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| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-15 04:53:22 -0700 |
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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Enrico IV. + +Author: Luigi Pirandello + +Release Date: May 27, 2006 [EBook #18456] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK ENRICO IV. *** + + + + +Produced by Andrew Sly from a text provided by Liber Liber. +http://www.liberliber.it/ + + + + + + + +Enrico IV + +di Luigi Pirandello + + +Personaggi + + La Marchesa Matilde Spina + Sua figlia Frida + Il giovane Marchese Carlo di Nolli + Il Barone Tito Belcredi + I quattro finti Consiglieri Segreti: + Landolfo (Lolo) + Arialdo (Franco) + Ordulfo (Momo) + Bertoldo (Fino) + Il vecchio cameriere, Giovanni + Due valletti in costume + + + +Atto Primo. + + +_In una villa solitaria della campagna umbra ai nostri giorni._ + +(Salone nella villa rigidamente parato in modo da figurare quella +che potè essere la sala del trono di Enrico IV nella casa imperiale +di Goslar. Ma in mezzo agli antichi arredi due grandi ritratti a olio +moderni, di grandezza naturale, avventano dalla parete di fondo, +collocati a poca altezza dal suolo su uno zoccolo di legno lavorato +che corre lungo tutta la parete (largo e sporgente in modo da +potercisi mettere a sedere come su una lunga panconata), uno a destra +e uno a sinistra del trono che, nel mezzo della parete, interrompe lo +zoccolo e vi si inserisce col suo seggio imperiale e il suo basso +baldacchino. I due ritratti rappresentano un signore e una signora, +giovani entrambi, camuffati in costume carnevalesco, uno da «Enrico +IV» e l'altra da «Matilde di Toscana». Usci a destra e a sinistra.) + +_Al levarsi della tela, i due valletti, come sorpresi, si alzano +dallo zoccolo su cui stanno sdrajati, e vanno a impostarsi come +statue, uno di qua e uno di là ai piedi del trono, con le loro +alabarde. Poco dopo dal secondo uscio a destra entrano Arialdo, +Landolfo, Ordulfo e Bertoldo: giovani stipendiati dal marchese Carlo +di Nolli perché fingano le parti di «Consiglieri Segreti», vassalli +regali della bassa aristocrazia della Corte di Enrico IV. Vestono +perciò in costume di cavalieri tedeschi del secolo XI. L'ultimo, +Bertoldo, di nome Fino, assume ora per la prima volta il servizio. I +tre compagni lo ragguagliano pigliandoselo a godere. Tutta la scena +va recitata con estrosa vivacità._ + +_Landolfo (a Bertoldo come seguitando una spiegazione)._ E questa è +la sala del trono! + +_Arialdo._ A Goslar! + +_Ordulfo._ O anche, se vuoi, nel Castello dell'Hartz! + +_Arialdo._ O a Worms. + +_Landolfo._ Secondo la vicenda che rappresentiamo, balza con noi, ora +qua, ora là. + +_Ordulfo._ In Sassonia! + +_Arialdo._ In Lombardia! + +_Landolfo._ Sul Reno! + +_Uno dei valletti (senza scomporsi, movendo appena le labbra)._ Ps! +Ps! + +_Arialdo (voltandosi al richiamo)._ Che cos'è? + +_Primo valletto (sempre come una statua, sottovoce)._ Entra o non +entra? + +_Allude a Enrico IV._ + +_Ordulfo._ No no. Dorme; state pur comodi. + +_Secondo valletto (scomponendosi insieme col primo, rifiatando e +andando a sdrajarsi di nuovo sullo zoccolo)._ Eh, santo Dio, potevate +dircelo! + +_Primo valletto (accastandosi ad Arialdo)._ Per favore, ci avrebbe un +fiammifero? + +_Landolfo._ Ohi! La pipa no, qua dentro! + +_Primo valletto (mentre Arialdo gli porge un fiammifero acceso)._ No, +fumo una sigaretta. + +_Accende e va a sdrajarsi anche lui, fumando, sullo zoccolo._ + +_Bertoldo (che è stato a osservare, tra meravigliato e perplesso, +guardando in giro la sala, e poi guardando il suo abito e quello dei +compagni)._ Ma, scusate... questa sala... questo vestiario... Che +Enrico IV?... Io non mi raccapezzo bene:--È o non è quello di +Francia? + +_A questa domanda, Landolfo, Arialdo e Ordulfo scoppiano a ridere +fragorosamente._ + +_Landolfo (sempre ridendo e indicando ai compagni, che seguitano +anch'essi a ridere, Bertoldo, come per invitarli a farsi ancora beffe +di lui)._ Quello di Francia, dice! + +_Ordulfo (c.s.)._ Ha creduto quello di Francia! + +_Arialdo._ Enrico IV di Germania, caro mio! Dinastia dei Salii! + +_Ordulfo._ Il grande e tragico imperatore! + +_Landolfo._ Quello di Canossa! Sosteniamo qua, giorno per giorno, la +spaventosissima guerra tra Stato e Chiesa! Oh! + +_Ordulfo._ L'Impero contro il Papato! Oh! + +_Arialdo._ Antipapi contro i Papi! + +_Landolfo._ I re contro gli antirè! + +_Ordulfo._ E guerra contro i Sassoni! + +_Arialdo._ E tutti i princlpl ribelli! + +_Landolfo._ Contro i figli stessi dell'Imperatore! + +_Bertoldo (sotto questa valanga di notizie riparandosi la testa con +le mani)._ Ho capito! ho capito!--Perciò non mi raccapezzavo, +vedendomi parato così ed entrando in questa sala! Ho detto bene: non +era vestiario, questo, del mille e cinquecento! + +_Arialdo._ Ma che mille e cinquecento! + +_Ordulfo._ Qua siamo tra il mille e il mille e cento! + +_Landolfo._ Puoi farti il conto: se il 25 gennaio del 1071 siamo +davanti a Canossa... + +_Bertoldo (smarrendosi più che mai)._ Oh Dio mio, ma allora è una +rovina! + +_Ordulfo._ Eh già! Se credeva d'essere alla Corte di Francia! + +_Bertoldo._ Tutta la mia preparazione storica... + +_Landolfo._ Siamo, caro mio, quattrocent'anni prima! Ci sembri un +ragazzino! + +_Bertoldo (arrabbiandosi)._ Ma me lo potevano dire, per Dio santo, +che si trattava di quello di Germania e non d'Enrico IV di Francia! +Nei quindici giorni che m'accordarono per la preparazione, lo so io +quanti libri ho scartabellato! + +_Arialdo._ Ma scusa, non lo sapevi che qua il povero Tito era +Adalberto di Brema? + +_Bertoldo._ Ma che Adalberto! Sapevo un corno io! + +_Landolfo._ No, vedi com'è? Morto Tito, il marchesino di Nolli... + +_Bertoldo._ È stato proprio lui, il marchesino! Che ci voleva a +dirmi...? + +_Arialdo._ Ma forse credeva che lo sapessi! + +_Landolfo._ Non voleva più assumere nessun altro in sostituzione. +Tre, quanti restavamo, gli pareva che potessimo bastare. Ma lui +cominciò a gridare: «Cacciato via Adalberto»--(perché il povero Tito, +capisci? non gli parve che morisse, ma che nella veste del vescovo +Adalberto gliel'avessero cacciato via dalla Corte i vescovi rivali di +Colonia e di Magonza).-- + +_Bertoldo (prendendosi e tenendosi con tutte e due le mani la +testa)._ Ma non ne so una saetta, io, di tutta questa storia! + +_Ordulfo._ Eh, stai fresco, allora, caro mio! + +_Arialdo._ E il guajo è che non lo sappiamo neanche noi, chi sei tu. + +_Bertoldo._ Neanche voi? Chi debbo rappresentare io, non lo sapete? + +_Ordulfo._ Uhm! «Bertoldo». + +_Bertoldo._ Ma chi, Bertoldo? perché Bertoldo? + +_Landolfo._ «Mi hanno cacciato via Adalberto? E io allora voglio +Bertoldo! voglio Bertoldo! »--cominciò a gridare così. + +_Arialdo._ Noi ci guardammo tutti e tre negli occhi: Chi sarà questo +Bertoldo? + +_Ordulfo._ Ed eccoti qua «Bertoldo», caro mio! + +_Landolfo._ Ci farai una bellissima figura! + +_Bertoldo._ (ribellandosi e facendo per avviarsi). Ah, ma io non la +fo! Grazie tante! Io me ne vado! Me ne vado! + +_Arialdo (trattenendolo insieme con Ordulfo tra le risa)._ No, +càlmati, càlmati! + +_Ordulfo._ Non sarai mica il Bertoldo della favola! + +_Landolfo._ E ti puoi confortare, che non lo sappiamo neanche noi, +del resto, chi siamo. Lui, Arialdo; lui, Ordulfo; io, Landolfo... Ci +chiama così. Ci siamo ormai abituati. Ma chi siamo?--Nomi del +tempo!--Un nome del tempo sarà anche il tuo: «Bertoldo».--Uno solo +tra noi, il povero Tito, aveva una bella parte assegnata, come si +legge nella storia: quella del vescovo di Brema. Pareva un vescovo +davvero, oh! Magnifico, povero Tito! + +_Arialdo._ Sfido, se l'era potuta studiare bene sui libri lui! + +_Landolfo._ E comandava anche a Sua Maestà: s'imponeva, lo guidava, +da quasi tutore e consigliere. Siamo «consiglieri segreti» anche noi, +per questo, ma così, di numero; perché nella storia è scritto che +Enrico IV era odiato dall'alta aristocrazia per essersi circondato a +Corte da giovani della bassa. + +_Ordulfo._ Che saremmo noi. + +_Landolfo._ Già, piccoli vassalli regali; devoti; un po' dissoluti, +allegri... + +_Bertoldo._ Devo anche essere allegro? + +_Arialdo._ Eh, altro! Come noi! + +_Ordulfo._ E non è mica facile, sai? + +_Landolfo._ Peccato veramente! Perché, come vedi, qua l'apparato ci +sarebbe; il nostro vestiario si presterebbe a fare una bellissima +comparsa in una rappresentazione storica, a uso di quelle che +piacciono tanto oggi nei teatri. E stoffa, oh, stoffa da cavarne non +una ma parecchie tragedie, la storia di Enrico IV la offrirebbe +davvero. Mah! Tutti e quattro qua, e quei due disgraziati là _(indica +i valletti)_ quando stanno ritti impalati ai piedi del trono, +siamo... siamo così, senza nessuno che ci metta su e ci dia da +rappresentare qualche scena. C'è, come vorrei dire? la forma, e ci +manca il contenuto!--Siamo peggio dei veri consiglieri segreti di +Enrico IV; perché sì, nessuno neanche a loro aveva dato da +rappresentare una parte; ma essi, almeno, non sapevano di doverla +rappresentare: la rappresentavano perché la rappresentavano: non era +una parte, era la loro vita, insomma; facevano i loro interessi a +danno degli altri; vendevano le investiture, e che so io. Noi altri, +invece, siamo qua, vestiti così, in questa bellissima Corte... --per +far che? niente... Come sei pupazzi appesi al muro, che aspettano +qualcuno che li prenda e che li muova così o così e faccia dir loro +qualche parola. + +_Arialdo._ Eh no, caro mio! Scusa! Bisogna rispondere a tono! Saper +rispondere a tono! Guai se lui ti parla e tu non sei pronto a +rispondergli come vuol lui! + +_Landolfo._ Già, questo sì, questo sì, è vero! + +_Bertoldo._ E hai detto niente! Come faccio io a rispondergli a tono, +che mi son preparato per Enrico IV di Francia, e mi spunta, qua, ora, +un Enrico IV di Germania? + +_Landolfo, Ordulfo, Arialdo tornano a ridere._ + +_Arialdo._ Eh, bisogna che tu rimedii subito subito! + +_Ordulfo._ Va là! T'ajuteremo noi. + +_Arialdo._ Ci abbiamo di là tanti libri. Ti basterà in prima una +bella ripassatina. + +_Ordulfo._ Saprai all'ingrosso qualche cosa... + +_Arialdo._ Guarda! _(Lo fa voltare e gli mostra nella parete di fondo +il ritratto della marchesa Matilde)._--Chi è per esempio quella lì? + +_Bertoldo (guardando)._ Quella lì? Eh, mi sembra, scusate, prima di +tutto una bella stonatura: due quadri moderni qua in mezzo a tutta +questa rispettabile antichità. + +_Arialdo._ Hai ragione. E difatti prima non c'erano. Ci sono due +nicchie, là dietro quei due quadri. Ci si dovevano collocare due +statue, scolpite secondo lo stile del tempo. Rimaste vuote, sono +state coperte da quelle due tele là. + +_Landolfo (interrompendolo e seguitando)._ Che sarebbero certo una +stonatura, se veramente fossero quadri. + +_Bertoldo._ E che sono? non sono quadri? + +_Landolfo._ Sì, se vai a toccarli: quadri. Ma per lui _(accenna +misteriosamente a destra, alludendo a Enrico IV)_--che non li +tocca... + +_Bertoldo._ No? E che sono allora per lui? + +_Landolfo._ Oh, interpreto, bada! Ma credo che in fondo sia giusto. +Immagini, sono. Immagini, come... ecco, come le potrebbe ridare uno +specchio, mi spiego? Là, quella _(indica il ritratto di Enrico IV)_ +rappresenta lui, vivo com'è, in questa sala del trono, che è +anch'essa come dev'essere, secondo lo stile dell'epoca. Di che ti +meravigli, scusa? Se ti mettono davanti uno specchio, non ti ci vedi +forse vivo, d'oggi, vestito così di spoglie antiche? Ebbene, lì, è +come se ci fossero due specchi, che ridanno immagini vive, qua in +mezzo a un mondo che--non te ne curare-vedrai, vedrai, vivendo con +noi, come si ravviverà tutto anch'esso. + +_Bertoldo._ Oh! Badate che io non voglio impazzire qua! + +_Arialdo._ Ma che impazzire! Ti divertirai! + +_Bertoldo._ Oh, ma dico, e com'è che voi siete diventati tutti così +sapienti? + +_Landolfo._ Caro mio, non si ritorna indietro d'ottocent'anni nella +storia senza portarsi appresso un po' di esperienza! + +_Arialdo._ Andiamo, andiamo! Vedrai come, in poco tempo, ti +assorbiremo in essa. + +_Ordulfo._ E diventerai, a questa scuola, sapiente anche tu! + +_Bertoldo._ Sì, per carità, ajutatemi subito! Datemi almeno le +notizie principali. + +_Arialdo._ Lascia fare a noi! Un po' l'uno, un po' l'altro... + +_Landolfo._ Ti legheremo i fili e ti metteremo in ordine, come il più +adatto e compíto dei fantocci. Andiamo, andiamo! + +_Lo prende sotto il braccio per condurlo via._ + +_Bertoldo (fermandosi e guardando verso il ritratto alla parete)._ +Aspettate! Non mi avete detto chi è quella lì. La moglie +dell'Imperatore? + +_Arialdo._ No. La moglie dell'Imperatore è Berta di Susa, sorella di +Amedeo II di Savoia. + +_Ordulfo._ E l'Imperatore, che vuol esser giovane con noi, non può +soffrirla e pensa di ripudiarla. + +_Landolfo._ Quella è la sua più feroce nemica: Matilde, la marchesa +di Toscana. + +_Bertoldo._ Ah, ho capito, quella che ospitò il Papa... + +_Landolfo._ A Canossa, appunto! + +_Ordulfo._ Papa Gregorio VII. + +_Arialdo._ Il nostro spauracchio! Andiamo, andiamo! + +_Si avviano tutti e quattro per uscire dall'uscio a destra per cui +sono entrati, quando dall'uscio a sinistra sopravviene il vecchio +cameriere Giovanni, in marsina._ + +_Giovanni (in fretta, con ansia)._ Oh! Ps! Franco! Lolo! + +_Arialdo (arrestandosi e voltandosi)._ Che vuoi? + +_Bertoldo (mevavigliato di vederlo entrare in marsina nella sala del +trono)._ Oh! E come? Qua dentro, lui? + +_Landolfo._ Un uomo del mille e novecento! Via! + +_Gli corre incontro minacciosamente per burla con gli altri due per +scacciarlo._ + +_Ordulfo._ Messo di Gregorio VII, via! + +_Arialdo._ Via! Via! + +_Giovanni (difendendosi, seccato)._ E finitela! + +_Ordulfo._ No! Tu non puoi metter piede qua dentro! + +_Arialdo._ Fuori! Fuori! + +_Landolfo._ (a Bertoldo). Sortilegio, sai! Demonio evocato dal Mago +di Roma! Cava, cava la spada! + +_(fa per cavare la spada anche lui.)_ + +_Giovanni (gridando)._ Finitela, vi dico! Non fate i matti con me! È +arrivato il signor Marchese in comitiva... + +_Landolfo (stropicciandosi le mani )._ Ah! Benissimo! Ci sono +signore? + +_Ordulfo (c.s.)._ Vecchie? Giovani? + +_Giovanni._ Ci sono due signori. + +_Arialdo._ Ma le signore, le signore, chi sono? + +_Giovanni._ La signora Marchesa con la figlia. + +_Landolfo (meravigliato)._ Oh! E come? + +_Ordulfo (c.s.)._ La Marchesa, hai detto? + +_Giovanni._ La marchesa! La marchesa! + +_Arialdo._ E i signori? + +_Giovanni._ Non lo so. + +_Arialdo (a Bertoldo)._ Vengono a darci il contenuto, capisci? + +_Ordulfo._ Tutti messi di Gregorio VII! Ci divertiremo! + +_Giovanni._ Insomma mi lasciate dire? + +_Arialdo._ Dì! Dì! + +_Giovanni._ Pare che uno di quei due signori sia un medico. + +_Landolfo._ Oh! Abbiamo capito, uno dei soliti medici! + +_Arialdo._ Bravo, Bertoldo! Tu porti fortuna! + +_Landolfo._ Vedrai come ce lo lavoreremo, questo signor medico! + +_Bertoldo._ Io penso che mi troverò, così subito, in un +bell'impiccio! + +_Giovanni._ Statemi a sentire! Vogliono entrare qua nella sala. + +_Landolfo (meravigliato e costernato)._ Come! Lei? La marchesa, qua? + +_Arialdo._ Altro che contenuto, allora! + +_Landolfo._ Nascerà davvero la tragedia! + +_Bertoldo (incuriosito)._ Perché? Perché? + +_Ordulfo (indicando il ritratto)._ Ma è quella lì, non capisci? + +_Landolfo._ La figliuola è la fidanzata del marchese. + +_Arialdo._ Ma che sono venuti a fare? Si può sapere? + +_Ordulfo._ Se lui la vede, guai! + +_Landolfo._ Ma forse ormai non la riconoscerà più! + +_Giovanni._ Bisogna che voi, se si sveglia, lo tratteniate di là + +_Ordulfo._ Sì! Scherzi? E come? + +_Arialdo._ Sai bene com'è! + +_Giovanni._ Perdio, anche con la forza!--Se mi hanno comandato così! +Andate, andate! + +_Arialdo._ Sì sì, perché forse a quest'ora si sarà già svegliato! + +_Ordulfo._ Andiamo, andiamo! + +_Landolfo (avviandosi con gli altri, a Giovanni)._ Ma poi ci +spiegherai! + +_Giovanni (gridando loro dietro)._ Chiudete costà, e nascondete la +chiave! Anche di quest'altra porta! + +_(Indica l'altro uscio a destra.)_ + +_Landolfo, Arialdo e Ordulfo via per il secondo uscio a destra._ + +_Giovanni (ai due valletti)._ Via, via anche voialtri! Di là! + +_(indica il primo uscio a destra)_ + +Richiudete la porta, e via la chiave! + +_I due valletti escono dal primo uscio a destra. Giovanni si reca +all'uscio di sinistra e lo apre per far passare il marchese Di +Nolli._ + +_Di Nolli._ Hai dato bene gli ordini? + +_Giovanni._ Sì, signor Marchese. Stia tranquillo. + +_Il Di Nolli riesce per un momento a invitar gli altri a entrare. +Entrano prima il barone Tito Belcredi e il dottor Dionisio Genoni, +poi donna Matilde Spina e la marchesina Frida, Giovanni s'inchina ed +esce. Donna Matilde Spina è sui 45 anni; ancora bella e formosa, per +quanto con troppa evidenza ripari gl'inevitabili guasti dell'età con +una violenta ma sapiente truccatura, che le compone una fiera testa +di walkiria. Questa truccatura assume un rilievo che contrasta e +conturba profondamente nella bocca, bellissima e dolorosa. Vedova da +molti anni, ha per amico il barone Tito Belcredi, che né lei né altri +han mai preso sul serio, almeno in apparenza. Quel che Tito Belcredi +è poi in fondo per lei, lo sa bene lui solo, che perciò può ridere, +se la sua amica ha bisogno di fingere di non saperlo; ridere sempre +per rispondere alle risa che a suo carico le beffe della marchesa +suscitano negli altri. Smilzo, precocemente grigio, un po' più +giovane di lei, ha una curiosa testa d'uccello. Sarebbe vivacissimo, +se la sua duttile agilità (che lo fa spadaccino temutissimo) non +fosse come inguainata in una sonnolenta pigrizia d'arabo, che si +rivela nella strana voce un po' nasale e strascicata. Frida, la +figliuola della marchesa, ha 19 anni. Intristita nell'ombra in cui la +madre imperiosa e troppo vistosa la tiene, è anche offesa, in +quest'ombra, dalla facile maldicenza che quella provoca, non tanto +più a suo danno, ma a danno di lei. È però già per fortuna fidanzata +al marchese Carlo Di Nolli: giovine rigido, molto indulgente verso +gli altri, ma chiuso e fermo in quel poco che crede di poter essere e +valere nel mondo; per quanto forse, in fondo, non lo sappia bene +neanche lui stesso. È, a ogni modo, costernato dalle tante +responsabilità che crede gravino su lui; così che gli altri sì, gli +altri possano parlare, beati loro, e divertirsi; lui no, non perché +non vorrebbe, ma perché proprio non può. Veste di strettissimo lutto +per la recente morte della madre. Il dottor Dionisio Genoni ha una +bella faccia svergognata e rubiconda da satiro; con occhi +fuoruscenti, corta barbettina arguta, lucida come d'argento: belle +maniere, quasi calvo. Entrano costernati, quasi paurosi, guardando la +sala con curiosità (tranne il Di Nolli); e parlano dapprima a bassa +voce._ + +_Belcredi._ Ah, magnifico! magnifico! + +_Dottore._ Interessantissimo! Anche nelle cose il delirio che torna +così appunto! Magnifico, sì sì, magnifico. + +_Donna Matilde (che ha cercato con gli occhi in giro il suo ritratto, +scoprendolo e accostandosi)._ Ah, eccolo là! + +_Mirandolo a giusta distanza, mentre insorgono in lei sentimenti +diversi._ + +Sì sì... Oh, guarda... Dio mio... + +_chiama la figlia:_ + +Frida, Frida... Guarda... + +_Frida._ Ah, il tuo ritratto! + +_Donna Matilde._ Ma no! Guarda! Non sono io: sei tu, là! + +_Di Nolli._ Sì, è vero? Ve lo dicevo io. + +_Donna Matilde._ Ma non avrei mai creduto tanto! + +_Scotendosi come per un brivido alla schiena:_ + +Dio, che senso! + +_Poi, guardando la figliola:_ + +Ma come, Frida? + +_Se la stringe accanto, cingendole con un braccio la vita._ + +Vieni! Non ti vedi in me, tu, là? + +_Frida._ Mah! Io, veramente... + +_Donna Matilde._ Non ti sembra? Ma come non ti sembra? + +_Voltandosi al Belcredi:_ + +Guardate voi, Tito! Ditelo voi! + +_Belcredi (senza guardare)._ Ah, no, io non guardo! Per me, _a +priori_, no! + +_Donna Matilde._ Che stupido! Crede di farmi un complimento! + +_Rivolgendosi al dottor Genoni:_ + +Dica, dica lei Dottore! + +_Dottore (fa per accostarsi)._ + +_Belcredi (con le spalle voltate, fingendo di richiamarlo di +nascosto)._ Ps! No, dottore! Per carità, non si presti! + +_Dottore (smarrito e sorridente)._ E perché non mi dovrei prestare? + +_Donna Matilde._ Ma non gli dia retta! Venga! È insoffribile! + +_Frida._ Fa di professione lo scemo, non lo sa? + +_Belcredi (al Dottore, vedendolo andare)._ Si guardi i piedi, si +guardi i piedi, dottore! i piedi! + +_Dottore (c.s.)._ I piedi? Perché? + +_Belcredi._ Ha le scarpe di ferro. + +_Dottore._ Io? + +_Belcredi._ Sissignore. E va incontro a quattro piedini di vetro. + +_Dottore (ridendo forte)._ Ma no! Mi pare che--dopo tutto--non ci sia +da stupirsi che una figlia somigli alla madre... + +_Belcredi._ Patatràc! Ecco fatto! + +_Donna Matilde (esageratamente adirata, venendo incontro al +Belcredi)._ Perché patatràc? Che cos'è? Che cos'ha detto? + +_Dottore (candidamente)._ Non è forse cosi? + +_Belcredi (rispondendo alla marchesa)._ Ha detto che non c'è da +stupirsi; mentre voi ne siete tanto stupita. E perché, allora, +scusate, se la cosa è per voi adesso così naturale? + +_Donna Matilde (ancora più adirata)._ Sciocco! Sciocco! Appunto +perché è così naturale! Perché non c'è mica mia figlia, là. + +_Indica la tela._ + +Quello è il mio ritratto! E trovarci mia figlia, invece che me, m'ha +stupito; e il mio stupore, vi prego di credere, è stato sincero, e vi +proibisco di metterlo in dubbio! + +_Dopo questa violenta sfuriata, un momento di silenzio impacciato in +tutti._ + +_Frida (piano, seccata)._ Dio mio, sempre così... Per ogni nonnulla, +una discussione. + +_Belcredi (piano anche lui, quasi con la coda tra le gambe, in tono +di scusa)._ Non ho messo in dubbio nulla, io. Ho notato che tu, fin +da principio non hai condiviso lo stupore di tua madre; o, se di +qualche cosa ti sei stupita, è stato perché le sembrasse tanta la +rassomiglianza tra te e quel ritratto. + +_Donna Matilde._ Sfido! Perché lei non può conoscersi in me com'ero +alla sua età; mentre io, là, posso bene riconoscermi in lei com'è +adesso. + +_Dottore._ Giustissimo! Perché un ritratto è lì sempre fisso in un +attimo; lontano e senza ricordi per la marchesina; mentre tutto ciò +che esso può ricordare alla signora Marchesa: mosse, gesti, sguardi, +sorrisi, tante cose che lì non ci sono... + +_Donna Matilde._ Ecco, appunto! + +_Dottore (seguitando, rivolto a lei)._ Lei, naturalmente, può +rivederle vive, ora, in sua figlia. + +_Donna Matilde._ Ma lui deve guastarmi sempre ogni minimo abbandono +al sentimento più spontaneo, cosi, per il gusto di farmi stizzire. + +_Dottore (abbagliato dai lumi che ha dato, ripiglia con un tono +professionale, rivolto al Belcredi)._ La rassomiglianza, caro barone, +nasce spesso da cose imponderabili! E così difatti si spiega che... + +_Belcredi (Per interrompere la lezione)_. Che qualcuno può trovare +anche qualche rassomiglianza tra me e lei, caro professore! + +_Di Nolli._ Lasciamo andare, lasciamo andare, vi prego. + +_Accenna ai due usci a destra per avvertire che di là c'è qualcuno +che può sentire._ + +Ci siamo svagati troppo, venendo... + +_Frida._ Sfido! Quando c'è lui... + +_accenna al Belcredi._ + +_Donna Matilde (subito)._ Volevo bene perciò che non venisse! + +_Belcredi._ Ma se avete fatto tanto ridere alle mie spalle! Che +ingratitudine! + +_Di Nolli._ Basta, ti prego. Tito! Qua c'è il dottore, e siamo venuti +per una cosa molto seria, che tu sai quanto mi prema. + +_Dottore._ Ecco, sì. Vediamo di precisare bene, prima, alcuni punti. +Questo suo ritratto, scusi, signora marchesa, come si trova qua? Lo +regalò lei, allora? + +_Donna Matilde._ No, no. A qual titolo avrei potuto regalarglielo? Io +ero allora come Frida, e neppure fidanzata. Lo cedetti, tre o +quattt'anni dopo la disgrazia: lo cedetti per le vive insistenze di +sua madre. + +_Accenna al Di Nolli._ + +_Dottore._ Che era sorella di lui? + +_Accenna verso gli usci a destra, alludendo a Enrico IV._ + +_Di Nolli._ Sì, dottore: ed è un debito--questa nostra venuta +qua--verso mia made, che m'ha lasciato da un mese. Invece di trovarmi +qua, io e lei + +_accenna a Frida_ + +dovremmo essere in viaggio... + +_Dottore._ E assorti in ben altre cure, capisco! + +_Di Nolli._ Mah! È morta con la ferma fede che fosse prossima la +guarigione di questo suo fratello adorato. + +_Dottore._ E non mi può dire scusi, da quali segni lo arguisse? + +_Di Nolli._ Pare da un certo discorso strano che egli le fece, poco +prima che la mamma morisse. + +_Dottore._ Un discorso? Ecco... ecco... sarebbe utilissimo, +utilissimo conoscerlo, per bacco! + +_Di Nolli._ Ah, io non lo so! So che la mamma ritornò da quella sua +ultima visita, angosciata; perché pare che egli sia stato di una +tenerezza insolita, quasi presago della prossima fine di lei. Dal suo +letto di morte, ella si fece promettere da me che non lo avrei mai +trascurato; che lo avrei fatto vedete, visitare... + +_Dottore._ Ecco. Va bene. Vediamo, vediamo prima... Tante volte, le +minime cause... Questo ritratto, dunque... + +_Donna Matilde._ Oh Dio, non credo, dottore, che ci si debba dare una +soverchia importanza. Ha fatto impressione a me, perché non lo +rivedevo da tanti anni. + +_Dottore._ Prego, prego... abbia pazienza... + +_Di Nolli._ Ma sì! Sta lì da una quindicina d'anni... + +_Donna Matilde._ Più! Più di diciotto, ormai! + +_Dottore._ Prego, scusino; se non sanno ancora che cosa io +voglia domandare! Io faccio molto assegnamento, molto, su questi +due ritratti, eseguiti, m'immagino, prima della famosa--e +disgraziatissima--cavalcata; non è vero? + +_Donna Matilde._ Eh, certo! + +_Dottore._ Quand'egli era dunque perfettamente in sensi, ecco--volevo +dir questo!--Propose lui, a lei, di farselo eseguire? + +_Donna Matilde._ Ma no, dottore! Ce lo facemmo eseguire tanti di +quelli che prendemmo parte alla cavalcata. Così, per serbarne un +ricordo. + +_Belcredi._ Me lo feci fare anch'io, il mio, di «Carlo d'Angiò »! + +_Donna Matilde._ Appena furono pronti i costumi. + +_Belcredi._ Perché, vede? ci fu la proposta di raccoglierli tutti, +per ricordo, come in una galleria, nel salone della villa dove si +fece la cavalcata. Ma poi ciascuno volle tenersi il suo. + +_Donna Matilde._ E questo mio, come le ho detto, io lo cedetti--senza +poi tanto rincrescimento--perché sua madre... + +_accenna di nuovo al Di Nolli._ + +_Dottore._ Non sa se fu lui a richiederlo? + +_Donna Matilde._ Ah, non so! Forse... O fu la sorella, per +assecondare amorosamente... + +_Dottore._ Un'altra cosa, un'altra cosa! L'idea della cavalcata venne +a lui? + +_Belcredi (subito)._ No no, venne a me! venne a me! + +_Dottore._ Prego... + +_Donna Matilde._ Non gli dia retta. Venne al povero Belassi. + +_Belcredi._ Ma che Belassi! + +_Donna Matilde (al Dottore)._ Il conte Belassi, che morì, poverino, +due o tre mesi dopo. + +_Belcredi._ Ma se non c'era Belassi, quando... + +_Di Nolli (seccato dalla minaccia di una nuova discussione)._ Scusi, +dottore, è proprio necessario stabilire a chi venne l'idea? + +_Dottore._ Eh sì, mi servirebbe... + +_Belcredi._ Ma se venne a me! Oh questa è bella! Non avrei mica da +gloriarmene, dato l'effetto che poi ebbe, scusate! Fu, guardi, +dottore--me ne ricordo benissimo--una sera sui primi di novembre, al +Circolo. Sfogliavo una rivista illustrata, tedesca (guardavo soltanto +le figure, s'intende, perché il tedesco io non lo so). In una c'era +l'Imperatore, in non so quale città universitaria dov'era stato +studente. + +_Dottore._ Bonn, Bonn. + +_Belcredi._ Bonn, va bene. Parato, a cavallo, in uno degli strani +costumi tradizionali delle antichissime società studentesche della +Germania; seguito da un corteo d'altri studenti nobili, anch'essi a +cavallo e in costume. L'idea mi nacque da quella vignetta. Perché +deve sapere che al Circolo si pensava di fare qualche grande +mascherata per il prossimo carnevale. Proposi questa cavalcata +storica: storica, per modo di dire: babelica. Ognuno di noi doveva +scegliersi un personaggio da rappresentare, di questo o di quel +secolo: re o imperatore, o principe, con la sua dama accanto, regina +o imperatrice, a cavallo. Cavalli bardati, s'intende, secondo il +costume dell'epoca. E la proposta fu accettata. + +_Donna Matilde._ Io l'invito lo ebbi da Belassi. + +_Belcredi._ Appropriazione indebita, se vi disse che l'idea era sua. +Non c'era neppure, vi dico, quella sera al Circolo, quando feci la +proposta. Come non c'era del resto neanche lui! + +_allude a Enrico IV._ + +_Dottore._ E lui allora scelse il personaggio di Enrico IV! + +_Donna Matilde._ Perché io--indotta nella scelta dal mio nome--così, +senza pensarci più che tanto--dissi che volevo essere la _Marchesa +Matilde di Toscana._ + +_Dottore._ Non... non capisco bene la relazione... + +_Donna Matilde._ Eh, sa! Neanch'io da principio, quando mi sentii +rispondere da lui, che sarebbe stato allora ai miei piedi, come a +Canossa, Enrico IV. Sì, sapevo di Canossa; ma dico la verità, non mi +ricordavo bene la storia; e mi fece anzi una curiosa impressione, +ripassandomela per prepararmi a sostenere la mia parte, ritrovarmi +fedelissima e zelantissima amica di Papa Gregorio VII, in feroce +lotta contro l'impero di Germania. Compresi bene allora, perché, +avendo io scelto di rappresentate il personaggio della sua +implacabile nemica, egli mi volle essere accanto, in quella +cavalcata, da Enrico IV. + +_Dottore._ Ah! Perché forse...? + +_Belcredi._ Dottore, Dio mio, perché lui le faceva allora una corte +spietata, e lei + +_indica la Marchesa_ + +naturalmente... + +_Donna Matilde (punta, con fuoco)._ Naturalmente, appunto! +naturalmente! E allora più che mai «naturalmente»! + +_Belcredi (mostrandola)._ Ecco: non poteva soffrirlo! + +_Donna Matilde._ Ma non è vero! Non mi era mica antipatico. +Tutt'altro! Ma per me, basta che uno voglia farsi prendere sul +serio... + +_Belcredi (seguitando)._ Le dà la prova più lampante della sua +stupidità! + +_Donna Matilde._ No, caro! In questo caso, no. Perché lui non era +mica uno stupido come voi. + +_Belcredi._ Io non mi sono mai fatto prendere sul serio! + +_Donna Matilde._ Ah lo so bene! Ma con lui, però, non c'era da +scherzare. + +_Con altro tono, rivolgendosi al Dottore:_ + +Càpita, tra le tante disgrazie a noi donne, caro dottore, di vederci +davanti, ogni tanto, due occhi che ci guardano con una contenuta, +intensa promessa di sentimento duraturo! + +_Scoppia a ridere stridulamente._ + +Niente di più buffo. Se gli uomini si vedessero con quel «duraturo» +nello sguardo... --Ne ho riso sempre cosi! E allora, più che mai.--Ma +debbo fare una confessione: posso farla, adesso dopo venti e più +anni.--Quando risi così di lui, fu anche per paura. Perché forse a +una promessa di quegli occhi si poteva credere. Ma sarebbe stato +pericolosissimo. + +_Dottore (con vivo interesse, concentrandosi)_. Ecco, ecco, +questo--questo m'interesserebbe molto di sapere.--Pericolosissimo? + +_Donna Matilde (con leggerezza)._ Appunto perché non era come gli +altri! E dato che anch'io... sì, via, sono... sono un po' così... più +d'un po', per dire la verità... + +_cerca una parola modesta_ + +--insofferente, ecco, insofferente di tutto quanto è compassato e +così afoso!--Ma ero allora troppo giovane, capite? e donna: dovevo +rodere il freno.--Ci sarebbe voluto un coraggio, che non mi sentii di +avere.--Risi anche di lui. Con rimorso, anzi con un vero dispetto +contro me stessa, poi, perché vidi che il mio riso si confondeva con +quello di tutti gli altri--sciocchi--che si facevano beffe di lui. + +_Belcredi._ Press'a poco, come di me. + +_Donna Matilde._ Voi fate ridere con la smorfia d'abbassarvi sempre, +caro mio, mentre lui, al contrario! C'è una bella differenza!--E poi, +a voi, vi si ride in faccia! + +_Belcredi._ Eh, dico, meglio che alle spalle. + +_Dottore._ Veniamo a noi, veniamo a noi!--Dunque, già un po' esaltato +era, a quanto mi pare di aver compreso! + +_Belcredi._ Sì, ma in un modo così curioso, dottore! + +_Dottore._ Come sarebbe? + +_Belcredi._ Ecco, direi... a freddo... + +_Donna Matilde._ Ma che a freddo! Era così, dottore, un po' strano, +certo; ma perché ricco di vita: estroso! + +_Belcredi._ Non dico che simulasse l'esaltazione. Al contrario, anzi; +s'esaltava spesso veramente. Ma potrei giurare, dottore, che si +vedeva subito, lui stesso, nell'atto della sua esaltazione, ecco. E +credo che questo dovesse avvenirgli per ogni moto più spontaneo. Dico +di più: sono certo che doveva soffrirne. Aveva, a volte, scatti di +rabbia comicissimi contro se stesso! + +_Donna Matilde._ Quest'è vero! + +_Belcredi (a Donna Matilde)._ E perché? _(Al Dottore)_ A mio vedere, +perché quella subitanea lucidità di presentazione lo poneva fuori, a +un tratto, d'ogni intimità col suo stesso sentimento, che gli +appariva--non finto, perché era sincero--ma come qualche cosa a cui +dovesse dare lì per lì il valore... che so? d'un atto d'intelligenza, +per sopperire a quel calore di sincerità cordiale, che si sentiva +mancare. E improvvisava, esagerava, si lasciava andare, ecco, per +stordirsi e non vedersi più. Appariva incostante, fatuo e... sì, +diciamolo, anche ridicolo, qualche volta. + +_Dottore._ E... dica, insocievole? + +_Belcredi._ No, che! Ci stava! Concertatore famoso di quadri +plastici, di danze, di recite di beneficenza; così per ridere, +beninteso! Ma recitava benissimo, sa? + +_Di Nolli._ Ed è diventato, con la pazzia, un attore magnifico e +terribile! + +_Belcredi._ Ma fin da principio! Si figuri che, quando avvenne la +disgrazia dopo che cadde da cavallo... + +_Dottore._ Battè la nuca, è vero? + +_Donna Matilde._ Ah, che orrore! Era accanto a me! Lo vidi tra le +zampe del cavallo che s'era impennato... + +_Belcredi._ Ma noi non credemmo affatto dapprima, che si fosse fatto +un gran male. Sì, ci fu un arresto, un po' di scompiglio nella +cavalcata; si voleva vedere che cosa fosse accaduto; ma già era stato +raccolto e trasportato nella villa. + +_Donna Matilde._ Niente, sa! Neanche la minima ferita! neanche una +goccia di sangue! + +_Belcredi._ Si credette soltanto svenuto... + +_Donna Matilde._ E quando, circa due ore dopo... + +_Belcredi._ Già, ricomparve nel salone della villa--ecco, questo +volevo dire... + +_Donna Matilde._ Ah, ma che faccia aveva! Io me ne accorsi subito! + +_Belcredi._ Ma no! Non dite! Non ce n'accorgemmo nessuno, dottore, +capite? + +_Donna Matilde._ Sfido! Perché eravate tutti come pazzi! + +_Belcredi._ Recitava ognuno per burla la sua parte! Era una vera +babele! + +_Donna Matilde._ Lei immagina, dottore, che spavento, quando si +comprese che egli invece, la sua, la recitava sul serio? + +_Dottore._ Ah, perché anche lui, allora...? + +_Belcredi._ Ma sì! Venne in mezzo a noi! Credemmo che si fosse +rimesso e che avesse preso a recitate anche lui, come tutti noi... +meglio di noi, perché--come le dico--era bravissimo, lui! Insomma, +che scherzasse! + +_Donna Matilde._ Cominciarono a fustigarlo... + +_Belcredi._ E allora... --era armato--da re--sguainò la spada, +avventandosi contro due o tre. Fu un momento di terrore per tutti! + +_Donna Matilde._ Non dimenticherò mai quella scena, di tutte le +nostre facce mascherate, sguajate e stravolte, davanti a quella +terribile maschera di lui, che non era più una maschera, ma la +Follia! + +_Belcredi._ Enrico IV, ecco! Proprio Enrico IV in persona, in un +momento di furore! + +_Donna Matilde._ Dovette influire, io dico, l'ossessione di quella +mascherata, dottore, l'ossessione che per più di un mese se n'era +fatta. La metteva sempre in tutto ciò che faceva, questa ossessione! + +_Belcredi._ Quello che studiò per prepararsi! Fino ai minimi +particolari... le minuzie... + +_Dottore._ Ah, è facile! Quella che era ossessione momentanea, si +fissò, con la caduta e la percossa alla nuca, che determinarono il +guasto cerebrale. Si fissò, perpetuandosi. Si può diventare scemi, si +può diventare pazzi. + +_Belcredi (a Frida e al Di Nolli)._ Capite che scherzi, carini miei? + +_Al Di Nolli:_ + +Tu avevi quattro o cinque anni; + +_a Frida:_ + +a tua madre pare che tu l'abbia sostituita là in quel ritratto, dove +ancora non pensava neppur lontanamente che ti avrebbe messa al mondo: +io sono già coi capelli grigi; e lui: eccolo là + +_indica il ritratto_ + +--taf! una botta alla nuca--e non si è più mosso di là: Enrico IV. + +_Dottore (che se ne è stato assorto a meditare, apre le mani davanti +al volto come per concentrar l'altrui attenzione, e fa per mettersi a +dare la sua spiegazione scientifica)._ Ecco, ecco, dunque, signori +miei: è proprio questo... + +_Ma all'improvviso s'apre il primo uscio a destra (quello più vicino +alla ribalta) e viene fuori Bertoldo tutto alterato in viso._ + +_Bertoldo (irrompendo come uno che non ne possa più)._ Permesso? +Scusino... + +_S'arresta però di botto per lo scompiglio che la sua comparsa +suscita subito negli altri._ + +_Frida (con un grido di spavento, riparandosi)._ Oh Dio! Eccolo! + +_Donna Matilde (ritraendosi sgomenta, con un braccio levato per non +vederlo)._ È lui? È lui? + +_Di Nolli (subito)._ Ma no! ma no! State tranquille! + +_Dottore (stupito)._ E chi è? + +_Belcredi._ Uno scappato dalla nostra mascherata! + +_Di Nolli._ È uno dei quattro giovani che teniamo qua, per secondare +la sua follia. + +_Bertoldo._ Io chiedo scusa, signor Marchese... + +_Di Nolli._ Ma che scusa! Avevo dato ordine che le porte fossero +chiuse a chiave, e che nessuno entrasse qua! + +_Bertoldo._ Sissignore! Ma io non ci resisto! E le chiedo licenza +d'andarmene! + +_Di Nolli._ Ah, voi siete quello che doveva assumere il servizio +questa mattina! + +_Bertoldo._ Sissignore, e le dico che non ci resisto... + +_Donna Matilde (al Di Nolli con viva costernazione)._ Ma dunque non è +cosi tranquillo, come dicevi? + +_Bertoldo (subito)._ No, no, signora! Non è lui! Sono i miei tre +compagni! Lei dice «secondare», signor Marchese? Ma che secondare! +Quelli non secondano: i veri pazzi sono loro! Io entro qua per la +prima volta; e, invece di ajutarmi, signor Marchese... + +_Sopravvengono dallo stesso uscio a destra Landolfo e Arialdo, in +fretta, con ansia, ma arrestandosi davanti all'uscio prima di farsi +avanti._ + +_Landolfo._ Permesso? + +_Arialdo._ Permesso, signor Marchese? + +_Di Nolli._ Avanti! Ma insomma che cos'è? Che cosa fate? + +_Frida._ Oh Dio, io me ne scappo, me ne scappo: ho paura! + +_fa per avviarsi verso l'uscio a sinistra._ + +_Di Nolli (subito trattenendola)._ Ma no, Frida! + +_Landolfo._ Signor Marchese, questo sciocco... + +_indica Bertoldo._ + +_Bertoldo (Protestando)._ Ah no, grazie tante, cari miei! Io così non +ci sto! non ci sto! + +_Landolfo._ Ma come non ci stai? + +_Arialdo._ ha guastato tutto, signor Marchese, scappandosene qua! + +_Landolfo._ Lo ha fatto montare sulle furie! Non possiamo più +trattenerlo di là. Ha dato ordine che sia arrestato, e vuole subito +«giudicarlo» dal trono!