire ad esse la propria scranna. Lo
+ spettacolo era giá incominciato, e nella platea del teatro di Milano
+ v'erano donne in piedi ed uomini sdraiati su' canapé. Non seppi piú
+ che mi pensare. Aspettai un'altra sera in cui vi avesse gran concorso
+ al teatro: vidi lo stesso fenomeno. E lo rividi senza mutamento alcuno
+ per ben sette sere.--So per cento altre prove--diss'io allora nel cuor
+ mio--che i milanesi sono educati a maniere eleganti e cortesi: bisogna
+ dunque credere che il posto d'onore qui in Milano sia lo stare in
+ piedi, e che la muta espressione della gentilezza consista nel non
+ lasciar né via né spazio a persona veruna, bensí nel contenderglielo e
+ far che t'abbia a urtare in passando. Tant'è, ciò che in Francia
+ sarebbe uno sgarbo villano, qui forse è cortesia fiorita. Ecco come la
+ buona creanza, cambiando clima, cambia i suoi riti esteriori.--
+
+ Ma, a dir vero, mi restano alcuni dubbi ancora sulla spiegazione di
+ questo fenomeno morale. Prima di registrarla nel mio itinerario,
+ vorrei sentire il parere di un uomo pratico de' costumi milanesi.
+ [p.71] E per questo mi rivolgo a voi, signor _Conciliatore_,
+ pregandovi d'essermi cortese d'una risposta che mi metta chiarezza
+ nell'intelletto e tranquillitá nella coscienza. Ve ne sarò gratissimo.
+
+ Milano, il 16 settembre 1818.
+
+ Vostro umilissimo servitore I. |D'Andely|.
+
+Per quanto si sia andato pensando di trovar modo che la risposta da
+mandarsi al signor d'Andely soddisfacesse pienamente alla domanda di
+lui, ed al desiderio altresí che noi abbiamo di mantenere intatta a'
+nostri concittadini la fama ch'eglino hanno di educati a maniere
+eleganti e cortesi, non ci riuscí mai di scrivere due righe che
+valessero un centesimo. E però preghiamo i lettori di volerci questa
+volta aiutare col suggerirci un mezzo termine che ci cavi decentemente
+d'imbroglio. Confessare una scortesia de' nostri concittadini verso il
+bel sesso, non conviene. Lasciare senza risposta il signor d'Andely,
+non è decente. Tradir la veritá, non è onesto. Dunque?... Dunque chi
+manderá all'ufficio del _Conciliatore_ la miglior lettera, che,
+salvando tutte le convenienze, possa servir di risposta a quella del
+signor d'Andely, non andrá senza premio, perché vedrá il proprio nome
+registrato onorevolmente nella biografia universale de' piú esperti
+scrittori di note diplomatiche.
+
+|Grisostomo|.
+
+[p.72][p.73]
+
+
+
+
+VI
+
+|Sulla «Storia della poesia e dell'eloquenza» del
+Bouterweck[1]|
+
+
+I
+
+Fra le molte opere filosofiche e letterarie del signor Federigo
+Bouterweck[2] non ci pare la meno importante questa che annunziamo.
+L'autore ne mandò alle stampe il primo volume l'anno 1801, e cosí via
+via gli altri fino al decimo, che uscí in luce lo scorso anno e che ce
+ne promette per lo meno un altro ancora.
+
+Quest'opera, che contiene l'analisi di tutta la letteratura moderna
+dal risorgimento de' buoni studi fino pressoché ai giorni presenti,
+meriterebbe una traduzione italiana, specialmente per ciò che si
+riferisce a' popoli non italiani.
+
+Le letterature straniere non sono comunemente troppo conosciute in
+Italia, quantunque pur tanto qui se ne parli da taluni o per lodarle o
+per biasimarle, secondo che la moda od altri impulsi meno innocenti
+comandano. E l'opera di un filosofo, che, netto d'ogni pregiudizio
+nazionale od individuale, consacra la propria mente alla limpida
+contemplazione della veritá per solo amore di essa, e parla del bello
+e del brutto che trovasi nelle varie letterature, investigandone
+finamente le ragioni e [p.74] spargendo ne' propri scritti gran copia
+de' lumi del suo secolo, riescirebbe forse di non poco vantaggio
+all'Italia ed opportunissima alla tendenza attuale della nostra
+civilizzazione.
+
+Ne' tempi addietro coloro, che in Italia conoscevano alcun poco la
+letteratura de' greci e quella de' latini e la nostra, reputavansi
+dottissimi. Quindi que' dottissimi, riposando tranquilli col
+sentimento della gloria giá facilmente ottenuta, non pensavano mai a
+rivolgere i loro studi alle letterature moderne degli oltramontani. O
+se taluno pur si degnava di concedere ad esse qualche ora di ozio, lo
+faceva con sí tenue serietá, che piú che uno studiare era uno
+scartabellare inconcludente. I pedanti avevano d'uopo di un uditorio
+che tenesse alquanto del sempliciotto; e però andavano pascendo i
+padri nostri di fandonie pastorali, di leziosaggini amorose vòte
+d'ogni senso d'amore, di dicerie semierudite, e d'altre tali
+quisquiglie. E mentre proponevano superbamente siffatte miserie o
+proprie o d'altrui siccome gran belle cose, ed incitavano gl'italiani
+perché ne scrivessero di continuo, appena appena con una sterile lode,
+messa loro sul labbro non dal sentimento ma dalla tradizione,
+nominavano qualche volta le opere di Dante e del Machiavelli; e la
+sterilitá di siffatte lodi, piú che ad altro, serviva ad allontanare
+da que' sublimi libri gl'italiani. Poi gridavano e persuadevano che
+fuori di questa nostra avventurata penisola la sapienza era poca, e
+poco il buon gusto a paragone del tanto che regnava tra noi, e che
+inutil cosa era il por mente alle lettere straniere. E gl'italiani,
+poco meno che tutti, stavano contenti al detto de' pedanti, dal quale
+era magistralmente lusingata l'inerzia. Persuasione fatale che di
+presente ancora esercita un resto del suo impero, mantenendo negli
+animi d'alcuni un'ignoranza senza rimorsi, una cieca avversione a
+tutto ciò che sanno non esser frutto del suolo d'Italia.
+
+L'amore della patria, questo carissimo affetto, che pure è figliuolo
+sempre della virtú, fu per maligna destrezza de' pedanti spogliato del
+bel candore della sua innocenza ed accoppiato all'odio d'altrui,
+turpissimo de' vizi sociali. Confuse per tal maniera le ragioni delle
+cose presso il popolo, che non sa far [p.75] distinzioni ogni tratto,
+e presso coloro che per interesse privato non le vogliono fare,
+l'Italia rimase gran pezza come separata dal resto de' viventi. E que'
+pochi che osavano far parola della comoditá di allargare i confini
+della nostra dottrina, rinforzando gli studi patri colla conoscenza
+degli studi stranieri[3], erano accusati come nemici dell'onore
+italiano, o per lo meno derisi e respinti nel silenzio della lor
+solitudine.
+
+Ma i pedanti hanno un bel fare: lo spirito umano cammina sempre, e ad
+essi manca la forza per rattenerlo. Nell'ultima metá del secolo scorso
+il regno di quelle signorie cominciò anche tra noi a dare un crollo e
+ad inclinarsi verso la sua fiera catastrofe. Gli studi pigliarono voga
+maggiore per molte cagioni che non occorre di annoverare, ma
+specialmente per questa: che, a misura che veniva cadendo di mano a'
+frati l'istruzione della gioventú, il perpetuare ne' popoli
+l'insipienza, e con essa la timida subordinazione, cessava d'essere il
+fine unico a cui mirassero le intenzioni de' precettori. Quelle tra le
+opere de' greci e de' latini, che sono ricche di bellezze permanenti,
+furono gustate assai piú, perché spiegate con intelligenza meno
+superficiale. Per lo contrario i pedissequi imitatori di esse vennero
+perdendo sempre piú di credito, secondo che piú s'imparava a separare
+l'opportunitá dell'ammirazione dall'opportunitá dell'imitazione. Alle
+arcadiche fanciullaggini sottentrarono l'entusiasmo per Dante e per
+l'Ariosto e la ricerca di libri che inducessero a meditazione. Alcuni
+barlumi di una filosofia psicologico-letteraria fecero sospettare che
+vi avesse un tipo perpetuo ed universale del bello poetico,
+indipendentemente dalle opinioni municipali e dalle leggi e tradizioni
+scolastiche, indipendentemente dai soli fiori della locuzione. Si
+sentí la necessitá d'investigare l'essenza di questo tipo perpetuo; ma
+lo spirito analitico non era ancora [p.76] lo spirito de' tempi. Però
+intanto si cercò di guadagnar cognizioni. E la mente degli italiani,
+irrequieta tra l'ignoranza e la volontá di sapere, si volse ovunque
+per ottenerle. Allora gli stranieri principiarono a diventar meno
+stranieri per noi; e vari de' nostri, smettendo la ruggine antica, si
+affratellarono qualche poco con essi anche a viso scoperto. Cosí,
+secondando la nuova inclinazione degl'italiani, vedemmo comparire in
+Italia frequenti traduzioni di poesie e prose oltramontane; e vedemmo
+ben anche alcuni dei nostri dotti pubblicare storie, dissertazioni,
+discorsi intorno alle letterature delle diverse nazioni d'Europa.
+
+Senz'animo di voler detrarre un minimo iota alla gratitudine che
+possano meritare tali fatiche, massimamente le tante e sí lunghe
+dell'Andrés[4], noi portiamo opinione che all'Italia manchi tuttavia
+un libro d'autore italiano sufficiente a darle un'idea compita
+dell'origine, de' progressi e dello stato presente delle lettere
+presso l'una o l'altra delle nazioni straniere, e che, per averne
+qualche esatta contezza, le bisogni cercarla fuori di casa. Gli
+scrittori nostri, che fino a questi ultimi anni ne parlarono, ci
+sembrano non abbastanza provveduti d'idee estetiche elementari: quindi
+non abbastanza franchi e risoluti nella scelta del bello, e spesse
+volte piú encomiatori imprudenti che critici pacati; o, se a quando a
+quando censori, uomini pressoché sempre di corta veduta. D'altronde lo
+studio dell'uomo e di tutte le sue relazioni col passato e col futuro
+non era ancora, a quel che pare, lo studio favorito per essi. La
+strettezza de' vincoli che congiungono sempre le lettere alle opinioni
+politiche, religiose e morali, a tutta insomma la civilizzazione dei
+popoli, era tuttavia un mistero in Italia. E però eglino consideravano
+i libri de' poeti e de' prosatori piú come semplici azioni individuali
+che come espressioni della qualitá de' secoli, piú come un lusso
+lodevole delle nazioni che come un bisogno perpetuo dell'uomo sociale;
+bisogno che rinascerebbe pur sempre di per [p.77] sé, se anche
+venissero meno ad un tratto tutti gli esempi della preesistenza di
+esso ne' popoli antichi. Quegli scritori, partendo sempre da princípi
+derivati da una critica o municipale o provinciale o tutto al piú
+nazionale, credettero di poter sottoporre ad esame l'Europa intera. Ed
+eglino pure, a simiglianza de' loro antenati, andarono rintracciando
+il bello quasi sempre negli accidenti esteriori della spiegazione de'
+concetti e della dizione, fermandosi, per cosí dire, sul limitare di
+un edificio a dar giudizio intero di tutto il complesso della sua
+bontá.
+
+Non possiamo negare che in fatto di letterature moderne straniere il
+Cesarotti vide talvolta piú addentro d'ogni altro suo contemporaneo
+italiano. Nato piú per esser filosofo che per esser poeta e libero di
+molti pregiudizi, il Cesarotti avrebbe potuto riformare assai tra di
+noi l'arte critica, se si fosse dato a studi piú profondi. Ma quella
+sua facile coscienza, che tratto tratto lo faceva andar pago di
+cognizioni superficiali e che gli guastò il capo per modo da non
+lasciargli intendere il vero spirito di Omero, lo riscaldò alcuna
+volta come di un furore d'ammirazione, inopportuno alla filosofia, da
+farlo parere ne' suoi giudizi persona avventata e parziale. Ad ogni
+modo, dovendo noi per amore di brevitá tacere qui molti nomi di
+scrittori italiani, credemmo di dover fare questa breve menzione
+separata del Cesarotti, onde apparisca che, quantunque non troppo
+fautori del suo ingegno poetico, noi riconosciamo in lui,
+comparativamente a' tempi, un ingegno filosofico non comune.
+
+Ma se null'altro di bene avessero procurato all'Italia tutti insieme
+gli scrittori de' quali parliamo, di questo certamente vogliono essere
+lodati: che furono i primi a fiaccare l'odio italiano verso le
+letterature straniere e prepararono qui la via a trionfi maggiori
+della ragione.
+
+E infatti i progressi generali del sapere umano e le recenti vicende
+politiche insegnarono finalmente anche al maggior numero degli
+italiani che i popoli attuali d'Europa non formano oggimai altro che
+una sola famiglia di tutti fratelli; insegnarono che l'essere questi
+talvolta aizzati gli uni contra gli altri non è opera del loro vero
+interesse generale, ma sí bene della [p.78] preponderanza di passioni
+individuali, e che la ferocia delle ire tra nazione e nazione, per
+produrre la contentezza di un tre o quattro uomini, bisogna che ne
+rovini un tre o quattro milioni, rinforzata l'idea giá detta da secoli
+che, se i popoli riescono alquanto diversi tra di essi per ragione di
+lievi accidenti, sono nondimeno fratelli davvero per ragione di
+origine e per l'uniformitá de' loro diritti e de' loro bisogni
+massimi; insegnarono quali sieno i nostri diritti e quali i nostri
+bisogni presenti; insegnarono che l'odiarsi a vicenda de' popoli è uno
+dei difetti piú deplorabili dell'umanitá. Difetto che parve perdere
+alquanto della sua turpitudine agli occhi di taluni, perché lo videro
+scendere a noi per via di scolastica tradizione insieme ad alcune
+altre venerate ribalderie degli antichi. Le mire a cui tendono i
+popoli attuali d'Europa sono in tutti le medesime, e ciascuno di essi
+può conseguire i propri desidèri senza nuocere a' desidèri dell'altro.
+Perché dunque con ributtante fierezza sdegnare di consigliarsi a
+vicenda? L'amore della patria è santissimo ora come lo fu sempre. Ma
+esso consiste nel desiderare operosamente la felicitá, non nella
+ostentazione di riti meramente verbali. E i mezzi di conseguire tale
+felicitá variano col variare delle circostanze. Ai romani, illusi
+dall'orgoglio e dall'avarizia, una via di felicitá parve lo sprezzar
+gli altri popoli e il conquistarli. L'esperienza ha mostrato purtroppo
+che la smania delle conquiste ne' popoli moderni è una fonte tremenda
+di sciagure non solo pei conquistati ma ben anche sovente pe'
+conquistatori, e che da tutt'altri principi dipende ora la bella o la
+trista fortuna de' popoli.
+
+Noi non pretendiamo di dire che la letteratura sia l'unica guida che
+possa condurre i popoli alla prosperitá. Persuasi nondimeno ch'essa vi
+contribuisca non poco, crediamo fermamente d'altronde di dovere in
+essa ravvisare la spia piú veridica del grado di civilizzazione ne'
+popoli, e quindi il termometro della loro maggiore o minore prossimitá
+alla perfezione del vivere sociale. E siccome a noi italiani importa
+assai di sapere a quanti passi sieno verso una tale perfezione i
+nostri confratelli europei, onde precorrerli nella carriera che tutti
+battono o per lo meno [p.79] non rimanere gli ultimi, cosí dobbiamo
+confortarci l'un l'altro allo studio delle letterature straniere, non
+tanto, se cosí vuolsi, per necessitá estetica quanto per necessitá
+politica.
+
+Il signor Bouterweck, siccome filosofo ch'egli è, considera la poesia,
+e con essa anche la eloquenza, siccome cose inerentissime sempre alla
+vita umana. Quindi non solamente va investigando nelle vicissitudini
+politiche e morali le cagioni fortuite dell'incremento e della
+decadenza degli studi; ma di un sol guardo contempla tutto il
+complesso della civilizzazione de' secoli; e, conosciutone lo spirito,
+si volge ad analizzare lo spirito delle loro letterature, e ti fa
+scoprire con evidenza lucidissima tutte le affinitá che corrono tra
+l'uno spirito e l'altro.
+
+Le opinioni letterarie che l'illustre autore manifesta in quest'opera,
+massimamente ne' discorsi premessi alle varie letterature ed alle
+varie epoche di esse, ci sembrano quasi sempre derivate da quella
+franca persuasione che è frutto dell'intima conoscenza delle cose.
+Egli ci pare accostarsi assai a quel grado di robustezza intellettuale
+che la crescente sapienza de' tempi vuole in un critico. Da tutto
+insieme il suo libro si viene a raccogliere con quanta finezza
+d'accorgimento il signor Bouterweck studiasse la natura dell'uomo,
+tutte le relazioni di esso coll'universo, poi la storia non tanto
+delle famiglie dei principi quanto della gran famiglia europea, poi
+tutti gli accidenti intellettuali che moderano l'umana sensibilitá,
+tutte le modificazioni del gusto, tutte le teorie del bello
+d'imitazione e del bello ideale, tutte fin anche le regole de' retori
+e dei trattatisti poetici, sieno o no giovevoli all'estetica
+perfezione.
+
+Nessuno, per altro, tema di rinvenire in quest'opera del signor
+Bouterweck alcun tratto di quella filosofia che or chiamasi
+«trascendentale», e che colla sua oscuritá reca fastidio ad ogni
+lettore che non sia metafisico consumato nelle piú astratte
+speculazioni germaniche. Egli stesso l'autore rinunziò spontaneamente
+ad alcune poche idee trascendentali che avrebbero potuto essergli
+utili, affinché nel suo libro non campeggiasse che quella filosofia
+che è piana per tutti coloro che non sono affatto inezie ambulanti ed
+articolanti la voce.
+
+[p.80]
+
+Ad onta di tutto questo, noi saremmo poco pratichi del nostro paese se
+non prevedessimo che, ove la storia che annunziamo venisse tradotta in
+italiano, a certe poche persone sembrerebbero nuove troppo alcune
+delle opinioni letterarie del signor Bouterweck, e per ciò solo
+meritevole di disprezzo tutto il suo libro. Lo sperar tolleranza in
+animi irrigiditi da un'antiquata presunzione forse è uno sperar
+ciriegie il gennaio: tuttavolta a certe poche persone noi crediamo di
+dover gittare questa parola di propiziazione:--Usate tolleranza, o
+signori; e se non vi spiace, imparatela da noi medesimi. Noi crediamo
+che la storia letteraria del signor Bouterweck sia in totale un libro
+buono davvero. E nondimeno protestiamo noi stessi che a quando a
+quando trovammo in esso alcune coserelle che non ci andarono a genio
+interamente. Alcune distinzioni ci riescirono non troppo chiare e
+precise; alcune applicazioni delle teorie a' fatti non forse
+esattissimamente concordi a' princípi generali professati dall'autore.
+Ma perché il buono di quel libro è sí esuberante, e i libri vogliono
+essere giudicati in totale, noi stiamo fermi alle lodi ed alla
+tolleranza di poche minuzie meno lodevoli. Ed in questa tolleranza ci
+rinfranca il pensare a' limiti della mente umana, alla vastitá
+dell'impresa del signor Bouterweck, ed a questo: che, nel poco
+dissentire che noi facciamo dall'illustre autore, potrebbe anche
+essere che il torto stesse con noi e non con lui. E però anche voi, o
+signori, che assai ottime dottrine troverete di certo nel libro di che
+parliamo e, se non fosse altro, vi sentirete lusingati dalle molte
+lodi che l'autore tributa a' poeti d'Italia, ricordatevi della
+tolleranza nostra od almeno dell'«_ubi plura nitent_» ecc. di
+Orazio. Ed a questa sentenza aggiungete un'altra considerazione che
+non è dettata da Orazio, ma che non è per questo men vera; ed eccola.
+Molte e molte cose, che a voi sembreranno novitá, hanno pur giá molto
+del vecchio presso la maggior parte dei dotti di Europa.
+
+[p.81]
+
+
+II
+
+Un'opera di tanta vastitá quanta ne comprende quella del signor
+Bouterweck aveva bisogno di venir divisa in vari scompartimenti, onde
+non riescire un caos da sconfortare l'attenzione de' lettori. Il voler
+tentare di ridurre in un sol quadro storico i sincroni andamenti dello
+spirito estetico, ossia del gusto, di tutta la moderna Europa,
+pigliando a considerarlo unicamente per ordine di tempo e non per
+ordine di lingue, sarebbe stato un intendimento piú pomposo che
+profittevole. E però l'autore preferí di procacciar de' riposi alla
+mente de' suoi lettori, e di parlare separatamente di ciascuna delle
+letterature moderne, continuando di ciascuna separatamente la storia
+da' primordi di essa fino agli anni piú vicini a noi. Tenendo questo
+metodo, egli mostra per altro di non dimenticarsi mai del complesso
+della storia europea, e di giovarsi spesso di quelle idee che possono
+opportunamente venir suggerite dalla conoscenza delle relazioni che
+esistono tra la storia parziale di un popolo e la generale degli
+uomini d'Europa.
+
+Egli incomincia la sua rivista dalla letteratura italiana, poi
+trapassa alla spagnuola ed alla portoghese, poi alla francese, poi
+all'inglese e finalmente alla tedesca. Cosí veniamo ad avere un tutto
+abbastanza connesso, ed in certa qual maniera disposto con successione
+cronologica; da che sa ognuno che le epoche piú belle e piú memorabili
+delle nuove letterature tengono dietro l'una all'altra, per ragione di
+tempo, coll'ordine pressoché sempre medesimo con cui l'autore dispone
+nella sua rivista le nazioni letterate delle quali va parlando.
+
+Per non allargare di troppo il nostro lavoro su quest'opera del signor
+Bouterweck, noi per ora non intendiamo di far parola che de' soli due
+primi volumi contenenti la storia della letteratura d'Italia. Ma
+siccome ci par conveniente che tu abbia in prima, o lettore, un
+qualche indizio del modo di pensare del nostro autore, cosí abbiamo
+creduto di dover tenere per un terzo [p.82] articolo (e per ora sará
+l'ultimo) quei due volumi, e di darti qui alcun cenno del discorso
+ch'egli fa precedere come introduzione generale a tutta la letteratura
+moderna. Per veritá avremmo amato di riportar per intero una
+traduzione di quel discorso; ma, comparativamente alla poca pazienza
+d'un lettor di giornale, lo credemmo troppo lungo. Lo strignerlo in un
+esatto compendio era impossibile, perché, pieno zeppo com'è d'idee
+importanti, ha giá per se stesso un andamento rapidissimo. E però
+contèntati, o lettore, di quel che faremo. E vaglia a raccomandarti la
+lettura di questo secondo articolo il sapere che nel cenno presente
+non abbiamo mischiata alcuna idea nostra a quelle del signor
+Bouterweck. Sta' dunque attento a lui e non a noi.
+
+Allorché lo spirito umano--cosí principia il discorso suddetto--si
+risvegliò in Europa all'epoca dalla quale incomincia la storia
+moderna[5], ed assunse nuova attitudine operosa, non rimaneva piú che
+una traccia oscura della civilizzazione greca e romana. Tutte le
+circostanze erano cambiate. Nuovi uomini adoravano nuove divinitá. Con
+nuove regole i potenti regnavano, i sudditi obbedivano. Nuove lingue,
+nuove opinioni, nuovi costumi; nuovo insomma il mondo morale e tutto
+diverso da quel di prima.
+
+Tale novitá d'ogni cosa doveva necessariamente dare una nuova
+impronta, un nuovo carattere alle opere del genio moderno.
+
+Qui il signor Bouterweck viene dimostrando come questo nuovo
+carattere, piú che nelle altre arti, dovesse scorgersi manifestamente
+in quelle che per loro mezzo di rappresentazione servonsi della
+parola. E detto come le opere de' poeti e de' prosatori sieno in certa
+qual maniera l'ultimo risultato del carattere nazionale, della coltura
+intellettuale e del modo di pensare di tutto quel popolo, nella lingua
+del quale lo scrittore rivela i propri pensieri, stabilisce il
+principio fondamentale della sua critica colle seguenti parole: «Per
+potere esattamente apprezzare [p.83] il merito dei moderni per
+rispetto alle lettere, fa d'uopo richiamarci prima alla memoria tutte
+le circostanze religiose, civili e letterarie, per le quali i tempi
+che vennero dopo il risorgimento delle arti riescono tanto differenti
+dalla classica antichitá. Intendendo in tutta la sua estensione lo
+spirito dei nuovi tempi, e pigliando da questo punto di vista a
+contemplare le qualitá caratteristiche della letteratura moderna, si
+corre meno rischio di sagrificare il vero merito a' capricci di una
+critica ostinatamente vana».
+
+Procede quindi il discorso ad analizzare le differenze massime che
+corrono tra la nuova civilizzazione e l'antica, considerandole
+unicamente nelle loro relazioni colle arti, ed in ispecial modo colla
+poesia.
+
+I.--E prima di tutto l'autore parla del cristianesimo e del paganesimo
+e confronta l'una con l'altra le due religioni, esaminando in che la
+nuova riuscisse di vantaggio a' poeti, in che svantaggiosa. Il
+cristianesimo angustiò sommamente la libertá fantastica de' poeti a
+paragone della religione dei gentili, che non aveva un fondatore, non
+dogmi scritti, non regole di fede, ma, figlia tutta della
+immaginazione e del caso, lasciava a' greci la facoltá di adornarla
+tratto tratto di nuove storie e di nuove fantasie. Quella religione, a
+ben considerarla, era una continua poesia; e la poesia de' greci era
+pressoché sempre l'espressione d'un sentimento religioso.
+
+Ma allorché il paganesimo cessò d'essere la religione dei popoli
+d'Europa, ed i poeti pensarono di temperare nelle loro opere
+l'austeritá della religione cristiana coll'introdurre in esse l'antica
+mitologia, scomparve l'incantesimo di quel sentimento religioso che le
+dava vita ne' canti dei greci; e le immagini mitologiche ne' canti de'
+moderni non divennero altro che fredde allegorie, prive d'ogni
+spontanea inspirazione. Cosí Amore, terribile dio a cui i greci con
+sinceritá di cuore mandavano voti e preghiere, nelle poesie de'
+moderni diventò un fantastico garzoncello, freddo emblema d'un
+sentimento; e cosí tutti gli dèi dell'Olimpo non riuscirono altro che
+figure poetiche. Né solamente scomparve il sentimento religioso, ma
+cessò ben anche [p.84] la illusione poetica. Quando Pindaro nelle sue
+odi invoca Giove ed Ercole, la sua espressione è per se stessa
+naturale e piena di seria maestá. Ma quando un lirico moderno rivolge
+l'apostrofe a un nume greco, egli può vestirla quanto piú vuole di
+parole serie, può renderla patetica quanto piú sa, la sua invocazione
+è sempre una invocazione da burla e non da senno. Noi lettori
+supponiamo, è vero, e troviamo conveniente che il poeta lirico alla
+pittura de' propri sentimenti venga mischiando quella altresí delle
+illusioni ch'egli scientemente fa a se stesso. Ma ch'egli abbia potuto
+farsi tanta illusione da credere sul serio, comunque momentaneamente,
+negli dèi che viene invocando, noi nol pensiamo mai, da che
+istoricamente siamo persuasi in contrario. Se dunque il poeta moderno
+invoca sul serio gli dèi antichi, egli offende la veritá poetica e
+guasta l'effetto delle sue pitture medesime.
+
+Dopo d'essersi spaziato alquanto intorno a siffatto argomento,
+dimostrando quanto la mitologia degli antichi, come religione viva,
+fosse opportuna alla poesia e quanto i poeti moderni perdessero di
+sussidio colla perdita di essa, che piú altro non parve che una fredda
+erudizione, il signor Bouterweck passa a dire come e perché l'uso
+delle immagini mitologiche rimanesse pur tuttavia conveniente a'
+pittori ed agli scultori. Poi, tornando al paragone tra le due
+religioni per riguardo alla poesia, viene a dire quanto questa
+coll'introduzione del cristianesimo guadagnasse dal lato del sublime;
+e come acquistasse di poi un nuovo maraviglioso, assumendo le
+tradizioni favolose delle magie, delle fate, dei giganti, ecc. ecc.,
+che i crociati riportarono in Europa dall'Oriente e gli spagnuoli
+acquistarono dagli arabi, e che per lunghi secoli divennero tra gli
+europei oggetto di superstiziosa credenza, per la facilitá con cui i
+popoli potevano confonderli cogli angeli e co' demòni, ecc. ecc.
+Investigate le ragioni per le quali questo nuovo maraviglioso riescí
+piú conforme allo spirito de' tempi di quello non fosse l'altro
+derivato dalle favole greche, rinforza i propri raziocini coll'esempio
+dell'Ariosto e del Tasso, i poemi de' quali non sarebbero forse che
+languide copie delle _Metamorfosi_ d'Ovidio e della _Tebaide_, [p.85]
+ove quegli autori avessero derivata dal mondo favoloso degli antichi
+la loro poesia.
+
+II.--Dall'analisi della religione l'autore procede a quella della vita
+sociale; e parla, piú che d'altro, dello spirito cavalleresco per la
+tanta influenza ch'ebbe sulla poesia moderna. In quanto al coraggio ed
+al valore, i cavalieri somigliano agli eroi dell'antichitá. La
+propensione al cercare avventure neppur essa mancava agli eroi della
+Grecia. La spedizione degli argonauti e piú ancora quella contro de'
+troiani furono «avventure», pigliando anche il vocabolo in tutta
+l'estensione del suo significato. Medea ed Elena, l'una sciogliendo,
+l'altra intricando il nodo degli accidenti, sono da paragonarsi in
+certa qual maniera alle dame de' poemi cavallereschi. Ma ciò che
+costituisce un'immensa differenza tra gli eroi antichi ed i cavalieri
+è l'importanza che gli ultimi attribuirono alle donne; importanza che,
+sconosciuta affatto a' greci ed a' latini per ragione de' loro costumi
+nazionali, è appunto il movente caratteristico della poesia moderna.
+
+Qui l'autore crede di avere ragioni sufficienti per potere distruggere
+l'opinione di coloro che fanno derivare dall'Oriente il costume, ne'
+paladini e ne' nuovi popoli europei, di divinizzare le donne e di
+ridurre a culto i voti dell'amore. Nelle fredde foreste, dic'egli,
+dell'antica Germania, e non nei deserti dell'Arabia, dove un sole
+cocentissimo converte in concupiscenza ogni desiderio, noi dobbiamo
+cercare l'origine prima della mistica idea dell'amore casto dell'uomo
+verso la donna. Gran tempo ancora prima che vi s'introducesse il
+cristianesimo, le donne erano nella Germania sommamente onorate; e
+intanto che gli altri popoli rozzi consideravanle come enti inferiori
+all'uomo, il ruvido germano vedeva in esse qualche cosa di santo, ecc.
+ecc.[6].
+
+Né presso i greci né presso i latini troviamo indizio alcuno di tanto
+ossequio alle donne. Ben è vero che né i greci né i latini le
+trattavano col vilipendio con cui le trattano i sultani. Le madri di
+famiglia erano onorate dentro le mura domestiche; vi avevano vergini
+consacrate al culto di caste divinitá; alle [p.86] pubbliche feste
+intervenivano anche le matrone. Ma ne' costumi di Grecia e di Roma non
+appare la menoma orma di alcun omaggio particolare, tributato
+dall'uomo alla donna siccome obbligo della condizione virile; non la
+menoma idea esagerata e fantastica della innata eccellenza del sesso
+femminino.
+
+Siffatte idee vennero primamente da' germani, che occuparono quella
+parte dell'impero romano dove in appresso si sviluppò lo spirito
+cavalleresco. La religione cristiana contribuí fors'anche a
+mantenerle, favorendo in tutta l'Europa l'emancipazione civile delle
+donne. Molti secoli, a dir vero, corsero in mezzo tra tale
+emancipazione e l'epoca in cui surse lo spirito cavalleresco. Ma se la
+condizione delle donne non avesse incontrato questo mutamento civile e
+questa miglior fortuna nella opinione degli uomini, noi non avremmo
+poesia cavalleresca; ed in generale la poesia de' moderni non avrebbe
+conseguito quella tinta che piú la rende originale.
+
+Pieno il cuore umano della nuova venerazione verso il bel sesso, diede
+vita a nuove immagini ed a nuovi sentimenti coi canti d'amore. E cosí
+via via perpetuandosi ne' popoli le idee delle nuove relazioni morali
+tra' due sessi, venne perpetuandosi infino a noi nella poesia una
+cert'aura di gentilezza cavalleresca, che invano ricercasi nelle
+poesie de' greci e de' romani, perché non potevano averla.
+
+La poesia moderna può dirsi figlia dell'amore, da che, piú che dalle
+tradizioni religiose ed istoriche, emerse dal nuovo sentimento
+amoroso. Un entusiasmo, ignoto a' greci, trasformò il rispetto col
+quale i germani giá da gran tempo nelle lor selve onoravano le donne,
+in una estetica deificazione della beltá femminina. Non solamente
+l'avere in riverenza le donne amate, ma il servire ad esse siccome ad
+enti superiori, l'ammirarle nell'estasi dell'amore siccome angeli, il
+cedere ad esse ovunque la precedenza in confronto degli uomini,
+l'innamorarsi non meno delle loro virtú che delle loro leggiadrie,
+l'inginocchiarsi innanzi ad esse e 'l giurar loro fedeltá come il
+vassallo la giurava al suo signore, il riporre l'amante tutta la sua
+fortuna nelle mani dell'amata, l'obbedire ad essa ciecamente, il
+correre [p.87] ad un cenno di lei colla gioia del trionfo incontro a
+pericoli mortali, ecc. ecc.; ecco lo spirito cavalleresco, diverso
+assai dallo spirito eroico degli antichi; ed ecco piú o meno lo
+spirito della poesia moderna, che è quanto dire della moderna
+civilizzazione per rispetto alle donne.
+
+Un ghiribizzo, una chimera mostruosa parrebbe forse ad un greco
+redivivo questo culto, questo omaggio de' moderni per le donne. Né
+mancherebbe forse a' di nostri un qualche riformatore pedante che
+s'accosterebbe alla sentenza del redivivo. Il signor Bouterweck per
+altro con validissime ragioni viene difendendo la devozione de'
+moderni per le donne, siccome consentanea alla nobiltá e dignitá
+dell'anima umana. Poi, adducendo gli esempi de' trovatori di Francia,
+di Spagna e d'Italia, dimostra come la passione dell'amore,
+ringentilita di tanto presso i nuovi popoli, fosse la prima
+inspirazione de' poeti. L'amore infiammò l'anima di Dante, e la
+presenza e la memoria della sua Beatrice furono gli eccitamenti del
+suo ingegno. Lo stesso avvenne al Petrarca colla sua Laura. Il
+Boiardo, il Pulci, l'Ariosto, il Tasso, ecc. ecc., quanto non si
+compiacquero tutti de' nuovi sentimenti amorosi! E cosí di mano in
+mano questa passione, modificata di tutt'altra maniera che nell'anime
+degli antichi, prevalse in tutti i poeti d'Europa e svegliò un
+interesse nuovo, che divenne il predominante nelle dilettazioni
+poetiche. Per tal modo la totale rivoluzione del gusto operata dalla
+poesia cavalleresca si mantenne tuttavia giú fino a' dí nostri, ad
+onta degli studi fatti sulle opere antiche; e par verisimile che
+durerá perpetua. Come non è da credersi che i nostri discendenti
+tornino mai ad adorare gli dèi dell'Olimpo, cosí non lo è pure che il
+gusto dominante si diparta mai da questa idea nobilitata dell'amore,
+se prima gli uomini non ricadono in una rozzezza generale.
+
+Insieme a questa idea nobilitata dell'amore emerse pe' poeti moderni,
+specialmente di Francia, d'Inghilterra e di Germania, una nuova luce;
+da che i nuovi popoli, vantaggiando piú e piú sempre nella cognizione
+del cuore umano, poterono chiamare in soccorso della poesia mille e
+mille veritá psicologiche, intorno [p.88] alle quali nel mondo antico
+appena alcuni pochi filosofi s'erano occupati. Cosí le passioni umane
+analizzate piú profondamente somministrarono nuove modificazioni
+d'accidenti e tinte piú risentite a' poeti; e l'Europa ebbe
+Shakespeare.
+
+L'amore delicato e casto si associò facilmente coi sentimenti
+religiosi. Quanto ad un greco non sembrerebbe, anche per questo lato,
+incomprensibile il nuovo gusto! Eppure illustri filosofi hanno
+osservato che nel naturale entusiasmo dell'amore v'ha qualche cosa di
+religioso. Bastava dunque che i sentimenti amorosi venissero ad
+incontrarsi co' religiosi, perché da questi misteri del cuore la
+fantasia poetica derivasse assai novitá. Negli amori di Dante per
+Beatrice, in quei del Petrarca per Laura, noi vediamo un misto
+perpetuo di raffinamenti, di galanterie, di pensieri religiosi, di
+timori, di speranze, di rimorsi, che formano un complesso
+caratteristico della nuova passione.
+
+III.--Il terzo contrassegno originale della poesia moderna è una certa
+quale tintura, piú o meno appariscente, di vera o falsa erudizione.
+
+Lo scopo immediato della poesia non è giá l'interesse scientifico,
+bensi l'interesse estetico. L'erudizione, siccome non forma il poeta,
+cosí non può essere per se stessa argomento immediato di poesia. Giova
+l'erudizione al poeta per ampliargli la potenza intellettuale e
+rendergli piú franca e piú ardita la concezione delle immagini. Ma
+s'egli veste a dirittura la propria erudizione di forme poetiche,
+declina interamente dal fine dell'arte sua.
+
+I trovatori, i quali furono anteriori di tempo ai poeti propriamente
+moderni, per buona fortuna non furono eruditi. A simiglianza de'
+rapsodi della Grecia, eglino non servirono ad altro che al bisogno
+d'una poesia nazionale. La quantitá delle loro idee era pressoché
+uguale a quella delle idee de' loro contemporanei, cioè a dire
+angusta. L'erudizione rimase per molto tempo ignota al popolo, e,
+confinata nelle biblioteche de' chiostri, ivi pure, insieme ad ogni
+scienza, quasi onninamente dormiva. Ma allorché nel mille e trecento i
+popoli cercarono una piú ampia sfera d'idee, ed ebbero voga le
+sottigliezze [p.89] teologiche, e si scopersero i libri d'Aristotile,
+e la filosofia scolastica fu la moda de' tempi, i poeti si volsero
+anch'essi a coltivare le cognizioni scientifiche che scaturivano dalle
+cattedre e dalle biblioteche, ed i loro canti cominciarono a pigliare
+un certo qual sentore di lucerna, e lo ritennero per alcuni secoli
+successivi.
+
+Al principiare del mille e cinquecento il buon senso sbandí dalla
+poesia la filosofia scolastica; ma la educazione de' poeti serbò la
+sua tendenza erudita e di scolastica diventò pedantesca, ed ebbe, come
+tale, influenza sull'opere loro. Lo studio delle lingue morte e de'
+libri antichi modellò l'intelletto de' poeti in gran parte secondo lo
+spirito della antica civilizzazione. Arricchiti di ricordanze erudite,
+eglino si lasciarono sedurre dalla vanagloria che suggeriva loro di
+far pompa degli studi fatti; e secondo che quelle ricordanze piú
+venivano mischiandosi col naturale sentimento poetico, i componimenti
+loro diventarono uno screzio di cento colori. Per quanto nuovo e tutto
+patrio fosse il soggetto delle loro poesie, eglino non si fecero
+scrupolo d'innestarvi la mitologia antica, e sovente uomini
+d'altissimo ingegno si compiacquero d'un miscuglio sí strano come di
+una rara bellezza. Durò lungo tempo e dura ancor tuttavia in Italia,
+in Ispagna ed in Francia una moda siffatta.
+
+Oltrediché, in tutta la storia della poesia moderna scorgesi
+manifestissimo l'impero assoluto della critica. Aristotile divenne il
+legislatore de' poeti, siccome lo era de' filosofi e de' teologi. E
+come se per mala ventura quel sovrano intelletto, che forse da altro
+filosofo mai non fu superato, fosse proprio predestinato ad essere il
+seminator di zizanie ed a travolger le menti ch'egli intendeva
+d'illuminare, anche il suo bel libro della _Poetica_ represse la
+libertá intellettuale de' poeti e guastò il gusto; nella guisa
+medesima che la sua _Logica_ e la sua _Metafisica_ protrassero di
+tanto il sonno d'ogni vero sapere. Per potere intendere Aristotile,
+bisogna aver prima intese di per se stessi le vere bellezze intime de'
+poeti greci, allo spirito delle quali si riferiscono tutte le regole
+aristoteliche. Ma a questo non si pose mente. E tutti si attennero
+secondo la lettera alla _Poetica_ d'Aristotile, commentandone ed
+interpretandone le osservazioni [p.90] estetiche siccome leggi del
+codice di Giustiniano. E non vi fu pur uno che domandasse al proprio
+ingegno:--Questo medesimo Aristotile, risuscitando ora, continuerebbe
+cosí, o piuttosto non iscriverebbe egli per le nazioni moderne
+tutt'altra poetica?--.
+
+Assuefattisi nelle scuole i poeti a compiacersi nelle erudizioni, e a
+derivare le loro immagini piú dalla lettura de' libri che dall'esame
+della vita e de' costumi de' loro contemporanei, ecco riescire piú e
+piú sempre oscuri i loro componimenti all'universale de' lettori, ecco
+il bisogno d'illustrarli di lunghe note, mettendo a profitto una mezza
+biblioteca, ed ecco nuove occasioni predilette di sfoggiare
+erudizione: intendimento che non ebbero mai i poeti greci, perché,
+mirando allo scopo massimo dell'arte, cantavano cose note al popolo, e
+volevano esser poeti e non altro.
+
+
+III
+
+Noi abbiamo in Italia storie della nostra letteratura quante ne
+vogliamo. Il Crescimbeni, il Quadrio, il Fontanini ed altri ci furono
+prodighi di notizie biografiche e bibliografiche intorno ai sommi, ai
+mediocri, agli infimi scrittori italiani, sicché non vi ha curiositá
+che vinca la lor profusione. Ma se pei padri nostri potevano bastare
+quelle congerie di notizie pressoché nude d'ogni filosofia, non
+bastano ora piú per noi: da che i progressi dello spirito umano non ci
+permettono piú di regalare la nostra attenzione alla sola
+pazientissima flemma d'un raccoglitor di memorie; e studi piú
+importanti hanno svegliato ora in noi una tendenza filosofica,
+costantemente operosa, la quale ci fa vogliosi di conoscere, piú che
+le cose, le cagioni di esse. Non vuolsi per altro far troppo delitto
+a' padri nostri della facile loro contentatura. La colpa era non di
+essi ma de' tempi, diversi assai, come giá dicemmo, per mille ragioni
+politiche da' presenti, nella stessa guisa che diversi da' presenti
+saranno i futuri per quella necessitá di moto che agita perpetuamente
+il mondo morale.
+
+Il Muratori qualche poca volta sollevossi ad una sfera d'idee
+superiore a quella de' suoi contemporanei italiani, e lasciò qui
+[p.91] sfuggir lampi precoci di quella filosofia applicata alle
+lettere, che, bambina allora, viene ora crescendo in tutta l'Europa a
+robustezza virile.
+
+Ma piú assai che il Muratori, il Gravina sarebbe stato un letterato
+filosofo da produrre assai riforme e assai di bene all'Italia, se
+fosse nato in tempo di migliori lettori; poiché certo non gli mancava
+né logica esatta né vigoria d'intelletto, che che ne dicesse il
+Baretti. Era uomo il Baretti d'ingegno vivacissimo, ma di cognizioni
+non sempre profonde; e però riesce giudice talvolta incompetente e
+troppo corrivo al dir male d'altrui.
+
+Per rispetto al Tiraboschi, a cui dobbiamo esser grati di molte
+notizie erudite, noi speriamo che le persone scevre da' pregiudizi non
+vorranno biasimarci se ci facciamo lecito di dire che a lui mancava
+perfino quella filosofia che i tempi potevano dargli. Degli altri piú
+recenti, ma di minor conto, non parliamo.
+
+La letteratura d'Italia, e per la venustá di che in molte parti
+ridonda e per venerazione all'anzianitá de' suoi natali, fu sempre uno
+studio carissimo anche ai dotti delle nazioni straniere. Molti di essi
+ne scrissero or la intera storia, or la parziale d'un qualche ramo o
+d'una qualche epoca; molti incidentemente in libri di diversa natura
+pronunziarono giudizi intorno al merito d'alcuni de' nostri prosatori
+e poeti, or con molto, or con poco, or con nessuno criterio.
+
+Presso gl'italiani trovarono applauso sempre coloro degli stranieri
+che piú erano stati larghi d'encomi alle nostre lettere; e contumelie
+villane, anziché pacate confutazioni, coloro che in qualche maniera
+parvero mostrarsi meno scialacquatori d'incenso. E nondimeno il
+lettore giudizioso rinfaccia non di rado a molti de' primi la mancanza
+di sagace discernimento, della quale per lo piú si suole fare accusa
+a' secondi. Cosí tal uno, a modo d'esempio, porta opinione che il
+libro dell'inglese signor Cooperwaker sul teatro italiano, quantunque
+pieno zeppo di adulazioni e di lodi alla nostra letteratura
+drammatica, sia davvero un meschinissimo libro scritto da un
+meschinissimo pedante; e con uguale schiettezza reputa miserabili
+certe censure scagliate contro alcuni de' poeti italiani dal Boileau,
+dallo stesso ingegnoso [p.92] Voltaire e da altri non pochi che, dando
+biasimo a ciò che non intesero, riescirono detrattori inconcludenti.
+
+Fra gli stranieri che scrissero della nostra letteratura sa ognuno
+quanto romore suscitassero di recente madama di Staël, il signor
+Sismondi, il signor Schlegel, il signor Ginguené. Per ora ci par
+prudenza lo schivare lunghe parole intorno ai tre primi, onde non
+riaccendere la rabbia che ha giá fatto abbastanza di torto all'Italia.
+D'altronde se n'è giá parlato tanto e se n'è detto sí poco, e tanto
+pur se ne potrebbe dire, che a volerne degnamente discorrere non
+bastano i limiti dentro i quali ci serra l'occasione presente. Solo ti
+preghiamo, o lettore, di non interpretare sinistramente questo nostro
+silenzio e di crederci rispettosi davvero verso quegli ingegni, perché
+li crediamo in accordo coi lumi del secolo e non co' pregiudizi della
+ignoranza orgogliosa.
+
+Il signor Ginguené scrisse in Francia l'intera storia della
+letteratura italiana. La conoscenza profonda, e rara oltremodo in un
+francese, ch'egli manifestò avere della lingua nostra e delle nostre
+lettere, l'amore sincero con cui ne parlò, le lodi che ci versò sul
+capo a piene mani gli meritano il tributo della nostra gratitudine. Ma
+se si pensa che il signor Ginguené scriveva il suo libro dopo l'anno
+1810 ed in Francia, che è quanto dire un trent'anni dopo quello del
+Tiraboschi ed in paese piú illuminato del nostro, chi vorrá perdonare
+a lui la penuria di filosofia? Un uomo che, per quanto sembri
+internarsi colla veduta, guarda pur sempre la sola superfice delle
+cose, e ad ogni tratto ti esclama «bravo! bello!» senza mai
+arricchirti il capo d'una nuova idea che ti faccia sentire la ragione
+delle sue lodi, non è l'uomo del secolo, non fa piú per noi.
+
+Vi ha nondimeno in Italia una certa legione di lettori che potrebbonsi
+chiamare i _traineurs_ dello spirito umano, come i francesi
+chiamano i _traineurs_ dell'esercito[7] que' soldati che, [p.93]
+o per viltá o per fiacchezza o per altra ragione, restano indietro
+nelle marce e non arrivano che un buon pezzo dopo il grosso delle
+truppe. A questa milizia di grave armatura, che fa da retroguardia al
+secolo, un'altra se ne aggiugne, alla quale starebbe bene il titolo di
+«tribú dei comprafumo», perché ad essa par sempre una maraviglia tutto
+ciò che in qualunque maniera è lode all'Italia.
+
+Come i bevoni tracannano il vino senza assaporarlo, cosí i comprafumo
+si strinsero al seno il libro del signor Ginguené e lo predicarono la
+perfezione delle perfezioni. Ai comprafumo vennero lenti lenti in
+soccorso i _traineurs_, portando seco i pensieri ereditati dalla
+buona memoria de' loro bisnonni. E la predica degli uni rinforzata
+dall'applauso degli altri diventò un clamore da innamorare la
+moltitudine, che mise gridi anch'essa senza sapere perché. Ma gli
+uomini savi d'Italia, quantunque gustino anch'essi la dolcezza delle
+lodi, soprattutto dalla bocca degli stranieri, le infastidiscono
+siccome nauseose, quando non le veggono avvalorate dalla
+manifestazione d'un alto criterio in chi le va sprecando. Gli uomini
+savi d'Italia sanno che la nostra letteratura, comeché splendidissima
+per molti rispetti, ha pure anch'essa i suoi lati opachi; ed
+arrabbiano nel vedere confondersi insieme da' lodatori l'opacitá e lo
+splendore, e versarsi ovunque ugual dose di ammirazione. Gli uomini
+savi d'Italia leggono le storie non tanto per compiacere ad una
+sterile curiositá quanto per trarne paragoni giovevoli alla lor vita
+presente; e reputano un miserissimo nulla la poesia ed ogni discorso
+intorno a cose letterarie, quando non è messa a profitto tutta la
+civiltá de' popoli dal poeta o dal trattatista. Gli uomini savi
+d'Italia, perché rispettano non alla cieca ma con pienezza di
+discernimento la letteratura patria, pretendono che non possa
+degnamente accostarsi a parlarne se non chi accese la propria fiaccola
+critica al lume della critica universale europea; e credono che il
+signor Ginguené non ve l'accendesse abbastanza. E però la storia del
+signor Ginguené sarebbe per tutti una gran bella cosa, se venisse
+ritoccata da un filosofo. Questa almeno è l'umile opinione nostra,
+alla quale speriamo facile il passaporto in virtú della libertá che la
+legge e la critica ne accordano.
