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(This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + + + + + + + + + +Mia + +ROMANZO +DI +MEMINI + + + + +MEMINI + +MIA + +ROMANZO + +MILANO + +GIUSEPPE GALLI, LIBRAJO-EDITORE +Galleria Vitt. Em. 17 e 80. + +1884 + + +Proprietà letteraria + +Tip. L.F. Cogliati + + + + +I. + + +Di provincia, questo sì, ma una casa colossale e delle ricchezze degne +della storica nobiltà del nome; una casa come ce ne son poche ormai, +mercè la sacra e rovinosa giustizia, cui dobbiamo l'abolizione dei +privilegi di primogenitura. + +E (incredibile ma vero) l'attuale capo della casa, Sua Eccellenza il +signor Principe d'Astianello, un bell'uomo sui quarantacinque anni, +vedovo, con una sola bambina, non voleva saperne di rimaritarsi. + +Non già che gli fossero mancati suggerimenti in proposito. Amici, +parenti, chi aveva diritto a dar parere e chi non l'aveva, tutti +battevan quella solfa. Gli parlavano continuamente di visetti +adorabili, di doti cospicue, di educazioni finitissime, di alleanze +sovrane. Egli non diceva di no, non sfuggiva la visuale dei visetti +adorabili, non sprezzava le doti cospicue, lodava le finite +educazioni, onorava le quintessenze di sangue bleu... ma, ecco qua: +non sposava! + +E però egli era severamente giudicato da un venerabile sinodo di +nonne, di mamme e di zie, cui teneva bordone un coro, più timido ma +non meno malcontento, d'interessanti vedovelle. Egli non parlava mai +della defunta Duchessa; non pareva, nè era infelice. Era quasi sempre +gioviale e di buon umore. Non era per nulla un santo padre del +deserto, godeva largamente e pacificamente dell'esistenza. Non +s'occupava di politica, ma se se ne fosse occupato sarebbe stato un +conservatore feroce e un implacabile codino. Lo era bensì per conto +proprio ed in casa sua, dove serbava gelosamente inalterate le +costumanze e le tradizioni della famiglia. + +In casa d'Astianello c'eran sempre state le razze di cavalli; orbene, +egli continuava quell'abitudine, le razze ci sarebbero sempre, per +l'appunto. L'estesa dei pascoli era immensa e colà nitrivano e +sgambettavano i puledri delle cavalle ch'egli aveva ereditate puledre +dal padre suo. Le razze di casa d'Astianello erano antiche e pregiate +e costituivano una questione di dare ed avere non indifferente nonchè +una delle più apprezzate vanaglorie della famiglia. Il Principe, a +dirla qui fra noi, non se ne intendeva più che tanto, ma altri della +casa se ne intendeva per lui e qualchevolta i suoi cavalli, buscavano +il premio alle esposizioni ippiche. E allora che baldoria nella +tenuta! + +Il Principe amava parlare dei suoi cavalli. Specialmente quando +qualche imprudente e zelante amico tentava intavolare, anche alla +lontana, quel benedetto argomento del matrimonio. Allora sì che +entrava in campo la scienza ippica. Il Principe prendeva a sfoderare +le sue cognizioni in fatto d'allevamento. Apriti cielo.... S'intende +piova, ma non tempesta. Ed era invece tempesta, ma così fatta, a +chicchi così grossi, così innumerevoli che il povero interlocutore +seccato a morte, stordito, assordato, non vedeva l'ora di battersela e +alla prima interruzione, se la batteva senz'altro. Il Principe rideva +e continuava... a non sposare. + +Da qualche anno in qua il nerbo degli amici cospiratori aveva mutato +sistema. Avevano detto: lasciamo fare al tempo. Ma il tempo passava +senza recare sulle sue decrepite ali una seconda principessa +d'Astianello. + +Eppure il Principe aveva, a modo suo, amata moltissimo la sua povera +moglie. E forse appunto per questo egli era ora così fedele alla +memoria di lei e alla propria libertà. + +Oltre a queste due sante cose, il Principe amava molto la sua bambina +e il pensiero di darle una matrigna gli tornava odioso. Non già che +vivesse molto con lei o che attendesse egli stesso alla sua +educazione. Ma gli era caro veder bazzicare per l'ampio dei grandi +saloni quel nonnulla di bambina, quella cosuccia bianca, delicata, +soave, che non voleva saperne di crescere, che nello studio non faceva +grandi progressi e non era nè impertinente nè spiritosa, ma che veniva +su adagino, lentamente come uno dei fiorellini esotici della serra e +che voleva tanto bene a lui. Gli era caro, quando saliva a cassetta +per condurre il tiro a quattro, veder la ragazzina andare in estasi e +contemplarlo rapita, come avrebbe contemplato un re, seduto in trono. +Una sola cosa gli dispiaceva; che la sua Camilla (Milla per amore di +brevità) fosse così timida e paurosa. E il bello è che essa non diceva +mai: ho paura. Ma come diventava smorta quando cominciava il temporale +come tremava quando suo padre parlava di metterla in sella; che +sgomento nei suoi occhioni amorosi quando egli aveva la crudeltà di +pretendere ch'ella assistesse in giardino ad un esercizio di tiro +colla carabina Flaubert! Decisamente Camilla non aveva in sè la +stoffa di un'amazzone. E il Principe, dopo essersene un po' stizzito, +finiva collo scusarla, considerando che già.... veramente era un po' +delicatina. + +Ora anzi stava meglio di prima a furia di cure e d'aria d'Astianello, +ma non era proprio il caso di tormentarla nè per l'ardire, nè per +l'amore allo studio. Tutte cose che verrebbero poi a tempo debito. E +se non verrebbero... nemmen più tardi... poco male! + +Il Principe, un po' per gusto proprio, un po' per la bambina, passava +buona parte dell'anno ad Astianello. Quella gran libertà della +campagna, la sovranità assoluta ch'egli vi esercitava, si confacevano +al suo carattere di feudatario benigno. Si sa; ogni tanto una +scappatina o a Parigi o a Torino, o a Firenze per rifarsi un po' della +solitudine. Bene spesso un'invasione d'amici alla villa; qualche +grande caccia che vi riuniva delle gaie brigate, occasioni gradite +d'esercitare una ospitalità larga, franca, veramente opulenta nella +stessa sua semplicità. Nessun cerimoniale, s'intende, nessun sussiego, +tutto schietto, alla mano, un po' all'antica, abbondanza eccessiva, +una buona dose di sperperi e d'abusi, ma lieta anche questa, quasi +consacrata dall'abitudine e dalla gratitudine. Una moltitudine di +persone di servizio, per far poco o nulla, ma per scialare +allegramente alle spalle del padrone che ignorava molto e tollerava +assai, ed era oggetto, da parte di quanti se la godevano alle sue +spese, d'una specie di culto, grossolano forse, ma se non altro +sincero. + +La villa era bellissima, vecchia, ma d'un'architettura già emancipata +dallo stile greve e freddamente monumentale del più delle sue +contemporanee. S'alzava in mezzo al giardino su un rialzo di terreno +che componeva una vasta spianata tutta coltivata a fiori. Di fronte +alla facciata principale, si stendeva un viale di antichi ipocastani +che facevan capo ad un'ampia cancellata e all'entrata della villa. Il +viale costeggiava a destra il vastissimo fabbricato delle scuderie, a +sinistra il giardino. + +I fabbricati rustici dipendenti dalla villa, rimanevan colati dietro +un folto boschetto di cipressi e celavano alla lor volta l'immediata +vicinanza delle prime case del villaggio. Ond'è che bene spesso, un +contadino, di ritorno dai campi o che avesse premura, si metteva +francamente pel viale e passava rasente alla villa senza che nessuno +ne facesse caso. Il cancello d'entrata era sempre aperto durante il +giorno. Il giardino era, come dissi, ricchissimo di fiori. Sulla +spianata, a ridosso della facciata principale, una doppia gradinata, +bipartendosi lateralmente da una fontanina, saliva, sino alla +terrazzina del primo piano, mettendolo così in comunicazione diretta +col giardino. Quelle due scalinate avevano una fisonomia gentilmente +teatrale d'idillio, colle loro barocche ringhiere ammantate da fitte +diramazioni di rosai, di serenelle, di caprifoglie; era come +un'invasione di fiori, intenti a dar la scalata alla casa. + +Peccato che la finestra del terrazzino fosse sempre chiusa! + +Dietro c'era una bellissima stanza da letto, tutta parata in raso +celeste. Quella era la camera matrimoniale del Principe e la Milla +v'era nata ma egli non ci metteva mai piede, nè permetteva che alcuno +l'abitasse. + +Milla dimorava in un'altr'ala della casa. Aveva anch'essa uno stanzone +grande e ricco e il suo piccolo lettuccio pareva ancor più piccolo in +quella severa vastità d'ambiente. Ma, come a correggere l'esiguità di +quel lettuccio di bimba, accanto a questo s'accampava maestoso l'ampio +letto ove stendevansi pudicamente ogni sera, l'ossea carcassa e le +forme allampanate della rispettabile Miss Rhoda Spring, la governante +inglese della Principessina. A dire vero, Miss _Spring_ non faceva +grande onore al suo poetico nome. La primavera di quella degna signora +era da più anni compiuta ed era difficile persino il ricordo delle +mammolette e del ritorno delle rondini davanti a quella formidabile +persona, così maestosamente, così intrepidamente brutta. Con tutto +questo Miss Spring era un angiolo insulare di zitellona, buona, +ingenua, candidissima; ma nel villagio e nella tenuta non godeva le +simpatie dell'universale. Abituati a stimare altamente le razze di +cavalli inglesi e a pregiare sovra ogni altra, le puledre venuto +dall'Irlanda, quella brava gente non poteva capacitarsi come una +compaesana, per esempio, di Lady Rowena (quella famosa morellona che +aveva portato via il premio all'Esposizione di Roma) potesse essere +così brutta, e avere dei piedi cosiffatti, e una faccia smorta, che +pareva il muso d'una cavalletta. Il male era che, per l'appunto, il +Principe aveva scritto a un suo amico a Dublino di mandargli una +cavalla così e così. Infatti avevano viaggiato, si può dire, di +conserva, ma, giungendo, non avevano incontrato per nulla lo stesso +aggradimento. Il che non vuol dire però, che non avessero entrambe +fatta, ciascuna a modo suo, eccellente riescita: Rowena era l'idolo +della scuderia, e Miss Spring era l'idolo di Camilla. + +A dirla schietta, non ci voleva poi gran che per diventare l'idolo +della Milla. Il suo cuoricino di bimba aveva un grande bisogno di +voler bene. + +E in quella baraonda di casa, fra quell'andirivieni di gente, +esclusivamente occupata di cavalli e dove l'elemento femminile non era +rappresentato che dalle guardarobiere o dalle mogli dei fattori e dei +palafrenieri, una donna che si occupasse della bambina, che le usasse +certe cure, doveva, senza fallo, occupare un posto importante +nell'animo suo. Milla poi aveva un benedetto carattere.... Si +affezionava presto, con un grande ardore, che durava, nutrendosi del +proprio elemento, esaltandosi, raffinandosi, facendosi sempre più +scevro d'egoismo. Oh! come aveva amata quella zoticona della sua +balia, rimastale vicino sino a che ella avesse raggiunto il settimo +anno! Che pianti, che disperazione quando dovette lasciarla! E ora, +ecco, il suo amore era Miss Spring! + +Certo; Miss Spring era proprio una buona donna, e anch'essa s'era +affezionata assai alla Milla.... Credeva in piena buona fede di far +l'educazione di quella creatura.... _darling_ Milla! Ma in realtà +_darling_ Milla si educava da sè sola, colla dolcezza infinita, soave +del suo carattere, col suo ardente bisogno di voler bene. Non faceva +immensi progressi nello studio, era molto timida, e non era punto +furba; ma questo cosa importava?.... + +Il signor Principe aveva raccomandato di non seccarla troppo, povera +piccina, con tutte le storie in _ia_...; non si curava affatto d'aver +una bambina prodigio, e d'altronde era di parere che una donna ne sà +sempre abbastanza. Ond'è che Milla passava sole poche ore del giorno +nel salotto così detto di studio, e quando il tempo lo permetteva, lei +e Miss Spring vivevano all'aria aperta, a passeggio o in giardino. +Anche il medico aveva suggerito di far così; e realmente, nulla +poteva tornar più giovevole alla salute della bambina. Miss Spring +prediligeva l'ombra fitta e fresca degli ipocastani; a mezzo il viale, +dal lato del giardino, il Principe aveva fatta fabbricare una specie +di capanna rustica con dei banchi e qualche seggiola, e questo era il +quartier generale della governante e dell'allieva. A destra, a capo al +viale, la casa; a sinistra, in fondo al viale, il cancello sempre +aperto; dietro il giardino; davanti, il muro basso, rossiccio, +interminabile delle scuderie. + +Quanta gente ci viveva su quel lusso delle scuderie! L'allevamento era +una fonte continua di prosperità e di guadagni per la popolazione di +Astianello, e quasi tutte le braccia valide vi trovavano sicuro +impiego. E come andavano superbi di appartenere alla tenuta del signor +Principe! I cavallanti, poi, in ispecie formavano quasi una +corporazione privilegiata, dove la successione si trasmetteva di padre +in figlio. Avevano la riputazione d'essere esperti, arditissimi, +anche un po' temerari, se si vuole. Li chiamavano i diavoli +d'Astianello, ed essi erano lusingatissimi della loro denominazione e +si sforzavano di farle onore, cavalcando sempre di carriera, portando +il berretto in un modo speciale e usando un certo linguaggio, +pittoresco all'estremo, che strappava degl'innumeri _shocking_! dalle +labbra smorte di Miss Spring. Ma i cavallanti, forse perchè non +capivano il pudico valore di quella parola, non ristavano +dall'infiorare i loro discorsi di quelle energiche locuzioni. Era +un'abitudine, un vezzo come un altro; probabilmente essi eran persuasi +che ciò contribuisse assai al _chic_ della professione. I più giovani +naturalmente esageravano questa pretesa; tra i ragazzi poi, i +cavallantini in erba, era una cosa terribile. Bisognava sentir +Drollino, per esempio! Era per l'appunto il ragazzo più taciturno +della tenuta; ma le poche parole che diceva eran tutte moccoli.... +proprio tutte! + +Che tipo curioso quel Drollino! Veramente si chiamava Pietro, ed era +figlio d'uno dei più bravi cavallanti della tenuta. Le consuetudini +del dialetto della provincia avevano alterato il suo nome, +allungandolo: ne avevan fatto, Pedrolo. Senonchè, per distinguerlo dai +molti altri Pedroli e dal padre stesso, che si chiamava pur egli così, +il nostro Pedrolo diventò Pedrollino; poi, per abbreviare, si disse +Drollino. Egli portava bene quel nome spiccio. Era un ragazzeto sui +dieci anni, magrissimo, con una faccia fina, piccola, espressiva, +abbronzata dal sole ardente dei pascoli. Sua madre era morta nel darlo +alla luce, ed egli, che non amava la matrigna, non voleva saperne di +stare in casa... era sempre a zonzo pei pascoli, col padre suo o solo. +A scuola non ci voleva andare; veniva su alla libera, ignorante come +un ciuco, di tutto ciò che non fosse cavalli. Con questi, si sa, pane +e cacio; ed egli preferiva assai trovarsi in mezzo ai puledri che coi +compagni suoi. Cavalcava già, con destrezza mirabile. Il male era che +s'affezionava tenacemente agl'individui della razza, e, se accadeva la +vendita di qualche pariglia o di qualche allievo del quale egli si +fosse personalmente occupato, considerava quella misura quasi come un +insulto personale, digrignava i denti, bestemmiando come un Turco e +per più giorni batteva la pianura come un zingaro. Poi l'amore pei +cavalli lo vinceva e la pecorella tornava all'ovile. + +Ragazzo com'era aveva già una salda esperienza del suo mestiere; ne +sapeva quasi tutte le malizie; ciò che piace ai cavalli e ciò che dà +loro ai nervi. Era un po' prepotente e quando imbizzarriva, tirava +calci e mordeva.--Mi spiace a dirlo, ma temo che Drollino non avesse +sulle parole _tuo_ e _mio_ delle nozioni d'una precisione matematica. +Il frutteto riceveva spesso qualche sua visita notturna e il +giardiniere trovava sempre mancanti all'appello certi limoni acerbi +ch'egli contava spesso con una cura piena di speranze. E Drollino +amava molto i limoni acerbi... Ma non si lasciava mai cogliere sul +fatto. Con tutto ciò era un ragazzo simpatico... aveva certe qualità +indicatissime pel suo mestiere. Oltre ai cavalli adorava il suo +padrone. Gli rubava i limoni è vero, ma per lui si sarebbe fatto +ammazzare, quando occorresse. Per Drollino il possessore di tutti quei +cavalli, di quella tenuta immensa non poteva essere un uomo come gli +altri. Era maestà infinita, senza pari. E quando pensava che, se il +padrone non si rimaritava, tutta la tenuta, la villa, lo spazio +immenso delle campagne apparterrebbero un giorno a quella creaturina +vestita di bianco che giocava nel viale, la bambina assumeva ai suoi +occhi un aspetto fantastico; diventava un essere straordinario anche +lei, come una specie di deità, destinata a uno splendore incomparabile +di avvenire. In quello, al povero Pedrolo, il padre di Drollino, +accadde un brutto caso. Un puledro mal domo, ch'egli stava governando, +gli sferrò un calcio terribile nella coscia. Il poveretto ebbe a +restare coricato per quaranta giorni e quando s'alzò s'avvide con +immenso dolore d'essere ormai irrimediabilmente sciancato! Si trattava +dunque di rinunziare ai cavalli. Che colpo per il povero +cavallante.... non poteva crederci, non sapeva rassegnarsi! Ma il +Principe impietosito seppe assicurargli un posto che, da un lato +almeno, tornava consono alla vocazione del ferito e alle sue attuali +condizioni di salute. Lo fece portinaio delle scuderie coll'alloggio +accanto a queste. Pedrolo non governava più i cavalli liberi, ma +vedeva gli altri, li udiva, poteva passeggiar tutto il giorno +arrancando colla sua gamba storpia nei pressi della scuderia. Drollino +naturalmente aveva seguito il padre nella sua nuova dimora. + +Ma con quanto dispiacere! Scappava laggiù ai pascoli tutte le volte +che poteva; ma pure ogni tanto gli toccava star in casa! Almeno se +avesse potuto lavorare in scuderia! Ma i palafrenieri e i cocchieri +non eran punto teneri pei cavallanti; ed i mozzi erano in continua +lite con quel ragazzotto insolente, facevano apposta a non lasciarlo +giungere sino ai cavalli, lo canzonavano quando egli pretendeva dar +pareri. + +Drollino si rodeva (forte dei suoi bricioli di esperienza), del suo +acuto istinto d'osservazione. Pensava a fuggire definitivamente. Aveva +un certo progettino; voleva, un giorno o l'altro, rubare un cavallo e +poi scappare, andarsene nella pianura illimitata. Capiterebbe Dio sa +dove, ma intanto avrebbe un cavallo suo, proprio suo, tutto suo! +Cristo!... che cosa!.... avere un cavallo suo! + +Quando Drollino non ardiva allontanarsi soverchiamente dalla casa +nuova gironzava pel giardino e bene spesso scavalcando un muricciuolo, +capitava nel viale. E così fu che s'imbattè varie volte colla Milla +occupata ad ammonticchiare le castagne d'India, cadute dagli alti +piantoni. Dapprima, sgomentato, fuggiva come se vedesse la versiera; +poi s'era fermato a guardare, poi un sorriso della Milla gli aveva +dato il coraggio di fare un passo avanti, poi avevano scambiata +qualche parola e avevano finito col mettersi a giocare assieme. Miss +Spring sulle prime aveva mossa qualche obiezione; poi, vedendo che il +ragazzo si conduceva bene e che le sue letture riescivano meno +interrotte dacchè Milla aveva un compagno, finì per permettere che il +_fiery boy_ giocasse colla padroncina. Essa lo chiamava così: «ragazzo +ardito»; e in fondo non le dispiaceva. D'altronde, come il più delle +sue connazionali, aveva nel sangue un po' di manìa di proselitismo e +le era balenato nell'animo che in quel ragazzo indomito ci fosse +qualche cosa di convertibile. E se Milla, come quell'angelica Evelina +della _Capanna dello zio Tom_, fosse destinata a ricondurre sulla +buona strada il _fiery boy_ e farne per lo meno un _tetotaller_?... I +_tetotaller_.... erano il sogno di Miss Spring. Essa aveva molta fede, +molta immaginazione e i moccoli di Drollino nascevano così fitti, così +smozzicati fra i denti, che la credula governante, udendoli, non li +capiva e sorrideva benevolmente osservando quanto i nostri +differenziano dai dialetti della sua nativa natura e verde Erinni. + +Certo è che i moccoli di Drollino erano d'una specie affatto +particolare. Li pronunciava a mezza voce, con un tono secco, +stridente, come se masticasse dei bottoni di porcellana. La Milla però +li capiva e se Miss Spring non era vicina lo sgridava.--Ah! Drollino! +non sta bene!--diceva con un'aria patetica di rimprovero. + +E Drollino a furia di sentire quella vocina dire che i moccoli non +stanno bene cominciò ad arrossire ogni volta che, per caso, gliene +sfuggiva detto uno. Non già che non fosse stato mosso qualche appunto +al suo linguaggio, anche prima; ma chi gli faceva queste osservazioni +gliele faceva a suon di ceffoni e di tirate d'orecchio ed egli trovava +più comprensibile il linguaggio di Milla. + +Erano bimbi affatto e giocavano di gran cuore. Egli le usava certe +attenzioni, delle quali nessuno l'avrebbe creduto capace. Le compose +un'altalena, e le rimproverò la sua dappocaggine e la sua paura dei +cavalli. Le portava degli uccellini semivivi, dei gatti d'una magrezza +incredibile; una volta le portò persino una marmotta, ancor mezzo +addormentata. Essa serbava spesso per lui qualche dolce del desinare. +Allora Drollino, che era fiero e non voleva mangiare i dolci a ufo, le +recava delle pesche stupende rubate per lei con somma maestria e non +lieve pericolo, dal frutteto stesso della villa. La bambina, complice +innocente, mangiava con piacere le frutta proibite! Invertita, ma pur +sempre la scena eterna di Adamo ed Eva! + +Il Principe aveva visto più volte sul viale i due piccoli compagni di +gioco, ma la cosa non gli fece la minima impressione. Trovò anzi che +era naturalissimo. E lo era infatti, col sistema e le abitudini quel +tempo in cui egli pure era stato bambino! + +Drollino giocava molto e parlava poco. Ma ora che era proprio in +confidenza colla Milla gli veniva fatto ogni tanto di accennare alla +sua grande, indomabile passione, i cavalli. Oh come rimpiangeva +l'epoca anteriore alla disgrazia di suo padre!--Oh se sapessi, +Milla.... cos'è!...--S'animava narrando le gioie della vita libera, le +voluttà delle corse sfrenate in groppa ai puledri vellosi! Oh! se +l'avesse lui.... un cavallo! Ma lo avrebbe voluto piccolo, appena +nato, per poterlo domare, educare.... Suo! suo! suo!... gli occhi gli +scintillavano d'entusiasmo. + +Un giorno capitò sul viale come un uragano. + +--Oh Milla! se sapessi! è nata or ora.... lì in scuderia.... da +Rowena. + +--Chi?...--chiese innocentemente la bambina. + +--Una puledrina!... Se la vedessi! dicono che sarà una meraviglia. È +grande così, guarda, come Lupo, il mastino di guardia! Se fosse mia, +ah Cris.... + +Si fermò perchè Milla faceva un visino scandalizzato.... Alzò le +spalle, con un atto sprezzante poi, di volo, ritornò verso la +scuderia. + +Ci stette tardi, sin che potè.... sinchè il mozzo di guardia non lo +mandò via minacciandolo d'una pedata. Implorò di poter passare la +notte, lì sulla paglia, accanto alla neonata. Ma invano. In scuderia, +passate le dieci, non potevano rimanere se non le persone addette al +servizio notturno. + +Uscì agitatissimo, con un desiderio febbrile di tornare là dentro. Non +poteva spiccarsi dai pressi della scuderia. Ronzava continuamente +attorno all'uscio serrato, correva di qua e di là, assorto nel +pensiero che tutto lo dominava; aspettando impazientemente l'alba che +gli avrebbe agevolata l'occasione di tornare in quel paradiso perduto +e di cacciarsi in un cantuccio. Oh! non importa dove, pur che fosse +là, vicino al _box_, dove Rowena collo sguardo stanco memore del male +sofferto e fatta ancor più intelligente dalla recente maternità, +fissava la piccola bestiolina pelosa che ancora non sapeva reggersi in +piedi. + +Così venne la mezzanotte. + +Era un tempaccio tempestoso: una luna color di sangue acceso +battagliava con una irosa schiera di nuvoloni plumbei, che la volevano +affogare. Lontano lontano, in un denso nereggiamento dell'orizzonte, +si susseguivano, con un brontolìo cupo e prolungato, tre o quattro +voci di tuoni, intesi a soperchiarsi l'un l'altro. A un tratto, in +mezzo a una folata di vento che passava, soffocata rasente al suolo, +Drollino sentì poco lungi un certo fischio sommesso, che col vento non +aveva nulla a che fare. + +--Cosa sarà?--disse il ragazzo insospettito ma senza paura. Era già +nell'ombra; vi rimase, anzi s'ingolfò meglio nel buio, passando dietro +una gran macchia di ortensie e coll'acutissimo sguardo prese a +indagare, per quanto gli riesciva, il vasto sfondo del viale. Non andò +guari che un secondo fischio, ma stavolta appena percettibile +all'udito, gli giunse da quella direzione. Poi vide confusamente un +gruppo di due o tre persone camminare lente, con somma cautela, verso +il fianco settentrionale della villa.... dove per l'appunto si +trovavano le dispense e i tinelli della servitù. Drollino indovinò che +quella silenziosa comitiva erano ladri. + +Non si sgomentò, non smarrì nessuna delle sue facoltà. Senti un'acre +gioia di averli veduti, di potere sventar i loro progetti.--Ah! +birbanti!--pensò con trasporto....--or ora vi servo io!... + +Svoltò l'angolo della villa, si mise pel fossatello, e, scivolando +come una serpe per l'erba agitata dal vento, fu in un lampo alla corte +rustica. Svegliò il fattore, un vecchio animoso, che alla sua volta +destò e fece armare frettolosamente cinque o sei dei più arditi +famigli. Guidata da Drollino, la piccola comitiva avviata a +sorprendere i malviventi si recò nel luogo accennato dal fanciullo. +Allorchè vi giunse, i ladri, che non si erano ancor avveduti di nulla, +erano già intenti a smovere l'inferriata d'una delle finestre a +terreno, in faccia ad un corritoio che metteva capo al tinello, dove +alla sera si rinserrava l'argenteria. + +Drollino capitanò la schiera dei famigli sino al riparo d'una vicina +macchia d'oleandri; poi si spinse solo, strisciando come un rettile, +finchè giunse quasi accanto ai ladri. Allora si voltò, accennando ai +suoi di farsi avanti. Ma in quel momento volle fatalità che la luna, +liberandosi inaspettatamente dalle nubi, piovesse sul mistero muto di +quella scena una viva striscia di luce mercè la quale il viso da +zingaro di Drollino e la sua mano alzata a far cenno, riusciron +visibili ai ladri. + +Questi, lasciata sul momento l'inferriata, si diedero a fuggire +precipitosamente. Allora, nel silenzio della notte, si sentì, acuta, +stridula, rapida come lo scoppio d'un razzo, la voce di Drollino che +mandava il grido d'allarme «Ai ladri!» E gridando, s'era lanciato su +quello dei malfattori che gli stava più vicino e gli si era appeso ad +un braccio facendosi, nella fuga precipitosa di colui, trascinare +come un peso morto. Il cane di guardia abbaiava a squarciagola, i +contadini inseguivano correndo; s'era alzato un baccano incredibile. + +A un tratto si vide un lampo, s'udì uno sparo, cui tenne dietro un +grido acutissimo. I fuggitivi erano incalzati da vicino, ma due di +questi riescirono a porsi in salvo; il terzo, quello a cui s'era +avvinghiato Drollino, e che per isbarazzarsene gli aveva sparato +addosso un colpo di pistola, fu preso. Ma il fanciullo giaceva inerte +sul terreno. + +Non morto però, nè moribondo. La palla s'era acquartierata in un +polpaccio rispettando le ossa. Gli venne estratta la notte stessa ed +egli rimase l'eroe incontrastato dell'avventura. + +Il Principe venne a trovarlo nello stanzino del portinaio; s'accostò +al letto, disse un sonoro «bravo», e cacciò la mano sotto il lenzuolo +per sentire il parere del polso. C'era un po' di febbre, naturalmente, +ma nulla di grave. + +L'eroe era debole assai, ma grato, superbo di aver meritato tanti +onori e sopratutto una visita del Principe. Al padre che gli chiedeva +più tardi se nel momento terribile non avesse avuto paura, rispose +coscienziosamente di no.--Cioè--corresse un momento dopo--ho avuto +paura di due cose: che mettessero fuoco alle scuderie e che destassero +la signorina Milla! + +Rimase a letto per una ventina di giorni. Il Principe non s'era +accontentato dell'elogio fattogli in quella notte memorabile. Mandava +ogni giorno a prender sue notizie e volle che fosse per tutto il tempo +della malattia nutrito a spese della casa. Poi un bel mattino, quando +seppe che era proprio guarito, lo mandò a chiamare. + +Drollino venne subito accompagnato da suo padre. Era ancora assai +debole; il sangue perso e quei venti giorni di letto l'avevano +infiacchito assai; era magrissimo e aveva le labbra smorte. Il cuore +gli batteva forte e le gambe gli tremavano un poco mentre attraversava +la lunga infilata delle sale a terreno. Il Principe stava ad +aspettarli nel salotto chinese e vicino a lui c'era Milla vestita di +bianco come al solito, coi begli occhioni azzurri spalancati, per +contemplar meglio l'eroe di quella misteriosa nottata. + +A dir vero, siccome essa dormiva placidamente quand'era accaduto tutto +quel tramestìo, non sapeva bene cosa fosse stato; ma dai discorsi di +Miss Spring, entusiasta del _fiery boy_, s'era capacitata che Drollino +aveva fatto qualche cosa di straordinario. E perciò lo guardava +ammirata, un po' impaurita forse da quella magrezza e da quel pallore +eccessivo. + +Il ragazzo non era punto vanaglorioso in quel momento; tremava e +avrebbe voluto essere altrove; il Principe gli faceva animo parlando +in tono scherzoso del fatto; chiedendo particolari. Ogni, tanto il +padre metteva bocca anche lui e Milla guardava, guardava. + +--Milla--disse a un tratto il Principe, con una serietà affettata,--e +tu non dici nulla a questo tuo compagno che è stato così coraggioso? +Orsù, fagli i tuoi mirallegro. + +Pare che i mirallegro non fossero il forte della bambina; stava lì +attenta, immobile, senza parlare. Poi, a un tratto, stese timidamente +una manina, che Drollino non accennava per nulla di prendere. + +--Ho capito--disse il Principe, ridendo.--Tu, Drollino, vieni qua e +tu, Milla, falla finita e dagli un bacio. + +Drollino, il coraggioso! non era più pallido; era rosso rosso, e non +si moveva. Fu dessa a moversi, ad andargli incontro sorridendo, +cercando, colle labbruzze strette, riunite all'insù, le labbra pallide +del fanciullo, che, vergognandosi, si schermiva. Le trine del candido +abitino di mussola si gualcivano al contatto della rude fustagnina di +Drollino. + +Miss Spring, presente a quella scena, stava perplessa fra uno +_shocking_ e un _darling_; ma il Principe rideva di gran cuore. E il +bacio, un po' per amore, un po' per forza, fu ricambiato. + +--Oh!--disse il Principe--così va bene. Ma ora è giusto che abbi, +oltre a questo, un compenso più duraturo. E voglio lasciarne la scelta +a te. Dì su, ragazzo, cosa vuoi? + +Sulle prime Drollino parve non capire. Poi, quand'ebbe afferrato il +senso della frase, quando capì che forse potrebbe ardire, ardire +assai, si fece di bragia, gli occhi gli scintillarono in fronte, sulla +sua mobile fisonomia si dipinse l'ansia d'un supremo desiderio. + +Ma non seppe parlare. + +Non gli riesciva.... l'idea della sua ambizione lo atterriva.... No, +no.... era impossibile.... era impossibile.... era troppo. + +Il padre, cogli sguardi, col gesto, gli faceva animo; ma egli non +guardava suo padre e respirava a stento. + +--Orsù, disse il Principe impazientito--hai capito di parlare? vuoi +farmi star qui tutta la mattina? + +Drollino non aveva certo una così perversa intenzione; si sforzava, +poveretto, a parlare; ma la parola strozzata dall'inquietudine, gli +moriva in gola. + +--Papà--disse timida, ma pronta, la bambina, tirando la manica della +giacchetta indossata dal padre--vuoi che te lo dica io... cosa +desidera Drollino? + +Il Principe si mise a ridere. + +--Tu?... ma cosa vuoi sapere tu, pettegolina che sei? + +Essa non si offese. Insistette, armeggiando in siffatto modo colle +manine che il Principe dovette chinarsi e ascoltare le sue sommesse +parole. + +--Vuole la puledrina di Rowena, quella che era appena nata quando +successe la storia.... + +--Oh!--rispose forte il Principe, alzandosi e squadrando Drollino con +un fare canzonatorio...--Vuole la puledrina di Rowena, eh! questo +monello! + +Drollino tremava come una foglia. Ecco che l'avevan tradito! E ora.... +lo caccerebbero di casa, naturalmente, per punirlo di aver osato +tanto. + +Ma il Principe non parlò di scacciarlo. Trovava quell'ambizione un po' +audace, ma giusta. Non si adirò per nulla, e, dopo essersi divertito +un momento delle visibili angoscie del ragazzo, le troncò +d'improvviso, dicendo che avrebbe dati lui stesso gli ordini necessari +perchè la puledrina gli fosse consegnata. + +--Ma--soggiunse--ci hai pensato bene? Non vorrei poi che nelle tue +mani quella povera bestia.... + +Non finì; s'avvide che ogni raccomandazione era superflua. La faccia +di Drollino sfolgorava. Egli non seppe ringraziare nè il padrone, nè +la Milla; ma da questa a quello scoccò rapidamente uno sguardo +impetuoso, esaltato. Volle bensì parlare, ma proprio non gli venne +fatto. E il Principe rimase contento, e disse a Milla ch'era una cara +pettegolina, e che, giacchè sapeva indovinar così bene, più tardi +sarebbe riuscita a condurre suo marito pel naso. + +La Milla non capiva bene la profondità di questa frase, ma non ardì +chiedere altro. Rimase contenta anch'essa, benchè le toccasse +d'avvedersi, fra non molto, di non averci punto guadagnato +personalmente, colla sua intercessione fortunata. Drollino, dacchè +aveva la puledra, trascurava Milla indegnamente, era sempre in +scuderia, e non scappava più a giocare sul viale, all'ombra degli +ipocastani. + +--Che bestia!--disse, la sera dopo, un vecchio stalliere ad un +camerata.--Chiedere una puledra, mentre avrebbe potuto farsi una +sorte! Ma già, è sempre stato un disperato colui! E ora, cosa fa? + +--Oh!--rispose l'altro, mutando quartiere alla sua cicca--è in +scuderia, da ier sera. Non è uscito neppur pel desinare, e seguita a +ripetere: «È mia, è mia!» + +--Dovrebbe chiamarla Mia!--disse burlando lo stalliere.--Domani glielo +dico. + +--Perchè no?--rispose fieramente Drollino, quando udì quella +proposta, fatta in tono di scherno.--È mia! sapete? + +--È matto,--dissero ridendo i mozzi e gli stallieri.--Ma la puledrina +aveva un nome ormai. + +E, prima per chiasso, poi sul serio, venne chiamata così. + +La neve cominciò presto quell'anno, e Astianello prese un'aria +malinconica, nella campagna, fatta brulla dal verno. Le caccie eran +finite, le brigate disperse; i cavalli dovevano esser ferrati a +ghiaccio, il casone non era guari riparato dal freddo, e il Principe +si annoiava. + +Ma, benchè si annoiasse seriamente, non gli passò neppur pel capo di +prender moglie. Bensì gli venne in mente d'andare a passar l'inverno a +Parigi. + +D'altra parte, era ormai tempo di mettere la Milla in collegio. E il +collegio c'era, bell'e pronto. Un austero convento, celebre come +educandato, e dove delle monache aristocratiche insegnavano un monte +di belle cose a una falange non meno aristocratica di signorine. Il +convento era a Torino, e quella santa regina di Maria Adelaide, +quand'era viva, ci andava di frequente. La superiora era una cugina in +secondo grado del Principe. Milla non poteva esser meglio +raccomandata, nè completare, sotto auspici più favorevoli, +l'educazione iniziata dalla povera Miss Spring. Affrettiamoci a dire +che Miss Spring aveva in vista, per consolarsi del dolore di quella +separazione, l'immediato avvicinarsi d'una: _sacra alleanza_ con un +coraggioso, ma non estetico, ministro della chiesa anglicana. +L'intrepido brittanno, a 65 anni, sposava Miss Spring. Ma la Milla, +che non era provveduta di siffatte prospettive consolanti, non si +poteva dar pace di dover lasciare il padre, Astianello e il suo amore +irlandese. Di tutto le rincresceva, persino di Drollino. Era proprio +sconsolata, quando ci pensava. E ci pensava spesso... così bambina +com'era.... + +E in paese, che dispiacere per tutti... I padroni andavano via... +davvero?... Il Principe sarebbe tornato a primavera, ma la bimba no; +andava in un convento lontano, e non sarebbe tornata che dopo varii +anni. La fattora lagrimava, la giardiniera anche lei, la guardarobiera +aveva gli occhi rossi... tutti dicevano: «Va via la _nostra_ +signorina,» con un'aria triste, sinceramente triste.... + +Bisognava vedere quanta gente s'era riunita in corte, sotto il +portico, appiè dello scalone, la mattina della partenza, mentre in +scuderia si rivestivano dei finimenti i cavalli che stavan per essere +attaccati al _landau_. E la piccina, avvolta nel suo mantellone +foderato di pelliccia, col visino mezzo smarrito nella felpa bianca +della cappottina da viaggio, coll'aria confusa, cogli occhi rossi, +riceveva con affettuosa gratitudine quei saluti, quegli omaggi, e +andava ripetendo: «Addio, arrivederci, grazie,» colla voce proprio +commossa. A un tratto le si fece davanti il suo compagno di gioco, +Drollino! + +Anch'egli aveva la faccia malinconica. Sulle prime pareva che volesse +dir tante cose; ma poi si morse le labbra, e disse solamente: «Buon +viaggio.» + +--Addio,--disse affettuosamente la Milla. E togliendo dal guantino una +manina, microscopica nel suo guanto di flanella bianca, gliela porse. +Egli non la baciò; la prese un momento fra le sue; poi non si ricordò +neppure che avrebbe potuto stringerla, e la lasciò andare. + +I due bambini si guardarono un momento in silenzio, con una certa +voglia di piangere; soli, avrebbero pianto... forse... + +--Ricordati!--disse subitamente Milla. + +Egli si fece rosso, e scosse energicamente il capo. No, non le avrebbe +dette più quelle brutte parole. + +Si compresero, e sorrisero. + +--Salutami Mia...--continuò gravemente la bimba. + +--Vieni Milla,--chiamò il Principe.--È attaccato. + +Drollino si mise a correre disperatamente lungo il viale. Giunse al +cancello, trafelato, ma in tempo per vedere a passar la carrozza... +per gettare nell'interno di questa uno sguardo profondo. Dietro il +cristallo alzato, si vide per un secondo una manina bianca che +salutava. L'agente, che era anch'esso venuto sin lì, prese per sè quel +saluto, e scappellò profondamente. Era molto lusingato, e Drollino, +accanto a lui, teneva dietro collo sguardo alla carrozza, che si +faceva già piccina piccina sulla neve della strada. + +Stavolta gli onori e i rimpianti della partenza erano stati tutti +quanti per Milla, che non sarebbe tornata più per tanti anni. Il +Principe aveva detto gaiamente: «Arrivederci questa primavera,» e +nessuno s'era creduto in obbligo di commuoversi per lui. Pure +l'assenza sua doveva essere ben più lunga di quella di Milla, doveva +prolungarsi sinchè i mesi diventassero anni, gli anni secoli, e i +secoli eternità. I suoi agenti, i suoi cocchieri, i suoi cavallanti +l'avevano veduto per l'ultima volta. Morì a Parigi, sul finire +dell'inverno, d'un malore acutissimo, mentre la Milla, nel suo +grandioso e signorile convento, cominciava ad abituarsi a quella vita +di reclusa, a farsi adorare dalle sue compagne, e a innamorarsi +perdutamente della superiora, di sette suore, di due converse e di +quattordici compagne, e parlava di farsi monaca per star sempre con +loro. + +E così avvenne che, per otto anni seguiti, la grandiosa villa rimase +chiusa. Invano, nel giardino ridente, i fiori olezzarono instancabili; +invano nella serra maturarono gli ananassi; invano l'allevamento +equino diede lietissimi risultati. Nessuno venne ad abitare quelle +camere, sempre chiuse, coll'atmosfera greve d'un odore di muffa e di +tarlo. Gli agenti soltanto andavano e venivano per conto dell'attuale +proprietaria di tutte quelle immense ricchezze; e questa era +un'educanda umile ed affettuosa, che non sapeva nulla del mondo e +della vita, e aveva un cuore grande grande, grande, e una statura +piccina, piccina, piccina.... + + + + +II. + + +--Ouff!--disse il Duca Giuliano, uscendo dal _boudoir_ di velluto +color pesca a garofani di raso granata--ouff!... La signora di +Rèmusat, nelle sue agro-dolci _Memorie del primo Impero_, ci narra +come Napoleone si divertisse un giorno a mistificare crudelmente +alcuni dei suoi più intimi cortigiani, chiedendo loro cosa direbbe il +mondo s'egli, l'Imperatore, avesse a scomparire d'un tratto. E +nell'imbarazzo generale che susseguì a quella domanda, la risposta +suonò repentina, dalla bocca stessa che aveva posata la +questione:--Sapete cosa direbbe il mondo?... direbbe: ouff!... + +Ora, date le debite proporzioni fra l'impero di un Bonaparte e quello +di una brillante Baronessa, può essere che l'ouff di Giuliano +rappresentasse del pari un sospirone di sollievo. Può essere che egli +avesse preventivamente desiderato di lanciarlo così ai quattro venti; +può essere che, entrando schiavo in quel tepido gabinetto, egli avesse +in animo d'uscirne libero; può essere che la perifrasi gentile, +destinata a velare l'odiosità d'un «basta,» fosse stata detta da lui e +non da lei... A malgrado però di tutte queste supposizioni, è cosa +positiva che il duca Giuliano si fermò un momento nell'andito-serra, e +rimase immobile accanto a un grande _arum_. Si fermò coll'orecchio +teso, coll'occhio attento, come aspettando. Un minuto completo, non la +parte di un minuto. Ma non udì nulla. Non voce angosciosa che +chiamasse, non rumore sommesso di singhiozzi, non strepito di seggiole +smosse, non tonfo di caduta... Nemmeno una scampanellata... per +chiamar la cameriera col _flacon_ del sale volatile. Si voltò anche a +guardare la porta ch'egli aveva testè serrata, ma, dietro ai vetri, +non passò la più lieve ombra. + +Allora Giuliano diede un'energica crollata di spalle, si mise con +passo risoluto per la lunga infilata delle sale, raggiunse +l'anticamera, e scese allegro la scala di marmo, salutando +beffardamente il paffuto angiolo di stucco bianco che, recando sempre +fra le mani il tulipano di vetro del lume a gas, s'era tante e tante +volte veduto passare davanti quel bellissimo giovane. + +La novella, la grande novella del giorno, fu pronta a percorrere tutta +Torino. In capo a qualche ora, nessuno dell'_high life_ cittadina +ignorava che il Duca Giuliano Lantieri aveva riacquistata la sua +libertà. + +Allo spettacolo del Regio, quella sera, ci fu nei palchetti e nelle +poltrone un po' d'irrequietezza. Molti cannocchiali erano appuntati, +non già verso il palco scenico, dove _Mignon_ chiedeva dolcemente in +italiano, col pensiero di Goethe e colla musica di Thomas: _Kennst du +das Land?_; ma bensì verso un palco in seconda fila, occupato da una +splendida figura di donna non più giovanissima, ma di quelle che +hanno il privilegio di percorrere nella vita due o tre giovinezze +consecutive. La Baronessa Olga, benchè russa, era bruna di capelli. +Era vigorosa, non molto grande, con delle forme splendide, e una +fisonomia affatto straniera, non bella forse, ma ricca d'un certo +fascino irritante. Aveva il naso piccolo, un po' camuso, una bocca +quasi da mora, grande, sana, ridente, con dei denti che parevano quasi +fulgidi nella loro bianchezza di smalto e all'ombra di quelle labbra +tumide, violenti di forma, di colorito, d'espressione. + +Dirimpetto a lei, al posto spesso occupato da Giuliano, brillava +l'insipida figura d'un Viscontino francese. Furono osservate varie +cose: primo, che la Baronessa Olga era più bella che mai; secondo, che +aveva una _toilette_ nuova; terzo, che serbava quella tal aria serena, +di buon umore, che la rendeva adorabile; quarto, che aveva +precisamente i modi, la maniera di guardare delle altre sere; quinto, +che il suo palco fu affollatissimo. Giuliano, quella sera, venne in +teatro, s'adagiò nella sua poltrona, andò a far visite nei palchi +delle signore di sua conoscenza. Non andò nel palco della Baronessa, +ecco tutto. + +Ma al _Fiorio_, dopo il teatro, quante se ne dissero!... Tutti +sapevano il perchè di quella rottura... era un motivo frivolo, dietro +il quale si celava forse un reciproco senso di stanchezza. +Generalmente, si approvava Giuliano e la sua ribellione. La Baronessa +aveva qualche anno più di lui, e, a dir vero, viaggiava troppo. Un +signore, autorità vecchia, ma incontestata, di quel formidabile +palazzo di giustizia, fu il solo a sostenere che Giuliano aveva fatto +uno sproposito, enorme. Gli altri insistevano: diavolo! si sapeva +positivamente che la Baronessa aveva 6 o 7 anni più di Giuliano. Ma il +vecchio si ostinava. Ne avesse dieci o quindici di più! era pur sempre +la sola donna che Giuliano _potesse_ amare. + +--Perchè, perchè?--chiesero tutti a una voce. + +--Ah!--rispose il vecchio con uno di quei sorrisi brevi, che alla +lunga dovrebbero corrodere le labbra che li recano, tanto sono acri, +incisivi, mordaci. + +--Povero Giuliano!--disse qualcuno--cosa farà ora? + +E fu la fine. + +Giuliano non fece nulla di straordinario per celebrare l'era della sua +riacquistata indipendenza. Si vide più festeggiato, più accolto, più +ben voluto che mai. Passò un carnevale delizioso, si divertì, fu +amabile, evitò ogni laccio, si congratulò molto con sè stesso, e +accompagnò a teatro due o tre volte la sua vecchia mamma. Un giorno, +un'idea bizzarra gli passò per la mente: «Se prendessi moglie?» + +Ma la scacciò subito subito, come una tentazione. + +Ora aveva la sua libertà e voleva goderla. + +Goderla, ma come? Se avesse avuta una gran fortuna, ecco, sarebbe +andato a Parigi! E invece suo padre gli aveva lasciato un patrimonio +discreto, ma nulla più, e lui stesso, sicuro, un po' aveva speso... si +sa. Divini quei tre anni nei lacci della baronessa Olga! ma era +proprio una cosa curiosa il vedere quanto alla Baronessa Olga +piacessero i dolci, le statuine di Saxe, le tazze di _vieux Vienne_, +le rose durante l'inverno, le camelie in estate, i viaggi in primavera +e in autunno, e le gite in tutte le stagioni. Eh! non c'era che dire, +in quel patrimonio s'era fatto una gran buca! Come colmarla? E qui +l'idea della dote tornò in campo; odiosa, a dir vero, nella sua +arcigna fisionomia d'espediente. Il Duca la mandò via risoluto; ma +quella passò soltanto l'uscio, e si celò dietro un battente, +aspettando. + +La libertà... celeste cosa! Ma, un giorno, Giuliano andò sulle furie +con sè stesso, perchè uscendo alla sera, senz'avvedersene s'era messo +per la via che conduceva alla dimora della Baronessa. Provò un gran +dispetto, imbizzì colla forza cieca dell'abitudine. No.... diavolo, +no.... E in quel giorno fu del parere del marchese Colombi, che le +accademie si fanno o non si fanno. + +Ma, passata la prima gioia della sua liberazione, questa cominciò a +parergli uno strano arnese, come una foggia troppo attillata d'abito o +di cappello, in cui egli si sentisse un po' a disagio. + +Certe ore gli parevano lente assai. Il disordine sistematico lo +seccava alla lunga, e non si trovava abbastanza ricco per organizzare +attorno a sè un lusso di vizio quale l'avrebbe inteso, in omaggio ai +suoi gusti raffinati e dispendiosi. Ricominciare ancora, tornare nella +stessa direzione, mettendosi per altro sentiero?... Chè.... non valeva +la spesa; allora, tanto valeva continuare a quell'altro modo. Tornar +da capo è noioso, e non tutte le belle signore hanno un marito dotato +di un carattere buono e conciliante, quale la Provvidenza l'aveva +impartito al barone Dornelli. E quel benedetto tirocinio.... che cosa +seccante! Prendersi un'altra volta la briga d'innamorarsi! Già, egli +non si sentiva fatto per le difficili fasi d'una grande passione; per +lui ci voleva proprio l'amore d'oggigiorno, piano, senza +complicazioni, ben educato. Era tanto pigro, tanto indolente quel +Giuliano! Anzi, era uno dei suoi pregi, dei suoi mezzi di seduzione +quella sua indolenza languida, dolce, gentile, che si tradiva nei suoi +modi, nella sua voce, fin nei suoi sguardi, che dava alla sua sana +bellezza bionda un carattere speciale. La Baronessa lo chiamava +creolo..., e quella disinvoltura che aveva l'arte di ridurre tutto a +un'espressione placida, facile, elementare, schiva-fatica, +armonizzava, forse per forza di contrasto, colla tempra insolentemente +energica di quella donna. Però l'aveva voluto e serbato schiavo sino +al momento in cui gli aveva concesso di ribellarsi. Le era parso che +qualcun altro l'avrebbe meglio, o solo altrimenti, divertita. E ora, +egli non ci voleva tornare laggiù in quel gabinetto color pesca a +fiori di granata, non ci voleva tornare. E non ci tornò. + +Siccome era creolo, così accadeva qualche volta che la sua stupenda +vesta da camera orientale avvolgesse tuttora le sue forme da Apollo +impinguato, in quell'ora privilegiata durante la quale la gente per +bene esce di casa e popola i Portici, via di Po e il Corso. Allora +accendeva un _chibouk_ e sfogliazzava un romanzo. Ma tant'è eran +lunghette quelle ore. + +Il suo salotto era un mezzo museo, e la povera mamma gli aveva dati i +suoi due _cachemires_ turchi, perch'egli ne facesse delle portiere; ma +dalla finestra di fianco si vedeva l'angolo d'un'ala del palazzo, +molto deteriorata, molto...; e Giuliano si ricordava che anche lo +scalone era in cattivissimo stato, e che il portinaio aveva un abito +bleu, sdruscito in un modo orribile. E la vecchia duchessa s'era +adattata a star lassù, al terzo piano.... per poter affittare i +quartieri migliori.... Bisognava trottare a piedi ora...; nelle +scuderie c'era un pigionante falegname; invece del nitrito, dello +scalpitìo dei cavalli, si sentiva continuamente lo stridere della +sega, lo scorrere della pialla, il rantolo quasi catarroso del torno. + +Parve a Giuliano che allora soltanto tutto ciò si rivelasse a lui con +un aspetto e un accento insopportabilmente nuovi. E mentre, +disgustato, annoiato, pensava quanto il destino gli fosse avverso, +malevolo, l'idea ch'egli aveva così sgarbatamente messa alla porta +alcuni giorni prima, si riaffacciava adagino adagino, insinuandosi +silenziosamente, strisciando lungo le pareti, giungendo mezzo +inavvertita, sino a lui; s'insinuava nei suoi pensieri, si confondeva +nel profumo orientale delle volute di fumo che, attorcigliandosi in +alto, allungandosi, assottigliandosi, parevano quasi assumere una +femminilità indecisa di contorni, disegnare nell'aria una mossa pudica +di fanciulla, una semplicità fresca e schietta, di gesto e di sguardo. + +--Puh!--osservò il Duca, socchiudendo i suoi begli occhi azzurri, +d'un azzurro carico di porcellana, come si fanno alle bambole.--Dopo +tutto.... Sì, veramente.... dopo tutto.... + +Si addormentò un momento, come se quel pensiero gli avesse cantato la +_ninna nanna_, scotendo ritmicamente la lunga poltrona americana sulla +quale egli giaceva. + +Si svegliò di botto, spaventato. L'idea della scelta torturava già la +sua pigrizia. Simile a quel sibarita che sudava vedendo uno schiavo +occupato a spaccar legna, egli si asciugava la fronte pensando alle +venture perplessità del suo spirito quando si tratterebbe di +decidersi. Già, prima di tutto, egli non aveva mai potuto soffrire le +signorine, quelle modeste cifre incognite, quegli insipidi indovinelli +ammantati di bianco, di celeste, di rosa, presso alle quali bisognava +stare attenti alle proprie parole e agli occhi formidabili delle +mamme. Ah! che cosa opprimente! + +Un momento pensò a una vedova. Ma poi scosse la sua bella zazzera +bionda. + +Ah! no, una vedova! Ci sarebbe da lottare col.... fu.... poveretto. E +poi.... sciocchezze, se vogliamo, ma per lui ci voleva il dominio +completo, assoluto, primo. Ragazza, dunque, molto giovane, s'intende, +appunto per poterla avvezzare a modo suo; denari molti, cosa +indispensabile. Ma dove trovarla.... dove? + +Ci pensò un poco.--Che seccatura--conchiuse sbadigliando--ne parlerò a +mia madre. + +E la sua mente riposò in quest'idea. + +Avevano finito di desinare, e la vecchia signora guardava di sottecchi +Giuliano, il quale teneva fra le sua belle dita paffute una sigaretta +di Salonicco, senza decidersi ad accenderla. + +La Duchessa Lantieri non era stata bella. Attualmente era molto santa, +d'una santità sagace e che vedeva abbastanza lontano. La vecchia dama +stava bene, comodamente, in quell'atmosfera d'una devozione che +armonizzava colla sua fine e provata scienza del mondo. Senza avere +molto spirito, la Duchessa aveva quello della sua età; adorava suo +figlio, non lo seccava mai; viveva in una stretta, ma decorosa +economia. Era modesta, umile, semplice assai nei modi, di quella +semplicità queta e in fondo orgogliosissima, del più delle dame +piemontesi. + +Giorno e notte pensava al maggior bene di Giuliano. Aveva avuto un +immenso dispiacere, ed era quello di vederlo avvinto nei lacci di +quella sirena del Nord. S'era consolata un pochino, però, pensando che +quella sconsigliata, priva del divino aiuto, era una Zorodoff, figlia +d'un ciambellano alla Corte imperiale di Russia, e aveva sposato un +barone Dornelli di S. Maurizio. Giacchè, pur troppo.... si sa.... la +gioventù eh!...--qui la Duchessa metteva un gran sospiro.--Meglio +così, insomma, che peggio ancora, ecco. + +E Dio l'avrebbe esaudita certamente un giorno o l'altro, facendo +cessare quella triste cosa, e ispirando a Giuliano il pensiero di +prender moglie. E pregava di cuore; il che non le impediva di darsi +d'attorno perchè, nel caso d'un pronto esaudimento, non si sa mai, la +buona volontà di Giuliano non avesse a cogliere lei sprovveduta. + +Giuliano era sopra pensiero. Le cose non andavano a modo suo, e +l'intendente di casa gli aveva presentato un certo quadro, il cui +ricordo non lo ricreava punto. Era stato al corso, e aveva veduta la +Baronessa in un _landau_ nuovo, stupendo, con una _toilette_ +splendida, e un mezzo sorriso amabile, che gli aveva fatto un certo +effetto molto stizzoso. Egli era bensì andato a fare una lunga sosta +alla portiera della contessa Zeta, ma la contessa Zeta l'aveva +annoiato un pochino, e a fianco del _landau_ della Baronessa, aveva +veduto il Viscontino a cavallo.... Poi, come se non bastasse, lì nel +salottino c'era un odore di baccalà, che lo irritava al sommo. + +--Che profumo!--disse languidamente a sua madre, recandosi alle nari +il fazzoletto coll'orlo ricamato a colori vivaci. + +--È venerdì!--osservò umilmente la contessa. + +Il male era che la cucina in quel quartierino ristretto si trovava a +due passi dalla sala. E in corte, nello scuderie vuote, profanate, la +sega andava in su o in giù stridendo allegramente. + +Giuliano contemplò a lungo la pietra del suo anello, un occhio di +gatto cinto da nitidissimi brillantini. + +La Duchessa pareva contare i punti del suo lavoro in lana, ma il +cuore, presago, le batteva, e le sue labbra fino sussurravano qualche +cosa all'indirizzo di _Nossgnôr_! + +Giuliano accese la sigaretta e disse placidamente: + +--Dov'è?... + +La Duchessa attonita alzò gli occhi.--Cosa?--E poi, siccome un animo +l'avvertiva, soggiunse sorridendo:--Chi? + +--Chi? (che orrore di sigaretta!) Dico; questa sposina, quando capita? + +La Duchessa sentì un gran rimescolìo. Ma frenò la sua gioia. Sapeva +che Giuliano non amava nè le scene, nè le spiegazioni. Con voce un +po' tremante, con un pensiero d'accesa gratitudine verso Dio, rispose +soltanto; + +--C'è.... + +--Uhm!--borbottò Giuliano. E siccome era un magnanimo gentiluomo, +chiese anzitutto: + +--Bella? + +La Duchessa ebbe un sorriso contento, e chinò il capo. + +--Ricca? + +La Duchessa alzò il capo. + +--Tre milioni--susurrò poi con dolcezza infinita, assaporando +lentamente la frase. + +Giuliano guardò sua madre sul serio. L'aveva sempre stimata, ma ora +una specie di languida venerazione sorgeva nel suo animo. + +--Ah! ho capito. La figlia d'un banchiere ebreo. + +Diceva così per celia, sapendo a che punto sua madre fosse inesorabile +per tutto ciò che avrebbe potuto urtare le loro tradizioni, +l'alterigia calma e serena che un lungo ordine di antenati aveva loro +trasmessa. La Duchessa ebbe una frase laconica: + +--Corona chiusa! + +Giuliano si gingillò un poco, curiosando nella scatola da lavoro. + +--Mia cara mamma, tu possiedi dello forbici impossibili.... Quanti +anni abbiamo? + +--Diciotto; ed è tuttora in convento. + +--Un'educazione da farsi, nevvero? Ingenua molto? A meno che.... +qualche volta sono sveglie, sai, queste educande, sveglie davvero. Mi +ricordo, anni fa, in un convento di monachine.... + +--Oh! Giuliano,--interruppe la vecchia,--che discorsi! Invece di +ringraziar Dio! + +--Sì.... proprio!... credi che sia un gran divertimento il prender +moglie, rinunziare alla propria libertà per sposare una sciocchina +qualunque, che non ha mai visto niente in vita sua e alla quale +bisogna far da precettore.... mentre.... è così facile.... + +--Trovar qualcuno che insegni a noi.... nevvero, Giuliano? + +La Duchessa aveva qualche volta, colla sua aria umile, di queste e +simili sortite. Giudiano ebbe per un momento l'idea di montar sulle +furie.... ma così, dopo desinare, non andava fatto. Sorrise soltanto, +e senza guardar sua madre: + +--Già.... continuò.... quasi quasi...: è più facile e più +piacevole.... Dunque? + +La Duchessa si sgomentò e bruciò le sue navi. + +--Quando la vuoi vedere? + +--Chi? + +--Lei. + +--La mia maestra? + +--Giuliano!--mormorò angosciosamente la Duchessa, colla voce piena di +lagrime. + +Egli si mise a ridere.... dondolandosi sulla seggiola.... E la +Duchessa cominciò a ragionare.... a pregare.... a spiegare. + +--Sarei così contenta.... chiuderei gli occhi in pace!--La povera +donna era quasi eloquente. E l'odor di baccalà intanto penetrava, +intollerabile, nel salotto. + +«Il primo piano per lei,» pensava pacatamente Giuliano; «la mia +_garçonnière_, al secondo.... la mamma avrebbe per sè sola questo +appartamento.» + +--Oh Giuliano--continuava la madre....--credimi, fuori dell'ordine +morale non esiste vera felicità.... Ed è orfana, per cui, capisci.... +il capitale subito, e una gran tenuta in Lombardia. Un carattere +adorabile, ti assicuro. Ci sono anche i brillanti di casa. E pensa un +poco, figlio mio, quando sarai vecchio, che consolazione aver la tua +famiglia! + +--Già, un monte di biricchini che non vogliono studiare, o di +ragazzacci che fanno debiti. + +Era veramente perplesso. Gli seccava di prendersi la briga di +decidere. + +Abbasso in corte, la sega canzonava, col suo aspro gemito irritante. +La sala diventava buia nel tramonto primaverile. La pendola suonò le +otto con una voce strana uggiosa, colla voce di una pendola che non è +più di moda. L'ultimo raggio del sole entrava di sbieco dalla +finestra, e cadeva sul velluto scolorito, ammaccato d'una poltrona +zoppa. + +Giuliano mise un sospiro lungo lungo, il sospiro d'un uomo che fa una +fatica enorme. + +--Per farti piacere....--disse poi dolcemente a sua madre.--Ma sai che +amo le cose spiccie. + +La Duchessa trattenne un grido di trionfo, e s'alzò.--Oh! Giuliano, +Giuliano.--Non voleva piangere, ma si mise a piangere, ciò non +ostante. + +Le vecchie hanno facile il pianto e la Duchessa evitava con ogni possa +di tradire sè stessa in quel modo, davanti a Giuliano, che in questi +casi soleva prendere con aria grave il suo cappello e si ritirava un +tantino più frettolosamente del solito. Ma stavolta.... ah stavolta +non seppe proprio trattenersi. Ecco, era la Madonna della Consolata, +lei per l'appunto. Certo, un cuor d'oro.... lo comanderebbe subito.... +a Canavero. + +Giuliano non se ne andò. Ora che aveva fatto quell'immane sforzo, era +contento. Sì! era contento di fare una fine; e poi era contento anche +di sè stesso per aver data quella consolazione alla sua povera mamma. +Oh! per lei lo faceva volentieri quel sagrifizio, e per la vecchia +casa, che aveva tanto bisogno di esser riattata. La Baronessa forse +non se l'aspettava così subito; era una cosa divertente il pensare che +probabilmente, anzi inevitabilmente, un certo dispetto l'avrebbe +provato. Questo le insegnerebbe a inaugurare dei Viscontini francesi, +il giorno dopo la rottura con lui. Certo, il matrimonio doveva farsi +presto.... Egli sperava che sua moglie avesse delle belle mani.... era +una cosa alla quale teneva assolutamente. E se non sapeva vestirsi, un +inverno a Parigi avrebbe rimediato. + +Si sentì virtuoso; eminentemente morale. Gli spuntò nell'anima una +bizzarra e affettuosa stima per sè stesso. Egli, così bello, così +signore, così gentiluomo, si adattava a prender moglie prima dell'êra +della parrucca, dell'obesità, dei denti finti, delle cambiali al 50 +per cento. Sorrise placidamente, sorrise al futuro, e complimentò sua +madre. + +--Brava mamma! e me l'hai tenuta in conserva per tutto questo tempo, a +malgrado.... + +Le vizze gote della Duchessa assunsero una tinta quasi giovanile. + +--Aspettavo--disse semplicemente.--Ora, sì, che sarai felice! + +--Credi? Ebbene, tanto meglio. Già, una fine bisognava farla, un +giorno o l'altro. + +La sega taceva, e l'odore del baccalà veniva meno nella brezza +vespertina ch'era entrata da una finestra apertasi adagino adagino, +senza che nessuno se n'avvedesse. + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +«_Alla signora Rhoda Lawson Spring--Lawson's cottage S.... shire_ + +«Mi scuserà se questa volta non le scrivo in inglese; ma ho da dirle +tante cose, cose serie e importanti e di confidenza, che bisogna +proprio che gliele dica a modo mio. Non creda però che trascuri i miei +esercizi o i miei temi...; cioè, adesso veramente.... ma però in +avvenire.... Ohimè, vede come m'ingarbuglio?... Insomma, le prometto +di non trascurare l'inglese, perchè è tanto bello, e perchè so che lei +desidera ch'io non dimentichi ciò ch'ella ha avuto la bontà +d'insegnarmi. E la prego di non far attenzione se questa lettera non è +scritta bene, neppure in italiano, perchè la scrivo di nascosto, e +senz'avere il tempo di pensare alla sintassi ed a quelle altre +birberie così difficili della grammatica. Oh, cara signora Rhoda! se +sapesse quante cose sono accadute da che le scrissi l'ultima volta, e +che novità ci sono per la sua Milla! + +«Certi momenti, mi par di sognare, e ho paura di svegliarmi; e certi +altri momenti, non so da che parola cominciare per ringraziar il +Signore. Mi accade, specialmente quando chiudo gli occhi, di +figurarmi che l'aria, dove sono, sia diventata azzurra, come nel cielo +che è in alto; è una stranissima cosa, che farà, ne son certa, +meravigliare anche lei. Con tutto ciò, non creda che faccia delle +follie; anzi, sono molto quieta, perchè vedo che il Signore ha voluto +aprire davanti a me una bella strada verde, con tanto sole e dei fiori +a bizzeffe. Insomma, mi proverò a dirle tutto quanto; e non so proprio +perchè, essendo così felice e contenta, provo come una specie di +timore nel dirle tutte queste cose.... guardi che sciocchezza! + +«Si ricorda, quando le scrissi che volevo farmi monaca?... Per fortuna +che la mia cara Madre Superiora mi consigliò di aspettare per provarmi +la vocazione! Ora m'avvedo che avrei fatto un grande sbaglio! Ma +allora m'era venuta quest'idea perchè avevo visto a morire la mia +povera compagna Giulia Ferranito (ah! che dolore fu quello per me), e +la mia cara amica Teresa Reccadei era uscita di collegio, e avevamo +avuta in convento la vestizione di Maria San Fermo; cerimonia che mi +aveva fatto un grandissimo effetto. A dir vero, avevo anche un altro +motivo, ma quello non l'ho mai detto. M'era venuta una gran +malinconia, perchè al giovedì tutte le altre allieve eran chiamate in +parlatorio, e per me non veniva mai nessuno, mai nessuno! In quel +giorno non facevo altro che piangere, e quando le mie compagne +tornavano dalla grata e venivano, allegre, contente, a raccontarmi +certe novità, io mi sforzavo a parere d'esser contenta anch'io, per +non far loro dispiacere. Le monache erano, e son sempre state, +buonissime per me; ma quel tal dolore della mamma che non c'è, è +inutile, non si rimedia! Dunque (pensavo fra me) cosa andrei a fare io +sola in quel mondo terribile, pieno di pericoli, di pene e di dolori, +se non ho nessuno che si prenda cura di me e mi voglia bene, e +m'insegni le cose che vanno fatte?... E per questo avevo in animo di +farmi monaca, e di restar sempre qui con queste buone suore. Ma +adesso.... oh Dio.... è tutto cambiato.... il mio destino, il mondo, +tutto quanto! + +«Lei saprà senza dubbio.... già glielo scrissi tante volte.... come la +nostra Madre Superiora, madre Maria della Croce, sia una santa donna, +che tutti venerano e onorano. + +«Siccome prima di farsi monaca era Contessa di Ronano, così ha serbato +ancora nel mondo molte amiche, che vengono spesso a vederla per tener +con lei delle conversazioni edificanti e chiederle dei buoni consigli. +Una di queste sue amiche è una Duchessa Lantieri, una signora grande, +magra, che ispirerebbe molta soggezione, se non avesse una voce dolce +e delle maniere che, invece, fanno innamorare. Un giorno, la Superiora +mi disse di accompagnarla alla grata. Può immaginare che caso per me. +Tremavo come una foglia, ma poi mi rassicurai, quando, alla grata, +vidi una signora che mi fece un mondo di feste, e mi disse che un suo +nipote era cugino del cognato d'una grande amica della mia povera +mamma! Si figuri!... sentirmi a parlare della mia povera mamma.... mi +vennero le lagrime agli occhi!... La Duchessa (era lei) mi consolò.... +mi disse tante belle cose, e promise che sarebbe tornata a trovarmi. +Infatti, quasi tutte le settimane anch'io andavo in parlatorio, e la +buona Duchessa mi portava quasi sempre dei regalini, delle immagini +sacre, belle, che non avevo mai viste le uguali, e dei libri devoti +che formavano la mia felicità e l'ammirazione delle compagne. Poi mi +chiedeva dei miei studii, mi domandava cento particolari sulla nostra +vita di convento; insomma io mi intenerivo pensando alla sua bontà per +me, e non vedevo l'ora che tornasse il giovedì per parlare ancora +colla zia del cugino del cognato dell'amica di mia madre! + +«Ecco che un bel giorno, eravamo soltanto al martedì, la Superiora mi +manda a chiamare, mi accomoda la mantellina, mi fa mettere i guanti, +perchè avevo ancora un poco di geloni, e mi conduce lei stessa in +parlatorio. E lì, dietro alla grata, vedo subito la mia cara Duchessa, +accompagnata da un signore giovane, grande, biondo. Può immaginare +come rimasi...; credo che non seppi neppur salutare.... Ma la Duchessa +non se l'ebbe per male; mi fece ancora più festa del solito; disse che +quel signore era suo figlio, il quale era tornato da un viaggio a Roma +e veniva a portare alla reverendissima Madre Superiora un rosario +montato in argento, che il Santo Padre aveva benedetto per lei. Io ero +molto edificata, e ascoltavo quel signore, il quale diceva tante belle +cose con una voce che pareva una musica, e ogni tanto si rivolgeva +anche a me; ma io ero così intimidita che non trovavo il coraggio di +dire una parola. Quando furono per andar via, egli mi fece un saluto +cortesissimo, e disse che si raccomandava alle mie orazioni. Infatti, +io pregai proprio di cuore, pensando a quella visita che non mi sarei +mai aspettata, e all'ingiunzione fattami dalla Superiora di non +parlarne alle mie compagne, mulinando con una grande curiosità se la +signora tornerebbe il giovedì venturo, e se sarebbe tornata sola. + +«Ma, quella sera stessa, madre Maria della Croce mi mandò a chiamare, +e mi domandò cosa mi pareva di quel signore. Io dissi che mi pareva +buono come la sua mamma. Allora la Superiora mi fece un gran discorso +sulla volontà del Signore, e poi mi disse che il Duca Lantieri, +sapendo che avevo ricevuta una così buona educazione in quel convento, +mi chiedeva in isposa. + +«Può immaginare, signora Rhoda, come rimasi. Mi pareva come se +m'avessero data una gran botta al cuore.... non sapevo più in che +mondo mi fossi! Ma la Superiora mi fece animo, dicendomi che non +dovevo turbarmi, ma invece ringraziare il Signore che aveva voluto +evitarmi i pericoli che una giovane trova infallibilmente nel mondo, +facendomi subito trovare una così fortunata occasione di abbracciare +uno stato che, per quanto imperfetto, per quanto inferiore allo stato +religioso, era pure quello che la Provvidenza aveva destinato al più +delle ragazze. Mi fece l'elogio del Duca, della nobiltà della sua +casa, e mi dimostrò quanto dovevo essergli grato d'aver pensato a +un'umile educanda, mentre avrebbe potuto fare una scelta molto più +brillante. Dopo di che, mi disse che ci pensassi per tre giorni, +facendo una _retraite_ e implorando l'aiuto speciale del Signore, +della Madonna e di tutti i Santi, perchè illuminassero la mia mente e +mi rivelassero la volontà della divina Provvidenza. + +«Allora fui subito più quieta, e a furia d'interrogare il Signore, la +Madonna e i Santi, mi parve proprio che rispondessero di sì, e che +facevo bene ad accettare. Anche il mio confessore fu dello stesso +parere, e io in capo ai tre giorni dissi alla Superiora che accettavo. +La Duchessa venne subito, mi chiamò la sua cara figliuola, e mi colmò +di regali stupendi, che fanno andare in estasi le mie compagne. Il mio +fidanzato tornò pure parecchie volte, e io adesso non capisco più come +ci sia scritto nella dottrina che la moglie ha _l'obbligo_ di amare +suo marito! Bell'obbligo, bell'impresa! + +«Io, per dire vero, capisco di parere una stupida, perchè non so mai +trovare il coraggio di parlare, e sono anzi più contenta di star lì +quieta, dietro alla grata, a sentirlo parlare con una voce dolce come, +oh no, molto più dolce di quella della sua mamma, e a vederlo al di là +della grata appoggiare sulle sbarre la fronte bianca e la sua barba +bionda che par d'oro. Mi sono accorta che ha gli occhi celesti. Poi ha +delle mani bianche bianche, con un anello che getta certi lampi! Mi +dice delle cose.... delle cose.... Per esempio, si figuri, che aveva +sentito tanto a parlar di me, e che mi voleva bene anche prima di +conoscermi. Si vede proprio ch'è il dito di Dio che ci ha fatti +incontrare. Dice che farà di tutto per rendermi contenta, che esaudirà +i miei più piccoli desideri; anzi, per farmi piacere, è stato fissato +che, subito dopo il matrimonio, partiremo per Astianello. Ah, pensi, +il mio povero Astianello, che non rivedo da dieci anni! Sarà certo un +gran dolore lasciare il convento, e queste buone suore, e le mie +compagne, ma pure, benchè senta tanto dispiacere (sarà forse una +cattiveria?), sono contenta lo stesso, e mi pare, come le ho detto, di +essere in un altro mondo. Le mie amiche ammirano la mia felicità, le +suore sono contentissime, benchè ogni tanto parlino delle croci del +matrimonio; ma io credo che un pochino dicano così perchè non sanno +bene come sia. A me pare che non mi farei proprio monaca per tutto +l'oro del mondo, e che il Signore è stato troppo buono per me. + +«Mi scusi quest'orrore di lettera. Si figuri poi se avessi scritto in +inglese con quell'impiccio di _should_ e _would_! Le scriverò per +dirle quando si farà il matrimonio. Chi sa che non ci possiamo trovare +ancora ad Astianello! Pensi! Ad Astianello, in primavera, con lui.... +volevo dire con mio marito. Che parola curiosa, nevvero? Non +dimentichi il nome: Giuliano.... Duca Giuliano Lantieri.... Io però +l'ho sempre chiamato signor Duca sino ad ora, e lui mi dice signorina. +Chissà come farà per dire Milla!... + +«Ieri ho pianto tanto pensando alla mia povera mamma, che non ho mai +conosciuta, e al mio papà, che ho perduto così presto! Oh! come +saranno contenti lassù in Paradiso!.... + +«Ecco che mi tornano le lagrime agli occhi. Mi scusi questa lettera, +chissà quanti errori ci sono! Mi scriva presto, e mi creda la sua +beata, felicissima allieva. + +«Torino, convento dell.... + + «MILLA D'ASTIANELLO. + +«_PS._ Non si scordi il nome.... Giuliano.» + + + + +III. + + +Ad Astianello la notizia giunse improvvisa, in una lunga lettera +d'affari, scritta dal tutore all'agente. Il matrimonio sarebbe +celebrato a Torino, il giorno tal dei tali, e, dopo un viaggio di sei +ore, gli sposi giungerebbero alla stazione ferroviaria di ***, dove +troverebbero le carrozze di casa per recarsi alla villa. I viali +inghiaiati, dar aria all'appartemento celeste, quello della stanza da +letto che dava sul terrazzino, e prepararlo per gli sposi. Il desinare +per due, alle sette. + +Fu una gran cosa, quell'annunzio inaspettato, quel vento di padrone +nuovo, che si era levato così repentino nell'atmosfera. Chi era? +com'era lo sposo della signorina?... questo essere privilegiato che +aveva incontrata una fortuna di quella sorte?... + +Le informazioni giunsero poche e alla spicciolata, ma qualche cosa si +seppe di questo benedetto sposo. Era un Duca... un nobilone anche lui, +che sino ad allora aveva fatta la bella vita... e di quattrini non +glie n'eran rimasti molti. Si diceva però ch'era bellissimo, e la +signorina si era innamorata di lui in convento... anche perchè una +mamma avveduta aveva saputo metter le mani in pasta. Siccome il loro +quartiere non era pronto, venivano ad Astianello. + +La curiosità era grande fra quella buona gente, e l'incertezza pure. +Come l'andrebbe con questo padrone nuovo? Chi comanderebbe, lui o lei? +E le razze? Se ne intendeva colui? Avrebbe saputo mantenerle bene?... +Nei pascoli non si parlava d'altro. E, a misura che s'avvicinava il +giorno dell'arrivo, una trepidazione più affettuosa, meno egoista, +teneva agitati i dipendenti della tenuta, e questo era il pensiero del +marito della signorina. + +Finalmente il gran giorno spuntò. Un bel giorno degli ultimi d'aprile, +tiepido, sereno; un vero giorno di nozze. + +L'agente diede ordini precisi. Alla stazione, alle 4 pom., il +_landau_, con quattro cavalli, e un cacciatore a cavallo per seguire +la carrozza: Drollino per l'appunto, ch'era il cavalcatore più destro +e più appariscente che ci fosse in tutta la tenuta. + +Veramente, nello spazio di questi otto anni, Drollino s'era fatto +bellissimo. Era cresciuto rapidamente; snello e gagliardo come un +antico discobulo. L'indole sua non aveva subito grandi mutazioni; egli +aveva serbato una grande indipendenza di carattere, non era nè +allegro, nè socievole, e non bazzicava coi suoi compagni più di quanto +lo comportassero le esigenze del comune mestiere. Stava sempre in +mezzo ai cavalli, in scuderia e ai pascoli, errava continuamente per +tutta la vasta zona dell'allevamento. Ora non bestemmiava quasi più, +ma continuava nel suo sistema di parlar poco. Era ormai presso ai +venti anni, e, se avesse voluto, avrebbe potuto destare grandi +passioni fra le ragazze del paese; ma era così poco gentile con loro, +se ne occupava così poco, che le simpatie, scoraggiate, si smorzavano +presto. In complesso, ispirava più soggezione che simpatia. Ma nella +tenuta si faceva molto calcolo di Drollino. + +Intollerante d'ogni lezione, aveva imparato solo, a furia di volontà +tenace, le più ardite prodezze del suo mestiere. Era il primo domatore +che vantasse casa d'Astianello. Ahimè! non più d'Astianello... +Lantieri! Aveva un metodo tutto suo per venire a capo delle bestie più +ribelli, un metodo ch'egli non insegnava ad altri, che aveva appreso, +si diceva, da un certo mandriano di tori, mezzo stregone, mezzo +zingaro, un pochino contrabbandiere. Può essere che non fosse tutta +arte naturale. Si dubitava d'un segreto; d'una specie di malìa. Egli, +per non essere seccato, lasciava che questa diceria si perpetuasse +nella tenuta; forse lui stesso ignorava come gli venisse fatto di +dominare a quel modo, con una specie di forza magnetica, i cavalli più +indocili. Voleva! ecco tutto. + +Era sempre serio, benchè non si potesse accusarlo di tetraggine o di +malumore. E meglio che coi compagni, meglio che colle rusticane beltà +della tenuta, egli pareva trovarsi contento nelle solitudini grandiose +del piano, dove la sua compagna, quasi inseparabile, era Mia! + +Mia era diventata una stupenda giumenta, celebre per la bellezza +eccezionale delle sue forme, e per le qualità dell'indole propria. +Quando Drollino attraversava i pascoli, cavalcando Mia anche a dorso +nudo, i palafrenieri ed i cavallanti interrompevano le loro faccende, +per fermarsi ad ammirare quel gruppo magnifico. La riputazione di Mia +aveva oltrepassati i limiti della tenuta e vistosissime offerte di +compra erano giunte sino a Drollino, ma il giovane rispondeva con un +no così brusco e reciso che ormai nessuno più s'attentava a intavolar +trattative. Mia era l'orgoglio, la passione di Drollino. Non aveva mai +permesso a nessuno di cavalcarla nè di governarla ed era istancabile +nell'usarle infinite e delicatissime cure. + +Qualche volta le andava mormorando all'orecchio qualche parola, come +se ella potesse intenderlo... dargli retta. Si faceva ubbidire senza +mai batterla, l'aveva avvezzata ad una straordinaria sensibilità di +bocca... Il suo sogno di bambino era esaudito; quella cavalla, era +sua, sempre, veramente sua.... No! non sempre. + +Un caso esisteva, solo, ma esisteva, in cui la voce di Drollino +perdeva ogni prestigio per l'orecchio di Mia. In _quel_ caso, Mia si +ribellava. Nulla poteva vincere quella ribellione, non cure, non +richiami, non castighi violenti nè scudisciate crudeli. Mia aveva +paura dello sparo di un'arme da fuoco. + +Una paura insana, delirante, che determinava in lei come l'accesso +d'un pazzo orgasmo. Appena udito lo sparo essa partiva a gran +carriera, colle nari al vento, con un acuto nitrito di dolore. E per +non esser balzati di sella o dal legnetto leggero a cui Drollino +soleva talvolta attaccare la sua cavalla, bisognava proprio esser lui, +coi suoi garretti ed i suoi polsi d'acciaio. Drollino aveva fatto il +fattibile per guarire la povera bestia da quella suscettibilità +nervosa dell'udito; ma non era venuto a capo di nulla e Mia in quei +momenti, diventava anche per lui una cavalla pericolosa. + +Nella tenuta si sapeva di quest'unico difetto di Mia; ma nessuno +ardiva tenerne parola a Drollino, da poi che un mozzo malaccorto, per +avergli rimproverata con scherno quella codardia della cavalla, s'era +buscata... Dio! che tempesta di pugni s'era buscata colui! + + * * * * * + +Davanti alla piccola stazione pochi contadini attoniti e sbalorditi +guardano lo splendido _landeau_ che un cocchiere imponente, guidando +quattro massicci cavalli meklemburghesi, fa passeggiare al passo sulla +spianata. + +Un po' in disparte, un palafreniere in gran livrea frena a stento lo +scalpicciare inquieto di una superba giumenta, Mia. + +Ogni tanto Drollino la lascia sbizzarrire un po', osservando con +occhio malizioso il prudente _dietro front_ del sig. Damelli, agente +della casa, ch'è venuto anch'egli ad ossequiare gli sposi e che non +pare troppo smanioso di proseguire la sua passeggiata in vicinanza +della cavalla. Ma udendo il treno rumoreggiare in lontananza Drollino +si mette in guardia e raccoglie le briglie. Il _landeau_ si ferma +proprio dirimpetto alla stazione, la locomotiva è visibile e le teste +si protendono, curiose. + +Un nereggiamento rumoroso s'avvicina velocissimo, traendosi dietro un +gran pennacchio di fumo bianco. Si sente una scampanellata, si vede +sventolare una bandiera rossa. Mia s'inquieta, sbuffa, accenna ad +impennarsi, ma il suo cavaliere le stringe i fianchi come in una morsa +di acciaio, mentre colla mano guantata in pelle di daino, accarezza il +collo della cavalla, battendo leggermente sulla criniera. Mia si +rassegna ed aspetta, ma colle orecchie tese, coi garretti frementi. + +Un lungo fischio risuona oltre i cancelli, il treno si ferma e riparte +un minuto dopo, ed in mezzo ad un po' di ressa, emerge dalla porta +della stazione avanzandosi verso il _landeau_, una giovane e +bellissima coppia. + +Son dessi!... Gli sposi di otto ore prima. + +Drollino la vede subito, la guarda, come trasognato! + +Si, è lei... la signorina. Ingrandita, di certo, ma non tanto e +sempre quel visino dolcissimo. Com'è pallida!... Ma ora, con quel +sorriso sulle labbra, par tal e quale la Milla di otto anni fa! + +Porta un gran cappellone, tutto velluto nero e piume nere, un abito +inglese, attillato e scuro. Gira attorno uno sguardo, ch'è a un tempo +commosso, sgomentato e felice. L'intendente si fa innanzi ad +ossequiarla. Essa s'intenerisce.