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+The Project Gutenberg EBook of Gli amanti, by Matilde Serao
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+
+Title: Gli amanti
+ pastelli
+
+Author: Matilde Serao
+
+Release Date: August 16, 2006 [EBook #19060]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI AMANTI ***
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+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano)
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+ GLI AMANTI
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+ PASTELLI
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+ DI
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+ MATILDE SERAO
+
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+ MILANO
+
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 1894
+
+
+
+ OPERE di MATILDE SERAO.
+
+ (_Edizioni Treves_).
+
+
+ _All'erta, Sentinella!_ racconti napoletani, 3.ª ed. L. 4 --
+ _Il romanzo della fanciulla_, 4.ª edizione 2 --
+ _Il paese di cuccagna_, romanzo, 2.ª edizione 5 --
+ _Il ventre di Napoli_ (1885), 3.ª edizione 1 --
+ _L'Italia a Bologna_. Con 15 incisioni. 2 --
+ _Gli amanti_, pastelli. 4 --
+
+
+
+ IN PREPARAZIONE:
+
+ _L'inutile passione_.
+
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+GLI AMANTI
+
+
+PASTELLI
+
+DI
+
+MATILDE SERAO
+
+
+MILANO
+
+FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+1894.
+
+
+
+
+
+PROPRIETÀ LETTERARIA
+
+_Riservati tutti i diritti._
+
+
+
+Tip. Fratelli Treves.
+
+
+
+
+_AL CARISSIMO AMICO
+
+EUGENIO TORELLI VIOLLIER_
+
+M. S.
+
+
+
+
+
+L'IMPERFETTO AMANTE
+
+_(Nino Stresa)_.
+
+
+Donna Grazia scrive così, di questo suo amante:
+
+La prima volta in cui Nino Stresa mi mancò di rispetto, fu in un
+ballo. Ero vestita di broccato bianco, quella sera: e il busto del
+vestito era sostenuto, sulle spalle, da due fascie di brillanti che
+formavano manica. Egli, Nino Stresa, mi cominciò a guardare, di
+lontano, poco dopo la mia apparizione nel ballo: e non potei più fare
+un movimento per passeggiare o per ballare, senza sentire il suo
+sguardo fermo sovra me. Ora, Nino Stresa ha uno sguardo singolare. I
+suoi occhi sono semplicemente neri, senz'altro pregio. Ma lo sguardo
+ha una dolcezza languida e persistente che, talvolta, dopo qualche
+minuto di contemplazione, pare che si veli di lacrime per una profonda
+emozione saliente agli occhi dall'imo cuore. Sembra, quando guarda
+così, Nino Stresa, che tutta la sua anima si dissolva in una intima e
+malinconica tenerezza, assolutamente contraria alla sua apparenza di
+bellissimo giovane e di giovane elegantissimo. Vi sono, o pare che vi
+sieno, in quello sguardo tesori segreti e inesauribili di un
+sentimento nascosto con gelosa cura e trapelante, solo, in quella
+dolcezza ostinata e adombrata di lacrime. Tanto che la donna guardata
+così, da Nino Stresa, dimentica la soverchia, inquietante bellezza
+dell'uomo, e nella creatura troppo fine e sicuramente corrotta, nella
+creatura che porta la peggiore delle reputazioni, cioè quella della
+fatuità, le par di scoprire, dallo sguardo così strano, un orizzonte
+spirituale che giammai altra donna vide. Io ebbi questa impressione,
+vivacemente: e, non so perchè, impallidii dopo averla avuta. Subito,
+una curiosità ardente mi accese l'immaginazione: e, probabilmente, i
+miei occhi, rispondendo a quelli di Nino Stresa, dovettero contenere
+una interrogazione. Non subito egli si avvicinò a me; io fui costretta
+a ballare una _mazurka_ e gli passai a poca distanza tre volte. Dio,
+Dio! che struggimento di dolcezza in quello sguardo, quanto languore
+malinconico, quanta celata tristezza che si rivelava, quasi
+inconsciamente! Forse, la interrogazione dei miei occhi dovette
+diventare più acuta. Discorrendo, fermandosi ogni tanto, voltandosi
+sempre a ricercarmi, egli si avvicinò a me, facendomi un grande
+inchino.
+
+--Buona sera, signora,--disse con la sua voce sorda, un po' stanca.
+
+--Buona sera, Stresa.
+
+Aspettai, un po' ansiosa, come se egli si fosse avvicinato per
+rivelarmi un grande mistero, per dirmi, finalmente, la unica verità
+della sua anima. Egli mi disse:
+
+--Avete delle spalle stupende.
+
+A quest'atroce brutalità, io dovetti arrossire sino alla radice dei
+capelli: mi sentii soffocare dall'ira e non risposi. Nino Stresa si
+accorse di tutto, certamente, giacchè mi guardò, stupefatto, con una
+meraviglia dolorosa negli occhi: mi salutò, di nuovo, e si allontanò
+lentamente. Lo sdegno mio non ebbe sfogo quella notte: e, man mano, si
+venne trasformando in un eccitamento di gioia, quasi convulso, che mi
+fece molto ridere, molto ballare e che mi fece anche cenare, io che
+non ceno mai, giacchè odio le donne che mangiano in pubblico. Vi erano
+delle piccole tavole, per quattro. Io era con Clara Lieti, e due
+cavalieri, briosi e insignificanti. Non avevo più riveduto Nino
+Stresa, nella notte, e avevo supposto che se ne fosse andato, e questo
+mi aveva fatto molto piacere, mentre mi arrovellavo di non avergli
+potuto dire una fredda impertinenza, in cambio della sua brutalità. A
+un tratto, lo vidi fermo presso la nostra piccola tavola:
+
+--Non si fa l'elemosina all'affamato?--chiese.
+
+Clara Lieti e i due nostri cavalieri gli dettero subito un po' della
+loro cena, ridendo, mettendo tutto nello stesso piatto. Egli cenò
+quietamente, in piedi, senza rivolgermi la parola. Io chinavo gli
+occhi, abitata. Egli si curvò, a dirmi sottovoce:
+
+--Datemi la vostra coppa di _champagne_.
+
+Io non seppi fare altro che porgergliela. La mia mano tremava
+lievemente.
+
+--Bevete, prima, un sorso,--disse, con quella voce un po' rôca.
+
+Bevetti un sorso di quello _champagne-cup_, odoroso e inebriante: gli
+detti la coppa. Egli mise audacemente le labbra dove io le avevo messe
+e bevve, guardandomi. In quel momento Nino Stresa mi piacque
+immensamente: ma subito dopo, ne ebbi un disgusto immenso.
+
+Non credete, però, che io sia divenuta l'amante di Nino Stresa dopo
+poco tempo e per qualche bizzarra suggestione. No. Egli durò dei mesi
+e dei mesi a farmi una corte assidua, irrispettosa, circuendo la mia
+persona di un amore che mi offendeva, tanto era terra terra, e tanto
+pareva fatto solamente di desiderio. Niuno aveva mai osato guardarmi
+come egli mi guardava, niuno mi aveva mai detto quello che egli mi
+diceva! Invano, io mi armavo di freddezza e di alterigia; egli
+persisteva, ostinatamente, umiliandosi e allontanandosi, talvolta, ma
+ritornando sempre, più innamorato, più audace, più desideroso. Vi
+erano dei minuti in cui io lo odiava, assolutamente, per questa sua
+insistenza amorosa e per la monotonia di quello che egli provava.
+Pure, egli aveva, insieme all'audacia, tale una tenerezza fluente,
+tale una morbidezza di parole, di voce, di gesti, egli aveva,
+finanche, e di nuovo, e sempre, insieme all'audacia, tale una
+malinconia, che io, sbalzata nel mondo delle sorprese dello spirito,
+mi chinavo, ahimè, senza odio e con crescente interesse su
+quell'anima, a scoprirvi un fantastico mistero, a cercare le sorgenti
+ascose di quella espressione singolare. Nulla io giungeva a vedere, e
+come la curiosità mi sospingeva, gli domandavo:
+
+--Perchè siete così triste?
+
+--Perchè non mi amate. Ed io vi adoro....--diceva lui, cercando di
+prendere la mia mano e di baciarne le dita.
+
+Lo respingevo, sempre. Egli ne provava un sincero dolore, non privo di
+qualche ingenuità infantile. Era come un bimbo a cui negassero una
+cosa promessa e dovuta: era come se gli si commettesse contro una
+crudele ingiustizia.
+
+--Perchè non mi amate, perchè?
+
+--Perchè quello che voi sentite, per me, non è amore.
+
+--Che cosa è, dunque?
+
+--È desiderio.
+
+--È la medesima cosa,--replicava lui, con un'aria di perfetto candore.
+
+Ah, quando io lo udiva negare così la parte sentimentale e nobile
+dell'amore, quando egli calpestava, così, tutto quello che vi è di
+puro e di elevato, anche in una passione colpevole, Nino Stresa mi
+faceva ribrezzo! Egli leggeva nel mio viso tutta la ripulsione del mio
+spirito e dei miei nervi e taceva. Soffriva, forse, in silenzio.
+Talvolta, si allontanava, per qualche giorno. Ma io, immancabilmente,
+lo vedeva riapparire, riavvicinarsi a me, cercar di stringere la mia
+mano, trattenendola sempre un minuto secondo fra le sue, cercando di
+toccare qualche oggetto ch'io aveva toccato. Per questo, era un
+superstizioso dell'amore. Se io lasciava un ventaglio, sovra una
+mensola, Nino Stresa lo prendeva, lo schiudeva, lo avvicinava al viso,
+continuava a tenerlo fra le mani, incapace di lasciarlo; se io perdevo
+un fiore dalla cintura, se mi toglievo un guanto, egli raccoglieva
+subito il fiore e rubava senz'altro il guanto. Una sera, d'inverno, la
+mia pelliccia era restata nel salone e io ero andata in camera mia, a
+cambiar d'abito: lo ritrovai col volto immerso nella pelliccia e con
+una letizia indicibile negli occhi. Egli conosceva perfettamente tutti
+i miei vestiti e tutti i miei mantelli, e ne prediligeva alcuni,
+specialmente, e dava loro degli aggettivi carezzevoli, quasi fossero
+cosa animata, e quando io mettea uno di questi vestiti, egli trasaliva
+di gioia, e la parola sua, la sua gran parola, gli usciva dalle
+labbra:
+
+--Quanto mi piacete, quanto mi piacete!
+
+Volgare e laida parola! La pronunciava un gentiluomo, un giovane
+intelligente e colto, un bellissimo giovane, con una voce sorda,
+velata e pure armoniosa: ma essa rivoltava tutto il mio sangue.
+
+--Non sapete dirmi altro?--chiedevo io, fremendo di collera.
+
+--Che debbo dirvi? Mi piacete assai, immensamente.
+
+--Niente altro, niente?
+
+--Ma non vi è altro, signora,--egli soggiungeva, meravigliato e
+dolente.
+
+Così io mi sono innamorata di Nino Stresa. Vi pare una contraddizione?
+Non so. Cercherò di spiegarmi meglio, e voi noterete se vi è
+contraddizione. Egli m'indignava, ma mi attraeva, anche, perchè era
+giovane, perchè era bello, perchè, infine, a suo modo, mi amava. Ogni
+volta che il suo desiderio si esprimeva negli sguardi e nelle parole,
+io ne riceveva un sussulto di dolore e di sdegno: ma, nel medesimo
+tempo, quasi senza che io me ne accorgessi, una delle difese del mio
+cuore crollava. Gli imponevo silenzio, ma egli aveva già parlato. Lo
+fuggivo, ma egli mi ritrovava. Mi chiedeva perdono, ma, nel chiederlo,
+egli ricordava la colpa che aveva commessa e che, per me, sarebbe
+stato più utile dimenticare. Lentamente, mi abituavo a una temperatura
+alta di passione, dove scompariva la forma della manifestazione,
+trionfando solo la potenza dell'amore, qualunque sia il grido del suo
+trionfo. Certo, Nino Stresa era innamoratissimo; così assorbito, così
+concentrato in me che, quando veniva a casa mia, mi aspettava anche
+delle ore, solo, pur di vivere dove io viveva, mentre io era lontana.
+Innamoratissimo, impallidendo quando io appariva, tremando nel toccare
+la mia mano, non potendo sedersi troppo lontano, fissandosi
+bizzarramente a guardare le mie labbra, o la curva del mento, o
+perdendosi ad ascoltare la mia voce, senza intendere le parole.
+Allora, vedendolo così preso, così vinto, così soggiogato, io mi
+formai, come tutti quelli che stanno per commettere un errore, una
+grande illusione: sperai, non solo sperai, ma fui certa che, se avessi
+amato Nino Stresa, avrei, senz'altro, estratto dal fondo del suo cuore
+tutta la sentimentalità che vi era, sicuramente, come vi è, in ogni
+uomo, il più misero moralmente, in ogni più arido cuore. Io mi
+incamminavo a uno strano viaggio, come colui che, per una via oscura e
+malfida, discende sotterra, cercando nelle profondità la miniera che
+lo deve arricchire: e non ha per sè che la speranza del prezioso
+tesoro che va a ricercare, non ha per sè che la fiducia in una
+illusione. L'uomo che mi amava, per carattere e per temperamento mi
+spiaceva, violando tutte le idealità invincibili del mio cuore,
+calpestando tutti gli istinti di elevatezza a cui si era educata e
+legata per sempre la mia anima: ma io mi lusingava, fortemente, di non
+conoscere l'ultima verità dell'essere di Nino Stresa. L'ultima verità,
+la suprema di un uomo, si conosce nell'amore corrisposto, nelle ore
+estreme della passione: tutto il resto è, o può essere, bugia. Questa
+fu l'illusione che io mi feci e a cui mi afferrai, dandomi all'amore
+di Nino Stresa. O, forse, volli ingannarmi da me stessa, non
+resistendo più al mio amore per lui, amore nato dai contrasti, dalla
+curiosità, dalla debolezza, dall'abbandono di tutte le mie forze
+morali. Decidete voi. Forse, non speravo veramente nulla e non ero,
+forse, che semplicemente innamorata, e vergognandomi di tale caduta,
+trovavo fisime e creavo illusioni. Voi capirete meglio.
+
+Vi dirò tutto. Il primo giorno della nostra felicità, noi fummo
+infelicissimi. L'esaltamento della sua passione fu così grande, che mi
+stupì: ed io gli dovetti parere freddissima. Nino Stresa cadde in una
+tristezza immensa, da cui nulla lo potè trarre. Io gli giurai che lo
+amavo, che lo adoravo: piansi innanzi a lui. Egli si vinse un poco e
+fu molto tenero, di una tenerezza mesta che mi andò all'anima. Gli
+vidi delle lacrime negli occhi.
+
+--Che hai, che hai? Tu soffri, è vero?
+
+--Sì,--egli mi disse, piano.
+
+--Ma perchè? Non ti amo, io?
+
+--Sì, mi ami, diletta.
+
+--Non mi ami, tu?
+
+--Sì, moltissimo.
+
+--Ebbene? Perchè soffri?
+
+--Così: non lo so.
+
+Ma il dissidio che era fra noi, anteriore all'amore, sorgente dalla
+nostra medesima essenza, non sparve per l'amore. Noi avemmo delle ore
+violente di passione, in cui sembrò che il raro, l'altissimo miracolo
+della fusione delle anime fosse accaduto: ma come l'ora declinava, le
+anime si staccavano, gelide, e gli amanti si guardavano in viso, quasi
+estranei, imminenti nemici. Come colui che ha una febbre di quaranta
+gradi che cade, a un tratto, gittando l'infermo in una debolezza
+mortale, appena l'entusiasmo della passione finiva, mi sentivo misera
+e disfatta: ero così avvilita, così deturpata da quell'amore fatto
+solamente di fiamma, che facevo nausea a me stessa. Comprendeva egli
+ciò? Chi sa! Egli era felice, lo vedevo: e ciò che lo faceva soffrire,
+era la mia freddezza, la mia diffidenza, la mia ripulsione. L'eterna
+questione sorgeva, fra noi:
+
+--Il tuo amore non mi piace, Nino.
+
+--Hai torto: esso è sincero.
+
+--Ma non mi piace.
+
+--E perchè?
+
+--Perchè è troppo ardente.
+
+--Ti lagni di essere troppo amata?
+
+--Vorrei esser amata meglio.
+
+--Come, meglio?
+
+--Con l'anima, col cuore, Nino.
+
+--Così ti amo.
+
+--Non è vero.
+
+Egli taceva. Il suo silenzio m'irritava: pareva che confermasse questo
+criterio dispregevole che mi ero fatto dell'amor suo.
+
+--Non sai amarmi meglio?--gli chiedevo,--non sai?
+
+--Proverò,--diceva lui umilmente.
+
+Ahi, che non gli riusciva! Tutto ciò che è squisita sentimentalità,
+raffinatezza spirituale, stima, rispetto, poesia, pietà, sì, anche
+pietà, nell'amore, gli era ignoto. Mancava di quella delicatezza del
+cuore, per cui, nell'amore, il più piccolo episodio è gravissimo. Non
+gli importava nè dei miei pensieri, nè dei miei sogni, nè dei miei
+ideali, nè di nulla che riguardasse il mio spirito: e non arrivava a
+nascondere tale indifferenza. Gli premeva delle mie ore, perchè le
+voleva per sè; gli premeva della mia casa, perchè era il nido
+dell'amore; gli premeva del mio umore, perchè da esso dipendeva un
+convegno di più o di meno; gli premeva il tono della mia voce, perchè
+in esso vibrava la negazione o la dedizione: solo tutta la mia vita
+materiale gli premeva, perchè era legata strettamente alle gioie
+dell'amore. Invano, a un segno suo d'interesse, a un suo turbamento,
+io lo interrogava affannosamente, per poter sapere se, infine, qualche
+cosa della sua anima si muovesse, vivesse, oltre l'ardore della sua
+fiamma: invano! Tutto il ciclo delle sue azioni si chiudeva in questa
+fiamma. Quando una delusione novella mi abbatteva, io giungeva ad
+ingiuriarlo.
+
+--Ma sei incapace, dunque, di voler bene come tutte le altre oscure e
+semplici creature della terra? Hai dei nervi e non un cuore? Hai del
+sangue e non un'anima? Sei un mostro?
+
+--Grazie, quanto mi piaci in collera!
+
+--Oh che creatura arida e odiosa tu sei, odiosa, odiosa!
+
+--Proprio, tanto?--chiedeva lui, con la sua voce rôca e carezzevole.
+
+Alla mia sete di sentimento, a questo bisogno intimo e invincibile di
+tutti gli esseri umani, a questa nostalgia che ci accompagna tutta la
+vita, egli non sapeva rispondere, che con la seduzione della passione.
+Monotono, monocorde, impotente a vibrare per qualunque espansione
+dell'anima, egli si rigettava in quella sola forma che gli
+permettevano il suo carattere e il suo temperamento. Il mio amore era
+diventato per lui una necessità, come l'aria che respirava, come il
+pane che mangiava: me lo diceva, così, credendo di darmi una prova del
+suo completo soggiogamento, e invece mi faceva bollire d'ira, con
+questi paragoni tutti tolti alla vita materiale. Per contrasto, in me,
+tutta l'adorazione delle belle e buone e nobili cose dello spirito
+diventava come un'ossessione, e solitariamente, nella mia stanza,
+quando egli mi aveva lasciata, io scoppiava in lunghe e cocenti
+lacrime sul mio abbassamento, sovra la mia irreparabile decadenza. E
+se, all'indomani, io ritornava a lui, era perchè questo Nino Stresa,
+come era, esercitava un fascino sulla mia ragione: era perchè
+talvolta, nella sua natura limitata e misera, mi faceva pietà. Sì, io
+piangevo spesso su me e su lui, a cui era negato, per fatalità, tutto
+un mondo dell'amore, piangevo sull'aridità del suo cuore e sulla
+impotenza della sua anima. Glielo dicevo, talvolta, così
+esplicitamente e così duramente, che egli restava trasognato:
+
+--Sono una creatura inferiore, io, come tu dici?--mi chiedeva fra
+l'ironia e la tristezza.
+
+--Forse.
+
+--E perchè mi ami allora?
+
+--Per un'aberrazione della mia fantasia,--gli dicevo, in faccia,
+impetuosamente.
+
+Lo vedevo decomporsi, per la collera, per il dolore. Che m'importava?
+Mi aveva avvinta a una catena insopportabile. Tentai spezzarla.
+Impossibile! Egli sopportava qualunque insulto, ora tranquillo, ora
+umile, ora amorosissimo, e questo, non per amore, no, io lo intendeva
+bene, ma per la consuetudine della passione, per il legame oscuro ma
+saldo con cui la passione serra le persone, per la passione della mia
+persona, delle mie labbra, delle mie braccia! Furiosamente geloso: di
+una gelosia così folle che, varie volte, mi dette la illusione di un
+amore completo e verace. Se io parlava a un altr'uomo, egli tendeva
+l'orecchio alle mie parole e alla mia voce; se io dava la mano, egli
+misurava la stretta di mano data a un altr'uomo; se io sorrideva, egli
+fremeva e quasi si avanzava a provocare l'uomo cui io sorrideva.
+Credetti all'amore, io, per la gelosia! Ma era una gelosia così cieca
+e così bassa, così ingiusta e così brutale, che mi rivoltò. Non osai
+mai provocarla, tanto le scene che ne seguivano mi accasciavano,
+dandomi una novella prova che Nino Stresa viveva e amava e soffriva
+solo per i nervi e per i sensi: non osavo provocarla, giacchè, dopo,
+io era costretta a essere più amorosa che mai, con lui; e,
+probabilmente, egli esagerava l'ardore di questa gelosia, per
+ottenerne dei compensi di passione. Detestabile amore! Quante volte,
+vedendolo fra amici e amiche, così bello e così corretto, con quei
+suoi occhi dove nuotava uno sguardo di languore tenero, di mestizia
+indefinita, io, rôsa dalla collera di tutte le delusioni, non avrei
+voluto insultarlo, in pubblico, dicendo che quella soave maschera di
+bellezza e di malinconia, nascondeva solo la vittoria più plateale
+dell'istinto, che egli era ancora e sempre e non altro che l'uomo
+fatto di argilla, senza il divino soffio! Non meritava egli l'insulto,
+con quella sua apparenza di tristezza, dove chi sa quante altre donne
+sarebbero cadute ingannate, con quella sua ipocrisia di tenerezza e di
+languore, dove ogni cuor semplice si sarebbe lasciato prendere?
+
+--Perchè sei ipocrita, anche?--gli domandavo per provocarlo.
+
+--Io? Io?
+
+--Sì, tu. Non fingi di esser triste, tu?
+
+--Non fingo, sono triste.
+
+--Tu sei un gaudente, niente altro.
+
+--Gaudente e triste, insieme,--egli soggiungeva, sordamente.
+
+--Ipocrita, niente altro che ipocrita!--gli gridavo, furiosa che egli
+proseguisse nell'inganno.
+
+Egli mi guardava, crollando il capo.
+
+Oramai, purchè non mancassi ai convegni, purchè mi lasciassi amare,
+purchè, sotto la sua seduzione--ah egli la esercitava su me, la
+esercitava!--avvampassi anche io di passione, egli tollerava qualunque
+mio affronto.
+
+--Non posso fare a meno di te,--soggiungeva, come vinto da una
+fatalità!
+
+Come la invocavo, la mia liberazione! Ogni giorno di quell'amore che
+trascorreva, ribadendo i miei ferri, mi recava un oltraggio di più. Mi
+disprezzavo, per aver ceduto a un uomo così volgarmente predominato
+dai bassi istinti della vita: e anche mi disprezzavo, per non averlo
+saputo elevare sino a me, lasciandomi invece trascinare giù. Mi
+sentivo indelebilmente macchiata. Avevo offeso l'amore e tutta la sua
+santità e tutta la sua purezza. Chi ama forte e ama bene, non pecca
+mai, nell'amore. Nella imperfezione dell'amore sta il peccato. La
+colpa esiste solo dove è la debolezza, la miseria, la grettezza, la
+bassezza. Eravamo due colpevoli, Nino Stresa e io: e mai, mai,
+nessun'assoluzione, nella vita, ci avrebbe potuto redimere dalla
+nostra macchia. Oh lui non ne soffriva, non capiva neppure la
+volgarità in cui viveva, gli pareva di essere un perfetto amante, e si
+lagnava della mia crudeltà! Io, io, sentivo tutto il disdegno di una
+relazione simile, indegna di una donna, di una signora: io aveva
+l'anima scoperta e ferita, e frizzava a ogni soffio d'aria. Egli,
+intravvedeva il dramma del mio spirito, senza intenderlo. La sua sola
+paura, era che lo lasciassi:
+
+--Per carità, non mi abbandonare!
+
+Ed esigeva sempre nuovi convegni, e ne prolungava le ore, e mi
+seguiva, e mi cercava, temendo che gli sfuggisse il possesso di questa
+donna che aveva orrore di lui. Lo lasciai, due volte: mi riprese due
+volte. Allora, disperata, nel colmo dell'avvilimento e della
+esasperazione, io tradii questo imperfetto amante, questo Nino Stresa.
+Ah il vile, il vile, sempre il medesimo! Lo dovetti tradire molto, per
+molto tempo, con una feroce ostinazione, con uno scandalo pubblico,
+perchè egli mi lasciasse stare. Nulla vi è più, fra noi, da tre anni.
+Eppure, quando mi incontra, egli mi guarda con quei suoi occhi così
+dolci, così facilmente velati di lacrime e così infinitamente tristi,
+che mi hanno mistificata, e la cui singolare espressione, lo confesso,
+non so donde venga. Egli fu un imperfetto amante e io l'ho tradito,
+ecco tutta la storia dei fatti.
+
+
+
+
+L'IMPERFETTO AMANTE
+
+_(Giustino Morelli)_.
+
+
+Anna così racconta:
+
+Per lungo tempo, l'amore che mi portava Giustino Morelli fu la mia
+segreta consolazione e il mio segreto orgoglio. Io era una donna
+assolutamente infelice, con mio marito: una di quelle infelicità
+coniugali intime e inesauribili che assumono le più tormentose e
+quotidiane forme, che mettono al cimento la maggior pazienza femminile
+e che sconvolgono nell'anima più ferma ogni idea di giustizia. Mio
+marito non mi era soltanto infedele, era volgarmente infedele; la
+scortesia verso me, talvolta, non gli bastava, egli aveva bisogno di
+esser villano; il suo disprezzo di ogni delicatezza giungeva alla
+brutalità: e tutto questo con tale una sicurezza oltraggiosa, con tale
+una severità tirannica, con tale preconcetto di avvilirmi, che io mi
+domandava spesso se, proprio, io fossi la persona al mondo che egli
+più odiava. Io ho sofferto immensamente, allora, poichè anche, mi
+vergognava di soffrire: poichè, io non voleva che la gente conoscesse
+il mio stato; poichè io celava con cura gelosa tutti i miei dolori,
+non volendo perdere, oltre la felicità, anche il mio decoro di donna.
+Il solo che mi ha aiutato in quel tempo a soffrire, è stato Giustino
+Morelli. Egli sapeva tutto. Io non gli diceva nulla, per fierezza, ma
+egli solo, oltre me, possedeva la misura esatta di tutte le mie
+torture. Egli sapeva tutto, _da prima_. Quando io volli sposare mio
+marito, tutti approvarono la mia scelta; solo Giustino Morelli
+impallidì all'annunzio, si turbava ogni volta che gli si parlava di
+questo matrimonio, tentò qualche vaga rimostranza, non osò insistere
+innanzi alla mia cieca ostinazione, partì, sparve, non ritornò che
+dopo un anno dai miei sponsali. Più tardi, amaramente, io gli
+rimproverai le sue troppo tenui difficoltà, la sua fuga: gli
+rinfacciai di avermi gittato nelle braccia di un uomo violento e
+perverso insieme. Ricordo ancora il dolore che si manifestò sulla sua
+fisonomia a questo rimprovero: era confusione, rimpianto, rimorso,
+umiliazione. Mi pentii del rimproccio, sentendo per la prima volta che
+il cuore di Giustino Morelli era troppo debole innanzi a me e sentendo
+che io doveva risparmiarlo. Ma perchè non salvarmi quando lo poteva?
+Egli mi amava, non avrebbe dovuto lasciarmi cadere in un precipizio di
+dolore. Dopo, non gli restava che versare il balsamo del suo amore
+sulle mie insanabili ferite, perchè io ne sentissi meno l'asprezza.
+
+Così, il suo amore fu un balsamo nascosto, soavissimo, purissimo. Io
+lo vedeva raramente, Giustino Morelli: giacchè mio marito lo teneva in
+sospetto, mentre lo irrideva, e giacchè egli aveva ribrezzo di stare
+con mio marito. A me stessa, in nome del santo e tenero amore di
+Giustino, mi ripugnava di vedere i due uomini insieme. Ma da lontano,
+divisi per giorni, per settimane, spesso per mesi, io sapeva bene che
+il vigile cuore di Giustino Morelli era mio, tutto mio, così
+completamente mio, che niuna donna, niuna assenza, nessun tempo,
+avrebbe potuto togliermi mai nulla del mio possesso. Nelle ore più
+misere e più affrante della mia esistenza coniugale, quando pareva per
+me crollato ogni senso di tenerezza, di bontà, di compatimento, a
+traverso le crisi terribili e negli accasciamenti profondi, il
+pensiero che Giustino Morelli mi amava, di un amor silenzioso, tenace,
+costante e certissimo, veniva a confortare le mie forze esauste.
+Talvolta, lo incontrava, dopo uno di questi tremendi periodi: ed egli
+mi appariva quale io lo aveva sognato, buono, affettuoso, di una
+dolcezza così grande, che io mi sentiva struggere di riconoscenza,
+innanzi a lui. Soli, c'incontravamo: egli mi guardava con una pietà
+carezzevole, prendeva la mia mano senza stringerla, ne baciava
+leggermente le dita, mi chiamava per nome, niente altro, ma con una
+voce così amorosa e soave, che lo sguardo, la voce, la parola, la
+carezza, mi avvolgevano in un'atmosfera d'amore. Quando
+c'incontravamo, poco mi parlava: si contentava di guardarmi, con
+infinita tenerezza: mi ascoltava parlare, come se udisse una mistica e
+misteriosa musica, percepita solo dalla sua anima: e io, sentendo la
+rarità dell'attimo amoroso, non gli dicevo nulla delle mie sofferenze,
+volevo godere in tutta la sua essenza purissima quel momento di
+suprema consolazione. Io intendeva che egli leggeva nel mio spirito,
+senza che io gli parlassi: e che tutti i più segreti pensieri gli
+fossero noti, per questa intuizione nobile e sapiente dell'amore. Se
+io era triste tentavo nasconderlo: mi pareva di averla nascosta bene
+la mia tristezza: ma subito io la vedeva in lui, riflessa magicamente.
+Oh, egli sapeva tutto, di lontano, senza che io gli narrassi le mie
+sventure, senza che io gli scrivessi di ciò una sola parola! Quando mi
+rivedeva, dopo una lunga assenza, egli prendeva la mia mano e diceva,
+in un impeto di compassione per tutti i miei mali che indovinava, che
+aveva indovinato:
+
+--Poveretta, poveretta!
+
+Io piangeva, udendo questa parola. Egli non soggiungeva nulla,
+lasciandomi piangere, asciugando le mie lacrime col suo fazzoletto,
+con un moto gentile quale dovette esser quello di Veronica con Gesù,
+carezzando fugacemente i miei capelli, come benedicendomi. Non altro.
+Lentamente, le mie lacrime s'inaridivano, la mia anima si quietava e
+io comprendeva che, ancora una volta, l'amore di Giustino Morelli era
+stato il mio unico conforto. Tornavo a casa tranquilla, con una
+novella forza in me e con una lieta luce negli occhi. Mio marito mi
+guardava, diffidente: e la sua diffidenza lo spingeva all'ira, e
+nell'ira egli m'infliggeva una di quelle brevi o lunghe scene che
+erano il tossico della mia vita. Che importa? Io aveva il
+contravveleno. Chiusa nella sublime fiducia dell'amore che Giustino
+Morelli mi portava, sapendo che vi era nel mondo, nel vasto mondo così
+deserto di ogni gioia, qualcuno che mi voleva bene, che mi adorava in
+una dedizione continua di sè stesso, io opponeva a mio marito una
+glaciale indifferenza. Mio marito mi lasciava: io andava nella mia
+stanza, mi buttava sul letto, con la bocca sul cuscino per poter
+ripetere il nome soavissimo di colui che era il mio salvatore. Tutta
+l'anima mia, allora, si prostrava, si abbandonava, in un'estasi di
+tenerissima gratitudine per il beneficio di quell'amore che era il
+liquore essenziale di ogni mia forza. Non sapendo come sfogare ciò che
+mi soffocava, trovavo modo di scrivergli, lungamente, confusamente,
+delle lettere che, spesso, dovevo lacerare senza potergliele inviare:
+raramente, arrivavo a spedirgliene una. Di lontano, io calcolavo
+sentimentalmente che effetto gli avrebbe fatto la prova che il cuore
+di Anna, della sua Anna, gli apparteneva e si dava a lui, novellamente
+e sempre con entusiasmo. Ma i miei calcoli sentimentali fallivano
+spesso. Io non lo rivedeva subito. Egli non mi rispondeva mai. Finivo
+per non sapere nulla. Dimenticavo la mia lettera. Quando, per una
+scarsa e fortunata combinazione, mi ritrovavo con lui, non gli parlavo
+più di nulla, felice solo di essere accanto a lui. Sentivo che
+l'impetuosità del mio temperamento lo turbava un poco: e mi moderavo.
