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authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 04:53:22 -0700
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+The Project Gutenberg EBook of Enrico IV., by Luigi Pirandello
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Enrico IV.
+
+Author: Luigi Pirandello
+
+Release Date: May 27, 2006 [EBook #18456]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK ENRICO IV. ***
+
+
+
+
+Produced by Andrew Sly from a text provided by Liber Liber.
+http://www.liberliber.it/
+
+
+
+
+
+
+
+Enrico IV
+
+di Luigi Pirandello
+
+
+Personaggi
+
+ La Marchesa Matilde Spina
+ Sua figlia Frida
+ Il giovane Marchese Carlo di Nolli
+ Il Barone Tito Belcredi
+ I quattro finti Consiglieri Segreti:
+ Landolfo (Lolo)
+ Arialdo (Franco)
+ Ordulfo (Momo)
+ Bertoldo (Fino)
+ Il vecchio cameriere, Giovanni
+ Due valletti in costume
+
+
+
+Atto Primo.
+
+
+_In una villa solitaria della campagna umbra ai nostri giorni._
+
+(Salone nella villa rigidamente parato in modo da figurare quella
+che potè essere la sala del trono di Enrico IV nella casa imperiale
+di Goslar. Ma in mezzo agli antichi arredi due grandi ritratti a olio
+moderni, di grandezza naturale, avventano dalla parete di fondo,
+collocati a poca altezza dal suolo su uno zoccolo di legno lavorato
+che corre lungo tutta la parete (largo e sporgente in modo da
+potercisi mettere a sedere come su una lunga panconata), uno a destra
+e uno a sinistra del trono che, nel mezzo della parete, interrompe lo
+zoccolo e vi si inserisce col suo seggio imperiale e il suo basso
+baldacchino. I due ritratti rappresentano un signore e una signora,
+giovani entrambi, camuffati in costume carnevalesco, uno da «Enrico
+IV» e l'altra da «Matilde di Toscana». Usci a destra e a sinistra.)
+
+_Al levarsi della tela, i due valletti, come sorpresi, si alzano
+dallo zoccolo su cui stanno sdrajati, e vanno a impostarsi come
+statue, uno di qua e uno di là ai piedi del trono, con le loro
+alabarde. Poco dopo dal secondo uscio a destra entrano Arialdo,
+Landolfo, Ordulfo e Bertoldo: giovani stipendiati dal marchese Carlo
+di Nolli perché fingano le parti di «Consiglieri Segreti», vassalli
+regali della bassa aristocrazia della Corte di Enrico IV. Vestono
+perciò in costume di cavalieri tedeschi del secolo XI. L'ultimo,
+Bertoldo, di nome Fino, assume ora per la prima volta il servizio. I
+tre compagni lo ragguagliano pigliandoselo a godere. Tutta la scena
+va recitata con estrosa vivacità._
+
+_Landolfo (a Bertoldo come seguitando una spiegazione)._ E questa è
+la sala del trono!
+
+_Arialdo._ A Goslar!
+
+_Ordulfo._ O anche, se vuoi, nel Castello dell'Hartz!
+
+_Arialdo._ O a Worms.
+
+_Landolfo._ Secondo la vicenda che rappresentiamo, balza con noi, ora
+qua, ora là.
+
+_Ordulfo._ In Sassonia!
+
+_Arialdo._ In Lombardia!
+
+_Landolfo._ Sul Reno!
+
+_Uno dei valletti (senza scomporsi, movendo appena le labbra)._ Ps!
+Ps!
+
+_Arialdo (voltandosi al richiamo)._ Che cos'è?
+
+_Primo valletto (sempre come una statua, sottovoce)._ Entra o non
+entra?
+
+_Allude a Enrico IV._
+
+_Ordulfo._ No no. Dorme; state pur comodi.
+
+_Secondo valletto (scomponendosi insieme col primo, rifiatando e
+andando a sdrajarsi di nuovo sullo zoccolo)._ Eh, santo Dio, potevate
+dircelo!
+
+_Primo valletto (accastandosi ad Arialdo)._ Per favore, ci avrebbe un
+fiammifero?
+
+_Landolfo._ Ohi! La pipa no, qua dentro!
+
+_Primo valletto (mentre Arialdo gli porge un fiammifero acceso)._ No,
+fumo una sigaretta.
+
+_Accende e va a sdrajarsi anche lui, fumando, sullo zoccolo._
+
+_Bertoldo (che è stato a osservare, tra meravigliato e perplesso,
+guardando in giro la sala, e poi guardando il suo abito e quello dei
+compagni)._ Ma, scusate... questa sala... questo vestiario... Che
+Enrico IV?... Io non mi raccapezzo bene:--È o non è quello di
+Francia?
+
+_A questa domanda, Landolfo, Arialdo e Ordulfo scoppiano a ridere
+fragorosamente._
+
+_Landolfo (sempre ridendo e indicando ai compagni, che seguitano
+anch'essi a ridere, Bertoldo, come per invitarli a farsi ancora beffe
+di lui)._ Quello di Francia, dice!
+
+_Ordulfo (c.s.)._ Ha creduto quello di Francia!
+
+_Arialdo._ Enrico IV di Germania, caro mio! Dinastia dei Salii!
+
+_Ordulfo._ Il grande e tragico imperatore!
+
+_Landolfo._ Quello di Canossa! Sosteniamo qua, giorno per giorno, la
+spaventosissima guerra tra Stato e Chiesa! Oh!
+
+_Ordulfo._ L'Impero contro il Papato! Oh!
+
+_Arialdo._ Antipapi contro i Papi!
+
+_Landolfo._ I re contro gli antirè!
+
+_Ordulfo._ E guerra contro i Sassoni!
+
+_Arialdo._ E tutti i princlpl ribelli!
+
+_Landolfo._ Contro i figli stessi dell'Imperatore!
+
+_Bertoldo (sotto questa valanga di notizie riparandosi la testa con
+le mani)._ Ho capito! ho capito!--Perciò non mi raccapezzavo,
+vedendomi parato così ed entrando in questa sala! Ho detto bene: non
+era vestiario, questo, del mille e cinquecento!
+
+_Arialdo._ Ma che mille e cinquecento!
+
+_Ordulfo._ Qua siamo tra il mille e il mille e cento!
+
+_Landolfo._ Puoi farti il conto: se il 25 gennaio del 1071 siamo
+davanti a Canossa...
+
+_Bertoldo (smarrendosi più che mai)._ Oh Dio mio, ma allora è una
+rovina!
+
+_Ordulfo._ Eh già! Se credeva d'essere alla Corte di Francia!
+
+_Bertoldo._ Tutta la mia preparazione storica...
+
+_Landolfo._ Siamo, caro mio, quattrocent'anni prima! Ci sembri un
+ragazzino!
+
+_Bertoldo (arrabbiandosi)._ Ma me lo potevano dire, per Dio santo,
+che si trattava di quello di Germania e non d'Enrico IV di Francia!
+Nei quindici giorni che m'accordarono per la preparazione, lo so io
+quanti libri ho scartabellato!
+
+_Arialdo._ Ma scusa, non lo sapevi che qua il povero Tito era
+Adalberto di Brema?
+
+_Bertoldo._ Ma che Adalberto! Sapevo un corno io!
+
+_Landolfo._ No, vedi com'è? Morto Tito, il marchesino di Nolli...
+
+_Bertoldo._ È stato proprio lui, il marchesino! Che ci voleva a
+dirmi...?
+
+_Arialdo._ Ma forse credeva che lo sapessi!
+
+_Landolfo._ Non voleva più assumere nessun altro in sostituzione.
+Tre, quanti restavamo, gli pareva che potessimo bastare. Ma lui
+cominciò a gridare: «Cacciato via Adalberto»--(perché il povero Tito,
+capisci? non gli parve che morisse, ma che nella veste del vescovo
+Adalberto gliel'avessero cacciato via dalla Corte i vescovi rivali di
+Colonia e di Magonza).--
+
+_Bertoldo (prendendosi e tenendosi con tutte e due le mani la
+testa)._ Ma non ne so una saetta, io, di tutta questa storia!
+
+_Ordulfo._ Eh, stai fresco, allora, caro mio!
+
+_Arialdo._ E il guajo è che non lo sappiamo neanche noi, chi sei tu.
+
+_Bertoldo._ Neanche voi? Chi debbo rappresentare io, non lo sapete?
+
+_Ordulfo._ Uhm! «Bertoldo».
+
+_Bertoldo._ Ma chi, Bertoldo? perché Bertoldo?
+
+_Landolfo._ «Mi hanno cacciato via Adalberto? E io allora voglio
+Bertoldo! voglio Bertoldo! »--cominciò a gridare così.
+
+_Arialdo._ Noi ci guardammo tutti e tre negli occhi: Chi sarà questo
+Bertoldo?
+
+_Ordulfo._ Ed eccoti qua «Bertoldo», caro mio!
+
+_Landolfo._ Ci farai una bellissima figura!
+
+_Bertoldo._ (ribellandosi e facendo per avviarsi). Ah, ma io non la
+fo! Grazie tante! Io me ne vado! Me ne vado!
+
+_Arialdo (trattenendolo insieme con Ordulfo tra le risa)._ No,
+càlmati, càlmati!
+
+_Ordulfo._ Non sarai mica il Bertoldo della favola!
+
+_Landolfo._ E ti puoi confortare, che non lo sappiamo neanche noi,
+del resto, chi siamo. Lui, Arialdo; lui, Ordulfo; io, Landolfo... Ci
+chiama così. Ci siamo ormai abituati. Ma chi siamo?--Nomi del
+tempo!--Un nome del tempo sarà anche il tuo: «Bertoldo».--Uno solo
+tra noi, il povero Tito, aveva una bella parte assegnata, come si
+legge nella storia: quella del vescovo di Brema. Pareva un vescovo
+davvero, oh! Magnifico, povero Tito!
+
+_Arialdo._ Sfido, se l'era potuta studiare bene sui libri lui!
+
+_Landolfo._ E comandava anche a Sua Maestà: s'imponeva, lo guidava,
+da quasi tutore e consigliere. Siamo «consiglieri segreti» anche noi,
+per questo, ma così, di numero; perché nella storia è scritto che
+Enrico IV era odiato dall'alta aristocrazia per essersi circondato a
+Corte da giovani della bassa.
+
+_Ordulfo._ Che saremmo noi.
+
+_Landolfo._ Già, piccoli vassalli regali; devoti; un po' dissoluti,
+allegri...
+
+_Bertoldo._ Devo anche essere allegro?
+
+_Arialdo._ Eh, altro! Come noi!
+
+_Ordulfo._ E non è mica facile, sai?
+
+_Landolfo._ Peccato veramente! Perché, come vedi, qua l'apparato ci
+sarebbe; il nostro vestiario si presterebbe a fare una bellissima
+comparsa in una rappresentazione storica, a uso di quelle che
+piacciono tanto oggi nei teatri. E stoffa, oh, stoffa da cavarne non
+una ma parecchie tragedie, la storia di Enrico IV la offrirebbe
+davvero. Mah! Tutti e quattro qua, e quei due disgraziati là _(indica
+i valletti)_ quando stanno ritti impalati ai piedi del trono,
+siamo... siamo così, senza nessuno che ci metta su e ci dia da
+rappresentare qualche scena. C'è, come vorrei dire? la forma, e ci
+manca il contenuto!--Siamo peggio dei veri consiglieri segreti di
+Enrico IV; perché sì, nessuno neanche a loro aveva dato da
+rappresentare una parte; ma essi, almeno, non sapevano di doverla
+rappresentare: la rappresentavano perché la rappresentavano: non era
+una parte, era la loro vita, insomma; facevano i loro interessi a
+danno degli altri; vendevano le investiture, e che so io. Noi altri,
+invece, siamo qua, vestiti così, in questa bellissima Corte... --per
+far che? niente... Come sei pupazzi appesi al muro, che aspettano
+qualcuno che li prenda e che li muova così o così e faccia dir loro
+qualche parola.
+
+_Arialdo._ Eh no, caro mio! Scusa! Bisogna rispondere a tono! Saper
+rispondere a tono! Guai se lui ti parla e tu non sei pronto a
+rispondergli come vuol lui!
+
+_Landolfo._ Già, questo sì, questo sì, è vero!
+
+_Bertoldo._ E hai detto niente! Come faccio io a rispondergli a tono,
+che mi son preparato per Enrico IV di Francia, e mi spunta, qua, ora,
+un Enrico IV di Germania?
+
+_Landolfo, Ordulfo, Arialdo tornano a ridere._
+
+_Arialdo._ Eh, bisogna che tu rimedii subito subito!
+
+_Ordulfo._ Va là! T'ajuteremo noi.
+
+_Arialdo._ Ci abbiamo di là tanti libri. Ti basterà in prima una
+bella ripassatina.
+
+_Ordulfo._ Saprai all'ingrosso qualche cosa...
+
+_Arialdo._ Guarda! _(Lo fa voltare e gli mostra nella parete di fondo
+il ritratto della marchesa Matilde)._--Chi è per esempio quella lì?
+
+_Bertoldo (guardando)._ Quella lì? Eh, mi sembra, scusate, prima di
+tutto una bella stonatura: due quadri moderni qua in mezzo a tutta
+questa rispettabile antichità.
+
+_Arialdo._ Hai ragione. E difatti prima non c'erano. Ci sono due
+nicchie, là dietro quei due quadri. Ci si dovevano collocare due
+statue, scolpite secondo lo stile del tempo. Rimaste vuote, sono
+state coperte da quelle due tele là.
+
+_Landolfo (interrompendolo e seguitando)._ Che sarebbero certo una
+stonatura, se veramente fossero quadri.
+
+_Bertoldo._ E che sono? non sono quadri?
+
+_Landolfo._ Sì, se vai a toccarli: quadri. Ma per lui _(accenna
+misteriosamente a destra, alludendo a Enrico IV)_--che non li
+tocca...
+
+_Bertoldo._ No? E che sono allora per lui?
+
+_Landolfo._ Oh, interpreto, bada! Ma credo che in fondo sia giusto.
+Immagini, sono. Immagini, come... ecco, come le potrebbe ridare uno
+specchio, mi spiego? Là, quella _(indica il ritratto di Enrico IV)_
+rappresenta lui, vivo com'è, in questa sala del trono, che è
+anch'essa come dev'essere, secondo lo stile dell'epoca. Di che ti
+meravigli, scusa? Se ti mettono davanti uno specchio, non ti ci vedi
+forse vivo, d'oggi, vestito così di spoglie antiche? Ebbene, lì, è
+come se ci fossero due specchi, che ridanno immagini vive, qua in
+mezzo a un mondo che--non te ne curare-vedrai, vedrai, vivendo con
+noi, come si ravviverà tutto anch'esso.
+
+_Bertoldo._ Oh! Badate che io non voglio impazzire qua!
+
+_Arialdo._ Ma che impazzire! Ti divertirai!
+
+_Bertoldo._ Oh, ma dico, e com'è che voi siete diventati tutti così
+sapienti?
+
+_Landolfo._ Caro mio, non si ritorna indietro d'ottocent'anni nella
+storia senza portarsi appresso un po' di esperienza!
+
+_Arialdo._ Andiamo, andiamo! Vedrai come, in poco tempo, ti
+assorbiremo in essa.
+
+_Ordulfo._ E diventerai, a questa scuola, sapiente anche tu!
+
+_Bertoldo._ Sì, per carità, ajutatemi subito! Datemi almeno le
+notizie principali.
+
+_Arialdo._ Lascia fare a noi! Un po' l'uno, un po' l'altro...
+
+_Landolfo._ Ti legheremo i fili e ti metteremo in ordine, come il più
+adatto e compíto dei fantocci. Andiamo, andiamo!
+
+_Lo prende sotto il braccio per condurlo via._
+
+_Bertoldo (fermandosi e guardando verso il ritratto alla parete)._
+Aspettate! Non mi avete detto chi è quella lì. La moglie
+dell'Imperatore?
+
+_Arialdo._ No. La moglie dell'Imperatore è Berta di Susa, sorella di
+Amedeo II di Savoia.
+
+_Ordulfo._ E l'Imperatore, che vuol esser giovane con noi, non può
+soffrirla e pensa di ripudiarla.
+
+_Landolfo._ Quella è la sua più feroce nemica: Matilde, la marchesa
+di Toscana.
+
+_Bertoldo._ Ah, ho capito, quella che ospitò il Papa...
+
+_Landolfo._ A Canossa, appunto!
+
+_Ordulfo._ Papa Gregorio VII.
+
+_Arialdo._ Il nostro spauracchio! Andiamo, andiamo!
+
+_Si avviano tutti e quattro per uscire dall'uscio a destra per cui
+sono entrati, quando dall'uscio a sinistra sopravviene il vecchio
+cameriere Giovanni, in marsina._
+
+_Giovanni (in fretta, con ansia)._ Oh! Ps! Franco! Lolo!
+
+_Arialdo (arrestandosi e voltandosi)._ Che vuoi?
+
+_Bertoldo (mevavigliato di vederlo entrare in marsina nella sala del
+trono)._ Oh! E come? Qua dentro, lui?
+
+_Landolfo._ Un uomo del mille e novecento! Via!
+
+_Gli corre incontro minacciosamente per burla con gli altri due per
+scacciarlo._
+
+_Ordulfo._ Messo di Gregorio VII, via!
+
+_Arialdo._ Via! Via!
+
+_Giovanni (difendendosi, seccato)._ E finitela!
+
+_Ordulfo._ No! Tu non puoi metter piede qua dentro!
+
+_Arialdo._ Fuori! Fuori!
+
+_Landolfo._ (a Bertoldo). Sortilegio, sai! Demonio evocato dal Mago
+di Roma! Cava, cava la spada!
+
+_(fa per cavare la spada anche lui.)_
+
+_Giovanni (gridando)._ Finitela, vi dico! Non fate i matti con me! È
+arrivato il signor Marchese in comitiva...
+
+_Landolfo (stropicciandosi le mani )._ Ah! Benissimo! Ci sono
+signore?
+
+_Ordulfo (c.s.)._ Vecchie? Giovani?
+
+_Giovanni._ Ci sono due signori.
+
+_Arialdo._ Ma le signore, le signore, chi sono?
+
+_Giovanni._ La signora Marchesa con la figlia.
+
+_Landolfo (meravigliato)._ Oh! E come?
+
+_Ordulfo (c.s.)._ La Marchesa, hai detto?
+
+_Giovanni._ La marchesa! La marchesa!
+
+_Arialdo._ E i signori?
+
+_Giovanni._ Non lo so.
+
+_Arialdo (a Bertoldo)._ Vengono a darci il contenuto, capisci?
+
+_Ordulfo._ Tutti messi di Gregorio VII! Ci divertiremo!
+
+_Giovanni._ Insomma mi lasciate dire?
+
+_Arialdo._ Dì! Dì!
+
+_Giovanni._ Pare che uno di quei due signori sia un medico.
+
+_Landolfo._ Oh! Abbiamo capito, uno dei soliti medici!
+
+_Arialdo._ Bravo, Bertoldo! Tu porti fortuna!
+
+_Landolfo._ Vedrai come ce lo lavoreremo, questo signor medico!
+
+_Bertoldo._ Io penso che mi troverò, così subito, in un
+bell'impiccio!
+
+_Giovanni._ Statemi a sentire! Vogliono entrare qua nella sala.
+
+_Landolfo (meravigliato e costernato)._ Come! Lei? La marchesa, qua?
+
+_Arialdo._ Altro che contenuto, allora!
+
+_Landolfo._ Nascerà davvero la tragedia!
+
+_Bertoldo (incuriosito)._ Perché? Perché?
+
+_Ordulfo (indicando il ritratto)._ Ma è quella lì, non capisci?
+
+_Landolfo._ La figliuola è la fidanzata del marchese.
+
+_Arialdo._ Ma che sono venuti a fare? Si può sapere?
+
+_Ordulfo._ Se lui la vede, guai!
+
+_Landolfo._ Ma forse ormai non la riconoscerà più!
+
+_Giovanni._ Bisogna che voi, se si sveglia, lo tratteniate di là
+
+_Ordulfo._ Sì! Scherzi? E come?
+
+_Arialdo._ Sai bene com'è!
+
+_Giovanni._ Perdio, anche con la forza!--Se mi hanno comandato così!
+Andate, andate!
+
+_Arialdo._ Sì sì, perché forse a quest'ora si sarà già svegliato!
+
+_Ordulfo._ Andiamo, andiamo!
+
+_Landolfo (avviandosi con gli altri, a Giovanni)._ Ma poi ci
+spiegherai!
+
+_Giovanni (gridando loro dietro)._ Chiudete costà, e nascondete la
+chiave! Anche di quest'altra porta!
+
+_(Indica l'altro uscio a destra.)_
+
+_Landolfo, Arialdo e Ordulfo via per il secondo uscio a destra._
+
+_Giovanni (ai due valletti)._ Via, via anche voialtri! Di là!
+
+_(indica il primo uscio a destra)_
+
+Richiudete la porta, e via la chiave!
+
+_I due valletti escono dal primo uscio a destra. Giovanni si reca
+all'uscio di sinistra e lo apre per far passare il marchese Di
+Nolli._
+
+_Di Nolli._ Hai dato bene gli ordini?
+
+_Giovanni._ Sì, signor Marchese. Stia tranquillo.
+
+_Il Di Nolli riesce per un momento a invitar gli altri a entrare.
+Entrano prima il barone Tito Belcredi e il dottor Dionisio Genoni,
+poi donna Matilde Spina e la marchesina Frida, Giovanni s'inchina ed
+esce. Donna Matilde Spina è sui 45 anni; ancora bella e formosa, per
+quanto con troppa evidenza ripari gl'inevitabili guasti dell'età con
+una violenta ma sapiente truccatura, che le compone una fiera testa
+di walkiria. Questa truccatura assume un rilievo che contrasta e
+conturba profondamente nella bocca, bellissima e dolorosa. Vedova da
+molti anni, ha per amico il barone Tito Belcredi, che né lei né altri
+han mai preso sul serio, almeno in apparenza. Quel che Tito Belcredi
+è poi in fondo per lei, lo sa bene lui solo, che perciò può ridere,
+se la sua amica ha bisogno di fingere di non saperlo; ridere sempre
+per rispondere alle risa che a suo carico le beffe della marchesa
+suscitano negli altri. Smilzo, precocemente grigio, un po' più
+giovane di lei, ha una curiosa testa d'uccello. Sarebbe vivacissimo,
+se la sua duttile agilità (che lo fa spadaccino temutissimo) non
+fosse come inguainata in una sonnolenta pigrizia d'arabo, che si
+rivela nella strana voce un po' nasale e strascicata. Frida, la
+figliuola della marchesa, ha 19 anni. Intristita nell'ombra in cui la
+madre imperiosa e troppo vistosa la tiene, è anche offesa, in
+quest'ombra, dalla facile maldicenza che quella provoca, non tanto
+più a suo danno, ma a danno di lei. È però già per fortuna fidanzata
+al marchese Carlo Di Nolli: giovine rigido, molto indulgente verso
+gli altri, ma chiuso e fermo in quel poco che crede di poter essere e
+valere nel mondo; per quanto forse, in fondo, non lo sappia bene
+neanche lui stesso. È, a ogni modo, costernato dalle tante
+responsabilità che crede gravino su lui; così che gli altri sì, gli
+altri possano parlare, beati loro, e divertirsi; lui no, non perché
+non vorrebbe, ma perché proprio non può. Veste di strettissimo lutto
+per la recente morte della madre. Il dottor Dionisio Genoni ha una
+bella faccia svergognata e rubiconda da satiro; con occhi
+fuoruscenti, corta barbettina arguta, lucida come d'argento: belle
+maniere, quasi calvo. Entrano costernati, quasi paurosi, guardando la
+sala con curiosità (tranne il Di Nolli); e parlano dapprima a bassa
+voce._
+
+_Belcredi._ Ah, magnifico! magnifico!
+
+_Dottore._ Interessantissimo! Anche nelle cose il delirio che torna
+così appunto! Magnifico, sì sì, magnifico.
+
+_Donna Matilde (che ha cercato con gli occhi in giro il suo ritratto,
+scoprendolo e accostandosi)._ Ah, eccolo là!
+
+_Mirandolo a giusta distanza, mentre insorgono in lei sentimenti
+diversi._
+
+Sì sì... Oh, guarda... Dio mio...
+
+_chiama la figlia:_
+
+Frida, Frida... Guarda...
+
+_Frida._ Ah, il tuo ritratto!
+
+_Donna Matilde._ Ma no! Guarda! Non sono io: sei tu, là!
+
+_Di Nolli._ Sì, è vero? Ve lo dicevo io.
+
+_Donna Matilde._ Ma non avrei mai creduto tanto!
+
+_Scotendosi come per un brivido alla schiena:_
+
+Dio, che senso!
+
+_Poi, guardando la figliola:_
+
+Ma come, Frida?
+
+_Se la stringe accanto, cingendole con un braccio la vita._
+
+Vieni! Non ti vedi in me, tu, là?
+
+_Frida._ Mah! Io, veramente...
+
+_Donna Matilde._ Non ti sembra? Ma come non ti sembra?
+
+_Voltandosi al Belcredi:_
+
+Guardate voi, Tito! Ditelo voi!
+
+_Belcredi (senza guardare)._ Ah, no, io non guardo! Per me, _a
+priori_, no!
+
+_Donna Matilde._ Che stupido! Crede di farmi un complimento!
+
+_Rivolgendosi al dottor Genoni:_
+
+Dica, dica lei Dottore!
+
+_Dottore (fa per accostarsi)._
+
+_Belcredi (con le spalle voltate, fingendo di richiamarlo di
+nascosto)._ Ps! No, dottore! Per carità, non si presti!
+
+_Dottore (smarrito e sorridente)._ E perché non mi dovrei prestare?
+
+_Donna Matilde._ Ma non gli dia retta! Venga! È insoffribile!
+
+_Frida._ Fa di professione lo scemo, non lo sa?
+
+_Belcredi (al Dottore, vedendolo andare)._ Si guardi i piedi, si
+guardi i piedi, dottore! i piedi!
+
+_Dottore (c.s.)._ I piedi? Perché?
+
+_Belcredi._ Ha le scarpe di ferro.
+
+_Dottore._ Io?
+
+_Belcredi._ Sissignore. E va incontro a quattro piedini di vetro.
+
+_Dottore (ridendo forte)._ Ma no! Mi pare che--dopo tutto--non ci sia
+da stupirsi che una figlia somigli alla madre...
+
+_Belcredi._ Patatràc! Ecco fatto!
+
+_Donna Matilde (esageratamente adirata, venendo incontro al
+Belcredi)._ Perché patatràc? Che cos'è? Che cos'ha detto?
+
+_Dottore (candidamente)._ Non è forse cosi?
+
+_Belcredi (rispondendo alla marchesa)._ Ha detto che non c'è da
+stupirsi; mentre voi ne siete tanto stupita. E perché, allora,
+scusate, se la cosa è per voi adesso così naturale?
+
+_Donna Matilde (ancora più adirata)._ Sciocco! Sciocco! Appunto
+perché è così naturale! Perché non c'è mica mia figlia, là.
+
+_Indica la tela._
+
+Quello è il mio ritratto! E trovarci mia figlia, invece che me, m'ha
+stupito; e il mio stupore, vi prego di credere, è stato sincero, e vi
+proibisco di metterlo in dubbio!
+
+_Dopo questa violenta sfuriata, un momento di silenzio impacciato in
+tutti._
+
+_Frida (piano, seccata)._ Dio mio, sempre così... Per ogni nonnulla,
+una discussione.
+
+_Belcredi (piano anche lui, quasi con la coda tra le gambe, in tono
+di scusa)._ Non ho messo in dubbio nulla, io. Ho notato che tu, fin
+da principio non hai condiviso lo stupore di tua madre; o, se di
+qualche cosa ti sei stupita, è stato perché le sembrasse tanta la
+rassomiglianza tra te e quel ritratto.
+
+_Donna Matilde._ Sfido! Perché lei non può conoscersi in me com'ero
+alla sua età; mentre io, là, posso bene riconoscermi in lei com'è
+adesso.
+
+_Dottore._ Giustissimo! Perché un ritratto è lì sempre fisso in un
+attimo; lontano e senza ricordi per la marchesina; mentre tutto ciò
+che esso può ricordare alla signora Marchesa: mosse, gesti, sguardi,
+sorrisi, tante cose che lì non ci sono...
+
+_Donna Matilde._ Ecco, appunto!
+
+_Dottore (seguitando, rivolto a lei)._ Lei, naturalmente, può
+rivederle vive, ora, in sua figlia.
+
+_Donna Matilde._ Ma lui deve guastarmi sempre ogni minimo abbandono
+al sentimento più spontaneo, cosi, per il gusto di farmi stizzire.
+
+_Dottore (abbagliato dai lumi che ha dato, ripiglia con un tono
+professionale, rivolto al Belcredi)._ La rassomiglianza, caro barone,
+nasce spesso da cose imponderabili! E così difatti si spiega che...
+
+_Belcredi (Per interrompere la lezione)_. Che qualcuno può trovare
+anche qualche rassomiglianza tra me e lei, caro professore!
+
+_Di Nolli._ Lasciamo andare, lasciamo andare, vi prego.
+
+_Accenna ai due usci a destra per avvertire che di là c'è qualcuno
+che può sentire._
+
+Ci siamo svagati troppo, venendo...
+
+_Frida._ Sfido! Quando c'è lui...
+
+_accenna al Belcredi._
+
+_Donna Matilde (subito)._ Volevo bene perciò che non venisse!
+
+_Belcredi._ Ma se avete fatto tanto ridere alle mie spalle! Che
+ingratitudine!
+
+_Di Nolli._ Basta, ti prego. Tito! Qua c'è il dottore, e siamo venuti
+per una cosa molto seria, che tu sai quanto mi prema.
+
+_Dottore._ Ecco, sì. Vediamo di precisare bene, prima, alcuni punti.
+Questo suo ritratto, scusi, signora marchesa, come si trova qua? Lo
+regalò lei, allora?
+
+_Donna Matilde._ No, no. A qual titolo avrei potuto regalarglielo? Io
+ero allora come Frida, e neppure fidanzata. Lo cedetti, tre o
+quattt'anni dopo la disgrazia: lo cedetti per le vive insistenze di
+sua madre.
+
+_Accenna al Di Nolli._
+
+_Dottore._ Che era sorella di lui?
+
+_Accenna verso gli usci a destra, alludendo a Enrico IV._
+
+_Di Nolli._ Sì, dottore: ed è un debito--questa nostra venuta
+qua--verso mia made, che m'ha lasciato da un mese. Invece di trovarmi
+qua, io e lei
+
+_accenna a Frida_
+
+dovremmo essere in viaggio...
+
+_Dottore._ E assorti in ben altre cure, capisco!
+
+_Di Nolli._ Mah! È morta con la ferma fede che fosse prossima la
+guarigione di questo suo fratello adorato.
+
+_Dottore._ E non mi può dire scusi, da quali segni lo arguisse?
+
+_Di Nolli._ Pare da un certo discorso strano che egli le fece, poco
+prima che la mamma morisse.
+
+_Dottore._ Un discorso? Ecco... ecco... sarebbe utilissimo,
+utilissimo conoscerlo, per bacco!
+
+_Di Nolli._ Ah, io non lo so! So che la mamma ritornò da quella sua
+ultima visita, angosciata; perché pare che egli sia stato di una
+tenerezza insolita, quasi presago della prossima fine di lei. Dal suo
+letto di morte, ella si fece promettere da me che non lo avrei mai
+trascurato; che lo avrei fatto vedete, visitare...
+
+_Dottore._ Ecco. Va bene. Vediamo, vediamo prima... Tante volte, le
+minime cause... Questo ritratto, dunque...
+
+_Donna Matilde._ Oh Dio, non credo, dottore, che ci si debba dare una
+soverchia importanza. Ha fatto impressione a me, perché non lo
+rivedevo da tanti anni.
+
+_Dottore._ Prego, prego... abbia pazienza...
+
+_Di Nolli._ Ma sì! Sta lì da una quindicina d'anni...
+
+_Donna Matilde._ Più! Più di diciotto, ormai!
+
+_Dottore._ Prego, scusino; se non sanno ancora che cosa io
+voglia domandare! Io faccio molto assegnamento, molto, su questi
+due ritratti, eseguiti, m'immagino, prima della famosa--e
+disgraziatissima--cavalcata; non è vero?
+
+_Donna Matilde._ Eh, certo!
+
+_Dottore._ Quand'egli era dunque perfettamente in sensi, ecco--volevo
+dir questo!--Propose lui, a lei, di farselo eseguire?
+
+_Donna Matilde._ Ma no, dottore! Ce lo facemmo eseguire tanti di
+quelli che prendemmo parte alla cavalcata. Così, per serbarne un
+ricordo.
+
+_Belcredi._ Me lo feci fare anch'io, il mio, di «Carlo d'Angiò »!
+
+_Donna Matilde._ Appena furono pronti i costumi.
+
+_Belcredi._ Perché, vede? ci fu la proposta di raccoglierli tutti,
+per ricordo, come in una galleria, nel salone della villa dove si
+fece la cavalcata. Ma poi ciascuno volle tenersi il suo.
+
+_Donna Matilde._ E questo mio, come le ho detto, io lo cedetti--senza
+poi tanto rincrescimento--perché sua madre...
+
+_accenna di nuovo al Di Nolli._
+
+_Dottore._ Non sa se fu lui a richiederlo?
+
+_Donna Matilde._ Ah, non so! Forse... O fu la sorella, per
+assecondare amorosamente...
+
+_Dottore._ Un'altra cosa, un'altra cosa! L'idea della cavalcata venne
+a lui?
+
+_Belcredi (subito)._ No no, venne a me! venne a me!
+
+_Dottore._ Prego...
+
+_Donna Matilde._ Non gli dia retta. Venne al povero Belassi.
+
+_Belcredi._ Ma che Belassi!
+
+_Donna Matilde (al Dottore)._ Il conte Belassi, che morì, poverino,
+due o tre mesi dopo.
+
+_Belcredi._ Ma se non c'era Belassi, quando...
+
+_Di Nolli (seccato dalla minaccia di una nuova discussione)._ Scusi,
+dottore, è proprio necessario stabilire a chi venne l'idea?
+
+_Dottore._ Eh sì, mi servirebbe...
+
+_Belcredi._ Ma se venne a me! Oh questa è bella! Non avrei mica da
+gloriarmene, dato l'effetto che poi ebbe, scusate! Fu, guardi,
+dottore--me ne ricordo benissimo--una sera sui primi di novembre, al
+Circolo. Sfogliavo una rivista illustrata, tedesca (guardavo soltanto
+le figure, s'intende, perché il tedesco io non lo so). In una c'era
+l'Imperatore, in non so quale città universitaria dov'era stato
+studente.
+
+_Dottore._ Bonn, Bonn.
+
+_Belcredi._ Bonn, va bene. Parato, a cavallo, in uno degli strani
+costumi tradizionali delle antichissime società studentesche della
+Germania; seguito da un corteo d'altri studenti nobili, anch'essi a
+cavallo e in costume. L'idea mi nacque da quella vignetta. Perché
+deve sapere che al Circolo si pensava di fare qualche grande
+mascherata per il prossimo carnevale. Proposi questa cavalcata
+storica: storica, per modo di dire: babelica. Ognuno di noi doveva
+scegliersi un personaggio da rappresentare, di questo o di quel
+secolo: re o imperatore, o principe, con la sua dama accanto, regina
+o imperatrice, a cavallo. Cavalli bardati, s'intende, secondo il
+costume dell'epoca. E la proposta fu accettata.
+
+_Donna Matilde._ Io l'invito lo ebbi da Belassi.
+
+_Belcredi._ Appropriazione indebita, se vi disse che l'idea era sua.
+Non c'era neppure, vi dico, quella sera al Circolo, quando feci la
+proposta. Come non c'era del resto neanche lui!
+
+_allude a Enrico IV._
+
+_Dottore._ E lui allora scelse il personaggio di Enrico IV!
+
+_Donna Matilde._ Perché io--indotta nella scelta dal mio nome--così,
+senza pensarci più che tanto--dissi che volevo essere la _Marchesa
+Matilde di Toscana._
+
+_Dottore._ Non... non capisco bene la relazione...
+
+_Donna Matilde._ Eh, sa! Neanch'io da principio, quando mi sentii
+rispondere da lui, che sarebbe stato allora ai miei piedi, come a
+Canossa, Enrico IV. Sì, sapevo di Canossa; ma dico la verità, non mi
+ricordavo bene la storia; e mi fece anzi una curiosa impressione,
+ripassandomela per prepararmi a sostenere la mia parte, ritrovarmi
+fedelissima e zelantissima amica di Papa Gregorio VII, in feroce
+lotta contro l'impero di Germania. Compresi bene allora, perché,
+avendo io scelto di rappresentate il personaggio della sua
+implacabile nemica, egli mi volle essere accanto, in quella
+cavalcata, da Enrico IV.
+
+_Dottore._ Ah! Perché forse...?
+
+_Belcredi._ Dottore, Dio mio, perché lui le faceva allora una corte
+spietata, e lei
+
+_indica la Marchesa_
+
+naturalmente...
+
+_Donna Matilde (punta, con fuoco)._ Naturalmente, appunto!