--Come si fa? + +_Di Nolli._ Ma chiudete! Chiudete! Andate a chiudere quella porta! + +_Landolfo va a chiudere._ + +_Arialdo._ Non sarà possibile al solo Ordulfo trattenerlo... + +_Landolfo._ Ecco, signor Marchese; se si potesse subito, almeno, +annunziargli la loro visita, per distornarlo. Se lor signori hanno +già pensato sotto qual veste presentarsi... + +_Di Nolli._ Sì, sì, s'è pensato a tutto. + +_Al Dottore:_ + +Se lei, dottore, crede di poter fate subito la visita... + +_Frida._ Io no, io no, Carlo! Mi ritiro. E anche tu, mamma, per +carità, vieni, vieni con me! + +_Dottore._ Dico... non sarà mica ancora armato? + +_Di Nolli._ Ma no! che armato, dottore! + +_A Frida:_ + +Scusami, Frida, ma codesto tuo timore è proprio puerile! Sei voluta +venire... + +_Frida._ Ah non io, ti prego: è stata la mamma! + +_Donna Matilde (con risoluzione)_. E io sono pronta! Insomma, che +dobbiamo fare? + +_Belcredi._ È proprio necessario, scusate, camuffarci in quel modo? + +_Landolfo._ Indispensabile! indispensabile, signore! Eh, pur troppo, +ci vede... + +_mostra il suo costume._ + +Guai se vedesse lor signori, così, in abiti d'oggi! + +_Arialdo._ Crederebbe a un travestimento diabolico. + +_Di Nolli._ Come a voi appajono travestiti loro, così a lui, nei +nostri panni, appariremmo travestiti noi. + +_Landolfo._ E non sarebbe nulla, forse, signor Marchese, se non +dovesse parergli che fosse per opera del suo mortale nemico. + +_Belcredi._ Il Papa Gregorio VII! + +_Landolfo._ Appunto! Dice che era un «pagano»! + +_Belcredi._ Il papa? Non c'è male! + +_Landolfo._ Sissignore. E che evocava i morti! Lo accusa di tutte le +arti diaboliche. Ne ha una paura terribile. + +_Dottore._ Il delirio persecutorio! + +_Arialdo._ Infurierebbe! + +_Di Nolli (a Belcredi)._ Ma non è necessario che tu ci sia, scusa. +Noi ce ne andremo di là. Basta che lo veda il dottore. + +_Dottore._ Dice... io solo? + +_Di Nolli._ Ma ci sono loro! + +_indica i tre giovani._ + +_Dottore._ No, no... dico se la signora Marchesa... + +_Donna Matilde._ Ma sì! Voglio esserci anch'io! Voglio esserci +anch'io! Voglio rivederlo! + +_Frida._ Ma perché, mamma? Ti prego... Vieni con noi! + +_Donna Matilde (imperiosa)._ Lasciami fare! sono venuta per questo! + +_A Landolfo._ + +Io sarò «Adelaide», la madre. + +_Landolfo._ Ecco, benissimo. La madre dell'imperatrice Berta, +benissimo! Basterà allora che la signora si cinga la corona ducale e +indossi un manto che la nasconda tutta. + +_Ad Arialdo._ + +Vai, vai, Arialdo! + +_Arialdo._ Aspetta: e il signore? + +_accennando al Dottore._ + +_Dottore._ Ah, sì... abbiamo detto, mi pare, il Vescovo... il Vescovo +Ugo di Cluny. + +_Arialdo._ Il signore vuol dire l'Abate? Benissimo: Ugo di Cluny. + +_Landolfo._ E già venuto qua tant'altre volte... + +_Dottore (stupito)._ Come, venuto? + +_Landolfo._ Non abbia paura. Voglio dire che, essendo un +travestimento spiccio... + +_Arialdo._ S'è usato altre volte. + +_Dottore._ Ma... + +_Landolfo._ Non c'è pericolo che se ne ricordi. Guarda più all'abito +che alla persona. + +_Donna Matilde._ Questo è bene anche per me, allora. + +_Di Nolli._ Noi andiamo, Frida! Vieni, vieni con noi, Tito! + +_Belcredi._ Ah no: se resta lei + +_indica la Marchesa,_ + +resto anch'io. + +_Donna Matilde._ Ma non ho affatto bisogno di voi! + +_Belcredi._ Non dico che ne abbiate bisogno. Ho piacere di rivederlo +anch'io. Non è permesso? + +_Landolfo._ Sì, forse sarebbe meglio che fossero in tre. + +_Arialdo._ E allora, il signore? + +_Belcredi._ Mah, veda di trovare un travestimento spiccio anche per +me. + +_Landolfo (ad Arialdo)._ Sì, ecco: di cluniacense. + +_Belcredi._ Cluniacense? Come sarebbe? + +_Landolfo._ Una tonaca da benedettino dell'Abazia di Cluny. Figurerà +al seguito di Monsignore. + +_Ad Arialdo:_ + +Vai, vai! + +_A Bertoldo:_ + +E anche tu, via; e non ti far vedere per tutto quest'oggi! + +_Ma, appena li vede avviare,_ + +Aspettate. + +_A Bertoldo:_ + +Porta qua tu gl'indumenti che lui ti darà + +_Ad Arialdo:_ + +E tu vai subito ad annunziare la visita della «Duchessa Adelaide» e +di «Monsignore Ugo di Cluny». Intesi? + +_Arialdo e Bertoldo via per il primo uscio a destra._ + +_Di Nolli._ Noi allora ci ritiriamo. + +_Via con Frida per l'uscio a sinistra._ + +_Dottore (a Landolfo)._ Mi dovrebbe, credo, veder bene sotto le vesti +di Ugo di Cluny. + +_Landolfo._ Benissimo. Stia tranquillo. Monsignore è stato sempre +accolto qua con gande rispetto. E anche lei stia tranquilla, signora +Marchesa. Ricorda sempre che deve all'intercessione di loro due se, +dopo due giorni di attesa, in mezzo alla neve, già quasi assiderato, +fu ammesso nel castello di Canossa alla presenza di Gregorio VII che +non voleva riceverlo. + +_Belcredi._ E io, scusate? + +_Landolfo._ Lei si tenga rispettosamente da parte. + +_Donna Matilde (irritata, molto nervosa)._ Fareste bene ad andarvene! + +_Belcredi (piano, stizzoso)._ Voi siete molto commossa... + +_Donna Matilde (fiera)._ Sono come sono! Lasciatemi in pace! + +_Rientra Berloldo con gli indumenti._ + +_Landolfo (vedendolo entrare)._ Ah, ecco qua gli abiti! Questo manto, +per la Marchesa. + +_Donna Matilde._ Aspettate, mi levo il cappello! + +_Eseguisce, e lo porge a Bertoldo._ + +_Landolfo._ Lo porterai di là. + +_Poi alla Marchesa, accennando di cingerle in capo la corana ducale._ + +Permette? + +_Donna Matilde._ Ma, Dio mio, non c'è uno specchio qua? + +_Landolfo._ Ci sono di là. + +_indica l'uscio a sinistra._ + +Se la signora Marchesa vuol fare da sè... + +_Donna Matilde._ Sì, sì, sarà meglio, date qua; faccio subito. + +_Riprende il cappello ed esce con Berloldo che reca il manto e la +corona. Nel mentre il Dottore e Belcredi indosseranno da sè, alla +meglio, le tonache da benedettini._ + +_Belcredi._ Questa di far da benedettino, dico la verità, non me la +sarei mai aspettata. Oh, dico: è una pazzia che costa fior di +quattrini! + +_Dottore._ Mah! Anche tant'altre pazzie veramente... + +_Belcredi._ Quando, per secondarle, si ha a disposizione un +patrimonio... + +_Landolfo._ Sissignore. Abbiamo di là un intero guardaroba, tutto di +costumi del tempo, eseguiti a perfezione, su modelli antichi. È mia +cura particolare: mi rivolgo a sartorie teatrali competenti. Si +spende molto. + +_Donna Matilde rientra parata col manto e la corona._ + +_Belcredi (subito, ammirandola)._ Ah, magnifica! Veramente regale! + +_Donna Matilde (vedendo Belcredi e scoppiando a ridere)._ Oh Dio! ma +no; levatevi! Voi siete impossibile! Sembrate uno struzzo vestito da +monaco! + +_Belcredi._ E guardate il dottore! + +_Dottore._ Eh, pazienza... pazienza. + +_Donna Matilde._ Ma no, meno male, il dottore... Voi fate proprio +ridere! + +_Dottore (a Landolfo)._ Ma si fanno dunque molti ricevimenti qua? + +_Landolfo._ Secondo. Tante volte ordina che gli si presenti questo o +quel personaggio. E allora bisogna cercar qualcuno che si presti. +Anche donne... + +_Donna Matilde (ferita, e volendo nasconderlo)._ Ah! Anche donne? + +_Landolfo._ Eh, prima, sì... Molte. + +_Belcredi (ridendo)._ Oh bella! In costume? + +_indicando la Marchesa._ + +Così? + +_Landolfo._ Mah, sa: donne, di quelle che... + +_Belcredi._ Che si prestano, ho capito! + +_Perfido, alla Marchesa:_ + +Badate, che diventa per voi pericoloso! + +_Si apre il secondo uscio a destra e appare Arialdo, che fa prima, di +nascosto, un cenno per arrestare ogni discorso nella sala, e poi +annunzia solennemente:_ + +_Arialdo._ Sua Maestà l'Imperatore! + +_Entrano prima i due Valletti che vanno a postarsi ai Piedi +del trono. Poi entra tra Ordulfo e Arialdo, che si tengono +rispettosamente un po' indietro, Enrico IV. È presso alla +cinquantina, pallidissimo, e già grigio sul dietro del capo; invece +sulle tempie e sulla fronte, appare biondo, per via di una tintura +quasi puerile, evidentissima; e sui pomelli, in mezzo al tragico +pallore, ha un trucco rosso da bambola, anch'esso evidentissimo. +Veste sopra l'abito regale un sajo da penitente, come a Canossa. +Ha negli occhi una fissità spasimosa, che fa spavento; in contrasto +con l'atteggiamento della persona che vuol essere d'umiltà +pentita, tanto più ostentata quanto più sente che immeritato è +quell'avvilimento.--Ordulfo regge a due mani la corona imperiale. +Arialdo lo scettro con l'Aquila e il globo con la Croce._ + +_Enrico IV (inchinandosi prima a Donna Matilde, poi al dottore)._ +Madonna... Monsignore... + +_Poi guarda il Belcredi e fa per inchinarsi anche a lui, ma si volge +a Landolfo che gli si è fatto presso, e domanda sottovoce con +diffidenza._ + +È Pietro Damiani? + +_Landolfo._ No, Maestà, è un monaco di Cluny che accompagna l'Abate. + +_Enrico IV (torna a spiare il Belcredi con crescente diffidenza e, +notando che egli si volge sospeso e imbarazzato a Donna Matilde e al +Dottore, come per consigliarsi con gli occhi, si rizza sulla persona +e grida)._ È Pietro Damiani!--Inutile, Padre, guardare la Duchessa! + +_Subito volgendosi Donna Matilde come a scongiurare un pericolo:_ + +Vi giuro, vi giuro, Madonna, che il mio animo è cangiato verso +vostra figlia! Confesso che se lui + +_indica il Belcredi_ + +non fosse venuto a impedirmelo in nome del Papa Alessandro, l'avrei +ripudiata! Sì: c'era chi si prestava a favorire il ripudio: il +vescovo di Magonza, per centoventi poderi. + +_Sogguarda un po' smarrito Landolfo, e dice subito:_ + +Ma non debbo in questo momento dir male dei vescovi. + +_Ritorna umile davanti a Belcredi:_ + +Vi sono grato, credetemi che vi sono grato, ora, Pietro Damiani, di +quell'impedimento!--Tutta d'umiliazioni è fatta la mia vita:--mia +madre, Adalberto, Tribur, Goslar--e ora questo sajo che mi vedete +addosso. + +_Cangia tono improvvisamente e dice come uno che, in una parentesi di +astuzia, si ripassi la parte:_ + +Non importa! Chiarezza d'idee, perspicacia, fermezza di contegno e +pazienza nell'avversa fortuna! + +_Quindi si volge a tutti e dice con gravità compunta:_ + +So correggere gli errori commessi; e anche davanti a voi, Pietro +Damiani, mi umilio! + +_Si inchina profondamente, e resta lì curvo davanti a lui, come +piegato da un obliquo sospetto che ora gli nasce e che gli fa +aggiungere, quasi suo malgrado, in tono minaccioso:_ + +Se non è partita da voi l'oscena voce che la mia santa madre, +Agnese, abbia illeciti rapporti col vescovo Enrico d'Augusta! + +_Belcredi (poiché Enrico IV resta ancora curvo, col dito appuntato +minacciosamente contro di lui, si pone le mani sul petto, e poi +negando)._ No... da me, no... + +_Enrico IV (alzandosi)._ No, è vero? Infamia! + +_Lo squadra un po' e poi dice:_ + +Non ve ne credo capace. + +_Si avvicina di Dottore e gli tira un po' la manica ammiccando +furbescamente._ + +Sono «loro»! Sempre quelli, Monsignore! + +_Arialdo (piano, con un sospiro, come per suggerire al Dottore)._ Eh, +sì, i vescovi rapitori. + +_Dottore (per sostenere la parte, volto ad Arialdo)._ Quelli, eh +già... quelli... + +_Enrico IV._ Nulla è bastato a costoro!--Un povero ragazzo, +Monsignore... Si passa il tempo, giocando--anche quando, senza +saperlo, si è re. Sei anni avevo e mi rapirono a mia madre, e contro +lei si servirono di me, ignaro, e contro i poteri stessi della +Dinastia, profanando tutto, rubando, rubando; uno più ingordo +dell'altro: Anno più di Stefano, Stefano più di Anno! + +_Landolfo (sottovoce, persuasivo, per richiamarlo)._ Maestà... + +_Enrico IV (subito voltandosi)._ Ah, già! Non debbo in questo momento +dir male dei vescovi.--Ma questa infamia su mia madre, Monsignore, +passa la parte! + +_Guarda la Marchesa e s'intenerisce._ + +E non posso neanche piangerla, Madonna.--Mi rivolgo a voi, che +dovreste aver viscere materne. Venne qua a trovarmi, dal suo +convento, or'è circa un mese. Mi hanno detto che è morta. + +_Pausa tenuta, densa di commozione. Poi sorridendo mestissimamente_ + +Non posso piangerla, perché se voi ora siete qua, e io così + +_mostra il sajo che ha indosso,_ + +vuol dire che ho ventisei anni. + +_Arialdo (quasi sottovoce dolcemente per confortarlo)._ E che dunque +ella è viva, Maestà. + +_Ordulfo (c.s.)._ Ancora nel suo convento. + +_Enrico IV (si volta a guardarli)._ Già; e posso dunque rimandare ad +altro tempo il dolore. + +_Mostra alla Marchesa, quasi con civetteria, la tintura che si è data +ai capelli._ + +Guardate: ancora biondo... + +_Poi piano; come in confidenza:_ + +Per voi!--Io non ne avrei bisogno. Ma giova qualche segno esteriore. +Termini di tempo, mi spiego, Monsignore? + +_Si riaccosta alla Marchesa, e osservandole i capelli:_ + +Eh, ma vedo che... anche voi, Duchessa... + +_Strizza un occhio e fa un segno espressivo con la mano:_ + +Eh, italiana... + +_come a dire: finta; ma senz'ombra di sdegno, anzi con maliziosa +ammirazione:_ + +Dio mi guardi dal mostrarne disgusto o +meraviglia!--Velleità!--Nessuno vorrebbe riconoscere quel certo +potere oscuro e fatale che assegna limiti alla volontà. Ma, dico, se +si nasce e si muore!--Nascere, Monsignore: voi l'avete voluto? Io +no.--E tra l'un caso e l'altro, indipendenti entrambi dalla nostra +volontà, tante cose avvengono che tutti quanti vorremmo non +avvenissero, e a cui a malincuore ci rassegniamo! + +_Dottore (tanto per dire qualche cosa, mentre lo studia +attentanente)._ Eh sì, purtroppo! + +_Enrico IV._ Ecco: quando non ci rassegniamo, vengono fuori le +velleità. Una donna che vuol essere uomo... un vecchio che vuol esser +giovine... --Nessuno di noi mente o finge!--C'è poco da dire: ci +siamo fissati tutti in buona fede in un bel concetto di noi stessi. +Monsignore, però, mentre voi vi tenete fermo, aggrappato con tutte e +due le mani alla vostra tonaca santa, di qua, dalle maniche, vi +scivola, vi scivola, vi sguiscia come un serpe qualche cosa, di cui +non v'accorgete. Monsignore, la vita! E sono sorprese, quando ve la +vedete d'improvviso consistere davanti così sfuggita da voi; dispetti +e ire contro voi stesso; o rimorsi; anche rimorsi. Ah, se sapeste, io +me ne son trovati tanti davanti! Con una faccia che era la mia +stessa, ma così orribile, che non ho potuto fissarla... -- + +_Si riaccosta alla Marchesa._ + +A voi non è mai avvenuto, Madonna? Vi ricordate proprio di essere +stata sempre la stessa, voi? Oh Dio, ma un giorno... --com'è? com'è +che poteste commettere quella tale azione... + +_La fissa così acutamente negli occhi, da farla quasi smorire._ + +--sì, «quella», appunto!--ci siamo capiti. (Oh, state tranquilla che +non la svelerò a nessuno!). E che voi, Pietro Damiani, poteste essere +amico di quel tale... + +_Landolfo (c.s.)._ Maestà... + +_Enrico IV (subito)._ No no, non glielo nomino! So che gli fa tanto +dispetto! + +_Voltandosi a Belcredi, come di sfuggita._ + +Che opinione eh? che opinione ne avevate... --Ma tutti, pur non di +meno, seguitiamo a tenerci stretti al nostro concetto, così come chi +invecchia si ritinge i capelli. Che importa che questa mia tintura +non possa essere, per voi, il color vero dei miei capelli?--Voi, +Madonna, certo non ve li tingete per ingannare gli altri, ne voi; ma +solo un poco--poco poco--la vostra immagine davanti allo specchio. Io +lo faccio per ridere. Voi lo fate sul serio. Ma vi assicuro che per +quanto sul serio, siete mascherata anche voi, Madonna; e non dico per +la venerabile corona che vi cinge la fronte, e a cui m'inchino, o per +il vostro manto ducale; dico soltanto per codesto ricordo che volete +fissare in voi artificialmente del vostro color biondo, in cui un +giorno vi siete piaciuta; o del vostro color bruno se eravate bruna: +l'immagine che vien meno della vostra gioventù. A voi, Pietro +Damiani, invece, il ricordo di ciò che siete stato, di ciò che avete +fatto, appare ora riconoscimento di realtà passate, che vi restano +dentro--è vero?--come un sogno. E anche a me--come un sogno--e tante, +a ripensarci, inesplicabili... --Mah!--Nessuna meraviglia, Pietro +Damiani; sarà così domani della nostra vita d'oggi! + +_Tutt'a un tratto infuriandosi e afferrandosi il sajo addosso._ + +Questo sajo qua! + +_Con gioia quasi feroce facendo atto di strapparselo, mentre Arialdo, +Ordulfo subito accorrono spaventati, come per trattenerlo._ + +Ah per Dio! + +_Si tira indietro e, levandosi il sajo, grida loro:_ + +Domani, a Bressanone, ventisette vescovi tedeschi e lombardi +firmeranno con me la destituzione di Papa Gregorio VII: non +Pontefice, ma monaco falso! + +_Ordulfo (con gli altri due, scongiurandolo di tacere)._ Maestà, +Maestà, in nome di Dio! + +_Arialdo (invitandolo coi gesti a rimettersi il sajo)._ Badate a +quello che dite! + +_Landolfo._ Monsignore è qua, insieme con la Duchessa, per +intercedere in vostro favore! + +_E di nascosto fa pressanti segni al Dottore di dire subito qualche +cosa._ + +_Dottore (smarrito)._ Ah, ecco... sì... Siamo qua per intercedere... + +_Enrico IV (subito pentito, quasi spaventato, lasciandosi dai tre +rimettere sulle spalle il sajo e stringendoselo addosso con le mani +convulse)._ Perdono... sì, sì... perdono, perdono, Monsignore; +perdono, Madonna... Sento, vi giuro, sento tutto il peso +dell'anatema! + +_Si curva, prendendosi la testa fra le mani, come in attesa di +qualche cosa che debba schiacciarlo; e sta un po' così, ma poi con +altra voce, pur senza scomporsi, dice piano, in confidenza a +Landolfo, ad Arialdo e a Ordulfo:_ + +Ma io non so perché, oggi non riesco a essere umile davanti a quello +lì! + +_E indica, come di nascosto, il Belcredi._ + +_Landolfo (sottovoce)._ Ma perché voi, Maestà, vi ostinate a credere +che sia Pietro Damiani, mentre non è! + +_Enrico IV (sogguardandolo con timore)._ Non è Pietro Damiani? + +_Arialdo._ Ma no, è un povero monaco, Maestà! + +_Enrico IV (dolente, con sospirosa esasperazione)._ Eh, nessuno di +noi può valutare ciò che fa, quando fa per istinto...Forse voi, +Madonna, potete intendermi meglio degli altri, perché siete donna. +[Questo è un momento solenne e decisivo. Potrei, guardate, ora +stesso, mentre parlo con voi, accettar l'ajuto dei vescovi lombardi e +impossessarmi del Pontefice, assediandolo qui nel Castello; correre a +Roma a eleggervi un antipapa; porgere la mano all'alleanza con +Roberto Guiscardo.--Gregotio VII sarebbe perduto!--Resisto alla +tentazione, e credetemi che sono saggio. Sento l'aura dei tempi e la +maestà di chi sa essere quale deve essere: un Papa!--Vorreste ora +ridere di me, vedendomi così? Sareste tanti stupidi, perché non +capireste che sapienza politica mi consiglia ora quest'abito di +penitenza. Vi dico che le parti, domani, potrebbeto essere invertite! +E che fareste voi allora? Ridereste per caso del Papa in veste di +prigioniero?--No.--Saremmo pari.--Un mascherato io, oggi, da +penitente; lui, domani, da prigioniero. Ma guai a chi non sa portare +la sua maschera, sia da Re, sia da Papa.--Forse egli è ora un po' +troppo crudele: questo sì.] Pensate, Madonna, che Berta, vostra +figlia, per cui, vi ripeto, il mio animo è cangiato + +_si volta improvvisamente a Belcredi e gli grida in faccia, come se +avesse detto di no + +--cangiato, cangiato, per l'affetto e la devozione di cui ha saputo +darmi prova in questo terribile momento! + +_S'arresta, convulso, dallo scatto iroso, e fa sforzi per contenersi, +con un gemito d'esasperazione nella gola; poi si volge di nuovo con +dolce e dolente umiltà alla Marchesa._ + +È venuta con me, Madonna, è giù nel cortile; ha voluto seguirmi come +una mendica, ed è gelata, gelata da due notti all'aperto, sotto la +neve! Voi siete sua madre! Dovrebbero muoversi le viscere della +vostra misericordia e implorare con lui, + +_indica il Dottore_ + +dal Pontefice, il perdono: che ci riceva! + +_Donna Matilde (tremante, con un filo di voce)._ Ma sì, sì, subito... + +_Dottore._ Lo faremo, lo faremo! + +_Enrico IV._ E un'altra cosa! Un'altra cosa! + +_Se li chiama intorno e dice piano, in gran segreto:_ + +Non basta che mi riceva. Voi sapete che egli può «tutto»--vi dico +«tutto»--Evoca perfino i morti! + +_Si picchia il petto._ + +Eccomi qua! Mi vedete!--E non c'è arte di magia che gli sia ignota. +Ebbene, Monsignore, Madonna: la mia vera condanna è questa--o +quella--guardate + +_indica il suo ritratto alla parete, quasi con paura,_ + +di non potermi più distaccare da quest'opera di magia!--Sono ora +penitente, e così resto; vi giuro che ci resto finché Egli non +m'abbia ricevuto. Ma poi voi due, dopo la revoca della scomunica, +dovreste implorarmi questo dal Papa che lo può: di staccarmi di là + +_indica di nuovo il ritratto,_ + +e farmela vivere tutta, questa mia povera vita, da cui sono +escluso... Non si può aver sempre ventisei anni, Madonna! E io ve lo +chiedo anche per vostra figlia: che io la possa amare come ella si +merita, così ben disposto come sono adesso, intenerito come sono +adesso dalla sua pietà. Ecco. Questo. Sono nelle vostre mani... + +_Si inchina._ + +Madonna! Monsignore! + +_E fa per ritirarsi, così inchinandosi, per l'uscio donde è entrato; +se non che, scorto il Belcredi che s'era un po' accostato per +sentire, nel vedergli voltar la faccia verso il fondo e supponendo +che voglia rubargli la corona imperiale posata sul trono, tra lo +stupore e lo sgomento di tutti, corre a prenderla e a nascondersela +sotto il sajo, e con un sorriso furbissimo negli occhi e sulle labbra +torna a inchinarsi ripetutamente e scompare. La Marchesa è così +profondamente commossa, che casca di schianto a sedere, quasi +svenuta._ + + + +Atto Secondo + + +(Altra sala della villa, contigua a quella del trono, addobbata di +mobili antichi e austeri. A destra, a circa due palmi dal suolo, è +come un coretto, cinto da una ringhiera di legno a pilastrini, +intetrotta lateralmente e sul davanti, ove sono i due gradini +d'accesso. Su questo coretto sarà una tavola e cinque seggioloni di +stile, uno a capo e due per lato. La comune in fondo. A sinistra due +finestre che danno sul giardino. A destra un uscio che dà nella sala +del trono. Nel pomeriggio avanzato dello stesso giorno.) + +_Sono in scena Donna Matilde, il Dottore e Tito Belcredi. Seguitano +una conversazione; ma Donna Matilde si tiene appartata, fosca, +evidentemente infastidita da ciò che dicono gli altri due, a cui +tuttavia non può fare a meno di prestare orecchio, perché nello stato +d'irrequietezza in cui si trova, ogni cosa la interessa suo malgrado, +impedendole di concentrarsi a maturare un proposito più forte di lei, +che le balena e la tenta. Le parole che ode degli altri due +attraggono la sua attenzione, perché istintivamente sente come il +bisogno d'esser trattenuta in quel momento._ + +_Belcredi._ Sarà, sarà come lei dice, caro dottore, ma questa è la +mia impressione. + +_Dottore._ Non dico di no; ma creda che è soltanto... così, +un'impressione. + +_Belcredi._ Scusi: però l'ha perfino detto, e chiaramente! + +_Voltandosi alla Marchesa:_ + +Non è vero, Marchesa? + +_Donna Matilde (frastornata, voltandosi)._ Che ha detto? + +_Poi, non consentendo._ + +Ah sì... Ma non per la ragione che voi credete. + +_Dottore._ Intendeva dei nostri abiti soprammessi: il suo manto + +_indica la Marchesa_ + +le nostre tonache da benedettini. E tutto questo è puerile. + +_Donna Matilde (di scatto, voltandosi di nuovo sdegnata)._ Puerile? +Che dice, Dottore? + +_Dottore._ Da un canto sì! Prego; mi lasci dire, Marchesa. Ma +dall'altro, molto più complicato di quanto possiate immaginare. + +_Donna Matilde._ Per me è chiarissimo, invece. + +_Dottore (col sorriso di compatimento d'un competente verso gli +incompetenti)._ Eh sì! Bisogna intendere questa speciale psicologia +dei pazzi, per cui--guardi--si può essere anche sicuri che un pazzo +nota, può notare benissimo un travestimento davanti a lui; e +assumerlo come tale; e sissignori, tuttavia, crederci; proprio come +fanno i bambini, per cui è insieme giuoco e realtà. Ho detto perciò +puerile. Ma è poi complicatissimo in questo senso, ecco: che egli ha, +deve avere perfettamente coscienza di essere per sè, davanti a se +stesso, una Immagine: quella sua immagine là! + +_Allude al ritratto nella sala del trono, indicando perciò alla sua +sinistra._ + +_Belcredi._ L'ha detto! + +_Dottore._ Ecco, benissimo!--Un'immagine, a cui si sono fatte innanzi +altre immagini: le nostre, mi spiego? Ora egli, nel suo +delirio--acuto e lucidissimo ha potuto avvertire subito una +differenza tra la sua e le nostre: cioè, che c'era in noi, nelle +nostre immagini, una finzione. E ne ha diffidato. Tutti i pazzi sono +sempre armati d'una continua vigile diffidenza. Ma questo è tutto! A +lui naturalmente non è potuto sembrare pietoso questo nostro giuoco, +fatto attorno al suo. E il suo a noi s'è mostrato tanto più tragico, +quanto più egli, quasi a sfida--mi spiego?--indotto dalla diffidenza, +ce l'ha voluto scoprire appunto come un giuoco; anche il suo, +sissignori, venendoci avanti con un po' di tintura sulle tempie e +sulle guance, e dicendoci che se l'era data apposta, per ridere! + +_Donna Matilde (scattando di nuovo)._ No. Non è questo, dottore! Non +è questo! non è questo! + +_Dottore._ Ma come non è questo? + +_Donna Matilde (recisa, vibrante)._ Io sono sicurissima ch'egli m'ha +riconosciuta! + +_Dottore._ Non è possibile... non è possibile... + +_Belcredi (contemporaneamente)._ Ma che! + +_Donna Matilde (ancora più recisa, quasi convulsa)._ M'ha +riconosciuta, vi dico. Quand'è venuto a parlarmi da vicino, +guardandomi negli occhi, proprio dentro gli occhi--m'ha riconosciuta! + +_Belcredi._ Ma se parlava di vostra figlia... + +_Donna Matilde._ Non è vero!--Di me! Parlava di me! + +_Belcredi._ Sì, forse, quando disse... + +_Donna Matilde (subito, senza riguardo)._ Dei miei capelli tinti! Ma +non avete notato che aggiunse subito: «oppure il ricordo del vostro +color bruno se eravate bruna» ?--S'è ricordato perfettamente che io, +«allora», ero bruna. + +_Belcredi._ Ma che! Ma che! + +_Donna Matilde (senza dargli retta, rivolgendosi al Dottore)._ I miei +capelli, dottore, sono difatti bruni--come quelli di mia figlia. E +perciò s'è messo a parlare di lei! + +_Belcredi._ Ma se non la conosce, vostra figlia! Se non l'ha mai +veduta! + +_Donna Matilde._ Appunto! Non capite nulla! Per mia figlia intendeva +me; me com'ero allora! + +_Belcredi._ Ah, questo è contagio! Questo è contagio! + +_Donna Matilde (piano, con sprezzo)._ Ma che contagio! Sciocco! + +_Belcredi._ Scusate, siete stata mai sua moglie, voi? Vostra figlia, +nel suo delirio, è sua moglie: Berta di Susa. + +_Donna Matilde._ Ma perfettamente! Perché io, non più bruna--com'egli +mi ricordava--ma «così», bionda, mi sono presentata a lui come +«Adelaide» la madre.--Mia figlia per lui non esiste--non l'ha mai +veduta--l'avete detto voi stesso. Che ne sa perciò, se sia bionda o +bruna? + +_Belcredi._ Ma ha detto bruna, così, in generale, Dio mio! di chi +vuol fissare, comunque, sia bionda sia bruna, il ricordo della +gioventù nel colore dei capelli! E voi al solito vi mettete a +fantasticare!--Dottore, dice che non sarei dovuto venire io--ma non +sarebbe dovuta venire lei! + +_Donna Matilde (abbattuta per un momento dall'osservazione del +Belcredi, e rimasta assorta, ora si riprende, ma smaniosa perché +dubitante)._ No... no... parlava di me... Ha parlato sempre a me e +con me e di me... + +_Belcredi._ Alla grazia! Non m'ha lasciato un momento di respiro, e +dite che ha parlato sempre di voi? Tranne che non vi sia parso che +alludesse anche a voi, quando parlava con Pietro Damiani! + +_Donna Matilde (con aria di sfida, quasi rompendo ogni freno di +convenienza)._ E chi lo sa?--Mi sapete dire perché subito, fin dal +primo momento, ha sentito avversione per voi, soltanto per voi? + +_Dal tono della domanda deve risultare infatti, quasi esplicita, la +risposta: «Perché ha capito che voi siete il mio amante!»--Il +Belcredi lo avverte così bene, che lì per lì resta come smarrito in +un vano sorriso._ + +_Dottore._ La ragione, scusino, può essere anche nel fatto che gli fu +annunziata soltanto la visita della duchessa Adelaide e dell'Abate di +Cluny. Trovandosi davanti un terzo, che non gli era stato annunziato, +subito la diffidenza... + +_Belcredi._ Ecco, benissimo, la diffidenza gli fece vedere in me un +nemico: Pietro Damiani!--Ma se è intestata, che l'abbia +riconosciuta... + +_Donna Matilde._ Su questo non c'è dubbio!--Me l'hanno detto i suoi +occhi, Dottore: sapete quando si guarda in un modo che... che nessun +dubbio è più possibile! Forse fu un attimo, che volete che vi dica? + +_Dottore._ Non è da escludere: un lucido momento... + +_Donna Matilde._ Ecco forse! E allora il suo discorso m'è parso +pieno, tutto, del rimpianto della mia e della sua gioventù--per +questa cosa orribile che gli è avvenuta, e che l'ha fermato lì, in +quella maschera da cui non s'è potuto più distaccare, e da cui si +vuole, si vuole distaccare! + +_Belcredi._ Già! Per potersi mettere ad amar vostra figlia. O +voi,--come credete--intenerito dalla vostra pietà. + +_Donna Matilde._ Che è tanta, vi prego di credere! + +_Belcredi._ Si vede, Marchesa! Tanta che un taumaturgo vedrebbe più +che probabile il miracolo. + +_Dottore._ Permettete che parli io adesso? Io non faccio miracoli, +perché sono un medico e non un taumaturgo, io. Sono stato molto +attento a tutto ciò che ha detto, e ripeto che quella certa +elasticità analogica, propria di ogni delirio sistematizzato, è +evidente che in lui è già molto... come vorrei dire? rilassata. Gli +elementi, insomma, del suo delirio non si tengono più saldi a +vicenda. Mi pare che si riequilibri a stento, ormai, nella sua +personalità soprammessa, per bruschi richiami che lo strappano--(e +questo è molto confortante)--non da uno stato di incipiente apatia, +ma piuttosto da un morbido adagiamento in uno stato di malinconia +riflessiva, che dimostra una... sì, veramente considerevole attività +cerebrale. Molto confortante, ripeto. Ora, ecco, se con questo trucco +violento che abbiamo concertato... + +_Donna Matilde (voltandosi verso la finestra, col tono di una malata +che si lamenti)._ Ma com'è che ancora non ritorna quest'automobile? +In tre ore e mezzo... + +_Dottore._ (stordito). Come dice? + +_Donna Matilde._ Quest'automobile, dottore! Sono più di tre ore e +mezzo! + +_Dottore (cavando e guardando l'orologio)._ Eh, più di quattro per +questo! + +_Donna Matilde._ Potrebbe esser qua da mezz'ora, almeno. Ma, al +solito... + +_Belcredi._ Forse non trovano l'abito. + +_Donna Matilde._ Ma s'e ho indicato con precisione dov'è riposto! + +_(È impazientissima.)_ + +Frida, piuttosto... Dov'è Frida? + +_Belcredi (sporgendosi un po' dalla finestra)._ Sarà forse in +giardino con Carlo. + +_Dottore._ La persuaderà a vincere la paura... + +_Belcredi._ Ma non è paura, dottore; non ci creda! È che si secca. + +_Donna Matilde._ Fatemi il piacere di non pregarla affatto! Io so +com'è! + +_Dottore._ Aspettiamo, con pazienza. Tanto, si farà tutto in un +momento e dev'esser di sera. Se riusciamo a scrollarlo dicevo, a +spezzare d'un colpo con questo strappo violento i fili già allentati +che lo legano ancora alla sua finzione, ridandogli quello che egli +stesso chiede (l'ha detto: «Non si può aver sempre ventisei anni, +Madonna!») la liberazione da questa condanna che pare a lui stesso +una condanna: ecco, insomma, se otteniamo che riacquisti d'un tratto +la sensazione della distanza del tempo... + +_Belcredi (subito)._ Sarà guarito! + +_Poi sillabando con intenzione ironica:_ + +Lo distaccheremo! + +_Dottore._ Potremo sperare di riaverlo, come un orologio che si sia +arrestato a una cert'ora. Ecco, sì, quasi coi nostri orologi alla +mano, aspettare che si rifaccia quell'ora--là, uno scrollo!