+
+[p.94]
+
+Ci parve di dover dare cosí alla sfuggita questo sguardo agli autori
+che fin qui parlarono della letteratura italiana, onde rispondere
+innanzi tratto a coloro che potrebbero forse irritarsi del nostro
+tirare in iscena una nuova storia di essa, chiamandolo un portare erba
+al prato; da che tra nostrali e forestieri possediamo giá tanti e
+tanti volumi che ne discorrono, piú che non se ne legge. Abbiamo giá
+detto nell'articolo primo che per gl'italiani la parte piú utile della
+storia del signor Bouterweck sarebbe quella che tratta non della
+nostra ma delle letterature straniere; e stiamo pur sempre in questa
+persuasione. Tuttavolta anche i due primi volumi che comprendono le
+cose nostre, quantunque meno importanti per noi, non sono da
+rigettarsi come inutili. La novitá e l'importanza d'un lavoro storico
+non consistono unicamente nel narrare fatti non conosciuti in prima,
+bensí piú sovente nella maniera nuova di considerarli. Un portare erba
+al prato sarebbe se i due volumi de' quali parliamo somigliassero in
+tutto e per tutto ai libri del Tiraboschi e del signor Ginguené. Ma o
+noi c'inganniamo, o la somiglianza per cento ragioni è tenuissima. E
+ciò basti per nostra discolpa.
+
+Il signor Bouterweck dá principio alla storia della poesia e
+dell'eloquenza italiana con un discorso, in cui prima di tutto viene
+investigando qual fosse lo stato della lingua nostra al comparire di
+Dante. In questo argomento egli segue, e lo confessa apertamente, il
+libro latino di Dante medesimo _Della volgare eloquenza_.
+L'autore scende poi a parlare de' metri poetici de' moderni, delle
+ragioni per cui bisognò trovarli nuovamente e non ammettere que' degli
+antichi, della convenienza e della quasi necessitá della rima nelle
+poesie delle lingue moderne, della compiacenza con cui i nuovi popoli
+accolsero questo nuovo ornamento poetico, e del carattere originale
+che la rima diede alle forme esteriori della nuova poesia. Quantunque
+agli italiani non si attribuisca il merito d'avere inventata la rima,
+all'Italia nondimeno, dic'egli, e non ad altro popolo vuolsi saper
+grazie dell'avere nobilitati i metri rimati de' provenzali, volgendoli
+ad uso d'una migliore e piú vera poesia.
+
+[p.95]
+
+Ciò detto, l'autore imprende la rivista dei poeti e de' prosatori
+italiani, la quale, sbrigandosi di Guido Guinizelli, di Guido
+Ghislieri, del Fabrizio, ecc. ecc., col solo nominarli, incomincia
+propriamente da Guittone d'Arezzo e scende giú fin presso al declinare
+del secolo decimottavo. Non sappiamo se alla fine dell'opera il signor
+Bouterweck vorrá ampliare con qualche supplimento questa sua rivista.
+Certo non sarebbe male che egli lo facesse; da che pare che nel 1802,
+quando egli pubblicò il secondo volume della sua storia (terminando
+con quello di parlare degli italiani), le vicende politiche od altre
+cagioni lo tenessero al buio delle cose nostre piú recenti; ed in
+generale ne sembra trascuratissimo e superficiale troppo tutto quel
+tratto della sua storia italiana che comprende gli ultimi trent'anni
+del secolo ora scorso.
+
+Il tener dietro di passo in passo a codesta rivista non è intendimento
+nostro, né lo comporterebbero forse i nostri lettori. Ne riporteremmo
+volentieri alcuni squarci tolti qua e lá; ma come decidere la scelta
+in mezzo ai tanti che meriterebbero la preferenza? Le cose giudiziose
+che vi s'incontrano per rispetto a Dante, al Petrarca, all'Ariosto, al
+Machiavelli, ecc. ecc., o vogliono essere riportate tutte, o vogliono
+essere taciute. Crediamo dunque miglior partito quello di dar qui un
+epilogo del discorso finale con cui l'autore conchiude la storia della
+letteratura italiana. Il silenzio nostro sul restante aggiunga stimoli
+alla curiositá dei dotti d'Italia, sicché eglino procaccino di leggere
+nel testo ciò che non senza frequente compiacenza vi abbiamo letto
+noi.
+
+Tanto v'ha di memorabile, dice il signor Bouterweck, nella letteratura
+italiana, che la storia di essa merita una ricapitolazione.
+
+Come l'uomo, per variar d'accidenti, nella sua vita non rinnega mai
+totalmente la sua prima educazione, cosí la letteratura italiana non
+si spogliò mai totalmente di quel carattere ch'essa assunse nel suo
+nascimento. Quando cinque secoli fa ebbero principio la poesia e
+l'eloquenza italiana, l'attuale civilizzazione europea era tuttavia
+ne' suoi primordi. E fra tutte le nazioni di Europa, l'italiana è la
+sola nella di cui letteratura [p.96] lo spirito di quei primi tempi
+abbia accompagnato sempre lo spirito de' tempi posteriori per tutti i
+periodi dello sviluppamento di esso.
+
+Nella letteratura italiana è impresso il carattere della giovanezza
+della nuova civilizzazione europea, con tutte le sue naturali
+attrattive e coi suoi difetti. Quantunque i primi poeti d'Italia non
+si abbandonassero interamente, come i greci, a se medesimi ed al
+bisogno dell'anima loro, e non uscissero, come fecero i greci, dalla
+sola scuola della natura, la poesia loro nondimeno emerse dal
+complesso de' sentimenti che in essi destava la nuova civilizzazione;
+sentimenti che, piú forti quanto piú freschi, crearono nella poesia un
+certo vigore di gioventú che, l'una dopo l'altra, spezzò le catene di
+cui il pedantismo l'aveva gravata.
+
+In tutte le migliori opere de' poeti italiani, mista alla bella veritá
+poetica scorgesi questa vigoria giovenile che si spigne innanzi sempre
+senza badare a ritegni. Ed anche lá dove i poeti sembrano
+sottomettersi alle antiche regole, la gioventú dello spirito, l'anima
+vera della poesia, non istá quieta, ma urta e rompe e s'apre la sua
+strada attraverso ogni metodica circoscrizione.
+
+La bella poesia italiana non si piegò umilmente, come la francese,
+alle regole vecchie, ma lottò sempre contro di esse. Dante, il
+Petrarca, l'Ariosto, piú che alle regole, si lasciarono andare alla
+prepotenza del loro genio, al bisogno delle anime loro, e riescirono
+grandi nella libertá. Se se ne vuol levare la _Gerusalemme_ del
+Tasso, tutti i poemi italiani, che, secondo i precetti de' pedanti, si
+direbbero regolari e perfetti, appartengono alla classe seconda o ad
+altra forse ancor piú bassa. Tutto ciò che v'ha di veramente poetico
+in Italia è dovuto alla libertá del vigor giovenile.
+
+Mediante la storia della poesia italiana viene per la prima volta a
+confermarsi nelle letterature moderne questa veritá: che il poeta
+allora solamente ottiene il fine piú sublime e piú vero dell'arte,
+quando tien conto del carattere della sua nazione e del suo secolo, e
+non lo ributta sdegnosamente come inopportuno a' suoi intendimenti
+poetici. La poesia de' poeti [p.97] sommi d'Italia è poesia nazionale
+nello spirito del secolo in cui essi vivevano.
+
+Pei poeti del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento non fu poco
+imbarazzo quello in cui li metteva da un lato la venerazione
+entusiastica ch'erano tentati di tributare alle cose degli antichi
+allora scoperte, e dall'altro la inconvenienza di ripeterne
+servilmente le forme estetiche. La critica di que' tempi, debole
+troppo, non bastò sempre a preservarli dalla cieca imitazione, alla
+quale pareva che dovesse indurre tutti gli intelletti educati alle
+scuole la maniera con cui spiegavasi la _Poetica_ d'Aristotile,
+considerandola come un corpo di leggi assolute ed obbligatorie quanto
+quelle di Giustiniano. Come nel restante d'Europa, cosí anche presso
+gli italiani, specialmente del Seicento, non mancano esempi di cieca
+imitazione degli antichi. Ma tutti siffatti esempi, considerati come
+poesia, sono tutti miserabilissime cose, dall'_Italia liberata_
+del Trissino e dalla sua Sofonisba giú fino alle pedanterie di minor
+momento.
+
+Per lo contrario in Italia chi ebbe in sé anima veramente poetica,
+sentí sempre, anche senza averla spiegata teoricamente a se medesimo,
+la differenza essenziale che vi ha tra la poesia romantica, cioè
+quella derivante dallo spirito della nuova civilizzazione, e la poesia
+degli antichi; e mostrò d'avere compresa l'essenza dell'una e
+l'essenza dell'altra quando accolse come piú inerenti al proprio
+intendimento poetico i costumi del suo secolo e della sua patria; e
+studiando daddovero gli antichi, pensò non esser conveniente il
+sagrificare alle lor forme poetiche le forme nuove, le quali erano piú
+conformi allo spirito della nuova poesia. Dante adorava Virgilio come
+se fosse un ente santissimo. Eppure a Dante non venne, no, in capo la
+tentazione di lavorare un poema eroico nella maniera di Virgilio. Il
+Petrarca era oltre ogni dire invaghito de' classici antichi tanto
+quanto della sua Laura. Ma il Petrarca cantò il proprio amore com'ei
+lo sentiva, nobilitando le maniere de' provenzali. L'Ariosto studiò
+Omero, ma volle a bella posta riescir diverso affatto da Omero. E
+finanche il Tasso, il Tasso medesimo non ardí spignere a tanto la
+imitazione del poema [p.98] eroico antico, da rinunziare al carattere
+romantico dell'epopea cavalleresca.
+
+Parrebbe che nello spazio di cinque secoli, nel corso de' quali la
+civilizzazione non fu mai totalmente impedita ne' suoi progressi, ed
+in una terra come l'Italia, dove il sentimento del bello è tanto
+indigeno, la poesia e l'eloquenza, tenendo dietro ad ogni accidente
+dalla crescente civilizzazione, dovessero svilupparsi a poco a poco
+per tutti i modi possibili di varietá ed in tutte le forme che fossero
+in qualche armonia col modo di pensare e coi costumi universali della
+nazione. Com'è che ciò non avvenne? com'è che la pittura italiana non
+lasciò via alcuna intentata, cercando di conseguire l'originalitá per
+mille diverse maniere; e la poesia invece parve timorosa di novitá e
+rade volte escí della via battuta? Non è difficile il trovare nella
+storia della civilizzazione d'Italia lo scioglimento d'un tale enimma.
+
+Assai piú che quelle del pittore, le invenzioni del poeta dipendono
+dall'educazione morale dell'intelletto. Ma presso gli italiani questa
+educazione morale non fu spinta mai a quel grado di voga, a cui
+salirono la erudizione e le dottrine ecclesiastiche. Nella moderna
+Italia, dal Trecento in poi, l'intelletto non ebbe mai quella piena
+libertá che lo aveva favorito nell'antica Grecia. E però il genio de'
+poeti italiani non poté mai volgersi ovunque gli piacesse con energia
+assolutamente libera. Angustiati essi da questi vincoli, non volsero
+mai il pensiero a trovare un modo di poetare che non procedesse dalle
+fonti dell'antichitá, non da quelle de' primi tempi romantici e del
+cristianesimo, ma sibbene da una nuova maniera di contemplare l'uomo e
+la natura. Il tentativo era per ragione politica pericoloso. Il
+riprodurre tal quali le forme poetiche degli antichi non piaceva alla
+nazione, perché la nazione sentiva romanticamente.
+
+Tutto il complesso di queste circostanze fece sí che la poesia
+italiana, presa in totale, riescí assai piú ricca di melodia e
+d'immagini che non di pensieri e di riflessioni sull'uomo. (Pare che
+il signor Bouterweck voglia dire che la frequenza di tali [p.99]
+pensieri e riflessioni non può essere il frutto che di una libera e
+schietta considerazione dei fenomeni morali, degli avvenimenti
+pubblici, delle sventure, dei delitti, delle speranze, dei voti, dei
+rimorsi e de' miglioramenti, ecc., di una nazione; e che lo esprimere
+liberamente siffatte considerazioni non essendo sempre stato in potere
+dei poeti d'Italia, ciò li veniva allontanando anche dal farle).
+
+Le cagioni, che ristrinsero la libertá intellettuale de' poeti per
+rispetto a' concepimenti, fecero forse in modo ch'essi, giovandosi
+d'una bella lingua e d'un clima ridente, si dessero invece a rendere
+sempre piú splendida ed elegante l'espressione de' loro concetti. Fra
+tutte le poesie dei moderni l'italiana certamente è quella che per
+riguardo allo stile, senza declinare dalla sua romantica novitá, piú
+s'accosta all'ideale della poesia degli antichi. Nell'arte di
+descrivere gli accidenti esteriori delle passioni, le situazioni, le
+azioni, ecc. ecc., i principali de' poeti italiani non sono forse
+superati da nessun altro poeta europeo. E tanto è il bello estrinseco
+della poesia italiana che, s'essa per avventura fosse alcunché piú
+ricca di valore intrinseco, pigliandola in totale, e piú variata nella
+sua ricchezza, nessuna poesia d'Europa potrebbe osare di contendere
+con essa pel primato.
+
+Fin qui il signor Bouterweck. Noi abbiamo giá detto piú sopra come
+un'appendice, ch'egli aggiugnesse alla storia della letteratura
+italiana, riparerebbe alla trascuratezza con cui ne esaminò gli ultimi
+trent'anni del secolo scorso. Certamente non isfuggirebbono allora al
+guardo filosofico del nostro autore i meriti di tre illustri poeti
+recenti: l'Alfieri, il Parini ed il cavaliere Monti.
+
+Senza voler qui fare un'analisi completa delle opere di questi tre
+illustri italiani, ci basterá accennare rapidamente alcune cose che
+riguardano appunto l'importanza de' pensieri e degli argomenti, con sí
+giuste querele desiderata dal signor Bouterweck nella poesia italiana
+presa in complesso.
+
+L'Alfieri considerò la poesia e la trattò come un'arte destinata a
+diffondere nel pubblico le idee piú importanti sul merito [p.100]
+morale e sulle pubbliche istituzioni; idee che al poeta erano persuase
+dalla esperienza, dalla riflessione, dallo studio della storia, ecc.
+ecc. E quantunque le sue massime non sieno per altro sempre quelle che
+un'illuminata filosofia deve approvare, la poesia dell'Alfieri non
+pecca certo di futilitá.
+
+Il Parini consacrò il suo immortale poemetto a deridere l'ozio e la
+mollezza, e contribuí a far cessare lo sciocco costume de' cavalieri
+serventi, abolito poi piú efficacemente dalle grandi vicende di cui
+siamo stati testimoni.
+
+Il cavaliere Monti seppe con rara felicitá fondare sulla religione
+cristiana un suo epico componimento, ed arricchirne la poesia colla
+viva pittura di sciagure e di grandi delitti contemporanei; ed in un
+altro componimento consimile seppe esprimere con giusta indegnazione
+la corruttela e la perversitá che deturparono sovente a' giorni nostri
+i conquistatori ed i conquistati in Italia, ed esprimere
+coll'entusiasmo de' versi un lodevole amore dell'ordine pubblico.
+
+|Grisostomo.|
+
+
+ [1] _Geschichte der Poesie und Beredsamkeit seit dem Ende des
+ dreizehnten Jahrhunderts, von_ |Friederich
+ Bouterweck|.--_Storia della poesia e della eloquenza,
+ incominciando dalla fine del secolo decimoterzo _, ecc., di
+ |Federigo Bouterweck|, Gottinga, ecc. ecc.
+
+ [2] Il nome del signor Bouterweck è giá tanto conosciuto in Europa,
+ che sarebbe un far torto ai colti italiani il dir loro chi egli
+ sia.
+
+ [3] Noi limitiamo il discorso presente alla sola letteratura,
+ pigliando il senso stretto di questo vocabolo, cioè «belle
+ lettere». Nelle scienze (che fanno parte della letteratura intesa
+ in senso piú ampio) non si vietava né era possibile vietare che
+ gli studiosi profittassero delle scoperte degli altri popoli; ed
+ infatti, o poco o molto, ne profittarono sempre.
+
+ [4] L'Andrés, quantunque spagnuolo, è da considerarsi come autore
+ italiano, perché scrisse il suo libro nella nostra lingua.
+
+ [5] Il signor Bouterweck fissa il principio della storia e della
+ eloquenza moderna ad un'epoca anteriore di pochi anni a quella di
+ Dante.
+
+ [6] |Tacito|, _Germania_, c. 8.
+
+ [7] Al vocabolo francese «_traineur_» non troviamo equivalente
+ italiano. «Sezzaio» sarebbe forse l'unico. Ma, oltreché non rende
+ intera l'idea di «_traineur_», è parola che sa troppo del
+ tanfo di fra Bartolomeo e di fra Iacopone, tanto che oggidi fa
+ stomaco ad ogni galantuomo.
+
+[p.101]
+
+
+
+
+VII
+
+|Intorno al significato del vocabolo «estetica».|
+
+
+Fu ricapitata non ha guari ad uno de' nostri amici una lettera senza
+data né indicazione alcuna del luogo ove dimori la signora che la
+scrisse. Voglioso di far pervenire alle mani di lei una risposta, né
+sapendo come far meglio, ci pregò egli di inserirla nel nostro
+giornale, preceduta dalla lettera di madama.
+
+Ecco l'una e l'altra.
+
+
+I
+
+Signore,--Siete pur gente goffa voi letterati! Vi dolete che nessuna
+donna legga le cose vostre, e fate poi ogni possibile perché i vostri
+scritti non riescano leggibili. Al vedervi cosí fieri dei vostri
+periodoni a perdita di fiato, cosí innamorati delle vostre frasi
+rancide e di tutte quelle disgrazie con tanto di barba che voi altri
+chiamate «grazie di lingua», sono tentata di credervi tutti quanti
+uomini di coda e cipria e _barolé_. E voi sentite bene che in faccia a
+noi donne questi ornamenti non sono una buona raccomandazione. Cari
+goffi davvero! E non vi basta neppure di usare un linguaggio che per
+intenderlo s'abbia ad aver ricorso ogni tratto al vocabolario; che
+anzi andate a bella posta pescando, chi sa dove, certe parolacce che
+ne' vocabolari si cercano invano. Vi dimando un poco se questo è senso
+comune o indizio almeno di buona creanza. Perdonate, ma siete
+incivili. E se pochi vi leggono, vi sta bene.
+
+Io per altro non sono donna di lunga collera; e sfogato cosí un poco
+il dispetto, v'offro, se vi piace, il mezzo di far la nostra pace.
+Eccolo: spiegatemi che cosa vuol dire «estetica»; che sia il «diletto
+estetico» ed il «bisogno estetico»; che cosa significhi «interesse
+estetico».
+
+[p.102]
+
+M'era immaginata che in queste parole vi fosse del greco; e ne
+domandai la spiegazione a mio marito, che è uomo di lettere e che
+conosce il suo greco meglio di tutt'altra cosa. Ma non mi ha voluto
+fare alcuna risposta, e solo, voltandomi le spalle con aria di
+disprezzo, esclamò:--Corbellerie! corbellerie!--Vedete come sono poco
+compiacenti i mariti. Siatelo voi di piú, e riparate l'offesa fatta al
+mio amor proprio dai vostri confratelli che parlano senza lasciarsi
+intendere. Ma se volete proprio obbligarmi, fate che il favore sia
+intero; e nella vostra risposta mandate al diavolo tutte le
+caricature, e parlate chiara e tonda la lingua italiana del 1818.
+Altrimenti farò della vostra lettera quello che fo di certi giornali:
+me ne servirò la sera per incartare i miei ricci.
+
+Sono col piú profondo rispetto
+
+vostra serva |Ingenua|.
+
+
+II
+
+Madama gentilissima,--Probabilmente il di lei signor marito avrá avuta
+la sua buona ragione per chiamare «corbelleria» l'estetica. E questa
+buona ragione sará probabilmente l'avere egli, dal matrimonio in
+fuori, rinunziato interamente al secolo. Ai nostri giorni lo studio
+della lingua greca, quando è principale e non accessorio[1] ad altri
+studi piú importanti, fa per lo piú degli uomini ciò che di essi
+facevano un tempo i deserti della Tebaide: li separa affatto dal mondo
+e dalle sue pompe e mette loro nel cuore il disprezzo della vita
+presente. Veneranda era l'austeritá degli anacoreti, e veneranda sia
+anche quella dei grecisti. Né dell'una né dell'altra è lecito a noi
+miseri mondani il giudicare.
+
+L'_Enciclopedia_, all'articolo _Esthétique_, spiega
+bastantemente che cosa significhi «estetica». S'Ella vorrá compiacersi
+di leggere quell'articolo, vedrá, ch'Ella aveva immaginato bene
+credendo derivato [p.103] dal greco il vocabolo che le riesce nuovo.
+«_Aisthesis_» vuol dire «senso» o «sentimento». E l'estetica è
+appunto il complesso delle teorie del sentimento. La spiegazione che
+ne dá l'_Enciclopedia_ mi dispenserebbe, madama, dal noiarla ora
+piú lungamente. Ma Ella davvero con quella sua lettera s'è manifestata
+per donna capace di dare utilissimi consigli; ed io amo tanto la
+conversazione delle gentili signore, che, lasciata da un canto
+l'_Enciclopedia_, non posso tenermi di non aggiugnere qualche
+parola mia alle altrui in servizio di una signora che, senza farsi
+conoscere, mi s'è giá resa simpatica. Ecco, madama, un vero bisogno
+estetico per me. Ringrazio l'oscuritá di questa frase dell'occasione
+che mi dá di poter protrarre il discorso con una persona amabile.
+
+Vi sono delle cuffie e de' cappellini belli, delle cuffie e de'
+cappellini brutti. Se a madama venisse in mente di volersi occupare
+del come debbano esser fatti, perché mi piacciano, bisognerebbe
+ch'ella s'informasse delle regole dell'arte della modista. Vi sono de'
+bei versi e dei brutti versi. A chi è curioso di sapere perché
+piacciano i primi e non i secondi, conviene cercare quali siano le
+qualitá necessarie perché un componimento poetico rechi diletto.
+
+Lo stesso dicasi per rispetto alla musica, alla pittura ed alle altre
+arti. Vi sono de' pezzi di musica commoventi o sublimi, ve n'ha
+d'insipidi; delle belle facciate di palazzi, e delle sproporzionate o
+barocche.
+
+Il cappellino, la cuffia, i versi, la musica, la pittura, la facciata
+del palazzo, il bassorilievo, ecc. ecc. ecc., hanno tutti questo di
+comune: che piacciono quando sono belli e perché sono belli. Si può
+dunque cercare le cagioni comuni di questo effetto comune, cioè
+ricercare in genere le qualitá che si trovano in tutti gli oggetti
+belli ed aggradevoli. L'estetica è appunto la scienza che si propone
+questo scopo. Ma ad esso solo non si arresta, perché discende anche ad
+osservazioni speciali risguardanti ciascuna specie di oggetti diversi;
+e quindi discorre delle qualitá speciali che deve avere una bella
+musica, un bel componimento poetico, un bel giardino, ecc. ecc.
+
+Sono persuaso che a quest'ora Ella sa ottimamente ciò che s'intenda
+per «estetica». Però si contenti ch'io procuri di soddisfare alle
+altre domande fattemi coll'arguto di lei viglietto.
+
+Ella avrá bramato piú volte che un'opera nuova al teatro della Scala
+riescisse bene, perché avrá avuto desiderio di udire la sera [p.104]
+delle belle ariette e de' bei pezzi concertati. Poiché lo desiderava.
+Ella dunque, madama, ne aveva un bisogno. E questo bisogno di venir
+dilettata dal bello musicale è «bisogno estetico». Ed è pure «bisogno
+estetico», se l'oggetto del desiderio è vedere un quadro, leggere de'
+bei versi, parlare con persone amabili, ecc. ecc. ecc.
+
+Il «piacere estetico» è quello che si prova ascoltando la bella
+musica, mirando la bella pittura, leggendo i bei versi, udendo i
+ragionamenti leggiadri, e cosí via.
+
+L'«interesse estetico» per ultimo è un termine che ha vari sensi.
+Alcune volte si usa come sinonimo di «bisogno estetico», alcune volte
+come sinonimo di «piacere estetico», ed altre volte con altro
+significato. Quand'Ella, madama, udiva qualche bel finale del Rossini,
+o vedeva qualche bel quadro in un ballo del Viganò, Ella non poteva
+lasciar d'esclamare colla parola oppur col solo atto della
+mente:--Bello! bellissimo!--Ora quel «bello! bellissimo!» che altro
+era se non una confessione della potenza di dilettare ch'Ella
+riconosceva nel finale o nel quadro? E questa potenza di dilettare è
+precisamente l'«interesse estetico» nel terzo significato.
+
+Non le faccia stupore di udire che una parola viene usata in vari
+sensi. Purtroppo è ancor lontano quel tempo in cui l'ideologia e la
+grammatica filosofica avranno fatto tutti i progressi che ci vogliono,
+perché possa cessare questo abuso e questo inconveniente.
+
+Ho lasciato scappare a bella posta il vocabolo «ideologia». Se per
+avventura Ella non l'intendesse, mi offro pronto a spiegarglielo
+verbalmente. La prego di non sapermi male di questa poca astuzia
+suggeritami dal desiderio estetico di mettermi nel numero de' di lei
+ammiratori e servi. Mi comandi sempre e mi creda
+
+di lei obbligatissimo servitore
+
+|Grisostomo|.
+
+
+ [1] Colla distinzione di «studio accessorio» e di «studio principale»
+ Grisostomo ha voluto separare i dotti da' pedanti. Lo studio del
+ greco fu, per esempio, accessorio nello Schlegel, che se ne serví
+ per penetrare nello spirito delle tragedie greche piú addentro di
+ qualunque erudito; ed è parimente accessorio in chi ne profitta
+ per far dono all'Italia d'ottime traduzioni di que' capi d'opera.
+
+[p.105]
+
+
+
+
+VIII
+
+|Di un libro sulla romanticomachia[1].|
+
+
+Questo libretto uscito di fresco agli sguardi dei torinesi è anonimo.
+L'editore, per altro, delle 179 preziose pagine che lo compongono ci
+fa avvertiti com'esso sia «un nuovo parto di quella medesima penna a
+cui giá siamo debitori dell'erudito _Pedanteofilo_», che è quanto
+dire, crediamo noi, di quella penna che scrisse altresí quattro
+infelici _Lettere contro Alfieri_.
+
+Anche senza il sussidio dell'editore, sarebbe forse venuto fatto di
+raffigurare all'abito bianco il mugnaio, s'è pur vero che in questa
+nuova «dotta elucubrazione» sieno rinfrescati «a maniera di
+allusione», come a taluno è sembrato, alcuni tratti in dispregio del
+tragico italiano; ciò che deve far parimente rivivere l'indegnazione
+de' classicisti non meno che de' romantici.
+
+L'intenzione attuale dell'anonimo torinese è di metter pace appunto
+tra' romantici ed i classicisti. Però fa d'uopo saper grazie a lui di
+cosí onesta intenzione.
+
+Finora s'era creduto da noi e dai fatui pari nostri che, a volere con
+qualche speranza di buon successo intromettersi tra due litiganti onde
+temperarne l'ire e ridurli ad un accordo, fossero indispensabili nel
+mezzano della pace tre condizioni: 1 godere la confidenza d'entrambe
+le parti litiganti; 2 conoscere lo stato della quistione; 3 avere
+qualche pratica delle materie alle quali essa si riferisce.
+
+[p.106]
+
+Ma il sapiente anonimo ci mostra ch'egli è di tutt'altro parere; e
+smentisce col proprio fatto la necessitá di quelle tre condizioni da
+noi temerariamente venerate. Noi pensiamo ch'ei sia uomo probo e
+leale; però, non essendoci in tal caso da sospettare peccati
+d'impostura per parte di lui, noi stiamo zitti.
+
+I quattro libri della _Romanticomachia_ sono destinati
+dall'autore ad essere una storia delle guerre tra i classicisti ed i
+romantici. Ma, siccome per entro a que' libri non appare orma di
+veritá istorica, cosí crediamo che l'autore preferisse a bella posta
+il genere romanzesco. La _Romanticomachia_ ci par dunque dovere
+essere considerata come un romanzo. È un romanzo allegorico da cima a
+fondo, perché l'autore, amando di far ridere, ha scelto l'allegoria
+perpetua. E tutti sanno che l'allegoria perpetua, massime quando
+l'allegorista non ne dá la chiave che a pochi suoi famigliari, anziché
+persuadere gli sbadigli, è la piú efficace promotrice del riso
+universale.
+
+Terminati i quattro libri, l'autore nell'appendice spiega con severitá
+filosofica tutta la pompa delle proprie teorie letterarie, mettendole
+modestamente in bocca d'Urania. Molte sono le stupende novitá teoriche
+che noi impariamo da siffatta appendice, e tutte opportune a' casi
+concreti; come a dire questa: che nell'umana natura stanno i principi
+fondamentali d'ogni arte, principi che sono indeclinabili; e
+quest'altra: che per saper discernere il bello dal brutto bisogna aver
+sottile criterio; e quest'altra a un di presso; che per poter fare bei
+versi bisogna saperli far bene, ecc. ecc. ecc.
+
+Tutto poi questo romanzo, o lodo o arbitrato che lo si voglia
+chiamare, è scritto in lingua purgata, ma di quella veramente
+legittima. Né mancano qua e lá alcuni lievi solecismi, ad imitazione
+della franca trascuratezza degli scrittori nostri piú antichi.
+
+Lo stile adoperato dal torinese è lodevole oltre ogni dire. Sta di
+mezzo con bella proporzione tra quello dell'_Arcadia_ di Iacopo
+Sannazaro e quello delle prediche di don Ignazio Venini.
+L'amplificazione è la figura rettorica che il nostro autore maneggia
+con padronanza assoluta e con piú frequente predilezione.
+
+[p.107]
+
+Del buon gusto di lui sia prova il seguente passo, tolto alla ventura
+dalla pagina 14. È una invocazione; perché senza invocazioni non si
+può far nulla di buono:
+
+ O immenso e non sempre lucido specchio della storia, da cui tutte,
+ bene o male, si riflettono le accolte immagini dei grandi e piccoli
+ eventi, concedi per poco che, nell'ampio e disuguale tuo seno
+ fissando gli occhi, io giunga a scoprire del fatale romanticismo
+ l'annebbiata sorgente ed i tortuosi meandri. Cosí forse mi succeder
+ di potere dal vero genere romantico discernere il falso sistema, che
+ ne usurpa, in un col nome, la gloria.
+
+E qui sappia tra parentesi il lettore che l'anonimo fa una distinzione
+tra il vero genere romantico ed il romanticismo; distinzione che deve
+essere una bellissima cosa, dacché noi non sappiamo intenderla.
+
+Per tenere il nostro articolo in giusta armonia col libro di cui si
+tratta, noi non entriamo in materia e stiamo superficiali,
+superficialissimi. Questo astenerci dalle soperchierie ci è suggerito
+dalla buona creanza. Grati noi per altro al paciere torinese pel lodo
+od arbitrato con cui trasse a fine le discordie letterarie, lo
+preghiamo di accettare, secondo che si usa in tali casi, come
+pagamento della sentenza, o, se piú gli piace, come regalo, senza
+obbligo di sborsare mancia veruna allo staffiere che glielo presenta
+in nome nostro, le quattro seguenti notizie letterarie, delle quali,
+quantunque vecchiette, abbiamo veduto nella _Romanticomachia_
+essere egli ignaro affatto. Il sapiente torinese mostra d'aver dato
+retta a tutte le accuse gratuite che i classicisti fecero a'
+romantici, e d'essere stato contento a quelle, senza degnarsi di dare
+uno sguardo agli scritti di questi.
+
+I.--I romantici stimano molte parti delle poesie attribuite ad Ossian,
+ma non ne hanno mai consigliata l'imitazione.
+
+II.--I romantici non vogliono nelle poesie dei moderni gli dèi
+d'Omero, ma proscrissero sempre altresí quelli dell'Edda. E se amano
+di vedere nell'Ariosto ed in Shakespeare le maghe e le streghe, non
+suggerirono mai a' poeti viventi di ammetterle ne' loro canti, quando
+non sieno piú vive nella credenza del popolo.
+
+[p.108]
+
+III.--I romantici non ricusarono mai di sottostare alle regole
+stabilite dalla natura e dalla ragione. E però eglino professarono
+sempre di star volentieri sottoposti a quel codice poetico a cui
+obbedirono Dante, il Petrarca, l'Ariosto, Shakespeare ed altri
+siffatti galantuomini.
+
+IV.--I romantici non dissero mai che le poesie de' moderni debbano
+esclusivamente trattare delle cose cavalleresche e del medio evo. Né,
+deducendo pei loro canti argomenti e memorie storiche dal medio evo,
+intesero mai di voler persuadere gli uomini a darsi all'antica
+barbarie; come neppure i classicisti, ricantando la guerra troiana,
+hanno in animo di suscitare tutti i mariti moderni a pigliar vendetta
+della infedeltá delle lor mogli colla strage di centomila persone.
+
+Speriamo che anche la parte contraria vorrá premiare con qualche
+regaletto del suo l'ingenua mediazione del sapiente anonimo.
+
+|Grisostomo|.
+
+
+ [1] _Della romanticomachia, libri quattro_. Torino, 1818, co'
+ tipi di Domenico Pane, stampatore di S. A. I. il principe di
+ Carignano.
+
+[p.109]
+
+
+
+
+IX
+
+|Guerre letterarie in italia| [1].
+
+
+In Lipsia la fiera di San Michele fu quest'anno ricchissima di nuove
+produzioni letterarie. Una fra le altre ce ne capitò alle mani,
+singolare molto pel suo argomento, ed è quella che annunziamo.
+
+Bisogna dire che in Germania la turba degli scrittori sia immensa, e
+la smania dello scrivere ardentissima in essi, da che vediamo ne'
+cataloghi registrarsi libri ed opuscoli a centinaia, che, per quanto
+si può desumere da' frontispizi, sembrano trattare di cose forse non
+troppo interessanti pei popoli nella lingua de' quali sono scritti.
+Questo del signor Niemand ce ne somministra un esempio, perché, a dir
+vero, non ha altro scopo in apparenza che quello d'essere utile a noi
+italiani.
+
+Ma che gli italiani vogliano giovarsene non è da credere. Noi teniamo
+anzi per fermo che la memoria del signor Niemand e del suo bel
+libretto non durerá in Italia piú delle ventiquattro ore che la
+fortuna suole conceder di vita ad un numero del _Conciliatore_.
+Il signor Niemand si contenti dunque di divider con noi i nostri
+destini e la nostra pazienza. Di piú non possiamo fare per lui.
+
+L'autore sembra essere uomo erudito e, quel che piú importa, zelatore
+sincero della probitá. Il presente libretto è da considerarsi come
+l'emanazione di un'anima onesta. E le sole persone oneste potrebbero
+leggerlo senza irritarsi delle frequenti [p.110] allusioni che vi si
+trovano alle sentenze bibliche, e della franca indegnazione con cui
+l'autore si oppone al vizio.
+
+Il signor Niemand è di parere che le dispute letterarie sieno per se
+stesse giovevolissime allo scoprimento della veritá ed alla
+propagazione dei lumi. Non biasima una leale e discreta ambizione ne'
+disputanti; perché, senza questa potentissima molla delle umane
+azioni, crede egli improbabile che un uomo voglia sottoporsi al peso
+degli studi (su questa improbabilitá noi forse siamo di opinione
+qualche poco differente). Combina egli la nobile ambizione coll'amore
+schietto e disinteressato della veritá e col dovere che gli uomini
+hanno di essere utili agli uomini. E però giudica che in faccia al
+pubblico non abbiano diritto di disputare intorno a cose letterarie
+che le sole persone d'incolpabile morale.
+
+Ma questo parlar di diritti, quando prevale assoluta in contrario la
+prepotenza de' fatti, sa dell'inutile all'autore. Quindi, lasciate le
+teorie astratte, si dá egli a tessere la storia delle contese
+letterarie degli italiani, incominciando da quelle che nel
+decimoquinto secolo il Poggio ebbe con Francesco Filelfo e Lorenzo
+Valla e Giorgio di Trebisonda, ecc. ecc., e scendendo giú fino a
+quelle tra'l Parini ed il padre Branda, tra'l Baretti ed il Bonafede,
+e ad altre ancor piú recenti.
+
+L'intenzione dell'autore, nel riandare tante epoche di scandalo e
+tanti aneddoti, com'egli dice, di «contaminazione», è quella di
+dimostrare che i letterati d'Italia nelle loro controversie
+declinarono pressoché sempre dall'ingenuo fine di esse per servire ad
+interessi ed odii personali; e che, cosí facendo, rivolsero a vero
+danno della sapienza quel mezzo medesimo che par piú destinato a
+favorirla.
+
+Egli confessa che alcuni pochi de' litiganti furono uomini per altro
+ornati di molte virtú. Però deplora la trista consuetudine italiana,
+che talvolta induceva a traviamento anche i buoni (fu per noi una vera
+consolazione il vedere nel breve elenco di questi ultimi il nostro
+Parini). Poi fa notare quegli altri che da semplice esuberanza di bile
+o da semplice invidia della fama altrui furono mossi a svillaneggiare
+i loro rivali (e qui l'elenco [p.111] cresce assai in lunghezza).
+Finalmente stabilisce per muovente massimo delle inimicizie letterarie
+nei piú l'interesse pecuniario (e qui, se pure è lecito scherzare
+sulle umane miserie, la lista par quella delle belle tradite da don
+Giovanni).
+
+Il commercio librario fu sempre angustiato in Italia dalle tante
+divisioni territoriali, e da questo: che in tutta l'Italia,
+comparativamente alla numerosa popolazione della penisola, non fu mai
+abbondanza di lettori, massime paganti. Quindi i letterati, non
+potendo ritrarre sufficienti ricompense dagli stampatori, si rivolsero
+quasi sempre a' principi ed a' governi.
+
+Stretti da altri doveri piú sacri, i governi non poterono sempre
+contentar tutti i letterati. Però, crescendo la frotta de'
+concorrenti, non bastava la pastura, e i begli ingegni bisognava
+spesso che se la strappassero l'un l'altro di bocca. In alcuni di essi
+era malvagitá vera, in altri debolezza, in altri la pazienza si
+lasciava stancare dalle provocazioni ripetute. Chi pigliava l'armi per
+assalire, chi per respingere gli assalitori. E le armi erano ingiurie,
+calunnie, contumelie, accuse pubbliche, delazioni segrete,
+propalazioni d'infamie domestiche, rinfacciamenti di fellonie, ecc.
+ecc. ecc.
+
+Gli spettatori maligni ridevano, la gente dabbene fremeva. E la
+maggior parte del popolo, confondendo le lettere co' letterati,
+chiamava «infami» quelle, perché sovente vedeva infami questi. La
+sapienza non ci guadagnava mai nulla, l'arte critica non progrediva
+d'un passo, perché la sapienza e la critica nulla hanno di comune
+colle villane animositá individuali. Ogni generazione di letterati
+biasimava queste pessime arti nella generazione precedente, poi
+correva ad imitarla coi fatti.
+
+Cosí la storia delle contese letterarie degl'italiani non presenta
+altro che una miserabile successione di guerre personali da far
+ribrezzo ad ogni uomo che senta altamente in suo cuore la dignitá e
+l'importanza delle lettere. E cosí i letterati d'Italia crebbero tante
+spine all'esercizio della letteratura, che al letterato onesto diventò
+pericolosa perfino la sua onestá.
+
+Il signor Niemand parla sempre co' fatti alla mano, per modo che ci
+piange il cuore, ma dobbiamo pur dire ch'egli in gran [p.112] parte ha
+ragione. E se la vergogna può in noi qualche cosa, vaglia questa volta
+ad avvertirci come gli stranieri ci tengano l'occhio addosso, e come
+ci convenga camminare con prudenza e saviezza, onde non sieno da essi
+ricantate all'Europa le nostre turpitudini.
+
+ L'ultima volta ch'io fui in Italia, e saranno forse dieci anni--cosí
+ dice alla pagina 224 il signor Niemand,--mi fermai lungo tempo in
+ Milano. Ho veduto ivi agli ingegni nascenti strozzarsi dagli anziani
+ le parole in bocca, la riputazione de' provetti lacerata da' provetti.
+ Ho veduto ivi una lega di letterati mischiare insieme con perfide arti
+ la fede letteraria alla fede religiosa e morale, per modo da far
+ scontare con pene civili le innocentissime opinioni letterarie ai
+ disgraziati ch'erano in odio alla lega. Ho veduto un uomo, che per
+ altro godeva molto credito presso alcuni, il signor Lamberti,
+ stabilire perfino questo assioma e stamparlo nel _Poligrafo_: che
+ chiunque contraddicesse ad un'opera o ad una sola sentenza letteraria
+ d'un pubblico professore nominato dal sovrano, contraddiceva al
+ sovrano medesimo ed era ribelle alla sovranitá. Non credo che il
+ governo sancisse allora in diritto queste massime di tirannia. Che
+ importa? Il solo pronunziarle era un'offesa alla ragione de' buoni.
+
+ Ma la piú tranquilla saviezza degli attuali governi d'Italia mi fa
+ certo che i costumi dei letterati italiani sieno ora cambiati in
+ meglio. Ed io me ne rallegro davvero colla terra bella e gentile che
+ avrei invocata da Dio per patria mia, se l'uomo potesse prima di
+ nascere invocar la patria ch'egli vorrebbe.
+
+ Giovinsi dunque santamente della nuova fortuna i letterati. Trattino
+ le loro quistioni con quell'ardore che viene dall'anima innamorata del
+ vero; ma non s'irritino delle opposizioni. Tutte le veritá letterarie
+ e scientifiche hanno dovuto aprirsi la via attraverso ostacoli
+ infiniti. Ma se una generazione bestemmia contro il Galileo e lo
+ imprigiona, la generazione che siegue non si cura di sapere i nomi de'
+ bestemmiatori, e corre a Firenze a baciar piangendo il sacro dito del
+ Galileo.
+
+ «_Via sapiens plebem suam erudit_». E voi, o letterati d'Italia,
+ fate partecipe della vostra dottrina la plebe vostra. E se la plebe vi
+ vuol dettare essa leggi e dottrine, lasciatela fare pazientemente; ma
+ non pigliate consiglio che da voi o dai piú sapienti di voi. [p.113]
+ Ricordatevi che, se l'Ariosto avesse dato ascolto al parere del
+ cardinale, il _Furioso_ sarebbe scritto in latino, e la fama
+ dell'Ariosto sarebbe una miseria. La probitá sia nel cuor vostro e la
+ persuasione sulle vostre labbra. Ma delle vostre pacifiche discussioni
+ non chiamate mai in sussidio i governi, perché già questi, come savi
+ che sono, non vi darebbero retta. E innanzi a tutto procurate di
+ mostrarvi obbedienti e fedeli e tranquilli sudditi piú che sapienti
+ agli occhi de' vostri sovrani, non dimenticando mai il santo detto
+ della Scrittura: «_Coram rege noli velle videri sapiens_».
+
+|Grisostomo|.
+
+
+ [1] _Kurzgefasste Uebersicht der literarischen Streitigkeiten in
+ Italien_ von X. |Niemand|. Stettin. 1818, bey Friederich
+ Nicolai.--_Esposizione compendiosa delle guerre letterarie in
+ Italia_ di X. |Niemand|. Stettino, 1818, presso Federico
+ Nicolai [libro inventato dal B., per dare al suo articolo
+ apparenza di recensione].
+
+[p.114][p.115]
+
+
+
+
+X
+
+LETTERA DI GRISOSTOMO
+
+AL MOLTO REVERENDO SIGNOR CANONICO DON RUFFINO
+
+
+Signor canonico,
+
+Ho letto con vera compunzione la garbatissima lettera scrittami da V.
+S. in difesa del Tiraboschi. Non avrei mai creduto che quel mio breve
+cenno nel numero 21 del _Conciliatore_, ov'io rinfaccio al
+Tiraboschi penuria di filosofia, dovesse recar tanta offesa alla
+coscienza letteraria d'alcuni fra' miei concittadini. Me ne duole
+infinitamente, e sento purtroppo che il torto è tutto mio. Fo l'uomo
+di lettere e non ne so l'arti. Se io fossi letterato davvero ed
+italiano di cuore, non oserei pensare, non oserei scrivere ciò che io
+penso: non avrei letto mai il Tiraboschi, e di lui non avrei detto mai
+altro, se non che «il chiarissimo, l'eruditissimo, il sapientissimo
+Tiraboschi». Ma il male è fatto: pensiamo al rimedio.
+
+Prima di tutto la ringrazio, signor canonico, del lungo elenco dei
+lodatori del Tiraboschi, ch'Ella si compiacque d'inviarmi.
+Quell'elenco mi ha persuaso, e la perorazione del di lei discorso mi
+ha cavate le lagrime. Che vuole Ella di piú? Si lasci intenerire dalle
+lagrime mie, e tra me e lei sia pace.
+
+Ma non basta ancora. lo deggio alla veritá ed all'onore della patria
+una pubblica e solenne testimonianza della mia conversione. Dichiaro
+dunque a V. S., e con essa a tutti i canonici di lei confratelli, che
+io convengo pienamente nel parere dei dottori italiani, e dico che
+hanno veramente ragione ragionevolissima di venerare il Tiraboschi
+come profondissimo filosofone, e di disprezzare madama de Staël come
+frivolissimo intellettuzzo.
+
+[p.116]
+
+L'uomo che sacrifica l'amor proprio e il proprio decoro mondano alla
+veritá, e con aperta confessione si ricrede de' suoi falli, non
+debb'essere confuso col peccatore ostinato. E però spero che i dottori
+italiani mi saranno liberali di qualche compatimento. Ad essi non
+importa, per altro, ch'io dica quali argomenti mi abbiano persuaso
+tutto ad un tratto tanta divozione per la filosofia tiraboschiana e
+tanto disprezzo per madama di Staël, di cui ho lasciata scappare dalla
+penna qualche lode in quel benedetto _Conciliatore_.--Sciagurata
+donnicciuola, qualche poco anche, per amor tuo, io era diventato lo
+scandalo del mio paese!--Ma a lei, signor canonico, io non voglio
+tacere che ad operare la mia conversione Ell'ebbe un potentissimo
+sussidiario in certo accidente tutto fortuito. Si contenti ch'io
+glielo narri alla distesa.
+
+Col rimorso che in virtú della garbatissima di lei lettera mi
+serpeggiava giá per l'anima, io mi stava iersera invocando il sonno
+che non veniva. Piglio un libro: non fa per me. Ne piglio un altro:
+non mi contenta. Sporgo impaziente la destra piú in lá, e la mi vien
+posta sul tomo primo _De la littérature_ di madama di Staël.
+Aprolo a caso; e mi cade sotto lo sguardo quel passo a pagina 181 e
+seguenti, che tratta delle ragioni per le quali la tragedia presso i
+romani non salí in grande celebritá.
+
+Eccolo tal quale. A V. S. non fa bisogno che sia tradotto in italiano,
+perché l'intenda.
+
+ _Les combats des gladiateurs avaient pour objet d'intéresser
+ fortement le peuple romain par l'image de la guerre et le spectacle de
+ la mort; mais, dans ces jeux sanglans, les romains exigeaint encore
+ que les esclaves sacrifiés à leurs barbares plaisirs sussent triompher
+ de la douleur, et n'en laissassent échapper aucun témoignage. Cet
+ empire continuel sur les affections est peu favorable aux grands
+ effets de la tragédie: aussi la littérature latine ne contient-elle
+ rien de vraiment célèbre en ce genre. Le caractère romain avait
+ certainement la grandeur tragique; mais il était trop contenu pour
+ être théatral. Dans les classes même du peuple, une certaine gravité
+ distinguait toutes les actions. La folie causée par le malheur, ce
+ cruel tableau de la nature physique troublée par les [p.117]
+ souffrances de l'âme, ce puissant moyen d'émotion, dont Shakespeare
+ a tiré, le premier, des scènes si déchirantes, les romains n'y
+ auraient vu que de la dégradation de l'homme. On ne cite même dans
+ leur histoire aucune femme, aucun homme connu, dont la raison ait été
+ dérangée par le malheur. Le suicide était très-fréquent parmi les
+ romains, mais les signes extérieurs de la douleur extrêmement rares.
+ Le mèpris qu'excitait la démonstration de la peine, faisait une loi de
+ mourir ou d'en triompher. Il n'y a rien dans une telle disposition qui
+ puisse fournir aux développements de la tragédie._
+
+ _On n'aurait jamais pu, d'ailleurs, transporter à Rome l'intérêt que
+ trouvaient le grecs dans les tragédies dont le sujet était national.
+ Les romains n'auraient point voulu qu'on représentát sur le théatre ce
+ qui pouvait tenir à leur histoire, à leurs affections, à leur patrie.
+ Un sentiment religieux consacrait tout ce qui leur était cher. Les
+ athéniens croyaient auz mémes dogmes, défendaient aussi leur patrie,
+ aimaient aussi la liberté; mais ce respect qui agit sur la pensée, qui
+ écarte de l'imagination jusqu'à la possibilité des actions interdites,
+ ce respect qui tient à quelques égards de la superstition de l'amour,
+ les romains seuls l'éprouvaient pour les objets de leur culte._
+
+Dopo tutta questa tiritera d'inezie, do un'occhiata alle note a piè di
+pagina, poi ad altre pagine piú avanti e ad altre piú indietro; e
+m'accorgo che la povera madama de Staël non sa cosa si dica, e non
+trova altra soluzione del problema fuorché nell'analizzare le
+instituzioni civili ed il carattere morale pubblico de' romani, e nel
+derivarne la nullitá del loro teatro tragico.--Che libro
+superficiale!--diss'io allora--che miseria d'ingegno!--E mi si
+schiusero gli occhi dell'intelletto, e sbadigliai su' miei
+traviamenti, e corsi ripentito a spolverare i volumi del Tiraboschi,
+sovvenendomi che anch'egli aveva parlato su questa materia. Corro
+all'indice; salto di lá al tomo primo, e mi innamora tosto la gravitá
+di quelle parole a pagina 174, § LI:
+
+ Prima di passar oltre, parmi che una non inutil quistione debbasi a
+ questo luogo trattare, cioè per qual ragione, mentre in ogni altro
+ genere di poesia arrivarono i romani a gareggiare co' greci, nella
+ teatral solamente rimanessero sempre tanto ad essi inferiori.