+D'altronde, era troppo nobile e troppo alto il nostro sentimento, per
+disperderlo nei minuti fatti dell'amore. Anzi, il nostro amore era
+senza fatti. Ci vedevamo troppo raramente, perchè le due esistenze si
+unissero nella fusione degli avvenimenti quotidiani. Parlavamo di
+amore, pianamente, soavemente, anzi con quella cautela delle persone
+che molto soffrono, che molto temono di soffrire: e vi era in ogni suo
+sguardo tanta effusione spirituale: vi era nelle sue mani che tenevano
+le mie quasi senza stringerle, tanto fluido di affetto: vi era nella
+sua voce tale onda di amore; che io mi scordava tutto il passato, che
+io non aveva più paura dell'avvenire, e mi sentivo accanto a Giustino
+Morelli assolutamente felice. Certo, mi dividevo da lui con un intenso
+rammarico, sempre più forte come il tempo passava: certo, appena lo
+avevo lasciato, un senso di vuoto e di morte mi coglieva, orribile. Ma
+egli era partito da me, almeno in apparenza, senza dolore; ma egli era
+calmo e tenero. Sempre, anche quando si separava, anche quando mi
+vedeva turbata e agitata, separandosi da me, e poichè egli, vagamente,
+profondamente mi amava, io dicevo che solo la sua calma era saggia e
+pura, che solo il suo spirito intendeva l'amore in una forma sublime.
+Quando ero sola, di nuovo, io pensava, sì, che Iddio mi aveva legata
+ad un uomo odioso, che mi odiava: che ogni mia felicità innanzi alla
+fede e innanzi alla legge, era morta, ma che, in compenso,
+segretamente, io aveva per me la più bella forma di amore che dar si
+possa nella limitata e misera natura umana, e che potevo esser superba
+dell'adorazione di Giustino Morelli come del tesoro fra i tesori.
+
+Pure, da questo esaltamento spirituale che io celava con tanta
+meravigliosa dissimulazione, nacque in me una sete più ardente di
+veder l'uomo che mi amava e che io amava, di stare con lui, di vivere
+insieme a lui. La mia casa e mio marito rappresentavano per me
+l'avversità, la tristezza, la mala compagnia, mentre la fantasia si
+fingeva il sole, la lietezza, la cara unione soltanto dove era
+Giustino Morelli. Cominciai a cercarlo più spesso: e quando lo
+ritrovavo, insieme alla espressione di immensa tenerezza, io vedeva in
+lui un senso di pena. Mi pentivo della mia ricerca, subito. Gli
+chiedevo:
+
+--Ho fatto male, a cercarti?
+
+--No, cara, hai fatto benissimo--diceva lui, dolcemente.
+
+Ma quella dolcezza era anche triste. Forse, egli temeva per me.
+
+--Perchè ti dispiace che io t'abbia cercato?--gli domandavo, ancora,
+crudelmente verso me e verso lui.
+
+--Non mi dispiace.
+
+--Sì, sì, ti dispiace!
+
+--Oh Anna, non ripetere ciò.
+
+--Allora, se non ti dispiace, vediamoci anche domani.
+
+--...sì--diceva lui, dopo un minuto di esitazione.
+
+Quella esitazione avvelenava la mia gioia. Scorgevo in lui, adesso,
+quello che prima non vi era mai stato, cioè una titubanza continua,
+una inquietudine che non arrivava a reprimere.
+
+--Di che temi?--gli chiedevo, guardandolo negli occhi.
+
+--Di nulla, cara--mi rispondeva, guardando in su, per isfuggire alle
+mie indagini.
+
+--E mi ami, mi ami?
+
+--Ti adoro--mormorava lui, con la intonazione antica, così schietta,
+così sgorgante dall'imo cuore. Ma presto, la mia insofferenza divenne
+spasimante. Io non poteva stare un giorno senza vederlo; avevo
+annullato in me ogni repulsione, venuta dal contatto di mio marito con
+Giustino Morelli, e pretendevo che egli, l'adoratore tenero e soave,
+vincesse il proprio ribrezzo.
+
+--Non posso--mi diceva lui, piano, con amore, per togliere a questo
+rifiuto ogni durezza.
+
+--Perchè non puoi?
+
+--Non lo so, ma non posso, Anna. Venire in casa tua, dove vi è lui, mi
+è insopportabile.
+
+--Allora, non mi vuoi bene.
+
+--Anna, te ne voglio infinitamente.
+
+--Non è vero. Se me ne volessi, verresti da me. Vieni domani,
+vieni....
+
+--Anna, non posso.
+
+--Non mi ami, non mi ami! Se mi amassi, vorresti vedermi sempre.
+
+--Io so amarti anche da lontano.
+
+--Senza soffrire della lontananza?
+
+--Senza soffrire.
+
+--Avendo un'altra amante, allora?--arrivavo a dire, io, esasperata.
+
+--Non commettere sacrilegio, cara. Io non adoro che te.
+
+--Così, a traverso le sfere, come le stelle?
+
+--Così--replicava lui, con tanta nobiltà, che io mi riteneva subito la
+più volgare fra le donne.
+
+In quel tempo, per mia colpa, dunque--più tardi, poi, intesi che era
+per colpa di Giustino Morelli--io finii per intorbidare la sorgente di
+ogni mia consolazione. Mentre prima ogni sua tenerezza mi sembrava una
+ricca parte fattami dal destino, e ne ringraziavo questo destino,
+adesso non me ne contentavo più. Egli era sempre lo stesso uomo, aveva
+per me, sempre, un amore tutto di pietà, di rispetto, di ammirazione,
+di adorazione, ma mi sembrava freddissimo. Infine, io era giovane,
+bella, elegante, molto corteggiata, poichè la pessima condotta di mio
+marito, purtroppo, non era ignorata, malgrado le mie premure per
+nasconderla: e sentivo intorno a me, come l'incenso di un omaggio
+continuo che uomini giovani e belli abbruciavano nel desiderio
+dell'amor mio. Giustino Morelli mi pareva freddissimo. La passione
+violenta di Nino Stresa per Grazia, la mia amica, mi destava curiosità
+e invidia. Il paragone che facevo, ogni tanto, di Nino Stresa con
+Giustino Morelli mi faceva sempre più insistere nell'idea, che il mio
+amante--era egli, forse, un amante?--non provasse per me un amore
+forte e vivo, come si sente quando si è giovani, quando il sangue è
+caldo, quando la donna si è già data a voi col suo cuore.
+
+--Perchè sei così freddo?--era la mia interrogazione costante.
+
+--Freddo, ti pare?
+
+--Non mi pare: sei freddo.
+
+--Niuno ti può amare più di me, Anna.
+
+--Non ti vantare. Tu mi ami poco.
+
+--Taci, anima mia. taci.
+
+--Io non ti piaccio--soggiungevo io.
+
+--Nessuna persona mi piace più di te, te lo giuro.
+
+--Non ti credo.
+
+--Che debbo fare, perchè tu lo creda?--mi replicava lui tristamente.
+
+--Non so--rispondevo io, glacialmente.
+
+Giacchè egli diventava più triste, a ogni nuovo colloquio e la mia
+anima si gelava. Talvolta, lo sorprendevo che mi guardava con ansietà,
+soffrendo di non so quale strano e ignoto dolore: il mio sgomento
+diventava grande. La sua voce era infranta, nel parlarmi: più spesso
+taceva, assorbito.
+
+--A che pensi, amore?
+
+--Non penso, sogno, cara.
+
+--Che sogni?
+
+--Un solo sogno, il tuo amore, Anna.
+
+--Non lo hai qui, presente, reale, vivo, caldo?
+
+--...sì--diceva lui dopo un dubbio.
+
+--Come? Ti piace meglio il sogno?
+
+--Forse--mormorava lui brevemente.
+
+Invece, in me, la vita urgeva. Nella mia casa e con mio marito, ogni
+pazienza, ogni indulgenza era finita. Il legame con quell'uomo mi era
+insoffribile, e tutte le ribellioni accumulate nel fondo del cuore
+sorgevano in armi per vincere. Io voleva la mia parte di bene, di
+amore, di ebbrezza: ero stanca di lacrime, di abnegazione, di
+mortificazioni. Mentre Giustino Morelli si concentrava nelle poetiche
+visioni, in me tutti gli istinti della vita e della giovinezza
+fremevano, rivoltandosi, contro il dolore. L'amante mio--ma forse egli
+era l'amante?--mi guardava come spaventato, e bene spesso io ho visto
+in lui la mestizia di una immensa delusione. Sentivo, così, vagamente,
+di decadere nel suo spirito, e mentre ciò mi esasperava, mentre io lo
+trovava un gelido sognatore, un poeta dell'amore, un ardor di passione
+mi spingeva a lui potentemente, come alla sola creatura umana degna
+dell'amor mio.
+
+La sua profonda tristezza innanzi alle lotte che si combattevano in me
+e che egli conosceva, tutte, era un insulto; ma io glielo perdonava,
+giacchè lo amavo, giacchè egli mi amava, giacchè un solo poteva essere
+il mio amante, ed era lui, Giustino Morelli. Questa ultima, estrema
+verità non gliela dissi, io. Ero donna. Ero vissuta nelle altitudini
+di un amore sublime e mi ero avvezza a una temperatura spirituale
+delle più fini e squisite. Questa verità, che egli solo poteva e
+doveva essere il mio amante, io, ve lo giuro, non gliela ho detta, ma
+tutto di me glie lo disse, involontariamente, glielo disse la vita
+istessa con le sue fervide e imperiose parole. Io non so quello che
+accadde in lui, quale lungo sogno egli ricacciò nel mondo delle tenere
+e pure fantasie, quale saluto egli dette a una sublime illusione,
+quale suprema divisione accadde fra l'uomo e il suo sentimento. So
+questo, che Giustino Morelli fu veramente e propriamente il mio
+amante, e che ciò gli produsse un dolore grandissimo.
+
+Grandissimo! Egli era sempre la cara anima che mi adorava in ogni
+pensiero e in ogni sentimento, che vibrava a ogni vibrazione mia, che
+per un miracolo sentimentale aveva fatta sua la vita del mio cuore,
+che non divideva ma assorbiva tutte le mie sofferenze, che non solo
+asciugava ma faceva inaridire le mie lacrime, che mi dava la pace e la
+serenità: sempre il Giustino Morelli che mi aveva aiutato a vivere,
+che, ancora, in tutti i momenti, era il mio sostegno e la mia guida.
+Ma oltre questi, per lui non vi era che dolore intimo e represso, non
+vi era che la rassegnazione a un fatto necessario, fatale, e
+immensamente triste. I convegni che rassomigliavano agli antichi,
+austeri e nobili, con la lieve carezza delle sue labbra sulla mia
+mano, erano un sollievo per lui, lo vedevo: mentre i convegni della
+passione a cui lo spingeva la voce di un amore diverso, lo
+affascinavano e gli facevano male, un male orribile, il male del sogno
+violato, il male della illusione fuggita, il male dell'irrimediabile
+errore. Così, la passione si faceva tetra: e l'ebbrezza sembrava anche
+uno spasimo di tutto l'essere che subiva la legge comune dell'amore,
+ma aveva ribrezzo di quella fatalità.
+
+Nulla vi dirò di me. Sarebbe troppo duro rammentare quello che io
+provai, dinanzi a tale complicazione nel nostro amore. Ricordo
+solamente di essere trabalzata, in quei tempi, dai sentimenti più
+limpidi, alti e luminosi, alle vittorie della passione più oscure e
+più contristanti: ricordo che io ho sentito, per Giustino Morelli e
+per me, insieme, il disprezzo più profondo e l'ira più cieca. Ricordo
+che, un giorno, quando più avevo visto il mio amante innamorato, sì,
+ma quasi insorto contro le imprescindibili obbligazioni della
+passione, quando più avevo inteso che Giustino Morelli era
+infelicissimo, perchè era diventato il mio amante, quando più avevo
+compreso che l'anima bella e pura e salda di quell'uomo si sentiva
+deturpata nel suo sogno, allora ricordo di essermi sentita perduta,
+perduta.
+
+ * * * * *
+
+--Voi, forse, avrete intuito la conclusione della mia istoria. Io ho
+tradito Giustino Morelli, bruscamente, violentemente, malamente. Con
+un uomo qualunque, io l'ho tradito. Non me ne chiedete il nome, la
+condizione, l'età, la bellezza. Un uomo qualunque! Non potevo fare
+diversamente, credetelo. Ho sentito tutto l'orrore della mia
+mal'azione, eppure mi è stato impossibile di non farla. In fondo,
+credo che avessi una ragione oscura e atroce di far quello; e non
+seppi neppure dirla a me stessa. Giustino Morelli me la disse, nel
+giorno in cui ci dividemmo, per sempre.
+
+--È vero che mi avete tradito?--mi domandò senza tremare, sebbene
+fosse così smorto nella onesta faccia.
+
+--È vero--gli risposi con molta alterigia.
+
+--Perchè avete fatto questo?
+
+--Non lo so.
+
+--Lo so io.
+
+--Voi? Voi? Ditemelo, dunque!
+
+--Perchè ero un imperfetto amante, mia povera Anna.
+
+--E allora, perchè mi avete amato?
+
+--Questo, nessuno lo sa, nessuno.
+
+Sì, sì, Giustino Morelli era una grande anima, un grande cuore, ma è a
+lui, è a questo imperfetto amante che io debbo tutte le mie sciagure.
+
+
+
+
+IL PERFETTO AMANTE
+
+_(Massimo Dias)_.
+
+
+Teresa così racconta il suo amore per Massimo Dias:
+
+Nessun uomo mai ha saputo, nessun uomo saprà mai chi sia e che cosa
+sia Massimo Dias. Per conoscerlo, per intenderlo, per apprezzarlo in
+quel che è, in quel che vale, ci vuole una donna: e una donna che lo
+abbia avuto per amante come me, o che, almeno, sia stata amata da lui.
+Già, sempre e dappertutto, soltanto la donna ha il diritto di
+giudicare un uomo e, giudicandolo, può dire la verità, poichè ella
+solamente lo vede e lo misura nella gran prova umana, che è l'amore.
+Il giudizio di un uomo sovra un altro uomo o quello di mille uomini
+sovra un sol uomo, ha un carattere originario di menzogna innocente
+talvolta, conscia e interessata spesso: mentre la più piccola
+confessione di una donna sul conto del suo amante, ha la limpidità, la
+lucentezza, la schiettezza del cristallo. Notate, per Massimo Dias.
+Che dicono gli uomini di lui? Lo trattano, dal punto di vista
+dell'amore, con un esagerato disprezzo che ha per base l'ignoranza e
+l'invidia: si meravigliano che possa piacere alle donne: negano una
+quantità dei suoi amori più certi e più evidenti, lo trovano
+insignificante, comune, talvolta insopportabile: e concludono col dire
+che se Massimo Dias fa qualche conquista, è perchè la donna è una
+creatura depravata, è perchè la donna, in amore, è capace di tutto.
+Codesta è l'opinione di quanti uomini, giovani e vecchi, galanti o
+misantropi, dediti all'amore e indifferenti, abbia io mai incontrato:
+e Massimo Dias non la ignora, questa volgare e spregevole opinione che
+hanno i suoi fratelli di lui, in quanto riguarda l'amore, e non la
+confuta mai, questa opinione, anche quando un fratello più audace glie
+la dichiara in volto, e lascia correre tutte le voci, e rimane
+indifeso e incurante di difendersi contro quest'onda di antipatia,
+d'invidia, di disdegno. Anzi, io ho udito, qualche volta, Massimo
+Dias, con la freddezza più mirabile, sostenere il parere dei suoi
+avversari e proclamare la sua inettitudine in amore, e le rare
+conquiste, più rare di quelle degli uomini meno fortunati in amore, e
+il non possedere lui nessun ricordo inebbriante, tanto i suoi amori
+erano stati mediocri e limitati. Invece, tutto il contrario è il vero.
+Quanti sono uomini, s'ingannano sul conto di Massimo Dias; forse
+vogliono ingannarsi; egli li inganna, certo, quando si dichiara
+inetto, e questo inganno è uno dei metodi più semplici per rassicurare
+il pubblico. La verità vera è che Massimo Dias ha avuto ed avrà molte
+amanti. E se ve lo dico io, che l'ho amato, che l'amo, che l'amerò
+sempre, se ve lo dice una donna che è stata amata, che sarà sempre
+amata da lui, potete crederlo. Egli avrà sempre delle donne; poichè
+egli è un perfetto amante.
+
+ * * * * *
+
+Voi volete apprendere il come e il perchè Massimo Dias sia un perfetto
+amante? Vi dirò la ragione e il modo come l'ho amato io, e
+indovinerete, così, come se ne sono innamorate e come, ancora, se ne
+innamoreranno le altre donne. Anzi tutto, quando una di noi, la più
+casta, la più semplice, incontra un uomo giovane, ella calcola subito
+se l'amerebbe o se non l'amerebbe: e così gli uomini sono
+immediatamente divisi, nella mente femminile, in due categorie, quelli
+che si amerebbero e quelli che non si amerebbero mai. Coloro che
+appartengono a questa seconda categoria, non esistono più, per la
+donna: possono essere belli, ricchi, galanti, non serve, sono creature
+morte, sono larve che l'occhio muliebre non discerne neppure più.
+Massimo Dias appartiene alla prima categoria; vedendolo, si pensa che,
+in certo tempo, in certe condizioni, forse, se Dio volesse o se
+volesse il diavolo, lo si amerebbe. Beninteso che la donna, con tale
+pensiero, non si concede, non si dà; il pensiero è profondo, è tenue,
+è condizionato, svanisce subito, non ha l'aria di lasciar traccia, non
+riappare...., infine, è nulla, ma è un filo che si lega, sottilissimo,
+capillare, fra la donna e l'uomo. Questo filo si annodò fra me e lui,
+la prima volta che ci vedemmo; e passando il tempo, rivedendoci senza
+nessuna volontà apparente, mia o sua, altri fili si legavano e si
+riavvicinavano, indistintamente. Egli non mi faceva la corte, ma si
+interessava di me, senza troppa ostinazione: e aveva nei modi, con me,
+una certa dolcezza costante, simile al primo albore di una tenerezza.
+Questa dolcezza primordiale che non fu mai guasta da una parola troppo
+sensuale, che non rasentò mai il contegno solito verso le altre donne,
+che era una cosa _diversa_, infine, rassicurò e fece schiudere il mio
+cuore. Nulla che di tenero, io sentiva in me: ma in presenza di
+Massimo Dias mi era impossibile pensare ad altro che all'amore.
+Emanava dai suoi occhi, trapelava dalla sua voce, parlava da ogni sua
+parola, anche la più gelida, come un mite color vivo, come una
+suggestione giovanile, come quel soffio che fra l'aprile e il maggio
+dà tante rose ai giardini e alle colline. Compresi, poi, più tardi,
+che egli era un uomo fatto assolutamente per l'amore e solamente
+dell'amore occupato e preoccupato, essendo egli materiato e
+spiritualizzato d'amore; tutto questo non era che la manifestazione
+del suo temperamento e del suo carattere. Negli occhi, nella voce,
+nelle parole degli altri uomini può scintillare, vibrare, parlare ogni
+passione umana, nobile e ignobile: in lui null'altro che l'amore. La
+sua seduzione, quindi, lenta e fine, aveva anche qualche cosa
+d'inconscio: e la conquista del mio cuore come della mia persona, non
+subito, più tardi, fu fatta da lui senza violente richieste, senza
+drammatiche tristezze, senza fughe improvvise, senz'abbandoni che
+paiono inconsulti e sono meditati--mezzi, questi, che appartengono al
+comune degli uomini, a coloro che debbono conquistare le donne con
+gravi sforzi. Massimo Dias fu naturale: e fu amoroso, perchè la sua
+natura fu amorosa e perchè bastava che vi si abbandonasse, per essere
+efficace e attraente, per prendere possesso di tutta la mia volontà e
+di tutta la mia forza. Semplicemente, come un esercizio della vita,
+egli adoperava tutte le arti più squisite, per essere più amato, egli
+sapeva attendere: egli sapeva apparire al momento opportuno, egli
+sapeva andarsene. Mirabilmente, per quella felice intuizione amorosa,
+il suo amore si equilibrava col mio, senza che nessuna causa esterna
+li armonizzasse, e, nelle ore tristi, io trovava accanto a me l'uomo
+che seguiva tutte le indefinite malinconie della mia anima inquieta,
+come nelle ore brillanti, sfavillanti, io vedeva in lui l'eco della
+giocondità giovanile, io sentiva il suo cuore balzare per la gioia di
+vivere. Ma il suo gran segreto, quello che egli chiama il segreto di
+Pulcinella, dicendolo a chi vuole saperlo, mentre nessuno ne sa fare o
+ne vuol fare suo pro, il segreto era nell'amore che mi portava, vivo,
+continuo, costante, che mi giungeva da tutte le parti, che mi
+avvolgeva come in un'atmosfera di passione, che invadeva il mio
+ambiente e me, che mi chiudeva in un roveto ardente, come quello delle
+bibliche storie. L'amore sgorgava da l'animo di quell'uomo così e
+sempre, che egli non si affidò che a questo, per avermi sua. Chi ama,
+chi molto ama, chi ama bene, possiede il motto d'ordine della
+conquista: è come colui che possiede la fede e che arriva alla grazia:
+è come il mistico che a furia di evocazione e di ardore, ottiene la
+visione del suo Dio.
+
+Nè io spiegai altrimenti il mio consenso all'amore di Massimo Dias che
+l'amor suo: e sentii che solo coloro hanno ragione, che dànno passione
+per passione, e che sanzionano il vile peccato con la suprema legge
+del premio. Ebbene, fu allora che io cominciai a misurare lucidamente
+la perfezione di Massimo Dias. Mi amava, mi adorava, e io amava lui,
+con tutta me stessa, ed ero sua, ed egli non mi ebbe subito, egli
+aspettò qualche giorno, qualche settimana, perchè l'abbandono più
+profondo e più completo dell'anima rendesse più alto e più impetuoso
+l'amore della persona. Egli aspettò! Egli soffriva, la passione lo
+torturava, ma ebbe la sublime pazienza di aspettare, perchè l'amore
+nostro raggiungesse quella magnifica maturità che riempie i cuori di
+ebbrezza. Quanto gli fui grata, io, di quest'aspettazione che doveva
+essere insopportabile e che era piena di delicatezza, come sentii in
+lui il rispetto della donna, dell'amore, di sè stesso, come intesi
+che, in lui, l'amore aveva un tempio e che le feste che vi si
+celebravano avevano tutta la squisitezza delle grandi aspettazioni,
+delle grandi purificazioni, delle grandi preghiere!
+
+ * * * * *
+
+Un perfetto amante, sì. Naturale, cioè _disuguale_. L'un giorno di
+nostro amore non rassomigliava all'altro, e i convegni avevano la più
+bizzarra varietà, e la curiosità dello spirito raddoppiava il tumulto
+dell'amore. Disuguale: io l'ho visto, ai miei piedi, piangere come un
+fanciullo, per una tristezza improvvisa, capitatagli nel momento più
+lieto del nostro amore, domandare a me la consolazione di questo
+indefinito e infinito dolore che gli saliva dal cuore agli occhi: io
+l'ho visto, innanzi a me, pallido d'ira gelosa, fremente, indomabile,
+soffocare e non poter dire i motti ingiuriosi che gli si affollavano
+sulle labbra, e fuggire, e ritornare, sempre furibondo, in tali
+impeti, che io aveva di essi una paura mortale: io l'ho visto, accanto
+a me, in una confidenza fraterna, in una famigliarità deliziosa,
+aprirmi tutto il cuor suo, come a una sorella, a una madre: io l'ho
+visto trascorrere delle ore, chiuso, tetro, senza risponder verbo alle
+mie domande, senza muoversi alle mie scosse, vinto da una inerzia e da
+un accasciamento, che non sapeva spiegare: e tutte le faccie del suo
+spirito amoroso mi apparivano e mi sparivano, innanzi agli occhi, come
+una visione, e mi stringevano a lui, così indissolubilmente!
+Disuguale: talvolta così vinto da una crisi di amor passionato che
+egli non conosceva, non vedeva, non sapeva e non voleva altro che me,
+che la mia presenza, che la mia persona, come se io dovessi sfuggirgli
+l'indomani, come se avesse bisogno del continuo possesso, per esser
+certo dell'amore, con tale un'ardente sete di me che mi sgomentava:
+talvolta, preso da un eccesso così strano di sentimentalismo, come se
+l'anima sua fosse partita per i paesi dove solamente di pensiero e di
+sentimento si vive, come se tutte le cose di questo basso mondo gli
+fossero perfettamente estranee: talvolta, nei peggiori momenti,
+assalito dal demone del sarcasmo, per cui il mio cuore era trafitto ed
+egli aveva l'aria, il mio amante, di godere delle mie trafitture, e
+non ristava neppure quando vedeva i miei occhi pieni di lacrime, e
+aveva come la voluttà feroce dei miei e dei suoi tormenti. Frivolo e
+profondo, geloso e indifferente, scherzoso e tetro, appassionato e
+sprezzante, il mio amante non era un sol uomo, ma dieci uomini presi
+insieme, e tutti nuovi, tutti attraenti, tutti affascinanti: e a ogni
+nuovo colloquio io mi domandava, irrequieta, diffidente, ansiosa, che
+avrei trovato, in lui, e ciò dava un sapore immenso a tutti i nostri
+convegni, e ciò metteva il mio cuore in uno stato di continua veglia.
+Vi erano minuti così intensi in cui io era certa della sua adorazione,
+poichè io vedevo la verità dell'amore nei suoi occhi ardenti, perchè
+la udivo nel balbettio della sua voce, perchè io sentivo, con orgoglio
+e con tenerezza, che quell'uomo mi apparteneva completamente: ma il
+minuto dopo io ricadeva nel dubbio, tanto le parvenze di Massimo Dias
+erano singolari, e il dubbio suscitava in me tutte le forme della
+passione. Vi erano dei periodi in cui sembrava che egli mi sfuggisse
+intieramente: neri periodi di desolazione, di disperazione: e, forse,
+forse, in quei tempi egli più mi amava, e io non intendeva l'enigma.
+Tanto che, a poco a poco, tutta la mia esistenza morale e materiale
+appartenne al mio amante: io sentii assolutamente che solo il suo
+amore mi rendeva importante e cara la vita, e che egli era il _solo_
+uomo che io potevo amare.
+
+ * * * * *
+
+Perfetto amante e traditore, anche. Mi sembra inutile di descrivervi
+quello che io abbia sofferto, di atroce, la prima volta in cui il suo
+tradimento mi fu palese come la luce del sole. Io ho creduto di
+morire. Gli ero stata così lealmente fedele, ero così innamorata di
+lui, ero così saldamente legata a lui, che tutti i sentimenti in me
+erano crudelmente offesi, e palpitavano di angoscia e le loro ferite
+gemevano sangue. Amore, amor proprio, vanità, sincerità, non una cosa
+che non avesse la sua tortura, in quel tradimento. Egli negò sempre,
+continuamente, anche innanzi alle prove: e la sua negazione che mi
+parve una sfrontatezza, irritò maggiormente il mio furore geloso.
+Compresi, più tardi, quanta tenerezza e quanto rispetto vi era in
+quella negazione del tradimento. Ma in quella scena terribile, io
+aveva smarrita la testa. Lo lasciai, così. Non volli più vederlo; lo
+fuggii. Indescrivibili tormenti! Ero innamoratissima di lui e tutta la
+mia anima come la mia persona gli apparteneva: figuratevi, dunque,
+quale violenza io doveva fare a me stessa per non vederlo, per non
+scrivergli, per non pronunziare neppure il suo nome. L'ambiente del
+suo amore perdurava, intorno a me. Egli continuava ad apparire,
+dovunque potesse credere che io andassi, e dovetti, man mano, quasi
+chiudermi in casa, o uscire per vie deserte e lontane, abbandonando
+tutti i comuni ritrovi. Egli continuava a scrivermi e io non aveva
+modo d'impedirglielo, mentre m'imponevo delle pene atroci per non
+aprire le sue lettere che erano intatte in un cassetto. Tutte le vie,
+tutte le case, tutte le cose mi ripetevano un episodio del nostro
+amore: egli aveva messo il suo amore dappertutto: egli seguitava a
+farmi giungere l'eco della sua passione, come se mai mi avesse tradita
+infamemente, vigliaccamente. E tutto, senza lui, mi sembrava ombra e
+silenzio: inutile ogni dolcezza della vita; inutile il lieto
+trascorrere del tempo; inutile la mia esistenza istessa. La vista di
+qualunque uomo mi disgustava: Massimo Dias, il mio perfetto amante, mi
+aveva divisa dal resto dell'umanità e mi teneva per sè, tutta per sè,
+senza che mai, mai, fino a che avessi sangue nelle vene, un altr'uomo
+potesse esistere, come amante, per me.
+
+Ebbene, io gli perdonai il suo tradimento. Per quali illusioni, io mi
+convinsi, non so bene: per quale ineluttabile bisogno di amore e
+dell'amore di Massimo Dias fui così debole, io so bene, ma non vi
+debbo spiegare. So che ridivenni l'amante di Massimo Dias, un giorno,
+così, naturalmente, in cui egli m'incontrò e io non ebbi la forza di
+evitarlo, in cui eravamo soli e non ebbi la forza di fuggirlo: un
+giorno in cui egli mi apparve così triste e così innamorato che io
+dissi a me stessa la gran parola, se non era un errore e una colpa
+rinunziare alla propria parte di felicità, comunque essa sia, questa
+felicità. Massimo Dias mi amava, me ne convinsi: il segreto della sua
+rinnovellata seduzione era sempre nell'amore, di cui era fatta
+l'essenza della sua anima e dei suoi nervi. Noi avemmo, in questa
+ripresa, dei grandi giorni, indimenticabili: nell'ora della morte io
+potrò tutto scordare, ma quelle giornate mi saranno in mente, nelle
+confuse visioni dell'agonia! Egli mi giurò che non mi avrebbe tradita
+mai, mai più, che se un errore aveva commesso--non poteva più negare,
+gli era impossibile--era stato _così_, senza che lui neppure lo
+sapesse. _Così!_ Parola strana, è vero? Egli mi volle far credere che
+il tradimento era stato un fatto istintivo, di cui era inconscio,
+fuori della sua volontà, anzi, forse, contro: certamente, contro,
+poichè mi amava. _Così!_
+
+Che dirvi? Massimo Dias mi tradì una seconda volta e anche più
+gravemente: e se questa seconda volta il colpo fu meno forte, la mia
+dignità fu più resistente. Egli negò ancora: diceva di no, di no a
+tutto, come un bimbo; alle mie ingiurie impallidiva e negava, sempre.
+Dopo questo secondo dolore, afflittissima, ma meno furente, io ebbi la
+cura dolorosa di analizzare tutta la mia sventura. Posatamente, io
+misurai tutto l'amore che avevo portato e che portavo a Massimo Dias:
+misurai il suo tradimento e il tempo e le circostanze. Freddamente,
+scesi in fondo al mio cuore e tastai la catena che mi serrava a
+Massimo Dias: mi parve incrollabile. Gelidamente, pensai che solo
+partendo, espatriando, non rivedendolo mai più, avrei potuto spezzare
+questa catena; ma che se restavo dove egli era, mi sarebbe bastato di
+rivedere il mio perfetto amante per esser sua, di nuovo. E, partendo,
+non sarei forse ritornata da me a rimettermi nelle sue mani? Con la
+massima glacialità, di fronte a così assoluta necessità, decisi di
+perdonargli novellamente, e sempre, e di esser sempre la sua amante,
+malgrado ogni tradimento. Più tardi, conoscendolo meglio, sono stata e
+sono anche più giusta con lui. Se si vuole un amante perfetto, bisogna
+subire il tradimento, soffrendo in silenzio. Il tradimento è uno dei
+caratteri della perfezione, in amore. Sarà una verità crudele, ma è
+così. Dalla sua stessa perfetta natura amorosa Massimo Dias trae
+questo istinto della mutabilità e, in fondo, egli non inganna nessuna
+donna, neppur me, anzi, me molto meno delle altre. Giacchè egli è
+sempre innamoratissimo della donna cui dice di amare, come ad ogni
+perfetto amante si conviene. Fedele all'amore, fatto di amore, egli
+non mente mai, parlando della sua passione. Fedele, incostante e
+perfetto.
+
+
+
+
+IL PERFETTISSIMO AMANTE
+
+_(Luigi Caracciolo)_.
+
+
+Uno sbadiglio atroce contrasse la bella bocca di Maddalena Herz e un
+piccolo grido esasperato di noia, un piccolo ruggito di sciacallo, le
+sfuggì dalle labbra:
+
+--Che hai?--le disse gravemente Beatrice Albano uscendo dal torpore
+pieno di pensiero, dove era immersa.
+
+--Tutti gli uomini sono sciocchi,--sentenziò Maddalena, con un atto
+sprezzante della mano.
+
+--Tutte le donne sono ingiuste.
+
+--Sciocchi e seccanti, gli uomini: così seccanti, tanto
+seccanti,---soggiunse Maddalena con uno scoramento profondo.
+
+--Perchè seguiti ad occuparti di loro?
+
+--Sono essi che si occupano di me.
+
+--Fuggili: dividiti dal mondo.
+
+--Io lo farò,--disse Maddalena, con una perfetta convinzione, girando
+e rigirando i suoi anelli gemmati.
+
+Poi dopo una pausa di silenzio:
+
+--Nessun uomo vale nulla.
+
+--E nessuna donna capisce niente--le replicò Beatrice, guardandola coi
+suoi larghi e severi occhi, dove una gran bontà attenuava la durezza
+dell'affermazione.
+
+--Tu mi contrasti per farmi arrabbiare, Beatrice?
+
+--No, cara.
+
+--Tu disprezzi gli uomini, come me, confessalo, pensosa signora.
