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+The Project Gutenberg EBook of Mia, by Memini
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Mia
+ Romanzo
+
+Author: Memini
+
+Release Date: November 1, 2005 [EBook #16980]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK MIA ***
+
+
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+
+Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online
+Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net. (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano)
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+Mia
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+ROMANZO
+DI
+MEMINI
+
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+MEMINI
+
+MIA
+
+ROMANZO
+
+MILANO
+
+GIUSEPPE GALLI, LIBRAJO-EDITORE
+Galleria Vitt. Em. 17 e 80.
+
+1884
+
+
+Proprietà letteraria
+
+Tip. L.F. Cogliati
+
+
+
+
+I.
+
+
+Di provincia, questo sì, ma una casa colossale e delle ricchezze degne
+della storica nobiltà del nome; una casa come ce ne son poche ormai,
+mercè la sacra e rovinosa giustizia, cui dobbiamo l'abolizione dei
+privilegi di primogenitura.
+
+E (incredibile ma vero) l'attuale capo della casa, Sua Eccellenza il
+signor Principe d'Astianello, un bell'uomo sui quarantacinque anni,
+vedovo, con una sola bambina, non voleva saperne di rimaritarsi.
+
+Non già che gli fossero mancati suggerimenti in proposito. Amici,
+parenti, chi aveva diritto a dar parere e chi non l'aveva, tutti
+battevan quella solfa. Gli parlavano continuamente di visetti
+adorabili, di doti cospicue, di educazioni finitissime, di alleanze
+sovrane. Egli non diceva di no, non sfuggiva la visuale dei visetti
+adorabili, non sprezzava le doti cospicue, lodava le finite
+educazioni, onorava le quintessenze di sangue bleu... ma, ecco qua:
+non sposava!
+
+E però egli era severamente giudicato da un venerabile sinodo di
+nonne, di mamme e di zie, cui teneva bordone un coro, più timido ma
+non meno malcontento, d'interessanti vedovelle. Egli non parlava mai
+della defunta Duchessa; non pareva, nè era infelice. Era quasi sempre
+gioviale e di buon umore. Non era per nulla un santo padre del
+deserto, godeva largamente e pacificamente dell'esistenza. Non
+s'occupava di politica, ma se se ne fosse occupato sarebbe stato un
+conservatore feroce e un implacabile codino. Lo era bensì per conto
+proprio ed in casa sua, dove serbava gelosamente inalterate le
+costumanze e le tradizioni della famiglia.
+
+In casa d'Astianello c'eran sempre state le razze di cavalli; orbene,
+egli continuava quell'abitudine, le razze ci sarebbero sempre, per
+l'appunto. L'estesa dei pascoli era immensa e colà nitrivano e
+sgambettavano i puledri delle cavalle ch'egli aveva ereditate puledre
+dal padre suo. Le razze di casa d'Astianello erano antiche e pregiate
+e costituivano una questione di dare ed avere non indifferente nonchè
+una delle più apprezzate vanaglorie della famiglia. Il Principe, a
+dirla qui fra noi, non se ne intendeva più che tanto, ma altri della
+casa se ne intendeva per lui e qualchevolta i suoi cavalli, buscavano
+il premio alle esposizioni ippiche. E allora che baldoria nella
+tenuta!
+
+Il Principe amava parlare dei suoi cavalli. Specialmente quando
+qualche imprudente e zelante amico tentava intavolare, anche alla
+lontana, quel benedetto argomento del matrimonio. Allora sì che
+entrava in campo la scienza ippica. Il Principe prendeva a sfoderare
+le sue cognizioni in fatto d'allevamento. Apriti cielo.... S'intende
+piova, ma non tempesta. Ed era invece tempesta, ma così fatta, a
+chicchi così grossi, così innumerevoli che il povero interlocutore
+seccato a morte, stordito, assordato, non vedeva l'ora di battersela e
+alla prima interruzione, se la batteva senz'altro. Il Principe rideva
+e continuava... a non sposare.
+
+Da qualche anno in qua il nerbo degli amici cospiratori aveva mutato
+sistema. Avevano detto: lasciamo fare al tempo. Ma il tempo passava
+senza recare sulle sue decrepite ali una seconda principessa
+d'Astianello.
+
+Eppure il Principe aveva, a modo suo, amata moltissimo la sua povera
+moglie. E forse appunto per questo egli era ora così fedele alla
+memoria di lei e alla propria libertà.
+
+Oltre a queste due sante cose, il Principe amava molto la sua bambina
+e il pensiero di darle una matrigna gli tornava odioso. Non già che
+vivesse molto con lei o che attendesse egli stesso alla sua
+educazione. Ma gli era caro veder bazzicare per l'ampio dei grandi
+saloni quel nonnulla di bambina, quella cosuccia bianca, delicata,
+soave, che non voleva saperne di crescere, che nello studio non faceva
+grandi progressi e non era nè impertinente nè spiritosa, ma che veniva
+su adagino, lentamente come uno dei fiorellini esotici della serra e
+che voleva tanto bene a lui. Gli era caro, quando saliva a cassetta
+per condurre il tiro a quattro, veder la ragazzina andare in estasi e
+contemplarlo rapita, come avrebbe contemplato un re, seduto in trono.
+Una sola cosa gli dispiaceva; che la sua Camilla (Milla per amore di
+brevità) fosse così timida e paurosa. E il bello è che essa non diceva
+mai: ho paura. Ma come diventava smorta quando cominciava il temporale
+come tremava quando suo padre parlava di metterla in sella; che
+sgomento nei suoi occhioni amorosi quando egli aveva la crudeltà di
+pretendere ch'ella assistesse in giardino ad un esercizio di tiro
+colla carabina Flaubert! Decisamente Camilla non aveva in sè la
+stoffa di un'amazzone. E il Principe, dopo essersene un po' stizzito,
+finiva collo scusarla, considerando che già.... veramente era un po'
+delicatina.
+
+Ora anzi stava meglio di prima a furia di cure e d'aria d'Astianello,
+ma non era proprio il caso di tormentarla nè per l'ardire, nè per
+l'amore allo studio. Tutte cose che verrebbero poi a tempo debito. E
+se non verrebbero... nemmen più tardi... poco male!
+
+Il Principe, un po' per gusto proprio, un po' per la bambina, passava
+buona parte dell'anno ad Astianello. Quella gran libertà della
+campagna, la sovranità assoluta ch'egli vi esercitava, si confacevano
+al suo carattere di feudatario benigno. Si sa; ogni tanto una
+scappatina o a Parigi o a Torino, o a Firenze per rifarsi un po' della
+solitudine. Bene spesso un'invasione d'amici alla villa; qualche
+grande caccia che vi riuniva delle gaie brigate, occasioni gradite
+d'esercitare una ospitalità larga, franca, veramente opulenta nella
+stessa sua semplicità. Nessun cerimoniale, s'intende, nessun sussiego,
+tutto schietto, alla mano, un po' all'antica, abbondanza eccessiva,
+una buona dose di sperperi e d'abusi, ma lieta anche questa, quasi
+consacrata dall'abitudine e dalla gratitudine. Una moltitudine di
+persone di servizio, per far poco o nulla, ma per scialare
+allegramente alle spalle del padrone che ignorava molto e tollerava
+assai, ed era oggetto, da parte di quanti se la godevano alle sue
+spese, d'una specie di culto, grossolano forse, ma se non altro
+sincero.
+
+La villa era bellissima, vecchia, ma d'un'architettura già emancipata
+dallo stile greve e freddamente monumentale del più delle sue
+contemporanee. S'alzava in mezzo al giardino su un rialzo di terreno
+che componeva una vasta spianata tutta coltivata a fiori. Di fronte
+alla facciata principale, si stendeva un viale di antichi ipocastani
+che facevan capo ad un'ampia cancellata e all'entrata della villa. Il
+viale costeggiava a destra il vastissimo fabbricato delle scuderie, a
+sinistra il giardino.
+
+I fabbricati rustici dipendenti dalla villa, rimanevan colati dietro
+un folto boschetto di cipressi e celavano alla lor volta l'immediata
+vicinanza delle prime case del villaggio. Ond'è che bene spesso, un
+contadino, di ritorno dai campi o che avesse premura, si metteva
+francamente pel viale e passava rasente alla villa senza che nessuno
+ne facesse caso. Il cancello d'entrata era sempre aperto durante il
+giorno. Il giardino era, come dissi, ricchissimo di fiori. Sulla
+spianata, a ridosso della facciata principale, una doppia gradinata,
+bipartendosi lateralmente da una fontanina, saliva, sino alla
+terrazzina del primo piano, mettendolo così in comunicazione diretta
+col giardino. Quelle due scalinate avevano una fisonomia gentilmente
+teatrale d'idillio, colle loro barocche ringhiere ammantate da fitte
+diramazioni di rosai, di serenelle, di caprifoglie; era come
+un'invasione di fiori, intenti a dar la scalata alla casa.
+
+Peccato che la finestra del terrazzino fosse sempre chiusa!
+
+Dietro c'era una bellissima stanza da letto, tutta parata in raso
+celeste. Quella era la camera matrimoniale del Principe e la Milla
+v'era nata ma egli non ci metteva mai piede, nè permetteva che alcuno
+l'abitasse.
+
+Milla dimorava in un'altr'ala della casa. Aveva anch'essa uno stanzone
+grande e ricco e il suo piccolo lettuccio pareva ancor più piccolo in
+quella severa vastità d'ambiente. Ma, come a correggere l'esiguità di
+quel lettuccio di bimba, accanto a questo s'accampava maestoso l'ampio
+letto ove stendevansi pudicamente ogni sera, l'ossea carcassa e le
+forme allampanate della rispettabile Miss Rhoda Spring, la governante
+inglese della Principessina. A dire vero, Miss _Spring_ non faceva
+grande onore al suo poetico nome. La primavera di quella degna signora
+era da più anni compiuta ed era difficile persino il ricordo delle
+mammolette e del ritorno delle rondini davanti a quella formidabile
+persona, così maestosamente, così intrepidamente brutta. Con tutto
+questo Miss Spring era un angiolo insulare di zitellona, buona,
+ingenua, candidissima; ma nel villagio e nella tenuta non godeva le
+simpatie dell'universale. Abituati a stimare altamente le razze di
+cavalli inglesi e a pregiare sovra ogni altra, le puledre venuto
+dall'Irlanda, quella brava gente non poteva capacitarsi come una
+compaesana, per esempio, di Lady Rowena (quella famosa morellona che
+aveva portato via il premio all'Esposizione di Roma) potesse essere
+così brutta, e avere dei piedi cosiffatti, e una faccia smorta, che
+pareva il muso d'una cavalletta. Il male era che, per l'appunto, il
+Principe aveva scritto a un suo amico a Dublino di mandargli una
+cavalla così e così. Infatti avevano viaggiato, si può dire, di
+conserva, ma, giungendo, non avevano incontrato per nulla lo stesso
+aggradimento. Il che non vuol dire però, che non avessero entrambe
+fatta, ciascuna a modo suo, eccellente riescita: Rowena era l'idolo
+della scuderia, e Miss Spring era l'idolo di Camilla.
+
+A dirla schietta, non ci voleva poi gran che per diventare l'idolo
+della Milla. Il suo cuoricino di bimba aveva un grande bisogno di
+voler bene.
+
+E in quella baraonda di casa, fra quell'andirivieni di gente,
+esclusivamente occupata di cavalli e dove l'elemento femminile non era
+rappresentato che dalle guardarobiere o dalle mogli dei fattori e dei
+palafrenieri, una donna che si occupasse della bambina, che le usasse
+certe cure, doveva, senza fallo, occupare un posto importante
+nell'animo suo. Milla poi aveva un benedetto carattere.... Si
+affezionava presto, con un grande ardore, che durava, nutrendosi del
+proprio elemento, esaltandosi, raffinandosi, facendosi sempre più
+scevro d'egoismo. Oh! come aveva amata quella zoticona della sua
+balia, rimastale vicino sino a che ella avesse raggiunto il settimo
+anno! Che pianti, che disperazione quando dovette lasciarla! E ora,
+ecco, il suo amore era Miss Spring!
+
+Certo; Miss Spring era proprio una buona donna, e anch'essa s'era
+affezionata assai alla Milla.... Credeva in piena buona fede di far
+l'educazione di quella creatura.... _darling_ Milla! Ma in realtà
+_darling_ Milla si educava da sè sola, colla dolcezza infinita, soave
+del suo carattere, col suo ardente bisogno di voler bene. Non faceva
+immensi progressi nello studio, era molto timida, e non era punto
+furba; ma questo cosa importava?....
+
+Il signor Principe aveva raccomandato di non seccarla troppo, povera
+piccina, con tutte le storie in _ia_...; non si curava affatto d'aver
+una bambina prodigio, e d'altronde era di parere che una donna ne sà
+sempre abbastanza. Ond'è che Milla passava sole poche ore del giorno
+nel salotto così detto di studio, e quando il tempo lo permetteva, lei
+e Miss Spring vivevano all'aria aperta, a passeggio o in giardino.
+Anche il medico aveva suggerito di far così; e realmente, nulla
+poteva tornar più giovevole alla salute della bambina. Miss Spring
+prediligeva l'ombra fitta e fresca degli ipocastani; a mezzo il viale,
+dal lato del giardino, il Principe aveva fatta fabbricare una specie
+di capanna rustica con dei banchi e qualche seggiola, e questo era il
+quartier generale della governante e dell'allieva. A destra, a capo al
+viale, la casa; a sinistra, in fondo al viale, il cancello sempre
+aperto; dietro il giardino; davanti, il muro basso, rossiccio,
+interminabile delle scuderie.
+
+Quanta gente ci viveva su quel lusso delle scuderie! L'allevamento era
+una fonte continua di prosperità e di guadagni per la popolazione di
+Astianello, e quasi tutte le braccia valide vi trovavano sicuro
+impiego. E come andavano superbi di appartenere alla tenuta del signor
+Principe! I cavallanti, poi, in ispecie formavano quasi una
+corporazione privilegiata, dove la successione si trasmetteva di padre
+in figlio. Avevano la riputazione d'essere esperti, arditissimi,
+anche un po' temerari, se si vuole. Li chiamavano i diavoli
+d'Astianello, ed essi erano lusingatissimi della loro denominazione e
+si sforzavano di farle onore, cavalcando sempre di carriera, portando
+il berretto in un modo speciale e usando un certo linguaggio,
+pittoresco all'estremo, che strappava degl'innumeri _shocking_! dalle
+labbra smorte di Miss Spring. Ma i cavallanti, forse perchè non
+capivano il pudico valore di quella parola, non ristavano
+dall'infiorare i loro discorsi di quelle energiche locuzioni. Era
+un'abitudine, un vezzo come un altro; probabilmente essi eran persuasi
+che ciò contribuisse assai al _chic_ della professione. I più giovani
+naturalmente esageravano questa pretesa; tra i ragazzi poi, i
+cavallantini in erba, era una cosa terribile. Bisognava sentir
+Drollino, per esempio! Era per l'appunto il ragazzo più taciturno
+della tenuta; ma le poche parole che diceva eran tutte moccoli....
+proprio tutte!
+
+Che tipo curioso quel Drollino! Veramente si chiamava Pietro, ed era
+figlio d'uno dei più bravi cavallanti della tenuta. Le consuetudini
+del dialetto della provincia avevano alterato il suo nome,
+allungandolo: ne avevan fatto, Pedrolo. Senonchè, per distinguerlo dai
+molti altri Pedroli e dal padre stesso, che si chiamava pur egli così,
+il nostro Pedrolo diventò Pedrollino; poi, per abbreviare, si disse
+Drollino. Egli portava bene quel nome spiccio. Era un ragazzeto sui
+dieci anni, magrissimo, con una faccia fina, piccola, espressiva,
+abbronzata dal sole ardente dei pascoli. Sua madre era morta nel darlo
+alla luce, ed egli, che non amava la matrigna, non voleva saperne di
+stare in casa... era sempre a zonzo pei pascoli, col padre suo o solo.
+A scuola non ci voleva andare; veniva su alla libera, ignorante come
+un ciuco, di tutto ciò che non fosse cavalli. Con questi, si sa, pane
+e cacio; ed egli preferiva assai trovarsi in mezzo ai puledri che coi
+compagni suoi. Cavalcava già, con destrezza mirabile. Il male era che
+s'affezionava tenacemente agl'individui della razza, e, se accadeva la
+vendita di qualche pariglia o di qualche allievo del quale egli si
+fosse personalmente occupato, considerava quella misura quasi come un
+insulto personale, digrignava i denti, bestemmiando come un Turco e
+per più giorni batteva la pianura come un zingaro. Poi l'amore pei
+cavalli lo vinceva e la pecorella tornava all'ovile.
+
+Ragazzo com'era aveva già una salda esperienza del suo mestiere; ne
+sapeva quasi tutte le malizie; ciò che piace ai cavalli e ciò che dà
+loro ai nervi. Era un po' prepotente e quando imbizzarriva, tirava
+calci e mordeva.--Mi spiace a dirlo, ma temo che Drollino non avesse
+sulle parole _tuo_ e _mio_ delle nozioni d'una precisione matematica.
+Il frutteto riceveva spesso qualche sua visita notturna e il
+giardiniere trovava sempre mancanti all'appello certi limoni acerbi
+ch'egli contava spesso con una cura piena di speranze. E Drollino
+amava molto i limoni acerbi... Ma non si lasciava mai cogliere sul
+fatto. Con tutto ciò era un ragazzo simpatico... aveva certe qualità
+indicatissime pel suo mestiere. Oltre ai cavalli adorava il suo
+padrone. Gli rubava i limoni è vero, ma per lui si sarebbe fatto
+ammazzare, quando occorresse. Per Drollino il possessore di tutti quei
+cavalli, di quella tenuta immensa non poteva essere un uomo come gli
+altri. Era maestà infinita, senza pari. E quando pensava che, se il
+padrone non si rimaritava, tutta la tenuta, la villa, lo spazio
+immenso delle campagne apparterrebbero un giorno a quella creaturina
+vestita di bianco che giocava nel viale, la bambina assumeva ai suoi
+occhi un aspetto fantastico; diventava un essere straordinario anche
+lei, come una specie di deità, destinata a uno splendore incomparabile
+di avvenire. In quello, al povero Pedrolo, il padre di Drollino,
+accadde un brutto caso. Un puledro mal domo, ch'egli stava governando,
+gli sferrò un calcio terribile nella coscia. Il poveretto ebbe a
+restare coricato per quaranta giorni e quando s'alzò s'avvide con
+immenso dolore d'essere ormai irrimediabilmente sciancato! Si trattava
+dunque di rinunziare ai cavalli. Che colpo per il povero
+cavallante.... non poteva crederci, non sapeva rassegnarsi! Ma il
+Principe impietosito seppe assicurargli un posto che, da un lato
+almeno, tornava consono alla vocazione del ferito e alle sue attuali
+condizioni di salute. Lo fece portinaio delle scuderie coll'alloggio
+accanto a queste. Pedrolo non governava più i cavalli liberi, ma
+vedeva gli altri, li udiva, poteva passeggiar tutto il giorno
+arrancando colla sua gamba storpia nei pressi della scuderia. Drollino
+naturalmente aveva seguito il padre nella sua nuova dimora.
+
+Ma con quanto dispiacere! Scappava laggiù ai pascoli tutte le volte
+che poteva; ma pure ogni tanto gli toccava star in casa! Almeno se
+avesse potuto lavorare in scuderia! Ma i palafrenieri e i cocchieri
+non eran punto teneri pei cavallanti; ed i mozzi erano in continua
+lite con quel ragazzotto insolente, facevano apposta a non lasciarlo
+giungere sino ai cavalli, lo canzonavano quando egli pretendeva dar
+pareri.
+
+Drollino si rodeva (forte dei suoi bricioli di esperienza), del suo
+acuto istinto d'osservazione. Pensava a fuggire definitivamente. Aveva
+un certo progettino; voleva, un giorno o l'altro, rubare un cavallo e
+poi scappare, andarsene nella pianura illimitata. Capiterebbe Dio sa
+dove, ma intanto avrebbe un cavallo suo, proprio suo, tutto suo!
+Cristo!... che cosa!.... avere un cavallo suo!
+
+Quando Drollino non ardiva allontanarsi soverchiamente dalla casa
+nuova gironzava pel giardino e bene spesso scavalcando un muricciuolo,
+capitava nel viale. E così fu che s'imbattè varie volte colla Milla
+occupata ad ammonticchiare le castagne d'India, cadute dagli alti
+piantoni. Dapprima, sgomentato, fuggiva come se vedesse la versiera;
+poi s'era fermato a guardare, poi un sorriso della Milla gli aveva
+dato il coraggio di fare un passo avanti, poi avevano scambiata
+qualche parola e avevano finito col mettersi a giocare assieme. Miss
+Spring sulle prime aveva mossa qualche obiezione; poi, vedendo che il
+ragazzo si conduceva bene e che le sue letture riescivano meno
+interrotte dacchè Milla aveva un compagno, finì per permettere che il
+_fiery boy_ giocasse colla padroncina. Essa lo chiamava così: «ragazzo
+ardito»; e in fondo non le dispiaceva. D'altronde, come il più delle
+sue connazionali, aveva nel sangue un po' di manìa di proselitismo e
+le era balenato nell'animo che in quel ragazzo indomito ci fosse
+qualche cosa di convertibile. E se Milla, come quell'angelica Evelina
+della _Capanna dello zio Tom_, fosse destinata a ricondurre sulla
+buona strada il _fiery boy_ e farne per lo meno un _tetotaller_?... I
+_tetotaller_.... erano il sogno di Miss Spring. Essa aveva molta fede,
+molta immaginazione e i moccoli di Drollino nascevano così fitti, così
+smozzicati fra i denti, che la credula governante, udendoli, non li
+capiva e sorrideva benevolmente osservando quanto i nostri
+differenziano dai dialetti della sua nativa natura e verde Erinni.
+
+Certo è che i moccoli di Drollino erano d'una specie affatto
+particolare. Li pronunciava a mezza voce, con un tono secco,
+stridente, come se masticasse dei bottoni di porcellana. La Milla però
+li capiva e se Miss Spring non era vicina lo sgridava.--Ah! Drollino!
+non sta bene!--diceva con un'aria patetica di rimprovero.
+
+E Drollino a furia di sentire quella vocina dire che i moccoli non
+stanno bene cominciò ad arrossire ogni volta che, per caso, gliene
+sfuggiva detto uno. Non già che non fosse stato mosso qualche appunto
+al suo linguaggio, anche prima; ma chi gli faceva queste osservazioni
+gliele faceva a suon di ceffoni e di tirate d'orecchio ed egli trovava
+più comprensibile il linguaggio di Milla.
+
+Erano bimbi affatto e giocavano di gran cuore. Egli le usava certe
+attenzioni, delle quali nessuno l'avrebbe creduto capace. Le compose
+un'altalena, e le rimproverò la sua dappocaggine e la sua paura dei
+cavalli. Le portava degli uccellini semivivi, dei gatti d'una magrezza
+incredibile; una volta le portò persino una marmotta, ancor mezzo
+addormentata. Essa serbava spesso per lui qualche dolce del desinare.
+Allora Drollino, che era fiero e non voleva mangiare i dolci a ufo, le
+recava delle pesche stupende rubate per lei con somma maestria e non
+lieve pericolo, dal frutteto stesso della villa. La bambina, complice
+innocente, mangiava con piacere le frutta proibite! Invertita, ma pur
+sempre la scena eterna di Adamo ed Eva!
+
+Il Principe aveva visto più volte sul viale i due piccoli compagni di
+gioco, ma la cosa non gli fece la minima impressione. Trovò anzi che
+era naturalissimo. E lo era infatti, col sistema e le abitudini quel
+tempo in cui egli pure era stato bambino!
+
+Drollino giocava molto e parlava poco. Ma ora che era proprio in
+confidenza colla Milla gli veniva fatto ogni tanto di accennare alla
+sua grande, indomabile passione, i cavalli. Oh come rimpiangeva
+l'epoca anteriore alla disgrazia di suo padre!--Oh se sapessi,
+Milla.... cos'è!...--S'animava narrando le gioie della vita libera, le
+voluttà delle corse sfrenate in groppa ai puledri vellosi! Oh! se
+l'avesse lui.... un cavallo! Ma lo avrebbe voluto piccolo, appena
+nato, per poterlo domare, educare.... Suo! suo! suo!... gli occhi gli
+scintillavano d'entusiasmo.
+
+Un giorno capitò sul viale come un uragano.
+
+--Oh Milla! se sapessi! è nata or ora.... lì in scuderia.... da
+Rowena.
+
+--Chi?...--chiese innocentemente la bambina.
+
+--Una puledrina!... Se la vedessi! dicono che sarà una meraviglia. È
+grande così, guarda, come Lupo, il mastino di guardia! Se fosse mia,
+ah Cris....
+
+Si fermò perchè Milla faceva un visino scandalizzato.... Alzò le
+spalle, con un atto sprezzante poi, di volo, ritornò verso la
+scuderia.
+
+Ci stette tardi, sin che potè.... sinchè il mozzo di guardia non lo
+mandò via minacciandolo d'una pedata. Implorò di poter passare la
+notte, lì sulla paglia, accanto alla neonata. Ma invano. In scuderia,
+passate le dieci, non potevano rimanere se non le persone addette al
+servizio notturno.
+
+Uscì agitatissimo, con un desiderio febbrile di tornare là dentro. Non
+poteva spiccarsi dai pressi della scuderia. Ronzava continuamente
+attorno all'uscio serrato, correva di qua e di là, assorto nel
+pensiero che tutto lo dominava; aspettando impazientemente l'alba che
+gli avrebbe agevolata l'occasione di tornare in quel paradiso perduto
+e di cacciarsi in un cantuccio. Oh! non importa dove, pur che fosse
+là, vicino al _box_, dove Rowena collo sguardo stanco memore del male
+sofferto e fatta ancor più intelligente dalla recente maternità,
+fissava la piccola bestiolina pelosa che ancora non sapeva reggersi in
+piedi.
+
+Così venne la mezzanotte.
+
+Era un tempaccio tempestoso: una luna color di sangue acceso
+battagliava con una irosa schiera di nuvoloni plumbei, che la volevano
+affogare. Lontano lontano, in un denso nereggiamento dell'orizzonte,
+si susseguivano, con un brontolìo cupo e prolungato, tre o quattro
+voci di tuoni, intesi a soperchiarsi l'un l'altro. A un tratto, in
+mezzo a una folata di vento che passava, soffocata rasente al suolo,
+Drollino sentì poco lungi un certo fischio sommesso, che col vento non
+aveva nulla a che fare.
+
+--Cosa sarà?--disse il ragazzo insospettito ma senza paura. Era già
+nell'ombra; vi rimase, anzi s'ingolfò meglio nel buio, passando dietro
+una gran macchia di ortensie e coll'acutissimo sguardo prese a
+indagare, per quanto gli riesciva, il vasto sfondo del viale. Non andò
+guari che un secondo fischio, ma stavolta appena percettibile
+all'udito, gli giunse da quella direzione. Poi vide confusamente un
+gruppo di due o tre persone camminare lente, con somma cautela, verso
+il fianco settentrionale della villa.... dove per l'appunto si
+trovavano le dispense e i tinelli della servitù. Drollino indovinò che
+quella silenziosa comitiva erano ladri.
