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diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes new file mode 100644 index 0000000..6833f05 --- /dev/null +++ b/.gitattributes @@ -0,0 +1,3 @@ +* text=auto +*.txt text +*.md text diff --git a/20094-8.txt b/20094-8.txt new file mode 100644 index 0000000..be735b6 --- /dev/null +++ b/20094-8.txt @@ -0,0 +1,10246 @@ +The Project Gutenberg EBook of Opere, by Giovanni Berchet + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Opere + Vol. 2: scritti critici e letterari + +Author: Giovanni Berchet + +Editor: Egidio Bellorini + +Release Date: December 12, 2006 [EBook #20094] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK OPERE *** + + + + +Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(Images generously made available by Editore Laterza and +the Biblioteca Italiana at +http://www.bibliotecaitaliana.it/ScrittoriItalia) + + + + + +Nota di trascrizione: + _corsivo_ + __spazieggiato__ + |maiuscoletto| + {piccolo} + + + + + + SCRITTORI D'ITALIA + + + G. BERCHET + + OPERE + + II + + + + + GIOVANNI BERCHET + + + OPERE + + A CURA DI + EGIDIO BELLORINI + + VOLUME SECONDO + + SCRITTI CRITICI E LETTERARI + + + BARI + + GIUS. LATERZA & FIGLI + TIPOGRAFI-EDITORI-LIBRAI + 1912 + + + + + PROPRIETÀ LETTERARIA + LUGLIO MCMXII--31762 + + +[p.1] + + + + +I + +LETTERA + +|sul dramma «Demetrio e Polibio» cantato nel teatro Carcano| + + + Di Milano, il dí 27 luglio 1813. + +Non ho fatto risposta prima d'ora alla tua dimanda intorno al merito +dell'opera seria _Demetrio e Polibio_, perché il giudicio mio in +fatto di musica, non potendo io derivarlo, come sai, da conoscenza +alcuna dell'arte, sarebbe forse parso intempestivo anche a me +medesimo, se per indurmi a proferirlo avessi stimato sufficiente il +suffragio delle prime sensazioni del cuor mio. E però, non +contentandomi io di quello, mi parve di dover aspettare che il voto +del cuore, per la ripetizione continuata ed uniforme delle stesse +sensazioni, pervenisse ad ottenere anche la fredda approvazione della +mente. + +Se primo adunque e forse unico istituto della musica gli è quello +d'impadronirsi rapidamente dei cuori umani e di dirigerne e +travolgerne ad arbitrio assoluto di lei gli affetti; se il terrore, se +la pietá, se l'amore, se la téma e la gioia si sollevano a vicenda +dentro di me e mi agitano fortemente, appunto quando il maestro intese +di volere suscitare in me queste passioni; se manifestissimi segni mi +convincono che la medesima commozione che io provo è sempre e con gli +stessi mezzi destata né piú né meno viva nell'universalitá degli +spettatori, a segno di togliermi affatto ogni dubbio che ella possa +prodursi in me solamente, o per ignota e bizzarra disposizione di +fibre, per una [p.2] debolezza non comune di anima, o per certe troppo +squisite attitudini a sentire, alle quali m'abbia disposto forse +malamente una peculiare educazione; e se infine dal maggiore o minore +conseguimento d'affetti è lecito far paragone fra una musica e +l'altra, e il misurarne cosí la bontá positiva di ciascheduna non è +logica strana; io sprezzerò con ardimento deliberato qualsivoglia +anatema dei pedanti dell'arte musica, e quantunque non iniziato ne' +loro misteri, non grave il capo di crome e biscrome, giurerò +solennemente a te, e teco, se ti aggrada, anche al pubblico intero, +che il signor Rossini quando dettava quest'opera era quasi certamente +ispirato da un genio buono. + +Modellando il signor Rossini l'arte sua al vero gusto italiano, si +sgabellò delle astruse metafisiche di molti degli oltramontani; e +lasciando che a loro tenga luogo d'ogni altro senso l'orecchio, vide +che in Italia v'erano anche de' bisogni nel cuore, e questi studiò di +appagare; vide che se la sola armonia bastava all'udito, ella non +bastava però a conseguire quel fine a cui egli mirava, ed a lei +saviamente accoppiò la cantilena; vide che la persuasione è operata +dalla continuitá del pensiero e, certo egli di possedere profondamente +la scienza musica, non si curò di farne uso vano e puerile, ma +maneggiandola da padrone allungò i suoi pensieri in modo da schivare +le tante e ricercate spezzature, delle quali pare che vadano +innamorati i moderni eruditi dell'arte; vide che il suono degli +strumenti, quando sia unito al canto, non può ragionevolmente +affettare il primato, ma sí bene deve a quello sottostare +pazientemente, e non si diede perciò a seppellire la dolcezza delle +voci umane nella tempesta dei timpani e nello stridore delle corde e +dei chiarini; vide egli insomma tutto quello di cui si erano accorti +prima di lui e Pergolesi e Iomelli e Cimarosa e Paesiello e, +rispettandone l'ombre senza seguirle servilmente, si aprí una via alla +gloria. E se vago, com'egli è, dell'aver semplicitá, pur non ebbe il +coraggio di inimicarsi del tutto i cacciatori dei ghirigori musicali, +bisogna almeno confessare che nel placar di frastagli e ricami quella +divinitá egli fu scarso assai ne' suoi sagrifici. Fortunato +giovinetto, e fortunati noi pure, se le meritate lodi, delle quali lo +onorano [p.3] i suoi paesani, varranno a mantenerlo ostinato nel suo +proposito e ad irritare sempre piú nell'animo di lui quella sete di +fama che io vorrei necessariamente insaziabile ed eterna nei grandi +ingegni, ma che però con danno universale si spegne talvolta per colpa +della facile contentabilitá giovanile. + +Ora immáginati, amico mio, una musica quale noi la invocammo tante +volte, allorché uscivamo di teatro inveleniti contro la crescente +barbarie dei tempi nostri e stanchi di bestemmiarla. Que' precetti, +che allora venivano dettati da noi, non erano per comune nostra +fortuna uditi da altra anima vivente che ne potesse redarguire la +troppa presunzione; e come ignote a noi sono le regole dell'arte +musica, e cosí rimanevano ignoti agli altri i delíri nostri intorno a +lei. Ma io intanto scommetto che il signor Rossini pensò forse piú +ordinatamente, ma non diversamente certo di quello che noi facessimo. +E però ti so dire che i desidèri nostri sono oggimai per grazia di lui +avverati pienamente. + +Immáginati, dico, una tale musica, cantata con maestria inestricabile +da due care voci femminili le piú simpatiche che tu possa desiderare, +da un baritono destro nel mestiere suo quanto basti per poter +secondare ottimamente ogni piú ardito professore e mantenere +armoniosissimo ed esatto qualsivoglia concento a cui egli si +frammetta, e da un tenore poi il quale ha tutte in pronto le piú +recondite dottrine dell'arte e le vie tutte della seduzione e che, ad +una rara e somma energia d'animo e ad una robustezza non comune di +petto congiungendo un delicatissimo sentimento del bello, sa con fina +disinvoltura riparare le onte che gli anni devono per natural legge +aver recate alla sua voce. Le quali onte però se non isfuggono, come +che lievi, all'udito del conoscitore, non offendono per nulla l'animo +di lui. E tanto è il predominio del buon gusto sul brio ineducato de' +soliti cantori nostri, che ogni spettatore d'indole appena appena non +triviale non si lascerebbe indurre cosí di leggieri a rinunziare, per +le lusinghe della fresca voce d'un giovinotto, alle diverse lusinghe +colle quali quest'uomo ne riduce alla memoria il bel metodo antico dei +recitativi, e ne mostra [p.4] com'egli intenda e senta sempre ciò +ch'egli dice, e n'insegna l'utilitá del sillabare con esattezza le +parole, e ne dispiega una acuta cognizione de' recessi piú riposti del +cuore umano e lo zelo costante con cui egli si propose di parlare a +lui e d'intenerirlo, anziché farsi a correr dietro alla smania volgare +di rendersi ammirato per dovizia di arzigogoli e trilli. Vieni ad +udirlo, amico mio, e non appena avrai cominciato a gemere di non +averlo potuto ascoltare nella sua gioventú, che giá vinto dal piacere +presente dimenticherai affatto le ipotesi, ed una forza segreta ti +scambierá sul labbro la prima esclamazione: «Quale sará stato egli +mai!», nell'altra piú sentita: «Quale egli è mai costui!» + +Non contento però il signor Mombelli di allettarne giá tanto colle sue +belle maniere musicali, volle valersi anche d'un altro mezzo +astutissimo onde trarre a sé la nostra riconoscenza, e seppe rifarci +perfino del poco decadimento della sua voce. Avvedutosi egli di quanto +la natura era stata in ciò liberale colle due sue figliuole, educò con +vero amore paterno e con sí appassionato studio le floride voci di +quelle gentili giovinette, che lo spirito del padre, versandosi tutto, +per cosí dire, nelle anime novelle delle fanciulle, tornò a giovinezza +e si adornò di ben altri vezzi e di ben altre ed infinite soavitá. +Davvero mi bisognerebbe tutta l'abilitá dell'Albano per poter trovar +modo onde darti ad intendere di quante ridenti idee m'abbiano inondata +la memoria, di che dolcezza m'abbiano inebriato il cuore queste due +vergini grazie. Ti ricordi, carissimo amico, quell'ultima lettera +ch'io ti scriveva due mesi fa? Quella lettera riboccava di fantasie +tutte negre, come l'anima mia era allora, piena zeppa di amarezze e +travagliata dalla noia della vita, terribilissima delle umane +sciagure. Oh se mi vedessi ora! Se vedessi come m'abbia guarito lo +spirito questa magica operetta! Fa' conto che in vita mia non mi +sovviene d'aver mai tanto benedetta l'esistenza come a questi dí. Mi +sono riconciliato con me medesimo e cogli uomini; ed ora l'universo mi +sorride innanzi seminato tutto di rose. Ed ogni oggetto che mi si +affaccia io lo credo partecipe della mia gioia; ed ogni suono mi par +l'eco che ripeta colla divina cantilena: + +[p.5] + + Questo cor ti giura amore, + mia speranza, mio tesoro. + +E come l'anima si commove tutta, io me la sento dalle sedi segrete +rispondere: + + Questo cor ti giura amore, + mia speranza, mio tesoro. + +Mille volte ho desiderata la tua compagnia. Mille volte ho desiderato +di dividere con te questo diletto di paradiso. Che importerebbe a noi +del sogghigno di quelle mute fisonomie calcolatrici, su cui non +isbalza mai una scintilla dell'anima? + +Invidieremo forse noi a costoro il letargo che gli assidera, noi che +piú che per la mente viviamo pel cuore? Che se voi, o freddi filosofi, +mi togliete queste care illusioni, questa violenza di emozioni, io +offro alla vostra scure anche il collo mio, e vi cedo tosto e di buon +grado la vita, per la pace del sepolcro: ma s'ella precede la morte, +io l'abborro. + +Ma tu forse sospetterai che a tanto incantesimo contribuisca non poco +l'aspetto della bellezza e delle tante attrattive della gioventú. +Maligno animo! Io ti confesso candidamente che le due ragazze Mombelli +ebbero entrambe propizia assai la venustá, e che la minore di esse, +per quanto appare dalle scene, unendo ad un volto animatissimo e ad un +par d'occhi leggiadri un sorriso tutto serenitá ed una certa ingenua +lindura di modi, non riescirebbe vano soggetto di studio a quel +pittore che colla contemplazione di vari modelli naturali volesse +arricchirsi la mente d'immagini delicate ed arrischiarsi di ridurre a +umane forme l'idea astratta dell'amabilitá. Tu però, in compenso della +sinceritá mia, accetta per sacrosanto il giuramento che ti fo d'avere +io scrupolosamente poste ad analisi le mie sensazioni, d'averne +investigato l'origine, e d'aver trovato che questo piacevole +entusiasmo che mi rapisce è generato dalla dolcezza tutta nuova della +voce di lei che tiene assai del contralto e che, senza svagarsi, +piomba diritto sui cuori altrui e se ne impadronisce; poi dal metodo +semplice, ma affettuoso, ma pieno di [p.6] veritá, con cui ella +canta. I dotti nell'arte ravvisano forse piú vasta conoscenza di +musica e piú agilitá di voce nella maggiore delle fanciulle. E le +belle milanesi, che si piegano al parere dei dotti per mantenersi +anch'esse riputazione di dottrina e che, placidamente leziose, +infastidiscono il cantar piano, a lei dánno la palma. Ma il piú degli +uomini, che non sono né belli né dotti, ammirano e lodano la signora +Ester, e si lasciano vincere dal canto della signora Annetta. Se poi +la musica sia fatta per dilettare i dotti soltanto o sí bene tutta +l'umana razza, s'ella debba giudicarsi dagli effetti generali o da' +particolari, io non so, né vorrei dirlo ora se lo sapessi. Bensí mi è +caro il vedermi confortato nell'opinione mia dall'applauso con cui è +festeggiata sempre la signora Annetta dalle persone tutte che, +venerando la ragione dell'intelletto, cedono pure alla prepotenza +della ragione del cuore. + +Non per questo vorrei però io scompagnate mai le due angeliche +cantatrici; ché anzi, giovandosi elle a vicenda mirabilmente, l'una +all'altra a vicenda porge tratto tratto occasione onde far in piú +lucida guisa spiccare la propria maestria. Ed unite poi, perfettissimo +accordo, ne risulta quella armoniosa voluttá che si spande sugli animi +degli uditori, e a poco a poco li induce all'oblio intero delle cure +moleste ed al sentimento carissimo della loro origine celeste. + +Dio vi benedica entrambe, o creature gentili; e mandi sul capo vostro +mille felicitá, e vi conservi, colla domestica virtú e colla bella +onestá dei costumi vostri, il diritto di meritarvele sempre maggiori. +Dio vi benedica entrambe; e le sorti sieno feconde di prosperitá verso +dei parenti vostri, quantunque a loro sia giá invidiatissima delizia +la compiacenza di avervi allevato tanto bene. + +E tu, amico mio, sbrigati di far presto quello che devi fare costí; e +corri per caritá a Milano prima che si chiudano nuovamente le porte +del teatro Carcano. Io non ti dico che tu ci avrai di che pascerti gli +occhi nello splendore delle decorazioni e nello sfarzo delle vesti; +perché la veritá è che ve n'ha proprio una penuria men che decente, né +tu sei ragazzotto da [p.7] gongolare di sí fatte baie. Non ti dico +che tu ci vedrai la recita di belli versi, sebbene il libretto non +debba invero temere di venire al paragone con tanti del moderno teatro +nostro. Ma se per lo stile esso tiene dietro rigorosamente ai vestigi +di alcuni dolcissimi pseudo Metastasi della Scala, s'è posto però un +tantino al disopra delle Signorie Loro, per certa chiarezza e +semplicitá d'argomento, per certa ragionevolezza di condotta e per +l'introduzione non infelice dei cosí detti «colpi di scena» e delle +«situazioni teatrali». Aggiungasi che chi lo scrisse merita poi +facilmente da te, che sei buon femminiero per la vita, un qualche +compatimento. Oh guarda il furfantaccio come egli straluna gli occhi +per la curiositá di saperne l'autore! Indovinalo tu: e se non te ne +basta l'animo, strabilia e trasusa quanto piú vuoi; ma sappi che l'ha +composto la signora Vincenza Mombelli, la madre istessa delle due +fanciulle. E se i servi cortigiani di Nerone sagramentavano essere +nobilissimi i versi di quel tiranno, tu, che ti vanti cortigiano e +servo d'un'altra tirannia meno austera, smetti, per Dio, gli occhiali +e non mi far tanto lo schizzinoso su questo libretto. + +In compenso però di alcune poche mancanze, tu troverai dei piaceri piú +veri e piú durevoli. E proverai siccome ella sia proprio una +consolazione il vedere che i concittadini nostri ritengono pur +tuttavia una gran dose di buon senso, e che eglino accorrono sempre in +folla al teatro Carcano, quasi bramosi di espiare con ciò i lunghi +traviamenti, pei quali diedero non ha guari tanta materia di scandalo +in altro teatro. E sta' certo poi che il canto della signora Annetta +ti sanerá appieno quella piaguzza da cui devi sentirti lacerare il +cuore nel separarti per alcun tempo da codesta tua innamorata. +Poveretta! salutala per nome mio, ma non le dire che, se tu vieni a +Milano, io tremo davvero per certo presagio a lei poco felice. Sta' +sano intanto ed amami. + +Il tuo N. N. + +[p.8][p.9] + + + + +II + +|Sul «Cacciatore feroce» e sulla «Eleonora» di Goffredo Augusto Bürger| +|Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo| + + +Figliuolo carissimo, + +M'ha fatto maraviglia davvero che tu, convittore di un collegio, ti +dessi a cercarmi con desiderio cosí vivo una traduzione italiana di +due componimenti poetici del Bürger. Che posso io negare al figliuolo +mio? Povero vecchio inesercitato, ho penato assai a tradurli; ma pur +finalmente ne sono venuto a capo. + +In tanta condiscendenza non altro mi stava a cuore che di farti +conoscere il Bürger: però non mi resse l'animo di alterare con colori +troppo italiani i lineamenti di quel tedesco; e la traduzione è in +prosa. Tu vedi che anche col fatto io sto saldo alle opinioni mie; e +la veritá è che gli esempi altrui mi ribadiscono ogni dí piú questo +chiodo. Non è per altro ch'io intenda dire che tutto tuttoquanto di +poetico manda una lingua ad un'altra s'abbia da questa a tradurre in +prosa. Nemico giurato di qualunque sistema esclusivo, riderei di chi +proponesse una legge siffatta, come mi rido di Voltaire che voleva che +i versi fossero da tradursi sempre in versi. Le ragioni che devono +muovere il traduttore ad appigliarsi piú all'uno che all'altro partito +stanno nel testo, e variano a seconda della diversa indole e della +diversa provenienza di quello. + +Tutti i popoli, che piú o meno hanno lettere, hanno poesia. Ma non +tutti i popoli posseggono un linguaggio poetico separato dal +linguaggio prosaico. I termini convenzionali per l'espressione del +bello non sono da per tutto i medesimi. Come la squisitezza nel modo +di sentire, cosí anche l'ardimento nel modo di dichiarare poeticamente +le sensazioni è determinato presso [p.10] di ciaschedun popolo da +accidenti dissimili. E quella spiegazione armoniosa di un concetto +poetico, che sará sublime a Londra od a Berlino, riescirá non di rado +ridicola se ricantata in Toscana. + +Ché se tu mi lasci il concetto straniero ma, per servire alle +inclinazioni della poesia della tua patria, me lo vesti di tutti panni +italiani e troppo diversi da' suoi nativi, chi potrá in coscienza +salutarti come autore, chi ringraziarti come traduttore? + +Colla prosa la faccenda è tutt'altra; da che allora il lettore non si +dimentica un momento mai che il libro ch'ei legge è una traduzione, e +tutto perdona in grazia del gusto ch'egli ha nel fare amicizia con +genti ignote e nello squadrarle da capo a piedi tal quali sono. Il +lettore, quand'ha per le mani una traduzione in verso, non sempre può +conseguire intera una tale soddisfazione. La mente di lui, divisa in +due, ora si rivolge a raffigurare l'originalitá del testo, ora a +pesare quanta sia l'abilitá poetica del traduttore. Queste due +attenzioni non tirano innanzi molto cosí insieme; e la seconda per lo +piú vince, perché l'altra, come quella che è la meno direttamente +adescata e la meno contentata, illanguidisce. Ed è allora che chi +legge si fa schizzinoso di piú; e come se esaminasse versi originali +italiani, ti crivella le frasi fino allo scrupolo. + +Chi porrá mente alle circostanze differenti che rendono differente il +modo di concepire le idee e verrá investigando le origini delle varie +lingue e letterature, troverá che i popoli, anche per questo lato, +hanno tra di loro de' gradi maggiori o minori di parentela. Da ciò +deriverá al traduttore tanto lume che basti per metter lui sulla buona +via, ov'egli abbia intenzione conforme all'obbligo che gli corre, +quella cioè di darci a conoscere il testo, non di regalarcene egli uno +del suo. + +Il signor Bellotti imprese a tradurre Sofocle; e prima ancora che +comparisse in luce quell'esimio lavoro, chi sognò mai che egli si +fosse ingannato nella scelta del mezzo, per avere pigliato a condurre +in versi la sua traduzione? + +Per lo contrario vedi ora, figliuolo mio, se io ti abbia vaticinato il +falso quando ti parlai tempo fa d'una traduzione del [p.11] teatro di +Shakespeare, prossima allora ad uscire in Firenze. Il signor Leoni ha +ingegno, anima, erudizione, acutezza di critica, disinvoltura di +lingua italiana, cognizione molta di lingua inglese, tutti insomma i +requisiti per essere un valente traduttore di Shakespeare. Ma il +signor Leoni l'ha sbagliata. I suoi versi sono buoni versi italiani. +Ma che vuoi? Shakespeare è svisato; e noi siamo tuttavia costretti ad +invidiare ai francesi il loro Letourneur. E sí che il signor Leoni +bastava a smorzarcela affatto questa invidia! + +Di quanti altri puntelli potrebbesi rinfiancare questo argomento, lo +sa Dio. Ma perché sbracciarmi a dimostrare che il fuoco scotta? Chi +s'ostina a negarlo, buon pro per lui! + +E non occorre dire che la lingua nostra non si pieghi ad una prosa +robusta, elegante, snella, tenera quanto la francese. La lingua +italiana non la sapremo maneggiare con bella maniera né io né tu, +perché tu sei un ragazzotto ed io un vecchio dabbene e nulla piú; ma +fa' ch'ella trovi un artefice destro, ed è materia da cavarne ogni +costrutto. Ma questa materia non istá tutta negli scaffali delle +biblioteche. Ma non lá solamente la vanno spolverando que' pochi +cervelli acuti che non aspirano alla fama di messer lo Sonnifero. + +In Italia qualunque libro non triviale esca in pubblico incontra bensí +qua e lá qualche drappelletto minuto di scrutinapensieri, che pure non +lo spaventano mai con brutto viso, perché genti di lor natura savie e +discrete. Ma poveretto! eccolo poi dar nel mezzo ad un esercito di +scrutinaparole, infinito, inevitabile e sempre all'erta e prodigo +sempre d'anatemi. Però io, non avuto riguardo per ora alla fatica che +costano i bei versi a tesserli, confesso che qui, tra noi, per +rispetto solamente alla lingua, chiunque si sgomenta de' latrati dei +pedanti piglia impresa meno scabra d'assai se scrive in versi e non in +prosa. Confesso che per rispetto solamente alla lingua e non ad altro, +tanto nel tradurre come nel comporre di getto originale, il montar su' +trampoli e verseggiare costa meno pericoli. Confesso che allo +scrittore di prose bisogna studiare e libri e uomini e usanze; +perocché altro è lo stare ristretto a' confini determinati [p.12] di +un linguaggio poetico, altro è lo spaziarsi per l'immenso mare di una +lingua tanto lussuriante ne' modi, e viva e parlata ed alla quale non +si può chiudere il vocabolario, se prima non le si fanno le esequie. +Ma lo specifico vero per salire in grido letterario è forse +l'impigrire colle mani in mano, e l'inchiodar se stessi sul +vocabolario della Crusca, come il giudeo inchioda sul travicello i +suoi paperi perché ingrassino? + +No no, figliuolo mio, la penuria che oggidí noi abbiamo di belle prose +non proviene, grazie a Dio, da questo che la lingua nostra non sia +lingua che da sonetti. Fa' che il tuo padre spirituale ti legga la +parabola dei talenti nell'evangelista; e la santa parola con quel +«_serve male et piger_» ti snebbierá questo fenomeno morale. + +Ora, per dire di ciò che importa a te, sappi, o carissimo, che i +lirici tedeschi piú rinomati, parlo della scuola moderna, sono tre: il +Goethe, lo Schiller e il Bürger. Quest'ultimo, dotato di un sentire +dilicato ma d'un'immaginazione altresí arditissima, si piacque spesso +di trattare il terribile. Egli scrisse altre poesie sull'andare del +_Cacciatore feroce_ e della _Eleonora_; ma queste due sono +le piú famose. lo credo di doverle chiamare «romanzi»; e se il +vocabolo spiacerá ai dotti d'Italia, non farò per questo a +scappellotti colle Signorie Loro. + +Poesie di simil genere avevano i provenzali; bellissime piú di tutti e +molte ne hanno gli inglesi; ne hanno gli spagnuoli; altre e d'altri +autori i tedeschi; i francesi le coltivavano un tempo; gli italiani, +ch'io sappia, non mai: se pure non si ha a tener conto di leggende in +versi congegnate non da' poeti letterati, ma dal volgo, e cantate da +lui; fra le quali quella della _Samaritana_ meriterebbe forse il +primato per la fortuna di qualche strofetta. Non pretendo con ciò di +menomare d'un pelo la reputazione di alcuni «romanzi» in dialetti +municipali; perché, parlando di letteratura italiana, non posso aver +la mira che alla universale d'Italia[1]. + +[p.13] + +Il Bürger portava opinione «che la sola vera poesia fosse la +popolare». Quindi egli studiò di derivare i suoi poemi quasi sempre da +fonti conosciute e di proporzionarli poi sempre con tutti i mezzi +dell'arte alla concezione del popolo. Anche delle composizioni che ti +mando oggi tradotte, l'argomento della prima è ricavato da una +tradizione volgare, quello della seconda è inventato, imitando le +tradizioni comuni in Germania; il che vedremo in séguito piú +distesamente. Anche in entrambi questi componimenti v'ha una certa +semplicitá di narrazione, che manifesta nel poeta il proponimento di +gradire alla moltitudine. + +Forse il Bürger, com'è destino talvolta degli uomini d'alto ingegno, +trascorreva in quella sua teoria agli estremi. Ma perché i soli uomini +d'alto ingegno sanno poi di per se stessi ritenersene giudiziosamente +nella pratica, noi, leggendo i versi del Bürger, confessiamo che +neppure il dotto vi scapita, né ha ragione di dolersi del poeta. +L'opinione nondimeno che la poesia debba essere popolare non albergò +solamente presso del Bürger, ma a lei s'accostarono pur molto anche +gli altri poeti sommi d'una parte della Germania. Né io credo +d'ingannarmi dicendo ch'ella pende assai nel vero. E se, applicandola +alla storia dell'arte e pigliandola per codice nel far giudizio delle +opere dei poeti che furono, ella può sembrare troppo avventata +(giacché al [p.14] Petrarca, a modo d'esempio, ed al Parini, benché +rade volte popolari, bisogna pur fare di cappello), parmi che, +considerandola come consiglio a' poeti che sono ed ammettendola con +discrezione, ella sia santissima. E dico cosí, non per riverenza +servile a' tedeschi ed agli inglesi, ma per libero amore dell'arte e +per desiderio che tu, nascente poeta d'Italia, non abbia a dare nelle +solite secche che da qualche tempo in qua impediscono il corso agli +intelletti e trasmutano la poesia in matrona degli sbadigli. + +Questa è la precipua cagione per la quale ho determinato che tu smetta +i libri del Blair, del Villa e de' loro consorti, tosto che la barba +sul mento dará indizio di senno in te piú maturo. Allora avrai da me +danaro per comperartene altri, come a dire del Vico, del Burke, del +Lessing, del Bouterweck, dello Schiller, del Beccaria, di madama de +Staël, dello Schlegel e d'altri che fin qui hanno pensate e scritte +cose appartenenti alla estetica: né il _Platone in Italia_ del +consigliere Cuoco sará l'ultimo dei doni ch'io ti farò. Ma per ora non +dir nulla di questo co' maestri tuoi, che giá non t'intenderebbono. + +Tuttavolta, perché la massima della popolaritá della poesia mi preme +troppo che la si faccia carne e sangue in te, contentati ch'io +m'ingegni fin d'ora di dimostrartene la convenienza cosí appena di +volo, e come meglio può un vecchiarello che non fu mai in vita sua né +poeta né filologo né filosofo. + +Tutti gli uomini, da Adamo in giú fino al calzolaio che ti fa i begli +stivali, hanno nel fondo dell'anima una tendenza alla poesia. Questa +tendenza, che in pochissimi è attiva, negli altri non è che passiva, +non è che una corda che risponde con simpatiche oscillazioni al tocco +della prima. + +La natura, versando a piene mani i suoi doni nell'animo di que' rari +individui ai quali ella concede la tendenza poetica attiva, pare che +si compiaccia di crearli differenti affatto dagli altri uomini in +mezzo a cui li fa nascere. Di qui le antiche favole sulla quasi divina +origine de' poeti, e gli antichi pregiudizi sui miracoli loro, e +l'«_est deus in nobis_». Di qui il piú vero dettato di tutti i +filosofi: che i poeti fanno classe a parte, e non sono cittadini di +una sola societá ma dell'intero universo. E per [p.15] veritá chi +misurasse la sapienza delle nazioni dalla eccellenza de' loro poeti, +parmi che non iscandaglierebbe da savio. Né savio terrei chi nelle +dispute letterarie introducesse i rancori e le rivalitá nazionali. +Omero, Shakespeare, il Calderon, il Camoens, il Racine, lo Schiller +per me sono italiani di patria tanto quanto Dante, l'Ariosto e +l'Alfieri. La repubblica delle lettere non è che una, e i poeti ne +sono concittadini tutti indistintamente. La predilezione con cui +ciascheduno di essi guarda quel tratto di terra ove nacque, quella +lingua che da fanciullo imparò, non nuoce mai alla energia dell'amore +che il vero poeta consacra per instituto dell'arte sua a tutta insieme +la umana razza, né alla intensa volontá per la quale egli studia colle +opere sue di provvedere al diletto ed alla educazione di tutta insieme +l'umana razza. Però questo amore universale, che governa l'intenzione +de' poeti, mette universalmente nella coscienza degli uomini l'obbligo +della gratitudine e del rispetto; e nessuna occasione politica può +sciogliere noi da questo sacro dovere. Finanche l'ira della guerra +rispetta la tomba d'Omero e la casa di Pindaro. + +Il poeta dunque sbalza fuori delle mani della natura in ogni tempo, in +ogni luogo. Ma per quanto esimio egli sia, non arriverá mai a scuotere +fortemente l'animo de' lettori suoi, né mai potrá ritrarre alto e +sentito applauso, se questi non sono ricchi anch'essi della tendenza +poetica passiva. Ora siffatta disposizione degli animi umani, +quantunque universale, non è in tutti gli uomini ugualmente squisita. + +Lo stupido ottentoto, sdraiato sulla soglia della sua capanna, guarda +i campi di sabbia che la circondano, e s'addormenta. Esce de' suoi +sonni, guarda in alto, vede un cielo uniforme stendersegli sopra del +capo, e s'addormenta. Avvolto perpetuamente tra 'l fumo del suo +tugurio e il fetore delle sue capre, egli non ha altri oggetti dei +quali domandare alla propria memoria l'immagine, pe' quali il cuore +gli batta di desiderio. Però alla inerzia della fantasia e del cuore +in lui tiene dietro di necessitá quella della tendenza poetica. + +Per lo contrario un parigino agiato ed ingentilito da tutto il lusso +di quella gran capitale, onde pervenire a tanta civilizzazione, [p.16] +è passato attraverso una folta immensa di oggetti, attraverso mille e +mille combinazioni di accidenti. Quindi la fantasia di lui è stracca, +il cuore allentato per troppo esercizio. Le apparenze esterne delle +cose non lo lusingano (per cosí dire); gli effetti di esse non lo +commovono piú, perché ripetuti le tante volte. E per togliersi di +dosso la noia, bisogna a lui investigare le cagioni, giovandosi della +mente. Questa sua mente inquisitiva cresce di necessitá in vigoria, da +che l'anima a pro di lei spende anche gran parte di quelle forze che +in altri destina alla fantasia ed al cuore; cresce in arguzia per gli +sforzi frequenti a' quali la meditazione la costringe. E il parigino +di cui io parlo, anche senza avvedersene, viene assuefacendosi a +perpetui raziocini o, per dirla a modo del Vico, diventa filosofo. + +Se la stupiditá dell'ottentoto è nimica alla poesia, non è certo +favorevole molto a lei la somma civilizzazione del parigino. Nel primo +la tendenza poetica è sopita; nel secondo è sciupata in gran parte. I +canti del poeta non penetrano nell'anima del primo, perché non trovano +la via d'entrarvi. Nell'anima del secondo appena appena discendono +accompagnati da paragoni e da raziocini: la fantasia ed il cuore non +rispondono loro che come a reminiscenze lontane. E siffatti canti, che +sono l'espressione arditissima di tutto ciò che v'ha di piú fervido +nell'umano pensiero, potranno essi trovar fortuna fra tanto gelo? E +che maraviglia se, presso del parigino ingentilito, quel poeta sará +piú bene accolto che piú penderá all'epigrammatico? + +Ma la stupiditá dell'ottentoto è separata dalla leziosaggine del +parigino fin ora descritto per mezzo di gradi moltissimi di +civilizzazione, che piú o meno dispongono l'uomo alla poesia. E s'io +dovessi indicare uomini che piú si trovino oggidí in questa +disposizione poetica, parmi che andrei a cercarli in una parte della +Germania. + +A consolazione non pertanto de' poeti, in ogni terra, ovunque è +coltura intellettuale, vi hanno uomini capaci di sentire poesia. Ve +n'ha bensí in copia ora maggiore, ora minore; ma tuttavia sufficiente +sempre. Ma fa d'uopo conoscerli e ravvisarli ben bene, e tenerne +conto. Ma il poeta non si accorgerá mai della loro [p.17] esistenza, +se per rinvenirli visita le ultime casipole della plebe affamata, e di +lá salta a dirittura nelle botteghe da caffé, ne' gabinetti delle +Aspasie, nelle corti de' principi, e nulla piú. Ad ogni tratto egli +rischierá di cogliere in iscambio la sua patria, ora credendola il +capo di Buona speranza, ora il cortile del Palais-royal. E dell'indole +dei suoi concittadini egli non saprá mai un ette. + +Ché s'egli considera che la sua nazione non la compongono que' dugento +che gli stanno intorno nelle veglie e ne' conviti; se egli ha mente a +questo: che mille e mille famiglie pensano, leggono, scrivono, +piangono, fremono e sentono le passioni tutte, senza pure avere un +nome ne' teatri; può essere che a lui si schiarisca innanzi un altro +orizzonte, può essere che egli venga accostumandosi ad altri pensieri +ed a piú vaste intenzioni. + +L'annoverare qui gli accidenti fisici propizi o avversi alla tendenza +poetica; il dire minutamente come questa, del pari che la virtù +morale, possa essere aumentata o ristretta in una nazione dalla natura +delle instituzioni civili, delle leggi religiose e di altre +circostanze politiche; non fa all'intendimento mio. Te ne +discorreranno, o carissimo, a tempo opportuno, i libri ch'io ti +presterò. Basti a te per ora il sapere che tutte le presenti nazioni +d'Europa--l'italiana anch'essa né piú né meno--sono formate da tre +classi d'individui: l'una di ottentoti, l'una di parigini e l'una, per +ultimo, che comprende tutti gli altri individui leggenti ed +ascoltanti, non eccettuati quelli che, avendo anche studiato ed +esperimentato quant'altri, pur tuttavia ritengono attitudine alle +emozioni. A questi tutti io do nome di «popolo». + +Della prima classe, che è quella dei balordi calzati e scalzi, non +occorre far parole. La seconda, che racchiude in sé quei pochi i quali +escono dalla comune in modo da perdere ogni impronta nazionale, vuole +bensí essere rispettata dal poeta, ma non idolatrata, ma non temuta. +Il giudizio, che i membri di questa classe fanno delle moderne opere +poetiche, non suole derivare dal suffragio immediato delle sensazioni, +ma da' confronti. Negli anni del fervore eglino hanno trovato il bello +presso tale e tal [p.18] altro poeta; e ciò che non somiglia al bello +sentito un tempo, pare loro di doverlo ora ricusare. Le opinioni +scolastiche, i precetti bevuti pigramente un tempo come infallibili, +reggono tuttavia il loro intelletto, che non li mise mai ad esame, +perché d'altro curante. Però l'orgoglio umano, a cui è duro il dover +discendere a discredere ciò che per molti anni s'è creduto, il piú +delle volte li fa tenaci delle massime inveterate. E il piú delle +volte eglino combattono per esse come per l'antemurale della loro +riputazione. Allora ogni arme, ogni scudo giova. E perché una serie di +secoli non si brigò piú che tanto di discutere l'importanza di quelle +massime, eccoti in campo un bello argomento di difesa nel silenzio +delle generazioni. «Chi tace non parla», diciamo noi. Ma «chi tace +approva», dicono essi, e il sopore dei secoli lo vanno predicando come +consenso assoluto di tuttaquanta la ragione umana alla necessitá di +certe regole chiamate, Dio sa perché, di «buon gusto»; e però via via +d'ugual passo sgozzano ad esse ogni tratto qualche vittima illustre. + +La lode, che al poeta viene da questa minima parte della sua nazione, +non può davvero farlo andare superbo; quindi anche il biasimo ch'ella +sentenzia non ha a mettergli grande spavento. La gente ch'egli cerca, +i suoi veri lettori stanno a milioni nella terza classe. E questa, +cred'io, deve il poeta moderno aver di mira, da questa deve farsi +intendere, a questa deve studiar di piacere, s'egli bada al proprio +interesse ed all'interesse vero dell'arte. Ed ecco come la __sola +vera poesia__ sia la __popolare__: salve le eccezioni sempre, come ho +giá detto; e salva sempre la discrezione ragionevole, con cui questa +regola vuole essere interpretata. + +Se i poeti moderni d'una parte della Germania menano tanto romore di +sé e in casa loro e in tutte le contrade d'Europa, ciò è da ascriversi +alla popolaritá della poesia loro. E questa salutare direzione +ch'eglino diedero all'arte fu suggerita loro dagli studi profondi +fatti sul cuore umano, sullo scopo dell'arte, sulla storia di lei e +sulle opere ch'ella in ogni secolo produsse: fu suggerita loro dalla +divisione in «classica» e «romantica» ch'eglino immaginarono nella +poesia. + +[p.19] + +Però sappi, tra parentesi, che tale divisione non è un capriccio di +bizzarri intelletti, come piace di borbottare a certi giudici che +senza processare sentenziano; non è sotterfugio per sottrarsi alle +regole che ad ogni genere di poesia convengono; da che uno de' poeti +chiamati «romantici» è il Tasso. E fra le accuse che si portano alla +_Gerusalemme_, chi udí mai messa in campo quella di trasgressione +delle regole? Qual altro poema piú si conforma alle speculazioni +algebraiche degli aristotelici? + +Né ti dare a credere, figliuolo mio, che con quella divisione i +tedeschi di cui parlo pretendessero che d'un'arte, la quale è unica, +indivisibile, si avesse a farne due; perocché stolti non erano. Ma se +le produzioni di quest'arte, seguendo l'indole diversa dei secoli e +delle civilizzazioni, hanno assunte facce differenti, perché non potrò +io distribuirle in tribú differenti? e se quelle della seconda tribú +hanno in sé qualche cosa che piú intimamente esprime l'indole della +presente civilizzazione europea, dovrò io rigettarle per questo solo +che non hanno volto simile al volto della prima tribú? + +Di mano in mano che le nazioni europee si riscuotevano dal sonno e +dall'avvilimento, di che le aveva tutte ingombrate la irruzione de' +barbari dopo la caduta dell'impero romano, poeti qua e lá emergevano a +ringentilirle. Compagna volontaria del pensiero e figlia ardente delle +passioni, l'arte della poesia, come la fenice, era risuscitata di per +sé in Europa, e di per sé anche sarebbe giunta al colmo della +perfezione. I miracoli di Dio, le angosce e le fortune dell'amore, la +gioia de' conviti, le acerbe ire, gli splendidi fatti de' cavalieri +muovevano la potenza poetica nell'anima de' trovatori. E i trovatori, +né da Pindaro instruiti né da Orazio, correndo all'arpa prorompevano +in canti spontanei ed intimavano all'anima del popolo il sentimento +del bello, gran tempo ancora innanzi che l'invenzione della stampa e i +fuggitivi di Costantinopoli profondessero da per tutto i poemi de' +greci e de' latini. Avviata cosí nelle nazioni d'Europa la tendenza +poetica, crebbe ne' poeti il desiderio di lusingarla piú degnamente. +Però industriaronsi per mille maniere di trovare soccorsi; e +giovandosi della occasione, si volsero anche [p.20] allo studio delle +poesie antiche, in prima come ad un santuario misterioso accessibile +ad essi soli, poi come ad una sorgente pubblica di fantasie, a cui +tutti i lettori potevano attignere. Ma ad onta degli studi e della +erudizione, i poeti, che dal risorgimento delle lettere giú fino a' dí +nostri illustrarono l'Europa e che portano il nome comune di +«moderni», tennero strade diverse. Alcuni, sperando di riprodurre le +bellezze ammirate ne' greci e ne' romani, ripeterono, e piú spesso +imitarono modificandoli, i costumi, le opinioni, le passioni, la +mitologia de' popoli antichi. Altri interrogarono direttamente la +natura: e la natura non dettò loro né pensieri né affetti antichi, ma +sentimenti e massime moderne. Interrogarono la credenza del popolo: e +n'ebbero in risposta i misteri della religione cristiana, la storia di +un Dio rigeneratore, la certezza di una vita avvenire, il timore di +una eternitá di pene. Interrogarono l'animo umano vivente: e quello +non disse loro che cose sentite da loro stessi e da' loro +contemporanei; cose risultanti dalle usanze ora cavalleresche, ora +religiose, ora feroci, ma o praticate e presenti o conosciute +generalmente; cose risultanti dal complesso della civiltá del secolo +in cui vivevano. + +La poesia de' primi è «classica», quella de' secondi è «romantica». +Cosí le chiamarono i dotti d'una parte della Germania, che dinanzi +agli altri riconobbero la diversitá delle vie battute dai poeti +moderni. Chi trovasse a ridire a questi vocaboli può cambiarli a posta +sua. Però io stimo di poter nominare con tutta ragione «poesia de' +morti» la prima, e «poesia de' vivi» la seconda. Né temo di ingannarmi +dicendo che Omero, Pindaro, Sofocle, Euripide ecc. ecc., al tempo +loro, furono in certo modo romantici, perché non cantarono le cose +degli egizi o de' caldei, ma quelle dei loro greci; siccome il Milton +non cantò le superstizioni omeriche, ma le tradizioni cristiane. Chi +volesse poi soggiungere che, anche fra i poeti moderni seguaci del +genere classico, quelli sono i migliori che ritengono molta mescolanza +del romantico e che giusto giusto allo spirito romantico essi devono +saper grado se le opere loro vanno salve dall'obblio, parmi che non +meriterebbe lo staffile. E la ragione non viene [p.21] ella forse in +sussidio di siffatte sentenze, allorché gridando c'insegna che la +poesia vuole essere specchio di ciò che commuove maggiormente l'anima? +Ora l'anima è commossa al vivo dalle cose nostre che ci circondano +tuttodí, non dalle antiche altrui che a noi sono notificate per mezzo +soltanto de' libri e della storia. + +Allorché tu vedrai addentro in queste dottrine, e ciò non sará per via +delle gazzette, imparerai come i confini del bello poetico siano ampi +del pari che quelli della natura, e che la pietra di paragone, con cui +giudicare di questo bello, è la natura medesima e non un fascio di +pergamene; imparerai come va rispettata davvero la letteratura de' +greci e de' latini, imparerai come davvero giovartene. Ma sentirai +altresí come la divisione proposta contribuisca possentemente a +sgabellarti del predominio sempre nocivo della autoritá. Non giurerai +piú nella parola di nessuno, quando trattasi di cose a cui basta il +tuo intelletto. Farai della poesia tua una imitazione della natura, +non una imitazione di imitazione. A dispetto de' tuoi maestri, la tua +coscienza ti libererá dall'obbligo di venerare ciecamente gli oracoli +di un codice vecchio e tarlato, per sottoporti a quello della ragione, +perpetuo e lucidissimo. E riderai de' tuoi maestri che colle lenti sul +naso continueranno a frugare nel codice vecchio e tarlato, e vi +leggeranno fin quello che non v'è scritto. + +Materia di lungo discorso sarebbe il voler parlare all'Italia della +divisione suaccennata; ed importerebbe una anatomia lunghissima delle +qualitá costituenti il genere classico e di quelle che determinano il +romantico. A me non concede la fortuna né tempo né forze sufficienti +per tentare una siffatta dissertazione, perocché il ripetere quanto +hanno detto in ciò i tedeschi non basterebbe. Avvezzi a vedere ogni +cosa complessivamente, eglino non di rado trascurano di segnare i +precisi confini de' loro sistemi; e la fiaccola, con cui illuminano i +passi altrui, manda talvolta una luce confusa. Ma poiché in Italia, a +giudicare da qualche cenno giá apparso, non v'ha difetto intero di +buona filosofia, io prego che un libro sia composto finalmente qui tra +noi, il quale non tratti d'altro che di questo argomento, e trovi +[p.22] modo di appianar tutto, di confermare nel proposito i giá +iniziati, di rincorare i timidi e di spuntare con cristiana caritá le +corna ai pedanti. + +Ben è vero che a que' pochi del mestiere, a' quali può giovare per le +opere loro una idea distinta del genere romantico, questa, io spero, +sará giá entrata nel cervello loro, mercé l'acume della propria lor +mente. Ma perché voi altri giovinetti siete esposti alla furia di +tante contrarie sentenze, e la veritá non siete in caso di snudarla da +per voi, è bene che qualcuno metta in mano vostra ed in mano del +pubblico un libro che vi scampi dal peccato, pur sí frequente in +Italia, di bestemmiare ciò che s'ignora. + +Intanto che il voto mio va ricercando chi lo accolga e lo secondi; +intanto che, irritati dalla novitá del vocabolo «romantico», da Dan +fino a Bersabea si levano a fracasso i pedanti nostri, e fanno a +rabbuffarsi l'un l'altro e a contumeliarsi e a sagramentare e a non +intendersi tra di loro, come a Babilonia; intanto che la divisione per +cui si arrovellano è per loro piú mistica della piú mistica dottrina +del _Talmud_; vediamo, figliuolo mio, quali effetti ottenessero i +poeti che la immaginarono. + +Posti frammezzo a un popolo non barbaro, non civilissimo, se se ne +riguarda tutta la massa degli abitanti e non la sola schiera degli +studiosi, i poeti recenti d'una parte della Germania dovevano superare +in grido i loro confratelli contemporanei sparsi nel restante +d'Europa. Ma della fortuna della poesia loro tutto il merito non è da +darsi alla fortuna del loro nascimento. L'essersi avveduti di questa +propizia circostanza e l'aver saputo trarne partito, è merito +personale. E a ciò contribuí, del pari che l'arguzia dell'ingegno, la +santitá del cuore. + +Sentirono essi che la verissima delle muse è la filantropia, e che +l'arte loro aveva un fine ben piú sublime che il diletto momentaneo di +pochi oziosi. Però, avidi di richiamare l'arte a' di lei principi, +indirizzandola al perfezionamento morale del maggior numero de' loro +compatrioti, eglino non gridarono, come Orazio: + + _Satis est equitem nobis plaudere_; + +[p.23] non mirarono a piaggiare un Mecenate, a gratificarsi un +Augusto, a procurarsi un seggio al banchetto dei grandi; non ambirono +i soli battimani d'un branco di scioperati raccolti nell'anticamera +del principe. + +Oltrediché non è da tacersi come insieme a questo pio sentimento +congiurasse anche nelle anime di que' poeti la sete della gloria, +ardentissima sempre ne' sovrani ingegni e sprone inevitabile al far +bene. Eglino avevano letto che in Grecia la corona del lauro non +l'accordavano né principi né accademie, ma cento e cento mila persone +convenute d'ogni parte in Tebe e in Olimpia. Avevano letto che i canti +di Omero, di Pindaro, di Tirteo non erano misteri di letterati, ma +canzoni di popolo. Avevano letto che Eschilo, Sofocle, Euripide, +Aristofane non si facevano belli della lode de' loro compagni di +mestiere, ma anelavano al plauso di trentamila spettatori e +l'ottenevano. Quindi, agitati da castissima invidia, vollero anch'essi +quel plauso e quella corona. Ma e in che modo conseguirla? Posero +mente alle opere che ci rimangono de' poeti greci; e quantunque +s'innamorassero sulle prime della leggiadria di quei versi, dello +splendore di quella elocuzione, dell'artificio mirabile con cui le +immagini erano accoppiate e spiegate, pure non si diedero a credere +che in ciò fosse riposto tutto il talismano. E come crederlo, se in +casa loro e fuori di casa vedevano condannati all'untume del +pizzicagnolo versi, a cui né sceltezza di frasi mancava né armonia? + +Lambiccarono allora essi con piú fina critica quelle opere, onde +scoprire di che malie profittavansi in Grecia i poeti per guadagnarsi +tanto suffragio dai loro contemporanei. Videro che quelle malie erano +i loro dèi, la loro religione, le loro superstizioni, le loro leggi, i +loro riti, i loro costumi, la storia loro, le loro tradizioni volgari, +la geografia loro, le loro opinioni, i loro pregiudizi, le fogge loro, +ecc. ecc. ecc.--E noi--dissero eglino,--noi abbiamo altro Dio, altro +culto; abbiamo anche noi le nostre superstizioni; abbiamo altre leggi, +altri costumi, altre inclinazioni piú ossequiose e piú cortesi verso +la beltá femminina. Caviamo di qui anche noi le malie nostre, e il +popolo c'intenderá. E i versi nostri non saranno per lui reminiscenze +d'una [p.24] fredda erudizione scolastica, ma cose proprie e +interessanti e sentite nell'anima. + +A rinforzarli nella determinazione soccorse loro l'esempio altresí de' +poeti che dal risorgimento delle lettere in Europa fino a' dí nostri +sono i piú famosi. E chi negherá questi essere tanto piú venerati e +cari, quanto di queste nuove malie piú sparsero ne' loro versi? + +Cosí i poeti d'una parte della Germania, co' medesimi auspici, con +l'arte medesima né piú né meno, col medesimo intendimento de' greci, +scesero nell'aringo, desiderarono la palma e chiesero al popolo che la +desse loro. E il popolo, non obbliato, non vilipeso da' suoi poeti, ma +carezzato, ma dilettato, ma istruito, non ricusò d'accordarla. + +A che miri la parola mia, tu lo sai: però fanne senno, figliuolo mio, +e non permettere che la paterna caritá si sfoghi al vento. So che agli +uomini piace talvolta di onestare la loro inerzia con bei paroloni. Ma +io non darò retta mai né a te né a chiunque mi ritesserá le solite +canzoni: e che l'Italia è un armento di venti popoli divisi l'uno +dall'altro, e ch'ella non ha una gran cittá capitale dove ridursi a +gareggiare gli ingegni, e che tutto vien meno ove non è una patria. Lo +sappiamo, lo sappiamo. Ma l'avevano questa unitá di patria e questo +tumulto d'una capitale unica i poeti dei quali ho parlato? E se noi +non possediamo una comune patria politica, come neppure essi la +possedevano, chi ci vieta di crearci intanto, com'essi, a conforto +delle umane sciagure, una patria letteraria comune? Forse che Dante, +il Petrarca, l'Ariosto per fiorire aspettarono che l'Italia fosse una? +Forse che la latina è la piú splendida delle letterature? e nondimeno +qual piú vasta metropoli di Roma sotto Ottaviano e sotto i Cesari? + +--Voi--gridava l'altro dí nella voce dell'ira sua il curato di Monte +Atino, l'amico mio dall'anima ardente,--voi, se siete caldi di vero +amore per la vostra bella Italia, levate l'orecchio, o generosi +italiani. Udite come tuttaquanta l'Europa ne rinfaccia d'ogni parte il +presente decadimento delle nostre lettere. È egli da credersi che +tanta universalitá di disprezzo sia tutta opera della [p.25] +malignitá? Ponetevi, in nome di Dio, ponetevi una mano al petto; +interrogate la coscienza vostra. E non la sentite anch'essa tremar di +vergogna? Però perdonate gli insulti villani, con che ne strapazzano +oggi que' popoli stessi che un tempo o ne lodavano o taciturni +rodevansi d'invidia pe' nostri trionfi letterari: alle calunnie, ché +calunnie pur anche piovono addosso all'Italia, non istate ad opporre +altro che la dignitá del silenzio; e cadranno di per sé. Ma de' +consigli giovatevi: e la gloria della vostra terra ricuperatela col +far voi, non col citare le opere degli avi vostri. «_Gloria nostra +sit testimonium conscientiae nostrae_», diceva san Paolo a que' di +Corinto. Vincete l'avversitá collo studio, smettete una volta la boria +di reputarvi i soli europei che abbiano occhi in testa, smettete la +petulanza con cui vi sputate l'un l'altro in viso e per inezie da +fanciulli, unitevi l'un l'altro coi vincoli di amorosa concordia +fraterna, senza della quale voi sarete nulli in tutto e per tutto. E +poiché perspicacia d'intelletto non ve ne manca, solo che vogliate +rifarvi delle male abitudini, lavorate, ve ne scongiuro, e lavorate da +senno. Ma prima di tutto spogliatevi della stolida divozione per un +solo idolo letterario. Leggete Omero, leggete Virgilio, che Dio ve ne +benedica! Ma tributate e vigilie e incenso anche a tutti gli altri +begli altari che i poeti in ogni tempo e in ogni luogo innalzarono +alla natura. E quantunque a rischio di lasciare qualche dí nella +dimenticanza e i volumi dell'antichitá e i volumi de' moderni, +traetevi ad esaminare da vicino voi stessi la natura, e lei imitate, +lei sola davvero e niente altro. Rendetevi coevi al secolo vostro e +non ai secoli seppelliti; spacciatevi dalla nebbia che oggidí invocate +sulla vostra dizione; spacciatevi dagli arcani sibillini, dalle +vetuste liturgie, da tutte le Veneri e da tutte le loro turpitudini, +cavoli giá putridi; non rifriggeteli. Fate di piacere al __popolo__ +vostro; investigate l'animo di lui; pascetelo di pensieri e non di +vento. Credete voi forse che i lettori italiani non gustino altro che +il sapore dell'idioma e il lusso della verbositá? Badate che leggono +libri stranieri, che s'accostumano a pensare e che dalle fatuitá vanno +ogni dí piú divezzandosi. Badate che i progressi intellettuali d'una +parte di [p.26] Europa finiranno col tirar dietro a sé anche il +restante. E voi con tutta la vostra albagia rimarrete lí soli soli, a +far voi da autori insieme e da lettori. Insomma siate uomini e non +cicale; e i vostri paesani vi benediranno, e lo straniero ripiglierá +modestia e parlerá di voi coll'antico rispetto.-- + +Nessuno de' ricchi tra' tuoi terrazzani venga a morte fuori della tua +giurisdizione parrocchiale, o buon curato di Monte Atino, o anima +italiana davvero! Chi non ti perdonerebbe la declamazione in grazia +dello zelo e del patriottismo che spirano le tue ammonizioni? + +Ora, figliuolo mio, ti sia palese che tutto il discorso fatto sin qui, +sebbene paresse sviarsi dal soggetto, pure era necessario. Cosí mi +sono preparata la via alla soluzione de' due quesiti che tu mi hai +fatti, ed ai quali posso ora rispondere con maggiore brevitá. Eccoli +entrambi, e in termini piú precisi de' tuoi: 1. «La moderna Italia +ammetterebbe ella poesie di questo genere (i romanzi)?». 2. «Il +_Cacciatore feroce_ e l'_Eleonora_ piaceranno in Italia?». + +Non fa mestieri, cred'io, di molte lucubrazioni per trovare che alla +prima interrogazione vuolsi rispondere con un «sí» netto e stentoreo. +Da quanto ho detto sulla opportunitá di indirizzare la poesia non +all'intelligenza di pochi eruditi ma a quella del popolo, affine di +propiziarselo e di guadagnarne l'attenzione, tu avrai di per te stesso +inferita questa sentenza: che i poeti italiani possono del pari che +gli stranieri dedurre materia pe' loro canti dalle tradizioni e dalle +opinioni volgari, e che anzi gioverebbe di presente ch'eglino +preferissero queste a tutto intero il libro di Natale de' Conti. Però +non voglio sprecar tempo in dimostrarti che, per tale rispetto, questo +genere di romanzi si conviene anche all'Italia; e per veritá non farei +che ridire le parole mie. Che poi questo modo di narrare liricamente +una avventura offenderá gli italiani, non credo[2]. + +La poesia d'Italia non è arte diversa dalla poesia degli altri popoli. +I princípi e lo scopo di lei sono perpetui ed universali. [p.27] Ella, +come vedemmo, è diretta a migliorare i costumi degli uomini, a farne +gentili gli animi, a contentarne i bisogni della fantasia e del cuore; +poiché la tendenza alla poesia, simigliante ad ogni altro desiderio, +suscita in noi veri bisogni morali. Per arrivare all'intento suo la +poesia si vale di quattro forme elementari: la lirica, la didascalica, +l'epica e la drammatica. Ma perché ella di sua natura abborre i +sistemi costrettivi e perché i bisogni che ella prende ad appagare +possono essere modificati in infinito, ha diritto anche ella di +adoperare mezzi modificati in infinito. Quindi a sua posta ella unisce +e confonde insieme in mille modi le quattro forme elementari, +derivandone mille temperamenti. + +Se la poesia è l'espressione della natura viva, ella deve essere viva +come l'oggetto ch'ella esprime, libera come il pensiero che le dá +moto, ardita come lo scopo a cui è indirizzata. Le forme ch'ella +assume non costituiscono la di lei essenza, ma solo contribuiscono +occasionalmente a dare effetto alle di lei intenzioni. Però fino a +tanto ch'ella non esce dell'instituto suo, non v'ha muso d'uomo che di +propria facoltá le abbia a dettare restrizioni su questo punto del +tramischiare le forme elementari. + +Che i due romanzi del Bürger spiaceranno agli italiani per l'argomento +loro e per lo stile, forse sará. Ma che l'Italia non patirebbe che i +suoi poeti scrivessero romanzi del genere di questi, perché forse +schifa della mescolanza dell'epico col lirico, non credo. Siffatte +obbiezioni non suggeriscono che al cervello de' pedanti, i quali +parlano della poesia senza conoscerne la proprietá. Ma se il presagio +non mi falla, la tirannide dei pedanti sta per cadere in Italia. E il +popolo e i poeti si consiglieranno a vicenda senza paura delle +Signorie Loro, ed a vicenda si educheranno; e non andrá molto, spero. + +La meditazione della filosofia riuscirá bensì a determinare, a un di +presso, di quali materiali debbano i poeti giovarsi nell'esercizio +dell'arte, di quali no, e fin dove possano estendere l'ardimento della +imitazione. E l'esperienza dimostra che in questo l'arte della poesia +soffre confini come tutte le di lei sorelle. Ma quale filosofia potrá +dire in coscienza al poeta: «Le modificazioni delle forme sono queste, +non altre»? + +[p.28] + +So che i pedanti si stilleranno l'intelletto per rinvenire, a modo +d'esempio, la bandiera sotto cui far trottare le terzine del signor +Torti sulla _Passione del Salvatore_. So che, nel repertorio de' +titoli disceso loro da padre in figlio, non ne troveranno forse uno +che torni a capello per quelle terzine. Carme no, ode no, idillio no: +eroide forse?... Ma intanto quella squisita poesia, con buona pace +delle Signorie Loro, è giá per le bocche di tutti. E l'Italia, non +badando a' frontispizi, scongiura il signor Torti a non lasciarla +lungamente desiderosa d'altri regali consimili. Lo stesso avverrá +d'ogni altra poesia futura, quando le modificazioni delle forme siano +corrispondenti all'argomento ed alla intenzione del poeta, e quando +siffatta intenzione sia conforme allo scopo dell'arte ed a' bisogni +dell'uomo. + +Il sentimento della convenienza, che induce il poeta alla scelta di un +metro piuttosto che di un altro, è contemporaneo nella mente di lui +alla concezione delle idee ch'egli ha in animo di spiegare nel suo +componimento ed al disegno che lo muove a poetare. Le regole generali +degli scrittori di _Poetiche_ non montano gran fatto, da che ogni +caso vorrebbe regola a parte. Laonde è opinione mia che un uomo +dell'arte possa bensí assisterti ogni volta con un buon consiglio; ma +che se tu aspetti che te lo diano i trattatisti, non ne faremo nulla, +figliuolo mio. E a questo proposito mi piace di rallegrarti con +un'altra scappata declamatoria, in cui diede, non ha guari, il buon +curato di Monte Atino, l'amico mio dall'anima ardente. + +Una persona, che aveva aria d'uomo non dozzinale e non l'era davvero, +parlava della poesia «romantica» con Sua Reverenza. E Sua Reverenza +l'udiva con volto pacato e con segni d'approvazione, perché erano lodi +alla poesia «romantica», la prediletta dell'anima sua. Quando tutt'ad +un tratto il panegirista uscí fuori con un voto, perché alcuno in +Italia pigliasse a scrivere una _Poetica romantica_.--Che +_Poetiche_ di Dio!--gridò allora il buon curato di Monte Atino, +dimenandosi sul suo seggiolone come un energumeno,--che +_Poetiche_ di Dio! Se ai giorni nostri vivesse Omero, vivesse +Pindaro, vivesse Sofocle, dovrebbono essi cambiare arte forse? No, in +nome del cielo, no. Ma la [p.29] differenza dei secoli renderebbe +differenti le cose che que' poeti imprenderebbono ora a trattare. E la +differenza delle cose indurrebbe di necessitá differenza nella +mescolanza delle forme e nell'accoppiamento delle immagini. E Omero, +Pindaro, Sofocle sarebbero poeti «romantici», volere o non volere. Ma +l'arte loro sarebbe tuttavia quella stessa de' classici antichi. Che +importa a me se il Cellini oggi mi cesella un vezzo per madama +d'Étampes e domani un calice pel santo padre? Egli è pur sempre +Benvenuto, l'orefice fiorentino. Ma questo Proteo irrequieto come +l'amore, quest'arte della poesia, questa perpetua inventrice del +bello, chi l'insegna? Le _Poetiche_ forse? Sono forse le Poetiche +che hanno sviluppate le menti a que' tre miracoli della Grecia? sono +forse le _Poetiche_ che dissero come tener la penna in mano a +Dante, all'Ariosto, a Shakespeare? Al diavolo queste corbellerie! +Mostratemi una _Poetica_ anteriore alla esistenza di un poeta. +Mostratemi un vero poeta educato e formato dalle _Poetiche_. +Dov'è, dov'è? Io vi mostrerò de' poeti che colle opere loro hanno +prestata materia di che rimpinzare di regoluzze un libruzzo a trenta +maestruzzi. Io vi mostrerò trentamila pedanti, e tutti figli delle +_Poetiche_, e tutti misuratori di sillabe, e tutti sputasentenze, +e tutti teste di legno. Al diavolo colle _Poetiche_! Perché non +t'incarni un'altra volta, o bella anima di Omar, tanto appena che ti +basti tempo per discendere in Italia a metter fuoco a tutte le +_Poetiche_, da quella di Aristotile fino a quella del Menzini?-- + +E qui Sua Reverenza mandò un lungo sospiro di desiderio. Poi tosto +ammutí, guardò in alto per un poco, e si fece tutto rosso in viso, +vergognando, cred'io, d'avere unito il nome d'Aristotile a quello di +un guastamestiere. Poi, ripreso fiato, stese la mano all'ospite e col +sorriso della cortesia lo pregò perché proseguisse il panegirico che +tanto gli andava a sangue. Terminato il dire, l'ospite pigliò licenza. +Il povero curato lo accompagnò fino all'uscio; e lasciata scappare una +lagrima, gli strinse la mano e gli disse:--Domando mille scuse; ho +gridato fuori d'ogni creanza: ma sappia Vossignoria ch'io non l'aveva +con lei. A lei io ho data la mia stima. Capperi! Vossignoria ha detto +pel [p.30] primo in Italia cose che non tutti sanno dire o che tutti +qui s'ostinano a non voler dire. Da bravo! Stia fermo, e non si lasci +atterrire da chi senza entrare in ragionamenti le abbaia dietro de' +mali motteggi e delle insipide satire. Siamo cristiani e sacerdoti +entrambi; perdoniamo adunque di buona volontá agli insolenti. Dio +n'abbia anch'egli misericordia! Sono montato in furia contro le +_Poetiche_, perché la sento cosí e perché questo mio maledetto +naturale è tutto stizza e non lo so mai frenare. Ma i filosofi +estetici io non li confondo cogli scrittori di _Poetiche_. No, no, +quelli li rispetto, e glielo giuro sull'onor mio. E le giuro che +qualche volta leggo con vera aviditá le cose del Burke e del Lessing, +come se fossero squarci della _Cittá di Dio_ del mio sant'Agostino. Ma +Ella compatisca se in questo punto delle Poetiche io sono di parere +contrario a quello manifestato da lei: compatisca e mi voglia bene.