+
+--Non li disprezzo; e tu neppure.
+
+--Come, io neppure? Il mio disprezzo è mondiale, anzi universale, per
+non dimenticare il cielo.
+
+--T'inganni, su te stessa: non li disprezzi, li conosci poco, o male,
+ecco tutto.
+
+--Tu li conosci meno di me, cara donna Beatrice, che non avete voluto
+nè amanti, nè corteggiatori, dandovi il raro e nobile lusso di essere
+virtuosa.
+
+--Io non sono virtuosa,--replicò Beatrice, con un lieve sorriso sulle
+labbra vivide e sinuose, ma come suggellate in un volontario silenzio.
+
+--Andiamo, tu ami la contraddizione, questa sera. Tu sei virtuosa, te
+lo giuro: e io sono una donnina esecrabile.
+
+--Non giurare, non giurare....--e Beatrice sorrideva ancora, in una
+posa così tranquilla, con le mani bianche abbandonate sulla copertina
+di seta antica del libro che aveva finito di leggere.
+
+--Non mi farai mai credere che tu conosca gli uomini, per averne ben
+conosciuto uno: non crederò mai che tu abbia avuto un amante,--esclamò
+Maddalena Herz con un gesto risoluto e definitivo.
+
+--Veramente, io ho avuto un amante,--dichiarò Beatrice Albano, con
+molta tranquillità.
+
+--Bugia!
+
+--Sull'anima mia, io ho avuto un amante.
+
+--Io non ti credo.
+
+--Fa come vuoi, ma la verità è una sola.
+
+--Un amante, tu, la impeccabile? No, no. Nessuno lo ha mai saputo.
+
+--Infatti, nessuno lo ha mai saputo. Uno dei meriti speciali e
+grandissimi di questo mio amante, era il segreto.
+
+--Il segreto? Tu hai potuto ottenere il segreto?--chiese Maddalena
+Herz, di già accendendosi all'istoria.
+
+--Sì. L'amore nostro è stato solamente conosciuto da me e da lui.
+Siccome egli, mi amava solo per amarmi, assolutamente ed
+esclusivamente per amarmi, così volle e mantenne il segreto.
+
+--E non lo violò giammai?
+
+--Giammai.
+
+--Forse vi siete amati per poco tempo?
+
+--Per tre anni, insieme: però egli mi amava da molto più tempo.
+
+---Forse vi vedevate raramente, così il segreto ha potuto esser
+conservato.
+
+--Non tanto raramente, cara. Spesso, anzi: quanto più spesso potevamo.
+
+--Allora.... avete realizzato un miracolo. Io ho sempre creduto che il
+segreto non esistesse, in amore,--mormorò Maddalena Herz, che pareva
+sprofondata nelle riflessioni.
+
+--Anche io, prima, così credevo.
+
+--E vi è stato un uomo che non ha proclamato sui tetti il suo amore,
+che non lo ha mormorato, sottovoce, a varii suoi amici e confidenti,
+che non lo ha, almeno, lasciato compiacentemente trapelare?
+
+--Vi è stato: è stato il mio amante.
+
+--Ti amava, poi, costui?
+
+--Immensamente.
+
+--Come lo sai?
+
+--La donna se ne accorge.
+
+--È vero. Tu lo amavi?
+
+--Moltissimo: meno di quello ch'egli meritava.
+
+--Era bello?
+
+--Non bello, probabilmente brutto....
+
+--Ma ti piaceva?
+
+--Era riuscito a piacermi molto.
+
+--Basta così; era bellissimo. Giovane?
+
+--Aveva trentacinque anni.
+
+--Sicchè, aveva amato, prima?
+
+--Egli non mi disse mai nulla.
+
+--Perchè?
+
+--Per rispetto, credo. E per riconoscenza, io non gli domandai nulla.
+Però, tanto nell'ardore, quanto in una certa ingenuità, mi parve che
+egli fosse al suo primo amore.
+
+--Ti avrà ingannata.
+
+--Allora, ha saputo ingannarmi. Ma, sai, alle volte il primo amore
+viene molto tardi.
+
+--O mai--disse malinconicamente Maddalena Herz.--Era geloso questo tuo
+amante?
+
+--M'immagino di sì.
+
+--T'immagini di sì? Non lo sai?
+
+--Non mi fece mai nessuna scena: ma era geloso. Lo vedevo dai suoi
+occhi, in certi momenti; pure, subito si reprimeva.
+
+--Amico di tuo marito?
+
+--No: punto. Nè volle diventarlo mai.
+
+--Tu glielo proponesti?
+
+--Io? mai. Era una cosa che mi faceva ribrezzo.
+
+--Già, tu sei stata sempre virtuosa, Beatrice.
+
+--Chi ha avuto un amante, Maddalena, non è virtuosa.
+
+--Un amante, un amante! Quello era un angelo!
+
+--No, ti assicuro che era un uomo.
+
+--Sentimentale?
+
+--Mi amava.
+
+--Molto fantastico?
+
+--Mi amava.
+
+--Molto appassionato?
+
+--Mi amava.
+
+--Ma che era, dunque?
+
+--Niente altro che un uomo innamorato, senza divisioni e classifiche.
+Innamorato, ecco.
+
+--Hai detto tutto. Quante lettere al giorno ti scriveva?
+
+--Due, ordinariamente: talvolta tre.
+
+--E tu?
+
+--Nessuna.
+
+--Come sarebbe a dire? Non gli scrivevi?
+
+--Egli aveva rinunziato alla dolcezza di avere mie lettere. Temeva che
+mi sorprendessero, temeva che le lettere si perdessero, temeva che in
+casa sua un ladro o un male intenzionato gliele rubasse.
+
+--E aveva rinunziato alle lettere? Questa creatura maschile
+eccezionale, che rinunzia alle lettere, è esistita?
+
+--Sì.
+
+--Forse ti amava poco,--soggiunse Maddalena Herz, ricaduta nel suo
+scetticismo.
+
+--Mi adorava; io vedevo bene, in lui, quanto gli costasse il suo
+sacrificio: io l'ho visto pallido e scoraggiato, spesso, di lontano, e
+ho tentato di consolarlo, con una lettera: ma, sentendo la stessa
+ebbrezza del suo sacrificio, non l'ho fatto.
+
+--Era un amore triste, però.
+
+--Sì, spesso.
+
+--Molto triste?
+
+--Moltissimo. Ma l'amore non è sentimento gaio.
+
+--Gli uomini lo guastano.
+
+--Forse,--disse Beatrice Albano, incrociando le mani sulle ginocchia.
+
+--Ma siete stati felici?
+
+--Per quanto è possibile, felici.
+
+--Poco felici, allora?
+
+--Come tu vuoi. Giudica: due creature che si adorano, che s'intendono
+perfettamente, che vivono in un'armonia completa, che credono
+all'amore, che credono nella vita.... giudica.
+
+--E che mi raccontavi di tristezze? Voi siete stati
+felicissimi!--esclamò Maddalena Herz.
+
+--Io lo credo,--disse con un fugace sorriso Beatrice Albano.
+
+Un silenzio regnò fra le due donne. Maddalena Herz aveva gli occhi
+assorti nel roseo, grande paralume che copriva la lampada.
+
+--Beatrice, che faceva questo tuo amante?
+
+--Nulla. Mi amava.
+
+--Non giuocava, non fumava, non andava al _club_, non scommetteva alle
+corse?
+
+--Nessuna di queste cose.
+
+--Era disoccupato, dunque?
+
+--Era occupatissimo ad amarmi.
+
+--Tutto il giorno?
+
+--E la notte, anche. Pensa che le difficoltà erano enormi, che la
+pazienza doveva essere infinita e infinita l'audacia, che l'occasione
+fuggiva sempre, che la lotta era accanita.... e che egli ha sempre
+vinto.
+
+--Sempre vinto?
+
+--Sì, egli era forte, paziente, acuto, sagace, audace, ostinatissimo:
+e tutte queste qualità gli venivano dall'amore e all'amore servivano.
+
+--I pericoli sono stati grandi?
+
+--Grandi e imminenti. Non li ha curati. Era un uomo che credeva
+nell'amore.
+
+--Tanto pochi uomini ci credono!...--osservò tristamente Maddalena
+Herz.
+
+--E pochissime donne. Neanche io. Vedi! È lui che mi ha ispirata
+questa fede.
+
+--Chi ha fede, non naufraga: ma tanta gente affonda.
+
+--Perchè non ha intesa la parola salvatrice; io l'ho udita.
+
+--Beata te! Se fosse accaduto uno scandalo, che avresti tu fatto?
+
+--Eravamo decisi. O lo scandalo era grave e allora saremmo morti
+insieme: o lo scandalo era ridicolo, e saremmo andati via insieme.
+
+--Morire? Avete parlato di morte?
+
+--Sì, si è parlato di morte,--disse Beatrice, a voce più bassa,
+chinando il capo.
+
+--Egli era pronto a dar la vita, per te?
+
+--Pronto. E io per lui.
+
+--Lo avevate giurato?
+
+--Ce lo eravamo detto, molto semplicemente. Poichè egli era un uomo
+semplice, cara Maddalena.
+
+--Alle volte, la semplicità viene da una raffinata corruzione.
+
+--È vero, ma che importa? Ciò che preme è la conseguenza, non la
+causa. Una virtù che si acquista vale una virtù naturale: vale di più
+talvolta.
+
+--È una bizzarra teoria, ma mi piace. Forse il tuo amante era un
+infame, e ha voluto essere una creatura celestiale.
+
+--Non lo so. Io non ho mai vista la bruttura, e ho sempre vista la
+virtù.
+
+--Dissimulava?
+
+--Non credo. Pure, se ha dissimulato, anche questo era un omaggio
+dell'anima sua all'amore: Maddalena, Maddalena, nessuna delle azioni
+di quell'uomo, nessuno dei suoi pensieri, che non partisse e non
+ritornasse all'amore. Per l'amore egli poteva essere laido come un
+malfattore e apparire innocente come un fanciulletto: per l'amore egli
+era profondamente buono, ma poteva arrivare al delitto.
+
+--Oh Beatrice, quanto lo hai amato!
+
+--Quanto, quanto!
+
+--Non lo tradisti, tu?
+
+--Io? Io? Puoi chiedermi questo?...
+
+--Ed egli, ti tradì?
+
+--Mai, mai.
+
+--Ne sei certa?
+
+--Certissima.
+
+--Chi te lo ha detto?
+
+--Nessuno: lo so. Non mi ha mai tradito.
+
+--Qual donna può esser sicura?
+
+--Io solamente.
+
+--Pure.... non lo vedevi sempre.... eravate lontani....
+
+--Che importa!
+
+--....egli incontrava delle altre donne.... l'assenza.... il tempo....
+
+--Mai, Maddalena, mai. Quell'uomo fu mio, in tutto il tempo che ci
+amammo, in una unione perfettissima, senza mai ombra d'infedeltà.
+
+--Era un uomo freddo?
+
+--No, Maddalena.
+
+--Disprezzava le donne?
+
+--Niente affatto: le stimava e le compiangeva.
+
+--Le fuggiva, forse?
+
+--Tutt'altro: le ricercava, con gentilezza: restava con loro,
+circondandole di un delicato rispetto.
+
+--Ma perchè non ti tradiva?
+
+--Perchè era fedele.
+
+--La fedeltà assoluta o relativa, è impossibile, Beatrice.
+
+--Sarà: ma io l'ho incontrata.
+
+--Quanti anni di fedeltà?
+
+--Da cinque a sei anni.
+
+--Sembra una favola.
+
+--Sembra: ed è una verità.
+
+--Tu non ti annoiasti mai di questo amante così sublimemente perfetto?
+
+--Lo amavo. Non mi annoiai.
+
+--Però.... la natura umana è così irrequieta.... proprio, non ti seccò
+mai?
+
+--Non vi fu il tempo, Maddalena.
+
+--E perchè?
+
+--Perchè questo amore finì,--disse con immensa tristezza nella voce e
+nel gesto, Beatrice Albano.
+
+--Ah! è vero: finì. Questo meraviglioso amore, fatto di adorazione
+segreta, di rispetto profondo, di sacrifizio silenzioso, di devozione
+infinita, questo amore ardente e fedele, è finito, è finito, ha subito
+la sorte comune, è finito.
+
+--È finito,--e Beatrice Albano si covrì gli occhi con la mano, a
+nascondere il suo pallore, la sua emozione.
+
+Maddalena Herz la sogguardò. Ella era buona, nel fondo del cuore: e
+amava la sua amica così austera e pure così tenera. Non osò, subito,
+interrompere quella commozione. Le prese una mano e la carezzò:
+
+--Dimmi come è finito, cara.
+
+Beatrice Albano la guardò, silenziosamente.
+
+--In un modo molto doloroso, è vero? Questi grandi amori, questi amori
+unici.... tu avrai tanto sofferto?
+
+--Orribilmente.
+
+--Tu non te ne sei consolata?
+
+--Non me ne consolerò mai,--disse Beatrice, desolatamente.
+
+--Perchè non piangi un poco? Ciò ti farebbe molto bene.
+
+--Io ho pianto, in segreto, nell'ombra, tante volte; ma le lagrime non
+mi hanno guarita.
+
+--Dimmi, dimmi come è finito,--disse carezzevolmente Maddalena Herz,
+credendo udire una storia d'abbandono.
+
+Beatrice fece uno sforzo per parlare: poi disse:
+
+--Egli è morto.
+
+--Come, morto?--gridò Maddalena.
+
+--Sì,--disse Beatrice, con un atto disperato delle braccia.
+
+--Più tardi.... quando l'amore era finito?...
+
+--No, morto in pieno amore, morto nella verdezza e nell'ardore della
+passione, morto quando il sogno era diventato realtà e quando la
+realtà pareva una visione, morto, strappato all'amore!
+
+--Oh poveretto, poveretto!
+
+--Si chiamava Luigi Caracciolo,--singhiozzò l'amante infelicissima.
+
+--Egli avrà dovuto esser disperato di morire?
+
+--No: sulle prime, pareva straziato: poi si rasserenò. Diceva di morir
+bene, senza disinganni e senza delusioni. Mi adorava, mi benediceva,
+dal letto di morte. Quanto diventò bello, dopo, Maddalena....
+
+E a lungo, a lungo, Beatrice Albano pianse su quel ricordo così vivace
+e così fremente nel suo cuore. Piano piano Maddalena Herz le
+rasciugava le lacrime, senza dirle nulla, con una piccola carezza
+muta. Alla fine, le lacrime s'inaridirono; ma la donna dolente rimase
+immobile, con le mani incrociate sulle ginocchia, guardando nel vuoto.
+
+--Egli era troppo perfetto per vivere e per amare; doveva
+morire,--disse Maddalena Herz, come se parlasse a sè stessa.
+
+Beatrice la guardò: le palpebre le batterono, assentendo.
+
+--E l'amore è una cosa imperfetta!--soggiunse Maddalena.--Imperfetta e
+miserabile. L'uomo val meglio del sentimento.
+
+Beatrice Albano acconsentì, col capo.
+
+
+
+
+IL VIALE DEGLI OLEANDRI
+
+(_Mario Felice_).
+
+
+Nella grande e strana dolcezza di quell'aprile, tutto il vasto parco
+era fiorito, fra la collina e il mare: i larghi viali dalle quercie
+austere, dai platani austeri, sotto l'arco verde oscuro dei loro rami,
+eran tutti biondeggianti di sottili raggi di sole, eran biondeggianti
+di piccoli e scherzosi occhi di sole. Lontano, nella gran rotonda
+luminosa era un cicalìo di bimbi e un cicalìo di passeri e il rombo
+sordo della città giungeva ancora colà. Bastava allontanarsi cento
+passi, verso il mare, perchè ogni rumore svanisse nell'aria lieve: e
+la solitudine del parco era solo turbata da qualche rara persona che
+passeggiava, lentamente riscaldandosi al sole, un vecchio o un
+convalescente i cui occhi senza fiamma e senza forza non avean più
+curiosità: turbato tavolta, il profondo silenzio vegetale dal fruscio
+di un getto di acqua, con cui un invisibile giardiniere inaffiava
+un'aiuola. Maria entrava nel parco dalla porta occidentale: al
+piccolissimo orologio che ella portava sempre seco, nella taschettina
+della giacchetta, sul petto, le ore di oro su fondo nero segnavano le
+quattro in punto. Era sempre quella, l'ora del convegno quotidiano, ed
+ella si doveva frenare per non giungere mezz'ora, un quarto d'ora più
+presto.
+
+--Se arrivo troppo presto soffro molto,--ella pensava, cercando di
+diminuire ai suoi nervi la tormentosa impazienza e al suo cuore
+l'intima tortura.
+
+E perdeva un po' di tempo nel fermare la veletta nera del cappello,
+abbottonava pian piano i suoi guanti, si guardava ancora nello
+specchio, senza vedersi, e macchinalmente cercava se avesse preso
+tutto, il fazzoletto, il portabiglietti, il bianco ombrello.
+Quest'ombrello era la sola nota chiara sul nero vestito, sul
+cappellino nero, sulla giacchetta nera di Maria: un ombrello tutto
+bianco di merletti e di seta, con un grosso fiocco di nastro giallo e
+un alto scintillante manico d'argento: sulla candida cupola, nei viali
+delle quercie e dei platani, il sole faceva piovere i suoi
+sottilissimi raggi biondi, simili a verginali e luminosi capelli, e la
+bianca cupola si faceva bionda e sul pallido volto di quella inquieta
+passeggiatrice un confortante riflesso primaverile scendeva,
+carezzando i pensosi occhi lionati e la molle linea delle fresche
+labbra. Maria si avanzava camminando piano e silenziosamente,
+guardando innanzi a sé, così avidamente che le palpebre talvolta si
+abbassavano per vincere quella fissità ardente di sguardo:
+
+--Se guardo troppo, egli non verrà; meglio non guardare, mi sarà
+innanzi improvvisamente,--ella pensava con la fatale superstizione
+amorosa che accompagna ogni moto della passione.
+
+Eppure Mario Felice non tardava mai molto: un quarto d'ora, venti
+minuti, non più. D'altronde egli entrava dalla porta orientale del
+parco e doveva fare più cammino di Maria, per giungere al posto
+dell'appuntamento: arrivava camminando in fretta, un po' affannato e a
+qualunque distanza egli apparisse, avesse ella lo sguardo levato o
+chino a terra, ella sentiva che egli era là e un acuto senso di bene
+le s'irraggiava dal cuore per tutte le fibre. Talvolta ella fingeva di
+non averlo visto, mentre sapea bene che egli si avanzava, ne contava i
+passi, fremeva per quell'appressamento, fra cinque minuti secondi la
+sua mano avrebbe tremato in quella di lui: o, talvolta, non poteva
+resistere al desiderio di vederlo giungere, i suoi occhi si metteano
+fervidamente in quella figura alta e svelta di uomo che si avanzava,
+in quel sorriso triste che ne trasformava malinconicamente la
+fisonomia serena. Ella s'inebbriava di quella vista, ella aveva negli
+occhi la rara luce dei suoi buoni giorni, e quando Mario Felice e
+Maria erano vicini, si stringevano la mano e nulla dicevano.
+Camminavano insieme accanto, ella levando ogni tanto gli occhi su lui
+con una infinita dolcezza in una confusione di speranze compiute e di
+novelli desiderii che le impediva ogni discorso: egli taceva, a occhi
+bassi come pensando. E andavano insieme nel viale degli oleandri.
+
+Il viale degli oleandri era lungo, stretto e sinuoso. Da una parte e
+dall'altra, gli oleandri crescevano fitti e ricchi di tutte le
+dimensioni, ad alberetti bassi, a cespugli, ad alberi grandi, dalla
+verdura bizzarra di foglie a ferro di lancia, dalla fioritura rosea
+così esuberante che il suolo era sempre coperto di fiori rosei: un
+fine e singolare profumo era nell'aria del viale; profumo fresco e
+triste, insieme. Era quello degli oleandri, il viale così roseo e così
+bizzarramente odoroso, abbandonato da tutti, chi sa perchè: deserto,
+il solo banco di marmo che vi era, era seminato di fiori d'oleandro
+che nessuno levava mai per sedervisi: deserto e a ogni angolo che
+formava il disegno sinuoso, parea stare in viale chiuso ermeticamente,
+inaccessibile a tutti, salvo che agli amanti: deserto e nella sua
+nobile e forte fioritura, nella beltà strana dei suoi fiori ingemmanti
+la verdezza dei rami, come colpito dalla irremediabile fatalità
+dell'abbandono. Non so quale misterioso fascino attirava nel viale
+degli oleandri Mario Felice e la donna che lo amava: ricordavano, è
+vero, ambedue di avere visto insieme, tanto tempo prima, una linea di
+cielo azzurro e un muretto bianco, e i due amanti che parlavano di
+amore, che quasi tendevano le labbra per baciarsi e sul cielo azzurro
+il ramo ricco di fiori di un oleandro, il fiore di quell'idillio che
+la mano sapiente di Alma Tadema aveva dipinto, turbando i cuori di
+tutti coloro che hanno avuto il delizioso piacere di guardare quel
+quadro. Ma i due amanti di Tadema sono così inebbriati di gioventù e
+di amore e l'oleandro è così giocondamente voluttuoso! Mentre il viale
+degli oleandri seduceva Mario Felice e Maria con segrete voci di
+malinconia; e quando si vi trovavano perfettamente soli, essi si
+guardavano pallidi e muti: essi sognavano, nei fiori rosei, il veleno
+esiziale che vi si contiene e che, forse, esalava l'anima perversa nel
+profumo bizzarro che riempiva l'aria. Per essi era rosso e
+affascinante il fiore dell'amore: ma pieno di una profonda amarezza,
+ma contenente un tossico invincibile.
+
+--Mi vuoi bene?--chiedeva la donna a Mario Felice.
+
+--Tu lo sai,--egli rispondeva, con; una lieve contrazione penosa sul
+volto.
+
+--Non lo so, non lo so, dimmi se mi vuoi bene,--insisteva lei agitata.
+
+--Non domandare, cara,--continuava a rispondere Mario Felice, con una
+crescente impressione dolorosa.
+
+Ella taceva. Ma queste erano le risposte dei buoni, dei rarissimi
+giorni, erano le risposte date solo tre o quattro volte, nel lungo e
+combattuto loro amore: ella conservava preziosamente queste risposte,
+che le parevano ispirate da un'immensa tenerezza. Quasi sempre alla
+monotona domanda, alla domanda persistente di lei, a quelle ansiose,
+affannose parole che erano il costante ritornello di quel cuore
+femminile, _mi vuoi bene, mi vuoi bene?_ egli non rispondeva che con
+un sorrisetto fra l'ironico e il pietoso, come se gli facesse
+compassione quella folle ostinazione. Talvolta, nelle giornate nere,
+irritato, egli rispondeva:
+
+--No.
+
+--Non mi vuoi bene?
+
+--Non ti voglio bene.
+
+--E che vieni, a fare qui?
+
+--Niente.
+
+--Perché ci vieni allora?
+
+--Eh.... così,--diceva egli enigmaticamente.
+
+A lei passavano negli occhi delle lacrime brucianti: e tutti i fiori
+rosei degli oleandri intorno ondeggiavano. Egli guardava Maria
+pensoso, triste: forse ne aveva pietà, ma taceva. Camminavano ancora,
+ella con le braccia abbandonate, col bianco ombrellino che strisciava
+sul terreno fra le foglie secche e i fiori di oleandri caduti e quasi
+appassiti, con le spalle un po' curve, abbattuta da una infelicità che
+la vinceva anche nel fisico: egli accanto, sogguardandola, ma non
+trovando parole per confortarla. Ma nel fondo dell'animo di quella
+pallida donnina dai fini capelli castagni, dalle guancie un po'
+smunte, dalle fresche labbra, in fondo a quell'anima vinta e perduta
+per l'amore, esisteva una forza imperiosa di volontà. Ella rialzava il
+capo decisa ad accettare da quell'uomo che essa adorava, tutto quello
+che egli poteva offrirle, freddezza, antipatia, amicizia, tenerezza,
+omaggio di devozione, quello che egli sentiva e che ella non sapeva,
+non sapeva. Purché egli si lasciasse amare. Maria era risoluta a
+vincere la dolcissima debolezza femminile che vuole udire, anche se
+false, anche se fallaci, le parole dell'amore; purché si lasciasse
+amare, ella volea perdonargli tutto. Mario Felice, acuto osservatore,
+le leggeva nella fisonomia subitamente infiammata, negli occhi fieri
+del sacrificio, nelle labbra già quasi sorridenti, nel passo più
+rapido, e sentiva che ella aveva allontanata la tempesta dove
+minacciava di naufragare il suo amore. Egli l'ammirava in quelle
+improvvise risurrezioni di forza che era anche amore: e tentava di
+vincerla. Allora, fra i due, s'impegnava una lotta di parole, di
+impressioni, di sentimenti, in cui Mario Felice, apposta, aumentava la
+dose esterna della sua freddezza, non badava o fingeva di non badare
+alla crudeltà di certi suoi silenzii, misurava glacialmente l'entità
+perversa di certe frasi, e le pronunziava a tempo. Ella resisteva,
+ripiegandosi, fuorviando, inebbriata di amarezza, ma più sollevata
+dall'amarezza istessa:
+
+--Verrai domani?
+
+--No, non posso,--egli dicea, subito.
+
+--Dopodomani, allora!
+
+--Non so..., ho da fare.
+
+--Che hai da fare.... meglio dell'amore?
+
+--Oh mille cose!
+
+--Meglio dell'amore?
+
+--Meglio; più utili.
+
+--Hai ragione,--ella diceva, umilmente.--Purchè tu non vada da
+un'altra donna!
+
+--Non ci mancherebbe che questa!--esclamava Mario Felice.
+
+--Tu non ami nessun'altra donna, è vero?
+
+--Io non amo nessuna donna, o signora,--egli concludeva gelidamente.
+
+--Neanche me?
+
+--Neanche voi.
+
+--Peccato, peccato, peccato!--mormorava ella, pianissimo, lamentandosi
+come un bimbo malato.
+
+Anch'egli era pallido, udendo quel sommesso lamentio, che deplorava
+l'aridità del suo amore. Ma continuava:
+
+--Del resto voi siete un angelo, cara Maria. Un angelo che ha detto
+una sola bugia, nella sua angelica esistenza.
+
+--Quale?--chiedeva lei, smarrita.
+
+--Tu dici la bugia, cara, quando dici di volermi bene.
+
+--Io, io?---gridava lei stupefatta.
+
+--Tu. Non è vero che mi ami.
+
+--Oh Madonna mia,--gridava lei, soffocatamente.
+
+--Se vuoi, te lo dimostro.
+
+Così, Mario Felice la vinceva. Innanzi alla negazione precisa,
+assoluta dell'amor suo, tutta la forza di abnegazione di Maria
+svaniva. Ella non resisteva a quella negazione, ciò la esasperava e
+l'avviliva, non trovava nulla da risponderle, il suo sdegno era grande
+come il suo terrore. Ma che uomo era dunque, questo Mario Felice, a
+cui ella si era avvinta? Ma che sciagurata natura di uomo, senza fede
+e senza speranza, senza entusiasmo e senza carità, ella si era messa
+ad adorare? Egli non l'aveva amata giammai; questa era la sola
+certezza. Aveva ceduto, riluttante, quasi pauroso, alla impetuosa
+passione di lei: aveva ceduto, pensoso, triste, per cortesia, per
+pietà, forse per una sua intima debolezza: e quella mortale tristezza
+che in lui sorgeva per tutte le cose e per tutti i sentimenti, non lo
+aveva mai lasciato, la felicità non aveva mai lampeggiato dai suoi
+occhi, non aveva mai tremato nella sua voce.
+
+--Che hai? Che hai?--ella domandava, nei primi momenti del loro amore,
+sentendo la sofferenza del suo silenzio.
+
+Egli taceva, ancora. E più tardi, come se nel cuore di lui fosse sorta
+una ribellione sorda contro questo amore che non divideva e che lo
+opprimeva, come se egli avesse finito per detestare questa fragile
+donna che lo rattristava con la sua passione, come gli altri col loro
+odio o con la loro indifferenza, Mario Felice non aveva trovato che un
+mezzo solo per ferirla nell'indomito coraggio, quello di negare l'amor
+suo. Oh come egli aveva bene inteso ciò che a lei era insopportabile
+di udire, come la mala volontà di perversione aveva visto in quale
+parola consisteva l'irremediabile dolore! Il dissidio fra loro era
+grande, basato sulle diversità dei temperamenti, dei caratteri,
+dell'età: ella sentiva che Mario Felice non poteva amarla, perchè era
+maritata ed egli odiava la posizione di amante furtivo: sentiva che
+egli non poteva amarla, perchè odiava tutta la vita esteriore e
+mondana a cui ella era costretta: sentiva, sì, sentiva che egli non
+poteva amarla, perchè lui non era stato il suo primo amore, perchè a
+questi uomini dal cuore profondo bisogna portare se non altro un cuore
+verginale. Ella capiva, sì, capiva le ragioni di quella mortale,
+tristezza e la spirituale ripugnanza di Mario Felice: si sapeva
+indegna di essere amata e non chiedeva più se egli le voleva bene. Ma
+che orgoglio inflessibile era dunque quello di quest'uomo che non
+amava e non sapeva neppure perdonare all'amore? Ma che anima malvagia
+era dunque quella di Mario Felice che colpiva freddamente e
+risolutamente colei che lo adorava? Talvolta queste ingiurie
+sgorgavano dalle labbra di Maria, per impulso involontario: egli le
+ascoltava, a capo basso, seduto su quel banco di marmo dove tanti
+fiori di oleandro erano piovuti: egli non attaccava più e non si
+difendeva, lasciava rotolare rumorosamente il fiume della indignazione
+muliebre. Ella si chinava, lo forzava a guardarla negli occhi, furente
+di collera che tentava invano di reprimere; Mario Felice taceva. Poi,
+quando i rossori del tramonto si cangiavano in ombre violacee, egli
+guardava di cielo limpido, i cespugli degli oleandri, e i mazzi fitti
+di fiori rosei: e pronunziava la gran parola:
+
+--Questo amore deve morire.
+
+Ella tremava come se il soffio della morte fosse passato sulla sua
+fronte.
+
+ * * * * *
+
+Contro la condanna implacabile, Maria difese l'amore ora per ora,
+giorno per giorno, con l'accanimento della madre che non vuol veder
+morire l'unico suo figliolo; e la appassionata donna, vibrante di una
+energia morale che nulla valeva a quietare, oppose una quotidiana
+resistenza alla parola morte, che ritornava sempre nei discorsi di
+Mario Felice. Ogni volta, ella fremeva di dolore e le sue guancie si
+facevan livide: egli, paziente, aspettava che quella emozione
+passasse, per ricominciare, come se vedesse soltanto il proprio scopo.
+Adesso quei colloqui nel profumato viale degli oleandri, fra quella
+esotica fioritura, le facevano terrore, ma vi andava, spinta da un
+istinto di lei più forte: e talvolta, in grazia, gli chiedeva di non
+parlare d'amore, tanto ella vedeva sorgere, dietro a quei discorsi, la
+tremenda parola della distruzione. Tranquillo, malgrado la sua
+tristezza, freddo nella impenetrabile sua malinconia, Mario Felice
+acconsentiva, ed allora, gli oleandri del viale, in quella tregua,
+udivano una assai bizzarra conversazione, trascendente, lontana da
+tutte le quotidiane cose umane.
+
+--Mi basta udire la tua voce:--essa diceva, più calma, quando il
+colloquio finiva.
+
+Egli sorrideva, con una lieve e fugace ironia. Per qualche tempo, come
+obbediente a una segreta idea, egli risparmiava Maria e si lasciava
+ancora amare, non rispondendole quando ella gli chiedeva la ragione
+della sua contradizione. Ma eran sempre più brevi, le tregue; e ogni
+volta che essi si rivedevano, direttamente o indirettamente, egli le
+dimostrava che quell'amore doveva morire. Ah la povera donna, la
+poveretta come chiudeva li occhi, sgomenta, dinanzi a quella
+folgorante luce crudele; come trovava nella sua passione le preghiere
+più umili e pure non vigliacche, perché questo amore non fosse ucciso
+proprio da loro! Avevan vinto il tempo e le cose e gli uomini,
+sormontando e calpestando gli ostacoli, e ora, ora bisognava che
+questo amore morisse?
+
+--Meglio prima che dopo,--egli ripeteva, sempre.
+
+--Dopo, che?--ella chiedeva.
+
+--Non domandare, lascia stare, tu capisci, forse: o capirai più
+tardi....
+
+La poveretta non gli parlava, soltanto gli scriveva: e ogni dieci o
+dodici lettere di lei, egli rispondeva, per dimostrarle che
+quell'amore doveva morire. Maria desiderava queste lettere come la
+benedizione del cielo, ma quando gliene consegnavano una, non osava di
+aprirla, immaginava tutto il suo straziante contenuto. Mario Felice
+mancava agli appuntamenti: poi, partì. Ella cadde gravemente inferma:
+egli ritornò, ma non potette assisterla, non gli era permesso di
+andare in casa di lei. Le mandava un comune amico, che non ignorava il
+loro segreto: e questo amico le diceva quelle vaghe parole di
+consolazione, che dovrebbero confortare chi ha fatto una perdita
+irreparabile. Nella convalescenza, ella scrisse a Mario Felice,
+tristamente, delle lettere piene di lagrime: ed egli le rispose con
+molta tenerezza, senza una parola di amore, ma con tenerezza, con
+molta tenerezza, che si sarebbero riveduti, là, in quel viale degli
+oleandri che era il nido più caro e più poetico del loro amore. E
+Maria sperò di nuovo e con tale ardore desiderò di uscire, che nessuno
+glielo potette impedire, malgrado la sua grande debolezza. Era estate,
+ormai, e i tramonti eran lunghi e violenti di colore: il viale era
+ancora fiorito, ma una messe rosea copriva il suolo. Ella trovò Mario
+Felice seduto sul banco: lo trovò più pallido, più triste che mai, le
+strinse debolmente la mano. Ella soffocava di emozione: e sul
+principio non parlarono, a bassa voce, che della infermità di lei e
+del viaggio che aveva fatto lui. Ella lo guardava negli occhi
+aspettandone una parola decisiva, quella che era venuta a udire,
+quella che le sue inaudite sofferenze, i tormenti morali e fisici e la
+tenerezza di lui avrebbero dovuto ispirargli: la parola che meritava
+la più pura e più ardente passione:
+
+--Maria, questo amore deve morire,--egli disse fatalmente.