+
+Non si sgomentò, non smarrì nessuna delle sue facoltà. Senti un'acre
+gioia di averli veduti, di potere sventar i loro progetti.--Ah!
+birbanti!--pensò con trasporto....--or ora vi servo io!...
+
+Svoltò l'angolo della villa, si mise pel fossatello, e, scivolando
+come una serpe per l'erba agitata dal vento, fu in un lampo alla corte
+rustica. Svegliò il fattore, un vecchio animoso, che alla sua volta
+destò e fece armare frettolosamente cinque o sei dei più arditi
+famigli. Guidata da Drollino, la piccola comitiva avviata a
+sorprendere i malviventi si recò nel luogo accennato dal fanciullo.
+Allorchè vi giunse, i ladri, che non si erano ancor avveduti di nulla,
+erano già intenti a smovere l'inferriata d'una delle finestre a
+terreno, in faccia ad un corritoio che metteva capo al tinello, dove
+alla sera si rinserrava l'argenteria.
+
+Drollino capitanò la schiera dei famigli sino al riparo d'una vicina
+macchia d'oleandri; poi si spinse solo, strisciando come un rettile,
+finchè giunse quasi accanto ai ladri. Allora si voltò, accennando ai
+suoi di farsi avanti. Ma in quel momento volle fatalità che la luna,
+liberandosi inaspettatamente dalle nubi, piovesse sul mistero muto di
+quella scena una viva striscia di luce mercè la quale il viso da
+zingaro di Drollino e la sua mano alzata a far cenno, riusciron
+visibili ai ladri.
+
+Questi, lasciata sul momento l'inferriata, si diedero a fuggire
+precipitosamente. Allora, nel silenzio della notte, si sentì, acuta,
+stridula, rapida come lo scoppio d'un razzo, la voce di Drollino che
+mandava il grido d'allarme «Ai ladri!» E gridando, s'era lanciato su
+quello dei malfattori che gli stava più vicino e gli si era appeso ad
+un braccio facendosi, nella fuga precipitosa di colui, trascinare
+come un peso morto. Il cane di guardia abbaiava a squarciagola, i
+contadini inseguivano correndo; s'era alzato un baccano incredibile.
+
+A un tratto si vide un lampo, s'udì uno sparo, cui tenne dietro un
+grido acutissimo. I fuggitivi erano incalzati da vicino, ma due di
+questi riescirono a porsi in salvo; il terzo, quello a cui s'era
+avvinghiato Drollino, e che per isbarazzarsene gli aveva sparato
+addosso un colpo di pistola, fu preso. Ma il fanciullo giaceva inerte
+sul terreno.
+
+Non morto però, nè moribondo. La palla s'era acquartierata in un
+polpaccio rispettando le ossa. Gli venne estratta la notte stessa ed
+egli rimase l'eroe incontrastato dell'avventura.
+
+Il Principe venne a trovarlo nello stanzino del portinaio; s'accostò
+al letto, disse un sonoro «bravo», e cacciò la mano sotto il lenzuolo
+per sentire il parere del polso. C'era un po' di febbre, naturalmente,
+ma nulla di grave.
+
+L'eroe era debole assai, ma grato, superbo di aver meritato tanti
+onori e sopratutto una visita del Principe. Al padre che gli chiedeva
+più tardi se nel momento terribile non avesse avuto paura, rispose
+coscienziosamente di no.--Cioè--corresse un momento dopo--ho avuto
+paura di due cose: che mettessero fuoco alle scuderie e che destassero
+la signorina Milla!
+
+Rimase a letto per una ventina di giorni. Il Principe non s'era
+accontentato dell'elogio fattogli in quella notte memorabile. Mandava
+ogni giorno a prender sue notizie e volle che fosse per tutto il tempo
+della malattia nutrito a spese della casa. Poi un bel mattino, quando
+seppe che era proprio guarito, lo mandò a chiamare.
+
+Drollino venne subito accompagnato da suo padre. Era ancora assai
+debole; il sangue perso e quei venti giorni di letto l'avevano
+infiacchito assai; era magrissimo e aveva le labbra smorte. Il cuore
+gli batteva forte e le gambe gli tremavano un poco mentre attraversava
+la lunga infilata delle sale a terreno. Il Principe stava ad
+aspettarli nel salotto chinese e vicino a lui c'era Milla vestita di
+bianco come al solito, coi begli occhioni azzurri spalancati, per
+contemplar meglio l'eroe di quella misteriosa nottata.
+
+A dir vero, siccome essa dormiva placidamente quand'era accaduto tutto
+quel tramestìo, non sapeva bene cosa fosse stato; ma dai discorsi di
+Miss Spring, entusiasta del _fiery boy_, s'era capacitata che Drollino
+aveva fatto qualche cosa di straordinario. E perciò lo guardava
+ammirata, un po' impaurita forse da quella magrezza e da quel pallore
+eccessivo.
+
+Il ragazzo non era punto vanaglorioso in quel momento; tremava e
+avrebbe voluto essere altrove; il Principe gli faceva animo parlando
+in tono scherzoso del fatto; chiedendo particolari. Ogni, tanto il
+padre metteva bocca anche lui e Milla guardava, guardava.
+
+--Milla--disse a un tratto il Principe, con una serietà affettata,--e
+tu non dici nulla a questo tuo compagno che è stato così coraggioso?
+Orsù, fagli i tuoi mirallegro.
+
+Pare che i mirallegro non fossero il forte della bambina; stava lì
+attenta, immobile, senza parlare. Poi, a un tratto, stese timidamente
+una manina, che Drollino non accennava per nulla di prendere.
+
+--Ho capito--disse il Principe, ridendo.--Tu, Drollino, vieni qua e
+tu, Milla, falla finita e dagli un bacio.
+
+Drollino, il coraggioso! non era più pallido; era rosso rosso, e non
+si moveva. Fu dessa a moversi, ad andargli incontro sorridendo,
+cercando, colle labbruzze strette, riunite all'insù, le labbra pallide
+del fanciullo, che, vergognandosi, si schermiva. Le trine del candido
+abitino di mussola si gualcivano al contatto della rude fustagnina di
+Drollino.
+
+Miss Spring, presente a quella scena, stava perplessa fra uno
+_shocking_ e un _darling_; ma il Principe rideva di gran cuore. E il
+bacio, un po' per amore, un po' per forza, fu ricambiato.
+
+--Oh!--disse il Principe--così va bene. Ma ora è giusto che abbi,
+oltre a questo, un compenso più duraturo. E voglio lasciarne la scelta
+a te. Dì su, ragazzo, cosa vuoi?
+
+Sulle prime Drollino parve non capire. Poi, quand'ebbe afferrato il
+senso della frase, quando capì che forse potrebbe ardire, ardire
+assai, si fece di bragia, gli occhi gli scintillarono in fronte, sulla
+sua mobile fisonomia si dipinse l'ansia d'un supremo desiderio.
+
+Ma non seppe parlare.
+
+Non gli riesciva.... l'idea della sua ambizione lo atterriva.... No,
+no.... era impossibile.... era impossibile.... era troppo.
+
+Il padre, cogli sguardi, col gesto, gli faceva animo; ma egli non
+guardava suo padre e respirava a stento.
+
+--Orsù, disse il Principe impazientito--hai capito di parlare? vuoi
+farmi star qui tutta la mattina?
+
+Drollino non aveva certo una così perversa intenzione; si sforzava,
+poveretto, a parlare; ma la parola strozzata dall'inquietudine, gli
+moriva in gola.
+
+--Papà--disse timida, ma pronta, la bambina, tirando la manica della
+giacchetta indossata dal padre--vuoi che te lo dica io... cosa
+desidera Drollino?
+
+Il Principe si mise a ridere.
+
+--Tu?... ma cosa vuoi sapere tu, pettegolina che sei?
+
+Essa non si offese. Insistette, armeggiando in siffatto modo colle
+manine che il Principe dovette chinarsi e ascoltare le sue sommesse
+parole.
+
+--Vuole la puledrina di Rowena, quella che era appena nata quando
+successe la storia....
+
+--Oh!--rispose forte il Principe, alzandosi e squadrando Drollino con
+un fare canzonatorio...--Vuole la puledrina di Rowena, eh! questo
+monello!
+
+Drollino tremava come una foglia. Ecco che l'avevan tradito! E ora....
+lo caccerebbero di casa, naturalmente, per punirlo di aver osato
+tanto.
+
+Ma il Principe non parlò di scacciarlo. Trovava quell'ambizione un po'
+audace, ma giusta. Non si adirò per nulla, e, dopo essersi divertito
+un momento delle visibili angoscie del ragazzo, le troncò
+d'improvviso, dicendo che avrebbe dati lui stesso gli ordini necessari
+perchè la puledrina gli fosse consegnata.
+
+--Ma--soggiunse--ci hai pensato bene? Non vorrei poi che nelle tue
+mani quella povera bestia....
+
+Non finì; s'avvide che ogni raccomandazione era superflua. La faccia
+di Drollino sfolgorava. Egli non seppe ringraziare nè il padrone, nè
+la Milla; ma da questa a quello scoccò rapidamente uno sguardo
+impetuoso, esaltato. Volle bensì parlare, ma proprio non gli venne
+fatto. E il Principe rimase contento, e disse a Milla ch'era una cara
+pettegolina, e che, giacchè sapeva indovinar così bene, più tardi
+sarebbe riuscita a condurre suo marito pel naso.
+
+La Milla non capiva bene la profondità di questa frase, ma non ardì
+chiedere altro. Rimase contenta anch'essa, benchè le toccasse
+d'avvedersi, fra non molto, di non averci punto guadagnato
+personalmente, colla sua intercessione fortunata. Drollino, dacchè
+aveva la puledra, trascurava Milla indegnamente, era sempre in
+scuderia, e non scappava più a giocare sul viale, all'ombra degli
+ipocastani.
+
+--Che bestia!--disse, la sera dopo, un vecchio stalliere ad un
+camerata.--Chiedere una puledra, mentre avrebbe potuto farsi una
+sorte! Ma già, è sempre stato un disperato colui! E ora, cosa fa?
+
+--Oh!--rispose l'altro, mutando quartiere alla sua cicca--è in
+scuderia, da ier sera. Non è uscito neppur pel desinare, e seguita a
+ripetere: «È mia, è mia!»
+
+--Dovrebbe chiamarla Mia!--disse burlando lo stalliere.--Domani glielo
+dico.
+
+--Perchè no?--rispose fieramente Drollino, quando udì quella
+proposta, fatta in tono di scherno.--È mia! sapete?
+
+--È matto,--dissero ridendo i mozzi e gli stallieri.--Ma la puledrina
+aveva un nome ormai.
+
+E, prima per chiasso, poi sul serio, venne chiamata così.
+
+La neve cominciò presto quell'anno, e Astianello prese un'aria
+malinconica, nella campagna, fatta brulla dal verno. Le caccie eran
+finite, le brigate disperse; i cavalli dovevano esser ferrati a
+ghiaccio, il casone non era guari riparato dal freddo, e il Principe
+si annoiava.
+
+Ma, benchè si annoiasse seriamente, non gli passò neppur pel capo di
+prender moglie. Bensì gli venne in mente d'andare a passar l'inverno a
+Parigi.
+
+D'altra parte, era ormai tempo di mettere la Milla in collegio. E il
+collegio c'era, bell'e pronto. Un austero convento, celebre come
+educandato, e dove delle monache aristocratiche insegnavano un monte
+di belle cose a una falange non meno aristocratica di signorine. Il
+convento era a Torino, e quella santa regina di Maria Adelaide,
+quand'era viva, ci andava di frequente. La superiora era una cugina in
+secondo grado del Principe. Milla non poteva esser meglio
+raccomandata, nè completare, sotto auspici più favorevoli,
+l'educazione iniziata dalla povera Miss Spring. Affrettiamoci a dire
+che Miss Spring aveva in vista, per consolarsi del dolore di quella
+separazione, l'immediato avvicinarsi d'una: _sacra alleanza_ con un
+coraggioso, ma non estetico, ministro della chiesa anglicana.
+L'intrepido brittanno, a 65 anni, sposava Miss Spring. Ma la Milla,
+che non era provveduta di siffatte prospettive consolanti, non si
+poteva dar pace di dover lasciare il padre, Astianello e il suo amore
+irlandese. Di tutto le rincresceva, persino di Drollino. Era proprio
+sconsolata, quando ci pensava. E ci pensava spesso... così bambina
+com'era....
+
+E in paese, che dispiacere per tutti... I padroni andavano via...
+davvero?... Il Principe sarebbe tornato a primavera, ma la bimba no;
+andava in un convento lontano, e non sarebbe tornata che dopo varii
+anni. La fattora lagrimava, la giardiniera anche lei, la guardarobiera
+aveva gli occhi rossi... tutti dicevano: «Va via la _nostra_
+signorina,» con un'aria triste, sinceramente triste....
+
+Bisognava vedere quanta gente s'era riunita in corte, sotto il
+portico, appiè dello scalone, la mattina della partenza, mentre in
+scuderia si rivestivano dei finimenti i cavalli che stavan per essere
+attaccati al _landau_. E la piccina, avvolta nel suo mantellone
+foderato di pelliccia, col visino mezzo smarrito nella felpa bianca
+della cappottina da viaggio, coll'aria confusa, cogli occhi rossi,
+riceveva con affettuosa gratitudine quei saluti, quegli omaggi, e
+andava ripetendo: «Addio, arrivederci, grazie,» colla voce proprio
+commossa. A un tratto le si fece davanti il suo compagno di gioco,
+Drollino!
+
+Anch'egli aveva la faccia malinconica. Sulle prime pareva che volesse
+dir tante cose; ma poi si morse le labbra, e disse solamente: «Buon
+viaggio.»
+
+--Addio,--disse affettuosamente la Milla. E togliendo dal guantino una
+manina, microscopica nel suo guanto di flanella bianca, gliela porse.
+Egli non la baciò; la prese un momento fra le sue; poi non si ricordò
+neppure che avrebbe potuto stringerla, e la lasciò andare.
+
+I due bambini si guardarono un momento in silenzio, con una certa
+voglia di piangere; soli, avrebbero pianto... forse...
+
+--Ricordati!--disse subitamente Milla.
+
+Egli si fece rosso, e scosse energicamente il capo. No, non le avrebbe
+dette più quelle brutte parole.
+
+Si compresero, e sorrisero.
+
+--Salutami Mia...--continuò gravemente la bimba.
+
+--Vieni Milla,--chiamò il Principe.--È attaccato.
+
+Drollino si mise a correre disperatamente lungo il viale. Giunse al
+cancello, trafelato, ma in tempo per vedere a passar la carrozza...
+per gettare nell'interno di questa uno sguardo profondo. Dietro il
+cristallo alzato, si vide per un secondo una manina bianca che
+salutava. L'agente, che era anch'esso venuto sin lì, prese per sè quel
+saluto, e scappellò profondamente. Era molto lusingato, e Drollino,
+accanto a lui, teneva dietro collo sguardo alla carrozza, che si
+faceva già piccina piccina sulla neve della strada.
+
+Stavolta gli onori e i rimpianti della partenza erano stati tutti
+quanti per Milla, che non sarebbe tornata più per tanti anni. Il
+Principe aveva detto gaiamente: «Arrivederci questa primavera,» e
+nessuno s'era creduto in obbligo di commuoversi per lui. Pure
+l'assenza sua doveva essere ben più lunga di quella di Milla, doveva
+prolungarsi sinchè i mesi diventassero anni, gli anni secoli, e i
+secoli eternità. I suoi agenti, i suoi cocchieri, i suoi cavallanti
+l'avevano veduto per l'ultima volta. Morì a Parigi, sul finire
+dell'inverno, d'un malore acutissimo, mentre la Milla, nel suo
+grandioso e signorile convento, cominciava ad abituarsi a quella vita
+di reclusa, a farsi adorare dalle sue compagne, e a innamorarsi
+perdutamente della superiora, di sette suore, di due converse e di
+quattordici compagne, e parlava di farsi monaca per star sempre con
+loro.
+
+E così avvenne che, per otto anni seguiti, la grandiosa villa rimase
+chiusa. Invano, nel giardino ridente, i fiori olezzarono instancabili;
+invano nella serra maturarono gli ananassi; invano l'allevamento
+equino diede lietissimi risultati. Nessuno venne ad abitare quelle
+camere, sempre chiuse, coll'atmosfera greve d'un odore di muffa e di
+tarlo. Gli agenti soltanto andavano e venivano per conto dell'attuale
+proprietaria di tutte quelle immense ricchezze; e questa era
+un'educanda umile ed affettuosa, che non sapeva nulla del mondo e
+della vita, e aveva un cuore grande grande, grande, e una statura
+piccina, piccina, piccina....
+
+
+
+
+II.
+
+
+--Ouff!--disse il Duca Giuliano, uscendo dal _boudoir_ di velluto
+color pesca a garofani di raso granata--ouff!... La signora di
+Rèmusat, nelle sue agro-dolci _Memorie del primo Impero_, ci narra
+come Napoleone si divertisse un giorno a mistificare crudelmente
+alcuni dei suoi più intimi cortigiani, chiedendo loro cosa direbbe il
+mondo s'egli, l'Imperatore, avesse a scomparire d'un tratto. E
+nell'imbarazzo generale che susseguì a quella domanda, la risposta
+suonò repentina, dalla bocca stessa che aveva posata la
+questione:--Sapete cosa direbbe il mondo?... direbbe: ouff!...
+
+Ora, date le debite proporzioni fra l'impero di un Bonaparte e quello
+di una brillante Baronessa, può essere che l'ouff di Giuliano
+rappresentasse del pari un sospirone di sollievo. Può essere che egli
+avesse preventivamente desiderato di lanciarlo così ai quattro venti;
+può essere che, entrando schiavo in quel tepido gabinetto, egli avesse
+in animo d'uscirne libero; può essere che la perifrasi gentile,
+destinata a velare l'odiosità d'un «basta,» fosse stata detta da lui e
+non da lei... A malgrado però di tutte queste supposizioni, è cosa
+positiva che il duca Giuliano si fermò un momento nell'andito-serra, e
+rimase immobile accanto a un grande _arum_. Si fermò coll'orecchio
+teso, coll'occhio attento, come aspettando. Un minuto completo, non la
+parte di un minuto. Ma non udì nulla. Non voce angosciosa che
+chiamasse, non rumore sommesso di singhiozzi, non strepito di seggiole
+smosse, non tonfo di caduta... Nemmeno una scampanellata... per
+chiamar la cameriera col _flacon_ del sale volatile. Si voltò anche a
+guardare la porta ch'egli aveva testè serrata, ma, dietro ai vetri,
+non passò la più lieve ombra.
+
+Allora Giuliano diede un'energica crollata di spalle, si mise con
+passo risoluto per la lunga infilata delle sale, raggiunse
+l'anticamera, e scese allegro la scala di marmo, salutando
+beffardamente il paffuto angiolo di stucco bianco che, recando sempre
+fra le mani il tulipano di vetro del lume a gas, s'era tante e tante
+volte veduto passare davanti quel bellissimo giovane.
+
+La novella, la grande novella del giorno, fu pronta a percorrere tutta
+Torino. In capo a qualche ora, nessuno dell'_high life_ cittadina
+ignorava che il Duca Giuliano Lantieri aveva riacquistata la sua
+libertà.
+
+Allo spettacolo del Regio, quella sera, ci fu nei palchetti e nelle
+poltrone un po' d'irrequietezza. Molti cannocchiali erano appuntati,
+non già verso il palco scenico, dove _Mignon_ chiedeva dolcemente in
+italiano, col pensiero di Goethe e colla musica di Thomas: _Kennst du
+das Land?_; ma bensì verso un palco in seconda fila, occupato da una
+splendida figura di donna non più giovanissima, ma di quelle che
+hanno il privilegio di percorrere nella vita due o tre giovinezze
+consecutive. La Baronessa Olga, benchè russa, era bruna di capelli.
+Era vigorosa, non molto grande, con delle forme splendide, e una
+fisonomia affatto straniera, non bella forse, ma ricca d'un certo
+fascino irritante. Aveva il naso piccolo, un po' camuso, una bocca
+quasi da mora, grande, sana, ridente, con dei denti che parevano quasi
+fulgidi nella loro bianchezza di smalto e all'ombra di quelle labbra
+tumide, violenti di forma, di colorito, d'espressione.
+
+Dirimpetto a lei, al posto spesso occupato da Giuliano, brillava
+l'insipida figura d'un Viscontino francese. Furono osservate varie
+cose: primo, che la Baronessa Olga era più bella che mai; secondo, che
+aveva una _toilette_ nuova; terzo, che serbava quella tal aria serena,
+di buon umore, che la rendeva adorabile; quarto, che aveva
+precisamente i modi, la maniera di guardare delle altre sere; quinto,
+che il suo palco fu affollatissimo. Giuliano, quella sera, venne in
+teatro, s'adagiò nella sua poltrona, andò a far visite nei palchi
+delle signore di sua conoscenza. Non andò nel palco della Baronessa,
+ecco tutto.
+
+Ma al _Fiorio_, dopo il teatro, quante se ne dissero!... Tutti
+sapevano il perchè di quella rottura... era un motivo frivolo, dietro
+il quale si celava forse un reciproco senso di stanchezza.
+Generalmente, si approvava Giuliano e la sua ribellione. La Baronessa
+aveva qualche anno più di lui, e, a dir vero, viaggiava troppo. Un
+signore, autorità vecchia, ma incontestata, di quel formidabile
+palazzo di giustizia, fu il solo a sostenere che Giuliano aveva fatto
+uno sproposito, enorme. Gli altri insistevano: diavolo! si sapeva
+positivamente che la Baronessa aveva 6 o 7 anni più di Giuliano. Ma il
+vecchio si ostinava. Ne avesse dieci o quindici di più! era pur sempre
+la sola donna che Giuliano _potesse_ amare.
+
+--Perchè, perchè?--chiesero tutti a una voce.
+
+--Ah!--rispose il vecchio con uno di quei sorrisi brevi, che alla
+lunga dovrebbero corrodere le labbra che li recano, tanto sono acri,
+incisivi, mordaci.
+
+--Povero Giuliano!--disse qualcuno--cosa farà ora?
+
+E fu la fine.
+
+Giuliano non fece nulla di straordinario per celebrare l'era della sua
+riacquistata indipendenza. Si vide più festeggiato, più accolto, più
+ben voluto che mai. Passò un carnevale delizioso, si divertì, fu
+amabile, evitò ogni laccio, si congratulò molto con sè stesso, e
+accompagnò a teatro due o tre volte la sua vecchia mamma. Un giorno,
+un'idea bizzarra gli passò per la mente: «Se prendessi moglie?»
+
+Ma la scacciò subito subito, come una tentazione.
+
+Ora aveva la sua libertà e voleva goderla.
+
+Goderla, ma come? Se avesse avuta una gran fortuna, ecco, sarebbe
+andato a Parigi! E invece suo padre gli aveva lasciato un patrimonio
+discreto, ma nulla più, e lui stesso, sicuro, un po' aveva speso... si
+sa. Divini quei tre anni nei lacci della baronessa Olga! ma era
+proprio una cosa curiosa il vedere quanto alla Baronessa Olga
+piacessero i dolci, le statuine di Saxe, le tazze di _vieux Vienne_,
+le rose durante l'inverno, le camelie in estate, i viaggi in primavera
+e in autunno, e le gite in tutte le stagioni. Eh! non c'era che dire,
+in quel patrimonio s'era fatto una gran buca! Come colmarla? E qui
+l'idea della dote tornò in campo; odiosa, a dir vero, nella sua
+arcigna fisionomia d'espediente. Il Duca la mandò via risoluto; ma
+quella passò soltanto l'uscio, e si celò dietro un battente,
+aspettando.
+
+La libertà... celeste cosa! Ma, un giorno, Giuliano andò sulle furie
+con sè stesso, perchè uscendo alla sera, senz'avvedersene s'era messo
+per la via che conduceva alla dimora della Baronessa. Provò un gran
+dispetto, imbizzì colla forza cieca dell'abitudine. No.... diavolo,
+no.... E in quel giorno fu del parere del marchese Colombi, che le
+accademie si fanno o non si fanno.
+
+Ma, passata la prima gioia della sua liberazione, questa cominciò a
+parergli uno strano arnese, come una foggia troppo attillata d'abito o
+di cappello, in cui egli si sentisse un po' a disagio.
+
+Certe ore gli parevano lente assai. Il disordine sistematico lo
+seccava alla lunga, e non si trovava abbastanza ricco per organizzare
+attorno a sè un lusso di vizio quale l'avrebbe inteso, in omaggio ai
+suoi gusti raffinati e dispendiosi. Ricominciare ancora, tornare nella
+stessa direzione, mettendosi per altro sentiero?... Chè.... non valeva
+la spesa; allora, tanto valeva continuare a quell'altro modo. Tornar
+da capo è noioso, e non tutte le belle signore hanno un marito dotato
+di un carattere buono e conciliante, quale la Provvidenza l'aveva
+impartito al barone Dornelli. E quel benedetto tirocinio.... che cosa
+seccante! Prendersi un'altra volta la briga d'innamorarsi! Già, egli
+non si sentiva fatto per le difficili fasi d'una grande passione; per
+lui ci voleva proprio l'amore d'oggigiorno, piano, senza
+complicazioni, ben educato. Era tanto pigro, tanto indolente quel
+Giuliano! Anzi, era uno dei suoi pregi, dei suoi mezzi di seduzione
+quella sua indolenza languida, dolce, gentile, che si tradiva nei suoi
+modi, nella sua voce, fin nei suoi sguardi, che dava alla sua sana
+bellezza bionda un carattere speciale. La Baronessa lo chiamava
+creolo..., e quella disinvoltura che aveva l'arte di ridurre tutto a
+un'espressione placida, facile, elementare, schiva-fatica,
+armonizzava, forse per forza di contrasto, colla tempra insolentemente
+energica di quella donna. Però l'aveva voluto e serbato schiavo sino
+al momento in cui gli aveva concesso di ribellarsi. Le era parso che
+qualcun altro l'avrebbe meglio, o solo altrimenti, divertita. E ora,
+egli non ci voleva tornare laggiù in quel gabinetto color pesca a
+fiori di granata, non ci voleva tornare. E non ci tornò.
+
+Siccome era creolo, così accadeva qualche volta che la sua stupenda
+vesta da camera orientale avvolgesse tuttora le sue forme da Apollo
+impinguato, in quell'ora privilegiata durante la quale la gente per
+bene esce di casa e popola i Portici, via di Po e il Corso. Allora
+accendeva un _chibouk_ e sfogliazzava un romanzo. Ma tant'è eran
+lunghette quelle ore.
+
+Il suo salotto era un mezzo museo, e la povera mamma gli aveva dati i
+suoi due _cachemires_ turchi, perch'egli ne facesse delle portiere; ma
+dalla finestra di fianco si vedeva l'angolo d'un'ala del palazzo,
+molto deteriorata, molto...; e Giuliano si ricordava che anche lo
+scalone era in cattivissimo stato, e che il portinaio aveva un abito
+bleu, sdruscito in un modo orribile. E la vecchia duchessa s'era
+adattata a star lassù, al terzo piano.... per poter affittare i
+quartieri migliori.... Bisognava trottare a piedi ora...; nelle
+scuderie c'era un pigionante falegname; invece del nitrito, dello
+scalpitìo dei cavalli, si sentiva continuamente lo stridere della
+sega, lo scorrere della pialla, il rantolo quasi catarroso del torno.