--Ah! signor Damelli, nevvero!... il +mio povero Papà...--Sulle palpebre castane spunta una lagrima. Poi la +sposa si scuote, sorride, arrossisce, e presenta il signor Damelli a +Giuliano... il duca... mio marito. È la prima volta che dice così: +«mio marito.» Il qual marito è senza dubbio un bellissimo giovane, non +molto grande, grassotto, con una barba d'oro alla nazzarena. I tratti +signorili all'estremo, tondi, tendenti al floscio. È amabilissimo col +signor Damelli, d'una amabilità languida, che, se si avesse il tempo +di studiarla, parrebbe un pochino sprezzante. Ha un non so che di +seccato che consola; nel suo sorriso fisso, nell'azzurro acceso dei +suoi occhi, si legge una premura insolente d'essere a casa. + +Drollino, immobile, snello sulla sua bella cavallona, lo guarda +attentamente, scrutando quella nuova faccia di padrone, che non lo +soddisfa. Però, con una riflessione degna del suo senno pratico, pensa +che per giudicare infallibilmente d'un uomo bisogna prima averlo +veduto in sella. + +Mentre si caricano i bauli, Milla si guarda attorno per ritrovare quel +noto paesaggio. E in questo paesaggio vede la macchietta immobile di +un palafreniere a cavallo. Guarda, le pare, non le pare, vede due +occhi scintillanti, una faccia bruna: + +--Oh!--dice sorridendo, commossa.--Drollino! + +Drollino s'inchina profondamente, mentre una fiamma impetuosa arrossa +la tinta bruna del suo viso. Milla avvicinandosi, gli dice: + +--Oh, Drollino! come ti sei fatto grande! + +Poi si ricorda di Mia, e gli chiede di Mia. + +--Eccola--dice Drollino, accennando la sua cavalcatura. + +Milla stende la mano come per accarezzar Mia, ed entrambi, +palafreniere e Duchessa, sorridendo, si ricordano. + +Ma i bauli sono caricati, e il Duca s'è sbarazzato del signor +Damelli.--Milla! chiama con impazienza. Essa dimentica Drollino, +dimentica Mia, li lascia sui due piedi senza salutare, e si avvicina a +sua marito, che le offre il braccio, per aiutarla a entrare in +carrozza.--Avanti,--ordina il Duca; e sulla strada polverosa, stretta, +fiancheggiata dai vasti campi del grano ancor verde, i quattro cavalli +trottano rapidi e pomposi. Drollino è rimasto dietro la carrozza, +aspettando che una maggior larghezza della via gli permetta di +oltrepassar l'attacco. Il _landeau_ è aperto; ed egli vede il +cappellone di piume nero e l'elegante berretto scozzese da viaggio +farsi vicini uno all'altro, chinandosi, come se volessero intavolare +loro la conversazione..., vede delle larghe spalle irrequiete e delle +spalluccie fine che tremano un poco.... vedo dei profili in moto, +delle labbra che parlano e sorridono. Ma, ad un tratto, il cappellone +nero, come se avvertise un pericolo, si tira in là... bruscamente. + +Allora il Duca, con un movimento d'impazienza quasi brutale, si +volta.--Passa avanti,--dice ruvidamente a Drollino. + +Mia si sente a figgere gli sproni nei fiacchi, si sente spinta in un +passaggio strettissimo, che corre fra la carrozza ed i campi, a +sinistra della via. Passa rapida come un lampo, e Drollino non vede la +mano del Duca correre sotto l'ala del cappellone nero e posarsi, +imperiosamente morbida, sulla spalla della Duchessa. + +Il personale della tenuta era quasi tutto riunito al cancello del +viale d'ipocastani. La balia di Milla e la fattoressa piagnucolavano, +affettuosamente, parlando della loro piccina che tornava, ed era +sposa! Era un sussurrìo continuo di osservazioni, di ricordi, di +pronostici.... e il coro non faceva sosta se non quando s'udiva da +lungi sulla via il rumore d'un veicolo. Allora le parole si facevano +tronche... sommesse... Ora viene... è lei... a momenti... è qui. Ma +non era mai lei, e intanto annottava. + +Finalmente s'udì un galoppo continuo, concitato... Sono loro di certo. +E tutti ritti in punta di piedi, per veder meglio e prima. Ma no... +era Drollino. + +Lui a briglia sciolta, coi capelli al vento, pareva un indemoniato. +Mia era tutta bianca di schiuma. Con due sbalzi, cavalla e cavaliere +oltrepassarono il cancello fra le due ali di folla che davanti a +quell'arrivo precipitoso s'erano ritirate gridando. Drollino non si +fermò a dar spiegazioni, corse via sempre di carriera, e scomparve +quasi subito nella direzione dei pascoli. + +La carrozza coi quattro cavalli non giunse che venti minuti dopo. + + + + +IV. + + +Alla torre bruna del campanile, l'orologio, serio e grave, annunziava +le dieci e mezzo. Il desinare degli sposi era finito da non molto, ed +il Duca, parlando languidamente della stanchezza dei viaggio, aveva +subito condotto Milla di sopra, della loro stanza.... E la camere +illuminate e silenziose, la fuga delle sale a terreno avevano veduto +passare quella coppia, taciturna ormai.... sui passi del domestico, +che spalancava gli usci. Poi gli usci s'erano chiusi, e non si sentiva +rumore di sorta. Il chiasso e l'allegria s'eran concentrati nel +tinello della servitù.... dove e vino e motti festosi correvano senza +posa in mezzo alle libere risate e alle libere frasi. Ma quella +gazzarra schietta e grossolana moriva lì, tra le pareti crudamente +bianche di quel locale. + +La casa era immersa in un silenzio religioso, come addormentata, nella +serenità luminosa della notte. Biancheggiava alta, chiusa, signorile, +nel vivo chiaro di luna che, piovendo senza riparo sulla facciata, +pareva rivestirla d'un'immensa frescura d'argento. L'ombra della villa +spiccava di fianco nerissima, sul verde umido del giardino. In quella +luce dolce, senza bagliori, tutto pareva acquistare un forte risalto +di contorni, ed il fogliame scuro del viale pareva staccarsi, +cesellato, sullo sfondo dell'aria serena, tinta d'un cupo azzurro +grigiastro. + +Una pace infinita. Attorno al laghetto, nel canneto, qualche breve +sussurro di giunchi dondolati da una subita bava di vento notturno; +dalla parte del viale, qualche nota smarrita di rosignuolo.... L'aria +era pregna d'un odore forte e grato di serenella.... e ve n'era +infatti una gran macchia, tutta in fiore, poco discosto.... + +In mezzo a quella pace e a quel silenzio, una ombra mascolina or +s'allungava, or si faceva più corta sulla ghiaia del giardino, a +seconda della direzione del corpo che la proiettava. Era l'ombra di +Drollino. + +Il giovane palafreniere s'era trovato lì senza sapere come, nè +perchè.... Quel fracasso infernale del tinello l'aveva stordito; era +uscito per respirare un po' d'aria fresca, e camminava in su e in giù +sulla grande spianata. Si fermò un momento dietro alla macchia delle +serenelle, guardando come trasognato la doppia scalinata che sale +sulla facciata della villa e fa capo alla terrazzina del primo piano. +Sapeva esser quello l'appartamento destinato agli sposi. + +La brezza notturna si mette improvvisamente in moto. Allora tutto +quell'arruffio di piante arrampicanti, avvinghiate alla balaustra, +s'agita, freme, i fiori oscillano, rizzano le pendule teste sui rami +curvati ad arco. Anche loro vogliono vedere: come lui.... Perchè?... +Cosa importa ai fiori delle fatali ore umane? E cosa importa a lui, a +quel giovane ineducato, mezzo zingaro, mezzo selvaggio, che se la +dice e sta coi cavalli più volentieri che coi pari suoi? + +La finestra s'aprì impetuosamente. Milla apparve.... lassù sul +terrazzino. Non aveva più il suo elegante vestito da viaggio; la sua +personcina, minuta, snella, era avvolta in un'ampia _douillette_ di +casimirra bianca. E subito, alle spalle di Milla, ecco il Duca.... +Milla voltò il visino smarrito verso la luna.... quella vecchia amica +di tutte le gioventù! Ma egli no, non lo guardò neppure quel disco +pallido e muto. + +Parlava, e il vento portava le sue parole, brevi, tronche, come +soffocate: + +--Ma che idea! vieni, amor mio.... vieni. + +Essa rideva, appoggiata, stretta alla balaustra, come una rondine che, +in tempo di bufera, si stringe alla gronda. + +--Vieni, vieni!--ripeteva il Duca, null'altro che: «vieni.» Ma quella +parola vibrava.... ardente.... nell'aria fresca. + +Milla lo pregava d'aspettare un momento. + +--Oh! Giuliano.... no.... aspetta un momento.... ti prego.... +guarda.... com'è bello! + +Era smarrita, ansante; guardava quella gran pace di luce smorta, +quella divina poesia notturna, che nell'ora suprema della sua +esistenza metteva un minuto di suprema poesia d'amore. + +Ma il Duca, in quel momento, non aveva nessuna voglia di contemplare +la luna, la trovava anzi molto inutile...; non disse più: «vieni,» ma, +avanzandosi rapidamente verso Milla, la recinse con un braccio alla +vita. Essa non lottò, lasciò andare il capo all'indietro, sinchè lo +sentì appoggiato sul petto di lui, ed alzò gli occhi a guardar +Giuliano. Allora egli chinò il volto, e le baciò la bocca dando un +passo addietro. E così, adagino adagino, con quel metodo, camminando a +ritroso, a furia di baci, di sconnesse parole, la ricondusse sulla +soglia. Poi sciogliendosi per un momento si voltò repentino a serrar +le gelosie, i vetri, le imposte e quanto diavolo c'era. + +Di fuori, rimase il lume di luna, così perentoriamente messo alla +porta. + +E nel lume di luna, la faccia turbata, quasi stravolta di Drollino! + +Sua! mormorò il giovane.... E digrignò i denti.... + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Si guardò attorno. Era precisamente in quel lato del giardino dove, +otto anni prima, aveva avvertito l'avvicinarsi dei malfattori. Rivide, +colla memoria, quelle tre faccie sinistre sbucanti cautamente +dall'oscurità del viale!... + +Ma ora, la pace era completa. La facciata della villa taceva nella +molle bianchezza che l'illuminava. + +Un subito pensiero scosse Drollino. Provò un impulso.... quello di +destare ancora, tutti con un grido d'allarme: al ladro. + +Ma si trattenne, con uno sforzo violento che gli fece provare come un +senso di stringimento alle fauci.... Ah Cris.... + +Ma non potè finir quella parola... neppur quella... + +Allora, come se lo avesse colpito un subito spavento, fuggì +rapidamente pel viale e scomparve nell'ombra, sforacchiata dai +cerchiolini argentei che piovevano a terra, sotto il traforo del +fogliame. + + * * * * * + +Pochi giorni dopo, il Duca e la Duchessa vennero, in carrozza +s'intende, a visitare i pascoli. Le puledrine erravano, sgambettando +attorno alle madri, che posatamente pascevano, alzando ogni tanto le +teste per guardare, con quei loro occhi calmi e profondi, l'orizzonte +sereno del piano. Qualche gaio nitrito echeggiava qua e là nelle +mandrie e le grandi biche del fieno maggengo profumavano l'atmosfera, +accanto ai casolari. + +Drollino, osservava con piena soddisfazione l'equipaggio, una +leggiadra _vittoria_ attaccata a due nervosi cavalli ungaresi. Stava +un po' in disparte, di fianco alla carrozza. Che cosa curiosa era mai +quella Duchessa! La sua piccola persona scompariva quasi nell'ampiezza +della vittoria e nell'intricata vicenda di trine bianche e _thibel_ +grigio tenero della sua stupenda _toilette_ di primavera, ma la +bianchezza dell'incarnato, la delicatezza squisita dell'ovale e la +grazia soave della fisonomia componevano nello sfondo roseo +dell'ombrellino aperto, un quadretto supremamente gentile. Essa non +aveva più l'aria sgomentata; era un po' pallida, ma su quel +passeggiero abbattimento dei tratti, che dolcezza infinita di +contento, che luce ridente, quanto raggio di gioia, d'un orgoglio +nuovo, appassionato! Un sorriso lievemente estatico le posava sulle +labbra ed ella riusciva a gran stento a strappare ogni tanto dal volto +del Duca il suo sguardo, invincibilmente affascinato. + +Il Duca, quieto, ilare e molto bello, nel suo elegante _tout de même_ +inglese, rispondeva ad intervalli alla involontaria fissità degli +sguardi di lei, con certe rapide e molli carezze dell'occhio. E con +una compiacenza, non meno paga e sincera, guardava pure i cavalli che +il capo di scuderia gli andava accennando e che i mozzi della tenuta +facevano passeggiare avanti e indietro a fianco della _vittoria_. + +Egli li esaminava, socchiudendo per vederci meglio, uno dei suoi +splendidi occhi azzurri. + +Faceva il possibile onde persuadere gli astanti d'essere al fatto di +quanto costituisce la difficile arte dell'allevamento equino, ma le +sue cognizioni in proposito, limitate al dispendioso sì, ma ristretto +_dilettantismo_ dei più dei giovanotti eleganti, non impedivano che +ogni tanto gli scappassero detti certi maestosi strafalcioni, che la +Duchessa aveva per vangelo, ma che sortivano un ben altro effetto +presso gli altri. Qualche sorrisetto spuntava qua e là sui volti +abbronzati; mozzi e palafrenieri scambiavano certi sguardi, ch'erano +vere salve di canzonatura. Il Duca non se ne accorse, e incoraggiato +da un intimo sentimento della propria disinvoltura, volle scendere, +per scegliere un cavallo da sella, ch'egli destinerebbe al suo uso +particolare. + +Ne provò parecchi e dei migliori, ma su tutti trovò a ridire. Questo +aveva la bocca dura, quello il trotto ineguale.... quell'altro +l'andatura sgarbata.... Alla lunga, s'impazientì. A lui non +piacevano.... ecco!... era abituato a ben altri _soggetti_.... Già; +con queste benedette razze italiane, è inutile, ci sarebbero sempre +degli inconvenienti! E anche le mandre, i riparti, i pascoli +lasciavano molto a desiderare.... Penserebbe, provvederebbe lui; ci +voleva un altro impianto; ecco cosa ci voleva! + +A un tratto gli venne veduta, un po' in lontananza una cavalla alta, +di stupende forme, con una testa fina, delle gambe sottili e nervose, +un collo elegantissimo, sul quale i turgidi meandri delle vene +spiccavano in nitido risalto. La cavalla stava immobile, in una posa +felicissima e atta a far valere la classica bellezza delle sue linee. + +--To! pensò il Duca! ecco il caso mio. + +Si voltò verso l'intendente e gli disse accennando quella +cavalla:--Ecco un discreto prodotto; come si chiama? + +--Mia!--rispose dietro alla _vittoria_ una voce giovane e vibrata. + +Il Duca si voltò e vide che chi aveva detto quel nome era uno dei +cavallari. Per cui, senza rispondere a colui, si rivolse nuovamente +all'agente: + +--Che nome ridicolo.... Dev'essere una buona bestia.... Amerei vederla +in moto. + +D'un salto, e benchè Mia non fosse sellata, Drollino le fu in groppa. +Sciolse la cavezza, e si mise in moto. Con due o tre monosillabi fece +prendere successivamente alla cavalla il trotto, il galoppo, saltar +una barriera, fermarsi repentina, poi tornare scambiettando al sito +donde avea prese le mosse. E tutto questo fu compiuto in un momento, +con una maestria, una sveltezza, una _bravura_ ammirabili. + +--Bravo, Drollino!--sclamò la Duchessa con entusiasmo e guardando suo +marito per vedere l'_effetto_ che sortiva in lui lo spettacolo della +valentìa di Drollino. + +Ma il Duca non si degnò di esprimere la sua soddisfazione. Ordinò che +sellassero la cavalla; voleva provarla. + +L'intendente rimase un po' imbarazzato. + +--Veramente.... signor Duca.... + +--Cosa?--chiese brusco il padrone. + +--Ecco.... signor Duca.... certamente..., si figuri.... ma vede, +quella cavalla.... sicuro.... è bensì un prodotto della tenuta, ma non +appartiene propriamente alla tenuta. + +--No? e di chi è?... + +--Mia!--disse tranquillamente Drollino, che, disceso di sella, stava +ritto accanto alla cavalla, guardando fisso il Duca. + +--Ah!--rispose questi con suprema indifferenza. + +Risalì in carrozza e si rivolse di nuovo al signor Damelli: + +--Come mai si permette a un addetto alla tenuta di tener cavalli +proprii?... + +Damelli tentò una specie di giustificazione. + +--Era stato il fu signor Principe, in ricompensa d'un importante +servigio.... + +--Queste sono irregolarità--interruppe il Duca--cose che non +dovrebbero accadere. Mi avvedo che ci sono varie riforme da fare in +questa tenuta. Provvederemo, provvederemo. + +Il signor Damelli, più ossequioso che mai, si affrettava a +scappellare, vedendo che il Duca si disponeva a dar l'ordine di +partenza. Ma i fastidi del buon intendente non eran finiti. Il Duca +gli fè segno d'accostarsi, e gli disse abbassando la voce:--Caro +signor Damelli, ella ha l'incarico di pagare a quel ragazzo il valore +della cavalla e di farla condurre stasera in scuderia. + +--Avanti--ordinò poscia al cocchiere; e la carrozza si mosse in mezzo +ai saluti ossequiosi dei dipendenti. + +Ma, appena rizzate, quasi tutte le teste ebbero un dondolìo: il nuovo +padrone non era riescito simpatico a nessuno, e lo si giudicava +severamente. Che boria! che fare sprezzante! E che bel modo di stare +in sella! com'era sgarbato a cavallo! che personale tozzo, che +corporatura floscia, molle! A loro non pareva neppur bello di viso con +quella faccia bianca e grassa, quegli occhi di vetro celeste, e quel +barbone biondo! La Duchessa, quella sì...; a lei, ch'era una donna, +stava bene il visino bianco. E com'era contenta, come sorrideva, come +conosceva tutti! S'era ricordata persino d'un vecchio mozzo che una +volta, quand'essa era piccina, le aveva fatto fare il giro del +giardino sulla carretta del fieno! Ah! che povera idea aveva avuta la +signorina d'innamorarsi di quel biondone spiantato che non sapeva far +altro che criticare a diritto e a rovescio. + +--Eppure--concluse un Pedrolo osservatore--si capisce ch'essa gli è +_morta addietro_! + +Morta addietro? Sì certamente; quel Pedrolo non andava errato. Milla +s'era completamente smarrita nella repentina rivelazione d'un amore +ch'essa non aveva avuto il tempo di prevenire, studiandolo o +immaginandolo. + +Il cuore della bambina s'era improvvisato cuor di donna, e la scossa +subitanea di quella trasformazione era stata più forte di lei. La +prima goccia della tazza era bastata per inebbriare Milla; essa era +ebbra d'amore, pazza d'amore. E su di lei era piombata quella strana, +malaugurata specie di passione che invade facilmente le anime pure e +ignoranti, la passione più innocente e più pericolosa, più sublime e +più sciocca fra tutte, quella che non calcola, che spende, spande, +sperpera scioccamente tesori di tenerezza senza mai fermarsi a +noverare quanto ha dato, o a chiedere quanto ha ricevuto. Passione +sitibonda di schiavitù, che nell'oggetto del suo culto crea +infallibilmente il tiranno dell'oggi e forse l'annoiato del domani. + +Alla sera di quel giorno memorabile, il signor Damelli, terribilmente +imbrogliato e coll'aria d'un cane che ha lasciata scappar la lepre, si +presentò al cospetto del signor Duca. + +--Ebbene?--gli chiese questo imperiosamente. + +Il sig. Damelli non sapeva da che parte rifarsi. + +Ma finalmente, con molti giri e rigiri di frasi, finì col confessare +che aveva fatto un buco nell'acqua. + +--Oh! Eccellenza, si figuri, è proprio riconoscentissimo quel giovane, +anzi mi ha detto di ringraziarla della sua generosa offerta.... Ma +creda.... che non.... insomma sarebbe per lui una vera disgrazia.... +Egli adora quella cavalla.... non vuole.... insomma non può +separarsene! + +--No?--disse il Duca.--Com'è ingenuo, caro signor Damelli. Non vede +che quel ragazzaccio voleva far salire l'offerta? + +--L'ho fatta salire, l'ho fatta salire--s'affrettò a rispondere +l'intendente;--ho promesso una somma enorme, ho detto che il prezzo lo +fissasse lui. Ma nulla.... l'ostinazione di quel giovane fu +invincibile. Pare ch'egli abbia una specie di _arlia_ per quella +bestia.... Fu un attestato di riconoscenza del povero Principe, per un +import.... + +--Basta!--disse il Duca, rosso come un galletto.... + +Congedò bruscamente il signor Damelli, e passò nella camera della +Duchessa. Milla era occupatissima a provarsi un paio di scarpettine +ricamate; ma vedendo entrare Giuliano con quel viso rabbioso, si +spaventò. S'alzò, e, camminando con un piedino calzato e l'altro no, +venne a incontrar suo marito. + +--Oh Dio! Giuliano! cos'è accaduto? + +--È accaduto--sbuffò il Duca,--è accaduto che questa casa è una +Babilonia, e che c'è bisogno di riforme più del pane. Hai dei bei +tipi, sai, fra questi tuoi dipendenti! Ma lo manderò via quel +biricchino, lui e la sua rozza.... per insegnargli.... + +E le raccontò la storia, a quel modo, con delle minaccie rabbiose di +fare, di disfare, di metter tutto all'aria. + +La Duchessa trovò ch'era un abbominio, e che Drollino avrebbe dovuto +stimarsi ben fortunato di cedere, non una, ma cento Mie a Giuliano. +Ma, mentre condannava Drollino, sorrideva a Giuliano con una soavità +biricchina di donna felice. + +--Oh! che sciocco è mai colui.... E tu, Giuliano, non te ne curare.... +Per una cavalla! non son tutte tue quelle dei pascoli e delle +scuderie?... E se vuoi, falle venir da Londra, là, dove dici che son +così belle.... Non pensar più a colui. È una cosa da nulla....--E per +quella cosa da nulla prodigava baci, carezze, soavità di sguardi e di +parole da bastare alla felicità di tutta un'esistenza. + +Giuliano era disarmato, e il suo terrore delle scene, la sua pigrizia +naturale finirono di placarlo. Tralasciò di borbottare, e fu lui che +calzò l'altra pantofolina celeste sul piede rosa (grande come un +biscottino di Novara) della sua Milla.... Ma la collera non era +completamente passata; gli rimase una certa uggia verso Drollino. Quel +monello, che cavalcava come un cavallerizzo, che si permetteva d'aver +una cavalla propria, che aveva avuto l'ardire di rifiutarsi a +cedergliela, gli dava sui nervi. Tanto, che ne parlò addirittura +coll'agente. + +--Non le pare che sarebbe bene mandarlo a spasso..., per dare una +prova di energia...? per incutere negli altri una salutare idea della +disciplina indispensabile? eh!... + +Ma l'agente, con infiniti riguardi, espose varie buone ragioni. +Veramente, faceva osservare che, proprio, gli estremi non c'erano. +Avrebbe fatto più dispiacere che effetto a tutti quanti, il vedere +scacciato quel ragazzo. Sua Eccellenza sapeva senza dubbio il servizio +da lui reso, tempo addietro, alla casa. E poi, bisognava riconoscere +che aveva un'abilità straordinaria come allevatore e domatore.... e +nel resto teneva una condotta irreprensibile. + +Giuliano capì il latino. L'ira gli era sbollita ormai, ed egli, +annoiato da quella prolissa difesa, si sentiva tornare addosso la +serena indifferenza del creolo. In cuor suo cominciava a trovare che +proprio non valeva la pena! Per cui finì coll'esser magnanimo, e +perdonò senz'altro a Drollino, col patto però che colui non avesse più +a capitargli fra i piedi. + +Colui, dal canto suo, non aveva nessuna smania di capitar tra i piedi +di quell'eccelso signore. La faccia del Duca non gli tornava punto +simpatica. Trovava che rassomigliava a certi musi di cavalli +traditori, sparmiafatica, che non ci pensano punto a tirare un calcio +anche a chi li governa e riempie la mangiatoia davanti a loro. + +La sua maniera di stare in sella lo esasperava, ed egli si compiaceva +di far osservare ai compagni il modo indegno col quale il Duca +guidando, rovinava la bocca alle bestie. No.... a lui non pareva +proprio che la signorina avesse fatta una scelta ammodo. Perchè mo' +aveva avuta tanta fortuna quella botte d'uomo con quella barba +pettinata! perchè l'aveva sposata, lei.... il loro orgoglio, quella +specie di madonnina bianca.... Almeno fosse sempre lì in ginocchio +davanti a lei!... Ma no, era sempre la signora che faceva a modo suo, +che godeva a vederlo spadroneggiare nella tenuta, nella villa. E lui, +con quell'aria placida, sicuro del fatto suo, che si lasciava adorare, +che criticava tutto! Eppure non c'è Cristi, il padrone ora era lui! La +villa, la terra, i cavalli erano suoi.... Anche Milla era sua.... E +non gli era bastata.... Anche Mia avrebbe voluto!... + +--Mia! ah no!... piuttosto.... Cristo!... + +Stava più che poteva nella pianura dei pascoli. Gli era accaduto +qualche volta, capitando per tempo alla villa, di vedere in giardino +la veste bianca di Milla, e attorno alla vita di Milla una gran +macchia scura, cioè il braccio del Duca. Aveva sentito di sfuggita, +passando, qualche sussurro di parole amorose. Come rideva, Drollino, +di quelle sciocchezze! Gli parevan così buffe che, quando poteva, +evitava di vederle e di udirle. Egli non capiva.... da loro non si +usava far all'amore così.... Pure, certe volte un'acre curiosità lo +tormentava! Come aveva fatto quel biondo antipatico a farsi voler +bene.... così? + +Ecco, quando la Duchessa era sola e passava lì accanto, la cosa mutava +affatto. Non gli rincresceva allora di procedere franco, di farle un +saluto profondo...; non era forse lei la sua vera padrona, la signora +d'Astianello? La cosa era assolutamente diversa. + +Milla, quando vedeva Drollino, rispondeva cortesemente al suo saluto, +ma non gli parlava. Gli serbava un po' di rancore, per essere stato +così ostinato e per non aver voluto ceder Mia al _suo_ Giuliano. + +Un giorno, però, s'incontrarono nel viale. La Duchessa rispose con un +sorriso al saluto di Drollino. Poi si fermò, e gli chiese se stesse +sempre nella casetta della scuderia. + +Drollino rispose di no. Dopo la morte di suo padre, era tornato +laggiù.... nei pascoli. Ora stava in una cascina.... Sa bene.... la +Favorita. + +--Mi ricordo--disse Milla.--Ci sta la suocera della mia sorella di +latte.... E ti piace a star lì? + +--Sì, rispose Drollino.--È come al tempo antico.... quando c'era il +signor Principe. + +Negli occhi di Milla venne un luccicore umido. + +--Oh! papà.... povero papà.... Com'era buono.... nevvero? + +--Tanto!--disse con forza Drollino. E l'accento era così sentito che +Milla provò una specie di gratitudine.--Ecco, anche lui si +ricordava.... Oh! se il suo povero papà potesse vederla ora.... così +felice, così beata!--E subito il pensiero di Giuliano tornò ad +afferrarle l'anima, a sbandirne il passato, a immergerla di nuovo +nell'estasi delirante del suo presente. L'occhio di Milla era ancora +velato, ma aveva cessato di guardar l'orizzonte e di veder +Drollino.... essa pensava che Giuliano poteva già essere sceso in sala +da pranzo ad aspettarla. Disse in fretta;--Addio, Drollino--e voltò +strada, dirigendosi verso la villa. + +Drollino, naturalmente, non capì, nè indovinò. Andò via lentamente, +pensando alla vecchia camera, all'entrata della scuderia, a un +muricciuolo facile a scavalcare, e a certe pigne di castagne d'India, +che per un soffio, per un sassolino diroccavano giù, ruzzolando in +tutte le direzioni sulla sabbia di quel viale, quello per l'appunto. + +Drollino incontrò un'altra volta la Duchessa, e fu contento di +vederla, perchè aveva udito dire che la signora non stava tanto bene. +Si buccinava anzi che ci fossero delle speranze..., certe speranze +soavi, che si concretano nei preparativi d'una piccola culla.... + +La Duchessa aveva infatti l'aria un po' patita e Drollino, vedendola +passare lentamente sul sentiero soleggiato del giardino, con una mossa +stranamente dolce e stanca, rimase un momento come trasognato. Com'era +bella!.... le altre donne ch'egli vedeva lì e in città non le +somigliavano punto. Così piccola, minuta, com'era, rappresentava per +lui la gloria, la potenza, il pregio di casa d'Astianello. E per +questo egli la guardava così.... con quello sguardo devoto che +ammirava. + +Anche stavolta fu lei a fermarsi e a rivolgergli la parola. + +--Buon giorno, Drollino. + +Drollino trovò il coraggio di chiederle come stesse. + +Essa arrossì profondamente con un pudore giocondo. E +rispose:--Bene.--Ma rispose in fretta, colta da un conscio imbarazzo +davanti alla semplice, ossequiosa domanda d'un palafreniere qualunque. +E subito; per cambiare argomento: + +--Drollino, sai che andiamo via? + +Egli non sapeva nulla, e disse: + +--Come mai? così presto.... due mesi soltanto.... + +E sbarrò gli occhi con un'espressione curiosa a vedersi, difficile a +definire. + +--Sicuro.... si va via.... la settimana ventura. Io starei ancora qui +tanto volentieri, ma il Duca dice che bisogna andare ai bagni. + +Diceva queste cose con rammarico, ma anche con una segreta gioia di +poter ardere questo rammarico, come un granello d'incenso, sull'altare +del suo nume. + +Il Duca aveva parlato dei bagni, li aveva vantati come giovevoli alla +sua salute; non aveva detto positivamente «andiamo,» ma diceva a +Milla, con quella sua voce lenta e melodica, che il caldo ad +Astianello minacciava di farsi eccessivo, e che anche per lei, anzi, +ben inteso per lei, sarebbe stato meglio un po' d'aria di mare, un po' +di svago.... + +Quando Milla udì quella parola: svago, guardò per un momento Giuliano, +coll'aria incerta d'una persona che non capisce. Svago.... per lei?... + +--Oh, Giuliano, Giuliano, come puoi credere?--disse finalmente, +ridendo. + +Ma capì meglio un'altra volta, quando le venne udito, in pieno +giorno, senza ombra di causa apparente, un breve sbadiglio di +Giuliano. + +Un'idea terribile le trapassò, come una spada, la mente. Giuliano.... +forse si annoiava? + +Senza forse, povera Milla! il primo mese era stato incantevole pel +Duca, il suo nuovo amore e i suoi nuovi splendori avevano occupato +egregiamente il secondo; ma il terzo.... il terzo.... Erano soli, +molto soli ad Astianello: e le ville vicine non sarebbero occupate che +durante l'autunno. + +Quell'eterno argomento dell'allevamento lo interessava sino ad un +certo punto! Milla era un angiolo, oh questo sì, ed egli era il più +felice degli uomini; ma quella luna di miele così prolungata, così +esclusiva, prendeva delle proporzioni allarmanti. Giuliano trovava che +non bisogna abusar di nulla, nemmeno della felicità. + +E Milla, che aveva fatto conto di rimaner lì celata, rannicchiata +nella suprema estasi del suo amore sino al Natale per lo meno.... + +Pure, un giorno, disse soavemente a Giuliano: + +--Quando partiamo? + +--Quando vuoi--rispose languidamente il Duca. + +Ma come fu caro in quel giorno, e adorabilmente affettuoso per la sua +Milla! + + + + +V. + + +Tornarono sullo scorcio del settembre, nella molle e tiepida stagione +in cui l'anno, come un saggio epicureo, si riposa e dice: godiamo, +prima di prepararci a morire. + +La Duchessa aveva lasciata ai bagni la sua celeste speranza. Aveva +abortito, chi diceva per una passeggiata troppo faticosa, chi per un +accidente, chi per uno spavento, chi per una grande emozione. Qualcuno +parlò di una scena avvenuta fra lei e Giuliano per certe gelosie, +senza capo, nè coda. Poi era successa una riconciliazione, e tutto era +finito: gli sposi tornavano e felicissimi. + +Il Duca era ingrassato un altro po'; Milla invece era dimagrata. E più +ancora di prima, era pazzamente innamorata di suo marito. + +Nel suo amore c'erano due elementi nuovi, la gelosia e il timore. + +Ecco com'era venuta la gelosia. + +Ai bagni a Viareggio, avevano trovata molta gente. Vecchie conoscenze +di Giuliano, che naturalmente non s'erano potute scansare. +L'isolamento, in un luogo così frequentato, sarebbe stato +assolutamente ridicolo. Almeno Giuliano diceva così, e Milla era +troppo ragionevole per non capire che Giuliano, sino a un certo punto, +non aveva torto. L'intimità dunque era finita. Bisognò unirsi a quei +gruppi chiassosi di bagnanti, prender parte a delle allegre gite, +cenare a ora tarda al Nettuno, fare scampagnate alla Pineta, a Massa, +a Lucca. Dio! che tormento! Erano tutte buone, gentili quelle +signore, e facevano un mondo di feste alla sposina; e i signori, +quelli poi gentilissimi, al punto di farla rimanere un po' impacciata, +qualche volta: ma che stordimento, che noia in quel chiasso, in quel +divertimento che pareva tanto piacere a Giuliano! Egli ci si trovava +come nel suo elemento, ed ella invece.... + +Uno sciaguratissimo giorno, era capitata da Livorno, con un vaporetto +della Marina, una compagnia elettissima.... oh si, proprio eletta.... +di signore e di signori. Eran venute a fare una gita di piacere a +Viareggio. Fra quelle signore ce n'era una bellissima, vestita con +impareggiabile eleganza che a un tratto, aveva detto a Giuliano, +passandogli accanto--Oh caro Duca! lei qui?...--con una piacevolezza, +una disinvoltura infinita. Giuliano sulle prime era rimasto lì come un +po' impacciato; poi s'era messo a ridere. E aveva risposto:--Ma.... +pare.... Baronessa.... + +--Olga!--aveva chiamata un'amica della signora, e la signora s'era +fatta accompagnare in là da Giuliano. Quindici minuti dopo, le due +società s'erano fuse in una sola, e la signora, che Giuliano aveva +presentata a sua moglie, le usava mille gentilezze, le presentava alla +sua volta i cavalieri del suo gruppo, e assicurava a tutti, con un +sorriso singolarmente gentile, che la Duchessa Lantieri era proprio +un'adorabile donnina!... + +Milla non aveva mai visto Giuliano così animato. Si divertiva +immensamente, fu brillantissimo, prodigò mille attenzioni alle +numerose signore della brigata. Nella cena, che coronò splendidamente +quella giornata campale, il Duca fu spiritosissimo, i suoi occhi +azzurri ebbero certi strani lampi, come di sfida. La signora +elegantissima rideva molto, eran tutti di buon umore, e lo sarebbe +stata anche Milla, se non avesse afferrata al volo un frammento del +colloquio imprudente di due vicini. + +--Caso?... davvero?--aveva chiesto un signore accennando, con un +lievissimo moto del mento, Giuliano e la signora elegantissima. + +--Speriamo....--aveva risposto l'altro. + +E s'erano guardati, ridendo, con una cert'aria, ammiccando. + +Poi uno degli interlocutori aveva fatto, accorgendosi ch'ella era +vicina.--St..., come per avvisar l'altro. E avevan cambiato discorso, +con grande prontezza. + +Allora essa sentì, per la prima volta, di non esser felice, sentì che +fra quella donna e Giuliano c'era _forse_ qualche cosa.... Ebbe un +momento d'angoscia terribile, l'angoscia dell'incertezza.... Oh! +quella cena terribile, lunga, così gaia per gli altri, così tremenda +per lei.... + +Non disse nulla, sentì la suprema necessità della dissimulazione. Ma +non potè impedirsi di osservare! E nell'osservazione, rimase astratta, +confusa, quasi istupidita. Li guardava come incantata: erano +abbastanza lontani da lei perchè la fissità del suo sguardo non +paresse rivolta soltanto a loro.... Essi erano allegri entrambi, +allegrissimi; quella signora lo trattava con una certa cordialità +serena, indulgente. Egli aveva l'aria contenta, molto contenta; essa +da lontano le mandò un sorrisetto amichevole, festoso, a cui la +Duchessa tentò rispondere con uno sforzo che le parve faticosissimo. +Il mare, sotto all'impalcato, diceva, nell'eccitamento ondoso della +notte sopraggiunta, delle cose gravi e severe, che nessuno ascoltava. +I tappi delle bottiglie volavano ad ogni momento, oltre le balaustre +di legno, e andavano a posarsi sui dorsi e sulle irrequietudini delle +spume candide, nel buio. + +Finalmente, quell'angoscia crudele ebbe fine. La Baronessa e la sua +comitiva s'imbarcarono per Livorno. + +Ma non prima d'aver combinato coi bagnanti della Spezia una seconda +gita. C'erano le regate a Genova; s'andrebbe tutti assieme alle +regate. + +Milla si sentì morire.... E mentre il vaporetto illuminato +s'allontanava rapidamente sul mare, bianco di raggi lunari, essa +diceva a sè stessa: + +--Stanotte gli domanderò.... + +Giuliano era di cattivo umore tornando a casa. Lo sciampagna non +valeva nulla, disse a sua moglie. E non aveva sonno. Era quasi +impensierito. Non triste, un po' irritato. Pure, a Milla, pareva più +affascinante che mai. E irritata anch'essa, malaccorta, impetuosa, +entrò bruscamente a interrogare:--Perchè quei due avevan detto +così?... + +Giuliano s'alzò di botto, e sul viso stravolto di sua moglie lesse +l'avvicinarsi d'una scena. + +S'alzò, s'inchinò lievemente e passò nella camera vicina. + +E Milla rimase col martellamento della gelosia, col dubbio d'essere +stata una gran sciocca, col terrore d'aver offeso Giuliano. Era la +prima volta che le accadeva tutto ciò. + +All'indomani, al Nettuno la Duchessa parve a tutti molto pallida. +Giuliano era più piacevole che mai, invece. Ma la povera sposa +soffriva così visibilmente che, alla sera, non potè uscir di casa.... +E due giorni dopo, un'animuccia, disgustata, sgomentata, tornava +dond'era venuta, senza aver pagato all'eternità lo scotto d'un'umana +esistenza. + +Nel momento del pericolo, mentre si sentiva oscillare fra la vita e la +morte, Milla ebbe una bizzarra parola. Disse a Giuliano:--Perdonami. + +Il Duca, nell'angoscia stessa ond'era compreso, ebbe un istante di +maraviglia. Poi capì. Più tardi, quando La Duchessa, ancora +pallidissima nella sua veste da camera bianca, gli sorrideva, beata di +sentirsi a rivivere e di vederlo tornato suo, egli le disse +dolcemente:--Cattiva! + +Ella chinò il capo, arrossendo. Oh! sì era stata tanto cattiva.... +Aveva avuto certi pensieri.... Ma aveva sentito. E gli disse cosa +aveva sentito. + +Egli prese un'aria seria, quasi paterna.--Ah! se la sua Milla non +fosse stata così bambina da dar retta a delle assurdità. Certamente, +un tempo c'era stato qualche cosa. Ma.... + +--Ah! c'era stato?...--osservò Milla, mentre sulle sue gote pallide +passava un rossore di fiamma. + +Il Duca alzò le spalle e si mise a ridere. + +--Certo--disse placidamente--ero un po' scapato ai miei tempi. E per +farmi far giudizio ci volevi proprio tu.... + +Essa arrossì ancora, ma d'orgoglio questa volta, d'un orgoglio +delizioso di donna amata!... E, col cuore pieno di gioia e di rimorso, +tese la mano a suo marito. + +Egli la prese, e Milla capì a qual punto era stata sciocca e bambina! +Oh, sì! egli l'amava come essa amava lui, esclusivamente, e per +sempre.... Il passato non esisteva più.... era un sogno svanito. + +Tornarono ad Astianello, prima del tempo fissato. + +Milla stava attenta, molto attenta! Giuliano sbadiglierebbe ancora? + +No. Giuliano non sbadigliava.... almeno in presenza di Milla. Ma, +certe volte, aveva un'aria un po' svogliata e, passeggiando sotto il +viale a passi strascicati, tormentava colla punta degli stivalini +lucidi certi poveri fiorellini, che proprio non ne avevan colpa. + +Un giorno, Milla scese a colazione con una novità. Era una piccola +matita elegantissima, tolta ad un _carnet_ da ballo. E strettala fra +le ditine cominciò a tracciare sul margine del giornale, che Giuliano +aveva finito di leggere, qualche nome. La manina tremava un po', ma le +parole eran tracciate bene. + +--Che fai?--chiese languidamente Giuliano. + +Essa ristette dallo scrivere, con una mossa improvvisa, come d'una +bambina colta in fallo. + +Poi, con una dolcezza infinita, disse: + +--Penso che, dopo tutto, per l'ottobre si potrebbe invitar qualcuno. + +E lo guardava, lo guardava, studiando la sua fisonomia, aspettando +forse ch'egli le dicesse di no. + +Ma egli non disse di no. Disse soltanto--Ma cara Milla, tu sei un +angiolo!--E più tardi, quando s'alzarono di tavola, le diede il +braccio, guardandola e sorridendole quasi coma l'aveva guardata e le +aveva sorriso nei primi giorni del suo matrimonio. + +E Milla, povera bambina, ebbe un momento di suprema gioia. Ecco! +l'aveva trovato il modo.... Contentarlo nelle piccole cose. Ah! ora +sapeva! + +Milla era felice. Il suo Giuliano era tornato di buon umore. Si +divertiva un mezzo mondo mettendo la villa a soqquadro, rinnovando gli +addobbi delle sale, il mobiglio delle camere, rimodernando da capo a +fondo gli appartamenti. Aveva certo _trovate_ artistiche tutte sue, +sapeva combinare meravigliosamente quanto, oltre alla ricchezza, +rivela in un appartamento, il carattere e l'immaginazione signorile di +chi lo abita. Una vera legione d'operai s'era stabilita alla villa, e, +con una rapidità quasi magica, l'interno della casa andava assumendo +un nuovo e più brillante aspetto. Il creolo sapeva dar gli ordini +necessari, e Milla, ch'egli non consultava mai, era in uno stato di +continua ammirazione. Eppure, certe volte, in mezzo al suo entusiasmo +pel talento di Giuliano, un pensiero malinconico le si levava in +cuore: ecco, le vecchie cose se ne andavano tutte, una per volta. +Errava, con passo lento, quasi timido, in mezzo a tutta quella novità +fresca di ricchezze e d'eleganza, che per lei non avevano nessun +ricordo, nessuna attrattiva di segreta intesa. Astianello si mutava; +era una bella cosa, senza dubbio, ed era giusto che, dal momento +ch'essa aveva acconsentito a ricevere, i suoi ospiti avessero a +trovare in casa sua tutto ciò che probabilmente avevano in casa +propria; ma tant'è.... E un giorno, in cui Giuliano le chiese ridendo +dove andrebbero a far dimora durante gli otto giorni indispensabili +per rinnovare quella loro antiquata camera da letto, Milla si sentì +una gran stretta al cuore. + +Abbassò il capo.... sentiva due lagrime sull'orlo delle palpebre. + +Giuliano alzò le spalle. Ma non insistette; e Milla gli fu +indicibilmente grata di quel sacrifizio. + +Il suo amore, sempre più cieco, sempre più assoluto, diventava +idolatria. In esso smarriva ogni equo giudizio delle rispettive loro +posizioni, ogni idea dei suoi diritti; non afferrava neppur per ombra, +col pensiero, l'assieme reale delle proprie circostanze. Adorava suo +marito, aveva riunite, per versarle su di lui, tutte le tenerezze +ond'era capace l'assurda potenza dal suo cuore; l'amava come e quanto +avrebbe amato suo padre, sua madre, i fratelli, le sorelle, con tutta +la somma degli affetti che il passato non aveva mai esatti dal suo +cuore, e che vi si eran sempre celati inoperosi. Essenzialmente donna, +nel sano rigoglio della sua imperiosa gioventù, ella subiva il fascino +di quell'uomo bellissimo, che all'ignoranza sacra della sua profonda +verginità morale aveva rivelato il Dio ignoto, quel Dio che alle anime +veramente pure si rivela anche con un mistico e singolare corteo di +purezze indicibili, di suprema poesia. Milla si sentiva completamente +travolta, assorbita nella vita nuova. La Duchessa amava a modo suo, +non a modo della prudenza e dell'antiveggenza. Amava coll'inconscia +forza di una volontà disarmata, con una doppia cecità di istinti, +quella del cuore e.... l'altra. Non era punto santa, e sopratutto non +era punto avveduta. Non chiedeva mai a sè stessa: «faccio bene o +faccio male ad amare così?» Non chiedeva altro a Dio, se non che +continuasse così..., e che ella potesse sempre far felice Giuliano! +Certi amori, onesti, virtuosi hanno un carattere bizzarro, bene +spesso. Si ha torto di non studiarli; sono anch'essi una curiosa +varietà psicologica, hanno profonde e stranissime forme. Si è detto +per molto tempo che il matrimonio è la tomba dell'amore; ma quando, +per caso, n'è la culla? E peggio ancora, quando è tomba da un lato e +culla dall'altro?... quando sulla verde sterilità del cipresso +s'innesta un ramo di rosa nel pieno fermento dei suoi primi +germogli?... + +Il Duca si compiaceva assai, specialmente sulle prime, di +quell'adorazione costante, quasi insana. Il suo amor proprio era +soddisfatto; qualche volta, in cuor suo, n'era leggermente commosso. +Eppure.... accadeva, ogni tanto, ch'egli sentisse uno strano moto +d'impazienza. Dio! com'era mai bambina quella cara Milla. Aveva certe +fanciullaggini! Il lato sublime di quelle fanciullaggini gli +sfuggiva.... non era stato abituato _così_...; le fantasticherie di +sua moglie, certe _esagerazioni_ poetiche del suo amore per lui gli +riescivano, ahimè, alquanto stucchevoli! Gli toccava, certe volte, di +fingere di capire ciò che Milla gli diceva e questa per il creolo, era +una fatica improba! La sua lunga esperienza della donna gli tornava +vana di fronte al carattere bizzarramente affettuoso di Milla, davanti +a quel completo oblio di sè stessa, che in lei semplificava tutto, ad +un punto eccessivo. Ora, la semplicità nella donna, era cosa affatto +nuova per Giuliano; egli la confondeva facilmente colla povertà e +mentre trovava che l'amore d'una cara e ingenua donnina era pur +qualcosa di terribilmente elementare, non gli veniva mai la voglia o +la curiosità di studiare le profondità possibili e i probabili +congegni di questo sentimento elementare. Egli aveva certamente la +pretesa di raffazzonare sua moglie a modo suo, in tutto e per tutto, +per questo soltanto l'aveva sposata così giovane e tolta da un +convento, ma educare per lui non era sinonimo di studiare ed egli non +si sentiva affatto di far la parte odiosa del pedagogo. Egli aveva per +principio che colle donne non si discute mai. E però non discuteva +neppur con Milla. Le diceva spesso ch'essa era bellina e, qualche +volta, che le voleva molto bene. E per una di quelle: qualche volta, +per una delle eleganti frasi di affetto ch'egli si lasciava di quando +in quando cader dalle labbra, Milla si sarebbe gettata nel fuoco! + +La sua premura di fargli piacere, assumeva talvolta le preoccupazioni +d'un'angoscia. L'aveva fatto arbitro assoluto d'ogni aver suo, +padrone di casa, nel più stretto senso della frase; essa non dava un +ordine senza chiedere il suo consenso e provava un acuto senso di +gioia, quando le accadeva di poter fare, _per lui_ un sacrificio +qualsiasi. E siccome il Duca, con una generosità senza pari, non aveva +più parlato dei progettati mutamenti nella famosa camera celeste, +Milla, in mezzo alla sua stessa soddisfazione, cominciò a provare la +puntura di certi rimorsi. Com'era stata scompiacente, egoista! + +Ecco che obbligava suo marito a stare in una camera così male +arredata, mentr'egli, con quel suo buon gusto così squisito avrebbe +fatto chi sa che meraviglie per procacciare a lei il piacere di avere +una stupenda camera da letto. Dio! com'era bello Giuliano! Cento volte +più di lei.... s'intende! E com'era buono! che nobile fiducia aveva +per lei, non guardava mai nel suo scrittoio, come facevano le monache, +laggiù in convento, non leggeva mai le lettere delle sue amiche.... +Mentre essa invece, da quell'egoista ch'ell'era l'avrebbe voluto +segregar lì, in campagna e quella volta.... là; a Viareggio!... + +Il ricordo della scena di Viareggio era per Milla una vera trafittura. +Oh! com'era stata sciocca, imprudente, cattiva! + +Per una parola, per un nonnulla aveva fatto a Giuliano quella +malaugurata scena!... Come se Giuliano fosse stato capace.... Non +perdonava a sè stessa l'ingiustizia cieca di quel dubbio.... le pareva +che ormai le corresse l'obbligo, per tutta la vita, di farselo +perdonare. Chissà quanto ne aveva sofferto, povero Giuliano, senza +dirne nulla! + +E un giorno, nell'assurdità incredibile del suo povero cuoricino di +moglie innamorata, nacque un pensiero. Fu respinto sulle prime, e +rinnegato aspramente, tollerato più tardi e finalmente adottato. + +Milla aveva ogni tanto il terrore di non essere all'altezza di +Giuliano. Egli trattandola sempre coll'indulgenza più o meno paziente +che si ha verso una bambina l'aveva facilmente persuasa d'esser tale. +E quell'animuccia ardente ed appassionata ne soffriva. Provava ogni +tanto un segreto senso d'umiliazione, aveva delle calde aspirazioni +verso una posatezza, un'assennatezza da gran dama, da signora calma e +sicura del fatto suo.... Diventare come Giuliano, per esempio; egli +non s'alterava mai.... Ah! ma quanto era lontana da questo ideale +colla sua ignoranza, colle sue sciocche timidità, colle sue continue e +tormentose esitanze! + +Un giorno, le capitò, a caso, fra le mani, un romanzo inglese. In +esso, due coniugi, nati uno per l'altro, fatti per essere +costantemente virtuosi e felici, vedevano invece minacciata la loro +felicità da un triste malinteso. Un'antica fiamma del marito faceva +capolino nel loro presente, e per un momento le cose s'avviavano +maluccio. Ma la moglie, col suo senno, colla sua presenza di spirito, +con una fortunata audacia di confronti, avvedutamente cercati, con +un'illimitata fiducia, dimostrata al marito, riesciva a scongiurare +il pericolo, mentre il marito, subito ravveduto, avvertiva in quella +lotta stessa e per la prima volta il valore morale di sua moglie. La +rivale, vinta e schernita, s'allontanava, e il trionfo della moglie e +della morale si affermava incontrastato. Tutto questo era molto +gentilmente descritto nella calma sassone d'un nitido volume della +_Tauchnitz edition_. + +A vent'anni (tanti ne aveva Milla, Duchessa Lantieri), un libro è bene +spesso una voce autorevole, una specie di suggeritore intimo, col +quale l'immaginazione fervida non tarda a mettersi in rapporto. Nella +sua ingenua ammirazione per l'eroina del libro, la nostra Milla +attinse un'ispirazione che le parve un'ammirabile misura preventiva. +Nel terrore d'un pericolo, che pure non esisteva al momento, essa +trovò il coraggio strano, inverosimile di scendere deliberatamente a +incontrarlo. Con un'audacia imprudente, in un accesso di temerario +ardire, cagionato da un timore intenso, essa volle, con un colpo +solo, tagliar tutte le teste possibili d'una Medusa avvenire, volle +conquistare intiero il futuro, improvvisarsi grande, prudente, +generosa e invincibile. Volle far vedere a Giuliano che la bambina era +una donna. Gli propose d'invitare ad Astianello la Baronessa Olga +Dornelli.... la signora della cena di Viareggio. + +Giuliano cascò dalle nuvole: + +--La Baronessa Olga?... dici sul serio?... la Baronessa Olga? + +La voce di Milla non tremava punto mentre essa rispondeva bravamente: + +--Sì, la Baronessa Olga. + +Giuliano si mise a ridere. + +--Non sei più gelosa, dunque? + +--Gelosa, io?... ma ti pare.... sono le sciocche, le bambine che sono +gelose.... io.... so bene, sai, che tu.... che tu mi ami. + +Egli la guardò coll'aria maravigliata di chi si trova a fronte d'un +problema divertente e nuovo. + +--Cosa ti salta in capo?--le chiese poscia. + +Milla era scontenta; avrebbe voluto veder la sua offerta accolta +altrimenti. + +--Dico sul serio, sai. È una signora gentile.... elegante.... E.... le +scriverei oggi stesso.... a meno che tu non voglia.... + +Si fermò aspettando.... guardandolo negli occhi. + +--Io? rispose il Duca....--anzi, figurati.... sono affatto +indifferente...; ma... la conosci così poco.... + +--Non meno delle altre signore che abbiamo invitate....--rispose +Milla. Ma aveva il cuore pieno di malinconia;... ecco.... egli non +s'accorgeva nemmeno.... + +--Uhm!--disse il Duca,--sai ch'è un'idea curiosa la tua? + +--Non vuoi?--chiese impetuosamente Milla. E con un'imprudenza sublime, +piena di passione, domandò: + +--Hai paura? + +Egli prese a dondolarsi tranquillamente sulla seggiola. + +--Bambina!--rispose quasi subito,--non vedi che non me ne importa +nulla? + +Ella gettò un grido di gioia. + +--Giuliano!... ah! Giuliano! + +Nel silenzio del salotto suonò il rumore dolce d'un bacio. Poi ella +scappò via dicendo: + +--Vado a scrivere. + +Egli s'alzò per tenerle dietro, per dirle: lascia stare, non +voglio.... Poi rimase irresoluto, sopra pensiero. + +--Puh!--disse poscia, tornando lentamente indietro,--lasciamo +correre.... Come la prenderà lei?... Non verrà.... forse.... anzi +certo.... non verrà. + +Accese un sigaro. + +--Sarei curioso, pensò, di vedere cosa dirà.... Dopo tutto, era +impossibile che non c'incontrassimo quest'inverno.... E se viene?... +Ebbene, vedrà come sono le cose, e che non ho perso nulla.... +lasciandola. + +Il sigaro non si voleva accendere. + +--Curioso--continuò il Duca, parlando sempre tra sè.--Curioso +davvero.... Che idea da stordita ha avuta Milla!... Imparerà a +vestirsi, ciò le gioverà.... E se non venisse, quell'altra?... Diavolo +d'un sigaro, non vuol saperne d'accendersi.... _Tout passe, tout +casse, tout lasse!_ Chi sarà ora?... Ancora il Viscontino?... Eh! +sapremo!... Quando si dice il caso! Per fortuna che son sicuro di me +stesso e che.... + +Non finì il pensiero. Lo sigaro s'era acceso, ed egli fumava +coll'intima delizia d'un esperto. + +--Non verrà!--disse risolutamente al fumo azzurro del suo sigaro.--Non +verrà! + +--Ecco--pensava, dal canto suo, Milla con una specie di gaiezza +nervosa.--Ecco l'avvenire sicuro....--Ma nella gioia del suo trionfo +era stanca, agitata. + +Oh Milla! se tu avessi avuto tua madre!... + + + + +VI. + + +Quando la disdetta ci si mette, è inutile, non si può vincerla, nè +impattarla. La casa era in ordine, gli appartamenti in pieno assetto. +Ma il capo di scuderia, quell'inglese antipatico, aveva, laconicamente +sì, ma colla più testarda ostinazione, chiesti i suoi otto giorni. + +Proprio in quell'epoca! Andava via all'ultimo di settembre, e verso i +due o i tre d'ottobre capitavano i conti Garbi, i primi fra gli +invitati. + +Giuliano era sulle spine. Come supplire lì per lì? E per l'appunto gli +premeva immensamente d'avere in quei giorni un servizio elegante, +inappuntabile di scuderia. Voleva telegrafare a Parigi, a Londra, a +Napoli. + +Ma il signor Damelli gli diede un suggerimento più pratico: + +--Provi Drollino. + +--Drollino!--disse il Duca, attonito e scontento.--Drollino! + +Poi, ripensandoci, cominciò a persuadersi.... Dopo tutto.... aveva un +personale adatto, quel monello! E, ormai, della sua valentìa non +poteva più dubitare.... tutti lo designavano pel più intelligente ed +elegante fra i direttori della tenuta.... È vero che era un +caratteraccio caparbio, insolente..., ma.... per la circostanza poteva +tornar utile; e il Duca non pensava certamente a nutrire rancori verso +un palafreniere che per ignoranza, senza dubbio, era stato +disobbediente ed ostinato. + +Non disse nulla, però, al signor Damelli. Si rivolse invece alla +Duchessa. + +Milla, lietissima, ringraziò con effusione Giuliano.... per quel +pensiero così delicato. E subito mandò a chiamar Drollino. + +Quando se lo vide davanti serio, quasi cupo nel sembiante, rimase per +un momento imbarazzata, e l'esito della commissione non le parve +facile come le era parso un momento prima. + +Non gli diede l'ordine di venire--Milla non sapeva dar ordini;--gli +spiegò la cosa e il bisogno che avevano di lui, in un modo gentile, +esitante..., pregandolo d'accettare, per far piacere al Duca, che +aveva sentito a dir tanto bene di lui. + +Conviene supporre che l'espressione del viso di Drollino fosse poco +incoraggiante, perchè Milla si sentì intimidita, e seguitò, con una +voce mite mite, a dar spiegazioni, ad accatastar motivi. Tutto ciò, in +fondo, era ridicolo; ma Milla l'aveva proprio quel mal vezzo di +profondere con chicchessia quelle sue squisite delicatezze di +riguardi. Temeva sempre di urtare qualche suscettibilità, di ferire +qualche recondita sensibilità di fibra.... + +Drollino, sulle prime, ebbe la decisa intenzione di rifiutare. +Lui.... al servizio del Duca!... ah!... no, mai! + +Ma egli non poteva spiegare a sè stesso cosa accadeva nel segreto +dell'animo suo; la resistenza a quel desiderio di Milla pareva farsi +sempre più difficile. + +Rimase stranamente perplesso per un minuto; ascoltando la voce di +Milla, udendo quella sua frase gentile: «e anche a me, sai, farebbe +tanto piacere,» ebbe la coscienza d'un potere arcano che lo attirava +invincibilmente. Si fece triste, e guardò a lungo, con una espressione +quasi smarrita, i fiori variopinti del tappeto. Poi alzò gli occhi e, +di sfuggita, guardò lei. + +--Verrò....--disse lentamente, con isforzo, come se una possa arcana, +alla quale egli obbediva a malincuore, gli imponesse quella parola +d'adesione. + +--Oh! bravo, bravo--disse Milla, picchiando le manine una contro +l'altra.--Bravo, Drollino, così va bene. Vieni subito. Ora, abbiamo +gente--continuò animandosi--e il signor Duca sarà contento. + +Egli, freddissimo, s'inchinò ed uscì. + +Appena fu sotto al portico, si fermò; subitamente pentito. Cos'aveva +fatto? Aveva accettata una nuova forma di schiavitù; ora non potrebbe +più battere la pianura in libertà, diventava anch'egli un servitore +come gli altri, un servitore del signor Duca. Sentì un impeto d'ira +gonfiargli il cuore, e si voltò per tornare indietro, per andar a dire +alla Duchessa che, assolutamente, non poteva. Ma quella strada da +rifare gli parve difficile, troppo difficile. Fece un gesto d'ira, +contro sè stesso. Giunto a casa sua, sellò Mia, e per molte ore del +pomeriggio nelle più lontane distese dal pascolo, suonò concitato un +galoppo che non s'allentava mai. + +Era venuto l'ottobre, e con lui gli ospiti attesi. Astianello +diventava una villeggiatura alla moda. Tutti i giorni qualche gita, +qualche divertimento; la servitù era sempre in moto, naturalmente. + +--Ecco--disse Battista, il cameriere del Duca, accennando una signora +a Drollino dalla finestra del tinello--è quella là! + +--Ah!--disse Drollino semplicemente. + +--Bella donna, perdio!--continuò Battista.--Sett'anni, capisci! Ora +naturalmente è finita, ma è curiosa però che sia venuta anche lei, eh? + +--Curiosa--ripetè Drollino.--È una bella donna, infatti. + +Era una bella donna veramente, sana, forte, attraente. In vece di +dignità, la sua fisonomia possedeva un certo fascino pronto, ricco +d'infiniti sottintesi d'espressione. Era eccessivamente, fatalmente +donna, e sapeva anche esser signora senza pregiudizio d'ogni altra sua +prerogativa. Accanto alla semplicità delicata di Milla, pareva ancor +più pomposa e stranamente elegante. Nella sua ardita acconciatura da +mattino; la sua freschezza matura somigliava alla fioritura opulenta +d'un fiore esotico, dal profumo irritante. Aveva una chioma +splendidamente fulva, una bocca grande, e un riso sonoro, che scopriva +una dentatura irregolare, ma d'un bianco lucente, quasi di smalto. + +Olga Dornelli Zorodoff era stata alquanto maravigliata dell'invito di +Milla, e l'aveva accettato unicamente perchè l'aveva interpretato come +una sfida di Giuliano. Aveva deciso suo marito ad accompagnarla, ed +eran venuti. Dopo tutto, erano parenti di casa Lantieri, e la visita +poteva assumere una apparenza di plausibità. Ed ora ella si compiaceva +di esser venuta. Trovava che Milla non era punto male. Aveva capito +subito che l'invito era stato una di quelle sublimi assurdità, delle +quali non può esser capace se non la più ignara delle inesperienze, e +l'idea d'un cordiale ammaestramento era penetrato nella mente ben +disposta della ex-rivale. Il suo programma era benevolo: guadagnare +l'animo di quella bambina, indurla a pienamente tradirsi, ridere un +poco con lei, e dirle:--Bada, bimba; non va fatto così. Bisogna +cangiar tattica.--Ordinariamente; queste educazioni fra donne sono +una cosa molto spiccia. + +Olga seppe ad Astianello guadagnare tutte le simpatie. Sin dal primo +giorno, ebbe gli uomini dalla sua. E le donne, naturalmente, tennero +dietro. Ma la Duchessa no. Milla aveva subito provata per la Baronessa +una specie di avversione istintiva. La trovava più formidabile di +quanto l'entusiasmo della sua determinazione gliel'avesse +rappresentata. Vedendola, aveva subito imparata una crudele lezione. +Non la temeva precisamente; essa era sicura di Giuliano, oh! +sicurissima; ma, nel segreto dell'animo suo, avrebbe dato dieci, +vent'anni della sua vita per poter cancellare dal suo passato quel +momento d'insana temerità ch'essa, appena compito, aveva cessato di +spiegare a sè stessa. + +Non già che colla Baronessa fosse sgarbata, o mancasse come che sia ai +suoi doveri di padrona di casa. Oh, no; era inappuntabile nel suo +contegno, nella sua cortesia. Ma si sforzava ad esserlo, e talvolta, +in quell'esattezza così rigorosa, lo sforzo era visibile. Olga cercava +invano d'accaparrarsi quell'animuccia di ex-educanda, di cui voleva, +moralissimamente, farsi un trastullo, poichè aveva generosamente +rinunziato ad un altro genere di divertimento. Ma il suo fascino non +la serviva bene in questa occasione. Milla non le era ostile; le era +soltanto aliena. S'era bensì provata a trattarla altrimenti, come una +amica; non le riusciva. Mentre la Russa l'avvolgeva, con un tatto +infinito, nelle apparenze di un'intimità cordiale ed affettuosa, essa +invece rifuggiva, quasi per istinto, da ogni dimostrazione +d'intrinsichezza. Non sapeva, colla schiettezza ignara dell'animo suo +prestarsi ad una commedia che non la persuadeva. Ond'è che agli ospiti +in generale, Milla, con quella sua contegnosità enigmatica, riesciva +meno simpatica di quella allegra Baronessa, sempre e così +schiettamente cordiale. E Olga cominciava a trovare più facili, più +piani i rapporti col Duca. + +Il loro passato non li imbarazzava punto. Olga, colla sua semplicità +sapiente, con quella sua inalterabile uguaglianza d'umore, l'aveva +abolito. Con una manovra, d'un'audacia senza pari, aveva fatto punto e +da capo. Era convenuto che fra lei e Giuliano non esisteva più se non +l'amicizia. + +Il Barone, dopo aver accompagnato sua moglie ad Astianello, era +partito per certe caccie maremmane, ma promettendo di tornare per +riprenderla e condurla poscia nel Mezzogiorno. Anche quello era un +matrimonio che andava benissimo. + + * * * * * + +Si aspettava la colazione in giardino. Olga, seduta in una poltrona +americana, si dondolava con una mossa pigra, che le stava bene. Milla, +appoggiata alla balaustra del terrazzo, coglieva dei gelsomini; +accanto a lei, la Contessa Garbi tentava con molto, ma vano buon +volere un acquerello infelice. Più in là, due o tre signore si +ostinavano al _croket_, col concorso degli uomini della brigata. +Giuliano solo, postosi dietro la Contessa Garbi, guardava +l'acquerello progredire, e pareva approvarne caldamente l'esecuzione; +ma ogni tanto il suo grande occhio azzurro si distraeva. + +--Mia cara Milla, tu disegni, nevvero?--chiese dolcemente la +Baronessa. + +--Avevo principiato, ma ora non disegno più, dacchè ho visto quanto è +difficile per noi donne. + +--Ma col tuo talento....--fu pronta ad aggiungere la Russa.--Perchè +hai un bel negarlo, cara mammoletta, tu hai proprio del talento, e per +tutto.... + +--Trovi?--chiese Milla impetuosamente, dando, senza saper bene perchè, +un accento di ironia a quella parola. + +La Baronessa ebbe un sorriso indulgente, quasi materno. + +--E tu non trovi?--chiese in tono sommesso. + +Un silenzio, freddino assai, successe a quella domanda. + +--Stupendo,--osservò Giuliano, alludendo al quadretto. Ma il suo +sguardo inquieto errava da Milla alla Baronessa. + +--Non so,--rispose Milla quasi distrattamente. Vedeva sul viso di +Giuliano una specie di malcontento nuovo; e vedeva sul volto di lei un +sorriso dolce, pieno di benevolenza, che la turbava profondamente. + +Ah!... perchè l'aveva fatta venir lì quella donna così calma, della +quale Giuliano ammirava tanto _les toilettes_! + +Olga aveva fatto una confidenza a Milla. Quelle sue famose _toilettes_ +non erano mica di Worth! Gliele mandava una sarta modestissima, un +vero genio dell'arte, ancora ignoto. Ella sola l'aveva indovinata, e +si guarderebbe bene di dar l'indirizzo di quella sua scoperta ad +un'altra signora. Per lei però, per Milla, sì, avrebbe fatta una +eccezione. Ma Milla, adducendo a scusa l'affezione da lei serbata alla +sua vecchia sarta, aveva rifiutato: + +--No, grazie. + +--Ah!--pensò Olga; E quando udì quel «Trovi?» lo mise da parte assieme +al «No, grazie.» + +La Garbi s'era alzata per andar a cercare più in disparte un gruppo +d'alberi meno difficili a copiare. + +Milla si vide sola fra suo marito e la Baronessa. Essi tacevano. La +Duchessa provò un timore strano, che tacessero per causa sua. Un +orgoglio intimo le morse il cuore, e di subito, cedendo all'impulso +primo, che ancor non sapeva nè scrutare, nè dominare, s'allontanò. + +I due però continuarono a tacere. + +--Mio caro--disse finalmente Olga,--voi siete l'uomo il più fortunato +di questo mondo. Vostra moglie è.... + +--Un angelo,--interruppe placidamente Giuliano. + +--Ah!--continuò Olga non meno placidamente--lo sapete? + +--Ma l'avete detto tante volte.... sfido io. + +--Non mai abbastanza, mio caro. Quando si hanno delle fortune di +questa entità, bisogna capacitarsene. + +Egli alzò le spalle sorridendo. + +--Creolo!--disse la Baronessa. + +Giuliano si fe' serio. Non rispose. Guardava laggiù, in fondo, nelle +brume della pianura. + +Milla camminava diritta pel viale, senza voltarsi. + +Olga disse ancora a Giuliano ch'egli aveva una moglie adorabile; +glielo disse sei giorni dopo a cena. + +Ordinariamente, non si cenava alla villa. Quel giorno, però, una gita +lunga e divertentissima aveva ricondotto la comitiva ad ora tarda e +s'era sentita la necessità di un gaio: _souper_. + +Alle frutta la Baronessa tornò sull'argomento. + +--Adorabile! Guardate come le sta bene quel costume pifferaro...; +ecco.... avrebbe bisogno di esser sempre così.... contenta e animata. +È di carattere molto calmo, nevvero?... + +--Sì,--rispose Giuliano. E soggiunse:--Un poco di champagne, +Baronessa? + +--No, basta; grazie. Voi ne avete già bevuti cinque bicchieri... +Veramente, questo è eccellente. + +--Non c'è male, infatti; io però preferisco.... + +--Il _Tokay_,--suggerì prontamente la Baronessa. + +Poi, in modo che si vedesse bene, si morse le labbra. Ah! le era +sfuggito.... + +Egli depose il bicchiere e la guardò.... Ah! si ricordava! Sorrise e +bevette. Dopo tutto, che male c'era? + +Essa cominciò subito a parlar di tutt'altro. Poi, come se cercasse un +rifugio più definitivo, tornò sull'argomento di Milla. + +--Vi assicuro che è simpaticissima. + +Giuliano si mise a ridere.--Proprio?--chiese. E, con quell'eterno +vezzo che hanno tanti a questo mondo di mostrare o di fingere lo +sprezzo di tutto ciò che loro appartiene, soggiunse:--Puh! una buona +ragazzetta! + +--Oh, Giuliano!--insistè la Russa.--Orsù, datemi retta; ascoltate il +parere d'una vecchia amica. + +--Vecchia?!--interruppe Giuliano, guardando cogli occhi lustri quel +viso fresco, forte, sodo, dove la vita rigogliosa imperava. + +Si guardarono sorridendo. Essa era sicura del pensiero che quella +parola gli andava suscitando nella mente, sicura della parola che +avrebbe tenuto dietro a quel pensiero. + +E nella fiacca, pigra facilità dell'animo di Giuliano, nella +vigliaccheria di quel momento, stranamente foggiato dai ricordi +ravvivati dallo sciampagna, quella parola uscì lenta, strascicata +sulle sue labbra: + +--Vecchia, cioè prima! + +--Oh!--rispose lietamente Olga--c'è qualche cosa di meglio dell'esser +la prima. + +--Cioè?--chiese languidamente Giuliano. + +--Esser l'ultima, per esempio. + +Egli non rimase soddisfatto. Fece una smorfia bizzarra, grottesca, e +questa esprimeva un tale ammasso di contraddizioni intime, +involontarie forse, ma così patenti, che la Baronessa non potè +trattenere un gaio scoppio di risa. + +--Quante sciocchezze!--rispose.--Ora datemi un mandarino, e state +zitto. + +Mentre sbucciava il mandarino, mandò di sbieco una lunga occhiata +verso Milla, che calma, dignitosa, ma un po' pallida, guardava ogni +tanto laggiù, verso loro. + +«Perchè non hai voluto venir con me nel _drag_?» pensava la Baronessa. +«Guarda ora!» + +E si voltò verso Giuliano: + +--Vi prego, fatemi fresco. + +Gli porse il suo ventaglione di piume d'aquila, ed egli cominciò +coscienziosamente a farle fresco. + +--Il caffè....--ordinò bruscamente la Duchessa,--di là.... in sala! + + * * * * * + +Drollino era capo di scuderia, disponeva e preparava gli attacchi, +assegnava il posto ai cocchieri e ai palafrenieri. Egli non saliva +mai a cassetto. Pure una volta gli accadde di farlo. E fu così. + +La Duchessa voleva andare, sola, ad un certo santuario distante quasi +tre miglia da Astianello. Accanto a quel santuario, in un vecchio +convento, pochi frati agostiniani esaurivano quietamente l'esistenza +propria e quella della casa. Fra essi si trovava il confessore della +Duchessa, il buon sacerdote a cui era toccato il facile còmpito di +guidare quell'anima innocente e soave. Essa andava a trovarlo ogni +tanto, facendosi per lo più accompagnare da una vecchia cameriera. Suo +marito, compiacente qual'era, le permetteva queste debolezze, col +patto, ben inteso, di non farsene complice. + +In quella notte, nella stanza coi parati celesti c'era stato un gran +silenzio. Giuliano e Milla, turbati entrambi, avevano finto ognuno un +sonno straordinario. Milla stava immota, tutta raccolta al suo posto, +cogli occhi spalancati nel buio, colle mani strette tenacemente sul +petto. Ora che nessuno poteva vederla, si mordeva le labbra.... Oh, +com'era stata imprudente! Non accusava nessuno, no.... ma perchè +soffriva tanto.... perchè il ricordo di tanti episodi di quella gita +le riesciva intollerabile?.... perchè si rammentava ora tante piccole, +piccolissime cose?... perchè le recavano un fastidio così +intollerabile?... La sera precedente a quella notte s'era fatta tardi +ballando nel gran salone illuminato.... ella li aveva visti più volte +assieme... stretti nei giri molli d'una mazurka di Chopin.... Le altre +coppie non ballavano a quel modo, pallidi, in silenzio.... Oh! come la +martellava quel ricordo così recente! che ansie senza nome le destava +in cuore! Si sentì quasi infelice. E pensò alla necessità d'un +consiglio.... al conforto d'una parola intima, segreta di +consolazione.... Sì, andrebbe al convento da padre Loria, ci andrebbe +subito, di gran mattino, mentre le altre signore, stanche, +dormirebbero ancora mentre lui.... Giuliano.... sarebbe tuttora +addormentato. Il suo dolore senza nome, cullato da quella +risoluzione, s'acquietò in una malinconia spossata, che le procurò un +po' di sonno. + +Giuliano dormì pure assai poco, durante quella notte. Era anch'egli +profondamente turbato; nei sensi, nella mente, in quel po' di animo +che Dio gli aveva consentito. Sentiva d'essere su una via pericolosa, +di subire un fascino che non era meno potente di prima, benchè lo +fosse altrimenti. Egli avvertiva bene, in quella specie di falsa +amicizia che aveva, senz'avvedersene, stretta colla Baronessa, il +fermento dell'antica passione, sentiva l'impero di quella donna +ch'egli aveva creduto un momento di poter punire, mortificare, +presentandosele in tutta la pompa della sua felicità. E ora, che suono +bizzarro aveva quella parola in bocca sua!... + +Ebbe anch'egli una brusca, strana consolazione. In fin dei conti, +Milla non aveva _diritto_ di lagnarsi di nulla. Egli era tuttora un +marito.... fedele.... E lo sarebbe.... diavolo.... non c'era pericolo +del contrario.... Ma non si poteva negare che Olga.... perdio, che +donna di spirito! E il Viscontino! non era vero niente.... gliel'aveva +assicurato lei, positivamente. + + * * * * * + +La Duchessa s'alzò di buonissima ora, dopo avere, nell'incerta luce +del mattino che penetrava dalla porta socchiusa, gettato uno sguardo +triste e appassionato verso Giuliano. Egli dormiva ora, bellissimo +nella sua attitudine riposata e serena. Essa richiuse la porta, +procurando di non far rumore, per non destarlo. + +Mentre si pettinava, mandò giù la Carolina, la sua cameriera +prediletta, ad avvisare che attaccassero subito la _vittoria_. + +La ragazza, una bella e franca giovanotta, fece la commissione a +Drollino. Questi chiese laconicamente: + +--Sola? + +--Eh! certo!--rispose la giovane, che trovava Drollino un originale +_mica antipatico_--chi vuol l'accompagni al convento a quest'ora? il +signor Duca?... forse?... + +Quel «forse» biricchino, e illustrato da un sorriso maliziosetto, +avrebbe potuto essere un programma di conversazione; ma il capo di +scuderia non lo considerò sotto quest'aspetto. Fece un cenno col capo, +e s'allontanò. + +--Stupido!...--pensò la ragazza mentre, leggermente indispettita, +teneva dietro collo sguardo a quell'originale. + +Questi se ne andò a dar gli ordini. Ma non accennò al cocchiere che +avrebbe dovuto guidare la _vittoria_. Quando tutto fu pronto, egli +stesso salì in serpino. La Duchessa scese verso le otto, vestita +semplicissimamente, e seguita dalla Tonia, la vecchia guardarobiera. +Il legno aspettava davanti alla scalinata dell'atrio. A cassetta, a +fianco del domestico, stava Drollino, colle redini in mano, bellissimo +nel suo _raglan_ bianco. + +Si misero in via, con un tempaccio malinconico. Una nebbia grigia +serrava la campagna circostante, circuendo gli orizzonti in una +sfumatura umida e greve. Giunsero finalmente, e la carrozza si fermò +sul piazzale del Santuario. La Duchessa scese, e la sua delicata +personcina scomparve dietro il portone, ingolfandosi nell'ombra mite e +tiepida della chiesa. Drollino, facendo muovere lentamente i cavalli, +aspettò un'ora all'incirca sul piazzale deserto, ornato da due filari +di tisiche acacie, sulle quali il cadere continuo e minuto della +pioggia produceva un lieve strepito cadenzato e susurrante. Finalmente +Milla riapparve. Si fermò un istante sulla soglia, guardando il tempo. + +Si vedeva che aveva pianto molto, e con quell'effusione ardente che, +nei dolori delle anime giovani, diventa bene spesso un trasporto +delirante. E doveva aver pregato con una fede intensa, piena di +passione e d'angoscia. Il visino aveva pallidissimo, gli occhi gonfi e +sbattuti, con un gran cerchio livido. Il labbro serbava ancora un po' +di tremito, la mano stringeva sul petto il libro di preghiere, come +quella d'un guerriero che preme l'elsa della spada consueta, nel +giorno della battaglia. + +Drollino vide tutto ciò. Sentì uno strano rimescolìo.... Ah! la +padroncina piangeva.... la padroncina pregava.... Ed egli sapeva +perchè.... Battista, il cameriere del Duca, aveva detto un giorno, tra +due bicchierini di cognac:--La signora ha paura della Russa....--E +aveva ammiccato, in modo che si sapesse, che si capisse, perchè la +padrona aveva paura della Russa.... Drollino fece avanzare i cavalli +sino a che la _vittoria_ fosse proprio di fianco alla porta; poi, +gettate le redini fra le mani del domestico attonito, fu d'un balzo a +terra. Rialzò il mantice e abbassò il grembiale di cuoio; porse quindi +rispettosamente il gomito alla Duchessa per aiutarla a salire. + +Allora soltanto Milla lo ravvisò. Sul suo visino stravolto passò il +mesto sforzo d'un sorriso.... essa aveva ancora tanta voglia di +piangere!... Ma nel suo sguardo stanco c'era come una inconscia +preghiera, un ignaro appello alla compassione e alla simpatia. Essa +era tuttora agitatissima; calda ancora del recente slancio religioso, +aveva il cuore pieno di quell'entusiasmo profondo della preghiera che, +di tutto, fa anima e fraternità! Ci voleva ben poco per maggiormente +commoverla. Infatti, la vista di quella persona, ch'ella sapeva essere +affezionata a lei, alla memoria del padre suo, le fece in quello +strano momento un effetto non meno strano. Nel dolore delle sue +inquietudini, del suo isolamento morale, Drollino le parve quasi un +amico. Lo guardò con una dolcezza ignara, ma affettuosa, e per un +momento, senza saperlo, come una persona stanca che cerchi un +appoggio, trattenne la sua mano nuda, tremante, su quella, guantata di +camoscio, che Drollino teneva pronta per aiutarla a salire. + +Un brivido forte, ma tosto represso, agitò per un secondo la magra +persona di Drollino. Un lampo, subito smorzato, passò nei suoi occhi +neri; poi egli chinò la testa come un colpevole, e, sorreggendo Milla +colla forza del suo pugno d'acciaio, l'aiutò a salire in carrozza. +Essa non s'accorse per nulla dell'impressione violenta che Drollino +aveva risentito in tutte le fibre dell'esser suo. + +Drollino fu d'un salto a cassetta, e via, di trotto serrato, per la +strada fangosa. La Duchessa, rannicchiata nel suo _plaid_, immersa in +uno di quegli assoluti abbattimenti d'animo e di corpo che susseguono +quasi sempre all'ardore d'un sincero sfogo della mente o del cuore, si +abbandonava al rapido moto della carrozza. Il suo sguardo inerte si +smarriva nella nebbiosità malinconica, velata di piova, della +campagna. E Drollino faceva volare i cavalli. Li sferzava +continuamente, eccitandoli con certi _ehp!