+
+Ella non battè palpebra, non impallidì: solo, pensò un poco e rispose:
+
+--Muoia, dunque.
+
+Non aveva tremato la bella voce di Maria confermando chiaramente la
+sentenza di morte. Altro non dissero. Pallido come un morente, egli
+aveva vinto. Ella si levò, senza guardare né il roseo cielo, né i
+fiori che parevano tante fiammelle rosee, in quel tramonto:
+
+--Addio, Mario,
+
+--Addio, Maria.
+
+Ella se ne andò, senza raccogliere un fiore, senza voltarsi, sparì,
+lontano, verso la gran rotonda luminosa dove arrivava il rombo sordo
+della città. Mario Felice restò seduto sul banco, e le prime ombre
+della sera lo avvolsero, poi la notte discese e lo trovò ancora lì,
+immobile. Nella notte olezzavano più acutamente i dolci fiori
+dell'oleandro, pieni di un veleno sottile: qualcuno di essi si
+staccava dal ramo e cadeva al suolo. Per sempre desolato era il cuore
+di colui che aveva vinto: e le lagrime della suprema tristezza
+piovevano dai suoi occhi, nella notte. [Blank Page]
+
+
+
+NELLA VIA
+
+_(Vincenzella)_
+
+[Blank Page] Ritta presso il largo parapetto di pietra, Vicenzella con
+una mano teneva fermo il grosso polipo grigiastro e con l'altra ne
+tagliuzzava in pezzetti i tentacoli, adoperando vivamente un sottile e
+affilato coltellino. Accanto a lei, per terra, sopra un piccolo
+focolare di tufo giallo, bolliva una pignatta di creta bruna; vi era
+dentro acqua di mare e peperone rosso, secco, fortissimo; ogni tanto
+Vicenzella vi gettava una manata di pezzetti di polipo, dalla pelle
+grigia, dalla polpa candida: quando lo ebbe tagliato tutto, e tutto
+messo a bollire nell'acqua di mare, vi aggiunse delle gallette
+durissime: coprì ermeticamente la pignatta. Con un moto istintivo, si
+assicurò meglio negli zoccoli di legno, dal tacco alto e sonoro, e si
+avvicinò a Maria Grazia, l'acquaiola, che faceva andare in su e in giù
+la gran secchia chiusa dell'acqua e col piede sinistro cullava il
+canestrone, dove dormiva il suo figliuolino.
+
+--Non sia per comando, Mariagra', mi daresti un bicchier d'acqua?
+
+--Acqua, tu volessi! Te', figlia mia.
+
+Vicenzella non bevette il bicchier d'acqua, ma se lo versò sulle mani,
+rasciugandosele al grembiule di cotonina azzurra.
+
+--Quel polipo appesta,--mormorò,--e Ciccillo non può soffrirne il mal
+odore.
+
+--Tanto gentile, è?
+
+--È un signore, Mariagra'; che ci vuoi fare!
+
+--Ciccillo non è per te, Vicenzè, senti chi ti vuol bene.
+
+--Ciccillo dev'essere,--ribattè brevemente Vicenzella.--La creatura
+tua s'ingrassa ogni giorno. Dio la benedica.
+
+--Se la mangiano le mosche, povera Cannitella,--e si chinò per
+scacciarle.
+
+Vicenzella ritornò pressò il focolaretto. Ora, seduta sopra una
+seggiola sgangherata, appoggiata al largo parapetto di pietra, per non
+cadere, sorvegliava la cottura del polipo, scoperchiando ogni tanto la
+pignatta, immergendovi uno schidioncino a due rebbi. E taciturna, coi
+fieri occhi lionati che guardavano la via di Santa Lucia che era piena
+di sole, di carrozze, di persone, che era attraversata ogni minuto dai
+_trams_, ella lavorava a una sua calzetta azzurra, col tallone bianco.
+Gennarino, il _pizzaiuolo_, passò, portando sul braccio un largo scudo
+di stagno, su cui erano disposti, a corona, i segmenti di _pizza_,
+odorosi di pomodoro e di origano.
+
+--O Vice', è cotto il polipo?
+
+Essa fece finta di non udire: e conservò la severità della sua bocca
+larga ed espressiva, la fierezza dei suoi occhi che non conoscevano
+lusinghe, la durezza delle nere sopracciglia aggrottate.
+
+--Se mi dai un po' di polipo, Vice'; ti do una fetta di _pizza_.
+
+--Non ho appetito, e il polipo è crudo.
+
+--Scommetto che se viene Ciccillo, il polipo è cotto. Per lui
+succedono miracoli, succedono.
+
+--Si capisce.
+
+--Quanto sei cattiva, Vice'!
+
+--Chi ti chiama a parlare con me? Va', vattene.
+
+Gennarino represse un moto di rabbia e si allontanò, gridando e
+decantando l'odore e il sapore delle sue _pizze_. Vicenzella continuò
+placidamente a far la calza fra il chiasso e il rumore della via,
+guardando in su, ogni tanto, come se aspettasse qualcuno. Una grossa
+femmina, con la giacca di lanetta nera, il grembiale bianco e un
+fazzoletto rosso al collo, le si accostò: aveva in mano un mucchio di
+soldoni, mentre una bambinella le si attaccava alla gonna.
+
+--Questa è la chiave, Vice', e questa è Fortuna. Bada alla casa e bada
+alla piccola.
+
+--Gnorsì, ma'--fece l'altra, senza muoversi.
+
+--Io non so quando torno: debbo andare ad esigere del denaro sino a
+Porta Capuana, dalla mamma di Ciccillo. Vicenzella arrossì: e, per un
+momento, la voce le tremò.
+
+--Non la maltrattate, ma'--disse piano.
+
+--L'interesse è una cosa e l'amore è un'altra,--disse gravemente
+l'usuraia, scuotendo i soldoni,--Ciccillo si mangia tutte le fatiche
+di sua madre.
+
+--Voi non l'avete mai potuto soffrire, ma'--disse Vicenzella, chinando
+gli occhi, abbassando la voce, per reprimere la collera.
+
+--E si mangia anche le tue!
+
+--Voi non ci entrate, voi non mi siete madre. Matrigna, matrigna, come
+si dice, ma sempre matrigna siete!
+
+--Poi, vedrai la verità,--soggiunse quietamente Gesualda, che non
+voleva litigare nella via.--Ti raccomando quest'anima di Dio.
+
+Si allontanò lentamente, grassa, ondeggiante, con la pappagorgia che
+si allargava sul fazzoletto rosso. Vicenzella avea lasciato di far la
+calza, ancora tutta pallida dì collera soffocata.
+
+--O Vice', Vice'--strillava la piccolina, attaccandosi alle sue
+gonnelle,--raccontami un racconto.
+
+--Non ci ho la testa, Fortuné, lasciami stare.
+
+--Sì, sì, raccontami il fatto della _Bella mbriana_.
+
+--Senti, Fortuné, se ti contenti, la sorella tua ti da un soldo, e tu
+ti compri una bella cosa.
+
+--Che mi compro, che?
+
+--Un soldo di nocciuole infornate? Ne hai tante!
+
+--No, no.
+
+--Un soldo di caffè?
+
+--No, no.
+
+--Un soldo di fichi d'India, ne hai due.
+
+--Sì, sì, dammelo.
+
+E Fortuna scappò via, verso il fondo di Santa Lucia, per comprarsi un
+soldo di frutti freschi e insipidi. Vicenzella guardava in su verso il
+Gigante, con la faccia bruna, di un bruno affocato di rosso, dove non
+compariva sorriso.
+
+--Vice'--disse Aniello, il marinaio, dammi un carboncino per accendere
+--la pipa.
+
+--Tenete, _tata_,--fece Vicenzella, sollevando la pignatta.
+
+Aniello era scalzo, vestito semplicemente di un paio di calzoni di
+tela bianca che gli arrivavano a metà gamba e di una camicia portata
+come una blusa sopra i calzoni: si vedeva il bruno petto villoso:
+sulla testa un cappellaccio di paglia, tutto sfondato. Era salito su
+dalla spiaggia di Santa Lucia, veniva dallo stabilimento di bagno dove
+faceva da _marinaio_, cioè da bagnino.
+
+--Gesualda?--disse lui.
+
+--Va esigendo denaro.
+
+--E Fortuna?
+
+--È andata a comperare un soldo di frutta.
+
+--Mi meraviglio che non ci è qua don Ciccillo,--disse il
+bagnino.--Starà facendo il bagno, con quella ragazza.
+
+--Quale ragazza, _tata_?
+
+--Non lo sai? Mi ha detto Gaetano, il compare mio, quello dello
+stabilimento del _Sole_, che ieri don Ciccillo ci ha accompagnato una
+ragazza, una bella ragazza, con lo scialletto e la frangetta sulla
+fronte.
+
+--Non può essere.
+
+--Come, non può essere? Gaetano non è pazzo.
+
+--Non è pazzo, ma quello che vi ha detto, _tata_, non può essere.
+
+--Lo ha visto coi propri occhi!
+
+--Santa Lucia non lo assiste: questo che ha detto, non può essere.
+
+--E va, che sei una bestia!
+
+Il bagnino si allontanò, scese la scaletta che porta sulla riva:
+Vicenzella crollava il capo, come se niente avesse potuto convincerla.
+Ma l'impazienza la faceva fremere: e mentre guardava in su, verso il
+Gigante, immergeva macchinalmente lo schidioncino nella pignatta, dove
+bolliva il polipo nella sua acqua di mare.
+
+Erano le undici, la via di Santa Lucia era tutta presa dal sole,
+Vicenzella non stava più alle mosse: Fortuna, seduta per terra,
+accanto a lei, dormicchiava. Come l'ora del mezzodì si approssimava,
+la vendita del polipo cotto cominciava. Vicenzella aveva tre o quattro
+piattelli di cretaglia bianca, sul parapetto della via: appena un
+avventore si presentava, ella immergeva lo schidioncino nella
+pignatta, ne traeva un pezzo di polipo, tutto riccio e lo metteva sul
+piattello, aggiungendovi un pezzo di galletta, già molle, e una
+cucchiaiata di brodo rosso. L'avventore, in piedi, chiacchierando,
+mangiava con le mani il saporito e tenace frammento di polipo, poi
+accostava le labbra al piattello e sorbiva il brodo. La porzione
+semplice costava due soldi, la doppia quattro soldi. Vicenzella,
+misurava con equità la porzione, non si confondeva, non esitava: in un
+momento ebbe intorno due o tre muratori che lavoravano al Chiatamone,
+un ostricaro, un postiglione di tramvai: ella si sbrigava, assai
+seria, non dando retta alle parole di quelli che le facevano la corte,
+stringendosi nelle spalle, con un moto di superbia e di disprezzo,
+buttando i soldi nel taschino del grembiule. Quando venne
+Franceschella, la venditrice di acqua sulfurea, per avere due soldi di
+polipo, non ve n'era più.
+
+--È finito adesso adesso,---disse Vicenzella, mostrando la pignatta
+dove solo un po' di brodo restava.
+
+--Buona giornata, allora?
+
+--Buona.
+
+--Beata te! Con questa paura della malattia, che Dio ci scampi,
+nessuno beve più acqua sulfurea. Non facciamo niente: e sì che ho
+promesso il voto alla Madonna della Catena, se mi riesciva una buona
+stagione. Che ci vuoi fare? Non isposerò neppure quest'anno.
+
+--Ma Carluccio fa ancora il soldato?
+
+---Lo fa sino a Natale: poi, torna. Mi ha scritto la lettera. Ciccillo
+non ha fatto il soldato?
+
+--No: il governo non lo piglia, è figlio unico di madre vedova.
+
+--Quando vi sposate?
+
+--Ci vogliono i soldi,--disse Vicenzella, con una malinconia profonda.
+
+--Non li fai, tu?
+
+--Li fo, li fo....
+
+--Ebbene?
+
+--E poi se ne vanno. Non ci è che fare.
+
+--O che brutta sorte! Basta, tu non hai più polipo e io vado a
+comperare due soldi di pesce fritto. Vicenzella aveva ricoperto il
+fuoco del focolaretto e in una conchetta di creta, sul marciapiede,
+lavava i piattelli e la pignatta: poi li mise ad asciugare al sole,
+sul parapetto largo. Ora, in piedi, dopo essersi passate le mani sui
+capelli giallastri, contava i soldi che aveva fatti, e prendeva le
+mosse per partire.
+
+--Vicenze', io vengo con te,--mormorò la sorellina.
+
+--Sì, sì,--disse Vicenzella, impazientita, rimettendosi i soldi in
+saccoccia.
+
+Ma un giovanotto tutto agghindato si fermò innanzi a Vicenzella.
+
+--La grazia vostra,--disse lui, toccandosi il cappello alla sgherra.
+
+--Padrone mio, Pascalì.
+
+--Vi debbo fare un'imbasciata.
+
+--Vi manda Ciccillo?
+
+--Sissignore, vi saluta assai assai e vi fa sapere come lui non ha
+potuto venire, perché ci è stata una combinazione di certi amici, che
+lo hanno invitato in una trattoria: e che si trova là e vi prega, se
+potete mandargli un paio di lire, perché non vuol far cattive figure.
+E vi saluta tanto e vi manda a dire come lui, fra una mezz'oretta, è
+qua.
+
+--Queste sono le due lire, Pascalì.
+
+--Vi saluto: e grazie.
+
+--Ciccillo viene?
+
+--Fra una mezz'oretta è qua.
+
+--Salutatemelo, Pascalì; ditegli che scusasse, se sono tutti soldi.
+
+--Non fa niente.
+
+Ella restò pensosa, un momento, mentre Pasqualino se ne andava,
+facendo scricchiolare le sue scarpe. Poi, traendosi dietro la
+sorellina, attraversò la via, aprì la porticina di un basso e ne
+trasse fuori un cestino ed un banchetto: Fortuna le portò il
+banchetto, riattraversarono la strada, ritornarono al loro posto, sul
+marciapiede. Ora, tenendosi il banchetto innanzi, accovacciata per
+terra, Vicenzella traeva le noci fresche dal cestino, e vi batteva su,
+presto presto, con un pezzo, di legno, per staccarne la scorza verde.
+La scorza verde gocciava acido gallico e le dita di Vicenzella si
+facevano nericcie, mentre ella formava dei castelletti di sei noci e
+di dodici noci, aperte, lasciando vedere il mallo bianco.
+
+--Dammi una noce, Vicenze'.
+
+--Tieni.
+
+Dopo averle aperte tutte tutte, Vicenzella mise il banchetto innanzi
+alla sua sedia e si pose a sedere. Guardava in su, dalla parte del
+Gigante, se Ciccillo comparisse. La vendita delle noci, sulle prime,
+andò scarsamente: venne una serva del vicinato, ne voleva otto per un
+soldo e le deprezzò, erano o fradicie o insipide.
+
+--E perché ci vieni qua?--le disse selvaggiamente Vicenzella.--Rompiti
+le gambe in un altro posto.
+
+--Così speriamo, di vederti morire uccisa!--esclamò la serva,
+andandosene.
+
+Un vecchio pensionato, invece, ne comprò due soldi, non leticò sul
+numero, ma le scelse una per una, disfacendo i castelletti.
+Pazientemente Vicenzella li rifaceva, domandando a sè stessa,
+mentalmente, se la mezz'oretta era passata. Giusto, i bambini uscivano
+dalla scuoletta di don Ferdinando, l'ex capitano borbonico: erano le
+tre, dunque. I bimbi circondarono il banchetto di Vicenzella,
+strillando, pestando i piedi, mentre ella cercava di quietarli,
+fermando le loro mani impazienti: uno specialmente, voleva due
+centesimi di noci, voleva a forza quattro noci, piangeva,
+singhiozzando, stringendo convulsamente il due centesimino. Essa
+gliele dette, egli se ne andò, saltando. Già una striscia di ombra si
+allungava sulla via di Santa Lucia, e la gente vi s'infittiva: una
+lieve ombra si distendeva anche sulla faccia di Vicenzella. Aveva
+vendute tutte le noci, anche. un castelletto di piccolissime, anche un
+castelletto di fradicie: e restava inerte, con le mani sotto il
+grembiule, non perdendo mai di vista la discesa del Gigante, donde
+Ciccillo doveva venire. Fortuna era andata a giuocare con la
+bambinella di Mariagrazia l'acquaiuola, quando una donna si avvicinò a
+Vicenzella. Era una donnina magra e bruna, con un filo di coralli
+rossi al collo, e un vestito di percallo giallone.
+
+--Salute, Vice',--disse, deponendo per terra una canestra vuota.
+
+--Sei stata a portare la biancheria?
+
+--Già: torno adesso da Porta Capuana.
+
+--Hai esatto?
+
+--Ma che! Figurati che ho scambiato una camicia alla signora e non ha
+voluto pagare. È proprio una disperazione. Stasera, vedi, avevo
+promesso a Ciccillo, a quel povero fratello mio, così buono, di fargli
+certi maccheroni con le alici e con l'olio, che gli piacciono tanto.
+Sta fresco! Pane e acqua se li vuole.
+
+--Gli piacciono assai?
+
+--Assai.
+
+--Questi sono venti soldi, Carmela, fagli trovare i maccheroni.
+
+--E che vuoi fare? Se lo sa lui, mi grida! Io non li prendo.
+
+--Fammi questo favore, non glielo dire, prendili: me lo fai proprio
+per piacere.
+
+--Sì, ma te li restituirò.
+
+--Sì, sì, purché li prendi, ora. Digli che venga, poi, stassera, che
+non se lo scordi.
+
+--Glielo dico, glielo dico.
+
+Anche Carmela sparì, con un passo rapido, portando la canestra vuota
+della biancheria sul fianco. Già il tramonto discendeva sul mare e
+sulla strada, ma Ciccillo non era comparso, non compariva. Gesualda
+era tornata, col suo passo di oca grassa, col suo pugno pieno di
+soldi: e si era portata con sé Fortuna, in casa, per cucinare un po'
+di pranzo. La piccolina venne a cercare quattro soldi a Vicenzella,
+per sua matrigna.
+
+--Non li ho.
+
+--Come non li ha?---gridò la matrigna, coi pugni sui fianchi.
+
+E venne sulla strada.
+
+--Dammi quattro soldi, Vicenze'.
+
+--Non li ho.
+
+--Non è vero, bugiardona.
+
+--Non li ho: e se li avessi, non ve li darei.
+
+--Sì, per darli a quello straccione, a quel briccone, a quello
+scroccone! Ora fa all'amore con una sarta, fa.
+
+--Non è vero.
+
+--Me lo ha detto la mamma.
+
+--Non è vero.
+
+--Bene, lo vedrai.
+
+--Se lo vedo, non lo credo.
+
+--Sai che vi è di nuovo? Chi non mi dà niente, non mangia: oggi, non
+mangi.
+
+--Non mangio.
+
+--Sei birbona come tua madre, la buon'anima.
+
+--Se non ve ne andate, vi misuro lo zoccolo in fronte, ma'.
+
+--Sei capace di tutto: ma tu, stasera, non mangi.
+
+Difatti, poco dopo, Gesualda mandò Fortuna a chiamare il padre, allo
+stabilimento. E si misero tutti tre, intorno a un largo piatto di
+maccheroni. Vicenzella andava e veniva, preparando certe sue cose per
+la sera.
+
+--Perché Vicenzella non mangia?--chiese il padre.
+
+--Non ha fame,--disse brevemente Gesualda.
+
+--Non ho fame,--disse Vicenzella.
+
+E se ne uscì. Aveva riportato in casa tutti gli arnesi che le erano
+serviti per la vendita dei polipi e delle noci. Ora, al suo posto,
+aveva trasportato un piccolo braciere di creta, dove un fuocherello di
+carboncini ardeva: e sul fuocherello avea messo a cuocere le spighe di
+granturco. Con acuto e appetitoso odore le spighe si arrostivano e
+macchinalmente, con un ventaglio da un soldo, Vicenzella soffiava sul
+fuoco. Più che mai, ora, ficcava gli occhi nell'ombra, per vedere se
+colui che aspettava dalla mattina, spuntasse. Non badava ai golosi
+pescatori che venivano a comperare le spighe arrostite, due per un
+soldo, non badava alle parole di Maria Grazia, l'acquaiuola, che
+cenava con un soldo di spighe e le diceva di lasciarlo stare,
+Ciccillo. Ora, non aveva più pace e tutte le parole che aveva udite
+contro il suo innamorato, dalla mattina, le ritornavano in mente,
+cattive, crudeli.
+
+Una comitiva di studenti che avevano fatta una scommessa, volevano
+delle spighe: essi avevano fatto cerchio, aspettando che si
+arrostissero, scherzando con Vicenzella, che li guardava senza
+rispondere, seriissima, quasi truce. Ma ad un tratto, una visione le
+passò fugacemente innanzi agli occhi: le parve di vedere in _tram_,
+Ciccillo, Ciccillo suo, accanto a una ragazza con lo scialletto nero e
+la frangetta bionda sulla fronte. E senza curarsi delle spighe che si
+abbruciavano, degli studenti che aspettavano, ella si mise a correre,
+dietro il _tram_, come una pazza, stringendo nella saccoccia il
+coltellino affilato con cui tagliava il polipo, la mattina. Ma il
+_tram_ fuggiva: e i viandanti si fermavano a guardare questa popolana
+che lo inseguiva.
+
+Quando arrivò alla piazza Vittoria, il _tram_ era fermo, lasciando
+discendere i passeggieri.
+
+Un giovanotto e una ragazza discesero; si tenevano per mano,
+andandosene per la grande via che la luna illuminava. Cauta,
+silenziosa, feroce, Vicenzella li seguiva: e spasimava, un vapor rosso
+la faceva delirare. Quelli andavano, lenti, stretti, come perduti
+d'amore. Ella non resse. Li raggiunse, li divise:
+
+--Assassino, assassino!--urlò come una bestia ferita.
+
+--Ebbene?--disse Ciccillo freddissimamente,--che c'è?
+
+Ella non rispose, guardandolo con gli occhi stralunati.
+
+--Vattene subito a casa tua,--comandò lui.
+
+--Me ne vado, me ne vado subito,--singhiozzò lei, implorando.
+
+
+
+
+LA VESTE DI SETA
+
+_(Madame la marquise)_
+
+
+Nel mese di aprile, come rifiorivano le rose, nella piccola,
+irrequieta e capricciosa testina di Emma Lieti sorse un'idea che le
+parve subito di un'altissima importanza. Nell'improvviso eccitamento,
+ella scompigliò con mano distratta la fine aureola dei suoi bei
+capelli biondi, strinse nervosamente il laccio d'oro che le serrava
+alla persona la sua vestaglia di lana color avorio e fece
+l'invocazione suprema, cioè chiamò la cameriera. Questa Cristina, la
+cameriera, assai stranamente occupava un posto saldo e durevole nelle
+mobili simpatie e nelle fugaci tenerezze della padrona: molte cose e
+varie persone eran tramontate nella vita di Emma Lieti, senza
+ribellione sua e senza rimpianto, ma Cristina, la cameriera, restava
+all'orizzonte da varii anni e un poeta di stampo antico avrebbe detto
+che ella non conosceva occaso. Cristina, chiamata, non accorse
+immediatamente: e allora, donna Emma Lieti quasi si sospese al cordone
+del campanello--giacché ella odiava esteticamente i bottoni
+elettrici--non potendo sopportare l'aspettazione. Infine, la
+desiderata giunse, nel suo vestito nero, nel suo gran grembiule di
+batista bianca guarnito di merletti, e con la sua aria indifferente e
+stanca.
+
+--Scusi, signora: ero dietro a riporre della biancheria negli armadii.
+
+La biondina andava su e giù, sempre inquieta, battendo sui tacchetti
+d'argento delle sue scarpette bianche, di un bianco d'avorio.
+
+---Senti, Cristina, senti.... tu devi fare una gran cosa....
+
+--Eccomi qua.
+
+--Tu devi cavare dagli armadii, dalle casse, da dovunque si trovano, i
+miei vestiti di primavera e d'estate, dell'anno scorso.... Tutti,
+tutti! E anche i mantelli, le mantelline, le sciarpe, i cappucci; e
+anche i cappelli, gli ombrelli, i ventagli.... quanto mi è servito,
+l'altr'anno, dal maggio a settembre..., hai bene capito?...
+
+--Ho capito.... dove metterò tutta questa roba?...
+
+----Nel salone, sulle poltrone, sui divani, sulle sedie, come in una
+esposizione, così io potrò veder tutto.
+
+--Ci vorrà del tempo, signora.
+
+--Senti, Cristina, tu devi far questo per questa sera. Io ho bisogno
+urgente di sapere quello che ho di buono, ancora, quello che debbo
+smettere e quanti vestiti nuovi mi sono di assoluta necessità. Va là,
+che vi sarà una larga parte per te: mi rammento di non aver conservata
+troppa roba. Questa sera, Cristina....
+
+--La signora sarà servita--disse la cameriera, senz'apparire lusingata
+dalla promessa, a cui teneva molto invece.
+
+--Capisci, Cristina, che soltanto questa sera, io ho un po' di tempo,
+per questa rivista. Sono sola, non vado in teatro e dopo pranzo non
+verrà nessuna visita: speriamolo! Non vorrei esser disturbata in
+questa faccenda che è molto grave. Nel caso, farai dire che sono
+uscita.... debbo risolvere il mio grande affare e non voglio
+seccatori....
+
+
+Tutta la giornata Emma Lieti non pensò che alla rivista della sera,
+con una sottile ansietà che aumentava il suo piacere. La frivolissima
+donna aveva sempre provato, da giovinetta, le più vivide sue gioie al
+contatto di un vestito, all'aspetto di un cappellino, innanzi a un
+mantello di forma originale: e la sua gioia ne domandava subito il
+possesso, tanto che ella aveva un numero strabocchevole di abiti, di
+cappelli, di mantelli e non desiderava altro che di aumentare questo
+numero, e il solo aprire una scatola, una cassa, un armadio le dava un
+sussulto di voluttà. Biondina, pallidina, non magra, anzi rotondetta,
+ella si facea rosea, toccando una stoffa, abbassando gli occhi sovra
+una vetrina, guardandosi in uno specchio, con una veste nuova. E le
+sue vesti erano sempre nuove: ella non aveva il tempo di affezionarsi
+a nessuna di esse, che la smetteva: le sue amiche povere, Cristina,
+tutte le famigliari di casa, ricevevano dei doni insperati e superiori
+alle loro aspirazioni: il guardaroba era sempre pieno zeppo di vesti,
+e ogni tanto Emma Lieti scrollava la testolina pensando che mai si
+sarebbe interamente disfatta dei suoi vestiti vecchi che aveva
+indossato quattro volte! Specialmente quelli da ballo che non si
+sciupano mai, restavano sospesi in lunga fila, nei loro sacelli di
+percalla, vedendosi solo il corpetto di stoffe delicate adorno di
+molli trine, col cordoncino raccolto in una matassata: ogni anno,
+altri vestiti da ballo venivano a raggiungere quelli antichi e la fila
+cresceva, cresceva. Giammai, schiudendo le grandi porte del
+guardaroba, guardando quei sacelli dove erano raccolti gli strascichi
+sontuosi sulle sottogonne ricche di merletti, Emma Lieti pensava di
+farsi un vestito di meno, di portare, magari rifatto, il vestito
+dell'anno prima. Questo, lei, giammai! Era nata frivola, prodiga,
+adoratrice di tutte le fallaci bellezze della moda, così morrebbe.
+
+Ora, con quell'ordine dato a Cristina, Emma Lieti si era procurata una
+buona serata. Dopo aver pranzato nella gran sala da pranzo, adorna
+austeramente nello stile di Enrico II e a cui dava risalto un gran
+quadro d'animali di Rosa Bonheur, dopo aver preso il caffè, tutta
+sola, nel suo salottino personale dove una stoffa Pompadour alle
+pareti e sui mobili s'intonava così perfettamente con la sua
+bellezzina bionda e pallidetta, con la sua grazia un po' minuta, ella
+si levò e passò nel grande salone da ballo, bianco e oro, dove le
+laboriose e sapienti mani di Cristina avevano disposto tutti i vestiti
+di primavera e di estate dell'anno prima. Con quella preziosa cura che
+le assicurava il costante affetto dell'incostante Emma Lieti, Cristina
+vi aveva unito tutto, persino le scarpette da ballo estivo e da
+campagna, persino i costumi del bagno, persino il cappelletto delle
+escursioni in montagna. Ed entrando, per avere una impressione
+generale, Emma che era abbastanza miope, coi suoi occhi bigi e
+carezzevoli nel loro sguardo un po' vagante, non adoperò l'occhialino;
+ed ebbe un moto di piacevole stupore. Sette od otto candelabri accesi
+versavano la loro piena luce sui vestiti, sui mantelli, sui mille
+complementi della beltà femminile e tutto il salone era occupato,
+nella sua grandezza! Non credeva, non supponeva neppure di aver avuto
+e di aver cambiati tanti abiti l'anno prima, ed ebbe un senso di
+grazioso imbarazzo.
+
+--Quanta roba!--mormorò, fra la giocondità e la preoccupazione.
+
+--Ce n'è della buonissima,--soggiunse Cristina, che l'aveva seguita e
+che aveva sempre l'aria di dar consigli di saviezza.
+
+--Vediamo,--disse Emma.
+
+E schiuse l'occhialino stretto e lungo di tartaruga su cui, in cifre,
+di brillanti, vi era il suo motto, spagnuolo: _Nada_. Essa guardò
+intorno, pian piano, passando da un oggetto all'altro con una lentezza
+per lei piena di sapore. Giacchè i suoi vestiti, i suoi mantelli, i
+suoi cappelli, formando una così stretta parte, non solo con la sua
+persona, ma col suo cuore e con la sua anima, le riapparivano innanzi,
+non già come tanti metri di stoffa tagliati in una foggia più o meno
+bizzarra, ma comme lembi della sua esistenza. Il vestito delle corse,
+dell'anno prima, era di merletto nero ricamato di pisellini di seta
+azzurra, sovra una gonna di raso nero e con una gran cintura di seta
+azzurra: in quel giorno delle corse, ella si era sentita così giovane
+e così gaia, e aveva dato tanto volentieri delle primole azzurre a
+Massimo Dias che la corteggiava così strettamente, da due mesi.
+Quest'anno ella avrebbe avuto un altro vestito, molto chiaro, di un
+verde pallidissimo, una vera audacia, per una persona bionda: e
+Massimo Dias era partito, dall'autunno, per l'ambasciata di
+Pietroburgo, dove era addetto. Quel vestito di broccati lilla, corto,
+ma molto ricco, era servito, l'anno prima, per assistere al matrimonio
+di Giovannella Casacalenda, un matrimonio di convenienza, dove la
+sposa era così smorta e aveva pianto nelle braccia di Emma Lieti,
+mentre costei si commuoveva profondamente, a quelle lacrime: il
+vestito restava, testimone di un minuto intenso di fraterna tenerezza,
+mentre Giovannella Casacalenda, ora, presa la sua decisione, era una
+delle rivali di Emma Lieti, nel campo della moda, e delle conquiste di
+società. Oh, non si faceva vincere tanto facilmente la biondina dalle
+manine incantevoli e dai piedini deliziosi, la piccola donna dalla
+testa arruffata come quella di un uccello! Ognuna di quelle vesti, di
+primavera, di estate, costumi di lanetta inglese da mattino, leggieri
+abiti bianchi da passeggiate serotine, gonne e, giacchette da
+_lawn-tennis_, vestiti di merletti da visite di gala, costumi per
+andare in barchetta, col gran goletto aperto alla marinaia e il
+berretto bianco, abiti per camminare, per ballare, per salire sui
+monti, per fumare una sigaretta, sulla terrazza di una villa, tutti
+quanti, sfarzosi o eleganti, corretti o capricciosi, le rammentavano
+una conversazione, una figura, una parola di amore, qualche piccolo
+amore. Piccolissimo, anzi: come poteva andare d'accordo col cuoricino
+fallace di Emma Lieti, con la sua fantasia saltellante, con la
+mobilità invincibile del suo spirito. Un po'di tenerezza e un po' di
+_flirt_, ecco tutto. Poi, l'uomo partiva o la signora partiva: o egli
+era preso da una più viva passione, altrove, mentre ella si
+precipitava nervosamente in un altro capriccio, così tutto finiva,
+benissimo, e restava solo il vestito a ricordare che, in un meriggio
+sul mare, o in una sera stellata, qualcuno aveva detto all'orecchio di
+Emma Lieti le sacre parole dell'amore ed ella aveva udito queste
+parole ondeggiarle nell'anima trepidante! Un po' sorridente, ella
+aveva, con le sue piccole mani, raccolti insieme un vestito di seta
+cruda, un costumino di lana bigia e una mantellina di merletti e
+giaietti neri:
+
+--Prendi,--aveva detto a Cristina,--sono tuoi.
+
+--Grazie,--rispose la cameriera senza troppa espansione.