+
+Parve a Giuliano che allora soltanto tutto ciò si rivelasse a lui con
+un aspetto e un accento insopportabilmente nuovi. E mentre,
+disgustato, annoiato, pensava quanto il destino gli fosse avverso,
+malevolo, l'idea ch'egli aveva così sgarbatamente messa alla porta
+alcuni giorni prima, si riaffacciava adagino adagino, insinuandosi
+silenziosamente, strisciando lungo le pareti, giungendo mezzo
+inavvertita, sino a lui; s'insinuava nei suoi pensieri, si confondeva
+nel profumo orientale delle volute di fumo che, attorcigliandosi in
+alto, allungandosi, assottigliandosi, parevano quasi assumere una
+femminilità indecisa di contorni, disegnare nell'aria una mossa pudica
+di fanciulla, una semplicità fresca e schietta, di gesto e di sguardo.
+
+--Puh!--osservò il Duca, socchiudendo i suoi begli occhi azzurri,
+d'un azzurro carico di porcellana, come si fanno alle bambole.--Dopo
+tutto.... Sì, veramente.... dopo tutto....
+
+Si addormentò un momento, come se quel pensiero gli avesse cantato la
+_ninna nanna_, scotendo ritmicamente la lunga poltrona americana sulla
+quale egli giaceva.
+
+Si svegliò di botto, spaventato. L'idea della scelta torturava già la
+sua pigrizia. Simile a quel sibarita che sudava vedendo uno schiavo
+occupato a spaccar legna, egli si asciugava la fronte pensando alle
+venture perplessità del suo spirito quando si tratterebbe di
+decidersi. Già, prima di tutto, egli non aveva mai potuto soffrire le
+signorine, quelle modeste cifre incognite, quegli insipidi indovinelli
+ammantati di bianco, di celeste, di rosa, presso alle quali bisognava
+stare attenti alle proprie parole e agli occhi formidabili delle
+mamme. Ah! che cosa opprimente!
+
+Un momento pensò a una vedova. Ma poi scosse la sua bella zazzera
+bionda.
+
+Ah! no, una vedova! Ci sarebbe da lottare col.... fu.... poveretto. E
+poi.... sciocchezze, se vogliamo, ma per lui ci voleva il dominio
+completo, assoluto, primo. Ragazza, dunque, molto giovane, s'intende,
+appunto per poterla avvezzare a modo suo; denari molti, cosa
+indispensabile. Ma dove trovarla.... dove?
+
+Ci pensò un poco.--Che seccatura--conchiuse sbadigliando--ne parlerò a
+mia madre.
+
+E la sua mente riposò in quest'idea.
+
+Avevano finito di desinare, e la vecchia signora guardava di sottecchi
+Giuliano, il quale teneva fra le sua belle dita paffute una sigaretta
+di Salonicco, senza decidersi ad accenderla.
+
+La Duchessa Lantieri non era stata bella. Attualmente era molto santa,
+d'una santità sagace e che vedeva abbastanza lontano. La vecchia dama
+stava bene, comodamente, in quell'atmosfera d'una devozione che
+armonizzava colla sua fine e provata scienza del mondo. Senza avere
+molto spirito, la Duchessa aveva quello della sua età; adorava suo
+figlio, non lo seccava mai; viveva in una stretta, ma decorosa
+economia. Era modesta, umile, semplice assai nei modi, di quella
+semplicità queta e in fondo orgogliosissima, del più delle dame
+piemontesi.
+
+Giorno e notte pensava al maggior bene di Giuliano. Aveva avuto un
+immenso dispiacere, ed era quello di vederlo avvinto nei lacci di
+quella sirena del Nord. S'era consolata un pochino, però, pensando che
+quella sconsigliata, priva del divino aiuto, era una Zorodoff, figlia
+d'un ciambellano alla Corte imperiale di Russia, e aveva sposato un
+barone Dornelli di S. Maurizio. Giacchè, pur troppo.... si sa.... la
+gioventù eh!...--qui la Duchessa metteva un gran sospiro.--Meglio
+così, insomma, che peggio ancora, ecco.
+
+E Dio l'avrebbe esaudita certamente un giorno o l'altro, facendo
+cessare quella triste cosa, e ispirando a Giuliano il pensiero di
+prender moglie. E pregava di cuore; il che non le impediva di darsi
+d'attorno perchè, nel caso d'un pronto esaudimento, non si sa mai, la
+buona volontà di Giuliano non avesse a cogliere lei sprovveduta.
+
+Giuliano era sopra pensiero. Le cose non andavano a modo suo, e
+l'intendente di casa gli aveva presentato un certo quadro, il cui
+ricordo non lo ricreava punto. Era stato al corso, e aveva veduta la
+Baronessa in un _landau_ nuovo, stupendo, con una _toilette_
+splendida, e un mezzo sorriso amabile, che gli aveva fatto un certo
+effetto molto stizzoso. Egli era bensì andato a fare una lunga sosta
+alla portiera della contessa Zeta, ma la contessa Zeta l'aveva
+annoiato un pochino, e a fianco del _landau_ della Baronessa, aveva
+veduto il Viscontino a cavallo.... Poi, come se non bastasse, lì nel
+salottino c'era un odore di baccalà, che lo irritava al sommo.
+
+--Che profumo!--disse languidamente a sua madre, recandosi alle nari
+il fazzoletto coll'orlo ricamato a colori vivaci.
+
+--È venerdì!--osservò umilmente la contessa.
+
+Il male era che la cucina in quel quartierino ristretto si trovava a
+due passi dalla sala. E in corte, nello scuderie vuote, profanate, la
+sega andava in su o in giù stridendo allegramente.
+
+Giuliano contemplò a lungo la pietra del suo anello, un occhio di
+gatto cinto da nitidissimi brillantini.
+
+La Duchessa pareva contare i punti del suo lavoro in lana, ma il
+cuore, presago, le batteva, e le sue labbra fino sussurravano qualche
+cosa all'indirizzo di _Nossgnôr_!
+
+Giuliano accese la sigaretta e disse placidamente:
+
+--Dov'è?...
+
+La Duchessa attonita alzò gli occhi.--Cosa?--E poi, siccome un animo
+l'avvertiva, soggiunse sorridendo:--Chi?
+
+--Chi? (che orrore di sigaretta!) Dico; questa sposina, quando capita?
+
+La Duchessa sentì un gran rimescolìo. Ma frenò la sua gioia. Sapeva
+che Giuliano non amava nè le scene, nè le spiegazioni. Con voce un
+po' tremante, con un pensiero d'accesa gratitudine verso Dio, rispose
+soltanto;
+
+--C'è....
+
+--Uhm!--borbottò Giuliano. E siccome era un magnanimo gentiluomo,
+chiese anzitutto:
+
+--Bella?
+
+La Duchessa ebbe un sorriso contento, e chinò il capo.
+
+--Ricca?
+
+La Duchessa alzò il capo.
+
+--Tre milioni--susurrò poi con dolcezza infinita, assaporando
+lentamente la frase.
+
+Giuliano guardò sua madre sul serio. L'aveva sempre stimata, ma ora
+una specie di languida venerazione sorgeva nel suo animo.
+
+--Ah! ho capito. La figlia d'un banchiere ebreo.
+
+Diceva così per celia, sapendo a che punto sua madre fosse inesorabile
+per tutto ciò che avrebbe potuto urtare le loro tradizioni,
+l'alterigia calma e serena che un lungo ordine di antenati aveva loro
+trasmessa. La Duchessa ebbe una frase laconica:
+
+--Corona chiusa!
+
+Giuliano si gingillò un poco, curiosando nella scatola da lavoro.
+
+--Mia cara mamma, tu possiedi dello forbici impossibili.... Quanti
+anni abbiamo?
+
+--Diciotto; ed è tuttora in convento.
+
+--Un'educazione da farsi, nevvero? Ingenua molto? A meno che....
+qualche volta sono sveglie, sai, queste educande, sveglie davvero. Mi
+ricordo, anni fa, in un convento di monachine....
+
+--Oh! Giuliano,--interruppe la vecchia,--che discorsi! Invece di
+ringraziar Dio!
+
+--Sì.... proprio!... credi che sia un gran divertimento il prender
+moglie, rinunziare alla propria libertà per sposare una sciocchina
+qualunque, che non ha mai visto niente in vita sua e alla quale
+bisogna far da precettore.... mentre.... è così facile....
+
+--Trovar qualcuno che insegni a noi.... nevvero, Giuliano?
+
+La Duchessa aveva qualche volta, colla sua aria umile, di queste e
+simili sortite. Giudiano ebbe per un momento l'idea di montar sulle
+furie.... ma così, dopo desinare, non andava fatto. Sorrise soltanto,
+e senza guardar sua madre:
+
+--Già.... continuò.... quasi quasi...: è più facile e più
+piacevole.... Dunque?
+
+La Duchessa si sgomentò e bruciò le sue navi.
+
+--Quando la vuoi vedere?
+
+--Chi?
+
+--Lei.
+
+--La mia maestra?
+
+--Giuliano!--mormorò angosciosamente la Duchessa, colla voce piena di
+lagrime.
+
+Egli si mise a ridere.... dondolandosi sulla seggiola.... E la
+Duchessa cominciò a ragionare.... a pregare.... a spiegare.
+
+--Sarei così contenta.... chiuderei gli occhi in pace!--La povera
+donna era quasi eloquente. E l'odor di baccalà intanto penetrava,
+intollerabile, nel salotto.
+
+«Il primo piano per lei,» pensava pacatamente Giuliano; «la mia
+_garçonnière_, al secondo.... la mamma avrebbe per sè sola questo
+appartamento.»
+
+--Oh Giuliano--continuava la madre....--credimi, fuori dell'ordine
+morale non esiste vera felicità.... Ed è orfana, per cui, capisci....
+il capitale subito, e una gran tenuta in Lombardia. Un carattere
+adorabile, ti assicuro. Ci sono anche i brillanti di casa. E pensa un
+poco, figlio mio, quando sarai vecchio, che consolazione aver la tua
+famiglia!
+
+--Già, un monte di biricchini che non vogliono studiare, o di
+ragazzacci che fanno debiti.
+
+Era veramente perplesso. Gli seccava di prendersi la briga di
+decidere.
+
+Abbasso in corte, la sega canzonava, col suo aspro gemito irritante.
+La sala diventava buia nel tramonto primaverile. La pendola suonò le
+otto con una voce strana uggiosa, colla voce di una pendola che non è
+più di moda. L'ultimo raggio del sole entrava di sbieco dalla
+finestra, e cadeva sul velluto scolorito, ammaccato d'una poltrona
+zoppa.
+
+Giuliano mise un sospiro lungo lungo, il sospiro d'un uomo che fa una
+fatica enorme.
+
+--Per farti piacere....--disse poi dolcemente a sua madre.--Ma sai che
+amo le cose spiccie.
+
+La Duchessa trattenne un grido di trionfo, e s'alzò.--Oh! Giuliano,
+Giuliano.--Non voleva piangere, ma si mise a piangere, ciò non
+ostante.
+
+Le vecchie hanno facile il pianto e la Duchessa evitava con ogni possa
+di tradire sè stessa in quel modo, davanti a Giuliano, che in questi
+casi soleva prendere con aria grave il suo cappello e si ritirava un
+tantino più frettolosamente del solito. Ma stavolta.... ah stavolta
+non seppe proprio trattenersi. Ecco, era la Madonna della Consolata,
+lei per l'appunto. Certo, un cuor d'oro.... lo comanderebbe subito....
+a Canavero.
+
+Giuliano non se ne andò. Ora che aveva fatto quell'immane sforzo, era
+contento. Sì! era contento di fare una fine; e poi era contento anche
+di sè stesso per aver data quella consolazione alla sua povera mamma.
+Oh! per lei lo faceva volentieri quel sagrifizio, e per la vecchia
+casa, che aveva tanto bisogno di esser riattata. La Baronessa forse
+non se l'aspettava così subito; era una cosa divertente il pensare che
+probabilmente, anzi inevitabilmente, un certo dispetto l'avrebbe
+provato. Questo le insegnerebbe a inaugurare dei Viscontini francesi,
+il giorno dopo la rottura con lui. Certo, il matrimonio doveva farsi
+presto.... Egli sperava che sua moglie avesse delle belle mani.... era
+una cosa alla quale teneva assolutamente. E se non sapeva vestirsi, un
+inverno a Parigi avrebbe rimediato.
+
+Si sentì virtuoso; eminentemente morale. Gli spuntò nell'anima una
+bizzarra e affettuosa stima per sè stesso. Egli, così bello, così
+signore, così gentiluomo, si adattava a prender moglie prima dell'êra
+della parrucca, dell'obesità, dei denti finti, delle cambiali al 50
+per cento. Sorrise placidamente, sorrise al futuro, e complimentò sua
+madre.
+
+--Brava mamma! e me l'hai tenuta in conserva per tutto questo tempo, a
+malgrado....
+
+Le vizze gote della Duchessa assunsero una tinta quasi giovanile.
+
+--Aspettavo--disse semplicemente.--Ora, sì, che sarai felice!
+
+--Credi? Ebbene, tanto meglio. Già, una fine bisognava farla, un
+giorno o l'altro.
+
+La sega taceva, e l'odore del baccalà veniva meno nella brezza
+vespertina ch'era entrata da una finestra apertasi adagino adagino,
+senza che nessuno se n'avvedesse.
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+«_Alla signora Rhoda Lawson Spring--Lawson's cottage S.... shire_
+
+«Mi scuserà se questa volta non le scrivo in inglese; ma ho da dirle
+tante cose, cose serie e importanti e di confidenza, che bisogna
+proprio che gliele dica a modo mio. Non creda però che trascuri i miei
+esercizi o i miei temi...; cioè, adesso veramente.... ma però in
+avvenire.... Ohimè, vede come m'ingarbuglio?... Insomma, le prometto
+di non trascurare l'inglese, perchè è tanto bello, e perchè so che lei
+desidera ch'io non dimentichi ciò ch'ella ha avuto la bontà
+d'insegnarmi. E la prego di non far attenzione se questa lettera non è
+scritta bene, neppure in italiano, perchè la scrivo di nascosto, e
+senz'avere il tempo di pensare alla sintassi ed a quelle altre
+birberie così difficili della grammatica. Oh, cara signora Rhoda! se
+sapesse quante cose sono accadute da che le scrissi l'ultima volta, e
+che novità ci sono per la sua Milla!
+
+«Certi momenti, mi par di sognare, e ho paura di svegliarmi; e certi
+altri momenti, non so da che parola cominciare per ringraziar il
+Signore. Mi accade, specialmente quando chiudo gli occhi, di
+figurarmi che l'aria, dove sono, sia diventata azzurra, come nel cielo
+che è in alto; è una stranissima cosa, che farà, ne son certa,
+meravigliare anche lei. Con tutto ciò, non creda che faccia delle
+follie; anzi, sono molto quieta, perchè vedo che il Signore ha voluto
+aprire davanti a me una bella strada verde, con tanto sole e dei fiori
+a bizzeffe. Insomma, mi proverò a dirle tutto quanto; e non so proprio
+perchè, essendo così felice e contenta, provo come una specie di
+timore nel dirle tutte queste cose.... guardi che sciocchezza!
+
+«Si ricorda, quando le scrissi che volevo farmi monaca?... Per fortuna
+che la mia cara Madre Superiora mi consigliò di aspettare per provarmi
+la vocazione! Ora m'avvedo che avrei fatto un grande sbaglio! Ma
+allora m'era venuta quest'idea perchè avevo visto a morire la mia
+povera compagna Giulia Ferranito (ah! che dolore fu quello per me), e
+la mia cara amica Teresa Reccadei era uscita di collegio, e avevamo
+avuta in convento la vestizione di Maria San Fermo; cerimonia che mi
+aveva fatto un grandissimo effetto. A dir vero, avevo anche un altro
+motivo, ma quello non l'ho mai detto. M'era venuta una gran
+malinconia, perchè al giovedì tutte le altre allieve eran chiamate in
+parlatorio, e per me non veniva mai nessuno, mai nessuno! In quel
+giorno non facevo altro che piangere, e quando le mie compagne
+tornavano dalla grata e venivano, allegre, contente, a raccontarmi
+certe novità, io mi sforzavo a parere d'esser contenta anch'io, per
+non far loro dispiacere. Le monache erano, e son sempre state,
+buonissime per me; ma quel tal dolore della mamma che non c'è, è
+inutile, non si rimedia! Dunque (pensavo fra me) cosa andrei a fare io
+sola in quel mondo terribile, pieno di pericoli, di pene e di dolori,
+se non ho nessuno che si prenda cura di me e mi voglia bene, e
+m'insegni le cose che vanno fatte?... E per questo avevo in animo di
+farmi monaca, e di restar sempre qui con queste buone suore. Ma
+adesso.... oh Dio.... è tutto cambiato.... il mio destino, il mondo,
+tutto quanto!
+
+«Lei saprà senza dubbio.... già glielo scrissi tante volte.... come la
+nostra Madre Superiora, madre Maria della Croce, sia una santa donna,
+che tutti venerano e onorano.
+
+«Siccome prima di farsi monaca era Contessa di Ronano, così ha serbato
+ancora nel mondo molte amiche, che vengono spesso a vederla per tener
+con lei delle conversazioni edificanti e chiederle dei buoni consigli.
+Una di queste sue amiche è una Duchessa Lantieri, una signora grande,
+magra, che ispirerebbe molta soggezione, se non avesse una voce dolce
+e delle maniere che, invece, fanno innamorare. Un giorno, la Superiora
+mi disse di accompagnarla alla grata. Può immaginare che caso per me.
+Tremavo come una foglia, ma poi mi rassicurai, quando, alla grata,
+vidi una signora che mi fece un mondo di feste, e mi disse che un suo
+nipote era cugino del cognato d'una grande amica della mia povera
+mamma! Si figuri!... sentirmi a parlare della mia povera mamma.... mi
+vennero le lagrime agli occhi!... La Duchessa (era lei) mi consolò....
+mi disse tante belle cose, e promise che sarebbe tornata a trovarmi.
+Infatti, quasi tutte le settimane anch'io andavo in parlatorio, e la
+buona Duchessa mi portava quasi sempre dei regalini, delle immagini
+sacre, belle, che non avevo mai viste le uguali, e dei libri devoti
+che formavano la mia felicità e l'ammirazione delle compagne. Poi mi
+chiedeva dei miei studii, mi domandava cento particolari sulla nostra
+vita di convento; insomma io mi intenerivo pensando alla sua bontà per
+me, e non vedevo l'ora che tornasse il giovedì per parlare ancora
+colla zia del cugino del cognato dell'amica di mia madre!
+
+«Ecco che un bel giorno, eravamo soltanto al martedì, la Superiora mi
+manda a chiamare, mi accomoda la mantellina, mi fa mettere i guanti,
+perchè avevo ancora un poco di geloni, e mi conduce lei stessa in
+parlatorio. E lì, dietro alla grata, vedo subito la mia cara Duchessa,
+accompagnata da un signore giovane, grande, biondo. Può immaginare
+come rimasi...; credo che non seppi neppur salutare.... Ma la Duchessa
+non se l'ebbe per male; mi fece ancora più festa del solito; disse che
+quel signore era suo figlio, il quale era tornato da un viaggio a Roma
+e veniva a portare alla reverendissima Madre Superiora un rosario
+montato in argento, che il Santo Padre aveva benedetto per lei. Io ero
+molto edificata, e ascoltavo quel signore, il quale diceva tante belle
+cose con una voce che pareva una musica, e ogni tanto si rivolgeva
+anche a me; ma io ero così intimidita che non trovavo il coraggio di
+dire una parola. Quando furono per andar via, egli mi fece un saluto
+cortesissimo, e disse che si raccomandava alle mie orazioni. Infatti,
+io pregai proprio di cuore, pensando a quella visita che non mi sarei
+mai aspettata, e all'ingiunzione fattami dalla Superiora di non
+parlarne alle mie compagne, mulinando con una grande curiosità se la
+signora tornerebbe il giovedì venturo, e se sarebbe tornata sola.
+
+«Ma, quella sera stessa, madre Maria della Croce mi mandò a chiamare,
+e mi domandò cosa mi pareva di quel signore. Io dissi che mi pareva
+buono come la sua mamma. Allora la Superiora mi fece un gran discorso
+sulla volontà del Signore, e poi mi disse che il Duca Lantieri,
+sapendo che avevo ricevuta una così buona educazione in quel convento,
+mi chiedeva in isposa.
+
+«Può immaginare, signora Rhoda, come rimasi. Mi pareva come se
+m'avessero data una gran botta al cuore.... non sapevo più in che
+mondo mi fossi! Ma la Superiora mi fece animo, dicendomi che non
+dovevo turbarmi, ma invece ringraziare il Signore che aveva voluto
+evitarmi i pericoli che una giovane trova infallibilmente nel mondo,
+facendomi subito trovare una così fortunata occasione di abbracciare
+uno stato che, per quanto imperfetto, per quanto inferiore allo stato
+religioso, era pure quello che la Provvidenza aveva destinato al più
+delle ragazze. Mi fece l'elogio del Duca, della nobiltà della sua
+casa, e mi dimostrò quanto dovevo essergli grato d'aver pensato a
+un'umile educanda, mentre avrebbe potuto fare una scelta molto più
+brillante. Dopo di che, mi disse che ci pensassi per tre giorni,
+facendo una _retraite_ e implorando l'aiuto speciale del Signore,
+della Madonna e di tutti i Santi, perchè illuminassero la mia mente e
+mi rivelassero la volontà della divina Provvidenza.
+
+«Allora fui subito più quieta, e a furia d'interrogare il Signore, la
+Madonna e i Santi, mi parve proprio che rispondessero di sì, e che
+facevo bene ad accettare. Anche il mio confessore fu dello stesso
+parere, e io in capo ai tre giorni dissi alla Superiora che accettavo.
+La Duchessa venne subito, mi chiamò la sua cara figliuola, e mi colmò
+di regali stupendi, che fanno andare in estasi le mie compagne. Il mio
+fidanzato tornò pure parecchie volte, e io adesso non capisco più come
+ci sia scritto nella dottrina che la moglie ha _l'obbligo_ di amare
+suo marito! Bell'obbligo, bell'impresa!
+
+«Io, per dire vero, capisco di parere una stupida, perchè non so mai
+trovare il coraggio di parlare, e sono anzi più contenta di star lì
+quieta, dietro alla grata, a sentirlo parlare con una voce dolce come,
+oh no, molto più dolce di quella della sua mamma, e a vederlo al di là
+della grata appoggiare sulle sbarre la fronte bianca e la sua barba
+bionda che par d'oro. Mi sono accorta che ha gli occhi celesti. Poi ha
+delle mani bianche bianche, con un anello che getta certi lampi! Mi
+dice delle cose.... delle cose.... Per esempio, si figuri, che aveva
+sentito tanto a parlar di me, e che mi voleva bene anche prima di
+conoscermi. Si vede proprio ch'è il dito di Dio che ci ha fatti
+incontrare. Dice che farà di tutto per rendermi contenta, che esaudirà
+i miei più piccoli desideri; anzi, per farmi piacere, è stato fissato
+che, subito dopo il matrimonio, partiremo per Astianello. Ah, pensi,
+il mio povero Astianello, che non rivedo da dieci anni! Sarà certo un
+gran dolore lasciare il convento, e queste buone suore, e le mie
+compagne, ma pure, benchè senta tanto dispiacere (sarà forse una
+cattiveria?), sono contenta lo stesso, e mi pare, come le ho detto, di
+essere in un altro mondo. Le mie amiche ammirano la mia felicità, le
+suore sono contentissime, benchè ogni tanto parlino delle croci del
+matrimonio; ma io credo che un pochino dicano così perchè non sanno
+bene come sia. A me pare che non mi farei proprio monaca per tutto
+l'oro del mondo, e che il Signore è stato troppo buono per me.
+
+«Mi scusi quest'orrore di lettera. Si figuri poi se avessi scritto in
+inglese con quell'impiccio di _should_ e _would_! Le scriverò per
+dirle quando si farà il matrimonio. Chi sa che non ci possiamo trovare
+ancora ad Astianello! Pensi! Ad Astianello, in primavera, con lui....
+volevo dire con mio marito. Che parola curiosa, nevvero? Non
+dimentichi il nome: Giuliano.... Duca Giuliano Lantieri.... Io però
+l'ho sempre chiamato signor Duca sino ad ora, e lui mi dice signorina.
+Chissà come farà per dire Milla!...
+
+«Ieri ho pianto tanto pensando alla mia povera mamma, che non ho mai
+conosciuta, e al mio papà, che ho perduto così presto! Oh! come
+saranno contenti lassù in Paradiso!....
+
+«Ecco che mi tornano le lagrime agli occhi. Mi scusi questa lettera,
+chissà quanti errori ci sono! Mi scriva presto, e mi creda la sua
+beata, felicissima allieva.
+
+«Torino, convento dell....
+
+ «MILLA D'ASTIANELLO.
+
+«_PS._ Non si scordi il nome.... Giuliano.»
+
+
+
+
+III.
+
+
+Ad Astianello la notizia giunse improvvisa, in una lunga lettera
+d'affari, scritta dal tutore all'agente. Il matrimonio sarebbe
+celebrato a Torino, il giorno tal dei tali, e, dopo un viaggio di sei
+ore, gli sposi giungerebbero alla stazione ferroviaria di ***, dove
+troverebbero le carrozze di casa per recarsi alla villa. I viali
+inghiaiati, dar aria all'appartemento celeste, quello della stanza da
+letto che dava sul terrazzino, e prepararlo per gli sposi. Il desinare
+per due, alle sette.
+
+Fu una gran cosa, quell'annunzio inaspettato, quel vento di padrone
+nuovo, che si era levato così repentino nell'atmosfera. Chi era?
+com'era lo sposo della signorina?... questo essere privilegiato che
+aveva incontrata una fortuna di quella sorte?...
+
+Le informazioni giunsero poche e alla spicciolata, ma qualche cosa si
+seppe di questo benedetto sposo. Era un Duca... un nobilone anche lui,
+che sino ad allora aveva fatta la bella vita... e di quattrini non
+glie n'eran rimasti molti. Si diceva però ch'era bellissimo, e la
+signorina si era innamorata di lui in convento... anche perchè una
+mamma avveduta aveva saputo metter le mani in pasta. Siccome il loro
+quartiere non era pronto, venivano ad Astianello.
+
+La curiosità era grande fra quella buona gente, e l'incertezza pure.
+Come l'andrebbe con questo padrone nuovo? Chi comanderebbe, lui o lei?
+E le razze? Se ne intendeva colui? Avrebbe saputo mantenerle bene?...
+Nei pascoli non si parlava d'altro. E, a misura che s'avvicinava il
+giorno dell'arrivo, una trepidazione più affettuosa, meno egoista,
+teneva agitati i dipendenti della tenuta, e questo era il pensiero del
+marito della signorina.
+
+Finalmente il gran giorno spuntò. Un bel giorno degli ultimi d'aprile,
+tiepido, sereno; un vero giorno di nozze.