---e +speriamo che esso si rimetta a segnare il suo tempo, dopo un così +lungo arresto. + +_Entra a questo punto dalla comune il marchese Carlo Di Nolli._ + +_Donna Matilde._ Ah, Carlo... E Frida? Dove se n'è andata? + +_Di Nolli._ Eccola, viene a momenti. + +_Dottore._ L'automobile è arrivata? + +_Di Nolli._ Sì. + +_Donna Matilde._ Ah sì? E ha portato l'abito? + +_Di Nolli._ È già qui da un pezzo. + +_Dottore._ Oh, benissimo, allora! + +_Donna Matilde (fremente)._ E dov'è? Dov'è? + +_Di Nolli (stringendosi nelle spalle e sorridendo triste, come uno +che si presti mal volentieri a uno scherzo fuor di luogo)._ Mah... +Ora vedrete... + +_E indicando verso la comune:_ + +Ecco qua... + +_Si presenta sulla soglia della comune Bertoldo che annuncia con +solennità:_ + +_Bertoldo._ Sua Altezza la Marchesa Matilde di Canossa! + +_E subito entra Frida magnifica e bellissima; parata con l'antico +abito della madre da «Marchesa Matilde di Toscana» in modo da +figurare, viva, l'immagine effigiata nel ritratto della sala del +trono._ + +_Frida (passando accanto a Bertoldo che s'inchina, gli dice con +sussiego sprezzante)._ Di Toscana, di Toscana, prego. Canossa è un +mio castello. + +_Belcredi (ammirandola)._ Ma guarda! Ma guarda! Pare un'altra! + +_Donna Matilde._ Pare me!--Dio mio, vedete?--Ferma, Frida!--Vedete? È +proprio il mio ritratto, vivo! + +_Dottore._ Sì, sì... Perfetto! Perfetto! Il ritratto! + +_Belcredi._ Eh sì, c'è poco da dire... È quello! Guarda, guarda! Che +tipo! + +_Frida._ Non mi fate ridere, che scoppio! Dico, ma che vitino avevi, +mamma? Mi son dovuta succhiare tutta, per entrarci! + +_Donna Matilde (convulsa, rassettandola)._ Aspetta... Ferma... Queste +pieghe... Ti va così stretto veramente? + +_Frida._ Soffoco! Bisognerà far presto, per carità... + +_Dottore._ Eh, ma dobbiamo prima aspettate che si faccia sera... + +_Frida._ No no, non ci resisto, non ci resisto fino a sera! + +_Donna Matilde._ Ma perché te lo sei indossato così subito? + +_Frida._ Appena l'ho visto! La tentazione! Irresistibile... + +_Donna Matilde._ Potevi almeno chiamarmi! Fatti ajutare... È ancora +tutto spiegazzato, Dio mio... + +_Frida._ Ho visto, mamma. Ma, pieghe vecchie... Sarà difficile farle +andar via. + +_Dottore._ Non importa, Marchesa! L'illusione è perfetta. + +_Poi, accostandosi e invitandola a venire un po' avanti alla figlia, +senza tuttavia coprirla:_ + +Con permesso. Si collochi così--qua--a una certa distanza--un po' +più avanti... + +_Belcredi._ Per la sensazione della distanza del tempo! + +_Donna Matilde (voltandosi a lui, appena)._ Vent'anni dopo! Un +disastro, eh? + +_Belcredi._ Non esageriamo! + +_Dottore (imbarazzatissimo per rimediare)._ No, no! Dicevo anche... +dico, dico per l'abito... dico per vedere... + +_Belcredi (ridendo)._ Ma per l'abito, dottore, altro che vent'anni! +Sono ottocento! Un abisso! Glielo vuol far saltare davvero con un +urtone? + +_Indicando prima Frida e poi la Marchesa:_ + +Da lì a qua? Ma lo raccatterà a pezzi col corbello! Signori miei, +pensateci; dico sul serio: per noi sono vent'anni, due abiti e una +mascherata. Ma se per lui, come lei dice, dottore, s'è fissato il +tempo; se egli vive là + +_indica Frida_ + +con lei, ottocent'anni addietro: dico sarà tale la vertigine del +salto che, piombato in mezzo a noi... + +_il Dottore fa segno di no col dito_ + +dice di no? + +_Dottore._ No. Perché la vita, caro barone, riprende! Qua--questa +nostra--diventerà subito reale anche per lui; e lo tratterrà subito, +strappandogli a un tratto l'illusione e scoprendogli che sono appena +venti gli ottocent'anni che lei dice! Sarà, guardi, come certi +trucchi, quello del salto nel vuoto, per esempio, del rito massonico, +che pare chi sa che cosa, e poi alla fine s'è sceso uno scalino. + +_Belcredi._ Oh che scoperta!--Ma sì!--Guardate Frida e la Marchesa, +dottore!--Chi è più avanti?--Noi vecchi, dottore! Si credono più +avanti i giovani; non è vero: siamo più avanti noi, di quanto il +tempo è più nostro che loro. + +_Dottore._ Eh, se il passato non ci allontanasse! + +_Belcredi._ Ma no! Da che? Se loro + +_indica Frida e Di Nolli_ + +debbono fare ancora quel che abbiamo già fatto noi, dottore: +invecchiare, rifacendo su per giù le stesse nostre sciocchezze... +L'illusione è questa, che si esca per una porta davanti, dalla vita! +Non è vero! Se appena si nasce si comincia a morire, chi per prima ha +cominciato è più avanti di tutti. E il più giovine è il padre Adamo! +Guardate là + +_mostra Frida_ + +d'ottocent'anni più giovane di tutti noi, la Marchesa Matilde di +Toscana. + +_E le si inchina profondamente._ + +_Di Nolli._ Ti prego, ti prego, Tito: non scherziamo. + +_Belcredi._ Ah, se ti pare che io scherzi... + +_Di Nolli._ Ma sì, Dio mio... da che sei venuto... + +_Belcredi._ Come! Mi sono perfino vestito da benedettino... + +_Di Nolli._ Già! Per fare una cosa seria... + +_Belcredi._ Eh, dico... se è stato serio per gli altri... ecco, per +Frida, ora, per esempio... + +_Poi, voltandosi al Dottore:_ + +Le giuro, dottore, che non capisco ancora che cosa lei voglia fare. + +_Dottore (seccato)._ Ma lo vedrà! Mi lasci fare... Sfido! Se lei vede +la Marchesa ancora vestita così... + +_Belcredi._ Ah, perché deve anche lei...? + +_Dottore._ Sicuro! Sicuro! Con un altro abito che è di là, per quanto +a lui viene in mente di trovarsi davanti alla Marchesa Matilde di +Canossa. + +_Frida._ (mentre conversa piano col Di Nolli, avvertendo che il +dottore sbaglia). Di Toscana! Di Toscana! + +_Dottore (c.s.)._ Ma è lo stesso! + +_Belcredi._ Ah, ho capito! Se ne troverà davanti due...? + +_Dottore._ Due, precisamente. E allora... + +_Frida (chiamandolo in disparte)._ Venga qua, dottore, senta! + +_Dottore._ Eccomi! + +_Si accosta ai due giovani e finge di dar loro spiegazioni._ + +_Belcredi (piano, a Donna Matilde)._ Eh, per Dio! Ma dunque... + +_Donna Matilde (rivoltandosi con viso fermo)._ Che cosa? + +_Belcredi._ V'interessa tanto veramente? Tanto da prestarvi a questo? +è enorme per una donna! + +_Donna Matilde._ Per una donna qualunque! + +_Belcredi._ Ah no, per tutte, cara, su questo punto! È una +abnegazione... + +_Donna Matilde._ Gliela devo! + +_Belcredi._ Ma non mentite! Voi sapete di non avvilirvi. + +_Donna Matilde._ E allora? Che abnegazione? + +_Belcredi._ Quanto basta per non avvilire voi agli occhi degli altri, +ma per offendere me. + +_Donna Matilde._ Ma chi pensa a voi in questo momento! + +_Di Nolli (venendo avanti)._ Ecco, ecco, dunque, sì, sì, faremo +così... + +_Rivolgendosi a Bertoldo:_ + +Oh, voi: andate a chiamare uno di quei tre là! + +_Bertoldo._ Subito! + +_Esce per la comune._ + +_Donna Matilde._ Ma dobbiamo fingere prima di licenziarci! + +_Di Nolli._ Appunto! Lo faccio chiamare per predisporre il vostro +licenziamento. + +_A Belcredi._ + +Tu puoi farne a meno: resta qua! + +_Belcredi (tentennando il capo ironicamente)._ Ma sì, ne faccio a +meno... ne faccio a meno... + +_Di Nolli._ Anche per non metterlo di nuovo in diffidenza, capisci? + +_Belcredi._ Ma sì! _Quantitè négligeable!_ + +_Dottore._ Bisogna dargli assolutamente, assolutamente la certezza +che ce ne siamo andati via. + +_Entra dall'uscio a destra Landolfo seguito da Bertoldo._ + +_Landolfo._ Permesso? + +_Di Nolli._ Avanti, avanti! Ecco... --Vi chiamate Lolo, voi? + +_Landolfo._ Lolo o Landolfo, come vuole! + +_Di Nolli._ Bene, guardate. Adesso il Dottore e la Marchesa si +licenzieranno... + +_Landolfo._ Benissimo. Basterà dire che hanno ottenuto dal Pontefice +la grazia del ricevimento. È lì nelle sue stanze, che geme pentito di +tutto ciò che ha detto, e disperato che la grazia non l'otterrà. Se +vogliono favorire... Avranno la pazienza di indossare di nuovo gli +abiti... + +_Dottore._ Sì, sì, andiamo, andiamo... + +_Landolfo._ Aspettino. Mi permetto di suggerir loro una cosa: +d'aggiungere che anche la Marchesa Matilde di Toscana ha implorato +con loro dal Pontefice la grazia, che sia ricevuto. + +_Donna Matilde._ Ecco! Vedete se m'ha riconosciuta? + +_Landolfo._ No. Mi perdoni. È che teme tanto l'avversione di quella +Marchesa che ospitò il Papa nel suo Castello. È strano: nella storia, +che io sappia--ma lor signori sono certo in grado di saperlo meglio +di me--non è detto, è vero, che Enrico IV amasse segretamente la +Marchesa di Toscana? + +_Donna Matilde (subito)._ No: affatto. Non è detto! Anzi tutt'altro! + +_Landolfo._ Ecco, mi pareva! Ma egli dice d'averla amata--lo dice +sempre... --E ora teme che lo sdegno di lei per questo amore segreto +debba agire a suo danno sull'animo del Pontefice. + +_Belcredi._ Bisogna fargli intendere che questa avversione non c'è +più! + +_Landolfo._ Ecco! Benissimo! + +_Donna Matilde (a Landolfo)._ Benissimo, già! + +_Poi, a Belcredi_ + +Perché è precisamente detto nella storia, se voi non lo sapete, che +il Papa si arrese proprio alle preghiere della Marchesa Matilde e +dell'Abate di Cluny. E io vi so dire, caro Belcredi, che +allora--quando si fece la cavalcata--intendevo appunto avvalermi di +questo per dimostrargli che il mio animo non gli era più tanto +nemico, quanto egli si immaginava. + +_Belcredi._ Ma allora, a meraviglia, cara Marchesa! Seguite, seguite +la storia... + +_Landolfo._ Ecco. Senz'altro, allora, la signora potrebbe +risparmiarsi un doppio travestimento e presentarsi con Monsignore, + +_indica il Dottore_ + +sotto le vesti di Marchesa di Toscana. + +_Dottore (subito, con forza)._ No no! Questo no, per carità! +Rovinerebbe tutto! L'impressione del confronto dev'esser subitanea, +di colpo. No, no. Marchesa, andiamo, andiamo: lei si presenterà di +nuovo come la duchessa Adelaide, madre dell'Imperatrice. E ci +licenzieremo. Questo è soprattutto necessario: che egli sappia che +ce ne siamo andati. Su, su: non perdiamo altro tempo, ché ci resta +ancora tanto da preparare. + +_Via il Dottore, Donna Matilde e Landolfo per l'uscio di destra._ + +_Frida._ Ma io comincio ad aver di nuovo una gran paura... + +_Di Nolli._ Daccapo, Frida? + +_Frida._ Era meglio, se lo vedevo prima... + +_Di Nolli._ Ma credi che non ce n'è proprio di che! + +_Frida._ Non è furioso? + +_Di Nolli._ Ma no! È tranquillo. + +_Belcredi (con ironica affettazione sentimentale)._ Malinconico! Non +hai sentito che ti ama! + +_Frida._ Grazie tante! Giusto per questo! + +_Belcredi._ Non ti vorrà far male... + +_Di Nolli._ Ma sarà poi l'affare d'un momento... + +_Frida._ Già, ma là al bujo! con lui... + +_Di Nolli._ Per un solo momento, e io ti sarò accanto e gli altri +saranno tutti dietro le porte, in agguato, pronti ad accorrere. +Appena si vedrà davanti tua madre, capisci? per te, la tua parte sarà +finita... + +_Belcredi._ Il mio timore, piuttosto, è un altro: che si farà un buco +nell'acqua. + +_Di Nolli._ Non cominciare! A me il rimedio pare efficacissimo! + +_Frida._ Anche a me, anche a me! Già lo avverto in me... Sono tutta +un fremito! + +_Belcredi._ Ma i pazzi, cari miei--(non lo sanno, purtroppo!)--ma +hanno questa felicità di cui non teniamo conto... + +_Di Nolli (interrompendo, seccato)._ Ma che felicità, adesso! Fà il +piacere! + +_Belcredi (con forza)._ Non ragionano! + +_Di Nolli._ Ma che c'entra qua il ragionamento, scusa? + +_Belcredi._ Come! Non ti pare tutto un ragionamento che--secondo +noi--egli dovrebbe fare, vedendo lei, + +_indica Frida_ + +e vedendo sua madre? Ma lo abbiamo architettato noi tutto quanto! + +_Di Nolli._ No, niente affatto; che ragionamento? Gli presentiamo una +doppia immagine della sua stessa finzione, come ha detto il dottore! + +_Belcredi (con uno scatto improvviso)._ Senti: io non ho mai capito +perché si laureino in medicina! + +_Di Nolli (stordito)._ Chi? + +_Belcredi._ Gli alienisti. + +_Di Nolli._ Oh bella, e in che vuoi che si laureino? + +_Frida._ Se fanno gli alienisti! + +_Belcredi._ Appunto! In legge, cara! Tutte chiacchiere! E chi più sa +chiacchierare, più è bravo! «Elasticità analogica», «la sensazione +della distanza del tempo!» E intanto la prima cosa che dicono è che +non fanno miracoli--quando ci vorrebbe proprio un miracolo! Ma sanno +che più ti dicono che non sono taumaturghi, e più gli altri credono +alla loro serietà--non fanno miracoli--e cascano sempre in piedi, che +è una bellezza! + +_Bertoldo (che se ne è andato a spiare dietro l'uscio a destra, +guardando attraverso il buco della serratura)._ Eccoli! Eccoli! +Accennano a venire qua... + +_Di Nolli._ Ah si? + +_Bertoldo._ Pare che egli li voglia accompagnare... Sì, sì, eccolo, +eccolo! + +_Di Nolli._ Ritiriamoci allora! Ritiriamoci subito! + +_Voltandosi a Bertoldo prima di uscire._ + +Voi restate qua! + +_Bertoldo._ Debbo restare? + +_Senza dargli risposta, Di Nolli, Frida e Belcredi scappano per la +comune, lasciando Bertoldo sospeso e smarrito. S'apre l'uscio a +destra e Landolfo entra per primo, subito inchinandosi, entrano poi +Donna Matilde col manto e la corona ducale, come nel primo atto e il +Dottore con la tonaca di Abate di Cluny; Enrico IV è fra loro, in +abito regale; entrano infine Ordulfo e Arialdo._ + +_Enrico IV (seguitando il discorso che si suppone cominciato nella +sala del trono)._ E io vi domando, come potrei essere astuto, se poi +mi credono caparbio... + +_Dottore._ Ma no, che caparbio, per carità! + +_Enrico IV (sorridendo, compiaciuto)._ Sarei per voi allora veramente +astuto? + +_Dottore._ No, no, né caparbio, né astuto! + +_Enrico IV (si ferma ed esclama col tono di chi vuol far notare +benevolmente, ma anche ironicamente, che così non può stare)._ +Monsignore! Se la caparbietà non è vizio che possa accompagnarsi con +l'astuzia, speravo che, negandomela, almeno un po' d'astuzia me la +voleste concedere. V'assicuro che mi è molto necessaria! Ma se voi ve +la volete tenete tutta per voi... + +_Dottore._ Ah, come, io? Vi sembro astuto? + +_Enrico IV._ No, Monsignore! Che dite! Non sembrate affatto! + +_Troncando per rivolgersi a Donna Matilde._ + +Con permesso: qua sulla soglia, una parola in confidenza a Madonna +la Duchessa. + +_La conduce un po' in disparte e le domanda con ansia in gran +segreto:_ + +Vostra figlia vi è cara veramente? + +_Donna Matilde (smarrita)._ Ma sì, certo... + +_Enrico IV._ E volete che la ricompensi con tutto il mio amore, con +tutta la mia devozione dei gravi torti che ho verso di lei, benché +non dobbiate credere alle dissolutezze di cui m'accusano i miei +nemici? + +_Donna Matilde._ No no: io non ci credo: non ci ho mai creduto... + +_Enrico IV._ Ebbene, allora, volete? + +_Donna Matilde (c.s.)._ Che cosa? + +_Enrico IV._ Che io ritorni all'amore di vostra figlia? + +_La guarda, e aggiunge subito in tono misterioso, o d'ammonimento e +di sgomento insieme:_ + +Non siate amica, non siate amica della Marchesa di Toscana! + +_Donna Matilde._ Eppure vi ripeto che ella non ha pregato, non ha +scongiurato meno di noi per ottenere la vostra grazia... + +_Enrico IV (subito, piano, fremente)._ Non me lo dite! Non me lo +dite! Ma perdio, Madonna, non vedete che effetto mi fa? + +_Donna Matilde (lo guarda, poi pianissimo, come confidandosi)._ Voi +l'amate ancora? + +_Enrico IV (sbigottito)._ Ancora? Come dite ancora? Voi forse, +sapete? Nessuno lo sa! Nessuno deve saperlo! + +_Donna Matilde._ Ma forse lei sì, lo sa, se ha tanto implorato per +voi! + +_Enrico IV (la guarda un po' e poi dice):_ E amate la vostra +figliuola? + +_Breve pausa. Si volge al Dottore con un tono di riso:_ + +Ah, Monsignore, come è vero che questa mia moglie io ho saputo +d'averla soltanto dopo--tardi, tardi... E anche adesso: sì, devo +averla; non c'è dubbio che l'ho--ma vi potrei giurare che non ci +penso quasi mai. Sarà peccato, ma non la sento; proprio non me la +sento nel cuore. È meraviglioso però, che non se la senta nel cuore +neanche sua madre! Confessate, Madonna, che ben poco v'importa di +lei! + +_Volgendosi al Dottore, con esasperazione:_ + +Mi parla dell'altra! + +_Ed eccitandosi sempre più:_ + +Con un'insistenza, con un'insistenza che non riesco proprio a +spiegarmi. + +_Landolfo (umile)._ Forse per levarvi, Maestà, un'opinione contraria +che abbiate potuto concepire della Marchesa di Toscana. + +_E sgomento di essersi permesso questa osservazione, aggiunge +subito:_ + +Dico, beninteso, in questo momento... + +_Enrico IV._ Perché anche tu sostieni che mi sia stata amica? + +_Landolfo._ Sì, in questo momento, sì, Maestà! + +_Donna Matilde._ Ecco, sì, proprio per questo... + +_Enrico IV._ Ho capito. Vuol dire allora che non credete che io la +ami. Ho capito. Ho capito. Non l'ha mai creduto nessuno; nessuno mai +sospettato. Tanto meglio così! Basta. Basta. + +_Tronca, rivolgendosi al Dottore con animo e viso del tutto diversi_ + +Monsignore, avete veduto? Le condizioni da cui il Papa ha fatto +dipendere la revoca della scomunica non han nulla ma proprio nulla da +vedere con la ragione per cui mi aveva scomunicato! Dite a Papa +Gregorio che ci rivedremo a Bressanone. E voi, Madonna, se avrete la +fortuna d'incontrare la vostra figliuola giù nel cortile del castello +della vostra amica Marchesa, che volete che vi dica? fatela salire; +vedremo se mi riuscirà di tenermela stretta accanto, moglie e +Imperatrice. Molte fin qui si son presentate, assicurandomi, +assicurandomi d'esser lei--quella che io, sapendo di averla... sì, ho +pur cercato qualche volta--(non è vergogna: mia moglie!)--Ma tutte, +dicendomi d'essere Berta, dicendomi d'esser di Susa--non so +perché--si sono messe a ridere! + +_Come in confidenza_ + +Capite?--a letto--io senza quest'abito--lei anche... sì, Dio mio, +senz'abiti... un uomo e una donna... è naturale... Non si pensa più a +ciò che siamo. L'abito, appeso, resta come un fantasma! + +_E con un altro tono, in confidenza al Dottore:_ + +E io penso, Monsignore, che i fantasmi, in generale, non siano altro +in fondo che piccole scombinazioni dello spirito: immagini che non si +riesce a contenere nei regni del sonno: si scoprono anche nella +veglia, di giorno; e fanno paura. Io ho sempre tanta paura, quando di +notte me le vedo davanti--tante immagini scompigliate, che ridono, +smontate da cavallo.--Ho paura talvolta anche del mio sangue che +pulsa nelle arterie come, nel silenzio della notte, un tonfo cupo di +passi in stanze lontane... Basta vi ho trattenuto anche troppo qui in +piedi. Vi ossequio, Madonna; e vi riverisco, Monsignore. + +_Davanti alla soglia della comune, fin dove li ha accompagnati, li +licenzia, ricevendone l'inchino. Donna Matilde e il Dottore, via. +Egli richiude la porta e si volta subito, cangiato._ + +Buffoni! Buffoni! Buffoni!--Un pianoforte di colori! Appena la +toccavo: bianca, rossa, gialla, verde... E quell'altro là: Pietro +Damiani.--Ah! Ah! Perfetto! Azzeccato!--S'è spaventato di +ricomparirmi davanti! + +_Dirà questo con gaja prorompente frenesia, movendo di qua, di là i +passi, gli occhi, finché all'improvviso non vede Bertoldo, più che +sbalordito, impaurito del repentino cambiamento. Gli si arresta +davanti e additandolo ai tre compagni anch'essi come smarriti nello +sbalordimento:_ + +Ma guardatemi quest'imbecille qua, ora, che sta a mirarmi a bocca +aperta... + +_Lo scrolla per le spalle._ + +Non capisci? Non vedi come li paro, come li concio, come me li +faccio comparire davanti, buffoni spaventati! E si spaventano solo di +questo, oh: che stracci loro addosso la maschera buffa e li scopra +travestiti; come se non li avessi costretti io stesso a mascherarsi, +per questo mio gusto qua, di fare il pazzo! + +_Landolfo Arialdo Ordulfo (sconvolti, trasecolati, guardandosi tra +loro)._ Come! Che dice? Ma dunque? + +_Enrico IV (si volta subito alle loro esclamazioni e grida, +imperioso)._ Basta! Finiamola! Mi sono seccato! + +_Poi subito, come se, a ripensarci, non se ne possa dar pace, e non +sappia crederci:_ + +Perdio, l'impudenza di presentarsi qua, a me, ora col suo ganzo +accanto... --E avevano l'aria di prestarsi per compassione, per non +fare infuriare un poverino già fuori del mondo, fuori del tempo, +fuori della vita!--Eh, altrimenti quello là, ma figuratevi se +l'avrebbe subita una simile sopraffazione!--Loro sì, tutti i giorni, +ogni momento, pretendono che gli altri siano come li vogliono loro; +ma non è mica una sopraffazione, questa!--Che! Che!--È il loro modo +di pensare, il loro modo di vedere, di sentire: ciascuno ha il suo! +Avete anche voi il vostro, eh? Certo! Ma che può essere il vostro? +Quello della mandra! Misero, labile, incerto... E quelli ne +approfittano, vi fanno subire e accettare il loro, per modo che voi +sentiate e vediate come loro! O almeno, si illudono! Perché poi, che +riescono a imporre? Parole! parole che ciascuno intende e ripete a +suo modo. Eh, ma si formano pure così le così dette opinioni +correnti! E guai a chi un bel giorno si trovi bollato da una di +queste parole che tutti ripetono! Per esempio: «pazzo!»--Per esempio, +che so?--«imbecille»--Ma dite un po', si può star quieti a pensare +che c'è uno che si affanna a persuadere agli altri che voi siete come +vi vede lui, a fissarvi nella stima degli altri secondo il giudizio +che ha fatto di voi?--«Pazzo» «pazzo»!--Non dico ora che lo faccio +per ischerzo! Prima, prima che battessi la testa cadendo da +cavallo... + +_S'arresta d'un tratto, notando i quattro che si agitano, più che mai +sgomenti e sbalorditi._ + +Vi guardate negli occhi? + +_Rifà smorfiosamente i segni del loro stupore._ + +Ah! Eh! Che rivelazione?--Sono o non sono?--Eh, via, sì, sono pazzo! + +_Si fa terribile_ + +Ma allora, perdio, inginocchiatevi! inginocchiatevi! + +_Li forza a inginocchiarsi tutti a uno a uno:_ + +Vi ordino di inginocchiarvi tutti davanti a me--così! E toccate tre +volte la terra con la fronte! Giù! Tutti, davanti ai pazzi, si deve +stare così! + +_Alla vista dei quattro inginocchiati si sente subito svaporare la +feroce gajezza, e se ne sdegna._ + +Su, via, pecore, alzatevi!--M'avete obbedito? Potevate mettermi la +camicia di forza... --Schiacciare uno col peso d'una parola? Ma è +niente! Che è? Una mosca!--Tutta la vita è schiacciata così dal peso +delle parole! Il peso dei morti--Eccomi qua: potete credere sul serio +che Enrico IV sia ancora vivo? Eppure, ecco, parlo e comando a voi +vivi. Vi voglio così!--Vi sembra una burla anche questa, che +seguitano a farla i morti la vita?--Sì, qua è una burla: ma uscite di +qua, nel mondo vivo. Spunta il giorno. Il tempo è davanti a voi. +Un'alba. Questo giorno che ci sta davanti--voi dite--lo faremo +noi!--Sì? Voi? E salutatemi tutte le tradizioni! Salutatemi tutti i +costumi! Mettetevi a parlare! Ripetete tutte le parole che si sono +sempre dette! Credete di vivere? Rimasticate la vita dei morti! + +_Si para davanti a Bertoldo, ormai istupidito._ + +Non capisci proprio nulla, tu, eh?--Come ti chiami? + +_Bertoldo._ Io?... Eh... Bertoldo... + +_Enrico IV._ Ma che Bertoldo, sciocco! Qua a quattr'occhi: come ti +chiami? + +_Bertoldo._ Ve... veramente mi... mi chiamo Fino... + +_Enrico IV (a un atto di richiamo e di ammonimento degli altri tre, +appena accennato, voltandosi subito per farli tacere)._ Fino? + +_Bertoldo._ Fino Pagliuca, sissignore. + +_Enrico IV (volgendosi di nuovo agli altri)._ Ma se vi ho sentito +chiamare tra voi, tante volte! + +_A Landolfo_ + +Tu ti chiami Lolo? + +_Landolfo._ Sissignore... + +_Poi con uno scatto di gioja:_ + +Oh Dio... Ma allora? + +_Enrico IV (subito, brusco)._ Che cosa? + +_Landolfo (d'un tratto smorendo)._ No... dico... + +_Enrico IV._ Non sono più pazzo? Ma no. Non mi vedete?--Scherziamo +alle spalle di chi ci crede. + +_Ad Arialdo_ + +So che tu ti chiami Franco... + +_A Ordulfo_ + +E tu, aspetta... + +_Ordulfo._ Momo! + +_Enrico IV._ Ecco, Momo! Che bella cosa, eh? + +_Landolfo (c.s.)._ Ma dunque... oh Dio... + +_Enrico IV (c.s.)._ Che? Niente! Facciamoci tra noi una bella, lunga, +grande risata... + +_E ride._ + +Ah, ah, ah, ah, ah, ah! + +_Landolfo Arialdo Ordulfo (guardandosi tra loro, incerti, smarriti, +tra la gioja e lo sgomento)._ È guarito? Ma sarà vero? Com'è? + +_Enrico IV._ Zitti! Zitti! + +_A Bertoldo:_ + +Tu non ridi? Sei ancora offeso? Ma no! Non dicevo mica a te, +sai?--Conviene a tutti, capisci? conviene a tutti far credere pazzi +certuni, per avere la scusa di tenerli chiusi. Sai perché? Perché non +si resiste a sentirli parlare. Che dico io di quelli là che se ne +sono andati? Che una è una baldracca, l'altro un sudicio libertino, +l'altro un impostore... Non è vero! Nessuno può crederlo!--Ma tutti +stanno ad ascoltarmi, spaventati. Ecco, vorrei sapere perché, se non +è vero.--Non si può mica credere a quel che dicono i pazzi!--Eppure, +si stanno ad ascoltare così, con gli occhi sbarrati dallo +spavento.--Perché?--Dimmi, dimmi tu, perché? Sono calmo, vedi? + +_Bertoldo._ Ma perché... forse, credono che... + +_Enrico IV._ No, caro... no, caro... Guardami bene negli occhi... +--Non dico che sia vero, stai tranquillo!--Niente è vero!--Ma +guardami negli occhi! + +_Bertoldo._ Sì, ecco, ebbene? + +_Enrico IV._ Ma lo vedi? lo vedi? Tu stesso! Lo hai anche tu, ora, lo +spavento negli occhi!--Perché ti sto sembrando pazzo!--Ecco la prova! +Ecco la prova! + +_E ride._ + +_Landolfo (a nome degli altri, facendosi coraggio, esasperato)._ Ma +che prova? + +_Enrico IV._ Codesto vostro sgomento, perché ora, di nuovo, vi sto +sembrando pazzo!--Eppure, perdio, lo sapete! Mi credete; lo avete +creduto fino ad ora che sono pazzo!--È vero o no? + +_Li guarda un po', li vede atterriti._ + +Ma lo vedete? Lo sentite che può diventare anche terrore, codesto +sgomento, come per qualche cosa che vi faccia mancare il terreno +sotto i piedi e vi tolga l'aria da respirare? Per forza, signori +miei! Perché trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? +trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto +avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte +le vostre costruzioni!--Eh! che volete? Costruiscono senza logica, +beati loro, i pazzi! O con una loro logica che vola come una piuma! +Volubili! Volubili! Oggi così e domani chi sa come!--Voi vi tenete +forte, ed essi non si tengono più. Volubili! Volubili!--Voi dite: +«questo non può essere!»--e per loro può essere tutto.--Ma voi dite +che non è vero. E perché?--Perché non par vero a te, a te, a te, + +_indica tre di loro,_ + +e centomila altri. Eh, cari miei! Bisognerebbe vedere poi che cosa +invece par vero a questi centomila altri che non sono detti pazzi, e +che spettacolo danno dei loro accordi, fiori di logica! Io so che a +me, bambino, appariva vera la luna nel pozzo. E quante cose mi +parevano vere! E credevo a tutte quelle che mi dicevano gli altri, ed +ero beato! Perché guai, guai se non vi tenete più forte a ciò che vi +par vero oggi, a ciò che vi parrà vero domani, anche se sia l'opposto +di ciò che vi pareva vero jeri! Guai se vi affondaste come me a +considerare questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se +siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi--come io guardavo +un giorno certi occhi--potete figurarvi come un mendico davanti a una +porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi, +col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a +voi, come quell'altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi +tocca... + +_Pausa lungamente tenuta. L'ombra, nella sala, comincia ad +addensarsi, accrescendo quel senso di smarrimento e di più profonda +costernazione da cui quei quattro mascherati sono compresi e sempre +più allontanati dal grande Mascherato, rimasto assorto a contemplare +una spaventosa miseria che non è di lui solo, ma di tutti. Poi egli +si riscuote, fa come per cercare i quattro che non sente più attorno +a sè e dice:_ + +S'è fatto bujo, qua. + +_Ordulfo (subito, facendosi avanti)._ Vuole che vada a prendere la +lampa? + +_Enrico IV (con ironia)._ La lampa, si... Credete che non sappia che, +appena volto le spalle con la mia lampa ad olio per andare a dormire, +accendete la luce elettrica per voi--qua e anche là nella sala del +trono?--Fingo di non vederla... + +_Ordulfo._ Ah!--Vuole allora...? + +_Enrico IV._ No: m'accecherebbe.--Voglio la mia lampa. + +_Ordulfo._ Ecco, sarà già pronta, qua dietro la porta. + +_Si reca alla comune; la apre; ne esce appena e subito ritorna con +una lampa antica, di quelle che si reggono con un anello in cima._ + +_Enrico IV (prendendo la lampa e poi indicando la tavola sul +coretto)._ Ecco, un pòdi luce. Sedete, lì attorno alla tavola. Ma non +così! In belli e sciolti atteggiamenti... + +_Ad Arialdo_ + +Ecco, tu così... + +_lo atteggia, poi a Bertoldo:_ + +E tu così... + +_lo atteggia:_ + +Così ecco... + +_Va a sedere anche lui._ + +E io, qua... + +_Volgendo il capo verso una delle finestre._ + +Si dovrebbe poter comandare alla luna un bel raggio decorativo... +Giova, a noi, giova, la luna. Io per me, ne sento il bisogno, e mi ci +perdo spesso a guardarla dalla mia finestra. Chi può credere, a +guardarla, che lo sappia che ottocent'anni siano passati e che io, +seduto alla finestra non possa essere davvero Enrico IV che guarda la +luna, come un pover'uomo qualunque? Ma guardate, guardate che +magnifico quadro notturno: l'Imperatore tra i suoi fidi +consiglieri... Non ci provate gusto? + +_Landolfo (piano ad Arialdo, come per non rompere l'incanto)._ Eh, +capisci? A sapere che non era vero... + +_Enrico IV._ Vero, che cosa? + +_Landolfo (titubante, come per scusarsi)._ No... ecco... perché a lui + +_indica Bertoldo_ + +entrato nuovo in servizio... io, appunto questa mattina, dicevo: +Peccato, che così vestiti... e poi con tanti bei costumi, là in +guardaroba... e con una sala come quella... + +_accenna alla sala del trono._ + +_Enrico IV._ Ebbene? Peccato, dici? + +_Landolfo._ Già... che non sapevamo... + +_Enrico IV._ Di rappresentarla per burla, qua, questa commedia? + +_Landolfo._ Perché credevamo che... + +_Arialdo (per venirgli in aiuto)._ Ecco... sì, che fosse sul serio! + +_Enrico IV._ E com'è? Vi pare che non sia sul serio? + +_Landolfo._ Eh, se dice che... + +_Enrico IV._ Dico che siete sciocchi! Dovevate sapervelo fare per voi +stessi, l'inganno; non per rappresentarlo davanti a me, davanti a chi +viene qua in visita di tanto in tanto; ma così, per come siete +naturalmente, tutti i giorni, davanti a nessuno + +_a Bertoldo, prendendolo per le braccia,_ + +per te, capisci, che in questa tua finzione ci potevi mangiare, +dormire, e grattarti anche una spalla, se ti sentivi un prurito; + +_rivolgendosi anche agli altri:_ + +sentendovi vivi, vivi veramente nella storia del mille e cento, qua +alla Corte del vostro Imperatore Enrico IV! E pensare, da qui, da +questo nostro tempo remoto, così colorito e sepolcrale, pensare che a +una distanza di otto secoli in giù, in giù, gli uomini del mille e +novecento si abbaruffano intanto, s'arrabattano in un'ansia senza +requie di sapere come si determineranno i loro casi, di vedere come +si stabiliranno i fatti che li tengono in tanta ambascia e in tanta +agitazione. Mentre voi, invece, già nella storia! con me! Per quanto +tristi i miei casi, e orrendi i fatti, aspre le lotte, dolorose le +vicende: già storia, non cangiano più, non possono più cangiare, +capite? Fissati per sempre: che vi ci potete adagiare, ammirando come +ogni effetto segua obbediente alla sua causa, con perfetta logica, e +ogni avvenimento si svolga preciso e coerente in ogni suo +particolare. Il piacere, il piacere della storia, insomma, che è così +grande! + +_Landolfo._ Ah, bello! bello! + +_Enrico IV._ Bello, ma basta! Ora che lo sapete, non potrei farlo più +io! + +_Prende la lampa per andare a dormire._ + +Nè del resto voi stessi, se non ne avete inteso finora la ragione. +Ne ho la nausea adesso! + +_Quasi tra sè, con violenta rabbia contenuta:_ + +Perdio! debbo farla pentire d'esser venuta qua! Da suocera oh, mi +s'è mascherata... E lui da padre abate... --E mi portano con loro un +medico per farmi studiare... E chi sa che non sperino di farmi +guarire... Buffoni!--Voglio avere il gusto di schiaffeggiargliene +almeno uno: quello!--È un famoso spadaccino? M'infilzerà... Ma +vedremo, vedremo... + +_Si sente picchiare alla comune._ + +Chi è? + +_Voce di Giovanni._ Deo gratias! + +_Arialdo (contentissimo, come per uno scherzo che si potrebbe ancora +fare)._ Ah, è Giovanni, è Giovanni, che viene come ogni sera a fare +il monacello! + +_Ordulfo (c.s., stropicciandosi le mani)._ Sì, sì, facciamoglielo +fare! facciamoglielo fare! + +_Enrico IV (subito, severo)._ Sciocco! Lo vedi? Perché? Per fare uno +scherzo alle spalle di un povero vecchio, che lo fa per amor mio? + +_Landolfo (a Ordulfo)._ Dev'essere come vero! Non capisci? + +_Enrico IV._ Appunto! Come vero! Perché solo così non è più una burla +la verità! + +_Si reca ad aprire la porta e fa entrare Giovanni parato da umile +fraticello, con un rotolo di cartapecora sotto il braccio._ + +Avanti, avanti, padre! + +_Poi assumendo un tono di tragica gravità e di cupo risentimento:_ + +Tutti i documenti della mia vita e del mio regno a me favorevoli +furono distrutti, deliberatamente, dai miei nemici: c'è solo, +sfuggita alla distruzione, questa mia vita scritta da un umile +monacello a me devoto, e voi vorreste riderne? + +_Si rivolge amorosamente a Giovanni e lo invita a sedere davanti alla +tavola:_ + +Sedete, padre, sedete qua. E la lampa accanto. + +_Gli posa accanto la lampa che ha ancora in mano._ + +Scrivete, scrivete. + +_Giovanni (svolge il rotolo di cartapecora, e si dispone a scriveve +sotto dettatura)._ Eccomi pronto, Maestà! + +_Enrico IV (dettando)._ Il decreto di pace emanato a Magonza giovò ai +meschini ed ai buoni, quanto nocque ai cattivi e ai potenti. + +_Comincia a calare la tela._ + +Apportò dovizie ai primi, fame e miseria ai secondi... + + + +Atto Terzo. + + +(La sala del trono, buja. Nel bujo, la parete di fondo si discerne +appena. Le tele dei due ritratti sono state asportate e al loro +posto, entro le cornici rimaste a ricingere il cavo delle nicchie, si +sono impostati nel preciso atteggiamento di quei ritratti, Frida +parata da «Marchesa di Toscana», come s'è vista nel secondo atto, e +Carlo Di Nolli parato da «Enrico IV».) + +_Al levarsi del sipario, per un attimo la scena appare vuota. Si apre +l'uscio a sinistra ed entra, reggendo la lampa per l'anello in cima, +Enrico IV, volto a parlare verso l'interno ai quattro giovani che si +suppongono nella sala attigua, con Giovanni, come alla fine del +secondo atto._ + +_Enrico IV._ No: restate, restate: farò da me. Buona notte. + +_Richiude l'uscio e si muove, tristissimo e stanco, per attraversare +la sala, diretto al secondo uscio a destra, che dà nei suoi +appartamenti._ + +_Frida (appena vede che egli ha di poco oltrepassato l'altezza del +trono, bisbiglia dalla nicchia, come una che si senta venir meno +dalla paura)._ Enrico... + +_Enrico IV (arrestandosi alla voce, come colpito a tradimento da una +rasojata alla schiena, volta la faccia atterrita verso la parete di +fondo, accennando d'alzare istintivamente, quasi a riparo, le +braccia)._ Chi mi chiama? _(Non è una domanda, è un'esclamazione che +guizza in un brivido di terrore e non aspetta risposta dal bujo e dal +silenzio terribile della sala che d'un tratto si sono riempiti per +lui del sospetto d'esser pazzo davvero.)_ + +_Frida (a quell'atto di terrore, non meno atterrita di ciò che si è +prestata a fare, ripete un po' più forte):_ Enrico... _(Ma sporgendo +un po' il capo dalla nicchia verso l'altra nicchia, pur volendo +sostenere la parte che le hanno assegnata.)_ + +_Enrico IV (ha un urlo: si lascia cader la lampa dalle mani, per +cingersi con le braccia la testa, e fa come per fuggire)._ + +_Frida (saltando dalla nicchia sullo zoccolo e gridando come +impazzita)._ Enrico... Enrico... Ho paura... ho paura... + +_E mentre il Di Nolli balza a sua volta dallo zoccolo e di qui a +terra, e accorre a Frida che seguita a gridare convulsa, sul punto di +svenire, irrompono--dall'uscio a sinistra--tutti: il Dottore, Donna +Matilde parata anche lei da «Marchesa di Toscana», Tito Belcredi, +Landolfo, Arialdo, Ordulfo, Bertoldo, Giovanni. Uno di questi dà +subito luce alla sala: luce strana, di lampadine nascoste nel +soffitto, per modo che sia sulla scena soltanto viva nell'alto. Gli +altri, senza curarsi d'Enrico IV che rimane a guardare, stupito da +quella irruzione inattesa, dopo il momento di terrore per cui ancora +vibra in tutta la persona, accorrono premurosi a sorreggere e a +confortare Frida, che trema ancora e geme e smania tra le braccia del +fidanzato. Parlano tutti confusamente._ + +_Di Nolli._ No, no, Frida... Eccomi qua... Sono con te! + +_Dottore (sopravvenendo con gli altri)._ Basta! Basta! Non c'è da +fare più nulla... + +_Donna Matilde._ È guarito, _Frida._! Ecco! È guarito! Vedi? + +_Di Nolli (stupito)._ Guarito? + +_Belcredi._ Era per ridere! Stai tranquilla! + +_Frida (c.s.)