+
+[p.118]
+
+Io proseguiva a leggere; ma mi convenne obbedire al Tiraboschi, che mi
+rimandò molte pagine indietro. Dal qual mio viaggio retrogrado venni a
+raccogliere che prima de' bei tempi della romana letteratura la poesia
+teatrale non era ancor molto in fiore, «per la ragione che l'arte di
+poetare non era in quell'onore che convenuto sarebbe».
+
+Illuminato di tanto, tornai al § LI, onde sapere «perché nel piú bel
+secolo della romana letteratura la poesia teatrale non giugnesse a
+maggior perfezione». E qui confesso l'alta ammirazione che svegliò in
+me la logica semplice e chiara, e nondimeno profondamente intuitiva,
+con cui il chiarissimo Tiraboschi, sorretto da Orazio, ebbe la bontá
+di confidarmi che questo non fiorire della tragedia presso i romani
+proveniva dallo «strepito grande che facevasi nel teatro, sicché
+appena vi si potevano udire ed intendere i versi», ecc. ecc.
+«_Garganum_»--ripeteva il suggeritore del Tiraboschi--
+
+ _Garganum mugire putes nemus aut mare tuscum,
+ tanto cum strepitu ludi spectantur, ecc._
+
+Che consolazione fu allora la mia, stimatissimo don Ruffino, nel
+vedere appagata cosí bene la mia curiositá! Questa è ben altra
+filosofia che quella di madama! Chi niega al Tiraboschi acume di
+speculativo intelletto, o è stolido o è mentitore o è novatore. Ecco
+come in poche righe viene dal sapientissimo Tiraboschi stabilito un
+gran principio filosofico, il quale, come tutti i gran principi
+filosofici dell'universo, riesce applicabile in ogni tempo ad altri
+fenomeni. In virtú di esso io mi sento capace di spiegare le ragioni
+per cui al teatro la tale o tal altra opera in musica non è bella. E
+dico cosí:--La tale opera non è bella perché non la si ascolta.--E mi
+guarderò bene dal ripetere col volgo:--Non la si ascolta perché non è
+bella.--
+
+Cosí l'importunitá della veglia e l'opportunitá della lettera di V. S.
+contribuirono entrambe a convertire al Tiraboschi un amico traviato,
+quale davvero mi pregio di essere sempre di V. S. molto reverenda.
+
+|Grisostomo|.
+
+[p.119]
+
+
+
+
+XI
+
+INTORNO ALL'«ORIGINE DELLE LETTERE» DEL ROSCOE[1]
+
+
+L'eloquenza di Gian Giacomo Rousseau non bastò a persuadere all'Europa
+che le lettere fossero dannose all'umana societá. Nel discorso del
+ginevrino i popoli vollero ravvisare piú la bizzarria del paradosso
+che l'animo dell'oratore, e salvarono cosí il rispetto dovuto a
+quell'uomo singolare. Senza entrare a discutere una quistione
+puramente speculativa, che non condurrebbe ad alcuna utilitá pratica,
+chi considera l'attuale nostra civiltá, e non è stolido o perfido,
+vedrá essere dover suo il contribuire quel tanto che egli può al
+miglioramento della coltura pubblica, ed il combattere sempre piú la
+tristezza di quei pochi che vorrebbero far della sapienza un monopolio
+e tener nella ignoranza il prossimo, onde non trovar contrasti a' lor
+maligni disegni. Noi siamo ora in tale condizione, che il retrocedere
+in fatto di studi, e non giá il progredire, ci trarrebbe in
+precipizio.
+
+E però, seguendo l'intendimento de' buoni, suggeriamo con ingenua
+persuasione agl'italiani di leggere il discorso fatto dal signor
+Guglielmo Roscoe all'Instituto reale di Liverpool; discorso che
+appunto è indirizzato a raccomandare la propagazione de' lumi in tutte
+le classi de' cittadini, siccome mezzo di prosperitá nazionale.
+
+[p.120]
+
+Il nome del signor Roscoe dovrebbe, pare a noi, suonar caro all'anima
+d'ogni italiano quanto quello d'un nostro compatriota. Qualunque sieno
+le macchie che una critica imparziale possa scorgere nella _Storia
+di Lorenzo il Magnifico_ ed in quella di _Leone decimo_,
+nessun italiano di coscienza gentile può negare una testimonianza di
+gratitudine all'amore con cui il signor Roscoe, riparando all'inerzia
+de' nostri dotti, tolse a' misteri delle biblioteche e degli archivi e
+trasse in nuova luce innanzi all'universale de' lettori tante memorie
+della grandezza italiana.
+
+Se l'espressione dell'amor patrio consistesse, siccome vorrebbero
+certi superstiziosi, nel far brutto viso a chiunque non nacque dentro
+una delle periferie de' nostri municípi, noi dovremmo, come italiani
+che siamo, rinunziare altresí a riconoscere per nostro concittadino
+l'autore della storia delle nostre repubbliche. Ma, grazie a Dio, il
+vero amor della patria è tutt'altra cosa; ed il signor Sismondi, come
+illustratore dei fasti dell'Italia, vivrá sempre nella piena
+riconoscenza dei veri italiani. E di siffatta riconoscenza avrá la sua
+parte, benché in proporzione minore, anche il signor Roscoe.
+
+Il tema scelto a trattare dal signor Roscoe nel discorso che oggi
+annunziamo è assai vasto. Egli si propone nientemeno che d'investigare
+le cagioni dell'origine e de' progressi delle scienze, delle lettere e
+delle arti, di riandare le vicissitudini ch'esse incontrarono, e di
+mostrare quanta relazione abbiano co' piú importanti accidenti della
+vita individuale e quanta influenza sulla felicitá generale de'
+popoli. L'intenzione massima del suo discorso è santissima. Egli
+vorrebbe condurre gli uomini ad un grado eminente di virtú civile e di
+prosperitá domestica mediante un esercizio maggiore delle loro facoltá
+intellettuali. Le massime filosofiche, i raziocini, gli esempi
+dimostrativi sparsi nel discorso sono tali da manifestar sempre
+l'onestá sincera dell'oratore. E soprattutto ne pare altamente sentito
+quel lungo passo ov'egli dimostra che de' progressi delle lettere e
+delle arti due precipue cagioni sono l'attivitá individuale e la
+libertá civile.
+
+[p.121]
+
+Questo argomento della libertá civile per rispetto alle lettere sembra
+essere il favorito dell'autore. A noi italiani per altro non riesce
+nuovo, da che l'Alfieri lo trattò piú ampiamente nella migliore delle
+sue prose. Se non che il signor Roscoe, avvicinandosi co' suoi
+princípi astratti qualche linea di piú al concreto, e volgendo la sua
+mira alla condizione vera ed attuale de' popoli d'Europa, stabilisce
+come assioma che il libero esercizio delle forze intellettuali non è
+creduto mai pericoloso da que' governi, i quali, qualunque sia la loro
+forma nominale, sanno d'essere forti della opinione pubblica.
+
+Ma, lodando noi l'intenzione generale del discorso del signor Roscoe e
+proponendone come utile la lettura, non intendiamo di dire che il
+merito di esso sia in ogni parte esimio. O sia perché la brevitá de'
+confini assegnati ad una orazione accademica non bastassero
+all'ampiezza dell'argomento, o sia perché il signor Roscoe
+proporzionasse la sua dialettica ad una udienza forse intollerante di
+severe meditazioni, nel discorso di lui ci parve di trovare qua e lá
+alcuni tratti di certa superficiale declamazione, che non contenta
+pienamente il pensatore.
+
+Non gli faremo giá accusa d'essersi giovato d'un solo scherno
+brevissimo onde distruggere l'errore di coloro che ascrivono
+onninamente ai climi ed alle situazioni locali il prosperar delle
+lettere; poiché un solo sguardo alla storia convince chiunque che la
+fortuna di esse non fu confinata sempre dentro certi gradi determinati
+di latitudine geografica. Cosí parimente, allorché egli combatte la
+ridicola opinione di coloro che, con lamento ripetuto da generazione
+in generazione, piangono il continuo deterioramento della specie
+umana, se poche armi bastano a lui per farlo vittorioso di cosí inetti
+avversari, fu cortesia la sua di non adoperarne molte.
+
+Ma quando con piú rispettoso contegno egli scende poco dopo ad
+affrontarsi con chi predica il progressivo perfezionamento umano, gli
+argomenti che oppone loro non ci sembrano troppo persuasivi. Egli li
+ricava dalle storie parziali dei popoli; e vorrebbe persuaderci che
+questi progressi non esistono, da che i greci ed i romani d'oggidí non
+sono piú i greci ed i [p.122] romani di Pericle e d'Augusto. Ma, se ci
+è lecito di contraddire, risponderemo al signor Roscoe che la specie
+umana va presa in totale, e che se Roma non è piú la Roma di un tempo,
+l'universo presente non è piú il barbaro universo di venti secoli fa.
+D'altronde la perfettibilitá sostenuta da' moderni filosofi non è
+quella speciale d'una o d'altra arte, ma bensì la perfettibilitá
+generale dello spirito umano, alla quale siamo debitori de' successivi
+miglioramenti della civilizzazione. Ed il signor Roscoe, col portare
+in mezzo esempi del decadimento d'alcun'arte onde distruggere
+l'opinione della perfettibilitá del pensiero, mostra di non volere
+intender bene la quistione e di pigliar la parte per il tutto.
+
+Piú ancora: se i lumi talvolta non progrediscono in ragione d'aumento,
+progrediscono in ragione di diffusione; il che, a modo d'esempio,
+accade ora in alcune parti d'Europa. Ma neppure a questo volle por
+mente il signor Roscoe; sicché pare a noi che, s'egli, piuttosto che
+toccarla troppo leggermente, avesse schivata affatto questa disputa,
+non sarebbe stato male.
+
+Dettate per lo contrario dallo schietto sentimento della veritá
+crediamo le ultime pagine del discorso, ove sono enumerati tutti i
+vantaggi derivanti ad un popolo dalla coltura delle scienze, delle
+lettere e delle arti. E se a qualche rigoroso zelatore della dignitá
+degli studi spiacesse forse di veder messi in mostra dall'autore non
+solamente i vantaggi morali, ma con lunghe parole anche i vantaggi
+pecuniari, noi lo pregheremmo di considerare che anche questi non
+vogliono essere trascurati, perché non poco concorrono a produrre il
+bene de' popoli. E pel signor Roscoe era interessantissima cosa il
+contemplare gli studi anche da questo lato ed il fermarvisi molto,
+massime recitando il suo discorso in Liverpool, cittá, come tutti
+sanno, piena zeppa di mercanti.
+
+|Grisostomo|.
+
+
+ [1] _On the origin and vicissitudes of literature, science and art
+ ecc. ecc.--Dell'origine e delle vicende delle lettere, scienze ed
+ arti, e della loro influenza sullo stato presente della societá.
+ Discorso recitato il 25 novembre 1817, da |Guglielmo
+ Roscoe|, in occasione dell'apertura dell'Instituto reale di
+ Liverpool_. Londra, 1818, presso I. M. Creery.
+
+[p.123]
+
+
+
+
+XII
+
+ARTICOLO SOPRA UN ARTICOLO
+
+
+Nell'ultimo fascicolo (n. 60) della _Rivista d'Edimburgo_
+(celebratissimo de' giornali letterari d'Europa), dopo un assai
+giudizioso articolo di pagine 42 sull'opera postuma di madama di
+Staël, _Les considérations_, ecc., un altro ne segue, discretamente
+lungo, intorno a Dante.
+
+Quando una persona da te venerata per finezza di discernimento parla
+teco della donna del cuor tuo, e, senza sapere de' tuoi amori, con
+ingenuo e casto discorso commenda la bellezza e la virtú di lei, tu
+segretamente senti scorrerti per l'anima una voluttá di paradiso.
+Simile presso a poco a questa fu la sensazione mia nel leggere
+l'articolo del giornale inglese sul poema di Dante. Prego gl'italiani
+di ridere liberamente, se cosí lor piace, di me e delle mie
+sensazioni, sapendomi grado per altro d'averli io avvertiti
+dell'esistenza di quell'articolo, ove lor nasca il desiderio di
+leggerlo.
+
+L'articolo su Dante si sa che in Inghilterra fu accolto con
+grandissimo applauso, e pel suo merito intrinseco, e perché parla le
+lodi d'un poeta studiatissimo dagl'inglesi e ad essi carissimo. Si sa
+inoltre, o si sospetta con fondamento da chi ha l'occhio esercitato,
+che lo scrittore ne sia un uomo celebre, italiano per origine e per
+famiglia, e greco per nascita. E però due soddisfazioni eccoci
+somministrate ad un tratto: l'una nel sapere con quanta lealtá di
+ammirazione un popolo ricco assai di letteratura sua propria discerna
+e gusti il vero bello della letteratura nostra; l'altra nel vedere
+come un ingegno nudrito e cresciuto ed educato in Italia non si
+dimentichi di essa, [p.124] benché lontano, e fra le lusinghe della
+sua nuova fortuna mandi ancora qualche sguardo di riverenza e d'amore
+a' suoi ospiti antichi.
+
+Pigliata occasione da un libro italiano intitolato _Osservazioni
+intorno alla quistione sopra l'originalità del poema di Dante_ di
+Francesco Cancellieri (Roma, 1814), la _Rivista di Edimburgo_,
+che nel suo numero antecedente aveva giá incominciato a parlar qualche
+poco di Dante, riassume intorno a quel sommo italiano il suo discorso.
+Incomincia dal deridere come poco importante questa benedetta
+quistione della originalitá; e davvero chi non è membro dell'alta
+camera dei pedanti e non è usato a stillarsi il cervello sulle
+frascherie, è costretto in coscienza a convenire nel parere della
+_Rivista_.
+
+L'opinione pressoché generale di coloro che contrastano a Dante
+l'originalitá dell'idea del suo poema, è che questa fosse a lui
+suggerita dalla _Visione_ di frate Alberico. Ma frate Alberico
+non fu l'unico frate visionario che si pigliasse gusto di viaggiar
+vivo col suo pensiero all'altro mondo, prima che Dante ponesse mano
+alla _Divina commedia_. Fino da' primi secoli del cristianesimo
+alcuni santi si dissero da Dio favoriti con visioni e rivelazioni,
+come può vedersi da quelle di san Cipriano, di santa Perpetua, ecc.
+ecc. Ma di queste accadde come dei miracoli, cioè che dopo i miracoli
+veri ne furono spacciati non pochi falsi, e quindi molti sogni furono
+spacciati come visioni. I gradi di somiglianza che esistono tra la
+Visione di frate Alberico e 'l poema di Dante (e per veritá sono
+pochi), esistono altresí tra questo e molte altre visioni, e
+specialmente con quella d'un frate inglese anonimo, riportata da M.
+Paris nella sua _Histoire anglaise_, ad an. 1196. «O Dante--dice
+la _Rivista_--si giovò di tutte, o non se ne giovò di nessuna». E
+questa ultima credenza par piú ragionevole a chi considera la natura
+dell'ingegno di Dante, «il quale per altro--segue a dire la
+_Rivista_,--vedendo stabilita per opera de' frati nella fede
+popolare una specie di mitologia visionaria, pensò d'adottarla, nella
+stessa maniera che Omero aveva adottata la mitologia del politeismo».
+
+[p.125]
+
+Ma la vera idea del suo poema Dante non la derivò da altro che dal suo
+animo nobile e caldo di generosa onestá. «Egli da sé solo concepí e
+mandò ad effetto il disegno di creare la lingua e la poesia d'una
+nazione, di rivelare le piaghe politiche della sua patria, di mostrare
+alla Chiesa ed agli Stati d'Italia come l'imprudenza de' papi e le
+guerre intestine delle cittá e la conseguente introduzione di eserciti
+stranieri trarrebbero seco di necessitá la devastazione e la rovina
+dell'Italia. Egli pensò nientemeno che a farsi riformatore della
+morale, vendicatore dei delitti e mantenitore della ortodossia nella
+religione». Questa è ben altra originalitá di concetto che quella
+delle visioni de' frati, prese tutte in un fascio.
+
+La _Rivista_ fa poco conto del libro del signor Cancellieri,
+perché davvero è d'indole tale da non se ne poter far gran conto. Il
+signor Cancellieri è uomo erudito assai; aveva bisogno di sfogar la
+sua erudizione: però ha fatto che il libro servisse ad essa, e non
+essa al libro. E la veritá è che egli lo termina senza terminar la
+quistione pigliata a trattare.
+
+Bisogna dire che il prurito di far pompa d'erudizioni, quantunque non
+cadano a proposito, salti addosso talvolta con irresistibile
+ostinazione anche alla gente di giudizio; da che pare che anch'essa la
+_Rivista d'Edimburgo_ in questo articolo medesimo se ne lasci
+vincere un pochetto. Ma le semplici erudizioni giá si sa che non
+costano molto; e gli uomini sono facili a scialacquare le sostanze
+acquistate senza sudori.
+
+Ben piú lodevole parmi la maniera con cui la _Rivista_ ci dá un
+quadro rapidissimo della condizione d'Italia da' tempi di Gregorio
+settimo fino a quelli di Dante, onde convincerci sempre piú dell'alto
+intendimento che resse i lavori del poeta. Troveranno i curiosi in
+quel quadro alcune idee, se non nuove, almeno nuovamente e fortemente
+sentite, sulle opinioni religiose d'allora, sul carattere di Gregorio,
+sulla politica di lui, sulla origine e su' primordi della libertá
+delle cittá d'Italia; libertá alla quale, in certo qual modo,
+contribuí l'ambizione stessa di quel pontefice.
+
+Considerando attentamente la natura dei tempi di Dante, sbalza agli
+occhi chiarissima l'intima relazione che esisteva tra [p.126] i
+bisogni dell'Italia d'allora e le savie lezioni morali e politiche
+date ad essa dal poeta. Questo modo di commentare la _Divina
+commedia_ non tanto con una illustrazione pedisequa de' fatti,
+quanto con un esame storico-filosofico de' tempi, pare che sarebbe da
+eleggersi da chi imprendesse a fare una nuova edizione di essa. Ma per
+poterlo sostituire alla solita maniera di commentare, bisogna avere
+ingegno e cognizioni piú che non ne hanno d'ordinario que' che si
+piegano al poco glorioso mestiere di commentatori.
+
+Terminato il quadro storico e riveduti leggermente i panni a vari
+scrittori di storie letterarie, notandone alcuni errori, la
+_Rivista_ si volge a dimostrare come in mezzo all'austeritá
+ghibellina ed al rigore dell'avversa fortuna, l'anima di Dante,
+bollente di magnanima ira, ridondasse nondimeno di affetti teneri e
+gentili; e come ogni tratto egli li manifestasse ne' suoi versi e
+nelle sue prose, esprimendoli con un fervore tutto spontaneo e con una
+dilicatezza di cui non trovasi facilmente l'uguale. E per persuadere
+di questo i suoi lettori e per confutare ad un tempo stesso
+un'opinione, tanto o quanta contraria, di Federigo Schlegel, che nella
+sua _Storia della letteratura antica e moderna_ chiama bensí
+Dante il «maggiore de' poeti cristiani», ma gli rimprovera qualche
+poco di ruvidezza d'animo, la _Rivista_ con lunghi commenti
+presenta ad essi un lungo florilegio di passi dilicatissimi, tolti dal
+poema e dalle rime di Dante. Le citazioni sono in italiano, e la
+spiegazione di esse viene somministrata agl'inglesi per lo piú dalla
+bella traduzione di M. Cary in versi sciolti.
+
+Quel florilegio sará opportunissimo per gl'inglesi; ma per noi
+italiani potrebbe esser creduto superfluo. Il dilicato e gentile
+amante di Beatrice, il pietoso narratore delle altrui sciagure amorose
+non ha bisogno qui d'esser difeso dalle accuse di Federigo Schlegel,
+né dalle altre di M. Hallam, che rinfaccia a Dante troppa ira contro
+la patria. Dante amava la sua patria piú che chiunque; ma ne odiava i
+delitti. E chi ama la patria davvero, s'irrita delle turpitudini de'
+suoi concittadini; e mentre che il vile adulatore blandisce il vizio
+che trionfa, l'onest'uomo mena apertamente la sferza e s'acquista fama
+nella posteritá.
+
+[p.127]
+
+Dicendo candidamente essere inutile per noi l'ultima parte
+dell'articolo della _Rivista_, non voglio tacere che molte
+ingegnose osservazioni s'incontrano nella illustrazione che accompagna
+l'episodio di Francesca da Rimini e gli altri frammenti. Ché anzi la
+riporterei volontieri, se mi bastasse spazio, onde accrescere
+probabilitá al sospetto formato da alcuni che l'estensore
+dell'articolo su Dante non sia un inglese, bensí la persona da me
+indicata piú sopra. Chi per qualche tempo praticò dialogo con un
+letterato, vede sovente negli scritti ulteriori di lui rivivere molte
+delle idee giá corse nel dialogo. Cosí gli scritti del dotto
+richiamano soavemente alla memoria de' suoi amici lui medesimo e la
+sua conversazione.
+
+Le considerazioni della _Rivista d'Edimburgo_ intorno al poema di
+Dante mi sembrano lodevoli, come appare dal complesso del presente
+articolo. Ma, senza derogare al merito loro, crederò di far cosa grata
+a chi non avesse letto il libro del signor Sismondi sulla
+_Letteratura del mezzogiorno d'Europa_, dando loro in altro
+numero del _Conciliatore_ un breve estratto della sua analisi
+della _Divina commedia_. Il signor Sismondi, mi sia lecito il
+dirlo, vide in quel poema un altro elevato concetto; e ve lo vide con
+rara profonditá di raziocinio, potenza di sentimento e tale felicità
+di fantasia, che gli riprodusse le sensazioni inspirategli dal poeta.
+
+|Grisostomo|.
+
+[p.128][p.129]
+
+
+
+
+XIII
+
+|Idee del signor Sismondi sul poema di Dante|
+
+
+Piaccia a' lettori di richiamarsi alla memoria l'_Articolo sopra un
+articolo_ inserito nel numero 34 del _Conciliatore_, e la
+licenza chiesta loro di recare in altro numero un transunto delle
+considerazioni del signor Sismondi sulla _Divina commedia_,
+stampate da lui nel suo libro _Della letteratura del mezzogiorno
+d'Europa_.
+
+È noto a tutti come quel libro incontrasse in Italia un profluvio di
+encomi presso alcuni, del pari che un profluvio di censure spietate
+presso altri. Era cosa questa da potersi facilmente prevedere. Qui,
+manco male, vi ha persone non poche di schietto ingegno e di probitá
+assoluta. Ma in buona fede bisogna pur confessare (e peccato
+confessato è mezzo perdonato) che fra gli italiani leggenti v'è
+altresí una lunga genia di mediocri, senza fuoco veruno d'entusiasmo,
+tenaci della loro mediocritá, stizzosi contro chiunque arrischia un
+passo per uscirne, e smaniosi non d'essere, ma di far da dottori. Però
+nella moltitudine il libro del signor Sismondi doveva trovare di
+necessitá anche chi lo mordesse.
+
+Inoltre, ne' dotti, le discordie letterarie che scompigliano il
+giudizio d'alcuni o lo trascinano dietro la dittatura del giudizio
+altrui, e fors'anche certe ragioni d'invidia, d'adulazione,
+d'interesse, di servilitá..., ecc. ecc. ecc., dovevano far nascere
+censure molte ed indecenti contro il libro di un uomo che si
+manifesta, per sapienza ed onestá di carattere, superiore assai assai
+a molti suoi contemporanei. Sia detto senz'astio e senza mira ad alcun
+individuo, qui, come forse anche altrove, la letteratura [p.130]
+sovente non è, in chi l'esercita, fine ingenuo delle passioni, bensí
+stromento servile di esse.
+
+Alieni per altro da ogni inquisizione delle coscienze, gettiamo, o
+buoni lettori, con buona verecondia il mantello di Sem e di Iafet su
+tutti i motivi segreti da' quali possono aver mosso i giudizi intorno
+al libro del signor Sismondi. Crediamoli anzi innocenti tutti que'
+motivi. E strignendo le diverse sentenze in un sol risultato, diciamo
+lealmente cosí:--Come tutti i buoni libri di questo mondo, il libro
+del signor Sismondi forse non sará scevro affatto affatto di passi, a'
+quali una critica intemerata possa contraddire[1]. Ma grandi e molte
+bellezze e molte savie dottrine compensano largamente i pochi
+difetti.--Per entro a quel libro domina una sí perpetua libertá
+d'animo, una sí schietta ricerca del vero, un sentimento letterario
+cosí nobile, che, volere o non volere, all'uomo onesto è forza aver
+simpatia con chiunque verso il signor Sismondi eccedesse anche un
+pochetto nelle lodi. L'assoluta perfezione ne' libri è come il _lapis
+philosophorum_. Studia, studia; cercalo, cercalo: nol trovi mai. E
+l'onestá ne' letterati è un altro _lapis philosophorum_, che trovasi,
+è vero, qualche volta, ma tanto di rado, che pe' galantuomini è
+proprio una solennitá il dí in cui giungono a raffigurarla.
+
+Dopo questo lungo preambolo, fattovi ingozzare so io perché, eccovi,
+buoni lettori, quel che dice il signor Sismondi per rispetto a Dante.
+Non riporto ordinatamente il testo, bensí il complesso delle idee
+suggerite dalla lettura di esso, usando quanto piú posso delle parole
+stesse dell'autore.
+
+Prima di Dante, le poesie liriche de' trovatori
+(«_troubadours_»), le epiche de' trovieri («_trouvères_»)
+dalla Provenza e da altre parti della Francia s'erano diffuse
+nell'Italia, recatevi da' normanni conquistatori della Puglia, della
+Calabria, della Sicilia. Imitatrice della provenzale era sorta nella
+prima metá del secolo duodecimo la poesia siciliana, e dalla corte di
+Napoli moderava il gusto poetico degli italiani.
+
+[p.131]
+
+La lingua latina s'era giá separata affatto dalla volgare. Le donne
+non la imparavano piú; e per piacere ad esse, per parlar loro d'amore
+bisognava servirsi dell'idioma comune, di quello ch'esse adoperando
+ornavano ogni dí piú di leggiadrie.
+
+Quantunque per ben cencinquant'anni i siciliani non rivolgessero la
+loro poesia che ad esprimere i sentimenti amorosi, e, traviati
+dall'esempio degli arabi e de' provenzali, anziché mantenere a' canti
+d'amore il loro merito precipuo, la naturalezza de' pensieri combinata
+colla soavitá dell'esposizione, lasciassero il semplice per correr
+dietro al ricercato, all'ammanierato; eglino pur nondimeno erano
+giunti ad occupare i primi gradi nel favore della moltitudine. I loro
+versi erano popolari, se non per altro, almeno per ragione di lingua e
+di metri; come popolari altresí erano le forme epiche ed epico-liriche
+dei romanzi e de' poemi de' trovieri.
+
+Prima di Dante, alcuni uomini d'indole ardente avevano indirizzata
+tutta l'energia dell'anima a' misteri della religione, mettendo
+ammirazione nell'universale e suscitando coll'esempio proprio
+l'energia altrui. San Francesco e san Domenico avevano create nuove
+milizie religiose, piú entusiastiche e piú attive di quanti ordini di
+monaci esistessero per l'addietro. L'attivitá di quelle milizie, le
+prediche, le persecuzioni sanguinose, ecc. ecc., avevano rianimato lo
+zelo spirituale de' cristiani. Le lettere, rinate cogli studi
+religiosi, avevano pigliata una certa quale tinta scolastica. Il
+cielo, il purgatorio, l'inferno erano sempre sempre presenti
+all'immaginazione degli studiosi, dei devoti, del popolo, di tutta
+insomma la cristianitá. Vedevano i credenti quegli oggetti cogli occhi
+della fede, ma pur sotto forme materiali; tanto i predicatori s'erano
+per mille modi ingegnati di proporzionarli al concepimento popolare.
+
+Venne Dante. Pose mente a tutta la suppellettile poetica lasciatagli
+da' trovatori e dai trovieri ed alla popolaritá loro. Pose mente alle
+poesie de' siciliani ed alla popolaritá della loro lingua e de' loro
+metri. Pose mente allo spirito religioso, meditativo, teologico,
+scolastico del suo secolo, ed alla popolaritá di tutti gli argomenti
+desunti dalla fede. Vide che nessuno de' poeti [p.132] moderni, che lo
+avevano preceduto, s'era giovato abbastanza dell'arte onde scuotere
+fortemente le anime, e che nessun filosofo era penetrato nei recessi
+del pensiero e del sentimento.
+
+Però Dante, consigliato dalla potenza del proprio intelletto e dal
+concorso di tanti materiali poetici che lo circondavano, pensò che
+questi, quantunque tuttavia informi, avrebbero potuto servire alla
+costruzione d'un edificio sublime insieme e popolare. E invece de'
+canti d'amore, invece de' madrigali freddamente ingegnosi e delle
+allegorie false o sforzate, concepí nell'alta sua immaginazione tutto
+__il mondo invisibile__, e stabilí di svelarlo poeticamente agli
+occhi intellettuali degli italiani.
+
+L'argomento scelto da lui a cantare era per quel secolo il piú
+interessante, il piú elevato, il piú profondamente religioso, il piú
+popolare di quanti argomenti potessero venire in capo ad un poeta. Era
+inoltre collegato piú strettamente di qualunque altro con tutte le
+passioni politiche de' tempi, con tutte le memorie di patria, di
+gloria, di fazioni civili, di virtú e di delitti magnanimi, perocché
+tutti i morti illustri dovevano ricomparire innanzi a' viventi su
+questo nuovo teatro aperto dal poeta. E finalmente per la sua
+immensitá fu il piú nobile e piú sublime argomento che mai venisse
+immaginato dal concetto umano.
+
+|Grisostomo|.
+
+
+ [1] A giudizio d'alcuni, ciò potrebbe riferirsi per avventura a
+ qualche parte delle opinioni dell'autore sul Calderon e sul
+ Petrarca.
+
+[p.133]
+
+
+
+
+XIV
+
+INTORNO AD UN POEMETTO DI C. TEDALDI-FORES[1]
+
+
+Molte idee false intorno al romanticismo si fanno diffondere
+maliziosamente in Italia da chi ha interesse a screditarlo. La piú
+ricantata ne' crocchi, tanto dai furbi quanto dalla buona gente che si
+lascia abbindolare da chi ha piú voce in capitolo, è che le dottrine
+romantiche sieno la teoria dell'assoluta mestizia e dell'orrore, e che
+nessun componimento poetico possa essere lodevolmente romantico se non
+è una vera galleria di tutte immagini lugubri, di atrocitá, di
+spaventi, ecc. ecc.
+
+Dopo la lunga professione di fede pubblicata da' romantici in sei
+numeri consecutivi del _Conciliatore_[2], sarebbe un perder tempo
+e un far torto alla sagacitá de' nostri lettori il suggerir loro le
+ragioni colle quali confutare codesta accusa scipita. Per quanto certi
+faccendieri dell'opinione pubblica, servendo al loro instituto,
+s'industrino di ripeterla ad ogni momento, essa nondimeno è tale che
+non può trovare ricapito che presso il volgo. Intendiamo per «volgo» i
+poveri d'intelletto, i poveri di buona fede, non i poveri di borsa. E
+di siffatto volgo a' romantici non cale piú che tanto.
+
+Leggendo per altro il nuovo poemetto del signor Tedaldi-Fores, si
+potrebbe sospettare a prima giunta che anche questo ingegno non
+volgare abbia voluto spassarsi a spese del vero e farsi beffa del
+romanticismo, e che se ne sia finto seguace [p.134] a bella posta per
+metterlo in caricatura e confermare cosí nella plebe la falsa opinione
+della tendenza di esso a tutto ciò che è orribile e ributtante. Nella
+_Narcisa_, che è un romanzo o poemetto di soli quattro brevissimi
+canti in terza rima, veggonsi infatti affastellate tante immagini di
+color nero che può parere un mortorio perpetuo.
+
+L'argomento del romanzo è la storia della morte di Narcisa e della
+sepoltura negatale a Montpellier: storia che tutti i nostri lettori
+avranno letta nella terza delle _Notti_ di Odoardo Young. Ma il
+dolor vero per la perdita vera della figliuola della propria moglie
+non destò nella fantasia, per altro copiosa e lugubre-monotona, del
+poeta inglese tante immagini di squallore, tante reminiscenze
+orribili, quante col suo dolore artificiale ne descrisse nel suo
+poemetto il signor Tedaldi-Fores. Una vergine malata e che poi muore
+«sul nudo suolo»; un giovane amante della fanciulla, che recide le
+chiome al cadavere e nel buio della notte tenta con esse di farsi un
+capestro al collo e strozzarsi; un padre, che per la morte della
+figliuola dá nelle bestemmie e si morde l'«un de' bracci»; un demonio,
+che ulula intorno a quel padre e lo lorda di «fuliggine e di sanguigna
+bava»; un cimiterio, sparso di «insepolto ossame bianco»; un Andrea
+
+ che a nutricar [se stesso] si die' di carni umane,
+ e di uman sangue il mento e il sen si tinse;
+
+un padre, che porta sulle spalle il cadavere della propria figliuola a
+seppellire; una fossa scavata; un gemito che manda la terra; un cielo
+che piove «rossa linfa»; un cadavere smosso dalla sua sepoltura
+dall'acquazzone e lasciato a fior di terra «involuto di fetente limo»;
+un giovane soldato che corre, e sbadatamente viene ad urtare in quel
+cadavere, e s'accorge che preme co' suoi ginocchi il «fral meschino»
+della sua donna amata, in cui
+
+ di sanie infetto e nel luto prostrato,
+ passeggia il verme reo, la schifa eruca
+ e la striscia del serpe attossicato;
+
+[p.135] un pugnale; un assassinio; uno che muore (è l'amante) e,
+morendo, cade sul cadavere dell'amata e le afferra il «volto casto»
+
+ coi denti delle rabide mascelle;
+
+uno spettro; un feretro; un rogo; e un fantasma in carne ed ossa, che,
+dopo d'aver narrati tutti codesti malanni al poeta, che sta attento ad
+udirlo, lascia cadere «le polpe al suolo e l'osse», e, «fatto nudo
+spirto», esclama--Sono Odoardo (il padre di Narcisa)--e sparisce:
+queste ed altre piú minute galanterie di tal fatta, raccolte insieme
+l'una sovra l'altra in poco spazio, formano un tutto che può davvero
+sembrare, come dicemmo, la caricatura poetica dell'orrore.
+
+Ma perché attribuiremo noi a mala fede ciò che probabilmente è stato
+fatto con ingenuissima intenzione? D'altronde il romanzo del signor
+Tedaldi-Fores quantunque, secondo la umile nostra opinione, infelice
+pel concetto generale, per gli accidenti storici e per la condotta, ha
+nondimeno alcuni accessori lavorati con potenza poetica non comune, ha
+diverse terzine lodevolissime per evidenza di stile e per veritá di
+sentimenti; sicché sarebbe quasi temeritá il voler credere che una
+persona, capace di giovar molto alla propria fama ed alla patria,
+voglia ora sprecar tempo e carta e inchiostro in servizio della
+malignitá antiromantica. No, non lo si dee credere. Il signor
+Tedaldi-Fores s'è ingannato, ma non ha voluto ingannare.
+
+Noi ci appigliamo volentieri a quest'ultima credenza. E siccome in
+fatto di libri è uso nostro di manifestare senza velo la nostra
+opinione, qualunque sia, massimamente se crediamo di parlare a
+scrittori d'ingegno, il di cui amor proprio non confonda i consigli
+della critica co' morsi dell'invidia, cosí diciamo con onesta
+sinceritá all'autore della _Narcisa_ che l'insieme del suo
+romanzo non ci contenta.
+
+Congratulandoci per altro con lui della sua deserzione dalle favole
+greche, lo preghiamo di voler perseverare in essa, di affratellarsi
+cogli argomenti desunti dalle storie nostre e dai nostri costumi, e di
+somministrarci presto qualche altro componimento [p.136] di tema meno
+esagerato nella tristezza, meno affettatamente orribile e piú
+conveniente a' bisogni dell'Italia, affinché possiamo dire di lui
+quelle piene lodi ch'egli dá indizio di dovere un dí meritare, se pure
+le nostre lodi sono premio a cui egli si degni di por mente.
+
+Né si creda che in noi sia avversione agli argomenti malinconici, alle
+occasioni di piangere. Sí, vogliamo tremare e lagrimare e gemere,
+perché tra i tanti diletti poetici sappiamo anche noi che è soavissimo
+quello della malinconia e del pianto. Ma le lagrime non sono mai
+figlie dell'orrore e del ribrezzo. Vogliamo anche noi essere percossi
+dal terrore. Ma una serie d'idee eccessivamente luttuose e tutte
+temprate al monocordo, ancorché non uscissero fuor de' confini del
+__terribile__, finirebbe coll'essere __orribile__, o per lo meno
+noiosa a' lettori. Or che sará poi quando le immagini pendono piú
+all'orribile che ad altro?
+
+Bisogna però dire, a onor del vero, che nei primi esperimenti, in un
+genere poetico qualunque, la parsimonia non può quasi mai essere la
+qualitá regolatrice della immaginazione del poeta. È una qualitá, una
+abilitá, questa, che non s'acquista che col tempo. E però la presente
+mancanza di essa non ci è argomento per doverla temere ripetuta ne'
+futuri lavori del signor Tedaldi-Fores. Progredendo egli sempre piú
+nello studio dell'arte e del cuore umano, e nobilitando sempre piú i
+propri pensieri, la verseggiatura e lo stile, è da credersi ch'egli
+salirá a quell'altezza di perfezione poetica verso la quale ha voluto
+fare un passo colla sua _Narcisa_.
+
+|Grisostomo|.
+
+
+ [1] _Nascita_, romanzo in quattro canti, di C. TEDALDI-FORES.
+ Milano, presso Batelli e Fanfani, 1818.
+
+ [2] _Idee elementari sulla poesia romantica_.
+
+[p.137]
+
+
+
+
+XV
+
+|Lettera ad una signora milanese gentile sì, nobile no|
+
+
+Madama,
+
+Ad un misero vecchio, qual io mi sono, è lecito senza offesa del
+decoro farsi apertamente avvocato delle belle fanciulle alle quali
+Ella, madama, ha la fortuna d'esser madre. Le poverette, stia certa,
+non mi hanno pregato esse di questo ufficio. M'è suggerito dalla
+compassione. Parlo io spontaneo, e però tanto piú veridico.
+
+L'anno passato a questi dí, Ella, in compagnia di molte di lei amiche,
+provvide saviamente alla allegria delle proprie e delle altrui
+figliuole. I festini dati in Borgonuovo dalla «societá delle madri»
+riescirono belli, splendidi, eleganti. Il sorriso della gioventú misto
+a tutte le grazie della decenza, la vivacitá delle danze combinata
+colla modestia delle ingenue e gentili fanciulle, e le cortesie e le
+accoglienze e i bei modi delle madri invitatrici fecero parere a tutte
+le persone ben educate, e dopo tant'anni anche a noi vecchi, tristo
+davvero il suono della campana della quaresima.--Verrá un altro
+carnovale--dicevano le fanciulle, e si consolavano sperando.--Sí,
+verrá,--dicevamo noi, e nelle future consolazioni delle fanciulle ci
+parea di rivivere qualche poco nei tempi andati.
+
+Or eccolo finalmente questo sospirato carnovale. Ma dove sono i
+festini? Le vergini patrizie ballano; le spose, le donne patrizie
+ballano; le matrone patrizie ballano. E le belle vergini non patrizie
+che fanno esse la sera? Sedute accanto alle loro madri in casa loro,
+mandano qualche stanca occhiata alle quattro parrucche dei quattro
+campioni del tarrocco, e sbadigliano; poi dánno ascolto a qualche
+facezia del signor nonno, e risbadigliano; poi si guardano a' piedi,
+ne contemplano l'ozio, e sospirano.
+
+Ma perché non si rifanno i bei festini di Borgonuovo? Perché non si
+pensa a dare alla gioventú quegli spassi che le si convengono? [p.138]
+Il carnovale non è carnovale forse per le non patrizie quest'anno? Non
+hanno elleno forse nelle vene sangue che bolle quanto quello delle
+contessine?
+
+Ho udito raccontare ch'Ella, madama, si scusa del non pensare a
+ripetere que' festini, col dire che non vuole che siano ripetute anche
+le insipide e villane satire dell'anno scorso. Ho udito raccontare lo
+stesso di molte altre madri, che amano quanto piú si può le proprie
+figliuole. È vero, fu cosa dolorosa il veder di che modo insolente i
+perpetui motteggiatori della cittá sparsero la contaminazione della
+lor maldicenza sulle illibate intenzioni dell'amor materno. Ma che
+importa a lei, madama, del gracidare di cotesti rospi? La cittá non è
+poi tutta un pantano, e i cittadini non sono rospi tutti. Dica alle
+madri di lei compagne che tutte le persone d'animo gentile, delle
+quali non è penuria in Milano, lodarono i festini dell'anno passato, e
+li loderebbero anche quest'anno. Il lasciarsi intimorire dalle satire
+illepide sarebbe un dare importanza a chi non ne merita alcuna. Meglio
+è avvilire gli sciocchi, continuando il proprio passo sicuramente,
+senza neppure badare che ci stanno a lato. Cosí fanno, creda a me,
+coloro a cui la propria coscienza vale qualche cosa.
+
+Sicché, madama, stringendo il discorso, la prego a non far che
+quest'anno il carnovale finisca malamente per le povere di lei
+figliuole. Hanno ne' piedini una inquietudine, che nella loro eta è da
+perdonarsi. Il ballo fa bene anche alla loro salute. La gioventú è sí
+breve, l'allegria sí fugace, che hanno ragione le poverette se
+onestamente desiderano di non perdere il tempo in isbadigli. E chi
+penserá a loro, se non ci pensano le madri? Gli uomini non sono
+d'ordinario sí delicati di compassione da pensare a' divertimenti
+altrui. Sono egoisti, e non badano che a contentare se stessi. Ma le
+buone madri sono tutt'altro; e non è adulazione il dire ch'Ella,
+madama, sta nel numero delle ottime.
+
+Ho l'onore, madama, di dichiararmi
+
+di lei umilissimo servitore
+
+|Grisostomo.|
+
+[p.139]
+
+
+
+
+XVI
+
+SULLA «SACONTALA» ossia «L'ANELLO FATALE»
+
+Dramma indiano di Calidasa
+
+
+ {Dialogo interamente imaginario ed inverisimile affatto tra
+ Grisostomo e tutti i lettori.}
+
+
+|Grisostomo.| In India la poesia... Ma, prima di tutto, mi
+piace d'avvertirvi, signori miei, che qui si parla d'un poeta, il nome
+del quale non fu registrato mai da' cancellieri del cosí detto Parnaso
+in veruna delle serie de' poeti legittimi. Il concepimento fantastico
+di Calidasa non discende, né in linea retta né in linea trasversale,
+da alcuno capostipite greco o latino.
+
+|Molti de' lettori|. E che fa questo? Che vuoi dirci con ciò?
+
+|Grisostomo|. Voglio dirvi che io intendo di lodare liberamente
+questo poeta illegittimo, e nello stesso tempo di non voler riescire
+spiacevole a nessuna persona. Però chiunque di voi è rigido adoratore
+della legittimitá poetica, abbia la bontá di non badare oggi a me:
+fará bene anzi se mi volterá le spalle e se n'andrá pe' fatti suoi.
+
+|Alcuni de' piú vecchi|. Oh tempi! Oh tempi! Povera Italia,
+fuor dei tuoi confini si vanno a cercare i poeti oggidí! {E levansi
+in piedi, mettendo sguardi di compassionevole disprezzo. La
+moltitudine dá in uno scoppio di riso e fa largo a' vecchi perché se
+ne vadano.}
+
+|Grisostomo|. Dichiaro inoltre che qui si tratta di un dramma a
+cui mancano le due unitá di tempo e di luogo, e che nondimeno è dramma
+bello e buono quanto qualsisia altro.
+
+|I vecchi come sopra|. Oh bestemmia! E, poste le mani alle
+orecchie, partono inorriditi.
+
+|Grisostomo|. Non v'è piú nessuno che brami d'andarsene?
+
+[p.140]
+
+|Alcuni de' piú giovani|. Noi, noi, o balordo. A noi
+non importa né dell'India, né di dramma, né di unitá. Importa bensí
+che nessuno ci faccia il dispetto di parlarci di cose alle quali non
+abbiamo pensato noi prima. Piú dotti di noi non si può né si debbe
+essere. Addio; discorrila, se ti piace, colle panche, ma non con noi.
+{Ed affettando uno scherno svenevole, partono a rompicollo,
+borbottando altre parole che non sono intese.}
+
+|Uno de' vecchi rimasti| {dá segni di contentezza ed esclama:}
+
+Benone! Siamo finalmente tra di noi. «Poca brigata, vita beata»!
+
+|Un altro lettore|. Non dite cosí, altrimenti la beatitudine
+non è per noi. I pochi sono i disertori;... qui siamo in molti e molti
+assai.
+
+|Un altro|. E, a quel che pare, tutti buoni amici.
+
+|Grisostomo|. Me ne consolo... Non parte piú nessun altro?
+
+|Tutti|. Nessuno, nessuno. Vogliam tutti rimanerci. Parla dunque.
+
+|Grisostomo|. Mille grazie! Ora, signori miei, è egli vero che
+tra voi v'è alcuno che, prima di leggere il numero 25 del
+_Conciliatore_, non aveva mai udito parlare del dramma indiano
+_La Sacontala_ ed or vorrebbe che se gliene desse qualche
+ragguaglio?
+
+|Molti|. Oh! lo conosciamo da un pezzo quel dramma.
+
+|Molti altri|. Noi, a dirla schietta, non ne sappiamo niente.
+
+|Grisostomo|. Mi sia lecito dunque parlare a chi non ne sa niente.
+
+|Tutti|. Parla, parla; vogliamo essere indulgenti tutti, e lasciarti dire.
+
+|Grisostomo|. Sappiate dunque che la poesia, non essendo un diritto
+esclusivo di alcune poche famiglie di uomini, bensí un vero bisogno
+morale di tutti i popoli della terra ridotti a qualche civiltá, anche
+nell'Indostan trovò giá da secoli e secoli chi la coltivasse[1].
+
+[p.141]
+
+|Uno de' lettori|. È naturale: i greci avranno insegnata l'arte
+della poesia anche agl'indiani.
+
+|Un altro|. Probabilmente no. Chi sa anzi che i greci non la
+imparassero forse eglino dagli indiani? L'India fu probabilmente la
+culla del sapere umano.
+
+|Un altro|. Lasciamo stare per ora queste digressioni erudite.
+Gl'indiani ebbero civilizzazione: dunque anche poesia. La facoltá
+poetica degli uomini è una facoltá che può essere primigenia in tutti.
+Se l'Italia, a modo d'esempio, dopo la nuova civilizzazione, non
+avesse veduto mai il menomo manoscritto greco o latino, credete voi
+per questo che l'Italia non avrebbe buona poesia?
+
+|Grisostomo|. Leggo ed ammiro assai anch'io Omero e Virgilio, e
+lo dico davvero. Ma non sono sí pazzo da volermi ostinare a credere
+che senza gli esempi dei greci e de' latini noi saremmo privi di buona
+letteratura nostra.
+
+|Il suddetto|. La sarebbe senz'essi riescita piú originale.
+
+|Grisostomo|. Pare che sí. Ma proseguiamo. Sappiate che sir
+Guglielmo Jones, molti anni fa, ha fondato a Calcutta una societá
+d'inglesi, denominata «Societá asiatica»; e che questa societá,
+occupata com'è in continui lavori scientifici ed eruditi, non lascia
+di mandare di quando in quando in Europa anche alcune traduzioni di
+poesie indiane.
+
+|Uno de' lettori|. Ottima cosa! Quelle poesie serviranno a
+moltiplicare i diletti all'uomo meramente curioso; e presteranno poi
+altresì al meditativo nuove occasioni per riconoscere l'uniformitá
+delle menti umane nella varietá stessa degli accidenti intellettuali.
+E così verrá sempre piú confermandosi nel mondo la mansueta dottrina
+della fratellanza de' popoli, nessuno de' quali ha il diritto di far
+soperchierie agli altri, qualunque sia il colore della lor pelle.
+
+|Grisostomo|. Fra i vari generi di poesia, il drammatico è
+antichissimo d'origine presso gl'indiani; il che è una delle prove
+dell'antichitá della loro civilizzazione.
+
+|Il suddetto|.E in che modo?
+
+|Grisostomo|. La poesia drammatica non è coltivata ne' popoli
+se non quando la civilizzazione loro è inoltrata assai. Ponete [p.142]
+mente a tutte le storie dei popoli letterati, e vedrete prima poeti
+lirici, epici o didascalici, poi, dopo molto tempo, drammatici.
+
+|Il suddetto|. Basta cosí: ho capito.
+
+|Grisostomo|. In India chiamansi «_natacs_» i drammi; e, a detta di
+sir Jones, ve n'ha tanti che nessuna nazione d'Europa può ostentarne
+maggiore abbondanza. Sir Jones, quando viveva nel Bengala, si rivolse
+ad un pandito, cioè a dire ad un bramino letterato, pregandolo che
+gl'indicasse il piú famoso de' loro _natacs_. Ed il pandito gli indicò
+la _Sacontala_ di Calidasa. Calidasa è venerato nell'Indostan com'uno
+de' nove sapienti che fiorirono alla corte di Vicramáditya re di
+Ogein, e che furono detti le «nove gemme»: reputasi comunemente che
+Calidasa ne fosse la piú splendida. Di lui si conosce in Europa
+qualche altro componimento oltre la _Sacontala_.
+
+|Uno de' lettori|. E in che tempo visse questo Calidasa?