+naturalmente! E allora più che mai «naturalmente»!
+
+_Belcredi (mostrandola)._ Ecco: non poteva soffrirlo!
+
+_Donna Matilde._ Ma non è vero! Non mi era mica antipatico.
+Tutt'altro! Ma per me, basta che uno voglia farsi prendere sul
+serio...
+
+_Belcredi (seguitando)._ Le dà la prova più lampante della sua
+stupidità!
+
+_Donna Matilde._ No, caro! In questo caso, no. Perché lui non era
+mica uno stupido come voi.
+
+_Belcredi._ Io non mi sono mai fatto prendere sul serio!
+
+_Donna Matilde._ Ah lo so bene! Ma con lui, però, non c'era da
+scherzare.
+
+_Con altro tono, rivolgendosi al Dottore:_
+
+Càpita, tra le tante disgrazie a noi donne, caro dottore, di vederci
+davanti, ogni tanto, due occhi che ci guardano con una contenuta,
+intensa promessa di sentimento duraturo!
+
+_Scoppia a ridere stridulamente._
+
+Niente di più buffo. Se gli uomini si vedessero con quel «duraturo»
+nello sguardo... --Ne ho riso sempre cosi! E allora, più che mai.--Ma
+debbo fare una confessione: posso farla, adesso dopo venti e più
+anni.--Quando risi così di lui, fu anche per paura. Perché forse a
+una promessa di quegli occhi si poteva credere. Ma sarebbe stato
+pericolosissimo.
+
+_Dottore (con vivo interesse, concentrandosi)_. Ecco, ecco,
+questo--questo m'interesserebbe molto di sapere.--Pericolosissimo?
+
+_Donna Matilde (con leggerezza)._ Appunto perché non era come gli
+altri! E dato che anch'io... sì, via, sono... sono un po' così... più
+d'un po', per dire la verità...
+
+_cerca una parola modesta_
+
+--insofferente, ecco, insofferente di tutto quanto è compassato e
+così afoso!--Ma ero allora troppo giovane, capite? e donna: dovevo
+rodere il freno.--Ci sarebbe voluto un coraggio, che non mi sentii di
+avere.--Risi anche di lui. Con rimorso, anzi con un vero dispetto
+contro me stessa, poi, perché vidi che il mio riso si confondeva con
+quello di tutti gli altri--sciocchi--che si facevano beffe di lui.
+
+_Belcredi._ Press'a poco, come di me.
+
+_Donna Matilde._ Voi fate ridere con la smorfia d'abbassarvi sempre,
+caro mio, mentre lui, al contrario! C'è una bella differenza!--E poi,
+a voi, vi si ride in faccia!
+
+_Belcredi._ Eh, dico, meglio che alle spalle.
+
+_Dottore._ Veniamo a noi, veniamo a noi!--Dunque, già un po' esaltato
+era, a quanto mi pare di aver compreso!
+
+_Belcredi._ Sì, ma in un modo così curioso, dottore!
+
+_Dottore._ Come sarebbe?
+
+_Belcredi._ Ecco, direi... a freddo...
+
+_Donna Matilde._ Ma che a freddo! Era così, dottore, un po' strano,
+certo; ma perché ricco di vita: estroso!
+
+_Belcredi._ Non dico che simulasse l'esaltazione. Al contrario, anzi;
+s'esaltava spesso veramente. Ma potrei giurare, dottore, che si
+vedeva subito, lui stesso, nell'atto della sua esaltazione, ecco. E
+credo che questo dovesse avvenirgli per ogni moto più spontaneo. Dico
+di più: sono certo che doveva soffrirne. Aveva, a volte, scatti di
+rabbia comicissimi contro se stesso!
+
+_Donna Matilde._ Quest'è vero!
+
+_Belcredi (a Donna Matilde)._ E perché? _(Al Dottore)_ A mio vedere,
+perché quella subitanea lucidità di presentazione lo poneva fuori, a
+un tratto, d'ogni intimità col suo stesso sentimento, che gli
+appariva--non finto, perché era sincero--ma come qualche cosa a cui
+dovesse dare lì per lì il valore... che so? d'un atto d'intelligenza,
+per sopperire a quel calore di sincerità cordiale, che si sentiva
+mancare. E improvvisava, esagerava, si lasciava andare, ecco, per
+stordirsi e non vedersi più. Appariva incostante, fatuo e... sì,
+diciamolo, anche ridicolo, qualche volta.
+
+_Dottore._ E... dica, insocievole?
+
+_Belcredi._ No, che! Ci stava! Concertatore famoso di quadri
+plastici, di danze, di recite di beneficenza; così per ridere,
+beninteso! Ma recitava benissimo, sa?
+
+_Di Nolli._ Ed è diventato, con la pazzia, un attore magnifico e
+terribile!
+
+_Belcredi._ Ma fin da principio! Si figuri che, quando avvenne la
+disgrazia dopo che cadde da cavallo...
+
+_Dottore._ Battè la nuca, è vero?
+
+_Donna Matilde._ Ah, che orrore! Era accanto a me! Lo vidi tra le
+zampe del cavallo che s'era impennato...
+
+_Belcredi._ Ma noi non credemmo affatto dapprima, che si fosse fatto
+un gran male. Sì, ci fu un arresto, un po' di scompiglio nella
+cavalcata; si voleva vedere che cosa fosse accaduto; ma già era stato
+raccolto e trasportato nella villa.
+
+_Donna Matilde._ Niente, sa! Neanche la minima ferita! neanche una
+goccia di sangue!
+
+_Belcredi._ Si credette soltanto svenuto...
+
+_Donna Matilde._ E quando, circa due ore dopo...
+
+_Belcredi._ Già, ricomparve nel salone della villa--ecco, questo
+volevo dire...
+
+_Donna Matilde._ Ah, ma che faccia aveva! Io me ne accorsi subito!
+
+_Belcredi._ Ma no! Non dite! Non ce n'accorgemmo nessuno, dottore,
+capite?
+
+_Donna Matilde._ Sfido! Perché eravate tutti come pazzi!
+
+_Belcredi._ Recitava ognuno per burla la sua parte! Era una vera
+babele!
+
+_Donna Matilde._ Lei immagina, dottore, che spavento, quando si
+comprese che egli invece, la sua, la recitava sul serio?
+
+_Dottore._ Ah, perché anche lui, allora...?
+
+_Belcredi._ Ma sì! Venne in mezzo a noi! Credemmo che si fosse
+rimesso e che avesse preso a recitate anche lui, come tutti noi...
+meglio di noi, perché--come le dico--era bravissimo, lui! Insomma,
+che scherzasse!
+
+_Donna Matilde._ Cominciarono a fustigarlo...
+
+_Belcredi._ E allora... --era armato--da re--sguainò la spada,
+avventandosi contro due o tre. Fu un momento di terrore per tutti!
+
+_Donna Matilde._ Non dimenticherò mai quella scena, di tutte le
+nostre facce mascherate, sguajate e stravolte, davanti a quella
+terribile maschera di lui, che non era più una maschera, ma la
+Follia!
+
+_Belcredi._ Enrico IV, ecco! Proprio Enrico IV in persona, in un
+momento di furore!
+
+_Donna Matilde._ Dovette influire, io dico, l'ossessione di quella
+mascherata, dottore, l'ossessione che per più di un mese se n'era
+fatta. La metteva sempre in tutto ciò che faceva, questa ossessione!
+
+_Belcredi._ Quello che studiò per prepararsi! Fino ai minimi
+particolari... le minuzie...
+
+_Dottore._ Ah, è facile! Quella che era ossessione momentanea, si
+fissò, con la caduta e la percossa alla nuca, che determinarono il
+guasto cerebrale. Si fissò, perpetuandosi. Si può diventare scemi, si
+può diventare pazzi.
+
+_Belcredi (a Frida e al Di Nolli)._ Capite che scherzi, carini miei?
+
+_Al Di Nolli:_
+
+Tu avevi quattro o cinque anni;
+
+_a Frida:_
+
+a tua madre pare che tu l'abbia sostituita là in quel ritratto, dove
+ancora non pensava neppur lontanamente che ti avrebbe messa al mondo:
+io sono già coi capelli grigi; e lui: eccolo là
+
+_indica il ritratto_
+
+--taf! una botta alla nuca--e non si è più mosso di là: Enrico IV.
+
+_Dottore (che se ne è stato assorto a meditare, apre le mani davanti
+al volto come per concentrar l'altrui attenzione, e fa per mettersi a
+dare la sua spiegazione scientifica)._ Ecco, ecco, dunque, signori
+miei: è proprio questo...
+
+_Ma all'improvviso s'apre il primo uscio a destra (quello più vicino
+alla ribalta) e viene fuori Bertoldo tutto alterato in viso._
+
+_Bertoldo (irrompendo come uno che non ne possa più)._ Permesso?
+Scusino...
+
+_S'arresta però di botto per lo scompiglio che la sua comparsa
+suscita subito negli altri._
+
+_Frida (con un grido di spavento, riparandosi)._ Oh Dio! Eccolo!
+
+_Donna Matilde (ritraendosi sgomenta, con un braccio levato per non
+vederlo)._ È lui? È lui?
+
+_Di Nolli (subito)._ Ma no! ma no! State tranquille!
+
+_Dottore (stupito)._ E chi è?
+
+_Belcredi._ Uno scappato dalla nostra mascherata!
+
+_Di Nolli._ È uno dei quattro giovani che teniamo qua, per secondare
+la sua follia.
+
+_Bertoldo._ Io chiedo scusa, signor Marchese...
+
+_Di Nolli._ Ma che scusa! Avevo dato ordine che le porte fossero
+chiuse a chiave, e che nessuno entrasse qua!
+
+_Bertoldo._ Sissignore! Ma io non ci resisto! E le chiedo licenza
+d'andarmene!
+
+_Di Nolli._ Ah, voi siete quello che doveva assumere il servizio
+questa mattina!
+
+_Bertoldo._ Sissignore, e le dico che non ci resisto...
+
+_Donna Matilde (al Di Nolli con viva costernazione)._ Ma dunque non è
+cosi tranquillo, come dicevi?
+
+_Bertoldo (subito)._ No, no, signora! Non è lui! Sono i miei tre
+compagni! Lei dice «secondare», signor Marchese? Ma che secondare!
+Quelli non secondano: i veri pazzi sono loro! Io entro qua per la
+prima volta; e, invece di ajutarmi, signor Marchese...
+
+_Sopravvengono dallo stesso uscio a destra Landolfo e Arialdo, in
+fretta, con ansia, ma arrestandosi davanti all'uscio prima di farsi
+avanti._
+
+_Landolfo._ Permesso?
+
+_Arialdo._ Permesso, signor Marchese?
+
+_Di Nolli._ Avanti! Ma insomma che cos'è? Che cosa fate?
+
+_Frida._ Oh Dio, io me ne scappo, me ne scappo: ho paura!
+
+_fa per avviarsi verso l'uscio a sinistra._
+
+_Di Nolli (subito trattenendola)._ Ma no, Frida!
+
+_Landolfo._ Signor Marchese, questo sciocco...
+
+_indica Bertoldo._
+
+_Bertoldo (Protestando)._ Ah no, grazie tante, cari miei! Io così non
+ci sto! non ci sto!
+
+_Landolfo._ Ma come non ci stai?
+
+_Arialdo._ ha guastato tutto, signor Marchese, scappandosene qua!
+
+_Landolfo._ Lo ha fatto montare sulle furie! Non possiamo più
+trattenerlo di là. Ha dato ordine che sia arrestato, e vuole subito
+«giudicarlo» dal trono!--Come si fa?
+
+_Di Nolli._ Ma chiudete! Chiudete! Andate a chiudere quella porta!
+
+_Landolfo va a chiudere._
+
+_Arialdo._ Non sarà possibile al solo Ordulfo trattenerlo...
+
+_Landolfo._ Ecco, signor Marchese; se si potesse subito, almeno,
+annunziargli la loro visita, per distornarlo. Se lor signori hanno
+già pensato sotto qual veste presentarsi...
+
+_Di Nolli._ Sì, sì, s'è pensato a tutto.
+
+_Al Dottore:_
+
+Se lei, dottore, crede di poter fate subito la visita...
+
+_Frida._ Io no, io no, Carlo! Mi ritiro. E anche tu, mamma, per
+carità, vieni, vieni con me!
+
+_Dottore._ Dico... non sarà mica ancora armato?
+
+_Di Nolli._ Ma no! che armato, dottore!
+
+_A Frida:_
+
+Scusami, Frida, ma codesto tuo timore è proprio puerile! Sei voluta
+venire...
+
+_Frida._ Ah non io, ti prego: è stata la mamma!
+
+_Donna Matilde (con risoluzione)_. E io sono pronta! Insomma, che
+dobbiamo fare?
+
+_Belcredi._ È proprio necessario, scusate, camuffarci in quel modo?
+
+_Landolfo._ Indispensabile! indispensabile, signore! Eh, pur troppo,
+ci vede...
+
+_mostra il suo costume._
+
+Guai se vedesse lor signori, così, in abiti d'oggi!
+
+_Arialdo._ Crederebbe a un travestimento diabolico.
+
+_Di Nolli._ Come a voi appajono travestiti loro, così a lui, nei
+nostri panni, appariremmo travestiti noi.
+
+_Landolfo._ E non sarebbe nulla, forse, signor Marchese, se non
+dovesse parergli che fosse per opera del suo mortale nemico.
+
+_Belcredi._ Il Papa Gregorio VII!
+
+_Landolfo._ Appunto! Dice che era un «pagano»!
+
+_Belcredi._ Il papa? Non c'è male!
+
+_Landolfo._ Sissignore. E che evocava i morti! Lo accusa di tutte le
+arti diaboliche. Ne ha una paura terribile.
+
+_Dottore._ Il delirio persecutorio!
+
+_Arialdo._ Infurierebbe!
+
+_Di Nolli (a Belcredi)._ Ma non è necessario che tu ci sia, scusa.
+Noi ce ne andremo di là. Basta che lo veda il dottore.
+
+_Dottore._ Dice... io solo?
+
+_Di Nolli._ Ma ci sono loro!
+
+_indica i tre giovani._
+
+_Dottore._ No, no... dico se la signora Marchesa...
+
+_Donna Matilde._ Ma sì! Voglio esserci anch'io! Voglio esserci
+anch'io! Voglio rivederlo!
+
+_Frida._ Ma perché, mamma? Ti prego... Vieni con noi!
+
+_Donna Matilde (imperiosa)._ Lasciami fare! sono venuta per questo!
+
+_A Landolfo._
+
+Io sarò «Adelaide», la madre.
+
+_Landolfo._ Ecco, benissimo. La madre dell'imperatrice Berta,
+benissimo! Basterà allora che la signora si cinga la corona ducale e
+indossi un manto che la nasconda tutta.
+
+_Ad Arialdo._
+
+Vai, vai, Arialdo!
+
+_Arialdo._ Aspetta: e il signore?
+
+_accennando al Dottore._
+
+_Dottore._ Ah, sì... abbiamo detto, mi pare, il Vescovo... il Vescovo
+Ugo di Cluny.
+
+_Arialdo._ Il signore vuol dire l'Abate? Benissimo: Ugo di Cluny.
+
+_Landolfo._ E già venuto qua tant'altre volte...
+
+_Dottore (stupito)._ Come, venuto?
+
+_Landolfo._ Non abbia paura. Voglio dire che, essendo un
+travestimento spiccio...
+
+_Arialdo._ S'è usato altre volte.
+
+_Dottore._ Ma...
+
+_Landolfo._ Non c'è pericolo che se ne ricordi. Guarda più all'abito
+che alla persona.
+
+_Donna Matilde._ Questo è bene anche per me, allora.
+
+_Di Nolli._ Noi andiamo, Frida! Vieni, vieni con noi, Tito!
+
+_Belcredi._ Ah no: se resta lei
+
+_indica la Marchesa,_
+
+resto anch'io.
+
+_Donna Matilde._ Ma non ho affatto bisogno di voi!
+
+_Belcredi._ Non dico che ne abbiate bisogno. Ho piacere di rivederlo
+anch'io. Non è permesso?
+
+_Landolfo._ Sì, forse sarebbe meglio che fossero in tre.
+
+_Arialdo._ E allora, il signore?
+
+_Belcredi._ Mah, veda di trovare un travestimento spiccio anche per
+me.
+
+_Landolfo (ad Arialdo)._ Sì, ecco: di cluniacense.
+
+_Belcredi._ Cluniacense? Come sarebbe?
+
+_Landolfo._ Una tonaca da benedettino dell'Abazia di Cluny. Figurerà
+al seguito di Monsignore.
+
+_Ad Arialdo:_
+
+Vai, vai!
+
+_A Bertoldo:_
+
+E anche tu, via; e non ti far vedere per tutto quest'oggi!
+
+_Ma, appena li vede avviare,_
+
+Aspettate.
+
+_A Bertoldo:_
+
+Porta qua tu gl'indumenti che lui ti darà
+
+_Ad Arialdo:_
+
+E tu vai subito ad annunziare la visita della «Duchessa Adelaide» e
+di «Monsignore Ugo di Cluny». Intesi?
+
+_Arialdo e Bertoldo via per il primo uscio a destra._
+
+_Di Nolli._ Noi allora ci ritiriamo.
+
+_Via con Frida per l'uscio a sinistra._
+
+_Dottore (a Landolfo)._ Mi dovrebbe, credo, veder bene sotto le vesti
+di Ugo di Cluny.
+
+_Landolfo._ Benissimo. Stia tranquillo. Monsignore è stato sempre
+accolto qua con gande rispetto. E anche lei stia tranquilla, signora
+Marchesa. Ricorda sempre che deve all'intercessione di loro due se,
+dopo due giorni di attesa, in mezzo alla neve, già quasi assiderato,
+fu ammesso nel castello di Canossa alla presenza di Gregorio VII che
+non voleva riceverlo.
+
+_Belcredi._ E io, scusate?
+
+_Landolfo._ Lei si tenga rispettosamente da parte.
+
+_Donna Matilde (irritata, molto nervosa)._ Fareste bene ad andarvene!
+
+_Belcredi (piano, stizzoso)._ Voi siete molto commossa...
+
+_Donna Matilde (fiera)._ Sono come sono! Lasciatemi in pace!
+
+_Rientra Berloldo con gli indumenti._
+
+_Landolfo (vedendolo entrare)._ Ah, ecco qua gli abiti! Questo manto,
+per la Marchesa.
+
+_Donna Matilde._ Aspettate, mi levo il cappello!
+
+_Eseguisce, e lo porge a Bertoldo._
+
+_Landolfo._ Lo porterai di là.
+
+_Poi alla Marchesa, accennando di cingerle in capo la corana ducale._
+
+Permette?
+
+_Donna Matilde._ Ma, Dio mio, non c'è uno specchio qua?
+
+_Landolfo._ Ci sono di là.
+
+_indica l'uscio a sinistra._
+
+Se la signora Marchesa vuol fare da sè...
+
+_Donna Matilde._ Sì, sì, sarà meglio, date qua; faccio subito.
+
+_Riprende il cappello ed esce con Berloldo che reca il manto e la
+corona. Nel mentre il Dottore e Belcredi indosseranno da sè, alla
+meglio, le tonache da benedettini._
+
+_Belcredi._ Questa di far da benedettino, dico la verità, non me la
+sarei mai aspettata. Oh, dico: è una pazzia che costa fior di
+quattrini!
+
+_Dottore._ Mah! Anche tant'altre pazzie veramente...
+
+_Belcredi._ Quando, per secondarle, si ha a disposizione un
+patrimonio...
+
+_Landolfo._ Sissignore. Abbiamo di là un intero guardaroba, tutto di
+costumi del tempo, eseguiti a perfezione, su modelli antichi. È mia
+cura particolare: mi rivolgo a sartorie teatrali competenti. Si
+spende molto.
+
+_Donna Matilde rientra parata col manto e la corona._
+
+_Belcredi (subito, ammirandola)._ Ah, magnifica! Veramente regale!
+
+_Donna Matilde (vedendo Belcredi e scoppiando a ridere)._ Oh Dio! ma
+no; levatevi! Voi siete impossibile! Sembrate uno struzzo vestito da
+monaco!
+
+_Belcredi._ E guardate il dottore!
+
+_Dottore._ Eh, pazienza... pazienza.
+
+_Donna Matilde._ Ma no, meno male, il dottore... Voi fate proprio
+ridere!
+
+_Dottore (a Landolfo)._ Ma si fanno dunque molti ricevimenti qua?
+
+_Landolfo._ Secondo. Tante volte ordina che gli si presenti questo o
+quel personaggio. E allora bisogna cercar qualcuno che si presti.
+Anche donne...
+
+_Donna Matilde (ferita, e volendo nasconderlo)._ Ah! Anche donne?
+
+_Landolfo._ Eh, prima, sì... Molte.
+
+_Belcredi (ridendo)._ Oh bella! In costume?
+
+_indicando la Marchesa._
+
+Così?
+
+_Landolfo._ Mah, sa: donne, di quelle che...
+
+_Belcredi._ Che si prestano, ho capito!
+
+_Perfido, alla Marchesa:_
+
+Badate, che diventa per voi pericoloso!
+
+_Si apre il secondo uscio a destra e appare Arialdo, che fa prima, di
+nascosto, un cenno per arrestare ogni discorso nella sala, e poi
+annunzia solennemente:_
+
+_Arialdo._ Sua Maestà l'Imperatore!
+
+_Entrano prima i due Valletti che vanno a postarsi ai Piedi
+del trono. Poi entra tra Ordulfo e Arialdo, che si tengono
+rispettosamente un po' indietro, Enrico IV. È presso alla
+cinquantina, pallidissimo, e già grigio sul dietro del capo; invece
+sulle tempie e sulla fronte, appare biondo, per via di una tintura
+quasi puerile, evidentissima; e sui pomelli, in mezzo al tragico
+pallore, ha un trucco rosso da bambola, anch'esso evidentissimo.
+Veste sopra l'abito regale un sajo da penitente, come a Canossa.
+Ha negli occhi una fissità spasimosa, che fa spavento; in contrasto
+con l'atteggiamento della persona che vuol essere d'umiltà
+pentita, tanto più ostentata quanto più sente che immeritato è
+quell'avvilimento.--Ordulfo regge a due mani la corona imperiale.
+Arialdo lo scettro con l'Aquila e il globo con la Croce._
+
+_Enrico IV (inchinandosi prima a Donna Matilde, poi al dottore)._
+Madonna... Monsignore...
+
+_Poi guarda il Belcredi e fa per inchinarsi anche a lui, ma si volge
+a Landolfo che gli si è fatto presso, e domanda sottovoce con
+diffidenza._
+
+È Pietro Damiani?
+
+_Landolfo._ No, Maestà, è un monaco di Cluny che accompagna l'Abate.
+
+_Enrico IV (torna a spiare il Belcredi con crescente diffidenza e,
+notando che egli si volge sospeso e imbarazzato a Donna Matilde e al
+Dottore, come per consigliarsi con gli occhi, si rizza sulla persona
+e grida)._ È Pietro Damiani!--Inutile, Padre, guardare la Duchessa!
+
+_Subito volgendosi Donna Matilde come a scongiurare un pericolo:_
+
+Vi giuro, vi giuro, Madonna, che il mio animo è cangiato verso
+vostra figlia! Confesso che se lui
+
+_indica il Belcredi_
+
+non fosse venuto a impedirmelo in nome del Papa Alessandro, l'avrei
+ripudiata! Sì: c'era chi si prestava a favorire il ripudio: il
+vescovo di Magonza, per centoventi poderi.
+
+_Sogguarda un po' smarrito Landolfo, e dice subito:_
+
+Ma non debbo in questo momento dir male dei vescovi.
+
+_Ritorna umile davanti a Belcredi:_
+
+Vi sono grato, credetemi che vi sono grato, ora, Pietro Damiani, di
+quell'impedimento!--Tutta d'umiliazioni è fatta la mia vita:--mia
+madre, Adalberto, Tribur, Goslar--e ora questo sajo che mi vedete
+addosso.
+
+_Cangia tono improvvisamente e dice come uno che, in una parentesi di
+astuzia, si ripassi la parte:_
+
+Non importa! Chiarezza d'idee, perspicacia, fermezza di contegno e
+pazienza nell'avversa fortuna!
+
+_Quindi si volge a tutti e dice con gravità compunta:_
+
+So correggere gli errori commessi; e anche davanti a voi, Pietro
+Damiani, mi umilio!
+
+_Si inchina profondamente, e resta lì curvo davanti a lui, come
+piegato da un obliquo sospetto che ora gli nasce e che gli fa
+aggiungere, quasi suo malgrado, in tono minaccioso:_
+
+Se non è partita da voi l'oscena voce che la mia santa madre,
+Agnese, abbia illeciti rapporti col vescovo Enrico d'Augusta!
+
+_Belcredi (poiché Enrico IV resta ancora curvo, col dito appuntato
+minacciosamente contro di lui, si pone le mani sul petto, e poi
+negando)._ No... da me, no...
+
+_Enrico IV (alzandosi)._ No, è vero? Infamia!
+
+_Lo squadra un po' e poi dice:_
+
+Non ve ne credo capace.
+
+_Si avvicina di Dottore e gli tira un po' la manica ammiccando
+furbescamente._
+
+Sono «loro»! Sempre quelli, Monsignore!
+
+_Arialdo (piano, con un sospiro, come per suggerire al Dottore)._ Eh,
+sì, i vescovi rapitori.
+
+_Dottore (per sostenere la parte, volto ad Arialdo)._ Quelli, eh
+già... quelli...
+
+_Enrico IV._ Nulla è bastato a costoro!--Un povero ragazzo,
+Monsignore... Si passa il tempo, giocando--anche quando, senza
+saperlo, si è re. Sei anni avevo e mi rapirono a mia madre, e contro
+lei si servirono di me, ignaro, e contro i poteri stessi della
+Dinastia, profanando tutto, rubando, rubando; uno più ingordo
+dell'altro: Anno più di Stefano, Stefano più di Anno!
+
+_Landolfo (sottovoce, persuasivo, per richiamarlo)._ Maestà...
+
+_Enrico IV (subito voltandosi)._ Ah, già! Non debbo in questo momento
+dir male dei vescovi.--Ma questa infamia su mia madre, Monsignore,
+passa la parte!
+
+_Guarda la Marchesa e s'intenerisce._
+
+E non posso neanche piangerla, Madonna.--Mi rivolgo a voi, che
+dovreste aver viscere materne. Venne qua a trovarmi, dal suo
+convento, or'è circa un mese. Mi hanno detto che è morta.
+
+_Pausa tenuta, densa di commozione. Poi sorridendo mestissimamente_
+
+Non posso piangerla, perché se voi ora siete qua, e io così
+
+_mostra il sajo che ha indosso,_
+
+vuol dire che ho ventisei anni.
+
+_Arialdo (quasi sottovoce dolcemente per confortarlo)._ E che dunque
+ella è viva, Maestà.
+
+_Ordulfo (c.s.)._ Ancora nel suo convento.
+
+_Enrico IV (si volta a guardarli)._ Già; e posso dunque rimandare ad
+altro tempo il dolore.
+
+_Mostra alla Marchesa, quasi con civetteria, la tintura che si è data
+ai capelli._
+
+Guardate: ancora biondo...
+
+_Poi piano; come in confidenza:_
+
+Per voi!--Io non ne avrei bisogno. Ma giova qualche segno esteriore.
+Termini di tempo, mi spiego, Monsignore?
+
+_Si riaccosta alla Marchesa, e osservandole i capelli:_
+
+Eh, ma vedo che... anche voi, Duchessa...
+
+_Strizza un occhio e fa un segno espressivo con la mano:_
+
+Eh, italiana...
+
+_come a dire: finta; ma senz'ombra di sdegno, anzi con maliziosa
+ammirazione:_
+
+Dio mi guardi dal mostrarne disgusto o
+meraviglia!--Velleità!--Nessuno vorrebbe riconoscere quel certo
+potere oscuro e fatale che assegna limiti alla volontà. Ma, dico, se
+si nasce e si muore!--Nascere, Monsignore: voi l'avete voluto? Io
+no.--E tra l'un caso e l'altro, indipendenti entrambi dalla nostra
+volontà, tante cose avvengono che tutti quanti vorremmo non
+avvenissero, e a cui a malincuore ci rassegniamo!
+
+_Dottore (tanto per dire qualche cosa, mentre lo studia
+attentanente)._ Eh sì, purtroppo!
+
+_Enrico IV._ Ecco: quando non ci rassegniamo, vengono fuori le
+velleità. Una donna che vuol essere uomo... un vecchio che vuol esser
+giovine... --Nessuno di noi mente o finge!--C'è poco da dire: ci
+siamo fissati tutti in buona fede in un bel concetto di noi stessi.
+Monsignore, però, mentre voi vi tenete fermo, aggrappato con tutte e
+due le mani alla vostra tonaca santa, di qua, dalle maniche, vi
+scivola, vi scivola, vi sguiscia come un serpe qualche cosa, di cui
+non v'accorgete. Monsignore, la vita! E sono sorprese, quando ve la
+vedete d'improvviso consistere davanti così sfuggita da voi; dispetti
+e ire contro voi stesso; o rimorsi; anche rimorsi. Ah, se sapeste, io
+me ne son trovati tanti davanti! Con una faccia che era la mia
+stessa, ma così orribile, che non ho potuto fissarla... --
+
+_Si riaccosta alla Marchesa._
+
+A voi non è mai avvenuto, Madonna? Vi ricordate proprio di essere
+stata sempre la stessa, voi? Oh Dio, ma un giorno... --com'è? com'è
+che poteste commettere quella tale azione...
+
+_La fissa così acutamente negli occhi, da farla quasi smorire._
+
+--sì, «quella», appunto!--ci siamo capiti. (Oh, state tranquilla che
+non la svelerò a nessuno!). E che voi, Pietro Damiani, poteste essere
+amico di quel tale...
+
+_Landolfo (c.s.)._ Maestà...
+
+_Enrico IV (subito)._ No no, non glielo nomino! So che gli fa tanto
+dispetto!
+
+_Voltandosi a Belcredi, come di sfuggita._
+
+Che opinione eh? che opinione ne avevate... --Ma tutti, pur non di
+meno, seguitiamo a tenerci stretti al nostro concetto, così come chi
+invecchia si ritinge i capelli. Che importa che questa mia tintura
+non possa essere, per voi, il color vero dei miei capelli?--Voi,
+Madonna, certo non ve li tingete per ingannare gli altri, ne voi; ma
+solo un poco--poco poco--la vostra immagine davanti allo specchio. Io
+lo faccio per ridere. Voi lo fate sul serio. Ma vi assicuro che per
+quanto sul serio, siete mascherata anche voi, Madonna; e non dico per
+la venerabile corona che vi cinge la fronte, e a cui m'inchino, o per
+il vostro manto ducale; dico soltanto per codesto ricordo che volete
+fissare in voi artificialmente del vostro color biondo, in cui un
+giorno vi siete piaciuta; o del vostro color bruno se eravate bruna:
+l'immagine che vien meno della vostra gioventù. A voi, Pietro
+Damiani, invece, il ricordo di ciò che siete stato, di ciò che avete
+fatto, appare ora riconoscimento di realtà passate, che vi restano
+dentro--è vero?--come un sogno. E anche a me--come un sogno--e tante,
+a ripensarci, inesplicabili... --Mah!--Nessuna meraviglia, Pietro
+Damiani; sarà così domani della nostra vita d'oggi!
+
+_Tutt'a un tratto infuriandosi e afferrandosi il sajo addosso._
+
+Questo sajo qua!
+
+_Con gioia quasi feroce facendo atto di strapparselo, mentre Arialdo,
+Ordulfo subito accorrono spaventati, come per trattenerlo._
+
+Ah per Dio!
+
+_Si tira indietro e, levandosi il sajo, grida loro:_
+
+Domani, a Bressanone, ventisette vescovi tedeschi e lombardi
+firmeranno con me la destituzione di Papa Gregorio VII: non
+Pontefice, ma monaco falso!
+
+_Ordulfo (con gli altri due, scongiurandolo di tacere)._ Maestà,
+Maestà, in nome di Dio!
+
+_Arialdo (invitandolo coi gesti a rimettersi il sajo)._ Badate a
+quello che dite!
+
+_Landolfo._ Monsignore è qua, insieme con la Duchessa, per
+intercedere in vostro favore!
+
+_E di nascosto fa pressanti segni al Dottore di dire subito qualche
+cosa._
+
+_Dottore (smarrito)._ Ah, ecco... sì... Siamo qua per intercedere...
+
+_Enrico IV (subito pentito, quasi spaventato, lasciandosi dai tre
+rimettere sulle spalle il sajo e stringendoselo addosso con le mani
+convulse)._ Perdono... sì, sì... perdono, perdono, Monsignore;
+perdono, Madonna... Sento, vi giuro, sento tutto il peso
+dell'anatema!
+
+_Si curva, prendendosi la testa fra le mani, come in attesa di
+qualche cosa che debba schiacciarlo; e sta un po' così, ma poi con
+altra voce, pur senza scomporsi, dice piano, in confidenza a
+Landolfo, ad Arialdo e a Ordulfo:_
+
+Ma io non so perché, oggi non riesco a essere umile davanti a quello
+lì!
+
+_E indica, come di nascosto, il Belcredi._
+
+_Landolfo (sottovoce)._ Ma perché voi, Maestà, vi ostinate a credere
+che sia Pietro Damiani, mentre non è!
+
+_Enrico IV (sogguardandolo con timore)._ Non è Pietro Damiani?
+
+_Arialdo._ Ma no, è un povero monaco, Maestà!
+
+_Enrico IV (dolente, con sospirosa esasperazione)._ Eh, nessuno di
+noi può valutare ciò che fa, quando fa per istinto...Forse voi,
+Madonna, potete intendermi meglio degli altri, perché siete donna.
+[Questo è un momento solenne e decisivo. Potrei, guardate, ora
+stesso, mentre parlo con voi, accettar l'ajuto dei vescovi lombardi e
+impossessarmi del Pontefice, assediandolo qui nel Castello; correre a
+Roma a eleggervi un antipapa; porgere la mano all'alleanza con
+Roberto Guiscardo.--Gregotio VII sarebbe perduto!--Resisto alla
+tentazione, e credetemi che sono saggio. Sento l'aura dei tempi e la
+maestà di chi sa essere quale deve essere: un Papa!--Vorreste ora
+ridere di me, vedendomi così? Sareste tanti stupidi, perché non
+capireste che sapienza politica mi consiglia ora quest'abito di
+penitenza. Vi dico che le parti, domani, potrebbeto essere invertite!
+E che fareste voi allora? Ridereste per caso del Papa in veste di
+prigioniero?--No.--Saremmo pari.--Un mascherato io, oggi, da
+penitente; lui, domani, da prigioniero. Ma guai a chi non sa portare
+la sua maschera, sia da Re, sia da Papa.--Forse egli è ora un po'
+troppo crudele: questo sì.] Pensate, Madonna, che Berta, vostra
+figlia, per cui, vi ripeto, il mio animo è cangiato
+
+_si volta improvvisamente a Belcredi e gli grida in faccia, come se
+avesse detto di no
+
+--cangiato, cangiato, per l'affetto e la devozione di cui ha saputo
+darmi prova in questo terribile momento!
+
+_S'arresta, convulso, dallo scatto iroso, e fa sforzi per contenersi,
+con un gemito d'esasperazione nella gola; poi si volge di nuovo con
+dolce e dolente umiltà alla Marchesa._
+
+È venuta con me, Madonna, è giù nel cortile; ha voluto seguirmi come
+una mendica, ed è gelata, gelata da due notti all'aperto, sotto la
+neve! Voi siete sua madre! Dovrebbero muoversi le viscere della
+vostra misericordia e implorare con lui,
+
+_indica il Dottore_
+
+dal Pontefice, il perdono: che ci riceva!
+
+_Donna Matilde (tremante, con un filo di voce)._ Ma sì, sì, subito...
+
+_Dottore._ Lo faremo, lo faremo!
+
+_Enrico IV._ E un'altra cosa! Un'altra cosa!
+
+_Se li chiama intorno e dice piano, in gran segreto:_
+
+Non basta che mi riceva. Voi sapete che egli può «tutto»--vi dico
+«tutto»--Evoca perfino i morti!
+
+_Si picchia il petto._
+
+Eccomi qua! Mi vedete!--E non c'è arte di magia che gli sia ignota.
+Ebbene, Monsignore, Madonna: la mia vera condanna è questa--o
+quella--guardate
+
+_indica il suo ritratto alla parete, quasi con paura,_
+
+di non potermi più distaccare da quest'opera di magia!--Sono ora
+penitente, e così resto; vi giuro che ci resto finché Egli non
+m'abbia ricevuto. Ma poi voi due, dopo la revoca della scomunica,
+dovreste implorarmi questo dal Papa che lo può: di staccarmi di là
+
+_indica di nuovo il ritratto,_
+
+e farmela vivere tutta, questa mia povera vita, da cui sono
+escluso... Non si può aver sempre ventisei anni, Madonna! E io ve lo
+chiedo anche per vostra figlia: che io la possa amare come ella si
+merita, così ben disposto come sono adesso, intenerito come sono
+adesso dalla sua pietà. Ecco. Questo. Sono nelle vostre mani...