+
+L'agente diede ordini precisi. Alla stazione, alle 4 pom., il
+_landau_, con quattro cavalli, e un cacciatore a cavallo per seguire
+la carrozza: Drollino per l'appunto, ch'era il cavalcatore più destro
+e più appariscente che ci fosse in tutta la tenuta.
+
+Veramente, nello spazio di questi otto anni, Drollino s'era fatto
+bellissimo. Era cresciuto rapidamente; snello e gagliardo come un
+antico discobulo. L'indole sua non aveva subito grandi mutazioni; egli
+aveva serbato una grande indipendenza di carattere, non era nè
+allegro, nè socievole, e non bazzicava coi suoi compagni più di quanto
+lo comportassero le esigenze del comune mestiere. Stava sempre in
+mezzo ai cavalli, in scuderia e ai pascoli, errava continuamente per
+tutta la vasta zona dell'allevamento. Ora non bestemmiava quasi più,
+ma continuava nel suo sistema di parlar poco. Era ormai presso ai
+venti anni, e, se avesse voluto, avrebbe potuto destare grandi
+passioni fra le ragazze del paese; ma era così poco gentile con loro,
+se ne occupava così poco, che le simpatie, scoraggiate, si smorzavano
+presto. In complesso, ispirava più soggezione che simpatia. Ma nella
+tenuta si faceva molto calcolo di Drollino.
+
+Intollerante d'ogni lezione, aveva imparato solo, a furia di volontà
+tenace, le più ardite prodezze del suo mestiere. Era il primo domatore
+che vantasse casa d'Astianello. Ahimè! non più d'Astianello...
+Lantieri! Aveva un metodo tutto suo per venire a capo delle bestie più
+ribelli, un metodo ch'egli non insegnava ad altri, che aveva appreso,
+si diceva, da un certo mandriano di tori, mezzo stregone, mezzo
+zingaro, un pochino contrabbandiere. Può essere che non fosse tutta
+arte naturale. Si dubitava d'un segreto; d'una specie di malìa. Egli,
+per non essere seccato, lasciava che questa diceria si perpetuasse
+nella tenuta; forse lui stesso ignorava come gli venisse fatto di
+dominare a quel modo, con una specie di forza magnetica, i cavalli più
+indocili. Voleva! ecco tutto.
+
+Era sempre serio, benchè non si potesse accusarlo di tetraggine o di
+malumore. E meglio che coi compagni, meglio che colle rusticane beltà
+della tenuta, egli pareva trovarsi contento nelle solitudini grandiose
+del piano, dove la sua compagna, quasi inseparabile, era Mia!
+
+Mia era diventata una stupenda giumenta, celebre per la bellezza
+eccezionale delle sue forme, e per le qualità dell'indole propria.
+Quando Drollino attraversava i pascoli, cavalcando Mia anche a dorso
+nudo, i palafrenieri ed i cavallanti interrompevano le loro faccende,
+per fermarsi ad ammirare quel gruppo magnifico. La riputazione di Mia
+aveva oltrepassati i limiti della tenuta e vistosissime offerte di
+compra erano giunte sino a Drollino, ma il giovane rispondeva con un
+no così brusco e reciso che ormai nessuno più s'attentava a intavolar
+trattative. Mia era l'orgoglio, la passione di Drollino. Non aveva mai
+permesso a nessuno di cavalcarla nè di governarla ed era istancabile
+nell'usarle infinite e delicatissime cure.
+
+Qualche volta le andava mormorando all'orecchio qualche parola, come
+se ella potesse intenderlo... dargli retta. Si faceva ubbidire senza
+mai batterla, l'aveva avvezzata ad una straordinaria sensibilità di
+bocca... Il suo sogno di bambino era esaudito; quella cavalla, era
+sua, sempre, veramente sua.... No! non sempre.
+
+Un caso esisteva, solo, ma esisteva, in cui la voce di Drollino
+perdeva ogni prestigio per l'orecchio di Mia. In _quel_ caso, Mia si
+ribellava. Nulla poteva vincere quella ribellione, non cure, non
+richiami, non castighi violenti nè scudisciate crudeli. Mia aveva
+paura dello sparo di un'arme da fuoco.
+
+Una paura insana, delirante, che determinava in lei come l'accesso
+d'un pazzo orgasmo. Appena udito lo sparo essa partiva a gran
+carriera, colle nari al vento, con un acuto nitrito di dolore. E per
+non esser balzati di sella o dal legnetto leggero a cui Drollino
+soleva talvolta attaccare la sua cavalla, bisognava proprio esser lui,
+coi suoi garretti ed i suoi polsi d'acciaio. Drollino aveva fatto il
+fattibile per guarire la povera bestia da quella suscettibilità
+nervosa dell'udito; ma non era venuto a capo di nulla e Mia in quei
+momenti, diventava anche per lui una cavalla pericolosa.
+
+Nella tenuta si sapeva di quest'unico difetto di Mia; ma nessuno
+ardiva tenerne parola a Drollino, da poi che un mozzo malaccorto, per
+avergli rimproverata con scherno quella codardia della cavalla, s'era
+buscata... Dio! che tempesta di pugni s'era buscata colui!
+
+ * * * * *
+
+Davanti alla piccola stazione pochi contadini attoniti e sbalorditi
+guardano lo splendido _landeau_ che un cocchiere imponente, guidando
+quattro massicci cavalli meklemburghesi, fa passeggiare al passo sulla
+spianata.
+
+Un po' in disparte, un palafreniere in gran livrea frena a stento lo
+scalpicciare inquieto di una superba giumenta, Mia.
+
+Ogni tanto Drollino la lascia sbizzarrire un po', osservando con
+occhio malizioso il prudente _dietro front_ del sig. Damelli, agente
+della casa, ch'è venuto anch'egli ad ossequiare gli sposi e che non
+pare troppo smanioso di proseguire la sua passeggiata in vicinanza
+della cavalla. Ma udendo il treno rumoreggiare in lontananza Drollino
+si mette in guardia e raccoglie le briglie. Il _landeau_ si ferma
+proprio dirimpetto alla stazione, la locomotiva è visibile e le teste
+si protendono, curiose.
+
+Un nereggiamento rumoroso s'avvicina velocissimo, traendosi dietro un
+gran pennacchio di fumo bianco. Si sente una scampanellata, si vede
+sventolare una bandiera rossa. Mia s'inquieta, sbuffa, accenna ad
+impennarsi, ma il suo cavaliere le stringe i fianchi come in una morsa
+di acciaio, mentre colla mano guantata in pelle di daino, accarezza il
+collo della cavalla, battendo leggermente sulla criniera. Mia si
+rassegna ed aspetta, ma colle orecchie tese, coi garretti frementi.
+
+Un lungo fischio risuona oltre i cancelli, il treno si ferma e riparte
+un minuto dopo, ed in mezzo ad un po' di ressa, emerge dalla porta
+della stazione avanzandosi verso il _landeau_, una giovane e
+bellissima coppia.
+
+Son dessi!... Gli sposi di otto ore prima.
+
+Drollino la vede subito, la guarda, come trasognato!
+
+Si, è lei... la signorina. Ingrandita, di certo, ma non tanto e
+sempre quel visino dolcissimo. Com'è pallida!... Ma ora, con quel
+sorriso sulle labbra, par tal e quale la Milla di otto anni fa!
+
+Porta un gran cappellone, tutto velluto nero e piume nere, un abito
+inglese, attillato e scuro. Gira attorno uno sguardo, ch'è a un tempo
+commosso, sgomentato e felice. L'intendente si fa innanzi ad
+ossequiarla. Essa s'intenerisce.--Ah! signor Damelli, nevvero!... il
+mio povero Papà...--Sulle palpebre castane spunta una lagrima. Poi la
+sposa si scuote, sorride, arrossisce, e presenta il signor Damelli a
+Giuliano... il duca... mio marito. È la prima volta che dice così:
+«mio marito.» Il qual marito è senza dubbio un bellissimo giovane, non
+molto grande, grassotto, con una barba d'oro alla nazzarena. I tratti
+signorili all'estremo, tondi, tendenti al floscio. È amabilissimo col
+signor Damelli, d'una amabilità languida, che, se si avesse il tempo
+di studiarla, parrebbe un pochino sprezzante. Ha un non so che di
+seccato che consola; nel suo sorriso fisso, nell'azzurro acceso dei
+suoi occhi, si legge una premura insolente d'essere a casa.
+
+Drollino, immobile, snello sulla sua bella cavallona, lo guarda
+attentamente, scrutando quella nuova faccia di padrone, che non lo
+soddisfa. Però, con una riflessione degna del suo senno pratico, pensa
+che per giudicare infallibilmente d'un uomo bisogna prima averlo
+veduto in sella.
+
+Mentre si caricano i bauli, Milla si guarda attorno per ritrovare quel
+noto paesaggio. E in questo paesaggio vede la macchietta immobile di
+un palafreniere a cavallo. Guarda, le pare, non le pare, vede due
+occhi scintillanti, una faccia bruna:
+
+--Oh!--dice sorridendo, commossa.--Drollino!
+
+Drollino s'inchina profondamente, mentre una fiamma impetuosa arrossa
+la tinta bruna del suo viso. Milla avvicinandosi, gli dice:
+
+--Oh, Drollino! come ti sei fatto grande!
+
+Poi si ricorda di Mia, e gli chiede di Mia.
+
+--Eccola--dice Drollino, accennando la sua cavalcatura.
+
+Milla stende la mano come per accarezzar Mia, ed entrambi,
+palafreniere e Duchessa, sorridendo, si ricordano.
+
+Ma i bauli sono caricati, e il Duca s'è sbarazzato del signor
+Damelli.--Milla! chiama con impazienza. Essa dimentica Drollino,
+dimentica Mia, li lascia sui due piedi senza salutare, e si avvicina a
+sua marito, che le offre il braccio, per aiutarla a entrare in
+carrozza.--Avanti,--ordina il Duca; e sulla strada polverosa, stretta,
+fiancheggiata dai vasti campi del grano ancor verde, i quattro cavalli
+trottano rapidi e pomposi. Drollino è rimasto dietro la carrozza,
+aspettando che una maggior larghezza della via gli permetta di
+oltrepassar l'attacco. Il _landeau_ è aperto; ed egli vede il
+cappellone di piume nero e l'elegante berretto scozzese da viaggio
+farsi vicini uno all'altro, chinandosi, come se volessero intavolare
+loro la conversazione..., vede delle larghe spalle irrequiete e delle
+spalluccie fine che tremano un poco.... vedo dei profili in moto,
+delle labbra che parlano e sorridono. Ma, ad un tratto, il cappellone
+nero, come se avvertise un pericolo, si tira in là... bruscamente.
+
+Allora il Duca, con un movimento d'impazienza quasi brutale, si
+volta.--Passa avanti,--dice ruvidamente a Drollino.
+
+Mia si sente a figgere gli sproni nei fiacchi, si sente spinta in un
+passaggio strettissimo, che corre fra la carrozza ed i campi, a
+sinistra della via. Passa rapida come un lampo, e Drollino non vede la
+mano del Duca correre sotto l'ala del cappellone nero e posarsi,
+imperiosamente morbida, sulla spalla della Duchessa.
+
+Il personale della tenuta era quasi tutto riunito al cancello del
+viale d'ipocastani. La balia di Milla e la fattoressa piagnucolavano,
+affettuosamente, parlando della loro piccina che tornava, ed era
+sposa! Era un sussurrìo continuo di osservazioni, di ricordi, di
+pronostici.... e il coro non faceva sosta se non quando s'udiva da
+lungi sulla via il rumore d'un veicolo. Allora le parole si facevano
+tronche... sommesse... Ora viene... è lei... a momenti... è qui. Ma
+non era mai lei, e intanto annottava.
+
+Finalmente s'udì un galoppo continuo, concitato... Sono loro di certo.
+E tutti ritti in punta di piedi, per veder meglio e prima. Ma no...
+era Drollino.
+
+Lui a briglia sciolta, coi capelli al vento, pareva un indemoniato.
+Mia era tutta bianca di schiuma. Con due sbalzi, cavalla e cavaliere
+oltrepassarono il cancello fra le due ali di folla che davanti a
+quell'arrivo precipitoso s'erano ritirate gridando. Drollino non si
+fermò a dar spiegazioni, corse via sempre di carriera, e scomparve
+quasi subito nella direzione dei pascoli.
+
+La carrozza coi quattro cavalli non giunse che venti minuti dopo.
+
+
+
+
+IV.
+
+
+Alla torre bruna del campanile, l'orologio, serio e grave, annunziava
+le dieci e mezzo. Il desinare degli sposi era finito da non molto, ed
+il Duca, parlando languidamente della stanchezza dei viaggio, aveva
+subito condotto Milla di sopra, della loro stanza.... E la camere
+illuminate e silenziose, la fuga delle sale a terreno avevano veduto
+passare quella coppia, taciturna ormai.... sui passi del domestico,
+che spalancava gli usci. Poi gli usci s'erano chiusi, e non si sentiva
+rumore di sorta. Il chiasso e l'allegria s'eran concentrati nel
+tinello della servitù.... dove e vino e motti festosi correvano senza
+posa in mezzo alle libere risate e alle libere frasi. Ma quella
+gazzarra schietta e grossolana moriva lì, tra le pareti crudamente
+bianche di quel locale.
+
+La casa era immersa in un silenzio religioso, come addormentata, nella
+serenità luminosa della notte. Biancheggiava alta, chiusa, signorile,
+nel vivo chiaro di luna che, piovendo senza riparo sulla facciata,
+pareva rivestirla d'un'immensa frescura d'argento. L'ombra della villa
+spiccava di fianco nerissima, sul verde umido del giardino. In quella
+luce dolce, senza bagliori, tutto pareva acquistare un forte risalto
+di contorni, ed il fogliame scuro del viale pareva staccarsi,
+cesellato, sullo sfondo dell'aria serena, tinta d'un cupo azzurro
+grigiastro.
+
+Una pace infinita. Attorno al laghetto, nel canneto, qualche breve
+sussurro di giunchi dondolati da una subita bava di vento notturno;
+dalla parte del viale, qualche nota smarrita di rosignuolo.... L'aria
+era pregna d'un odore forte e grato di serenella.... e ve n'era
+infatti una gran macchia, tutta in fiore, poco discosto....
+
+In mezzo a quella pace e a quel silenzio, una ombra mascolina or
+s'allungava, or si faceva più corta sulla ghiaia del giardino, a
+seconda della direzione del corpo che la proiettava. Era l'ombra di
+Drollino.
+
+Il giovane palafreniere s'era trovato lì senza sapere come, nè
+perchè.... Quel fracasso infernale del tinello l'aveva stordito; era
+uscito per respirare un po' d'aria fresca, e camminava in su e in giù
+sulla grande spianata. Si fermò un momento dietro alla macchia delle
+serenelle, guardando come trasognato la doppia scalinata che sale
+sulla facciata della villa e fa capo alla terrazzina del primo piano.
+Sapeva esser quello l'appartamento destinato agli sposi.
+
+La brezza notturna si mette improvvisamente in moto. Allora tutto
+quell'arruffio di piante arrampicanti, avvinghiate alla balaustra,
+s'agita, freme, i fiori oscillano, rizzano le pendule teste sui rami
+curvati ad arco. Anche loro vogliono vedere: come lui.... Perchè?...
+Cosa importa ai fiori delle fatali ore umane? E cosa importa a lui, a
+quel giovane ineducato, mezzo zingaro, mezzo selvaggio, che se la
+dice e sta coi cavalli più volentieri che coi pari suoi?
+
+La finestra s'aprì impetuosamente. Milla apparve.... lassù sul
+terrazzino. Non aveva più il suo elegante vestito da viaggio; la sua
+personcina, minuta, snella, era avvolta in un'ampia _douillette_ di
+casimirra bianca. E subito, alle spalle di Milla, ecco il Duca....
+Milla voltò il visino smarrito verso la luna.... quella vecchia amica
+di tutte le gioventù! Ma egli no, non lo guardò neppure quel disco
+pallido e muto.
+
+Parlava, e il vento portava le sue parole, brevi, tronche, come
+soffocate:
+
+--Ma che idea! vieni, amor mio.... vieni.
+
+Essa rideva, appoggiata, stretta alla balaustra, come una rondine che,
+in tempo di bufera, si stringe alla gronda.
+
+--Vieni, vieni!--ripeteva il Duca, null'altro che: «vieni.» Ma quella
+parola vibrava.... ardente.... nell'aria fresca.
+
+Milla lo pregava d'aspettare un momento.
+
+--Oh! Giuliano.... no.... aspetta un momento.... ti prego....
+guarda.... com'è bello!
+
+Era smarrita, ansante; guardava quella gran pace di luce smorta,
+quella divina poesia notturna, che nell'ora suprema della sua
+esistenza metteva un minuto di suprema poesia d'amore.
+
+Ma il Duca, in quel momento, non aveva nessuna voglia di contemplare
+la luna, la trovava anzi molto inutile...; non disse più: «vieni,» ma,
+avanzandosi rapidamente verso Milla, la recinse con un braccio alla
+vita. Essa non lottò, lasciò andare il capo all'indietro, sinchè lo
+sentì appoggiato sul petto di lui, ed alzò gli occhi a guardar
+Giuliano. Allora egli chinò il volto, e le baciò la bocca dando un
+passo addietro. E così, adagino adagino, con quel metodo, camminando a
+ritroso, a furia di baci, di sconnesse parole, la ricondusse sulla
+soglia. Poi sciogliendosi per un momento si voltò repentino a serrar
+le gelosie, i vetri, le imposte e quanto diavolo c'era.
+
+Di fuori, rimase il lume di luna, così perentoriamente messo alla
+porta.
+
+E nel lume di luna, la faccia turbata, quasi stravolta di Drollino!
+
+Sua! mormorò il giovane.... E digrignò i denti....
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Si guardò attorno. Era precisamente in quel lato del giardino dove,
+otto anni prima, aveva avvertito l'avvicinarsi dei malfattori. Rivide,
+colla memoria, quelle tre faccie sinistre sbucanti cautamente
+dall'oscurità del viale!...
+
+Ma ora, la pace era completa. La facciata della villa taceva nella
+molle bianchezza che l'illuminava.
+
+Un subito pensiero scosse Drollino. Provò un impulso.... quello di
+destare ancora, tutti con un grido d'allarme: al ladro.
+
+Ma si trattenne, con uno sforzo violento che gli fece provare come un
+senso di stringimento alle fauci.... Ah Cris....
+
+Ma non potè finir quella parola... neppur quella...
+
+Allora, come se lo avesse colpito un subito spavento, fuggì
+rapidamente pel viale e scomparve nell'ombra, sforacchiata dai
+cerchiolini argentei che piovevano a terra, sotto il traforo del
+fogliame.
+
+ * * * * *
+
+Pochi giorni dopo, il Duca e la Duchessa vennero, in carrozza
+s'intende, a visitare i pascoli. Le puledrine erravano, sgambettando
+attorno alle madri, che posatamente pascevano, alzando ogni tanto le
+teste per guardare, con quei loro occhi calmi e profondi, l'orizzonte
+sereno del piano. Qualche gaio nitrito echeggiava qua e là nelle
+mandrie e le grandi biche del fieno maggengo profumavano l'atmosfera,
+accanto ai casolari.
+
+Drollino, osservava con piena soddisfazione l'equipaggio, una
+leggiadra _vittoria_ attaccata a due nervosi cavalli ungaresi. Stava
+un po' in disparte, di fianco alla carrozza. Che cosa curiosa era mai
+quella Duchessa! La sua piccola persona scompariva quasi nell'ampiezza
+della vittoria e nell'intricata vicenda di trine bianche e _thibel_
+grigio tenero della sua stupenda _toilette_ di primavera, ma la
+bianchezza dell'incarnato, la delicatezza squisita dell'ovale e la
+grazia soave della fisonomia componevano nello sfondo roseo
+dell'ombrellino aperto, un quadretto supremamente gentile. Essa non
+aveva più l'aria sgomentata; era un po' pallida, ma su quel
+passeggiero abbattimento dei tratti, che dolcezza infinita di
+contento, che luce ridente, quanto raggio di gioia, d'un orgoglio
+nuovo, appassionato! Un sorriso lievemente estatico le posava sulle
+labbra ed ella riusciva a gran stento a strappare ogni tanto dal volto
+del Duca il suo sguardo, invincibilmente affascinato.
+
+Il Duca, quieto, ilare e molto bello, nel suo elegante _tout de même_
+inglese, rispondeva ad intervalli alla involontaria fissità degli
+sguardi di lei, con certe rapide e molli carezze dell'occhio. E con
+una compiacenza, non meno paga e sincera, guardava pure i cavalli che
+il capo di scuderia gli andava accennando e che i mozzi della tenuta
+facevano passeggiare avanti e indietro a fianco della _vittoria_.
+
+Egli li esaminava, socchiudendo per vederci meglio, uno dei suoi
+splendidi occhi azzurri.
+
+Faceva il possibile onde persuadere gli astanti d'essere al fatto di
+quanto costituisce la difficile arte dell'allevamento equino, ma le
+sue cognizioni in proposito, limitate al dispendioso sì, ma ristretto
+_dilettantismo_ dei più dei giovanotti eleganti, non impedivano che
+ogni tanto gli scappassero detti certi maestosi strafalcioni, che la
+Duchessa aveva per vangelo, ma che sortivano un ben altro effetto
+presso gli altri. Qualche sorrisetto spuntava qua e là sui volti
+abbronzati; mozzi e palafrenieri scambiavano certi sguardi, ch'erano
+vere salve di canzonatura. Il Duca non se ne accorse, e incoraggiato
+da un intimo sentimento della propria disinvoltura, volle scendere,
+per scegliere un cavallo da sella, ch'egli destinerebbe al suo uso
+particolare.
+
+Ne provò parecchi e dei migliori, ma su tutti trovò a ridire. Questo
+aveva la bocca dura, quello il trotto ineguale.... quell'altro
+l'andatura sgarbata.... Alla lunga, s'impazientì. A lui non
+piacevano.... ecco!... era abituato a ben altri _soggetti_.... Già;
+con queste benedette razze italiane, è inutile, ci sarebbero sempre
+degli inconvenienti! E anche le mandre, i riparti, i pascoli
+lasciavano molto a desiderare.... Penserebbe, provvederebbe lui; ci
+voleva un altro impianto; ecco cosa ci voleva!
+
+A un tratto gli venne veduta, un po' in lontananza una cavalla alta,
+di stupende forme, con una testa fina, delle gambe sottili e nervose,
+un collo elegantissimo, sul quale i turgidi meandri delle vene
+spiccavano in nitido risalto. La cavalla stava immobile, in una posa
+felicissima e atta a far valere la classica bellezza delle sue linee.
+
+--To! pensò il Duca! ecco il caso mio.
+
+Si voltò verso l'intendente e gli disse accennando quella
+cavalla:--Ecco un discreto prodotto; come si chiama?
+
+--Mia!--rispose dietro alla _vittoria_ una voce giovane e vibrata.
+
+Il Duca si voltò e vide che chi aveva detto quel nome era uno dei
+cavallari. Per cui, senza rispondere a colui, si rivolse nuovamente
+all'agente:
+
+--Che nome ridicolo.... Dev'essere una buona bestia.... Amerei vederla
+in moto.
+
+D'un salto, e benchè Mia non fosse sellata, Drollino le fu in groppa.
+Sciolse la cavezza, e si mise in moto. Con due o tre monosillabi fece
+prendere successivamente alla cavalla il trotto, il galoppo, saltar
+una barriera, fermarsi repentina, poi tornare scambiettando al sito
+donde avea prese le mosse. E tutto questo fu compiuto in un momento,
+con una maestria, una sveltezza, una _bravura_ ammirabili.
+
+--Bravo, Drollino!--sclamò la Duchessa con entusiasmo e guardando suo
+marito per vedere l'_effetto_ che sortiva in lui lo spettacolo della
+valentìa di Drollino.
+
+Ma il Duca non si degnò di esprimere la sua soddisfazione. Ordinò che
+sellassero la cavalla; voleva provarla.
+
+L'intendente rimase un po' imbarazzato.
+
+--Veramente.... signor Duca....
+
+--Cosa?--chiese brusco il padrone.
+
+--Ecco.... signor Duca.... certamente..., si figuri.... ma vede,
+quella cavalla.... sicuro.... è bensì un prodotto della tenuta, ma non
+appartiene propriamente alla tenuta.
+
+--No? e di chi è?...
+
+--Mia!--disse tranquillamente Drollino, che, disceso di sella, stava
+ritto accanto alla cavalla, guardando fisso il Duca.
+
+--Ah!--rispose questi con suprema indifferenza.
+
+Risalì in carrozza e si rivolse di nuovo al signor Damelli:
+
+--Come mai si permette a un addetto alla tenuta di tener cavalli
+proprii?...
+
+Damelli tentò una specie di giustificazione.
+
+--Era stato il fu signor Principe, in ricompensa d'un importante
+servigio....
+
+--Queste sono irregolarità--interruppe il Duca--cose che non
+dovrebbero accadere. Mi avvedo che ci sono varie riforme da fare in
+questa tenuta. Provvederemo, provvederemo.
+
+Il signor Damelli, più ossequioso che mai, si affrettava a
+scappellare, vedendo che il Duca si disponeva a dar l'ordine di
+partenza. Ma i fastidi del buon intendente non eran finiti. Il Duca
+gli fè segno d'accostarsi, e gli disse abbassando la voce:--Caro
+signor Damelli, ella ha l'incarico di pagare a quel ragazzo il valore
+della cavalla e di farla condurre stasera in scuderia.
+
+--Avanti--ordinò poscia al cocchiere; e la carrozza si mosse in mezzo
+ai saluti ossequiosi dei dipendenti.
+
+Ma, appena rizzate, quasi tutte le teste ebbero un dondolìo: il nuovo
+padrone non era riescito simpatico a nessuno, e lo si giudicava
+severamente. Che boria! che fare sprezzante! E che bel modo di stare
+in sella! com'era sgarbato a cavallo! che personale tozzo, che
+corporatura floscia, molle! A loro non pareva neppur bello di viso con
+quella faccia bianca e grassa, quegli occhi di vetro celeste, e quel
+barbone biondo! La Duchessa, quella sì...; a lei, ch'era una donna,
+stava bene il visino bianco. E com'era contenta, come sorrideva, come
+conosceva tutti! S'era ricordata persino d'un vecchio mozzo che una
+volta, quand'essa era piccina, le aveva fatto fare il giro del
+giardino sulla carretta del fieno! Ah! che povera idea aveva avuta la
+signorina d'innamorarsi di quel biondone spiantato che non sapeva far
+altro che criticare a diritto e a rovescio.
+
+--Eppure--concluse un Pedrolo osservatore--si capisce ch'essa gli è
+_morta addietro_!
+
+Morta addietro? Sì certamente; quel Pedrolo non andava errato. Milla
+s'era completamente smarrita nella repentina rivelazione d'un amore
+ch'essa non aveva avuto il tempo di prevenire, studiandolo o
+immaginandolo.