+
+--Prendi, prendi,--e con le mani prese da un tremore di generosità, le
+gittò sulle braccia degli altri oggetti, un cappellino, una cintura di
+cuoio, un ventaglio.
+
+La cameriera ringraziava, con un principio di sorriso: s'intravvedeva
+in lei un'esitanza, forse un desiderio.
+
+--Vuoi qualche altra cosa?
+
+--La signora è così buona.... perché non mi dà quel vestito....
+
+--Quale?
+
+--Quello color crema, a fiorellini rosei?
+
+E avviandosi verso una poltrona, lo indicò alla padrona. Il vestito di
+una seta leggiera e molle, molto fine, era fatto di una gonna con
+un'arricciatura, al basso; un po' increspato sui fianchi; e il
+corpetto era coperto da una mantellina della stessa seta, molto
+arricciata. Giaceva sulla poltrona, in un mucchietto, quasi: e la
+mantellina pendeva sul bracciuolo, come se fosse stata buttata via.
+Con l'occhialino dove era scritto _Nada_, cioè _Nulla_, Emma Lieti
+guardò la veste di seta, mentre dalle sue labbra era sparito il
+sorriso e tutto il suo volto di bambola bionda e frivola, senza
+sorriso, pareva invecchiato, d'un tratto.
+
+--Vede?--disse Cristina,--è tutto macchiato di pioggia.
+
+--Sì, è macchiato di pioggia,--rispose macchinalmente la padrona.
+
+--Ed è impossibile che lei lo metta di nuovo.
+
+--Proprio impossibile....--soggiunse la frivolissima donnina, con una
+voce immensamente triste.
+
+Era con quella veste di seta che Giovanni Serra, vedendola tutta
+bionda e gentile, tutta piccola e graziosa, tutta fine e giovanile,
+con un gran cappello di merletto crema, col vento che sollevava e
+gonfiava la molle stoffa, in quella veste le aveva dato, il più buono,
+il più onesto, il più innamorato de' suoi adoratori, le aveva dato il
+soprannome poetico e quasi fragile di _madame la marquise_. Dinnanzi
+al tessuto chiaro e morbido su cui si delineavano delicatamente i
+fiorellini rosei, Emma Lieti vedeva risorgere nella sua immaginazione
+la sola figura degna di uomo, incontrata, nella vita, quel Giovanni
+Serra dai fieri occhi d'un azzurro d'acciaio, dalla figura snella ed
+elegante, dai capelli che erano passati al castano: quel giovane
+adoratore così ardente, e così mite, così geloso e così indulgente,
+così austero per i terribili e continuati peccati di frivolezza che
+ella commetteva e così disposto irresistibilmente a perdonarglieli. La
+veste di seta dai tenui colori le rammentava quell'uomo che solo aveva
+osato rimproverarle l'infinita nullità della sua vita e la freddezza
+del suo piccolo cuore muliebre, e l'ipocrisia dei brevi amoretti, e la
+misera dispersione sentimentale della sua esistenza. La morbida veste
+abbandonata e sempre graziosa, su quella poltrona, le rammentava i
+suoi soli momenti di pentimento, la volontà, ahimè, fallace, di
+sottrarsi all'avidità, alla leggerezza, al capriccio. La veste
+esisteva, come cosa viva, come testimone quasi palpitante di un
+passato non lontano, ma la buona, tenera, austera voce, ecco, era
+taciuta per sempre e il piccolo mobile cuore era ricaduto nella
+frivolità e nella aridità, per sempre.
+
+Eppure la cara piccola donna che portava così dolcemente il nome di
+_madame la marquise_ aveva amato con sincerità e con profondità
+Giovanni Serra. Per un giorno soltanto, è vero: ma tutte le
+ventiquattr'ore erano state sue, di questo amante così giusto e così
+misericordioso, così appassionato e così leale. Per mesi e mesi, per
+un lungo volger di tempo, Giovanni Serra aveva amato invano, sentendo
+volta a volta la tenerezza, la pietà e il disgusto per quella creatura
+che nulla aveva di stabile e nulla di serio, in sè, per questa
+leggiadra donnina che aveva una volubilità disperante, per quest'anima
+senza forza e senza nobiltà: ma niente, niente aveva potuto
+distaccarlo da una immagine così seducente, da un fantasma così
+infinitamente caro. Paziente, amoroso, Giovanni Serra aspettava sempre
+che una grande ora venisse, un'ora trasformatrice che fondesse
+l'impuro metallo dell'anima di Emma Lieti e rigettandone le scorie, ne
+traesse il divino gioiello dell'amore; mentre la capricciosa donnina
+seguitava a cambiar vestiti, ad amoreggiare superficialmente, a
+_flirtare_, a mutar cappellini, mentre ella sorrideva e rideva di lui,
+chiamandolo _l'homme qui attend_. Una sublime speranza, certo,
+sosteneva il cuore di quell'uomo, giacché cento volte egli avrebbe
+dovuto ritrarsi, ributtato da quella civetteria vibrante e pur
+glaciale, da quell'abbandonarsi, anche di passaggio, a tutte le parole
+d'amore mormorato, da quell'impiccolirsi nel continuo variare di
+vesti, di foggie, di mode.
+
+Nè questa sublime speranza era un inganno; poichè in un giorno
+inaspettato, impreveduto, _madame la marquise_ fu quella che aveva per
+tanto tempo invocata e desiderata Giovanni Serra e in quel giorno ella
+lo amò, con tutto il suo cuore, con tutta sé stessa. Non più di un
+giorno: ma completamente, come per una vita intiera.
+
+Sola nella gran luce del salone, Emma Lieti si chinò a toccare la
+veste di seta, quasi fosse un talismano. Ella portava quel vestito,
+nel gran giorno, quando egli era giunto alla Villa delle Rose, in
+un'alba di maggio. Ella gli era andata incontro nel viale tutto
+imperlato di' rugiada e vedendolo apparire, aveva sentito un sussulto
+ignoto: con gli occhi, Giovanni Serra le aveva domandato se eran soli:
+sorridendo, senza parlare, ella aveva risposto di sì: e sotto gli
+ontani verdi egli aveva abbracciata _madame la marquise_ che rideva
+teneramente. Ah in quel momento, ella sentì che tutte le istorie
+amorose e appassionate non erano una fola di scrittori, come aveva
+sempre creduto. Per la giornata odorosa di maggio, nel giardino come
+alla campagna, nella casa magnifica, come in una capanna, ella restò
+attaccata a lui, con un abbandono della sua piccola persona al saldo
+braccio di colui che l'amava. Emma Lieti ebbe, negli occhi, nel
+sorriso, nella voce, negli atti, la manifestazione di un'anima tutta
+nuova e fresca, una bontà amorosa, una dolcezza amorosa, una fiducia
+amorosa, un'infinita tenerezza amorosa che giammai erano esistite in
+lei.
+
+Quello che disse, quello che fece, ogni sua manifestazione portò il
+suggello divino che solo gli amanti riconoscono e che gli indifferenti
+invidiano: l'impronta indelebile della passione, unica e viva.
+Insieme, andarono lontani, nella campagna, e ella non temette di
+guastare le sue deliziose scarpette dalle fibbie antiche, né di
+impolverare le sue fini calze di seta donde traspariva il roseo del
+piede: _madame la marquise_ rideva degli spini, della polvere, delle
+pietre, mentre il suo amante fremeva di gioia a quel riso e baciava la
+cara piccola donna sotto gli alberi frementi al ponente che veniva dal
+mare. Poi, le nuvole si addensarono un poco: il cielo si oscurò: essi,
+ridendo, amandosi, adorandosi, crearono un ricovero di una capanna dal
+tetto sfondato: ma ne uscirono subito, per correre sotto una grande
+quercia: pure, la pioggia li colse e tutta la veste di seta fu
+bagnata. _Madame la marquise_ fu così lieta e così felice per quella
+pioggia che le rovinava la sua bella veste e batteva i suoi piedini in
+terra e il suo amante, in quell'ora, credette di morire d'amore!
+
+Tutto un giorno, ella fu sua, come egli l'aveva sognata per anni e
+come ella non aveva mai supposto potesse essere, tanto si sentiva
+indegna e fallace e perversa. Ella fu nella sua massima bontà senza
+perfidie, nella massima sincerità senza ipocrisie, nel massimo
+abbandono senza restrizioni. Giovanni Serra vide, per ventiquattr'ore,
+nell'alba come nel meriggio, nel vespro come nella meravigliosa notte
+indimenticabile, una donna nata e germogliata come un magnifico fiore,
+per una intensa e breve ebbrezza. Quello che vi è di amore in un lungo
+spazio di tempo e in cento cuori diversi fu raccolto, dalla volontà
+del destino, in una sola coppa, perchè egli conoscesse di non aver
+vissuto e di non aver amato invano. La piccola bionda pallida e fine
+ebbe tutte le bellezze ed ebbe tutte le grazie, senza che mai una sola
+traccia dell'antica donna deturpasse la divina immagine di quelle
+ventiquattr'ore. Ah ella ricordava, _madame la marquise_, di aver
+ricondotto l'amante suo, nell'alba seguente, dieci volte in capo al
+viale rorido, donde egli doveva partire, e di avergli dieci volte,
+trattenendolo, ripetuto le parole di Giulietta, di averlo dieci volte
+scongiurato di restare, mentre egli partiva, pallido, col cuore
+schiantato: poichè ella giurava di amarlo sino alla morte, ma l'uomo
+intendeva che tutto era finito.
+
+ * * * * *
+
+Ardevano i candelabri del salone. Crollata in terra, col capo perduto
+nelle pieghe della veste di seta, con le braccia prosciolte, _madame
+la marquise_ piangeva, macchiando di lacrime la molle stoffa già
+bagnata dalla pioggia, nella gran giornata. Ella piangeva,
+inutilmente.
+
+
+
+
+LA VESTE DI CRESPO
+
+_(Madame Héliotrope)_.
+
+
+L'ultimissima e febbrile eccentricità di Luisa Cima era il
+giapponesismo: e minacciava di superare tutte le altre a cui si era
+abbandonata la giovane donna, nel suo insaziato desiderio di
+originalità. La penultima stravaganza era consistita in una immensa,
+mostruosa collezione di francobolli per cui Luisa Cima aveva delirato
+graziosissimamente un anno, spedendo agenti in tutta l'Europa,
+viaggiando lei, facendo la caccia al francobollo con l'ardore più
+selvaggio e uscendo vittoriosa dopo le lotte più accanite con gli
+altri collezionisti, più o meno deliranti come lei: infine, si era
+stancata e aveva dichiarato che nulla è più stupido di una collezione
+di francobolli ed è un cretino chiunque se ne occupa. L'ultima
+stravaganza, per citare così le due più prossime, era stato
+l'alpinismo: Luisa Cima aveva trionfato della sua naturale pigrizia e,
+vestita di bigio, con gli stivaletti ferrati, col bastone ferrato, con
+gli occhiali azzurri, aveva scalato prima le altezze più facili, poi
+le più difficili, aveva camminato sui sassi e sul ghiaccio, aveva
+dormito in tutti i rifugi e segnava sul suo taccuino una delle
+ascensioni più pericolose, quella delle _Grandes Jorasses_ sul Monte
+Bianco: dopo di che, tornata a casa, col viso escoriato dal freddo,
+con gli occhi ammalati di oftalmia, aveva deposto per sempre
+l'_alpenstock_ e si era dichiarata un'alpinista della pianura. Ella
+non visse normalmente, come tutte le altre donne, che un paio di mesi
+e l'esistenza le parve subito la cosa più sciapita, più scialba e più
+soffocante. Per sua fortuna venne a salvarla dalla monotonia e dalla
+volgarità, questo innamoramento subitaneo del Giappone, innamoramento
+appena nato diventato gigante, come accadeva sempre nel temperamento
+eccessivo di Luisa Cima e nella sua immaginazione sempre pronta al più
+amabile e al più innocuo delirio.
+
+La cosa andò così. Tornò da un viaggio intorno al mondo un ufficiale
+di marina, Paolo Collemagno, amico d'infanzia di Luisa Cima, e fra gli
+altri doni esotici che le portò, vi fu una veste di crespo,
+giapponese. La veste era di un colore azzurrino molto pallido, come
+scolorito: e vi era tessuto dentro un disegno bianco e grigio di rami,
+di fiori e di uccelli, molto bizzarro, come appare alle fantasie
+europee tutto quello che esce dalle mani degli artefici dell'Estremo
+Oriente. La veste di crespo aveva la forma giapponese, perfetta:
+aperta innanzi, s'indossava come un accappatoio, incrociandosi poi,
+sul petto, con due risvolti, e riaprendosi un pochino, verso i piedi,
+facendo un po' di strascico rotondo e stretto, dietro. Alla cintura si
+serrava con una larga fascia che girava due volte intorno alla persona
+e che si annodava dietro, con un gran ciuffo. Ma le più strane e
+seducentemente strane erano le maniche, larghe, di una forma fra
+quadrata e triangolare, che si sollevavano come ali, che rialzandosi
+mostravano tutto il braccio nudo e che, riabbassandosi, coprivano le
+mani sino alla punta delle dita. Appena ebbe questa veste di crespo,
+Luisa Cima corse in camera sua a provarla: trovò che essa non
+rassomigliava a nessun'altra veste e che era, quindi, affascinante
+nella sua singolarità: riapparve a Paolo Collemagno tutta rosea di
+gioia, gli fece tre o quattro riverenze e gli chiese, con ansietà, se
+ella non sembrava una perfetta giapponese. Ora, Luisa Cima era una
+donna di media statura, mentre le giapponesi sono piccole: aveva dei
+piedini lunghi e snelli, mentre le giapponesi li hanno brevi e
+rotondi: era pallida, sì, non tendente al giallo: aveva gli occhi
+larghi aperti, non così curiosamente piegati agli angoli sotto l'arco
+curioso delle sovracciglia. Di giapponese, veramente, ella non aveva
+che i capelli nerissimi. Ma Paolo Collemagno la trovò così carina nel
+suo improvviso appassionamento del Giappone, ella girava intorno a lui
+con tanta grazia di movenze, che egli non esitò un momento a giurarle
+che ella era la più graziosa creatura che fosse mai apparsa in uno dei
+sobborghi di Yeddo, in una festa di notte, coi lucidi capelli neri
+legati in ciocche larghe, attraversati da spilloni e farfalle,
+portando in mano sospesa a un bastone, una lanterna di carta.
+D'altronde, da vicino e da lontano, Paolo Collemagno aveva sempre
+avuto un debole per la sua amica d'infanzia, Luisa Cima.
+
+--Paolo, Paolo, trovami subito un nome giapponese,--ella disse, tutta
+fremente della sua novella eccentricità.
+
+--Te lo troverò, non dubitare,--egli disse, ridendo, pigliandole le
+piccole mani bianche che escivano dalle grandi maniche e baciandole,
+
+Luisa Cima lo trovò da sé, il nome. In un paio di settimane, con
+quella facilità e quella felicità che dà la fortuna, ella aveva
+riempiuta la sua casa di tutti i mobili giapponesi, utili e inutili,
+di semplice ornamento, quasi tutti, tanto è la loro fragilità e tanto
+il loro criterio è solamente quello del lusso. I suoi divani erano
+coperti da stoffe ricamate a draghi e a vegetazioni incoerenti: le
+pareti erano tese di rasi dipinti dove la gru, l'animale fantastico e
+pur familiare ai paesi del Sol Levante, appariva dappertutto: le sue
+tavole, le sue scansie, le sue mensole, ogni ninnolo piccolo, come
+ogni grande bronzo, ogni candelabro come ogni fermacarte, era del
+carattere più autentico. Ella beveva del tè in una tazzina di
+porcellana squisita e scriveva sovra quella carta che sembra fatta di
+un tessuto che mai si frange. In quanto alla veste di crespo, Luisa
+Cima non portava che quella e nulla era più piacente che vedere fra le
+grandi maniche che sembrano ali, le braccia rotonde e bianche. Paolo
+Collemagno che, ad ogni ritorno, voleva un po' più di bene alla sua
+amica, glielo diceva sempre: ella che anche lo amava, un pochino, lo
+udiva volentieri, ma purchè le parlasse del suo caro, del suo diletto
+Giappone. Pigliava per mano Paolo e, gravemente, lo conduceva ad
+ammirare tutti i paraventi dipinti ad acquarello, dove i fiori rosei
+del mandorlo mettono una eterna primavera, le doppie mensole di bambù,
+le scatole di lacca per i gioielli e per i guanti, quei grandi pugnali
+ricurvi o piuttosto sciabolotti nascosti in una guaina di avorio
+scolpita delicatamente, i vasi, immensi, dove appaiono processioni di
+piccoli galantuomini, dell'Estremo Oriente, verdi, azzurri e rossi
+sovra un fondo glauco e i piccoli vasi di Sahzuma sul loro fondo
+appannato di oro.
+
+--Ti piace, ti piace?--gli domandava, nella sua gentile frenesia.
+
+Egli sorrideva, contento di averle dato una febbre così mite e così
+interessante, e felice di vederla felice, poiché egli l'amava più di
+quanto credesse.
+
+--E il nome, il nome?--le diceva, seguendola in quella vivificazione
+dell'esotismo più leggiadro.
+
+--Lo troveremo,--rispondeva Luisa Cima.
+
+Lo trovarono insieme, questo nome. Nelle sere di estate, presso la
+terrazza carica di gelsomini odoranti, essi avevano letto l'una
+accanto all'altro, con le teste che si toccavano, il libro di Pierre
+Loti: _Japoneries d'automne_. Era anche un ufficiale di marina, lo
+scrittore, e aveva lasciato nella patria delle persone care, eppure
+aveva amato il paese delle donne piccoline, degli uomini gialletti e
+delle casette che sì chiudono e si aprono come uno scatolino di
+domino. E il libro era anche così triste, poichè le due nostalgie vi
+formavano un insieme di tristezza; e Luisa e Paolo, talvolta, si
+fermavano, guardandosi, colpiti dalla medesima malinconia. Si amavano
+un poco, ambedue: ma non lo dicevano e ciò sembrava loro anche più
+delizioso, in quella libertà e in quella solitudine. E lessero anche
+l'altro libro giapponese di Loti: _Madame Crysanthème_, una storia di
+amore lontano, fine e malinconico, di una malinconia così sottile e
+così penetrante che Luisa e Paolo vollero rileggerlo, la seconda
+volta. E subito, vedendo che molti nomi di donnine giapponesi
+corrispondono a dei fiori, Luisa Cima trovò subito il suo: _madame
+Héliotrope_. Il fiorellino di così chiaro viola, di un profumo
+carezzevole nella sua acutezza, l'eliotropio, fu il suo fiore: ed ella
+non firmò altrimenti, e non volle che altrimenti la si chiamasse che
+col nome di _Madame Héliotrope_. Pure, a sentirselo dare da Paolo
+Collemagno, ella era presa, immediatamente, da una tristezza e
+mormorava, in quel francese che era stato sempre la sua lingua
+prediletta e che rimaneva prediletta:
+
+--_Pauvre madame Héliotrope!_
+
+Ora, accadde che Paolo Collemagno era diventato molto innamorato di
+lei e che, non potendo più tacerlo, glielo aveva detto: ell'aveva
+ascoltato questa confessione di un sentimento che già conosceva, con
+un misto di allegria e di mestizia. Anche ella era innamorata di
+Collemagno, ora più di prima. Prima, prima, quando eran giovanissimi
+ambedue, ella non aveva ceduto alla nascente simpatia, perchè un
+fidanzato o un marito che doveva partire spesso, che dovea rimaner
+lontano molto tempo, non le andava. Glielo aveva anche detto. O tutto
+o niente, in amore, come nelle altre cose della vita: ed egli si era
+rassegnato, tanto più che l'inclinazione non era ancora vivace, tanto
+più che egli adorava la sua carriera. Luisa Cima si era anche
+maritata, in un minuto di frenesia, con qualcuno che le pareva un uomo
+d'immenso talento nella politica, poichè ella, allora, non fremeva e
+non vibrava che per la politica. Aveva egli sofferto, colui che
+viaggiava nei mari lontani, quando lesse, in qualche giornale, la
+novella di quel matrimonio? Chi sa! Egli aveva chiesto ed ottenuto dei
+lunghi imbarchi, mentre, dopo tre o quattr'anni, il qualunque uomo
+politico di Luisa Cima moriva, a Roma, in tre giorni, colpito e
+atterrato da una di quelle febbri mortali; e Luisa Cima che era stata
+una moglie stravagantissima ma fedele, era una vedova dedita a una
+quantità di originalità consecutive, ma senz'amanti. Lentamente, ad
+ogni ritorno, le relazioni fra Paolo Collemagno e Luisa Cima si erano
+riannodate, e solo adesso, non più giovanissimi entrambi, egli le
+aveva parlato di amore con vivacità, con ardore. Anche essa lo amava;
+sorrideva, mostrando i suoi denti bianchi, dicendoglielo, ma i suoi
+occhi erano pieni di lacrime:
+
+--_Cher Paul, madame Héliotrope vous adore...._--gli diceva, nel suo
+preferito francese dove aveva meno timidità a parlare di amore.
+
+Ebbene, ella strinse con Paolo Collemagno uno stranissimo patto, senza
+il quale ella non avrebbe mai consentito ad amarlo. Aveva letto nel
+romanzo di Loti _Madame Crysanthème_ di quelle unioni coniugali, che
+gli ufficiali di marina celebrano con qualcuna di quelle donnine dai
+piccoli occhi sorpresi e dai piccoli piedi che non sanno camminare, e
+che durano tutto il tempo della loro dimora a Nagasaki o a Yokohama:
+dopo, la nave da guerra riceve l'ordine di partire, gli sposi si
+separano, per non rivedersi mai più, senza lacrime e senza sospiri.
+Non è questo il fondamento del romanzo di Loti, di un sapore così
+orientalmente mesto? Metà scherzando, metà sul serio, ella propose la
+medesima cosa a Paolo Collemagno, come se si trovassero laggiù, in una
+di quelle minuscole case di legno bianco, il cui solo ornamento è una
+stuoia intrecciata e una scatola di té; metà sul serio, metà
+scherzando, egli disse di no, ella non era mica una minuta e vezzosa e
+leziosa giapponesina, da prenderla e lasciarla dopo sei mesi; e
+subito, molto sul serio, ella andò in collera, dichiarando che non se
+ne faceva niente. Ella si sentiva _madame Héliotrope_ sino alla punta
+delle unghie: e voleva esser come quelle: se no, no. D'altronde--e qui
+egli intese che vi era di segreto spasimo, in quel patto--ella non
+voleva legarsi per sempre a un uomo che doveva partire, che doveva
+restare lontano. Meglio prendere l'amore in ischerzo, allora, come al
+Giappone; meglio combinare un piccolo romanzo senza seguito. Così, più
+tardi, quando l'ordine di imbarcarsi sarebbe venuto, non avrebbero
+sofferto nè l'uno nè l'altra e ognuno avrebbe serbato un dolce
+ricordo.
+
+Ahimè, egli fu debole e consentì, poichè l'amava moltissimo, poichè
+l'aveva sempre amata, nel fondo dell'anima, e aveva sognato solo di
+lei, nei lunghi anni di viaggio! Egli fu debole perchè l'adorava e
+perchè ella era irresistibilmente adorabile, e perchè, infine, egli si
+sentiva amato. Qual uomo, di fronte al compenso supremo, non accetta
+qualunque patto, col segreto desiderio, con la segreta speranza che il
+patto; per il destino, per la volontà istessa dell'amata, non si
+mantenga? Egli accettò l'amore come glielo offriva la deliziosa
+_madame Héliotrope_ avvolta nella sua veste di crespo di un azzurro
+scolorito, coi suoi bei capelli neri rialzati a larghe e lucidissime
+treccie fermate da spilloni a farfalla: egli l'amava troppo, per non
+accettare tutto, dalla diletta donna.
+
+Quanto tempo trascorse, così, nella casa dove l'arte dell'Estremo
+Oriente creava a colui che vi aveva viaggiato, tutto un sogno, tutta
+una visione lontanissima? Del tempo. Luisa Cima tenne lei, meglio, il
+patto, poichè ella amò con maggior convinzione e con maggior
+profondità, forse. Gli è che Paolo Collemagno, innamoratissimo come
+era di _madame Héliotrope_, non temeva la sua partenza. Egli _sapeva_
+che il patto di lasciarsi, di dividersi per sempre, senza che nè una
+lettera nè una notizia dell'altro arrivasse mai all'orecchio dell'una,
+non poteva esser mantenuto: egli sapeva che avrebbe sempre amato la
+sua prima ed ultima amica, da vicino o da lontano, e che sarebbe
+ritornato a lei, con tutto l'ardore represso nel cuore, più tardi e
+sempre. Non così _madame Héliotrope_! Ella pareva perfettamente
+convinta che la loro unione temporanea sarebbe finita fra non molto
+per non riannodarsi più, mai più; ella si prodigava tanto e parlava
+del suo avvenire senza Paolo, con una perfetta disinvoltura. L'amante
+sorrideva e lasciava l'amata al suo gentile e ostinato capriccio.
+Quando due si amano, nulla li divide, neppure la loro volontà: e il
+patto sarebbe caduto. Così, _madame Héliotrope_ era più ardente, più
+appassionata, più intiera, nell'amore che doveva avere una tanto breve
+scadenza: mentre Paolo Collemagno amava meno, sapendo, di dover amar
+sempre.
+
+
+E l'annunzio della partenza fra un mese, fu accolto da _madame
+Héliotrope_ con un pallore mortale, quasi la vita le fosse venuta a
+mancare: mentre Paolo Collemagno, benchè triste, era rianimato da una
+speranza costante e invincibile. In quel mese _cette pauvre madame
+Héliotrope_, come si chiamava da sè Luisa Cima, fu di una dolcezza
+snervante, di una vivacità nevrotica, di un languore dolente e tetro,
+dove si riflettevano le alternative di un'anima che soffriva nella sua
+essenza più intima. Pallida nella sua veste di crespo azzurro pallido
+come lei, ella restava le giornate intiere accanto a Paolo Collemagno,
+senza parlargli, tenendogli la mano, fumando qualche sigaretta oppiata
+per calmare i suoi nervi, dicendogli di tacere ogni volta che apriva
+la bocca. Egli voleva parlarle d'amore, dirle che quel patto non
+sussisteva, che egli l'avrebbe portata con sè, l'immagine cara,
+lontano lontano, che sarebbe ritornato a lei, più innamorato di prima,
+giacchè egli l'amava per la vita e per la morte: ma appena egli
+cominciava questo discorso, ella si turbava talmente, che Paolo non
+osava continuare. Dei due, ella affettava una tristissima gaiezza, o
+una forzata indifferenza, o una glacialità tetra; mentre egli aveva la
+tristezza semplice di chi soffre, ma non è senza speranza. _Madame
+Héliotrope_ tenne la sua parola. Ella non pianse e non sospirò: ma il
+suo pallore faceva paura, nella sua bizzarra veste di crespo che
+pendeva come un cencio, sul corpo abbandonato: e le povere braccia
+appena ebbero forza di sollevarsi dalle grandi maniche, per l'ultimo
+abbraccio.
+
+--_Fini, l'amour_--ella balbettò, mentre egli spariva.
+
+ * * * * *
+
+Il viaggio della corazzata dove era imbarcato Paolo Collemagno durò
+più di quello che egli credesse: ma in tutte le ore di pace, in tutte
+le ore di raccoglimento, egli pensava alla diletta donna, lasciata
+nella patria. Il viaggio si prolungò, molto. Che importa? L'uomo era
+innamorato e fedele e il patto non poteva sussistere. Non le scriveva,
+perchè ella non aveva voluto; ma l'amava, con tutta l'anima. Non aveva
+sue notizie, giacchè ella non voleva dargliene: ma l'avrebbe ritrovata
+al ritorno! Pure, fu un viaggio così lungo! A San Paolo, egli ebbe
+notizie. La letterina, scritta da una mano morente, sovra tenace carta
+giapponese, diceva: _Cher Paul, cher Paul, cette pauvre madame
+Héliotrope se meurt de vous...._
+
+
+
+
+UN SUICIDIO
+
+_(Julian Sorel)._
+
+
+Egli saliva, lentamente, per via Nazionale, movendo i passi con
+fatica: e sul bel volto pallido, consumato, disfatto, vi era
+l'espressione di una mortale stanchezza. Andava con gli occhi bassi e
+le mani prosciolte lungo la persona, urtato, sospinto dalla gente che
+camminava in fretta ed egli pareva che nulla vedesse, nulla sentisse:
+solo, ogni tanto, squillava, passando, la cornetta del _tram_ che
+ascende da piazza Venezia a Termini, e Julian Sorel sussultava a quel
+suono acuto, si voltava, si fermava e fissava coi suoi occhi smorti e
+dolorosamente stanchi il carrozzone, che traballava sulle ruotaie con
+un sordo fragore. Poi, Julian Sorel riprendeva la sua strada, sempre
+più lentamente, fermandosi a guardare le vetrine delle botteghe, i cui
+cristalli erano appannati dalla pesante umidità di quella mattinata di
+marzo: ma i suoi occhi avevano l'atonia, la stupefazione fredda di chi
+non vede. Pure, restò varii minuti dinnanzi a una mostra di
+giocattoli, guardando una fila di bambole dai capelli biondi come la
+stoppa, dagli occhi più azzurri di qualunque azzurro cielo, dalle
+guancie più rosee di qualunque rosa: bambole in camicia merlettata, o
+sontuosamente vestite di raso e di velluto, bambole impellicciate come
+grandi dame russe, bambole col loro corredo e con i loro mobili. Una
+nube di pianto venne a velare gli occhi aridi di Julian Sorel, innanzi
+a quella biondezza tutta ricca di stoffe, innanzi a quelle creature
+rosee cariche di adornamenti di lusso: ed egli dovette appoggiarsi
+allo stipite della bottega, per non cadere. Se ne staccò, più affranto
+di prima. Ma per quanto il suo passo fosse quello di chi non ha forza
+di raggiungere la meta o teme di raggiungerla, egli giunse all'angolo
+di via Torino, dove doveva voltare: si fermò, restò immobile, quasi
+incapace di giungere fino al bigio villino, che già si vedeva, fra la
+sottile fascia di verdi alberi che lo circondavano. Adesso, una
+espressione di spavento si era unita, sulla sua faccia, alla profonda
+stanchezza che ne trapelava: il grazioso villino sorgente fra i rami
+che cominciavano a fiorire, gli faceva paura. Fu in preda a mille
+esitazioni che egli attraversò quel breve spazio di strada; la sua
+mano, pigiando il bottone bianco del campanello elettrico, tremava. Un
+cameriere, ancora in giacchetta da mattina e con un grembiule di
+cotonina azzurra davanti, gli venne ad aprire:
+
+--La signora dorme ancora?--chiese Julian Sorel, con una debole voce
+infranta, sperando tristemente di avere una risposta affermativa.
+
+--No, Eccellenza: ha già chiamato da un'ora.
+
+Gli aveva dato, è vero, dell'_eccellenza_, quel cameriere, ma lo aveva
+guardato con tanta freddezza disinvolta, si era avviato innanzi con
+tanta indifferenza, senza guardare neppure se Julian Sorel lo
+seguisse, che costui fremette di dolore, cogliendo subito con la sua
+sensibilità malata quella sfumatura di disprezzo, in quel servo.
+Julian Sorel aveva attraversato una grande anticamera e due salotti,
+ammobiliati col lusso più autentico, più austero, e più artistico e si
+era fermato nel _hall_, nel salone-serra, tutto coperto a cristalli e
+velato da sottili ma impenetrabili tende di garza orientale, tutto
+pieno delle piante più rare e dei mobili più ricchi e più bizzarri,
+distese sul pavimento le più morbide pelli e sorgenti da ogni vaso di
+rara porcellana di Delft o di Cina i fiori più esotici. L'aria vi era
+riscaldata, tiepida: e un assai strano e inebriante profumo era in
+quell'aria. Seduto in una poltrona di bambù, con i gomiti appuntati
+sulle ginocchia e il mento appoggiato alle mani, egli si abbandonava,
+direi, a tutto il suo accasciamento, senza levare il capo, senz'udire
+neppure il lievissimo passo di Gwendaline Harris; e la bionda e snella
+donna gli era avanti, lo fissava coi suoi freddi e brillanti occhi
+azzurri, più azzurri di qualunque cielo, passando le dita rosee e
+sottili nella piuma bianca volitante onde era guarnita la sua
+vestaglia di lana bianca, tutta ricamata di argento come una stola.
+
+--Dunque?--chiese la voce fresca e nitida della donna.
+
+--Oh Gwendaline....--egli mormorò diventando più pallido ancora, non
+reggendo a sostenere lo sguardo di quei glaciali occhi azzurri.
+
+Ella si sdraiò, tutta bianca, in un divano di riposo bianco, coperto
+di cuscini di seta bianca così molli che vi affondò. Si vedevano i due
+piedini calzati di pianelle di velluto bianco con l'orlo di piuma e di
+calze sottilissime di seta nera, sottilmente ricamate di argento. La
+massa dei capelli biondi era sostenuta da un gran pettine, tutto
+seminato di minute perle, e due grosse perle bianchissime le pendeano
+dalle orecchie. Ella giuocava coi fili delle piume, pian piano, come
+un uccellino che liscia le sue piume. Il roseo della sua candidissima
+pelle era più veramente roseo di qualunque rosa.
+
+--Dunque?--domandò, di nuovo, a Julian Sorel.
+
+Costui non osò ancora rispondere, e la guardò con gli occhi preganti.
+Gwendaline crollò un poco la testa biondissima e si mise a giuocare
+coi suoi fulgidi anelli, che le coprivano le dita sino alla prima
+falange, sino all'indice, come a un idolo di Egitto.
+
+--L'affare è andato a male?--chiese poi Gwendaline con la pura voce
+cristallina.