._ No! Ho paura! Ho paura! + +_Donna Matilde._ Ma di che? Guardalo! Se non era vero! Non è vero! + +_Di Nolli (c.s.)._ Non è vero? Ma che dite? Guarito? + +_Dottore._ Pare! Per quanto a me... + +_Belcredi._ Ma sì! Ce l'hanno detto loro! + +_indica i quattro giovani._ + +_Donna Matilde._ Sì, da tanto tempo! Lo ha confidato a loro! + +_Di Nolli (ora più indignato che stupito)._ Ma come? Se fino a poco +fa...? + +_Belcredi._ Mah! Recitava per ridere alle tue spalle, e anche di noi +che, in buona fede... + +_Di Nolli._ È possibile? Anche di sua sorella, fino alla morte? + +_Enrico IV (che se n'è rimasto, aggruppato, a spiare or l'uno or +l'altro, sotto le accuse e il dileggio per quella che tutti credono +una sua beffa crudele, ormai svelata; e ha dimostrato col lampeggiare +degli occhi, che medita una vendetta che ancora lo sdegno, +tumultuandogli dentro, non gli fa vedere precisa; insorge a questo +punto, ferito, con la chiara idea d'assumere come vera, la finzione +che gli avevano insidiosamente apparecchiata gridando al nipote):_ E +avanti! Di' avanti! + +_Di Nolli (restando al grido, stordito)._ Avanti, che? + +_Enrico IV._ Non sarà morta «tua» sorella soltanto! + +_Di Nolli (c.s.)._ Mia sorella! Io dico la tua; che costringesti fino +all'ultimo a presentarsi qua come tua madre, Agnese! + +_Enrico IV._ E non era «tua» madre? + +_Di Nolli._ Mia madre, mia madre appunto! + +_Enrico IV._ Ma è morta a me »vecchio e lontano», tua madre! Tu sei +calato ora, fresco, di là! + +_indica la nicchia da cui egli è saltato._ + +E che ne sai tu, se io non l'ho pianta a lungo, a lungo, in segreto, +anche vestito così? + +_Donna Matilde (costernata, guardando gli altri!)._ Ma che dice! + +_Dottore (impressionatissimo, osservandolo)._ Piano, piano, per +carità! + +_Enrico IV._ Che dico? Domandando a tutti, se non era Agnese la madre +di Enrico IV! + +_Si volge a Frida, come se fosse lei veramente la Marchesa di +Toscana._ + +Voi, Marchesa, dovreste saperlo, mi pare! + +_Frida (ancora impazzita, stringendosi di più al Di Nolli)._ No, io +no! Io no! + +_Dottore._ Ecco che ritorna il delirio... Piano, signori miei! + +_Belcredi (sdegnato)._ Ma che delirio, Dottore! Riprende a recitare +la commedia! + +_Enrico IV (subito)._ Io? Avete votato quelle due nicchie là; lui mi +sta davanti da Enrico IV... + +_Belcredi._ Ma basta ormai con codesta burla! + +_Enrico IV._ Chi ha detto burla? + +_Dottore (a Belcredi, forte)._ Non lo cimenti, per amor di Dio! + +_Belcredi (senza dargli retta, più forte)._ Ma l'hanno detto loro! + +_Indica di nuovo i quattro giovani._ + +Loro! Loro! + +_Enrico IV (voltandosi a guardarli)._ Voi? Avete detto burla? + +_Landolfo (timido, imbarazzato)._ No... veramente, che era guarito! + +_Belcredi._ E dunque, basta, via! + +_A Donna Matilde:_ + +Non vi pare che diventi d'una puerilità intollerabile, la vista +di lui + +_indica il Di Nolli,_ + +Marchesa, e la vostra, parati così? + +_Donna Matilde._ Ma statevi zitto! Chi pensa più all'abito, se lui è +veramente guarito? + +_Enrico IV._ Guarito, sì! Sono guarito! + +_A Belcredi:_ + +Ah, ma non per farla finita così subito, come tu credi! + +_Lo investe._ + +Lo sai che da venti anni nessuno ha mai osato comparirmi davanti +qua, come te e codesto signore? + +_indica il Dottore._ + +_Belcredi._ Ma sì, lo so! E difatti anch'io, questa mattina, ti +comparvi davanti vestito... + +_Enrico IV._ Da monaco, già! + +_Belcredi._ E tu mi prendesti per Pietro Damiani! E non ho mica riso, +credendo appunto... + +_Enrico IV._ Che fossi pazzo! Ti viene da ridere, vedendo lei così, +ora che sono guarito? Eppure potresti pensare che, ai miei occhi, il +suo aspetto, ora + +_s'interrompe con uno scatto di sdegno._ + +Ah! + +_E subito si rivolge al Dottore:_ + +Voi siete un medico? + +_Dottore._ Io, sì... + +_Enrico IV._ E l'avete parata voi da Marchesa di Toscana anche lei? +Sapete, Dottore, che avete rischiato di rifarmi per un momento la +notte nel cervello? Perdio, far parlare i ritratti, farli balzare +vivi dalle cornici... + +_Contempla Frida e il Di Nolli, poi guarda la Marchesa ed infine si +guarda l'abito addosso._ + +Eh, bellissima la combinazione... Due coppie... Benissimo, +benissimo, dottore: per un pazzo... + +_Accenna appena con la mano al Belcredi._ + +A lui sembra ora una carnevalata fuori di tempo, eh? + +_Si volta a guardarlo._ + +Via, ormai, anche questo mio abito da mascherato! Per venirmene con +te, è vero? + +_Belcredi._ Con me! Con noi! + +_Enrico IV._ Dove, al circolo? In marsina e cravatta bianca? O a +casa, tutti e due insieme, della Marchesa? + +_Belcredi._ Ma dove vuoi! Vorresti rimanere qua ancora, scusa, a +perpetuare--solo--quello che fu lo scherzo disgraziato d'un giorno di +carnevale? È veramente incredibile, incredibile come tu l'abbia +potuto fare, liberato dalla disgrazia che t'era capitata! + +_Enrico IV._ Già. Ma vedi? È che, cadendo da cavallo e battendo la +testa, fui pazzo per davvero, io, non so per quanto tempo... + +_Dottore._ Ah, ecco, ecco! E durò a lungo? + +_Enrico IV (rapidissimo, al dottore)._ Sì, dottore, a lungo: circa +dodici anni. + +_E subito, tornando a parlare al Belcredi:_ + +E non vedere più nulla, caro, di tutto ciò che dopo quel giorno di +carnevale avvenne, per voi e non per me; le cose, come si mutarono; +gli amici, come mi tradirono; il posto preso da altri, per esempio... +che so! Ma supponi nel cuore della donna che tu amavi; e chi era +morto; e chi era scomparso... tutto questo, sai? non è stata mica una +burla per me, come a te pare! + +_Belcredi._ Ma no, io non dico questo, scusa! Io dico dopo! + +_Enrico IV._ Ah sì? Dopo? Un giorno... + +_Si arresta e si volge al dottore._ + +Caso interessantissimo, dottore! Studiatemi, studiatemi bene! + +_Vibra tutto, parlando:_ + +Da sè, chi sa come, un giorno, il guasto qua... + +_si tocca la fronte_ + +che so... si sanò. Riapro gli occhi a poco a poco, e non so in prima +se sia sonno o veglia, ma sì, sono sveglio; tocco questa cosa e +quella: torno a vedere chiaramente... Ah!--come lui dice-- + +_accenna a Belcredi_ + +via, via allora, quest'abito da mascherato! questo incubo! Apriamo +le finestre: respiriamo la vita! Via, via, corriamo fuori! + +_Arrestando d'un tratto la foga:_ + +Dove? a far che cosa? a farmi mostrare a dito da tutti, di nascosto, +come Enrico IV, non più così, ma a braccetto con te, tra i cari amici +della vita? + +_Belcredi._ Ma no! Che dici? Perché? + +_Donna Matilde._ Chi potrebbe più...? Ma neanche a pensarlo! Se fu +una disgrazia! + +_Enrico IV._ Ma se già mi chiamavano pazzo, prima, tutti! + +_A Belcredi_ + +E tu lo sai! Tu che più di tutti ti accanivi contro chi tentava +difendermi! + +_Belcredi._ Oh, via, per ischerzo! + +_Enrico IV._ E guardami qua i capelli! + +_Gli mostra i capelli sulla nuca._ + +_Belcredi._ Ma li ho grigi anch'io! + +_Enrico IV._ Sì, con questa differenza: che li ho fatti grigi qua, +io, da Enrico IV, capisci? E non me n'ero mica accorto! Me n'accorsi +in un giorno solo, tutt'a un tratto, riaprendo gli occhi, e fu uno +spavento, perché capii subito che non solo i capelli, ma doveva esser +diventato grigio tutto così, e tutto crollato, tutto finito: e che +sarei arrivato con una fame da lupo a un banchetto già bell'e +sparecchiato. + +_Belcredi._ Eh, ma gli altri, scusa... + +_Enrico IV (subito)._ Lo so, non potevano stare ad aspettare ch'io +guarissi, nemmeno quelli che, dietro a me, punsero a sangue il mio +cavallo bardato... + +_Di Nolli (impressionato)._ Come, come? + +_Enrico IV._ Sì, a tradimento, per farlo springare e farmi cadere! + +_Donna Matilde (subito, con orrore)._ Ma questo lo so adesso, io! + +_Enrico IV._ Sarà stato anche questo per uno scherzo! + +_Donna Matilde._ Ma chi fu? Chi stava dietro alla nostra coppia? + +_Enrico IV._ Non importa saperlo! Tutti quelli che seguitarono a +banchettare e che ormai mi avrebbero fatto trovare i loro avanzi, +Marchesa, di magra o molle pietà, o nel piatto insudiciato qualche +lisca di rimorso, attaccata. Grazie! + +_Voltandosi di scatto al Dottore:_ + +E allora, dottore, vedete se il caso non è veramente nuovo negli +annali della pazzia!--preferii restar pazzo--trovando qua tutto +pronto e disposto per questa delizia di nuovo genere: viverla--con +la più lucida coscienza--la mia pazzia e vendicarmi così della +brutalità d'un sasso che m'aveva ammaccato la testa! La +solitudine--questa--così squallida e vuota come m'apparve riaprendo +gli occhi--rivestirmela subito, meglio, di tutti i colori e gli +splendori di quel lontano giorno di carnevale, quando voi + +_guarda Donna Matilde e le indica Frida_ + +eccovi là, Marchesa, trionfaste!--e obbligar tutti quelli che si +presentavano a me, a seguitarla, perdio, per il mio spasso, ora, +quell'antica famosa mascherata che era stata--per voi e non per +me--la burla di un giorno! Fare che diventasse per sempre--non più +una burla, no; ma una realtà, la realtà di una vera pazzia: qua, +tutti mascherati, e la sala del trono, e questi quattro miei +consiglieri segreti, e--s'intende--traditori! + +_Si volta subito verso di loro._ + +Vorrei sapere che ci avete guadagnato, svelando che ero +guarito!--Se sono guarito, non c'è più bisogno di voi, e sarete +licenziati!--Confidarsi con qualcuno, questo sì, è veramente da +pazzo!--Ah, ma vi accuso io, ora, a mia volta!--Sapete?--Credevano +di potersi mettere a farla anche loro adesso la burla, con me, alle +vostre spalle. + +_Scoppia a ridere. Ridono ma sconcertati, anche gli altri, meno Donna +Matilde._ + +_Belcredi (al Di Nolli)._ Ah, senti... non c'è male... + +_Di Nolli (ai quattro giovani)._ Voi? + +_Enrico IV._ Bisogna perdonarli! Questo, + +_si scuote l'abito addosso_ + +questo che è per me la caricatura, evidente e volontaria, di +quest'altra mascherata, continua, d'ogni minuto, di cui siamo i +pagliacci involontarii + +_indica Belcredi_ + +quando senza saperlo ci mascheriamo di ciò che ci par +d'essere--l'abito, il loro abito, perdonateli, ancora non lo vedono +come la loro stessa persona. + +_Voltandosi di nuovo a Belcredi:_ + +Sai? Ci si assuefà facilmente. E si passeggia come niente, così, da +tragico personaggio-- + +_eseguisce_ + +--in una sala come questa!--Guardate, dottore!--Ricordo un +prete--certamente irlandese--bello--che dormiva al sole, un giorno di +novembre, appoggiato col braccio alla spalliera del sedile, in un +pubblico giardino: annegato nella dorata delizia di quel tepore, che +per lui doveva essere quasi estivo. Si può star sicuri che in quel +momento non sapeva più d'esser prete, né dove fosse. Sognava! E chi +sa che sognava!--Passò un monello, che aveva strappato con tutto il +gambo un fiore. Passando, lo vellicò, qua al collo.--Gli vidi aprir +gli occhi ridenti; e tutta la bocca ridergli del riso beato del suo +sogno; immemore: ma subito vi so dire che si ricompose rigido nel suo +abito da prete e che gli ritornò negli occhi la stessa serietà che +voi avete già veduta nei miei; perché i preti irlandesi difendono la +serietà della loro fede cattolica con lo stesso zelo con cui io i +diritti sacrosanti della monarchia ereditaria.--Sono guarito, +signori: perché so perfettamente di fare il pazzo, qua; e lo faccio, +quieto!--Il guajo è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla +e senza vederla la vostra pazzia. + +_Belcredi._ Siamo arrivati, guarda! alla conclusione, che i pazzi +adesso siamo noi! + +_Enrico IV (con uno scatto che pur si sforza di contenere)._ Ma se +non foste pazzi, tu e lei insieme, + +_indica la Marchesa_ + +sareste venuti da me? + +_Belcredi._ Io, veramente, sono venuto credendo che il pazzo fossi +tu. + +_Enrico IV (subito forte, indicando la Marchesa)._ E lei? + +_Belcredi._ Ah lei, non so... Vedo che è come incantata da quello che +tu dici... affascinata da codesta tua «cosciente» pazzia! + +_Si volge a lei:_ + +Parata come già siete, dico, potreste anche restare qua a viverla, +Marchesa... + +_Donna Matilde._ Voi siete un insolente! + +_Enrico IV (subito, placandola)._ Non ve ne curate! Non ve ne curate! +Seguita a cimentare. Eppure il dottore glie l'ha avvertito, di non +cimentare. + +_Voltandosi a Belcredi:_ + +Ma che vuoi che m'agiti più ciò che avvenne tra noi; la parte che +avesti nelle mie disgrazie con lei + +_indica la Marchesa e si rivolge ora a lei indicandole il Belcredi_ + +la parte che lui adesso ha per voi!--La mia vita è questa! Non è la +vostra!--La vostra, in cui siete invecchiati, io non l'ho vissuta!-- + +_A Donna Matilde:_ + +Mi volevate dir questo, dimostrar questo, con vostro sacrificio, +parata così per consiglio del dottore? Oh, fatto benissimo, ve l'ho +detto, dottore:--«Quelli che eravamo allora, eh? e come siamo +adesso?»--Ma io non sono un pazzo a modo vostro, dottore! Io so bene +che quello + +_indica il Di Nolli_ + +non può esser me, perché Enrico IV sono io: io, qua, da venti anni, +capite? Fisso in questa eternità di maschera! Li ha vissuti lei, + +_indica la Marchesa_ + +se li è goduti lei, questi venti anni, per diventare--eccola +là--come io non posso riconoscerla più: perché io la conosco così + +_indica Frida e le si accosta_ + +--per me, è questa sempre... Mi sembrate tanti bambini, che io possa +spaventare. + +_A Frida:_ + +E ti sei spaventata davvero tu, bambina, dello scherzo che ti +avevano persuaso a fare, senza intendere che per me non poteva essere +lo scherzo che loro credevano; ma questo terribile prodigio: il sogno +che si fa vivo in te, più che mai! Eri lì un'immagine; ti hanno fatta +persona viva--sei mia! sei mia! mia! di diritto mia! + +_La cinge con le braccia, ridendo come un pazzo, mentre tutti gridano +atterriti; ma come accorrono per strappargli Frida dalle braccia, si +fa terribile, e grida ai suoi quattro giovani:_ + +Tratteneteli! Tratteneteli! Vi ordino di trattenerli! + +_I quattro giovani, nello stordimento, quasi affascinati, si provano +a trattenere automaticamente il Di Nolli, il dottore, il Belcredi._ + +_Belcredi (si libera subito e si avventa su Enrico IV)._ Lasciala! +Lasciala! Tu non sei pazzo! + +_Enrico IV (fulmineamente, cavando la spada dal fianco di Landolfo +che gli sta presso)._ Non sono pazzo? Eccoti! + +_E lo ferisce al ventre._ + +_È un urlo d'orrore. Tutti accorrono a sorreggere il Belcredi, +esclamando in tumulto_ + +_Di Nolli._ T'ha ferito? + +_Bertoldo._ L'ha ferito! L'ha ferito! + +_Dottore._ Lo dicevo io! + +_Frida._ Oh Dio! + +_Di Nolli._ Frida, qua! + +_Donna Matilde._ È pazzo! È pazzo! + +_Di Nolli._ Tenetelo! + +_Belcredi (mentre lo trasportano di là, per l'uscio a sinistra +protesta ferocemente)._ No! Non sei pazzo! Non è pazzo! Non è pazzo! + +_Escono per l'uscio a sinistra, gridando, e seguitano di là a gridare +finché sugli altri gridi se ne sente uno più acuto di Donna Matilde, +a cui segue un silenzio._ + +_Enrico IV (rimasto sulla scena tra Landolfo, Arialdo e Ordulfo, con +gli occhi sbarrati, esterrefatto dalla vita della sua stessa finzione +che in un momento lo ha forzato al delitto)._ Ora sì... per forza... + +_li chiama attorno a sè, come a ripararsi,_ + +qua insieme, qua insieme... e per sempre! + + +FINE + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Enrico IV., by Luigi Pirandello + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK ENRICO IV. *** + +***** This file should be named 18456-8.txt or 18456-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/1/8/4/5/18456/ + +Produced by Andrew Sly from a text provided by Liber Liber. +http://www.liberliber.it/ + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/18456-8.zip b/18456-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..c307f8b --- /dev/null +++ b/18456-8.zip diff --git a/18456-h.zip b/18456-h.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..5fd7b4b --- /dev/null +++ b/18456-h.zip diff --git a/18456-h/18456-h.htm b/18456-h/18456-h.htm new file mode 100644 index 0000000..62170b2 --- /dev/null +++ b/18456-h/18456-h.htm @@ -0,0 +1,3903 @@ +<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/html4/loose.dtd"> +<html> +<head> +<meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=ISO-8859-1"> +<title>Enrico IV</title> + +<style type="text/css"> + body { padding-left: 10%; padding-right: 10% } + p.sp { text-indent: -5%; } + p.sta { margin-left: 2em; margin-right: 2em; text-align: justify} + h1, h3 {text-align: center; margin-top: 4em; margin-bottom: 4em; } +</style> + +<body> + +<pre> + +The Project Gutenberg EBook of Enrico IV., by Luigi Pirandello + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Enrico IV. + +Author: Luigi Pirandello + +Release Date: May 27, 2006 [EBook #18456] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK ENRICO IV. *** + + + + +Produced by Andrew Sly from a text provided by Liber Liber. +http://www.liberliber.it/ + + + + + + +</pre> + + +<h1>Enrico IV<br> +di Luigi Pirandello</h1> + + +<h2>Personaggi</h2> +<ul> +<li>...... (Enrico IV)</li> +<li><i>La Marchesa</i> Matilde Spina</li> +<li><i>Sua figlia</i> Frida</li> +<li><i>Il giovane Marchese</i> Carlo di Nolli</li> +<li><i>Il Barone</i> Tito Belcredi</li> +<li><i>Il Dottor</i> Dionisio Genoni</li> +<li><i>I quattro finti Consiglieri Segreti:</i> +<ul> +<li>1º Landolfo (<i>Lolo</i>)</li> +<li>2º Arialdo (<i>Franco</i>)</li> +<li>3º Ordulfo (<i>Momo</i>)</li> +<li>4º Bertoldo (<i>Fino</i>)</li> +</ul></li> +<li>Due valletti <i>in costume</i></li> +</ul> + +<p class="sta"><i>In una villa solitaria della campagna umbra ai nostri giorni.</i></p> + +<h3>Atto Primo.</h3> + +<p class="sta">(Salone nella villa rigidamente parato in modo da figurare quella +che potè essere la sala del trono di Enrico IV nella casa imperiale +di Goslar. Ma in mezzo agli antichi arredi due grandi ritratti a olio +moderni, di grandezza naturale, avventano dalla parete di fondo, +collocati a poca altezza dal suolo su uno zoccolo di legno lavorato +che corre lungo tutta la parete (largo e sporgente in modo da +potercisi mettere a sedere come su una lunga panconata), uno a destra +e uno a sinistra del trono che, nel mezzo della parete, interrompe lo +zoccolo e vi si inserisce col suo seggio imperiale e il suo basso +baldacchino. I due ritratti rappresentano un signore e una signora, +giovani entrambi, camuffati in costume carnevalesco, uno da «Enrico +IV» e l'altra da «Matilde di Toscana». Usci a destra e a sinistra.)</p> + +<p class="sta"><i>Al levarsi della tela, i due valletti, come sorpresi, si alzano +dallo zoccolo su cui stanno sdrajati, e vanno a impostarsi come +statue, uno di qua e uno di là ai piedi del trono, con le loro +alabarde. Poco dopo dal secondo uscio a destra entrano Arialdo, +Landolfo, Ordulfo e Bertoldo: giovani stipendiati dal marchese Carlo +di Nolli perché fingano le parti di «Consiglieri Segreti», vassalli +regali della bassa aristocrazia della Corte di Enrico IV. Vestono +perciò in costume di cavalieri tedeschi del secolo XI. L'ultimo, +Bertoldo, di nome Fino, assume ora per la prima volta il servizio. I +tre compagni lo ragguagliano pigliandoselo a godere. Tutta la scena +va recitata con estrosa vivacità.</i></p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (a Bertoldo come seguitando una spiegazione).</i> E questa è +la sala del trono!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> A Goslar!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> O anche, se vuoi, nel Castello dell'Hartz!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> O a Worms.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Secondo la vicenda che rappresentiamo, balza con noi, ora +qua, ora là.</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> In Sassonia!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> In Lombardia!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sul Reno!</p> + +<p class="sp"><i>Uno dei valletti (senza scomporsi, movendo appena le labbra).</i> Ps! +Ps!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo (voltandosi al richiamo).</i> Che cos'è?</p> + +<p class="sp"><i>Primo valletto (sempre come una statua, sottovoce).</i> Entra o non +entra?</p> + +<p class="sta"><i>Allude a Enrico IV.</i></p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> No no. Dorme; state pur comodi.</p> + +<p class="sp"><i>Secondo valletto (scomponendosi insieme col primo, rifiatando e +andando a sdrajarsi di nuovo sullo zoccolo).</i> Eh, santo Dio, potevate +dircelo!</p> + +<p class="sp"><i>Primo valletto (accastandosi ad Arialdo).</i> Per favore, ci avrebbe un +fiammifero?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ohi! La pipa no, qua dentro!</p> + +<p class="sp"><i>Primo valletto (mentre Arialdo gli porge un fiammifero acceso).</i> No, +fumo una sigaretta.</p> + +<p class="sta"><i>Accende e va a sdrajarsi anche lui, fumando, sullo zoccolo.</i></p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (che è stato a osservare, tra meravigliato e perplesso, +guardando in giro la sala, e poi guardando il suo abito e quello dei +compagni).</i> Ma, scusate... questa sala... questo vestiario... Che +Enrico IV?... Io non mi raccapezzo bene:—È o non è quello di +Francia?</p> + +<p class="sta"><i>A questa domanda, Landolfo, Arialdo e Ordulfo scoppiano a ridere +fragorosamente.</i></p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (sempre ridendo e indicando ai compagni, che seguitano +anch'essi a ridere, Bertoldo, come per invitarli a farsi ancora beffe +di lui).</i> Quello di Francia, dice!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo (c.s.).</i> Ha creduto quello di Francia!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Enrico IV di Germania, caro mio! Dinastia dei Salii!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Il grande e tragico imperatore!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Quello di Canossa! Sosteniamo qua, giorno per giorno, la +spaventosissima guerra tra Stato e Chiesa! Oh!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> L'Impero contro il Papato! Oh!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Antipapi contro i Papi!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> I re contro gli antirè!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> E guerra contro i Sassoni!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> E tutti i princlpl ribelli!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Contro i figli stessi dell'Imperatore!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (sotto questa valanga di notizie riparandosi la testa con +le mani).</i> Ho capito! ho capito!—Perciò non mi raccapezzavo, +vedendomi parato così ed entrando in questa sala! Ho detto bene: non +era vestiario, questo, del mille e cinquecento!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma che mille e cinquecento!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Qua siamo tra il mille e il mille e cento!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Puoi farti il conto: se il 25 gennaio del 1071 siamo +davanti a Canossa...</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (smarrendosi più che mai).</i> Oh Dio mio, ma allora è una +rovina!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Eh già! Se credeva d'essere alla Corte di Francia!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Tutta la mia preparazione storica...</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Siamo, caro mio, quattrocent'anni prima! Ci sembri un +ragazzino!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (arrabbiandosi).</i> Ma me lo potevano dire, per Dio santo, +che si trattava di quello di Germania e non d'Enrico IV di Francia! +Nei quindici giorni che m'accordarono per la preparazione, lo so io +quanti libri ho scartabellato!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma scusa, non lo sapevi che qua il povero Tito era +Adalberto di Brema?</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Ma che Adalberto! Sapevo un corno io!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> No, vedi com'è? Morto Tito, il marchesino di Nolli...</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> È stato proprio lui, il marchesino! Che ci voleva a +dirmi...?</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma forse credeva che lo sapessi!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Non voleva più assumere nessun altro in sostituzione. +Tre, quanti restavamo, gli pareva che potessimo bastare. Ma lui +cominciò a gridare: «Cacciato via Adalberto»—(perché il povero Tito, +capisci? non gli parve che morisse, ma che nella veste del vescovo +Adalberto gliel'avessero cacciato via dalla Corte i vescovi rivali di +Colonia e di Magonza).—</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (prendendosi e tenendosi con tutte e due le mani la +testa).</i> Ma non ne so una saetta, io, di tutta questa storia!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Eh, stai fresco, allora, caro mio!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> E il guajo è che non lo sappiamo neanche noi, chi sei tu.</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Neanche voi? Chi debbo rappresentare io, non lo sapete?</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Uhm! «Bertoldo».</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Ma chi, Bertoldo? perché Bertoldo?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> «Mi hanno cacciato via Adalberto? E io allora voglio +Bertoldo! voglio Bertoldo! »—cominciò a gridare così.</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Noi ci guardammo tutti e tre negli occhi: Chi sarà questo +Bertoldo?</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Ed eccoti qua «Bertoldo», caro mio!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ci farai una bellissima figura!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> (ribellandosi e facendo per avviarsi). Ah, ma io non la +fo! Grazie tante! Io me ne vado! Me ne vado!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo (trattenendolo insieme con Ordulfo tra le risa).</i> No, +càlmati, càlmati!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Non sarai mica il Bertoldo della favola!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> E ti puoi confortare, che non lo sappiamo neanche noi, +del resto, chi siamo. Lui, Arialdo; lui, Ordulfo; io, Landolfo... Ci +chiama così. Ci siamo ormai abituati. Ma chi siamo?—Nomi del +tempo!—Un nome del tempo sarà anche il tuo: «Bertoldo».—Uno solo +tra noi, il povero Tito, aveva una bella parte assegnata, come si +legge nella storia: quella del vescovo di Brema. Pareva un vescovo +davvero, oh! Magnifico, povero Tito!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Sfido, se l'era potuta studiare bene sui libri lui!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> E comandava anche a Sua Maestà: s'imponeva, lo guidava, +da quasi tutore e consigliere. Siamo «consiglieri segreti» anche noi, +per questo, ma così, di numero; perché nella storia è scritto che +Enrico IV era odiato dall'alta aristocrazia per essersi circondato a +Corte da giovani della bassa.</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Che saremmo noi.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Già, piccoli vassalli regali; devoti; un po' dissoluti, +allegri...</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Devo anche essere allegro?</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Eh, altro! Come noi!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> E non è mica facile, sai?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Peccato veramente! Perché, come vedi, qua l'apparato ci +sarebbe; il nostro vestiario si presterebbe a fare una bellissima +comparsa in una rappresentazione storica, a uso di quelle che +piacciono tanto oggi nei teatri. E stoffa, oh, stoffa da cavarne non +una ma parecchie tragedie, la storia di Enrico IV la offrirebbe +davvero. Mah! Tutti e quattro qua, e quei due disgraziati là <i>(indica +i valletti)</i> quando stanno ritti impalati ai piedi del trono, +siamo... siamo così, senza nessuno che ci metta su e ci dia da +rappresentare qualche scena. C'è, come vorrei dire? la forma, e ci +manca il contenuto!—Siamo peggio dei veri consiglieri segreti di +Enrico IV; perché sì, nessuno neanche a loro aveva dato da +rappresentare una parte; ma essi, almeno, non sapevano di doverla +rappresentare: la rappresentavano perché la rappresentavano: non era +una parte, era la loro vita, insomma; facevano i loro interessi a +danno degli altri; vendevano le investiture, e che so io. Noi altri, +invece, siamo qua, vestiti così, in questa bellissima Corte... —per +far che? niente... Come sei pupazzi appesi al muro, che aspettano +qualcuno che li prenda e che li muova così o così e faccia dir loro +qualche parola.</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Eh no, caro mio! Scusa! Bisogna rispondere a tono! Saper +rispondere a tono! Guai se lui ti parla e tu non sei pronto a +rispondergli come vuol lui!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Già, questo sì, questo sì, è vero!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> E hai detto niente! Come faccio io a rispondergli a tono, +che mi son preparato per Enrico IV di Francia, e mi spunta, qua, ora, +un Enrico IV di Germania?</p> + +<p class="sta"><i>Landolfo, Ordulfo, Arialdo tornano a ridere.</i></p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Eh, bisogna che tu rimedii subito subito!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Va là! T'ajuteremo noi.</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ci abbiamo di là tanti libri. Ti basterà in prima una +bella ripassatina.</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Saprai all'ingrosso qualche cosa...</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Guarda! <i>(Lo fa voltare e gli mostra nella parete di fondo +il ritratto della marchesa Matilde).</i>—Chi è per esempio quella lì?</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (guardando).</i> Quella lì? Eh, mi sembra, scusate, prima di +tutto una bella stonatura: due quadri moderni qua in mezzo a tutta +questa rispettabile antichità.</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Hai ragione. E difatti prima non c'erano. Ci sono due +nicchie, là dietro quei due quadri. Ci si dovevano collocare due +statue, scolpite secondo lo stile del tempo. Rimaste vuote, sono +state coperte da quelle due tele là.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (interrompendolo e seguitando).</i> Che sarebbero certo una +stonatura, se veramente fossero quadri.</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> E che sono? non sono quadri?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sì, se vai a toccarli: quadri. Ma per lui <i>(accenna +misteriosamente a destra, alludendo a Enrico IV)</i>—che non li +tocca...</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> No? E che sono allora per lui?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Oh, interpreto, bada! Ma credo che in fondo sia giusto. +Immagini, sono. Immagini, come... ecco, come le potrebbe ridare uno +specchio, mi spiego? Là, quella <i>(indica il ritratto di Enrico IV)</i> +rappresenta lui, vivo com'è, in questa sala del trono, che è +anch'essa come dev'essere, secondo lo stile dell'epoca. Di che ti +meravigli, scusa? Se ti mettono davanti uno specchio, non ti ci vedi +forse vivo, d'oggi, vestito così di spoglie antiche? Ebbene, lì, è +come se ci fossero due specchi, che ridanno immagini vive, qua in +mezzo a un mondo che—non te ne curare-vedrai, vedrai, vivendo con +noi, come si ravviverà tutto anch'esso.</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Oh! Badate che io non voglio impazzire qua!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma che impazzire! Ti divertirai!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Oh, ma dico, e com'è che voi siete diventati tutti così +sapienti?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Caro mio, non si ritorna indietro d'ottocent'anni nella +storia senza portarsi appresso un po' di esperienza!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Andiamo, andiamo! Vedrai come, in poco tempo, ti +assorbiremo in essa.</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> E diventerai, a questa scuola, sapiente anche tu!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Sì, per carità, ajutatemi subito! Datemi almeno le +notizie principali.</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Lascia fare a noi! Un po' l'uno, un po' l'altro...</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ti legheremo i fili e ti metteremo in ordine, come il più +adatto e compíto dei fantocci. Andiamo, andiamo!</p> + +<p class="sta"><i>Lo prende sotto il braccio per condurlo via.</i></p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (fermandosi e guardando verso il ritratto alla parete).</i> +Aspettate! Non mi avete detto chi è quella lì. La moglie +dell'Imperatore?</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> No. La moglie dell'Imperatore è Berta di Susa, sorella di +Amedeo II di Savoia.</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> E l'Imperatore, che vuol esser giovane con noi, non può +soffrirla e pensa di ripudiarla.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Quella è la sua più feroce nemica: Matilde, la marchesa +di Toscana.</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Ah, ho capito, quella che ospitò il Papa...</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> A Canossa, appunto!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Papa Gregorio VII.</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Il nostro spauracchio! Andiamo, andiamo!</p> + +<p class="sta"><i>Si avviano tutti e quattro per uscire dall'uscio a destra per cui +sono entrati, quando dall'uscio a sinistra sopravviene il vecchio +cameriere Giovanni, in marsina.</i></p> + +<p class="sp"><i>Giovanni (in fretta, con ansia).</i> Oh! Ps! Franco! Lolo!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo (arrestandosi e voltandosi).</i> Che vuoi?</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (mevavigliato di vederlo entrare in marsina nella sala del +trono).</i> Oh! E come? Qua dentro, lui?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Un uomo del mille e novecento! Via!</p> + +<p class="sta"><i>Gli corre incontro minacciosamente per burla con gli altri due per +scacciarlo.</i></p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Messo di Gregorio VII, via!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Via! Via!</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni (difendendosi, seccato).</i> E finitela!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> No! Tu non puoi metter piede qua dentro!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Fuori! Fuori!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> (a Bertoldo). Sortilegio, sai! Demonio evocato dal Mago +di Roma! Cava, cava la spada!</p> + +<p class="sta"><i>(fa per cavare la spada anche lui.)