+
+Il cuore della bambina s'era improvvisato cuor di donna, e la scossa
+subitanea di quella trasformazione era stata più forte di lei. La
+prima goccia della tazza era bastata per inebbriare Milla; essa era
+ebbra d'amore, pazza d'amore. E su di lei era piombata quella strana,
+malaugurata specie di passione che invade facilmente le anime pure e
+ignoranti, la passione più innocente e più pericolosa, più sublime e
+più sciocca fra tutte, quella che non calcola, che spende, spande,
+sperpera scioccamente tesori di tenerezza senza mai fermarsi a
+noverare quanto ha dato, o a chiedere quanto ha ricevuto. Passione
+sitibonda di schiavitù, che nell'oggetto del suo culto crea
+infallibilmente il tiranno dell'oggi e forse l'annoiato del domani.
+
+Alla sera di quel giorno memorabile, il signor Damelli, terribilmente
+imbrogliato e coll'aria d'un cane che ha lasciata scappar la lepre, si
+presentò al cospetto del signor Duca.
+
+--Ebbene?--gli chiese questo imperiosamente.
+
+Il sig. Damelli non sapeva da che parte rifarsi.
+
+Ma finalmente, con molti giri e rigiri di frasi, finì col confessare
+che aveva fatto un buco nell'acqua.
+
+--Oh! Eccellenza, si figuri, è proprio riconoscentissimo quel giovane,
+anzi mi ha detto di ringraziarla della sua generosa offerta.... Ma
+creda.... che non.... insomma sarebbe per lui una vera disgrazia....
+Egli adora quella cavalla.... non vuole.... insomma non può
+separarsene!
+
+--No?--disse il Duca.--Com'è ingenuo, caro signor Damelli. Non vede
+che quel ragazzaccio voleva far salire l'offerta?
+
+--L'ho fatta salire, l'ho fatta salire--s'affrettò a rispondere
+l'intendente;--ho promesso una somma enorme, ho detto che il prezzo lo
+fissasse lui. Ma nulla.... l'ostinazione di quel giovane fu
+invincibile. Pare ch'egli abbia una specie di _arlia_ per quella
+bestia.... Fu un attestato di riconoscenza del povero Principe, per un
+import....
+
+--Basta!--disse il Duca, rosso come un galletto....
+
+Congedò bruscamente il signor Damelli, e passò nella camera della
+Duchessa. Milla era occupatissima a provarsi un paio di scarpettine
+ricamate; ma vedendo entrare Giuliano con quel viso rabbioso, si
+spaventò. S'alzò, e, camminando con un piedino calzato e l'altro no,
+venne a incontrar suo marito.
+
+--Oh Dio! Giuliano! cos'è accaduto?
+
+--È accaduto--sbuffò il Duca,--è accaduto che questa casa è una
+Babilonia, e che c'è bisogno di riforme più del pane. Hai dei bei
+tipi, sai, fra questi tuoi dipendenti! Ma lo manderò via quel
+biricchino, lui e la sua rozza.... per insegnargli....
+
+E le raccontò la storia, a quel modo, con delle minaccie rabbiose di
+fare, di disfare, di metter tutto all'aria.
+
+La Duchessa trovò ch'era un abbominio, e che Drollino avrebbe dovuto
+stimarsi ben fortunato di cedere, non una, ma cento Mie a Giuliano.
+Ma, mentre condannava Drollino, sorrideva a Giuliano con una soavità
+biricchina di donna felice.
+
+--Oh! che sciocco è mai colui.... E tu, Giuliano, non te ne curare....
+Per una cavalla! non son tutte tue quelle dei pascoli e delle
+scuderie?... E se vuoi, falle venir da Londra, là, dove dici che son
+così belle.... Non pensar più a colui. È una cosa da nulla....--E per
+quella cosa da nulla prodigava baci, carezze, soavità di sguardi e di
+parole da bastare alla felicità di tutta un'esistenza.
+
+Giuliano era disarmato, e il suo terrore delle scene, la sua pigrizia
+naturale finirono di placarlo. Tralasciò di borbottare, e fu lui che
+calzò l'altra pantofolina celeste sul piede rosa (grande come un
+biscottino di Novara) della sua Milla.... Ma la collera non era
+completamente passata; gli rimase una certa uggia verso Drollino. Quel
+monello, che cavalcava come un cavallerizzo, che si permetteva d'aver
+una cavalla propria, che aveva avuto l'ardire di rifiutarsi a
+cedergliela, gli dava sui nervi. Tanto, che ne parlò addirittura
+coll'agente.
+
+--Non le pare che sarebbe bene mandarlo a spasso..., per dare una
+prova di energia...? per incutere negli altri una salutare idea della
+disciplina indispensabile? eh!...
+
+Ma l'agente, con infiniti riguardi, espose varie buone ragioni.
+Veramente, faceva osservare che, proprio, gli estremi non c'erano.
+Avrebbe fatto più dispiacere che effetto a tutti quanti, il vedere
+scacciato quel ragazzo. Sua Eccellenza sapeva senza dubbio il servizio
+da lui reso, tempo addietro, alla casa. E poi, bisognava riconoscere
+che aveva un'abilità straordinaria come allevatore e domatore.... e
+nel resto teneva una condotta irreprensibile.
+
+Giuliano capì il latino. L'ira gli era sbollita ormai, ed egli,
+annoiato da quella prolissa difesa, si sentiva tornare addosso la
+serena indifferenza del creolo. In cuor suo cominciava a trovare che
+proprio non valeva la pena! Per cui finì coll'esser magnanimo, e
+perdonò senz'altro a Drollino, col patto però che colui non avesse più
+a capitargli fra i piedi.
+
+Colui, dal canto suo, non aveva nessuna smania di capitar tra i piedi
+di quell'eccelso signore. La faccia del Duca non gli tornava punto
+simpatica. Trovava che rassomigliava a certi musi di cavalli
+traditori, sparmiafatica, che non ci pensano punto a tirare un calcio
+anche a chi li governa e riempie la mangiatoia davanti a loro.
+
+La sua maniera di stare in sella lo esasperava, ed egli si compiaceva
+di far osservare ai compagni il modo indegno col quale il Duca
+guidando, rovinava la bocca alle bestie. No.... a lui non pareva
+proprio che la signorina avesse fatta una scelta ammodo. Perchè mo'
+aveva avuta tanta fortuna quella botte d'uomo con quella barba
+pettinata! perchè l'aveva sposata, lei.... il loro orgoglio, quella
+specie di madonnina bianca.... Almeno fosse sempre lì in ginocchio
+davanti a lei!... Ma no, era sempre la signora che faceva a modo suo,
+che godeva a vederlo spadroneggiare nella tenuta, nella villa. E lui,
+con quell'aria placida, sicuro del fatto suo, che si lasciava adorare,
+che criticava tutto! Eppure non c'è Cristi, il padrone ora era lui! La
+villa, la terra, i cavalli erano suoi.... Anche Milla era sua.... E
+non gli era bastata.... Anche Mia avrebbe voluto!...
+
+--Mia! ah no!... piuttosto.... Cristo!...
+
+Stava più che poteva nella pianura dei pascoli. Gli era accaduto
+qualche volta, capitando per tempo alla villa, di vedere in giardino
+la veste bianca di Milla, e attorno alla vita di Milla una gran
+macchia scura, cioè il braccio del Duca. Aveva sentito di sfuggita,
+passando, qualche sussurro di parole amorose. Come rideva, Drollino,
+di quelle sciocchezze! Gli parevan così buffe che, quando poteva,
+evitava di vederle e di udirle. Egli non capiva.... da loro non si
+usava far all'amore così.... Pure, certe volte un'acre curiosità lo
+tormentava! Come aveva fatto quel biondo antipatico a farsi voler
+bene.... così?
+
+Ecco, quando la Duchessa era sola e passava lì accanto, la cosa mutava
+affatto. Non gli rincresceva allora di procedere franco, di farle un
+saluto profondo...; non era forse lei la sua vera padrona, la signora
+d'Astianello? La cosa era assolutamente diversa.
+
+Milla, quando vedeva Drollino, rispondeva cortesemente al suo saluto,
+ma non gli parlava. Gli serbava un po' di rancore, per essere stato
+così ostinato e per non aver voluto ceder Mia al _suo_ Giuliano.
+
+Un giorno, però, s'incontrarono nel viale. La Duchessa rispose con un
+sorriso al saluto di Drollino. Poi si fermò, e gli chiese se stesse
+sempre nella casetta della scuderia.
+
+Drollino rispose di no. Dopo la morte di suo padre, era tornato
+laggiù.... nei pascoli. Ora stava in una cascina.... Sa bene.... la
+Favorita.
+
+--Mi ricordo--disse Milla.--Ci sta la suocera della mia sorella di
+latte.... E ti piace a star lì?
+
+--Sì, rispose Drollino.--È come al tempo antico.... quando c'era il
+signor Principe.
+
+Negli occhi di Milla venne un luccicore umido.
+
+--Oh! papà.... povero papà.... Com'era buono.... nevvero?
+
+--Tanto!--disse con forza Drollino. E l'accento era così sentito che
+Milla provò una specie di gratitudine.--Ecco, anche lui si
+ricordava.... Oh! se il suo povero papà potesse vederla ora.... così
+felice, così beata!--E subito il pensiero di Giuliano tornò ad
+afferrarle l'anima, a sbandirne il passato, a immergerla di nuovo
+nell'estasi delirante del suo presente. L'occhio di Milla era ancora
+velato, ma aveva cessato di guardar l'orizzonte e di veder
+Drollino.... essa pensava che Giuliano poteva già essere sceso in sala
+da pranzo ad aspettarla. Disse in fretta;--Addio, Drollino--e voltò
+strada, dirigendosi verso la villa.
+
+Drollino, naturalmente, non capì, nè indovinò. Andò via lentamente,
+pensando alla vecchia camera, all'entrata della scuderia, a un
+muricciuolo facile a scavalcare, e a certe pigne di castagne d'India,
+che per un soffio, per un sassolino diroccavano giù, ruzzolando in
+tutte le direzioni sulla sabbia di quel viale, quello per l'appunto.
+
+Drollino incontrò un'altra volta la Duchessa, e fu contento di
+vederla, perchè aveva udito dire che la signora non stava tanto bene.
+Si buccinava anzi che ci fossero delle speranze..., certe speranze
+soavi, che si concretano nei preparativi d'una piccola culla....
+
+La Duchessa aveva infatti l'aria un po' patita e Drollino, vedendola
+passare lentamente sul sentiero soleggiato del giardino, con una mossa
+stranamente dolce e stanca, rimase un momento come trasognato. Com'era
+bella!.... le altre donne ch'egli vedeva lì e in città non le
+somigliavano punto. Così piccola, minuta, com'era, rappresentava per
+lui la gloria, la potenza, il pregio di casa d'Astianello. E per
+questo egli la guardava così.... con quello sguardo devoto che
+ammirava.
+
+Anche stavolta fu lei a fermarsi e a rivolgergli la parola.
+
+--Buon giorno, Drollino.
+
+Drollino trovò il coraggio di chiederle come stesse.
+
+Essa arrossì profondamente con un pudore giocondo. E
+rispose:--Bene.--Ma rispose in fretta, colta da un conscio imbarazzo
+davanti alla semplice, ossequiosa domanda d'un palafreniere qualunque.
+E subito; per cambiare argomento:
+
+--Drollino, sai che andiamo via?
+
+Egli non sapeva nulla, e disse:
+
+--Come mai? così presto.... due mesi soltanto....
+
+E sbarrò gli occhi con un'espressione curiosa a vedersi, difficile a
+definire.
+
+--Sicuro.... si va via.... la settimana ventura. Io starei ancora qui
+tanto volentieri, ma il Duca dice che bisogna andare ai bagni.
+
+Diceva queste cose con rammarico, ma anche con una segreta gioia di
+poter ardere questo rammarico, come un granello d'incenso, sull'altare
+del suo nume.
+
+Il Duca aveva parlato dei bagni, li aveva vantati come giovevoli alla
+sua salute; non aveva detto positivamente «andiamo,» ma diceva a
+Milla, con quella sua voce lenta e melodica, che il caldo ad
+Astianello minacciava di farsi eccessivo, e che anche per lei, anzi,
+ben inteso per lei, sarebbe stato meglio un po' d'aria di mare, un po'
+di svago....
+
+Quando Milla udì quella parola: svago, guardò per un momento Giuliano,
+coll'aria incerta d'una persona che non capisce. Svago.... per lei?...
+
+--Oh, Giuliano, Giuliano, come puoi credere?--disse finalmente,
+ridendo.
+
+Ma capì meglio un'altra volta, quando le venne udito, in pieno
+giorno, senza ombra di causa apparente, un breve sbadiglio di
+Giuliano.
+
+Un'idea terribile le trapassò, come una spada, la mente. Giuliano....
+forse si annoiava?
+
+Senza forse, povera Milla! il primo mese era stato incantevole pel
+Duca, il suo nuovo amore e i suoi nuovi splendori avevano occupato
+egregiamente il secondo; ma il terzo.... il terzo.... Erano soli,
+molto soli ad Astianello: e le ville vicine non sarebbero occupate che
+durante l'autunno.
+
+Quell'eterno argomento dell'allevamento lo interessava sino ad un
+certo punto! Milla era un angiolo, oh questo sì, ed egli era il più
+felice degli uomini; ma quella luna di miele così prolungata, così
+esclusiva, prendeva delle proporzioni allarmanti. Giuliano trovava che
+non bisogna abusar di nulla, nemmeno della felicità.
+
+E Milla, che aveva fatto conto di rimaner lì celata, rannicchiata
+nella suprema estasi del suo amore sino al Natale per lo meno....
+
+Pure, un giorno, disse soavemente a Giuliano:
+
+--Quando partiamo?
+
+--Quando vuoi--rispose languidamente il Duca.
+
+Ma come fu caro in quel giorno, e adorabilmente affettuoso per la sua
+Milla!
+
+
+
+
+V.
+
+
+Tornarono sullo scorcio del settembre, nella molle e tiepida stagione
+in cui l'anno, come un saggio epicureo, si riposa e dice: godiamo,
+prima di prepararci a morire.
+
+La Duchessa aveva lasciata ai bagni la sua celeste speranza. Aveva
+abortito, chi diceva per una passeggiata troppo faticosa, chi per un
+accidente, chi per uno spavento, chi per una grande emozione. Qualcuno
+parlò di una scena avvenuta fra lei e Giuliano per certe gelosie,
+senza capo, nè coda. Poi era successa una riconciliazione, e tutto era
+finito: gli sposi tornavano e felicissimi.
+
+Il Duca era ingrassato un altro po'; Milla invece era dimagrata. E più
+ancora di prima, era pazzamente innamorata di suo marito.
+
+Nel suo amore c'erano due elementi nuovi, la gelosia e il timore.
+
+Ecco com'era venuta la gelosia.
+
+Ai bagni a Viareggio, avevano trovata molta gente. Vecchie conoscenze
+di Giuliano, che naturalmente non s'erano potute scansare.
+L'isolamento, in un luogo così frequentato, sarebbe stato
+assolutamente ridicolo. Almeno Giuliano diceva così, e Milla era
+troppo ragionevole per non capire che Giuliano, sino a un certo punto,
+non aveva torto. L'intimità dunque era finita. Bisognò unirsi a quei
+gruppi chiassosi di bagnanti, prender parte a delle allegre gite,
+cenare a ora tarda al Nettuno, fare scampagnate alla Pineta, a Massa,
+a Lucca. Dio! che tormento! Erano tutte buone, gentili quelle
+signore, e facevano un mondo di feste alla sposina; e i signori,
+quelli poi gentilissimi, al punto di farla rimanere un po' impacciata,
+qualche volta: ma che stordimento, che noia in quel chiasso, in quel
+divertimento che pareva tanto piacere a Giuliano! Egli ci si trovava
+come nel suo elemento, ed ella invece....
+
+Uno sciaguratissimo giorno, era capitata da Livorno, con un vaporetto
+della Marina, una compagnia elettissima.... oh si, proprio eletta....
+di signore e di signori. Eran venute a fare una gita di piacere a
+Viareggio. Fra quelle signore ce n'era una bellissima, vestita con
+impareggiabile eleganza che a un tratto, aveva detto a Giuliano,
+passandogli accanto--Oh caro Duca! lei qui?...--con una piacevolezza,
+una disinvoltura infinita. Giuliano sulle prime era rimasto lì come un
+po' impacciato; poi s'era messo a ridere. E aveva risposto:--Ma....
+pare.... Baronessa....
+
+--Olga!--aveva chiamata un'amica della signora, e la signora s'era
+fatta accompagnare in là da Giuliano. Quindici minuti dopo, le due
+società s'erano fuse in una sola, e la signora, che Giuliano aveva
+presentata a sua moglie, le usava mille gentilezze, le presentava alla
+sua volta i cavalieri del suo gruppo, e assicurava a tutti, con un
+sorriso singolarmente gentile, che la Duchessa Lantieri era proprio
+un'adorabile donnina!...
+
+Milla non aveva mai visto Giuliano così animato. Si divertiva
+immensamente, fu brillantissimo, prodigò mille attenzioni alle
+numerose signore della brigata. Nella cena, che coronò splendidamente
+quella giornata campale, il Duca fu spiritosissimo, i suoi occhi
+azzurri ebbero certi strani lampi, come di sfida. La signora
+elegantissima rideva molto, eran tutti di buon umore, e lo sarebbe
+stata anche Milla, se non avesse afferrata al volo un frammento del
+colloquio imprudente di due vicini.
+
+--Caso?... davvero?--aveva chiesto un signore accennando, con un
+lievissimo moto del mento, Giuliano e la signora elegantissima.
+
+--Speriamo....--aveva risposto l'altro.
+
+E s'erano guardati, ridendo, con una cert'aria, ammiccando.
+
+Poi uno degli interlocutori aveva fatto, accorgendosi ch'ella era
+vicina.--St..., come per avvisar l'altro. E avevan cambiato discorso,
+con grande prontezza.
+
+Allora essa sentì, per la prima volta, di non esser felice, sentì che
+fra quella donna e Giuliano c'era _forse_ qualche cosa.... Ebbe un
+momento d'angoscia terribile, l'angoscia dell'incertezza.... Oh!
+quella cena terribile, lunga, così gaia per gli altri, così tremenda
+per lei....
+
+Non disse nulla, sentì la suprema necessità della dissimulazione. Ma
+non potè impedirsi di osservare! E nell'osservazione, rimase astratta,
+confusa, quasi istupidita. Li guardava come incantata: erano
+abbastanza lontani da lei perchè la fissità del suo sguardo non
+paresse rivolta soltanto a loro.... Essi erano allegri entrambi,
+allegrissimi; quella signora lo trattava con una certa cordialità
+serena, indulgente. Egli aveva l'aria contenta, molto contenta; essa
+da lontano le mandò un sorrisetto amichevole, festoso, a cui la
+Duchessa tentò rispondere con uno sforzo che le parve faticosissimo.
+Il mare, sotto all'impalcato, diceva, nell'eccitamento ondoso della
+notte sopraggiunta, delle cose gravi e severe, che nessuno ascoltava.
+I tappi delle bottiglie volavano ad ogni momento, oltre le balaustre
+di legno, e andavano a posarsi sui dorsi e sulle irrequietudini delle
+spume candide, nel buio.
+
+Finalmente, quell'angoscia crudele ebbe fine. La Baronessa e la sua
+comitiva s'imbarcarono per Livorno.
+
+Ma non prima d'aver combinato coi bagnanti della Spezia una seconda
+gita. C'erano le regate a Genova; s'andrebbe tutti assieme alle
+regate.
+
+Milla si sentì morire.... E mentre il vaporetto illuminato
+s'allontanava rapidamente sul mare, bianco di raggi lunari, essa
+diceva a sè stessa:
+
+--Stanotte gli domanderò....
+
+Giuliano era di cattivo umore tornando a casa. Lo sciampagna non
+valeva nulla, disse a sua moglie. E non aveva sonno. Era quasi
+impensierito. Non triste, un po' irritato. Pure, a Milla, pareva più
+affascinante che mai. E irritata anch'essa, malaccorta, impetuosa,
+entrò bruscamente a interrogare:--Perchè quei due avevan detto
+così?...
+
+Giuliano s'alzò di botto, e sul viso stravolto di sua moglie lesse
+l'avvicinarsi d'una scena.
+
+S'alzò, s'inchinò lievemente e passò nella camera vicina.
+
+E Milla rimase col martellamento della gelosia, col dubbio d'essere
+stata una gran sciocca, col terrore d'aver offeso Giuliano. Era la
+prima volta che le accadeva tutto ciò.
+
+All'indomani, al Nettuno la Duchessa parve a tutti molto pallida.
+Giuliano era più piacevole che mai, invece. Ma la povera sposa
+soffriva così visibilmente che, alla sera, non potè uscir di casa....
+E due giorni dopo, un'animuccia, disgustata, sgomentata, tornava
+dond'era venuta, senza aver pagato all'eternità lo scotto d'un'umana
+esistenza.
+
+Nel momento del pericolo, mentre si sentiva oscillare fra la vita e la
+morte, Milla ebbe una bizzarra parola. Disse a Giuliano:--Perdonami.
+
+Il Duca, nell'angoscia stessa ond'era compreso, ebbe un istante di
+maraviglia. Poi capì. Più tardi, quando La Duchessa, ancora
+pallidissima nella sua veste da camera bianca, gli sorrideva, beata di
+sentirsi a rivivere e di vederlo tornato suo, egli le disse
+dolcemente:--Cattiva!
+
+Ella chinò il capo, arrossendo. Oh! sì era stata tanto cattiva....
+Aveva avuto certi pensieri.... Ma aveva sentito. E gli disse cosa
+aveva sentito.
+
+Egli prese un'aria seria, quasi paterna.--Ah! se la sua Milla non
+fosse stata così bambina da dar retta a delle assurdità. Certamente,
+un tempo c'era stato qualche cosa. Ma....
+
+--Ah! c'era stato?...--osservò Milla, mentre sulle sue gote pallide
+passava un rossore di fiamma.
+
+Il Duca alzò le spalle e si mise a ridere.
+
+--Certo--disse placidamente--ero un po' scapato ai miei tempi. E per
+farmi far giudizio ci volevi proprio tu....
+
+Essa arrossì ancora, ma d'orgoglio questa volta, d'un orgoglio
+delizioso di donna amata!... E, col cuore pieno di gioia e di rimorso,
+tese la mano a suo marito.
+
+Egli la prese, e Milla capì a qual punto era stata sciocca e bambina!
+Oh, sì! egli l'amava come essa amava lui, esclusivamente, e per
+sempre.... Il passato non esisteva più.... era un sogno svanito.
+
+Tornarono ad Astianello, prima del tempo fissato.
+
+Milla stava attenta, molto attenta! Giuliano sbadiglierebbe ancora?
+
+No. Giuliano non sbadigliava.... almeno in presenza di Milla. Ma,
+certe volte, aveva un'aria un po' svogliata e, passeggiando sotto il
+viale a passi strascicati, tormentava colla punta degli stivalini
+lucidi certi poveri fiorellini, che proprio non ne avevan colpa.
+
+Un giorno, Milla scese a colazione con una novità. Era una piccola
+matita elegantissima, tolta ad un _carnet_ da ballo. E strettala fra
+le ditine cominciò a tracciare sul margine del giornale, che Giuliano
+aveva finito di leggere, qualche nome. La manina tremava un po', ma le
+parole eran tracciate bene.
+
+--Che fai?--chiese languidamente Giuliano.
+
+Essa ristette dallo scrivere, con una mossa improvvisa, come d'una
+bambina colta in fallo.
+
+Poi, con una dolcezza infinita, disse:
+
+--Penso che, dopo tutto, per l'ottobre si potrebbe invitar qualcuno.
+
+E lo guardava, lo guardava, studiando la sua fisonomia, aspettando
+forse ch'egli le dicesse di no.
+
+Ma egli non disse di no. Disse soltanto--Ma cara Milla, tu sei un
+angiolo!--E più tardi, quando s'alzarono di tavola, le diede il
+braccio, guardandola e sorridendole quasi coma l'aveva guardata e le
+aveva sorriso nei primi giorni del suo matrimonio.
+
+E Milla, povera bambina, ebbe un momento di suprema gioia. Ecco!
+l'aveva trovato il modo.... Contentarlo nelle piccole cose. Ah! ora
+sapeva!
+
+Milla era felice. Il suo Giuliano era tornato di buon umore. Si
+divertiva un mezzo mondo mettendo la villa a soqquadro, rinnovando gli
+addobbi delle sale, il mobiglio delle camere, rimodernando da capo a
+fondo gli appartamenti. Aveva certo _trovate_ artistiche tutte sue,
+sapeva combinare meravigliosamente quanto, oltre alla ricchezza,
+rivela in un appartamento, il carattere e l'immaginazione signorile di
+chi lo abita. Una vera legione d'operai s'era stabilita alla villa, e,
+con una rapidità quasi magica, l'interno della casa andava assumendo
+un nuovo e più brillante aspetto. Il creolo sapeva dar gli ordini
+necessari, e Milla, ch'egli non consultava mai, era in uno stato di
+continua ammirazione. Eppure, certe volte, in mezzo al suo entusiasmo
+pel talento di Giuliano, un pensiero malinconico le si levava in
+cuore: ecco, le vecchie cose se ne andavano tutte, una per volta.
+Errava, con passo lento, quasi timido, in mezzo a tutta quella novità
+fresca di ricchezze e d'eleganza, che per lei non avevano nessun
+ricordo, nessuna attrattiva di segreta intesa. Astianello si mutava;
+era una bella cosa, senza dubbio, ed era giusto che, dal momento
+ch'essa aveva acconsentito a ricevere, i suoi ospiti avessero a
+trovare in casa sua tutto ciò che probabilmente avevano in casa
+propria; ma tant'è.... E un giorno, in cui Giuliano le chiese ridendo
+dove andrebbero a far dimora durante gli otto giorni indispensabili
+per rinnovare quella loro antiquata camera da letto, Milla si sentì
+una gran stretta al cuore.
+
+Abbassò il capo.... sentiva due lagrime sull'orlo delle palpebre.
+
+Giuliano alzò le spalle. Ma non insistette; e Milla gli fu
+indicibilmente grata di quel sacrifizio.
+
+Il suo amore, sempre più cieco, sempre più assoluto, diventava
+idolatria. In esso smarriva ogni equo giudizio delle rispettive loro
+posizioni, ogni idea dei suoi diritti; non afferrava neppur per ombra,
+col pensiero, l'assieme reale delle proprie circostanze. Adorava suo
+marito, aveva riunite, per versarle su di lui, tutte le tenerezze
+ond'era capace l'assurda potenza dal suo cuore; l'amava come e quanto
+avrebbe amato suo padre, sua madre, i fratelli, le sorelle, con tutta
+la somma degli affetti che il passato non aveva mai esatti dal suo
+cuore, e che vi si eran sempre celati inoperosi. Essenzialmente donna,
+nel sano rigoglio della sua imperiosa gioventù, ella subiva il fascino
+di quell'uomo bellissimo, che all'ignoranza sacra della sua profonda
+verginità morale aveva rivelato il Dio ignoto, quel Dio che alle anime
+veramente pure si rivela anche con un mistico e singolare corteo di
+purezze indicibili, di suprema poesia. Milla si sentiva completamente
+travolta, assorbita nella vita nuova. La Duchessa amava a modo suo,
+non a modo della prudenza e dell'antiveggenza. Amava coll'inconscia
+forza di una volontà disarmata, con una doppia cecità di istinti,
+quella del cuore e.... l'altra. Non era punto santa, e sopratutto non
+era punto avveduta. Non chiedeva mai a sè stessa: «faccio bene o
+faccio male ad amare così?» Non chiedeva altro a Dio, se non che
+continuasse così..., e che ella potesse sempre far felice Giuliano!