-- + +Interrogazione seconda. «Il _Cacciatore feroce_ e l'_Eleonora_ +piaceranno in Italia?». + +Questo è quesito di non cosí facile scioglimento come il primo. Madama +de Staël, nell'ingegnosa ed arguta sua opera sull'_Alemagna_, ha +analizzati entrambi questi romanzi. E come è solito dei fervidi ed +alti intelletti, che hanno sortita fantasia vasta, l'aggiungere senza +avvedersene qualche cosa sempre del loro alle opere altrui delle quali +s'innamorano, ella vi trovò bellezze forse piú che non hanno e gli +ammirò forse troppo. Nondimeno ella è di parere che difficile e quasi +impossibile sarebbe il far gustare que' romanzi in Francia; e che ciò +provenga dalla difficoltá del tradurli in versi, e da questo: che in +Francia «_rien de bizarre n'est naturel_». In quanto alla bizzarria ed +alla difficoltá di tradurre in versi, sta a' francesi ed a madama de +Staël il decidere. In quanto al poterne tentare una versione in prosa +francese, io credo di non errare pensando che, se madama de Staël +avesse voluto piegarsi ella stessa all'ufficio di traduttore, i +francesi avrebbero accolta come eccellente la traduzione di lei. E se +mai il giudizio, che ella portò sulla incompatibilitá del gusto +francese colla bizzarria de' pensieri, fosse meno esatto, la tanta +poesia che vive in tutte le [p.31] prose di madama si sarebbe trasfusa +di certo anche in questa, per modo che la mancanza del metro non +sarebbe stata sciagura deplorabile. L'armonia non è di cosí essenziale +importanza da dover dipendere totalmente da essa la fortuna di un +componimento. + +Per riguardo all'Italia, io non saprei temere di un ostacolo dal +semplice lato della bizzarria, da che l'Ariosto è l'idolo delle +fantasie italiane. Però, lasciato stare il danno che a questi romanzi +può venire dall'andar vestiti di una poco bella traduzione per le +contrade d'Italia, dico che a me sembra di ravvisare in essi una +cagione piú intrinseca, per la quale non saranno forse comunemente +gustati tra di noi. + +Entrambi questi romanzi sono fondati sul maraviglioso e sul terribile, +due potentissime occasioni di movimento per l'animo umano. Ma l'uomo +che, per uscire del letargo che gli è incomportabile, invoca anche +scosse violenti all'anima sua e anela sempre di afferrare siffatte +occasioni, pure non se ne lascia vincere mai, se non per via della +credenza. E il terribile e il maraviglioso, quando non sono creduti, +riescono inoperosi e ridicoli, come la verga di Mosé in mano a un +misero levita. + +L'effetto dunque, che produrranno i due romanzi del Bürger, sará +proporzionato sempre alla fede che il lettore presterá agli argomenti +di maraviglia e di terrore de' quali essi riboccano. Ora, dipendendo +da ciò principalmente l'esito della loro emigrazione presso gli +italiani, a me non dá il cuore di pronosticarla fortunata. + +Cominciamo dal primo. Ecco la traduzione del _Cacciatore feroce_. + + + IL CACCIATORE FEROCE. + + Il conte di Rheingrafenstein[3] diede fiato alla cornetta:--Olá olá, + su su, in piedi e in sella!-- + + [p.32] + + Il Suo cavallo mise nitriti, e via d'un salto si slanciò innanzi. E + dietro a lui precipitosa a fracasso tutta la salmeria; e un correre, + uno squittire di cani squinzagliati su e giú per mezzo a biade e + prunaie, per mezzo a ginestreti ed a stoppie. + + + Illuminata dal raggio mattutino della domenica, biancheggiava da alto + la cupola del duomo. Con tocchi distinti, con un rombar grave, le + campane festive chiamavano il popolo alla messa cantata. Di lontano + risonavano i cantici della turba divota de' cristiani. + + + E via via via, attraverso bivi e quadrivi veniva impetuosa la caccia: + e da per tutto erano gridi, «to to to, ciuee ciuee!». + + Ed ecco a destra, ecco a sinistra uscire un cavaliero di qui, un + cavaliero di lá. Il corridore del cavaliero a destra era nitido come + argento; del color del fuoco era quello che portava il cavaliero a + sinistra. + + + Chi era mai il cavaliero a destra, chi mai il cavaliero a sinistra? + Ben me lo presagisce il cuore, ma chi sieno non so. + + Il cavaliero a destra comparve in candido vestimento e con un volto + soave come la primavera. Il cavaliero a sinistra, orrendo e vestito + d'un fosco giallo, vibrava folgori dall'occhio come la tempesta. + + + --In tempo, in tempo giungeste! Ben venga ognuno di voi alla nobile + caccia! Né qui in terra, né su in cielo vi ha spasso piú caro di + questo.-- + + Egli cosí esclamò; e lieto fe' scoppiar la palma sull'anca; e toltosi + di testa il cappello, l'agitò su per l'aria. + + + --Mal si accorda il suono della tua cornetta alla squilla festiva ed + a' cantici del coro,--disse con placido animo il cavaliero a + destra.--Torna, torna in dietro: la tua caccia è mal augurata + quest'oggi. Cedi al consiglio dell'angelo buono, e non ti lasciar + traviare dal cattivo. + + + --Innanzi, innanzi, séguita su, séguita la tua caccia, o mio nobil + signore!--interruppe violento il cavaliero a sinistra. + + --Che ronzo di squilla? che clamore di coro? Ben piú vi fará allegri + la gioia della caccia. Io v'insegnerò quali trastulli si [p.33] + convengano a' principi. Non istate a dar, no, retta al costui + spauracchio. + + + --Ah sí, ben parli, o cavaliero a sinistra! Tu sei un eroe secondo il + cuor mio. Chi rifugge l'uscire a caccia, vada in malora a snocciolar + paternostri. A tuo dispetto, bacchettone scimunito, a tuo dispetto + voglio cavarmi la mia brama.-- + + + E via via via, fuor d'un campo, dentro un altro, su pel poggio, giú + per la china, sempre sempre gli venivano cavalcando stretti a' fianchi + il cavaliero a destra e il cavaliero a sinistra. Quand'ecco a un + tratto smacchiar di lontano un bianco cervo con corna di sedici + palchi. + + + Il conte raddoppiò il fiato alla cornetta, e piú veloci accorsero + d'ogni parte cavalieri e pedoni. Ed ecco, or di dietro or dinanzi, or + l'uno or l'altro de' seguaci stramazzare tramortito sul terreno per la + gran furia. + + --Stramazza pure, stramazza, al diavolo! Non per questo deve andar + guasto lo spasso de' principi.-- + + + La belva si accoscia in un campo di spighe e vi spera rifugio. Ecco un + povero contadino trarre innanzi umilmente e metter gemiti e lagrime: + + --Pietá, signor mio, pietá! Abbiate riguardo agli stenti, al sudore + del poverello.-- + + + Il cavaliero a destra galoppa innanzi, e con dolcezza e bontá + ammonisce il conte. Ma il cavaliero a sinistra lo infervora, lo + instiga all'oltraggio maligno. Il conte schernisce le ammonizioni del + cavaliero a destra e si lascia traviare dal cavaliero a sinistra. + + + --Via di qua, miserabile!--grida sbuffando terribile il conte al + povero aratore--o ch'io, per Satanasso! su te, su te dirizzo la + caccia. Olá, compagni! addosso addosso! dálli dálli! In segno che ho + giurato il vero, fategli fischiar le fruste sugli orecchi.-- + + + Detto fatto, il conte si scagliò furibondo al disopra la siepe; e + dietro a lui un bisbiglio, un rimbombo, e tutto quanto il traino + [p.34] con cani e cavalli e pedoni. E cani e pedoni e cavalli + pestavano i fusti del grano, sicché la campagna tutta era un polverio. + + + All'avvicinarsi di quello schiamazzo, spaventata, la belva, via via, + fuor d'un campo, dentro un altro, su pel poggio, giú per la china, + messa in fuga, inseguita, ma non arrivata, guadagna i piani del + pascolo comunale; e astuta si frammette alle mansuete mandre onde + salvarsi. + + + Ma di qua, di lá, per campagne e per boschi; di su, di giú, per boschi + e per campagne, i veltri la perseguitano e n'hanno tosto fiutata la + traccia. + + Il mandriano[4], pieno d'angoscia pel suo armento, si butta a' piedi + del conte. + + + --Pietá, signore, pietá! Fate di lasciare in pace queste mie povere + bestie mansuete. Ponete mente, signor mio, che qui pascolano le vacche + di tante povere vedove, che non hanno altra sostanza. Abbiate pietá + de' poveri. Misericordia, signor mio, misericordia!-- + + + Il cavaliero a destra galoppa innanzi, e con dolcezza e bontá + ammonisce il conte. Ma il cavaliero a sinistra lo infervora, lo + instiga all'oltraggio maligno. Il conte schernisce le ammonizioni del + cavaliero a destra e si lascia traviare dal cavaliero a sinistra. + + + --Ribaldo, temerario, che a me contrasti! Ah perché non sei tu + incarnato tu stesso nella migliore delle tue vacche, e in lei non è + incarnata altresí ognuna di quelle sgualdrine? Che gioia sarebbe + allora pel cuor mio lo incalzarvi tutti insieme a dirittura fino + all'altro mondo! + + + Olá, compagni! addosso addosso, dálli dálli! To to, qui qui, ciuee + ciuee ciuee!-- + + [p.35] + + E ciascuno de' cani s'avventò aizzato sul primo oggetto che gli si + parò innanzi. Insanguinato cadde a terra il mandriano, insanguinate + caddero l'una dopo l'altra le vacche. + + + A stento la belva si sottrae a quel macello, con sempre minor lena di + corso. Spruzzata di sangue, intrisa di bava, eccola prendere il cupo + della foresta e ripararvisi. Addentro addentro ella si inselva, e + viene a trovar nascondiglio nella cappella di un eremita. + + + Via via, senza posa mai.--To to, ciuee ciuee, to to to!--Allo scoppiar + delle fruste, all'abbaiare de' veltri, allo squillare dei corni la + schiera feroce anche colá si precipita. + + Il santo eremita uscí della cappelletta e si fece incontro con mite + scongiuro. + + + --Rimanti, rimanti, abbandona la traccia. Non profanare l'asilo di + Dio. + + La creatura manda gemiti al cielo e implora da Dio il gastigo tuo. + Lasciati per l'ultima volta ammonire, o la tua empietá ti trarrá in + perdizione.-- + + + Sollecito il cavaliero a destra galoppa innanzi, e con dolcezza e + bontá ammonisce il conte. Ma il cavaliero a sinistra lo infervora, lo + instiga all'oltraggio maligno. E, oh Dio! ad onta delle ammonizioni + del cavaliero a destra, egli si lascia traviare dal cavaliero a + sinistra. + + + --Che empietá, che perdizione parli tu mai? Forse--grida egli,--forse + che la mi spaventa gran fatto? Questa mia caccia, dovessi io anche + vederla spinta fino al terzo cielo, che rileva, che monta a me? Sí, + per Dio! vo' proseguirla, voglio sbramarmi. E sia pure a dispetto di + te, o scimunito, e a dispetto di Dio.-- + + + Egli mena vibrata la frusta, dá fiato alla cornetta.--Olá, compagni, + addosso addosso! dálli dálli!-- + + Oh Dio! Ecco in un tratto spariscono innanzi a lui ed eremita e + cappelletta; spariscono dietro a lui e cavalli e pedoni. E in un + batter d'occhio, e fracassi e suoni ed urli di caccia, tutto tutto + ingoia un silenzio di morte. + + [p.36] + + Atterrito il conte gira lo sguardo; dá fiato alla cornetta, e la + cornetta non rende suono; mette un grido, e non ha piú sentore della + propria voce; vibra la frusta, e la frusta non fischia; sprona l'un + fianco e l'altro al destriero, né può cavalcare innanzi o retrocedere. + + + E subito intorno a lui un buio, e piú e piú sempre un buio, come di + sepolcro; ed un mugghiare, come di marina lontana. Su alto per l'aria, + al di sopra del suo capo, una voce di tuono grida tremenda con furor + di burrasca questa sentenza: + + + --O tiranno, o indole d'inferno, che insolentisci contro Dio, contro + gli uomini, contro ogni cosa! Il singulto, il gemito della creatura e + la tua iniquitá ti hanno citato a gran voce innanzi al tribunale, lá + su dove arde la fiaccola della vendetta. + + + Fuggi, empio, fuggi. E sia tu da qui innanzi per tutta l'eternitá + perseguitato tu stesso in caccia dall'inferno e dal demonio. E sia + spavento, questo, de' principi d'ogni secolo che, a saziare le loro + voglie scellerate, non perdonano né a Creatore né a creatura.-- + + + A queste parole un bagliore giallo come zolfo guizza intorno alle + frondi della foresta. Via via per l'ossa e per le midolle discorre al + conte l'angoscia. Una vampa gli opprime il respiro. Stordisce e non + ode piú nulla. Innanzi, tutto gli soffia sul viso gelo e terrore; e + alla nuca lo insiegue il fischio della bufera. + + + Cresce il soffio del terrore, cresce il fischio della bufera; e su + dalla terra, oh spavento! ecco un pugno negro emergere, giganteggiare. + Apresi, stringe gli artigli; ahi! ahi! giá lo abbranca pel ciuffo; + ahi! ahi! travolta in un attimo la faccia del conte, sovrasta alle + spalle di lui. + + + Intorno intorno a lui un corruscar di faville e di fiamme verdi, brune + e sanguigne. Un mar di fuoco presso presso gli ondeggia d'ogni lato; e + dentro vi brulica la ciurma infernale. In un subito mille veltri + infernali prorompono aizzati a fracasso su dalla voragine. + + [p.37] + + Via precipitoso egli si scaglia attraverso i boschi, attraverso la + campagna; e fugge mettendo lai e ululati.--Ahi, me misero! misero!-- + + Ma per tutto l'ampio mondo lo perseguita il latrar dell'inferno, di + giorno giú per le caverne della terra, a mezzanotte su in alto per + l'aria. + + + La faccia di lui sovrasta perpetuamente alle spalle, ond'egli abbia + perpetuamente la veduta de' mostri che lo inseguono. E per quanto + rapida la fuga lo strascini innanzi, incitato dagli urli dello spirito + cattivo, gli bisogna mirare perpetuamente il digrignar dei denti e lo + spalancarsi delle fauci ringhiose che gli stanno sopra per azzannarlo. + + + Tale è la caccia della ciurma feroce; e dura e durerá fino al dí del + giudizio. Spesso nella notte ella passa innanzi al vagabondo a + spaventarlo e inorridirlo. E testimonianza ne potrebbe far tuttavia la + lingua d'assai cacciatori, se per altre ragioni non convenisse a loro + il silenzio[5]. + + +La favola di questo romanzo è tratta da una tradizione popolare in +Germania; però è un soggetto bello ed opportuno per un poeta tedesco. +Ivi il popolo la crede vera; e da questa opinione acquistandosi fede +il poeta, ha potuto a suo talento far piangere e tremar di terrore i +suoi lettori. I costumi, ch'egli ha dipinti, sono o costumi de' suoi +tempi, o costumi moderni e notissimi al popolo: quindi sempre maggiore +l'interesse, e sempre piú aumentata la fede. + +Ma noi, lettori italiani, non abbiamo come i tedeschi quella +tradizione. E, a volere reputar vera o verisimile la catastrofe del +_Cacciatore feroce_, ci bisognerebbe uno sforzo d'immaginosa +superstizione. Ora, che che ne dicano gli stranieri, siamo, noi +italiani, dotati di tanta superstizione? La religione nostra ben ci +farebbe tenere come racconto verisimile che Dio avesse castigata +severamente la ferocia del cacciatore. Ma il castigo strano [p.38] ed +incessante su questa terra piuttosto che nell'inferno, noi non lo +crederemmo, perché non abbiamo esempi consimili da paragonargli. Ben è +vero che nella novella ottava della Giornata quinta del +_Decamerone_ noi leggiamo di una pena sull'andare di questa, +benché per colpa tutt'altra. Ma quella storia non è creduta piú in +Italia, e forse non era tradizione indigena qui neppure a' tempi del +Boccaccio, che probabilmente la tolse ad imprestito dal monaco +francese Elinando, scrittore del 1200, e di suo capriccio la +traspiantò nella pineta di Ravenna. + +Oltrediché noi non viviamo sulla sponda del Reno. La ingiustizia +feudale e l'insultante privilegio delle cacce riservate ai nobili sono +mali che noi ora non proviamo. La narrazione di sciagure +contemporanee, alle quali noi non partecipiamo, non sará davvero udita +con indifferenza; ma non ci commoverá tanto quanto i tedeschi. L'uomo +non può pensare all'uomo lontano e posto in circostanze diverse dalle +sue con quell'interesse medesimo, con cui egli pensa a se stesso ed a' +vicini. Le lagrime del povero contadino, l'angoscia del mandriano, la +pace dell'eremita profanata ci faranno pietá. Ma questa pietá, +paragonata con quella de' tedeschi, sará minore d'assai; come il +batticuore di noi europei mediterranei è minore di quello degli onesti +fra gli abitanti delle colonie al rammentare la compassionevole tratta +dei negri. Discendendo giú per questa scala di compassioni +decrescenti, si giunge fino a quel grado di affanno leggiero leggiero, +con cui noi viventi del secolo decimonono ascoltiamo le sventure degli +Atridi, de' Tiestei e de' Priamidi. + +Cessate anche in Germania parte delle prepotenze feudali, variate +anche alcune costumanze, mille memorie nondimeno di luogo e di nomi, +mille affinitá di patria e di famiglie richiameranno la storia di +quelle alla mente de' tedeschi, e per lunghissimi secoli. Cosí, e per +le stesse ragioni, le sciagure che afflissero anticamente i padri +nostri in Italia, quantunque non piú le medesime che proviamo noi, +pure percuoteranno l'animo nostro con bastante vigore, ricordandole +poeticamente. E come le iniquitá, a modo d'esempio, de' nostri +Visconti non sarebbero mai sentite tanto fortemente da' lettori +tedeschi quanto [p.39] dagli italiani, cosí la storia del +_Cacciatore feroce_ non lo sará, temo, da noi quanto da loro. + +Non so indurmi a dar l'ultimo addio al _Cacciatore feroce_, se +prima non fo qualche cosa a onore e gloria de' commentatori e della +consuetudine loro. Sappi dunque, o figliuolo, d'un pezzo di poesia +italiana che ha qualche sorta di cognazione con questo del Bürger. + +Erasmo di Valvasone, verso la fine del canto terzo del suo poema _La +caccia_, raccomanda a' cacciatori di non uscire mai alla campagna +sprovveduti di una messa sentita e dell'aiuto invocato di tutti i +santi. E per ispaventare gli scapestrati, reca in mezzo la mala +ventura di un certo Terone, ch'egli stesso, il poeta, dice d'aver +conosciuto. Terone, mentre viveva giovinetto lungo la riva del nativo +Tagliamento, era gran cacciatore e persona divota; e Dio l'aveva +scampato sempre d'ogni pericolo. Fatto adulto, viaggiò tutta la +Germania e v'imparò altri costumi. Tornò a casa, e non usò piú né a +messe né a chiese. Un cignale orribile metteva a guasto ed a spavento +la campagna d'Aquilea: però una caccia generale fu bandita per tal +domenica. Infinite genti v'intervennero, e Terone anch'egli, come il +feritore piú certo. La comitiva si recò sull'alba al tempio e non +n'uscí che benedetta dal sacerdote. Terone solo si rimase, schernendo +il rito. La caccia ha principio: la belva si appiatta in un pantano; è +scoperta; i cacciatori le sono addosso. Ma impaurito si arretra +ognuno. Solo a Terone il cuore non batte di paura. Egli bestemmia la +viltá de' compagni, bestemmia la lor divozione, bestemmia Dio; e si +avventa alla fiera. Quella, come mossa dalla divina vendetta, sdegna +ogni altro nemico e si scaglia su Terone, né lo lascia che dopo di +avergli tolto e ardimento e vita. Dismessa poi la ferocia, anch'essa, +la fiera, viene ad offrirsi da sé a' colpi de' cacciatori, e cade +morta. E il poeta, che sente oramai stracco il suo colascione, dá fine +al canto con un paio di versi, tutti novitá di pensiero, tutti +eleganza di modi: + + Imparate giustizia, o genti umane, + e non spregiar le deitá sovrane. + +[p.40] Virgilio glieli perdoni. E tu perdona a me se ti ho fatto +ingozzare tutto questo episodio. Quel poema della _Caccia_ so che +non lo hai letto mai, né lo leggerai forse, benché stampato fra i +_Classici italiani_; del che non vorrò biasimarti. Ma a' +discendenti di quegli eruditi che, zelanti della loro Italia, seppero +trovare l'origine italiana del _Paradiso perduto_ del Milton, io +regalo questo bel pezzo del museo Valvasoni, insieme alla novella +ottava della Giornata quinta del _Decamerone_, affinché ne +compongano un solo manicaretto, e ne estraggano la quintessenza, e se +la bevano; poi, con una predica scritta sugosamente, sul fare, per +esempio, delle orazioni di monsignore Della Casa, escano a ridomandare +le sostanze che sono di nostro diritto, mostrando come in Italia +v'abbia la semenza di tutto e come, in fine del conto, gli stranieri +non si facciano pavoni che con le penne nostre. + +Quella novella, per altro, del Boccaccio, a dirla tra di noi, è una +grande infamia. Volere che la giustizia di Dio punisca di ripetute +morti acerbissime una donna, perché costantemente ricusò di amare! E +che diritto aveva Guido degli Anastagi, che diritto hanno gli uomini +qualunque sul cuore femminino? È forse uno de' comandamenti per la +femmina il cedere alle voglie di chi la prega d'amore? Se Guido degli +Anastagi s'era ammazzato, peggio per lui! L'amore è una passione +spontanea che vive di libertá. E la donna, che si ostina a dirmi di +no, mi fará infelice; ma della mia infelicitá ella non può essere né +accusata né condannata da legge veruna. La massima che le donne sieno +in obbligo di riamare chi le ama, è uno de' sofismi usati da' +seduttori. Limitandola anche al caso di amore onesto, cioè +accompagnato dall'intenzione di strigner nozze, è una massima che fa a +pugni colla dottrina de' cristiani; attesoché ella reputa stato di +perfezione la castitá del celibato. E per chi scriveva egli, il +Boccaccio, se non per gente cattolica? + +Pedanti e non pedanti hanno biasimato il Sannazaro, perché, non +contento egli di avere giá sparso bastantemente di erudizioni +mitologiche antiche tuttoquanto il suo poema sulla nascita di Gesú +Cristo, _De partu Virginis_, abbia poi voluto introdurvi [p.41] +anche, come enti contemporanei ed operanti, le naiadi e le driadi. Ma +l'errore del Sannazaro non è egli forse meno grave di cotesto del +Boccaccio? Non è egli peggio forse il falsare la morale della +religione che uno introduce nel suo componimento, di quello non sia +l'unirvi alcune invenzioni eterogenee, col solo, innocente e manifesto +proposito di sbizzarrirsi in fantasie poetiche? + +Basterebbe che questa infame novella della pineta di Ravenna venisse +creduta vera a' dí nostri e lodata in Italia, perché fosse data vinta +la causa a quegli stranieri che ci mandano titolo di vendicativi, di +feroci, di superstiziosi e di poco religiosi nel cuore. Ma come è vero +che noi non siamo cosí tristi, nessuno in Italia vorrebbe oggi avere +scritto egli quel vituperio della pineta. E Dio lo tolga dalla memoria +fino de' bibliotecari! + +Leggi ora, figliuolo mio, la traduzione della _Eleonora_. + + ELEONORA. + + Sul far del mattino Eleonora sbalzò su, agitata da sogni + affannosi:--Sei tu infedele, o Guglielmo, o sei tu morto? E fino a + quando indugerai?-- + + Egli era uscito coll'esercito del re Federigo alla battaglia di Praga, + e non aveva scritto mai se ne fosse scampato. + + + Stanchi delle lunghe ire, il re e l'imperatrice ammollirono le feroci + anime, e finalmente fecero pace. Ed ogni schiera, preceduta da inni, + da cantici, dal fragore de' timpani, da suoni e da sinfonie, adornata + di verdi rami, si riduceva alle proprie case. + + + E da per tutto, da per tutto, sulle strade, sui sentieri, giovani e + vecchi traevano incontro ai «viva» d'allegrezza de' vegnenti.--Sia + lode al cielo!--esclamavano fanciulli e mogli.--Ben + venga!--esclamavano assai spose contente. + + Ma, oh Dio! per Eleonora non v'era né saluto né bacio. + + + Ella di qua, di lá cercò tutto l'esercito, dimandò tutti i nomi. Ma + fra tanti reduci non uno v'era che le desse ragguaglio. [p.42] + Oltrepassate che furono da ultimo tuttequante le schiere, ella si + stracciò la nera chioma[6], e furibonda si buttò sul terreno. + + + Accorse precipitosa la madre.--O Dio, misericordia! Che hai, che + t'avvenne, figlia mia cara?--E se la serrò fra le braccia. + + --O madre, madre! È perduto, è morto. Or vada in rovina il mondo, e + tutto vada in rovina! Non ha misericordia Iddio. Ahi me misera! + misera! + + + --O Dio, ne assisti! Misericordia, o Signore! Di', figlia mia, di' un + paternostro. Quello che è fatto da Dio è ben fatto. Egli sí, Iddio è + pietoso di noi. + + --O madre, madre! Tutte illusioni. Nulla di bene ha fatto per me il + Signore! nulla. Che giovarono, che giovarono le mie orazioni? Oramai + non n'è piú bisogno. + + + --O Dio, ne assisti! Chi in Dio riconosce il nostro padre sa ch'egli + soccorre a' figliuoli. Il santissimo Sacramento metterá calma al tuo + affanno. + + --O madre, madre! Questo incendio che m'arde non v'ha Sacramento che + me lo calmi. Non v'ha Sacramento che restituisca a' morti la vita. + + + --Ascoltami, o cara; e se quell'uom falso, lá lontano nell'Ungheria, + avesse rinnegata la fede per isposarsi ad altra donna? No, cara, non + pensar piú a quel suo cuore. E neppure egli se ne troverá contento. + Quando un giorno l'anima verrá a separarsi dal corpo, lui trarrá nelle + fiamme il suo spergiuro. + + --O madre, madre! Non è piú, non è piú; egli è perduto, perduto per + sempre. La morte! altro non mi resta che la morte! Oh! non fossi io + nata mai! Spegniti, luce mia, spegniti in perpetuo. Muori, muori + sepolta nella notte e nell'orrore! No, non ha misericordia Iddio. Ahi + me misera! misera! + + + --O Dio, ne assisti! Non voler, no, entrare, o Dio, in giudizio contra + la povera tua creatura. Ella non sa quel che la sua lingua si [p.43] + dica: non tener conto de' peccati di lei. Dimentica, figliuola mia, + dimentica la tua afflizione terrena; pensa al Signore, pensa alla + beatitudine eterna; e t'assicura che non verrá meno lo sposo all'anima + tua. + + + --E che è mai, o madre, la beatitudine eterna? che mai, o madre, è + l'inferno? Con lui, con lui è beatitudine eterna; e senza di Guglielmo + non v'ha che inferno. Spegniti, luce mia, spegniti in perpetuo: muori, + muori sepolta nella notte e nell'orrore! Senza di lui, né sulla terra + né fuori della terra posso aver pace io mai.-- + + + Cosí a lei nella mente e nelle vene infuriava la disperazione. Piú e + piú continuò temeraria ad accusare la provvidenza di Dio; si percosse + il seno, si storse le mani, fino al tramonto del sole, fino + all'apparire delle stelle auree per la vòlta del cielo. + + + Quand'ecco, trap trap trap, un calpestio al di fuori come una zampa di + destriero; e strepitante nell'armadura smontare agli scalini del + verone un cavaliere. E tin tin tin, ecco sfrenarsi pian piano la + campanella dell'uscio; e da traverso l'uscio venire queste distinte + parole: + + + --Su su! Apri, o mia cara, apri. Dormi tu, amor mio, o sei desta? Che + intenzioni sono ancora le tue verso di me? Piangi o sei lieta? + + --Oh cielo! Tu, Guglielmo? Tu... di notte.., cosí tardi?.. Ho pianto, + ho vegliato. Ahi misera! un grande affanno ho sostenuto... E donde + vieni tu cosí a cavallo? + + + --Noi non mettiamo sella che a mezzanotte. Lungo viaggio cavalcai a + questa volta, fino dalla Boemia. Tardi ho preso il cammino, tardi: e + voglio condurti meco. + + --Ah Guglielmo! Entra prima qua dentro un istante. Su presto! Il vento + fischia ne' roveti. Entra, vieni, cuor mio carissimo, a riscaldarti + fra le mie braccia. + + + --Lascia pure che il vento fischi fra i roveti: lascialo fischiare, + anima mia, lascialo fischiare. Il mio cavallo morello raspa; il mio + sprone suona. In questo luogo non m'è concesso alloggiare. Vieni, + succingiti, spicca un salto e géttati in groppa al mio morello. [p.44] + Ben cento miglia mi restano a correre teco quest'oggi per arrivare al + letto nuziale. + + + --Oh cielo! E tu vorresti in questo sol giorno trasportarmi per cento + miglia fino al letto nuziale? Odi come romba tuttavia la campana: le + undici sono giá battute. + + --Gira, gira lo sguardo. Vedi, fa un bel chiaro di luna. Noi e i morti + cavalchiamo in furia. Oggi, sí quest'oggi, scommetto ch'io ti porto + nel letto nuziale. + + --E dov'è, dimmi, dov'è la cameretta? E dove, e che letticciuolo + nuziale è il tuo? + + --Lontano, lontano di qui..., in mezzo al silenzio..., alla + frescura..., angusto... Sei assi... e due assicelle... + + --V'ha spazio per me? + + --Per te e per me. Vieni, succingiti, spicca un salto e géttati in + groppa. I convitati alle nozze aspettano; la camera è giá schiusa per + noi.-- + + + La vezzosa donzelletta innamorata si succinse, spiccò un salto, snella + si gittò in groppa al cavallo, e con le candide mani tutta si + ristrinse all'amato cavaliere. E arri arri arri! salta salta salta; e + l'aria sibilava rotta dal gran galoppare. Sbuffavano cavallo e + cavaliere, e sparpagliavansi intorno sabbia e scintille. + + + A destra e a sinistra, deh, come fuggivano loro innanzi allo sguardo e + pascoli e lande e paesi! come sotto la pesta rintronavano i ponti! + + --E tu hai paura, o mia cara? Vedi bel chiaro di luna! Arri arri! I + morti cavalcano in furia. E tu, mia cara, hai paura de' morti? + + --Ah no! Ma lasciali in pace i morti.-- + + + Da colaggiú qual canto, qual suono mai rimbombò? che svolazzare fu + quello de' corvi?... Odi suono di squille, odi canto di morte! + «Seppelliamo il cadavere». + + Ed ecco avvicinarsi una comitiva funebre, e recar la cassa e la bara + de' morti. E l'inno somigliava al gracidar dei rospi negli stagni. + + + --Passata la mezzanotte, seppellirete il cadavere con suoni e cantici + e compianti. Ora io accompagno a casa la giovinetta mia [p.45] sposa. + Entrate meco, entrate al convito nuziale. Vieni, o sagrestano, vieni + col coro e precedimi intuonando il cantico delle nozze. Vieni, o + sacerdote, vieni a darci la benedizione, prima che ci mettiamo a + giacere.-- + + + Tace il suono, tace il canto; la bara sparí. E obbedienti alla + chiamata, quelli correvano veloci, arri arri arri! lí lí sulle peste + del morello. E va e va e va; salta salta salta; e l'aria sibilava + rotta dal gran galoppare. Sbuffavano cavallo e cavaliere, e + sparpagliavansi intorno sabbia e scintille. + + + Deh, come fuggivano a destra, come a sinistra fuggivano, e montagne e + piante e siepi! Come fuggivano a sinistra, a destra, e ville e cittá e + borghi! + + --E tu hai paura, o mia cara? Vedi bel chiaro di luna! Arri arri arri! + I morti cavalcano in furia. E tu, mia cara, hai paura de' morti? + + --Ahi misera! Lasciali in pace i morti.-- + + + Ecco ecco; lá sul patibolo, al lume incerto della luna, una ciurma di + larve balla intorno al perno della ruota![7]. + + --Qua qua, o larve. Venite, seguitemi. Ballateci la giga degli sposi + quando saliremo in letto.-- + + + E via via via, le larve gli stormivano dietro a' passi, come turbine + che in una selvetta di nocciuoli stride frammezzo all'arida frasca. E + va e va e va, salta salta salta; e l'aria sibilava rotta dal gran + galoppare. Sbuffavano cavallo e cavaliere, e sparpagliavansi intorno + sabbia e scintille. + + + Ogni cosa che la luna illuminava d'intorno, deh, come ratto fuggiva + alla lontana! Come fuggivano e cieli e stelle al disopra di lui! + + --E tu hai paura, o mia cara? Vedi bel chiaro di luna! Arri [p.46] + arri arri! I morti cavalcano in furia. Ed hai tuttavia paura de' + morti, o mia cara? + + --Ahi me misera! Lasciali in pace i morti. + + + --Su su, o morello! Parmi che il gallo giá canti. Fra poco il sabbione + sará omai tutto trascorso. Su, morello, morello! Al fiuto sento giá + l'aria del mattino... Di qua, o morello, caracolla di qua... Finito, + finito abbiamo di correre. Eccolo che s'apre il letto nuziale. I morti + cavalcano in furia. Eccola, eccola la mèta.-- + + + Impetetuoso s'avventò a briglia sciolta contra un cancello di ferro. + Ad uno sferzar di scudiscio toppa e chiavistello gli si spezzarono + innanzi, e le ferree imposte cigolando si spalancarono. Il destriero + drizzò la foga su per le sepolture. E al chiaror della luna tutto + biancheggiava di monumenti. + + + Ed ecco, ecco in un subito, portento, ahi, spaventoso! Di dosso al + cavaliere ecco a brandelli a brandelli cascar l'armatura, com'esca + logorata dagli anni! In teschio senza ciocche e senza ciuffo, in + teschio ignudo ignudo gli si convertí il capo, e la persona in + ischeletro armato di ronca e d'oriuolo. + + + Alto s'impennò e inferocí sbuffando il morello, e schizzò scintille di + fuoco. E via eccolo sparito e sprofondato disotto alla fanciulla; e + strida e strida su per l'aere; e venir dal fondo della fossa un + ululato!... A gran palpiti tremava il cuore d'Eleonora e combatteva + tra la morte e la vita. + + + Allora sí, allora sotto il raggio della luna danzarono a tondo a tondo + le larve; ed intrecciando il ballo della catena, con feroci urli + ripetevano questa nenia:--Abbi pazienza, pazienza, s'anche il cuore ti + scoppia. Con Dio no, con Dio non venir a contesa. Eccoti sciolta dal + corpo... Iddio usi all'anima misericordia!-- + + +A differenza della prima, la favola di questo secondo romanzo, a quel +ch'io sappia, è tutta invenzione del poeta. Parrebbe dunque che, non +sostenuta da una tradizione, l'Eleonora non dovesse trovare né fede né +applausi neppure in Germania. E nondimeno è noto come ella sia colá la +lodatissima delle poesie del Bürger. A che ascriveremo noi questo? + +[p.47] + +I popoli colti d'una parte della Germania, pe' quali il Bürger +cantava, sono inclinati all'entusiasmo. Avidi essi di emozioni, non +aspettano che quelle vengano di per sé; ma per ottenerne, si aiutano +fin anche del meditare. Il bisogno fortissimo di emozioni nasce in +loro, se mal non veggo, per la mancanza di una continua varietá di +oggetti esteriori che possa occuparli e muoverne gli animi +piacevolmente. E questa mancanza è prodotta dalle circostanze +politiche, da quelle del clima, della geografia loro e della loro vita +sociale. Ma le circostanze medesime, se per un riguardo gli offendono, +servono per un altro a rinforzare notabilmente la loro riflessione, +allorché la noia gli obbliga a concentrarsi in se stessi, a ripiegarsi +nell'animo proprio, onde provarne il moto che li faccia accorti +dell'esistenza. Educati cosí alla meditazione, non di rado giungono +essi a scoprire qualche lato importante e patetico nelle cose, in cui +sguardo superficiale nol vede. Tosto che l'hanno adocchiato, eglino vi +si affezionano e s'infervorano; e l'amore di una parte tira seco +l'amore del tutto. + +Con ciò viene a spiegarsi per noi da che provenga l'affettazione di +certo «sentimentalismo» che governa spesso il discorso de' romanzieri +del nord, e che male è imitato da' romanzieri di Francia, e mal +sarebbe da que' d'Italia; perché posa su pensieri ed affetti che non +sono sentiti in Francia e in Italia né da chi scrive né da chi legge. +Quante volte l'uomo del nord, viaggiando in Italia, non fa egli +strabiliare gli ospiti suoi, parlando ogni tratto di sensazioni +domestiche, di piaceri segreti dell'animo, di simpatie recondite, di +compassioni prodigalizzate a un fiorellino del campo, di lagrime +sparse per pietá di un asinello defunto, di memorie lugubri suscitate +in lui dalla menoma novitá di nugoloni colorati! Pare a noi che egli +allora monti sull'ippogrifo. Eppure chi sa che per lunga assuefazione +egli non abbia il cuore, troppo piú che noi non ci figuriamo, pronto a +palpitare per tante fantasie? + +A quelle docili immaginazioni bastò quindi pensare che la finzione +dell'Eleonora era omogenea ed analoga alle tradizioni popolari, perché +a lei anche estendessero il vero di opinione [p.48] che quelle hanno. +La stravaganza del tutto non nocque allora piú all'effetto delle +parti. E siccome le parti sono bellissime, l'approvazione e +l'ammirazione vennero di per sé. + +Noi popoli piú meridionali, circondati dalla pompa della natura e +dalla perpetua successione delle sue infinite lusinghe, non abbiamo +mestieri di andare in traccia di emozioni per sentire la vita. Noi +aspettiamo che quelle ci riscuotano come a viva forza; ma non ci +curiamo di promuoverle noi col nostro entusiasmo. Di qui, piú che +lettori appassionati, noi riesciamo critici freddi. E prima di dare +una lagrima alle sventure di Eleonora, noi metteremo sul bilancino i +gradi di verisimiglianza che ha la storia della fanciulla, e non li +pagheremo della nostra credenza che grano per grano. + +Forse, e bada bene che tiro a indovinare e non altro, forse gli +abitanti d'una parte della Germania, de' quali ho parlato fin qui, +hanno, o nel fondo del cuore o dentro la mente, piú religione che noi +non abbiamo[8]. Forse, avvezzati essi dalle sètte e dalla necessitá +delle controversie a meditare i dogmi della religione, come noi a +prestarle fede senza meditazioni, hanno talmente inclinati i pensieri +a lei, che tuttoquanto partecipa dello spirito del cristianesimo essi +lo sentono di primo tratto, qualunque sia l'oggetto che gli occupi, +qualunque sia lo stato dell'animo loro. Quindi è forse che il tedesco, +leggendo il romanzo dell'_Eleonora_, lascia bensí che il cuore di +lui si pieghi a compassione delle sventure della fanciulla; ma +immediatamente corre colla idea all'enormitá del peccato commesso da +lei nel rinnegare la provvidenza di Dio. Associata a quella idea +eccoti subito l'altra: che ogni vendetta di Dio, per quanto fiera ella +sembri a umano intendimento, non può mai aggiungere a tanto da +pareggiare l'immensitá del delitto di cui si fa reo chi offende Dio di +qualsivoglia maniera. Mesci ora insieme il sussidio delle idee +religiose alla somiglianza che la favola della _Eleonora_ dicemmo +avere colle tradizioni popolari in Germania; e vedi come [p.49] il +tedesco s'induca ad essere liberale di credenza verso la catastrofe +del romanzo. Nell'animo di lui direi quasi che il sentimento massimo +sará quello dell'enormitá del peccato e della maestá di Dio irritata, +e che la compassione per gli affanni amorosi della fanciulla non sará +che un sentimento concomitante. + +Se l'Italia leggente fosse composta di uomini tutti profondamente +studiosi della loro religione, forse l'_Eleonora_, scendendo tra +di noi, non verrebbe a capitare in terra straniera affatto. Ma +quantunque in Italia v'abbiano teologi eruditissimi, io temo che il +piú degli italiani, ancorché cattolici di buona fede, non si siano +addimesticati tanto coi dogmi della loro religione da salvare per +questi una costante reminiscenza in tutte le loro sensazioni. Il +lettore teologo, anche in mezzo alle seduzioni della poesia, anche +sbattuto dai palpiti ch'ella produce, stará fermo alle dottrine da lui +conosciute e professate, e stabilirá tosto relazioni tra quelle e ciò +ch'ei legge. Un lato della sua mente egli lo tiene vergine sempre di +tutt'altri pensieri, salvo i religiosi. Però egli sentirá il +maraviglioso e il terribile del romanzo dell'_Eleonora_; e l'idea +della divinitá oltraggiata e della severitá onnipossente, che procede +dalla giustizia di Dio, gli ingombrerá tanto l'anima, da lasciargliene +una parte ben poca in preda ad altre riflessioni e ad altri affetti. +Pieno di spavento, egli chinerá il capo innanzi a Dio; ripeterá +anch'egli la nenia delle larve, e finirá esclamando:--Salvami, o +Signore, salvami dall'offenderti!-- + +Ma avremo, noi, lettori teologi molti? O io m'inganno, o tra di noi +sará maggiore il numero di quelli che, facili a scusare negli altri le +passioni perché le vorrebbono scusate a se medesimi, si lasceranno +andare alla pietá, come al sentimento piú repentino per essi. Cedendo +all'impeto delle prime impressioni cagionate dalle miserie d'Eleonora, +e non interrogando gran fatto il sentimento religioso, che in essi, a +differenza de' tedeschi, riescirá il meno forte, eglino, parmi, +diranno cosí:--Una povera vergine innamorata, disperante della vita +del suo sposo futuro, inasprita dal peso della disgrazia e della +importunitá dei consigli di una vecchia assiderata, perché nell'impeto +[p.50] del dolore (e che dolore!) si lasciò fuggire di bocca la +rinnegazione della provvidenza, meritava ella di essere sepolta viva? +meritava che il ministro dell'ira di Dio fosse quello stesso amante +per cui ella aveva spasimato tanto? meritava che questi alla gelata +indifferenza dovesse anche aggiungere la crudeltá della ironia, e +continuarla fino all'ultimo della vita? Se dopo lunghe macchinazioni, +ella fredda fredda avesse per avarizia piantato un coltello nel petto +al padre e strozzata la madre, le starebbe bene questo ed ogni altro +rigore di pena; ma nel delirio dell'amore... per una parola +inconsiderata... tanto supplizio! No, non può essere. Il Dio nostro è +il Dio della misericordia. Tratto a doverci visitare nell'ira sua, +egli guarda pur sempre all'intenzione del peccatore, e distingue il +delirio d'una passione innocente dalla gelida, ostinata empietá. +Eleonora ha peccato. Ma qual proporzione qui tra 'l peccato e la pena? +No no, la storia d'Eleonora non è credibile. È una invenzione nera +nera che mette ribrezzo; è una favola da nutrici che non è +raccomandata da verisimiglianza veruna, e che non meritava neppure una +sola delle nostre lagrime.-- + +Davvero io non torrei a difendere innanzi al Santo offizio +l'ortodossia di chi ragionasse cosí. Davvero sono persuaso che +qualunque persona trascorresse a discorsi siffatti, dopo piú mature +considerazioni, se ne disdirebbe. Ma fattili una volta, e rovinato con +ciò l'effetto primo di questa poesia, come trovarla bella dappoi? come +gradir bene dappoi ciò che sulle prime n'è venuto in fastidio? E che a +molti si aggireranno pel capo pensieri consimili a questi ch'io portai +qui sopra, oserei scommetterlo. Non mi dorrebbe di rimanere perdente; +anzi 'l desidero. + +Ad ogni modo in entrambi questi romanzi, e piú nel secondo, v'ha +qualche cosa di magico che non si lascia definire. Ed io conosco +uomini in Italia che, capaci quant'altri di esercitare la critica, +pure fu loro necessitá metterla in silenzio, perché sentivansi l'anima +strascinata dalla prepotenza del terribile, intenerita dal patetico +che regna in questi componimenti. E la monotonia stessa, che qua e lá +il poeta vi sparse, rendeva piú profonda e piú perseverante la +commozione. [p.51] Dopo un esperimento siffatto, io credo di potere +rispondere a te che in Italia altri rideranno freddamente di questi +due romanzi; altri diranno essere un peccato l'avere arricchito di +tanta poesia argomenti da non trattarsi; ed altri si trasporteranno +alle circostanze del popolo per cui furono scritti, ed assumendone le +opinioni e l'entusiasmo, divideranno con lui la pietá, la maraviglia e +il terrore. Parmi che gli ultimi, comeché pochi forse, mostreranno +indole più poetica. + +In quanto a te, se mai ti nascesse voglia di scrivere romanzi in +Italia sul fare di questi, va' cauto e fa' di non lasciarti traviare +in soggetti non verisimili, quando essi siano tolti di peso dalla +fantasia tua. Ché se l'argomento ti viene prestato da una storia +scritta o da una tradizione che dica:--Il tal fatto è accaduto +così,--e tu senti che comunemente è creduto così, allora non istare ad +angariarti il cervello per timore d'inverisimiglianze, da che tu hai +le spalle al muro. Però nella scelta siati raccomandato d'attenerti +piú volentieri ai soggetti ricavati dalla storia che non agli ideali. +Né ti fidare molto a quelle tradizioni che non escirono mai del +ricinto d'un sol municipio, perché la fama tua non sarebbe che +municipale: del che non ti vorrei contento. + +Finalmente, se i due componimenti del Bürger che ti stanno ora +innanzi, e che furono immaginati per la Germania e proporzionati a +que' lettori, non piaceranno universalmente in Italia, bada bene a non +inferire da questo che la letteratura tedesca sia tutta incompatibile +col gusto nostro. Vi hanno in Germania componimenti moltissimi fondati +su maniere e su geni comuni a' tedeschi, a noi ed al resto dell'Europa +colta. E il dire che un po' piú un po' meno di lucidezza di sole renda +affatto opposte tra di loro le menti umane, ed inaccordabili +onninamente le operazioni intellettuali di chi vive tre mesi fra le +nebbie con quelle di chi ne vive sei, è puerilitá tanto piú ripetuta +quanto ella è piú facile a dar vita ad un meschino epigramma. Se ne' +greci e ne' latini troviamo cose ripugnanti al genio della poesia +italiana e le confessiamo, perché infastidirci se ne' francesi, negli +spagnuoli, negli inglesi e ne' tedeschi ne scopriamo parimenti [p.52] +che vogliono da noi rifiutarsi? O legger nulla o legger tutto fa +d'uopo. Però io, portando opinione che il secondo partito sia da +scegliersi, credo che anche lo studio del _Cacciatore feroce_ e +della _Eleonora_ sará utile in Italia, perché mostra da quali +fonti i valenti poeti d'una parte della Germania derivino la poesia +applaudita nel loro paese. Cercarono essi con somma cura di prevalersi +di tutte le passioni, di tutte le opinioni, di tutti i sentimenti de' +loro compatriotti, e trovarono cosí argomenti che vincono l'animo +universalmente. + +Facciamo lo stesso anche noi. E la poesia italiana si arricchirá di +nuove bellezze, talvolta originali molto, e sempre caratteristiche del +secolo in cui viviamo. Cosí vedremo moltiplicarsi i soggetti moderni e +riescir belli e graditi quanto il _Filippo_, il _Mattino_, +la _Basvilliana_ e l'_Ortis_. E forse anche noi conseguiremo +scrittori di romanzi in prosa, tanto quanto i francesi, gli inglesi e +i tedeschi. + + +Figliuolo carissimo, se tu hai ingegno, com'io spero, ti sarai pure +accorto che fin qui la lettera mia non fu che uno scherzo. La gravitá, +con cui in questa tiritera di commento ho affastellate tante +stramberie, è una gravitá tolta a nolo; e la costanza della ironia +sbalza agli occhi di per sé. Ho voluto spassarmi a spese de' novatori. +Ma con te, figliuolo, con te la coscienza di padre mi grida ch'io +lasci le baie e mi metta finalmente sul serio. + +Sappi dunque che fuori d'Italia gli uomini vanno carpone in materia di +letteratura. Sappi che se tu, tralignando da' maestri tuoi, metterai +naso ne' libri oltramontani, finirai anche tu col muso al pavimento. +Questo voler dividere i lavori della poesia in due battaglioni, +«classico» e «romantico», sa dell'eretico; ed è appunto un trovato +d'eretici; e non è, e non può essere, cosa buona, da che la +_Crusca_ non ne fa menzione e neppure registra il vocabolo +«romantico». + +Tutti sanno che in Inghilterra e in Germania non si coltiva da +letterato veruno né la lingua greca né la latina, e che non si ha +contezza ivi degli scrittori di Atene e di Roma se non [p.53] per +mezzo di traduzioni italiane. Separati cosí quasi affatto dalla +conoscenza de' capi d'opera dell'antichitá, come potevano quegli +infelici far poesie e non dare in ciampanelle? Poi vollero +giustificare i loro strafalcioni; e congiurarono co' loro fratelli +filosofi, e tentarono la metafisica e la logica e dettarono sistemi. +Ma tutti insieme i congiurati diedero in nuove ciampanelle, perché la +metafisica e la logica sono piante che non allignano che in Italia. + +Figúrati che arrivarono fino a dire quasi: che la religione cristiana +ha resa piú malinconica e piú meditativa la mente dell'uomo; ch'ella +gli ha insegnato delle speranze e de' timori ignoti in prima; che le +passioni de' cristiani, quantunque rivolte a oggetti esteriori, hanno +pure una perpetua mischianza con qualche cosa di piú intimo che non +avevano quelle de' pagani; che in noi è frequente il contrasto tra 'l +desiderio e 'l dovere, tra l'intolleranza delle sventure e la +sommessione ai decreti del cielo; che i poeti nostri, per non riescire +plagiari gelati, bisogna che pongano mente a quelle tinte e dipingano +oggi le passioni con tratti diversi dagli antichi; e che e che, e +cento altri «che» di tal fatta, e miserabilissimi tutti. E davvero, a +volere stramazzare quegli atleti, basterebbe, a modo d'esempio, +instituire, come noi lo possiamo far bene e non essi, un paragone +analitico tra Anacreonte e Tibullo da una parte, e 'l Petrarca +dall'altra, e dimostrare come i patimenti dei due primi innamorati +siano gli stessi stessissimi patimenti che travagliavano l'animo al +Petrarca. E chi non sente infatti che que' tre amori, per somiglianza +tra di loro, sono proprio tre gocciole d'acqua? + +Alcuni cervellini d'Italia che non sanno né di latino né di greco, +lingue per essi troppo ardue, vorrebbero menar superbia dell'avere +imparate le lingue del nord, che ognuno impara in due settimane, tanto +sono facili. Però fanno eco a tutte queste fandonie estetiche, che in +fine non valgono né le pianelle pure di Longino, non che il suo libro +_Del sublime_, che è la maraviglia dell'umano sapere. Il quale +umano sapere non è mica progressivo e perfettibile, come i fatti +pertinacemente attestano; ma è sempre stato immobile, e non può di sua +natura patire incremento mai, per la gran ragione che «_nil sub sole +novum_». [p.54] E questi cervellini battono poi le mani ad ogni +frascheria che viene di lontano, e corrono dietro a Shakespeare ed +allo Schiller, come i bamboli alle prime farfalle in cui si abbattono, +perché non sanno che ve n'ha di piú occhiute e di piú vaghe. + +Ma viva Dio! quello Shakespeare è un matto senza freno; traduce sul +teatro gli uomini tal quali sono, la vita umana tal quale è; lascia +ch'entri in dialogo l'eroe col becchino, il principe col sicario; cose +che non sono permesse che agli eroi da vero e non da scena. E invece +di mandarti a fiamme l'anima con belle dissertazioni politiche, con +argomenti pro e contra, a modo de' nostri avvocati, egli ti pone +sott'occhio le virtú ed i vizi in azione: il che ti scema l'interesse +e ti fa tepido. Quello Schiller poi, se 'l paragoni, non dico con +altri, ma col solo Seneca, ti spira miseria. + +A buon conto gli stessi novatori, mentre si aguzzano alla disperata +onde predicarne le lodi, sono costretti dal coltello alla gola a +confessare che le opere di Shakespeare e dello Schiller, quantunque, +come essi dicono, maravigliose in totale, non vanno scevre di magagne, +se si guarda separatamente alle parti. E s'ha a dire bel libro di +poesia quello che non può vantarsi incontaminato d'ogni menomo peccato +veniale? I grandi poeti dell'antichitá sono invece fiocchi sempre di +tutta neve immacolata. + +Ed è poco misfatto rispettare l'unitá d'azione, che è la meno +importante, per dare un calcio poi alle unitá di tempo e di luogo, che +formano il cardine della nostra fede drammatica, fuori della quale non +v'ha salute? E noi dovremmo sorgere ammiratori di ribaldi tanto +sfrontati, noi pronepoti d'Orazio, del Vida e del Menzini? + +Era aforisma che nel giro di ventiquattro ore, e nulla piú, dovesse +andare ristretta l'azione di un dramma. I meno puristi hanno spinta +ora la tolleranza fino a concederne altre dodici, purché ciò non +passasse in esempio di nuove larghezze; e basta cosí. L'uomo per virtú +della illusione teatrale può arrivare a tanto ch'egli persuada a se +stesso d'essere vissuto trentasei ore, quando non ne ha vissute che le +poche tre per le quali dura lo spettacolo. Ma a un minuto di piú la +povera mente umana [p.55] non regge colla sua immaginativa. +L'esattezza del computo non è da porsi in dubbio, poiché il Buon gusto +egli medesimo, armato di gesso, sedeva alla lavagna, disegnando: 36 = 3. + +E la illusione teatrale noi sappiamo essere la illusione di tutte le +illusioni, la magia per eccellenza; da che come due e due fanno +quattro, cosí anche, ad onta della veritá, è provato che dallo alzarsi +fino al calar del sipario lo spettatore si dimentica affatto di ogni +sua occorrenza domestica, non sa piú d'esser in teatro, giura ch'egli +manda occhiate proprio nel Ceramico e nel Partenone, e crede vere +proprio le coltellate che si dánno gli eroi sul palco e vero sangue +quello che gronda dalle loro ferite. + +Quanta sia poi l'importanza della unitá di luogo, è da vedersi in +quelle tante pagine che in favore di lei avrebbe dovuto scrivere +Aristotile. E il ribellarsi da Aristotile, parlante o tacente ch'egli +sia, sarebbe infamia. + +Per decreto de' «romantici» la mitologia antica vada tutta in +perdizione. Ma pe' gorghi Strimoni! questo ostracismo lascia egli +sperare briciolo di ragionevolezza in chi l'invoca? Perché rapirci ciò +che ne tocca piú da vicino? E come prestar venustá alla lirica, come +vestire di veritá i concetti, di splendore le immagini, senza Minerve, +senza Giunoni, senza Mercuri, che pur sentiamo apparire ogni notte, in +ogni sogno, ad ogni fedel cristiano? come parlar di guerre senza far +sedere Bellona a cassetta d'un qualche _coupé_, senza metterle in +mano la briglia d'un paio di morellotti d'Andaluzia? E non è noto +forse, per deposizione di tutti i soldati reduci, com'anche a Waterloo +quella dea sia stata veduta correre su e giú pel campo, vestita di +velluto nero, con due pistole nere in cintura e con in testa un +cappelletto nero all'inglese? + +«_Ut pictura poësis_». E ciò che concedete alla pittura lo avete +a concedere anche alla poesia, a dispetto della persuasione e delle +dimostrazioni irrefragabili del Lessing. E sapete perché? Perché lo ha +detto chi poteva dirlo, chi poteva con piena potestá comandarlo, chi +aveva rubata al papa l'infallibilitá, prima che il papa nascesse, +__Orazio__ insomma. E zitti per caritá. + +[p.56] + +Non è maraviglia poi se genti farnetiche, le quali mischiano +psicologia fino nel parlar di canzoni, vestono oggi il sacco del +missionario, ed esclamano:--Voi, italiani, avete un bel suolo, un bel +cielo, una bella lingua; ma dei tesori intellettuali, di cui va ricca +oggimai tutta insieme l'Europa, voi non ne possedete quanto certi +altri popoli. Voi ci foste maestri un tempo; adesso non piú. Alcuni +tra voi coltivano bene le scienze fisiche e matematiche; ma di buone +lettere e di scienze morali voi di presente patite penuria, avendo +troppo poche persone eccellenti in questi generi.-- + +Noi dunque penuriamo? Bravi davvero! Lasciamo stare che tutto quel +poco che si sa fuori d'Italia è tutto dono nostro. Lasciamo stare che +noi potremmo comperare mezzo il Mogol, se voi, stranieri, ci pagaste +solamente un baiocco per ogni sonetto stampato da venti anni in qua in +Italia, e che noi per un baiocco l'uno acconsentiremmo di vendervi. +Lasciamo stare che da venti anni in qua noi abbiamo immaginato libri +tali di letteratura, da potere squadernarli sul viso a qualunque +detrattore, allorché ci risolveremo a comporli ed a svergognare il +resto d'Europa. Lasciamo stare che in Firenze e fuori di Firenze vi +hanno giornali che vegliano dí e notte alla vendetta, e che con brevi +ma calzanti argomenti rovinano i paralogismi e mandano scornata +l'arroganza di chi ne minaccia assalto; e quel che è proprio +edificante, usando rispetto verso le persone, decenza nei modi e +galanteria fiorita coi rivali di sesso gentile: arti tutte non +praticate che in Italia, perché il _Galateo_ è nato qui. Lasciamo +stare che le ingiurie de' nostri nimici, non appena scorsi diciannove +anni da che sono stampate, cosí calde calde noi le confutiamo: tanto è +vero che in Italia non si dorme! Lasciamo stare che da qui ad altri +diciannove anni saremo pronti a ripetere le osservazioni in lode +dell'Italia che trovansi stampate ne' libri di quegli stessi nemici e +non leggonsi ne' libri nostri. Lasciamo stare, dico, tutto questo. Sia +pur vero l'ozio letterario di che ne si vuole rimproverati. Ma che +potete voi dire di piú lusinghiero per noi? Questo nostro far nulla +per le lettere non è egli il documento piú autentico della ricchezza +che n'abbiamo? [p.57] Chi non ha rinomanza, stenti la sua vita per +guadagnarsela. Chi non ereditò patrimonio, sudi la vita sua a +ragunarne uno. La letteratura d'Italia è un pingue fedecommesso. Bella +e fatta l'hanno trasmessa a noi i padri nostri. Né ci stringe altro +obbligo che di gridare ogni dí trenta volte i nomi e la memoria de' +fondatori del fedecommesso e di tramandarlo poi tal quale a' figli +nostri, perché ne godano l'usufrutto e il titolo in santa pace. + +Però non ti dia scandalo, figliuolo mio, se certi lilliputti nostrali, +non trovando altro modo a scuotersi giú dalle spalle l'oscuritá, si +dánno a parteggiare nel seno della cara patria, e ripetono per le +contrade della cara patria la sentenza universale d'Europa contro la +cara patria nostra. + +Oltrediché questi degeneri figli dell'Italia oseranno anche susurrarti +altre bestemmie all'orecchio: come a dire, che la confessione de' +propri difetti è indizio di generositá d'animo; che il nasconderli +quando sono giá palesi a tutti è viltá ridicola; che il primo passo al +far bene è il conoscere di aver fatto male; che questa conoscenza +valse a' francesi il secolo di Luigi decimoquarto, alla Germania il +secolo diciottesimo; e che in fine poi anche Dante, anche il Petrarca +e l'Ariosto e 'l Machiavello e l'Alfieri stimarono lecito lo scagliare +invettive amare contro l'Italia. Oibò! non è vero. Que' brutti +passi[9] furono malignamente [p.58] inseriti nelle opere loro dagli +editori oltramontani; e la trufferia è manifesta. È egli credibile che +gente italiana per la vita cadesse in tanta empietá? Chiunque ama +davvero la patria sua non cerca di migliorarne la condizione. Chi +tasta nel polso al fratello suo la febbre mortale, se ama lui davvero, +gliela tace; non gli consiglia farmaco mai né letto, e lo lascia andar +diritto al Creatore. + +E tu, allorché uscirai di collegio, preparati a dichiararti nemico +d'ogni novitá; o il mio viso non lo vedrai sereno __unquanco__. +«Unquanco» dico; e questo solo avverbio ti faccia fede che il +vocabolario della Crusca io lo rispetto; __comeché io, conciossiaché +di piccola levatura uomo io mi sia, a otta a otta mal mio grado pe' +triboli fuorviato avere, e per tal convenente io lui, avegna Dio che +niente ne fosse, in non calere mettere parere disconsentire non +ardisca__. + +Per l'onor tuo intanto e pel mio e per quello della patria nostra, ti +scongiuro ad usar bene del tempo. Però bell'e finito mandami presto +quell'idillio in cui introduci Menalca e Melibeo a cantare +tuttaquanta, alla distesa, la genealogia di Agamennone miceneo. La via +della gloria ti sta aperta. Addio. + +Il tuo |Grisostomo|. + + + [1] Il |Bouterweck|, nella sua _Estetica_, riconoscendo + tuttavia l'eccellenza di questi due romanzi, ne censura l'autore + per questo solo che dava ad essi titolo di poesie «epico-liriche»; + censura che in un filosofo mette stupore, da che l'epiteto di + «epico-lirici» caratterizza ottimamente siffatti componimenti. + Tutti sanno che «poesia epica», definendone il senso piú generico + e piú filosofico e prescindendo dalle distinzioni de' retori, + significa «poesia narrativa»; e i due poemetti di cui trattasi + sono narrazioni. E la forma epica è poi mescolata in essi colla + forma lirica, attesa la qualitá del metro, che è di versetti + lirici rimati e scompartiti in tante strofe. Nell'edizione per + altro che ho sott'occhio, i due romanzi, stampati in un fascio con + altri, non portano titolo che di _Poesie_ semplicemente: + _Gedichte_. + + Volendo servire ad una scrupolosa esattezza nel classificare i + lavori de' poeti, parmi che alcune odi di Orazio ed alcune odi e + canzoni nostre meriterebbero anch'esse il nome di «romanzi», + consistendo appunto in __narrazioni__, come, a modo d'esempio, + la canzone del Guidi sulla _Fortuna_. E che altro è infatti + quella canzone, se non un racconto di una apparizione immaginaria + della dea Fortuna, di un dialogo seco lei e d'una vendetta ch'ella + consuma? Ma ho detto che poesie del genere di codeste del Bürger + non furono forse mai scritte da' letterati in Italia, per la somma + differenza che codeste hanno per cento lati coll'ode del Guidi e + con altre che si potrebbero citare. + + [2] Vedi la nota a p. 13. + + [3] Il testo ha «_der Wild- und Rheingraf_». Certa famiglia di + conti del Reno, discendente da Rheingrafenstein, porta il nome di + «_Wild- und Rheingraf_».--|Adelung|, _Gran + dizionario_, articolo «_Rheingraf_» (Nota del traduttore). + + [4] I comuni in Germania pagano un mandriano. Questi ha obbligo di + menare al pascolo comunale e di guardare tutte insieme le bestie + che i contadini gli affidano; e ciò perché la povera gente abbia + tempo di badare alle proprie faccende domestiche e rurali, e i + ragazzi non siano tolti alla scuola per mandarli a condurre vacche + e asinelli (Nota del traduttore). + + [5] Le ragioni sono, che a nessuno il quale abbia veduto il portento è + lecito rilevarne le particolaritá. Cosí comandando, la tradizione + superstiziosa ha provveduto ella stessa alla propria durata (Nota + del traduttore). + + [6] Il testo ha «Rabenhaar», vocabolo composto da «corvi» e da + «chioma», «chioma corvina». In italiano, per la sola necessitá dei + due vocaboli separati, l'idea perderebbe rapiditá, e parrebbe + affettazione (Nota del traduttore). + + [7] Terminato il supplizio de' rotati, è uso in Germania di piantare + in mezzo del palco un palo alto, in cima a cui è ficcata + orizzontalmente la ruota fatale. Su di questa buttansi i cadaveri + de' giustiziati. E vi stanno a spavento de' tristi e ad orrore de' + viandanti, finché il tempo ve li lascia stare (Nota del + traduttore). + + [8] Per rispetto a' tedeschi protestanti, è evidente che per + «religione» intendo quella religiositá che è sentimento umano e + non dono della grazia. + + [9] Non donna di provincie, ma bordello [l'Italia]. + + |Dante|, _Purgatorio_, canto VI. + + Italia, che i suoi guai non par che senta, + vecchia oziosa e lenta, + dormirá sempre...? + + |Petrarca|, canzone XI: «Spirto gentil». + + ... l'accecata Italia, d'error piena. + + |Ariosto|, _Orlando furioso_, canto XXXIV; e altrove: + + O d'ogni vizio fetida sentina, + dormi, Italia imbriaca. + + «Non si può sperare nulla di bene nelle provincie che in questi + tempi si veggono corrotte, com'è l'Italia sopra tutte le altre; e + ancora la Francia e la Spagna di tale corruzione ritengono parte», + ecc.