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diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes new file mode 100644 index 0000000..6833f05 --- /dev/null +++ b/.gitattributes @@ -0,0 +1,3 @@ +* text=auto +*.txt text +*.md text diff --git a/19060-8.txt b/19060-8.txt new file mode 100644 index 0000000..e2d7f5c --- /dev/null +++ b/19060-8.txt @@ -0,0 +1,5234 @@ +The Project Gutenberg EBook of Gli amanti, by Matilde Serao + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Gli amanti + pastelli + +Author: Matilde Serao + +Release Date: August 16, 2006 [EBook #19060] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI AMANTI *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + + + + + + + + + GLI AMANTI + + + + PASTELLI + + DI + + MATILDE SERAO + + + MILANO + + FRATELLI TREVES, EDITORI + + 1894 + + + + OPERE di MATILDE SERAO. + + (_Edizioni Treves_). + + + _All'erta, Sentinella!_ racconti napoletani, 3.ª ed. L. 4 -- + _Il romanzo della fanciulla_, 4.ª edizione 2 -- + _Il paese di cuccagna_, romanzo, 2.ª edizione 5 -- + _Il ventre di Napoli_ (1885), 3.ª edizione 1 -- + _L'Italia a Bologna_. Con 15 incisioni. 2 -- + _Gli amanti_, pastelli. 4 -- + + + + IN PREPARAZIONE: + + _L'inutile passione_. + + + + + + +GLI AMANTI + + +PASTELLI + +DI + +MATILDE SERAO + + +MILANO + +FRATELLI TREVES, EDITORI + +1894. + + + + + +PROPRIETÀ LETTERARIA + +_Riservati tutti i diritti._ + + + +Tip. Fratelli Treves. + + + + +_AL CARISSIMO AMICO + +EUGENIO TORELLI VIOLLIER_ + +M. S. + + + + + +L'IMPERFETTO AMANTE + +_(Nino Stresa)_. + + +Donna Grazia scrive così, di questo suo amante: + +La prima volta in cui Nino Stresa mi mancò di rispetto, fu in un +ballo. Ero vestita di broccato bianco, quella sera: e il busto del +vestito era sostenuto, sulle spalle, da due fascie di brillanti che +formavano manica. Egli, Nino Stresa, mi cominciò a guardare, di +lontano, poco dopo la mia apparizione nel ballo: e non potei più fare +un movimento per passeggiare o per ballare, senza sentire il suo +sguardo fermo sovra me. Ora, Nino Stresa ha uno sguardo singolare. I +suoi occhi sono semplicemente neri, senz'altro pregio. Ma lo sguardo +ha una dolcezza languida e persistente che, talvolta, dopo qualche +minuto di contemplazione, pare che si veli di lacrime per una profonda +emozione saliente agli occhi dall'imo cuore. Sembra, quando guarda +così, Nino Stresa, che tutta la sua anima si dissolva in una intima e +malinconica tenerezza, assolutamente contraria alla sua apparenza di +bellissimo giovane e di giovane elegantissimo. Vi sono, o pare che vi +sieno, in quello sguardo tesori segreti e inesauribili di un +sentimento nascosto con gelosa cura e trapelante, solo, in quella +dolcezza ostinata e adombrata di lacrime. Tanto che la donna guardata +così, da Nino Stresa, dimentica la soverchia, inquietante bellezza +dell'uomo, e nella creatura troppo fine e sicuramente corrotta, nella +creatura che porta la peggiore delle reputazioni, cioè quella della +fatuità, le par di scoprire, dallo sguardo così strano, un orizzonte +spirituale che giammai altra donna vide. Io ebbi questa impressione, +vivacemente: e, non so perchè, impallidii dopo averla avuta. Subito, +una curiosità ardente mi accese l'immaginazione: e, probabilmente, i +miei occhi, rispondendo a quelli di Nino Stresa, dovettero contenere +una interrogazione. Non subito egli si avvicinò a me; io fui costretta +a ballare una _mazurka_ e gli passai a poca distanza tre volte. Dio, +Dio! che struggimento di dolcezza in quello sguardo, quanto languore +malinconico, quanta celata tristezza che si rivelava, quasi +inconsciamente! Forse, la interrogazione dei miei occhi dovette +diventare più acuta. Discorrendo, fermandosi ogni tanto, voltandosi +sempre a ricercarmi, egli si avvicinò a me, facendomi un grande +inchino. + +--Buona sera, signora,--disse con la sua voce sorda, un po' stanca. + +--Buona sera, Stresa. + +Aspettai, un po' ansiosa, come se egli si fosse avvicinato per +rivelarmi un grande mistero, per dirmi, finalmente, la unica verità +della sua anima. Egli mi disse: + +--Avete delle spalle stupende. + +A quest'atroce brutalità, io dovetti arrossire sino alla radice dei +capelli: mi sentii soffocare dall'ira e non risposi. Nino Stresa si +accorse di tutto, certamente, giacchè mi guardò, stupefatto, con una +meraviglia dolorosa negli occhi: mi salutò, di nuovo, e si allontanò +lentamente. Lo sdegno mio non ebbe sfogo quella notte: e, man mano, si +venne trasformando in un eccitamento di gioia, quasi convulso, che mi +fece molto ridere, molto ballare e che mi fece anche cenare, io che +non ceno mai, giacchè odio le donne che mangiano in pubblico. Vi erano +delle piccole tavole, per quattro. Io era con Clara Lieti, e due +cavalieri, briosi e insignificanti. Non avevo più riveduto Nino +Stresa, nella notte, e avevo supposto che se ne fosse andato, e questo +mi aveva fatto molto piacere, mentre mi arrovellavo di non avergli +potuto dire una fredda impertinenza, in cambio della sua brutalità. A +un tratto, lo vidi fermo presso la nostra piccola tavola: + +--Non si fa l'elemosina all'affamato?--chiese. + +Clara Lieti e i due nostri cavalieri gli dettero subito un po' della +loro cena, ridendo, mettendo tutto nello stesso piatto. Egli cenò +quietamente, in piedi, senza rivolgermi la parola. Io chinavo gli +occhi, abitata. Egli si curvò, a dirmi sottovoce: + +--Datemi la vostra coppa di _champagne_. + +Io non seppi fare altro che porgergliela. La mia mano tremava +lievemente. + +--Bevete, prima, un sorso,--disse, con quella voce un po' rôca. + +Bevetti un sorso di quello _champagne-cup_, odoroso e inebriante: gli +detti la coppa. Egli mise audacemente le labbra dove io le avevo messe +e bevve, guardandomi. In quel momento Nino Stresa mi piacque +immensamente: ma subito dopo, ne ebbi un disgusto immenso. + +Non credete, però, che io sia divenuta l'amante di Nino Stresa dopo +poco tempo e per qualche bizzarra suggestione. No. Egli durò dei mesi +e dei mesi a farmi una corte assidua, irrispettosa, circuendo la mia +persona di un amore che mi offendeva, tanto era terra terra, e tanto +pareva fatto solamente di desiderio. Niuno aveva mai osato guardarmi +come egli mi guardava, niuno mi aveva mai detto quello che egli mi +diceva! Invano, io mi armavo di freddezza e di alterigia; egli +persisteva, ostinatamente, umiliandosi e allontanandosi, talvolta, ma +ritornando sempre, più innamorato, più audace, più desideroso. Vi +erano dei minuti in cui io lo odiava, assolutamente, per questa sua +insistenza amorosa e per la monotonia di quello che egli provava. +Pure, egli aveva, insieme all'audacia, tale una tenerezza fluente, +tale una morbidezza di parole, di voce, di gesti, egli aveva, +finanche, e di nuovo, e sempre, insieme all'audacia, tale una +malinconia, che io, sbalzata nel mondo delle sorprese dello spirito, +mi chinavo, ahimè, senza odio e con crescente interesse su +quell'anima, a scoprirvi un fantastico mistero, a cercare le sorgenti +ascose di quella espressione singolare. Nulla io giungeva a vedere, e +come la curiosità mi sospingeva, gli domandavo: + +--Perchè siete così triste? + +--Perchè non mi amate. Ed io vi adoro....--diceva lui, cercando di +prendere la mia mano e di baciarne le dita. + +Lo respingevo, sempre. Egli ne provava un sincero dolore, non privo di +qualche ingenuità infantile. Era come un bimbo a cui negassero una +cosa promessa e dovuta: era come se gli si commettesse contro una +crudele ingiustizia. + +--Perchè non mi amate, perchè? + +--Perchè quello che voi sentite, per me, non è amore. + +--Che cosa è, dunque? + +--È desiderio. + +--È la medesima cosa,--replicava lui, con un'aria di perfetto candore. + +Ah, quando io lo udiva negare così la parte sentimentale e nobile +dell'amore, quando egli calpestava, così, tutto quello che vi è di +puro e di elevato, anche in una passione colpevole, Nino Stresa mi +faceva ribrezzo! Egli leggeva nel mio viso tutta la ripulsione del mio +spirito e dei miei nervi e taceva. Soffriva, forse, in silenzio. +Talvolta, si allontanava, per qualche giorno. Ma io, immancabilmente, +lo vedeva riapparire, riavvicinarsi a me, cercar di stringere la mia +mano, trattenendola sempre un minuto secondo fra le sue, cercando di +toccare qualche oggetto ch'io aveva toccato. Per questo, era un +superstizioso dell'amore. Se io lasciava un ventaglio, sovra una +mensola, Nino Stresa lo prendeva, lo schiudeva, lo avvicinava al viso, +continuava a tenerlo fra le mani, incapace di lasciarlo; se io perdevo +un fiore dalla cintura, se mi toglievo un guanto, egli raccoglieva +subito il fiore e rubava senz'altro il guanto. Una sera, d'inverno, la +mia pelliccia era restata nel salone e io ero andata in camera mia, a +cambiar d'abito: lo ritrovai col volto immerso nella pelliccia e con +una letizia indicibile negli occhi. Egli conosceva perfettamente tutti +i miei vestiti e tutti i miei mantelli, e ne prediligeva alcuni, +specialmente, e dava loro degli aggettivi carezzevoli, quasi fossero +cosa animata, e quando io mettea uno di questi vestiti, egli trasaliva +di gioia, e la parola sua, la sua gran parola, gli usciva dalle +labbra: + +--Quanto mi piacete, quanto mi piacete! + +Volgare e laida parola! La pronunciava un gentiluomo, un giovane +intelligente e colto, un bellissimo giovane, con una voce sorda, +velata e pure armoniosa: ma essa rivoltava tutto il mio sangue. + +--Non sapete dirmi altro?--chiedevo io, fremendo di collera. + +--Che debbo dirvi? Mi piacete assai, immensamente. + +--Niente altro, niente? + +--Ma non vi è altro, signora,--egli soggiungeva, meravigliato e +dolente. + +Così io mi sono innamorata di Nino Stresa. Vi pare una contraddizione? +Non so. Cercherò di spiegarmi meglio, e voi noterete se vi è +contraddizione. Egli m'indignava, ma mi attraeva, anche, perchè era +giovane, perchè era bello, perchè, infine, a suo modo, mi amava. Ogni +volta che il suo desiderio si esprimeva negli sguardi e nelle parole, +io ne riceveva un sussulto di dolore e di sdegno: ma, nel medesimo +tempo, quasi senza che io me ne accorgessi, una delle difese del mio +cuore crollava. Gli imponevo silenzio, ma egli aveva già parlato. Lo +fuggivo, ma egli mi ritrovava. Mi chiedeva perdono, ma, nel chiederlo, +egli ricordava la colpa che aveva commessa e che, per me, sarebbe +stato più utile dimenticare. Lentamente, mi abituavo a una temperatura +alta di passione, dove scompariva la forma della manifestazione, +trionfando solo la potenza dell'amore, qualunque sia il grido del suo +trionfo. Certo, Nino Stresa era innamoratissimo; così assorbito, così +concentrato in me che, quando veniva a casa mia, mi aspettava anche +delle ore, solo, pur di vivere dove io viveva, mentre io era lontana. +Innamoratissimo, impallidendo quando io appariva, tremando nel toccare +la mia mano, non potendo sedersi troppo lontano, fissandosi +bizzarramente a guardare le mie labbra, o la curva del mento, o +perdendosi ad ascoltare la mia voce, senza intendere le parole. +Allora, vedendolo così preso, così vinto, così soggiogato, io mi +formai, come tutti quelli che stanno per commettere un errore, una +grande illusione: sperai, non solo sperai, ma fui certa che, se avessi +amato Nino Stresa, avrei, senz'altro, estratto dal fondo del suo cuore +tutta la sentimentalità che vi era, sicuramente, come vi è, in ogni +uomo, il più misero moralmente, in ogni più arido cuore. Io mi +incamminavo a uno strano viaggio, come colui che, per una via oscura e +malfida, discende sotterra, cercando nelle profondità la miniera che +lo deve arricchire: e non ha per sè che la speranza del prezioso +tesoro che va a ricercare, non ha per sè che la fiducia in una +illusione. L'uomo che mi amava, per carattere e per temperamento mi +spiaceva, violando tutte le idealità invincibili del mio cuore, +calpestando tutti gli istinti di elevatezza a cui si era educata e +legata per sempre la mia anima: ma io mi lusingava, fortemente, di non +conoscere l'ultima verità dell'essere di Nino Stresa. L'ultima verità, +la suprema di un uomo, si conosce nell'amore corrisposto, nelle ore +estreme della passione: tutto il resto è, o può essere, bugia. Questa +fu l'illusione che io mi feci e a cui mi afferrai, dandomi all'amore +di Nino Stresa. O, forse, volli ingannarmi da me stessa, non +resistendo più al mio amore per lui, amore nato dai contrasti, dalla +curiosità, dalla debolezza, dall'abbandono di tutte le mie forze +morali. Decidete voi. Forse, non speravo veramente nulla e non ero, +forse, che semplicemente innamorata, e vergognandomi di tale caduta, +trovavo fisime e creavo illusioni. Voi capirete meglio. + +Vi dirò tutto. Il primo giorno della nostra felicità, noi fummo +infelicissimi. L'esaltamento della sua passione fu così grande, che mi +stupì: ed io gli dovetti parere freddissima. Nino Stresa cadde in una +tristezza immensa, da cui nulla lo potè trarre. Io gli giurai che lo +amavo, che lo adoravo: piansi innanzi a lui. Egli si vinse un poco e +fu molto tenero, di una tenerezza mesta che mi andò all'anima. Gli +vidi delle lacrime negli occhi. + +--Che hai, che hai? Tu soffri, è vero? + +--Sì,--egli mi disse, piano. + +--Ma perchè? Non ti amo, io? + +--Sì, mi ami, diletta. + +--Non mi ami, tu? + +--Sì, moltissimo. + +--Ebbene? Perchè soffri? + +--Così: non lo so. + +Ma il dissidio che era fra noi, anteriore all'amore, sorgente dalla +nostra medesima essenza, non sparve per l'amore. Noi avemmo delle ore +violente di passione, in cui sembrò che il raro, l'altissimo miracolo +della fusione delle anime fosse accaduto: ma come l'ora declinava, le +anime si staccavano, gelide, e gli amanti si guardavano in viso, quasi +estranei, imminenti nemici. Come colui che ha una febbre di quaranta +gradi che cade, a un tratto, gittando l'infermo in una debolezza +mortale, appena l'entusiasmo della passione finiva, mi sentivo misera +e disfatta: ero così avvilita, così deturpata da quell'amore fatto +solamente di fiamma, che facevo nausea a me stessa. Comprendeva egli +ciò? Chi sa! Egli era felice, lo vedevo: e ciò che lo faceva soffrire, +era la mia freddezza, la mia diffidenza, la mia ripulsione. L'eterna +questione sorgeva, fra noi: + +--Il tuo amore non mi piace, Nino. + +--Hai torto: esso è sincero. + +--Ma non mi piace. + +--E perchè? + +--Perchè è troppo ardente. + +--Ti lagni di essere troppo amata? + +--Vorrei esser amata meglio. + +--Come, meglio? + +--Con l'anima, col cuore, Nino. + +--Così ti amo. + +--Non è vero. + +Egli taceva. Il suo silenzio m'irritava: pareva che confermasse questo +criterio dispregevole che mi ero fatto dell'amor suo. + +--Non sai amarmi meglio?--gli chiedevo,--non sai? + +--Proverò,--diceva lui umilmente. + +Ahi, che non gli riusciva! Tutto ciò che è squisita sentimentalità, +raffinatezza spirituale, stima, rispetto, poesia, pietà, sì, anche +pietà, nell'amore, gli era ignoto. Mancava di quella delicatezza del +cuore, per cui, nell'amore, il più piccolo episodio è gravissimo. Non +gli importava nè dei miei pensieri, nè dei miei sogni, nè dei miei +ideali, nè di nulla che riguardasse il mio spirito: e non arrivava a +nascondere tale indifferenza. Gli premeva delle mie ore, perchè le +voleva per sè; gli premeva della mia casa, perchè era il nido +dell'amore; gli premeva del mio umore, perchè da esso dipendeva un +convegno di più o di meno; gli premeva il tono della mia voce, perchè +in esso vibrava la negazione o la dedizione: solo tutta la mia vita +materiale gli premeva, perchè era legata strettamente alle gioie +dell'amore. Invano, a un segno suo d'interesse, a un suo turbamento, +io lo interrogava affannosamente, per poter sapere se, infine, qualche +cosa della sua anima si muovesse, vivesse, oltre l'ardore della sua +fiamma: invano! Tutto il ciclo delle sue azioni si chiudeva in questa +fiamma. Quando una delusione novella mi abbatteva, io giungeva ad +ingiuriarlo. + +--Ma sei incapace, dunque, di voler bene come tutte le altre oscure e +semplici creature della terra? Hai dei nervi e non un cuore? Hai del +sangue e non un'anima? Sei un mostro? + +--Grazie, quanto mi piaci in collera! + +--Oh che creatura arida e odiosa tu sei, odiosa, odiosa! + +--Proprio, tanto?--chiedeva lui, con la sua voce rôca e carezzevole. + +Alla mia sete di sentimento, a questo bisogno intimo e invincibile di +tutti gli esseri umani, a questa nostalgia che ci accompagna tutta la +vita, egli non sapeva rispondere, che con la seduzione della passione. +Monotono, monocorde, impotente a vibrare per qualunque espansione +dell'anima, egli si rigettava in quella sola forma che gli +permettevano il suo carattere e il suo temperamento. Il mio amore era +diventato per lui una necessità, come l'aria che respirava, come il +pane che mangiava: me lo diceva, così, credendo di darmi una prova del +suo completo soggiogamento, e invece mi faceva bollire d'ira, con +questi paragoni tutti tolti alla vita materiale. Per contrasto, in me, +tutta l'adorazione delle belle e buone e nobili cose dello spirito +diventava come un'ossessione, e solitariamente, nella mia stanza, +quando egli mi aveva lasciata, io scoppiava in lunghe e cocenti +lacrime sul mio abbassamento, sovra la mia irreparabile decadenza. E +se, all'indomani, io ritornava a lui, era perchè questo Nino Stresa, +come era, esercitava un fascino sulla mia ragione: era perchè +talvolta, nella sua natura limitata e misera, mi faceva pietà. Sì, io +piangevo spesso su me e su lui, a cui era negato, per fatalità, tutto +un mondo dell'amore, piangevo sull'aridità del suo cuore e sulla +impotenza della sua anima. Glielo dicevo, talvolta, così +esplicitamente e così duramente, che egli restava trasognato: + +--Sono una creatura inferiore, io, come tu dici?--mi chiedeva fra +l'ironia e la tristezza. + +--Forse. + +--E perchè mi ami allora? + +--Per un'aberrazione della mia fantasia,--gli dicevo, in faccia, +impetuosamente. + +Lo vedevo decomporsi, per la collera, per il dolore. Che m'importava? +Mi aveva avvinta a una catena insopportabile. Tentai spezzarla. +Impossibile! Egli sopportava qualunque insulto, ora tranquillo, ora +umile, ora amorosissimo, e questo, non per amore, no, io lo intendeva +bene, ma per la consuetudine della passione, per il legame oscuro ma +saldo con cui la passione serra le persone, per la passione della mia +persona, delle mie labbra, delle mie braccia! Furiosamente geloso: di +una gelosia così folle che, varie volte, mi dette la illusione di un +amore completo e verace. Se io parlava a un altr'uomo, egli tendeva +l'orecchio alle mie parole e alla mia voce; se io dava la mano, egli +misurava la stretta di mano data a un altr'uomo; se io sorrideva, egli +fremeva e quasi si avanzava a provocare l'uomo cui io sorrideva. +Credetti all'amore, io, per la gelosia! Ma era una gelosia così cieca +e così bassa, così ingiusta e così brutale, che mi rivoltò. Non osai +mai provocarla, tanto le scene che ne seguivano mi accasciavano, +dandomi una novella prova che Nino Stresa viveva e amava e soffriva +solo per i nervi e per i sensi: non osavo provocarla, giacchè, dopo, +io era costretta a essere più amorosa che mai, con lui; e, +probabilmente, egli esagerava l'ardore di questa gelosia, per +ottenerne dei compensi di passione. Detestabile amore! Quante volte, +vedendolo fra amici e amiche, così bello e così corretto, con quei +suoi occhi dove nuotava uno sguardo di languore tenero, di mestizia +indefinita, io, rôsa dalla collera di tutte le delusioni, non avrei +voluto insultarlo, in pubblico, dicendo che quella soave maschera di +bellezza e di malinconia, nascondeva solo la vittoria più plateale +dell'istinto, che egli era ancora e sempre e non altro che l'uomo +fatto di argilla, senza il divino soffio! Non meritava egli l'insulto, +con quella sua apparenza di tristezza, dove chi sa quante altre donne +sarebbero cadute ingannate, con quella sua ipocrisia di tenerezza e di +languore, dove ogni cuor semplice si sarebbe lasciato prendere? + +--Perchè sei ipocrita, anche?--gli domandavo per provocarlo. + +--Io? Io? + +--Sì, tu. Non fingi di esser triste, tu? + +--Non fingo, sono triste. + +--Tu sei un gaudente, niente altro. + +--Gaudente e triste, insieme,--egli soggiungeva, sordamente. + +--Ipocrita, niente altro che ipocrita!--gli gridavo, furiosa che egli +proseguisse nell'inganno. + +Egli mi guardava, crollando il capo. + +Oramai, purchè non mancassi ai convegni, purchè mi lasciassi amare, +purchè, sotto la sua seduzione--ah egli la esercitava su me, la +esercitava!--avvampassi anche io di passione, egli tollerava qualunque +mio affronto. + +--Non posso fare a meno di te,--soggiungeva, come vinto da una +fatalità! + +Come la invocavo, la mia liberazione! Ogni giorno di quell'amore che +trascorreva, ribadendo i miei ferri, mi recava un oltraggio di più. Mi +disprezzavo, per aver ceduto a un uomo così volgarmente predominato +dai bassi istinti della vita: e anche mi disprezzavo, per non averlo +saputo elevare sino a me, lasciandomi invece trascinare giù. Mi +sentivo indelebilmente macchiata. Avevo offeso l'amore e tutta la sua +santità e tutta la sua purezza. Chi ama forte e ama bene, non pecca +mai, nell'amore. Nella imperfezione dell'amore sta il peccato. La +colpa esiste solo dove è la debolezza, la miseria, la grettezza, la +bassezza. Eravamo due colpevoli, Nino Stresa e io: e mai, mai, +nessun'assoluzione, nella vita, ci avrebbe potuto redimere dalla +nostra macchia. Oh lui non ne soffriva, non capiva neppure la +volgarità in cui viveva, gli pareva di essere un perfetto amante, e si +lagnava della mia crudeltà! Io, io, sentivo tutto il disdegno di una +relazione simile, indegna di una donna, di una signora: io aveva +l'anima scoperta e ferita, e frizzava a ogni soffio d'aria. Egli, +intravvedeva il dramma del mio spirito, senza intenderlo. La sua sola +paura, era che lo lasciassi: + +--Per carità, non mi abbandonare! + +Ed esigeva sempre nuovi convegni, e ne prolungava le ore, e mi +seguiva, e mi cercava, temendo che gli sfuggisse il possesso di questa +donna che aveva orrore di lui. Lo lasciai, due volte: mi riprese due +volte. Allora, disperata, nel colmo dell'avvilimento e della +esasperazione, io tradii questo imperfetto amante, questo Nino Stresa. +Ah il vile, il vile, sempre il medesimo! Lo dovetti tradire molto, per +molto tempo, con una feroce ostinazione, con uno scandalo pubblico, +perchè egli mi lasciasse stare. Nulla vi è più, fra noi, da tre anni. +Eppure, quando mi incontra, egli mi guarda con quei suoi occhi così +dolci, così facilmente velati di lacrime e così infinitamente tristi, +che mi hanno mistificata, e la cui singolare espressione, lo confesso, +non so donde venga. Egli fu un imperfetto amante e io l'ho tradito, +ecco tutta la storia dei fatti. + + + + +L'IMPERFETTO AMANTE + +_(Giustino Morelli)_. + + +Anna così racconta: + +Per lungo tempo, l'amore che mi portava Giustino Morelli fu la mia +segreta consolazione e il mio segreto orgoglio. Io era una donna +assolutamente infelice, con mio marito: una di quelle infelicità +coniugali intime e inesauribili che assumono le più tormentose e +quotidiane forme, che mettono al cimento la maggior pazienza femminile +e che sconvolgono nell'anima più ferma ogni idea di giustizia. Mio +marito non mi era soltanto infedele, era volgarmente infedele; la +scortesia verso me, talvolta, non gli bastava, egli aveva bisogno di +esser villano; il suo disprezzo di ogni delicatezza giungeva alla +brutalità: e tutto questo con tale una sicurezza oltraggiosa, con tale +una severità tirannica, con tale preconcetto di avvilirmi, che io mi +domandava spesso se, proprio, io fossi la persona al mondo che egli +più odiava. Io ho sofferto immensamente, allora, poichè anche, mi +vergognava di soffrire: poichè, io non voleva che la gente conoscesse +il mio stato; poichè io celava con cura gelosa tutti i miei dolori, +non volendo perdere, oltre la felicità, anche il mio decoro di donna. +Il solo che mi ha aiutato in quel tempo a soffrire, è stato Giustino +Morelli. Egli sapeva tutto. Io non gli diceva nulla, per fierezza, ma +egli solo, oltre me, possedeva la misura esatta di tutte le mie +torture. Egli sapeva tutto, _da prima_. Quando io volli sposare mio +marito, tutti approvarono la mia scelta; solo Giustino Morelli +impallidì all'annunzio, si turbava ogni volta che gli si parlava di +questo matrimonio, tentò qualche vaga rimostranza, non osò insistere +innanzi alla mia cieca ostinazione, partì, sparve, non ritornò che +dopo un anno dai miei sponsali. Più tardi, amaramente, io gli +rimproverai le sue troppo tenui difficoltà, la sua fuga: gli +rinfacciai di avermi gittato nelle braccia di un uomo violento e +perverso insieme. Ricordo ancora il dolore che si manifestò sulla sua +fisonomia a questo rimprovero: era confusione, rimpianto, rimorso, +umiliazione. Mi pentii del rimproccio, sentendo per la prima volta che +il cuore di Giustino Morelli era troppo debole innanzi a me e sentendo +che io doveva risparmiarlo. Ma perchè non salvarmi quando lo poteva? +Egli mi amava, non avrebbe dovuto lasciarmi cadere in un precipizio di +dolore. Dopo, non gli restava che versare il balsamo del suo amore +sulle mie insanabili ferite, perchè io ne sentissi meno l'asprezza. + +Così, il suo amore fu un balsamo nascosto, soavissimo, purissimo. Io +lo vedeva raramente, Giustino Morelli: giacchè mio marito lo teneva in +sospetto, mentre lo irrideva, e giacchè egli aveva ribrezzo di stare +con mio marito. A me stessa, in nome del santo e tenero amore di +Giustino, mi ripugnava di vedere i due uomini insieme. Ma da lontano, +divisi per giorni, per settimane, spesso per mesi, io sapeva bene che +il vigile cuore di Giustino Morelli era mio, tutto mio, così +completamente mio, che niuna donna, niuna assenza, nessun tempo, +avrebbe potuto togliermi mai nulla del mio possesso. Nelle ore più +misere e più affrante della mia esistenza coniugale, quando pareva per +me crollato ogni senso di tenerezza, di bontà, di compatimento, a +traverso le crisi terribili e negli accasciamenti profondi, il +pensiero che Giustino Morelli mi amava, di un amor silenzioso, tenace, +costante e certissimo, veniva a confortare le mie forze esauste. +Talvolta, lo incontrava, dopo uno di questi tremendi periodi: ed egli +mi appariva quale io lo aveva sognato, buono, affettuoso, di una +dolcezza così grande, che io mi sentiva struggere di riconoscenza, +innanzi a lui. Soli, c'incontravamo: egli mi guardava con una pietà +carezzevole, prendeva la mia mano senza stringerla, ne baciava +leggermente le dita, mi chiamava per nome, niente altro, ma con una +voce così amorosa e soave, che lo sguardo, la voce, la parola, la +carezza, mi avvolgevano in un'atmosfera d'amore. Quando +c'incontravamo, poco mi parlava: si contentava di guardarmi, con +infinita tenerezza: mi ascoltava parlare, come se udisse una mistica e +misteriosa musica, percepita solo dalla sua anima: e io, sentendo la +rarità dell'attimo amoroso, non gli dicevo nulla delle mie sofferenze, +volevo godere in tutta la sua essenza purissima quel momento di +suprema consolazione. Io intendeva che egli leggeva nel mio spirito, +senza che io gli parlassi: e che tutti i più segreti pensieri gli +fossero noti, per questa intuizione nobile e sapiente dell'amore. Se +io era triste tentavo nasconderlo: mi pareva di averla nascosta bene +la mia tristezza: ma subito io la vedeva in lui, riflessa magicamente. +Oh, egli sapeva tutto, di lontano, senza che io gli narrassi le mie +sventure, senza che io gli scrivessi di ciò una sola parola! Quando mi +rivedeva, dopo una lunga assenza, egli prendeva la mia mano e diceva, +in un impeto di compassione per tutti i miei mali che indovinava, che +aveva indovinato: + +--Poveretta, poveretta! + +Io piangeva, udendo questa parola. Egli non soggiungeva nulla, +lasciandomi piangere, asciugando le mie lacrime col suo fazzoletto, +con un moto gentile quale dovette esser quello di Veronica con Gesù, +carezzando fugacemente i miei capelli, come benedicendomi. Non altro. +Lentamente, le mie lacrime s'inaridivano, la mia anima si quietava e +io comprendeva che, ancora una volta, l'amore di Giustino Morelli era +stato il mio unico conforto. Tornavo a casa tranquilla, con una +novella forza in me e con una lieta luce negli occhi. Mio marito mi +guardava, diffidente: e la sua diffidenza lo spingeva all'ira, e +nell'ira egli m'infliggeva una di quelle brevi o lunghe scene che +erano il tossico della mia vita. Che importa? Io aveva il +contravveleno. Chiusa nella sublime fiducia dell'amore che Giustino +Morelli mi portava, sapendo che vi era nel mondo, nel vasto mondo così +deserto di ogni gioia, qualcuno che mi voleva bene, che mi adorava in +una dedizione continua di sè stesso, io opponeva a mio marito una +glaciale indifferenza. Mio marito mi lasciava: io andava nella mia +stanza, mi buttava sul letto, con la bocca sul cuscino per poter +ripetere il nome soavissimo di colui che era il mio salvatore. Tutta +l'anima mia, allora, si prostrava, si abbandonava, in un'estasi di +tenerissima gratitudine per il beneficio di quell'amore che era il +liquore essenziale di ogni mia forza. Non sapendo come sfogare ciò che +mi soffocava, trovavo modo di scrivergli, lungamente, confusamente, +delle lettere che, spesso, dovevo lacerare senza potergliele inviare: +raramente, arrivavo a spedirgliene una. Di lontano, io calcolavo +sentimentalmente che effetto gli avrebbe fatto la prova che il cuore +di Anna, della sua Anna, gli apparteneva e si dava a lui, novellamente +e sempre con entusiasmo. Ma i miei calcoli sentimentali fallivano +spesso. Io non lo rivedeva subito. Egli non mi rispondeva mai. Finivo +per non sapere nulla. Dimenticavo la mia lettera. Quando, per una +scarsa e fortunata combinazione, mi ritrovavo con lui, non gli parlavo +più di nulla, felice solo di essere accanto a lui. Sentivo che +l'impetuosità del mio temperamento lo turbava un poco: e mi moderavo. +D'altronde, era troppo nobile e troppo alto il nostro sentimento, per +disperderlo nei minuti fatti dell'amore. Anzi, il nostro amore era +senza fatti. Ci vedevamo troppo raramente, perchè le due esistenze si +unissero nella fusione degli avvenimenti quotidiani. Parlavamo di +amore, pianamente, soavemente, anzi con quella cautela delle persone +che molto soffrono, che molto temono di soffrire: e vi era in ogni suo +sguardo tanta effusione spirituale: vi era nelle sue mani che tenevano +le mie quasi senza stringerle, tanto fluido di affetto: vi era nella +sua voce tale onda di amore; che io mi scordava tutto il passato, che +io non aveva più paura dell'avvenire, e mi sentivo accanto a Giustino +Morelli assolutamente felice. Certo, mi dividevo da lui con un intenso +rammarico, sempre più forte come il tempo passava: certo, appena lo +avevo lasciato, un senso di vuoto e di morte mi coglieva, orribile. Ma +egli era partito da me, almeno in apparenza, senza dolore; ma egli era +calmo e tenero. Sempre, anche quando si separava, anche quando mi +vedeva turbata e agitata, separandosi da me, e poichè egli, vagamente, +profondamente mi amava, io dicevo che solo la sua calma era saggia e +pura, che solo il suo spirito intendeva l'amore in una forma sublime. +Quando ero sola, di nuovo, io pensava, sì, che Iddio mi aveva legata +ad un uomo odioso, che mi odiava: che ogni mia felicità innanzi alla +fede e innanzi alla legge, era morta, ma che, in compenso, +segretamente, io aveva per me la più bella forma di amore che dar si +possa nella limitata e misera natura umana, e che potevo esser superba +dell'adorazione di Giustino Morelli come del tesoro fra i tesori. + +Pure, da questo esaltamento spirituale che io celava con tanta +meravigliosa dissimulazione, nacque in me una sete più ardente di +veder l'uomo che mi amava e che io amava, di stare con lui, di vivere +insieme a lui. La mia casa e mio marito rappresentavano per me +l'avversità, la tristezza, la mala compagnia, mentre la fantasia si +fingeva il sole, la lietezza, la cara unione soltanto dove era +Giustino Morelli. Cominciai a cercarlo più spesso: e quando lo +ritrovavo, insieme alla espressione di immensa tenerezza, io vedeva in +lui un senso di pena. Mi pentivo della mia ricerca, subito. Gli +chiedevo: + +--Ho fatto male, a cercarti? + +--No, cara, hai fatto benissimo--diceva lui, dolcemente. + +Ma quella dolcezza era anche triste. Forse, egli temeva per me. + +--Perchè ti dispiace che io t'abbia cercato?