_ stridenti, che parevano +metter loro il diavolo in corpo. Il domestico, intimorito, lo guardava +ogni tanto, senza ardire d'interrogarlo. Nell'interno della _vittoria_ +la vecchia guardarobiera, sgomentata, ripeteva sommessamente delle +innumeri _Ave Marie_. La Duchessa non avvertiva nulla di quelle +preghiere, nè di quel timore. Calcolava quanti giorni dovevano +passare, prima che spuntasse quello della partenza di Olga. + +Giunsero a casa senza inconvenienti. Milla, nello scendere, s'accorse +che a mala pena si reggeva in piedi. Si ricordò che non aveva ancor +preso nulla; e perciò, invece di dirigersi verso il proprio +appartamento, pensò di fermarsi un momento in sala da pranzo. Questa +si trovava in un'altr'ala della villa, dove il rumore della carrozza +che giungeva poteva benissimo non essere stato avvertito. + +La tavola per la colazione comune non era ancora preparata; ma, in un +cantuccio appartato nel vano d'una finestra, un tavolino +elegantissimamente apparecchiato, faceva testimonianza di un allegro +asciolvere, testè compiuto da due persone. Infatti, il Duca e la +Baronessa Olga avevano allora finito di prendere il caffè. Erano +soli; nè ospiti, nè servi. Nella stanza vicina però risuonava +incessante il _clic clac_ delle palle da bigliardo, urtantisi +continuamente sul panno verde, e un incrociarsi non meno insistente di +voci mascoline. + +Olga era avvolta in un'ampia veste da camera di _cachemir_ rosso cupo, +e il suo collo spariva nelle pieghe intralciate d'una grande sciarpa +di trina fiamminga. L'energia slava della testa spiccava +maravigliosamente su quel piedestallo di trapunto e sullo sfondo di +cuoio cesellato della tappezzeria. + +La Baronessa sedeva, molto allungata, su una poltrona, con un braccio +penzolone. Fumava una sigaretta di tabacco orientale ed un molle +sorriso sfiorava, tra le fresche gote carnose, le tumide e rosse sue +labbra. + +Giuliano le era seduto vicino, a cavalcioni su una sedia, e teneva +posata una mano sulla spalliera della poltrona. Aveva chinata la sua +faccia, così bionda e regolare, verso di lei, tuffando con visibile +piacere il naso armato di _pince-nez_, nel fumo acremente profumato +della sigaretta. Poi d'un tratto, arretrando il naso colla mossa d'un +fanciullo che s'allontana dal frutto proibito, mandò un sospiro tra +mesto e comico. + +--Ahimè!--disse poscia con un accento che anch'esso aveva un po' del +burlevole, un po' del patetico.--Sapete cosa mi figuro in questo +momento? + +Ella lo sapeva benissimo, e non si diede la pena di chiedere cosa +fosse. Ed egli, per non lasciar morire il discorso, finì la frase +così: + +--Mi figuro, il vostro _boudoir_ granata e rosa. + +--Sciocchezze.... mio caro; quel ch'è stato è stato. Non è egli +convenuto che voi siete per l'appunto il più felice degli uomini? E se +mai, in vita vostra, avete fatto delle corbellerie, è giusto.... + +--Ch'io le sconti, nevvero?--chiese Giuliano con un'amarezza d'accento +che voleva esser patetica. + +Ella ebbe un maligno sorriso: + +--Ma, mio caro creolo, voi siete sempre stato molto indipendente, e +avete voluto.... + +--No.... non fui io, a volerlo--rispose stizzosamente--è stata mia +madre. + +--Ah!--diss'ella. + +E lo guardò sorridendo, con quel sorriso che scopriva tutto quanto il +lucido avorio dei suoi denti. In quella giornata grigia, piovosa, +nella atmosfera cupa dell'antica sala da pranzo, il suo volto aveva +una formidabile espressione di vita, di moto, che aizzava il +sangue.... Giuliano si sentiva diventar vile, vile.... vile.... + +Essa si mise a ridere, ma, nella direzione di quell'occhio azzurro, +languido che la guardava ricordando, mandò un po' di fumo, che +somigliava a un sospiro inebriante.... + +--Olga--disse il Duca senza curarsi d'abbassare la voce--ditemi, oh +ditemi che non tutte le corbellerie sono irreparabili, e che quella +immensa, mastodontica ch'io commisi nel prender moglie.... + +Olga, con uno dei suoi più chiassosi scoppi di risa, gli troncò la +parola in bocca. Aveva veduta la Duchessa, rigida, immobile sulla +soglia, di fronte a loro. + +Aveva udito? Giudicando dal suo aspetto, c'era poca speranza d'una +risposta negativa. Ma Olga pensò che la fortuna arride agli audaci, e +con un gesto appena percettibile avvertì Giuliano. Poi, con una +disinvoltura superiore ad ogni plauso, s'alzò, e, col più amabile, col +più cordiale dei suoi sorrisi, andò ad incontrar la Duchessa. + +--Buon giorno, cara, come stai? Sono scesa di buon'ora, nevvero? Le +altre dormono ancora.... che pigrone! E così, com'è andata la tua gita +misteriosa? + +Milla non rispondeva, nè accennava di udire. Ansimava, e, con un gesto +nervoso e macchinale, tentava di togliersi i guanti. + +--Poverina!--continuava Olga, sempre più premurosa,--si vede che sei +molto stanca. Lo credo.... con questo tempaccio.... Stavo appunto +dicendo a tuo marito.... + +--Sicuro.... sicuro--interruppe Giuliano, per secondare la +Baronessa.--Giusto.... mi diceva, e io rispondeva che tu facevi +malissimo, ch'era una delle tue ubbie solite, e che io permettendolo +avevo fatto una corbel.... + +Ma la Baronessa, che studiava attentamente il viso di Milla, troncò +con uno sguardo la trovata del Duca. + +--Ti senti male?--chiese alla Duchessa, con un mirabile crescendo di +gentilezza. + +Milla non rispose; si sentiva la gola serrata da uno spasimo isterico. +Eppure voleva parlare.... voleva dirla una parola atta ad esprimere il +senso d'indignazione che la padroneggiava. Ma l'agitazione nervosa che +scuoteva tutta la sua povera personcina fu più forte di lei. Milla si +sentiva smarrire, non ci vedeva quasi più, sentiva nelle orecchie uno +scampanio stridente. Vacillava, e, per non cadere, s'appoggiò con ambe +le mani a un tavolino lì presso. + +Olga le corse vicino, e volle sostenerla. Milla, nel suo smarrimento, +avvertì il pericolo di quel contatto, e provò un sentimento così +violento di ripulsione e d'orgoglio che per un istante si riebbe, +galvanizzata.... Si rizzò, diede un passo addietro, e dalle labbra +smorte le uscì un «No» vibrato.... pieno d'odio e di ribellione. + +Nella vasta sala da pranzo ci fu un momento di silenzio.... poco +piacevole. + +Poi, a un tratto, la Duchessa svenne. + + + + +VII. + + +Eran tutte nel salotto rosso, un po' agitate, un po' inquiete. + +--Veramente.... Milla si era sentita male?... Oh! poveretta! Ma +come.... perchè?... Forse, la stanchezza del ballo.... + +--Già--osservò la Garbi,--si vedeva, sulla fine, ch'era un po' +abbattuta. + +--No,--sentenziò una vecchia signora.--Sarà qualche cosa, qualche +novità. + +--Magari!--risposero in coro il più delle signore, con qualche +sorrisetto.... + +--Davvero?...--osservò Olga, ch'era entrata in quel momento.--Che +bella cosa sarebbe, che felicità per entrambi!... + +--Tu eri in sala, nevvero.... quando quella poveretta si sentì +male?--chiese la contessina Ghisneri. + +--Per l'appunto, mia cara, n'ebbi uno spavento grandissimo. Io ero +scesa a _déjeuner_.... A un tratto, Milla comparisce sulla soglia, +pallida come uno spettro. Era stata, Dio sa dove, a far la +meditazione.... che so io.... a confessarsi. Sapete, poverina, quanto +è pia, quanto è buona! Convien dire che l'umido le avesse fatto male, +che si fosse strapazzata.... Poi, è delicatina, nevvero?... Insomma, +la vidi annaspare, poi svenne.... lì.... sui due piedi. Corsi subito +a sostenerla, gridai.... chiamai; per fortuna, c'era gente nella sala +del bigliardo.... Venne subito anche il Duca.... scesero le cameriere; +la portammo su.... Si riebbe a poco a poco, e l'ho lasciata or ora, +che stava meglio. + +--Anderò su a vedere--disse la vecchia dama.--Se vi fossero novità.... +scriverei subito alla Duchessa Margherita. + +--Dov'è ora quella cara signora?--chiese Olga. + +--Oh! sempre a Torino. E come dicevo.... + +--Mia cara Marchesa,--osservò Olga con voce sommessa e +carezzevole--rammento ora che Milla stava per addormentarsi; forse un +po' di sonno le gioverebbe meglio d'ogni altro rimedio. + +In quella entrò Giuliano, e tutti gli furon d'attorno a chiederle +notizie di sua moglie. Oh, era una cosa da nulla.... uno sconcerto +passeggiero, cagionato dal freddo.... dalla stanchezza. Milla si era +riavuta subito.... mandava a salutare le sue buone amiche; dormirebbe +per qualche ora, e scenderebbe senza dubbio a desinare. + +Giuliano in cuor suo era di cattivissimo umore. Che bestia era stato! +uno scolaretto non ci sarebbe cascato più scioccamente.... E in +complesso... per.... nulla. E ora chi sa che scena gli toccherebbe, +quanti rimproveri gli rivolgerebbe Milla! + +Senonchè, con sua grande sorpresa, Milla non gli aveva rivolti +rimproveri di sorta. Quand'egli entrò in camera, prima del pranzo, per +chiedere sue notizie, la trovò ancora coricata, immobile. Ella parve +non avvertirlo; chiuse gli occhi. Giuliano esitò un momento; poi +chiamò dolcemente:--Milla!--Essa aprì gli occhi, con un amarissimo +sforzo di sorriso, poi, lentamente, li richiuse. + +--Milla!--disse ancora Giuliano. + +Ella non rispose...; serrò gli occhi più forte, perchè non lasciassero +adito ad una lagrima. + +Giuliano aspettò un momento, poi se ne andò; adagio e inquieto. Forse +avrebbe preferita la scena. + +Condusse le signore a fare una trottata. Tornando, si seppe che la +Duchessa non scenderebbe neppure a desinare. Le era sopraggiunta un +po' di febbre. Gli ospiti espressero naturalmente il loro rammarico; +dopo di che, ognuno andò in camera sua a vestirsi pel pranzo. + +Ma in quella mezz'ora affaccendata di pettinature riedificate, di +vitine assestate alle persone, di _fichus_ drappeggiati sulle spalle, +di baffi incerati ed unghie brillantate, una piccante notizia +s'insinuò fra una stanza e l'altra, venne scambiata in fretta nella +penombra dei corridoi. Dal tinello dei domestici, d'onde aveva prese +le mosse, una frase fece rapidamente il giro del primo piano. Quando +suonò la prima campana del pranzo, tutti (meno gl'interessati, +s'intende) sapevano il vero motivo dello svenimento di Milla. +Certo.... era capitata inattesa, e aveva veduto.... aveva udito.... +Cosa?... Questo non si diceva, prima perchè non si sapeva bene, e poi +perchè nella reticenza c'era un delizioso sottinteso, un ampio +orizzonte di supposizioni. L'avvenimento aveva avuto un testimone +inavvertito, il domestico che aveva aperta, per la Duchessa, la porta +della sala da pranzo. + +Naturalmente, le primizie dei commenti ebbero luogo in cucina. Il +passato di Olga e di Giuliano non era mai stato un mistero per la +servitù; la rinnovata infatuazione del Duca non era certo sfuggita a +nessuno di quegli arghi implacabili che si chiamano: i nostri +domestici. Si parlava dell'accaduto, senza ombra di reticenza. + +I più compativano Milla, e fra questi erano, naturalmente, i +dipendenti nati della casa. Ma un certo nucleo si ostinava a +proteggere Olga, una bella donna, perdio, e che, quando montava a +cavallo, mostrava d'avere un gran coraggio e un polso d'acciaio! + +Qualcuno interpellò Drollino: + +--Che te ne pare, eh?... + +Ma egli non rispose; disse che aveva altro pel capo.... un certo +puledro che gli pareva tendere ad azzoppare. Prese il berretto ed +uscì, benchè piovesse che Dio la mandava. + +Olga scese a desinare, bellissima nel velluto verde-oliva della sua +ricca _toilette_. Ma alle _entrées_ cominciò a sospettare qualcosa. +Sorprese qualche sorrisetto bizzarro, qualche occhiata curiosa, che si +fermava un momento addosso a lei e poi fuggiva rapidissimamente. + +All'arrosto, era quasi certa; al caffè, non serbava ombra di dubbio. +Qualcuna si rivolse a lei per chiederle, con una strana inflessione di +voce, le notizie di quella _cara_ Milla. + +Olga non si scompose per nulla. Celò a meraviglia la sua viva +irritazione, fu più serena, più affettuosa, più amabile che mai. +Rispose sempre a tuono, ignorando i sorrisi, ostinandosi a non +afferrare nulla più del senso letterale delle varie interrogazioni che +le venivano rivolte. + +Ma, in fondo al cuore, era furibonda. Con Milla, ben inteso. Cos'era +venuto in mente a quella sciocchina d'invitarla ad Astianello per +farle poi di quelle scene mute da vittima? E il bello era che lei non +se ne curava per nulla di quello stolido di Giuliano, ed era animata +delle migliori intenzioni. Lui, si sa, sfido io! + +Olga aveva voluto provare, divertirsi un poco, nulla più. L'avevano +invitata per far vedere che non la temevano; è naturale ch'essa desse +loro una piccola lezione. Ma ora Milla, colle sue imprudenze, la +metteva in una posizione falsa, seccante..., e quasi quasi meritava +davvero.... + +Durante tutta la sera, quella valente schermitrice fu impareggiabile. +Si mostrò così gentile, così naturalmente calma, seppe talmente +manovrare, celando l'apparenza d'ogni manovra, che a poco a poco i più +creduli cominciarono a dubitare. E giunta l'ora di separarsi pel +riposo notturno, alcune fra le signore chiedevano a sè stesse:--E se +non fosse vero?--Molti aspettavano l'indomani per decidere. Bisognava +vederle di fronte.... Milla e la Baronessa. Davvero, sarebbe +interessante. A domani, dunque. Intanto non ci si annoiava ad +Astianello. + +Ma l'indomani non fu apportatore della scena desiderata. Milla non si +era alzata e la febbriciattola perdurava. + +Giuliano era crudelmente imbarazzato. I suoi doveri di padrone di casa +lo assorbivano in parte, occupavano buona parte del giorno; ma ogni +tanto bisognava pure che salisse a tener compagnia a sua moglie, e +quelle brevi soste nella camera azzurra non riescivano punto +piacevoli. Eppure Milla continuava ad astenersi dalle scene; essa non +gli rivolgeva mai la parola, non lo guardava. Era sfinita, non provava +che un immenso disgusto, un imperioso bisogno di assopirsi, +d'annientarsi nell'oblio. Oh! se avesse avuto sua madre! Se avesse +potuto chinare sul seno d'una vera amica la sua povera testa così +greve ed ardente e narrare, piangendo, la sua sventura! Ella, che +aveva tanto d'uopo d'amore, di simpatia! Si sentiva, per la prima +volta in vita sua, supremamente offesa.... Quando vedeva Giuliano, il +suo orgoglio di donna onesta si ribellava, imponeva silenzio +all'amore. Essa non poteva parlargli, non poteva guardarlo.... La +forza della volontà aveva e serbava alzata una barriera che pareva di +ghiaccio. Ma dietro a quella barriera, il povero cuore di donna +sanguinava lentamente, in silenzio!... + +Il giorno dopo, fu chiamato il medico del villaggio. Era un buon +diavolo, onesto e capace. Giudicò, colla sua semplice esperienza, che +la Duchessa avesse, più che altro, bisogno di riposo; e, vedendo che +le circostanze, il tramestìo degli ospiti non si prestavano guari +all'attuazione di questo desiderio, pensò di parlarne francamente al +Duca. Ma il caso aveva disposto altrimenti. Nello scender le scale, +s'imbattè in una vecchia signora, la quale prese a informarsi +minutamente della salute di Milla, e finì coll'alludere discretamente +alla possibilità d'uno stato interessante. + +Povera contessa Nemi, ci teneva allo stato interessante di Milla! Ai +suoi tempi, era il solo male che patissero le spose, ed essa non ne +intendeva altri. Rimase dunque attonita e quasi scandalizzata quando +udì che si trattava invece d'una febbre continua. Oh Dio.... ella che +aveva tanta paura delle febbri.... Ma di che sorta di febbre si +trattava?... Sperava bene che non fosse infiammatoria.... non +attaccaticcia.... + +--Eh! eh!--disse il dottore, cogliendo la palla al balzo--non so, +spero che non sia.... non si può precisar nulla per ora..., ma non +vorrei.... che.... certi lontani indizi di tifoidea.... Dio guardi, +potrebbero far capolino da un momento all'altro.... + +La contessa Nemi strisciò frettolosamente una semi-riverenza, e scappò +via. Il medico s'allontanò ridendo, senza nessun rimorso pel suo +stratagemma. I medici di campagna hanno talvolta delle benefiche +audacie di questo genere. + +La sera stessa, la Contessa riceveva una lettera del suo notaio, che, +per un affare urgentissimo, la richiamava a casa. E, caso singolare, +la Garbi aveva notizie non troppo buone di sua madre. Due partenze +furono dunque annunziate per l'indomani. Le signore chiedevano col più +vivo affetto notizie di Milla, ma nessuna insistè, come avevan fatto +tanto gentilmente nei primi tempi, nell'offrirsi a tenerle compagnia. +E in capo a due giorni Olga pensò bene di ricevere un telegramma di +suo marito, il quale le chiedeva di venire a raggiungerlo, scusandosi +di non poter egli stesso recarsi a riprenderla, per affari molto +intricati, della cancelleria, s'intende. + +Giuliano, quando seppe di questo telegramma, ebbe un momento di viva +irritazione. Ecco che se ne andavano tutti e lo lasciavano lì solo.... +in faccia a quella donnina smorta, che non gli faceva scene, ma non +voleva saperne di alzarsi, nè di guardarlo in viso. + +Poi ebbe un sentimento di soddisfazione. Eh, eh..., la cosa prendeva +un certo aspetto.... Meglio così.... forse la posizione avrebbe +potuto farsi critica, ed egli era tanto.... creolo! + + * * * * * + +Olga prese a tempo la decisione di partire. Dubbi o non dubbi, la sua +fermata ad Astianello non era più indicata: le altre signore formavano +un formidabile areopago. + +La simpatia per Milla era tornata, alla lontana sì, ma viva assai, +avvalorata dall'invidia che, alla lunga, Olga doveva pur destare in un +circolo femminile. L'invidia non ha molta strada da fare per diventar +censura, e la Russa conosceva molto bene ciò ch'era atto a giovarle, o +a recarle danno. Aveva saputo sino ad allora farsi perdonar molto, e +non compromettere in nessuna delle sue varie vicende di.... cuore +l'invidiabile posto che occupava nella società. C'era rimasta, +imponendosi o altrimenti, anche a dispetto della sua lunga avventura +con Giuliano..., ma essa sapeva benissimo sino a che punto si può +gettare impunemente della polvere negli ocelli. Trovò dunque un +effetto di partenza felicissimo; l'onore della ritirata era più che +salvo!... Ma in fondo era indispettita, e, all'ultimo momento, un +dubbio l'aveva inquietata. Forse la malattia di Milla era un'astuzia +di guerra.... la Duchessa si liberava così di lei e delle sue +apprensioni.... E, sotto l'impressione di quel sospetto, morse per un +secondo le bellissime labbra. + +Di Giuliano non le importava affatto; pure seppe così bene simulare +presso di lui che, nell'animo di questi, quel po' di rimorso relativo +che s'era andato formando a fatica, tacque subitamente per dar luogo +ad una specie di vigliacco dispetto! Olga se ne avvide, e, mentre +saliva nel legno che doveva condurla alla stazione, mandò in su uno +sguardo rapido, ma strano, verso la finestra chiusa della camera di +Milla. E lasciò per lei i più affettuosi, i più cordiali saluti, certa +di rivederla presto, perfettamente guarita, fresca come una rosa. E +frattanto ella stessa era bellissima, forte e formidabile nella +pienezza vigorosa delle forme. Era molto attraente così, in abito da +viaggio. Le sue pelliccie non l'infagottavano punto come infagottano +il più delle signore; parevano avvolgerla come il manto d'una regina +selvaggia. + +E Giuliano rimase solo coll'ammalata. + +Non già un'ammalata grave. Di tifoidea nessun indizio; la +febbriciattola non cresceva, e veniva solo ogni tanto. Milla s'era +alzata per salutare la vecchia signora, amica di sua suocera, e anche +per assicurarla che ora stava propriamente benino. Ma, dopo la +partenza degli ultimi ospiti, era tornata a star così così. Non usciva +più di camera, mangiava poco o nulla, e ogni tanto si metteva a +piangere in silenzio. Con Giuliano non scambiava che qualche rara e +indifferente parola. Era esausta di forze, ma resisteva, e in quella +lotta, che nessuno avvertiva, la sua energia si consumava. Il suo era +uno di quei graduati sfinimenti a cui certi temperamenti femminili si +prestano fatalmente. Questo bizzarro genere di malattia non è punto +mortale in sè stesso, si può benissimo guarire, solo però quando lo si +voglia assolutamente. Se no, si muore, commettendo innocentemente un +insensato e crudele suicidio. + +Due settimane passarono così. Giuliano incominciava a impensierirsi, e +il medico del villaggio a non saper più che dire. Un giorno, uscì a +proporre che si chiamasse un altro dottore.... per avere un parere di +più. + +--Ah!--disse Giuliano. + +Si sgomentò. E se veramente la povera Milla.... fosse proprio così +malata.... per aver udito quello sciagurato colloquio! Che stupido era +mai stato! E Olga lo aveva canzonato bellamente; dopo tutto!.... +Mentre invece Milla l'adorava, povera creatura! Oh! sì!... ci voleva +proprio un bravo medico, una celebrità. E la celebrità, chiamata +telegraficamente da Giuliano, capitò pochi giorni dopo ad Astianello. + +Non disse gran cosa, in complesso. Parlò di nervi, di gran simpatico, +d'anemia, di debolezza. E mentre faceva queste osservazioni e teneva +fra le mani il polso bianco e magro di Milla, guardava attentamente +ora Giuliano, ora la faccia rigida della Duchessa. + +Finì dunque coll'assicurare che non c'era nulla di grave; ordinò +marziali, accennò alla necessità d'una vita molto quieta; e suggerì di +passar l'invernata nel Mezzogiorno. Poi se ne andò, certo in cuor suo +che quella donna soffriva crudelmente, senza concedersi uno sfogo. Il +celebre dottore non era soltanto celebre, era vecchio, conosceva del +pari la donna e la vita. + +Nell'andarsene, ebbe una sorpresa. Giungendo alla stazione, vi trovò +ad attenderlo un giovinotto bruno, magro, con due occhi assai vivi e +profondi, il quale, qualificandosi per un addetto della tenuta +d'Astianello, gli chiese semplicemente, ma in modo abbastanza +categorico, se la Duchessa fosse ammalata molto, molto?... + +Il medico non ricusò di rispondere, ma non si curò di dare al +giovanotto nulla più d'una di quelle elementari risposte, ch'egli +giudicava sufficienti a soddisfare la curiosità o l'attaccamento ai +padroni, da parte d'una persona di servizio. + +Ma Drollino non si contentò. + +--Potrebbe morire? chiese colla massima calma. + +La celebrità medica, impazientita alzò le spalle. + +--Caro mio, che andate chiedendo? Perchè dovrebbe morire? Ha un buon +temperamento, è giovane. Ha bisogno di quiete e che la lascino stare +in pace, ecco tutto. + +--Già, disse Drollino.... Ma se invece.... + +Rimase in silenzio, con un'espressione bizzarra e cupamente inquieta. + +--Che ci siano ancora dei servitori affezionati? chiese a sè stesso il +celebre medico mentre saliva sul treno, in una bella carrozza di prima +classe. + + * * * * * + +--Ecco qua, borbottava in guardaroba, la vecchia Tonia, è la terza +volta che viene oggi, colla scusa di prender le notizie della signora +Duchessa. + +--Eh, eh! rispose la Teresa, la guardarobiera in secondo, non ha poi +tutti i torti; non è il diavolo la Carolina. E lui ha un bel salario +ora, e sono tutti e due della tenuta. Sarebbe un bel matrimonio. + +La Carolina entrò all'improvviso. + +--Che c'è? chiese stizzosa, indovinando che la sua venuta aveva +troncato un discorso. + +--Niente, niente. Si diceva soltanto di.... Drollino. + +--Miracolo! ribattè la giovane.... E sarà per dirne del male, mi +figuro! tutti ce l'hanno amara con quel poveretto. E io invece +sostengo che.... + +--Eh! si sa, si sa.... + +--Cosa si sa?... Non è vero niente, a me non me ne importa niente +affatto di colui, non mi dispiace, no, perchè è un buon figliuolo, +affezionato alla signora. + +--Sfido io, saltò su a dire la Teresa, sono stati beneficati tutti +dalla casa, quando c'era il padrone vecchio. + +--Bene, bene.... Oh gli altri non sono forse stati beneficati anche +loro?... Eppure.... guardate se si rammentano di venire a vedere se la +padrona è viva o morta. + +--Caspita! susurrò la Tonia, non hanno mica le ragioni che può avere +Drollino di venire in guardaroba. + +La Carolina arrossì e tentò una smorfia. + +--No, no ve l'assicuro, viene proprio soltanto per sapere....--Ma lo +diceva mollemente, con un mezzo sorriso biricchino e un po' ipocrita. + +--Non è vero che sia cattivo, proseguì, anzi, ha buonissime maniere. +Vien su adagino.... per non far strepito e sta a sentire tutto quello +che gli dico. + +E gliene diceva, quella buona ragazza.... Si rifaceva con lui delle +lunghe ore silenziose che le toccava passare in camera della Duchessa. +Gli narrava in disteso come la padrona divenisse ogni giorno più +pallida e più magra, e come ella la ritrovasse sempre immobile, cogli +occhi chiusi e con certi lagrimoni tanto fatti, sulle guancie. No, +no, alla Carolina non la davano a bere e i medici potevano dir nomacci +latini quanti ne volevano, ma il male di quella signora era tutta +passione, ecco cos'era, le gelosie e le pene che le aveva fatte +passare il Duca per quella strega grassa, per quella Russa che rideva +sempre. + +Drollino ascoltava attentamente questi sfoghi della Carolina, senza +dir nulla, senz'avvedersi che la cameriera belloccia e garbata avrebbe +forse parlato anche di qualcos'altro. Egli aveva ben poco da fare in +quei giorni e però ammazzava il tempo a furia di lunghe, faticose +cavalcate, al ritorno delle quali Mia era bene spesso tutta bianca di +schiuma. + +Qualche volta, in casa o pel viale Drollino si imbatteva col Duca. +Giuliano non s'accorgeva sempre della presenza del giovane, ma +Drollino avvertiva ogni volta, con una specie d'intuizione, +l'appressarsi del padrone e se n'aveva il tempo, evitava l'incontro. +Sentiva, vedendolo, uno strano brivido nel sangue, involontariamente +digrignava i denti, gli veniva come un'insana voglia d'essere +insolente verso quell'uomo, di ribellarsi a lui. Un'acre bestemmia +pareva destarglisi in bocca. Ma allora gli veniva in mente la +Duchessa, a cui le bestemmie spiacevano tanto, e non ardiva +proferirne.... Eppure con quale piacere egli le avrebbe scaraventate +in faccia al Duca. + +Lo odiava profondamente.... senza scrupoli di sorta. Egli non era +persuaso di essere al suo servizio. La sua padrona era Milla. E ora +Milla.... forse morrebbe per colui! + +Una volta Drollino, capitando in scuderia, ci trovò il Duca, che a +passo lento e a capo chino traversava l'andito. Gli tenne dietro con +uno sguardo torvo, e un'idea confusa, ma terribile, gli balenò nella +mente. + +E per salvarsi da quel pensiero, ne evocò un altro, non mai +completamente abbandonato per l'addietro, un pensiero che l'aveva +agitato sin da bambino, quello di fuggire con Mia, d'andar lontano +lontano. Così non saprebbe nulla, non vedrebbe nulla se.... caso +mai!... + +Lasciò la scuderia, e si diresse verso il suo antico alloggio. + +Era una piccola cascina, addossata ad un vasto fabbricato ad uso +fienile, e stava proprio dirimpetto alla grande estesa del piano. Un +vecchio guardiano dei pascoli vi faceva dimora colla famiglia. +L'alloggio di Drollino consisteva in una ex-cucina a terreno; egli vi +aveva lasciato il suo letto, due seggiole e una vecchia cassapanca, +dove serbava, alla rinfusa, i pochi panni ereditati dal padre, i suoi, +non quelli di livrea, e qualche cianfrusaglia. Era un pezzo che non +capitava laggiù. La massaia aveva approfittato della sua assenza per +ammonticchiare in un canto della stanza l'ultima raccolta delle +patate; ampie ragnatele si erano acquartierate fra le travi del +soffitto, e l'unica finestrina aveva i vetri rotti. + +Aprì la cassapanca, e prese a rovistare nei vecchi panni. A un tratto +s'arrestò. Gli era capitato sotto le dita un oggetto pesante, freddo. +Con un gesto vivace l'estrasse. Era una vecchia pistola a due canne, +ed egli riconobbe subito la solita arma di guardia di suo padre. +L'esaminò a lungo; era ancora in discreto stato; cercando bene, trovò +pure in un angolo della cassapanca lo scatolino delle cariche. + +Drollino non pensò a rimettere in ordine i panni. Guardava fisso +fisso, come magnetizzato, quell'arma vecchia, cogli acciai un poco +irrugginiti. + +Lentamente prese a pulirla, la rimise in assetto, poi la caricò, +pensando:--Servirà pel viaggio. + +Ma quando la vide lucida, forbita, pronta, col grilletto obbediente, +si fermò di nuovo. Aveva il volto acceso, le tempia gli martellavano; +ed egli alzava, riabbassava, trattenendolo, il cane, con un gesto che +aveva qualcosa di convulso, come se si dibattesse nello stretto di +un'intima, formidabile lotta. + +Finalmente, su quella faccia stravolta passò il lampo d'un pensiero +che vinceva. Drollino cacciò la pistola nella tasca interna della +giacca che indossava, poi ricacciò tutti assieme e confusamente i +panni nell'interno della cassapanca. + +Giunto a casa, chiese della Duchessa. La febbre era aumentata. + +L'indomani, cadde la prima neve e seppellì nel bianco silenzio +invernale gli orizzonti della splendida villa. Una grande malinconia +invase al casa. Il Duca non si vedeva quasi più, e Milla, da più +giorni non si alzava. Il freddo capitato così improvvisamente, le +aveva fatto male. Non già che soffrisse molto; anzi, s'era come +adagiata in una grande quiete funesta, le pareva di sentirsi cullata +nella progressione lenta, molle d'un'atonia che l'assopiva dolcemente. +E se a capo di questa progressione ci fosse anche la fine.... +ebbene.... tanto meglio!... Così non si poteva vivere. Umiliarsi, +ella?... tanto offesa.... dimenticare? Ah no!... piuttosto morire, +morire.... + +Giuliano era, dal canto suo, profondamente agitato. Un rimorso grave +turbava quell'anima impotente. Egli provava il sincero desiderio di +salvare quella donna, che alla sconfinata vanità di lui offriva +l'olocausto della propria vita. Lungi dall'immediato dominio di Olga, +egli tornava in sè, si pentiva d'averla amata ancora, gli pareva +d'abborrirla. S'inteneriva sulla sorte di sua moglie, piangeva spesso, +uscendo dalla camera azzurra. Avrebbe pur voluto (egli che detestava +le scene) cadere ai piedi di Milla, dirle che però, in fondo, non era +colpevole come forse ella lo credeva.... implorare cionnullameno il +suo perdono... giurarle, e mantenerle poi, una fede sincera e.... +assoluta. + +Tentò due o tre volte una spiegazione. Ma essa lo guardò con +un'alterigia così profonda, così glaciale, ch'egli interruppe subito i +preliminari e rimise la spiegazione a.... più tardi. + +Un giorno, la Carolina annunziò a Drollino una cosa che le faceva +molta pena. La Duchessa aveva mandato a chiamare il padre Loria. + +Drollino non disse nulla più che il suo solito «Ah!» ma lo disse con +un accento rauco, quasi gutturale. + +Allora la Carolina volle rassicurarlo. Oh! oh!... non era già perchè +proprio si fosse a questi estremi; ma la signora Duchessa era tanto +pia, e poi.... forse.... + +Drollino rimase serio, cupo, cogli occhi fissi sul tavolone dove si +stirava. + +Nevicava fitto fitto, a grandi falde, lente e sfioccate, e il padre +Loria giunse sotto l'atrio in uno stato proprio compassionevole. +Mentre si asciugava davanti al fuoco acceso nel gran camino della +stanza da pranzo, il duca venne a incontrarlo. Il colloquio fu breve, +riuscì freddo, quasi come la giornata. Il prete e il padrone di casa +si studiavano a vicenda, e a vicenda diffidavano l'uno dell'altro. + +Giuliano ebbe due o tre frasi un po' contorte; raccomandava di non +stancare la Duchessa, già piuttosto deboluccia, poveretta. Il padre +Loria ebbe due o tre mosse del capo, che non rassicurarono al tutto il +Duca. Ma questo dovette pure mormorare un cortese:--S'accomodi,--sulla +soglia della camera azzurra, e ritirarsi adagino, mentre la dolce +figura paterna del sacerdote s'accostava lentamente al letto di Milla. + +Il padre Loria non fece certamente apposta a inquietare e a stancare +la Duchessa Milla, ma certo è che la inquietò e la stancò +orribilmente, e il loro colloquio riuscì critico e tempestoso. Fu un +vero duello tra l'autorità e la ribellione. + +Milla gli narrò ogni cosa con uno sfogo febbrile, con tutto l'impeto +del suo risentimento, col bisogno di simpatia che la torturava. Gli +narrò, con subita energia, il suo amore pel marito, e il dolore che +sentiva roderle la vita, come il verme rode la radice d'un fiore. Oh! +essa l'aveva amato tanto.... così ardentemente.... No, la sua mitezza +non era stata vigliaccheria, la sua docilità, tenera, inesauribile non +era la debolezza d'un'anima inetta al dominio; era stato un volere +ragionato, era la sua interpretazione dell'amore, era una insaziabile +necessità di sacrifizio, una manìa innamorata di abnegazione! Essa si +era fidata.... aveva voluto fargli vedere che si fidava!... Voleva a +tutti i costi bastare al cuore di quell'uomo! E tutto ciò non era +valso a nulla. Era caduto un'altra volta ai piedi di quella.... E ora? + +Il padre Loria la lasciò dire. Ma, quando essa ebbe finito, quando, +ancor tutta fremente del suo sfogo, si lasciò ricadere sui guanciali +con un gesto risoluto, egli prese a parlare. + +Non fece discorsi lunghi. + +--La comprendo e la compatisco,--mormorò dolcemente. Poi, mentr'ella +lo guardava smarrita cogli occhi grondanti lacrime, ingiunse +pacatamente:--Ora bisogna far due cose. La prima: perdonare. + +Essa ebbe un lungo brivido.--E poi?--chiese con un'appassionata +ironia. + +--Bisogna vivere....--rispose semplicemente il padre Loria. + +Un'ora dopo, quando il vecchio prete uscì dalla camera della Duchessa, +s'imbattè subito col Duca, il quale, impaziente ed inquieto per il +lungo protrarsi del colloquio, camminava a gran passi in su ed in giù +nel corritoio. Confessore e marito scambiarono un saluto +cortesissimo.... ancor più cortese di quello dell'arrivo.... ma non +meno diffidente e pieno di mutua avversione. + +Giuliano sentiva qualche cosa nell'aria. La minaccia, per esempio, +d'una spiegazione, che ora, suggerita dal prete, gli pareva di nuovo +formidabile ad incontrarsi. E fu per lui un vero sollievo quando udì +dalla cameriera che la signora, stanchissima, aveva raccomandato la +lasciassero riposare. + +Milla aveva riposato...; ma ora era spossata.... Quel riposo era stato +in realtà una delle più aspre battaglie intime del suo povero cuore +offeso e innamorato a un tempo. La religione aveva dato un consiglio; +e la natura e la gioventù l'avevano avvalorato, con un assenso +segreto...; ma l'orgoglio aveva avuto anch'esso la sua ribelle parola. + +Il crepuscolo invernale, prolungato dal bianco riflesso della neve +caduta e da quella tuttora cadente, scendeva lento, in una mezza luce +grigiastra. Nella progressione graduata della penombra, il letto +ampio, coi parati di raso sbiadito spiccava netto. La bianchezza del +visino di Milla si confondeva col morbido bianco dei guanciali, pareva +quasi assumere l'area sfumatura di contorni d'una larva. + +--Comanda la lucerna?--chiese a bassa voce la cameriera. + +--No,--rispose Milla, con voce stranamente affievolita. Va pure.... +voglio riposare. + +La giovane uscì, in punta di piedi. + +Il silenzio della stanza era grave e solenne. Giuliano provava +un'angoscia inesplicabile, guardava, come affascinato il candore opaco +del letto, tentava d'afferrar nettamente, collo sguardo, l'incerto +contorno di quel corpicino femminile che giaceva, spossato, sotto alle +lenzuola e pareva quasi farsi di nebbia, illanguidire nell'ombra cupa +che andava invadendo la stanza. Avrebbe voluto parlare a Milla, udire +la sua voce, ne sentiva come un bisogno angoscioso. E mentre pensava +come potrebbe rivolgere a Milla una domanda anche indifferente, ma che +la obbligasse a rispondere, ecco che per l'appunto quella povera e +debole vocetta s'alzò in seno al silenzio pesante e misterioso, +pronunziando una parola, che, da tempo non s'era sprigionata dalle +labbra di Milla. + +--Giuliano! + +Egli trasalì e si chinò sul letto, premurosamente, con un terrore +indistinto di quell'ora e di quell'accento. + +Ella gli porse la sua manina tanto smagrita. + +--Giuliano....--ripetè lentamente, non debbo.... non bisogna che io me +ne vada. E per ciò.... sai.... + +Oh! non la sapeva recitare quella lezione; così sublime e così +crudele. Tremava.... si confondeva. + +--Sai....--proseguì con uno sforzo eroico, volevo dirti che.... che io +non mi ricorderò più di niente. Ma bisogna che anche tu... se vuoi +ch'io.... + +Egli non la lasciò finire. Si gettò in ginocchio, le afferrò le mani, +le chiese perdono, con accento rotto, appassionato, le giurò ch'egli +l'adorava, che non era realmente colpevole, che ciò ch'ella aveva +udito non era stato che l'espressione d'un momento di delirio +passeggero.... un capriccio passeggero, senza base, senza +conseguenze.... E iterava proteste, ardenti e sincere, com'era in quel +momento, ardente e sincero il suo ravvedimento. E in quella tempestosa +reazione, in quel subito rinnovarsi del suo amore per la donna ch'egli +temeva di perdere; Giuliano riesciva eloquentissimo e si presentava +sotto un aspetto nuovo, l'aspetto cioè ch'egli, nella placida +sicurezza del suo dominio su Milla, non si era mai curato d'assumere +per lei. + +--Ma tu m'ami, dunque, tu m'ami?--chiese l'ammalata, balzata in quel +momento in una calda e rapida transazione del suo amore, che le faceva +ancora scusare, perdonare, scordar tutto, che la consegnava cieca, +sorda, smemorata, in braccio ad una più potente, ad una più salda +illusione. + +Egli la copriva di baci. Oh! se l'amava! Se aveva sofferto.... Oh la +sua Milla! la sua Milla adorata! Non era punto: creolo.... in quel +momento! + +Allora Milla ebbe un subito e febbrile risveglio delle forze. S'alzò a +sedere sul letto, s'avvinghiò colle braccia scarne al collo di +Giuliano e gli si strinse convulsa sul petto, con un grido supremo di +trionfo e di desiderio: Vivere!... vivere!... + + * * * * * + +La villa era ancor tutta sottosopra. Poche ore prima il Duca e la +Duchessa erano partiti per Napoli, dove li avrebbe raggiunti la +vecchia Duchessa Lantieri. + +La partenza era recente e l'ardore dei commenti non era pur anche +venuto meno. Veramente la signora non era al tutto ristabilita; stava +però assai meglio. Ma ne aveva patito del male, poveretta! E che festa +per tutti, quando, era scesa a desinare per la prima volta! + +Non la scorderebbero così presto, quella sera. Il pranzo era stato +preparato, non già nel salone grande, ma in un salottino caldo, caldo, +ornato delle più belle camelie della serra! Finito il desinare, la +Duchessa, appoggiata al braccio di suo marito, era venuta un momento +sotto il portico, per ringraziare quella brava gente che aveva tanto +gridato: Evviva! Aveva parlato quasi a tutti, aveva riconosciuta la +vecchia portinaia, salutata la fattora, poi aveva osservato che ci +erano due guardiani dei pascoli e persino Drollino, il quale, da quel +selvaticone che sarebbe sempre, se ne stava mezzo nascosto, dietro uno +dei pilastri. Anzi, lo fece chiamare. + +--Ho saputo--gli disse soavemente--che tu pure venivi spesso a +chieder mie nuove. Ti ringrazio. + +Egli la guardava fisso.... come incantato. Com'era bella e pallida.... +e com'era diversa dalle altre! + +Giuliano, che aveva bevuto del _Johannisberg_ molto vecchio in onore +della Duchessa, era di lietissimo umore! + +--Certo....--sclamò benignamente--veniva ogni giorno a chiedere alla +Carolina.... eh!... eh!... guarda.... Drollino! + +Drollino guardò infatti il Duca, e in modo siffatto che questi, pur +continuando a ridere, non proseguì a toccar quel tasto. E un momento +dopo, temendo che Milla fosse stanca, la condusse via. + +Milla non si oppose; senz'avvedersene, ricadeva invincibilmente nella +obbedienza cieca e fiduciosa dell'amor suo. + +Partirono adunque sui primi di dicembre, contenti, felici, e in +perfetta armonia. In casa rimaneva tuttora parte della servitù, quella +che avrebbe più tardi raggiunti i padroni a Napoli, e quella fissa +per tutto l'anno ad Astianello. + +La sera stessa si trovarono riuniti in cucina, attorno all'allegra +fiammata del caminone. Drollino ci andò pure un momento, prima di +recarsi a letto. + +Nel crocchio si discutevano, naturalmente, gli ultimi avvenimenti di +quella fortunosa villeggiatura. + +--E la Russa?--chiese a un tratto il paggetto. + +Il capo cuoco alzò una mano a livello del mento, e con una vivace +smorfia soffiò rapidamente sul palmo. + +--Andata!--soggiunse con un'espressione comicissima, come un +prestidigitatore che fa scomparire una pallina di sughero. + +E fu una risata generale. + +Ma il paggetto maligno insistè: + +--Per sempre?... + +Il cocchiere alzò le spalle con un'aria da filosofo. + +--Caro mio, chi sa l'avvenire?... Speriamo di sì! Certo è che, in +grazia di quella diavolessa, la nostra povera signora è stata a un +brutto rischio. + +--Io dico che se le capita un'altra volta....--prese a sentenziare il +maggiordomo. + +--Muore, eh, muore davvero?--interrogo premurosamente il paggetto. + +--Al diavolo i monelli--rispose stizzosamente il maggiordomo;--che +c'entri tu, bardassa, a far cotesti discorsi? + +E per fargli vedere che non c'entrava proprio, accennò ad allungargli +una pedata. + +Ma non l'allungò, e si mise a ridere. + +Drollino uscì dalla cucina senza che nessuno se ne accorgesse, e si +recò in scuderia. + +In quell'ambiente vasto, l'atmosfera aveva un tepore dolce, e l'occhio +si riposava in una semioscurità, rotta ad intervalli dal chiarore di +certe lampadine appese alle arcate della volta. In fondo, presso alta +porta d'uscita, un piccolo lume ad olio ardeva vacillando davanti ad +un quadretto di Sant'Antonio e socio. In un _box_ aperto e +disoccupato, il sorvegliante di servizio, coricato su di una branda ed +avvolto nel suo bigio mantellone, russava saporitamente. + +In scuderia non c'erano in quei giorni più di una quindicina di +cavalli. Stavano quieti. I più dormivano, alcuni si movevano ogni +tanto, con un lieve scalpitìo, accusando le proprie mosse col rumore +delle palle di legno appese alle _cavezze_.... che si urtavano contro +le pareti esterne delle mangiatoie. + +Mia era ultima nel compartimento di destra, e dormiva stesa di fianco +sulla paglia; ma quando Drollino, avvicinandosi, la chiamò +sommessamente per nome, la povera bestia, destandosi, si rizzò +impetuosamente, con quel moto così rapido proprio del cavallo fino che +non si vuol lasciar sorprendere in una posa d'inazione. Voltò la +testina intelligente, e fissò il padrone coi grandi occhi espressivi. + +--Mia!--disse Drollino col tono monotono di chi parla in sogno, e +accarezzando la lucida groppa della cavalla.--Mia!... è partita!... + +Il riverbero del lumicino di Sant'Antonio accendeva un punto luminoso +nella pupilla attenta di Mia. + +--Mia!--continuò Drollino collo stesso accento--se lei fosse morta.... +io l'avrei ammazzato.... sai?... + +Uno dei cavalli vicini diè un forte strappo alla corda, e la palla +picchiò rumorosamente contro la barriera. + +--Ohe!--borbottò il mozzo, fra il sonno e la veglia. + +Una gran quiete regnò in scuderia. + + + + +VIII. + + +Maggio e i suoi fiori, maggio e il suo cielo sereno, le sue nuvole +passeggere e i suoi tepori precoci! Maggio che sorride alla villa +d'Astianello, e Milla che sorride alle rose di maggio e d'Astianello. + +In giardino ce n'è un'infinità, di tutte le qualità, di tutti i +colori; ce n'è persino una tutta verde, che non è punto bella, e il +cui arbusto costa un occhio del capo. + +È una rarità, s'intende. Quella onesta varietà della specie avrebbe il +buon senso di non voler nascere a casa nostra, ben sapendo quanto +sfiguri in mezzo alle sue splendide sorelline. Ma noi, anzichè saperle +grado del suo accorgimento estetico e della sua ritrosia, ne la +castighiamo sforzandola invece a crescere stentatamente e a fiorire +di mala voglia nei nostri giardini. + +Milla è stata china, a guardar la macchia, per un po' di tempo. +Finalmente si rizza, e, voltandosi, chiama: + +--Giuliano! + +Ogni traccia di malattia è scomparsa dal suo visino il quale è ormai +più tondeggiante e suffuso d'un lieve incarnato. La personcina è +sempre snella e minuta, ma le angolosità d'un tempo si vedono più. +Milla veste un'elegantissima _matinèe_ di mussola bianca ricamata, +adorna d'un profluvio di fiocchi azzurri e fiorellini rosa.... Sta +veramente benino quella gentile creatura; il vento fresco del mattino +le ha alquanto scomposta la capigliatura, ed i capelli biondi piovono +alla rinfusa sulla fronte, adombrando quei cari occhi castani, pieni +di luce, di gioia e d'amore. + +--Giuliano!--ripetè a voce più alta, voltandosi verso la finestra d'un +salottino a terreno. + +Giuliano, obbedendo a quel gaio appello, comparve finalmente nel vano +interno della finestra. Il suo busto emergeva nello sfondo bruno del +vuoto, e la sua faccia campeggiava bene, così bianca, e con tanto oro +di capelli e di barba. Guardandolo, però, pareva un poco invecchiato, +e, sotto ai suoi begli occhi azzurri, alcune rughette, appena +percettibili, s'eran dato convegno. Aveva anch'egli un'espressione +ilare e soddisfatta, ed il profumo del suo biondo sigaro d'Avana +giungeva sino alla macchia delle rose, mischiandosi in istrana guisa +coi loro forti e vari olezzi. + +Milla lasciò la macchia e s'accostò al davanzale. Colla destra teneva +sola la famosa rosa verde, colla sinistra serrava un mazzo di stupende +rose _Gloire de Dijon_. + +--Sai, Giuliano, non mi piace! + +--Cosa? + +--Questa rosa. + +--E perchè non ti piace? + +--Perchè non è una rosa schietta come le altre; ha voluto far +l'originale, e ciò non va bene. + +--No?... + +--No! bisogna aver buon senso, e fare ciò che fanno gli altri. E di +ciò son tanto persuasa, che non voglio predicar bene e razzolar male. +Non voglio essere come la rosa verde. Dunque, a giugno, andremo ai +bagni! + +--Ma, mia cara, che bisogno c'è di andare ai bagni, se non ne hai +voglia? Potremmo benissimo rimanere qui. + +--Sì, che ne ho voglia! E poi è giusto; so che, a lungo andare, la +campagna ti annoia. Andremo ai bagni.... dove vorrai tu, ben inteso, e +poi.... torneremo qui! Ah, qui si sta così bene, non è vero? + +--Certo!--disse allegramente Giuliano; ma un'ombra fuggitiva gli passò +sulla fronte. + +--Dunque--ricominciò Milla--dove andiamo? a San Moritz? + +--Eh! vada per San Moritz. + +--O a Recoaro, Lucca, Sorrento, Villa d'Este? Basta, decideremo poi. +Già, abbiamo tutto il mese per pensarvi. E quest'inverno, per un mese +o due, torneremo a Napoli? + +--Certo, dove vuoi! Ammenochè gli affari.... + +--Oh! gli affari!--disse Milla con un'adorabile smorfietta.--Sai che +sei insoffribile con questi affari! Dacchè ti sei messo in capo di +rivendicare quei possessi nel Genovesato, ti sei cacciato a capo +fitto, nei litigi, nei processi, nei consulti d'avvocati, tanto che mi +diventi tu pure un vero leguleio. + +Rideva, così dicendo, e cercava invano d'assumere un'aria +indispettita; ma in cuor suo era tutt'altro che avversa alle +occupazioni di Giuliano. Le avevan detto, e s'era persuasa, che una +occupazione indefessa, accaparrante poteva benissimo riescire una +salvaguardia. + +--Orsù--continuò con una soave ipocrisia di pazienza--speriamo che si +_possa_ andare a Napoli. Ti ricordi di Napoli? + +--Sì--diss'egli lietamente, rimovendo la cenere dall'estremità dello +sigaro. + +--Oppure, andremo a Nizza. E di Nizza ti rammenti? + +--Sì--disse ancora Giuliano, ma non lo disse lietamente. + +--Oh! io mi ricordo, sai! La passeggiata degli Inglesi, il Circolo +della _Méditerranée_, et la _place Massena_, e il _Restaurant +français_, dove abbiam fatta quella famosa colazione. E il _Vallon +obscur_? E Cannes? E Montecarlo? A proposito, bada che, se andiamo a +Nizza, stavolta voglio proprio venire anch'io a Montecarlo. + +Egli aggrottò le ciglia e parve scontento. + +--Oh, bella!--continuò Milla, sempre più infervorata nei suoi +progetti.--Ci vanno tutti, ci voglio andare anch'io. E voglio vedere a +giocare; chissà che non m'arrischi io pure; sapessi quanto mi +rincrebbe di non poter venir con te il giorno in cui ci andasti! Ti +ricordi di quel giorno? Non mi sentivo bene, e rimasi a casa. Non +volevo far parere, ma mi struggevo di venir anch'io a Monaco! + +Giuliano fece una strana smorfia, e balbettò fra i denti qualche +parola. + +--Ma stavolta--continuò Milla--questo capriccio me lo voglio levare. +Sissignore, giocherò anch'io, e vedremo se la perdita di qualche +migliaio di lire farà venire, a me pure, la faccia da scomunicato che +avevi tu, la sera, quando tornasti. + +Le venne voglia di ridere, e rise infatti, celando il visino nella +profumata bianchezza delle rose. + +Egli s'era voltato bruscamente; per buttar via lo sigaro. + +Una brezza freschina passava di lì, suscitando nell'erba un tremolìo +di amoerro, e facendo dimenar le cime alle rose, come se fossero tante +testine di piccole fate dubbiose. Milla alzò di nuovo il viso, +aspirando con gioia la frescura di quell'arietta. + +Girò attorno lo sguardo, vide quella bella villa signorile, così +idilica, colla sua verde cintura di arrampicanti. Vide il giardino +ridente e il piano maestoso e i colli vicini, e tutto ciò le parve +bellissimo. Allora pensò che Giuliano, il suo fedele Giuliano, era +pure molto bello. E la vita dunque non era forse bellissima +anch'essa?... Chiuse gli occhi, e, paga, col cuore riboccante di +gratitudine e di dolcezza gioconda, mormorò sommessamente: + +--Oh Giuliano! come sono felice! + +Rimase per un istante come raccolta nel pensiero della sua felicità, +mentre Giuliano, pallido, tormentava fra le dita paffute, i ciondoli +del suo orologio. + +Milla schiuse gli occhi e diede un sospiro. + +--Che peccato che tu debba sempre andar laggiù, a Genova a conferire +con quell'avvocato! Non potrebbe venir qui lui ogni tanto?... + +--Impossibile!--rispose recisamente Giuliano, mordendosi le +labbra.--Ma sarò assente per pochi giorni, te lo prometto. + +--E penserai a me?--chiese timidamente Milla, ridendo, e colla vaga +intuizione di dire una gran sciocchezza. + +--E tu, penserai a me?--rispose Giuliano, colla coscienza di dir +cinque parole orribilmente vane e stonate. + +--Uhm!--rispose Milla--secondo.... se avrò tempo. Perchè,--soggiunse +con un fare soavemente biricchino--se tu hai delle occupazioni.... può +darsi che ne abbia anch'io.... e che siano importanti come le tue. + +Egli la guardò, con un'espressione indefinibile. + +--Come?...--mormorò--che intendi dire?... + +--Sei curioso, eh? Ci ho gusto. Oh bella! perchè non avrei anch'io i +miei affari.... come li hai tu?... + +--Perchè....--ripetè Giuliano--perchè?... + +--Via, via, non far quegli occhiacci. Sai pure che di affari, +propriamente detti, non posso sentir a parlare per cinque minuti +consecutivi, senza addormentarmi. Ho piena coscienza che, se me ne +immischiassi, non sarei nulla più d'una guastamestieri; e poi non sei +forse tu che te ne occupi, che pensi e provvedi a tutto onde +risparmiarmi ogni briga? + +Un profondo ed amaro turbamento si dipinse per un secondo sul volto di +Giuliano. + +--Cara Milla!...--sussurrò quasi involontariamente, con voce +soffocata. + +--Zitto là, Giuliano, e torniamo a bomba. Dicevo dunque che le mie +occupazioni, le ho anch'io. Ammetto che non somiglino alle tue, ma ciò +non scema la loro importanza, e un giorno o l'altro.... forse.... ne +vedrai il risultato. + +--Oh! oh!--disse Giuliano, ch'era tornato a rasserenarsi,--e non si +può saper niente ora? + +--Niente affatto. È una sorpresa; resterai con tanto di naso. + +E rideva, allegra come una bambina, assaporando anticipatamente la +sorpresa e la soddisfazione di suo marito. + +Questi le afferrò una mano, abbandonata sul davanzale. + +--Milla!--chiese con accento rotto ed angoscioso--Milla! sei felice, +nevvero? + +Milla tralasciò di ridere. Sporgendosi colla persona oltre il +davanzale, chinò il capo sulla spalla di lui. Egli sentiva il battere +concitato di quel vero cuor di donna e il calore di quella fronte, ove +piovevano scomposti i ricciolini d'oro. + +Drelin, drelin, drelin.... la campanella della colazione! + +Si divisero ridendo, movendosi entrambi, l'una al di qua, l'altro al +di là della finestra, e riuscirono ad incontrarsi sotto il portico. + +--A proposito,--disse Milla a suo marito,--ricordati stavolta, di +portarmi il _pan douce_ e i canditi. E quando avrai finiti i tuoi +affari, andremo ai bagni.--Non voglio essere la rosa verde,--soggiunse +ridendo e appuntandosi sul petto una delle rose bianche. + + * * * * * + +Giuliano partì il giorno susseguente. Milla tenne dietro, sino oltre +il cancello del viale all'elegante _phaèton_ che, guidato dal Duca +stesso, s'avviava verso la stazione. Poi tornò indietro, asciugandosi +gli occhi un po' rossi. Si fermò a terreno e mandò a chiamar Drollino. + +--Senti, Drollino,--gli disse appena se lo vide davanti, serio e muto +come al solito,--di devi fare un piacere. Sceglimi in scuderia una +bestia buona, sicura, proprio quieta. + +--Ci sarebbe Calif,--rispose Drollino, dopo aver pensato alquanto. + +Calif, ai suoi giorni, era stato un fiero corridore, ma ora era +vecchietto assai e aveva smesso ogni baldanza. + +--Bravo! Calif; per l'appunto. Sai cosa voglio fare?... Voglio montare +a cavallo. + +--Lei!--disse Drollino attonito. + +Era noto a tutti, nella tenuta, che quell'angiolo della Duchessa aveva +sempre avuto una paura terribile dei cavalli. + +--Sicuro....--continuò Milla.--Il Duca avrebbe tanto caro che +imparassi. E ora, capisci, approfittando delle sue assenze, voglio +fargli questa sorpresa. + +Drollino represse una specie d'amaro sorriso, e stette immobile, +ascoltando. + +--A Nizza avevamo provato, in maneggio; ma sai, non vi riuscivo bene. +Ho paura di non esser molto coraggiosa.... Oppure non sapevano +insegnarmi. Ma ora, m'insegnerai tu, nevvero? + +--Io?--disse impetuosamente, quasi spaventato, Drollino. + +--Tu, sì....--rispose Milla ridendo--cominciando da oggi. Ho la sella +e tutto l'occorrente. Va a far sellare Calif, e aspettami in maneggio. +Io mi vestirò frattanto, e fra mezz'ora scenderò. + +E così accadde che Drollino divenne _ipso facto_ maestro di +equitazione della Duchessa. + +Sulle prime, la cosa durò fatica ad avviarsi. Milla era terribilmente +impacciata nella sua lunghissima gonnella di amazzone, e non sapeva +raccapezzarsi in nulla. Era molto bellina però, e nell'ampiezza del +maneggio la sua figurina delicata, acquistava una nuova leggiadria. +Il collo pareva veramente finissimo, quasi esile, così stretto nel +collettino ritto, fortemente insaldato, o compito alla chiusura da un +nodo di cravatta color verde cupo. Il visino tanto giovane e fresco, +coi capelli, strettamente raccolti sulla nuca, e adombrato dalla breve +falda d'un _pioppino_ inglese, pareva quello d'un giovanotto di primo +pelo. Drollino durava fatica talvolta a non distrarsi, guardandola in +quell'aspetto nuovo, che tanto armonizzava colle aspirazioni della sua +irresistibile vocazione. E per due ore al giorno, sinchè fu assento il +Duca, egli si trovò colla Duchessa, così vestita e affidata +completamente a lui. Toccò a lui a metterla in sella, a insegnarle il +maneggio delle redini, le chiamate, le attitudini. Milla trovava la +cosa ancor più seria di quanto s'era immaginata; non andava avanti che +a furia di buona volontà, facendo sforzi eroici per vincere la paura. +Ma questa ogni tanto ritornava, invincibile, e Milla, nei suoi +sgomenti irragionevoli, temendo sempre di cadere, smarrita, +soffocando la voglia di gridare, afferrava con mano convulsa il +braccio di Drollino. Questi sentiva alla sua volta uno strano +rimescolìo, un intimo turbamento lo sconvolgeva tutto. Ma senza +fermarsi a chiedere cosa fosse, lo dominava, e, calmo egli stesso, +rassicurava la Duchessa, ripetendole, col suo accento vibrato, di non +temere, di fidarsi di lui. Le faceva animo; con un sorriso che aveva +qualcosa d'imperioso e di supplichevole ad un tempo, con qualche +raro:--Brava!--Milla si fidava, e ciò le giovava immensamente. +Persisteva nella sua impresa, sostenuta dal pensiero che tutte queste +difficoltà le incontrava per Giuliano, per procurargli il piacere di +una sorpresa. E nei momenti critici, quando le pareva proprio di non +poter più reggersi in sella, guardava intensamente Drollino, +attingendo il sangue freddo nella calma scintillante di quello +sguardo, certa che, in ogni caso, la mano di lui l'avrebbe sorretta. +Ah, sì, Drollino era proprio un buon maestro! + +Siccome il tempo era limitato, le lezioni si ripetevano ogni giorno, +benchè, a dir vero, quell'esercizio violento, al quale non era +abituata, stancasse non poco la Duchessa. Quando scendeva di sella, a +mala pena si reggeva in piedi, e bene spesso, per uscir dal maneggio, +doveva appoggiarsi al braccio di Drollino. Oh, com'era stanca.... +tanto, che s'abbandonava quasi, così spossata com'era, sul saldo +braccio del giovane maestro. + +Il ritorno del Duca pose fine al primo periodo delle lezioni. + +Egli era pallido, sbattuto; ma ne accagionò presso Milla la stanchezza +della nottata, trascorsa in ferrovia. Era un po' nervoso, un po' +inquieto; gli affari si complicavano, ma egli voleva spuntarla ad ogni +costo, e però gli toccherebbe d'assentarsi ancora, forse, più volte. +Portò, oltre ai _pandouce_ ed ai canditi, una splendida collana di +corallo e una ventina di gingilli in filagrana. Milla ne fu così lieta +che si mise a piangere di contentezza, e non rifiniva di ringraziare +suo marito. Ma Giuliano non pareva gustare moltissimo quella sfuriata +di ringraziamenti, e forse per interromperli chiese d'un tratto: + +--E la sorpresa? + +--Non ancora--rispose Milla ridendo--sarà per quest'altra volta. + +Ma non fu nemmeno per «quest'altra volta,» benchè, appena ripartito +Giuliano, la Duchessa ricominciasse di gran lena le lezioni con +Drollino. Quando il Duca tornò, non s'era per anco usciti dal +maneggio. Stavolta le portò in regalo un anello in brillanti, ma non +chiese della sorpresa. E, in capo a quindici giorni, ricevette delle +lettere d'affari che l'obbligarono a ripartire. + +Milla, che sulle prime, e per la ragione che sappiamo, aveva fatto +buon viso alle nuove occupazioni di Giuliano, cominciava a trovarle +ora un tantino indiscrete. Ora per l'appunto, quando egli era +diventato così dolce, così compiacente, così premuroso per lei, glielo +portavano sempre via.... sempre.... quei benedetti affari! + +Milla era veramente felice, dimenticava il passato come si dimentica +un brutto sogno. Giuliano s'era completamente ravveduto da quella +sciagurata sorpresa dello scorso autunno. In fin dei conti, un po' di +colpa ce l'aveva avuta anche lei, colla sua imprudenza. No, ora capiva +bene com'è l'esistenza. Bisogna esser prudente, fuggire le occasioni, +non mettere la paglia accanto al fuoco! Ora non c'era più pericolo di +sorta, ed ella ormai era sicura di nuovo, meglio anzi di prima, del +cuore di Giuliano! + +Il giorno dopo la terza partenza di suo marito, Milla, nello scendere +in maneggio, ebbe una sorpresa. Invece di Calif, trovò ad aspettarla +Mia, già insellata e tenuta a mano da Drollino. + +Esitò un momento, guardando il giovane. + +Egli arrossì, ma disse dolcemente: + +--Salga, signora Duchessa. + +E quando l'ebbe bene adagiata sulla sella, soggiunse a bassa voce: + +--Ho pensato che adesso, coi progressi che abbiamo fatto, sarebbe +bene di provare un cavallo nuovo. + +--Ma non ti rincresce?--chiese Milla ridendo. + +--No--rispose Drollino--e lei ci avrà più piacere a cavalcare Mia. + +Infatti, era tutt'altra cosa! Mia aveva il boccato straordinariamente +fino, le mosse pronte e leggere. Milla a poco a poco smetteva la +paura, e prendeva a gustare l'indicibile soddisfazione del cavalcare. +Cominciava a tenersi bene in sella, ad acquistare destrezza e +disinvoltura; e Drollino provava un grande orgoglio quando vedeva la +leggiadra amazzone, franca ormai e sicura, sul dorso di Mia. Gli +parevano tutt'e due, nella bellezza aristocratica delle rispettive +loro razze, creature privilegiate, incomparabilmente pregevoli. +Entrambe in quel momento gli erano soggette, entrambe egli guidava +colla voce, col gesto, collo sguardo; sentiva per entrambe come una +bizzarra analogia di ammirazione appassionata; per Milla come per +Mia, sarebbe stato capace di tutti i sacrifizi. L'ora della lezione +era diventata per lui la più bella ora del giorno; l'aspettava +ansiosamente, ma pure non senza un certo vago, nuovo timore, che a +lui, così impavido, riesciva inesplicabile. Se a Milla, per esempio, +succedesse qualcosa?... se cadesse?... se si facesse male?... + +Gli accadeva, certe volte, di dover frenare un tremito quasi doloroso, +quando serrava sullo stivaletto inglese della Duchessa la fibbia della +staffa, o quando, dandole la briglia, le sua dita s'impigliavano fra +quelle della signora. Certe volte, gli venivano delle strane idee; +nella sua mente si combinavano certe insensate ipotesi. Se, per +esempio, i loro cavalli, prendendo subitamente il morso fra i denti, +fuggissero di conserva, e così a rompicollo li portassero lontano +lontano.... in un sito d'onde non si potesse far ritorno...; se Mia +s'impennasse, ed egli potesse salvare la Duchessa.... magari anche, +morendo per lei!... Ma tutta queste vacue immaginazioni frullavano +solo per un momento, e di rado, in quella testa di 22 anni, o meglio +la sfioravano appena, e subito svanivano, di fronte alla logica +semplicissima della realtà. + +Il bello fu quando si cominciò ad uscire dal maneggio! + +La lezione allora aveva luogo per lo spazio infinito dei pascoli. +Drollino, nella sua qualità di maestro, cavalcava a pari della +Duchessa; e questa, che non era mai stata altiera co' suoi dipendenti, +non sdegnava di rivolgergli la parola, parlandogli alla buona, e +facendolo parlare, come quando erano bambini. Drollino era fiero di +poter condurre la signora per l'ampio verde dei pascoli che le +appartenevano; faceva sfilare le mandre davanti a lei, le spiegava le +consuetudini dell'allevamento, le insegnava a discernere le qualità +che costituivano il pregio dei prodotti. Le impartiva alcune fra le +immense cognizioni ch'egli possedeva sull'allevamento, e sapeva +porgerle in un modo che non era nè pedante, nè grossolano. Si +infervorava, parlandole di quelle cose che per lui erano intimamente +collegate alla forza, all'ardore della sua vocazione; i suoi accenti +assumevano una specie di schietta e virile energia, in cui vibrava +come un'eco lontana di passione invincibile.... La scena era bella, +infinita, davanti a loro. Milla respirava a pieni polmoni l'aria calma +e libera della pianura, e si compiaceva d'interrogare Drollino su +quanto le cadeva sott'occhio.... Altre volte invece la Duchessa non si +sentiva disposta a parlare, ed essi percorrevano in silenzio lunghi +tratti di via, al galoppo, mentre lo scalpitìo dei loro cavalli +risuonava così unito, così uguale sul terreno da parere il ritmo +affrettato d'un ritornello senza fine. + +Milla aveva preso a voler bene a Mia; le portava dello zuccaro e +l'accarezzava di frequente. E a Drollino succedeva qualche volta, dopo +aver ricondotta la cavalla in scuderia, di rimanere per lungo tempo +immobile, collo sguardo fisso, colla mano posata sulla lucente +criniera di Mia, precisamente al posto dov'era scesa per un istante la +carezza lieve della Duchessa. + + * * * * * + +Quando il Duca era in villa, le cose mutavano affatto, e Drollino +evitava con ogni sua possa di trovarsi coi padroni. Stava molto in +scuderia, e lo si trovava ordinariamente vicino al _box_ di Mia. + +In casa era tornato il tempo lieto. Quello delle scene era passato: il +padrone s'era radicalmente corretto..., la malattia della Duchessa +aveva fatto miracoli. Egli non pensava neppur per idea a lagnarsi +della solitudine, non pareva sentir bisogno alcuno di svago, era +affettuosissimo per Milla, e le portava ogni volta bellissimi regali. +Tutti dicevano ch'era una vera consolazione, e che ormai la signora +Duchessa era proprio felice. E per persuadersene non bastava forse +vedere il Viso illuminato, raggiante di Milla? Essa metteva in opera +certe raffinatezze, certe civetterie a cui per l'addietro non avrebbe +certo pensato. Ogni tanto giungevano da Parigi delle _toilettes_ +elegantissime, che la giovane signora sfoggiava ad ogni ritorno di +Giuliano. Era sempre in moto per casa, nel giardino s'udiva di +frequente la sua esile, ma graziosa vocetta tentare qualche strofa di +gentili romanze. + +Era più che mai soave ed affabile, profondeva ai poveri vistose +elemosine, avrebbe voluto poter sollevare tutte le miserie che la +cadevano sott'occhio. Colmava costantemente di fiori gl'innumeri +vasetti del suo salotto, e si cullava per ore ed ore nell'_hamac_, +sognando, mezza desta, colle labbra semiaperte, in una dolcezza quasi +estatica di sorriso. + +Ma un giorno chiese impazientemente a Drollino: + +--Ora posso andare sola col Duca? + +Drollino rimase un momento in silenzio, come se non avesse afferrato +bene il senso di quella domanda, ch'era pur tanto semplice: + +--Dico--insistè la Duchessa--se posso andare per conto mio.... senza +maestro, insomma? + +Egli esitò un poco poi, con voce fioca, disse: + +--Non ancora. + +Milla, scontenta, tormentava la punta del suo frustino. + +--Ha ancora bisogno d'impratichirsi un poco....--soggiunse Drollino +dolcemente.--Ma presto potrà andar sola.... + +Essa fece un gesto annoiato.--Sola! non ho nessuna idea di andar +sola.... Va pure--disse poi distrattamente a Drollino. + +Drollino s'inchinò e tornò in scuderia. Camminava a passo lento, a +capo chino.... come un uomo che ha ricevuto sul collo un colpo di +bastone. + +Certo.... la cosa era semplicissima; tanto semplice ch'egli chiedeva a +sè stesso come mai non l'avesse avuta sempre davanti agli occhi. +Sicuro! quella era la conseguenza immediata del suo zelo nell'insegnar +l'equitazione alla Duchessa.... metterla in grado d'accompagnare.... +anche a cavallo, suo marito. + +Ancora qualche giorno, e le lezioni sarebbero finite.... ed egli +diventava inutile a Milla. + +Ebbene.... tanto meglio!... Egli era stanco di quella vita, ne sentiva +talvolta come una specie d'uggia dolorosa, provava da qualche tempo in +qua un'irritazione latente, ma incessante. Sentiva, così ad +intervalli, un desiderio febbrile d'allontanarsi di lì, di mutar +vita.... d'imbattersi in qualche distrazione nuova, potente, che lo +togliesse alla vita stupida, inerte che avrebbe condotto ad Astianello +quando fossero finite le lezioni dell'arte ch'egli idolatrava!... + +L'antica tentazione riprese il suo impero sul cuore di quel giovane +impetuoso. Egli si sentiva spostato ad Astianello, sapeva che i suoi +compagni non l'avevano caro. In quanto ai padroni.... Del Duca, in +fondo, non si poteva lagnare. Perchè, dunque, continuava ad +odiarlo?... perchè, quando lo vedeva giungere bello, placido, colla +barba d'oro così ben pettinata, si sentiva fremere e ribollire il +sangue? Oh, no! non s'era mai potuto avvezzare a vederlo, a saperlo +padrone, quell'intruso, quel gaudente, che tutto doveva all'amore +d'una donna, e che, per rimeritarla, l'aveva un tempo resa infelice, +l'aveva quasi condotta sull'orlo della tomba!... Drollino taceva, +mordendosi le labbra, quando sentiva dai suoi compagni, o dai +contadini, vantare l'attuale condotta di Giuliano; e quando lo vedeva +accanto alla Duchessa, gli venivano degl'impeti violentissimi +d'avversione. La diffidenza continuava, acre, spietata, nutrendosi del +proprio elemento. Ora che non aveva più una ragione positiva di odiare +quell'uomo, Drollino capiva d'odiarlo maggiormente. C'era dei momenti +in cui gli veniva come un insano rammarico che Giuliano avesse +lasciata la Russa. Pure egli avrebbe data la vita perchè Milla fosse +felice.... Cos'era dunque questa contraddizione strana.... questa +sensazione? Rimaneva come sbigottito da questa lotta interna, ch'egli +non sapeva spiegare a sè stesso, e che lo tormentava. E un bel +giorno, così all'improvviso, Drollino prese una decisione. + + * * * * * + +--Impossibile!--sclamò la Duchessa, quando l'agente venne ad +informarla che il capo di scuderia s'era congedato per la fine del +mese. + +--Impossibile!--ripetè, con vero dispiacere,--Ma perchè vuol andar via +Drollino? cos'è accaduto?... che ragioni dà? + +--Ragioni, a dir vero, non ne dà nessune, signora Duchessa. È venuto +nello studio stamane e ha detto che se n'andava, ecco tutto! + +Milla non poteva capacitarsi. + +--Provi a mandarlo da me, chissà che io non venga a capo di scoprir +qualcosa. Dev'essere un malinteso. E lei, signor Damelli, non ha +proprio nessun sentore dei motivi, delle intenzioni di quel giovane? + +--Nessuno, signora Duchessa.--A meno che... non so.... m'hanno detto +ch'egli avrebbe l'idea di farsi soldato. + +--Soldato?... ripetè Milla. Soldato? + +Il signor Damelli si congedò e di lì a cinque minuti capitò Drollino. + +La Duchessa si trovava in quel tal salotto chinese dove tanti anni +addietro, aveva saputo ottenere per Drollino, il dono di Mia e dove +aveva dato a questo, per forza, quel memorabile bacio. + +Milla avrebbe voluto ora far della diplomazia con Drollino. Ma la +diplomazia non era mai stato il forte di quella cara donnina. Si +limitò dunque a chiedere impetuosamente al giovane, il quale stava +muto, grave dinanzi a lei: + +--Oh Drollino! è vero che vuoi andar via? + +--È vero, signora Duchessa. + +--Ma perchè.... che idea!... ma ti pare?... Ti hanno fatto qualche +torto, qualche soverchieria? + +--No.... signora Duchessa. + +--Di' la verità.... Hai qualche motivo? + +--Nessun motivo, signora Duchessa. È così.... una mia idea. + +--Vuoi che ti faccia aumentare il salario? vuoi tornare alla tenuta? +Se desideri qualcosa, dillo francamente. Lo sai che sono sempre +contenta di te e che t'ho sempre voluto bene. + +--Lo so, rispose Drollino con voce tremante. E una specie di sorriso, +stranamente triste passò sul volto dei giovane. + +--E anche mio marito,--proseguì Milla, anche lui, adesso, ti vuol +bene. + +Il sorriso scomparve in un baleno dal volto di Drollino e gli +succedette una lieve contrazione nervosa. + +--Sicuro,--continuò Milla, con soave insistenza, avevamo anche fissato +di mandarti a Londra, perchè accompagnassi qui i cavalli nuovi, pel +tiro a quattro. + +Ma la Duchessa dovette accorgersi, studiando la fisonomia inflessibile +di Drollino, che neppure quella splendida suggestione, valeva a farlo +recedere dal suo proposito. + +Non insistette. Quell'ostinazione invincibile la offendeva. + +--Allora,--disse con subita alterigia, quand'è così, va pure. + +Ma un momento dopo, sentì una lagrima spuntarle sul ciglio. Ella +voleva bene ai suoi; a quelli di casa sua. E ne rimanevano pochi ormai +ad Astianello. I nuovi servitori, scelti dal Duca, avevano a poco a +poco, accaparrati i posti migliori. + +E ora.... anche Drollino. Era un altro lembo del passato che +scompariva. + +Egli vide quella lagrima e rimase inchiodato al suo posto pallido, +atterrito. + +--Signora Duchessa,--disse con voce tremante; creda.... anch'io.... mi +perdoni.... + +--Oh Drollino! sclamò Milla, smettendo subito il fare risentito, +perchè mi dai questo dispiacere? + +Egli fece un passo avanti. + +--Oh no.... non dica così.... signora Duchessa.... creda.... anzi.... +che io.... + +--Ti assicuro--proseguì Milla, che faresti tanto dispiacere anche al +Duca. + +Drollino diè un passo indietro, volle parlare, ma non gli venne +fatto.... + +--È impossibile! disse finalmente--_bisogna_ che vada. + +Ma il suo viso aveva un'espressione così turbata, che Milla non seppe +più adirarsi. + +--Dimmi almeno il perchè?--chiese mestamente. + +Il giovane scosse il capo. + +--Che vuole--signora Duchessa, m'è venuto un desiderio, che so io, una +smania di girare il mondo, di veder degli altri siti, delle altre +tenute. Ma mi ricorderò sempre sa, di lei.... della sua bontà per me. +E forse, di qui a un po' di anni.... chissà che non torni.... già.... +a cercare ancora.... i miei cavalli.... qui a Astianello. + +Drollino non sapeva più quel che dicesse. Milla, invece, cominciava a +persuadersi. + +--Ah! Drollino!... mi rincresce tanto. Avevo certe idee.... certi +progetti.... Pensa.... andar via ora, dopo che m'avevi insegnato a +montar a cavallo. + +Il giovane si morse le labbra. + +--Sicuro....--rispose--così adesso si divertirà.... Adesso che può +andar sola.... + +Un momento di silenzio regnò nella sala. Poi Drollino disse +timidamente, con uno sforzo terribile: + +--Signora Duchessa, vuol tenere Mia? + +--Mia!...--esclamò la Duchessa, maravigliata e commossa. + +--Sì, signora...; scuserà se mi prendo questa libertà, ma ho visto che +vanno così bene loro due.... e son persuaso che la tratterà sempre +bene, nevvero?... e così forse.... si ricorderanno qualche volta di +me.... + +--Oh! Drollino--disse intenerita la Duchessa--vuoi proprio lasciarmi +Mia?... Ma non ti rincresce.... davvero? + +--No, no.... non mi rincresce.... Tanto, non saprei come fare a +condurla ora.... e poi è giusto.... perchè, si ricorda?... è stata lei +che me l'ha fatta avere.... + +Gli pareva di compiere un doloroso atto di giustizia. Aveva la mente e +gli occhi pieni del ricordo della scena accaduta lì.... in quella +stessa sala, tanti anni prima. Si vedeva, bambino, debole, agitato, +sentiva ancora sulle labbra un'impressione che gli pareva quella d'un +ferro rovente, l'impressione d'un bacio di bambina. + +Milla, con un atto inconsulto, gli stese la mano.... Ma subito, memore +che non andava fatto, la ritrasse. Ma era indicibilmente commossa, +mormorò: + +--Oh Drollino, oh Drollino!...--con un accento di gratitudine che +valutava e compensava tutto il sacrificio di quel povero ragazzo. + +Egli tremava lievemente, e teneva il capo chino come un colpevole. + +In quel bizzarro colloquio successe una pausa bizzarra anch'essa.... +piena per entrambi d'indefinibili incertezze. + +--Senti, Drollino--disse finalmente la padrona--vedo che tu.... hai +proprio fissato di andar via.... Ma non farmi il dispiacere di farlo +ora, mentre siamo qui. Tanto, fra poco, andiamo ai bagni.--Sperava che +in quel tempo si ravvedesse, chi lo sa, che rinunziasse a quel suo +assurdo progetto. + +Egli rimase scontento, combattuto. Avrebbe preferito andarsene subito. +Un segreto istinto gli suggeriva di rifiutare, di lasciare Astianello +al più presto. Ma gli occhi castani di Milla, ancora umidi di _quella_ +lagrima, erano alzati a guardarlo, senza alterigia di sorta, pieni di +benevolenza e di dolcezza. Egli non seppe dir di no.... Fece un cenno +d'adesione, e chinò ancora il capo. + +--In quanto a Mia--disse Milla affettuosamente--ti ringrazio.... la +terrò sempre cara, e non ti dimenticherò mai. + +Egli se ne andò colle labbra strette strette, cogli occhi semi-chiusi. + +Il Duca, quando riseppe la cosa, non mostrò, a dir vero, tutto il +rincrescimento che Milla gli aveva generosamente attribuito. Non gli +faceva nè caldo, nè freddo, ora che non c'erano ospiti in villa. Non +perdette però quell'occasione di canzonare Milla, pei gusti vagabondi +dei suoi protetti. Non si commosse nemmeno pel dono di Mia. Chiese +solo a sua moglie quanto aveva avuta la dabbenaggine di pagargliela a +colui. + +--Pagarla.... sclamò Milla--che cascava dalle nuvole.... pagarla?... +Ma t'accerto che non è stato nulla di simile.... Non abbiamo scambiata +una parola, su questo proposito. + +--Eh! lo so anch'io che con te, non avrà parlato di prezzo. Ma te ne +avvedrai quando farai i conti col signor Damelli. + +--Credi.... proprio?... E io che m'ero commossa!... Ma pure.... + +--Per bacco, mia cara, è chiara come il giorno. Voleva liberarsene; +non sapeva come, e te l'ha affibbiata; ecco tutto! Ora poi sarei +curioso di sapere ciò che pretendi fare di quella bestia, tu che non +hai mai voluto saperne di cavalcare. + +--Ah!--rispose Milla, lieta del suo mistero.--Non importa, lascia fare +a me!... L'attaccherò alla _giardiniera_, e imparerò a guidare. + +--Uhm!--disse il Duca--è troppo forte per la _giardiniera_, andrebbe +meglio col _phaèton_. È ancora una buona cavalla. Quasi quasi, ora che +non è più di quel biricchino, avrei una mezza idea di provarla io +stesso. Domani forse.... + + * * * * * + +Drollino era fermo sulla soglia del cancello di fronte al viale. E +quivi per l'appunto vide Mia, la sua Mia, attaccata al _phaèton_ e +guidata dal Duca. + +Non molto ben guidata, a dir vero; Giuliano la conduceva come un +dilettante conduce, per lo più, un cavallo che sta provando. Alquanto +a casaccio, cioè, tirando indiscretamente i filetti ora a destra, ora +a sinistra, tormentandole il morso in bocca, spingendola, con certe +mosse intempestive delle redini che dovevano torturare la povera +bestia, abituata alla mano salda, mirabilmente esperta, di Drollino. + +Questi divenne livido, sentì nell'interno dell'animo come uno +schianto. Cogli occhi spalancati, immoto, come impietrito, guardò +quello spettacolo, che lo straziava. + +Il Duca non s'avvide di lui. S'indispettiva contro Mia che non voleva +ubbidirlo, e, in difetto di più persuasivi argomenti, le rovesciò +addosso una furia di scudisciate. + +Drollino trattenne un grido. Ah! quelle scudisciate! gli parve +d'averle ricevute lui, attraverso alla vita! Ebbe un impulso violento +e prepotente di spiccare un salto, di precipitarsi verso il _phaèton_, +d'afferrare lui lo scudiscio e di.... + +Ma si contenne. Si morse a sangue le labbra, e torse lo sguardo. Mia +si avviava con un trotto incerto, rotto, pesante, mentre il Duca, con +una aria avvezza, dimenava trionfalmente la frusta. + +Drollino s'accorse d'esser tutto sudato. Un pensiero crudele gli passò +pel capo:--Oh! se Mia potesse impennarsi in quel momento, far cadere +colui.... fargli rompere il collo.... + +Oh, se avesse saputo.... se avesse potuto prevedere.... Egli, che +aveva fatto quel supremo sacrifizio per lei.... per la Duchessa.... +perchè avesse una buona cavalla e un motivo di ricordarsi.... del +passato. Oh! se avesse saputo.... Mia.... la sua Mia! + +Un'onda di torbide fantasie gli sconvolse per un momento il cervello; +gli parve di smarrire ogni idea che non fosse dolore, ira, rabbia +impotente. + +No, non poteva far nulla.... ormai.... Certo.... egli era stato un +grande imbecille; la colpa era sua. Doveva pur saperlo ciò che il Duca +era per Milla. Un idolo a cui tutto era dovuto, persino l'omaggio +ultimo.... il dono lasciato a lei, per lei da un povero cavallaro che +se ne andava. Non ebbe un pensiero di rimprovero per Milla. Ma la sua +avversione per Giuliano prese da quel punto le proporzioni d'una +passione tormentosa. + +Se ne andò verso il pascolo, e non tornò alla villa se non tre giorni +dopo, quando seppe che Giuliano era andato di nuovo per la quarta +volta a Genova, onde conferire con quella celebrità d'avvocato che +trattava i suoi affari. + + * * * * * + +Non si doveva risapere, eppure si riseppe. Fu per tutti una gran +maraviglia, e se ne parlò molto, sottovoce, con una vera grandine di +commenti. Va via per questo, per quest'altro. Non si poteva adottare +la versione nuda e semplice dell'affare: un capriccio di Drollino. Ci +doveva esser qualche motivo segreto, qualche grossa magagna scoperta +di recente. + +--Eh!