--|Machiavello|, _Discorsi sopra Tito Livio_, + libro I, capo 55, e _passim, passim, passim_ su questo gusto. + + Nell'ozio e ne' piacer noiosa immersa [l'Italia]. + + |Alfieri|, sonetto 143. + + Dunque l'Italia è bagascia, vecchia, bevona, oziosa, senza occhi, + senza bontá, corrotta e fetente. Se tutte queste contumelie + fossero farina proprio del sacco degli autori a cui sono + attribuite, e non tradimenti stranieri, bella e bizzarra materia + di discorso avrebbe chi pigliasse a dimostrare che le vere glorie + d'Italia derivano da chi la sgrida, e ch'ella tanto piú onora i + suoi quanto piú liberamente le rinfacciano le vergogne di lei + (Nota di |Giacomo| fratello di |Grisostomo|). + +[p.59] + + + + +III + +ALLOCUZIONE + +|Nei funerali del pittore Andrea Appiani celebrati nella chiesa +della Passione il giorno 10 di novembre 1817| + + +Questo cadavere intorno a cui ci raduna l'onor nazionale e +l'entusiasmo dell'ammirazione, questo cadavere era Andrea Appiani +pittore. Giá da quattro anni un fiero colpo d'apoplessia lo aveva +rapito alle arti ed all'incremento della gloria italiana; ma egli +vivea pur tuttavia. E la sua vita, quantunque infelice, era nondimeno +un carissimo conforto alla famiglia, una speranza pe' suoi amici. Un +secondo insulto dell'apoplessia ruppe tutte le nostre speranze, ed +egli non è piú. La chiarezza dell'ingegno, la dolcezza de' modi, le +virtú famigliari e cittadine, l'arte squisita, tutto insomma che piú +fa illustre su questa terra, tutto perdemmo in lui; e di lui non ci +resta che questo cadavere e la gloria del nome. La natura avea versato +in lui tutti quei doni de' quali era stata giá prodiga tanto verso +Raffaello. Ella avea voluto che Appiani ne fosse l'emulo; e Appiani +obbedí. L'alacritá con cui egli si diede agli studi piú profondi +dell'arte, l'amore infinito, ardentissimo del bello a cui educò la +propria anima, il sentimento della delicatezza ch'egli si procacciò +col culto delle maniere piú gentili, svilupparono ed accrebbero i doni +della natura. I tempi favorivano l'ingegno. Ed Appiani può dirsi per +eccellenza il pittore del secolo. + +Ogni lode verrebbe meno a voler dire delle maravigliose opere di lui. +Ciascuno di noi sente nel fondo dell'anima ciò [p.60] ch'egli fu, e la +tristezza cambia l'inno di lode in un pianto. Ma questo pianto che +accompagna la sepoltura dell'uomo grande, questo pianto che fa onore a +chi lo versa, chi sa quando avrá fine? chi sa quando vedremo sorgere +un artista a riparare il danno che la morte fece ora alla pittura? Ben +è vero che di molte speranze abbonda la patria; ma avremo noi un altro +Appiani? + +Ogni lusinga futura non basta a scemare l'amarezza del presente +dolore. Troppo abbiamo perduto, troppo! E per poter qui sostituire +lunghe parole alle lagrime, bisognerebbe non essere italiani, non +sentire profondamente la nostra sventura. + +[p.61] + + + + +IV + +DEL CRITERIO NE' DISCORSI + + +Mylord P..., ch'io conobbi questi di addietro in Milano, è veramente +uomo di garbo. La sua conversazione mi compensò alquanto della ruvida +ed insipida breviloquenza, di che alcuni suoi compatrioti avevano +qualche tempo innanzi premiata l'officiositá mia, per modo ch'eglino +soli pareva si tenessero per individui della specie umana. Superbia +per veritá ridicola.--Ma questa corda non fa al proposito; non +tocchiamola adesso.--Eppure mylord P..., con tutta la sua cordialitá, +non lasciò di versarmi anch'egli sull'anima una goccia d'amarezza. Non +è male che il pubblico ne sappia il come. + +Erano le undici di sera; e mylord P... stava bevendo meco a +quattr'occhi una tazza di tè; e svagandosi d'argomento in argomento +cosí alla buona, parlava e diceva cose che mostravano in lui una +conoscenza squisita del mondo, una finezza singolare d'intendimento. +Di parola in parola si venne finalmente a quella cadenza, in cui una +volta almeno ogni dí vanno a sciogliersi i discorsi ed i pensieri +degli uomini tutti che non hanno vestito il sacco dell'anacoreta. +Cadenza carissima: perché, se tu non sei un brutale, ti sveglia in +capo un mondo d'idee tutte leggiadre e gentili; e quando hai rotto il +cuore dalla noia, te lo rinfresca di nuova vita.--Or dunque, poiché ci +siamo --diss'io,--che ve pare, mylord, delle nostre donne milanesi? +Non sono elle care creature?-- + +Mylord intende perfettamente l'italiano; ma nol parla troppo bene, ed +usa d'intarsiarvi talvolta vocaboli inglesi. E però sarebbe una +disperazione pe' grammatici s'io riportassi il dialogo tutto tutto tal +quale avvenne. Farò come meglio potrò.--Ebbene, che ve ne pare, +mylord?--Egli continuava a bere e taceva. La sua fisonomia +d'improvviso s'abbuiò, come se la [p.62] memoria di cosa disgustosa +gli attraversasse la mente. Tornai ad interrogarlo. Tacque ancora un +buon pezzo; poi ruppe il silenzio con un sorriso:--Eh! sí--mi +disse,--sí, belle davvero. --Ed eleganti--diss'io--e cortesi e piene +di bei modi.-- + +Mylord P... andava ripetendo le mie parole in segno d'approvazione; ma +non ci metteva nulla del suo: la voce non gli correva lesta sul +labbro. L'avresti detto uomo voglioso di lasciar morire il discorso. +Me ne seppe male, in coscienza mia. Davvero, ho in gran pregio le mie +concittadine, ed avrei avuto caro di sentirne dalla bocca di lui un +bel panegirico. Proseguii a dire nondimeno come in esse non è penuria +d'ingegno, come in generale l'educazione loro va ogni di piú +migliorando, come una delle lor doti principali è la giustezza del +criterio.--Ingegno, educazione--diceva mylord,--_pretty well_[1]. +Criterio..., può anche essere; ma non me ne sono accorto.-- + +Il sangue mi si rimescolò. Gli occhi miei erano fissi bruscamente +negli occhi di mylord.--Fatemi un favore--gli dissi;--parlatemi +schietto. Voi di certo derivate da qualche accidente individuale un +giudizio che credete di dovere estendere all'universale. Su via, +lasciate ogni mistero. + +--Siamo amici--rispose mylord;--non entriamo dunque in guai. Vi dirò +lealmente l'opinione mia; ma voi promettetemi in prima di voler +prestarmi orecchio pacato, e di non dare nelle smanie di un don +Chisciotte per amore delle vostre Dulcinee.--Glielo promisi, ed ecco +com'egli continuò: + +--Non pretendo, no, di dare un giudizio assoluto sul criterio di tutto +il bel sesso milanese. Non sarebbe qui neppur cosa possibile. A +Parigi, se voi conoscete cinque o sei donne, parlo delle eleganti, +potete dire di conoscerle tutte; da che ivi, per riguardo alla +conversazione, sono modellate tutte presso a poco ad un modo. Un certo +spirito universale, che chiamano «bon ton», regola ivi il giudizio, le +maniere, i discorsi, le frasi di tutte nel conversare; sicché sentite +sempre la stessa armonia, e non v'è donna che stuoni. Qui parmi che la +faccenda sia tutt'altra. [p.63] Qui le donne vivono rade volte in +comune tra di esse. Quindi ogni mente femminina rimane tal qual è; e +non perde scabrositá né acquista liscezza per l'attrito con altre +menti sue consimili. Eppure siffatto attrito è la scuola migliore per +gl'intelletti; e le lezioni migliori derivano da' confronti, dalla +necessitá di emulare altrui, da quelle minute mortificazioni onde +cento individui raccolti insieme sono percossi dal trionfo di un +individuo. Ben è vero che ogni donna qui è circondata da molti uomini. +Ma gli uomini sono vaghi di un sorriso delle signore, e queste pagano +di un sorriso le adulazioni. E tra una mente adulata ed una mente +adulante non vi può essere attrito. Qui dunque ogni donna ha maniere +proprie, idee e discorsi propri. Le combinazioni intellettuali +dell'una non sono mai quelle dell'altra; e la espressione di tali +combinazioni non ha mai per norma un tipo universale. In ogni +palchetto del teatro trovi modificazioni diverse d'idee, e con esse un +frasario particolare. Sicché io sarei un bel pazzo se, per aver qui +vedute con frequenza otto o dieci signore tutt'al piú, mi dessi a +credere di potere far sentenza su tutte. Anzi vi dichiaro apertamente +che di tutte io, non potendo giudicar per me stesso, ne riporterò buon +concetto in Inghilterra, fidandomi al giudizio vostro. Non fatemi +dunque brutto viso se vi ripeto quel mio «non me ne sono accorto»; che +è quanto dire che, tra le otto o dieci donne da me udite parlare, il +caso non me n'ha fatta capitare una che desse indizio di _such a +great deal_[2] di criterio. + +--Sta a vedere--diss'io tra me stesso--che mylord si butta nelle +sofisticherie!--E lo pregai che mi citasse dove, come ed in che avesse +scorto mancanza di criterio. + +--Potrei--rispose--addurne assai prove; ma ve ne basti una sola. Non +manifesta forse difetto di criterio chi usa vocaboli de' quali non +intende il significato? Non è egli questo un tradir se stessi, un +esporsi alla derisione del savio? Ed ha criterio fino chi sbadatamente +si rende ridicolo? + +[p.64] + +--Ma, e quali sono--diss'io--questi vocaboli scialacquati a +sproposito?--Qui mylord me ne canticchiò una dozzina, indicandomi a un +per uno l'occasione in cui avevali uditi adoperare. In totale mylord +non era poi tanto su' cavilli. Ma io l'interruppi gridando:--Minuzie +minuzie! + +--Minuzie?--diss'egli.--Minuzie per chi ci beve grosso. Il non sapere +una cosa può anche non far vergogna a nessuno; ma l'esserne proprio al +buio, e volerne ciarlar co' veggenti trinciando sentenze, è un +vituperio. Pigliamo a modo d'esempio i due vocaboli or piú comuni in +Milano, i due aggettivi «classico» e «romantico». Nessuna delle donne +da me frequentate sa che cosa voglia dire «classico», che cosa voglia +dire «romantico», nella nuova significazione data dai letterati a +quegli epiteti. Derivano essi, come sapete, da teorie filosofiche, che +per essere conosciute vogliono essere studiate; e quelle signore non +le hanno studiate mai. Né fin qui c'è di che biasimarle. Le donne +hanno a leggere a posta loro poesie e romanzi quanti vogliono; ed i +poeti hanno obbligo di far di tutto onde piacere colle opere loro alle +donne, e di tener conto del giudizio ch'esse ne dánno, poiché procede +netto netto dalle sensazioni, senza miscuglio di pedanterie +scolastiche. Ma i ragionamenti sull'arte, le speculazioni +letterario-psicologiche, le teorie astratte elle hanno a lasciarle a +chi è del mestiere. Come pretendono esse di intenderle bene, se +sovente neppure chi ha fatti gli studi analoghi a quelle teorie mostra +di averle intese? So che in Italia, com'anche in Inghilterra e da per +tutto, questo vizio di volerla far da dottori, senz'altra +suppellettile intellettuale che il _dictum de dicto_, è nell'ossa +e ne' midolli non solo de' zerbini ciancerelli ma talvolta ben anche +degli uomini d'aspetto grave; e che da essi le donne, delle quali io +parlo, n'hanno forse pigliato il contagio. _But this damnned +Plague_[3] è il testimonio del poco giudizio degli uni e del poco +criterio delle altre. Chi non sa il valore dei vocaboli «classico» e +«romantico» non se ne vergogni. Ma se ne sa il valore, non usi contro +di essi né applausi né [p.65] derisioni [4]. L'ignoranza del giudice è +la prima ragione dell'incompetenza di lui; e i decreti dello stolto +tirano addosso le beffe al decretante. Che se quelle signore da me +conosciute hanno _such a great deal_ di criterio, perché non +vanno caute ne' loro discorsi? perché non evitano d'avventurarsi in +regioni ignote? perché non si guardano dal ripetere tutto il santo di +parole delle quali non hanno in capo l'idee corrispondenti?--È la moda +che vuol cosí--mi diranno. Ma non chiamerò io giustamente questa lor +moda _a very nonsensical petulancy_?[5]. Ho udito una di esse +dolersi che la forma del suo ventaglio fosse piuttosto classica che +romantica. _All nonsense_! Un'altra chiedeva ad un suo amico se, +come romantico ch'egli era, le permettesse di adoperare nella sua +toeletta essenze odorose. _All nonsense_! Un'altra stava mirando +un bel paesetto del vostro Gozzi, e le pareva che fosse troppo +classico. _All nonsense_! La poveretta credeva forse che +«classico» servisse precisamente d'antitesi al nostro vecchio +aggettivo inglese «_romantic_», che ha significato tutto diverso +da quello attribuito al nuovo epiteto letterario d'oggidí, [p.66] e +che proprio è tutt'altra cosa, come sa chiunque appena si briga di +siffatte notizie. + +Mi raccontava madama Y... certa avventura galante d'un gentiluomo suo +conoscente, e tratto tratto esclamava ch'era davvero un'avventura +romantica. _All nonsense_! Ho potuto accorgermi che madama Y... +voleva dire «romanzesca». Vedi guazzabuglio! + +--Io sono romantica per la vita--gridava madama X...;--ed è per questo +che non amo molto le pitture dell'Appiani. Quelle sue figure +mitologiche mi sanno troppo del classico.--_All nonsense_! Madama +X... confonde insieme pittura e poesia. Le avrei dato volentieri a +leggere il _Laocoonte_ del Lessing; ma nella societá di lei non +ho scorto alcun uomo capace d'aiutarla a comprenderne le +dottrine.--Sono diventata romantica anch'io,--mi disse madama K... In +prova di che mi confidò che non leggeva ormai altro che i canti +d'Ossian. Le poesie dunque di Ossian, al dir di madama, sono +romantiche. Misericordia! _What a positive token of nonsense_! I +costumi dei caledoni sono forse quelli della civiltá nostra? + +--Che importa mai--diceva un'altra--che il poeta sia romantico +piuttosto che classicista! Faccia pur com'egli vuole de' bei versi, +sappia guadagnarsi sempre la mia attenzione, metta interesse in tutto, +mi colpisca sul vivo; e basta. Che importano mai tante teorie? Il +bello è sempre bello.--_All nonsense_! Madama imita la solita +canzone dei fratelli pacieri; e stando cosí sulle generali, crede di +dir grandi cose, e non sa che lo star sulle generali e il dir niente è +tutt'uno. Il bello è sempre bello. Vedi bellissima novitá di sentenza! +Anche i cavoli sono sempre cavoli. Ma e per questo sará goffo chi +m'insegna in qual terra, sotto qual clima crescono piú rigogliosi, e +come seminarli, come coltivarli, come renderli piú saporiti? Dite a +madama che non le _Poetiche_, le quali trattano delle sole forme +esteriori, ma le meditazioni metafisico-letterarie, che analizzano +l'essenza intima della poesia e che indicano la linea di contatto tra +essa e le vicissitudini della vita umana, tendono giusto giusto a far +che nascano componimenti quali ella li [p.67] vorrebbe. Ma ditele +insieme ch'ella stia zitta, perché quelle meditazioni non sono né +cappellini né merletti né sciarpe. + +--A dirvela schietta, tutto ciò che sente del romantico +m'infastidisce.--E pronunciata una tale protesta, madama Z... domandò +a un servo se la carrozza fosse pronta. Venne meco al teatro. Vi +recitavano il dramma l'_Agnese_. Madama s'intenerí, pianse, si +consolò, tornò ad intenerirsi e non distolse gli occhi mai dalla +scena.--Cielo, cielo!--esclamò madama Z...--quanto mi son cari questi +drammi sentimentali!--Le feci osservare che l'_Agnese_ è dramma +romantico e, quel che è peggio, d'indole orrida. Madama si degnò di +compatirmi come uomo di gusto poco squisito.--Se fosse romantico non +mi piacerebbe--disse madama Z... _All nonsense_! + +--Sarei romantica anch'io--disse un'altra,--se l'onore italiano lo +comportasse. La terra nostra è terra classica, e noi dobbiamo rimaner +classici.--Confesso che le parole di costei riuscirono indovinelli per +me. Le nuove dottrine non muovono guerra al buono, di che abbondano i +libri de' poeti italiani; e l'onore dell'Italia nol veggo compromesso +in altro che nel modo frivolo con cui trattasi da taluni la questione +letteraria d'oggidí.-- + +Mylord P... non avrebbe cessato mai d'infilzare esempi di tal fatta, +s'io, stucco e ristucco, non gli avessi detto di finirla e ch'egli +andava cercando il pelo nell'uovo. + +--Ah sí!--rispose--voi siete noiato; e questa noia vostra è appunto il +miglior trionfo per me. Confessate dunque che quel mio «non me ne sono +accorto» non era fuor di luogo.-- + +Io non diceva parola, né fiatava pure.--Amereste voi--gridò +mylord,--amereste voi che la prediletta del vostro cuore fosse una +delle _nonsensical creatures_ di cui v'ho parlato? + +--No, mylord; no davvero; no, no, no. Ma non sono poi tutte cosí. Ve +ne mostrerei a centinaia, che fanno proprio la consolazione del savio. +Domani vi condurrò io a casa... + +--Domattina sarò in viaggio per Londra--disse mylord;--intanto buona +notte. + +|Grisostomo|. + + [1] Cosí cosí. + + [2] Tanta abbondanza. + + [3] Ma questo maledetto contagio. + + [4] L'estensore di questo articolo, mentre che si professa rispettoso + verso il sapere di chicchessia, reputa opportuno di giovarsi + dell'occasione presente per far nota la sua insistenza nel parere + manifestato da lui giá da qualche tempo, in altro scritto, + relativamente alla divisione della poesia in «romantica» e + «classica». Quella divisione gli parve e gli par tuttavia + utilissima sí alla teoria che alla pratica. Alla teoria, perché + serve a caratterizzare con due denominazioni generiche le + invenzioni poetiche ispirate dal cristianesimo e dalla + civilizzazione europea dopo l'invasione de' barbari, + distinguendole da quelle derivate dal paganesimo e dal complesso + de' costumi in Grecia ed in Roma; alla pratica, perché il + parallelo tra le due civilizzazioni tende a far risaltare sempre + piú evidentemente la pedantesca servilitá del classicismo nelle + opere moderne. E però l'estensore, non per tenerezza ch'egli porti + a' vocaboli, ma perché convinto della convenienza delle idee che + con que' segni s'è voluto indicare, rinnova qui il voto che + qualcuno s'incarichi della briga di trattarne _ex professo_ + in un'opera italiana, raccogliendo ciò che di meglio ne hanno giá + ragionato i tedeschi ed i romantisti francesi, ed aggiungendovi + quelle ulteriori riflessioni, quegli schiarimenti, quelle + deduzioni e conseguenze che possono giovare all'intelligenza ed al + perfezionamento di un sistema di dottrine giá propagato in Europa, + sul quale si parla tuttavia e si continuerá certo a parlare dai + dotti. + + I lettori discreti vorranno perdonare all'estensore d'averli + sviati in questa nota, forse di nessuna importanza per essi, ma + importantissima per lui, nella tanta discordia pubblica delle + opinioni. + + [5] Lasciamo che altri interpreti queste parole di significato +alquanto amaro. + +[p.68][p.69] + + + + +V + +|Scortesie maschili al teatro della Scala| + + +Abbiamo ricevuta la lettera seguente, alla quale l'urbanitá vorrebbe +che si facesse una risposta. + + Signor _Conciliatore_,--Sono un viaggiatore, e corro l'Europa con + intenzione di scrivere il mio viaggio. Ma questo debb'essere un libro + d'una natura tutta nuova. Non parlerò che di costumi, scegliendo i + meno osservati prima d'ora, in apparenza i meno importanti. Né tanto + noterò i costumi quanto le ragioni di essi, investigandole con + accuratezza. + + + Per lo piú i viaggiatori prima di visitare un popolo si formano di + esso un'idea, e se la mettono a cavallo dell'intelletto. Poi corrono + le poste e, come a traverso d'un par d'occhiali verdi, mirano ogni + cosa a traverso di quella loro idea; e senza por mente a' fatti che + talvolta congiurano a smentirla, se la riportano vergine a casa. + + Alcuni anni fa un amico mio parti di Parigi per visitare la Spagna. + S'era fitto in mente che in Ispagna i mariti fossero tutti Otelli. Era + giovine, bello, gentile, tale insomma da esser l'odio d'ogni sposo. A + Madrid, a Cadice, a Valladolid e da per tutto ebbe accoglienze ed + ospitalitá dalle donne; e da per tutto colla propria _hermosura_ + sconfisse _hidalgamente_ l'altrui _castitad_, e non incontrò + mai né veleni né coltelli né spade né visi arcigni. Tornò a Parigi, e + scrisse e stampò che in Ispagna la gelosia de' mariti è feroce e + sempre in agguato. + + Non farò cosí io. Tornato in Francia, io, per esempio, non dirò che in + Italia sieno frequentissimi gli assassinii e tenuissimo l'orrore che + vi destano; perché, ad onta ch'io pur lo credessi un tempo, ho veduto + che ciò non è vero. A me piace esaminare, [p.70] interrogare e ripeter + l'esame; e non iscrivo sillaba se prima non ho soddisfatta per ogni + verso la coscienza mia. + + Ora questi miei scrupoli m'obbligano a ricorrere al + _Conciliatore_ per la spiegazione d'un fenomeno, cercata da me + invano ad altre persone. È un'inezia; eppure non v'è uomo qui che si + compiaccia di ragguagliarmene, e tutti, né so perché, me ne fanno un + mistero. + + Fui al teatro della Scala la prima sera d'uno spettacolo. La folla era + immensa, e frammezzo alla folla ondeggiava tratto tratto qualche bella + piuma, qualche bel fiore. Erano cittadine gentili che venivano a + rallegrare della loro presenza la mascolina monotonia della platea. + Pareva che dolcemente s'industriassero di spingersi innanzi; ma + nessuno degli uomini, fra cui elle venivano, secondava quell'industria + col ceder loro il passo. Ciascuno stava fermo sulla sua base, salvo + che urtato riurtava. Arrossivano le poverette; e raccomandata la + destra al braccio de' loro serventi, si lasciavano trascinare oltre. + Giunte alle sedie, le vedevano occupate tutte. Gli uomini sedenti si + rivolgevano a fissar gli occhi in volto a quelle gentili ed a + squadrarle da capo a piedi senza misericordia. Ma nessuno si alzava ad + offrir loro la propria scranna. Di fila in fila scorreva l'occhio de' + serventi in traccia (credeva io) d'un asilo, e non v'era modo di + rinvenirlo. A destra, a sinistra, a capo d'ogni fila le poverette + ristavansi, implorando (credeva io) un riposo. Ma nessuno, nessuno de' + sedenti si alzava per offrire ad esse la propria scranna. Lo + spettacolo era giá incominciato, e nella platea del teatro di Milano + v'erano donne in piedi ed uomini sdraiati su' canapé. Non seppi piú + che mi pensare. Aspettai un'altra sera in cui vi avesse gran concorso + al teatro: vidi lo stesso fenomeno. E lo rividi senza mutamento alcuno + per ben sette sere.--So per cento altre prove--diss'io allora nel cuor + mio--che i milanesi sono educati a maniere eleganti e cortesi: bisogna + dunque credere che il posto d'onore qui in Milano sia lo stare in + piedi, e che la muta espressione della gentilezza consista nel non + lasciar né via né spazio a persona veruna, bensí nel contenderglielo e + far che t'abbia a urtare in passando. Tant'è, ciò che in Francia + sarebbe uno sgarbo villano, qui forse è cortesia fiorita. Ecco come la + buona creanza, cambiando clima, cambia i suoi riti esteriori.-- + + Ma, a dir vero, mi restano alcuni dubbi ancora sulla spiegazione di + questo fenomeno morale. Prima di registrarla nel mio itinerario, + vorrei sentire il parere di un uomo pratico de' costumi milanesi. + [p.71] E per questo mi rivolgo a voi, signor _Conciliatore_, + pregandovi d'essermi cortese d'una risposta che mi metta chiarezza + nell'intelletto e tranquillitá nella coscienza. Ve ne sarò gratissimo. + + Milano, il 16 settembre 1818. + + Vostro umilissimo servitore I. |D'Andely|. + +Per quanto si sia andato pensando di trovar modo che la risposta da +mandarsi al signor d'Andely soddisfacesse pienamente alla domanda di +lui, ed al desiderio altresí che noi abbiamo di mantenere intatta a' +nostri concittadini la fama ch'eglino hanno di educati a maniere +eleganti e cortesi, non ci riuscí mai di scrivere due righe che +valessero un centesimo. E però preghiamo i lettori di volerci questa +volta aiutare col suggerirci un mezzo termine che ci cavi decentemente +d'imbroglio. Confessare una scortesia de' nostri concittadini verso il +bel sesso, non conviene. Lasciare senza risposta il signor d'Andely, +non è decente. Tradir la veritá, non è onesto. Dunque?... Dunque chi +manderá all'ufficio del _Conciliatore_ la miglior lettera, che, +salvando tutte le convenienze, possa servir di risposta a quella del +signor d'Andely, non andrá senza premio, perché vedrá il proprio nome +registrato onorevolmente nella biografia universale de' piú esperti +scrittori di note diplomatiche. + +|Grisostomo|. + +[p.72][p.73] + + + + +VI + +|Sulla «Storia della poesia e dell'eloquenza» del +Bouterweck[1]| + + +I + +Fra le molte opere filosofiche e letterarie del signor Federigo +Bouterweck[2] non ci pare la meno importante questa che annunziamo. +L'autore ne mandò alle stampe il primo volume l'anno 1801, e cosí via +via gli altri fino al decimo, che uscí in luce lo scorso anno e che ce +ne promette per lo meno un altro ancora. + +Quest'opera, che contiene l'analisi di tutta la letteratura moderna +dal risorgimento de' buoni studi fino pressoché ai giorni presenti, +meriterebbe una traduzione italiana, specialmente per ciò che si +riferisce a' popoli non italiani. + +Le letterature straniere non sono comunemente troppo conosciute in +Italia, quantunque pur tanto qui se ne parli da taluni o per lodarle o +per biasimarle, secondo che la moda od altri impulsi meno innocenti +comandano. E l'opera di un filosofo, che, netto d'ogni pregiudizio +nazionale od individuale, consacra la propria mente alla limpida +contemplazione della veritá per solo amore di essa, e parla del bello +e del brutto che trovasi nelle varie letterature, investigandone +finamente le ragioni e [p.74] spargendo ne' propri scritti gran copia +de' lumi del suo secolo, riescirebbe forse di non poco vantaggio +all'Italia ed opportunissima alla tendenza attuale della nostra +civilizzazione. + +Ne' tempi addietro coloro, che in Italia conoscevano alcun poco la +letteratura de' greci e quella de' latini e la nostra, reputavansi +dottissimi. Quindi que' dottissimi, riposando tranquilli col +sentimento della gloria giá facilmente ottenuta, non pensavano mai a +rivolgere i loro studi alle letterature moderne degli oltramontani. O +se taluno pur si degnava di concedere ad esse qualche ora di ozio, lo +faceva con sí tenue serietá, che piú che uno studiare era uno +scartabellare inconcludente. I pedanti avevano d'uopo di un uditorio +che tenesse alquanto del sempliciotto; e però andavano pascendo i +padri nostri di fandonie pastorali, di leziosaggini amorose vòte +d'ogni senso d'amore, di dicerie semierudite, e d'altre tali +quisquiglie. E mentre proponevano superbamente siffatte miserie o +proprie o d'altrui siccome gran belle cose, ed incitavano gl'italiani +perché ne scrivessero di continuo, appena appena con una sterile lode, +messa loro sul labbro non dal sentimento ma dalla tradizione, +nominavano qualche volta le opere di Dante e del Machiavelli; e la +sterilitá di siffatte lodi, piú che ad altro, serviva ad allontanare +da que' sublimi libri gl'italiani. Poi gridavano e persuadevano che +fuori di questa nostra avventurata penisola la sapienza era poca, e +poco il buon gusto a paragone del tanto che regnava tra noi, e che +inutil cosa era il por mente alle lettere straniere. E gl'italiani, +poco meno che tutti, stavano contenti al detto de' pedanti, dal quale +era magistralmente lusingata l'inerzia. Persuasione fatale che di +presente ancora esercita un resto del suo impero, mantenendo negli +animi d'alcuni un'ignoranza senza rimorsi, una cieca avversione a +tutto ciò che sanno non esser frutto del suolo d'Italia. + +L'amore della patria, questo carissimo affetto, che pure è figliuolo +sempre della virtú, fu per maligna destrezza de' pedanti spogliato del +bel candore della sua innocenza ed accoppiato all'odio d'altrui, +turpissimo de' vizi sociali. Confuse per tal maniera le ragioni delle +cose presso il popolo, che non sa far [p.75] distinzioni ogni tratto, +e presso coloro che per interesse privato non le vogliono fare, +l'Italia rimase gran pezza come separata dal resto de' viventi. E que' +pochi che osavano far parola della comoditá di allargare i confini +della nostra dottrina, rinforzando gli studi patri colla conoscenza +degli studi stranieri[3], erano accusati come nemici dell'onore +italiano, o per lo meno derisi e respinti nel silenzio della lor +solitudine. + +Ma i pedanti hanno un bel fare: lo spirito umano cammina sempre, e ad +essi manca la forza per rattenerlo. Nell'ultima metá del secolo scorso +il regno di quelle signorie cominciò anche tra noi a dare un crollo e +ad inclinarsi verso la sua fiera catastrofe. Gli studi pigliarono voga +maggiore per molte cagioni che non occorre di annoverare, ma +specialmente per questa: che, a misura che veniva cadendo di mano a' +frati l'istruzione della gioventú, il perpetuare ne' popoli +l'insipienza, e con essa la timida subordinazione, cessava d'essere il +fine unico a cui mirassero le intenzioni de' precettori. Quelle tra le +opere de' greci e de' latini, che sono ricche di bellezze permanenti, +furono gustate assai piú, perché spiegate con intelligenza meno +superficiale. Per lo contrario i pedissequi imitatori di esse vennero +perdendo sempre piú di credito, secondo che piú s'imparava a separare +l'opportunitá dell'ammirazione dall'opportunitá dell'imitazione. Alle +arcadiche fanciullaggini sottentrarono l'entusiasmo per Dante e per +l'Ariosto e la ricerca di libri che inducessero a meditazione. Alcuni +barlumi di una filosofia psicologico-letteraria fecero sospettare che +vi avesse un tipo perpetuo ed universale del bello poetico, +indipendentemente dalle opinioni municipali e dalle leggi e tradizioni +scolastiche, indipendentemente dai soli fiori della locuzione. Si +sentí la necessitá d'investigare l'essenza di questo tipo perpetuo; ma +lo spirito analitico non era ancora [p.76] lo spirito de' tempi. Però +intanto si cercò di guadagnar cognizioni. E la mente degli italiani, +irrequieta tra l'ignoranza e la volontá di sapere, si volse ovunque +per ottenerle. Allora gli stranieri principiarono a diventar meno +stranieri per noi; e vari de' nostri, smettendo la ruggine antica, si +affratellarono qualche poco con essi anche a viso scoperto. Cosí, +secondando la nuova inclinazione degl'italiani, vedemmo comparire in +Italia frequenti traduzioni di poesie e prose oltramontane; e vedemmo +ben anche alcuni dei nostri dotti pubblicare storie, dissertazioni, +discorsi intorno alle letterature delle diverse nazioni d'Europa. + +Senz'animo di voler detrarre un minimo iota alla gratitudine che +possano meritare tali fatiche, massimamente le tante e sí lunghe +dell'Andrés[4], noi portiamo opinione che all'Italia manchi tuttavia +un libro d'autore italiano sufficiente a darle un'idea compita +dell'origine, de' progressi e dello stato presente delle lettere +presso l'una o l'altra delle nazioni straniere, e che, per averne +qualche esatta contezza, le bisogni cercarla fuori di casa. Gli +scrittori nostri, che fino a questi ultimi anni ne parlarono, ci +sembrano non abbastanza provveduti d'idee estetiche elementari: quindi +non abbastanza franchi e risoluti nella scelta del bello, e spesse +volte piú encomiatori imprudenti che critici pacati; o, se a quando a +quando censori, uomini pressoché sempre di corta veduta. D'altronde lo +studio dell'uomo e di tutte le sue relazioni col passato e col futuro +non era ancora, a quel che pare, lo studio favorito per essi. La +strettezza de' vincoli che congiungono sempre le lettere alle opinioni +politiche, religiose e morali, a tutta insomma la civilizzazione dei +popoli, era tuttavia un mistero in Italia. E però eglino consideravano +i libri de' poeti e de' prosatori piú come semplici azioni individuali +che come espressioni della qualitá de' secoli, piú come un lusso +lodevole delle nazioni che come un bisogno perpetuo dell'uomo sociale; +bisogno che rinascerebbe pur sempre di per [p.77] sé, se anche +venissero meno ad un tratto tutti gli esempi della preesistenza di +esso ne' popoli antichi. Quegli scritori, partendo sempre da princípi +derivati da una critica o municipale o provinciale o tutto al piú +nazionale, credettero di poter sottoporre ad esame l'Europa intera. Ed +eglino pure, a simiglianza de' loro antenati, andarono rintracciando +il bello quasi sempre negli accidenti esteriori della spiegazione de' +concetti e della dizione, fermandosi, per cosí dire, sul limitare di +un edificio a dar giudizio intero di tutto il complesso della sua +bontá. + +Non possiamo negare che in fatto di letterature moderne straniere il +Cesarotti vide talvolta piú addentro d'ogni altro suo contemporaneo +italiano. Nato piú per esser filosofo che per esser poeta e libero di +molti pregiudizi, il Cesarotti avrebbe potuto riformare assai tra di +noi l'arte critica, se si fosse dato a studi piú profondi. Ma quella +sua facile coscienza, che tratto tratto lo faceva andar pago di +cognizioni superficiali e che gli guastò il capo per modo da non +lasciargli intendere il vero spirito di Omero, lo riscaldò alcuna +volta come di un furore d'ammirazione, inopportuno alla filosofia, da +farlo parere ne' suoi giudizi persona avventata e parziale. Ad ogni +modo, dovendo noi per amore di brevitá tacere qui molti nomi di +scrittori italiani, credemmo di dover fare questa breve menzione +separata del Cesarotti, onde apparisca che, quantunque non troppo +fautori del suo ingegno poetico, noi riconosciamo in lui, +comparativamente a' tempi, un ingegno filosofico non comune. + +Ma se null'altro di bene avessero procurato all'Italia tutti insieme +gli scrittori de' quali parliamo, di questo certamente vogliono essere +lodati: che furono i primi a fiaccare l'odio italiano verso le +letterature straniere e prepararono qui la via a trionfi maggiori +della ragione. + +E infatti i progressi generali del sapere umano e le recenti vicende +politiche insegnarono finalmente anche al maggior numero degli +italiani che i popoli attuali d'Europa non formano oggimai altro che +una sola famiglia di tutti fratelli; insegnarono che l'essere questi +talvolta aizzati gli uni contra gli altri non è opera del loro vero +interesse generale, ma sí bene della [p.78] preponderanza di passioni +individuali, e che la ferocia delle ire tra nazione e nazione, per +produrre la contentezza di un tre o quattro uomini, bisogna che ne +rovini un tre o quattro milioni, rinforzata l'idea giá detta da secoli +che, se i popoli riescono alquanto diversi tra di essi per ragione di +lievi accidenti, sono nondimeno fratelli davvero per ragione di +origine e per l'uniformitá de' loro diritti e de' loro bisogni +massimi; insegnarono quali sieno i nostri diritti e quali i nostri +bisogni presenti; insegnarono che l'odiarsi a vicenda de' popoli è uno +dei difetti piú deplorabili dell'umanitá. Difetto che parve perdere +alquanto della sua turpitudine agli occhi di taluni, perché lo videro +scendere a noi per via di scolastica tradizione insieme ad alcune +altre venerate ribalderie degli antichi. Le mire a cui tendono i +popoli attuali d'Europa sono in tutti le medesime, e ciascuno di essi +può conseguire i propri desidèri senza nuocere a' desidèri dell'altro. +Perché dunque con ributtante fierezza sdegnare di consigliarsi a +vicenda? L'amore della patria è santissimo ora come lo fu sempre. Ma +esso consiste nel desiderare operosamente la felicitá, non nella +ostentazione di riti meramente verbali. E i mezzi di conseguire tale +felicitá variano col variare delle circostanze. Ai romani, illusi +dall'orgoglio e dall'avarizia, una via di felicitá parve lo sprezzar +gli altri popoli e il conquistarli. L'esperienza ha mostrato purtroppo +che la smania delle conquiste ne' popoli moderni è una fonte tremenda +di sciagure non solo pei conquistati ma ben anche sovente pe' +conquistatori, e che da tutt'altri principi dipende ora la bella o la +trista fortuna de' popoli. + +Noi non pretendiamo di dire che la letteratura sia l'unica guida che +possa condurre i popoli alla prosperitá. Persuasi nondimeno ch'essa vi +contribuisca non poco, crediamo fermamente d'altronde di dovere in +essa ravvisare la spia piú veridica del grado di civilizzazione ne' +popoli, e quindi il termometro della loro maggiore o minore prossimitá +alla perfezione del vivere sociale. E siccome a noi italiani importa +assai di sapere a quanti passi sieno verso una tale perfezione i +nostri confratelli europei, onde precorrerli nella carriera che tutti +battono o per lo meno [p.79] non rimanere gli ultimi, cosí dobbiamo +confortarci l'un l'altro allo studio delle letterature straniere, non +tanto, se cosí vuolsi, per necessitá estetica quanto per necessitá +politica. + +Il signor Bouterweck, siccome filosofo ch'egli è, considera la poesia, +e con essa anche la eloquenza, siccome cose inerentissime sempre alla +vita umana. Quindi non solamente va investigando nelle vicissitudini +politiche e morali le cagioni fortuite dell'incremento e della +decadenza degli studi; ma di un sol guardo contempla tutto il +complesso della civilizzazione de' secoli; e, conosciutone lo spirito, +si volge ad analizzare lo spirito delle loro letterature, e ti fa +scoprire con evidenza lucidissima tutte le affinitá che corrono tra +l'uno spirito e l'altro. + +Le opinioni letterarie che l'illustre autore manifesta in quest'opera, +massimamente ne' discorsi premessi alle varie letterature ed alle +varie epoche di esse, ci sembrano quasi sempre derivate da quella +franca persuasione che è frutto dell'intima conoscenza delle cose. +Egli ci pare accostarsi assai a quel grado di robustezza intellettuale +che la crescente sapienza de' tempi vuole in un critico. Da tutto +insieme il suo libro si viene a raccogliere con quanta finezza +d'accorgimento il signor Bouterweck studiasse la natura dell'uomo, +tutte le relazioni di esso coll'universo, poi la storia non tanto +delle famiglie dei principi quanto della gran famiglia europea, poi +tutti gli accidenti intellettuali che moderano l'umana sensibilitá, +tutte le modificazioni del gusto, tutte le teorie del bello +d'imitazione e del bello ideale, tutte fin anche le regole de' retori +e dei trattatisti poetici, sieno o no giovevoli all'estetica +perfezione. + +Nessuno, per altro, tema di rinvenire in quest'opera del signor +Bouterweck alcun tratto di quella filosofia che or chiamasi +«trascendentale», e che colla sua oscuritá reca fastidio ad ogni +lettore che non sia metafisico consumato nelle piú astratte +speculazioni germaniche. Egli stesso l'autore rinunziò spontaneamente +ad alcune poche idee trascendentali che avrebbero potuto essergli +utili, affinché nel suo libro non campeggiasse che quella filosofia +che è piana per tutti coloro che non sono affatto inezie ambulanti ed +articolanti la voce. + +[p.80] + +Ad onta di tutto questo, noi saremmo poco pratichi del nostro paese se +non prevedessimo che, ove la storia che annunziamo venisse tradotta in +italiano, a certe poche persone sembrerebbero nuove troppo alcune +delle opinioni letterarie del signor Bouterweck, e per ciò solo +meritevole di disprezzo tutto il suo libro. Lo sperar tolleranza in +animi irrigiditi da un'antiquata presunzione forse è uno sperar +ciriegie il gennaio: tuttavolta a certe poche persone noi crediamo di +dover gittare questa parola di propiziazione:--Usate tolleranza, o +signori; e se non vi spiace, imparatela da noi medesimi. Noi crediamo +che la storia letteraria del signor Bouterweck sia in totale un libro +buono davvero. E nondimeno protestiamo noi stessi che a quando a +quando trovammo in esso alcune coserelle che non ci andarono a genio +interamente. Alcune distinzioni ci riescirono non troppo chiare e +precise; alcune applicazioni delle teorie a' fatti non forse +esattissimamente concordi a' princípi generali professati dall'autore. +Ma perché il buono di quel libro è sí esuberante, e i libri vogliono +essere giudicati in totale, noi stiamo fermi alle lodi ed alla +tolleranza di poche minuzie meno lodevoli. Ed in questa tolleranza ci +rinfranca il pensare a' limiti della mente umana, alla vastitá +dell'impresa del signor Bouterweck, ed a questo: che, nel poco +dissentire che noi facciamo dall'illustre autore, potrebbe anche +essere che il torto stesse con noi e non con lui. E però anche voi, o +signori, che assai ottime dottrine troverete di certo nel libro di che +parliamo e, se non fosse altro, vi sentirete lusingati dalle molte +lodi che l'autore tributa a' poeti d'Italia, ricordatevi della +tolleranza nostra od almeno dell'«_ubi plura nitent_» ecc. di +Orazio. Ed a questa sentenza aggiungete un'altra considerazione che +non è dettata da Orazio, ma che non è per questo men vera; ed eccola. +Molte e molte cose, che a voi sembreranno novitá, hanno pur giá molto +del vecchio presso la maggior parte dei dotti di Europa. + +[p.81] + + +II + +Un'opera di tanta vastitá quanta ne comprende quella del signor +Bouterweck aveva bisogno di venir divisa in vari scompartimenti, onde +non riescire un caos da sconfortare l'attenzione de' lettori. Il voler +tentare di ridurre in un sol quadro storico i sincroni andamenti dello +spirito estetico, ossia del gusto, di tutta la moderna Europa, +pigliando a considerarlo unicamente per ordine di tempo e non per +ordine di lingue, sarebbe stato un intendimento piú pomposo che +profittevole. E però l'autore preferí di procacciar de' riposi alla +mente de' suoi lettori, e di parlare separatamente di ciascuna delle +letterature moderne, continuando di ciascuna separatamente la storia +da' primordi di essa fino agli anni piú vicini a noi. Tenendo questo +metodo, egli mostra per altro di non dimenticarsi mai del complesso +della storia europea, e di giovarsi spesso di quelle idee che possono +opportunamente venir suggerite dalla conoscenza delle relazioni che +esistono tra la storia parziale di un popolo e la generale degli +uomini d'Europa. + +Egli incomincia la sua rivista dalla letteratura italiana, poi +trapassa alla spagnuola ed alla portoghese, poi alla francese, poi +all'inglese e finalmente alla tedesca. Cosí veniamo ad avere un tutto +abbastanza connesso, ed in certa qual maniera disposto con successione +cronologica; da che sa ognuno che le epoche piú belle e piú memorabili +delle nuove letterature tengono dietro l'una all'altra, per ragione di +tempo, coll'ordine pressoché sempre medesimo con cui l'autore dispone +nella sua rivista le nazioni letterate delle quali va parlando. + +Per non allargare di troppo il nostro lavoro su quest'opera del signor +Bouterweck, noi per ora non intendiamo di far parola che de' soli due +primi volumi contenenti la storia della letteratura d'Italia. Ma +siccome ci par conveniente che tu abbia in prima, o lettore, un +qualche indizio del modo di pensare del nostro autore, cosí abbiamo +creduto di dover tenere per un terzo [p.82] articolo (e per ora sará +l'ultimo) quei due volumi, e di darti qui alcun cenno del discorso +ch'egli fa precedere come introduzione generale a tutta la letteratura +moderna. Per veritá avremmo amato di riportar per intero una +traduzione di quel discorso; ma, comparativamente alla poca pazienza +d'un lettor di giornale, lo credemmo troppo lungo. Lo strignerlo in un +esatto compendio era impossibile, perché, pieno zeppo com'è d'idee +importanti, ha giá per se stesso un andamento rapidissimo. E però +contèntati, o lettore, di quel che faremo. E vaglia a raccomandarti la +lettura di questo secondo articolo il sapere che nel cenno presente +non abbiamo mischiata alcuna idea nostra a quelle del signor +Bouterweck. Sta' dunque attento a lui e non a noi. + +Allorché lo spirito umano--cosí principia il discorso suddetto--si +risvegliò in Europa all'epoca dalla quale incomincia la storia +moderna[5], ed assunse nuova attitudine operosa, non rimaneva piú che +una traccia oscura della civilizzazione greca e romana. Tutte le +circostanze erano cambiate. Nuovi uomini adoravano nuove divinitá. Con +nuove regole i potenti regnavano, i sudditi obbedivano. Nuove lingue, +nuove opinioni, nuovi costumi; nuovo insomma il mondo morale e tutto +diverso da quel di prima. + +Tale novitá d'ogni cosa doveva necessariamente dare una nuova +impronta, un nuovo carattere alle opere del genio moderno. + +Qui il signor Bouterweck viene dimostrando come questo nuovo +carattere, piú che nelle altre arti, dovesse scorgersi manifestamente +in quelle che per loro mezzo di rappresentazione servonsi della +parola. E detto come le opere de' poeti e de' prosatori sieno in certa +qual maniera l'ultimo risultato del carattere nazionale, della coltura +intellettuale e del modo di pensare di tutto quel popolo, nella lingua +del quale lo scrittore rivela i propri pensieri, stabilisce il +principio fondamentale della sua critica colle seguenti parole: «Per +potere esattamente apprezzare [p.83] il merito dei moderni per +rispetto alle lettere, fa d'uopo richiamarci prima alla memoria tutte +le circostanze religiose, civili e letterarie, per le quali i tempi +che vennero dopo il risorgimento delle arti riescono tanto differenti +dalla classica antichitá. Intendendo in tutta la sua estensione lo +spirito dei nuovi tempi, e pigliando da questo punto di vista a +contemplare le qualitá caratteristiche della letteratura moderna, si +corre meno rischio di sagrificare il vero merito a' capricci di una +critica ostinatamente vana». + +Procede quindi il discorso ad analizzare le differenze massime che +corrono tra la nuova civilizzazione e l'antica, considerandole +unicamente nelle loro relazioni colle arti, ed in ispecial modo colla +poesia. + +I.--E prima di tutto l'autore parla del cristianesimo e del paganesimo +e confronta l'una con l'altra le due religioni, esaminando in che la +nuova riuscisse di vantaggio a' poeti, in che svantaggiosa. Il +cristianesimo angustiò sommamente la libertá fantastica de' poeti a +paragone della religione dei gentili, che non aveva un fondatore, non +dogmi scritti, non regole di fede, ma, figlia tutta della +immaginazione e del caso, lasciava a' greci la facoltá di adornarla +tratto tratto di nuove storie e di nuove fantasie. Quella religione, a +ben considerarla, era una continua poesia; e la poesia de' greci era +pressoché sempre l'espressione d'un sentimento religioso. + +Ma allorché il paganesimo cessò d'essere la religione dei popoli +d'Europa, ed i poeti pensarono di temperare nelle loro opere +l'austeritá della religione cristiana coll'introdurre in esse l'antica +mitologia, scomparve l'incantesimo di quel sentimento religioso che le +dava vita ne' canti dei greci; e le immagini mitologiche ne' canti de' +moderni non divennero altro che fredde allegorie, prive d'ogni +spontanea inspirazione. Cosí Amore, terribile dio a cui i greci con +sinceritá di cuore mandavano voti e preghiere, nelle poesie de' +moderni diventò un fantastico garzoncello, freddo emblema d'un +sentimento; e cosí tutti gli dèi dell'Olimpo non riuscirono altro che +figure poetiche. Né solamente scomparve il sentimento religioso, ma +cessò ben anche [p.84] la illusione poetica. Quando Pindaro nelle sue +odi invoca Giove ed Ercole, la sua espressione è per se stessa +naturale e piena di seria maestá. Ma quando un lirico moderno rivolge +l'apostrofe a un nume greco, egli può vestirla quanto piú vuole di +parole serie, può renderla patetica quanto piú sa, la sua invocazione +è sempre una invocazione da burla e non da senno. Noi lettori +supponiamo, è vero, e troviamo conveniente che il poeta lirico alla +pittura de' propri sentimenti venga mischiando quella altresí delle +illusioni ch'egli scientemente fa a se stesso. Ma ch'egli abbia potuto +farsi tanta illusione da credere sul serio, comunque momentaneamente, +negli dèi che viene invocando, noi nol pensiamo mai, da che +istoricamente siamo persuasi in contrario. Se dunque il poeta moderno +invoca sul serio gli dèi antichi, egli offende la veritá poetica e +guasta l'effetto delle sue pitture medesime. + +Dopo d'essersi spaziato alquanto intorno a siffatto argomento, +dimostrando quanto la mitologia degli antichi, come religione viva, +fosse opportuna alla poesia e quanto i poeti moderni perdessero di +sussidio colla perdita di essa, che piú altro non parve che una fredda +erudizione, il signor Bouterweck passa a dire come e perché l'uso +delle immagini mitologiche rimanesse pur tuttavia conveniente a' +pittori ed agli scultori. Poi, tornando al paragone tra le due +religioni per riguardo alla poesia, viene a dire quanto questa +coll'introduzione del cristianesimo guadagnasse dal lato del sublime; +e come acquistasse di poi un nuovo maraviglioso, assumendo le +tradizioni favolose delle magie, delle fate, dei giganti, ecc. ecc., +che i crociati riportarono in Europa dall'Oriente e gli spagnuoli +acquistarono dagli arabi, e che per lunghi secoli divennero tra gli +europei oggetto di superstiziosa credenza, per la facilitá con cui i +popoli potevano confonderli cogli angeli e co' demòni, ecc. ecc. +Investigate le ragioni per le quali questo nuovo maraviglioso riescí +piú conforme allo spirito de' tempi di quello non fosse l'altro +derivato dalle favole greche, rinforza i propri raziocini coll'esempio +dell'Ariosto e del Tasso, i poemi de' quali non sarebbero forse che +languide copie delle _Metamorfosi_ d'Ovidio e della _Tebaide_, [p.85] +ove quegli autori avessero derivata dal mondo favoloso degli antichi +la loro poesia. + +II.--Dall'analisi della religione l'autore procede a quella della vita +sociale; e parla, piú che d'altro, dello spirito cavalleresco per la +tanta influenza ch'ebbe sulla poesia moderna. In quanto al coraggio ed +al valore, i cavalieri somigliano agli eroi dell'antichitá. La +propensione al cercare avventure neppur essa mancava agli eroi della +Grecia. La spedizione degli argonauti e piú ancora quella contro de' +troiani furono «avventure», pigliando anche il vocabolo in tutta +l'estensione del suo significato. Medea ed Elena, l'una sciogliendo, +l'altra intricando il nodo degli accidenti, sono da paragonarsi in +certa qual maniera alle dame de' poemi cavallereschi. Ma ciò che +costituisce un'immensa differenza tra gli eroi antichi ed i cavalieri +è l'importanza che gli ultimi attribuirono alle donne; importanza che, +sconosciuta affatto a' greci ed a' latini per ragione de' loro costumi +nazionali, è appunto il movente caratteristico della poesia moderna. + +Qui l'autore crede di avere ragioni sufficienti per potere distruggere +l'opinione di coloro che fanno derivare dall'Oriente il costume, ne' +paladini e ne' nuovi popoli europei, di divinizzare le donne e di +ridurre a culto i voti dell'amore. Nelle fredde foreste, dic'egli, +dell'antica Germania, e non nei deserti dell'Arabia, dove un sole +cocentissimo converte in concupiscenza ogni desiderio, noi dobbiamo +cercare l'origine prima della mistica idea dell'amore casto dell'uomo +verso la donna. Gran tempo ancora prima che vi s'introducesse il +cristianesimo, le donne erano nella Germania sommamente onorate; e +intanto che gli altri popoli rozzi consideravanle come enti inferiori +all'uomo, il ruvido germano vedeva in esse qualche cosa di santo, ecc. +ecc.[6]. + +Né presso i greci né presso i latini troviamo indizio alcuno di tanto +ossequio alle donne. Ben è vero che né i greci né i latini le +trattavano col vilipendio con cui le trattano i sultani. Le madri di +famiglia erano onorate dentro le mura domestiche; vi avevano vergini +consacrate al culto di caste divinitá; alle [p.86] pubbliche feste +intervenivano anche le matrone. Ma ne' costumi di Grecia e di Roma non +appare la menoma orma di alcun omaggio particolare, tributato +dall'uomo alla donna siccome obbligo della condizione virile; non la +menoma idea esagerata e fantastica della innata eccellenza del sesso +femminino. + +Siffatte idee vennero primamente da' germani, che occuparono quella +parte dell'impero romano dove in appresso si sviluppò lo spirito +cavalleresco. La religione cristiana contribuí fors'anche a +mantenerle, favorendo in tutta l'Europa l'emancipazione civile delle +donne. Molti secoli, a dir vero, corsero in mezzo tra tale +emancipazione e l'epoca in cui surse lo spirito cavalleresco. Ma se la +condizione delle donne non avesse incontrato questo mutamento civile e +questa miglior fortuna nella opinione degli uomini, noi non avremmo +poesia cavalleresca; ed in generale la poesia de' moderni non avrebbe +conseguito quella tinta che piú la rende originale. + +Pieno il cuore umano della nuova venerazione verso il bel sesso, diede +vita a nuove immagini ed a nuovi sentimenti coi canti d'amore. E cosí +via via perpetuandosi ne' popoli le idee delle nuove relazioni morali +tra' due sessi, venne perpetuandosi infino a noi nella poesia una +cert'aura di gentilezza cavalleresca, che invano ricercasi nelle +poesie de' greci e de' romani, perché non potevano averla. + +La poesia moderna può dirsi figlia dell'amore, da che, piú che dalle +tradizioni religiose ed istoriche, emerse dal nuovo sentimento +amoroso. Un entusiasmo, ignoto a' greci, trasformò il rispetto col +quale i germani giá da gran tempo nelle lor selve onoravano le donne, +in una estetica deificazione della beltá femminina. Non solamente +l'avere in riverenza le donne amate, ma il servire ad esse siccome ad +enti superiori, l'ammirarle nell'estasi dell'amore siccome angeli, il +cedere ad esse ovunque la precedenza in confronto degli uomini, +l'innamorarsi non meno delle loro virtú che delle loro leggiadrie, +l'inginocchiarsi innanzi ad esse e 'l giurar loro fedeltá come il +vassallo la giurava al suo signore, il riporre l'amante tutta la sua +fortuna nelle mani dell'amata, l'obbedire ad essa ciecamente, il +correre [p.87] ad un cenno di lei colla gioia del trionfo incontro a +pericoli mortali, ecc. ecc.; ecco lo spirito cavalleresco, diverso +assai dallo spirito eroico degli antichi; ed ecco piú o meno lo +spirito della poesia moderna, che è quanto dire della moderna +civilizzazione per rispetto alle donne. + +Un ghiribizzo, una chimera mostruosa parrebbe forse ad un greco +redivivo questo culto, questo omaggio de' moderni per le donne. Né +mancherebbe forse a' di nostri un qualche riformatore pedante che +s'accosterebbe alla sentenza del redivivo. Il signor Bouterweck per +altro con validissime ragioni viene difendendo la devozione de' +moderni per le donne, siccome consentanea alla nobiltá e dignitá +dell'anima umana. Poi, adducendo gli esempi de' trovatori di Francia, +di Spagna e d'Italia, dimostra come la passione dell'amore, +ringentilita di tanto presso i nuovi popoli, fosse la prima +inspirazione de' poeti. L'amore infiammò l'anima di Dante, e la +presenza e la memoria della sua Beatrice furono gli eccitamenti del +suo ingegno. Lo stesso avvenne al Petrarca colla sua Laura. Il +Boiardo, il Pulci, l'Ariosto, il Tasso, ecc. ecc., quanto non si +compiacquero tutti de' nuovi sentimenti amorosi! E cosí di mano in +mano questa passione, modificata di tutt'altra maniera che nell'anime +degli antichi, prevalse in tutti i poeti d'Europa e svegliò un +interesse nuovo, che divenne il predominante nelle dilettazioni +poetiche. Per tal modo la totale rivoluzione del gusto operata dalla +poesia cavalleresca si mantenne tuttavia giú fino a' dí nostri, ad +onta degli studi fatti sulle opere antiche; e par verisimile che +durerá perpetua. Come non è da credersi che i nostri discendenti +tornino mai ad adorare gli dèi dell'Olimpo, cosí non lo è pure che il +gusto dominante si diparta mai da questa idea nobilitata dell'amore, +se prima gli uomini non ricadono in una rozzezza generale. + +Insieme a questa idea nobilitata dell'amore emerse pe' poeti moderni, +specialmente di Francia, d'Inghilterra e di Germania, una nuova luce; +da che i nuovi popoli, vantaggiando piú e piú sempre nella cognizione +del cuore umano, poterono chiamare in soccorso della poesia mille e +mille veritá psicologiche, intorno [p.88] alle quali nel mondo antico +appena alcuni pochi filosofi s'erano occupati. Cosí le passioni umane +analizzate piú profondamente somministrarono nuove modificazioni +d'accidenti e tinte piú risentite a' poeti; e l'Europa ebbe +Shakespeare. + +L'amore delicato e casto si associò facilmente coi sentimenti +religiosi. Quanto ad un greco non sembrerebbe, anche per questo lato, +incomprensibile il nuovo gusto! Eppure illustri filosofi hanno +osservato che nel naturale entusiasmo dell'amore v'ha qualche cosa di +religioso. Bastava dunque che i sentimenti amorosi venissero ad +incontrarsi co' religiosi, perché da questi misteri del cuore la +fantasia poetica derivasse assai novitá. Negli amori di Dante per +Beatrice, in quei del Petrarca per Laura, noi vediamo un misto +perpetuo di raffinamenti, di galanterie, di pensieri religiosi, di +timori, di speranze, di rimorsi, che formano un complesso +caratteristico della nuova passione. + +III.--Il terzo contrassegno originale della poesia moderna è una certa +quale tintura, piú o meno appariscente, di vera o falsa erudizione. + +Lo scopo immediato della poesia non è giá l'interesse scientifico, +bensi l'interesse estetico. L'erudizione, siccome non forma il poeta, +cosí non può essere per se stessa argomento immediato di poesia. Giova +l'erudizione al poeta per ampliargli la potenza intellettuale e +rendergli piú franca e piú ardita la concezione delle immagini. Ma +s'egli veste a dirittura la propria erudizione di forme poetiche, +declina interamente dal fine dell'arte sua. + +I trovatori, i quali furono anteriori di tempo ai poeti propriamente +moderni, per buona fortuna non furono eruditi. A simiglianza de' +rapsodi della Grecia, eglino non servirono ad altro che al bisogno +d'una poesia nazionale. La quantitá delle loro idee era pressoché +uguale a quella delle idee de' loro contemporanei, cioè a dire +angusta. L'erudizione rimase per molto tempo ignota al popolo, e, +confinata nelle biblioteche de' chiostri, ivi pure, insieme ad ogni +scienza, quasi onninamente dormiva. Ma allorché nel mille e trecento i +popoli cercarono una piú ampia sfera d'idee, ed ebbero voga le +sottigliezze [p.89] teologiche, e si scopersero i libri d'Aristotile, +e la filosofia scolastica fu la moda de' tempi, i poeti si volsero +anch'essi a coltivare le cognizioni scientifiche che scaturivano dalle +cattedre e dalle biblioteche, ed i loro canti cominciarono a pigliare +un certo qual sentore di lucerna, e lo ritennero per alcuni secoli +successivi. + +Al principiare del mille e cinquecento il buon senso sbandí dalla +poesia la filosofia scolastica; ma la educazione de' poeti serbò la +sua tendenza erudita e di scolastica diventò pedantesca, ed ebbe, come +tale, influenza sull'opere loro. Lo studio delle lingue morte e de' +libri antichi modellò l'intelletto de' poeti in gran parte secondo lo +spirito della antica civilizzazione. Arricchiti di ricordanze erudite, +eglino si lasciarono sedurre dalla vanagloria che suggeriva loro di +far pompa degli studi fatti; e secondo che quelle ricordanze piú +venivano mischiandosi col naturale sentimento poetico, i componimenti +loro diventarono uno screzio di cento colori. Per quanto nuovo e tutto +patrio fosse il soggetto delle loro poesie, eglino non si fecero +scrupolo d'innestarvi la mitologia antica, e sovente uomini +d'altissimo ingegno si compiacquero d'un miscuglio sí strano come di +una rara bellezza. Durò lungo tempo e dura ancor tuttavia in Italia, +in Ispagna ed in Francia una moda siffatta. + +Oltrediché, in tutta la storia della poesia moderna scorgesi +manifestissimo l'impero assoluto della critica. Aristotile divenne il +legislatore de' poeti, siccome lo era de' filosofi e de' teologi. E +come se per mala ventura quel sovrano intelletto, che forse da altro +filosofo mai non fu superato, fosse proprio predestinato ad essere il +seminator di zizanie ed a travolger le menti ch'egli intendeva +d'illuminare, anche il suo bel libro della _Poetica_ represse la +libertá intellettuale de' poeti e guastò il gusto; nella guisa +medesima che la sua _Logica_ e la sua _Metafisica_ protrassero di +tanto il sonno d'ogni vero sapere. Per potere intendere Aristotile, +bisogna aver prima intese di per se stessi le vere bellezze intime de' +poeti greci, allo spirito delle quali si riferiscono tutte le regole +aristoteliche. Ma a questo non si pose mente. E tutti si attennero +secondo la lettera alla _Poetica_ d'Aristotile, commentandone ed +interpretandone le osservazioni [p.90] estetiche siccome leggi del +codice di Giustiniano. E non vi fu pur uno che domandasse al proprio +ingegno:--Questo medesimo Aristotile, risuscitando ora, continuerebbe +cosí, o piuttosto non iscriverebbe egli per le nazioni moderne +tutt'altra poetica?