+Certi amori, onesti, virtuosi hanno un carattere bizzarro, bene
+spesso. Si ha torto di non studiarli; sono anch'essi una curiosa
+varietà psicologica, hanno profonde e stranissime forme. Si è detto
+per molto tempo che il matrimonio è la tomba dell'amore; ma quando,
+per caso, n'è la culla? E peggio ancora, quando è tomba da un lato e
+culla dall'altro?... quando sulla verde sterilità del cipresso
+s'innesta un ramo di rosa nel pieno fermento dei suoi primi
+germogli?...
+
+Il Duca si compiaceva assai, specialmente sulle prime, di
+quell'adorazione costante, quasi insana. Il suo amor proprio era
+soddisfatto; qualche volta, in cuor suo, n'era leggermente commosso.
+Eppure.... accadeva, ogni tanto, ch'egli sentisse uno strano moto
+d'impazienza. Dio! com'era mai bambina quella cara Milla. Aveva certe
+fanciullaggini! Il lato sublime di quelle fanciullaggini gli
+sfuggiva.... non era stato abituato _così_...; le fantasticherie di
+sua moglie, certe _esagerazioni_ poetiche del suo amore per lui gli
+riescivano, ahimè, alquanto stucchevoli! Gli toccava, certe volte, di
+fingere di capire ciò che Milla gli diceva e questa per il creolo, era
+una fatica improba! La sua lunga esperienza della donna gli tornava
+vana di fronte al carattere bizzarramente affettuoso di Milla, davanti
+a quel completo oblio di sè stessa, che in lei semplificava tutto, ad
+un punto eccessivo. Ora, la semplicità nella donna, era cosa affatto
+nuova per Giuliano; egli la confondeva facilmente colla povertà e
+mentre trovava che l'amore d'una cara e ingenua donnina era pur
+qualcosa di terribilmente elementare, non gli veniva mai la voglia o
+la curiosità di studiare le profondità possibili e i probabili
+congegni di questo sentimento elementare. Egli aveva certamente la
+pretesa di raffazzonare sua moglie a modo suo, in tutto e per tutto,
+per questo soltanto l'aveva sposata così giovane e tolta da un
+convento, ma educare per lui non era sinonimo di studiare ed egli non
+si sentiva affatto di far la parte odiosa del pedagogo. Egli aveva per
+principio che colle donne non si discute mai. E però non discuteva
+neppur con Milla. Le diceva spesso ch'essa era bellina e, qualche
+volta, che le voleva molto bene. E per una di quelle: qualche volta,
+per una delle eleganti frasi di affetto ch'egli si lasciava di quando
+in quando cader dalle labbra, Milla si sarebbe gettata nel fuoco!
+
+La sua premura di fargli piacere, assumeva talvolta le preoccupazioni
+d'un'angoscia. L'aveva fatto arbitro assoluto d'ogni aver suo,
+padrone di casa, nel più stretto senso della frase; essa non dava un
+ordine senza chiedere il suo consenso e provava un acuto senso di
+gioia, quando le accadeva di poter fare, _per lui_ un sacrificio
+qualsiasi. E siccome il Duca, con una generosità senza pari, non aveva
+più parlato dei progettati mutamenti nella famosa camera celeste,
+Milla, in mezzo alla sua stessa soddisfazione, cominciò a provare la
+puntura di certi rimorsi. Com'era stata scompiacente, egoista!
+
+Ecco che obbligava suo marito a stare in una camera così male
+arredata, mentr'egli, con quel suo buon gusto così squisito avrebbe
+fatto chi sa che meraviglie per procacciare a lei il piacere di avere
+una stupenda camera da letto. Dio! com'era bello Giuliano! Cento volte
+più di lei.... s'intende! E com'era buono! che nobile fiducia aveva
+per lei, non guardava mai nel suo scrittoio, come facevano le monache,
+laggiù in convento, non leggeva mai le lettere delle sue amiche....
+Mentre essa invece, da quell'egoista ch'ell'era l'avrebbe voluto
+segregar lì, in campagna e quella volta.... là; a Viareggio!...
+
+Il ricordo della scena di Viareggio era per Milla una vera trafittura.
+Oh! com'era stata sciocca, imprudente, cattiva!
+
+Per una parola, per un nonnulla aveva fatto a Giuliano quella
+malaugurata scena!... Come se Giuliano fosse stato capace.... Non
+perdonava a sè stessa l'ingiustizia cieca di quel dubbio.... le pareva
+che ormai le corresse l'obbligo, per tutta la vita, di farselo
+perdonare. Chissà quanto ne aveva sofferto, povero Giuliano, senza
+dirne nulla!
+
+E un giorno, nell'assurdità incredibile del suo povero cuoricino di
+moglie innamorata, nacque un pensiero. Fu respinto sulle prime, e
+rinnegato aspramente, tollerato più tardi e finalmente adottato.
+
+Milla aveva ogni tanto il terrore di non essere all'altezza di
+Giuliano. Egli trattandola sempre coll'indulgenza più o meno paziente
+che si ha verso una bambina l'aveva facilmente persuasa d'esser tale.
+E quell'animuccia ardente ed appassionata ne soffriva. Provava ogni
+tanto un segreto senso d'umiliazione, aveva delle calde aspirazioni
+verso una posatezza, un'assennatezza da gran dama, da signora calma e
+sicura del fatto suo.... Diventare come Giuliano, per esempio; egli
+non s'alterava mai.... Ah! ma quanto era lontana da questo ideale
+colla sua ignoranza, colle sue sciocche timidità, colle sue continue e
+tormentose esitanze!
+
+Un giorno, le capitò, a caso, fra le mani, un romanzo inglese. In
+esso, due coniugi, nati uno per l'altro, fatti per essere
+costantemente virtuosi e felici, vedevano invece minacciata la loro
+felicità da un triste malinteso. Un'antica fiamma del marito faceva
+capolino nel loro presente, e per un momento le cose s'avviavano
+maluccio. Ma la moglie, col suo senno, colla sua presenza di spirito,
+con una fortunata audacia di confronti, avvedutamente cercati, con
+un'illimitata fiducia, dimostrata al marito, riesciva a scongiurare
+il pericolo, mentre il marito, subito ravveduto, avvertiva in quella
+lotta stessa e per la prima volta il valore morale di sua moglie. La
+rivale, vinta e schernita, s'allontanava, e il trionfo della moglie e
+della morale si affermava incontrastato. Tutto questo era molto
+gentilmente descritto nella calma sassone d'un nitido volume della
+_Tauchnitz edition_.
+
+A vent'anni (tanti ne aveva Milla, Duchessa Lantieri), un libro è bene
+spesso una voce autorevole, una specie di suggeritore intimo, col
+quale l'immaginazione fervida non tarda a mettersi in rapporto. Nella
+sua ingenua ammirazione per l'eroina del libro, la nostra Milla
+attinse un'ispirazione che le parve un'ammirabile misura preventiva.
+Nel terrore d'un pericolo, che pure non esisteva al momento, essa
+trovò il coraggio strano, inverosimile di scendere deliberatamente a
+incontrarlo. Con un'audacia imprudente, in un accesso di temerario
+ardire, cagionato da un timore intenso, essa volle, con un colpo
+solo, tagliar tutte le teste possibili d'una Medusa avvenire, volle
+conquistare intiero il futuro, improvvisarsi grande, prudente,
+generosa e invincibile. Volle far vedere a Giuliano che la bambina era
+una donna. Gli propose d'invitare ad Astianello la Baronessa Olga
+Dornelli.... la signora della cena di Viareggio.
+
+Giuliano cascò dalle nuvole:
+
+--La Baronessa Olga?... dici sul serio?... la Baronessa Olga?
+
+La voce di Milla non tremava punto mentre essa rispondeva bravamente:
+
+--Sì, la Baronessa Olga.
+
+Giuliano si mise a ridere.
+
+--Non sei più gelosa, dunque?
+
+--Gelosa, io?... ma ti pare.... sono le sciocche, le bambine che sono
+gelose.... io.... so bene, sai, che tu.... che tu mi ami.
+
+Egli la guardò coll'aria maravigliata di chi si trova a fronte d'un
+problema divertente e nuovo.
+
+--Cosa ti salta in capo?--le chiese poscia.
+
+Milla era scontenta; avrebbe voluto veder la sua offerta accolta
+altrimenti.
+
+--Dico sul serio, sai. È una signora gentile.... elegante.... E.... le
+scriverei oggi stesso.... a meno che tu non voglia....
+
+Si fermò aspettando.... guardandolo negli occhi.
+
+--Io? rispose il Duca....--anzi, figurati.... sono affatto
+indifferente...; ma... la conosci così poco....
+
+--Non meno delle altre signore che abbiamo invitate....--rispose
+Milla. Ma aveva il cuore pieno di malinconia;... ecco.... egli non
+s'accorgeva nemmeno....
+
+--Uhm!--disse il Duca,--sai ch'è un'idea curiosa la tua?
+
+--Non vuoi?--chiese impetuosamente Milla. E con un'imprudenza sublime,
+piena di passione, domandò:
+
+--Hai paura?
+
+Egli prese a dondolarsi tranquillamente sulla seggiola.
+
+--Bambina!--rispose quasi subito,--non vedi che non me ne importa
+nulla?
+
+Ella gettò un grido di gioia.
+
+--Giuliano!... ah! Giuliano!
+
+Nel silenzio del salotto suonò il rumore dolce d'un bacio. Poi ella
+scappò via dicendo:
+
+--Vado a scrivere.
+
+Egli s'alzò per tenerle dietro, per dirle: lascia stare, non
+voglio.... Poi rimase irresoluto, sopra pensiero.
+
+--Puh!--disse poscia, tornando lentamente indietro,--lasciamo
+correre.... Come la prenderà lei?... Non verrà.... forse.... anzi
+certo.... non verrà.
+
+Accese un sigaro.
+
+--Sarei curioso, pensò, di vedere cosa dirà.... Dopo tutto, era
+impossibile che non c'incontrassimo quest'inverno.... E se viene?...
+Ebbene, vedrà come sono le cose, e che non ho perso nulla....
+lasciandola.
+
+Il sigaro non si voleva accendere.
+
+--Curioso--continuò il Duca, parlando sempre tra sè.--Curioso
+davvero.... Che idea da stordita ha avuta Milla!... Imparerà a
+vestirsi, ciò le gioverà.... E se non venisse, quell'altra?... Diavolo
+d'un sigaro, non vuol saperne d'accendersi.... _Tout passe, tout
+casse, tout lasse!_ Chi sarà ora?... Ancora il Viscontino?... Eh!
+sapremo!... Quando si dice il caso! Per fortuna che son sicuro di me
+stesso e che....
+
+Non finì il pensiero. Lo sigaro s'era acceso, ed egli fumava
+coll'intima delizia d'un esperto.
+
+--Non verrà!--disse risolutamente al fumo azzurro del suo sigaro.--Non
+verrà!
+
+--Ecco--pensava, dal canto suo, Milla con una specie di gaiezza
+nervosa.--Ecco l'avvenire sicuro....--Ma nella gioia del suo trionfo
+era stanca, agitata.
+
+Oh Milla! se tu avessi avuto tua madre!...
+
+
+
+
+VI.
+
+
+Quando la disdetta ci si mette, è inutile, non si può vincerla, nè
+impattarla. La casa era in ordine, gli appartamenti in pieno assetto.
+Ma il capo di scuderia, quell'inglese antipatico, aveva, laconicamente
+sì, ma colla più testarda ostinazione, chiesti i suoi otto giorni.
+
+Proprio in quell'epoca! Andava via all'ultimo di settembre, e verso i
+due o i tre d'ottobre capitavano i conti Garbi, i primi fra gli
+invitati.
+
+Giuliano era sulle spine. Come supplire lì per lì? E per l'appunto gli
+premeva immensamente d'avere in quei giorni un servizio elegante,
+inappuntabile di scuderia. Voleva telegrafare a Parigi, a Londra, a
+Napoli.
+
+Ma il signor Damelli gli diede un suggerimento più pratico:
+
+--Provi Drollino.
+
+--Drollino!--disse il Duca, attonito e scontento.--Drollino!
+
+Poi, ripensandoci, cominciò a persuadersi.... Dopo tutto.... aveva un
+personale adatto, quel monello! E, ormai, della sua valentìa non
+poteva più dubitare.... tutti lo designavano pel più intelligente ed
+elegante fra i direttori della tenuta.... È vero che era un
+caratteraccio caparbio, insolente..., ma.... per la circostanza poteva
+tornar utile; e il Duca non pensava certamente a nutrire rancori verso
+un palafreniere che per ignoranza, senza dubbio, era stato
+disobbediente ed ostinato.
+
+Non disse nulla, però, al signor Damelli. Si rivolse invece alla
+Duchessa.
+
+Milla, lietissima, ringraziò con effusione Giuliano.... per quel
+pensiero così delicato. E subito mandò a chiamar Drollino.
+
+Quando se lo vide davanti serio, quasi cupo nel sembiante, rimase per
+un momento imbarazzata, e l'esito della commissione non le parve
+facile come le era parso un momento prima.
+
+Non gli diede l'ordine di venire--Milla non sapeva dar ordini;--gli
+spiegò la cosa e il bisogno che avevano di lui, in un modo gentile,
+esitante..., pregandolo d'accettare, per far piacere al Duca, che
+aveva sentito a dir tanto bene di lui.
+
+Conviene supporre che l'espressione del viso di Drollino fosse poco
+incoraggiante, perchè Milla si sentì intimidita, e seguitò, con una
+voce mite mite, a dar spiegazioni, ad accatastar motivi. Tutto ciò, in
+fondo, era ridicolo; ma Milla l'aveva proprio quel mal vezzo di
+profondere con chicchessia quelle sue squisite delicatezze di
+riguardi. Temeva sempre di urtare qualche suscettibilità, di ferire
+qualche recondita sensibilità di fibra....
+
+Drollino, sulle prime, ebbe la decisa intenzione di rifiutare.
+Lui.... al servizio del Duca!... ah!... no, mai!
+
+Ma egli non poteva spiegare a sè stesso cosa accadeva nel segreto
+dell'animo suo; la resistenza a quel desiderio di Milla pareva farsi
+sempre più difficile.
+
+Rimase stranamente perplesso per un minuto; ascoltando la voce di
+Milla, udendo quella sua frase gentile: «e anche a me, sai, farebbe
+tanto piacere,» ebbe la coscienza d'un potere arcano che lo attirava
+invincibilmente. Si fece triste, e guardò a lungo, con una espressione
+quasi smarrita, i fiori variopinti del tappeto. Poi alzò gli occhi e,
+di sfuggita, guardò lei.
+
+--Verrò....--disse lentamente, con isforzo, come se una possa arcana,
+alla quale egli obbediva a malincuore, gli imponesse quella parola
+d'adesione.
+
+--Oh! bravo, bravo--disse Milla, picchiando le manine una contro
+l'altra.--Bravo, Drollino, così va bene. Vieni subito. Ora, abbiamo
+gente--continuò animandosi--e il signor Duca sarà contento.
+
+Egli, freddissimo, s'inchinò ed uscì.
+
+Appena fu sotto al portico, si fermò; subitamente pentito. Cos'aveva
+fatto? Aveva accettata una nuova forma di schiavitù; ora non potrebbe
+più battere la pianura in libertà, diventava anch'egli un servitore
+come gli altri, un servitore del signor Duca. Sentì un impeto d'ira
+gonfiargli il cuore, e si voltò per tornare indietro, per andar a dire
+alla Duchessa che, assolutamente, non poteva. Ma quella strada da
+rifare gli parve difficile, troppo difficile. Fece un gesto d'ira,
+contro sè stesso. Giunto a casa sua, sellò Mia, e per molte ore del
+pomeriggio nelle più lontane distese dal pascolo, suonò concitato un
+galoppo che non s'allentava mai.
+
+Era venuto l'ottobre, e con lui gli ospiti attesi. Astianello
+diventava una villeggiatura alla moda. Tutti i giorni qualche gita,
+qualche divertimento; la servitù era sempre in moto, naturalmente.
+
+--Ecco--disse Battista, il cameriere del Duca, accennando una signora
+a Drollino dalla finestra del tinello--è quella là!
+
+--Ah!--disse Drollino semplicemente.
+
+--Bella donna, perdio!--continuò Battista.--Sett'anni, capisci! Ora
+naturalmente è finita, ma è curiosa però che sia venuta anche lei, eh?
+
+--Curiosa--ripetè Drollino.--È una bella donna, infatti.
+
+Era una bella donna veramente, sana, forte, attraente. In vece di
+dignità, la sua fisonomia possedeva un certo fascino pronto, ricco
+d'infiniti sottintesi d'espressione. Era eccessivamente, fatalmente
+donna, e sapeva anche esser signora senza pregiudizio d'ogni altra sua
+prerogativa. Accanto alla semplicità delicata di Milla, pareva ancor
+più pomposa e stranamente elegante. Nella sua ardita acconciatura da
+mattino; la sua freschezza matura somigliava alla fioritura opulenta
+d'un fiore esotico, dal profumo irritante. Aveva una chioma
+splendidamente fulva, una bocca grande, e un riso sonoro, che scopriva
+una dentatura irregolare, ma d'un bianco lucente, quasi di smalto.
+
+Olga Dornelli Zorodoff era stata alquanto maravigliata dell'invito di
+Milla, e l'aveva accettato unicamente perchè l'aveva interpretato come
+una sfida di Giuliano. Aveva deciso suo marito ad accompagnarla, ed
+eran venuti. Dopo tutto, erano parenti di casa Lantieri, e la visita
+poteva assumere una apparenza di plausibità. Ed ora ella si compiaceva
+di esser venuta. Trovava che Milla non era punto male. Aveva capito
+subito che l'invito era stato una di quelle sublimi assurdità, delle
+quali non può esser capace se non la più ignara delle inesperienze, e
+l'idea d'un cordiale ammaestramento era penetrato nella mente ben
+disposta della ex-rivale. Il suo programma era benevolo: guadagnare
+l'animo di quella bambina, indurla a pienamente tradirsi, ridere un
+poco con lei, e dirle:--Bada, bimba; non va fatto così. Bisogna
+cangiar tattica.--Ordinariamente; queste educazioni fra donne sono
+una cosa molto spiccia.
+
+Olga seppe ad Astianello guadagnare tutte le simpatie. Sin dal primo
+giorno, ebbe gli uomini dalla sua. E le donne, naturalmente, tennero
+dietro. Ma la Duchessa no. Milla aveva subito provata per la Baronessa
+una specie di avversione istintiva. La trovava più formidabile di
+quanto l'entusiasmo della sua determinazione gliel'avesse
+rappresentata. Vedendola, aveva subito imparata una crudele lezione.
+Non la temeva precisamente; essa era sicura di Giuliano, oh!
+sicurissima; ma, nel segreto dell'animo suo, avrebbe dato dieci,
+vent'anni della sua vita per poter cancellare dal suo passato quel
+momento d'insana temerità ch'essa, appena compito, aveva cessato di
+spiegare a sè stessa.
+
+Non già che colla Baronessa fosse sgarbata, o mancasse come che sia ai
+suoi doveri di padrona di casa. Oh, no; era inappuntabile nel suo
+contegno, nella sua cortesia. Ma si sforzava ad esserlo, e talvolta,
+in quell'esattezza così rigorosa, lo sforzo era visibile. Olga cercava
+invano d'accaparrarsi quell'animuccia di ex-educanda, di cui voleva,
+moralissimamente, farsi un trastullo, poichè aveva generosamente
+rinunziato ad un altro genere di divertimento. Ma il suo fascino non
+la serviva bene in questa occasione. Milla non le era ostile; le era
+soltanto aliena. S'era bensì provata a trattarla altrimenti, come una
+amica; non le riusciva. Mentre la Russa l'avvolgeva, con un tatto
+infinito, nelle apparenze di un'intimità cordiale ed affettuosa, essa
+invece rifuggiva, quasi per istinto, da ogni dimostrazione
+d'intrinsichezza. Non sapeva, colla schiettezza ignara dell'animo suo
+prestarsi ad una commedia che non la persuadeva. Ond'è che agli ospiti
+in generale, Milla, con quella sua contegnosità enigmatica, riesciva
+meno simpatica di quella allegra Baronessa, sempre e così
+schiettamente cordiale. E Olga cominciava a trovare più facili, più
+piani i rapporti col Duca.
+
+Il loro passato non li imbarazzava punto. Olga, colla sua semplicità
+sapiente, con quella sua inalterabile uguaglianza d'umore, l'aveva
+abolito. Con una manovra, d'un'audacia senza pari, aveva fatto punto e
+da capo. Era convenuto che fra lei e Giuliano non esisteva più se non
+l'amicizia.
+
+Il Barone, dopo aver accompagnato sua moglie ad Astianello, era
+partito per certe caccie maremmane, ma promettendo di tornare per
+riprenderla e condurla poscia nel Mezzogiorno. Anche quello era un
+matrimonio che andava benissimo.
+
+ * * * * *
+
+Si aspettava la colazione in giardino. Olga, seduta in una poltrona
+americana, si dondolava con una mossa pigra, che le stava bene. Milla,
+appoggiata alla balaustra del terrazzo, coglieva dei gelsomini;
+accanto a lei, la Contessa Garbi tentava con molto, ma vano buon
+volere un acquerello infelice. Più in là, due o tre signore si
+ostinavano al _croket_, col concorso degli uomini della brigata.
+Giuliano solo, postosi dietro la Contessa Garbi, guardava
+l'acquerello progredire, e pareva approvarne caldamente l'esecuzione;
+ma ogni tanto il suo grande occhio azzurro si distraeva.
+
+--Mia cara Milla, tu disegni, nevvero?--chiese dolcemente la
+Baronessa.
+
+--Avevo principiato, ma ora non disegno più, dacchè ho visto quanto è
+difficile per noi donne.
+
+--Ma col tuo talento....--fu pronta ad aggiungere la Russa.--Perchè
+hai un bel negarlo, cara mammoletta, tu hai proprio del talento, e per
+tutto....
+
+--Trovi?--chiese Milla impetuosamente, dando, senza saper bene perchè,
+un accento di ironia a quella parola.
+
+La Baronessa ebbe un sorriso indulgente, quasi materno.
+
+--E tu non trovi?--chiese in tono sommesso.
+
+Un silenzio, freddino assai, successe a quella domanda.
+
+--Stupendo,--osservò Giuliano, alludendo al quadretto. Ma il suo
+sguardo inquieto errava da Milla alla Baronessa.
+
+--Non so,--rispose Milla quasi distrattamente. Vedeva sul viso di
+Giuliano una specie di malcontento nuovo; e vedeva sul volto di lei un
+sorriso dolce, pieno di benevolenza, che la turbava profondamente.
+
+Ah!... perchè l'aveva fatta venir lì quella donna così calma, della
+quale Giuliano ammirava tanto _les toilettes_!
+
+Olga aveva fatto una confidenza a Milla. Quelle sue famose _toilettes_
+non erano mica di Worth! Gliele mandava una sarta modestissima, un
+vero genio dell'arte, ancora ignoto. Ella sola l'aveva indovinata, e
+si guarderebbe bene di dar l'indirizzo di quella sua scoperta ad
+un'altra signora. Per lei però, per Milla, sì, avrebbe fatta una
+eccezione. Ma Milla, adducendo a scusa l'affezione da lei serbata alla
+sua vecchia sarta, aveva rifiutato:
+
+--No, grazie.
+
+--Ah!--pensò Olga; E quando udì quel «Trovi?» lo mise da parte assieme
+al «No, grazie.»
+
+La Garbi s'era alzata per andar a cercare più in disparte un gruppo
+d'alberi meno difficili a copiare.
+
+Milla si vide sola fra suo marito e la Baronessa. Essi tacevano. La
+Duchessa provò un timore strano, che tacessero per causa sua. Un
+orgoglio intimo le morse il cuore, e di subito, cedendo all'impulso
+primo, che ancor non sapeva nè scrutare, nè dominare, s'allontanò.
+
+I due però continuarono a tacere.
+
+--Mio caro--disse finalmente Olga,--voi siete l'uomo il più fortunato
+di questo mondo. Vostra moglie è....
+
+--Un angelo,--interruppe placidamente Giuliano.
+
+--Ah!--continuò Olga non meno placidamente--lo sapete?
+
+--Ma l'avete detto tante volte.... sfido io.
+
+--Non mai abbastanza, mio caro. Quando si hanno delle fortune di
+questa entità, bisogna capacitarsene.
+
+Egli alzò le spalle sorridendo.
+
+--Creolo!--disse la Baronessa.
+
+Giuliano si fe' serio. Non rispose. Guardava laggiù, in fondo, nelle
+brume della pianura.
+
+Milla camminava diritta pel viale, senza voltarsi.
+
+Olga disse ancora a Giuliano ch'egli aveva una moglie adorabile;
+glielo disse sei giorni dopo a cena.
+
+Ordinariamente, non si cenava alla villa. Quel giorno, però, una gita
+lunga e divertentissima aveva ricondotto la comitiva ad ora tarda e
+s'era sentita la necessità di un gaio: _souper_.
+
+Alle frutta la Baronessa tornò sull'argomento.
+
+--Adorabile! Guardate come le sta bene quel costume pifferaro...;
+ecco.... avrebbe bisogno di esser sempre così.... contenta e animata.
+È di carattere molto calmo, nevvero?...
+
+--Sì,--rispose Giuliano. E soggiunse:--Un poco di champagne,
+Baronessa?
+
+--No, basta; grazie. Voi ne avete già bevuti cinque bicchieri...
+Veramente, questo è eccellente.
+
+--Non c'è male, infatti; io però preferisco....
+
+--Il _Tokay_,--suggerì prontamente la Baronessa.
+
+Poi, in modo che si vedesse bene, si morse le labbra. Ah! le era
+sfuggito....
+
+Egli depose il bicchiere e la guardò.... Ah! si ricordava! Sorrise e
+bevette. Dopo tutto, che male c'era?
+
+Essa cominciò subito a parlar di tutt'altro. Poi, come se cercasse un
+rifugio più definitivo, tornò sull'argomento di Milla.
+
+--Vi assicuro che è simpaticissima.
+
+Giuliano si mise a ridere.--Proprio?--chiese. E, con quell'eterno
+vezzo che hanno tanti a questo mondo di mostrare o di fingere lo
+sprezzo di tutto ciò che loro appartiene, soggiunse:--Puh! una buona
+ragazzetta!
+
+--Oh, Giuliano!--insistè la Russa.--Orsù, datemi retta; ascoltate il
+parere d'una vecchia amica.
+
+--Vecchia?!--interruppe Giuliano, guardando cogli occhi lustri quel
+viso fresco, forte, sodo, dove la vita rigogliosa imperava.
+
+Si guardarono sorridendo. Essa era sicura del pensiero che quella
+parola gli andava suscitando nella mente, sicura della parola che
+avrebbe tenuto dietro a quel pensiero.