--osservò sghignazzando Battista in un conciliabolo tenuto allo +scopo di discutere la questione--avranno scoperto qualche cosa di +questo genere.--E fece colle dite aperto il gesto come di chi pizzica +le corde dell'arpa.--E siccome è uno della casa, e lo proteggono a +spada tratta, avranno accomodato le cose alla chetichella.... e fanno +figurare che.... + +--Non è vero, non è vero niente--urlò inviperita la Carolina, +prendendo le difese di Drollino con un calore, con una energia che le +valsero addirittura un subisso di allusioni più o meno riguardose; ma +tutte dirette a constatare lo stato veramente anormale del suo cuore. +Tanto che, sentendosi così accanitamente attaccata, la giovane battè +una pronta ritirata, e si rifugiò nei solinghi recessi della +guardaroba a piangere le sue speranze perdute, e a disperarsi della +partenza di Drollino e dell'insolenza di Battista. + +Anche il conciliabolo ebbe un'eco, mentre sarebbe stato assai più +desiderabile che non l'avesse avuto. E fu la Carolina stessa che, +vantandosi apertamente della sua difesa, disse a Drollino cos'aveva +detto di lui quel birbante di Battista. Drollino l'ascoltò in pace, +non le fece nè ringraziamenti, nè scuse. Non si indignò delle accuse +del cameriere; ebbe un'ombra strana, pallida di sorriso. Forse non si +maravigliò; certo è che non accennò d'esser maravigliato. La Carolina +rimase scontenta e perplessa. Aveva sperato, senza confessarlo a sè +stessa, che Drollino sarebbe rimasto più colpito dal suo generoso +intervento e avrebbe data maggior importanza alla sua rivelazione. Ma +invece se ne andrebbe quietamente, senza rompere il muso a quella +canaglia di Battista. + +Poichè, è d'uopo confessarlo, il cameriere del signor Duca non godeva +affatto le simpatie dei suoi colleghi. Non si poteva negare la sua +valentìa, egli possedeva in tutto e per tutto l'arte del suo mestiere. + +Ma la sua onestà non era neppur più problematica ed egli, da qualche +tempo in qua, si trascurava non poco. Battista era bene spesso +ubbriaco, e s'andava ingolfando in certe avventure rustiche, +tutt'altro che perdonabili e pur sempre, se non perdonate, ignorate +dall'inesauribile indulgenza del Duca. Ora poi, in assenza del +padrone, Battista abusava assolutamente della sua libertà.... al punto +di passare quasi tutta la giornata, nonchè parecchie ore della sera, +in una botteguccia con spaccio di liquori, situata alla estremità del +paese e dove trovava del rhum più forte di quello della dispensa, +un'ostessa tarchiata e tre o quattro buoni compagni, ai quali egli +insegnava dei bellissimi giuochi di carte di una facilità +maravigliosa, e che ogni persona che si rispetta deve aver famigliari. +I buoni compagni avevano un'ammirazione illimitata per quel +personaggio così ben vestito e colle tasche così ben guarnite. + +Drollino non aveva certamente fatto gran caso del riferto della +Carolina. Ma nella sua mente, così logica e risoluta, invece della +gratitudine, si levava per l'appunto una specie di rammarico e l'idea +che la cameriera avesse fatto male a dirgli come fosse andata la cosa. +Ora, tornava proprio indispensabile, prima ch'egli lasciasse +Astianello, ch'egli si prendesse la briga di cacciar quattro denti in +gola, a quella canaglia. + +Lasciò passar qualche giorno; poi si decise. Già.... non lo aveva mai +potuto soffrire colui; quel protetto del signor Duca! + +Andò a cercarlo la sera stessa, nel noto botteghino. Laggiù si giocava +molto e sicuri, dietro la complice ombra d'una cortina di cotone verde +che separava dalla bottega propriamente un bugigattolo scuro, stretto, +sucidissimo. La rustica sirena era andata ad una sagra vicina e in +vece sua stava al banco un ragazzotto mezzo addormentato. + +Drollino non penetrò nell'antro dove si giocava, stette in bottega +aspettando, paziente ed immobile, davanti ad un bicchierino +d'anisette. + +Dietro la cortina verde, si sentiva un vocìo assordante ed un continuo +moto di bicchieri, e ogni tanto lo squillo d'una moneta che risonava +sul tavolo. Allora soltanto il ragazzo si riscoteva, destandosi come +al suono d'una musica gradita e collo sguardo stupido, ma già vizioso, +ammiccava confidenzialmente Drollino. + +--È il signor Battista! disse alfine e con voce misteriosa. È proprio +lui.... se sapesse.... quanti!... + +--Quanti?... Che?... rispose Drollino distrattamente. + +--Oh bella? denari. Non sa che _lui_ perde sempre; e sempre paga. + +Il bello della cosa, pel ragazzo, era per l'appunto che il perdente +pagasse. Drollino invece non esternò nessuna meraviglia. Ma con un +susseguirsi, macchinalmente ragionato, di pensieri, egli finiva col +chiedere a sè stesso: Come fa?... + +Battista aveva un forte salario; questo si sapeva. Ma si sapeva pure +che aveva dei vizi, anzi molti vizi, e che a mantenerli tutti, non +sarebbero bastate tre di quelle splendide paghe. E ora giocava così +rovinosamente e pagava.... pagava.... + +Di là, si sentivano correre le monete sul tavolo ma eran gli avversari +che vincevano. Era facile, ascoltando, tener dietro alle varie fasi +del giuoco. + +--Come mai? chiedeva ostinatamente Drollino a sè stesso. + +Finalmente ebbe termine la partita, ed i giocatori entrarono tutti nel +botteghino, che si riempì subito d'un denso fumo di pipe, e dell'eco +di grossolane esclamazioni, di parolaccie, di sguaiati scoppi di +risa. I vincitori facevano gazzarra, ma il vinto era anch'esso di +buonissimo umore e rideva, più rumorosamente degli altri. Anzi volle +pagare ancora un bicchiere di vino bianco alla compagnia. + +--Diavolo!--urlò al ragazzotto che vedendoli già alticci, esitava a +servirli, hai capito di stappare? Hai paura, forse, che non ti si +paghi? Sappi, brutta faccia di pagnotta, che dove c'è Battista, la +miseria non ci può stare e che a casa mia quando non ce n'è più, ce +n'è ancora. + +Scoccava già la mezzanotte, quando la comitiva si sciolse. + +Battista uscì ultimo, e Drollino, il quale lo aveva sempre aspettato +in silenzio e senza unirsi ai buoni compagni, gli tenne dietro. Lo +lasciò andare avanti finchè non ebbe oltrepassato il villaggio. Non +voleva provocar chiassi e baruffe in vicinanza dell'abitato. Le +ragioni che aveva da dirgli gliele direbbe all'aperto, sulla strada +maestra. + +Senonchè, quando furono usciti dall'ombra delle case, egli s'accorse +che colui aveva un modo bizzarro di camminare, tutto a sbalzi e a +zig-zag. + +--Ho capito, pensò Drollino; è ubbriaco. + +Non volle profittare di quella circostanza, cimentandosi con un uomo +che non avrebbe potuto tenergli testa. + +--Sarà per un'altra volta! mormorò fra sè e sè. + +E si pose a camminare frettolosamente, senza altro intendimento che di +far pronto ritorno alla villa. + +Ma, oltrepassando il cameriere, s'avvide che questi era affatto +incapace di raccapezzare dove metteva i piedi. Era uno sconcio +spettacolo quell'uomo che camminava barcollando sulla strada, battuta +dal lume di luna, in vicinanza della villa... Bell'onore per la +casa.... se qualcuno lo vedeva. + +E, sotto l'impero di questo timore, Drollino risolse di ricondurre +egli stesso Battista per evitare, se si poteva, ogni scandalo. Gli +s'accostò e lo chiamò forte per nome. + +--Ah!--rispose l'altro fermandosi....--sei tu, Drollino?... Bel nome +davvero.... E un bel giovanotto, anche.... ma allegro come un martôro. +E dunque eh! ho sentito che te ne vai.... Fai bene, perdio.... Si +vegeta in questa baracca, in questo nido di.... colombini. + +E strizzava gli occhi sorridendo sguaiatamente, con un'espressione che +tentava d'essere ironica. + +--Bisogna vedere il mondo.... ragazzo mio.... Andare di qua, di là..., +a Parigi.... a Londra.... fare come ho fatto io col signor Duca.... +Ah! allora però.... non erano i tempi buoni come adesso!... Denari, +ora, denari come terra.... Il signor Duca.... non dice mai di no.... +quel briccone! Sfido io, sfi.... + +Ora si trattava di mettersi pel viale, e c'era da passare la +porticina. Fu una vera impresa che Drollino condusse a buon fine, +impiegandovi però più d'un quarto d'ora. Poi dovette aiutare colui a +percorrere il viale, evitando di urtare i tronchi degl'ippocastani, in +quell'ombra fitta che Battista faceva risonare delle sue frasi sempre +più sconnesse d'ubbriaco di buon umore. Ma, come Dio volle, giunsero +sulla spianata. + +Erano scoccate le dodici; la villa dormiva quietamente, con tutte le +finestre chiuse, nel silenzio della notte. + +Battista continuava a parlare, consigliando fervorosamente Drollino a +imitarlo, a star allegro, ad assicurarsi.... le bontà del padrone. +Gl'insegnava che i padroni vanno tenuti per il collo, vanno! E non +bisognava star ingrognati, bisognava essere come lui, allegri, +sollazzevoli. + +E subito, colla voce avvinazzata, si pose improvvisamente a cantare le +prime strofe d'una canzonaccia. + +--Cristo!--sclamò a bassa voce Drollino, tappandogli la bocca colle +mani,--taci, mascalzone; potresti destar la signora Duchessa! + +--Ah!--rispose impermalito l'ubbriaco--che maniere!... va al diavolo +tu e la Duchessa!... Me ne importa tanto di quella faccia di carta! + +Ma di subito cangiò parere. + +--A proposito,--disse con somma confidenza a Drollino--se vuoi venir +qui.... ho una cosa da dirle.... alla signora Duchessa. Ho da +dirle.... + +E alzava la voce. Drollino, fremendo, lo interrompeva, cercava di +condurlo via in fretta, ma Battista, incaponito in un'ideaccia tutta +sua, non voleva muoversi, e seguitava a parlar forte. + +Drollino stava per afferrarlo alla vita, portarlo via a forza, e +quindi gettarlo in un angolo remoto del giardino a smaltire il suo +vino; ma invece rimase immobile come impietrito, guardando l'ubbriaco +con uno sguardo spaventato. Una, fra le insensate frasi dello +sciagurato cameriere l'aveva colpito.--Valla a chiamare.... voglio +dirle la verità.... di Genova e del signor Duca. + +--Il signor Duca?...--chiese cautamente Drollino, chinandosi verso +Battista.--Genova?.. + +--Sì, sì--ripeteva con voce gorgogliante l'ubbriaco--tanto bisogna che +lo sappia.... un giorno o l'altro.... che la Russa.... E +l'avvocato.... ah! l'avvocato!... + +L'occhio di Drollino ebbe un lampo di feroce ansietà. Egli si chinò +ancora di più sull'ubbriaco, che seguitava: + +--L'avvocato! l'ho visto io, l'avvocato!... Eh uno strascico lungo +lungo di seta e tanti bei ricciolini, e quelle spalle bianche. Per +Dio, ha ragione il Duca.... è bella quella Russa.... + +Di subito l'ubbriaco si fece malinconico. + +--Poverina!--disse, tentando di accennare le finestre della +facciata--poverina, povera donnina, mi fa pena.... se sapesse?... + +E si mise a piagnucolare: l'ubbriachezza in lui si faceva tenera, +sentimentale! E nell'iterarsi di grotteschi singhiozzi, in quel +lagrimare ributtante, le frasi riuscivano smozzicate, e le parole, +rotte, non avevan più senso. + +Drollino rimase un momento in forse:--Vino o verità?--chiese +angosciosamente a sè stesso, guardando Battista, che, colpito +improvvisamente dal sonno plumbeo dell'ebbrezza, s'era buttato +sull'erba e pareva già addormentato. + +--Bisogna saperlo.... ad ogni costo--mormorò sotto voce Drollino.--E +se è vero!... + +Nel vivo lume della luna, una mano bruna, nervosa si protese con un +gesto di minaccia implacabile. + +Poi Drollino afferrò l'ubbriaco, inetto ormai ad opporgli la minima +resistenza; se lo cacciò sulle spalle come un sacco di biada, e, +passando dalla scala interna di servizio, lo portò nella propria +cameretta, quella che occupava attualmente al terzo piano della villa. +Lo gettò sul letto in modo abbastanza ruvido; ma il sonno +dell'ubbriaco era ormai così profondo ch'egli non se ne risentì per +nulla. + +Drollino sedette appiè del letto, e rimase desto per tutta la notte, +vegliando Battista. + +Era giorno fatto quando il cameriere si risentì; girò attorno gli +sguardi, attonito di trovarsi lì, in camera di Drollino. + +--Cosa diamine?--chiese. + +--Nulla, mio caro.... Ti ho trovato per via e t'ho portato qui. + +--Oh!--rispose Battista confuso, ma tentando un risolino.--Ho capito. +Eh, son traditori questi vostri vinetti leggieri; e poi un po' di +rhum.... sicuro. + +Non era più brillo, ma aveva ancora la testa balorda, lo stomaco +sconvolto, o parlava con un fare melenso. + +--Sicchè--continuò, alquanto impacciato--m'hai proprio trovato per +via? Sarà, sarà.... non mi ricordo più! E dormivo, eh? + +--No, allora non dormivi; non facevi che strillare e chiacchierare. + +--Ah! sì, chiacchieravo?--E divenuto subitamente inquieto, soggiunse +in tono negligente:--Oh bella, chiacchieravo? e, così per +curiosità.... cosa dicevo? + +Drollino alzò le spalle, e si sforzò a sorridere. L'altro non ardiva +insistere, ma lo guardava, dubbioso. + +--Mio caro--continuò Drollino--sta tranquillo. Hai detto un monte di +bestialità. Per fortuna che c'ero soltanto io a udirti, e ciò che tu +dicevi lo sapevo da un pezzo. + +--Tu...!--sclamò Battista con vivo malcontento.--Sapevi già.... cosa? + +--Ma certo!--continuò freddamente Drollino.--Credevi d'esser tu solo a +possedere il segreto del signor Duca? + +--Ma come diavolo hai fatto a sapere? + +--Ch'egli si reca là a Genova....--ed esitò ammiccando. + +--Sì, per trovarsi con lei!--finì brutalmente Battista--con la Russa. +Capirai, tutte questo reticenze, che sugo hanno adesso? Il diavolo ci +porti. + +--Questo--rispose pacatamente Drollino--è affar mio e non ti riguarda. + +--Ma, allora, perchè non me ne hai mai parlato? + +--Perchè? Perchè non m'accomodava. Cosa c'entro io con questo cose? +Io me ne vado fra poco, e buona notte. E può essere che, per tacere, +avessi anch'io delle buone ragioni come le hai tu. + +Battista non arrossì, e si pose vivamente le mani in tasca. + +--Non ce n'è quasi più--disse, facendo ballare fra le dita due o tre +monete.--Io però le godo e sto allegro, e fo star allegri gli altri, +mentre tu.... Che bocca amara m'è rimasta!... A dir vero, il Duca fa +le cose bene.... da gran signore, non è vero? + +Drollino assentì. Certo; il Duca pagava bene il loro silenzio. + +--Eh!--continuò Battista con una risata maligna--non gli conviene a +far diversamente. Davvero, si troverebbe in un bell'impiccio se a me +saltasse il ticchio.... Perchè, capisci, l'andrà; finchè mi pare, ma +se un bel giorno colui mi rompesse proprio le tasche, io vado da lei, +e le rifiato tutto quanto; capisci? + +--Ah! le rifiati tutto quanto.... Andiamo, via, non sei capace! + +--Io non son capace!... L'avresti a vedere. Vado là, franco come uno +schioppo, e le conto la storia. Signora Duchessa; succede così e così. +Il suo signor marito va a Genova per abboccarsi coll'avvocato.... E +l'avvocato, Dio mi danni, è la Russa.... quella Baronessa che.... se +l'è tornato a prendere per vendetta. + +--Per vendetta?--chiese tranquillamente Drollino, stendendo appiè del +letto la sua snella persona. + +--Sicuro--continuò Battista, che, passato il primo momento di +dispetto, trovava ora un certo gusto a potere finalmente parlar con +qualcuno di quella cosa così gustosa e proficua.--Ce l'aveva amara con +la Duchessa, perchè qui erano accadute quelle scene, ti ricordi? Bene, +dunque, quando noi fummo a Napoli, essa scrisse al padrone. Ma questi +aveva ancora la paura che gli morisse la moglie, e non rispose. Allora +quella s'impuntigliò, e gli tenne dietro a Nizza. La signora era un +po' indisposta e usciva di rado. Un giorno, lui se ne va a Montecarlo, +e ci trova la Russa. Stette ancora un poco sul tentennare, poi ci +ricascò.... meglio di prima. Ecco qua.... la sapevi tu com'era andata? + +--No--confessò umilmente Drollino--non la sapevo così lunga. Sapevo +solo che ora.... si ritrovavano a Genova, colla scusa dell'avvocato. +Mi figuro che sarà sempre una cosa in grande. Ha cavalli, lei?--chiese +poscia con una subita premura di professione. + +--No, rimessa. + +--Ah! e lui? + +--Niente, carrozza d'albergo. Lei sta in un villino, laggiù verso via +Carignano. La sera sul tardi escono assieme, vanno all'Acquasola. + +Qui diede in un riso sguaiato. + +--Una bella coppia.... sai.... + +--Certo--rispose Drollino,--una bella coppia.... + +--E la Duchessa?--continuò Battista--se lo sapesse!... Io dico che se +lo sa stavolta, gli riprende tutti i soldi che gli ha dato e lo manda +al diavolo.... ammenochè.... non si consoli. + +--Come?... + +--Eh, diamine! facendo altrettanto. + +Drollino si drizzò d'un salto, cogli occhi iniettati di sangue, +pallido come un morto, e per un momento guardò l'ex-ubbriaco in un +modo molto bizzarro e poco rassicurante. Ma subito si calmò, e si mise +a ridere. + +Si sarebbe detto che, a furia di star sempre così serio, avesse +dimenticato come si fa a ridere; certo che il suo ridere non +somigliava a quello di nessun altro. + +--Ah! vorresti provare.... dici?... + +--Sì.... per curiosità. Vorrei provare come la piglia. Certe volte, +quando la vedo allegra, contenta, mi viene come una rabbia, una smania +di dire la verità a quella povera donna. Almeno non farebbe più la +figura d'una bambina, e non si struggerebbe più dietro a quella perla +di marito, che va a Genova.... coi denari di sua moglie, beninteso. E +a te--domandò ancora Battista con un rimasuglio d'inquietudine--questa +voglia non ti vien mai?... dico..., non vorrei che tu m'avessi a +prevenire.... sai, perchè potrebbe darsi che lei, per saper +bene....--E fece il gesto di chi snocciola denari. + +--No--disse Drollino....--io non ho nessuna idea di parlare. E ora me +ne vado, per cui.... Tanto, questa storia finirà presto....--soggiunse +con molta calma. + +--Finirà?--chiese l'altro sbadigliando--credi che finirà?... Per +bacco, mi dispiacerebbe.... è un provento che mi garba.... E perchè +finirebbe?... sono innamorati cotti! La Russa gli comanda a bacchetta, +lo tratta come un imbecille, e lui.... contentone. Perchè avrebbe a +finire? + +--Perchè finirà--disse con gran pacatezza Drollino. + +E scese lentamente; era l'ora del primo pasto dei cavalli. + +Battista, rassicurato, si ricacciò sotto le coltri per finir di +riposarsi; tanto, lui non aveva nulla da fare.... in casa ora c'era la +cuccagna! + +Dopo il mezzodì, Drollino si presentò all'agente e gli chiese due +giorni di permesso. Voleva andar a vedere i puledri di casa Canossa, +prima che partissero per l'Esposizione ippica. + +L'agente accordò il congedo. Drollino se ne andò la sera stessa; e in +capo a due giorni era di ritorno. + +Tutti gli furono attorno a chieder dei puledri. Ma non ne disse gran +che, non ne fece maraviglie. Erano così così, come gli altri.... + +Non era stato alla tenuta Canossa; era stato a Genova e all'Acquasola. +Celato dietro una macchia, aveva visto passare, in una carrozza di +rimessa, il Duca e la Baronessa.... Era saltato in legnetto di piazza +e aveva tenuto dietro al loro equipaggio sino alle prime case di via +Carignano. + +Nei giorni seguenti diede ancora due o tre lezioni alla Duchessa, e +rinunciò a dare la progettata lezione a Battista. Drollino era +quieto, calmo assai.... + +La sera dopo, mentre si distribuiva l'ultima razione di biada, il +signor Damelli capitò in scuderia, e diede precisamente quest'ordine: + +--Domattina alle dieci l'_americana_ ad un cavallo per andare alla +stazione a prendere il signor Duca. + +Drollino ch'era poco lungi, udì quell'ordine. Alzò bruscamente il +capo, e appoggiò per un secondo la mano sul muro, come se si sentisse +minacciato da una vertigine. + +Poi disse rispettosamente: + +--Sì signore.... ci penso io. + + * * * * * + +L'indomani, il tempo era splendido. Suonavano le otto del mattino, e +sulla spianata della rimessa Drollino si teneva ritto davanti a Mia, +già attaccata al _phaèton_ e che, impaziente dell'indugio, allungava +ogni tanto il collo e colla lunga coda flagellava i suoi nobili +fianchi. Battista, già in livrea, ma colla tunica ancora sbottonata, +lisciava col gomito il pelo del cappello a coccarda. Un vecchio mozzo, +col capo coperto da una berretta scozzese e colla pipa in bocca, stava +poco lungi dal legno e guardava con ammirazione la cavalla che, +annoiata dalle mosche, or coll'una e or coll'altra zampa tormentava il +terreno. + +--Ci siamo?--chiese il cocchiere, infilando i guanti di pelle rossa. + +--Un momento,--rispose Drollino, mentre colla mano tremante disponeva +sul frontale una ciocca della criniera di Mia. + +Il cocchiere salì a cassetta ed afferrò le redini. + +Nella corte rustica, vicino alla rimessa, s'udì l'ululato cupo di un +cane. + +--Cattivo segno,--osservò il mozzo, togliendosi la pipa di +bocca.--Pedrolo.... badate un po' ai fatti vostri. + +Il cocchiere si mise a ridere, agitando festosamente la frusta. + +--Quante bestialità!--rispose con gaio sprezzo. Era contento di +guidar Mia, quella famosa Mia, che per tanto tempo era stata così +esclusivamente custodita da Drollino. + +Drollino passò ancora una volta, con una carezza prolungata e +tremante, la mano sulla criniera di Mia.... la guardò per un secondo, +con una intensità disperata.... Poi si ritrasse, e senza parlare, con +un piccolo gesto, avvisò il cocchiere che poteva partire. + +S'udì in breve la sabbia del viale scricchiolare sotto le ruote del +leggero equipaggio, mentre il rumore del trotto elegante di Mia si +perdeva nella lontananza. + +Drollino stava sempre immobile, fissando come trasognato lo spazio +dove Mia, un momento prima, aveva alzata, verso lui, la sua fina +testina. + +--Per bacco!--disse il mozzo con molta simpatia +professionale--capisco, sapete. Non c'è che dire, una bestia che non +ha l'uguale. Vi rincrescerà, eh? + +Drollino diede un guizzo coma se una serpe gli avesse morso il +tallone.... Poi chiese impetuosamente: + +--Cosa?... + +--Oh bella!... che ve l'abbiano portata via. È una cosa curiosa, +sapete, che ve ne siate stancato così, mentre, non c'è che dire, è +ancora un fior di cavalla! E l'avete proprio voluta cedere al Duca!... +Chissà, eh.... che buon affare?... + +Uno spasimo passò sulla faccia di Drollino, ma egli rimase muto. + +--Eh! si capisce. Se vi è venuto questo capriccio di girar il +mondo, vi gioveranno più i denari che la cavalla. E a dirla +schietta--continuò il mozzo, che s'era proprio messo in mente di voler +consolar Drollino ad ogni costo--la Mia era ormai un po' _sul tempo_ +anche lei, come me! E poi il suo piccolo difetto ce l'aveva pure.... +quello di non voler sentire gli spari.... E non s'è mai voluta +correggere.... eh?... + +--No--stridette Drollino--no! + +Il vecchio mozzo si mise a ridere. + +--Via, via!... non v'arrabbiate a questo modo. Si sa che avete fatto +di tutto per toglierle quel vizio. È inutile.... ho provato anch'io. +Una volta nella tenuta c'era un alzano che.... + +Ma la storia dell'alzano non progredì. Drollino, il quale era stato +per un momento come sprofondato nelle sue riflessioni, si scosse +bruscamente e s'allontanò a rapidi passi. + +Il mozzo rimase lì, in asso. + +--Cosa diavolo gli piglia a colui?--disse tenendo dietro collo sguardo +a Drollino, il quale pareva quasi fuggire, tanto correva, nella +direzione della tenuta. + +Non eran cinque minuti che Drollino era scomparso, quando Vincenzo, il +cameriere della Duchessa, si presentò sulla spianata. + +--Drollino--chiamò--Drollino! + +--È andato via or ora--rispose il vecchio mozzo.--Cosa c'è? + +--Subito, subito, insellare Mia per la signora Duchessa, e Drollino +si prepara ad accompagnarla. + +Il mozzo s'alzò. + +--Mi dispiace--disse--ma in quanto a Mia la signora è bell'e servita. +La cavalla è stata attaccata all'_americana_ ed è già a mezza strada +della stazione. E Drollino è andato via per i pascoli, a zonzo.... Dio +sa dove!... + +Il domestico scomparve, ma tornò subito, dopo cinque minuti, +trafelato. + +--Sellare Calif; subito al momento, e chiamare Toni per andar dietro +alla signora. + +Toni era in scuderia e fu subito avvisato. + +Dodici minuti dopo, Milla, con un nuovo abito da amazzone, giuntole il +giorno avanti da Torino, col volto splendido della gioia misteriosa e +biricchina della sua sorpresa, s'avviava al trotto, seguita da Toni, +per la strada che dalla villa conduce alla stazione. + +Drollino invece si dirigeva verso la sua antica dimora, nel grande +cascinale. Camminava a passi concitati stringendo le palme, +barcollando ogni tanto come sotto l'influenza d'un principio +d'ubbriachezza. Un momento, sentì che non stava più in piedi.... e +cercò di reggersi, brancolando, come se fosse al buio. + +Un grido soffocato gli uscì dal petto:--Mia! povera Mia! + +Sulle sue gote brune, schizzò una lagrima. Ma subito, come sotto un +soffio ardente, asciugò. + +Si gettò bocconi sull'erba. Era appena fuori del giardino. La villa +era bellissima a vedersi, ancora immersa nel bacio mattiniero del +sole, cinta di verdura, colle lucide persiane inverniciate di recente. + +Egli mordeva l'erba, digrignando i denti furiosamente. Ma a un tratto +si calmò. Il suo sguardo fisso, teso, si spingeva nell'interno della +camera della Duchessa. + +La finestra del terrazzino era aperta, si vedevano passare pel vano le +teste delle cameriere in faccende. La brezza entrava curiosa, molle, +agitando le vecchie frangie degli addobbi della finestra, enfiando, +come fossero lembi di vele, i tessuti leggeri dei cortinaggi, le +bianche cortine del letto. + +Drollino si fece calmo. Guardò a lungo lassù, come se quella vista gli +facesse bene, rinnovasse in lui l'energia dello spirito. + +--Per lei!--disse finalmente a bassa voce, agitando la mano nel vuoto, +con un gesto pazzo ed appassionato di saluto. + +S'alzò rinfrancato, ed in breve fu alla sua antica stanzetta. Vi +rimase circa un quarto d'ora. N'uscì senza che nessuno l'avvertisse, +vestito dei panni suoi, bianco come un cencio lavato, e colla destra +stretta al petto, sopra la tasca del lato ministro. Si mise pei campi, +in salita, evitando di por piede sulla strada maestra, e pur +costeggiandola. + + * * * * * + +Egli stava immobile, accasciato dietro il muricciuolo del cimitero, +che in un dato punto, rasenta la strada maestra fra Astianello e la +stazione. + +Era un cimitero piccolissimo, brutto, una vera miseria di cimitero. +Apparteneva a un paesucolo vicino, il quale non era nulla più che una +frazione di Astianello. + +Il luogo era molto triste anche nella giocondità dell'ora mattutina. +Aveva un non so che di abbandonato, che dava alla malinconia naturale +del sito un carattere speciale.... pareva la dimora dell'oblìo. Quelle +povere tombe recavano patenti le traccie dell'intemperie; sulla +cappelletta di mezzo una misera immagine a fresco del Redentore, +arrossata dal gelo, si scrostava lentamente, trascinando nella sua +rovina l'intonaco, che si andava quasi sfarinando. Nel lato +settentrionale del recinto l'erba era umidissima, e la rugiada si +ostinava a serbar lucido lo zoccolo di pietra dell'unico monumentino +che vantasse il cimitero. Qualche aristocratica croce di ferro si +notava ancora in quel lembo riservato, ma era tuttora nell'ombra. Nel +lato soleggiato era la fossa comune, quella dei poverissimi del +comune. Al centro s'alzava una buona croce di legno, forte e poderosa, +e bastava per tutti i morti di quella classe. + +La porticina pareva chiusa. Drollino, nell'entrare, aveva avuta la +precauzione d'accostarla. + +Non si moveva punto.... Stava rannicchiato appiè del muricciolo, +silenzioso, immobile come le tombe senza nome che lo attorniavano.... +Era livido in volto e teneva gli occhi sbarrati, ma sui tratti così +alterati, recava, come incisa, l'espressione immutabile d'una +selvaggia determinazione. + +A un tratto s'alzò, e d'un salto, aggrappandosi alle tegole, sollevò +il capo oltre il livello del muricciolo.... scrutando collo sguardo +l'aperta campagna. + +Aveva scelto bene il suo posto di agguato. La strada maestra passava, +scendendo, davanti al piccolo cimitero. Oltrepassandolo d'un trar di +sassi, faceva un gomito con una brusca voltata. Dall'altro lato della +via, il terreno si rompeva in uno scoscendimento ripido, terminando in +un burrone ghiaioso, che ai tempi di piova si mutava in un +torrentello. Quello era forse il solo punto della via che richiedesse +un po' d'attenzione in chi transitava di là. Anni addietro, un +carrettiere ubbriaco s'era ucciso, precipitando col suo mulo da +quell'erta traditora. Occhio ci voleva, e stare attenti, specialmente +allo svolto. + +L'orologio d'un campanile poco lontano suonò le dieci. + +--Ancora mezz'ora!--pensò Drollino. + +Scese, si terse il sudore che gli rigava le tempie, estrasse di tasca +la pistola, la osservò attentamente, e la depose sul terreno accanto a +sè, a portata della sua mano destra. Nella macchia vicina i passeri +spionciavano senza fine, in lontananza il picchio ripeteva a misurati +intervalli la sua barocca canzone, nell'erba del cimitero gl'insetti +si movevano, saltavano, si facevano strada, fra gli steli. Attorno +alla croce comune, due farfalle, d'un bel giallo chiaro, si +inseguivano amorosamente. + +Drollino non guardava attorno a sè. Teneva fisso al suolo quel +terribile sguardo interno, che l'occhio trova soltanto nei momenti +supremi della vita. Ogni tanto, quando sulla strada sottostante udiva +avvicinarsi il rumore d'una carrozza, Drollino illividiva, s'alzava, +stava in ascolto un momento, poi guardava in giù. + +--Non è lui--diceva ogni volta, quasi ad alta voce. + +E con una terribile pazienza, tornava a sedere, celato dal +muricciuolo. + +S'era alzato un po' di vento; l'erbe grasse, ben nutrite del cimitero, +ebbero un moto, quasi un fremito di conscio ribrezzo. + + * * * * * + +Il treno era giunto, in ritardo però di quasi un quarto d'ora, e il +Duca Giuliano usciva frettolosamente dalla stazione, cercando qua e là +collo sguardo il legno che doveva trovarsi ad aspettare. E non solo +vide il legno, la graziosa _americana_, alla quale era attaccata Mia, +ma vide altresì una elegantissima amazzone, che, seguita da un _groom_ +in livrea, si avanzava alla sua volta. + +--Giuliano! Giuliano!--disse l'amazzone, accostandosi e ridendo +lietamente. + +Egli rimase di princisbecco.... quando ravvisò sua moglie; e + +--Milla!--sclamò con accento schiettamente ammirativo. + +--È la mia sorpresa,--continuò Milla, beata del successo del suo +segreto.--Sapevo che lo desideravi, e, mentre eri assente, ho +imparato. Non te lo dissi che avevo anch'io i miei affari? + +Il Duca la contemplava muto e pallido. + +--Milla!--esclamò involontariamente,--tu sei un angiolo e io sono +un....--Si fermò un momento, poi finì la frase:--un marito veramente +fortunato. + +E subito le fece mille complimenti, lodò il suo pensiero, il suo buon +gusto. Quell'abito le stava a pennello.... come aveva scelto bene il +colore verde bottiglia, e che felice idea quella di quei bottoni +larghi, dorati della giacchetta! E che amore di _tuba_.... Era +veramente un'amazzone classica! Ora sì che era contento.... ora +andrebbero assieme alla mattina a far delle trottate lunghe, +piacevolissime. Ma che brava Milla! + +--Ora andiamo a casa,--disse finalmente il Duca;--vuoi che +t'accompagni a cavallo? + +--Veramente,--rispose Milla--ora che ho fatta la mia figura, +preferirei quasi di venir teco. Sono un poco stanca. + +--Benissimo!--disse il Duca--Battista e Toni condurranno a casa i +cavalli, e io ti farò da automedonte, se non sdegni il mio legnetto da +giovanotto. + +Milla scosse il capo, scese da cavallo, e salì prontamente +sull'_americana_ a fianco del marito. + +Era lietissima!--Quanto mi diverte--disse--oh come me la godo.... +dobbiamo far la figura di due scapestrati, nevvero, di due scappati da +casa! + +Quell'idea la divertiva immensamente. Si figurava che i passeri delle +siepi l'avrebbero presa per una perversa creatura, in piena +rivoluzione contro le convenienze. Diceva mille gentili pazzie, col +volto acceso dal piacere, ed era veramente carina sotto l'ombra di +quel cappello mascolino. + +E Giuliano, guidando Mia, che in quel giorno pareva straordinariamente +docile e savia, guardava con vero piacere la Duchessa, che gli pareva +molto più bellina del solito, con quel non so che di nuovo, di +biricchino, di piccante che s'era messo addosso, in un colla foggia +ardita, quasi mascolina, del suo acconciamento. E allora, nell'animo +vigliacco del creolo, un'ignobile contentezza si diffuse. Il rimorso +si ritrasse davanti alla segreta soddisfazione d'aver così bene +organizzato il libro mastro, in partita doppia, della sua esistenza. +Ora cominciava ad apprezzar Milla.... si proponeva di crearle +un'esistenza veramente beata. + +Non era forse uno squisito contrasto quello che l'aspettava di piè +fermo, ad ogni suo ritorno da Genova? Nella placida, profonda +corruzione dell'animo suo, il gentiluomo aveva poste le basi del +_modus vivendi_ per l'avvenire, e si congratulava ignobilmente con sè +stesso. Marito ed amante fortunato, egli godeva contemporaneamente gli +orgasmi febbrili d'un antico ardore, ravvivato nell'attrattiva suprema +d'un secondo adulterio, e le pure, soavi soddisfazioni d'un affetto +ingenuo, delicato, gentile.... quasi abbastanza attraente per dare una +certa poesia persino alla noiosa prosa dell'amore legittimo. + +Egli pensava così, e sul suo capo il cielo azzurreggiava intensamente, +il sole irradiava la sua strada, la campagna amena, sorridente lo +accompagnava colle sue verdi, infinite giocondità. + +Per un po' quei due scappati da casa chiacchierarono allegramente. Ma, +quando furono al principio della discesa, Giuliano disse a Milla: + +--Ora, carina, fammi il piacere di star quieta per un momento; siamo +vicini ad una certa voltata alla quale bisogna star attenti. Ci vuol +occhio e un cavallo sodo. + +--Oh! Mia è una perla--rispose Milla, crogiolandosi nel suo cantuccio +e imitando scherzosamente la posa classica d'un _groom_ a cassetto. + +Giuliano serrò il freno della meccanica, e, benchè la discesa non +fosse ancora principiata, mise Mia al passo. + +Drollino, dietro al muro del cimitero, aveva udito da lungi il passo +di Mia. Oh! quel passo della sua cavalla!... l'avrebbe riconosciuto +fra mille. Sentì nel cuore un gran schianto, una ribellione tremenda. +Ma non cedette. Solo per esser più sicuro, guardò ancora una volta +oltre il sommo del muricciuolo. + +No, non s'era ingannato. Sulla strada il sole batteva splendidamente +suscitando dei riflessi abbaglianti nei cristalli dei fanali. Ma ciò +non gli impedì di ravvisare Mia, l'_americana_, la barba bionda del +Duca, e accanto a lui l'uniforme verde coi bottoni dorati di Battista. +Ecco, il momento era venuto. + +Scese, armò il cane della pistola, e, nicchiato dietro il muro, +aspettò che la carrozza passasse precisamente di lì. Mormorò due +nomi:--Mia e Milla!--Sì, egli liberava entrambe da un ignobile giogo! +Esse non lo sapevano, ma egli le vendicava in un punto solo, Mia e +Milla! + +No! la Duchessa non _doveva_ correre il rischio delle rivelazioni d'un +mascalzone! E se moriva anche lui, questo mascalzone; ebbene, meglio +così, il segreto che, svelato, _potrebbe_ uccidere la Duchessa, +_morrebbe_ con lui e col Duca, laggiù, in quel burrone. + +Mia giungeva in quel momento, al passo, davanti al muro del cimitero. + +Drollino cessò di pensare. Sorrise, alzò la pistola e sparò. + +Fu un tonfo terribile. + +Subito, in strada, s'udì un galoppo sfrenato, poi un grido di donna +disperato, acutissimo. + +Drollino balzò in piedi, s'avventò al vertice del muricciuolo e guardò +in giù. + +Mia, furente, fuggiva a precipizio per la discesa con degli sbalzi +violentissimi. Il Duca, stravolto in viso, tirava le redini a dritta e +a sinistra con tutta la forza dei polsi; accanto a lui, invece di +Battista, c'era una donna. + +Teneva il capo rovesciato all'indietro, il cappello le era caduto, e +Drollino ravvisò la Duchessa. + +Rimase un secondo come fulminato. Poi urlò--Cristo!--s'avventò +all'altro lato del muricciuolo, spiccò un salto e cadde sulla via. Si +rizzò colle mani insanguinate. Mia, in preda al suo parossismo di +terrore, precipitando per la china giungeva in quel momento. Faceva +scarti violenti che sconquassavano l'_americana_, aveva la criniera +al vento, le nari fumanti. + +Il Duca, cogli occhi smisuratamente aperti, gridava: aiuto! Era pazzo +di terrore, fissava il burrone verso cui si sentiva irresistibilmente +trascinato. Gettò un urlo e chiuse gli occhi. + +Milla era svenuta. + +Drollino, con un salto da pantera, s'era gettato sulla cavalla, +avvinghiandosele al morso, opponendo all'impeto delirante della corsa +sfrenata la forza d'una resistenza quasi sovrumana. L'uomo ed il +cavallo lottarono un momento, poi s'udì un nitrito di dolore, uno +schianto di legnami che si spezzano, poi, in un nuvolo di polvere, si +vide a pochi passi dal ciglio del burrone un informe gruppo di membra +umane e cavalline, che dibattendosi e rotolando, cadevano assieme. La +carrozza, con un ultimo violento sobbalzo, si fermò, mentre +quell'ammasso s'agitava sul terreno con una serie di moti convulsi, +che s'andarono gradatamente quietando. Tutto ciò era accaduto in +pochi secondi. Il Duca aprì gli occhi, si vide salvo, e vide che +Milla era soltanto svenuta. La sollevò fra le braccia e l'adagiò +sull'erba, al sicuro. Poi si accostò di nuovo al legno spezzato. Vide +Mia, distesa per terra, che dava gli ultimi tratti, e, sotto al fianco +palpitante della cavalla, vide colui che con atto di audacia disperata +era giunto in suo aiuto, in quel supremo istante di pericolo. Si chinò +a guardare, e in quell'uomo, immobile, morto forse o privo di sensi, +ravvisò Drollino. + +Il rimbombo dello sparo aveva chiamata gente. La Duchessa, che +cominciava a riaversi, fu sopra una barella improvvisata ricondotta +alla villa. Il Duca, rassicurato sul conto di sua moglie, volle +tornare sul luogo del disastro dove i sopraggiunti finivano allora +allora di liberare Drollino. + +L'infelice giovane era ancor vivo, ma il suo stato metteva +raccapriccio. Nella sua lotta disperata colla cavalla aveva ricevuto +da questa un violento calcio nel petto; un braccio era spezzato, e al +disopra dell'occhio destro il sangue generoso del giovane, spicciava +abbondante da una ampia ferita. + +Il medico del villaggio, chiamato in fretta e furia, visitò sul luogo +stesso Drollino, che i contadini avevano adagiato sui cuscini della +carrozza. + +Pareva ancora svenuto. Il dottore, dopo averlo attentamente esaminato, +si lasciò sfuggire un _ehm_ che non prometteva nulla di buono. Il Duca +lo interrogò ansiosamente. + +--Mi spiace--rispose il dottore,--ma temo che i polmoni siano in +isconquasso. È un uomo andato.... questione di giorni..., capisce? + +Drollino ebbe un moto ed un gemito. Era tornato in sè.... aveva udita +la sua condanna? + +Chi potrebbe dirlo? Sul suo volto macchiato di sangue e di polvere +l'espressione era illeggibile. + +Lo trasportarono, semivivo, nella sua antica stanzetta della cascina, +al limitare dei pascoli. + + * * * * * + +La Duchessa s'era addormentata, e Giuliano, ritto a piè del letto, +guardava la bella testina serena, adagiata mollemente sul guanciale. +Egli aveva voluto, per eccesso di precauzione, che Milla rimanesse a +letto durante i primi tre giorni susseguiti al terribile avvenimento. +Ma la giovane signora s'era prontamente riavuta. D'altronde, la scossa +non era stata eccessiva, neppur per il suo delicato organismo. Svenuta +sui primordii del pericolo, ella non aveva assistito a tutte le fasi +del disastro: ritrovatasi incolume a casa, e vedendo illeso Giuliano, +non aveva pensato che a ringraziare fervorosamente Iddio. Le avevan +detto che la carrozza s'era fermata a tempo. + +Il Duca, per non arrecarle dispiacere, aveva espressamente proibito +che le si parlasse di Drollino. Milla ignorava quella coraggiosa +intervenzione e le sue fatali conseguenze. Sempre allo scopo di non +affliggerla, non le tennero neppur parola della morte di Mia. Giuliano +le asseverò essere lo sparo fatale, che tanto aveva spaventata la +cavalla, nulla più che l'opera d'un cacciatore di passere. Milla +accettò, senza discuterla, la versione di Giuliano; si calmò +gradatamente, tornò lieta e serena. Non era forse Giuliano il suo +profeta infallibile e adorato? perchè non gli crederebbe quando per +l'appunto egli diceva così? Ecco, per esempio, egli le aveva detto or +ora:--Sii buona, e provati a dormire, hai bisogno davvero d'una +dormitina.--Ella non sentiva affatto il bisogno della dormitina; pure, +a furia di star quieta e immobile, il sonno era venuto. Dormiva ora +placidamente, con un abbandono dolce e sicuro, con una mano ancora +serrata fra quelle di Giuliano. E così noi, nella calma fiduciosa del +suo sonno sereno, vediamo per l'ultima volta la nostra eroina, la +Duchessa Milla Lantieri dei Principi d'Astianello. + +Giuliano districò pianamente le proprie dita dalle dita di sua moglie, +depose con delicata cura la mano di Milla sulla rimboccatura del +lenzuolo, poi quasi furtivamente, in punta di piedi, uscì dalla +stanza. + +Era profondamente turbato.... il corso pericolo, quel vedersi, +sentirsi di fronte a una morte terribile, e, diciamo pure, anche il +pensiero della sorte che aveva minacciata la Duchessa, avevano +lasciato nell'animo suo un'impressione grave. Il creolo era stato +fortemente scosso; non poteva sopportare il ricordo di quel momento, +ma il ricordo implacabile non lo abbandonava mai. La sua riconoscenza +per Drollino era infinita, e l'idea che quell'infelice morisse, così, +per loro, gli era penosissima. E, come se non bastasse, gli era giunta +all'orecchio una strana diceria, che aboliva intieramente il +cacciatore di passere, ed evocava in sua vece un nemico ignoto, +implacabile, il quale, edotto del difetto di Mia, ne aveva calcolate +le conseguenze, e s'era valso d'un mezzo che non lasciava traccie, e +avrebbe infallibilmente sortito i più funesti effetti, se Drollino, +per un'inesplicabile, quasi miracolosa circostanza del caso, non si +fosse trovato lì per l'appunto in quell'istante fatale. Ma come +scoprirlo questo strano nemico, come garantirsene in avvenire.... a +chi chiedere?... Drollino solo forse avrebbe potuto dir qualche cosa. +Ma Drollino, poveretto, non era certo in grado di fornir ragguagli: le +lesioni interne erano così gravi da non lasciar la benchè minima +speranza: s'indeboliva gradatamente, aveva continui sbocchi di sangue, +ed ogni parola che pronunziasse equivaleva ad un agitare della +clessidra, quando gli ultimi granelli di sabbia stanno per cadere +lungo la strettissima gola del cristallo. + +In villa e per tutta quanta la tenuta la relazione dell'avvenimento +aveva suscitate forti emozioni, ammirazione illimitata per Drollino, e +dubbi gravi assai. Da tutti si compiangeva il giovane capo di +scuderia, si vantava il suo atto eroico di abnegazione, gli si +perdonava ora, in grazia dell'accaduto, il suo carattere aspro e +orgoglioso, le bizze, l'indipendenza un po' selvatica del suo passato. +Il primo giorno, alla cascina, c'era stata una vera processione dei +camerati della tenuta; ma ora il medico, d'accordo con Drollino +stesso, aveva rigorosamente proibite le visite; eccettuate, ben +inteso, quelle del Duca. + +Il Duca si mostrava angustiato dallo stato di Drollino. Veniva spesso +a vederlo, e inquieto del rapido progresso del male, si recava alla +cascina ogni qualvolta poteva allontanarsi dalla villa senza dar +sospetto a sua moglie. E anche stavolta, non appena vide Milla +addormentata, uscì in fretta, dirigendosi verso la cascina. Nel +cortile, all'ombra d'un vecchio fico, stava riunito un gruppo di +contadini, inquilini del cascinale. Al giunger del Duca, s'alzaron +tutti, salutando rispettosamente. + +Giuliano si fermò a chieder loro notizie dell'ammalato. + +Un vecchietto rubizzo rispose subito e per tutti: + +--Male, male assai, signor padrone. Stamane è venuto il prevosto, e +gli ha fatto fare le sue divozioni; e il dottore ha detto che sarà un +miracolo se passa la notte. + +Il Duca mise un sospiro profondo e sincero. + +--Vuole andar su?--chiese premurosamente una donnetta attempata, +ch'era allora allora sbucata da una prossima cucina.--Vedrà che cosa +da far pena! Son io che lo veglio, quel poveretto, e da tre notti non +chiudo occhio. + +E così parlando, precedeva il Duca su una scaletta di legno, e poscia +per un andito scuro che faceva capo alla camera di Drollino. Entrarono +entrambi in punta di piedi. + +La stanza era pulita; le patate c'eran tuttora, ma ammonticchiate +accuratamente in un canto, e non davan noia. La finestrina era chiusa, +e alla rottura dei vetri s'era riparato apponendo sulla intelaiatura +qualche spesso foglio di carta, attraverso il quale giungeva +affiochita la luce dall'esterno. Drollino sedeva sul letto, +appoggiandosi ad un ammasso di cuscini, e si sentiva sin dall'uscio lo +sforzo penoso del suo alitare. Il braccio rotto stava inerte e +stecchito nella sua fasciatura appeso al collo con un _foulard_ rosso, +colla mano libera; il giovane portava ogni tanto alle labbra un +fazzoletto bianco, e lo ritraeva quindi macchiato di sangue. Una benda +bianca gli serrava di sbieco la fronte, e lasciava vedere soltanto +l'occhio sinistro stranamente quieto e profondo, d'una luminosità +quasi paurosa. Qualche chiazza di sangue qua e là sulle lenzuola. + +Il Duca, col cuore stretto da un'angoscia profonda, sedette appiè del +letto, su una seggiola che la vecchia gli aveva premurosamente recata. +Salutò l'ammalato, e cercò d'intavolare qualche frase di conforto e di +speranza. Ma non proseguì. L'occhio di Drollino s'era repentinamente +fissato su di lui con una forza così intensa di divieto che il Duca +smarrì il filo del discorso, e tacque. + +Drollino alzò la mano che reggeva il fazzoletto, guardò la vecchia, e, +con quel cencio insanguinato, le accennò la porta. + +La vecchia allibì, rimase un momento in forse; poi, completamente +dominata, uscì senza far rumore. + +Al Duca parve che nella camera fosse piombata in quell'istante +un'ombra nuova ed arcana. E stava fermo, inchiodato sulla seggiola da +una possa misteriosa, ch'egli subiva suo malgrado. + +Drollino continuava a fissarlo col suo occhio da ciclope, acceso +dall'ardor della febbre. Il silenzio continuava oppressivo, pesante. + +Finalmente il Duca, tormentato, chiese a Drollino se avesse qualche +cosa da dirgli. + +--Sì,--rispose Drollino. + +La voce di Drollino era orribile a udirsi: roca, sibilante, con un +suono alterato, gutturale, come il congegno d'una macchina che, +spazzata, stride sotto la mano di chi lo tenta. + +Il Duca dominò un brivido, e continuò: + +--Forse, nevvero, vuoi parlarmi dell'accidente in cui la tua generosa +audacia.... Sapresti.... potresti dirmi chi?... Si dice che sia stato +un attentato. E tu sai...? + +--Lo so! + +--Oh, te se prego.... parla.... Capisci bene, è necessario.... perchè +possa premunirmi.... per l'avvenire. + +Drollino ebbe una specie di sorriso, e le sue labbra si contrassero +con un'espressione d'ironia. + +--Non c'è più bisogno di precauzioni! egli non può più farle del male. +Guardi.... + +E col fazzoletto indicò sè stesso. + +Giuliano non poteva, non voleva capire. Gettò un grido. + +--Tu?--disse finalmente, balzando indietro e tremando. + +--Io. + +--Tu.... sciagurato!... apposta?... apposta?... perchè rimanessimo +uccisi? + +Drollino scosse il capo. + +--Non loro due.... io non sapevo che ci fosse anche la signora.... +Volevo.... solamente lei.... + +Sulle tempie del Duca scorrevano grosse goccie di sudore. + +--Tu--sclamò ancora--tu? ma perchè? cosa t'ho fatto? + +--A me.... nulla--rispose Drollino fra due sibili.--Ma perchè guidava +Mia? e perchè voleva far morire la nostra.... signora? + +--Io?--gridò inorridito il Duca;--ma tu sei impazzito? + +--No,--rispose Drollino,--l'ha detto il dottore.... e non era giusto +ch'ella morisse.... per causa sua.... Si ricordi.... l'autunno +scorso.... + +Il Duca cominciava a capire. Si fece pallidissimo; cercò invano, con +uno sforzo disperato, una parola di diniego, di scusa da gettare in +faccia a quel morente. Ma non la trovò, e non poteva mentire davanti a +quell'occhio unico che lo guardava immobile. + +Drollino gli accennò d'avvicinarsi. + +--Non abbia paura,--continuò, serbando sempre quel funebre simulacro +di sorriso--ora, ora.... vede bene.... è finita. + +Si fermò, la voce gli venne meno in uno schianto di tosse, che gli +empi la bocca d'una salivazione sanguigna. + +Giuliano aspettò, tremando verga a verga; poi: + +--Ma ora.... ora....--tentò di mormorare. + +--Ora....--rispose con uno stridore soffocato Drollino. E avventò, +ergendo il capo, una sola parola:--Genova! + +Atterrito, annientato, il Duca chinò la testa. Vacillava come un +giunco mosso dal vento. + +Drollino, passato l'accesso, continuava: + +--Ora, sarebbe morta, forse.... quando lo avesse saputo.... E lei, +signor Duca.... ha preso Mia.... Allora mi sono ricordato, e volevo +che Mia fosse la causa.... Ma ho visto la Duchessa, e sono venuto.... + +Non potè proseguire; un secondo impeto di tosse gli mozzava +quell'aspro filo di voce. Allora, nell'accesso stesso sbattuto dallo +sforzo dello schianto rantoloso della tosse, ma tenendo sempre +Giuliano sotto il fascino spietato del suo sguardo, Drollino lasciò +andare il fazzoletto, e sollevando la mano, come un giudice che +condanna inesorabilmente, alzò un dito. + +Nel silenzio della stanza si sentiva l'affanno ormai, quasi parimenti +angoscioso, di due aliti oppressi. + +Un gorgoglio s'affoltò nella gola di Drollino. Ma egli, con uno sforzo +supremo, mormorò ancora una parola: + +--Si ricordi!... + +Poi tacque, cessò di guardar Giuliano, e adagiò il capo sui guanciali. + +Passò un minuto prima che il Duca trovasse la forza di uscire. + +Sulla soglia della cascina s'imbattè col dottore. + +--Sta male, eh! quel poveraccio?--chiese il medico, vedendo il viso +alterato di Giuliano. + +--Sì....--balbettò il Duca--temo che.... + +--Per bacco!... l'ho detto subito che era affar di pochi giorni. Ma +lei non ci venga più qui. Vada via, che questi non sono spettacoli per +lor signori; e tanto, ormai è finita. Vada via, le dico, e mi cambi +subito quella brutta cera, che, se no, son capace di farle un salasso +qui sui due piedi. + +Giuliano rispose con un tentativo di sorriso agli scherzi e ai +consigli del medico; poi s'allontanò adagio adagio, perchè dal +cascinale non si avvedessero ch'egli si reggeva a stento sulle gambe. +E solo quando fu lontano sulla via, lungi da ogni sguardo, nell'ombra +discreta d'una macchia, allora soltanto si lasciò andare. Cadde a +sedere su un tronco d'albero.... brancolando.... cercando un appoggio, +come una donna che vien meno. + +Il Duca era vinto.... la scena era stata troppo forte per lui. Sulla +sua fronte pallida il sudore si rinnovava ogni momento. Balbettava +sconnesse parole.... batteva i denti.... rabbrividiva, smentendo, nel +codardo abbandono di quel momento, tutta la sua calma di gentiluomo, +la sua placidità di uomo forte, la sua stupenda indifferenza di +creolo. Ebbe uno scoppio di pianto nervoso, quasi isterico, e non +cercò di frenarlo: chi lo vedeva colà, chi lo udiva?... Milla non era +in presenza del suo idolo. Olga era a Genova, lungi dal suo schiavo +gran signore! E i passeri della macchia non si curavano punto di quel +Duca in lagrime, buttato là come un cencio.... scosso da quei +singhiozzi spasmodici.... che non erano forse nè tutta paura, nè tutto +rimorso!... + + * * * * * + +La camera di Drollino era quasi buia. Per terra, in un angolo, ardeva +un lumicino d'olio, e la sua poca luce era attenuata da una specie di +paralume improvvisato. Dietro ai vetri e alla carta della finestrina, +s'urtava un raggio di luna che cercava d'insinuarsi all'interno +disegnando sull'ammattonato e sulle pareti lunghe striscie bianche, +d'uno splendore freddo ed immobile. Nel camino ardevano lentamente +alcuni rimasugli di legna umida, e una vecchietta, adagiata in un +rustico seggiolone impagliato, lottava ostinatamente col sonno. Un +gentile odore d'erba secca veniva dal vicino fienile, e nel silenzio +della stanza giungeva ancora dal prossimo piano uno stridore ritmico +e incessante di grilli, cui teneva bordone una voce più immediata, +uscita dal focolare stesso del camino. E, a lunghi intervalli, qualche +nitrito affievolito dalla distanza.... qualche lontano interrotto +canto di rossignolo.... le voci solitarie dei pascoli, che si +stendevano addormentati ora e ravvolti nell'ombra notturna e infinita +del piano. + +La donna non ne poteva più. Lo aveva detto al Duca; eran tre notti che +non chiudeva gli occhi! E ora quei poveri occhi stanchi si chiudevano +irresistibilmente. Il rumore affannoso, sibilante che Drollino faceva +respirando, non bastava più a tenerla desta. E i grilli, +nell'interminabile monotonia del loro coro, non parevano modulare che +una sola parola: dormire, dormire! + +A dir vero, Drollino pareva molto più quieto adesso; il rumore dei +suoi rantoli affaticati pareva diminuire. Ora invece vaneggiava. + +Sulle prime, essa aveva voluto dar retta alle parole, alle frasi +interrotte di quel quieto delirio. Ma poi se n'era stancata; eran +tutte frasi del suo mestiere, e non si capiva nulla. Piuttosto, per +tenersi desta, ricorse al rosario. Ma nemmen questo valeva: essa +pronunciava affatto macchinalmente quelle note e sacre parole; la +mente le si intorpidiva nel sonno. + +--Mia! sta quieta,--diceva dolcemente Drollino.--No, no, non va bene +così! più ritta.... Avanzi il ginocchio.... ora terrò la staffa.... +tiri a destra. + +La vecchia provò a cambiare. _Salve regina, vita dulcedo, spes +nostra_.... + +Drollino continuava sempre più sommessamente:--Volti, ora; aspetti.... +poggi sul fianco, niente paura..., più alta la briglia. Non abbia +paura..., non si farà male.... son qua io.... + +In quegli accenti spezzati si sentiva una modulazione quasi +carezzevole, qualche cosa di indicibilmente sentito e profondo. La +vecchia si destò con un sobbalzo, e continuò: _in hac.... lacrimarum +valle_.... + +Di repente sul volto di Drollino si operò un mutamento. I tratti +s'affilarono, informandosi sulle ossa, che parvero avanzarsi sotto la +pelle e sporgersi con un più marcato rilievo. Il volto assunse una +tinta grigiastra, d'una trasparenza perlacea, e sotto alla quale +s'accusava, sotto un lividore quasi violaceo, il colore di un frutto +troppo maturo che, toccato, si ammacca. + +La vecchia s'era addormentata. Russava ora ella stessa, colla corona +abbandonata sulle scarne nocche delle dita. La lucernetta, in cui +l'olio veniva meno, mandava una luce vacillante, che si esauriva +lottando ad un tempo contro l'ombra della stanza e il chiarore incerto +del lume di luna. + +Allora, nell'agonia solitaria di Drollino, cominciò la splendida +gloria d'un sogno. L'ordine della sua esistenza si capovolse negli +ultimi sforzi della memoria: presso alla fine, egli rivisse, l'estasi +suprema di un'ora della sua prima gioventù. + +--Dagli un bacio,--diceva il Principe ridendo. E la testolina bruna +della bambina si chinava verso di lui; due labbruzze strette, +allungate cercavano le sue; una vocina festosa ripeteva:--Prendi, +Drollino, prendi! + +Egli non si tirò in là, non ricusò. Mosso il braccio, brancolando nel +buio, come se volesse stringere.... afferrare. + +Poi, con un'ospressione di supremo trionfo, gridò:--Mia! + +La vecchia si destò di botto.... Gesù Maria!... parlava sempre quel +poveretto, non si chetava mai! Ecco che adesso chiamava la sua +cavalla. + + * * * * * + +Stette ancora in ascolto, ma non sentì più nulla. Le parve anzi che il +rantolo fosse cessato.... a un tratto. Inquieta, s'alzò, attizzò il +lucignolo della lucerna e s'accostò al letto! + +E subito, spaventata, si ritrasse per chiamar gente. + +La camera s'empì in breve di contadini. Ma nessuno ormai, nulla al +mondo poteva turbare l'ultimo sogno di Drollino. Lo spirito, +all'estremo, s'era rifugiato in quel sogno, e aveva varcato il +confine. + + + + +FINE. + + +[Illustration] + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Mia, by Memini + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK MIA *** + +***** This file should be named 16980-8.txt or 16980-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/1/6/9/8/16980/ + +Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net. (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. Special rules, +set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to +copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to +protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project +Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you +charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you +do not charge anything for copies of this eBook, complying with the +rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose +such as creation of derivative works, reports, performances and +research. They may be modified and printed and given away--you may do +practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution. + + + +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License (available with this file or online at +https://gutenberg.org/license). + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. 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INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the +trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone +providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance +with this agreement, and any volunteers associated with the production, +promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works, +harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees, +that arise directly or indirectly from any of the following which you do +or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm +work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any +Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause. + + +Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm + +Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of +electronic works in formats readable by the widest variety of computers +including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at https://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. Compliance requirements are not uniform and it takes a +considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up +with these requirements. We do not solicit donations in locations +where we have not received written confirmation of compliance. To +SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any +particular state visit https://pglaf.org + +While we cannot and do not solicit contributions from states where we +have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition +against accepting unsolicited donations from donors in such states who +approach us with offers to donate. + +International donations are gratefully accepted, but we cannot make +any statements concerning tax treatment of donations received from +outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. + +Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation +methods and addresses. Donations are accepted in a number of other +ways including including checks, online payments and credit card +donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + https://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + +*** END: FULL LICENSE *** + diff --git a/16980-8.zip b/16980-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..44449ee --- /dev/null +++ b/16980-8.zip diff --git a/16980-h.zip b/16980-h.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..dd9ec73 --- /dev/null +++ b/16980-h.zip diff --git a/16980-h/16980-h.htm b/16980-h/16980-h.htm new file mode 100644 index 0000000..a3f66e5 --- /dev/null +++ b/16980-h/16980-h.htm @@ -0,0 +1,6582 @@ +<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN" + "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"> + +<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"> + <head> + <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html;charset=iso-8859-1" /> + <title> + The Project Gutenberg eBook of Mia, by Memini. + </title> + <style type="text/css"> +/*<![CDATA[ XML blockout */ +<!-- + p { text-indent: 2em; + margin-top: .75em; + text-align: justify; + margin-bottom: .75em;} + .noind {text-indent: 0em;} + .gap {margin-top: 2em;} + .biggap {margin-top: 4em;} + .right {margin-left: 70%;} + h1,h2,h3,h4,h5,h6 { text-align: center; clear: both;} + hr { width: 33%; + margin-top: 2em; + margin-bottom: 2em; + margin-left: auto; + margin-right: auto; + clear: both;} + + body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;} + + .pagenum {position: absolute; left: 92%; font-size: smaller; text-align: right; color: gray;} + + ul { text-align: center; + list-style: none; + margin-left: 0em; + padding-left: 1em; + text-indent: -1em; } + li { margin-top: 0.3em; } + + .center {text-align: center;} + .smcap {font-variant: small-caps;} + + .caption {font-weight: bold;} + + .figcenter {margin: auto; text-align: center;} + a img { border: 0; } + + .footnote {margin-left: 10%; margin-right: 10%; font-size: 0.9em;} + .footnote .label {position: absolute; right: 84%; text-align: right;} + .fnanchor {vertical-align: 2px; font-size: .8em; text-decoration: none;} + + .poem {margin-left:10%; margin-right:10%; text-align: left;} + .poem .stanza {margin: 1em 0em 1em 0em;} + .poem span.i2 {display: block; margin-left: 2em;} + .poem span.i4 {display: block; margin-left: 4em;} + // --> + /* XML end ]]>*/ + </style> + </head> +<body> + + +<pre> + +The Project Gutenberg EBook of Mia, by Memini + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Mia + Romanzo + +Author: Memini + +Release Date: November 1, 2005 [EBook #16980] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK MIA *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net. (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + + + + + +</pre> + + +<hr style="width: 30%;" /> + +<div class="figcenter" style="width: 312px;"> +<img src="images/coperta_main.jpg" height="400" alt="Coperta" title="Coperta" /> +</div> + +<hr style="width: 30%;" /> + +<h2>MEMINI</h2> + +<h1 class="gap">MIA</h1> + +<h4>ROMANZO</h4> + +<div class="figcenter" style="width: 95px;"> +<img src="images/coperta.jpg" height="100" alt="Immagine decorativa" title="Immagine decorativa" /> +</div> + +<h4>MILANO</h4> + +<h5>GIUSEPPE GALLI, LIBRAJO-EDITORE<br/> +Galleria Vitt. Em. 17 e 80.</h5> + +<h4>1884</h4> + +<hr style="width: 20%;" /> + +<h5>Proprietà letteraria</h5> + +<h5>Tip. L.F. Cogliati</h5> + +<hr style="width: 20%;" /> + +<div class="center"> +<ul> +<li><a href="#I">I</a></li> +<li><a href="#II">II</a></li> +<li><a href="#III">III</a></li> +<li><a href="#IV">IV</a></li> +<li><a href="#V">V</a></li> +<li><a href="#VI">VI</a></li> +<li><a href="#VII">VII</a></li> +<li><a href="#VIII">VIII</a></li> +</ul> +</div> + +<hr style="width: 45%;" /> + +<div class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">{5}</a></div> + + +<h2><a name="I" id="I"></a>I.</h2> + + +<p>Di provincia, questo sì, ma una casa colossale e delle ricchezze degne +della storica nobiltà del nome; una casa come ce ne son poche ormai, +mercè la sacra e rovinosa giustizia, cui dobbiamo l'abolizione dei +privilegi di primogenitura.</p> + +<p>E (incredibile ma vero) l'attuale capo della casa, Sua Eccellenza il +signor Principe d'Astianello, un bell'uomo sui quarantacinque anni, +vedovo, con una sola bambina, non voleva saperne di rimaritarsi.</p> + +<p>Non già che gli fossero mancati suggerimenti in proposito. Amici, +parenti, chi aveva diritto a dar parere e chi non l'aveva, tutti +battevan <span class="pagenum noind"><a name="Page_6" id="Page_6">{6}</a></span>quella solfa. Gli parlavano continuamente di visetti +adorabili, di doti cospicue, di educazioni finitissime, di alleanze +sovrane. Egli non diceva di no, non sfuggiva la visuale dei visetti +adorabili, non sprezzava le doti cospicue, lodava le finite +educazioni, onorava le quintessenze di sangue bleu... ma, ecco qua: +non sposava!</p> + +<p>E però egli era severamente giudicato da un venerabile sinodo di +nonne, di mamme e di zie, cui teneva bordone un coro, più timido ma +non meno malcontento, d'interessanti vedovelle. Egli non parlava mai +della defunta Duchessa; non pareva, nè era infelice. Era quasi sempre +gioviale e di buon umore. Non era per nulla un santo padre del +deserto, godeva largamente e pacificamente dell'esistenza. Non +s'occupava di politica, ma se se ne fosse occupato sarebbe stato un +conservatore feroce e un implacabile codino. Lo era bensì per conto +proprio ed in casa sua, dove serbava gelosamente inalterate le +costumanze e le tradizioni della famiglia.<span class="pagenum noind"><a name="Page_7" id="Page_7">{7}</a></span></p> + +<p>In casa d'Astianello c'eran sempre state le razze di cavalli; orbene, +egli continuava quell'abitudine, le razze ci sarebbero sempre, per +l'appunto. L'estesa dei pascoli era immensa e colà nitrivano e +sgambettavano i puledri delle cavalle ch'egli aveva ereditate puledre +dal padre suo. Le razze di casa d'Astianello erano antiche e pregiate +e costituivano una questione di dare ed avere non indifferente nonchè +una delle più apprezzate vanaglorie della famiglia. Il Principe, a +dirla qui fra noi, non se ne intendeva più che tanto, ma altri della +casa se ne intendeva per lui e qualchevolta i suoi cavalli, buscavano +il premio alle esposizioni ippiche. E allora che baldoria nella +tenuta!</p> + +<p>Il Principe amava parlare dei suoi cavalli. Specialmente quando +qualche imprudente e zelante amico tentava intavolare, anche alla +lontana, quel benedetto argomento del matrimonio. Allora sì che +entrava in campo la scienza ippica. Il Principe prendeva a sfoderare +le sue cognizioni <span class="pagenum noind"><a name="Page_8" id="Page_8">{8}</a></span>in fatto d'allevamento. Apriti cielo.... S'intende +piova, ma non tempesta. Ed era invece tempesta, ma così fatta, a +chicchi così grossi, così innumerevoli che il povero interlocutore +seccato a morte, stordito, assordato, non vedeva l'ora di battersela e +alla prima interruzione, se la batteva senz'altro. Il Principe rideva +e continuava... a non sposare.</p> + +<p>Da qualche anno in qua il nerbo degli amici cospiratori aveva mutato +sistema. Avevano detto: lasciamo fare al tempo. Ma il tempo passava +senza recare sulle sue decrepite ali una seconda principessa +d'Astianello.</p> + +<p>Eppure il Principe aveva, a modo suo, amata moltissimo la sua povera +moglie. E forse appunto per questo egli era ora così fedele alla +memoria di lei e alla propria libertà.</p> + +<p>Oltre a queste due sante cose, il Principe amava molto la sua bambina +e il pensiero di darle una matrigna gli tornava odioso. Non già che +vivesse molto con lei o che attendesse egli <span class="pagenum noind"><a name="Page_9" id="Page_9">{9}</a></span>stesso alla sua +educazione. Ma gli era caro veder bazzicare per l'ampio dei grandi +saloni quel nonnulla di bambina, quella cosuccia bianca, delicata, +soave, che non voleva saperne di crescere, che nello studio non faceva +grandi progressi e non era nè impertinente nè spiritosa, ma che veniva +su adagino, lentamente come uno dei fiorellini esotici della serra e +che voleva tanto bene a lui. Gli era caro, quando saliva a cassetta +per condurre il tiro a quattro, veder la ragazzina andare in estasi e +contemplarlo rapita, come avrebbe contemplato un re, seduto in trono. +Una sola cosa gli dispiaceva; che la sua Camilla (Milla per amore di +brevità) fosse così timida e paurosa. E il bello è che essa non diceva +mai: ho paura. Ma come diventava smorta quando cominciava il temporale +come tremava quando suo padre parlava di metterla in sella; che +sgomento nei suoi occhioni amorosi quando egli aveva la crudeltà di +pretendere ch'ella assistesse in giardino ad un esercizio di tiro +colla carabina Flaubert!<span class="pagenum noind"><a name="Page_10" id="Page_10">{10}</a></span> Decisamente Camilla non aveva in sè la +stoffa di un'amazzone. E il Principe, dopo essersene un po' stizzito, +finiva collo scusarla, considerando che già.... veramente era un po' +delicatina.</p> + +<p>Ora anzi stava meglio di prima a furia di cure e d'aria d'Astianello, +ma non era proprio il caso di tormentarla nè per l'ardire, nè per +l'amore allo studio. Tutte cose che verrebbero poi a tempo debito. E +se non verrebbero... nemmen più tardi... poco male!</p> + +<p>Il Principe, un po' per gusto proprio, un po' per la bambina, passava +buona parte dell'anno ad Astianello. Quella gran libertà della +campagna, la sovranità assoluta ch'egli vi esercitava, si confacevano +al suo carattere di feudatario benigno. Si sa; ogni tanto una +scappatina o a Parigi o a Torino, o a Firenze per rifarsi un po' della +solitudine. Bene spesso un'invasione d'amici alla villa; qualche +grande caccia che vi riuniva delle gaie brigate, occasioni gradite +d'esercitare una <span class="pagenum noind"><a name="Page_11" id="Page_11">{11}</a></span>ospitalità larga, franca, veramente opulenta nella +stessa sua semplicità. Nessun cerimoniale, s'intende, nessun sussiego, +tutto schietto, alla mano, un po' all'antica, abbondanza eccessiva, +una buona dose di sperperi e d'abusi, ma lieta anche questa, quasi +consacrata dall'abitudine e dalla gratitudine. Una moltitudine di +persone di servizio, per far poco o nulla, ma per scialare +allegramente alle spalle del padrone che ignorava molto e tollerava +assai, ed era oggetto, da parte di quanti se la godevano alle sue +spese, d'una specie di culto, grossolano forse, ma se non altro +sincero.</p> + +<p>La villa era bellissima, vecchia, ma d'un'architettura già emancipata +dallo stile greve e freddamente monumentale del più delle sue +contemporanee. S'alzava in mezzo al giardino su un rialzo di terreno +che componeva una vasta spianata tutta coltivata a fiori. Di fronte +alla facciata principale, si stendeva un viale di antichi ipocastani +che facevan capo ad un'ampia cancellata e all'entrata della villa. Il +viale costeggiava a destra <span class="pagenum noind"><a name="Page_12" id="Page_12">{12}</a></span>il vastissimo fabbricato delle scuderie, a +sinistra il giardino.</p> + +<p>I fabbricati rustici dipendenti dalla villa, rimanevan colati dietro +un folto boschetto di cipressi e celavano alla lor volta l'immediata +vicinanza delle prime case del villaggio. Ond'è che bene spesso, un +contadino, di ritorno dai campi o che avesse premura, si metteva +francamente pel viale e passava rasente alla villa senza che nessuno +ne facesse caso. Il cancello d'entrata era sempre aperto durante il +giorno. Il giardino era, come dissi, ricchissimo di fiori. Sulla +spianata, a ridosso della facciata principale, una doppia gradinata, +bipartendosi lateralmente da una fontanina, saliva, sino alla +terrazzina del primo piano, mettendolo così in comunicazione diretta +col giardino. Quelle due scalinate avevano una fisonomia gentilmente +teatrale d'idillio, colle loro barocche ringhiere ammantate da fitte +diramazioni di rosai, di serenelle, di caprifoglie; era come +un'invasione di fiori, intenti a dar la scalata alla casa.<span class="pagenum noind"><a name="Page_13" id="Page_13">{13}</a></span></p> + +<p>Peccato che la finestra del terrazzino fosse sempre chiusa!</p> + +<p>Dietro c'era una bellissima stanza da letto, tutta parata in raso +celeste. Quella era la camera matrimoniale del Principe e la Milla +v'era nata ma egli non ci metteva mai piede, nè permetteva che alcuno +l'abitasse.</p> + +<p>Milla dimorava in un'altr'ala della casa. Aveva anch'essa uno stanzone +grande e ricco e il suo piccolo lettuccio pareva ancor più piccolo in +quella severa vastità d'ambiente. Ma, come a correggere l'esiguità di +quel lettuccio di bimba, accanto a questo s'accampava maestoso l'ampio +letto ove stendevansi pudicamente ogni sera, l'ossea carcassa e le +forme allampanate della rispettabile Miss Rhoda Spring, la governante +inglese della Principessina. A dire vero, Miss <i>Spring</i> non faceva +grande onore al suo poetico nome. La primavera di quella degna signora +era da più anni compiuta ed era difficile persino il ricordo delle +mammolette e del ritorno delle rondini <span class="pagenum noind"><a name="Page_14" id="Page_14">{14}</a></span>davanti a quella formidabile +persona, così maestosamente, così intrepidamente brutta. Con tutto +questo Miss Spring era un angiolo insulare di zitellona, buona, +ingenua, candidissima; ma nel villagio e nella tenuta non godeva le +simpatie dell'universale. Abituati a stimare altamente le razze di +cavalli inglesi e a pregiare sovra ogni altra, le puledre venuto +dall'Irlanda, quella brava gente non poteva capacitarsi come una +compaesana, per esempio, di Lady Rowena (quella famosa morellona che +aveva portato via il premio all'Esposizione di Roma) potesse essere +così brutta, e avere dei piedi cosiffatti, e una faccia smorta, che +pareva il muso d'una cavalletta. Il male era che, per l'appunto, il +Principe aveva scritto a un suo amico a Dublino di mandargli una +cavalla così e così. Infatti avevano viaggiato, si può dire, di +conserva, ma, giungendo, non avevano incontrato per nulla lo stesso +aggradimento. Il che non vuol dire però, che non avessero entrambe +<span class="pagenum noind"><a name="Page_15" id="Page_15">{15}</a></span>fatta, ciascuna a modo suo, eccellente riescita: Rowena era l'idolo +della scuderia, e Miss Spring era l'idolo di Camilla.</p> + +<p>A dirla schietta, non ci voleva poi gran che per diventare l'idolo +della Milla. Il suo cuoricino di bimba aveva un grande bisogno di +voler bene.</p> + +<p>E in quella baraonda di casa, fra quell'andirivieni di gente, +esclusivamente occupata di cavalli e dove l'elemento femminile non era +rappresentato che dalle guardarobiere o dalle mogli dei fattori e dei +palafrenieri, una donna che si occupasse della bambina, che le usasse +certe cure, doveva, senza fallo, occupare un posto importante +nell'animo suo. Milla poi aveva un benedetto carattere.... Si +affezionava presto, con un grande ardore, che durava, nutrendosi del +proprio elemento, esaltandosi, raffinandosi, facendosi sempre più +scevro d'egoismo. Oh! come aveva amata quella zoticona della sua +balia, rimastale vicino sino a che ella avesse raggiunto il settimo +anno! Che <span class="pagenum noind"><a name="Page_16" id="Page_16">{16}</a></span>pianti, che disperazione quando dovette lasciarla! E ora, +ecco, il suo amore era Miss Spring!</p> + +<p>Certo; Miss Spring era proprio una buona donna, e anch'essa s'era +affezionata assai alla Milla.... Credeva in piena buona fede di far +l'educazione di quella creatura.... <i>darling</i> Milla! Ma in realtà +<i>darling</i> Milla si educava da sè sola, colla dolcezza infinita, soave +del suo carattere, col suo ardente bisogno di voler bene. Non faceva +immensi progressi nello studio, era molto timida, e non era punto +furba; ma questo cosa importava?....</p> + +<p>Il signor Principe aveva raccomandato di non seccarla troppo, povera +piccina, con tutte le storie in <i>ia</i>...; non si curava affatto d'aver +una bambina prodigio, e d'altronde era di parere che una donna ne sà +sempre abbastanza. Ond'è che Milla passava sole poche ore del giorno +nel salotto così detto di studio, e quando il tempo lo permetteva, lei +e Miss Spring vivevano all'aria aperta, a passeggio o in giardino. +Anche il medico <span class="pagenum noind"><a name="Page_17" id="Page_17">{17}</a></span>aveva suggerito di far così; e realmente, nulla +poteva tornar più giovevole alla salute della bambina. Miss Spring +prediligeva l'ombra fitta e fresca degli ipocastani; a mezzo il viale, +dal lato del giardino, il Principe aveva fatta fabbricare una specie +di capanna rustica con dei banchi e qualche seggiola, e questo era il +quartier generale della governante e dell'allieva. A destra, a capo al +viale, la casa; a sinistra, in fondo al viale, il cancello sempre +aperto; dietro il giardino; davanti, il muro basso, rossiccio, +interminabile delle scuderie.</p> + +<p>Quanta gente ci viveva su quel lusso delle scuderie! L'allevamento era +una fonte continua di prosperità e di guadagni per la popolazione di +Astianello, e quasi tutte le braccia valide vi trovavano sicuro +impiego. E come andavano superbi di appartenere alla tenuta del signor +Principe! I cavallanti, poi, in ispecie formavano quasi una +corporazione privilegiata, dove la successione si trasmetteva di padre +in figlio. Avevano la riputazione <span class="pagenum noind"><a name="Page_18" id="Page_18">{18}</a></span>d'essere esperti, arditissimi, +anche un po' temerari, se si vuole. Li chiamavano i diavoli +d'Astianello, ed essi erano lusingatissimi della loro denominazione e +si sforzavano di farle onore, cavalcando sempre di carriera, portando +il berretto in un modo speciale e usando un certo linguaggio, +pittoresco all'estremo, che strappava degl'innumeri <i>shocking</i>! dalle +labbra smorte di Miss Spring. Ma i cavallanti, forse perchè non +capivano il pudico valore di quella parola, non ristavano +dall'infiorare i loro discorsi di quelle energiche locuzioni. Era +un'abitudine, un vezzo come un altro; probabilmente essi eran persuasi +che ciò contribuisse assai al <i>chic</i> della professione. I più giovani +naturalmente esageravano questa pretesa; tra i ragazzi poi, i +cavallantini in erba, era una cosa terribile. Bisognava sentir +Drollino, per esempio! Era per l'appunto il ragazzo più taciturno +della tenuta; ma le poche parole che diceva eran tutte moccoli.... +proprio tutte!