+
+|Grisostomo|. L'opinione di sir Jones è che Calidasa vivesse
+nel secolo che precedette immediatamente la venuta di Cristo. Ma
+alcuni dotti nelle cose asiatiche, fra' quali mr. Colebrooke,
+osservando che in India il nome di Vicramáditya fu nome di vari
+monarchi, come in Egitto quello di Tolomeo, mossi da alcuni dubbi
+cronologici, sospettarono meno lontana da noi l'epoca del Vicramáditya
+protettore di Calidasa. Secondo essi, il poeta sarebbe vissuto un nove
+secoli fa. I piú per altro degli orientalisti convengono nell'opinione
+di sir Jones. La _Sacontala_, o ch'ella abbia una vecchiaia
+addosso di forse diciannove secoli, o ch'ella sia una fresca
+giovinetta di soli novecent'anni, è un componimento drammatico in
+lingua sanscrita (vocabolo che significa «ornata»); se non che, alcuni
+pochi personaggi di esso parlano qualche volta il «pracrito», che è un
+dialetto sanscrito piú popolare. È un componimento in versi laddove il
+dialogo è piú elevato, ed in prosa laddove alcuna volta è piú
+famigliare. Non ha, come giá vi ho detto, unitá di luogo e di tempo...
+
+|La maggior parte de' lettori|. Corbellerie! Siamo oramai
+persuasi tutti che di queste due unitá non debba tenersi piú conto.
+Date loro la buona notte una volta per sempre.
+
+[p.143]
+
+|Grisostomo|. Ma in compenso nella _Sacontala_ troverete osservata
+rigorosamente l'altra unitá indispensabile, l'unitá d'azione o, come
+altri la chiamano, l'unitá di effetto, l'unitá d'interesse.
+
+|I suddetti|. Oh! questa, sí, è necessaria.
+
+|Grisostomo|. Insomma la _Sacontala_ può, per le sue forme esteriori,
+considerarsi simile assai a drammi di Shakespeare.
+
+|Tutti|. Viva la _Sacontala_! Fin qui non c'è male. E com'è diviso il
+dramma?
+
+|Grisostomo|. Regolarmente, a creder mio. Ma non ho coraggio di dirvi
+che...
+
+|Tutti|. Ebbene, com'è diviso?
+
+|Grisostomo|. Oimè!... Di grazia, parliamo d'altro.
+
+|Tutti|. No no, vogliamo saperlo.
+
+|Grisostomo|. Vi basti ch'io vi dica che neppure Shakespeare ha osato
+divider cosí un...
+
+|Tutti|. Insomma, com'è diviso?
+
+|Grisostomo|. Oimè! In... In... In... In sette atti.
+
+|Uno de' lettori|. Badate che Grisostomo vi fa il torto di credervi
+pedanti.
+
+|Grisostomo|. Io? No davvero. Ma, Dio mio! siamo in certi tempi che...
+
+|Tutti|. Poveruomo! Lo sappiamo meglio di te che 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7,
+sono tutti numeri buoni in faccia alla ragione drammatica. Cosí
+fossero sempre buoni anche in faccia al cassiere del lotto!
+
+|Grisostomo|. Ve lo desidero, perché siete gente di garbo. Sir Jones,
+pratichissimo della «lingua sanscrita» e de' dialetti di essa, ed
+assistito dal suo maestro, il pandito Rámalòchan, tradusse parola per
+parola in latino la _Sacontala_, e poscia rifece quel suo lavoro in
+prosa inglese e lo pubblicò.
+
+|Uno de' lettori|. È stampata anche la traduzione latina?
+
+|Grisostomo|. Signor no.
+
+|Il suddetto|. Me ne dispiace. E chi non sa d'inglese come fa a legger
+la Sacontala?
+
+|Grisostomo|. Si procuri la traduzione tedesca del signor Forster.
+
+[p.144]
+
+|Un altro|. E chi non sa di tedesco?
+
+|Grisostomo|. Ne faccia senza.
+
+|Un altro|. No, no. Cerchi la traduzione francese di monsieur Bruguière.
+
+|Grisostomo|. Di questa io non parlava, perché non trovo in
+essa quelle bellezze che veggo nelle altre due, e che, secondo il
+creder mio, non possono provenire che dall'originale.
+
+|Il suddetto|. A ogni modo, meglio qualche cosa che niente.
+
+|Grisostomo|. Sí, ma badate di non accusar poi Calidasa della noia che
+forse vi cagionerá monsieur Bruguière.
+
+|Molti|. Tanto fa: vogliamo leggerla anche noi questa _Sacontala_.
+
+|Grisostomo|. Avvertite per altro che per derivare diletto dalla
+lettura della _Sacontala_, qualunque sia la traduzione di cui vi
+serviate, vi bisogna formarvi prima una qualche idea del clima, della
+storia naturale, de' costumi, della religione degli indiani; perché in
+gran parte le bellezze di questo componimento derivano dall'affluente
+freschezza delle tinte locali. Intendo per «tinte locali» quella tale
+modificazione d'immagini, di pensieri, di sentimenti, di stile, che è
+propria esclusivamente o quasi esclusivamente di quello stato di
+natura umana e di quel momento di societá civile che il poeta piglia
+ad imitare. Un popolo posto sotto di un cielo sereno, su di un suolo
+ridente di fiori e di frutti, un popolo a cui tutte le bellezze della
+natura sono eterno spettacolo, deve sentir vivamente il piacere della
+vita. Traendo i suoi giorni il piú all'aperto, è naturale ch'egli
+contempli sempre le bellezze che lo circondano e che le descriva
+sempre con nuovo entusiasmo; è naturale ch'ogni minuta particolaritá
+da lui osservata nella natura gli mantenga perpetua nell'animo una
+serie di sentimenti tutti in armonia cogli oggetti ch'egli vagheggia:
+sentimenti che vengono poi a mischiarsi con tutti gli accidenti della
+sua vita. L'ardenza de' raggi del sole gli fa riporre la somma delle
+voluttá nella frescura dell'ombre, nella mite dolcezza del chiaro
+della luna, nell'aspetto de' ruscelli, nello spirare di un'auretta
+consolatrice. In lui il sentimento di queste delizie è sí permanente,
+che informa sempre in [p.145] qualche modo le idee concomitanti dei
+suoi concetti, e gli presta immagini di confronto ond'esprimere ogni
+altro suo godimento. Nella stessa maniera all'assenza di esse egli
+paragona sempre ogni sua pena. Aggiungete alla disposizione naturale
+l'educazione religiosa, la credenza nella metempsicosi; e cesseranno
+di parervi strani il rispetto e l'amore tenerissimo degli indiani pe'
+fiori, per gli alberi, per gli animali, ecc., amore che spira da capo
+a fondo in tutto il dramma di Calidasa. Vedrete in esso altresì una
+certa tendenza contemplativa. della quale, come giá s'è detto nel
+numero 25 del _Conciliatore_, bisogna cercare la ragione nella vita
+spesso sedentaria degli indiani.
+
+La _Sacontala_ è un dramma di cui l'argomento unico è l'amore. Questa
+passione vi è descritta dal suo nascere fino alle piú miserabili delle
+sue sciagure, attraverso le quali gli amanti giungono finalmente ad
+uno stato di pacata contentezza. Nella pittura degli affetti Calidasa
+tenne conto di tutte quelle gradazioni dilicate che costituiscono
+l'amor gentile de' popoli molto inciviliti, e delle quali non s'avvede
+pienamente che l'uomo conoscitore dell'uomo e innamorato un tempo
+anch'egli medesimo. Anche in ciò Calidasa pare Shakespeare. Ed
+anch'egli, a somiglianza del poeta inglese in alcuni drammi, occupa la
+mente ed il cuore de' lettori col rappresentar loro la semplice
+successione de' fatti, le semplici peripezie delle passioni, senza far
+derivare l'effetto drammatico da alcune assolute individualitá di
+carattere ne' personaggi del dramma. Sacontala, Dushmanta, Canna, ecc.
+ecc., sono persone che nulla hanno in sé di straordinario. Non vengono
+innalzate al disopra del comune se non quel tanto che basta per
+sollevarle all'ideale poetico. Ciò che a noi le rende interessanti non
+è il complesso del loro carattere particolare, bensí lo stato
+dell'anime loro, agitate da passioni comuni agli uomini in generale,
+ma con particolaritá di accidenti esteriori.
+
+Lo scioglimento del dramma è operato dal concorso di una divinitá. È
+quindi uno scioglimento che per noi italiani ha del poco bello e che
+dee riescirci freddo; consideratolo per altro nelle sue relazioni col
+maraviglioso di religione, che domina [p.146] per entro a tutto il
+dramma, è conveniente all'armonia universale del poema e proporzionato
+alla fantasia degli spettatori indiani. Perché il maraviglioso della
+_Sacontala_ faccia effetto sull'animo de' lettori d'Italia, fa
+d'uopo che questi colla fantasia loro si trasportino nei boschi sacri
+dell'Indostan, ed assumano in certo modo per alcun tempo le opinioni e
+le credenze de' popoli devoti a Siva, a Rama, a Visnú. Tanta mobilitá
+d'immaginazione non è, lo so anch'io, dote comune a molti; però non
+sará maraviglia se la _Sacontala_ a molti riescirá insipida e
+noiosa. Le persone, alle quali una squisita pieghevolezza di fantasia
+concederá di sentire vivamente la fragranza di questo fiore
+dell'India, ne sappiano grazie alla duttilitá delle lor fibre; ma
+sieno tolleranti altresí del contrario parere di coloro che dalla
+natura hanno sortito minore versatilitá d'immaginativa[2]. Per
+ultimo...
+
+|Uno de' lettori|. Benedetto quel «per ultimo»! Finiscila una buona
+volta.
+
+|Grisostomo|. Due parole e mi sbrigo. Per ultimo ricordinsi i lettori
+della _Sacontala_ di rimontare col loro pensiero ai costumi antichi
+dell'India, specialmente per ciò che risguarda la condizione delle
+donne. Questa in Europa ha migliorato dall'introduzione del
+cristianesimo in appresso; e nell'India, per lo contrario, dopo le
+conquiste musulmane ha peggiorato. Anteriori a quelle conquiste sono i
+tempi descritti nella _Sacontala_, quando l'influenza [p.147] de'
+maomettani e le massime della lor gelosia non avevano ancora rinchiuse
+le belle indiane ne' _zenanas_, ed esse esercitavano liberamente gli
+uffici dell'ospitalitá, e conversavano liberamente cogli uomini, de'
+quali erano considerate compagne e non serve.
+
+|Uno de' lettori|. Povere indiane! Mi fa compassione la lor servitú.
+
+|Un altro|. E non meritano pietá anche i __poveri uomini__ dell'India?
+
+|Un altro lettore|. Signor Grisostomo, tu ci hai sbattuta sul muso una
+tantafera da far isbadigliare fino la pazienza di un bibliotecario. Le
+tue chiacchierate saranno una stupenda cosa; ma noi vogliamo conoscere
+Calidasa e non te. Non si potrebbe ottenere da V. S. un tratto da
+galantuomo?
+
+|Grisostomo|. Vale a dire?
+
+|Il suddetto|. Regalare alla tua fantesca tutti i tuoi ragionamenti, e
+dare a noi in qualche modo un epilogo della _Sacontala_?
+
+|Grisostomo|. Volentieri; ma per darvelo mi bisognerá occupare con esso
+un intero numero del _Conciliatore_, e forse piú.
+
+|Il suddetto|. Poco male!
+
+|Tutti|. Sí, sí, l'epilogo: e sia pur lungo, non importa;
+contenti noi, contenti tutti.
+
+|Grisostomo|. Benissimo! sarete serviti.
+
+|Un altro lettore|. Intendiamoci però, signor Grisostomo, su di un
+punto. Ha Ella in animo di proporre agli italiani, siccome modello da
+imitarsi, questa sua lodata _Sacontala_?
+
+|Grisostomo|. Io propor la _Sacontala_ come modello da
+imitarsi! Io, che non cesso mai dal raccomandare l'originalitá e la
+scelta d'argomenti adattati alla nostra presente condizione sociale!
+
+|Il suddetto|. Eppure, certe poesie del Bürger...
+
+|Grisostomo|. Nel giá citato numero 25 del _Conciliatore_
+s'è parlato anche di certe poesie del Bürger; ma non s'è detto, parmi,
+d'imitarne in Italia gli argomenti.
+
+|Il suddetto|. Sí; ma in un altro libretto, prima che nascesse
+il _Conciliatore_, si sono proposti come modelli certi due
+romanzi, il _Cacciator feroce_ e l'_Eleonora_.
+
+[p.148]
+
+|Grisostomo|. Signor mio, ha Ella avuta la bontá di leggerlo
+quel mio libretto?
+
+|Il suddetto|. Sí sí, tre volte da cima a fondo. Ed è per
+questo che...
+
+{In quel momento una bella signora, che non aveva mai insino allora
+aperto bocca, si fa rossa in viso, ed, accostandosi furtivamente al
+signore che parla con Grisostomo, gli stringe il gomito e gli dice
+sottovoce:}
+
+Prudenza, mio caro, prudenza! Tienti zitto, per caritá; altrimenti il
+tuo credito va in fumo. Si dirá che non sai leggere e che non intendi
+un ette. Non è vero che Grisostomo proponesse quei due romanzi per
+modelli. Bada bene che tu t'inganni.
+
+|Il suddetto|, {ributtando l'ammonizione della signora con
+tali modi inurbani da manifestare ch'egli n'è certamente il marito,
+prosegue a dire:}
+
+Sì, l'ho letto, e parlo cosí perché so quel che dico.
+
+
+|Grisostomo|. Lo rilegga, di grazia, un'altra volta.
+
+|La Signora|. E poiché mio marito l'avrá riletto, spero che
+vorrá disdirsi d'una cosa detta da lui solo per sbaglio di memoria,
+del quale per altro fo io le scuse al signor Grisostomo.
+
+|Grisostomo|. Ella, madama, è troppo gentile con me. Gliene
+rendo grazie.
+
+|La Signora|, {conducendo via in fretta in fretta il marito, gli va
+dicendo all'orecchio:} Quando tu leggi un libro, bada bene che le
+parole sono quelle nere; quando sei in compagnia d'altri, bada bene a
+non entrare in discorsi, perché non sei in caso di... {Il resto non
+s'è potuto udire distintamente dall'estensore del presente dialogo.}
+
+|Grisostomo|.
+
+[p.149]
+
+
+
+SACONTALA
+
+O SIA
+
+L'ANELLO FATALE
+
+DRAMMA INDIANO DI CALIDASA
+
+Il dramma è preceduto da un prologo brevissimo in forma di dialogo tra
+l'impresario del teatro ed un'attrice. Questo prologo non ha altro
+scopo che di annunziare la recita della _Sacontala_, ed è
+preceduto anch'esso dalla seguente benedizione pronunziata da un
+bramino [3]:--L'acqua fu l'opera prima del Creatore; il fuoco riceve
+le obblazioni comandate dalla legge; il sacrificio è celebrato con
+solennitá; i due lumi del cielo distinguono il tempo; il sottile
+etere, veicolo del suono, riempie l'universo; la terra è la madre
+naturale d'ogni incremento; e l'aria anima ogni cosa che respira.
+Visibile sotto queste otto forme, benedica e sostenga noi tutti Issa,
+il dio della natura.
+
+
+ATTO I
+
+{La scena è un bosco sacro, abitato dal savio Canna e dagli eremiti
+suoi seguaci.}
+
+Dushmanta, re dell'India, appare sopra un carro, inseguendo a briglia
+sciolta un'antelope (gazella) ch'egli vorrebbe ammazzare. La belva si
+ripara nel bosco sacro. Esce un eremita accompagnato da un discepolo,
+e scongiura il re d'aver pietá di quella [p.150] povera antelope.--O
+re, o eroi, le armi vostre sono destinate a salvare gli oppressi, non
+a sterminar gl'innocenti.--Dushmanta cede tosto al consiglio
+dell'eremita, e ripone nella faretra la saetta. Tanta docilitá in un
+monarca possente, giovine e vago di caccia è lodata gentilmente
+dall'eremita.--Degno è di te quest'atto, degno di te, o il piú
+illustre de' monarchi, degno invero d'un principe della stirpe di
+Puru[4]. Possa tu veder crescere un tuo figliuolo che sia ornato dalle
+virtú e sovrano dell'universo!--
+
+L'eremita annunzia a Dushmanta che nel bosco si sta per celebrare un
+sagrifizio; ed, invitatolo ad intervenirvi, si ritira. Prima di metter
+piede nell'asilo degli eremiti, Dushmanta si spoglia degli ornamenti
+reali.--Ne' boschi--dic'egli--consacrati alla religione bisogna
+entrare con vestimento piú umile... Eccomi nel santuario. Il braccio
+destro mi pulsa. Che nuova prosperitá mai vuol promettermi questo
+augurio?--
+
+Egli sente voci femminili; va spiando; vede alcune fanciulle recare acqua
+per ristoro de' loro arboscelli; le contempla, e gli paiono piú amabili
+assai delle belle donne della sua corte. Sacontala, accompagnata dalle due
+ancelle ed amiche, Anusuya e Priyamvada, va a versare acqua sui fiori
+ch'ella ha prediletti. La soave bellezza di lei mette rapidamente in
+tumulto il cuore di Dushmanta.--Qui--dic'egli,--qui mi nasconderò dietro
+quest'albero, onde mirar tutte le leggiadrie di Sacontala, e non iscemare
+nell'anima di lei la confidenza.--
+
+Sacontala, credendosi sola, prega le compagne perché le sciolgano il
+fermaglio del mantello che le comprime di troppo il seno. Allora nuove
+bellezze sfolgorano al guardo dell'appiattato monarca, e in lui la
+passione s'aumenta. Il dialogo delle fanciulle parla della vaghezza
+de' fiori, della dolcezza de' loro profumi, degli amori delle piante;
+e vi sono frammischiati paragoni tra Sacontala e quelle delizie.
+Dushmanta, anch'egli, tra sé e sé ne fa di con simili; ed ogni detto
+spira gentilezza di sentimenti dilicatissima.
+
+La fresca _mallica_[5] s'è sposata all'_amra_[6], soavissimo
+degli alberi. Il _madhavi_[7], pianta sopra tutte diletta a
+Sacontala e ch'ella chiama «sorella sua», ha messo fiori intempestivi
+dalla radice alla [p.151] sommitá.--Portenti questi--dicono le
+ancelle,--che fanno sperare vicine le nozze a Sacontala.--
+
+Un'ape, lasciato il fiore della _mallica_, ronza intorno al volto
+di Sacontala. La vergine coll'agitar della mano tenta di togliersi
+d'innanzi quell'insetto importuno. Dushmanta osserva l'industria
+ingenua di Sacontala, e fa confronto tra la grazia de' movimenti di
+lei e le studiate maniere delle donne della sua corte. Quanta maggior
+venustá in Sacontala!--Fortunata ape!--esclama egli.-Tu tocchi la coda
+di quel bell'occhio tremante; tu ti accosti al lembo di
+quell'orecchio; tu vi susurri dolcemente, come se bisbigliassi un
+segreto d'amore; e, mentre ch'ella agita la leggiadra sua mano, tu
+voli a sugger miele da que' labbri che contengono il tesoro d'ogni
+diletto. Io qui fra' dubbi miei mi consumo del desiderio di sapere di
+qual famiglia ella nasca; e tu intanto, fortunata ape, ti vai godendo
+un piacere che per me sarebbe la suprema delle venture.--
+
+Sacontala si volge alle compagne perché la soccorrano a liberarsi
+dall'ape.--Noi nol possiamo--rispondono.--Dushmanta[8] solo può
+liberarti. Egli solo è il protettore di questo santuario.--All'udirsi
+nominare, Dushmanta vorrebbe uscire del nascondiglio e palesarsi. Ma,
+pensato alcun poco, mette freno al suo desiderio.--Meglio è ch'io
+venga innanzi a lei non come re, ma come semplice straniero che cerca
+ospitalitá.--
+
+L'ape non cessa di ronzare. Sacontala procura di scansarla, fuggendo
+lontano alcuni passi; ma, perseguitata tuttavia, grida:--Soccorso,
+soccorso! Chi mi salva da questa sciagura?--Dushmanta non sa piú
+contenersi, e, sbalzando fuor dell'albereto, si presenta alle donne.
+Sparita l'ape, Anusuya e Priyamvada usano a lui le accoglienze
+prescritte dall'ospitalitá, gli offrono frutti e fiori e lavacri pe'
+suoi piedi, e molli foglie di _septaperna_ su cui riposarsi.
+
+Sacontala, nel mirare Dushmanta, sente una segreta emozione che non le
+pare in accordo colla santitá del luogo. La voce e [p.152] le parole
+del re fanno piú violenta quell'emozione. Intanto le ancelle entrano
+in discorso con lui, e con onesta preghiera gli dimandano chi egli
+sia. Ed egli, voglioso di celare la propria dignitá:--Io son uno che
+medita sui sacri _Vedas_[9]; abito nella cittá del nostro re, che
+discende da Puru; ed intento all'esercizio dei doveri religiosi e
+morali, qui sono venuto per contemplare il santuario della
+virtú.--Poi, interrogando egli le fanciulle, chiede loro come esser
+possa che Sacontala sia figliuola di Canna, da che quel savio eremita
+doveva avere rinunziato ad ogni legame terreno. Anusuya quindi gli
+palesa che Sacontala non è figliuola di Canna, bensí di Causica,
+principe della famiglia di Cusa, sovrano e, ad un tempo stesso, uno
+de' savi dell'India; che la madre di lei fu una ninfa; e che la povera
+Sacontala, rimasta orfana e sola, fu raccolta da Canna, che la educò e
+le tenne luogo di padre.
+
+Queste novelle rallegrano il cuore a Dushmanta. Ma un fiero dubbio
+gli attraversa tuttavia la mente.--Forse Canna, seguendo le regole
+degli eremiti, avrá destinata la fanciulla ad una perpetua
+verginitá.--Interrogate le ancelle, e udito da esse come Canna abbia
+data intenzione di voler maritare Sacontala ad uno sposo pari a lei,
+Dushmanta si ritira in disparte ed esclama:--Esulta, esulta, o cuor
+mio! Ogni dubbio è rimosso. A ciò che prima avresti temuto come
+fiamma, or puoi accostarti come a gemma preziosa.--
+
+La verginale modestia di Sacontala mal soffre i lunghi discorsi delle
+compagne sue col re. Ella s'alza e sta per andarsene. In virtú d'un
+accordo pattuito tra Priyamvada e Sacontala, quest'ultima aveva
+obbligo d'innacquare altri due arboscelli. Però Priyamvada, giovandosi
+di tale pretesto, cerca di trattenerla. Pare al re che in veritá
+Sacontala sia stanca; e, cavatosi di dito un anello, lo dá a
+Priyamvada, pregandola che quello serva a scontare il lavoro dovuto a
+lei da Sacontala. Il nome di Dushmanta è inciso sull'anello. Le donne
+si guardano l'una l'altra maravigliate. Dushmanta, volendo pur sempre
+tenersi incognito, dice loro di non badare a quell'inezia, cara a lui
+per altro come dono del re.--Non privartene dunque--gli risponde
+Priyamvada;--la tua sola parola vale a scontare il debito di
+Sacontala.--E, ridato a lui l'anello, si rivolge a Sacontala,
+dicendole ch'ella debb'essere grata allo straniero, e può andarsene a
+posta sua.
+
+[p.153]
+
+Ma Sacontala non sa piú risolversi alla partenza. Il re vede
+l'indugiare ch'ella frappone, e tra se stesso esclama:--O ch'ella
+sente per me quel ch'io sento per lei; o che la gioia mi fa uscir di
+me stesso. Ella non dirizza a me una parola; ma, se parlo io, sta
+coll'orecchio teso per ascoltarmi. Innanzi a me non è padrona d'un
+menomo suo atto, e gli occhi non li sa volgere che a me solo.--
+
+S'odono di dentro voci di lamento, perché sieno interrotti i riti
+degli eremiti. I seguaci di Dushmanta, coi cavalli, cogli elefanti,
+col traino, con tutta la caccia, hanno invaso il bosco sacro.
+Dushmanta n'è dolente. Le donne, sbigottite dal frastuono de'
+sopravegnenti, s'inchinano a lui e muovono verso la capanna degli
+eremiti. Sacontala studia nuove ragioni di dimora e fa lento, piú
+ch'ella può, il suo passo.--Aimè--grida--aimè! Un subito dolore mi
+piglia al fianco. Aimè! che non mi reggo al cammino!--Le compagne la
+rincorano perché s'affretti. Ed ella:--Oimè! il piede mio è ferito da
+un gambo acuto d'erba _cusa_[10]. Oimè! il lembo della veste mi
+s'è appiccato a un ramo di _curuvaca_[11]. Fermatevi, datemi
+aiuto.--Finalmente ella parte, sorretta dalle compagne e mandando
+indietro lunghi sguardi a Dushmanta.
+
+Egli, rimasto solo, mette sospiri, pensando alla beltá di
+Sacontala:--E non dovrò piú rivederla! Ah, no! Cercherò i servi miei;
+qui... qui intorno fermerò il mio campo. Non so cessare dal diletto di
+rimirarla. E come potrei volgere ad altro i miei pensieri? Il corpo
+mio muovesi e va innanzi; ma questo cuore irrequieto corre indietro
+verso di lei, a guisa d'una leggiera foglia di canna, che, portata in
+cima a un bastone incontro al vento, svolazza sempre in direzione
+opposta.--Parte anch'egli.
+
+
+ATTO II
+
+{Pianura e padiglioni reali al lembo della foresta sacra.}
+
+Il re intima che per quel dí cessi la caccia, onde non profanare i
+luoghi santi. Seduto poscia a' piè d'un albero con Madhavuya, l'amico
+suo, parla di Sacontala, dell'amar che ne sente, [p.154] della
+bellezza di lei, del desiderio di farsela sposa, del dolore di non
+poter quel dí stesso chiedere a Canna le nozze della pupilla, perché
+Canna è lontano. E, mentre che studia di trovar qualche scusa per
+rientrare nel bosco sacro, due giovinetti eremiti chiedono udienza.
+Entrati a lui:--Canna--gli dicono--Canna, la nostra guida spirituale,
+è assente; e intanto alcuni dèmoni cattivi disturbano la pace del
+sacro eremo. Accorri, o re, a proteggerci.--
+
+L'invito non può cadere più opportuno all'amante. Sta per secondarlo;
+quand'ecco venir dalla regina, madre di lui, un ambasciatore. Il
+digiuno solenne è vicino. La madre chiama alla corte per
+quell'occasione il figliuolo. Che fará egli? Ubbidirá? Ma... e la cara
+Sacontala? Dopo un volgere di vari consigli tra sé e sé, stabilisce di
+condiscendere alle preghiere degli eremiti, e d'inviare Madhavuya alla
+madre, ond'egli assista al digiuno solenne, tenendo le veci del re ed
+iscusandolo presso lei del non venire. Teme per altro che costui sveli
+alla regina i segreti amorosi che gli ha confidati; ed affettando
+maggiore serietá:--Non creder nulla--gli dice--di quanto ti narrai di
+Sacontala. Fu una favola inventata da me per ispassarmi. Non entro per
+altro nella foresta se non perché mi vi conduce riverenza degli
+anacoreti. La fanciulla d'un eremita, educata fra le antelopi, non è
+cosa degna di me. Non creder nulla; non credere. Addio; fa' il dover
+tuo. Intanto io corro... in soccorso degli uomini santi.--Partono
+tutti.
+
+
+ATTO III
+
+{Romitaggio nell'interno del bosco.}
+
+Per opera del re, nel bosco sacro è ritornata la calma. Un giovinetto,
+recando un fastello di erbe pel sacrificio e meditando sulle cose
+vedute, manifesta la propria ammirazione:--Quanto è grande il potere
+di Dushmanta! Eccolo appena metter piede nel bosco; eccolo vibrare una
+sola saetta; ecco disperse tutte le nostre calamitá.--
+
+Esce Dushmanta. Ha l'aspetto d'uomo travagliato dalla passione
+d'amore. Esprime in un lungo soliloquio le pene dell'anima sua:--...
+Ah! per me non v'è pace, salvo che nel rivedere l'amica mia. Il
+meriggio è cocente; di certo ella verrá colle sue compagne a
+ristorarsi sotto quest'ombre, in riva a questo ruscello. Di certo
+[p.155] l'amica mia si nasconde in qualche parte di questi fioriti
+boschetti. Ecco le orme de' suoi piedi eleganti; eccole qui sulla
+sabbia; e le sono orme stampate di fresco. Eccola, eccola; la delizia
+dell'anima mia siede colle sue ancelle sovra un sasso liscio liscio e
+tutto cosperso di fiori recenti.--Còlto dalla timidezza, l'amante
+s'arresta; poi si nasconde dietro alcuni frascati, e non cessa mai dal
+contemplare la cara donna, e n'ode tutti i discorsi.
+
+Sacontala è oppressa da un'angoscia segreta. Una febbre ardente par
+che le scorra per le vene. Meste le ancelle procacciano di prestarle
+ristoro. Dushmanta la rimira.--Oimè!--dice in disparte--oimè! quale
+sará la cagione fatale della sua febbre? Che fosse mai vero ciò che il
+cuore mi suggerisce? Amor forse? Misera! la sua fronte è riarsa, il
+suo collo è appassito, la sua persona è più smilza che prima, le
+spalle le cadono di languore, scolorata è la sua carnagione; ella pare
+un cespo di _madhavi_, a cui secca le foglie un vento infocato.
+Ma, benché trasformata di tanto, ell'è pur sempre bella e consola
+sempre l'anima mia.--
+
+Anusuya e Priyamvada interrogano amorosamente la vergine sulle cagioni
+de' mali ond'ella è oppressa. A loro non sembra vero che quelli
+provengano dal solo caldo eccessivo della stagione. Sacontala, vinta
+dalle preghiere di quelle pietose, confessa i segreti del suo
+cuore.--Fin dal primo momento in cui vidi quel leggiadro principe che
+or ora tornò a quiete la sacra foresta, fino da quel momento gli
+affetti miei furono rivolti tutti a lui irreparabilmente; e quindi
+sono io ridotta in questo languore.--Continua il dialogo tra Sacontala
+e le ancelle; ed ogni parola di lei la manifesta innamorata e tremante
+del futuro. Dushmanta ode, e la gioia si diffonde per l'anima sua[12].
+Non sa piú contenersi: abbandona il nascondiglio dei frascati, e corre
+alla fanciulla, e le giura inviolabile amore[13]. È dubbiosa Sacontala
+e quasi non crede. Ed egli:--O di tutte le cose tu la piú cara al cuor
+mio, tu che con lo splendore nereggiante de' begli occhi mi fai
+estatico, deh! parla piú mite... M'uccidono le tue parole. In mezzo
+alle delizie ed alle molte femmine del mio palazzo, due soli saranno
+gli oggetti [p.156] delle cure mie: la terra cinta dal mare sulla
+quale io impero, e Sacontala, l'amica mia.--
+
+Dopo i giuramenti del re, le ancelle, mendicate alcune scuse,
+destramente si ritirano e lasciano libertá agli amanti. La vergine.
+trovandosi sola con un uomo, diventa timida oltre l'usato, china gli
+occhi, accusa di tradimento le compagne, e vorrebbe partire anch'ella.
+Dushmanta gentilmente le si oppone. Ed ella:--Lasciami, lasciami
+andare, te ne scongiuro. Oh destino mio infelice!--Il re la lusinga
+tuttavia, e la rattiene afferrandole la fimbria del mantello. Ed
+ella:--Figlio di Puru, serba, deh! serba la tua ragione.--Qui ha luogo
+una scena di galanterie, di sospiri, di oneste repulse, di desidèri,
+d'astuzie amorose, ma decenti, ecc. ecc.; e tutto finisce con un bacio
+che l'amante furtivamente stampa sulle labbra all'amata. Sopravviene
+in quel mezzo Guatámi, la matrona guardiana di Sacontala. La
+fanciulla, intimorita, prega l'amante a nascondersi. Egli obbedisce.
+Il giorno cade. Guatámi persuade a Sacontala di ritirarsi alla
+capanna; e la fanciulla, docile all'invito, tiene dietro ai passi
+della matrona; ma il cuore le piange di doversi separare dall'amante.
+
+L'atto ha termine con un soliloquio di Dushmanta, il quale, riandando
+i momenti passati, si duole d'essere stato troppo timido, ed intanto
+si pasce delle dolci memorie[14] che in lui destano il sasso su cui
+sedeva Sacontala, i rami del _vetasas_ che formavano come una
+pergola sul capo di lei, la foglia di ninfea ch'ella teneva nelle
+mani, ecc. ecc. ecc.
+
+
+ATTO IV
+
+{Pianura innanzi alla capanna.}
+
+{|Anusuya| e |Priyamvada| vanno cogliendo fiori.}
+
+|Anusuya|. O Priyamvada! È vero, l'amica nostra è felice: s'è
+maritata, è vero, secondo i riti de' _gandharvas_[15] ad uno
+sposo pari a lei per dignitá e per meriti. Eppure il cuor mio non è
+senza angustie per amore di Sacontala, e mi tormenta un dubbio...
+
+[p.157]
+
+|Priyamvada|. E che dubbio è il tuo, Anusuya?
+
+|Anusuya|. Questa mattina, compiute le mistiche cerimonie, i
+nostri eremiti pieni di gratitudine diedero commiato al re. Egli se
+n'è ito alla capitale, ad Hastinápura[16], dove, circondato da cento
+donne, ne' recessi del suo palazzo, chi sa se ancora serberá memoria
+della leggiadra sua sposa?
+
+|Priyamvada|. Datti pace: non temer nulla. Confida nell'onore
+d'un uomo gentile ed educato alla sapienza...
+
+Ma un altro timore suggerisce a Priyamvada:--Canna è tuttavia lontano:
+nulla sa del matrimonio di Sacontala. Quando tornerá dal suo
+pellegrinaggio, che dirá egli? L'approverá?--Pare ad entrambe che sí;
+e continuano a raccogliere fiori per adornare i templi della dea delle
+nozze.
+
+Intanto l'iracondo Durvasas, uno degli uomini santi dell'India, a
+cui la povera Sacontala, occupata da tutt'altri pensieri, trascurò
+di far le dovute accoglienze, grida terribilmente:--E che? Tu non
+rendi ossequio ad un ospite? Ebbene, ascolta la imprecazione mia.
+Quegli a cui meditativa tu stai pensando, quegli a cui ora è rivolto
+interamente il cuor tuo, quegli per cui trascuri una pura gemma di
+divozione che ti cerca ospitalitá, quegli, sí, quegli, a guisa
+d'uomo che, tornato sobrio, dimentica le parole pronunziate
+nell'ubbriachezza, non si ricorderá piú di te, non ti riconoscerá
+piú, allorché tornerai al suo cospetto.-
+
+Anusuya corre per placare l'ira dell'uomo santo e gli si getta a'
+piedi; ma né preghiere né lagrime lo muovono interamente a pietá. Però
+risponde:--La parola mia è irrevocabile. Ma l'incantamento creato da
+essa andrá disciolto affatto, allorquando lo sposo mirerá l'anello
+posto da lui in dito alla sposa.--Dushmanta infatti, prima di partire,
+aveva dato a Sacontala un anello con incisovi sopra il proprio nome.
+Quindi le donne si consolano, perché veggono facile il modo di
+distruggere l'incantamento. Sacontala, tutta assorta nelle idee
+amorose, nulla sa [p.158] dell'imprecazione. E nulla gliene dicono le
+compagne sue, per non atterrirla:--Sarebbe un versare acqua bollente
+sui fiori della tenera _mallica_.--
+
+L'incantamento dell'uomo santo comincia ad avere effetto. Dushmanta
+non torna e non manda tampoco messaggi. Sacontala è nel dolore. Le
+compagne di lei s'accorgono ch'ella è incinta. Canna è tornato. Con
+che cuore manifestargli lo stato della pupilla sua?
+
+Fortunatamente una voce del cielo ha avvertito Canna delle nozze di
+Sacontala col re. I desidèri del savio eremita sono compiuti. Traendo
+buon augurio dai segni d'un sacrificio, egli delibera d'inviare la
+sposa allo sposo. Sacontala viene incoronata di fiori e sparsa di
+profumi. Le ninfe silvestri le hanno preparati gli ornamenti nuziali.
+Le ancelle apprestano le sontuose vesti a Sacontala; e, intanto che la
+stanno abbellendo, piangono la vicina partenza di lei, che piange in
+lor compagnia. Canna ordina il sacrificio solenne, e piange anch'egli,
+e manda voti di felicitá e benedizioni sul capo della sua cara
+Sacontala.
+
+Piene di tenerezza sono tutte le parole dell'addio. Un coro invisibile
+di ninfe prega felice il viaggio a Sacontala, cantando:--Sulla via
+ch'ella sta per correre venga compagna di lei la prosperitá. Propizi
+venticelli spargano intorno, per delizia di lei, la polve odorosa de'
+piú bei fiori. Stagni di limpide acque, verdeggianti per le foglie
+della ninfea, le apprestino frescura nel suo viaggio; e rami ombrosi
+la difendano dai raggi infocati del sole.--
+
+|Sacontala|. M'è dolce il pensiero di dover rivedere lo sposo
+mio; sí, m'è dolce... Eppure il piede mi vacilla nell'abbandonare
+questo bosco, questo asilo della mia giovinezza.
+
+|Priyamvada|. Oh! non sei giá mesta tu sola. Or che il momento
+della tua andata è vicino, mira qui come ogni cosa è afflitta!
+L'antelope non istá piú brucando intorno al mucchiarello d'erba
+_cusa_. La paonessa non balla piú sul prato. Gli alberi del bosco
+lasciano cader pallide sul terreno le loro foglie; non hanno piú
+vigore, non hanno piú bellezza[17].
+
+|Sacontala|. Padre mio venerando, contèntati ch'io parli a
+questo _madhavi_, i di cui fiori rubicondi infiammano il bosco.
+
+|Canna|. So, figliuola mia, quanto l'ami.
+
+[p.159]
+
+|Sacontala|, abbracciando il _madhavi_: O la piú radiosa
+delle piante, ricevi l'amplesso mio e me lo rendi colle tue flessibili
+braccia. Da questo dí innanzi, benché lontana, sarò pur tua sempre. O
+padre, abbiti cara questa pianta; considerala come un'altra me stessa.
+
+|Canna|. La tua amabilitá, o figliuola, ti ha procurato uno
+sposo che ti somiglia. Questo evento fu lungamente il desiderio piú
+vivo dell'anima mia. Ed ora che in me la sollecitudine per le tue
+nozze è finita, avrò cara questa tua pianta prediletta e la mariterò
+all'_amra_ che manda fragranze vicino ad essa. Va', figliuola
+mia; pónti in viaggio.
+
+|Sacontala|, accostandosi alle ancelle: Dolci amiche, questa
+pianta di _madhavi_ sia un prezioso deposito nelle vostre mani.
+
+|Anusuya e Priyamvada|. Ahi! ahi! E di noi chi avrá cura?
+Piangono entrambe.
+
+|Canna|. Sono superflue le lagrime, o Anusuya. La nostra
+Sacontala ha bisogno d'essere rinvigorita dal nostro coraggio, e non
+giá d'essere intenerita dai nostri lamenti.
+
+|Sacontala|. Padre, allorché quella povera antelope, che or
+cammina lenta lenta pel peso de' suoi portati, gli avrá partoriti,
+mandami un messaggio cortese che me l'annunzi salva e vispa. Non
+dimenticartelo, te ne scongiuro.
+
+|Canna|. Carissima mia, sta' certa, nol dimenticherò.
+
+|Sacontala| muove il passo, poi s'arresta. Chi m'afferra il
+lembo della veste? Chi mi rattiene? Si volge e guarda.
+
+|Canna|. È il tuo figlio adottivo; è il cavriuolo giovinetto,
+quello la di cui bocca tu tante volte medicasti di tua mano col
+salutifero olio dell'_ingudí_[18], quando gliel'avevano piagata
+le cime acute dell'erba _cusa_; quello che tante volte fu
+pasciuto da te con una manata di grani di _syamaka_. Vedilo: or
+non vuole scostarsi dalle pedate della sua protettrice.
+
+|Sacontala|. Perché piangi, povero cavriuolo? Perché piangi per
+me, cui bisogna abbandonare il nostro comune domicilio? In quella
+stessa maniera con cui ti allevai io quando appena nato perdesti la
+madre, con quella cura stessa provvederá a te il padre mio quando
+saremo separati. Vanne, povera creatura, vanne: è necessitá il
+separarci. {Ella dá in un gran pianto.}
+
+[p.160]
+
+|Canna|. Le lagrime tue non si convengono, o cara, al momento
+presente. Fa' cuore. Ci rivedremo, ci rivedremo ancora. Pon' mente
+alla strada innanzi a te, e sieguila. Quando ti sta gonfia la lagrima
+sotto la bella palpebra, raccogli l'animo tuo e sfòrzati di frenare
+l'impeto primo ch'ella fa per iscoppiare. Nel tuo viaggio su questa
+terra, ove i sentieri or sono alti or bassi, e '1 sentiero buono rade
+volte è conosciuto, le orme de' passi tuoi di necessitá saranno
+ineguali; ma la virtú ti spignerá innanzi dirittamente.
+
+Anusuya trae in disparte Sacontala, ed abbracciatala:--Ogni cuore--le
+dice,--ogni cuore, amica mia, in questo sacro asilo pende da te; e il
+dolore della tua partenza li percuote tutti. Osserva la
+_sciacravaca_[19]. Senti la compagna sua che lá, mezzo nascosta
+tra le foglie della ninfea, lo sta chiamando. Ed egli non le risponde;
+ma, lasciate cascar dal becco le fibre d'un gambo di loto da lui
+pelato, ti guarda fiso fiso, con una pietá infinita.--
+
+Continuano gli abbracciamenti, i pianti, le savie ammonizioni di Canna
+a Sacontala. Partita la quale, una malinconia taciturna pon fine
+all'atto.
+
+
+ATTO V
+
+{Il palazzo reale di Hastinápura.}
+
+Dushmanta non si ricorda piú di Sacontala. Riposandosi alcun poco
+dalle cure dell'impero, ode una canzone che parla di affezioni
+dimenticate. L'armonia di quel canto è mesta. Egli diventa mesto; ma
+non ne sa indovinare la cagione.--E perché dunque mi viene sull'anima
+tanta malinconia in udire un semplice canto che rammenta i lontani, se
+davvero non so d'essere diviso da oggetto alcuno dell'amor mio?
+L'aspetto della bellezza, le melodie soavi inducono talvolta a
+malinconia gli uomini per altro felici. Chi sa? Forse è una malinconia
+che proviene in essi da qualche languida memoria di gioie passate;
+forse è l'ultima traccia di alleanze contratte in una esistenza
+anteriore.--Siede pensoso ed afflitto. I bramini, inviati a lui da
+Canna colla sposa, cercano udienza: sono intromessi. Durante la
+cerimonia del ricevimento Sacontala, [p.161] velata il volto, trema
+incerta dell'esito.--Che donna è quella? La beltà sua splende in mezzo
+agli anacoreti siccome un bocciuolo fresco che verdeggia tra foglie
+ingiallite e passe. Ma non le togliete il velo. Ella pare essere
+incinta; e neppure io re deggio mirare in volto la moglie d'un
+altro.--
+
+I bramini gli annunziano che quella è Sacontala, la sposa legittima di
+lui. Stupisce il re: gli pare strano che gli si parli di nozze.--Che
+favola è questa mai?--È levato il velo a Sacontala. Dushmanta la
+rimira, confessa che è bella; ma non la riconosce.--Per quanto io
+mediti, non mi ricordo d'avere sposata costei. Né io darò luogo mai
+nella mia reggia a donna che porti in seno la prole altrui.-
+
+Sacontala gli rammenta il bosco sacro, gli amori, le nozze contratte.
+E quegli niega ogni cosa.--Ebbene, ti mostrerò l'anello che m'hai
+donato col nome tuo.--Ella si cerca su' diti l'anello.--Aimè,
+sventurata! Non ho più l'anello.--È cascato dal dito; lo ha perduto.
+La misera si dispera; narra altre circostanze che precedettero gli
+sponsali.--Falsità tutte!--grida il re--falsità femminili!
+
+|Sacontala|, {irritata.} Uomo vuoto d'onore, tu misuri dal
+tuo perfido cuore il mondo intero. Tu sotto il manto della religione e
+della virtù altro non sei che un vile ingannatore. Somigli ad un
+abisso profondo, il cui orlo è coperto da ridenti arboscelli.
+
+|Dushmanta|... O giovinetta, a tutti è noto il cuore di
+Dushmanta; e qual sia il tuo, lo palesano i tuoi modi presenti.
+
+|Sacontala|, {con ironia.} A voi tutti, o monarchi, bisogna
+prestar cieca fede sempre. Voi siete i savi; voi sapete appieno qual
+rispetto si debba alla virtù ed alla razza umana. Per quanto modeste,
+per quanto virtuose sieno le donne, nulla sanno esse, nulla dicono mai
+di vero. In buon punto sono io qui venuta a cercare l'oggetto degli
+amori miei. In buon punto la mano d'un principe strinse la mia. Col
+miele delle sue parole la stirpe di Puru vinceva la mia confidenza; ed
+intanto il suo cuore celava il pugnale che doveva trafiggermi.
+
+La povera Sacontala non ha ancor finito di dire, che, copertosi il
+volto, dà in uno scoppio di pianto[20].
+
+Persiste il re nel ricusare di accogliere siccome sposa Sacontala. I
+bramini dichiarano che Sacontala è moglie di lui secondo [p.162] la
+legge, che il ripudiarla o 'l ritenerla sta in poter suo, che la
+podestá del marito è senza limiti, e che però eglino abbandonano a lui
+la donna, e se ne ritornano al bosco sacro.
+
+|Sacontala|. Questo perfido m'ha ingannata; e voi pure, amici
+miei, voi pure mi abbandonerete? {E siegue supplichevole i bramini
+che partono.}
+
+|Uno de' bramini|. Donna! tu vedi quali sieno i delitti di tuo
+marito; brami tu d'esser libera? {Sacontala s'arretra inorridita e
+trema.}
+
+|Altro bramino|. Se il re dice il vero di te, che ragione hai tu di
+lamentarti? Ma, se tu sei conscia a te stessa della purezza dell'anima
+tua, conviene che tu rimanga a servire come ancella nella casa del
+signor tuo. Sta' dunque ove sei... A noi è d'uopo andarcene.
+
+|Dushmanta|. È vano lusingarla con isperanze. Traetela pure con voi, o
+anacoreti... La moglie altrui è donna da cui bisogna astenersi.
+
+Il gran sacerdote di corte, interrogato da Dushmanta, propone di
+ritenere egli presso di sé Sacontala fino al termine della
+gravidanza.--Gli astrologi hanno vaticinato, o re, che tu abbia ad
+esser padre d'un principe illustre, i cui domini non avranno altri
+confini che i mari dell'oriente e dell'occidente. Or bene, se questa
+figliuola dell'uomo di Dio partorirá tale fanciullo che da' piedi e
+dalle mani dia manifesti segni di vasta sovranitá, io renderò omaggio
+a lei siccome a mia regina, e la condurrò alle stanze reali.
+Altrimenti, ella tornerá al padre suo.--
+
+Il re acconsente. E 'l sacerdote mena seco la misera, che altro non fa
+che piangere, e pregar la terra «dea clemente, perché si apra e la
+raccolga nel suo seno».
+
+Poco dopo torna il sacerdote, e proclama un miracolo.--Gli anacoreti
+erano partiti. Sacontala singhiozzava, e, protendendo le braccia,
+piangeva la sua trista fortuna. Quand'ecco una massa luminosa in forma
+di donna scendere vicino all'Apsarastirtha, fonte dove s'adorano le
+ninfe del cielo, ed abbracciar Sacontala, e sparire con lei in un
+attimo.--
+
+Dushmanta sente nell'anima un'agitazione. Ma l'incantamento dura
+tuttavia. Egli medita sul passato; eppure nessuna reminiscenza gli si
+richiama al pensiero d'avere conosciuta mai la figlia dell'anacoreta.
+
+[p.163]
+
+
+ATTO VI
+
+{Strada.}
+
+L'anello nuziale era stato perduto da Sacontala nell'attigner acqua ad
+un pelaghetto vicino a Sacravatara. Un pescatore di que' luoghi, nello
+sventrare un grosso rohita còlto un dí nella rete, gli rinvenne fra
+gli interiori quel gioiello, e pensò di trarne danaro. Stava appunto
+vendendolo; quando alcuni ufficiali di palazzo, messo l'occhio su lui,
+lo sospettano tagliaborse, lo legano e, ad onta delle discolpe ch'egli
+adduce, ad onta de' giuramenti suoi, lo vengono traendo prigione.
+
+Uno degli ufficiali parte recando al re l'anello, e lascia intanto che
+i suoi compagni custodiscano il meschino, che trema della propria
+vita.
+
+Torna quell'ufficiale: ordina che sia posto subito in libertà il
+pescatore.--Il re ha avuto carissimo l'anello; al vederlo gli si
+commosse l'anima repentinamente. Parve che quel gioiello gli
+richiamasse alla mente una persona diletta. Il pescatore sará
+ricompensato con larghi doni.--
+
+
+{Giardini del palazzo.}
+
+Appare nell'aere la ninfa Misracesi; e dal discorso di lei si
+raccoglie ch'ella è la protettrice di Sacontala. Due ancelle del dio
+dell'amore stanno ragunando fiori per una festa sacra. Sopravviene
+l'anziano de' ciamberlani, ed intima loro di desistere dallo scavezzar
+tanti steli di fiori: il re è afflitto, e per quell'anno non vuole
+giubbileo.
+
+|Una delle ancelle|. Dolce è per noi l'obbedire al signor
+nostro... Ma, se ci è lecito il chiederlo, perché mai il re proibisce
+la solita festività?
+
+|Il ciamberlano|. E non sapete dunque dell'infausta perdita di
+Sacontala?
+
+|Una delle ancelle|. Sí, sappiamo;... e dell'anello inoltre
+venuto in mano del re.