+
+_Si inchina._
+
+Madonna! Monsignore!
+
+_E fa per ritirarsi, così inchinandosi, per l'uscio donde è entrato;
+se non che, scorto il Belcredi che s'era un po' accostato per
+sentire, nel vedergli voltar la faccia verso il fondo e supponendo
+che voglia rubargli la corona imperiale posata sul trono, tra lo
+stupore e lo sgomento di tutti, corre a prenderla e a nascondersela
+sotto il sajo, e con un sorriso furbissimo negli occhi e sulle labbra
+torna a inchinarsi ripetutamente e scompare. La Marchesa è così
+profondamente commossa, che casca di schianto a sedere, quasi
+svenuta._
+
+
+
+Atto Secondo
+
+
+(Altra sala della villa, contigua a quella del trono, addobbata di
+mobili antichi e austeri. A destra, a circa due palmi dal suolo, è
+come un coretto, cinto da una ringhiera di legno a pilastrini,
+intetrotta lateralmente e sul davanti, ove sono i due gradini
+d'accesso. Su questo coretto sarà una tavola e cinque seggioloni di
+stile, uno a capo e due per lato. La comune in fondo. A sinistra due
+finestre che danno sul giardino. A destra un uscio che dà nella sala
+del trono. Nel pomeriggio avanzato dello stesso giorno.)
+
+_Sono in scena Donna Matilde, il Dottore e Tito Belcredi. Seguitano
+una conversazione; ma Donna Matilde si tiene appartata, fosca,
+evidentemente infastidita da ciò che dicono gli altri due, a cui
+tuttavia non può fare a meno di prestare orecchio, perché nello stato
+d'irrequietezza in cui si trova, ogni cosa la interessa suo malgrado,
+impedendole di concentrarsi a maturare un proposito più forte di lei,
+che le balena e la tenta. Le parole che ode degli altri due
+attraggono la sua attenzione, perché istintivamente sente come il
+bisogno d'esser trattenuta in quel momento._
+
+_Belcredi._ Sarà, sarà come lei dice, caro dottore, ma questa è la
+mia impressione.
+
+_Dottore._ Non dico di no; ma creda che è soltanto... così,
+un'impressione.
+
+_Belcredi._ Scusi: però l'ha perfino detto, e chiaramente!
+
+_Voltandosi alla Marchesa:_
+
+Non è vero, Marchesa?
+
+_Donna Matilde (frastornata, voltandosi)._ Che ha detto?
+
+_Poi, non consentendo._
+
+Ah sì... Ma non per la ragione che voi credete.
+
+_Dottore._ Intendeva dei nostri abiti soprammessi: il suo manto
+
+_indica la Marchesa_
+
+le nostre tonache da benedettini. E tutto questo è puerile.
+
+_Donna Matilde (di scatto, voltandosi di nuovo sdegnata)._ Puerile?
+Che dice, Dottore?
+
+_Dottore._ Da un canto sì! Prego; mi lasci dire, Marchesa. Ma
+dall'altro, molto più complicato di quanto possiate immaginare.
+
+_Donna Matilde._ Per me è chiarissimo, invece.
+
+_Dottore (col sorriso di compatimento d'un competente verso gli
+incompetenti)._ Eh sì! Bisogna intendere questa speciale psicologia
+dei pazzi, per cui--guardi--si può essere anche sicuri che un pazzo
+nota, può notare benissimo un travestimento davanti a lui; e
+assumerlo come tale; e sissignori, tuttavia, crederci; proprio come
+fanno i bambini, per cui è insieme giuoco e realtà. Ho detto perciò
+puerile. Ma è poi complicatissimo in questo senso, ecco: che egli ha,
+deve avere perfettamente coscienza di essere per sè, davanti a se
+stesso, una Immagine: quella sua immagine là!
+
+_Allude al ritratto nella sala del trono, indicando perciò alla sua
+sinistra._
+
+_Belcredi._ L'ha detto!
+
+_Dottore._ Ecco, benissimo!--Un'immagine, a cui si sono fatte innanzi
+altre immagini: le nostre, mi spiego? Ora egli, nel suo
+delirio--acuto e lucidissimo ha potuto avvertire subito una
+differenza tra la sua e le nostre: cioè, che c'era in noi, nelle
+nostre immagini, una finzione. E ne ha diffidato. Tutti i pazzi sono
+sempre armati d'una continua vigile diffidenza. Ma questo è tutto! A
+lui naturalmente non è potuto sembrare pietoso questo nostro giuoco,
+fatto attorno al suo. E il suo a noi s'è mostrato tanto più tragico,
+quanto più egli, quasi a sfida--mi spiego?--indotto dalla diffidenza,
+ce l'ha voluto scoprire appunto come un giuoco; anche il suo,
+sissignori, venendoci avanti con un po' di tintura sulle tempie e
+sulle guance, e dicendoci che se l'era data apposta, per ridere!
+
+_Donna Matilde (scattando di nuovo)._ No. Non è questo, dottore! Non
+è questo! non è questo!
+
+_Dottore._ Ma come non è questo?
+
+_Donna Matilde (recisa, vibrante)._ Io sono sicurissima ch'egli m'ha
+riconosciuta!
+
+_Dottore._ Non è possibile... non è possibile...
+
+_Belcredi (contemporaneamente)._ Ma che!
+
+_Donna Matilde (ancora più recisa, quasi convulsa)._ M'ha
+riconosciuta, vi dico. Quand'è venuto a parlarmi da vicino,
+guardandomi negli occhi, proprio dentro gli occhi--m'ha riconosciuta!
+
+_Belcredi._ Ma se parlava di vostra figlia...
+
+_Donna Matilde._ Non è vero!--Di me! Parlava di me!
+
+_Belcredi._ Sì, forse, quando disse...
+
+_Donna Matilde (subito, senza riguardo)._ Dei miei capelli tinti! Ma
+non avete notato che aggiunse subito: «oppure il ricordo del vostro
+color bruno se eravate bruna» ?--S'è ricordato perfettamente che io,
+«allora», ero bruna.
+
+_Belcredi._ Ma che! Ma che!
+
+_Donna Matilde (senza dargli retta, rivolgendosi al Dottore)._ I miei
+capelli, dottore, sono difatti bruni--come quelli di mia figlia. E
+perciò s'è messo a parlare di lei!
+
+_Belcredi._ Ma se non la conosce, vostra figlia! Se non l'ha mai
+veduta!
+
+_Donna Matilde._ Appunto! Non capite nulla! Per mia figlia intendeva
+me; me com'ero allora!
+
+_Belcredi._ Ah, questo è contagio! Questo è contagio!
+
+_Donna Matilde (piano, con sprezzo)._ Ma che contagio! Sciocco!
+
+_Belcredi._ Scusate, siete stata mai sua moglie, voi? Vostra figlia,
+nel suo delirio, è sua moglie: Berta di Susa.
+
+_Donna Matilde._ Ma perfettamente! Perché io, non più bruna--com'egli
+mi ricordava--ma «così», bionda, mi sono presentata a lui come
+«Adelaide» la madre.--Mia figlia per lui non esiste--non l'ha mai
+veduta--l'avete detto voi stesso. Che ne sa perciò, se sia bionda o
+bruna?
+
+_Belcredi._ Ma ha detto bruna, così, in generale, Dio mio! di chi
+vuol fissare, comunque, sia bionda sia bruna, il ricordo della
+gioventù nel colore dei capelli! E voi al solito vi mettete a
+fantasticare!--Dottore, dice che non sarei dovuto venire io--ma non
+sarebbe dovuta venire lei!
+
+_Donna Matilde (abbattuta per un momento dall'osservazione del
+Belcredi, e rimasta assorta, ora si riprende, ma smaniosa perché
+dubitante)._ No... no... parlava di me... Ha parlato sempre a me e
+con me e di me...
+
+_Belcredi._ Alla grazia! Non m'ha lasciato un momento di respiro, e
+dite che ha parlato sempre di voi? Tranne che non vi sia parso che
+alludesse anche a voi, quando parlava con Pietro Damiani!
+
+_Donna Matilde (con aria di sfida, quasi rompendo ogni freno di
+convenienza)._ E chi lo sa?--Mi sapete dire perché subito, fin dal
+primo momento, ha sentito avversione per voi, soltanto per voi?
+
+_Dal tono della domanda deve risultare infatti, quasi esplicita, la
+risposta: «Perché ha capito che voi siete il mio amante!»--Il
+Belcredi lo avverte così bene, che lì per lì resta come smarrito in
+un vano sorriso._
+
+_Dottore._ La ragione, scusino, può essere anche nel fatto che gli fu
+annunziata soltanto la visita della duchessa Adelaide e dell'Abate di
+Cluny. Trovandosi davanti un terzo, che non gli era stato annunziato,
+subito la diffidenza...
+
+_Belcredi._ Ecco, benissimo, la diffidenza gli fece vedere in me un
+nemico: Pietro Damiani!--Ma se è intestata, che l'abbia
+riconosciuta...
+
+_Donna Matilde._ Su questo non c'è dubbio!--Me l'hanno detto i suoi
+occhi, Dottore: sapete quando si guarda in un modo che... che nessun
+dubbio è più possibile! Forse fu un attimo, che volete che vi dica?
+
+_Dottore._ Non è da escludere: un lucido momento...
+
+_Donna Matilde._ Ecco forse! E allora il suo discorso m'è parso
+pieno, tutto, del rimpianto della mia e della sua gioventù--per
+questa cosa orribile che gli è avvenuta, e che l'ha fermato lì, in
+quella maschera da cui non s'è potuto più distaccare, e da cui si
+vuole, si vuole distaccare!
+
+_Belcredi._ Già! Per potersi mettere ad amar vostra figlia. O
+voi,--come credete--intenerito dalla vostra pietà.
+
+_Donna Matilde._ Che è tanta, vi prego di credere!
+
+_Belcredi._ Si vede, Marchesa! Tanta che un taumaturgo vedrebbe più
+che probabile il miracolo.
+
+_Dottore._ Permettete che parli io adesso? Io non faccio miracoli,
+perché sono un medico e non un taumaturgo, io. Sono stato molto
+attento a tutto ciò che ha detto, e ripeto che quella certa
+elasticità analogica, propria di ogni delirio sistematizzato, è
+evidente che in lui è già molto... come vorrei dire? rilassata. Gli
+elementi, insomma, del suo delirio non si tengono più saldi a
+vicenda. Mi pare che si riequilibri a stento, ormai, nella sua
+personalità soprammessa, per bruschi richiami che lo strappano--(e
+questo è molto confortante)--non da uno stato di incipiente apatia,
+ma piuttosto da un morbido adagiamento in uno stato di malinconia
+riflessiva, che dimostra una... sì, veramente considerevole attività
+cerebrale. Molto confortante, ripeto. Ora, ecco, se con questo trucco
+violento che abbiamo concertato...
+
+_Donna Matilde (voltandosi verso la finestra, col tono di una malata
+che si lamenti)._ Ma com'è che ancora non ritorna quest'automobile?
+In tre ore e mezzo...
+
+_Dottore._ (stordito). Come dice?
+
+_Donna Matilde._ Quest'automobile, dottore! Sono più di tre ore e
+mezzo!
+
+_Dottore (cavando e guardando l'orologio)._ Eh, più di quattro per
+questo!
+
+_Donna Matilde._ Potrebbe esser qua da mezz'ora, almeno. Ma, al
+solito...
+
+_Belcredi._ Forse non trovano l'abito.
+
+_Donna Matilde._ Ma s'e ho indicato con precisione dov'è riposto!
+
+_(È impazientissima.)_
+
+Frida, piuttosto... Dov'è Frida?
+
+_Belcredi (sporgendosi un po' dalla finestra)._ Sarà forse in
+giardino con Carlo.
+
+_Dottore._ La persuaderà a vincere la paura...
+
+_Belcredi._ Ma non è paura, dottore; non ci creda! È che si secca.
+
+_Donna Matilde._ Fatemi il piacere di non pregarla affatto! Io so
+com'è!
+
+_Dottore._ Aspettiamo, con pazienza. Tanto, si farà tutto in un
+momento e dev'esser di sera. Se riusciamo a scrollarlo dicevo, a
+spezzare d'un colpo con questo strappo violento i fili già allentati
+che lo legano ancora alla sua finzione, ridandogli quello che egli
+stesso chiede (l'ha detto: «Non si può aver sempre ventisei anni,
+Madonna!») la liberazione da questa condanna che pare a lui stesso
+una condanna: ecco, insomma, se otteniamo che riacquisti d'un tratto
+la sensazione della distanza del tempo...
+
+_Belcredi (subito)._ Sarà guarito!
+
+_Poi sillabando con intenzione ironica:_
+
+Lo distaccheremo!
+
+_Dottore._ Potremo sperare di riaverlo, come un orologio che si sia
+arrestato a una cert'ora. Ecco, sì, quasi coi nostri orologi alla
+mano, aspettare che si rifaccia quell'ora--là, uno scrollo!---e
+speriamo che esso si rimetta a segnare il suo tempo, dopo un così
+lungo arresto.
+
+_Entra a questo punto dalla comune il marchese Carlo Di Nolli._
+
+_Donna Matilde._ Ah, Carlo... E Frida? Dove se n'è andata?
+
+_Di Nolli._ Eccola, viene a momenti.
+
+_Dottore._ L'automobile è arrivata?
+
+_Di Nolli._ Sì.
+
+_Donna Matilde._ Ah sì? E ha portato l'abito?
+
+_Di Nolli._ È già qui da un pezzo.
+
+_Dottore._ Oh, benissimo, allora!
+
+_Donna Matilde (fremente)._ E dov'è? Dov'è?
+
+_Di Nolli (stringendosi nelle spalle e sorridendo triste, come uno
+che si presti mal volentieri a uno scherzo fuor di luogo)._ Mah...
+Ora vedrete...
+
+_E indicando verso la comune:_
+
+Ecco qua...
+
+_Si presenta sulla soglia della comune Bertoldo che annuncia con
+solennità:_
+
+_Bertoldo._ Sua Altezza la Marchesa Matilde di Canossa!
+
+_E subito entra Frida magnifica e bellissima; parata con l'antico
+abito della madre da «Marchesa Matilde di Toscana» in modo da
+figurare, viva, l'immagine effigiata nel ritratto della sala del
+trono._
+
+_Frida (passando accanto a Bertoldo che s'inchina, gli dice con
+sussiego sprezzante)._ Di Toscana, di Toscana, prego. Canossa è un
+mio castello.
+
+_Belcredi (ammirandola)._ Ma guarda! Ma guarda! Pare un'altra!
+
+_Donna Matilde._ Pare me!--Dio mio, vedete?--Ferma, Frida!--Vedete? È
+proprio il mio ritratto, vivo!
+
+_Dottore._ Sì, sì... Perfetto! Perfetto! Il ritratto!
+
+_Belcredi._ Eh sì, c'è poco da dire... È quello! Guarda, guarda! Che
+tipo!
+
+_Frida._ Non mi fate ridere, che scoppio! Dico, ma che vitino avevi,
+mamma? Mi son dovuta succhiare tutta, per entrarci!
+
+_Donna Matilde (convulsa, rassettandola)._ Aspetta... Ferma... Queste
+pieghe... Ti va così stretto veramente?
+
+_Frida._ Soffoco! Bisognerà far presto, per carità...
+
+_Dottore._ Eh, ma dobbiamo prima aspettate che si faccia sera...
+
+_Frida._ No no, non ci resisto, non ci resisto fino a sera!
+
+_Donna Matilde._ Ma perché te lo sei indossato così subito?
+
+_Frida._ Appena l'ho visto! La tentazione! Irresistibile...
+
+_Donna Matilde._ Potevi almeno chiamarmi! Fatti ajutare... È ancora
+tutto spiegazzato, Dio mio...
+
+_Frida._ Ho visto, mamma. Ma, pieghe vecchie... Sarà difficile farle
+andar via.
+
+_Dottore._ Non importa, Marchesa! L'illusione è perfetta.
+
+_Poi, accostandosi e invitandola a venire un po' avanti alla figlia,
+senza tuttavia coprirla:_
+
+Con permesso. Si collochi così--qua--a una certa distanza--un po'
+più avanti...
+
+_Belcredi._ Per la sensazione della distanza del tempo!
+
+_Donna Matilde (voltandosi a lui, appena)._ Vent'anni dopo! Un
+disastro, eh?
+
+_Belcredi._ Non esageriamo!
+
+_Dottore (imbarazzatissimo per rimediare)._ No, no! Dicevo anche...
+dico, dico per l'abito... dico per vedere...
+
+_Belcredi (ridendo)._ Ma per l'abito, dottore, altro che vent'anni!
+Sono ottocento! Un abisso! Glielo vuol far saltare davvero con un
+urtone?
+
+_Indicando prima Frida e poi la Marchesa:_
+
+Da lì a qua? Ma lo raccatterà a pezzi col corbello! Signori miei,
+pensateci; dico sul serio: per noi sono vent'anni, due abiti e una
+mascherata. Ma se per lui, come lei dice, dottore, s'è fissato il
+tempo; se egli vive là
+
+_indica Frida_
+
+con lei, ottocent'anni addietro: dico sarà tale la vertigine del
+salto che, piombato in mezzo a noi...
+
+_il Dottore fa segno di no col dito_
+
+dice di no?
+
+_Dottore._ No. Perché la vita, caro barone, riprende! Qua--questa
+nostra--diventerà subito reale anche per lui; e lo tratterrà subito,
+strappandogli a un tratto l'illusione e scoprendogli che sono appena
+venti gli ottocent'anni che lei dice! Sarà, guardi, come certi
+trucchi, quello del salto nel vuoto, per esempio, del rito massonico,
+che pare chi sa che cosa, e poi alla fine s'è sceso uno scalino.
+
+_Belcredi._ Oh che scoperta!--Ma sì!--Guardate Frida e la Marchesa,
+dottore!--Chi è più avanti?--Noi vecchi, dottore! Si credono più
+avanti i giovani; non è vero: siamo più avanti noi, di quanto il
+tempo è più nostro che loro.
+
+_Dottore._ Eh, se il passato non ci allontanasse!
+
+_Belcredi._ Ma no! Da che? Se loro
+
+_indica Frida e Di Nolli_
+
+debbono fare ancora quel che abbiamo già fatto noi, dottore:
+invecchiare, rifacendo su per giù le stesse nostre sciocchezze...
+L'illusione è questa, che si esca per una porta davanti, dalla vita!
+Non è vero! Se appena si nasce si comincia a morire, chi per prima ha
+cominciato è più avanti di tutti. E il più giovine è il padre Adamo!
+Guardate là
+
+_mostra Frida_
+
+d'ottocent'anni più giovane di tutti noi, la Marchesa Matilde di
+Toscana.
+
+_E le si inchina profondamente._
+
+_Di Nolli._ Ti prego, ti prego, Tito: non scherziamo.
+
+_Belcredi._ Ah, se ti pare che io scherzi...
+
+_Di Nolli._ Ma sì, Dio mio... da che sei venuto...
+
+_Belcredi._ Come! Mi sono perfino vestito da benedettino...
+
+_Di Nolli._ Già! Per fare una cosa seria...
+
+_Belcredi._ Eh, dico... se è stato serio per gli altri... ecco, per
+Frida, ora, per esempio...
+
+_Poi, voltandosi al Dottore:_
+
+Le giuro, dottore, che non capisco ancora che cosa lei voglia fare.
+
+_Dottore (seccato)._ Ma lo vedrà! Mi lasci fare... Sfido! Se lei vede
+la Marchesa ancora vestita così...
+
+_Belcredi._ Ah, perché deve anche lei...?
+
+_Dottore._ Sicuro! Sicuro! Con un altro abito che è di là, per quanto
+a lui viene in mente di trovarsi davanti alla Marchesa Matilde di
+Canossa.
+
+_Frida._ (mentre conversa piano col Di Nolli, avvertendo che il
+dottore sbaglia). Di Toscana! Di Toscana!
+
+_Dottore (c.s.)._ Ma è lo stesso!
+
+_Belcredi._ Ah, ho capito! Se ne troverà davanti due...?
+
+_Dottore._ Due, precisamente. E allora...
+
+_Frida (chiamandolo in disparte)._ Venga qua, dottore, senta!
+
+_Dottore._ Eccomi!
+
+_Si accosta ai due giovani e finge di dar loro spiegazioni._
+
+_Belcredi (piano, a Donna Matilde)._ Eh, per Dio! Ma dunque...
+
+_Donna Matilde (rivoltandosi con viso fermo)._ Che cosa?
+
+_Belcredi._ V'interessa tanto veramente? Tanto da prestarvi a questo?
+è enorme per una donna!
+
+_Donna Matilde._ Per una donna qualunque!
+
+_Belcredi._ Ah no, per tutte, cara, su questo punto! È una
+abnegazione...
+
+_Donna Matilde._ Gliela devo!
+
+_Belcredi._ Ma non mentite! Voi sapete di non avvilirvi.
+
+_Donna Matilde._ E allora? Che abnegazione?
+
+_Belcredi._ Quanto basta per non avvilire voi agli occhi degli altri,
+ma per offendere me.
+
+_Donna Matilde._ Ma chi pensa a voi in questo momento!
+
+_Di Nolli (venendo avanti)._ Ecco, ecco, dunque, sì, sì, faremo
+così...
+
+_Rivolgendosi a Bertoldo:_
+
+Oh, voi: andate a chiamare uno di quei tre là!
+
+_Bertoldo._ Subito!
+
+_Esce per la comune._
+
+_Donna Matilde._ Ma dobbiamo fingere prima di licenziarci!
+
+_Di Nolli._ Appunto! Lo faccio chiamare per predisporre il vostro
+licenziamento.
+
+_A Belcredi._
+
+Tu puoi farne a meno: resta qua!
+
+_Belcredi (tentennando il capo ironicamente)._ Ma sì, ne faccio a
+meno... ne faccio a meno...
+
+_Di Nolli._ Anche per non metterlo di nuovo in diffidenza, capisci?
+
+_Belcredi._ Ma sì! _Quantitè négligeable!_
+
+_Dottore._ Bisogna dargli assolutamente, assolutamente la certezza
+che ce ne siamo andati via.
+
+_Entra dall'uscio a destra Landolfo seguito da Bertoldo._
+
+_Landolfo._ Permesso?
+
+_Di Nolli._ Avanti, avanti! Ecco... --Vi chiamate Lolo, voi?
+
+_Landolfo._ Lolo o Landolfo, come vuole!
+
+_Di Nolli._ Bene, guardate. Adesso il Dottore e la Marchesa si
+licenzieranno...
+
+_Landolfo._ Benissimo. Basterà dire che hanno ottenuto dal Pontefice
+la grazia del ricevimento. È lì nelle sue stanze, che geme pentito di
+tutto ciò che ha detto, e disperato che la grazia non l'otterrà. Se
+vogliono favorire... Avranno la pazienza di indossare di nuovo gli
+abiti...
+
+_Dottore._ Sì, sì, andiamo, andiamo...
+
+_Landolfo._ Aspettino. Mi permetto di suggerir loro una cosa:
+d'aggiungere che anche la Marchesa Matilde di Toscana ha implorato
+con loro dal Pontefice la grazia, che sia ricevuto.
+
+_Donna Matilde._ Ecco! Vedete se m'ha riconosciuta?
+
+_Landolfo._ No. Mi perdoni. È che teme tanto l'avversione di quella
+Marchesa che ospitò il Papa nel suo Castello. È strano: nella storia,
+che io sappia--ma lor signori sono certo in grado di saperlo meglio
+di me--non è detto, è vero, che Enrico IV amasse segretamente la
+Marchesa di Toscana?
+
+_Donna Matilde (subito)._ No: affatto. Non è detto! Anzi tutt'altro!
+
+_Landolfo._ Ecco, mi pareva! Ma egli dice d'averla amata--lo dice
+sempre... --E ora teme che lo sdegno di lei per questo amore segreto
+debba agire a suo danno sull'animo del Pontefice.
+
+_Belcredi._ Bisogna fargli intendere che questa avversione non c'è
+più!
+
+_Landolfo._ Ecco! Benissimo!
+
+_Donna Matilde (a Landolfo)._ Benissimo, già!
+
+_Poi, a Belcredi_
+
+Perché è precisamente detto nella storia, se voi non lo sapete, che
+il Papa si arrese proprio alle preghiere della Marchesa Matilde e
+dell'Abate di Cluny. E io vi so dire, caro Belcredi, che
+allora--quando si fece la cavalcata--intendevo appunto avvalermi di
+questo per dimostrargli che il mio animo non gli era più tanto
+nemico, quanto egli si immaginava.
+
+_Belcredi._ Ma allora, a meraviglia, cara Marchesa! Seguite, seguite
+la storia...
+
+_Landolfo._ Ecco. Senz'altro, allora, la signora potrebbe
+risparmiarsi un doppio travestimento e presentarsi con Monsignore,
+
+_indica il Dottore_
+
+sotto le vesti di Marchesa di Toscana.
+
+_Dottore (subito, con forza)._ No no! Questo no, per carità!
+Rovinerebbe tutto! L'impressione del confronto dev'esser subitanea,
+di colpo. No, no. Marchesa, andiamo, andiamo: lei si presenterà di
+nuovo come la duchessa Adelaide, madre dell'Imperatrice. E ci
+licenzieremo. Questo è soprattutto necessario: che egli sappia che
+ce ne siamo andati. Su, su: non perdiamo altro tempo, ché ci resta
+ancora tanto da preparare.
+
+_Via il Dottore, Donna Matilde e Landolfo per l'uscio di destra._
+
+_Frida._ Ma io comincio ad aver di nuovo una gran paura...
+
+_Di Nolli._ Daccapo, Frida?
+
+_Frida._ Era meglio, se lo vedevo prima...
+
+_Di Nolli._ Ma credi che non ce n'è proprio di che!
+
+_Frida._ Non è furioso?
+
+_Di Nolli._ Ma no! È tranquillo.
+
+_Belcredi (con ironica affettazione sentimentale)._ Malinconico! Non
+hai sentito che ti ama!
+
+_Frida._ Grazie tante! Giusto per questo!
+
+_Belcredi._ Non ti vorrà far male...
+
+_Di Nolli._ Ma sarà poi l'affare d'un momento...
+
+_Frida._ Già, ma là al bujo! con lui...
+
+_Di Nolli._ Per un solo momento, e io ti sarò accanto e gli altri
+saranno tutti dietro le porte, in agguato, pronti ad accorrere.
+Appena si vedrà davanti tua madre, capisci? per te, la tua parte sarà
+finita...
+
+_Belcredi._ Il mio timore, piuttosto, è un altro: che si farà un buco
+nell'acqua.
+
+_Di Nolli._ Non cominciare! A me il rimedio pare efficacissimo!
+
+_Frida._ Anche a me, anche a me! Già lo avverto in me... Sono tutta
+un fremito!
+
+_Belcredi._ Ma i pazzi, cari miei--(non lo sanno, purtroppo!)--ma
+hanno questa felicità di cui non teniamo conto...
+
+_Di Nolli (interrompendo, seccato)._ Ma che felicità, adesso! Fà il
+piacere!
+
+_Belcredi (con forza)._ Non ragionano!
+
+_Di Nolli._ Ma che c'entra qua il ragionamento, scusa?
+
+_Belcredi._ Come! Non ti pare tutto un ragionamento che--secondo
+noi--egli dovrebbe fare, vedendo lei,
+
+_indica Frida_
+
+e vedendo sua madre? Ma lo abbiamo architettato noi tutto quanto!
+
+_Di Nolli._ No, niente affatto; che ragionamento? Gli presentiamo una
+doppia immagine della sua stessa finzione, come ha detto il dottore!
+
+_Belcredi (con uno scatto improvviso)._ Senti: io non ho mai capito
+perché si laureino in medicina!
+
+_Di Nolli (stordito)._ Chi?
+
+_Belcredi._ Gli alienisti.
+
+_Di Nolli._ Oh bella, e in che vuoi che si laureino?
+
+_Frida._ Se fanno gli alienisti!
+
+_Belcredi._ Appunto! In legge, cara! Tutte chiacchiere! E chi più sa
+chiacchierare, più è bravo! «Elasticità analogica», «la sensazione
+della distanza del tempo!» E intanto la prima cosa che dicono è che
+non fanno miracoli--quando ci vorrebbe proprio un miracolo! Ma sanno
+che più ti dicono che non sono taumaturghi, e più gli altri credono
+alla loro serietà--non fanno miracoli--e cascano sempre in piedi, che
+è una bellezza!
+
+_Bertoldo (che se ne è andato a spiare dietro l'uscio a destra,
+guardando attraverso il buco della serratura)._ Eccoli! Eccoli!
+Accennano a venire qua...
+
+_Di Nolli._ Ah si?
+
+_Bertoldo._ Pare che egli li voglia accompagnare... Sì, sì, eccolo,
+eccolo!
+
+_Di Nolli._ Ritiriamoci allora! Ritiriamoci subito!
+
+_Voltandosi a Bertoldo prima di uscire._
+
+Voi restate qua!
+
+_Bertoldo._ Debbo restare?
+
+_Senza dargli risposta, Di Nolli, Frida e Belcredi scappano per la
+comune, lasciando Bertoldo sospeso e smarrito. S'apre l'uscio a
+destra e Landolfo entra per primo, subito inchinandosi, entrano poi
+Donna Matilde col manto e la corona ducale, come nel primo atto e il
+Dottore con la tonaca di Abate di Cluny; Enrico IV è fra loro, in
+abito regale; entrano infine Ordulfo e Arialdo._
+
+_Enrico IV (seguitando il discorso che si suppone cominciato nella
+sala del trono)._ E io vi domando, come potrei essere astuto, se poi
+mi credono caparbio...
+
+_Dottore._ Ma no, che caparbio, per carità!
+
+_Enrico IV (sorridendo, compiaciuto)._ Sarei per voi allora veramente
+astuto?
+
+_Dottore._ No, no, né caparbio, né astuto!
+
+_Enrico IV (si ferma ed esclama col tono di chi vuol far notare
+benevolmente, ma anche ironicamente, che così non può stare)._
+Monsignore! Se la caparbietà non è vizio che possa accompagnarsi con
+l'astuzia, speravo che, negandomela, almeno un po' d'astuzia me la
+voleste concedere. V'assicuro che mi è molto necessaria! Ma se voi ve
+la volete tenete tutta per voi...
+
+_Dottore._ Ah, come, io? Vi sembro astuto?
+
+_Enrico IV._ No, Monsignore! Che dite! Non sembrate affatto!
+
+_Troncando per rivolgersi a Donna Matilde._
+
+Con permesso: qua sulla soglia, una parola in confidenza a Madonna
+la Duchessa.
+
+_La conduce un po' in disparte e le domanda con ansia in gran
+segreto:_
+
+Vostra figlia vi è cara veramente?
+
+_Donna Matilde (smarrita)._ Ma sì, certo...
+
+_Enrico IV._ E volete che la ricompensi con tutto il mio amore, con
+tutta la mia devozione dei gravi torti che ho verso di lei, benché
+non dobbiate credere alle dissolutezze di cui m'accusano i miei
+nemici?
+
+_Donna Matilde._ No no: io non ci credo: non ci ho mai creduto...
+
+_Enrico IV._ Ebbene, allora, volete?
+
+_Donna Matilde (c.s.)._ Che cosa?
+
+_Enrico IV._ Che io ritorni all'amore di vostra figlia?
+
+_La guarda, e aggiunge subito in tono misterioso, o d'ammonimento e
+di sgomento insieme:_
+
+Non siate amica, non siate amica della Marchesa di Toscana!
+
+_Donna Matilde._ Eppure vi ripeto che ella non ha pregato, non ha
+scongiurato meno di noi per ottenere la vostra grazia...
+
+_Enrico IV (subito, piano, fremente)._ Non me lo dite! Non me lo
+dite! Ma perdio, Madonna, non vedete che effetto mi fa?
+
+_Donna Matilde (lo guarda, poi pianissimo, come confidandosi)._ Voi
+l'amate ancora?
+
+_Enrico IV (sbigottito)._ Ancora? Come dite ancora? Voi forse,
+sapete? Nessuno lo sa! Nessuno deve saperlo!
+
+_Donna Matilde._ Ma forse lei sì, lo sa, se ha tanto implorato per
+voi!
+
+_Enrico IV (la guarda un po' e poi dice):_ E amate la vostra
+figliuola?
+
+_Breve pausa. Si volge al Dottore con un tono di riso:_
+
+Ah, Monsignore, come è vero che questa mia moglie io ho saputo
+d'averla soltanto dopo--tardi, tardi... E anche adesso: sì, devo
+averla; non c'è dubbio che l'ho--ma vi potrei giurare che non ci
+penso quasi mai. Sarà peccato, ma non la sento; proprio non me la
+sento nel cuore. È meraviglioso però, che non se la senta nel cuore
+neanche sua madre! Confessate, Madonna, che ben poco v'importa di
+lei!
+
+_Volgendosi al Dottore, con esasperazione:_
+
+Mi parla dell'altra!
+
+_Ed eccitandosi sempre più:_
+
+Con un'insistenza, con un'insistenza che non riesco proprio a
+spiegarmi.
+
+_Landolfo (umile)._ Forse per levarvi, Maestà, un'opinione contraria
+che abbiate potuto concepire della Marchesa di Toscana.
+
+_E sgomento di essersi permesso questa osservazione, aggiunge
+subito:_
+
+Dico, beninteso, in questo momento...
+
+_Enrico IV._ Perché anche tu sostieni che mi sia stata amica?
+
+_Landolfo._ Sì, in questo momento, sì, Maestà!
+
+_Donna Matilde._ Ecco, sì, proprio per questo...
+
+_Enrico IV._ Ho capito. Vuol dire allora che non credete che io la
+ami. Ho capito. Ho capito. Non l'ha mai creduto nessuno; nessuno mai
+sospettato. Tanto meglio così! Basta. Basta.
+
+_Tronca, rivolgendosi al Dottore con animo e viso del tutto diversi_
+
+Monsignore, avete veduto? Le condizioni da cui il Papa ha fatto
+dipendere la revoca della scomunica non han nulla ma proprio nulla da
+vedere con la ragione per cui mi aveva scomunicato! Dite a Papa
+Gregorio che ci rivedremo a Bressanone. E voi, Madonna, se avrete la
+fortuna d'incontrare la vostra figliuola giù nel cortile del castello
+della vostra amica Marchesa, che volete che vi dica? fatela salire;
+vedremo se mi riuscirà di tenermela stretta accanto, moglie e
+Imperatrice. Molte fin qui si son presentate, assicurandomi,
+assicurandomi d'esser lei--quella che io, sapendo di averla... sì, ho
+pur cercato qualche volta--(non è vergogna: mia moglie!)--Ma tutte,
+dicendomi d'essere Berta, dicendomi d'esser di Susa--non so
+perché--si sono messe a ridere!
+
+_Come in confidenza_
+
+Capite?--a letto--io senza quest'abito--lei anche... sì, Dio mio,
+senz'abiti... un uomo e una donna... è naturale... Non si pensa più a
+ciò che siamo. L'abito, appeso, resta come un fantasma!
+
+_E con un altro tono, in confidenza al Dottore:_
+
+E io penso, Monsignore, che i fantasmi, in generale, non siano altro
+in fondo che piccole scombinazioni dello spirito: immagini che non si
+riesce a contenere nei regni del sonno: si scoprono anche nella
+veglia, di giorno; e fanno paura. Io ho sempre tanta paura, quando di
+notte me le vedo davanti--tante immagini scompigliate, che ridono,
+smontate da cavallo.--Ho paura talvolta anche del mio sangue che
+pulsa nelle arterie come, nel silenzio della notte, un tonfo cupo di
+passi in stanze lontane... Basta vi ho trattenuto anche troppo qui in
+piedi. Vi ossequio, Madonna; e vi riverisco, Monsignore.
+
+_Davanti alla soglia della comune, fin dove li ha accompagnati, li
+licenzia, ricevendone l'inchino. Donna Matilde e il Dottore, via.
+Egli richiude la porta e si volta subito, cangiato._
+
+Buffoni! Buffoni! Buffoni!--Un pianoforte di colori! Appena la
+toccavo: bianca, rossa, gialla, verde... E quell'altro là: Pietro
+Damiani.--Ah! Ah! Perfetto! Azzeccato!--S'è spaventato di
+ricomparirmi davanti!
+
+_Dirà questo con gaja prorompente frenesia, movendo di qua, di là i
+passi, gli occhi, finché all'improvviso non vede Bertoldo, più che
+sbalordito, impaurito del repentino cambiamento. Gli si arresta
+davanti e additandolo ai tre compagni anch'essi come smarriti nello
+sbalordimento:_
+
+Ma guardatemi quest'imbecille qua, ora, che sta a mirarmi a bocca
+aperta...
+
+_Lo scrolla per le spalle._
+
+Non capisci? Non vedi come li paro, come li concio, come me li
+faccio comparire davanti, buffoni spaventati! E si spaventano solo di
+questo, oh: che stracci loro addosso la maschera buffa e li scopra
+travestiti; come se non li avessi costretti io stesso a mascherarsi,
+per questo mio gusto qua, di fare il pazzo!
+
+_Landolfo Arialdo Ordulfo (sconvolti, trasecolati, guardandosi tra
+loro)._ Come! Che dice? Ma dunque?