<span class="pagenum noind"><a name="Page_19" id="Page_19">{19}</a></span></p> + +<p>Che tipo curioso quel Drollino! Veramente si chiamava Pietro, ed era +figlio d'uno dei più bravi cavallanti della tenuta. Le consuetudini +del dialetto della provincia avevano alterato il suo nome, +allungandolo: ne avevan fatto, Pedrolo. Senonchè, per distinguerlo dai +molti altri Pedroli e dal padre stesso, che si chiamava pur egli così, +il nostro Pedrolo diventò Pedrollino; poi, per abbreviare, si disse +Drollino. Egli portava bene quel nome spiccio. Era un ragazzeto sui +dieci anni, magrissimo, con una faccia fina, piccola, espressiva, +abbronzata dal sole ardente dei pascoli. Sua madre era morta nel darlo +alla luce, ed egli, che non amava la matrigna, non voleva saperne di +stare in casa... era sempre a zonzo pei pascoli, col padre suo o solo. +A scuola non ci voleva andare; veniva su alla libera, ignorante come +un ciuco, di tutto ciò che non fosse cavalli. Con questi, si sa, pane +e cacio; ed egli preferiva assai trovarsi in mezzo ai puledri che coi +compagni suoi. Cavalcava già, con destrezza mirabile. Il <span class="pagenum noind"><a name="Page_20" id="Page_20">{20}</a></span>male era che +s'affezionava tenacemente agl'individui della razza, e, se accadeva la +vendita di qualche pariglia o di qualche allievo del quale egli si +fosse personalmente occupato, considerava quella misura quasi come un +insulto personale, digrignava i denti, bestemmiando come un Turco e +per più giorni batteva la pianura come un zingaro. Poi l'amore pei +cavalli lo vinceva e la pecorella tornava all'ovile.</p> + +<p>Ragazzo com'era aveva già una salda esperienza del suo mestiere; ne +sapeva quasi tutte le malizie; ciò che piace ai cavalli e ciò che dà +loro ai nervi. Era un po' prepotente e quando imbizzarriva, tirava +calci e mordeva.—Mi spiace a dirlo, ma temo che Drollino non avesse +sulle parole <i>tuo</i> e <i>mio</i> delle nozioni d'una precisione matematica. +Il frutteto riceveva spesso qualche sua visita notturna e il +giardiniere trovava sempre mancanti all'appello certi limoni acerbi +ch'egli contava spesso con una cura piena di speranze. E Drollino +amava molto i limoni acerbi...<span class="pagenum noind"><a name="Page_21" id="Page_21">{21}</a></span> Ma non si lasciava mai cogliere sul +fatto. Con tutto ciò era un ragazzo simpatico... aveva certe qualità +indicatissime pel suo mestiere. Oltre ai cavalli adorava il suo +padrone. Gli rubava i limoni è vero, ma per lui si sarebbe fatto +ammazzare, quando occorresse. Per Drollino il possessore di tutti quei +cavalli, di quella tenuta immensa non poteva essere un uomo come gli +altri. Era maestà infinita, senza pari. E quando pensava che, se il +padrone non si rimaritava, tutta la tenuta, la villa, lo spazio +immenso delle campagne apparterrebbero un giorno a quella creaturina +vestita di bianco che giocava nel viale, la bambina assumeva ai suoi +occhi un aspetto fantastico; diventava un essere straordinario anche +lei, come una specie di deità, destinata a uno splendore incomparabile +di avvenire. In quello, al povero Pedrolo, il padre di Drollino, +accadde un brutto caso. Un puledro mal domo, ch'egli stava governando, +gli sferrò un calcio terribile nella coscia. Il poveretto ebbe a +restare coricato <span class="pagenum noind"><a name="Page_22" id="Page_22">{22}</a></span>per quaranta giorni e quando s'alzò s'avvide con +immenso dolore d'essere ormai irrimediabilmente sciancato! Si trattava +dunque di rinunziare ai cavalli. Che colpo per il povero +cavallante.... non poteva crederci, non sapeva rassegnarsi! Ma il +Principe impietosito seppe assicurargli un posto che, da un lato +almeno, tornava consono alla vocazione del ferito e alle sue attuali +condizioni di salute. Lo fece portinaio delle scuderie coll'alloggio +accanto a queste. Pedrolo non governava più i cavalli liberi, ma +vedeva gli altri, li udiva, poteva passeggiar tutto il giorno +arrancando colla sua gamba storpia nei pressi della scuderia. Drollino +naturalmente aveva seguito il padre nella sua nuova dimora.</p> + +<p>Ma con quanto dispiacere! Scappava laggiù ai pascoli tutte le volte +che poteva; ma pure ogni tanto gli toccava star in casa! Almeno se +avesse potuto lavorare in scuderia! Ma i palafrenieri e i cocchieri +non eran punto teneri pei cavallanti; ed i mozzi erano in continua +lite con quel ragazzotto <span class="pagenum noind"><a name="Page_23" id="Page_23">{23}</a></span>insolente, facevano apposta a non lasciarlo +giungere sino ai cavalli, lo canzonavano quando egli pretendeva dar +pareri.</p> + +<p>Drollino si rodeva (forte dei suoi bricioli di esperienza), del suo +acuto istinto d'osservazione. Pensava a fuggire definitivamente. Aveva +un certo progettino; voleva, un giorno o l'altro, rubare un cavallo e +poi scappare, andarsene nella pianura illimitata. Capiterebbe Dio sa +dove, ma intanto avrebbe un cavallo suo, proprio suo, tutto suo! +Cristo!... che cosa!.... avere un cavallo suo!</p> + +<p>Quando Drollino non ardiva allontanarsi soverchiamente dalla casa +nuova gironzava pel giardino e bene spesso scavalcando un muricciuolo, +capitava nel viale. E così fu che s'imbattè varie volte colla Milla +occupata ad ammonticchiare le castagne d'India, cadute dagli alti +piantoni. Dapprima, sgomentato, fuggiva come se vedesse la versiera; +poi s'era fermato a guardare, poi un sorriso della Milla gli aveva +dato il coraggio <span class="pagenum noind"><a name="Page_24" id="Page_24">{24}</a></span>di fare un passo avanti, poi avevano scambiata +qualche parola e avevano finito col mettersi a giocare assieme. Miss +Spring sulle prime aveva mossa qualche obiezione; poi, vedendo che il +ragazzo si conduceva bene e che le sue letture riescivano meno +interrotte dacchè Milla aveva un compagno, finì per permettere che il +<i>fiery boy</i> giocasse colla padroncina. Essa lo chiamava così: «ragazzo +ardito»; e in fondo non le dispiaceva. D'altronde, come il più delle +sue connazionali, aveva nel sangue un po' di manìa di proselitismo e +le era balenato nell'animo che in quel ragazzo indomito ci fosse +qualche cosa di convertibile. E se Milla, come quell'angelica Evelina +della <i>Capanna dello zio Tom</i>, fosse destinata a ricondurre sulla +buona strada il <i>fiery boy</i> e farne per lo meno un <i>tetotaller</i>?... I +<i>tetotaller</i>.... erano il sogno di Miss Spring. Essa aveva molta fede, +molta immaginazione e i moccoli di Drollino nascevano così fitti, così +smozzicati fra i denti, che la credula governante, <span class="pagenum noind"><a name="Page_25" id="Page_25">{25}</a></span>udendoli, non li +capiva e sorrideva benevolmente osservando quanto i nostri +differenziano dai dialetti della sua nativa natura e verde Erinni.</p> + +<p>Certo è che i moccoli di Drollino erano d'una specie affatto +particolare. Li pronunciava a mezza voce, con un tono secco, +stridente, come se masticasse dei bottoni di porcellana. La Milla però +li capiva e se Miss Spring non era vicina lo sgridava.—Ah! Drollino! +non sta bene!—diceva con un'aria patetica di rimprovero.</p> + +<p>E Drollino a furia di sentire quella vocina dire che i moccoli non +stanno bene cominciò ad arrossire ogni volta che, per caso, gliene +sfuggiva detto uno. Non già che non fosse stato mosso qualche appunto +al suo linguaggio, anche prima; ma chi gli faceva queste osservazioni +gliele faceva a suon di ceffoni e di tirate d'orecchio ed egli trovava +più comprensibile il linguaggio di Milla.</p> + +<p>Erano bimbi affatto e giocavano di gran cuore. Egli le usava certe +attenzioni, delle quali nessuno <span class="pagenum noind"><a name="Page_26" id="Page_26">{26}</a></span>l'avrebbe creduto capace. Le compose +un'altalena, e le rimproverò la sua dappocaggine e la sua paura dei +cavalli. Le portava degli uccellini semivivi, dei gatti d'una magrezza +incredibile; una volta le portò persino una marmotta, ancor mezzo +addormentata. Essa serbava spesso per lui qualche dolce del desinare. +Allora Drollino, che era fiero e non voleva mangiare i dolci a ufo, le +recava delle pesche stupende rubate per lei con somma maestria e non +lieve pericolo, dal frutteto stesso della villa. La bambina, complice +innocente, mangiava con piacere le frutta proibite! Invertita, ma pur +sempre la scena eterna di Adamo ed Eva!</p> + +<p>Il Principe aveva visto più volte sul viale i due piccoli compagni di +gioco, ma la cosa non gli fece la minima impressione. Trovò anzi che +era naturalissimo. E lo era infatti, col sistema e le abitudini quel +tempo in cui egli pure era stato bambino!</p> + +<p>Drollino giocava molto e parlava poco. Ma ora <span class="pagenum noind"><a name="Page_27" id="Page_27">{27}</a></span>che era proprio in +confidenza colla Milla gli veniva fatto ogni tanto di accennare alla +sua grande, indomabile passione, i cavalli. Oh come rimpiangeva +l'epoca anteriore alla disgrazia di suo padre!—Oh se sapessi, +Milla.... cos'è!...—S'animava narrando le gioie della vita libera, le +voluttà delle corse sfrenate in groppa ai puledri vellosi! Oh! se +l'avesse lui.... un cavallo! Ma lo avrebbe voluto piccolo, appena +nato, per poterlo domare, educare.... Suo! suo! suo!... gli occhi gli +scintillavano d'entusiasmo.</p> + +<p>Un giorno capitò sul viale come un uragano.</p> + +<p>—Oh Milla! se sapessi! è nata or ora.... lì in scuderia.... da +Rowena.</p> + +<p>—Chi?...—chiese innocentemente la bambina.</p> + +<p>—Una puledrina!... Se la vedessi! dicono che sarà una meraviglia. È +grande così, guarda, come Lupo, il mastino di guardia! Se fosse mia, +ah Cris....</p> + +<p>Si fermò perchè Milla faceva un visino scandalizzato....<span class="pagenum noind"><a name="Page_28" id="Page_28">{28}</a></span> Alzò le +spalle, con un atto sprezzante poi, di volo, ritornò verso la +scuderia.</p> + +<p>Ci stette tardi, sin che potè.... sinchè il mozzo di guardia non lo +mandò via minacciandolo d'una pedata. Implorò di poter passare la +notte, lì sulla paglia, accanto alla neonata. Ma invano. In scuderia, +passate le dieci, non potevano rimanere se non le persone addette al +servizio notturno.</p> + +<p>Uscì agitatissimo, con un desiderio febbrile di tornare là dentro. Non +poteva spiccarsi dai pressi della scuderia. Ronzava continuamente +attorno all'uscio serrato, correva di qua e di là, assorto nel +pensiero che tutto lo dominava; aspettando impazientemente l'alba che +gli avrebbe agevolata l'occasione di tornare in quel paradiso perduto +e di cacciarsi in un cantuccio. Oh! non importa dove, pur che fosse +là, vicino al <i>box</i>, dove Rowena collo sguardo stanco memore del male +sofferto e fatta ancor più intelligente dalla recente maternità, +fissava la piccola bestiolina pelosa che ancora non sapeva reggersi in +piedi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_29" id="Page_29">{29}</a></span></p> + +<p>Così venne la mezzanotte.</p> + +<p>Era un tempaccio tempestoso: una luna color di sangue acceso +battagliava con una irosa schiera di nuvoloni plumbei, che la volevano +affogare. Lontano lontano, in un denso nereggiamento dell'orizzonte, +si susseguivano, con un brontolìo cupo e prolungato, tre o quattro +voci di tuoni, intesi a soperchiarsi l'un l'altro. A un tratto, in +mezzo a una folata di vento che passava, soffocata rasente al suolo, +Drollino sentì poco lungi un certo fischio sommesso, che col vento non +aveva nulla a che fare.</p> + +<p>—Cosa sarà?—disse il ragazzo insospettito ma senza paura. Era già +nell'ombra; vi rimase, anzi s'ingolfò meglio nel buio, passando dietro +una gran macchia di ortensie e coll'acutissimo sguardo prese a +indagare, per quanto gli riesciva, il vasto sfondo del viale. Non andò +guari che un secondo fischio, ma stavolta appena percettibile +all'udito, gli giunse da quella direzione. Poi vide confusamente un +gruppo di due o tre <span class="pagenum noind"><a name="Page_30" id="Page_30">{30}</a></span>persone camminare lente, con somma cautela, verso +il fianco settentrionale della villa.... dove per l'appunto si +trovavano le dispense e i tinelli della servitù. Drollino indovinò che +quella silenziosa comitiva erano ladri.</p> + +<p>Non si sgomentò, non smarrì nessuna delle sue facoltà. Senti un'acre +gioia di averli veduti, di potere sventar i loro progetti.—Ah! +birbanti!—pensò con trasporto....—or ora vi servo io!...</p> + +<p>Svoltò l'angolo della villa, si mise pel fossatello, e, scivolando +come una serpe per l'erba agitata dal vento, fu in un lampo alla corte +rustica. Svegliò il fattore, un vecchio animoso, che alla sua volta +destò e fece armare frettolosamente cinque o sei dei più arditi +famigli. Guidata da Drollino, la piccola comitiva avviata a +sorprendere i malviventi si recò nel luogo accennato dal fanciullo. +Allorchè vi giunse, i ladri, che non si erano ancor avveduti di nulla, +erano già intenti a smovere l'inferriata d'una delle finestre <span class="pagenum noind"><a name="Page_31" id="Page_31">{31}</a></span>a +terreno, in faccia ad un corritoio che metteva capo al tinello, dove +alla sera si rinserrava l'argenteria.</p> + +<p>Drollino capitanò la schiera dei famigli sino al riparo d'una vicina +macchia d'oleandri; poi si spinse solo, strisciando come un rettile, +finchè giunse quasi accanto ai ladri. Allora si voltò, accennando ai +suoi di farsi avanti. Ma in quel momento volle fatalità che la luna, +liberandosi inaspettatamente dalle nubi, piovesse sul mistero muto di +quella scena una viva striscia di luce mercè la quale il viso da +zingaro di Drollino e la sua mano alzata a far cenno, riusciron +visibili ai ladri.</p> + +<p>Questi, lasciata sul momento l'inferriata, si diedero a fuggire +precipitosamente. Allora, nel silenzio della notte, si sentì, acuta, +stridula, rapida come lo scoppio d'un razzo, la voce di Drollino che +mandava il grido d'allarme «Ai ladri!» E gridando, s'era lanciato su +quello dei malfattori che gli stava più vicino e gli si era appeso ad +<span class="pagenum noind"><a name="Page_32" id="Page_32">{32}</a></span>un braccio facendosi, nella fuga precipitosa di colui, trascinare +come un peso morto. Il cane di guardia abbaiava a squarciagola, i +contadini inseguivano correndo; s'era alzato un baccano incredibile.</p> + +<p>A un tratto si vide un lampo, s'udì uno sparo, cui tenne dietro un +grido acutissimo. I fuggitivi erano incalzati da vicino, ma due di +questi riescirono a porsi in salvo; il terzo, quello a cui s'era +avvinghiato Drollino, e che per isbarazzarsene gli aveva sparato +addosso un colpo di pistola, fu preso. Ma il fanciullo giaceva inerte +sul terreno.</p> + +<p>Non morto però, nè moribondo. La palla s'era acquartierata in un +polpaccio rispettando le ossa. Gli venne estratta la notte stessa ed +egli rimase l'eroe incontrastato dell'avventura.</p> + +<p>Il Principe venne a trovarlo nello stanzino del portinaio; s'accostò +al letto, disse un sonoro «bravo», e cacciò la mano sotto il lenzuolo +per sentire il parere del polso. C'era un po' di febbre, naturalmente, +ma nulla di grave.<span class="pagenum noind"><a name="Page_33" id="Page_33">{33}</a></span></p> + +<p>L'eroe era debole assai, ma grato, superbo di aver meritato tanti +onori e sopratutto una visita del Principe. Al padre che gli chiedeva +più tardi se nel momento terribile non avesse avuto paura, rispose +coscienziosamente di no.—Cioè—corresse un momento dopo—ho avuto +paura di due cose: che mettessero fuoco alle scuderie e che destassero +la signorina Milla!</p> + +<p>Rimase a letto per una ventina di giorni. Il Principe non s'era +accontentato dell'elogio fattogli in quella notte memorabile. Mandava +ogni giorno a prender sue notizie e volle che fosse per tutto il tempo +della malattia nutrito a spese della casa. Poi un bel mattino, quando +seppe che era proprio guarito, lo mandò a chiamare.</p> + +<p>Drollino venne subito accompagnato da suo padre. Era ancora assai +debole; il sangue perso e quei venti giorni di letto l'avevano +infiacchito assai; era magrissimo e aveva le labbra smorte. Il cuore +gli batteva forte e le gambe gli tremavano un poco mentre attraversava +la lunga infilata <span class="pagenum noind"><a name="Page_34" id="Page_34">{34}</a></span>delle sale a terreno. Il Principe stava ad +aspettarli nel salotto chinese e vicino a lui c'era Milla vestita di +bianco come al solito, coi begli occhioni azzurri spalancati, per +contemplar meglio l'eroe di quella misteriosa nottata.</p> + +<p>A dir vero, siccome essa dormiva placidamente quand'era accaduto tutto +quel tramestìo, non sapeva bene cosa fosse stato; ma dai discorsi di +Miss Spring, entusiasta del <i>fiery boy</i>, s'era capacitata che Drollino +aveva fatto qualche cosa di straordinario. E perciò lo guardava +ammirata, un po' impaurita forse da quella magrezza e da quel pallore +eccessivo.</p> + +<p>Il ragazzo non era punto vanaglorioso in quel momento; tremava e +avrebbe voluto essere altrove; il Principe gli faceva animo parlando +in tono scherzoso del fatto; chiedendo particolari. Ogni, tanto il +padre metteva bocca anche lui e Milla guardava, guardava.</p> + +<p>—Milla—disse a un tratto il Principe, con una serietà affettata,—e +tu non dici nulla a <span class="pagenum noind"><a name="Page_35" id="Page_35">{35}</a></span>questo tuo compagno che è stato così coraggioso? +Orsù, fagli i tuoi mirallegro.</p> + +<p>Pare che i mirallegro non fossero il forte della bambina; stava lì +attenta, immobile, senza parlare. Poi, a un tratto, stese timidamente +una manina, che Drollino non accennava per nulla di prendere.</p> + +<p>—Ho capito—disse il Principe, ridendo.—Tu, Drollino, vieni qua e +tu, Milla, falla finita e dagli un bacio.</p> + +<p>Drollino, il coraggioso! non era più pallido; era rosso rosso, e non +si moveva. Fu dessa a moversi, ad andargli incontro sorridendo, +cercando, colle labbruzze strette, riunite all'insù, le labbra pallide +del fanciullo, che, vergognandosi, si schermiva. Le trine del candido +abitino di mussola si gualcivano al contatto della rude fustagnina di +Drollino.</p> + +<p>Miss Spring, presente a quella scena, stava perplessa fra uno +<i>shocking</i> e un <i>darling</i>; ma il Principe rideva di gran cuore. E il +bacio, un po' per amore, un po' per forza, fu ricambiato.<span class="pagenum noind"><a name="Page_36" id="Page_36">{36}</a></span></p> + +<p>—Oh!—disse il Principe—così va bene. Ma ora è giusto che abbi, +oltre a questo, un compenso più duraturo. E voglio lasciarne la scelta +a te. Dì su, ragazzo, cosa vuoi?</p> + +<p>Sulle prime Drollino parve non capire. Poi, quand'ebbe afferrato il +senso della frase, quando capì che forse potrebbe ardire, ardire +assai, si fece di bragia, gli occhi gli scintillarono in fronte, sulla +sua mobile fisonomia si dipinse l'ansia d'un supremo desiderio.</p> + +<p>Ma non seppe parlare.</p> + +<p>Non gli riesciva.... l'idea della sua ambizione lo atterriva.... No, +no.... era impossibile.... era impossibile.... era troppo.</p> + +<p>Il padre, cogli sguardi, col gesto, gli faceva animo; ma egli non +guardava suo padre e respirava a stento.</p> + +<p>—Orsù, disse il Principe impazientito—hai capito di parlare? vuoi +farmi star qui tutta la mattina?</p> + +<p>Drollino non aveva certo una così perversa <span class="pagenum noind"><a name="Page_37" id="Page_37">{37}</a></span>intenzione; si sforzava, +poveretto, a parlare; ma la parola strozzata dall'inquietudine, gli +moriva in gola.</p> + +<p>—Papà—disse timida, ma pronta, la bambina, tirando la manica della +giacchetta indossata dal padre—vuoi che te lo dica io... cosa +desidera Drollino?</p> + +<p>Il Principe si mise a ridere.</p> + +<p>—Tu?... ma cosa vuoi sapere tu, pettegolina che sei?</p> + +<p>Essa non si offese. Insistette, armeggiando in siffatto modo colle +manine che il Principe dovette chinarsi e ascoltare le sue sommesse +parole.</p> + +<p>—Vuole la puledrina di Rowena, quella che era appena nata quando +successe la storia....</p> + +<p>—Oh!—rispose forte il Principe, alzandosi e squadrando Drollino con +un fare canzonatorio...—Vuole la puledrina di Rowena, eh! questo +monello!</p> + +<p>Drollino tremava come una foglia. Ecco che l'avevan tradito! E ora.... +lo caccerebbero di <span class="pagenum noind"><a name="Page_38" id="Page_38">{38}</a></span>casa, naturalmente, per punirlo di aver osato +tanto.</p> + +<p>Ma il Principe non parlò di scacciarlo. Trovava quell'ambizione un po' +audace, ma giusta. Non si adirò per nulla, e, dopo essersi divertito +un momento delle visibili angoscie del ragazzo, le troncò +d'improvviso, dicendo che avrebbe dati lui stesso gli ordini necessari +perchè la puledrina gli fosse consegnata.</p> + +<p>—Ma—soggiunse—ci hai pensato bene? Non vorrei poi che nelle tue +mani quella povera bestia....</p> + +<p>Non finì; s'avvide che ogni raccomandazione era superflua. La faccia +di Drollino sfolgorava. Egli non seppe ringraziare nè il padrone, nè +la Milla; ma da questa a quello scoccò rapidamente uno sguardo +impetuoso, esaltato. Volle bensì parlare, ma proprio non gli venne +fatto. E il Principe rimase contento, e disse a Milla ch'era una cara +pettegolina, e che, giacchè sapeva indovinar così bene, più tardi +sarebbe riuscita a condurre suo marito pel naso.<span class="pagenum noind"><a name="Page_39" id="Page_39">{39}</a></span></p> + +<p>La Milla non capiva bene la profondità di questa frase, ma non ardì +chiedere altro. Rimase contenta anch'essa, benchè le toccasse +d'avvedersi, fra non molto, di non averci punto guadagnato +personalmente, colla sua intercessione fortunata. Drollino, dacchè +aveva la puledra, trascurava Milla indegnamente, era sempre in +scuderia, e non scappava più a giocare sul viale, all'ombra degli +ipocastani.</p> + +<p>—Che bestia!—disse, la sera dopo, un vecchio stalliere ad un +camerata.—Chiedere una puledra, mentre avrebbe potuto farsi una +sorte! Ma già, è sempre stato un disperato colui! E ora, cosa fa?</p> + +<p>—Oh!—rispose l'altro, mutando quartiere alla sua cicca—è in +scuderia, da ier sera. Non è uscito neppur pel desinare, e seguita a +ripetere: «È mia, è mia!»</p> + +<p>—Dovrebbe chiamarla Mia!—disse burlando lo stalliere.—Domani glielo +dico.</p> + +<p>—Perchè no?—rispose fieramente Drollino, <span class="pagenum noind"><a name="Page_40" id="Page_40">{40}</a></span>quando udì quella +proposta, fatta in tono di scherno.—È mia! sapete?</p> + +<p>—È matto,—dissero ridendo i mozzi e gli stallieri.—Ma la puledrina +aveva un nome ormai.</p> + +<p>E, prima per chiasso, poi sul serio, venne chiamata così.</p> + +<p>La neve cominciò presto quell'anno, e Astianello prese un'aria +malinconica, nella campagna, fatta brulla dal verno. Le caccie eran +finite, le brigate disperse; i cavalli dovevano esser ferrati a +ghiaccio, il casone non era guari riparato dal freddo, e il Principe +si annoiava.</p> + +<p>Ma, benchè si annoiasse seriamente, non gli passò neppur pel capo di +prender moglie. Bensì gli venne in mente d'andare a passar l'inverno a +Parigi.</p> + +<p>D'altra parte, era ormai tempo di mettere la Milla in collegio. E il +collegio c'era, bell'e pronto. Un austero convento, celebre come +educandato, e dove delle monache aristocratiche insegnavano <span class="pagenum noind"><a name="Page_41" id="Page_41">{41}</a></span>un monte +di belle cose a una falange non meno aristocratica di signorine. Il +convento era a Torino, e quella santa regina di Maria Adelaide, +quand'era viva, ci andava di frequente. La superiora era una cugina in +secondo grado del Principe. Milla non poteva esser meglio +raccomandata, nè completare, sotto auspici più favorevoli, +l'educazione iniziata dalla povera Miss Spring. Affrettiamoci a dire +che Miss Spring aveva in vista, per consolarsi del dolore di quella +separazione, l'immediato avvicinarsi d'una: <i>sacra alleanza</i> con un +coraggioso, ma non estetico, ministro della chiesa anglicana. +L'intrepido brittanno, a 65 anni, sposava Miss Spring. Ma la Milla, +che non era provveduta di siffatte prospettive consolanti, non si +poteva dar pace di dover lasciare il padre, Astianello e il suo amore +irlandese. Di tutto le rincresceva, persino di Drollino. Era proprio +sconsolata, quando ci pensava. E ci pensava spesso... così bambina +com'era....</p> + +<p>E in paese, che dispiacere per tutti... I padroni <span class="pagenum noind"><a name="Page_42" id="Page_42">{42}</a></span>andavano via... +davvero?... Il Principe sarebbe tornato a primavera, ma la bimba no; +andava in un convento lontano, e non sarebbe tornata che dopo varii +anni. La fattora lagrimava, la giardiniera anche lei, la guardarobiera +aveva gli occhi rossi... tutti dicevano: «Va via la <i>nostra</i> +signorina,» con un'aria triste, sinceramente triste....</p> + +<p>Bisognava vedere quanta gente s'era riunita in corte, sotto il +portico, appiè dello scalone, la mattina della partenza, mentre in +scuderia si rivestivano dei finimenti i cavalli che stavan per essere +attaccati al <i>landau</i>. E la piccina, avvolta nel suo mantellone +foderato di pelliccia, col visino mezzo smarrito nella felpa bianca +della cappottina da viaggio, coll'aria confusa, cogli occhi rossi, +riceveva con affettuosa gratitudine quei saluti, quegli omaggi, e +andava ripetendo: «Addio, arrivederci, grazie,» colla voce proprio +commossa. A un tratto le si fece davanti il suo compagno di gioco, +Drollino!</p> + +<p>Anch'egli aveva la faccia malinconica. Sulle <span class="pagenum noind"><a name="Page_43" id="Page_43">{43}</a></span>prime pareva che volesse +dir tante cose; ma poi si morse le labbra, e disse solamente: «Buon +viaggio.»</p> + +<p>—Addio,—disse affettuosamente la Milla. E togliendo dal guantino una +manina, microscopica nel suo guanto di flanella bianca, gliela porse. +Egli non la baciò; la prese un momento fra le sue; poi non si ricordò +neppure che avrebbe potuto stringerla, e la lasciò andare.</p> + +<p>I due bambini si guardarono un momento in silenzio, con una certa +voglia di piangere; soli, avrebbero pianto... forse...</p> + +<p>—Ricordati!—disse subitamente Milla.</p> + +<p>Egli si fece rosso, e scosse energicamente il capo. No, non le avrebbe +dette più quelle brutte parole.</p> + +<p>Si compresero, e sorrisero.</p> + +<p>—Salutami Mia...—continuò gravemente la bimba.</p> + +<p>—Vieni Milla,—chiamò il Principe.—È attaccato.</p> + +<p>Drollino si mise a correre disperatamente lungo <span class="pagenum noind"><a name="Page_44" id="Page_44">{44}</a></span>il viale. Giunse al +cancello, trafelato, ma in tempo per vedere a passar la carrozza... +per gettare nell'interno di questa uno sguardo profondo. Dietro il +cristallo alzato, si vide per un secondo una manina bianca che +salutava. L'agente, che era anch'esso venuto sin lì, prese per sè quel +saluto, e scappellò profondamente. Era molto lusingato, e Drollino, +accanto a lui, teneva dietro collo sguardo alla carrozza, che si +faceva già piccina piccina sulla neve della strada.</p> + +<p>Stavolta gli onori e i rimpianti della partenza erano stati tutti +quanti per Milla, che non sarebbe tornata più per tanti anni. Il +Principe aveva detto gaiamente: «Arrivederci questa primavera,» e +nessuno s'era creduto in obbligo di commuoversi per lui. Pure +l'assenza sua doveva essere ben più lunga di quella di Milla, doveva +prolungarsi sinchè i mesi diventassero anni, gli anni secoli, e i +secoli eternità. I suoi agenti, i suoi cocchieri, i suoi cavallanti +l'avevano veduto per l'ultima volta. Morì a Parigi, sul finire +dell'inverno, <span class="pagenum noind"><a name="Page_45" id="Page_45">{45}</a></span>d'un malore acutissimo, mentre la Milla, nel suo +grandioso e signorile convento, cominciava ad abituarsi a quella vita +di reclusa, a farsi adorare dalle sue compagne, e a innamorarsi +perdutamente della superiora, di sette suore, di due converse e di +quattordici compagne, e parlava di farsi monaca per star sempre con +loro.</p> + +<p>E così avvenne che, per otto anni seguiti, la grandiosa villa rimase +chiusa. Invano, nel giardino ridente, i fiori olezzarono instancabili; +invano nella serra maturarono gli ananassi; invano l'allevamento +equino diede lietissimi risultati. Nessuno venne ad abitare quelle +camere, sempre chiuse, coll'atmosfera greve d'un odore di muffa e di +tarlo. Gli agenti soltanto andavano e venivano per conto dell'attuale +proprietaria di tutte quelle immense ricchezze; e questa era +un'educanda umile ed affettuosa, che non sapeva nulla del mondo e +della vita, e aveva un cuore grande grande, grande, e una statura +piccina, piccina, piccina....<span class="pagenum noind"><a name="Page_46" id="Page_46">{46}</a></span></p> + + + +<hr style="width: 45%;" /> + +<h2><a name="II" id="II"></a>II.</h2> + + +<p>—Ouff!—disse il Duca Giuliano, uscendo dal <i>boudoir</i> di velluto +color pesca a garofani di raso granata—ouff!... La signora di +Rèmusat, nelle sue agro-dolci <i>Memorie del primo Impero</i>, ci narra +come Napoleone si divertisse un giorno a mistificare crudelmente +alcuni dei suoi più intimi cortigiani, chiedendo loro cosa direbbe il +mondo s'egli, l'Imperatore, avesse a scomparire d'un tratto. E +nell'imbarazzo generale che susseguì a quella domanda, la risposta +suonò repentina, dalla bocca stessa che aveva posata la +questione:—Sapete cosa direbbe il mondo?... direbbe: ouff!...</p> + +<p>Ora, date le debite proporzioni fra l'impero di un Bonaparte e quello +di una brillante Baronessa, può essere che l'ouff di Giuliano +rappresentasse <span class="pagenum noind"><a name="Page_47" id="Page_47">{47}</a></span>del pari un sospirone di sollievo. Può essere che egli +avesse preventivamente desiderato di lanciarlo così ai quattro venti; +può essere che, entrando schiavo in quel tepido gabinetto, egli avesse +in animo d'uscirne libero; può essere che la perifrasi gentile, +destinata a velare l'odiosità d'un «basta,» fosse stata detta da lui e +non da lei... A malgrado però di tutte queste supposizioni, è cosa +positiva che il duca Giuliano si fermò un momento nell'andito-serra, e +rimase immobile accanto a un grande <i>arum</i>. Si fermò coll'orecchio +teso, coll'occhio attento, come aspettando. Un minuto completo, non la +parte di un minuto. Ma non udì nulla. Non voce angosciosa che +chiamasse, non rumore sommesso di singhiozzi, non strepito di seggiole +smosse, non tonfo di caduta... Nemmeno una scampanellata... per +chiamar la cameriera col <i>flacon</i> del sale volatile. Si voltò anche a +guardare la porta ch'egli aveva testè serrata, ma, dietro ai vetri, +non passò la più lieve ombra.<span class="pagenum noind"><a name="Page_48" id="Page_48">{48}</a></span></p> + +<p>Allora Giuliano diede un'energica crollata di spalle, si mise con +passo risoluto per la lunga infilata delle sale, raggiunse +l'anticamera, e scese allegro la scala di marmo, salutando +beffardamente il paffuto angiolo di stucco bianco che, recando sempre +fra le mani il tulipano di vetro del lume a gas, s'era tante e tante +volte veduto passare davanti quel bellissimo giovane.</p> + +<p>La novella, la grande novella del giorno, fu pronta a percorrere tutta +Torino. In capo a qualche ora, nessuno dell'<i>high life</i> cittadina +ignorava che il Duca Giuliano Lantieri aveva riacquistata la sua +libertà.</p> + +<p>Allo spettacolo del Regio, quella sera, ci fu nei palchetti e nelle +poltrone un po' d'irrequietezza. Molti cannocchiali erano appuntati, +non già verso il palco scenico, dove <i>Mignon</i> chiedeva dolcemente in +italiano, col pensiero di Goethe e colla musica di Thomas: <i>Kennst du +das Land?</i>; ma bensì verso un palco in seconda fila, occupato da una +splendida figura di donna non più <span class="pagenum noind"><a name="Page_49" id="Page_49">{49}</a></span>giovanissima, ma di quelle che +hanno il privilegio di percorrere nella vita due o tre giovinezze +consecutive. La Baronessa Olga, benchè russa, era bruna di capelli. +Era vigorosa, non molto grande, con delle forme splendide, e una +fisonomia affatto straniera, non bella forse, ma ricca d'un certo +fascino irritante. Aveva il naso piccolo, un po' camuso, una bocca +quasi da mora, grande, sana, ridente, con dei denti che parevano quasi +fulgidi nella loro bianchezza di smalto e all'ombra di quelle labbra +tumide, violenti di forma, di colorito, d'espressione.</p> + +<p>Dirimpetto a lei, al posto spesso occupato da Giuliano, brillava +l'insipida figura d'un Viscontino francese. Furono osservate varie +cose: primo, che la Baronessa Olga era più bella che mai; secondo, che +aveva una <i>toilette</i> nuova; terzo, che serbava quella tal aria serena, +di buon umore, che la rendeva adorabile; quarto, che aveva +precisamente i modi, la maniera di guardare delle altre sere; quinto, +che il suo palco fu affollatissimo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_50" id="Page_50">{50}</a></span> Giuliano, quella sera, venne in +teatro, s'adagiò nella sua poltrona, andò a far visite nei palchi +delle signore di sua conoscenza. Non andò nel palco della Baronessa, +ecco tutto.</p> + +<p>Ma al <i>Fiorio</i>, dopo il teatro, quante se ne dissero!... Tutti +sapevano il perchè di quella rottura... era un motivo frivolo, dietro +il quale si celava forse un reciproco senso di stanchezza. +Generalmente, si approvava Giuliano e la sua ribellione. La Baronessa +aveva qualche anno più di lui, e, a dir vero, viaggiava troppo. Un +signore, autorità vecchia, ma incontestata, di quel formidabile +palazzo di giustizia, fu il solo a sostenere che Giuliano aveva fatto +uno sproposito, enorme. Gli altri insistevano: diavolo! si sapeva +positivamente che la Baronessa aveva 6 o 7 anni più di Giuliano. Ma il +vecchio si ostinava. Ne avesse dieci o quindici di più! era pur sempre +la sola donna che Giuliano <i>potesse</i> amare.</p> + +<p>—Perchè, perchè?—chiesero tutti a una voce.</p> + +<p><span class="pagenum noind"><a name="Page_51" id="Page_51">{51}</a></span>—Ah!—rispose il vecchio con uno di quei sorrisi brevi, che alla +lunga dovrebbero corrodere le labbra che li recano, tanto sono acri, +incisivi, mordaci.</p> + +<p>—Povero Giuliano!—disse qualcuno—cosa farà ora?</p> + +<p>E fu la fine.</p> + +<p>Giuliano non fece nulla di straordinario per celebrare l'era della sua +riacquistata indipendenza. Si vide più festeggiato, più accolto, più +ben voluto che mai. Passò un carnevale delizioso, si divertì, fu +amabile, evitò ogni laccio, si congratulò molto con sè stesso, e +accompagnò a teatro due o tre volte la sua vecchia mamma. Un giorno, +un'idea bizzarra gli passò per la mente: «Se prendessi moglie?»</p> + +<p>Ma la scacciò subito subito, come una tentazione.</p> + +<p>Ora aveva la sua libertà e voleva goderla.</p> + +<p>Goderla, ma come? Se avesse avuta una gran fortuna, ecco, sarebbe +andato a Parigi! E invece <span class="pagenum noind"><a name="Page_52" id="Page_52">{52}</a></span>suo padre gli aveva lasciato un patrimonio +discreto, ma nulla più, e lui stesso, sicuro, un po' aveva speso... si +sa. Divini quei tre anni nei lacci della baronessa Olga! ma era +proprio una cosa curiosa il vedere quanto alla Baronessa Olga +piacessero i dolci, le statuine di Saxe, le tazze di <i>vieux Vienne</i>, +le rose durante l'inverno, le camelie in estate, i viaggi in primavera +e in autunno, e le gite in tutte le stagioni. Eh! non c'era che dire, +in quel patrimonio s'era fatto una gran buca! Come colmarla? E qui +l'idea della dote tornò in campo; odiosa, a dir vero, nella sua +arcigna fisionomia d'espediente. Il Duca la mandò via risoluto; ma +quella passò soltanto l'uscio, e si celò dietro un battente, +aspettando.</p> + +<p>La libertà... celeste cosa! Ma, un giorno, Giuliano andò sulle furie +con sè stesso, perchè uscendo alla sera, senz'avvedersene s'era messo +per la via che conduceva alla dimora della Baronessa. Provò un gran +dispetto, imbizzì colla <span class="pagenum noind"><a name="Page_53" id="Page_53">{53}</a></span>forza cieca dell'abitudine. No.... diavolo, +no.... E in quel giorno fu del parere del marchese Colombi, che le +accademie si fanno o non si fanno.</p> + +<p>Ma, passata la prima gioia della sua liberazione, questa cominciò a +parergli uno strano arnese, come una foggia troppo attillata d'abito o +di cappello, in cui egli si sentisse un po' a disagio.</p> + +<p>Certe ore gli parevano lente assai. Il disordine sistematico lo +seccava alla lunga, e non si trovava abbastanza ricco per organizzare +attorno a sè un lusso di vizio quale l'avrebbe inteso, in omaggio ai +suoi gusti raffinati e dispendiosi. Ricominciare ancora, tornare nella +stessa direzione, mettendosi per altro sentiero?... Chè.... non valeva +la spesa; allora, tanto valeva continuare a quell'altro modo. Tornar +da capo è noioso, e non tutte le belle signore hanno un marito dotato +di un carattere buono e conciliante, quale la Provvidenza l'aveva +impartito al barone Dornelli. E <span class="pagenum noind"><a name="Page_54" id="Page_54">{54}</a></span>quel benedetto tirocinio.... che cosa +seccante! Prendersi un'altra volta la briga d'innamorarsi! Già, egli +non si sentiva fatto per le difficili fasi d'una grande passione; per +lui ci voleva proprio l'amore d'oggigiorno, piano, senza +complicazioni, ben educato. Era tanto pigro, tanto indolente quel +Giuliano! Anzi, era uno dei suoi pregi, dei suoi mezzi di seduzione +quella sua indolenza languida, dolce, gentile, che si tradiva nei suoi +modi, nella sua voce, fin nei suoi sguardi, che dava alla sua sana +bellezza bionda un carattere speciale. La Baronessa lo chiamava +creolo..., e quella disinvoltura che aveva l'arte di ridurre tutto a +un'espressione placida, facile, elementare, schiva-fatica, +armonizzava, forse per forza di contrasto, colla tempra insolentemente +energica di quella donna. Però l'aveva voluto e serbato schiavo sino +al momento in cui gli aveva concesso di ribellarsi. Le era parso che +qualcun altro l'avrebbe meglio, o solo altrimenti, divertita. E ora, +egli non ci voleva tornare laggiù in quel gabinetto color <span class="pagenum noind"><a name="Page_55" id="Page_55">{55}</a></span>pesca a +fiori di granata, non ci voleva tornare. E non ci tornò.</p> + +<p>Siccome era creolo, così accadeva qualche volta che la sua stupenda +vesta da camera orientale avvolgesse tuttora le sue forme da Apollo +impinguato, in quell'ora privilegiata durante la quale la gente per +bene esce di casa e popola i Portici, via di Po e il Corso. Allora +accendeva un <i>chibouk</i> e sfogliazzava un romanzo. Ma tant'è eran +lunghette quelle ore.</p> + +<p>Il suo salotto era un mezzo museo, e la povera mamma gli aveva dati i +suoi due <i>cachemires</i> turchi, perch'egli ne facesse delle portiere; ma +dalla finestra di fianco si vedeva l'angolo d'un'ala del palazzo, +molto deteriorata, molto...; e Giuliano si ricordava che anche lo +scalone era in cattivissimo stato, e che il portinaio aveva un abito +bleu, sdruscito in un modo orribile. E la vecchia duchessa s'era +adattata a star lassù, al terzo piano.... per poter affittare i +quartieri migliori.... Bisognava trottare a piedi ora...; nelle +<span class="pagenum noind"><a name="Page_56" id="Page_56">{56}</a></span>scuderie c'era un pigionante falegname; invece del nitrito, dello +scalpitìo dei cavalli, si sentiva continuamente lo stridere della +sega, lo scorrere della pialla, il rantolo quasi catarroso del torno.</p> + +<p>Parve a Giuliano che allora soltanto tutto ciò si rivelasse a lui con +un aspetto e un accento insopportabilmente nuovi. E mentre, +disgustato, annoiato, pensava quanto il destino gli fosse avverso, +malevolo, l'idea ch'egli aveva così sgarbatamente messa alla porta +alcuni giorni prima, si riaffacciava adagino adagino, insinuandosi +silenziosamente, strisciando lungo le pareti, giungendo mezzo +inavvertita, sino a lui; s'insinuava nei suoi pensieri, si confondeva +nel profumo orientale delle volute di fumo che, attorcigliandosi in +alto, allungandosi, assottigliandosi, parevano quasi assumere una +femminilità indecisa di contorni, disegnare nell'aria una mossa pudica +di fanciulla, una semplicità fresca e schietta, di gesto e di sguardo.</p> + +<p>—Puh!—osservò il Duca, socchiudendo i <span class="pagenum noind"><a name="Page_57" id="Page_57">{57}</a></span>suoi begli occhi azzurri, +d'un azzurro carico di porcellana, come si fanno alle bambole.—Dopo +tutto.... Sì, veramente.... dopo tutto....</p> + +<p>Si addormentò un momento, come se quel pensiero gli avesse cantato la +<i>ninna nanna</i>, scotendo ritmicamente la lunga poltrona americana sulla +quale egli giaceva.</p> + +<p>Si svegliò di botto, spaventato. L'idea della scelta torturava già la +sua pigrizia. Simile a quel sibarita che sudava vedendo uno schiavo +occupato a spaccar legna, egli si asciugava la fronte pensando alle +venture perplessità del suo spirito quando si tratterebbe di +decidersi. Già, prima di tutto, egli non aveva mai potuto soffrire le +signorine, quelle modeste cifre incognite, quegli insipidi indovinelli +ammantati di bianco, di celeste, di rosa, presso alle quali bisognava +stare attenti alle proprie parole e agli occhi formidabili delle +mamme. Ah! che cosa opprimente!</p> + +<p>Un momento pensò a una vedova. Ma poi scosse la sua bella zazzera +bionda.<span class="pagenum noind"><a name="Page_58" id="Page_58">{58}</a></span></p> + +<p>Ah! no, una vedova! Ci sarebbe da lottare col.... fu.... poveretto. E +poi.... sciocchezze, se vogliamo, ma per lui ci voleva il dominio +completo, assoluto, primo. Ragazza, dunque, molto giovane, s'intende, +appunto per poterla avvezzare a modo suo; denari molti, cosa +indispensabile. Ma dove trovarla.... dove?</p> + +<p>Ci pensò un poco.—Che seccatura—conchiuse sbadigliando—ne parlerò a +mia madre.</p> + +<p>E la sua mente riposò in quest'idea.</p> + +<p>Avevano finito di desinare, e la vecchia signora guardava di sottecchi +Giuliano, il quale teneva fra le sua belle dita paffute una sigaretta +di Salonicco, senza decidersi ad accenderla.</p> + +<p>La Duchessa Lantieri non era stata bella. Attualmente era molto santa, +d'una santità sagace e che vedeva abbastanza lontano. La vecchia dama +stava bene, comodamente, in quell'atmosfera d'una devozione che +armonizzava colla sua fine e provata scienza del mondo. Senza avere +molto spirito, la Duchessa aveva quello della sua <span class="pagenum noind"><a name="Page_59" id="Page_59">{59}</a></span>età; adorava suo +figlio, non lo seccava mai; viveva in una stretta, ma decorosa +economia. Era modesta, umile, semplice assai nei modi, di quella +semplicità queta e in fondo orgogliosissima, del più delle dame +piemontesi.</p> + +<p>Giorno e notte pensava al maggior bene di Giuliano. Aveva avuto un +immenso dispiacere, ed era quello di vederlo avvinto nei lacci di +quella sirena del Nord. S'era consolata un pochino, però, pensando che +quella sconsigliata, priva del divino aiuto, era una Zorodoff, figlia +d'un ciambellano alla Corte imperiale di Russia, e aveva sposato un +barone Dornelli di S. Maurizio. Giacchè, pur troppo.... si sa.... la +gioventù eh!...—qui la Duchessa metteva un gran sospiro.—Meglio +così, insomma, che peggio ancora, ecco.</p> + +<p>E Dio l'avrebbe esaudita certamente un giorno o l'altro, facendo +cessare quella triste cosa, e ispirando a Giuliano il pensiero di +prender moglie. E pregava di cuore; il che non le impediva di darsi +d'attorno perchè, nel caso d'un pronto <span class="pagenum noind"><a name="Page_60" id="Page_60">{60}</a></span>esaudimento, non si sa mai, la +buona volontà di Giuliano non avesse a cogliere lei sprovveduta.</p> + +<p>Giuliano era sopra pensiero. Le cose non andavano a modo suo, e +l'intendente di casa gli aveva presentato un certo quadro, il cui +ricordo non lo ricreava punto. Era stato al corso, e aveva veduta la +Baronessa in un <i>landau</i> nuovo, stupendo, con una <i>toilette</i> +splendida, e un mezzo sorriso amabile, che gli aveva fatto un certo +effetto molto stizzoso. Egli era bensì andato a fare una lunga sosta +alla portiera della contessa Zeta, ma la contessa Zeta l'aveva +annoiato un pochino, e a fianco del <i>landau</i> della Baronessa, aveva +veduto il Viscontino a cavallo.... Poi, come se non bastasse, lì nel +salottino c'era un odore di baccalà, che lo irritava al sommo.</p> + +<p>—Che profumo!—disse languidamente a sua madre, recandosi alle nari +il fazzoletto coll'orlo ricamato a colori vivaci.</p> + +<p>—È venerdì!—osservò umilmente la contessa.<span class="pagenum noind"><a name="Page_61" id="Page_61">{61}</a></span></p> + +<p>Il male era che la cucina in quel quartierino ristretto si trovava a +due passi dalla sala. E in corte, nello scuderie vuote, profanate, la +sega andava in su o in giù stridendo allegramente.</p> + +<p>Giuliano contemplò a lungo la pietra del suo anello, un occhio di +gatto cinto da nitidissimi brillantini.</p> + +<p>La Duchessa pareva contare i punti del suo lavoro in lana, ma il +cuore, presago, le batteva, e le sue labbra fino sussurravano qualche +cosa all'indirizzo di <i>Nossgnôr</i>!</p> + +<p>Giuliano accese la sigaretta e disse placidamente:</p> + +<p>—Dov'è?...</p> + +<p>La Duchessa attonita alzò gli occhi.—Cosa?—E poi, siccome un animo +l'avvertiva, soggiunse sorridendo:—Chi?</p> + +<p>—Chi? (che orrore di sigaretta!) Dico; questa sposina, quando capita?</p> + +<p>La Duchessa sentì un gran rimescolìo. Ma frenò la sua gioia. Sapeva +che Giuliano non amava nè <span class="pagenum noind"><a name="Page_62" id="Page_62">{62}</a></span>le scene, nè le spiegazioni. Con voce un +po' tremante, con un pensiero d'accesa gratitudine verso Dio, rispose +soltanto;</p> + +<p>—C'è....</p> + +<p>—Uhm!—borbottò Giuliano. E siccome era un magnanimo gentiluomo, +chiese anzitutto:</p> + +<p>—Bella?</p> + +<p>La Duchessa ebbe un sorriso contento, e chinò il capo.</p> + +<p>—Ricca?</p> + +<p>La Duchessa alzò il capo.</p> + +<p>—Tre milioni—susurrò poi con dolcezza infinita, assaporando +lentamente la frase.</p> + +<p>Giuliano guardò sua madre sul serio. L'aveva sempre stimata, ma ora +una specie di languida venerazione sorgeva nel suo animo.</p> + +<p>—Ah! ho capito. La figlia d'un banchiere ebreo.</p> + +<p>Diceva così per celia, sapendo a che punto sua madre fosse inesorabile +per tutto ciò che avrebbe potuto urtare le loro tradizioni, +l'alterigia calma <span class="pagenum noind"><a name="Page_63" id="Page_63">{63}</a></span>e serena che un lungo ordine di antenati aveva loro +trasmessa. La Duchessa ebbe una frase laconica:</p> + +<p>—Corona chiusa!</p> + +<p>Giuliano si gingillò un poco, curiosando nella scatola da lavoro.</p> + +<p>—Mia cara mamma, tu possiedi dello forbici impossibili.... Quanti +anni abbiamo?</p> + +<p>—Diciotto; ed è tuttora in convento.</p> + +<p>—Un'educazione da farsi, nevvero? Ingenua molto? A meno che.... +qualche volta sono sveglie, sai, queste educande, sveglie davvero. Mi +ricordo, anni fa, in un convento di monachine....</p> + +<p>—Oh! Giuliano,—interruppe la vecchia,—che discorsi! Invece di +ringraziar Dio!</p> + +<p>—Sì.... proprio!... credi che sia un gran divertimento il prender +moglie, rinunziare alla propria libertà per sposare una sciocchina +qualunque, che non ha mai visto niente in vita sua e alla quale +bisogna far da precettore.... mentre.... è così facile....<span class="pagenum noind"><a name="Page_64" id="Page_64">{64}</a></span></p> + +<p>—Trovar qualcuno che insegni a noi.... nevvero, Giuliano?</p> + +<p>La Duchessa aveva qualche volta, colla sua aria umile, di queste e +simili sortite. Giudiano ebbe per un momento l'idea di montar sulle +furie.... ma così, dopo desinare, non andava fatto. Sorrise soltanto, +e senza guardar sua madre:</p> + +<p>—Già.... continuò.... quasi quasi...: è più facile e più +piacevole.... Dunque?</p> + +<p>La Duchessa si sgomentò e bruciò le sue navi.</p> + +<p>—Quando la vuoi vedere?</p> + +<p>—Chi?</p> + +<p>—Lei.</p> + +<p>—La mia maestra?</p> + +<p>—Giuliano!—mormorò angosciosamente la Duchessa, colla voce piena di +lagrime.</p> + +<p>Egli si mise a ridere.... dondolandosi sulla seggiola.... E la +Duchessa cominciò a ragionare.... a pregare.... a spiegare.</p> + +<p>—Sarei così contenta.... chiuderei gli occhi in pace!—La povera +donna era quasi eloquente.<span class="pagenum noind"><a name="Page_65" id="Page_65">{65}</a></span> E l'odor di baccalà intanto penetrava, +intollerabile, nel salotto.</p> + +<p>«Il primo piano per lei,» pensava pacatamente Giuliano; «la mia +<i>garçonnière</i>, al secondo.... la mamma avrebbe per sè sola questo +appartamento.»</p> + +<p>—Oh Giuliano—continuava la madre....—credimi, fuori dell'ordine +morale non esiste vera felicità.... Ed è orfana, per cui, capisci.... +il capitale subito, e una gran tenuta in Lombardia. Un carattere +adorabile, ti assicuro. Ci sono anche i brillanti di casa. E pensa un +poco, figlio mio, quando sarai vecchio, che consolazione aver la tua +famiglia!</p> + +<p>—Già, un monte di biricchini che non vogliono studiare, o di +ragazzacci che fanno debiti.</p> + +<p>Era veramente perplesso. Gli seccava di prendersi la briga di +decidere.</p> + +<p>Abbasso in corte, la sega canzonava, col suo aspro gemito irritante. +La sala diventava buia nel tramonto primaverile. La pendola suonò le +<span class="pagenum noind"><a name="Page_66" id="Page_66">{66}</a></span>otto con una voce strana uggiosa, colla voce di una pendola che non è +più di moda. L'ultimo raggio del sole entrava di sbieco dalla +finestra, e cadeva sul velluto scolorito, ammaccato d'una poltrona +zoppa.</p> + +<p>Giuliano mise un sospiro lungo lungo, il sospiro d'un uomo che fa una +fatica enorme.</p> + +<p>—Per farti piacere....—disse poi dolcemente a sua madre.—Ma sai che +amo le cose spiccie.</p> + +<p>La Duchessa trattenne un grido di trionfo, e s'alzò.—Oh! Giuliano, +Giuliano.—Non voleva piangere, ma si mise a piangere, ciò non +ostante.</p> + +<p>Le vecchie hanno facile il pianto e la Duchessa evitava con ogni possa +di tradire sè stessa in quel modo, davanti a Giuliano, che in questi +casi soleva prendere con aria grave il suo cappello e si ritirava un +tantino più frettolosamente del solito. Ma stavolta.... ah stavolta +non seppe proprio trattenersi. Ecco, era la Madonna della Consolata, +lei per l'appunto. Certo, un cuor d'oro.... lo comanderebbe subito.... +a Canavero.<span class="pagenum noind"><a name="Page_67" id="Page_67">{67}</a></span></p> + +<p>Giuliano non se ne andò. Ora che aveva fatto quell'immane sforzo, era +contento. Sì! era contento di fare una fine; e poi era contento anche +di sè stesso per aver data quella consolazione alla sua povera mamma. +Oh! per lei lo faceva volentieri quel sagrifizio, e per la vecchia +casa, che aveva tanto bisogno di esser riattata. La Baronessa forse +non se l'aspettava così subito; era una cosa divertente il pensare che +probabilmente, anzi inevitabilmente, un certo dispetto l'avrebbe +provato. Questo le insegnerebbe a inaugurare dei Viscontini francesi, +il giorno dopo la rottura con lui. Certo, il matrimonio doveva farsi +presto.... Egli sperava che sua moglie avesse delle belle mani.... era +una cosa alla quale teneva assolutamente. E se non sapeva vestirsi, un +inverno a Parigi avrebbe rimediato.</p> + +<p>Si sentì virtuoso; eminentemente morale. Gli spuntò nell'anima una +bizzarra e affettuosa stima per sè stesso. Egli, così bello, così +signore, così gentiluomo, si adattava a prender moglie prima <span class="pagenum noind"><a name="Page_68" id="Page_68">{68}</a></span>dell'êra +della parrucca, dell'obesità, dei denti finti, delle cambiali al 50 +per cento. Sorrise placidamente, sorrise al futuro, e complimentò sua +madre.</p> + +<p>—Brava mamma! e me l'hai tenuta in conserva per tutto questo tempo, a +malgrado....</p> + +<p>Le vizze gote della Duchessa assunsero una tinta quasi giovanile.</p> + +<p>—Aspettavo—disse semplicemente.—Ora, sì, che sarai felice!</p> + +<p>—Credi? Ebbene, tanto meglio. Già, una fine bisognava farla, un +giorno o l'altro.</p> + +<p>La sega taceva, e l'odore del baccalà veniva meno nella brezza +vespertina ch'era entrata da una finestra apertasi adagino adagino, +senza che nessuno se n'avvedesse.</p> + +<div class="center">. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .</div> + +<p>«<i>Alla signora Rhoda Lawson Spring—Lawson's cottage S.... shire</i></p> + +<p>«Mi scuserà se questa volta non le scrivo in inglese; ma ho da dirle +tante cose, cose serie <span class="pagenum noind"><a name="Page_69" id="Page_69">{69}</a></span>e importanti e di confidenza, che bisogna +proprio che gliele dica a modo mio. Non creda però che trascuri i miei +esercizi o i miei temi...; cioè, adesso veramente.... ma però in +avvenire.... Ohimè, vede come m'ingarbuglio?... Insomma, le prometto +di non trascurare l'inglese, perchè è tanto bello, e perchè so che lei +desidera ch'io non dimentichi ciò ch'ella ha avuto la bontà +d'insegnarmi. E la prego di non far attenzione se questa lettera non è +scritta bene, neppure in italiano, perchè la scrivo di nascosto, e +senz'avere il tempo di pensare alla sintassi ed a quelle altre +birberie così difficili della grammatica. Oh, cara signora Rhoda! se +sapesse quante cose sono accadute da che le scrissi l'ultima volta, e +che novità ci sono per la sua Milla!</p> + +<p>«Certi momenti, mi par di sognare, e ho paura di svegliarmi; e certi +altri momenti, non so da che parola cominciare per ringraziar il +Signore. Mi accade, specialmente quando <span class="pagenum noind"><a name="Page_70" id="Page_70">{70}</a></span>chiudo gli occhi, di +figurarmi che l'aria, dove sono, sia diventata azzurra, come nel cielo +che è in alto; è una stranissima cosa, che farà, ne son certa, +meravigliare anche lei. Con tutto ciò, non creda che faccia delle +follie; anzi, sono molto quieta, perchè vedo che il Signore ha voluto +aprire davanti a me una bella strada verde, con tanto sole e dei fiori +a bizzeffe. Insomma, mi proverò a dirle tutto quanto; e non so proprio +perchè, essendo così felice e contenta, provo come una specie di +timore nel dirle tutte queste cose.... guardi che sciocchezza!</p> + +<p>«Si ricorda, quando le scrissi che volevo farmi monaca?... Per fortuna +che la mia cara Madre Superiora mi consigliò di aspettare per provarmi +la vocazione! Ora m'avvedo che avrei fatto un grande sbaglio! Ma +allora m'era venuta quest'idea perchè avevo visto a morire la mia +povera compagna Giulia Ferranito (ah! che dolore fu quello per me), e +la mia cara amica Teresa Reccadei era uscita di collegio, <span class="pagenum noind"><a name="Page_71" id="Page_71">{71}</a></span>e avevamo +avuta in convento la vestizione di Maria San Fermo; cerimonia che mi +aveva fatto un grandissimo effetto. A dir vero, avevo anche un altro +motivo, ma quello non l'ho mai detto. M'era venuta una gran +malinconia, perchè al giovedì tutte le altre allieve eran chiamate in +parlatorio, e per me non veniva mai nessuno, mai nessuno! In quel +giorno non facevo altro che piangere, e quando le mie compagne +tornavano dalla grata e venivano, allegre, contente, a raccontarmi +certe novità, io mi sforzavo a parere d'esser contenta anch'io, per +non far loro dispiacere. Le monache erano, e son sempre state, +buonissime per me; ma quel tal dolore della mamma che non c'è, è +inutile, non si rimedia! Dunque (pensavo fra me) cosa andrei a fare io +sola in quel mondo terribile, pieno di pericoli, di pene e di dolori, +se non ho nessuno che si prenda cura di me e mi voglia bene, e +m'insegni le cose che vanno fatte?... E per questo avevo <span class="pagenum noind"><a name="Page_72" id="Page_72">{72}</a></span>in animo di +farmi monaca, e di restar sempre qui con queste buone suore. Ma +adesso.... oh Dio.... è tutto cambiato.... il mio destino, il mondo, +tutto quanto!</p> + +<p>«Lei saprà senza dubbio.... già glielo scrissi tante volte.... come la +nostra Madre Superiora, madre Maria della Croce, sia una santa donna, +che tutti venerano e onorano.</p> + +<p>«Siccome prima di farsi monaca era Contessa di Ronano, così ha serbato +ancora nel mondo molte amiche, che vengono spesso a vederla per tener +con lei delle conversazioni edificanti e chiederle dei buoni consigli. +Una di queste sue amiche è una Duchessa Lantieri, una signora grande, +magra, che ispirerebbe molta soggezione, se non avesse una voce dolce +e delle maniere che, invece, fanno innamorare. Un giorno, la Superiora +mi disse di accompagnarla alla grata. Può immaginare che caso per me. +Tremavo come una foglia, ma poi mi rassicurai, quando, alla grata, +vidi una <span class="pagenum noind"><a name="Page_73" id="Page_73">{73}</a></span>signora che mi fece un mondo di feste, e mi disse che un suo +nipote era cugino del cognato d'una grande amica della mia povera +mamma! Si figuri!... sentirmi a parlare della mia povera mamma.... mi +vennero le lagrime agli occhi!... La Duchessa (era lei) mi consolò.... +mi disse tante belle cose, e promise che sarebbe tornata a trovarmi. +Infatti, quasi tutte le settimane anch'io andavo in parlatorio, e la +buona Duchessa mi portava quasi sempre dei regalini, delle immagini +sacre, belle, che non avevo mai viste le uguali, e dei libri devoti +che formavano la mia felicità e l'ammirazione delle compagne. Poi mi +chiedeva dei miei studii, mi domandava cento particolari sulla nostra +vita di convento; insomma io mi intenerivo pensando alla sua bontà per +me, e non vedevo l'ora che tornasse il giovedì per parlare ancora +colla zia del cugino del cognato dell'amica di mia madre!</p> + +<p>«Ecco che un bel giorno, eravamo soltanto <span class="pagenum noind"><a name="Page_74" id="Page_74">{74}</a></span>al martedì, la Superiora mi +manda a chiamare, mi accomoda la mantellina, mi fa mettere i guanti, +perchè avevo ancora un poco di geloni, e mi conduce lei stessa in +parlatorio. E lì, dietro alla grata, vedo subito la mia cara Duchessa, +accompagnata da un signore giovane, grande, biondo. Può immaginare +come rimasi...; credo che non seppi neppur salutare.... Ma la Duchessa +non se l'ebbe per male; mi fece ancora più festa del solito; disse che +quel signore era suo figlio, il quale era tornato da un viaggio a Roma +e veniva a portare alla reverendissima Madre Superiora un rosario +montato in argento, che il Santo Padre aveva benedetto per lei. Io ero +molto edificata, e ascoltavo quel signore, il quale diceva tante belle +cose con una voce che pareva una musica, e ogni tanto si rivolgeva +anche a me; ma io ero così intimidita che non trovavo il coraggio di +dire una parola. Quando furono per andar via, egli mi fece un saluto +cortesissimo, <span class="pagenum noind"><a name="Page_75" id="Page_75">{75}</a></span>e disse che si raccomandava alle mie orazioni. Infatti, +io pregai proprio di cuore, pensando a quella visita che non mi sarei +mai aspettata, e all'ingiunzione fattami dalla Superiora di non +parlarne alle mie compagne, mulinando con una grande curiosità se la +signora tornerebbe il giovedì venturo, e se sarebbe tornata sola.</p> + +<p>«Ma, quella sera stessa, madre Maria della Croce mi mandò a chiamare, +e mi domandò cosa mi pareva di quel signore. Io dissi che mi pareva +buono come la sua mamma. Allora la Superiora mi fece un gran discorso +sulla volontà del Signore, e poi mi disse che il Duca Lantieri, +sapendo che avevo ricevuta una così buona educazione in quel convento, +mi chiedeva in isposa.</p> + +<p>«Può immaginare, signora Rhoda, come rimasi. Mi pareva come se +m'avessero data una gran botta al cuore.... non sapevo più in che +mondo mi fossi! Ma la Superiora mi fece <span class="pagenum noind"><a name="Page_76" id="Page_76">{76}</a></span>animo, dicendomi che non +dovevo turbarmi, ma invece ringraziare il Signore che aveva voluto +evitarmi i pericoli che una giovane trova infallibilmente nel mondo, +facendomi subito trovare una così fortunata occasione di abbracciare +uno stato che, per quanto imperfetto, per quanto inferiore allo stato +religioso, era pure quello che la Provvidenza aveva destinato al più +delle ragazze. Mi fece l'elogio del Duca, della nobiltà della sua +casa, e mi dimostrò quanto dovevo essergli grato d'aver pensato a +un'umile educanda, mentre avrebbe potuto fare una scelta molto più +brillante. Dopo di che, mi disse che ci pensassi per tre giorni, +facendo una <i>retraite</i> e implorando l'aiuto speciale del Signore, +della Madonna e di tutti i Santi, perchè illuminassero la mia mente e +mi rivelassero la volontà della divina Provvidenza.</p> + +<p>«Allora fui subito più quieta, e a furia d'interrogare il Signore, la +Madonna e i Santi, mi <span class="pagenum noind"><a name="Page_77" id="Page_77">{77}</a></span>parve proprio che rispondessero di sì, e che +facevo bene ad accettare. Anche il mio confessore fu dello stesso +parere, e io in capo ai tre giorni dissi alla Superiora che accettavo. +La Duchessa venne subito, mi chiamò la sua cara figliuola, e mi colmò +di regali stupendi, che fanno andare in estasi le mie compagne. Il mio +fidanzato tornò pure parecchie volte, e io adesso non capisco più come +ci sia scritto nella dottrina che la moglie ha <i>l'obbligo</i> di amare +suo marito! Bell'obbligo, bell'impresa!</p> + +<p>«Io, per dire vero, capisco di parere una stupida, perchè non so mai +trovare il coraggio di parlare, e sono anzi più contenta di star lì +quieta, dietro alla grata, a sentirlo parlare con una voce dolce come, +oh no, molto più dolce di quella della sua mamma, e a vederlo al di là +della grata appoggiare sulle sbarre la fronte bianca e la sua barba +bionda che par d'oro. Mi sono accorta che ha gli occhi celesti. Poi ha +delle mani bianche bianche, con un <span class="pagenum noind"><a name="Page_78" id="Page_78">{78}</a></span>anello che getta certi lampi! Mi +dice delle cose.... delle cose.... Per esempio, si figuri, che aveva +sentito tanto a parlar di me, e che mi voleva bene anche prima di +conoscermi. Si vede proprio ch'è il dito di Dio che ci ha fatti +incontrare. Dice che farà di tutto per rendermi contenta, che esaudirà +i miei più piccoli desideri; anzi, per farmi piacere, è stato fissato +che, subito dopo il matrimonio, partiremo per Astianello. Ah, pensi, +il mio povero Astianello, che non rivedo da dieci anni! Sarà certo un +gran dolore lasciare il convento, e queste buone suore, e le mie +compagne, ma pure, benchè senta tanto dispiacere (sarà forse una +cattiveria?), sono contenta lo stesso, e mi pare, come le ho detto, di +essere in un altro mondo. Le mie amiche ammirano la mia felicità, le +suore sono contentissime, benchè ogni tanto parlino delle croci del +matrimonio; ma io credo che un pochino dicano così perchè non sanno +bene come sia. A me <span class="pagenum noind"><a name="Page_79" id="Page_79">{79}</a></span>pare che non mi farei proprio monaca per tutto +l'oro del mondo, e che il Signore è stato troppo buono per me.</p> + +<p>«Mi scusi quest'orrore di lettera. Si figuri poi se avessi scritto in +inglese con quell'impiccio di <i>should</i> e <i>would</i>! Le scriverò per +dirle quando si farà il matrimonio. Chi sa che non ci possiamo trovare +ancora ad Astianello! Pensi! Ad Astianello, in primavera, con lui.... +volevo dire con mio marito. Che parola curiosa, nevvero? Non +dimentichi il nome: Giuliano.... Duca Giuliano Lantieri.... Io però +l'ho sempre chiamato signor Duca sino ad ora, e lui mi dice signorina. +Chissà come farà per dire Milla!...</p> + +<p>«Ieri ho pianto tanto pensando alla mia povera mamma, che non ho mai +conosciuta, e al mio papà, che ho perduto così presto! Oh! come +saranno contenti lassù in Paradiso!....</p> + +<p>«Ecco che mi tornano le lagrime agli occhi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_80" id="Page_80">{80}</a></span> Mi scusi questa lettera, +chissà quanti errori ci sono! Mi scriva presto, e mi creda la sua +beata, felicissima allieva.</p> + +<p>«Torino, convento dell....</p> + +<p class="right">«MILLA D'ASTIANELLO.</p> + +<p>«<i>PS.</i> Non si scordi il nome.... Giuliano.»</p> + + + +<hr style="width: 45%;" /> +<h2><a name="III" id="III"></a>III.</h2> + + +<p>Ad Astianello la notizia giunse improvvisa, in una lunga lettera +d'affari, scritta dal tutore all'agente. Il matrimonio sarebbe +celebrato a Torino, il giorno tal dei tali, e, dopo un viaggio di sei +ore, gli sposi giungerebbero alla stazione ferroviaria di ***, dove +troverebbero le carrozze di casa per recarsi alla villa. I viali +inghiaiati, dar aria all'appartemento celeste, quello della stanza <span class="pagenum noind"><a name="Page_81" id="Page_81">{81}</a></span>da +letto che dava sul terrazzino, e prepararlo per gli sposi. Il desinare +per due, alle sette.</p> + +<p>Fu una gran cosa, quell'annunzio inaspettato, quel vento di padrone +nuovo, che si era levato così repentino nell'atmosfera. Chi era? +com'era lo sposo della signorina?... questo essere privilegiato che +aveva incontrata una fortuna di quella sorte?...</p> + +<p>Le informazioni giunsero poche e alla spicciolata, ma qualche cosa si +seppe di questo benedetto sposo. Era un Duca... un nobilone anche lui, +che sino ad allora aveva fatta la bella vita... e di quattrini non +glie n'eran rimasti molti. Si diceva però ch'era bellissimo, e la +signorina si era innamorata di lui in convento... anche perchè una +mamma avveduta aveva saputo metter le mani in pasta. Siccome il loro +quartiere non era pronto, venivano ad Astianello.</p> + +<p>La curiosità era grande fra quella buona gente, e l'incertezza pure. +Come l'andrebbe con questo padrone nuovo? Chi comanderebbe, lui o lei? +E <span class="pagenum noind"><a name="Page_82" id="Page_82">{82}</a></span>le razze? Se ne intendeva colui? Avrebbe saputo mantenerle bene?... +Nei pascoli non si parlava d'altro. E, a misura che s'avvicinava il +giorno dell'arrivo, una trepidazione più affettuosa, meno egoista, +teneva agitati i dipendenti della tenuta, e questo era il pensiero del +marito della signorina.</p> + +<p>Finalmente il gran giorno spuntò. Un bel giorno degli ultimi d'aprile, +tiepido, sereno; un vero giorno di nozze.</p> + +<p>L'agente diede ordini precisi. Alla stazione, alle 4 pom., il +<i>landau</i>, con quattro cavalli, e un cacciatore a cavallo per seguire +la carrozza: Drollino per l'appunto, ch'era il cavalcatore più destro +e più appariscente che ci fosse in tutta la tenuta.</p> + +<p>Veramente, nello spazio di questi otto anni, Drollino s'era fatto +bellissimo. Era cresciuto rapidamente; snello e gagliardo come un +antico discobulo. L'indole sua non aveva subito grandi mutazioni; egli +aveva serbato una grande indipendenza <span class="pagenum noind"><a name="Page_83" id="Page_83">{83}</a></span>di carattere, non era nè +allegro, nè socievole, e non bazzicava coi suoi compagni più di quanto +lo comportassero le esigenze del comune mestiere. Stava sempre in +mezzo ai cavalli, in scuderia e ai pascoli, errava continuamente per +tutta la vasta zona dell'allevamento. Ora non bestemmiava quasi più, +ma continuava nel suo sistema di parlar poco. Era ormai presso ai +venti anni, e, se avesse voluto, avrebbe potuto destare grandi +passioni fra le ragazze del paese; ma era così poco gentile con loro, +se ne occupava così poco, che le simpatie, scoraggiate, si smorzavano +presto. In complesso, ispirava più soggezione che simpatia. Ma nella +tenuta si faceva molto calcolo di Drollino.</p> + +<p>Intollerante d'ogni lezione, aveva imparato solo, a furia di volontà +tenace, le più ardite prodezze del suo mestiere. Era il primo domatore +che vantasse casa d'Astianello. Ahimè! non più d'Astianello... +Lantieri! Aveva un metodo tutto suo per venire a capo delle bestie più +ribelli, un metodo <span class="pagenum noind"><a name="Page_84" id="Page_84">{84}</a></span>ch'egli non insegnava ad altri, che aveva appreso, +si diceva, da un certo mandriano di tori, mezzo stregone, mezzo +zingaro, un pochino contrabbandiere. Può essere che non fosse tutta +arte naturale. Si dubitava d'un segreto; d'una specie di malìa. Egli, +per non essere seccato, lasciava che questa diceria si perpetuasse +nella tenuta; forse lui stesso ignorava come gli venisse fatto di +dominare a quel modo, con una specie di forza magnetica, i cavalli più +indocili. Voleva! ecco tutto.</p> + +<p>Era sempre serio, benchè non si potesse accusarlo di tetraggine o di +malumore. E meglio che coi compagni, meglio che colle rusticane beltà +della tenuta, egli pareva trovarsi contento nelle solitudini grandiose +del piano, dove la sua compagna, quasi inseparabile, era Mia!</p> + +<p>Mia era diventata una stupenda giumenta, celebre per la bellezza +eccezionale delle sue forme, e per le qualità dell'indole propria. +Quando Drollino attraversava i pascoli, cavalcando Mia anche <span class="pagenum noind"><a name="Page_85" id="Page_85">{85}</a></span>a dorso +nudo, i palafrenieri ed i cavallanti interrompevano le loro faccende, +per fermarsi ad ammirare quel gruppo magnifico. La riputazione di Mia +aveva oltrepassati i limiti della tenuta e vistosissime offerte di +compra erano giunte sino a Drollino, ma il giovane rispondeva con un +no così brusco e reciso che ormai nessuno più s'attentava a intavolar +trattative. Mia era l'orgoglio, la passione di Drollino. Non aveva mai +permesso a nessuno di cavalcarla nè di governarla ed era istancabile +nell'usarle infinite e delicatissime cure.</p> + +<p>Qualche volta le andava mormorando all'orecchio qualche parola, come +se ella potesse intenderlo... dargli retta. Si faceva ubbidire senza +mai batterla, l'aveva avvezzata ad una straordinaria sensibilità di +bocca... Il suo sogno di bambino era esaudito; quella cavalla, era +sua, sempre, veramente sua.... No! non sempre.</p> + +<p>Un caso esisteva, solo, ma esisteva, in cui la voce di Drollino +perdeva ogni prestigio per l'orecchio <span class="pagenum noind"><a name="Page_86" id="Page_86">{86}</a></span>di Mia. In <i>quel</i> caso, Mia si +ribellava. Nulla poteva vincere quella ribellione, non cure, non +richiami, non castighi violenti nè scudisciate crudeli. Mia aveva +paura dello sparo di un'arme da fuoco.</p> + +<p>Una paura insana, delirante, che determinava in lei come l'accesso +d'un pazzo orgasmo. Appena udito lo sparo essa partiva a gran +carriera, colle nari al vento, con un acuto nitrito di dolore. E per +non esser balzati di sella o dal legnetto leggero a cui Drollino +soleva talvolta attaccare la sua cavalla, bisognava proprio esser lui, +coi suoi garretti ed i suoi polsi d'acciaio. Drollino aveva fatto il +fattibile per guarire la povera bestia da quella suscettibilità +nervosa dell'udito; ma non era venuto a capo di nulla e Mia in quei +momenti, diventava anche per lui una cavalla pericolosa.</p> + +<p>Nella tenuta si sapeva di quest'unico difetto di Mia; ma nessuno +ardiva tenerne parola a Drollino, da poi che un mozzo malaccorto, per +<span class="pagenum noind"><a name="Page_87" id="Page_87">{87}</a></span>avergli rimproverata con scherno quella codardia della cavalla, s'era +buscata... Dio! che tempesta di pugni s'era buscata colui!</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>Davanti alla piccola stazione pochi contadini attoniti e sbalorditi +guardano lo splendido <i>landeau</i> che un cocchiere imponente, guidando +quattro massicci cavalli meklemburghesi, fa passeggiare al passo sulla +spianata.</p> + +<p>Un po' in disparte, un palafreniere in gran livrea frena a stento lo +scalpicciare inquieto di una superba giumenta, Mia.</p> + +<p>Ogni tanto Drollino la lascia sbizzarrire un po', osservando con +occhio malizioso il prudente <i>dietro front</i> del sig. Damelli, agente +della casa, ch'è venuto anch'egli ad ossequiare gli sposi e che non +pare troppo smanioso di proseguire la sua passeggiata in vicinanza +della cavalla. Ma udendo il treno rumoreggiare in lontananza Drollino +si mette in guardia e raccoglie le briglie. Il <i>landeau</i> si ferma +proprio dirimpetto alla stazione, <span class="pagenum noind"><a name="Page_88" id="Page_88">{88}</a></span>la locomotiva è visibile e le teste +si protendono, curiose.</p> + +<p>Un nereggiamento rumoroso s'avvicina velocissimo, traendosi dietro un +gran pennacchio di fumo bianco. Si sente una scampanellata, si vede +sventolare una bandiera rossa. Mia s'inquieta, sbuffa, accenna ad +impennarsi, ma il suo cavaliere le stringe i fianchi come in una morsa +di acciaio, mentre colla mano guantata in pelle di daino, accarezza il +collo della cavalla, battendo leggermente sulla criniera. Mia si +rassegna ed aspetta, ma colle orecchie tese, coi garretti frementi.</p> + +<p>Un lungo fischio risuona oltre i cancelli, il treno si ferma e riparte +un minuto dopo, ed in mezzo ad un po' di ressa, emerge dalla porta +della stazione avanzandosi verso il <i>landeau</i>, una giovane e +bellissima coppia.</p> + +<p>Son dessi!... Gli sposi di otto ore prima.</p> + +<p>Drollino la vede subito, la guarda, come trasognato!</p> + +<p>Si, è lei... la signorina. Ingrandita, di certo, <span class="pagenum noind"><a name="Page_89" id="Page_89">{89}</a></span>ma non tanto e +sempre quel visino dolcissimo. Com'è pallida!... Ma ora, con quel +sorriso sulle labbra, par tal e quale la Milla di otto anni fa!</p> + +<p>Porta un gran cappellone, tutto velluto nero e piume nere, un abito +inglese, attillato e scuro. Gira attorno uno sguardo, ch'è a un tempo +commosso, sgomentato e felice. L'intendente si fa innanzi ad +ossequiarla. Essa s'intenerisce.—Ah! signor Damelli, nevvero!... il +mio povero Papà...—Sulle palpebre castane spunta una lagrima. Poi la +sposa si scuote, sorride, arrossisce, e presenta il signor Damelli a +Giuliano... il duca... mio marito. È la prima volta che dice così: +«mio marito.» Il qual marito è senza dubbio un bellissimo giovane, non +molto grande, grassotto, con una barba d'oro alla nazzarena. I tratti +signorili all'estremo, tondi, tendenti al floscio. È amabilissimo col +signor Damelli, d'una amabilità languida, che, se si avesse il tempo +di studiarla, parrebbe un pochino sprezzante. Ha un non so che di +seccato che consola; nel suo sorriso <span class="pagenum noind"><a name="Page_90" id="Page_90">{90}</a></span>fisso, nell'azzurro acceso dei +suoi occhi, si legge una premura insolente d'essere a casa.</p> + +<p>Drollino, immobile, snello sulla sua bella cavallona, lo guarda +attentamente, scrutando quella nuova faccia di padrone, che non lo +soddisfa. Però, con una riflessione degna del suo senno pratico, pensa +che per giudicare infallibilmente d'un uomo bisogna prima averlo +veduto in sella.</p> + +<p>Mentre si caricano i bauli, Milla si guarda attorno per ritrovare quel +noto paesaggio. E in questo paesaggio vede la macchietta immobile di +un palafreniere a cavallo. Guarda, le pare, non le pare, vede due +occhi scintillanti, una faccia bruna:</p> + +<p>—Oh!—dice sorridendo, commossa.—Drollino!</p> + +<p>Drollino s'inchina profondamente, mentre una fiamma impetuosa arrossa +la tinta bruna del suo viso. Milla avvicinandosi, gli dice:</p> + +<p>—Oh, Drollino! come ti sei fatto grande!</p> + +<p>Poi si ricorda di Mia, e gli chiede di Mia.<span class="pagenum noind"><a name="Page_91" id="Page_91">{91}</a></span></p> + +<p>—Eccola—dice Drollino, accennando la sua cavalcatura.</p> + +<p>Milla stende la mano come per accarezzar Mia, ed entrambi, +palafreniere e Duchessa, sorridendo, si ricordano.</p> + +<p>Ma i bauli sono caricati, e il Duca s'è sbarazzato del signor +Damelli.—Milla! chiama con impazienza. Essa dimentica Drollino, +dimentica Mia, li lascia sui due piedi senza salutare, e si avvicina a +sua marito, che le offre il braccio, per aiutarla a entrare in +carrozza.—Avanti,—ordina il Duca; e sulla strada polverosa, stretta, +fiancheggiata dai vasti campi del grano ancor verde, i quattro cavalli +trottano rapidi e pomposi. Drollino è rimasto dietro la carrozza, +aspettando che una maggior larghezza della via gli permetta di +oltrepassar l'attacco. Il <i>landeau</i> è aperto; ed egli vede il +cappellone di piume nero e l'elegante berretto scozzese da viaggio +farsi vicini uno all'altro, chinandosi, come se volessero intavolare +loro la conversazione..., vede <span class="pagenum noind"><a name="Page_92" id="Page_92">{92}</a></span>delle larghe spalle irrequiete e delle +spalluccie fine che tremano un poco.... vedo dei profili in moto, +delle labbra che parlano e sorridono. Ma, ad un tratto, il cappellone +nero, come se avvertise un pericolo, si tira in là... bruscamente.</p> + +<p>Allora il Duca, con un movimento d'impazienza quasi brutale, si +volta.—Passa avanti,—dice ruvidamente a Drollino.</p> + +<p>Mia si sente a figgere gli sproni nei fiacchi, si sente spinta in un +passaggio strettissimo, che corre fra la carrozza ed i campi, a +sinistra della via. Passa rapida come un lampo, e Drollino non vede la +mano del Duca correre sotto l'ala del cappellone nero e posarsi, +imperiosamente morbida, sulla spalla della Duchessa.</p> + +<p>Il personale della tenuta era quasi tutto riunito al cancello del +viale d'ipocastani. La balia di Milla e la fattoressa piagnucolavano, +affettuosamente, parlando della loro piccina che tornava, ed era +sposa! Era un sussurrìo continuo di osservazioni, di ricordi, di +pronostici.... e il coro <span class="pagenum noind"><a name="Page_93" id="Page_93">{93}</a></span>non faceva sosta se non quando s'udiva da +lungi sulla via il rumore d'un veicolo. Allora le parole si facevano +tronche... sommesse... Ora viene... è lei... a momenti... è qui. Ma +non era mai lei, e intanto annottava.