+
+|Il ciamberlano|. Poco adunque mi resta a dirvi. Quando al
+rimirare la propria gemma tornò la memoria al re, egli die' [p.164]
+subito in questo grido:--Sí, l'incomparabile Sacontala è sposa mia
+legittima; ed io ero al tutto fuori di senno allorché la ributtai.--E
+mostrò segni evidenti d'estremo cordoglio e di pentimento. Da
+quell'istante i piaceri della vita gli sono in odio; la mente sua è
+stravolta; non dice parola che non sia un delirio; chiama col nome di
+Sacontala qualsiasi donna gli venga innanzi; e per lo piú siede
+vergognoso, col capo sulle ginocchia.
+
+Entra Dushmanta vestito a penitenza. Ogni parola sua è l'emanazione
+del dolore. I circostanti s'industriano di sviarlo dal suo pensiero
+affannoso. Non giova: egli non dá ascolto; par che abbia in animo
+d'imprendere un lungo viaggio. Voltosi poscia all'amico suo:--O
+Madavuya--gli dice,--quando persone accusate di gravi delitti mettono
+in chiaro tutta la loro innocenza, mira di che modo sono puniti i loro
+accusatori! Una frenesia m'aveva tolto la memoria...: quell'anello
+fatale me l'ha restituita. Vedi con che lagrime di pentimento piango
+la perdita della diletta mia, che rifiutai senza ragione! Vedimi fatto
+gramo e oppresso dall'ambascia! Eppure la bella stagione è questa
+della primavera, che col suo ritorno riempie tutti i cuori altrui di
+gioconditá: tutti, ma non il mio.--
+
+E ciò che piú lo addolora è il pensare ai patimenti della povera anima
+di Sacontala. L'amico tenta ogni via di consolarlo. È vano ogni
+conforto. La ninfa protettrice di Sacontala ode, non veduta, i sospiri
+del re; s'accorge della veracitá del di lui pentimento, e ne gioisce,
+e comincia a sentirne pietá anch'ella.
+
+In obbedienza ai voleri di Dushmanta, un'ancella s'ingegnò di
+dipingere sovra una gran tela l'immagine di Sacontala. Recano al re
+quel ritratto. Allora nella fantasia di lui si riaccendono piú che mai
+tutte le memorie amorose. Sta contemplando la pittura, e parla fra sé
+e sé, e geme miseramente. Non è contento del lavoro, e dá ordine che
+sia migliorato; ma tuttavia non sa finir di mirare quella pittura.
+
+La ragione del re è perturbata da un delirio. Ogni oggetto che gli
+cade sotto l'occhio gli richiama alla mente la crudele ripulsa data a
+Sacontala. Il rimorso è immenso. Il cordoglio gli opprime l'anima.
+Vede un'ape dipinta sul quadro, ha paura che indiscreta voli sulla
+bocca a Sacontala, dá nelle smanie[21], e parla all'ape, [p.165] e la
+minaccia, affinché non osi contaminare le labbra della donna bella.
+Madhavuya rammenta al re che quell'ape non è viva e ch'altro non è
+ch'una pittura.--Crudele!--risponde egli.--E perché rammentarmelo? Io
+mi godeva l'aspetto della donna dell'anima mia; e tu che bisogno
+avevi, o crudele, di farmi avvertito ch'ell'è una pittura?--
+
+I lamenti di Dushmanta sono interrotti da alcuni ministri reali, che
+vengono ad interrogare la volontá di lui intorno a cose pubbliche di
+gran momento. Chiamato ad esercitare l'ufficio regio, il re raccoglie
+l'animo ed emana decreti savi. Il cuor suo è inclinato ad una
+beneficenza inusitata.--Chiunque d'ora innanzi rimarrá orfano troverá
+in Dushmanta un padre amoroso. A chiunque perderá alcuno de' suoi
+congiunti verrá in soccorso Dushmanta, e terrá luogo egli de'
+defunti[22].--S'intenerisce, torna al delirio, prorompe in un pianto
+dirotto, e sviene.
+
+La ninfa, contenta del pentimento di Dushmanta, corre a consolare
+Sacontala. Un tumulto dietro la scena scuote il re dalla sua
+prostrazione. È Madhavuya, l'amico suo, che grida d'essere rapito da
+un cattivo genio ed implora soccorso. Il re si leva in armi e libera
+l'amico. Mátali, auriga del dio Indra, aveva finto quel rapimento,
+onde provocare ad ira il re e toglierlo cosí all'acerbitá della sua
+afflizione. Mátali per ordine celeste intima a Dushmanta di andare a
+sconfiggere i figliuoli di Calanémi, i dèmoni Danavas, giganti
+indomiti.--Tu dèi salire sul carro d'Indra. Vieni meco; io stesso ti
+condurrò alla battaglia.--Il re obbedisce; monta sul carro e parte.
+
+
+ATTO VII
+
+{|Dushmanta| e |Mátali| nel carro del dio Indra. (Si
+suppone ch'eglino sieno al di sopra delle nubi).}
+
+I fieri dèmoni, che muovevano assalto al trono del dio Indra, furono
+vinti e dispersi da Dushmanta. Indra ha ricompensato il vittorioso,
+facendoselo sedere a destra ed esaltandolo al cospetto [p.166] di
+tutti gli abitatori dell'empireo.--Sorrideva--dice il re,--sorrideva
+il dio in veggendo lo stesso suo figliuolo Jayanta stargli tacito
+accanto ed agognar per sé quell'onore; e profumava intanto il mio seno
+colle fragranti essenze del sandalo[23] celeste, e cingeva il collo
+mio d'una ghirlanda di fiori cresciuti in paradiso.--
+
+|Mátali|. Mira, o re, il coro del tuo trionfo tornarsene alla
+vetta de' cieli. Lieti i geni hanno còlto dalle piante della vita i
+bei colori della porpora e dell'azzurro..., e stanno ora scrivendo i
+tuoi fatti in versi degni del canto degli dèi.
+
+Mátali rende conto a Dushmanta delle qualitá de' luoghi aerei pei
+quali viaggiano, tornando dal cielo all'India; e, mentre che il
+dialogo prosiegue, il carro viene approssimandosi alla terra.
+
+|Dushmanta|. Rapida, benché impercettibile, è la scesa de'
+corsieri celesti. Ecco lá, ecco la stanza degli uomini. Oh vista
+maravigliosa! È tuttavia lontana tanto da noi, che le basse pianure
+paiono confuse con le alte cime delle montagne. Gli alberi sollevano
+le ramose spalle, ma par che non abbiano foglie. I fiumi sembrano
+striscie lucenti, ma non se ne veggono i flutti. Ed ora, ecco ecco,
+par che il globo della terra sia spinto in su da qualche forza
+miracolosa[24].
+
+|Mátali|. Oh come è bella l'abitazione de' mortali!
+
+|Dushmanta|. Che monte, o Mátali, che monte è quello lá, che
+come nube vespertina versa larghe acque consolatrici e forma un'aurea
+zona tra i mari d'oriente e que' d'occidente?
+
+|Mátali|. È il monte de' Gandharvas, chiamato Hemacuta... Ivi
+in beata solitudine con la sua sposa Aditi siede Casyapa, padre degli
+immortali e rettore degli uomini.
+
+Dushmanta prega Mátali di condurlo alla sede del dio che governa il
+mondo, onde possa rendergli omaggio ed adorarlo da vicino. Mátali
+seconda quel pio desiderio. Eccoli scendere entrambi al santuario e
+chiedere del dio. Casyapa è ritirato ne' segreti alberghi della sua
+reggia. Mátali entra per annunziargli la venuta di Dushmanta; e questi
+intanto siede all'ombra d'un albero, aspettando. Gli pulsa il braccio
+destro[25].--O braccio mio, perché [p.167] mi lusinghi tu con un vano
+augurio? La felicitá per me è finita; non mi rimane che la miseria.--
+
+A un grido messo da alcune donne, Dushmanta si rivolge e,
+maravigliando, vede un bel fanciullino scherzare con un lioncello, ed
+aggrappargli senza paura la giubba, e tirarselo dietro vigorosamente.
+
+|Dushmanta|. Ah! perché il cuor mi s'innamora di quel fanciullo
+come se fosse figliuolo mio?... (Medita un pezzo). Me infelice! non ho
+figli... E questo pensiero mi lacera l'anima.
+
+Le donne che custodiscono il fanciullo fanno di tutto perch'egli lasci
+in libertá il lioncello:--La lionessa ti sbranerá, o incauto, se ad
+essa non lo rendi.--Il fanciullo si ride della minaccia. Gli vien
+promesso un bel dono, se mette in libertá il lioncello; ed egli stende
+la destra in atto di riceverlo. Dushmanta gli osserva la palma della
+mano, e vi scopre segni d'impero. Sente che quella creatura gli è
+cara, e sospira pensando alla consolazione d'un padre nel recarsi
+sulle ginocchia i suoi figliuoletti e pargoleggiare con essi;
+consolazione che egli piú non ispera. Le donne, facendosi piú vicine
+al re, stupiscono nel trovar tratti sul volto di lui somiglianti in
+estremo a que' del fanciullo, e nel veder che questi, altero cogli
+altri, con Dushmanta è tutto mansuetudine. Il re interroga le donne
+sulla condizione di quel fanciullo, e a poco a poco viene ad intendere
+che è stirpe di Puru, che ha per madre la figliuola d'una ninfa e che
+il padre di lui ripudiò la sposa. E, mentre che il re chiede ansioso
+qual sia il nome di codesta sposa reale, il fanciullo, udendo una
+donna parlar del «_saconta-lavanyam_»[26], crede che si parli di
+tutt'altro, e grida:--Sacontala, Sacontala! dov'è la madre mia,
+dov'è?--
+
+Finalmente è caduto dal braccio al fanciullo un amuleto, dono di
+Casyapa. Era tale la virtú di quell'amuleto, che si trasformava in
+serpente e mordeva qualunque mortale osasse raccoglierlo dal suolo: il
+padre solo e la madre di chi 'l portava potevano toccarlo impunemente.
+Dushmanta non sa nulla di ciò: lo ha giá toccato; lo stringe in mano;
+non è serpente, non morde. Le donne riconoscono dunque in lui il padre
+del fanciullo, e gli narrano quanti altri avesse giá offeso l'amuleto.
+Quindi partono liete, per far nota a Sacontala quell'avventura.
+
+[p.168]
+
+Sopravviene tosto Sacontala in veste lugubre, coi capegli annodati in
+una sola treccia, che le scorre lunga lunga giú per le spalle. La sua
+faccia è sparuta; negli occhi suoi è il dolore.
+
+|Dushmanta|. Ti ho trattata crudelmente, o cara. Ma l'amore piú
+caldo è sottentrato alla crudeltá mia. Sovvengati di me; e mi perdona.
+
+|Sacontala|. Sarò interamente felice quando cesserá l'ira del
+re.
+
+|Dushmanta|. Una nube, una malia mi aveva oscurata la memoria.
+La caritá de' celesti finalmente mi ti riconduce innanzi, o
+amabilissima fra le creature.
+
+|Sacontala|. Il re sia sempre...[27]. E non può profferire la
+parola «vittorioso» e dá in un subito pianto.
+
+|Dushmanta|. Dimenticati, o cara, della mia crudele ripulsa.
+Mettila in bando dalla memoria. Fu una frenesia violenta che mi vinse
+l'anima. Cosí, quando prevale il buio di una illusione, non giova
+santitá d'intenzioni; cosí un cieco, se la mano d'un amico gli cigne
+il capo d'una corona di fiori, la crede una serpe, e stolto se la
+strappa dal crine. {E le si getta a' piedi.}
+
+|Sacontala|. Sorgi, o sposo; deh! sorgi. La felicitá mia fu
+interrotta gran tempo. Ma tu m'ami; ed ecco in me l'affanno dar luogo
+alla gioia.
+
+Poi lo sposo rasciuga di sua mano le lagrime sul volto alla sposa, e
+se la serra al seno, e le narra dell'anello trovato, ecc. ecc.
+
+S'apre il fondo della scena, e vedesi Casyapa sedere in trono
+conversando con Aditi. Gli dèi accolgono benignamente gli sposi; li
+benedicono; consolano Dushmanta col dichiararlo innocente in faccia a
+Sacontala del ripudio, da che tutto provenne dall'incantamento di
+Durvasas; predicono le glorie future del figliuolo di Sacontala; fanno
+che Dushmanta lo riconosca per suo; inviano a Canna uno spirito,
+nunzio dell'evento; e, svelati cosí tutti i misteri, comandano che gli
+amanti e 'l fanciullo salgano sul carro d'Indra, onde tornar felici
+sulla terra a vivere lunghi anni di pace nella splendida Hastinápura.
+
+
+ [1] Qui si parla di quella poesia che è arte ispirata dal bisogno e
+ dal sentimento del bello; non giá di quella poesia naturale, cosí
+ detta dal Vico e da altri filosofi, la quale consiste nel fingersí
+ favole di dèi o di spiriti credendole vere, e fondando cosí
+ l'idolatria; nel credere che i corpi fisici, alberi, nuvole, ecc.
+ ecc., sieno animati; nel parlare per interiezioni, suoni
+ imitativi, ecc. ecc.
+
+ [2] La mitologia indiana in Calidasa è come la mitologia greca in
+ Omero. Si gusta ne' poemi d'Omero la mitologia greca: può dunque
+ gustarsi anche la mitologia indiana nel dramma di Calidasa.
+ Entrambi questi poeti hanno scritto cose conformi a' lor tempi:
+ basta saper trasportarsi a' lor tempi per poterle gustare. E il
+ farlo sarebbe egualmente facile sí coll'uno che coll'altro, se la
+ mitologia indiana ci fosse nota quanto la greca. Ma per la stessa
+ ragione, ripetuta giá piú volte da piú d'uno, che la mitologia
+ greca ne' moderni riesce fredda, riescirebbe fredda anche
+ l'indiana, adoperata sul serio da un europeo, quantunque in parte
+ tuttavia viva nell'India. Ho creduto opportuna questa nota per
+ ridire un'altra volta che le mitologie, o spente o appartenenti a
+ popoli che nulla hanno di comune colla nostra civilizzazione, si
+ possono bensí gustare negli scrittori che vissero sotto
+ l'influenza di quei sistemi mitologici; ma che i moderni europei
+ debbono astenersi dal ricopiarle come se in Europa ci si credesse,
+ come se ancora influissero religiosamente sopra di noi.
+
+ [3] Pare da ciò che presso gl'indiani i divertimenti teatrali
+ fossero, come presso i greci, una specie di riti sacri. Si è
+ tradotta la benedizione non come un tratto di poesia da poter fare
+ effetto in Italia, ma come una bizzarra curiositá. Ne' greci e ne'
+ latini vi ha pur molte e molte particolaritá che per noi sono
+ insipide, appunto come la benedizione del bramino.
+
+ [4] Puru, uno de' piú famosi tra gli antenati di Dushmanta.
+
+ [5] «_Mallica_», forse il «_nyctanthes sambac_» (Linneo).
+
+ [6] «_Amra_», albero d'alto fusto e vaghissimo pe' suoi fiori.
+
+ [7] «_Madhavi_», «_ipomea quamoctit_» (Linneo).
+
+ [8] La vivace fantasia degli indiani popolava di dèi, di dèmoni, di
+ spiriti, ecc. tutta la natura. E però sotto le sembianze di
+ quell'ape le fanciulle sospettavano forse nascosto qualche demone
+ malefico. E che nella persona del re fosse la possanza di
+ contrastare a siffatti dèmoni lo vediamo in vari luoghi del
+ dramma; specialmente quando gli anacoreti invocano il soccorso di
+ lui, e quando lo stesso dio Indra manda lui a combattere contro i
+ dèmoni «Danavas».
+
+ [9] _Vedas_ sono i quattro libri del codice sacro degli indiani.
+
+ [10] «Erba cusa», «_poa cynosuyoides_» (Linneo).
+
+ [11] «_Curuvaca_», pruno, quasi sempre fiorito.
+
+ [12] La consolazione di Sushmanta può paragonarsi a quella che prova
+ Romeo nella scena II dell'atto II della tragedia _Romeo e
+ Giulietta_ di Shakespeare.
+
+ [13] Qui nel dramma vedesi un tratto di galanteria che sente del
+ francese. Sacontala improvvisa un _couplet_ amoroso; e
+ Dushmanta si presenta tosto a lei, improvvisandone un altro in
+ risposta.
+
+ [14] Questo soliloquio somiglia a quel sonetto del Petrarca che
+ incomincia:
+
+ Sennuccio, i' vo' che sappi in qual maniera.
+
+ [15] «_Gandharvas_», uno de' nomi che gl'indiani dánno alle
+ schiere celesti o sia geni buoni, chiamati altrimenti
+ «_dewta_». Gl'indiani hanno otto diverse maniere di nozze.
+ Quelle secondo i riti de' _gandharvas_ sono le piú
+ clandestine, e nondimeno legittime come tutte le altre. Celebransi
+ senza cerimonie. Basta il mutuo consentimento degli sposi e lo
+ scambiarsi ch'eglino fanno tra di loro d'una corona di fiori, d'un
+ anello o d'altro, ecc.
+
+ [16] Hastinápura, cittá che in séguito fu chiamata Delhi. Secondo
+ altri, è l'odierna Hassanabad.
+
+ [17] Questa mestizia della natura per la partenza di Sacontala
+ somiglia, in certo modo, a quella che presso Teocrito accompagna
+ la morte di Dafni.
+
+ [18] «_Ingudi_», probabilmente il «_sesamum orientale_» (Linneo).
+
+ [19] «_Sciacravaca_», uccello acquatico che gli inglesi chiamano
+ «oca de' bramini».
+
+ [20] I conoscitori delle passioni terranno conto di questo passaggio
+ dall'ironia al pianto dirotto. Com'è pieno di verità!
+
+ [21] Se i lettori si ricorderanno dell'ape che molestò Sacontala
+ nell'atto primo, loderanno l'accorgimento di Calidasa
+ nell'immaginare il delirio presente.
+
+ [22] Badino i lettori gentili a questo miscuglio d'amore e di caritá
+ del prossimo, sentimenti affini.
+
+ [23] «Sandalo»: «_santalum album_» (Linneo).
+
+ [24] Nel poema di Dante e nel _King Lear_ di Shakespeare mi
+ sovviene d'aver trovati alcuni passi rivali in bellezza a questo
+ di Calidasa nel descriver le cose vedute dall'alto al basso in una
+ gran distanza.
+
+ [25] Nell'atto primo abbiamo veduto come Dushmanta sentisse uguale
+ pronostico.
+
+ [26] L'uccello «_saconta-lavanyam_» è una specie di pavone.
+
+ [27] «Il re sia sempre vittorioso». È il saluto di formalitá col quale
+ in tutto il dramma gli amici del re si accostano a lui. Qui, in
+ bocca di Sacontala, è come parola di pace.
+
+[p.169]
+
+
+
+
+XVII
+
+SULLA «STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA» DEL GINGUENÉ[1]
+
+
+Tempo fa in questo stesso giornale (n. 21), parlando incidentemente
+del signor Ginguené, abbiamo emessa la nostra opinione sul merito
+della di lui _Storia letteraria d'Italia_, e sulla fortuna
+incontrata presso gl'italiani dai sei volumi di essa che allora
+correvano pubblicati. Annunciamo ora a' nostri lettori che un
+italiano, noto favorevolmente fra la schiera de' letterati, il signor
+Salfi, avendo ragunati i manoscritti del signor Ginguené, trovò di
+potere stampare altri tre volumi di quella storia, e compire cosí in
+tutti i suoi rami il periodo che comprende il secolo decimosesto.
+Questi tre tomi hanno lo stesso formato degli antecedenti; e con essi
+termina il lavoro del signor Ginguené, da che a lui non bastò vita per
+poter protrarre la sua storia fino alle epoche piú recenti della
+nostra letteratura. Le cure spese intorno ad essi dal signor Salfi
+meritano tanto maggiore gratitudine, in quanto ch'egli dovette
+supplire col proprio ingegno e colla propria penna a non poche lacune
+esistenti ne' manoscritti, e dare a questi l'ordine che loro mancava
+in alcune parti, perché non maturi ancora per la stampa. Il signor
+Salfi è da considerarsi dunque nell'occasione presente non come
+semplice editore, ma come cooperatore col signor Ginguené. E questo
+titolo dividono con lui, per rispetto alla lingua [p.170] ed allo
+stile, due letterati di Francia, i signori Daunou e Amaury-Duval,
+perché alla loro revisione il diligente italiano volle sottoporre il
+proprio lavoro.
+
+Data un'occhiata generale a questi tre volumi, ci sembrano egualmente
+lodevoli che i primi sei per esattezza storica, per abbondanza di
+notizie, per intelligenza franca delle cose italiane; e, del pari che
+i primi sei, ci lasciano anche questi nell'animo un desiderio di piú
+frequente filosofia: per modo che pare a noi di dovere estendere anche
+su di essi quanto ci venne dettato dalla libera nostra convinzione
+allorché parlammo de' precedenti. Non ripeteremo dunque le parole
+stampate da noi tempo fa; nulla vogliamo aggiungere ad esse, nulla
+levare. Altri pensi altramente, e ci creda pure traviati, e ci muova
+contro gli odii segreti: noi abbiamo pigliato a faccia scoperta il
+partito di spogliarci affatto d'ogni interesse e d'ogni amore
+transitorio, per servire all'amore perpetuo della patria e del vero,
+od almeno di ciò che a noi par vero. E sicuramente non ce ne fará
+biasmo chiunque sa quanta consolazione sia in certi momenti il poter
+dire all'anima propria:--Se non d'altro, sei monda almeno d'ogni
+invidia e d'ogni servilitá, né ti vendesti mai alla fortuna de'
+raggiri.--
+
+Ci perdonino i nostri lettori questa ed altre consimili digressioni. È
+la natura di certi costumi d'Italia che ci sforza a farle, non giá una
+troppo alta importanza che noi vogliamo attribuire alle nostre fatiche
+letterarie. Il peccato nostro (e lo confessiamo, ma non con intenzione
+di pentircene) sta tutto nella bizzarria, che ci siamo fitta in capo,
+di volere riputare un delitto, una infamia la professione delle
+lettere, se in ogni menomo atto non è esercitata come virtú morale.
+
+E a questo proposito, pensando al bel carattere morale del signor
+Ginguené, ci giova lasciar per ora da un canto la sua _Storia
+letteraria_, e cedere invece al bisogno che sentiamo di dare una
+lagrima alla memoria di questo illustre defunto. La morte dell'uomo
+sapiente è una sciagura intellettuale, che può anche tollerarsi a
+ciglio asciutto; ma quella dell'uomo probo è un dolore amarissimo, per
+chi considera quanto debba penare [p.171] l'umana societá a riempire
+il vuoto che quegli morendo vi lascia.
+
+La carriera de' pubblici impieghi fu corsa onoratamente dal signor
+Ginguené fino all'anno 1802. Ogni cosa gli prometteva allora facile il
+conseguimento delle ricchezze e degli onori piú splendidi: bastava che
+avesse potuto desiderarli. Ma, sdegnoso egli del favore del nuovo
+governo, contrario affatto a' principi da lui professati con intima
+religione, non volle piegare il ginocchio innanzi ad un idolo politico
+che non era l'idolo della sua coscienza. Rinunziò quindi ad ogni
+impiego pubblico, e coll'anima incontaminata consacrò interamente la
+vita e l'ingegno alla letteratura. Negletto, dimenticato dal governo,
+detestato anche: se ne compiacque. Tutti gli studi suoi furono da lui
+rivolti all'utilitá de' suoi concittadini; e co' versi, con le prose,
+con le lezioni recitate al Liceo (ora Ateneo), procacciò di vieppiú
+sempre nobilitare l'intelletto e 'l cuore dei francesi.
+
+Nell'ultima caduta di Napoleone venne fatta istanza al signor Ginguené
+perché celebrasse in versi il nuovo destino della Francia, tuonando
+irato contra i costumi dell'uomo precipitato dal trono.--Lascio questa
+cura--rispose egli--a coloro che lo hanno lodato.--E gli adulatori di
+Napoleone accettarono alacremente l'incarico che Ginguené rifiutava.
+
+La candida onestá del signor Ginguené guadagnò a lui ne' crocchi delle
+persone piú savie e piú gentili della Francia un epiteto che gli fa
+onore, e che da gran tempo non va scompagnato mai dal suo nome:«_le
+bon Ginguené_». Innamorato della vita campestre, egli ne gustò
+lungamente tutta la pace; e da essa le sue maniere pigliarono molto di
+quella schietta ed ilare cortesia, che raddoppia i nodi dell'amicizia
+e che sola può placare l'invidioso dispetto con cui il volgo guarda
+d'ordinario chi ne sa piú di lui. Eaubonne e la valle di Montmorency
+prestarono l'ultimo asilo al signor Ginguené; e l'ultima voce di lui
+fu udita in quelle amene campagne... Ora non vi suonano che i gemiti
+della sua vedova moglie.
+
+Possa un sospiro de' nostri lettori italiani, un sospiro che sia
+l'espressione della tristezza insieme e della riverenza, espiare
+[p.172] una villania fatta al signor Ginguené da un italiano! È noto a
+tutti di che modo l'Alfieri pagò d'ingratitudine un favore usatogli
+spontaneamente dal signor Ginguené, quando questi cercò di salvargli
+dalle mani del fisco di Francia la libreria ed i manoscritti. La
+lettera che il signor Ginguené, dolente dell'insulto onde vide
+ricompensato il proprio zelo, scrisse su di ciò all'abate di Caluso, e
+l'indole stessa del fatto, dimostrano quanto sia stato il torto
+dell'Alfieri. In discolpa di lui nulla può dirsi saviamente; e, se
+avessero spaccio tuttavia gli arzigogoli e gli insulsi sotterfugi de'
+retori, appena appena diremmo che quell'atto villano lo commetteva
+l'autore del _Misogallo_, ma che Vittorio Alfieri non lo sapeva.
+
+|Grisostomo|.
+
+
+ [1] _Histoire littèraire d'Italie par_ |P. L. Ginguené|,
+ _de l'Institut royal de France_, ecc. ecc. ecc., tomi VII,
+ VIII, IX, Paris, 1819, chez L. G. Michaud. (L'intera opera del
+ signor Ginguené si vende presso il signor G. Gigler, sulla Corsia
+ de' servi, n. 603).
+
+[p.173]
+
+
+
+
+XVIII
+
+BENEDETTO CASTELLI [1]
+
+
+L'adulazione mercenaria di parecchi letterati ha fatto brutto servizio
+agli elogi. Per essa queste forme oratorie, destinate ad onorare la
+sapienza, l'amor della patria e tutte le altre virtù civili, sono
+oggimai cadute in discredito presso molti. Quante volte la parola
+«elogio» sveglia in capo a chi l'ascolta un'idea a cui di necessitá
+tengono compagnia altre idee schifosissime! Ma, come la spada non è
+infame se non quando la impugnano i traditori, cosí l'elogio può
+essere santo se scritto con santa intenzione.
+
+Non va confuso cogli ordinari scrittori d'elogi chi recita e stampa le
+lodi d'un povero fraticello morto censessantacinque anni fa, chi con
+esse non mira a lusingare di rimbalzo la vanagloria viva e pagante
+d'un qualche discendente della famiglia onde emerse quel povero
+fraticello lodato. E però noi volentieri ci congratuliamo col signor
+dottore Sisto Tanfoglio dell'elogio letto da lui, sono tre anni, in
+un'adunanza dell'Istituto, e pubblicato ora colle stampe di Brescia.
+L'umile ma famoso monaco, di cui egli pigliò a parlare, meritava un
+encomio che fosse dettato dalla riverenza spontanea, non comandato
+dall'opportunitá di guadagnarsi un fautore. Colla sua intenzione
+ingenua il signor Tanfoglio pare a noi che abbia corrisposto
+degnamente al merito ingenuo di Benedetto Castelli.
+
+Nella orazione che annunziamo poco ci viene detto delle particolaritá
+della vita, e molto degli studi di questo celebre [p.174] matematico.
+«Nacque in Brescia nel 1577 da famiglia patrizia, ed ebbe a genitori
+Giambattista e Daria Castelli. Di diciotto anni si spartí dagli
+uomini, facendo voto di monacato in San Faustino di Brescia». Fu in
+Padova discepolo del Galileo, a cui si strinse di tenace amicizia. Fu
+professore di matematiche in Pisa. Nel 1628 andò a Roma, chiamatovi da
+Urbano ottavo, «che gli doppiò lo stipendio e lo dichiarò suo primo
+matematico. In Roma pubblicò la prima volta l'aureo trattato _Della
+misura delle acque correnti_»; ed ivi morí nel 1644.
+
+È noto che Benedetto Castelli fu il primo che applicasse alle dottrine
+idrostatiche le geometriche, e che riducesse a scienza certa ciò che
+prima era abbandonato alla pratica. «Legislatore ed ordinatore supremo
+de' fiumi e de' torrenti», il Castelli dettò teorie idrostatiche, che
+servirono di base a tutte le teorie posteriori; e, se ad altri vuolsi
+dare il vanto d'avere perfezionate ed ampliate siffatte dottrine, a
+lui non può negarsi quello di averne trovati i primordi: il che non è
+poco indizio di vigoria d'intelletto.
+
+Il signor Tanfoglio spiega, per quanto lo comporta la brevitá del suo
+discorso, queste ed altre dottrine ed esperienze praticate dal
+Castelli, e sulla bontá di esse fonda le ragioni della lode che gli va
+tributando. L'orazione sua riesce un lavoro piú scientifico che
+letterario; e tale, a dir vero, lo voleva la natura dell'argomento.
+Non inviteremo dunque i nostri lettori a considerarla dal lato
+letterario, parendoci ch'essa abbia un merito piú deciso guardandola
+dall'altro lato, e ravvisando in essa l'espressione dell'animo di un
+giovine studioso che loda ciò che l'intima persuasione gli suggerisce
+di lodare.
+
+|Grisostomo|.
+
+
+ [1] _Elogio di Benedetto Castelli_ bresciano di |Sisto Tanfoglio|,
+ dottore in filosofia e matematica ecc. ecc., Brescia, 1819, presso
+ Nicolò Bettoni e soci.
+
+[p.175]
+
+
+
+
+XIX
+
+INTORNO ALLA «SERVITÙ PRESSO I POPOLI ANTICHI E MODERNI» DEL
+GRÉGOIRE[1]
+
+
+L'uomo che dall'alto della sua fortuna volge uno sguardo
+compassionevole ad una classe inferiore di cittadini trattata
+duramente dall'orgoglio dei piú, ed il filosofo che, abbandonate le
+astruse ed aride speculazioni, crede di nobilitare la propria sapienza
+impiegandola a pro del misero avvilito ed ingegnandosi di trovar modi
+onde migliorarne la condizione, sono due vere bellezze nell'ordine
+delle cose morali. Le azioni loro brillano in mezzo a' traviamenti
+della umana natura, e rischiarano altrui il cammino della vita con una
+luce consolatrice. Nel leggere il libro della _Domesticité_ non
+possiamo tenerci di ammirare nell'autore di esso, il signor Grégoire,
+l'uomo onesto ed il vero filosofo; non possiamo negare a questo antico
+presidente della «Societá degli amici de' negri» la simpatia, il
+rispetto, l'amore ch'egli merita come esempio vivo di operosa
+filantropia. Una nuova edizione recentissima di questo libro ci sia
+sufficiente occasione per poter parlare di esso anche dopo i quattro
+anni da che uscí per la prima volta alle stampe.
+
+Il protettore de' negri, quegli che fino dal 1791 perorò altamente
+contra l'infame tratta di quei meschini, e sollecitò l'abolizione
+della loro schiavitú, manifestandone tutta l'ingiustizia, di rizza ora
+all'umanitá parole di propiziazione in favore d'altra gente infelice.
+Nel libro sulla _Domesticité_ il signor Grégoire esamina la
+condizione de' servitori d'ambo i sessi in Europa; [p.176] discute i
+mezzi co' quali renderla meno sciagurata per se stessa e piú giovevole
+alla societá civile; e con quella eloquenza che non è insegnata nelle
+scuole, ma che procede direttamente dalla bontá del cuore, cerca di
+trasfondere ne' suoi lettori la caritá virtuosa di cui egli sente
+l'impero sull'anima propria.
+
+L'autore dá uno sguardo franco, ma rapidissimo, alla storia de' popoli
+antichi, e considera lo stato degli schiavi presso i greci ed i
+romani. Il barbaro modo, con cui in generale venivano oppressi gli
+schiavi da quelle due nazioni tanto venerate da' nostri pregiudizi
+scolastici, concorre anch'esso a giustificare la generositá
+dell'ardimento di coloro che, paragonando la somma de' nostri costumi
+presenti a quella de' costumi de' tempi remoti, niegano all'antichitá
+quel cieco ossequio superstizioso che ci è imposto come obbligo dalla
+servile pedanteria, e tributano invece una piú sentita riverenza alla
+ragione umana che si fa monda attraverso dei secoli. «Tito egli
+stesso,--dice il signor Grégoire--Tito, l'imperatore soprannominato
+'la delizia del genere umano', avendo ridotti in servitú i popoli
+della Giudea, il trattò con la piú ributtante ferocia. Ne' giuochi e
+negli spettacoli dati da lui a Cesarea perí una gran turba di schiavi,
+alcuni sbranati dalle fiere, moltissimi costretti a combattere contro
+i loro compagni e ad ammazzarsi l'un l'altro. Mille e cinquecento
+schiavi vennero scannati in quella stessa cittá onde celebrare il
+giorno natalizio di Domiziano, fratello della 'delizia del genere
+umano'; e ne furono scannati altri assai a Berito in onore di
+Vespasiano, padre della 'delizia del genere umano'... Ecco di che fu
+capace un principe, a cui l'adulazione de' contemporanei e la
+credulitá delle generazioni successive decretarono l'apoteosi!».
+
+Dall'esame della schiavitú presso i greci ed i romani l'autore
+discende a quello della servitú nel medio evo, e finalmente a quello
+della «_domesticité_», che è quanto dire della condizione dei
+famigli o servitori, ne' tempi presenti; e dichiara che le
+riflessioni, alle quali egli verrá condotto dal suo discorso, avranno
+quasi sempre la mira a' soli famigli d'ambo i sessi destinati a'
+servigi domestici nelle cittá, non a quelli destinati a' servigi
+rurali.
+
+[p.177]
+
+«L'Europa nel medio evo teneva gli uomini, per cosí dire, inchiodati
+alla gleba. L'Europa moderna offre lo spettacolo di una turba di
+donne, di oziosi vestiti a livrea, di valletti ecc. ecc., che
+riempiono le anticamere e vegliano giorno e notte a prevenire i
+bisogni veri o fittizi de' loro odiati padroni... Nel 1796 a Torino
+sopra 93.076 abitanti contavansi 3.168 servi e 5.292 serve. Totale
+d'ambo i sessi 8.460; il che forma la undecima parte della
+popolazione».
+
+Non è giá con questa proporzione che s'abbia a pretendere di
+raccogliere il numero de' famigli esistenti in tutta l'Europa, da che
+ciascun paese presenta agli statistici proporzioni differenti. Il
+numero de' famigli cresce, ove piú ove meno, a seconda del crescere
+delle ricchezze, delle distinzioni sociali, dell'ineguaglianza delle
+classi civili. A Parigi ed in tutte le grandi cittá il numero de'
+servi si fa ogni dí maggiore per colpa del lusso ogni dí piú favorito.
+Non sarebbe lontano per nulla dal vero il supporre che in Francia un
+milione d'individui sia impiegato ne' servigi domestici, non contando
+coloro che prestano servigi rurali. Considerata dunque la tanta
+quantitá di siffatti individui e quanto essi possano contribuire alla
+tranquillitá dello stato ed alla felicitá privata delle famiglie, chi
+non vede essere cosa importantissima il pensare ad una riforma de'
+loro costumi, ad un miglioramento della loro educazione intellettuale?
+Questa riforma e questo miglioramento raddolciranno ad essi di molto
+il peso della servitú. L'uomo ignorante e senza morale è
+necessariamente infelice.
+
+Ommettiamo di riportare le tante prove della depravazione morale de'
+servi, registrate dall'autore nel suo libro. Che i servi sieno spesse
+volte scostumati, è una veritá di fatto, della quale ciascuno di noi è
+persuaso prima ancora che la ci venga annunziata.
+
+Ma, siccome per togliere di mezzo un male fa duopo investigarne le
+cagioni, vediamo da che provenga cotesta depravazione. Il rimediarvi
+stará nel toglierne di mezzo le cagioni.
+
+Una delle principali origini della depravazione de' servi è la
+depravazione de' padroni. «Come possono inspirare sentimenti di
+fedeltá a' loro famigli certi padroni arricchiti da [p.178] fallimenti
+dolosi, da ruberie, da rapine; certi padroni contra i quali grida
+vendetta il sangue de' poverelli? Come possono inspirare a' loro
+famigli sentimenti di riverenza e di subordinazione certi padroni
+capricciosi, aspri, crudeli, a' quali la caritá è sconosciuta del pari
+che la giustizia, le di cui parole e maniere spengono negli animi
+altrui ogni affezione; padroni, i quali non vorrebbero comandare che
+ad automati, che all'opulenza associano tutti gli effetti d'una
+cattiva educazione, che, nudi di ogni sentimento dilicato e logorati
+dai vizi, non perdonano ai loro servi il menomo difetto?».
+
+L'esempio buono è il piú eloquente de' predicatori. Pochissimi uomini
+coltivano la loro ragione e il loro cuore; pochissimi operano per
+impulso di princípi sentiti intimamente e professati. I piú vanno
+dietro agli altri e sono enti imitatori. Però in casa dell'uomo
+vizioso rade volte troverai servi virtuosi. «_Tel maitre, tel
+valet_», è proverbio che d'ordinario non falla.
+
+Altra origine della corruzione morale de' servi è l'abitudine ai
+giuochi del lotto e ad altri consimili. Quanti individui, allettati
+dalla speranza di far fortuna e cambiare stato, incominciano la
+carriera del vizio rubando, e la finiscono col suicidio! Quanti
+ospedali, quante prigioni, quante forche bisognò innalzare per lasciar
+vita a questo abuso de' giuochi!
+
+E non ultima fra le cagioni della depravazione de' famigli è il
+servirsene che talvolta fanno i governi per conoscere gli andamenti
+de' padroni. Il mestiere infame della spia inaridisce nell'anima ogni
+attitudine alla virtú, e rende in un momento solo che lo si eserciti
+prontissimi gli uomini ad altri delitti.
+
+Per migliorare i costumi de' servi bisognerebbe dunque, prima d'ogni
+cosa, migliorare la morale de' padroni. Questo è un suggerimento
+facile a darsi; ma una gran lode meriterebbe chi suggerisse la maniera
+di mandarlo ad effetto. Piú facile è il mettere riparo ai mali
+provenienti dalla tolleranza del lotto. E se non si fará mai far da
+spia a' servi, un gran passo avremo corso verso il perfezionamento
+della morale di questa classe d'individui.
+
+Supponendo che le leggi provvedano per quanto sta in esse al
+mantenimento de' buoni costumi ne' servi, i cittadini ricchi [p.179] e
+probi debbono, giacché le leggi non possono far tutto esse,
+contribuire dal canto loro al medesimo scopo. E a questo effetto,
+l'autore propone l'instituzione di scuole destinate interamente pe'
+servi. Lo spirito regolatore di siffatte scuole dovrebbe essere quello
+di sviluppare, piú che non s'è fatto finora, le facoltá intellettuali
+della povera gente, combinando questa educazione colla pratica
+costante della virtú. Alla mancanza attuale delle scuole speciali pe'
+servi, pare a lui che potrebbe supplire intanto una maggiore
+propagazione de' metodi scolastici alla Lancaster. Crederebbe egli
+necessario per altro che, oltre il leggere e lo scrivere e
+l'aritmetica, s'insegnassero nelle scuole alla Lancaster anche
+principi di morale pratica, in modo che negli allievi la virtú
+diventasse un bisogno della coscienza.
+
+Ma perché nella disposizione naturale degli animi umani i premi sono
+un allettamento al ben fare, l'autore vorrebbe moltiplicati dalle
+largizioni de' ricchi gli ospizi pe' servi cresciuti in vecchiezza ed
+infermi, e stabilita anche in Francia, come giá esiste altrove, una
+«Societa filantropica», che destinasse premi d'incoraggiamento e di
+ricompensa pe' servi costumati e dabbene, quando, con lunghi anni di
+servizio presso una o poche diverse famiglie, avessero dato prove di
+incorrotta fedeltá.
+
+Non diremo qui di che modo il signor Grégoire difenda la causa de'
+servi contro l'insultante durezza de' padroni. L'uguaglianza degli
+uomini ed il rispetto che debbono portarsi a vicenda, qualunque sia la
+condizione che sembri separarli gli uni dagli altri, sono veritá tanto
+lucide che ci parrebbe di far torto all'Italia ripetendole. Però,
+augurando molti lettori italiani al libro del signor Grégoire,
+facciamo voti affinché lo spirito di liberale caritá, che in esso
+domina, produca effetti i quali tornino in onore della nostra patria.
+Una emulazione virtuosa tra popoli e popoli, che abbia per iscopo il
+conseguimento delle benedizioni de' posteri, è uno spettacolo degno
+de' tempi presenti.
+
+|Grisostomo|.
+
+
+ [1] _De la domesticité chez les peuples anciens et modernes par_
+ |M. Grégoire|, _ancien evêque de Blois_, ecc. ecc.
+ Parigi, ecc. ecc.
+
+[p.180][p.181]
+
+
+
+
+XX
+
+SOPRA UN MANOSCRITTO INEDITO
+
+DEGLI AUTORI DEL FOGLIO PERIODICO «IL CAFFÉ»
+
+
+Agli scalini del duomo vendevansi qui in Milano, sono pochi dí, al
+prezzo fisso di dieci soldi il volume, tanti libri e libracci usati,
+quanti bastavano a formare alla rinfusa un mucchio, del diametro di
+forse otto passi ed alto un mezz'uomo e piú. Passava di lá casualmente
+uno degli estensori del nostro giornale, e, datosi a frugare per entro
+a quel caos di sapienza avvilita e di pazzie umane mantenute tuttavia
+in eccessiva onoranza dalla tariffa del venditore, trovò modo di
+spendervi dietro anch'egli, bene o male, uno scudo. Raccomandò il
+prezioso acquisto alle spalle d'un fattorino del libraio senza
+bottega, avviandolo alla contrada tale, casa tale, numero tale; e,
+sborsato il prezzo, entrò in duomo, probabilmente per farvi orazione:
+i maligni dicono, per pigliarvi il fresco.
+
+Sull'ora del pranzo tornato egli a casa, trovò il fagotto de' libri
+buttato in terra a piè della seggiolina della portinaia, che, sudicia
+né piú né meno di tutte le sue consorelle, pure non aveva voluto
+metter mano su di esso, per paura, diceva, d'impolverarsi, e soltanto
+si degnò di additarlo con un calcio allorché ne sopravvenne il
+padrone. La schifiltá della donna pareva essere una strana disarmonia
+in quella cameretta. Misurando con un'occhiata tutto il lercio dello
+stanzino e dell'abitatrice, un uomo filosofo avrebbe avuto di che
+fantasticare assai sulla ignobilitá corporale dell'umana razza e sul
+perpetuo ondeggiamento de' principi morali da cui muovono le nostre
+azioni. Una portinaia schiva d'imbrattarsi di polvere un dito!
+All'amico nostro, accostumato da molti anni a veder tante
+__inconseguenze__ [p.182] e incongruenze e contraddizioni razionali
+e morali e sociali..., bastò di ridere alcun poco del bislacco
+sussiego della donnicciuola.--Va'--le disse--l'anima tua è screziata
+come l'abito che porti indosso.--Era una vestetta rattoppata con piú
+cenci, l'un d'un colore l'un d'un altro.--Ma io non rido di te, rido
+dei molti a cui tu somigli.--Nel dir questo, egli, che s'era fatto
+allo sportello verso l'androne e vedeva la strada, mandò uno sguardo
+di allusione a tre bei carrozzini, che lesti lesti scorrevano allora
+appunto per di lá. Poi, rientrato, spolverò alla meglio i suoi libri,
+se li recò sotto 'l braccio, salí le scale e li depose sullo
+scrittoio.
+
+Il dí susseguente, l'amico nostro riandò i vari frontispizi, e gli
+nacque il pensiero gentile di dividere con alcuni suoi vicini la
+sapienza comperata. Studiò di proporzionare il dono ai bisogni di
+ciascheduno di essi: voleva anche in tale inezia essere utile al
+prossimo. E però, sbandita ogni idea, ogni apparenza di beffa, mandò
+sul serio come lettura proprio opportuna i seguenti libri ai seguenti
+individui.
+
+Ad un ricco giovinetto uscito non ha guari di collegio, una discreta
+traduzione italiana delle _Lettere di lord Chesterfield al proprio
+figliuolo_.
+
+Ad un classicista, gli _Elementi delle cognizioni umane ad uso de'
+fanciulli_ (edizione di Parma), ed i due _Galatei_, l'uno di
+monsignor Della Casa, l'altro di Melchiorre Gioia.
+
+Ad un romantico, un libro stampato in Venezia del 1563 ed intitolato
+_Pungilingua e trattato di pazienza di fra Domenico Cavalca da Vico
+Pisano_ (edizione citata dai compilatori della Crusca).
+
+Ad uno sposo recente, un grosso volume e mezzo scucito, intitolato
+_Nouvelle manière de defendre et de fortifier les places
+irrégulières à l'usage de ceux qui ne sont pas géomètres, par P. I. de
+Bellersheim_.
+
+Ad un illustrissimo borioso, le _Osservazioni di Francesco Redi
+intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi_.
+
+Ad un postulante, _L'uomo di corte di Baldassar Graziano_
+(traduzione dallo spagnuolo).
+
+[p.183]
+
+Ad una signora attempatella, un libro sconosciutissimo, intitolato
+_L'arte di congedarsi a tempo_, stampato in Venezia, l'ultimo
+anno della repubblica.
+
+Inviati al loro destino i libri suddetti, l'amico nostro ne ritenne
+per sé il restante; salvo che portò egli stesso di sua mano negli
+archivi del _Conciliatore_ un grosso volume di manoscritti,
+legato in pergamena e della forma d'un libro parrocchiale,
+sdebitandosi cosí della promessa, che aveva fatto a se medesimo, di
+regalar qualche cosa anche a' veri amici suoi. In quel punto gli
+estensori del _Conciliatore_ erano occupati in rifare alcuni
+periodi al giornale, che doveva uscire di lí a poche ore. E però non
+badarono per allora piú che tanto né al nuovo ospite de' loro archivi,
+né alla storia del come esso era pervenuto in potere del donatore.
+Questi fu rimunerato grettamente dai donatari con un «mille grazie»
+secco secco; ma, ponendo mente alla circostanza, gli parve che il
+guiderdone fosse anche troppo, e si tenne contento.
+
+Non passò per altro una settimana che ai pochissimi estensori rimasti
+in Milano a tirare il carro, mentre che tutti gli altri se ne stanno
+oziando alla frescura in amene campagne, su pe' colli di Brianza od in
+riva a qualche lago, cadde sott'occhio il volume de' manoscritti e
+nell'animo la voglia di scartabellarlo.
+
+Il frontispizio dice precisamente cosí: _Miscellanea di cose
+accadute a' miei tempi, dove c'è dentro un poco di tutto_. E piú
+sotto: «Io, prete don Anastasio Caramella, cappellano titolato in
+Verderio superiore, ho messa insieme questa miscellanea per mio uso ed
+esercizio, incominciando il giorno di pasqua dell'anno 1759 e
+seguitando fino al giorno di san Giuseppe del 1771, nel quale il
+dolore per la morte della mia buona Maddalena mi ha fatto rinunziare
+al mondo ed alle vanitá».
+
+Chi fosse questa Maddalena, la quale vivendo faceva un po' mondano don
+Anastasio, non è occorso a' sottoscritti di potere indovinare. Ma non
+hanno lette ancora che poche carte della _Miscellanea_. Apertala
+a metá del volume, vi trovarono un capitolo che s'annunzia cosí:
+_Elegia comico-seria ed in prosa, composta da due degni signori che
+scrivono nel foglio periodico «Il caffé»._
+
+[p.184]
+
+Letta avidamente l'elegia, i sottoscritti pensarono subito che lo
+stamparla sarebbe stato un far cosa gradita al pubblico; da che oggidí
+gli scrittori del _Caffé_ (morte essendo e seppellite le brutte
+invidie de' loro contemporanei) ottengono quella giusta venerazione
+che si meritano, ed ogni cosa che sia frutto di quegli ingegni viene
+letta con altrettanta compiacenza quant'era l'astio inverecondo col
+quale a' tempi loro sprezzavasi. Nel manoscritto non è registrato il
+nome dei due compositori dell'elegia. In alcuni passi le idee e lo
+stile farebbero sospettare ch'essa fosse fattura di Pietro Verri; in
+piú altri, del di lui fratello Alessandro. E forse è opera di
+tutt'altri; forse un solo individuo ne fu l'autore; forse... anche...
+chi sa? I sottoscritti non vogliono avventurare nessun giudizio:
+decida il pubblico.
+
+Ecco l'elegia ricopiata tal quale dalla _Miscellanea_ del
+cappellano. Ma no: bisogna che i lettori sappiano in prima una cosa, e
+la si dica. L'elegia è preceduta da una _Notizia storica_,
+compilata da don Anastasio. Sono descritte brevemente in essa le
+circostanze che diedero occasione al componimento patetico. E sono
+circostanze tali, che per una bizzarria dell'accidente somigliano in
+qualche modo a quelle in cui trovansi gli estensori del
+_Conciliatore_. Siffatta analogia, è da confessarsi, contribuí
+anch'essa a far nascere il pensiero di pubblicar l'elegia, e con essa
+anche la _Notizia storica_ nella sua genuina semplicitá. S'è
+detto «analogia d'alcune circostanze». Badate bene, o lettori, ai
+termini; perché gli estensori del _Conciliatore_ non amerebbero
+d'essere creduti sí presuntuosi da voler paragonare se stessi agli
+illustri scrittori del _Caffé_. Sanno bensí in coscienza di aver
+comune con essi la intenzione; ma l'ingegno poi e le forze..., queste
+sono altre cose. «_Non omnia possumus omnes_», soleva dire ogni
+tratto il barbiere di Tom Jones. Oh! un barbiere ci vorrebbe che
+lavasse il muso a certi israeliti della nostra penisola, de' quali
+dicesi che per avere imparate a mente quattro frasacce del
+_Pataffio_ di ser Brunetto, siensi fatti tronfi come la rana
+della favola, e vadano gracchiando contro le opere del Verri e del
+Beccaria, e le chiamino «miserie», perché non vi [p.185] trovano sapor
+di lingua. Sapor di lingua! E che sapete voi mai, o israeliti, d'altro
+sapore fuor di quello dell'oca?