</i></p> + +<p class="sp"><i>Giovanni (gridando).</i> Finitela, vi dico! Non fate i matti con me! È +arrivato il signor Marchese in comitiva...</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (stropicciandosi le mani ).</i> Ah! Benissimo! Ci sono +signore?</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo (c.s.).</i> Vecchie? Giovani?</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Ci sono due signori.</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma le signore, le signore, chi sono?</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni.</i> La signora Marchesa con la figlia.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (meravigliato).</i> Oh! E come?</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo (c.s.).</i> La Marchesa, hai detto?</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni.</i> La marchesa! La marchesa!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> E i signori?</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Non lo so.</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo (a Bertoldo).</i> Vengono a darci il contenuto, capisci?</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Tutti messi di Gregorio VII! Ci divertiremo!</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Insomma mi lasciate dire?</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Dì! Dì!</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Pare che uno di quei due signori sia un medico.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Oh! Abbiamo capito, uno dei soliti medici!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Bravo, Bertoldo! Tu porti fortuna!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Vedrai come ce lo lavoreremo, questo signor medico!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Io penso che mi troverò, così subito, in un +bell'impiccio!</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Statemi a sentire! Vogliono entrare qua nella sala.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (meravigliato e costernato).</i> Come! Lei? La marchesa, qua?</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Altro che contenuto, allora!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Nascerà davvero la tragedia!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (incuriosito).</i> Perché? Perché?</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo (indicando il ritratto).</i> Ma è quella lì, non capisci?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> La figliuola è la fidanzata del marchese.</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma che sono venuti a fare? Si può sapere?</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Se lui la vede, guai!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ma forse ormai non la riconoscerà più!</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Bisogna che voi, se si sveglia, lo tratteniate di là</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Sì! Scherzi? E come?</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Sai bene com'è!</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Perdio, anche con la forza!—Se mi hanno comandato così! +Andate, andate!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Sì sì, perché forse a quest'ora si sarà già svegliato!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Andiamo, andiamo!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (avviandosi con gli altri, a Giovanni).</i> Ma poi ci +spiegherai!</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni (gridando loro dietro).</i> Chiudete costà, e nascondete la +chiave! Anche di quest'altra porta!</p> + +<p class="sta"><i>(Indica l'altro uscio a destra.)</i></p> + +<p class="sta"><i>Landolfo, Arialdo e Ordulfo via per il secondo uscio a destra.</i></p> + +<p class="sp"><i>Giovanni (ai due valletti).</i> Via, via anche voialtri! Di là!</p> + +<p class="sta"><i>(indica il primo uscio a destra)</i></p> + +<p class="cont">Richiudete la porta, e via la chiave!</p> + +<p class="sta"><i>I due valletti escono dal primo uscio a destra. Giovanni si reca +all'uscio di sinistra e lo apre per far passare il marchese Di +Nolli.</i></p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Hai dato bene gli ordini?</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni.</i> Sì, signor Marchese. Stia tranquillo.</p> + +<p class="sta"><i>Il Di Nolli riesce per un momento a invitar gli altri a entrare. +Entrano prima il barone Tito Belcredi e il dottor Dionisio Genoni, +poi donna Matilde Spina e la marchesina Frida, Giovanni s'inchina ed +esce. Donna Matilde Spina è sui 45 anni; ancora bella e formosa, per +quanto con troppa evidenza ripari gl'inevitabili guasti dell'età con +una violenta ma sapiente truccatura, che le compone una fiera testa +di walkiria. Questa truccatura assume un rilievo che contrasta e +conturba profondamente nella bocca, bellissima e dolorosa. Vedova da +molti anni, ha per amico il barone Tito Belcredi, che né lei né altri +han mai preso sul serio, almeno in apparenza. Quel che Tito Belcredi +è poi in fondo per lei, lo sa bene lui solo, che perciò può ridere, +se la sua amica ha bisogno di fingere di non saperlo; ridere sempre +per rispondere alle risa che a suo carico le beffe della marchesa +suscitano negli altri. Smilzo, precocemente grigio, un po' più +giovane di lei, ha una curiosa testa d'uccello. Sarebbe vivacissimo, +se la sua duttile agilità (che lo fa spadaccino temutissimo) non +fosse come inguainata in una sonnolenta pigrizia d'arabo, che si +rivela nella strana voce un po' nasale e strascicata. Frida, la +figliuola della marchesa, ha 19 anni. Intristita nell'ombra in cui la +madre imperiosa e troppo vistosa la tiene, è anche offesa, in +quest'ombra, dalla facile maldicenza che quella provoca, non tanto +più a suo danno, ma a danno di lei. È però già per fortuna fidanzata +al marchese Carlo Di Nolli: giovine rigido, molto indulgente verso +gli altri, ma chiuso e fermo in quel poco che crede di poter essere e +valere nel mondo; per quanto forse, in fondo, non lo sappia bene +neanche lui stesso. È, a ogni modo, costernato dalle tante +responsabilità che crede gravino su lui; così che gli altri sì, gli +altri possano parlare, beati loro, e divertirsi; lui no, non perché +non vorrebbe, ma perché proprio non può. Veste di strettissimo lutto +per la recente morte della madre. Il dottor Dionisio Genoni ha una +bella faccia svergognata e rubiconda da satiro; con occhi +fuoruscenti, corta barbettina arguta, lucida come d'argento: belle +maniere, quasi calvo. Entrano costernati, quasi paurosi, guardando la +sala con curiosità (tranne il Di Nolli); e parlano dapprima a bassa +voce.</i></p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah, magnifico! magnifico!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Interessantissimo! Anche nelle cose il delirio che torna +così appunto! Magnifico, sì sì, magnifico.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (che ha cercato con gli occhi in giro il suo ritratto, +scoprendolo e accostandosi).</i> Ah, eccolo là!</p> + +<p class="sta"><i>Mirandolo a giusta distanza, mentre insorgono in lei sentimenti +diversi.</i></p> + +<p class="cont">Sì sì... Oh, guarda... Dio mio...</p> + +<p class="sta"><i>chiama la figlia:</i></p> + +<p class="cont">Frida, Frida... Guarda...</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Ah, il tuo ritratto!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma no! Guarda! Non sono io: sei tu, là!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Sì, è vero? Ve lo dicevo io.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma non avrei mai creduto tanto!</p> + +<p class="sta"><i>Scotendosi come per un brivido alla schiena:</i></p> + +<p class="cont">Dio, che senso!</p> + +<p class="sta"><i>Poi, guardando la figliola:</i></p> + +<p class="cont">Ma come, Frida?</p> + +<p class="sta"><i>Se la stringe accanto, cingendole con un braccio la vita.</i></p> + +<p class="cont">Vieni! Non ti vedi in me, tu, là?</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Mah! Io, veramente...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Non ti sembra? Ma come non ti sembra?</p> + +<p class="sta"><i>Voltandosi al Belcredi:</i></p> + +<p class="cont">Guardate voi, Tito! Ditelo voi!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (senza guardare).</i> Ah, no, io non guardo! Per me, <i>a +priori</i>, no!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Che stupido! Crede di farmi un complimento!</p> + +<p class="sta"><i>Rivolgendosi al dottor Genoni:</i></p> + +<p class="cont">Dica, dica lei Dottore!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (fa per accostarsi).</i></p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (con le spalle voltate, fingendo di richiamarlo di +nascosto).</i> Ps! No, dottore! Per carità, non si presti!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (smarrito e sorridente).</i> E perché non mi dovrei prestare?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma non gli dia retta! Venga! È insoffribile!</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Fa di professione lo scemo, non lo sa?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (al Dottore, vedendolo andare).</i> Si guardi i piedi, si +guardi i piedi, dottore! i piedi!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (c.s.).</i> I piedi? Perché?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ha le scarpe di ferro.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Io?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Sissignore. E va incontro a quattro piedini di vetro.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (ridendo forte).</i> Ma no! Mi pare che—dopo tutto—non ci sia +da stupirsi che una figlia somigli alla madre...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Patatràc! Ecco fatto!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (esageratamente adirata, venendo incontro al +Belcredi).</i> Perché patatràc? Che cos'è? Che cos'ha detto?</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (candidamente).</i> Non è forse cosi?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (rispondendo alla marchesa).</i> Ha detto che non c'è da +stupirsi; mentre voi ne siete tanto stupita. E perché, allora, +scusate, se la cosa è per voi adesso così naturale?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (ancora più adirata).</i> Sciocco! Sciocco! Appunto +perché è così naturale! Perché non c'è mica mia figlia, là.</p> + +<p class="sta"><i>Indica la tela.</i></p> + +<p class="cont">Quello è il mio ritratto! E trovarci mia figlia, invece che me, m'ha +stupito; e il mio stupore, vi prego di credere, è stato sincero, e vi +proibisco di metterlo in dubbio!</p> + +<p class="sta"><i>Dopo questa violenta sfuriata, un momento di silenzio impacciato in +tutti.</i></p> + +<p class="sp"><i>Frida (piano, seccata).</i> Dio mio, sempre così... Per ogni nonnulla, +una discussione.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (piano anche lui, quasi con la coda tra le gambe, in tono +di scusa).</i> Non ho messo in dubbio nulla, io. Ho notato che tu, fin +da principio non hai condiviso lo stupore di tua madre; o, se di +qualche cosa ti sei stupita, è stato perché le sembrasse tanta la +rassomiglianza tra te e quel ritratto.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Sfido! Perché lei non può conoscersi in me com'ero +alla sua età; mentre io, là, posso bene riconoscermi in lei com'è +adesso.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Giustissimo! Perché un ritratto è lì sempre fisso in un +attimo; lontano e senza ricordi per la marchesina; mentre tutto ciò +che esso può ricordare alla signora Marchesa: mosse, gesti, sguardi, +sorrisi, tante cose che lì non ci sono...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ecco, appunto!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (seguitando, rivolto a lei).</i> Lei, naturalmente, può +rivederle vive, ora, in sua figlia.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma lui deve guastarmi sempre ogni minimo abbandono +al sentimento più spontaneo, cosi, per il gusto di farmi stizzire.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (abbagliato dai lumi che ha dato, ripiglia con un tono +professionale, rivolto al Belcredi).</i> La rassomiglianza, caro barone, +nasce spesso da cose imponderabili! E così difatti si spiega che...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (Per interrompere la lezione).</i> Che qualcuno può trovare +anche qualche rassomiglianza tra me e lei, caro professore!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Lasciamo andare, lasciamo andare, vi prego.</p> + +<p class="sta"><i>Accenna ai due usci a destra per avvertire che di là c'è qualcuno +che può sentire.</i></p> + +<p class="cont">Ci siamo svagati troppo, venendo...</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Sfido! Quando c'è lui...</p> + +<p class="sta"><i>accenna al Belcredi.</i></p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (subito).</i> Volevo bene perciò che non venisse!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma se avete fatto tanto ridere alle mie spalle! Che +ingratitudine!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Basta, ti prego. Tito! Qua c'è il dottore, e siamo venuti +per una cosa molto seria, che tu sai quanto mi prema.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ecco, sì. Vediamo di precisare bene, prima, alcuni punti. +Questo suo ritratto, scusi, signora marchesa, come si trova qua? Lo +regalò lei, allora?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> No, no. A qual titolo avrei potuto regalarglielo? Io +ero allora come Frida, e neppure fidanzata. Lo cedetti, tre o +quattt'anni dopo la disgrazia: lo cedetti per le vive insistenze di +sua madre.</p> + +<p class="sta"><i>Accenna al Di Nolli.</i></p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Che era sorella di lui?</p> + +<p class="sta"><i>Accenna verso gli usci a destra, alludendo a Enrico IV.</i></p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Sì, dottore: ed è un debito—questa nostra venuta +qua—verso mia made, che m'ha lasciato da un mese. Invece di trovarmi +qua, io e lei</p> + +<p class="sta"><i>accenna a Frida</i></p> + +<p class="cont">dovremmo essere in viaggio...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> E assorti in ben altre cure, capisco!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Mah! È morta con la ferma fede che fosse prossima la +guarigione di questo suo fratello adorato.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> E non mi può dire scusi, da quali segni lo arguisse?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Pare da un certo discorso strano che egli le fece, poco +prima che la mamma morisse.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Un discorso? Ecco... ecco... sarebbe utilissimo, +utilissimo conoscerlo, per bacco!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ah, io non lo so! So che la mamma ritornò da quella sua +ultima visita, angosciata; perché pare che egli sia stato di una +tenerezza insolita, quasi presago della prossima fine di lei. Dal suo +letto di morte, ella si fece promettere da me che non lo avrei mai +trascurato; che lo avrei fatto vedete, visitare...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ecco. Va bene. Vediamo, vediamo prima... Tante volte, le +minime cause... Questo ritratto, dunque...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Oh Dio, non credo, dottore, che ci si debba dare una +soverchia importanza. Ha fatto impressione a me, perché non lo +rivedevo da tanti anni.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Prego, prego... abbia pazienza...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma sì! Sta lì da una quindicina d'anni...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Più! Più di diciotto, ormai!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Prego, scusino; se non sanno ancora che cosa io +voglia domandare! Io faccio molto assegnamento, molto, su questi +due ritratti, eseguiti, m'immagino, prima della famosa—e +disgraziatissima—cavalcata; non è vero?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Eh, certo!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Quand'egli era dunque perfettamente in sensi, ecco—volevo +dir questo!—Propose lui, a lei, di farselo eseguire?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma no, dottore! Ce lo facemmo eseguire tanti di +quelli che prendemmo parte alla cavalcata. Così, per serbarne un +ricordo.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Me lo feci fare anch'io, il mio, di «Carlo d'Angiò »!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Appena furono pronti i costumi.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Perché, vede? ci fu la proposta di raccoglierli tutti, +per ricordo, come in una galleria, nel salone della villa dove si +fece la cavalcata. Ma poi ciascuno volle tenersi il suo.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> E questo mio, come le ho detto, io lo cedetti—senza +poi tanto rincrescimento—perché sua madre...</p> + +<p class="sta"><i>accenna di nuovo al Di Nolli.</i></p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Non sa se fu lui a richiederlo?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ah, non so! Forse... O fu la sorella, per +assecondare amorosamente...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Un'altra cosa, un'altra cosa! L'idea della cavalcata venne +a lui?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (subito).</i> No no, venne a me! venne a me!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Prego...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Non gli dia retta. Venne al povero Belassi.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma che Belassi!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (al Dottore).</i> Il conte Belassi, che morì, poverino, +due o tre mesi dopo.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma se non c'era Belassi, quando...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (seccato dalla minaccia di una nuova discussione).</i> Scusi, +dottore, è proprio necessario stabilire a chi venne l'idea?</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Eh sì, mi servirebbe...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma se venne a me! Oh questa è bella! Non avrei mica da +gloriarmene, dato l'effetto che poi ebbe, scusate! Fu, guardi, +dottore—me ne ricordo benissimo—una sera sui primi di novembre, al +Circolo. Sfogliavo una rivista illustrata, tedesca (guardavo soltanto +le figure, s'intende, perché il tedesco io non lo so). In una c'era +l'Imperatore, in non so quale città universitaria dov'era stato +studente.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Bonn, Bonn.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Bonn, va bene. Parato, a cavallo, in uno degli strani +costumi tradizionali delle antichissime società studentesche della +Germania; seguito da un corteo d'altri studenti nobili, anch'essi a +cavallo e in costume. L'idea mi nacque da quella vignetta. Perché +deve sapere che al Circolo si pensava di fare qualche grande +mascherata per il prossimo carnevale. Proposi questa cavalcata +storica: storica, per modo di dire: babelica. Ognuno di noi doveva +scegliersi un personaggio da rappresentare, di questo o di quel +secolo: re o imperatore, o principe, con la sua dama accanto, regina +o imperatrice, a cavallo. Cavalli bardati, s'intende, secondo il +costume dell'epoca. E la proposta fu accettata.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Io l'invito lo ebbi da Belassi.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Appropriazione indebita, se vi disse che l'idea era sua. +Non c'era neppure, vi dico, quella sera al Circolo, quando feci la +proposta. Come non c'era del resto neanche lui!</p> + +<p class="sta"><i>allude a Enrico IV.</i></p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> E lui allora scelse il personaggio di Enrico IV!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Perché io—indotta nella scelta dal mio nome—così, +senza pensarci più che tanto—dissi che volevo essere la <i>Marchesa +Matilde di Toscana.</i></p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Non... non capisco bene la relazione...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Eh, sa! Neanch'io da principio, quando mi sentii +rispondere da lui, che sarebbe stato allora ai miei piedi, come a +Canossa, Enrico IV. Sì, sapevo di Canossa; ma dico la verità, non mi +ricordavo bene la storia; e mi fece anzi una curiosa impressione, +ripassandomela per prepararmi a sostenere la mia parte, ritrovarmi +fedelissima e zelantissima amica di Papa Gregorio VII, in feroce +lotta contro l'impero di Germania. Compresi bene allora, perché, +avendo io scelto di rappresentate il personaggio della sua +implacabile nemica, egli mi volle essere accanto, in quella +cavalcata, da Enrico IV.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ah! Perché forse...?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Dottore, Dio mio, perché lui le faceva allora una corte +spietata, e lei</p> + +<p class="sta"><i>indica la Marchesa</i></p> + +<p class="cont">naturalmente...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (punta, con fuoco).</i> Naturalmente, appunto! +naturalmente! E allora più che mai «naturalmente»!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (mostrandola).</i> Ecco: non poteva soffrirlo!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma non è vero! Non mi era mica antipatico. +Tutt'altro! Ma per me, basta che uno voglia farsi prendere sul +serio...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (seguitando).</i> Le dà la prova più lampante della sua +stupidità!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> No, caro! In questo caso, no. Perché lui non era +mica uno stupido come voi.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Io non mi sono mai fatto prendere sul serio!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ah lo so bene! Ma con lui, però, non c'era da +scherzare.</p> + +<p class="sta"><i>Con altro tono, rivolgendosi al Dottore:</i></p> + +<p class="cont">Càpita, tra le tante disgrazie a noi donne, caro dottore, di vederci +davanti, ogni tanto, due occhi che ci guardano con una contenuta, +intensa promessa di sentimento duraturo!</p> + +<p class="sta"><i>Scoppia a ridere stridulamente.</i></p> + +<p class="cont">Niente di più buffo. Se gli uomini si vedessero con quel «duraturo» +nello sguardo... —Ne ho riso sempre cosi! E allora, più che mai.—Ma +debbo fare una confessione: posso farla, adesso dopo venti e più +anni.—Quando risi così di lui, fu anche per paura. Perché forse a +una promessa di quegli occhi si poteva credere. Ma sarebbe stato +pericolosissimo.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (con vivo interesse, concentrandosi).</i> Ecco, ecco, +questo—questo m'interesserebbe molto di sapere.—Pericolosissimo?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (con leggerezza).</i> Appunto perché non era come gli +altri! E dato che anch'io... sì, via, sono... sono un po' così... più +d'un po', per dire la verità...</p> + +<p class="sta"><i>cerca una parola modesta</i></p> + +<p class="cont">—insofferente, ecco, insofferente di tutto quanto è compassato e +così afoso!—Ma ero allora troppo giovane, capite? e donna: dovevo +rodere il freno.—Ci sarebbe voluto un coraggio, che non mi sentii di +avere.—Risi anche di lui. Con rimorso, anzi con un vero dispetto +contro me stessa, poi, perché vidi che il mio riso si confondeva con +quello di tutti gli altri—sciocchi—che si facevano beffe di lui.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Press'a poco, come di me.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Voi fate ridere con la smorfia d'abbassarvi sempre, +caro mio, mentre lui, al contrario! C'è una bella differenza!—E poi, +a voi, vi si ride in faccia!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Eh, dico, meglio che alle spalle.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Veniamo a noi, veniamo a noi!—Dunque, già un po' esaltato +era, a quanto mi pare di aver compreso!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Sì, ma in un modo così curioso, dottore!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Come sarebbe?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ecco, direi... a freddo...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma che a freddo! Era così, dottore, un po' strano, +certo; ma perché ricco di vita: estroso!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Non dico che simulasse l'esaltazione. Al contrario, anzi; +s'esaltava spesso veramente. Ma potrei giurare, dottore, che si +vedeva subito, lui stesso, nell'atto della sua esaltazione, ecco. E +credo che questo dovesse avvenirgli per ogni moto più spontaneo. Dico +di più: sono certo che doveva soffrirne. Aveva, a volte, scatti di +rabbia comicissimi contro se stesso!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Quest'è vero!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (a Donna Matilde).</i> E perché? <i>(Al Dottore)</i> A mio vedere, +perché quella subitanea lucidità di presentazione lo poneva fuori, a +un tratto, d'ogni intimità col suo stesso sentimento, che gli +appariva—non finto, perché era sincero—ma come qualche cosa a cui +dovesse dare lì per lì il valore... che so? d'un atto d'intelligenza, +per sopperire a quel calore di sincerità cordiale, che si sentiva +mancare. E improvvisava, esagerava, si lasciava andare, ecco, per +stordirsi e non vedersi più. Appariva incostante, fatuo e... sì, +diciamolo, anche ridicolo, qualche volta.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> E... dica, insocievole?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> No, che! Ci stava! Concertatore famoso di quadri +plastici, di danze, di recite di beneficenza; così per ridere, +beninteso! Ma recitava benissimo, sa?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ed è diventato, con la pazzia, un attore magnifico e +terribile!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma fin da principio! Si figuri che, quando avvenne la +disgrazia dopo che cadde da cavallo...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Battè la nuca, è vero?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ah, che orrore! Era accanto a me! Lo vidi tra le +zampe del cavallo che s'era impennato...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma noi non credemmo affatto dapprima, che si fosse fatto +un gran male. Sì, ci fu un arresto, un po' di scompiglio nella +cavalcata; si voleva vedere che cosa fosse accaduto; ma già era stato +raccolto e trasportato nella villa.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Niente, sa! Neanche la minima ferita! neanche una +goccia di sangue!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Si credette soltanto svenuto...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> E quando, circa due ore dopo...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Già, ricomparve nel salone della villa—ecco, questo +volevo dire...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ah, ma che faccia aveva! Io me ne accorsi subito!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma no! Non dite! Non ce n'accorgemmo nessuno, dottore, +capite?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Sfido! Perché eravate tutti come pazzi!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Recitava ognuno per burla la sua parte! Era una vera +babele!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Lei immagina, dottore, che spavento, quando si +comprese che egli invece, la sua, la recitava sul serio?</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ah, perché anche lui, allora...?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma sì! Venne in mezzo a noi! Credemmo che si fosse +rimesso e che avesse preso a recitate anche lui, come tutti noi... +meglio di noi, perché—come le dico—era bravissimo, lui! Insomma, +che scherzasse!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Cominciarono a fustigarlo...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> E allora... —era armato—da re—sguainò la spada, +avventandosi contro due o tre. Fu un momento di terrore per tutti!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Non dimenticherò mai quella scena, di tutte le +nostre facce mascherate, sguajate e stravolte, davanti a quella +terribile maschera di lui, che non era più una maschera, ma la +Follia!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Enrico IV, ecco! Proprio Enrico IV in persona, in un +momento di furore!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Dovette influire, io dico, l'ossessione di quella +mascherata, dottore, l'ossessione che per più di un mese se n'era +fatta. La metteva sempre in tutto ciò che faceva, questa ossessione!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Quello che studiò per prepararsi! Fino ai minimi +particolari... le minuzie...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ah, è facile! Quella che era ossessione momentanea, si +fissò, con la caduta e la percossa alla nuca, che determinarono il +guasto cerebrale. Si fissò, perpetuandosi. Si può diventare scemi, si +può diventare pazzi.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (a Frida e al Di Nolli).</i> Capite che scherzi, carini miei?</p> + +<p class="sta"><i>Al Di Nolli:</i></p> + +<p class="cont">Tu avevi quattro o cinque anni;</p> + +<p class="sta"><i>a Frida:</i></p> + +<p class="cont">a tua madre pare che tu l'abbia sostituita là in quel ritratto, dove +ancora non pensava neppur lontanamente che ti avrebbe messa al mondo: +io sono già coi capelli grigi; e lui: eccolo là</p> + +<p class="sta"><i>indica il ritratto</i></p> + +<p class="cont">—taf! una botta alla nuca—e non si è più mosso di là: Enrico IV.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (che se ne è stato assorto a meditare, apre le mani davanti +al volto come per concentrar l'altrui attenzione, e fa per mettersi a +dare la sua spiegazione scientifica).</i> Ecco, ecco, dunque, signori +miei: è proprio questo...</p> + +<p class="sta"><i>Ma all'improvviso s'apre il primo uscio a destra (quello più vicino +alla ribalta) e viene fuori Bertoldo tutto alterato in viso.</i></p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (irrompendo come uno che non ne possa più).</i> Permesso? +Scusino...</p> + +<p class="sta"><i>S'arresta però di botto per lo scompiglio che la sua comparsa +suscita subito negli altri.</i></p> + +<p class="sp"><i>Frida (con un grido di spavento, riparandosi).</i> Oh Dio! Eccolo!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (ritraendosi sgomenta, con un braccio levato per non +vederlo).</i> È lui? È lui?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (subito).</i> Ma no! ma no! State tranquille!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (stupito).</i> E chi è?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Uno scappato dalla nostra mascherata!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> È uno dei quattro giovani che teniamo qua, per secondare +la sua follia.</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Io chiedo scusa, signor Marchese...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma che scusa! Avevo dato ordine che le porte fossero +chiuse a chiave, e che nessuno entrasse qua!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Sissignore! Ma io non ci resisto! E le chiedo licenza +d'andarmene!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ah, voi siete quello che doveva assumere il servizio +questa mattina!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Sissignore, e le dico che non ci resisto...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (al Di Nolli con viva costernazione).</i> Ma dunque non è +cosi tranquillo, come dicevi?</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (subito).</i> No, no, signora! Non è lui! Sono i miei tre +compagni! Lei dice «secondare», signor Marchese? Ma che secondare! +Quelli non secondano: i veri pazzi sono loro! Io entro qua per la +prima volta; e, invece di ajutarmi, signor Marchese...</p> + +<p class="sta"><i>Sopravvengono dallo stesso uscio a destra Landolfo e Arialdo, in +fretta, con ansia, ma arrestandosi davanti all'uscio prima di farsi +avanti.</i></p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Permesso?</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Permesso, signor Marchese?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Avanti! Ma insomma che cos'è? Che cosa fate?</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Oh Dio, io me ne scappo, me ne scappo: ho paura!</p> + +<p class="sta"><i>fa per avviarsi verso l'uscio a sinistra.</i></p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (subito trattenendola).</i> Ma no, Frida!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Signor Marchese, questo sciocco...</p> + +<p class="sta"><i>indica Bertoldo.</i></p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (Protestando).</i> Ah no, grazie tante, cari miei! Io così non +ci sto! non ci sto!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ma come non ci stai?</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> ha guastato tutto, signor Marchese, scappandosene qua!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Lo ha fatto montare sulle furie! Non possiamo più +trattenerlo di là. Ha dato ordine che sia arrestato, e vuole subito +«giudicarlo» dal trono!—Come si fa?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma chiudete! Chiudete! Andate a chiudere quella porta!</p> + +<p class="sta"><i>Landolfo va a chiudere.</i></p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Non sarà possibile al solo Ordulfo trattenerlo...</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ecco, signor Marchese; se si potesse subito, almeno, +annunziargli la loro visita, per distornarlo. Se lor signori hanno +già pensato sotto qual veste presentarsi...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Sì, sì, s'è pensato a tutto.</p> + +<p class="sta"><i>Al Dottore:</i></p> + +<p class="cont">Se lei, dottore, crede di poter fate subito la visita...</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Io no, io no, Carlo! Mi ritiro. E anche tu, mamma, per +carità, vieni, vieni con me!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Dico... non sarà mica ancora armato?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma no! che armato, dottore!</p> + +<p class="sta"><i>A Frida:</i></p> + +<p class="cont">Scusami, Frida, ma codesto tuo timore è proprio puerile! Sei voluta +venire...</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Ah non io, ti prego: è stata la mamma!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (con risoluzione).</i> E io sono pronta! Insomma, che +dobbiamo fare?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> È proprio necessario, scusate, camuffarci in quel modo?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Indispensabile! indispensabile, signore! Eh, pur troppo, +ci vede...</p> + +<p class="sta"><i>mostra il suo costume.</i></p> + +<p class="cont">Guai se vedesse lor signori, così, in abiti d'oggi!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Crederebbe a un travestimento diabolico.