</p> + +<p>Finalmente s'udì un galoppo continuo, concitato... Sono loro di certo. +E tutti ritti in punta di piedi, per veder meglio e prima. Ma no... +era Drollino.</p> + +<p>Lui a briglia sciolta, coi capelli al vento, pareva un indemoniato. +Mia era tutta bianca di schiuma. Con due sbalzi, cavalla e cavaliere +oltrepassarono il cancello fra le due ali di folla che davanti a +quell'arrivo precipitoso s'erano ritirate gridando. Drollino non si +fermò a dar spiegazioni, corse via sempre di carriera, e scomparve +quasi subito nella direzione dei pascoli.</p> + +<p>La carrozza coi quattro cavalli non giunse che venti minuti dopo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_94" id="Page_94">{94}</a></span></p> + + + +<hr style="width: 45%;" /> +<h2><a name="IV" id="IV"></a>IV.</h2> + + +<p>Alla torre bruna del campanile, l'orologio, serio e grave, annunziava +le dieci e mezzo. Il desinare degli sposi era finito da non molto, ed +il Duca, parlando languidamente della stanchezza dei viaggio, aveva +subito condotto Milla di sopra, della loro stanza.... E la camere +illuminate e silenziose, la fuga delle sale a terreno avevano veduto +passare quella coppia, taciturna ormai.... sui passi del domestico, +che spalancava gli usci. Poi gli usci s'erano chiusi, e non si sentiva +rumore di sorta. Il chiasso e l'allegria s'eran concentrati nel +tinello della servitù.... dove e vino e motti festosi correvano senza +posa in mezzo alle libere risate e alle libere frasi. Ma quella +gazzarra schietta e grossolana moriva lì, tra le pareti crudamente +bianche di quel locale.<span class="pagenum noind"><a name="Page_95" id="Page_95">{95}</a></span></p> + +<p>La casa era immersa in un silenzio religioso, come addormentata, nella +serenità luminosa della notte. Biancheggiava alta, chiusa, signorile, +nel vivo chiaro di luna che, piovendo senza riparo sulla facciata, +pareva rivestirla d'un'immensa frescura d'argento. L'ombra della villa +spiccava di fianco nerissima, sul verde umido del giardino. In quella +luce dolce, senza bagliori, tutto pareva acquistare un forte risalto +di contorni, ed il fogliame scuro del viale pareva staccarsi, +cesellato, sullo sfondo dell'aria serena, tinta d'un cupo azzurro +grigiastro.</p> + +<p>Una pace infinita. Attorno al laghetto, nel canneto, qualche breve +sussurro di giunchi dondolati da una subita bava di vento notturno; +dalla parte del viale, qualche nota smarrita di rosignuolo.... L'aria +era pregna d'un odore forte e grato di serenella.... e ve n'era +infatti una gran macchia, tutta in fiore, poco discosto....</p> + +<p>In mezzo a quella pace e a quel silenzio, una ombra mascolina or +s'allungava, or si faceva più <span class="pagenum noind"><a name="Page_96" id="Page_96">{96}</a></span>corta sulla ghiaia del giardino, a +seconda della direzione del corpo che la proiettava. Era l'ombra di +Drollino.</p> + +<p>Il giovane palafreniere s'era trovato lì senza sapere come, nè +perchè.... Quel fracasso infernale del tinello l'aveva stordito; era +uscito per respirare un po' d'aria fresca, e camminava in su e in giù +sulla grande spianata. Si fermò un momento dietro alla macchia delle +serenelle, guardando come trasognato la doppia scalinata che sale +sulla facciata della villa e fa capo alla terrazzina del primo piano. +Sapeva esser quello l'appartamento destinato agli sposi.</p> + +<p>La brezza notturna si mette improvvisamente in moto. Allora tutto +quell'arruffio di piante arrampicanti, avvinghiate alla balaustra, +s'agita, freme, i fiori oscillano, rizzano le pendule teste sui rami +curvati ad arco. Anche loro vogliono vedere: come lui.... Perchè?... +Cosa importa ai fiori delle fatali ore umane? E cosa importa a lui, a +quel giovane ineducato, mezzo zingaro, <span class="pagenum noind"><a name="Page_97" id="Page_97">{97}</a></span>mezzo selvaggio, che se la +dice e sta coi cavalli più volentieri che coi pari suoi?</p> + +<p>La finestra s'aprì impetuosamente. Milla apparve.... lassù sul +terrazzino. Non aveva più il suo elegante vestito da viaggio; la sua +personcina, minuta, snella, era avvolta in un'ampia <i>douillette</i> di +casimirra bianca. E subito, alle spalle di Milla, ecco il Duca.... +Milla voltò il visino smarrito verso la luna.... quella vecchia amica +di tutte le gioventù! Ma egli no, non lo guardò neppure quel disco +pallido e muto.</p> + +<p>Parlava, e il vento portava le sue parole, brevi, tronche, come +soffocate:</p> + +<p>—Ma che idea! vieni, amor mio.... vieni.</p> + +<p>Essa rideva, appoggiata, stretta alla balaustra, come una rondine che, +in tempo di bufera, si stringe alla gronda.</p> + +<p>—Vieni, vieni!—ripeteva il Duca, null'altro che: «vieni.» Ma quella +parola vibrava.... ardente.... nell'aria fresca.</p> + +<p>Milla lo pregava d'aspettare un momento.<span class="pagenum noind"><a name="Page_98" id="Page_98">{98}</a></span></p> + +<p>—Oh! Giuliano.... no.... aspetta un momento.... ti prego.... +guarda.... com'è bello!</p> + +<p>Era smarrita, ansante; guardava quella gran pace di luce smorta, +quella divina poesia notturna, che nell'ora suprema della sua +esistenza metteva un minuto di suprema poesia d'amore.</p> + +<p>Ma il Duca, in quel momento, non aveva nessuna voglia di contemplare +la luna, la trovava anzi molto inutile...; non disse più: «vieni,» ma, +avanzandosi rapidamente verso Milla, la recinse con un braccio alla +vita. Essa non lottò, lasciò andare il capo all'indietro, sinchè lo +sentì appoggiato sul petto di lui, ed alzò gli occhi a guardar +Giuliano. Allora egli chinò il volto, e le baciò la bocca dando un +passo addietro. E così, adagino adagino, con quel metodo, camminando a +ritroso, a furia di baci, di sconnesse parole, la ricondusse sulla +soglia. Poi sciogliendosi per un momento si voltò repentino a serrar +le gelosie, i vetri, le imposte e quanto diavolo c'era.<span class="pagenum noind"><a name="Page_99" id="Page_99">{99}</a></span></p> + +<p>Di fuori, rimase il lume di luna, così perentoriamente messo alla +porta.</p> + +<p>E nel lume di luna, la faccia turbata, quasi stravolta di Drollino!</p> + +<p>Sua! mormorò il giovane.... E digrignò i denti....</p> + +<div class="center">. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .</div> + +<p>Si guardò attorno. Era precisamente in quel lato del giardino dove, +otto anni prima, aveva avvertito l'avvicinarsi dei malfattori. Rivide, +colla memoria, quelle tre faccie sinistre sbucanti cautamente +dall'oscurità del viale!...</p> + +<p>Ma ora, la pace era completa. La facciata della villa taceva nella +molle bianchezza che l'illuminava.</p> + +<p>Un subito pensiero scosse Drollino. Provò un impulso.... quello di +destare ancora, tutti con un grido d'allarme: al ladro.</p> + +<p>Ma si trattenne, con uno sforzo violento che gli fece provare come un +senso di stringimento alle fauci.... Ah Cris....</p> + +<p>Ma non potè finir quella parola... neppur quella...<span class="pagenum noind"><a name="Page_100" id="Page_100">{100}</a></span></p> + +<p>Allora, come se lo avesse colpito un subito spavento, fuggì +rapidamente pel viale e scomparve nell'ombra, sforacchiata dai +cerchiolini argentei che piovevano a terra, sotto il traforo del +fogliame.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>Pochi giorni dopo, il Duca e la Duchessa vennero, in carrozza +s'intende, a visitare i pascoli. Le puledrine erravano, sgambettando +attorno alle madri, che posatamente pascevano, alzando ogni tanto le +teste per guardare, con quei loro occhi calmi e profondi, l'orizzonte +sereno del piano. Qualche gaio nitrito echeggiava qua e là nelle +mandrie e le grandi biche del fieno maggengo profumavano l'atmosfera, +accanto ai casolari.</p> + +<p>Drollino, osservava con piena soddisfazione l'equipaggio, una +leggiadra <i>vittoria</i> attaccata a due nervosi cavalli ungaresi. Stava +un po' in disparte, di fianco alla carrozza. Che cosa curiosa era mai +quella Duchessa! La sua piccola persona scompariva quasi nell'ampiezza +della vittoria e nell'intricata vicenda di trine bianche e <i>thibel</i><span class="pagenum noind"><a name="Page_101" id="Page_101">{101}</a></span> +grigio tenero della sua stupenda <i>toilette</i> di primavera, ma la +bianchezza dell'incarnato, la delicatezza squisita dell'ovale e la +grazia soave della fisonomia componevano nello sfondo roseo +dell'ombrellino aperto, un quadretto supremamente gentile. Essa non +aveva più l'aria sgomentata; era un po' pallida, ma su quel +passeggiero abbattimento dei tratti, che dolcezza infinita di +contento, che luce ridente, quanto raggio di gioia, d'un orgoglio +nuovo, appassionato! Un sorriso lievemente estatico le posava sulle +labbra ed ella riusciva a gran stento a strappare ogni tanto dal volto +del Duca il suo sguardo, invincibilmente affascinato.</p> + +<p>Il Duca, quieto, ilare e molto bello, nel suo elegante <i>tout de même</i> +inglese, rispondeva ad intervalli alla involontaria fissità degli +sguardi di lei, con certe rapide e molli carezze dell'occhio. E con +una compiacenza, non meno paga e sincera, guardava pure i cavalli che +il capo di scuderia gli andava accennando e che i mozzi della <span class="pagenum noind"><a name="Page_102" id="Page_102">{102}</a></span>tenuta +facevano passeggiare avanti e indietro a fianco della <i>vittoria</i>.</p> + +<p>Egli li esaminava, socchiudendo per vederci meglio, uno dei suoi +splendidi occhi azzurri.</p> + +<p>Faceva il possibile onde persuadere gli astanti d'essere al fatto di +quanto costituisce la difficile arte dell'allevamento equino, ma le +sue cognizioni in proposito, limitate al dispendioso sì, ma ristretto +<i>dilettantismo</i> dei più dei giovanotti eleganti, non impedivano che +ogni tanto gli scappassero detti certi maestosi strafalcioni, che la +Duchessa aveva per vangelo, ma che sortivano un ben altro effetto +presso gli altri. Qualche sorrisetto spuntava qua e là sui volti +abbronzati; mozzi e palafrenieri scambiavano certi sguardi, ch'erano +vere salve di canzonatura. Il Duca non se ne accorse, e incoraggiato +da un intimo sentimento della propria disinvoltura, volle scendere, +per scegliere un cavallo da sella, ch'egli destinerebbe al suo uso +particolare.</p> + +<p>Ne provò parecchi e dei migliori, ma su tutti <span class="pagenum noind"><a name="Page_103" id="Page_103">{103}</a></span>trovò a ridire. Questo +aveva la bocca dura, quello il trotto ineguale.... quell'altro +l'andatura sgarbata.... Alla lunga, s'impazientì. A lui non +piacevano.... ecco!... era abituato a ben altri <i>soggetti</i>.... Già; +con queste benedette razze italiane, è inutile, ci sarebbero sempre +degli inconvenienti! E anche le mandre, i riparti, i pascoli +lasciavano molto a desiderare.... Penserebbe, provvederebbe lui; ci +voleva un altro impianto; ecco cosa ci voleva!</p> + +<p>A un tratto gli venne veduta, un po' in lontananza una cavalla alta, +di stupende forme, con una testa fina, delle gambe sottili e nervose, +un collo elegantissimo, sul quale i turgidi meandri delle vene +spiccavano in nitido risalto. La cavalla stava immobile, in una posa +felicissima e atta a far valere la classica bellezza delle sue linee.</p> + +<p>—To! pensò il Duca! ecco il caso mio.</p> + +<p>Si voltò verso l'intendente e gli disse accennando quella +cavalla:—Ecco un discreto prodotto; come si chiama?<span class="pagenum noind"><a name="Page_104" id="Page_104">{104}</a></span></p> + +<p>—Mia!—rispose dietro alla <i>vittoria</i> una voce giovane e vibrata.</p> + +<p>Il Duca si voltò e vide che chi aveva detto quel nome era uno dei +cavallari. Per cui, senza rispondere a colui, si rivolse nuovamente +all'agente:</p> + +<p>—Che nome ridicolo.... Dev'essere una buona bestia.... Amerei vederla +in moto.</p> + +<p>D'un salto, e benchè Mia non fosse sellata, Drollino le fu in groppa. +Sciolse la cavezza, e si mise in moto. Con due o tre monosillabi fece +prendere successivamente alla cavalla il trotto, il galoppo, saltar +una barriera, fermarsi repentina, poi tornare scambiettando al sito +donde avea prese le mosse. E tutto questo fu compiuto in un momento, +con una maestria, una sveltezza, una <i>bravura</i> ammirabili.</p> + +<p>—Bravo, Drollino!—sclamò la Duchessa con entusiasmo e guardando suo +marito per vedere l'<i>effetto</i> che sortiva in lui lo spettacolo della +valentìa di Drollino.<span class="pagenum noind"><a name="Page_105" id="Page_105">{105}</a></span></p> + +<p>Ma il Duca non si degnò di esprimere la sua soddisfazione. Ordinò che +sellassero la cavalla; voleva provarla.</p> + +<p>L'intendente rimase un po' imbarazzato.</p> + +<p>—Veramente.... signor Duca....</p> + +<p>—Cosa?—chiese brusco il padrone.</p> + +<p>—Ecco.... signor Duca.... certamente..., si figuri.... ma vede, +quella cavalla.... sicuro.... è bensì un prodotto della tenuta, ma non +appartiene propriamente alla tenuta.</p> + +<p>—No? e di chi è?...</p> + +<p>—Mia!—disse tranquillamente Drollino, che, disceso di sella, stava +ritto accanto alla cavalla, guardando fisso il Duca.</p> + +<p>—Ah!—rispose questi con suprema indifferenza.</p> + +<p>Risalì in carrozza e si rivolse di nuovo al signor Damelli:</p> + +<p>—Come mai si permette a un addetto alla tenuta di tener cavalli +proprii?...</p> + +<p>Damelli tentò una specie di giustificazione.<span class="pagenum noind"><a name="Page_106" id="Page_106">{106}</a></span></p> + +<p>—Era stato il fu signor Principe, in ricompensa d'un importante +servigio....</p> + +<p>—Queste sono irregolarità—interruppe il Duca—cose che non +dovrebbero accadere. Mi avvedo che ci sono varie riforme da fare in +questa tenuta. Provvederemo, provvederemo.</p> + +<p>Il signor Damelli, più ossequioso che mai, si affrettava a +scappellare, vedendo che il Duca si disponeva a dar l'ordine di +partenza. Ma i fastidi del buon intendente non eran finiti. Il Duca +gli fè segno d'accostarsi, e gli disse abbassando la voce:—Caro +signor Damelli, ella ha l'incarico di pagare a quel ragazzo il valore +della cavalla e di farla condurre stasera in scuderia.</p> + +<p>—Avanti—ordinò poscia al cocchiere; e la carrozza si mosse in mezzo +ai saluti ossequiosi dei dipendenti.</p> + +<p>Ma, appena rizzate, quasi tutte le teste ebbero un dondolìo: il nuovo +padrone non era riescito simpatico a nessuno, e lo si giudicava +severamente. Che boria! che fare sprezzante! E che bel <span class="pagenum noind"><a name="Page_107" id="Page_107">{107}</a></span>modo di stare +in sella! com'era sgarbato a cavallo! che personale tozzo, che +corporatura floscia, molle! A loro non pareva neppur bello di viso con +quella faccia bianca e grassa, quegli occhi di vetro celeste, e quel +barbone biondo! La Duchessa, quella sì...; a lei, ch'era una donna, +stava bene il visino bianco. E com'era contenta, come sorrideva, come +conosceva tutti! S'era ricordata persino d'un vecchio mozzo che una +volta, quand'essa era piccina, le aveva fatto fare il giro del +giardino sulla carretta del fieno! Ah! che povera idea aveva avuta la +signorina d'innamorarsi di quel biondone spiantato che non sapeva far +altro che criticare a diritto e a rovescio.</p> + +<p>—Eppure—concluse un Pedrolo osservatore—si capisce ch'essa gli è +<i>morta addietro</i>!</p> + +<p>Morta addietro? Sì certamente; quel Pedrolo non andava errato. Milla +s'era completamente smarrita nella repentina rivelazione d'un amore +ch'essa non aveva avuto il tempo di prevenire, studiandolo o +immaginandolo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_108" id="Page_108">{108}</a></span></p> + +<p>Il cuore della bambina s'era improvvisato cuor di donna, e la scossa +subitanea di quella trasformazione era stata più forte di lei. La +prima goccia della tazza era bastata per inebbriare Milla; essa era +ebbra d'amore, pazza d'amore. E su di lei era piombata quella strana, +malaugurata specie di passione che invade facilmente le anime pure e +ignoranti, la passione più innocente e più pericolosa, più sublime e +più sciocca fra tutte, quella che non calcola, che spende, spande, +sperpera scioccamente tesori di tenerezza senza mai fermarsi a +noverare quanto ha dato, o a chiedere quanto ha ricevuto. Passione +sitibonda di schiavitù, che nell'oggetto del suo culto crea +infallibilmente il tiranno dell'oggi e forse l'annoiato del domani.</p> + +<p>Alla sera di quel giorno memorabile, il signor Damelli, terribilmente +imbrogliato e coll'aria d'un cane che ha lasciata scappar la lepre, si +presentò al cospetto del signor Duca.</p> + +<p>—Ebbene?—gli chiese questo imperiosamente.<span class="pagenum noind"><a name="Page_109" id="Page_109">{109}</a></span></p> + +<p>Il sig. Damelli non sapeva da che parte rifarsi.</p> + +<p>Ma finalmente, con molti giri e rigiri di frasi, finì col confessare +che aveva fatto un buco nell'acqua.</p> + +<p>—Oh! Eccellenza, si figuri, è proprio riconoscentissimo quel giovane, +anzi mi ha detto di ringraziarla della sua generosa offerta.... Ma +creda.... che non.... insomma sarebbe per lui una vera disgrazia.... +Egli adora quella cavalla.... non vuole.... insomma non può +separarsene!</p> + +<p>—No?—disse il Duca.—Com'è ingenuo, caro signor Damelli. Non vede +che quel ragazzaccio voleva far salire l'offerta?</p> + +<p>—L'ho fatta salire, l'ho fatta salire—s'affrettò a rispondere +l'intendente;—ho promesso una somma enorme, ho detto che il prezzo lo +fissasse lui. Ma nulla.... l'ostinazione di quel giovane fu +invincibile. Pare ch'egli abbia una specie di <i>arlia</i> per quella +bestia.... Fu un attestato di riconoscenza del povero Principe, per un +import....<span class="pagenum noind"><a name="Page_110" id="Page_110">{110}</a></span></p> + +<p>—Basta!—disse il Duca, rosso come un galletto....</p> + +<p>Congedò bruscamente il signor Damelli, e passò nella camera della +Duchessa. Milla era occupatissima a provarsi un paio di scarpettine +ricamate; ma vedendo entrare Giuliano con quel viso rabbioso, si +spaventò. S'alzò, e, camminando con un piedino calzato e l'altro no, +venne a incontrar suo marito.</p> + +<p>—Oh Dio! Giuliano! cos'è accaduto?</p> + +<p>—È accaduto—sbuffò il Duca,—è accaduto che questa casa è una +Babilonia, e che c'è bisogno di riforme più del pane. Hai dei bei +tipi, sai, fra questi tuoi dipendenti! Ma lo manderò via quel +biricchino, lui e la sua rozza.... per insegnargli....</p> + +<p>E le raccontò la storia, a quel modo, con delle minaccie rabbiose di +fare, di disfare, di metter tutto all'aria.</p> + +<p>La Duchessa trovò ch'era un abbominio, e che Drollino avrebbe dovuto +stimarsi ben fortunato di <span class="pagenum noind"><a name="Page_111" id="Page_111">{111}</a></span>cedere, non una, ma cento Mie a Giuliano. +Ma, mentre condannava Drollino, sorrideva a Giuliano con una soavità +biricchina di donna felice.</p> + +<p>—Oh! che sciocco è mai colui.... E tu, Giuliano, non te ne curare.... +Per una cavalla! non son tutte tue quelle dei pascoli e delle +scuderie?... E se vuoi, falle venir da Londra, là, dove dici che son +così belle.... Non pensar più a colui. È una cosa da nulla....—E per +quella cosa da nulla prodigava baci, carezze, soavità di sguardi e di +parole da bastare alla felicità di tutta un'esistenza.</p> + +<p>Giuliano era disarmato, e il suo terrore delle scene, la sua pigrizia +naturale finirono di placarlo. Tralasciò di borbottare, e fu lui che +calzò l'altra pantofolina celeste sul piede rosa (grande come un +biscottino di Novara) della sua Milla.... Ma la collera non era +completamente passata; gli rimase una certa uggia verso Drollino. Quel +monello, che cavalcava come un cavallerizzo, che si permetteva d'aver +una cavalla propria, che aveva <span class="pagenum noind"><a name="Page_112" id="Page_112">{112}</a></span>avuto l'ardire di rifiutarsi a +cedergliela, gli dava sui nervi. Tanto, che ne parlò addirittura +coll'agente.</p> + +<p>—Non le pare che sarebbe bene mandarlo a spasso..., per dare una +prova di energia...? per incutere negli altri una salutare idea della +disciplina indispensabile? eh!...</p> + +<p>Ma l'agente, con infiniti riguardi, espose varie buone ragioni. +Veramente, faceva osservare che, proprio, gli estremi non c'erano. +Avrebbe fatto più dispiacere che effetto a tutti quanti, il vedere +scacciato quel ragazzo. Sua Eccellenza sapeva senza dubbio il servizio +da lui reso, tempo addietro, alla casa. E poi, bisognava riconoscere +che aveva un'abilità straordinaria come allevatore e domatore.... e +nel resto teneva una condotta irreprensibile.</p> + +<p>Giuliano capì il latino. L'ira gli era sbollita ormai, ed egli, +annoiato da quella prolissa difesa, si sentiva tornare addosso la +serena indifferenza del creolo. In cuor suo cominciava a trovare che +<span class="pagenum noind"><a name="Page_113" id="Page_113">{113}</a></span>proprio non valeva la pena! Per cui finì coll'esser magnanimo, e +perdonò senz'altro a Drollino, col patto però che colui non avesse più +a capitargli fra i piedi.</p> + +<p>Colui, dal canto suo, non aveva nessuna smania di capitar tra i piedi +di quell'eccelso signore. La faccia del Duca non gli tornava punto +simpatica. Trovava che rassomigliava a certi musi di cavalli +traditori, sparmiafatica, che non ci pensano punto a tirare un calcio +anche a chi li governa e riempie la mangiatoia davanti a loro.</p> + +<p>La sua maniera di stare in sella lo esasperava, ed egli si compiaceva +di far osservare ai compagni il modo indegno col quale il Duca +guidando, rovinava la bocca alle bestie. No.... a lui non pareva +proprio che la signorina avesse fatta una scelta ammodo. Perchè mo' +aveva avuta tanta fortuna quella botte d'uomo con quella barba +pettinata! perchè l'aveva sposata, lei.... il loro orgoglio, quella +specie di madonnina bianca.... Almeno fosse sempre lì in ginocchio +davanti a <span class="pagenum noind"><a name="Page_114" id="Page_114">{114}</a></span>lei!... Ma no, era sempre la signora che faceva a modo suo, +che godeva a vederlo spadroneggiare nella tenuta, nella villa. E lui, +con quell'aria placida, sicuro del fatto suo, che si lasciava adorare, +che criticava tutto! Eppure non c'è Cristi, il padrone ora era lui! La +villa, la terra, i cavalli erano suoi.... Anche Milla era sua.... E +non gli era bastata.... Anche Mia avrebbe voluto!...</p> + +<p>—Mia! ah no!... piuttosto.... Cristo!...</p> + +<p>Stava più che poteva nella pianura dei pascoli. Gli era accaduto +qualche volta, capitando per tempo alla villa, di vedere in giardino +la veste bianca di Milla, e attorno alla vita di Milla una gran +macchia scura, cioè il braccio del Duca. Aveva sentito di sfuggita, +passando, qualche sussurro di parole amorose. Come rideva, Drollino, +di quelle sciocchezze! Gli parevan così buffe che, quando poteva, +evitava di vederle e di udirle. Egli non capiva.... da loro non si +usava far all'amore così.... Pure, certe volte un'acre curiosità <span class="pagenum noind"><a name="Page_115" id="Page_115">{115}</a></span>lo +tormentava! Come aveva fatto quel biondo antipatico a farsi voler +bene.... così?</p> + +<p>Ecco, quando la Duchessa era sola e passava lì accanto, la cosa mutava +affatto. Non gli rincresceva allora di procedere franco, di farle un +saluto profondo...; non era forse lei la sua vera padrona, la signora +d'Astianello? La cosa era assolutamente diversa.</p> + +<p>Milla, quando vedeva Drollino, rispondeva cortesemente al suo saluto, +ma non gli parlava. Gli serbava un po' di rancore, per essere stato +così ostinato e per non aver voluto ceder Mia al <i>suo</i> Giuliano.</p> + +<p>Un giorno, però, s'incontrarono nel viale. La Duchessa rispose con un +sorriso al saluto di Drollino. Poi si fermò, e gli chiese se stesse +sempre nella casetta della scuderia.</p> + +<p>Drollino rispose di no. Dopo la morte di suo padre, era tornato +laggiù.... nei pascoli. Ora stava in una cascina.... Sa bene.... la +Favorita.</p> + +<p>—Mi ricordo—disse Milla.—Ci sta la <span class="pagenum noind"><a name="Page_116" id="Page_116">{116}</a></span>suocera della mia sorella di +latte.... E ti piace a star lì?</p> + +<p>—Sì, rispose Drollino.—È come al tempo antico.... quando c'era il +signor Principe.</p> + +<p>Negli occhi di Milla venne un luccicore umido.</p> + +<p>—Oh! papà.... povero papà.... Com'era buono.... nevvero?</p> + +<p>—Tanto!—disse con forza Drollino. E l'accento era così sentito che +Milla provò una specie di gratitudine.—Ecco, anche lui si +ricordava.... Oh! se il suo povero papà potesse vederla ora.... così +felice, così beata!—E subito il pensiero di Giuliano tornò ad +afferrarle l'anima, a sbandirne il passato, a immergerla di nuovo +nell'estasi delirante del suo presente. L'occhio di Milla era ancora +velato, ma aveva cessato di guardar l'orizzonte e di veder +Drollino.... essa pensava che Giuliano poteva già essere sceso in sala +da pranzo ad aspettarla. Disse in fretta;—Addio, Drollino—e voltò +strada, dirigendosi verso la villa.<span class="pagenum noind"><a name="Page_117" id="Page_117">{117}</a></span></p> + +<p>Drollino, naturalmente, non capì, nè indovinò. Andò via lentamente, +pensando alla vecchia camera, all'entrata della scuderia, a un +muricciuolo facile a scavalcare, e a certe pigne di castagne d'India, +che per un soffio, per un sassolino diroccavano giù, ruzzolando in +tutte le direzioni sulla sabbia di quel viale, quello per l'appunto.</p> + +<p>Drollino incontrò un'altra volta la Duchessa, e fu contento di +vederla, perchè aveva udito dire che la signora non stava tanto bene. +Si buccinava anzi che ci fossero delle speranze..., certe speranze +soavi, che si concretano nei preparativi d'una piccola culla....</p> + +<p>La Duchessa aveva infatti l'aria un po' patita e Drollino, vedendola +passare lentamente sul sentiero soleggiato del giardino, con una mossa +stranamente dolce e stanca, rimase un momento come trasognato. Com'era +bella!.... le altre donne ch'egli vedeva lì e in città non le +somigliavano punto. Così piccola, minuta, com'era, <span class="pagenum noind"><a name="Page_118" id="Page_118">{118}</a></span>rappresentava per +lui la gloria, la potenza, il pregio di casa d'Astianello. E per +questo egli la guardava così.... con quello sguardo devoto che +ammirava.</p> + +<p>Anche stavolta fu lei a fermarsi e a rivolgergli la parola.</p> + +<p>—Buon giorno, Drollino.</p> + +<p>Drollino trovò il coraggio di chiederle come stesse.</p> + +<p>Essa arrossì profondamente con un pudore giocondo. E +rispose:—Bene.—Ma rispose in fretta, colta da un conscio imbarazzo +davanti alla semplice, ossequiosa domanda d'un palafreniere qualunque. +E subito; per cambiare argomento:</p> + +<p>—Drollino, sai che andiamo via?</p> + +<p>Egli non sapeva nulla, e disse:</p> + +<p>—Come mai? così presto.... due mesi soltanto....</p> + +<p>E sbarrò gli occhi con un'espressione curiosa a vedersi, difficile a +definire.<span class="pagenum noind"><a name="Page_119" id="Page_119">{119}</a></span></p> + +<p>—Sicuro.... si va via.... la settimana ventura. Io starei ancora qui +tanto volentieri, ma il Duca dice che bisogna andare ai bagni.</p> + +<p>Diceva queste cose con rammarico, ma anche con una segreta gioia di +poter ardere questo rammarico, come un granello d'incenso, sull'altare +del suo nume.</p> + +<p>Il Duca aveva parlato dei bagni, li aveva vantati come giovevoli alla +sua salute; non aveva detto positivamente «andiamo,» ma diceva a +Milla, con quella sua voce lenta e melodica, che il caldo ad +Astianello minacciava di farsi eccessivo, e che anche per lei, anzi, +ben inteso per lei, sarebbe stato meglio un po' d'aria di mare, un po' +di svago....</p> + +<p>Quando Milla udì quella parola: svago, guardò per un momento Giuliano, +coll'aria incerta d'una persona che non capisce. Svago.... per lei?...</p> + +<p>—Oh, Giuliano, Giuliano, come puoi credere?—disse finalmente, +ridendo.</p> + +<p>Ma capì meglio un'altra volta, quando le venne <span class="pagenum noind"><a name="Page_120" id="Page_120">{120}</a></span>udito, in pieno +giorno, senza ombra di causa apparente, un breve sbadiglio di +Giuliano.</p> + +<p>Un'idea terribile le trapassò, come una spada, la mente. Giuliano.... +forse si annoiava?</p> + +<p>Senza forse, povera Milla! il primo mese era stato incantevole pel +Duca, il suo nuovo amore e i suoi nuovi splendori avevano occupato +egregiamente il secondo; ma il terzo.... il terzo.... Erano soli, +molto soli ad Astianello: e le ville vicine non sarebbero occupate che +durante l'autunno.</p> + +<p>Quell'eterno argomento dell'allevamento lo interessava sino ad un +certo punto! Milla era un angiolo, oh questo sì, ed egli era il più +felice degli uomini; ma quella luna di miele così prolungata, così +esclusiva, prendeva delle proporzioni allarmanti. Giuliano trovava che +non bisogna abusar di nulla, nemmeno della felicità.</p> + +<p>E Milla, che aveva fatto conto di rimaner lì celata, rannicchiata +nella suprema estasi del suo amore sino al Natale per lo meno....<span class="pagenum noind"><a name="Page_121" id="Page_121">{121}</a></span></p> + +<p>Pure, un giorno, disse soavemente a Giuliano:</p> + +<p>—Quando partiamo?</p> + +<p>—Quando vuoi—rispose languidamente il Duca.</p> + +<p>Ma come fu caro in quel giorno, e adorabilmente affettuoso per la sua +Milla!</p> + + + +<hr style="width: 45%;" /> +<h2><a name="V" id="V"></a>V.</h2> + + +<p>Tornarono sullo scorcio del settembre, nella molle e tiepida stagione +in cui l'anno, come un saggio epicureo, si riposa e dice: godiamo, +prima di prepararci a morire.</p> + +<p>La Duchessa aveva lasciata ai bagni la sua celeste speranza. Aveva +abortito, chi diceva per una passeggiata troppo faticosa, chi per un +accidente, chi per uno spavento, chi per una grande emozione. Qualcuno +parlò di una scena avvenuta <span class="pagenum noind"><a name="Page_122" id="Page_122">{122}</a></span>fra lei e Giuliano per certe gelosie, +senza capo, nè coda. Poi era successa una riconciliazione, e tutto era +finito: gli sposi tornavano e felicissimi.</p> + +<p>Il Duca era ingrassato un altro po'; Milla invece era dimagrata. E più +ancora di prima, era pazzamente innamorata di suo marito.</p> + +<p>Nel suo amore c'erano due elementi nuovi, la gelosia e il timore.</p> + +<p>Ecco com'era venuta la gelosia.</p> + +<p>Ai bagni a Viareggio, avevano trovata molta gente. Vecchie conoscenze +di Giuliano, che naturalmente non s'erano potute scansare. +L'isolamento, in un luogo così frequentato, sarebbe stato +assolutamente ridicolo. Almeno Giuliano diceva così, e Milla era +troppo ragionevole per non capire che Giuliano, sino a un certo punto, +non aveva torto. L'intimità dunque era finita. Bisognò unirsi a quei +gruppi chiassosi di bagnanti, prender parte a delle allegre gite, +cenare a ora tarda al Nettuno, fare scampagnate alla Pineta, a Massa, +a Lucca. Dio! che tormento! Erano tutte buone, <span class="pagenum noind"><a name="Page_123" id="Page_123">{123}</a></span>gentili quelle +signore, e facevano un mondo di feste alla sposina; e i signori, +quelli poi gentilissimi, al punto di farla rimanere un po' impacciata, +qualche volta: ma che stordimento, che noia in quel chiasso, in quel +divertimento che pareva tanto piacere a Giuliano! Egli ci si trovava +come nel suo elemento, ed ella invece....</p> + +<p>Uno sciaguratissimo giorno, era capitata da Livorno, con un vaporetto +della Marina, una compagnia elettissima.... oh si, proprio eletta.... +di signore e di signori. Eran venute a fare una gita di piacere a +Viareggio. Fra quelle signore ce n'era una bellissima, vestita con +impareggiabile eleganza che a un tratto, aveva detto a Giuliano, +passandogli accanto—Oh caro Duca! lei qui?...—con una piacevolezza, +una disinvoltura infinita. Giuliano sulle prime era rimasto lì come un +po' impacciato; poi s'era messo a ridere. E aveva risposto:—Ma.... +pare.... Baronessa....</p> + +<p>—Olga!—aveva chiamata un'amica della signora, e la signora s'era +fatta accompagnare <span class="pagenum noind"><a name="Page_124" id="Page_124">{124}</a></span>in là da Giuliano. Quindici minuti dopo, le due +società s'erano fuse in una sola, e la signora, che Giuliano aveva +presentata a sua moglie, le usava mille gentilezze, le presentava alla +sua volta i cavalieri del suo gruppo, e assicurava a tutti, con un +sorriso singolarmente gentile, che la Duchessa Lantieri era proprio +un'adorabile donnina!...</p> + +<p>Milla non aveva mai visto Giuliano così animato. Si divertiva +immensamente, fu brillantissimo, prodigò mille attenzioni alle +numerose signore della brigata. Nella cena, che coronò splendidamente +quella giornata campale, il Duca fu spiritosissimo, i suoi occhi +azzurri ebbero certi strani lampi, come di sfida. La signora +elegantissima rideva molto, eran tutti di buon umore, e lo sarebbe +stata anche Milla, se non avesse afferrata al volo un frammento del +colloquio imprudente di due vicini.</p> + +<p>—Caso?... davvero?—aveva chiesto un signore accennando, con un +lievissimo moto del mento, Giuliano e la signora elegantissima.<span class="pagenum noind"><a name="Page_125" id="Page_125">{125}</a></span></p> + +<p>—Speriamo....—aveva risposto l'altro.</p> + +<p>E s'erano guardati, ridendo, con una cert'aria, ammiccando.</p> + +<p>Poi uno degli interlocutori aveva fatto, accorgendosi ch'ella era +vicina.—St..., come per avvisar l'altro. E avevan cambiato discorso, +con grande prontezza.</p> + +<p>Allora essa sentì, per la prima volta, di non esser felice, sentì che +fra quella donna e Giuliano c'era <i>forse</i> qualche cosa.... Ebbe un +momento d'angoscia terribile, l'angoscia dell'incertezza.... Oh! +quella cena terribile, lunga, così gaia per gli altri, così tremenda +per lei....</p> + +<p>Non disse nulla, sentì la suprema necessità della dissimulazione. Ma +non potè impedirsi di osservare! E nell'osservazione, rimase astratta, +confusa, quasi istupidita. Li guardava come incantata: erano +abbastanza lontani da lei perchè la fissità del suo sguardo non +paresse rivolta soltanto a loro.... Essi erano allegri entrambi, +allegrissimi; quella signora lo trattava con una certa <span class="pagenum noind"><a name="Page_126" id="Page_126">{126}</a></span>cordialità +serena, indulgente. Egli aveva l'aria contenta, molto contenta; essa +da lontano le mandò un sorrisetto amichevole, festoso, a cui la +Duchessa tentò rispondere con uno sforzo che le parve faticosissimo. +Il mare, sotto all'impalcato, diceva, nell'eccitamento ondoso della +notte sopraggiunta, delle cose gravi e severe, che nessuno ascoltava. +I tappi delle bottiglie volavano ad ogni momento, oltre le balaustre +di legno, e andavano a posarsi sui dorsi e sulle irrequietudini delle +spume candide, nel buio.</p> + +<p>Finalmente, quell'angoscia crudele ebbe fine. La Baronessa e la sua +comitiva s'imbarcarono per Livorno.</p> + +<p>Ma non prima d'aver combinato coi bagnanti della Spezia una seconda +gita. C'erano le regate a Genova; s'andrebbe tutti assieme alle +regate.</p> + +<p>Milla si sentì morire.... E mentre il vaporetto illuminato +s'allontanava rapidamente sul mare, bianco di raggi lunari, essa +diceva a sè stessa:</p> + +<p>—Stanotte gli domanderò....<span class="pagenum noind"><a name="Page_127" id="Page_127">{127}</a></span></p> + +<p>Giuliano era di cattivo umore tornando a casa. Lo sciampagna non +valeva nulla, disse a sua moglie. E non aveva sonno. Era quasi +impensierito. Non triste, un po' irritato. Pure, a Milla, pareva più +affascinante che mai. E irritata anch'essa, malaccorta, impetuosa, +entrò bruscamente a interrogare:—Perchè quei due avevan detto +così?...</p> + +<p>Giuliano s'alzò di botto, e sul viso stravolto di sua moglie lesse +l'avvicinarsi d'una scena.</p> + +<p>S'alzò, s'inchinò lievemente e passò nella camera vicina.</p> + +<p>E Milla rimase col martellamento della gelosia, col dubbio d'essere +stata una gran sciocca, col terrore d'aver offeso Giuliano. Era la +prima volta che le accadeva tutto ciò.</p> + +<p>All'indomani, al Nettuno la Duchessa parve a tutti molto pallida. +Giuliano era più piacevole che mai, invece. Ma la povera sposa +soffriva così visibilmente che, alla sera, non potè uscir di casa.... +E due giorni dopo, un'animuccia, disgustata, <span class="pagenum noind"><a name="Page_128" id="Page_128">{128}</a></span>sgomentata, tornava +dond'era venuta, senza aver pagato all'eternità lo scotto d'un'umana +esistenza.</p> + +<p>Nel momento del pericolo, mentre si sentiva oscillare fra la vita e la +morte, Milla ebbe una bizzarra parola. Disse a Giuliano:—Perdonami.</p> + +<p>Il Duca, nell'angoscia stessa ond'era compreso, ebbe un istante di +maraviglia. Poi capì. Più tardi, quando La Duchessa, ancora +pallidissima nella sua veste da camera bianca, gli sorrideva, beata di +sentirsi a rivivere e di vederlo tornato suo, egli le disse +dolcemente:—Cattiva!</p> + +<p>Ella chinò il capo, arrossendo. Oh! sì era stata tanto cattiva.... +Aveva avuto certi pensieri.... Ma aveva sentito. E gli disse cosa +aveva sentito.</p> + +<p>Egli prese un'aria seria, quasi paterna.—Ah! se la sua Milla non +fosse stata così bambina da dar retta a delle assurdità. Certamente, +un tempo c'era stato qualche cosa. Ma....</p> + +<p>—Ah! c'era stato?...—osservò Milla, mentre <span class="pagenum noind"><a name="Page_129" id="Page_129">{129}</a></span>sulle sue gote pallide +passava un rossore di fiamma.</p> + +<p>Il Duca alzò le spalle e si mise a ridere.</p> + +<p>—Certo—disse placidamente—ero un po' scapato ai miei tempi. E per +farmi far giudizio ci volevi proprio tu....</p> + +<p>Essa arrossì ancora, ma d'orgoglio questa volta, d'un orgoglio +delizioso di donna amata!... E, col cuore pieno di gioia e di rimorso, +tese la mano a suo marito.</p> + +<p>Egli la prese, e Milla capì a qual punto era stata sciocca e bambina! +Oh, sì! egli l'amava come essa amava lui, esclusivamente, e per +sempre.... Il passato non esisteva più.... era un sogno svanito.</p> + +<p>Tornarono ad Astianello, prima del tempo fissato.</p> + +<p>Milla stava attenta, molto attenta! Giuliano sbadiglierebbe ancora?</p> + +<p>No. Giuliano non sbadigliava.... almeno in presenza di Milla. Ma, +certe volte, aveva un'aria un <span class="pagenum noind"><a name="Page_130" id="Page_130">{130}</a></span>po' svogliata e, passeggiando sotto il +viale a passi strascicati, tormentava colla punta degli stivalini +lucidi certi poveri fiorellini, che proprio non ne avevan colpa.</p> + +<p>Un giorno, Milla scese a colazione con una novità. Era una piccola +matita elegantissima, tolta ad un <i>carnet</i> da ballo. E strettala fra +le ditine cominciò a tracciare sul margine del giornale, che Giuliano +aveva finito di leggere, qualche nome. La manina tremava un po', ma le +parole eran tracciate bene.</p> + +<p>—Che fai?—chiese languidamente Giuliano.</p> + +<p>Essa ristette dallo scrivere, con una mossa improvvisa, come d'una +bambina colta in fallo.</p> + +<p>Poi, con una dolcezza infinita, disse:</p> + +<p>—Penso che, dopo tutto, per l'ottobre si potrebbe invitar qualcuno.</p> + +<p>E lo guardava, lo guardava, studiando la sua fisonomia, aspettando +forse ch'egli le dicesse di no.</p> + +<p>Ma egli non disse di no. Disse soltanto—Ma <span class="pagenum noind"><a name="Page_131" id="Page_131">{131}</a></span>cara Milla, tu sei un +angiolo!—E più tardi, quando s'alzarono di tavola, le diede il +braccio, guardandola e sorridendole quasi coma l'aveva guardata e le +aveva sorriso nei primi giorni del suo matrimonio.</p> + +<p>E Milla, povera bambina, ebbe un momento di suprema gioia. Ecco! +l'aveva trovato il modo.... Contentarlo nelle piccole cose. Ah! ora +sapeva!</p> + +<p>Milla era felice. Il suo Giuliano era tornato di buon umore. Si +divertiva un mezzo mondo mettendo la villa a soqquadro, rinnovando gli +addobbi delle sale, il mobiglio delle camere, rimodernando da capo a +fondo gli appartamenti. Aveva certo <i>trovate</i> artistiche tutte sue, +sapeva combinare meravigliosamente quanto, oltre alla ricchezza, +rivela in un appartamento, il carattere e l'immaginazione signorile di +chi lo abita. Una vera legione d'operai s'era stabilita alla villa, e, +con una rapidità quasi magica, l'interno della casa andava assumendo +un nuovo e più brillante aspetto. Il creolo sapeva dar gli ordini +necessari, <span class="pagenum noind"><a name="Page_132" id="Page_132">{132}</a></span>e Milla, ch'egli non consultava mai, era in uno stato di +continua ammirazione. Eppure, certe volte, in mezzo al suo entusiasmo +pel talento di Giuliano, un pensiero malinconico le si levava in +cuore: ecco, le vecchie cose se ne andavano tutte, una per volta. +Errava, con passo lento, quasi timido, in mezzo a tutta quella novità +fresca di ricchezze e d'eleganza, che per lei non avevano nessun +ricordo, nessuna attrattiva di segreta intesa. Astianello si mutava; +era una bella cosa, senza dubbio, ed era giusto che, dal momento +ch'essa aveva acconsentito a ricevere, i suoi ospiti avessero a +trovare in casa sua tutto ciò che probabilmente avevano in casa +propria; ma tant'è.... E un giorno, in cui Giuliano le chiese ridendo +dove andrebbero a far dimora durante gli otto giorni indispensabili +per rinnovare quella loro antiquata camera da letto, Milla si sentì +una gran stretta al cuore.</p> + +<p>Abbassò il capo.... sentiva due lagrime sull'orlo delle palpebre.<span class="pagenum noind"><a name="Page_133" id="Page_133">{133}</a></span></p> + +<p>Giuliano alzò le spalle. Ma non insistette; e Milla gli fu +indicibilmente grata di quel sacrifizio.</p> + +<p>Il suo amore, sempre più cieco, sempre più assoluto, diventava +idolatria. In esso smarriva ogni equo giudizio delle rispettive loro +posizioni, ogni idea dei suoi diritti; non afferrava neppur per ombra, +col pensiero, l'assieme reale delle proprie circostanze. Adorava suo +marito, aveva riunite, per versarle su di lui, tutte le tenerezze +ond'era capace l'assurda potenza dal suo cuore; l'amava come e quanto +avrebbe amato suo padre, sua madre, i fratelli, le sorelle, con tutta +la somma degli affetti che il passato non aveva mai esatti dal suo +cuore, e che vi si eran sempre celati inoperosi. Essenzialmente donna, +nel sano rigoglio della sua imperiosa gioventù, ella subiva il fascino +di quell'uomo bellissimo, che all'ignoranza sacra della sua profonda +verginità morale aveva rivelato il Dio ignoto, quel Dio che alle anime +veramente pure si rivela anche con un mistico e singolare corteo di +purezze indicibili, <span class="pagenum noind"><a name="Page_134" id="Page_134">{134}</a></span>di suprema poesia. Milla si sentiva completamente +travolta, assorbita nella vita nuova. La Duchessa amava a modo suo, +non a modo della prudenza e dell'antiveggenza. Amava coll'inconscia +forza di una volontà disarmata, con una doppia cecità di istinti, +quella del cuore e.... l'altra. Non era punto santa, e sopratutto non +era punto avveduta. Non chiedeva mai a sè stessa: «faccio bene o +faccio male ad amare così?» Non chiedeva altro a Dio, se non che +continuasse così..., e che ella potesse sempre far felice Giuliano! +Certi amori, onesti, virtuosi hanno un carattere bizzarro, bene +spesso. Si ha torto di non studiarli; sono anch'essi una curiosa +varietà psicologica, hanno profonde e stranissime forme. Si è detto +per molto tempo che il matrimonio è la tomba dell'amore; ma quando, +per caso, n'è la culla? E peggio ancora, quando è tomba da un lato e +culla dall'altro?... quando sulla verde sterilità del cipresso +s'innesta un ramo di rosa nel pieno fermento dei suoi primi +germogli?...<span class="pagenum noind"><a name="Page_135" id="Page_135">{135}</a></span></p> + +<p>Il Duca si compiaceva assai, specialmente sulle prime, di +quell'adorazione costante, quasi insana. Il suo amor proprio era +soddisfatto; qualche volta, in cuor suo, n'era leggermente commosso. +Eppure.... accadeva, ogni tanto, ch'egli sentisse uno strano moto +d'impazienza. Dio! com'era mai bambina quella cara Milla. Aveva certe +fanciullaggini! Il lato sublime di quelle fanciullaggini gli +sfuggiva.... non era stato abituato <i>così</i>...; le fantasticherie di +sua moglie, certe <i>esagerazioni</i> poetiche del suo amore per lui gli +riescivano, ahimè, alquanto stucchevoli! Gli toccava, certe volte, di +fingere di capire ciò che Milla gli diceva e questa per il creolo, era +una fatica improba! La sua lunga esperienza della donna gli tornava +vana di fronte al carattere bizzarramente affettuoso di Milla, davanti +a quel completo oblio di sè stessa, che in lei semplificava tutto, ad +un punto eccessivo. Ora, la semplicità nella donna, era cosa affatto +nuova per Giuliano; egli la confondeva facilmente colla povertà e +mentre trovava <span class="pagenum noind"><a name="Page_136" id="Page_136">{136}</a></span>che l'amore d'una cara e ingenua donnina era pur +qualcosa di terribilmente elementare, non gli veniva mai la voglia o +la curiosità di studiare le profondità possibili e i probabili +congegni di questo sentimento elementare. Egli aveva certamente la +pretesa di raffazzonare sua moglie a modo suo, in tutto e per tutto, +per questo soltanto l'aveva sposata così giovane e tolta da un +convento, ma educare per lui non era sinonimo di studiare ed egli non +si sentiva affatto di far la parte odiosa del pedagogo. Egli aveva per +principio che colle donne non si discute mai. E però non discuteva +neppur con Milla. Le diceva spesso ch'essa era bellina e, qualche +volta, che le voleva molto bene. E per una di quelle: qualche volta, +per una delle eleganti frasi di affetto ch'egli si lasciava di quando +in quando cader dalle labbra, Milla si sarebbe gettata nel fuoco!</p> + +<p>La sua premura di fargli piacere, assumeva talvolta le preoccupazioni +d'un'angoscia. L'aveva <span class="pagenum noind"><a name="Page_137" id="Page_137">{137}</a></span>fatto arbitro assoluto d'ogni aver suo, +padrone di casa, nel più stretto senso della frase; essa non dava un +ordine senza chiedere il suo consenso e provava un acuto senso di +gioia, quando le accadeva di poter fare, <i>per lui</i> un sacrificio +qualsiasi. E siccome il Duca, con una generosità senza pari, non aveva +più parlato dei progettati mutamenti nella famosa camera celeste, +Milla, in mezzo alla sua stessa soddisfazione, cominciò a provare la +puntura di certi rimorsi. Com'era stata scompiacente, egoista!</p> + +<p>Ecco che obbligava suo marito a stare in una camera così male +arredata, mentr'egli, con quel suo buon gusto così squisito avrebbe +fatto chi sa che meraviglie per procacciare a lei il piacere di avere +una stupenda camera da letto. Dio! com'era bello Giuliano! Cento volte +più di lei.... s'intende! E com'era buono! che nobile fiducia aveva +per lei, non guardava mai nel suo scrittoio, come facevano le monache, +laggiù in convento, non leggeva mai le lettere delle sue <span class="pagenum noind"><a name="Page_138" id="Page_138">{138}</a></span>amiche.... +Mentre essa invece, da quell'egoista ch'ell'era l'avrebbe voluto +segregar lì, in campagna e quella volta.... là; a Viareggio!...</p> + +<p>Il ricordo della scena di Viareggio era per Milla una vera trafittura. +Oh! com'era stata sciocca, imprudente, cattiva!</p> + +<p>Per una parola, per un nonnulla aveva fatto a Giuliano quella +malaugurata scena!... Come se Giuliano fosse stato capace.... Non +perdonava a sè stessa l'ingiustizia cieca di quel dubbio.... le pareva +che ormai le corresse l'obbligo, per tutta la vita, di farselo +perdonare. Chissà quanto ne aveva sofferto, povero Giuliano, senza +dirne nulla!</p> + +<p>E un giorno, nell'assurdità incredibile del suo povero cuoricino di +moglie innamorata, nacque un pensiero. Fu respinto sulle prime, e +rinnegato aspramente, tollerato più tardi e finalmente adottato.</p> + +<p>Milla aveva ogni tanto il terrore di non essere all'altezza di +Giuliano. Egli trattandola sempre coll'indulgenza più o meno paziente +che <span class="pagenum noind"><a name="Page_139" id="Page_139">{139}</a></span>si ha verso una bambina l'aveva facilmente persuasa d'esser tale. +E quell'animuccia ardente ed appassionata ne soffriva. Provava ogni +tanto un segreto senso d'umiliazione, aveva delle calde aspirazioni +verso una posatezza, un'assennatezza da gran dama, da signora calma e +sicura del fatto suo.... Diventare come Giuliano, per esempio; egli +non s'alterava mai.... Ah! ma quanto era lontana da questo ideale +colla sua ignoranza, colle sue sciocche timidità, colle sue continue e +tormentose esitanze!</p> + +<p>Un giorno, le capitò, a caso, fra le mani, un romanzo inglese. In +esso, due coniugi, nati uno per l'altro, fatti per essere +costantemente virtuosi e felici, vedevano invece minacciata la loro +felicità da un triste malinteso. Un'antica fiamma del marito faceva +capolino nel loro presente, e per un momento le cose s'avviavano +maluccio. Ma la moglie, col suo senno, colla sua presenza di spirito, +con una fortunata audacia di confronti, avvedutamente cercati, con +un'illimitata fiducia, <span class="pagenum noind"><a name="Page_140" id="Page_140">{140}</a></span>dimostrata al marito, riesciva a scongiurare +il pericolo, mentre il marito, subito ravveduto, avvertiva in quella +lotta stessa e per la prima volta il valore morale di sua moglie. La +rivale, vinta e schernita, s'allontanava, e il trionfo della moglie e +della morale si affermava incontrastato. Tutto questo era molto +gentilmente descritto nella calma sassone d'un nitido volume della +<i>Tauchnitz edition</i>.</p> + +<p>A vent'anni (tanti ne aveva Milla, Duchessa Lantieri), un libro è bene +spesso una voce autorevole, una specie di suggeritore intimo, col +quale l'immaginazione fervida non tarda a mettersi in rapporto. Nella +sua ingenua ammirazione per l'eroina del libro, la nostra Milla +attinse un'ispirazione che le parve un'ammirabile misura preventiva. +Nel terrore d'un pericolo, che pure non esisteva al momento, essa +trovò il coraggio strano, inverosimile di scendere deliberatamente a +incontrarlo. Con un'audacia imprudente, in un accesso di temerario +ardire, cagionato da un timore <span class="pagenum noind"><a name="Page_141" id="Page_141">{141}</a></span>intenso, essa volle, con un colpo +solo, tagliar tutte le teste possibili d'una Medusa avvenire, volle +conquistare intiero il futuro, improvvisarsi grande, prudente, +generosa e invincibile. Volle far vedere a Giuliano che la bambina era +una donna. Gli propose d'invitare ad Astianello la Baronessa Olga +Dornelli.... la signora della cena di Viareggio.</p> + +<p>Giuliano cascò dalle nuvole:</p> + +<p>—La Baronessa Olga?... dici sul serio?... la Baronessa Olga?</p> + +<p>La voce di Milla non tremava punto mentre essa rispondeva bravamente:</p> + +<p>—Sì, la Baronessa Olga.</p> + +<p>Giuliano si mise a ridere.</p> + +<p>—Non sei più gelosa, dunque?</p> + +<p>—Gelosa, io?... ma ti pare.... sono le sciocche, le bambine che sono +gelose.... io.... so bene, sai, che tu.... che tu mi ami.</p> + +<p>Egli la guardò coll'aria maravigliata di chi si trova a fronte d'un +problema divertente e nuovo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_142" id="Page_142">{142}</a></span></p> + +<p>—Cosa ti salta in capo?—le chiese poscia.</p> + +<p>Milla era scontenta; avrebbe voluto veder la sua offerta accolta +altrimenti.</p> + +<p>—Dico sul serio, sai. È una signora gentile.... elegante.... E.... le +scriverei oggi stesso.... a meno che tu non voglia....</p> + +<p>Si fermò aspettando.... guardandolo negli occhi.</p> + +<p>—Io? rispose il Duca....—anzi, figurati.... sono affatto +indifferente...; ma... la conosci così poco....</p> + +<p>—Non meno delle altre signore che abbiamo invitate....—rispose +Milla. Ma aveva il cuore pieno di malinconia;... ecco.... egli non +s'accorgeva nemmeno....</p> + +<p>—Uhm!—disse il Duca,—sai ch'è un'idea curiosa la tua?</p> + +<p>—Non vuoi?—chiese impetuosamente Milla. E con un'imprudenza sublime, +piena di passione, domandò:</p> + +<p>—Hai paura?</p> + +<p>Egli prese a dondolarsi tranquillamente sulla seggiola.<span class="pagenum noind"><a name="Page_143" id="Page_143">{143}</a></span></p> + +<p>—Bambina!—rispose quasi subito,—non vedi che non me ne importa +nulla?</p> + +<p>Ella gettò un grido di gioia.</p> + +<p>—Giuliano!... ah! Giuliano!</p> + +<p>Nel silenzio del salotto suonò il rumore dolce d'un bacio. Poi ella +scappò via dicendo:</p> + +<p>—Vado a scrivere.</p> + +<p>Egli s'alzò per tenerle dietro, per dirle: lascia stare, non +voglio.... Poi rimase irresoluto, sopra pensiero.</p> + +<p>—Puh!—disse poscia, tornando lentamente indietro,—lasciamo +correre.... Come la prenderà lei?... Non verrà.... forse.... anzi +certo.... non verrà.</p> + +<p>Accese un sigaro.</p> + +<p>—Sarei curioso, pensò, di vedere cosa dirà.... Dopo tutto, era +impossibile che non c'incontrassimo quest'inverno.... E se viene?... +Ebbene, vedrà come sono le cose, e che non ho perso nulla.... +lasciandola.</p> + +<p>Il sigaro non si voleva accendere.<span class="pagenum noind"><a name="Page_144" id="Page_144">{144}</a></span></p> + +<p>—Curioso—continuò il Duca, parlando sempre tra sè.—Curioso +davvero.... Che idea da stordita ha avuta Milla!... Imparerà a +vestirsi, ciò le gioverà.... E se non venisse, quell'altra?... Diavolo +d'un sigaro, non vuol saperne d'accendersi.... <i>Tout passe, tout +casse, tout lasse!</i> Chi sarà ora?... Ancora il Viscontino?... Eh! +sapremo!... Quando si dice il caso! Per fortuna che son sicuro di me +stesso e che....</p> + +<p>Non finì il pensiero. Lo sigaro s'era acceso, ed egli fumava +coll'intima delizia d'un esperto.</p> + +<p>—Non verrà!—disse risolutamente al fumo azzurro del suo sigaro.—Non +verrà!</p> + +<p>—Ecco—pensava, dal canto suo, Milla con una specie di gaiezza +nervosa.—Ecco l'avvenire sicuro....—Ma nella gioia del suo trionfo +era stanca, agitata.</p> + +<p>Oh Milla! se tu avessi avuto tua madre!...<span class="pagenum noind"><a name="Page_145" id="Page_145">{145}</a></span></p> + + + +<hr style="width: 45%;" /> +<h2><a name="VI" id="VI"></a>VI.</h2> + + +<p>Quando la disdetta ci si mette, è inutile, non si può vincerla, nè +impattarla. La casa era in ordine, gli appartamenti in pieno assetto. +Ma il capo di scuderia, quell'inglese antipatico, aveva, laconicamente +sì, ma colla più testarda ostinazione, chiesti i suoi otto giorni.</p> + +<p>Proprio in quell'epoca! Andava via all'ultimo di settembre, e verso i +due o i tre d'ottobre capitavano i conti Garbi, i primi fra gli +invitati.</p> + +<p>Giuliano era sulle spine. Come supplire lì per lì? E per l'appunto gli +premeva immensamente d'avere in quei giorni un servizio elegante, +inappuntabile di scuderia. Voleva telegrafare a Parigi, a Londra, a +Napoli.<span class="pagenum noind"><a name="Page_146" id="Page_146">{146}</a></span></p> + +<p>Ma il signor Damelli gli diede un suggerimento più pratico:</p> + +<p>—Provi Drollino.</p> + +<p>—Drollino!—disse il Duca, attonito e scontento.—Drollino!</p> + +<p>Poi, ripensandoci, cominciò a persuadersi.... Dopo tutto.... aveva un +personale adatto, quel monello! E, ormai, della sua valentìa non +poteva più dubitare.... tutti lo designavano pel più intelligente ed +elegante fra i direttori della tenuta.... È vero che era un +caratteraccio caparbio, insolente..., ma.... per la circostanza poteva +tornar utile; e il Duca non pensava certamente a nutrire rancori verso +un palafreniere che per ignoranza, senza dubbio, era stato +disobbediente ed ostinato.</p> + +<p>Non disse nulla, però, al signor Damelli. Si rivolse invece alla +Duchessa.</p> + +<p>Milla, lietissima, ringraziò con effusione Giuliano.... per quel +pensiero così delicato. E subito mandò a chiamar Drollino.<span class="pagenum noind"><a name="Page_147" id="Page_147">{147}</a></span></p> + +<p>Quando se lo vide davanti serio, quasi cupo nel sembiante, rimase per +un momento imbarazzata, e l'esito della commissione non le parve +facile come le era parso un momento prima.</p> + +<p>Non gli diede l'ordine di venire—Milla non sapeva dar ordini;—gli +spiegò la cosa e il bisogno che avevano di lui, in un modo gentile, +esitante..., pregandolo d'accettare, per far piacere al Duca, che +aveva sentito a dir tanto bene di lui.</p> + +<p>Conviene supporre che l'espressione del viso di Drollino fosse poco +incoraggiante, perchè Milla si sentì intimidita, e seguitò, con una +voce mite mite, a dar spiegazioni, ad accatastar motivi. Tutto ciò, in +fondo, era ridicolo; ma Milla l'aveva proprio quel mal vezzo di +profondere con chicchessia quelle sue squisite delicatezze di +riguardi. Temeva sempre di urtare qualche suscettibilità, di ferire +qualche recondita sensibilità di fibra....</p> + +<p>Drollino, sulle prime, ebbe la decisa intenzione <span class="pagenum noind"><a name="Page_148" id="Page_148">{148}</a></span>di rifiutare. +Lui.... al servizio del Duca!... ah!... no, mai!</p> + +<p>Ma egli non poteva spiegare a sè stesso cosa accadeva nel segreto +dell'animo suo; la resistenza a quel desiderio di Milla pareva farsi +sempre più difficile.</p> + +<p>Rimase stranamente perplesso per un minuto; ascoltando la voce di +Milla, udendo quella sua frase gentile: «e anche a me, sai, farebbe +tanto piacere,» ebbe la coscienza d'un potere arcano che lo attirava +invincibilmente. Si fece triste, e guardò a lungo, con una espressione +quasi smarrita, i fiori variopinti del tappeto. Poi alzò gli occhi e, +di sfuggita, guardò lei.</p> + +<p>—Verrò....—disse lentamente, con isforzo, come se una possa arcana, +alla quale egli obbediva a malincuore, gli imponesse quella parola +d'adesione.</p> + +<p>—Oh! bravo, bravo—disse Milla, picchiando le manine una contro +l'altra.—Bravo, Drollino, così va bene. Vieni subito. Ora, abbiamo +gente—continuò <span class="pagenum noind"><a name="Page_149" id="Page_149">{149}</a></span>animandosi—e il signor Duca sarà contento.</p> + +<p>Egli, freddissimo, s'inchinò ed uscì.</p> + +<p>Appena fu sotto al portico, si fermò; subitamente pentito. Cos'aveva +fatto? Aveva accettata una nuova forma di schiavitù; ora non potrebbe +più battere la pianura in libertà, diventava anch'egli un servitore +come gli altri, un servitore del signor Duca. Sentì un impeto d'ira +gonfiargli il cuore, e si voltò per tornare indietro, per andar a dire +alla Duchessa che, assolutamente, non poteva. Ma quella strada da +rifare gli parve difficile, troppo difficile. Fece un gesto d'ira, +contro sè stesso. Giunto a casa sua, sellò Mia, e per molte ore del +pomeriggio nelle più lontane distese dal pascolo, suonò concitato un +galoppo che non s'allentava mai.</p> + +<p>Era venuto l'ottobre, e con lui gli ospiti attesi. Astianello +diventava una villeggiatura alla moda. Tutti i giorni qualche gita, +qualche divertimento; la servitù era sempre in moto, naturalmente.<span class="pagenum noind"><a name="Page_150" id="Page_150">{150}</a></span></p> + +<p>—Ecco—disse Battista, il cameriere del Duca, accennando una signora +a Drollino dalla finestra del tinello—è quella là!</p> + +<p>—Ah!—disse Drollino semplicemente.</p> + +<p>—Bella donna, perdio!—continuò Battista.—Sett'anni, capisci! Ora +naturalmente è finita, ma è curiosa però che sia venuta anche lei, eh?</p> + +<p>—Curiosa—ripetè Drollino.—È una bella donna, infatti.</p> + +<p>Era una bella donna veramente, sana, forte, attraente. In vece di +dignità, la sua fisonomia possedeva un certo fascino pronto, ricco +d'infiniti sottintesi d'espressione. Era eccessivamente, fatalmente +donna, e sapeva anche esser signora senza pregiudizio d'ogni altra sua +prerogativa. Accanto alla semplicità delicata di Milla, pareva ancor +più pomposa e stranamente elegante. Nella sua ardita acconciatura da +mattino; la sua freschezza matura somigliava alla fioritura opulenta +d'un fiore esotico, dal profumo irritante. Aveva <span class="pagenum noind"><a name="Page_151" id="Page_151">{151}</a></span>una chioma +splendidamente fulva, una bocca grande, e un riso sonoro, che scopriva +una dentatura irregolare, ma d'un bianco lucente, quasi di smalto.</p> + +<p>Olga Dornelli Zorodoff era stata alquanto maravigliata dell'invito di +Milla, e l'aveva accettato unicamente perchè l'aveva interpretato come +una sfida di Giuliano. Aveva deciso suo marito ad accompagnarla, ed +eran venuti. Dopo tutto, erano parenti di casa Lantieri, e la visita +poteva assumere una apparenza di plausibità. Ed ora ella si compiaceva +di esser venuta. Trovava che Milla non era punto male. Aveva capito +subito che l'invito era stato una di quelle sublimi assurdità, delle +quali non può esser capace se non la più ignara delle inesperienze, e +l'idea d'un cordiale ammaestramento era penetrato nella mente ben +disposta della ex-rivale. Il suo programma era benevolo: guadagnare +l'animo di quella bambina, indurla a pienamente tradirsi, ridere un +poco con lei, e dirle:—Bada, bimba; non va fatto così. Bisogna +<span class="pagenum noind"><a name="Page_152" id="Page_152">{152}</a></span>cangiar tattica.—Ordinariamente; queste educazioni fra donne sono +una cosa molto spiccia.</p> + +<p>Olga seppe ad Astianello guadagnare tutte le simpatie. Sin dal primo +giorno, ebbe gli uomini dalla sua. E le donne, naturalmente, tennero +dietro. Ma la Duchessa no. Milla aveva subito provata per la Baronessa +una specie di avversione istintiva. La trovava più formidabile di +quanto l'entusiasmo della sua determinazione gliel'avesse +rappresentata. Vedendola, aveva subito imparata una crudele lezione. +Non la temeva precisamente; essa era sicura di Giuliano, oh! +sicurissima; ma, nel segreto dell'animo suo, avrebbe dato dieci, +vent'anni della sua vita per poter cancellare dal suo passato quel +momento d'insana temerità ch'essa, appena compito, aveva cessato di +spiegare a sè stessa.</p> + +<p>Non già che colla Baronessa fosse sgarbata, o mancasse come che sia ai +suoi doveri di padrona di casa. Oh, no; era inappuntabile nel suo +contegno, nella sua cortesia. Ma si sforzava ad esserlo, <span class="pagenum noind"><a name="Page_153" id="Page_153">{153}</a></span>e talvolta, +in quell'esattezza così rigorosa, lo sforzo era visibile. Olga cercava +invano d'accaparrarsi quell'animuccia di ex-educanda, di cui voleva, +moralissimamente, farsi un trastullo, poichè aveva generosamente +rinunziato ad un altro genere di divertimento. Ma il suo fascino non +la serviva bene in questa occasione. Milla non le era ostile; le era +soltanto aliena. S'era bensì provata a trattarla altrimenti, come una +amica; non le riusciva. Mentre la Russa l'avvolgeva, con un tatto +infinito, nelle apparenze di un'intimità cordiale ed affettuosa, essa +invece rifuggiva, quasi per istinto, da ogni dimostrazione +d'intrinsichezza. Non sapeva, colla schiettezza ignara dell'animo suo +prestarsi ad una commedia che non la persuadeva. Ond'è che agli ospiti +in generale, Milla, con quella sua contegnosità enigmatica, riesciva +meno simpatica di quella allegra Baronessa, sempre e così +schiettamente cordiale. E Olga cominciava a trovare più facili, più +piani i rapporti col Duca.<span class="pagenum noind"><a name="Page_154" id="Page_154">{154}</a></span></p> + +<p>Il loro passato non li imbarazzava punto. Olga, colla sua semplicità +sapiente, con quella sua inalterabile uguaglianza d'umore, l'aveva +abolito. Con una manovra, d'un'audacia senza pari, aveva fatto punto e +da capo. Era convenuto che fra lei e Giuliano non esisteva più se non +l'amicizia.</p> + +<p>Il Barone, dopo aver accompagnato sua moglie ad Astianello, era +partito per certe caccie maremmane, ma promettendo di tornare per +riprenderla e condurla poscia nel Mezzogiorno. Anche quello era un +matrimonio che andava benissimo.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>Si aspettava la colazione in giardino. Olga, seduta in una poltrona +americana, si dondolava con una mossa pigra, che le stava bene. Milla, +appoggiata alla balaustra del terrazzo, coglieva dei gelsomini; +accanto a lei, la Contessa Garbi tentava con molto, ma vano buon +volere un acquerello infelice. Più in là, due o tre signore si +ostinavano al <i>croket</i>, col concorso degli uomini della brigata. +Giuliano solo, postosi dietro la Contessa<span class="pagenum noind"><a name="Page_155" id="Page_155">{155}</a></span> Garbi, guardava +l'acquerello progredire, e pareva approvarne caldamente l'esecuzione; +ma ogni tanto il suo grande occhio azzurro si distraeva.</p> + +<p>—Mia cara Milla, tu disegni, nevvero?—chiese dolcemente la +Baronessa.</p> + +<p>—Avevo principiato, ma ora non disegno più, dacchè ho visto quanto è +difficile per noi donne.</p> + +<p>—Ma col tuo talento....—fu pronta ad aggiungere la Russa.—Perchè +hai un bel negarlo, cara mammoletta, tu hai proprio del talento, e per +tutto....</p> + +<p>—Trovi?—chiese Milla impetuosamente, dando, senza saper bene perchè, +un accento di ironia a quella parola.</p> + +<p>La Baronessa ebbe un sorriso indulgente, quasi materno.</p> + +<p>—E tu non trovi?—chiese in tono sommesso.</p> + +<p>Un silenzio, freddino assai, successe a quella domanda.<span class="pagenum noind"><a name="Page_156" id="Page_156">{156}</a></span></p> + +<p>—Stupendo,—osservò Giuliano, alludendo al quadretto. Ma il suo +sguardo inquieto errava da Milla alla Baronessa.</p> + +<p>—Non so,—rispose Milla quasi distrattamente. Vedeva sul viso di +Giuliano una specie di malcontento nuovo; e vedeva sul volto di lei un +sorriso dolce, pieno di benevolenza, che la turbava profondamente.</p> + +<p>Ah!... perchè l'aveva fatta venir lì quella donna così calma, della +quale Giuliano ammirava tanto <i>les toilettes</i>!</p> + +<p>Olga aveva fatto una confidenza a Milla. Quelle sue famose <i>toilettes</i> +non erano mica di Worth! Gliele mandava una sarta modestissima, un +vero genio dell'arte, ancora ignoto. Ella sola l'aveva indovinata, e +si guarderebbe bene di dar l'indirizzo di quella sua scoperta ad +un'altra signora. Per lei però, per Milla, sì, avrebbe fatta una +eccezione. Ma Milla, adducendo a scusa l'affezione da lei serbata alla +sua vecchia sarta, aveva rifiutato:</p> + +<p>—No, grazie.<span class="pagenum noind"><a name="Page_157" id="Page_157">{157}</a></span></p> + +<p>—Ah!—pensò Olga; E quando udì quel «Trovi?» lo mise da parte assieme +al «No, grazie.»</p> + +<p>La Garbi s'era alzata per andar a cercare più in disparte un gruppo +d'alberi meno difficili a copiare.</p> + +<p>Milla si vide sola fra suo marito e la Baronessa. Essi tacevano. La +Duchessa provò un timore strano, che tacessero per causa sua. Un +orgoglio intimo le morse il cuore, e di subito, cedendo all'impulso +primo, che ancor non sapeva nè scrutare, nè dominare, s'allontanò.</p> + +<p>I due però continuarono a tacere.</p> + +<p>—Mio caro—disse finalmente Olga,—voi siete l'uomo il più fortunato +di questo mondo. Vostra moglie è....</p> + +<p>—Un angelo,—interruppe placidamente Giuliano.</p> + +<p>—Ah!—continuò Olga non meno placidamente—lo sapete?</p> + +<p>—Ma l'avete detto tante volte.... sfido io.<span class="pagenum noind"><a name="Page_158" id="Page_158">{158}</a></span></p> + +<p>—Non mai abbastanza, mio caro. Quando si hanno delle fortune di +questa entità, bisogna capacitarsene.</p> + +<p>Egli alzò le spalle sorridendo.</p> + +<p>—Creolo!—disse la Baronessa.</p> + +<p>Giuliano si fe' serio. Non rispose. Guardava laggiù, in fondo, nelle +brume della pianura.</p> + +<p>Milla camminava diritta pel viale, senza voltarsi.</p> + +<p>Olga disse ancora a Giuliano ch'egli aveva una moglie adorabile; +glielo disse sei giorni dopo a cena.</p> + +<p>Ordinariamente, non si cenava alla villa. Quel giorno, però, una gita +lunga e divertentissima aveva ricondotto la comitiva ad ora tarda e +s'era sentita la necessità di un gaio: <i>souper</i>.</p> + +<p>Alle frutta la Baronessa tornò sull'argomento.</p> + +<p>—Adorabile! Guardate come le sta bene quel costume pifferaro...; +ecco.... avrebbe bisogno di esser sempre così.... contenta e animata. +È di carattere molto calmo, nevvero?...<span class="pagenum noind"><a name="Page_159" id="Page_159">{159}</a></span></p> + +<p>—Sì,—rispose Giuliano. E soggiunse:—Un poco di champagne, +Baronessa?</p> + +<p>—No, basta; grazie. Voi ne avete già bevuti cinque bicchieri... +Veramente, questo è eccellente.</p> + +<p>—Non c'è male, infatti; io però preferisco....</p> + +<p>—Il <i>Tokay</i>,—suggerì prontamente la Baronessa.</p> + +<p>Poi, in modo che si vedesse bene, si morse le labbra. Ah! le era +sfuggito....</p> + +<p>Egli depose il bicchiere e la guardò.... Ah! si ricordava! Sorrise e +bevette. Dopo tutto, che male c'era?</p> + +<p>Essa cominciò subito a parlar di tutt'altro. Poi, come se cercasse un +rifugio più definitivo, tornò sull'argomento di Milla.</p> + +<p>—Vi assicuro che è simpaticissima.</p> + +<p>Giuliano si mise a ridere.—Proprio?—chiese. E, con quell'eterno +vezzo che hanno tanti a questo mondo di mostrare o di fingere lo +sprezzo di tutto ciò che loro appartiene, soggiunse:—Puh! una buona +ragazzetta!<span class="pagenum noind"><a name="Page_160" id="Page_160">{160}</a></span></p> + +<p>—Oh, Giuliano!—insistè la Russa.—Orsù, datemi retta; ascoltate il +parere d'una vecchia amica.</p> + +<p>—Vecchia?!—interruppe Giuliano, guardando cogli occhi lustri quel +viso fresco, forte, sodo, dove la vita rigogliosa imperava.</p> + +<p>Si guardarono sorridendo. Essa era sicura del pensiero che quella +parola gli andava suscitando nella mente, sicura della parola che +avrebbe tenuto dietro a quel pensiero.</p> + +<p>E nella fiacca, pigra facilità dell'animo di Giuliano, nella +vigliaccheria di quel momento, stranamente foggiato dai ricordi +ravvivati dallo sciampagna, quella parola uscì lenta, strascicata +sulle sue labbra:</p> + +<p>—Vecchia, cioè prima!</p> + +<p>—Oh!—rispose lietamente Olga—c'è qualche cosa di meglio dell'esser +la prima.</p> + +<p>—Cioè?—chiese languidamente Giuliano.</p> + +<p>—Esser l'ultima, per esempio.</p> + +<p>Egli non rimase soddisfatto. Fece una smorfia <span class="pagenum noind"><a name="Page_161" id="Page_161">{161}</a></span>bizzarra, grottesca, e +questa esprimeva un tale ammasso di contraddizioni intime, +involontarie forse, ma così patenti, che la Baronessa non potè +trattenere un gaio scoppio di risa.</p> + +<p>—Quante sciocchezze!—rispose.—Ora datemi un mandarino, e state +zitto.</p> + +<p>Mentre sbucciava il mandarino, mandò di sbieco una lunga occhiata +verso Milla, che calma, dignitosa, ma un po' pallida, guardava ogni +tanto laggiù, verso loro.</p> + +<p>«Perchè non hai voluto venir con me nel <i>drag</i>?» pensava la Baronessa. +«Guarda ora!»</p> + +<p>E si voltò verso Giuliano:</p> + +<p>—Vi prego, fatemi fresco.</p> + +<p>Gli porse il suo ventaglione di piume d'aquila, ed egli cominciò +coscienziosamente a farle fresco.</p> + +<p>—Il caffè....—ordinò bruscamente la Duchessa,—di là.... in sala!</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>Drollino era capo di scuderia, disponeva e preparava gli attacchi, +assegnava il posto ai cocchieri <span class="pagenum noind"><a name="Page_162" id="Page_162">{162}</a></span>e ai palafrenieri. Egli non saliva +mai a cassetto. Pure una volta gli accadde di farlo. E fu così.</p> + +<p>La Duchessa voleva andare, sola, ad un certo santuario distante quasi +tre miglia da Astianello. Accanto a quel santuario, in un vecchio +convento, pochi frati agostiniani esaurivano quietamente l'esistenza +propria e quella della casa. Fra essi si trovava il confessore della +Duchessa, il buon sacerdote a cui era toccato il facile còmpito di +guidare quell'anima innocente e soave. Essa andava a trovarlo ogni +tanto, facendosi per lo più accompagnare da una vecchia cameriera. Suo +marito, compiacente qual'era, le permetteva queste debolezze, col +patto, ben inteso, di non farsene complice.</p> + +<p>In quella notte, nella stanza coi parati celesti c'era stato un gran +silenzio. Giuliano e Milla, turbati entrambi, avevano finto ognuno un +sonno straordinario. Milla stava immota, tutta raccolta al suo posto, +cogli occhi spalancati nel buio, <span class="pagenum noind"><a name="Page_163" id="Page_163">{163}</a></span>colle mani strette tenacemente sul +petto. Ora che nessuno poteva vederla, si mordeva le labbra.... Oh, +com'era stata imprudente! Non accusava nessuno, no.... ma perchè +soffriva tanto.... perchè il ricordo di tanti episodi di quella gita +le riesciva intollerabile?.... perchè si rammentava ora tante piccole, +piccolissime cose?... perchè le recavano un fastidio così +intollerabile?... La sera precedente a quella notte s'era fatta tardi +ballando nel gran salone illuminato.... ella li aveva visti più volte +assieme... stretti nei giri molli d'una mazurka di Chopin.... Le altre +coppie non ballavano a quel modo, pallidi, in silenzio.... Oh! come la +martellava quel ricordo così recente! che ansie senza nome le destava +in cuore! Si sentì quasi infelice. E pensò alla necessità d'un +consiglio.... al conforto d'una parola intima, segreta di +consolazione.... Sì, andrebbe al convento da padre Loria, ci andrebbe +subito, di gran mattino, mentre le altre signore, stanche, +dormirebbero ancora mentre lui.... Giuliano.... sarebbe tuttora +addormentato.<span class="pagenum noind"><a name="Page_164" id="Page_164">{164}</a></span> Il suo dolore senza nome, cullato da quella +risoluzione, s'acquietò in una malinconia spossata, che le procurò un +po' di sonno.</p> + +<p>Giuliano dormì pure assai poco, durante quella notte. Era anch'egli +profondamente turbato; nei sensi, nella mente, in quel po' di animo +che Dio gli aveva consentito. Sentiva d'essere su una via pericolosa, +di subire un fascino che non era meno potente di prima, benchè lo +fosse altrimenti. Egli avvertiva bene, in quella specie di falsa +amicizia che aveva, senz'avvedersene, stretta colla Baronessa, il +fermento dell'antica passione, sentiva l'impero di quella donna +ch'egli aveva creduto un momento di poter punire, mortificare, +presentandosele in tutta la pompa della sua felicità. E ora, che suono +bizzarro aveva quella parola in bocca sua!...</p> + +<p>Ebbe anch'egli una brusca, strana consolazione. In fin dei conti, +Milla non aveva <i>diritto</i> di lagnarsi di nulla. Egli era tuttora un +marito.... fedele.... E lo sarebbe.... diavolo.... non c'era <span class="pagenum noind"><a name="Page_165" id="Page_165">{165}</a></span>pericolo +del contrario.... Ma non si poteva negare che Olga.... perdio, che +donna di spirito! E il Viscontino! non era vero niente.... gliel'aveva +assicurato lei, positivamente.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>La Duchessa s'alzò di buonissima ora, dopo avere, nell'incerta luce +del mattino che penetrava dalla porta socchiusa, gettato uno sguardo +triste e appassionato verso Giuliano. Egli dormiva ora, bellissimo +nella sua attitudine riposata e serena. Essa richiuse la porta, +procurando di non far rumore, per non destarlo.</p> + +<p>Mentre si pettinava, mandò giù la Carolina, la sua cameriera +prediletta, ad avvisare che attaccassero subito la <i>vittoria</i>.</p> + +<p>La ragazza, una bella e franca giovanotta, fece la commissione a +Drollino. Questi chiese laconicamente:</p> + +<p>—Sola?</p> + +<p>—Eh! certo!—rispose la giovane, che trovava Drollino un originale +<i>mica antipatico</i>—chi <span class="pagenum noind"><a name="Page_166" id="Page_166">{166}</a></span>vuol l'accompagni al convento a quest'ora? il +signor Duca?... forse?...</p> + +<p>Quel «forse» biricchino, e illustrato da un sorriso maliziosetto, +avrebbe potuto essere un programma di conversazione; ma il capo di +scuderia non lo considerò sotto quest'aspetto. Fece un cenno col capo, +e s'allontanò.</p> + +<p>—Stupido!...—pensò la ragazza mentre, leggermente indispettita, +teneva dietro collo sguardo a quell'originale.</p> + +<p>Questi se ne andò a dar gli ordini. Ma non accennò al cocchiere che +avrebbe dovuto guidare la <i>vittoria</i>. Quando tutto fu pronto, egli +stesso salì in serpino. La Duchessa scese verso le otto, vestita +semplicissimamente, e seguita dalla Tonia, la vecchia guardarobiera. +Il legno aspettava davanti alla scalinata dell'atrio. A cassetta, a +fianco del domestico, stava Drollino, colle redini in mano, bellissimo +nel suo <i>raglan</i> bianco.</p> + +<p>Si misero in via, con un tempaccio malinconico. Una nebbia grigia +serrava la campagna <span class="pagenum noind"><a name="Page_167" id="Page_167">{167}</a></span>circostante, circuendo gli orizzonti in una +sfumatura umida e greve. Giunsero finalmente, e la carrozza si fermò +sul piazzale del Santuario. La Duchessa scese, e la sua delicata +personcina scomparve dietro il portone, ingolfandosi nell'ombra mite e +tiepida della chiesa. Drollino, facendo muovere lentamente i cavalli, +aspettò un'ora all'incirca sul piazzale deserto, ornato da due filari +di tisiche acacie, sulle quali il cadere continuo e minuto della +pioggia produceva un lieve strepito cadenzato e susurrante. Finalmente +Milla riapparve. Si fermò un istante sulla soglia, guardando il tempo.</p> + +<p>Si vedeva che aveva pianto molto, e con quell'effusione ardente che, +nei dolori delle anime giovani, diventa bene spesso un trasporto +delirante. E doveva aver pregato con una fede intensa, piena di +passione e d'angoscia. Il visino aveva pallidissimo, gli occhi gonfi e +sbattuti, con un gran cerchio livido. Il labbro serbava ancora un po' +di tremito, la mano stringeva sul petto il <span class="pagenum noind"><a name="Page_168" id="Page_168">{168}</a></span>libro di preghiere, come +quella d'un guerriero che preme l'elsa della spada consueta, nel +giorno della battaglia.</p> + +<p>Drollino vide tutto ciò. Sentì uno strano rimescolìo.... Ah! la +padroncina piangeva.... la padroncina pregava.... Ed egli sapeva +perchè.... Battista, il cameriere del Duca, aveva detto un giorno, tra +due bicchierini di cognac:—La signora ha paura della Russa....