+
+Don Anastasio dunque lasciò scritta, o lettori, una _Notizia
+storica_. Vedetela qui; e, se vi piace, ringraziatene gli editori,
+che finalmente stanno zitti e lasciano parlar don Anastasio e suoi
+poeti.
+
+ L'estate di quest'anno 1765 fece un gran caldo in Milano; ed io, che
+ mi trovava lá giú, bruciava che pareva in un forno. In un giorno di
+ luglio, non mi ricordo se giovedí o martedí, ma era giorno di grasso,
+ fui invitato a pranzo la prima volta a casa della marchesa donna
+ Antonia, signora piena di degnazione, che solamente mi fece venire, e
+ non mi conosceva, perché io era amico di molti di que' sapienti che
+ scrivevano il _Caffé_, e quel dí pranzavano dalla signora
+ marchesa; ma solamente due di essi in effetto, perché gli altri erano
+ scappati fuori in villeggiatura, tanto era indiavolata e scottava la
+ cittá. Que' due buoni signori raccontavano tra una portata e l'altra
+ d'aver veduti stracciati per la strada alcuni fogli del _Caffé_,
+ e parevano in collera. Ma io credo che facessero finta, perché di
+ quando in quando si guardavano e ridevano, ed erano insomma di buon
+ umore. Anzi narravano tutti gli insulti che ricevevano dalla bassa
+ canaglia, e che fino sentivansi chiamare «Societá dei pugni»; ed era
+ come se parlassero di gloria e trionfi. Che fiore di galantuomini
+ proprio esemplari! In fine della tavola tirarono fuori e lessero una
+ poesia o prosa, che avevano fatta sui loro guai. E l'uno
+ diceva:--Stampiamola;--e l'altro:--No;--e sí e no, e sí e no. E infine
+ non ne fecero niente; perché la marchesa, donna di giudizio, diceva
+ che non bisognava darsene per intesi, e che sempre era succeduto cosí,
+ e che sempre sarebbe succeduto l'eguale a chi scrivesse proprio come
+ la pensava; e che poi bisognava contentarsi di chiappar la lepre col
+ carro, e lasciar tempo al tempo. Ma quella elegia mi piacque tanto,
+ che pregai di darmene una copia. Ed ebbero la bontá di esaudirmi. Ed
+ ecco, è l'elegia seguente. Peccato che non l'abbiano messa sul
+ _Caffé_!
+
+[p.186]
+
+
+ ELEGIA COMICO-SERIA ED IN PROSA
+
+ Vieni colla querula lira, o bionda Elegia; e sparsa di lagrime sciogli
+ le chiome...
+
+ --No, no; questa prosa somiglia troppo i soliti versi: cominciamo di
+ nuovo.--
+
+ Fa' la _toelette_ una volta, o vecchia Elegia, se ti restano
+ chiome.
+
+ E se, dai mille anni in poi che tu spandi i torrenti delle tue lagrime
+ sulle arcadiche cetre, ancora te ne rimane una stilla, vieni, o
+ pietosa, nel caffé di Demetrio[1] ad imprestarmela per tante
+ disgrazie.
+
+ Chi sará mai cosí dotto aritmetico da poter numerare tutti i miei
+ nemici? Chi sa dirmi donde l'odio, gli strapazzi, gli sdegni contro di
+ me, che non gli ho veduti pur mai!
+
+ Ignoro il mio delitto. Studiando, scrivendo, operando col coraggio
+ dell'onestá, ho forse violati gli altari, tiranneggiata la patria,
+ venduta l'innocenza?
+
+ Ho forse offesi tutti coloro che scrivono ed operano senza il coraggio
+ dell'onestá? Oh! condonate l'errore giovenile: io sognava Lacedemone,
+ ed era in Babilonia!
+
+ --Ahi! ahi! ahi!...--ho sclamato tre volte per riverenza delle nove
+ muse, quando vidi l'atroce spettacolo!
+
+ Vidi (credetelo, o posteri) il foglio arditamente sincero, il foglio
+ che tien desta l'invidia, quand'ella piú s'affanna a persuadere che
+ dorme, il mio povero _Caffé_ lacerato in mille brani, bruttato
+ nel fango delle strade.
+
+ E l'asino grave, e lo stupido bue, e l'armento servile delle pecore lo
+ calpestavano passando! Sento ancora i ragli di gioia, i muggiti di
+ trionfo, i belati di compiacenza. Oh vergogna, oh sventura
+ irreparabile! ahi, ahi, ahi!...
+
+ Dimmi tu, o solo compagno rimastomi in tanta guerra, come potremo
+ difenderci?
+
+ Ecco primo venirne contro il rotondo signor Cristoforo,
+ ingegnosissimo, [p.187] terribilissimo per grandi occhiali sul naso e
+ impolverata parucca![2]
+
+ Ei m'accenna col dito alle turbe e grida:--Quegli è il colpevole,
+ quegli il ribelle che ardisce resistere all'autoritá, stimare i
+ moderni, non adorare gli antichi. Guai se il mondo uscisse di pupillo
+ e l'ascoltasse! Urlate, o turbe: fischiate, percuotete, uccidete. Lo
+ scellerato pretende che __si ragioni__!--
+
+ E le turbe, che non ragionano e non intendono, mi guardarono
+ minacciose; ed io, traendomi in disparte, risposi:
+
+ --O gente degna delle «ghiande saturnie», placatevi e calpestate
+ questo male sparso _Caffé_.--
+
+ Venne Adonio, il damo per eccellenza; Adonio, il condottiero profumato
+ della schiera degli eunuchi. Costui, recandosi tra le mani l'ultima
+ raccolta di _Ana_, cercò tra le pagine un epigramma, e mi
+ trafisse.
+
+ Ahi, ahi, ahi... Oh mio mal prodigato _Caffé_!
+
+ Ma chi mi giunge a sinistra dietro le spalle? Ecco la schiera bruna
+ che bulica come un formicaio.
+
+ Veggo lo scrittorello, colui il quale vende ognora a gran prezzo ciò
+ che val nulla: se stesso ed i suoi giudizi.
+
+ Veggo il vecchio Codro, cadente sotto il peso de' suoi volumi in
+ foglio; né la rabbia basta a dargli forza per lanciarmeli contro.
+
+ E te pure non dimentico, o poetastro, celebratore de' pranzi illustri;
+ e te pure, o Vafrino, piaggiatore de' grandi, che ti sei fatto un
+ patrimonio colla loro vanitá.
+
+ Ma voi chi siete, pallide facce, tutte fosche di neri capegli, ora
+ immote verso il cielo, ora inclinate mestamente alla terra? Ah sí, vi
+ riconosco, Piloncino e Tartuffo, ipocriti di virtú, falsatori di
+ religione.
+
+ E i vili si strinsero le destre, e congiurarono cosí:
+
+ --Costui né si vende né si compra; ma con un tocco ardito della sua
+ penna sbalza dai volti le maschere e snuda la veritá.
+
+ Dunque pèra il __superbo__, pèra il __nemico__ della patria,
+ pèra il __disprezzatore__ de' grand'uomini, il __novatore__
+ mostruoso, l'esecrato __filosofo__ pèra.--
+
+ [p.188]
+
+ Sí, calpestate il male sparso _Caffé_, o fallaci e crudeli
+ dispensatori delle «ghiande saturnie». Abborritemi, vendicatevi. Ma
+ prima ponete una mano sul mio petto, e sentirete che questo cuore
+ batte tranquillo.
+
+ Il giorno non è lontano che la pianta felice da noi collocata ne'
+ campi d'Esperia porterá piú copioso il suo nobile frutto; il suo
+ frutto che non manda fraganza, se nol tormenti col foco[3].
+
+ E voi pure tormentateci, o gente saturnia! Ma noi, alleati col Tempo,
+ atterreremo su queste pianure i vostri boschi di querce; né piú vi
+ sará dato d'imprigionare tra l'ombre le menti dei mortali.
+
+ Perché una forza irresistibile di perfezionamento è nella nostra
+ natura, e progredisce e trionfa; e, simile al fato, conduce i
+ volenterosi, e i repugnanti strascina.
+
+ Ma di chi la gloria, di chi? Amici del nostro cuore, che sudate con
+ noi nell'altissima impresa, non lasciateci or soli frammezzo ai
+ turbini. Ove siete, che fate?
+
+ Due di voi, io lo so, compiacendo al lor genio, si ascondono nelle
+ solitudini.
+
+ Allato allato delle vostre predilette, seduti a sera sull'erta della
+ collina, seguite con occhio innamorato le stelle remote, e alla
+ presenza delle bellezze del cielo parlate le speranze d'una vita
+ migliore.
+
+ Intanto noi tra le mura infiammate della cittá scriviamo la notte,
+ scriviamo il giorno, e appena abbiam tempo di mandare un sospiro.
+
+ Dove sono gli altri? ahi! dove sono? Voi correte in caccia le
+ campagne, o saltate i fossati, o veleggiate sui laghi ascoltando i
+ canti verginali di che sull'alba risuonano le sponde, o cercate i
+ semplici costumi tra le montagne dell'Elvezio vicino... Ma ricordatevi
+ di noi, che siamo qui soli!
+
+ E tu pure, altero e ritroso ingegno, che fai? Né amoreggi, né viaggi,
+ né scrivi, e godi il tuo sommo diletto lasciando correre il pensiero
+ negli aerei campi dell'Idea[4].
+
+[p.189]
+
+ Ozio è questo, o fratelli: Piloncino ne ride, e noi due ne piangiamo,
+ improvvisando la nostra elegia.
+
+ Oh, povera Elegia! Ora t'innalzi, ora strisci nella polvere, e non
+ somigli a nessuna. Guai se t'abbatti in qualche grave maestro, che
+ voglia riscontrare le tue forme sul modulo de' precetti![5].
+
+ Il feroce trarratti per gli orecchi al cospetto delle muse, e
+ domanderá vendetta contro il padre dell'orribile mostro.
+
+ A lui cosí dirai tua ragione:--O grave maestro, cui piacciono le
+ centomila ricantazioni de' lamenti ovidiani, colui che m'ha fatta,
+ sappilo, non somiglia l'errante modellatore lucchese: egli non mi
+ foggiò di fragile gesso nella forma cavata da un altro, perché
+ l'ignaro moltiplicasse le copie! Sono rozza, ma scolpita sul vivo;
+ deforme, ma forte; sono un ente di piú nella natura.
+
+Tale è l'elegia che abbiamo trovata nel manoscritto di don Anastasio e
+che pubblichiamo con tutta fedeltá. Le note da noi sottopostevi ne
+parvero opportune per la maggiore intelligenza del testo. Se nel libro
+regalatoci rinverremo altre cose meritevoli di essere tolte
+all'oscuritá, i nostri lettori non ne saranno defraudati.
+
+ I due estensori
+ |Grisostomo|--P.
+
+
+ [1] Demetrio era un caffettiere greco, nella cui bottega gli autori
+ del _Caffé_ hanno finto che avvenissero le loro
+ conversazioni.
+
+ [2] Di questo signor Cristoforo si veggono piú menzioni nel giornale
+ del _Caffé_. Sovranamente comica è la di lui disputa in
+ favore degli antichi contro quello fra gli estensori che si
+ firmava «A.».
+
+ [3] Intende la pianta del caffé, e per essa simbolicamente la
+ filosofia, alla quale sono necessarie le persecuzioni per farsi
+ infine conoscere e sentire da tutti.
+
+ [4] Non crediamo ingannarci nel riconoscere in questi tratti il
+ Beccaria, uomo altamente contemplativo, ma poco inclinato
+ all'attivitá. Piú dubbie sono le indicazioni degli altri colleghi
+ a cui si rivolgono le esortazioni degli elegisti.
+
+ [5] È noto che nel _Caffé_ si sono combattute con molta forza le
+ false regole e le frivolezze de' pedanti e de' poeti italiani.
+ Veggansi singolarmente i due discorsi _Sui difetti_ e
+ _Sullo spirito della letteratura._
+
+[p.190][p.191]
+
+
+
+
+XXI
+
+SULLA «FILOSOFIA DELLE SCIENZE» DEL JULLIEN[1]
+
+
+Ogni volta che ci occorre di dover parlare di economia politica, di
+lega fraterna tra i popoli, del bisogno di una letteratura
+essenzialmente liberale, di scuole alla Lancaster, di diffusione di
+lumi, di mezzi coi quali aggiungere rapiditá al progresso del sapere
+umano e d'altri argomenti di consimile natura, l'esperienza ci fa
+presentire vicine il ronzio d'una maledizione sul capo nostro per
+parte de' missionari della tenebria e dei _frères ignorantins_
+della nostra penisola. Eppure, sia detto in buona coscienza, non entra
+mai ne' disegni nostri una menoma intenzione di pigliare la penna in
+mano per muovere la bile ad una menoma persona. Se, procurando di
+servire come meglio può alla nazione italiana, necessariamente il
+_Conciliatore_ incappa a spiacere all'individuo, questi si dolga
+non di noi, ma della sua propria sinderesi e delle sue proprie
+opinioni, discordi forse troppo da quelle della nazione e del secolo;
+si dolga con se stesso, per aver tolto a seguitare coi pochi il logoro
+gonfalone dell'oscurantismo piuttosto che la bella bandiera dell'amor
+della patria, alla quale è ligio il cuore dei molti.
+
+Accomodati, mediante questo pacifico avvertimento, i nostri conti col
+drappello di coloro ai quali sempre e di buon grado perdoneremo la
+mormorazione, siccome formola comandata dal loro instituto, ci sia
+lecito di proporre ai dotti d'Italia la lettura [p.192] dell'opuscolo
+qui sopra annunziato del signor Jullien; opuscolo che per la sua sola
+intenzione meriterá l'anatema da chiunque ama di ritardare il corso
+dell'intelletto umano.
+
+Lo scopo al quale tende il signor Jullien col presente opuscolo, che è
+un prospetto d'un'opera futura, è quello appunto di procacciare una
+migliore direzione ed un'attivitá maggiore ai lavori intellettuali. A
+questo effetto egli, determinando in nuova maniera la divisione delle
+cognizioni umane, ordina i risultati moltiformi delle scienze, delle
+lettere e delle arti come verso un centro unico, la __filosofia delle
+scienze__[2]; mostra la opportunitá di ridurre a succosi ed utili
+estratti tutta l'immensa farragine delle biblioteche, onde gli
+studiosi non abbiano a sciupare tutta la loro vita nell'istruirsi di
+ciò che s'è fatto, senza che lor basti fiato per muovere il passo
+verso ciò che resta a farsi; accenna il metodo onde piú arricchirsi di
+cognizioni con minor perdita di tempo e minor confusione d'idee
+(metodo giá da lui altra volta spiegato ampiamente nell'_Essai sur
+l'emploi du temps_, e che consiste nel tenere sotto diversi
+scompartimenti alfabetici, sotto diversi ordini di affinitá, un
+registro scritto di tutte le nozioni che lo studioso viene di mano in
+mano acquistando mediante la lettura, l'osservazione e 'l conversare);
+accenna la possibilitá d'inventare un alfabeto scientifico e
+filosofico, col soccorso del quale e con semplici segni rendere piú
+facile, piú fervida, piú fruttuosa la comunicazione tra i dotti
+d'Europa; e propone tra essi dotti una lega universale, onde
+abbreviare gli studi di ciascheduno, e far concorrere gli sforzi di
+tutti ad accelerare il simultaneo progresso delle scienze, delle
+lettere e delle arti, il perfezionamento morale ed intellettuale
+dell'uomo. A siffatta confederazione dovrebbono unirsi e prestar
+consiglio ed aiuto tutti coloro a' quali per impulso virtuoso del
+[p.193] cuore preme di migliorare la condizione della umana famiglia.
+E specialmente è pregata a favorire e secondare le fatiche dei dotti
+quella metá bella e gentile del genere umano, senza il concorso della
+quale, dice l'autore, è inutile lo sperare alcun miglioramento
+lodevole nelle cose della vita.
+
+Noi non vogliamo entrare per ora a discutere né la __novitá__ di questo
+bel progetto del signor Jullien, né la convenienza de' mezzi da lui
+additati per mandarlo ad esecuzione. Come ogni censura, cosí anche
+ogni encomio di un libro riesce intempestivo e di scarso valore, se lo
+si fonda sulla conoscenza del solo indice delle materie in esso
+trattate; e l'opuscolo di che parliamo è in gran parte poco piú che un
+indice. Non esamineremo dunque criticamente il progetto ed i metodi,
+se prima non li vedremo svolti in tutta la loro estensione per entro
+il libro intero, che l'autore, a quel che pare, sta terminando. Bensí
+speriamo che ai dotti d'Italia la lettura anche del solo preludio di
+un'opera filosofica, manifestamente suggerita dalla santa intenzione
+di giovare al perfezionamento sociale, basterá ad offrire materie di
+analoghe speculazioni. E però, deponendo noi riverenti sul loro
+tavolino l'opuscolo del signor Jullien, e sdebitandoci sinceramente
+con lui di tutta quella lode che gli è dovuta per lo spirito leale e
+per la buona volontá onde vediamo muovere sempre i suoi disegni,
+finiremo il nostro articolo col dare in abbozzo a' lettori una qualche
+idea della nuova divisione delle scienze da lui proposta.
+
+Bacone prima, poi gli autori della _Enciclopedia_, nella loro
+classificazione delle scienze e delle arti, riferirono ciascuna di
+esse ad una delle tre divisioni fondamentali, suggerite dalle tre
+diverse facoltá dell'uomo: __memoria__, __ragione__, __immaginazione__.
+
+Il signor Lancelin, nella sua introduzione all'_Analisi delle
+scienze_, riducendo tutto lo scibile umano ad una scienza sola, la
+__scienza della natura__, scompartí questa in otto divisioni
+fondamentali; e sono:
+
+1. Elementi dell'universo, o descrizione de' corpi naturali.
+
+2. Forze e proprietá primitive della materia.
+
+[p.194]
+
+3. Scienze primitive nascenti dalla descrizione de' corpi e dalla
+classificazione degli oggetti e de' fatti.
+
+4. Scienza dell'uomo.
+
+5. Scienze matematiche e fisico-matematiche.
+
+6. Arti meccaniche e industria umana.
+
+7. Belle arti e belle lettere.
+
+8. Metafisica vera e filosofia vera, o scienza de' principi,
+legislatrice in certo modo dello spirito umano.
+
+Il signor Destutt-Tracy, ne' suoi _Elementi d'ideologia_, stabilí
+la seguente classificazione:
+
+Prima sezione. Storia de' mezzi che abbiamo per conoscere qualche cosa
+(tre parti).
+
+1. Formazione delle nostre idee, o __ideologia propriamente detta__.
+
+2. Espressione delle nostre idee, o sia __gramatica__.
+
+3. Combinazione delle nostre idee, o sia __logica__. (La gramatica
+e la logica, secondo il signor Destutt-Tracy, formano parte della
+ideologia presa in complesso; ed è per ciò che alla formazione delle
+idee egli diede il titolo d'__ideologia propriamente detta__).
+
+Seconda sezione. Applicazione de' mezzi di conoscere allo studio della
+nostra volontá e degli effetti di essa (tre parti).
+
+1. Delle nostre azioni, o __economia__.
+
+2. Dei nostri sentimenti, o __morale__.
+
+3. Della direzione delle une e degli altri, o sia __governo e
+politica__.
+
+Terza sezione. Applicazione dei mezzi di conoscere allo studio degli
+enti diversi da noi (tre parti).
+
+1. Dei corpi e delle loro proprietá, o sia __fisica__.
+
+2. Delle proprietá dell'estensione, o __geometria__.
+
+3. Delle proprietá delle quantitá, o sia __calcolo__.
+
+Nella futura sua opera il signor Jullien si propone di scandagliare a
+parte a parte le classificazioni qui sopra riportate, paragonandole
+con altri tentativi di simile natura pubblicati, prima d'ora, qua e lá
+in Europa. Forse tra questi vedremo fare la sua modesta comparsa anche
+l'_Albero sistematico_ preposto dal [p.195] nostro Alberti al suo
+_Gran dizionario enciclopedico della lingua italiana_, il quale
+(sia detto tra parentesi) è per ora incomparabilmente il miglior
+dizionario della nostra lingua. In quell'_Albero_ l'universo
+venendo considerato come radice delle tre cognizioni, di __Dio__,
+dell'__uomo__ e del __mondo__, ogni scienza è subordinata ad una
+di queste tre grandi diramazioni principali.
+
+Ecco ora in ristretto il _Quadro sinottico delle cognizioni
+umane_ proposto dal signor Jullien, o sia il modo con cui egli
+divide le scienze e le arti.
+
+La mente dell'uomo è il __principio__ comune di tutte le
+cognizioni.
+
+Lo __scopo__ comune di tutte le scienze e di tutte le arti è il
+perfezionamento umano.
+
+Le cognizioni umane si dividono in due ordini.
+
+Il primo risguarda le cose fisiche.
+
+Il secondo risguarda le scienze metafisiche o morali ed intellettuali.
+
+Ciascuno di questi ordini è diviso in due classi.
+
+Classe prima. Scienze positive o sia de' fatti.
+
+Classe seconda. Scienze istromentali o sia di metodo, che forniscono,
+dice l'autore, gli stromenti ed i metodi a tutte le altre scienze, e
+trattano dei mezzi inventati dall'uomo (per esempio la __geometria__ ed
+il __calcolo__).
+
+L'uomo può __osservare e descrivere__ gli enti ed i fatti, quali si
+presentano a lui per ordine di tempo e di luogo.
+
+Osservati e descritti gli enti ed i fatti, l'uomo li __paragona e
+classifica__; e li distingue in generi e specie, avvicinandoli l'uno
+all'altro a norma delle analogie che vi scopre.
+
+In terzo luogo lo spirito umano si applica a __spiegare__ le cose
+ed i fatti ed a cercarne le cagioni.
+
+Finalmente lo spirito umano __applica__ le sue cognizioni ai
+bisogni ed all'uso della vita.
+
+Da queste quattro diverse operazioni dell'intelletto umano il signor
+Jullien desume quattro generi differenti di scienze, cioè:
+
+1. Descrittive e d'osservazione. 2. Distintive e di classificazione.
+[p.196] 3. Speculative e razionali, o sia d'investigazione, applicate
+alla ricerca delle cause. 4. Pratiche e d'applicazione.
+
+Ognuno de' quattro generi qui sopra accennati si applica
+rispettivamente a ciascuno dei due ordini ed a ciascuna delle due
+classi distinte da principio, talché ne risultano sedici denominazioni
+generali di cognizioni; alle quali denominazioni sono riferite le
+diverse scienze ed arti conosciute. Per esempio, sotto la
+denominazione «arti morali ed intellettuali», corrispondente al
+secondo ordine, classe prima, genere quarto, trovansi registrate
+l'__educazione__, la __morale pratica__, la __legislazione positiva__,
+la __politica__, l'__economia politica__, ecc. ecc.
+
+Tacendo qui per amore di brevitá alcune osservazioni apposte dal
+signor Jullien alla sua nuova classificazione, non dissimuleremo che
+essa cede in semplicitá a quella del signor Destutt-Tracy, lodata per
+tale riguardo dallo stesso nostro autore. Ma non lasceremo tampoco di
+dire che il _Quadro sinottico_ di cui abbiamo dato l'abbozzo,
+essendo desunto dai quattro stadi principali dello studio umano, offre
+un interesse filosofico. S'è notato piú sopra quale sia l'indole del
+progetto generale dell'autore: la classificazione, ch'egli immaginò
+nuovamente delle scienze, servirá, è da credersi, a viemmeglio
+svilupparlo.
+
+Ciò sará da vedersi nella futura sua opera.
+
+|Grisostomo|.
+
+
+ [1] _Esquisse d'un essai sur la philosophie des sciences_, ecc.
+ ecc.--Abbozzo di un saggio sulla filosofia delle scienze,
+ contenente un nuovo progetto di divisione delle cognizioni umane,
+ di |Marcantonio Jullien|, cavaliere, ecc. ecc. Parigi,
+ 1819.
+
+ [2] La filosofia delle scienze, di cui parla l'autore, è quella
+ stessa della quale Bacone concepí l'idea, pose le basi e pubblicò
+ gli elementi. Essa ha per iscopo l'esame separato e l'esame
+ simultaneo di tutte le scienze, onde avvicinarle tra di esse e
+ paragonarle l'una coll'altra, e raccoglierne i caratteri
+ distintivi o le loro differenze essenziali ed i loro punti di
+ contatto. Cosí vengono conosciuti i soccorsi che ciascheduna
+ scienza può somministrare all'incremento della civilizzazione.
+
+[p.197]
+
+
+
+
+XXII
+
+QUADRO STORICO
+
+DELLA POESIA CASTIGLIANA
+
+a proposito delle _Poesie scelte castigliane_, raccolte dal Quintana[1].
+
+
+INTRODUZIONE
+
+Il conte Giovambattista Conti fino dal 1782 pubblicò in Madrid quattro
+volumi d'una sua raccolta di poesie castigliane, ponendo a riscontro
+del testo di esse le traduzioni da lui fattene in versi italiani.
+Poche copie di quell'opera scesero allora in Italia; e però la
+tipografia del seminario di Padova, dandosi a ristampare in due soli
+volumi le sole traduzioni, provvede in questo anno a vieppiú
+diffonderne tra di noi la lettura. Al primo tomo, comparso giá da
+alcuni mesi, veggiamo succedere ora finalmente il secondo.
+
+Nell'attuale tendenza degli studi verso una maggiore curiositá delle
+cose straniere, ci sembra opportuno e lodevole il disegno dell'editore
+padovano. Non intendiamo quindi di menomare in alcuna maniera né la
+gratitudine del pubblico verso di lui, né gli applausi che può aver
+meritati giustamente al signor Conti il suo lavoro, se da esso
+pigliamo occasione per annunziare agli studiosi della lingua e della
+letteratura spagnuola una piú ampia collezione di _Poesie
+castigliane_, data alle stampe, non è gran tempo, in Madrid dal
+celebre poeta don Giuseppe [p.198] Quintana. A salvarci da ogni
+sospetto d'irriverenza verso del signor Conti, ed a manifestare ad un
+tempo stesso il perché da noi si proponga ora agli studiosi la nuova
+raccolta, basti l'ingenuitá colla quale riportiamo le seguenti parole
+della prefazione del signor Quintana: «_La_ [la collezione di
+poesie castigliane] _que despues empezó y no acabó don Juan Bautista
+Conti, executada á la verdad con gusto exquisito y buena disposicion,
+se destinó principalmente á dar á conocer á los italianos el mérito de
+nuestra poesía. Contentóse pues su autor con publicar y traducír en
+toscano las composiciones líricas y bucólicas mas señaladas del siglo
+diez y seis, y algunas de los Argensolas: pero nada incluyó de
+Balbuena, de Jauregui, de Lope, de Góngora, ni de otros igualmente
+célebres en nuestro Parnaso, quedando por consiguiente la coleccion en
+extremo insuficiente y diminuta_»[2].
+
+Del signor Quintana e delle di lui poesie originali ci proponiamo di
+parlare in altra congiuntura, e tosto che ci saranno pervenute di
+Spagna alcune notizie delle quali abbiamo fatta ricerca. Intanto i
+lettori vorranno ricordarsi ch'egli è l'autore della famosissima ode
+patriottica sulla battaglia di Trafalgar. Questo leale spagnuolo, che
+nell'arte de' versi non ha nella sua nazione alcun rivale vivente,
+fuorché in certo modo don Giambattista de Arriaza, autore anch'egli
+d'un'altra ode su la stessa battaglia (tanto un solo argomento è
+fecondo d'entusiasmo poetico, se lo suggerisce la coscienza di avere
+una patria!), vive ora miseramente relegato. Ma egli non invidia per
+questo al poeta suo rivale né la docilitá delle opinioni, né, frutto
+di essa, i giorni meno travagliati; e lo conforta il vedere il proprio
+nome [p.199] caro a' migliori fra' suoi, e consegnato alla venerazione
+dell'Europa insieme alla recente memoria dei fasti delle
+_Cortes_, a' quali egli contribuí co' suoi proclami e co' suoi
+canti ci di guerra.
+
+La celebritá letteraria del signor Quintana ci par sufficiente a
+raccomandare come giudiziosa la collezione di poesie castigliane da
+noi annunziata; né il fatto smentirá appresso i dotti l'aspettativa.
+
+L'opera è scompartita in tre volumi del formato di un giusto «ottavo».
+La raccolta incomincia da un saggio di poesie del secolo decimoquinto,
+e precisamente da alcune di Giovanni de Mena; poscia si allarga, e
+comprende gli altri secoli susseguenti fino alla morte del poeta don
+Giuseppe Cadalso, che è quanto dire fino all'anno 1782. I componimenti
+in essa contenuti sono i meglio stimati: sono tolti da tutti i generi
+di poesia, se se ne eccettuino i teatrali. Alla prefazione tiene
+dietro un _Discorso sulla storia della poesia castigliana_, in
+quanto specialmente essa si riferisce ai generi ed agli autori che
+ottennero posto nella raccolta.
+
+Conformandoci a questo disegno del signor Quintana, noi ci gioveremo
+in parte delle notizie somministrateci da lui, e qualche poco anche
+della _Storia letteraria_ del signor Bouterweck e del tenue
+frutto di altri studi da noi fatti, e daremo col tempo, in diverse
+riprese, un _Quadro storico_ della poesia spagnuola, il piú
+compendioso che potremo.
+
+Se, per servire al nostro autore, ci è d'uopo non tener conto per ora
+del teatro spagnuolo, gli amici della letteratura universale sapranno
+ampiamente rifarsi di questo e d'altri nostri silenzi, ricorrendo, fra
+molti libri, a quello del signor Sismondi sulla _Littérature du midi
+de l'Europe_; libro che, per isciagura della buona critica, trova
+d'ordinario i suoi piú aspri censori in coloro che non lo hanno mai
+letto. Nel tessere il nostro lavoro noi ricorreremo ad esso meno che a
+qualunque altro, e non per altra ragione se non perché ne sembra di
+non dovere occupare il breve spazio del nostro giornale con cose
+ricavate da un libro che può facilmente consultarsi da chicchessia.
+
+Ma, prima di por mano al _Quadro storico_, a cui preghiamo
+cortese la pazienza de' nostri buoni lettori, siamo costretti [p.200]
+dall'ostinazione di certi garriti pseudo-letterari a ripetere
+solennemente una dichiarazione, che sotto cento forme diverse abbiamo
+giá ricantata le cento volte nel nostro giornale. Eccola; ed affinché
+sia intesa anche dagli spazzini della repubblica letteraria, eccola
+una buona volta in lettere maiuscole:
+
+ COL RACCOMANDARE LA LETTURA DI POESIE COMUNQUE STRANIERE, NON
+ INTENDIAMO MAI DI SUGGERIRNE AI POETI D'ITALIA L'IMITAZIONE.
+ VOGLIAMO BENSÍ CHE ESSE SERVANO A DILATARE I CONFINI DELLA LORO CRITICA.
+
+Se non faranno effetto le lettere maiuscole, non ci resterá altro
+partito che di tentare le cubitali... E le tenteremo: a estremi mali
+estremi rimedi. Per ora, basti cosí; e la pace sia con tutti.
+
+[p.201]
+
+
+
+
+I
+
+DELLA POESIA CASTIGLIANA DA' PRIMORDI DI ESSA FINO AGLI ULTIMI ANNI
+DEL SECOLO DECIMO QUARTO
+
+
+La storia universale della poesia offre nella sua progressione il
+fenomeno di andamenti diversi in diverse nazioni. Nella bella Grecia
+l'infanzia di questa sovrana delle arti fu di poca durata, e in poco
+di tempo ella crebbe a tanto vigore da produrre i poemi immortali di
+Omero. Uguale a quella della Grecia fu la fortuna dell'Italia moderna,
+dove fuor della notte dei secoli rozzi, succeduti alla civilizzazione
+romana, apparvero di repente Dante e 'l Petrarca, traendo con loro
+l'aurora di tutte le arti e fondando le norme del buon gusto.
+
+Altri popoli meno felici lottarono lungamente contra la barbarie, e,
+vincendola a poco a poco, acquistarono a poco a poco il sentimento
+dell'eleganza e dell'armonia; e non giunsero alla perfezione che tardi
+e a forza di fatica. Tale fu la sorte d'una gran parte delle nazioni
+moderne, e tale appunto fu quella della Spagna.
+
+Ivi, quasi come per ogni dove, il verso scritto precedette alla prosa.
+La poesia spagnuola, o piú precisamente castigliana, vanta per sua
+prima opera il _Poema del Cid_, composto, a quel che pare, verso
+la metá del secolo decimo secondo[3]. Allora, in mezzo alla confusione
+delle lingue, cagionata dalle invasioni dei barbari del nord,
+cominciava a pigliar forma alcuna quell'«idioma romanzo», che doveva
+spiegare poi tanto splendore e tanta maestá negli scritti di
+Garcilaso, di Herrera, di Rioja, di Cervantes, di Mariana.
+
+[p.202]
+
+Chi ponesse mente alla natura dell'argomento e non ad altro,
+troverebbe pochi poemi superiori a quello di cui parliamo; nella
+stessa maniera che pochi guerrieri troverebbe nella storia da poter
+contrapporre, come rivali in valore e in leggiadria di virtú, a
+Rodrigo di Bivar, soprannominato il «Cid Campeador». La gloria di
+Rodrigo oscurò quella di tutti i re de' suoi tempi, e da secolo in
+secolo discese infino a noi, ad onta di un'infinitá di favole onde
+anticamente la zotica ammirazione circondò la veritá dei fatti.
+Consegnata a poemi, a tragedie, a commedie, a romanzi (o romanze), a
+canzoni popolari, la memoria di lui, somigliante a quella di Achille,
+ebbe la fortuna di scuotere fortemente ed occupare la fantasia. Ma
+l'eroe castigliano, superiore al greco per coraggio e virtú, ebbe la
+sventura di non trovare un Omero che lo celebrasse.
+
+E come trovarlo a que' tempi, ne' quali il rozzo cantore si pose a
+comporre il poema? Con una lingua informe tuttavia, dura nelle sue
+determinazioni, viziosa nella sua sintassi, nuda di tutta coltura e di
+tutta armonia, in mezzo alla generale abitudine ad uno stile pieno di
+pleonasmi, con un verseggiare incerto nella sua misura, com'era
+possibile mai il produrre un'opera di vera poesia? Nell'invenzione,
+ne' pensieri, nell'espressione di essi, e specialmente in certa
+ingenuitá[4] di descrizioni, scorgiamo, è vero, qualche indizio
+d'intenzione poetica per parte dell'autore; ma, preso in totale, il
+_Poema del Cid_ è da considerarsi come una curiositá filologica
+piú che altro. Chi sia stato l'autore di questo primo vagito della
+poesia castigliana, è ignoto.
+
+[p.203]
+
+Nel secolo susseguente vissero due poeti, le opere dei quali lasciano
+apparire giá alcuni progressi fatti dalla lingua. Don Gonzalo de
+Berceo e Giovanni Lorenzo Segura, l'uno nelle sue poesie sacre in
+versi alessandrini, l'altro nel suo poema _De Alexandro magno_,
+superarono anche di qualche grado l'arte del cantore del Cid. Quelle
+del primo, per altro, non sono che preghiere, regole fratesche,
+leggende di santi, che manifestano nell'autore il monaco benedettino
+piú che il poeta. Nel poema del secondo, ciò che occorre di piú
+bizzarro alla considerazione del filosofo, è la vita di Alessandro il
+grande, descritta con colori cavallereschi; è il vedere trasportati in
+essa sul serio i costumi, i sentimenti, i pregiudizi spagnuoli. Forse,
+come dice il signor Sismondi, l'ignoranza assoluta dell'antichitá fece
+ricorrere il poeta a ciò che gli era noto per descrivere ciò che gli
+era ignoto. E forse (è un dubbio nostro) Giovanni Lorenzo venne
+condotto a tale traviamento da un barlume indistinto di quella veritá
+psicologica, che insegna non potere essere sommamente efficace la
+poesia, se non è in accordo colle idee e colle circostanze de' tempi
+ne' quali vive il poeta. Giovanni Lorenzo non era abbastanza filosofo
+per potere interpretare saviamente questo impulso del vero genio
+poetico, non era abbastanza educato ai confronti storici per doversi
+sentire offendere dalla dissonanza tra due civilizzazioni, greca e
+spagnuola: e però, secondando con inconsiderata obbedienza la
+necessitá d'essere moderno, condusse con accessorii ricavati dal mondo
+a lui presente un poema d'argomento non moderno, ma antico; e fece
+cosí un guazzabuglio, che accusa la contemporanea stupiditá della
+critica e muove a riso finanche la gravitá de' maestri di lettere.
+
+Ma qui, se ci è lecita una digressione, vogliamo assumere gravitá
+anche noi, e rivolgerci proprio con un testo di Orazio a tal uno che
+ride del guazzabuglio di Giovanni Lorenzo.
+
+«E di che ridi tu? Cambiato che sia il nome, il discorso va a ferir
+te»[5]. E infatti non è egli un guazzabuglio altrettanto ridicolo il
+tuo, quando in argomenti moderni vai intarsiando sentimenti [p.204] e
+immagini e riti e costumi e idee de' popoli antichi? Se Giovanni
+Lorenzo ti presenta l'eroe di Macedonia sotto il nome di «infante don
+Alessandro», tu sghignazzi, e n'hai ragione. Ma non dovremo
+sghignazzar del pari ancor noi, allorché tu ci presenti una povera
+monachetta sacra a Maria ed a Cristo sotto il nome di «vestale»?
+allorché di due giovinetti, che si legano in matrimonio innanzi al
+curato, tu ci parli come di due, che, «coronati di rose», si giurano
+fede innanzi «all'ara d'Imeneo»? allorché d'un professore
+dell'universitá dici ch'egli è un «sacerdote di Minerva», e va'
+discorrendo? Che razza di logica è la tua?--Sono erudito, e Giovanni
+Lorenzo non l'era.--Bravo! tienti la tua erudizione, che è cosa buona
+e, se non sai farne altro, illustra con essa un qualche ciottolo
+vecchio; ma non isprecarla fuor di proposito. O, piuttosto, vendine
+alcune libbre, onde comperarti poi una mezz'oncia di sale critico.
+Imparerai allora che il ridicolo non istá nell'ignoranza di Giovanni
+Lorenzo, né tampoco nella tua erudizione; bensí nella goffa mescolanza
+che entrambi ci fate di idee eterogenee.
+
+Lettori, torniamo al nostro proposito. Un Caloandro de' «bei parlari»
+avrebbe detto: «torniamo a bomba».
+
+Regnava allora in Castiglia Alfonso decimo, soprannominato il «savio»:
+non perché fosse un buon re, ché anzi fu falsatore di monete e meritò
+di essere alla fine cacciato dal trono; ma perché, come meglio il
+comportavano i suoi tempi, fu letterato e promotore degli studi. Egli,
+dando ordine che si scrivessero in lingua castigliana gli atti
+pubblici, che infino allora erano stati sempre compilati in latino,
+aggiunse stimoli al miglioramento ed alla diffusione della lingua
+nazionale e giovò a' progressi d'una nazionale letteratura. Fu poeta
+anch'egli, e compose, secondo l'opinione comune, un libro di cantici
+sacri in dialetto galiego e due altri libri in versi castigliani:
+l'uno intitolato dei _Lamenti_, l'altro il _Tesoro_. Piange
+nel primo il re le proprie sventure e lo scettro perduto; nel secondo,
+che è un trattato inintelligibile d'alchimia, egli dá ad intendere a'
+castigliani d'aver trovato il segreto della pietra filosofale, con
+intenzione probabilmente di onestare cosí in faccia loro i veri mezzi,
+[p.205] piú turpi, mediante i quali ei s'era arricchito. Se le monete
+fatte battere dal re Alfonso erano di sí bassa lega come i suoi versi,
+bisogna dire che egli fosse un gran ladro.
+
+Tuttavolta, ove lo zelo messo da lui nel promuovere le lettere fosse
+stato di lunga durata ed imitato dai re successori, la poesia
+spagnuola, col rammentarci l'antichitá de' suoi natali, non farebbe
+sentire vieppiú la lentezza de' propri passi verso la perfezione. Ma
+ella ebbe contro di sé la natura feroce dei tempi.
+
+Negli ultimi anni di Alfonso cominciò ad ardere la guerra civile; e
+questa quasi senza interruzione infuriò per un secolo intero, fino a
+giungere all'estremo dell'atrocitá e dell'orrore durante il regno
+burrascoso di Pietro il crudele. In quella miserabile etá pareva che i
+castigliani non avessero anima che per abborrire, non avessero braccia
+che per distruggere. Però la poesia pochi ebbe che la coltivassero
+allora: i piú erano intenti alle opere della spada e non della penna.
+Giovanni Ruiz, arciprete di Hita; l'infante don Giovanni Manuele,
+autore del _Conte Lucanor_; l'ebreo don Santo, e Ayala il
+cronista: ecco lo scarso numero de' poeti d'allora.
+
+Fra le poesie di questi quattro autori è fatica perduta il volere
+rintracciare un'occasione di diletto estetico un po' prolungato.
+Quelle dell'arciprete sono, tanto o quanto, le piú degne d'essere
+conosciute dai filologi. Hanno per argomento la storia degli amori di
+esso arciprete, mista di apologhi, di allegorie, di novelle, di
+frizzi, di satire, ed insieme di cose di religione; e vi trovi, con
+istrano abuso di personificazioni, condotti a comparsa certi
+personaggi che non ti saresti mai figurato di veder camminare sulle
+gambe; come a dire, donna Quaresima, don Digiuno, donna Colazione, don
+Dí di grasso e, insieme a questa bella brigata, anche l'illustrissimo
+don Amore. Le forme estrinseche di tali poesie vantaggiano di poco
+quelle messe in mostra da' poeti anteriori.
+
+Nell'atto che abbandoniamo agli scaffali delle biblioteche od alla
+curiositá degli eruditi ed alle meditazioni del filosofo tutte
+siffatte anticaglie, dalle quali, attraverso a un nuvolato
+interminabile d'inezie puerili, d'invenzioni e lepidezze fratesche,
+[p.206] appena qua e lá sfavillano alcuni pochi lampi di giusta
+inspirazione, crediamo di dovere avvertire il lettore studioso che, a
+volere ricercare la vera origine, le prime e vere tracce d'un'ingenua
+e sentita poesia in Ispagna, gli bisogna rivolgersi a tutt'altro
+armadio.
+
+Altri cantori, sconosciuti di nome, ma fortemente commossi dal
+desiderio di celebrare le glorie nazionali, il puntiglio dell'onore,
+la lealtá, la opposizione magnanima de' loro concittadini alla
+violenza straniera, i fatti de' forti nelle tante battaglie contra i
+mori, ecc. ecc., servirono con alacritá spontanea alla voce dell'amor
+patrio ed all'entusiasmo del popolo, tessendo brevi racconti armoniosi
+di avventure guerriere o dando un lirico sfogo al sentimento
+dell'ammirazione. Di qui la grande quantitá di «canzoni popolari» e di
+«romanzi» (o «romanze») cavallereschi od istorici, ne' quali
+principalmente risuonano le lodi del Cid Campeador, se non con
+leggiadria assoluta di versi, almeno almeno con veritá di espressione.
+E troviamo in essi un caldo muovimento d'affetti, che si desidera
+invano nelle opere de' loro poeti contemporanei, rammentati piú sopra
+da noi, e invano talvolta anche ne' quattro canti del famoso poema di
+cavalleria, l'_Amadigi_, composto in lingua spagnuola dal
+portoghese Vasco Lobeira verso il principio del secolo decimoquarto.
+
+Ogni spagnuolo accompagnava allora con la sua chitarra le semplici
+«_coplas_» d'un inno al valore; ogni madre insegnava alle sue
+fanciulle la storia d'un prode, secondo che l'aveva udita narrare da
+un qualche poeta. Anche la gentilezza dell'amore, anche la cortesia
+verso le donne somministrava materia a dilicate od a flebili melodie.
+E la pietá, facendo tacere per alcun momento gli odii nazionali, non
+negava una lagrima poetica neppure a Zayda e a Balaya, belle e
+sventurate amanti di principi moreschi.
+
+[p.207]
+
+
+
+
+II
+
+|Della poesia castigliana durante il secolo decimoquinto|[6]
+
+
+I re d'Aragona, verso la fine del secolo decimoquarto, avevano
+introdotto nei loro Stati i «giuochi florali», instituiti giá da piú
+di un sessant'anni in Tolosa, onde promovere l'esercizio della «gaia
+scienza» de' trovatori. Vedevansi concorrere d'ogni parte gli ingegni
+a quelle feste, e con gara ardita contendere pei premi promessi a' piú
+valenti. La pubblica solennitá di tali cerimonie, la maggiore
+diffusione delle cognizioni e degli scritti, l'esempio invidiato
+dell'Italia, la maraviglia che destavano le opere degli antichi poeti
+di Grecia e di Roma, delle quali allora si andava rendendo piú comune
+la lettura in tutta l'Europa, ed altre consimili circostanze ponevano
+vieppiú sempre in onore la poesia: questa che delle belle arti è la
+prima ad essere coltivata, allorché i popoli si accostano alla loro
+civilizzazione.
+
+Giovanni secondo era un principe inetto a governare; e sotto di lui la
+Castiglia, perduta in faccia agli stranieri ogni importanza, era
+lacerata al di dentro dall'orgoglio fazioso de' nobili. E nondimeno
+quella etá portava tanto amore alla poesia, che all'inetto principe
+l'esercitarla e 'l proteggerla ottenne anche politicamente qualche
+benevolenza. Molti de' grandi, che gli avrebbero non mal volentieri
+tolto lo scettro, cosí sconveniente alla sua mano, si unirono intorno
+a lui per forza di simpatia poetica, e, verseggiatori anch'essi,
+prestarono aiuto al re verseggiatore. Cosí Giovanni secondo, bene o
+male, si mantenne sul trono; e, in mezzo alle turbolenze del regno, la
+corte di lui, piuttosto che un consiglio di statisti, pareva in certo
+modo una profezia lontana del [p.208] nostro «Serbatoio d'Arcadia».
+Vogliamo dire che il re e i cortigiani, né piú né meno de' pecorai
+d'Arcadia, fossero o no provveduti di alcuna disposizione attiva per
+la poesia, tutti sudavano a far dei versi. Scriveva «_coplas_» il
+contestabile don Alvaro, e «_coplas_» scrivevano il duca d'Arjona
+e don Enrico de Villena e 'l marchese di Santillana e cento altri
+eccelsi magnati.
+
+Fra questi magnati, per altro, alcuni non erano al tutto indegni di
+qualche lode letteraria. La lingua s'avvicinava giá molto alla sua
+perfezione; nuovi metri, trovati da' poeti della corte del re
+Giovanni, prestavano nuovi istromenti alla poesia; ed ella si era
+rivolta in gran parte a dipingere la passione dell'amore. E se la
+smania di parer dotto (o, in altri termini, la pedanteria) non avesse
+guastato l'intelletto al marchese di Santillana; se, innamorato,
+com'egli pareva essere, di Dante, ne avesse investigato lo spirito
+poetico ne' suoi principi moventi anziché nelle minute particolaritá
+delle invenzioni; per opera di lui, poiché ingegno e volontá non gli
+mancavano, la poesia spagnuola non solamente avrebbe potuto dare
+maggiore soavitá agli affetti dell'elegia, ma ben anche aspirare a piú
+alte concezioni e distendersi maestosamente fra' palmeti indigeni,
+senza prepararsi la necessitá di agognare, come fece in appresso, gli
+allori stranieri.
+
+Ma i maestri di convento, in mano de' quali stava allora la somma
+dell'educazione giovanile, avevano messa in capo al Santillana, del
+pari che a tutti i loro discepoli, una falsa e stramba idea della
+poesia: come se, incapace di poter dire splendidamente il vero, ella
+consistesse in un tessuto perpetuo di misteri, di allegorie e di
+spiattellate sentenze morali. D'altra parte, la maraviglia o, piú
+veramente, l'idolatria de' tempi per la novitá dell'erudizione
+solleticava a lui l'ambizioncella, e persuadevalo ad ostentare in
+qualche modo il catalogo de' tanti libri ch'egli aveva letti. Non è
+dunque strano che il marchese cedesse alla corrente. Da' suoi
+contemporanei ottennero infatti largo applauso, siccome portenti di
+bellezza poetica, i difetti appunto che rendono oggidí noiosa la
+lettura delle opere di lui; oggidí che nel poeta cerchiamo il poeta e
+le sue forti sensazioni, non la fredda pompa [p.209] della sua vasta
+memoria, non l'arguzia delle sue allegorie, non la magistrale
+ripetizione delle sentenze rubate di peso al catechismo.
+
+Del resto, alcune brevi canzoncine del Santillana fanno fede ch'egli
+avesse un cuore non del tutto prosaico. È un peccato dunque ch'egli
+non intendesse il vero bello dell'antica poesia nazionale spagnuola. È
+un peccato ch'egli non si desse a nobilitarla, secondando
+industriosamente la tendenza ch'essa aveva spiegato ne' _Romanzi del
+Cid_ e in tanti altri romanzi e canti popolari; tendenza che
+muoveva, senza mistura di frivolezze scolastiche, dall'indole della
+civilizzazione arabo-ispana, e principalmente da uno squisito
+sentimento delle glorie e delle sventure della patria, da un culto
+tributato all'onore come ad una religione. Ma purtroppo le cattive
+scuole fanno contrarre cattive abitudini anche agli ingegni singolari!
+E che altre abitudini potevano mai insegnare coloro che tutto
+guastavano, fin anche la semplice idea del Dio a cui professavano di
+servire?
+
+Che se il Santillana non avesse sdegnato di uniformarsi all'indole ed
+allo spirito di que' romanzi, gli sarebbe riuscito di dare una veste
+piú poetica all'intendimento patriottico, col quale scrisse _El
+doctrinal de privados_. Ove non sia una compiacenza estetica, è
+almeno una compiacenza morale il vedere introdotta in quel poemetto
+l'ombra di don Alvaro de Luna a raccontare le proprie colpe e le
+proprie sciagure, onde l'esempio della trista sua fine (era don Alvaro
+il favorito del re Giovanni secondo) servisse ad atterrire e stornare
+dalle discordie civili i castigliani.