+
+_Enrico IV (si volta subito alle loro esclamazioni e grida,
+imperioso)._ Basta! Finiamola! Mi sono seccato!
+
+_Poi subito, come se, a ripensarci, non se ne possa dar pace, e non
+sappia crederci:_
+
+Perdio, l'impudenza di presentarsi qua, a me, ora col suo ganzo
+accanto... --E avevano l'aria di prestarsi per compassione, per non
+fare infuriare un poverino già fuori del mondo, fuori del tempo,
+fuori della vita!--Eh, altrimenti quello là, ma figuratevi se
+l'avrebbe subita una simile sopraffazione!--Loro sì, tutti i giorni,
+ogni momento, pretendono che gli altri siano come li vogliono loro;
+ma non è mica una sopraffazione, questa!--Che! Che!--È il loro modo
+di pensare, il loro modo di vedere, di sentire: ciascuno ha il suo!
+Avete anche voi il vostro, eh? Certo! Ma che può essere il vostro?
+Quello della mandra! Misero, labile, incerto... E quelli ne
+approfittano, vi fanno subire e accettare il loro, per modo che voi
+sentiate e vediate come loro! O almeno, si illudono! Perché poi, che
+riescono a imporre? Parole! parole che ciascuno intende e ripete a
+suo modo. Eh, ma si formano pure così le così dette opinioni
+correnti! E guai a chi un bel giorno si trovi bollato da una di
+queste parole che tutti ripetono! Per esempio: «pazzo!»--Per esempio,
+che so?--«imbecille»--Ma dite un po', si può star quieti a pensare
+che c'è uno che si affanna a persuadere agli altri che voi siete come
+vi vede lui, a fissarvi nella stima degli altri secondo il giudizio
+che ha fatto di voi?--«Pazzo» «pazzo»!--Non dico ora che lo faccio
+per ischerzo! Prima, prima che battessi la testa cadendo da
+cavallo...
+
+_S'arresta d'un tratto, notando i quattro che si agitano, più che mai
+sgomenti e sbalorditi._
+
+Vi guardate negli occhi?
+
+_Rifà smorfiosamente i segni del loro stupore._
+
+Ah! Eh! Che rivelazione?--Sono o non sono?--Eh, via, sì, sono pazzo!
+
+_Si fa terribile_
+
+Ma allora, perdio, inginocchiatevi! inginocchiatevi!
+
+_Li forza a inginocchiarsi tutti a uno a uno:_
+
+Vi ordino di inginocchiarvi tutti davanti a me--così! E toccate tre
+volte la terra con la fronte! Giù! Tutti, davanti ai pazzi, si deve
+stare così!
+
+_Alla vista dei quattro inginocchiati si sente subito svaporare la
+feroce gajezza, e se ne sdegna._
+
+Su, via, pecore, alzatevi!--M'avete obbedito? Potevate mettermi la
+camicia di forza... --Schiacciare uno col peso d'una parola? Ma è
+niente! Che è? Una mosca!--Tutta la vita è schiacciata così dal peso
+delle parole! Il peso dei morti--Eccomi qua: potete credere sul serio
+che Enrico IV sia ancora vivo? Eppure, ecco, parlo e comando a voi
+vivi. Vi voglio così!--Vi sembra una burla anche questa, che
+seguitano a farla i morti la vita?--Sì, qua è una burla: ma uscite di
+qua, nel mondo vivo. Spunta il giorno. Il tempo è davanti a voi.
+Un'alba. Questo giorno che ci sta davanti--voi dite--lo faremo
+noi!--Sì? Voi? E salutatemi tutte le tradizioni! Salutatemi tutti i
+costumi! Mettetevi a parlare! Ripetete tutte le parole che si sono
+sempre dette! Credete di vivere? Rimasticate la vita dei morti!
+
+_Si para davanti a Bertoldo, ormai istupidito._
+
+Non capisci proprio nulla, tu, eh?--Come ti chiami?
+
+_Bertoldo._ Io?... Eh... Bertoldo...
+
+_Enrico IV._ Ma che Bertoldo, sciocco! Qua a quattr'occhi: come ti
+chiami?
+
+_Bertoldo._ Ve... veramente mi... mi chiamo Fino...
+
+_Enrico IV (a un atto di richiamo e di ammonimento degli altri tre,
+appena accennato, voltandosi subito per farli tacere)._ Fino?
+
+_Bertoldo._ Fino Pagliuca, sissignore.
+
+_Enrico IV (volgendosi di nuovo agli altri)._ Ma se vi ho sentito
+chiamare tra voi, tante volte!
+
+_A Landolfo_
+
+Tu ti chiami Lolo?
+
+_Landolfo._ Sissignore...
+
+_Poi con uno scatto di gioja:_
+
+Oh Dio... Ma allora?
+
+_Enrico IV (subito, brusco)._ Che cosa?
+
+_Landolfo (d'un tratto smorendo)._ No... dico...
+
+_Enrico IV._ Non sono più pazzo? Ma no. Non mi vedete?--Scherziamo
+alle spalle di chi ci crede.
+
+_Ad Arialdo_
+
+So che tu ti chiami Franco...
+
+_A Ordulfo_
+
+E tu, aspetta...
+
+_Ordulfo._ Momo!
+
+_Enrico IV._ Ecco, Momo! Che bella cosa, eh?
+
+_Landolfo (c.s.)._ Ma dunque... oh Dio...
+
+_Enrico IV (c.s.)._ Che? Niente! Facciamoci tra noi una bella, lunga,
+grande risata...
+
+_E ride._
+
+Ah, ah, ah, ah, ah, ah!
+
+_Landolfo Arialdo Ordulfo (guardandosi tra loro, incerti, smarriti,
+tra la gioja e lo sgomento)._ È guarito? Ma sarà vero? Com'è?
+
+_Enrico IV._ Zitti! Zitti!
+
+_A Bertoldo:_
+
+Tu non ridi? Sei ancora offeso? Ma no! Non dicevo mica a te,
+sai?--Conviene a tutti, capisci? conviene a tutti far credere pazzi
+certuni, per avere la scusa di tenerli chiusi. Sai perché? Perché non
+si resiste a sentirli parlare. Che dico io di quelli là che se ne
+sono andati? Che una è una baldracca, l'altro un sudicio libertino,
+l'altro un impostore... Non è vero! Nessuno può crederlo!--Ma tutti
+stanno ad ascoltarmi, spaventati. Ecco, vorrei sapere perché, se non
+è vero.--Non si può mica credere a quel che dicono i pazzi!--Eppure,
+si stanno ad ascoltare così, con gli occhi sbarrati dallo
+spavento.--Perché?--Dimmi, dimmi tu, perché? Sono calmo, vedi?
+
+_Bertoldo._ Ma perché... forse, credono che...
+
+_Enrico IV._ No, caro... no, caro... Guardami bene negli occhi...
+--Non dico che sia vero, stai tranquillo!--Niente è vero!--Ma
+guardami negli occhi!
+
+_Bertoldo._ Sì, ecco, ebbene?
+
+_Enrico IV._ Ma lo vedi? lo vedi? Tu stesso! Lo hai anche tu, ora, lo
+spavento negli occhi!--Perché ti sto sembrando pazzo!--Ecco la prova!
+Ecco la prova!
+
+_E ride._
+
+_Landolfo (a nome degli altri, facendosi coraggio, esasperato)._ Ma
+che prova?
+
+_Enrico IV._ Codesto vostro sgomento, perché ora, di nuovo, vi sto
+sembrando pazzo!--Eppure, perdio, lo sapete! Mi credete; lo avete
+creduto fino ad ora che sono pazzo!--È vero o no?
+
+_Li guarda un po', li vede atterriti._
+
+Ma lo vedete? Lo sentite che può diventare anche terrore, codesto
+sgomento, come per qualche cosa che vi faccia mancare il terreno
+sotto i piedi e vi tolga l'aria da respirare? Per forza, signori
+miei! Perché trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa?
+trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto
+avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte
+le vostre costruzioni!--Eh! che volete? Costruiscono senza logica,
+beati loro, i pazzi! O con una loro logica che vola come una piuma!
+Volubili! Volubili! Oggi così e domani chi sa come!--Voi vi tenete
+forte, ed essi non si tengono più. Volubili! Volubili!--Voi dite:
+«questo non può essere!»--e per loro può essere tutto.--Ma voi dite
+che non è vero. E perché?--Perché non par vero a te, a te, a te,
+
+_indica tre di loro,_
+
+e centomila altri. Eh, cari miei! Bisognerebbe vedere poi che cosa
+invece par vero a questi centomila altri che non sono detti pazzi, e
+che spettacolo danno dei loro accordi, fiori di logica! Io so che a
+me, bambino, appariva vera la luna nel pozzo. E quante cose mi
+parevano vere! E credevo a tutte quelle che mi dicevano gli altri, ed
+ero beato! Perché guai, guai se non vi tenete più forte a ciò che vi
+par vero oggi, a ciò che vi parrà vero domani, anche se sia l'opposto
+di ciò che vi pareva vero jeri! Guai se vi affondaste come me a
+considerare questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se
+siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi--come io guardavo
+un giorno certi occhi--potete figurarvi come un mendico davanti a una
+porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi,
+col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a
+voi, come quell'altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi
+tocca...
+
+_Pausa lungamente tenuta. L'ombra, nella sala, comincia ad
+addensarsi, accrescendo quel senso di smarrimento e di più profonda
+costernazione da cui quei quattro mascherati sono compresi e sempre
+più allontanati dal grande Mascherato, rimasto assorto a contemplare
+una spaventosa miseria che non è di lui solo, ma di tutti. Poi egli
+si riscuote, fa come per cercare i quattro che non sente più attorno
+a sè e dice:_
+
+S'è fatto bujo, qua.
+
+_Ordulfo (subito, facendosi avanti)._ Vuole che vada a prendere la
+lampa?
+
+_Enrico IV (con ironia)._ La lampa, si... Credete che non sappia che,
+appena volto le spalle con la mia lampa ad olio per andare a dormire,
+accendete la luce elettrica per voi--qua e anche là nella sala del
+trono?--Fingo di non vederla...
+
+_Ordulfo._ Ah!--Vuole allora...?
+
+_Enrico IV._ No: m'accecherebbe.--Voglio la mia lampa.
+
+_Ordulfo._ Ecco, sarà già pronta, qua dietro la porta.
+
+_Si reca alla comune; la apre; ne esce appena e subito ritorna con
+una lampa antica, di quelle che si reggono con un anello in cima._
+
+_Enrico IV (prendendo la lampa e poi indicando la tavola sul
+coretto)._ Ecco, un pòdi luce. Sedete, lì attorno alla tavola. Ma non
+così! In belli e sciolti atteggiamenti...
+
+_Ad Arialdo_
+
+Ecco, tu così...
+
+_lo atteggia, poi a Bertoldo:_
+
+E tu così...
+
+_lo atteggia:_
+
+Così ecco...
+
+_Va a sedere anche lui._
+
+E io, qua...
+
+_Volgendo il capo verso una delle finestre._
+
+Si dovrebbe poter comandare alla luna un bel raggio decorativo...
+Giova, a noi, giova, la luna. Io per me, ne sento il bisogno, e mi ci
+perdo spesso a guardarla dalla mia finestra. Chi può credere, a
+guardarla, che lo sappia che ottocent'anni siano passati e che io,
+seduto alla finestra non possa essere davvero Enrico IV che guarda la
+luna, come un pover'uomo qualunque? Ma guardate, guardate che
+magnifico quadro notturno: l'Imperatore tra i suoi fidi
+consiglieri... Non ci provate gusto?
+
+_Landolfo (piano ad Arialdo, come per non rompere l'incanto)._ Eh,
+capisci? A sapere che non era vero...
+
+_Enrico IV._ Vero, che cosa?
+
+_Landolfo (titubante, come per scusarsi)._ No... ecco... perché a lui
+
+_indica Bertoldo_
+
+entrato nuovo in servizio... io, appunto questa mattina, dicevo:
+Peccato, che così vestiti... e poi con tanti bei costumi, là in
+guardaroba... e con una sala come quella...
+
+_accenna alla sala del trono._
+
+_Enrico IV._ Ebbene? Peccato, dici?
+
+_Landolfo._ Già... che non sapevamo...
+
+_Enrico IV._ Di rappresentarla per burla, qua, questa commedia?
+
+_Landolfo._ Perché credevamo che...
+
+_Arialdo (per venirgli in aiuto)._ Ecco... sì, che fosse sul serio!
+
+_Enrico IV._ E com'è? Vi pare che non sia sul serio?
+
+_Landolfo._ Eh, se dice che...
+
+_Enrico IV._ Dico che siete sciocchi! Dovevate sapervelo fare per voi
+stessi, l'inganno; non per rappresentarlo davanti a me, davanti a chi
+viene qua in visita di tanto in tanto; ma così, per come siete
+naturalmente, tutti i giorni, davanti a nessuno
+
+_a Bertoldo, prendendolo per le braccia,_
+
+per te, capisci, che in questa tua finzione ci potevi mangiare,
+dormire, e grattarti anche una spalla, se ti sentivi un prurito;
+
+_rivolgendosi anche agli altri:_
+
+sentendovi vivi, vivi veramente nella storia del mille e cento, qua
+alla Corte del vostro Imperatore Enrico IV! E pensare, da qui, da
+questo nostro tempo remoto, così colorito e sepolcrale, pensare che a
+una distanza di otto secoli in giù, in giù, gli uomini del mille e
+novecento si abbaruffano intanto, s'arrabattano in un'ansia senza
+requie di sapere come si determineranno i loro casi, di vedere come
+si stabiliranno i fatti che li tengono in tanta ambascia e in tanta
+agitazione. Mentre voi, invece, già nella storia! con me! Per quanto
+tristi i miei casi, e orrendi i fatti, aspre le lotte, dolorose le
+vicende: già storia, non cangiano più, non possono più cangiare,
+capite? Fissati per sempre: che vi ci potete adagiare, ammirando come
+ogni effetto segua obbediente alla sua causa, con perfetta logica, e
+ogni avvenimento si svolga preciso e coerente in ogni suo
+particolare. Il piacere, il piacere della storia, insomma, che è così
+grande!
+
+_Landolfo._ Ah, bello! bello!
+
+_Enrico IV._ Bello, ma basta! Ora che lo sapete, non potrei farlo più
+io!
+
+_Prende la lampa per andare a dormire._
+
+Nè del resto voi stessi, se non ne avete inteso finora la ragione.
+Ne ho la nausea adesso!
+
+_Quasi tra sè, con violenta rabbia contenuta:_
+
+Perdio! debbo farla pentire d'esser venuta qua! Da suocera oh, mi
+s'è mascherata... E lui da padre abate... --E mi portano con loro un
+medico per farmi studiare... E chi sa che non sperino di farmi
+guarire... Buffoni!--Voglio avere il gusto di schiaffeggiargliene
+almeno uno: quello!--È un famoso spadaccino? M'infilzerà... Ma
+vedremo, vedremo...
+
+_Si sente picchiare alla comune._
+
+Chi è?
+
+_Voce di Giovanni._ Deo gratias!
+
+_Arialdo (contentissimo, come per uno scherzo che si potrebbe ancora
+fare)._ Ah, è Giovanni, è Giovanni, che viene come ogni sera a fare
+il monacello!
+
+_Ordulfo (c.s., stropicciandosi le mani)._ Sì, sì, facciamoglielo
+fare! facciamoglielo fare!
+
+_Enrico IV (subito, severo)._ Sciocco! Lo vedi? Perché? Per fare uno
+scherzo alle spalle di un povero vecchio, che lo fa per amor mio?
+
+_Landolfo (a Ordulfo)._ Dev'essere come vero! Non capisci?
+
+_Enrico IV._ Appunto! Come vero! Perché solo così non è più una burla
+la verità!
+
+_Si reca ad aprire la porta e fa entrare Giovanni parato da umile
+fraticello, con un rotolo di cartapecora sotto il braccio._
+
+Avanti, avanti, padre!
+
+_Poi assumendo un tono di tragica gravità e di cupo risentimento:_
+
+Tutti i documenti della mia vita e del mio regno a me favorevoli
+furono distrutti, deliberatamente, dai miei nemici: c'è solo,
+sfuggita alla distruzione, questa mia vita scritta da un umile
+monacello a me devoto, e voi vorreste riderne?
+
+_Si rivolge amorosamente a Giovanni e lo invita a sedere davanti alla
+tavola:_
+
+Sedete, padre, sedete qua. E la lampa accanto.
+
+_Gli posa accanto la lampa che ha ancora in mano._
+
+Scrivete, scrivete.
+
+_Giovanni (svolge il rotolo di cartapecora, e si dispone a scriveve
+sotto dettatura)._ Eccomi pronto, Maestà!
+
+_Enrico IV (dettando)._ Il decreto di pace emanato a Magonza giovò ai
+meschini ed ai buoni, quanto nocque ai cattivi e ai potenti.
+
+_Comincia a calare la tela._
+
+Apportò dovizie ai primi, fame e miseria ai secondi...
+
+
+
+Atto Terzo.
+
+
+(La sala del trono, buja. Nel bujo, la parete di fondo si discerne
+appena. Le tele dei due ritratti sono state asportate e al loro
+posto, entro le cornici rimaste a ricingere il cavo delle nicchie, si
+sono impostati nel preciso atteggiamento di quei ritratti, Frida
+parata da «Marchesa di Toscana», come s'è vista nel secondo atto, e
+Carlo Di Nolli parato da «Enrico IV».)
+
+_Al levarsi del sipario, per un attimo la scena appare vuota. Si apre
+l'uscio a sinistra ed entra, reggendo la lampa per l'anello in cima,
+Enrico IV, volto a parlare verso l'interno ai quattro giovani che si
+suppongono nella sala attigua, con Giovanni, come alla fine del
+secondo atto._
+
+_Enrico IV._ No: restate, restate: farò da me. Buona notte.
+
+_Richiude l'uscio e si muove, tristissimo e stanco, per attraversare
+la sala, diretto al secondo uscio a destra, che dà nei suoi
+appartamenti._
+
+_Frida (appena vede che egli ha di poco oltrepassato l'altezza del
+trono, bisbiglia dalla nicchia, come una che si senta venir meno
+dalla paura)._ Enrico...
+
+_Enrico IV (arrestandosi alla voce, come colpito a tradimento da una
+rasojata alla schiena, volta la faccia atterrita verso la parete di
+fondo, accennando d'alzare istintivamente, quasi a riparo, le
+braccia)._ Chi mi chiama? _(Non è una domanda, è un'esclamazione che
+guizza in un brivido di terrore e non aspetta risposta dal bujo e dal
+silenzio terribile della sala che d'un tratto si sono riempiti per
+lui del sospetto d'esser pazzo davvero.)_
+
+_Frida (a quell'atto di terrore, non meno atterrita di ciò che si è
+prestata a fare, ripete un po' più forte):_ Enrico... _(Ma sporgendo
+un po' il capo dalla nicchia verso l'altra nicchia, pur volendo
+sostenere la parte che le hanno assegnata.)_
+
+_Enrico IV (ha un urlo: si lascia cader la lampa dalle mani, per
+cingersi con le braccia la testa, e fa come per fuggire)._
+
+_Frida (saltando dalla nicchia sullo zoccolo e gridando come
+impazzita)._ Enrico... Enrico... Ho paura... ho paura...
+
+_E mentre il Di Nolli balza a sua volta dallo zoccolo e di qui a
+terra, e accorre a Frida che seguita a gridare convulsa, sul punto di
+svenire, irrompono--dall'uscio a sinistra--tutti: il Dottore, Donna
+Matilde parata anche lei da «Marchesa di Toscana», Tito Belcredi,
+Landolfo, Arialdo, Ordulfo, Bertoldo, Giovanni. Uno di questi dà
+subito luce alla sala: luce strana, di lampadine nascoste nel
+soffitto, per modo che sia sulla scena soltanto viva nell'alto. Gli
+altri, senza curarsi d'Enrico IV che rimane a guardare, stupito da
+quella irruzione inattesa, dopo il momento di terrore per cui ancora
+vibra in tutta la persona, accorrono premurosi a sorreggere e a
+confortare Frida, che trema ancora e geme e smania tra le braccia del
+fidanzato. Parlano tutti confusamente._
+
+_Di Nolli._ No, no, Frida... Eccomi qua... Sono con te!
+
+_Dottore (sopravvenendo con gli altri)._ Basta! Basta! Non c'è da
+fare più nulla...
+
+_Donna Matilde._ È guarito, _Frida._! Ecco! È guarito! Vedi?
+
+_Di Nolli (stupito)._ Guarito?
+
+_Belcredi._ Era per ridere! Stai tranquilla!
+
+_Frida (c.s.)._ No! Ho paura! Ho paura!
+
+_Donna Matilde._ Ma di che? Guardalo! Se non era vero! Non è vero!
+
+_Di Nolli (c.s.)._ Non è vero? Ma che dite? Guarito?
+
+_Dottore._ Pare! Per quanto a me...
+
+_Belcredi._ Ma sì! Ce l'hanno detto loro!
+
+_indica i quattro giovani._
+
+_Donna Matilde._ Sì, da tanto tempo! Lo ha confidato a loro!
+
+_Di Nolli (ora più indignato che stupito)._ Ma come? Se fino a poco
+fa...?
+
+_Belcredi._ Mah! Recitava per ridere alle tue spalle, e anche di noi
+che, in buona fede...
+
+_Di Nolli._ È possibile? Anche di sua sorella, fino alla morte?
+
+_Enrico IV (che se n'è rimasto, aggruppato, a spiare or l'uno or
+l'altro, sotto le accuse e il dileggio per quella che tutti credono
+una sua beffa crudele, ormai svelata; e ha dimostrato col lampeggiare
+degli occhi, che medita una vendetta che ancora lo sdegno,
+tumultuandogli dentro, non gli fa vedere precisa; insorge a questo
+punto, ferito, con la chiara idea d'assumere come vera, la finzione
+che gli avevano insidiosamente apparecchiata gridando al nipote):_ E
+avanti! Di' avanti!
+
+_Di Nolli (restando al grido, stordito)._ Avanti, che?
+
+_Enrico IV._ Non sarà morta «tua» sorella soltanto!
+
+_Di Nolli (c.s.)._ Mia sorella! Io dico la tua; che costringesti fino
+all'ultimo a presentarsi qua come tua madre, Agnese!
+
+_Enrico IV._ E non era «tua» madre?
+
+_Di Nolli._ Mia madre, mia madre appunto!
+
+_Enrico IV._ Ma è morta a me »vecchio e lontano», tua madre! Tu sei
+calato ora, fresco, di là!
+
+_indica la nicchia da cui egli è saltato._
+
+E che ne sai tu, se io non l'ho pianta a lungo, a lungo, in segreto,
+anche vestito così?
+
+_Donna Matilde (costernata, guardando gli altri!)._ Ma che dice!
+
+_Dottore (impressionatissimo, osservandolo)._ Piano, piano, per
+carità!
+
+_Enrico IV._ Che dico? Domandando a tutti, se non era Agnese la madre
+di Enrico IV!
+
+_Si volge a Frida, come se fosse lei veramente la Marchesa di
+Toscana._
+
+Voi, Marchesa, dovreste saperlo, mi pare!
+
+_Frida (ancora impazzita, stringendosi di più al Di Nolli)._ No, io
+no! Io no!
+
+_Dottore._ Ecco che ritorna il delirio... Piano, signori miei!
+
+_Belcredi (sdegnato)._ Ma che delirio, Dottore! Riprende a recitare
+la commedia!
+
+_Enrico IV (subito)._ Io? Avete votato quelle due nicchie là; lui mi
+sta davanti da Enrico IV...
+
+_Belcredi._ Ma basta ormai con codesta burla!
+
+_Enrico IV._ Chi ha detto burla?
+
+_Dottore (a Belcredi, forte)._ Non lo cimenti, per amor di Dio!
+
+_Belcredi (senza dargli retta, più forte)._ Ma l'hanno detto loro!
+
+_Indica di nuovo i quattro giovani._
+
+Loro! Loro!
+
+_Enrico IV (voltandosi a guardarli)._ Voi? Avete detto burla?
+
+_Landolfo (timido, imbarazzato)._ No... veramente, che era guarito!
+
+_Belcredi._ E dunque, basta, via!
+
+_A Donna Matilde:_
+
+Non vi pare che diventi d'una puerilità intollerabile, la vista
+di lui
+
+_indica il Di Nolli,_
+
+Marchesa, e la vostra, parati così?
+
+_Donna Matilde._ Ma statevi zitto! Chi pensa più all'abito, se lui è
+veramente guarito?
+
+_Enrico IV._ Guarito, sì! Sono guarito!
+
+_A Belcredi:_
+
+Ah, ma non per farla finita così subito, come tu credi!
+
+_Lo investe._
+
+Lo sai che da venti anni nessuno ha mai osato comparirmi davanti
+qua, come te e codesto signore?
+
+_indica il Dottore._
+
+_Belcredi._ Ma sì, lo so! E difatti anch'io, questa mattina, ti
+comparvi davanti vestito...
+
+_Enrico IV._ Da monaco, già!
+
+_Belcredi._ E tu mi prendesti per Pietro Damiani! E non ho mica riso,
+credendo appunto...
+
+_Enrico IV._ Che fossi pazzo! Ti viene da ridere, vedendo lei così,
+ora che sono guarito? Eppure potresti pensare che, ai miei occhi, il
+suo aspetto, ora
+
+_s'interrompe con uno scatto di sdegno._
+
+Ah!
+
+_E subito si rivolge al Dottore:_
+
+Voi siete un medico?
+
+_Dottore._ Io, sì...
+
+_Enrico IV._ E l'avete parata voi da Marchesa di Toscana anche lei?
+Sapete, Dottore, che avete rischiato di rifarmi per un momento la
+notte nel cervello? Perdio, far parlare i ritratti, farli balzare
+vivi dalle cornici...
+
+_Contempla Frida e il Di Nolli, poi guarda la Marchesa ed infine si
+guarda l'abito addosso._
+
+Eh, bellissima la combinazione... Due coppie... Benissimo,
+benissimo, dottore: per un pazzo...
+
+_Accenna appena con la mano al Belcredi._
+
+A lui sembra ora una carnevalata fuori di tempo, eh?
+
+_Si volta a guardarlo._
+
+Via, ormai, anche questo mio abito da mascherato! Per venirmene con
+te, è vero?
+
+_Belcredi._ Con me! Con noi!
+
+_Enrico IV._ Dove, al circolo? In marsina e cravatta bianca? O a
+casa, tutti e due insieme, della Marchesa?
+
+_Belcredi._ Ma dove vuoi! Vorresti rimanere qua ancora, scusa, a
+perpetuare--solo--quello che fu lo scherzo disgraziato d'un giorno di
+carnevale? È veramente incredibile, incredibile come tu l'abbia
+potuto fare, liberato dalla disgrazia che t'era capitata!
+
+_Enrico IV._ Già. Ma vedi? È che, cadendo da cavallo e battendo la
+testa, fui pazzo per davvero, io, non so per quanto tempo...
+
+_Dottore._ Ah, ecco, ecco! E durò a lungo?
+
+_Enrico IV (rapidissimo, al dottore)._ Sì, dottore, a lungo: circa
+dodici anni.
+
+_E subito, tornando a parlare al Belcredi:_
+
+E non vedere più nulla, caro, di tutto ciò che dopo quel giorno di
+carnevale avvenne, per voi e non per me; le cose, come si mutarono;
+gli amici, come mi tradirono; il posto preso da altri, per esempio...
+che so! Ma supponi nel cuore della donna che tu amavi; e chi era
+morto; e chi era scomparso... tutto questo, sai? non è stata mica una
+burla per me, come a te pare!
+
+_Belcredi._ Ma no, io non dico questo, scusa! Io dico dopo!
+
+_Enrico IV._ Ah sì? Dopo? Un giorno...
+
+_Si arresta e si volge al dottore._
+
+Caso interessantissimo, dottore! Studiatemi, studiatemi bene!
+
+_Vibra tutto, parlando:_
+
+Da sè, chi sa come, un giorno, il guasto qua...
+
+_si tocca la fronte_
+
+che so... si sanò. Riapro gli occhi a poco a poco, e non so in prima
+se sia sonno o veglia, ma sì, sono sveglio; tocco questa cosa e
+quella: torno a vedere chiaramente... Ah!--come lui dice--
+
+_accenna a Belcredi_
+
+via, via allora, quest'abito da mascherato! questo incubo! Apriamo
+le finestre: respiriamo la vita! Via, via, corriamo fuori!
+
+_Arrestando d'un tratto la foga:_
+
+Dove? a far che cosa? a farmi mostrare a dito da tutti, di nascosto,
+come Enrico IV, non più così, ma a braccetto con te, tra i cari amici
+della vita?
+
+_Belcredi._ Ma no! Che dici? Perché?
+
+_Donna Matilde._ Chi potrebbe più...? Ma neanche a pensarlo! Se fu
+una disgrazia!
+
+_Enrico IV._ Ma se già mi chiamavano pazzo, prima, tutti!
+
+_A Belcredi_
+
+E tu lo sai! Tu che più di tutti ti accanivi contro chi tentava
+difendermi!
+
+_Belcredi._ Oh, via, per ischerzo!
+
+_Enrico IV._ E guardami qua i capelli!
+
+_Gli mostra i capelli sulla nuca._
+
+_Belcredi._ Ma li ho grigi anch'io!
+
+_Enrico IV._ Sì, con questa differenza: che li ho fatti grigi qua,
+io, da Enrico IV, capisci? E non me n'ero mica accorto! Me n'accorsi
+in un giorno solo, tutt'a un tratto, riaprendo gli occhi, e fu uno
+spavento, perché capii subito che non solo i capelli, ma doveva esser
+diventato grigio tutto così, e tutto crollato, tutto finito: e che
+sarei arrivato con una fame da lupo a un banchetto già bell'e
+sparecchiato.
+
+_Belcredi._ Eh, ma gli altri, scusa...
+
+_Enrico IV (subito)._ Lo so, non potevano stare ad aspettare ch'io
+guarissi, nemmeno quelli che, dietro a me, punsero a sangue il mio
+cavallo bardato...
+
+_Di Nolli (impressionato)._ Come, come?
+
+_Enrico IV._ Sì, a tradimento, per farlo springare e farmi cadere!
+
+_Donna Matilde (subito, con orrore)._ Ma questo lo so adesso, io!
+
+_Enrico IV._ Sarà stato anche questo per uno scherzo!
+
+_Donna Matilde._ Ma chi fu? Chi stava dietro alla nostra coppia?
+
+_Enrico IV._ Non importa saperlo! Tutti quelli che seguitarono a
+banchettare e che ormai mi avrebbero fatto trovare i loro avanzi,
+Marchesa, di magra o molle pietà, o nel piatto insudiciato qualche
+lisca di rimorso, attaccata. Grazie!
+
+_Voltandosi di scatto al Dottore:_
+
+E allora, dottore, vedete se il caso non è veramente nuovo negli
+annali della pazzia!--preferii restar pazzo--trovando qua tutto
+pronto e disposto per questa delizia di nuovo genere: viverla--con
+la più lucida coscienza--la mia pazzia e vendicarmi così della
+brutalità d'un sasso che m'aveva ammaccato la testa! La
+solitudine--questa--così squallida e vuota come m'apparve riaprendo
+gli occhi--rivestirmela subito, meglio, di tutti i colori e gli
+splendori di quel lontano giorno di carnevale, quando voi
+
+_guarda Donna Matilde e le indica Frida_
+
+eccovi là, Marchesa, trionfaste!--e obbligar tutti quelli che si
+presentavano a me, a seguitarla, perdio, per il mio spasso, ora,
+quell'antica famosa mascherata che era stata--per voi e non per
+me--la burla di un giorno! Fare che diventasse per sempre--non più
+una burla, no; ma una realtà, la realtà di una vera pazzia: qua,
+tutti mascherati, e la sala del trono, e questi quattro miei
+consiglieri segreti, e--s'intende--traditori!
+
+_Si volta subito verso di loro._
+
+Vorrei sapere che ci avete guadagnato, svelando che ero
+guarito!--Se sono guarito, non c'è più bisogno di voi, e sarete
+licenziati!--Confidarsi con qualcuno, questo sì, è veramente da
+pazzo!--Ah, ma vi accuso io, ora, a mia volta!--Sapete?--Credevano
+di potersi mettere a farla anche loro adesso la burla, con me, alle
+vostre spalle.
+
+_Scoppia a ridere. Ridono ma sconcertati, anche gli altri, meno Donna
+Matilde._
+
+_Belcredi (al Di Nolli)._ Ah, senti... non c'è male...
+
+_Di Nolli (ai quattro giovani)._ Voi?
+
+_Enrico IV._ Bisogna perdonarli! Questo,
+
+_si scuote l'abito addosso_
+
+questo che è per me la caricatura, evidente e volontaria, di
+quest'altra mascherata, continua, d'ogni minuto, di cui siamo i
+pagliacci involontarii
+
+_indica Belcredi_
+
+quando senza saperlo ci mascheriamo di ciò che ci par
+d'essere--l'abito, il loro abito, perdonateli, ancora non lo vedono
+come la loro stessa persona.
+
+_Voltandosi di nuovo a Belcredi:_
+
+Sai? Ci si assuefà facilmente. E si passeggia come niente, così, da
+tragico personaggio--
+
+_eseguisce_
+
+--in una sala come questa!--Guardate, dottore!--Ricordo un
+prete--certamente irlandese--bello--che dormiva al sole, un giorno di
+novembre, appoggiato col braccio alla spalliera del sedile, in un
+pubblico giardino: annegato nella dorata delizia di quel tepore, che
+per lui doveva essere quasi estivo. Si può star sicuri che in quel
+momento non sapeva più d'esser prete, né dove fosse. Sognava! E chi
+sa che sognava!--Passò un monello, che aveva strappato con tutto il
+gambo un fiore. Passando, lo vellicò, qua al collo.--Gli vidi aprir
+gli occhi ridenti; e tutta la bocca ridergli del riso beato del suo
+sogno; immemore: ma subito vi so dire che si ricompose rigido nel suo
+abito da prete e che gli ritornò negli occhi la stessa serietà che
+voi avete già veduta nei miei; perché i preti irlandesi difendono la
+serietà della loro fede cattolica con lo stesso zelo con cui io i
+diritti sacrosanti della monarchia ereditaria.--Sono guarito,
+signori: perché so perfettamente di fare il pazzo, qua; e lo faccio,
+quieto!--Il guajo è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla
+e senza vederla la vostra pazzia.
+
+_Belcredi._ Siamo arrivati, guarda! alla conclusione, che i pazzi
+adesso siamo noi!
+
+_Enrico IV (con uno scatto che pur si sforza di contenere)._ Ma se
+non foste pazzi, tu e lei insieme,
+
+_indica la Marchesa_
+
+sareste venuti da me?
+
+_Belcredi._ Io, veramente, sono venuto credendo che il pazzo fossi
+tu.
+
+_Enrico IV (subito forte, indicando la Marchesa)._ E lei?
+
+_Belcredi._ Ah lei, non so... Vedo che è come incantata da quello che
+tu dici... affascinata da codesta tua «cosciente» pazzia!
+
+_Si volge a lei:_
+
+Parata come già siete, dico, potreste anche restare qua a viverla,
+Marchesa...
+
+_Donna Matilde._ Voi siete un insolente!
+
+_Enrico IV (subito, placandola)._ Non ve ne curate! Non ve ne curate!
+Seguita a cimentare. Eppure il dottore glie l'ha avvertito, di non
+cimentare.
+
+_Voltandosi a Belcredi:_
+
+Ma che vuoi che m'agiti più ciò che avvenne tra noi; la parte che
+avesti nelle mie disgrazie con lei
+
+_indica la Marchesa e si rivolge ora a lei indicandole il Belcredi_
+
+la parte che lui adesso ha per voi!--La mia vita è questa! Non è la
+vostra!--La vostra, in cui siete invecchiati, io non l'ho vissuta!--
+
+_A Donna Matilde:_
+
+Mi volevate dir questo, dimostrar questo, con vostro sacrificio,
+parata così per consiglio del dottore? Oh, fatto benissimo, ve l'ho
+detto, dottore:--«Quelli che eravamo allora, eh? e come siamo
+adesso?»--Ma io non sono un pazzo a modo vostro, dottore! Io so bene
+che quello
+
+_indica il Di Nolli_
+
+non può esser me, perché Enrico IV sono io: io, qua, da venti anni,
+capite? Fisso in questa eternità di maschera! Li ha vissuti lei,
+
+_indica la Marchesa_
+
+se li è goduti lei, questi venti anni, per diventare--eccola
+là--come io non posso riconoscerla più: perché io la conosco così
+
+_indica Frida e le si accosta_
+
+--per me, è questa sempre... Mi sembrate tanti bambini, che io possa
+spaventare.
+
+_A Frida:_
+
+E ti sei spaventata davvero tu, bambina, dello scherzo che ti
+avevano persuaso a fare, senza intendere che per me non poteva essere
+lo scherzo che loro credevano; ma questo terribile prodigio: il sogno
+che si fa vivo in te, più che mai! Eri lì un'immagine; ti hanno fatta
+persona viva--sei mia! sei mia! mia! di diritto mia!