—E +aveva ammiccato, in modo che si sapesse, che si capisse, perchè la +padrona aveva paura della Russa.... Drollino fece avanzare i cavalli +sino a che la <i>vittoria</i> fosse proprio di fianco alla porta; poi, +gettate le redini fra le mani del domestico attonito, fu d'un balzo a +terra. Rialzò il mantice e abbassò il grembiale di cuoio; porse quindi +rispettosamente il gomito alla Duchessa per aiutarla a salire.</p> + +<p>Allora soltanto Milla lo ravvisò. Sul suo visino stravolto passò il +mesto sforzo d'un sorriso.... essa aveva ancora tanta voglia di +piangere!... Ma nel <span class="pagenum noind"><a name="Page_169" id="Page_169">{169}</a></span>suo sguardo stanco c'era come una inconscia +preghiera, un ignaro appello alla compassione e alla simpatia. Essa +era tuttora agitatissima; calda ancora del recente slancio religioso, +aveva il cuore pieno di quell'entusiasmo profondo della preghiera che, +di tutto, fa anima e fraternità! Ci voleva ben poco per maggiormente +commoverla. Infatti, la vista di quella persona, ch'ella sapeva essere +affezionata a lei, alla memoria del padre suo, le fece in quello +strano momento un effetto non meno strano. Nel dolore delle sue +inquietudini, del suo isolamento morale, Drollino le parve quasi un +amico. Lo guardò con una dolcezza ignara, ma affettuosa, e per un +momento, senza saperlo, come una persona stanca che cerchi un +appoggio, trattenne la sua mano nuda, tremante, su quella, guantata di +camoscio, che Drollino teneva pronta per aiutarla a salire.</p> + +<p>Un brivido forte, ma tosto represso, agitò per un secondo la magra +persona di Drollino. Un lampo, subito smorzato, passò nei suoi occhi +neri; <span class="pagenum noind"><a name="Page_170" id="Page_170">{170}</a></span>poi egli chinò la testa come un colpevole, e, sorreggendo Milla +colla forza del suo pugno d'acciaio, l'aiutò a salire in carrozza. +Essa non s'accorse per nulla dell'impressione violenta che Drollino +aveva risentito in tutte le fibre dell'esser suo.</p> + +<p>Drollino fu d'un salto a cassetta, e via, di trotto serrato, per la +strada fangosa. La Duchessa, rannicchiata nel suo <i>plaid</i>, immersa in +uno di quegli assoluti abbattimenti d'animo e di corpo che susseguono +quasi sempre all'ardore d'un sincero sfogo della mente o del cuore, si +abbandonava al rapido moto della carrozza. Il suo sguardo inerte si +smarriva nella nebbiosità malinconica, velata di piova, della +campagna. E Drollino faceva volare i cavalli. Li sferzava +continuamente, eccitandoli con certi <i>ehp!</i> stridenti, che parevano +metter loro il diavolo in corpo. Il domestico, intimorito, lo guardava +ogni tanto, senza ardire d'interrogarlo. Nell'interno della <i>vittoria</i> +la vecchia guardarobiera, sgomentata, <span class="pagenum noind"><a name="Page_171" id="Page_171">{171}</a></span>ripeteva sommessamente delle +innumeri <i>Ave Marie</i>. La Duchessa non avvertiva nulla di quelle +preghiere, nè di quel timore. Calcolava quanti giorni dovevano +passare, prima che spuntasse quello della partenza di Olga.</p> + +<p>Giunsero a casa senza inconvenienti. Milla, nello scendere, s'accorse +che a mala pena si reggeva in piedi. Si ricordò che non aveva ancor +preso nulla; e perciò, invece di dirigersi verso il proprio +appartamento, pensò di fermarsi un momento in sala da pranzo. Questa +si trovava in un'altr'ala della villa, dove il rumore della carrozza +che giungeva poteva benissimo non essere stato avvertito.</p> + +<p>La tavola per la colazione comune non era ancora preparata; ma, in un +cantuccio appartato nel vano d'una finestra, un tavolino +elegantissimamente apparecchiato, faceva testimonianza di un allegro +asciolvere, testè compiuto da due persone. Infatti, il Duca e la +Baronessa Olga avevano allora finito di prendere il caffè. Erano +<span class="pagenum noind"><a name="Page_172" id="Page_172">{172}</a></span>soli; nè ospiti, nè servi. Nella stanza vicina però risuonava +incessante il <i>clic clac</i> delle palle da bigliardo, urtantisi +continuamente sul panno verde, e un incrociarsi non meno insistente di +voci mascoline.</p> + +<p>Olga era avvolta in un'ampia veste da camera di <i>cachemir</i> rosso cupo, +e il suo collo spariva nelle pieghe intralciate d'una grande sciarpa +di trina fiamminga. L'energia slava della testa spiccava +maravigliosamente su quel piedestallo di trapunto e sullo sfondo di +cuoio cesellato della tappezzeria.</p> + +<p>La Baronessa sedeva, molto allungata, su una poltrona, con un braccio +penzolone. Fumava una sigaretta di tabacco orientale ed un molle +sorriso sfiorava, tra le fresche gote carnose, le tumide e rosse sue +labbra.</p> + +<p>Giuliano le era seduto vicino, a cavalcioni su una sedia, e teneva +posata una mano sulla spalliera della poltrona. Aveva chinata la sua +faccia, così bionda e regolare, verso di lei, tuffando con <span class="pagenum noind"><a name="Page_173" id="Page_173">{173}</a></span>visibile +piacere il naso armato di <i>pince-nez</i>, nel fumo acremente profumato +della sigaretta. Poi d'un tratto, arretrando il naso colla mossa d'un +fanciullo che s'allontana dal frutto proibito, mandò un sospiro tra +mesto e comico.</p> + +<p>—Ahimè!—disse poscia con un accento che anch'esso aveva un po' del +burlevole, un po' del patetico.—Sapete cosa mi figuro in questo +momento?</p> + +<p>Ella lo sapeva benissimo, e non si diede la pena di chiedere cosa +fosse. Ed egli, per non lasciar morire il discorso, finì la frase +così:</p> + +<p>—Mi figuro, il vostro <i>boudoir</i> granata e rosa.</p> + +<p>—Sciocchezze.... mio caro; quel ch'è stato è stato. Non è egli +convenuto che voi siete per l'appunto il più felice degli uomini? E se +mai, in vita vostra, avete fatto delle corbellerie, è giusto....</p> + +<p>—Ch'io le sconti, nevvero?—chiese Giuliano con un'amarezza d'accento +che voleva esser patetica.<span class="pagenum noind"><a name="Page_174" id="Page_174">{174}</a></span></p> + +<p>Ella ebbe un maligno sorriso:</p> + +<p>—Ma, mio caro creolo, voi siete sempre stato molto indipendente, e +avete voluto....</p> + +<p>—No.... non fui io, a volerlo—rispose stizzosamente—è stata mia +madre.</p> + +<p>—Ah!—diss'ella.</p> + +<p>E lo guardò sorridendo, con quel sorriso che scopriva tutto quanto il +lucido avorio dei suoi denti. In quella giornata grigia, piovosa, +nella atmosfera cupa dell'antica sala da pranzo, il suo volto aveva +una formidabile espressione di vita, di moto, che aizzava il +sangue.... Giuliano si sentiva diventar vile, vile.... vile....</p> + +<p>Essa si mise a ridere, ma, nella direzione di quell'occhio azzurro, +languido che la guardava ricordando, mandò un po' di fumo, che +somigliava a un sospiro inebriante....</p> + +<p>—Olga—disse il Duca senza curarsi d'abbassare la voce—ditemi, oh +ditemi che non tutte le corbellerie sono irreparabili, e che quella +immensa, mastodontica ch'io commisi nel prender moglie....<span class="pagenum noind"><a name="Page_175" id="Page_175">{175}</a></span></p> + +<p>Olga, con uno dei suoi più chiassosi scoppi di risa, gli troncò la +parola in bocca. Aveva veduta la Duchessa, rigida, immobile sulla +soglia, di fronte a loro.</p> + +<p>Aveva udito? Giudicando dal suo aspetto, c'era poca speranza d'una +risposta negativa. Ma Olga pensò che la fortuna arride agli audaci, e +con un gesto appena percettibile avvertì Giuliano. Poi, con una +disinvoltura superiore ad ogni plauso, s'alzò, e, col più amabile, col +più cordiale dei suoi sorrisi, andò ad incontrar la Duchessa.</p> + +<p>—Buon giorno, cara, come stai? Sono scesa di buon'ora, nevvero? Le +altre dormono ancora.... che pigrone! E così, com'è andata la tua gita +misteriosa?</p> + +<p>Milla non rispondeva, nè accennava di udire. Ansimava, e, con un gesto +nervoso e macchinale, tentava di togliersi i guanti.</p> + +<p>—Poverina!—continuava Olga, sempre più premurosa,—si vede che sei +molto stanca. Lo <span class="pagenum noind"><a name="Page_176" id="Page_176">{176}</a></span>credo.... con questo tempaccio.... Stavo appunto +dicendo a tuo marito....</p> + +<p>—Sicuro.... sicuro—interruppe Giuliano, per secondare la +Baronessa.—Giusto.... mi diceva, e io rispondeva che tu facevi +malissimo, ch'era una delle tue ubbie solite, e che io permettendolo +avevo fatto una corbel....</p> + +<p>Ma la Baronessa, che studiava attentamente il viso di Milla, troncò +con uno sguardo la trovata del Duca.</p> + +<p>—Ti senti male?—chiese alla Duchessa, con un mirabile crescendo di +gentilezza.</p> + +<p>Milla non rispose; si sentiva la gola serrata da uno spasimo isterico. +Eppure voleva parlare.... voleva dirla una parola atta ad esprimere il +senso d'indignazione che la padroneggiava. Ma l'agitazione nervosa che +scuoteva tutta la sua povera personcina fu più forte di lei. Milla si +sentiva smarrire, non ci vedeva quasi più, sentiva nelle orecchie uno +scampanio stridente. Vacillava, e, per non cadere, s'appoggiò con ambe +le mani a un tavolino lì presso.<span class="pagenum noind"><a name="Page_177" id="Page_177">{177}</a></span></p> + +<p>Olga le corse vicino, e volle sostenerla. Milla, nel suo smarrimento, +avvertì il pericolo di quel contatto, e provò un sentimento così +violento di ripulsione e d'orgoglio che per un istante si riebbe, +galvanizzata.... Si rizzò, diede un passo addietro, e dalle labbra +smorte le uscì un «No» vibrato.... pieno d'odio e di ribellione.</p> + +<p>Nella vasta sala da pranzo ci fu un momento di silenzio.... poco +piacevole.</p> + +<p>Poi, a un tratto, la Duchessa svenne.</p> + + + +<hr style="width: 45%;" /> +<h2><a name="VII" id="VII"></a>VII.</h2> + + +<p>Eran tutte nel salotto rosso, un po' agitate, un po' inquiete.</p> + +<p>—Veramente.... Milla si era sentita male?... Oh! poveretta! Ma +come.... perchè?... Forse, la stanchezza del ballo....<span class="pagenum noind"><a name="Page_178" id="Page_178">{178}</a></span></p> + +<p>—Già—osservò la Garbi,—si vedeva, sulla fine, ch'era un po' +abbattuta.</p> + +<p>—No,—sentenziò una vecchia signora.—Sarà qualche cosa, qualche +novità.</p> + +<p>—Magari!—risposero in coro il più delle signore, con qualche +sorrisetto....</p> + +<p>—Davvero?...—osservò Olga, ch'era entrata in quel momento.—Che +bella cosa sarebbe, che felicità per entrambi!...</p> + +<p>—Tu eri in sala, nevvero.... quando quella poveretta si sentì +male?—chiese la contessina Ghisneri.</p> + +<p>—Per l'appunto, mia cara, n'ebbi uno spavento grandissimo. Io ero +scesa a <i>déjeuner</i>.... A un tratto, Milla comparisce sulla soglia, +pallida come uno spettro. Era stata, Dio sa dove, a far la +meditazione.... che so io.... a confessarsi. Sapete, poverina, quanto +è pia, quanto è buona! Convien dire che l'umido le avesse fatto male, +che si fosse strapazzata.... Poi, è delicatina, nevvero?... Insomma, +la vidi annaspare, poi svenne....<span class="pagenum noind"><a name="Page_179" id="Page_179">{179}</a></span> lì.... sui due piedi. Corsi subito +a sostenerla, gridai.... chiamai; per fortuna, c'era gente nella sala +del bigliardo.... Venne subito anche il Duca.... scesero le cameriere; +la portammo su.... Si riebbe a poco a poco, e l'ho lasciata or ora, +che stava meglio.</p> + +<p>—Anderò su a vedere—disse la vecchia dama.—Se vi fossero novità.... +scriverei subito alla Duchessa Margherita.</p> + +<p>—Dov'è ora quella cara signora?—chiese Olga.</p> + +<p>—Oh! sempre a Torino. E come dicevo....</p> + +<p>—Mia cara Marchesa,—osservò Olga con voce sommessa e +carezzevole—rammento ora che Milla stava per addormentarsi; forse un +po' di sonno le gioverebbe meglio d'ogni altro rimedio.</p> + +<p>In quella entrò Giuliano, e tutti gli furon d'attorno a chiederle +notizie di sua moglie. Oh, era una cosa da nulla.... uno sconcerto +passeggiero, cagionato dal freddo.... dalla stanchezza. Milla si <span class="pagenum noind"><a name="Page_180" id="Page_180">{180}</a></span>era +riavuta subito.... mandava a salutare le sue buone amiche; dormirebbe +per qualche ora, e scenderebbe senza dubbio a desinare.</p> + +<p>Giuliano in cuor suo era di cattivissimo umore. Che bestia era stato! +uno scolaretto non ci sarebbe cascato più scioccamente.... E in +complesso... per.... nulla. E ora chi sa che scena gli toccherebbe, +quanti rimproveri gli rivolgerebbe Milla!</p> + +<p>Senonchè, con sua grande sorpresa, Milla non gli aveva rivolti +rimproveri di sorta. Quand'egli entrò in camera, prima del pranzo, per +chiedere sue notizie, la trovò ancora coricata, immobile. Ella parve +non avvertirlo; chiuse gli occhi. Giuliano esitò un momento; poi +chiamò dolcemente:—Milla!—Essa aprì gli occhi, con un amarissimo +sforzo di sorriso, poi, lentamente, li richiuse.</p> + +<p>—Milla!—disse ancora Giuliano.</p> + +<p>Ella non rispose...; serrò gli occhi più forte, perchè non lasciassero +adito ad una lagrima.</p> + +<p>Giuliano aspettò un momento, poi se ne andò; <span class="pagenum noind"><a name="Page_181" id="Page_181">{181}</a></span>adagio e inquieto. Forse +avrebbe preferita la scena.</p> + +<p>Condusse le signore a fare una trottata. Tornando, si seppe che la +Duchessa non scenderebbe neppure a desinare. Le era sopraggiunta un +po' di febbre. Gli ospiti espressero naturalmente il loro rammarico; +dopo di che, ognuno andò in camera sua a vestirsi pel pranzo.</p> + +<p>Ma in quella mezz'ora affaccendata di pettinature riedificate, di +vitine assestate alle persone, di <i>fichus</i> drappeggiati sulle spalle, +di baffi incerati ed unghie brillantate, una piccante notizia +s'insinuò fra una stanza e l'altra, venne scambiata in fretta nella +penombra dei corridoi. Dal tinello dei domestici, d'onde aveva prese +le mosse, una frase fece rapidamente il giro del primo piano. Quando +suonò la prima campana del pranzo, tutti (meno gl'interessati, +s'intende) sapevano il vero motivo dello svenimento di Milla. +Certo.... era capitata inattesa, e aveva veduto.... aveva udito.... +Cosa?... Questo non si diceva, <span class="pagenum noind"><a name="Page_182" id="Page_182">{182}</a></span>prima perchè non si sapeva bene, e poi +perchè nella reticenza c'era un delizioso sottinteso, un ampio +orizzonte di supposizioni. L'avvenimento aveva avuto un testimone +inavvertito, il domestico che aveva aperta, per la Duchessa, la porta +della sala da pranzo.</p> + +<p>Naturalmente, le primizie dei commenti ebbero luogo in cucina. Il +passato di Olga e di Giuliano non era mai stato un mistero per la +servitù; la rinnovata infatuazione del Duca non era certo sfuggita a +nessuno di quegli arghi implacabili che si chiamano: i nostri +domestici. Si parlava dell'accaduto, senza ombra di reticenza.</p> + +<p>I più compativano Milla, e fra questi erano, naturalmente, i +dipendenti nati della casa. Ma un certo nucleo si ostinava a +proteggere Olga, una bella donna, perdio, e che, quando montava a +cavallo, mostrava d'avere un gran coraggio e un polso d'acciaio!</p> + +<p>Qualcuno interpellò Drollino:</p> + +<p>—Che te ne pare, eh?...<span class="pagenum noind"><a name="Page_183" id="Page_183">{183}</a></span></p> + +<p>Ma egli non rispose; disse che aveva altro pel capo.... un certo +puledro che gli pareva tendere ad azzoppare. Prese il berretto ed +uscì, benchè piovesse che Dio la mandava.</p> + +<p>Olga scese a desinare, bellissima nel velluto verde-oliva della sua +ricca <i>toilette</i>. Ma alle <i>entrées</i> cominciò a sospettare qualcosa. +Sorprese qualche sorrisetto bizzarro, qualche occhiata curiosa, che si +fermava un momento addosso a lei e poi fuggiva rapidissimamente.</p> + +<p>All'arrosto, era quasi certa; al caffè, non serbava ombra di dubbio. +Qualcuna si rivolse a lei per chiederle, con una strana inflessione di +voce, le notizie di quella <i>cara</i> Milla.</p> + +<p>Olga non si scompose per nulla. Celò a meraviglia la sua viva +irritazione, fu più serena, più affettuosa, più amabile che mai. +Rispose sempre a tuono, ignorando i sorrisi, ostinandosi a non +afferrare nulla più del senso letterale delle varie interrogazioni che +le venivano rivolte.</p> + +<p>Ma, in fondo al cuore, era furibonda. Con<span class="pagenum noind"><a name="Page_184" id="Page_184">{184}</a></span> Milla, ben inteso. Cos'era +venuto in mente a quella sciocchina d'invitarla ad Astianello per +farle poi di quelle scene mute da vittima? E il bello era che lei non +se ne curava per nulla di quello stolido di Giuliano, ed era animata +delle migliori intenzioni. Lui, si sa, sfido io!</p> + +<p>Olga aveva voluto provare, divertirsi un poco, nulla più. L'avevano +invitata per far vedere che non la temevano; è naturale ch'essa desse +loro una piccola lezione. Ma ora Milla, colle sue imprudenze, la +metteva in una posizione falsa, seccante..., e quasi quasi meritava +davvero....</p> + +<p>Durante tutta la sera, quella valente schermitrice fu impareggiabile. +Si mostrò così gentile, così naturalmente calma, seppe talmente +manovrare, celando l'apparenza d'ogni manovra, che a poco a poco i più +creduli cominciarono a dubitare. E giunta l'ora di separarsi pel +riposo notturno, alcune fra le signore chiedevano a sè stesse:—E se +non fosse vero?—Molti aspettavano l'indomani per decidere. Bisognava +vederle <span class="pagenum noind"><a name="Page_185" id="Page_185">{185}</a></span>di fronte.... Milla e la Baronessa. Davvero, sarebbe +interessante. A domani, dunque. Intanto non ci si annoiava ad +Astianello.</p> + +<p>Ma l'indomani non fu apportatore della scena desiderata. Milla non si +era alzata e la febbriciattola perdurava.</p> + +<p>Giuliano era crudelmente imbarazzato. I suoi doveri di padrone di casa +lo assorbivano in parte, occupavano buona parte del giorno; ma ogni +tanto bisognava pure che salisse a tener compagnia a sua moglie, e +quelle brevi soste nella camera azzurra non riescivano punto +piacevoli. Eppure Milla continuava ad astenersi dalle scene; essa non +gli rivolgeva mai la parola, non lo guardava. Era sfinita, non provava +che un immenso disgusto, un imperioso bisogno di assopirsi, +d'annientarsi nell'oblio. Oh! se avesse avuto sua madre! Se avesse +potuto chinare sul seno d'una vera amica la sua povera testa così +greve ed ardente e narrare, piangendo, la sua sventura! Ella, che +aveva tanto d'uopo d'amore, di simpatia!<span class="pagenum noind"><a name="Page_186" id="Page_186">{186}</a></span> Si sentiva, per la prima +volta in vita sua, supremamente offesa.... Quando vedeva Giuliano, il +suo orgoglio di donna onesta si ribellava, imponeva silenzio +all'amore. Essa non poteva parlargli, non poteva guardarlo.... La +forza della volontà aveva e serbava alzata una barriera che pareva di +ghiaccio. Ma dietro a quella barriera, il povero cuore di donna +sanguinava lentamente, in silenzio!...</p> + +<p>Il giorno dopo, fu chiamato il medico del villaggio. Era un buon +diavolo, onesto e capace. Giudicò, colla sua semplice esperienza, che +la Duchessa avesse, più che altro, bisogno di riposo; e, vedendo che +le circostanze, il tramestìo degli ospiti non si prestavano guari +all'attuazione di questo desiderio, pensò di parlarne francamente al +Duca. Ma il caso aveva disposto altrimenti. Nello scender le scale, +s'imbattè in una vecchia signora, la quale prese a informarsi +minutamente della salute di Milla, e finì coll'alludere discretamente +alla possibilità d'uno stato interessante.<span class="pagenum noind"><a name="Page_187" id="Page_187">{187}</a></span></p> + +<p>Povera contessa Nemi, ci teneva allo stato interessante di Milla! Ai +suoi tempi, era il solo male che patissero le spose, ed essa non ne +intendeva altri. Rimase dunque attonita e quasi scandalizzata quando +udì che si trattava invece d'una febbre continua. Oh Dio.... ella che +aveva tanta paura delle febbri.... Ma di che sorta di febbre si +trattava?... Sperava bene che non fosse infiammatoria.... non +attaccaticcia....</p> + +<p>—Eh! eh!—disse il dottore, cogliendo la palla al balzo—non so, +spero che non sia.... non si può precisar nulla per ora..., ma non +vorrei.... che.... certi lontani indizi di tifoidea.... Dio guardi, +potrebbero far capolino da un momento all'altro....</p> + +<p>La contessa Nemi strisciò frettolosamente una semi-riverenza, e scappò +via. Il medico s'allontanò ridendo, senza nessun rimorso pel suo +stratagemma. I medici di campagna hanno talvolta delle benefiche +audacie di questo genere.</p> + +<p>La sera stessa, la Contessa riceveva una lettera <span class="pagenum noind"><a name="Page_188" id="Page_188">{188}</a></span>del suo notaio, che, +per un affare urgentissimo, la richiamava a casa. E, caso singolare, +la Garbi aveva notizie non troppo buone di sua madre. Due partenze +furono dunque annunziate per l'indomani. Le signore chiedevano col più +vivo affetto notizie di Milla, ma nessuna insistè, come avevan fatto +tanto gentilmente nei primi tempi, nell'offrirsi a tenerle compagnia. +E in capo a due giorni Olga pensò bene di ricevere un telegramma di +suo marito, il quale le chiedeva di venire a raggiungerlo, scusandosi +di non poter egli stesso recarsi a riprenderla, per affari molto +intricati, della cancelleria, s'intende.</p> + +<p>Giuliano, quando seppe di questo telegramma, ebbe un momento di viva +irritazione. Ecco che se ne andavano tutti e lo lasciavano lì solo.... +in faccia a quella donnina smorta, che non gli faceva scene, ma non +voleva saperne di alzarsi, nè di guardarlo in viso.</p> + +<p>Poi ebbe un sentimento di soddisfazione. Eh, eh..., la cosa prendeva +un certo aspetto.... Meglio <span class="pagenum noind"><a name="Page_189" id="Page_189">{189}</a></span>così.... forse la posizione avrebbe +potuto farsi critica, ed egli era tanto.... creolo!</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>Olga prese a tempo la decisione di partire. Dubbi o non dubbi, la sua +fermata ad Astianello non era più indicata: le altre signore formavano +un formidabile areopago.</p> + +<p>La simpatia per Milla era tornata, alla lontana sì, ma viva assai, +avvalorata dall'invidia che, alla lunga, Olga doveva pur destare in un +circolo femminile. L'invidia non ha molta strada da fare per diventar +censura, e la Russa conosceva molto bene ciò ch'era atto a giovarle, o +a recarle danno. Aveva saputo sino ad allora farsi perdonar molto, e +non compromettere in nessuna delle sue varie vicende di.... cuore +l'invidiabile posto che occupava nella società. C'era rimasta, +imponendosi o altrimenti, anche a dispetto della sua lunga avventura +con Giuliano..., ma essa sapeva benissimo sino a che punto si può +gettare impunemente della polvere negli ocelli. Trovò dunque <span class="pagenum noind"><a name="Page_190" id="Page_190">{190}</a></span>un +effetto di partenza felicissimo; l'onore della ritirata era più che +salvo!... Ma in fondo era indispettita, e, all'ultimo momento, un +dubbio l'aveva inquietata. Forse la malattia di Milla era un'astuzia +di guerra.... la Duchessa si liberava così di lei e delle sue +apprensioni.... E, sotto l'impressione di quel sospetto, morse per un +secondo le bellissime labbra.</p> + +<p>Di Giuliano non le importava affatto; pure seppe così bene simulare +presso di lui che, nell'animo di questi, quel po' di rimorso relativo +che s'era andato formando a fatica, tacque subitamente per dar luogo +ad una specie di vigliacco dispetto! Olga se ne avvide, e, mentre +saliva nel legno che doveva condurla alla stazione, mandò in su uno +sguardo rapido, ma strano, verso la finestra chiusa della camera di +Milla. E lasciò per lei i più affettuosi, i più cordiali saluti, certa +di rivederla presto, perfettamente guarita, fresca come una rosa. E +frattanto ella stessa era bellissima, forte e formidabile nella +pienezza vigorosa <span class="pagenum noind"><a name="Page_191" id="Page_191">{191}</a></span>delle forme. Era molto attraente così, in abito da +viaggio. Le sue pelliccie non l'infagottavano punto come infagottano +il più delle signore; parevano avvolgerla come il manto d'una regina +selvaggia.</p> + +<p>E Giuliano rimase solo coll'ammalata.</p> + +<p>Non già un'ammalata grave. Di tifoidea nessun indizio; la +febbriciattola non cresceva, e veniva solo ogni tanto. Milla s'era +alzata per salutare la vecchia signora, amica di sua suocera, e anche +per assicurarla che ora stava propriamente benino. Ma, dopo la +partenza degli ultimi ospiti, era tornata a star così così. Non usciva +più di camera, mangiava poco o nulla, e ogni tanto si metteva a +piangere in silenzio. Con Giuliano non scambiava che qualche rara e +indifferente parola. Era esausta di forze, ma resisteva, e in quella +lotta, che nessuno avvertiva, la sua energia si consumava. Il suo era +uno di quei graduati sfinimenti a cui certi temperamenti femminili si +prestano fatalmente. Questo bizzarro <span class="pagenum noind"><a name="Page_192" id="Page_192">{192}</a></span>genere di malattia non è punto +mortale in sè stesso, si può benissimo guarire, solo però quando lo si +voglia assolutamente. Se no, si muore, commettendo innocentemente un +insensato e crudele suicidio.</p> + +<p>Due settimane passarono così. Giuliano incominciava a impensierirsi, e +il medico del villaggio a non saper più che dire. Un giorno, uscì a +proporre che si chiamasse un altro dottore.... per avere un parere di +più.</p> + +<p>—Ah!—disse Giuliano.</p> + +<p>Si sgomentò. E se veramente la povera Milla.... fosse proprio così +malata.... per aver udito quello sciagurato colloquio! Che stupido era +mai stato! E Olga lo aveva canzonato bellamente; dopo tutto!.... +Mentre invece Milla l'adorava, povera creatura! Oh! sì!... ci voleva +proprio un bravo medico, una celebrità. E la celebrità, chiamata +telegraficamente da Giuliano, capitò pochi giorni dopo ad Astianello.</p> + +<p>Non disse gran cosa, in complesso. Parlò di <span class="pagenum noind"><a name="Page_193" id="Page_193">{193}</a></span>nervi, di gran simpatico, +d'anemia, di debolezza. E mentre faceva queste osservazioni e teneva +fra le mani il polso bianco e magro di Milla, guardava attentamente +ora Giuliano, ora la faccia rigida della Duchessa.</p> + +<p>Finì dunque coll'assicurare che non c'era nulla di grave; ordinò +marziali, accennò alla necessità d'una vita molto quieta; e suggerì di +passar l'invernata nel Mezzogiorno. Poi se ne andò, certo in cuor suo +che quella donna soffriva crudelmente, senza concedersi uno sfogo. Il +celebre dottore non era soltanto celebre, era vecchio, conosceva del +pari la donna e la vita.</p> + +<p>Nell'andarsene, ebbe una sorpresa. Giungendo alla stazione, vi trovò +ad attenderlo un giovinotto bruno, magro, con due occhi assai vivi e +profondi, il quale, qualificandosi per un addetto della tenuta +d'Astianello, gli chiese semplicemente, ma in modo abbastanza +categorico, se la Duchessa fosse ammalata molto, molto?...</p> + +<p>Il medico non ricusò di rispondere, ma non si <span class="pagenum noind"><a name="Page_194" id="Page_194">{194}</a></span>curò di dare al +giovanotto nulla più d'una di quelle elementari risposte, ch'egli +giudicava sufficienti a soddisfare la curiosità o l'attaccamento ai +padroni, da parte d'una persona di servizio.</p> + +<p>Ma Drollino non si contentò.</p> + +<p>—Potrebbe morire? chiese colla massima calma.</p> + +<p>La celebrità medica, impazientita alzò le spalle.</p> + +<p>—Caro mio, che andate chiedendo? Perchè dovrebbe morire? Ha un buon +temperamento, è giovane. Ha bisogno di quiete e che la lascino stare +in pace, ecco tutto.</p> + +<p>—Già, disse Drollino.... Ma se invece....</p> + +<p>Rimase in silenzio, con un'espressione bizzarra e cupamente inquieta.</p> + +<p>—Che ci siano ancora dei servitori affezionati? chiese a sè stesso il +celebre medico mentre saliva sul treno, in una bella carrozza di prima +classe.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>—Ecco qua, borbottava in guardaroba, la vecchia Tonia, è la terza +volta che viene oggi, colla scusa di prender le notizie della signora +Duchessa.<span class="pagenum noind"><a name="Page_195" id="Page_195">{195}</a></span></p> + +<p>—Eh, eh! rispose la Teresa, la guardarobiera in secondo, non ha poi +tutti i torti; non è il diavolo la Carolina. E lui ha un bel salario +ora, e sono tutti e due della tenuta. Sarebbe un bel matrimonio.</p> + +<p>La Carolina entrò all'improvviso.</p> + +<p>—Che c'è? chiese stizzosa, indovinando che la sua venuta aveva +troncato un discorso.</p> + +<p>—Niente, niente. Si diceva soltanto di.... Drollino.</p> + +<p>—Miracolo! ribattè la giovane.... E sarà per dirne del male, mi +figuro! tutti ce l'hanno amara con quel poveretto. E io invece +sostengo che....</p> + +<p>—Eh! si sa, si sa....</p> + +<p>—Cosa si sa?... Non è vero niente, a me non me ne importa niente +affatto di colui, non mi dispiace, no, perchè è un buon figliuolo, +affezionato alla signora.</p> + +<p>—Sfido io, saltò su a dire la Teresa, sono stati beneficati tutti +dalla casa, quando c'era il padrone vecchio.<span class="pagenum noind"><a name="Page_196" id="Page_196">{196}</a></span></p> + +<p>—Bene, bene.... Oh gli altri non sono forse stati beneficati anche +loro?... Eppure.... guardate se si rammentano di venire a vedere se la +padrona è viva o morta.</p> + +<p>—Caspita! susurrò la Tonia, non hanno mica le ragioni che può avere +Drollino di venire in guardaroba.</p> + +<p>La Carolina arrossì e tentò una smorfia.</p> + +<p>—No, no ve l'assicuro, viene proprio soltanto per sapere....—Ma lo +diceva mollemente, con un mezzo sorriso biricchino e un po' ipocrita.</p> + +<p>—Non è vero che sia cattivo, proseguì, anzi, ha buonissime maniere. +Vien su adagino.... per non far strepito e sta a sentire tutto quello +che gli dico.</p> + +<p>E gliene diceva, quella buona ragazza.... Si rifaceva con lui delle +lunghe ore silenziose che le toccava passare in camera della Duchessa. +Gli narrava in disteso come la padrona divenisse ogni giorno più +pallida e più magra, e come ella la ritrovasse sempre immobile, cogli +<span class="pagenum noind"><a name="Page_197" id="Page_197">{197}</a></span>occhi chiusi e con certi lagrimoni tanto fatti, sulle guancie. No, +no, alla Carolina non la davano a bere e i medici potevano dir nomacci +latini quanti ne volevano, ma il male di quella signora era tutta +passione, ecco cos'era, le gelosie e le pene che le aveva fatte +passare il Duca per quella strega grassa, per quella Russa che rideva +sempre.</p> + +<p>Drollino ascoltava attentamente questi sfoghi della Carolina, senza +dir nulla, senz'avvedersi che la cameriera belloccia e garbata avrebbe +forse parlato anche di qualcos'altro. Egli aveva ben poco da fare in +quei giorni e però ammazzava il tempo a furia di lunghe, faticose +cavalcate, al ritorno delle quali Mia era bene spesso tutta bianca di +schiuma.</p> + +<p>Qualche volta, in casa o pel viale Drollino si imbatteva col Duca. +Giuliano non s'accorgeva sempre della presenza del giovane, ma +Drollino avvertiva ogni volta, con una specie d'intuizione, +l'appressarsi del padrone e se n'aveva il tempo, <span class="pagenum noind"><a name="Page_198" id="Page_198">{198}</a></span>evitava l'incontro. +Sentiva, vedendolo, uno strano brivido nel sangue, involontariamente +digrignava i denti, gli veniva come un'insana voglia d'essere +insolente verso quell'uomo, di ribellarsi a lui. Un'acre bestemmia +pareva destarglisi in bocca. Ma allora gli veniva in mente la +Duchessa, a cui le bestemmie spiacevano tanto, e non ardiva +proferirne.... Eppure con quale piacere egli le avrebbe scaraventate +in faccia al Duca.</p> + +<p>Lo odiava profondamente.... senza scrupoli di sorta. Egli non era +persuaso di essere al suo servizio. La sua padrona era Milla. E ora +Milla.... forse morrebbe per colui!</p> + +<p>Una volta Drollino, capitando in scuderia, ci trovò il Duca, che a +passo lento e a capo chino traversava l'andito. Gli tenne dietro con +uno sguardo torvo, e un'idea confusa, ma terribile, gli balenò nella +mente.</p> + +<p>E per salvarsi da quel pensiero, ne evocò un altro, non mai +completamente abbandonato per l'addietro, un pensiero che l'aveva +agitato sin da <span class="pagenum noind"><a name="Page_199" id="Page_199">{199}</a></span>bambino, quello di fuggire con Mia, d'andar lontano +lontano. Così non saprebbe nulla, non vedrebbe nulla se.... caso +mai!...</p> + +<p>Lasciò la scuderia, e si diresse verso il suo antico alloggio.</p> + +<p>Era una piccola cascina, addossata ad un vasto fabbricato ad uso +fienile, e stava proprio dirimpetto alla grande estesa del piano. Un +vecchio guardiano dei pascoli vi faceva dimora colla famiglia. +L'alloggio di Drollino consisteva in una ex-cucina a terreno; egli vi +aveva lasciato il suo letto, due seggiole e una vecchia cassapanca, +dove serbava, alla rinfusa, i pochi panni ereditati dal padre, i suoi, +non quelli di livrea, e qualche cianfrusaglia. Era un pezzo che non +capitava laggiù. La massaia aveva approfittato della sua assenza per +ammonticchiare in un canto della stanza l'ultima raccolta delle +patate; ampie ragnatele si erano acquartierate fra le travi del +soffitto, e l'unica finestrina aveva i vetri rotti.</p> + +<p>Aprì la cassapanca, e prese a rovistare nei <span class="pagenum noind"><a name="Page_200" id="Page_200">{200}</a></span>vecchi panni. A un tratto +s'arrestò. Gli era capitato sotto le dita un oggetto pesante, freddo. +Con un gesto vivace l'estrasse. Era una vecchia pistola a due canne, +ed egli riconobbe subito la solita arma di guardia di suo padre. +L'esaminò a lungo; era ancora in discreto stato; cercando bene, trovò +pure in un angolo della cassapanca lo scatolino delle cariche.</p> + +<p>Drollino non pensò a rimettere in ordine i panni. Guardava fisso +fisso, come magnetizzato, quell'arma vecchia, cogli acciai un poco +irrugginiti.</p> + +<p>Lentamente prese a pulirla, la rimise in assetto, poi la caricò, +pensando:—Servirà pel viaggio.</p> + +<p>Ma quando la vide lucida, forbita, pronta, col grilletto obbediente, +si fermò di nuovo. Aveva il volto acceso, le tempia gli martellavano; +ed egli alzava, riabbassava, trattenendolo, il cane, con un gesto che +aveva qualcosa di convulso, come se si dibattesse nello stretto di +un'intima, formidabile lotta.<span class="pagenum noind"><a name="Page_201" id="Page_201">{201}</a></span></p> + +<p>Finalmente, su quella faccia stravolta passò il lampo d'un pensiero +che vinceva. Drollino cacciò la pistola nella tasca interna della +giacca che indossava, poi ricacciò tutti assieme e confusamente i +panni nell'interno della cassapanca.</p> + +<p>Giunto a casa, chiese della Duchessa. La febbre era aumentata.</p> + +<p>L'indomani, cadde la prima neve e seppellì nel bianco silenzio +invernale gli orizzonti della splendida villa. Una grande malinconia +invase al casa. Il Duca non si vedeva quasi più, e Milla, da più +giorni non si alzava. Il freddo capitato così improvvisamente, le +aveva fatto male. Non già che soffrisse molto; anzi, s'era come +adagiata in una grande quiete funesta, le pareva di sentirsi cullata +nella progressione lenta, molle d'un'atonia che l'assopiva dolcemente. +E se a capo di questa progressione ci fosse anche la fine.... +ebbene.... tanto meglio!... Così non si poteva vivere. Umiliarsi, +ella?... tanto offesa.... dimenticare? Ah no!... piuttosto morire, +morire....<span class="pagenum noind"><a name="Page_202" id="Page_202">{202}</a></span></p> + +<p>Giuliano era, dal canto suo, profondamente agitato. Un rimorso grave +turbava quell'anima impotente. Egli provava il sincero desiderio di +salvare quella donna, che alla sconfinata vanità di lui offriva +l'olocausto della propria vita. Lungi dall'immediato dominio di Olga, +egli tornava in sè, si pentiva d'averla amata ancora, gli pareva +d'abborrirla. S'inteneriva sulla sorte di sua moglie, piangeva spesso, +uscendo dalla camera azzurra. Avrebbe pur voluto (egli che detestava +le scene) cadere ai piedi di Milla, dirle che però, in fondo, non era +colpevole come forse ella lo credeva.... implorare cionnullameno il +suo perdono... giurarle, e mantenerle poi, una fede sincera e.... +assoluta.</p> + +<p>Tentò due o tre volte una spiegazione. Ma essa lo guardò con +un'alterigia così profonda, così glaciale, ch'egli interruppe subito i +preliminari e rimise la spiegazione a.... più tardi.</p> + +<p>Un giorno, la Carolina annunziò a Drollino una cosa che le faceva +molta pena. La Duchessa aveva mandato a chiamare il padre Loria.<span class="pagenum noind"><a name="Page_203" id="Page_203">{203}</a></span></p> + +<p>Drollino non disse nulla più che il suo solito «Ah!» ma lo disse con +un accento rauco, quasi gutturale.</p> + +<p>Allora la Carolina volle rassicurarlo. Oh! oh!... non era già perchè +proprio si fosse a questi estremi; ma la signora Duchessa era tanto +pia, e poi.... forse....</p> + +<p>Drollino rimase serio, cupo, cogli occhi fissi sul tavolone dove si +stirava.</p> + +<p>Nevicava fitto fitto, a grandi falde, lente e sfioccate, e il padre +Loria giunse sotto l'atrio in uno stato proprio compassionevole. +Mentre si asciugava davanti al fuoco acceso nel gran camino della +stanza da pranzo, il duca venne a incontrarlo. Il colloquio fu breve, +riuscì freddo, quasi come la giornata. Il prete e il padrone di casa +si studiavano a vicenda, e a vicenda diffidavano l'uno dell'altro.</p> + +<p>Giuliano ebbe due o tre frasi un po' contorte; raccomandava di non +stancare la Duchessa, già piuttosto deboluccia, poveretta. Il padre +Loria <span class="pagenum noind"><a name="Page_204" id="Page_204">{204}</a></span>ebbe due o tre mosse del capo, che non rassicurarono al tutto il +Duca. Ma questo dovette pure mormorare un cortese:—S'accomodi,—sulla +soglia della camera azzurra, e ritirarsi adagino, mentre la dolce +figura paterna del sacerdote s'accostava lentamente al letto di Milla.</p> + +<p>Il padre Loria non fece certamente apposta a inquietare e a stancare +la Duchessa Milla, ma certo è che la inquietò e la stancò +orribilmente, e il loro colloquio riuscì critico e tempestoso. Fu un +vero duello tra l'autorità e la ribellione.</p> + +<p>Milla gli narrò ogni cosa con uno sfogo febbrile, con tutto l'impeto +del suo risentimento, col bisogno di simpatia che la torturava. Gli +narrò, con subita energia, il suo amore pel marito, e il dolore che +sentiva roderle la vita, come il verme rode la radice d'un fiore. Oh! +essa l'aveva amato tanto.... così ardentemente.... No, la sua mitezza +non era stata vigliaccheria, la sua docilità, tenera, inesauribile non +era la debolezza d'un'anima <span class="pagenum noind"><a name="Page_205" id="Page_205">{205}</a></span>inetta al dominio; era stato un volere +ragionato, era la sua interpretazione dell'amore, era una insaziabile +necessità di sacrifizio, una manìa innamorata di abnegazione! Essa si +era fidata.... aveva voluto fargli vedere che si fidava!... Voleva a +tutti i costi bastare al cuore di quell'uomo! E tutto ciò non era +valso a nulla. Era caduto un'altra volta ai piedi di quella.... E ora?</p> + +<p>Il padre Loria la lasciò dire. Ma, quando essa ebbe finito, quando, +ancor tutta fremente del suo sfogo, si lasciò ricadere sui guanciali +con un gesto risoluto, egli prese a parlare.</p> + +<p>Non fece discorsi lunghi.</p> + +<p>—La comprendo e la compatisco,—mormorò dolcemente. Poi, mentr'ella +lo guardava smarrita cogli occhi grondanti lacrime, ingiunse +pacatamente:—Ora bisogna far due cose. La prima: perdonare.</p> + +<p>Essa ebbe un lungo brivido.—E poi?—chiese con un'appassionata +ironia.<span class="pagenum noind"><a name="Page_206" id="Page_206">{206}</a></span></p> + +<p>—Bisogna vivere....—rispose semplicemente il padre Loria.</p> + +<p>Un'ora dopo, quando il vecchio prete uscì dalla camera della Duchessa, +s'imbattè subito col Duca, il quale, impaziente ed inquieto per il +lungo protrarsi del colloquio, camminava a gran passi in su ed in giù +nel corritoio. Confessore e marito scambiarono un saluto +cortesissimo.... ancor più cortese di quello dell'arrivo.... ma non +meno diffidente e pieno di mutua avversione.</p> + +<p>Giuliano sentiva qualche cosa nell'aria. La minaccia, per esempio, +d'una spiegazione, che ora, suggerita dal prete, gli pareva di nuovo +formidabile ad incontrarsi. E fu per lui un vero sollievo quando udì +dalla cameriera che la signora, stanchissima, aveva raccomandato la +lasciassero riposare.</p> + +<p>Milla aveva riposato...; ma ora era spossata.... Quel riposo era stato +in realtà una delle più aspre battaglie intime del suo povero cuore +offeso e innamorato a un tempo. La religione aveva <span class="pagenum noind"><a name="Page_207" id="Page_207">{207}</a></span>dato un consiglio; +e la natura e la gioventù l'avevano avvalorato, con un assenso +segreto...; ma l'orgoglio aveva avuto anch'esso la sua ribelle parola.</p> + +<p>Il crepuscolo invernale, prolungato dal bianco riflesso della neve +caduta e da quella tuttora cadente, scendeva lento, in una mezza luce +grigiastra. Nella progressione graduata della penombra, il letto +ampio, coi parati di raso sbiadito spiccava netto. La bianchezza del +visino di Milla si confondeva col morbido bianco dei guanciali, pareva +quasi assumere l'area sfumatura di contorni d'una larva.</p> + +<p>—Comanda la lucerna?—chiese a bassa voce la cameriera.</p> + +<p>—No,—rispose Milla, con voce stranamente affievolita. Va pure.... +voglio riposare.</p> + +<p>La giovane uscì, in punta di piedi.</p> + +<p>Il silenzio della stanza era grave e solenne. Giuliano provava +un'angoscia inesplicabile, guardava, come affascinato il candore opaco +del letto, <span class="pagenum noind"><a name="Page_208" id="Page_208">{208}</a></span>tentava d'afferrar nettamente, collo sguardo, l'incerto +contorno di quel corpicino femminile che giaceva, spossato, sotto alle +lenzuola e pareva quasi farsi di nebbia, illanguidire nell'ombra cupa +che andava invadendo la stanza. Avrebbe voluto parlare a Milla, udire +la sua voce, ne sentiva come un bisogno angoscioso. E mentre pensava +come potrebbe rivolgere a Milla una domanda anche indifferente, ma che +la obbligasse a rispondere, ecco che per l'appunto quella povera e +debole vocetta s'alzò in seno al silenzio pesante e misterioso, +pronunziando una parola, che, da tempo non s'era sprigionata dalle +labbra di Milla.</p> + +<p>—Giuliano!</p> + +<p>Egli trasalì e si chinò sul letto, premurosamente, con un terrore +indistinto di quell'ora e di quell'accento.</p> + +<p>Ella gli porse la sua manina tanto smagrita.</p> + +<p>—Giuliano....—ripetè lentamente, non debbo.... non bisogna che io me +ne vada. E per ciò.... sai....<span class="pagenum noind"><a name="Page_209" id="Page_209">{209}</a></span></p> + +<p>Oh! non la sapeva recitare quella lezione; così sublime e così +crudele. Tremava.... si confondeva.</p> + +<p>—Sai....—proseguì con uno sforzo eroico, volevo dirti che.... che io +non mi ricorderò più di niente. Ma bisogna che anche tu... se vuoi +ch'io....</p> + +<p>Egli non la lasciò finire. Si gettò in ginocchio, le afferrò le mani, +le chiese perdono, con accento rotto, appassionato, le giurò ch'egli +l'adorava, che non era realmente colpevole, che ciò ch'ella aveva +udito non era stato che l'espressione d'un momento di delirio +passeggero.... un capriccio passeggero, senza base, senza +conseguenze.... E iterava proteste, ardenti e sincere, com'era in quel +momento, ardente e sincero il suo ravvedimento. E in quella tempestosa +reazione, in quel subito rinnovarsi del suo amore per la donna ch'egli +temeva di perdere; Giuliano riesciva eloquentissimo e si presentava +sotto un aspetto nuovo, l'aspetto cioè ch'egli, nella placida +sicurezza del suo dominio su Milla, non si era mai curato d'assumere +per lei.<span class="pagenum noind"><a name="Page_210" id="Page_210">{210}</a></span></p> + +<p>—Ma tu m'ami, dunque, tu m'ami?—chiese l'ammalata, balzata in quel +momento in una calda e rapida transazione del suo amore, che le faceva +ancora scusare, perdonare, scordar tutto, che la consegnava cieca, +sorda, smemorata, in braccio ad una più potente, ad una più salda +illusione.</p> + +<p>Egli la copriva di baci. Oh! se l'amava! Se aveva sofferto.... Oh la +sua Milla! la sua Milla adorata! Non era punto: creolo.... in quel +momento!</p> + +<p>Allora Milla ebbe un subito e febbrile risveglio delle forze. S'alzò a +sedere sul letto, s'avvinghiò colle braccia scarne al collo di +Giuliano e gli si strinse convulsa sul petto, con un grido supremo di +trionfo e di desiderio: Vivere!... vivere!...</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>La villa era ancor tutta sottosopra. Poche ore prima il Duca e la +Duchessa erano partiti per Napoli, dove li avrebbe raggiunti la +vecchia Duchessa Lantieri.<span class="pagenum noind"><a name="Page_211" id="Page_211">{211}</a></span></p> + +<p>La partenza era recente e l'ardore dei commenti non era pur anche +venuto meno. Veramente la signora non era al tutto ristabilita; stava +però assai meglio. Ma ne aveva patito del male, poveretta! E che festa +per tutti, quando, era scesa a desinare per la prima volta!</p> + +<p>Non la scorderebbero così presto, quella sera. Il pranzo era stato +preparato, non già nel salone grande, ma in un salottino caldo, caldo, +ornato delle più belle camelie della serra! Finito il desinare, la +Duchessa, appoggiata al braccio di suo marito, era venuta un momento +sotto il portico, per ringraziare quella brava gente che aveva tanto +gridato: Evviva! Aveva parlato quasi a tutti, aveva riconosciuta la +vecchia portinaia, salutata la fattora, poi aveva osservato che ci +erano due guardiani dei pascoli e persino Drollino, il quale, da quel +selvaticone che sarebbe sempre, se ne stava mezzo nascosto, dietro uno +dei pilastri. Anzi, lo fece chiamare.</p> + +<p>—Ho saputo—gli disse soavemente—che <span class="pagenum noind"><a name="Page_212" id="Page_212">{212}</a></span>tu pure venivi spesso a +chieder mie nuove. Ti ringrazio.</p> + +<p>Egli la guardava fisso.... come incantato. Com'era bella e pallida.... +e com'era diversa dalle altre!</p> + +<p>Giuliano, che aveva bevuto del <i>Johannisberg</i> molto vecchio in onore +della Duchessa, era di lietissimo umore!</p> + +<p>—Certo....—sclamò benignamente—veniva ogni giorno a chiedere alla +Carolina.... eh!... eh!... guarda.... Drollino!</p> + +<p>Drollino guardò infatti il Duca, e in modo siffatto che questi, pur +continuando a ridere, non proseguì a toccar quel tasto. E un momento +dopo, temendo che Milla fosse stanca, la condusse via.</p> + +<p>Milla non si oppose; senz'avvedersene, ricadeva invincibilmente nella +obbedienza cieca e fiduciosa dell'amor suo.</p> + +<p>Partirono adunque sui primi di dicembre, contenti, felici, e in +perfetta armonia. In casa rimaneva tuttora parte della servitù, quella +che <span class="pagenum noind"><a name="Page_213" id="Page_213">{213}</a></span>avrebbe più tardi raggiunti i padroni a Napoli, e quella fissa +per tutto l'anno ad Astianello.</p> + +<p>La sera stessa si trovarono riuniti in cucina, attorno all'allegra +fiammata del caminone. Drollino ci andò pure un momento, prima di +recarsi a letto.</p> + +<p>Nel crocchio si discutevano, naturalmente, gli ultimi avvenimenti di +quella fortunosa villeggiatura.</p> + +<p>—E la Russa?—chiese a un tratto il paggetto.</p> + +<p>Il capo cuoco alzò una mano a livello del mento, e con una vivace +smorfia soffiò rapidamente sul palmo.</p> + +<p>—Andata!—soggiunse con un'espressione comicissima, come un +prestidigitatore che fa scomparire una pallina di sughero.</p> + +<p>E fu una risata generale.</p> + +<p>Ma il paggetto maligno insistè:</p> + +<p>—Per sempre?...</p> + +<p>Il cocchiere alzò le spalle con un'aria da filosofo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_214" id="Page_214">{214}</a></span></p> + +<p>—Caro mio, chi sa l'avvenire?... Speriamo di sì! Certo è che, in +grazia di quella diavolessa, la nostra povera signora è stata a un +brutto rischio.</p> + +<p>—Io dico che se le capita un'altra volta....—prese a sentenziare il +maggiordomo.</p> + +<p>—Muore, eh, muore davvero?—interrogo premurosamente il paggetto.</p> + +<p>—Al diavolo i monelli—rispose stizzosamente il maggiordomo;—che +c'entri tu, bardassa, a far cotesti discorsi?</p> + +<p>E per fargli vedere che non c'entrava proprio, accennò ad allungargli +una pedata.</p> + +<p>Ma non l'allungò, e si mise a ridere.</p> + +<p>Drollino uscì dalla cucina senza che nessuno se ne accorgesse, e si +recò in scuderia.</p> + +<p>In quell'ambiente vasto, l'atmosfera aveva un tepore dolce, e l'occhio +si riposava in una semioscurità, rotta ad intervalli dal chiarore di +certe lampadine appese alle arcate della volta. In fondo, presso alta +porta d'uscita, un piccolo lume ad <span class="pagenum noind"><a name="Page_215" id="Page_215">{215}</a></span>olio ardeva vacillando davanti ad +un quadretto di Sant'Antonio e socio. In un <i>box</i> aperto e +disoccupato, il sorvegliante di servizio, coricato su di una branda ed +avvolto nel suo bigio mantellone, russava saporitamente.</p> + +<p>In scuderia non c'erano in quei giorni più di una quindicina di +cavalli. Stavano quieti. I più dormivano, alcuni si movevano ogni +tanto, con un lieve scalpitìo, accusando le proprie mosse col rumore +delle palle di legno appese alle <i>cavezze</i>.... che si urtavano contro +le pareti esterne delle mangiatoie.</p> + +<p>Mia era ultima nel compartimento di destra, e dormiva stesa di fianco +sulla paglia; ma quando Drollino, avvicinandosi, la chiamò +sommessamente per nome, la povera bestia, destandosi, si rizzò +impetuosamente, con quel moto così rapido proprio del cavallo fino che +non si vuol lasciar sorprendere in una posa d'inazione. Voltò la +testina intelligente, e fissò il padrone coi grandi occhi espressivi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_216" id="Page_216">{216}</a></span></p> + +<p>—Mia!—disse Drollino col tono monotono di chi parla in sogno, e +accarezzando la lucida groppa della cavalla.—Mia!... è partita!...</p> + +<p>Il riverbero del lumicino di Sant'Antonio accendeva un punto luminoso +nella pupilla attenta di Mia.</p> + +<p>—Mia!—continuò Drollino collo stesso accento—se lei fosse morta.... +io l'avrei ammazzato.... sai?...</p> + +<p>Uno dei cavalli vicini diè un forte strappo alla corda, e la palla +picchiò rumorosamente contro la barriera.</p> + +<p>—Ohe!—borbottò il mozzo, fra il sonno e la veglia.</p> + +<p>Una gran quiete regnò in scuderia.<span class="pagenum noind"><a name="Page_217" id="Page_217">{217}</a></span></p> + + + +<hr style="width: 45%;" /> +<h2><a name="VIII" id="VIII"></a>VIII.</h2> + + +<p>Maggio e i suoi fiori, maggio e il suo cielo sereno, le sue nuvole +passeggere e i suoi tepori precoci! Maggio che sorride alla villa +d'Astianello, e Milla che sorride alle rose di maggio e d'Astianello.</p> + +<p>In giardino ce n'è un'infinità, di tutte le qualità, di tutti i +colori; ce n'è persino una tutta verde, che non è punto bella, e il +cui arbusto costa un occhio del capo.</p> + +<p>È una rarità, s'intende. Quella onesta varietà della specie avrebbe il +buon senso di non voler nascere a casa nostra, ben sapendo quanto +sfiguri in mezzo alle sue splendide sorelline. Ma noi, anzichè saperle +grado del suo accorgimento estetico e della sua ritrosia, ne la +castighiamo <span class="pagenum noind"><a name="Page_218" id="Page_218">{218}</a></span>sforzandola invece a crescere stentatamente e a fiorire +di mala voglia nei nostri giardini.</p> + +<p>Milla è stata china, a guardar la macchia, per un po' di tempo. +Finalmente si rizza, e, voltandosi, chiama:</p> + +<p>—Giuliano!</p> + +<p>Ogni traccia di malattia è scomparsa dal suo visino il quale è ormai +più tondeggiante e suffuso d'un lieve incarnato. La personcina è +sempre snella e minuta, ma le angolosità d'un tempo si vedono più. +Milla veste un'elegantissima <i>matinèe</i> di mussola bianca ricamata, +adorna d'un profluvio di fiocchi azzurri e fiorellini rosa.... Sta +veramente benino quella gentile creatura; il vento fresco del mattino +le ha alquanto scomposta la capigliatura, ed i capelli biondi piovono +alla rinfusa sulla fronte, adombrando quei cari occhi castani, pieni +di luce, di gioia e d'amore.</p> + +<p>—Giuliano!—ripetè a voce più alta, voltandosi verso la finestra d'un +salottino a terreno.</p> + +<p>Giuliano, obbedendo a quel gaio appello, comparve <span class="pagenum noind"><a name="Page_219" id="Page_219">{219}</a></span>finalmente nel vano +interno della finestra. Il suo busto emergeva nello sfondo bruno del +vuoto, e la sua faccia campeggiava bene, così bianca, e con tanto oro +di capelli e di barba. Guardandolo, però, pareva un poco invecchiato, +e, sotto ai suoi begli occhi azzurri, alcune rughette, appena +percettibili, s'eran dato convegno. Aveva anch'egli un'espressione +ilare e soddisfatta, ed il profumo del suo biondo sigaro d'Avana +giungeva sino alla macchia delle rose, mischiandosi in istrana guisa +coi loro forti e vari olezzi.</p> + +<p>Milla lasciò la macchia e s'accostò al davanzale. Colla destra teneva +sola la famosa rosa verde, colla sinistra serrava un mazzo di stupende +rose <i>Gloire de Dijon</i>.</p> + +<p>—Sai, Giuliano, non mi piace!</p> + +<p>—Cosa?</p> + +<p>—Questa rosa.</p> + +<p>—E perchè non ti piace?</p> + +<p>—Perchè non è una rosa schietta come le altre; ha voluto far +l'originale, e ciò non va bene.<span class="pagenum noind"><a name="Page_220" id="Page_220">{220}</a></span></p> + +<p>—No?...</p> + +<p>—No! bisogna aver buon senso, e fare ciò che fanno gli altri. E di +ciò son tanto persuasa, che non voglio predicar bene e razzolar male. +Non voglio essere come la rosa verde. Dunque, a giugno, andremo ai +bagni!</p> + +<p>—Ma, mia cara, che bisogno c'è di andare ai bagni, se non ne hai +voglia? Potremmo benissimo rimanere qui.</p> + +<p>—Sì, che ne ho voglia! E poi è giusto; so che, a lungo andare, la +campagna ti annoia. Andremo ai bagni.... dove vorrai tu, ben inteso, e +poi.... torneremo qui! Ah, qui si sta così bene, non è vero?</p> + +<p>—Certo!—disse allegramente Giuliano; ma un'ombra fuggitiva gli passò +sulla fronte.</p> + +<p>—Dunque—ricominciò Milla—dove andiamo? a San Moritz?</p> + +<p>—Eh! vada per San Moritz.</p> + +<p>—O a Recoaro, Lucca, Sorrento, Villa d'Este? Basta, decideremo poi. +Già, abbiamo tutto il mese <span class="pagenum noind"><a name="Page_221" id="Page_221">{221}</a></span>per pensarvi. E quest'inverno, per un mese +o due, torneremo a Napoli?</p> + +<p>—Certo, dove vuoi! Ammenochè gli affari....</p> + +<p>—Oh! gli affari!—disse Milla con un'adorabile smorfietta.—Sai che +sei insoffribile con questi affari! Dacchè ti sei messo in capo di +rivendicare quei possessi nel Genovesato, ti sei cacciato a capo +fitto, nei litigi, nei processi, nei consulti d'avvocati, tanto che mi +diventi tu pure un vero leguleio.</p> + +<p>Rideva, così dicendo, e cercava invano d'assumere un'aria +indispettita; ma in cuor suo era tutt'altro che avversa alle +occupazioni di Giuliano. Le avevan detto, e s'era persuasa, che una +occupazione indefessa, accaparrante poteva benissimo riescire una +salvaguardia.</p> + +<p>—Orsù—continuò con una soave ipocrisia di pazienza—speriamo che si +<i>possa</i> andare a Napoli. Ti ricordi di Napoli?</p> + +<p>—Sì—diss'egli lietamente, rimovendo la cenere dall'estremità dello +sigaro.<span class="pagenum noind"><a name="Page_222" id="Page_222">{222}</a></span></p> + +<p>—Oppure, andremo a Nizza. E di Nizza ti rammenti?</p> + +<p>—Sì—disse ancora Giuliano, ma non lo disse lietamente.</p> + +<p>—Oh! io mi ricordo, sai! La passeggiata degli Inglesi, il Circolo +della <i>Méditerranée</i>, et la <i>place Massena</i>, e il <i>Restaurant +français</i>, dove abbiam fatta quella famosa colazione. E il <i>Vallon +obscur</i>? E Cannes? E Montecarlo? A proposito, bada che, se andiamo a +Nizza, stavolta voglio proprio venire anch'io a Montecarlo.</p> + +<p>Egli aggrottò le ciglia e parve scontento.</p> + +<p>—Oh, bella!—continuò Milla, sempre più infervorata nei suoi +progetti.—Ci vanno tutti, ci voglio andare anch'io. E voglio vedere a +giocare; chissà che non m'arrischi io pure; sapessi quanto mi +rincrebbe di non poter venir con te il giorno in cui ci andasti! Ti +ricordi di quel giorno? Non mi sentivo bene, e rimasi a casa. Non +volevo far parere, ma mi struggevo di venir anch'io a Monaco!<span class="pagenum noind"><a name="Page_223" id="Page_223">{223}</a></span></p> + +<p>Giuliano fece una strana smorfia, e balbettò fra i denti qualche +parola.</p> + +<p>—Ma stavolta—continuò Milla—questo capriccio me lo voglio levare. +Sissignore, giocherò anch'io, e vedremo se la perdita di qualche +migliaio di lire farà venire, a me pure, la faccia da scomunicato che +avevi tu, la sera, quando tornasti.</p> + +<p>Le venne voglia di ridere, e rise infatti, celando il visino nella +profumata bianchezza delle rose.</p> + +<p>Egli s'era voltato bruscamente; per buttar via lo sigaro.</p> + +<p>Una brezza freschina passava di lì, suscitando nell'erba un tremolìo +di amoerro, e facendo dimenar le cime alle rose, come se fossero tante +testine di piccole fate dubbiose. Milla alzò di nuovo il viso, +aspirando con gioia la frescura di quell'arietta.</p> + +<p>Girò attorno lo sguardo, vide quella bella villa signorile, così +idilica, colla sua verde cintura di <span class="pagenum noind"><a name="Page_224" id="Page_224">{224}</a></span>arrampicanti. Vide il giardino +ridente e il piano maestoso e i colli vicini, e tutto ciò le parve +bellissimo. Allora pensò che Giuliano, il suo fedele Giuliano, era +pure molto bello. E la vita dunque non era forse bellissima +anch'essa?... Chiuse gli occhi, e, paga, col cuore riboccante di +gratitudine e di dolcezza gioconda, mormorò sommessamente:</p> + +<p>—Oh Giuliano! come sono felice!</p> + +<p>Rimase per un istante come raccolta nel pensiero della sua felicità, +mentre Giuliano, pallido, tormentava fra le dita paffute, i ciondoli +del suo orologio.</p> + +<p>Milla schiuse gli occhi e diede un sospiro.</p> + +<p>—Che peccato che tu debba sempre andar laggiù, a Genova a conferire +con quell'avvocato! Non potrebbe venir qui lui ogni tanto?...</p> + +<p>—Impossibile!—rispose recisamente Giuliano, mordendosi le +labbra.—Ma sarò assente per pochi giorni, te lo prometto.</p> + +<p>—E penserai a me?—chiese timidamente<span class="pagenum noind"><a name="Page_225" id="Page_225">{225}</a></span> Milla, ridendo, e colla vaga +intuizione di dire una gran sciocchezza.</p> + +<p>—E tu, penserai a me?—rispose Giuliano, colla coscienza di dir +cinque parole orribilmente vane e stonate.</p> + +<p>—Uhm!—rispose Milla—secondo.... se avrò tempo. Perchè,—soggiunse +con un fare soavemente biricchino—se tu hai delle occupazioni.... può +darsi che ne abbia anch'io.... e che siano importanti come le tue.</p> + +<p>Egli la guardò, con un'espressione indefinibile.</p> + +<p>—Come?...—mormorò—che intendi dire?...</p> + +<p>—Sei curioso, eh? Ci ho gusto. Oh bella! perchè non avrei anch'io i +miei affari.... come li hai tu?...</p> + +<p>—Perchè....—ripetè Giuliano—perchè?...</p> + +<p>—Via, via, non far quegli occhiacci. Sai pure che di affari, +propriamente detti, non posso sentir a parlare per cinque minuti +consecutivi, senza addormentarmi. Ho piena coscienza che, se me <span class="pagenum noind"><a name="Page_226" id="Page_226">{226}</a></span>ne +immischiassi, non sarei nulla più d'una guastamestieri; e poi non sei +forse tu che te ne occupi, che pensi e provvedi a tutto onde +risparmiarmi ogni briga?</p> + +<p>Un profondo ed amaro turbamento si dipinse per un secondo sul volto di +Giuliano.</p> + +<p>—Cara Milla!...—sussurrò quasi involontariamente, con voce +soffocata.</p> + +<p>—Zitto là, Giuliano, e torniamo a bomba. Dicevo dunque che le mie +occupazioni, le ho anch'io. Ammetto che non somiglino alle tue, ma ciò +non scema la loro importanza, e un giorno o l'altro.... forse.... ne +vedrai il risultato.</p> + +<p>—Oh! oh!—disse Giuliano, ch'era tornato a rasserenarsi,—e non si +può saper niente ora?</p> + +<p>—Niente affatto. È una sorpresa; resterai con tanto di naso.</p> + +<p>E rideva, allegra come una bambina, assaporando anticipatamente la +sorpresa e la soddisfazione di suo marito.</p> + +<p>Questi le afferrò una mano, abbandonata sul davanzale.<span class="pagenum noind"><a name="Page_227" id="Page_227">{227}</a></span></p> + +<p>—Milla!—chiese con accento rotto ed angoscioso—Milla! sei felice, +nevvero?</p> + +<p>Milla tralasciò di ridere. Sporgendosi colla persona oltre il +davanzale, chinò il capo sulla spalla di lui. Egli sentiva il battere +concitato di quel vero cuor di donna e il calore di quella fronte, ove +piovevano scomposti i ricciolini d'oro.</p> + +<p>Drelin, drelin, drelin.... la campanella della colazione!</p> + +<p>Si divisero ridendo, movendosi entrambi, l'una al di qua, l'altro al +di là della finestra, e riuscirono ad incontrarsi sotto il portico.</p> + +<p>—A proposito,—disse Milla a suo marito,—ricordati stavolta, di +portarmi il <i>pan douce</i> e i canditi. E quando avrai finiti i tuoi +affari, andremo ai bagni.—Non voglio essere la rosa verde,—soggiunse +ridendo e appuntandosi sul petto una delle rose bianche.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>Giuliano partì il giorno susseguente. Milla tenne dietro, sino oltre +il cancello del viale all'elegante<span class="pagenum noind"><a name="Page_228" id="Page_228">{228}</a></span> <i>phaèton</i> che, guidato dal Duca +stesso, s'avviava verso la stazione. Poi tornò indietro, asciugandosi +gli occhi un po' rossi. Si fermò a terreno e mandò a chiamar Drollino.</p> + +<p>—Senti, Drollino,—gli disse appena se lo vide davanti, serio e muto +come al solito,—di devi fare un piacere. Sceglimi in scuderia una +bestia buona, sicura, proprio quieta.</p> + +<p>—Ci sarebbe Calif,—rispose Drollino, dopo aver pensato alquanto.</p> + +<p>Calif, ai suoi giorni, era stato un fiero corridore, ma ora era +vecchietto assai e aveva smesso ogni baldanza.</p> + +<p>—Bravo! Calif; per l'appunto. Sai cosa voglio fare?... Voglio montare +a cavallo.</p> + +<p>—Lei!—disse Drollino attonito.</p> + +<p>Era noto a tutti, nella tenuta, che quell'angiolo della Duchessa aveva +sempre avuto una paura terribile dei cavalli.</p> + +<p>—Sicuro....—continuò Milla.—Il Duca avrebbe tanto caro che +imparassi. E ora, capisci, <span class="pagenum noind"><a name="Page_229" id="Page_229">{229}</a></span>approfittando delle sue assenze, voglio +fargli questa sorpresa.</p> + +<p>Drollino represse una specie d'amaro sorriso, e stette immobile, +ascoltando.</p> + +<p>—A Nizza avevamo provato, in maneggio; ma sai, non vi riuscivo bene. +Ho paura di non esser molto coraggiosa.... Oppure non sapevano +insegnarmi. Ma ora, m'insegnerai tu, nevvero?</p> + +<p>—Io?—disse impetuosamente, quasi spaventato, Drollino.</p> + +<p>—Tu, sì....—rispose Milla ridendo—cominciando da oggi. Ho la sella +e tutto l'occorrente. Va a far sellare Calif, e aspettami in maneggio. +Io mi vestirò frattanto, e fra mezz'ora scenderò.</p> + +<p>E così accadde che Drollino divenne <i>ipso facto</i> maestro di +equitazione della Duchessa.</p> + +<p>Sulle prime, la cosa durò fatica ad avviarsi. Milla era terribilmente +impacciata nella sua lunghissima gonnella di amazzone, e non sapeva +raccapezzarsi in nulla. Era molto bellina però, e nell'ampiezza del +maneggio la sua figurina delicata, <span class="pagenum noind"><a name="Page_230" id="Page_230">{230}</a></span>acquistava una nuova leggiadria. +Il collo pareva veramente finissimo, quasi esile, così stretto nel +collettino ritto, fortemente insaldato, o compito alla chiusura da un +nodo di cravatta color verde cupo. Il visino tanto giovane e fresco, +coi capelli, strettamente raccolti sulla nuca, e adombrato dalla breve +falda d'un <i>pioppino</i> inglese, pareva quello d'un giovanotto di primo +pelo. Drollino durava fatica talvolta a non distrarsi, guardandola in +quell'aspetto nuovo, che tanto armonizzava colle aspirazioni della sua +irresistibile vocazione. E per due ore al giorno, sinchè fu assento il +Duca, egli si trovò colla Duchessa, così vestita e affidata +completamente a lui. Toccò a lui a metterla in sella, a insegnarle il +maneggio delle redini, le chiamate, le attitudini. Milla trovava la +cosa ancor più seria di quanto s'era immaginata; non andava avanti che +a furia di buona volontà, facendo sforzi eroici per vincere la paura. +Ma questa ogni tanto ritornava, invincibile, e Milla, nei suoi +sgomenti irragionevoli, temendo sempre di cadere, smarrita, +<span class="pagenum noind"><a name="Page_231" id="Page_231">{231}</a></span>soffocando la voglia di gridare, afferrava con mano convulsa il +braccio di Drollino. Questi sentiva alla sua volta uno strano +rimescolìo, un intimo turbamento lo sconvolgeva tutto. Ma senza +fermarsi a chiedere cosa fosse, lo dominava, e, calmo egli stesso, +rassicurava la Duchessa, ripetendole, col suo accento vibrato, di non +temere, di fidarsi di lui. Le faceva animo; con un sorriso che aveva +qualcosa d'imperioso e di supplichevole ad un tempo, con qualche +raro:—Brava!—Milla si fidava, e ciò le giovava immensamente. +Persisteva nella sua impresa, sostenuta dal pensiero che tutte queste +difficoltà le incontrava per Giuliano, per procurargli il piacere di +una sorpresa. E nei momenti critici, quando le pareva proprio di non +poter più reggersi in sella, guardava intensamente Drollino, +attingendo il sangue freddo nella calma scintillante di quello +sguardo, certa che, in ogni caso, la mano di lui l'avrebbe sorretta. +Ah, sì, Drollino era proprio un buon maestro!</p> + +<p>Siccome il tempo era limitato, le lezioni si ripetevano <span class="pagenum noind"><a name="Page_232" id="Page_232">{232}</a></span>ogni giorno, +benchè, a dir vero, quell'esercizio violento, al quale non era +abituata, stancasse non poco la Duchessa. Quando scendeva di sella, a +mala pena si reggeva in piedi, e bene spesso, per uscir dal maneggio, +doveva appoggiarsi al braccio di Drollino. Oh, com'era stanca.... +tanto, che s'abbandonava quasi, così spossata com'era, sul saldo +braccio del giovane maestro.</p> + +<p>Il ritorno del Duca pose fine al primo periodo delle lezioni.</p> + +<p>Egli era pallido, sbattuto; ma ne accagionò presso Milla la stanchezza +della nottata, trascorsa in ferrovia. Era un po' nervoso, un po' +inquieto; gli affari si complicavano, ma egli voleva spuntarla ad ogni +costo, e però gli toccherebbe d'assentarsi ancora, forse, più volte. +Portò, oltre ai <i>pandouce</i> ed ai canditi, una splendida collana di +corallo e una ventina di gingilli in filagrana. Milla ne fu così lieta +che si mise a piangere di contentezza, e non rifiniva di ringraziare +suo marito.<span class="pagenum noind"><a name="Page_233" id="Page_233">{233}</a></span> Ma Giuliano non pareva gustare moltissimo quella sfuriata +di ringraziamenti, e forse per interromperli chiese d'un tratto:</p> + +<p>—E la sorpresa?</p> + +<p>—Non ancora—rispose Milla ridendo—sarà per quest'altra volta.</p> + +<p>Ma non fu nemmeno per «quest'altra volta,» benchè, appena ripartito +Giuliano, la Duchessa ricominciasse di gran lena le lezioni con +Drollino. Quando il Duca tornò, non s'era per anco usciti dal +maneggio. Stavolta le portò in regalo un anello in brillanti, ma non +chiese della sorpresa. E, in capo a quindici giorni, ricevette delle +lettere d'affari che l'obbligarono a ripartire.</p> + +<p>Milla, che sulle prime, e per la ragione che sappiamo, aveva fatto +buon viso alle nuove occupazioni di Giuliano, cominciava a trovarle +ora un tantino indiscrete. Ora per l'appunto, quando egli era +diventato così dolce, così compiacente, così premuroso per lei, glielo +portavano sempre via.... sempre.... quei benedetti affari!<span class="pagenum noind"><a name="Page_234" id="Page_234">{234}</a></span></p> + +<p>Milla era veramente felice, dimenticava il passato come si dimentica +un brutto sogno. Giuliano s'era completamente ravveduto da quella +sciagurata sorpresa dello scorso autunno. In fin dei conti, un po' di +colpa ce l'aveva avuta anche lei, colla sua imprudenza. No, ora capiva +bene com'è l'esistenza. Bisogna esser prudente, fuggire le occasioni, +non mettere la paglia accanto al fuoco! Ora non c'era più pericolo di +sorta, ed ella ormai era sicura di nuovo, meglio anzi di prima, del +cuore di Giuliano!</p> + +<p>Il giorno dopo la terza partenza di suo marito, Milla, nello scendere +in maneggio, ebbe una sorpresa. Invece di Calif, trovò ad aspettarla +Mia, già insellata e tenuta a mano da Drollino.</p> + +<p>Esitò un momento, guardando il giovane.</p> + +<p>Egli arrossì, ma disse dolcemente:</p> + +<p>—Salga, signora Duchessa.</p> + +<p>E quando l'ebbe bene adagiata sulla sella, soggiunse a bassa voce:</p> + +<p>—Ho pensato che adesso, coi progressi che <span class="pagenum noind"><a name="Page_235" id="Page_235">{235}</a></span>abbiamo fatto, sarebbe +bene di provare un cavallo nuovo.</p> + +<p>—Ma non ti rincresce?—chiese Milla ridendo.</p> + +<p>—No—rispose Drollino—e lei ci avrà più piacere a cavalcare Mia.</p> + +<p>Infatti, era tutt'altra cosa! Mia aveva il boccato straordinariamente +fino, le mosse pronte e leggere. Milla a poco a poco smetteva la +paura, e prendeva a gustare l'indicibile soddisfazione del cavalcare. +Cominciava a tenersi bene in sella, ad acquistare destrezza e +disinvoltura; e Drollino provava un grande orgoglio quando vedeva la +leggiadra amazzone, franca ormai e sicura, sul dorso di Mia. Gli +parevano tutt'e due, nella bellezza aristocratica delle rispettive +loro razze, creature privilegiate, incomparabilmente pregevoli. +Entrambe in quel momento gli erano soggette, entrambe egli guidava +colla voce, col gesto, collo sguardo; sentiva per entrambe come una +bizzarra analogia di ammirazione appassionata; <span class="pagenum noind"><a name="Page_236" id="Page_236">{236}</a></span>per Milla come per +Mia, sarebbe stato capace di tutti i sacrifizi. L'ora della lezione +era diventata per lui la più bella ora del giorno; l'aspettava +ansiosamente, ma pure non senza un certo vago, nuovo timore, che a +lui, così impavido, riesciva inesplicabile. Se a Milla, per esempio, +succedesse qualcosa?... se cadesse?... se si facesse male?...</p> + +<p>Gli accadeva, certe volte, di dover frenare un tremito quasi doloroso, +quando serrava sullo stivaletto inglese della Duchessa la fibbia della +staffa, o quando, dandole la briglia, le sua dita s'impigliavano fra +quelle della signora. Certe volte, gli venivano delle strane idee; +nella sua mente si combinavano certe insensate ipotesi. Se, per +esempio, i loro cavalli, prendendo subitamente il morso fra i denti, +fuggissero di conserva, e così a rompicollo li portassero lontano +lontano.... in un sito d'onde non si potesse far ritorno...; se Mia +s'impennasse, ed egli potesse salvare la Duchessa.... magari anche, +morendo per lei!...<span class="pagenum noind"><a name="Page_237" id="Page_237">{237}</a></span> Ma tutta queste vacue immaginazioni frullavano +solo per un momento, e di rado, in quella testa di 22 anni, o meglio +la sfioravano appena, e subito svanivano, di fronte alla logica +semplicissima della realtà.</p> + +<p>Il bello fu quando si cominciò ad uscire dal maneggio!</p> + +<p>La lezione allora aveva luogo per lo spazio infinito dei pascoli. +Drollino, nella sua qualità di maestro, cavalcava a pari della +Duchessa; e questa, che non era mai stata altiera co' suoi dipendenti, +non sdegnava di rivolgergli la parola, parlandogli alla buona, e +facendolo parlare, come quando erano bambini. Drollino era fiero di +poter condurre la signora per l'ampio verde dei pascoli che le +appartenevano; faceva sfilare le mandre davanti a lei, le spiegava le +consuetudini dell'allevamento, le insegnava a discernere le qualità +che costituivano il pregio dei prodotti. Le impartiva alcune fra le +immense cognizioni ch'egli possedeva sull'allevamento, e sapeva +porgerle in un <span class="pagenum noind"><a name="Page_238" id="Page_238">{238}</a></span>modo che non era nè pedante, nè grossolano. Si +infervorava, parlandole di quelle cose che per lui erano intimamente +collegate alla forza, all'ardore della sua vocazione; i suoi accenti +assumevano una specie di schietta e virile energia, in cui vibrava +come un'eco lontana di passione invincibile.... La scena era bella, +infinita, davanti a loro. Milla respirava a pieni polmoni l'aria calma +e libera della pianura, e si compiaceva d'interrogare Drollino su +quanto le cadeva sott'occhio.... Altre volte invece la Duchessa non si +sentiva disposta a parlare, ed essi percorrevano in silenzio lunghi +tratti di via, al galoppo, mentre lo scalpitìo dei loro cavalli +risuonava così unito, così uguale sul terreno da parere il ritmo +affrettato d'un ritornello senza fine.</p> + +<p>Milla aveva preso a voler bene a Mia; le portava dello zuccaro e +l'accarezzava di frequente. E a Drollino succedeva qualche volta, dopo +aver ricondotta la cavalla in scuderia, di rimanere per lungo tempo +immobile, collo sguardo fisso, colla <span class="pagenum noind"><a name="Page_239" id="Page_239">{239}</a></span>mano posata sulla lucente +criniera di Mia, precisamente al posto dov'era scesa per un istante la +carezza lieve della Duchessa.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>Quando il Duca era in villa, le cose mutavano affatto, e Drollino +evitava con ogni sua possa di trovarsi coi padroni. Stava molto in +scuderia, e lo si trovava ordinariamente vicino al <i>box</i> di Mia.</p> + +<p>In casa era tornato il tempo lieto. Quello delle scene era passato: il +padrone s'era radicalmente corretto..., la malattia della Duchessa +aveva fatto miracoli. Egli non pensava neppur per idea a lagnarsi +della solitudine, non pareva sentir bisogno alcuno di svago, era +affettuosissimo per Milla, e le portava ogni volta bellissimi regali. +Tutti dicevano ch'era una vera consolazione, e che ormai la signora +Duchessa era proprio felice. E per persuadersene non bastava forse +vedere il Viso illuminato, raggiante di Milla? Essa metteva in opera +certe raffinatezze, certe civetterie a cui per <span class="pagenum noind"><a name="Page_240" id="Page_240">{240}</a></span>l'addietro non avrebbe +certo pensato. Ogni tanto giungevano da Parigi delle <i>toilettes</i> +elegantissime, che la giovane signora sfoggiava ad ogni ritorno di +Giuliano. Era sempre in moto per casa, nel giardino s'udiva di +frequente la sua esile, ma graziosa vocetta tentare qualche strofa di +gentili romanze.</p> + +<p>Era più che mai soave ed affabile, profondeva ai poveri vistose +elemosine, avrebbe voluto poter sollevare tutte le miserie che la +cadevano sott'occhio. Colmava costantemente di fiori gl'innumeri +vasetti del suo salotto, e si cullava per ore ed ore nell'<i>hamac</i>, +sognando, mezza desta, colle labbra semiaperte, in una dolcezza quasi +estatica di sorriso.</p> + +<p>Ma un giorno chiese impazientemente a Drollino:</p> + +<p>—Ora posso andare sola col Duca?</p> + +<p>Drollino rimase un momento in silenzio, come se non avesse afferrato +bene il senso di quella domanda, ch'era pur tanto semplice:</p> + +<p>—Dico—insistè la Duchessa—se posso <span class="pagenum noind"><a name="Page_241" id="Page_241">{241}</a></span>andare per conto mio.... senza +maestro, insomma?</p> + +<p>Egli esitò un poco poi, con voce fioca, disse:</p> + +<p>—Non ancora.</p> + +<p>Milla, scontenta, tormentava la punta del suo frustino.</p> + +<p>—Ha ancora bisogno d'impratichirsi un poco....—soggiunse Drollino +dolcemente.—Ma presto potrà andar sola....</p> + +<p>Essa fece un gesto annoiato.—Sola! non ho nessuna idea di andar +sola.... Va pure—disse poi distrattamente a Drollino.</p> + +<p>Drollino s'inchinò e tornò in scuderia. Camminava a passo lento, a +capo chino.... come un uomo che ha ricevuto sul collo un colpo di +bastone.</p> + +<p>Certo.... la cosa era semplicissima; tanto semplice ch'egli chiedeva a +sè stesso come mai non l'avesse avuta sempre davanti agli occhi. +Sicuro! quella era la conseguenza immediata del suo zelo nell'insegnar +l'equitazione alla Duchessa.... metterla <span class="pagenum noind"><a name="Page_242" id="Page_242">{242}</a></span>in grado d'accompagnare.... +anche a cavallo, suo marito.</p> + +<p>Ancora qualche giorno, e le lezioni sarebbero finite.... ed egli +diventava inutile a Milla.</p> + +<p>Ebbene.... tanto meglio!... Egli era stanco di quella vita, ne sentiva +talvolta come una specie d'uggia dolorosa, provava da qualche tempo in +qua un'irritazione latente, ma incessante. Sentiva, così ad +intervalli, un desiderio febbrile d'allontanarsi di lì, di mutar +vita.... d'imbattersi in qualche distrazione nuova, potente, che lo +togliesse alla vita stupida, inerte che avrebbe condotto ad Astianello +quando fossero finite le lezioni dell'arte ch'egli idolatrava!...</p> + +<p>L'antica tentazione riprese il suo impero sul cuore di quel giovane +impetuoso. Egli si sentiva spostato ad Astianello, sapeva che i suoi +compagni non l'avevano caro. In quanto ai padroni.... Del Duca, in +fondo, non si poteva lagnare. Perchè, dunque, continuava ad +odiarlo?... perchè, quando lo vedeva giungere bello, placido, colla +barba <span class="pagenum noind"><a name="Page_243" id="Page_243">{243}</a></span>d'oro così ben pettinata, si sentiva fremere e ribollire il +sangue? Oh, no! non s'era mai potuto avvezzare a vederlo, a saperlo +padrone, quell'intruso, quel gaudente, che tutto doveva all'amore +d'una donna, e che, per rimeritarla, l'aveva un tempo resa infelice, +l'aveva quasi condotta sull'orlo della tomba!... Drollino taceva, +mordendosi le labbra, quando sentiva dai suoi compagni, o dai +contadini, vantare l'attuale condotta di Giuliano; e quando lo vedeva +accanto alla Duchessa, gli venivano degl'impeti violentissimi +d'avversione. La diffidenza continuava, acre, spietata, nutrendosi del +proprio elemento. Ora che non aveva più una ragione positiva di odiare +quell'uomo, Drollino capiva d'odiarlo maggiormente. C'era dei momenti +in cui gli veniva come un insano rammarico che Giuliano avesse +lasciata la Russa. Pure egli avrebbe data la vita perchè Milla fosse +felice.... Cos'era dunque questa contraddizione strana.... questa +sensazione? Rimaneva come sbigottito da questa lotta interna, ch'egli +non sapeva <span class="pagenum noind"><a name="Page_244" id="Page_244">{244}</a></span>spiegare a sè stesso, e che lo tormentava. E un bel +giorno, così all'improvviso, Drollino prese una decisione.