+
+Se non che, questa lode è un nulla a paragone dell'altra, che è
+meritata dal marchese di Santillana per una virtú piú rara e piú
+cospicua della virtú letteraria; e davvero sarebbe scortesia il non
+accennarla. Si perdonano volentieri al verseggiatore tutti i
+traviamenti, allorché si pensa ch'egli visse in corte, e non adulò;
+che fu amico d'un re, e gli rinfacciò il mal governo; e che, da
+onest'uomo, abbandonò l'ospizio regio ogni volta che lo starvi non
+giovava alla patria. Ci sia condonato l'esserci fermati piú che non
+avremmo voluto sul discorso di lui: pareva conveniente il far
+conoscere un uomo il di cui nome splende illustre nella storia civile
+di Spagna.
+
+[p.210]
+
+Esente dalla comune febbre letteraria, l'invidia, il Santillana,
+venuto in cognizione d'un altro ingegno che viveva nella oscuritá, gli
+corse incontro spontaneo, lo trasse alla corte del re Giovanni secondo
+e lo protesse con sincera e costante amicizia. Questi fu Giovanni de
+Mena, la di cui facoltá poetica, ad onta d'una eccessiva stravaganza
+di fantasia, è superiore a quella del Santillana. Il De Mena,
+quantunque ingannato del pari che il suo protettore dalla universale
+pedanteria e trasandato dietro ad essa, ottenne nella sua patria il
+soprannome di «Ennio castigliano», forse per averle regalato un poema
+di maggior mole che non quelli de' suoi predecessori. Un rispetto,
+disceso per tradizione da padre in figlio, conserva a lui tuttora in
+Ispagna quel soprannome: diciamo «rispetto di tradizione», da che le
+opere del De Mena sono oggimai piú spesso nominate che lette. La piú
+famosa di esse è un poema allegorico-storico, intitolato _El
+labyrinto_. Eccone in breve l'argomento:
+
+Il poeta si propone di contare le vicissitudini della fortuna. Sente
+egli la difficoltá dell'impresa, ed è quasi smarrito innanzi
+all'altezza del soggetto: chiama in soccorso Apollo e Calliope, manda
+un'apostrofe calda alla Fortuna; nessuno risponde. Finalmente gli
+appare la Provvidenza; gli fa da guida e da maestra, e lo introduce
+ella nel palazzo della Fortuna. Prima di tutto egli vede da colassú la
+terra, e ne fa la descrizione geografica; poi scopre le tre grandi
+ruote che volgono i tempi, passati, presenti e futuri. Ogni ruota si
+compone di sette circoli, emblemi allegorici dell'influsso de' sette
+pianeti sulle inclinazioni e sulle sorti umane, secondo le misere
+dottrine astrologiche d'allora. In ciascun circolo v'ha gente
+infinita: i casti nel circolo della Luna, i guerrieri in quello di
+Marte, i sapienti in quello di Febo, e cosí degli altri. La ruota del
+tempo presente è in movimento; le altre due no. E quella del futuro è
+coperta di tal velo, che, per quante forme ed immagini d'uomini vi
+appariscano, non ne lascia distinguere alcuna.
+
+Dietro questo pensiero generale il poeta, parlando di ciò che vede,
+oppure conversando con la Provvidenza, dipinge tutti i personaggi
+importanti de' quali ha notizia, ne descrive i caratteri, [p.211]
+racconta i fatti celebri, ne assegna le cagioni, mette in mostra tutta
+la propria erudizione e tutto quanto egli sa di filosofia naturale e
+morale e politica, e a quando a quando ne ricava precetti giovevoli
+alla vita individuale ed al governo de' popoli.
+
+Non fa d'uopo d'occhiali per vedere nettamente che la lettura della
+_Divina commedia_ di Dante e de' _Trionfi_ del Petrarca
+risparmiò alla fantasia di Giovanni de Mena l'incomodo di creare il
+disegno del suo poema. E che altro fece egli, a dir vero, se non che
+tener dietro alla immaginativa de' due italiani, cambiando il luogo
+della scena in cui collocò il suo mondo allegorico? Ma Dante (per
+parlare di lui solo), Dante, essendo un ingegno di gran tratto
+superiore al proprio secolo, trovò in se stesso di che arricchire il
+suo tema di sentita e sublime poesia, e spesso anche di splendida
+sapienza politica, di giusta morale civile. E per lo contrario il De
+Mena, nato in tempi assai posteriori[7], quando per tutta Europa gli
+studi erano piú avviati, anziché dare a divedere nel suo grottesco
+poema un complesso d'idee che vantaggiasse tutte quelle de' suoi
+contemporanei, non parve adeguasse il sapere de' piú ingegnosi fra
+quelli.
+
+Da qualunque lato tu consideri la mente di Dante, trovi in essa
+ridotto a realtá l'ideale del vero poeta. L'originalitá è un bisogno
+per lui: è l'esuberanza delle sue forze intellettuali, che sempre
+gliela comanda. E fino in quei momenti, ne' quali vorrebbe farsi
+credere imitatore d'altri poeti, egli smentisce col fatto la propria
+asserzione. Il De Mena invece confessa co' fatti ciò che tace con le
+parole.
+
+Parrá forse a taluni essere un rigore, che senta del crudele, il
+volere strascinare Giovanni de Mena ad essere confrontato con
+Dante.--S'egli--diranno taluni--si fosse sentito capace di stare, come
+il fiorentino, a capo del proprio secolo e di padroneggiarlo; se fosse
+stato uomo da prevenire, come il fiorentino, con la propria sapienza
+individuale, la civiltá a cui giunse in appresso quel popolo per cui
+scriveva, egli [p.212] non avrebbe, no, tolte ad imprestito da altri
+le invenzioni fantastiche. Ma si può essere valente poeta anche senza
+pareggiar Dante. Non da tutti poi si vuole pretendere ciò che troviamo
+negli intelletti straordinari.--Sí, crediamo noi pure che si possa
+essere valente poeta anche senza pareggiar Dante; ma crediamo altresí
+che il De Mena ne rimanesse tanto al di sotto da non meritare nome di
+scrittore piú che mediocre.
+
+Parlando di mediocritá, due sorta ne riconosciamo: quella di coloro
+che, scevri da difetti al tutto grossolani, mancano poi affatto di
+bellezze che non sieno dozzinali; e quella del De Mena, il quale,
+quantunque alcuna rara volta brilli di qualche venustá non comune,
+ridonda poi di gravissimi ed abituali errori e di sciocchezze, che
+offuscano il merito delle rare sue fortune. Ora, è dettato vecchio che
+la mediocritá non è mai condizione sopportabile nei poeti. E al
+dettato vecchio noi aggiungeremo quest'altra proposizioncella, benché
+ella sia per riuscire spiacevole a molti in Italia: __è
+incomportabile in un critico la tolleranza di componimenti
+mediocri.__ A siffatta tolleranza ci gioverebbe davvero di potere
+essere pronti anche noi, da ch'ella in certo modo acquieta tutte le
+coscienze e blandisce la vanagloria di chicchessia. Ma col venerare i
+mediocri si viene avvezzando la gioventú ad una facile contentatura
+ne' di lei studi, e quindi si perpetua dannosamente la mediocritá. Se
+gl'italiani, a modo d'esempio, fossero meno corrivi ad esaltare ogni
+minuzia poetica de' loro antenati, l'Italia non avrebbe tanti poeti
+quanti sono i suoi scolarini, non avrebbe la vergogna de' suoi
+centomila sonetti; e molti, che sciupano la vita canticchiando de'
+versi, vedremmo, forse con piú profitto delle loro famiglie e della
+patria, trattar la tanaglia o 'l compasso. La tolleranza è un dovere
+religioso, è una virtú sociale; ma in materie poetiche non è comandata
+da nessuna filosofia.
+
+Da che ci guidano princípi cosí severi, è impossibile per noi il
+tributar gran lodi né al De Mena, né a chiunque non regge al tocco
+della critica proclamata oggidí da un capo all'altro d'Europa dalla
+crescente sagacitá de' filosofi. È acerba invero per molti l'austeritá
+delle nuove leggi di cui ci facciamo propagatori; [p.213] e il cuor ce
+ne piange per un sentimento di compassione, tanto piú vivo in quanto
+che ci bisognerá esercitarlo primamente verso di noi medesimi. Ma,
+d'altra parte, quella austeritá raddoppia nell'animo nostro il
+giubbilo dell'ammirazione per que' rarissimi intelletti, che meritano
+giustamente il nome di «poeti».
+
+Or, per lasciare le glose e star fermi lá donde vorrebbe distoglierci
+l'affluenza delle idee affini (che il volgo degli innocenti chiama poi
+«disparate»), diremo che nel _Labirinto_ il lettore trova alcuni
+passi, i quali, se non rammentano il pennello di Dante, lasciano pure
+in qualche maniera scorgere da che pigliasse origine la stima
+esagerata di cui il De Mena gode tuttavia i rimasugli presso la sua
+nazione. Tale è, per citarne uno, quel passo ov'è descritta la morte
+del conte di Niebla, famoso eroe della Spagna, il quale, mentremche
+tentava di togliere a' mori Gibilterra, mal pratico del flusso e
+riflusso della marea e soverchiato dalle onde, sdegnò di pensare a se
+stesso e di salvare se solo, poiché vedeva perire miseramente in
+quelle acque tutti i propri compagni.
+
+Un poema, che raccontava i fatti piú memorandi della storia patria e
+che a quando a quando era caldo della piú poetica delle passioni, il
+patriottismo, non è maraviglia che venisse accolto da' contemporanei
+con quell'entusiasmo, che è eccitato sempre dall'interesse e
+dall'onore nazionale in un popolo che non sia corrotto od avvilito o
+dormente. E questa, piú che tutt'altra, è la cagione che anche oggidí
+si parli del _Labirinto_ come d'un fasto spagnuolo. Dall'apparire
+di esso infino ai di presenti la Spagna, ad onta di alcune sue
+sventure domestiche, ad onta della prepotenza d'altri Stati europei,
+non ha perduta mai la sua libera esistenza politica. Però il
+sentimento della nazionalitá deve render cara e gioconda a quel popolo
+ogni memoria che ad essa si riferisca, ecc. ecc.
+
+Qualunque, per altro, fosse l'ingegno del De Mena, maggiore dignitá
+avrebbe egli derivato ai suoi canti, maggiore rispetto si sarebbe
+conciliato, se, prendendo a narrare le cose pubbliche de' suoi tempi,
+egli si fosse mantenuto in possesso della indipendenza individuale,
+onde non far patto che con la veritá [p.214] piú rigorosa, unico patto
+che dia importanza alle lettere. Ma, vivendo cortigiano, egli dovette
+far sacrifici alla fortuna, e non lasciò sfuggire occasioni per lodare
+il re che lo pasceva. E Giovanni secondo, sebbene ingordo e non mai
+satollo di lodi, era tale nondimeno da non potere esser lodato che
+dagli adulatori.
+
+L'erudizione, secondo la moda del secolo, venne a mischiarsi tanto con
+la poesia del De Mena, ch'egli, somigliante in ciò al Santillana ed
+agli altri, intarsiava ogni tratto, anche nelle canzoni amorose,
+allusioni e concetti eruditi; per modo che, parlando della passione
+d'amore, pareva che non l'avesse sentita mai. Ed aveva pur letto e
+riletto il _Canzoniere_ del Petrarca!
+
+Oltre il Santillana e il De Mena, de' quali abbiamo diffusamente
+parlato; oltre il Villena e gli altri, di cui abbiamo fatta piú sopra
+una semplice menzione, voglionsi annoverare fra i verseggiatori piú
+notabili del secolo decimoquinto Gomez Manrique, Giorgio Manrique di
+lui nipote, Garci Sanchez de Badajoz, Rodriguez del Padron, Alonso de
+Cartagena, e quel tanto celebre pe' suoi amori, quel Macias, il cui
+nome (aggiuntovi l'appellativo di «_enamorado_») passò poi nella
+lingua come modo proverbiale per indicare il sommo della passione
+amorosa.
+
+A voler tener dietro separatamente a' lavori di questi e de' molti
+loro compagni (ci asteniamo dal darne qui la lista, che
+oltrepasserebbe i cento nomi), fa d'uopo esser dotato di una pazienza
+letteraria che abbia dello straordinario. Sia che scrivessero canti
+sacri («_obras de devocion_»), sia che dettassero canti morali,
+oppur canzoni amorose, tutti tutti parevano modellati a una foggia
+sola. Pigliando in mano il _Cancionero general_, ed anche il
+_Romancero general_ in quella parte che non contiene romanzi
+epici, si viene presto ad accorgersi che vale per tutti un giudizio
+solo.
+
+Questa uniformitá in un tanto numero di scrittori deve riuscire piú
+interessante per lo storico delle civilizzazioni, che non pel semplice
+cercatore de' piaceri che l'animo umano domanda alle arti. Il primo
+trarrá da essa un argomento sussidiario per istabilire con piú
+certezza qual fosse allora il carattere generale della nazione
+spagnuola; e, non distratto dalla varia espressione [p.215] de'
+caratteri individuali de' poeti, godrá, leggendo i lor versi, di poter
+dire:--Ecco dunque il modo universale di sentire a que' tempi, al di
+lá de' Pirenei.--Il secondo, per lo contrario, patirá di noia innanzi
+a tanta monotonia.
+
+Una religiositá, consistente nella ostentata osservanza delle forme
+verbali piú che in un intimo sentimento; un culto della morale,
+esercitato anch'esso non tanto come bisogno dell'anima quanto come
+sfoggio di apparenze, e quindi spiegato d'ordinario in arroganti
+declamazioni o precetti claustrali, in allegorie derivate dalle gelide
+e vane definizioni teologiche di quell'etá; una importanza attribuita
+a se stesso ed a' propri discorsi da ciascun individuo, sí ch'egli non
+misura mai la sofferenza di chi l'ascolta, e non abbandona mai il tema
+assunto se prima non ha esauriti tutti i modi di svolgerlo; un
+orgoglio personale, associato quasi sempre alla passione dell'amore; e
+questa rade volte produttrice di un'estasi dilicata, bensí, ogni
+tratto, di esagerazioni che tengono della cosí detta maniera
+orientale, di rabbie, di disperazioni, di pazzie; ed a giustificar la
+pazzia, a darle colore non discordante dalla affettata gravitá
+nazionale, chiamate stranamente in soccorso le sottigliezze degli
+scolastici, e sostituite spesso le formalitá della logica alle libere
+emanazioni de' sentimenti del cuore; uno studio, insomma, di parer
+savi sempre e, per cosí dire, in toga, anche allora che meno severe
+circostanze della vita sembrano richiedere il mantelletto galante:
+questi, secondo l'opinione nostra, sono i tratti piú evidenti che
+costituiscono la fisonomia generale de' poeti di cui parliamo; e a noi
+non basterá mai l'animo d'impugnare la spada contra chi dicesse
+ch'ella non è fisonomia simpatica molto.
+
+Alcuni storici della letteratura si congratulano col secolo
+decimoquinto, e fanno festa perché verso la fine di esso la Spagna
+cominciò a coltivare la poesia pastorale. Noi rispettiamo i gusti di
+chicchessia e, insieme agli altrui, un pochetto anche i nostri. E però
+ci giova di non perderci in ammirazione dietro a' primordi di un
+genere di poesia, al quale, con buona pace de' maestri di lettere, non
+portiamo troppa benevolenza. Se fosse vera la ipotesi pittagorica
+della metempsicosi, e se, per un capriccio [p.216] matto di quella
+fortuna che si compiace proprio negli estremi contrari, a noi toccasse
+di dovere un dí rinascere su qualche trono della terra e coll'animo
+tutto tutto inclinato al dispotismo; allora, tornandoci vani i
+tentativi per ispegnere affatto le lettere, vorremmo industriarci
+almeno di porre in onore fra' nostri schiavi quel tanto solo di esse
+che piú servisse ad addormentarli. E allora, allora sí, la poesia
+pastorale verrebbe da noi protetta e promossa, siccome quella che, per
+la sua immensa distanza dal vero della vita e per la sua languida
+efficacia morale, ci farebbe meno paura d'ogni altra. Intanto,
+giacché, fuor d'ipotesi, siamo cittadini privati, non amiamo, né per
+noi né pel nostro prossimo, la diffusione de' narcotici.
+
+E che v'ha dunque ne' versi castigliani del secolo decimoquinto, che
+possa rimunerare in qualche maniera la cortesia di chi profonde ora il
+tempo nel leggerli? Primieramente vale anche per quest'epoca ciò che
+abbiamo detto nell'articolo primo intorno a' romanzi epici d'autori
+sconosciuti di nome, giacché anche in quest'epoca si proseguí a
+scriverne. Anzi ad essa crediamo appartengano per la piú parte quelli
+di avventure ricavate dalla storia moresca, e specialmente degli odii
+delle due fazioni de' Zegris e degli Abencerrages, dalle ultime
+sciagure del regno di Granata, superato poi e vinto dalle armi di
+Ferdinando e di Isabella nel 1492. Chiunque ha un cuore spontaneamente
+aperto alle impressioni poetiche, chiunque è educato da una critica
+liberale e non angustiata dagli scrupoli de' pedanti, trova nel
+_Romancero general_ di che contentar di frequente il bisogno
+estetico dell'anima sua. In que' romanzi lo spirito arabo-ispano si
+manifesta nella sua originalitá; e la calda spiegazione di sentimenti
+veri ed originali abbonda sempre di poesia. In secondo luogo non è da
+negarsi che anche ne' componimenti de' poeti conosciuti per nome, e
+ricordati in parte, e censurati in generale qui sopra, rinvengonsi qua
+e lá pensieri ingegnosi, immagini opportune e tracce talvolta d'una
+rigogliosa freschezza di fantasia, che ne ristorano qualche poco della
+loquacitá erudita e della frequenza del concettizzare puerile: sono
+come le _oasis_ incontrate dalla sitibonda carovana nel deserto.
+Una passione [p.217] sentita davvero non può resistere poi sempre a
+palesarsi ne' modi comandati da abitudini assurde, tuttoché
+universali. E però in alcuni squarci, come a dire delle quattro
+canzoni del Macias, l'amore irrompe fuor de' soliti vincoli e dá
+qualche segno verace e bello della propria esistenza.
+
+L'amore e il Macias sono due parole che ne suscitano nell'anima una
+memoria di malinconia e di pianto. Il Macias era gentiluomo di camera
+del gran maestro don Enrico de Villena. S'innamorò d'una delle dame
+che servivano in palazzo del gran maestro; e, a sviargli quella
+passione, non gli valse il vedere la donna amata sposarsi ad un altro,
+non valsero le riprensioni del Villena, non i gastighi e la prigionia
+a cui questi lo condannò. Al marito della donna non era ignoto anche
+prima delle nozze quell'amore, e in lui la gelosia era precorsa al
+sacramento. Vile! Egli si concertò col carceriere; e, venuto alla
+torre in cui gemeva custodito il suo rivale, trovò modo di scagliargli
+contro, da una finestra, la propria lancia. Il colpo fu assestato con
+tale gagliardia, che traforò il Macias da parte a parte. Quel meschino
+stava allora appunto cantando una canzone da lui composta per la donna
+del suo cuore, e spirò col nome di lei sulle labbra.
+
+|Grisostomo.|
+
+
+ [1] _Poesias selectas castellanas, desde el tiempo de Juan de Mena
+ hasta nuestros dias, etc.--Poesie scelte castigliane, dai tempi di
+ Giovanni de Mena fino ai giorni nostri raccolte ed ordinate da
+ don_ |Emanuele Giuseppe Quintana|. Madrid, ecc. ecc.
+
+ [2] «Quella [la collezione di poesie castigliane], che di poi fu
+ incominciata, ma non condotta a termine da don Giovambattista
+ Conti, eseguita per veritá con gusto squisito e con buona
+ disposizione, fu destinata principalmente a far conoscere agli
+ italiani il pregio della nostra poesia. E però all'autore di essa
+ collezione bastò dí pubblicare e tradurre in toscano i
+ componimenti lirici e buccolici piú segnalati del secolo decimo
+ sesto ed alcuni de' fratelli Argensola; ma non die' luogo nella
+ sua raccolta a veruna poesia di Balbuena, di Jauregui, di Lope, di
+ Góngora, né d'altri egualmente celebri nostri poeti, lasciando
+ cosí la collezione insufficiente in estremo e difettosa».
+
+ [3] Il _Poema del Cid_ non va confuso coi _Romanzi del
+ Cid_, posteriori di un secolo, e pieni di ben altra poesia.
+ Somigliano questi in certo modo, per le loro forme esteriori, alle
+ antiche ballate inglesi, molte delle quali sono sí giustamente
+ apprezzate anche oggidí.
+
+ [4] Citiamo per modo d'esempio l'entrata del Cid in Burgos, quando
+ esiliato dal suo re:
+
+ «Il mio Cid Rui Diaz entrava in Burgos accompagnato da sessanta
+ insegne. Erano piene le vie e le finestre di cittadine e di
+ cittadini, bramosi di vederlo; ed era sí grande il loro dolore,
+ che versavano lagrime dagli occhi e dicevano tutti ad una
+ voce:--Oh Dio, che buon vassallo, se vi fosse un buon re!--Gli
+ avrebbero volentieri offerte le lor case; ma niuno ebbe coraggio
+ di farlo, per la grande ira concepita contro di lui dal re don
+ Alfonso, del quale innanzi al cader del sole era entrata in Burgos
+ una lettera chiusa con forti sigilli, dove si proibiva a tutti il
+ dare alloggiamento al mio Cid Rui Diaz sotto irremissibile pena di
+ perdere gli averi, gli occhi ed anche la vita stessa. Gran dolore
+ sentirono le genti cristiane, e s'ascosero dal mio Cid, perché non
+ ardivano di dirgli nulla», ecc. ecc.
+
+ [5] «_Quid rides?_», ecc. ecc.
+
+ [6] Questo secondo articolo è preceduto dalla seguente avvertenza:
+ «Proseguiamo il _Quadro storico_ della poesia castigliana,
+ incominciato nel n. 99 del _Conciliatore_. La memoria de'
+ lettori saprá rappiccare il filo tra l'articolo primo e 'l
+ seguente» [Ed.].
+
+ [7] Dante nacque del 1265 e morí del 1321. Il De Mena nacque del 1412
+ e morí del 1456.
+
+[p.218][p.219]
+
+
+
+
+XXIII
+
+DUE RAPPORTI UFFICIALI AL GOVERNO AUSTRIACO
+
+
+I
+
+|Al direttore generale dei ginnasi|
+
+Sulla traduzione dal tedesco degli _Elementi di storia degli Stati
+d'Europa_.
+
+
+Ho l'onore di presentarle in tre volumetti manoscritti la traduzione
+degli _Elementi di storia degli Stati d'Europa_. Questo lavoro,
+ordinatomi giá da qualche tempo dall'imperial regio governo, sarebbe
+stato finito prima d'ora, se altri lavori ed altri doveri d'ufficio,
+ben noti a lei, signor direttore, ed al governo medesimo, non mi
+avessero occupato altrimenti, e se una recente ristampa
+dell'originale, sopraggiunta quando la traduzione era pressoché
+compiuta, non mi avesse obbligato a rifarla ed ampliarla in molte
+parti. D'altronde io non voglio dissimulare che, trattandosi d'un
+libro da stamparsi e da servir di testo per le scuole, ho creduto di
+dover considerare l'incumbenza datami dal governo piú come letteraria
+che come consentanea alla natura del mio impiego. Però mi sono
+ingegnato di condurre l'opera con quella cura e con quell'impegno
+letterario che mi parve dovere essere richiesto da chi me l'ordinava.
+Non maggior zelo, bensì avrei desiderata maggiore abilitá, onde
+corrisponder meglio alle intenzioni del governo.
+
+Questi _Elementi di storia_, non essendo destinati che a servire
+di additamento e di guida a' professori, per tesservi sopra piú ampie
+lezioni, sono stati scritti dall'autore tedesco tanto compendiosamente
+da riescire non di rado oscuri. Talvolta le circostanze d'un fatto
+sono indicate da un solo epiteto, talvolta spiegate da una frase
+oscillante e di vario significato. Per cogliere e rendere il giusto
+valore, era necessario esaminare di [p.220] frequente carte
+geografiche e trattati di pace, consultar libri, studiare lo spirito
+delle diverse epoche storiche in opere voluminose. Questo ho fatto; e,
+senza alterare menomamente il testo, spero di aver portato nella
+traduzione qualche chiarezza maggiore.
+
+In alcuni passi, massime della storia della Germania, ove un solo
+cenno di allusione a circostanze locali, a memorie e costumi notissimi
+basta alla intelligenza dei lettori tedeschi, era necessaria pe'
+lettori italiani qualche spiegazione di piú: e ve l'ho inserita, ma in
+modo che non cambiasse l'intenzione dell'originale. Ho rettificate le
+epoche ogni volta che per isbaglio, probabilmente di stampa, non erano
+esatte. Ho emendati alcuni errori di fatto, evidentemente trascorsi
+per incuria de' correttori. Ogni volta che l'esposizione mi pareva
+intralciata, stentata e confusa nel suo andamento originale, ho
+procurato di appianarla. Ho schivata la frequente monotonia de' lunghi
+periodi del testo; perché ogni lingua ha la sua indole, e ciò, che
+forse è tollerabile in Germania, riescirebbe in Italia un guazzabuglio
+insoffribile, per l'ordine diverso con cui si concepiscono le idee. E
+senza adoperare affettazioni sconvenienti all'uso comune d'oggidi, ho
+cercato di mantenere nella lingua della traduzione una discreta
+gastigatezza, che pur non mi parve di trovar sempre nella lingua del
+testo.
+
+Per giungere a tali risultati (se pure posso lusingarmi di esservi
+giunto) ho dovuto spendere tempo assai nel fare ricerche d'erudizione
+che nulla avevano di comune coll'impiego mio, ed occuparmi spesso in
+ore straordinarie e fuori d'ufficio. Sarò fortunato oltremodo se con
+ciò mi potrò meritare l'approvazione di lei, signor cavaliere
+direttore, e, per di lei mezzo, i superiori riguardi.
+
+Intanto la prego, signor cavaliere direttore, a volermi indicare
+quando io debba recarmi alla imperial regia stamperia, onde
+concertarmi con que' correttori, od assumere io stesso (se cosí le
+piacerá) la correzione de' fogli, e fare in modo che la edizione
+riesca piú purgata che non può mai essere un primo manoscritto.
+
+
+Milano, li 6 settembre 1819.
+
+[p.221]
+
+
+II
+
+|All'imperial regio governo|
+
+Sulla traduzione dal tedesco di un _Libretto di nomi_.
+
+
+Ho esaminata la traduzione italiana del _Libretto di nomi_
+(_Nahmenbüchlein_) trasmessami da questo imperial regio governo; ed in
+totale mi parve discretamente ben fatta. Vi sono, è vero, alcune
+minuzie da emendare in quanto alla lingua ed allo stile; ma queste non
+possono essere avvertite tutte da chi legge il manoscritto, e
+sbalzeranno piú facilmente all'occhio della persona giudiziosa a cui
+bisognerá affidarne, in caso di stampa, la correzione de' fogli:
+__unico mezzo__ con cui poter ripulire questa traduzione. In alcune
+cartelline da me inserite nel _Libretto_ stesso ho notato cosí a caso
+qualcuna di tali mende; ma soltanto per farne conoscere all'imperial
+regio governo la natura e per cenno, di cui potrá forse profittare chi
+correggerá i fogli di stampa; non giá per indicare in alcuna maniera
+la frequenza con cui esse ricorrono.
+
+Duplice però essendo l'incarico datomi dall'imperial regio governo,
+credo che inutili riusciranno le osservazioni fatte da me alla
+traduzione, ove sieno accolte come opportune le altre che soggiungo
+intorno al merito intrinseco del _Libretto_.
+
+Per potere rispondere alla domanda: «se sia conveniente questo libro
+anche alle scuole di Lombardia», ho stimato di dover cercare come vi
+si supplisca ora, e d'istituir quindi un confronto tra di esso libro e
+quello che, col titolo di _Alfabeto ed elementi d'istruzione
+morale_, ecc. ecc., è in uso presentemente per le scuole infime de'
+fanciulli. Mi si permetta dunque di riportare qui gli ultimi risultati
+di detto confronto. Serviranno essi a manifestare il complesso de'
+motivi onde muove la opinione che credo di dover sottoporre
+all'imperial regio governo.
+
+Nelle prime pagine, ove il lavoro è meccanico, e di null'altro
+trattasi che dell'abbiccí e delle sillabe e dell'aumento progressivo
+di esse, questi due libretti procedono di pari passo; e il [p.222]
+tedesco non vince l'italiano che di prolissitá. Ma, allorché si
+incomincia a presentare a' fanciulli molti interi vocaboli da leggere,
+uno de' libri piglia una strada, l'altro ne piglia un'altra; e non par
+dubbio che il tedesco s'abbia scelta la migliore.
+
+Ecco quel che fa l'italiano. Butta la parole, quali sono suggerite dal
+numero delle sillabe ch'ei vuole rappresentare e dall'ordine
+alfabetico della prima lettera di esse, senz'altra intenzione veruna.
+Poi salta a dirittura ad infilzare dettati e proverbi morali da servir
+di lettura al ragazzo, che li legge senza intenderli e senza
+profittarne, perché le idee astratte, di cui sono composti, ei non sa
+raccoglierle, non sa applicarle a' casi concreti. Costituito cosí mero
+pappagallo e niente piú, il fanciullo lo si fa camminare alle favole;
+le quali sono altre idee astratte, intorbidite ancor piú dal velo
+dell'allegoria, e gli presentano, nuotanti in un mar di menzogne,
+alcune magre veritá morali, non proporzionate né al suo intendimento
+né alle occorrenze della sua freschissima vita. Che dagli apologhi
+l'uomo giá adulto, ed avvezzato a riconoscere le relazioni tra cose e
+cose, possa qualche volta ritrarre diletto insieme ed utilitá, non è
+da negarsi. Ma che il fanciullo debba astenersi dall'invidia per lo
+spavento d'averne veduta crepare una rana, chi 'l può credere in buona
+coscienza? Del resto, i piú savi scrittori intorno a siffatte materie
+hanno giá gridato tanto contra il mal uso delle favole nell'educazione
+de' ragazzi, e il discredito n'è ora sí generale, che il piú dirne
+sarebbe un lanciar sassi contra un cadavere.
+
+Dopo le favole vengono nel libro italiano le regole della civiltá; e
+su queste non ha luogo censura di rilievo, salvo che potrebbono essere
+meno aride e piú rivolte alla vera decenza morale che non all'esterna
+decenza delle abitudini.
+
+Il restante del libro contiene il catechismo, la formola delle
+preghiere, l'abbaco, e per ultimo il modo di servire la messa secondo
+il rito romano e secondo il rito ambrosiano.
+
+Per lo contrario, veggasi ora quel che si faccia dall'autore tedesco.
+Mirando egli non solo ad esercitare meccanicamente nella lettura il
+fanciullo, ma ben anche ad arricchirgli a poco a poco la mente di
+nozioni utili, facili e dipendenti in certo modo le [p.223] une dalle
+altre, fa succedere al solito congegnamento delle sillabe una specie
+di vocabolarietto (pagina 14 e seguenti), ove registra sotto separati
+capi ora le diverse parti del corpo umano, ora le diverse parti d'una
+casa, e le diverse suppellettili, e le parti del vestito, e cosí via.
+Codesta enumerazione ei la interseca, mettendo in moto i verbi che
+indicano l'uso o determinano l'azione di chi adopera tale o tal altro
+oggetto, di chi si giova di tale o tal altra circostanza. Col
+progredire delle pagine cresce la complicazione delle idee, fino a
+condurre il fanciullo a descrivere ciò ch'ei fa in casa, ciò che fa in
+iscuola, come ei si comporta co' suoi parenti, come col maestro, come
+co' superiori, cogli uguali, co' dipendenti: dal che si trae occasione
+d'istillargli la conoscenza e, per quanto il comporta la tenera mente
+sua, anche il sentimento della convenienza de' propri doveri. Cosí,
+senz'essere sbigottito dalla mistica severitá de' precetti, il ragazzo
+si trova in mezzo ad una morale applicata, che di certo è piú efficace
+di quante massime teoriche gli possono aggravar la memoria. Poi
+all'insipidezza degli apologhi sono sostituite altre nozioni esatte di
+cose e di fatti, come a dire notizie intorno i pesi e le misure,
+intorno le stagioni e i diversi lavori de' campi, e descrizioni delle
+varie arti e de' vari mestieri che piú cadono sott'occhio al
+fanciullo; e, per rallegrarlo anche alcun poco, la descrizione
+discende fino a' soliti giuochetti e trastulli della fanciullezza,
+scaltramente insinuando a quali sia da darsi la preferenza, e perché.
+Poi anche qui sono proposte molte massime morali e di civiltá, ma
+tutte convenienti all'etá prima, ma coordinate in modo che
+l'applicazione alle circostanze reali della vita del fanciullo sia o
+giá fatta, o facilissima a farsi da lui stesso. Ed in una storietta
+che il maestro racconta, ed in altre sentenze ch'egli detta a'
+fanciulli, contengonsi alcune idee piú elevate di morale civile e
+religiosa, nelle quali, quantunque non si possa dissimulare il
+consueto peccato delle idee astratte, pure il vizio può dirsi minore
+che non nel libro italiano, essendosi dal tedesco qui almeno fatto
+qualche sforzo per inclinarle al concepimento puerile. Nel rimanente
+del libro stanno le regole del compitare e della buona pronuncia.
+
+[p.224]
+
+Ora il solo paragone tra il libro italiano attualmente in uso e quello
+mandato da Vienna parmi sufficiente a determinare in favor dell'ultimo
+la preminenza. E tale è l'opinione mia, ove non d'altro si parli che
+dell'idea e del piano generale dell'opera. Né da questa opinione mi
+sconforta la mancanza nel libro tedesco d'un preciso catechismo, delle
+precise formole delle preghiere e del modo di servir la messa secondo
+i due riti, poiché nelle nostre scuole è provveduto a ciò
+bastantemente da chi è incaricato dell'istruzione religiosa.
+
+Ma applicar questo libro, tal qual è, alle scuole minori di Lombardia
+è cosa ch'io reputo non troppo conveniente. Scritto per la Germania,
+esso ha relazioni a trastulli, a costumanze, ad abitudini che non
+sempre sono uguali alle nostre; e vi domina, a dir vero, troppa
+monotonia in quanto alle forme dell'esposizione. Lo studiare è giá per
+se stesso una noia a' poveri fanciullini, sicché il raddoppiarla loro
+coll'eterna ripetizione degli stessi modi e delle stesse uscite de'
+verbi e della stessa architettura de' periodi ed enunciazioni, parmi
+né caritatevole né destro consiglio per un buon maestro.
+
+E però, ritenuta l'idea generale, lo scopo e 'l materiale di questo
+libretto, credo che, a volerlo applicare alle nostre scuole, sia
+d'uopo non di tradurlo esattamente, ma di modificarlo e rifonderlo,
+per cosí dire, alcun poco. Nella stessa maniera che l'autore tedesco
+si è manifestamente giovato d'altri libri consimili inglesi e
+francesi, giovisi nel suo lavoro il compilatore italiano di que'
+soccorsi che l'arte dell'educazione ha resi abbondanti a' dí nostri;
+e, conservato tutto il buono che pure è molto del libretto tedesco, vi
+tolga e vi aggiunga quel tanto ch'è necessario a renderlo veramente
+vantaggioso alla prima istruzione de' ragazzi. Il libro sia pur sempre
+lo stesso in quanto allo spirito ed al metodo in totale; ma, se le
+circostanze diverse vogliono in esso diverse modificazioni, il negar
+d'apportargliele prima d'accoglierlo sarebbe un voler l'utile solo per
+metá.
+
+Ristrignendo quindi il discorso, parmi, se pur non m'inganno, che si
+possa stabilire queste due proposizioni:
+
+[p.225]
+
+I. Il _Libretto di nomi_, tal qual è presentemente, non può
+essere applicato con vantaggio alle scuole di Lombardia.
+
+2. Modificato in alcune parti, lo si potrá applicare ad esse con molto
+profitto dell'educazione.
+
+In questo secondo caso, l'incarico della ricompilazione (a cui
+servirebbe di fondamento la traduzione italiana giá fatta)
+bisognerebbe che venisse affidato ad una persona, la quale, vissuta
+qualche tempo tra le scuole, non soltanto fosse intendente delle
+teorie di educazione, ma avesse pratica molta dell'indole de'
+fanciulli, delle diverse fasi del loro sviluppo mentale, delle
+abitudini piú comuni della loro vita e de' metodi d'insegnamento
+approvati nelle scuole di Lombardia.
+
+Ciò è quanto ho l'onore di sottoporre all'imperial regio governo, in
+obbedienza alla venerata lettera 20 corrente, n. 198210/2840 P. Questa
+risposta al quesito, fattomi giá da qualche tempo, non avrebbe tardato
+di tanto, se, confuso accidentalmente con altre carte, il libro, che
+ora restituisco, non mi fosse sfuggito affatto dalla memoria; del che
+prego d'essere scusato.
+
+ Milano, li 28 luglio 1821.
+
+[p.226][p.227]
+
+
+
+
+XXIV
+
+DISCORSO AI TOSCANI[1]
+
+
+ Toscani!
+
+L'entusiasmo vivo, spontaneo, col quale salutate i fatti dell'eroica
+Milano, onora voi e onora quelli che se lo sono meritato col sangue. A
+nome de' miei concittadini io ve ne ringrazio con tutta la pienezza
+del cuore.
+
+A me, lombardo, disdirebbe il vantare a voi le angustie e le prodezze
+de' miei lombardi. La storia, libera dai ritegni della modestia, le
+tramanderá alle future generazioni; e questo basti.
+
+Bensí con voi, toscani, mi sia lecito congratularmi di voi e del
+vostro sentire oggi tutta l'importanza del gran fatto di Milano e del
+vostro gioirne con l'Italia tutta.
+
+Mirabile risorgimento invero questo nostro, al quale ciascuno de'
+popoli d'Italia ha apportato la parte sua! Roma l'amnistia e
+l'onnipossente parola d'amore, Toscana le riforme, Sicilia e Napoli le
+costituzioni, Piemonte il forte esercito tutelatore, e Milano la
+indipendenza; la indipendenza, senza della quale né riforme né
+costituzioni possono aver vita intera.
+
+Artefici tutti del pari di questo stupendo edificio, spetta a voi
+tutti, o italiani, il compirlo e il consolidarlo per sempre. Contenti
+delle vostre libertá, che sono pienissime, se sapete virilmente
+giovarvene, stringetevi tutti, popoli e principi, in una [p.228]
+assoluta concordia d'instituzioni, di voleri, di sentimenti, e correte
+in armi a dare aiuto all'esercito di Carlo Alberto, perché spazzi
+affatto gli austriaci fuori delle terre nostre. Afferrate questa bella
+occasione, fattavi miracolosamente da Dio, e salvate in eterno dalla
+dominazione e dalla presenza dello straniero ogni campo, ogni villa
+dove si parla italiano. Lá, nella gran valle del Po, vi chiama la
+patria. Guerra, guerra agli austriaci, è il solo pensiero, il solo
+bisogno del momento. Lá, nella gran valle del Po, è d'uopo che si
+componga un grande Stato, saldo e compatto, il quale serva
+d'antemurale a qualunque invasione straniera, da qualunque parte essa
+venga. Cosí l'Italia tutta sará salva e secura per sempre; e, a farla
+salva e secura, vi gioverá gloriarvi, o toscani, d'aver contribuito
+anche voi.
+
+Viva l'Italia! Viva la cacciata degli austriaci!
+
+
+ [1] Letto il 27 marzo 1848 a Firenze, sotto le logge degli Uffizi, da
+ Giuseppe Massari, in luogo del Berchet, presente, al popolo reduce
+ da un solenne _Te Deum_ cantato in duomo, per celebrare la
+ vittoria dei milanesi nelle Cinque giornate. [Ed.].
+
+[p.229]
+
+
+
+
+XXV
+
+AI LOMBARDI
+
+(14 maggio 1848)
+
+
+Lombardi!
+
+Il governo provvisorio della Lombardia ha dovuto finalmente
+persuadersi che, in mezzo alla precipitazione degli eventi, i quali
+d'ogni parte ne travolgono e ne sospingono, lo starsene piú a lungo
+immobile a custodire la propria neutralitá era un tradire la patria.
+Quindi egli ha pubblicato il suo decreto del 12 corrente, con cui
+chiama l'intiera popolazione a dare il suo voto intorno alla
+risoluzione da prendersi per uscire dalla triste situazione nostra,
+che ogni dí, ogni ora piú si fa pericolosa.
+
+Lombardi! voi dovete essere grati al governo di questa sua
+determinazione. Tocca adesso a voi di giovarvene tutti alacremente, e
+di provvedere cosí alla vostra salvezza. Che voi siate deliberati a
+farlo con tutto lo zelo, con tutta quella sagace ponderazione ch'è
+richiesta dal supremo momento, chi può dubitarne? Non io, di certo. E,
+se mi fo lecito d'indirizzarvi una breve parola, non è menomamente
+perché io creda necessario d'infiammarvi e di stimolarvi
+all'adempimento di un dovere, ma soltanto per rischiarare un'apparente
+oscuritá, che a taluno parrá forse di ravvisare nella enunciazione dei
+due quesiti postivi dal governo provvisorio.
+
+Se nella scrupolosa sua onoratezza il governo ha creduto di dovere
+accondiscendere financo ad alcune esigenze o astute [p.230] o
+meticolose, e di dover financo deviare dallo stesso andamento logico,
+ponendovi ad un tratto due quesiti, voi, o lombardi, dovete rispettare
+in esso il buon volere, ma stare altresí bene all'erta e non lasciarvi
+abbindolare da quei sofistici arzigogoli, che, sotto la finta larva
+d'una legalitá mal definita e mal definibile, potrebbono essere
+susurrati all'orecchio vostro.
+
+Nel primo quesito, __il piú prolisso__, vi è domandato se volete
+__immediata fusione__ col Piemonte, usando, in far ciò, di tutte
+quelle cautele che pongono in sicuro il piú ampio godimento della
+libertá da voi conquistata.
+
+Nel secondo quesito, il __meno prolisso__, v'è domandato se voi
+volete continuare nello stato presente fino __a guerra finita__.
+
+Farei troppo torto, o lombardi, al vostro buon senso, se perdessi
+tempo a dimostrarvi che la salute vostra sta nel rispondere
+francamente di sí al primo quesito.
+
+Per poco che voi ci pensiate, vi sbalzerá evidentissima alla mente
+l'inconseguenza del secondo quesito, il quale, contraddicendo a tutte
+le conseguenze logiche dei motivi del decreto, v'invita a lasciar
+stare le cose come le stanno, vale a dire nell'anarchia,
+nell'agitazione, nell'impotenza a difendervi dai tanti pericoli che da
+tante parti vi minacciano; il che non a altro riuscirebbe da ultimo se
+non a far ridere in cuor dell'Austriaco l'agognata vendetta ed a
+trascinar voi alla totale rovina, alla distruzione di quella
+indipendenza che avete comperata col sangue e colle barricate della
+generosa Milano, di Milano, l'audacissima delle cittá battagliere.
+
+Lombardi, all'erta; ve ne scongiuro! Raccogliete tutta l'anima vostra,
+consultate l'intimo amor vostro per la patria, mettetevi seriamente la
+mano sul petto; e poi, nel recarvi a deporre il vostro «sí» ne' libri
+parrocchiali, fate quello che la coscienza vi detta. Interrogatela
+questa vostra coscienza senza passioni e senza pregiudizi; ed allora
+il primo quesito, quello che propone __l'immediata fusione__, è
+certo del trionfo, perché, viva Dio, il vero trionfa sempre sul falso
+nel cuore dell'uomo onesto. So che alcuni pochi di voi, nel
+contribuire a quel trionfo, faranno de' segreti sagrifici. E chi vi
+dice che io forse non ne faccia [p.231] anch'io nel condurmi a
+lealmente consigliarvi la subita fusione? Ma periscano tutte le
+private simpatie, periscano tutt'i rancori privati in faccia alla
+salute della patria. Tanto piú splendida sará la nostra libertá, se
+avvalorata da sagrifici individuali. L'unico sagrificio che non è
+lecito mai di fare è quello di tacere la veritá, quando il dirla può
+in qualche modo cooperare al pubblico bene.
+
+L'amantissimo di voi e lombardo anch'esso
+
+|Giovanni Berchet.|
+
+[p.232][p.233]
+
+
+
+
+XXVI
+
+ALL'ONOREVOLE PRESIDENTE |del collegio elettorale di Monticelli
+D'ongina|
+
+
+Il suffragio, per me inopinato, del quale hanno voluto onorarmi gli
+elettori di codesto collegio, meritava da parte mia una piú pronta
+espressione della gratitudine, che ne sento vivissima. Ma la notizia
+di esso mi pervenne tardi in questo ritiro campestre, e, dirò il vero,
+non creduta quasi sulle prime. Ciò mi scusi presso di lei, egregio
+signore, e presso de' benevoli miei elettori, a' quali la prego di
+volere Ella essere interprete de' miei ringraziamenti. Questi,
+comunque pienissimi, non possono pareggiare la grandezza di un favore
+tanto spontaneo. e ch'io sentirei di non meritarmi, se dovessi por
+mente soltanto alla picciolezza mia individuale. Ma il voto di codesti
+elettori io lo ravviso piuttosto come un omaggio voluto rendere a de'
+princípi; e di questo mi trovo lieto, e direi quasi superbo e
+consolato.
+
+Sí, egregio signor presidente, io sono convinto che gli elettori di
+Monticelli, nel nominar me, lombardo, a deputato alla Camera, non
+hanno voluto fare altro che protestare della ferma adesione loro al
+principio d'unione che stringe i popoli dell'alta Italia in un popolo
+solo, guardiano e difensore guerriero de' confini dell'intera nazione:
+principio, questo, che è sempre stato il desiderio de' miei tanti anni
+d'esilio, perché tenuto da me sempre come il fondamento
+imprescindibile di quella libertá e di quella indipendenza che tutti
+vogliamo quanti siamo popoli di quest'Italia. Che se io, sinceramente
+zelatore ostinato di libertá, sono altrettanto nemico della licenza e
+della [p.234] anarchia, non penso che i miei elettori di scordassero
+da me ne' sentimenti, allorquando deponevano nell'urna il nome mio. I
+tempi sono difficili; e, nell'assumere io l'onorevole incarico di
+rappresentante del popolo, sento quanto poveramente potrò sostenerne
+la dignitá. Solo mi affida alquanto il buon volere in me, e piú assai
+il buon volere negli elettori, se vogliano assistermi de' loro
+consigli.
+
+Sí, davvero, i tempi sono difficili; e tanto piú lo sono, in quanto
+che le moltitudini lasciano gavazzare a tutta lor posta gli
+scompigliatori d'ogni concordia, i suscitatori d'improntitudini, e se
+ne stanno esse oziose colle mani sotto le ascelle: come se la
+sopravvegnente anarchia non fosse per essere la rovina loro
+universale, la rovina di ogni bene morale e materiale, la rovina di
+tutto quanto esse hanno sperato nei lunghi secoli della servitú; come
+se tutto questo scombuglio non fosse per tornar profittevole
+all'Austria, che lo fomenta ella stessa per mezzo de' molti suoi
+segreti emissari, travestiti da demagoghi e mascherati da sicofanti.
+
+Per poco che dovesse durare ancora questa sfiduciata indifferenza
+delle moltitudini; per poco che la valorosa saviezza dell'esercito
+fosse di soppiatto avvelenata ancora da perfide suggestioni, che
+insegnano l'indisciplina e l'inobbedienza; per poco che la caritá
+della patria proseguisse ancora a trasformarsi in invidie personali, e
+la veritá dei fatti continuasse a non ottener fede, e tutta la fede
+invece la si desse sfrontatamente ancora ai sogni della fantasia: io
+non so a che buon fine potrebbe mai capitare questo tanto vantato
+risorgimento d'Italia.
+
+Ma io ho fede, e fede viva, nel buon senso delle in apparenza
+neghittose popolazioni. E del loro risvegliarsi mi dá giá qualche
+sentore un grido spontaneo, levatosi, son pochi giorni, in una delle
+piú colte cittá d'Italia, il grido:--Vogliamo i galantuomini! vogliamo
+i galantuomini!--grido, che rammenta l'antica saviezza, l'antica
+onestá popolana. Se un altro grido bisognasse a qualche altra cittá,
+davvero mi farei lecito di proporre questi:--Non vogliamo licenza! non
+vogliamo anarchia!--Perché [p.235] davvero libertá non può essere dove
+non sia amor dell'ordine, dove non sia religioso rispetto alle leggi
+ed alle istituzioni che ci reggono. Attenendoci di buona voglia a
+queste, in queste lealmente confidando, di queste alacremente
+giovandoci, traendone tutte le conseguenze, ci salveremo, io spero,
+trionfanti, dai nemici interni; la guerra, che per avventura ci
+sovrasta contro lo straniero, noi la potremo imprendere sicuri della
+vittoria; e la libertá, che noi vogliamo con tutto il cuor nostro, noi
+la consolideremo e la consegneremo pura, splendida, ampliata ai figli
+nostri.
+
+Ma, se lasciamo che la licenza cresca, che non governi chi ha da
+governare, che non obbedisca chi ha da obbedire, che l'impazienza
+tenga luogo della prudenza, e voglia conseguire in un giorno solo
+tutto quello che a maturare vuol tempo e tempo, io non veggo in fondo
+al futuro che un fantasma esosissimo. Non voglio dirne il nome, perché
+troppo mi suona orrendo: cerchinlo i miei elettori nella storia del
+passato, sia in Italia, sia fuori; lo troveranno dopo qualunque
+periodo di discordia e disordine sociale.