+
+_La cinge con le braccia, ridendo come un pazzo, mentre tutti gridano
+atterriti; ma come accorrono per strappargli Frida dalle braccia, si
+fa terribile, e grida ai suoi quattro giovani:_
+
+Tratteneteli! Tratteneteli! Vi ordino di trattenerli!
+
+_I quattro giovani, nello stordimento, quasi affascinati, si provano
+a trattenere automaticamente il Di Nolli, il dottore, il Belcredi._
+
+_Belcredi (si libera subito e si avventa su Enrico IV)._ Lasciala!
+Lasciala! Tu non sei pazzo!
+
+_Enrico IV (fulmineamente, cavando la spada dal fianco di Landolfo
+che gli sta presso)._ Non sono pazzo? Eccoti!
+
+_E lo ferisce al ventre._
+
+_È un urlo d'orrore. Tutti accorrono a sorreggere il Belcredi,
+esclamando in tumulto_
+
+_Di Nolli._ T'ha ferito?
+
+_Bertoldo._ L'ha ferito! L'ha ferito!
+
+_Dottore._ Lo dicevo io!
+
+_Frida._ Oh Dio!
+
+_Di Nolli._ Frida, qua!
+
+_Donna Matilde._ È pazzo! È pazzo!
+
+_Di Nolli._ Tenetelo!
+
+_Belcredi (mentre lo trasportano di là, per l'uscio a sinistra
+protesta ferocemente)._ No! Non sei pazzo! Non è pazzo! Non è pazzo!
+
+_Escono per l'uscio a sinistra, gridando, e seguitano di là a gridare
+finché sugli altri gridi se ne sente uno più acuto di Donna Matilde,
+a cui segue un silenzio._
+
+_Enrico IV (rimasto sulla scena tra Landolfo, Arialdo e Ordulfo, con
+gli occhi sbarrati, esterrefatto dalla vita della sua stessa finzione
+che in un momento lo ha forzato al delitto)._ Ora sì... per forza...
+
+_li chiama attorno a sè, come a ripararsi,_
+
+qua insieme, qua insieme... e per sempre!
+
+
+FINE
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Enrico IV., by Luigi Pirandello
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK ENRICO IV. ***
+
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+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
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+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
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+<title>Enrico IV</title>
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+The Project Gutenberg EBook of Enrico IV., by Luigi Pirandello
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+Title: Enrico IV.
+
+Author: Luigi Pirandello
+
+Release Date: May 27, 2006 [EBook #18456]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK ENRICO IV. ***
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+Produced by Andrew Sly from a text provided by Liber Liber.
+http://www.liberliber.it/
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+
+<h1>Enrico IV<br>
+di Luigi Pirandello</h1>
+
+
+<h2>Personaggi</h2>
+<ul>
+<li>...... (Enrico IV)</li>
+<li><i>La Marchesa</i> Matilde Spina</li>
+<li><i>Sua figlia</i> Frida</li>
+<li><i>Il giovane Marchese</i> Carlo di Nolli</li>
+<li><i>Il Barone</i> Tito Belcredi</li>
+<li><i>Il Dottor</i> Dionisio Genoni</li>
+<li><i>I quattro finti Consiglieri Segreti:</i>
+<ul>
+<li>1º Landolfo (<i>Lolo</i>)</li>
+<li>2º Arialdo (<i>Franco</i>)</li>
+<li>3º Ordulfo (<i>Momo</i>)</li>
+<li>4º Bertoldo (<i>Fino</i>)</li>
+</ul></li>
+<li>Due valletti <i>in costume</i></li>
+</ul>
+
+<p class="sta"><i>In una villa solitaria della campagna umbra ai nostri giorni.</i></p>
+
+<h3>Atto Primo.</h3>
+
+<p class="sta">(Salone nella villa rigidamente parato in modo da figurare quella
+che potè essere la sala del trono di Enrico IV nella casa imperiale
+di Goslar. Ma in mezzo agli antichi arredi due grandi ritratti a olio
+moderni, di grandezza naturale, avventano dalla parete di fondo,
+collocati a poca altezza dal suolo su uno zoccolo di legno lavorato
+che corre lungo tutta la parete (largo e sporgente in modo da
+potercisi mettere a sedere come su una lunga panconata), uno a destra
+e uno a sinistra del trono che, nel mezzo della parete, interrompe lo
+zoccolo e vi si inserisce col suo seggio imperiale e il suo basso
+baldacchino. I due ritratti rappresentano un signore e una signora,
+giovani entrambi, camuffati in costume carnevalesco, uno da «Enrico
+IV» e l'altra da «Matilde di Toscana». Usci a destra e a sinistra.)</p>
+
+<p class="sta"><i>Al levarsi della tela, i due valletti, come sorpresi, si alzano
+dallo zoccolo su cui stanno sdrajati, e vanno a impostarsi come
+statue, uno di qua e uno di là ai piedi del trono, con le loro
+alabarde. Poco dopo dal secondo uscio a destra entrano Arialdo,
+Landolfo, Ordulfo e Bertoldo: giovani stipendiati dal marchese Carlo
+di Nolli perché fingano le parti di «Consiglieri Segreti», vassalli
+regali della bassa aristocrazia della Corte di Enrico IV. Vestono
+perciò in costume di cavalieri tedeschi del secolo XI. L'ultimo,
+Bertoldo, di nome Fino, assume ora per la prima volta il servizio. I
+tre compagni lo ragguagliano pigliandoselo a godere. Tutta la scena
+va recitata con estrosa vivacità.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (a Bertoldo come seguitando una spiegazione).</i> E questa è
+la sala del trono!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> A Goslar!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> O anche, se vuoi, nel Castello dell'Hartz!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> O a Worms.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Secondo la vicenda che rappresentiamo, balza con noi, ora
+qua, ora là.</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> In Sassonia!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> In Lombardia!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sul Reno!</p>
+
+<p class="sp"><i>Uno dei valletti (senza scomporsi, movendo appena le labbra).</i> Ps!
+Ps!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo (voltandosi al richiamo).</i> Che cos'è?</p>
+
+<p class="sp"><i>Primo valletto (sempre come una statua, sottovoce).</i> Entra o non
+entra?</p>
+
+<p class="sta"><i>Allude a Enrico IV.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> No no. Dorme; state pur comodi.</p>
+
+<p class="sp"><i>Secondo valletto (scomponendosi insieme col primo, rifiatando e
+andando a sdrajarsi di nuovo sullo zoccolo).</i> Eh, santo Dio, potevate
+dircelo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Primo valletto (accastandosi ad Arialdo).</i> Per favore, ci avrebbe un
+fiammifero?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ohi! La pipa no, qua dentro!</p>
+
+<p class="sp"><i>Primo valletto (mentre Arialdo gli porge un fiammifero acceso).</i> No,
+fumo una sigaretta.</p>
+
+<p class="sta"><i>Accende e va a sdrajarsi anche lui, fumando, sullo zoccolo.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (che è stato a osservare, tra meravigliato e perplesso,
+guardando in giro la sala, e poi guardando il suo abito e quello dei
+compagni).</i> Ma, scusate... questa sala... questo vestiario... Che
+Enrico IV?... Io non mi raccapezzo bene:&mdash;È o non è quello di
+Francia?</p>
+
+<p class="sta"><i>A questa domanda, Landolfo, Arialdo e Ordulfo scoppiano a ridere
+fragorosamente.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (sempre ridendo e indicando ai compagni, che seguitano
+anch'essi a ridere, Bertoldo, come per invitarli a farsi ancora beffe
+di lui).</i> Quello di Francia, dice!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo (c.s.).</i> Ha creduto quello di Francia!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Enrico IV di Germania, caro mio! Dinastia dei Salii!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Il grande e tragico imperatore!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Quello di Canossa! Sosteniamo qua, giorno per giorno, la
+spaventosissima guerra tra Stato e Chiesa! Oh!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> L'Impero contro il Papato! Oh!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Antipapi contro i Papi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> I re contro gli antirè!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> E guerra contro i Sassoni!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> E tutti i princlpl ribelli!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Contro i figli stessi dell'Imperatore!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (sotto questa valanga di notizie riparandosi la testa con
+le mani).</i> Ho capito! ho capito!&mdash;Perciò non mi raccapezzavo,
+vedendomi parato così ed entrando in questa sala! Ho detto bene: non
+era vestiario, questo, del mille e cinquecento!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma che mille e cinquecento!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Qua siamo tra il mille e il mille e cento!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Puoi farti il conto: se il 25 gennaio del 1071 siamo
+davanti a Canossa...</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (smarrendosi più che mai).</i> Oh Dio mio, ma allora è una
+rovina!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Eh già! Se credeva d'essere alla Corte di Francia!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Tutta la mia preparazione storica...</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Siamo, caro mio, quattrocent'anni prima! Ci sembri un
+ragazzino!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (arrabbiandosi).</i> Ma me lo potevano dire, per Dio santo,
+che si trattava di quello di Germania e non d'Enrico IV di Francia!
+Nei quindici giorni che m'accordarono per la preparazione, lo so io
+quanti libri ho scartabellato!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma scusa, non lo sapevi che qua il povero Tito era
+Adalberto di Brema?</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Ma che Adalberto! Sapevo un corno io!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> No, vedi com'è? Morto Tito, il marchesino di Nolli...</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> È stato proprio lui, il marchesino! Che ci voleva a
+dirmi...?</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma forse credeva che lo sapessi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Non voleva più assumere nessun altro in sostituzione.
+Tre, quanti restavamo, gli pareva che potessimo bastare. Ma lui
+cominciò a gridare: «Cacciato via Adalberto»&mdash;(perché il povero Tito,
+capisci? non gli parve che morisse, ma che nella veste del vescovo
+Adalberto gliel'avessero cacciato via dalla Corte i vescovi rivali di
+Colonia e di Magonza).&mdash;</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (prendendosi e tenendosi con tutte e due le mani la
+testa).</i> Ma non ne so una saetta, io, di tutta questa storia!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Eh, stai fresco, allora, caro mio!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> E il guajo è che non lo sappiamo neanche noi, chi sei tu.</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Neanche voi? Chi debbo rappresentare io, non lo sapete?</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Uhm! «Bertoldo».</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Ma chi, Bertoldo? perché Bertoldo?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> «Mi hanno cacciato via Adalberto? E io allora voglio
+Bertoldo! voglio Bertoldo! »&mdash;cominciò a gridare così.</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Noi ci guardammo tutti e tre negli occhi: Chi sarà questo
+Bertoldo?</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Ed eccoti qua «Bertoldo», caro mio!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ci farai una bellissima figura!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> (ribellandosi e facendo per avviarsi). Ah, ma io non la
+fo! Grazie tante! Io me ne vado! Me ne vado!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo (trattenendolo insieme con Ordulfo tra le risa).</i> No,
+càlmati, càlmati!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Non sarai mica il Bertoldo della favola!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> E ti puoi confortare, che non lo sappiamo neanche noi,
+del resto, chi siamo. Lui, Arialdo; lui, Ordulfo; io, Landolfo... Ci
+chiama così. Ci siamo ormai abituati. Ma chi siamo?&mdash;Nomi del
+tempo!&mdash;Un nome del tempo sarà anche il tuo: «Bertoldo».&mdash;Uno solo
+tra noi, il povero Tito, aveva una bella parte assegnata, come si
+legge nella storia: quella del vescovo di Brema. Pareva un vescovo
+davvero, oh! Magnifico, povero Tito!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Sfido, se l'era potuta studiare bene sui libri lui!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> E comandava anche a Sua Maestà: s'imponeva, lo guidava,
+da quasi tutore e consigliere. Siamo «consiglieri segreti» anche noi,
+per questo, ma così, di numero; perché nella storia è scritto che
+Enrico IV era odiato dall'alta aristocrazia per essersi circondato a
+Corte da giovani della bassa.</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Che saremmo noi.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Già, piccoli vassalli regali; devoti; un po' dissoluti,
+allegri...</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Devo anche essere allegro?</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Eh, altro! Come noi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> E non è mica facile, sai?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Peccato veramente! Perché, come vedi, qua l'apparato ci
+sarebbe; il nostro vestiario si presterebbe a fare una bellissima
+comparsa in una rappresentazione storica, a uso di quelle che
+piacciono tanto oggi nei teatri. E stoffa, oh, stoffa da cavarne non
+una ma parecchie tragedie, la storia di Enrico IV la offrirebbe
+davvero. Mah! Tutti e quattro qua, e quei due disgraziati là <i>(indica
+i valletti)</i> quando stanno ritti impalati ai piedi del trono,
+siamo... siamo così, senza nessuno che ci metta su e ci dia da
+rappresentare qualche scena. C'è, come vorrei dire? la forma, e ci
+manca il contenuto!&mdash;Siamo peggio dei veri consiglieri segreti di
+Enrico IV; perché sì, nessuno neanche a loro aveva dato da
+rappresentare una parte; ma essi, almeno, non sapevano di doverla
+rappresentare: la rappresentavano perché la rappresentavano: non era
+una parte, era la loro vita, insomma; facevano i loro interessi a
+danno degli altri; vendevano le investiture, e che so io. Noi altri,
+invece, siamo qua, vestiti così, in questa bellissima Corte... &mdash;per
+far che? niente... Come sei pupazzi appesi al muro, che aspettano
+qualcuno che li prenda e che li muova così o così e faccia dir loro
+qualche parola.</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Eh no, caro mio! Scusa! Bisogna rispondere a tono! Saper
+rispondere a tono! Guai se lui ti parla e tu non sei pronto a
+rispondergli come vuol lui!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Già, questo sì, questo sì, è vero!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> E hai detto niente! Come faccio io a rispondergli a tono,
+che mi son preparato per Enrico IV di Francia, e mi spunta, qua, ora,
+un Enrico IV di Germania?</p>
+
+<p class="sta"><i>Landolfo, Ordulfo, Arialdo tornano a ridere.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Eh, bisogna che tu rimedii subito subito!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Va là! T'ajuteremo noi.</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ci abbiamo di là tanti libri. Ti basterà in prima una
+bella ripassatina.</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Saprai all'ingrosso qualche cosa...</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Guarda! <i>(Lo fa voltare e gli mostra nella parete di fondo
+il ritratto della marchesa Matilde).</i>&mdash;Chi è per esempio quella lì?</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (guardando).</i> Quella lì? Eh, mi sembra, scusate, prima di
+tutto una bella stonatura: due quadri moderni qua in mezzo a tutta
+questa rispettabile antichità.</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Hai ragione. E difatti prima non c'erano. Ci sono due
+nicchie, là dietro quei due quadri. Ci si dovevano collocare due
+statue, scolpite secondo lo stile del tempo. Rimaste vuote, sono
+state coperte da quelle due tele là.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (interrompendolo e seguitando).</i> Che sarebbero certo una
+stonatura, se veramente fossero quadri.</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> E che sono? non sono quadri?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sì, se vai a toccarli: quadri. Ma per lui <i>(accenna
+misteriosamente a destra, alludendo a Enrico IV)</i>&mdash;che non li
+tocca...</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> No? E che sono allora per lui?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Oh, interpreto, bada! Ma credo che in fondo sia giusto.
+Immagini, sono. Immagini, come... ecco, come le potrebbe ridare uno
+specchio, mi spiego? Là, quella <i>(indica il ritratto di Enrico IV)</i>
+rappresenta lui, vivo com'è, in questa sala del trono, che è
+anch'essa come dev'essere, secondo lo stile dell'epoca. Di che ti
+meravigli, scusa? Se ti mettono davanti uno specchio, non ti ci vedi
+forse vivo, d'oggi, vestito così di spoglie antiche? Ebbene, lì, è
+come se ci fossero due specchi, che ridanno immagini vive, qua in
+mezzo a un mondo che&mdash;non te ne curare-vedrai, vedrai, vivendo con
+noi, come si ravviverà tutto anch'esso.</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Oh! Badate che io non voglio impazzire qua!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma che impazzire! Ti divertirai!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Oh, ma dico, e com'è che voi siete diventati tutti così
+sapienti?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Caro mio, non si ritorna indietro d'ottocent'anni nella
+storia senza portarsi appresso un po' di esperienza!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Andiamo, andiamo! Vedrai come, in poco tempo, ti
+assorbiremo in essa.</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> E diventerai, a questa scuola, sapiente anche tu!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Sì, per carità, ajutatemi subito! Datemi almeno le
+notizie principali.</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Lascia fare a noi! Un po' l'uno, un po' l'altro...</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ti legheremo i fili e ti metteremo in ordine, come il più
+adatto e compíto dei fantocci. Andiamo, andiamo!</p>
+
+<p class="sta"><i>Lo prende sotto il braccio per condurlo via.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (fermandosi e guardando verso il ritratto alla parete).</i>
+Aspettate! Non mi avete detto chi è quella lì. La moglie
+dell'Imperatore?</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> No. La moglie dell'Imperatore è Berta di Susa, sorella di
+Amedeo II di Savoia.</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> E l'Imperatore, che vuol esser giovane con noi, non può
+soffrirla e pensa di ripudiarla.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Quella è la sua più feroce nemica: Matilde, la marchesa
+di Toscana.</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Ah, ho capito, quella che ospitò il Papa...</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> A Canossa, appunto!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Papa Gregorio VII.</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Il nostro spauracchio! Andiamo, andiamo!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si avviano tutti e quattro per uscire dall'uscio a destra per cui
+sono entrati, quando dall'uscio a sinistra sopravviene il vecchio
+cameriere Giovanni, in marsina.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni (in fretta, con ansia).</i> Oh! Ps! Franco! Lolo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo (arrestandosi e voltandosi).</i> Che vuoi?</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (mevavigliato di vederlo entrare in marsina nella sala del
+trono).</i> Oh! E come? Qua dentro, lui?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Un uomo del mille e novecento! Via!</p>
+
+<p class="sta"><i>Gli corre incontro minacciosamente per burla con gli altri due per
+scacciarlo.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Messo di Gregorio VII, via!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Via! Via!</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni (difendendosi, seccato).</i> E finitela!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> No! Tu non puoi metter piede qua dentro!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Fuori! Fuori!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> (a Bertoldo). Sortilegio, sai! Demonio evocato dal Mago
+di Roma! Cava, cava la spada!</p>
+
+<p class="sta"><i>(fa per cavare la spada anche lui.)</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni (gridando).</i> Finitela, vi dico! Non fate i matti con me! È
+arrivato il signor Marchese in comitiva...</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (stropicciandosi le mani ).</i> Ah! Benissimo! Ci sono
+signore?</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo (c.s.).</i> Vecchie? Giovani?</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Ci sono due signori.</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma le signore, le signore, chi sono?</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni.</i> La signora Marchesa con la figlia.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (meravigliato).</i> Oh! E come?</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo (c.s.).</i> La Marchesa, hai detto?</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni.</i> La marchesa! La marchesa!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> E i signori?</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Non lo so.</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo (a Bertoldo).</i> Vengono a darci il contenuto, capisci?</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Tutti messi di Gregorio VII! Ci divertiremo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Insomma mi lasciate dire?</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Dì! Dì!</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Pare che uno di quei due signori sia un medico.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Oh! Abbiamo capito, uno dei soliti medici!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Bravo, Bertoldo! Tu porti fortuna!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Vedrai come ce lo lavoreremo, questo signor medico!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Io penso che mi troverò, così subito, in un
+bell'impiccio!</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Statemi a sentire! Vogliono entrare qua nella sala.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (meravigliato e costernato).</i> Come! Lei? La marchesa, qua?</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Altro che contenuto, allora!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Nascerà davvero la tragedia!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (incuriosito).</i> Perché? Perché?</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo (indicando il ritratto).</i> Ma è quella lì, non capisci?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> La figliuola è la fidanzata del marchese.</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma che sono venuti a fare? Si può sapere?</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Se lui la vede, guai!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ma forse ormai non la riconoscerà più!</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Bisogna che voi, se si sveglia, lo tratteniate di là</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Sì! Scherzi? E come?</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Sai bene com'è!</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Perdio, anche con la forza!&mdash;Se mi hanno comandato così!
+Andate, andate!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Sì sì, perché forse a quest'ora si sarà già svegliato!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Andiamo, andiamo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (avviandosi con gli altri, a Giovanni).</i> Ma poi ci
+spiegherai!</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni (gridando loro dietro).</i> Chiudete costà, e nascondete la
+chiave! Anche di quest'altra porta!</p>
+
+<p class="sta"><i>(Indica l'altro uscio a destra.)</i></p>
+
+<p class="sta"><i>Landolfo, Arialdo e Ordulfo via per il secondo uscio a destra.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni (ai due valletti).</i> Via, via anche voialtri! Di là!</p>
+
+<p class="sta"><i>(indica il primo uscio a destra)</i></p>
+
+<p class="cont">Richiudete la porta, e via la chiave!</p>
+
+<p class="sta"><i>I due valletti escono dal primo uscio a destra. Giovanni si reca
+all'uscio di sinistra e lo apre per far passare il marchese Di
+Nolli.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Hai dato bene gli ordini?</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Sì, signor Marchese. Stia tranquillo.</p>
+
+<p class="sta"><i>Il Di Nolli riesce per un momento a invitar gli altri a entrare.
+Entrano prima il barone Tito Belcredi e il dottor Dionisio Genoni,
+poi donna Matilde Spina e la marchesina Frida, Giovanni s'inchina ed
+esce. Donna Matilde Spina è sui 45 anni; ancora bella e formosa, per
+quanto con troppa evidenza ripari gl'inevitabili guasti dell'età con
+una violenta ma sapiente truccatura, che le compone una fiera testa
+di walkiria. Questa truccatura assume un rilievo che contrasta e
+conturba profondamente nella bocca, bellissima e dolorosa. Vedova da
+molti anni, ha per amico il barone Tito Belcredi, che né lei né altri
+han mai preso sul serio, almeno in apparenza. Quel che Tito Belcredi
+è poi in fondo per lei, lo sa bene lui solo, che perciò può ridere,
+se la sua amica ha bisogno di fingere di non saperlo; ridere sempre
+per rispondere alle risa che a suo carico le beffe della marchesa
+suscitano negli altri. Smilzo, precocemente grigio, un po' più
+giovane di lei, ha una curiosa testa d'uccello. Sarebbe vivacissimo,
+se la sua duttile agilità (che lo fa spadaccino temutissimo) non
+fosse come inguainata in una sonnolenta pigrizia d'arabo, che si
+rivela nella strana voce un po' nasale e strascicata. Frida, la
+figliuola della marchesa, ha 19 anni. Intristita nell'ombra in cui la
+madre imperiosa e troppo vistosa la tiene, è anche offesa, in
+quest'ombra, dalla facile maldicenza che quella provoca, non tanto
+più a suo danno, ma a danno di lei. È però già per fortuna fidanzata
+al marchese Carlo Di Nolli: giovine rigido, molto indulgente verso
+gli altri, ma chiuso e fermo in quel poco che crede di poter essere e
+valere nel mondo; per quanto forse, in fondo, non lo sappia bene
+neanche lui stesso. È, a ogni modo, costernato dalle tante
+responsabilità che crede gravino su lui; così che gli altri sì, gli
+altri possano parlare, beati loro, e divertirsi; lui no, non perché
+non vorrebbe, ma perché proprio non può. Veste di strettissimo lutto
+per la recente morte della madre. Il dottor Dionisio Genoni ha una
+bella faccia svergognata e rubiconda da satiro; con occhi
+fuoruscenti, corta barbettina arguta, lucida come d'argento: belle
+maniere, quasi calvo. Entrano costernati, quasi paurosi, guardando la
+sala con curiosità (tranne il Di Nolli); e parlano dapprima a bassa
+voce.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah, magnifico! magnifico!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Interessantissimo! Anche nelle cose il delirio che torna
+così appunto! Magnifico, sì sì, magnifico.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (che ha cercato con gli occhi in giro il suo ritratto,
+scoprendolo e accostandosi).</i> Ah, eccolo là!</p>
+
+<p class="sta"><i>Mirandolo a giusta distanza, mentre insorgono in lei sentimenti
+diversi.</i></p>
+
+<p class="cont">Sì sì... Oh, guarda... Dio mio...</p>
+
+<p class="sta"><i>chiama la figlia:</i></p>
+
+<p class="cont">Frida, Frida... Guarda...</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Ah, il tuo ritratto!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma no! Guarda! Non sono io: sei tu, là!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Sì, è vero? Ve lo dicevo io.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma non avrei mai creduto tanto!</p>
+
+<p class="sta"><i>Scotendosi come per un brivido alla schiena:</i></p>
+
+<p class="cont">Dio, che senso!</p>
+
+<p class="sta"><i>Poi, guardando la figliola:</i></p>
+
+<p class="cont">Ma come, Frida?</p>
+
+<p class="sta"><i>Se la stringe accanto, cingendole con un braccio la vita.</i></p>
+
+<p class="cont">Vieni! Non ti vedi in me, tu, là?</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Mah! Io, veramente...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Non ti sembra? Ma come non ti sembra?</p>
+
+<p class="sta"><i>Voltandosi al Belcredi:</i></p>
+
+<p class="cont">Guardate voi, Tito! Ditelo voi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (senza guardare).</i> Ah, no, io non guardo! Per me, <i>a
+priori</i>, no!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Che stupido! Crede di farmi un complimento!</p>
+
+<p class="sta"><i>Rivolgendosi al dottor Genoni:</i></p>
+
+<p class="cont">Dica, dica lei Dottore!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (fa per accostarsi).</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (con le spalle voltate, fingendo di richiamarlo di
+nascosto).</i> Ps! No, dottore! Per carità, non si presti!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (smarrito e sorridente).</i> E perché non mi dovrei prestare?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma non gli dia retta! Venga! È insoffribile!</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Fa di professione lo scemo, non lo sa?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (al Dottore, vedendolo andare).</i> Si guardi i piedi, si
+guardi i piedi, dottore! i piedi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (c.s.).</i> I piedi? Perché?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ha le scarpe di ferro.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Io?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Sissignore. E va incontro a quattro piedini di vetro.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (ridendo forte).</i> Ma no! Mi pare che&mdash;dopo tutto&mdash;non ci sia
+da stupirsi che una figlia somigli alla madre...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Patatràc! Ecco fatto!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (esageratamente adirata, venendo incontro al
+Belcredi).</i> Perché patatràc? Che cos'è? Che cos'ha detto?</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (candidamente).</i> Non è forse cosi?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (rispondendo alla marchesa).</i> Ha detto che non c'è da
+stupirsi; mentre voi ne siete tanto stupita. E perché, allora,
+scusate, se la cosa è per voi adesso così naturale?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (ancora più adirata).</i> Sciocco! Sciocco! Appunto
+perché è così naturale! Perché non c'è mica mia figlia, là.</p>
+
+<p class="sta"><i>Indica la tela.</i></p>
+
+<p class="cont">Quello è il mio ritratto! E trovarci mia figlia, invece che me, m'ha
+stupito; e il mio stupore, vi prego di credere, è stato sincero, e vi
+proibisco di metterlo in dubbio!</p>
+
+<p class="sta"><i>Dopo questa violenta sfuriata, un momento di silenzio impacciato in
+tutti.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Frida (piano, seccata).</i> Dio mio, sempre così... Per ogni nonnulla,
+una discussione.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (piano anche lui, quasi con la coda tra le gambe, in tono
+di scusa).</i> Non ho messo in dubbio nulla, io. Ho notato che tu, fin
+da principio non hai condiviso lo stupore di tua madre; o, se di
+qualche cosa ti sei stupita, è stato perché le sembrasse tanta la
+rassomiglianza tra te e quel ritratto.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Sfido! Perché lei non può conoscersi in me com'ero
+alla sua età; mentre io, là, posso bene riconoscermi in lei com'è
+adesso.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Giustissimo! Perché un ritratto è lì sempre fisso in un
+attimo; lontano e senza ricordi per la marchesina; mentre tutto ciò
+che esso può ricordare alla signora Marchesa: mosse, gesti, sguardi,
+sorrisi, tante cose che lì non ci sono...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ecco, appunto!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (seguitando, rivolto a lei).</i> Lei, naturalmente, può
+rivederle vive, ora, in sua figlia.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma lui deve guastarmi sempre ogni minimo abbandono
+al sentimento più spontaneo, cosi, per il gusto di farmi stizzire.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (abbagliato dai lumi che ha dato, ripiglia con un tono
+professionale, rivolto al Belcredi).</i> La rassomiglianza, caro barone,
+nasce spesso da cose imponderabili! E così difatti si spiega che...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (Per interrompere la lezione).</i> Che qualcuno può trovare
+anche qualche rassomiglianza tra me e lei, caro professore!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Lasciamo andare, lasciamo andare, vi prego.</p>
+
+<p class="sta"><i>Accenna ai due usci a destra per avvertire che di là c'è qualcuno
+che può sentire.</i></p>
+
+<p class="cont">Ci siamo svagati troppo, venendo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Sfido! Quando c'è lui...</p>
+
+<p class="sta"><i>accenna al Belcredi.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (subito).</i> Volevo bene perciò che non venisse!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma se avete fatto tanto ridere alle mie spalle! Che
+ingratitudine!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Basta, ti prego. Tito! Qua c'è il dottore, e siamo venuti
+per una cosa molto seria, che tu sai quanto mi prema.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ecco, sì. Vediamo di precisare bene, prima, alcuni punti.
+Questo suo ritratto, scusi, signora marchesa, come si trova qua? Lo
+regalò lei, allora?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> No, no. A qual titolo avrei potuto regalarglielo? Io
+ero allora come Frida, e neppure fidanzata. Lo cedetti, tre o
+quattt'anni dopo la disgrazia: lo cedetti per le vive insistenze di
+sua madre.</p>
+
+<p class="sta"><i>Accenna al Di Nolli.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Che era sorella di lui?</p>
+
+<p class="sta"><i>Accenna verso gli usci a destra, alludendo a Enrico IV.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Sì, dottore: ed è un debito&mdash;questa nostra venuta
+qua&mdash;verso mia made, che m'ha lasciato da un mese. Invece di trovarmi
+qua, io e lei</p>
+
+<p class="sta"><i>accenna a Frida</i></p>
+
+<p class="cont">dovremmo essere in viaggio...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> E assorti in ben altre cure, capisco!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Mah! È morta con la ferma fede che fosse prossima la
+guarigione di questo suo fratello adorato.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> E non mi può dire scusi, da quali segni lo arguisse?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Pare da un certo discorso strano che egli le fece, poco
+prima che la mamma morisse.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Un discorso? Ecco... ecco... sarebbe utilissimo,
+utilissimo conoscerlo, per bacco!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ah, io non lo so! So che la mamma ritornò da quella sua
+ultima visita, angosciata; perché pare che egli sia stato di una
+tenerezza insolita, quasi presago della prossima fine di lei. Dal suo
+letto di morte, ella si fece promettere da me che non lo avrei mai
+trascurato; che lo avrei fatto vedete, visitare...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ecco. Va bene. Vediamo, vediamo prima... Tante volte, le
+minime cause... Questo ritratto, dunque...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Oh Dio, non credo, dottore, che ci si debba dare una
+soverchia importanza. Ha fatto impressione a me, perché non lo
+rivedevo da tanti anni.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Prego, prego... abbia pazienza...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma sì! Sta lì da una quindicina d'anni...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Più! Più di diciotto, ormai!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Prego, scusino; se non sanno ancora che cosa io
+voglia domandare! Io faccio molto assegnamento, molto, su questi
+due ritratti, eseguiti, m'immagino, prima della famosa&mdash;e
+disgraziatissima&mdash;cavalcata; non è vero?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Eh, certo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Quand'egli era dunque perfettamente in sensi, ecco&mdash;volevo
+dir questo!&mdash;Propose lui, a lei, di farselo eseguire?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma no, dottore! Ce lo facemmo eseguire tanti di
+quelli che prendemmo parte alla cavalcata. Così, per serbarne un
+ricordo.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Me lo feci fare anch'io, il mio, di «Carlo d'Angiò »!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Appena furono pronti i costumi.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Perché, vede? ci fu la proposta di raccoglierli tutti,
+per ricordo, come in una galleria, nel salone della villa dove si
+fece la cavalcata. Ma poi ciascuno volle tenersi il suo.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> E questo mio, come le ho detto, io lo cedetti&mdash;senza
+poi tanto rincrescimento&mdash;perché sua madre...</p>
+
+<p class="sta"><i>accenna di nuovo al Di Nolli.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Non sa se fu lui a richiederlo?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ah, non so! Forse... O fu la sorella, per
+assecondare amorosamente...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Un'altra cosa, un'altra cosa! L'idea della cavalcata venne
+a lui?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (subito).</i> No no, venne a me! venne a me!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Prego...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Non gli dia retta. Venne al povero Belassi.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma che Belassi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (al Dottore).</i> Il conte Belassi, che morì, poverino,
+due o tre mesi dopo.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma se non c'era Belassi, quando...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (seccato dalla minaccia di una nuova discussione).</i> Scusi,
+dottore, è proprio necessario stabilire a chi venne l'idea?</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Eh sì, mi servirebbe...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma se venne a me! Oh questa è bella! Non avrei mica da
+gloriarmene, dato l'effetto che poi ebbe, scusate! Fu, guardi,
+dottore&mdash;me ne ricordo benissimo&mdash;una sera sui primi di novembre, al
+Circolo. Sfogliavo una rivista illustrata, tedesca (guardavo soltanto
+le figure, s'intende, perché il tedesco io non lo so). In una c'era
+l'Imperatore, in non so quale città universitaria dov'era stato
+studente.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Bonn, Bonn.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Bonn, va bene. Parato, a cavallo, in uno degli strani
+costumi tradizionali delle antichissime società studentesche della
+Germania; seguito da un corteo d'altri studenti nobili, anch'essi a
+cavallo e in costume. L'idea mi nacque da quella vignetta. Perché
+deve sapere che al Circolo si pensava di fare qualche grande
+mascherata per il prossimo carnevale. Proposi questa cavalcata
+storica: storica, per modo di dire: babelica. Ognuno di noi doveva
+scegliersi un personaggio da rappresentare, di questo o di quel
+secolo: re o imperatore, o principe, con la sua dama accanto, regina
+o imperatrice, a cavallo. Cavalli bardati, s'intende, secondo il
+costume dell'epoca. E la proposta fu accettata.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Io l'invito lo ebbi da Belassi.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Appropriazione indebita, se vi disse che l'idea era sua.
+Non c'era neppure, vi dico, quella sera al Circolo, quando feci la
+proposta. Come non c'era del resto neanche lui!</p>
+
+<p class="sta"><i>allude a Enrico IV.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> E lui allora scelse il personaggio di Enrico IV!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Perché io&mdash;indotta nella scelta dal mio nome&mdash;così,
+senza pensarci più che tanto&mdash;dissi che volevo essere la <i>Marchesa
+Matilde di Toscana.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Non... non capisco bene la relazione...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Eh, sa! Neanch'io da principio, quando mi sentii
+rispondere da lui, che sarebbe stato allora ai miei piedi, come a
+Canossa, Enrico IV. Sì, sapevo di Canossa; ma dico la verità, non mi
+ricordavo bene la storia; e mi fece anzi una curiosa impressione,
+ripassandomela per prepararmi a sostenere la mia parte, ritrovarmi
+fedelissima e zelantissima amica di Papa Gregorio VII, in feroce
+lotta contro l'impero di Germania. Compresi bene allora, perché,
+avendo io scelto di rappresentate il personaggio della sua
+implacabile nemica, egli mi volle essere accanto, in quella
+cavalcata, da Enrico IV.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ah! Perché forse...?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Dottore, Dio mio, perché lui le faceva allora una corte
+spietata, e lei</p>
+
+<p class="sta"><i>indica la Marchesa</i></p>
+
+<p class="cont">naturalmente...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (punta, con fuoco).</i> Naturalmente, appunto!
+naturalmente! E allora più che mai «naturalmente»!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (mostrandola).</i> Ecco: non poteva soffrirlo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma non è vero! Non mi era mica antipatico.