--gli domandavo, ancora, +crudelmente verso me e verso lui. + +--Non mi dispiace. + +--Sì, sì, ti dispiace! + +--Oh Anna, non ripetere ciò. + +--Allora, se non ti dispiace, vediamoci anche domani. + +--...sì--diceva lui, dopo un minuto di esitazione. + +Quella esitazione avvelenava la mia gioia. Scorgevo in lui, adesso, +quello che prima non vi era mai stato, cioè una titubanza continua, +una inquietudine che non arrivava a reprimere. + +--Di che temi?--gli chiedevo, guardandolo negli occhi. + +--Di nulla, cara--mi rispondeva, guardando in su, per isfuggire alle +mie indagini. + +--E mi ami, mi ami? + +--Ti adoro--mormorava lui, con la intonazione antica, così schietta, +così sgorgante dall'imo cuore. Ma presto, la mia insofferenza divenne +spasimante. Io non poteva stare un giorno senza vederlo; avevo +annullato in me ogni repulsione, venuta dal contatto di mio marito con +Giustino Morelli, e pretendevo che egli, l'adoratore tenero e soave, +vincesse il proprio ribrezzo. + +--Non posso--mi diceva lui, piano, con amore, per togliere a questo +rifiuto ogni durezza. + +--Perchè non puoi? + +--Non lo so, ma non posso, Anna. Venire in casa tua, dove vi è lui, mi +è insopportabile. + +--Allora, non mi vuoi bene. + +--Anna, te ne voglio infinitamente. + +--Non è vero. Se me ne volessi, verresti da me. Vieni domani, +vieni.... + +--Anna, non posso. + +--Non mi ami, non mi ami! Se mi amassi, vorresti vedermi sempre. + +--Io so amarti anche da lontano. + +--Senza soffrire della lontananza? + +--Senza soffrire. + +--Avendo un'altra amante, allora?--arrivavo a dire, io, esasperata. + +--Non commettere sacrilegio, cara. Io non adoro che te. + +--Così, a traverso le sfere, come le stelle? + +--Così--replicava lui, con tanta nobiltà, che io mi riteneva subito la +più volgare fra le donne. + +In quel tempo, per mia colpa, dunque--più tardi, poi, intesi che era +per colpa di Giustino Morelli--io finii per intorbidare la sorgente di +ogni mia consolazione. Mentre prima ogni sua tenerezza mi sembrava una +ricca parte fattami dal destino, e ne ringraziavo questo destino, +adesso non me ne contentavo più. Egli era sempre lo stesso uomo, aveva +per me, sempre, un amore tutto di pietà, di rispetto, di ammirazione, +di adorazione, ma mi sembrava freddissimo. Infine, io era giovane, +bella, elegante, molto corteggiata, poichè la pessima condotta di mio +marito, purtroppo, non era ignorata, malgrado le mie premure per +nasconderla: e sentivo intorno a me, come l'incenso di un omaggio +continuo che uomini giovani e belli abbruciavano nel desiderio +dell'amor mio. Giustino Morelli mi pareva freddissimo. La passione +violenta di Nino Stresa per Grazia, la mia amica, mi destava curiosità +e invidia. Il paragone che facevo, ogni tanto, di Nino Stresa con +Giustino Morelli mi faceva sempre più insistere nell'idea, che il mio +amante--era egli, forse, un amante?--non provasse per me un amore +forte e vivo, come si sente quando si è giovani, quando il sangue è +caldo, quando la donna si è già data a voi col suo cuore. + +--Perchè sei così freddo?--era la mia interrogazione costante. + +--Freddo, ti pare? + +--Non mi pare: sei freddo. + +--Niuno ti può amare più di me, Anna. + +--Non ti vantare. Tu mi ami poco. + +--Taci, anima mia. taci. + +--Io non ti piaccio--soggiungevo io. + +--Nessuna persona mi piace più di te, te lo giuro. + +--Non ti credo. + +--Che debbo fare, perchè tu lo creda?--mi replicava lui tristamente. + +--Non so--rispondevo io, glacialmente. + +Giacchè egli diventava più triste, a ogni nuovo colloquio e la mia +anima si gelava. Talvolta, lo sorprendevo che mi guardava con ansietà, +soffrendo di non so quale strano e ignoto dolore: il mio sgomento +diventava grande. La sua voce era infranta, nel parlarmi: più spesso +taceva, assorbito. + +--A che pensi, amore? + +--Non penso, sogno, cara. + +--Che sogni? + +--Un solo sogno, il tuo amore, Anna. + +--Non lo hai qui, presente, reale, vivo, caldo? + +--...sì--diceva lui dopo un dubbio. + +--Come? Ti piace meglio il sogno? + +--Forse--mormorava lui brevemente. + +Invece, in me, la vita urgeva. Nella mia casa e con mio marito, ogni +pazienza, ogni indulgenza era finita. Il legame con quell'uomo mi era +insoffribile, e tutte le ribellioni accumulate nel fondo del cuore +sorgevano in armi per vincere. Io voleva la mia parte di bene, di +amore, di ebbrezza: ero stanca di lacrime, di abnegazione, di +mortificazioni. Mentre Giustino Morelli si concentrava nelle poetiche +visioni, in me tutti gli istinti della vita e della giovinezza +fremevano, rivoltandosi, contro il dolore. L'amante mio--ma forse egli +era l'amante?--mi guardava come spaventato, e bene spesso io ho visto +in lui la mestizia di una immensa delusione. Sentivo, così, vagamente, +di decadere nel suo spirito, e mentre ciò mi esasperava, mentre io lo +trovava un gelido sognatore, un poeta dell'amore, un ardor di passione +mi spingeva a lui potentemente, come alla sola creatura umana degna +dell'amor mio. + +La sua profonda tristezza innanzi alle lotte che si combattevano in me +e che egli conosceva, tutte, era un insulto; ma io glielo perdonava, +giacchè lo amavo, giacchè egli mi amava, giacchè un solo poteva essere +il mio amante, ed era lui, Giustino Morelli. Questa ultima, estrema +verità non gliela dissi, io. Ero donna. Ero vissuta nelle altitudini +di un amore sublime e mi ero avvezza a una temperatura spirituale +delle più fini e squisite. Questa verità, che egli solo poteva e +doveva essere il mio amante, io, ve lo giuro, non gliela ho detta, ma +tutto di me glie lo disse, involontariamente, glielo disse la vita +istessa con le sue fervide e imperiose parole. Io non so quello che +accadde in lui, quale lungo sogno egli ricacciò nel mondo delle tenere +e pure fantasie, quale saluto egli dette a una sublime illusione, +quale suprema divisione accadde fra l'uomo e il suo sentimento. So +questo, che Giustino Morelli fu veramente e propriamente il mio +amante, e che ciò gli produsse un dolore grandissimo. + +Grandissimo! Egli era sempre la cara anima che mi adorava in ogni +pensiero e in ogni sentimento, che vibrava a ogni vibrazione mia, che +per un miracolo sentimentale aveva fatta sua la vita del mio cuore, +che non divideva ma assorbiva tutte le mie sofferenze, che non solo +asciugava ma faceva inaridire le mie lacrime, che mi dava la pace e la +serenità: sempre il Giustino Morelli che mi aveva aiutato a vivere, +che, ancora, in tutti i momenti, era il mio sostegno e la mia guida. +Ma oltre questi, per lui non vi era che dolore intimo e represso, non +vi era che la rassegnazione a un fatto necessario, fatale, e +immensamente triste. I convegni che rassomigliavano agli antichi, +austeri e nobili, con la lieve carezza delle sue labbra sulla mia +mano, erano un sollievo per lui, lo vedevo: mentre i convegni della +passione a cui lo spingeva la voce di un amore diverso, lo +affascinavano e gli facevano male, un male orribile, il male del sogno +violato, il male della illusione fuggita, il male dell'irrimediabile +errore. Così, la passione si faceva tetra: e l'ebbrezza sembrava anche +uno spasimo di tutto l'essere che subiva la legge comune dell'amore, +ma aveva ribrezzo di quella fatalità. + +Nulla vi dirò di me. Sarebbe troppo duro rammentare quello che io +provai, dinanzi a tale complicazione nel nostro amore. Ricordo +solamente di essere trabalzata, in quei tempi, dai sentimenti più +limpidi, alti e luminosi, alle vittorie della passione più oscure e +più contristanti: ricordo che io ho sentito, per Giustino Morelli e +per me, insieme, il disprezzo più profondo e l'ira più cieca. Ricordo +che, un giorno, quando più avevo visto il mio amante innamorato, sì, +ma quasi insorto contro le imprescindibili obbligazioni della +passione, quando più avevo inteso che Giustino Morelli era +infelicissimo, perchè era diventato il mio amante, quando più avevo +compreso che l'anima bella e pura e salda di quell'uomo si sentiva +deturpata nel suo sogno, allora ricordo di essermi sentita perduta, +perduta. + + * * * * * + +--Voi, forse, avrete intuito la conclusione della mia istoria. Io ho +tradito Giustino Morelli, bruscamente, violentemente, malamente. Con +un uomo qualunque, io l'ho tradito. Non me ne chiedete il nome, la +condizione, l'età, la bellezza. Un uomo qualunque! Non potevo fare +diversamente, credetelo. Ho sentito tutto l'orrore della mia +mal'azione, eppure mi è stato impossibile di non farla. In fondo, +credo che avessi una ragione oscura e atroce di far quello; e non +seppi neppure dirla a me stessa. Giustino Morelli me la disse, nel +giorno in cui ci dividemmo, per sempre. + +--È vero che mi avete tradito?--mi domandò senza tremare, sebbene +fosse così smorto nella onesta faccia. + +--È vero--gli risposi con molta alterigia. + +--Perchè avete fatto questo? + +--Non lo so. + +--Lo so io. + +--Voi? Voi? Ditemelo, dunque! + +--Perchè ero un imperfetto amante, mia povera Anna. + +--E allora, perchè mi avete amato? + +--Questo, nessuno lo sa, nessuno. + +Sì, sì, Giustino Morelli era una grande anima, un grande cuore, ma è a +lui, è a questo imperfetto amante che io debbo tutte le mie sciagure. + + + + +IL PERFETTO AMANTE + +_(Massimo Dias)_. + + +Teresa così racconta il suo amore per Massimo Dias: + +Nessun uomo mai ha saputo, nessun uomo saprà mai chi sia e che cosa +sia Massimo Dias. Per conoscerlo, per intenderlo, per apprezzarlo in +quel che è, in quel che vale, ci vuole una donna: e una donna che lo +abbia avuto per amante come me, o che, almeno, sia stata amata da lui. +Già, sempre e dappertutto, soltanto la donna ha il diritto di +giudicare un uomo e, giudicandolo, può dire la verità, poichè ella +solamente lo vede e lo misura nella gran prova umana, che è l'amore. +Il giudizio di un uomo sovra un altro uomo o quello di mille uomini +sovra un sol uomo, ha un carattere originario di menzogna innocente +talvolta, conscia e interessata spesso: mentre la più piccola +confessione di una donna sul conto del suo amante, ha la limpidità, la +lucentezza, la schiettezza del cristallo. Notate, per Massimo Dias. +Che dicono gli uomini di lui? Lo trattano, dal punto di vista +dell'amore, con un esagerato disprezzo che ha per base l'ignoranza e +l'invidia: si meravigliano che possa piacere alle donne: negano una +quantità dei suoi amori più certi e più evidenti, lo trovano +insignificante, comune, talvolta insopportabile: e concludono col dire +che se Massimo Dias fa qualche conquista, è perchè la donna è una +creatura depravata, è perchè la donna, in amore, è capace di tutto. +Codesta è l'opinione di quanti uomini, giovani e vecchi, galanti o +misantropi, dediti all'amore e indifferenti, abbia io mai incontrato: +e Massimo Dias non la ignora, questa volgare e spregevole opinione che +hanno i suoi fratelli di lui, in quanto riguarda l'amore, e non la +confuta mai, questa opinione, anche quando un fratello più audace glie +la dichiara in volto, e lascia correre tutte le voci, e rimane +indifeso e incurante di difendersi contro quest'onda di antipatia, +d'invidia, di disdegno. Anzi, io ho udito, qualche volta, Massimo +Dias, con la freddezza più mirabile, sostenere il parere dei suoi +avversari e proclamare la sua inettitudine in amore, e le rare +conquiste, più rare di quelle degli uomini meno fortunati in amore, e +il non possedere lui nessun ricordo inebbriante, tanto i suoi amori +erano stati mediocri e limitati. Invece, tutto il contrario è il vero. +Quanti sono uomini, s'ingannano sul conto di Massimo Dias; forse +vogliono ingannarsi; egli li inganna, certo, quando si dichiara +inetto, e questo inganno è uno dei metodi più semplici per rassicurare +il pubblico. La verità vera è che Massimo Dias ha avuto ed avrà molte +amanti. E se ve lo dico io, che l'ho amato, che l'amo, che l'amerò +sempre, se ve lo dice una donna che è stata amata, che sarà sempre +amata da lui, potete crederlo. Egli avrà sempre delle donne; poichè +egli è un perfetto amante. + + * * * * * + +Voi volete apprendere il come e il perchè Massimo Dias sia un perfetto +amante? Vi dirò la ragione e il modo come l'ho amato io, e +indovinerete, così, come se ne sono innamorate e come, ancora, se ne +innamoreranno le altre donne. Anzi tutto, quando una di noi, la più +casta, la più semplice, incontra un uomo giovane, ella calcola subito +se l'amerebbe o se non l'amerebbe: e così gli uomini sono +immediatamente divisi, nella mente femminile, in due categorie, quelli +che si amerebbero e quelli che non si amerebbero mai. Coloro che +appartengono a questa seconda categoria, non esistono più, per la +donna: possono essere belli, ricchi, galanti, non serve, sono creature +morte, sono larve che l'occhio muliebre non discerne neppure più. +Massimo Dias appartiene alla prima categoria; vedendolo, si pensa che, +in certo tempo, in certe condizioni, forse, se Dio volesse o se +volesse il diavolo, lo si amerebbe. Beninteso che la donna, con tale +pensiero, non si concede, non si dà; il pensiero è profondo, è tenue, +è condizionato, svanisce subito, non ha l'aria di lasciar traccia, non +riappare...., infine, è nulla, ma è un filo che si lega, sottilissimo, +capillare, fra la donna e l'uomo. Questo filo si annodò fra me e lui, +la prima volta che ci vedemmo; e passando il tempo, rivedendoci senza +nessuna volontà apparente, mia o sua, altri fili si legavano e si +riavvicinavano, indistintamente. Egli non mi faceva la corte, ma si +interessava di me, senza troppa ostinazione: e aveva nei modi, con me, +una certa dolcezza costante, simile al primo albore di una tenerezza. +Questa dolcezza primordiale che non fu mai guasta da una parola troppo +sensuale, che non rasentò mai il contegno solito verso le altre donne, +che era una cosa _diversa_, infine, rassicurò e fece schiudere il mio +cuore. Nulla che di tenero, io sentiva in me: ma in presenza di +Massimo Dias mi era impossibile pensare ad altro che all'amore. +Emanava dai suoi occhi, trapelava dalla sua voce, parlava da ogni sua +parola, anche la più gelida, come un mite color vivo, come una +suggestione giovanile, come quel soffio che fra l'aprile e il maggio +dà tante rose ai giardini e alle colline. Compresi, poi, più tardi, +che egli era un uomo fatto assolutamente per l'amore e solamente +dell'amore occupato e preoccupato, essendo egli materiato e +spiritualizzato d'amore; tutto questo non era che la manifestazione +del suo temperamento e del suo carattere. Negli occhi, nella voce, +nelle parole degli altri uomini può scintillare, vibrare, parlare ogni +passione umana, nobile e ignobile: in lui null'altro che l'amore. La +sua seduzione, quindi, lenta e fine, aveva anche qualche cosa +d'inconscio: e la conquista del mio cuore come della mia persona, non +subito, più tardi, fu fatta da lui senza violente richieste, senza +drammatiche tristezze, senza fughe improvvise, senz'abbandoni che +paiono inconsulti e sono meditati--mezzi, questi, che appartengono al +comune degli uomini, a coloro che debbono conquistare le donne con +gravi sforzi. Massimo Dias fu naturale: e fu amoroso, perchè la sua +natura fu amorosa e perchè bastava che vi si abbandonasse, per essere +efficace e attraente, per prendere possesso di tutta la mia volontà e +di tutta la mia forza. Semplicemente, come un esercizio della vita, +egli adoperava tutte le arti più squisite, per essere più amato, egli +sapeva attendere: egli sapeva apparire al momento opportuno, egli +sapeva andarsene. Mirabilmente, per quella felice intuizione amorosa, +il suo amore si equilibrava col mio, senza che nessuna causa esterna +li armonizzasse, e, nelle ore tristi, io trovava accanto a me l'uomo +che seguiva tutte le indefinite malinconie della mia anima inquieta, +come nelle ore brillanti, sfavillanti, io vedeva in lui l'eco della +giocondità giovanile, io sentiva il suo cuore balzare per la gioia di +vivere. Ma il suo gran segreto, quello che egli chiama il segreto di +Pulcinella, dicendolo a chi vuole saperlo, mentre nessuno ne sa fare o +ne vuol fare suo pro, il segreto era nell'amore che mi portava, vivo, +continuo, costante, che mi giungeva da tutte le parti, che mi +avvolgeva come in un'atmosfera di passione, che invadeva il mio +ambiente e me, che mi chiudeva in un roveto ardente, come quello delle +bibliche storie. L'amore sgorgava da l'animo di quell'uomo così e +sempre, che egli non si affidò che a questo, per avermi sua. Chi ama, +chi molto ama, chi ama bene, possiede il motto d'ordine della +conquista: è come colui che possiede la fede e che arriva alla grazia: +è come il mistico che a furia di evocazione e di ardore, ottiene la +visione del suo Dio. + +Nè io spiegai altrimenti il mio consenso all'amore di Massimo Dias che +l'amor suo: e sentii che solo coloro hanno ragione, che dànno passione +per passione, e che sanzionano il vile peccato con la suprema legge +del premio. Ebbene, fu allora che io cominciai a misurare lucidamente +la perfezione di Massimo Dias. Mi amava, mi adorava, e io amava lui, +con tutta me stessa, ed ero sua, ed egli non mi ebbe subito, egli +aspettò qualche giorno, qualche settimana, perchè l'abbandono più +profondo e più completo dell'anima rendesse più alto e più impetuoso +l'amore della persona. Egli aspettò! Egli soffriva, la passione lo +torturava, ma ebbe la sublime pazienza di aspettare, perchè l'amore +nostro raggiungesse quella magnifica maturità che riempie i cuori di +ebbrezza. Quanto gli fui grata, io, di quest'aspettazione che doveva +essere insopportabile e che era piena di delicatezza, come sentii in +lui il rispetto della donna, dell'amore, di sè stesso, come intesi +che, in lui, l'amore aveva un tempio e che le feste che vi si +celebravano avevano tutta la squisitezza delle grandi aspettazioni, +delle grandi purificazioni, delle grandi preghiere! + + * * * * * + +Un perfetto amante, sì. Naturale, cioè _disuguale_. L'un giorno di +nostro amore non rassomigliava all'altro, e i convegni avevano la più +bizzarra varietà, e la curiosità dello spirito raddoppiava il tumulto +dell'amore. Disuguale: io l'ho visto, ai miei piedi, piangere come un +fanciullo, per una tristezza improvvisa, capitatagli nel momento più +lieto del nostro amore, domandare a me la consolazione di questo +indefinito e infinito dolore che gli saliva dal cuore agli occhi: io +l'ho visto, innanzi a me, pallido d'ira gelosa, fremente, indomabile, +soffocare e non poter dire i motti ingiuriosi che gli si affollavano +sulle labbra, e fuggire, e ritornare, sempre furibondo, in tali +impeti, che io aveva di essi una paura mortale: io l'ho visto, accanto +a me, in una confidenza fraterna, in una famigliarità deliziosa, +aprirmi tutto il cuor suo, come a una sorella, a una madre: io l'ho +visto trascorrere delle ore, chiuso, tetro, senza risponder verbo alle +mie domande, senza muoversi alle mie scosse, vinto da una inerzia e da +un accasciamento, che non sapeva spiegare: e tutte le faccie del suo +spirito amoroso mi apparivano e mi sparivano, innanzi agli occhi, come +una visione, e mi stringevano a lui, così indissolubilmente! +Disuguale: talvolta così vinto da una crisi di amor passionato che +egli non conosceva, non vedeva, non sapeva e non voleva altro che me, +che la mia presenza, che la mia persona, come se io dovessi sfuggirgli +l'indomani, come se avesse bisogno del continuo possesso, per esser +certo dell'amore, con tale un'ardente sete di me che mi sgomentava: +talvolta, preso da un eccesso così strano di sentimentalismo, come se +l'anima sua fosse partita per i paesi dove solamente di pensiero e di +sentimento si vive, come se tutte le cose di questo basso mondo gli +fossero perfettamente estranee: talvolta, nei peggiori momenti, +assalito dal demone del sarcasmo, per cui il mio cuore era trafitto ed +egli aveva l'aria, il mio amante, di godere delle mie trafitture, e +non ristava neppure quando vedeva i miei occhi pieni di lacrime, e +aveva come la voluttà feroce dei miei e dei suoi tormenti. Frivolo e +profondo, geloso e indifferente, scherzoso e tetro, appassionato e +sprezzante, il mio amante non era un sol uomo, ma dieci uomini presi +insieme, e tutti nuovi, tutti attraenti, tutti affascinanti: e a ogni +nuovo colloquio io mi domandava, irrequieta, diffidente, ansiosa, che +avrei trovato, in lui, e ciò dava un sapore immenso a tutti i nostri +convegni, e ciò metteva il mio cuore in uno stato di continua veglia. +Vi erano minuti così intensi in cui io era certa della sua adorazione, +poichè io vedevo la verità dell'amore nei suoi occhi ardenti, perchè +la udivo nel balbettio della sua voce, perchè io sentivo, con orgoglio +e con tenerezza, che quell'uomo mi apparteneva completamente: ma il +minuto dopo io ricadeva nel dubbio, tanto le parvenze di Massimo Dias +erano singolari, e il dubbio suscitava in me tutte le forme della +passione. Vi erano dei periodi in cui sembrava che egli mi sfuggisse +intieramente: neri periodi di desolazione, di disperazione: e, forse, +forse, in quei tempi egli più mi amava, e io non intendeva l'enigma. +Tanto che, a poco a poco, tutta la mia esistenza morale e materiale +appartenne al mio amante: io sentii assolutamente che solo il suo +amore mi rendeva importante e cara la vita, e che egli era il _solo_ +uomo che io potevo amare. + + * * * * * + +Perfetto amante e traditore, anche. Mi sembra inutile di descrivervi +quello che io abbia sofferto, di atroce, la prima volta in cui il suo +tradimento mi fu palese come la luce del sole. Io ho creduto di +morire. Gli ero stata così lealmente fedele, ero così innamorata di +lui, ero così saldamente legata a lui, che tutti i sentimenti in me +erano crudelmente offesi, e palpitavano di angoscia e le loro ferite +gemevano sangue. Amore, amor proprio, vanità, sincerità, non una cosa +che non avesse la sua tortura, in quel tradimento. Egli negò sempre, +continuamente, anche innanzi alle prove: e la sua negazione che mi +parve una sfrontatezza, irritò maggiormente il mio furore geloso. +Compresi, più tardi, quanta tenerezza e quanto rispetto vi era in +quella negazione del tradimento. Ma in quella scena terribile, io +aveva smarrita la testa. Lo lasciai, così. Non volli più vederlo; lo +fuggii. Indescrivibili tormenti! Ero innamoratissima di lui e tutta la +mia anima come la mia persona gli apparteneva: figuratevi, dunque, +quale violenza io doveva fare a me stessa per non vederlo, per non +scrivergli, per non pronunziare neppure il suo nome. L'ambiente del +suo amore perdurava, intorno a me. Egli continuava ad apparire, +dovunque potesse credere che io andassi, e dovetti, man mano, quasi +chiudermi in casa, o uscire per vie deserte e lontane, abbandonando +tutti i comuni ritrovi. Egli continuava a scrivermi e io non aveva +modo d'impedirglielo, mentre m'imponevo delle pene atroci per non +aprire le sue lettere che erano intatte in un cassetto. Tutte le vie, +tutte le case, tutte le cose mi ripetevano un episodio del nostro +amore: egli aveva messo il suo amore dappertutto: egli seguitava a +farmi giungere l'eco della sua passione, come se mai mi avesse tradita +infamemente, vigliaccamente. E tutto, senza lui, mi sembrava ombra e +silenzio: inutile ogni dolcezza della vita; inutile il lieto +trascorrere del tempo; inutile la mia esistenza istessa. La vista di +qualunque uomo mi disgustava: Massimo Dias, il mio perfetto amante, mi +aveva divisa dal resto dell'umanità e mi teneva per sè, tutta per sè, +senza che mai, mai, fino a che avessi sangue nelle vene, un altr'uomo +potesse esistere, come amante, per me. + +Ebbene, io gli perdonai il suo tradimento. Per quali illusioni, io mi +convinsi, non so bene: per quale ineluttabile bisogno di amore e +dell'amore di Massimo Dias fui così debole, io so bene, ma non vi +debbo spiegare. So che ridivenni l'amante di Massimo Dias, un giorno, +così, naturalmente, in cui egli m'incontrò e io non ebbi la forza di +evitarlo, in cui eravamo soli e non ebbi la forza di fuggirlo: un +giorno in cui egli mi apparve così triste e così innamorato che io +dissi a me stessa la gran parola, se non era un errore e una colpa +rinunziare alla propria parte di felicità, comunque essa sia, questa +felicità. Massimo Dias mi amava, me ne convinsi: il segreto della sua +rinnovellata seduzione era sempre nell'amore, di cui era fatta +l'essenza della sua anima e dei suoi nervi. Noi avemmo, in questa +ripresa, dei grandi giorni, indimenticabili: nell'ora della morte io +potrò tutto scordare, ma quelle giornate mi saranno in mente, nelle +confuse visioni dell'agonia! Egli mi giurò che non mi avrebbe tradita +mai, mai più, che se un errore aveva commesso--non poteva più negare, +gli era impossibile--era stato _così_, senza che lui neppure lo +sapesse. _Così!_ Parola strana, è vero? Egli mi volle far credere che +il tradimento era stato un fatto istintivo, di cui era inconscio, +fuori della sua volontà, anzi, forse, contro: certamente, contro, +poichè mi amava. _Così!_ + +Che dirvi? Massimo Dias mi tradì una seconda volta e anche più +gravemente: e se questa seconda volta il colpo fu meno forte, la mia +dignità fu più resistente. Egli negò ancora: diceva di no, di no a +tutto, come un bimbo; alle mie ingiurie impallidiva e negava, sempre. +Dopo questo secondo dolore, afflittissima, ma meno furente, io ebbi la +cura dolorosa di analizzare tutta la mia sventura. Posatamente, io +misurai tutto l'amore che avevo portato e che portavo a Massimo Dias: +misurai il suo tradimento e il tempo e le circostanze. Freddamente, +scesi in fondo al mio cuore e tastai la catena che mi serrava a +Massimo Dias: mi parve incrollabile. Gelidamente, pensai che solo +partendo, espatriando, non rivedendolo mai più, avrei potuto spezzare +questa catena; ma che se restavo dove egli era, mi sarebbe bastato di +rivedere il mio perfetto amante per esser sua, di nuovo. E, partendo, +non sarei forse ritornata da me a rimettermi nelle sue mani? Con la +massima glacialità, di fronte a così assoluta necessità, decisi di +perdonargli novellamente, e sempre, e di esser sempre la sua amante, +malgrado ogni tradimento. Più tardi, conoscendolo meglio, sono stata e +sono anche più giusta con lui. Se si vuole un amante perfetto, bisogna +subire il tradimento, soffrendo in silenzio. Il tradimento è uno dei +caratteri della perfezione, in amore. Sarà una verità crudele, ma è +così. Dalla sua stessa perfetta natura amorosa Massimo Dias trae +questo istinto della mutabilità e, in fondo, egli non inganna nessuna +donna, neppur me, anzi, me molto meno delle altre. Giacchè egli è +sempre innamoratissimo della donna cui dice di amare, come ad ogni +perfetto amante si conviene. Fedele all'amore, fatto di amore, egli +non mente mai, parlando della sua passione. Fedele, incostante e +perfetto. + + + + +IL PERFETTISSIMO AMANTE + +_(Luigi Caracciolo)_. + + +Uno sbadiglio atroce contrasse la bella bocca di Maddalena Herz e un +piccolo grido esasperato di noia, un piccolo ruggito di sciacallo, le +sfuggì dalle labbra: + +--Che hai?