+
+E nella fiacca, pigra facilità dell'animo di Giuliano, nella
+vigliaccheria di quel momento, stranamente foggiato dai ricordi
+ravvivati dallo sciampagna, quella parola uscì lenta, strascicata
+sulle sue labbra:
+
+--Vecchia, cioè prima!
+
+--Oh!--rispose lietamente Olga--c'è qualche cosa di meglio dell'esser
+la prima.
+
+--Cioè?--chiese languidamente Giuliano.
+
+--Esser l'ultima, per esempio.
+
+Egli non rimase soddisfatto. Fece una smorfia bizzarra, grottesca, e
+questa esprimeva un tale ammasso di contraddizioni intime,
+involontarie forse, ma così patenti, che la Baronessa non potè
+trattenere un gaio scoppio di risa.
+
+--Quante sciocchezze!--rispose.--Ora datemi un mandarino, e state
+zitto.
+
+Mentre sbucciava il mandarino, mandò di sbieco una lunga occhiata
+verso Milla, che calma, dignitosa, ma un po' pallida, guardava ogni
+tanto laggiù, verso loro.
+
+«Perchè non hai voluto venir con me nel _drag_?» pensava la Baronessa.
+«Guarda ora!»
+
+E si voltò verso Giuliano:
+
+--Vi prego, fatemi fresco.
+
+Gli porse il suo ventaglione di piume d'aquila, ed egli cominciò
+coscienziosamente a farle fresco.
+
+--Il caffè....--ordinò bruscamente la Duchessa,--di là.... in sala!
+
+ * * * * *
+
+Drollino era capo di scuderia, disponeva e preparava gli attacchi,
+assegnava il posto ai cocchieri e ai palafrenieri. Egli non saliva
+mai a cassetto. Pure una volta gli accadde di farlo. E fu così.
+
+La Duchessa voleva andare, sola, ad un certo santuario distante quasi
+tre miglia da Astianello. Accanto a quel santuario, in un vecchio
+convento, pochi frati agostiniani esaurivano quietamente l'esistenza
+propria e quella della casa. Fra essi si trovava il confessore della
+Duchessa, il buon sacerdote a cui era toccato il facile còmpito di
+guidare quell'anima innocente e soave. Essa andava a trovarlo ogni
+tanto, facendosi per lo più accompagnare da una vecchia cameriera. Suo
+marito, compiacente qual'era, le permetteva queste debolezze, col
+patto, ben inteso, di non farsene complice.
+
+In quella notte, nella stanza coi parati celesti c'era stato un gran
+silenzio. Giuliano e Milla, turbati entrambi, avevano finto ognuno un
+sonno straordinario. Milla stava immota, tutta raccolta al suo posto,
+cogli occhi spalancati nel buio, colle mani strette tenacemente sul
+petto. Ora che nessuno poteva vederla, si mordeva le labbra.... Oh,
+com'era stata imprudente! Non accusava nessuno, no.... ma perchè
+soffriva tanto.... perchè il ricordo di tanti episodi di quella gita
+le riesciva intollerabile?.... perchè si rammentava ora tante piccole,
+piccolissime cose?... perchè le recavano un fastidio così
+intollerabile?... La sera precedente a quella notte s'era fatta tardi
+ballando nel gran salone illuminato.... ella li aveva visti più volte
+assieme... stretti nei giri molli d'una mazurka di Chopin.... Le altre
+coppie non ballavano a quel modo, pallidi, in silenzio.... Oh! come la
+martellava quel ricordo così recente! che ansie senza nome le destava
+in cuore! Si sentì quasi infelice. E pensò alla necessità d'un
+consiglio.... al conforto d'una parola intima, segreta di
+consolazione.... Sì, andrebbe al convento da padre Loria, ci andrebbe
+subito, di gran mattino, mentre le altre signore, stanche,
+dormirebbero ancora mentre lui.... Giuliano.... sarebbe tuttora
+addormentato. Il suo dolore senza nome, cullato da quella
+risoluzione, s'acquietò in una malinconia spossata, che le procurò un
+po' di sonno.
+
+Giuliano dormì pure assai poco, durante quella notte. Era anch'egli
+profondamente turbato; nei sensi, nella mente, in quel po' di animo
+che Dio gli aveva consentito. Sentiva d'essere su una via pericolosa,
+di subire un fascino che non era meno potente di prima, benchè lo
+fosse altrimenti. Egli avvertiva bene, in quella specie di falsa
+amicizia che aveva, senz'avvedersene, stretta colla Baronessa, il
+fermento dell'antica passione, sentiva l'impero di quella donna
+ch'egli aveva creduto un momento di poter punire, mortificare,
+presentandosele in tutta la pompa della sua felicità. E ora, che suono
+bizzarro aveva quella parola in bocca sua!...
+
+Ebbe anch'egli una brusca, strana consolazione. In fin dei conti,
+Milla non aveva _diritto_ di lagnarsi di nulla. Egli era tuttora un
+marito.... fedele.... E lo sarebbe.... diavolo.... non c'era pericolo
+del contrario.... Ma non si poteva negare che Olga.... perdio, che
+donna di spirito! E il Viscontino! non era vero niente.... gliel'aveva
+assicurato lei, positivamente.
+
+ * * * * *
+
+La Duchessa s'alzò di buonissima ora, dopo avere, nell'incerta luce
+del mattino che penetrava dalla porta socchiusa, gettato uno sguardo
+triste e appassionato verso Giuliano. Egli dormiva ora, bellissimo
+nella sua attitudine riposata e serena. Essa richiuse la porta,
+procurando di non far rumore, per non destarlo.
+
+Mentre si pettinava, mandò giù la Carolina, la sua cameriera
+prediletta, ad avvisare che attaccassero subito la _vittoria_.
+
+La ragazza, una bella e franca giovanotta, fece la commissione a
+Drollino. Questi chiese laconicamente:
+
+--Sola?
+
+--Eh! certo!--rispose la giovane, che trovava Drollino un originale
+_mica antipatico_--chi vuol l'accompagni al convento a quest'ora? il
+signor Duca?... forse?...
+
+Quel «forse» biricchino, e illustrato da un sorriso maliziosetto,
+avrebbe potuto essere un programma di conversazione; ma il capo di
+scuderia non lo considerò sotto quest'aspetto. Fece un cenno col capo,
+e s'allontanò.
+
+--Stupido!...--pensò la ragazza mentre, leggermente indispettita,
+teneva dietro collo sguardo a quell'originale.
+
+Questi se ne andò a dar gli ordini. Ma non accennò al cocchiere che
+avrebbe dovuto guidare la _vittoria_. Quando tutto fu pronto, egli
+stesso salì in serpino. La Duchessa scese verso le otto, vestita
+semplicissimamente, e seguita dalla Tonia, la vecchia guardarobiera.
+Il legno aspettava davanti alla scalinata dell'atrio. A cassetta, a
+fianco del domestico, stava Drollino, colle redini in mano, bellissimo
+nel suo _raglan_ bianco.
+
+Si misero in via, con un tempaccio malinconico. Una nebbia grigia
+serrava la campagna circostante, circuendo gli orizzonti in una
+sfumatura umida e greve. Giunsero finalmente, e la carrozza si fermò
+sul piazzale del Santuario. La Duchessa scese, e la sua delicata
+personcina scomparve dietro il portone, ingolfandosi nell'ombra mite e
+tiepida della chiesa. Drollino, facendo muovere lentamente i cavalli,
+aspettò un'ora all'incirca sul piazzale deserto, ornato da due filari
+di tisiche acacie, sulle quali il cadere continuo e minuto della
+pioggia produceva un lieve strepito cadenzato e susurrante. Finalmente
+Milla riapparve. Si fermò un istante sulla soglia, guardando il tempo.
+
+Si vedeva che aveva pianto molto, e con quell'effusione ardente che,
+nei dolori delle anime giovani, diventa bene spesso un trasporto
+delirante. E doveva aver pregato con una fede intensa, piena di
+passione e d'angoscia. Il visino aveva pallidissimo, gli occhi gonfi e
+sbattuti, con un gran cerchio livido. Il labbro serbava ancora un po'
+di tremito, la mano stringeva sul petto il libro di preghiere, come
+quella d'un guerriero che preme l'elsa della spada consueta, nel
+giorno della battaglia.
+
+Drollino vide tutto ciò. Sentì uno strano rimescolìo.... Ah! la
+padroncina piangeva.... la padroncina pregava.... Ed egli sapeva
+perchè.... Battista, il cameriere del Duca, aveva detto un giorno, tra
+due bicchierini di cognac:--La signora ha paura della Russa....--E
+aveva ammiccato, in modo che si sapesse, che si capisse, perchè la
+padrona aveva paura della Russa.... Drollino fece avanzare i cavalli
+sino a che la _vittoria_ fosse proprio di fianco alla porta; poi,
+gettate le redini fra le mani del domestico attonito, fu d'un balzo a
+terra. Rialzò il mantice e abbassò il grembiale di cuoio; porse quindi
+rispettosamente il gomito alla Duchessa per aiutarla a salire.
+
+Allora soltanto Milla lo ravvisò. Sul suo visino stravolto passò il
+mesto sforzo d'un sorriso.... essa aveva ancora tanta voglia di
+piangere!... Ma nel suo sguardo stanco c'era come una inconscia
+preghiera, un ignaro appello alla compassione e alla simpatia. Essa
+era tuttora agitatissima; calda ancora del recente slancio religioso,
+aveva il cuore pieno di quell'entusiasmo profondo della preghiera che,
+di tutto, fa anima e fraternità! Ci voleva ben poco per maggiormente
+commoverla. Infatti, la vista di quella persona, ch'ella sapeva essere
+affezionata a lei, alla memoria del padre suo, le fece in quello
+strano momento un effetto non meno strano. Nel dolore delle sue
+inquietudini, del suo isolamento morale, Drollino le parve quasi un
+amico. Lo guardò con una dolcezza ignara, ma affettuosa, e per un
+momento, senza saperlo, come una persona stanca che cerchi un
+appoggio, trattenne la sua mano nuda, tremante, su quella, guantata di
+camoscio, che Drollino teneva pronta per aiutarla a salire.
+
+Un brivido forte, ma tosto represso, agitò per un secondo la magra
+persona di Drollino. Un lampo, subito smorzato, passò nei suoi occhi
+neri; poi egli chinò la testa come un colpevole, e, sorreggendo Milla
+colla forza del suo pugno d'acciaio, l'aiutò a salire in carrozza.
+Essa non s'accorse per nulla dell'impressione violenta che Drollino
+aveva risentito in tutte le fibre dell'esser suo.
+
+Drollino fu d'un salto a cassetta, e via, di trotto serrato, per la
+strada fangosa. La Duchessa, rannicchiata nel suo _plaid_, immersa in
+uno di quegli assoluti abbattimenti d'animo e di corpo che susseguono
+quasi sempre all'ardore d'un sincero sfogo della mente o del cuore, si
+abbandonava al rapido moto della carrozza. Il suo sguardo inerte si
+smarriva nella nebbiosità malinconica, velata di piova, della
+campagna. E Drollino faceva volare i cavalli. Li sferzava
+continuamente, eccitandoli con certi _ehp!_ stridenti, che parevano
+metter loro il diavolo in corpo. Il domestico, intimorito, lo guardava
+ogni tanto, senza ardire d'interrogarlo. Nell'interno della _vittoria_
+la vecchia guardarobiera, sgomentata, ripeteva sommessamente delle
+innumeri _Ave Marie_. La Duchessa non avvertiva nulla di quelle
+preghiere, nè di quel timore. Calcolava quanti giorni dovevano
+passare, prima che spuntasse quello della partenza di Olga.
+
+Giunsero a casa senza inconvenienti. Milla, nello scendere, s'accorse
+che a mala pena si reggeva in piedi. Si ricordò che non aveva ancor
+preso nulla; e perciò, invece di dirigersi verso il proprio
+appartamento, pensò di fermarsi un momento in sala da pranzo. Questa
+si trovava in un'altr'ala della villa, dove il rumore della carrozza
+che giungeva poteva benissimo non essere stato avvertito.
+
+La tavola per la colazione comune non era ancora preparata; ma, in un
+cantuccio appartato nel vano d'una finestra, un tavolino
+elegantissimamente apparecchiato, faceva testimonianza di un allegro
+asciolvere, testè compiuto da due persone. Infatti, il Duca e la
+Baronessa Olga avevano allora finito di prendere il caffè. Erano
+soli; nè ospiti, nè servi. Nella stanza vicina però risuonava
+incessante il _clic clac_ delle palle da bigliardo, urtantisi
+continuamente sul panno verde, e un incrociarsi non meno insistente di
+voci mascoline.
+
+Olga era avvolta in un'ampia veste da camera di _cachemir_ rosso cupo,
+e il suo collo spariva nelle pieghe intralciate d'una grande sciarpa
+di trina fiamminga. L'energia slava della testa spiccava
+maravigliosamente su quel piedestallo di trapunto e sullo sfondo di
+cuoio cesellato della tappezzeria.
+
+La Baronessa sedeva, molto allungata, su una poltrona, con un braccio
+penzolone. Fumava una sigaretta di tabacco orientale ed un molle
+sorriso sfiorava, tra le fresche gote carnose, le tumide e rosse sue
+labbra.
+
+Giuliano le era seduto vicino, a cavalcioni su una sedia, e teneva
+posata una mano sulla spalliera della poltrona. Aveva chinata la sua
+faccia, così bionda e regolare, verso di lei, tuffando con visibile
+piacere il naso armato di _pince-nez_, nel fumo acremente profumato
+della sigaretta. Poi d'un tratto, arretrando il naso colla mossa d'un
+fanciullo che s'allontana dal frutto proibito, mandò un sospiro tra
+mesto e comico.
+
+--Ahimè!--disse poscia con un accento che anch'esso aveva un po' del
+burlevole, un po' del patetico.--Sapete cosa mi figuro in questo
+momento?
+
+Ella lo sapeva benissimo, e non si diede la pena di chiedere cosa
+fosse. Ed egli, per non lasciar morire il discorso, finì la frase
+così:
+
+--Mi figuro, il vostro _boudoir_ granata e rosa.
+
+--Sciocchezze.... mio caro; quel ch'è stato è stato. Non è egli
+convenuto che voi siete per l'appunto il più felice degli uomini? E se
+mai, in vita vostra, avete fatto delle corbellerie, è giusto....
+
+--Ch'io le sconti, nevvero?--chiese Giuliano con un'amarezza d'accento
+che voleva esser patetica.
+
+Ella ebbe un maligno sorriso:
+
+--Ma, mio caro creolo, voi siete sempre stato molto indipendente, e
+avete voluto....
+
+--No.... non fui io, a volerlo--rispose stizzosamente--è stata mia
+madre.
+
+--Ah!--diss'ella.
+
+E lo guardò sorridendo, con quel sorriso che scopriva tutto quanto il
+lucido avorio dei suoi denti. In quella giornata grigia, piovosa,
+nella atmosfera cupa dell'antica sala da pranzo, il suo volto aveva
+una formidabile espressione di vita, di moto, che aizzava il
+sangue.... Giuliano si sentiva diventar vile, vile.... vile....
+
+Essa si mise a ridere, ma, nella direzione di quell'occhio azzurro,
+languido che la guardava ricordando, mandò un po' di fumo, che
+somigliava a un sospiro inebriante....
+
+--Olga--disse il Duca senza curarsi d'abbassare la voce--ditemi, oh
+ditemi che non tutte le corbellerie sono irreparabili, e che quella
+immensa, mastodontica ch'io commisi nel prender moglie....
+
+Olga, con uno dei suoi più chiassosi scoppi di risa, gli troncò la
+parola in bocca. Aveva veduta la Duchessa, rigida, immobile sulla
+soglia, di fronte a loro.
+
+Aveva udito? Giudicando dal suo aspetto, c'era poca speranza d'una
+risposta negativa. Ma Olga pensò che la fortuna arride agli audaci, e
+con un gesto appena percettibile avvertì Giuliano. Poi, con una
+disinvoltura superiore ad ogni plauso, s'alzò, e, col più amabile, col
+più cordiale dei suoi sorrisi, andò ad incontrar la Duchessa.
+
+--Buon giorno, cara, come stai? Sono scesa di buon'ora, nevvero? Le
+altre dormono ancora.... che pigrone! E così, com'è andata la tua gita
+misteriosa?
+
+Milla non rispondeva, nè accennava di udire. Ansimava, e, con un gesto
+nervoso e macchinale, tentava di togliersi i guanti.
+
+--Poverina!--continuava Olga, sempre più premurosa,--si vede che sei
+molto stanca. Lo credo.... con questo tempaccio.... Stavo appunto
+dicendo a tuo marito....
+
+--Sicuro.... sicuro--interruppe Giuliano, per secondare la
+Baronessa.--Giusto.... mi diceva, e io rispondeva che tu facevi
+malissimo, ch'era una delle tue ubbie solite, e che io permettendolo
+avevo fatto una corbel....
+
+Ma la Baronessa, che studiava attentamente il viso di Milla, troncò
+con uno sguardo la trovata del Duca.
+
+--Ti senti male?--chiese alla Duchessa, con un mirabile crescendo di
+gentilezza.
+
+Milla non rispose; si sentiva la gola serrata da uno spasimo isterico.
+Eppure voleva parlare.... voleva dirla una parola atta ad esprimere il
+senso d'indignazione che la padroneggiava. Ma l'agitazione nervosa che
+scuoteva tutta la sua povera personcina fu più forte di lei. Milla si
+sentiva smarrire, non ci vedeva quasi più, sentiva nelle orecchie uno
+scampanio stridente. Vacillava, e, per non cadere, s'appoggiò con ambe
+le mani a un tavolino lì presso.
+
+Olga le corse vicino, e volle sostenerla. Milla, nel suo smarrimento,
+avvertì il pericolo di quel contatto, e provò un sentimento così
+violento di ripulsione e d'orgoglio che per un istante si riebbe,
+galvanizzata.... Si rizzò, diede un passo addietro, e dalle labbra
+smorte le uscì un «No» vibrato.... pieno d'odio e di ribellione.
+
+Nella vasta sala da pranzo ci fu un momento di silenzio.... poco
+piacevole.
+
+Poi, a un tratto, la Duchessa svenne.
+
+
+
+
+VII.
+
+
+Eran tutte nel salotto rosso, un po' agitate, un po' inquiete.
+
+--Veramente.... Milla si era sentita male?... Oh! poveretta! Ma
+come.... perchè?... Forse, la stanchezza del ballo....
+
+--Già--osservò la Garbi,--si vedeva, sulla fine, ch'era un po'
+abbattuta.
+
+--No,--sentenziò una vecchia signora.--Sarà qualche cosa, qualche
+novità.
+
+--Magari!--risposero in coro il più delle signore, con qualche
+sorrisetto....
+
+--Davvero?...--osservò Olga, ch'era entrata in quel momento.--Che
+bella cosa sarebbe, che felicità per entrambi!...
+
+--Tu eri in sala, nevvero.... quando quella poveretta si sentì
+male?--chiese la contessina Ghisneri.
+
+--Per l'appunto, mia cara, n'ebbi uno spavento grandissimo. Io ero
+scesa a _déjeuner_.... A un tratto, Milla comparisce sulla soglia,
+pallida come uno spettro. Era stata, Dio sa dove, a far la
+meditazione.... che so io.... a confessarsi. Sapete, poverina, quanto
+è pia, quanto è buona! Convien dire che l'umido le avesse fatto male,
+che si fosse strapazzata.... Poi, è delicatina, nevvero?... Insomma,
+la vidi annaspare, poi svenne.... lì.... sui due piedi. Corsi subito
+a sostenerla, gridai.... chiamai; per fortuna, c'era gente nella sala
+del bigliardo.... Venne subito anche il Duca.... scesero le cameriere;
+la portammo su.... Si riebbe a poco a poco, e l'ho lasciata or ora,
+che stava meglio.
+
+--Anderò su a vedere--disse la vecchia dama.--Se vi fossero novità....
+scriverei subito alla Duchessa Margherita.
+
+--Dov'è ora quella cara signora?--chiese Olga.
+
+--Oh! sempre a Torino. E come dicevo....
+
+--Mia cara Marchesa,--osservò Olga con voce sommessa e
+carezzevole--rammento ora che Milla stava per addormentarsi; forse un
+po' di sonno le gioverebbe meglio d'ogni altro rimedio.
+
+In quella entrò Giuliano, e tutti gli furon d'attorno a chiederle
+notizie di sua moglie. Oh, era una cosa da nulla.... uno sconcerto
+passeggiero, cagionato dal freddo.... dalla stanchezza. Milla si era
+riavuta subito.... mandava a salutare le sue buone amiche; dormirebbe
+per qualche ora, e scenderebbe senza dubbio a desinare.
+
+Giuliano in cuor suo era di cattivissimo umore. Che bestia era stato!
+uno scolaretto non ci sarebbe cascato più scioccamente.... E in
+complesso... per.... nulla. E ora chi sa che scena gli toccherebbe,
+quanti rimproveri gli rivolgerebbe Milla!
+
+Senonchè, con sua grande sorpresa, Milla non gli aveva rivolti
+rimproveri di sorta. Quand'egli entrò in camera, prima del pranzo, per
+chiedere sue notizie, la trovò ancora coricata, immobile. Ella parve
+non avvertirlo; chiuse gli occhi. Giuliano esitò un momento; poi
+chiamò dolcemente:--Milla!--Essa aprì gli occhi, con un amarissimo
+sforzo di sorriso, poi, lentamente, li richiuse.
+
+--Milla!--disse ancora Giuliano.
+
+Ella non rispose...; serrò gli occhi più forte, perchè non lasciassero
+adito ad una lagrima.
+
+Giuliano aspettò un momento, poi se ne andò; adagio e inquieto. Forse
+avrebbe preferita la scena.
+
+Condusse le signore a fare una trottata. Tornando, si seppe che la
+Duchessa non scenderebbe neppure a desinare. Le era sopraggiunta un
+po' di febbre. Gli ospiti espressero naturalmente il loro rammarico;
+dopo di che, ognuno andò in camera sua a vestirsi pel pranzo.
+
+Ma in quella mezz'ora affaccendata di pettinature riedificate, di
+vitine assestate alle persone, di _fichus_ drappeggiati sulle spalle,
+di baffi incerati ed unghie brillantate, una piccante notizia
+s'insinuò fra una stanza e l'altra, venne scambiata in fretta nella
+penombra dei corridoi. Dal tinello dei domestici, d'onde aveva prese
+le mosse, una frase fece rapidamente il giro del primo piano. Quando
+suonò la prima campana del pranzo, tutti (meno gl'interessati,
+s'intende) sapevano il vero motivo dello svenimento di Milla.
+Certo.... era capitata inattesa, e aveva veduto.... aveva udito....
+Cosa?... Questo non si diceva, prima perchè non si sapeva bene, e poi
+perchè nella reticenza c'era un delizioso sottinteso, un ampio
+orizzonte di supposizioni. L'avvenimento aveva avuto un testimone
+inavvertito, il domestico che aveva aperta, per la Duchessa, la porta
+della sala da pranzo.
+
+Naturalmente, le primizie dei commenti ebbero luogo in cucina. Il
+passato di Olga e di Giuliano non era mai stato un mistero per la
+servitù; la rinnovata infatuazione del Duca non era certo sfuggita a
+nessuno di quegli arghi implacabili che si chiamano: i nostri
+domestici. Si parlava dell'accaduto, senza ombra di reticenza.
+
+I più compativano Milla, e fra questi erano, naturalmente, i
+dipendenti nati della casa. Ma un certo nucleo si ostinava a
+proteggere Olga, una bella donna, perdio, e che, quando montava a
+cavallo, mostrava d'avere un gran coraggio e un polso d'acciaio!
+
+Qualcuno interpellò Drollino:
+
+--Che te ne pare, eh?...
+
+Ma egli non rispose; disse che aveva altro pel capo.... un certo
+puledro che gli pareva tendere ad azzoppare. Prese il berretto ed
+uscì, benchè piovesse che Dio la mandava.
+
+Olga scese a desinare, bellissima nel velluto verde-oliva della sua
+ricca _toilette_. Ma alle _entrées_ cominciò a sospettare qualcosa.
+Sorprese qualche sorrisetto bizzarro, qualche occhiata curiosa, che si
+fermava un momento addosso a lei e poi fuggiva rapidissimamente.
+
+All'arrosto, era quasi certa; al caffè, non serbava ombra di dubbio.
+Qualcuna si rivolse a lei per chiederle, con una strana inflessione di
+voce, le notizie di quella _cara_ Milla.
+
+Olga non si scompose per nulla. Celò a meraviglia la sua viva
+irritazione, fu più serena, più affettuosa, più amabile che mai.
+Rispose sempre a tuono, ignorando i sorrisi, ostinandosi a non
+afferrare nulla più del senso letterale delle varie interrogazioni che
+le venivano rivolte.
+
+Ma, in fondo al cuore, era furibonda. Con Milla, ben inteso. Cos'era
+venuto in mente a quella sciocchina d'invitarla ad Astianello per
+farle poi di quelle scene mute da vittima? E il bello era che lei non
+se ne curava per nulla di quello stolido di Giuliano, ed era animata
+delle migliori intenzioni. Lui, si sa, sfido io!
+
+Olga aveva voluto provare, divertirsi un poco, nulla più. L'avevano
+invitata per far vedere che non la temevano; è naturale ch'essa desse
+loro una piccola lezione. Ma ora Milla, colle sue imprudenze, la
+metteva in una posizione falsa, seccante..., e quasi quasi meritava
+davvero....
+
+Durante tutta la sera, quella valente schermitrice fu impareggiabile.
+Si mostrò così gentile, così naturalmente calma, seppe talmente
+manovrare, celando l'apparenza d'ogni manovra, che a poco a poco i più
+creduli cominciarono a dubitare. E giunta l'ora di separarsi pel
+riposo notturno, alcune fra le signore chiedevano a sè stesse:--E se
+non fosse vero?--Molti aspettavano l'indomani per decidere. Bisognava
+vederle di fronte.... Milla e la Baronessa. Davvero, sarebbe
+interessante. A domani, dunque. Intanto non ci si annoiava ad
+Astianello.
+
+Ma l'indomani non fu apportatore della scena desiderata. Milla non si
+era alzata e la febbriciattola perdurava.
+
+Giuliano era crudelmente imbarazzato. I suoi doveri di padrone di casa
+lo assorbivano in parte, occupavano buona parte del giorno; ma ogni
+tanto bisognava pure che salisse a tener compagnia a sua moglie, e
+quelle brevi soste nella camera azzurra non riescivano punto
+piacevoli. Eppure Milla continuava ad astenersi dalle scene; essa non
+gli rivolgeva mai la parola, non lo guardava. Era sfinita, non provava
+che un immenso disgusto, un imperioso bisogno di assopirsi,
+d'annientarsi nell'oblio. Oh! se avesse avuto sua madre! Se avesse
+potuto chinare sul seno d'una vera amica la sua povera testa così
+greve ed ardente e narrare, piangendo, la sua sventura! Ella, che
+aveva tanto d'uopo d'amore, di simpatia! Si sentiva, per la prima
+volta in vita sua, supremamente offesa.... Quando vedeva Giuliano, il
+suo orgoglio di donna onesta si ribellava, imponeva silenzio
+all'amore. Essa non poteva parlargli, non poteva guardarlo.... La
+forza della volontà aveva e serbava alzata una barriera che pareva di
+ghiaccio. Ma dietro a quella barriera, il povero cuore di donna
+sanguinava lentamente, in silenzio!...