+
+La prego, egregio signor presidente, di perdonarmi, se mi sono
+lasciato andare ad aprire un pochino l'animo mio con lei e, per di lei
+mezzo, coi miei elettori; ai quali vorrei pure di qualche maniera
+esser noto, anche prima che la fortuna mi dia di visitarli e
+ringraziarli in persona.
+
+Mi giovo intanto di questa occasione per presentare a lei, egregio
+signore, le assicurazioni rispettose della mia stima.
+
+ Di Pegli, 24 ottobre 1848.
+
+[p.236][p.237]
+
+
+
+
+NOTA
+
+[p.238][p.239]
+
+La raccolta piú ampia di prose del Berchet, pubblicata finora, è
+quella contenuta nelle _Opere edite ed inedite_ di lui, date in
+luce da Luigi Cusani (Milano, Pirotta e compagno, 1863). Non è però
+completa, perché il Cusani non solo non riprodusse le traduzioni
+del_ Vicario di Wakefield_ del Goldsmith, del _Visionario_
+dello Schiller e del _Telemaco_ del Fénelon (che non sembrò
+opportuno di raccogliere nemmeno in questo volume), ma anche o non
+ristampò o ristampò solamente in parte alcuni articoli del
+_Conciliatore_, che non gli parvero di grande importanza. E,
+naturalmente, mancano nella sua raccolta anche quelle poche prose del
+Berchet, che furono conosciute e videro la luce dopo il 1863.
+
+In compenso, il Cusani ristampò la piú antica prosa del Berchet della
+quale abbiamo notizia, cioè la _Lettera sul dramma «Demetrio e
+Polibio«_, della quale non è stato possibile a me rintracciare
+l'edizione originale, fattane a Milano, dal Pirotta, nel 1813.
+
+Seguendo adunque i criteri esposti giá nella _Nota_ con la quale
+si chiude il primo volume delle _Opere_ del Berchet, io
+riprodussi il testo offertoci dal Cusani nel ristampare la
+_Lettera_, testé accennata; ma ricorsi invece, per le altre
+prose, alle edizioni originali, come risulta dall'elenco seguente, nel
+quale gli scritti del Nostro vengono ricordati nello stesso ordine
+strettamente cronologico col quale sono disposti nel presente
+volume[1].
+
+ [1] Avverto che i titoli degli scritti, i quali nell'elenco sono
+ compresi tra parentesi quadre, non sono del Berchet. Egli lasciò
+ questi scritti senza titolo; ma si credette di apporne loro uno
+ nella presente edizione, o di accogliere quello dato loro dai
+ precedenti editori, per comodo delle eventuali citazioni e delle
+ ricerche.
+
+
+I. _Lettera sul dramma «Demetrio e Polibio», cantato nel teatro
+Carcano_, della quale si parla piú sopra.
+
+II. _Sul «Cacciatore feroce» e sulla «Eleonora» di Goffredo Augusto
+Bürger. Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo_ [p.240]
+(Milano, Bernardoni, 1816). Fu ristampata dal Cusani nelle citate
+_Opere edite ed inedite_.
+
+III. _Allocuzione nei funerali del pittore Andrea Appiani, celebrati
+nella chiesa della Passione il giorno 10 di novembre 1817_ (Milano,
+Ferrario, 1817). Ristampata dal Cusani.
+
+IV. _Del criterio ne' discorsi._ Nel numero 4 del
+_Conciliatore_, 13 settembre 1818. Ristampato dal Cusani.
+
+V. [_Scortesie maschili al teatro della Scala_]. Nel numero 5 del
+_Conciliatore_, 17 settembre 1818.
+
+VI. [_Sulla «Storia della poesia e dell'eloquenza» del
+Bouterweck_]. Nei numeri 9, 13 e 21 del _Conciliatore_, 1 e 15
+ottobre e 12 novembre 1818. Ristampato parzialmente dal Cusani.
+
+VII. [_Intorno al significato del vocabolo «estetica«_]. Nel
+numero 10 del _Conciliatore_, 4 ottobre 1818. Ristampato dal
+Cusani.
+
+VIII. [_Di un libro sulla romanticomachia_]. Nel numero 17 del
+_Conciliatore_, 29 ottobre 1818[1]
+
+ [1] Il _Conciliatore_, riferendo il titolo del libro di cui si
+ parla in questo scritto, dice che esso fu pubblicato a Torino «coi
+ tipi di Domenico Pane stampatore di S. A. I. il principe di
+ Carignano». Ma veramente nel frontispizio dell'opera, al posto di
+ quell'«I.» («imperiale»), vi è, com'è naturale che vi sia, un «S.»
+ («serenissima»). Se l'«I.» del _Conciliatore_ sia effetto di
+ una svista o sia un'alterazione fatta a bella posta per alludere
+ alla parentela del principe di Carignano con casa d'Austria, non
+ saprei; ma, nel dubbio, lo conservai anche nella presente ristampa
+ (p. 105, nota).
+
+IX. [Guerre letterarie in Italia]. Nel numero 19 del
+_Conciliatore_, 5 novembre 1818. Ristampato dal Cusani.
+
+X. _Lettera di Grisostomo al molto reverendo signor canonico don
+Ruffino._ Nel numero 26 del _Conciliatore_, 29 novembre 1818.
+Ristampato da Guido Mazzoni nell'opuscolo _Due articoli di Giovanni
+Berchet_ (Firenze, Barbèra, 1902), per nozze Guidotti-Della Torre.
+
+XI. [_Intorno all'«Origine delle lettere» del Roscoe_]. Nel
+numero 33 del _Conciliatore_, 24 dicembre 1818. Ristampato da
+Guido Mazzoni nell'opuscolo testé citato.
+
+XII. _Articolo sopra un articolo._ Nel numero 34 del
+_Conciliatore_, 27 dicembre 1818. Ristampato dal Cusani.
+
+XIII. _Idee del signor Sismondi sul poema di Dante._ Nel numero
+37 del _Conciliatore_, 7 gennaio 1819. Ristampato dal Cusani.
+
+XIV. [_Intorno ad un poemetto di C. Tedaldi-Fores_]. Nel numero
+46 del _Conciliatore_, 7 febbraio 1819.
+
+[p.241]
+
+XV. _Lettera ad una signora milanese gentile sí, nobile no._ Nel
+numero 47 del _Conciliatore_, 11 febbraio 1819. Ristampato dal
+Cusani.
+
+XVI. _Sulla «Sacontala» ossia «L'anello fatale», dramma indiano di
+Calidasa._ Nei numeri 53 e 55 del _Conciliatore_, 4 e 11 marzo
+1819. Ristampato a Milano, 1819, dall'editore del _Conciliatore_,
+Vincenzo Ferrario, in opuscolo; e riprodotto poi anche dal Cusani.
+
+XVII. [_Sulla «Storia della letteratura italiana» del Ginguené_].
+Nel numero 61 del _Conciliatore_, 1 aprile 1819.
+
+XVIII. [_Benedetto Castelli_]. Nel numero 69 del
+_Conciliatore_, 29 aprile 1819. Ristampato dal Cusani.
+
+XIX. [_Intorno alla «Servitú presso i popoli antichi e moderni» del
+Grégoire_]. Nel numero 73 del Conciliatore, 13 maggio 1819.
+
+XX. _Sopra un manoscritto inedito degli autori del foglio periodico
+«Il caffé»._ Nel numero 91 del _Conciliatore_, 15 luglio 1819.
+Ristampato dal Cusani[1].
+
+ [1] Questo scritto è firmato «|P.--Grisostomo|». Guido
+ Mazzoni (_Ottocento_, p. 236) dice che questo «P.» significa
+ «Pellico»; ma il Pellico firmò sempre gli articoli, da lui
+ pubblicati sul _Conciliatore_, «S. P.». «P» è invece la sigla
+ adottata da Pietro Borsieri, in sostituzione delle iniziali «P.
+ B.», da lui usate nel firmare il _Programma_ del periodico, e
+ della sigla «B.» apposta poi in calce agli articoli pubblicati nei
+ primi numeri (si veda |Rinieri|, _Della vita e delle
+ opere di Silvio Pellico_, Torino, 1898. 1, 59, 304, e un mio
+ scritto sulla _Censura austriaca e il «Conciliatore«_, nella
+ miscellanea in onore di Rodolfo Renier, che vedrá la luce
+ prossimamente).
+
+XXI. [_Sulla «Filosofia delle scienze» del Jullien_]. Nel numero
+92 del _Conciliatore_, 18 luglio 1819. Ristampato dal Cusani.
+
+XXII. [_Quadro storico della poesia castigliana_]. Nei numeri 99
+e 111 del _Conciliatore_, 12 agosto e 23 settembre 1819.
+Ristampato in parte dal Cusani.
+
+XXIII. [_Due rapporti ufficiali al governo austriaco_]. Pubblicati,
+di sugli autografi che si conservano nell'Archivio di Stato di
+Milano, il primo da |Cesare Cantú|, _Il «Conciliatore» e i
+carbonari_ (Milano, Treves, 1878, pp. 36-38, nota 1), il secondo da
+me, in appendice allo scritto su _Giovanni Berchet imperial regio
+impiegato_ (nel _Giornale storico della letteratura italiana_, LVII,
+1911, pp. 17-20). Nel ristampare questi due rapporti li rividi sulle
+trascrizioni dell'autografo fatte da me.
+
+XXIV. [_Discorso ai toscani_]. Letto da Giuseppe Massari sulla
+piazza della Signoria a Firenze, il 27 marzo 1848. Fu riferito dal
+giornale _La patria_, di Firenze, del 28 marzo 1848, e dal
+giornale [p.242] _Il 22 marzo, primo giorno dell'indipendenza
+lombarda_, di Milano, del 2 aprile 1848. Lo ristampò anche il
+Cusani.
+
+XXV. [_Proclama ai lombardi_]. Stampato in foglio volante a Milano,
+dalla tipografia dei Classici, con la data del 14 maggio 1848, e
+riprodotto poi dal Cusani.
+
+XXVI. [_All'onorevole presidente del collegio elettorale di
+Monticelli d'Ongina_]. Lettera stampata per la prima volta nel
+giornale _La concordia_ del 6 novembre 1848, donde, pochi giorni
+dopo, fu tratta, per ristamparla in foglio volante, dalla tipografia
+Del Maino, di Piacenza. Di questa ultima edizione si valse Vittorio
+Osimo, che ristampò ultimamente la lettera del Berchet nel suo studio
+su _Giovanni Berchet deputato_ (_Giornale storico della
+letteratura italiana_, LVIII, 1911, pp. 382-5), e quest'ultima
+ristampa serví di base alla presente edizione.
+
+
+Come appare da questo elenco, gli scritti pubblicati sotto i numeri
+IV-XXII furono tratti dal _Conciliatore_. Essi hanno tutti in
+questo periodico la firma di «Grisostomo». Non è impossibile che possa
+essere del Berchet anche qualche altro articolo, che nel
+_Conciliatore_ non ha firma alcuna, o che è firmato con
+pseudonimi o con sigle, che non si sa a quali dei soliti collaboratori
+si debbano attribuire. Ma, se in qualche caso l'attribuzione al Nostro
+può anche sembrare probabile, questa probabilitá si fonda sempre su
+indizi tanto malsicuri, che non sarebbe lecito lasciarsi indurre a
+comprendere gli scritti, ch'essa ci addita, in un'edizione critica
+delle opere di Giovanni Berchet.
+
+[p.243]
+
+
+
+
+INDICE DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI
+
+
+ Abencerrages, 216.
+ Achille, 202.
+ Adamo, 14.
+ Adelung, 31.
+ Aditi, 166, 168.
+ Adonio, 187.
+ Agamennone, 58.
+ _Agnese_ (dramma), 67.
+ Agostino (sant'), 30.
+ Albano (Francesco), 4.
+ Alberico (frate), 124.
+ _Albero sistematico_, dell'Alberti, 194-5·
+ Alberti di Villanova (Francesco), 195·
+ _Alemagna_, vedi _Allemagne_.
+ Alessandro magno, 203, 204.
+ _Alexandro magno (De)_, del Segura, 203.
+ _Alfabeto ed elementi d'istruzione morale_, 221.
+ Alfieri (Vittorio), 15, 52, 57, 99-100, 105, 121, 172.
+ Alfonso decimo di Castiglia,204-5.
+ Alighieri (Dante), 15, 24, 29, 57, 74, 75, 82, 87, 88, 94, 95, 96, 97,
+ 108, 123-7, 129-132, 166, 201, 208, 211-3.
+ Allegoria, 106, 132, 205, 208, 210, 215, 222.
+ _Allemagne (De l')_, della Staël, 30.
+ Alonso de Cartagena, 214.
+ Alta Italia, 233.
+ Alvaro de Luna (don), 209.
+ _Amadigi_, di Vasco Lobeira, 206.
+ Amaury-Duval, v. Duval.
+ Amore, 74, 83, 85-8, 145, 205, 208, 215, 217.
+ Amor patrio, 120.
+ _Amra_, 150.
+ _Ana_, 187.
+ _Analisi delle scienze_, del Lancelin, 193.
+ Anarchia, 230, 234.
+ Anastagi (Guido degli), 40.
+ Anacreonte, 53.
+ Anastasio (don), v. Caramella.
+ Andely (I.), 71.
+ Andrés (Giovanni), 76.
+ _Anello fatale_, v. _Sacontala_.
+ Antiromantico, 135.
+ Antonia (donna), 185.
+ Anusuya,150, 151, 155, 156-160.
+ Apollo, 210.
+ Apologhi, 222, 223.
+ Appiani (Andrea), 59-60, 66.
+ Apsarastirtha, 162.
+ Arabia, Arabo, 85, 131, 209.
+ Arcadia (accademia), 208, 215-6.
+ _Arcadia_, del Sannazaro, 106.
+ Arcadiche fanciullaggini, 75.
+ Argensolas (Bartolomé e Lupercio), 198.
+ Argonauti, 85.
+ [p.244]
+ Ariosto (Lodovico), 15, 24, 29, 31, 57, 75, 84, 87, 95, 96, 97,
+ 107, 108, 113.
+ Aristofane, 23.
+ Aristotile, 29, 55, 89-90, 97·
+ Arjona (duca di), 208.
+ Arriaza (Giovambattista), 198.
+ Arte (origine e vicende), 119-122.
+ _Arte di congedarsi a tempo_, 183.
+ _Arti poetiche_, 28-30, 66, 89.
+ Aspasia, 17.
+ Atene, 52, 117·
+ Ateneo, 171.
+ Atridi, 38.
+ Augusto, 23, 122.
+ Austria, 234.
+ Austriaci, 228, 230.
+ Ayala (Pedro Lopez), 205.
+
+ Babilonia, 22, 186.
+ Bacone (Tommaso), 192.
+ Balaya, 206.
+ Balbuena (Bernardo), 198.
+ Ballo, 137-8.
+ Baretti (Giuseppe), 91, 110.
+ Barocco, 103.
+ Bartolomeo da San Concordio (fra), 92.
+ _Basvilliana_, del Monti, 52, 100.
+ Beatrice, 87, 88, 126.
+ Beccaria (Cesare), 14, 184, 188.
+ Belle arti, 194.
+ -- lettere, 194.
+ Bellersheim (P.I. de), 182.
+ Bellona, 55.
+ Bellotti (Felice), 10.
+ Bengala, 142.
+ Berceo (Gonzalo de), 203.
+ Berito, 176.
+ Berlino, 10.
+ Bersabea, 22.
+ Bisogno estetico, 101, 103, 104.
+ Blair (Ugo), 14.
+ Boccaccio (Giovanni), 38, 40-1.
+ Boiardo (Matteo Maria), 87.
+ Boileau (Nicola), 91.
+ Bonafede (Appiano), 110.
+ Bonaparte, v. Napoleone.
+ Borgonuovo, 137.
+ Bouterweck (Federico), 12, 14, 73-100, 199.
+ Bracciolini (Poggio), 110.
+ Bramino, 142, 161-2.
+ Branda (padre Orazio), 110.
+ Brescia, 173-4.
+ Brianza, 183.
+ Bruguière, 144.
+ Buona speranza (capo di), 17.
+ Buon gusto, v. Gusto.
+ Bürger (Goffredo Augusto), 9, 12, 13, 27, 31, 39, 41, 51, 52, 147.
+ Burke (Edmondo), 14, 30.
+
+ _Caccia_, di Erasmo di Valvasone, 39-40.
+ _Cacciatore feroce_, del Bürger, 9, 12, 26, 30, 31-9, 50, 51, 52, 147.
+ Cadalso (Giuseppe), 199.
+ Cadice, 69.
+ _Caffè_ (giornale), 181-9.
+ Calabria, 130.
+ Calanémi, 165.
+ Calcutta, 141.
+ Calderon (Pietro C. de la Barca) 15, 130.
+ Caledoni, 66.
+ Calidasa, 139-48.
+ Calliope, 210.
+ Caloandro de' bei parlari, 204.
+ Caluso (abate di), 172.
+ Camera dei deputati, 233.
+ Camoens (Luigi di), 15.
+ Cancellieri (Francesco), 124-5.
+ _Cancionero general_, 214.
+ Canna, 145, 149, 152, 154, 158-60, 168.
+ Cantanti, 3-6.
+ _Canzoniere_ del Petrarca, 214.
+ [p.245]
+ Caramella (don Anastasio), 183-5.
+ Carcano (teatro), 1, 6-7.
+ Carignano (principe di), 105, 240.
+ Carlo Alberto, 228, v. Carignano (principe di).
+ Carme, 28.
+ Carnovale, 137-8.
+ Cary (M.), 126.
+ Castelli (Benedetto), 173-4.
+ Casyapa, 166-8.
+ Causica, 152.
+ Cavalca (Domenico), 182.
+ Cavalleria, 20, 85-8, 108, 203.
+ Cellini (Benvenuto), 29.
+ Ceramico, 55.
+ Cervantes (Michele), 62, 201.
+ Cesare, 24.
+ Cesarea, 176.
+ Cesarotti (Melchiorre), 77.
+ Chesterfield (lord), 182.
+ Chisciotte (don), 63.
+ Cid, 201, 202, 206.
+ Cimarosa (Domenico), 2.
+ Cinquecento, 97.
+ Cinque giornate di Milano, 227, 230.
+ Cipriano (san), 124.
+ _Cittá di Dio_ (di sant'Agostino), 30.
+ _Classici italiani_, 40.
+ Classicismo e Classico, 20-7, 52, 64-7, 97, 105-8, 182.
+ Codro, 187.
+ Colebrooke, 142.
+ Collegio elettorale, 233.
+ Colpi di scena, 7.
+ _Commedia_, di Dante, v. _Divina commedia_.
+ Comprafumo, v. Tribú dei comprafumo.
+ _Conciliatore (Il)_, 70, 71, 109, 115, 116, 129, 133, 140, 145,
+ 147, 183, 184, 191, 240-2.
+ _Considérations sur les principaux événements de la Révolution
+ française_, della Staël, 123.
+ Conte Lucanor (dell'infante don Giovanni Manuele), 205.
+ Conti (Giovambattista), 197.
+ -- (Natale de'), 26.
+ Cooperwaker, 91.
+ _Coplas_, 206, 208.
+ Corinto, 25.
+ _Cortes_, 199.
+ Costantinopoli, 19.
+ _Couplet_, 155.
+ Crescimbeni (Giovanni Maria), 90.
+ Cristoforo (signor), 186-7.
+ Criterio nei discorsi, 61-7.
+ Critica, 15-8, 21, 23, 47, 50, 66, 75, 89, 90, 92, 93, 97, 115-8, 120,
+ 130, 135, 170, 199-200, 203, 204, 212-3, 216.
+ _Crusca_ (Vocabolario della), 12, 52, 58, 182.
+ Cuoco (Vincenzo), 14.
+ _Curnoaca_, 153.
+ Cusa, 153.
+
+ Dafni, 158.
+ Dan, 22.
+ Danavas, 151, 165.
+ Dante, v. Alighieri.
+ Daunou (Pietro Claudio Francesco), 170.
+ _Decamerone_, del Boccaccio, 38, 40-1.
+ Delhi, v. Hastinápura.
+ Della Casa (Giovanni), 40, 182.
+ _Del sublime_ (attribuito a Longino), 53.
+ De Mena (Giovanni), 199, 210-4.
+ Demetrio (caffettiere), 186.
+ _Demetrio e Polibio_ (melodramma), 1.
+ Deputazione, 233.
+ Destutt-Tracy (Antonio Cesare Vittorio), 194, 196.
+ _Dewta_, 156.
+ Didascalica poesia, 27, 142.
+ Diletto estetico, 101, 104.
+ Discordie letterarie, v. Polemiche.
+ [p.246]
+ _Discorso sulla storia della poesia castigliana_, del Quintana, 199.
+ _Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio_, del Machiavelli, 58.
+ _Divina commedia_, 123-7, 129-32 211, v. Purgatorio.
+ _Dizionario enciclopedico della lingua italiana_, dell'Alberti, 195.
+ _Doctrinal de privados_, del Santillana, 209.
+ Domenico (san), 131.
+ _Domesticité chez les peuples anciens et modernes_, del Grégoire, 175-9·
+ Domiziano, 176.
+ Donna, 61-7, 85-8, 146-7, 193.
+ Dramma, 139-148, v. Tragedia.
+ Drammatica poesia, 27, 141-142, v. Melodramma, Teatro, Tragedia.
+ Dulcinea, 63.
+ Durvasas, 157.
+ Dushmanta, 145, 149-68.
+ Duval (Amaury), 170.
+
+ Eaubonne, 171.
+ Economia politica, 191.
+ Edda, 107.
+ _Edimburgh review_, 123-7.
+ Educazione, 221-5.
+ Egitto, 142.
+ Elegia, 208.
+ _Elegia comico-seria ed in prosa_, 183, 185, 186-9.
+ _Elementi delle cognizioni umane ad uso de' fanciulli_, 182.
+ _Elementi d'ideologia_, del Destutt-Tracy, 194.
+
+ _Elementi di storia degli Stati d'Europa_ (tradotti dal tedesco
+ dal Berchet), 219-20.
+ Elena, 85.
+ _Eleonora_, del Bürger, 9, 12, 26, 30-1, 41-52, 147.
+ Elinando, 38.
+ Elogio, 173.
+ Eloquenza, 73, 79, 82, 98.
+ Elvezio, 188.
+ _Enciclopedia_, 102, 103, 193.
+ Ennio castigliano, v. De Mena.
+ Epica poesia, 13, 27, 97, 98, 131, 142, 201-3, 214, 216.
+ Epico-lirica poesia, 13, 131.
+ Epigramma, 51.
+ Ercole, 84.
+ Eroide, 28.
+ Erudizione, 2, 5, 20, 88-90, 91, 98, 125, 141, 204, 208, 211, 214, 220.
+ Eschilo, 23.
+ Esperia, 188.
+ _Esquisse d'un essai sur la Philosophie des sciences_, dello
+ Jullien, 191-6.
+ _Essai sur l'emploi du temps_, del Jullien, 192.
+ Este (cardinal Ippolito di), 113.
+ Estetica, 30, 75, 76, 81, 101-4, v. Bisogno estetico, Diletto estetico,
+ Interesse estetico, Spirito estetico.
+ _Estetica_, del Bouterweck, 12.
+ Étampes (madama di), 29.
+ Euripide, 20, 23.
+
+ Europa, Europeo, 17, 18, 19, 20, 22, 24, 26, 51, 56, 65, 69, 73,
+ 77-88, 95-6, 97, 99, 112, 121, 122, 123, 127, 129, 141, 142, 146,
+ 175, 177, 192, 212, 213.
+
+ Fabrizio, 95.
+ Favole, 222.
+ Febo (circolo di), 210.
+ Federigo (re), 41.
+ Fénelon, 249.
+ Ferdinando re di Spagna, 216.
+ Feudalesimo, 38.
+ Fiera di San Michele, 109.
+ Filelfo (Francesco), 110.
+ [p.247]
+ _Filippo_, dell'Alfieri, 52.
+ Filosofia, v. Critica e Grammatica.
+ Filosofia delle scienze, 191-6.
+ Filosofia naturale, morale e politica, 211.
+ Filosofia psicologico-letteraria, 75.
+ Filosofia scolastica, v. Scolastica.
+ Filosofia trascendentale, 79.
+ Firenze, 56, 112, 227.
+ Fontanini (Giusto), 90.
+ Forster, 143.
+ Fortuna, 210.
+ _Fortuna (La)_, del Guidi, 13.
+ Foscolo (Ugo), 52, 123-7.
+ Francesca da Rimini, 127.
+ Francesco (san), 131.
+ Francese, Francia, 12, 15, 30, 51, 57, 65, 69, 70, 81, 87, 89, 92, 96,
+ 130, 171, 177, 179.
+ Fratellanza dei popoli, 141.
+ _Frères ignorantins_, 191.
+ Fusione della Lombardia col Piemonte, 230-1.
+
+ _Galateo_, 56, 182.
+ Galilei (Galileo), 112, 174.
+ _Gandharvas_, 156-7, 166.
+ Garcilaso de la Vega, 201.
+ _Gedichte_, del Bürger, 13.
+ _Germania_, di Tacito, 85.
+ Germania, Germanico, 12-3, 16, 18, 20, 22, 24, 34, 37-8, 39, 45, 46-7,
+ 48, 51, 52, 57, 85-7, 220, 224.
+ _Gerusalemme liberata_, del Tasso, 19, 96.
+ _Geschichte der Poesie und Beredsamkeit_, del Bouterweck, 73-100, 199.
+ Ghislieri (Guido), 95.
+ Gibilterra, 213.
+ Ginguené (Pietro Luigi), 92, 93, 94, 169-72.
+ Gioia (Melchiorre), 182.
+ Giorgio di Trebisonda, 110.
+ _Giorno_, del Parini, 100: v. _Mattino_.
+ Giovanni Manuele (infante don), 205.
+ Giovanni secondo, re di Castiglia, 207-10, 214·
+ Giove, 84.
+ Giudea, 176.
+ Giudeo, 12.
+ Giunone, 55.
+ Giuochi florali, 207.
+ Giuseppe (san), 183.
+ Giustiniano, 90, 97.
+ Goldsmith, 239.
+ Góngora (Luigi), 198.
+ Göthe (Volfango), 12.
+ Gozzi (paesista), 65.
+ Grammatica, 194.
+ Grammatica filosofica, 104.
+ Granata, 216.
+
+ _Gran dizionario enciclopedico della lingua italiana_,
+ dell'Alberti, 194.
+ Gravina (Gian Vincenzo), 91.
+ Graziano (Baldassarre), 182.
+ Grecia, Greco, 19, 20, 21, 23, 51, 52, 65, 74, 83-8, 96, 98, 102, 103,
+ 117, 121-2, 135, 141, 146, 176, 201, 207.
+ Grégoire (Enrico), 175-9.
+ Gregorio settimo (papa), 125.
+ Guatámi, 156.
+ Guglielmo, 41.
+ Guidi (Alessandro), 13.
+ Guinizelli (Guido), 95.
+ Guittone d'Arezzo, 95.
+ Gusto, 3, 55, 81.
+
+ Hallam (Enrico), 126.
+ Hassanabad, v. Hastinápura.
+ Hastinápura, 157, 160, 168.
+ Hemacuta, 166.
+ Herrera (Fernando), 201.
+ _Histoire anglaise_, del Paris, 124.
+ _Histoire littéraire d'Italie_, del Ginguené, 169-70.
+
+ Iacopone da Todi, 92.
+ [p.248]
+ Iafet, 130.
+ _Idee elementari sulla poesia romantica_, del Visconti, 133.
+ Ideologia, 104, 194.
+ Idillio, 28, 58.
+ _Ignorantins_, v. _Frères ignorantis_.
+ Imeneo, 204.
+ Imitazione delle letterature straniere, 107, 147-8, 200.
+ India: letteratura, 139-48, 149, 152.
+ -- mitologia, 151, 156.
+ Indipendenza, 227-8, 233.
+ Indra, 165.
+ Inghilterra, Inglese, 12, 51, 55, 61, 63, 64, 87, 123, 124.
+ _Ingudi_, 159.
+ Instituto reale di Liverpool, 119.
+ Interesse estetico, 88, 101, 104.
+ Iomelli (Nicola), 2.
+ Isabella regina di Spagna, 216.
+ Issa, 149.
+ Italia, Italiano, 2, 11, 12, 14, 17, 21, 24-27, 28, 29, 30, 37, 39,
+ 41, 49-52, 56-8, 59, 60, 64, 65, 74-80, 81, 87, 89, 90-100, 102,
+ 109-113, 119, 120, 121, 125-6, 130, 139, 141, 146, 149, 169-171, 179,
+ 191, 193, 197, 200, 220, 221, 222, 224, 225, 227, 228, 233, 234, 235.
+ _Italia liberata dai goti_, del Trissino, 97.
+
+ Jauregui, 198.
+ Jayanta, 166.
+ Jones (Guglielmo), 141-3.
+ -- (Tom), 184.
+ Jullien (Marcantonio), 191-6.
+
+ _King Lear_, dello Shakespeare, 166.
+ _Kurzgefasste Uebersicht der literarischen Streitigkeiten in
+ Italien_, 109-13.
+
+ _Labirinto_, del De Mena, 210-3.
+ Lacedemone, 186.
+ Lamberti (Luigi), 112.
+ _Lamenti_, di Alfonso decimo, 204.
+ Lancaster (scuole alla), 179, 191.
+ Lancelin, 193.
+ _Laocoonte_, del Lessing, 66.
+ Latina letteratura, v. Roma (letteratura di).
+ Latini (Brunetto), 184.
+ Laura, 87, 88, 97.
+ _Leone decimo_, del Roscoe, 120.
+ Leoni (Mario), 11.
+ Lessing (Gotthold Ephraim), 14, 30, 55, 66.
+ Letourneur, 11.
+ Letteratura (v. Italia, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Roma,
+ Inghilterra): origini, utilitá, vicende, 119-22
+ -- significato, 75
+ -- scopo, 22-3, 24-7, 170
+ -- spirito e difetti, 189.
+ _Letteratura del mezzogiorno d'Europa_, del Sismondi, 127, 129.
+ _Lettere contro Alfieri_, 105.
+ Libertá civile, 120-1.
+ -- intellettuale, 99.
+ -- letteraria, 96, 98-9.
+ -- politica, 233, 235.
+ Liceo, 171.
+ _Lettere di lord Chesterfield al proprio figliuolo_, 182.
+ Libretti d'opera, 7.
+ _Libretto di nomi_, 221-5.
+ Lingua, 11-2, 25, 58, 75, 99, 101, 102, 131, 169, 185, 195, 220, 221.
+ Linguaggio poetico e prosastico, 9-10.
+ Linneo (Carlo), 150, 153, 159, 166.
+ Lipsia, 109.
+ Lirica poesia, 27, 142.
+ _Littérature_, della Stäel, 116.
+ _Littérature du midi de l'Europe_, del Sismondi, 127, 129, 199.
+ [p.249]
+ Liverpool, 119, 122.
+ Livio, v. Tito Livio.
+ Lobeira (Vasco), 206.
+ Logica, 53, 194.
+ _Logica_, di Aristotile, 89.
+ Lombardi, 227, 229-31, 233.
+ Lombardia, 221, 224, 225, 227, 229.
+ Londra, 10, 67.
+ Longino, 53.
+ Lope, 198.
+ _Lorenzo il magnifico_, del Roscoe, 120.
+ Lotto, 143, 178.
+ Luigi decimoquarto (secolo di), 57.
+ Luna (circolo della), 210.
+
+ Machiavelli (Nicolò), 57, 58, 74, 95.
+ Macias el enamorado, 214, 217.
+ Maddalena, 183.
+ Madhavi, 150.
+ Madhavuya, 153, 154, 164-5.
+ Madrid, 69, 197.
+ Madrígali, 132.
+ Mallica, 150.
+ Manrique (Giorgio e Gomez), 214.
+ Maomettani, 147.
+ Mariana, 201.
+ Marte (circolo di), 210.
+ _Mascheroniana_, del Monti, 100.
+ Massari (Giuseppe), 227.
+ Mátali, 165-6.
+ _Mattino_, del Parini, 52.
+ Mecenate, 23.
+ Medea, 85.
+ Mediocritá letteraria, 212.
+ Medio evo, 108, 176-7.
+ Melibeo, 58.
+ Melodramma, 1-7.
+ Mena (Giovanni), v. De Mena.
+ Menalca, 58.
+ Mendoza (Inigo Lopez de), v. Santillana.
+ Menzini (Benedetto), 29, 54.
+ Mercurio, 55.
+ Metafisica, 2, 53, 66, 79, 194.
+ _Metafisica_, di Aristotile, 89.
+ _Metamorfosi_, di Ovidio, 84.
+ Metastasio (Pietro), 7.
+ Michele (san), 109.
+ Milano, 1, 6, 7, 61, 70, 71, 112, 133, 138, 181, 185, 220, 225, 227, 230;
+ donne milanesi, 61-67, 70, 137;
+ uomini milanesi, 70;
+ teatri, v. Carcano, Scala;
+ duomo, 181 (v. anche Borgonuovo, Cinque giornate).
+ Milton (Giovanni), 20, 40.
+ Minerva, 55, 204.
+ _Misogallo_, dell'Alfieri, 172.
+ Misracesi, 163.
+ _Misura delle acque correnti_, del Castelli, 174.
+ Mitologia, 20, 25, 55, 83-4, 89, 107, 124, 135, 146, 151, 156.
+ Mogol, 56.
+ Mombelli (famiglia), 2-7.
+ Monte Atino (curato di), 24, 28.
+ Monti (Vincenzo), 52, 99-100.
+ Monticelli d'Ongina (collegio di), 233.
+ Montmorency, 171.
+ Montpellier, 134.
+ Mosé, 31.
+ Muratori (Lodovico Antonio), 90, 91.
+ Musica, 1-7, 103.
+
+ _Namenbüchlein_, 221-5.
+ Napoleone primo, 171.
+ Napoli, 130, 227.
+ _Narcisa_, del Tedaldi-Fores, 133-6.
+ _Natacs_, 142.
+ Negri, 38, 175.
+ Niebla (conte di), 213.
+ Niemand (X.), 109-13.
+ Normanni, 130.
+ _Notti_, dello Young, 134.
+ _Nouvelle manière de défendre et de fortifier les places irrégulières_,
+ del Bellersheim, 182.
+
+ [p.250]
+
+ _Obras de devocion_, 214.
+ Ode, 28.
+ Ogein, 142.
+ Olimpia, 23.
+ Olimpo, 83, 87.
+ Omar, 29.
+ Omero, 15, 20, 23, 25, 28, 29, 77, 97, 107, 124, 141, 146, 201, 202.
+ Opera in musica, v. Melodramma.
+ Orazio, 19, 22, 54, 55, 80, 118, 203.
+ _Orazioni_, del Della Casa, 40.
+ Oriente, 84, 85.
+ Originalitá letteraria, 124.
+ _Origin and vicissitudes of litterature, science and art._ del
+ Roscoe, 119-122.
+ _Orlando furioso_, dell'Ariosto, 57, 113.
+ Oscurantismo, 191.
+ _Osservazioni intorno agli animali viventi che si trovano negli animali
+ viventi_, del Redi, 182.
+ _Osservazioni intorno alla quistione sopra l'originalitá del poema
+ di Dante_, del Cancellieri, 124-5.
+ Ossian, 66, 107.
+ Otello, 69.
+ Ottaviano, 24.
+ Ottentoto, 15, 16, 17.
+ Ovidio, 84, 189.
+
+ Padova, 174, 197.
+ Paesiello (Giovanni), 2.
+ Paisiello, v. Paesiello.
+ Paladini, 85.
+ Palais-royal, 17.
+ Pandito, 142, 143.
+ Paolo (san), 25.
+ _Paradiso perduto_, del Milton, 40.
+ Parigi, 69, 191;
+ parigino 15, 16, 17;
+ donne parigine, 62;
+ servi, 177.
+ Parini (Giuseppe), 14, 52, 99-100, 110.
+ Paris (M.), 124.
+ Parma, 182.
+ Parnaso, 139, 198.
+ Partenone, 55.
+ _Partu Virginis_ (De), del Sannazaro, 40-1.
+ Passione (chiesa della), 59.
+ _Passione del Salvatore_, di Giovanni Torti, 28.
+ Pastorale poesia, 74, 215-216.
+ _Pataffio_, 184.
+ Patriottismo, 78, 191, 213, 234.
+ _Pedanteofilo_, 105.
+ Pedanteria, Pedantesco, Pedantismo, 2, 11, 21, 22, 27, 28, 29, 74, 75,
+ 87, 89, 91, 96, 97, 102, 124, 143, 189, 208, 210, 216.
+ Pegli, 235.
+ Pergolesi (Giambattista), 2.
+ Pericle, 122.
+ Perpetua (santa), 124.
+ Petrarca (Francesco), 14, 24, 53, 57, 87, 88, 95, 96, 97, 108, 130,
+ 156, 201, 211, 214.
+ Piacere estetico, v. Diletto estetico.
+ Piemonte, 227, 230.
+ Pietro il crudele di Castiglia, 205.
+ Piloncino, 187, 189.
+ Pindaro, 15, 19, 20, 23, 28, 29, 84.
+ Pittura, 55, 59, 66, 103.
+ _Platone in Italia_, del Cuoco, 14.
+ Po, 228.
+ _Poema del Cid_, 201, 202.
+ Poesia, 9, 13-8, 20, 26-8, 79, 86, 88-90, 94-100, 103, 108, 140,
+ 197-217, v. Drammatica, Epica, Epicolirica, Lirica, Pastorale.
+ Poesia popolare, 13, 18, 206, 209.
+ _Poesias selectas castellanas_, 197.
+ _Poetica_, di Aristotile, 89, 97.
+ Poetiche (arti), 28-30, 66, 89.
+ Polemiche letterarie, 25, 109-13, 129.
+ _Poligrafo_, 112.
+ Portogallo (letteratura), 81.
+ Pracrito, 142.
+ [p.251]
+ Praga, 41.
+ Priamidi, 38.
+ Priyamvada, 150, 151, 152, 155, 156-60.
+ Progresso, 121-2.
+ Provenza (letteratura), 12, 94, 97, 130-1, v. Trovatori.
+ Provvidenza, 50, 210.
+ Puglia, 130.
+ Pugni, v. Societá dei pugni.
+ Pulci (Luigi), 87.
+ _Pungilingua e trattato di pazienza_, del Cavalca, 182.
+ _Purgatorio_, dell'Alighieri, 57.
+ Puru, 150, 152, 156, 161, 167.
+
+ Quadrio (Francesco Saverio), 90.
+ Quattrocento, 97.
+ Quintana (Emanuele Giuseppe), 197-9.
+
+ Racine (Giambattista), 15.
+ Raffaello, v. Sanzio.
+ Rama, 146.
+ Rámalòchan, 143.
+ Rapsodi, 88.
+ Ravenna, 38, 41.
+ Recitativo, 3.
+ Redi (Francesco), 182.
+ Religione, 20, 48-9, 53, 83-5, 131, 212, 215.
+ Reno, 38.
+ Repubblica delle lettere, 15.
+ Retore, 172.
+ Rheingrafenstein, 31.
+ Rima, 94.
+ Rioja, 201.
+ _Rivista d'Edimburgo_, 123-7.
+ Rodrigo di Bivar, v. Cid.
+ Rodriguez del Padron, 214.
+ Roma, Romano, 20, 21, 24, 51, 52, 65, 74, 78, 85-6, 113, 116-8, 121-2,
+ 141, 149, 174, 176, 207, 227.
+ _Romancero general_, 214, 216.
+ Romantico e Romanticismo, 19-26, 28-9, 52, 55, 64-7, 97, 98, 99,
+ 105-8, 133-6, 182.
+ Romanticomachia, 105-8.
+ Romantisti, 65.
+ Romanza, 202, 206.
+ Romanzesco, 66, 106.
+ Romanzi del Cid, 201, 209.
+ Romanzieri, 47.
+ Romanzo, 106.
+ Romanzo (nel senso di «romanza») 12, 26, 30, 46, 48, 49, 50, 51, 52,
+ 134, 135, 147, 148, 201, 202, 206, 209, 216.
+ _Romeo e Giulietta_, dello Shakespeare, 155.
+ Roscoe (Guglielmo), 119-22.
+ Rossini (Gioachino), 2-3, 104.
+ Rousseau (Gian Giacomo), 119.
+ Rui Diaz, v. Cid.
+ Ruiz (Giovanni), 205.
+ Ruffino (canonico don), 115.
+
+ _Sacontala_, di Calidasa, 139-68.
+ Salfi (Francesco), 169.
+ Samaritana (leggenda della), 12.
+ Sanchez (Gargi S. de Badajoz),214.
+ San Concordio (Bartolomeo da), v. Bartolomeo da San Concordio.
+ Sannazaro (Iacopo), 40-1, 106.
+ Sanscrita lingua, 142, 143.
+ _Santillana_ (Inigo Lopez de Mendoza, marchese di), 208-10, 214.
+ Santo (don), 205.
+ Santo offizio, 50.
+ Sanzio (Raffaello), 59.
+ Scala (teatro), 7, 69-70.
+ Schiavitú, 38, 175-7.
+ Schiller (Federico), 12, 14, 15, 54, 269.
+ Schlegel (fratelli), 14, 92, 102, 216.
+ Scienza, 75;
+ origine e vicende, 119-122;
+ filosofia, 191-196.
+ Scolastica (filosofia), 89, 131, 215.
+ [p.252]
+ Scrittura (sacra), 113.
+ Scrutinaparole e scrutinapensieri,11.
+ Scuole alla Lancaster, v. Lancaster.
+ -- elementari, 221-5.
+ -- ginnasiali, 219-20.
+ Segura (Giovanni Lorenzo). 203-4.
+ Seicento, 97.
+ Sem, 130.
+ Seneca, 54.
+ Sentimentalismo, 47, 67.
+ Sentimento nazionale, 213.
+ Septaperna, 151.
+ Serbatoio d'Arcadia, 208.
+ _Servitú presso i popoli antichi e moderni_, del Grégoire, 175-9.
+ Shakespeare (Guglielmo), 11, 15, 29, 54, 88, 107, 108, 117,
+ 143, 155, 166.
+ Sicilia, 130-1, 227.
+ Sismondi (Sismondo), 92, 120, 127, 129-132, 199, 203.
+ Situazioni teatrali, 7.
+ Siva, 146.
+ Societá asiatica, 141.
+ Societá degli amici dei negri, 175.
+ Societá dei pugni, 185.
+ Societá delle madri, 137.
+ Societá filantropica, 179.
+ Sofocle, 10, 20, 23, 28, 29.
+ _Sofonisba_, del Trissino, 97.
+ Sonetti, 12, 56, 212.
+ Spagna, Spagnuolo, 12, 51, 57, 69, 84, 87, 89, 182, 197-217.
+ Spia, 178.
+ Spirito estetico, 81.
+ Srimonio, 55.
+ Staël (madama di), 14, 30-1, 56, 92, 115-8, 123.
+ Stazio, 84.
+ Stile, 99, 170, 221.
+ _Storia della letteratura antica e moderna_, di F. Schlegel, 126.
+ _Storia delle republiche italiane_, del
+ Sismondi, 120.
+ _Storia di Leone decimo_ e di _Lorenzo il Magnifico_, 120.
+ _Sublime_, v. _Del sublime_.
+ _Sui difetti della letteratura_, 189.
+ _Sullo spirito della letteratura_, 189.
+ Svizzera, 188.
+
+ Tacito, 85.
+ _Talmud_, 22.
+ Tanfoglio (Sisto), 173-4.
+ Tartuffo, 187.
+ Tasso (Torquato), 19, 84, 87, 96, 97.
+ Teatro, 91: v. Melodramma, Tragedia, Unitá drammatiche.
+ _Tebaide_, 102.
+ Tebaide, di Stazio, 84.
+ Tebe, 23.
+ Tedaldi-Fores (Carlo), 133-6.
+ Tedesco, v. Germania.
+ _Telemaco_, del Fénelon, 239.
+ Tenorio (don Giovanni), 111.
+ Teocrito, 158.
+ Terone, 39.
+ _Tesoro_, di Alfonso decimo, 204-5.
+ Tibullo, 53.
+ Tiestei, 38.
+ Tinte locali, 144.
+ Tiraboschi (Gerolamo), 91, 92, 94, 115-8.
+ Tirteo, 23.
+ Tito (imperatore), 176.
+ Tito Livio, 58.
+ Tolleranza, 212.
+ Tolomeo, 142.
+ Tolosa, 207.
+ Torino, 105, 177.
+ Torti (Giovanni), 28.
+ Toscana, 10, 227.
+ Traduzioni (in versi e in prosa), 9, 11, 30-1, 53, 126, 143-4, 197,
+ 219-20, 221, 224-5.
+ _Trafalgar_ (_Ode su_), 198.
+ Tragedia greca, 10, 102.
+ -- latina, 116-8.
+ _Traineurs_, 92-3.
+ [p.253]
+ Tratta dei negri, 38, 175.
+ Trecento, 98.
+ Tribú dei comprafumo, 93.
+ _Trionfi_, del Petrarca, 211.
+ Trissino (Gian Giorgio), 97.
+ Troia, 108.
+ Troiani, 85.
+ _Troubadours_, v. Trovatori.
+ _Trouvères_, v. Trovieri.
+ Trovatori, 19, 87, 88, 130, 131, 207.
+ Trovieri, 130, 131.
+
+ _Ultime lettere di Iacopo Ortis_, del Foscolo, 52.
+ Unitá drammatiche, 54-5, 139-143.
+ _Uomo di corte_, del Graziano, 182.
+ Urania, 106.
+ Urbano ottavo, 174.
+
+ Vafrino, 187.
+ Valla (Lorenzo), 110.
+ Valladolid, 69.
+ Valperga (Tommaso), v. Caluso.
+ Valvasone (Erasmo di), 39-40.
+ _Vedas_, 152.
+ Venere, 25.
+ Venezia, 182, 183.
+ Venini (Ignazio), 106.
+ Verderio superiore, 183.
+ Verri (Pietro ed Alessandro), 184.
+ Vespasiano, 176.
+ Vetasas, 156.
+ Vicario di Wakefield, del Goldsmith, 239.
+ Vico (Giambattista), 14, 16, 140.
+ Vicramáditiya, 142.
+ Vida (Gerolamo), 54.
+ Vienna, 224.
+ Viganò (Salvatore), 104.
+ Villa, 14.
+ Villena (don Enrico di), 208, 214, 217.
+ Virgilio, 25, 40, 97, 141.
+ Visconti, 38.
+ Visconti (Ermes), 133.
+ Visionario, dello Schiller, 239.
+ Visione, di frate Alberico, 124.
+ Visnú, 146.
+ Volgare eloquenza, di Dante, 94.
+ Voltaire, 9, 92.
+ Waterloo, 55.
+
+ Young (Odoardo), 134.
+
+ Zayda, 206.
+ Zegris, 216.
+ Zenanas, 147.
+
+ [p.254]
+
+ ERRATA
+
+ A pagina 416 del primo volume, tra i Versi inediti o poco noti, si
+ trova un sonetto in milanese («Quand vedessev un pubblegh
+ fonzionari») che io credetti e pubblicai come opera del Berchet,
+ indottovi dal fatto che il marchese Guido Sommi Picenardi ne
+ possiede una copia manoscritta, di mano appunto di lui. Ma ebbi
+ poi ad accorgermi di aver commesso un grave errore, perché quel
+ sonetto è indubbiamente opera di Carlo Porta, tra le poesie del
+ quale fu sempre compreso.
+
+ A pagina 143 del presente volume, linea 27, dove si legge: «della
+ sanscrita», si legga «della lingua sanscrita»; a pagina 64, linea
+ 4, il «d» finale si legga: «di»; e a pagina 203, linea 23, invece
+ di «secondando cosí», si legga «secondando con».
+
+ [p.255]
+
+
+
+
+ INDICE
+
+
+ I. Lettera sul dramma _Demetrio e Polibio_ cantato
+ nel teatro Carcano. pag. 1
+
+ II. Sul _Cacciatore feroce_ e sulla _Eleonora_ di Goffredo
+ Augusto Bürger--Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo « 9
+
+ III. Allocuzione nei funerali del pittore Andrea Appiani
+ celebrati nella chiesa della Passione il giorno 10 di
+ novembre 1817 « 59
+
+ IV. Del criterio ne' discorsi « 61
+
+ V. Scortesie maschili al teatro della Scala « 69
+
+ VI. Sulla _Storia della poesia e dell'eloquenza_ del Bouterweck « 73
+
+ VII. Intorno al significato del vocabolo «estetica» « 101
+
+ VIII. Di un libro sulla romanticomachia « 105
+
+ IX. Guerre letterarie in Italia « 109
+
+ X. Lettera di Grisostomo al molto reverendo signor
+ canonico don Ruffino « 115
+
+ XI. Intorno all'_Origine delle lettere_ del Roscoe « 119
+
+ XII. Articolo sopra un articolo « 123
+
+ XIII. Idee del signor Sismondi sul poema di Dante « 129
+
+ XIV. Intorno ad un poemetto di C. Tedaldi-Fores « 133
+
+ XV. Lettera ad una signora milanese gentile sí, nobile no « 137
+
+ XVI. Sulla _Sacontala_ ossia l'_Anello fatale_, dramma
+ indiano di Calidasa « 139
+
+ XVII. Sulla _Storia della letteratura italiana_ del Ginguené « 169
+
+ XVIII. Benedetto Castelli « 173
+
+ [p.256]
+
+ XIX. Intorno alla _Servitú, presso i popoli antichi e moderni_
+ del Grégoire « 175
+
+ XX. Sopra un manoscritto inedito degli autori del
+ foglio periodico _Il caffé_ « 181
+
+ XXI. Sulla _Filosofia delle scienze_ del Jullien « 191
+
+ XXII. Quadro storico della poesia castigliana (a proposito
+ delle _Poesie scelte castigliane_, raccolte dal Quintana) « 197
+
+ XXIII. Due rapporti ufficiali al governo austriaco « 219
+
+ XXIV. Discorso ai toscani « 227
+
+ XXV. Ai lombardi (14 maggio 1848). « 229
+
+ XVI. All'onorevole presidente del collegio elettorale
+ di Monticelli d'Ongina « 233
+
+ NOTA « 237
+
+ INDICE DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI « 243
+
+
+
+
+
+
+
+
+
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+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK OPERE ***
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+works. See paragraph 1.E below.
+
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+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
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+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
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+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
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+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
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+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
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