--le disse gravemente Beatrice Albano uscendo dal torpore +pieno di pensiero, dove era immersa. + +--Tutti gli uomini sono sciocchi,--sentenziò Maddalena, con un atto +sprezzante della mano. + +--Tutte le donne sono ingiuste. + +--Sciocchi e seccanti, gli uomini: così seccanti, tanto +seccanti,---soggiunse Maddalena con uno scoramento profondo. + +--Perchè seguiti ad occuparti di loro? + +--Sono essi che si occupano di me. + +--Fuggili: dividiti dal mondo. + +--Io lo farò,--disse Maddalena, con una perfetta convinzione, girando +e rigirando i suoi anelli gemmati. + +Poi dopo una pausa di silenzio: + +--Nessun uomo vale nulla. + +--E nessuna donna capisce niente--le replicò Beatrice, guardandola coi +suoi larghi e severi occhi, dove una gran bontà attenuava la durezza +dell'affermazione. + +--Tu mi contrasti per farmi arrabbiare, Beatrice? + +--No, cara. + +--Tu disprezzi gli uomini, come me, confessalo, pensosa signora. + +--Non li disprezzo; e tu neppure. + +--Come, io neppure? Il mio disprezzo è mondiale, anzi universale, per +non dimenticare il cielo. + +--T'inganni, su te stessa: non li disprezzi, li conosci poco, o male, +ecco tutto. + +--Tu li conosci meno di me, cara donna Beatrice, che non avete voluto +nè amanti, nè corteggiatori, dandovi il raro e nobile lusso di essere +virtuosa. + +--Io non sono virtuosa,--replicò Beatrice, con un lieve sorriso sulle +labbra vivide e sinuose, ma come suggellate in un volontario silenzio. + +--Andiamo, tu ami la contraddizione, questa sera. Tu sei virtuosa, te +lo giuro: e io sono una donnina esecrabile. + +--Non giurare, non giurare....--e Beatrice sorrideva ancora, in una +posa così tranquilla, con le mani bianche abbandonate sulla copertina +di seta antica del libro che aveva finito di leggere. + +--Non mi farai mai credere che tu conosca gli uomini, per averne ben +conosciuto uno: non crederò mai che tu abbia avuto un amante,--esclamò +Maddalena Herz con un gesto risoluto e definitivo. + +--Veramente, io ho avuto un amante,--dichiarò Beatrice Albano, con +molta tranquillità. + +--Bugia! + +--Sull'anima mia, io ho avuto un amante. + +--Io non ti credo. + +--Fa come vuoi, ma la verità è una sola. + +--Un amante, tu, la impeccabile? No, no. Nessuno lo ha mai saputo. + +--Infatti, nessuno lo ha mai saputo. Uno dei meriti speciali e +grandissimi di questo mio amante, era il segreto. + +--Il segreto? Tu hai potuto ottenere il segreto?--chiese Maddalena +Herz, di già accendendosi all'istoria. + +--Sì. L'amore nostro è stato solamente conosciuto da me e da lui. +Siccome egli, mi amava solo per amarmi, assolutamente ed +esclusivamente per amarmi, così volle e mantenne il segreto. + +--E non lo violò giammai? + +--Giammai. + +--Forse vi siete amati per poco tempo? + +--Per tre anni, insieme: però egli mi amava da molto più tempo. + +---Forse vi vedevate raramente, così il segreto ha potuto esser +conservato. + +--Non tanto raramente, cara. Spesso, anzi: quanto più spesso potevamo. + +--Allora.... avete realizzato un miracolo. Io ho sempre creduto che il +segreto non esistesse, in amore,--mormorò Maddalena Herz, che pareva +sprofondata nelle riflessioni. + +--Anche io, prima, così credevo. + +--E vi è stato un uomo che non ha proclamato sui tetti il suo amore, +che non lo ha mormorato, sottovoce, a varii suoi amici e confidenti, +che non lo ha, almeno, lasciato compiacentemente trapelare? + +--Vi è stato: è stato il mio amante. + +--Ti amava, poi, costui? + +--Immensamente. + +--Come lo sai? + +--La donna se ne accorge. + +--È vero. Tu lo amavi? + +--Moltissimo: meno di quello ch'egli meritava. + +--Era bello? + +--Non bello, probabilmente brutto.... + +--Ma ti piaceva? + +--Era riuscito a piacermi molto. + +--Basta così; era bellissimo. Giovane? + +--Aveva trentacinque anni. + +--Sicchè, aveva amato, prima? + +--Egli non mi disse mai nulla. + +--Perchè? + +--Per rispetto, credo. E per riconoscenza, io non gli domandai nulla. +Però, tanto nell'ardore, quanto in una certa ingenuità, mi parve che +egli fosse al suo primo amore. + +--Ti avrà ingannata. + +--Allora, ha saputo ingannarmi. Ma, sai, alle volte il primo amore +viene molto tardi. + +--O mai--disse malinconicamente Maddalena Herz.--Era geloso questo tuo +amante? + +--M'immagino di sì. + +--T'immagini di sì? Non lo sai? + +--Non mi fece mai nessuna scena: ma era geloso. Lo vedevo dai suoi +occhi, in certi momenti; pure, subito si reprimeva. + +--Amico di tuo marito? + +--No: punto. Nè volle diventarlo mai. + +--Tu glielo proponesti? + +--Io? mai. Era una cosa che mi faceva ribrezzo. + +--Già, tu sei stata sempre virtuosa, Beatrice. + +--Chi ha avuto un amante, Maddalena, non è virtuosa. + +--Un amante, un amante! Quello era un angelo! + +--No, ti assicuro che era un uomo. + +--Sentimentale? + +--Mi amava. + +--Molto fantastico? + +--Mi amava. + +--Molto appassionato? + +--Mi amava. + +--Ma che era, dunque? + +--Niente altro che un uomo innamorato, senza divisioni e classifiche. +Innamorato, ecco. + +--Hai detto tutto. Quante lettere al giorno ti scriveva? + +--Due, ordinariamente: talvolta tre. + +--E tu? + +--Nessuna. + +--Come sarebbe a dire? Non gli scrivevi? + +--Egli aveva rinunziato alla dolcezza di avere mie lettere. Temeva che +mi sorprendessero, temeva che le lettere si perdessero, temeva che in +casa sua un ladro o un male intenzionato gliele rubasse. + +--E aveva rinunziato alle lettere? Questa creatura maschile +eccezionale, che rinunzia alle lettere, è esistita? + +--Sì. + +--Forse ti amava poco,--soggiunse Maddalena Herz, ricaduta nel suo +scetticismo. + +--Mi adorava; io vedevo bene, in lui, quanto gli costasse il suo +sacrificio: io l'ho visto pallido e scoraggiato, spesso, di lontano, e +ho tentato di consolarlo, con una lettera: ma, sentendo la stessa +ebbrezza del suo sacrificio, non l'ho fatto. + +--Era un amore triste, però. + +--Sì, spesso. + +--Molto triste? + +--Moltissimo. Ma l'amore non è sentimento gaio. + +--Gli uomini lo guastano. + +--Forse,--disse Beatrice Albano, incrociando le mani sulle ginocchia. + +--Ma siete stati felici? + +--Per quanto è possibile, felici. + +--Poco felici, allora? + +--Come tu vuoi. Giudica: due creature che si adorano, che s'intendono +perfettamente, che vivono in un'armonia completa, che credono +all'amore, che credono nella vita.... giudica. + +--E che mi raccontavi di tristezze? Voi siete stati +felicissimi!--esclamò Maddalena Herz. + +--Io lo credo,--disse con un fugace sorriso Beatrice Albano. + +Un silenzio regnò fra le due donne. Maddalena Herz aveva gli occhi +assorti nel roseo, grande paralume che copriva la lampada. + +--Beatrice, che faceva questo tuo amante? + +--Nulla. Mi amava. + +--Non giuocava, non fumava, non andava al _club_, non scommetteva alle +corse? + +--Nessuna di queste cose. + +--Era disoccupato, dunque? + +--Era occupatissimo ad amarmi. + +--Tutto il giorno? + +--E la notte, anche. Pensa che le difficoltà erano enormi, che la +pazienza doveva essere infinita e infinita l'audacia, che l'occasione +fuggiva sempre, che la lotta era accanita.... e che egli ha sempre +vinto. + +--Sempre vinto? + +--Sì, egli era forte, paziente, acuto, sagace, audace, ostinatissimo: +e tutte queste qualità gli venivano dall'amore e all'amore servivano. + +--I pericoli sono stati grandi? + +--Grandi e imminenti. Non li ha curati. Era un uomo che credeva +nell'amore. + +--Tanto pochi uomini ci credono!...--osservò tristamente Maddalena +Herz. + +--E pochissime donne. Neanche io. Vedi! È lui che mi ha ispirata +questa fede. + +--Chi ha fede, non naufraga: ma tanta gente affonda. + +--Perchè non ha intesa la parola salvatrice; io l'ho udita. + +--Beata te! Se fosse accaduto uno scandalo, che avresti tu fatto? + +--Eravamo decisi. O lo scandalo era grave e allora saremmo morti +insieme: o lo scandalo era ridicolo, e saremmo andati via insieme. + +--Morire? Avete parlato di morte? + +--Sì, si è parlato di morte,--disse Beatrice, a voce più bassa, +chinando il capo. + +--Egli era pronto a dar la vita, per te? + +--Pronto. E io per lui. + +--Lo avevate giurato? + +--Ce lo eravamo detto, molto semplicemente. Poichè egli era un uomo +semplice, cara Maddalena. + +--Alle volte, la semplicità viene da una raffinata corruzione. + +--È vero, ma che importa? Ciò che preme è la conseguenza, non la +causa. Una virtù che si acquista vale una virtù naturale: vale di più +talvolta. + +--È una bizzarra teoria, ma mi piace. Forse il tuo amante era un +infame, e ha voluto essere una creatura celestiale. + +--Non lo so. Io non ho mai vista la bruttura, e ho sempre vista la +virtù. + +--Dissimulava? + +--Non credo. Pure, se ha dissimulato, anche questo era un omaggio +dell'anima sua all'amore: Maddalena, Maddalena, nessuna delle azioni +di quell'uomo, nessuno dei suoi pensieri, che non partisse e non +ritornasse all'amore. Per l'amore egli poteva essere laido come un +malfattore e apparire innocente come un fanciulletto: per l'amore egli +era profondamente buono, ma poteva arrivare al delitto. + +--Oh Beatrice, quanto lo hai amato! + +--Quanto, quanto! + +--Non lo tradisti, tu? + +--Io? Io? Puoi chiedermi questo?... + +--Ed egli, ti tradì? + +--Mai, mai. + +--Ne sei certa? + +--Certissima. + +--Chi te lo ha detto? + +--Nessuno: lo so. Non mi ha mai tradito. + +--Qual donna può esser sicura? + +--Io solamente. + +--Pure.... non lo vedevi sempre.... eravate lontani.... + +--Che importa! + +--....egli incontrava delle altre donne.... l'assenza.... il tempo.... + +--Mai, Maddalena, mai. Quell'uomo fu mio, in tutto il tempo che ci +amammo, in una unione perfettissima, senza mai ombra d'infedeltà. + +--Era un uomo freddo? + +--No, Maddalena. + +--Disprezzava le donne? + +--Niente affatto: le stimava e le compiangeva. + +--Le fuggiva, forse? + +--Tutt'altro: le ricercava, con gentilezza: restava con loro, +circondandole di un delicato rispetto. + +--Ma perchè non ti tradiva? + +--Perchè era fedele. + +--La fedeltà assoluta o relativa, è impossibile, Beatrice. + +--Sarà: ma io l'ho incontrata. + +--Quanti anni di fedeltà? + +--Da cinque a sei anni. + +--Sembra una favola. + +--Sembra: ed è una verità. + +--Tu non ti annoiasti mai di questo amante così sublimemente perfetto? + +--Lo amavo. Non mi annoiai. + +--Però.... la natura umana è così irrequieta.... proprio, non ti seccò +mai? + +--Non vi fu il tempo, Maddalena. + +--E perchè? + +--Perchè questo amore finì,--disse con immensa tristezza nella voce e +nel gesto, Beatrice Albano. + +--Ah! è vero: finì. Questo meraviglioso amore, fatto di adorazione +segreta, di rispetto profondo, di sacrifizio silenzioso, di devozione +infinita, questo amore ardente e fedele, è finito, è finito, ha subito +la sorte comune, è finito. + +--È finito,--e Beatrice Albano si covrì gli occhi con la mano, a +nascondere il suo pallore, la sua emozione. + +Maddalena Herz la sogguardò. Ella era buona, nel fondo del cuore: e +amava la sua amica così austera e pure così tenera. Non osò, subito, +interrompere quella commozione. Le prese una mano e la carezzò: + +--Dimmi come è finito, cara. + +Beatrice Albano la guardò, silenziosamente. + +--In un modo molto doloroso, è vero? Questi grandi amori, questi amori +unici.... tu avrai tanto sofferto? + +--Orribilmente. + +--Tu non te ne sei consolata? + +--Non me ne consolerò mai,--disse Beatrice, desolatamente. + +--Perchè non piangi un poco? Ciò ti farebbe molto bene. + +--Io ho pianto, in segreto, nell'ombra, tante volte; ma le lagrime non +mi hanno guarita. + +--Dimmi, dimmi come è finito,--disse carezzevolmente Maddalena Herz, +credendo udire una storia d'abbandono. + +Beatrice fece uno sforzo per parlare: poi disse: + +--Egli è morto. + +--Come, morto?--gridò Maddalena. + +--Sì,--disse Beatrice, con un atto disperato delle braccia. + +--Più tardi.... quando l'amore era finito?... + +--No, morto in pieno amore, morto nella verdezza e nell'ardore della +passione, morto quando il sogno era diventato realtà e quando la +realtà pareva una visione, morto, strappato all'amore! + +--Oh poveretto, poveretto! + +--Si chiamava Luigi Caracciolo,--singhiozzò l'amante infelicissima. + +--Egli avrà dovuto esser disperato di morire? + +--No: sulle prime, pareva straziato: poi si rasserenò. Diceva di morir +bene, senza disinganni e senza delusioni. Mi adorava, mi benediceva, +dal letto di morte. Quanto diventò bello, dopo, Maddalena.... + +E a lungo, a lungo, Beatrice Albano pianse su quel ricordo così vivace +e così fremente nel suo cuore. Piano piano Maddalena Herz le +rasciugava le lacrime, senza dirle nulla, con una piccola carezza +muta. Alla fine, le lacrime s'inaridirono; ma la donna dolente rimase +immobile, con le mani incrociate sulle ginocchia, guardando nel vuoto. + +--Egli era troppo perfetto per vivere e per amare; doveva +morire,--disse Maddalena Herz, come se parlasse a sè stessa. + +Beatrice la guardò: le palpebre le batterono, assentendo. + +--E l'amore è una cosa imperfetta!--soggiunse Maddalena.--Imperfetta e +miserabile. L'uomo val meglio del sentimento. + +Beatrice Albano acconsentì, col capo. + + + + +IL VIALE DEGLI OLEANDRI + +(_Mario Felice_). + + +Nella grande e strana dolcezza di quell'aprile, tutto il vasto parco +era fiorito, fra la collina e il mare: i larghi viali dalle quercie +austere, dai platani austeri, sotto l'arco verde oscuro dei loro rami, +eran tutti biondeggianti di sottili raggi di sole, eran biondeggianti +di piccoli e scherzosi occhi di sole. Lontano, nella gran rotonda +luminosa era un cicalìo di bimbi e un cicalìo di passeri e il rombo +sordo della città giungeva ancora colà. Bastava allontanarsi cento +passi, verso il mare, perchè ogni rumore svanisse nell'aria lieve: e +la solitudine del parco era solo turbata da qualche rara persona che +passeggiava, lentamente riscaldandosi al sole, un vecchio o un +convalescente i cui occhi senza fiamma e senza forza non avean più +curiosità: turbato tavolta, il profondo silenzio vegetale dal fruscio +di un getto di acqua, con cui un invisibile giardiniere inaffiava +un'aiuola. Maria entrava nel parco dalla porta occidentale: al +piccolissimo orologio che ella portava sempre seco, nella taschettina +della giacchetta, sul petto, le ore di oro su fondo nero segnavano le +quattro in punto. Era sempre quella, l'ora del convegno quotidiano, ed +ella si doveva frenare per non giungere mezz'ora, un quarto d'ora più +presto. + +--Se arrivo troppo presto soffro molto,--ella pensava, cercando di +diminuire ai suoi nervi la tormentosa impazienza e al suo cuore +l'intima tortura. + +E perdeva un po' di tempo nel fermare la veletta nera del cappello, +abbottonava pian piano i suoi guanti, si guardava ancora nello +specchio, senza vedersi, e macchinalmente cercava se avesse preso +tutto, il fazzoletto, il portabiglietti, il bianco ombrello. +Quest'ombrello era la sola nota chiara sul nero vestito, sul +cappellino nero, sulla giacchetta nera di Maria: un ombrello tutto +bianco di merletti e di seta, con un grosso fiocco di nastro giallo e +un alto scintillante manico d'argento: sulla candida cupola, nei viali +delle quercie e dei platani, il sole faceva piovere i suoi +sottilissimi raggi biondi, simili a verginali e luminosi capelli, e la +bianca cupola si faceva bionda e sul pallido volto di quella inquieta +passeggiatrice un confortante riflesso primaverile scendeva, +carezzando i pensosi occhi lionati e la molle linea delle fresche +labbra. Maria si avanzava camminando piano e silenziosamente, +guardando innanzi a sé, così avidamente che le palpebre talvolta si +abbassavano per vincere quella fissità ardente di sguardo: + +--Se guardo troppo, egli non verrà; meglio non guardare, mi sarà +innanzi improvvisamente,--ella pensava con la fatale superstizione +amorosa che accompagna ogni moto della passione. + +Eppure Mario Felice non tardava mai molto: un quarto d'ora, venti +minuti, non più. D'altronde egli entrava dalla porta orientale del +parco e doveva fare più cammino di Maria, per giungere al posto +dell'appuntamento: arrivava camminando in fretta, un po' affannato e a +qualunque distanza egli apparisse, avesse ella lo sguardo levato o +chino a terra, ella sentiva che egli era là e un acuto senso di bene +le s'irraggiava dal cuore per tutte le fibre. Talvolta ella fingeva di +non averlo visto, mentre sapea bene che egli si avanzava, ne contava i +passi, fremeva per quell'appressamento, fra cinque minuti secondi la +sua mano avrebbe tremato in quella di lui: o, talvolta, non poteva +resistere al desiderio di vederlo giungere, i suoi occhi si metteano +fervidamente in quella figura alta e svelta di uomo che si avanzava, +in quel sorriso triste che ne trasformava malinconicamente la +fisonomia serena. Ella s'inebbriava di quella vista, ella aveva negli +occhi la rara luce dei suoi buoni giorni, e quando Mario Felice e +Maria erano vicini, si stringevano la mano e nulla dicevano. +Camminavano insieme accanto, ella levando ogni tanto gli occhi su lui +con una infinita dolcezza in una confusione di speranze compiute e di +novelli desiderii che le impediva ogni discorso: egli taceva, a occhi +bassi come pensando. E andavano insieme nel viale degli oleandri. + +Il viale degli oleandri era lungo, stretto e sinuoso. Da una parte e +dall'altra, gli oleandri crescevano fitti e ricchi di tutte le +dimensioni, ad alberetti bassi, a cespugli, ad alberi grandi, dalla +verdura bizzarra di foglie a ferro di lancia, dalla fioritura rosea +così esuberante che il suolo era sempre coperto di fiori rosei: un +fine e singolare profumo era nell'aria del viale; profumo fresco e +triste, insieme. Era quello degli oleandri, il viale così roseo e così +bizzarramente odoroso, abbandonato da tutti, chi sa perchè: deserto, +il solo banco di marmo che vi era, era seminato di fiori d'oleandro +che nessuno levava mai per sedervisi: deserto e a ogni angolo che +formava il disegno sinuoso, parea stare in viale chiuso ermeticamente, +inaccessibile a tutti, salvo che agli amanti: deserto e nella sua +nobile e forte fioritura, nella beltà strana dei suoi fiori ingemmanti +la verdezza dei rami, come colpito dalla irremediabile fatalità +dell'abbandono. Non so quale misterioso fascino attirava nel viale +degli oleandri Mario Felice e la donna che lo amava: ricordavano, è +vero, ambedue di avere visto insieme, tanto tempo prima, una linea di +cielo azzurro e un muretto bianco, e i due amanti che parlavano di +amore, che quasi tendevano le labbra per baciarsi e sul cielo azzurro +il ramo ricco di fiori di un oleandro, il fiore di quell'idillio che +la mano sapiente di Alma Tadema aveva dipinto, turbando i cuori di +tutti coloro che hanno avuto il delizioso piacere di guardare quel +quadro. Ma i due amanti di Tadema sono così inebbriati di gioventù e +di amore e l'oleandro è così giocondamente voluttuoso! Mentre il viale +degli oleandri seduceva Mario Felice e Maria con segrete voci di +malinconia; e quando si vi trovavano perfettamente soli, essi si +guardavano pallidi e muti: essi sognavano, nei fiori rosei, il veleno +esiziale che vi si contiene e che, forse, esalava l'anima perversa nel +profumo bizzarro che riempiva l'aria. Per essi era rosso e +affascinante il fiore dell'amore: ma pieno di una profonda amarezza, +ma contenente un tossico invincibile. + +--Mi vuoi bene?--chiedeva la donna a Mario Felice. + +--Tu lo sai,--egli rispondeva, con; una lieve contrazione penosa sul +volto. + +--Non lo so, non lo so, dimmi se mi vuoi bene,--insisteva lei agitata. + +--Non domandare, cara,--continuava a rispondere Mario Felice, con una +crescente impressione dolorosa. + +Ella taceva. Ma queste erano le risposte dei buoni, dei rarissimi +giorni, erano le risposte date solo tre o quattro volte, nel lungo e +combattuto loro amore: ella conservava preziosamente queste risposte, +che le parevano ispirate da un'immensa tenerezza. Quasi sempre alla +monotona domanda, alla domanda persistente di lei, a quelle ansiose, +affannose parole che erano il costante ritornello di quel cuore +femminile, _mi vuoi bene, mi vuoi bene?_ egli non rispondeva che con +un sorrisetto fra l'ironico e il pietoso, come se gli facesse +compassione quella folle ostinazione. Talvolta, nelle giornate nere, +irritato, egli rispondeva: + +--No. + +--Non mi vuoi bene? + +--Non ti voglio bene. + +--E che vieni, a fare qui? + +--Niente. + +--Perché ci vieni allora? + +--Eh.... così,--diceva egli enigmaticamente. + +A lei passavano negli occhi delle lacrime brucianti: e tutti i fiori +rosei degli oleandri intorno ondeggiavano. Egli guardava Maria +pensoso, triste: forse ne aveva pietà, ma taceva. Camminavano ancora, +ella con le braccia abbandonate, col bianco ombrellino che strisciava +sul terreno fra le foglie secche e i fiori di oleandri caduti e quasi +appassiti, con le spalle un po' curve, abbattuta da una infelicità che +la vinceva anche nel fisico: egli accanto, sogguardandola, ma non +trovando parole per confortarla. Ma nel fondo dell'animo di quella +pallida donnina dai fini capelli castagni, dalle guancie un po' +smunte, dalle fresche labbra, in fondo a quell'anima vinta e perduta +per l'amore, esisteva una forza imperiosa di volontà. Ella rialzava il +capo decisa ad accettare da quell'uomo che essa adorava, tutto quello +che egli poteva offrirle, freddezza, antipatia, amicizia, tenerezza, +omaggio di devozione, quello che egli sentiva e che ella non sapeva, +non sapeva. Purché egli si lasciasse amare. Maria era risoluta a +vincere la dolcissima debolezza femminile che vuole udire, anche se +false, anche se fallaci, le parole dell'amore; purché si lasciasse +amare, ella volea perdonargli tutto. Mario Felice, acuto osservatore, +le leggeva nella fisonomia subitamente infiammata, negli occhi fieri +del sacrificio, nelle labbra già quasi sorridenti, nel passo più +rapido, e sentiva che ella aveva allontanata la tempesta dove +minacciava di naufragare il suo amore. Egli l'ammirava in quelle +improvvise risurrezioni di forza che era anche amore: e tentava di +vincerla. Allora, fra i due, s'impegnava una lotta di parole, di +impressioni, di sentimenti, in cui Mario Felice, apposta, aumentava la +dose esterna della sua freddezza, non badava o fingeva di non badare +alla crudeltà di certi suoi silenzii, misurava glacialmente l'entità +perversa di certe frasi, e le pronunziava a tempo. Ella resisteva, +ripiegandosi, fuorviando, inebbriata di amarezza, ma più sollevata +dall'amarezza istessa: + +--Verrai domani? + +--No, non posso,--egli dicea, subito. + +--Dopodomani, allora! + +--Non so..., ho da fare. + +--Che hai da fare.... meglio dell'amore? + +--Oh mille cose! + +--Meglio dell'amore? + +--Meglio; più utili. + +--Hai ragione,--ella diceva, umilmente.--Purchè tu non vada da +un'altra donna! + +--Non ci mancherebbe che questa!--esclamava Mario Felice. + +--Tu non ami nessun'altra donna, è vero? + +--Io non amo nessuna donna, o signora,--egli concludeva gelidamente. + +--Neanche me? + +--Neanche voi. + +--Peccato, peccato, peccato!--mormorava ella, pianissimo, lamentandosi +come un bimbo malato. + +Anch'egli era pallido, udendo quel sommesso lamentio, che deplorava +l'aridità del suo amore. Ma continuava: + +--Del resto voi siete un angelo, cara Maria. Un angelo che ha detto +una sola bugia, nella sua angelica esistenza. + +--Quale?--chiedeva lei, smarrita. + +--Tu dici la bugia, cara, quando dici di volermi bene. + +--Io, io?---gridava lei stupefatta. + +--Tu. Non è vero che mi ami. + +--Oh Madonna mia,--gridava lei, soffocatamente. + +--Se vuoi, te lo dimostro. + +Così, Mario Felice la vinceva. Innanzi alla negazione precisa, +assoluta dell'amor suo, tutta la forza di abnegazione di Maria +svaniva. Ella non resisteva a quella negazione, ciò la esasperava e +l'avviliva, non trovava nulla da risponderle, il suo sdegno era grande +come il suo terrore. Ma che uomo era dunque, questo Mario Felice, a +cui ella si era avvinta? Ma che sciagurata natura di uomo, senza fede +e senza speranza, senza entusiasmo e senza carità, ella si era messa +ad adorare? Egli non l'aveva amata giammai; questa era la sola +certezza. Aveva ceduto, riluttante, quasi pauroso, alla impetuosa +passione di lei: aveva ceduto, pensoso, triste, per cortesia, per +pietà, forse per una sua intima debolezza: e quella mortale tristezza +che in lui sorgeva per tutte le cose e per tutti i sentimenti, non lo +aveva mai lasciato, la felicità non aveva mai lampeggiato dai suoi +occhi, non aveva mai tremato nella sua voce. + +--Che hai? Che hai?--ella domandava, nei primi momenti del loro amore, +sentendo la sofferenza del suo silenzio. + +Egli taceva, ancora. E più tardi, come se nel cuore di lui fosse sorta +una ribellione sorda contro questo amore che non divideva e che lo +opprimeva, come se egli avesse finito per detestare questa fragile +donna che lo rattristava con la sua passione, come gli altri col loro +odio o con la loro indifferenza, Mario Felice non aveva trovato che un +mezzo solo per ferirla nell'indomito coraggio, quello di negare l'amor +suo. Oh come egli aveva bene inteso ciò che a lei era insopportabile +di udire, come la mala volontà di perversione aveva visto in quale +parola consisteva l'irremediabile dolore! Il dissidio fra loro era +grande, basato sulle diversità dei temperamenti, dei caratteri, +dell'età: ella sentiva che Mario Felice non poteva amarla, perchè era +maritata ed egli odiava la posizione di amante furtivo: sentiva che +egli non poteva amarla, perchè odiava tutta la vita esteriore e +mondana a cui ella era costretta: sentiva, sì, sentiva che egli non +poteva amarla, perchè lui non era stato il suo primo amore, perchè a +questi uomini dal cuore profondo bisogna portare se non altro un cuore +verginale. Ella capiva, sì, capiva le ragioni di quella mortale, +tristezza e la spirituale ripugnanza di Mario Felice: si sapeva +indegna di essere amata e non chiedeva più se egli le voleva bene. Ma +che orgoglio inflessibile era dunque quello di quest'uomo che non +amava e non sapeva neppure perdonare all'amore? Ma che anima malvagia +era dunque quella di Mario Felice che colpiva freddamente e +risolutamente colei che lo adorava? Talvolta queste ingiurie +sgorgavano dalle labbra di Maria, per impulso involontario: egli le +ascoltava, a capo basso, seduto su quel banco di marmo dove tanti +fiori di oleandro erano piovuti: egli non attaccava più e non si +difendeva, lasciava rotolare rumorosamente il fiume della indignazione +muliebre. Ella si chinava, lo forzava a guardarla negli occhi, furente +di collera che tentava invano di reprimere; Mario Felice taceva. Poi, +quando i rossori del tramonto si cangiavano in ombre violacee, egli +guardava di cielo limpido, i cespugli degli oleandri, e i mazzi fitti +di fiori rosei: e pronunziava la gran parola: + +--Questo amore deve morire. + +Ella tremava come se il soffio della morte fosse passato sulla sua +fronte. + + * * * * * + +Contro la condanna implacabile, Maria difese l'amore ora per ora, +giorno per giorno, con l'accanimento della madre che non vuol veder +morire l'unico suo figliolo; e la appassionata donna, vibrante di una +energia morale che nulla valeva a quietare, oppose una quotidiana +resistenza alla parola morte, che ritornava sempre nei discorsi di +Mario Felice. Ogni volta, ella fremeva di dolore e le sue guancie si +facevan livide: egli, paziente, aspettava che quella emozione +passasse, per ricominciare, come se vedesse soltanto il proprio scopo. +Adesso quei colloqui nel profumato viale degli oleandri, fra quella +esotica fioritura, le facevano terrore, ma vi andava, spinta da un +istinto di lei più forte: e talvolta, in grazia, gli chiedeva di non +parlare d'amore, tanto ella vedeva sorgere, dietro a quei discorsi, la +tremenda parola della distruzione. Tranquillo, malgrado la sua +tristezza, freddo nella impenetrabile sua malinconia, Mario Felice +acconsentiva, ed allora, gli oleandri del viale, in quella tregua, +udivano una assai bizzarra conversazione, trascendente, lontana da +tutte le quotidiane cose umane. + +--Mi basta udire la tua voce:--essa diceva, più calma, quando il +colloquio finiva. + +Egli sorrideva, con una lieve e fugace ironia. Per qualche tempo, come +obbediente a una segreta idea, egli risparmiava Maria e si lasciava +ancora amare, non rispondendole quando ella gli chiedeva la ragione +della sua contradizione. Ma eran sempre più brevi, le tregue; e ogni +volta che essi si rivedevano, direttamente o indirettamente, egli le +dimostrava che quell'amore doveva morire. Ah la povera donna, la +poveretta come chiudeva li occhi, sgomenta, dinanzi a quella +folgorante luce crudele; come trovava nella sua passione le preghiere +più umili e pure non vigliacche, perché questo amore non fosse ucciso +proprio da loro! Avevan vinto il tempo e le cose e gli uomini, +sormontando e calpestando gli ostacoli, e ora, ora bisognava che +questo amore morisse? + +--Meglio prima che dopo,--egli ripeteva, sempre. + +--Dopo, che?