+
+--A male,--egli rispose fievolmente.
+
+--Per sempre?
+
+--Per sempre,--egli ripetette come un'eco fatale.
+
+Nessuna impressione di meraviglia, di tristezza, di pietà venne a
+turbare quel roseo volto di donna, quella nitida e serena fronte, quei
+gelidi occhi di cielo.
+
+--Tu sei un uomo morto,--ella dichiarò, freddamente.
+
+--Già,--disse Julian Sorel, terreo nel volto come un cadavere.
+
+
+--Che sei venuto a fare, qui? Questo non è un cimitero e nessuno dei
+miei cofani antichi può servirti da bara,--disse Gwendaline, senza
+collera, alitando sopra un suo anello di opale per farlo ridiventare
+lucido.
+
+--Ero venuto a salutarvi per l'ultima volta.
+
+--E ieri sera, non ti avevo detto _addio_? Non lo hai capito?
+
+--Non lo avevo capito: e avevo la speranza del banchiere Colzado,
+stamane....--egli mormorò, umilmente.
+
+--Speranza inutile: ai morti nessuno dà denaro.
+
+--Hai ragione,--sentenziò lui, a bassa voce, a capo chino.
+
+Ella lo sogguardò stranamente. Pareva che misurasse la morale
+profondità di quell'abbattimento e che volesse sapere di che fosse
+capace quella immensa debolezza. Egli taceva, perduto, esausto.
+
+--A che cifra ascendono i tuoi debiti?--ella domandò, a un tratto, con
+la voce fredda e limpida.
+
+Julian Sorel alzò la testa e guardò Gwendaline, trasognato: quasi non
+avesse udito, o non avesse inteso.
+
+--A che cifra ascendono i tuoi, debiti?--ella replicò, dominandolo coi
+suoi azzurri occhi glaciali.
+
+--Non lo so.... non so.... non me ne parlare,--egli pregò fremendo,
+passandosi una mano sulla fronte.
+
+--Tu devi duecentosettantamila lire, ho fatto io il conto.
+
+Parve che le sillabe di questa dura frase battessero tutte sul
+cervello dell'infelice, perchè il suo volto si decompose.
+
+--E non hai un soldo per pagare; e non hai più nessuna risorsa, le hai
+esaurite tutte; e non hai nessuna speranza di eredità, perchè ti sono
+morti tutti i parenti, nessuna speranza nel tuo lavoro, perchè non sai
+lavorare, sei stato un uomo dato all'amore e al piacere, nessuna
+speranza di affare, di speculazione perchè fra un mese, fra una
+settimana, tu sarai un fallito, un truffatore.
+
+--Gwendaline, se mi vuoi bene, taci, taci....
+
+--Io non ti voglio bene,--ella proclamò, ma quietamente.
+
+--Se me ne hai voluto, taci, non mi uccidere tu....
+
+--Io non ti ho mai voluto bene,--ella insistette a negare, serrando
+fieramente le belle labbra rosse e fresche.
+
+Julian Sorel la guardò, con tale una novella disperazione negli occhi
+che la superba donna sorrise di orgoglio.
+
+--Qualche volta.... mi hai detto che mi volevi bene....--egli
+balbettò.
+
+--Ho mentito, naturalmente,--spiegò ella,--e tu sapevi bene che
+mentivo. Ti faceva piacere che io mentissi, ecco tutto.
+
+--Sì, è vero, la tua bugia era la mia più grande felicità.
+
+--......e così,--ella concluse,--tu hai speso tutto quello che
+possedevi e tu hai fatto duecentosettantamila lire di debiti per
+pagare questa bugia. Per questa bugia sei alla morte.
+
+--Alla morte,--ribattè lui, aprendo le braccia, col gesto dell'ultima
+desolazione.
+
+--Era una dolce e bella bugia, diciamolo,--riprese Gwendaline,
+incrociando i suoi piedini leggiadri, calzati finemente, delicatamente
+di nero e di bianco,--e vale la pena di morire per essa. Non sperare
+che i tuoi creditori ti lascino tregua! Tu devi fra cinquanta e
+sessantamila lire di denaro, a Giacomo Levi, a Francesco Sangiorgio, a
+Giovanni Lamarca, tuoi amici, che ti sei inimicati per sempre e che ti
+perseguitano assai peggio dei due strozzini, Pietro Toscano e Angelo
+Cabib a cui devi meno, molto meno, ma gli interessi sono saliti così
+in alto! Tu devi, poi, ai fornitori di Parigi, a Worth, a Morin, a
+Redfern, tutti vestiti che sono serviti per me e ti han fatto credito,
+perchè avevi speso da loro la metà della tua fortuna: devi ai sarti
+italiani, a Bellom, a Pontecorvo, alle sorelle Borla, alla Tua; devi a
+tutti i negozi di gioielleria, a Marchesini qui, a Franconeri di
+Napoli; e devi a tutti i negozianti di mobili e di ninnoli eleganti, a
+Janetti, a Cagiati, a Maria Beretta, devi anche a Guglianetti di
+Milano; tutti costoro ti han fatto credito, perchè avevi tanto e tanto
+comperato, prima, da loro! Ma vogliono il loro denaro, e hanno
+ragione; perchè lo dovrebbero perdere?... Sono della brava gente!
+
+--Gwendaline, Gwendaline, non essere senza carità, taci, taci, io
+muoio....--gridò lui, con gli occhi stravolti dal dolore acutissimo.
+
+--Sai quale è il bilancio della bella e dolce bugia?--continuò ella,
+come se non lo avesse udito.--Un milione e ottocentomila lire. Tu,
+m'immagino, non hai neanche il denaro per comperare una rivoltella....
+
+--Non l'ho,--egli gemette, dal suo abisso di dolore.
+
+--Un milione e ottocentomila lire: e dover anche ricorrere a un
+suicidio economico, a un suicidio poveretto, a quello degli
+straccioni, delle serve tradite, al fiume, al Tevere!--mormorò ella,
+con un vago sorriso, come se parlasse a sè stessa.
+
+Egli levò i suoi occhi dolorosamente stupefatti, su lei. E Gwendaline
+comprese il senso di quella stupefazione.
+
+--Tu, adesso, dici fra te stesso, che io sono un mostro di
+crudeltà....
+
+--Non dico nulla....--balbettò la debolissima creatura.
+
+--Lo dici. Hai torto. Facciamo il nostro bilancio, poichè non dobbiamo
+vederci più. Tu, che hai voluto da me?
+
+--Che mi volessi bene, che io potessi essere il tuo amante, il tuo
+amico, il tuo servo....
+
+--E io che ti ho chiesto?
+
+--Niente.
+
+--E tu mi hai dato tutto, per farti amare o perchè io fingessi di
+amarti. Ecco il bilancio. Ora io, per farti vedere che non sono
+crudele, non posso darti che un solo savio consiglio: ucciditi. Avevi
+una fortuna, non l'hai più; avevi un'amante, non l'hai più; avevi un
+onore, esso è naufragato: sei un'anima fine e molle, un temperamento
+sensibile e debole, un cuore tenero e sentimentale e hai, insieme, un
+bisogno di godere, di esser felice, che è il tuo maggior bisogno; non
+puoi, dunque, combattere contro la miseria, contro l'abbandono, contro
+il disonore. Ucciditi, ucciditi, non ti puoi salvare diversamente. A
+che vivresti? Chi si uccide, paga i suoi debiti: chi si uccide, non ha
+più bisogno nè di onore, nè di amore, nè di denaro: chi si uccide,
+conquista la pace suprema. Non hai più nulla da fare, nel mondo;
+vattene via, nella fossa comune, ivi non sono creditori, nè
+appariscono più i divini e dannati occhi azzurri che furono la causa
+della tua morte.
+
+Lampeggiarono, gli azzurri occhi, a queste ultime parole. Julian Sorel
+li guardava e ne beveva il veleno di morte, Julian Sorel udiva la
+chiara e ferale voce e ne sentiva, al cuore, le mortali, le lugubri
+vibrazioni.
+
+--Sono due mesi che ho deciso di uccidermi, quando non vi fosse più
+rimedio,--egli disse, fiocamente.
+
+--Hai aspettato troppo: va, va a buttarti nel Tevere,--diss'ella,
+guardandolo, ipnotizzandolo, dandogli la suggestione dell'amore, del
+dolore, del terrore.
+
+--Vado,--disse Julian Sorel e si levò.
+
+Ma non fece un passo. Ella lo guardò ancora, per vincerlo intieramente
+nella sua infinita debolezza.
+
+--Va, va, sarai più felice, morto,--gli disse ancora, Gwendaline.
+
+--Dammi un bacio,--chiese egli, umilmente, inginocchiandosi innanzi al
+divano dove ella giaceva sdraiata, per non darle il fastidio di
+levarsi.
+
+Ella si voltò leggiermente, all'uomo inginocchiato: gli prese la testa
+fra le mani sottili e ingemmate e gli posò le belle e fresche labbra,
+sulla fronte. E a lui parve che, ancora, in quel lungo bacio, le
+labbra di Gwendaline gli avessero detto:
+
+--Va, va, sarai più felice, morto.
+
+ * * * * *
+
+Scendendo, per via Nazionale, Julian Sorel andava alla morte. Non
+trascinava più a stento le sue gambe stanche, ma non correva neppure;
+non si fermava più, a certe vetrine, ma gli occhi che fissava sui
+viandanti, avevano la stessa dolente espressione di chi non vede; non
+trasaliva più, quando squillava la cornetta del _tram_, ma il pallore
+del suo volto era diventato livido. L'uomo agonizzante aveva ricevuto
+la estrema ferita: ma gli era anche stata indicata una via ed egli vi
+andava, senz'affrettarsi, ma fatalmente, alla luce azzurrina e
+glaciale di due occhi divini che lo conducevano, al suono funebre di
+una cristallina voce muliebre che lo accompagnava, alla carezza di due
+mani sottili sulle tempie e nei capelli, all'ultimo bacio dalle labbra
+parlanti, ultimo bacio e ultime parole, penetrate nel cervello,
+nell'anima, nel cuore, in tutto l'essere. Adesso, camminando, Julian
+Sorel pensava soltanto in quale punto del gran Tevere egli si dovesse
+andare a buttare: Gwendaline Harris non glielo aveva detto. Non a
+Ripetta, poichè il ponte è troppo frequentato di giorno e vi sono le
+imbarcazioni dei canottieri e il suicidio vi fa fiasco quasi sempre:
+non all'Albero Bello, perchè un posto prediletto alla morte e vi è una
+barca di salvataggio; non a Ripa, perchè vi sono troppe tartane
+cariche di vino di Sicilia; dove, dunque? Si rammentò una sera di
+agosto, in cui, di passaggio per Roma con Gwendaline Harris, venendo
+da Vienna e andando a Sorrento, erano andati a Ponte Molle,
+borghesemente, come tutti coloro che sono costretti a restare in Roma
+nell'estate: e avevan passeggiato, su e giù, lungo il fiume, verso i
+vasti prati di Tor di Quinto, verso la ombrosa via Angelica:
+Gwendaline era vestita di molle seta bianca, come sempre di bianco, e
+aveva un gran mantello leggiero di lana bianca: sì, sì, egli sarebbe
+morto a Ponte Molle, verso Tor di Quinto o per la riva di via
+Angelica, era ancora lei che gli suggeriva questa idea. Era a piazza
+Venezia, quando si decise. E prese per il Corso, sulla diritta.
+Qualcuno lo salutò, egli non riconobbe chi fosse e passò innanzi:
+varii lo fermarono, eran creditori di piccole, di grandi somme e la
+domanda variava, ora brutale, ora piagnolosa, ma insistente, ma
+implacabile, lo avean saputo ricco e gli avean fatto credito, e
+credevan che avesse denaro ancora, credean che si negasse per mala
+volontà. Tutta la traversata del Corso fu una lunga tortura, per lui
+fu il tormento immeritato, ingiusto, poichè, infine, egli andava a
+morire, di questo passo, fra un concerto di voci, di parole, di frasi
+che gli dicevan, tutte, cercandogli i denari:
+
+
+--Va, va a buttarti nel fiume: sarai più felice, morto.
+
+Tanto che giunto verso piazza del Popolo, fu preso, nella mitezza
+sentimentale della sua debole natura, da un furore di morte. Andò
+contro un pesante _omnibus_ di albergo che correva, per farsi
+arrotare: ma il cocchiere lo schivò bestemmiando, gridando. A
+quell'ora, in quella giornata umida e triste di marzo, fuori porta del
+Popolo non vi era quasi nessuno: e quella crescente solitudine lo
+calmò un poco, mentre si metteva per il fangoso marciapiede che per la
+via Flaminia, lungo i colli Parioli, porta a Ponte Molle. Nessuno nel
+piccolo caffè dove si fermano i cocchieri da nolo e i carrettieri;
+nessuno, nelle piccole osterie che pullulano ogni cinque passi, sino
+alla metà di via Flaminia; nessuno, pei campi deserti, tutto un
+deserto di mota, dove cresce a stento qualche alberetto nerastro. Egli
+pensò, se avesse dovuto scriver qualche cosa prima di morire, una
+spiegazione, un saluto: e un novello fiotto di disperazione lo
+soffocò, non aveva nessuno, nessuno cui scrivere, nè un parente, nè un
+amico, nè una conoscenza, non lo avrebbero rimpianto e maledetto che i
+suoi creditori: aveva vissuto come un gaudente, solo per l'amore, pel
+lusso, pel piacere, e moriva così, per queste cose, portando
+nell'anima come ultimo addio le parole di Gwendaline Harris per cui
+aveva speso un milione e ottocentomila lire, le parole con cui gli
+diceva di uccidersi, perchè sarebbe stato più felice, morto. Nessuno,
+nessuno, non la madre, non una sorella, non una fidanzata, non un
+amico, niente, niente, non una lacrima umana, su lui: e l'estrema
+scena della sua vita nella gran solitudine, nel gran silenzio della
+campagna romana, in quel tristissimo giorno di marzo, camminando e
+affondando nel fango, era il degno compimento della sua esistenza.
+
+A un tratto, sentì un urto contro una gamba: si voltò. Gli veniva
+dietro un cane e lo guardava. Era un bruttissimo, sporchissimo e magro
+cane, che pareva avesse addosso dieci giorni di vagabondaggio e di
+fame, pel fango della campagna; un cane che faceva schifo. Donde era
+sbucato? Julian Sorel non avrebbe potuto dirlo. Non vi erano più case,
+sulla via Flaminia: forse era sbucato, inopinatamente, dalla viottola
+dell'Arco Scuro che porta alla piana dell'acqua Acetosa. Gli veniva
+dietro, forse, da qualche tempo: e guardava Julian Sorel, coi suoi
+buoni e dolci occhi di cane.
+
+--Passa via,--gli disse costui sgarbatamente.
+
+Il lurido cane si fermò un minuto: poi, ricominciò a seguire Julian
+Sorel.
+
+--Passa via,--e gli diede un calcio.
+
+Il povero cane prese il calcio in una spalla e guaì dolorosamente: ma
+sempre guardando Julian Sorel, lo seguì ancora. Quello si fermò,
+turbato assai. Perchè lo seguiva, quel cane, così ostinatamente, anche
+dopo essere stato battuto? Perchè lo guardava con quegli occhi che
+parevano umani, tanto esprimevano la pietà e il dolore?
+
+--Sarà un cane perduto e affamato e cerca un padrone,--egli pensò,
+mentre stava fermo a contemplare quella bestia singolare.
+
+Anche il cane si era fermato: e teneva il capo basso aspettando.
+
+--Va via, va via,--gli disse Julian Sorel,--io ho da morire.
+
+La bestia levò il capo e guardò, con quegli occhi di animale
+caritatevole, povero e dolente. Tutta l'anima di Julian Sorel tremò,
+di sgomento, di stupore. Ma _chi, chi_ lo guardava, in quel tenero
+sguardo animalesco, quale novella ossessione di pietà veniva a dargli
+un ultimo dolore, un dolore fatto di tenerezza umile, di struggimento
+amarissimo e dolcissimo?
+
+--Ho da morire, ho da morire,--egli disse, parlando a quella bestia
+come a un uomo,--sarò più felice morto.
+
+E si avviò, di nuovo, verso Ponte Molle, reprimendo tutte le lagrime
+di una ignota tristezza che gli salivano agli occhi, reprimendo
+l'acutezza di un misterioso rimpianto. Il cane lo seguiva, passo
+passo: e Julian Sorel lo udiva, dietro a sè, camminare fedelmente,
+sudicio fino alla nausea, brutto fino al disgusto, mezzo morto dalla
+fame e dalla fatica, ma deciso a seguirlo, fin dove voleva andare
+l'uomo che andava alla morte. In preda a un invincibile turbamento,
+fra una bizzarra novella disperazione e fra un bizzarro disfacimento
+di tutta la sua volontà, Julian Sorel fremeva, udendo quel passo di
+animale, vigile, quasi inflessibile nella sua affettuosa persecuzione:
+avrebbe voluto fermarsi, batterlo, buttargli delle pietre, ucciderlo a
+calci nel ventre, ma l'idea di affrontare quei teneri occhi canini
+così impregnati di umana pietà, lo spauriva. Ah certo, certo,
+_qualcuno_ lo guardava per quegli occhi! Non osava fissarli, quegli
+occhi di animale quasi che essi gli parlassero di tutte le bontà umane
+che egli aveva disdegnate, di tutte le sofferenze umane che egli aveva
+disprezzate, di tutte le umane lacrime che per lui erano scorse
+invano: non osava fissarli, quasi che vi si trovasse, in essi, il
+rimprovero ignoto, mistico e austero che fa la Vita a chi non seppe
+conoscerla e non seppe, quindi, meritarla. _Chi_ lo guardava, per
+quegli occhi così profondi di compassione, _chi_ piangeva ancora, su
+lui, sulla esistenza di bruto capriccioso e gaudente che egli aveva
+vissuta, chi piangeva su quella nobile anima trascinata nella vergogna
+da un amore impuro? Ah quella bestia non se ne voleva andare, lo
+seguiva, lo seguiva sino al suo ultimo passo, nessuna forza umana
+avrebbe potuto liberarlo da quella compagnia.
+
+--Venga, dunque, a vedermi morire,--egli pensò.
+
+Ma a Ponte Molle incontrarono tre carretti di pozzolana che venivano
+lentamente verso Roma, al fischio malinconico dei burberi carrettieri:
+e verso Tor di Quinto parve a Julian Sorel che il paesaggio fosse
+troppo largo, troppo aperto per uccidersi, buttandosi nel fiume.
+Meglio la grande e sinuosa via di porta Angelica, che costeggia, sotto
+i grandi alberi, il vasto fiume giallo pieno di gorghi e i prati alla
+Farnesina.
+
+Sarebbe disceso sulla proda e tacitamente, cadendo più che buttandosi,
+senza nessun rumore, sarebbe morto nel profondo e truce fiume. Ma il
+cane era dietro a lui, lambendogli le gambe, ma il cane avrebbe
+latrato vedendolo cadere nel fiume, ma il cane si sarebbe forse
+buttato nel fiume per salvarlo, ma il cane non voleva che egli
+morisse, ecco l'idea terribile sorta nello sconvolto cervello di
+Julian Sorel. Ed allora, quasi che quello sconosciuto animale fosse un
+uomo, quasi che egli potesse intendere, tutto, Julian Sorel, nella via
+deserta e fangosa, sotto i grandi alberi neri e nudi, innanzi a vasto
+e giallo fiume, gli gridò, desolatamente:
+
+--Io debbo morire, io debbo morire, ho duecentosettantamila lire di
+debiti e non posso pagare, debbo morire, lasciami morire....
+
+La povera bestia, sordida e laida, guardava Julian Sorel, cogli occhi
+spiranti pietà, come velati dalle lacrime: non una voce, non un passo
+per la campagna ampia e fumante umidità dal fango dei campi: non una
+voce, non una barca, sul largo fiume dai gorghi esiziali: soli,
+quell'uomo e quel cane. Quello sguardo! Non diceva forse, a Julian
+Sorel, quell'umile sguardo d'animale che la morte non salva dal
+disonore, che è più onesto vivere scontando la pena del grande errore
+anzi che rifugiarsi nella tomba? _Chi, chi_, glielo diceva, in quegli
+occhi e nella sua coscienza? Tutti i suoi che erano morti, alla loro
+ora, quietamente, toccati dal destino, ma onorati, ma ridenti di esser
+rimpianti, glielo dicevano, forse, in quegli occhi: tutti quelli che
+lo avevano amato e che erano lontani, e che non potevano salvarlo,
+adesso: tutti coloro che egli aveva amato, nell'infanzia, nella
+giovinezza, dieci anni, un giorno, un'ora, costoro, forse, o le loro
+ombre amate, o le loro lontanissime tenere voci o i loro occhi buoni
+che lo volevan salvare, o le loro mani carezzevoli che lo volevan
+trattenere: costoro, in quello sguardo! Vinto da una immensa
+debolezza, Julian Sorel si lasciò andare sulla proda arenosa del
+fiume, nascondendo la faccia nella umida arena, con le braccia aperte,
+singultando lievemente, ogni tanto, ma senza piangere. Il cane si era
+seduto accanto a lui, aveva posato il muso infangato sulle sporche e
+scarne zampe: e per tutto quel tempo in cui Julian Sorel giacque,
+lungo disteso, nella fatalità della Vita e della Morte che si
+combattevano la loro preda, la povera bestia non si mosse, tenendo
+fissi i suoi occhi sull'uomo che spasimava. Spasimava la debolissima
+creatura che aveva sempre vissuto pel sorriso del minuto, senza
+volontà, senza fede, senza bontà: spasimava, l'anima fiacca, l'anima
+vinta, l'anima immeschinita dalle piccole idee e dagli impuri
+desiderii: spasimava la creatura che aveva gittato via la parte nobile
+di sè, e che temeva il castigo, e che voleva fuggire il castigo:
+spasimava! Correvano le acque torbide del fiume micidiale che avean
+portato alla deriva tanti cadaveri; taceva la feral campagna romana
+immobile sotto l'umido fiato maligno del marzo; cadeva il giorno. Il
+cane, pian piano, lambì la mano aperta di Julian Sorel: quella carezza
+indistinta fu come un soffio, come una voce, come una parola, fu come
+l'apparizione di un fantasma. Il corpo dell'uomo disteso ebbe un gran
+sussulto, e il cuore, veramente, gli si franse nella tenerezza, nel
+pentimento, nella pietà, nel desiderio dell'umano e del divino
+castigo. Poi, nel crepuscolo gelido, tornò verso Roma, lentamente: fra
+la via Angelica e la via Trionfale, il cane disparve, nell'ombra, e
+Julian Sorel continuò la sua strada verso Roma, verso il castigo.
+
+
+
+
+IL CONVEGNO
+
+_(La piccola Maria)._
+
+
+I.
+
+Due o tre volte, durante il pranzo, Paolo, guardando gli occhi dolci e
+maliziosi della sua ospite mentre essa lo guardava, aveva avuto un
+subitaneo moto di stupore, immediatamente represso. Gli era parso di
+rivedere gli occhi di Maria nella loro perfida dolcezza e nella loro
+trionfale malizia. Ma la cortese signora ospite si rivolgeva agli
+altri suoi convitati e i suoi occhi mutavano di espressione, si
+facevano pensosi, o schiettamente ridenti, o serenamente indifferenti
+nella gentilezza esteriore: e Paolo rientrava in sè, fuggito il lieve
+e pure sorprendente inganno. Tre volte, egli ebbe la illusione che gli
+occhi di Maria gli fossero riapparsi: e alla terza volta, nel salone
+dove si conversava, dopo il pranzo, lo scintillìo di quello sguardo fu
+così teneramente dolce e così vividamente malizioso, che egli non
+resistette e attraversò la sala, per raggiungere l'amabile donna che
+l'ospitava, non sapendo bene quello che le avrebbe detto, nell'intimo
+turbamento che lo aveva invaso. Quando le fu vicino, tutto era finito:
+gli occhi della signora avevano assunto un'aria placida e lo sguardo
+aveva una limpidità dove l'anima mite della donna si rivelava. Nulla
+più: si era ingannato. Restò ancora qualche tempo, muto, lasciando
+discorrere gli altri, aspettando come una riapparizione. Ma non vi fu:
+si era perfettamente ingannato. Prese commiato, con quel suo fare
+rispettoso ma distratto, con quella attitudine di uomo che, assorbito
+da un'idea, non perde mai l'equilibrio della gentilezza. Un amico che
+andava via, anche lui, lo voleva condurre a teatro: si rifiutò di
+andarci. Si separarono sul portone, in piazza Vittoria. L'amico risalì
+per la via di Chiaia: Paolo se ne andò per via Caracciolo, camminando
+piano. Nel tempo in cui Maria lo amava, erano andati spesso, molto
+spesso, per quella strada che, nelle ombre della notte, è cara agli
+amanti poetici e appassionati. Si erano anche baciati, nell'intervallo
+di penombra fra un lampione e un altro: ella, non lasciando il suo
+braccio a cui si legava, incrociando le manine lunghette e magrette,
+levandosi in punta di piedi, poichè era molto piccola, per arrivare
+colle molli labbra un po' pallidine, sino alle labbra di lui.
+Talvolta, mentre il doganiere si allontanava, sorvegliando la banchina
+contro i contrabbandieri, ma non contro gli amanti, Paolo si voltava,
+si chinava un po' e lievemente baciava i capelli di Maria, nerissimi,
+così morbidi, così fini, così lucidi che sembravano bagnati. Per una
+consuetudine triste, ora che Maria non lo amava più, egli aveva preso
+la nota strada, fermandosi ogni tanto, con gli occhi chini a terra,
+ricordando ancora qualche episodio brevissimo, di un nonnulla, ma che
+nell'anima dell'amante abbandonato assumeva una grande importanza.
+Egli non guardava punto il mare: si rammentava che ella aveva avuto
+sempre una seria antipatia pel mare, di piccola persona paurosa e
+freddolosa, e che aveva finito per ispirargliela, a lui, uomo, forte e
+coraggioso. Maria era scomparsa: ma in lui era restato tutto quello
+che ella ci aveva voluto mettere.
+
+Verso l'angolo del Chiatamone, egli ebbe uno schianto. Una coppia di
+amanti scendeva dalla più popolosa via di Santa Lucia e veniva verso
+le care ombre di via Caracciolo. Dovevano essere una sartina e uno
+studente: non si tenevano a braccetto, ma per mano, con le dita
+intrecciate, giovenilmente. Un po' intimiditi dalla presenza di Paolo,
+essi si lasciarono, camminarono pian piano, come due passeggiatori
+quieti e freddi, discorrendo semplicemente: ed egli, guardando la
+donna, sotto la luce del lampione non vide che il pallore del suo
+volto e trasalì dolorosamente. Maria era pallidissima, come se mai una
+goccia di sangue fosse venuta ad animare quella carnagione: proprio
+esangue. Quante volte, nell'amore più alto di temperatura, nelle loro
+grandi giornate, egli si era sgomentato, così, di quel volto esangue
+che nessuna emozione di tenerezza, di entusiasmo, di languore
+coloriva, giammai! Il bacio più impetuoso rendeva più pallido il posto
+dove le labbra lo mettevano, sul viso esangue: e un morso vi poteva
+lasciare un livido, mai mettervi un rossore. Egli si voltò, mentre i
+due amanti allontanatisi ridevano fra loro: di lui, certo. Egli aveva
+sempre riso degli uomini che incontrava, in quelle sere, quando Maria
+lo amava.
+
+Quell'incontro aveva dato un'acuzie di spasimo al suo sonnolento
+dolore. Così era, per lui, sempre, lo spettacolo dell'amore altrui, da
+che ella lo aveva lasciato, per sempre. Tutta la sua vita, dopo
+l'abbandono, dopo il periodo violento del furore e della ribellione,
+non era che un voler addormentare la sua segreta tortura. Vincerla non
+poteva, questa tortura, e nessuna persona, nessuna cosa lo avrebbe
+potuto: egli non poteva che toglierle l'asprezza, cullandola,
+tenendola chiusa in sè, preziosamente chiusa, e carezzandola, e
+dandole il beveraggio che fa sonnecchiare, che fa dormire, ma che non
+può togliere il senso e il sentimento. Colui che ha un dolore fisico,
+intollerabile, finisce per ricorrere alla morfina: egli sa bene che la
+morfina non è la morte del dolore: egli sa bene che il dolore rimane,
+quietato, ma esistente, ma vivo, ma pronto a trafiggere: pure, la
+morfina è il sonno molle dove la potenza del male si attutisce. Paolo
+sentiva, in fondo al suo spirito, dormire questo spasimo, e, già
+debole innanzi alle furibonde e mordenti sofferenze dell'abbandono,
+tentava di non risvegliarlo, che quando gli era impossibile di vincere
+sè stesso. Ma se, in una giornata, egli si procurava qualche ora di
+torpore spirituale, andando fra la gente, parlando, fumando, fingendo
+di vivere, fingendo di fare tutto quello che fa la gente che vive,
+bastava il più piccolo incidente, perchè il suo dolore uscisse
+vividamente dal sopore e gli schiantasse il cuore: bastava il più
+umile aspetto dell'amore, perchè egli sentisse tutta la crudezza della
+sua insanabile ferita. Quanto aveva cullato il suo tormento, lassù, in
+quel pranzo dove tutti sorridevano e ridevano, dove anche lui avea
+sorriso, sonnambulo della vita! Ma tre volte aveva visto lampeggiare
+gli occhi di Maria, o gli era parso, in quelli della padrona di casa:
+ma la passionale consuetudine lo aveva portato per via Caracciolo,
+dove, si erano amati e dove si erano baciati: ma aveva incontrato due
+amanti felici ed essi avevano riso di lui, che era solo, ed egli era
+veramente così solo, come mai nessun uomo fu solo al mondo!
+
+Adesso, in tutta la sua sensibilità risvegliata e fremente, mentre
+risaliva per Santa Lucia e per Toledo, andandosene alla sua casa,
+abbassava gli occhi, ogni volta che incontrava una donna, per non
+soffrire tanto della sua solitudine e del suo abbandono. E il
+rientrare a casa, ora che strideva in lui la sottile e permanente
+angoscia di un amore per sempre perduto e infinitamente desiderato,
+sempre, con tutti gli ardori dell'anima e dei sensi, gli fece
+spavento. Pensò, disperatamente, se non fosse meglio tentare di
+tradire sè stesso e il suo postumo amore, cercando una donna presso
+cui finire la serata, Chérie, la ridente Chérie. Ma gli tornò in mente
+tutto l'orrore del primo tradimento che egli aveva tentato, con
+Chérie, per cercar di guarire, per un giorno o per sempre, della sua
+inutile e inefficace passione per Maria che non lo amava più. Ricordò
+tutto il falso entusiasmo, tutta l'amarezza dei baci, tutta la
+profonda nausea dell'ora amorosa che gli pareva mai finisse, tutto il
+disgusto di sè stesso e la pietà per quella poveretta che sapeva così
+graziosamente ridere e donarsi, tutto il ribrezzo per la violazione
+che aveva commessa, non rispettando neppure, miserabile e vile uomo,
+l'altezza di un amore che può essere disprezzato, ma che resta
+inviolato e puro. Ah, come più seducente, più suggestiva, più
+affascinante, dopo il tradimento con la bionda e sempre ridente
+Chérie, gli apparve nella mente Maria piccola, dal volto lunghetto ed
+esangue, dagli occhi tutti dolcezza e tutti malizia, dalle labbra
+rosee ma pallide, dai capelli neri, fini, che formavano un mucchietto
+lucido, come bagnato: come essa lo riprese, subito dopo l'ora amorosa,
+più vivacemente, nei ricordi dei sensi, nei ricordi delle
+consuetudini, in modo da renderlo folle di desiderio, nella solitudine
+della sua stanza, donde Chérie, che nulla aveva compreso, era partita,
+portandosi via dei dolci e delle rose, tutta felice, ridendo con sè
+stessa, nelle scale! Come egli si pentì, bruciando di amore, di avere
+ridestato l'uomo in sè e come desiderò di ritornare alle dolorose e
+solitarie contemplazioni spirituali, dove, almeno, non soffriva anche
+nel sangue vivificato ed eccitato e non tendeva le braccia a una vana
+piccola ombra che gli sfuggiva! Tradire nuovamente? No, gli bastava il
+veleno della prima e inutile pruova: sentiva che non avrebbe neppure
+la forza di mentire, come disperatamente aveva fatto la prima volta, a
+Chérie. A che avvilirsi di nuovo? Il suo cuore e le sue fibre si
+sarebbero ribellati alla violazione, adesso. Il tempo che era
+trascorso, poteva rendere sonnolento il suo dolore: ma lo aveva reso
+inguaribile e inconsolabile. Tutto era inutile. Andò a casa.
+
+Giunto colà, nella sua stanza da studio che era anche il suo salotto,
+egli fece accendere il fuoco nel caminetto dal suo servo che
+l'aspettava. Prese dei libri, dei giornali, delle riviste e le
+ammucchiò innanzi alla sedia a sdraio, dove leggeva, accanto al fuoco:
+si fece portare del tè, del _cognac_, delle sigarette: fece chiudere
+tutte le imposte ed abbassare tutte le tende. La stanza, così, era
+raccolta e calda e confortante. E, rimasto solo, in quel momento
+terribile quando, nella casa, nella stanza dove sempre si vive, dove
+sempre si pensa, dove tutto è segreto, poichè si è soli e niuno vede e
+niuno ascolta, in quel momento terribile in cui il cuore si apre,
+stanco della soffocazione impostagli dal mondo, egli tentò di non
+ascoltare il suo cuore, egli tentò di non sentire e di non pensare,
+forzandosi a operazioni macchinali, fumando, scorrendo dei fogli,
+preparandosi il tè, scegliendo la sigaretta più morbida, gittandone
+una, accendendone un'altra. Così, l'urto atroce del primo minuto fu
+respinto da lui: e il suo primo nemico, che era il suo dolore, tacque,
+per poco. Ma le sigarette, tre o quattro, caddero in cenere, sul
+portacenere di metallo cesellato: ma il tè si raffreddò nella tazzina
+giapponese: ma egli non distese più la mano alla fialetta di cristallo
+dal coperchio di argento, dove era il _cognac_: e i giornali, le
+riviste, i libri giacquero sparsi, ai suoi piedi, sul tappeto. Non
+potea nè leggere, nè fumare, nè ubbriacarsi di cognac, per più di
+mezz'ora, e non erano che le undici e mezzo e non aveva sonno.