--. + +Assuefattisi nelle scuole i poeti a compiacersi nelle erudizioni, e a +derivare le loro immagini piú dalla lettura de' libri che dall'esame +della vita e de' costumi de' loro contemporanei, ecco riescire piú e +piú sempre oscuri i loro componimenti all'universale de' lettori, ecco +il bisogno d'illustrarli di lunghe note, mettendo a profitto una mezza +biblioteca, ed ecco nuove occasioni predilette di sfoggiare +erudizione: intendimento che non ebbero mai i poeti greci, perché, +mirando allo scopo massimo dell'arte, cantavano cose note al popolo, e +volevano esser poeti e non altro. + + +III + +Noi abbiamo in Italia storie della nostra letteratura quante ne +vogliamo. Il Crescimbeni, il Quadrio, il Fontanini ed altri ci furono +prodighi di notizie biografiche e bibliografiche intorno ai sommi, ai +mediocri, agli infimi scrittori italiani, sicché non vi ha curiositá +che vinca la lor profusione. Ma se pei padri nostri potevano bastare +quelle congerie di notizie pressoché nude d'ogni filosofia, non +bastano ora piú per noi: da che i progressi dello spirito umano non ci +permettono piú di regalare la nostra attenzione alla sola +pazientissima flemma d'un raccoglitor di memorie; e studi piú +importanti hanno svegliato ora in noi una tendenza filosofica, +costantemente operosa, la quale ci fa vogliosi di conoscere, piú che +le cose, le cagioni di esse. Non vuolsi per altro far troppo delitto +a' padri nostri della facile loro contentatura. La colpa era non di +essi ma de' tempi, diversi assai, come giá dicemmo, per mille ragioni +politiche da' presenti, nella stessa guisa che diversi da' presenti +saranno i futuri per quella necessitá di moto che agita perpetuamente +il mondo morale. + +Il Muratori qualche poca volta sollevossi ad una sfera d'idee +superiore a quella de' suoi contemporanei italiani, e lasciò qui +[p.91] sfuggir lampi precoci di quella filosofia applicata alle +lettere, che, bambina allora, viene ora crescendo in tutta l'Europa a +robustezza virile. + +Ma piú assai che il Muratori, il Gravina sarebbe stato un letterato +filosofo da produrre assai riforme e assai di bene all'Italia, se +fosse nato in tempo di migliori lettori; poiché certo non gli mancava +né logica esatta né vigoria d'intelletto, che che ne dicesse il +Baretti. Era uomo il Baretti d'ingegno vivacissimo, ma di cognizioni +non sempre profonde; e però riesce giudice talvolta incompetente e +troppo corrivo al dir male d'altrui. + +Per rispetto al Tiraboschi, a cui dobbiamo esser grati di molte +notizie erudite, noi speriamo che le persone scevre da' pregiudizi non +vorranno biasimarci se ci facciamo lecito di dire che a lui mancava +perfino quella filosofia che i tempi potevano dargli. Degli altri piú +recenti, ma di minor conto, non parliamo. + +La letteratura d'Italia, e per la venustá di che in molte parti +ridonda e per venerazione all'anzianitá de' suoi natali, fu sempre uno +studio carissimo anche ai dotti delle nazioni straniere. Molti di essi +ne scrissero or la intera storia, or la parziale d'un qualche ramo o +d'una qualche epoca; molti incidentemente in libri di diversa natura +pronunziarono giudizi intorno al merito d'alcuni de' nostri prosatori +e poeti, or con molto, or con poco, or con nessuno criterio. + +Presso gl'italiani trovarono applauso sempre coloro degli stranieri +che piú erano stati larghi d'encomi alle nostre lettere; e contumelie +villane, anziché pacate confutazioni, coloro che in qualche maniera +parvero mostrarsi meno scialacquatori d'incenso. E nondimeno il +lettore giudizioso rinfaccia non di rado a molti de' primi la mancanza +di sagace discernimento, della quale per lo piú si suole fare accusa +a' secondi. Cosí tal uno, a modo d'esempio, porta opinione che il +libro dell'inglese signor Cooperwaker sul teatro italiano, quantunque +pieno zeppo di adulazioni e di lodi alla nostra letteratura +drammatica, sia davvero un meschinissimo libro scritto da un +meschinissimo pedante; e con uguale schiettezza reputa miserabili +certe censure scagliate contro alcuni de' poeti italiani dal Boileau, +dallo stesso ingegnoso [p.92] Voltaire e da altri non pochi che, dando +biasimo a ciò che non intesero, riescirono detrattori inconcludenti. + +Fra gli stranieri che scrissero della nostra letteratura sa ognuno +quanto romore suscitassero di recente madama di Staël, il signor +Sismondi, il signor Schlegel, il signor Ginguené. Per ora ci par +prudenza lo schivare lunghe parole intorno ai tre primi, onde non +riaccendere la rabbia che ha giá fatto abbastanza di torto all'Italia. +D'altronde se n'è giá parlato tanto e se n'è detto sí poco, e tanto +pur se ne potrebbe dire, che a volerne degnamente discorrere non +bastano i limiti dentro i quali ci serra l'occasione presente. Solo ti +preghiamo, o lettore, di non interpretare sinistramente questo nostro +silenzio e di crederci rispettosi davvero verso quegli ingegni, perché +li crediamo in accordo coi lumi del secolo e non co' pregiudizi della +ignoranza orgogliosa. + +Il signor Ginguené scrisse in Francia l'intera storia della +letteratura italiana. La conoscenza profonda, e rara oltremodo in un +francese, ch'egli manifestò avere della lingua nostra e delle nostre +lettere, l'amore sincero con cui ne parlò, le lodi che ci versò sul +capo a piene mani gli meritano il tributo della nostra gratitudine. Ma +se si pensa che il signor Ginguené scriveva il suo libro dopo l'anno +1810 ed in Francia, che è quanto dire un trent'anni dopo quello del +Tiraboschi ed in paese piú illuminato del nostro, chi vorrá perdonare +a lui la penuria di filosofia? Un uomo che, per quanto sembri +internarsi colla veduta, guarda pur sempre la sola superfice delle +cose, e ad ogni tratto ti esclama «bravo! bello!» senza mai +arricchirti il capo d'una nuova idea che ti faccia sentire la ragione +delle sue lodi, non è l'uomo del secolo, non fa piú per noi. + +Vi ha nondimeno in Italia una certa legione di lettori che potrebbonsi +chiamare i _traineurs_ dello spirito umano, come i francesi +chiamano i _traineurs_ dell'esercito[7] que' soldati che, [p.93] +o per viltá o per fiacchezza o per altra ragione, restano indietro +nelle marce e non arrivano che un buon pezzo dopo il grosso delle +truppe. A questa milizia di grave armatura, che fa da retroguardia al +secolo, un'altra se ne aggiugne, alla quale starebbe bene il titolo di +«tribú dei comprafumo», perché ad essa par sempre una maraviglia tutto +ciò che in qualunque maniera è lode all'Italia. + +Come i bevoni tracannano il vino senza assaporarlo, cosí i comprafumo +si strinsero al seno il libro del signor Ginguené e lo predicarono la +perfezione delle perfezioni. Ai comprafumo vennero lenti lenti in +soccorso i _traineurs_, portando seco i pensieri ereditati dalla +buona memoria de' loro bisnonni. E la predica degli uni rinforzata +dall'applauso degli altri diventò un clamore da innamorare la +moltitudine, che mise gridi anch'essa senza sapere perché. Ma gli +uomini savi d'Italia, quantunque gustino anch'essi la dolcezza delle +lodi, soprattutto dalla bocca degli stranieri, le infastidiscono +siccome nauseose, quando non le veggono avvalorate dalla +manifestazione d'un alto criterio in chi le va sprecando. Gli uomini +savi d'Italia sanno che la nostra letteratura, comeché splendidissima +per molti rispetti, ha pure anch'essa i suoi lati opachi; ed +arrabbiano nel vedere confondersi insieme da' lodatori l'opacitá e lo +splendore, e versarsi ovunque ugual dose di ammirazione. Gli uomini +savi d'Italia leggono le storie non tanto per compiacere ad una +sterile curiositá quanto per trarne paragoni giovevoli alla lor vita +presente; e reputano un miserissimo nulla la poesia ed ogni discorso +intorno a cose letterarie, quando non è messa a profitto tutta la +civiltá de' popoli dal poeta o dal trattatista. Gli uomini savi +d'Italia, perché rispettano non alla cieca ma con pienezza di +discernimento la letteratura patria, pretendono che non possa +degnamente accostarsi a parlarne se non chi accese la propria fiaccola +critica al lume della critica universale europea; e credono che il +signor Ginguené non ve l'accendesse abbastanza. E però la storia del +signor Ginguené sarebbe per tutti una gran bella cosa, se venisse +ritoccata da un filosofo. Questa almeno è l'umile opinione nostra, +alla quale speriamo facile il passaporto in virtú della libertá che la +legge e la critica ne accordano. + +[p.94] + +Ci parve di dover dare cosí alla sfuggita questo sguardo agli autori +che fin qui parlarono della letteratura italiana, onde rispondere +innanzi tratto a coloro che potrebbero forse irritarsi del nostro +tirare in iscena una nuova storia di essa, chiamandolo un portare erba +al prato; da che tra nostrali e forestieri possediamo giá tanti e +tanti volumi che ne discorrono, piú che non se ne legge. Abbiamo giá +detto nell'articolo primo che per gl'italiani la parte piú utile della +storia del signor Bouterweck sarebbe quella che tratta non della +nostra ma delle letterature straniere; e stiamo pur sempre in questa +persuasione. Tuttavolta anche i due primi volumi che comprendono le +cose nostre, quantunque meno importanti per noi, non sono da +rigettarsi come inutili. La novitá e l'importanza d'un lavoro storico +non consistono unicamente nel narrare fatti non conosciuti in prima, +bensí piú sovente nella maniera nuova di considerarli. Un portare erba +al prato sarebbe se i due volumi de' quali parliamo somigliassero in +tutto e per tutto ai libri del Tiraboschi e del signor Ginguené. Ma o +noi c'inganniamo, o la somiglianza per cento ragioni è tenuissima. E +ciò basti per nostra discolpa. + +Il signor Bouterweck dá principio alla storia della poesia e +dell'eloquenza italiana con un discorso, in cui prima di tutto viene +investigando qual fosse lo stato della lingua nostra al comparire di +Dante. In questo argomento egli segue, e lo confessa apertamente, il +libro latino di Dante medesimo _Della volgare eloquenza_. +L'autore scende poi a parlare de' metri poetici de' moderni, delle +ragioni per cui bisognò trovarli nuovamente e non ammettere que' degli +antichi, della convenienza e della quasi necessitá della rima nelle +poesie delle lingue moderne, della compiacenza con cui i nuovi popoli +accolsero questo nuovo ornamento poetico, e del carattere originale +che la rima diede alle forme esteriori della nuova poesia. Quantunque +agli italiani non si attribuisca il merito d'avere inventata la rima, +all'Italia nondimeno, dic'egli, e non ad altro popolo vuolsi saper +grazie dell'avere nobilitati i metri rimati de' provenzali, volgendoli +ad uso d'una migliore e piú vera poesia. + +[p.95] + +Ciò detto, l'autore imprende la rivista dei poeti e de' prosatori +italiani, la quale, sbrigandosi di Guido Guinizelli, di Guido +Ghislieri, del Fabrizio, ecc. ecc., col solo nominarli, incomincia +propriamente da Guittone d'Arezzo e scende giú fin presso al declinare +del secolo decimottavo. Non sappiamo se alla fine dell'opera il signor +Bouterweck vorrá ampliare con qualche supplimento questa sua rivista. +Certo non sarebbe male che egli lo facesse; da che pare che nel 1802, +quando egli pubblicò il secondo volume della sua storia (terminando +con quello di parlare degli italiani), le vicende politiche od altre +cagioni lo tenessero al buio delle cose nostre piú recenti; ed in +generale ne sembra trascuratissimo e superficiale troppo tutto quel +tratto della sua storia italiana che comprende gli ultimi trent'anni +del secolo ora scorso. + +Il tener dietro di passo in passo a codesta rivista non è intendimento +nostro, né lo comporterebbero forse i nostri lettori. Ne riporteremmo +volentieri alcuni squarci tolti qua e lá; ma come decidere la scelta +in mezzo ai tanti che meriterebbero la preferenza? Le cose giudiziose +che vi s'incontrano per rispetto a Dante, al Petrarca, all'Ariosto, al +Machiavelli, ecc. ecc., o vogliono essere riportate tutte, o vogliono +essere taciute. Crediamo dunque miglior partito quello di dar qui un +epilogo del discorso finale con cui l'autore conchiude la storia della +letteratura italiana. Il silenzio nostro sul restante aggiunga stimoli +alla curiositá dei dotti d'Italia, sicché eglino procaccino di leggere +nel testo ciò che non senza frequente compiacenza vi abbiamo letto +noi. + +Tanto v'ha di memorabile, dice il signor Bouterweck, nella letteratura +italiana, che la storia di essa merita una ricapitolazione. + +Come l'uomo, per variar d'accidenti, nella sua vita non rinnega mai +totalmente la sua prima educazione, cosí la letteratura italiana non +si spogliò mai totalmente di quel carattere ch'essa assunse nel suo +nascimento. Quando cinque secoli fa ebbero principio la poesia e +l'eloquenza italiana, l'attuale civilizzazione europea era tuttavia +ne' suoi primordi. E fra tutte le nazioni di Europa, l'italiana è la +sola nella di cui letteratura [p.96] lo spirito di quei primi tempi +abbia accompagnato sempre lo spirito de' tempi posteriori per tutti i +periodi dello sviluppamento di esso. + +Nella letteratura italiana è impresso il carattere della giovanezza +della nuova civilizzazione europea, con tutte le sue naturali +attrattive e coi suoi difetti. Quantunque i primi poeti d'Italia non +si abbandonassero interamente, come i greci, a se medesimi ed al +bisogno dell'anima loro, e non uscissero, come fecero i greci, dalla +sola scuola della natura, la poesia loro nondimeno emerse dal +complesso de' sentimenti che in essi destava la nuova civilizzazione; +sentimenti che, piú forti quanto piú freschi, crearono nella poesia un +certo vigore di gioventú che, l'una dopo l'altra, spezzò le catene di +cui il pedantismo l'aveva gravata. + +In tutte le migliori opere de' poeti italiani, mista alla bella veritá +poetica scorgesi questa vigoria giovenile che si spigne innanzi sempre +senza badare a ritegni. Ed anche lá dove i poeti sembrano +sottomettersi alle antiche regole, la gioventú dello spirito, l'anima +vera della poesia, non istá quieta, ma urta e rompe e s'apre la sua +strada attraverso ogni metodica circoscrizione. + +La bella poesia italiana non si piegò umilmente, come la francese, +alle regole vecchie, ma lottò sempre contro di esse. Dante, il +Petrarca, l'Ariosto, piú che alle regole, si lasciarono andare alla +prepotenza del loro genio, al bisogno delle anime loro, e riescirono +grandi nella libertá. Se se ne vuol levare la _Gerusalemme_ del +Tasso, tutti i poemi italiani, che, secondo i precetti de' pedanti, si +direbbero regolari e perfetti, appartengono alla classe seconda o ad +altra forse ancor piú bassa. Tutto ciò che v'ha di veramente poetico +in Italia è dovuto alla libertá del vigor giovenile. + +Mediante la storia della poesia italiana viene per la prima volta a +confermarsi nelle letterature moderne questa veritá: che il poeta +allora solamente ottiene il fine piú sublime e piú vero dell'arte, +quando tien conto del carattere della sua nazione e del suo secolo, e +non lo ributta sdegnosamente come inopportuno a' suoi intendimenti +poetici. La poesia de' poeti [p.97] sommi d'Italia è poesia nazionale +nello spirito del secolo in cui essi vivevano. + +Pei poeti del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento non fu poco +imbarazzo quello in cui li metteva da un lato la venerazione +entusiastica ch'erano tentati di tributare alle cose degli antichi +allora scoperte, e dall'altro la inconvenienza di ripeterne +servilmente le forme estetiche. La critica di que' tempi, debole +troppo, non bastò sempre a preservarli dalla cieca imitazione, alla +quale pareva che dovesse indurre tutti gli intelletti educati alle +scuole la maniera con cui spiegavasi la _Poetica_ d'Aristotile, +considerandola come un corpo di leggi assolute ed obbligatorie quanto +quelle di Giustiniano. Come nel restante d'Europa, cosí anche presso +gli italiani, specialmente del Seicento, non mancano esempi di cieca +imitazione degli antichi. Ma tutti siffatti esempi, considerati come +poesia, sono tutti miserabilissime cose, dall'_Italia liberata_ +del Trissino e dalla sua Sofonisba giú fino alle pedanterie di minor +momento. + +Per lo contrario in Italia chi ebbe in sé anima veramente poetica, +sentí sempre, anche senza averla spiegata teoricamente a se medesimo, +la differenza essenziale che vi ha tra la poesia romantica, cioè +quella derivante dallo spirito della nuova civilizzazione, e la poesia +degli antichi; e mostrò d'avere compresa l'essenza dell'una e +l'essenza dell'altra quando accolse come piú inerenti al proprio +intendimento poetico i costumi del suo secolo e della sua patria; e +studiando daddovero gli antichi, pensò non esser conveniente il +sagrificare alle lor forme poetiche le forme nuove, le quali erano piú +conformi allo spirito della nuova poesia. Dante adorava Virgilio come +se fosse un ente santissimo. Eppure a Dante non venne, no, in capo la +tentazione di lavorare un poema eroico nella maniera di Virgilio. Il +Petrarca era oltre ogni dire invaghito de' classici antichi tanto +quanto della sua Laura. Ma il Petrarca cantò il proprio amore com'ei +lo sentiva, nobilitando le maniere de' provenzali. L'Ariosto studiò +Omero, ma volle a bella posta riescir diverso affatto da Omero. E +finanche il Tasso, il Tasso medesimo non ardí spignere a tanto la +imitazione del poema [p.98] eroico antico, da rinunziare al carattere +romantico dell'epopea cavalleresca. + +Parrebbe che nello spazio di cinque secoli, nel corso de' quali la +civilizzazione non fu mai totalmente impedita ne' suoi progressi, ed +in una terra come l'Italia, dove il sentimento del bello è tanto +indigeno, la poesia e l'eloquenza, tenendo dietro ad ogni accidente +dalla crescente civilizzazione, dovessero svilupparsi a poco a poco +per tutti i modi possibili di varietá ed in tutte le forme che fossero +in qualche armonia col modo di pensare e coi costumi universali della +nazione. Com'è che ciò non avvenne? com'è che la pittura italiana non +lasciò via alcuna intentata, cercando di conseguire l'originalitá per +mille diverse maniere; e la poesia invece parve timorosa di novitá e +rade volte escí della via battuta? Non è difficile il trovare nella +storia della civilizzazione d'Italia lo scioglimento d'un tale enimma. + +Assai piú che quelle del pittore, le invenzioni del poeta dipendono +dall'educazione morale dell'intelletto. Ma presso gli italiani questa +educazione morale non fu spinta mai a quel grado di voga, a cui +salirono la erudizione e le dottrine ecclesiastiche. Nella moderna +Italia, dal Trecento in poi, l'intelletto non ebbe mai quella piena +libertá che lo aveva favorito nell'antica Grecia. E però il genio de' +poeti italiani non poté mai volgersi ovunque gli piacesse con energia +assolutamente libera. Angustiati essi da questi vincoli, non volsero +mai il pensiero a trovare un modo di poetare che non procedesse dalle +fonti dell'antichitá, non da quelle de' primi tempi romantici e del +cristianesimo, ma sibbene da una nuova maniera di contemplare l'uomo e +la natura. Il tentativo era per ragione politica pericoloso. Il +riprodurre tal quali le forme poetiche degli antichi non piaceva alla +nazione, perché la nazione sentiva romanticamente. + +Tutto il complesso di queste circostanze fece sí che la poesia +italiana, presa in totale, riescí assai piú ricca di melodia e +d'immagini che non di pensieri e di riflessioni sull'uomo. (Pare che +il signor Bouterweck voglia dire che la frequenza di tali [p.99] +pensieri e riflessioni non può essere il frutto che di una libera e +schietta considerazione dei fenomeni morali, degli avvenimenti +pubblici, delle sventure, dei delitti, delle speranze, dei voti, dei +rimorsi e de' miglioramenti, ecc., di una nazione; e che lo esprimere +liberamente siffatte considerazioni non essendo sempre stato in potere +dei poeti d'Italia, ciò li veniva allontanando anche dal farle). + +Le cagioni, che ristrinsero la libertá intellettuale de' poeti per +rispetto a' concepimenti, fecero forse in modo ch'essi, giovandosi +d'una bella lingua e d'un clima ridente, si dessero invece a rendere +sempre piú splendida ed elegante l'espressione de' loro concetti. Fra +tutte le poesie dei moderni l'italiana certamente è quella che per +riguardo allo stile, senza declinare dalla sua romantica novitá, piú +s'accosta all'ideale della poesia degli antichi. Nell'arte di +descrivere gli accidenti esteriori delle passioni, le situazioni, le +azioni, ecc. ecc., i principali de' poeti italiani non sono forse +superati da nessun altro poeta europeo. E tanto è il bello estrinseco +della poesia italiana che, s'essa per avventura fosse alcunché piú +ricca di valore intrinseco, pigliandola in totale, e piú variata nella +sua ricchezza, nessuna poesia d'Europa potrebbe osare di contendere +con essa pel primato. + +Fin qui il signor Bouterweck. Noi abbiamo giá detto piú sopra come +un'appendice, ch'egli aggiugnesse alla storia della letteratura +italiana, riparerebbe alla trascuratezza con cui ne esaminò gli ultimi +trent'anni del secolo scorso. Certamente non isfuggirebbono allora al +guardo filosofico del nostro autore i meriti di tre illustri poeti +recenti: l'Alfieri, il Parini ed il cavaliere Monti. + +Senza voler qui fare un'analisi completa delle opere di questi tre +illustri italiani, ci basterá accennare rapidamente alcune cose che +riguardano appunto l'importanza de' pensieri e degli argomenti, con sí +giuste querele desiderata dal signor Bouterweck nella poesia italiana +presa in complesso. + +L'Alfieri considerò la poesia e la trattò come un'arte destinata a +diffondere nel pubblico le idee piú importanti sul merito [p.100] +morale e sulle pubbliche istituzioni; idee che al poeta erano persuase +dalla esperienza, dalla riflessione, dallo studio della storia, ecc. +ecc. E quantunque le sue massime non sieno per altro sempre quelle che +un'illuminata filosofia deve approvare, la poesia dell'Alfieri non +pecca certo di futilitá. + +Il Parini consacrò il suo immortale poemetto a deridere l'ozio e la +mollezza, e contribuí a far cessare lo sciocco costume de' cavalieri +serventi, abolito poi piú efficacemente dalle grandi vicende di cui +siamo stati testimoni. + +Il cavaliere Monti seppe con rara felicitá fondare sulla religione +cristiana un suo epico componimento, ed arricchirne la poesia colla +viva pittura di sciagure e di grandi delitti contemporanei; ed in un +altro componimento consimile seppe esprimere con giusta indegnazione +la corruttela e la perversitá che deturparono sovente a' giorni nostri +i conquistatori ed i conquistati in Italia, ed esprimere +coll'entusiasmo de' versi un lodevole amore dell'ordine pubblico. + +|Grisostomo.| + + + [1] _Geschichte der Poesie und Beredsamkeit seit dem Ende des + dreizehnten Jahrhunderts, von_ |Friederich + Bouterweck|.--_Storia della poesia e della eloquenza, + incominciando dalla fine del secolo decimoterzo _, ecc., di + |Federigo Bouterweck|, Gottinga, ecc. ecc. + + [2] Il nome del signor Bouterweck è giá tanto conosciuto in Europa, + che sarebbe un far torto ai colti italiani il dir loro chi egli + sia. + + [3] Noi limitiamo il discorso presente alla sola letteratura, + pigliando il senso stretto di questo vocabolo, cioè «belle + lettere». Nelle scienze (che fanno parte della letteratura intesa + in senso piú ampio) non si vietava né era possibile vietare che + gli studiosi profittassero delle scoperte degli altri popoli; ed + infatti, o poco o molto, ne profittarono sempre. + + [4] L'Andrés, quantunque spagnuolo, è da considerarsi come autore + italiano, perché scrisse il suo libro nella nostra lingua. + + [5] Il signor Bouterweck fissa il principio della storia e della + eloquenza moderna ad un'epoca anteriore di pochi anni a quella di + Dante. + + [6] |Tacito|, _Germania_, c. 8. + + [7] Al vocabolo francese «_traineur_» non troviamo equivalente + italiano. «Sezzaio» sarebbe forse l'unico. Ma, oltreché non rende + intera l'idea di «_traineur_», è parola che sa troppo del + tanfo di fra Bartolomeo e di fra Iacopone, tanto che oggidi fa + stomaco ad ogni galantuomo. + +[p.101] + + + + +VII + +|Intorno al significato del vocabolo «estetica».| + + +Fu ricapitata non ha guari ad uno de' nostri amici una lettera senza +data né indicazione alcuna del luogo ove dimori la signora che la +scrisse. Voglioso di far pervenire alle mani di lei una risposta, né +sapendo come far meglio, ci pregò egli di inserirla nel nostro +giornale, preceduta dalla lettera di madama. + +Ecco l'una e l'altra. + + +I + +Signore,--Siete pur gente goffa voi letterati! Vi dolete che nessuna +donna legga le cose vostre, e fate poi ogni possibile perché i vostri +scritti non riescano leggibili. Al vedervi cosí fieri dei vostri +periodoni a perdita di fiato, cosí innamorati delle vostre frasi +rancide e di tutte quelle disgrazie con tanto di barba che voi altri +chiamate «grazie di lingua», sono tentata di credervi tutti quanti +uomini di coda e cipria e _barolé_. E voi sentite bene che in faccia a +noi donne questi ornamenti non sono una buona raccomandazione. Cari +goffi davvero! E non vi basta neppure di usare un linguaggio che per +intenderlo s'abbia ad aver ricorso ogni tratto al vocabolario; che +anzi andate a bella posta pescando, chi sa dove, certe parolacce che +ne' vocabolari si cercano invano. Vi dimando un poco se questo è senso +comune o indizio almeno di buona creanza. Perdonate, ma siete +incivili. E se pochi vi leggono, vi sta bene. + +Io per altro non sono donna di lunga collera; e sfogato cosí un poco +il dispetto, v'offro, se vi piace, il mezzo di far la nostra pace. +Eccolo: spiegatemi che cosa vuol dire «estetica»; che sia il «diletto +estetico» ed il «bisogno estetico»; che cosa significhi «interesse +estetico». + +[p.102] + +M'era immaginata che in queste parole vi fosse del greco; e ne +domandai la spiegazione a mio marito, che è uomo di lettere e che +conosce il suo greco meglio di tutt'altra cosa. Ma non mi ha voluto +fare alcuna risposta, e solo, voltandomi le spalle con aria di +disprezzo, esclamò:--Corbellerie! corbellerie!--Vedete come sono poco +compiacenti i mariti. Siatelo voi di piú, e riparate l'offesa fatta al +mio amor proprio dai vostri confratelli che parlano senza lasciarsi +intendere. Ma se volete proprio obbligarmi, fate che il favore sia +intero; e nella vostra risposta mandate al diavolo tutte le +caricature, e parlate chiara e tonda la lingua italiana del 1818. +Altrimenti farò della vostra lettera quello che fo di certi giornali: +me ne servirò la sera per incartare i miei ricci. + +Sono col piú profondo rispetto + +vostra serva |Ingenua|. + + +II + +Madama gentilissima,--Probabilmente il di lei signor marito avrá avuta +la sua buona ragione per chiamare «corbelleria» l'estetica. E questa +buona ragione sará probabilmente l'avere egli, dal matrimonio in +fuori, rinunziato interamente al secolo. Ai nostri giorni lo studio +della lingua greca, quando è principale e non accessorio[1] ad altri +studi piú importanti, fa per lo piú degli uomini ciò che di essi +facevano un tempo i deserti della Tebaide: li separa affatto dal mondo +e dalle sue pompe e mette loro nel cuore il disprezzo della vita +presente. Veneranda era l'austeritá degli anacoreti, e veneranda sia +anche quella dei grecisti. Né dell'una né dell'altra è lecito a noi +miseri mondani il giudicare. + +L'_Enciclopedia_, all'articolo _Esthétique_, spiega +bastantemente che cosa significhi «estetica». S'Ella vorrá compiacersi +di leggere quell'articolo, vedrá, ch'Ella aveva immaginato bene +credendo derivato [p.103] dal greco il vocabolo che le riesce nuovo. +«_Aisthesis_» vuol dire «senso» o «sentimento». E l'estetica è +appunto il complesso delle teorie del sentimento. La spiegazione che +ne dá l'_Enciclopedia_ mi dispenserebbe, madama, dal noiarla ora +piú lungamente. Ma Ella davvero con quella sua lettera s'è manifestata +per donna capace di dare utilissimi consigli; ed io amo tanto la +conversazione delle gentili signore, che, lasciata da un canto +l'_Enciclopedia_, non posso tenermi di non aggiugnere qualche +parola mia alle altrui in servizio di una signora che, senza farsi +conoscere, mi s'è giá resa simpatica. Ecco, madama, un vero bisogno +estetico per me. Ringrazio l'oscuritá di questa frase dell'occasione +che mi dá di poter protrarre il discorso con una persona amabile. + +Vi sono delle cuffie e de' cappellini belli, delle cuffie e de' +cappellini brutti. Se a madama venisse in mente di volersi occupare +del come debbano esser fatti, perché mi piacciano, bisognerebbe +ch'ella s'informasse delle regole dell'arte della modista. Vi sono de' +bei versi e dei brutti versi. A chi è curioso di sapere perché +piacciano i primi e non i secondi, conviene cercare quali siano le +qualitá necessarie perché un componimento poetico rechi diletto. + +Lo stesso dicasi per rispetto alla musica, alla pittura ed alle altre +arti. Vi sono de' pezzi di musica commoventi o sublimi, ve n'ha +d'insipidi; delle belle facciate di palazzi, e delle sproporzionate o +barocche. + +Il cappellino, la cuffia, i versi, la musica, la pittura, la facciata +del palazzo, il bassorilievo, ecc. ecc. ecc., hanno tutti questo di +comune: che piacciono quando sono belli e perché sono belli. Si può +dunque cercare le cagioni comuni di questo effetto comune, cioè +ricercare in genere le qualitá che si trovano in tutti gli oggetti +belli ed aggradevoli. L'estetica è appunto la scienza che si propone +questo scopo. Ma ad esso solo non si arresta, perché discende anche ad +osservazioni speciali risguardanti ciascuna specie di oggetti diversi; +e quindi discorre delle qualitá speciali che deve avere una bella +musica, un bel componimento poetico, un bel giardino, ecc. ecc. + +Sono persuaso che a quest'ora Ella sa ottimamente ciò che s'intenda +per «estetica». Però si contenti ch'io procuri di soddisfare alle +altre domande fattemi coll'arguto di lei viglietto. + +Ella avrá bramato piú volte che un'opera nuova al teatro della Scala +riescisse bene, perché avrá avuto desiderio di udire la sera [p.104] +delle belle ariette e de' bei pezzi concertati. Poiché lo desiderava. +Ella dunque, madama, ne aveva un bisogno. E questo bisogno di venir +dilettata dal bello musicale è «bisogno estetico». Ed è pure «bisogno +estetico», se l'oggetto del desiderio è vedere un quadro, leggere de' +bei versi, parlare con persone amabili, ecc. ecc. ecc. + +Il «piacere estetico» è quello che si prova ascoltando la bella +musica, mirando la bella pittura, leggendo i bei versi, udendo i +ragionamenti leggiadri, e cosí via. + +L'«interesse estetico» per ultimo è un termine che ha vari sensi. +Alcune volte si usa come sinonimo di «bisogno estetico», alcune volte +come sinonimo di «piacere estetico», ed altre volte con altro +significato. Quand'Ella, madama, udiva qualche bel finale del Rossini, +o vedeva qualche bel quadro in un ballo del Viganò, Ella non poteva +lasciar d'esclamare colla parola oppur col solo atto della +mente:--Bello! bellissimo!--Ora quel «bello! bellissimo!» che altro +era se non una confessione della potenza di dilettare ch'Ella +riconosceva nel finale o nel quadro? E questa potenza di dilettare è +precisamente l'«interesse estetico» nel terzo significato. + +Non le faccia stupore di udire che una parola viene usata in vari +sensi. Purtroppo è ancor lontano quel tempo in cui l'ideologia e la +grammatica filosofica avranno fatto tutti i progressi che ci vogliono, +perché possa cessare questo abuso e questo inconveniente. + +Ho lasciato scappare a bella posta il vocabolo «ideologia». Se per +avventura Ella non l'intendesse, mi offro pronto a spiegarglielo +verbalmente. La prego di non sapermi male di questa poca astuzia +suggeritami dal desiderio estetico di mettermi nel numero de' di lei +ammiratori e servi. Mi comandi sempre e mi creda + +di lei obbligatissimo servitore + +|Grisostomo|. + + + [1] Colla distinzione di «studio accessorio» e di «studio principale» + Grisostomo ha voluto separare i dotti da' pedanti. Lo studio del + greco fu, per esempio, accessorio nello Schlegel, che se ne serví + per penetrare nello spirito delle tragedie greche piú addentro di + qualunque erudito; ed è parimente accessorio in chi ne profitta + per far dono all'Italia d'ottime traduzioni di que' capi d'opera. + +[p.105] + + + + +VIII + +|Di un libro sulla romanticomachia[1].| + + +Questo libretto uscito di fresco agli sguardi dei torinesi è anonimo. +L'editore, per altro, delle 179 preziose pagine che lo compongono ci +fa avvertiti com'esso sia «un nuovo parto di quella medesima penna a +cui giá siamo debitori dell'erudito _Pedanteofilo_», che è quanto +dire, crediamo noi, di quella penna che scrisse altresí quattro +infelici _Lettere contro Alfieri_. + +Anche senza il sussidio dell'editore, sarebbe forse venuto fatto di +raffigurare all'abito bianco il mugnaio, s'è pur vero che in questa +nuova «dotta elucubrazione» sieno rinfrescati «a maniera di +allusione», come a taluno è sembrato, alcuni tratti in dispregio del +tragico italiano; ciò che deve far parimente rivivere l'indegnazione +de' classicisti non meno che de' romantici. + +L'intenzione attuale dell'anonimo torinese è di metter pace appunto +tra' romantici ed i classicisti. Però fa d'uopo saper grazie a lui di +cosí onesta intenzione. + +Finora s'era creduto da noi e dai fatui pari nostri che, a volere con +qualche speranza di buon successo intromettersi tra due litiganti onde +temperarne l'ire e ridurli ad un accordo, fossero indispensabili nel +mezzano della pace tre condizioni: 1 godere la confidenza d'entrambe +le parti litiganti; 2 conoscere lo stato della quistione; 3 avere +qualche pratica delle materie alle quali essa si riferisce. + +[p.106] + +Ma il sapiente anonimo ci mostra ch'egli è di tutt'altro parere; e +smentisce col proprio fatto la necessitá di quelle tre condizioni da +noi temerariamente venerate. Noi pensiamo ch'ei sia uomo probo e +leale; però, non essendoci in tal caso da sospettare peccati +d'impostura per parte di lui, noi stiamo zitti. + +I quattro libri della _Romanticomachia_ sono destinati +dall'autore ad essere una storia delle guerre tra i classicisti ed i +romantici. Ma, siccome per entro a que' libri non appare orma di +veritá istorica, cosí crediamo che l'autore preferisse a bella posta +il genere romanzesco. La _Romanticomachia_ ci par dunque dovere +essere considerata come un romanzo. È un romanzo allegorico da cima a +fondo, perché l'autore, amando di far ridere, ha scelto l'allegoria +perpetua. E tutti sanno che l'allegoria perpetua, massime quando +l'allegorista non ne dá la chiave che a pochi suoi famigliari, anziché +persuadere gli sbadigli, è la piú efficace promotrice del riso +universale. + +Terminati i quattro libri, l'autore nell'appendice spiega con severitá +filosofica tutta la pompa delle proprie teorie letterarie, mettendole +modestamente in bocca d'Urania. Molte sono le stupende novitá teoriche +che noi impariamo da siffatta appendice, e tutte opportune a' casi +concreti; come a dire questa: che nell'umana natura stanno i principi +fondamentali d'ogni arte, principi che sono indeclinabili; e +quest'altra: che per saper discernere il bello dal brutto bisogna aver +sottile criterio; e quest'altra a un di presso; che per poter fare bei +versi bisogna saperli far bene, ecc. ecc. ecc. + +Tutto poi questo romanzo, o lodo o arbitrato che lo si voglia +chiamare, è scritto in lingua purgata, ma di quella veramente +legittima. Né mancano qua e lá alcuni lievi solecismi, ad imitazione +della franca trascuratezza degli scrittori nostri piú antichi. + +Lo stile adoperato dal torinese è lodevole oltre ogni dire. Sta di +mezzo con bella proporzione tra quello dell'_Arcadia_ di Iacopo +Sannazaro e quello delle prediche di don Ignazio Venini. +L'amplificazione è la figura rettorica che il nostro autore maneggia +con padronanza assoluta e con piú frequente predilezione. + +[p.107] + +Del buon gusto di lui sia prova il seguente passo, tolto alla ventura +dalla pagina 14. È una invocazione; perché senza invocazioni non si +può far nulla di buono: + + O immenso e non sempre lucido specchio della storia, da cui tutte, + bene o male, si riflettono le accolte immagini dei grandi e piccoli + eventi, concedi per poco che, nell'ampio e disuguale tuo seno + fissando gli occhi, io giunga a scoprire del fatale romanticismo + l'annebbiata sorgente ed i tortuosi meandri. Cosí forse mi succeder + di potere dal vero genere romantico discernere il falso sistema, che + ne usurpa, in un col nome, la gloria. + +E qui sappia tra parentesi il lettore che l'anonimo fa una distinzione +tra il vero genere romantico ed il romanticismo; distinzione che deve +essere una bellissima cosa, dacché noi non sappiamo intenderla. + +Per tenere il nostro articolo in giusta armonia col libro di cui si +tratta, noi non entriamo in materia e stiamo superficiali, +superficialissimi. Questo astenerci dalle soperchierie ci è suggerito +dalla buona creanza. Grati noi per altro al paciere torinese pel lodo +od arbitrato con cui trasse a fine le discordie letterarie, lo +preghiamo di accettare, secondo che si usa in tali casi, come +pagamento della sentenza, o, se piú gli piace, come regalo, senza +obbligo di sborsare mancia veruna allo staffiere che glielo presenta +in nome nostro, le quattro seguenti notizie letterarie, delle quali, +quantunque vecchiette, abbiamo veduto nella _Romanticomachia_ +essere egli ignaro affatto. Il sapiente torinese mostra d'aver dato +retta a tutte le accuse gratuite che i classicisti fecero a' +romantici, e d'essere stato contento a quelle, senza degnarsi di dare +uno sguardo agli scritti di questi. + +I.--I romantici stimano molte parti delle poesie attribuite ad Ossian, +ma non ne hanno mai consigliata l'imitazione. + +II.--I romantici non vogliono nelle poesie dei moderni gli dèi +d'Omero, ma proscrissero sempre altresí quelli dell'Edda. E se amano +di vedere nell'Ariosto ed in Shakespeare le maghe e le streghe, non +suggerirono mai a' poeti viventi di ammetterle ne' loro canti, quando +non sieno piú vive nella credenza del popolo. + +[p.108] + +III.--I romantici non ricusarono mai di sottostare alle regole +stabilite dalla natura e dalla ragione. E però eglino professarono +sempre di star volentieri sottoposti a quel codice poetico a cui +obbedirono Dante, il Petrarca, l'Ariosto, Shakespeare ed altri +siffatti galantuomini. + +IV.--I romantici non dissero mai che le poesie de' moderni debbano +esclusivamente trattare delle cose cavalleresche e del medio evo. Né, +deducendo pei loro canti argomenti e memorie storiche dal medio evo, +intesero mai di voler persuadere gli uomini a darsi all'antica +barbarie; come neppure i classicisti, ricantando la guerra troiana, +hanno in animo di suscitare tutti i mariti moderni a pigliar vendetta +della infedeltá delle lor mogli colla strage di centomila persone. + +Speriamo che anche la parte contraria vorrá premiare con qualche +regaletto del suo l'ingenua mediazione del sapiente anonimo. + +|Grisostomo|. + + + [1] _Della romanticomachia, libri quattro_. Torino, 1818, co' + tipi di Domenico Pane, stampatore di S. A. I. il principe di + Carignano. + +[p.109] + + + + +IX + +|Guerre letterarie in italia| [1]. + + +In Lipsia la fiera di San Michele fu quest'anno ricchissima di nuove +produzioni letterarie. Una fra le altre ce ne capitò alle mani, +singolare molto pel suo argomento, ed è quella che annunziamo. + +Bisogna dire che in Germania la turba degli scrittori sia immensa, e +la smania dello scrivere ardentissima in essi, da che vediamo ne' +cataloghi registrarsi libri ed opuscoli a centinaia, che, per quanto +si può desumere da' frontispizi, sembrano trattare di cose forse non +troppo interessanti pei popoli nella lingua de' quali sono scritti. +Questo del signor Niemand ce ne somministra un esempio, perché, a dir +vero, non ha altro scopo in apparenza che quello d'essere utile a noi +italiani. + +Ma che gli italiani vogliano giovarsene non è da credere. Noi teniamo +anzi per fermo che la memoria del signor Niemand e del suo bel +libretto non durerá in Italia piú delle ventiquattro ore che la +fortuna suole conceder di vita ad un numero del _Conciliatore_. +Il signor Niemand si contenti dunque di divider con noi i nostri +destini e la nostra pazienza. Di piú non possiamo fare per lui. + +L'autore sembra essere uomo erudito e, quel che piú importa, zelatore +sincero della probitá. Il presente libretto è da considerarsi come +l'emanazione di un'anima onesta. E le sole persone oneste potrebbero +leggerlo senza irritarsi delle frequenti [p.110] allusioni che vi si +trovano alle sentenze bibliche, e della franca indegnazione con cui +l'autore si oppone al vizio. + +Il signor Niemand è di parere che le dispute letterarie sieno per se +stesse giovevolissime allo scoprimento della veritá ed alla +propagazione dei lumi. Non biasima una leale e discreta ambizione ne' +disputanti; perché, senza questa potentissima molla delle umane +azioni, crede egli improbabile che un uomo voglia sottoporsi al peso +degli studi (su questa improbabilitá noi forse siamo di opinione +qualche poco differente). Combina egli la nobile ambizione coll'amore +schietto e disinteressato della veritá e col dovere che gli uomini +hanno di essere utili agli uomini. E però giudica che in faccia al +pubblico non abbiano diritto di disputare intorno a cose letterarie +che le sole persone d'incolpabile morale. + +Ma questo parlar di diritti, quando prevale assoluta in contrario la +prepotenza de' fatti, sa dell'inutile all'autore. Quindi, lasciate le +teorie astratte, si dá egli a tessere la storia delle contese +letterarie degli italiani, incominciando da quelle che nel +decimoquinto secolo il Poggio ebbe con Francesco Filelfo e Lorenzo +Valla e Giorgio di Trebisonda, ecc. ecc., e scendendo giú fino a +quelle tra'l Parini ed il padre Branda, tra'l Baretti ed il Bonafede, +e ad altre ancor piú recenti. + +L'intenzione dell'autore, nel riandare tante epoche di scandalo e +tanti aneddoti, com'egli dice, di «contaminazione», è quella di +dimostrare che i letterati d'Italia nelle loro controversie +declinarono pressoché sempre dall'ingenuo fine di esse per servire ad +interessi ed odii personali; e che, cosí facendo, rivolsero a vero +danno della sapienza quel mezzo medesimo che par piú destinato a +favorirla. + +Egli confessa che alcuni pochi de' litiganti furono uomini per altro +ornati di molte virtú. Però deplora la trista consuetudine italiana, +che talvolta induceva a traviamento anche i buoni (fu per noi una vera +consolazione il vedere nel breve elenco di questi ultimi il nostro +Parini). Poi fa notare quegli altri che da semplice esuberanza di bile +o da semplice invidia della fama altrui furono mossi a svillaneggiare +i loro rivali (e qui l'elenco [p.111] cresce assai in lunghezza). +Finalmente stabilisce per muovente massimo delle inimicizie letterarie +nei piú l'interesse pecuniario (e qui, se pure è lecito scherzare +sulle umane miserie, la lista par quella delle belle tradite da don +Giovanni). + +Il commercio librario fu sempre angustiato in Italia dalle tante +divisioni territoriali, e da questo: che in tutta l'Italia, +comparativamente alla numerosa popolazione della penisola, non fu mai +abbondanza di lettori, massime paganti. Quindi i letterati, non +potendo ritrarre sufficienti ricompense dagli stampatori, si rivolsero +quasi sempre a' principi ed a' governi. + +Stretti da altri doveri piú sacri, i governi non poterono sempre +contentar tutti i letterati. Però, crescendo la frotta de' +concorrenti, non bastava la pastura, e i begli ingegni bisognava +spesso che se la strappassero l'un l'altro di bocca. In alcuni di essi +era malvagitá vera, in altri debolezza, in altri la pazienza si +lasciava stancare dalle provocazioni ripetute. Chi pigliava l'armi per +assalire, chi per respingere gli assalitori. E le armi erano ingiurie, +calunnie, contumelie, accuse pubbliche, delazioni segrete, +propalazioni d'infamie domestiche, rinfacciamenti di fellonie, ecc. +ecc. ecc. + +Gli spettatori maligni ridevano, la gente dabbene fremeva. E la +maggior parte del popolo, confondendo le lettere co' letterati, +chiamava «infami» quelle, perché sovente vedeva infami questi. La +sapienza non ci guadagnava mai nulla, l'arte critica non progrediva +d'un passo, perché la sapienza e la critica nulla hanno di comune +colle villane animositá individuali. Ogni generazione di letterati +biasimava queste pessime arti nella generazione precedente, poi +correva ad imitarla coi fatti. + +Cosí la storia delle contese letterarie degl'italiani non presenta +altro che una miserabile successione di guerre personali da far +ribrezzo ad ogni uomo che senta altamente in suo cuore la dignitá e +l'importanza delle lettere. E cosí i letterati d'Italia crebbero tante +spine all'esercizio della letteratura, che al letterato onesto diventò +pericolosa perfino la sua onestá. + +Il signor Niemand parla sempre co' fatti alla mano, per modo che ci +piange il cuore, ma dobbiamo pur dire ch'egli in gran [p.112] parte ha +ragione. E se la vergogna può in noi qualche cosa, vaglia questa volta +ad avvertirci come gli stranieri ci tengano l'occhio addosso, e come +ci convenga camminare con prudenza e saviezza, onde non sieno da essi +ricantate all'Europa le nostre turpitudini. + + L'ultima volta ch'io fui in Italia, e saranno forse dieci anni--cosí + dice alla pagina 224 il signor Niemand,--mi fermai lungo tempo in + Milano. Ho veduto ivi agli ingegni nascenti strozzarsi dagli anziani + le parole in bocca, la riputazione de' provetti lacerata da' provetti. + Ho veduto ivi una lega di letterati mischiare insieme con perfide arti + la fede letteraria alla fede religiosa e morale, per modo da far + scontare con pene civili le innocentissime opinioni letterarie ai + disgraziati ch'erano in odio alla lega. Ho veduto un uomo, che per + altro godeva molto credito presso alcuni, il signor Lamberti, + stabilire perfino questo assioma e stamparlo nel _Poligrafo_: che + chiunque contraddicesse ad un'opera o ad una sola sentenza letteraria + d'un pubblico professore nominato dal sovrano, contraddiceva al + sovrano medesimo ed era ribelle alla sovranitá. Non credo che il + governo sancisse allora in diritto queste massime di tirannia. Che + importa? Il solo pronunziarle era un'offesa alla ragione de' buoni. + + Ma la piú tranquilla saviezza degli attuali governi d'Italia mi fa + certo che i costumi dei letterati italiani sieno ora cambiati in + meglio. Ed io me ne rallegro davvero colla terra bella e gentile che + avrei invocata da Dio per patria mia, se l'uomo potesse prima di + nascere invocar la patria ch'egli vorrebbe. + + Giovinsi dunque santamente della nuova fortuna i letterati. Trattino + le loro quistioni con quell'ardore che viene dall'anima innamorata del + vero; ma non s'irritino delle opposizioni. Tutte le veritá letterarie + e scientifiche hanno dovuto aprirsi la via attraverso ostacoli + infiniti. Ma se una generazione bestemmia contro il Galileo e lo + imprigiona, la generazione che siegue non si cura di sapere i nomi de' + bestemmiatori, e corre a Firenze a baciar piangendo il sacro dito del + Galileo. + + «_Via sapiens plebem suam erudit_». E voi, o letterati d'Italia, + fate partecipe della vostra dottrina la plebe vostra. E se la plebe vi + vuol dettare essa leggi e dottrine, lasciatela fare pazientemente; ma + non pigliate consiglio che da voi o dai piú sapienti di voi. [p.113] + Ricordatevi che, se l'Ariosto avesse dato ascolto al parere del + cardinale, il _Furioso_ sarebbe scritto in latino, e la fama + dell'Ariosto sarebbe una miseria. La probitá sia nel cuor vostro e la + persuasione sulle vostre labbra. Ma delle vostre pacifiche discussioni + non chiamate mai in sussidio i governi, perché già questi, come savi + che sono, non vi darebbero retta. E innanzi a tutto procurate di + mostrarvi obbedienti e fedeli e tranquilli sudditi piú che sapienti + agli occhi de' vostri sovrani, non dimenticando mai il santo detto + della Scrittura: «_Coram rege noli velle videri sapiens_». + +|Grisostomo|. + + + [1] _Kurzgefasste Uebersicht der literarischen Streitigkeiten in + Italien_ von X. |Niemand|. Stettin. 1818, bey Friederich + Nicolai.--_Esposizione compendiosa delle guerre letterarie in + Italia_ di X. |Niemand|. Stettino, 1818, presso Federico + Nicolai [libro inventato dal B., per dare al suo articolo + apparenza di recensione]. + +[p.114][p.115] + + + + +X + +LETTERA DI GRISOSTOMO + +AL MOLTO REVERENDO SIGNOR CANONICO DON RUFFINO + + +Signor canonico, + +Ho letto con vera compunzione la garbatissima lettera scrittami da V. +S. in difesa del Tiraboschi. Non avrei mai creduto che quel mio breve +cenno nel numero 21 del _Conciliatore_, ov'io rinfaccio al +Tiraboschi penuria di filosofia, dovesse recar tanta offesa alla +coscienza letteraria d'alcuni fra' miei concittadini. Me ne duole +infinitamente, e sento purtroppo che il torto è tutto mio. Fo l'uomo +di lettere e non ne so l'arti. Se io fossi letterato davvero ed +italiano di cuore, non oserei pensare, non oserei scrivere ciò che io +penso: non avrei letto mai il Tiraboschi, e di lui non avrei detto mai +altro, se non che «il chiarissimo, l'eruditissimo, il sapientissimo +Tiraboschi». Ma il male è fatto: pensiamo al rimedio. + +Prima di tutto la ringrazio, signor canonico, del lungo elenco dei +lodatori del Tiraboschi, ch'Ella si compiacque d'inviarmi. +Quell'elenco mi ha persuaso, e la perorazione del di lei discorso mi +ha cavate le lagrime. Che vuole Ella di piú? Si lasci intenerire dalle +lagrime mie, e tra me e lei sia pace. + +Ma non basta ancora. lo deggio alla veritá ed all'onore della patria +una pubblica e solenne testimonianza della mia conversione. Dichiaro +dunque a V. S., e con essa a tutti i canonici di lei confratelli, che +io convengo pienamente nel parere dei dottori italiani, e dico che +hanno veramente ragione ragionevolissima di venerare il Tiraboschi +come profondissimo filosofone, e di disprezzare madama de Staël come +frivolissimo intellettuzzo. + +[p.116] + +L'uomo che sacrifica l'amor proprio e il proprio decoro mondano alla +veritá, e con aperta confessione si ricrede de' suoi falli, non +debb'essere confuso col peccatore ostinato. E però spero che i dottori +italiani mi saranno liberali di qualche compatimento. Ad essi non +importa, per altro, ch'io dica quali argomenti mi abbiano persuaso +tutto ad un tratto tanta divozione per la filosofia tiraboschiana e +tanto disprezzo per madama di Staël, di cui ho lasciata scappare dalla +penna qualche lode in quel benedetto _Conciliatore_.--Sciagurata +donnicciuola, qualche poco anche, per amor tuo, io era diventato lo +scandalo del mio paese!--Ma a lei, signor canonico, io non voglio +tacere che ad operare la mia conversione Ell'ebbe un potentissimo +sussidiario in certo accidente tutto fortuito. Si contenti ch'io +glielo narri alla distesa. + +Col rimorso che in virtú della garbatissima di lei lettera mi +serpeggiava giá per l'anima, io mi stava iersera invocando il sonno +che non veniva. Piglio un libro: non fa per me. Ne piglio un altro: +non mi contenta. Sporgo impaziente la destra piú in lá, e la mi vien +posta sul tomo primo _De la littérature_ di madama di Staël. +Aprolo a caso; e mi cade sotto lo sguardo quel passo a pagina 181 e +seguenti, che tratta delle ragioni per le quali la tragedia presso i +romani non salí in grande celebritá. + +Eccolo tal quale. A V. S. non fa bisogno che sia tradotto in italiano, +perché l'intenda. + + _Les combats des gladiateurs avaient pour objet d'intéresser + fortement le peuple romain par l'image de la guerre et le spectacle de + la mort; mais, dans ces jeux sanglans, les romains exigeaint encore + que les esclaves sacrifiés à leurs barbares plaisirs sussent triompher + de la douleur, et n'en laissassent échapper aucun témoignage. Cet + empire continuel sur les affections est peu favorable aux grands + effets de la tragédie: aussi la littérature latine ne contient-elle + rien de vraiment célèbre en ce genre. Le caractère romain avait + certainement la grandeur tragique; mais il était trop contenu pour + être théatral. Dans les classes même du peuple, une certaine gravité + distinguait toutes les actions. La folie causée par le malheur, ce + cruel tableau de la nature physique troublée par les [p.117] + souffrances de l'âme, ce puissant moyen d'émotion, dont Shakespeare + a tiré, le premier, des scènes si déchirantes, les romains n'y + auraient vu que de la dégradation de l'homme. On ne cite même dans + leur histoire aucune femme, aucun homme connu, dont la raison ait été + dérangée par le malheur. Le suicide était très-fréquent parmi les + romains, mais les signes extérieurs de la douleur extrêmement rares. + Le mèpris qu'excitait la démonstration de la peine, faisait une loi de + mourir ou d'en triompher. Il n'y a rien dans une telle disposition qui + puisse fournir aux développements de la tragédie._ + + _On n'aurait jamais pu, d'ailleurs, transporter à Rome l'intérêt que + trouvaient le grecs dans les tragédies dont le sujet était national. + Les romains n'auraient point voulu qu'on représentát sur le théatre ce + qui pouvait tenir à leur histoire, à leurs affections, à leur patrie. + Un sentiment religieux consacrait tout ce qui leur était cher. Les + athéniens croyaient auz mémes dogmes, défendaient aussi leur patrie, + aimaient aussi la liberté; mais ce respect qui agit sur la pensée, qui + écarte de l'imagination jusqu'à la possibilité des actions interdites, + ce respect qui tient à quelques égards de la superstition de l'amour, + les romains seuls l'éprouvaient pour les objets de leur culte._ + +Dopo tutta questa tiritera d'inezie, do un'occhiata alle note a piè di +pagina, poi ad altre pagine piú avanti e ad altre piú indietro; e +m'accorgo che la povera madama de Staël non sa cosa si dica, e non +trova altra soluzione del problema fuorché nell'analizzare le +instituzioni civili ed il carattere morale pubblico de' romani, e nel +derivarne la nullitá del loro teatro tragico.--Che libro +superficiale!--diss'io allora--che miseria d'ingegno!--E mi si +schiusero gli occhi dell'intelletto, e sbadigliai su' miei +traviamenti, e corsi ripentito a spolverare i volumi del Tiraboschi, +sovvenendomi che anch'egli aveva parlato su questa materia. Corro +all'indice; salto di lá al tomo primo, e mi innamora tosto la gravitá +di quelle parole a pagina 174, § LI: + + Prima di passar oltre, parmi che una non inutil quistione debbasi a + questo luogo trattare, cioè per qual ragione, mentre in ogni altro + genere di poesia arrivarono i romani a gareggiare co' greci, nella + teatral solamente rimanessero sempre tanto ad essi inferiori. + +[p.118] + +Io proseguiva a leggere; ma mi convenne obbedire al Tiraboschi, che mi +rimandò molte pagine indietro. Dal qual mio viaggio retrogrado venni a +raccogliere che prima de' bei tempi della romana letteratura la poesia +teatrale non era ancor molto in fiore, «per la ragione che l'arte di +poetare non era in quell'onore che convenuto sarebbe». + +Illuminato di tanto, tornai al § LI, onde sapere «perché nel piú bel +secolo della romana letteratura la poesia teatrale non giugnesse a +maggior perfezione». E qui confesso l'alta ammirazione che svegliò in +me la logica semplice e chiara, e nondimeno profondamente intuitiva, +con cui il chiarissimo Tiraboschi, sorretto da Orazio, ebbe la bontá +di confidarmi che questo non fiorire della tragedia presso i romani +proveniva dallo «strepito grande che facevasi nel teatro, sicché +appena vi si potevano udire ed intendere i versi», ecc. ecc. +«_Garganum_»--ripeteva il suggeritore del Tiraboschi-- + + _Garganum mugire putes nemus aut mare tuscum, + tanto cum strepitu ludi spectantur, ecc._ + +Che consolazione fu allora la mia, stimatissimo don Ruffino, nel +vedere appagata cosí bene la mia curiositá! Questa è ben altra +filosofia che quella di madama! Chi niega al Tiraboschi acume di +speculativo intelletto, o è stolido o è mentitore o è novatore. Ecco +come in poche righe viene dal sapientissimo Tiraboschi stabilito un +gran principio filosofico, il quale, come tutti i gran principi +filosofici dell'universo, riesce applicabile in ogni tempo ad altri +fenomeni. In virtú di esso io mi sento capace di spiegare le ragioni +per cui al teatro la tale o tal altra opera in musica non è bella. E +dico cosí:--La tale opera non è bella perché non la si ascolta.--E mi +guarderò bene dal ripetere col volgo:--Non la si ascolta perché non è +bella.-- + +Cosí l'importunitá della veglia e l'opportunitá della lettera di V. S. +contribuirono entrambe a convertire al Tiraboschi un amico traviato, +quale davvero mi pregio di essere sempre di V. S. molto reverenda. + +|Grisostomo|. + +[p.119] + + + + +XI + +INTORNO ALL'«ORIGINE DELLE LETTERE» DEL ROSCOE[1] + + +L'eloquenza di Gian Giacomo Rousseau non bastò a persuadere all'Europa +che le lettere fossero dannose all'umana societá. Nel discorso del +ginevrino i popoli vollero ravvisare piú la bizzarria del paradosso +che l'animo dell'oratore, e salvarono cosí il rispetto dovuto a +quell'uomo singolare. Senza entrare a discutere una quistione +puramente speculativa, che non condurrebbe ad alcuna utilitá pratica, +chi considera l'attuale nostra civiltá, e non è stolido o perfido, +vedrá essere dover suo il contribuire quel tanto che egli può al +miglioramento della coltura pubblica, ed il combattere sempre piú la +tristezza di quei pochi che vorrebbero far della sapienza un monopolio +e tener nella ignoranza il prossimo, onde non trovar contrasti a' lor +maligni disegni. Noi siamo ora in tale condizione, che il retrocedere +in fatto di studi, e non giá il progredire, ci trarrebbe in +precipizio. + +E però, seguendo l'intendimento de' buoni, suggeriamo con ingenua +persuasione agl'italiani di leggere il discorso fatto dal signor +Guglielmo Roscoe all'Instituto reale di Liverpool; discorso che +appunto è indirizzato a raccomandare la propagazione de' lumi in tutte +le classi de' cittadini, siccome mezzo di prosperitá nazionale. + +[p.120] + +Il nome del signor Roscoe dovrebbe, pare a noi, suonar caro all'anima +d'ogni italiano quanto quello d'un nostro compatriota. Qualunque sieno +le macchie che una critica imparziale possa scorgere nella _Storia +di Lorenzo il Magnifico_ ed in quella di _Leone decimo_, +nessun italiano di coscienza gentile può negare una testimonianza di +gratitudine all'amore con cui il signor Roscoe, riparando all'inerzia +de' nostri dotti, tolse a' misteri delle biblioteche e degli archivi e +trasse in nuova luce innanzi all'universale de' lettori tante memorie +della grandezza italiana. + +Se l'espressione dell'amor patrio consistesse, siccome vorrebbero +certi superstiziosi, nel far brutto viso a chiunque non nacque dentro +una delle periferie de' nostri municípi, noi dovremmo, come italiani +che siamo, rinunziare altresí a riconoscere per nostro concittadino +l'autore della storia delle nostre repubbliche. Ma, grazie a Dio, il +vero amor della patria è tutt'altra cosa; ed il signor Sismondi, come +illustratore dei fasti dell'Italia, vivrá sempre nella piena +riconoscenza dei veri italiani. E di siffatta riconoscenza avrá la sua +parte, benché in proporzione minore, anche il signor Roscoe. + +Il tema scelto a trattare dal signor Roscoe nel discorso che oggi +annunziamo è assai vasto. Egli si propone nientemeno che d'investigare +le cagioni dell'origine e de' progressi delle scienze, delle lettere e +delle arti, di riandare le vicissitudini ch'esse incontrarono, e di +mostrare quanta relazione abbiano co' piú importanti accidenti della +vita individuale e quanta influenza sulla felicitá generale de' +popoli. L'intenzione massima del suo discorso è santissima. Egli +vorrebbe condurre gli uomini ad un grado eminente di virtú civile e di +prosperitá domestica mediante un esercizio maggiore delle loro facoltá +intellettuali. Le massime filosofiche, i raziocini, gli esempi +dimostrativi sparsi nel discorso sono tali da manifestar sempre +l'onestá sincera dell'oratore. E soprattutto ne pare altamente sentito +quel lungo passo ov'egli dimostra che de' progressi delle lettere e +delle arti due precipue cagioni sono l'attivitá individuale e la +libertá civile. + +[p.121] + +Questo argomento della libertá civile per rispetto alle lettere sembra +essere il favorito dell'autore. A noi italiani per altro non riesce +nuovo, da che l'Alfieri lo trattò piú ampiamente nella migliore delle +sue prose. Se non che il signor Roscoe, avvicinandosi co' suoi +princípi astratti qualche linea di piú al concreto, e volgendo la sua +mira alla condizione vera ed attuale de' popoli d'Europa, stabilisce +come assioma che il libero esercizio delle forze intellettuali non è +creduto mai pericoloso da que' governi, i quali, qualunque sia la loro +forma nominale, sanno d'essere forti della opinione pubblica. + +Ma, lodando noi l'intenzione generale del discorso del signor Roscoe e +proponendone come utile la lettura, non intendiamo di dire che il +merito di esso sia in ogni parte esimio. O sia perché la brevitá de' +confini assegnati ad una orazione accademica non bastassero +all'ampiezza dell'argomento, o sia perché il signor Roscoe +proporzionasse la sua dialettica ad una udienza forse intollerante di +severe meditazioni, nel discorso di lui ci parve di trovare qua e lá +alcuni tratti di certa superficiale declamazione, che non contenta +pienamente il pensatore. + +Non gli faremo giá accusa d'essersi giovato d'un solo scherno +brevissimo onde distruggere l'errore di coloro che ascrivono +onninamente ai climi ed alle situazioni locali il prosperar delle +lettere; poiché un solo sguardo alla storia convince chiunque che la +fortuna di esse non fu confinata sempre dentro certi gradi determinati +di latitudine geografica. Cosí parimente, allorché egli combatte la +ridicola opinione di coloro che, con lamento ripetuto da generazione +in generazione, piangono il continuo deterioramento della specie +umana, se poche armi bastano a lui per farlo vittorioso di cosí inetti +avversari, fu cortesia la sua di non adoperarne molte. + +Ma quando con piú rispettoso contegno egli scende poco dopo ad +affrontarsi con chi predica il progressivo perfezionamento umano, gli +argomenti che oppone loro non ci sembrano troppo persuasivi. Egli li +ricava dalle storie parziali dei popoli; e vorrebbe persuaderci che +questi progressi non esistono, da che i greci ed i romani d'oggidí non +sono piú i greci ed i [p.122] romani di Pericle e d'Augusto. Ma, se ci +è lecito di contraddire, risponderemo al signor Roscoe che la specie +umana va presa in totale, e che se Roma non è piú la Roma di un tempo, +l'universo presente non è piú il barbaro universo di venti secoli fa. +D'altronde la perfettibilitá sostenuta da' moderni filosofi non è +quella speciale d'una o d'altra arte, ma bensì la perfettibilitá +generale dello spirito umano, alla quale siamo debitori de' successivi +miglioramenti della civilizzazione. Ed il signor Roscoe, col portare +in mezzo esempi del decadimento d'alcun'arte onde distruggere +l'opinione della perfettibilitá del pensiero, mostra di non volere +intender bene la quistione e di pigliar la parte per il tutto. + +Piú ancora: se i lumi talvolta non progrediscono in ragione d'aumento, +progrediscono in ragione di diffusione; il che, a modo d'esempio, +accade ora in alcune parti d'Europa. Ma neppure a questo volle por +mente il signor Roscoe; sicché pare a noi che, s'egli, piuttosto che +toccarla troppo leggermente, avesse schivata affatto questa disputa, +non sarebbe stato male. + +Dettate per lo contrario dallo schietto sentimento della veritá +crediamo le ultime pagine del discorso, ove sono enumerati tutti i +vantaggi derivanti ad un popolo dalla coltura delle scienze, delle +lettere e delle arti. E se a qualche rigoroso zelatore della dignitá +degli studi spiacesse forse di veder messi in mostra dall'autore non +solamente i vantaggi morali, ma con lunghe parole anche i vantaggi +pecuniari, noi lo pregheremmo di considerare che anche questi non +vogliono essere trascurati, perché non poco concorrono a produrre il +bene de' popoli. E pel signor Roscoe era interessantissima cosa il +contemplare gli studi anche da questo lato ed il fermarvisi molto, +massime recitando il suo discorso in Liverpool, cittá, come tutti +sanno, piena zeppa di mercanti. + +|Grisostomo|. + + + [1] _On the origin and vicissitudes of literature, science and art + ecc. ecc.