+Tutt'altro! Ma per me, basta che uno voglia farsi prendere sul
+serio...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (seguitando).</i> Le dà la prova più lampante della sua
+stupidità!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> No, caro! In questo caso, no. Perché lui non era
+mica uno stupido come voi.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Io non mi sono mai fatto prendere sul serio!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ah lo so bene! Ma con lui, però, non c'era da
+scherzare.</p>
+
+<p class="sta"><i>Con altro tono, rivolgendosi al Dottore:</i></p>
+
+<p class="cont">Càpita, tra le tante disgrazie a noi donne, caro dottore, di vederci
+davanti, ogni tanto, due occhi che ci guardano con una contenuta,
+intensa promessa di sentimento duraturo!</p>
+
+<p class="sta"><i>Scoppia a ridere stridulamente.</i></p>
+
+<p class="cont">Niente di più buffo. Se gli uomini si vedessero con quel «duraturo»
+nello sguardo... &mdash;Ne ho riso sempre cosi! E allora, più che mai.&mdash;Ma
+debbo fare una confessione: posso farla, adesso dopo venti e più
+anni.&mdash;Quando risi così di lui, fu anche per paura. Perché forse a
+una promessa di quegli occhi si poteva credere. Ma sarebbe stato
+pericolosissimo.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (con vivo interesse, concentrandosi).</i> Ecco, ecco,
+questo&mdash;questo m'interesserebbe molto di sapere.&mdash;Pericolosissimo?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (con leggerezza).</i> Appunto perché non era come gli
+altri! E dato che anch'io... sì, via, sono... sono un po' così... più
+d'un po', per dire la verità...</p>
+
+<p class="sta"><i>cerca una parola modesta</i></p>
+
+<p class="cont">&mdash;insofferente, ecco, insofferente di tutto quanto è compassato e
+così afoso!&mdash;Ma ero allora troppo giovane, capite? e donna: dovevo
+rodere il freno.&mdash;Ci sarebbe voluto un coraggio, che non mi sentii di
+avere.&mdash;Risi anche di lui. Con rimorso, anzi con un vero dispetto
+contro me stessa, poi, perché vidi che il mio riso si confondeva con
+quello di tutti gli altri&mdash;sciocchi&mdash;che si facevano beffe di lui.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Press'a poco, come di me.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Voi fate ridere con la smorfia d'abbassarvi sempre,
+caro mio, mentre lui, al contrario! C'è una bella differenza!&mdash;E poi,
+a voi, vi si ride in faccia!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Eh, dico, meglio che alle spalle.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Veniamo a noi, veniamo a noi!&mdash;Dunque, già un po' esaltato
+era, a quanto mi pare di aver compreso!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Sì, ma in un modo così curioso, dottore!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Come sarebbe?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ecco, direi... a freddo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma che a freddo! Era così, dottore, un po' strano,
+certo; ma perché ricco di vita: estroso!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Non dico che simulasse l'esaltazione. Al contrario, anzi;
+s'esaltava spesso veramente. Ma potrei giurare, dottore, che si
+vedeva subito, lui stesso, nell'atto della sua esaltazione, ecco. E
+credo che questo dovesse avvenirgli per ogni moto più spontaneo. Dico
+di più: sono certo che doveva soffrirne. Aveva, a volte, scatti di
+rabbia comicissimi contro se stesso!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Quest'è vero!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (a Donna Matilde).</i> E perché? <i>(Al Dottore)</i> A mio vedere,
+perché quella subitanea lucidità di presentazione lo poneva fuori, a
+un tratto, d'ogni intimità col suo stesso sentimento, che gli
+appariva&mdash;non finto, perché era sincero&mdash;ma come qualche cosa a cui
+dovesse dare lì per lì il valore... che so? d'un atto d'intelligenza,
+per sopperire a quel calore di sincerità cordiale, che si sentiva
+mancare. E improvvisava, esagerava, si lasciava andare, ecco, per
+stordirsi e non vedersi più. Appariva incostante, fatuo e... sì,
+diciamolo, anche ridicolo, qualche volta.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> E... dica, insocievole?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> No, che! Ci stava! Concertatore famoso di quadri
+plastici, di danze, di recite di beneficenza; così per ridere,
+beninteso! Ma recitava benissimo, sa?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ed è diventato, con la pazzia, un attore magnifico e
+terribile!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma fin da principio! Si figuri che, quando avvenne la
+disgrazia dopo che cadde da cavallo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Battè la nuca, è vero?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ah, che orrore! Era accanto a me! Lo vidi tra le
+zampe del cavallo che s'era impennato...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma noi non credemmo affatto dapprima, che si fosse fatto
+un gran male. Sì, ci fu un arresto, un po' di scompiglio nella
+cavalcata; si voleva vedere che cosa fosse accaduto; ma già era stato
+raccolto e trasportato nella villa.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Niente, sa! Neanche la minima ferita! neanche una
+goccia di sangue!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Si credette soltanto svenuto...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> E quando, circa due ore dopo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Già, ricomparve nel salone della villa&mdash;ecco, questo
+volevo dire...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ah, ma che faccia aveva! Io me ne accorsi subito!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma no! Non dite! Non ce n'accorgemmo nessuno, dottore,
+capite?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Sfido! Perché eravate tutti come pazzi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Recitava ognuno per burla la sua parte! Era una vera
+babele!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Lei immagina, dottore, che spavento, quando si
+comprese che egli invece, la sua, la recitava sul serio?</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ah, perché anche lui, allora...?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma sì! Venne in mezzo a noi! Credemmo che si fosse
+rimesso e che avesse preso a recitate anche lui, come tutti noi...
+meglio di noi, perché&mdash;come le dico&mdash;era bravissimo, lui! Insomma,
+che scherzasse!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Cominciarono a fustigarlo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> E allora... &mdash;era armato&mdash;da re&mdash;sguainò la spada,
+avventandosi contro due o tre. Fu un momento di terrore per tutti!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Non dimenticherò mai quella scena, di tutte le
+nostre facce mascherate, sguajate e stravolte, davanti a quella
+terribile maschera di lui, che non era più una maschera, ma la
+Follia!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Enrico IV, ecco! Proprio Enrico IV in persona, in un
+momento di furore!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Dovette influire, io dico, l'ossessione di quella
+mascherata, dottore, l'ossessione che per più di un mese se n'era
+fatta. La metteva sempre in tutto ciò che faceva, questa ossessione!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Quello che studiò per prepararsi! Fino ai minimi
+particolari... le minuzie...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ah, è facile! Quella che era ossessione momentanea, si
+fissò, con la caduta e la percossa alla nuca, che determinarono il
+guasto cerebrale. Si fissò, perpetuandosi. Si può diventare scemi, si
+può diventare pazzi.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (a Frida e al Di Nolli).</i> Capite che scherzi, carini miei?</p>
+
+<p class="sta"><i>Al Di Nolli:</i></p>
+
+<p class="cont">Tu avevi quattro o cinque anni;</p>
+
+<p class="sta"><i>a Frida:</i></p>
+
+<p class="cont">a tua madre pare che tu l'abbia sostituita là in quel ritratto, dove
+ancora non pensava neppur lontanamente che ti avrebbe messa al mondo:
+io sono già coi capelli grigi; e lui: eccolo là</p>
+
+<p class="sta"><i>indica il ritratto</i></p>
+
+<p class="cont">&mdash;taf! una botta alla nuca&mdash;e non si è più mosso di là: Enrico IV.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (che se ne è stato assorto a meditare, apre le mani davanti
+al volto come per concentrar l'altrui attenzione, e fa per mettersi a
+dare la sua spiegazione scientifica).</i> Ecco, ecco, dunque, signori
+miei: è proprio questo...</p>
+
+<p class="sta"><i>Ma all'improvviso s'apre il primo uscio a destra (quello più vicino
+alla ribalta) e viene fuori Bertoldo tutto alterato in viso.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (irrompendo come uno che non ne possa più).</i> Permesso?
+Scusino...</p>
+
+<p class="sta"><i>S'arresta però di botto per lo scompiglio che la sua comparsa
+suscita subito negli altri.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Frida (con un grido di spavento, riparandosi).</i> Oh Dio! Eccolo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (ritraendosi sgomenta, con un braccio levato per non
+vederlo).</i> È lui? È lui?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (subito).</i> Ma no! ma no! State tranquille!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (stupito).</i> E chi è?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Uno scappato dalla nostra mascherata!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> È uno dei quattro giovani che teniamo qua, per secondare
+la sua follia.</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Io chiedo scusa, signor Marchese...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma che scusa! Avevo dato ordine che le porte fossero
+chiuse a chiave, e che nessuno entrasse qua!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Sissignore! Ma io non ci resisto! E le chiedo licenza
+d'andarmene!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ah, voi siete quello che doveva assumere il servizio
+questa mattina!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Sissignore, e le dico che non ci resisto...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (al Di Nolli con viva costernazione).</i> Ma dunque non è
+cosi tranquillo, come dicevi?</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (subito).</i> No, no, signora! Non è lui! Sono i miei tre
+compagni! Lei dice «secondare», signor Marchese? Ma che secondare!
+Quelli non secondano: i veri pazzi sono loro! Io entro qua per la
+prima volta; e, invece di ajutarmi, signor Marchese...</p>
+
+<p class="sta"><i>Sopravvengono dallo stesso uscio a destra Landolfo e Arialdo, in
+fretta, con ansia, ma arrestandosi davanti all'uscio prima di farsi
+avanti.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Permesso?</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Permesso, signor Marchese?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Avanti! Ma insomma che cos'è? Che cosa fate?</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Oh Dio, io me ne scappo, me ne scappo: ho paura!</p>
+
+<p class="sta"><i>fa per avviarsi verso l'uscio a sinistra.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (subito trattenendola).</i> Ma no, Frida!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Signor Marchese, questo sciocco...</p>
+
+<p class="sta"><i>indica Bertoldo.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (Protestando).</i> Ah no, grazie tante, cari miei! Io così non
+ci sto! non ci sto!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ma come non ci stai?</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> ha guastato tutto, signor Marchese, scappandosene qua!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Lo ha fatto montare sulle furie! Non possiamo più
+trattenerlo di là. Ha dato ordine che sia arrestato, e vuole subito
+«giudicarlo» dal trono!&mdash;Come si fa?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma chiudete! Chiudete! Andate a chiudere quella porta!</p>
+
+<p class="sta"><i>Landolfo va a chiudere.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Non sarà possibile al solo Ordulfo trattenerlo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ecco, signor Marchese; se si potesse subito, almeno,
+annunziargli la loro visita, per distornarlo. Se lor signori hanno
+già pensato sotto qual veste presentarsi...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Sì, sì, s'è pensato a tutto.</p>
+
+<p class="sta"><i>Al Dottore:</i></p>
+
+<p class="cont">Se lei, dottore, crede di poter fate subito la visita...</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Io no, io no, Carlo! Mi ritiro. E anche tu, mamma, per
+carità, vieni, vieni con me!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Dico... non sarà mica ancora armato?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma no! che armato, dottore!</p>
+
+<p class="sta"><i>A Frida:</i></p>
+
+<p class="cont">Scusami, Frida, ma codesto tuo timore è proprio puerile! Sei voluta
+venire...</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Ah non io, ti prego: è stata la mamma!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (con risoluzione).</i> E io sono pronta! Insomma, che
+dobbiamo fare?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> È proprio necessario, scusate, camuffarci in quel modo?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Indispensabile! indispensabile, signore! Eh, pur troppo,
+ci vede...</p>
+
+<p class="sta"><i>mostra il suo costume.</i></p>
+
+<p class="cont">Guai se vedesse lor signori, così, in abiti d'oggi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Crederebbe a un travestimento diabolico.</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Come a voi appajono travestiti loro, così a lui, nei
+nostri panni, appariremmo travestiti noi.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> E non sarebbe nulla, forse, signor Marchese, se non
+dovesse parergli che fosse per opera del suo mortale nemico.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Il Papa Gregorio VII!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Appunto! Dice che era un «pagano»!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Il papa? Non c'è male!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sissignore. E che evocava i morti! Lo accusa di tutte le
+arti diaboliche. Ne ha una paura terribile.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Il delirio persecutorio!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Infurierebbe!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (a Belcredi).</i> Ma non è necessario che tu ci sia, scusa.
+Noi ce ne andremo di là. Basta che lo veda il dottore.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Dice... io solo?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma ci sono loro!</p>
+
+<p class="sta"><i>indica i tre giovani.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> No, no... dico se la signora Marchesa...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma sì! Voglio esserci anch'io! Voglio esserci
+anch'io! Voglio rivederlo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Ma perché, mamma? Ti prego... Vieni con noi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (imperiosa).</i> Lasciami fare! sono venuta per questo!</p>
+
+<p class="sta"><i>A Landolfo.</i></p>
+
+<p class="cont">Io sarò «Adelaide», la madre.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ecco, benissimo. La madre dell'imperatrice Berta,
+benissimo! Basterà allora che la signora si cinga la corona ducale e
+indossi un manto che la nasconda tutta.</p>
+
+<p class="sta"><i>Ad Arialdo.</i></p>
+
+<p class="cont">Vai, vai, Arialdo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Aspetta: e il signore?</p>
+
+<p class="sta"><i>accennando al Dottore.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ah, sì... abbiamo detto, mi pare, il Vescovo... il Vescovo
+Ugo di Cluny.</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Il signore vuol dire l'Abate? Benissimo: Ugo di Cluny.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> E già venuto qua tant'altre volte...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (stupito).</i> Come, venuto?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Non abbia paura. Voglio dire che, essendo un
+travestimento spiccio...</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> S'è usato altre volte.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ma...</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Non c'è pericolo che se ne ricordi. Guarda più all'abito
+che alla persona.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Questo è bene anche per me, allora.</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Noi andiamo, Frida! Vieni, vieni con noi, Tito!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah no: se resta lei</p>
+
+<p class="sta"><i>indica la Marchesa,</i></p>
+
+<p class="cont">resto anch'io.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma non ho affatto bisogno di voi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Non dico che ne abbiate bisogno. Ho piacere di rivederlo
+anch'io. Non è permesso?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sì, forse sarebbe meglio che fossero in tre.</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> E allora, il signore?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Mah, veda di trovare un travestimento spiccio anche per
+me.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (ad Arialdo).</i> Sì, ecco: di cluniacense.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Cluniacense? Come sarebbe?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Una tonaca da benedettino dell'Abazia di Cluny. Figurerà
+al seguito di Monsignore.</p>
+
+<p class="sta"><i>Ad Arialdo:</i></p>
+
+<p class="cont">Vai, vai!</p>
+
+<p class="sta"><i>A Bertoldo:</i></p>
+
+<p class="cont">E anche tu, via; e non ti far vedere per tutto quest'oggi!</p>
+
+<p class="sta"><i>Ma, appena li vede avviare,</i></p>
+
+<p class="cont">Aspettate.</p>
+
+<p class="sta"><i>A Bertoldo:</i></p>
+
+<p class="cont">Porta qua tu gl'indumenti che lui ti darà</p>
+
+<p class="sta"><i>Ad Arialdo:</i></p>
+
+<p class="cont">E tu vai subito ad annunziare la visita della «Duchessa Adelaide» e
+di «Monsignore Ugo di Cluny». Intesi?</p>
+
+<p class="sta"><i>Arialdo e Bertoldo via per il primo uscio a destra.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Noi allora ci ritiriamo.</p>
+
+<p class="sta"><i>Via con Frida per l'uscio a sinistra.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (a Landolfo).</i> Mi dovrebbe, credo, veder bene sotto le vesti
+di Ugo di Cluny.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Benissimo. Stia tranquillo. Monsignore è stato sempre
+accolto qua con gande rispetto. E anche lei stia tranquilla, signora
+Marchesa. Ricorda sempre che deve all'intercessione di loro due se,
+dopo due giorni di attesa, in mezzo alla neve, già quasi assiderato,
+fu ammesso nel castello di Canossa alla presenza di Gregorio VII che
+non voleva riceverlo.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> E io, scusate?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Lei si tenga rispettosamente da parte.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (irritata, molto nervosa).</i> Fareste bene ad andarvene!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (piano, stizzoso).</i> Voi siete molto commossa...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (fiera).</i> Sono come sono! Lasciatemi in pace!</p>
+
+<p class="sta"><i>Rientra Berloldo con gli indumenti.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (vedendolo entrare).</i> Ah, ecco qua gli abiti! Questo manto,
+per la Marchesa.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Aspettate, mi levo il cappello!</p>
+
+<p class="sta"><i>Eseguisce, e lo porge a Bertoldo.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Lo porterai di là.</p>
+
+<p class="sta"><i>Poi alla Marchesa, accennando di cingerle in capo la corana ducale.</i></p>
+
+<p class="cont">Permette?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma, Dio mio, non c'è uno specchio qua?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ci sono di là.</p>
+
+<p class="sta"><i>indica l'uscio a sinistra.</i></p>
+
+<p class="cont">Se la signora Marchesa vuol fare da sè...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Sì, sì, sarà meglio, date qua; faccio subito.</p>
+
+<p class="sta"><i>Riprende il cappello ed esce con Berloldo che reca il manto e la
+corona. Nel mentre il Dottore e Belcredi indosseranno da sè, alla
+meglio, le tonache da benedettini.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Questa di far da benedettino, dico la verità, non me la
+sarei mai aspettata. Oh, dico: è una pazzia che costa fior di
+quattrini!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Mah! Anche tant'altre pazzie veramente...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Quando, per secondarle, si ha a disposizione un
+patrimonio...</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sissignore. Abbiamo di là un intero guardaroba, tutto di
+costumi del tempo, eseguiti a perfezione, su modelli antichi. È mia
+cura particolare: mi rivolgo a sartorie teatrali competenti. Si
+spende molto.</p>
+
+<p class="sta"><i>Donna Matilde rientra parata col manto e la corona.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (subito, ammirandola).</i> Ah, magnifica! Veramente regale!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (vedendo Belcredi e scoppiando a ridere).</i> Oh Dio! ma
+no; levatevi! Voi siete impossibile! Sembrate uno struzzo vestito da
+monaco!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> E guardate il dottore!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Eh, pazienza... pazienza.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma no, meno male, il dottore... Voi fate proprio
+ridere!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (a Landolfo).</i> Ma si fanno dunque molti ricevimenti qua?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Secondo. Tante volte ordina che gli si presenti questo o
+quel personaggio. E allora bisogna cercar qualcuno che si presti.
+Anche donne...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (ferita, e volendo nasconderlo).</i> Ah! Anche donne?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Eh, prima, sì... Molte.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (ridendo).</i> Oh bella! In costume?</p>
+
+<p class="sta"><i>indicando la Marchesa.</i></p>
+
+<p class="cont">Così?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Mah, sa: donne, di quelle che...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Che si prestano, ho capito!</p>
+
+<p class="sta"><i>Perfido, alla Marchesa:</i></p>
+
+<p class="cont">Badate, che diventa per voi pericoloso!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si apre il secondo uscio a destra e appare Arialdo, che fa prima, di
+nascosto, un cenno per arrestare ogni discorso nella sala, e poi
+annunzia solennemente:</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Sua Maestà l'Imperatore!</p>
+
+<p class="sta"><i>Entrano prima i due Valletti che vanno a postarsi ai Piedi
+del trono. Poi entra tra Ordulfo e Arialdo, che si tengono
+rispettosamente un po' indietro, Enrico IV. È presso alla
+cinquantina, pallidissimo, e già grigio sul dietro del capo; invece
+sulle tempie e sulla fronte, appare biondo, per via di una tintura
+quasi puerile, evidentissima; e sui pomelli, in mezzo al tragico
+pallore, ha un trucco rosso da bambola, anch'esso evidentissimo.
+Veste sopra l'abito regale un sajo da penitente, come a Canossa.
+Ha negli occhi una fissità spasimosa, che fa spavento; in contrasto
+con l'atteggiamento della persona che vuol essere d'umiltà
+pentita, tanto più ostentata quanto più sente che immeritato è
+quell'avvilimento.&mdash;Ordulfo regge a due mani la corona imperiale.
+Arialdo lo scettro con l'Aquila e il globo con la Croce.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (inchinandosi prima a Donna Matilde, poi al dottore).</i>
+Madonna... Monsignore...</p>
+
+<p class="sta"><i>Poi guarda il Belcredi e fa per inchinarsi anche a lui, ma si volge
+a Landolfo che gli si è fatto presso, e domanda sottovoce con
+diffidenza.</i></p>
+
+<p class="cont">È Pietro Damiani?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> No, Maestà, è un monaco di Cluny che accompagna l'Abate.</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (torna a spiare il Belcredi con crescente diffidenza e,
+notando che egli si volge sospeso e imbarazzato a Donna Matilde e al
+Dottore, come per consigliarsi con gli occhi, si rizza sulla persona
+e grida).</i> È Pietro Damiani!&mdash;Inutile, Padre, guardare la Duchessa!</p>
+
+<p class="sta"><i>Subito volgendosi Donna Matilde come a scongiurare un pericolo:</i></p>
+
+<p class="cont">Vi giuro, vi giuro, Madonna, che il mio animo è cangiato verso
+vostra figlia! Confesso che se lui</p>
+
+<p class="sta"><i>indica il Belcredi</i></p>
+
+<p class="cont">non fosse venuto a impedirmelo in nome del Papa Alessandro, l'avrei
+ripudiata! Sì: c'era chi si prestava a favorire il ripudio: il
+vescovo di Magonza, per centoventi poderi.</p>
+
+<p class="sta"><i>Sogguarda un po' smarrito Landolfo, e dice subito:</i></p>
+
+<p class="cont">Ma non debbo in questo momento dir male dei vescovi.</p>
+
+<p class="sta"><i>Ritorna umile davanti a Belcredi:</i></p>
+
+<p class="cont">Vi sono grato, credetemi che vi sono grato, ora, Pietro Damiani, di
+quell'impedimento!&mdash;Tutta d'umiliazioni è fatta la mia vita:&mdash;mia
+madre, Adalberto, Tribur, Goslar&mdash;e ora questo sajo che mi vedete
+addosso.</p>
+
+<p class="sta"><i>Cangia tono improvvisamente e dice come uno che, in una parentesi di
+astuzia, si ripassi la parte:</i></p>
+
+<p class="cont">Non importa! Chiarezza d'idee, perspicacia, fermezza di contegno e
+pazienza nell'avversa fortuna!</p>
+
+<p class="sta"><i>Quindi si volge a tutti e dice con gravità compunta:</i></p>
+
+<p class="cont">So correggere gli errori commessi; e anche davanti a voi, Pietro
+Damiani, mi umilio!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si inchina profondamente, e resta lì curvo davanti a lui, come
+piegato da un obliquo sospetto che ora gli nasce e che gli fa
+aggiungere, quasi suo malgrado, in tono minaccioso:</i></p>
+
+<p class="cont">Se non è partita da voi l'oscena voce che la mia santa madre,
+Agnese, abbia illeciti rapporti col vescovo Enrico d'Augusta!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (poiché Enrico IV resta ancora curvo, col dito appuntato
+minacciosamente contro di lui, si pone le mani sul petto, e poi
+negando).</i> No... da me, no...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (alzandosi).</i> No, è vero? Infamia!</p>
+
+<p class="sta"><i>Lo squadra un po' e poi dice:</i></p>
+
+<p class="cont">Non ve ne credo capace.</p>
+
+<p class="sta"><i>Si avvicina di Dottore e gli tira un po' la manica ammiccando
+furbescamente.</i></p>
+
+<p class="cont">Sono «loro»! Sempre quelli, Monsignore!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo (piano, con un sospiro, come per suggerire al Dottore).</i> Eh,
+sì, i vescovi rapitori.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (per sostenere la parte, volto ad Arialdo).</i> Quelli, eh
+già... quelli...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Nulla è bastato a costoro!&mdash;Un povero ragazzo,
+Monsignore... Si passa il tempo, giocando&mdash;anche quando, senza
+saperlo, si è re. Sei anni avevo e mi rapirono a mia madre, e contro
+lei si servirono di me, ignaro, e contro i poteri stessi della
+Dinastia, profanando tutto, rubando, rubando; uno più ingordo
+dell'altro: Anno più di Stefano, Stefano più di Anno!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (sottovoce, persuasivo, per richiamarlo).</i> Maestà...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (subito voltandosi).</i> Ah, già! Non debbo in questo momento
+dir male dei vescovi.&mdash;Ma questa infamia su mia madre, Monsignore,
+passa la parte!</p>
+
+<p class="sta"><i>Guarda la Marchesa e s'intenerisce.</i></p>
+
+<p class="cont">E non posso neanche piangerla, Madonna.&mdash;Mi rivolgo a voi, che
+dovreste aver viscere materne. Venne qua a trovarmi, dal suo
+convento, or'è circa un mese. Mi hanno detto che è morta.</p>
+
+<p class="sta"><i>Pausa tenuta, densa di commozione. Poi sorridendo mestissimamente</i></p>
+
+<p class="cont">Non posso piangerla, perché se voi ora siete qua, e io così</p>
+
+<p class="sta"><i>mostra il sajo che ha indosso,</i></p>
+
+<p class="cont">vuol dire che ho ventisei anni.</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo (quasi sottovoce dolcemente per confortarlo).</i> E che dunque
+ella è viva, Maestà.</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo (c.s.).</i> Ancora nel suo convento.</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (si volta a guardarli).</i> Già; e posso dunque rimandare ad
+altro tempo il dolore.</p>
+
+<p class="sta"><i>Mostra alla Marchesa, quasi con civetteria, la tintura che si è data
+ai capelli.</i></p>
+
+<p class="cont">Guardate: ancora biondo...</p>
+
+<p class="sta"><i>Poi piano; come in confidenza:</i></p>
+
+<p class="cont">Per voi!&mdash;Io non ne avrei bisogno. Ma giova qualche segno esteriore.
+Termini di tempo, mi spiego, Monsignore?</p>
+
+<p class="sta"><i>Si riaccosta alla Marchesa, e osservandole i capelli:</i></p>
+
+<p class="cont">Eh, ma vedo che... anche voi, Duchessa...</p>
+
+<p class="sta"><i>Strizza un occhio e fa un segno espressivo con la mano:</i></p>
+
+<p class="cont">Eh, italiana...</p>
+
+<p class="sta"><i>come a dire: finta; ma senz'ombra di sdegno, anzi con maliziosa
+ammirazione:</i></p>
+
+<p class="cont">Dio mi guardi dal mostrarne disgusto o
+meraviglia!&mdash;Velleità!&mdash;Nessuno vorrebbe riconoscere quel certo
+potere oscuro e fatale che assegna limiti alla volontà. Ma, dico, se
+si nasce e si muore!&mdash;Nascere, Monsignore: voi l'avete voluto? Io
+no.&mdash;E tra l'un caso e l'altro, indipendenti entrambi dalla nostra
+volontà, tante cose avvengono che tutti quanti vorremmo non
+avvenissero, e a cui a malincuore ci rassegniamo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (tanto per dire qualche cosa, mentre lo studia
+attentanente).</i> Eh sì, purtroppo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ecco: quando non ci rassegniamo, vengono fuori le
+velleità. Una donna che vuol essere uomo... un vecchio che vuol esser
+giovine... &mdash;Nessuno di noi mente o finge!&mdash;C'è poco da dire: ci
+siamo fissati tutti in buona fede in un bel concetto di noi stessi.
+Monsignore, però, mentre voi vi tenete fermo, aggrappato con tutte e
+due le mani alla vostra tonaca santa, di qua, dalle maniche, vi
+scivola, vi scivola, vi sguiscia come un serpe qualche cosa, di cui
+non v'accorgete. Monsignore, la vita! E sono sorprese, quando ve la
+vedete d'improvviso consistere davanti così sfuggita da voi; dispetti
+e ire contro voi stesso; o rimorsi; anche rimorsi. Ah, se sapeste, io
+me ne son trovati tanti davanti! Con una faccia che era la mia
+stessa, ma così orribile, che non ho potuto fissarla... &mdash;</p>
+
+<p class="sta"><i>Si riaccosta alla Marchesa.</i></p>
+
+<p class="cont">A voi non è mai avvenuto, Madonna? Vi ricordate proprio di essere
+stata sempre la stessa, voi? Oh Dio, ma un giorno... &mdash;com'è? com'è
+che poteste commettere quella tale azione...</p>
+
+<p class="sta"><i>La fissa così acutamente negli occhi, da farla quasi smorire.</i></p>
+
+<p class="cont">&mdash;sì, «quella», appunto!&mdash;ci siamo capiti. (Oh, state tranquilla che
+non la svelerò a nessuno!). E che voi, Pietro Damiani, poteste essere
+amico di quel tale...</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (c.s.).</i> Maestà...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (subito).</i> No no, non glielo nomino! So che gli fa tanto
+dispetto!</p>
+
+<p class="sta"><i>Voltandosi a Belcredi, come di sfuggita.</i></p>
+
+<p class="cont">Che opinione eh? che opinione ne avevate... &mdash;Ma tutti, pur non di
+meno, seguitiamo a tenerci stretti al nostro concetto, così come chi
+invecchia si ritinge i capelli. Che importa che questa mia tintura
+non possa essere, per voi, il color vero dei miei capelli?&mdash;Voi,
+Madonna, certo non ve li tingete per ingannare gli altri, ne voi; ma
+solo un poco&mdash;poco poco&mdash;la vostra immagine davanti allo specchio. Io
+lo faccio per ridere. Voi lo fate sul serio. Ma vi assicuro che per
+quanto sul serio, siete mascherata anche voi, Madonna; e non dico per
+la venerabile corona che vi cinge la fronte, e a cui m'inchino, o per
+il vostro manto ducale; dico soltanto per codesto ricordo che volete
+fissare in voi artificialmente del vostro color biondo, in cui un
+giorno vi siete piaciuta; o del vostro color bruno se eravate bruna:
+l'immagine che vien meno della vostra gioventù. A voi, Pietro
+Damiani, invece, il ricordo di ciò che siete stato, di ciò che avete
+fatto, appare ora riconoscimento di realtà passate, che vi restano
+dentro&mdash;è vero?&mdash;come un sogno. E anche a me&mdash;come un sogno&mdash;e tante,
+a ripensarci, inesplicabili... &mdash;Mah!&mdash;Nessuna meraviglia, Pietro
+Damiani; sarà così domani della nostra vita d'oggi!</p>
+
+<p class="sta"><i>Tutt'a un tratto infuriandosi e afferrandosi il sajo addosso.</i></p>
+
+<p class="cont">Questo sajo qua!</p>
+
+<p class="sta"><i>Con gioia quasi feroce facendo atto di strapparselo, mentre Arialdo,
+Ordulfo subito accorrono spaventati, come per trattenerlo.</i></p>
+
+<p class="cont">Ah per Dio!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si tira indietro e, levandosi il sajo, grida loro:</i></p>
+
+<p class="cont">Domani, a Bressanone, ventisette vescovi tedeschi e lombardi
+firmeranno con me la destituzione di Papa Gregorio VII: non
+Pontefice, ma monaco falso!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo (con gli altri due, scongiurandolo di tacere).</i> Maestà,
+Maestà, in nome di Dio!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo (invitandolo coi gesti a rimettersi il sajo).</i> Badate a
+quello che dite!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Monsignore è qua, insieme con la Duchessa, per
+intercedere in vostro favore!</p>
+
+<p class="sta"><i>E di nascosto fa pressanti segni al Dottore di dire subito qualche
+cosa.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (smarrito).</i> Ah, ecco... sì... Siamo qua per intercedere...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (subito pentito, quasi spaventato, lasciandosi dai tre
+rimettere sulle spalle il sajo e stringendoselo addosso con le mani
+convulse).</i> Perdono... sì, sì... perdono, perdono, Monsignore;
+perdono, Madonna... Sento, vi giuro, sento tutto il peso
+dell'anatema!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si curva, prendendosi la testa fra le mani, come in attesa di
+qualche cosa che debba schiacciarlo; e sta un po' così, ma poi con
+altra voce, pur senza scomporsi, dice piano, in confidenza a
+Landolfo, ad Arialdo e a Ordulfo:</i></p>
+
+<p class="cont">Ma io non so perché, oggi non riesco a essere umile davanti a quello
+lì!</p>
+
+<p class="sta"><i>E indica, come di nascosto, il Belcredi.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (sottovoce).</i> Ma perché voi, Maestà, vi ostinate a credere
+che sia Pietro Damiani, mentre non è!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (sogguardandolo con timore).</i> Non è Pietro Damiani?</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma no, è un povero monaco, Maestà!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (dolente, con sospirosa esasperazione).</i> Eh, nessuno di
+noi può valutare ciò che fa, quando fa per istinto...Forse voi,
+Madonna, potete intendermi meglio degli altri, perché siete donna.
+[Questo è un momento solenne e decisivo. Potrei, guardate, ora
+stesso, mentre parlo con voi, accettar l'ajuto dei vescovi lombardi e
+impossessarmi del Pontefice, assediandolo qui nel Castello; correre a
+Roma a eleggervi un antipapa; porgere la mano all'alleanza con
+Roberto Guiscardo.&mdash;Gregotio VII sarebbe perduto!&mdash;Resisto alla
+tentazione, e credetemi che sono saggio. Sento l'aura dei tempi e la
+maestà di chi sa essere quale deve essere: un Papa!&mdash;Vorreste ora
+ridere di me, vedendomi così? Sareste tanti stupidi, perché non
+capireste che sapienza politica mi consiglia ora quest'abito di
+penitenza. Vi dico che le parti, domani, potrebbeto essere invertite!
+E che fareste voi allora? Ridereste per caso del Papa in veste di
+prigioniero?&mdash;No.&mdash;Saremmo pari.&mdash;Un mascherato io, oggi, da
+penitente; lui, domani, da prigioniero. Ma guai a chi non sa portare
+la sua maschera, sia da Re, sia da Papa.&mdash;Forse egli è ora un po'
+troppo crudele: questo sì.] Pensate, Madonna, che Berta, vostra
+figlia, per cui, vi ripeto, il mio animo è cangiato</p>
+
+<p class="sta"><i>si volta improvvisamente a Belcredi e gli grida in faccia, come se
+avesse detto di no</i></p>
+
+<p class="cont">&mdash;cangiato, cangiato, per l'affetto e la devozione di cui ha saputo
+darmi prova in questo terribile momento!</p>
+
+<p class="sta"><i>S'arresta, convulso, dallo scatto iroso, e fa sforzi per contenersi,
+con un gemito d'esasperazione nella gola; poi si volge di nuovo con
+dolce e dolente umiltà alla Marchesa.</i></p>
+
+<p class="cont">È venuta con me, Madonna, è giù nel cortile; ha voluto seguirmi come
+una mendica, ed è gelata, gelata da due notti all'aperto, sotto la
+neve! Voi siete sua madre! Dovrebbero muoversi le viscere della
+vostra misericordia e implorare con lui,</p>
+
+<p class="sta"><i>indica il Dottore</i></p>
+
+<p class="cont">dal Pontefice, il perdono: che ci riceva!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (tremante, con un filo di voce).</i> Ma sì, sì, subito...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Lo faremo, lo faremo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> E un'altra cosa! Un'altra cosa!</p>
+
+<p class="sta"><i>Se li chiama intorno e dice piano, in gran segreto:</i></p>
+
+<p class="cont">Non basta che mi riceva. Voi sapete che egli può «tutto»&mdash;vi dico
+«tutto»&mdash;Evoca perfino i morti!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si picchia il petto.</i></p>
+
+<p class="cont">Eccomi qua! Mi vedete!&mdash;E non c'è arte di magia che gli sia ignota.
+Ebbene, Monsignore, Madonna: la mia vera condanna è questa&mdash;o
+quella&mdash;guardate</p>
+
+<p class="sta"><i>indica il suo ritratto alla parete, quasi con paura,</i></p>
+
+<p class="cont">di non potermi più distaccare da quest'opera di magia!&mdash;Sono ora
+penitente, e così resto; vi giuro che ci resto finché Egli non
+m'abbia ricevuto. Ma poi voi due, dopo la revoca della scomunica,
+dovreste implorarmi questo dal Papa che lo può: di staccarmi di là</p>
+
+<p class="sta"><i>indica di nuovo il ritratto,</i></p>
+
+<p class="cont">e farmela vivere tutta, questa mia povera vita, da cui sono
+escluso... Non si può aver sempre ventisei anni, Madonna! E io ve lo
+chiedo anche per vostra figlia: che io la possa amare come ella si
+merita, così ben disposto come sono adesso, intenerito come sono
+adesso dalla sua pietà. Ecco. Questo. Sono nelle vostre mani...</p>
+
+<p class="sta"><i>Si inchina.</i></p>
+
+<p class="cont">Madonna! Monsignore!</p>
+
+<p class="sta"><i>E fa per ritirarsi, così inchinandosi, per l'uscio donde è entrato;
+se non che, scorto il Belcredi che s'era un po' accostato per
+sentire, nel vedergli voltar la faccia verso il fondo e supponendo
+che voglia rubargli la corona imperiale posata sul trono, tra lo
+stupore e lo sgomento di tutti, corre a prenderla e a nascondersela
+sotto il sajo, e con un sorriso furbissimo negli occhi e sulle labbra
+torna a inchinarsi ripetutamente e scompare. La Marchesa è così
+profondamente commossa, che casca di schianto a sedere, quasi
+svenuta.</i></p>
+
+<h3>Atto Secondo</h3>
+
+<p class="sta">(Altra sala della villa, contigua a quella del trono, addobbata di
+mobili antichi e austeri. A destra, a circa due palmi dal suolo, è
+come un coretto, cinto da una ringhiera di legno a pilastrini,
+intetrotta lateralmente e sul davanti, ove sono i due gradini
+d'accesso. Su questo coretto sarà una tavola e cinque seggioloni di
+stile, uno a capo e due per lato. La comune in fondo. A sinistra due
+finestre che danno sul giardino. A destra un uscio che dà nella sala
+del trono. Nel pomeriggio avanzato dello stesso giorno.)</p>
+
+<p class="sta"><i>Sono in scena Donna Matilde, il Dottore e Tito Belcredi. Seguitano
+una conversazione; ma Donna Matilde si tiene appartata, fosca,
+evidentemente infastidita da ciò che dicono gli altri due, a cui
+tuttavia non può fare a meno di prestare orecchio, perché nello stato
+d'irrequietezza in cui si trova, ogni cosa la interessa suo malgrado,
+impedendole di concentrarsi a maturare un proposito più forte di lei,
+che le balena e la tenta. Le parole che ode degli altri due
+attraggono la sua attenzione, perché istintivamente sente come il
+bisogno d'esser trattenuta in quel momento.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Sarà, sarà come lei dice, caro dottore, ma questa è la
+mia impressione.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Non dico di no; ma creda che è soltanto... così,
+un'impressione.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Scusi: però l'ha perfino detto, e chiaramente!</p>
+
+<p class="sta"><i>Voltandosi alla Marchesa:</i></p>
+
+<p class="cont">Non è vero, Marchesa?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (frastornata, voltandosi).</i> Che ha detto?</p>
+
+<p class="sta"><i>Poi, non consentendo.</i></p>
+
+<p class="cont">Ah sì... Ma non per la ragione che voi credete.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Intendeva dei nostri abiti soprammessi: il suo manto</p>
+
+<p class="sta"><i>indica la Marchesa</i></p>
+
+<p class="cont">le nostre tonache da benedettini. E tutto questo è puerile.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (di scatto, voltandosi di nuovo sdegnata).</i> Puerile?