</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Come a voi appajono travestiti loro, così a lui, nei +nostri panni, appariremmo travestiti noi.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> E non sarebbe nulla, forse, signor Marchese, se non +dovesse parergli che fosse per opera del suo mortale nemico.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Il Papa Gregorio VII!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Appunto! Dice che era un «pagano»!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Il papa? Non c'è male!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sissignore. E che evocava i morti! Lo accusa di tutte le +arti diaboliche. Ne ha una paura terribile.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Il delirio persecutorio!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Infurierebbe!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (a Belcredi).</i> Ma non è necessario che tu ci sia, scusa. +Noi ce ne andremo di là. Basta che lo veda il dottore.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Dice... io solo?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma ci sono loro!</p> + +<p class="sta"><i>indica i tre giovani.</i></p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> No, no... dico se la signora Marchesa...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma sì! Voglio esserci anch'io! Voglio esserci +anch'io! Voglio rivederlo!</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Ma perché, mamma? Ti prego... Vieni con noi!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (imperiosa).</i> Lasciami fare! sono venuta per questo!</p> + +<p class="sta"><i>A Landolfo.</i></p> + +<p class="cont">Io sarò «Adelaide», la madre.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ecco, benissimo. La madre dell'imperatrice Berta, +benissimo! Basterà allora che la signora si cinga la corona ducale e +indossi un manto che la nasconda tutta.</p> + +<p class="sta"><i>Ad Arialdo.</i></p> + +<p class="cont">Vai, vai, Arialdo!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Aspetta: e il signore?</p> + +<p class="sta"><i>accennando al Dottore.</i></p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ah, sì... abbiamo detto, mi pare, il Vescovo... il Vescovo +Ugo di Cluny.</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Il signore vuol dire l'Abate? Benissimo: Ugo di Cluny.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> E già venuto qua tant'altre volte...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (stupito).</i> Come, venuto?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Non abbia paura. Voglio dire che, essendo un +travestimento spiccio...</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> S'è usato altre volte.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ma...</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Non c'è pericolo che se ne ricordi. Guarda più all'abito +che alla persona.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Questo è bene anche per me, allora.</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Noi andiamo, Frida! Vieni, vieni con noi, Tito!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah no: se resta lei</p> + +<p class="sta"><i>indica la Marchesa,</i></p> + +<p class="cont">resto anch'io.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma non ho affatto bisogno di voi!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Non dico che ne abbiate bisogno. Ho piacere di rivederlo +anch'io. Non è permesso?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sì, forse sarebbe meglio che fossero in tre.</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> E allora, il signore?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Mah, veda di trovare un travestimento spiccio anche per +me.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (ad Arialdo).</i> Sì, ecco: di cluniacense.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Cluniacense? Come sarebbe?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Una tonaca da benedettino dell'Abazia di Cluny. Figurerà +al seguito di Monsignore.</p> + +<p class="sta"><i>Ad Arialdo:</i></p> + +<p class="cont">Vai, vai!</p> + +<p class="sta"><i>A Bertoldo:</i></p> + +<p class="cont">E anche tu, via; e non ti far vedere per tutto quest'oggi!</p> + +<p class="sta"><i>Ma, appena li vede avviare,</i></p> + +<p class="cont">Aspettate.</p> + +<p class="sta"><i>A Bertoldo:</i></p> + +<p class="cont">Porta qua tu gl'indumenti che lui ti darà</p> + +<p class="sta"><i>Ad Arialdo:</i></p> + +<p class="cont">E tu vai subito ad annunziare la visita della «Duchessa Adelaide» e +di «Monsignore Ugo di Cluny». Intesi?</p> + +<p class="sta"><i>Arialdo e Bertoldo via per il primo uscio a destra.</i></p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Noi allora ci ritiriamo.</p> + +<p class="sta"><i>Via con Frida per l'uscio a sinistra.</i></p> + +<p class="sp"><i>Dottore (a Landolfo).</i> Mi dovrebbe, credo, veder bene sotto le vesti +di Ugo di Cluny.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Benissimo. Stia tranquillo. Monsignore è stato sempre +accolto qua con gande rispetto. E anche lei stia tranquilla, signora +Marchesa. Ricorda sempre che deve all'intercessione di loro due se, +dopo due giorni di attesa, in mezzo alla neve, già quasi assiderato, +fu ammesso nel castello di Canossa alla presenza di Gregorio VII che +non voleva riceverlo.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> E io, scusate?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Lei si tenga rispettosamente da parte.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (irritata, molto nervosa).</i> Fareste bene ad andarvene!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (piano, stizzoso).</i> Voi siete molto commossa...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (fiera).</i> Sono come sono! Lasciatemi in pace!</p> + +<p class="sta"><i>Rientra Berloldo con gli indumenti.</i></p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (vedendolo entrare).</i> Ah, ecco qua gli abiti! Questo manto, +per la Marchesa.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Aspettate, mi levo il cappello!</p> + +<p class="sta"><i>Eseguisce, e lo porge a Bertoldo.</i></p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Lo porterai di là.</p> + +<p class="sta"><i>Poi alla Marchesa, accennando di cingerle in capo la corana ducale.</i></p> + +<p class="cont">Permette?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma, Dio mio, non c'è uno specchio qua?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ci sono di là.</p> + +<p class="sta"><i>indica l'uscio a sinistra.</i></p> + +<p class="cont">Se la signora Marchesa vuol fare da sè...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Sì, sì, sarà meglio, date qua; faccio subito.</p> + +<p class="sta"><i>Riprende il cappello ed esce con Berloldo che reca il manto e la +corona. Nel mentre il Dottore e Belcredi indosseranno da sè, alla +meglio, le tonache da benedettini.</i></p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Questa di far da benedettino, dico la verità, non me la +sarei mai aspettata. Oh, dico: è una pazzia che costa fior di +quattrini!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Mah! Anche tant'altre pazzie veramente...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Quando, per secondarle, si ha a disposizione un +patrimonio...</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sissignore. Abbiamo di là un intero guardaroba, tutto di +costumi del tempo, eseguiti a perfezione, su modelli antichi. È mia +cura particolare: mi rivolgo a sartorie teatrali competenti. Si +spende molto.</p> + +<p class="sta"><i>Donna Matilde rientra parata col manto e la corona.</i></p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (subito, ammirandola).</i> Ah, magnifica! Veramente regale!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (vedendo Belcredi e scoppiando a ridere).</i> Oh Dio! ma +no; levatevi! Voi siete impossibile! Sembrate uno struzzo vestito da +monaco!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> E guardate il dottore!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Eh, pazienza... pazienza.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma no, meno male, il dottore... Voi fate proprio +ridere!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (a Landolfo).</i> Ma si fanno dunque molti ricevimenti qua?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Secondo. Tante volte ordina che gli si presenti questo o +quel personaggio. E allora bisogna cercar qualcuno che si presti. +Anche donne...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (ferita, e volendo nasconderlo).</i> Ah! Anche donne?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Eh, prima, sì... Molte.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (ridendo).</i> Oh bella! In costume?</p> + +<p class="sta"><i>indicando la Marchesa.</i></p> + +<p class="cont">Così?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Mah, sa: donne, di quelle che...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Che si prestano, ho capito!</p> + +<p class="sta"><i>Perfido, alla Marchesa:</i></p> + +<p class="cont">Badate, che diventa per voi pericoloso!</p> + +<p class="sta"><i>Si apre il secondo uscio a destra e appare Arialdo, che fa prima, di +nascosto, un cenno per arrestare ogni discorso nella sala, e poi +annunzia solennemente:</i></p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Sua Maestà l'Imperatore!</p> + +<p class="sta"><i>Entrano prima i due Valletti che vanno a postarsi ai Piedi +del trono. Poi entra tra Ordulfo e Arialdo, che si tengono +rispettosamente un po' indietro, Enrico IV. È presso alla +cinquantina, pallidissimo, e già grigio sul dietro del capo; invece +sulle tempie e sulla fronte, appare biondo, per via di una tintura +quasi puerile, evidentissima; e sui pomelli, in mezzo al tragico +pallore, ha un trucco rosso da bambola, anch'esso evidentissimo. +Veste sopra l'abito regale un sajo da penitente, come a Canossa. +Ha negli occhi una fissità spasimosa, che fa spavento; in contrasto +con l'atteggiamento della persona che vuol essere d'umiltà +pentita, tanto più ostentata quanto più sente che immeritato è +quell'avvilimento.—Ordulfo regge a due mani la corona imperiale. +Arialdo lo scettro con l'Aquila e il globo con la Croce.</i></p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (inchinandosi prima a Donna Matilde, poi al dottore).</i> +Madonna... Monsignore...</p> + +<p class="sta"><i>Poi guarda il Belcredi e fa per inchinarsi anche a lui, ma si volge +a Landolfo che gli si è fatto presso, e domanda sottovoce con +diffidenza.</i></p> + +<p class="cont">È Pietro Damiani?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> No, Maestà, è un monaco di Cluny che accompagna l'Abate.</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (torna a spiare il Belcredi con crescente diffidenza e, +notando che egli si volge sospeso e imbarazzato a Donna Matilde e al +Dottore, come per consigliarsi con gli occhi, si rizza sulla persona +e grida).</i> È Pietro Damiani!—Inutile, Padre, guardare la Duchessa!</p> + +<p class="sta"><i>Subito volgendosi Donna Matilde come a scongiurare un pericolo:</i></p> + +<p class="cont">Vi giuro, vi giuro, Madonna, che il mio animo è cangiato verso +vostra figlia! Confesso che se lui</p> + +<p class="sta"><i>indica il Belcredi</i></p> + +<p class="cont">non fosse venuto a impedirmelo in nome del Papa Alessandro, l'avrei +ripudiata! Sì: c'era chi si prestava a favorire il ripudio: il +vescovo di Magonza, per centoventi poderi.</p> + +<p class="sta"><i>Sogguarda un po' smarrito Landolfo, e dice subito:</i></p> + +<p class="cont">Ma non debbo in questo momento dir male dei vescovi.</p> + +<p class="sta"><i>Ritorna umile davanti a Belcredi:</i></p> + +<p class="cont">Vi sono grato, credetemi che vi sono grato, ora, Pietro Damiani, di +quell'impedimento!—Tutta d'umiliazioni è fatta la mia vita:—mia +madre, Adalberto, Tribur, Goslar—e ora questo sajo che mi vedete +addosso.</p> + +<p class="sta"><i>Cangia tono improvvisamente e dice come uno che, in una parentesi di +astuzia, si ripassi la parte:</i></p> + +<p class="cont">Non importa! Chiarezza d'idee, perspicacia, fermezza di contegno e +pazienza nell'avversa fortuna!</p> + +<p class="sta"><i>Quindi si volge a tutti e dice con gravità compunta:</i></p> + +<p class="cont">So correggere gli errori commessi; e anche davanti a voi, Pietro +Damiani, mi umilio!</p> + +<p class="sta"><i>Si inchina profondamente, e resta lì curvo davanti a lui, come +piegato da un obliquo sospetto che ora gli nasce e che gli fa +aggiungere, quasi suo malgrado, in tono minaccioso:</i></p> + +<p class="cont">Se non è partita da voi l'oscena voce che la mia santa madre, +Agnese, abbia illeciti rapporti col vescovo Enrico d'Augusta!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (poiché Enrico IV resta ancora curvo, col dito appuntato +minacciosamente contro di lui, si pone le mani sul petto, e poi +negando).</i> No... da me, no...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (alzandosi).</i> No, è vero? Infamia!</p> + +<p class="sta"><i>Lo squadra un po' e poi dice:</i></p> + +<p class="cont">Non ve ne credo capace.</p> + +<p class="sta"><i>Si avvicina di Dottore e gli tira un po' la manica ammiccando +furbescamente.</i></p> + +<p class="cont">Sono «loro»! Sempre quelli, Monsignore!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo (piano, con un sospiro, come per suggerire al Dottore).</i> Eh, +sì, i vescovi rapitori.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (per sostenere la parte, volto ad Arialdo).</i> Quelli, eh +già... quelli...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Nulla è bastato a costoro!—Un povero ragazzo, +Monsignore... Si passa il tempo, giocando—anche quando, senza +saperlo, si è re. Sei anni avevo e mi rapirono a mia madre, e contro +lei si servirono di me, ignaro, e contro i poteri stessi della +Dinastia, profanando tutto, rubando, rubando; uno più ingordo +dell'altro: Anno più di Stefano, Stefano più di Anno!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (sottovoce, persuasivo, per richiamarlo).</i> Maestà...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (subito voltandosi).</i> Ah, già! Non debbo in questo momento +dir male dei vescovi.—Ma questa infamia su mia madre, Monsignore, +passa la parte!</p> + +<p class="sta"><i>Guarda la Marchesa e s'intenerisce.</i></p> + +<p class="cont">E non posso neanche piangerla, Madonna.—Mi rivolgo a voi, che +dovreste aver viscere materne. Venne qua a trovarmi, dal suo +convento, or'è circa un mese. Mi hanno detto che è morta.</p> + +<p class="sta"><i>Pausa tenuta, densa di commozione. Poi sorridendo mestissimamente</i></p> + +<p class="cont">Non posso piangerla, perché se voi ora siete qua, e io così</p> + +<p class="sta"><i>mostra il sajo che ha indosso,</i></p> + +<p class="cont">vuol dire che ho ventisei anni.</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo (quasi sottovoce dolcemente per confortarlo).</i> E che dunque +ella è viva, Maestà.</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo (c.s.).</i> Ancora nel suo convento.</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (si volta a guardarli).</i> Già; e posso dunque rimandare ad +altro tempo il dolore.</p> + +<p class="sta"><i>Mostra alla Marchesa, quasi con civetteria, la tintura che si è data +ai capelli.</i></p> + +<p class="cont">Guardate: ancora biondo...</p> + +<p class="sta"><i>Poi piano; come in confidenza:</i></p> + +<p class="cont">Per voi!—Io non ne avrei bisogno. Ma giova qualche segno esteriore. +Termini di tempo, mi spiego, Monsignore?</p> + +<p class="sta"><i>Si riaccosta alla Marchesa, e osservandole i capelli:</i></p> + +<p class="cont">Eh, ma vedo che... anche voi, Duchessa...</p> + +<p class="sta"><i>Strizza un occhio e fa un segno espressivo con la mano:</i></p> + +<p class="cont">Eh, italiana...</p> + +<p class="sta"><i>come a dire: finta; ma senz'ombra di sdegno, anzi con maliziosa +ammirazione:</i></p> + +<p class="cont">Dio mi guardi dal mostrarne disgusto o +meraviglia!—Velleità!—Nessuno vorrebbe riconoscere quel certo +potere oscuro e fatale che assegna limiti alla volontà. Ma, dico, se +si nasce e si muore!—Nascere, Monsignore: voi l'avete voluto? Io +no.—E tra l'un caso e l'altro, indipendenti entrambi dalla nostra +volontà, tante cose avvengono che tutti quanti vorremmo non +avvenissero, e a cui a malincuore ci rassegniamo!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (tanto per dire qualche cosa, mentre lo studia +attentanente).</i> Eh sì, purtroppo!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ecco: quando non ci rassegniamo, vengono fuori le +velleità. Una donna che vuol essere uomo... un vecchio che vuol esser +giovine... —Nessuno di noi mente o finge!—C'è poco da dire: ci +siamo fissati tutti in buona fede in un bel concetto di noi stessi. +Monsignore, però, mentre voi vi tenete fermo, aggrappato con tutte e +due le mani alla vostra tonaca santa, di qua, dalle maniche, vi +scivola, vi scivola, vi sguiscia come un serpe qualche cosa, di cui +non v'accorgete. Monsignore, la vita! E sono sorprese, quando ve la +vedete d'improvviso consistere davanti così sfuggita da voi; dispetti +e ire contro voi stesso; o rimorsi; anche rimorsi. Ah, se sapeste, io +me ne son trovati tanti davanti! Con una faccia che era la mia +stessa, ma così orribile, che non ho potuto fissarla... —</p> + +<p class="sta"><i>Si riaccosta alla Marchesa.</i></p> + +<p class="cont">A voi non è mai avvenuto, Madonna? Vi ricordate proprio di essere +stata sempre la stessa, voi? Oh Dio, ma un giorno... —com'è? com'è +che poteste commettere quella tale azione...</p> + +<p class="sta"><i>La fissa così acutamente negli occhi, da farla quasi smorire.</i></p> + +<p class="cont">—sì, «quella», appunto!—ci siamo capiti. (Oh, state tranquilla che +non la svelerò a nessuno!). E che voi, Pietro Damiani, poteste essere +amico di quel tale...</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (c.s.).</i> Maestà...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (subito).</i> No no, non glielo nomino! So che gli fa tanto +dispetto!</p> + +<p class="sta"><i>Voltandosi a Belcredi, come di sfuggita.</i></p> + +<p class="cont">Che opinione eh? che opinione ne avevate... —Ma tutti, pur non di +meno, seguitiamo a tenerci stretti al nostro concetto, così come chi +invecchia si ritinge i capelli. Che importa che questa mia tintura +non possa essere, per voi, il color vero dei miei capelli?—Voi, +Madonna, certo non ve li tingete per ingannare gli altri, ne voi; ma +solo un poco—poco poco—la vostra immagine davanti allo specchio. Io +lo faccio per ridere. Voi lo fate sul serio. Ma vi assicuro che per +quanto sul serio, siete mascherata anche voi, Madonna; e non dico per +la venerabile corona che vi cinge la fronte, e a cui m'inchino, o per +il vostro manto ducale; dico soltanto per codesto ricordo che volete +fissare in voi artificialmente del vostro color biondo, in cui un +giorno vi siete piaciuta; o del vostro color bruno se eravate bruna: +l'immagine che vien meno della vostra gioventù. A voi, Pietro +Damiani, invece, il ricordo di ciò che siete stato, di ciò che avete +fatto, appare ora riconoscimento di realtà passate, che vi restano +dentro—è vero?—come un sogno. E anche a me—come un sogno—e tante, +a ripensarci, inesplicabili... —Mah!—Nessuna meraviglia, Pietro +Damiani; sarà così domani della nostra vita d'oggi!</p> + +<p class="sta"><i>Tutt'a un tratto infuriandosi e afferrandosi il sajo addosso.</i></p> + +<p class="cont">Questo sajo qua!</p> + +<p class="sta"><i>Con gioia quasi feroce facendo atto di strapparselo, mentre Arialdo, +Ordulfo subito accorrono spaventati, come per trattenerlo.</i></p> + +<p class="cont">Ah per Dio!</p> + +<p class="sta"><i>Si tira indietro e, levandosi il sajo, grida loro:</i></p> + +<p class="cont">Domani, a Bressanone, ventisette vescovi tedeschi e lombardi +firmeranno con me la destituzione di Papa Gregorio VII: non +Pontefice, ma monaco falso!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo (con gli altri due, scongiurandolo di tacere).</i> Maestà, +Maestà, in nome di Dio!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo (invitandolo coi gesti a rimettersi il sajo).</i> Badate a +quello che dite!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Monsignore è qua, insieme con la Duchessa, per +intercedere in vostro favore!</p> + +<p class="sta"><i>E di nascosto fa pressanti segni al Dottore di dire subito qualche +cosa.</i></p> + +<p class="sp"><i>Dottore (smarrito).</i> Ah, ecco... sì... Siamo qua per intercedere...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (subito pentito, quasi spaventato, lasciandosi dai tre +rimettere sulle spalle il sajo e stringendoselo addosso con le mani +convulse).</i> Perdono... sì, sì... perdono, perdono, Monsignore; +perdono, Madonna... Sento, vi giuro, sento tutto il peso +dell'anatema!</p> + +<p class="sta"><i>Si curva, prendendosi la testa fra le mani, come in attesa di +qualche cosa che debba schiacciarlo; e sta un po' così, ma poi con +altra voce, pur senza scomporsi, dice piano, in confidenza a +Landolfo, ad Arialdo e a Ordulfo:</i></p> + +<p class="cont">Ma io non so perché, oggi non riesco a essere umile davanti a quello +lì!</p> + +<p class="sta"><i>E indica, come di nascosto, il Belcredi.</i></p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (sottovoce).</i> Ma perché voi, Maestà, vi ostinate a credere +che sia Pietro Damiani, mentre non è!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (sogguardandolo con timore).</i> Non è Pietro Damiani?</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo.</i> Ma no, è un povero monaco, Maestà!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (dolente, con sospirosa esasperazione).</i> Eh, nessuno di +noi può valutare ciò che fa, quando fa per istinto...Forse voi, +Madonna, potete intendermi meglio degli altri, perché siete donna. +[Questo è un momento solenne e decisivo. Potrei, guardate, ora +stesso, mentre parlo con voi, accettar l'ajuto dei vescovi lombardi e +impossessarmi del Pontefice, assediandolo qui nel Castello; correre a +Roma a eleggervi un antipapa; porgere la mano all'alleanza con +Roberto Guiscardo.—Gregotio VII sarebbe perduto!—Resisto alla +tentazione, e credetemi che sono saggio. Sento l'aura dei tempi e la +maestà di chi sa essere quale deve essere: un Papa!—Vorreste ora +ridere di me, vedendomi così? Sareste tanti stupidi, perché non +capireste che sapienza politica mi consiglia ora quest'abito di +penitenza. Vi dico che le parti, domani, potrebbeto essere invertite! +E che fareste voi allora? Ridereste per caso del Papa in veste di +prigioniero?—No.—Saremmo pari.—Un mascherato io, oggi, da +penitente; lui, domani, da prigioniero. Ma guai a chi non sa portare +la sua maschera, sia da Re, sia da Papa.—Forse egli è ora un po' +troppo crudele: questo sì.] Pensate, Madonna, che Berta, vostra +figlia, per cui, vi ripeto, il mio animo è cangiato</p> + +<p class="sta"><i>si volta improvvisamente a Belcredi e gli grida in faccia, come se +avesse detto di no</i></p> + +<p class="cont">—cangiato, cangiato, per l'affetto e la devozione di cui ha saputo +darmi prova in questo terribile momento!</p> + +<p class="sta"><i>S'arresta, convulso, dallo scatto iroso, e fa sforzi per contenersi, +con un gemito d'esasperazione nella gola; poi si volge di nuovo con +dolce e dolente umiltà alla Marchesa.</i></p> + +<p class="cont">È venuta con me, Madonna, è giù nel cortile; ha voluto seguirmi come +una mendica, ed è gelata, gelata da due notti all'aperto, sotto la +neve! Voi siete sua madre! Dovrebbero muoversi le viscere della +vostra misericordia e implorare con lui,</p> + +<p class="sta"><i>indica il Dottore</i></p> + +<p class="cont">dal Pontefice, il perdono: che ci riceva!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (tremante, con un filo di voce).</i> Ma sì, sì, subito...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Lo faremo, lo faremo!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> E un'altra cosa! Un'altra cosa!</p> + +<p class="sta"><i>Se li chiama intorno e dice piano, in gran segreto:</i></p> + +<p class="cont">Non basta che mi riceva. Voi sapete che egli può «tutto»—vi dico +«tutto»—Evoca perfino i morti!</p> + +<p class="sta"><i>Si picchia il petto.</i></p> + +<p class="cont">Eccomi qua! Mi vedete!—E non c'è arte di magia che gli sia ignota. +Ebbene, Monsignore, Madonna: la mia vera condanna è questa—o +quella—guardate</p> + +<p class="sta"><i>indica il suo ritratto alla parete, quasi con paura,</i></p> + +<p class="cont">di non potermi più distaccare da quest'opera di magia!—Sono ora +penitente, e così resto; vi giuro che ci resto finché Egli non +m'abbia ricevuto. Ma poi voi due, dopo la revoca della scomunica, +dovreste implorarmi questo dal Papa che lo può: di staccarmi di là</p> + +<p class="sta"><i>indica di nuovo il ritratto,</i></p> + +<p class="cont">e farmela vivere tutta, questa mia povera vita, da cui sono +escluso... Non si può aver sempre ventisei anni, Madonna! E io ve lo +chiedo anche per vostra figlia: che io la possa amare come ella si +merita, così ben disposto come sono adesso, intenerito come sono +adesso dalla sua pietà. Ecco. Questo. Sono nelle vostre mani...</p> + +<p class="sta"><i>Si inchina.</i></p> + +<p class="cont">Madonna! Monsignore!</p> + +<p class="sta"><i>E fa per ritirarsi, così inchinandosi, per l'uscio donde è entrato; +se non che, scorto il Belcredi che s'era un po' accostato per +sentire, nel vedergli voltar la faccia verso il fondo e supponendo +che voglia rubargli la corona imperiale posata sul trono, tra lo +stupore e lo sgomento di tutti, corre a prenderla e a nascondersela +sotto il sajo, e con un sorriso furbissimo negli occhi e sulle labbra +torna a inchinarsi ripetutamente e scompare. La Marchesa è così +profondamente commossa, che casca di schianto a sedere, quasi +svenuta.</i></p> + +<h3>Atto Secondo</h3> + +<p class="sta">(Altra sala della villa, contigua a quella del trono, addobbata di +mobili antichi e austeri. A destra, a circa due palmi dal suolo, è +come un coretto, cinto da una ringhiera di legno a pilastrini, +intetrotta lateralmente e sul davanti, ove sono i due gradini +d'accesso. Su questo coretto sarà una tavola e cinque seggioloni di +stile, uno a capo e due per lato. La comune in fondo. A sinistra due +finestre che danno sul giardino. A destra un uscio che dà nella sala +del trono. Nel pomeriggio avanzato dello stesso giorno.)</p> + +<p class="sta"><i>Sono in scena Donna Matilde, il Dottore e Tito Belcredi. Seguitano +una conversazione; ma Donna Matilde si tiene appartata, fosca, +evidentemente infastidita da ciò che dicono gli altri due, a cui +tuttavia non può fare a meno di prestare orecchio, perché nello stato +d'irrequietezza in cui si trova, ogni cosa la interessa suo malgrado, +impedendole di concentrarsi a maturare un proposito più forte di lei, +che le balena e la tenta. Le parole che ode degli altri due +attraggono la sua attenzione, perché istintivamente sente come il +bisogno d'esser trattenuta in quel momento.</i></p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Sarà, sarà come lei dice, caro dottore, ma questa è la +mia impressione.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Non dico di no; ma creda che è soltanto... così, +un'impressione.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Scusi: però l'ha perfino detto, e chiaramente!</p> + +<p class="sta"><i>Voltandosi alla Marchesa:</i></p> + +<p class="cont">Non è vero, Marchesa?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (frastornata, voltandosi).</i> Che ha detto?</p> + +<p class="sta"><i>Poi, non consentendo.</i></p> + +<p class="cont">Ah sì... Ma non per la ragione che voi credete.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Intendeva dei nostri abiti soprammessi: il suo manto</p> + +<p class="sta"><i>indica la Marchesa</i></p> + +<p class="cont">le nostre tonache da benedettini. E tutto questo è puerile.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (di scatto, voltandosi di nuovo sdegnata).</i> Puerile? +Che dice, Dottore?</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Da un canto sì! Prego; mi lasci dire, Marchesa. Ma +dall'altro, molto più complicato di quanto possiate immaginare.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Per me è chiarissimo, invece.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (col sorriso di compatimento d'un competente verso gli +incompetenti).</i> Eh sì! Bisogna intendere questa speciale psicologia +dei pazzi, per cui—guardi—si può essere anche sicuri che un pazzo +nota, può notare benissimo un travestimento davanti a lui; e +assumerlo come tale; e sissignori, tuttavia, crederci; proprio come +fanno i bambini, per cui è insieme giuoco e realtà. Ho detto perciò +puerile. Ma è poi complicatissimo in questo senso, ecco: che egli ha, +deve avere perfettamente coscienza di essere per sè, davanti a se +stesso, una Immagine: quella sua immagine là!</p> + +<p class="sta"><i>Allude al ritratto nella sala del trono, indicando perciò alla sua +sinistra.</i></p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> L'ha detto!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ecco, benissimo!—Un'immagine, a cui si sono fatte innanzi +altre immagini: le nostre, mi spiego? Ora egli, nel suo +delirio—acuto e lucidissimo ha potuto avvertire subito una +differenza tra la sua e le nostre: cioè, che c'era in noi, nelle +nostre immagini, una finzione. E ne ha diffidato. Tutti i pazzi sono +sempre armati d'una continua vigile diffidenza. Ma questo è tutto! A +lui naturalmente non è potuto sembrare pietoso questo nostro giuoco, +fatto attorno al suo. E il suo a noi s'è mostrato tanto più tragico, +quanto più egli, quasi a sfida—mi spiego?—indotto dalla diffidenza, +ce l'ha voluto scoprire appunto come un giuoco; anche il suo, +sissignori, venendoci avanti con un po' di tintura sulle tempie e +sulle guance, e dicendoci che se l'era data apposta, per ridere!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (scattando di nuovo).</i> No. Non è questo, dottore! Non +è questo! non è questo!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ma come non è questo?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (recisa, vibrante).</i> Io sono sicurissima ch'egli m'ha +riconosciuta!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Non è possibile... non è possibile...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (contemporaneamente).</i> Ma che!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (ancora più recisa, quasi convulsa).</i> M'ha +riconosciuta, vi dico. Quand'è venuto a parlarmi da vicino, +guardandomi negli occhi, proprio dentro gli occhi—m'ha riconosciuta!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma se parlava di vostra figlia...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Non è vero!—Di me! Parlava di me!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Sì, forse, quando disse...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (subito, senza riguardo).</i> Dei miei capelli tinti! Ma +non avete notato che aggiunse subito: «oppure il ricordo del vostro +color bruno se eravate bruna» ?—S'è ricordato perfettamente che io, +«allora», ero bruna.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma che! Ma che!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (senza dargli retta, rivolgendosi al Dottore).</i> I miei +capelli, dottore, sono difatti bruni—come quelli di mia figlia. E +perciò s'è messo a parlare di lei!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma se non la conosce, vostra figlia! Se non l'ha mai +veduta!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Appunto! Non capite nulla! Per mia figlia intendeva +me; me com'ero allora!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah, questo è contagio! Questo è contagio!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (piano, con sprezzo).</i> Ma che contagio! Sciocco!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Scusate, siete stata mai sua moglie, voi? Vostra figlia, +nel suo delirio, è sua moglie: Berta di Susa.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma perfettamente! Perché io, non più bruna—com'egli +mi ricordava—ma «così», bionda, mi sono presentata a lui come +«Adelaide» la madre.—Mia figlia per lui non esiste—non l'ha mai +veduta—l'avete detto voi stesso. Che ne sa perciò, se sia bionda o +bruna?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma ha detto bruna, così, in generale, Dio mio! di chi +vuol fissare, comunque, sia bionda sia bruna, il ricordo della +gioventù nel colore dei capelli! E voi al solito vi mettete a +fantasticare!—Dottore, dice che non sarei dovuto venire io—ma non +sarebbe dovuta venire lei!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (abbattuta per un momento dall'osservazione del +Belcredi, e rimasta assorta, ora si riprende, ma smaniosa perché +dubitante).</i> No... no... parlava di me... Ha parlato sempre a me e +con me e di me...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Alla grazia! Non m'ha lasciato un momento di respiro, e +dite che ha parlato sempre di voi? Tranne che non vi sia parso che +alludesse anche a voi, quando parlava con Pietro Damiani!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (con aria di sfida, quasi rompendo ogni freno di +convenienza).</i> E chi lo sa?—Mi sapete dire perché subito, fin dal +primo momento, ha sentito avversione per voi, soltanto per voi?</p> + +<p class="sta"><i>Dal tono della domanda deve risultare infatti, quasi esplicita, la +risposta: «Perché ha capito che voi siete il mio amante!»—Il +Belcredi lo avverte così bene, che lì per lì resta come smarrito in +un vano sorriso.</i></p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> La ragione, scusino, può essere anche nel fatto che gli fu +annunziata soltanto la visita della duchessa Adelaide e dell'Abate di +Cluny. Trovandosi davanti un terzo, che non gli era stato annunziato, +subito la diffidenza...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ecco, benissimo, la diffidenza gli fece vedere in me un +nemico: Pietro Damiani!—Ma se è intestata, che l'abbia +riconosciuta...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Su questo non c'è dubbio!—Me l'hanno detto i suoi +occhi, Dottore: sapete quando si guarda in un modo che... che nessun +dubbio è più possibile! Forse fu un attimo, che volete che vi dica?</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Non è da escludere: un lucido momento...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ecco forse! E allora il suo discorso m'è parso +pieno, tutto, del rimpianto della mia e della sua gioventù—per +questa cosa orribile che gli è avvenuta, e che l'ha fermato lì, in +quella maschera da cui non s'è potuto più distaccare, e da cui si +vuole, si vuole distaccare!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Già! Per potersi mettere ad amar vostra figlia. O +voi,—come credete—intenerito dalla vostra pietà.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Che è tanta, vi prego di credere!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Si vede, Marchesa! Tanta che un taumaturgo vedrebbe più +che probabile il miracolo.