--Dell'origine e delle vicende delle lettere, scienze ed + arti, e della loro influenza sullo stato presente della societá. + Discorso recitato il 25 novembre 1817, da |Guglielmo + Roscoe|, in occasione dell'apertura dell'Instituto reale di + Liverpool_. Londra, 1818, presso I. M. Creery. + +[p.123] + + + + +XII + +ARTICOLO SOPRA UN ARTICOLO + + +Nell'ultimo fascicolo (n. 60) della _Rivista d'Edimburgo_ +(celebratissimo de' giornali letterari d'Europa), dopo un assai +giudizioso articolo di pagine 42 sull'opera postuma di madama di +Staël, _Les considérations_, ecc., un altro ne segue, discretamente +lungo, intorno a Dante. + +Quando una persona da te venerata per finezza di discernimento parla +teco della donna del cuor tuo, e, senza sapere de' tuoi amori, con +ingenuo e casto discorso commenda la bellezza e la virtú di lei, tu +segretamente senti scorrerti per l'anima una voluttá di paradiso. +Simile presso a poco a questa fu la sensazione mia nel leggere +l'articolo del giornale inglese sul poema di Dante. Prego gl'italiani +di ridere liberamente, se cosí lor piace, di me e delle mie +sensazioni, sapendomi grado per altro d'averli io avvertiti +dell'esistenza di quell'articolo, ove lor nasca il desiderio di +leggerlo. + +L'articolo su Dante si sa che in Inghilterra fu accolto con +grandissimo applauso, e pel suo merito intrinseco, e perché parla le +lodi d'un poeta studiatissimo dagl'inglesi e ad essi carissimo. Si sa +inoltre, o si sospetta con fondamento da chi ha l'occhio esercitato, +che lo scrittore ne sia un uomo celebre, italiano per origine e per +famiglia, e greco per nascita. E però due soddisfazioni eccoci +somministrate ad un tratto: l'una nel sapere con quanta lealtá di +ammirazione un popolo ricco assai di letteratura sua propria discerna +e gusti il vero bello della letteratura nostra; l'altra nel vedere +come un ingegno nudrito e cresciuto ed educato in Italia non si +dimentichi di essa, [p.124] benché lontano, e fra le lusinghe della +sua nuova fortuna mandi ancora qualche sguardo di riverenza e d'amore +a' suoi ospiti antichi. + +Pigliata occasione da un libro italiano intitolato _Osservazioni +intorno alla quistione sopra l'originalità del poema di Dante_ di +Francesco Cancellieri (Roma, 1814), la _Rivista di Edimburgo_, +che nel suo numero antecedente aveva giá incominciato a parlar qualche +poco di Dante, riassume intorno a quel sommo italiano il suo discorso. +Incomincia dal deridere come poco importante questa benedetta +quistione della originalitá; e davvero chi non è membro dell'alta +camera dei pedanti e non è usato a stillarsi il cervello sulle +frascherie, è costretto in coscienza a convenire nel parere della +_Rivista_. + +L'opinione pressoché generale di coloro che contrastano a Dante +l'originalitá dell'idea del suo poema, è che questa fosse a lui +suggerita dalla _Visione_ di frate Alberico. Ma frate Alberico +non fu l'unico frate visionario che si pigliasse gusto di viaggiar +vivo col suo pensiero all'altro mondo, prima che Dante ponesse mano +alla _Divina commedia_. Fino da' primi secoli del cristianesimo +alcuni santi si dissero da Dio favoriti con visioni e rivelazioni, +come può vedersi da quelle di san Cipriano, di santa Perpetua, ecc. +ecc. Ma di queste accadde come dei miracoli, cioè che dopo i miracoli +veri ne furono spacciati non pochi falsi, e quindi molti sogni furono +spacciati come visioni. I gradi di somiglianza che esistono tra la +Visione di frate Alberico e 'l poema di Dante (e per veritá sono +pochi), esistono altresí tra questo e molte altre visioni, e +specialmente con quella d'un frate inglese anonimo, riportata da M. +Paris nella sua _Histoire anglaise_, ad an. 1196. «O Dante--dice +la _Rivista_--si giovò di tutte, o non se ne giovò di nessuna». E +questa ultima credenza par piú ragionevole a chi considera la natura +dell'ingegno di Dante, «il quale per altro--segue a dire la +_Rivista_,--vedendo stabilita per opera de' frati nella fede +popolare una specie di mitologia visionaria, pensò d'adottarla, nella +stessa maniera che Omero aveva adottata la mitologia del politeismo». + +[p.125] + +Ma la vera idea del suo poema Dante non la derivò da altro che dal suo +animo nobile e caldo di generosa onestá. «Egli da sé solo concepí e +mandò ad effetto il disegno di creare la lingua e la poesia d'una +nazione, di rivelare le piaghe politiche della sua patria, di mostrare +alla Chiesa ed agli Stati d'Italia come l'imprudenza de' papi e le +guerre intestine delle cittá e la conseguente introduzione di eserciti +stranieri trarrebbero seco di necessitá la devastazione e la rovina +dell'Italia. Egli pensò nientemeno che a farsi riformatore della +morale, vendicatore dei delitti e mantenitore della ortodossia nella +religione». Questa è ben altra originalitá di concetto che quella +delle visioni de' frati, prese tutte in un fascio. + +La _Rivista_ fa poco conto del libro del signor Cancellieri, +perché davvero è d'indole tale da non se ne poter far gran conto. Il +signor Cancellieri è uomo erudito assai; aveva bisogno di sfogar la +sua erudizione: però ha fatto che il libro servisse ad essa, e non +essa al libro. E la veritá è che egli lo termina senza terminar la +quistione pigliata a trattare. + +Bisogna dire che il prurito di far pompa d'erudizioni, quantunque non +cadano a proposito, salti addosso talvolta con irresistibile +ostinazione anche alla gente di giudizio; da che pare che anch'essa la +_Rivista d'Edimburgo_ in questo articolo medesimo se ne lasci +vincere un pochetto. Ma le semplici erudizioni giá si sa che non +costano molto; e gli uomini sono facili a scialacquare le sostanze +acquistate senza sudori. + +Ben piú lodevole parmi la maniera con cui la _Rivista_ ci dá un +quadro rapidissimo della condizione d'Italia da' tempi di Gregorio +settimo fino a quelli di Dante, onde convincerci sempre piú dell'alto +intendimento che resse i lavori del poeta. Troveranno i curiosi in +quel quadro alcune idee, se non nuove, almeno nuovamente e fortemente +sentite, sulle opinioni religiose d'allora, sul carattere di Gregorio, +sulla politica di lui, sulla origine e su' primordi della libertá +delle cittá d'Italia; libertá alla quale, in certo qual modo, +contribuí l'ambizione stessa di quel pontefice. + +Considerando attentamente la natura dei tempi di Dante, sbalza agli +occhi chiarissima l'intima relazione che esisteva tra [p.126] i +bisogni dell'Italia d'allora e le savie lezioni morali e politiche +date ad essa dal poeta. Questo modo di commentare la _Divina +commedia_ non tanto con una illustrazione pedisequa de' fatti, +quanto con un esame storico-filosofico de' tempi, pare che sarebbe da +eleggersi da chi imprendesse a fare una nuova edizione di essa. Ma per +poterlo sostituire alla solita maniera di commentare, bisogna avere +ingegno e cognizioni piú che non ne hanno d'ordinario que' che si +piegano al poco glorioso mestiere di commentatori. + +Terminato il quadro storico e riveduti leggermente i panni a vari +scrittori di storie letterarie, notandone alcuni errori, la +_Rivista_ si volge a dimostrare come in mezzo all'austeritá +ghibellina ed al rigore dell'avversa fortuna, l'anima di Dante, +bollente di magnanima ira, ridondasse nondimeno di affetti teneri e +gentili; e come ogni tratto egli li manifestasse ne' suoi versi e +nelle sue prose, esprimendoli con un fervore tutto spontaneo e con una +dilicatezza di cui non trovasi facilmente l'uguale. E per persuadere +di questo i suoi lettori e per confutare ad un tempo stesso +un'opinione, tanto o quanta contraria, di Federigo Schlegel, che nella +sua _Storia della letteratura antica e moderna_ chiama bensí +Dante il «maggiore de' poeti cristiani», ma gli rimprovera qualche +poco di ruvidezza d'animo, la _Rivista_ con lunghi commenti +presenta ad essi un lungo florilegio di passi dilicatissimi, tolti dal +poema e dalle rime di Dante. Le citazioni sono in italiano, e la +spiegazione di esse viene somministrata agl'inglesi per lo piú dalla +bella traduzione di M. Cary in versi sciolti. + +Quel florilegio sará opportunissimo per gl'inglesi; ma per noi +italiani potrebbe esser creduto superfluo. Il dilicato e gentile +amante di Beatrice, il pietoso narratore delle altrui sciagure amorose +non ha bisogno qui d'esser difeso dalle accuse di Federigo Schlegel, +né dalle altre di M. Hallam, che rinfaccia a Dante troppa ira contro +la patria. Dante amava la sua patria piú che chiunque; ma ne odiava i +delitti. E chi ama la patria davvero, s'irrita delle turpitudini de' +suoi concittadini; e mentre che il vile adulatore blandisce il vizio +che trionfa, l'onest'uomo mena apertamente la sferza e s'acquista fama +nella posteritá. + +[p.127] + +Dicendo candidamente essere inutile per noi l'ultima parte +dell'articolo della _Rivista_, non voglio tacere che molte +ingegnose osservazioni s'incontrano nella illustrazione che accompagna +l'episodio di Francesca da Rimini e gli altri frammenti. Ché anzi la +riporterei volontieri, se mi bastasse spazio, onde accrescere +probabilitá al sospetto formato da alcuni che l'estensore +dell'articolo su Dante non sia un inglese, bensí la persona da me +indicata piú sopra. Chi per qualche tempo praticò dialogo con un +letterato, vede sovente negli scritti ulteriori di lui rivivere molte +delle idee giá corse nel dialogo. Cosí gli scritti del dotto +richiamano soavemente alla memoria de' suoi amici lui medesimo e la +sua conversazione. + +Le considerazioni della _Rivista d'Edimburgo_ intorno al poema di +Dante mi sembrano lodevoli, come appare dal complesso del presente +articolo. Ma, senza derogare al merito loro, crederò di far cosa grata +a chi non avesse letto il libro del signor Sismondi sulla +_Letteratura del mezzogiorno d'Europa_, dando loro in altro +numero del _Conciliatore_ un breve estratto della sua analisi +della _Divina commedia_. Il signor Sismondi, mi sia lecito il +dirlo, vide in quel poema un altro elevato concetto; e ve lo vide con +rara profonditá di raziocinio, potenza di sentimento e tale felicità +di fantasia, che gli riprodusse le sensazioni inspirategli dal poeta. + +|Grisostomo|. + +[p.128][p.129] + + + + +XIII + +|Idee del signor Sismondi sul poema di Dante| + + +Piaccia a' lettori di richiamarsi alla memoria l'_Articolo sopra un +articolo_ inserito nel numero 34 del _Conciliatore_, e la +licenza chiesta loro di recare in altro numero un transunto delle +considerazioni del signor Sismondi sulla _Divina commedia_, +stampate da lui nel suo libro _Della letteratura del mezzogiorno +d'Europa_. + +È noto a tutti come quel libro incontrasse in Italia un profluvio di +encomi presso alcuni, del pari che un profluvio di censure spietate +presso altri. Era cosa questa da potersi facilmente prevedere. Qui, +manco male, vi ha persone non poche di schietto ingegno e di probitá +assoluta. Ma in buona fede bisogna pur confessare (e peccato +confessato è mezzo perdonato) che fra gli italiani leggenti v'è +altresí una lunga genia di mediocri, senza fuoco veruno d'entusiasmo, +tenaci della loro mediocritá, stizzosi contro chiunque arrischia un +passo per uscirne, e smaniosi non d'essere, ma di far da dottori. Però +nella moltitudine il libro del signor Sismondi doveva trovare di +necessitá anche chi lo mordesse. + +Inoltre, ne' dotti, le discordie letterarie che scompigliano il +giudizio d'alcuni o lo trascinano dietro la dittatura del giudizio +altrui, e fors'anche certe ragioni d'invidia, d'adulazione, +d'interesse, di servilitá..., ecc. ecc. ecc., dovevano far nascere +censure molte ed indecenti contro il libro di un uomo che si +manifesta, per sapienza ed onestá di carattere, superiore assai assai +a molti suoi contemporanei. Sia detto senz'astio e senza mira ad alcun +individuo, qui, come forse anche altrove, la letteratura [p.130] +sovente non è, in chi l'esercita, fine ingenuo delle passioni, bensí +stromento servile di esse. + +Alieni per altro da ogni inquisizione delle coscienze, gettiamo, o +buoni lettori, con buona verecondia il mantello di Sem e di Iafet su +tutti i motivi segreti da' quali possono aver mosso i giudizi intorno +al libro del signor Sismondi. Crediamoli anzi innocenti tutti que' +motivi. E strignendo le diverse sentenze in un sol risultato, diciamo +lealmente cosí:--Come tutti i buoni libri di questo mondo, il libro +del signor Sismondi forse non sará scevro affatto affatto di passi, a' +quali una critica intemerata possa contraddire[1]. Ma grandi e molte +bellezze e molte savie dottrine compensano largamente i pochi +difetti.--Per entro a quel libro domina una sí perpetua libertá +d'animo, una sí schietta ricerca del vero, un sentimento letterario +cosí nobile, che, volere o non volere, all'uomo onesto è forza aver +simpatia con chiunque verso il signor Sismondi eccedesse anche un +pochetto nelle lodi. L'assoluta perfezione ne' libri è come il _lapis +philosophorum_. Studia, studia; cercalo, cercalo: nol trovi mai. E +l'onestá ne' letterati è un altro _lapis philosophorum_, che trovasi, +è vero, qualche volta, ma tanto di rado, che pe' galantuomini è +proprio una solennitá il dí in cui giungono a raffigurarla. + +Dopo questo lungo preambolo, fattovi ingozzare so io perché, eccovi, +buoni lettori, quel che dice il signor Sismondi per rispetto a Dante. +Non riporto ordinatamente il testo, bensí il complesso delle idee +suggerite dalla lettura di esso, usando quanto piú posso delle parole +stesse dell'autore. + +Prima di Dante, le poesie liriche de' trovatori +(«_troubadours_»), le epiche de' trovieri («_trouvères_») +dalla Provenza e da altre parti della Francia s'erano diffuse +nell'Italia, recatevi da' normanni conquistatori della Puglia, della +Calabria, della Sicilia. Imitatrice della provenzale era sorta nella +prima metá del secolo duodecimo la poesia siciliana, e dalla corte di +Napoli moderava il gusto poetico degli italiani. + +[p.131] + +La lingua latina s'era giá separata affatto dalla volgare. Le donne +non la imparavano piú; e per piacere ad esse, per parlar loro d'amore +bisognava servirsi dell'idioma comune, di quello ch'esse adoperando +ornavano ogni dí piú di leggiadrie. + +Quantunque per ben cencinquant'anni i siciliani non rivolgessero la +loro poesia che ad esprimere i sentimenti amorosi, e, traviati +dall'esempio degli arabi e de' provenzali, anziché mantenere a' canti +d'amore il loro merito precipuo, la naturalezza de' pensieri combinata +colla soavitá dell'esposizione, lasciassero il semplice per correr +dietro al ricercato, all'ammanierato; eglino pur nondimeno erano +giunti ad occupare i primi gradi nel favore della moltitudine. I loro +versi erano popolari, se non per altro, almeno per ragione di lingua e +di metri; come popolari altresí erano le forme epiche ed epico-liriche +dei romanzi e de' poemi de' trovieri. + +Prima di Dante, alcuni uomini d'indole ardente avevano indirizzata +tutta l'energia dell'anima a' misteri della religione, mettendo +ammirazione nell'universale e suscitando coll'esempio proprio +l'energia altrui. San Francesco e san Domenico avevano create nuove +milizie religiose, piú entusiastiche e piú attive di quanti ordini di +monaci esistessero per l'addietro. L'attivitá di quelle milizie, le +prediche, le persecuzioni sanguinose, ecc. ecc., avevano rianimato lo +zelo spirituale de' cristiani. Le lettere, rinate cogli studi +religiosi, avevano pigliata una certa quale tinta scolastica. Il +cielo, il purgatorio, l'inferno erano sempre sempre presenti +all'immaginazione degli studiosi, dei devoti, del popolo, di tutta +insomma la cristianitá. Vedevano i credenti quegli oggetti cogli occhi +della fede, ma pur sotto forme materiali; tanto i predicatori s'erano +per mille modi ingegnati di proporzionarli al concepimento popolare. + +Venne Dante. Pose mente a tutta la suppellettile poetica lasciatagli +da' trovatori e dai trovieri ed alla popolaritá loro. Pose mente alle +poesie de' siciliani ed alla popolaritá della loro lingua e de' loro +metri. Pose mente allo spirito religioso, meditativo, teologico, +scolastico del suo secolo, ed alla popolaritá di tutti gli argomenti +desunti dalla fede. Vide che nessuno de' poeti [p.132] moderni, che lo +avevano preceduto, s'era giovato abbastanza dell'arte onde scuotere +fortemente le anime, e che nessun filosofo era penetrato nei recessi +del pensiero e del sentimento. + +Però Dante, consigliato dalla potenza del proprio intelletto e dal +concorso di tanti materiali poetici che lo circondavano, pensò che +questi, quantunque tuttavia informi, avrebbero potuto servire alla +costruzione d'un edificio sublime insieme e popolare. E invece de' +canti d'amore, invece de' madrigali freddamente ingegnosi e delle +allegorie false o sforzate, concepí nell'alta sua immaginazione tutto +__il mondo invisibile__, e stabilí di svelarlo poeticamente agli +occhi intellettuali degli italiani. + +L'argomento scelto da lui a cantare era per quel secolo il piú +interessante, il piú elevato, il piú profondamente religioso, il piú +popolare di quanti argomenti potessero venire in capo ad un poeta. Era +inoltre collegato piú strettamente di qualunque altro con tutte le +passioni politiche de' tempi, con tutte le memorie di patria, di +gloria, di fazioni civili, di virtú e di delitti magnanimi, perocché +tutti i morti illustri dovevano ricomparire innanzi a' viventi su +questo nuovo teatro aperto dal poeta. E finalmente per la sua +immensitá fu il piú nobile e piú sublime argomento che mai venisse +immaginato dal concetto umano. + +|Grisostomo|. + + + [1] A giudizio d'alcuni, ciò potrebbe riferirsi per avventura a + qualche parte delle opinioni dell'autore sul Calderon e sul + Petrarca. + +[p.133] + + + + +XIV + +INTORNO AD UN POEMETTO DI C. TEDALDI-FORES[1] + + +Molte idee false intorno al romanticismo si fanno diffondere +maliziosamente in Italia da chi ha interesse a screditarlo. La piú +ricantata ne' crocchi, tanto dai furbi quanto dalla buona gente che si +lascia abbindolare da chi ha piú voce in capitolo, è che le dottrine +romantiche sieno la teoria dell'assoluta mestizia e dell'orrore, e che +nessun componimento poetico possa essere lodevolmente romantico se non +è una vera galleria di tutte immagini lugubri, di atrocitá, di +spaventi, ecc. ecc. + +Dopo la lunga professione di fede pubblicata da' romantici in sei +numeri consecutivi del _Conciliatore_[2], sarebbe un perder tempo +e un far torto alla sagacitá de' nostri lettori il suggerir loro le +ragioni colle quali confutare codesta accusa scipita. Per quanto certi +faccendieri dell'opinione pubblica, servendo al loro instituto, +s'industrino di ripeterla ad ogni momento, essa nondimeno è tale che +non può trovare ricapito che presso il volgo. Intendiamo per «volgo» i +poveri d'intelletto, i poveri di buona fede, non i poveri di borsa. E +di siffatto volgo a' romantici non cale piú che tanto. + +Leggendo per altro il nuovo poemetto del signor Tedaldi-Fores, si +potrebbe sospettare a prima giunta che anche questo ingegno non +volgare abbia voluto spassarsi a spese del vero e farsi beffa del +romanticismo, e che se ne sia finto seguace [p.134] a bella posta per +metterlo in caricatura e confermare cosí nella plebe la falsa opinione +della tendenza di esso a tutto ciò che è orribile e ributtante. Nella +_Narcisa_, che è un romanzo o poemetto di soli quattro brevissimi +canti in terza rima, veggonsi infatti affastellate tante immagini di +color nero che può parere un mortorio perpetuo. + +L'argomento del romanzo è la storia della morte di Narcisa e della +sepoltura negatale a Montpellier: storia che tutti i nostri lettori +avranno letta nella terza delle _Notti_ di Odoardo Young. Ma il +dolor vero per la perdita vera della figliuola della propria moglie +non destò nella fantasia, per altro copiosa e lugubre-monotona, del +poeta inglese tante immagini di squallore, tante reminiscenze +orribili, quante col suo dolore artificiale ne descrisse nel suo +poemetto il signor Tedaldi-Fores. Una vergine malata e che poi muore +«sul nudo suolo»; un giovane amante della fanciulla, che recide le +chiome al cadavere e nel buio della notte tenta con esse di farsi un +capestro al collo e strozzarsi; un padre, che per la morte della +figliuola dá nelle bestemmie e si morde l'«un de' bracci»; un demonio, +che ulula intorno a quel padre e lo lorda di «fuliggine e di sanguigna +bava»; un cimiterio, sparso di «insepolto ossame bianco»; un Andrea + + che a nutricar [se stesso] si die' di carni umane, + e di uman sangue il mento e il sen si tinse; + +un padre, che porta sulle spalle il cadavere della propria figliuola a +seppellire; una fossa scavata; un gemito che manda la terra; un cielo +che piove «rossa linfa»; un cadavere smosso dalla sua sepoltura +dall'acquazzone e lasciato a fior di terra «involuto di fetente limo»; +un giovane soldato che corre, e sbadatamente viene ad urtare in quel +cadavere, e s'accorge che preme co' suoi ginocchi il «fral meschino» +della sua donna amata, in cui + + di sanie infetto e nel luto prostrato, + passeggia il verme reo, la schifa eruca + e la striscia del serpe attossicato; + +[p.135] un pugnale; un assassinio; uno che muore (è l'amante) e, +morendo, cade sul cadavere dell'amata e le afferra il «volto casto» + + coi denti delle rabide mascelle; + +uno spettro; un feretro; un rogo; e un fantasma in carne ed ossa, che, +dopo d'aver narrati tutti codesti malanni al poeta, che sta attento ad +udirlo, lascia cadere «le polpe al suolo e l'osse», e, «fatto nudo +spirto», esclama--Sono Odoardo (il padre di Narcisa)--e sparisce: +queste ed altre piú minute galanterie di tal fatta, raccolte insieme +l'una sovra l'altra in poco spazio, formano un tutto che può davvero +sembrare, come dicemmo, la caricatura poetica dell'orrore. + +Ma perché attribuiremo noi a mala fede ciò che probabilmente è stato +fatto con ingenuissima intenzione? D'altronde il romanzo del signor +Tedaldi-Fores quantunque, secondo la umile nostra opinione, infelice +pel concetto generale, per gli accidenti storici e per la condotta, ha +nondimeno alcuni accessori lavorati con potenza poetica non comune, ha +diverse terzine lodevolissime per evidenza di stile e per veritá di +sentimenti; sicché sarebbe quasi temeritá il voler credere che una +persona, capace di giovar molto alla propria fama ed alla patria, +voglia ora sprecar tempo e carta e inchiostro in servizio della +malignitá antiromantica. No, non lo si dee credere. Il signor +Tedaldi-Fores s'è ingannato, ma non ha voluto ingannare. + +Noi ci appigliamo volentieri a quest'ultima credenza. E siccome in +fatto di libri è uso nostro di manifestare senza velo la nostra +opinione, qualunque sia, massimamente se crediamo di parlare a +scrittori d'ingegno, il di cui amor proprio non confonda i consigli +della critica co' morsi dell'invidia, cosí diciamo con onesta +sinceritá all'autore della _Narcisa_ che l'insieme del suo +romanzo non ci contenta. + +Congratulandoci per altro con lui della sua deserzione dalle favole +greche, lo preghiamo di voler perseverare in essa, di affratellarsi +cogli argomenti desunti dalle storie nostre e dai nostri costumi, e di +somministrarci presto qualche altro componimento [p.136] di tema meno +esagerato nella tristezza, meno affettatamente orribile e piú +conveniente a' bisogni dell'Italia, affinché possiamo dire di lui +quelle piene lodi ch'egli dá indizio di dovere un dí meritare, se pure +le nostre lodi sono premio a cui egli si degni di por mente. + +Né si creda che in noi sia avversione agli argomenti malinconici, alle +occasioni di piangere. Sí, vogliamo tremare e lagrimare e gemere, +perché tra i tanti diletti poetici sappiamo anche noi che è soavissimo +quello della malinconia e del pianto. Ma le lagrime non sono mai +figlie dell'orrore e del ribrezzo. Vogliamo anche noi essere percossi +dal terrore. Ma una serie d'idee eccessivamente luttuose e tutte +temprate al monocordo, ancorché non uscissero fuor de' confini del +__terribile__, finirebbe coll'essere __orribile__, o per lo meno +noiosa a' lettori. Or che sará poi quando le immagini pendono piú +all'orribile che ad altro? + +Bisogna però dire, a onor del vero, che nei primi esperimenti, in un +genere poetico qualunque, la parsimonia non può quasi mai essere la +qualitá regolatrice della immaginazione del poeta. È una qualitá, una +abilitá, questa, che non s'acquista che col tempo. E però la presente +mancanza di essa non ci è argomento per doverla temere ripetuta ne' +futuri lavori del signor Tedaldi-Fores. Progredendo egli sempre piú +nello studio dell'arte e del cuore umano, e nobilitando sempre piú i +propri pensieri, la verseggiatura e lo stile, è da credersi ch'egli +salirá a quell'altezza di perfezione poetica verso la quale ha voluto +fare un passo colla sua _Narcisa_. + +|Grisostomo|. + + + [1] _Nascita_, romanzo in quattro canti, di C. TEDALDI-FORES. + Milano, presso Batelli e Fanfani, 1818. + + [2] _Idee elementari sulla poesia romantica_. + +[p.137] + + + + +XV + +|Lettera ad una signora milanese gentile sì, nobile no| + + +Madama, + +Ad un misero vecchio, qual io mi sono, è lecito senza offesa del +decoro farsi apertamente avvocato delle belle fanciulle alle quali +Ella, madama, ha la fortuna d'esser madre. Le poverette, stia certa, +non mi hanno pregato esse di questo ufficio. M'è suggerito dalla +compassione. Parlo io spontaneo, e però tanto piú veridico. + +L'anno passato a questi dí, Ella, in compagnia di molte di lei amiche, +provvide saviamente alla allegria delle proprie e delle altrui +figliuole. I festini dati in Borgonuovo dalla «societá delle madri» +riescirono belli, splendidi, eleganti. Il sorriso della gioventú misto +a tutte le grazie della decenza, la vivacitá delle danze combinata +colla modestia delle ingenue e gentili fanciulle, e le cortesie e le +accoglienze e i bei modi delle madri invitatrici fecero parere a tutte +le persone ben educate, e dopo tant'anni anche a noi vecchi, tristo +davvero il suono della campana della quaresima.--Verrá un altro +carnovale--dicevano le fanciulle, e si consolavano sperando.--Sí, +verrá,--dicevamo noi, e nelle future consolazioni delle fanciulle ci +parea di rivivere qualche poco nei tempi andati. + +Or eccolo finalmente questo sospirato carnovale. Ma dove sono i +festini? Le vergini patrizie ballano; le spose, le donne patrizie +ballano; le matrone patrizie ballano. E le belle vergini non patrizie +che fanno esse la sera? Sedute accanto alle loro madri in casa loro, +mandano qualche stanca occhiata alle quattro parrucche dei quattro +campioni del tarrocco, e sbadigliano; poi dánno ascolto a qualche +facezia del signor nonno, e risbadigliano; poi si guardano a' piedi, +ne contemplano l'ozio, e sospirano. + +Ma perché non si rifanno i bei festini di Borgonuovo? Perché non si +pensa a dare alla gioventú quegli spassi che le si convengono? [p.138] +Il carnovale non è carnovale forse per le non patrizie quest'anno? Non +hanno elleno forse nelle vene sangue che bolle quanto quello delle +contessine? + +Ho udito raccontare ch'Ella, madama, si scusa del non pensare a +ripetere que' festini, col dire che non vuole che siano ripetute anche +le insipide e villane satire dell'anno scorso. Ho udito raccontare lo +stesso di molte altre madri, che amano quanto piú si può le proprie +figliuole. È vero, fu cosa dolorosa il veder di che modo insolente i +perpetui motteggiatori della cittá sparsero la contaminazione della +lor maldicenza sulle illibate intenzioni dell'amor materno. Ma che +importa a lei, madama, del gracidare di cotesti rospi? La cittá non è +poi tutta un pantano, e i cittadini non sono rospi tutti. Dica alle +madri di lei compagne che tutte le persone d'animo gentile, delle +quali non è penuria in Milano, lodarono i festini dell'anno passato, e +li loderebbero anche quest'anno. Il lasciarsi intimorire dalle satire +illepide sarebbe un dare importanza a chi non ne merita alcuna. Meglio +è avvilire gli sciocchi, continuando il proprio passo sicuramente, +senza neppure badare che ci stanno a lato. Cosí fanno, creda a me, +coloro a cui la propria coscienza vale qualche cosa. + +Sicché, madama, stringendo il discorso, la prego a non far che +quest'anno il carnovale finisca malamente per le povere di lei +figliuole. Hanno ne' piedini una inquietudine, che nella loro eta è da +perdonarsi. Il ballo fa bene anche alla loro salute. La gioventú è sí +breve, l'allegria sí fugace, che hanno ragione le poverette se +onestamente desiderano di non perdere il tempo in isbadigli. E chi +penserá a loro, se non ci pensano le madri? Gli uomini non sono +d'ordinario sí delicati di compassione da pensare a' divertimenti +altrui. Sono egoisti, e non badano che a contentare se stessi. Ma le +buone madri sono tutt'altro; e non è adulazione il dire ch'Ella, +madama, sta nel numero delle ottime. + +Ho l'onore, madama, di dichiararmi + +di lei umilissimo servitore + +|Grisostomo.| + +[p.139] + + + + +XVI + +SULLA «SACONTALA» ossia «L'ANELLO FATALE» + +Dramma indiano di Calidasa + + + {Dialogo interamente imaginario ed inverisimile affatto tra + Grisostomo e tutti i lettori.} + + +|Grisostomo.| In India la poesia... Ma, prima di tutto, mi +piace d'avvertirvi, signori miei, che qui si parla d'un poeta, il nome +del quale non fu registrato mai da' cancellieri del cosí detto Parnaso +in veruna delle serie de' poeti legittimi. Il concepimento fantastico +di Calidasa non discende, né in linea retta né in linea trasversale, +da alcuno capostipite greco o latino. + +|Molti de' lettori|. E che fa questo? Che vuoi dirci con ciò? + +|Grisostomo|. Voglio dirvi che io intendo di lodare liberamente +questo poeta illegittimo, e nello stesso tempo di non voler riescire +spiacevole a nessuna persona. Però chiunque di voi è rigido adoratore +della legittimitá poetica, abbia la bontá di non badare oggi a me: +fará bene anzi se mi volterá le spalle e se n'andrá pe' fatti suoi. + +|Alcuni de' piú vecchi|. Oh tempi! Oh tempi! Povera Italia, +fuor dei tuoi confini si vanno a cercare i poeti oggidí! {E levansi +in piedi, mettendo sguardi di compassionevole disprezzo. La +moltitudine dá in uno scoppio di riso e fa largo a' vecchi perché se +ne vadano.} + +|Grisostomo|. Dichiaro inoltre che qui si tratta di un dramma a +cui mancano le due unitá di tempo e di luogo, e che nondimeno è dramma +bello e buono quanto qualsisia altro. + +|I vecchi come sopra|. Oh bestemmia! E, poste le mani alle +orecchie, partono inorriditi. + +|Grisostomo|. Non v'è piú nessuno che brami d'andarsene? + +[p.140] + +|Alcuni de' piú giovani|. Noi, noi, o balordo. A noi +non importa né dell'India, né di dramma, né di unitá. Importa bensí +che nessuno ci faccia il dispetto di parlarci di cose alle quali non +abbiamo pensato noi prima. Piú dotti di noi non si può né si debbe +essere. Addio; discorrila, se ti piace, colle panche, ma non con noi. +{Ed affettando uno scherno svenevole, partono a rompicollo, +borbottando altre parole che non sono intese.} + +|Uno de' vecchi rimasti| {dá segni di contentezza ed esclama:} + +Benone! Siamo finalmente tra di noi. «Poca brigata, vita beata»! + +|Un altro lettore|. Non dite cosí, altrimenti la beatitudine +non è per noi. I pochi sono i disertori;... qui siamo in molti e molti +assai. + +|Un altro|. E, a quel che pare, tutti buoni amici. + +|Grisostomo|. Me ne consolo... Non parte piú nessun altro? + +|Tutti|. Nessuno, nessuno. Vogliam tutti rimanerci. Parla dunque. + +|Grisostomo|. Mille grazie! Ora, signori miei, è egli vero che +tra voi v'è alcuno che, prima di leggere il numero 25 del +_Conciliatore_, non aveva mai udito parlare del dramma indiano +_La Sacontala_ ed or vorrebbe che se gliene desse qualche +ragguaglio? + +|Molti|. Oh! lo conosciamo da un pezzo quel dramma. + +|Molti altri|. Noi, a dirla schietta, non ne sappiamo niente. + +|Grisostomo|. Mi sia lecito dunque parlare a chi non ne sa niente. + +|Tutti|. Parla, parla; vogliamo essere indulgenti tutti, e lasciarti dire. + +|Grisostomo|. Sappiate dunque che la poesia, non essendo un diritto +esclusivo di alcune poche famiglie di uomini, bensí un vero bisogno +morale di tutti i popoli della terra ridotti a qualche civiltá, anche +nell'Indostan trovò giá da secoli e secoli chi la coltivasse[1]. + +[p.141] + +|Uno de' lettori|. È naturale: i greci avranno insegnata l'arte +della poesia anche agl'indiani. + +|Un altro|. Probabilmente no. Chi sa anzi che i greci non la +imparassero forse eglino dagli indiani? L'India fu probabilmente la +culla del sapere umano. + +|Un altro|. Lasciamo stare per ora queste digressioni erudite. +Gl'indiani ebbero civilizzazione: dunque anche poesia. La facoltá +poetica degli uomini è una facoltá che può essere primigenia in tutti. +Se l'Italia, a modo d'esempio, dopo la nuova civilizzazione, non +avesse veduto mai il menomo manoscritto greco o latino, credete voi +per questo che l'Italia non avrebbe buona poesia? + +|Grisostomo|. Leggo ed ammiro assai anch'io Omero e Virgilio, e +lo dico davvero. Ma non sono sí pazzo da volermi ostinare a credere +che senza gli esempi dei greci e de' latini noi saremmo privi di buona +letteratura nostra. + +|Il suddetto|. La sarebbe senz'essi riescita piú originale. + +|Grisostomo|. Pare che sí. Ma proseguiamo. Sappiate che sir +Guglielmo Jones, molti anni fa, ha fondato a Calcutta una societá +d'inglesi, denominata «Societá asiatica»; e che questa societá, +occupata com'è in continui lavori scientifici ed eruditi, non lascia +di mandare di quando in quando in Europa anche alcune traduzioni di +poesie indiane. + +|Uno de' lettori|. Ottima cosa! Quelle poesie serviranno a +moltiplicare i diletti all'uomo meramente curioso; e presteranno poi +altresì al meditativo nuove occasioni per riconoscere l'uniformitá +delle menti umane nella varietá stessa degli accidenti intellettuali. +E così verrá sempre piú confermandosi nel mondo la mansueta dottrina +della fratellanza de' popoli, nessuno de' quali ha il diritto di far +soperchierie agli altri, qualunque sia il colore della lor pelle. + +|Grisostomo|. Fra i vari generi di poesia, il drammatico è +antichissimo d'origine presso gl'indiani; il che è una delle prove +dell'antichitá della loro civilizzazione. + +|Il suddetto|.E in che modo? + +|Grisostomo|. La poesia drammatica non è coltivata ne' popoli +se non quando la civilizzazione loro è inoltrata assai. Ponete [p.142] +mente a tutte le storie dei popoli letterati, e vedrete prima poeti +lirici, epici o didascalici, poi, dopo molto tempo, drammatici. + +|Il suddetto|. Basta cosí: ho capito. + +|Grisostomo|. In India chiamansi «_natacs_» i drammi; e, a detta di +sir Jones, ve n'ha tanti che nessuna nazione d'Europa può ostentarne +maggiore abbondanza. Sir Jones, quando viveva nel Bengala, si rivolse +ad un pandito, cioè a dire ad un bramino letterato, pregandolo che +gl'indicasse il piú famoso de' loro _natacs_. Ed il pandito gli indicò +la _Sacontala_ di Calidasa. Calidasa è venerato nell'Indostan com'uno +de' nove sapienti che fiorirono alla corte di Vicramáditya re di +Ogein, e che furono detti le «nove gemme»: reputasi comunemente che +Calidasa ne fosse la piú splendida. Di lui si conosce in Europa +qualche altro componimento oltre la _Sacontala_. + +|Uno de' lettori|. E in che tempo visse questo Calidasa? + +|Grisostomo|. L'opinione di sir Jones è che Calidasa vivesse +nel secolo che precedette immediatamente la venuta di Cristo. Ma +alcuni dotti nelle cose asiatiche, fra' quali mr. Colebrooke, +osservando che in India il nome di Vicramáditya fu nome di vari +monarchi, come in Egitto quello di Tolomeo, mossi da alcuni dubbi +cronologici, sospettarono meno lontana da noi l'epoca del Vicramáditya +protettore di Calidasa. Secondo essi, il poeta sarebbe vissuto un nove +secoli fa. I piú per altro degli orientalisti convengono nell'opinione +di sir Jones. La _Sacontala_, o ch'ella abbia una vecchiaia +addosso di forse diciannove secoli, o ch'ella sia una fresca +giovinetta di soli novecent'anni, è un componimento drammatico in +lingua sanscrita (vocabolo che significa «ornata»); se non che, alcuni +pochi personaggi di esso parlano qualche volta il «pracrito», che è un +dialetto sanscrito piú popolare. È un componimento in versi laddove il +dialogo è piú elevato, ed in prosa laddove alcuna volta è piú +famigliare. Non ha, come giá vi ho detto, unitá di luogo e di tempo... + +|La maggior parte de' lettori|. Corbellerie! Siamo oramai +persuasi tutti che di queste due unitá non debba tenersi piú conto. +Date loro la buona notte una volta per sempre. + +[p.143] + +|Grisostomo|. Ma in compenso nella _Sacontala_ troverete osservata +rigorosamente l'altra unitá indispensabile, l'unitá d'azione o, come +altri la chiamano, l'unitá di effetto, l'unitá d'interesse. + +|I suddetti|. Oh! questa, sí, è necessaria. + +|Grisostomo|. Insomma la _Sacontala_ può, per le sue forme esteriori, +considerarsi simile assai a drammi di Shakespeare. + +|Tutti|. Viva la _Sacontala_! Fin qui non c'è male. E com'è diviso il +dramma? + +|Grisostomo|. Regolarmente, a creder mio. Ma non ho coraggio di dirvi +che... + +|Tutti|. Ebbene, com'è diviso? + +|Grisostomo|. Oimè!... Di grazia, parliamo d'altro. + +|Tutti|. No no, vogliamo saperlo. + +|Grisostomo|. Vi basti ch'io vi dica che neppure Shakespeare ha osato +divider cosí un... + +|Tutti|. Insomma, com'è diviso? + +|Grisostomo|. Oimè! In... In... In... In sette atti. + +|Uno de' lettori|. Badate che Grisostomo vi fa il torto di credervi +pedanti. + +|Grisostomo|. Io? No davvero. Ma, Dio mio! siamo in certi tempi che... + +|Tutti|. Poveruomo! Lo sappiamo meglio di te che 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, +sono tutti numeri buoni in faccia alla ragione drammatica. Cosí +fossero sempre buoni anche in faccia al cassiere del lotto! + +|Grisostomo|. Ve lo desidero, perché siete gente di garbo. Sir Jones, +pratichissimo della «lingua sanscrita» e de' dialetti di essa, ed +assistito dal suo maestro, il pandito Rámalòchan, tradusse parola per +parola in latino la _Sacontala_, e poscia rifece quel suo lavoro in +prosa inglese e lo pubblicò. + +|Uno de' lettori|. È stampata anche la traduzione latina? + +|Grisostomo|. Signor no. + +|Il suddetto|. Me ne dispiace. E chi non sa d'inglese come fa a legger +la Sacontala? + +|Grisostomo|. Si procuri la traduzione tedesca del signor Forster. + +[p.144] + +|Un altro|. E chi non sa di tedesco? + +|Grisostomo|. Ne faccia senza. + +|Un altro|. No, no. Cerchi la traduzione francese di monsieur Bruguière. + +|Grisostomo|. Di questa io non parlava, perché non trovo in +essa quelle bellezze che veggo nelle altre due, e che, secondo il +creder mio, non possono provenire che dall'originale. + +|Il suddetto|. A ogni modo, meglio qualche cosa che niente. + +|Grisostomo|. Sí, ma badate di non accusar poi Calidasa della noia che +forse vi cagionerá monsieur Bruguière. + +|Molti|. Tanto fa: vogliamo leggerla anche noi questa _Sacontala_. + +|Grisostomo|. Avvertite per altro che per derivare diletto dalla +lettura della _Sacontala_, qualunque sia la traduzione di cui vi +serviate, vi bisogna formarvi prima una qualche idea del clima, della +storia naturale, de' costumi, della religione degli indiani; perché in +gran parte le bellezze di questo componimento derivano dall'affluente +freschezza delle tinte locali. Intendo per «tinte locali» quella tale +modificazione d'immagini, di pensieri, di sentimenti, di stile, che è +propria esclusivamente o quasi esclusivamente di quello stato di +natura umana e di quel momento di societá civile che il poeta piglia +ad imitare. Un popolo posto sotto di un cielo sereno, su di un suolo +ridente di fiori e di frutti, un popolo a cui tutte le bellezze della +natura sono eterno spettacolo, deve sentir vivamente il piacere della +vita. Traendo i suoi giorni il piú all'aperto, è naturale ch'egli +contempli sempre le bellezze che lo circondano e che le descriva +sempre con nuovo entusiasmo; è naturale ch'ogni minuta particolaritá +da lui osservata nella natura gli mantenga perpetua nell'animo una +serie di sentimenti tutti in armonia cogli oggetti ch'egli vagheggia: +sentimenti che vengono poi a mischiarsi con tutti gli accidenti della +sua vita. L'ardenza de' raggi del sole gli fa riporre la somma delle +voluttá nella frescura dell'ombre, nella mite dolcezza del chiaro +della luna, nell'aspetto de' ruscelli, nello spirare di un'auretta +consolatrice. In lui il sentimento di queste delizie è sí permanente, +che informa sempre in [p.145] qualche modo le idee concomitanti dei +suoi concetti, e gli presta immagini di confronto ond'esprimere ogni +altro suo godimento. Nella stessa maniera all'assenza di esse egli +paragona sempre ogni sua pena. Aggiungete alla disposizione naturale +l'educazione religiosa, la credenza nella metempsicosi; e cesseranno +di parervi strani il rispetto e l'amore tenerissimo degli indiani pe' +fiori, per gli alberi, per gli animali, ecc., amore che spira da capo +a fondo in tutto il dramma di Calidasa. Vedrete in esso altresì una +certa tendenza contemplativa. della quale, come giá s'è detto nel +numero 25 del _Conciliatore_, bisogna cercare la ragione nella vita +spesso sedentaria degli indiani. + +La _Sacontala_ è un dramma di cui l'argomento unico è l'amore. Questa +passione vi è descritta dal suo nascere fino alle piú miserabili delle +sue sciagure, attraverso le quali gli amanti giungono finalmente ad +uno stato di pacata contentezza. Nella pittura degli affetti Calidasa +tenne conto di tutte quelle gradazioni dilicate che costituiscono +l'amor gentile de' popoli molto inciviliti, e delle quali non s'avvede +pienamente che l'uomo conoscitore dell'uomo e innamorato un tempo +anch'egli medesimo. Anche in ciò Calidasa pare Shakespeare. Ed +anch'egli, a somiglianza del poeta inglese in alcuni drammi, occupa la +mente ed il cuore de' lettori col rappresentar loro la semplice +successione de' fatti, le semplici peripezie delle passioni, senza far +derivare l'effetto drammatico da alcune assolute individualitá di +carattere ne' personaggi del dramma. Sacontala, Dushmanta, Canna, ecc. +ecc., sono persone che nulla hanno in sé di straordinario. Non vengono +innalzate al disopra del comune se non quel tanto che basta per +sollevarle all'ideale poetico. Ciò che a noi le rende interessanti non +è il complesso del loro carattere particolare, bensí lo stato +dell'anime loro, agitate da passioni comuni agli uomini in generale, +ma con particolaritá di accidenti esteriori. + +Lo scioglimento del dramma è operato dal concorso di una divinitá. È +quindi uno scioglimento che per noi italiani ha del poco bello e che +dee riescirci freddo; consideratolo per altro nelle sue relazioni col +maraviglioso di religione, che domina [p.146] per entro a tutto il +dramma, è conveniente all'armonia universale del poema e proporzionato +alla fantasia degli spettatori indiani. Perché il maraviglioso della +_Sacontala_ faccia effetto sull'animo de' lettori d'Italia, fa +d'uopo che questi colla fantasia loro si trasportino nei boschi sacri +dell'Indostan, ed assumano in certo modo per alcun tempo le opinioni e +le credenze de' popoli devoti a Siva, a Rama, a Visnú. Tanta mobilitá +d'immaginazione non è, lo so anch'io, dote comune a molti; però non +sará maraviglia se la _Sacontala_ a molti riescirá insipida e +noiosa. Le persone, alle quali una squisita pieghevolezza di fantasia +concederá di sentire vivamente la fragranza di questo fiore +dell'India, ne sappiano grazie alla duttilitá delle lor fibre; ma +sieno tolleranti altresí del contrario parere di coloro che dalla +natura hanno sortito minore versatilitá d'immaginativa[2]. Per +ultimo... + +|Uno de' lettori|. Benedetto quel «per ultimo»! Finiscila una buona +volta. + +|Grisostomo|. Due parole e mi sbrigo. Per ultimo ricordinsi i lettori +della _Sacontala_ di rimontare col loro pensiero ai costumi antichi +dell'India, specialmente per ciò che risguarda la condizione delle +donne. Questa in Europa ha migliorato dall'introduzione del +cristianesimo in appresso; e nell'India, per lo contrario, dopo le +conquiste musulmane ha peggiorato. Anteriori a quelle conquiste sono i +tempi descritti nella _Sacontala_, quando l'influenza [p.147] de' +maomettani e le massime della lor gelosia non avevano ancora rinchiuse +le belle indiane ne' _zenanas_, ed esse esercitavano liberamente gli +uffici dell'ospitalitá, e conversavano liberamente cogli uomini, de' +quali erano considerate compagne e non serve. + +|Uno de' lettori|. Povere indiane! Mi fa compassione la lor servitú. + +|Un altro|. E non meritano pietá anche i __poveri uomini__ dell'India? + +|Un altro lettore|. Signor Grisostomo, tu ci hai sbattuta sul muso una +tantafera da far isbadigliare fino la pazienza di un bibliotecario. Le +tue chiacchierate saranno una stupenda cosa; ma noi vogliamo conoscere +Calidasa e non te. Non si potrebbe ottenere da V. S. un tratto da +galantuomo? + +|Grisostomo|. Vale a dire? + +|Il suddetto|. Regalare alla tua fantesca tutti i tuoi ragionamenti, e +dare a noi in qualche modo un epilogo della _Sacontala_? + +|Grisostomo|. Volentieri; ma per darvelo mi bisognerá occupare con esso +un intero numero del _Conciliatore_, e forse piú. + +|Il suddetto|. Poco male! + +|Tutti|. Sí, sí, l'epilogo: e sia pur lungo, non importa; +contenti noi, contenti tutti. + +|Grisostomo|. Benissimo! sarete serviti. + +|Un altro lettore|. Intendiamoci però, signor Grisostomo, su di un +punto. Ha Ella in animo di proporre agli italiani, siccome modello da +imitarsi, questa sua lodata _Sacontala_? + +|Grisostomo|. Io propor la _Sacontala_ come modello da +imitarsi! Io, che non cesso mai dal raccomandare l'originalitá e la +scelta d'argomenti adattati alla nostra presente condizione sociale! + +|Il suddetto|. Eppure, certe poesie del Bürger... + +|Grisostomo|. Nel giá citato numero 25 del _Conciliatore_ +s'è parlato anche di certe poesie del Bürger; ma non s'è detto, parmi, +d'imitarne in Italia gli argomenti. + +|Il suddetto|. Sí; ma in un altro libretto, prima che nascesse +il _Conciliatore_, si sono proposti come modelli certi due +romanzi, il _Cacciator feroce_ e l'_Eleonora_. + +[p.148] + +|Grisostomo|. Signor mio, ha Ella avuta la bontá di leggerlo +quel mio libretto? + +|Il suddetto|. Sí sí, tre volte da cima a fondo. Ed è per +questo che... + +{In quel momento una bella signora, che non aveva mai insino allora +aperto bocca, si fa rossa in viso, ed, accostandosi furtivamente al +signore che parla con Grisostomo, gli stringe il gomito e gli dice +sottovoce:} + +Prudenza, mio caro, prudenza! Tienti zitto, per caritá; altrimenti il +tuo credito va in fumo. Si dirá che non sai leggere e che non intendi +un ette. Non è vero che Grisostomo proponesse quei due romanzi per +modelli. Bada bene che tu t'inganni. + +|Il suddetto|, {ributtando l'ammonizione della signora con +tali modi inurbani da manifestare ch'egli n'è certamente il marito, +prosegue a dire:} + +Sì, l'ho letto, e parlo cosí perché so quel che dico. + + +|Grisostomo|. Lo rilegga, di grazia, un'altra volta. + +|La Signora|. E poiché mio marito l'avrá riletto, spero che +vorrá disdirsi d'una cosa detta da lui solo per sbaglio di memoria, +del quale per altro fo io le scuse al signor Grisostomo. + +|Grisostomo|. Ella, madama, è troppo gentile con me. Gliene +rendo grazie. + +|La Signora|, {conducendo via in fretta in fretta il marito, gli va +dicendo all'orecchio:} Quando tu leggi un libro, bada bene che le +parole sono quelle nere; quando sei in compagnia d'altri, bada bene a +non entrare in discorsi, perché non sei in caso di... {Il resto non +s'è potuto udire distintamente dall'estensore del presente dialogo.} + +|Grisostomo|. + +[p.149] + + + +SACONTALA + +O SIA + +L'ANELLO FATALE + +DRAMMA INDIANO DI CALIDASA + +Il dramma è preceduto da un prologo brevissimo in forma di dialogo tra +l'impresario del teatro ed un'attrice. Questo prologo non ha altro +scopo che di annunziare la recita della _Sacontala_, ed è +preceduto anch'esso dalla seguente benedizione pronunziata da un +bramino [3]:--L'acqua fu l'opera prima del Creatore; il fuoco riceve +le obblazioni comandate dalla legge; il sacrificio è celebrato con +solennitá; i due lumi del cielo distinguono il tempo; il sottile +etere, veicolo del suono, riempie l'universo; la terra è la madre +naturale d'ogni incremento; e l'aria anima ogni cosa che respira. +Visibile sotto queste otto forme, benedica e sostenga noi tutti Issa, +il dio della natura. + + +ATTO I + +{La scena è un bosco sacro, abitato dal savio Canna e dagli eremiti +suoi seguaci.} + +Dushmanta, re dell'India, appare sopra un carro, inseguendo a briglia +sciolta un'antelope (gazella) ch'egli vorrebbe ammazzare. La belva si +ripara nel bosco sacro. Esce un eremita accompagnato da un discepolo, +e scongiura il re d'aver pietá di quella [p.150] povera antelope.--O +re, o eroi, le armi vostre sono destinate a salvare gli oppressi, non +a sterminar gl'innocenti.--Dushmanta cede tosto al consiglio +dell'eremita, e ripone nella faretra la saetta. Tanta docilitá in un +monarca possente, giovine e vago di caccia è lodata gentilmente +dall'eremita.--Degno è di te quest'atto, degno di te, o il piú +illustre de' monarchi, degno invero d'un principe della stirpe di +Puru[4]. Possa tu veder crescere un tuo figliuolo che sia ornato dalle +virtú e sovrano dell'universo!-- + +L'eremita annunzia a Dushmanta che nel bosco si sta per celebrare un +sagrifizio; ed, invitatolo ad intervenirvi, si ritira. Prima di metter +piede nell'asilo degli eremiti, Dushmanta si spoglia degli ornamenti +reali.--Ne' boschi--dic'egli--consacrati alla religione bisogna +entrare con vestimento piú umile... Eccomi nel santuario. Il braccio +destro mi pulsa. Che nuova prosperitá mai vuol promettermi questo +augurio?-- + +Egli sente voci femminili; va spiando; vede alcune fanciulle recare acqua +per ristoro de' loro arboscelli; le contempla, e gli paiono piú amabili +assai delle belle donne della sua corte. Sacontala, accompagnata dalle due +ancelle ed amiche, Anusuya e Priyamvada, va a versare acqua sui fiori +ch'ella ha prediletti. La soave bellezza di lei mette rapidamente in +tumulto il cuore di Dushmanta.--Qui--dic'egli,--qui mi nasconderò dietro +quest'albero, onde mirar tutte le leggiadrie di Sacontala, e non iscemare +nell'anima di lei la confidenza.-- + +Sacontala, credendosi sola, prega le compagne perché le sciolgano il +fermaglio del mantello che le comprime di troppo il seno. Allora nuove +bellezze sfolgorano al guardo dell'appiattato monarca, e in lui la +passione s'aumenta. Il dialogo delle fanciulle parla della vaghezza +de' fiori, della dolcezza de' loro profumi, degli amori delle piante; +e vi sono frammischiati paragoni tra Sacontala e quelle delizie. +Dushmanta, anch'egli, tra sé e sé ne fa di con simili; ed ogni detto +spira gentilezza di sentimenti dilicatissima. + +La fresca _mallica_[5] s'è sposata all'_amra_[6], soavissimo +degli alberi. Il _madhavi_[7], pianta sopra tutte diletta a +Sacontala e ch'ella chiama «sorella sua», ha messo fiori intempestivi +dalla radice alla [p.151] sommitá.--Portenti questi--dicono le +ancelle,--che fanno sperare vicine le nozze a Sacontala.-- + +Un'ape, lasciato il fiore della _mallica_, ronza intorno al volto +di Sacontala. La vergine coll'agitar della mano tenta di togliersi +d'innanzi quell'insetto importuno. Dushmanta osserva l'industria +ingenua di Sacontala, e fa confronto tra la grazia de' movimenti di +lei e le studiate maniere delle donne della sua corte. Quanta maggior +venustá in Sacontala!--Fortunata ape!--esclama egli.-Tu tocchi la coda +di quel bell'occhio tremante; tu ti accosti al lembo di +quell'orecchio; tu vi susurri dolcemente, come se bisbigliassi un +segreto d'amore; e, mentre ch'ella agita la leggiadra sua mano, tu +voli a sugger miele da que' labbri che contengono il tesoro d'ogni +diletto. Io qui fra' dubbi miei mi consumo del desiderio di sapere di +qual famiglia ella nasca; e tu intanto, fortunata ape, ti vai godendo +un piacere che per me sarebbe la suprema delle venture.-- + +Sacontala si volge alle compagne perché la soccorrano a liberarsi +dall'ape.--Noi nol possiamo--rispondono.--Dushmanta[8] solo può +liberarti. Egli solo è il protettore di questo santuario.--All'udirsi +nominare, Dushmanta vorrebbe uscire del nascondiglio e palesarsi. Ma, +pensato alcun poco, mette freno al suo desiderio.--Meglio è ch'io +venga innanzi a lei non come re, ma come semplice straniero che cerca +ospitalitá.-- + +L'ape non cessa di ronzare. Sacontala procura di scansarla, fuggendo +lontano alcuni passi; ma, perseguitata tuttavia, grida:--Soccorso, +soccorso! Chi mi salva da questa sciagura?--Dushmanta non sa piú +contenersi, e, sbalzando fuor dell'albereto, si presenta alle donne. +Sparita l'ape, Anusuya e Priyamvada usano a lui le accoglienze +prescritte dall'ospitalitá, gli offrono frutti e fiori e lavacri pe' +suoi piedi, e molli foglie di _septaperna_ su cui riposarsi. + +Sacontala, nel mirare Dushmanta, sente una segreta emozione che non le +pare in accordo colla santitá del luogo. La voce e [p.152] le parole +del re fanno piú violenta quell'emozione. Intanto le ancelle entrano +in discorso con lui, e con onesta preghiera gli dimandano chi egli +sia. Ed egli, voglioso di celare la propria dignitá:--Io son uno che +medita sui sacri _Vedas_[9]; abito nella cittá del nostro re, che +discende da Puru; ed intento all'esercizio dei doveri religiosi e +morali, qui sono venuto per contemplare il santuario della +virtú.--Poi, interrogando egli le fanciulle, chiede loro come esser +possa che Sacontala sia figliuola di Canna, da che quel savio eremita +doveva avere rinunziato ad ogni legame terreno. Anusuya quindi gli +palesa che Sacontala non è figliuola di Canna, bensí di Causica, +principe della famiglia di Cusa, sovrano e, ad un tempo stesso, uno +de' savi dell'India; che la madre di lei fu una ninfa; e che la povera +Sacontala, rimasta orfana e sola, fu raccolta da Canna, che la educò e +le tenne luogo di padre. + +Queste novelle rallegrano il cuore a Dushmanta. Ma un fiero dubbio +gli attraversa tuttavia la mente.--Forse Canna, seguendo le regole +degli eremiti, avrá destinata la fanciulla ad una perpetua +verginitá.--Interrogate le ancelle, e udito da esse come Canna abbia +data intenzione di voler maritare Sacontala ad uno sposo pari a lei, +Dushmanta si ritira in disparte ed esclama:--Esulta, esulta, o cuor +mio! Ogni dubbio è rimosso. A ciò che prima avresti temuto come +fiamma, or puoi accostarti come a gemma preziosa.-- + +La verginale modestia di Sacontala mal soffre i lunghi discorsi delle +compagne sue col re. Ella s'alza e sta per andarsene. In virtú d'un +accordo pattuito tra Priyamvada e Sacontala, quest'ultima aveva +obbligo d'innacquare altri due arboscelli. Però Priyamvada, giovandosi +di tale pretesto, cerca di trattenerla. Pare al re che in veritá +Sacontala sia stanca; e, cavatosi di dito un anello, lo dá a +Priyamvada, pregandola che quello serva a scontare il lavoro dovuto a +lei da Sacontala. Il nome di Dushmanta è inciso sull'anello. Le donne +si guardano l'una l'altra maravigliate. Dushmanta, volendo pur sempre +tenersi incognito, dice loro di non badare a quell'inezia, cara a lui +per altro come dono del re.--Non privartene dunque--gli risponde +Priyamvada;--la tua sola parola vale a scontare il debito di +Sacontala.--E, ridato a lui l'anello, si rivolge a Sacontala, +dicendole ch'ella debb'essere grata allo straniero, e può andarsene a +posta sua. + +[p.153] + +Ma Sacontala non sa piú risolversi alla partenza. Il re vede +l'indugiare ch'ella frappone, e tra se stesso esclama:--O ch'ella +sente per me quel ch'io sento per lei; o che la gioia mi fa uscir di +me stesso. Ella non dirizza a me una parola; ma, se parlo io, sta +coll'orecchio teso per ascoltarmi. Innanzi a me non è padrona d'un +menomo suo atto, e gli occhi non li sa volgere che a me solo.-- + +S'odono di dentro voci di lamento, perché sieno interrotti i riti +degli eremiti. I seguaci di Dushmanta, coi cavalli, cogli elefanti, +col traino, con tutta la caccia, hanno invaso il bosco sacro. +Dushmanta n'è dolente. Le donne, sbigottite dal frastuono de' +sopravegnenti, s'inchinano a lui e muovono verso la capanna degli +eremiti. Sacontala studia nuove ragioni di dimora e fa lento, piú +ch'ella può, il suo passo.--Aimè--grida--aimè! Un subito dolore mi +piglia al fianco. Aimè! che non mi reggo al cammino!--Le compagne la +rincorano perché s'affretti. Ed ella:--Oimè! il piede mio è ferito da +un gambo acuto d'erba _cusa_[10]. Oimè! il lembo della veste mi +s'è appiccato a un ramo di _curuvaca_[11]. Fermatevi, datemi +aiuto.--Finalmente ella parte, sorretta dalle compagne e mandando +indietro lunghi sguardi a Dushmanta. + +Egli, rimasto solo, mette sospiri, pensando alla beltá di +Sacontala:--E non dovrò piú rivederla! Ah, no! Cercherò i servi miei; +qui... qui intorno fermerò il mio campo. Non so cessare dal diletto di +rimirarla. E come potrei volgere ad altro i miei pensieri? Il corpo +mio muovesi e va innanzi; ma questo cuore irrequieto corre indietro +verso di lei, a guisa d'una leggiera foglia di canna, che, portata in +cima a un bastone incontro al vento, svolazza sempre in direzione +opposta.--Parte anch'egli. + + +ATTO II + +{Pianura e padiglioni reali al lembo della foresta sacra.} + +Il re intima che per quel dí cessi la caccia, onde non profanare i +luoghi santi. Seduto poscia a' piè d'un albero con Madhavuya, l'amico +suo, parla di Sacontala, dell'amar che ne sente, [p.154] della +bellezza di lei, del desiderio di farsela sposa, del dolore di non +poter quel dí stesso chiedere a Canna le nozze della pupilla, perché +Canna è lontano. E, mentre che studia di trovar qualche scusa per +rientrare nel bosco sacro, due giovinetti eremiti chiedono udienza. +Entrati a lui:--Canna--gli dicono--Canna, la nostra guida spirituale, +è assente; e intanto alcuni dèmoni cattivi disturbano la pace del +sacro eremo. Accorri, o re, a proteggerci.-- + +L'invito non può cadere più opportuno all'amante. Sta per secondarlo; +quand'ecco venir dalla regina, madre di lui, un ambasciatore. Il +digiuno solenne è vicino. La madre chiama alla corte per +quell'occasione il figliuolo. Che fará egli? Ubbidirá? Ma... e la cara +Sacontala? Dopo un volgere di vari consigli tra sé e sé, stabilisce di +condiscendere alle preghiere degli eremiti, e d'inviare Madhavuya alla +madre, ond'egli assista al digiuno solenne, tenendo le veci del re ed +iscusandolo presso lei del non venire. Teme per altro che costui sveli +alla regina i segreti amorosi che gli ha confidati; ed affettando +maggiore serietá:--Non creder nulla--gli dice--di quanto ti narrai di +Sacontala. Fu una favola inventata da me per ispassarmi. Non entro per +altro nella foresta se non perché mi vi conduce riverenza degli +anacoreti. La fanciulla d'un eremita, educata fra le antelopi, non è +cosa degna di me. Non creder nulla; non credere. Addio; fa' il dover +tuo. Intanto io corro... in soccorso degli uomini santi.--Partono +tutti. + + +ATTO III + +{Romitaggio nell'interno del bosco.} + +Per opera del re, nel bosco sacro è ritornata la calma. Un giovinetto, +recando un fastello di erbe pel sacrificio e meditando sulle cose +vedute, manifesta la propria ammirazione:--Quanto è grande il potere +di Dushmanta! Eccolo appena metter piede nel bosco; eccolo vibrare una +sola saetta; ecco disperse tutte le nostre calamitá.-- + +Esce Dushmanta. Ha l'aspetto d'uomo travagliato dalla passione +d'amore. Esprime in un lungo soliloquio le pene dell'anima sua:--... +Ah! per me non v'è pace, salvo che nel rivedere l'amica mia. Il +meriggio è cocente; di certo ella verrá colle sue compagne a +ristorarsi sotto quest'ombre, in riva a questo ruscello. Di certo +[p.155] l'amica mia si nasconde in qualche parte di questi fioriti +boschetti. Ecco le orme de' suoi piedi eleganti; eccole qui sulla +sabbia; e le sono orme stampate di fresco. Eccola, eccola; la delizia +dell'anima mia siede colle sue ancelle sovra un sasso liscio liscio e +tutto cosperso di fiori recenti.--Còlto dalla timidezza, l'amante +s'arresta; poi si nasconde dietro alcuni frascati, e non cessa mai dal +contemplare la cara donna, e n'ode tutti i discorsi. + +Sacontala è oppressa da un'angoscia segreta. Una febbre ardente par +che le scorra per le vene. Meste le ancelle procacciano di prestarle +ristoro. Dushmanta la rimira.--Oimè!--dice in disparte--oimè! quale +sará la cagione fatale della sua febbre? Che fosse mai vero ciò che il +cuore mi suggerisce? Amor forse? Misera! la sua fronte è riarsa, il +suo collo è appassito, la sua persona è più smilza che prima, le +spalle le cadono di languore, scolorata è la sua carnagione; ella pare +un cespo di _madhavi_, a cui secca le foglie un vento infocato. +Ma, benché trasformata di tanto, ell'è pur sempre bella e consola +sempre l'anima mia.-- + +Anusuya e Priyamvada interrogano amorosamente la vergine sulle cagioni +de' mali ond'ella è oppressa. A loro non sembra vero che quelli +provengano dal solo caldo eccessivo della stagione. Sacontala, vinta +dalle preghiere di quelle pietose, confessa i segreti del suo +cuore.--Fin dal primo momento in cui vidi quel leggiadro principe che +or ora tornò a quiete la sacra foresta, fino da quel momento gli +affetti miei furono rivolti tutti a lui irreparabilmente; e quindi +sono io ridotta in questo languore.--Continua il dialogo tra Sacontala +e le ancelle; ed ogni parola di lei la manifesta innamorata e tremante +del futuro. Dushmanta ode, e la gioia si diffonde per l'anima sua[12]. +Non sa piú contenersi: abbandona il nascondiglio dei frascati, e corre +alla fanciulla, e le giura inviolabile amore[13]. È dubbiosa Sacontala +e quasi non crede. Ed egli:--O di tutte le cose tu la piú cara al cuor +mio, tu che con lo splendore nereggiante de' begli occhi mi fai +estatico, deh! parla piú mite... M'uccidono le tue parole. In mezzo +alle delizie ed alle molte femmine del mio palazzo, due soli saranno +gli oggetti [p.156] delle cure mie: la terra cinta dal mare sulla +quale io impero, e Sacontala, l'amica mia.-- + +Dopo i giuramenti del re, le ancelle, mendicate alcune scuse, +destramente si ritirano e lasciano libertá agli amanti. La vergine. +trovandosi sola con un uomo, diventa timida oltre l'usato, china gli +occhi, accusa di tradimento le compagne, e vorrebbe partire anch'ella. +Dushmanta gentilmente le si oppone. Ed ella:--Lasciami, lasciami +andare, te ne scongiuro. Oh destino mio infelice!--Il re la lusinga +tuttavia, e la rattiene afferrandole la fimbria del mantello. Ed +ella:--Figlio di Puru, serba, deh! serba la tua ragione.--Qui ha luogo +una scena di galanterie, di sospiri, di oneste repulse, di desidèri, +d'astuzie amorose, ma decenti, ecc. ecc.; e tutto finisce con un bacio +che l'amante furtivamente stampa sulle labbra all'amata. Sopravviene +in quel mezzo Guatámi, la matrona guardiana di Sacontala. La +fanciulla, intimorita, prega l'amante a nascondersi. Egli obbedisce. +Il giorno cade. Guatámi persuade a Sacontala di ritirarsi alla +capanna; e la fanciulla, docile all'invito, tiene dietro ai passi +della matrona; ma il cuore le piange di doversi separare dall'amante. + +L'atto ha termine con un soliloquio di Dushmanta, il quale, riandando +i momenti passati, si duole d'essere stato troppo timido, ed intanto +si pasce delle dolci memorie[14] che in lui destano il sasso su cui +sedeva Sacontala, i rami del _vetasas_ che formavano come una +pergola sul capo di lei, la foglia di ninfea ch'ella teneva nelle +mani, ecc. ecc. ecc. + + +ATTO IV + +{Pianura innanzi alla capanna.} + +{|Anusuya| e |Priyamvada| vanno cogliendo fiori.