+Sdraiato sulla lunga poltrona, abbandonato sui cuscini che aveva
+ammucchiato sotto le sue spalle e sotto la sua testa, egli si mise a
+guardare un orologetto di bronzo antico, delicatamente cesellato,
+posato sovra una mensoletta, presso a lui. Era un orologetto
+minuscolo, che egli aveva cercato di mettere in maggior evidenza,
+appoggiandolo sopra una piccola base di velluto azzurro cupo; e aveva,
+il picciolo orologio, di un bianco latteo, il quadrante e le ore
+segnate in caratteri azzurri. Era un dono di Maria: l'unico dono!
+Quando glielo aveva dato, ella lo amava; e aveva aggiunto,
+all'orologetto piccolo come ella era piccola, un pezzettino di carta
+su cui era scritto, col bizzarro caratterino che sembrava fatto di
+tante manine che si tenevano fra loro, queste parole: _Siano azzurre
+tutte le tue ore!_ L'orologetto era sempre lì, con le brevi sferette
+che correvano sulle ore azzurre, ma l'augurio mancava. Paolo lo
+portava sempre, nel suo portafogli, questo pezzettino di carta e lo
+rileggeva, ogni tanto, nella giornata: ma un giorno, maliziosamente e
+dolcemente, quasi senza che egli se ne accorgesse e quasi senza che
+egli potesse opporvisi, Maria glielo aveva ripreso. Così, pian piano,
+Maria gli aveva ripreso tutte le sue lettere e i suoi biglietti; e due
+rosette appassite, che erano la più viva memoria del loro primo
+convegno; e un nastro scioltosele dai capelli, che egli aveva portato
+via e che avea baciato, tutte le notti, tornando a casa, e tutte le
+mattine, levandosi, come un bimbo, egli che aveva trentasette anni,
+come un devoto della Madonna, egli che non credeva. Non aveva più
+nulla, di lei: nulla. Crudelmente e ostinatamente, ella si era ripreso
+tutto: ed era, poi, andata via anche lei. E perchè, allora, gli aveva
+lasciato quell'orologetto che beffardamente segnava, con le sue
+sottili piccole sfere, le ore azzurre? Ella lo aveva dimenticato,
+forse: e le ore di Paolo non avevano più nessuna tinta, erano fatte di
+una immutabile ombra.
+
+L'orologetto segnava le undici e mezzo. Egli si ricordava che nel
+tempo in cui Maria lo amava, quest'ora della sua serata passava sempre
+accanto a lei, non soli sempre, ma sempre insieme. Egli la cercava in
+qualche teatro, in qualche ritrovo, in qualche casa di comuni amici, e
+appena entrato nella sala, la vedeva, subito, senza averla neppure
+quasi guardata, la vedeva col suo visetto un po' lungo, coi suoi denti
+minuti e bianchi, che il sorriso delle pallide labbra scovriva
+intieramente, con le gengive roseo-smorte, con quegli occhi castani
+dove si mescolavano così perfidamente e trionfalmente la malizia e la
+dolcezza, agitando la testina, mostrando il piccolo orecchio
+roseo-tenero sotto l'arco nero dei morbidi capelli che erano
+moltissimi e pure si chiudeano, per la finezza, in un pugno. Anch'ella
+aveva l'aria di non vederlo: ma lentamente, senza far mostra di nulla,
+Paolo e Maria si avvicinavano, scambiavano con semplicità, con
+disinvoltura qualche saluto. Poi, sedevano vicino. Egli taceva,
+spesso; ella parlava con lui, o con qualche altro, vivacemente. Egli
+ne udiva la voce, un po' infantile, un po' interrotta, talvolta, da
+improvvisi languori di creatura debole che si esalta e si accascia
+facilmente: e ne adorava la voce. Egli le guardava le mani fini,
+magrette, lunghette, con le unghie così lucide che parea
+scintillassero, con gli anelli gemmati che ella, nervosamente, passava
+da una mano all'altra, cambiandoli sempre di posto: ed egli adorava
+quelle mani. Ella gli parlava e rapidamente, un po' sorridendo, un po'
+lamentandosi, gli narrava una giornata di mali improvvisi e
+misteriosi, di svenimenti e di soffocazioni, ed egli, mentre la
+compativa con tutta la più tenera pietà dell'uomo sano e robusto,
+l'adorava per la sua debolezza. E in quest'ultima ora, egli attendeva
+una parola da lei, era il segreto della sua felicità che ella gli
+comunicava, con qualche parola: era il miraggio di un pomeriggio
+appassionato e delizioso che essa gli faceva balenare innanzi. In
+quell'ora ultima, essa gli dava il convegno pel giorno seguente, se
+era libera. Ogni volta la maliarda glielo diceva in un modo diverso: o
+attraverso una frase ingarbugliata, in cui appariva una cifra, così,
+stranamente, ed egli solo la intendeva: o sottovoce, in un soffio, che
+egli solo ascoltava: o salutandolo, mentre egli s'inchinava
+devotamente innanzi a lei: o con la massima disinvoltura, scherzando,
+tirandolo da parte, come se continuasse lo scherzo e dicendogli
+all'orecchio l'ora del convegno. Ah egli ne aveva di felicità, per
+tutta la notte, andando a casa, ripetendosi quell'ora e rivedendo
+l'adorata immagine che gliel'aveva data, come una magica promessa di
+bene!
+
+Quasi mezzanotte. Il fuoco si covriva di cenere, nel caminetto; la
+stecca che sfogliava i libri era caduta dalle mani di Paolo, a terra;
+non un rumore saliva dalla deserta via di Costantinopoli, dove egli
+abitava; non un rumore nella sua stanza. L'ampio paralume concentrava
+la luce in un cerchio presso la gran poltrona dove egli giaceva
+sdraiato; e il resto della stanza era in penombra. Egli non vedeva
+più, fra le palpebre socchiuse, le sferette dell'orologetto, su cui
+ancora era fissato il suo sguardo; e tutto si era rallentato in lui,
+il pensiero e il sentimento, nel sonnambulismo di una indicibile, ma
+torpente amarezza. Era voltato sopra un fianco, con la faccia
+appoggiata ai cuscini di raso e le mani abbandonate lungo la persona.
+A un tratto, di lontano, gli parve che avessero aperta e richiusa la
+porta di casa. Chi poteva venire, a quell'ora? Nessuno. Era una
+fantasia. Ma poco dopo gli sembrò che si schiudesse chetamente la
+porta del suo salotto e che un piccolo piede camminasse alle sue
+spalle. Restò immobile, ascoltando, aspettando. E bene chiaramente,
+bene limpidamente, egli udì la voce di Maria al suo orecchio, dirgli
+questo, mentre vedeva, un po' velata, un po' imprecisa, la sua piccola
+figura, innanzi a lui, col viso esangue, con gli occhi brillanti di
+dolcezza e di malizia, piegarsi e dirgli questo e lui udire
+perfettamente queste parole, da una voce che egli distingueva fra
+tutte, dire questo:
+
+--Domani, alle cinque.
+
+Balzò dalla poltrona, come folle. Il lume urtato vacillò, fu per
+cadere: egli lo rèsse, gittò via il paralume, si guardò intorno,
+follemente. Non vi era nessuno. Eppure egli aveva visto Maria e udito
+le parole, dalla sua voce:
+
+--Domani, alle cinque.
+
+Chiamò il servo, suonando a lungo. Quello venne, sonnacchioso. Non era
+venuto nessuno? No, nessuno, proprio nessuno era entrato. No, no. Il
+servo uscì. Paolo rimase, in mezzo alla stanza, tremante di terrore e
+di gioia, poichè egli aveva inteso la voce di Maria, così precisa,
+così nitida, dirgli le parole del convegno:
+
+Domani, alle cinque.
+
+
+II.
+
+Tremante di terrore e di gioia! Tutta la notte egli sentì questa
+duplice convulsione partire dalla più intima essenza della sua anima e
+allargarsi nei suoi nervi e nel suo sangue: e fu pieno di sgomento ed
+ebbro di felicità. Egli non volle lasciare quella stanza dove aveva
+inteso, ancora una volta, quella cara voce seduttrice, dirgli le
+parole che sempre avevano sconvolto il suo essere e che adesso gli
+avevan dato l'indicibile tumulto interiore. Immoto nella persona e
+pure fremente, egli udiva ancora le sillabe precise che gli davano il
+convegno, che lo chiamavano alla consueta ora, quando già è declinato
+il giorno, nella casa dove li conduceva l'amore e che egli non aveva
+mai più riveduta, da che l'amore lo aveva abbandonato. Era la voce di
+Maria quella che gli aveva parlato, all'orecchio, bassa, ma netta e
+viva, battendo sulle lettere e sempre un po' imperiosa, malgrado il
+velo della dolcezza. Tutta la notte egli stette cogli occhi fissi
+sulla porta della sua stanza, come se ella dovesse apparirvi, come
+l'aveva vista, alla mezzanotte, nelle fantastiche contemplazioni piene
+di tristezza e di desiderio: e stette con l'orecchio teso, coi nervi
+vibranti, come se ancora l'adorata voce dovesse ripetergli il giorno e
+l'ora dell'amoroso convegno. Talvolta, la sua ragione tentava di
+vincere questo tremore di paura e di piacere, per cui egli invocava la
+presenza e la voce dell'amata, dicendogli che egli era solo, che niuno
+entrava per andare da lui, che niuno parlava, e che la notte era alta
+e la stanza si faceva fredda; ma l'uomo giaceva sotto l'impressione
+indimenticabile di quell'avvertimento e di quell'invito, dove si
+riussumeva ogni suo desiderio, dove si chiudeva il segreto unico della
+sua vita. Nella notte gelida e nella solitudine, nel bizzarro giro dei
+suoi pensieri e dei suoi sogni, egli credeva francamente che la donna,
+che l'amata, fosse arrivata fino a lui, mirabilmente, misteriosamente,
+per dirgli che ella lo voleva l'indomani, alle cinque, in quella casa,
+come nel tempo che si amavano: e silenziosamente e quietamente era
+sparita, detta l'amorosa parola. Lo credeva, poichè le ore notturne
+nei loro singolari eccitamenti avevan vinto la sua fredda ragione: e
+non si domandava, nelle esaltazioni tenere e appassionate, come ella
+fosse giunta, come fosse partita: e vedeva solamente quell'ideal
+piccolo volto esangue piegarsi verso lui e dirgli all'orecchio, che il
+domani, alle cinque, l'amore lo chiamava, l'amore lo voleva.
+
+Le bianche e tristi chiarità dell'alba diradarono la sua febbre e
+calmarono i suoi sgomenti: la sua ragione parlò: e dopo che ebbe
+eletto le sue calme cose, non restò, a Paolo, che l'ebbrezza della
+felicità. Forse, Maria non era penetrata nel suo appartamento, in
+quella notte strana, ed era una visione della sua fantasia, l'averla
+vista accanto a sè, come nelle migliori sere della loro passione;
+forse, Maria non aveva pronunziata, con la sua voce, quella parola
+vicino al suo orecchio, ed era un inganno del suo udito, quel suono
+lusinghiero. Che importava, però, il fatto materiale? L'appello vi era
+stato, l'appello sentimentale di un'anima languente d'amore, l'appello
+lontano a cui la volontà ardente dell'amore da tanta forza, che
+l'altra anima lo sente, a traverso il tempo e a traverso lo spazio,
+come se la persona e la voce fossero presenti. Talvolta, nel felice
+tempo del loro amore, questo legame fra le loro anime e fra i loro
+sensi, li aveva colpiti coi più bizzarri fenomeni di contemporaneità
+spirituale: talvolta, l'uno aveva intuito il muto desiderio
+dell'altro, essendo lontano: talvolta, l'uno aveva obbedito alla
+volontà dell'altro, senza conoscerla. Il metallo delle loro anime,
+troppo spesso si fondeva insieme, nel rovente crogiuolo dell'amore,
+perchè i due metalli si dividessero, dopo, perfettamente. Si
+rammentava, Paolo! E come la mattinata di questo suo grande giorno si
+avanzava, egli riteneva sempre più fermamente che alla mezzanotte
+Maria aveva pensato a lui con improvvisa passione e che aveva
+vivamente invocato la sua presenza, per questo pomeriggio, alle
+cinque. Ah, ella doveva averle ripetute a sè stessa, nella nostalgia
+del bacio, le parole del convegno, le doveva aver dette con
+quell'impeto e quella imperiosità che dicevano l'ardore della piccola
+debole donna esangue, e l'amante lontano le aveva intese ripercuotersi
+nel suo spirito, nitidamente, come un invito e come un ordine!
+
+E perchè non avrebbe ella inteso, a un tratto, la perfida e crudel
+donna, il rimpianto di un amore così schietto e così tenace? Non era
+ella stata di una brutalità feroce, quando aveva voluto morto l'amore,
+a qualunque costo, ostinandosi ciecamente nella sua ferocia,
+calpestando ogni senso di bontà e di gentilezza muliebre? Non aveva
+egli reagito, in tutte le forme, contro questa morte dell'amore, non
+aveva egli esaurito le sue violenze e le sue lacrime? Non aveva egli
+pregato alla porta di questa donna fragile e smorta, come un fanciullo
+lasciato nella via, al freddo, alla fame e al terrore, senza che la
+porta si aprisse mai più? Non aveva ella opposto la grande idea,
+l'idea semplice, l'idea liberatrice, a tutti i furori e a tutte le sue
+desolazioni, dicendogli: _non ti amo più_? Non aveva egli inteso,
+ahimè, con tutte le più dure e le più gelide intonazioni, questa idea
+semplice e definitiva e inappellabile: _non ti amo più_? Non aveva
+egli sentito che tutto periva, in lui, uomo, giovane ancora, sano,
+robusto, non corrotto; giacchè questa piccola donna capricciosa e
+malaticcia lo aveva scacciato da sè, per sempre? Non aveva egli voluto
+che tutto perisse, se veramente, nel tempo avvenire, questo amore non
+potesse mai più rivivere? Nei mesi che trascorrevano, non vincendo il
+suo dolore, ma addormentandolo, non era restato nel fondo di tutte le
+amarezze, nella feccia di tutti i calici, una speranza lieve e breve,
+ma viva, ma imperitura, che l'anima immortale di quella donna si
+ricordasse un giorno di quell'amore, e lo rimpiangesse, e lo
+desiderasse? Ebbene, ebbene, era accaduto il miracolo spirituale: il
+tragico capriccio era fuggito e la crudel donna aveva sentito
+intenerirsi quel suo piccolo cuore di pietra: ella aveva, forse,
+pianto su sè stessa e sul fedele cuore di uomo che ella aveva gittato
+via, nella strada: e a mezzanotte, in un momento di solitudine, Maria
+era stata presa dal soffocante desiderio di essere ancora amata e di
+amare ancora. Il fato si era compiuto: e Paolo non aveva sofferto
+invano.
+
+Egli visse, dunque, in quel giorno del convegno, in preda alla letizia
+indicibile di un amore rinnovellato: e le ansietà e le trepidazioni
+del primissimo loro convegno, di cui egli si rammentava, non avevano
+il suggello di questa gioia suprema. Egli uscì tre volte di casa,
+camminò per le vie, parlò con la gente, assorbito e sorridente, col
+suo segreto che gli saliva alle labbra in parole di tenerezza e gli
+velava gli occhi con lacrime di gioia: e tre volte tornò a casa sua,
+tanto impaziente, tanto morente di amore e di felicità che, talvolta,
+pensò non avrebbe avuto forza di resistere all'apparizione di Maria,
+nella casa del loro amore. Era in questo momento che si concentravano
+tutti i suoi pensieri e tutti i suoi sogni. Si sarebbe egli
+inginocchiato innanzi all'amata che ritornava a lui e le avrebbe
+baciato il lembo dell'abito? Avrebbe egli detto, all'amata, una parola
+di adorazione? Le avrebbe forse fatto qualche rimprovero per quel
+lungo anno di dolore e di solitudine, a cui Maria lo aveva condannato?
+No, no. Gli sarebbe, certo, mancata la voce, per dire nulla: gli
+sarebbero, certo, mancate le forze per prostrarsi e adorare. Non
+avrebbe fatto altro che aprire le braccia e chiudere sul suo petto
+affannoso e scoppiante pel palpito, la cara piccola persona, deciso a
+non lasciarla fuggire più, poichè ella era solamente il suo amore e la
+sua vita. Nulla dirle: poichè niuna parola potea compendiare quello
+che egli aveva sofferto e quanto era felice. Chiudere nelle sue salde
+braccia la diletta, null'altro: e tacere: e lasciare che scorressero
+le ore e il tempo, senza sapere di esso: e credere che il mondo fosse
+chiuso in quell'abbraccio. Quando egli si fermava, col pensiero, con
+la fantasia, su questo minuto profondo e intenso, egli abbassava il
+capo e impallidiva mortalmente. Queste emozioni, qualche volta, sono
+superiori alle forze umane.
+
+Erano le tre e mezzo quando, lentamente, per calmare la sua
+esaltazione, Paolo si avviò alla casa del loro amore. Non era molto
+lontana, proprio nel centro della città e nel mezzo di una via
+popolosa. Allora, Maria aveva preferito che fosse così, ella che
+odiava la campagna quanto odiava il mare: e voleva aver l'aria
+disinvolta di una signora che passeggia, o che va a visitare una
+signora sua amica, mentre si recava al convegno di amore. Egli aveva
+obbedito, schiavo di tutte le volontà della delicata e pallida donna:
+e il loro nido era posto in un qualunque volgare ambiente, circondato,
+sopra e sotto, da volgare gente. Soltanto che Paolo vi aveva profuso
+internamente, non il lusso, ma la gentile poesia di un'anima presa e
+che non vive che per le feste dell'amore. Giammai le tende che
+velavano le finestre delle tre piccole stanze si levavano, per paura
+di farsi vedere, le pareti erano foderate di stoffe leggiadre e i
+tappeti non facevano udire il rumore dei passi. Ebbene, dal giorno in
+cui era stato abbandonato da Maria, Paolo non vi era mai più tornato.
+Ne portava sempre la chiave in tasca, devotamente: ma non osava
+neppure accostarsi al portone di quella casa, senza sentire il
+ribrezzo della paura e un cocente dolore togliergli ogni forza.
+Spesso, nelle sue crisi più terribili, egli aveva pensato di andare
+colà, di salire nel tempio, di lacerare i veli e le stoffe,
+d'infrangere le statuette e le porcellane, di spezzare ogni cosa e,
+devastato tutto, di richiudere per sempre quella porta e fuggire.
+Spesso, nelle sue ore desolate, egli aveva pensato di andare a
+piangere colà, solo, solo, solo, sperando che quel fiume di lacrime
+avrebbe deterso la torbida anima sua e l'avrebbe rinnovata. Ma non ne
+aveva avuto il coraggio, mai. La casa era chiusa da un anno. Anche
+Maria aveva una chiave. Ella, certo, non vi era tornata, mai. Ma vi
+sarebbe andata oggi, lo aveva avvertito, ed egli, vinto il terrore di
+ritornare colà, vi andava con l'ebbrezza dell'amante felice, le cui
+braccia già si stendono all'abbraccio, le cui labbra già si protendono
+al bacio.
+
+Pure, innanzi al portone, ebbe un singolar trasalimento. La sua
+emozione era diventata acuta e il respiro gli mancava. Era quasi sera,
+già. Faceva freddo, ma egli affogava di fiamme che gli invadevano il
+sangue. Non intese mai come fosse salito, a quel terzo piano. Quando
+fu innanzi alla porta, vacillò. Il suo amore lo faceva agonizzare
+prima del tempo, dunque? E che sarebbe stato, fra un'ora, alle cinque,
+quando Maria, Maria sarebbe entrata da quella porta e gli sarebbe
+caduta nelle braccia? Vacillando, egli mise la chiave nella serratura;
+questa stentò ad aprirsi. Pensò, un istante che gli parve lunghissimo,
+eterno, che quella porta non si sarebbe aperta mai. Ma si schiuse:
+egli vide innanzi a sè il vano nero: e vi entrò: quasi, vi si
+precipitò: e la porta si richiuse, dietro a lui, con un bizzarro
+fragore.
+
+Ah quando egli fu dentro, nell'oscurità, nel silenzio, e quando gli
+ebbe fatta un po' di luce, con le mani tremanti che tentavano
+accendere la candela e quasi non vi riuscivano, quando gli ebbe dato
+uno sguardo intorno, egli richiuse gli occhi, per non vedere, e si
+lasciò cadere, sfinito, sopra un divano, nascondendo la faccia fra le
+mani. Fra un'ora ella doveva qui venire, la diletta. Ma come tutte le
+cose parlavano di lei, prima, sempre, parlavano alto, insieme, di lei,
+solo di lei, dell'amore, del solo amore, dell'unico amore, che era
+lei! Qui, sulla spalliera del divano dove egli appoggiava la testa,
+ella soleva appuntare gli spilloni del suo cappello, per ritrovarli
+subito, quando voleva scappar via: e ancora vi era un mezzo spillone,
+rotto, nella fretta di strapparlo. Ella sarebbe venuta, più tardi,
+cara, piccola, affascinante: ma ella era già là, in quella fotografia
+sul tavolino, nella brillante cornice d'argento che circondava la
+testina dai nerissimi, lucidi e fini capelli, che ne delineava il
+profilo sottile mostrando lo sguardo un po' levato, dolcemente,
+maliziosamente e l'angolo di un sorrisino delicato, sulla delicata
+bocca. La fotografia non portava nome di dedica: ma ella vi aveva
+scritto il suo nome e la parola _sempre_. Lei, sempre, sì, sempre e
+sopratutto, ma specialmente qui, sull'ampio divano dove erano ancora
+ammucchiati i cuscini, come essa li aveva lasciati l'ultima volta: e
+uno portava la forma della sua testa, ancora, ancora! Ah egli non
+resistette a quella impronta del raso, dove la testina si era posata,
+egli si trascinò là innanzi e vi cadde in ginocchio e baciò lievemente
+quella impressione concava, temendo che un troppo rude bacio la
+distruggesse. Un singhiozzo di amore, di gioia e anche di sommo dolore
+gli sollevava e gli spezzava il petto. Qui, era la casa, era il nido,
+era il santuario, dove egli aveva vissuto il tempo più inebbriante
+della sua vita: qui, egli aveva raggiunto quel supremo limite
+dell'umana felicità, che pare voglia infrangere l'umana natura cui è
+dato arrivarvi: qui, solamente, egli aveva inteso che la esistenza non
+è un gretto e miserabile volger di giorni, ma che ha una sublime
+ragione di essere, quando l'amore la nobilita e la slancia nelle
+armonie infinite, dove l'anima trascina e purifica i sensi! Quante
+donne erano passate, nella sua vita? Tre, quattro forse; e anche egli
+le aveva amate, forse. Dove erano questi glaciali fantasmi? In quale
+tomba erano spariti? Qual nome portavano? Egli non se ne ricordava
+più. Già, le aveva dimenticate subito, come Maria gli era apparsa e
+piaciuta. E invece lei, lei, perfida e crudele, lei che egli non
+vedeva da un anno, lei che lo fuggiva, beffandosi di lui, era così
+trionfante, ancora, sempre, non nella memoria soltanto, non nelle
+testimonianze del passato solamente, ma nel presente, ma in quel
+minuto, che a lui bastava vedere l'angelo dal fine sorriso, sulla
+fotografia, per fremere di amore desideroso; e bastava di vedere la
+traccia della sua testina sul raso abbassato del cuscino per
+sussultare di passione, di voluttà e di un ignoto spasimo! Ah, egli lo
+sapeva che quella casa, che quell'ambiente gli avrebbero detto la
+grande verità, la verità unica, la verità innegabile, che egli viveva
+solo per l'amore di quella donna e che senza quell'amore egli non
+poteva vivere; lo sapeva bene ogni mobile, ogni stoffa, ogni piega del
+merletto, il profumo antico ma persistente di tutto quello che ella
+aveva toccato, gli avrebbero parlato di una seduzione unica, di un
+fascino unico, di una voluttà unica, di una passione unica! Perciò,
+nell'ora della desolazione e dell'abbandono, non aveva osato venirci:
+perciò vi era venuto solo per aspettarla.
+
+Erano le cinque, l'ora del convegno. Egli balzò in piedi, tendendo
+l'orecchio. Nessun rumore. Passarono dei minuti; poi, varii minuti;
+poi, molti minuti. Ritto, immobile, in mezzo alla stanza, rigido di
+ansietà, egli aspettava. Nulla. Udì, una volta, un passo: ma nessun
+giro di serratura vi corrispose: e la sua persona s'irrigidì, di
+nuovo, in una intensità terribile di aspettativa. Nulla. Si mosse:
+andò sino alla porta, origliò, se per le scale alcuno salisse. Nulla.
+Andò presso alla finestra, sollevò una tenda, guardò nella via: i
+passanti erano rari, rarissime le donne, niuna si fermava. Talvolta,
+prima, tardava; anche oggi, dunque, poteva tardare. Cavò il suo
+orologio e si mise a seguire le sfere del minuti secondi col tichettìo
+che gli cresceva di fragore, nel cervello. Guardava, ma non vedeva:
+sentiva che il tempo passava, ecco tutto. Minuti secondi, minuti
+primi, ore? Tempo che passava. Adesso quel silenzio, intorno, lo
+terrorizzava; e uno strazio nasceva, germogliava, cresceva dal fondo
+del suo essere convulso. Nulla, intorno. La candela ardeva, con un
+battito leggiero e appena diradava le ombre. Le altre stanze erano
+oscurissime. Non le aveva visitate, preso e vinto dall'attesa. Ora,
+non levava gli occhi verso esse, come se racchiudessero paurose e
+terribilissime cose. Volle provare a parlare, per dar della vita a
+quella stanza oramai tetra e taciturna: ma la voce non gli uscì dalle
+labbra. Avrebbe voluto andare ad aprire la porta, così per farla
+entrare più presto: ma una misteriosa volontà lo inchiodava al suo
+posto. Quanto tempo? Lo ignorava. Aspettava il suo unico amore e la
+unica donna. Non conosceva altro. Ella doveva venire, poichè lo aveva
+detto e poichè lo aveva chiamato, alla mezzanotte del giorno prima,
+dandogli il convegno. Forse era in via; forse già arrivava; forse era
+quello il suo passo. Egli aspettava, la creatura, unica, la sola per
+cui egli vivesse, la sola per cui egli avesse del sangue nelle vene e
+un palpito nel cuore: Maria.
+
+ * * * * *
+
+Egli non si levò dal divano dove si era buttato, che udendo battere
+mezzanotte a una chiesa poco lontana, con suono cristallino. La
+candela era quasi consumata. Maria non era venuta. Freddamente si
+rammentò tutto quello che era accaduto, fra loro, nel passato, come se
+ne vedesse la rappresentazione in uno specchio: egli si guardò
+attorno, freddamente, trovando sopratutto quell'amore e quella donna
+riflessi e viventi e pur finiti, dapertutto. Poi, si ricordò quello
+che aveva visto e inteso la notte prima, il convegno datogli da una
+voce che _pareva la sua_, il convegno a cui era venuto,
+ineluttabilmente. E intese subito. In quella casa, gli aveva dato
+convegno la Morte.
+
+
+
+
+L'INELUTTABILE.
+
+_(Miss Geraldina)._
+
+
+Miss Geralda Fitz-Gèrald, di Gèrald Castle nel Somerset, per
+diminutivo vezzoso chiamata miss Geraldina, passava nove mesi
+dell'anno in Italia, e gli altri in viaggio sempre altrove che in
+Inghilterra. Miss Geraldina non amava punto il suo paese e non vi
+ritornava che malvolentieri, una volta l'anno, per tre o quattro
+giorni. Faceva i conti coll'intendente, firmava i nuovi contratti coi
+suoi affittaiuoli, visitava Gèrald Castle, visitava la sua vecchia
+matrigna lady Hilda Brosborough, visitava il cimitero dove dormivano
+suo padre, sua madre e tutti i Fitz-Gèrald suoi antenati, lasciava una
+grossa elemosina al Pastore, e partiva senza aver voluto vedere
+nessuno. Miss Geraldina era ricca, possedendo per sè sola ottantamila
+lire di rendita; era senza fratelli, senza sorelle, senza parenti
+poveri che la seccassero, e a ventotto anni, era perfettamente libera
+di andare, venire, viaggiare, dove le paresse e piacesse. Miss
+Geraldina conosceva e parlava cinque lingue; aveva studiato il canto,
+il pianoforte e l'arpa; era un'acquarellista molto abile; aveva molto
+spirito e lo manifestava in tutte le forme: dallo spirito secco e
+caustico allo spirito placido e bonario. Miss Geraldina aveva delle
+idee. Miss Geraldina pensava.
+
+Miss Geraldina a diciotto anni pesava novantacinque chilogrammi, a
+ventidue ne pesava cento, a ventotto ne pesava centoquindici. A
+centoquindici si era fermata da un anno e pareva che non ingrassasse
+più. Era naturalmente e mostruosamente grassa. Aveva la diffusione
+eguale e permanente della grassezza, per tutta la persona;
+l'uniformità del grasso; era un grasso coscienzioso ed onesto che si
+allargava dapertutto, senza parzialità. Grasse le braccia, come le
+spalle; grasse le mani come i piedi, grasse le guancie come il collo.
+
+In questo modo, a prima vista, non si distinguevano le forme del suo
+corpo, ma si percepiva confusamente una massa informe, semovente a
+stento: un testone grosso, grasso e rotondo, quasi affogato nelle
+spalle che salivano: sulla testa un treccione nero, che per quanto
+fosse folto, pareva miserabile, come una corda sdrucita. Gli occhietti
+neri, vivaci, troppo piccoli, scomparivano nel grasso della faccia,
+sembravano due bucherelli neri; il naso rotondo, come senza ossa,
+lucido, polputo nelle nari, era sommerso fra le due masse carnose
+delle gote. La bocca troppo piccola, troppo infantile, era sempre un
+po' schiusa di traverso, per respirare: un primo mento piccolo,
+bambinesco, giaceva sopra un secondo, largo come una collana. Di collo
+solamente una linea. Poi un corpo quadrato, largo, senza linea di
+cintura, senza curva di fianchi, con due grosse travi per braccia, con
+due masse di grasso per mani, un grasso roseo, tutto pieno di
+fossette. Nessuna curva, nessuna linea spezzata. Il cubo--e
+nient'altro.
+
+A cagione di questa sua formidabile persona, miss Geraldina non poteva
+fare moltissime cose che le altre ragazze fanno. Non poteva, per
+esempio, vestirsi in nessun altro modo, che con una larghissima veste
+da camera, in lana, a pieghe profonde, serrata con un cordone dove
+avrebbero dovuto essere i fianchi: veste senza ornamenti, senza balze,
+monacale. Le erano inibiti la seta, il raso, il velluto che disegnano
+le forme; i merletti che ingrossano la persona. Questa veste doveva
+essere per forza nera, o molto scura; sarebbe stato ridicolo portare
+un colore chiaro, che raddoppia le proporzioni. Di goletti in
+merletto, di cravatte a cappii vistosi, non se ne parla: la
+straziavano. Appena una linea di goletto, dritto, in tela bianca: e
+spesso per quello stringimento, le saliva il sangue alla testa, il
+viso si faceva scarlatto e il naso cremisi. Pei cappelli, era un affar
+serio; piccoli, erano ridicoli; grandi, ridicolissimi: non si trovava
+una forma che le andasse, senza sfigurarla troppo. Miss Geraldina
+aveva finito col portare una cuffia in velo nero come le portano le
+vecchie nonne. Aveva da tempo rinunziato a tutti gli ornamenti, fiori,
+piume, nodi di nastro, gioielli, spilloni: poichè tutte queste cose
+minute ed eleganti erano sproporzionate a quell'adipe. Così non poteva
+portare gli stivalini bizzarri, dalla suola inarcata, dal tacco
+svelto: non ci si reggeva sopra, e portava le scarpe di panno, molto
+forti, a doppia suola e senza tacco. Così non poteva infilare quelle
+dita simili a salsicciotti nei guanti di seta, di camoscio, di
+capretto, poichè li faceva crepare su tutte le cuciture; invece
+portava i mezzi guanti di filo nero, quei mezzi guanti borghesi che
+servono a deformare la mano.
+
+Naturalmente miss Geraldina non andava mai al ballo, poichè sarebbe
+stato buffo, solamente l'immaginare quella massa in giro per un
+_waltzer_. Buffo e spaventoso. Non potendo usare altra acconciatura
+che il suo sacco di lana nera, ella non andava ai concerti, non andava
+a nessuno spettacolo pubblico, dove la _toilette_ è di obbligo. Che
+lei cantasse, che lei suonasse il pianoforte, che lei suonasse l'arpa,
+nessuno poteva saperne nulla, poichè niuno pensava che un elefante
+mormorasse le romanze di Tosti, che un elefante facesse scricchiolare
+la sedia del pianoforte ed i tasti, per suonare una polka di Chopin,
+che un elefante osasse sedersi presso l'arpa e abbracciarla e trarne
+suoni divini. Alle esposizioni non andava, poichè non poteva molto
+camminare e le poltroncine giranti non la contenevano; così non andava
+mai a visitare i musei. In conversazione non andava, poichè il moto di
+stupore e quello di terrore talvolta, d'ogni nuova presentazione,
+erano cose non destinate a farle buona impressione. Non usciva se non
+in carrozza, una carrozza speciale, bassa di montatoio, larga di
+cuscini, dove lei si distendeva, sola, in tutto il torpore della
+propria persona.