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>—Impossibile!—sclamò la Duchessa, quando l'agente venne ad +informarla che il capo di scuderia s'era congedato per la fine del +mese.</p> + +<p>—Impossibile!—ripetè, con vero dispiacere,—Ma perchè vuol andar via +Drollino? cos'è accaduto?... che ragioni dà?</p> + +<p>—Ragioni, a dir vero, non ne dà nessune, signora Duchessa. È venuto +nello studio stamane e ha detto che se n'andava, ecco tutto!</p> + +<p>Milla non poteva capacitarsi.</p> + +<p>—Provi a mandarlo da me, chissà che io non venga a capo di scoprir +qualcosa. Dev'essere un malinteso. E lei, signor Damelli, non ha +proprio nessun sentore dei motivi, delle intenzioni di quel giovane?</p> + +<p>—Nessuno, signora Duchessa.—A meno che... non so.... m'hanno detto +ch'egli avrebbe l'idea di farsi soldato.<span class="pagenum noind"><a name="Page_245" id="Page_245">{245}</a></span></p> + +<p>—Soldato?... ripetè Milla. Soldato?</p> + +<p>Il signor Damelli si congedò e di lì a cinque minuti capitò Drollino.</p> + +<p>La Duchessa si trovava in quel tal salotto chinese dove tanti anni +addietro, aveva saputo ottenere per Drollino, il dono di Mia e dove +aveva dato a questo, per forza, quel memorabile bacio.</p> + +<p>Milla avrebbe voluto ora far della diplomazia con Drollino. Ma la +diplomazia non era mai stato il forte di quella cara donnina. Si +limitò dunque a chiedere impetuosamente al giovane, il quale stava +muto, grave dinanzi a lei:</p> + +<p>—Oh Drollino! è vero che vuoi andar via?</p> + +<p>—È vero, signora Duchessa.</p> + +<p>—Ma perchè.... che idea!... ma ti pare?... Ti hanno fatto qualche +torto, qualche soverchieria?</p> + +<p>—No.... signora Duchessa.</p> + +<p>—Di' la verità.... Hai qualche motivo?</p> + +<p>—Nessun motivo, signora Duchessa. È così.... una mia idea.</p> + +<p>—Vuoi che ti faccia aumentare il salario?<span class="pagenum noind"><a name="Page_246" id="Page_246">{246}</a></span> vuoi tornare alla tenuta? +Se desideri qualcosa, dillo francamente. Lo sai che sono sempre +contenta di te e che t'ho sempre voluto bene.</p> + +<p>—Lo so, rispose Drollino con voce tremante. E una specie di sorriso, +stranamente triste passò sul volto dei giovane.</p> + +<p>—E anche mio marito,—proseguì Milla, anche lui, adesso, ti vuol +bene.</p> + +<p>Il sorriso scomparve in un baleno dal volto di Drollino e gli +succedette una lieve contrazione nervosa.</p> + +<p>—Sicuro,—continuò Milla, con soave insistenza, avevamo anche fissato +di mandarti a Londra, perchè accompagnassi qui i cavalli nuovi, pel +tiro a quattro.</p> + +<p>Ma la Duchessa dovette accorgersi, studiando la fisonomia inflessibile +di Drollino, che neppure quella splendida suggestione, valeva a farlo +recedere dal suo proposito.</p> + +<p>Non insistette. Quell'ostinazione invincibile la offendeva.<span class="pagenum noind"><a name="Page_247" id="Page_247">{247}</a></span></p> + +<p>—Allora,—disse con subita alterigia, quand'è così, va pure.</p> + +<p>Ma un momento dopo, sentì una lagrima spuntarle sul ciglio. Ella +voleva bene ai suoi; a quelli di casa sua. E ne rimanevano pochi ormai +ad Astianello. I nuovi servitori, scelti dal Duca, avevano a poco a +poco, accaparrati i posti migliori.</p> + +<p>E ora.... anche Drollino. Era un altro lembo del passato che +scompariva.</p> + +<p>Egli vide quella lagrima e rimase inchiodato al suo posto pallido, +atterrito.</p> + +<p>—Signora Duchessa,—disse con voce tremante; creda.... anch'io.... mi +perdoni....</p> + +<p>—Oh Drollino! sclamò Milla, smettendo subito il fare risentito, +perchè mi dai questo dispiacere?</p> + +<p>Egli fece un passo avanti.</p> + +<p>—Oh no.... non dica così.... signora Duchessa.... creda.... anzi.... +che io....</p> + +<p>—Ti assicuro—proseguì Milla, che faresti tanto dispiacere anche al +Duca.<span class="pagenum noind"><a name="Page_248" id="Page_248">{248}</a></span></p> + +<p>Drollino diè un passo indietro, volle parlare, ma non gli venne +fatto....</p> + +<p>—È impossibile! disse finalmente—<i>bisogna</i> che vada.</p> + +<p>Ma il suo viso aveva un'espressione così turbata, che Milla non seppe +più adirarsi.</p> + +<p>—Dimmi almeno il perchè?—chiese mestamente.</p> + +<p>Il giovane scosse il capo.</p> + +<p>—Che vuole—signora Duchessa, m'è venuto un desiderio, che so io, una +smania di girare il mondo, di veder degli altri siti, delle altre +tenute. Ma mi ricorderò sempre sa, di lei.... della sua bontà per me. +E forse, di qui a un po' di anni.... chissà che non torni.... già.... +a cercare ancora.... i miei cavalli.... qui a Astianello.</p> + +<p>Drollino non sapeva più quel che dicesse. Milla, invece, cominciava a +persuadersi.</p> + +<p>—Ah! Drollino!... mi rincresce tanto. Avevo certe idee.... certi +progetti.... Pensa.... andar via ora, dopo che m'avevi insegnato a +montar a cavallo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_249" id="Page_249">{249}</a></span></p> + +<p>Il giovane si morse le labbra.</p> + +<p>—Sicuro....—rispose—così adesso si divertirà.... Adesso che può +andar sola....</p> + +<p>Un momento di silenzio regnò nella sala. Poi Drollino disse +timidamente, con uno sforzo terribile:</p> + +<p>—Signora Duchessa, vuol tenere Mia?</p> + +<p>—Mia!...—esclamò la Duchessa, maravigliata e commossa.</p> + +<p>—Sì, signora...; scuserà se mi prendo questa libertà, ma ho visto che +vanno così bene loro due.... e son persuaso che la tratterà sempre +bene, nevvero?... e così forse.... si ricorderanno qualche volta di +me....</p> + +<p>—Oh! Drollino—disse intenerita la Duchessa—vuoi proprio lasciarmi +Mia?... Ma non ti rincresce.... davvero?</p> + +<p>—No, no.... non mi rincresce.... Tanto, non saprei come fare a +condurla ora.... e poi è giusto.... perchè, si ricorda?... è stata lei +che me l'ha fatta avere....<span class="pagenum noind"><a name="Page_250" id="Page_250">{250}</a></span></p> + +<p>Gli pareva di compiere un doloroso atto di giustizia. Aveva la mente e +gli occhi pieni del ricordo della scena accaduta lì.... in quella +stessa sala, tanti anni prima. Si vedeva, bambino, debole, agitato, +sentiva ancora sulle labbra un'impressione che gli pareva quella d'un +ferro rovente, l'impressione d'un bacio di bambina.</p> + +<p>Milla, con un atto inconsulto, gli stese la mano.... Ma subito, memore +che non andava fatto, la ritrasse. Ma era indicibilmente commossa, +mormorò:</p> + +<p>—Oh Drollino, oh Drollino!...—con un accento di gratitudine che +valutava e compensava tutto il sacrificio di quel povero ragazzo.</p> + +<p>Egli tremava lievemente, e teneva il capo chino come un colpevole.</p> + +<p>In quel bizzarro colloquio successe una pausa bizzarra anch'essa.... +piena per entrambi d'indefinibili incertezze.</p> + +<p>—Senti, Drollino—disse finalmente la padrona—vedo che tu.... hai +proprio fissato di <span class="pagenum noind"><a name="Page_251" id="Page_251">{251}</a></span>andar via.... Ma non farmi il dispiacere di farlo +ora, mentre siamo qui. Tanto, fra poco, andiamo ai bagni.—Sperava che +in quel tempo si ravvedesse, chi lo sa, che rinunziasse a quel suo +assurdo progetto.</p> + +<p>Egli rimase scontento, combattuto. Avrebbe preferito andarsene subito. +Un segreto istinto gli suggeriva di rifiutare, di lasciare Astianello +al più presto. Ma gli occhi castani di Milla, ancora umidi di <i>quella</i> +lagrima, erano alzati a guardarlo, senza alterigia di sorta, pieni di +benevolenza e di dolcezza. Egli non seppe dir di no.... Fece un cenno +d'adesione, e chinò ancora il capo.</p> + +<p>—In quanto a Mia—disse Milla affettuosamente—ti ringrazio.... la +terrò sempre cara, e non ti dimenticherò mai.</p> + +<p>Egli se ne andò colle labbra strette strette, cogli occhi semi-chiusi.</p> + +<p>Il Duca, quando riseppe la cosa, non mostrò, a dir vero, tutto il +rincrescimento che Milla gli aveva generosamente attribuito. Non gli +faceva <span class="pagenum noind"><a name="Page_252" id="Page_252">{252}</a></span>nè caldo, nè freddo, ora che non c'erano ospiti in villa. Non +perdette però quell'occasione di canzonare Milla, pei gusti vagabondi +dei suoi protetti. Non si commosse nemmeno pel dono di Mia. Chiese +solo a sua moglie quanto aveva avuta la dabbenaggine di pagargliela a +colui.</p> + +<p>—Pagarla.... sclamò Milla—che cascava dalle nuvole.... pagarla?... +Ma t'accerto che non è stato nulla di simile.... Non abbiamo scambiata +una parola, su questo proposito.</p> + +<p>—Eh! lo so anch'io che con te, non avrà parlato di prezzo. Ma te ne +avvedrai quando farai i conti col signor Damelli.</p> + +<p>—Credi.... proprio?... E io che m'ero commossa!... Ma pure....</p> + +<p>—Per bacco, mia cara, è chiara come il giorno. Voleva liberarsene; +non sapeva come, e te l'ha affibbiata; ecco tutto! Ora poi sarei +curioso di sapere ciò che pretendi fare di quella bestia, tu che non +hai mai voluto saperne di cavalcare.<span class="pagenum noind"><a name="Page_253" id="Page_253">{253}</a></span></p> + +<p>—Ah!—rispose Milla, lieta del suo mistero.—Non importa, lascia fare +a me!... L'attaccherò alla <i>giardiniera</i>, e imparerò a guidare.</p> + +<p>—Uhm!—disse il Duca—è troppo forte per la <i>giardiniera</i>, andrebbe +meglio col <i>phaèton</i>. È ancora una buona cavalla. Quasi quasi, ora che +non è più di quel biricchino, avrei una mezza idea di provarla io +stesso. Domani forse....</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>Drollino era fermo sulla soglia del cancello di fronte al viale. E +quivi per l'appunto vide Mia, la sua Mia, attaccata al <i>phaèton</i> e +guidata dal Duca.</p> + +<p>Non molto ben guidata, a dir vero; Giuliano la conduceva come un +dilettante conduce, per lo più, un cavallo che sta provando. Alquanto +a casaccio, cioè, tirando indiscretamente i filetti ora a destra, ora +a sinistra, tormentandole il morso in bocca, spingendola, con certe +mosse intempestive delle redini che dovevano torturare la povera +bestia, abituata alla mano salda, mirabilmente esperta, di Drollino.<span class="pagenum noind"><a name="Page_254" id="Page_254">{254}</a></span></p> + +<p>Questi divenne livido, sentì nell'interno dell'animo come uno +schianto. Cogli occhi spalancati, immoto, come impietrito, guardò +quello spettacolo, che lo straziava.</p> + +<p>Il Duca non s'avvide di lui. S'indispettiva contro Mia che non voleva +ubbidirlo, e, in difetto di più persuasivi argomenti, le rovesciò +addosso una furia di scudisciate.</p> + +<p>Drollino trattenne un grido. Ah! quelle scudisciate! gli parve +d'averle ricevute lui, attraverso alla vita! Ebbe un impulso violento +e prepotente di spiccare un salto, di precipitarsi verso il <i>phaèton</i>, +d'afferrare lui lo scudiscio e di....</p> + +<p>Ma si contenne. Si morse a sangue le labbra, e torse lo sguardo. Mia +si avviava con un trotto incerto, rotto, pesante, mentre il Duca, con +una aria avvezza, dimenava trionfalmente la frusta.</p> + +<p>Drollino s'accorse d'esser tutto sudato. Un pensiero crudele gli passò +pel capo:—Oh! se Mia potesse impennarsi in quel momento, far cadere +colui.... fargli rompere il collo....<span class="pagenum noind"><a name="Page_255" id="Page_255">{255}</a></span></p> + +<p>Oh, se avesse saputo.... se avesse potuto prevedere.... Egli, che +aveva fatto quel supremo sacrifizio per lei.... per la Duchessa.... +perchè avesse una buona cavalla e un motivo di ricordarsi.... del +passato. Oh! se avesse saputo.... Mia.... la sua Mia!</p> + +<p>Un'onda di torbide fantasie gli sconvolse per un momento il cervello; +gli parve di smarrire ogni idea che non fosse dolore, ira, rabbia +impotente.</p> + +<p>No, non poteva far nulla.... ormai.... Certo.... egli era stato un +grande imbecille; la colpa era sua. Doveva pur saperlo ciò che il Duca +era per Milla. Un idolo a cui tutto era dovuto, persino l'omaggio +ultimo.... il dono lasciato a lei, per lei da un povero cavallaro che +se ne andava. Non ebbe un pensiero di rimprovero per Milla. Ma la sua +avversione per Giuliano prese da quel punto le proporzioni d'una +passione tormentosa.</p> + +<p>Se ne andò verso il pascolo, e non tornò alla villa se non tre giorni +dopo, quando seppe che<span class="pagenum noind"><a name="Page_256" id="Page_256">{256}</a></span> Giuliano era andato di nuovo per la quarta +volta a Genova, onde conferire con quella celebrità d'avvocato che +trattava i suoi affari.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>Non si doveva risapere, eppure si riseppe. Fu per tutti una gran +maraviglia, e se ne parlò molto, sottovoce, con una vera grandine di +commenti. Va via per questo, per quest'altro. Non si poteva adottare +la versione nuda e semplice dell'affare: un capriccio di Drollino. Ci +doveva esser qualche motivo segreto, qualche grossa magagna scoperta +di recente.</p> + +<p>—Eh!—osservò sghignazzando Battista in un conciliabolo tenuto allo +scopo di discutere la questione—avranno scoperto qualche cosa di +questo genere.—E fece colle dite aperto il gesto come di chi pizzica +le corde dell'arpa.—E siccome è uno della casa, e lo proteggono a +spada tratta, avranno accomodato le cose alla chetichella.... e fanno +figurare che....</p> + +<p>—Non è vero, non è vero niente—urlò inviperita <span class="pagenum noind"><a name="Page_257" id="Page_257">{257}</a></span>la Carolina, +prendendo le difese di Drollino con un calore, con una energia che le +valsero addirittura un subisso di allusioni più o meno riguardose; ma +tutte dirette a constatare lo stato veramente anormale del suo cuore. +Tanto che, sentendosi così accanitamente attaccata, la giovane battè +una pronta ritirata, e si rifugiò nei solinghi recessi della +guardaroba a piangere le sue speranze perdute, e a disperarsi della +partenza di Drollino e dell'insolenza di Battista.</p> + +<p>Anche il conciliabolo ebbe un'eco, mentre sarebbe stato assai più +desiderabile che non l'avesse avuto. E fu la Carolina stessa che, +vantandosi apertamente della sua difesa, disse a Drollino cos'aveva +detto di lui quel birbante di Battista. Drollino l'ascoltò in pace, +non le fece nè ringraziamenti, nè scuse. Non si indignò delle accuse +del cameriere; ebbe un'ombra strana, pallida di sorriso. Forse non si +maravigliò; certo è che non accennò d'esser maravigliato. La Carolina +rimase scontenta e perplessa. Aveva sperato, <span class="pagenum noind"><a name="Page_258" id="Page_258">{258}</a></span>senza confessarlo a sè +stessa, che Drollino sarebbe rimasto più colpito dal suo generoso +intervento e avrebbe data maggior importanza alla sua rivelazione. Ma +invece se ne andrebbe quietamente, senza rompere il muso a quella +canaglia di Battista.</p> + +<p>Poichè, è d'uopo confessarlo, il cameriere del signor Duca non godeva +affatto le simpatie dei suoi colleghi. Non si poteva negare la sua +valentìa, egli possedeva in tutto e per tutto l'arte del suo mestiere.</p> + +<p>Ma la sua onestà non era neppur più problematica ed egli, da qualche +tempo in qua, si trascurava non poco. Battista era bene spesso +ubbriaco, e s'andava ingolfando in certe avventure rustiche, +tutt'altro che perdonabili e pur sempre, se non perdonate, ignorate +dall'inesauribile indulgenza del Duca. Ora poi, in assenza del +padrone, Battista abusava assolutamente della sua libertà.... al punto +di passare quasi tutta la giornata, nonchè parecchie ore della sera, +in una botteguccia con spaccio di liquori, situata alla <span class="pagenum noind"><a name="Page_259" id="Page_259">{259}</a></span>estremità del +paese e dove trovava del rhum più forte di quello della dispensa, +un'ostessa tarchiata e tre o quattro buoni compagni, ai quali egli +insegnava dei bellissimi giuochi di carte di una facilità +maravigliosa, e che ogni persona che si rispetta deve aver famigliari. +I buoni compagni avevano un'ammirazione illimitata per quel +personaggio così ben vestito e colle tasche così ben guarnite.</p> + +<p>Drollino non aveva certamente fatto gran caso del riferto della +Carolina. Ma nella sua mente, così logica e risoluta, invece della +gratitudine, si levava per l'appunto una specie di rammarico e l'idea +che la cameriera avesse fatto male a dirgli come fosse andata la cosa. +Ora, tornava proprio indispensabile, prima ch'egli lasciasse +Astianello, ch'egli si prendesse la briga di cacciar quattro denti in +gola, a quella canaglia.</p> + +<p>Lasciò passar qualche giorno; poi si decise. Già.... non lo aveva mai +potuto soffrire colui; quel protetto del signor Duca!<span class="pagenum noind"><a name="Page_260" id="Page_260">{260}</a></span></p> + +<p>Andò a cercarlo la sera stessa, nel noto botteghino. Laggiù si giocava +molto e sicuri, dietro la complice ombra d'una cortina di cotone verde +che separava dalla bottega propriamente un bugigattolo scuro, stretto, +sucidissimo. La rustica sirena era andata ad una sagra vicina e in +vece sua stava al banco un ragazzotto mezzo addormentato.</p> + +<p>Drollino non penetrò nell'antro dove si giocava, stette in bottega +aspettando, paziente ed immobile, davanti ad un bicchierino +d'anisette.</p> + +<p>Dietro la cortina verde, si sentiva un vocìo assordante ed un continuo +moto di bicchieri, e ogni tanto lo squillo d'una moneta che risonava +sul tavolo. Allora soltanto il ragazzo si riscoteva, destandosi come +al suono d'una musica gradita e collo sguardo stupido, ma già vizioso, +ammiccava confidenzialmente Drollino.</p> + +<p>—È il signor Battista! disse alfine e con voce misteriosa. È proprio +lui.... se sapesse.... quanti!...</p> + +<p>—Quanti?... Che?... rispose Drollino distrattamente.<span class="pagenum noind"><a name="Page_261" id="Page_261">{261}</a></span></p> + +<p>—Oh bella? denari. Non sa che <i>lui</i> perde sempre; e sempre paga.</p> + +<p>Il bello della cosa, pel ragazzo, era per l'appunto che il perdente +pagasse. Drollino invece non esternò nessuna meraviglia. Ma con un +susseguirsi, macchinalmente ragionato, di pensieri, egli finiva col +chiedere a sè stesso: Come fa?...</p> + +<p>Battista aveva un forte salario; questo si sapeva. Ma si sapeva pure +che aveva dei vizi, anzi molti vizi, e che a mantenerli tutti, non +sarebbero bastate tre di quelle splendide paghe. E ora giocava così +rovinosamente e pagava.... pagava....</p> + +<p>Di là, si sentivano correre le monete sul tavolo ma eran gli avversari +che vincevano. Era facile, ascoltando, tener dietro alle varie fasi +del giuoco.</p> + +<p>—Come mai? chiedeva ostinatamente Drollino a sè stesso.</p> + +<p>Finalmente ebbe termine la partita, ed i giocatori entrarono tutti nel +botteghino, che si riempì subito d'un denso fumo di pipe, e dell'eco +di grossolane esclamazioni, di parolaccie, di sguaiati <span class="pagenum noind"><a name="Page_262" id="Page_262">{262}</a></span>scoppi di +risa. I vincitori facevano gazzarra, ma il vinto era anch'esso di +buonissimo umore e rideva, più rumorosamente degli altri. Anzi volle +pagare ancora un bicchiere di vino bianco alla compagnia.</p> + +<p>—Diavolo!—urlò al ragazzotto che vedendoli già alticci, esitava a +servirli, hai capito di stappare? Hai paura, forse, che non ti si +paghi? Sappi, brutta faccia di pagnotta, che dove c'è Battista, la +miseria non ci può stare e che a casa mia quando non ce n'è più, ce +n'è ancora.</p> + +<p>Scoccava già la mezzanotte, quando la comitiva si sciolse.</p> + +<p>Battista uscì ultimo, e Drollino, il quale lo aveva sempre aspettato +in silenzio e senza unirsi ai buoni compagni, gli tenne dietro. Lo +lasciò andare avanti finchè non ebbe oltrepassato il villaggio. Non +voleva provocar chiassi e baruffe in vicinanza dell'abitato. Le +ragioni che aveva da dirgli gliele direbbe all'aperto, sulla strada +maestra.<span class="pagenum noind"><a name="Page_263" id="Page_263">{263}</a></span></p> + +<p>Senonchè, quando furono usciti dall'ombra delle case, egli s'accorse +che colui aveva un modo bizzarro di camminare, tutto a sbalzi e a +zig-zag.</p> + +<p>—Ho capito, pensò Drollino; è ubbriaco.</p> + +<p>Non volle profittare di quella circostanza, cimentandosi con un uomo +che non avrebbe potuto tenergli testa.</p> + +<p>—Sarà per un'altra volta! mormorò fra sè e sè.</p> + +<p>E si pose a camminare frettolosamente, senza altro intendimento che di +far pronto ritorno alla villa.</p> + +<p>Ma, oltrepassando il cameriere, s'avvide che questi era affatto +incapace di raccapezzare dove metteva i piedi. Era uno sconcio +spettacolo quell'uomo che camminava barcollando sulla strada, battuta +dal lume di luna, in vicinanza della villa... Bell'onore per la +casa.... se qualcuno lo vedeva.</p> + +<p>E, sotto l'impero di questo timore, Drollino risolse di ricondurre +egli stesso Battista per evitare, se si poteva, ogni scandalo. Gli +s'accostò e lo chiamò forte per nome.<span class="pagenum noind"><a name="Page_264" id="Page_264">{264}</a></span></p> + +<p>—Ah!—rispose l'altro fermandosi....—sei tu, Drollino?... Bel nome +davvero.... E un bel giovanotto, anche.... ma allegro come un martôro. +E dunque eh! ho sentito che te ne vai.... Fai bene, perdio.... Si +vegeta in questa baracca, in questo nido di.... colombini.</p> + +<p>E strizzava gli occhi sorridendo sguaiatamente, con un'espressione che +tentava d'essere ironica.</p> + +<p>—Bisogna vedere il mondo.... ragazzo mio.... Andare di qua, di là..., +a Parigi.... a Londra.... fare come ho fatto io col signor Duca.... +Ah! allora però.... non erano i tempi buoni come adesso!... Denari, +ora, denari come terra.... Il signor Duca.... non dice mai di no.... +quel briccone! Sfido io, sfi....</p> + +<p>Ora si trattava di mettersi pel viale, e c'era da passare la +porticina. Fu una vera impresa che Drollino condusse a buon fine, +impiegandovi però più d'un quarto d'ora. Poi dovette aiutare colui a +percorrere il viale, evitando di urtare i tronchi degl'ippocastani, in +quell'ombra fitta che<span class="pagenum noind"><a name="Page_265" id="Page_265">{265}</a></span> Battista faceva risonare delle sue frasi sempre +più sconnesse d'ubbriaco di buon umore. Ma, come Dio volle, giunsero +sulla spianata.</p> + +<p>Erano scoccate le dodici; la villa dormiva quietamente, con tutte le +finestre chiuse, nel silenzio della notte.</p> + +<p>Battista continuava a parlare, consigliando fervorosamente Drollino a +imitarlo, a star allegro, ad assicurarsi.... le bontà del padrone. +Gl'insegnava che i padroni vanno tenuti per il collo, vanno! E non +bisognava star ingrognati, bisognava essere come lui, allegri, +sollazzevoli.</p> + +<p>E subito, colla voce avvinazzata, si pose improvvisamente a cantare le +prime strofe d'una canzonaccia.</p> + +<p>—Cristo!—sclamò a bassa voce Drollino, tappandogli la bocca colle +mani,—taci, mascalzone; potresti destar la signora Duchessa!</p> + +<p>—Ah!—rispose impermalito l'ubbriaco—che maniere!... va al diavolo +tu e la Duchessa!... Me ne importa tanto di quella faccia di carta!<span class="pagenum noind"><a name="Page_266" id="Page_266">{266}</a></span></p> + +<p>Ma di subito cangiò parere.</p> + +<p>—A proposito,—disse con somma confidenza a Drollino—se vuoi venir +qui.... ho una cosa da dirle.... alla signora Duchessa. Ho da +dirle....</p> + +<p>E alzava la voce. Drollino, fremendo, lo interrompeva, cercava di +condurlo via in fretta, ma Battista, incaponito in un'ideaccia tutta +sua, non voleva muoversi, e seguitava a parlar forte.</p> + +<p>Drollino stava per afferrarlo alla vita, portarlo via a forza, e +quindi gettarlo in un angolo remoto del giardino a smaltire il suo +vino; ma invece rimase immobile come impietrito, guardando l'ubbriaco +con uno sguardo spaventato. Una, fra le insensate frasi dello +sciagurato cameriere l'aveva colpito.—Valla a chiamare.... voglio +dirle la verità.... di Genova e del signor Duca.</p> + +<p>—Il signor Duca?...—chiese cautamente Drollino, chinandosi verso +Battista.—Genova?..</p> + +<p>—Sì, sì—ripeteva con voce gorgogliante l'ubbriaco—tanto bisogna che +lo sappia.... un <span class="pagenum noind"><a name="Page_267" id="Page_267">{267}</a></span>giorno o l'altro.... che la Russa.... E +l'avvocato.... ah! l'avvocato!...</p> + +<p>L'occhio di Drollino ebbe un lampo di feroce ansietà. Egli si chinò +ancora di più sull'ubbriaco, che seguitava:</p> + +<p>—L'avvocato! l'ho visto io, l'avvocato!... Eh uno strascico lungo +lungo di seta e tanti bei ricciolini, e quelle spalle bianche. Per +Dio, ha ragione il Duca.... è bella quella Russa....</p> + +<p>Di subito l'ubbriaco si fece malinconico.</p> + +<p>—Poverina!—disse, tentando di accennare le finestre della +facciata—poverina, povera donnina, mi fa pena.... se sapesse?...</p> + +<p>E si mise a piagnucolare: l'ubbriachezza in lui si faceva tenera, +sentimentale! E nell'iterarsi di grotteschi singhiozzi, in quel +lagrimare ributtante, le frasi riuscivano smozzicate, e le parole, +rotte, non avevan più senso.</p> + +<p>Drollino rimase un momento in forse:—Vino o verità?—chiese +angosciosamente a sè stesso, guardando Battista, che, colpito +improvvisamente <span class="pagenum noind"><a name="Page_268" id="Page_268">{268}</a></span>dal sonno plumbeo dell'ebbrezza, s'era buttato +sull'erba e pareva già addormentato.</p> + +<p>—Bisogna saperlo.... ad ogni costo—mormorò sotto voce Drollino.—E +se è vero!...</p> + +<p>Nel vivo lume della luna, una mano bruna, nervosa si protese con un +gesto di minaccia implacabile.</p> + +<p>Poi Drollino afferrò l'ubbriaco, inetto ormai ad opporgli la minima +resistenza; se lo cacciò sulle spalle come un sacco di biada, e, +passando dalla scala interna di servizio, lo portò nella propria +cameretta, quella che occupava attualmente al terzo piano della villa. +Lo gettò sul letto in modo abbastanza ruvido; ma il sonno +dell'ubbriaco era ormai così profondo ch'egli non se ne risentì per +nulla.</p> + +<p>Drollino sedette appiè del letto, e rimase desto per tutta la notte, +vegliando Battista.</p> + +<p>Era giorno fatto quando il cameriere si risentì; girò attorno gli +sguardi, attonito di trovarsi lì, in camera di Drollino.<span class="pagenum noind"><a name="Page_269" id="Page_269">{269}</a></span></p> + +<p>—Cosa diamine?—chiese.</p> + +<p>—Nulla, mio caro.... Ti ho trovato per via e t'ho portato qui.</p> + +<p>—Oh!—rispose Battista confuso, ma tentando un risolino.—Ho capito. +Eh, son traditori questi vostri vinetti leggieri; e poi un po' di +rhum.... sicuro.</p> + +<p>Non era più brillo, ma aveva ancora la testa balorda, lo stomaco +sconvolto, o parlava con un fare melenso.</p> + +<p>—Sicchè—continuò, alquanto impacciato—m'hai proprio trovato per +via? Sarà, sarà.... non mi ricordo più! E dormivo, eh?</p> + +<p>—No, allora non dormivi; non facevi che strillare e chiacchierare.</p> + +<p>—Ah! sì, chiacchieravo?—E divenuto subitamente inquieto, soggiunse +in tono negligente:—Oh bella, chiacchieravo? e, così per +curiosità.... cosa dicevo?</p> + +<p>Drollino alzò le spalle, e si sforzò a sorridere. L'altro non ardiva +insistere, ma lo guardava, dubbioso.<span class="pagenum noind"><a name="Page_270" id="Page_270">{270}</a></span></p> + +<p>—Mio caro—continuò Drollino—sta tranquillo. Hai detto un monte di +bestialità. Per fortuna che c'ero soltanto io a udirti, e ciò che tu +dicevi lo sapevo da un pezzo.</p> + +<p>—Tu...!—sclamò Battista con vivo malcontento.—Sapevi già.... cosa?</p> + +<p>—Ma certo!—continuò freddamente Drollino.—Credevi d'esser tu solo a +possedere il segreto del signor Duca?</p> + +<p>—Ma come diavolo hai fatto a sapere?</p> + +<p>—Ch'egli si reca là a Genova....—ed esitò ammiccando.</p> + +<p>—Sì, per trovarsi con lei!—finì brutalmente Battista—con la Russa. +Capirai, tutte questo reticenze, che sugo hanno adesso? Il diavolo ci +porti.</p> + +<p>—Questo—rispose pacatamente Drollino—è affar mio e non ti riguarda.</p> + +<p>—Ma, allora, perchè non me ne hai mai parlato?</p> + +<p>—Perchè? Perchè non m'accomodava. Cosa <span class="pagenum noind"><a name="Page_271" id="Page_271">{271}</a></span>c'entro io con questo cose? +Io me ne vado fra poco, e buona notte. E può essere che, per tacere, +avessi anch'io delle buone ragioni come le hai tu.</p> + +<p>Battista non arrossì, e si pose vivamente le mani in tasca.</p> + +<p>—Non ce n'è quasi più—disse, facendo ballare fra le dita due o tre +monete.—Io però le godo e sto allegro, e fo star allegri gli altri, +mentre tu.... Che bocca amara m'è rimasta!... A dir vero, il Duca fa +le cose bene.... da gran signore, non è vero?</p> + +<p>Drollino assentì. Certo; il Duca pagava bene il loro silenzio.</p> + +<p>—Eh!—continuò Battista con una risata maligna—non gli conviene a +far diversamente. Davvero, si troverebbe in un bell'impiccio se a me +saltasse il ticchio.... Perchè, capisci, l'andrà; finchè mi pare, ma +se un bel giorno colui mi rompesse proprio le tasche, io vado da lei, +e le rifiato tutto quanto; capisci?<span class="pagenum noind"><a name="Page_272" id="Page_272">{272}</a></span></p> + +<p>—Ah! le rifiati tutto quanto.... Andiamo, via, non sei capace!</p> + +<p>—Io non son capace!... L'avresti a vedere. Vado là, franco come uno +schioppo, e le conto la storia. Signora Duchessa; succede così e così. +Il suo signor marito va a Genova per abboccarsi coll'avvocato.... E +l'avvocato, Dio mi danni, è la Russa.... quella Baronessa che.... se +l'è tornato a prendere per vendetta.</p> + +<p>—Per vendetta?—chiese tranquillamente Drollino, stendendo appiè del +letto la sua snella persona.</p> + +<p>—Sicuro—continuò Battista, che, passato il primo momento di +dispetto, trovava ora un certo gusto a potere finalmente parlar con +qualcuno di quella cosa così gustosa e proficua.—Ce l'aveva amara con +la Duchessa, perchè qui erano accadute quelle scene, ti ricordi? Bene, +dunque, quando noi fummo a Napoli, essa scrisse al padrone. Ma questi +aveva ancora la paura che gli morisse la moglie, e non rispose. Allora +quella <span class="pagenum noind"><a name="Page_273" id="Page_273">{273}</a></span>s'impuntigliò, e gli tenne dietro a Nizza. La signora era un +po' indisposta e usciva di rado. Un giorno, lui se ne va a Montecarlo, +e ci trova la Russa. Stette ancora un poco sul tentennare, poi ci +ricascò.... meglio di prima. Ecco qua.... la sapevi tu com'era andata?</p> + +<p>—No—confessò umilmente Drollino—non la sapevo così lunga. Sapevo +solo che ora.... si ritrovavano a Genova, colla scusa dell'avvocato. +Mi figuro che sarà sempre una cosa in grande. Ha cavalli, lei?—chiese +poscia con una subita premura di professione.</p> + +<p>—No, rimessa.</p> + +<p>—Ah! e lui?</p> + +<p>—Niente, carrozza d'albergo. Lei sta in un villino, laggiù verso via +Carignano. La sera sul tardi escono assieme, vanno all'Acquasola.</p> + +<p>Qui diede in un riso sguaiato.</p> + +<p>—Una bella coppia.... sai....</p> + +<p>—Certo—rispose Drollino,—una bella coppia....<span class="pagenum noind"><a name="Page_274" id="Page_274">{274}</a></span></p> + +<p>—E la Duchessa?—continuò Battista—se lo sapesse!... Io dico che se +lo sa stavolta, gli riprende tutti i soldi che gli ha dato e lo manda +al diavolo.... ammenochè.... non si consoli.</p> + +<p>—Come?...</p> + +<p>—Eh, diamine! facendo altrettanto.</p> + +<p>Drollino si drizzò d'un salto, cogli occhi iniettati di sangue, +pallido come un morto, e per un momento guardò l'ex-ubbriaco in un +modo molto bizzarro e poco rassicurante. Ma subito si calmò, e si mise +a ridere.</p> + +<p>Si sarebbe detto che, a furia di star sempre così serio, avesse +dimenticato come si fa a ridere; certo che il suo ridere non +somigliava a quello di nessun altro.</p> + +<p>—Ah! vorresti provare.... dici?...</p> + +<p>—Sì.... per curiosità. Vorrei provare come la piglia. Certe volte, +quando la vedo allegra, contenta, mi viene come una rabbia, una smania +di dire la verità a quella povera donna. Almeno non farebbe più la +figura d'una bambina, e non si <span class="pagenum noind"><a name="Page_275" id="Page_275">{275}</a></span>struggerebbe più dietro a quella perla +di marito, che va a Genova.... coi denari di sua moglie, beninteso. E +a te—domandò ancora Battista con un rimasuglio d'inquietudine—questa +voglia non ti vien mai?... dico..., non vorrei che tu m'avessi a +prevenire.... sai, perchè potrebbe darsi che lei, per saper +bene....—E fece il gesto di chi snocciola denari.</p> + +<p>—No—disse Drollino....—io non ho nessuna idea di parlare. E ora me +ne vado, per cui.... Tanto, questa storia finirà presto....—soggiunse +con molta calma.</p> + +<p>—Finirà?—chiese l'altro sbadigliando—credi che finirà?... Per +bacco, mi dispiacerebbe.... è un provento che mi garba.... E perchè +finirebbe?... sono innamorati cotti! La Russa gli comanda a bacchetta, +lo tratta come un imbecille, e lui.... contentone. Perchè avrebbe a +finire?</p> + +<p>—Perchè finirà—disse con gran pacatezza Drollino.</p> + +<p>E scese lentamente; era l'ora del primo pasto dei cavalli.<span class="pagenum noind"><a name="Page_276" id="Page_276">{276}</a></span></p> + +<p>Battista, rassicurato, si ricacciò sotto le coltri per finir di +riposarsi; tanto, lui non aveva nulla da fare.... in casa ora c'era la +cuccagna!</p> + +<p>Dopo il mezzodì, Drollino si presentò all'agente e gli chiese due +giorni di permesso. Voleva andar a vedere i puledri di casa Canossa, +prima che partissero per l'Esposizione ippica.</p> + +<p>L'agente accordò il congedo. Drollino se ne andò la sera stessa; e in +capo a due giorni era di ritorno.</p> + +<p>Tutti gli furono attorno a chieder dei puledri. Ma non ne disse gran +che, non ne fece maraviglie. Erano così così, come gli altri....</p> + +<p>Non era stato alla tenuta Canossa; era stato a Genova e all'Acquasola. +Celato dietro una macchia, aveva visto passare, in una carrozza di +rimessa, il Duca e la Baronessa.... Era saltato in legnetto di piazza +e aveva tenuto dietro al loro equipaggio sino alle prime case di via +Carignano.</p> + +<p>Nei giorni seguenti diede ancora due o tre lezioni alla Duchessa, e +rinunciò a dare la progettata <span class="pagenum noind"><a name="Page_277" id="Page_277">{277}</a></span>lezione a Battista. Drollino era +quieto, calmo assai....</p> + +<p>La sera dopo, mentre si distribuiva l'ultima razione di biada, il +signor Damelli capitò in scuderia, e diede precisamente quest'ordine:</p> + +<p>—Domattina alle dieci l'<i>americana</i> ad un cavallo per andare alla +stazione a prendere il signor Duca.</p> + +<p>Drollino ch'era poco lungi, udì quell'ordine. Alzò bruscamente il +capo, e appoggiò per un secondo la mano sul muro, come se si sentisse +minacciato da una vertigine.</p> + +<p>Poi disse rispettosamente:</p> + +<p>—Sì signore.... ci penso io.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>L'indomani, il tempo era splendido. Suonavano le otto del mattino, e +sulla spianata della rimessa Drollino si teneva ritto davanti a Mia, +già attaccata al <i>phaèton</i> e che, impaziente dell'indugio, allungava +ogni tanto il collo e colla lunga coda flagellava i suoi nobili +fianchi. Battista, già in <span class="pagenum noind"><a name="Page_278" id="Page_278">{278}</a></span>livrea, ma colla tunica ancora sbottonata, +lisciava col gomito il pelo del cappello a coccarda. Un vecchio mozzo, +col capo coperto da una berretta scozzese e colla pipa in bocca, stava +poco lungi dal legno e guardava con ammirazione la cavalla che, +annoiata dalle mosche, or coll'una e or coll'altra zampa tormentava il +terreno.</p> + +<p>—Ci siamo?—chiese il cocchiere, infilando i guanti di pelle rossa.</p> + +<p>—Un momento,—rispose Drollino, mentre colla mano tremante disponeva +sul frontale una ciocca della criniera di Mia.</p> + +<p>Il cocchiere salì a cassetta ed afferrò le redini.</p> + +<p>Nella corte rustica, vicino alla rimessa, s'udì l'ululato cupo di un +cane.</p> + +<p>—Cattivo segno,—osservò il mozzo, togliendosi la pipa di +bocca.—Pedrolo.... badate un po' ai fatti vostri.</p> + +<p>Il cocchiere si mise a ridere, agitando festosamente la frusta.</p> + +<p>—Quante bestialità!—rispose con gaio sprezzo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_279" id="Page_279">{279}</a></span> Era contento di +guidar Mia, quella famosa Mia, che per tanto tempo era stata così +esclusivamente custodita da Drollino.</p> + +<p>Drollino passò ancora una volta, con una carezza prolungata e +tremante, la mano sulla criniera di Mia.... la guardò per un secondo, +con una intensità disperata.... Poi si ritrasse, e senza parlare, con +un piccolo gesto, avvisò il cocchiere che poteva partire.</p> + +<p>S'udì in breve la sabbia del viale scricchiolare sotto le ruote del +leggero equipaggio, mentre il rumore del trotto elegante di Mia si +perdeva nella lontananza.</p> + +<p>Drollino stava sempre immobile, fissando come trasognato lo spazio +dove Mia, un momento prima, aveva alzata, verso lui, la sua fina +testina.</p> + +<p>—Per bacco!—disse il mozzo con molta simpatia +professionale—capisco, sapete. Non c'è che dire, una bestia che non +ha l'uguale. Vi rincrescerà, eh?</p> + +<p>Drollino diede un guizzo coma se una serpe <span class="pagenum noind"><a name="Page_280" id="Page_280">{280}</a></span>gli avesse morso il +tallone.... Poi chiese impetuosamente:</p> + +<p>—Cosa?...</p> + +<p>—Oh bella!... che ve l'abbiano portata via. È una cosa curiosa, +sapete, che ve ne siate stancato così, mentre, non c'è che dire, è +ancora un fior di cavalla! E l'avete proprio voluta cedere al Duca!... +Chissà, eh.... che buon affare?...</p> + +<p>Uno spasimo passò sulla faccia di Drollino, ma egli rimase muto.</p> + +<p>—Eh! si capisce. Se vi è venuto questo capriccio di girar il +mondo, vi gioveranno più i denari che la cavalla. E a dirla +schietta—continuò il mozzo, che s'era proprio messo in mente di voler +consolar Drollino ad ogni costo—la Mia era ormai un po' <i>sul tempo</i> +anche lei, come me! E poi il suo piccolo difetto ce l'aveva pure.... +quello di non voler sentire gli spari.... E non s'è mai voluta +correggere.... eh?...</p> + +<p>—No—stridette Drollino—no!<span class="pagenum noind"><a name="Page_281" id="Page_281">{281}</a></span></p> + +<p>Il vecchio mozzo si mise a ridere.</p> + +<p>—Via, via!... non v'arrabbiate a questo modo. Si sa che avete fatto +di tutto per toglierle quel vizio. È inutile.... ho provato anch'io. +Una volta nella tenuta c'era un alzano che....</p> + +<p>Ma la storia dell'alzano non progredì. Drollino, il quale era stato +per un momento come sprofondato nelle sue riflessioni, si scosse +bruscamente e s'allontanò a rapidi passi.</p> + +<p>Il mozzo rimase lì, in asso.</p> + +<p>—Cosa diavolo gli piglia a colui?—disse tenendo dietro collo sguardo +a Drollino, il quale pareva quasi fuggire, tanto correva, nella +direzione della tenuta.</p> + +<p>Non eran cinque minuti che Drollino era scomparso, quando Vincenzo, il +cameriere della Duchessa, si presentò sulla spianata.</p> + +<p>—Drollino—chiamò—Drollino!</p> + +<p>—È andato via or ora—rispose il vecchio mozzo.—Cosa c'è?</p> + +<p>—Subito, subito, insellare Mia per la signora<span class="pagenum noind"><a name="Page_282" id="Page_282">{282}</a></span> Duchessa, e Drollino +si prepara ad accompagnarla.</p> + +<p>Il mozzo s'alzò.</p> + +<p>—Mi dispiace—disse—ma in quanto a Mia la signora è bell'e servita. +La cavalla è stata attaccata all'<i>americana</i> ed è già a mezza strada +della stazione. E Drollino è andato via per i pascoli, a zonzo.... Dio +sa dove!...</p> + +<p>Il domestico scomparve, ma tornò subito, dopo cinque minuti, +trafelato.</p> + +<p>—Sellare Calif; subito al momento, e chiamare Toni per andar dietro +alla signora.</p> + +<p>Toni era in scuderia e fu subito avvisato.</p> + +<p>Dodici minuti dopo, Milla, con un nuovo abito da amazzone, giuntole il +giorno avanti da Torino, col volto splendido della gioia misteriosa e +biricchina della sua sorpresa, s'avviava al trotto, seguita da Toni, +per la strada che dalla villa conduce alla stazione.</p> + +<p>Drollino invece si dirigeva verso la sua antica dimora, nel grande +cascinale. Camminava a passi <span class="pagenum noind"><a name="Page_283" id="Page_283">{283}</a></span>concitati stringendo le palme, +barcollando ogni tanto come sotto l'influenza d'un principio +d'ubbriachezza. Un momento, sentì che non stava più in piedi.... e +cercò di reggersi, brancolando, come se fosse al buio.</p> + +<p>Un grido soffocato gli uscì dal petto:—Mia! povera Mia!</p> + +<p>Sulle sue gote brune, schizzò una lagrima. Ma subito, come sotto un +soffio ardente, asciugò.</p> + +<p>Si gettò bocconi sull'erba. Era appena fuori del giardino. La villa +era bellissima a vedersi, ancora immersa nel bacio mattiniero del +sole, cinta di verdura, colle lucide persiane inverniciate di recente.</p> + +<p>Egli mordeva l'erba, digrignando i denti furiosamente. Ma a un tratto +si calmò. Il suo sguardo fisso, teso, si spingeva nell'interno della +camera della Duchessa.</p> + +<p>La finestra del terrazzino era aperta, si vedevano passare pel vano le +teste delle cameriere in faccende. La brezza entrava curiosa, molle, +agitando <span class="pagenum noind"><a name="Page_284" id="Page_284">{284}</a></span>le vecchie frangie degli addobbi della finestra, enfiando, +come fossero lembi di vele, i tessuti leggeri dei cortinaggi, le +bianche cortine del letto.</p> + +<p>Drollino si fece calmo. Guardò a lungo lassù, come se quella vista gli +facesse bene, rinnovasse in lui l'energia dello spirito.</p> + +<p>—Per lei!—disse finalmente a bassa voce, agitando la mano nel vuoto, +con un gesto pazzo ed appassionato di saluto.</p> + +<p>S'alzò rinfrancato, ed in breve fu alla sua antica stanzetta. Vi +rimase circa un quarto d'ora. N'uscì senza che nessuno l'avvertisse, +vestito dei panni suoi, bianco come un cencio lavato, e colla destra +stretta al petto, sopra la tasca del lato ministro. Si mise pei campi, +in salita, evitando di por piede sulla strada maestra, e pur +costeggiandola.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>Egli stava immobile, accasciato dietro il muricciuolo del cimitero, +che in un dato punto, <span class="pagenum noind"><a name="Page_285" id="Page_285">{285}</a></span>rasenta la strada maestra fra Astianello e la +stazione.</p> + +<p>Era un cimitero piccolissimo, brutto, una vera miseria di cimitero. +Apparteneva a un paesucolo vicino, il quale non era nulla più che una +frazione di Astianello.</p> + +<p>Il luogo era molto triste anche nella giocondità dell'ora mattutina. +Aveva un non so che di abbandonato, che dava alla malinconia naturale +del sito un carattere speciale.... pareva la dimora dell'oblìo. Quelle +povere tombe recavano patenti le traccie dell'intemperie; sulla +cappelletta di mezzo una misera immagine a fresco del Redentore, +arrossata dal gelo, si scrostava lentamente, trascinando nella sua +rovina l'intonaco, che si andava quasi sfarinando. Nel lato +settentrionale del recinto l'erba era umidissima, e la rugiada si +ostinava a serbar lucido lo zoccolo di pietra dell'unico monumentino +che vantasse il cimitero. Qualche aristocratica croce di ferro si +notava ancora in quel lembo riservato, ma era tuttora <span class="pagenum noind"><a name="Page_286" id="Page_286">{286}</a></span>nell'ombra. Nel +lato soleggiato era la fossa comune, quella dei poverissimi del +comune. Al centro s'alzava una buona croce di legno, forte e poderosa, +e bastava per tutti i morti di quella classe.</p> + +<p>La porticina pareva chiusa. Drollino, nell'entrare, aveva avuta la +precauzione d'accostarla.</p> + +<p>Non si moveva punto.... Stava rannicchiato appiè del muricciolo, +silenzioso, immobile come le tombe senza nome che lo attorniavano.... +Era livido in volto e teneva gli occhi sbarrati, ma sui tratti così +alterati, recava, come incisa, l'espressione immutabile d'una +selvaggia determinazione.</p> + +<p>A un tratto s'alzò, e d'un salto, aggrappandosi alle tegole, sollevò +il capo oltre il livello del muricciolo.... scrutando collo sguardo +l'aperta campagna.</p> + +<p>Aveva scelto bene il suo posto di agguato. La strada maestra passava, +scendendo, davanti al piccolo cimitero. Oltrepassandolo d'un trar di +sassi, faceva un gomito con una brusca voltata.<span class="pagenum noind"><a name="Page_287" id="Page_287">{287}</a></span> Dall'altro lato della +via, il terreno si rompeva in uno scoscendimento ripido, terminando in +un burrone ghiaioso, che ai tempi di piova si mutava in un +torrentello. Quello era forse il solo punto della via che richiedesse +un po' d'attenzione in chi transitava di là. Anni addietro, un +carrettiere ubbriaco s'era ucciso, precipitando col suo mulo da +quell'erta traditora. Occhio ci voleva, e stare attenti, specialmente +allo svolto.</p> + +<p>L'orologio d'un campanile poco lontano suonò le dieci.</p> + +<p>—Ancora mezz'ora!—pensò Drollino.</p> + +<p>Scese, si terse il sudore che gli rigava le tempie, estrasse di tasca +la pistola, la osservò attentamente, e la depose sul terreno accanto a +sè, a portata della sua mano destra. Nella macchia vicina i passeri +spionciavano senza fine, in lontananza il picchio ripeteva a misurati +intervalli la sua barocca canzone, nell'erba del cimitero gl'insetti +si movevano, saltavano, si facevano strada, fra gli steli. Attorno +alla croce <span class="pagenum noind"><a name="Page_288" id="Page_288">{288}</a></span>comune, due farfalle, d'un bel giallo chiaro, si +inseguivano amorosamente.</p> + +<p>Drollino non guardava attorno a sè. Teneva fisso al suolo quel +terribile sguardo interno, che l'occhio trova soltanto nei momenti +supremi della vita. Ogni tanto, quando sulla strada sottostante udiva +avvicinarsi il rumore d'una carrozza, Drollino illividiva, s'alzava, +stava in ascolto un momento, poi guardava in giù.</p> + +<p>—Non è lui—diceva ogni volta, quasi ad alta voce.</p> + +<p>E con una terribile pazienza, tornava a sedere, celato dal +muricciuolo.</p> + +<p>S'era alzato un po' di vento; l'erbe grasse, ben nutrite del cimitero, +ebbero un moto, quasi un fremito di conscio ribrezzo.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>Il treno era giunto, in ritardo però di quasi un quarto d'ora, e il +Duca Giuliano usciva frettolosamente dalla stazione, cercando qua e là +collo sguardo il legno che doveva trovarsi ad <span class="pagenum noind"><a name="Page_289" id="Page_289">{289}</a></span>aspettare. E non solo +vide il legno, la graziosa <i>americana</i>, alla quale era attaccata Mia, +ma vide altresì una elegantissima amazzone, che, seguita da un <i>groom</i> +in livrea, si avanzava alla sua volta.</p> + +<p>—Giuliano! Giuliano!—disse l'amazzone, accostandosi e ridendo +lietamente.</p> + +<p>Egli rimase di princisbecco.... quando ravvisò sua moglie; e</p> + +<p>—Milla!—sclamò con accento schiettamente ammirativo.</p> + +<p>—È la mia sorpresa,—continuò Milla, beata del successo del suo +segreto.—Sapevo che lo desideravi, e, mentre eri assente, ho +imparato. Non te lo dissi che avevo anch'io i miei affari?</p> + +<p>Il Duca la contemplava muto e pallido.</p> + +<p>—Milla!—esclamò involontariamente,—tu sei un angiolo e io sono +un....—Si fermò un momento, poi finì la frase:—un marito veramente +fortunato.<span class="pagenum noind"><a name="Page_290" id="Page_290">{290}</a></span></p> + +<p>E subito le fece mille complimenti, lodò il suo pensiero, il suo buon +gusto. Quell'abito le stava a pennello.... come aveva scelto bene il +colore verde bottiglia, e che felice idea quella di quei bottoni +larghi, dorati della giacchetta! E che amore di <i>tuba</i>.... Era +veramente un'amazzone classica! Ora sì che era contento.... ora +andrebbero assieme alla mattina a far delle trottate lunghe, +piacevolissime. Ma che brava Milla!</p> + +<p>—Ora andiamo a casa,—disse finalmente il Duca;—vuoi che +t'accompagni a cavallo?</p> + +<p>—Veramente,—rispose Milla—ora che ho fatta la mia figura, +preferirei quasi di venir teco. Sono un poco stanca.</p> + +<p>—Benissimo!—disse il Duca—Battista e Toni condurranno a casa i +cavalli, e io ti farò da automedonte, se non sdegni il mio legnetto da +giovanotto.</p> + +<p>Milla scosse il capo, scese da cavallo, e salì prontamente +sull'<i>americana</i> a fianco del marito.</p> + +<p>Era lietissima!—Quanto mi diverte—disse—oh <span class="pagenum noind"><a name="Page_291" id="Page_291">{291}</a></span>come me la godo.... +dobbiamo far la figura di due scapestrati, nevvero, di due scappati da +casa!</p> + +<p>Quell'idea la divertiva immensamente. Si figurava che i passeri delle +siepi l'avrebbero presa per una perversa creatura, in piena +rivoluzione contro le convenienze. Diceva mille gentili pazzie, col +volto acceso dal piacere, ed era veramente carina sotto l'ombra di +quel cappello mascolino.</p> + +<p>E Giuliano, guidando Mia, che in quel giorno pareva straordinariamente +docile e savia, guardava con vero piacere la Duchessa, che gli pareva +molto più bellina del solito, con quel non so che di nuovo, di +biricchino, di piccante che s'era messo addosso, in un colla foggia +ardita, quasi mascolina, del suo acconciamento. E allora, nell'animo +vigliacco del creolo, un'ignobile contentezza si diffuse. Il rimorso +si ritrasse davanti alla segreta soddisfazione d'aver così bene +organizzato il libro mastro, in partita doppia, <span class="pagenum noind"><a name="Page_292" id="Page_292">{292}</a></span>della sua esistenza. +Ora cominciava ad apprezzar Milla.... si proponeva di crearle +un'esistenza veramente beata.</p> + +<p>Non era forse uno squisito contrasto quello che l'aspettava di piè +fermo, ad ogni suo ritorno da Genova? Nella placida, profonda +corruzione dell'animo suo, il gentiluomo aveva poste le basi del +<i>modus vivendi</i> per l'avvenire, e si congratulava ignobilmente con sè +stesso. Marito ed amante fortunato, egli godeva contemporaneamente gli +orgasmi febbrili d'un antico ardore, ravvivato nell'attrattiva suprema +d'un secondo adulterio, e le pure, soavi soddisfazioni d'un affetto +ingenuo, delicato, gentile.... quasi abbastanza attraente per dare una +certa poesia persino alla noiosa prosa dell'amore legittimo.</p> + +<p>Egli pensava così, e sul suo capo il cielo azzurreggiava intensamente, +il sole irradiava la sua strada, la campagna amena, sorridente lo +accompagnava colle sue verdi, infinite giocondità.<span class="pagenum noind"><a name="Page_293" id="Page_293">{293}</a></span></p> + +<p>Per un po' quei due scappati da casa chiacchierarono allegramente. Ma, +quando furono al principio della discesa, Giuliano disse a Milla:</p> + +<p>—Ora, carina, fammi il piacere di star quieta per un momento; siamo +vicini ad una certa voltata alla quale bisogna star attenti. Ci vuol +occhio e un cavallo sodo.</p> + +<p>—Oh! Mia è una perla—rispose Milla, crogiolandosi nel suo cantuccio +e imitando scherzosamente la posa classica d'un <i>groom</i> a cassetto.</p> + +<p>Giuliano serrò il freno della meccanica, e, benchè la discesa non +fosse ancora principiata, mise Mia al passo.</p> + +<p>Drollino, dietro al muro del cimitero, aveva udito da lungi il passo +di Mia. Oh! quel passo della sua cavalla!... l'avrebbe riconosciuto +fra mille. Sentì nel cuore un gran schianto, una ribellione tremenda. +Ma non cedette. Solo per esser più sicuro, guardò ancora una volta +oltre il sommo del muricciuolo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_294" id="Page_294">{294}</a></span></p> + +<p>No, non s'era ingannato. Sulla strada il sole batteva splendidamente +suscitando dei riflessi abbaglianti nei cristalli dei fanali. Ma ciò +non gli impedì di ravvisare Mia, l'<i>americana</i>, la barba bionda del +Duca, e accanto a lui l'uniforme verde coi bottoni dorati di Battista. +Ecco, il momento era venuto.</p> + +<p>Scese, armò il cane della pistola, e, nicchiato dietro il muro, +aspettò che la carrozza passasse precisamente di lì. Mormorò due +nomi:—Mia e Milla!—Sì, egli liberava entrambe da un ignobile giogo! +Esse non lo sapevano, ma egli le vendicava in un punto solo, Mia e +Milla!</p> + +<p>No! la Duchessa non <i>doveva</i> correre il rischio delle rivelazioni d'un +mascalzone! E se moriva anche lui, questo mascalzone; ebbene, meglio +così, il segreto che, svelato, <i>potrebbe</i> uccidere la Duchessa, +<i>morrebbe</i> con lui e col Duca, laggiù, in quel burrone.</p> + +<p>Mia giungeva in quel momento, al passo, davanti al muro del cimitero.<span class="pagenum noind"><a name="Page_295" id="Page_295">{295}</a></span></p> + +<p>Drollino cessò di pensare. Sorrise, alzò la pistola e sparò.</p> + +<p>Fu un tonfo terribile.</p> + +<p>Subito, in strada, s'udì un galoppo sfrenato, poi un grido di donna +disperato, acutissimo.</p> + +<p>Drollino balzò in piedi, s'avventò al vertice del muricciuolo e guardò +in giù.</p> + +<p>Mia, furente, fuggiva a precipizio per la discesa con degli sbalzi +violentissimi. Il Duca, stravolto in viso, tirava le redini a dritta e +a sinistra con tutta la forza dei polsi; accanto a lui, invece di +Battista, c'era una donna.</p> + +<p>Teneva il capo rovesciato all'indietro, il cappello le era caduto, e +Drollino ravvisò la Duchessa.</p> + +<p>Rimase un secondo come fulminato. Poi urlò—Cristo!—s'avventò +all'altro lato del muricciuolo, spiccò un salto e cadde sulla via. Si +rizzò colle mani insanguinate. Mia, in preda al suo parossismo di +terrore, precipitando per la china giungeva in quel momento. Faceva +scarti <span class="pagenum noind"><a name="Page_296" id="Page_296">{296}</a></span>violenti che sconquassavano l'<i>americana</i>, aveva la criniera +al vento, le nari fumanti.</p> + +<p>Il Duca, cogli occhi smisuratamente aperti, gridava: aiuto! Era pazzo +di terrore, fissava il burrone verso cui si sentiva irresistibilmente +trascinato. Gettò un urlo e chiuse gli occhi.</p> + +<p>Milla era svenuta.</p> + +<p>Drollino, con un salto da pantera, s'era gettato sulla cavalla, +avvinghiandosele al morso, opponendo all'impeto delirante della corsa +sfrenata la forza d'una resistenza quasi sovrumana. L'uomo ed il +cavallo lottarono un momento, poi s'udì un nitrito di dolore, uno +schianto di legnami che si spezzano, poi, in un nuvolo di polvere, si +vide a pochi passi dal ciglio del burrone un informe gruppo di membra +umane e cavalline, che dibattendosi e rotolando, cadevano assieme. La +carrozza, con un ultimo violento sobbalzo, si fermò, mentre +quell'ammasso s'agitava sul terreno con una serie di moti convulsi, +che s'andarono gradatamente quietando. Tutto ciò era accaduto in +<span class="pagenum noind"><a name="Page_297" id="Page_297">{297}</a></span>pochi secondi. Il Duca aprì gli occhi, si vide salvo, e vide che +Milla era soltanto svenuta. La sollevò fra le braccia e l'adagiò +sull'erba, al sicuro. Poi si accostò di nuovo al legno spezzato. Vide +Mia, distesa per terra, che dava gli ultimi tratti, e, sotto al fianco +palpitante della cavalla, vide colui che con atto di audacia disperata +era giunto in suo aiuto, in quel supremo istante di pericolo. Si chinò +a guardare, e in quell'uomo, immobile, morto forse o privo di sensi, +ravvisò Drollino.</p> + +<p>Il rimbombo dello sparo aveva chiamata gente. La Duchessa, che +cominciava a riaversi, fu sopra una barella improvvisata ricondotta +alla villa. Il Duca, rassicurato sul conto di sua moglie, volle +tornare sul luogo del disastro dove i sopraggiunti finivano allora +allora di liberare Drollino.</p> + +<p>L'infelice giovane era ancor vivo, ma il suo stato metteva +raccapriccio. Nella sua lotta disperata colla cavalla aveva ricevuto +da questa un violento calcio nel petto; un braccio era spezzato, e al +disopra dell'occhio destro il sangue generoso <span class="pagenum noind"><a name="Page_298" id="Page_298">{298}</a></span>del giovane, spicciava +abbondante da una ampia ferita.</p> + +<p>Il medico del villaggio, chiamato in fretta e furia, visitò sul luogo +stesso Drollino, che i contadini avevano adagiato sui cuscini della +carrozza.</p> + +<p>Pareva ancora svenuto. Il dottore, dopo averlo attentamente esaminato, +si lasciò sfuggire un <i>ehm</i> che non prometteva nulla di buono. Il Duca +lo interrogò ansiosamente.</p> + +<p>—Mi spiace—rispose il dottore,—ma temo che i polmoni siano in +isconquasso. È un uomo andato.... questione di giorni..., capisce?</p> + +<p>Drollino ebbe un moto ed un gemito. Era tornato in sè.... aveva udita +la sua condanna?</p> + +<p>Chi potrebbe dirlo? Sul suo volto macchiato di sangue e di polvere +l'espressione era illeggibile.</p> + +<p>Lo trasportarono, semivivo, nella sua antica stanzetta della cascina, +al limitare dei pascoli.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>La Duchessa s'era addormentata, e Giuliano, ritto a piè del letto, +guardava la bella testina <span class="pagenum noind"><a name="Page_299" id="Page_299">{299}</a></span>serena, adagiata mollemente sul guanciale. +Egli aveva voluto, per eccesso di precauzione, che Milla rimanesse a +letto durante i primi tre giorni susseguiti al terribile avvenimento. +Ma la giovane signora s'era prontamente riavuta. D'altronde, la scossa +non era stata eccessiva, neppur per il suo delicato organismo. Svenuta +sui primordii del pericolo, ella non aveva assistito a tutte le fasi +del disastro: ritrovatasi incolume a casa, e vedendo illeso Giuliano, +non aveva pensato che a ringraziare fervorosamente Iddio. Le avevan +detto che la carrozza s'era fermata a tempo.</p> + +<p>Il Duca, per non arrecarle dispiacere, aveva espressamente proibito +che le si parlasse di Drollino. Milla ignorava quella coraggiosa +intervenzione e le sue fatali conseguenze. Sempre allo scopo di non +affliggerla, non le tennero neppur parola della morte di Mia. Giuliano +le asseverò essere lo sparo fatale, che tanto aveva spaventata la +cavalla, nulla più che l'opera d'un cacciatore <span class="pagenum noind"><a name="Page_300" id="Page_300">{300}</a></span>di passere. Milla +accettò, senza discuterla, la versione di Giuliano; si calmò +gradatamente, tornò lieta e serena. Non era forse Giuliano il suo +profeta infallibile e adorato? perchè non gli crederebbe quando per +l'appunto egli diceva così? Ecco, per esempio, egli le aveva detto or +ora:—Sii buona, e provati a dormire, hai bisogno davvero d'una +dormitina.—Ella non sentiva affatto il bisogno della dormitina; pure, +a furia di star quieta e immobile, il sonno era venuto. Dormiva ora +placidamente, con un abbandono dolce e sicuro, con una mano ancora +serrata fra quelle di Giuliano. E così noi, nella calma fiduciosa del +suo sonno sereno, vediamo per l'ultima volta la nostra eroina, la +Duchessa Milla Lantieri dei Principi d'Astianello.</p> + +<p>Giuliano districò pianamente le proprie dita dalle dita di sua moglie, +depose con delicata cura la mano di Milla sulla rimboccatura del +lenzuolo, poi quasi furtivamente, in punta di piedi, uscì dalla +stanza.<span class="pagenum noind"><a name="Page_301" id="Page_301">{301}</a></span></p> + +<p>Era profondamente turbato.... il corso pericolo, quel vedersi, +sentirsi di fronte a una morte terribile, e, diciamo pure, anche il +pensiero della sorte che aveva minacciata la Duchessa, avevano +lasciato nell'animo suo un'impressione grave. Il creolo era stato +fortemente scosso; non poteva sopportare il ricordo di quel momento, +ma il ricordo implacabile non lo abbandonava mai. La sua riconoscenza +per Drollino era infinita, e l'idea che quell'infelice morisse, così, +per loro, gli era penosissima. E, come se non bastasse, gli era giunta +all'orecchio una strana diceria, che aboliva intieramente il +cacciatore di passere, ed evocava in sua vece un nemico ignoto, +implacabile, il quale, edotto del difetto di Mia, ne aveva calcolate +le conseguenze, e s'era valso d'un mezzo che non lasciava traccie, e +avrebbe infallibilmente sortito i più funesti effetti, se Drollino, +per un'inesplicabile, quasi miracolosa circostanza del caso, non si +fosse trovato lì per l'appunto in quell'istante fatale. Ma come +scoprirlo questo <span class="pagenum noind"><a name="Page_302" id="Page_302">{302}</a></span>strano nemico, come garantirsene in avvenire.... a +chi chiedere?... Drollino solo forse avrebbe potuto dir qualche cosa. +Ma Drollino, poveretto, non era certo in grado di fornir ragguagli: le +lesioni interne erano così gravi da non lasciar la benchè minima +speranza: s'indeboliva gradatamente, aveva continui sbocchi di sangue, +ed ogni parola che pronunziasse equivaleva ad un agitare della +clessidra, quando gli ultimi granelli di sabbia stanno per cadere +lungo la strettissima gola del cristallo.</p> + +<p>In villa e per tutta quanta la tenuta la relazione dell'avvenimento +aveva suscitate forti emozioni, ammirazione illimitata per Drollino, e +dubbi gravi assai. Da tutti si compiangeva il giovane capo di +scuderia, si vantava il suo atto eroico di abnegazione, gli si +perdonava ora, in grazia dell'accaduto, il suo carattere aspro e +orgoglioso, le bizze, l'indipendenza un po' selvatica del suo passato. +Il primo giorno, alla cascina, c'era stata una vera processione dei +camerati della tenuta; <span class="pagenum noind"><a name="Page_303" id="Page_303">{303}</a></span>ma ora il medico, d'accordo con Drollino +stesso, aveva rigorosamente proibite le visite; eccettuate, ben +inteso, quelle del Duca.</p> + +<p>Il Duca si mostrava angustiato dallo stato di Drollino. Veniva spesso +a vederlo, e inquieto del rapido progresso del male, si recava alla +cascina ogni qualvolta poteva allontanarsi dalla villa senza dar +sospetto a sua moglie. E anche stavolta, non appena vide Milla +addormentata, uscì in fretta, dirigendosi verso la cascina. Nel +cortile, all'ombra d'un vecchio fico, stava riunito un gruppo di +contadini, inquilini del cascinale. Al giunger del Duca, s'alzaron +tutti, salutando rispettosamente.</p> + +<p>Giuliano si fermò a chieder loro notizie dell'ammalato.</p> + +<p>Un vecchietto rubizzo rispose subito e per tutti:</p> + +<p>—Male, male assai, signor padrone. Stamane è venuto il prevosto, e +gli ha fatto fare le sue divozioni; e il dottore ha detto che sarà un +miracolo se passa la notte.<span class="pagenum noind"><a name="Page_304" id="Page_304">{304}</a></span></p> + +<p>Il Duca mise un sospiro profondo e sincero.</p> + +<p>—Vuole andar su?—chiese premurosamente una donnetta attempata, +ch'era allora allora sbucata da una prossima cucina.—Vedrà che cosa +da far pena! Son io che lo veglio, quel poveretto, e da tre notti non +chiudo occhio.</p> + +<p>E così parlando, precedeva il Duca su una scaletta di legno, e poscia +per un andito scuro che faceva capo alla camera di Drollino. Entrarono +entrambi in punta di piedi.</p> + +<p>La stanza era pulita; le patate c'eran tuttora, ma ammonticchiate +accuratamente in un canto, e non davan noia. La finestrina era chiusa, +e alla rottura dei vetri s'era riparato apponendo sulla intelaiatura +qualche spesso foglio di carta, attraverso il quale giungeva +affiochita la luce dall'esterno. Drollino sedeva sul letto, +appoggiandosi ad un ammasso di cuscini, e si sentiva sin dall'uscio lo +sforzo penoso del suo alitare. Il braccio rotto stava inerte e +stecchito nella sua fasciatura appeso al collo con un <i>foulard</i> rosso, +colla mano <span class="pagenum noind"><a name="Page_305" id="Page_305">{305}</a></span>libera; il giovane portava ogni tanto alle labbra un +fazzoletto bianco, e lo ritraeva quindi macchiato di sangue. Una benda +bianca gli serrava di sbieco la fronte, e lasciava vedere soltanto +l'occhio sinistro stranamente quieto e profondo, d'una luminosità +quasi paurosa. Qualche chiazza di sangue qua e là sulle lenzuola.</p> + +<p>Il Duca, col cuore stretto da un'angoscia profonda, sedette appiè del +letto, su una seggiola che la vecchia gli aveva premurosamente recata. +Salutò l'ammalato, e cercò d'intavolare qualche frase di conforto e di +speranza. Ma non proseguì. L'occhio di Drollino s'era repentinamente +fissato su di lui con una forza così intensa di divieto che il Duca +smarrì il filo del discorso, e tacque.</p> + +<p>Drollino alzò la mano che reggeva il fazzoletto, guardò la vecchia, e, +con quel cencio insanguinato, le accennò la porta.</p> + +<p>La vecchia allibì, rimase un momento in forse; poi, completamente +dominata, uscì senza far rumore.<span class="pagenum noind"><a name="Page_306" id="Page_306">{306}</a></span></p> + +<p>Al Duca parve che nella camera fosse piombata in quell'istante +un'ombra nuova ed arcana. E stava fermo, inchiodato sulla seggiola da +una possa misteriosa, ch'egli subiva suo malgrado.</p> + +<p>Drollino continuava a fissarlo col suo occhio da ciclope, acceso +dall'ardor della febbre. Il silenzio continuava oppressivo, pesante.</p> + +<p>Finalmente il Duca, tormentato, chiese a Drollino se avesse qualche +cosa da dirgli.</p> + +<p>—Sì,—rispose Drollino.</p> + +<p>La voce di Drollino era orribile a udirsi: roca, sibilante, con un +suono alterato, gutturale, come il congegno d'una macchina che, +spazzata, stride sotto la mano di chi lo tenta.</p> + +<p>Il Duca dominò un brivido, e continuò:</p> + +<p>—Forse, nevvero, vuoi parlarmi dell'accidente in cui la tua generosa +audacia.... Sapresti.... potresti dirmi chi?... Si dice che sia stato +un attentato. E tu sai...?</p> + +<p>—Lo so!</p> + +<p>—Oh, te se prego.... parla.... Capisci bene, è <span class="pagenum noind"><a name="Page_307" id="Page_307">{307}</a></span>necessario.... perchè +possa premunirmi.... per l'avvenire.</p> + +<p>Drollino ebbe una specie di sorriso, e le sue labbra si contrassero +con un'espressione d'ironia.</p> + +<p>—Non c'è più bisogno di precauzioni! egli non può più farle del male. +Guardi....</p> + +<p>E col fazzoletto indicò sè stesso.</p> + +<p>Giuliano non poteva, non voleva capire. Gettò un grido.</p> + +<p>—Tu?—disse finalmente, balzando indietro e tremando.</p> + +<p>—Io.</p> + +<p>—Tu.... sciagurato!... apposta?... apposta?... perchè rimanessimo +uccisi?</p> + +<p>Drollino scosse il capo.</p> + +<p>—Non loro due.... io non sapevo che ci fosse anche la signora.... +Volevo.... solamente lei....</p> + +<p>Sulle tempie del Duca scorrevano grosse goccie di sudore.</p> + +<p>—Tu—sclamò ancora—tu? ma perchè? cosa t'ho fatto?<span class="pagenum noind"><a name="Page_308" id="Page_308">{308}</a></span></p> + +<p>—A me.... nulla—rispose Drollino fra due sibili.—Ma perchè guidava +Mia? e perchè voleva far morire la nostra.... signora?</p> + +<p>—Io?—gridò inorridito il Duca;—ma tu sei impazzito?</p> + +<p>—No,—rispose Drollino,—l'ha detto il dottore.... e non era giusto +ch'ella morisse.... per causa sua.... Si ricordi.... l'autunno +scorso....</p> + +<p>Il Duca cominciava a capire. Si fece pallidissimo; cercò invano, con +uno sforzo disperato, una parola di diniego, di scusa da gettare in +faccia a quel morente. Ma non la trovò, e non poteva mentire davanti a +quell'occhio unico che lo guardava immobile.</p> + +<p>Drollino gli accennò d'avvicinarsi.</p> + +<p>—Non abbia paura,—continuò, serbando sempre quel funebre simulacro +di sorriso—ora, ora.... vede bene.... è finita.</p> + +<p>Si fermò, la voce gli venne meno in uno schianto di tosse, che gli +empi la bocca d'una salivazione sanguigna.<span class="pagenum noind"><a name="Page_309" id="Page_309">{309}</a></span></p> + +<p>Giuliano aspettò, tremando verga a verga; poi:</p> + +<p>—Ma ora.... ora....—tentò di mormorare.</p> + +<p>—Ora....—rispose con uno stridore soffocato Drollino. E avventò, +ergendo il capo, una sola parola:—Genova!</p> + +<p>Atterrito, annientato, il Duca chinò la testa. Vacillava come un +giunco mosso dal vento.</p> + +<p>Drollino, passato l'accesso, continuava:</p> + +<p>—Ora, sarebbe morta, forse.... quando lo avesse saputo.... E lei, +signor Duca.... ha preso Mia.... Allora mi sono ricordato, e volevo +che Mia fosse la causa.... Ma ho visto la Duchessa, e sono venuto....</p> + +<p>Non potè proseguire; un secondo impeto di tosse gli mozzava +quell'aspro filo di voce. Allora, nell'accesso stesso sbattuto dallo +sforzo dello schianto rantoloso della tosse, ma tenendo sempre +Giuliano sotto il fascino spietato del suo sguardo, Drollino lasciò +andare il fazzoletto, e sollevando la mano, come un giudice che +condanna inesorabilmente, alzò un dito.<span class="pagenum noind"><a name="Page_310" id="Page_310">{310}</a></span></p> + +<p>Nel silenzio della stanza si sentiva l'affanno ormai, quasi parimenti +angoscioso, di due aliti oppressi.</p> + +<p>Un gorgoglio s'affoltò nella gola di Drollino. Ma egli, con uno sforzo +supremo, mormorò ancora una parola:</p> + +<p>—Si ricordi!...</p> + +<p>Poi tacque, cessò di guardar Giuliano, e adagiò il capo sui guanciali.</p> + +<p>Passò un minuto prima che il Duca trovasse la forza di uscire.</p> + +<p>Sulla soglia della cascina s'imbattè col dottore.</p> + +<p>—Sta male, eh! quel poveraccio?—chiese il medico, vedendo il viso +alterato di Giuliano.</p> + +<p>—Sì....—balbettò il Duca—temo che....</p> + +<p>—Per bacco!... l'ho detto subito che era affar di pochi giorni. Ma +lei non ci venga più qui. Vada via, che questi non sono spettacoli per +lor signori; e tanto, ormai è finita. Vada via, le dico, e mi cambi +subito quella brutta cera, che, <span class="pagenum noind"><a name="Page_311" id="Page_311">{311}</a></span>se no, son capace di farle un salasso +qui sui due piedi.</p> + +<p>Giuliano rispose con un tentativo di sorriso agli scherzi e ai +consigli del medico; poi s'allontanò adagio adagio, perchè dal +cascinale non si avvedessero ch'egli si reggeva a stento sulle gambe. +E solo quando fu lontano sulla via, lungi da ogni sguardo, nell'ombra +discreta d'una macchia, allora soltanto si lasciò andare. Cadde a +sedere su un tronco d'albero.... brancolando.... cercando un appoggio, +come una donna che vien meno.</p> + +<p>Il Duca era vinto.... la scena era stata troppo forte per lui. Sulla +sua fronte pallida il sudore si rinnovava ogni momento. Balbettava +sconnesse parole.... batteva i denti.... rabbrividiva, smentendo, nel +codardo abbandono di quel momento, tutta la sua calma di gentiluomo, +la sua placidità di uomo forte, la sua stupenda indifferenza di +creolo. Ebbe uno scoppio di pianto nervoso, quasi isterico, e non +cercò di frenarlo: chi lo vedeva <span class="pagenum noind"><a name="Page_312" id="Page_312">{312}</a></span>colà, chi lo udiva?... Milla non era +in presenza del suo idolo. Olga era a Genova, lungi dal suo schiavo +gran signore! E i passeri della macchia non si curavano punto di quel +Duca in lagrime, buttato là come un cencio.... scosso da quei +singhiozzi spasmodici.... che non erano forse nè tutta paura, nè tutto +rimorso!...</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>La camera di Drollino era quasi buia. Per terra, in un angolo, ardeva +un lumicino d'olio, e la sua poca luce era attenuata da una specie di +paralume improvvisato. Dietro ai vetri e alla carta della finestrina, +s'urtava un raggio di luna che cercava d'insinuarsi all'interno +disegnando sull'ammattonato e sulle pareti lunghe striscie bianche, +d'uno splendore freddo ed immobile. Nel camino ardevano lentamente +alcuni rimasugli di legna umida, e una vecchietta, adagiata in un +rustico seggiolone impagliato, lottava ostinatamente col sonno. Un +gentile odore d'erba secca veniva dal vicino fienile, e nel silenzio +<span class="pagenum noind"><a name="Page_313" id="Page_313">{313}</a></span>della stanza giungeva ancora dal prossimo piano uno stridore ritmico +e incessante di grilli, cui teneva bordone una voce più immediata, +uscita dal focolare stesso del camino. E, a lunghi intervalli, qualche +nitrito affievolito dalla distanza.... qualche lontano interrotto +canto di rossignolo.... le voci solitarie dei pascoli, che si +stendevano addormentati ora e ravvolti nell'ombra notturna e infinita +del piano.</p> + +<p>La donna non ne poteva più. Lo aveva detto al Duca; eran tre notti che +non chiudeva gli occhi! E ora quei poveri occhi stanchi si chiudevano +irresistibilmente. Il rumore affannoso, sibilante che Drollino faceva +respirando, non bastava più a tenerla desta. E i grilli, +nell'interminabile monotonia del loro coro, non parevano modulare che +una sola parola: dormire, dormire!</p> + +<p>A dir vero, Drollino pareva molto più quieto adesso; il rumore dei +suoi rantoli affaticati pareva diminuire. Ora invece vaneggiava.<span class="pagenum noind"><a name="Page_314" id="Page_314">{314}</a></span></p> + +<p>Sulle prime, essa aveva voluto dar retta alle parole, alle frasi +interrotte di quel quieto delirio. Ma poi se n'era stancata; eran +tutte frasi del suo mestiere, e non si capiva nulla. Piuttosto, per +tenersi desta, ricorse al rosario. Ma nemmen questo valeva: essa +pronunciava affatto macchinalmente quelle note e sacre parole; la +mente le si intorpidiva nel sonno.</p> + +<p>—Mia! sta quieta,—diceva dolcemente Drollino.—No, no, non va bene +così! più ritta.... Avanzi il ginocchio.... ora terrò la staffa.... +tiri a destra.</p> + +<p>La vecchia provò a cambiare. <i>Salve regina, vita dulcedo, spes +nostra</i>....</p> + +<p>Drollino continuava sempre più sommessamente:—Volti, ora; aspetti.... +poggi sul fianco, niente paura..., più alta la briglia. Non abbia +paura..., non si farà male.... son qua io....</p> + +<p>In quegli accenti spezzati si sentiva una modulazione quasi +carezzevole, qualche cosa di indicibilmente sentito e profondo. La +vecchia si destò <span class="pagenum noind"><a name="Page_315" id="Page_315">{315}</a></span>con un sobbalzo, e continuò: <i>in hac.... lacrimarum +valle</i>....</p> + +<p>Di repente sul volto di Drollino si operò un mutamento. I tratti +s'affilarono, informandosi sulle ossa, che parvero avanzarsi sotto la +pelle e sporgersi con un più marcato rilievo. Il volto assunse una +tinta grigiastra, d'una trasparenza perlacea, e sotto alla quale +s'accusava, sotto un lividore quasi violaceo, il colore di un frutto +troppo maturo che, toccato, si ammacca.</p> + +<p>La vecchia s'era addormentata. Russava ora ella stessa, colla corona +abbandonata sulle scarne nocche delle dita. La lucernetta, in cui +l'olio veniva meno, mandava una luce vacillante, che si esauriva +lottando ad un tempo contro l'ombra della stanza e il chiarore incerto +del lume di luna.</p> + +<p>Allora, nell'agonia solitaria di Drollino, cominciò la splendida +gloria d'un sogno. L'ordine della sua esistenza si capovolse negli +ultimi sforzi della memoria: presso alla fine, egli rivisse, <span class="pagenum noind"><a name="Page_316" id="Page_316">{316}</a></span>l'estasi +suprema di un'ora della sua prima gioventù.</p> + +<p>—Dagli un bacio,—diceva il Principe ridendo. E la testolina bruna +della bambina si chinava verso di lui; due labbruzze strette, +allungate cercavano le sue; una vocina festosa ripeteva:—Prendi, +Drollino, prendi!</p> + +<p>Egli non si tirò in là, non ricusò. Mosso il braccio, brancolando nel +buio, come se volesse stringere.... afferrare.</p> + +<p>Poi, con un'ospressione di supremo trionfo, gridò:—Mia!</p> + +<p>La vecchia si destò di botto.... Gesù Maria!... parlava sempre quel +poveretto, non si chetava mai! Ecco che adesso chiamava la sua +cavalla.</p> + +<hr style='width: 20%;' /> + +<p>Stette ancora in ascolto, ma non sentì più nulla. Le parve anzi che il +rantolo fosse cessato.... a un tratto. Inquieta, s'alzò, attizzò il +lucignolo della lucerna e s'accostò al letto!<span class="pagenum noind"><a name="Page_317" id="Page_317">{317}</a></span></p> + +<p>E subito, spaventata, si ritrasse per chiamar gente.</p> + +<p>La camera s'empì in breve di contadini. Ma nessuno ormai, nulla al +mondo poteva turbare l'ultimo sogno di Drollino. Lo spirito, +all'estremo, s'era rifugiato in quel sogno, e aveva varcato il +confine.</p> + + + +<h2 class="biggap">FINE.</h2> + +<hr style='width: 30%;' /> + +<div class="figcenter" style="width: 255px;"> +<img src="images/finale.jpg" width="255" height="400" alt="Immagine decorativa" title="Immagine decorativa" /> +</div> + +<hr style='width: 30%;' /> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Mia, by Memini + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK MIA *** + +***** This file should be named 16980-h.htm or 16980-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/1/6/9/8/16980/ + +Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net. (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. Special rules, +set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to +copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to +protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project +Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you +charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you +do not charge anything for copies of this eBook, complying with the +rules is very easy. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + https://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + +*** END: FULL LICENSE *** + + + +</pre> + +</body> +</html> + diff --git a/16980-h/images/coperta.jpg b/16980-h/images/coperta.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..f167c33 --- /dev/null +++ b/16980-h/images/coperta.jpg diff --git a/16980-h/images/coperta_main.jpg b/16980-h/images/coperta_main.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..dc87c16 --- /dev/null +++ b/16980-h/images/coperta_main.jpg diff --git a/16980-h/images/finale.jpg b/16980-h/images/finale.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..3f06567 --- /dev/null +++ b/16980-h/images/finale.jpg diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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