+Che dice, Dottore?</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Da un canto sì! Prego; mi lasci dire, Marchesa. Ma
+dall'altro, molto più complicato di quanto possiate immaginare.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Per me è chiarissimo, invece.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (col sorriso di compatimento d'un competente verso gli
+incompetenti).</i> Eh sì! Bisogna intendere questa speciale psicologia
+dei pazzi, per cui&mdash;guardi&mdash;si può essere anche sicuri che un pazzo
+nota, può notare benissimo un travestimento davanti a lui; e
+assumerlo come tale; e sissignori, tuttavia, crederci; proprio come
+fanno i bambini, per cui è insieme giuoco e realtà. Ho detto perciò
+puerile. Ma è poi complicatissimo in questo senso, ecco: che egli ha,
+deve avere perfettamente coscienza di essere per sè, davanti a se
+stesso, una Immagine: quella sua immagine là!</p>
+
+<p class="sta"><i>Allude al ritratto nella sala del trono, indicando perciò alla sua
+sinistra.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> L'ha detto!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ecco, benissimo!&mdash;Un'immagine, a cui si sono fatte innanzi
+altre immagini: le nostre, mi spiego? Ora egli, nel suo
+delirio&mdash;acuto e lucidissimo ha potuto avvertire subito una
+differenza tra la sua e le nostre: cioè, che c'era in noi, nelle
+nostre immagini, una finzione. E ne ha diffidato. Tutti i pazzi sono
+sempre armati d'una continua vigile diffidenza. Ma questo è tutto! A
+lui naturalmente non è potuto sembrare pietoso questo nostro giuoco,
+fatto attorno al suo. E il suo a noi s'è mostrato tanto più tragico,
+quanto più egli, quasi a sfida&mdash;mi spiego?&mdash;indotto dalla diffidenza,
+ce l'ha voluto scoprire appunto come un giuoco; anche il suo,
+sissignori, venendoci avanti con un po' di tintura sulle tempie e
+sulle guance, e dicendoci che se l'era data apposta, per ridere!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (scattando di nuovo).</i> No. Non è questo, dottore! Non
+è questo! non è questo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ma come non è questo?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (recisa, vibrante).</i> Io sono sicurissima ch'egli m'ha
+riconosciuta!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Non è possibile... non è possibile...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (contemporaneamente).</i> Ma che!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (ancora più recisa, quasi convulsa).</i> M'ha
+riconosciuta, vi dico. Quand'è venuto a parlarmi da vicino,
+guardandomi negli occhi, proprio dentro gli occhi&mdash;m'ha riconosciuta!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma se parlava di vostra figlia...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Non è vero!&mdash;Di me! Parlava di me!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Sì, forse, quando disse...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (subito, senza riguardo).</i> Dei miei capelli tinti! Ma
+non avete notato che aggiunse subito: «oppure il ricordo del vostro
+color bruno se eravate bruna» ?&mdash;S'è ricordato perfettamente che io,
+«allora», ero bruna.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma che! Ma che!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (senza dargli retta, rivolgendosi al Dottore).</i> I miei
+capelli, dottore, sono difatti bruni&mdash;come quelli di mia figlia. E
+perciò s'è messo a parlare di lei!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma se non la conosce, vostra figlia! Se non l'ha mai
+veduta!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Appunto! Non capite nulla! Per mia figlia intendeva
+me; me com'ero allora!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah, questo è contagio! Questo è contagio!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (piano, con sprezzo).</i> Ma che contagio! Sciocco!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Scusate, siete stata mai sua moglie, voi? Vostra figlia,
+nel suo delirio, è sua moglie: Berta di Susa.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma perfettamente! Perché io, non più bruna&mdash;com'egli
+mi ricordava&mdash;ma «così», bionda, mi sono presentata a lui come
+«Adelaide» la madre.&mdash;Mia figlia per lui non esiste&mdash;non l'ha mai
+veduta&mdash;l'avete detto voi stesso. Che ne sa perciò, se sia bionda o
+bruna?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma ha detto bruna, così, in generale, Dio mio! di chi
+vuol fissare, comunque, sia bionda sia bruna, il ricordo della
+gioventù nel colore dei capelli! E voi al solito vi mettete a
+fantasticare!&mdash;Dottore, dice che non sarei dovuto venire io&mdash;ma non
+sarebbe dovuta venire lei!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (abbattuta per un momento dall'osservazione del
+Belcredi, e rimasta assorta, ora si riprende, ma smaniosa perché
+dubitante).</i> No... no... parlava di me... Ha parlato sempre a me e
+con me e di me...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Alla grazia! Non m'ha lasciato un momento di respiro, e
+dite che ha parlato sempre di voi? Tranne che non vi sia parso che
+alludesse anche a voi, quando parlava con Pietro Damiani!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (con aria di sfida, quasi rompendo ogni freno di
+convenienza).</i> E chi lo sa?&mdash;Mi sapete dire perché subito, fin dal
+primo momento, ha sentito avversione per voi, soltanto per voi?</p>
+
+<p class="sta"><i>Dal tono della domanda deve risultare infatti, quasi esplicita, la
+risposta: «Perché ha capito che voi siete il mio amante!»&mdash;Il
+Belcredi lo avverte così bene, che lì per lì resta come smarrito in
+un vano sorriso.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> La ragione, scusino, può essere anche nel fatto che gli fu
+annunziata soltanto la visita della duchessa Adelaide e dell'Abate di
+Cluny. Trovandosi davanti un terzo, che non gli era stato annunziato,
+subito la diffidenza...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ecco, benissimo, la diffidenza gli fece vedere in me un
+nemico: Pietro Damiani!&mdash;Ma se è intestata, che l'abbia
+riconosciuta...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Su questo non c'è dubbio!&mdash;Me l'hanno detto i suoi
+occhi, Dottore: sapete quando si guarda in un modo che... che nessun
+dubbio è più possibile! Forse fu un attimo, che volete che vi dica?</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Non è da escludere: un lucido momento...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ecco forse! E allora il suo discorso m'è parso
+pieno, tutto, del rimpianto della mia e della sua gioventù&mdash;per
+questa cosa orribile che gli è avvenuta, e che l'ha fermato lì, in
+quella maschera da cui non s'è potuto più distaccare, e da cui si
+vuole, si vuole distaccare!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Già! Per potersi mettere ad amar vostra figlia. O
+voi,&mdash;come credete&mdash;intenerito dalla vostra pietà.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Che è tanta, vi prego di credere!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Si vede, Marchesa! Tanta che un taumaturgo vedrebbe più
+che probabile il miracolo.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Permettete che parli io adesso? Io non faccio miracoli,
+perché sono un medico e non un taumaturgo, io. Sono stato molto
+attento a tutto ciò che ha detto, e ripeto che quella certa
+elasticità analogica, propria di ogni delirio sistematizzato, è
+evidente che in lui è già molto... come vorrei dire? rilassata. Gli
+elementi, insomma, del suo delirio non si tengono più saldi a
+vicenda. Mi pare che si riequilibri a stento, ormai, nella sua
+personalità soprammessa, per bruschi richiami che lo strappano&mdash;(e
+questo è molto confortante)&mdash;non da uno stato di incipiente apatia,
+ma piuttosto da un morbido adagiamento in uno stato di malinconia
+riflessiva, che dimostra una... sì, veramente considerevole attività
+cerebrale. Molto confortante, ripeto. Ora, ecco, se con questo trucco
+violento che abbiamo concertato...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (voltandosi verso la finestra, col tono di una malata
+che si lamenti).</i> Ma com'è che ancora non ritorna quest'automobile?
+In tre ore e mezzo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> (stordito). Come dice?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Quest'automobile, dottore! Sono più di tre ore e
+mezzo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (cavando e guardando l'orologio).</i> Eh, più di quattro per
+questo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Potrebbe esser qua da mezz'ora, almeno. Ma, al
+solito...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Forse non trovano l'abito.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma s'e ho indicato con precisione dov'è riposto!</p>
+
+<p class="sta"><i>(È impazientissima.)</i></p>
+
+<p class="cont">Frida, piuttosto... Dov'è Frida?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (sporgendosi un po' dalla finestra).</i> Sarà forse in
+giardino con Carlo.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> La persuaderà a vincere la paura...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma non è paura, dottore; non ci creda! È che si secca.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Fatemi il piacere di non pregarla affatto! Io so
+com'è!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Aspettiamo, con pazienza. Tanto, si farà tutto in un
+momento e dev'esser di sera. Se riusciamo a scrollarlo dicevo, a
+spezzare d'un colpo con questo strappo violento i fili già allentati
+che lo legano ancora alla sua finzione, ridandogli quello che egli
+stesso chiede (l'ha detto: «Non si può aver sempre ventisei anni,
+Madonna!») la liberazione da questa condanna che pare a lui stesso
+una condanna: ecco, insomma, se otteniamo che riacquisti d'un tratto
+la sensazione della distanza del tempo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (subito).</i> Sarà guarito!</p>
+
+<p class="sta"><i>Poi sillabando con intenzione ironica:</i></p>
+
+<p class="cont">Lo distaccheremo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Potremo sperare di riaverlo, come un orologio che si sia
+arrestato a una cert'ora. Ecco, sì, quasi coi nostri orologi alla
+mano, aspettare che si rifaccia quell'ora&mdash;là, uno scrollo!&mdash;-e
+speriamo che esso si rimetta a segnare il suo tempo, dopo un così
+lungo arresto.</p>
+
+<p class="sta"><i>Entra a questo punto dalla comune il marchese Carlo Di Nolli.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ah, Carlo... E Frida? Dove se n'è andata?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Eccola, viene a momenti.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> L'automobile è arrivata?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Sì.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ah sì? E ha portato l'abito?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> È già qui da un pezzo.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Oh, benissimo, allora!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (fremente).</i> E dov'è? Dov'è?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (stringendosi nelle spalle e sorridendo triste, come uno
+che si presti mal volentieri a uno scherzo fuor di luogo).</i> Mah...
+Ora vedrete...</p>
+
+<p class="sta"><i>E indicando verso la comune:</i></p>
+
+<p class="cont">Ecco qua...</p>
+
+<p class="sta"><i>Si presenta sulla soglia della comune Bertoldo che annuncia con
+solennità:</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Sua Altezza la Marchesa Matilde di Canossa!</p>
+
+<p class="sta"><i>E subito entra Frida magnifica e bellissima; parata con l'antico
+abito della madre da «Marchesa Matilde di Toscana» in modo da
+figurare, viva, l'immagine effigiata nel ritratto della sala del
+trono.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Frida (passando accanto a Bertoldo che s'inchina, gli dice con
+sussiego sprezzante).</i> Di Toscana, di Toscana, prego. Canossa è un
+mio castello.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (ammirandola).</i> Ma guarda! Ma guarda! Pare un'altra!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Pare me!&mdash;Dio mio, vedete?&mdash;Ferma, Frida!&mdash;Vedete? È
+proprio il mio ritratto, vivo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Sì, sì... Perfetto! Perfetto! Il ritratto!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Eh sì, c'è poco da dire... È quello! Guarda, guarda! Che
+tipo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Non mi fate ridere, che scoppio! Dico, ma che vitino avevi,
+mamma? Mi son dovuta succhiare tutta, per entrarci!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (convulsa, rassettandola).</i> Aspetta... Ferma... Queste
+pieghe... Ti va così stretto veramente?</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Soffoco! Bisognerà far presto, per carità...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Eh, ma dobbiamo prima aspettate che si faccia sera...</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> No no, non ci resisto, non ci resisto fino a sera!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma perché te lo sei indossato così subito?</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Appena l'ho visto! La tentazione! Irresistibile...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Potevi almeno chiamarmi! Fatti ajutare... È ancora
+tutto spiegazzato, Dio mio...</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Ho visto, mamma. Ma, pieghe vecchie... Sarà difficile farle
+andar via.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Non importa, Marchesa! L'illusione è perfetta.</p>
+
+<p class="sta"><i>Poi, accostandosi e invitandola a venire un po' avanti alla figlia,
+senza tuttavia coprirla:</i></p>
+
+<p class="cont">Con permesso. Si collochi così&mdash;qua&mdash;a una certa distanza&mdash;un po'
+più avanti...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Per la sensazione della distanza del tempo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (voltandosi a lui, appena).</i> Vent'anni dopo! Un
+disastro, eh?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Non esageriamo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (imbarazzatissimo per rimediare).</i> No, no! Dicevo anche...
+dico, dico per l'abito... dico per vedere...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (ridendo).</i> Ma per l'abito, dottore, altro che vent'anni!
+Sono ottocento! Un abisso! Glielo vuol far saltare davvero con un
+urtone?</p>
+
+<p class="sta"><i>Indicando prima Frida e poi la Marchesa:</i></p>
+
+<p class="cont">Da lì a qua? Ma lo raccatterà a pezzi col corbello! Signori miei,
+pensateci; dico sul serio: per noi sono vent'anni, due abiti e una
+mascherata. Ma se per lui, come lei dice, dottore, s'è fissato il
+tempo; se egli vive là</p>
+
+<p class="sta"><i>indica Frida</i></p>
+
+<p class="cont">con lei, ottocent'anni addietro: dico sarà tale la vertigine del
+salto che, piombato in mezzo a noi...</p>
+
+<p class="sta"><i>il Dottore fa segno di no col dito</i></p>
+
+<p class="cont">dice di no?</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> No. Perché la vita, caro barone, riprende! Qua&mdash;questa
+nostra&mdash;diventerà subito reale anche per lui; e lo tratterrà subito,
+strappandogli a un tratto l'illusione e scoprendogli che sono appena
+venti gli ottocent'anni che lei dice! Sarà, guardi, come certi
+trucchi, quello del salto nel vuoto, per esempio, del rito massonico,
+che pare chi sa che cosa, e poi alla fine s'è sceso uno scalino.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Oh che scoperta!&mdash;Ma sì!&mdash;Guardate Frida e la Marchesa,
+dottore!&mdash;Chi è più avanti?&mdash;Noi vecchi, dottore! Si credono più
+avanti i giovani; non è vero: siamo più avanti noi, di quanto il
+tempo è più nostro che loro.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Eh, se il passato non ci allontanasse!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma no! Da che? Se loro</p>
+
+<p class="sta"><i>indica Frida e Di Nolli</i></p>
+
+<p class="cont">debbono fare ancora quel che abbiamo già fatto noi, dottore:
+invecchiare, rifacendo su per giù le stesse nostre sciocchezze...
+L'illusione è questa, che si esca per una porta davanti, dalla vita!
+Non è vero! Se appena si nasce si comincia a morire, chi per prima ha
+cominciato è più avanti di tutti. E il più giovine è il padre Adamo!
+Guardate là</p>
+
+<p class="sta"><i>mostra Frida</i></p>
+
+<p class="cont">d'ottocent'anni più giovane di tutti noi, la Marchesa Matilde di
+Toscana.</p>
+
+<p class="sta"><i>E le si inchina profondamente.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ti prego, ti prego, Tito: non scherziamo.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah, se ti pare che io scherzi...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma sì, Dio mio... da che sei venuto...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Come! Mi sono perfino vestito da benedettino...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Già! Per fare una cosa seria...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Eh, dico... se è stato serio per gli altri... ecco, per
+Frida, ora, per esempio...</p>
+
+<p class="sta"><i>Poi, voltandosi al Dottore:</i></p>
+
+<p class="cont">Le giuro, dottore, che non capisco ancora che cosa lei voglia fare.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (seccato).</i> Ma lo vedrà! Mi lasci fare... Sfido! Se lei vede
+la Marchesa ancora vestita così...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah, perché deve anche lei...?</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Sicuro! Sicuro! Con un altro abito che è di là, per quanto
+a lui viene in mente di trovarsi davanti alla Marchesa Matilde di
+Canossa.</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> (mentre conversa piano col Di Nolli, avvertendo che il
+dottore sbaglia). Di Toscana! Di Toscana!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (c.s.).</i> Ma è lo stesso!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah, ho capito! Se ne troverà davanti due...?</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Due, precisamente. E allora...</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida (chiamandolo in disparte).</i> Venga qua, dottore, senta!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Eccomi!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si accosta ai due giovani e finge di dar loro spiegazioni.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (piano, a Donna Matilde).</i> Eh, per Dio! Ma dunque...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (rivoltandosi con viso fermo).</i> Che cosa?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> V'interessa tanto veramente? Tanto da prestarvi a questo?
+è enorme per una donna!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Per una donna qualunque!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah no, per tutte, cara, su questo punto! È una
+abnegazione...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Gliela devo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma non mentite! Voi sapete di non avvilirvi.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> E allora? Che abnegazione?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Quanto basta per non avvilire voi agli occhi degli altri,
+ma per offendere me.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma chi pensa a voi in questo momento!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (venendo avanti).</i> Ecco, ecco, dunque, sì, sì, faremo
+così...</p>
+
+<p class="sta"><i>Rivolgendosi a Bertoldo:</i></p>
+
+<p class="cont">Oh, voi: andate a chiamare uno di quei tre là!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Subito!</p>
+
+<p class="sta"><i>Esce per la comune.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma dobbiamo fingere prima di licenziarci!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Appunto! Lo faccio chiamare per predisporre il vostro
+licenziamento.</p>
+
+<p class="sta"><i>A Belcredi.</i></p>
+
+<p class="cont">Tu puoi farne a meno: resta qua!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (tentennando il capo ironicamente).</i> Ma sì, ne faccio a
+meno... ne faccio a meno...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Anche per non metterlo di nuovo in diffidenza, capisci?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma sì! <i>Quantitè négligeable!</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Bisogna dargli assolutamente, assolutamente la certezza
+che ce ne siamo andati via.</p>
+
+<p class="sta"><i>Entra dall'uscio a destra Landolfo seguito da Bertoldo.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Permesso?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Avanti, avanti! Ecco... &mdash;Vi chiamate Lolo, voi?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Lolo o Landolfo, come vuole!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Bene, guardate. Adesso il Dottore e la Marchesa si
+licenzieranno...</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Benissimo. Basterà dire che hanno ottenuto dal Pontefice
+la grazia del ricevimento. È lì nelle sue stanze, che geme pentito di
+tutto ciò che ha detto, e disperato che la grazia non l'otterrà. Se
+vogliono favorire... Avranno la pazienza di indossare di nuovo gli
+abiti...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Sì, sì, andiamo, andiamo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Aspettino. Mi permetto di suggerir loro una cosa:
+d'aggiungere che anche la Marchesa Matilde di Toscana ha implorato
+con loro dal Pontefice la grazia, che sia ricevuto.</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ecco! Vedete se m'ha riconosciuta?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> No. Mi perdoni. È che teme tanto l'avversione di quella
+Marchesa che ospitò il Papa nel suo Castello. È strano: nella storia,
+che io sappia&mdash;ma lor signori sono certo in grado di saperlo meglio
+di me&mdash;non è detto, è vero, che Enrico IV amasse segretamente la
+Marchesa di Toscana?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (subito).</i> No: affatto. Non è detto! Anzi tutt'altro!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ecco, mi pareva! Ma egli dice d'averla amata&mdash;lo dice
+sempre... &mdash;E ora teme che lo sdegno di lei per questo amore segreto
+debba agire a suo danno sull'animo del Pontefice.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Bisogna fargli intendere che questa avversione non c'è
+più!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ecco! Benissimo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (a Landolfo).</i> Benissimo, già!</p>
+
+<p class="sta"><i>Poi, a Belcredi</i></p>
+
+<p class="cont">Perché è precisamente detto nella storia, se voi non lo sapete, che
+il Papa si arrese proprio alle preghiere della Marchesa Matilde e
+dell'Abate di Cluny. E io vi so dire, caro Belcredi, che
+allora&mdash;quando si fece la cavalcata&mdash;intendevo appunto avvalermi di
+questo per dimostrargli che il mio animo non gli era più tanto
+nemico, quanto egli si immaginava.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma allora, a meraviglia, cara Marchesa! Seguite, seguite
+la storia...</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ecco. Senz'altro, allora, la signora potrebbe
+risparmiarsi un doppio travestimento e presentarsi con Monsignore,</p>
+
+<p class="sta"><i>indica il Dottore</i></p>
+
+<p class="cont">sotto le vesti di Marchesa di Toscana.</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (subito, con forza).</i> No no! Questo no, per carità!
+Rovinerebbe tutto! L'impressione del confronto dev'esser subitanea,
+di colpo. No, no. Marchesa, andiamo, andiamo: lei si presenterà di
+nuovo come la duchessa Adelaide, madre dell'Imperatrice. E ci
+licenzieremo. Questo è soprattutto necessario: che egli sappia che
+ce ne siamo andati. Su, su: non perdiamo altro tempo, ché ci resta
+ancora tanto da preparare.</p>
+
+<p class="sta"><i>Via il Dottore, Donna Matilde e Landolfo per l'uscio di destra.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Ma io comincio ad aver di nuovo una gran paura...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Daccapo, Frida?</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Era meglio, se lo vedevo prima...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma credi che non ce n'è proprio di che!</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Non è furioso?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma no! È tranquillo.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (con ironica affettazione sentimentale).</i> Malinconico! Non
+hai sentito che ti ama!</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Grazie tante! Giusto per questo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Non ti vorrà far male...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma sarà poi l'affare d'un momento...</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Già, ma là al bujo! con lui...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Per un solo momento, e io ti sarò accanto e gli altri
+saranno tutti dietro le porte, in agguato, pronti ad accorrere.
+Appena si vedrà davanti tua madre, capisci? per te, la tua parte sarà
+finita...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Il mio timore, piuttosto, è un altro: che si farà un buco
+nell'acqua.</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Non cominciare! A me il rimedio pare efficacissimo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Anche a me, anche a me! Già lo avverto in me... Sono tutta
+un fremito!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma i pazzi, cari miei&mdash;(non lo sanno, purtroppo!)&mdash;ma
+hanno questa felicità di cui non teniamo conto...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (interrompendo, seccato).</i> Ma che felicità, adesso! Fà il
+piacere!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (con forza).</i> Non ragionano!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma che c'entra qua il ragionamento, scusa?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Come! Non ti pare tutto un ragionamento che&mdash;secondo
+noi&mdash;egli dovrebbe fare, vedendo lei,</p>
+
+<p class="sta"><i>indica Frida</i></p>
+
+<p class="cont">e vedendo sua madre? Ma lo abbiamo architettato noi tutto quanto!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> No, niente affatto; che ragionamento? Gli presentiamo una
+doppia immagine della sua stessa finzione, come ha detto il dottore!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (con uno scatto improvviso).</i> Senti: io non ho mai capito
+perché si laureino in medicina!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (stordito).</i> Chi?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Gli alienisti.</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Oh bella, e in che vuoi che si laureino?</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Se fanno gli alienisti!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Appunto! In legge, cara! Tutte chiacchiere! E chi più sa
+chiacchierare, più è bravo! «Elasticità analogica», «la sensazione
+della distanza del tempo!» E intanto la prima cosa che dicono è che
+non fanno miracoli&mdash;quando ci vorrebbe proprio un miracolo! Ma sanno
+che più ti dicono che non sono taumaturghi, e più gli altri credono
+alla loro serietà&mdash;non fanno miracoli&mdash;e cascano sempre in piedi, che
+è una bellezza!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo (che se ne è andato a spiare dietro l'uscio a destra,
+guardando attraverso il buco della serratura).</i> Eccoli! Eccoli!
+Accennano a venire qua...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ah si?</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Pare che egli li voglia accompagnare... Sì, sì, eccolo,
+eccolo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ritiriamoci allora! Ritiriamoci subito!</p>
+
+<p class="sta"><i>Voltandosi a Bertoldo prima di uscire.</i></p>
+
+<p class="cont">Voi restate qua!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Debbo restare?</p>
+
+<p class="sta"><i>Senza dargli risposta, Di Nolli, Frida e Belcredi scappano per la
+comune, lasciando Bertoldo sospeso e smarrito. S'apre l'uscio a
+destra e Landolfo entra per primo, subito inchinandosi, entrano poi
+Donna Matilde col manto e la corona ducale, come nel primo atto e il
+Dottore con la tonaca di Abate di Cluny; Enrico IV è fra loro, in
+abito regale; entrano infine Ordulfo e Arialdo.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (seguitando il discorso che si suppone cominciato nella
+sala del trono).</i> E io vi domando, come potrei essere astuto, se poi
+mi credono caparbio...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ma no, che caparbio, per carità!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (sorridendo, compiaciuto).</i> Sarei per voi allora veramente
+astuto?</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> No, no, né caparbio, né astuto!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (si ferma ed esclama col tono di chi vuol far notare
+benevolmente, ma anche ironicamente, che così non può stare).</i>
+Monsignore! Se la caparbietà non è vizio che possa accompagnarsi con
+l'astuzia, speravo che, negandomela, almeno un po' d'astuzia me la
+voleste concedere. V'assicuro che mi è molto necessaria! Ma se voi ve
+la volete tenete tutta per voi...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ah, come, io? Vi sembro astuto?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> No, Monsignore! Che dite! Non sembrate affatto!</p>
+
+<p class="sta"><i>Troncando per rivolgersi a Donna Matilde.</i></p>
+
+<p class="cont">Con permesso: qua sulla soglia, una parola in confidenza a Madonna
+la Duchessa.</p>
+
+<p class="sta"><i>La conduce un po' in disparte e le domanda con ansia in gran
+segreto:</i></p>
+
+<p class="cont">Vostra figlia vi è cara veramente?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (smarrita).</i> Ma sì, certo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> E volete che la ricompensi con tutto il mio amore, con
+tutta la mia devozione dei gravi torti che ho verso di lei, benché
+non dobbiate credere alle dissolutezze di cui m'accusano i miei
+nemici?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> No no: io non ci credo: non ci ho mai creduto...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ebbene, allora, volete?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (c.s.).</i> Che cosa?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Che io ritorni all'amore di vostra figlia?</p>
+
+<p class="sta"><i>La guarda, e aggiunge subito in tono misterioso, o d'ammonimento e
+di sgomento insieme:</i></p>
+
+<p class="cont">Non siate amica, non siate amica della Marchesa di Toscana!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Eppure vi ripeto che ella non ha pregato, non ha
+scongiurato meno di noi per ottenere la vostra grazia...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (subito, piano, fremente).</i> Non me lo dite! Non me lo
+dite! Ma perdio, Madonna, non vedete che effetto mi fa?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (lo guarda, poi pianissimo, come confidandosi).</i> Voi
+l'amate ancora?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (sbigottito).</i> Ancora? Come dite ancora? Voi forse,
+sapete? Nessuno lo sa! Nessuno deve saperlo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma forse lei sì, lo sa, se ha tanto implorato per
+voi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (la guarda un po' e poi dice):</i> E amate la vostra
+figliuola?</p>
+
+<p class="sta"><i>Breve pausa. Si volge al Dottore con un tono di riso:</i></p>
+
+<p class="cont">Ah, Monsignore, come è vero che questa mia moglie io ho saputo
+d'averla soltanto dopo&mdash;tardi, tardi... E anche adesso: sì, devo
+averla; non c'è dubbio che l'ho&mdash;ma vi potrei giurare che non ci
+penso quasi mai. Sarà peccato, ma non la sento; proprio non me la
+sento nel cuore. È meraviglioso però, che non se la senta nel cuore
+neanche sua madre! Confessate, Madonna, che ben poco v'importa di
+lei!</p>
+
+<p class="sta"><i>Volgendosi al Dottore, con esasperazione:</i></p>
+
+<p class="cont">Mi parla dell'altra!</p>
+
+<p class="sta"><i>Ed eccitandosi sempre più:</i></p>
+
+<p class="cont">Con un'insistenza, con un'insistenza che non riesco proprio a
+spiegarmi.</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (umile).</i> Forse per levarvi, Maestà, un'opinione contraria
+che abbiate potuto concepire della Marchesa di Toscana.</p>
+
+<p class="sta"><i>E sgomento di essersi permesso questa osservazione, aggiunge
+subito:</i></p>
+
+<p class="cont">Dico, beninteso, in questo momento...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Perché anche tu sostieni che mi sia stata amica?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sì, in questo momento, sì, Maestà!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ecco, sì, proprio per questo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ho capito. Vuol dire allora che non credete che io la
+ami. Ho capito. Ho capito. Non l'ha mai creduto nessuno; nessuno mai
+sospettato. Tanto meglio così! Basta. Basta.</p>
+
+<p class="sta"><i>Tronca, rivolgendosi al Dottore con animo e viso del tutto diversi</i></p>
+
+<p class="cont">Monsignore, avete veduto? Le condizioni da cui il Papa ha fatto
+dipendere la revoca della scomunica non han nulla ma proprio nulla da
+vedere con la ragione per cui mi aveva scomunicato! Dite a Papa
+Gregorio che ci rivedremo a Bressanone. E voi, Madonna, se avrete la
+fortuna d'incontrare la vostra figliuola giù nel cortile del castello
+della vostra amica Marchesa, che volete che vi dica? fatela salire;
+vedremo se mi riuscirà di tenermela stretta accanto, moglie e
+Imperatrice. Molte fin qui si son presentate, assicurandomi,
+assicurandomi d'esser lei&mdash;quella che io, sapendo di averla... sì, ho
+pur cercato qualche volta&mdash;(non è vergogna: mia moglie!)&mdash;Ma tutte,
+dicendomi d'essere Berta, dicendomi d'esser di Susa&mdash;non so
+perché&mdash;si sono messe a ridere!</p>
+
+<p class="sta"><i>Come in confidenza</i></p>
+
+<p class="cont">Capite?&mdash;a letto&mdash;io senza quest'abito&mdash;lei anche... sì, Dio mio,
+senz'abiti... un uomo e una donna... è naturale... Non si pensa più a
+ciò che siamo. L'abito, appeso, resta come un fantasma!</p>
+
+<p class="sta"><i>E con un altro tono, in confidenza al Dottore:</i></p>
+
+<p class="cont">E io penso, Monsignore, che i fantasmi, in generale, non siano altro
+in fondo che piccole scombinazioni dello spirito: immagini che non si
+riesce a contenere nei regni del sonno: si scoprono anche nella
+veglia, di giorno; e fanno paura. Io ho sempre tanta paura, quando di
+notte me le vedo davanti&mdash;tante immagini scompigliate, che ridono,
+smontate da cavallo.&mdash;Ho paura talvolta anche del mio sangue che
+pulsa nelle arterie come, nel silenzio della notte, un tonfo cupo di
+passi in stanze lontane... Basta vi ho trattenuto anche troppo qui in
+piedi. Vi ossequio, Madonna; e vi riverisco, Monsignore.</p>
+
+<p class="sta"><i>Davanti alla soglia della comune, fin dove li ha accompagnati, li
+licenzia, ricevendone l'inchino. Donna Matilde e il Dottore, via.
+Egli richiude la porta e si volta subito, cangiato.</i></p>
+
+<p class="cont">Buffoni! Buffoni! Buffoni!&mdash;Un pianoforte di colori! Appena la
+toccavo: bianca, rossa, gialla, verde... E quell'altro là: Pietro
+Damiani.&mdash;Ah! Ah! Perfetto! Azzeccato!&mdash;S'è spaventato di
+ricomparirmi davanti!</p>
+
+<p class="sta"><i>Dirà questo con gaja prorompente frenesia, movendo di qua, di là i
+passi, gli occhi, finché all'improvviso non vede Bertoldo, più che
+sbalordito, impaurito del repentino cambiamento. Gli si arresta
+davanti e additandolo ai tre compagni anch'essi come smarriti nello
+sbalordimento:</i></p>
+
+<p class="cont">Ma guardatemi quest'imbecille qua, ora, che sta a mirarmi a bocca
+aperta...</p>
+
+<p class="sta"><i>Lo scrolla per le spalle.</i></p>
+
+<p class="cont">Non capisci? Non vedi come li paro, come li concio, come me li
+faccio comparire davanti, buffoni spaventati! E si spaventano solo di
+questo, oh: che stracci loro addosso la maschera buffa e li scopra
+travestiti; come se non li avessi costretti io stesso a mascherarsi,
+per questo mio gusto qua, di fare il pazzo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo Arialdo Ordulfo (sconvolti, trasecolati, guardandosi tra
+loro).</i> Come! Che dice? Ma dunque?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (si volta subito alle loro esclamazioni e grida,
+imperioso).</i> Basta! Finiamola! Mi sono seccato!</p>
+
+<p class="sta"><i>Poi subito, come se, a ripensarci, non se ne possa dar pace, e non
+sappia crederci:</i></p>
+
+<p class="cont">Perdio, l'impudenza di presentarsi qua, a me, ora col suo ganzo
+accanto... &mdash;E avevano l'aria di prestarsi per compassione, per non
+fare infuriare un poverino già fuori del mondo, fuori del tempo,
+fuori della vita!&mdash;Eh, altrimenti quello là, ma figuratevi se
+l'avrebbe subita una simile sopraffazione!&mdash;Loro sì, tutti i giorni,
+ogni momento, pretendono che gli altri siano come li vogliono loro;
+ma non è mica una sopraffazione, questa!&mdash;Che! Che!&mdash;È il loro modo
+di pensare, il loro modo di vedere, di sentire: ciascuno ha il suo!
+Avete anche voi il vostro, eh? Certo! Ma che può essere il vostro?
+Quello della mandra! Misero, labile, incerto... E quelli ne
+approfittano, vi fanno subire e accettare il loro, per modo che voi
+sentiate e vediate come loro! O almeno, si illudono! Perché poi, che
+riescono a imporre? Parole! parole che ciascuno intende e ripete a
+suo modo. Eh, ma si formano pure così le così dette opinioni
+correnti! E guai a chi un bel giorno si trovi bollato da una di
+queste parole che tutti ripetono! Per esempio: «pazzo!»&mdash;Per esempio,
+che so?&mdash;«imbecille»&mdash;Ma dite un po', si può star quieti a pensare
+che c'è uno che si affanna a persuadere agli altri che voi siete come
+vi vede lui, a fissarvi nella stima degli altri secondo il giudizio
+che ha fatto di voi?&mdash;«Pazzo» «pazzo»!&mdash;Non dico ora che lo faccio
+per ischerzo! Prima, prima che battessi la testa cadendo da
+cavallo...</p>
+
+<p class="sta"><i>S'arresta d'un tratto, notando i quattro che si agitano, più che mai
+sgomenti e sbalorditi.</i></p>
+
+<p class="cont">Vi guardate negli occhi?</p>
+
+<p class="sta"><i>Rifà smorfiosamente i segni del loro stupore.</i></p>
+
+<p class="cont">Ah! Eh! Che rivelazione?&mdash;Sono o non sono?&mdash;Eh, via, sì, sono pazzo!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si fa terribile</i></p>
+
+<p class="cont">Ma allora, perdio, inginocchiatevi! inginocchiatevi!</p>
+
+<p class="sta"><i>Li forza a inginocchiarsi tutti a uno a uno:</i></p>
+
+<p class="cont">Vi ordino di inginocchiarvi tutti davanti a me&mdash;così! E toccate tre
+volte la terra con la fronte! Giù! Tutti, davanti ai pazzi, si deve
+stare così!</p>
+
+<p class="sta"><i>Alla vista dei quattro inginocchiati si sente subito svaporare la
+feroce gajezza, e se ne sdegna.</i></p>
+
+<p class="cont">Su, via, pecore, alzatevi!&mdash;M'avete obbedito? Potevate mettermi la
+camicia di forza... &mdash;Schiacciare uno col peso d'una parola? Ma è
+niente! Che è? Una mosca!&mdash;Tutta la vita è schiacciata così dal peso
+delle parole! Il peso dei morti&mdash;Eccomi qua: potete credere sul serio
+che Enrico IV sia ancora vivo? Eppure, ecco, parlo e comando a voi
+vivi. Vi voglio così!&mdash;Vi sembra una burla anche questa, che
+seguitano a farla i morti la vita?&mdash;Sì, qua è una burla: ma uscite di
+qua, nel mondo vivo. Spunta il giorno. Il tempo è davanti a voi.