--ella chiedeva. + +--Non domandare, lascia stare, tu capisci, forse: o capirai più +tardi.... + +La poveretta non gli parlava, soltanto gli scriveva: e ogni dieci o +dodici lettere di lei, egli rispondeva, per dimostrarle che +quell'amore doveva morire. Maria desiderava queste lettere come la +benedizione del cielo, ma quando gliene consegnavano una, non osava di +aprirla, immaginava tutto il suo straziante contenuto. Mario Felice +mancava agli appuntamenti: poi, partì. Ella cadde gravemente inferma: +egli ritornò, ma non potette assisterla, non gli era permesso di +andare in casa di lei. Le mandava un comune amico, che non ignorava il +loro segreto: e questo amico le diceva quelle vaghe parole di +consolazione, che dovrebbero confortare chi ha fatto una perdita +irreparabile. Nella convalescenza, ella scrisse a Mario Felice, +tristamente, delle lettere piene di lagrime: ed egli le rispose con +molta tenerezza, senza una parola di amore, ma con tenerezza, con +molta tenerezza, che si sarebbero riveduti, là, in quel viale degli +oleandri che era il nido più caro e più poetico del loro amore. E +Maria sperò di nuovo e con tale ardore desiderò di uscire, che nessuno +glielo potette impedire, malgrado la sua grande debolezza. Era estate, +ormai, e i tramonti eran lunghi e violenti di colore: il viale era +ancora fiorito, ma una messe rosea copriva il suolo. Ella trovò Mario +Felice seduto sul banco: lo trovò più pallido, più triste che mai, le +strinse debolmente la mano. Ella soffocava di emozione: e sul +principio non parlarono, a bassa voce, che della infermità di lei e +del viaggio che aveva fatto lui. Ella lo guardava negli occhi +aspettandone una parola decisiva, quella che era venuta a udire, +quella che le sue inaudite sofferenze, i tormenti morali e fisici e la +tenerezza di lui avrebbero dovuto ispirargli: la parola che meritava +la più pura e più ardente passione: + +--Maria, questo amore deve morire,--egli disse fatalmente. + +Ella non battè palpebra, non impallidì: solo, pensò un poco e rispose: + +--Muoia, dunque. + +Non aveva tremato la bella voce di Maria confermando chiaramente la +sentenza di morte. Altro non dissero. Pallido come un morente, egli +aveva vinto. Ella si levò, senza guardare né il roseo cielo, né i +fiori che parevano tante fiammelle rosee, in quel tramonto: + +--Addio, Mario, + +--Addio, Maria. + +Ella se ne andò, senza raccogliere un fiore, senza voltarsi, sparì, +lontano, verso la gran rotonda luminosa dove arrivava il rombo sordo +della città. Mario Felice restò seduto sul banco, e le prime ombre +della sera lo avvolsero, poi la notte discese e lo trovò ancora lì, +immobile. Nella notte olezzavano più acutamente i dolci fiori +dell'oleandro, pieni di un veleno sottile: qualcuno di essi si +staccava dal ramo e cadeva al suolo. Per sempre desolato era il cuore +di colui che aveva vinto: e le lagrime della suprema tristezza +piovevano dai suoi occhi, nella notte. [Blank Page] + + + +NELLA VIA + +_(Vincenzella)_ + +[Blank Page] Ritta presso il largo parapetto di pietra, Vicenzella con +una mano teneva fermo il grosso polipo grigiastro e con l'altra ne +tagliuzzava in pezzetti i tentacoli, adoperando vivamente un sottile e +affilato coltellino. Accanto a lei, per terra, sopra un piccolo +focolare di tufo giallo, bolliva una pignatta di creta bruna; vi era +dentro acqua di mare e peperone rosso, secco, fortissimo; ogni tanto +Vicenzella vi gettava una manata di pezzetti di polipo, dalla pelle +grigia, dalla polpa candida: quando lo ebbe tagliato tutto, e tutto +messo a bollire nell'acqua di mare, vi aggiunse delle gallette +durissime: coprì ermeticamente la pignatta. Con un moto istintivo, si +assicurò meglio negli zoccoli di legno, dal tacco alto e sonoro, e si +avvicinò a Maria Grazia, l'acquaiola, che faceva andare in su e in giù +la gran secchia chiusa dell'acqua e col piede sinistro cullava il +canestrone, dove dormiva il suo figliuolino. + +--Non sia per comando, Mariagra', mi daresti un bicchier d'acqua? + +--Acqua, tu volessi! Te', figlia mia. + +Vicenzella non bevette il bicchier d'acqua, ma se lo versò sulle mani, +rasciugandosele al grembiule di cotonina azzurra. + +--Quel polipo appesta,--mormorò,--e Ciccillo non può soffrirne il mal +odore. + +--Tanto gentile, è? + +--È un signore, Mariagra'; che ci vuoi fare! + +--Ciccillo non è per te, Vicenzè, senti chi ti vuol bene. + +--Ciccillo dev'essere,--ribattè brevemente Vicenzella.--La creatura +tua s'ingrassa ogni giorno. Dio la benedica. + +--Se la mangiano le mosche, povera Cannitella,--e si chinò per +scacciarle. + +Vicenzella ritornò pressò il focolaretto. Ora, seduta sopra una +seggiola sgangherata, appoggiata al largo parapetto di pietra, per non +cadere, sorvegliava la cottura del polipo, scoperchiando ogni tanto la +pignatta, immergendovi uno schidioncino a due rebbi. E taciturna, coi +fieri occhi lionati che guardavano la via di Santa Lucia che era piena +di sole, di carrozze, di persone, che era attraversata ogni minuto dai +_trams_, ella lavorava a una sua calzetta azzurra, col tallone bianco. +Gennarino, il _pizzaiuolo_, passò, portando sul braccio un largo scudo +di stagno, su cui erano disposti, a corona, i segmenti di _pizza_, +odorosi di pomodoro e di origano. + +--O Vice', è cotto il polipo? + +Essa fece finta di non udire: e conservò la severità della sua bocca +larga ed espressiva, la fierezza dei suoi occhi che non conoscevano +lusinghe, la durezza delle nere sopracciglia aggrottate. + +--Se mi dai un po' di polipo, Vice'; ti do una fetta di _pizza_. + +--Non ho appetito, e il polipo è crudo. + +--Scommetto che se viene Ciccillo, il polipo è cotto. Per lui +succedono miracoli, succedono. + +--Si capisce. + +--Quanto sei cattiva, Vice'! + +--Chi ti chiama a parlare con me? Va', vattene. + +Gennarino represse un moto di rabbia e si allontanò, gridando e +decantando l'odore e il sapore delle sue _pizze_. Vicenzella continuò +placidamente a far la calza fra il chiasso e il rumore della via, +guardando in su, ogni tanto, come se aspettasse qualcuno. Una grossa +femmina, con la giacca di lanetta nera, il grembiale bianco e un +fazzoletto rosso al collo, le si accostò: aveva in mano un mucchio di +soldoni, mentre una bambinella le si attaccava alla gonna. + +--Questa è la chiave, Vice', e questa è Fortuna. Bada alla casa e bada +alla piccola. + +--Gnorsì, ma'--fece l'altra, senza muoversi. + +--Io non so quando torno: debbo andare ad esigere del denaro sino a +Porta Capuana, dalla mamma di Ciccillo. Vicenzella arrossì: e, per un +momento, la voce le tremò. + +--Non la maltrattate, ma'--disse piano. + +--L'interesse è una cosa e l'amore è un'altra,--disse gravemente +l'usuraia, scuotendo i soldoni,--Ciccillo si mangia tutte le fatiche +di sua madre. + +--Voi non l'avete mai potuto soffrire, ma'--disse Vicenzella, chinando +gli occhi, abbassando la voce, per reprimere la collera. + +--E si mangia anche le tue! + +--Voi non ci entrate, voi non mi siete madre. Matrigna, matrigna, come +si dice, ma sempre matrigna siete! + +--Poi, vedrai la verità,--soggiunse quietamente Gesualda, che non +voleva litigare nella via.--Ti raccomando quest'anima di Dio. + +Si allontanò lentamente, grassa, ondeggiante, con la pappagorgia che +si allargava sul fazzoletto rosso. Vicenzella avea lasciato di far la +calza, ancora tutta pallida dì collera soffocata. + +--O Vice', Vice'--strillava la piccolina, attaccandosi alle sue +gonnelle,--raccontami un racconto. + +--Non ci ho la testa, Fortuné, lasciami stare. + +--Sì, sì, raccontami il fatto della _Bella mbriana_. + +--Senti, Fortuné, se ti contenti, la sorella tua ti da un soldo, e tu +ti compri una bella cosa. + +--Che mi compro, che? + +--Un soldo di nocciuole infornate? Ne hai tante! + +--No, no. + +--Un soldo di caffè? + +--No, no. + +--Un soldo di fichi d'India, ne hai due. + +--Sì, sì, dammelo. + +E Fortuna scappò via, verso il fondo di Santa Lucia, per comprarsi un +soldo di frutti freschi e insipidi. Vicenzella guardava in su verso il +Gigante, con la faccia bruna, di un bruno affocato di rosso, dove non +compariva sorriso. + +--Vice'--disse Aniello, il marinaio, dammi un carboncino per accendere +--la pipa. + +--Tenete, _tata_,--fece Vicenzella, sollevando la pignatta. + +Aniello era scalzo, vestito semplicemente di un paio di calzoni di +tela bianca che gli arrivavano a metà gamba e di una camicia portata +come una blusa sopra i calzoni: si vedeva il bruno petto villoso: +sulla testa un cappellaccio di paglia, tutto sfondato. Era salito su +dalla spiaggia di Santa Lucia, veniva dallo stabilimento di bagno dove +faceva da _marinaio_, cioè da bagnino. + +--Gesualda?--disse lui. + +--Va esigendo denaro. + +--E Fortuna? + +--È andata a comperare un soldo di frutta. + +--Mi meraviglio che non ci è qua don Ciccillo,--disse il +bagnino.--Starà facendo il bagno, con quella ragazza. + +--Quale ragazza, _tata_? + +--Non lo sai? Mi ha detto Gaetano, il compare mio, quello dello +stabilimento del _Sole_, che ieri don Ciccillo ci ha accompagnato una +ragazza, una bella ragazza, con lo scialletto e la frangetta sulla +fronte. + +--Non può essere. + +--Come, non può essere? Gaetano non è pazzo. + +--Non è pazzo, ma quello che vi ha detto, _tata_, non può essere. + +--Lo ha visto coi propri occhi! + +--Santa Lucia non lo assiste: questo che ha detto, non può essere. + +--E va, che sei una bestia! + +Il bagnino si allontanò, scese la scaletta che porta sulla riva: +Vicenzella crollava il capo, come se niente avesse potuto convincerla. +Ma l'impazienza la faceva fremere: e mentre guardava in su, verso il +Gigante, immergeva macchinalmente lo schidioncino nella pignatta, dove +bolliva il polipo nella sua acqua di mare. + +Erano le undici, la via di Santa Lucia era tutta presa dal sole, +Vicenzella non stava più alle mosse: Fortuna, seduta per terra, +accanto a lei, dormicchiava. Come l'ora del mezzodì si approssimava, +la vendita del polipo cotto cominciava. Vicenzella aveva tre o quattro +piattelli di cretaglia bianca, sul parapetto della via: appena un +avventore si presentava, ella immergeva lo schidioncino nella +pignatta, ne traeva un pezzo di polipo, tutto riccio e lo metteva sul +piattello, aggiungendovi un pezzo di galletta, già molle, e una +cucchiaiata di brodo rosso. L'avventore, in piedi, chiacchierando, +mangiava con le mani il saporito e tenace frammento di polipo, poi +accostava le labbra al piattello e sorbiva il brodo. La porzione +semplice costava due soldi, la doppia quattro soldi. Vicenzella, +misurava con equità la porzione, non si confondeva, non esitava: in un +momento ebbe intorno due o tre muratori che lavoravano al Chiatamone, +un ostricaro, un postiglione di tramvai: ella si sbrigava, assai +seria, non dando retta alle parole di quelli che le facevano la corte, +stringendosi nelle spalle, con un moto di superbia e di disprezzo, +buttando i soldi nel taschino del grembiule. Quando venne +Franceschella, la venditrice di acqua sulfurea, per avere due soldi di +polipo, non ve n'era più. + +--È finito adesso adesso,---disse Vicenzella, mostrando la pignatta +dove solo un po' di brodo restava. + +--Buona giornata, allora? + +--Buona. + +--Beata te! Con questa paura della malattia, che Dio ci scampi, +nessuno beve più acqua sulfurea. Non facciamo niente: e sì che ho +promesso il voto alla Madonna della Catena, se mi riesciva una buona +stagione. Che ci vuoi fare? Non isposerò neppure quest'anno. + +--Ma Carluccio fa ancora il soldato? + +---Lo fa sino a Natale: poi, torna. Mi ha scritto la lettera. Ciccillo +non ha fatto il soldato? + +--No: il governo non lo piglia, è figlio unico di madre vedova. + +--Quando vi sposate? + +--Ci vogliono i soldi,--disse Vicenzella, con una malinconia profonda. + +--Non li fai, tu? + +--Li fo, li fo.... + +--Ebbene? + +--E poi se ne vanno. Non ci è che fare. + +--O che brutta sorte! Basta, tu non hai più polipo e io vado a +comperare due soldi di pesce fritto. Vicenzella aveva ricoperto il +fuoco del focolaretto e in una conchetta di creta, sul marciapiede, +lavava i piattelli e la pignatta: poi li mise ad asciugare al sole, +sul parapetto largo. Ora, in piedi, dopo essersi passate le mani sui +capelli giallastri, contava i soldi che aveva fatti, e prendeva le +mosse per partire. + +--Vicenze', io vengo con te,--mormorò la sorellina. + +--Sì, sì,--disse Vicenzella, impazientita, rimettendosi i soldi in +saccoccia. + +Ma un giovanotto tutto agghindato si fermò innanzi a Vicenzella. + +--La grazia vostra,--disse lui, toccandosi il cappello alla sgherra. + +--Padrone mio, Pascalì. + +--Vi debbo fare un'imbasciata. + +--Vi manda Ciccillo? + +--Sissignore, vi saluta assai assai e vi fa sapere come lui non ha +potuto venire, perché ci è stata una combinazione di certi amici, che +lo hanno invitato in una trattoria: e che si trova là e vi prega, se +potete mandargli un paio di lire, perché non vuol far cattive figure. +E vi saluta tanto e vi manda a dire come lui, fra una mezz'oretta, è +qua. + +--Queste sono le due lire, Pascalì. + +--Vi saluto: e grazie. + +--Ciccillo viene? + +--Fra una mezz'oretta è qua. + +--Salutatemelo, Pascalì; ditegli che scusasse, se sono tutti soldi. + +--Non fa niente. + +Ella restò pensosa, un momento, mentre Pasqualino se ne andava, +facendo scricchiolare le sue scarpe. Poi, traendosi dietro la +sorellina, attraversò la via, aprì la porticina di un basso e ne +trasse fuori un cestino ed un banchetto: Fortuna le portò il +banchetto, riattraversarono la strada, ritornarono al loro posto, sul +marciapiede. Ora, tenendosi il banchetto innanzi, accovacciata per +terra, Vicenzella traeva le noci fresche dal cestino, e vi batteva su, +presto presto, con un pezzo, di legno, per staccarne la scorza verde. +La scorza verde gocciava acido gallico e le dita di Vicenzella si +facevano nericcie, mentre ella formava dei castelletti di sei noci e +di dodici noci, aperte, lasciando vedere il mallo bianco. + +--Dammi una noce, Vicenze'. + +--Tieni. + +Dopo averle aperte tutte tutte, Vicenzella mise il banchetto innanzi +alla sua sedia e si pose a sedere. Guardava in su, dalla parte del +Gigante, se Ciccillo comparisse. La vendita delle noci, sulle prime, +andò scarsamente: venne una serva del vicinato, ne voleva otto per un +soldo e le deprezzò, erano o fradicie o insipide. + +--E perché ci vieni qua?--le disse selvaggiamente Vicenzella.--Rompiti +le gambe in un altro posto. + +--Così speriamo, di vederti morire uccisa!--esclamò la serva, +andandosene. + +Un vecchio pensionato, invece, ne comprò due soldi, non leticò sul +numero, ma le scelse una per una, disfacendo i castelletti. +Pazientemente Vicenzella li rifaceva, domandando a sè stessa, +mentalmente, se la mezz'oretta era passata. Giusto, i bambini uscivano +dalla scuoletta di don Ferdinando, l'ex capitano borbonico: erano le +tre, dunque. I bimbi circondarono il banchetto di Vicenzella, +strillando, pestando i piedi, mentre ella cercava di quietarli, +fermando le loro mani impazienti: uno specialmente, voleva due +centesimi di noci, voleva a forza quattro noci, piangeva, +singhiozzando, stringendo convulsamente il due centesimino. Essa +gliele dette, egli se ne andò, saltando. Già una striscia di ombra si +allungava sulla via di Santa Lucia, e la gente vi s'infittiva: una +lieve ombra si distendeva anche sulla faccia di Vicenzella. Aveva +vendute tutte le noci, anche. un castelletto di piccolissime, anche un +castelletto di fradicie: e restava inerte, con le mani sotto il +grembiule, non perdendo mai di vista la discesa del Gigante, donde +Ciccillo doveva venire. Fortuna era andata a giuocare con la +bambinella di Mariagrazia l'acquaiuola, quando una donna si avvicinò a +Vicenzella. Era una donnina magra e bruna, con un filo di coralli +rossi al collo, e un vestito di percallo giallone. + +--Salute, Vice',--disse, deponendo per terra una canestra vuota. + +--Sei stata a portare la biancheria? + +--Già: torno adesso da Porta Capuana. + +--Hai esatto? + +--Ma che! Figurati che ho scambiato una camicia alla signora e non ha +voluto pagare. È proprio una disperazione. Stasera, vedi, avevo +promesso a Ciccillo, a quel povero fratello mio, così buono, di fargli +certi maccheroni con le alici e con l'olio, che gli piacciono tanto. +Sta fresco! Pane e acqua se li vuole. + +--Gli piacciono assai? + +--Assai. + +--Questi sono venti soldi, Carmela, fagli trovare i maccheroni. + +--E che vuoi fare? Se lo sa lui, mi grida! Io non li prendo. + +--Fammi questo favore, non glielo dire, prendili: me lo fai proprio +per piacere. + +--Sì, ma te li restituirò. + +--Sì, sì, purché li prendi, ora. Digli che venga, poi, stassera, che +non se lo scordi. + +--Glielo dico, glielo dico. + +Anche Carmela sparì, con un passo rapido, portando la canestra vuota +della biancheria sul fianco. Già il tramonto discendeva sul mare e +sulla strada, ma Ciccillo non era comparso, non compariva. Gesualda +era tornata, col suo passo di oca grassa, col suo pugno pieno di +soldi: e si era portata con sé Fortuna, in casa, per cucinare un po' +di pranzo. La piccolina venne a cercare quattro soldi a Vicenzella, +per sua matrigna. + +--Non li ho. + +--Come non li ha?---gridò la matrigna, coi pugni sui fianchi. + +E venne sulla strada. + +--Dammi quattro soldi, Vicenze'. + +--Non li ho. + +--Non è vero, bugiardona. + +--Non li ho: e se li avessi, non ve li darei. + +--Sì, per darli a quello straccione, a quel briccone, a quello +scroccone! Ora fa all'amore con una sarta, fa. + +--Non è vero. + +--Me lo ha detto la mamma. + +--Non è vero. + +--Bene, lo vedrai. + +--Se lo vedo, non lo credo. + +--Sai che vi è di nuovo? Chi non mi dà niente, non mangia: oggi, non +mangi. + +--Non mangio. + +--Sei birbona come tua madre, la buon'anima. + +--Se non ve ne andate, vi misuro lo zoccolo in fronte, ma'. + +--Sei capace di tutto: ma tu, stasera, non mangi. + +Difatti, poco dopo, Gesualda mandò Fortuna a chiamare il padre, allo +stabilimento. E si misero tutti tre, intorno a un largo piatto di +maccheroni. Vicenzella andava e veniva, preparando certe sue cose per +la sera. + +--Perché Vicenzella non mangia?--chiese il padre. + +--Non ha fame,--disse brevemente Gesualda. + +--Non ho fame,--disse Vicenzella. + +E se ne uscì. Aveva riportato in casa tutti gli arnesi che le erano +serviti per la vendita dei polipi e delle noci. Ora, al suo posto, +aveva trasportato un piccolo braciere di creta, dove un fuocherello di +carboncini ardeva: e sul fuocherello avea messo a cuocere le spighe di +granturco. Con acuto e appetitoso odore le spighe si arrostivano e +macchinalmente, con un ventaglio da un soldo, Vicenzella soffiava sul +fuoco. Più che mai, ora, ficcava gli occhi nell'ombra, per vedere se +colui che aspettava dalla mattina, spuntasse. Non badava ai golosi +pescatori che venivano a comperare le spighe arrostite, due per un +soldo, non badava alle parole di Maria Grazia, l'acquaiuola, che +cenava con un soldo di spighe e le diceva di lasciarlo stare, +Ciccillo. Ora, non aveva più pace e tutte le parole che aveva udite +contro il suo innamorato, dalla mattina, le ritornavano in mente, +cattive, crudeli. + +Una comitiva di studenti che avevano fatta una scommessa, volevano +delle spighe: essi avevano fatto cerchio, aspettando che si +arrostissero, scherzando con Vicenzella, che li guardava senza +rispondere, seriissima, quasi truce. Ma ad un tratto, una visione le +passò fugacemente innanzi agli occhi: le parve di vedere in _tram_, +Ciccillo, Ciccillo suo, accanto a una ragazza con lo scialletto nero e +la frangetta bionda sulla fronte. E senza curarsi delle spighe che si +abbruciavano, degli studenti che aspettavano, ella si mise a correre, +dietro il _tram_, come una pazza, stringendo nella saccoccia il +coltellino affilato con cui tagliava il polipo, la mattina. Ma il +_tram_ fuggiva: e i viandanti si fermavano a guardare questa popolana +che lo inseguiva. + +Quando arrivò alla piazza Vittoria, il _tram_ era fermo, lasciando +discendere i passeggieri. + +Un giovanotto e una ragazza discesero; si tenevano per mano, +andandosene per la grande via che la luna illuminava. Cauta, +silenziosa, feroce, Vicenzella li seguiva: e spasimava, un vapor rosso +la faceva delirare. Quelli andavano, lenti, stretti, come perduti +d'amore. Ella non resse. Li raggiunse, li divise: + +--Assassino, assassino!--urlò come una bestia ferita. + +--Ebbene?--disse Ciccillo freddissimamente,--che c'è? + +Ella non rispose, guardandolo con gli occhi stralunati. + +--Vattene subito a casa tua,--comandò lui. + +--Me ne vado, me ne vado subito,--singhiozzò lei, implorando. + + + + +LA VESTE DI SETA + +_(Madame la marquise)_ + + +Nel mese di aprile, come rifiorivano le rose, nella piccola, +irrequieta e capricciosa testina di Emma Lieti sorse un'idea che le +parve subito di un'altissima importanza. Nell'improvviso eccitamento, +ella scompigliò con mano distratta la fine aureola dei suoi bei +capelli biondi, strinse nervosamente il laccio d'oro che le serrava +alla persona la sua vestaglia di lana color avorio e fece +l'invocazione suprema, cioè chiamò la cameriera. Questa Cristina, la +cameriera, assai stranamente occupava un posto saldo e durevole nelle +mobili simpatie e nelle fugaci tenerezze della padrona: molte cose e +varie persone eran tramontate nella vita di Emma Lieti, senza +ribellione sua e senza rimpianto, ma Cristina, la cameriera, restava +all'orizzonte da varii anni e un poeta di stampo antico avrebbe detto +che ella non conosceva occaso. Cristina, chiamata, non accorse +immediatamente: e allora, donna Emma Lieti quasi si sospese al cordone +del campanello--giacché ella odiava esteticamente i bottoni +elettrici--non potendo sopportare l'aspettazione. Infine, la +desiderata giunse, nel suo vestito nero, nel suo gran grembiule di +batista bianca guarnito di merletti, e con la sua aria indifferente e +stanca. + +--Scusi, signora: ero dietro a riporre della biancheria negli armadii. + +La biondina andava su e giù, sempre inquieta, battendo sui tacchetti +d'argento delle sue scarpette bianche, di un bianco d'avorio. + +---Senti, Cristina, senti.... tu devi fare una gran cosa.... + +--Eccomi qua. + +--Tu devi cavare dagli armadii, dalle casse, da dovunque si trovano, i +miei vestiti di primavera e d'estate, dell'anno scorso.... Tutti, +tutti! E anche i mantelli, le mantelline, le sciarpe, i cappucci; e +anche i cappelli, gli ombrelli, i ventagli.... quanto mi è servito, +l'altr'anno, dal maggio a settembre..., hai bene capito?... + +--Ho capito.... dove metterò tutta questa roba?... + +----Nel salone, sulle poltrone, sui divani, sulle sedie, come in una +esposizione, così io potrò veder tutto. + +--Ci vorrà del tempo, signora. + +--Senti, Cristina, tu devi far questo per questa sera. Io ho bisogno +urgente di sapere quello che ho di buono, ancora, quello che debbo +smettere e quanti vestiti nuovi mi sono di assoluta necessità. Va là, +che vi sarà una larga parte per te: mi rammento di non aver conservata +troppa roba. Questa sera, Cristina.... + +--La signora sarà servita--disse la cameriera, senz'apparire lusingata +dalla promessa, a cui teneva molto invece. + +--Capisci, Cristina, che soltanto questa sera, io ho un po' di tempo, +per questa rivista. Sono sola, non vado in teatro e dopo pranzo non +verrà nessuna visita: speriamolo! Non vorrei esser disturbata in +questa faccenda che è molto grave. Nel caso, farai dire che sono +uscita.... debbo risolvere il mio grande affare e non voglio +seccatori.... + + +Tutta la giornata Emma Lieti non pensò che alla rivista della sera, +con una sottile ansietà che aumentava il suo piacere. La frivolissima +donna aveva sempre provato, da giovinetta, le più vivide sue gioie al +contatto di un vestito, all'aspetto di un cappellino, innanzi a un +mantello di forma originale: e la sua gioia ne domandava subito il +possesso, tanto che ella aveva un numero strabocchevole di abiti, di +cappelli, di mantelli e non desiderava altro che di aumentare questo +numero, e il solo aprire una scatola, una cassa, un armadio le dava un +sussulto di voluttà. Biondina, pallidina, non magra, anzi rotondetta, +ella si facea rosea, toccando una stoffa, abbassando gli occhi sovra +una vetrina, guardandosi in uno specchio, con una veste nuova. E le +sue vesti erano sempre nuove: ella non aveva il tempo di affezionarsi +a nessuna di esse, che la smetteva: le sue amiche povere, Cristina, +tutte le famigliari di casa, ricevevano dei doni insperati e superiori +alle loro aspirazioni: il guardaroba era sempre pieno zeppo di vesti, +e ogni tanto Emma Lieti scrollava la testolina pensando che mai si +sarebbe interamente disfatta dei suoi vestiti vecchi che aveva +indossato quattro volte! Specialmente quelli da ballo che non si +sciupano mai, restavano sospesi in lunga fila, nei loro sacelli di +percalla, vedendosi solo il corpetto di stoffe delicate adorno di +molli trine, col cordoncino raccolto in una matassata: ogni anno, +altri vestiti da ballo venivano a raggiungere quelli antichi e la fila +cresceva, cresceva. Giammai, schiudendo le grandi porte del +guardaroba, guardando quei sacelli dove erano raccolti gli strascichi +sontuosi sulle sottogonne ricche di merletti, Emma Lieti pensava di +farsi un vestito di meno, di portare, magari rifatto, il vestito +dell'anno prima. Questo, lei, giammai! Era nata frivola, prodiga, +adoratrice di tutte le fallaci bellezze della moda, così morrebbe. + +Ora, con quell'ordine dato a Cristina, Emma Lieti si era procurata una +buona serata. Dopo aver pranzato nella gran sala da pranzo, adorna +austeramente nello stile di Enrico II e a cui dava risalto un gran +quadro d'animali di Rosa Bonheur, dopo aver preso il caffè, tutta +sola, nel suo salottino personale dove una stoffa Pompadour alle +pareti e sui mobili s'intonava così perfettamente con la sua +bellezzina bionda e pallidetta, con la sua grazia un po' minuta, ella +si levò e passò nel grande salone da ballo, bianco e oro, dove le +laboriose e sapienti mani di Cristina avevano disposto tutti i vestiti +di primavera e di estate dell'anno prima. Con quella preziosa cura che +le assicurava il costante affetto dell'incostante Emma Lieti, Cristina +vi aveva unito tutto, persino le scarpette da ballo estivo e da +campagna, persino i costumi del bagno, persino il cappelletto delle +escursioni in montagna. Ed entrando, per avere una impressione +generale, Emma che era abbastanza miope, coi suoi occhi bigi e +carezzevoli nel loro sguardo un po' vagante, non adoperò l'occhialino; +ed ebbe un moto di piacevole stupore. Sette od otto candelabri accesi +versavano la loro piena luce sui vestiti, sui mantelli, sui mille +complementi della beltà femminile e tutto il salone era occupato, +nella sua grandezza! Non credeva, non supponeva neppure di aver avuto +e di aver cambiati tanti abiti l'anno prima, ed ebbe un senso di +grazioso imbarazzo. + +--Quanta roba!--mormorò, fra la giocondità e la preoccupazione. + +--Ce n'è della buonissima,--soggiunse Cristina, che l'aveva seguita e +che aveva sempre l'aria di dar consigli di saviezza. + +--Vediamo,--disse Emma. + +E schiuse l'occhialino stretto e lungo di tartaruga su cui, in cifre, +di brillanti, vi era il suo motto, spagnuolo: _Nada_. Essa guardò +intorno, pian piano, passando da un oggetto all'altro con una lentezza +per lei piena di sapore. Giacchè i suoi vestiti, i suoi mantelli, i +suoi cappelli, formando una così stretta parte, non solo con la sua +persona, ma col suo cuore e con la sua anima, le riapparivano innanzi, +non già come tanti metri di stoffa tagliati in una foggia più o meno +bizzarra, ma comme lembi della sua esistenza. Il vestito delle corse, +dell'anno prima, era di merletto nero ricamato di pisellini di seta +azzurra, sovra una gonna di raso nero e con una gran cintura di seta +azzurra: in quel giorno delle corse, ella si era sentita così giovane +e così gaia, e aveva dato tanto volentieri delle primole azzurre a +Massimo Dias che la corteggiava così strettamente, da due mesi. +Quest'anno ella avrebbe avuto un altro vestito, molto chiaro, di un +verde pallidissimo, una vera audacia, per una persona bionda: e +Massimo Dias era partito, dall'autunno, per l'ambasciata di +Pietroburgo, dove era addetto. Quel vestito di broccati lilla, corto, +ma molto ricco, era servito, l'anno prima, per assistere al matrimonio +di Giovannella Casacalenda, un matrimonio di convenienza, dove la +sposa era così smorta e aveva pianto nelle braccia di Emma Lieti, +mentre costei si commuoveva profondamente, a quelle lacrime: il +vestito restava, testimone di un minuto intenso di fraterna tenerezza, +mentre Giovannella Casacalenda, ora, presa la sua decisione, era una +delle rivali di Emma Lieti, nel campo della moda, e delle conquiste di +società. Oh, non si faceva vincere tanto facilmente la biondina dalle +manine incantevoli e dai piedini deliziosi, la piccola donna dalla +testa arruffata come quella di un uccello! Ognuna di quelle vesti, di +primavera, di estate, costumi di lanetta inglese da mattino, leggieri +abiti bianchi da passeggiate serotine, gonne e, giacchette da +_lawn-tennis_, vestiti di merletti da visite di gala, costumi per +andare in barchetta, col gran goletto aperto alla marinaia e il +berretto bianco, abiti per camminare, per ballare, per salire sui +monti, per fumare una sigaretta, sulla terrazza di una villa, tutti +quanti, sfarzosi o eleganti, corretti o capricciosi, le rammentavano +una conversazione, una figura, una parola di amore, qualche piccolo +amore. Piccolissimo, anzi: come poteva andare d'accordo col cuoricino +fallace di Emma Lieti, con la sua fantasia saltellante, con la +mobilità invincibile del suo spirito. Un po'di tenerezza e un po' di +_flirt_, ecco tutto. Poi, l'uomo partiva o la signora partiva: o egli +era preso da una più viva passione, altrove, mentre ella si +precipitava nervosamente in un altro capriccio, così tutto finiva, +benissimo, e restava solo il vestito a ricordare che, in un meriggio +sul mare, o in una sera stellata, qualcuno aveva detto all'orecchio di +Emma Lieti le sacre parole dell'amore ed ella aveva udito queste +parole ondeggiarle nell'anima trepidante! Un po' sorridente, ella +aveva, con le sue piccole mani, raccolti insieme un vestito di seta +cruda, un costumino di lana bigia e una mantellina di merletti e +giaietti neri: + +--Prendi,--aveva detto a Cristina,--sono tuoi. + +--Grazie,--rispose la cameriera senza troppa espansione. + +--Prendi, prendi,--e con le mani prese da un tremore di generosità, le +gittò sulle braccia degli altri oggetti, un cappellino, una cintura di +cuoio, un ventaglio. + +La cameriera ringraziava, con un principio di sorriso: s'intravvedeva +in lei un'esitanza, forse un desiderio. + +--Vuoi qualche altra cosa? + +--La signora è così buona.... perché non mi dà quel vestito.... + +--Quale? + +--Quello color crema, a fiorellini rosei? + +E avviandosi verso una poltrona, lo indicò alla padrona. Il vestito di +una seta leggiera e molle, molto fine, era fatto di una gonna con +un'arricciatura, al basso; un po' increspato sui fianchi; e il +corpetto era coperto da una mantellina della stessa seta, molto +arricciata. Giaceva sulla poltrona, in un mucchietto, quasi: e la +mantellina pendeva sul bracciuolo, come se fosse stata buttata via. +Con l'occhialino dove era scritto _Nada_, cioè _Nulla_, Emma Lieti +guardò la veste di seta, mentre dalle sue labbra era sparito il +sorriso e tutto il suo volto di bambola bionda e frivola, senza +sorriso, pareva invecchiato, d'un tratto. + +--Vede?--disse Cristina,--è tutto macchiato di pioggia. + +--Sì, è macchiato di pioggia,--rispose macchinalmente la padrona. + +--Ed è impossibile che lei lo metta di nuovo. + +--Proprio impossibile....