} + +|Anusuya|. O Priyamvada! È vero, l'amica nostra è felice: s'è +maritata, è vero, secondo i riti de' _gandharvas_[15] ad uno +sposo pari a lei per dignitá e per meriti. Eppure il cuor mio non è +senza angustie per amore di Sacontala, e mi tormenta un dubbio... + +[p.157] + +|Priyamvada|. E che dubbio è il tuo, Anusuya? + +|Anusuya|. Questa mattina, compiute le mistiche cerimonie, i +nostri eremiti pieni di gratitudine diedero commiato al re. Egli se +n'è ito alla capitale, ad Hastinápura[16], dove, circondato da cento +donne, ne' recessi del suo palazzo, chi sa se ancora serberá memoria +della leggiadra sua sposa? + +|Priyamvada|. Datti pace: non temer nulla. Confida nell'onore +d'un uomo gentile ed educato alla sapienza... + +Ma un altro timore suggerisce a Priyamvada:--Canna è tuttavia lontano: +nulla sa del matrimonio di Sacontala. Quando tornerá dal suo +pellegrinaggio, che dirá egli? L'approverá?--Pare ad entrambe che sí; +e continuano a raccogliere fiori per adornare i templi della dea delle +nozze. + +Intanto l'iracondo Durvasas, uno degli uomini santi dell'India, a +cui la povera Sacontala, occupata da tutt'altri pensieri, trascurò +di far le dovute accoglienze, grida terribilmente:--E che? Tu non +rendi ossequio ad un ospite? Ebbene, ascolta la imprecazione mia. +Quegli a cui meditativa tu stai pensando, quegli a cui ora è rivolto +interamente il cuor tuo, quegli per cui trascuri una pura gemma di +divozione che ti cerca ospitalitá, quegli, sí, quegli, a guisa +d'uomo che, tornato sobrio, dimentica le parole pronunziate +nell'ubbriachezza, non si ricorderá piú di te, non ti riconoscerá +piú, allorché tornerai al suo cospetto.- + +Anusuya corre per placare l'ira dell'uomo santo e gli si getta a' +piedi; ma né preghiere né lagrime lo muovono interamente a pietá. Però +risponde:--La parola mia è irrevocabile. Ma l'incantamento creato da +essa andrá disciolto affatto, allorquando lo sposo mirerá l'anello +posto da lui in dito alla sposa.--Dushmanta infatti, prima di partire, +aveva dato a Sacontala un anello con incisovi sopra il proprio nome. +Quindi le donne si consolano, perché veggono facile il modo di +distruggere l'incantamento. Sacontala, tutta assorta nelle idee +amorose, nulla sa [p.158] dell'imprecazione. E nulla gliene dicono le +compagne sue, per non atterrirla:--Sarebbe un versare acqua bollente +sui fiori della tenera _mallica_.-- + +L'incantamento dell'uomo santo comincia ad avere effetto. Dushmanta +non torna e non manda tampoco messaggi. Sacontala è nel dolore. Le +compagne di lei s'accorgono ch'ella è incinta. Canna è tornato. Con +che cuore manifestargli lo stato della pupilla sua? + +Fortunatamente una voce del cielo ha avvertito Canna delle nozze di +Sacontala col re. I desidèri del savio eremita sono compiuti. Traendo +buon augurio dai segni d'un sacrificio, egli delibera d'inviare la +sposa allo sposo. Sacontala viene incoronata di fiori e sparsa di +profumi. Le ninfe silvestri le hanno preparati gli ornamenti nuziali. +Le ancelle apprestano le sontuose vesti a Sacontala; e, intanto che la +stanno abbellendo, piangono la vicina partenza di lei, che piange in +lor compagnia. Canna ordina il sacrificio solenne, e piange anch'egli, +e manda voti di felicitá e benedizioni sul capo della sua cara +Sacontala. + +Piene di tenerezza sono tutte le parole dell'addio. Un coro invisibile +di ninfe prega felice il viaggio a Sacontala, cantando:--Sulla via +ch'ella sta per correre venga compagna di lei la prosperitá. Propizi +venticelli spargano intorno, per delizia di lei, la polve odorosa de' +piú bei fiori. Stagni di limpide acque, verdeggianti per le foglie +della ninfea, le apprestino frescura nel suo viaggio; e rami ombrosi +la difendano dai raggi infocati del sole.-- + +|Sacontala|. M'è dolce il pensiero di dover rivedere lo sposo +mio; sí, m'è dolce... Eppure il piede mi vacilla nell'abbandonare +questo bosco, questo asilo della mia giovinezza. + +|Priyamvada|. Oh! non sei giá mesta tu sola. Or che il momento +della tua andata è vicino, mira qui come ogni cosa è afflitta! +L'antelope non istá piú brucando intorno al mucchiarello d'erba +_cusa_. La paonessa non balla piú sul prato. Gli alberi del bosco +lasciano cader pallide sul terreno le loro foglie; non hanno piú +vigore, non hanno piú bellezza[17]. + +|Sacontala|. Padre mio venerando, contèntati ch'io parli a +questo _madhavi_, i di cui fiori rubicondi infiammano il bosco. + +|Canna|. So, figliuola mia, quanto l'ami. + +[p.159] + +|Sacontala|, abbracciando il _madhavi_: O la piú radiosa +delle piante, ricevi l'amplesso mio e me lo rendi colle tue flessibili +braccia. Da questo dí innanzi, benché lontana, sarò pur tua sempre. O +padre, abbiti cara questa pianta; considerala come un'altra me stessa. + +|Canna|. La tua amabilitá, o figliuola, ti ha procurato uno +sposo che ti somiglia. Questo evento fu lungamente il desiderio piú +vivo dell'anima mia. Ed ora che in me la sollecitudine per le tue +nozze è finita, avrò cara questa tua pianta prediletta e la mariterò +all'_amra_ che manda fragranze vicino ad essa. Va', figliuola +mia; pónti in viaggio. + +|Sacontala|, accostandosi alle ancelle: Dolci amiche, questa +pianta di _madhavi_ sia un prezioso deposito nelle vostre mani. + +|Anusuya e Priyamvada|. Ahi! ahi! E di noi chi avrá cura? +Piangono entrambe. + +|Canna|. Sono superflue le lagrime, o Anusuya. La nostra +Sacontala ha bisogno d'essere rinvigorita dal nostro coraggio, e non +giá d'essere intenerita dai nostri lamenti. + +|Sacontala|. Padre, allorché quella povera antelope, che or +cammina lenta lenta pel peso de' suoi portati, gli avrá partoriti, +mandami un messaggio cortese che me l'annunzi salva e vispa. Non +dimenticartelo, te ne scongiuro. + +|Canna|. Carissima mia, sta' certa, nol dimenticherò. + +|Sacontala| muove il passo, poi s'arresta. Chi m'afferra il +lembo della veste? Chi mi rattiene? Si volge e guarda. + +|Canna|. È il tuo figlio adottivo; è il cavriuolo giovinetto, +quello la di cui bocca tu tante volte medicasti di tua mano col +salutifero olio dell'_ingudí_[18], quando gliel'avevano piagata +le cime acute dell'erba _cusa_; quello che tante volte fu +pasciuto da te con una manata di grani di _syamaka_. Vedilo: or +non vuole scostarsi dalle pedate della sua protettrice. + +|Sacontala|. Perché piangi, povero cavriuolo? Perché piangi per +me, cui bisogna abbandonare il nostro comune domicilio? In quella +stessa maniera con cui ti allevai io quando appena nato perdesti la +madre, con quella cura stessa provvederá a te il padre mio quando +saremo separati. Vanne, povera creatura, vanne: è necessitá il +separarci. {Ella dá in un gran pianto.} + +[p.160] + +|Canna|. Le lagrime tue non si convengono, o cara, al momento +presente. Fa' cuore. Ci rivedremo, ci rivedremo ancora. Pon' mente +alla strada innanzi a te, e sieguila. Quando ti sta gonfia la lagrima +sotto la bella palpebra, raccogli l'animo tuo e sfòrzati di frenare +l'impeto primo ch'ella fa per iscoppiare. Nel tuo viaggio su questa +terra, ove i sentieri or sono alti or bassi, e '1 sentiero buono rade +volte è conosciuto, le orme de' passi tuoi di necessitá saranno +ineguali; ma la virtú ti spignerá innanzi dirittamente. + +Anusuya trae in disparte Sacontala, ed abbracciatala:--Ogni cuore--le +dice,--ogni cuore, amica mia, in questo sacro asilo pende da te; e il +dolore della tua partenza li percuote tutti. Osserva la +_sciacravaca_[19]. Senti la compagna sua che lá, mezzo nascosta +tra le foglie della ninfea, lo sta chiamando. Ed egli non le risponde; +ma, lasciate cascar dal becco le fibre d'un gambo di loto da lui +pelato, ti guarda fiso fiso, con una pietá infinita.-- + +Continuano gli abbracciamenti, i pianti, le savie ammonizioni di Canna +a Sacontala. Partita la quale, una malinconia taciturna pon fine +all'atto. + + +ATTO V + +{Il palazzo reale di Hastinápura.} + +Dushmanta non si ricorda piú di Sacontala. Riposandosi alcun poco +dalle cure dell'impero, ode una canzone che parla di affezioni +dimenticate. L'armonia di quel canto è mesta. Egli diventa mesto; ma +non ne sa indovinare la cagione.--E perché dunque mi viene sull'anima +tanta malinconia in udire un semplice canto che rammenta i lontani, se +davvero non so d'essere diviso da oggetto alcuno dell'amor mio? +L'aspetto della bellezza, le melodie soavi inducono talvolta a +malinconia gli uomini per altro felici. Chi sa? Forse è una malinconia +che proviene in essi da qualche languida memoria di gioie passate; +forse è l'ultima traccia di alleanze contratte in una esistenza +anteriore.--Siede pensoso ed afflitto. I bramini, inviati a lui da +Canna colla sposa, cercano udienza: sono intromessi. Durante la +cerimonia del ricevimento Sacontala, [p.161] velata il volto, trema +incerta dell'esito.--Che donna è quella? La beltà sua splende in mezzo +agli anacoreti siccome un bocciuolo fresco che verdeggia tra foglie +ingiallite e passe. Ma non le togliete il velo. Ella pare essere +incinta; e neppure io re deggio mirare in volto la moglie d'un +altro.-- + +I bramini gli annunziano che quella è Sacontala, la sposa legittima di +lui. Stupisce il re: gli pare strano che gli si parli di nozze.--Che +favola è questa mai?--È levato il velo a Sacontala. Dushmanta la +rimira, confessa che è bella; ma non la riconosce.--Per quanto io +mediti, non mi ricordo d'avere sposata costei. Né io darò luogo mai +nella mia reggia a donna che porti in seno la prole altrui.- + +Sacontala gli rammenta il bosco sacro, gli amori, le nozze contratte. +E quegli niega ogni cosa.--Ebbene, ti mostrerò l'anello che m'hai +donato col nome tuo.--Ella si cerca su' diti l'anello.--Aimè, +sventurata! Non ho più l'anello.--È cascato dal dito; lo ha perduto. +La misera si dispera; narra altre circostanze che precedettero gli +sponsali.--Falsità tutte!--grida il re--falsità femminili! + +|Sacontala|, {irritata.} Uomo vuoto d'onore, tu misuri dal +tuo perfido cuore il mondo intero. Tu sotto il manto della religione e +della virtù altro non sei che un vile ingannatore. Somigli ad un +abisso profondo, il cui orlo è coperto da ridenti arboscelli. + +|Dushmanta|... O giovinetta, a tutti è noto il cuore di +Dushmanta; e qual sia il tuo, lo palesano i tuoi modi presenti. + +|Sacontala|, {con ironia.} A voi tutti, o monarchi, bisogna +prestar cieca fede sempre. Voi siete i savi; voi sapete appieno qual +rispetto si debba alla virtù ed alla razza umana. Per quanto modeste, +per quanto virtuose sieno le donne, nulla sanno esse, nulla dicono mai +di vero. In buon punto sono io qui venuta a cercare l'oggetto degli +amori miei. In buon punto la mano d'un principe strinse la mia. Col +miele delle sue parole la stirpe di Puru vinceva la mia confidenza; ed +intanto il suo cuore celava il pugnale che doveva trafiggermi. + +La povera Sacontala non ha ancor finito di dire, che, copertosi il +volto, dà in uno scoppio di pianto[20]. + +Persiste il re nel ricusare di accogliere siccome sposa Sacontala. I +bramini dichiarano che Sacontala è moglie di lui secondo [p.162] la +legge, che il ripudiarla o 'l ritenerla sta in poter suo, che la +podestá del marito è senza limiti, e che però eglino abbandonano a lui +la donna, e se ne ritornano al bosco sacro. + +|Sacontala|. Questo perfido m'ha ingannata; e voi pure, amici +miei, voi pure mi abbandonerete? {E siegue supplichevole i bramini +che partono.} + +|Uno de' bramini|. Donna! tu vedi quali sieno i delitti di tuo +marito; brami tu d'esser libera? {Sacontala s'arretra inorridita e +trema.} + +|Altro bramino|. Se il re dice il vero di te, che ragione hai tu di +lamentarti? Ma, se tu sei conscia a te stessa della purezza dell'anima +tua, conviene che tu rimanga a servire come ancella nella casa del +signor tuo. Sta' dunque ove sei... A noi è d'uopo andarcene. + +|Dushmanta|. È vano lusingarla con isperanze. Traetela pure con voi, o +anacoreti... La moglie altrui è donna da cui bisogna astenersi. + +Il gran sacerdote di corte, interrogato da Dushmanta, propone di +ritenere egli presso di sé Sacontala fino al termine della +gravidanza.--Gli astrologi hanno vaticinato, o re, che tu abbia ad +esser padre d'un principe illustre, i cui domini non avranno altri +confini che i mari dell'oriente e dell'occidente. Or bene, se questa +figliuola dell'uomo di Dio partorirá tale fanciullo che da' piedi e +dalle mani dia manifesti segni di vasta sovranitá, io renderò omaggio +a lei siccome a mia regina, e la condurrò alle stanze reali. +Altrimenti, ella tornerá al padre suo.-- + +Il re acconsente. E 'l sacerdote mena seco la misera, che altro non fa +che piangere, e pregar la terra «dea clemente, perché si apra e la +raccolga nel suo seno». + +Poco dopo torna il sacerdote, e proclama un miracolo.--Gli anacoreti +erano partiti. Sacontala singhiozzava, e, protendendo le braccia, +piangeva la sua trista fortuna. Quand'ecco una massa luminosa in forma +di donna scendere vicino all'Apsarastirtha, fonte dove s'adorano le +ninfe del cielo, ed abbracciar Sacontala, e sparire con lei in un +attimo.-- + +Dushmanta sente nell'anima un'agitazione. Ma l'incantamento dura +tuttavia. Egli medita sul passato; eppure nessuna reminiscenza gli si +richiama al pensiero d'avere conosciuta mai la figlia dell'anacoreta. + +[p.163] + + +ATTO VI + +{Strada.} + +L'anello nuziale era stato perduto da Sacontala nell'attigner acqua ad +un pelaghetto vicino a Sacravatara. Un pescatore di que' luoghi, nello +sventrare un grosso rohita còlto un dí nella rete, gli rinvenne fra +gli interiori quel gioiello, e pensò di trarne danaro. Stava appunto +vendendolo; quando alcuni ufficiali di palazzo, messo l'occhio su lui, +lo sospettano tagliaborse, lo legano e, ad onta delle discolpe ch'egli +adduce, ad onta de' giuramenti suoi, lo vengono traendo prigione. + +Uno degli ufficiali parte recando al re l'anello, e lascia intanto che +i suoi compagni custodiscano il meschino, che trema della propria +vita. + +Torna quell'ufficiale: ordina che sia posto subito in libertà il +pescatore.--Il re ha avuto carissimo l'anello; al vederlo gli si +commosse l'anima repentinamente. Parve che quel gioiello gli +richiamasse alla mente una persona diletta. Il pescatore sará +ricompensato con larghi doni.-- + + +{Giardini del palazzo.} + +Appare nell'aere la ninfa Misracesi; e dal discorso di lei si +raccoglie ch'ella è la protettrice di Sacontala. Due ancelle del dio +dell'amore stanno ragunando fiori per una festa sacra. Sopravviene +l'anziano de' ciamberlani, ed intima loro di desistere dallo scavezzar +tanti steli di fiori: il re è afflitto, e per quell'anno non vuole +giubbileo. + +|Una delle ancelle|. Dolce è per noi l'obbedire al signor +nostro... Ma, se ci è lecito il chiederlo, perché mai il re proibisce +la solita festività? + +|Il ciamberlano|. E non sapete dunque dell'infausta perdita di +Sacontala? + +|Una delle ancelle|. Sí, sappiamo;... e dell'anello inoltre +venuto in mano del re. + +|Il ciamberlano|. Poco adunque mi resta a dirvi. Quando al +rimirare la propria gemma tornò la memoria al re, egli die' [p.164] +subito in questo grido:--Sí, l'incomparabile Sacontala è sposa mia +legittima; ed io ero al tutto fuori di senno allorché la ributtai.--E +mostrò segni evidenti d'estremo cordoglio e di pentimento. Da +quell'istante i piaceri della vita gli sono in odio; la mente sua è +stravolta; non dice parola che non sia un delirio; chiama col nome di +Sacontala qualsiasi donna gli venga innanzi; e per lo piú siede +vergognoso, col capo sulle ginocchia. + +Entra Dushmanta vestito a penitenza. Ogni parola sua è l'emanazione +del dolore. I circostanti s'industriano di sviarlo dal suo pensiero +affannoso. Non giova: egli non dá ascolto; par che abbia in animo +d'imprendere un lungo viaggio. Voltosi poscia all'amico suo:--O +Madavuya--gli dice,--quando persone accusate di gravi delitti mettono +in chiaro tutta la loro innocenza, mira di che modo sono puniti i loro +accusatori! Una frenesia m'aveva tolto la memoria...: quell'anello +fatale me l'ha restituita. Vedi con che lagrime di pentimento piango +la perdita della diletta mia, che rifiutai senza ragione! Vedimi fatto +gramo e oppresso dall'ambascia! Eppure la bella stagione è questa +della primavera, che col suo ritorno riempie tutti i cuori altrui di +gioconditá: tutti, ma non il mio.-- + +E ciò che piú lo addolora è il pensare ai patimenti della povera anima +di Sacontala. L'amico tenta ogni via di consolarlo. È vano ogni +conforto. La ninfa protettrice di Sacontala ode, non veduta, i sospiri +del re; s'accorge della veracitá del di lui pentimento, e ne gioisce, +e comincia a sentirne pietá anch'ella. + +In obbedienza ai voleri di Dushmanta, un'ancella s'ingegnò di +dipingere sovra una gran tela l'immagine di Sacontala. Recano al re +quel ritratto. Allora nella fantasia di lui si riaccendono piú che mai +tutte le memorie amorose. Sta contemplando la pittura, e parla fra sé +e sé, e geme miseramente. Non è contento del lavoro, e dá ordine che +sia migliorato; ma tuttavia non sa finir di mirare quella pittura. + +La ragione del re è perturbata da un delirio. Ogni oggetto che gli +cade sotto l'occhio gli richiama alla mente la crudele ripulsa data a +Sacontala. Il rimorso è immenso. Il cordoglio gli opprime l'anima. +Vede un'ape dipinta sul quadro, ha paura che indiscreta voli sulla +bocca a Sacontala, dá nelle smanie[21], e parla all'ape, [p.165] e la +minaccia, affinché non osi contaminare le labbra della donna bella. +Madhavuya rammenta al re che quell'ape non è viva e ch'altro non è +ch'una pittura.--Crudele!--risponde egli.--E perché rammentarmelo? Io +mi godeva l'aspetto della donna dell'anima mia; e tu che bisogno +avevi, o crudele, di farmi avvertito ch'ell'è una pittura?-- + +I lamenti di Dushmanta sono interrotti da alcuni ministri reali, che +vengono ad interrogare la volontá di lui intorno a cose pubbliche di +gran momento. Chiamato ad esercitare l'ufficio regio, il re raccoglie +l'animo ed emana decreti savi. Il cuor suo è inclinato ad una +beneficenza inusitata.--Chiunque d'ora innanzi rimarrá orfano troverá +in Dushmanta un padre amoroso. A chiunque perderá alcuno de' suoi +congiunti verrá in soccorso Dushmanta, e terrá luogo egli de' +defunti[22].--S'intenerisce, torna al delirio, prorompe in un pianto +dirotto, e sviene. + +La ninfa, contenta del pentimento di Dushmanta, corre a consolare +Sacontala. Un tumulto dietro la scena scuote il re dalla sua +prostrazione. È Madhavuya, l'amico suo, che grida d'essere rapito da +un cattivo genio ed implora soccorso. Il re si leva in armi e libera +l'amico. Mátali, auriga del dio Indra, aveva finto quel rapimento, +onde provocare ad ira il re e toglierlo cosí all'acerbitá della sua +afflizione. Mátali per ordine celeste intima a Dushmanta di andare a +sconfiggere i figliuoli di Calanémi, i dèmoni Danavas, giganti +indomiti.--Tu dèi salire sul carro d'Indra. Vieni meco; io stesso ti +condurrò alla battaglia.--Il re obbedisce; monta sul carro e parte. + + +ATTO VII + +{|Dushmanta| e |Mátali| nel carro del dio Indra. (Si +suppone ch'eglino sieno al di sopra delle nubi).} + +I fieri dèmoni, che muovevano assalto al trono del dio Indra, furono +vinti e dispersi da Dushmanta. Indra ha ricompensato il vittorioso, +facendoselo sedere a destra ed esaltandolo al cospetto [p.166] di +tutti gli abitatori dell'empireo.--Sorrideva--dice il re,--sorrideva +il dio in veggendo lo stesso suo figliuolo Jayanta stargli tacito +accanto ed agognar per sé quell'onore; e profumava intanto il mio seno +colle fragranti essenze del sandalo[23] celeste, e cingeva il collo +mio d'una ghirlanda di fiori cresciuti in paradiso.-- + +|Mátali|. Mira, o re, il coro del tuo trionfo tornarsene alla +vetta de' cieli. Lieti i geni hanno còlto dalle piante della vita i +bei colori della porpora e dell'azzurro..., e stanno ora scrivendo i +tuoi fatti in versi degni del canto degli dèi. + +Mátali rende conto a Dushmanta delle qualitá de' luoghi aerei pei +quali viaggiano, tornando dal cielo all'India; e, mentre che il +dialogo prosiegue, il carro viene approssimandosi alla terra. + +|Dushmanta|. Rapida, benché impercettibile, è la scesa de' +corsieri celesti. Ecco lá, ecco la stanza degli uomini. Oh vista +maravigliosa! È tuttavia lontana tanto da noi, che le basse pianure +paiono confuse con le alte cime delle montagne. Gli alberi sollevano +le ramose spalle, ma par che non abbiano foglie. I fiumi sembrano +striscie lucenti, ma non se ne veggono i flutti. Ed ora, ecco ecco, +par che il globo della terra sia spinto in su da qualche forza +miracolosa[24]. + +|Mátali|. Oh come è bella l'abitazione de' mortali! + +|Dushmanta|. Che monte, o Mátali, che monte è quello lá, che +come nube vespertina versa larghe acque consolatrici e forma un'aurea +zona tra i mari d'oriente e que' d'occidente? + +|Mátali|. È il monte de' Gandharvas, chiamato Hemacuta... Ivi +in beata solitudine con la sua sposa Aditi siede Casyapa, padre degli +immortali e rettore degli uomini. + +Dushmanta prega Mátali di condurlo alla sede del dio che governa il +mondo, onde possa rendergli omaggio ed adorarlo da vicino. Mátali +seconda quel pio desiderio. Eccoli scendere entrambi al santuario e +chiedere del dio. Casyapa è ritirato ne' segreti alberghi della sua +reggia. Mátali entra per annunziargli la venuta di Dushmanta; e questi +intanto siede all'ombra d'un albero, aspettando. Gli pulsa il braccio +destro[25].--O braccio mio, perché [p.167] mi lusinghi tu con un vano +augurio? La felicitá per me è finita; non mi rimane che la miseria.-- + +A un grido messo da alcune donne, Dushmanta si rivolge e, +maravigliando, vede un bel fanciullino scherzare con un lioncello, ed +aggrappargli senza paura la giubba, e tirarselo dietro vigorosamente. + +|Dushmanta|. Ah! perché il cuor mi s'innamora di quel fanciullo +come se fosse figliuolo mio?... (Medita un pezzo). Me infelice! non ho +figli... E questo pensiero mi lacera l'anima. + +Le donne che custodiscono il fanciullo fanno di tutto perch'egli lasci +in libertá il lioncello:--La lionessa ti sbranerá, o incauto, se ad +essa non lo rendi.--Il fanciullo si ride della minaccia. Gli vien +promesso un bel dono, se mette in libertá il lioncello; ed egli stende +la destra in atto di riceverlo. Dushmanta gli osserva la palma della +mano, e vi scopre segni d'impero. Sente che quella creatura gli è +cara, e sospira pensando alla consolazione d'un padre nel recarsi +sulle ginocchia i suoi figliuoletti e pargoleggiare con essi; +consolazione che egli piú non ispera. Le donne, facendosi piú vicine +al re, stupiscono nel trovar tratti sul volto di lui somiglianti in +estremo a que' del fanciullo, e nel veder che questi, altero cogli +altri, con Dushmanta è tutto mansuetudine. Il re interroga le donne +sulla condizione di quel fanciullo, e a poco a poco viene ad intendere +che è stirpe di Puru, che ha per madre la figliuola d'una ninfa e che +il padre di lui ripudiò la sposa. E, mentre che il re chiede ansioso +qual sia il nome di codesta sposa reale, il fanciullo, udendo una +donna parlar del «_saconta-lavanyam_»[26], crede che si parli di +tutt'altro, e grida:--Sacontala, Sacontala! dov'è la madre mia, +dov'è?-- + +Finalmente è caduto dal braccio al fanciullo un amuleto, dono di +Casyapa. Era tale la virtú di quell'amuleto, che si trasformava in +serpente e mordeva qualunque mortale osasse raccoglierlo dal suolo: il +padre solo e la madre di chi 'l portava potevano toccarlo impunemente. +Dushmanta non sa nulla di ciò: lo ha giá toccato; lo stringe in mano; +non è serpente, non morde. Le donne riconoscono dunque in lui il padre +del fanciullo, e gli narrano quanti altri avesse giá offeso l'amuleto. +Quindi partono liete, per far nota a Sacontala quell'avventura. + +[p.168] + +Sopravviene tosto Sacontala in veste lugubre, coi capegli annodati in +una sola treccia, che le scorre lunga lunga giú per le spalle. La sua +faccia è sparuta; negli occhi suoi è il dolore. + +|Dushmanta|. Ti ho trattata crudelmente, o cara. Ma l'amore piú +caldo è sottentrato alla crudeltá mia. Sovvengati di me; e mi perdona. + +|Sacontala|. Sarò interamente felice quando cesserá l'ira del +re. + +|Dushmanta|. Una nube, una malia mi aveva oscurata la memoria. +La caritá de' celesti finalmente mi ti riconduce innanzi, o +amabilissima fra le creature. + +|Sacontala|. Il re sia sempre...[27]. E non può profferire la +parola «vittorioso» e dá in un subito pianto. + +|Dushmanta|. Dimenticati, o cara, della mia crudele ripulsa. +Mettila in bando dalla memoria. Fu una frenesia violenta che mi vinse +l'anima. Cosí, quando prevale il buio di una illusione, non giova +santitá d'intenzioni; cosí un cieco, se la mano d'un amico gli cigne +il capo d'una corona di fiori, la crede una serpe, e stolto se la +strappa dal crine. {E le si getta a' piedi.} + +|Sacontala|. Sorgi, o sposo; deh! sorgi. La felicitá mia fu +interrotta gran tempo. Ma tu m'ami; ed ecco in me l'affanno dar luogo +alla gioia. + +Poi lo sposo rasciuga di sua mano le lagrime sul volto alla sposa, e +se la serra al seno, e le narra dell'anello trovato, ecc. ecc. + +S'apre il fondo della scena, e vedesi Casyapa sedere in trono +conversando con Aditi. Gli dèi accolgono benignamente gli sposi; li +benedicono; consolano Dushmanta col dichiararlo innocente in faccia a +Sacontala del ripudio, da che tutto provenne dall'incantamento di +Durvasas; predicono le glorie future del figliuolo di Sacontala; fanno +che Dushmanta lo riconosca per suo; inviano a Canna uno spirito, +nunzio dell'evento; e, svelati cosí tutti i misteri, comandano che gli +amanti e 'l fanciullo salgano sul carro d'Indra, onde tornar felici +sulla terra a vivere lunghi anni di pace nella splendida Hastinápura. + + + [1] Qui si parla di quella poesia che è arte ispirata dal bisogno e + dal sentimento del bello; non giá di quella poesia naturale, cosí + detta dal Vico e da altri filosofi, la quale consiste nel fingersí + favole di dèi o di spiriti credendole vere, e fondando cosí + l'idolatria; nel credere che i corpi fisici, alberi, nuvole, ecc. + ecc., sieno animati; nel parlare per interiezioni, suoni + imitativi, ecc. ecc. + + [2] La mitologia indiana in Calidasa è come la mitologia greca in + Omero. Si gusta ne' poemi d'Omero la mitologia greca: può dunque + gustarsi anche la mitologia indiana nel dramma di Calidasa. + Entrambi questi poeti hanno scritto cose conformi a' lor tempi: + basta saper trasportarsi a' lor tempi per poterle gustare. E il + farlo sarebbe egualmente facile sí coll'uno che coll'altro, se la + mitologia indiana ci fosse nota quanto la greca. Ma per la stessa + ragione, ripetuta giá piú volte da piú d'uno, che la mitologia + greca ne' moderni riesce fredda, riescirebbe fredda anche + l'indiana, adoperata sul serio da un europeo, quantunque in parte + tuttavia viva nell'India. Ho creduto opportuna questa nota per + ridire un'altra volta che le mitologie, o spente o appartenenti a + popoli che nulla hanno di comune colla nostra civilizzazione, si + possono bensí gustare negli scrittori che vissero sotto + l'influenza di quei sistemi mitologici; ma che i moderni europei + debbono astenersi dal ricopiarle come se in Europa ci si credesse, + come se ancora influissero religiosamente sopra di noi. + + [3] Pare da ciò che presso gl'indiani i divertimenti teatrali + fossero, come presso i greci, una specie di riti sacri. Si è + tradotta la benedizione non come un tratto di poesia da poter fare + effetto in Italia, ma come una bizzarra curiositá. Ne' greci e ne' + latini vi ha pur molte e molte particolaritá che per noi sono + insipide, appunto come la benedizione del bramino. + + [4] Puru, uno de' piú famosi tra gli antenati di Dushmanta. + + [5] «_Mallica_», forse il «_nyctanthes sambac_» (Linneo). + + [6] «_Amra_», albero d'alto fusto e vaghissimo pe' suoi fiori. + + [7] «_Madhavi_», «_ipomea quamoctit_» (Linneo). + + [8] La vivace fantasia degli indiani popolava di dèi, di dèmoni, di + spiriti, ecc. tutta la natura. E però sotto le sembianze di + quell'ape le fanciulle sospettavano forse nascosto qualche demone + malefico. E che nella persona del re fosse la possanza di + contrastare a siffatti dèmoni lo vediamo in vari luoghi del + dramma; specialmente quando gli anacoreti invocano il soccorso di + lui, e quando lo stesso dio Indra manda lui a combattere contro i + dèmoni «Danavas». + + [9] _Vedas_ sono i quattro libri del codice sacro degli indiani. + + [10] «Erba cusa», «_poa cynosuyoides_» (Linneo). + + [11] «_Curuvaca_», pruno, quasi sempre fiorito. + + [12] La consolazione di Sushmanta può paragonarsi a quella che prova + Romeo nella scena II dell'atto II della tragedia _Romeo e + Giulietta_ di Shakespeare. + + [13] Qui nel dramma vedesi un tratto di galanteria che sente del + francese. Sacontala improvvisa un _couplet_ amoroso; e + Dushmanta si presenta tosto a lei, improvvisandone un altro in + risposta. + + [14] Questo soliloquio somiglia a quel sonetto del Petrarca che + incomincia: + + Sennuccio, i' vo' che sappi in qual maniera. + + [15] «_Gandharvas_», uno de' nomi che gl'indiani dánno alle + schiere celesti o sia geni buoni, chiamati altrimenti + «_dewta_». Gl'indiani hanno otto diverse maniere di nozze. + Quelle secondo i riti de' _gandharvas_ sono le piú + clandestine, e nondimeno legittime come tutte le altre. Celebransi + senza cerimonie. Basta il mutuo consentimento degli sposi e lo + scambiarsi ch'eglino fanno tra di loro d'una corona di fiori, d'un + anello o d'altro, ecc. + + [16] Hastinápura, cittá che in séguito fu chiamata Delhi. Secondo + altri, è l'odierna Hassanabad. + + [17] Questa mestizia della natura per la partenza di Sacontala + somiglia, in certo modo, a quella che presso Teocrito accompagna + la morte di Dafni. + + [18] «_Ingudi_», probabilmente il «_sesamum orientale_» (Linneo). + + [19] «_Sciacravaca_», uccello acquatico che gli inglesi chiamano + «oca de' bramini». + + [20] I conoscitori delle passioni terranno conto di questo passaggio + dall'ironia al pianto dirotto. Com'è pieno di verità! + + [21] Se i lettori si ricorderanno dell'ape che molestò Sacontala + nell'atto primo, loderanno l'accorgimento di Calidasa + nell'immaginare il delirio presente. + + [22] Badino i lettori gentili a questo miscuglio d'amore e di caritá + del prossimo, sentimenti affini. + + [23] «Sandalo»: «_santalum album_» (Linneo). + + [24] Nel poema di Dante e nel _King Lear_ di Shakespeare mi + sovviene d'aver trovati alcuni passi rivali in bellezza a questo + di Calidasa nel descriver le cose vedute dall'alto al basso in una + gran distanza. + + [25] Nell'atto primo abbiamo veduto come Dushmanta sentisse uguale + pronostico. + + [26] L'uccello «_saconta-lavanyam_» è una specie di pavone. + + [27] «Il re sia sempre vittorioso». È il saluto di formalitá col quale + in tutto il dramma gli amici del re si accostano a lui. Qui, in + bocca di Sacontala, è come parola di pace. + +[p.169] + + + + +XVII + +SULLA «STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA» DEL GINGUENÉ[1] + + +Tempo fa in questo stesso giornale (n. 21), parlando incidentemente +del signor Ginguené, abbiamo emessa la nostra opinione sul merito +della di lui _Storia letteraria d'Italia_, e sulla fortuna +incontrata presso gl'italiani dai sei volumi di essa che allora +correvano pubblicati. Annunciamo ora a' nostri lettori che un +italiano, noto favorevolmente fra la schiera de' letterati, il signor +Salfi, avendo ragunati i manoscritti del signor Ginguené, trovò di +potere stampare altri tre volumi di quella storia, e compire cosí in +tutti i suoi rami il periodo che comprende il secolo decimosesto. +Questi tre tomi hanno lo stesso formato degli antecedenti; e con essi +termina il lavoro del signor Ginguené, da che a lui non bastò vita per +poter protrarre la sua storia fino alle epoche piú recenti della +nostra letteratura. Le cure spese intorno ad essi dal signor Salfi +meritano tanto maggiore gratitudine, in quanto ch'egli dovette +supplire col proprio ingegno e colla propria penna a non poche lacune +esistenti ne' manoscritti, e dare a questi l'ordine che loro mancava +in alcune parti, perché non maturi ancora per la stampa. Il signor +Salfi è da considerarsi dunque nell'occasione presente non come +semplice editore, ma come cooperatore col signor Ginguené. E questo +titolo dividono con lui, per rispetto alla lingua [p.170] ed allo +stile, due letterati di Francia, i signori Daunou e Amaury-Duval, +perché alla loro revisione il diligente italiano volle sottoporre il +proprio lavoro. + +Data un'occhiata generale a questi tre volumi, ci sembrano egualmente +lodevoli che i primi sei per esattezza storica, per abbondanza di +notizie, per intelligenza franca delle cose italiane; e, del pari che +i primi sei, ci lasciano anche questi nell'animo un desiderio di piú +frequente filosofia: per modo che pare a noi di dovere estendere anche +su di essi quanto ci venne dettato dalla libera nostra convinzione +allorché parlammo de' precedenti. Non ripeteremo dunque le parole +stampate da noi tempo fa; nulla vogliamo aggiungere ad esse, nulla +levare. Altri pensi altramente, e ci creda pure traviati, e ci muova +contro gli odii segreti: noi abbiamo pigliato a faccia scoperta il +partito di spogliarci affatto d'ogni interesse e d'ogni amore +transitorio, per servire all'amore perpetuo della patria e del vero, +od almeno di ciò che a noi par vero. E sicuramente non ce ne fará +biasmo chiunque sa quanta consolazione sia in certi momenti il poter +dire all'anima propria:--Se non d'altro, sei monda almeno d'ogni +invidia e d'ogni servilitá, né ti vendesti mai alla fortuna de' +raggiri.-- + +Ci perdonino i nostri lettori questa ed altre consimili digressioni. È +la natura di certi costumi d'Italia che ci sforza a farle, non giá una +troppo alta importanza che noi vogliamo attribuire alle nostre fatiche +letterarie. Il peccato nostro (e lo confessiamo, ma non con intenzione +di pentircene) sta tutto nella bizzarria, che ci siamo fitta in capo, +di volere riputare un delitto, una infamia la professione delle +lettere, se in ogni menomo atto non è esercitata come virtú morale. + +E a questo proposito, pensando al bel carattere morale del signor +Ginguené, ci giova lasciar per ora da un canto la sua _Storia +letteraria_, e cedere invece al bisogno che sentiamo di dare una +lagrima alla memoria di questo illustre defunto. La morte dell'uomo +sapiente è una sciagura intellettuale, che può anche tollerarsi a +ciglio asciutto; ma quella dell'uomo probo è un dolore amarissimo, per +chi considera quanto debba penare [p.171] l'umana societá a riempire +il vuoto che quegli morendo vi lascia. + +La carriera de' pubblici impieghi fu corsa onoratamente dal signor +Ginguené fino all'anno 1802. Ogni cosa gli prometteva allora facile il +conseguimento delle ricchezze e degli onori piú splendidi: bastava che +avesse potuto desiderarli. Ma, sdegnoso egli del favore del nuovo +governo, contrario affatto a' principi da lui professati con intima +religione, non volle piegare il ginocchio innanzi ad un idolo politico +che non era l'idolo della sua coscienza. Rinunziò quindi ad ogni +impiego pubblico, e coll'anima incontaminata consacrò interamente la +vita e l'ingegno alla letteratura. Negletto, dimenticato dal governo, +detestato anche: se ne compiacque. Tutti gli studi suoi furono da lui +rivolti all'utilitá de' suoi concittadini; e co' versi, con le prose, +con le lezioni recitate al Liceo (ora Ateneo), procacciò di vieppiú +sempre nobilitare l'intelletto e 'l cuore dei francesi. + +Nell'ultima caduta di Napoleone venne fatta istanza al signor Ginguené +perché celebrasse in versi il nuovo destino della Francia, tuonando +irato contra i costumi dell'uomo precipitato dal trono.--Lascio questa +cura--rispose egli--a coloro che lo hanno lodato.--E gli adulatori di +Napoleone accettarono alacremente l'incarico che Ginguené rifiutava. + +La candida onestá del signor Ginguené guadagnò a lui ne' crocchi delle +persone piú savie e piú gentili della Francia un epiteto che gli fa +onore, e che da gran tempo non va scompagnato mai dal suo nome:«_le +bon Ginguené_». Innamorato della vita campestre, egli ne gustò +lungamente tutta la pace; e da essa le sue maniere pigliarono molto di +quella schietta ed ilare cortesia, che raddoppia i nodi dell'amicizia +e che sola può placare l'invidioso dispetto con cui il volgo guarda +d'ordinario chi ne sa piú di lui. Eaubonne e la valle di Montmorency +prestarono l'ultimo asilo al signor Ginguené; e l'ultima voce di lui +fu udita in quelle amene campagne... Ora non vi suonano che i gemiti +della sua vedova moglie. + +Possa un sospiro de' nostri lettori italiani, un sospiro che sia +l'espressione della tristezza insieme e della riverenza, espiare +[p.172] una villania fatta al signor Ginguené da un italiano! È noto a +tutti di che modo l'Alfieri pagò d'ingratitudine un favore usatogli +spontaneamente dal signor Ginguené, quando questi cercò di salvargli +dalle mani del fisco di Francia la libreria ed i manoscritti. La +lettera che il signor Ginguené, dolente dell'insulto onde vide +ricompensato il proprio zelo, scrisse su di ciò all'abate di Caluso, e +l'indole stessa del fatto, dimostrano quanto sia stato il torto +dell'Alfieri. In discolpa di lui nulla può dirsi saviamente; e, se +avessero spaccio tuttavia gli arzigogoli e gli insulsi sotterfugi de' +retori, appena appena diremmo che quell'atto villano lo commetteva +l'autore del _Misogallo_, ma che Vittorio Alfieri non lo sapeva. + +|Grisostomo|. + + + [1] _Histoire littèraire d'Italie par_ |P. L. Ginguené|, + _de l'Institut royal de France_, ecc. ecc. ecc., tomi VII, + VIII, IX, Paris, 1819, chez L. G. Michaud. (L'intera opera del + signor Ginguené si vende presso il signor G. Gigler, sulla Corsia + de' servi, n. 603). + +[p.173] + + + + +XVIII + +BENEDETTO CASTELLI [1] + + +L'adulazione mercenaria di parecchi letterati ha fatto brutto servizio +agli elogi. Per essa queste forme oratorie, destinate ad onorare la +sapienza, l'amor della patria e tutte le altre virtù civili, sono +oggimai cadute in discredito presso molti. Quante volte la parola +«elogio» sveglia in capo a chi l'ascolta un'idea a cui di necessitá +tengono compagnia altre idee schifosissime! Ma, come la spada non è +infame se non quando la impugnano i traditori, cosí l'elogio può +essere santo se scritto con santa intenzione. + +Non va confuso cogli ordinari scrittori d'elogi chi recita e stampa le +lodi d'un povero fraticello morto censessantacinque anni fa, chi con +esse non mira a lusingare di rimbalzo la vanagloria viva e pagante +d'un qualche discendente della famiglia onde emerse quel povero +fraticello lodato. E però noi volentieri ci congratuliamo col signor +dottore Sisto Tanfoglio dell'elogio letto da lui, sono tre anni, in +un'adunanza dell'Istituto, e pubblicato ora colle stampe di Brescia. +L'umile ma famoso monaco, di cui egli pigliò a parlare, meritava un +encomio che fosse dettato dalla riverenza spontanea, non comandato +dall'opportunitá di guadagnarsi un fautore. Colla sua intenzione +ingenua il signor Tanfoglio pare a noi che abbia corrisposto +degnamente al merito ingenuo di Benedetto Castelli. + +Nella orazione che annunziamo poco ci viene detto delle particolaritá +della vita, e molto degli studi di questo celebre [p.174] matematico. +«Nacque in Brescia nel 1577 da famiglia patrizia, ed ebbe a genitori +Giambattista e Daria Castelli. Di diciotto anni si spartí dagli +uomini, facendo voto di monacato in San Faustino di Brescia». Fu in +Padova discepolo del Galileo, a cui si strinse di tenace amicizia. Fu +professore di matematiche in Pisa. Nel 1628 andò a Roma, chiamatovi da +Urbano ottavo, «che gli doppiò lo stipendio e lo dichiarò suo primo +matematico. In Roma pubblicò la prima volta l'aureo trattato _Della +misura delle acque correnti_»; ed ivi morí nel 1644. + +È noto che Benedetto Castelli fu il primo che applicasse alle dottrine +idrostatiche le geometriche, e che riducesse a scienza certa ciò che +prima era abbandonato alla pratica. «Legislatore ed ordinatore supremo +de' fiumi e de' torrenti», il Castelli dettò teorie idrostatiche, che +servirono di base a tutte le teorie posteriori; e, se ad altri vuolsi +dare il vanto d'avere perfezionate ed ampliate siffatte dottrine, a +lui non può negarsi quello di averne trovati i primordi: il che non è +poco indizio di vigoria d'intelletto. + +Il signor Tanfoglio spiega, per quanto lo comporta la brevitá del suo +discorso, queste ed altre dottrine ed esperienze praticate dal +Castelli, e sulla bontá di esse fonda le ragioni della lode che gli va +tributando. L'orazione sua riesce un lavoro piú scientifico che +letterario; e tale, a dir vero, lo voleva la natura dell'argomento. +Non inviteremo dunque i nostri lettori a considerarla dal lato +letterario, parendoci ch'essa abbia un merito piú deciso guardandola +dall'altro lato, e ravvisando in essa l'espressione dell'animo di un +giovine studioso che loda ciò che l'intima persuasione gli suggerisce +di lodare. + +|Grisostomo|. + + + [1] _Elogio di Benedetto Castelli_ bresciano di |Sisto Tanfoglio|, + dottore in filosofia e matematica ecc. ecc., Brescia, 1819, presso + Nicolò Bettoni e soci. + +[p.175] + + + + +XIX + +INTORNO ALLA «SERVITÙ PRESSO I POPOLI ANTICHI E MODERNI» DEL +GRÉGOIRE[1] + + +L'uomo che dall'alto della sua fortuna volge uno sguardo +compassionevole ad una classe inferiore di cittadini trattata +duramente dall'orgoglio dei piú, ed il filosofo che, abbandonate le +astruse ed aride speculazioni, crede di nobilitare la propria sapienza +impiegandola a pro del misero avvilito ed ingegnandosi di trovar modi +onde migliorarne la condizione, sono due vere bellezze nell'ordine +delle cose morali. Le azioni loro brillano in mezzo a' traviamenti +della umana natura, e rischiarano altrui il cammino della vita con una +luce consolatrice. Nel leggere il libro della _Domesticité_ non +possiamo tenerci di ammirare nell'autore di esso, il signor Grégoire, +l'uomo onesto ed il vero filosofo; non possiamo negare a questo antico +presidente della «Societá degli amici de' negri» la simpatia, il +rispetto, l'amore ch'egli merita come esempio vivo di operosa +filantropia. Una nuova edizione recentissima di questo libro ci sia +sufficiente occasione per poter parlare di esso anche dopo i quattro +anni da che uscí per la prima volta alle stampe. + +Il protettore de' negri, quegli che fino dal 1791 perorò altamente +contra l'infame tratta di quei meschini, e sollecitò l'abolizione +della loro schiavitú, manifestandone tutta l'ingiustizia, di rizza ora +all'umanitá parole di propiziazione in favore d'altra gente infelice. +Nel libro sulla _Domesticité_ il signor Grégoire esamina la +condizione de' servitori d'ambo i sessi in Europa; [p.176] discute i +mezzi co' quali renderla meno sciagurata per se stessa e piú giovevole +alla societá civile; e con quella eloquenza che non è insegnata nelle +scuole, ma che procede direttamente dalla bontá del cuore, cerca di +trasfondere ne' suoi lettori la caritá virtuosa di cui egli sente +l'impero sull'anima propria. + +L'autore dá uno sguardo franco, ma rapidissimo, alla storia de' popoli +antichi, e considera lo stato degli schiavi presso i greci ed i +romani. Il barbaro modo, con cui in generale venivano oppressi gli +schiavi da quelle due nazioni tanto venerate da' nostri pregiudizi +scolastici, concorre anch'esso a giustificare la generositá +dell'ardimento di coloro che, paragonando la somma de' nostri costumi +presenti a quella de' costumi de' tempi remoti, niegano all'antichitá +quel cieco ossequio superstizioso che ci è imposto come obbligo dalla +servile pedanteria, e tributano invece una piú sentita riverenza alla +ragione umana che si fa monda attraverso dei secoli. «Tito egli +stesso,--dice il signor Grégoire--Tito, l'imperatore soprannominato +'la delizia del genere umano', avendo ridotti in servitú i popoli +della Giudea, il trattò con la piú ributtante ferocia. Ne' giuochi e +negli spettacoli dati da lui a Cesarea perí una gran turba di schiavi, +alcuni sbranati dalle fiere, moltissimi costretti a combattere contro +i loro compagni e ad ammazzarsi l'un l'altro. Mille e cinquecento +schiavi vennero scannati in quella stessa cittá onde celebrare il +giorno natalizio di Domiziano, fratello della 'delizia del genere +umano'; e ne furono scannati altri assai a Berito in onore di +Vespasiano, padre della 'delizia del genere umano'... Ecco di che fu +capace un principe, a cui l'adulazione de' contemporanei e la +credulitá delle generazioni successive decretarono l'apoteosi!». + +Dall'esame della schiavitú presso i greci ed i romani l'autore +discende a quello della servitú nel medio evo, e finalmente a quello +della «_domesticité_», che è quanto dire della condizione dei +famigli o servitori, ne' tempi presenti; e dichiara che le +riflessioni, alle quali egli verrá condotto dal suo discorso, avranno +quasi sempre la mira a' soli famigli d'ambo i sessi destinati a' +servigi domestici nelle cittá, non a quelli destinati a' servigi +rurali. + +[p.177] + +«L'Europa nel medio evo teneva gli uomini, per cosí dire, inchiodati +alla gleba. L'Europa moderna offre lo spettacolo di una turba di +donne, di oziosi vestiti a livrea, di valletti ecc. ecc., che +riempiono le anticamere e vegliano giorno e notte a prevenire i +bisogni veri o fittizi de' loro odiati padroni... Nel 1796 a Torino +sopra 93.076 abitanti contavansi 3.168 servi e 5.292 serve. Totale +d'ambo i sessi 8.460; il che forma la undecima parte della +popolazione». + +Non è giá con questa proporzione che s'abbia a pretendere di +raccogliere il numero de' famigli esistenti in tutta l'Europa, da che +ciascun paese presenta agli statistici proporzioni differenti. Il +numero de' famigli cresce, ove piú ove meno, a seconda del crescere +delle ricchezze, delle distinzioni sociali, dell'ineguaglianza delle +classi civili. A Parigi ed in tutte le grandi cittá il numero de' +servi si fa ogni dí maggiore per colpa del lusso ogni dí piú favorito. +Non sarebbe lontano per nulla dal vero il supporre che in Francia un +milione d'individui sia impiegato ne' servigi domestici, non contando +coloro che prestano servigi rurali. Considerata dunque la tanta +quantitá di siffatti individui e quanto essi possano contribuire alla +tranquillitá dello stato ed alla felicitá privata delle famiglie, chi +non vede essere cosa importantissima il pensare ad una riforma de' +loro costumi, ad un miglioramento della loro educazione intellettuale? +Questa riforma e questo miglioramento raddolciranno ad essi di molto +il peso della servitú. L'uomo ignorante e senza morale è +necessariamente infelice. + +Ommettiamo di riportare le tante prove della depravazione morale de' +servi, registrate dall'autore nel suo libro. Che i servi sieno spesse +volte scostumati, è una veritá di fatto, della quale ciascuno di noi è +persuaso prima ancora che la ci venga annunziata. + +Ma, siccome per togliere di mezzo un male fa duopo investigarne le +cagioni, vediamo da che provenga cotesta depravazione. Il rimediarvi +stará nel toglierne di mezzo le cagioni. + +Una delle principali origini della depravazione de' servi è la +depravazione de' padroni. «Come possono inspirare sentimenti di +fedeltá a' loro famigli certi padroni arricchiti da [p.178] fallimenti +dolosi, da ruberie, da rapine; certi padroni contra i quali grida +vendetta il sangue de' poverelli? Come possono inspirare a' loro +famigli sentimenti di riverenza e di subordinazione certi padroni +capricciosi, aspri, crudeli, a' quali la caritá è sconosciuta del pari +che la giustizia, le di cui parole e maniere spengono negli animi +altrui ogni affezione; padroni, i quali non vorrebbero comandare che +ad automati, che all'opulenza associano tutti gli effetti d'una +cattiva educazione, che, nudi di ogni sentimento dilicato e logorati +dai vizi, non perdonano ai loro servi il menomo difetto?». + +L'esempio buono è il piú eloquente de' predicatori. Pochissimi uomini +coltivano la loro ragione e il loro cuore; pochissimi operano per +impulso di princípi sentiti intimamente e professati. I piú vanno +dietro agli altri e sono enti imitatori. Però in casa dell'uomo +vizioso rade volte troverai servi virtuosi. «_Tel maitre, tel +valet_», è proverbio che d'ordinario non falla. + +Altra origine della corruzione morale de' servi è l'abitudine ai +giuochi del lotto e ad altri consimili. Quanti individui, allettati +dalla speranza di far fortuna e cambiare stato, incominciano la +carriera del vizio rubando, e la finiscono col suicidio! Quanti +ospedali, quante prigioni, quante forche bisognò innalzare per lasciar +vita a questo abuso de' giuochi! + +E non ultima fra le cagioni della depravazione de' famigli è il +servirsene che talvolta fanno i governi per conoscere gli andamenti +de' padroni. Il mestiere infame della spia inaridisce nell'anima ogni +attitudine alla virtú, e rende in un momento solo che lo si eserciti +prontissimi gli uomini ad altri delitti. + +Per migliorare i costumi de' servi bisognerebbe dunque, prima d'ogni +cosa, migliorare la morale de' padroni. Questo è un suggerimento +facile a darsi; ma una gran lode meriterebbe chi suggerisse la maniera +di mandarlo ad effetto. Piú facile è il mettere riparo ai mali +provenienti dalla tolleranza del lotto. E se non si fará mai far da +spia a' servi, un gran passo avremo corso verso il perfezionamento +della morale di questa classe d'individui. + +Supponendo che le leggi provvedano per quanto sta in esse al +mantenimento de' buoni costumi ne' servi, i cittadini ricchi [p.179] e +probi debbono, giacché le leggi non possono far tutto esse, +contribuire dal canto loro al medesimo scopo. E a questo effetto, +l'autore propone l'instituzione di scuole destinate interamente pe' +servi. Lo spirito regolatore di siffatte scuole dovrebbe essere quello +di sviluppare, piú che non s'è fatto finora, le facoltá intellettuali +della povera gente, combinando questa educazione colla pratica +costante della virtú. Alla mancanza attuale delle scuole speciali pe' +servi, pare a lui che potrebbe supplire intanto una maggiore +propagazione de' metodi scolastici alla Lancaster. Crederebbe egli +necessario per altro che, oltre il leggere e lo scrivere e +l'aritmetica, s'insegnassero nelle scuole alla Lancaster anche +principi di morale pratica, in modo che negli allievi la virtú +diventasse un bisogno della coscienza. + +Ma perché nella disposizione naturale degli animi umani i premi sono +un allettamento al ben fare, l'autore vorrebbe moltiplicati dalle +largizioni de' ricchi gli ospizi pe' servi cresciuti in vecchiezza ed +infermi, e stabilita anche in Francia, come giá esiste altrove, una +«Societa filantropica», che destinasse premi d'incoraggiamento e di +ricompensa pe' servi costumati e dabbene, quando, con lunghi anni di +servizio presso una o poche diverse famiglie, avessero dato prove di +incorrotta fedeltá. + +Non diremo qui di che modo il signor Grégoire difenda la causa de' +servi contro l'insultante durezza de' padroni. L'uguaglianza degli +uomini ed il rispetto che debbono portarsi a vicenda, qualunque sia la +condizione che sembri separarli gli uni dagli altri, sono veritá tanto +lucide che ci parrebbe di far torto all'Italia ripetendole. Però, +augurando molti lettori italiani al libro del signor Grégoire, +facciamo voti affinché lo spirito di liberale caritá, che in esso +domina, produca effetti i quali tornino in onore della nostra patria. +Una emulazione virtuosa tra popoli e popoli, che abbia per iscopo il +conseguimento delle benedizioni de' posteri, è uno spettacolo degno +de' tempi presenti. + +|Grisostomo|. + + + [1] _De la domesticité chez les peuples anciens et modernes par_ + |M. Grégoire|, _ancien evêque de Blois_, ecc. ecc. + Parigi, ecc. ecc. + +[p.180][p.181] + + + + +XX + +SOPRA UN MANOSCRITTO INEDITO + +DEGLI AUTORI DEL FOGLIO PERIODICO «IL CAFFÉ» + + +Agli scalini del duomo vendevansi qui in Milano, sono pochi dí, al +prezzo fisso di dieci soldi il volume, tanti libri e libracci usati, +quanti bastavano a formare alla rinfusa un mucchio, del diametro di +forse otto passi ed alto un mezz'uomo e piú. Passava di lá casualmente +uno degli estensori del nostro giornale, e, datosi a frugare per entro +a quel caos di sapienza avvilita e di pazzie umane mantenute tuttavia +in eccessiva onoranza dalla tariffa del venditore, trovò modo di +spendervi dietro anch'egli, bene o male, uno scudo. Raccomandò il +prezioso acquisto alle spalle d'un fattorino del libraio senza +bottega, avviandolo alla contrada tale, casa tale, numero tale; e, +sborsato il prezzo, entrò in duomo, probabilmente per farvi orazione: +i maligni dicono, per pigliarvi il fresco. + +Sull'ora del pranzo tornato egli a casa, trovò il fagotto de' libri +buttato in terra a piè della seggiolina della portinaia, che, sudicia +né piú né meno di tutte le sue consorelle, pure non aveva voluto +metter mano su di esso, per paura, diceva, d'impolverarsi, e soltanto +si degnò di additarlo con un calcio allorché ne sopravvenne il +padrone. La schifiltá della donna pareva essere una strana disarmonia +in quella cameretta. Misurando con un'occhiata tutto il lercio dello +stanzino e dell'abitatrice, un uomo filosofo avrebbe avuto di che +fantasticare assai sulla ignobilitá corporale dell'umana razza e sul +perpetuo ondeggiamento de' principi morali da cui muovono le nostre +azioni. Una portinaia schiva d'imbrattarsi di polvere un dito! +All'amico nostro, accostumato da molti anni a veder tante +__inconseguenze__ [p.182] e incongruenze e contraddizioni razionali +e morali e sociali..., bastò di ridere alcun poco del bislacco +sussiego della donnicciuola.--Va'--le disse--l'anima tua è screziata +come l'abito che porti indosso.--Era una vestetta rattoppata con piú +cenci, l'un d'un colore l'un d'un altro.--Ma io non rido di te, rido +dei molti a cui tu somigli.--Nel dir questo, egli, che s'era fatto +allo sportello verso l'androne e vedeva la strada, mandò uno sguardo +di allusione a tre bei carrozzini, che lesti lesti scorrevano allora +appunto per di lá. Poi, rientrato, spolverò alla meglio i suoi libri, +se li recò sotto 'l braccio, salí le scale e li depose sullo +scrittoio. + +Il dí susseguente, l'amico nostro riandò i vari frontispizi, e gli +nacque il pensiero gentile di dividere con alcuni suoi vicini la +sapienza comperata. Studiò di proporzionare il dono ai bisogni di +ciascheduno di essi: voleva anche in tale inezia essere utile al +prossimo. E però, sbandita ogni idea, ogni apparenza di beffa, mandò +sul serio come lettura proprio opportuna i seguenti libri ai seguenti +individui. + +Ad un ricco giovinetto uscito non ha guari di collegio, una discreta +traduzione italiana delle _Lettere di lord Chesterfield al proprio +figliuolo_. + +Ad un classicista, gli _Elementi delle cognizioni umane ad uso de' +fanciulli_ (edizione di Parma), ed i due _Galatei_, l'uno di +monsignor Della Casa, l'altro di Melchiorre Gioia. + +Ad un romantico, un libro stampato in Venezia del 1563 ed intitolato +_Pungilingua e trattato di pazienza di fra Domenico Cavalca da Vico +Pisano_ (edizione citata dai compilatori della Crusca). + +Ad uno sposo recente, un grosso volume e mezzo scucito, intitolato +_Nouvelle manière de defendre et de fortifier les places +irrégulières à l'usage de ceux qui ne sont pas géomètres, par P. I. de +Bellersheim_. + +Ad un illustrissimo borioso, le _Osservazioni di Francesco Redi +intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi_. + +Ad un postulante, _L'uomo di corte di Baldassar Graziano_ +(traduzione dallo spagnuolo). + +[p.183] + +Ad una signora attempatella, un libro sconosciutissimo, intitolato +_L'arte di congedarsi a tempo_, stampato in Venezia, l'ultimo +anno della repubblica. + +Inviati al loro destino i libri suddetti, l'amico nostro ne ritenne +per sé il restante; salvo che portò egli stesso di sua mano negli +archivi del _Conciliatore_ un grosso volume di manoscritti, +legato in pergamena e della forma d'un libro parrocchiale, +sdebitandosi cosí della promessa, che aveva fatto a se medesimo, di +regalar qualche cosa anche a' veri amici suoi. In quel punto gli +estensori del _Conciliatore_ erano occupati in rifare alcuni +periodi al giornale, che doveva uscire di lí a poche ore. E però non +badarono per allora piú che tanto né al nuovo ospite de' loro archivi, +né alla storia del come esso era pervenuto in potere del donatore. +Questi fu rimunerato grettamente dai donatari con un «mille grazie» +secco secco; ma, ponendo mente alla circostanza, gli parve che il +guiderdone fosse anche troppo, e si tenne contento. + +Non passò per altro una settimana che ai pochissimi estensori rimasti +in Milano a tirare il carro, mentre che tutti gli altri se ne stanno +oziando alla frescura in amene campagne, su pe' colli di Brianza od in +riva a qualche lago, cadde sott'occhio il volume de' manoscritti e +nell'animo la voglia di scartabellarlo. + +Il frontispizio dice precisamente cosí: _Miscellanea di cose +accadute a' miei tempi, dove c'è dentro un poco di tutto_. E piú +sotto: «Io, prete don Anastasio Caramella, cappellano titolato in +Verderio superiore, ho messa insieme questa miscellanea per mio uso ed +esercizio, incominciando il giorno di pasqua dell'anno 1759 e +seguitando fino al giorno di san Giuseppe del 1771, nel quale il +dolore per la morte della mia buona Maddalena mi ha fatto rinunziare +al mondo ed alle vanitá». + +Chi fosse questa Maddalena, la quale vivendo faceva un po' mondano don +Anastasio, non è occorso a' sottoscritti di potere indovinare. Ma non +hanno lette ancora che poche carte della _Miscellanea_. Apertala +a metá del volume, vi trovarono un capitolo che s'annunzia cosí: +_Elegia comico-seria ed in prosa, composta da due degni signori che +scrivono nel foglio periodico «Il caffé»._ + +[p.184] + +Letta avidamente l'elegia, i sottoscritti pensarono subito che lo +stamparla sarebbe stato un far cosa gradita al pubblico; da che oggidí +gli scrittori del _Caffé_ (morte essendo e seppellite le brutte +invidie de' loro contemporanei) ottengono quella giusta venerazione +che si meritano, ed ogni cosa che sia frutto di quegli ingegni viene +letta con altrettanta compiacenza quant'era l'astio inverecondo col +quale a' tempi loro sprezzavasi. Nel manoscritto non è registrato il +nome dei due compositori dell'elegia. In alcuni passi le idee e lo +stile farebbero sospettare ch'essa fosse fattura di Pietro Verri; in +piú altri, del di lui fratello Alessandro. E forse è opera di +tutt'altri; forse un solo individuo ne fu l'autore; forse... anche... +chi sa? I sottoscritti non vogliono avventurare nessun giudizio: +decida il pubblico. + +Ecco l'elegia ricopiata tal quale dalla _Miscellanea_ del +cappellano. Ma no: bisogna che i lettori sappiano in prima una cosa, e +la si dica. L'elegia è preceduta da una _Notizia storica_, +compilata da don Anastasio. Sono descritte brevemente in essa le +circostanze che diedero occasione al componimento patetico. E sono +circostanze tali, che per una bizzarria dell'accidente somigliano in +qualche modo a quelle in cui trovansi gli estensori del +_Conciliatore_. Siffatta analogia, è da confessarsi, contribuí +anch'essa a far nascere il pensiero di pubblicar l'elegia, e con essa +anche la _Notizia storica_ nella sua genuina semplicitá. S'è +detto «analogia d'alcune circostanze». Badate bene, o lettori, ai +termini; perché gli estensori del _Conciliatore_ non amerebbero +d'essere creduti sí presuntuosi da voler paragonare se stessi agli +illustri scrittori del _Caffé_. Sanno bensí in coscienza di aver +comune con essi la intenzione; ma l'ingegno poi e le forze..., queste +sono altre cose. «_Non omnia possumus omnes_», soleva dire ogni +tratto il barbiere di Tom Jones. Oh! un barbiere ci vorrebbe che +lavasse il muso a certi israeliti della nostra penisola, de' quali +dicesi che per avere imparate a mente quattro frasacce del +_Pataffio_ di ser Brunetto, siensi fatti tronfi come la rana +della favola, e vadano gracchiando contro le opere del Verri e del +Beccaria, e le chiamino «miserie», perché non vi [p.185] trovano sapor +di lingua. Sapor di lingua! E che sapete voi mai, o israeliti, d'altro +sapore fuor di quello dell'oca? + +Don Anastasio dunque lasciò scritta, o lettori, una _Notizia +storica_. Vedetela qui; e, se vi piace, ringraziatene gli editori, +che finalmente stanno zitti e lasciano parlar don Anastasio e suoi +poeti. + + L'estate di quest'anno 1765 fece un gran caldo in Milano; ed io, che + mi trovava lá giú, bruciava che pareva in un forno. In un giorno di + luglio, non mi ricordo se giovedí o martedí, ma era giorno di grasso, + fui invitato a pranzo la prima volta a casa della marchesa donna + Antonia, signora piena di degnazione, che solamente mi fece venire, e + non mi conosceva, perché io era amico di molti di que' sapienti che + scrivevano il _Caffé_, e quel dí pranzavano dalla signora + marchesa; ma solamente due di essi in effetto, perché gli altri erano + scappati fuori in villeggiatura, tanto era indiavolata e scottava la + cittá. Que' due buoni signori raccontavano tra una portata e l'altra + d'aver veduti stracciati per la strada alcuni fogli del _Caffé_, + e parevano in collera. Ma io credo che facessero finta, perché di + quando in quando si guardavano e ridevano, ed erano insomma di buon + umore. Anzi narravano tutti gli insulti che ricevevano dalla bassa + canaglia, e che fino sentivansi chiamare «Societá dei pugni»; ed era + come se parlassero di gloria e trionfi. Che fiore di galantuomini + proprio esemplari! In fine della tavola tirarono fuori e lessero una + poesia o prosa, che avevano fatta sui loro guai. E l'uno + diceva:--Stampiamola;--e l'altro:--No;--e sí e no, e sí e no. E infine + non ne fecero niente; perché la marchesa, donna di giudizio, diceva + che non bisognava darsene per intesi, e che sempre era succeduto cosí, + e che sempre sarebbe succeduto l'eguale a chi scrivesse proprio come + la pensava; e che poi bisognava contentarsi di chiappar la lepre col + carro, e lasciar tempo al tempo. Ma quella elegia mi piacque tanto, + che pregai di darmene una copia. Ed ebbero la bontá di esaudirmi. Ed + ecco, è l'elegia seguente. Peccato che non l'abbiano messa sul + _Caffé_! + +[p.186] + + + ELEGIA COMICO-SERIA ED IN PROSA + + Vieni colla querula lira, o bionda Elegia; e sparsa di lagrime sciogli + le chiome... + + --No, no; questa prosa somiglia troppo i soliti versi: cominciamo di + nuovo.