+
+Naturalmente miss Geraldina non aveva amiche. Nel suo passato
+giovanile due o tre disinganni amari le avevano fatto intorno questa
+solitudine femminile. In fondo all'affetto di tutte le sue amiche essa
+aveva trovato, o la falsità, o la compassione. Ed anche la
+compassione, per quanto ella sopra i nervi avesse quel settemplice
+strato di grasso, non le andava a' versi. Poi il paragone delle donne
+sottili, magre o anche grassottelle ma gentili, non era fatto per
+allietare il suo spirito, ed essa aveva, a poco a poco, ferite una ad
+una le amiche, con la sua acredine. Tutte si erano allontanate,
+mormorando: "quella specie di mastodonte sembra buono, ma è maligno."
+
+E neppure gli uomini amava miss Geraldina. Sfuggiva la loro compagnia,
+sempre, dovunque; sfuggiva le presentazioni, le nuove conoscenze. Essa
+non credeva alla loro bontà, quando le si mostravano premurosi e
+cortesi: pensava che lo facessero per interesse e li disprezzava;
+pensava che lo facessero per pietà e ne aveva sdegno. Forse, preferiva
+quelli che la burlavano apertamente, che la guardavano con aria
+ironica, che la squadravano fra loro, additandosela e soffocando le
+risate. Mai miss Geraldina si sarebbe maritata. A farle la corte, non
+pensava nessuno. In verità era troppo enorme perchè si potesse
+concepirla maritata. La cieca ispira una gentile pietà, la gobba ha lo
+spirito e la malignità per sè, la zoppa può dissimulare il suo
+difetto, tutto può essere nascosto o attenuato, ma l'esagerazione del
+grasso non si nasconde, non si attenua. È ridicolo. È ridicolo per
+ogni chilogrammo, per ogni palmo, per tutta la sua estensione, per
+tutta la sua enormità. È ridicolo ed è volgare. E per quanto le
+ottantamila lire fossero lì per sollievo, niuno osava affrontare tanto
+ridicolo e tanta volgarità. Miss Geraldina lo sapeva; richiesta,
+avrebbe rifiutato. Ma non la chiedevano.
+
+Così questa giovane miss inglese viveva singolarmente, in Italia, a
+Sorrento, in un albergo, dove aveva bisogno di sedie fatte apposta, di
+letto fatto apposta, tutto vasto, tutto solido. Pranzava nella sua
+stanza, sola; leggicchiava storie d'amore che non la riguardavano e
+versi che nessuno mai le avrebbe mormorati; canticchiava ritornelli
+amorosi; dipingeva all'acquerello qualche veduta di Sorrento; sempre
+sola. Non scriveva mai, perchè non doveva scrivere a nessuno e perchè
+scrivere le faceva venire l'affanno. Non cuciva nè ricamava perchè era
+inutile. Non piangeva perchè non aveva per chi piangere; non rideva,
+perchè il suo destino era di far ridere.
+
+Questa miss Geraldina Fitz-Gèrald di Gèrald Castle nel Somerset, morì
+a trentaquattro anni, dopo due anni di una crescente malattia di
+cuore, che le toglieva il respiro. È la malattia dei grassi. Di rossa
+divenne gialla; invece di dimagrare si gonfiò tutta. Nell'albergo dove
+morì, dovettero ordinare una cassa grandissima per chiudervela dentro.
+Io l'ho vista questa morta. Sulla larga faccia, simile a quella di
+certi angioloni di marmo diventati gialli col tempo, sulla larga
+faccia bonaria stava il rancore doloroso di un essere innocente,
+inoffensivo, colpito da una grande ingiustizia.
+
+
+
+
+IL SEGRETO.
+
+_(Cariclea)._
+
+
+Nella camera chiusa, in quelle giornate di agosto, si soffocava; al
+mattino vi ronzavano pesantemente le mosche, attirate dalla
+zuccheriera scoperta sul comodino, dal bicchiere di aranciata, dallo
+sciroppo di codeina che stillava dal collo di una bottiglina e
+dall'odor grave di malattia che era nell'aria. Esse si posavano sul
+volto bruno dell'ammalata, dai pomelli arrossati, mentre ella dormiva,
+gittata in quei torpori profondi che sono il preludio della morte: il
+figliuolo invano le scacciava con un ventaglio, esse ritornavano a
+posarsi su quelle labbra semiaperte da cui sfuggiva breve, rôco,
+rantoloso, il respiro. Di sera non si poteva aprire la finestra, non
+un filo d'aria entrava ad agitare la fiammella diritta; di sera, vampe
+di calore, fra cui mettevano una nota acuta l'acqua di finocchio e il
+catrame distillato, salivano al cervello di Pietro, il figliuolo che
+vegliava sua madre. Il silenzio della camera era rotto dal rantolo
+cupo o dal fischio sottile di quei polmoni agonizzanti; era rotto
+dallo scoppio di quella tosse dura, insistente.
+
+Egli vegliava, tenendo lo sguardo fisso, immoto, sulla faccia di sua
+madre. Pareva volesse scolpirsi in mente quel volto affilato,
+diminuito dal male, volto di cui già alcune linee erano diventate
+immobili. Egli sapeva che la madre moriva; lo sapeva, e l'anima sua lo
+mormorava a sè stessa, quasi per convincersene. Non una lagrima saliva
+agli occhi riarsi di quel figlio, non un singulto lacerava il petto di
+quel figlio. Era stupefatto. Egli viveva, quasi pietrificato, in
+quella stanza, andando, venendo, porgendo le medicine, porgendo da
+bere, accomodando i cuscini, aiutandola a sollevarsi. Viveva come un
+sonnambulo, con gli occhi spalancati e fissi, prestando tutte le cure
+più affettuose e più umili, lentamente ma carezzevolmente, meglio di
+una donna, senza parlare. Non si scuoteva, non trasaliva, avendo
+costretto all'indifferenza il proprio viso; solo quando la tosse si
+faceva sentire, egli impallidiva lievemente e voltava la testa in là.
+Mentre la madre giaceva in quei torpori che lo spaventavano, peggiori
+della veglia, egli pensava. Che madre era stata quella per lui! Per
+lui quella era la madre delle madri, era stata l'amor materno come
+idea fissa, l'amor materno come follia. Dalla nascita fino a quelle
+ultime giornate, così monotonamente disperate, non si erano lasciati
+mai un minuto, madre e figlio. Aveva dormito fino a dieci anni nel
+letto della madre, con la testa appoggiata sul petto di lei; dopo,
+nella stessa stanza; dopo, nella stanza accanto, con la porta aperta,
+parlandosi. Ella lo aveva salvato da tutte le terribili malattie
+d'infanzia, pregandogli la vita con la voce, comunicandogli la vita
+con lo sguardo magnetico, soffiandogli la vita col respiro; aveva
+preso da lui una volta il vaiuolo, una volta il tifo. Ma essa si
+ammalava pel figlio e guariva pel figlio. Ella lo conduceva a scuola,
+sotto la pioggia; ella veniva a riprenderlo. A casa studiavano insieme
+le lezioni e lei si stillava il cervello come lui sui problemi di
+aritmetica. Pietro era impertinente, nervoso; la madre lo sgridava,
+poi piangeva, e lui scoppiava in lagrime. Andavano insieme a
+passeggiare, Pietro bello ed elegante, cogli abitini che ella gli
+cuciva, lei dimessa e sorridente. Parlavano insieme lungamente, nei
+tramonti estivi, il figlio abbracciato alla madre, guancia a guancia;
+ella gli diceva con la voce bassa dove mormoravano le note
+dell'intimità, tutto quello che vi è di bello e di brutto nella vita.
+Il figlio ascoltava, senza rispondere; poi con la mano accarezzava la
+faccia della mamma e talvolta la trovava bagnata di lagrime. La mamma
+non gli parlava mai di sè, mai del proprio passato, mai della propria
+vita; gli parlava di lui, dell'avvenire. Talvolta, più grandetto, egli
+domandava:
+
+--Dimmi di te, mamma buona.
+
+--No; non serve,--rispondeva lei brevemente, mentre un'onda di pallore
+le saliva al viso.
+
+Tale madre era stata la moribonda per lui; madre per il cuore, madre
+per la mente, madre per il corpo, madre per il sacrifizio, madre per
+la stravaganza dell'affetto, madre per l'immensità della passione. Il
+figliuolo le rassomigliava tratto per tratto, tanto era stato _fatto_
+da lei. Nell'anima era come lei, tanta era stata la trasfusione del
+pensiero e del sentimento. Fra quei due vi era un continuo scambio di
+vita. Si sorridevano col medesimo sorriso; si guardavano e l'idea
+andava dall'uno all'altro, senza bisogno di parola. Ancora egli sedeva
+ai piedi della madre e le appoggiava il capo sulle ginocchia, mentre
+la mano delicata e lieve di lei gli carezzava i capelli, mentre la
+voce bassa susurrava a lei le parole della vita--ma questo bambino era
+un uomo, a diciannove anni, forte, virile, coraggioso, apprezzatore
+sereno degli uomini e delle cose. D'un tratto, come se finita l'opera
+sua, la madre non avesse più ragione di vivere, tutte le forze della
+sua robusta salute declinarono: parve colpita fatalmente e
+sicuramente.
+
+
+Come la morte si avvicinava, questo scambievole amore di madre e di
+figlio aumentava d'intensità senza parole, straziante e profondo.
+
+--Mamma, mamma,--si ripeteva egli a sè stesso sperando di impazzire a
+furia di ripeterlo.
+
+E le girava attorno, incapace di lasciarla un minuto. Ella lo guardava
+fisamente concentrando nello sguardo tutto il suo amore.
+
+--Come ti senti, mamma?
+
+--Meglio.
+
+--Mamma cara, mamma bella....
+
+E il figliuolo nascondeva il capo nei cuscini. Poi venivano certi
+lunghi e paurosi silenzi che lo sgomentavano.
+
+--Dimmi qualche cosa, mamma....
+
+Ella faceva cenno che non poteva, chiudeva gli occhi, crollava il capo
+come stanca. Sempre quel sonno penoso, in cui la faccia s'induriva, le
+palpebre socchiuse, la bocca storta, la testa inclinata sul lato
+destro, poichè il polmone sinistro era consumato.
+
+--Mamma....--mormorava il figlio, piano.
+
+E lei, svegliata, conservava quella durezza di tratti, gli occhi fissi
+e vitrei.
+
+--Mamma, parlami, dimmi....
+
+Talora quando la vedeva così ritirata in sè stessa, l'anima lontana,
+con quella indifferenza suprema per cui la mente sembra già staccata
+dalle cose terrene, con quel disinteressamento per cui il morrente
+pare già fatto cosa di un'altra sfera, pare già in alto, trattenuto
+appena da un filo invisibile, egli la chiamava, disperato, con la voce
+turbata con cui il Redentore dovette chiamare Lazzaro:
+
+--Mamma, mamma!
+
+Ella viveva ancora. Si pigliavano per mano: Pietro le parlava
+sottovoce, come un bambino, pieno di carezze nella intonazione,
+dicendole che l'amava, che le voleva bene, che l'adorava, che la
+idolatrava, che era la sua mamma cara, unica, immensa. Ella stava a
+sentire, come rianimata da quella voce tutto amore, respirava meglio,
+la mano non bruciava più tanto, la fronte non aveva più quei sudori
+gelati. Ma quando, in fondo alle parole del figliuolo, ricompariva,
+inconscia ma fatale, quella interrogazione; quando quel _dimmi_, vago
+ma insistente, ritornava sulle labbra del figliuolo, quando la
+curiosità ardente e latente trapelava da quanto egli dicesse, allora
+ella si riversava sui cuscini, chiudeva gli occhi, voltava la testa,
+come se scegliesse la posizione per morire in pace. Se lui, cieco,
+disperato, mosso da un istinto egoistico o da un istinto amoroso
+insisteva su quel _dimmi, dimmi_, un lamento tetro usciva da quel
+petto distrutto, un lamento di anima morente e disperata. Il figlio
+taceva, mortificato, avvilito.
+
+E per dieci giorni, fra questa madre e questo figlio che si adoravano,
+fra questa madre che non voleva morire per amore e questo figlio che
+non voleva farla morire per amore, una lotta muta e terribile fu
+combattuta.
+
+Il segreto si ergeva grande, possente, feroce fra loro, il segreto che
+faceva balbettare quel figliuolo ai piedi del letto di sua madre,
+mentre lei si rigettava nell'ostinato mutismo dell'agonia. Fu una
+lotta accanita, in cui l'anima umana mostrava tutta la sua dolcezza e
+tutta la sua mostruosità, in cui l'amore era egoismo e l'egoismo
+amore.
+
+
+Ardeva la sottile fiammella della candela. Dalla via saliva il suono
+di un organetto che mandava nell'aria le note di una _mazurka_. Nella
+stanza soffiava la morte. Ella aprì gli occhi.
+
+--Perchè hai spento il lume, Pietro?
+
+--Dio! non vede più il lume! mi muore, dunque,--pensò lui.
+
+E allora, buttato accanto al letto, perduto nell'immenso dolore della
+sua vita, smarrito dalla solitudine in cui entrava, gridando,
+piangendo, strappandosi i capelli, singhiozzando, gli salì alle labbra
+la domanda che mai aveva osato pronunziare:
+
+--O mamma bella, dimmelo! O mamma buona, mamma del cuore, mamma,
+dimmelo! Non vorrò bene che a te, non amerò che te, dimmelo! Per pietà
+di tuo figlio, dimmelo! Se mi vuoi ancora bene, dimmelo! Mamma, mamma,
+dimmi il nome di mio padre.
+
+Ella gli spalancò in volto gli occhi vitrei, aprì la bocca per pigliar
+fiato:
+
+--No,--disse con la voce confusa e pastosa dei morenti.
+
+Poi, volto il capo, dette tre gridi lunghi, striduli, strazianti; non
+respirò per un minuto secondo; tastò vagamente il lenzuolo con le
+dita; respirò fortemente e morì.
+
+
+
+
+
+L'ULTIMA LETTERA
+
+_(Angelica)._
+
+
+ _Signora_,
+
+Voglio scrivere a voi, in quest'ora di morte. Non voglio mandare a mio
+padre, così amabile e così indifferente, così indulgente e così
+freddo, l'ultima mia parola: non a mio marito, tanto cortese e tanto
+crudele, voglio scrivere io, per dargli l'ultimo saluto. Quando
+sentiranno che io mi sono uccisa, ne avranno grande sgomento, perchè
+la morte fa paura agli indifferenti e ai crudeli: dopo, diranno che
+_così dovea finire_. Dieci lettere, mille lettere, scritte nel dolore
+di questa lenta agonia, innanzi alla piccola rivoltella scintillante
+come un prezioso gioiello, non giungerebbero a dare a mio padre, a mio
+marito, la pietà, o il rimorso. La loro glaciale e confortante ragione
+ripeterebbe loro che _dovea finire così_ e lo strazio mio soffrirebbe
+una postuma ingiuria. No, no, ad essi non voglio scrivere nulla. Solo
+a voi, signora, mentre non vi conosco, mentre non mi conoscete, voglio
+dire che muoio, uccidendomi, voglio dire perchè mi uccido. Vi è un
+uomo che adoro, Francesco Sangiorgio: ma è inutile che io gli scriva,
+è inutile che io gli mandi l'estremo addio, è inutile che io gli
+raccomandi la mia memoria, è inutile tutto. Francesco Sangiorgio vi
+ama: voi lo amate. Ecco perchè tutto è inutile, il mio amore come il
+mio dolore, la mia vita come la mia morte. Egli vi ama e voi lo amate:
+ecco perchè debbo morire. Scrivere a voi, significa scrivere a lui:
+voi siete lui. Gli leggerete questa lettera: la leggerete insieme. E
+il soffio tragico della morte che ne spira, darà un sapore più
+profondo di emozione ai vostri baci; la immensa dolcezza della vostra
+passione avrà una vena di amarezza, che legherà più solidamente i
+vostri cuori; all'impeto dell'amore, si unirà il supremo orgoglio di
+aver fatto soffrire, l'orgoglio che hanno le persone più buone e più
+dolci: egli vi sembrerà più bello, più nobile, più degno di essere
+amato, poichè non ha saputo tradirvi e ha lasciato che me ne andassi
+alla morte; voi gli sembrerete più bella, più cara, più preziosa,
+poichè una donna è morta per voi. Per voi muoio, signora: morire per
+voi, significa morire per lui: voi siete lui. E le ultime torbide
+visioni di quest'ora terribile, queste visioni che mi fanno fremere di
+angoscia, di gelosia, di odio, mi mostrano sempre voi e lui, sempre
+insieme; e le schernitrici visioni mi dicono che, morendo, io vi
+unisco più saldamente, che eravate amanti e che io vi rendo compiici.
+Oh Dio, Dio, Dio, non avere scampo neppure nella morte!
+
+
+Signora, vi odio. Mi hanno detto che siete stata amata, che uomini
+austeri hanno singhiozzato d'amore alle vostre ginocchia: so che
+Francesco Sangiorgio vi ha dato tutto sè stesso, nell'abbandono della
+più ardente passione. Ma nessuno amore del vostro passato e del vostro
+presente può arrivare alla misura dell'odio profondo, cieco,
+invariabile che trabocca dal mio cuore per voi: ma tutti gli amori
+presi insieme, compreso quello di Francesco, non giungono all'altezza
+del mio odio. Ho ventiquattro anni: sono piena di gioventù e di
+salute: ho dritto alla mia parte di gioia, di felicità--eppure debbo
+morire disperata, senz'avere avuto il conforto di un bacio, senza
+sperare il conforto di un rimpianto. Muoio a ventiquattro anni, lascio
+la mia famiglia, la mia casa, il mio paese dove è tanto sole e sono
+tanti fiori, me ne vado nella morte, sette palmi nella terra nera e
+pesante, chiusa in una bara di legno, nell'ombra eterna, nella morte,
+nella morte: e questo per voi, e per questo vi odio, così mortalmente
+vi odio, che il mio sangue abbrucia e le mie tempie scoppiano, quando
+l'anima mia pronunzia il vostro nome. Vi odio. Se voi non foste, ora,
+non morirei: se voi non foste, Francesco Sangiorgio mi avrebbe amato.
+Era l'uomo del mio cuore, Francesco: era l'uomo dell'anima mia,
+destinato a me dalla legge arcana della passione e voi me lo avete
+tolto, per sempre. Sentite, sentite, quando io penso al passato tutta
+la mia collera si abbatte e si trasforma in una tenerezza immensa,
+tutte le lacrime della mia esistenza piovono dai miei occhi e io
+piango già--saranno le sole lacrime versate su me--su questa povera
+creatura a cui hanno portato via l'unica forza e l'unica speranza. Ah
+signora, signora, che siete così dolce, così soave, così umile, che vi
+chiamate Angelica, come avete potuto far questo, come avete potuto
+volere la morte di una donna, di una cristiana, perchè mi avete fatto
+questo, voi che siete una buona e mite anima femminile? Signora,
+signora, voi siete innocente: ma veramente, ve lo dico, voi avete
+armato la rivoltella che mi deve uccidere e voi mi avete detto che
+debbo morire.
+
+
+Poichè, se voi non foste, egli mi avrebbe amata. Ci conoscevamo da
+tanti anni, siamo nati nello stesso paese e nello stesso anno, amiamo
+le stesse cose, abbiamo insieme desiderato un ideale di esistenza più
+buono, più semplice e più intimo. Mi avrebbe amata! Io conosceva tutto
+il morboso vagabondaggio del suo spinto irrequieto e dolente; io
+conosceva tutte le miserie di una volontà ribelle, di un ingegno
+potente e incompleto, di un cuore che fluttuava fra il cinismo e
+l'entusiasmo; e dove il mondo lo misconosceva e lo biasimava, io aveva
+pietà per questa nobile tempra di uomo, in lotta con le idee e con le
+cose.
+
+
+Egli mi conosceva: egli aveva pietà di me! Francesco Sangiorgio sapeva
+che sotto la vivacità insolente dei miei discorsi e del mio sorriso,
+si celava la piaga insanabile di una esistenza sbagliata; egli sapeva
+che la seducente dama che appariva a tutti i teatri, a tutte le feste,
+sempre lieta, col diadema fulgente sui neri capelli, tornando a casa,
+soffocava i suoi singulti nell'origliere, piangendo sopra la vita
+frivola e sciocca che faceva; egli sapeva che non avevo conforti nè
+dalla ricchezza, nè dal nome, nè dai trionfi della vanità, perchè
+l'anima vuole il suo pascolo, perchè è l'amore che serve all'anima,
+perchè niuno sfuggirà a questa necessità dell'anima. Come egli aveva
+compassione di me! io leggevo nei suoi occhi, quando mi guardava, una
+così infinita tristezza, che mi faceva fremere di dolore: io sentiva
+tale compassione, nella sua voce, quando mi parlava, che mi veniva una
+disperazione immensa, come se tutte le sorgenti segrete della mia
+infelicità fossero interrogate, insieme. Ah egli era il fratello
+dell'anima mia, era il mio fratello e il mio amante, il mio protettore
+e il mio sposo: i suoi occhi eran tristi tanto, guardandomi, e la sua
+voce era triste, parlandomi, perchè egli doveva essere il balsamo
+malinconico delle mie sofferenze--e l'ho perduto, l'ho perduto! Una
+sera di estate, mi rammento, io sono escita sulla terrazza della mia
+villa, lasciando nel salone tutti i miei invitati, cercando un po' di
+pace nella fresca notte, volendo respirare l'odore inebbriante dei
+bianchi gelsomini del giardino: e sono restata lì, nella notte,
+abbandonata a una stanchezza improvvisa, sentendomi crollata in fondo
+a un precipizio. Non so quando Francesco mi raggiunse; ma lo trovai
+accanto a me, improvvisamente, e un gran tremore mi colse, come
+nell'imminenza di un grande pericolo, di una grande gioia. Fumava una
+sigaretta: e i suoi occhi, fissi su me, avevano una tristezza, una
+dolcezza! Io lo guardava, tremante, aspettando che mi dicesse una
+parola. Tacque, per qualche tempo.
+
+--Perchè ridete tanto?--mi chiese, con una profonda malinconia nella
+voce.--Non ridete più tanto.
+
+--È il mio modo di piangere,--mormorai.
+
+L'ho veduto impallidire, nella notte. Poi la sua mano ha preso la mia
+e l'ha tenuta un minuto brevissimo: tutta la mia vita è corsa in
+quella mano e mi sono sentita vacillare.
+
+--Povera e cara donna,--egli soggiunse, pianissimo.
+
+Egli lasciò la mia mano e se ne andò, lentamente. Così l'ho amato.
+
+E quanto ho pianto, su quella terrazza dove giungevano tutti i profumi
+dei voluttuosi fiori dell'estate. Lo aspettavo ogni sera, tendendo
+l'orecchio a ogni rumor di carrozza che arrivasse da Napoli: e
+arrivava un indifferente, una qualunque delle tante inutili conoscenze
+che ci contristano minutamente la vita. Egli non giungeva e io
+continuava a chiacchierare, e ridere, sfogando in parole e in sorrisi
+la mia agitazione: tutti andavano via: la notte era avanzata, egli non
+sarebbe più venuto e io diventava pallida come un lenzuolo funebre, mi
+colpiva il freddo dalla desolazione. Signora, egli era presso voi, in
+quelle sere, perchè voi me lo avevate preso, quando ancora egli non mi
+aveva detto di amarmi: e ora non me lo dirà mai più, non udrò mai la
+sua voce pronunziare le più vibranti parole dell'amore, le due parole,
+_ti amo_, oltre le quali nessun'altra parola esiste! Egli giungeva,
+talvolta molto tardi, e subito ogni mia pena si dileguava: ma voi mi
+mandavate, signora, un uomo assorto, chiuso nel suo segreto che non
+aveva più occhi per vedere, nè orecchie per udire. Veniva da voi! L'ho
+saputo dopo. Una volta, signora, voi lo avete accompagnato in
+carrozza, sino all'angolo del grande viale della mia villa: e io non
+ho sospettato nulla, a quella carrozza che se ne tornava indietro.
+Dopo l'ho saputo. Lo accompagnavate da me! Non eravate gelosa, voi. Ah
+quanto vi odio, creatura debole e timida, che rubate i cuori, che
+rubate gli amanti e ve li tenete per sempre, e non siete gelosa, di
+nessuna donna, tanto il vostro fascino, fatto di debolezza, è più
+forte di ogni cosa e di ogni persona. Quanto vi odio, per questi due
+anni di atroci dolori segreti, che mi avete inflitti, per queste
+roventi lacrime che hanno consumata la freschezza del mio volto, per
+questa rovina quotidiana di tutte le mie speranze: quanto vi odio, per
+le torture che mi avete fatto soffrire, voi che siete, dicono,
+un'anima semplice e tenera; quanto vi odio perchè voi amate Francesco
+Sangiorgio e perchè egli vi adora, perchè in due anni egli non ha mai
+cessato di adorarvi, perchè in tutti i giorni, in tutti i minuti di
+questi due anni, egli ha preferito sempre voi a me, così,
+naturalmente, con la inconscia crudeltà degli amanti. Quanto vi odio,
+per quello che siete, per quello che rappresentate! I miei occhi sono
+neri e anche se l'amore m'ispira tutta la sua tenerezza, io non posso
+dominarne il fiero lampo: i vostri occhi sono azzurri, con
+un'espressione d'infantile candore. I miei capelli sono neri e si
+torcono in masse brune: i vostri biondi capelli vi mettono un'aureola
+dolcissima alla fronte e alle tempie.
+
+
+Io sono alta e non so piegarmi: e voi siete piccola, voi avete la
+piccolezza che piace all'amore, poichè l'amore dell'uomo vuol essere
+anche protezione. Io rido, sempre: voi sorridete, talvolta. Io mi
+nascondo, quando piango, per superbia: quando l'amore vi fa piangere,
+voi piangete innanzi a lui e Francesco non resiste al pianto di una
+donna. E mentre in me, in tutto quel che faccio, in tutto quel che
+dico, vi è l'orgoglio sterile della mia nascita e della mia
+tradizione, in voi vi è la infinita umiltà della donna che è
+semplicemente donna, che sa soltanto amare e immergersi in questo
+amore. Ah come io odio questi vostri capelli biondi e questi vostri
+occhi azzurri, come io odio il vostro tenue sorriso e la vostra
+profonda umiltà, come io odio il vostro nome che è quello degli
+angioli, mentre io mi chiamo Teresa, un duro nome di donna che ha
+spasimato ed è morta nella passione! Come vorrei che tutto questo non
+fosse, che i vostri capelli cadessero, che i vostri occhi perdessero
+il loro innocente azzurrino fulgore, che il vaiuolo divorasse le pure
+linee giovanili del vostro volto, come vorrei che voi non esisteste,
+che non foste mai nata! Maledetto quel giorno e quell'ora in cui siete
+nata, maledetto il primo vostro respiro, maledetto chi vi ha dato
+questi bei capelli e questi cari occhi che Francesco adora, maledetto
+chi vi ha messo il nome di Angelica, maledetto chi vi ha insegnato a
+sorridere, maledette, maledette tutte le persone che avete conosciute,
+tutti i paesi dove avete abitato, tutte le cose fra cui siete vissuta,
+maledetto il primo bacio che avete dato a Francesco, maledetti tutti i
+baci di voi due, essi sono la febbre delle mie vene, la pazzia del mio
+cervello, la dannazione della mia anima!
+
+
+Ho cercato di salvarmi, io. Sono giovane, l'istinto della vita
+combatte in me. Ho viaggiato, ma il mio tormento mi ha seguito
+dovunque, nei paesi più lontani; ho cercato di riamare il mio cortese
+e crudele marito, ma non sono giunta che a violare la mia coscienza;
+ho cercato di amare qualcun altro, di farmi amare, ma non ho potuto,
+non ho potuto. L'immagine di Francesco Sangiorgio, nitida, imperiosa
+fin nella dolcezza, gloriosa fin nella tristezza, è restata in me,
+intangibile. Nessun uomo, nè io stessa, nè Dio potranno giammai
+cancellarla da me: e io vado a chiedere alla morte la salvazione. Ho
+tentato di vivere, ho tentato di sperare. Ho tentato! Ho sperato che
+il suo amore per voi s'illanguidisse, ho sperato che voi lo tradiste;
+ho negato fede all'amore, ho negato fede alla costanza femminile,
+mentre io amava sino a morirne, mentre nulla al mondo mi potea
+consolare di non essere amata! Ho aspettato, poichè dicono che
+l'amore, l'arte, la felicità sono il risultato di una sublime
+pazienza. Ma da tutte le parti, da tutte le persone, ogni giorno io
+sapeva una novella pruova del vostro amore; ma quasi che tutto mi
+spingesse alla perdizione, la cronaca sentimentale dell'amor vostro mi
+era riferita, da mille testimoni indifferenti, che credeano di
+narrarmi una cronaca indifferente. Quanto vi odio! So tutto: e per
+quel che so, vi odio. Vivevate, vivete quasi sempre insieme, uscite
+insieme, insieme tornate a casa e voi suonate il pianoforte, assai
+dolcemente--egli odiava il pianoforte, un tempo--ed egli vi ascolta, e
+vi parlate teneramente, soavemente, e quando egli è nei suoi periodi
+di collera, la vostra soavità è tale, che lo vincete. Oh io sono una
+donna appassionata, io ho l'impeto dei temperamenti generosi, io non
+so essere dolce, io non so che amare violentemente, sino a morirne: e
+così voi mi avete vinta, voi che siete dolce, mentre che io amo con
+tutte le forze del mio spirito e della mia gioventù, debbo fra cinque
+minuti tirarmi un colpo di rivoltella al cuore. Signora Angelica,
+l'altro giorno, per la grande via lungo il mare, vi ho incontrati. Era
+la prima volta, che vi ho visti insieme. Andavate accanto, senza
+tenervi a braccetto, senza darvi la mano, senza sfiorarvi, ma andavate
+così uniti, avevate così le anime assorte nello stesso sentimento, vi
+amavate tanto, senza parlarvi, senza guardarvi, che io ho inteso
+tutto. Ho inteso che nulla vi avrebbe divisi giammai e che io dovea
+morire. I miei occhi non vi vedranno per la seconda volta insieme.
+Qualcuno di noi tre dovrebbe morire, se rivedessi questo spettacolo
+atroce: e siccome vi amate e vi amerete sempre, sono io che muoio.
+Addio dunque, signora Angelica: io amo Francesco Sangiorgio e odio
+voi. Il resto è silenzio.
+
+ TERESA.
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+ INDICE
+
+
+ L'imperfetto amante (Nino Stresa) Pag. 1
+ L'imperfetto amante (Giustino Morelli) " 25
+ Il perfetto amante (Massimo Dias) " 47
+ Il perfettissimo amante (Luigi Caracciolo) " 67
+ Il viale degli oleandri (Mario Felice) " 85
+ Nella via (Vicenzella) " 107
+ La veste di seta (Madame la marquise) " 129
+ La veste di crespo (Madame Héliotrope) " 151
+ Un suicidio (Julian Sorel) " 171
+ Il convegno (La piccola Maria) " 199
+ L'ineluttabile (Miss Geraldina) " 237
+ Il segreto (Cariclea) " 249
+ L'ultima lettera (Angelica) " 261
+
+
+
+
+ PREZZO DEL PRESENTE VOLUME: _Lire 4_.
+
+ NEL MEDESIMO FORMATO:
+
+
+ POESIA
+
+ BALOSSARDI. _Giobbe_ L. 4 --
+ D'ANNUNZIO. _L'Isotteo e La Chimera_ 4 --
+ ---- _Poema Paradisiaco--Odi navali_ 4 --
+ DE AMICIS. _Poesie_ 4 --
+ GRAF. _Dopo il tramonto_ 4 --
+ MARRADI. _Nuovi canti_ 4 --
+ ---- _Ricordi lirici_ 4 --
+ NEGRI (Ada). _Fatalità_ 4 --
+ SARFATTI. _Rime Veneziane e Minuetto_ 4 --
+ VIVANTI (Annie). _Lirica_ 5 --
+
+ PROSA
+
+ GIACOSA. _La Contessa di Challant_.
+ Dramma in 5 atti 4 --
+ MANTEGAZZA. _L'arte di prender moglie_ 4 --
+ PANZACCHI. _I miei racconti_ 4 --
+ RAGUSA MOLETI. _Memorie e acqueforti_ 4 --
+ ---- _Miniature e filigrane_ 3 --
+ SERAO (Matilde). _Gli Amanti_ 4 --
+ VERGA. _Storia di una Capinera_, 13ª ed. 3 --
+
+
+ SOTTO I TORCHI
+
+
+ _L'ARTE DI PRENDER MARITO_
+ DI
+ PAOLO MANTEGAZZA
+
+ _LE PELLEGRINE_
+ poesie di REMIGIO ZENA
+
+
+ Dirigere commiss. e vaglia ai Filli Treves, Editori.
+
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Gli amanti, by Matilde Serao
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI AMANTI ***
+
+***** This file should be named 19060-8.txt or 19060-8.zip *****
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+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
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+
+*** START: FULL LICENSE ***
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+works. See paragraph 1.E below.
+
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+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
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+
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+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
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+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
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+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
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