--soggiunse la frivolissima donnina, con una +voce immensamente triste. + +Era con quella veste di seta che Giovanni Serra, vedendola tutta +bionda e gentile, tutta piccola e graziosa, tutta fine e giovanile, +con un gran cappello di merletto crema, col vento che sollevava e +gonfiava la molle stoffa, in quella veste le aveva dato, il più buono, +il più onesto, il più innamorato de' suoi adoratori, le aveva dato il +soprannome poetico e quasi fragile di _madame la marquise_. Dinnanzi +al tessuto chiaro e morbido su cui si delineavano delicatamente i +fiorellini rosei, Emma Lieti vedeva risorgere nella sua immaginazione +la sola figura degna di uomo, incontrata, nella vita, quel Giovanni +Serra dai fieri occhi d'un azzurro d'acciaio, dalla figura snella ed +elegante, dai capelli che erano passati al castano: quel giovane +adoratore così ardente, e così mite, così geloso e così indulgente, +così austero per i terribili e continuati peccati di frivolezza che +ella commetteva e così disposto irresistibilmente a perdonarglieli. La +veste di seta dai tenui colori le rammentava quell'uomo che solo aveva +osato rimproverarle l'infinita nullità della sua vita e la freddezza +del suo piccolo cuore muliebre, e l'ipocrisia dei brevi amoretti, e la +misera dispersione sentimentale della sua esistenza. La morbida veste +abbandonata e sempre graziosa, su quella poltrona, le rammentava i +suoi soli momenti di pentimento, la volontà, ahimè, fallace, di +sottrarsi all'avidità, alla leggerezza, al capriccio. La veste +esisteva, come cosa viva, come testimone quasi palpitante di un +passato non lontano, ma la buona, tenera, austera voce, ecco, era +taciuta per sempre e il piccolo mobile cuore era ricaduto nella +frivolità e nella aridità, per sempre. + +Eppure la cara piccola donna che portava così dolcemente il nome di +_madame la marquise_ aveva amato con sincerità e con profondità +Giovanni Serra. Per un giorno soltanto, è vero: ma tutte le +ventiquattr'ore erano state sue, di questo amante così giusto e così +misericordioso, così appassionato e così leale. Per mesi e mesi, per +un lungo volger di tempo, Giovanni Serra aveva amato invano, sentendo +volta a volta la tenerezza, la pietà e il disgusto per quella creatura +che nulla aveva di stabile e nulla di serio, in sè, per questa +leggiadra donnina che aveva una volubilità disperante, per quest'anima +senza forza e senza nobiltà: ma niente, niente aveva potuto +distaccarlo da una immagine così seducente, da un fantasma così +infinitamente caro. Paziente, amoroso, Giovanni Serra aspettava sempre +che una grande ora venisse, un'ora trasformatrice che fondesse +l'impuro metallo dell'anima di Emma Lieti e rigettandone le scorie, ne +traesse il divino gioiello dell'amore; mentre la capricciosa donnina +seguitava a cambiar vestiti, ad amoreggiare superficialmente, a +_flirtare_, a mutar cappellini, mentre ella sorrideva e rideva di lui, +chiamandolo _l'homme qui attend_. Una sublime speranza, certo, +sosteneva il cuore di quell'uomo, giacché cento volte egli avrebbe +dovuto ritrarsi, ributtato da quella civetteria vibrante e pur +glaciale, da quell'abbandonarsi, anche di passaggio, a tutte le parole +d'amore mormorato, da quell'impiccolirsi nel continuo variare di +vesti, di foggie, di mode. + +Nè questa sublime speranza era un inganno; poichè in un giorno +inaspettato, impreveduto, _madame la marquise_ fu quella che aveva per +tanto tempo invocata e desiderata Giovanni Serra e in quel giorno ella +lo amò, con tutto il suo cuore, con tutta sé stessa. Non più di un +giorno: ma completamente, come per una vita intiera. + +Sola nella gran luce del salone, Emma Lieti si chinò a toccare la +veste di seta, quasi fosse un talismano. Ella portava quel vestito, +nel gran giorno, quando egli era giunto alla Villa delle Rose, in +un'alba di maggio. Ella gli era andata incontro nel viale tutto +imperlato di' rugiada e vedendolo apparire, aveva sentito un sussulto +ignoto: con gli occhi, Giovanni Serra le aveva domandato se eran soli: +sorridendo, senza parlare, ella aveva risposto di sì: e sotto gli +ontani verdi egli aveva abbracciata _madame la marquise_ che rideva +teneramente. Ah in quel momento, ella sentì che tutte le istorie +amorose e appassionate non erano una fola di scrittori, come aveva +sempre creduto. Per la giornata odorosa di maggio, nel giardino come +alla campagna, nella casa magnifica, come in una capanna, ella restò +attaccata a lui, con un abbandono della sua piccola persona al saldo +braccio di colui che l'amava. Emma Lieti ebbe, negli occhi, nel +sorriso, nella voce, negli atti, la manifestazione di un'anima tutta +nuova e fresca, una bontà amorosa, una dolcezza amorosa, una fiducia +amorosa, un'infinita tenerezza amorosa che giammai erano esistite in +lei. + +Quello che disse, quello che fece, ogni sua manifestazione portò il +suggello divino che solo gli amanti riconoscono e che gli indifferenti +invidiano: l'impronta indelebile della passione, unica e viva. +Insieme, andarono lontani, nella campagna, e ella non temette di +guastare le sue deliziose scarpette dalle fibbie antiche, né di +impolverare le sue fini calze di seta donde traspariva il roseo del +piede: _madame la marquise_ rideva degli spini, della polvere, delle +pietre, mentre il suo amante fremeva di gioia a quel riso e baciava la +cara piccola donna sotto gli alberi frementi al ponente che veniva dal +mare. Poi, le nuvole si addensarono un poco: il cielo si oscurò: essi, +ridendo, amandosi, adorandosi, crearono un ricovero di una capanna dal +tetto sfondato: ma ne uscirono subito, per correre sotto una grande +quercia: pure, la pioggia li colse e tutta la veste di seta fu +bagnata. _Madame la marquise_ fu così lieta e così felice per quella +pioggia che le rovinava la sua bella veste e batteva i suoi piedini in +terra e il suo amante, in quell'ora, credette di morire d'amore! + +Tutto un giorno, ella fu sua, come egli l'aveva sognata per anni e +come ella non aveva mai supposto potesse essere, tanto si sentiva +indegna e fallace e perversa. Ella fu nella sua massima bontà senza +perfidie, nella massima sincerità senza ipocrisie, nel massimo +abbandono senza restrizioni. Giovanni Serra vide, per ventiquattr'ore, +nell'alba come nel meriggio, nel vespro come nella meravigliosa notte +indimenticabile, una donna nata e germogliata come un magnifico fiore, +per una intensa e breve ebbrezza. Quello che vi è di amore in un lungo +spazio di tempo e in cento cuori diversi fu raccolto, dalla volontà +del destino, in una sola coppa, perchè egli conoscesse di non aver +vissuto e di non aver amato invano. La piccola bionda pallida e fine +ebbe tutte le bellezze ed ebbe tutte le grazie, senza che mai una sola +traccia dell'antica donna deturpasse la divina immagine di quelle +ventiquattr'ore. Ah ella ricordava, _madame la marquise_, di aver +ricondotto l'amante suo, nell'alba seguente, dieci volte in capo al +viale rorido, donde egli doveva partire, e di avergli dieci volte, +trattenendolo, ripetuto le parole di Giulietta, di averlo dieci volte +scongiurato di restare, mentre egli partiva, pallido, col cuore +schiantato: poichè ella giurava di amarlo sino alla morte, ma l'uomo +intendeva che tutto era finito. + + * * * * * + +Ardevano i candelabri del salone. Crollata in terra, col capo perduto +nelle pieghe della veste di seta, con le braccia prosciolte, _madame +la marquise_ piangeva, macchiando di lacrime la molle stoffa già +bagnata dalla pioggia, nella gran giornata. Ella piangeva, +inutilmente. + + + + +LA VESTE DI CRESPO + +_(Madame Héliotrope)_. + + +L'ultimissima e febbrile eccentricità di Luisa Cima era il +giapponesismo: e minacciava di superare tutte le altre a cui si era +abbandonata la giovane donna, nel suo insaziato desiderio di +originalità. La penultima stravaganza era consistita in una immensa, +mostruosa collezione di francobolli per cui Luisa Cima aveva delirato +graziosissimamente un anno, spedendo agenti in tutta l'Europa, +viaggiando lei, facendo la caccia al francobollo con l'ardore più +selvaggio e uscendo vittoriosa dopo le lotte più accanite con gli +altri collezionisti, più o meno deliranti come lei: infine, si era +stancata e aveva dichiarato che nulla è più stupido di una collezione +di francobolli ed è un cretino chiunque se ne occupa. L'ultima +stravaganza, per citare così le due più prossime, era stato +l'alpinismo: Luisa Cima aveva trionfato della sua naturale pigrizia e, +vestita di bigio, con gli stivaletti ferrati, col bastone ferrato, con +gli occhiali azzurri, aveva scalato prima le altezze più facili, poi +le più difficili, aveva camminato sui sassi e sul ghiaccio, aveva +dormito in tutti i rifugi e segnava sul suo taccuino una delle +ascensioni più pericolose, quella delle _Grandes Jorasses_ sul Monte +Bianco: dopo di che, tornata a casa, col viso escoriato dal freddo, +con gli occhi ammalati di oftalmia, aveva deposto per sempre +l'_alpenstock_ e si era dichiarata un'alpinista della pianura. Ella +non visse normalmente, come tutte le altre donne, che un paio di mesi +e l'esistenza le parve subito la cosa più sciapita, più scialba e più +soffocante. Per sua fortuna venne a salvarla dalla monotonia e dalla +volgarità, questo innamoramento subitaneo del Giappone, innamoramento +appena nato diventato gigante, come accadeva sempre nel temperamento +eccessivo di Luisa Cima e nella sua immaginazione sempre pronta al più +amabile e al più innocuo delirio. + +La cosa andò così. Tornò da un viaggio intorno al mondo un ufficiale +di marina, Paolo Collemagno, amico d'infanzia di Luisa Cima, e fra gli +altri doni esotici che le portò, vi fu una veste di crespo, +giapponese. La veste era di un colore azzurrino molto pallido, come +scolorito: e vi era tessuto dentro un disegno bianco e grigio di rami, +di fiori e di uccelli, molto bizzarro, come appare alle fantasie +europee tutto quello che esce dalle mani degli artefici dell'Estremo +Oriente. La veste di crespo aveva la forma giapponese, perfetta: +aperta innanzi, s'indossava come un accappatoio, incrociandosi poi, +sul petto, con due risvolti, e riaprendosi un pochino, verso i piedi, +facendo un po' di strascico rotondo e stretto, dietro. Alla cintura si +serrava con una larga fascia che girava due volte intorno alla persona +e che si annodava dietro, con un gran ciuffo. Ma le più strane e +seducentemente strane erano le maniche, larghe, di una forma fra +quadrata e triangolare, che si sollevavano come ali, che rialzandosi +mostravano tutto il braccio nudo e che, riabbassandosi, coprivano le +mani sino alla punta delle dita. Appena ebbe questa veste di crespo, +Luisa Cima corse in camera sua a provarla: trovò che essa non +rassomigliava a nessun'altra veste e che era, quindi, affascinante +nella sua singolarità: riapparve a Paolo Collemagno tutta rosea di +gioia, gli fece tre o quattro riverenze e gli chiese, con ansietà, se +ella non sembrava una perfetta giapponese. Ora, Luisa Cima era una +donna di media statura, mentre le giapponesi sono piccole: aveva dei +piedini lunghi e snelli, mentre le giapponesi li hanno brevi e +rotondi: era pallida, sì, non tendente al giallo: aveva gli occhi +larghi aperti, non così curiosamente piegati agli angoli sotto l'arco +curioso delle sovracciglia. Di giapponese, veramente, ella non aveva +che i capelli nerissimi. Ma Paolo Collemagno la trovò così carina nel +suo improvviso appassionamento del Giappone, ella girava intorno a lui +con tanta grazia di movenze, che egli non esitò un momento a giurarle +che ella era la più graziosa creatura che fosse mai apparsa in uno dei +sobborghi di Yeddo, in una festa di notte, coi lucidi capelli neri +legati in ciocche larghe, attraversati da spilloni e farfalle, +portando in mano sospesa a un bastone, una lanterna di carta. +D'altronde, da vicino e da lontano, Paolo Collemagno aveva sempre +avuto un debole per la sua amica d'infanzia, Luisa Cima. + +--Paolo, Paolo, trovami subito un nome giapponese,--ella disse, tutta +fremente della sua novella eccentricità. + +--Te lo troverò, non dubitare,--egli disse, ridendo, pigliandole le +piccole mani bianche che escivano dalle grandi maniche e baciandole, + +Luisa Cima lo trovò da sé, il nome. In un paio di settimane, con +quella facilità e quella felicità che dà la fortuna, ella aveva +riempiuta la sua casa di tutti i mobili giapponesi, utili e inutili, +di semplice ornamento, quasi tutti, tanto è la loro fragilità e tanto +il loro criterio è solamente quello del lusso. I suoi divani erano +coperti da stoffe ricamate a draghi e a vegetazioni incoerenti: le +pareti erano tese di rasi dipinti dove la gru, l'animale fantastico e +pur familiare ai paesi del Sol Levante, appariva dappertutto: le sue +tavole, le sue scansie, le sue mensole, ogni ninnolo piccolo, come +ogni grande bronzo, ogni candelabro come ogni fermacarte, era del +carattere più autentico. Ella beveva del tè in una tazzina di +porcellana squisita e scriveva sovra quella carta che sembra fatta di +un tessuto che mai si frange. In quanto alla veste di crespo, Luisa +Cima non portava che quella e nulla era più piacente che vedere fra le +grandi maniche che sembrano ali, le braccia rotonde e bianche. Paolo +Collemagno che, ad ogni ritorno, voleva un po' più di bene alla sua +amica, glielo diceva sempre: ella che anche lo amava, un pochino, lo +udiva volentieri, ma purchè le parlasse del suo caro, del suo diletto +Giappone. Pigliava per mano Paolo e, gravemente, lo conduceva ad +ammirare tutti i paraventi dipinti ad acquarello, dove i fiori rosei +del mandorlo mettono una eterna primavera, le doppie mensole di bambù, +le scatole di lacca per i gioielli e per i guanti, quei grandi pugnali +ricurvi o piuttosto sciabolotti nascosti in una guaina di avorio +scolpita delicatamente, i vasi, immensi, dove appaiono processioni di +piccoli galantuomini, dell'Estremo Oriente, verdi, azzurri e rossi +sovra un fondo glauco e i piccoli vasi di Sahzuma sul loro fondo +appannato di oro. + +--Ti piace, ti piace?--gli domandava, nella sua gentile frenesia. + +Egli sorrideva, contento di averle dato una febbre così mite e così +interessante, e felice di vederla felice, poiché egli l'amava più di +quanto credesse. + +--E il nome, il nome?--le diceva, seguendola in quella vivificazione +dell'esotismo più leggiadro. + +--Lo troveremo,--rispondeva Luisa Cima. + +Lo trovarono insieme, questo nome. Nelle sere di estate, presso la +terrazza carica di gelsomini odoranti, essi avevano letto l'una +accanto all'altro, con le teste che si toccavano, il libro di Pierre +Loti: _Japoneries d'automne_. Era anche un ufficiale di marina, lo +scrittore, e aveva lasciato nella patria delle persone care, eppure +aveva amato il paese delle donne piccoline, degli uomini gialletti e +delle casette che sì chiudono e si aprono come uno scatolino di +domino. E il libro era anche così triste, poichè le due nostalgie vi +formavano un insieme di tristezza; e Luisa e Paolo, talvolta, si +fermavano, guardandosi, colpiti dalla medesima malinconia. Si amavano +un poco, ambedue: ma non lo dicevano e ciò sembrava loro anche più +delizioso, in quella libertà e in quella solitudine. E lessero anche +l'altro libro giapponese di Loti: _Madame Crysanthème_, una storia di +amore lontano, fine e malinconico, di una malinconia così sottile e +così penetrante che Luisa e Paolo vollero rileggerlo, la seconda +volta. E subito, vedendo che molti nomi di donnine giapponesi +corrispondono a dei fiori, Luisa Cima trovò subito il suo: _madame +Héliotrope_. Il fiorellino di così chiaro viola, di un profumo +carezzevole nella sua acutezza, l'eliotropio, fu il suo fiore: ed ella +non firmò altrimenti, e non volle che altrimenti la si chiamasse che +col nome di _Madame Héliotrope_. Pure, a sentirselo dare da Paolo +Collemagno, ella era presa, immediatamente, da una tristezza e +mormorava, in quel francese che era stato sempre la sua lingua +prediletta e che rimaneva prediletta: + +--_Pauvre madame Héliotrope!_ + +Ora, accadde che Paolo Collemagno era diventato molto innamorato di +lei e che, non potendo più tacerlo, glielo aveva detto: ell'aveva +ascoltato questa confessione di un sentimento che già conosceva, con +un misto di allegria e di mestizia. Anche ella era innamorata di +Collemagno, ora più di prima. Prima, prima, quando eran giovanissimi +ambedue, ella non aveva ceduto alla nascente simpatia, perchè un +fidanzato o un marito che doveva partire spesso, che dovea rimaner +lontano molto tempo, non le andava. Glielo aveva anche detto. O tutto +o niente, in amore, come nelle altre cose della vita: ed egli si era +rassegnato, tanto più che l'inclinazione non era ancora vivace, tanto +più che egli adorava la sua carriera. Luisa Cima si era anche +maritata, in un minuto di frenesia, con qualcuno che le pareva un uomo +d'immenso talento nella politica, poichè ella, allora, non fremeva e +non vibrava che per la politica. Aveva egli sofferto, colui che +viaggiava nei mari lontani, quando lesse, in qualche giornale, la +novella di quel matrimonio? Chi sa! Egli aveva chiesto ed ottenuto dei +lunghi imbarchi, mentre, dopo tre o quattr'anni, il qualunque uomo +politico di Luisa Cima moriva, a Roma, in tre giorni, colpito e +atterrato da una di quelle febbri mortali; e Luisa Cima che era stata +una moglie stravagantissima ma fedele, era una vedova dedita a una +quantità di originalità consecutive, ma senz'amanti. Lentamente, ad +ogni ritorno, le relazioni fra Paolo Collemagno e Luisa Cima si erano +riannodate, e solo adesso, non più giovanissimi entrambi, egli le +aveva parlato di amore con vivacità, con ardore. Anche essa lo amava; +sorrideva, mostrando i suoi denti bianchi, dicendoglielo, ma i suoi +occhi erano pieni di lacrime: + +--_Cher Paul, madame Héliotrope vous adore...._--gli diceva, nel suo +preferito francese dove aveva meno timidità a parlare di amore. + +Ebbene, ella strinse con Paolo Collemagno uno stranissimo patto, senza +il quale ella non avrebbe mai consentito ad amarlo. Aveva letto nel +romanzo di Loti _Madame Crysanthème_ di quelle unioni coniugali, che +gli ufficiali di marina celebrano con qualcuna di quelle donnine dai +piccoli occhi sorpresi e dai piccoli piedi che non sanno camminare, e +che durano tutto il tempo della loro dimora a Nagasaki o a Yokohama: +dopo, la nave da guerra riceve l'ordine di partire, gli sposi si +separano, per non rivedersi mai più, senza lacrime e senza sospiri. +Non è questo il fondamento del romanzo di Loti, di un sapore così +orientalmente mesto? Metà scherzando, metà sul serio, ella propose la +medesima cosa a Paolo Collemagno, come se si trovassero laggiù, in una +di quelle minuscole case di legno bianco, il cui solo ornamento è una +stuoia intrecciata e una scatola di té; metà sul serio, metà +scherzando, egli disse di no, ella non era mica una minuta e vezzosa e +leziosa giapponesina, da prenderla e lasciarla dopo sei mesi; e +subito, molto sul serio, ella andò in collera, dichiarando che non se +ne faceva niente. Ella si sentiva _madame Héliotrope_ sino alla punta +delle unghie: e voleva esser come quelle: se no, no. D'altronde--e qui +egli intese che vi era di segreto spasimo, in quel patto--ella non +voleva legarsi per sempre a un uomo che doveva partire, che doveva +restare lontano. Meglio prendere l'amore in ischerzo, allora, come al +Giappone; meglio combinare un piccolo romanzo senza seguito. Così, più +tardi, quando l'ordine di imbarcarsi sarebbe venuto, non avrebbero +sofferto nè l'uno nè l'altra e ognuno avrebbe serbato un dolce +ricordo. + +Ahimè, egli fu debole e consentì, poichè l'amava moltissimo, poichè +l'aveva sempre amata, nel fondo dell'anima, e aveva sognato solo di +lei, nei lunghi anni di viaggio! Egli fu debole perchè l'adorava e +perchè ella era irresistibilmente adorabile, e perchè, infine, egli si +sentiva amato. Qual uomo, di fronte al compenso supremo, non accetta +qualunque patto, col segreto desiderio, con la segreta speranza che il +patto; per il destino, per la volontà istessa dell'amata, non si +mantenga? Egli accettò l'amore come glielo offriva la deliziosa +_madame Héliotrope_ avvolta nella sua veste di crespo di un azzurro +scolorito, coi suoi bei capelli neri rialzati a larghe e lucidissime +treccie fermate da spilloni a farfalla: egli l'amava troppo, per non +accettare tutto, dalla diletta donna. + +Quanto tempo trascorse, così, nella casa dove l'arte dell'Estremo +Oriente creava a colui che vi aveva viaggiato, tutto un sogno, tutta +una visione lontanissima? Del tempo. Luisa Cima tenne lei, meglio, il +patto, poichè ella amò con maggior convinzione e con maggior +profondità, forse. Gli è che Paolo Collemagno, innamoratissimo come +era di _madame Héliotrope_, non temeva la sua partenza. Egli _sapeva_ +che il patto di lasciarsi, di dividersi per sempre, senza che nè una +lettera nè una notizia dell'altro arrivasse mai all'orecchio dell'una, +non poteva esser mantenuto: egli sapeva che avrebbe sempre amato la +sua prima ed ultima amica, da vicino o da lontano, e che sarebbe +ritornato a lei, con tutto l'ardore represso nel cuore, più tardi e +sempre. Non così _madame Héliotrope_! Ella pareva perfettamente +convinta che la loro unione temporanea sarebbe finita fra non molto +per non riannodarsi più, mai più; ella si prodigava tanto e parlava +del suo avvenire senza Paolo, con una perfetta disinvoltura. L'amante +sorrideva e lasciava l'amata al suo gentile e ostinato capriccio. +Quando due si amano, nulla li divide, neppure la loro volontà: e il +patto sarebbe caduto. Così, _madame Héliotrope_ era più ardente, più +appassionata, più intiera, nell'amore che doveva avere una tanto breve +scadenza: mentre Paolo Collemagno amava meno, sapendo, di dover amar +sempre. + + +E l'annunzio della partenza fra un mese, fu accolto da _madame +Héliotrope_ con un pallore mortale, quasi la vita le fosse venuta a +mancare: mentre Paolo Collemagno, benchè triste, era rianimato da una +speranza costante e invincibile. In quel mese _cette pauvre madame +Héliotrope_, come si chiamava da sè Luisa Cima, fu di una dolcezza +snervante, di una vivacità nevrotica, di un languore dolente e tetro, +dove si riflettevano le alternative di un'anima che soffriva nella sua +essenza più intima. Pallida nella sua veste di crespo azzurro pallido +come lei, ella restava le giornate intiere accanto a Paolo Collemagno, +senza parlargli, tenendogli la mano, fumando qualche sigaretta oppiata +per calmare i suoi nervi, dicendogli di tacere ogni volta che apriva +la bocca. Egli voleva parlarle d'amore, dirle che quel patto non +sussisteva, che egli l'avrebbe portata con sè, l'immagine cara, +lontano lontano, che sarebbe ritornato a lei, più innamorato di prima, +giacchè egli l'amava per la vita e per la morte: ma appena egli +cominciava questo discorso, ella si turbava talmente, che Paolo non +osava continuare. Dei due, ella affettava una tristissima gaiezza, o +una forzata indifferenza, o una glacialità tetra; mentre egli aveva la +tristezza semplice di chi soffre, ma non è senza speranza. _Madame +Héliotrope_ tenne la sua parola. Ella non pianse e non sospirò: ma il +suo pallore faceva paura, nella sua bizzarra veste di crespo che +pendeva come un cencio, sul corpo abbandonato: e le povere braccia +appena ebbero forza di sollevarsi dalle grandi maniche, per l'ultimo +abbraccio. + +--_Fini, l'amour_--ella balbettò, mentre egli spariva. + + * * * * * + +Il viaggio della corazzata dove era imbarcato Paolo Collemagno durò +più di quello che egli credesse: ma in tutte le ore di pace, in tutte +le ore di raccoglimento, egli pensava alla diletta donna, lasciata +nella patria. Il viaggio si prolungò, molto. Che importa? L'uomo era +innamorato e fedele e il patto non poteva sussistere. Non le scriveva, +perchè ella non aveva voluto; ma l'amava, con tutta l'anima. Non aveva +sue notizie, giacchè ella non voleva dargliene: ma l'avrebbe ritrovata +al ritorno! Pure, fu un viaggio così lungo! A San Paolo, egli ebbe +notizie. La letterina, scritta da una mano morente, sovra tenace carta +giapponese, diceva: _Cher Paul, cher Paul, cette pauvre madame +Héliotrope se meurt de vous...._ + + + + +UN SUICIDIO + +_(Julian Sorel)._ + + +Egli saliva, lentamente, per via Nazionale, movendo i passi con +fatica: e sul bel volto pallido, consumato, disfatto, vi era +l'espressione di una mortale stanchezza. Andava con gli occhi bassi e +le mani prosciolte lungo la persona, urtato, sospinto dalla gente che +camminava in fretta ed egli pareva che nulla vedesse, nulla sentisse: +solo, ogni tanto, squillava, passando, la cornetta del _tram_ che +ascende da piazza Venezia a Termini, e Julian Sorel sussultava a quel +suono acuto, si voltava, si fermava e fissava coi suoi occhi smorti e +dolorosamente stanchi il carrozzone, che traballava sulle ruotaie con +un sordo fragore. Poi, Julian Sorel riprendeva la sua strada, sempre +più lentamente, fermandosi a guardare le vetrine delle botteghe, i cui +cristalli erano appannati dalla pesante umidità di quella mattinata di +marzo: ma i suoi occhi avevano l'atonia, la stupefazione fredda di chi +non vede. Pure, restò varii minuti dinnanzi a una mostra di +giocattoli, guardando una fila di bambole dai capelli biondi come la +stoppa, dagli occhi più azzurri di qualunque azzurro cielo, dalle +guancie più rosee di qualunque rosa: bambole in camicia merlettata, o +sontuosamente vestite di raso e di velluto, bambole impellicciate come +grandi dame russe, bambole col loro corredo e con i loro mobili. Una +nube di pianto venne a velare gli occhi aridi di Julian Sorel, innanzi +a quella biondezza tutta ricca di stoffe, innanzi a quelle creature +rosee cariche di adornamenti di lusso: ed egli dovette appoggiarsi +allo stipite della bottega, per non cadere. Se ne staccò, più affranto +di prima. Ma per quanto il suo passo fosse quello di chi non ha forza +di raggiungere la meta o teme di raggiungerla, egli giunse all'angolo +di via Torino, dove doveva voltare: si fermò, restò immobile, quasi +incapace di giungere fino al bigio villino, che già si vedeva, fra la +sottile fascia di verdi alberi che lo circondavano. Adesso, una +espressione di spavento si era unita, sulla sua faccia, alla profonda +stanchezza che ne trapelava: il grazioso villino sorgente fra i rami +che cominciavano a fiorire, gli faceva paura. Fu in preda a mille +esitazioni che egli attraversò quel breve spazio di strada; la sua +mano, pigiando il bottone bianco del campanello elettrico, tremava. Un +cameriere, ancora in giacchetta da mattina e con un grembiule di +cotonina azzurra davanti, gli venne ad aprire: + +--La signora dorme ancora?--chiese Julian Sorel, con una debole voce +infranta, sperando tristemente di avere una risposta affermativa. + +--No, Eccellenza: ha già chiamato da un'ora. + +Gli aveva dato, è vero, dell'_eccellenza_, quel cameriere, ma lo aveva +guardato con tanta freddezza disinvolta, si era avviato innanzi con +tanta indifferenza, senza guardare neppure se Julian Sorel lo +seguisse, che costui fremette di dolore, cogliendo subito con la sua +sensibilità malata quella sfumatura di disprezzo, in quel servo. +Julian Sorel aveva attraversato una grande anticamera e due salotti, +ammobiliati col lusso più autentico, più austero, e più artistico e si +era fermato nel _hall_, nel salone-serra, tutto coperto a cristalli e +velato da sottili ma impenetrabili tende di garza orientale, tutto +pieno delle piante più rare e dei mobili più ricchi e più bizzarri, +distese sul pavimento le più morbide pelli e sorgenti da ogni vaso di +rara porcellana di Delft o di Cina i fiori più esotici. L'aria vi era +riscaldata, tiepida: e un assai strano e inebriante profumo era in +quell'aria. Seduto in una poltrona di bambù, con i gomiti appuntati +sulle ginocchia e il mento appoggiato alle mani, egli si abbandonava, +direi, a tutto il suo accasciamento, senza levare il capo, senz'udire +neppure il lievissimo passo di Gwendaline Harris; e la bionda e snella +donna gli era avanti, lo fissava coi suoi freddi e brillanti occhi +azzurri, più azzurri di qualunque cielo, passando le dita rosee e +sottili nella piuma bianca volitante onde era guarnita la sua +vestaglia di lana bianca, tutta ricamata di argento come una stola. + +--Dunque?--chiese la voce fresca e nitida della donna. + +--Oh Gwendaline....--egli mormorò diventando più pallido ancora, non +reggendo a sostenere lo sguardo di quei glaciali occhi azzurri. + +Ella si sdraiò, tutta bianca, in un divano di riposo bianco, coperto +di cuscini di seta bianca così molli che vi affondò. Si vedevano i due +piedini calzati di pianelle di velluto bianco con l'orlo di piuma e di +calze sottilissime di seta nera, sottilmente ricamate di argento. La +massa dei capelli biondi era sostenuta da un gran pettine, tutto +seminato di minute perle, e due grosse perle bianchissime le pendeano +dalle orecchie. Ella giuocava coi fili delle piume, pian piano, come +un uccellino che liscia le sue piume. Il roseo della sua candidissima +pelle era più veramente roseo di qualunque rosa. + +--Dunque?--domandò, di nuovo, a Julian Sorel. + +Costui non osò ancora rispondere, e la guardò con gli occhi preganti. +Gwendaline crollò un poco la testa biondissima e si mise a giuocare +coi suoi fulgidi anelli, che le coprivano le dita sino alla prima +falange, sino all'indice, come a un idolo di Egitto. + +--L'affare è andato a male?--chiese poi Gwendaline con la pura voce +cristallina. + +--A male,--egli rispose fievolmente. + +--Per sempre? + +--Per sempre,--egli ripetette come un'eco fatale. + +Nessuna impressione di meraviglia, di tristezza, di pietà venne a +turbare quel roseo volto di donna, quella nitida e serena fronte, quei +gelidi occhi di cielo. + +--Tu sei un uomo morto,--ella dichiarò, freddamente. + +--Già,--disse Julian Sorel, terreo nel volto come un cadavere. + + +--Che sei venuto a fare, qui? Questo non è un cimitero e nessuno dei +miei cofani antichi può servirti da bara,--disse Gwendaline, senza +collera, alitando sopra un suo anello di opale per farlo ridiventare +lucido. + +--Ero venuto a salutarvi per l'ultima volta. + +--E ieri sera, non ti avevo detto _addio_? Non lo hai capito? + +--Non lo avevo capito: e avevo la speranza del banchiere Colzado, +stamane....