-- + + Fa' la _toelette_ una volta, o vecchia Elegia, se ti restano + chiome. + + E se, dai mille anni in poi che tu spandi i torrenti delle tue lagrime + sulle arcadiche cetre, ancora te ne rimane una stilla, vieni, o + pietosa, nel caffé di Demetrio[1] ad imprestarmela per tante + disgrazie. + + Chi sará mai cosí dotto aritmetico da poter numerare tutti i miei + nemici? Chi sa dirmi donde l'odio, gli strapazzi, gli sdegni contro di + me, che non gli ho veduti pur mai! + + Ignoro il mio delitto. Studiando, scrivendo, operando col coraggio + dell'onestá, ho forse violati gli altari, tiranneggiata la patria, + venduta l'innocenza? + + Ho forse offesi tutti coloro che scrivono ed operano senza il coraggio + dell'onestá? Oh! condonate l'errore giovenile: io sognava Lacedemone, + ed era in Babilonia! + + --Ahi! ahi! ahi!...--ho sclamato tre volte per riverenza delle nove + muse, quando vidi l'atroce spettacolo! + + Vidi (credetelo, o posteri) il foglio arditamente sincero, il foglio + che tien desta l'invidia, quand'ella piú s'affanna a persuadere che + dorme, il mio povero _Caffé_ lacerato in mille brani, bruttato + nel fango delle strade. + + E l'asino grave, e lo stupido bue, e l'armento servile delle pecore lo + calpestavano passando! Sento ancora i ragli di gioia, i muggiti di + trionfo, i belati di compiacenza. Oh vergogna, oh sventura + irreparabile! ahi, ahi, ahi!... + + Dimmi tu, o solo compagno rimastomi in tanta guerra, come potremo + difenderci? + + Ecco primo venirne contro il rotondo signor Cristoforo, + ingegnosissimo, [p.187] terribilissimo per grandi occhiali sul naso e + impolverata parucca![2] + + Ei m'accenna col dito alle turbe e grida:--Quegli è il colpevole, + quegli il ribelle che ardisce resistere all'autoritá, stimare i + moderni, non adorare gli antichi. Guai se il mondo uscisse di pupillo + e l'ascoltasse! Urlate, o turbe: fischiate, percuotete, uccidete. Lo + scellerato pretende che __si ragioni__!-- + + E le turbe, che non ragionano e non intendono, mi guardarono + minacciose; ed io, traendomi in disparte, risposi: + + --O gente degna delle «ghiande saturnie», placatevi e calpestate + questo male sparso _Caffé_.-- + + Venne Adonio, il damo per eccellenza; Adonio, il condottiero profumato + della schiera degli eunuchi. Costui, recandosi tra le mani l'ultima + raccolta di _Ana_, cercò tra le pagine un epigramma, e mi + trafisse. + + Ahi, ahi, ahi... Oh mio mal prodigato _Caffé_! + + Ma chi mi giunge a sinistra dietro le spalle? Ecco la schiera bruna + che bulica come un formicaio. + + Veggo lo scrittorello, colui il quale vende ognora a gran prezzo ciò + che val nulla: se stesso ed i suoi giudizi. + + Veggo il vecchio Codro, cadente sotto il peso de' suoi volumi in + foglio; né la rabbia basta a dargli forza per lanciarmeli contro. + + E te pure non dimentico, o poetastro, celebratore de' pranzi illustri; + e te pure, o Vafrino, piaggiatore de' grandi, che ti sei fatto un + patrimonio colla loro vanitá. + + Ma voi chi siete, pallide facce, tutte fosche di neri capegli, ora + immote verso il cielo, ora inclinate mestamente alla terra? Ah sí, vi + riconosco, Piloncino e Tartuffo, ipocriti di virtú, falsatori di + religione. + + E i vili si strinsero le destre, e congiurarono cosí: + + --Costui né si vende né si compra; ma con un tocco ardito della sua + penna sbalza dai volti le maschere e snuda la veritá. + + Dunque pèra il __superbo__, pèra il __nemico__ della patria, + pèra il __disprezzatore__ de' grand'uomini, il __novatore__ + mostruoso, l'esecrato __filosofo__ pèra.-- + + [p.188] + + Sí, calpestate il male sparso _Caffé_, o fallaci e crudeli + dispensatori delle «ghiande saturnie». Abborritemi, vendicatevi. Ma + prima ponete una mano sul mio petto, e sentirete che questo cuore + batte tranquillo. + + Il giorno non è lontano che la pianta felice da noi collocata ne' + campi d'Esperia porterá piú copioso il suo nobile frutto; il suo + frutto che non manda fraganza, se nol tormenti col foco[3]. + + E voi pure tormentateci, o gente saturnia! Ma noi, alleati col Tempo, + atterreremo su queste pianure i vostri boschi di querce; né piú vi + sará dato d'imprigionare tra l'ombre le menti dei mortali. + + Perché una forza irresistibile di perfezionamento è nella nostra + natura, e progredisce e trionfa; e, simile al fato, conduce i + volenterosi, e i repugnanti strascina. + + Ma di chi la gloria, di chi? Amici del nostro cuore, che sudate con + noi nell'altissima impresa, non lasciateci or soli frammezzo ai + turbini. Ove siete, che fate? + + Due di voi, io lo so, compiacendo al lor genio, si ascondono nelle + solitudini. + + Allato allato delle vostre predilette, seduti a sera sull'erta della + collina, seguite con occhio innamorato le stelle remote, e alla + presenza delle bellezze del cielo parlate le speranze d'una vita + migliore. + + Intanto noi tra le mura infiammate della cittá scriviamo la notte, + scriviamo il giorno, e appena abbiam tempo di mandare un sospiro. + + Dove sono gli altri? ahi! dove sono? Voi correte in caccia le + campagne, o saltate i fossati, o veleggiate sui laghi ascoltando i + canti verginali di che sull'alba risuonano le sponde, o cercate i + semplici costumi tra le montagne dell'Elvezio vicino... Ma ricordatevi + di noi, che siamo qui soli! + + E tu pure, altero e ritroso ingegno, che fai? Né amoreggi, né viaggi, + né scrivi, e godi il tuo sommo diletto lasciando correre il pensiero + negli aerei campi dell'Idea[4]. + +[p.189] + + Ozio è questo, o fratelli: Piloncino ne ride, e noi due ne piangiamo, + improvvisando la nostra elegia. + + Oh, povera Elegia! Ora t'innalzi, ora strisci nella polvere, e non + somigli a nessuna. Guai se t'abbatti in qualche grave maestro, che + voglia riscontrare le tue forme sul modulo de' precetti![5]. + + Il feroce trarratti per gli orecchi al cospetto delle muse, e + domanderá vendetta contro il padre dell'orribile mostro. + + A lui cosí dirai tua ragione:--O grave maestro, cui piacciono le + centomila ricantazioni de' lamenti ovidiani, colui che m'ha fatta, + sappilo, non somiglia l'errante modellatore lucchese: egli non mi + foggiò di fragile gesso nella forma cavata da un altro, perché + l'ignaro moltiplicasse le copie! Sono rozza, ma scolpita sul vivo; + deforme, ma forte; sono un ente di piú nella natura. + +Tale è l'elegia che abbiamo trovata nel manoscritto di don Anastasio e +che pubblichiamo con tutta fedeltá. Le note da noi sottopostevi ne +parvero opportune per la maggiore intelligenza del testo. Se nel libro +regalatoci rinverremo altre cose meritevoli di essere tolte +all'oscuritá, i nostri lettori non ne saranno defraudati. + + I due estensori + |Grisostomo|--P. + + + [1] Demetrio era un caffettiere greco, nella cui bottega gli autori + del _Caffé_ hanno finto che avvenissero le loro + conversazioni. + + [2] Di questo signor Cristoforo si veggono piú menzioni nel giornale + del _Caffé_. Sovranamente comica è la di lui disputa in + favore degli antichi contro quello fra gli estensori che si + firmava «A.». + + [3] Intende la pianta del caffé, e per essa simbolicamente la + filosofia, alla quale sono necessarie le persecuzioni per farsi + infine conoscere e sentire da tutti. + + [4] Non crediamo ingannarci nel riconoscere in questi tratti il + Beccaria, uomo altamente contemplativo, ma poco inclinato + all'attivitá. Piú dubbie sono le indicazioni degli altri colleghi + a cui si rivolgono le esortazioni degli elegisti. + + [5] È noto che nel _Caffé_ si sono combattute con molta forza le + false regole e le frivolezze de' pedanti e de' poeti italiani. + Veggansi singolarmente i due discorsi _Sui difetti_ e + _Sullo spirito della letteratura._ + +[p.190][p.191] + + + + +XXI + +SULLA «FILOSOFIA DELLE SCIENZE» DEL JULLIEN[1] + + +Ogni volta che ci occorre di dover parlare di economia politica, di +lega fraterna tra i popoli, del bisogno di una letteratura +essenzialmente liberale, di scuole alla Lancaster, di diffusione di +lumi, di mezzi coi quali aggiungere rapiditá al progresso del sapere +umano e d'altri argomenti di consimile natura, l'esperienza ci fa +presentire vicine il ronzio d'una maledizione sul capo nostro per +parte de' missionari della tenebria e dei _frères ignorantins_ +della nostra penisola. Eppure, sia detto in buona coscienza, non entra +mai ne' disegni nostri una menoma intenzione di pigliare la penna in +mano per muovere la bile ad una menoma persona. Se, procurando di +servire come meglio può alla nazione italiana, necessariamente il +_Conciliatore_ incappa a spiacere all'individuo, questi si dolga +non di noi, ma della sua propria sinderesi e delle sue proprie +opinioni, discordi forse troppo da quelle della nazione e del secolo; +si dolga con se stesso, per aver tolto a seguitare coi pochi il logoro +gonfalone dell'oscurantismo piuttosto che la bella bandiera dell'amor +della patria, alla quale è ligio il cuore dei molti. + +Accomodati, mediante questo pacifico avvertimento, i nostri conti col +drappello di coloro ai quali sempre e di buon grado perdoneremo la +mormorazione, siccome formola comandata dal loro instituto, ci sia +lecito di proporre ai dotti d'Italia la lettura [p.192] dell'opuscolo +qui sopra annunziato del signor Jullien; opuscolo che per la sua sola +intenzione meriterá l'anatema da chiunque ama di ritardare il corso +dell'intelletto umano. + +Lo scopo al quale tende il signor Jullien col presente opuscolo, che è +un prospetto d'un'opera futura, è quello appunto di procacciare una +migliore direzione ed un'attivitá maggiore ai lavori intellettuali. A +questo effetto egli, determinando in nuova maniera la divisione delle +cognizioni umane, ordina i risultati moltiformi delle scienze, delle +lettere e delle arti come verso un centro unico, la __filosofia delle +scienze__[2]; mostra la opportunitá di ridurre a succosi ed utili +estratti tutta l'immensa farragine delle biblioteche, onde gli +studiosi non abbiano a sciupare tutta la loro vita nell'istruirsi di +ciò che s'è fatto, senza che lor basti fiato per muovere il passo +verso ciò che resta a farsi; accenna il metodo onde piú arricchirsi di +cognizioni con minor perdita di tempo e minor confusione d'idee +(metodo giá da lui altra volta spiegato ampiamente nell'_Essai sur +l'emploi du temps_, e che consiste nel tenere sotto diversi +scompartimenti alfabetici, sotto diversi ordini di affinitá, un +registro scritto di tutte le nozioni che lo studioso viene di mano in +mano acquistando mediante la lettura, l'osservazione e 'l conversare); +accenna la possibilitá d'inventare un alfabeto scientifico e +filosofico, col soccorso del quale e con semplici segni rendere piú +facile, piú fervida, piú fruttuosa la comunicazione tra i dotti +d'Europa; e propone tra essi dotti una lega universale, onde +abbreviare gli studi di ciascheduno, e far concorrere gli sforzi di +tutti ad accelerare il simultaneo progresso delle scienze, delle +lettere e delle arti, il perfezionamento morale ed intellettuale +dell'uomo. A siffatta confederazione dovrebbono unirsi e prestar +consiglio ed aiuto tutti coloro a' quali per impulso virtuoso del +[p.193] cuore preme di migliorare la condizione della umana famiglia. +E specialmente è pregata a favorire e secondare le fatiche dei dotti +quella metá bella e gentile del genere umano, senza il concorso della +quale, dice l'autore, è inutile lo sperare alcun miglioramento +lodevole nelle cose della vita. + +Noi non vogliamo entrare per ora a discutere né la __novitá__ di questo +bel progetto del signor Jullien, né la convenienza de' mezzi da lui +additati per mandarlo ad esecuzione. Come ogni censura, cosí anche +ogni encomio di un libro riesce intempestivo e di scarso valore, se lo +si fonda sulla conoscenza del solo indice delle materie in esso +trattate; e l'opuscolo di che parliamo è in gran parte poco piú che un +indice. Non esamineremo dunque criticamente il progetto ed i metodi, +se prima non li vedremo svolti in tutta la loro estensione per entro +il libro intero, che l'autore, a quel che pare, sta terminando. Bensí +speriamo che ai dotti d'Italia la lettura anche del solo preludio di +un'opera filosofica, manifestamente suggerita dalla santa intenzione +di giovare al perfezionamento sociale, basterá ad offrire materie di +analoghe speculazioni. E però, deponendo noi riverenti sul loro +tavolino l'opuscolo del signor Jullien, e sdebitandoci sinceramente +con lui di tutta quella lode che gli è dovuta per lo spirito leale e +per la buona volontá onde vediamo muovere sempre i suoi disegni, +finiremo il nostro articolo col dare in abbozzo a' lettori una qualche +idea della nuova divisione delle scienze da lui proposta. + +Bacone prima, poi gli autori della _Enciclopedia_, nella loro +classificazione delle scienze e delle arti, riferirono ciascuna di +esse ad una delle tre divisioni fondamentali, suggerite dalle tre +diverse facoltá dell'uomo: __memoria__, __ragione__, __immaginazione__. + +Il signor Lancelin, nella sua introduzione all'_Analisi delle +scienze_, riducendo tutto lo scibile umano ad una scienza sola, la +__scienza della natura__, scompartí questa in otto divisioni +fondamentali; e sono: + +1. Elementi dell'universo, o descrizione de' corpi naturali. + +2. Forze e proprietá primitive della materia. + +[p.194] + +3. Scienze primitive nascenti dalla descrizione de' corpi e dalla +classificazione degli oggetti e de' fatti. + +4. Scienza dell'uomo. + +5. Scienze matematiche e fisico-matematiche. + +6. Arti meccaniche e industria umana. + +7. Belle arti e belle lettere. + +8. Metafisica vera e filosofia vera, o scienza de' principi, +legislatrice in certo modo dello spirito umano. + +Il signor Destutt-Tracy, ne' suoi _Elementi d'ideologia_, stabilí +la seguente classificazione: + +Prima sezione. Storia de' mezzi che abbiamo per conoscere qualche cosa +(tre parti). + +1. Formazione delle nostre idee, o __ideologia propriamente detta__. + +2. Espressione delle nostre idee, o sia __gramatica__. + +3. Combinazione delle nostre idee, o sia __logica__. (La gramatica +e la logica, secondo il signor Destutt-Tracy, formano parte della +ideologia presa in complesso; ed è per ciò che alla formazione delle +idee egli diede il titolo d'__ideologia propriamente detta__). + +Seconda sezione. Applicazione de' mezzi di conoscere allo studio della +nostra volontá e degli effetti di essa (tre parti). + +1. Delle nostre azioni, o __economia__. + +2. Dei nostri sentimenti, o __morale__. + +3. Della direzione delle une e degli altri, o sia __governo e +politica__. + +Terza sezione. Applicazione dei mezzi di conoscere allo studio degli +enti diversi da noi (tre parti). + +1. Dei corpi e delle loro proprietá, o sia __fisica__. + +2. Delle proprietá dell'estensione, o __geometria__. + +3. Delle proprietá delle quantitá, o sia __calcolo__. + +Nella futura sua opera il signor Jullien si propone di scandagliare a +parte a parte le classificazioni qui sopra riportate, paragonandole +con altri tentativi di simile natura pubblicati, prima d'ora, qua e lá +in Europa. Forse tra questi vedremo fare la sua modesta comparsa anche +l'_Albero sistematico_ preposto dal [p.195] nostro Alberti al suo +_Gran dizionario enciclopedico della lingua italiana_, il quale +(sia detto tra parentesi) è per ora incomparabilmente il miglior +dizionario della nostra lingua. In quell'_Albero_ l'universo +venendo considerato come radice delle tre cognizioni, di __Dio__, +dell'__uomo__ e del __mondo__, ogni scienza è subordinata ad una +di queste tre grandi diramazioni principali. + +Ecco ora in ristretto il _Quadro sinottico delle cognizioni +umane_ proposto dal signor Jullien, o sia il modo con cui egli +divide le scienze e le arti. + +La mente dell'uomo è il __principio__ comune di tutte le +cognizioni. + +Lo __scopo__ comune di tutte le scienze e di tutte le arti è il +perfezionamento umano. + +Le cognizioni umane si dividono in due ordini. + +Il primo risguarda le cose fisiche. + +Il secondo risguarda le scienze metafisiche o morali ed intellettuali. + +Ciascuno di questi ordini è diviso in due classi. + +Classe prima. Scienze positive o sia de' fatti. + +Classe seconda. Scienze istromentali o sia di metodo, che forniscono, +dice l'autore, gli stromenti ed i metodi a tutte le altre scienze, e +trattano dei mezzi inventati dall'uomo (per esempio la __geometria__ ed +il __calcolo__). + +L'uomo può __osservare e descrivere__ gli enti ed i fatti, quali si +presentano a lui per ordine di tempo e di luogo. + +Osservati e descritti gli enti ed i fatti, l'uomo li __paragona e +classifica__; e li distingue in generi e specie, avvicinandoli l'uno +all'altro a norma delle analogie che vi scopre. + +In terzo luogo lo spirito umano si applica a __spiegare__ le cose +ed i fatti ed a cercarne le cagioni. + +Finalmente lo spirito umano __applica__ le sue cognizioni ai +bisogni ed all'uso della vita. + +Da queste quattro diverse operazioni dell'intelletto umano il signor +Jullien desume quattro generi differenti di scienze, cioè: + +1. Descrittive e d'osservazione. 2. Distintive e di classificazione. +[p.196] 3. Speculative e razionali, o sia d'investigazione, applicate +alla ricerca delle cause. 4. Pratiche e d'applicazione. + +Ognuno de' quattro generi qui sopra accennati si applica +rispettivamente a ciascuno dei due ordini ed a ciascuna delle due +classi distinte da principio, talché ne risultano sedici denominazioni +generali di cognizioni; alle quali denominazioni sono riferite le +diverse scienze ed arti conosciute. Per esempio, sotto la +denominazione «arti morali ed intellettuali», corrispondente al +secondo ordine, classe prima, genere quarto, trovansi registrate +l'__educazione__, la __morale pratica__, la __legislazione positiva__, +la __politica__, l'__economia politica__, ecc. ecc. + +Tacendo qui per amore di brevitá alcune osservazioni apposte dal +signor Jullien alla sua nuova classificazione, non dissimuleremo che +essa cede in semplicitá a quella del signor Destutt-Tracy, lodata per +tale riguardo dallo stesso nostro autore. Ma non lasceremo tampoco di +dire che il _Quadro sinottico_ di cui abbiamo dato l'abbozzo, +essendo desunto dai quattro stadi principali dello studio umano, offre +un interesse filosofico. S'è notato piú sopra quale sia l'indole del +progetto generale dell'autore: la classificazione, ch'egli immaginò +nuovamente delle scienze, servirá, è da credersi, a viemmeglio +svilupparlo. + +Ciò sará da vedersi nella futura sua opera. + +|Grisostomo|. + + + [1] _Esquisse d'un essai sur la philosophie des sciences_, ecc. + ecc.--Abbozzo di un saggio sulla filosofia delle scienze, + contenente un nuovo progetto di divisione delle cognizioni umane, + di |Marcantonio Jullien|, cavaliere, ecc. ecc. Parigi, + 1819. + + [2] La filosofia delle scienze, di cui parla l'autore, è quella + stessa della quale Bacone concepí l'idea, pose le basi e pubblicò + gli elementi. Essa ha per iscopo l'esame separato e l'esame + simultaneo di tutte le scienze, onde avvicinarle tra di esse e + paragonarle l'una coll'altra, e raccoglierne i caratteri + distintivi o le loro differenze essenziali ed i loro punti di + contatto. Cosí vengono conosciuti i soccorsi che ciascheduna + scienza può somministrare all'incremento della civilizzazione. + +[p.197] + + + + +XXII + +QUADRO STORICO + +DELLA POESIA CASTIGLIANA + +a proposito delle _Poesie scelte castigliane_, raccolte dal Quintana[1]. + + +INTRODUZIONE + +Il conte Giovambattista Conti fino dal 1782 pubblicò in Madrid quattro +volumi d'una sua raccolta di poesie castigliane, ponendo a riscontro +del testo di esse le traduzioni da lui fattene in versi italiani. +Poche copie di quell'opera scesero allora in Italia; e però la +tipografia del seminario di Padova, dandosi a ristampare in due soli +volumi le sole traduzioni, provvede in questo anno a vieppiú +diffonderne tra di noi la lettura. Al primo tomo, comparso giá da +alcuni mesi, veggiamo succedere ora finalmente il secondo. + +Nell'attuale tendenza degli studi verso una maggiore curiositá delle +cose straniere, ci sembra opportuno e lodevole il disegno dell'editore +padovano. Non intendiamo quindi di menomare in alcuna maniera né la +gratitudine del pubblico verso di lui, né gli applausi che può aver +meritati giustamente al signor Conti il suo lavoro, se da esso +pigliamo occasione per annunziare agli studiosi della lingua e della +letteratura spagnuola una piú ampia collezione di _Poesie +castigliane_, data alle stampe, non è gran tempo, in Madrid dal +celebre poeta don Giuseppe [p.198] Quintana. A salvarci da ogni +sospetto d'irriverenza verso del signor Conti, ed a manifestare ad un +tempo stesso il perché da noi si proponga ora agli studiosi la nuova +raccolta, basti l'ingenuitá colla quale riportiamo le seguenti parole +della prefazione del signor Quintana: «_La_ [la collezione di +poesie castigliane] _que despues empezó y no acabó don Juan Bautista +Conti, executada á la verdad con gusto exquisito y buena disposicion, +se destinó principalmente á dar á conocer á los italianos el mérito de +nuestra poesía. Contentóse pues su autor con publicar y traducír en +toscano las composiciones líricas y bucólicas mas señaladas del siglo +diez y seis, y algunas de los Argensolas: pero nada incluyó de +Balbuena, de Jauregui, de Lope, de Góngora, ni de otros igualmente +célebres en nuestro Parnaso, quedando por consiguiente la coleccion en +extremo insuficiente y diminuta_»[2]. + +Del signor Quintana e delle di lui poesie originali ci proponiamo di +parlare in altra congiuntura, e tosto che ci saranno pervenute di +Spagna alcune notizie delle quali abbiamo fatta ricerca. Intanto i +lettori vorranno ricordarsi ch'egli è l'autore della famosissima ode +patriottica sulla battaglia di Trafalgar. Questo leale spagnuolo, che +nell'arte de' versi non ha nella sua nazione alcun rivale vivente, +fuorché in certo modo don Giambattista de Arriaza, autore anch'egli +d'un'altra ode su la stessa battaglia (tanto un solo argomento è +fecondo d'entusiasmo poetico, se lo suggerisce la coscienza di avere +una patria!), vive ora miseramente relegato. Ma egli non invidia per +questo al poeta suo rivale né la docilitá delle opinioni, né, frutto +di essa, i giorni meno travagliati; e lo conforta il vedere il proprio +nome [p.199] caro a' migliori fra' suoi, e consegnato alla venerazione +dell'Europa insieme alla recente memoria dei fasti delle +_Cortes_, a' quali egli contribuí co' suoi proclami e co' suoi +canti ci di guerra. + +La celebritá letteraria del signor Quintana ci par sufficiente a +raccomandare come giudiziosa la collezione di poesie castigliane da +noi annunziata; né il fatto smentirá appresso i dotti l'aspettativa. + +L'opera è scompartita in tre volumi del formato di un giusto «ottavo». +La raccolta incomincia da un saggio di poesie del secolo decimoquinto, +e precisamente da alcune di Giovanni de Mena; poscia si allarga, e +comprende gli altri secoli susseguenti fino alla morte del poeta don +Giuseppe Cadalso, che è quanto dire fino all'anno 1782. I componimenti +in essa contenuti sono i meglio stimati: sono tolti da tutti i generi +di poesia, se se ne eccettuino i teatrali. Alla prefazione tiene +dietro un _Discorso sulla storia della poesia castigliana_, in +quanto specialmente essa si riferisce ai generi ed agli autori che +ottennero posto nella raccolta. + +Conformandoci a questo disegno del signor Quintana, noi ci gioveremo +in parte delle notizie somministrateci da lui, e qualche poco anche +della _Storia letteraria_ del signor Bouterweck e del tenue +frutto di altri studi da noi fatti, e daremo col tempo, in diverse +riprese, un _Quadro storico_ della poesia spagnuola, il piú +compendioso che potremo. + +Se, per servire al nostro autore, ci è d'uopo non tener conto per ora +del teatro spagnuolo, gli amici della letteratura universale sapranno +ampiamente rifarsi di questo e d'altri nostri silenzi, ricorrendo, fra +molti libri, a quello del signor Sismondi sulla _Littérature du midi +de l'Europe_; libro che, per isciagura della buona critica, trova +d'ordinario i suoi piú aspri censori in coloro che non lo hanno mai +letto. Nel tessere il nostro lavoro noi ricorreremo ad esso meno che a +qualunque altro, e non per altra ragione se non perché ne sembra di +non dovere occupare il breve spazio del nostro giornale con cose +ricavate da un libro che può facilmente consultarsi da chicchessia. + +Ma, prima di por mano al _Quadro storico_, a cui preghiamo +cortese la pazienza de' nostri buoni lettori, siamo costretti [p.200] +dall'ostinazione di certi garriti pseudo-letterari a ripetere +solennemente una dichiarazione, che sotto cento forme diverse abbiamo +giá ricantata le cento volte nel nostro giornale. Eccola; ed affinché +sia intesa anche dagli spazzini della repubblica letteraria, eccola +una buona volta in lettere maiuscole: + + COL RACCOMANDARE LA LETTURA DI POESIE COMUNQUE STRANIERE, NON + INTENDIAMO MAI DI SUGGERIRNE AI POETI D'ITALIA L'IMITAZIONE. + VOGLIAMO BENSÍ CHE ESSE SERVANO A DILATARE I CONFINI DELLA LORO CRITICA. + +Se non faranno effetto le lettere maiuscole, non ci resterá altro +partito che di tentare le cubitali... E le tenteremo: a estremi mali +estremi rimedi. Per ora, basti cosí; e la pace sia con tutti. + +[p.201] + + + + +I + +DELLA POESIA CASTIGLIANA DA' PRIMORDI DI ESSA FINO AGLI ULTIMI ANNI +DEL SECOLO DECIMO QUARTO + + +La storia universale della poesia offre nella sua progressione il +fenomeno di andamenti diversi in diverse nazioni. Nella bella Grecia +l'infanzia di questa sovrana delle arti fu di poca durata, e in poco +di tempo ella crebbe a tanto vigore da produrre i poemi immortali di +Omero. Uguale a quella della Grecia fu la fortuna dell'Italia moderna, +dove fuor della notte dei secoli rozzi, succeduti alla civilizzazione +romana, apparvero di repente Dante e 'l Petrarca, traendo con loro +l'aurora di tutte le arti e fondando le norme del buon gusto. + +Altri popoli meno felici lottarono lungamente contra la barbarie, e, +vincendola a poco a poco, acquistarono a poco a poco il sentimento +dell'eleganza e dell'armonia; e non giunsero alla perfezione che tardi +e a forza di fatica. Tale fu la sorte d'una gran parte delle nazioni +moderne, e tale appunto fu quella della Spagna. + +Ivi, quasi come per ogni dove, il verso scritto precedette alla prosa. +La poesia spagnuola, o piú precisamente castigliana, vanta per sua +prima opera il _Poema del Cid_, composto, a quel che pare, verso +la metá del secolo decimo secondo[3]. Allora, in mezzo alla confusione +delle lingue, cagionata dalle invasioni dei barbari del nord, +cominciava a pigliar forma alcuna quell'«idioma romanzo», che doveva +spiegare poi tanto splendore e tanta maestá negli scritti di +Garcilaso, di Herrera, di Rioja, di Cervantes, di Mariana. + +[p.202] + +Chi ponesse mente alla natura dell'argomento e non ad altro, +troverebbe pochi poemi superiori a quello di cui parliamo; nella +stessa maniera che pochi guerrieri troverebbe nella storia da poter +contrapporre, come rivali in valore e in leggiadria di virtú, a +Rodrigo di Bivar, soprannominato il «Cid Campeador». La gloria di +Rodrigo oscurò quella di tutti i re de' suoi tempi, e da secolo in +secolo discese infino a noi, ad onta di un'infinitá di favole onde +anticamente la zotica ammirazione circondò la veritá dei fatti. +Consegnata a poemi, a tragedie, a commedie, a romanzi (o romanze), a +canzoni popolari, la memoria di lui, somigliante a quella di Achille, +ebbe la fortuna di scuotere fortemente ed occupare la fantasia. Ma +l'eroe castigliano, superiore al greco per coraggio e virtú, ebbe la +sventura di non trovare un Omero che lo celebrasse. + +E come trovarlo a que' tempi, ne' quali il rozzo cantore si pose a +comporre il poema? Con una lingua informe tuttavia, dura nelle sue +determinazioni, viziosa nella sua sintassi, nuda di tutta coltura e di +tutta armonia, in mezzo alla generale abitudine ad uno stile pieno di +pleonasmi, con un verseggiare incerto nella sua misura, com'era +possibile mai il produrre un'opera di vera poesia? Nell'invenzione, +ne' pensieri, nell'espressione di essi, e specialmente in certa +ingenuitá[4] di descrizioni, scorgiamo, è vero, qualche indizio +d'intenzione poetica per parte dell'autore; ma, preso in totale, il +_Poema del Cid_ è da considerarsi come una curiositá filologica +piú che altro. Chi sia stato l'autore di questo primo vagito della +poesia castigliana, è ignoto. + +[p.203] + +Nel secolo susseguente vissero due poeti, le opere dei quali lasciano +apparire giá alcuni progressi fatti dalla lingua. Don Gonzalo de +Berceo e Giovanni Lorenzo Segura, l'uno nelle sue poesie sacre in +versi alessandrini, l'altro nel suo poema _De Alexandro magno_, +superarono anche di qualche grado l'arte del cantore del Cid. Quelle +del primo, per altro, non sono che preghiere, regole fratesche, +leggende di santi, che manifestano nell'autore il monaco benedettino +piú che il poeta. Nel poema del secondo, ciò che occorre di piú +bizzarro alla considerazione del filosofo, è la vita di Alessandro il +grande, descritta con colori cavallereschi; è il vedere trasportati in +essa sul serio i costumi, i sentimenti, i pregiudizi spagnuoli. Forse, +come dice il signor Sismondi, l'ignoranza assoluta dell'antichitá fece +ricorrere il poeta a ciò che gli era noto per descrivere ciò che gli +era ignoto. E forse (è un dubbio nostro) Giovanni Lorenzo venne +condotto a tale traviamento da un barlume indistinto di quella veritá +psicologica, che insegna non potere essere sommamente efficace la +poesia, se non è in accordo colle idee e colle circostanze de' tempi +ne' quali vive il poeta. Giovanni Lorenzo non era abbastanza filosofo +per potere interpretare saviamente questo impulso del vero genio +poetico, non era abbastanza educato ai confronti storici per doversi +sentire offendere dalla dissonanza tra due civilizzazioni, greca e +spagnuola: e però, secondando con inconsiderata obbedienza la +necessitá d'essere moderno, condusse con accessorii ricavati dal mondo +a lui presente un poema d'argomento non moderno, ma antico; e fece +cosí un guazzabuglio, che accusa la contemporanea stupiditá della +critica e muove a riso finanche la gravitá de' maestri di lettere. + +Ma qui, se ci è lecita una digressione, vogliamo assumere gravitá +anche noi, e rivolgerci proprio con un testo di Orazio a tal uno che +ride del guazzabuglio di Giovanni Lorenzo. + +«E di che ridi tu? Cambiato che sia il nome, il discorso va a ferir +te»[5]. E infatti non è egli un guazzabuglio altrettanto ridicolo il +tuo, quando in argomenti moderni vai intarsiando sentimenti [p.204] e +immagini e riti e costumi e idee de' popoli antichi? Se Giovanni +Lorenzo ti presenta l'eroe di Macedonia sotto il nome di «infante don +Alessandro», tu sghignazzi, e n'hai ragione. Ma non dovremo +sghignazzar del pari ancor noi, allorché tu ci presenti una povera +monachetta sacra a Maria ed a Cristo sotto il nome di «vestale»? +allorché di due giovinetti, che si legano in matrimonio innanzi al +curato, tu ci parli come di due, che, «coronati di rose», si giurano +fede innanzi «all'ara d'Imeneo»? allorché d'un professore +dell'universitá dici ch'egli è un «sacerdote di Minerva», e va' +discorrendo? Che razza di logica è la tua?--Sono erudito, e Giovanni +Lorenzo non l'era.--Bravo! tienti la tua erudizione, che è cosa buona +e, se non sai farne altro, illustra con essa un qualche ciottolo +vecchio; ma non isprecarla fuor di proposito. O, piuttosto, vendine +alcune libbre, onde comperarti poi una mezz'oncia di sale critico. +Imparerai allora che il ridicolo non istá nell'ignoranza di Giovanni +Lorenzo, né tampoco nella tua erudizione; bensí nella goffa mescolanza +che entrambi ci fate di idee eterogenee. + +Lettori, torniamo al nostro proposito. Un Caloandro de' «bei parlari» +avrebbe detto: «torniamo a bomba». + +Regnava allora in Castiglia Alfonso decimo, soprannominato il «savio»: +non perché fosse un buon re, ché anzi fu falsatore di monete e meritò +di essere alla fine cacciato dal trono; ma perché, come meglio il +comportavano i suoi tempi, fu letterato e promotore degli studi. Egli, +dando ordine che si scrivessero in lingua castigliana gli atti +pubblici, che infino allora erano stati sempre compilati in latino, +aggiunse stimoli al miglioramento ed alla diffusione della lingua +nazionale e giovò a' progressi d'una nazionale letteratura. Fu poeta +anch'egli, e compose, secondo l'opinione comune, un libro di cantici +sacri in dialetto galiego e due altri libri in versi castigliani: +l'uno intitolato dei _Lamenti_, l'altro il _Tesoro_. Piange +nel primo il re le proprie sventure e lo scettro perduto; nel secondo, +che è un trattato inintelligibile d'alchimia, egli dá ad intendere a' +castigliani d'aver trovato il segreto della pietra filosofale, con +intenzione probabilmente di onestare cosí in faccia loro i veri mezzi, +[p.205] piú turpi, mediante i quali ei s'era arricchito. Se le monete +fatte battere dal re Alfonso erano di sí bassa lega come i suoi versi, +bisogna dire che egli fosse un gran ladro. + +Tuttavolta, ove lo zelo messo da lui nel promuovere le lettere fosse +stato di lunga durata ed imitato dai re successori, la poesia +spagnuola, col rammentarci l'antichitá de' suoi natali, non farebbe +sentire vieppiú la lentezza de' propri passi verso la perfezione. Ma +ella ebbe contro di sé la natura feroce dei tempi. + +Negli ultimi anni di Alfonso cominciò ad ardere la guerra civile; e +questa quasi senza interruzione infuriò per un secolo intero, fino a +giungere all'estremo dell'atrocitá e dell'orrore durante il regno +burrascoso di Pietro il crudele. In quella miserabile etá pareva che i +castigliani non avessero anima che per abborrire, non avessero braccia +che per distruggere. Però la poesia pochi ebbe che la coltivassero +allora: i piú erano intenti alle opere della spada e non della penna. +Giovanni Ruiz, arciprete di Hita; l'infante don Giovanni Manuele, +autore del _Conte Lucanor_; l'ebreo don Santo, e Ayala il +cronista: ecco lo scarso numero de' poeti d'allora. + +Fra le poesie di questi quattro autori è fatica perduta il volere +rintracciare un'occasione di diletto estetico un po' prolungato. +Quelle dell'arciprete sono, tanto o quanto, le piú degne d'essere +conosciute dai filologi. Hanno per argomento la storia degli amori di +esso arciprete, mista di apologhi, di allegorie, di novelle, di +frizzi, di satire, ed insieme di cose di religione; e vi trovi, con +istrano abuso di personificazioni, condotti a comparsa certi +personaggi che non ti saresti mai figurato di veder camminare sulle +gambe; come a dire, donna Quaresima, don Digiuno, donna Colazione, don +Dí di grasso e, insieme a questa bella brigata, anche l'illustrissimo +don Amore. Le forme estrinseche di tali poesie vantaggiano di poco +quelle messe in mostra da' poeti anteriori. + +Nell'atto che abbandoniamo agli scaffali delle biblioteche od alla +curiositá degli eruditi ed alle meditazioni del filosofo tutte +siffatte anticaglie, dalle quali, attraverso a un nuvolato +interminabile d'inezie puerili, d'invenzioni e lepidezze fratesche, +[p.206] appena qua e lá sfavillano alcuni pochi lampi di giusta +inspirazione, crediamo di dovere avvertire il lettore studioso che, a +volere ricercare la vera origine, le prime e vere tracce d'un'ingenua +e sentita poesia in Ispagna, gli bisogna rivolgersi a tutt'altro +armadio. + +Altri cantori, sconosciuti di nome, ma fortemente commossi dal +desiderio di celebrare le glorie nazionali, il puntiglio dell'onore, +la lealtá, la opposizione magnanima de' loro concittadini alla +violenza straniera, i fatti de' forti nelle tante battaglie contra i +mori, ecc. ecc., servirono con alacritá spontanea alla voce dell'amor +patrio ed all'entusiasmo del popolo, tessendo brevi racconti armoniosi +di avventure guerriere o dando un lirico sfogo al sentimento +dell'ammirazione. Di qui la grande quantitá di «canzoni popolari» e di +«romanzi» (o «romanze») cavallereschi od istorici, ne' quali +principalmente risuonano le lodi del Cid Campeador, se non con +leggiadria assoluta di versi, almeno almeno con veritá di espressione. +E troviamo in essi un caldo muovimento d'affetti, che si desidera +invano nelle opere de' loro poeti contemporanei, rammentati piú sopra +da noi, e invano talvolta anche ne' quattro canti del famoso poema di +cavalleria, l'_Amadigi_, composto in lingua spagnuola dal +portoghese Vasco Lobeira verso il principio del secolo decimoquarto. + +Ogni spagnuolo accompagnava allora con la sua chitarra le semplici +«_coplas_» d'un inno al valore; ogni madre insegnava alle sue +fanciulle la storia d'un prode, secondo che l'aveva udita narrare da +un qualche poeta. Anche la gentilezza dell'amore, anche la cortesia +verso le donne somministrava materia a dilicate od a flebili melodie. +E la pietá, facendo tacere per alcun momento gli odii nazionali, non +negava una lagrima poetica neppure a Zayda e a Balaya, belle e +sventurate amanti di principi moreschi. + +[p.207] + + + + +II + +|Della poesia castigliana durante il secolo decimoquinto|[6] + + +I re d'Aragona, verso la fine del secolo decimoquarto, avevano +introdotto nei loro Stati i «giuochi florali», instituiti giá da piú +di un sessant'anni in Tolosa, onde promovere l'esercizio della «gaia +scienza» de' trovatori. Vedevansi concorrere d'ogni parte gli ingegni +a quelle feste, e con gara ardita contendere pei premi promessi a' piú +valenti. La pubblica solennitá di tali cerimonie, la maggiore +diffusione delle cognizioni e degli scritti, l'esempio invidiato +dell'Italia, la maraviglia che destavano le opere degli antichi poeti +di Grecia e di Roma, delle quali allora si andava rendendo piú comune +la lettura in tutta l'Europa, ed altre consimili circostanze ponevano +vieppiú sempre in onore la poesia: questa che delle belle arti è la +prima ad essere coltivata, allorché i popoli si accostano alla loro +civilizzazione. + +Giovanni secondo era un principe inetto a governare; e sotto di lui la +Castiglia, perduta in faccia agli stranieri ogni importanza, era +lacerata al di dentro dall'orgoglio fazioso de' nobili. E nondimeno +quella etá portava tanto amore alla poesia, che all'inetto principe +l'esercitarla e 'l proteggerla ottenne anche politicamente qualche +benevolenza. Molti de' grandi, che gli avrebbero non mal volentieri +tolto lo scettro, cosí sconveniente alla sua mano, si unirono intorno +a lui per forza di simpatia poetica, e, verseggiatori anch'essi, +prestarono aiuto al re verseggiatore. Cosí Giovanni secondo, bene o +male, si mantenne sul trono; e, in mezzo alle turbolenze del regno, la +corte di lui, piuttosto che un consiglio di statisti, pareva in certo +modo una profezia lontana del [p.208] nostro «Serbatoio d'Arcadia». +Vogliamo dire che il re e i cortigiani, né piú né meno de' pecorai +d'Arcadia, fossero o no provveduti di alcuna disposizione attiva per +la poesia, tutti sudavano a far dei versi. Scriveva «_coplas_» il +contestabile don Alvaro, e «_coplas_» scrivevano il duca d'Arjona +e don Enrico de Villena e 'l marchese di Santillana e cento altri +eccelsi magnati. + +Fra questi magnati, per altro, alcuni non erano al tutto indegni di +qualche lode letteraria. La lingua s'avvicinava giá molto alla sua +perfezione; nuovi metri, trovati da' poeti della corte del re +Giovanni, prestavano nuovi istromenti alla poesia; ed ella si era +rivolta in gran parte a dipingere la passione dell'amore. E se la +smania di parer dotto (o, in altri termini, la pedanteria) non avesse +guastato l'intelletto al marchese di Santillana; se, innamorato, +com'egli pareva essere, di Dante, ne avesse investigato lo spirito +poetico ne' suoi principi moventi anziché nelle minute particolaritá +delle invenzioni; per opera di lui, poiché ingegno e volontá non gli +mancavano, la poesia spagnuola non solamente avrebbe potuto dare +maggiore soavitá agli affetti dell'elegia, ma ben anche aspirare a piú +alte concezioni e distendersi maestosamente fra' palmeti indigeni, +senza prepararsi la necessitá di agognare, come fece in appresso, gli +allori stranieri. + +Ma i maestri di convento, in mano de' quali stava allora la somma +dell'educazione giovanile, avevano messa in capo al Santillana, del +pari che a tutti i loro discepoli, una falsa e stramba idea della +poesia: come se, incapace di poter dire splendidamente il vero, ella +consistesse in un tessuto perpetuo di misteri, di allegorie e di +spiattellate sentenze morali. D'altra parte, la maraviglia o, piú +veramente, l'idolatria de' tempi per la novitá dell'erudizione +solleticava a lui l'ambizioncella, e persuadevalo ad ostentare in +qualche modo il catalogo de' tanti libri ch'egli aveva letti. Non è +dunque strano che il marchese cedesse alla corrente. Da' suoi +contemporanei ottennero infatti largo applauso, siccome portenti di +bellezza poetica, i difetti appunto che rendono oggidí noiosa la +lettura delle opere di lui; oggidí che nel poeta cerchiamo il poeta e +le sue forti sensazioni, non la fredda pompa [p.209] della sua vasta +memoria, non l'arguzia delle sue allegorie, non la magistrale +ripetizione delle sentenze rubate di peso al catechismo. + +Del resto, alcune brevi canzoncine del Santillana fanno fede ch'egli +avesse un cuore non del tutto prosaico. È un peccato dunque ch'egli +non intendesse il vero bello dell'antica poesia nazionale spagnuola. È +un peccato ch'egli non si desse a nobilitarla, secondando +industriosamente la tendenza ch'essa aveva spiegato ne' _Romanzi del +Cid_ e in tanti altri romanzi e canti popolari; tendenza che +muoveva, senza mistura di frivolezze scolastiche, dall'indole della +civilizzazione arabo-ispana, e principalmente da uno squisito +sentimento delle glorie e delle sventure della patria, da un culto +tributato all'onore come ad una religione. Ma purtroppo le cattive +scuole fanno contrarre cattive abitudini anche agli ingegni singolari! +E che altre abitudini potevano mai insegnare coloro che tutto +guastavano, fin anche la semplice idea del Dio a cui professavano di +servire? + +Che se il Santillana non avesse sdegnato di uniformarsi all'indole ed +allo spirito di que' romanzi, gli sarebbe riuscito di dare una veste +piú poetica all'intendimento patriottico, col quale scrisse _El +doctrinal de privados_. Ove non sia una compiacenza estetica, è +almeno una compiacenza morale il vedere introdotta in quel poemetto +l'ombra di don Alvaro de Luna a raccontare le proprie colpe e le +proprie sciagure, onde l'esempio della trista sua fine (era don Alvaro +il favorito del re Giovanni secondo) servisse ad atterrire e stornare +dalle discordie civili i castigliani. + +Se non che, questa lode è un nulla a paragone dell'altra, che è +meritata dal marchese di Santillana per una virtú piú rara e piú +cospicua della virtú letteraria; e davvero sarebbe scortesia il non +accennarla. Si perdonano volentieri al verseggiatore tutti i +traviamenti, allorché si pensa ch'egli visse in corte, e non adulò; +che fu amico d'un re, e gli rinfacciò il mal governo; e che, da +onest'uomo, abbandonò l'ospizio regio ogni volta che lo starvi non +giovava alla patria. Ci sia condonato l'esserci fermati piú che non +avremmo voluto sul discorso di lui: pareva conveniente il far +conoscere un uomo il di cui nome splende illustre nella storia civile +di Spagna. + +[p.210] + +Esente dalla comune febbre letteraria, l'invidia, il Santillana, +venuto in cognizione d'un altro ingegno che viveva nella oscuritá, gli +corse incontro spontaneo, lo trasse alla corte del re Giovanni secondo +e lo protesse con sincera e costante amicizia. Questi fu Giovanni de +Mena, la di cui facoltá poetica, ad onta d'una eccessiva stravaganza +di fantasia, è superiore a quella del Santillana. Il De Mena, +quantunque ingannato del pari che il suo protettore dalla universale +pedanteria e trasandato dietro ad essa, ottenne nella sua patria il +soprannome di «Ennio castigliano», forse per averle regalato un poema +di maggior mole che non quelli de' suoi predecessori. Un rispetto, +disceso per tradizione da padre in figlio, conserva a lui tuttora in +Ispagna quel soprannome: diciamo «rispetto di tradizione», da che le +opere del De Mena sono oggimai piú spesso nominate che lette. La piú +famosa di esse è un poema allegorico-storico, intitolato _El +labyrinto_. Eccone in breve l'argomento: + +Il poeta si propone di contare le vicissitudini della fortuna. Sente +egli la difficoltá dell'impresa, ed è quasi smarrito innanzi +all'altezza del soggetto: chiama in soccorso Apollo e Calliope, manda +un'apostrofe calda alla Fortuna; nessuno risponde. Finalmente gli +appare la Provvidenza; gli fa da guida e da maestra, e lo introduce +ella nel palazzo della Fortuna. Prima di tutto egli vede da colassú la +terra, e ne fa la descrizione geografica; poi scopre le tre grandi +ruote che volgono i tempi, passati, presenti e futuri. Ogni ruota si +compone di sette circoli, emblemi allegorici dell'influsso de' sette +pianeti sulle inclinazioni e sulle sorti umane, secondo le misere +dottrine astrologiche d'allora. In ciascun circolo v'ha gente +infinita: i casti nel circolo della Luna, i guerrieri in quello di +Marte, i sapienti in quello di Febo, e cosí degli altri. La ruota del +tempo presente è in movimento; le altre due no. E quella del futuro è +coperta di tal velo, che, per quante forme ed immagini d'uomini vi +appariscano, non ne lascia distinguere alcuna. + +Dietro questo pensiero generale il poeta, parlando di ciò che vede, +oppure conversando con la Provvidenza, dipinge tutti i personaggi +importanti de' quali ha notizia, ne descrive i caratteri, [p.211] +racconta i fatti celebri, ne assegna le cagioni, mette in mostra tutta +la propria erudizione e tutto quanto egli sa di filosofia naturale e +morale e politica, e a quando a quando ne ricava precetti giovevoli +alla vita individuale ed al governo de' popoli. + +Non fa d'uopo d'occhiali per vedere nettamente che la lettura della +_Divina commedia_ di Dante e de' _Trionfi_ del Petrarca +risparmiò alla fantasia di Giovanni de Mena l'incomodo di creare il +disegno del suo poema. E che altro fece egli, a dir vero, se non che +tener dietro alla immaginativa de' due italiani, cambiando il luogo +della scena in cui collocò il suo mondo allegorico? Ma Dante (per +parlare di lui solo), Dante, essendo un ingegno di gran tratto +superiore al proprio secolo, trovò in se stesso di che arricchire il +suo tema di sentita e sublime poesia, e spesso anche di splendida +sapienza politica, di giusta morale civile. E per lo contrario il De +Mena, nato in tempi assai posteriori[7], quando per tutta Europa gli +studi erano piú avviati, anziché dare a divedere nel suo grottesco +poema un complesso d'idee che vantaggiasse tutte quelle de' suoi +contemporanei, non parve adeguasse il sapere de' piú ingegnosi fra +quelli. + +Da qualunque lato tu consideri la mente di Dante, trovi in essa +ridotto a realtá l'ideale del vero poeta. L'originalitá è un bisogno +per lui: è l'esuberanza delle sue forze intellettuali, che sempre +gliela comanda. E fino in quei momenti, ne' quali vorrebbe farsi +credere imitatore d'altri poeti, egli smentisce col fatto la propria +asserzione. Il De Mena invece confessa co' fatti ciò che tace con le +parole. + +Parrá forse a taluni essere un rigore, che senta del crudele, il +volere strascinare Giovanni de Mena ad essere confrontato con +Dante.--S'egli--diranno taluni--si fosse sentito capace di stare, come +il fiorentino, a capo del proprio secolo e di padroneggiarlo; se fosse +stato uomo da prevenire, come il fiorentino, con la propria sapienza +individuale, la civiltá a cui giunse in appresso quel popolo per cui +scriveva, egli [p.212] non avrebbe, no, tolte ad imprestito da altri +le invenzioni fantastiche. Ma si può essere valente poeta anche senza +pareggiar Dante. Non da tutti poi si vuole pretendere ciò che troviamo +negli intelletti straordinari.--Sí, crediamo noi pure che si possa +essere valente poeta anche senza pareggiar Dante; ma crediamo altresí +che il De Mena ne rimanesse tanto al di sotto da non meritare nome di +scrittore piú che mediocre. + +Parlando di mediocritá, due sorta ne riconosciamo: quella di coloro +che, scevri da difetti al tutto grossolani, mancano poi affatto di +bellezze che non sieno dozzinali; e quella del De Mena, il quale, +quantunque alcuna rara volta brilli di qualche venustá non comune, +ridonda poi di gravissimi ed abituali errori e di sciocchezze, che +offuscano il merito delle rare sue fortune. Ora, è dettato vecchio che +la mediocritá non è mai condizione sopportabile nei poeti. E al +dettato vecchio noi aggiungeremo quest'altra proposizioncella, benché +ella sia per riuscire spiacevole a molti in Italia: __è +incomportabile in un critico la tolleranza di componimenti +mediocri.__ A siffatta tolleranza ci gioverebbe davvero di potere +essere pronti anche noi, da ch'ella in certo modo acquieta tutte le +coscienze e blandisce la vanagloria di chicchessia. Ma col venerare i +mediocri si viene avvezzando la gioventú ad una facile contentatura +ne' di lei studi, e quindi si perpetua dannosamente la mediocritá. Se +gl'italiani, a modo d'esempio, fossero meno corrivi ad esaltare ogni +minuzia poetica de' loro antenati, l'Italia non avrebbe tanti poeti +quanti sono i suoi scolarini, non avrebbe la vergogna de' suoi +centomila sonetti; e molti, che sciupano la vita canticchiando de' +versi, vedremmo, forse con piú profitto delle loro famiglie e della +patria, trattar la tanaglia o 'l compasso. La tolleranza è un dovere +religioso, è una virtú sociale; ma in materie poetiche non è comandata +da nessuna filosofia. + +Da che ci guidano princípi cosí severi, è impossibile per noi il +tributar gran lodi né al De Mena, né a chiunque non regge al tocco +della critica proclamata oggidí da un capo all'altro d'Europa dalla +crescente sagacitá de' filosofi. È acerba invero per molti l'austeritá +delle nuove leggi di cui ci facciamo propagatori; [p.213] e il cuor ce +ne piange per un sentimento di compassione, tanto piú vivo in quanto +che ci bisognerá esercitarlo primamente verso di noi medesimi. Ma, +d'altra parte, quella austeritá raddoppia nell'animo nostro il +giubbilo dell'ammirazione per que' rarissimi intelletti, che meritano +giustamente il nome di «poeti». + +Or, per lasciare le glose e star fermi lá donde vorrebbe distoglierci +l'affluenza delle idee affini (che il volgo degli innocenti chiama poi +«disparate»), diremo che nel _Labirinto_ il lettore trova alcuni +passi, i quali, se non rammentano il pennello di Dante, lasciano pure +in qualche maniera scorgere da che pigliasse origine la stima +esagerata di cui il De Mena gode tuttavia i rimasugli presso la sua +nazione. Tale è, per citarne uno, quel passo ov'è descritta la morte +del conte di Niebla, famoso eroe della Spagna, il quale, mentremche +tentava di togliere a' mori Gibilterra, mal pratico del flusso e +riflusso della marea e soverchiato dalle onde, sdegnò di pensare a se +stesso e di salvare se solo, poiché vedeva perire miseramente in +quelle acque tutti i propri compagni. + +Un poema, che raccontava i fatti piú memorandi della storia patria e +che a quando a quando era caldo della piú poetica delle passioni, il +patriottismo, non è maraviglia che venisse accolto da' contemporanei +con quell'entusiasmo, che è eccitato sempre dall'interesse e +dall'onore nazionale in un popolo che non sia corrotto od avvilito o +dormente. E questa, piú che tutt'altra, è la cagione che anche oggidí +si parli del _Labirinto_ come d'un fasto spagnuolo. Dall'apparire +di esso infino ai di presenti la Spagna, ad onta di alcune sue +sventure domestiche, ad onta della prepotenza d'altri Stati europei, +non ha perduta mai la sua libera esistenza politica. Però il +sentimento della nazionalitá deve render cara e gioconda a quel popolo +ogni memoria che ad essa si riferisca, ecc. ecc. + +Qualunque, per altro, fosse l'ingegno del De Mena, maggiore dignitá +avrebbe egli derivato ai suoi canti, maggiore rispetto si sarebbe +conciliato, se, prendendo a narrare le cose pubbliche de' suoi tempi, +egli si fosse mantenuto in possesso della indipendenza individuale, +onde non far patto che con la veritá [p.214] piú rigorosa, unico patto +che dia importanza alle lettere. Ma, vivendo cortigiano, egli dovette +far sacrifici alla fortuna, e non lasciò sfuggire occasioni per lodare +il re che lo pasceva. E Giovanni secondo, sebbene ingordo e non mai +satollo di lodi, era tale nondimeno da non potere esser lodato che +dagli adulatori. + +L'erudizione, secondo la moda del secolo, venne a mischiarsi tanto con +la poesia del De Mena, ch'egli, somigliante in ciò al Santillana ed +agli altri, intarsiava ogni tratto, anche nelle canzoni amorose, +allusioni e concetti eruditi; per modo che, parlando della passione +d'amore, pareva che non l'avesse sentita mai. Ed aveva pur letto e +riletto il _Canzoniere_ del Petrarca! + +Oltre il Santillana e il De Mena, de' quali abbiamo diffusamente +parlato; oltre il Villena e gli altri, di cui abbiamo fatta piú sopra +una semplice menzione, voglionsi annoverare fra i verseggiatori piú +notabili del secolo decimoquinto Gomez Manrique, Giorgio Manrique di +lui nipote, Garci Sanchez de Badajoz, Rodriguez del Padron, Alonso de +Cartagena, e quel tanto celebre pe' suoi amori, quel Macias, il cui +nome (aggiuntovi l'appellativo di «_enamorado_») passò poi nella +lingua come modo proverbiale per indicare il sommo della passione +amorosa. + +A voler tener dietro separatamente a' lavori di questi e de' molti +loro compagni (ci asteniamo dal darne qui la lista, che +oltrepasserebbe i cento nomi), fa d'uopo esser dotato di una pazienza +letteraria che abbia dello straordinario. Sia che scrivessero canti +sacri («_obras de devocion_»), sia che dettassero canti morali, +oppur canzoni amorose, tutti tutti parevano modellati a una foggia +sola. Pigliando in mano il _Cancionero general_, ed anche il +_Romancero general_ in quella parte che non contiene romanzi +epici, si viene presto ad accorgersi che vale per tutti un giudizio +solo. + +Questa uniformitá in un tanto numero di scrittori deve riuscire piú +interessante per lo storico delle civilizzazioni, che non pel semplice +cercatore de' piaceri che l'animo umano domanda alle arti. Il primo +trarrá da essa un argomento sussidiario per istabilire con piú +certezza qual fosse allora il carattere generale della nazione +spagnuola; e, non distratto dalla varia espressione [p.215] de' +caratteri individuali de' poeti, godrá, leggendo i lor versi, di poter +dire:--Ecco dunque il modo universale di sentire a que' tempi, al di +lá de' Pirenei.--Il secondo, per lo contrario, patirá di noia innanzi +a tanta monotonia. + +Una religiositá, consistente nella ostentata osservanza delle forme +verbali piú che in un intimo sentimento; un culto della morale, +esercitato anch'esso non tanto come bisogno dell'anima quanto come +sfoggio di apparenze, e quindi spiegato d'ordinario in arroganti +declamazioni o precetti claustrali, in allegorie derivate dalle gelide +e vane definizioni teologiche di quell'etá; una importanza attribuita +a se stesso ed a' propri discorsi da ciascun individuo, sí ch'egli non +misura mai la sofferenza di chi l'ascolta, e non abbandona mai il tema +assunto se prima non ha esauriti tutti i modi di svolgerlo; un +orgoglio personale, associato quasi sempre alla passione dell'amore; e +questa rade volte produttrice di un'estasi dilicata, bensí, ogni +tratto, di esagerazioni che tengono della cosí detta maniera +orientale, di rabbie, di disperazioni, di pazzie; ed a giustificar la +pazzia, a darle colore non discordante dalla affettata gravitá +nazionale, chiamate stranamente in soccorso le sottigliezze degli +scolastici, e sostituite spesso le formalitá della logica alle libere +emanazioni de' sentimenti del cuore; uno studio, insomma, di parer +savi sempre e, per cosí dire, in toga, anche allora che meno severe +circostanze della vita sembrano richiedere il mantelletto galante: +questi, secondo l'opinione nostra, sono i tratti piú evidenti che +costituiscono la fisonomia generale de' poeti di cui parliamo; e a noi +non basterá mai l'animo d'impugnare la spada contra chi dicesse +ch'ella non è fisonomia simpatica molto. + +Alcuni storici della letteratura si congratulano col secolo +decimoquinto, e fanno festa perché verso la fine di esso la Spagna +cominciò a coltivare la poesia pastorale. Noi rispettiamo i gusti di +chicchessia e, insieme agli altrui, un pochetto anche i nostri. E però +ci giova di non perderci in ammirazione dietro a' primordi di un +genere di poesia, al quale, con buona pace de' maestri di lettere, non +portiamo troppa benevolenza. Se fosse vera la ipotesi pittagorica +della metempsicosi, e se, per un capriccio [p.216] matto di quella +fortuna che si compiace proprio negli estremi contrari, a noi toccasse +di dovere un dí rinascere su qualche trono della terra e coll'animo +tutto tutto inclinato al dispotismo; allora, tornandoci vani i +tentativi per ispegnere affatto le lettere, vorremmo industriarci +almeno di porre in onore fra' nostri schiavi quel tanto solo di esse +che piú servisse ad addormentarli. E allora, allora sí, la poesia +pastorale verrebbe da noi protetta e promossa, siccome quella che, per +la sua immensa distanza dal vero della vita e per la sua languida +efficacia morale, ci farebbe meno paura d'ogni altra. Intanto, +giacché, fuor d'ipotesi, siamo cittadini privati, non amiamo, né per +noi né pel nostro prossimo, la diffusione de' narcotici. + +E che v'ha dunque ne' versi castigliani del secolo decimoquinto, che +possa rimunerare in qualche maniera la cortesia di chi profonde ora il +tempo nel leggerli? Primieramente vale anche per quest'epoca ciò che +abbiamo detto nell'articolo primo intorno a' romanzi epici d'autori +sconosciuti di nome, giacché anche in quest'epoca si proseguí a +scriverne. Anzi ad essa crediamo appartengano per la piú parte quelli +di avventure ricavate dalla storia moresca, e specialmente degli odii +delle due fazioni de' Zegris e degli Abencerrages, dalle ultime +sciagure del regno di Granata, superato poi e vinto dalle armi di +Ferdinando e di Isabella nel 1492. Chiunque ha un cuore spontaneamente +aperto alle impressioni poetiche, chiunque è educato da una critica +liberale e non angustiata dagli scrupoli de' pedanti, trova nel +_Romancero general_ di che contentar di frequente il bisogno +estetico dell'anima sua. In que' romanzi lo spirito arabo-ispano si +manifesta nella sua originalitá; e la calda spiegazione di sentimenti +veri ed originali abbonda sempre di poesia. In secondo luogo non è da +negarsi che anche ne' componimenti de' poeti conosciuti per nome, e +ricordati in parte, e censurati in generale qui sopra, rinvengonsi qua +e lá pensieri ingegnosi, immagini opportune e tracce talvolta d'una +rigogliosa freschezza di fantasia, che ne ristorano qualche poco della +loquacitá erudita e della frequenza del concettizzare puerile: sono +come le _oasis_ incontrate dalla sitibonda carovana nel deserto. +Una passione [p.217] sentita davvero non può resistere poi sempre a +palesarsi ne' modi comandati da abitudini assurde, tuttoché +universali. E però in alcuni squarci, come a dire delle quattro +canzoni del Macias, l'amore irrompe fuor de' soliti vincoli e dá +qualche segno verace e bello della propria esistenza. + +L'amore e il Macias sono due parole che ne suscitano nell'anima una +memoria di malinconia e di pianto. Il Macias era gentiluomo di camera +del gran maestro don Enrico de Villena. S'innamorò d'una delle dame +che servivano in palazzo del gran maestro; e, a sviargli quella +passione, non gli valse il vedere la donna amata sposarsi ad un altro, +non valsero le riprensioni del Villena, non i gastighi e la prigionia +a cui questi lo condannò. Al marito della donna non era ignoto anche +prima delle nozze quell'amore, e in lui la gelosia era precorsa al +sacramento. Vile! Egli si concertò col carceriere; e, venuto alla +torre in cui gemeva custodito il suo rivale, trovò modo di scagliargli +contro, da una finestra, la propria lancia. Il colpo fu assestato con +tale gagliardia, che traforò il Macias da parte a parte. Quel meschino +stava allora appunto cantando una canzone da lui composta per la donna +del suo cuore, e spirò col nome di lei sulle labbra. + +|Grisostomo.| + + + [1] _Poesias selectas castellanas, desde el tiempo de Juan de Mena + hasta nuestros dias, etc.--Poesie scelte castigliane, dai tempi di + Giovanni de Mena fino ai giorni nostri raccolte ed ordinate da + don_ |Emanuele Giuseppe Quintana|. Madrid, ecc. ecc. + + [2] «Quella [la collezione di poesie castigliane], che di poi fu + incominciata, ma non condotta a termine da don Giovambattista + Conti, eseguita per veritá con gusto squisito e con buona + disposizione, fu destinata principalmente a far conoscere agli + italiani il pregio della nostra poesia. E però all'autore di essa + collezione bastò dí pubblicare e tradurre in toscano i + componimenti lirici e buccolici piú segnalati del secolo decimo + sesto ed alcuni de' fratelli Argensola; ma non die' luogo nella + sua raccolta a veruna poesia di Balbuena, di Jauregui, di Lope, di + Góngora, né d'altri egualmente celebri nostri poeti, lasciando + cosí la collezione insufficiente in estremo e difettosa». + + [3] Il _Poema del Cid_ non va confuso coi _Romanzi del + Cid_, posteriori di un secolo, e pieni di ben altra poesia. + Somigliano questi in certo modo, per le loro forme esteriori, alle + antiche ballate inglesi, molte delle quali sono sí giustamente + apprezzate anche oggidí. + + [4] Citiamo per modo d'esempio l'entrata del Cid in Burgos, quando + esiliato dal suo re: + + «Il mio Cid Rui Diaz entrava in Burgos accompagnato da sessanta + insegne. Erano piene le vie e le finestre di cittadine e di + cittadini, bramosi di vederlo; ed era sí grande il loro dolore, + che versavano lagrime dagli occhi e dicevano tutti ad una + voce:--Oh Dio, che buon vassallo, se vi fosse un buon re!--Gli + avrebbero volentieri offerte le lor case; ma niuno ebbe coraggio + di farlo, per la grande ira concepita contro di lui dal re don + Alfonso, del quale innanzi al cader del sole era entrata in Burgos + una lettera chiusa con forti sigilli, dove si proibiva a tutti il + dare alloggiamento al mio Cid Rui Diaz sotto irremissibile pena di + perdere gli averi, gli occhi ed anche la vita stessa. Gran dolore + sentirono le genti cristiane, e s'ascosero dal mio Cid, perché non + ardivano di dirgli nulla», ecc. ecc. + + [5] «_Quid rides?