+Un'alba. Questo giorno che ci sta davanti&mdash;voi dite&mdash;lo faremo
+noi!&mdash;Sì? Voi? E salutatemi tutte le tradizioni! Salutatemi tutti i
+costumi! Mettetevi a parlare! Ripetete tutte le parole che si sono
+sempre dette! Credete di vivere? Rimasticate la vita dei morti!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si para davanti a Bertoldo, ormai istupidito.</i></p>
+
+<p class="cont">Non capisci proprio nulla, tu, eh?&mdash;Come ti chiami?</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Io?... Eh... Bertoldo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ma che Bertoldo, sciocco! Qua a quattr'occhi: come ti
+chiami?</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Ve... veramente mi... mi chiamo Fino...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (a un atto di richiamo e di ammonimento degli altri tre,
+appena accennato, voltandosi subito per farli tacere).</i> Fino?</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Fino Pagliuca, sissignore.</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (volgendosi di nuovo agli altri).</i> Ma se vi ho sentito
+chiamare tra voi, tante volte!</p>
+
+<p class="sta"><i>A Landolfo</i></p>
+
+<p class="cont">Tu ti chiami Lolo?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sissignore...</p>
+
+<p class="sta"><i>Poi con uno scatto di gioja:</i></p>
+
+<p class="cont">Oh Dio... Ma allora?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (subito, brusco).</i> Che cosa?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (d'un tratto smorendo).</i> No... dico...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Non sono più pazzo? Ma no. Non mi vedete?&mdash;Scherziamo
+alle spalle di chi ci crede.</p>
+
+<p class="sta"><i>Ad Arialdo</i></p>
+
+<p class="cont">So che tu ti chiami Franco...</p>
+
+<p class="sta"><i>A Ordulfo</i></p>
+
+<p class="cont">E tu, aspetta...</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Momo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ecco, Momo! Che bella cosa, eh?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (c.s.).</i> Ma dunque... oh Dio...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (c.s.).</i> Che? Niente! Facciamoci tra noi una bella, lunga,
+grande risata...</p>
+
+<p class="sta"><i>E ride.</i></p>
+
+<p class="cont">Ah, ah, ah, ah, ah, ah!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo Arialdo Ordulfo (guardandosi tra loro, incerti, smarriti,
+tra la gioja e lo sgomento).</i> È guarito? Ma sarà vero? Com'è?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Zitti! Zitti!</p>
+
+<p class="sta"><i>A Bertoldo:</i></p>
+
+<p class="cont">Tu non ridi? Sei ancora offeso? Ma no! Non dicevo mica a te,
+sai?&mdash;Conviene a tutti, capisci? conviene a tutti far credere pazzi
+certuni, per avere la scusa di tenerli chiusi. Sai perché? Perché non
+si resiste a sentirli parlare. Che dico io di quelli là che se ne
+sono andati? Che una è una baldracca, l'altro un sudicio libertino,
+l'altro un impostore... Non è vero! Nessuno può crederlo!&mdash;Ma tutti
+stanno ad ascoltarmi, spaventati. Ecco, vorrei sapere perché, se non
+è vero.&mdash;Non si può mica credere a quel che dicono i pazzi!&mdash;Eppure,
+si stanno ad ascoltare così, con gli occhi sbarrati dallo
+spavento.&mdash;Perché?&mdash;Dimmi, dimmi tu, perché? Sono calmo, vedi?</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Ma perché... forse, credono che...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> No, caro... no, caro... Guardami bene negli occhi...
+&mdash;Non dico che sia vero, stai tranquillo!&mdash;Niente è vero!&mdash;Ma
+guardami negli occhi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Sì, ecco, ebbene?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ma lo vedi? lo vedi? Tu stesso! Lo hai anche tu, ora, lo
+spavento negli occhi!&mdash;Perché ti sto sembrando pazzo!&mdash;Ecco la prova!
+Ecco la prova!</p>
+
+<p class="sta"><i>E ride.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (a nome degli altri, facendosi coraggio, esasperato).</i> Ma
+che prova?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Codesto vostro sgomento, perché ora, di nuovo, vi sto
+sembrando pazzo!&mdash;Eppure, perdio, lo sapete! Mi credete; lo avete
+creduto fino ad ora che sono pazzo!&mdash;È vero o no?</p>
+
+<p class="sta"><i>Li guarda un po', li vede atterriti.</i></p>
+
+<p class="cont">Ma lo vedete? Lo sentite che può diventare anche terrore, codesto
+sgomento, come per qualche cosa che vi faccia mancare il terreno
+sotto i piedi e vi tolga l'aria da respirare? Per forza, signori
+miei! Perché trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa?
+trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto
+avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte
+le vostre costruzioni!&mdash;Eh! che volete? Costruiscono senza logica,
+beati loro, i pazzi! O con una loro logica che vola come una piuma!
+Volubili! Volubili! Oggi così e domani chi sa come!&mdash;Voi vi tenete
+forte, ed essi non si tengono più. Volubili! Volubili!&mdash;Voi dite:
+«questo non può essere!»&mdash;e per loro può essere tutto.&mdash;Ma voi dite
+che non è vero. E perché?&mdash;Perché non par vero a te, a te, a te,</p>
+
+<p class="sta"><i>indica tre di loro,</i></p>
+
+<p class="cont">e centomila altri. Eh, cari miei! Bisognerebbe vedere poi che cosa
+invece par vero a questi centomila altri che non sono detti pazzi, e
+che spettacolo danno dei loro accordi, fiori di logica! Io so che a
+me, bambino, appariva vera la luna nel pozzo. E quante cose mi
+parevano vere! E credevo a tutte quelle che mi dicevano gli altri, ed
+ero beato! Perché guai, guai se non vi tenete più forte a ciò che vi
+par vero oggi, a ciò che vi parrà vero domani, anche se sia l'opposto
+di ciò che vi pareva vero jeri! Guai se vi affondaste come me a
+considerare questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se
+siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi&mdash;come io guardavo
+un giorno certi occhi&mdash;potete figurarvi come un mendico davanti a una
+porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi,
+col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a
+voi, come quell'altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi
+tocca...</p>
+
+<p class="sta"><i>Pausa lungamente tenuta. L'ombra, nella sala, comincia ad
+addensarsi, accrescendo quel senso di smarrimento e di più profonda
+costernazione da cui quei quattro mascherati sono compresi e sempre
+più allontanati dal grande Mascherato, rimasto assorto a contemplare
+una spaventosa miseria che non è di lui solo, ma di tutti. Poi egli
+si riscuote, fa come per cercare i quattro che non sente più attorno
+a sè e dice:</i></p>
+
+<p class="cont">S'è fatto bujo, qua.</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo (subito, facendosi avanti).</i> Vuole che vada a prendere la
+lampa?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (con ironia).</i> La lampa, si... Credete che non sappia che,
+appena volto le spalle con la mia lampa ad olio per andare a dormire,
+accendete la luce elettrica per voi&mdash;qua e anche là nella sala del
+trono?&mdash;Fingo di non vederla...</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Ah!&mdash;Vuole allora...?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> No: m'accecherebbe.&mdash;Voglio la mia lampa.</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Ecco, sarà già pronta, qua dietro la porta.</p>
+
+<p class="sta"><i>Si reca alla comune; la apre; ne esce appena e subito ritorna con
+una lampa antica, di quelle che si reggono con un anello in cima.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (prendendo la lampa e poi indicando la tavola sul
+coretto).</i> Ecco, un pòdi luce. Sedete, lì attorno alla tavola. Ma non
+così! In belli e sciolti atteggiamenti...</p>
+
+<p class="sta"><i>Ad Arialdo</i></p>
+
+<p class="cont">Ecco, tu così...</p>
+
+<p class="sta"><i>lo atteggia, poi a Bertoldo:</i></p>
+
+<p class="cont">E tu così...</p>
+
+<p class="sta"><i>lo atteggia:</i></p>
+
+<p class="cont">Così ecco...</p>
+
+<p class="sta"><i>Va a sedere anche lui.</i></p>
+
+<p class="cont">E io, qua...</p>
+
+<p class="sta"><i>Volgendo il capo verso una delle finestre.</i></p>
+
+<p class="cont">Si dovrebbe poter comandare alla luna un bel raggio decorativo...
+Giova, a noi, giova, la luna. Io per me, ne sento il bisogno, e mi ci
+perdo spesso a guardarla dalla mia finestra. Chi può credere, a
+guardarla, che lo sappia che ottocent'anni siano passati e che io,
+seduto alla finestra non possa essere davvero Enrico IV che guarda la
+luna, come un pover'uomo qualunque? Ma guardate, guardate che
+magnifico quadro notturno: l'Imperatore tra i suoi fidi
+consiglieri... Non ci provate gusto?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (piano ad Arialdo, come per non rompere l'incanto).</i> Eh,
+capisci? A sapere che non era vero...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Vero, che cosa?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (titubante, come per scusarsi).</i> No... ecco... perché a lui</p>
+
+<p class="sta"><i>indica Bertoldo</i></p>
+
+<p class="cont">entrato nuovo in servizio... io, appunto questa mattina, dicevo:
+Peccato, che così vestiti... e poi con tanti bei costumi, là in
+guardaroba... e con una sala come quella...</p>
+
+<p class="sta"><i>accenna alla sala del trono.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ebbene? Peccato, dici?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Già... che non sapevamo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Di rappresentarla per burla, qua, questa commedia?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Perché credevamo che...</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo (per venirgli in aiuto).</i> Ecco... sì, che fosse sul serio!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> E com'è? Vi pare che non sia sul serio?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Eh, se dice che...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Dico che siete sciocchi! Dovevate sapervelo fare per voi
+stessi, l'inganno; non per rappresentarlo davanti a me, davanti a chi
+viene qua in visita di tanto in tanto; ma così, per come siete
+naturalmente, tutti i giorni, davanti a nessuno</p>
+
+<p class="sta"><i>a Bertoldo, prendendolo per le braccia,</i></p>
+
+<p class="cont">per te, capisci, che in questa tua finzione ci potevi mangiare,
+dormire, e grattarti anche una spalla, se ti sentivi un prurito;</p>
+
+<p class="sta"><i>rivolgendosi anche agli altri:</i></p>
+
+<p class="cont">sentendovi vivi, vivi veramente nella storia del mille e cento, qua
+alla Corte del vostro Imperatore Enrico IV! E pensare, da qui, da
+questo nostro tempo remoto, così colorito e sepolcrale, pensare che a
+una distanza di otto secoli in giù, in giù, gli uomini del mille e
+novecento si abbaruffano intanto, s'arrabattano in un'ansia senza
+requie di sapere come si determineranno i loro casi, di vedere come
+si stabiliranno i fatti che li tengono in tanta ambascia e in tanta
+agitazione. Mentre voi, invece, già nella storia! con me! Per quanto
+tristi i miei casi, e orrendi i fatti, aspre le lotte, dolorose le
+vicende: già storia, non cangiano più, non possono più cangiare,
+capite? Fissati per sempre: che vi ci potete adagiare, ammirando come
+ogni effetto segua obbediente alla sua causa, con perfetta logica, e
+ogni avvenimento si svolga preciso e coerente in ogni suo
+particolare. Il piacere, il piacere della storia, insomma, che è così
+grande!</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ah, bello! bello!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Bello, ma basta! Ora che lo sapete, non potrei farlo più
+io!</p>
+
+<p class="sta"><i>Prende la lampa per andare a dormire.</i></p>
+
+<p class="cont">Nè del resto voi stessi, se non ne avete inteso finora la ragione.
+Ne ho la nausea adesso!</p>
+
+<p class="sta"><i>Quasi tra sè, con violenta rabbia contenuta:</i></p>
+
+<p class="cont">Perdio! debbo farla pentire d'esser venuta qua! Da suocera oh, mi
+s'è mascherata... E lui da padre abate... &mdash;E mi portano con loro un
+medico per farmi studiare... E chi sa che non sperino di farmi
+guarire... Buffoni!&mdash;Voglio avere il gusto di schiaffeggiargliene
+almeno uno: quello!&mdash;È un famoso spadaccino? M'infilzerà... Ma
+vedremo, vedremo...</p>
+
+<p class="sta"><i>Si sente picchiare alla comune.</i></p>
+
+<p class="cont">Chi è?</p>
+
+<p class="sp"><i>Voce di Giovanni.</i> Deo gratias!</p>
+
+<p class="sp"><i>Arialdo (contentissimo, come per uno scherzo che si potrebbe ancora
+fare).</i> Ah, è Giovanni, è Giovanni, che viene come ogni sera a fare
+il monacello!</p>
+
+<p class="sp"><i>Ordulfo (c.s., stropicciandosi le mani).</i> Sì, sì, facciamoglielo
+fare! facciamoglielo fare!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (subito, severo).</i> Sciocco! Lo vedi? Perché? Per fare uno
+scherzo alle spalle di un povero vecchio, che lo fa per amor mio?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (a Ordulfo).</i> Dev'essere come vero! Non capisci?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Appunto! Come vero! Perché solo così non è più una burla
+la verità!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si reca ad aprire la porta e fa entrare Giovanni parato da umile
+fraticello, con un rotolo di cartapecora sotto il braccio.</i></p>
+
+<p class="cont">Avanti, avanti, padre!</p>
+
+<p class="sta"><i>Poi assumendo un tono di tragica gravità e di cupo risentimento:</i></p>
+
+<p class="cont">Tutti i documenti della mia vita e del mio regno a me favorevoli
+furono distrutti, deliberatamente, dai miei nemici: c'è solo,
+sfuggita alla distruzione, questa mia vita scritta da un umile
+monacello a me devoto, e voi vorreste riderne?</p>
+
+<p class="sta"><i>Si rivolge amorosamente a Giovanni e lo invita a sedere davanti alla
+tavola:</i></p>
+
+<p class="cont">Sedete, padre, sedete qua. E la lampa accanto.</p>
+
+<p class="sta"><i>Gli posa accanto la lampa che ha ancora in mano.</i></p>
+
+<p class="cont">Scrivete, scrivete.</p>
+
+<p class="sp"><i>Giovanni (svolge il rotolo di cartapecora, e si dispone a scriveve
+sotto dettatura).</i> Eccomi pronto, Maestà!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (dettando).</i> Il decreto di pace emanato a Magonza giovò ai
+meschini ed ai buoni, quanto nocque ai cattivi e ai potenti.</p>
+
+<p class="sta"><i>Comincia a calare la tela.</i></p>
+
+<p class="cont">Apportò dovizie ai primi, fame e miseria ai secondi...
+
+<h3>Atto Terzo.</h3>
+
+<p class="sta">(La sala del trono, buja. Nel bujo, la parete di fondo si discerne
+appena. Le tele dei due ritratti sono state asportate e al loro
+posto, entro le cornici rimaste a ricingere il cavo delle nicchie, si
+sono impostati nel preciso atteggiamento di quei ritratti, Frida
+parata da «Marchesa di Toscana», come s'è vista nel secondo atto, e
+Carlo Di Nolli parato da «Enrico IV».)</p>
+
+<p class="sta"><i>Al levarsi del sipario, per un attimo la scena appare vuota. Si apre
+l'uscio a sinistra ed entra, reggendo la lampa per l'anello in cima,
+Enrico IV, volto a parlare verso l'interno ai quattro giovani che si
+suppongono nella sala attigua, con Giovanni, come alla fine del
+secondo atto.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> No: restate, restate: farò da me. Buona notte.</p>
+
+<p class="sta"><i>Richiude l'uscio e si muove, tristissimo e stanco, per attraversare
+la sala, diretto al secondo uscio a destra, che dà nei suoi
+appartamenti.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Frida (appena vede che egli ha di poco oltrepassato l'altezza del
+trono, bisbiglia dalla nicchia, come una che si senta venir meno
+dalla paura).</i> Enrico...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (arrestandosi alla voce, come colpito a tradimento da una
+rasojata alla schiena, volta la faccia atterrita verso la parete di
+fondo, accennando d'alzare istintivamente, quasi a riparo, le
+braccia).</i> Chi mi chiama? <i>(Non è una domanda, è un'esclamazione che
+guizza in un brivido di terrore e non aspetta risposta dal bujo e dal
+silenzio terribile della sala che d'un tratto si sono riempiti per
+lui del sospetto d'esser pazzo davvero.)</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Frida (a quell'atto di terrore, non meno atterrita di ciò che si è
+prestata a fare, ripete un po' più forte):</i> Enrico... <i>(Ma sporgendo
+un po' il capo dalla nicchia verso l'altra nicchia, pur volendo
+sostenere la parte che le hanno assegnata.)</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (ha un urlo: si lascia cader la lampa dalle mani, per
+cingersi con le braccia la testa, e fa come per fuggire).</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Frida (saltando dalla nicchia sullo zoccolo e gridando come
+impazzita).</i> Enrico... Enrico... Ho paura... ho paura...</p>
+
+<p class="sta"><i>E mentre il Di Nolli balza a sua volta dallo zoccolo e di qui a
+terra, e accorre a Frida che seguita a gridare convulsa, sul punto di
+svenire, irrompono&mdash;dall'uscio a sinistra&mdash;tutti: il Dottore, Donna
+Matilde parata anche lei da «Marchesa di Toscana», Tito Belcredi,
+Landolfo, Arialdo, Ordulfo, Bertoldo, Giovanni. Uno di questi dà
+subito luce alla sala: luce strana, di lampadine nascoste nel
+soffitto, per modo che sia sulla scena soltanto viva nell'alto. Gli
+altri, senza curarsi d'Enrico IV che rimane a guardare, stupito da
+quella irruzione inattesa, dopo il momento di terrore per cui ancora
+vibra in tutta la persona, accorrono premurosi a sorreggere e a
+confortare Frida, che trema ancora e geme e smania tra le braccia del
+fidanzato. Parlano tutti confusamente.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> No, no, Frida... Eccomi qua... Sono con te!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (sopravvenendo con gli altri).</i> Basta! Basta! Non c'è da
+fare più nulla...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> È guarito, Frida! Ecco! È guarito! Vedi?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (stupito).</i> Guarito?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Era per ridere! Stai tranquilla!</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida (c.s.).</i> No! Ho paura! Ho paura!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma di che? Guardalo! Se non era vero! Non è vero!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (c.s.).</i> Non è vero? Ma che dite? Guarito?</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Pare! Per quanto a me...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma sì! Ce l'hanno detto loro!</p>
+
+<p class="sta"><i>indica i quattro giovani.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Sì, da tanto tempo! Lo ha confidato a loro!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (ora più indignato che stupito).</i> Ma come? Se fino a poco
+fa...?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Mah! Recitava per ridere alle tue spalle, e anche di noi
+che, in buona fede...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> È possibile? Anche di sua sorella, fino alla morte?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (che se n'è rimasto, aggruppato, a spiare or l'uno or
+l'altro, sotto le accuse e il dileggio per quella che tutti credono
+una sua beffa crudele, ormai svelata; e ha dimostrato col lampeggiare
+degli occhi, che medita una vendetta che ancora lo sdegno,
+tumultuandogli dentro, non gli fa vedere precisa; insorge a questo
+punto, ferito, con la chiara idea d'assumere come vera, la finzione
+che gli avevano insidiosamente apparecchiata gridando al nipote):</i>
+E avanti! Di' avanti!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (restando al grido, stordito).</i> Avanti, che?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Non sarà morta «tua» sorella soltanto!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (c.s.).</i> Mia sorella! Io dico la tua; che costringesti fino
+all'ultimo a presentarsi qua come tua madre, Agnese!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> E non era «tua» madre?</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Mia madre, mia madre appunto!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ma è morta a me »vecchio e lontano», tua madre! Tu sei
+calato ora, fresco, di là!</p>
+
+<p class="sta"><i>indica la nicchia da cui egli è saltato.</i></p>
+
+<p class="cont">E che ne sai tu, se io non l'ho pianta a lungo, a lungo, in segreto,
+anche vestito così?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (costernata, guardando gli altri!).</i> Ma che dice!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (impressionatissimo, osservandolo).</i> Piano, piano, per
+carità!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Che dico? Domandando a tutti, se non era Agnese la madre
+di Enrico IV!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si volge a Frida, come se fosse lei veramente la Marchesa di
+Toscana.</i></p>
+
+<p class="cont">Voi, Marchesa, dovreste saperlo, mi pare!</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida (ancora impazzita, stringendosi di più al Di Nolli).</i> No, io
+no! Io no!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ecco che ritorna il delirio... Piano, signori miei!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (sdegnato).</i> Ma che delirio, Dottore! Riprende a recitare
+la commedia!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (subito).</i> Io? Avete votato quelle due nicchie là; lui mi
+sta davanti da Enrico IV...</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma basta ormai con codesta burla!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Chi ha detto burla?</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore (a Belcredi, forte).</i> Non lo cimenti, per amor di Dio!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (senza dargli retta, più forte).</i> Ma l'hanno detto loro!</p>
+
+<p class="sta"><i>Indica di nuovo i quattro giovani.</i></p>
+
+<p class="cont">Loro! Loro!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (voltandosi a guardarli).</i> Voi? Avete detto burla?</p>
+
+<p class="sp"><i>Landolfo (timido, imbarazzato).</i> No... veramente, che era guarito!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> E dunque, basta, via!</p>
+
+<p class="sta"><i>A Donna Matilde:</i></p>
+
+<p class="cont">Non vi pare che diventi d'una puerilità intollerabile, la vista
+di lui</p>
+
+<p class="sta"><i>indica il Di Nolli,</i></p>
+
+<p class="cont">Marchesa, e la vostra, parati così?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma statevi zitto! Chi pensa più all'abito, se lui è
+veramente guarito?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Guarito, sì! Sono guarito!</p>
+
+<p class="sta"><i>A Belcredi:</i></p>
+
+<p class="cont">Ah, ma non per farla finita così subito, come tu credi!</p>
+
+<p class="sta"><i>Lo investe.</i></p>
+
+<p class="cont">Lo sai che da venti anni nessuno ha mai osato comparirmi davanti
+qua, come te e codesto signore?</p>
+
+<p class="sta"><i>indica il Dottore.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma sì, lo so! E difatti anch'io, questa mattina, ti
+comparvi davanti vestito...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Da monaco, già!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> E tu mi prendesti per Pietro Damiani! E non ho mica riso,
+credendo appunto...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Che fossi pazzo! Ti viene da ridere, vedendo lei così,
+ora che sono guarito? Eppure potresti pensare che, ai miei occhi, il
+suo aspetto, ora</p>
+
+<p class="sta"><i>s'interrompe con uno scatto di sdegno.</i></p>
+
+<p class="cont">Ah!</p>
+
+<p class="sta"><i>E subito si rivolge al Dottore:</i></p>
+
+<p class="cont">Voi siete un medico?</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Io, sì...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> E l'avete parata voi da Marchesa di Toscana anche lei?
+Sapete, Dottore, che avete rischiato di rifarmi per un momento la
+notte nel cervello? Perdio, far parlare i ritratti, farli balzare
+vivi dalle cornici...</p>
+
+<p class="sta"><i>Contempla Frida e il Di Nolli, poi guarda la Marchesa ed infine si
+guarda l'abito addosso.</i></p>
+
+<p class="cont">Eh, bellissima la combinazione... Due coppie... Benissimo,
+benissimo, dottore: per un pazzo...</p>
+
+<p class="sta"><i>Accenna appena con la mano al Belcredi.</i></p>
+
+<p class="cont">A lui sembra ora una carnevalata fuori di tempo, eh?</p>
+
+<p class="sta"><i>Si volta a guardarlo.</i></p>
+
+<p class="cont">Via, ormai, anche questo mio abito da mascherato! Per venirmene con
+te, è vero?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Con me! Con noi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Dove, al circolo? In marsina e cravatta bianca? O a
+casa, tutti e due insieme, della Marchesa?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma dove vuoi! Vorresti rimanere qua ancora, scusa, a
+perpetuare&mdash;solo&mdash;quello che fu lo scherzo disgraziato d'un giorno di
+carnevale? È veramente incredibile, incredibile come tu l'abbia
+potuto fare, liberato dalla disgrazia che t'era capitata!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Già. Ma vedi? È che, cadendo da cavallo e battendo la
+testa, fui pazzo per davvero, io, non so per quanto tempo...</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ah, ecco, ecco! E durò a lungo?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (rapidissimo, al dottore).</i> Sì, dottore, a lungo: circa
+dodici anni.</p>
+
+<p class="sta"><i>E subito, tornando a parlare al Belcredi:</i></p>
+
+<p class="cont">E non vedere più nulla, caro, di tutto ciò che dopo quel giorno di
+carnevale avvenne, per voi e non per me; le cose, come si mutarono;
+gli amici, come mi tradirono; il posto preso da altri, per esempio...
+che so! Ma supponi nel cuore della donna che tu amavi; e chi era
+morto; e chi era scomparso... tutto questo, sai? non è stata mica una
+burla per me, come a te pare!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma no, io non dico questo, scusa! Io dico dopo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ah sì? Dopo? Un giorno...</p>
+
+<p class="sta"><i>Si arresta e si volge al dottore.</i></p>
+
+<p class="cont">Caso interessantissimo, dottore! Studiatemi, studiatemi bene!</p>
+
+<p class="sta"><i>Vibra tutto, parlando:</i></p>
+
+<p class="cont">Da sè, chi sa come, un giorno, il guasto qua...</p>
+
+<p class="sta"><i>si tocca la fronte</i></p>
+
+<p class="cont">che so... si sanò. Riapro gli occhi a poco a poco, e non so in prima
+se sia sonno o veglia, ma sì, sono sveglio; tocco questa cosa e
+quella: torno a vedere chiaramente... Ah!&mdash;come lui dice&mdash;</p>
+
+<p class="sta"><i>accenna a Belcredi</i></p>
+
+<p class="cont">via, via allora, quest'abito da mascherato! questo incubo! Apriamo
+le finestre: respiriamo la vita! Via, via, corriamo fuori!</p>
+
+<p class="sta"><i>Arrestando d'un tratto la foga:</i></p>
+
+<p class="cont">Dove? a far che cosa? a farmi mostrare a dito da tutti, di nascosto,
+come Enrico IV, non più così, ma a braccetto con te, tra i cari amici
+della vita?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma no! Che dici? Perché?</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Chi potrebbe più...? Ma neanche a pensarlo! Se fu
+una disgrazia!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ma se già mi chiamavano pazzo, prima, tutti!</p>
+
+<p class="sta"><i>A Belcredi</i></p>
+
+<p class="cont">E tu lo sai! Tu che più di tutti ti accanivi contro chi tentava
+difendermi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Oh, via, per ischerzo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> E guardami qua i capelli!</p>
+
+<p class="sta"><i>Gli mostra i capelli sulla nuca.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma li ho grigi anch'io!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Sì, con questa differenza: che li ho fatti grigi qua,
+io, da Enrico IV, capisci? E non me n'ero mica accorto! Me n'accorsi
+in un giorno solo, tutt'a un tratto, riaprendo gli occhi, e fu uno
+spavento, perché capii subito che non solo i capelli, ma doveva esser
+diventato grigio tutto così, e tutto crollato, tutto finito: e che
+sarei arrivato con una fame da lupo a un banchetto già bell'e
+sparecchiato.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Eh, ma gli altri, scusa...</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (subito).</i> Lo so, non potevano stare ad aspettare ch'io
+guarissi, nemmeno quelli che, dietro a me, punsero a sangue il mio
+cavallo bardato...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (impressionato).</i> Come, come?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Sì, a tradimento, per farlo springare e farmi cadere!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde (subito, con orrore).</i> Ma questo lo so adesso, io!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Sarà stato anche questo per uno scherzo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma chi fu? Chi stava dietro alla nostra coppia?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Non importa saperlo! Tutti quelli che seguitarono a
+banchettare e che ormai mi avrebbero fatto trovare i loro avanzi,
+Marchesa, di magra o molle pietà, o nel piatto insudiciato qualche
+lisca di rimorso, attaccata. Grazie!</p>
+
+<p class="sta"><i>Voltandosi di scatto al Dottore:</i></p>
+
+<p class="cont">E allora, dottore, vedete se il caso non è veramente nuovo negli
+annali della pazzia!&mdash;preferii restar pazzo&mdash;trovando qua tutto
+pronto e disposto per questa delizia di nuovo genere: viverla&mdash;con
+la più lucida coscienza&mdash;la mia pazzia e vendicarmi così della
+brutalità d'un sasso che m'aveva ammaccato la testa! La
+solitudine&mdash;questa&mdash;così squallida e vuota come m'apparve riaprendo
+gli occhi&mdash;rivestirmela subito, meglio, di tutti i colori e gli
+splendori di quel lontano giorno di carnevale, quando voi</p>
+
+<p class="sta"><i>guarda Donna Matilde e le indica Frida</i></p>
+
+<p class="cont">eccovi là, Marchesa, trionfaste!&mdash;e obbligar tutti quelli che si
+presentavano a me, a seguitarla, perdio, per il mio spasso, ora,
+quell'antica famosa mascherata che era stata&mdash;per voi e non per
+me&mdash;la burla di un giorno! Fare che diventasse per sempre&mdash;non più
+una burla, no; ma una realtà, la realtà di una vera pazzia: qua,
+tutti mascherati, e la sala del trono, e questi quattro miei
+consiglieri segreti, e&mdash;s'intende&mdash;traditori!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si volta subito verso di loro.</i></p>
+
+<p class="cont">Vorrei sapere che ci avete guadagnato, svelando che ero guarito!&mdash;Se
+sono guarito, non c'è più bisogno di voi, e sarete
+licenziati!&mdash;Confidarsi con qualcuno, questo sì, è veramente da
+pazzo!&mdash;Ah, ma vi accuso io, ora, a mia volta!&mdash;Sapete?&mdash;Credevano di
+potersi mettere a farla anche loro adesso la burla, con me, alle
+vostre spalle.</p>
+
+<p class="sta"><i>Scoppia a ridere. Ridono ma sconcertati, anche gli altri, meno Donna
+Matilde.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (al Di Nolli).</i> Ah, senti... non c'è male...</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli (ai quattro giovani).</i> Voi?</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Bisogna perdonarli! Questo,</p>
+
+<p class="sta"><i>si scuote l'abito addosso</i></p>
+
+<p class="cont">questo che è per me la caricatura, evidente e volontaria, di
+quest'altra mascherata, continua, d'ogni minuto, di cui siamo i
+pagliacci involontarii</p>
+
+<p class="sta"><i>indica Belcredi</i></p>
+
+<p class="cont">quando senza saperlo ci mascheriamo di ciò che ci par
+d'essere&mdash;l'abito, il loro abito, perdonateli, ancora non lo vedono
+come la loro stessa persona.</p>
+
+<p class="sta"><i>Voltandosi di nuovo a Belcredi:</i></p>
+
+<p class="cont">Sai? Ci si assuefà facilmente. E si passeggia come niente, così, da
+tragico personaggio&mdash;</p>
+
+<p class="sta"><i>eseguisce</i></p>
+
+<p class="cont">&mdash;in una sala come questa!&mdash;Guardate, dottore!&mdash;Ricordo un
+prete&mdash;certamente irlandese&mdash;bello&mdash;che dormiva al sole, un giorno di
+novembre, appoggiato col braccio alla spalliera del sedile, in un
+pubblico giardino: annegato nella dorata delizia di quel tepore, che
+per lui doveva essere quasi estivo. Si può star sicuri che in quel
+momento non sapeva più d'esser prete, né dove fosse. Sognava! E chi
+sa che sognava!&mdash;Passò un monello, che aveva strappato con tutto il
+gambo un fiore. Passando, lo vellicò, qua al collo.&mdash;Gli vidi aprir
+gli occhi ridenti; e tutta la bocca ridergli del riso beato del suo
+sogno; immemore: ma subito vi so dire che si ricompose rigido nel suo
+abito da prete e che gli ritornò negli occhi la stessa serietà che
+voi avete già veduta nei miei; perché i preti irlandesi difendono la
+serietà della loro fede cattolica con lo stesso zelo con cui io i
+diritti sacrosanti della monarchia ereditaria.&mdash;Sono guarito,
+signori: perché so perfettamente di fare il pazzo, qua; e lo faccio,
+quieto!&mdash;Il guajo è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla
+e senza vederla la vostra pazzia.</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Siamo arrivati, guarda! alla conclusione, che i pazzi
+adesso siamo noi!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (con uno scatto che pur si sforza di contenere).</i> Ma se
+non foste pazzi, tu e lei insieme,</p>
+
+<p class="sta"><i>indica la Marchesa</i></p>
+
+<p class="cont">sareste venuti da me?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Io, veramente, sono venuto credendo che il pazzo fossi
+tu.</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (subito forte, indicando la Marchesa).</i> E lei?</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah lei, non so... Vedo che è come incantata da quello che
+tu dici... affascinata da codesta tua «cosciente» pazzia!</p>
+
+<p class="sta"><i>Si volge a lei:</i></p>
+
+<p class="cont">Parata come già siete, dico, potreste anche restare qua a viverla,
+Marchesa...</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Voi siete un insolente!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (subito, placandola).</i> Non ve ne curate! Non ve ne curate!
+Seguita a cimentare. Eppure il dottore glie l'ha avvertito, di non
+cimentare.</p>
+
+<p class="sta"><i>Voltandosi a Belcredi:</i></p>
+
+<p class="cont">Ma che vuoi che m'agiti più ciò che avvenne tra noi; la parte che
+avesti nelle mie disgrazie con lei</p>
+
+<p class="sta"><i>indica la Marchesa e si rivolge ora a lei indicandole il Belcredi</i></p>
+
+<p class="cont">la parte che lui adesso ha per voi!&mdash;La mia vita è questa! Non è la
+vostra!&mdash;La vostra, in cui siete invecchiati, io non l'ho vissuta!&mdash;</p>
+
+<p class="sta"><i>A Donna Matilde:</i></p>
+
+<p class="cont">Mi volevate dir questo, dimostrar questo, con vostro sacrificio,
+parata così per consiglio del dottore? Oh, fatto benissimo, ve l'ho
+detto, dottore:&mdash;«Quelli che eravamo allora, eh? e come siamo
+adesso?»&mdash;Ma io non sono un pazzo a modo vostro, dottore! Io so bene
+che quello</p>
+
+<p class="sta"><i>indica il Di Nolli</i></p>
+
+<p class="cont">non può esser me, perché Enrico IV sono io: io, qua, da venti anni,
+capite? Fisso in questa eternità di maschera! Li ha vissuti lei,</p>
+
+<p class="sta"><i>indica la Marchesa</i></p>
+
+<p class="cont">se li è goduti lei, questi venti anni, per diventare&mdash;eccola
+là&mdash;come io non posso riconoscerla più: perché io la conosco così</p>
+
+<p class="sta"><i>indica Frida e le si accosta</i></p>
+
+<p class="cont">&mdash;per me, è questa sempre... Mi sembrate tanti bambini, che io possa
+spaventare.</p>
+
+<p class="sta"><i>A Frida:</i></p>
+
+<p class="cont">E ti sei spaventata davvero tu, bambina, dello scherzo che ti
+avevano persuaso a fare, senza intendere che per me non poteva essere
+lo scherzo che loro credevano; ma questo terribile prodigio: il sogno
+che si fa vivo in te, più che mai! Eri lì un'immagine; ti hanno fatta
+persona viva&mdash;sei mia! sei mia! mia! di diritto mia!</p>
+
+<p class="sta"><i>La cinge con le braccia, ridendo come un pazzo, mentre tutti gridano
+atterriti; ma come accorrono per strappargli Frida dalle braccia, si
+fa terribile, e grida ai suoi quattro giovani:</i></p>
+
+<p class="cont">Tratteneteli! Tratteneteli! Vi ordino di trattenerli!</p>
+
+<p class="sta"><i>I quattro giovani, nello stordimento, quasi affascinati, si provano
+a trattenere automaticamente il Di Nolli, il dottore, il Belcredi.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (si libera subito e si avventa su Enrico IV).</i> Lasciala!
+Lasciala! Tu non sei pazzo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (fulmineamente, cavando la spada dal fianco di Landolfo
+che gli sta presso).</i> Non sono pazzo? Eccoti!</p>
+
+<p class="sta"><i>E lo ferisce al ventre.</i></p>
+
+<p class="sta"><i>È un urlo d'orrore. Tutti accorrono a sorreggere il Belcredi,
+esclamando in tumulto</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> T'ha ferito?</p>
+
+<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> L'ha ferito! L'ha ferito!</p>
+
+<p class="sp"><i>Dottore.</i> Lo dicevo io!</p>
+
+<p class="sp"><i>Frida.</i> Oh Dio!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Frida, qua!</p>
+
+<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> È pazzo! È pazzo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Tenetelo!</p>
+
+<p class="sp"><i>Belcredi (mentre lo trasportano di là, per l'uscio a sinistra
+protesta ferocemente).</i> No! Non sei pazzo! Non è pazzo! Non è pazzo!</p>
+
+<p class="sta"><i>Escono per l'uscio a sinistra, gridando, e seguitano di là a gridare
+finché sugli altri gridi se ne sente uno più acuto di Donna Matilde,
+a cui segue un silenzio.</i></p>
+
+<p class="sp"><i>Enrico IV (rimasto sulla scena tra Landolfo, Arialdo e Ordulfo, con
+gli occhi sbarrati, esterrefatto dalla vita della sua stessa finzione
+che in un momento lo ha forzato al delitto).</i> Ora sì... per forza...</p>
+
+<p class="sta"><i>li chiama attorno a sè, come a ripararsi,</i></p>
+
+<p class="cont">qua insieme, qua insieme... e per sempre!</p>
+
+<p class="sta">FINE</p>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Enrico IV., by Luigi Pirandello
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK ENRICO IV. ***
+
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+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
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+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
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+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
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+
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+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
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+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
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+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
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+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
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+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
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+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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