--egli mormorò, umilmente. + +--Speranza inutile: ai morti nessuno dà denaro. + +--Hai ragione,--sentenziò lui, a bassa voce, a capo chino. + +Ella lo sogguardò stranamente. Pareva che misurasse la morale +profondità di quell'abbattimento e che volesse sapere di che fosse +capace quella immensa debolezza. Egli taceva, perduto, esausto. + +--A che cifra ascendono i tuoi debiti?--ella domandò, a un tratto, con +la voce fredda e limpida. + +Julian Sorel alzò la testa e guardò Gwendaline, trasognato: quasi non +avesse udito, o non avesse inteso. + +--A che cifra ascendono i tuoi, debiti?--ella replicò, dominandolo coi +suoi azzurri occhi glaciali. + +--Non lo so.... non so.... non me ne parlare,--egli pregò fremendo, +passandosi una mano sulla fronte. + +--Tu devi duecentosettantamila lire, ho fatto io il conto. + +Parve che le sillabe di questa dura frase battessero tutte sul +cervello dell'infelice, perchè il suo volto si decompose. + +--E non hai un soldo per pagare; e non hai più nessuna risorsa, le hai +esaurite tutte; e non hai nessuna speranza di eredità, perchè ti sono +morti tutti i parenti, nessuna speranza nel tuo lavoro, perchè non sai +lavorare, sei stato un uomo dato all'amore e al piacere, nessuna +speranza di affare, di speculazione perchè fra un mese, fra una +settimana, tu sarai un fallito, un truffatore. + +--Gwendaline, se mi vuoi bene, taci, taci.... + +--Io non ti voglio bene,--ella proclamò, ma quietamente. + +--Se me ne hai voluto, taci, non mi uccidere tu.... + +--Io non ti ho mai voluto bene,--ella insistette a negare, serrando +fieramente le belle labbra rosse e fresche. + +Julian Sorel la guardò, con tale una novella disperazione negli occhi +che la superba donna sorrise di orgoglio. + +--Qualche volta.... mi hai detto che mi volevi bene....--egli +balbettò. + +--Ho mentito, naturalmente,--spiegò ella,--e tu sapevi bene che +mentivo. Ti faceva piacere che io mentissi, ecco tutto. + +--Sì, è vero, la tua bugia era la mia più grande felicità. + +--......e così,--ella concluse,--tu hai speso tutto quello che +possedevi e tu hai fatto duecentosettantamila lire di debiti per +pagare questa bugia. Per questa bugia sei alla morte. + +--Alla morte,--ribattè lui, aprendo le braccia, col gesto dell'ultima +desolazione. + +--Era una dolce e bella bugia, diciamolo,--riprese Gwendaline, +incrociando i suoi piedini leggiadri, calzati finemente, delicatamente +di nero e di bianco,--e vale la pena di morire per essa. Non sperare +che i tuoi creditori ti lascino tregua! Tu devi fra cinquanta e +sessantamila lire di denaro, a Giacomo Levi, a Francesco Sangiorgio, a +Giovanni Lamarca, tuoi amici, che ti sei inimicati per sempre e che ti +perseguitano assai peggio dei due strozzini, Pietro Toscano e Angelo +Cabib a cui devi meno, molto meno, ma gli interessi sono saliti così +in alto! Tu devi, poi, ai fornitori di Parigi, a Worth, a Morin, a +Redfern, tutti vestiti che sono serviti per me e ti han fatto credito, +perchè avevi speso da loro la metà della tua fortuna: devi ai sarti +italiani, a Bellom, a Pontecorvo, alle sorelle Borla, alla Tua; devi a +tutti i negozi di gioielleria, a Marchesini qui, a Franconeri di +Napoli; e devi a tutti i negozianti di mobili e di ninnoli eleganti, a +Janetti, a Cagiati, a Maria Beretta, devi anche a Guglianetti di +Milano; tutti costoro ti han fatto credito, perchè avevi tanto e tanto +comperato, prima, da loro! Ma vogliono il loro denaro, e hanno +ragione; perchè lo dovrebbero perdere?... Sono della brava gente! + +--Gwendaline, Gwendaline, non essere senza carità, taci, taci, io +muoio....--gridò lui, con gli occhi stravolti dal dolore acutissimo. + +--Sai quale è il bilancio della bella e dolce bugia?--continuò ella, +come se non lo avesse udito.--Un milione e ottocentomila lire. Tu, +m'immagino, non hai neanche il denaro per comperare una rivoltella.... + +--Non l'ho,--egli gemette, dal suo abisso di dolore. + +--Un milione e ottocentomila lire: e dover anche ricorrere a un +suicidio economico, a un suicidio poveretto, a quello degli +straccioni, delle serve tradite, al fiume, al Tevere!--mormorò ella, +con un vago sorriso, come se parlasse a sè stessa. + +Egli levò i suoi occhi dolorosamente stupefatti, su lei. E Gwendaline +comprese il senso di quella stupefazione. + +--Tu, adesso, dici fra te stesso, che io sono un mostro di +crudeltà.... + +--Non dico nulla....--balbettò la debolissima creatura. + +--Lo dici. Hai torto. Facciamo il nostro bilancio, poichè non dobbiamo +vederci più. Tu, che hai voluto da me? + +--Che mi volessi bene, che io potessi essere il tuo amante, il tuo +amico, il tuo servo.... + +--E io che ti ho chiesto? + +--Niente. + +--E tu mi hai dato tutto, per farti amare o perchè io fingessi di +amarti. Ecco il bilancio. Ora io, per farti vedere che non sono +crudele, non posso darti che un solo savio consiglio: ucciditi. Avevi +una fortuna, non l'hai più; avevi un'amante, non l'hai più; avevi un +onore, esso è naufragato: sei un'anima fine e molle, un temperamento +sensibile e debole, un cuore tenero e sentimentale e hai, insieme, un +bisogno di godere, di esser felice, che è il tuo maggior bisogno; non +puoi, dunque, combattere contro la miseria, contro l'abbandono, contro +il disonore. Ucciditi, ucciditi, non ti puoi salvare diversamente. A +che vivresti? Chi si uccide, paga i suoi debiti: chi si uccide, non ha +più bisogno nè di onore, nè di amore, nè di denaro: chi si uccide, +conquista la pace suprema. Non hai più nulla da fare, nel mondo; +vattene via, nella fossa comune, ivi non sono creditori, nè +appariscono più i divini e dannati occhi azzurri che furono la causa +della tua morte. + +Lampeggiarono, gli azzurri occhi, a queste ultime parole. Julian Sorel +li guardava e ne beveva il veleno di morte, Julian Sorel udiva la +chiara e ferale voce e ne sentiva, al cuore, le mortali, le lugubri +vibrazioni. + +--Sono due mesi che ho deciso di uccidermi, quando non vi fosse più +rimedio,--egli disse, fiocamente. + +--Hai aspettato troppo: va, va a buttarti nel Tevere,--diss'ella, +guardandolo, ipnotizzandolo, dandogli la suggestione dell'amore, del +dolore, del terrore. + +--Vado,--disse Julian Sorel e si levò. + +Ma non fece un passo. Ella lo guardò ancora, per vincerlo intieramente +nella sua infinita debolezza. + +--Va, va, sarai più felice, morto,--gli disse ancora, Gwendaline. + +--Dammi un bacio,--chiese egli, umilmente, inginocchiandosi innanzi al +divano dove ella giaceva sdraiata, per non darle il fastidio di +levarsi. + +Ella si voltò leggiermente, all'uomo inginocchiato: gli prese la testa +fra le mani sottili e ingemmate e gli posò le belle e fresche labbra, +sulla fronte. E a lui parve che, ancora, in quel lungo bacio, le +labbra di Gwendaline gli avessero detto: + +--Va, va, sarai più felice, morto. + + * * * * * + +Scendendo, per via Nazionale, Julian Sorel andava alla morte. Non +trascinava più a stento le sue gambe stanche, ma non correva neppure; +non si fermava più, a certe vetrine, ma gli occhi che fissava sui +viandanti, avevano la stessa dolente espressione di chi non vede; non +trasaliva più, quando squillava la cornetta del _tram_, ma il pallore +del suo volto era diventato livido. L'uomo agonizzante aveva ricevuto +la estrema ferita: ma gli era anche stata indicata una via ed egli vi +andava, senz'affrettarsi, ma fatalmente, alla luce azzurrina e +glaciale di due occhi divini che lo conducevano, al suono funebre di +una cristallina voce muliebre che lo accompagnava, alla carezza di due +mani sottili sulle tempie e nei capelli, all'ultimo bacio dalle labbra +parlanti, ultimo bacio e ultime parole, penetrate nel cervello, +nell'anima, nel cuore, in tutto l'essere. Adesso, camminando, Julian +Sorel pensava soltanto in quale punto del gran Tevere egli si dovesse +andare a buttare: Gwendaline Harris non glielo aveva detto. Non a +Ripetta, poichè il ponte è troppo frequentato di giorno e vi sono le +imbarcazioni dei canottieri e il suicidio vi fa fiasco quasi sempre: +non all'Albero Bello, perchè un posto prediletto alla morte e vi è una +barca di salvataggio; non a Ripa, perchè vi sono troppe tartane +cariche di vino di Sicilia; dove, dunque? Si rammentò una sera di +agosto, in cui, di passaggio per Roma con Gwendaline Harris, venendo +da Vienna e andando a Sorrento, erano andati a Ponte Molle, +borghesemente, come tutti coloro che sono costretti a restare in Roma +nell'estate: e avevan passeggiato, su e giù, lungo il fiume, verso i +vasti prati di Tor di Quinto, verso la ombrosa via Angelica: +Gwendaline era vestita di molle seta bianca, come sempre di bianco, e +aveva un gran mantello leggiero di lana bianca: sì, sì, egli sarebbe +morto a Ponte Molle, verso Tor di Quinto o per la riva di via +Angelica, era ancora lei che gli suggeriva questa idea. Era a piazza +Venezia, quando si decise. E prese per il Corso, sulla diritta. +Qualcuno lo salutò, egli non riconobbe chi fosse e passò innanzi: +varii lo fermarono, eran creditori di piccole, di grandi somme e la +domanda variava, ora brutale, ora piagnolosa, ma insistente, ma +implacabile, lo avean saputo ricco e gli avean fatto credito, e +credevan che avesse denaro ancora, credean che si negasse per mala +volontà. Tutta la traversata del Corso fu una lunga tortura, per lui +fu il tormento immeritato, ingiusto, poichè, infine, egli andava a +morire, di questo passo, fra un concerto di voci, di parole, di frasi +che gli dicevan, tutte, cercandogli i denari: + + +--Va, va a buttarti nel fiume: sarai più felice, morto. + +Tanto che giunto verso piazza del Popolo, fu preso, nella mitezza +sentimentale della sua debole natura, da un furore di morte. Andò +contro un pesante _omnibus_ di albergo che correva, per farsi +arrotare: ma il cocchiere lo schivò bestemmiando, gridando. A +quell'ora, in quella giornata umida e triste di marzo, fuori porta del +Popolo non vi era quasi nessuno: e quella crescente solitudine lo +calmò un poco, mentre si metteva per il fangoso marciapiede che per la +via Flaminia, lungo i colli Parioli, porta a Ponte Molle. Nessuno nel +piccolo caffè dove si fermano i cocchieri da nolo e i carrettieri; +nessuno, nelle piccole osterie che pullulano ogni cinque passi, sino +alla metà di via Flaminia; nessuno, pei campi deserti, tutto un +deserto di mota, dove cresce a stento qualche alberetto nerastro. Egli +pensò, se avesse dovuto scriver qualche cosa prima di morire, una +spiegazione, un saluto: e un novello fiotto di disperazione lo +soffocò, non aveva nessuno, nessuno cui scrivere, nè un parente, nè un +amico, nè una conoscenza, non lo avrebbero rimpianto e maledetto che i +suoi creditori: aveva vissuto come un gaudente, solo per l'amore, pel +lusso, pel piacere, e moriva così, per queste cose, portando +nell'anima come ultimo addio le parole di Gwendaline Harris per cui +aveva speso un milione e ottocentomila lire, le parole con cui gli +diceva di uccidersi, perchè sarebbe stato più felice, morto. Nessuno, +nessuno, non la madre, non una sorella, non una fidanzata, non un +amico, niente, niente, non una lacrima umana, su lui: e l'estrema +scena della sua vita nella gran solitudine, nel gran silenzio della +campagna romana, in quel tristissimo giorno di marzo, camminando e +affondando nel fango, era il degno compimento della sua esistenza. + +A un tratto, sentì un urto contro una gamba: si voltò. Gli veniva +dietro un cane e lo guardava. Era un bruttissimo, sporchissimo e magro +cane, che pareva avesse addosso dieci giorni di vagabondaggio e di +fame, pel fango della campagna; un cane che faceva schifo. Donde era +sbucato? Julian Sorel non avrebbe potuto dirlo. Non vi erano più case, +sulla via Flaminia: forse era sbucato, inopinatamente, dalla viottola +dell'Arco Scuro che porta alla piana dell'acqua Acetosa. Gli veniva +dietro, forse, da qualche tempo: e guardava Julian Sorel, coi suoi +buoni e dolci occhi di cane. + +--Passa via,--gli disse costui sgarbatamente. + +Il lurido cane si fermò un minuto: poi, ricominciò a seguire Julian +Sorel. + +--Passa via,--e gli diede un calcio. + +Il povero cane prese il calcio in una spalla e guaì dolorosamente: ma +sempre guardando Julian Sorel, lo seguì ancora. Quello si fermò, +turbato assai. Perchè lo seguiva, quel cane, così ostinatamente, anche +dopo essere stato battuto? Perchè lo guardava con quegli occhi che +parevano umani, tanto esprimevano la pietà e il dolore? + +--Sarà un cane perduto e affamato e cerca un padrone,--egli pensò, +mentre stava fermo a contemplare quella bestia singolare. + +Anche il cane si era fermato: e teneva il capo basso aspettando. + +--Va via, va via,--gli disse Julian Sorel,--io ho da morire. + +La bestia levò il capo e guardò, con quegli occhi di animale +caritatevole, povero e dolente. Tutta l'anima di Julian Sorel tremò, +di sgomento, di stupore. Ma _chi, chi_ lo guardava, in quel tenero +sguardo animalesco, quale novella ossessione di pietà veniva a dargli +un ultimo dolore, un dolore fatto di tenerezza umile, di struggimento +amarissimo e dolcissimo? + +--Ho da morire, ho da morire,--egli disse, parlando a quella bestia +come a un uomo,--sarò più felice morto. + +E si avviò, di nuovo, verso Ponte Molle, reprimendo tutte le lagrime +di una ignota tristezza che gli salivano agli occhi, reprimendo +l'acutezza di un misterioso rimpianto. Il cane lo seguiva, passo +passo: e Julian Sorel lo udiva, dietro a sè, camminare fedelmente, +sudicio fino alla nausea, brutto fino al disgusto, mezzo morto dalla +fame e dalla fatica, ma deciso a seguirlo, fin dove voleva andare +l'uomo che andava alla morte. In preda a un invincibile turbamento, +fra una bizzarra novella disperazione e fra un bizzarro disfacimento +di tutta la sua volontà, Julian Sorel fremeva, udendo quel passo di +animale, vigile, quasi inflessibile nella sua affettuosa persecuzione: +avrebbe voluto fermarsi, batterlo, buttargli delle pietre, ucciderlo a +calci nel ventre, ma l'idea di affrontare quei teneri occhi canini +così impregnati di umana pietà, lo spauriva. Ah certo, certo, +_qualcuno_ lo guardava per quegli occhi! Non osava fissarli, quegli +occhi di animale quasi che essi gli parlassero di tutte le bontà umane +che egli aveva disdegnate, di tutte le sofferenze umane che egli aveva +disprezzate, di tutte le umane lacrime che per lui erano scorse +invano: non osava fissarli, quasi che vi si trovasse, in essi, il +rimprovero ignoto, mistico e austero che fa la Vita a chi non seppe +conoscerla e non seppe, quindi, meritarla. _Chi_ lo guardava, per +quegli occhi così profondi di compassione, _chi_ piangeva ancora, su +lui, sulla esistenza di bruto capriccioso e gaudente che egli aveva +vissuta, chi piangeva su quella nobile anima trascinata nella vergogna +da un amore impuro? Ah quella bestia non se ne voleva andare, lo +seguiva, lo seguiva sino al suo ultimo passo, nessuna forza umana +avrebbe potuto liberarlo da quella compagnia. + +--Venga, dunque, a vedermi morire,--egli pensò. + +Ma a Ponte Molle incontrarono tre carretti di pozzolana che venivano +lentamente verso Roma, al fischio malinconico dei burberi carrettieri: +e verso Tor di Quinto parve a Julian Sorel che il paesaggio fosse +troppo largo, troppo aperto per uccidersi, buttandosi nel fiume. +Meglio la grande e sinuosa via di porta Angelica, che costeggia, sotto +i grandi alberi, il vasto fiume giallo pieno di gorghi e i prati alla +Farnesina. + +Sarebbe disceso sulla proda e tacitamente, cadendo più che buttandosi, +senza nessun rumore, sarebbe morto nel profondo e truce fiume. Ma il +cane era dietro a lui, lambendogli le gambe, ma il cane avrebbe +latrato vedendolo cadere nel fiume, ma il cane si sarebbe forse +buttato nel fiume per salvarlo, ma il cane non voleva che egli +morisse, ecco l'idea terribile sorta nello sconvolto cervello di +Julian Sorel. Ed allora, quasi che quello sconosciuto animale fosse un +uomo, quasi che egli potesse intendere, tutto, Julian Sorel, nella via +deserta e fangosa, sotto i grandi alberi neri e nudi, innanzi a vasto +e giallo fiume, gli gridò, desolatamente: + +--Io debbo morire, io debbo morire, ho duecentosettantamila lire di +debiti e non posso pagare, debbo morire, lasciami morire.... + +La povera bestia, sordida e laida, guardava Julian Sorel, cogli occhi +spiranti pietà, come velati dalle lacrime: non una voce, non un passo +per la campagna ampia e fumante umidità dal fango dei campi: non una +voce, non una barca, sul largo fiume dai gorghi esiziali: soli, +quell'uomo e quel cane. Quello sguardo! Non diceva forse, a Julian +Sorel, quell'umile sguardo d'animale che la morte non salva dal +disonore, che è più onesto vivere scontando la pena del grande errore +anzi che rifugiarsi nella tomba? _Chi, chi_, glielo diceva, in quegli +occhi e nella sua coscienza? Tutti i suoi che erano morti, alla loro +ora, quietamente, toccati dal destino, ma onorati, ma ridenti di esser +rimpianti, glielo dicevano, forse, in quegli occhi: tutti quelli che +lo avevano amato e che erano lontani, e che non potevano salvarlo, +adesso: tutti coloro che egli aveva amato, nell'infanzia, nella +giovinezza, dieci anni, un giorno, un'ora, costoro, forse, o le loro +ombre amate, o le loro lontanissime tenere voci o i loro occhi buoni +che lo volevan salvare, o le loro mani carezzevoli che lo volevan +trattenere: costoro, in quello sguardo! Vinto da una immensa +debolezza, Julian Sorel si lasciò andare sulla proda arenosa del +fiume, nascondendo la faccia nella umida arena, con le braccia aperte, +singultando lievemente, ogni tanto, ma senza piangere. Il cane si era +seduto accanto a lui, aveva posato il muso infangato sulle sporche e +scarne zampe: e per tutto quel tempo in cui Julian Sorel giacque, +lungo disteso, nella fatalità della Vita e della Morte che si +combattevano la loro preda, la povera bestia non si mosse, tenendo +fissi i suoi occhi sull'uomo che spasimava. Spasimava la debolissima +creatura che aveva sempre vissuto pel sorriso del minuto, senza +volontà, senza fede, senza bontà: spasimava, l'anima fiacca, l'anima +vinta, l'anima immeschinita dalle piccole idee e dagli impuri +desiderii: spasimava la creatura che aveva gittato via la parte nobile +di sè, e che temeva il castigo, e che voleva fuggire il castigo: +spasimava! Correvano le acque torbide del fiume micidiale che avean +portato alla deriva tanti cadaveri; taceva la feral campagna romana +immobile sotto l'umido fiato maligno del marzo; cadeva il giorno. Il +cane, pian piano, lambì la mano aperta di Julian Sorel: quella carezza +indistinta fu come un soffio, come una voce, come una parola, fu come +l'apparizione di un fantasma. Il corpo dell'uomo disteso ebbe un gran +sussulto, e il cuore, veramente, gli si franse nella tenerezza, nel +pentimento, nella pietà, nel desiderio dell'umano e del divino +castigo. Poi, nel crepuscolo gelido, tornò verso Roma, lentamente: fra +la via Angelica e la via Trionfale, il cane disparve, nell'ombra, e +Julian Sorel continuò la sua strada verso Roma, verso il castigo. + + + + +IL CONVEGNO + +_(La piccola Maria)._ + + +I. + +Due o tre volte, durante il pranzo, Paolo, guardando gli occhi dolci e +maliziosi della sua ospite mentre essa lo guardava, aveva avuto un +subitaneo moto di stupore, immediatamente represso. Gli era parso di +rivedere gli occhi di Maria nella loro perfida dolcezza e nella loro +trionfale malizia. Ma la cortese signora ospite si rivolgeva agli +altri suoi convitati e i suoi occhi mutavano di espressione, si +facevano pensosi, o schiettamente ridenti, o serenamente indifferenti +nella gentilezza esteriore: e Paolo rientrava in sè, fuggito il lieve +e pure sorprendente inganno. Tre volte, egli ebbe la illusione che gli +occhi di Maria gli fossero riapparsi: e alla terza volta, nel salone +dove si conversava, dopo il pranzo, lo scintillìo di quello sguardo fu +così teneramente dolce e così vividamente malizioso, che egli non +resistette e attraversò la sala, per raggiungere l'amabile donna che +l'ospitava, non sapendo bene quello che le avrebbe detto, nell'intimo +turbamento che lo aveva invaso. Quando le fu vicino, tutto era finito: +gli occhi della signora avevano assunto un'aria placida e lo sguardo +aveva una limpidità dove l'anima mite della donna si rivelava. Nulla +più: si era ingannato. Restò ancora qualche tempo, muto, lasciando +discorrere gli altri, aspettando come una riapparizione. Ma non vi fu: +si era perfettamente ingannato. Prese commiato, con quel suo fare +rispettoso ma distratto, con quella attitudine di uomo che, assorbito +da un'idea, non perde mai l'equilibrio della gentilezza. Un amico che +andava via, anche lui, lo voleva condurre a teatro: si rifiutò di +andarci. Si separarono sul portone, in piazza Vittoria. L'amico risalì +per la via di Chiaia: Paolo se ne andò per via Caracciolo, camminando +piano. Nel tempo in cui Maria lo amava, erano andati spesso, molto +spesso, per quella strada che, nelle ombre della notte, è cara agli +amanti poetici e appassionati. Si erano anche baciati, nell'intervallo +di penombra fra un lampione e un altro: ella, non lasciando il suo +braccio a cui si legava, incrociando le manine lunghette e magrette, +levandosi in punta di piedi, poichè era molto piccola, per arrivare +colle molli labbra un po' pallidine, sino alle labbra di lui. +Talvolta, mentre il doganiere si allontanava, sorvegliando la banchina +contro i contrabbandieri, ma non contro gli amanti, Paolo si voltava, +si chinava un po' e lievemente baciava i capelli di Maria, nerissimi, +così morbidi, così fini, così lucidi che sembravano bagnati. Per una +consuetudine triste, ora che Maria non lo amava più, egli aveva preso +la nota strada, fermandosi ogni tanto, con gli occhi chini a terra, +ricordando ancora qualche episodio brevissimo, di un nonnulla, ma che +nell'anima dell'amante abbandonato assumeva una grande importanza. +Egli non guardava punto il mare: si rammentava che ella aveva avuto +sempre una seria antipatia pel mare, di piccola persona paurosa e +freddolosa, e che aveva finito per ispirargliela, a lui, uomo, forte e +coraggioso. Maria era scomparsa: ma in lui era restato tutto quello +che ella ci aveva voluto mettere. + +Verso l'angolo del Chiatamone, egli ebbe uno schianto. Una coppia di +amanti scendeva dalla più popolosa via di Santa Lucia e veniva verso +le care ombre di via Caracciolo. Dovevano essere una sartina e uno +studente: non si tenevano a braccetto, ma per mano, con le dita +intrecciate, giovenilmente. Un po' intimiditi dalla presenza di Paolo, +essi si lasciarono, camminarono pian piano, come due passeggiatori +quieti e freddi, discorrendo semplicemente: ed egli, guardando la +donna, sotto la luce del lampione non vide che il pallore del suo +volto e trasalì dolorosamente. Maria era pallidissima, come se mai una +goccia di sangue fosse venuta ad animare quella carnagione: proprio +esangue. Quante volte, nell'amore più alto di temperatura, nelle loro +grandi giornate, egli si era sgomentato, così, di quel volto esangue +che nessuna emozione di tenerezza, di entusiasmo, di languore +coloriva, giammai! Il bacio più impetuoso rendeva più pallido il posto +dove le labbra lo mettevano, sul viso esangue: e un morso vi poteva +lasciare un livido, mai mettervi un rossore. Egli si voltò, mentre i +due amanti allontanatisi ridevano fra loro: di lui, certo. Egli aveva +sempre riso degli uomini che incontrava, in quelle sere, quando Maria +lo amava. + +Quell'incontro aveva dato un'acuzie di spasimo al suo sonnolento +dolore. Così era, per lui, sempre, lo spettacolo dell'amore altrui, da +che ella lo aveva lasciato, per sempre. Tutta la sua vita, dopo +l'abbandono, dopo il periodo violento del furore e della ribellione, +non era che un voler addormentare la sua segreta tortura. Vincerla non +poteva, questa tortura, e nessuna persona, nessuna cosa lo avrebbe +potuto: egli non poteva che toglierle l'asprezza, cullandola, +tenendola chiusa in sè, preziosamente chiusa, e carezzandola, e +dandole il beveraggio che fa sonnecchiare, che fa dormire, ma che non +può togliere il senso e il sentimento. Colui che ha un dolore fisico, +intollerabile, finisce per ricorrere alla morfina: egli sa bene che la +morfina non è la morte del dolore: egli sa bene che il dolore rimane, +quietato, ma esistente, ma vivo, ma pronto a trafiggere: pure, la +morfina è il sonno molle dove la potenza del male si attutisce. Paolo +sentiva, in fondo al suo spirito, dormire questo spasimo, e, già +debole innanzi alle furibonde e mordenti sofferenze dell'abbandono, +tentava di non risvegliarlo, che quando gli era impossibile di vincere +sè stesso. Ma se, in una giornata, egli si procurava qualche ora di +torpore spirituale, andando fra la gente, parlando, fumando, fingendo +di vivere, fingendo di fare tutto quello che fa la gente che vive, +bastava il più piccolo incidente, perchè il suo dolore uscisse +vividamente dal sopore e gli schiantasse il cuore: bastava il più +umile aspetto dell'amore, perchè egli sentisse tutta la crudezza della +sua insanabile ferita. Quanto aveva cullato il suo tormento, lassù, in +quel pranzo dove tutti sorridevano e ridevano, dove anche lui avea +sorriso, sonnambulo della vita! Ma tre volte aveva visto lampeggiare +gli occhi di Maria, o gli era parso, in quelli della padrona di casa: +ma la passionale consuetudine lo aveva portato per via Caracciolo, +dove, si erano amati e dove si erano baciati: ma aveva incontrato due +amanti felici ed essi avevano riso di lui, che era solo, ed egli era +veramente così solo, come mai nessun uomo fu solo al mondo! + +Adesso, in tutta la sua sensibilità risvegliata e fremente, mentre +risaliva per Santa Lucia e per Toledo, andandosene alla sua casa, +abbassava gli occhi, ogni volta che incontrava una donna, per non +soffrire tanto della sua solitudine e del suo abbandono. E il +rientrare a casa, ora che strideva in lui la sottile e permanente +angoscia di un amore per sempre perduto e infinitamente desiderato, +sempre, con tutti gli ardori dell'anima e dei sensi, gli fece +spavento. Pensò, disperatamente, se non fosse meglio tentare di +tradire sè stesso e il suo postumo amore, cercando una donna presso +cui finire la serata, Chérie, la ridente Chérie. Ma gli tornò in mente +tutto l'orrore del primo tradimento che egli aveva tentato, con +Chérie, per cercar di guarire, per un giorno o per sempre, della sua +inutile e inefficace passione per Maria che non lo amava più. Ricordò +tutto il falso entusiasmo, tutta l'amarezza dei baci, tutta la +profonda nausea dell'ora amorosa che gli pareva mai finisse, tutto il +disgusto di sè stesso e la pietà per quella poveretta che sapeva così +graziosamente ridere e donarsi, tutto il ribrezzo per la violazione +che aveva commessa, non rispettando neppure, miserabile e vile uomo, +l'altezza di un amore che può essere disprezzato, ma che resta +inviolato e puro. Ah, come più seducente, più suggestiva, più +affascinante, dopo il tradimento con la bionda e sempre ridente +Chérie, gli apparve nella mente Maria piccola, dal volto lunghetto ed +esangue, dagli occhi tutti dolcezza e tutti malizia, dalle labbra +rosee ma pallide, dai capelli neri, fini, che formavano un mucchietto +lucido, come bagnato: come essa lo riprese, subito dopo l'ora amorosa, +più vivacemente, nei ricordi dei sensi, nei ricordi delle +consuetudini, in modo da renderlo folle di desiderio, nella solitudine +della sua stanza, donde Chérie, che nulla aveva compreso, era partita, +portandosi via dei dolci e delle rose, tutta felice, ridendo con sè +stessa, nelle scale! Come egli si pentì, bruciando di amore, di avere +ridestato l'uomo in sè e come desiderò di ritornare alle dolorose e +solitarie contemplazioni spirituali, dove, almeno, non soffriva anche +nel sangue vivificato ed eccitato e non tendeva le braccia a una vana +piccola ombra che gli sfuggiva! Tradire nuovamente? No, gli bastava il +veleno della prima e inutile pruova: sentiva che non avrebbe neppure +la forza di mentire, come disperatamente aveva fatto la prima volta, a +Chérie. A che avvilirsi di nuovo? Il suo cuore e le sue fibre si +sarebbero ribellati alla violazione, adesso. Il tempo che era +trascorso, poteva rendere sonnolento il suo dolore: ma lo aveva reso +inguaribile e inconsolabile. Tutto era inutile. Andò a casa. + +Giunto colà, nella sua stanza da studio che era anche il suo salotto, +egli fece accendere il fuoco nel caminetto dal suo servo che +l'aspettava. Prese dei libri, dei giornali, delle riviste e le +ammucchiò innanzi alla sedia a sdraio, dove leggeva, accanto al fuoco: +si fece portare del tè, del _cognac_, delle sigarette: fece chiudere +tutte le imposte ed abbassare tutte le tende. La stanza, così, era +raccolta e calda e confortante. E, rimasto solo, in quel momento +terribile quando, nella casa, nella stanza dove sempre si vive, dove +sempre si pensa, dove tutto è segreto, poichè si è soli e niuno vede e +niuno ascolta, in quel momento terribile in cui il cuore si apre, +stanco della soffocazione impostagli dal mondo, egli tentò di non +ascoltare il suo cuore, egli tentò di non sentire e di non pensare, +forzandosi a operazioni macchinali, fumando, scorrendo dei fogli, +preparandosi il tè, scegliendo la sigaretta più morbida, gittandone +una, accendendone un'altra. Così, l'urto atroce del primo minuto fu +respinto da lui: e il suo primo nemico, che era il suo dolore, tacque, +per poco. Ma le sigarette, tre o quattro, caddero in cenere, sul +portacenere di metallo cesellato: ma il tè si raffreddò nella tazzina +giapponese: ma egli non distese più la mano alla fialetta di cristallo +dal coperchio di argento, dove era il _cognac_: e i giornali, le +riviste, i libri giacquero sparsi, ai suoi piedi, sul tappeto. Non +potea nè leggere, nè fumare, nè ubbriacarsi di cognac, per più di +mezz'ora, e non erano che le undici e mezzo e non aveva sonno. +Sdraiato sulla lunga poltrona, abbandonato sui cuscini che aveva +ammucchiato sotto le sue spalle e sotto la sua testa, egli si mise a +guardare un orologetto di bronzo antico, delicatamente cesellato, +posato sovra una mensoletta, presso a lui. Era un orologetto +minuscolo, che egli aveva cercato di mettere in maggior evidenza, +appoggiandolo sopra una piccola base di velluto azzurro cupo; e aveva, +il picciolo orologio, di un bianco latteo, il quadrante e le ore +segnate in caratteri azzurri. Era un dono di Maria: l'unico dono! +Quando glielo aveva dato, ella lo amava; e aveva aggiunto, +all'orologetto piccolo come ella era piccola, un pezzettino di carta +su cui era scritto, col bizzarro caratterino che sembrava fatto di +tante manine che si tenevano fra loro, queste parole: _Siano azzurre +tutte le tue ore!