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Permettete che parli io adesso? Io non faccio miracoli, +perché sono un medico e non un taumaturgo, io. Sono stato molto +attento a tutto ciò che ha detto, e ripeto che quella certa +elasticità analogica, propria di ogni delirio sistematizzato, è +evidente che in lui è già molto... come vorrei dire? rilassata. Gli +elementi, insomma, del suo delirio non si tengono più saldi a +vicenda. Mi pare che si riequilibri a stento, ormai, nella sua +personalità soprammessa, per bruschi richiami che lo strappano—(e +questo è molto confortante)—non da uno stato di incipiente apatia, +ma piuttosto da un morbido adagiamento in uno stato di malinconia +riflessiva, che dimostra una... sì, veramente considerevole attività +cerebrale. Molto confortante, ripeto. Ora, ecco, se con questo trucco +violento che abbiamo concertato...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (voltandosi verso la finestra, col tono di una malata +che si lamenti).</i> Ma com'è che ancora non ritorna quest'automobile? +In tre ore e mezzo...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> (stordito). Come dice?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Quest'automobile, dottore! Sono più di tre ore e +mezzo!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (cavando e guardando l'orologio).</i> Eh, più di quattro per +questo!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Potrebbe esser qua da mezz'ora, almeno. Ma, al +solito...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Forse non trovano l'abito.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma s'e ho indicato con precisione dov'è riposto!</p> + +<p class="sta"><i>(È impazientissima.)</i></p> + +<p class="cont">Frida, piuttosto... Dov'è Frida?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (sporgendosi un po' dalla finestra).</i> Sarà forse in +giardino con Carlo.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> La persuaderà a vincere la paura...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma non è paura, dottore; non ci creda! È che si secca.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Fatemi il piacere di non pregarla affatto! Io so +com'è!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Aspettiamo, con pazienza. Tanto, si farà tutto in un +momento e dev'esser di sera. Se riusciamo a scrollarlo dicevo, a +spezzare d'un colpo con questo strappo violento i fili già allentati +che lo legano ancora alla sua finzione, ridandogli quello che egli +stesso chiede (l'ha detto: «Non si può aver sempre ventisei anni, +Madonna!») la liberazione da questa condanna che pare a lui stesso +una condanna: ecco, insomma, se otteniamo che riacquisti d'un tratto +la sensazione della distanza del tempo...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (subito).</i> Sarà guarito!</p> + +<p class="sta"><i>Poi sillabando con intenzione ironica:</i></p> + +<p class="cont">Lo distaccheremo!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Potremo sperare di riaverlo, come un orologio che si sia +arrestato a una cert'ora. Ecco, sì, quasi coi nostri orologi alla +mano, aspettare che si rifaccia quell'ora—là, uno scrollo!—-e +speriamo che esso si rimetta a segnare il suo tempo, dopo un così +lungo arresto.</p> + +<p class="sta"><i>Entra a questo punto dalla comune il marchese Carlo Di Nolli.</i></p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ah, Carlo... E Frida? Dove se n'è andata?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Eccola, viene a momenti.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> L'automobile è arrivata?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Sì.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ah sì? E ha portato l'abito?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> È già qui da un pezzo.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Oh, benissimo, allora!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (fremente).</i> E dov'è? Dov'è?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (stringendosi nelle spalle e sorridendo triste, come uno +che si presti mal volentieri a uno scherzo fuor di luogo).</i> Mah... +Ora vedrete...</p> + +<p class="sta"><i>E indicando verso la comune:</i></p> + +<p class="cont">Ecco qua...</p> + +<p class="sta"><i>Si presenta sulla soglia della comune Bertoldo che annuncia con +solennità:</i></p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Sua Altezza la Marchesa Matilde di Canossa!</p> + +<p class="sta"><i>E subito entra Frida magnifica e bellissima; parata con l'antico +abito della madre da «Marchesa Matilde di Toscana» in modo da +figurare, viva, l'immagine effigiata nel ritratto della sala del +trono.</i></p> + +<p class="sp"><i>Frida (passando accanto a Bertoldo che s'inchina, gli dice con +sussiego sprezzante).</i> Di Toscana, di Toscana, prego. Canossa è un +mio castello.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (ammirandola).</i> Ma guarda! Ma guarda! Pare un'altra!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Pare me!—Dio mio, vedete?—Ferma, Frida!—Vedete? È +proprio il mio ritratto, vivo!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Sì, sì... Perfetto! Perfetto! Il ritratto!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Eh sì, c'è poco da dire... È quello! Guarda, guarda! Che +tipo!</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Non mi fate ridere, che scoppio! Dico, ma che vitino avevi, +mamma? Mi son dovuta succhiare tutta, per entrarci!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (convulsa, rassettandola).</i> Aspetta... Ferma... Queste +pieghe... Ti va così stretto veramente?</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Soffoco! Bisognerà far presto, per carità...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Eh, ma dobbiamo prima aspettate che si faccia sera...</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> No no, non ci resisto, non ci resisto fino a sera!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma perché te lo sei indossato così subito?</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Appena l'ho visto! La tentazione! Irresistibile...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Potevi almeno chiamarmi! Fatti ajutare... È ancora +tutto spiegazzato, Dio mio...</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Ho visto, mamma. Ma, pieghe vecchie... Sarà difficile farle +andar via.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Non importa, Marchesa! L'illusione è perfetta.</p> + +<p class="sta"><i>Poi, accostandosi e invitandola a venire un po' avanti alla figlia, +senza tuttavia coprirla:</i></p> + +<p class="cont">Con permesso. Si collochi così—qua—a una certa distanza—un po' +più avanti...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Per la sensazione della distanza del tempo!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (voltandosi a lui, appena).</i> Vent'anni dopo! Un +disastro, eh?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Non esageriamo!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (imbarazzatissimo per rimediare).</i> No, no! Dicevo anche... +dico, dico per l'abito... dico per vedere...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (ridendo).</i> Ma per l'abito, dottore, altro che vent'anni! +Sono ottocento! Un abisso! Glielo vuol far saltare davvero con un +urtone?</p> + +<p class="sta"><i>Indicando prima Frida e poi la Marchesa:</i></p> + +<p class="cont">Da lì a qua? Ma lo raccatterà a pezzi col corbello! Signori miei, +pensateci; dico sul serio: per noi sono vent'anni, due abiti e una +mascherata. Ma se per lui, come lei dice, dottore, s'è fissato il +tempo; se egli vive là</p> + +<p class="sta"><i>indica Frida</i></p> + +<p class="cont">con lei, ottocent'anni addietro: dico sarà tale la vertigine del +salto che, piombato in mezzo a noi...</p> + +<p class="sta"><i>il Dottore fa segno di no col dito</i></p> + +<p class="cont">dice di no?</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> No. Perché la vita, caro barone, riprende! Qua—questa +nostra—diventerà subito reale anche per lui; e lo tratterrà subito, +strappandogli a un tratto l'illusione e scoprendogli che sono appena +venti gli ottocent'anni che lei dice! Sarà, guardi, come certi +trucchi, quello del salto nel vuoto, per esempio, del rito massonico, +che pare chi sa che cosa, e poi alla fine s'è sceso uno scalino.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Oh che scoperta!—Ma sì!—Guardate Frida e la Marchesa, +dottore!—Chi è più avanti?—Noi vecchi, dottore! Si credono più +avanti i giovani; non è vero: siamo più avanti noi, di quanto il +tempo è più nostro che loro.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Eh, se il passato non ci allontanasse!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma no! Da che? Se loro</p> + +<p class="sta"><i>indica Frida e Di Nolli</i></p> + +<p class="cont">debbono fare ancora quel che abbiamo già fatto noi, dottore: +invecchiare, rifacendo su per giù le stesse nostre sciocchezze... +L'illusione è questa, che si esca per una porta davanti, dalla vita! +Non è vero! Se appena si nasce si comincia a morire, chi per prima ha +cominciato è più avanti di tutti. E il più giovine è il padre Adamo! +Guardate là</p> + +<p class="sta"><i>mostra Frida</i></p> + +<p class="cont">d'ottocent'anni più giovane di tutti noi, la Marchesa Matilde di +Toscana.</p> + +<p class="sta"><i>E le si inchina profondamente.</i></p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ti prego, ti prego, Tito: non scherziamo.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah, se ti pare che io scherzi...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma sì, Dio mio... da che sei venuto...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Come! Mi sono perfino vestito da benedettino...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Già! Per fare una cosa seria...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Eh, dico... se è stato serio per gli altri... ecco, per +Frida, ora, per esempio...</p> + +<p class="sta"><i>Poi, voltandosi al Dottore:</i></p> + +<p class="cont">Le giuro, dottore, che non capisco ancora che cosa lei voglia fare.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (seccato).</i> Ma lo vedrà! Mi lasci fare... Sfido! Se lei vede +la Marchesa ancora vestita così...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah, perché deve anche lei...?</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Sicuro! Sicuro! Con un altro abito che è di là, per quanto +a lui viene in mente di trovarsi davanti alla Marchesa Matilde di +Canossa.</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> (mentre conversa piano col Di Nolli, avvertendo che il +dottore sbaglia). Di Toscana! Di Toscana!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (c.s.).</i> Ma è lo stesso!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah, ho capito! Se ne troverà davanti due...?</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Due, precisamente. E allora...</p> + +<p class="sp"><i>Frida (chiamandolo in disparte).</i> Venga qua, dottore, senta!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Eccomi!</p> + +<p class="sta"><i>Si accosta ai due giovani e finge di dar loro spiegazioni.</i></p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (piano, a Donna Matilde).</i> Eh, per Dio! Ma dunque...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (rivoltandosi con viso fermo).</i> Che cosa?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> V'interessa tanto veramente? Tanto da prestarvi a questo? +è enorme per una donna!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Per una donna qualunque!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah no, per tutte, cara, su questo punto! È una +abnegazione...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Gliela devo!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma non mentite! Voi sapete di non avvilirvi.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> E allora? Che abnegazione?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Quanto basta per non avvilire voi agli occhi degli altri, +ma per offendere me.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma chi pensa a voi in questo momento!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (venendo avanti).</i> Ecco, ecco, dunque, sì, sì, faremo +così...</p> + +<p class="sta"><i>Rivolgendosi a Bertoldo:</i></p> + +<p class="cont">Oh, voi: andate a chiamare uno di quei tre là!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Subito!</p> + +<p class="sta"><i>Esce per la comune.</i></p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma dobbiamo fingere prima di licenziarci!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Appunto! Lo faccio chiamare per predisporre il vostro +licenziamento.</p> + +<p class="sta"><i>A Belcredi.</i></p> + +<p class="cont">Tu puoi farne a meno: resta qua!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (tentennando il capo ironicamente).</i> Ma sì, ne faccio a +meno... ne faccio a meno...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Anche per non metterlo di nuovo in diffidenza, capisci?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma sì! <i>Quantitè négligeable!</i></p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Bisogna dargli assolutamente, assolutamente la certezza +che ce ne siamo andati via.</p> + +<p class="sta"><i>Entra dall'uscio a destra Landolfo seguito da Bertoldo.</i></p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Permesso?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Avanti, avanti! Ecco... —Vi chiamate Lolo, voi?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Lolo o Landolfo, come vuole!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Bene, guardate. Adesso il Dottore e la Marchesa si +licenzieranno...</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Benissimo. Basterà dire che hanno ottenuto dal Pontefice +la grazia del ricevimento. È lì nelle sue stanze, che geme pentito di +tutto ciò che ha detto, e disperato che la grazia non l'otterrà. Se +vogliono favorire... Avranno la pazienza di indossare di nuovo gli +abiti...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Sì, sì, andiamo, andiamo...</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Aspettino. Mi permetto di suggerir loro una cosa: +d'aggiungere che anche la Marchesa Matilde di Toscana ha implorato +con loro dal Pontefice la grazia, che sia ricevuto.</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ecco! Vedete se m'ha riconosciuta?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> No. Mi perdoni. È che teme tanto l'avversione di quella +Marchesa che ospitò il Papa nel suo Castello. È strano: nella storia, +che io sappia—ma lor signori sono certo in grado di saperlo meglio +di me—non è detto, è vero, che Enrico IV amasse segretamente la +Marchesa di Toscana?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (subito).</i> No: affatto. Non è detto! Anzi tutt'altro!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ecco, mi pareva! Ma egli dice d'averla amata—lo dice +sempre... —E ora teme che lo sdegno di lei per questo amore segreto +debba agire a suo danno sull'animo del Pontefice.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Bisogna fargli intendere che questa avversione non c'è +più!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ecco! Benissimo!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (a Landolfo).</i> Benissimo, già!</p> + +<p class="sta"><i>Poi, a Belcredi</i></p> + +<p class="cont">Perché è precisamente detto nella storia, se voi non lo sapete, che +il Papa si arrese proprio alle preghiere della Marchesa Matilde e +dell'Abate di Cluny. E io vi so dire, caro Belcredi, che +allora—quando si fece la cavalcata—intendevo appunto avvalermi di +questo per dimostrargli che il mio animo non gli era più tanto +nemico, quanto egli si immaginava.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma allora, a meraviglia, cara Marchesa! Seguite, seguite +la storia...</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ecco. Senz'altro, allora, la signora potrebbe +risparmiarsi un doppio travestimento e presentarsi con Monsignore,</p> + +<p class="sta"><i>indica il Dottore</i></p> + +<p class="cont">sotto le vesti di Marchesa di Toscana.</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (subito, con forza).</i> No no! Questo no, per carità! +Rovinerebbe tutto! L'impressione del confronto dev'esser subitanea, +di colpo. No, no. Marchesa, andiamo, andiamo: lei si presenterà di +nuovo come la duchessa Adelaide, madre dell'Imperatrice. E ci +licenzieremo. Questo è soprattutto necessario: che egli sappia che +ce ne siamo andati. Su, su: non perdiamo altro tempo, ché ci resta +ancora tanto da preparare.</p> + +<p class="sta"><i>Via il Dottore, Donna Matilde e Landolfo per l'uscio di destra.</i></p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Ma io comincio ad aver di nuovo una gran paura...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Daccapo, Frida?</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Era meglio, se lo vedevo prima...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma credi che non ce n'è proprio di che!</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Non è furioso?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma no! È tranquillo.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (con ironica affettazione sentimentale).</i> Malinconico! Non +hai sentito che ti ama!</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Grazie tante! Giusto per questo!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Non ti vorrà far male...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma sarà poi l'affare d'un momento...</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Già, ma là al bujo! con lui...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Per un solo momento, e io ti sarò accanto e gli altri +saranno tutti dietro le porte, in agguato, pronti ad accorrere. +Appena si vedrà davanti tua madre, capisci? per te, la tua parte sarà +finita...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Il mio timore, piuttosto, è un altro: che si farà un buco +nell'acqua.</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Non cominciare! A me il rimedio pare efficacissimo!</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Anche a me, anche a me! Già lo avverto in me... Sono tutta +un fremito!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma i pazzi, cari miei—(non lo sanno, purtroppo!)—ma +hanno questa felicità di cui non teniamo conto...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (interrompendo, seccato).</i> Ma che felicità, adesso! Fà il +piacere!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (con forza).</i> Non ragionano!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ma che c'entra qua il ragionamento, scusa?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Come! Non ti pare tutto un ragionamento che—secondo +noi—egli dovrebbe fare, vedendo lei,</p> + +<p class="sta"><i>indica Frida</i></p> + +<p class="cont">e vedendo sua madre? Ma lo abbiamo architettato noi tutto quanto!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> No, niente affatto; che ragionamento? Gli presentiamo una +doppia immagine della sua stessa finzione, come ha detto il dottore!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (con uno scatto improvviso).</i> Senti: io non ho mai capito +perché si laureino in medicina!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (stordito).</i> Chi?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Gli alienisti.</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Oh bella, e in che vuoi che si laureino?</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Se fanno gli alienisti!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Appunto! In legge, cara! Tutte chiacchiere! E chi più sa +chiacchierare, più è bravo! «Elasticità analogica», «la sensazione +della distanza del tempo!» E intanto la prima cosa che dicono è che +non fanno miracoli—quando ci vorrebbe proprio un miracolo! Ma sanno +che più ti dicono che non sono taumaturghi, e più gli altri credono +alla loro serietà—non fanno miracoli—e cascano sempre in piedi, che +è una bellezza!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo (che se ne è andato a spiare dietro l'uscio a destra, +guardando attraverso il buco della serratura).</i> Eccoli! Eccoli! +Accennano a venire qua...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ah si?</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Pare che egli li voglia accompagnare... Sì, sì, eccolo, +eccolo!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Ritiriamoci allora! Ritiriamoci subito!</p> + +<p class="sta"><i>Voltandosi a Bertoldo prima di uscire.</i></p> + +<p class="cont">Voi restate qua!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Debbo restare?</p> + +<p class="sta"><i>Senza dargli risposta, Di Nolli, Frida e Belcredi scappano per la +comune, lasciando Bertoldo sospeso e smarrito. S'apre l'uscio a +destra e Landolfo entra per primo, subito inchinandosi, entrano poi +Donna Matilde col manto e la corona ducale, come nel primo atto e il +Dottore con la tonaca di Abate di Cluny; Enrico IV è fra loro, in +abito regale; entrano infine Ordulfo e Arialdo.</i></p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (seguitando il discorso che si suppone cominciato nella +sala del trono).</i> E io vi domando, come potrei essere astuto, se poi +mi credono caparbio...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ma no, che caparbio, per carità!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (sorridendo, compiaciuto).</i> Sarei per voi allora veramente +astuto?</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> No, no, né caparbio, né astuto!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (si ferma ed esclama col tono di chi vuol far notare +benevolmente, ma anche ironicamente, che così non può stare).</i> +Monsignore! Se la caparbietà non è vizio che possa accompagnarsi con +l'astuzia, speravo che, negandomela, almeno un po' d'astuzia me la +voleste concedere. V'assicuro che mi è molto necessaria! Ma se voi ve +la volete tenete tutta per voi...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ah, come, io? Vi sembro astuto?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> No, Monsignore! Che dite! Non sembrate affatto!</p> + +<p class="sta"><i>Troncando per rivolgersi a Donna Matilde.</i></p> + +<p class="cont">Con permesso: qua sulla soglia, una parola in confidenza a Madonna +la Duchessa.</p> + +<p class="sta"><i>La conduce un po' in disparte e le domanda con ansia in gran +segreto:</i></p> + +<p class="cont">Vostra figlia vi è cara veramente?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (smarrita).</i> Ma sì, certo...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> E volete che la ricompensi con tutto il mio amore, con +tutta la mia devozione dei gravi torti che ho verso di lei, benché +non dobbiate credere alle dissolutezze di cui m'accusano i miei +nemici?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> No no: io non ci credo: non ci ho mai creduto...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ebbene, allora, volete?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (c.s.).</i> Che cosa?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Che io ritorni all'amore di vostra figlia?</p> + +<p class="sta"><i>La guarda, e aggiunge subito in tono misterioso, o d'ammonimento e +di sgomento insieme:</i></p> + +<p class="cont">Non siate amica, non siate amica della Marchesa di Toscana!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Eppure vi ripeto che ella non ha pregato, non ha +scongiurato meno di noi per ottenere la vostra grazia...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (subito, piano, fremente).</i> Non me lo dite! Non me lo +dite! Ma perdio, Madonna, non vedete che effetto mi fa?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (lo guarda, poi pianissimo, come confidandosi).</i> Voi +l'amate ancora?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (sbigottito).</i> Ancora? Come dite ancora? Voi forse, +sapete? Nessuno lo sa! Nessuno deve saperlo!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma forse lei sì, lo sa, se ha tanto implorato per +voi!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (la guarda un po' e poi dice):</i> E amate la vostra +figliuola?</p> + +<p class="sta"><i>Breve pausa. Si volge al Dottore con un tono di riso:</i></p> + +<p class="cont">Ah, Monsignore, come è vero che questa mia moglie io ho saputo +d'averla soltanto dopo—tardi, tardi... E anche adesso: sì, devo +averla; non c'è dubbio che l'ho—ma vi potrei giurare che non ci +penso quasi mai. Sarà peccato, ma non la sento; proprio non me la +sento nel cuore. È meraviglioso però, che non se la senta nel cuore +neanche sua madre! Confessate, Madonna, che ben poco v'importa di +lei!</p> + +<p class="sta"><i>Volgendosi al Dottore, con esasperazione:</i></p> + +<p class="cont">Mi parla dell'altra!</p> + +<p class="sta"><i>Ed eccitandosi sempre più:</i></p> + +<p class="cont">Con un'insistenza, con un'insistenza che non riesco proprio a +spiegarmi.</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (umile).</i> Forse per levarvi, Maestà, un'opinione contraria +che abbiate potuto concepire della Marchesa di Toscana.</p> + +<p class="sta"><i>E sgomento di essersi permesso questa osservazione, aggiunge +subito:</i></p> + +<p class="cont">Dico, beninteso, in questo momento...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Perché anche tu sostieni che mi sia stata amica?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sì, in questo momento, sì, Maestà!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ecco, sì, proprio per questo...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ho capito. Vuol dire allora che non credete che io la +ami. Ho capito. Ho capito. Non l'ha mai creduto nessuno; nessuno mai +sospettato. Tanto meglio così! Basta. Basta.</p> + +<p class="sta"><i>Tronca, rivolgendosi al Dottore con animo e viso del tutto diversi</i></p> + +<p class="cont">Monsignore, avete veduto? Le condizioni da cui il Papa ha fatto +dipendere la revoca della scomunica non han nulla ma proprio nulla da +vedere con la ragione per cui mi aveva scomunicato! Dite a Papa +Gregorio che ci rivedremo a Bressanone. E voi, Madonna, se avrete la +fortuna d'incontrare la vostra figliuola giù nel cortile del castello +della vostra amica Marchesa, che volete che vi dica? fatela salire; +vedremo se mi riuscirà di tenermela stretta accanto, moglie e +Imperatrice. Molte fin qui si son presentate, assicurandomi, +assicurandomi d'esser lei—quella che io, sapendo di averla... sì, ho +pur cercato qualche volta—(non è vergogna: mia moglie!)—Ma tutte, +dicendomi d'essere Berta, dicendomi d'esser di Susa—non so +perché—si sono messe a ridere!</p> + +<p class="sta"><i>Come in confidenza</i></p> + +<p class="cont">Capite?—a letto—io senza quest'abito—lei anche... sì, Dio mio, +senz'abiti... un uomo e una donna... è naturale... Non si pensa più a +ciò che siamo. L'abito, appeso, resta come un fantasma!</p> + +<p class="sta"><i>E con un altro tono, in confidenza al Dottore:</i></p> + +<p class="cont">E io penso, Monsignore, che i fantasmi, in generale, non siano altro +in fondo che piccole scombinazioni dello spirito: immagini che non si +riesce a contenere nei regni del sonno: si scoprono anche nella +veglia, di giorno; e fanno paura. Io ho sempre tanta paura, quando di +notte me le vedo davanti—tante immagini scompigliate, che ridono, +smontate da cavallo.—Ho paura talvolta anche del mio sangue che +pulsa nelle arterie come, nel silenzio della notte, un tonfo cupo di +passi in stanze lontane... Basta vi ho trattenuto anche troppo qui in +piedi. Vi ossequio, Madonna; e vi riverisco, Monsignore.</p> + +<p class="sta"><i>Davanti alla soglia della comune, fin dove li ha accompagnati, li +licenzia, ricevendone l'inchino. Donna Matilde e il Dottore, via. +Egli richiude la porta e si volta subito, cangiato.</i></p> + +<p class="cont">Buffoni! Buffoni! Buffoni!—Un pianoforte di colori! Appena la +toccavo: bianca, rossa, gialla, verde... E quell'altro là: Pietro +Damiani.—Ah! Ah! Perfetto! Azzeccato!—S'è spaventato di +ricomparirmi davanti!</p> + +<p class="sta"><i>Dirà questo con gaja prorompente frenesia, movendo di qua, di là i +passi, gli occhi, finché all'improvviso non vede Bertoldo, più che +sbalordito, impaurito del repentino cambiamento. Gli si arresta +davanti e additandolo ai tre compagni anch'essi come smarriti nello +sbalordimento:</i></p> + +<p class="cont">Ma guardatemi quest'imbecille qua, ora, che sta a mirarmi a bocca +aperta...</p> + +<p class="sta"><i>Lo scrolla per le spalle.</i></p> + +<p class="cont">Non capisci? Non vedi come li paro, come li concio, come me li +faccio comparire davanti, buffoni spaventati! E si spaventano solo di +questo, oh: che stracci loro addosso la maschera buffa e li scopra +travestiti; come se non li avessi costretti io stesso a mascherarsi, +per questo mio gusto qua, di fare il pazzo!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo Arialdo Ordulfo (sconvolti, trasecolati, guardandosi tra +loro).</i> Come! Che dice? Ma dunque?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (si volta subito alle loro esclamazioni e grida, +imperioso).</i> Basta! Finiamola! Mi sono seccato!</p> + +<p class="sta"><i>Poi subito, come se, a ripensarci, non se ne possa dar pace, e non +sappia crederci:</i></p> + +<p class="cont">Perdio, l'impudenza di presentarsi qua, a me, ora col suo ganzo +accanto... —E avevano l'aria di prestarsi per compassione, per non +fare infuriare un poverino già fuori del mondo, fuori del tempo, +fuori della vita!—Eh, altrimenti quello là, ma figuratevi se +l'avrebbe subita una simile sopraffazione!—Loro sì, tutti i giorni, +ogni momento, pretendono che gli altri siano come li vogliono loro; +ma non è mica una sopraffazione, questa!—Che! Che!—È il loro modo +di pensare, il loro modo di vedere, di sentire: ciascuno ha il suo! +Avete anche voi il vostro, eh? Certo! Ma che può essere il vostro? +Quello della mandra! Misero, labile, incerto... E quelli ne +approfittano, vi fanno subire e accettare il loro, per modo che voi +sentiate e vediate come loro! O almeno, si illudono! Perché poi, che +riescono a imporre? Parole! parole che ciascuno intende e ripete a +suo modo. Eh, ma si formano pure così le così dette opinioni +correnti! E guai a chi un bel giorno si trovi bollato da una di +queste parole che tutti ripetono! Per esempio: «pazzo!»—Per esempio, +che so?—«imbecille»—Ma dite un po', si può star quieti a pensare +che c'è uno che si affanna a persuadere agli altri che voi siete come +vi vede lui, a fissarvi nella stima degli altri secondo il giudizio +che ha fatto di voi?—«Pazzo» «pazzo»!—Non dico ora che lo faccio +per ischerzo! Prima, prima che battessi la testa cadendo da +cavallo...</p> + +<p class="sta"><i>S'arresta d'un tratto, notando i quattro che si agitano, più che mai +sgomenti e sbalorditi.</i></p> + +<p class="cont">Vi guardate negli occhi?</p> + +<p class="sta"><i>Rifà smorfiosamente i segni del loro stupore.</i></p> + +<p class="cont">Ah! Eh! Che rivelazione?—Sono o non sono?—Eh, via, sì, sono pazzo!</p> + +<p class="sta"><i>Si fa terribile</i></p> + +<p class="cont">Ma allora, perdio, inginocchiatevi! inginocchiatevi!</p> + +<p class="sta"><i>Li forza a inginocchiarsi tutti a uno a uno:</i></p> + +<p class="cont">Vi ordino di inginocchiarvi tutti davanti a me—così! E toccate tre +volte la terra con la fronte! Giù! Tutti, davanti ai pazzi, si deve +stare così!</p> + +<p class="sta"><i>Alla vista dei quattro inginocchiati si sente subito svaporare la +feroce gajezza, e se ne sdegna.</i></p> + +<p class="cont">Su, via, pecore, alzatevi!—M'avete obbedito? Potevate mettermi la +camicia di forza... —Schiacciare uno col peso d'una parola? Ma è +niente! Che è? Una mosca!—Tutta la vita è schiacciata così dal peso +delle parole! Il peso dei morti—Eccomi qua: potete credere sul serio +che Enrico IV sia ancora vivo? Eppure, ecco, parlo e comando a voi +vivi. Vi voglio così!—Vi sembra una burla anche questa, che +seguitano a farla i morti la vita?—Sì, qua è una burla: ma uscite di +qua, nel mondo vivo. Spunta il giorno. Il tempo è davanti a voi. +Un'alba. Questo giorno che ci sta davanti—voi dite—lo faremo +noi!—Sì? Voi? E salutatemi tutte le tradizioni! Salutatemi tutti i +costumi! Mettetevi a parlare! Ripetete tutte le parole che si sono +sempre dette! Credete di vivere? Rimasticate la vita dei morti!</p> + +<p class="sta"><i>Si para davanti a Bertoldo, ormai istupidito.</i></p> + +<p class="cont">Non capisci proprio nulla, tu, eh?—Come ti chiami?</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Io?... Eh... Bertoldo...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ma che Bertoldo, sciocco! Qua a quattr'occhi: come ti +chiami?</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Ve... veramente mi... mi chiamo Fino...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (a un atto di richiamo e di ammonimento degli altri tre, +appena accennato, voltandosi subito per farli tacere).</i> Fino?</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Fino Pagliuca, sissignore.</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (volgendosi di nuovo agli altri).</i> Ma se vi ho sentito +chiamare tra voi, tante volte!</p> + +<p class="sta"><i>A Landolfo</i></p> + +<p class="cont">Tu ti chiami Lolo?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Sissignore...</p> + +<p class="sta"><i>Poi con uno scatto di gioja:</i></p> + +<p class="cont">Oh Dio... Ma allora?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (subito, brusco).</i> Che cosa?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (d'un tratto smorendo).</i> No... dico...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Non sono più pazzo? Ma no. Non mi vedete?—Scherziamo +alle spalle di chi ci crede.</p> + +<p class="sta"><i>Ad Arialdo</i></p> + +<p class="cont">So che tu ti chiami Franco...</p> + +<p class="sta"><i>A Ordulfo</i></p> + +<p class="cont">E tu, aspetta...</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Momo!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ecco, Momo! Che bella cosa, eh?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (c.s.).</i> Ma dunque... oh Dio...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (c.s.).</i> Che? Niente! Facciamoci tra noi una bella, lunga, +grande risata...</p> + +<p class="sta"><i>E ride.</i></p> + +<p class="cont">Ah, ah, ah, ah, ah, ah!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo Arialdo Ordulfo (guardandosi tra loro, incerti, smarriti, +tra la gioja e lo sgomento).</i> È guarito? Ma sarà vero? Com'è?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Zitti! Zitti!</p> + +<p class="sta"><i>A Bertoldo:</i></p> + +<p class="cont">Tu non ridi? Sei ancora offeso? Ma no! Non dicevo mica a te, +sai?—Conviene a tutti, capisci? conviene a tutti far credere pazzi +certuni, per avere la scusa di tenerli chiusi. Sai perché? Perché non +si resiste a sentirli parlare. Che dico io di quelli là che se ne +sono andati? Che una è una baldracca, l'altro un sudicio libertino, +l'altro un impostore... Non è vero! Nessuno può crederlo!—Ma tutti +stanno ad ascoltarmi, spaventati. Ecco, vorrei sapere perché, se non +è vero.—Non si può mica credere a quel che dicono i pazzi!—Eppure, +si stanno ad ascoltare così, con gli occhi sbarrati dallo +spavento.