_», ecc. ecc. + + [6] Questo secondo articolo è preceduto dalla seguente avvertenza: + «Proseguiamo il _Quadro storico_ della poesia castigliana, + incominciato nel n. 99 del _Conciliatore_. La memoria de' + lettori saprá rappiccare il filo tra l'articolo primo e 'l + seguente» [Ed.]. + + [7] Dante nacque del 1265 e morí del 1321. Il De Mena nacque del 1412 + e morí del 1456. + +[p.218][p.219] + + + + +XXIII + +DUE RAPPORTI UFFICIALI AL GOVERNO AUSTRIACO + + +I + +|Al direttore generale dei ginnasi| + +Sulla traduzione dal tedesco degli _Elementi di storia degli Stati +d'Europa_. + + +Ho l'onore di presentarle in tre volumetti manoscritti la traduzione +degli _Elementi di storia degli Stati d'Europa_. Questo lavoro, +ordinatomi giá da qualche tempo dall'imperial regio governo, sarebbe +stato finito prima d'ora, se altri lavori ed altri doveri d'ufficio, +ben noti a lei, signor direttore, ed al governo medesimo, non mi +avessero occupato altrimenti, e se una recente ristampa +dell'originale, sopraggiunta quando la traduzione era pressoché +compiuta, non mi avesse obbligato a rifarla ed ampliarla in molte +parti. D'altronde io non voglio dissimulare che, trattandosi d'un +libro da stamparsi e da servir di testo per le scuole, ho creduto di +dover considerare l'incumbenza datami dal governo piú come letteraria +che come consentanea alla natura del mio impiego. Però mi sono +ingegnato di condurre l'opera con quella cura e con quell'impegno +letterario che mi parve dovere essere richiesto da chi me l'ordinava. +Non maggior zelo, bensì avrei desiderata maggiore abilitá, onde +corrisponder meglio alle intenzioni del governo. + +Questi _Elementi di storia_, non essendo destinati che a servire +di additamento e di guida a' professori, per tesservi sopra piú ampie +lezioni, sono stati scritti dall'autore tedesco tanto compendiosamente +da riescire non di rado oscuri. Talvolta le circostanze d'un fatto +sono indicate da un solo epiteto, talvolta spiegate da una frase +oscillante e di vario significato. Per cogliere e rendere il giusto +valore, era necessario esaminare di [p.220] frequente carte +geografiche e trattati di pace, consultar libri, studiare lo spirito +delle diverse epoche storiche in opere voluminose. Questo ho fatto; e, +senza alterare menomamente il testo, spero di aver portato nella +traduzione qualche chiarezza maggiore. + +In alcuni passi, massime della storia della Germania, ove un solo +cenno di allusione a circostanze locali, a memorie e costumi notissimi +basta alla intelligenza dei lettori tedeschi, era necessaria pe' +lettori italiani qualche spiegazione di piú: e ve l'ho inserita, ma in +modo che non cambiasse l'intenzione dell'originale. Ho rettificate le +epoche ogni volta che per isbaglio, probabilmente di stampa, non erano +esatte. Ho emendati alcuni errori di fatto, evidentemente trascorsi +per incuria de' correttori. Ogni volta che l'esposizione mi pareva +intralciata, stentata e confusa nel suo andamento originale, ho +procurato di appianarla. Ho schivata la frequente monotonia de' lunghi +periodi del testo; perché ogni lingua ha la sua indole, e ciò, che +forse è tollerabile in Germania, riescirebbe in Italia un guazzabuglio +insoffribile, per l'ordine diverso con cui si concepiscono le idee. E +senza adoperare affettazioni sconvenienti all'uso comune d'oggidi, ho +cercato di mantenere nella lingua della traduzione una discreta +gastigatezza, che pur non mi parve di trovar sempre nella lingua del +testo. + +Per giungere a tali risultati (se pure posso lusingarmi di esservi +giunto) ho dovuto spendere tempo assai nel fare ricerche d'erudizione +che nulla avevano di comune coll'impiego mio, ed occuparmi spesso in +ore straordinarie e fuori d'ufficio. Sarò fortunato oltremodo se con +ciò mi potrò meritare l'approvazione di lei, signor cavaliere +direttore, e, per di lei mezzo, i superiori riguardi. + +Intanto la prego, signor cavaliere direttore, a volermi indicare +quando io debba recarmi alla imperial regia stamperia, onde +concertarmi con que' correttori, od assumere io stesso (se cosí le +piacerá) la correzione de' fogli, e fare in modo che la edizione +riesca piú purgata che non può mai essere un primo manoscritto. + + +Milano, li 6 settembre 1819. + +[p.221] + + +II + +|All'imperial regio governo| + +Sulla traduzione dal tedesco di un _Libretto di nomi_. + + +Ho esaminata la traduzione italiana del _Libretto di nomi_ +(_Nahmenbüchlein_) trasmessami da questo imperial regio governo; ed in +totale mi parve discretamente ben fatta. Vi sono, è vero, alcune +minuzie da emendare in quanto alla lingua ed allo stile; ma queste non +possono essere avvertite tutte da chi legge il manoscritto, e +sbalzeranno piú facilmente all'occhio della persona giudiziosa a cui +bisognerá affidarne, in caso di stampa, la correzione de' fogli: +__unico mezzo__ con cui poter ripulire questa traduzione. In alcune +cartelline da me inserite nel _Libretto_ stesso ho notato cosí a caso +qualcuna di tali mende; ma soltanto per farne conoscere all'imperial +regio governo la natura e per cenno, di cui potrá forse profittare chi +correggerá i fogli di stampa; non giá per indicare in alcuna maniera +la frequenza con cui esse ricorrono. + +Duplice però essendo l'incarico datomi dall'imperial regio governo, +credo che inutili riusciranno le osservazioni fatte da me alla +traduzione, ove sieno accolte come opportune le altre che soggiungo +intorno al merito intrinseco del _Libretto_. + +Per potere rispondere alla domanda: «se sia conveniente questo libro +anche alle scuole di Lombardia», ho stimato di dover cercare come vi +si supplisca ora, e d'istituir quindi un confronto tra di esso libro e +quello che, col titolo di _Alfabeto ed elementi d'istruzione +morale_, ecc. ecc., è in uso presentemente per le scuole infime de' +fanciulli. Mi si permetta dunque di riportare qui gli ultimi risultati +di detto confronto. Serviranno essi a manifestare il complesso de' +motivi onde muove la opinione che credo di dover sottoporre +all'imperial regio governo. + +Nelle prime pagine, ove il lavoro è meccanico, e di null'altro +trattasi che dell'abbiccí e delle sillabe e dell'aumento progressivo +di esse, questi due libretti procedono di pari passo; e il [p.222] +tedesco non vince l'italiano che di prolissitá. Ma, allorché si +incomincia a presentare a' fanciulli molti interi vocaboli da leggere, +uno de' libri piglia una strada, l'altro ne piglia un'altra; e non par +dubbio che il tedesco s'abbia scelta la migliore. + +Ecco quel che fa l'italiano. Butta la parole, quali sono suggerite dal +numero delle sillabe ch'ei vuole rappresentare e dall'ordine +alfabetico della prima lettera di esse, senz'altra intenzione veruna. +Poi salta a dirittura ad infilzare dettati e proverbi morali da servir +di lettura al ragazzo, che li legge senza intenderli e senza +profittarne, perché le idee astratte, di cui sono composti, ei non sa +raccoglierle, non sa applicarle a' casi concreti. Costituito cosí mero +pappagallo e niente piú, il fanciullo lo si fa camminare alle favole; +le quali sono altre idee astratte, intorbidite ancor piú dal velo +dell'allegoria, e gli presentano, nuotanti in un mar di menzogne, +alcune magre veritá morali, non proporzionate né al suo intendimento +né alle occorrenze della sua freschissima vita. Che dagli apologhi +l'uomo giá adulto, ed avvezzato a riconoscere le relazioni tra cose e +cose, possa qualche volta ritrarre diletto insieme ed utilitá, non è +da negarsi. Ma che il fanciullo debba astenersi dall'invidia per lo +spavento d'averne veduta crepare una rana, chi 'l può credere in buona +coscienza? Del resto, i piú savi scrittori intorno a siffatte materie +hanno giá gridato tanto contra il mal uso delle favole nell'educazione +de' ragazzi, e il discredito n'è ora sí generale, che il piú dirne +sarebbe un lanciar sassi contra un cadavere. + +Dopo le favole vengono nel libro italiano le regole della civiltá; e +su queste non ha luogo censura di rilievo, salvo che potrebbono essere +meno aride e piú rivolte alla vera decenza morale che non all'esterna +decenza delle abitudini. + +Il restante del libro contiene il catechismo, la formola delle +preghiere, l'abbaco, e per ultimo il modo di servire la messa secondo +il rito romano e secondo il rito ambrosiano. + +Per lo contrario, veggasi ora quel che si faccia dall'autore tedesco. +Mirando egli non solo ad esercitare meccanicamente nella lettura il +fanciullo, ma ben anche ad arricchirgli a poco a poco la mente di +nozioni utili, facili e dipendenti in certo modo le [p.223] une dalle +altre, fa succedere al solito congegnamento delle sillabe una specie +di vocabolarietto (pagina 14 e seguenti), ove registra sotto separati +capi ora le diverse parti del corpo umano, ora le diverse parti d'una +casa, e le diverse suppellettili, e le parti del vestito, e cosí via. +Codesta enumerazione ei la interseca, mettendo in moto i verbi che +indicano l'uso o determinano l'azione di chi adopera tale o tal altro +oggetto, di chi si giova di tale o tal altra circostanza. Col +progredire delle pagine cresce la complicazione delle idee, fino a +condurre il fanciullo a descrivere ciò ch'ei fa in casa, ciò che fa in +iscuola, come ei si comporta co' suoi parenti, come col maestro, come +co' superiori, cogli uguali, co' dipendenti: dal che si trae occasione +d'istillargli la conoscenza e, per quanto il comporta la tenera mente +sua, anche il sentimento della convenienza de' propri doveri. Cosí, +senz'essere sbigottito dalla mistica severitá de' precetti, il ragazzo +si trova in mezzo ad una morale applicata, che di certo è piú efficace +di quante massime teoriche gli possono aggravar la memoria. Poi +all'insipidezza degli apologhi sono sostituite altre nozioni esatte di +cose e di fatti, come a dire notizie intorno i pesi e le misure, +intorno le stagioni e i diversi lavori de' campi, e descrizioni delle +varie arti e de' vari mestieri che piú cadono sott'occhio al +fanciullo; e, per rallegrarlo anche alcun poco, la descrizione +discende fino a' soliti giuochetti e trastulli della fanciullezza, +scaltramente insinuando a quali sia da darsi la preferenza, e perché. +Poi anche qui sono proposte molte massime morali e di civiltá, ma +tutte convenienti all'etá prima, ma coordinate in modo che +l'applicazione alle circostanze reali della vita del fanciullo sia o +giá fatta, o facilissima a farsi da lui stesso. Ed in una storietta +che il maestro racconta, ed in altre sentenze ch'egli detta a' +fanciulli, contengonsi alcune idee piú elevate di morale civile e +religiosa, nelle quali, quantunque non si possa dissimulare il +consueto peccato delle idee astratte, pure il vizio può dirsi minore +che non nel libro italiano, essendosi dal tedesco qui almeno fatto +qualche sforzo per inclinarle al concepimento puerile. Nel rimanente +del libro stanno le regole del compitare e della buona pronuncia. + +[p.224] + +Ora il solo paragone tra il libro italiano attualmente in uso e quello +mandato da Vienna parmi sufficiente a determinare in favor dell'ultimo +la preminenza. E tale è l'opinione mia, ove non d'altro si parli che +dell'idea e del piano generale dell'opera. Né da questa opinione mi +sconforta la mancanza nel libro tedesco d'un preciso catechismo, delle +precise formole delle preghiere e del modo di servir la messa secondo +i due riti, poiché nelle nostre scuole è provveduto a ciò +bastantemente da chi è incaricato dell'istruzione religiosa. + +Ma applicar questo libro, tal qual è, alle scuole minori di Lombardia +è cosa ch'io reputo non troppo conveniente. Scritto per la Germania, +esso ha relazioni a trastulli, a costumanze, ad abitudini che non +sempre sono uguali alle nostre; e vi domina, a dir vero, troppa +monotonia in quanto alle forme dell'esposizione. Lo studiare è giá per +se stesso una noia a' poveri fanciullini, sicché il raddoppiarla loro +coll'eterna ripetizione degli stessi modi e delle stesse uscite de' +verbi e della stessa architettura de' periodi ed enunciazioni, parmi +né caritatevole né destro consiglio per un buon maestro. + +E però, ritenuta l'idea generale, lo scopo e 'l materiale di questo +libretto, credo che, a volerlo applicare alle nostre scuole, sia +d'uopo non di tradurlo esattamente, ma di modificarlo e rifonderlo, +per cosí dire, alcun poco. Nella stessa maniera che l'autore tedesco +si è manifestamente giovato d'altri libri consimili inglesi e +francesi, giovisi nel suo lavoro il compilatore italiano di que' +soccorsi che l'arte dell'educazione ha resi abbondanti a' dí nostri; +e, conservato tutto il buono che pure è molto del libretto tedesco, vi +tolga e vi aggiunga quel tanto ch'è necessario a renderlo veramente +vantaggioso alla prima istruzione de' ragazzi. Il libro sia pur sempre +lo stesso in quanto allo spirito ed al metodo in totale; ma, se le +circostanze diverse vogliono in esso diverse modificazioni, il negar +d'apportargliele prima d'accoglierlo sarebbe un voler l'utile solo per +metá. + +Ristrignendo quindi il discorso, parmi, se pur non m'inganno, che si +possa stabilire queste due proposizioni: + +[p.225] + +I. Il _Libretto di nomi_, tal qual è presentemente, non può +essere applicato con vantaggio alle scuole di Lombardia. + +2. Modificato in alcune parti, lo si potrá applicare ad esse con molto +profitto dell'educazione. + +In questo secondo caso, l'incarico della ricompilazione (a cui +servirebbe di fondamento la traduzione italiana giá fatta) +bisognerebbe che venisse affidato ad una persona, la quale, vissuta +qualche tempo tra le scuole, non soltanto fosse intendente delle +teorie di educazione, ma avesse pratica molta dell'indole de' +fanciulli, delle diverse fasi del loro sviluppo mentale, delle +abitudini piú comuni della loro vita e de' metodi d'insegnamento +approvati nelle scuole di Lombardia. + +Ciò è quanto ho l'onore di sottoporre all'imperial regio governo, in +obbedienza alla venerata lettera 20 corrente, n. 198210/2840 P. Questa +risposta al quesito, fattomi giá da qualche tempo, non avrebbe tardato +di tanto, se, confuso accidentalmente con altre carte, il libro, che +ora restituisco, non mi fosse sfuggito affatto dalla memoria; del che +prego d'essere scusato. + + Milano, li 28 luglio 1821. + +[p.226][p.227] + + + + +XXIV + +DISCORSO AI TOSCANI[1] + + + Toscani! + +L'entusiasmo vivo, spontaneo, col quale salutate i fatti dell'eroica +Milano, onora voi e onora quelli che se lo sono meritato col sangue. A +nome de' miei concittadini io ve ne ringrazio con tutta la pienezza +del cuore. + +A me, lombardo, disdirebbe il vantare a voi le angustie e le prodezze +de' miei lombardi. La storia, libera dai ritegni della modestia, le +tramanderá alle future generazioni; e questo basti. + +Bensí con voi, toscani, mi sia lecito congratularmi di voi e del +vostro sentire oggi tutta l'importanza del gran fatto di Milano e del +vostro gioirne con l'Italia tutta. + +Mirabile risorgimento invero questo nostro, al quale ciascuno de' +popoli d'Italia ha apportato la parte sua! Roma l'amnistia e +l'onnipossente parola d'amore, Toscana le riforme, Sicilia e Napoli le +costituzioni, Piemonte il forte esercito tutelatore, e Milano la +indipendenza; la indipendenza, senza della quale né riforme né +costituzioni possono aver vita intera. + +Artefici tutti del pari di questo stupendo edificio, spetta a voi +tutti, o italiani, il compirlo e il consolidarlo per sempre. Contenti +delle vostre libertá, che sono pienissime, se sapete virilmente +giovarvene, stringetevi tutti, popoli e principi, in una [p.228] +assoluta concordia d'instituzioni, di voleri, di sentimenti, e correte +in armi a dare aiuto all'esercito di Carlo Alberto, perché spazzi +affatto gli austriaci fuori delle terre nostre. Afferrate questa bella +occasione, fattavi miracolosamente da Dio, e salvate in eterno dalla +dominazione e dalla presenza dello straniero ogni campo, ogni villa +dove si parla italiano. Lá, nella gran valle del Po, vi chiama la +patria. Guerra, guerra agli austriaci, è il solo pensiero, il solo +bisogno del momento. Lá, nella gran valle del Po, è d'uopo che si +componga un grande Stato, saldo e compatto, il quale serva +d'antemurale a qualunque invasione straniera, da qualunque parte essa +venga. Cosí l'Italia tutta sará salva e secura per sempre; e, a farla +salva e secura, vi gioverá gloriarvi, o toscani, d'aver contribuito +anche voi. + +Viva l'Italia! Viva la cacciata degli austriaci! + + + [1] Letto il 27 marzo 1848 a Firenze, sotto le logge degli Uffizi, da + Giuseppe Massari, in luogo del Berchet, presente, al popolo reduce + da un solenne _Te Deum_ cantato in duomo, per celebrare la + vittoria dei milanesi nelle Cinque giornate. [Ed.]. + +[p.229] + + + + +XXV + +AI LOMBARDI + +(14 maggio 1848) + + +Lombardi! + +Il governo provvisorio della Lombardia ha dovuto finalmente +persuadersi che, in mezzo alla precipitazione degli eventi, i quali +d'ogni parte ne travolgono e ne sospingono, lo starsene piú a lungo +immobile a custodire la propria neutralitá era un tradire la patria. +Quindi egli ha pubblicato il suo decreto del 12 corrente, con cui +chiama l'intiera popolazione a dare il suo voto intorno alla +risoluzione da prendersi per uscire dalla triste situazione nostra, +che ogni dí, ogni ora piú si fa pericolosa. + +Lombardi! voi dovete essere grati al governo di questa sua +determinazione. Tocca adesso a voi di giovarvene tutti alacremente, e +di provvedere cosí alla vostra salvezza. Che voi siate deliberati a +farlo con tutto lo zelo, con tutta quella sagace ponderazione ch'è +richiesta dal supremo momento, chi può dubitarne? Non io, di certo. E, +se mi fo lecito d'indirizzarvi una breve parola, non è menomamente +perché io creda necessario d'infiammarvi e di stimolarvi +all'adempimento di un dovere, ma soltanto per rischiarare un'apparente +oscuritá, che a taluno parrá forse di ravvisare nella enunciazione dei +due quesiti postivi dal governo provvisorio. + +Se nella scrupolosa sua onoratezza il governo ha creduto di dovere +accondiscendere financo ad alcune esigenze o astute [p.230] o +meticolose, e di dover financo deviare dallo stesso andamento logico, +ponendovi ad un tratto due quesiti, voi, o lombardi, dovete rispettare +in esso il buon volere, ma stare altresí bene all'erta e non lasciarvi +abbindolare da quei sofistici arzigogoli, che, sotto la finta larva +d'una legalitá mal definita e mal definibile, potrebbono essere +susurrati all'orecchio vostro. + +Nel primo quesito, __il piú prolisso__, vi è domandato se volete +__immediata fusione__ col Piemonte, usando, in far ciò, di tutte +quelle cautele che pongono in sicuro il piú ampio godimento della +libertá da voi conquistata. + +Nel secondo quesito, il __meno prolisso__, v'è domandato se voi +volete continuare nello stato presente fino __a guerra finita__. + +Farei troppo torto, o lombardi, al vostro buon senso, se perdessi +tempo a dimostrarvi che la salute vostra sta nel rispondere +francamente di sí al primo quesito. + +Per poco che voi ci pensiate, vi sbalzerá evidentissima alla mente +l'inconseguenza del secondo quesito, il quale, contraddicendo a tutte +le conseguenze logiche dei motivi del decreto, v'invita a lasciar +stare le cose come le stanno, vale a dire nell'anarchia, +nell'agitazione, nell'impotenza a difendervi dai tanti pericoli che da +tante parti vi minacciano; il che non a altro riuscirebbe da ultimo se +non a far ridere in cuor dell'Austriaco l'agognata vendetta ed a +trascinar voi alla totale rovina, alla distruzione di quella +indipendenza che avete comperata col sangue e colle barricate della +generosa Milano, di Milano, l'audacissima delle cittá battagliere. + +Lombardi, all'erta; ve ne scongiuro! Raccogliete tutta l'anima vostra, +consultate l'intimo amor vostro per la patria, mettetevi seriamente la +mano sul petto; e poi, nel recarvi a deporre il vostro «sí» ne' libri +parrocchiali, fate quello che la coscienza vi detta. Interrogatela +questa vostra coscienza senza passioni e senza pregiudizi; ed allora +il primo quesito, quello che propone __l'immediata fusione__, è +certo del trionfo, perché, viva Dio, il vero trionfa sempre sul falso +nel cuore dell'uomo onesto. So che alcuni pochi di voi, nel +contribuire a quel trionfo, faranno de' segreti sagrifici. E chi vi +dice che io forse non ne faccia [p.231] anch'io nel condurmi a +lealmente consigliarvi la subita fusione? Ma periscano tutte le +private simpatie, periscano tutt'i rancori privati in faccia alla +salute della patria. Tanto piú splendida sará la nostra libertá, se +avvalorata da sagrifici individuali. L'unico sagrificio che non è +lecito mai di fare è quello di tacere la veritá, quando il dirla può +in qualche modo cooperare al pubblico bene. + +L'amantissimo di voi e lombardo anch'esso + +|Giovanni Berchet.| + +[p.232][p.233] + + + + +XXVI + +ALL'ONOREVOLE PRESIDENTE |del collegio elettorale di Monticelli +D'ongina| + + +Il suffragio, per me inopinato, del quale hanno voluto onorarmi gli +elettori di codesto collegio, meritava da parte mia una piú pronta +espressione della gratitudine, che ne sento vivissima. Ma la notizia +di esso mi pervenne tardi in questo ritiro campestre, e, dirò il vero, +non creduta quasi sulle prime. Ciò mi scusi presso di lei, egregio +signore, e presso de' benevoli miei elettori, a' quali la prego di +volere Ella essere interprete de' miei ringraziamenti. Questi, +comunque pienissimi, non possono pareggiare la grandezza di un favore +tanto spontaneo. e ch'io sentirei di non meritarmi, se dovessi por +mente soltanto alla picciolezza mia individuale. Ma il voto di codesti +elettori io lo ravviso piuttosto come un omaggio voluto rendere a de' +princípi; e di questo mi trovo lieto, e direi quasi superbo e +consolato. + +Sí, egregio signor presidente, io sono convinto che gli elettori di +Monticelli, nel nominar me, lombardo, a deputato alla Camera, non +hanno voluto fare altro che protestare della ferma adesione loro al +principio d'unione che stringe i popoli dell'alta Italia in un popolo +solo, guardiano e difensore guerriero de' confini dell'intera nazione: +principio, questo, che è sempre stato il desiderio de' miei tanti anni +d'esilio, perché tenuto da me sempre come il fondamento +imprescindibile di quella libertá e di quella indipendenza che tutti +vogliamo quanti siamo popoli di quest'Italia. Che se io, sinceramente +zelatore ostinato di libertá, sono altrettanto nemico della licenza e +della [p.234] anarchia, non penso che i miei elettori di scordassero +da me ne' sentimenti, allorquando deponevano nell'urna il nome mio. I +tempi sono difficili; e, nell'assumere io l'onorevole incarico di +rappresentante del popolo, sento quanto poveramente potrò sostenerne +la dignitá. Solo mi affida alquanto il buon volere in me, e piú assai +il buon volere negli elettori, se vogliano assistermi de' loro +consigli. + +Sí, davvero, i tempi sono difficili; e tanto piú lo sono, in quanto +che le moltitudini lasciano gavazzare a tutta lor posta gli +scompigliatori d'ogni concordia, i suscitatori d'improntitudini, e se +ne stanno esse oziose colle mani sotto le ascelle: come se la +sopravvegnente anarchia non fosse per essere la rovina loro +universale, la rovina di ogni bene morale e materiale, la rovina di +tutto quanto esse hanno sperato nei lunghi secoli della servitú; come +se tutto questo scombuglio non fosse per tornar profittevole +all'Austria, che lo fomenta ella stessa per mezzo de' molti suoi +segreti emissari, travestiti da demagoghi e mascherati da sicofanti. + +Per poco che dovesse durare ancora questa sfiduciata indifferenza +delle moltitudini; per poco che la valorosa saviezza dell'esercito +fosse di soppiatto avvelenata ancora da perfide suggestioni, che +insegnano l'indisciplina e l'inobbedienza; per poco che la caritá +della patria proseguisse ancora a trasformarsi in invidie personali, e +la veritá dei fatti continuasse a non ottener fede, e tutta la fede +invece la si desse sfrontatamente ancora ai sogni della fantasia: io +non so a che buon fine potrebbe mai capitare questo tanto vantato +risorgimento d'Italia. + +Ma io ho fede, e fede viva, nel buon senso delle in apparenza +neghittose popolazioni. E del loro risvegliarsi mi dá giá qualche +sentore un grido spontaneo, levatosi, son pochi giorni, in una delle +piú colte cittá d'Italia, il grido:--Vogliamo i galantuomini! vogliamo +i galantuomini!--grido, che rammenta l'antica saviezza, l'antica +onestá popolana. Se un altro grido bisognasse a qualche altra cittá, +davvero mi farei lecito di proporre questi:--Non vogliamo licenza! non +vogliamo anarchia!--Perché [p.235] davvero libertá non può essere dove +non sia amor dell'ordine, dove non sia religioso rispetto alle leggi +ed alle istituzioni che ci reggono. Attenendoci di buona voglia a +queste, in queste lealmente confidando, di queste alacremente +giovandoci, traendone tutte le conseguenze, ci salveremo, io spero, +trionfanti, dai nemici interni; la guerra, che per avventura ci +sovrasta contro lo straniero, noi la potremo imprendere sicuri della +vittoria; e la libertá, che noi vogliamo con tutto il cuor nostro, noi +la consolideremo e la consegneremo pura, splendida, ampliata ai figli +nostri. + +Ma, se lasciamo che la licenza cresca, che non governi chi ha da +governare, che non obbedisca chi ha da obbedire, che l'impazienza +tenga luogo della prudenza, e voglia conseguire in un giorno solo +tutto quello che a maturare vuol tempo e tempo, io non veggo in fondo +al futuro che un fantasma esosissimo. Non voglio dirne il nome, perché +troppo mi suona orrendo: cerchinlo i miei elettori nella storia del +passato, sia in Italia, sia fuori; lo troveranno dopo qualunque +periodo di discordia e disordine sociale. + +La prego, egregio signor presidente, di perdonarmi, se mi sono +lasciato andare ad aprire un pochino l'animo mio con lei e, per di lei +mezzo, coi miei elettori; ai quali vorrei pure di qualche maniera +esser noto, anche prima che la fortuna mi dia di visitarli e +ringraziarli in persona. + +Mi giovo intanto di questa occasione per presentare a lei, egregio +signore, le assicurazioni rispettose della mia stima. + + Di Pegli, 24 ottobre 1848. + +[p.236][p.237] + + + + +NOTA + +[p.238][p.239] + +La raccolta piú ampia di prose del Berchet, pubblicata finora, è +quella contenuta nelle _Opere edite ed inedite_ di lui, date in +luce da Luigi Cusani (Milano, Pirotta e compagno, 1863). Non è però +completa, perché il Cusani non solo non riprodusse le traduzioni +del_ Vicario di Wakefield_ del Goldsmith, del _Visionario_ +dello Schiller e del _Telemaco_ del Fénelon (che non sembrò +opportuno di raccogliere nemmeno in questo volume), ma anche o non +ristampò o ristampò solamente in parte alcuni articoli del +_Conciliatore_, che non gli parvero di grande importanza. E, +naturalmente, mancano nella sua raccolta anche quelle poche prose del +Berchet, che furono conosciute e videro la luce dopo il 1863. + +In compenso, il Cusani ristampò la piú antica prosa del Berchet della +quale abbiamo notizia, cioè la _Lettera sul dramma «Demetrio e +Polibio«_, della quale non è stato possibile a me rintracciare +l'edizione originale, fattane a Milano, dal Pirotta, nel 1813. + +Seguendo adunque i criteri esposti giá nella _Nota_ con la quale +si chiude il primo volume delle _Opere_ del Berchet, io +riprodussi il testo offertoci dal Cusani nel ristampare la +_Lettera_, testé accennata; ma ricorsi invece, per le altre +prose, alle edizioni originali, come risulta dall'elenco seguente, nel +quale gli scritti del Nostro vengono ricordati nello stesso ordine +strettamente cronologico col quale sono disposti nel presente +volume[1]. + + [1] Avverto che i titoli degli scritti, i quali nell'elenco sono + compresi tra parentesi quadre, non sono del Berchet. Egli lasciò + questi scritti senza titolo; ma si credette di apporne loro uno + nella presente edizione, o di accogliere quello dato loro dai + precedenti editori, per comodo delle eventuali citazioni e delle + ricerche. + + +I. _Lettera sul dramma «Demetrio e Polibio», cantato nel teatro +Carcano_, della quale si parla piú sopra. + +II. _Sul «Cacciatore feroce» e sulla «Eleonora» di Goffredo Augusto +Bürger. Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo_ [p.240] +(Milano, Bernardoni, 1816). Fu ristampata dal Cusani nelle citate +_Opere edite ed inedite_. + +III. _Allocuzione nei funerali del pittore Andrea Appiani, celebrati +nella chiesa della Passione il giorno 10 di novembre 1817_ (Milano, +Ferrario, 1817). Ristampata dal Cusani. + +IV. _Del criterio ne' discorsi._ Nel numero 4 del +_Conciliatore_, 13 settembre 1818. Ristampato dal Cusani. + +V. [_Scortesie maschili al teatro della Scala_]. Nel numero 5 del +_Conciliatore_, 17 settembre 1818. + +VI. [_Sulla «Storia della poesia e dell'eloquenza» del +Bouterweck_]. Nei numeri 9, 13 e 21 del _Conciliatore_, 1 e 15 +ottobre e 12 novembre 1818. Ristampato parzialmente dal Cusani. + +VII. [_Intorno al significato del vocabolo «estetica«_]. Nel +numero 10 del _Conciliatore_, 4 ottobre 1818. Ristampato dal +Cusani. + +VIII. [_Di un libro sulla romanticomachia_]. Nel numero 17 del +_Conciliatore_, 29 ottobre 1818[1] + + [1] Il _Conciliatore_, riferendo il titolo del libro di cui si + parla in questo scritto, dice che esso fu pubblicato a Torino «coi + tipi di Domenico Pane stampatore di S. A. I. il principe di + Carignano». Ma veramente nel frontispizio dell'opera, al posto di + quell'«I.» («imperiale»), vi è, com'è naturale che vi sia, un «S.» + («serenissima»). Se l'«I.» del _Conciliatore_ sia effetto di + una svista o sia un'alterazione fatta a bella posta per alludere + alla parentela del principe di Carignano con casa d'Austria, non + saprei; ma, nel dubbio, lo conservai anche nella presente ristampa + (p. 105, nota). + +IX. [Guerre letterarie in Italia]. Nel numero 19 del +_Conciliatore_, 5 novembre 1818. Ristampato dal Cusani. + +X. _Lettera di Grisostomo al molto reverendo signor canonico don +Ruffino._ Nel numero 26 del _Conciliatore_, 29 novembre 1818. +Ristampato da Guido Mazzoni nell'opuscolo _Due articoli di Giovanni +Berchet_ (Firenze, Barbèra, 1902), per nozze Guidotti-Della Torre. + +XI. [_Intorno all'«Origine delle lettere» del Roscoe_]. Nel +numero 33 del _Conciliatore_, 24 dicembre 1818. Ristampato da +Guido Mazzoni nell'opuscolo testé citato. + +XII. _Articolo sopra un articolo._ Nel numero 34 del +_Conciliatore_, 27 dicembre 1818. Ristampato dal Cusani. + +XIII. _Idee del signor Sismondi sul poema di Dante._ Nel numero +37 del _Conciliatore_, 7 gennaio 1819. Ristampato dal Cusani. + +XIV. [_Intorno ad un poemetto di C. Tedaldi-Fores_]. Nel numero +46 del _Conciliatore_, 7 febbraio 1819. + +[p.241] + +XV. _Lettera ad una signora milanese gentile sí, nobile no._ Nel +numero 47 del _Conciliatore_, 11 febbraio 1819. Ristampato dal +Cusani. + +XVI. _Sulla «Sacontala» ossia «L'anello fatale», dramma indiano di +Calidasa._ Nei numeri 53 e 55 del _Conciliatore_, 4 e 11 marzo +1819. Ristampato a Milano, 1819, dall'editore del _Conciliatore_, +Vincenzo Ferrario, in opuscolo; e riprodotto poi anche dal Cusani. + +XVII. [_Sulla «Storia della letteratura italiana» del Ginguené_]. +Nel numero 61 del _Conciliatore_, 1 aprile 1819. + +XVIII. [_Benedetto Castelli_]. Nel numero 69 del +_Conciliatore_, 29 aprile 1819. Ristampato dal Cusani. + +XIX. [_Intorno alla «Servitú presso i popoli antichi e moderni» del +Grégoire_]. Nel numero 73 del Conciliatore, 13 maggio 1819. + +XX. _Sopra un manoscritto inedito degli autori del foglio periodico +«Il caffé»._ Nel numero 91 del _Conciliatore_, 15 luglio 1819. +Ristampato dal Cusani[1]. + + [1] Questo scritto è firmato «|P.--Grisostomo|». Guido + Mazzoni (_Ottocento_, p. 236) dice che questo «P.» significa + «Pellico»; ma il Pellico firmò sempre gli articoli, da lui + pubblicati sul _Conciliatore_, «S. P.». «P» è invece la sigla + adottata da Pietro Borsieri, in sostituzione delle iniziali «P. + B.», da lui usate nel firmare il _Programma_ del periodico, e + della sigla «B.» apposta poi in calce agli articoli pubblicati nei + primi numeri (si veda |Rinieri|, _Della vita e delle + opere di Silvio Pellico_, Torino, 1898. 1, 59, 304, e un mio + scritto sulla _Censura austriaca e il «Conciliatore«_, nella + miscellanea in onore di Rodolfo Renier, che vedrá la luce + prossimamente). + +XXI. [_Sulla «Filosofia delle scienze» del Jullien_]. Nel numero +92 del _Conciliatore_, 18 luglio 1819. Ristampato dal Cusani. + +XXII. [_Quadro storico della poesia castigliana_]. Nei numeri 99 +e 111 del _Conciliatore_, 12 agosto e 23 settembre 1819. +Ristampato in parte dal Cusani. + +XXIII. [_Due rapporti ufficiali al governo austriaco_]. Pubblicati, +di sugli autografi che si conservano nell'Archivio di Stato di +Milano, il primo da |Cesare Cantú|, _Il «Conciliatore» e i +carbonari_ (Milano, Treves, 1878, pp. 36-38, nota 1), il secondo da +me, in appendice allo scritto su _Giovanni Berchet imperial regio +impiegato_ (nel _Giornale storico della letteratura italiana_, LVII, +1911, pp. 17-20). Nel ristampare questi due rapporti li rividi sulle +trascrizioni dell'autografo fatte da me. + +XXIV. [_Discorso ai toscani_]. Letto da Giuseppe Massari sulla +piazza della Signoria a Firenze, il 27 marzo 1848. Fu riferito dal +giornale _La patria_, di Firenze, del 28 marzo 1848, e dal +giornale [p.242] _Il 22 marzo, primo giorno dell'indipendenza +lombarda_, di Milano, del 2 aprile 1848. Lo ristampò anche il +Cusani. + +XXV. [_Proclama ai lombardi_]. Stampato in foglio volante a Milano, +dalla tipografia dei Classici, con la data del 14 maggio 1848, e +riprodotto poi dal Cusani. + +XXVI. [_All'onorevole presidente del collegio elettorale di +Monticelli d'Ongina_]. Lettera stampata per la prima volta nel +giornale _La concordia_ del 6 novembre 1848, donde, pochi giorni +dopo, fu tratta, per ristamparla in foglio volante, dalla tipografia +Del Maino, di Piacenza. Di questa ultima edizione si valse Vittorio +Osimo, che ristampò ultimamente la lettera del Berchet nel suo studio +su _Giovanni Berchet deputato_ (_Giornale storico della +letteratura italiana_, LVIII, 1911, pp. 382-5), e quest'ultima +ristampa serví di base alla presente edizione. + + +Come appare da questo elenco, gli scritti pubblicati sotto i numeri +IV-XXII furono tratti dal _Conciliatore_. Essi hanno tutti in +questo periodico la firma di «Grisostomo». Non è impossibile che possa +essere del Berchet anche qualche altro articolo, che nel +_Conciliatore_ non ha firma alcuna, o che è firmato con +pseudonimi o con sigle, che non si sa a quali dei soliti collaboratori +si debbano attribuire. Ma, se in qualche caso l'attribuzione al Nostro +può anche sembrare probabile, questa probabilitá si fonda sempre su +indizi tanto malsicuri, che non sarebbe lecito lasciarsi indurre a +comprendere gli scritti, ch'essa ci addita, in un'edizione critica +delle opere di Giovanni Berchet. + +[p.243] + + + + +INDICE DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI + + + Abencerrages, 216. + Achille, 202. + Adamo, 14. + Adelung, 31. + Aditi, 166, 168. + Adonio, 187. + Agamennone, 58. + _Agnese_ (dramma), 67. + Agostino (sant'), 30. + Albano (Francesco), 4. + Alberico (frate), 124. + _Albero sistematico_, dell'Alberti, 194-5· + Alberti di Villanova (Francesco), 195· + _Alemagna_, vedi _Allemagne_. + Alessandro magno, 203, 204. + _Alexandro magno (De)_, del Segura, 203. + _Alfabeto ed elementi d'istruzione morale_, 221. + Alfieri (Vittorio), 15, 52, 57, 99-100, 105, 121, 172. + Alfonso decimo di Castiglia,204-5. + Alighieri (Dante), 15, 24, 29, 57, 74, 75, 82, 87, 88, 94, 95, 96, 97, + 108, 123-7, 129-132, 166, 201, 208, 211-3. + Allegoria, 106, 132, 205, 208, 210, 215, 222. + _Allemagne (De l')_, della Staël, 30. + Alonso de Cartagena, 214. + Alta Italia, 233. + Alvaro de Luna (don), 209. + _Amadigi_, di Vasco Lobeira, 206. + Amaury-Duval, v. Duval. + Amore, 74, 83, 85-8, 145, 205, 208, 215, 217. + Amor patrio, 120. + _Amra_, 150. + _Ana_, 187. + _Analisi delle scienze_, del Lancelin, 193. + Anarchia, 230, 234. + Anastagi (Guido degli), 40. + Anacreonte, 53. + Anastasio (don), v. Caramella. + Andely (I.), 71. + Andrés (Giovanni), 76. + _Anello fatale_, v. _Sacontala_. + Antiromantico, 135. + Antonia (donna), 185. + Anusuya,150, 151, 155, 156-160. + Apollo, 210. + Apologhi, 222, 223. + Appiani (Andrea), 59-60, 66. + Apsarastirtha, 162. + Arabia, Arabo, 85, 131, 209. + Arcadia (accademia), 208, 215-6. + _Arcadia_, del Sannazaro, 106. + Arcadiche fanciullaggini, 75. + Argensolas (Bartolomé e Lupercio), 198. + Argonauti, 85. + [p.244] + Ariosto (Lodovico), 15, 24, 29, 31, 57, 75, 84, 87, 95, 96, 97, + 107, 108, 113. + Aristofane, 23. + Aristotile, 29, 55, 89-90, 97· + Arjona (duca di), 208. + Arriaza (Giovambattista), 198. + Arte (origine e vicende), 119-122. + _Arte di congedarsi a tempo_, 183. + _Arti poetiche_, 28-30, 66, 89. + Aspasia, 17. + Atene, 52, 117· + Ateneo, 171. + Atridi, 38. + Augusto, 23, 122. + Austria, 234. + Austriaci, 228, 230. + Ayala (Pedro Lopez), 205. + + Babilonia, 22, 186. + Bacone (Tommaso), 192. + Balaya, 206. + Balbuena (Bernardo), 198. + Ballo, 137-8. + Baretti (Giuseppe), 91, 110. + Barocco, 103. + Bartolomeo da San Concordio (fra), 92. + _Basvilliana_, del Monti, 52, 100. + Beatrice, 87, 88, 126. + Beccaria (Cesare), 14, 184, 188. + Belle arti, 194. + -- lettere, 194. + Bellersheim (P.I. de), 182. + Bellona, 55. + Bellotti (Felice), 10. + Bengala, 142. + Berceo (Gonzalo de), 203. + Berito, 176. + Berlino, 10. + Bersabea, 22. + Bisogno estetico, 101, 103, 104. + Blair (Ugo), 14. + Boccaccio (Giovanni), 38, 40-1. + Boiardo (Matteo Maria), 87. + Boileau (Nicola), 91. + Bonafede (Appiano), 110. + Bonaparte, v. Napoleone. + Borgonuovo, 137. + Bouterweck (Federico), 12, 14, 73-100, 199. + Bracciolini (Poggio), 110. + Bramino, 142, 161-2. + Branda (padre Orazio), 110. + Brescia, 173-4. + Brianza, 183. + Bruguière, 144. + Buona speranza (capo di), 17. + Buon gusto, v. Gusto. + Bürger (Goffredo Augusto), 9, 12, 13, 27, 31, 39, 41, 51, 52, 147. + Burke (Edmondo), 14, 30. + + _Caccia_, di Erasmo di Valvasone, 39-40. + _Cacciatore feroce_, del Bürger, 9, 12, 26, 30, 31-9, 50, 51, 52, 147. + Cadalso (Giuseppe), 199. + Cadice, 69. + _Caffè_ (giornale), 181-9. + Calabria, 130. + Calanémi, 165. + Calcutta, 141. + Calderon (Pietro C. de la Barca) 15, 130. + Caledoni, 66. + Calidasa, 139-48. + Calliope, 210. + Caloandro de' bei parlari, 204. + Caluso (abate di), 172. + Camera dei deputati, 233. + Camoens (Luigi di), 15. + Cancellieri (Francesco), 124-5. + _Cancionero general_, 214. + Canna, 145, 149, 152, 154, 158-60, 168. + Cantanti, 3-6. + _Canzoniere_ del Petrarca, 214. + [p.245] + Caramella (don Anastasio), 183-5. + Carcano (teatro), 1, 6-7. + Carignano (principe di), 105, 240. + Carlo Alberto, 228, v. Carignano (principe di). + Carme, 28. + Carnovale, 137-8. + Cary (M.), 126. + Castelli (Benedetto), 173-4. + Casyapa, 166-8. + Causica, 152. + Cavalca (Domenico), 182. + Cavalleria, 20, 85-8, 108, 203. + Cellini (Benvenuto), 29. + Ceramico, 55. + Cervantes (Michele), 62, 201. + Cesare, 24. + Cesarea, 176. + Cesarotti (Melchiorre), 77. + Chesterfield (lord), 182. + Chisciotte (don), 63. + Cid, 201, 202, 206. + Cimarosa (Domenico), 2. + Cinquecento, 97. + Cinque giornate di Milano, 227, 230. + Cipriano (san), 124. + _Cittá di Dio_ (di sant'Agostino), 30. + _Classici italiani_, 40. + Classicismo e Classico, 20-7, 52, 64-7, 97, 105-8, 182. + Codro, 187. + Colebrooke, 142. + Collegio elettorale, 233. + Colpi di scena, 7. + _Commedia_, di Dante, v. _Divina commedia_. + Comprafumo, v. Tribú dei comprafumo. + _Conciliatore (Il)_, 70, 71, 109, 115, 116, 129, 133, 140, 145, + 147, 183, 184, 191, 240-2. + _Considérations sur les principaux événements de la Révolution + française_, della Staël, 123. + Conte Lucanor (dell'infante don Giovanni Manuele), 205. + Conti (Giovambattista), 197. + -- (Natale de'), 26. + Cooperwaker, 91. + _Coplas_, 206, 208. + Corinto, 25. + _Cortes_, 199. + Costantinopoli, 19. + _Couplet_, 155. + Crescimbeni (Giovanni Maria), 90. + Cristoforo (signor), 186-7. + Criterio nei discorsi, 61-7. + Critica, 15-8, 21, 23, 47, 50, 66, 75, 89, 90, 92, 93, 97, 115-8, 120, + 130, 135, 170, 199-200, 203, 204, 212-3, 216. + _Crusca_ (Vocabolario della), 12, 52, 58, 182. + Cuoco (Vincenzo), 14. + _Curnoaca_, 153. + Cusa, 153. + + Dafni, 158. + Dan, 22. + Danavas, 151, 165. + Dante, v. Alighieri. + Daunou (Pietro Claudio Francesco), 170. + _Decamerone_, del Boccaccio, 38, 40-1. + Delhi, v. Hastinápura. + Della Casa (Giovanni), 40, 182. + _Del sublime_ (attribuito a Longino), 53. + De Mena (Giovanni), 199, 210-4. + Demetrio (caffettiere), 186. + _Demetrio e Polibio_ (melodramma), 1. + Deputazione, 233. + Destutt-Tracy (Antonio Cesare Vittorio), 194, 196. + _Dewta_, 156. + Didascalica poesia, 27, 142. + Diletto estetico, 101, 104. + Discordie letterarie, v. Polemiche. + [p.246] + _Discorso sulla storia della poesia castigliana_, del Quintana, 199. + _Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio_, del Machiavelli, 58. + _Divina commedia_, 123-7, 129-32 211, v. Purgatorio. + _Dizionario enciclopedico della lingua italiana_, dell'Alberti, 195. + _Doctrinal de privados_, del Santillana, 209. + Domenico (san), 131. + _Domesticité chez les peuples anciens et modernes_, del Grégoire, 175-9· + Domiziano, 176. + Donna, 61-7, 85-8, 146-7, 193. + Dramma, 139-148, v. Tragedia. + Drammatica poesia, 27, 141-142, v. Melodramma, Teatro, Tragedia. + Dulcinea, 63. + Durvasas, 157. + Dushmanta, 145, 149-68. + Duval (Amaury), 170. + + Eaubonne, 171. + Economia politica, 191. + Edda, 107. + _Edimburgh review_, 123-7. + Educazione, 221-5. + Egitto, 142. + Elegia, 208. + _Elegia comico-seria ed in prosa_, 183, 185, 186-9. + _Elementi delle cognizioni umane ad uso de' fanciulli_, 182. + _Elementi d'ideologia_, del Destutt-Tracy, 194. + + _Elementi di storia degli Stati d'Europa_ (tradotti dal tedesco + dal Berchet), 219-20. + Elena, 85. + _Eleonora_, del Bürger, 9, 12, 26, 30-1, 41-52, 147. + Elinando, 38. + Elogio, 173. + Eloquenza, 73, 79, 82, 98. + Elvezio, 188. + _Enciclopedia_, 102, 103, 193. + Ennio castigliano, v. De Mena. + Epica poesia, 13, 27, 97, 98, 131, 142, 201-3, 214, 216. + Epico-lirica poesia, 13, 131. + Epigramma, 51. + Ercole, 84. + Eroide, 28. + Erudizione, 2, 5, 20, 88-90, 91, 98, 125, 141, 204, 208, 211, 214, 220. + Eschilo, 23. + Esperia, 188. + _Esquisse d'un essai sur la Philosophie des sciences_, dello + Jullien, 191-6. + _Essai sur l'emploi du temps_, del Jullien, 192. + Este (cardinal Ippolito di), 113. + Estetica, 30, 75, 76, 81, 101-4, v. Bisogno estetico, Diletto estetico, + Interesse estetico, Spirito estetico. + _Estetica_, del Bouterweck, 12. + Étampes (madama di), 29. + Euripide, 20, 23. + + Europa, Europeo, 17, 18, 19, 20, 22, 24, 26, 51, 56, 65, 69, 73, + 77-88, 95-6, 97, 99, 112, 121, 122, 123, 127, 129, 141, 142, 146, + 175, 177, 192, 212, 213. + + Fabrizio, 95. + Favole, 222. + Febo (circolo di), 210. + Federigo (re), 41. + Fénelon, 249. + Ferdinando re di Spagna, 216. + Feudalesimo, 38. + Fiera di San Michele, 109. + Filelfo (Francesco), 110. + [p.247] + _Filippo_, dell'Alfieri, 52. + Filosofia, v. Critica e Grammatica. + Filosofia delle scienze, 191-6. + Filosofia naturale, morale e politica, 211. + Filosofia psicologico-letteraria, 75. + Filosofia scolastica, v. Scolastica. + Filosofia trascendentale, 79. + Firenze, 56, 112, 227. + Fontanini (Giusto), 90. + Forster, 143. + Fortuna, 210. + _Fortuna (La)_, del Guidi, 13. + Foscolo (Ugo), 52, 123-7. + Francesca da Rimini, 127. + Francesco (san), 131. + Francese, Francia, 12, 15, 30, 51, 57, 65, 69, 70, 81, 87, 89, 92, 96, + 130, 171, 177, 179. + Fratellanza dei popoli, 141. + _Frères ignorantins_, 191. + Fusione della Lombardia col Piemonte, 230-1. + + _Galateo_, 56, 182. + Galilei (Galileo), 112, 174. + _Gandharvas_, 156-7, 166. + Garcilaso de la Vega, 201. + _Gedichte_, del Bürger, 13. + _Germania_, di Tacito, 85. + Germania, Germanico, 12-3, 16, 18, 20, 22, 24, 34, 37-8, 39, 45, 46-7, + 48, 51, 52, 57, 85-7, 220, 224. + _Gerusalemme liberata_, del Tasso, 19, 96. + _Geschichte der Poesie und Beredsamkeit_, del Bouterweck, 73-100, 199. + Ghislieri (Guido), 95. + Gibilterra, 213. + Ginguené (Pietro Luigi), 92, 93, 94, 169-72. + Gioia (Melchiorre), 182. + Giorgio di Trebisonda, 110. + _Giorno_, del Parini, 100: v. _Mattino_. + Giovanni Manuele (infante don), 205. + Giovanni secondo, re di Castiglia, 207-10, 214· + Giove, 84. + Giudea, 176. + Giudeo, 12. + Giunone, 55. + Giuochi florali, 207. + Giuseppe (san), 183. + Giustiniano, 90, 97. + Goldsmith, 239. + Góngora (Luigi), 198. + Göthe (Volfango), 12. + Gozzi (paesista), 65. + Grammatica, 194. + Grammatica filosofica, 104. + Granata, 216. + + _Gran dizionario enciclopedico della lingua italiana_, + dell'Alberti, 194. + Gravina (Gian Vincenzo), 91. + Graziano (Baldassarre), 182. + Grecia, Greco, 19, 20, 21, 23, 51, 52, 65, 74, 83-8, 96, 98, 102, 103, + 117, 121-2, 135, 141, 146, 176, 201, 207. + Grégoire (Enrico), 175-9. + Gregorio settimo (papa), 125. + Guatámi, 156. + Guglielmo, 41. + Guidi (Alessandro), 13. + Guinizelli (Guido), 95. + Guittone d'Arezzo, 95. + Gusto, 3, 55, 81. + + Hallam (Enrico), 126. + Hassanabad, v. Hastinápura. + Hastinápura, 157, 160, 168. + Hemacuta, 166. + Herrera (Fernando), 201. + _Histoire anglaise_, del Paris, 124. + _Histoire littéraire d'Italie_, del Ginguené, 169-70. + + Iacopone da Todi, 92. + [p.248] + Iafet, 130. + _Idee elementari sulla poesia romantica_, del Visconti, 133. + Ideologia, 104, 194. + Idillio, 28, 58. + _Ignorantins_, v. _Frères ignorantis_. + Imeneo, 204. + Imitazione delle letterature straniere, 107, 147-8, 200. + India: letteratura, 139-48, 149, 152. + -- mitologia, 151, 156. + Indipendenza, 227-8, 233. + Indra, 165. + Inghilterra, Inglese, 12, 51, 55, 61, 63, 64, 87, 123, 124. + _Ingudi_, 159. + Instituto reale di Liverpool, 119. + Interesse estetico, 88, 101, 104. + Iomelli (Nicola), 2. + Isabella regina di Spagna, 216. + Issa, 149. + Italia, Italiano, 2, 11, 12, 14, 17, 21, 24-27, 28, 29, 30, 37, 39, + 41, 49-52, 56-8, 59, 60, 64, 65, 74-80, 81, 87, 89, 90-100, 102, + 109-113, 119, 120, 121, 125-6, 130, 139, 141, 146, 149, 169-171, 179, + 191, 193, 197, 200, 220, 221, 222, 224, 225, 227, 228, 233, 234, 235. + _Italia liberata dai goti_, del Trissino, 97. + + Jauregui, 198. + Jayanta, 166. + Jones (Guglielmo), 141-3. + -- (Tom), 184. + Jullien (Marcantonio), 191-6. + + _King Lear_, dello Shakespeare, 166. + _Kurzgefasste Uebersicht der literarischen Streitigkeiten in + Italien_, 109-13. + + _Labirinto_, del De Mena, 210-3. + Lacedemone, 186. + Lamberti (Luigi), 112. + _Lamenti_, di Alfonso decimo, 204. + Lancaster (scuole alla), 179, 191. + Lancelin, 193. + _Laocoonte_, del Lessing, 66. + Latina letteratura, v. Roma (letteratura di). + Latini (Brunetto), 184. + Laura, 87, 88, 97. + _Leone decimo_, del Roscoe, 120. + Leoni (Mario), 11. + Lessing (Gotthold Ephraim), 14, 30, 55, 66. + Letourneur, 11. + Letteratura (v. Italia, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Roma, + Inghilterra): origini, utilitá, vicende, 119-22 + -- significato, 75 + -- scopo, 22-3, 24-7, 170 + -- spirito e difetti, 189. + _Letteratura del mezzogiorno d'Europa_, del Sismondi, 127, 129. + _Lettere contro Alfieri_, 105. + Libertá civile, 120-1. + -- intellettuale, 99. + -- letteraria, 96, 98-9. + -- politica, 233, 235. + Liceo, 171. + _Lettere di lord Chesterfield al proprio figliuolo_, 182. + Libretti d'opera, 7. + _Libretto di nomi_, 221-5. + Lingua, 11-2, 25, 58, 75, 99, 101, 102, 131, 169, 185, 195, 220, 221. + Linguaggio poetico e prosastico, 9-10. + Linneo (Carlo), 150, 153, 159, 166. + Lipsia, 109. + Lirica poesia, 27, 142. + _Littérature_, della Stäel, 116. + _Littérature du midi de l'Europe_, del Sismondi, 127, 129, 199. + [p.249] + Liverpool, 119, 122. + Livio, v. Tito Livio. + Lobeira (Vasco), 206. + Logica, 53, 194. + _Logica_, di Aristotile, 89. + Lombardi, 227, 229-31, 233. + Lombardia, 221, 224, 225, 227, 229. + Londra, 10, 67. + Longino, 53. + Lope, 198. + _Lorenzo il magnifico_, del Roscoe, 120. + Lotto, 143, 178. + Luigi decimoquarto (secolo di), 57. + Luna (circolo della), 210. + + Machiavelli (Nicolò), 57, 58, 74, 95. + Macias el enamorado, 214, 217. + Maddalena, 183. + Madhavi, 150. + Madhavuya, 153, 154, 164-5. + Madrid, 69, 197. + Madrígali, 132. + Mallica, 150. + Manrique (Giorgio e Gomez), 214. + Maomettani, 147. + Mariana, 201. + Marte (circolo di), 210. + _Mascheroniana_, del Monti, 100. + Massari (Giuseppe), 227. + Mátali, 165-6. + _Mattino_, del Parini, 52. + Mecenate, 23. + Medea, 85. + Mediocritá letteraria, 212. + Medio evo, 108, 176-7. + Melibeo, 58. + Melodramma, 1-7. + Mena (Giovanni), v. De Mena. + Menalca, 58. + Mendoza (Inigo Lopez de), v. Santillana. + Menzini (Benedetto), 29, 54. + Mercurio, 55. + Metafisica, 2, 53, 66, 79, 194. + _Metafisica_, di Aristotile, 89. + _Metamorfosi_, di Ovidio, 84. + Metastasio (Pietro), 7. + Michele (san), 109. + Milano, 1, 6, 7, 61, 70, 71, 112, 133, 138, 181, 185, 220, 225, 227, 230; + donne milanesi, 61-67, 70, 137; + uomini milanesi, 70; + teatri, v. Carcano, Scala; + duomo, 181 (v. anche Borgonuovo, Cinque giornate). + Milton (Giovanni), 20, 40. + Minerva, 55, 204. + _Misogallo_, dell'Alfieri, 172. + Misracesi, 163. + _Misura delle acque correnti_, del Castelli, 174. + Mitologia, 20, 25, 55, 83-4, 89, 107, 124, 135, 146, 151, 156. + Mogol, 56. + Mombelli (famiglia), 2-7. + Monte Atino (curato di), 24, 28. + Monti (Vincenzo), 52, 99-100. + Monticelli d'Ongina (collegio di), 233. + Montmorency, 171. + Montpellier, 134. + Mosé, 31. + Muratori (Lodovico Antonio), 90, 91. + Musica, 1-7, 103. + + _Namenbüchlein_, 221-5. + Napoleone primo, 171. + Napoli, 130, 227. + _Narcisa_, del Tedaldi-Fores, 133-6. + _Natacs_, 142. + Negri, 38, 175. + Niebla (conte di), 213. + Niemand (X.), 109-13. + Normanni, 130. + _Notti_, dello Young, 134. + _Nouvelle manière de défendre et de fortifier les places irrégulières_, + del Bellersheim, 182. + + [p.250] + + _Obras de devocion_, 214. + Ode, 28. + Ogein, 142. + Olimpia, 23. + Olimpo, 83, 87. + Omar, 29. + Omero, 15, 20, 23, 25, 28, 29, 77, 97, 107, 124, 141, 146, 201, 202. + Opera in musica, v. Melodramma. + Orazio, 19, 22, 54, 55, 80, 118, 203. + _Orazioni_, del Della Casa, 40. + Oriente, 84, 85. + Originalitá letteraria, 124. + _Origin and vicissitudes of litterature, science and art._ del + Roscoe, 119-122. + _Orlando furioso_, dell'Ariosto, 57, 113. + Oscurantismo, 191. + _Osservazioni intorno agli animali viventi che si trovano negli animali + viventi_, del Redi, 182. + _Osservazioni intorno alla quistione sopra l'originalitá del poema + di Dante_, del Cancellieri, 124-5. + Ossian, 66, 107. + Otello, 69. + Ottaviano, 24. + Ottentoto, 15, 16, 17. + Ovidio, 84, 189. + + Padova, 174, 197. + Paesiello (Giovanni), 2. + Paisiello, v. Paesiello. + Paladini, 85. + Palais-royal, 17. + Pandito, 142, 143. + Paolo (san), 25. + _Paradiso perduto_, del Milton, 40. + Parigi, 69, 191; + parigino 15, 16, 17; + donne parigine, 62; + servi, 177. + Parini (Giuseppe), 14, 52, 99-100, 110. + Paris (M.), 124. + Parma, 182. + Parnaso, 139, 198. + Partenone, 55. + _Partu Virginis_ (De), del Sannazaro, 40-1. + Passione (chiesa della), 59. + _Passione del Salvatore_, di Giovanni Torti, 28. + Pastorale poesia, 74, 215-216. + _Pataffio_, 184. + Patriottismo, 78, 191, 213, 234. + _Pedanteofilo_, 105. + Pedanteria, Pedantesco, Pedantismo, 2, 11, 21, 22, 27, 28, 29, 74, 75, + 87, 89, 91, 96, 97, 102, 124, 143, 189, 208, 210, 216. + Pegli, 235. + Pergolesi (Giambattista), 2. + Pericle, 122. + Perpetua (santa), 124. + Petrarca (Francesco), 14, 24, 53, 57, 87, 88, 95, 96, 97, 108, 130, + 156, 201, 211, 214. + Piacere estetico, v. Diletto estetico. + Piemonte, 227, 230. + Pietro il crudele di Castiglia, 205. + Piloncino, 187, 189. + Pindaro, 15, 19, 20, 23, 28, 29, 84. + Pittura, 55, 59, 66, 103. + _Platone in Italia_, del Cuoco, 14. + Po, 228. + _Poema del Cid_, 201, 202. + Poesia, 9, 13-8, 20, 26-8, 79, 86, 88-90, 94-100, 103, 108, 140, + 197-217, v. Drammatica, Epica, Epicolirica, Lirica, Pastorale. + Poesia popolare, 13, 18, 206, 209. + _Poesias selectas castellanas_, 197. + _Poetica_, di Aristotile, 89, 97. + Poetiche (arti), 28-30, 66, 89. + Polemiche letterarie, 25, 109-13, 129. + _Poligrafo_, 112. + Portogallo (letteratura), 81. + Pracrito, 142. + [p.251] + Praga, 41. + Priamidi, 38. + Priyamvada, 150, 151, 152, 155, 156-60. + Progresso, 121-2. + Provenza (letteratura), 12, 94, 97, 130-1, v. Trovatori. + Provvidenza, 50, 210. + Puglia, 130. + Pugni, v. Societá dei pugni. + Pulci (Luigi), 87. + _Pungilingua e trattato di pazienza_, del Cavalca, 182. + _Purgatorio_, dell'Alighieri, 57. + Puru, 150, 152, 156, 161, 167. + + Quadrio (Francesco Saverio), 90. + Quattrocento, 97. + Quintana (Emanuele Giuseppe), 197-9. + + Racine (Giambattista), 15. + Raffaello, v. Sanzio. + Rama, 146. + Rámalòchan, 143. + Rapsodi, 88. + Ravenna, 38, 41. + Recitativo, 3. + Redi (Francesco), 182. + Religione, 20, 48-9, 53, 83-5, 131, 212, 215. + Reno, 38. + Repubblica delle lettere, 15. + Retore, 172. + Rheingrafenstein, 31. + Rima, 94. + Rioja, 201. + _Rivista d'Edimburgo_, 123-7. + Rodrigo di Bivar, v. Cid. + Rodriguez del Padron, 214. + Roma, Romano, 20, 21, 24, 51, 52, 65, 74, 78, 85-6, 113, 116-8, 121-2, + 141, 149, 174, 176, 207, 227. + _Romancero general_, 214, 216. + Romantico e Romanticismo, 19-26, 28-9, 52, 55, 64-7, 97, 98, 99, + 105-8, 133-6, 182. + Romanticomachia, 105-8. + Romantisti, 65. + Romanza, 202, 206. + Romanzesco, 66, 106. + Romanzi del Cid, 201, 209. + Romanzieri, 47. + Romanzo, 106. + Romanzo (nel senso di «romanza») 12, 26, 30, 46, 48, 49, 50, 51, 52, + 134, 135, 147, 148, 201, 202, 206, 209, 216. + _Romeo e Giulietta_, dello Shakespeare, 155. + Roscoe (Guglielmo), 119-22. + Rossini (Gioachino), 2-3, 104. + Rousseau (Gian Giacomo), 119. + Rui Diaz, v. Cid. + Ruiz (Giovanni), 205. + Ruffino (canonico don), 115. + + _Sacontala_, di Calidasa, 139-68. + Salfi (Francesco), 169. + Samaritana (leggenda della), 12. + Sanchez (Gargi S. de Badajoz),214. + San Concordio (Bartolomeo da), v. Bartolomeo da San Concordio. + Sannazaro (Iacopo), 40-1, 106. + Sanscrita lingua, 142, 143. + _Santillana_ (Inigo Lopez de Mendoza, marchese di), 208-10, 214. + Santo (don), 205. + Santo offizio, 50. + Sanzio (Raffaello), 59. + Scala (teatro), 7, 69-70. + Schiavitú, 38, 175-7. + Schiller (Federico), 12, 14, 15, 54, 269. + Schlegel (fratelli), 14, 92, 102, 216. + Scienza, 75; + origine e vicende, 119-122; + filosofia, 191-196. + Scolastica (filosofia), 89, 131, 215. + [p.252] + Scrittura (sacra), 113. + Scrutinaparole e scrutinapensieri,11. + Scuole alla Lancaster, v. Lancaster. + -- elementari, 221-5. + -- ginnasiali, 219-20. + Segura (Giovanni Lorenzo). 203-4. + Seicento, 97. + Sem, 130. + Seneca, 54. + Sentimentalismo, 47, 67. + Sentimento nazionale, 213. + Septaperna, 151. + Serbatoio d'Arcadia, 208. + _Servitú presso i popoli antichi e moderni_, del Grégoire, 175-9. + Shakespeare (Guglielmo), 11, 15, 29, 54, 88, 107, 108, 117, + 143, 155, 166. + Sicilia, 130-1, 227. + Sismondi (Sismondo), 92, 120, 127, 129-132, 199, 203. + Situazioni teatrali, 7. + Siva, 146. + Societá asiatica, 141. + Societá degli amici dei negri, 175. + Societá dei pugni, 185. + Societá delle madri, 137. + Societá filantropica, 179. + Sofocle, 10, 20, 23, 28, 29. + _Sofonisba_, del Trissino, 97. + Sonetti, 12, 56, 212. + Spagna, Spagnuolo, 12, 51, 57, 69, 84, 87, 89, 182, 197-217. + Spia, 178. + Spirito estetico, 81. + Srimonio, 55. + Staël (madama di), 14, 30-1, 56, 92, 115-8, 123. + Stazio, 84. + Stile, 99, 170, 221. + _Storia della letteratura antica e moderna_, di F. Schlegel, 126. + _Storia delle republiche italiane_, del + Sismondi, 120. + _Storia di Leone decimo_ e di _Lorenzo il Magnifico_, 120. + _Sublime_, v. _Del sublime_. + _Sui difetti della letteratura_, 189. + _Sullo spirito della letteratura_, 189. + Svizzera, 188. + + Tacito, 85. + _Talmud_, 22. + Tanfoglio (Sisto), 173-4. + Tartuffo, 187. + Tasso (Torquato), 19, 84, 87, 96, 97. + Teatro, 91: v. Melodramma, Tragedia, Unitá drammatiche. + _Tebaide_, 102. + Tebaide, di Stazio, 84. + Tebe, 23. + Tedaldi-Fores (Carlo), 133-6. + Tedesco, v. Germania. + _Telemaco_, del Fénelon, 239. + Tenorio (don Giovanni), 111. + Teocrito, 158. + Terone, 39. + _Tesoro_, di Alfonso decimo, 204-5. + Tibullo, 53. + Tiestei, 38. + Tinte locali, 144. + Tiraboschi (Gerolamo), 91, 92, 94, 115-8. + Tirteo, 23. + Tito (imperatore), 176. + Tito Livio, 58. + Tolleranza, 212. + Tolomeo, 142. + Tolosa, 207. + Torino, 105, 177. + Torti (Giovanni), 28. + Toscana, 10, 227. + Traduzioni (in versi e in prosa), 9, 11, 30-1, 53, 126, 143-4, 197, + 219-20, 221, 224-5. + _Trafalgar_ (_Ode su_), 198. + Tragedia greca, 10, 102. + -- latina, 116-8. + _Traineurs_, 92-3. + [p.253] + Tratta dei negri, 38, 175. + Trecento, 98. + Tribú dei comprafumo, 93. + _Trionfi_, del Petrarca, 211. + Trissino (Gian Giorgio), 97. + Troia, 108. + Troiani, 85. + _Troubadours_, v. Trovatori. + _Trouvères_, v. Trovieri. + Trovatori, 19, 87, 88, 130, 131, 207. + Trovieri, 130, 131. + + _Ultime lettere di Iacopo Ortis_, del Foscolo, 52. + Unitá drammatiche, 54-5, 139-143. + _Uomo di corte_, del Graziano, 182. + Urania, 106. + Urbano ottavo, 174. + + Vafrino, 187. + Valla (Lorenzo), 110. + Valladolid, 69. + Valperga (Tommaso), v. Caluso. + Valvasone (Erasmo di), 39-40. + _Vedas_, 152. + Venere, 25. + Venezia, 182, 183. + Venini (Ignazio), 106. + Verderio superiore, 183. + Verri (Pietro ed Alessandro), 184. + Vespasiano, 176. + Vetasas, 156. + Vicario di Wakefield, del Goldsmith, 239. + Vico (Giambattista), 14, 16, 140. + Vicramáditiya, 142. + Vida (Gerolamo), 54. + Vienna, 224. + Viganò (Salvatore), 104. + Villa, 14. + Villena (don Enrico di), 208, 214, 217. + Virgilio, 25, 40, 97, 141. + Visconti, 38. + Visconti (Ermes), 133. + Visionario, dello Schiller, 239. + Visione, di frate Alberico, 124. + Visnú, 146. + Volgare eloquenza, di Dante, 94. + Voltaire, 9, 92. + Waterloo, 55. + + Young (Odoardo), 134. + + Zayda, 206. + Zegris, 216. + Zenanas, 147. + + [p.254] + + ERRATA + + A pagina 416 del primo volume, tra i Versi inediti o poco noti, si + trova un sonetto in milanese («Quand vedessev un pubblegh + fonzionari») che io credetti e pubblicai come opera del Berchet, + indottovi dal fatto che il marchese Guido Sommi Picenardi ne + possiede una copia manoscritta, di mano appunto di lui. Ma ebbi + poi ad accorgermi di aver commesso un grave errore, perché quel + sonetto è indubbiamente opera di Carlo Porta, tra le poesie del + quale fu sempre compreso. + + A pagina 143 del presente volume, linea 27, dove si legge: «della + sanscrita», si legga «della lingua sanscrita»; a pagina 64, linea + 4, il «d» finale si legga: «di»; e a pagina 203, linea 23, invece + di «secondando cosí», si legga «secondando con». + + [p.255] + + + + + INDICE + + + I. Lettera sul dramma _Demetrio e Polibio_ cantato + nel teatro Carcano. pag. 1 + + II. Sul _Cacciatore feroce_ e sulla _Eleonora_ di Goffredo + Augusto Bürger--Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo « 9 + + III. Allocuzione nei funerali del pittore Andrea Appiani + celebrati nella chiesa della Passione il giorno 10 di + novembre 1817 « 59 + + IV. Del criterio ne' discorsi « 61 + + V. Scortesie maschili al teatro della Scala « 69 + + VI. Sulla _Storia della poesia e dell'eloquenza_ del Bouterweck « 73 + + VII. Intorno al significato del vocabolo «estetica» « 101 + + VIII. Di un libro sulla romanticomachia « 105 + + IX. Guerre letterarie in Italia « 109 + + X. Lettera di Grisostomo al molto reverendo signor + canonico don Ruffino « 115 + + XI. Intorno all'_Origine delle lettere_ del Roscoe « 119 + + XII. Articolo sopra un articolo « 123 + + XIII. Idee del signor Sismondi sul poema di Dante « 129 + + XIV. Intorno ad un poemetto di C. Tedaldi-Fores « 133 + + XV. Lettera ad una signora milanese gentile sí, nobile no « 137 + + XVI. Sulla _Sacontala_ ossia l'_Anello fatale_, dramma + indiano di Calidasa « 139 + + XVII. Sulla _Storia della letteratura italiana_ del Ginguené « 169 + + XVIII. Benedetto Castelli « 173 + + [p.256] + + XIX. Intorno alla _Servitú, presso i popoli antichi e moderni_ + del Grégoire « 175 + + XX. Sopra un manoscritto inedito degli autori del + foglio periodico _Il caffé_ « 181 + + XXI. Sulla _Filosofia delle scienze_ del Jullien « 191 + + XXII. Quadro storico della poesia castigliana (a proposito + delle _Poesie scelte castigliane_, raccolte dal Quintana) « 197 + + XXIII. Due rapporti ufficiali al governo austriaco « 219 + + XXIV. Discorso ai toscani « 227 + + XXV. Ai lombardi (14 maggio 1848). « 229 + + XVI. All'onorevole presidente del collegio elettorale + di Monticelli d'Ongina « 233 + + NOTA « 237 + + INDICE DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI « 243 + + + + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Opere, by Giovanni Berchet + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK OPERE *** + +***** This file should be named 20094-8.txt or 20094-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/2/0/0/9/20094/ + +Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(Images generously made available by Editore Laterza and +the Biblioteca Italiana at +http://www.bibliotecaitaliana.it/ScrittoriItalia) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution. + + + +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License (available with this file or online at +http://gutenberg.org/license). + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm +electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to +and accept all the terms of this license and intellectual property +(trademark/copyright) agreement. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/20094-8.zip b/20094-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..9d2743f --- /dev/null +++ b/20094-8.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize +this eBook outside of the United States should confirm copyright +status under the laws that apply to them. diff --git a/README.md b/README.md new file mode 100644 index 0000000..66dbb35 --- /dev/null +++ b/README.md @@ -0,0 +1,2 @@ +Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for +eBook #20094 (https://www.gutenberg.org/ebooks/20094) |