_ L'orologetto era sempre lì, con le brevi sferette +che correvano sulle ore azzurre, ma l'augurio mancava. Paolo lo +portava sempre, nel suo portafogli, questo pezzettino di carta e lo +rileggeva, ogni tanto, nella giornata: ma un giorno, maliziosamente e +dolcemente, quasi senza che egli se ne accorgesse e quasi senza che +egli potesse opporvisi, Maria glielo aveva ripreso. Così, pian piano, +Maria gli aveva ripreso tutte le sue lettere e i suoi biglietti; e due +rosette appassite, che erano la più viva memoria del loro primo +convegno; e un nastro scioltosele dai capelli, che egli aveva portato +via e che avea baciato, tutte le notti, tornando a casa, e tutte le +mattine, levandosi, come un bimbo, egli che aveva trentasette anni, +come un devoto della Madonna, egli che non credeva. Non aveva più +nulla, di lei: nulla. Crudelmente e ostinatamente, ella si era ripreso +tutto: ed era, poi, andata via anche lei. E perchè, allora, gli aveva +lasciato quell'orologetto che beffardamente segnava, con le sue +sottili piccole sfere, le ore azzurre? Ella lo aveva dimenticato, +forse: e le ore di Paolo non avevano più nessuna tinta, erano fatte di +una immutabile ombra. + +L'orologetto segnava le undici e mezzo. Egli si ricordava che nel +tempo in cui Maria lo amava, quest'ora della sua serata passava sempre +accanto a lei, non soli sempre, ma sempre insieme. Egli la cercava in +qualche teatro, in qualche ritrovo, in qualche casa di comuni amici, e +appena entrato nella sala, la vedeva, subito, senza averla neppure +quasi guardata, la vedeva col suo visetto un po' lungo, coi suoi denti +minuti e bianchi, che il sorriso delle pallide labbra scovriva +intieramente, con le gengive roseo-smorte, con quegli occhi castani +dove si mescolavano così perfidamente e trionfalmente la malizia e la +dolcezza, agitando la testina, mostrando il piccolo orecchio +roseo-tenero sotto l'arco nero dei morbidi capelli che erano +moltissimi e pure si chiudeano, per la finezza, in un pugno. Anch'ella +aveva l'aria di non vederlo: ma lentamente, senza far mostra di nulla, +Paolo e Maria si avvicinavano, scambiavano con semplicità, con +disinvoltura qualche saluto. Poi, sedevano vicino. Egli taceva, +spesso; ella parlava con lui, o con qualche altro, vivacemente. Egli +ne udiva la voce, un po' infantile, un po' interrotta, talvolta, da +improvvisi languori di creatura debole che si esalta e si accascia +facilmente: e ne adorava la voce. Egli le guardava le mani fini, +magrette, lunghette, con le unghie così lucide che parea +scintillassero, con gli anelli gemmati che ella, nervosamente, passava +da una mano all'altra, cambiandoli sempre di posto: ed egli adorava +quelle mani. Ella gli parlava e rapidamente, un po' sorridendo, un po' +lamentandosi, gli narrava una giornata di mali improvvisi e +misteriosi, di svenimenti e di soffocazioni, ed egli, mentre la +compativa con tutta la più tenera pietà dell'uomo sano e robusto, +l'adorava per la sua debolezza. E in quest'ultima ora, egli attendeva +una parola da lei, era il segreto della sua felicità che ella gli +comunicava, con qualche parola: era il miraggio di un pomeriggio +appassionato e delizioso che essa gli faceva balenare innanzi. In +quell'ora ultima, essa gli dava il convegno pel giorno seguente, se +era libera. Ogni volta la maliarda glielo diceva in un modo diverso: o +attraverso una frase ingarbugliata, in cui appariva una cifra, così, +stranamente, ed egli solo la intendeva: o sottovoce, in un soffio, che +egli solo ascoltava: o salutandolo, mentre egli s'inchinava +devotamente innanzi a lei: o con la massima disinvoltura, scherzando, +tirandolo da parte, come se continuasse lo scherzo e dicendogli +all'orecchio l'ora del convegno. Ah egli ne aveva di felicità, per +tutta la notte, andando a casa, ripetendosi quell'ora e rivedendo +l'adorata immagine che gliel'aveva data, come una magica promessa di +bene! + +Quasi mezzanotte. Il fuoco si covriva di cenere, nel caminetto; la +stecca che sfogliava i libri era caduta dalle mani di Paolo, a terra; +non un rumore saliva dalla deserta via di Costantinopoli, dove egli +abitava; non un rumore nella sua stanza. L'ampio paralume concentrava +la luce in un cerchio presso la gran poltrona dove egli giaceva +sdraiato; e il resto della stanza era in penombra. Egli non vedeva +più, fra le palpebre socchiuse, le sferette dell'orologetto, su cui +ancora era fissato il suo sguardo; e tutto si era rallentato in lui, +il pensiero e il sentimento, nel sonnambulismo di una indicibile, ma +torpente amarezza. Era voltato sopra un fianco, con la faccia +appoggiata ai cuscini di raso e le mani abbandonate lungo la persona. +A un tratto, di lontano, gli parve che avessero aperta e richiusa la +porta di casa. Chi poteva venire, a quell'ora? Nessuno. Era una +fantasia. Ma poco dopo gli sembrò che si schiudesse chetamente la +porta del suo salotto e che un piccolo piede camminasse alle sue +spalle. Restò immobile, ascoltando, aspettando. E bene chiaramente, +bene limpidamente, egli udì la voce di Maria al suo orecchio, dirgli +questo, mentre vedeva, un po' velata, un po' imprecisa, la sua piccola +figura, innanzi a lui, col viso esangue, con gli occhi brillanti di +dolcezza e di malizia, piegarsi e dirgli questo e lui udire +perfettamente queste parole, da una voce che egli distingueva fra +tutte, dire questo: + +--Domani, alle cinque. + +Balzò dalla poltrona, come folle. Il lume urtato vacillò, fu per +cadere: egli lo rèsse, gittò via il paralume, si guardò intorno, +follemente. Non vi era nessuno. Eppure egli aveva visto Maria e udito +le parole, dalla sua voce: + +--Domani, alle cinque. + +Chiamò il servo, suonando a lungo. Quello venne, sonnacchioso. Non era +venuto nessuno? No, nessuno, proprio nessuno era entrato. No, no. Il +servo uscì. Paolo rimase, in mezzo alla stanza, tremante di terrore e +di gioia, poichè egli aveva inteso la voce di Maria, così precisa, +così nitida, dirgli le parole del convegno: + +Domani, alle cinque. + + +II. + +Tremante di terrore e di gioia! Tutta la notte egli sentì questa +duplice convulsione partire dalla più intima essenza della sua anima e +allargarsi nei suoi nervi e nel suo sangue: e fu pieno di sgomento ed +ebbro di felicità. Egli non volle lasciare quella stanza dove aveva +inteso, ancora una volta, quella cara voce seduttrice, dirgli le +parole che sempre avevano sconvolto il suo essere e che adesso gli +avevan dato l'indicibile tumulto interiore. Immoto nella persona e +pure fremente, egli udiva ancora le sillabe precise che gli davano il +convegno, che lo chiamavano alla consueta ora, quando già è declinato +il giorno, nella casa dove li conduceva l'amore e che egli non aveva +mai più riveduta, da che l'amore lo aveva abbandonato. Era la voce di +Maria quella che gli aveva parlato, all'orecchio, bassa, ma netta e +viva, battendo sulle lettere e sempre un po' imperiosa, malgrado il +velo della dolcezza. Tutta la notte egli stette cogli occhi fissi +sulla porta della sua stanza, come se ella dovesse apparirvi, come +l'aveva vista, alla mezzanotte, nelle fantastiche contemplazioni piene +di tristezza e di desiderio: e stette con l'orecchio teso, coi nervi +vibranti, come se ancora l'adorata voce dovesse ripetergli il giorno e +l'ora dell'amoroso convegno. Talvolta, la sua ragione tentava di +vincere questo tremore di paura e di piacere, per cui egli invocava la +presenza e la voce dell'amata, dicendogli che egli era solo, che niuno +entrava per andare da lui, che niuno parlava, e che la notte era alta +e la stanza si faceva fredda; ma l'uomo giaceva sotto l'impressione +indimenticabile di quell'avvertimento e di quell'invito, dove si +riussumeva ogni suo desiderio, dove si chiudeva il segreto unico della +sua vita. Nella notte gelida e nella solitudine, nel bizzarro giro dei +suoi pensieri e dei suoi sogni, egli credeva francamente che la donna, +che l'amata, fosse arrivata fino a lui, mirabilmente, misteriosamente, +per dirgli che ella lo voleva l'indomani, alle cinque, in quella casa, +come nel tempo che si amavano: e silenziosamente e quietamente era +sparita, detta l'amorosa parola. Lo credeva, poichè le ore notturne +nei loro singolari eccitamenti avevan vinto la sua fredda ragione: e +non si domandava, nelle esaltazioni tenere e appassionate, come ella +fosse giunta, come fosse partita: e vedeva solamente quell'ideal +piccolo volto esangue piegarsi verso lui e dirgli all'orecchio, che il +domani, alle cinque, l'amore lo chiamava, l'amore lo voleva. + +Le bianche e tristi chiarità dell'alba diradarono la sua febbre e +calmarono i suoi sgomenti: la sua ragione parlò: e dopo che ebbe +eletto le sue calme cose, non restò, a Paolo, che l'ebbrezza della +felicità. Forse, Maria non era penetrata nel suo appartamento, in +quella notte strana, ed era una visione della sua fantasia, l'averla +vista accanto a sè, come nelle migliori sere della loro passione; +forse, Maria non aveva pronunziata, con la sua voce, quella parola +vicino al suo orecchio, ed era un inganno del suo udito, quel suono +lusinghiero. Che importava, però, il fatto materiale? L'appello vi era +stato, l'appello sentimentale di un'anima languente d'amore, l'appello +lontano a cui la volontà ardente dell'amore da tanta forza, che +l'altra anima lo sente, a traverso il tempo e a traverso lo spazio, +come se la persona e la voce fossero presenti. Talvolta, nel felice +tempo del loro amore, questo legame fra le loro anime e fra i loro +sensi, li aveva colpiti coi più bizzarri fenomeni di contemporaneità +spirituale: talvolta, l'uno aveva intuito il muto desiderio +dell'altro, essendo lontano: talvolta, l'uno aveva obbedito alla +volontà dell'altro, senza conoscerla. Il metallo delle loro anime, +troppo spesso si fondeva insieme, nel rovente crogiuolo dell'amore, +perchè i due metalli si dividessero, dopo, perfettamente. Si +rammentava, Paolo! E come la mattinata di questo suo grande giorno si +avanzava, egli riteneva sempre più fermamente che alla mezzanotte +Maria aveva pensato a lui con improvvisa passione e che aveva +vivamente invocato la sua presenza, per questo pomeriggio, alle +cinque. Ah, ella doveva averle ripetute a sè stessa, nella nostalgia +del bacio, le parole del convegno, le doveva aver dette con +quell'impeto e quella imperiosità che dicevano l'ardore della piccola +debole donna esangue, e l'amante lontano le aveva intese ripercuotersi +nel suo spirito, nitidamente, come un invito e come un ordine! + +E perchè non avrebbe ella inteso, a un tratto, la perfida e crudel +donna, il rimpianto di un amore così schietto e così tenace? Non era +ella stata di una brutalità feroce, quando aveva voluto morto l'amore, +a qualunque costo, ostinandosi ciecamente nella sua ferocia, +calpestando ogni senso di bontà e di gentilezza muliebre? Non aveva +egli reagito, in tutte le forme, contro questa morte dell'amore, non +aveva egli esaurito le sue violenze e le sue lacrime? Non aveva egli +pregato alla porta di questa donna fragile e smorta, come un fanciullo +lasciato nella via, al freddo, alla fame e al terrore, senza che la +porta si aprisse mai più? Non aveva ella opposto la grande idea, +l'idea semplice, l'idea liberatrice, a tutti i furori e a tutte le sue +desolazioni, dicendogli: _non ti amo più_? Non aveva egli inteso, +ahimè, con tutte le più dure e le più gelide intonazioni, questa idea +semplice e definitiva e inappellabile: _non ti amo più_? Non aveva +egli sentito che tutto periva, in lui, uomo, giovane ancora, sano, +robusto, non corrotto; giacchè questa piccola donna capricciosa e +malaticcia lo aveva scacciato da sè, per sempre? Non aveva egli voluto +che tutto perisse, se veramente, nel tempo avvenire, questo amore non +potesse mai più rivivere? Nei mesi che trascorrevano, non vincendo il +suo dolore, ma addormentandolo, non era restato nel fondo di tutte le +amarezze, nella feccia di tutti i calici, una speranza lieve e breve, +ma viva, ma imperitura, che l'anima immortale di quella donna si +ricordasse un giorno di quell'amore, e lo rimpiangesse, e lo +desiderasse? Ebbene, ebbene, era accaduto il miracolo spirituale: il +tragico capriccio era fuggito e la crudel donna aveva sentito +intenerirsi quel suo piccolo cuore di pietra: ella aveva, forse, +pianto su sè stessa e sul fedele cuore di uomo che ella aveva gittato +via, nella strada: e a mezzanotte, in un momento di solitudine, Maria +era stata presa dal soffocante desiderio di essere ancora amata e di +amare ancora. Il fato si era compiuto: e Paolo non aveva sofferto +invano. + +Egli visse, dunque, in quel giorno del convegno, in preda alla letizia +indicibile di un amore rinnovellato: e le ansietà e le trepidazioni +del primissimo loro convegno, di cui egli si rammentava, non avevano +il suggello di questa gioia suprema. Egli uscì tre volte di casa, +camminò per le vie, parlò con la gente, assorbito e sorridente, col +suo segreto che gli saliva alle labbra in parole di tenerezza e gli +velava gli occhi con lacrime di gioia: e tre volte tornò a casa sua, +tanto impaziente, tanto morente di amore e di felicità che, talvolta, +pensò non avrebbe avuto forza di resistere all'apparizione di Maria, +nella casa del loro amore. Era in questo momento che si concentravano +tutti i suoi pensieri e tutti i suoi sogni. Si sarebbe egli +inginocchiato innanzi all'amata che ritornava a lui e le avrebbe +baciato il lembo dell'abito? Avrebbe egli detto, all'amata, una parola +di adorazione? Le avrebbe forse fatto qualche rimprovero per quel +lungo anno di dolore e di solitudine, a cui Maria lo aveva condannato? +No, no. Gli sarebbe, certo, mancata la voce, per dire nulla: gli +sarebbero, certo, mancate le forze per prostrarsi e adorare. Non +avrebbe fatto altro che aprire le braccia e chiudere sul suo petto +affannoso e scoppiante pel palpito, la cara piccola persona, deciso a +non lasciarla fuggire più, poichè ella era solamente il suo amore e la +sua vita. Nulla dirle: poichè niuna parola potea compendiare quello +che egli aveva sofferto e quanto era felice. Chiudere nelle sue salde +braccia la diletta, null'altro: e tacere: e lasciare che scorressero +le ore e il tempo, senza sapere di esso: e credere che il mondo fosse +chiuso in quell'abbraccio. Quando egli si fermava, col pensiero, con +la fantasia, su questo minuto profondo e intenso, egli abbassava il +capo e impallidiva mortalmente. Queste emozioni, qualche volta, sono +superiori alle forze umane. + +Erano le tre e mezzo quando, lentamente, per calmare la sua +esaltazione, Paolo si avviò alla casa del loro amore. Non era molto +lontana, proprio nel centro della città e nel mezzo di una via +popolosa. Allora, Maria aveva preferito che fosse così, ella che +odiava la campagna quanto odiava il mare: e voleva aver l'aria +disinvolta di una signora che passeggia, o che va a visitare una +signora sua amica, mentre si recava al convegno di amore. Egli aveva +obbedito, schiavo di tutte le volontà della delicata e pallida donna: +e il loro nido era posto in un qualunque volgare ambiente, circondato, +sopra e sotto, da volgare gente. Soltanto che Paolo vi aveva profuso +internamente, non il lusso, ma la gentile poesia di un'anima presa e +che non vive che per le feste dell'amore. Giammai le tende che +velavano le finestre delle tre piccole stanze si levavano, per paura +di farsi vedere, le pareti erano foderate di stoffe leggiadre e i +tappeti non facevano udire il rumore dei passi. Ebbene, dal giorno in +cui era stato abbandonato da Maria, Paolo non vi era mai più tornato. +Ne portava sempre la chiave in tasca, devotamente: ma non osava +neppure accostarsi al portone di quella casa, senza sentire il +ribrezzo della paura e un cocente dolore togliergli ogni forza. +Spesso, nelle sue crisi più terribili, egli aveva pensato di andare +colà, di salire nel tempio, di lacerare i veli e le stoffe, +d'infrangere le statuette e le porcellane, di spezzare ogni cosa e, +devastato tutto, di richiudere per sempre quella porta e fuggire. +Spesso, nelle sue ore desolate, egli aveva pensato di andare a +piangere colà, solo, solo, solo, sperando che quel fiume di lacrime +avrebbe deterso la torbida anima sua e l'avrebbe rinnovata. Ma non ne +aveva avuto il coraggio, mai. La casa era chiusa da un anno. Anche +Maria aveva una chiave. Ella, certo, non vi era tornata, mai. Ma vi +sarebbe andata oggi, lo aveva avvertito, ed egli, vinto il terrore di +ritornare colà, vi andava con l'ebbrezza dell'amante felice, le cui +braccia già si stendono all'abbraccio, le cui labbra già si protendono +al bacio. + +Pure, innanzi al portone, ebbe un singolar trasalimento. La sua +emozione era diventata acuta e il respiro gli mancava. Era quasi sera, +già. Faceva freddo, ma egli affogava di fiamme che gli invadevano il +sangue. Non intese mai come fosse salito, a quel terzo piano. Quando +fu innanzi alla porta, vacillò. Il suo amore lo faceva agonizzare +prima del tempo, dunque? E che sarebbe stato, fra un'ora, alle cinque, +quando Maria, Maria sarebbe entrata da quella porta e gli sarebbe +caduta nelle braccia? Vacillando, egli mise la chiave nella serratura; +questa stentò ad aprirsi. Pensò, un istante che gli parve lunghissimo, +eterno, che quella porta non si sarebbe aperta mai. Ma si schiuse: +egli vide innanzi a sè il vano nero: e vi entrò: quasi, vi si +precipitò: e la porta si richiuse, dietro a lui, con un bizzarro +fragore. + +Ah quando egli fu dentro, nell'oscurità, nel silenzio, e quando gli +ebbe fatta un po' di luce, con le mani tremanti che tentavano +accendere la candela e quasi non vi riuscivano, quando gli ebbe dato +uno sguardo intorno, egli richiuse gli occhi, per non vedere, e si +lasciò cadere, sfinito, sopra un divano, nascondendo la faccia fra le +mani. Fra un'ora ella doveva qui venire, la diletta. Ma come tutte le +cose parlavano di lei, prima, sempre, parlavano alto, insieme, di lei, +solo di lei, dell'amore, del solo amore, dell'unico amore, che era +lei! Qui, sulla spalliera del divano dove egli appoggiava la testa, +ella soleva appuntare gli spilloni del suo cappello, per ritrovarli +subito, quando voleva scappar via: e ancora vi era un mezzo spillone, +rotto, nella fretta di strapparlo. Ella sarebbe venuta, più tardi, +cara, piccola, affascinante: ma ella era già là, in quella fotografia +sul tavolino, nella brillante cornice d'argento che circondava la +testina dai nerissimi, lucidi e fini capelli, che ne delineava il +profilo sottile mostrando lo sguardo un po' levato, dolcemente, +maliziosamente e l'angolo di un sorrisino delicato, sulla delicata +bocca. La fotografia non portava nome di dedica: ma ella vi aveva +scritto il suo nome e la parola _sempre_. Lei, sempre, sì, sempre e +sopratutto, ma specialmente qui, sull'ampio divano dove erano ancora +ammucchiati i cuscini, come essa li aveva lasciati l'ultima volta: e +uno portava la forma della sua testa, ancora, ancora! Ah egli non +resistette a quella impronta del raso, dove la testina si era posata, +egli si trascinò là innanzi e vi cadde in ginocchio e baciò lievemente +quella impressione concava, temendo che un troppo rude bacio la +distruggesse. Un singhiozzo di amore, di gioia e anche di sommo dolore +gli sollevava e gli spezzava il petto. Qui, era la casa, era il nido, +era il santuario, dove egli aveva vissuto il tempo più inebbriante +della sua vita: qui, egli aveva raggiunto quel supremo limite +dell'umana felicità, che pare voglia infrangere l'umana natura cui è +dato arrivarvi: qui, solamente, egli aveva inteso che la esistenza non +è un gretto e miserabile volger di giorni, ma che ha una sublime +ragione di essere, quando l'amore la nobilita e la slancia nelle +armonie infinite, dove l'anima trascina e purifica i sensi! Quante +donne erano passate, nella sua vita? Tre, quattro forse; e anche egli +le aveva amate, forse. Dove erano questi glaciali fantasmi? In quale +tomba erano spariti? Qual nome portavano? Egli non se ne ricordava +più. Già, le aveva dimenticate subito, come Maria gli era apparsa e +piaciuta. E invece lei, lei, perfida e crudele, lei che egli non +vedeva da un anno, lei che lo fuggiva, beffandosi di lui, era così +trionfante, ancora, sempre, non nella memoria soltanto, non nelle +testimonianze del passato solamente, ma nel presente, ma in quel +minuto, che a lui bastava vedere l'angelo dal fine sorriso, sulla +fotografia, per fremere di amore desideroso; e bastava di vedere la +traccia della sua testina sul raso abbassato del cuscino per +sussultare di passione, di voluttà e di un ignoto spasimo! Ah, egli lo +sapeva che quella casa, che quell'ambiente gli avrebbero detto la +grande verità, la verità unica, la verità innegabile, che egli viveva +solo per l'amore di quella donna e che senza quell'amore egli non +poteva vivere; lo sapeva bene ogni mobile, ogni stoffa, ogni piega del +merletto, il profumo antico ma persistente di tutto quello che ella +aveva toccato, gli avrebbero parlato di una seduzione unica, di un +fascino unico, di una voluttà unica, di una passione unica! Perciò, +nell'ora della desolazione e dell'abbandono, non aveva osato venirci: +perciò vi era venuto solo per aspettarla. + +Erano le cinque, l'ora del convegno. Egli balzò in piedi, tendendo +l'orecchio. Nessun rumore. Passarono dei minuti; poi, varii minuti; +poi, molti minuti. Ritto, immobile, in mezzo alla stanza, rigido di +ansietà, egli aspettava. Nulla. Udì, una volta, un passo: ma nessun +giro di serratura vi corrispose: e la sua persona s'irrigidì, di +nuovo, in una intensità terribile di aspettativa. Nulla. Si mosse: +andò sino alla porta, origliò, se per le scale alcuno salisse. Nulla. +Andò presso alla finestra, sollevò una tenda, guardò nella via: i +passanti erano rari, rarissime le donne, niuna si fermava. Talvolta, +prima, tardava; anche oggi, dunque, poteva tardare. Cavò il suo +orologio e si mise a seguire le sfere del minuti secondi col tichettìo +che gli cresceva di fragore, nel cervello. Guardava, ma non vedeva: +sentiva che il tempo passava, ecco tutto. Minuti secondi, minuti +primi, ore? Tempo che passava. Adesso quel silenzio, intorno, lo +terrorizzava; e uno strazio nasceva, germogliava, cresceva dal fondo +del suo essere convulso. Nulla, intorno. La candela ardeva, con un +battito leggiero e appena diradava le ombre. Le altre stanze erano +oscurissime. Non le aveva visitate, preso e vinto dall'attesa. Ora, +non levava gli occhi verso esse, come se racchiudessero paurose e +terribilissime cose. Volle provare a parlare, per dar della vita a +quella stanza oramai tetra e taciturna: ma la voce non gli uscì dalle +labbra. Avrebbe voluto andare ad aprire la porta, così per farla +entrare più presto: ma una misteriosa volontà lo inchiodava al suo +posto. Quanto tempo? Lo ignorava. Aspettava il suo unico amore e la +unica donna. Non conosceva altro. Ella doveva venire, poichè lo aveva +detto e poichè lo aveva chiamato, alla mezzanotte del giorno prima, +dandogli il convegno. Forse era in via; forse già arrivava; forse era +quello il suo passo. Egli aspettava, la creatura, unica, la sola per +cui egli vivesse, la sola per cui egli avesse del sangue nelle vene e +un palpito nel cuore: Maria. + + * * * * * + +Egli non si levò dal divano dove si era buttato, che udendo battere +mezzanotte a una chiesa poco lontana, con suono cristallino. La +candela era quasi consumata. Maria non era venuta. Freddamente si +rammentò tutto quello che era accaduto, fra loro, nel passato, come se +ne vedesse la rappresentazione in uno specchio: egli si guardò +attorno, freddamente, trovando sopratutto quell'amore e quella donna +riflessi e viventi e pur finiti, dapertutto. Poi, si ricordò quello +che aveva visto e inteso la notte prima, il convegno datogli da una +voce che _pareva la sua_, il convegno a cui era venuto, +ineluttabilmente. E intese subito. In quella casa, gli aveva dato +convegno la Morte. + + + + +L'INELUTTABILE. + +_(Miss Geraldina)._ + + +Miss Geralda Fitz-Gèrald, di Gèrald Castle nel Somerset, per +diminutivo vezzoso chiamata miss Geraldina, passava nove mesi +dell'anno in Italia, e gli altri in viaggio sempre altrove che in +Inghilterra. Miss Geraldina non amava punto il suo paese e non vi +ritornava che malvolentieri, una volta l'anno, per tre o quattro +giorni. Faceva i conti coll'intendente, firmava i nuovi contratti coi +suoi affittaiuoli, visitava Gèrald Castle, visitava la sua vecchia +matrigna lady Hilda Brosborough, visitava il cimitero dove dormivano +suo padre, sua madre e tutti i Fitz-Gèrald suoi antenati, lasciava una +grossa elemosina al Pastore, e partiva senza aver voluto vedere +nessuno. Miss Geraldina era ricca, possedendo per sè sola ottantamila +lire di rendita; era senza fratelli, senza sorelle, senza parenti +poveri che la seccassero, e a ventotto anni, era perfettamente libera +di andare, venire, viaggiare, dove le paresse e piacesse. Miss +Geraldina conosceva e parlava cinque lingue; aveva studiato il canto, +il pianoforte e l'arpa; era un'acquarellista molto abile; aveva molto +spirito e lo manifestava in tutte le forme: dallo spirito secco e +caustico allo spirito placido e bonario. Miss Geraldina aveva delle +idee. Miss Geraldina pensava. + +Miss Geraldina a diciotto anni pesava novantacinque chilogrammi, a +ventidue ne pesava cento, a ventotto ne pesava centoquindici. A +centoquindici si era fermata da un anno e pareva che non ingrassasse +più. Era naturalmente e mostruosamente grassa. Aveva la diffusione +eguale e permanente della grassezza, per tutta la persona; +l'uniformità del grasso; era un grasso coscienzioso ed onesto che si +allargava dapertutto, senza parzialità. Grasse le braccia, come le +spalle; grasse le mani come i piedi, grasse le guancie come il collo. + +In questo modo, a prima vista, non si distinguevano le forme del suo +corpo, ma si percepiva confusamente una massa informe, semovente a +stento: un testone grosso, grasso e rotondo, quasi affogato nelle +spalle che salivano: sulla testa un treccione nero, che per quanto +fosse folto, pareva miserabile, come una corda sdrucita. Gli occhietti +neri, vivaci, troppo piccoli, scomparivano nel grasso della faccia, +sembravano due bucherelli neri; il naso rotondo, come senza ossa, +lucido, polputo nelle nari, era sommerso fra le due masse carnose +delle gote. La bocca troppo piccola, troppo infantile, era sempre un +po' schiusa di traverso, per respirare: un primo mento piccolo, +bambinesco, giaceva sopra un secondo, largo come una collana. Di collo +solamente una linea. Poi un corpo quadrato, largo, senza linea di +cintura, senza curva di fianchi, con due grosse travi per braccia, con +due masse di grasso per mani, un grasso roseo, tutto pieno di +fossette. Nessuna curva, nessuna linea spezzata. Il cubo--e +nient'altro. + +A cagione di questa sua formidabile persona, miss Geraldina non poteva +fare moltissime cose che le altre ragazze fanno. Non poteva, per +esempio, vestirsi in nessun altro modo, che con una larghissima veste +da camera, in lana, a pieghe profonde, serrata con un cordone dove +avrebbero dovuto essere i fianchi: veste senza ornamenti, senza balze, +monacale. Le erano inibiti la seta, il raso, il velluto che disegnano +le forme; i merletti che ingrossano la persona. Questa veste doveva +essere per forza nera, o molto scura; sarebbe stato ridicolo portare +un colore chiaro, che raddoppia le proporzioni. Di goletti in +merletto, di cravatte a cappii vistosi, non se ne parla: la +straziavano. Appena una linea di goletto, dritto, in tela bianca: e +spesso per quello stringimento, le saliva il sangue alla testa, il +viso si faceva scarlatto e il naso cremisi. Pei cappelli, era un affar +serio; piccoli, erano ridicoli; grandi, ridicolissimi: non si trovava +una forma che le andasse, senza sfigurarla troppo. Miss Geraldina +aveva finito col portare una cuffia in velo nero come le portano le +vecchie nonne. Aveva da tempo rinunziato a tutti gli ornamenti, fiori, +piume, nodi di nastro, gioielli, spilloni: poichè tutte queste cose +minute ed eleganti erano sproporzionate a quell'adipe. Così non poteva +portare gli stivalini bizzarri, dalla suola inarcata, dal tacco +svelto: non ci si reggeva sopra, e portava le scarpe di panno, molto +forti, a doppia suola e senza tacco. Così non poteva infilare quelle +dita simili a salsicciotti nei guanti di seta, di camoscio, di +capretto, poichè li faceva crepare su tutte le cuciture; invece +portava i mezzi guanti di filo nero, quei mezzi guanti borghesi che +servono a deformare la mano. + +Naturalmente miss Geraldina non andava mai al ballo, poichè sarebbe +stato buffo, solamente l'immaginare quella massa in giro per un +_waltzer_. Buffo e spaventoso. Non potendo usare altra acconciatura +che il suo sacco di lana nera, ella non andava ai concerti, non andava +a nessuno spettacolo pubblico, dove la _toilette_ è di obbligo. Che +lei cantasse, che lei suonasse il pianoforte, che lei suonasse l'arpa, +nessuno poteva saperne nulla, poichè niuno pensava che un elefante +mormorasse le romanze di Tosti, che un elefante facesse scricchiolare +la sedia del pianoforte ed i tasti, per suonare una polka di Chopin, +che un elefante osasse sedersi presso l'arpa e abbracciarla e trarne +suoni divini. Alle esposizioni non andava, poichè non poteva molto +camminare e le poltroncine giranti non la contenevano; così non andava +mai a visitare i musei. In conversazione non andava, poichè il moto di +stupore e quello di terrore