—Perché?—Dimmi, dimmi tu, perché? Sono calmo, vedi?</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Ma perché... forse, credono che...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> No, caro... no, caro... Guardami bene negli occhi... +—Non dico che sia vero, stai tranquillo!—Niente è vero!—Ma +guardami negli occhi!</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> Sì, ecco, ebbene?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ma lo vedi? lo vedi? Tu stesso! Lo hai anche tu, ora, lo +spavento negli occhi!—Perché ti sto sembrando pazzo!—Ecco la prova! +Ecco la prova!</p> + +<p class="sta"><i>E ride.</i></p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (a nome degli altri, facendosi coraggio, esasperato).</i> Ma +che prova?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Codesto vostro sgomento, perché ora, di nuovo, vi sto +sembrando pazzo!—Eppure, perdio, lo sapete! Mi credete; lo avete +creduto fino ad ora che sono pazzo!—È vero o no?</p> + +<p class="sta"><i>Li guarda un po', li vede atterriti.</i></p> + +<p class="cont">Ma lo vedete? Lo sentite che può diventare anche terrore, codesto +sgomento, come per qualche cosa che vi faccia mancare il terreno +sotto i piedi e vi tolga l'aria da respirare? Per forza, signori +miei! Perché trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? +trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto +avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte +le vostre costruzioni!—Eh! che volete? Costruiscono senza logica, +beati loro, i pazzi! O con una loro logica che vola come una piuma! +Volubili! Volubili! Oggi così e domani chi sa come!—Voi vi tenete +forte, ed essi non si tengono più. Volubili! Volubili!—Voi dite: +«questo non può essere!»—e per loro può essere tutto.—Ma voi dite +che non è vero. E perché?—Perché non par vero a te, a te, a te,</p> + +<p class="sta"><i>indica tre di loro,</i></p> + +<p class="cont">e centomila altri. Eh, cari miei! Bisognerebbe vedere poi che cosa +invece par vero a questi centomila altri che non sono detti pazzi, e +che spettacolo danno dei loro accordi, fiori di logica! Io so che a +me, bambino, appariva vera la luna nel pozzo. E quante cose mi +parevano vere! E credevo a tutte quelle che mi dicevano gli altri, ed +ero beato! Perché guai, guai se non vi tenete più forte a ciò che vi +par vero oggi, a ciò che vi parrà vero domani, anche se sia l'opposto +di ciò che vi pareva vero jeri! Guai se vi affondaste come me a +considerare questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se +siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi—come io guardavo +un giorno certi occhi—potete figurarvi come un mendico davanti a una +porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi, +col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a +voi, come quell'altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi +tocca...</p> + +<p class="sta"><i>Pausa lungamente tenuta. L'ombra, nella sala, comincia ad +addensarsi, accrescendo quel senso di smarrimento e di più profonda +costernazione da cui quei quattro mascherati sono compresi e sempre +più allontanati dal grande Mascherato, rimasto assorto a contemplare +una spaventosa miseria che non è di lui solo, ma di tutti. Poi egli +si riscuote, fa come per cercare i quattro che non sente più attorno +a sè e dice:</i></p> + +<p class="cont">S'è fatto bujo, qua.</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo (subito, facendosi avanti).</i> Vuole che vada a prendere la +lampa?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (con ironia).</i> La lampa, si... Credete che non sappia che, +appena volto le spalle con la mia lampa ad olio per andare a dormire, +accendete la luce elettrica per voi—qua e anche là nella sala del +trono?—Fingo di non vederla...</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Ah!—Vuole allora...?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> No: m'accecherebbe.—Voglio la mia lampa.</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo.</i> Ecco, sarà già pronta, qua dietro la porta.</p> + +<p class="sta"><i>Si reca alla comune; la apre; ne esce appena e subito ritorna con +una lampa antica, di quelle che si reggono con un anello in cima.</i></p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (prendendo la lampa e poi indicando la tavola sul +coretto).</i> Ecco, un pòdi luce. Sedete, lì attorno alla tavola. Ma non +così! In belli e sciolti atteggiamenti...</p> + +<p class="sta"><i>Ad Arialdo</i></p> + +<p class="cont">Ecco, tu così...</p> + +<p class="sta"><i>lo atteggia, poi a Bertoldo:</i></p> + +<p class="cont">E tu così...</p> + +<p class="sta"><i>lo atteggia:</i></p> + +<p class="cont">Così ecco...</p> + +<p class="sta"><i>Va a sedere anche lui.</i></p> + +<p class="cont">E io, qua...</p> + +<p class="sta"><i>Volgendo il capo verso una delle finestre.</i></p> + +<p class="cont">Si dovrebbe poter comandare alla luna un bel raggio decorativo... +Giova, a noi, giova, la luna. Io per me, ne sento il bisogno, e mi ci +perdo spesso a guardarla dalla mia finestra. Chi può credere, a +guardarla, che lo sappia che ottocent'anni siano passati e che io, +seduto alla finestra non possa essere davvero Enrico IV che guarda la +luna, come un pover'uomo qualunque? Ma guardate, guardate che +magnifico quadro notturno: l'Imperatore tra i suoi fidi +consiglieri... Non ci provate gusto?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (piano ad Arialdo, come per non rompere l'incanto).</i> Eh, +capisci? A sapere che non era vero...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Vero, che cosa?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (titubante, come per scusarsi).</i> No... ecco... perché a lui</p> + +<p class="sta"><i>indica Bertoldo</i></p> + +<p class="cont">entrato nuovo in servizio... io, appunto questa mattina, dicevo: +Peccato, che così vestiti... e poi con tanti bei costumi, là in +guardaroba... e con una sala come quella...</p> + +<p class="sta"><i>accenna alla sala del trono.</i></p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ebbene? Peccato, dici?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Già... che non sapevamo...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Di rappresentarla per burla, qua, questa commedia?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Perché credevamo che...</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo (per venirgli in aiuto).</i> Ecco... sì, che fosse sul serio!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> E com'è? Vi pare che non sia sul serio?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Eh, se dice che...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Dico che siete sciocchi! Dovevate sapervelo fare per voi +stessi, l'inganno; non per rappresentarlo davanti a me, davanti a chi +viene qua in visita di tanto in tanto; ma così, per come siete +naturalmente, tutti i giorni, davanti a nessuno</p> + +<p class="sta"><i>a Bertoldo, prendendolo per le braccia,</i></p> + +<p class="cont">per te, capisci, che in questa tua finzione ci potevi mangiare, +dormire, e grattarti anche una spalla, se ti sentivi un prurito;</p> + +<p class="sta"><i>rivolgendosi anche agli altri:</i></p> + +<p class="cont">sentendovi vivi, vivi veramente nella storia del mille e cento, qua +alla Corte del vostro Imperatore Enrico IV! E pensare, da qui, da +questo nostro tempo remoto, così colorito e sepolcrale, pensare che a +una distanza di otto secoli in giù, in giù, gli uomini del mille e +novecento si abbaruffano intanto, s'arrabattano in un'ansia senza +requie di sapere come si determineranno i loro casi, di vedere come +si stabiliranno i fatti che li tengono in tanta ambascia e in tanta +agitazione. Mentre voi, invece, già nella storia! con me! Per quanto +tristi i miei casi, e orrendi i fatti, aspre le lotte, dolorose le +vicende: già storia, non cangiano più, non possono più cangiare, +capite? Fissati per sempre: che vi ci potete adagiare, ammirando come +ogni effetto segua obbediente alla sua causa, con perfetta logica, e +ogni avvenimento si svolga preciso e coerente in ogni suo +particolare. Il piacere, il piacere della storia, insomma, che è così +grande!</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo.</i> Ah, bello! bello!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Bello, ma basta! Ora che lo sapete, non potrei farlo più +io!</p> + +<p class="sta"><i>Prende la lampa per andare a dormire.</i></p> + +<p class="cont">Nè del resto voi stessi, se non ne avete inteso finora la ragione. +Ne ho la nausea adesso!</p> + +<p class="sta"><i>Quasi tra sè, con violenta rabbia contenuta:</i></p> + +<p class="cont">Perdio! debbo farla pentire d'esser venuta qua! Da suocera oh, mi +s'è mascherata... E lui da padre abate... —E mi portano con loro un +medico per farmi studiare... E chi sa che non sperino di farmi +guarire... Buffoni!—Voglio avere il gusto di schiaffeggiargliene +almeno uno: quello!—È un famoso spadaccino? M'infilzerà... Ma +vedremo, vedremo...</p> + +<p class="sta"><i>Si sente picchiare alla comune.</i></p> + +<p class="cont">Chi è?</p> + +<p class="sp"><i>Voce di Giovanni.</i> Deo gratias!</p> + +<p class="sp"><i>Arialdo (contentissimo, come per uno scherzo che si potrebbe ancora +fare).</i> Ah, è Giovanni, è Giovanni, che viene come ogni sera a fare +il monacello!</p> + +<p class="sp"><i>Ordulfo (c.s., stropicciandosi le mani).</i> Sì, sì, facciamoglielo +fare! facciamoglielo fare!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (subito, severo).</i> Sciocco! Lo vedi? Perché? Per fare uno +scherzo alle spalle di un povero vecchio, che lo fa per amor mio?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (a Ordulfo).</i> Dev'essere come vero! Non capisci?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Appunto! Come vero! Perché solo così non è più una burla +la verità!</p> + +<p class="sta"><i>Si reca ad aprire la porta e fa entrare Giovanni parato da umile +fraticello, con un rotolo di cartapecora sotto il braccio.</i></p> + +<p class="cont">Avanti, avanti, padre!</p> + +<p class="sta"><i>Poi assumendo un tono di tragica gravità e di cupo risentimento:</i></p> + +<p class="cont">Tutti i documenti della mia vita e del mio regno a me favorevoli +furono distrutti, deliberatamente, dai miei nemici: c'è solo, +sfuggita alla distruzione, questa mia vita scritta da un umile +monacello a me devoto, e voi vorreste riderne?</p> + +<p class="sta"><i>Si rivolge amorosamente a Giovanni e lo invita a sedere davanti alla +tavola:</i></p> + +<p class="cont">Sedete, padre, sedete qua. E la lampa accanto.</p> + +<p class="sta"><i>Gli posa accanto la lampa che ha ancora in mano.</i></p> + +<p class="cont">Scrivete, scrivete.</p> + +<p class="sp"><i>Giovanni (svolge il rotolo di cartapecora, e si dispone a scriveve +sotto dettatura).</i> Eccomi pronto, Maestà!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (dettando).</i> Il decreto di pace emanato a Magonza giovò ai +meschini ed ai buoni, quanto nocque ai cattivi e ai potenti.</p> + +<p class="sta"><i>Comincia a calare la tela.</i></p> + +<p class="cont">Apportò dovizie ai primi, fame e miseria ai secondi... + +<h3>Atto Terzo.</h3> + +<p class="sta">(La sala del trono, buja. Nel bujo, la parete di fondo si discerne +appena. Le tele dei due ritratti sono state asportate e al loro +posto, entro le cornici rimaste a ricingere il cavo delle nicchie, si +sono impostati nel preciso atteggiamento di quei ritratti, Frida +parata da «Marchesa di Toscana», come s'è vista nel secondo atto, e +Carlo Di Nolli parato da «Enrico IV».)</p> + +<p class="sta"><i>Al levarsi del sipario, per un attimo la scena appare vuota. Si apre +l'uscio a sinistra ed entra, reggendo la lampa per l'anello in cima, +Enrico IV, volto a parlare verso l'interno ai quattro giovani che si +suppongono nella sala attigua, con Giovanni, come alla fine del +secondo atto.</i></p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> No: restate, restate: farò da me. Buona notte.</p> + +<p class="sta"><i>Richiude l'uscio e si muove, tristissimo e stanco, per attraversare +la sala, diretto al secondo uscio a destra, che dà nei suoi +appartamenti.</i></p> + +<p class="sp"><i>Frida (appena vede che egli ha di poco oltrepassato l'altezza del +trono, bisbiglia dalla nicchia, come una che si senta venir meno +dalla paura).</i> Enrico...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (arrestandosi alla voce, come colpito a tradimento da una +rasojata alla schiena, volta la faccia atterrita verso la parete di +fondo, accennando d'alzare istintivamente, quasi a riparo, le +braccia).</i> Chi mi chiama? <i>(Non è una domanda, è un'esclamazione che +guizza in un brivido di terrore e non aspetta risposta dal bujo e dal +silenzio terribile della sala che d'un tratto si sono riempiti per +lui del sospetto d'esser pazzo davvero.)</i></p> + +<p class="sp"><i>Frida (a quell'atto di terrore, non meno atterrita di ciò che si è +prestata a fare, ripete un po' più forte):</i> Enrico... <i>(Ma sporgendo +un po' il capo dalla nicchia verso l'altra nicchia, pur volendo +sostenere la parte che le hanno assegnata.)</i></p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (ha un urlo: si lascia cader la lampa dalle mani, per +cingersi con le braccia la testa, e fa come per fuggire).</i></p> + +<p class="sp"><i>Frida (saltando dalla nicchia sullo zoccolo e gridando come +impazzita).</i> Enrico... Enrico... Ho paura... ho paura...</p> + +<p class="sta"><i>E mentre il Di Nolli balza a sua volta dallo zoccolo e di qui a +terra, e accorre a Frida che seguita a gridare convulsa, sul punto di +svenire, irrompono—dall'uscio a sinistra—tutti: il Dottore, Donna +Matilde parata anche lei da «Marchesa di Toscana», Tito Belcredi, +Landolfo, Arialdo, Ordulfo, Bertoldo, Giovanni. Uno di questi dà +subito luce alla sala: luce strana, di lampadine nascoste nel +soffitto, per modo che sia sulla scena soltanto viva nell'alto. Gli +altri, senza curarsi d'Enrico IV che rimane a guardare, stupito da +quella irruzione inattesa, dopo il momento di terrore per cui ancora +vibra in tutta la persona, accorrono premurosi a sorreggere e a +confortare Frida, che trema ancora e geme e smania tra le braccia del +fidanzato. Parlano tutti confusamente.</i></p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> No, no, Frida... Eccomi qua... Sono con te!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (sopravvenendo con gli altri).</i> Basta! Basta! Non c'è da +fare più nulla...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> È guarito, Frida! Ecco! È guarito! Vedi?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (stupito).</i> Guarito?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Era per ridere! Stai tranquilla!</p> + +<p class="sp"><i>Frida (c.s.).</i> No! Ho paura! Ho paura!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma di che? Guardalo! Se non era vero! Non è vero!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (c.s.).</i> Non è vero? Ma che dite? Guarito?</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Pare! Per quanto a me...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma sì! Ce l'hanno detto loro!</p> + +<p class="sta"><i>indica i quattro giovani.</i></p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Sì, da tanto tempo! Lo ha confidato a loro!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (ora più indignato che stupito).</i> Ma come? Se fino a poco +fa...?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Mah! Recitava per ridere alle tue spalle, e anche di noi +che, in buona fede...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> È possibile? Anche di sua sorella, fino alla morte?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (che se n'è rimasto, aggruppato, a spiare or l'uno or +l'altro, sotto le accuse e il dileggio per quella che tutti credono +una sua beffa crudele, ormai svelata; e ha dimostrato col lampeggiare +degli occhi, che medita una vendetta che ancora lo sdegno, +tumultuandogli dentro, non gli fa vedere precisa; insorge a questo +punto, ferito, con la chiara idea d'assumere come vera, la finzione +che gli avevano insidiosamente apparecchiata gridando al nipote):</i> +E avanti! Di' avanti!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (restando al grido, stordito).</i> Avanti, che?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Non sarà morta «tua» sorella soltanto!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (c.s.).</i> Mia sorella! Io dico la tua; che costringesti fino +all'ultimo a presentarsi qua come tua madre, Agnese!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> E non era «tua» madre?</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Mia madre, mia madre appunto!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ma è morta a me »vecchio e lontano», tua madre! Tu sei +calato ora, fresco, di là!</p> + +<p class="sta"><i>indica la nicchia da cui egli è saltato.</i></p> + +<p class="cont">E che ne sai tu, se io non l'ho pianta a lungo, a lungo, in segreto, +anche vestito così?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (costernata, guardando gli altri!).</i> Ma che dice!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (impressionatissimo, osservandolo).</i> Piano, piano, per +carità!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Che dico? Domandando a tutti, se non era Agnese la madre +di Enrico IV!</p> + +<p class="sta"><i>Si volge a Frida, come se fosse lei veramente la Marchesa di +Toscana.</i></p> + +<p class="cont">Voi, Marchesa, dovreste saperlo, mi pare!</p> + +<p class="sp"><i>Frida (ancora impazzita, stringendosi di più al Di Nolli).</i> No, io +no! Io no!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ecco che ritorna il delirio... Piano, signori miei!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (sdegnato).</i> Ma che delirio, Dottore! Riprende a recitare +la commedia!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (subito).</i> Io? Avete votato quelle due nicchie là; lui mi +sta davanti da Enrico IV...</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma basta ormai con codesta burla!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Chi ha detto burla?</p> + +<p class="sp"><i>Dottore (a Belcredi, forte).</i> Non lo cimenti, per amor di Dio!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (senza dargli retta, più forte).</i> Ma l'hanno detto loro!</p> + +<p class="sta"><i>Indica di nuovo i quattro giovani.</i></p> + +<p class="cont">Loro! Loro!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (voltandosi a guardarli).</i> Voi? Avete detto burla?</p> + +<p class="sp"><i>Landolfo (timido, imbarazzato).</i> No... veramente, che era guarito!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> E dunque, basta, via!</p> + +<p class="sta"><i>A Donna Matilde:</i></p> + +<p class="cont">Non vi pare che diventi d'una puerilità intollerabile, la vista +di lui</p> + +<p class="sta"><i>indica il Di Nolli,</i></p> + +<p class="cont">Marchesa, e la vostra, parati così?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma statevi zitto! Chi pensa più all'abito, se lui è +veramente guarito?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Guarito, sì! Sono guarito!</p> + +<p class="sta"><i>A Belcredi:</i></p> + +<p class="cont">Ah, ma non per farla finita così subito, come tu credi!</p> + +<p class="sta"><i>Lo investe.</i></p> + +<p class="cont">Lo sai che da venti anni nessuno ha mai osato comparirmi davanti +qua, come te e codesto signore?</p> + +<p class="sta"><i>indica il Dottore.</i></p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma sì, lo so! E difatti anch'io, questa mattina, ti +comparvi davanti vestito...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Da monaco, già!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> E tu mi prendesti per Pietro Damiani! E non ho mica riso, +credendo appunto...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Che fossi pazzo! Ti viene da ridere, vedendo lei così, +ora che sono guarito? Eppure potresti pensare che, ai miei occhi, il +suo aspetto, ora</p> + +<p class="sta"><i>s'interrompe con uno scatto di sdegno.</i></p> + +<p class="cont">Ah!</p> + +<p class="sta"><i>E subito si rivolge al Dottore:</i></p> + +<p class="cont">Voi siete un medico?</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Io, sì...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> E l'avete parata voi da Marchesa di Toscana anche lei? +Sapete, Dottore, che avete rischiato di rifarmi per un momento la +notte nel cervello? Perdio, far parlare i ritratti, farli balzare +vivi dalle cornici...</p> + +<p class="sta"><i>Contempla Frida e il Di Nolli, poi guarda la Marchesa ed infine si +guarda l'abito addosso.</i></p> + +<p class="cont">Eh, bellissima la combinazione... Due coppie... Benissimo, +benissimo, dottore: per un pazzo...</p> + +<p class="sta"><i>Accenna appena con la mano al Belcredi.</i></p> + +<p class="cont">A lui sembra ora una carnevalata fuori di tempo, eh?</p> + +<p class="sta"><i>Si volta a guardarlo.</i></p> + +<p class="cont">Via, ormai, anche questo mio abito da mascherato! Per venirmene con +te, è vero?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Con me! Con noi!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Dove, al circolo? In marsina e cravatta bianca? O a +casa, tutti e due insieme, della Marchesa?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma dove vuoi! Vorresti rimanere qua ancora, scusa, a +perpetuare—solo—quello che fu lo scherzo disgraziato d'un giorno di +carnevale? È veramente incredibile, incredibile come tu l'abbia +potuto fare, liberato dalla disgrazia che t'era capitata!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Già. Ma vedi? È che, cadendo da cavallo e battendo la +testa, fui pazzo per davvero, io, non so per quanto tempo...</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Ah, ecco, ecco! E durò a lungo?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (rapidissimo, al dottore).</i> Sì, dottore, a lungo: circa +dodici anni.</p> + +<p class="sta"><i>E subito, tornando a parlare al Belcredi:</i></p> + +<p class="cont">E non vedere più nulla, caro, di tutto ciò che dopo quel giorno di +carnevale avvenne, per voi e non per me; le cose, come si mutarono; +gli amici, come mi tradirono; il posto preso da altri, per esempio... +che so! Ma supponi nel cuore della donna che tu amavi; e chi era +morto; e chi era scomparso... tutto questo, sai? non è stata mica una +burla per me, come a te pare!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma no, io non dico questo, scusa! Io dico dopo!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ah sì? Dopo? Un giorno...</p> + +<p class="sta"><i>Si arresta e si volge al dottore.</i></p> + +<p class="cont">Caso interessantissimo, dottore! Studiatemi, studiatemi bene!</p> + +<p class="sta"><i>Vibra tutto, parlando:</i></p> + +<p class="cont">Da sè, chi sa come, un giorno, il guasto qua...</p> + +<p class="sta"><i>si tocca la fronte</i></p> + +<p class="cont">che so... si sanò. Riapro gli occhi a poco a poco, e non so in prima +se sia sonno o veglia, ma sì, sono sveglio; tocco questa cosa e +quella: torno a vedere chiaramente... Ah!—come lui dice—</p> + +<p class="sta"><i>accenna a Belcredi</i></p> + +<p class="cont">via, via allora, quest'abito da mascherato! questo incubo! Apriamo +le finestre: respiriamo la vita! Via, via, corriamo fuori!</p> + +<p class="sta"><i>Arrestando d'un tratto la foga:</i></p> + +<p class="cont">Dove? a far che cosa? a farmi mostrare a dito da tutti, di nascosto, +come Enrico IV, non più così, ma a braccetto con te, tra i cari amici +della vita?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma no! Che dici? Perché?</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Chi potrebbe più...? Ma neanche a pensarlo! Se fu +una disgrazia!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Ma se già mi chiamavano pazzo, prima, tutti!</p> + +<p class="sta"><i>A Belcredi</i></p> + +<p class="cont">E tu lo sai! Tu che più di tutti ti accanivi contro chi tentava +difendermi!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Oh, via, per ischerzo!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> E guardami qua i capelli!</p> + +<p class="sta"><i>Gli mostra i capelli sulla nuca.</i></p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ma li ho grigi anch'io!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Sì, con questa differenza: che li ho fatti grigi qua, +io, da Enrico IV, capisci? E non me n'ero mica accorto! Me n'accorsi +in un giorno solo, tutt'a un tratto, riaprendo gli occhi, e fu uno +spavento, perché capii subito che non solo i capelli, ma doveva esser +diventato grigio tutto così, e tutto crollato, tutto finito: e che +sarei arrivato con una fame da lupo a un banchetto già bell'e +sparecchiato.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Eh, ma gli altri, scusa...</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (subito).</i> Lo so, non potevano stare ad aspettare ch'io +guarissi, nemmeno quelli che, dietro a me, punsero a sangue il mio +cavallo bardato...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (impressionato).</i> Come, come?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Sì, a tradimento, per farlo springare e farmi cadere!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde (subito, con orrore).</i> Ma questo lo so adesso, io!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Sarà stato anche questo per uno scherzo!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Ma chi fu? Chi stava dietro alla nostra coppia?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Non importa saperlo! Tutti quelli che seguitarono a +banchettare e che ormai mi avrebbero fatto trovare i loro avanzi, +Marchesa, di magra o molle pietà, o nel piatto insudiciato qualche +lisca di rimorso, attaccata. Grazie!</p> + +<p class="sta"><i>Voltandosi di scatto al Dottore:</i></p> + +<p class="cont">E allora, dottore, vedete se il caso non è veramente nuovo negli +annali della pazzia!—preferii restar pazzo—trovando qua tutto +pronto e disposto per questa delizia di nuovo genere: viverla—con +la più lucida coscienza—la mia pazzia e vendicarmi così della +brutalità d'un sasso che m'aveva ammaccato la testa! La +solitudine—questa—così squallida e vuota come m'apparve riaprendo +gli occhi—rivestirmela subito, meglio, di tutti i colori e gli +splendori di quel lontano giorno di carnevale, quando voi</p> + +<p class="sta"><i>guarda Donna Matilde e le indica Frida</i></p> + +<p class="cont">eccovi là, Marchesa, trionfaste!—e obbligar tutti quelli che si +presentavano a me, a seguitarla, perdio, per il mio spasso, ora, +quell'antica famosa mascherata che era stata—per voi e non per +me—la burla di un giorno! Fare che diventasse per sempre—non più +una burla, no; ma una realtà, la realtà di una vera pazzia: qua, +tutti mascherati, e la sala del trono, e questi quattro miei +consiglieri segreti, e—s'intende—traditori!</p> + +<p class="sta"><i>Si volta subito verso di loro.</i></p> + +<p class="cont">Vorrei sapere che ci avete guadagnato, svelando che ero guarito!—Se +sono guarito, non c'è più bisogno di voi, e sarete +licenziati!—Confidarsi con qualcuno, questo sì, è veramente da +pazzo!—Ah, ma vi accuso io, ora, a mia volta!—Sapete?—Credevano di +potersi mettere a farla anche loro adesso la burla, con me, alle +vostre spalle.</p> + +<p class="sta"><i>Scoppia a ridere. Ridono ma sconcertati, anche gli altri, meno Donna +Matilde.</i></p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (al Di Nolli).</i> Ah, senti... non c'è male...</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli (ai quattro giovani).</i> Voi?</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV.</i> Bisogna perdonarli! Questo,</p> + +<p class="sta"><i>si scuote l'abito addosso</i></p> + +<p class="cont">questo che è per me la caricatura, evidente e volontaria, di +quest'altra mascherata, continua, d'ogni minuto, di cui siamo i +pagliacci involontarii</p> + +<p class="sta"><i>indica Belcredi</i></p> + +<p class="cont">quando senza saperlo ci mascheriamo di ciò che ci par +d'essere—l'abito, il loro abito, perdonateli, ancora non lo vedono +come la loro stessa persona.</p> + +<p class="sta"><i>Voltandosi di nuovo a Belcredi:</i></p> + +<p class="cont">Sai? Ci si assuefà facilmente. E si passeggia come niente, così, da +tragico personaggio—</p> + +<p class="sta"><i>eseguisce</i></p> + +<p class="cont">—in una sala come questa!—Guardate, dottore!—Ricordo un +prete—certamente irlandese—bello—che dormiva al sole, un giorno di +novembre, appoggiato col braccio alla spalliera del sedile, in un +pubblico giardino: annegato nella dorata delizia di quel tepore, che +per lui doveva essere quasi estivo. Si può star sicuri che in quel +momento non sapeva più d'esser prete, né dove fosse. Sognava! E chi +sa che sognava!—Passò un monello, che aveva strappato con tutto il +gambo un fiore. Passando, lo vellicò, qua al collo.—Gli vidi aprir +gli occhi ridenti; e tutta la bocca ridergli del riso beato del suo +sogno; immemore: ma subito vi so dire che si ricompose rigido nel suo +abito da prete e che gli ritornò negli occhi la stessa serietà che +voi avete già veduta nei miei; perché i preti irlandesi difendono la +serietà della loro fede cattolica con lo stesso zelo con cui io i +diritti sacrosanti della monarchia ereditaria.—Sono guarito, +signori: perché so perfettamente di fare il pazzo, qua; e lo faccio, +quieto!—Il guajo è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla +e senza vederla la vostra pazzia.</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Siamo arrivati, guarda! alla conclusione, che i pazzi +adesso siamo noi!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (con uno scatto che pur si sforza di contenere).</i> Ma se +non foste pazzi, tu e lei insieme,</p> + +<p class="sta"><i>indica la Marchesa</i></p> + +<p class="cont">sareste venuti da me?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Io, veramente, sono venuto credendo che il pazzo fossi +tu.</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (subito forte, indicando la Marchesa).</i> E lei?</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi.</i> Ah lei, non so... Vedo che è come incantata da quello che +tu dici... affascinata da codesta tua «cosciente» pazzia!</p> + +<p class="sta"><i>Si volge a lei:</i></p> + +<p class="cont">Parata come già siete, dico, potreste anche restare qua a viverla, +Marchesa...</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> Voi siete un insolente!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (subito, placandola).</i> Non ve ne curate! Non ve ne curate! +Seguita a cimentare. Eppure il dottore glie l'ha avvertito, di non +cimentare.</p> + +<p class="sta"><i>Voltandosi a Belcredi:</i></p> + +<p class="cont">Ma che vuoi che m'agiti più ciò che avvenne tra noi; la parte che +avesti nelle mie disgrazie con lei</p> + +<p class="sta"><i>indica la Marchesa e si rivolge ora a lei indicandole il Belcredi</i></p> + +<p class="cont">la parte che lui adesso ha per voi!—La mia vita è questa! Non è la +vostra!—La vostra, in cui siete invecchiati, io non l'ho vissuta!—</p> + +<p class="sta"><i>A Donna Matilde:</i></p> + +<p class="cont">Mi volevate dir questo, dimostrar questo, con vostro sacrificio, +parata così per consiglio del dottore? Oh, fatto benissimo, ve l'ho +detto, dottore:—«Quelli che eravamo allora, eh? e come siamo +adesso?»—Ma io non sono un pazzo a modo vostro, dottore! Io so bene +che quello</p> + +<p class="sta"><i>indica il Di Nolli</i></p> + +<p class="cont">non può esser me, perché Enrico IV sono io: io, qua, da venti anni, +capite? Fisso in questa eternità di maschera! Li ha vissuti lei,</p> + +<p class="sta"><i>indica la Marchesa</i></p> + +<p class="cont">se li è goduti lei, questi venti anni, per diventare—eccola +là—come io non posso riconoscerla più: perché io la conosco così</p> + +<p class="sta"><i>indica Frida e le si accosta</i></p> + +<p class="cont">—per me, è questa sempre... Mi sembrate tanti bambini, che io possa +spaventare.</p> + +<p class="sta"><i>A Frida:</i></p> + +<p class="cont">E ti sei spaventata davvero tu, bambina, dello scherzo che ti +avevano persuaso a fare, senza intendere che per me non poteva essere +lo scherzo che loro credevano; ma questo terribile prodigio: il sogno +che si fa vivo in te, più che mai! Eri lì un'immagine; ti hanno fatta +persona viva—sei mia! sei mia! mia! di diritto mia!</p> + +<p class="sta"><i>La cinge con le braccia, ridendo come un pazzo, mentre tutti gridano +atterriti; ma come accorrono per strappargli Frida dalle braccia, si +fa terribile, e grida ai suoi quattro giovani:</i></p> + +<p class="cont">Tratteneteli! Tratteneteli! Vi ordino di trattenerli!</p> + +<p class="sta"><i>I quattro giovani, nello stordimento, quasi affascinati, si provano +a trattenere automaticamente il Di Nolli, il dottore, il Belcredi.</i></p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (si libera subito e si avventa su Enrico IV).</i> Lasciala! +Lasciala! Tu non sei pazzo!</p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (fulmineamente, cavando la spada dal fianco di Landolfo +che gli sta presso).</i> Non sono pazzo? Eccoti!</p> + +<p class="sta"><i>E lo ferisce al ventre.</i></p> + +<p class="sta"><i>È un urlo d'orrore. Tutti accorrono a sorreggere il Belcredi, +esclamando in tumulto</i></p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> T'ha ferito?</p> + +<p class="sp"><i>Bertoldo.</i> L'ha ferito! L'ha ferito!</p> + +<p class="sp"><i>Dottore.</i> Lo dicevo io!</p> + +<p class="sp"><i>Frida.</i> Oh Dio!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Frida, qua!</p> + +<p class="sp"><i>Donna Matilde.</i> È pazzo! È pazzo!</p> + +<p class="sp"><i>Di Nolli.</i> Tenetelo!</p> + +<p class="sp"><i>Belcredi (mentre lo trasportano di là, per l'uscio a sinistra +protesta ferocemente).</i> No! Non sei pazzo! Non è pazzo! Non è pazzo!</p> + +<p class="sta"><i>Escono per l'uscio a sinistra, gridando, e seguitano di là a gridare +finché sugli altri gridi se ne sente uno più acuto di Donna Matilde, +a cui segue un silenzio.</i></p> + +<p class="sp"><i>Enrico IV (rimasto sulla scena tra Landolfo, Arialdo e Ordulfo, con +gli occhi sbarrati, esterrefatto dalla vita della sua stessa finzione +che in un momento lo ha forzato al delitto).</i> Ora sì... per forza...</p> + +<p class="sta"><i>li chiama attorno a sè, come a ripararsi,</i></p> + +<p class="cont">qua insieme, qua insieme... e per sempre!</p> + +<p class="sta">FINE</p> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Enrico IV., by Luigi Pirandello + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK ENRICO IV. *** + +***** This file should be named 18456-h.htm or 18456-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/1/8/4/5/18456/ + +Produced by Andrew Sly from a text provided by Liber Liber. +http://www.liberliber.it/ + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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Donations are accepted in a number of other +ways including checks, online payments and credit card donations. +To donate, please visit: http://pglaf.org/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + + +</pre> + +</body> +</html> + diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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