talvolta, d'ogni nuova presentazione, +erano cose non destinate a farle buona impressione. Non usciva se non +in carrozza, una carrozza speciale, bassa di montatoio, larga di +cuscini, dove lei si distendeva, sola, in tutto il torpore della +propria persona. + +Naturalmente miss Geraldina non aveva amiche. Nel suo passato +giovanile due o tre disinganni amari le avevano fatto intorno questa +solitudine femminile. In fondo all'affetto di tutte le sue amiche essa +aveva trovato, o la falsità, o la compassione. Ed anche la +compassione, per quanto ella sopra i nervi avesse quel settemplice +strato di grasso, non le andava a' versi. Poi il paragone delle donne +sottili, magre o anche grassottelle ma gentili, non era fatto per +allietare il suo spirito, ed essa aveva, a poco a poco, ferite una ad +una le amiche, con la sua acredine. Tutte si erano allontanate, +mormorando: "quella specie di mastodonte sembra buono, ma è maligno." + +E neppure gli uomini amava miss Geraldina. Sfuggiva la loro compagnia, +sempre, dovunque; sfuggiva le presentazioni, le nuove conoscenze. Essa +non credeva alla loro bontà, quando le si mostravano premurosi e +cortesi: pensava che lo facessero per interesse e li disprezzava; +pensava che lo facessero per pietà e ne aveva sdegno. Forse, preferiva +quelli che la burlavano apertamente, che la guardavano con aria +ironica, che la squadravano fra loro, additandosela e soffocando le +risate. Mai miss Geraldina si sarebbe maritata. A farle la corte, non +pensava nessuno. In verità era troppo enorme perchè si potesse +concepirla maritata. La cieca ispira una gentile pietà, la gobba ha lo +spirito e la malignità per sè, la zoppa può dissimulare il suo +difetto, tutto può essere nascosto o attenuato, ma l'esagerazione del +grasso non si nasconde, non si attenua. È ridicolo. È ridicolo per +ogni chilogrammo, per ogni palmo, per tutta la sua estensione, per +tutta la sua enormità. È ridicolo ed è volgare. E per quanto le +ottantamila lire fossero lì per sollievo, niuno osava affrontare tanto +ridicolo e tanta volgarità. Miss Geraldina lo sapeva; richiesta, +avrebbe rifiutato. Ma non la chiedevano. + +Così questa giovane miss inglese viveva singolarmente, in Italia, a +Sorrento, in un albergo, dove aveva bisogno di sedie fatte apposta, di +letto fatto apposta, tutto vasto, tutto solido. Pranzava nella sua +stanza, sola; leggicchiava storie d'amore che non la riguardavano e +versi che nessuno mai le avrebbe mormorati; canticchiava ritornelli +amorosi; dipingeva all'acquerello qualche veduta di Sorrento; sempre +sola. Non scriveva mai, perchè non doveva scrivere a nessuno e perchè +scrivere le faceva venire l'affanno. Non cuciva nè ricamava perchè era +inutile. Non piangeva perchè non aveva per chi piangere; non rideva, +perchè il suo destino era di far ridere. + +Questa miss Geraldina Fitz-Gèrald di Gèrald Castle nel Somerset, morì +a trentaquattro anni, dopo due anni di una crescente malattia di +cuore, che le toglieva il respiro. È la malattia dei grassi. Di rossa +divenne gialla; invece di dimagrare si gonfiò tutta. Nell'albergo dove +morì, dovettero ordinare una cassa grandissima per chiudervela dentro. +Io l'ho vista questa morta. Sulla larga faccia, simile a quella di +certi angioloni di marmo diventati gialli col tempo, sulla larga +faccia bonaria stava il rancore doloroso di un essere innocente, +inoffensivo, colpito da una grande ingiustizia. + + + + +IL SEGRETO. + +_(Cariclea)._ + + +Nella camera chiusa, in quelle giornate di agosto, si soffocava; al +mattino vi ronzavano pesantemente le mosche, attirate dalla +zuccheriera scoperta sul comodino, dal bicchiere di aranciata, dallo +sciroppo di codeina che stillava dal collo di una bottiglina e +dall'odor grave di malattia che era nell'aria. Esse si posavano sul +volto bruno dell'ammalata, dai pomelli arrossati, mentre ella dormiva, +gittata in quei torpori profondi che sono il preludio della morte: il +figliuolo invano le scacciava con un ventaglio, esse ritornavano a +posarsi su quelle labbra semiaperte da cui sfuggiva breve, rôco, +rantoloso, il respiro. Di sera non si poteva aprire la finestra, non +un filo d'aria entrava ad agitare la fiammella diritta; di sera, vampe +di calore, fra cui mettevano una nota acuta l'acqua di finocchio e il +catrame distillato, salivano al cervello di Pietro, il figliuolo che +vegliava sua madre. Il silenzio della camera era rotto dal rantolo +cupo o dal fischio sottile di quei polmoni agonizzanti; era rotto +dallo scoppio di quella tosse dura, insistente. + +Egli vegliava, tenendo lo sguardo fisso, immoto, sulla faccia di sua +madre. Pareva volesse scolpirsi in mente quel volto affilato, +diminuito dal male, volto di cui già alcune linee erano diventate +immobili. Egli sapeva che la madre moriva; lo sapeva, e l'anima sua lo +mormorava a sè stessa, quasi per convincersene. Non una lagrima saliva +agli occhi riarsi di quel figlio, non un singulto lacerava il petto di +quel figlio. Era stupefatto. Egli viveva, quasi pietrificato, in +quella stanza, andando, venendo, porgendo le medicine, porgendo da +bere, accomodando i cuscini, aiutandola a sollevarsi. Viveva come un +sonnambulo, con gli occhi spalancati e fissi, prestando tutte le cure +più affettuose e più umili, lentamente ma carezzevolmente, meglio di +una donna, senza parlare. Non si scuoteva, non trasaliva, avendo +costretto all'indifferenza il proprio viso; solo quando la tosse si +faceva sentire, egli impallidiva lievemente e voltava la testa in là. +Mentre la madre giaceva in quei torpori che lo spaventavano, peggiori +della veglia, egli pensava. Che madre era stata quella per lui! Per +lui quella era la madre delle madri, era stata l'amor materno come +idea fissa, l'amor materno come follia. Dalla nascita fino a quelle +ultime giornate, così monotonamente disperate, non si erano lasciati +mai un minuto, madre e figlio. Aveva dormito fino a dieci anni nel +letto della madre, con la testa appoggiata sul petto di lei; dopo, +nella stessa stanza; dopo, nella stanza accanto, con la porta aperta, +parlandosi. Ella lo aveva salvato da tutte le terribili malattie +d'infanzia, pregandogli la vita con la voce, comunicandogli la vita +con lo sguardo magnetico, soffiandogli la vita col respiro; aveva +preso da lui una volta il vaiuolo, una volta il tifo. Ma essa si +ammalava pel figlio e guariva pel figlio. Ella lo conduceva a scuola, +sotto la pioggia; ella veniva a riprenderlo. A casa studiavano insieme +le lezioni e lei si stillava il cervello come lui sui problemi di +aritmetica. Pietro era impertinente, nervoso; la madre lo sgridava, +poi piangeva, e lui scoppiava in lagrime. Andavano insieme a +passeggiare, Pietro bello ed elegante, cogli abitini che ella gli +cuciva, lei dimessa e sorridente. Parlavano insieme lungamente, nei +tramonti estivi, il figlio abbracciato alla madre, guancia a guancia; +ella gli diceva con la voce bassa dove mormoravano le note +dell'intimità, tutto quello che vi è di bello e di brutto nella vita. +Il figlio ascoltava, senza rispondere; poi con la mano accarezzava la +faccia della mamma e talvolta la trovava bagnata di lagrime. La mamma +non gli parlava mai di sè, mai del proprio passato, mai della propria +vita; gli parlava di lui, dell'avvenire. Talvolta, più grandetto, egli +domandava: + +--Dimmi di te, mamma buona. + +--No; non serve,--rispondeva lei brevemente, mentre un'onda di pallore +le saliva al viso. + +Tale madre era stata la moribonda per lui; madre per il cuore, madre +per la mente, madre per il corpo, madre per il sacrifizio, madre per +la stravaganza dell'affetto, madre per l'immensità della passione. Il +figliuolo le rassomigliava tratto per tratto, tanto era stato _fatto_ +da lei. Nell'anima era come lei, tanta era stata la trasfusione del +pensiero e del sentimento. Fra quei due vi era un continuo scambio di +vita. Si sorridevano col medesimo sorriso; si guardavano e l'idea +andava dall'uno all'altro, senza bisogno di parola. Ancora egli sedeva +ai piedi della madre e le appoggiava il capo sulle ginocchia, mentre +la mano delicata e lieve di lei gli carezzava i capelli, mentre la +voce bassa susurrava a lei le parole della vita--ma questo bambino era +un uomo, a diciannove anni, forte, virile, coraggioso, apprezzatore +sereno degli uomini e delle cose. D'un tratto, come se finita l'opera +sua, la madre non avesse più ragione di vivere, tutte le forze della +sua robusta salute declinarono: parve colpita fatalmente e +sicuramente. + + +Come la morte si avvicinava, questo scambievole amore di madre e di +figlio aumentava d'intensità senza parole, straziante e profondo. + +--Mamma, mamma,--si ripeteva egli a sè stesso sperando di impazzire a +furia di ripeterlo. + +E le girava attorno, incapace di lasciarla un minuto. Ella lo guardava +fisamente concentrando nello sguardo tutto il suo amore. + +--Come ti senti, mamma? + +--Meglio. + +--Mamma cara, mamma bella.... + +E il figliuolo nascondeva il capo nei cuscini. Poi venivano certi +lunghi e paurosi silenzi che lo sgomentavano. + +--Dimmi qualche cosa, mamma.... + +Ella faceva cenno che non poteva, chiudeva gli occhi, crollava il capo +come stanca. Sempre quel sonno penoso, in cui la faccia s'induriva, le +palpebre socchiuse, la bocca storta, la testa inclinata sul lato +destro, poichè il polmone sinistro era consumato. + +--Mamma....--mormorava il figlio, piano. + +E lei, svegliata, conservava quella durezza di tratti, gli occhi fissi +e vitrei. + +--Mamma, parlami, dimmi.... + +Talora quando la vedeva così ritirata in sè stessa, l'anima lontana, +con quella indifferenza suprema per cui la mente sembra già staccata +dalle cose terrene, con quel disinteressamento per cui il morrente +pare già fatto cosa di un'altra sfera, pare già in alto, trattenuto +appena da un filo invisibile, egli la chiamava, disperato, con la voce +turbata con cui il Redentore dovette chiamare Lazzaro: + +--Mamma, mamma! + +Ella viveva ancora. Si pigliavano per mano: Pietro le parlava +sottovoce, come un bambino, pieno di carezze nella intonazione, +dicendole che l'amava, che le voleva bene, che l'adorava, che la +idolatrava, che era la sua mamma cara, unica, immensa. Ella stava a +sentire, come rianimata da quella voce tutto amore, respirava meglio, +la mano non bruciava più tanto, la fronte non aveva più quei sudori +gelati. Ma quando, in fondo alle parole del figliuolo, ricompariva, +inconscia ma fatale, quella interrogazione; quando quel _dimmi_, vago +ma insistente, ritornava sulle labbra del figliuolo, quando la +curiosità ardente e latente trapelava da quanto egli dicesse, allora +ella si riversava sui cuscini, chiudeva gli occhi, voltava la testa, +come se scegliesse la posizione per morire in pace. Se lui, cieco, +disperato, mosso da un istinto egoistico o da un istinto amoroso +insisteva su quel _dimmi, dimmi_, un lamento tetro usciva da quel +petto distrutto, un lamento di anima morente e disperata. Il figlio +taceva, mortificato, avvilito. + +E per dieci giorni, fra questa madre e questo figlio che si adoravano, +fra questa madre che non voleva morire per amore e questo figlio che +non voleva farla morire per amore, una lotta muta e terribile fu +combattuta. + +Il segreto si ergeva grande, possente, feroce fra loro, il segreto che +faceva balbettare quel figliuolo ai piedi del letto di sua madre, +mentre lei si rigettava nell'ostinato mutismo dell'agonia. Fu una +lotta accanita, in cui l'anima umana mostrava tutta la sua dolcezza e +tutta la sua mostruosità, in cui l'amore era egoismo e l'egoismo +amore. + + +Ardeva la sottile fiammella della candela. Dalla via saliva il suono +di un organetto che mandava nell'aria le note di una _mazurka_. Nella +stanza soffiava la morte. Ella aprì gli occhi. + +--Perchè hai spento il lume, Pietro? + +--Dio! non vede più il lume! mi muore, dunque,--pensò lui. + +E allora, buttato accanto al letto, perduto nell'immenso dolore della +sua vita, smarrito dalla solitudine in cui entrava, gridando, +piangendo, strappandosi i capelli, singhiozzando, gli salì alle labbra +la domanda che mai aveva osato pronunziare: + +--O mamma bella, dimmelo! O mamma buona, mamma del cuore, mamma, +dimmelo! Non vorrò bene che a te, non amerò che te, dimmelo! Per pietà +di tuo figlio, dimmelo! Se mi vuoi ancora bene, dimmelo! Mamma, mamma, +dimmi il nome di mio padre. + +Ella gli spalancò in volto gli occhi vitrei, aprì la bocca per pigliar +fiato: + +--No,--disse con la voce confusa e pastosa dei morenti. + +Poi, volto il capo, dette tre gridi lunghi, striduli, strazianti; non +respirò per un minuto secondo; tastò vagamente il lenzuolo con le +dita; respirò fortemente e morì. + + + + + +L'ULTIMA LETTERA + +_(Angelica)._ + + + _Signora_, + +Voglio scrivere a voi, in quest'ora di morte. Non voglio mandare a mio +padre, così amabile e così indifferente, così indulgente e così +freddo, l'ultima mia parola: non a mio marito, tanto cortese e tanto +crudele, voglio scrivere io, per dargli l'ultimo saluto. Quando +sentiranno che io mi sono uccisa, ne avranno grande sgomento, perchè +la morte fa paura agli indifferenti e ai crudeli: dopo, diranno che +_così dovea finire_. Dieci lettere, mille lettere, scritte nel dolore +di questa lenta agonia, innanzi alla piccola rivoltella scintillante +come un prezioso gioiello, non giungerebbero a dare a mio padre, a mio +marito, la pietà, o il rimorso. La loro glaciale e confortante ragione +ripeterebbe loro che _dovea finire così_ e lo strazio mio soffrirebbe +una postuma ingiuria. No, no, ad essi non voglio scrivere nulla. Solo +a voi, signora, mentre non vi conosco, mentre non mi conoscete, voglio +dire che muoio, uccidendomi, voglio dire perchè mi uccido. Vi è un +uomo che adoro, Francesco Sangiorgio: ma è inutile che io gli scriva, +è inutile che io gli mandi l'estremo addio, è inutile che io gli +raccomandi la mia memoria, è inutile tutto. Francesco Sangiorgio vi +ama: voi lo amate. Ecco perchè tutto è inutile, il mio amore come il +mio dolore, la mia vita come la mia morte. Egli vi ama e voi lo amate: +ecco perchè debbo morire. Scrivere a voi, significa scrivere a lui: +voi siete lui. Gli leggerete questa lettera: la leggerete insieme. E +il soffio tragico della morte che ne spira, darà un sapore più +profondo di emozione ai vostri baci; la immensa dolcezza della vostra +passione avrà una vena di amarezza, che legherà più solidamente i +vostri cuori; all'impeto dell'amore, si unirà il supremo orgoglio di +aver fatto soffrire, l'orgoglio che hanno le persone più buone e più +dolci: egli vi sembrerà più bello, più nobile, più degno di essere +amato, poichè non ha saputo tradirvi e ha lasciato che me ne andassi +alla morte; voi gli sembrerete più bella, più cara, più preziosa, +poichè una donna è morta per voi. Per voi muoio, signora: morire per +voi, significa morire per lui: voi siete lui. E le ultime torbide +visioni di quest'ora terribile, queste visioni che mi fanno fremere di +angoscia, di gelosia, di odio, mi mostrano sempre voi e lui, sempre +insieme; e le schernitrici visioni mi dicono che, morendo, io vi +unisco più saldamente, che eravate amanti e che io vi rendo compiici. +Oh Dio, Dio, Dio, non avere scampo neppure nella morte! + + +Signora, vi odio. Mi hanno detto che siete stata amata, che uomini +austeri hanno singhiozzato d'amore alle vostre ginocchia: so che +Francesco Sangiorgio vi ha dato tutto sè stesso, nell'abbandono della +più ardente passione. Ma nessuno amore del vostro passato e del vostro +presente può arrivare alla misura dell'odio profondo, cieco, +invariabile che trabocca dal mio cuore per voi: ma tutti gli amori +presi insieme, compreso quello di Francesco, non giungono all'altezza +del mio odio. Ho ventiquattro anni: sono piena di gioventù e di +salute: ho dritto alla mia parte di gioia, di felicità--eppure debbo +morire disperata, senz'avere avuto il conforto di un bacio, senza +sperare il conforto di un rimpianto. Muoio a ventiquattro anni, lascio +la mia famiglia, la mia casa, il mio paese dove è tanto sole e sono +tanti fiori, me ne vado nella morte, sette palmi nella terra nera e +pesante, chiusa in una bara di legno, nell'ombra eterna, nella morte, +nella morte: e questo per voi, e per questo vi odio, così mortalmente +vi odio, che il mio sangue abbrucia e le mie tempie scoppiano, quando +l'anima mia pronunzia il vostro nome. Vi odio. Se voi non foste, ora, +non morirei: se voi non foste, Francesco Sangiorgio mi avrebbe amato. +Era l'uomo del mio cuore, Francesco: era l'uomo dell'anima mia, +destinato a me dalla legge arcana della passione e voi me lo avete +tolto, per sempre. Sentite, sentite, quando io penso al passato tutta +la mia collera si abbatte e si trasforma in una tenerezza immensa, +tutte le lacrime della mia esistenza piovono dai miei occhi e io +piango già--saranno le sole lacrime versate su me--su questa povera +creatura a cui hanno portato via l'unica forza e l'unica speranza. Ah +signora, signora, che siete così dolce, così soave, così umile, che vi +chiamate Angelica, come avete potuto far questo, come avete potuto +volere la morte di una donna, di una cristiana, perchè mi avete fatto +questo, voi che siete una buona e mite anima femminile? Signora, +signora, voi siete innocente: ma veramente, ve lo dico, voi avete +armato la rivoltella che mi deve uccidere e voi mi avete detto che +debbo morire. + + +Poichè, se voi non foste, egli mi avrebbe amata. Ci conoscevamo da +tanti anni, siamo nati nello stesso paese e nello stesso anno, amiamo +le stesse cose, abbiamo insieme desiderato un ideale di esistenza più +buono, più semplice e più intimo. Mi avrebbe amata! Io conosceva tutto +il morboso vagabondaggio del suo spinto irrequieto e dolente; io +conosceva tutte le miserie di una volontà ribelle, di un ingegno +potente e incompleto, di un cuore che fluttuava fra il cinismo e +l'entusiasmo; e dove il mondo lo misconosceva e lo biasimava, io aveva +pietà per questa nobile tempra di uomo, in lotta con le idee e con le +cose. + + +Egli mi conosceva: egli aveva pietà di me! Francesco Sangiorgio sapeva +che sotto la vivacità insolente dei miei discorsi e del mio sorriso, +si celava la piaga insanabile di una esistenza sbagliata; egli sapeva +che la seducente dama che appariva a tutti i teatri, a tutte le feste, +sempre lieta, col diadema fulgente sui neri capelli, tornando a casa, +soffocava i suoi singulti nell'origliere, piangendo sopra la vita +frivola e sciocca che faceva; egli sapeva che non avevo conforti nè +dalla ricchezza, nè dal nome, nè dai trionfi della vanità, perchè +l'anima vuole il suo pascolo, perchè è l'amore che serve all'anima, +perchè niuno sfuggirà a questa necessità dell'anima. Come egli aveva +compassione di me! io leggevo nei suoi occhi, quando mi guardava, una +così infinita tristezza, che mi faceva fremere di dolore: io sentiva +tale compassione, nella sua voce, quando mi parlava, che mi veniva una +disperazione immensa, come se tutte le sorgenti segrete della mia +infelicità fossero interrogate, insieme. Ah egli era il fratello +dell'anima mia, era il mio fratello e il mio amante, il mio protettore +e il mio sposo: i suoi occhi eran tristi tanto, guardandomi, e la sua +voce era triste, parlandomi, perchè egli doveva essere il balsamo +malinconico delle mie sofferenze--e l'ho perduto, l'ho perduto! Una +sera di estate, mi rammento, io sono escita sulla terrazza della mia +villa, lasciando nel salone tutti i miei invitati, cercando un po' di +pace nella fresca notte, volendo respirare l'odore inebbriante dei +bianchi gelsomini del giardino: e sono restata lì, nella notte, +abbandonata a una stanchezza improvvisa, sentendomi crollata in fondo +a un precipizio. Non so quando Francesco mi raggiunse; ma lo trovai +accanto a me, improvvisamente, e un gran tremore mi colse, come +nell'imminenza di un grande pericolo, di una grande gioia. Fumava una +sigaretta: e i suoi occhi, fissi su me, avevano una tristezza, una +dolcezza! Io lo guardava, tremante, aspettando che mi dicesse una +parola. Tacque, per qualche tempo. + +--Perchè ridete tanto?--mi chiese, con una profonda malinconia nella +voce.--Non ridete più tanto. + +--È il mio modo di piangere,--mormorai. + +L'ho veduto impallidire, nella notte. Poi la sua mano ha preso la mia +e l'ha tenuta un minuto brevissimo: tutta la mia vita è corsa in +quella mano e mi sono sentita vacillare. + +--Povera e cara donna,--egli soggiunse, pianissimo. + +Egli lasciò la mia mano e se ne andò, lentamente. Così l'ho amato. + +E quanto ho pianto, su quella terrazza dove giungevano tutti i profumi +dei voluttuosi fiori dell'estate. Lo aspettavo ogni sera, tendendo +l'orecchio a ogni rumor di carrozza che arrivasse da Napoli: e +arrivava un indifferente, una qualunque delle tante inutili conoscenze +che ci contristano minutamente la vita. Egli non giungeva e io +continuava a chiacchierare, e ridere, sfogando in parole e in sorrisi +la mia agitazione: tutti andavano via: la notte era avanzata, egli non +sarebbe più venuto e io diventava pallida come un lenzuolo funebre, mi +colpiva il freddo dalla desolazione. Signora, egli era presso voi, in +quelle sere, perchè voi me lo avevate preso, quando ancora egli non mi +aveva detto di amarmi: e ora non me lo dirà mai più, non udrò mai la +sua voce pronunziare le più vibranti parole dell'amore, le due parole, +_ti amo_, oltre le quali nessun'altra parola esiste! Egli giungeva, +talvolta molto tardi, e subito ogni mia pena si dileguava: ma voi mi +mandavate, signora, un uomo assorto, chiuso nel suo segreto che non +aveva più occhi per vedere, nè orecchie per udire. Veniva da voi! L'ho +saputo dopo. Una volta, signora, voi lo avete accompagnato in +carrozza, sino all'angolo del grande viale della mia villa: e io non +ho sospettato nulla, a quella carrozza che se ne tornava indietro. +Dopo l'ho saputo. Lo accompagnavate da me! Non eravate gelosa, voi. Ah +quanto vi odio, creatura debole e timida, che rubate i cuori, che +rubate gli amanti e ve li tenete per sempre, e non siete gelosa, di +nessuna donna, tanto il vostro fascino, fatto di debolezza, è più +forte di ogni cosa e di ogni persona. Quanto vi odio, per questi due +anni di atroci dolori segreti, che mi avete inflitti, per queste +roventi lacrime che hanno consumata la freschezza del mio volto, per +questa rovina quotidiana di tutte le mie speranze: quanto vi odio, per +le torture che mi avete fatto soffrire, voi che siete, dicono, +un'anima semplice e tenera; quanto vi odio perchè voi amate Francesco +Sangiorgio e perchè egli vi adora, perchè in due anni egli non ha mai +cessato di adorarvi, perchè in tutti i giorni, in tutti i minuti di +questi due anni, egli ha preferito sempre voi a me, così, +naturalmente, con la inconscia crudeltà degli amanti. Quanto vi odio, +per quello che siete, per quello che rappresentate! I miei occhi sono +neri e anche se l'amore m'ispira tutta la sua tenerezza, io non posso +dominarne il fiero lampo: i vostri occhi sono azzurri, con +un'espressione d'infantile candore. I miei capelli sono neri e si +torcono in masse brune: i vostri biondi capelli vi mettono un'aureola +dolcissima alla fronte e alle tempie. + + +Io sono alta e non so piegarmi: e voi siete piccola, voi avete la +piccolezza che piace all'amore, poichè l'amore dell'uomo vuol essere +anche protezione. Io rido, sempre: voi sorridete, talvolta. Io mi +nascondo, quando piango, per superbia: quando l'amore vi fa piangere, +voi piangete innanzi a lui e Francesco non resiste al pianto di una +donna. E mentre in me, in tutto quel che faccio, in tutto quel che +dico, vi è l'orgoglio sterile della mia nascita e della mia +tradizione, in voi vi è la infinita umiltà della donna che è +semplicemente donna, che sa soltanto amare e immergersi in questo +amore. Ah come io odio questi vostri capelli biondi e questi vostri +occhi azzurri, come io odio il vostro tenue sorriso e la vostra +profonda umiltà, come io odio il vostro nome che è quello degli +angioli, mentre io mi chiamo Teresa, un duro nome di donna che ha +spasimato ed è morta nella passione! Come vorrei che tutto questo non +fosse, che i vostri capelli cadessero, che i vostri occhi perdessero +il loro innocente azzurrino fulgore, che il vaiuolo divorasse le pure +linee giovanili del vostro volto, come vorrei che voi non esisteste, +che non foste mai nata! Maledetto quel giorno e quell'ora in cui siete +nata, maledetto il primo vostro respiro, maledetto chi vi ha dato +questi bei capelli e questi cari occhi che Francesco adora, maledetto +chi vi ha messo il nome di Angelica, maledetto chi vi ha insegnato a +sorridere, maledette, maledette tutte le persone che avete conosciute, +tutti i paesi dove avete abitato, tutte le cose fra cui siete vissuta, +maledetto il primo bacio che avete dato a Francesco, maledetti tutti i +baci di voi due, essi sono la febbre delle mie vene, la pazzia del mio +cervello, la dannazione della mia anima! + + +Ho cercato di salvarmi, io. Sono giovane, l'istinto della vita +combatte in me. Ho viaggiato, ma il mio tormento mi ha seguito +dovunque, nei paesi più lontani; ho cercato di riamare il mio cortese +e crudele marito, ma non sono giunta che a violare la mia coscienza; +ho cercato di amare qualcun altro, di farmi amare, ma non ho potuto, +non ho potuto. L'immagine di Francesco Sangiorgio, nitida, imperiosa +fin nella dolcezza, gloriosa fin nella tristezza, è restata in me, +intangibile. Nessun uomo, nè io stessa, nè Dio potranno giammai +cancellarla da me: e io vado a chiedere alla morte la salvazione. Ho +tentato di vivere, ho tentato di sperare. Ho tentato! Ho sperato che +il suo amore per voi s'illanguidisse, ho sperato che voi lo tradiste; +ho negato fede all'amore, ho negato fede alla costanza femminile, +mentre io amava sino a morirne, mentre nulla al mondo mi potea +consolare di non essere amata! Ho aspettato, poichè dicono che +l'amore, l'arte, la felicità sono il risultato di una sublime +pazienza. Ma da tutte le parti, da tutte le persone, ogni giorno io +sapeva una novella pruova del vostro amore; ma quasi che tutto mi +spingesse alla perdizione, la cronaca sentimentale dell'amor vostro mi +era riferita, da mille testimoni indifferenti, che credeano di +narrarmi una cronaca indifferente. Quanto vi odio! So tutto: e per +quel che so, vi odio. Vivevate, vivete quasi sempre insieme, uscite +insieme, insieme tornate a casa e voi suonate il pianoforte, assai +dolcemente--egli odiava il pianoforte, un tempo--ed egli vi ascolta, e +vi parlate teneramente, soavemente, e quando egli è nei suoi periodi +di collera, la vostra soavità è tale, che lo vincete. Oh io sono una +donna appassionata, io ho l'impeto dei temperamenti generosi, io non +so essere dolce, io non so che amare violentemente, sino a morirne: e +così voi mi avete vinta, voi che siete dolce, mentre che io amo con +tutte le forze del mio spirito e della mia gioventù, debbo fra cinque +minuti tirarmi un colpo di rivoltella al cuore. Signora Angelica, +l'altro giorno, per la grande via lungo il mare, vi ho incontrati. Era +la prima volta, che vi ho visti insieme. Andavate accanto, senza +tenervi a braccetto, senza darvi la mano, senza sfiorarvi, ma andavate +così uniti, avevate così le anime assorte nello stesso sentimento, vi +amavate tanto, senza parlarvi, senza guardarvi, che io ho inteso +tutto. Ho inteso che nulla vi avrebbe divisi giammai e che io dovea +morire. I miei occhi non vi vedranno per la seconda volta insieme. +Qualcuno di noi tre dovrebbe morire, se rivedessi questo spettacolo +atroce: e siccome vi amate e vi amerete sempre, sono io che muoio. +Addio dunque, signora Angelica: io amo Francesco Sangiorgio e odio +voi. Il resto è silenzio. + + TERESA. + + +FINE. + + + + + INDICE + + + L'imperfetto amante (Nino Stresa) Pag. 1 + L'imperfetto amante (Giustino Morelli) " 25 + Il perfetto amante (Massimo Dias) " 47 + Il perfettissimo amante (Luigi Caracciolo) " 67 + Il viale degli oleandri (Mario Felice) " 85 + Nella via (Vicenzella) " 107 + La veste di seta (Madame la marquise) " 129 + La veste di crespo (Madame Héliotrope) " 151 + Un suicidio (Julian Sorel) " 171 + Il convegno (La piccola Maria) " 199 + L'ineluttabile (Miss Geraldina) " 237 + Il segreto (Cariclea) " 249 + L'ultima lettera (Angelica) " 261 + + + + + PREZZO DEL PRESENTE VOLUME: _Lire 4_. + + NEL MEDESIMO FORMATO: + + + POESIA + + BALOSSARDI. _Giobbe_ L. 4 -- + D'ANNUNZIO. _L'Isotteo e La Chimera_ 4 -- + ---- _Poema Paradisiaco--Odi navali_ 4 -- + DE AMICIS. _Poesie_ 4 -- + GRAF. _Dopo il tramonto_ 4 -- + MARRADI. _Nuovi canti_ 4 -- + ---- _Ricordi lirici_ 4 -- + NEGRI (Ada). _Fatalità_ 4 -- + SARFATTI. _Rime Veneziane e Minuetto_ 4 -- + VIVANTI (Annie). _Lirica_ 5 -- + + PROSA + + GIACOSA. _La Contessa di Challant_. + Dramma in 5 atti 4 -- + MANTEGAZZA. _L'arte di prender moglie_ 4 -- + PANZACCHI. _I miei racconti_ 4 -- + RAGUSA MOLETI. _Memorie e acqueforti_ 4 -- + ---- _Miniature e filigrane_ 3 -- + SERAO (Matilde). _Gli Amanti_ 4 -- + VERGA. _Storia di una Capinera_, 13ª ed. 3 -- + + + SOTTO I TORCHI + + + _L'ARTE DI PRENDER MARITO_ + DI + PAOLO MANTEGAZZA + + _LE PELLEGRINE_ + poesie di REMIGIO ZENA + + + Dirigere commiss. e vaglia ai Filli Treves, Editori. + + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Gli amanti, by Matilde Serao + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI AMANTI *** + +***** This file should be named 19060-8.txt or 19060-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/1/9/0/6/19060/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/19060-8.zip b/19060-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..f041984 --- /dev/null +++ b/19060-8.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize +this eBook outside of the United States should confirm copyright +status under the laws that apply to them. diff --git a/README.md b/README.md new file mode 100644 index 0000000..e102a55 --- /dev/null +++ b/README.md @@ -0,0 +1,2 @@ +Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for +eBook #19060 (https://www.gutenberg.org/ebooks/19060) |