+
+Il giorno dopo, fu chiamato il medico del villaggio. Era un buon
+diavolo, onesto e capace. Giudicò, colla sua semplice esperienza, che
+la Duchessa avesse, più che altro, bisogno di riposo; e, vedendo che
+le circostanze, il tramestìo degli ospiti non si prestavano guari
+all'attuazione di questo desiderio, pensò di parlarne francamente al
+Duca. Ma il caso aveva disposto altrimenti. Nello scender le scale,
+s'imbattè in una vecchia signora, la quale prese a informarsi
+minutamente della salute di Milla, e finì coll'alludere discretamente
+alla possibilità d'uno stato interessante.
+
+Povera contessa Nemi, ci teneva allo stato interessante di Milla! Ai
+suoi tempi, era il solo male che patissero le spose, ed essa non ne
+intendeva altri. Rimase dunque attonita e quasi scandalizzata quando
+udì che si trattava invece d'una febbre continua. Oh Dio.... ella che
+aveva tanta paura delle febbri.... Ma di che sorta di febbre si
+trattava?... Sperava bene che non fosse infiammatoria.... non
+attaccaticcia....
+
+--Eh! eh!--disse il dottore, cogliendo la palla al balzo--non so,
+spero che non sia.... non si può precisar nulla per ora..., ma non
+vorrei.... che.... certi lontani indizi di tifoidea.... Dio guardi,
+potrebbero far capolino da un momento all'altro....
+
+La contessa Nemi strisciò frettolosamente una semi-riverenza, e scappò
+via. Il medico s'allontanò ridendo, senza nessun rimorso pel suo
+stratagemma. I medici di campagna hanno talvolta delle benefiche
+audacie di questo genere.
+
+La sera stessa, la Contessa riceveva una lettera del suo notaio, che,
+per un affare urgentissimo, la richiamava a casa. E, caso singolare,
+la Garbi aveva notizie non troppo buone di sua madre. Due partenze
+furono dunque annunziate per l'indomani. Le signore chiedevano col più
+vivo affetto notizie di Milla, ma nessuna insistè, come avevan fatto
+tanto gentilmente nei primi tempi, nell'offrirsi a tenerle compagnia.
+E in capo a due giorni Olga pensò bene di ricevere un telegramma di
+suo marito, il quale le chiedeva di venire a raggiungerlo, scusandosi
+di non poter egli stesso recarsi a riprenderla, per affari molto
+intricati, della cancelleria, s'intende.
+
+Giuliano, quando seppe di questo telegramma, ebbe un momento di viva
+irritazione. Ecco che se ne andavano tutti e lo lasciavano lì solo....
+in faccia a quella donnina smorta, che non gli faceva scene, ma non
+voleva saperne di alzarsi, nè di guardarlo in viso.
+
+Poi ebbe un sentimento di soddisfazione. Eh, eh..., la cosa prendeva
+un certo aspetto.... Meglio così.... forse la posizione avrebbe
+potuto farsi critica, ed egli era tanto.... creolo!
+
+ * * * * *
+
+Olga prese a tempo la decisione di partire. Dubbi o non dubbi, la sua
+fermata ad Astianello non era più indicata: le altre signore formavano
+un formidabile areopago.
+
+La simpatia per Milla era tornata, alla lontana sì, ma viva assai,
+avvalorata dall'invidia che, alla lunga, Olga doveva pur destare in un
+circolo femminile. L'invidia non ha molta strada da fare per diventar
+censura, e la Russa conosceva molto bene ciò ch'era atto a giovarle, o
+a recarle danno. Aveva saputo sino ad allora farsi perdonar molto, e
+non compromettere in nessuna delle sue varie vicende di.... cuore
+l'invidiabile posto che occupava nella società. C'era rimasta,
+imponendosi o altrimenti, anche a dispetto della sua lunga avventura
+con Giuliano..., ma essa sapeva benissimo sino a che punto si può
+gettare impunemente della polvere negli ocelli. Trovò dunque un
+effetto di partenza felicissimo; l'onore della ritirata era più che
+salvo!... Ma in fondo era indispettita, e, all'ultimo momento, un
+dubbio l'aveva inquietata. Forse la malattia di Milla era un'astuzia
+di guerra.... la Duchessa si liberava così di lei e delle sue
+apprensioni.... E, sotto l'impressione di quel sospetto, morse per un
+secondo le bellissime labbra.
+
+Di Giuliano non le importava affatto; pure seppe così bene simulare
+presso di lui che, nell'animo di questi, quel po' di rimorso relativo
+che s'era andato formando a fatica, tacque subitamente per dar luogo
+ad una specie di vigliacco dispetto! Olga se ne avvide, e, mentre
+saliva nel legno che doveva condurla alla stazione, mandò in su uno
+sguardo rapido, ma strano, verso la finestra chiusa della camera di
+Milla. E lasciò per lei i più affettuosi, i più cordiali saluti, certa
+di rivederla presto, perfettamente guarita, fresca come una rosa. E
+frattanto ella stessa era bellissima, forte e formidabile nella
+pienezza vigorosa delle forme. Era molto attraente così, in abito da
+viaggio. Le sue pelliccie non l'infagottavano punto come infagottano
+il più delle signore; parevano avvolgerla come il manto d'una regina
+selvaggia.
+
+E Giuliano rimase solo coll'ammalata.
+
+Non già un'ammalata grave. Di tifoidea nessun indizio; la
+febbriciattola non cresceva, e veniva solo ogni tanto. Milla s'era
+alzata per salutare la vecchia signora, amica di sua suocera, e anche
+per assicurarla che ora stava propriamente benino. Ma, dopo la
+partenza degli ultimi ospiti, era tornata a star così così. Non usciva
+più di camera, mangiava poco o nulla, e ogni tanto si metteva a
+piangere in silenzio. Con Giuliano non scambiava che qualche rara e
+indifferente parola. Era esausta di forze, ma resisteva, e in quella
+lotta, che nessuno avvertiva, la sua energia si consumava. Il suo era
+uno di quei graduati sfinimenti a cui certi temperamenti femminili si
+prestano fatalmente. Questo bizzarro genere di malattia non è punto
+mortale in sè stesso, si può benissimo guarire, solo però quando lo si
+voglia assolutamente. Se no, si muore, commettendo innocentemente un
+insensato e crudele suicidio.
+
+Due settimane passarono così. Giuliano incominciava a impensierirsi, e
+il medico del villaggio a non saper più che dire. Un giorno, uscì a
+proporre che si chiamasse un altro dottore.... per avere un parere di
+più.
+
+--Ah!--disse Giuliano.
+
+Si sgomentò. E se veramente la povera Milla.... fosse proprio così
+malata.... per aver udito quello sciagurato colloquio! Che stupido era
+mai stato! E Olga lo aveva canzonato bellamente; dopo tutto!....
+Mentre invece Milla l'adorava, povera creatura! Oh! sì!... ci voleva
+proprio un bravo medico, una celebrità. E la celebrità, chiamata
+telegraficamente da Giuliano, capitò pochi giorni dopo ad Astianello.
+
+Non disse gran cosa, in complesso. Parlò di nervi, di gran simpatico,
+d'anemia, di debolezza. E mentre faceva queste osservazioni e teneva
+fra le mani il polso bianco e magro di Milla, guardava attentamente
+ora Giuliano, ora la faccia rigida della Duchessa.
+
+Finì dunque coll'assicurare che non c'era nulla di grave; ordinò
+marziali, accennò alla necessità d'una vita molto quieta; e suggerì di
+passar l'invernata nel Mezzogiorno. Poi se ne andò, certo in cuor suo
+che quella donna soffriva crudelmente, senza concedersi uno sfogo. Il
+celebre dottore non era soltanto celebre, era vecchio, conosceva del
+pari la donna e la vita.
+
+Nell'andarsene, ebbe una sorpresa. Giungendo alla stazione, vi trovò
+ad attenderlo un giovinotto bruno, magro, con due occhi assai vivi e
+profondi, il quale, qualificandosi per un addetto della tenuta
+d'Astianello, gli chiese semplicemente, ma in modo abbastanza
+categorico, se la Duchessa fosse ammalata molto, molto?...
+
+Il medico non ricusò di rispondere, ma non si curò di dare al
+giovanotto nulla più d'una di quelle elementari risposte, ch'egli
+giudicava sufficienti a soddisfare la curiosità o l'attaccamento ai
+padroni, da parte d'una persona di servizio.
+
+Ma Drollino non si contentò.
+
+--Potrebbe morire? chiese colla massima calma.
+
+La celebrità medica, impazientita alzò le spalle.
+
+--Caro mio, che andate chiedendo? Perchè dovrebbe morire? Ha un buon
+temperamento, è giovane. Ha bisogno di quiete e che la lascino stare
+in pace, ecco tutto.
+
+--Già, disse Drollino.... Ma se invece....
+
+Rimase in silenzio, con un'espressione bizzarra e cupamente inquieta.
+
+--Che ci siano ancora dei servitori affezionati? chiese a sè stesso il
+celebre medico mentre saliva sul treno, in una bella carrozza di prima
+classe.
+
+ * * * * *
+
+--Ecco qua, borbottava in guardaroba, la vecchia Tonia, è la terza
+volta che viene oggi, colla scusa di prender le notizie della signora
+Duchessa.
+
+--Eh, eh! rispose la Teresa, la guardarobiera in secondo, non ha poi
+tutti i torti; non è il diavolo la Carolina. E lui ha un bel salario
+ora, e sono tutti e due della tenuta. Sarebbe un bel matrimonio.
+
+La Carolina entrò all'improvviso.
+
+--Che c'è? chiese stizzosa, indovinando che la sua venuta aveva
+troncato un discorso.
+
+--Niente, niente. Si diceva soltanto di.... Drollino.
+
+--Miracolo! ribattè la giovane.... E sarà per dirne del male, mi
+figuro! tutti ce l'hanno amara con quel poveretto. E io invece
+sostengo che....
+
+--Eh! si sa, si sa....
+
+--Cosa si sa?... Non è vero niente, a me non me ne importa niente
+affatto di colui, non mi dispiace, no, perchè è un buon figliuolo,
+affezionato alla signora.
+
+--Sfido io, saltò su a dire la Teresa, sono stati beneficati tutti
+dalla casa, quando c'era il padrone vecchio.
+
+--Bene, bene.... Oh gli altri non sono forse stati beneficati anche
+loro?... Eppure.... guardate se si rammentano di venire a vedere se la
+padrona è viva o morta.
+
+--Caspita! susurrò la Tonia, non hanno mica le ragioni che può avere
+Drollino di venire in guardaroba.
+
+La Carolina arrossì e tentò una smorfia.
+
+--No, no ve l'assicuro, viene proprio soltanto per sapere....--Ma lo
+diceva mollemente, con un mezzo sorriso biricchino e un po' ipocrita.
+
+--Non è vero che sia cattivo, proseguì, anzi, ha buonissime maniere.
+Vien su adagino.... per non far strepito e sta a sentire tutto quello
+che gli dico.
+
+E gliene diceva, quella buona ragazza.... Si rifaceva con lui delle
+lunghe ore silenziose che le toccava passare in camera della Duchessa.
+Gli narrava in disteso come la padrona divenisse ogni giorno più
+pallida e più magra, e come ella la ritrovasse sempre immobile, cogli
+occhi chiusi e con certi lagrimoni tanto fatti, sulle guancie. No,
+no, alla Carolina non la davano a bere e i medici potevano dir nomacci
+latini quanti ne volevano, ma il male di quella signora era tutta
+passione, ecco cos'era, le gelosie e le pene che le aveva fatte
+passare il Duca per quella strega grassa, per quella Russa che rideva
+sempre.
+
+Drollino ascoltava attentamente questi sfoghi della Carolina, senza
+dir nulla, senz'avvedersi che la cameriera belloccia e garbata avrebbe
+forse parlato anche di qualcos'altro. Egli aveva ben poco da fare in
+quei giorni e però ammazzava il tempo a furia di lunghe, faticose
+cavalcate, al ritorno delle quali Mia era bene spesso tutta bianca di
+schiuma.
+
+Qualche volta, in casa o pel viale Drollino si imbatteva col Duca.
+Giuliano non s'accorgeva sempre della presenza del giovane, ma
+Drollino avvertiva ogni volta, con una specie d'intuizione,
+l'appressarsi del padrone e se n'aveva il tempo, evitava l'incontro.
+Sentiva, vedendolo, uno strano brivido nel sangue, involontariamente
+digrignava i denti, gli veniva come un'insana voglia d'essere
+insolente verso quell'uomo, di ribellarsi a lui. Un'acre bestemmia
+pareva destarglisi in bocca. Ma allora gli veniva in mente la
+Duchessa, a cui le bestemmie spiacevano tanto, e non ardiva
+proferirne.... Eppure con quale piacere egli le avrebbe scaraventate
+in faccia al Duca.
+
+Lo odiava profondamente.... senza scrupoli di sorta. Egli non era
+persuaso di essere al suo servizio. La sua padrona era Milla. E ora
+Milla.... forse morrebbe per colui!
+
+Una volta Drollino, capitando in scuderia, ci trovò il Duca, che a
+passo lento e a capo chino traversava l'andito. Gli tenne dietro con
+uno sguardo torvo, e un'idea confusa, ma terribile, gli balenò nella
+mente.
+
+E per salvarsi da quel pensiero, ne evocò un altro, non mai
+completamente abbandonato per l'addietro, un pensiero che l'aveva
+agitato sin da bambino, quello di fuggire con Mia, d'andar lontano
+lontano. Così non saprebbe nulla, non vedrebbe nulla se.... caso
+mai!...
+
+Lasciò la scuderia, e si diresse verso il suo antico alloggio.
+
+Era una piccola cascina, addossata ad un vasto fabbricato ad uso
+fienile, e stava proprio dirimpetto alla grande estesa del piano. Un
+vecchio guardiano dei pascoli vi faceva dimora colla famiglia.
+L'alloggio di Drollino consisteva in una ex-cucina a terreno; egli vi
+aveva lasciato il suo letto, due seggiole e una vecchia cassapanca,
+dove serbava, alla rinfusa, i pochi panni ereditati dal padre, i suoi,
+non quelli di livrea, e qualche cianfrusaglia. Era un pezzo che non
+capitava laggiù. La massaia aveva approfittato della sua assenza per
+ammonticchiare in un canto della stanza l'ultima raccolta delle
+patate; ampie ragnatele si erano acquartierate fra le travi del
+soffitto, e l'unica finestrina aveva i vetri rotti.
+
+Aprì la cassapanca, e prese a rovistare nei vecchi panni. A un tratto
+s'arrestò. Gli era capitato sotto le dita un oggetto pesante, freddo.
+Con un gesto vivace l'estrasse. Era una vecchia pistola a due canne,
+ed egli riconobbe subito la solita arma di guardia di suo padre.
+L'esaminò a lungo; era ancora in discreto stato; cercando bene, trovò
+pure in un angolo della cassapanca lo scatolino delle cariche.
+
+Drollino non pensò a rimettere in ordine i panni. Guardava fisso
+fisso, come magnetizzato, quell'arma vecchia, cogli acciai un poco
+irrugginiti.
+
+Lentamente prese a pulirla, la rimise in assetto, poi la caricò,
+pensando:--Servirà pel viaggio.
+
+Ma quando la vide lucida, forbita, pronta, col grilletto obbediente,
+si fermò di nuovo. Aveva il volto acceso, le tempia gli martellavano;
+ed egli alzava, riabbassava, trattenendolo, il cane, con un gesto che
+aveva qualcosa di convulso, come se si dibattesse nello stretto di
+un'intima, formidabile lotta.
+
+Finalmente, su quella faccia stravolta passò il lampo d'un pensiero
+che vinceva. Drollino cacciò la pistola nella tasca interna della
+giacca che indossava, poi ricacciò tutti assieme e confusamente i
+panni nell'interno della cassapanca.
+
+Giunto a casa, chiese della Duchessa. La febbre era aumentata.
+
+L'indomani, cadde la prima neve e seppellì nel bianco silenzio
+invernale gli orizzonti della splendida villa. Una grande malinconia
+invase al casa. Il Duca non si vedeva quasi più, e Milla, da più
+giorni non si alzava. Il freddo capitato così improvvisamente, le
+aveva fatto male. Non già che soffrisse molto; anzi, s'era come
+adagiata in una grande quiete funesta, le pareva di sentirsi cullata
+nella progressione lenta, molle d'un'atonia che l'assopiva dolcemente.
+E se a capo di questa progressione ci fosse anche la fine....
+ebbene.... tanto meglio!... Così non si poteva vivere. Umiliarsi,
+ella?... tanto offesa.... dimenticare? Ah no!... piuttosto morire,
+morire....
+
+Giuliano era, dal canto suo, profondamente agitato. Un rimorso grave
+turbava quell'anima impotente. Egli provava il sincero desiderio di
+salvare quella donna, che alla sconfinata vanità di lui offriva
+l'olocausto della propria vita. Lungi dall'immediato dominio di Olga,
+egli tornava in sè, si pentiva d'averla amata ancora, gli pareva
+d'abborrirla. S'inteneriva sulla sorte di sua moglie, piangeva spesso,
+uscendo dalla camera azzurra. Avrebbe pur voluto (egli che detestava
+le scene) cadere ai piedi di Milla, dirle che però, in fondo, non era
+colpevole come forse ella lo credeva.... implorare cionnullameno il
+suo perdono... giurarle, e mantenerle poi, una fede sincera e....
+assoluta.
+
+Tentò due o tre volte una spiegazione. Ma essa lo guardò con
+un'alterigia così profonda, così glaciale, ch'egli interruppe subito i
+preliminari e rimise la spiegazione a.... più tardi.
+
+Un giorno, la Carolina annunziò a Drollino una cosa che le faceva
+molta pena. La Duchessa aveva mandato a chiamare il padre Loria.
+
+Drollino non disse nulla più che il suo solito «Ah!» ma lo disse con
+un accento rauco, quasi gutturale.
+
+Allora la Carolina volle rassicurarlo. Oh! oh!... non era già perchè
+proprio si fosse a questi estremi; ma la signora Duchessa era tanto
+pia, e poi.... forse....
+
+Drollino rimase serio, cupo, cogli occhi fissi sul tavolone dove si
+stirava.
+
+Nevicava fitto fitto, a grandi falde, lente e sfioccate, e il padre
+Loria giunse sotto l'atrio in uno stato proprio compassionevole.
+Mentre si asciugava davanti al fuoco acceso nel gran camino della
+stanza da pranzo, il duca venne a incontrarlo. Il colloquio fu breve,
+riuscì freddo, quasi come la giornata. Il prete e il padrone di casa
+si studiavano a vicenda, e a vicenda diffidavano l'uno dell'altro.
+
+Giuliano ebbe due o tre frasi un po' contorte; raccomandava di non
+stancare la Duchessa, già piuttosto deboluccia, poveretta. Il padre
+Loria ebbe due o tre mosse del capo, che non rassicurarono al tutto il
+Duca. Ma questo dovette pure mormorare un cortese:--S'accomodi,--sulla
+soglia della camera azzurra, e ritirarsi adagino, mentre la dolce
+figura paterna del sacerdote s'accostava lentamente al letto di Milla.
+
+Il padre Loria non fece certamente apposta a inquietare e a stancare
+la Duchessa Milla, ma certo è che la inquietò e la stancò
+orribilmente, e il loro colloquio riuscì critico e tempestoso. Fu un
+vero duello tra l'autorità e la ribellione.
+
+Milla gli narrò ogni cosa con uno sfogo febbrile, con tutto l'impeto
+del suo risentimento, col bisogno di simpatia che la torturava. Gli
+narrò, con subita energia, il suo amore pel marito, e il dolore che
+sentiva roderle la vita, come il verme rode la radice d'un fiore. Oh!
+essa l'aveva amato tanto.... così ardentemente.... No, la sua mitezza
+non era stata vigliaccheria, la sua docilità, tenera, inesauribile non
+era la debolezza d'un'anima inetta al dominio; era stato un volere
+ragionato, era la sua interpretazione dell'amore, era una insaziabile
+necessità di sacrifizio, una manìa innamorata di abnegazione! Essa si
+era fidata.... aveva voluto fargli vedere che si fidava!... Voleva a
+tutti i costi bastare al cuore di quell'uomo! E tutto ciò non era
+valso a nulla. Era caduto un'altra volta ai piedi di quella.... E ora?
+
+Il padre Loria la lasciò dire. Ma, quando essa ebbe finito, quando,
+ancor tutta fremente del suo sfogo, si lasciò ricadere sui guanciali
+con un gesto risoluto, egli prese a parlare.
+
+Non fece discorsi lunghi.
+
+--La comprendo e la compatisco,--mormorò dolcemente. Poi, mentr'ella
+lo guardava smarrita cogli occhi grondanti lacrime, ingiunse
+pacatamente:--Ora bisogna far due cose. La prima: perdonare.
+
+Essa ebbe un lungo brivido.--E poi?--chiese con un'appassionata
+ironia.
+
+--Bisogna vivere....--rispose semplicemente il padre Loria.
+
+Un'ora dopo, quando il vecchio prete uscì dalla camera della Duchessa,
+s'imbattè subito col Duca, il quale, impaziente ed inquieto per il
+lungo protrarsi del colloquio, camminava a gran passi in su ed in giù
+nel corritoio. Confessore e marito scambiarono un saluto
+cortesissimo.... ancor più cortese di quello dell'arrivo.... ma non
+meno diffidente e pieno di mutua avversione.
+
+Giuliano sentiva qualche cosa nell'aria. La minaccia, per esempio,
+d'una spiegazione, che ora, suggerita dal prete, gli pareva di nuovo
+formidabile ad incontrarsi. E fu per lui un vero sollievo quando udì
+dalla cameriera che la signora, stanchissima, aveva raccomandato la
+lasciassero riposare.
+
+Milla aveva riposato...; ma ora era spossata.... Quel riposo era stato
+in realtà una delle più aspre battaglie intime del suo povero cuore
+offeso e innamorato a un tempo. La religione aveva dato un consiglio;
+e la natura e la gioventù l'avevano avvalorato, con un assenso
+segreto...; ma l'orgoglio aveva avuto anch'esso la sua ribelle parola.
+
+Il crepuscolo invernale, prolungato dal bianco riflesso della neve
+caduta e da quella tuttora cadente, scendeva lento, in una mezza luce
+grigiastra. Nella progressione graduata della penombra, il letto
+ampio, coi parati di raso sbiadito spiccava netto. La bianchezza del
+visino di Milla si confondeva col morbido bianco dei guanciali, pareva
+quasi assumere l'area sfumatura di contorni d'una larva.
+
+--Comanda la lucerna?--chiese a bassa voce la cameriera.
+
+--No,--rispose Milla, con voce stranamente affievolita. Va pure....
+voglio riposare.
+
+La giovane uscì, in punta di piedi.
+
+Il silenzio della stanza era grave e solenne. Giuliano provava
+un'angoscia inesplicabile, guardava, come affascinato il candore opaco
+del letto, tentava d'afferrar nettamente, collo sguardo, l'incerto
+contorno di quel corpicino femminile che giaceva, spossato, sotto alle
+lenzuola e pareva quasi farsi di nebbia, illanguidire nell'ombra cupa
+che andava invadendo la stanza. Avrebbe voluto parlare a Milla, udire
+la sua voce, ne sentiva come un bisogno angoscioso. E mentre pensava
+come potrebbe rivolgere a Milla una domanda anche indifferente, ma che
+la obbligasse a rispondere, ecco che per l'appunto quella povera e
+debole vocetta s'alzò in seno al silenzio pesante e misterioso,
+pronunziando una parola, che, da tempo non s'era sprigionata dalle
+labbra di Milla.
+
+--Giuliano!
+
+Egli trasalì e si chinò sul letto, premurosamente, con un terrore
+indistinto di quell'ora e di quell'accento.
+
+Ella gli porse la sua manina tanto smagrita.
+
+--Giuliano....--ripetè lentamente, non debbo.... non bisogna che io me
+ne vada. E per ciò.... sai....
+
+Oh! non la sapeva recitare quella lezione; così sublime e così
+crudele. Tremava.... si confondeva.
+
+--Sai....--proseguì con uno sforzo eroico, volevo dirti che.... che io
+non mi ricorderò più di niente. Ma bisogna che anche tu... se vuoi
+ch'io....
+
+Egli non la lasciò finire. Si gettò in ginocchio, le afferrò le mani,
+le chiese perdono, con accento rotto, appassionato, le giurò ch'egli
+l'adorava, che non era realmente colpevole, che ciò ch'ella aveva
+udito non era stato che l'espressione d'un momento di delirio
+passeggero.... un capriccio passeggero, senza base, senza
+conseguenze.... E iterava proteste, ardenti e sincere, com'era in quel
+momento, ardente e sincero il suo ravvedimento. E in quella tempestosa
+reazione, in quel subito rinnovarsi del suo amore per la donna ch'egli
+temeva di perdere; Giuliano riesciva eloquentissimo e si presentava
+sotto un aspetto nuovo, l'aspetto cioè ch'egli, nella placida
+sicurezza del suo dominio su Milla, non si era mai curato d'assumere
+per lei.
+
+--Ma tu m'ami, dunque, tu m'ami?--chiese l'ammalata, balzata in quel
+momento in una calda e rapida transazione del suo amore, che le faceva
+ancora scusare, perdonare, scordar tutto, che la consegnava cieca,
+sorda, smemorata, in braccio ad una più potente, ad una più salda
+illusione.
+
+Egli la copriva di baci. Oh! se l'amava! Se aveva sofferto.... Oh la
+sua Milla! la sua Milla adorata! Non era punto: creolo.... in quel
+momento!
+
+Allora Milla ebbe un subito e febbrile risveglio delle forze. S'alzò a
+sedere sul letto, s'avvinghiò colle braccia scarne al collo di
+Giuliano e gli si strinse convulsa sul petto, con un grido supremo di
+trionfo e di desiderio: Vivere!... vivere!...
+
+ * * * * *
+
+La villa era ancor tutta sottosopra. Poche ore prima il Duca e la
+Duchessa erano partiti per Napoli, dove li avrebbe raggiunti la
+vecchia Duchessa Lantieri.
+
+La partenza era recente e l'ardore dei commenti non era pur anche
+venuto meno. Veramente la signora non era al tutto ristabilita; stava
+però assai meglio. Ma ne aveva patito del male, poveretta! E che festa
+per tutti, quando, era scesa a desinare per la prima volta!
+
+Non la scorderebbero così presto, quella sera. Il pranzo era stato
+preparato, non già nel salone grande, ma in un salottino caldo, caldo,
+ornato delle più belle camelie della serra! Finito il desinare, la
+Duchessa, appoggiata al braccio di suo marito, era venuta un momento
+sotto il portico, per ringraziare quella brava gente che aveva tanto
+gridato: Evviva! Aveva parlato quasi a tutti, aveva riconosciuta la
+vecchia portinaia, salutata la fattora, poi aveva osservato che ci
+erano due guardiani dei pascoli e persino Drollino, il quale, da quel
+selvaticone che sarebbe sempre, se ne stava mezzo nascosto, dietro uno
+dei pilastri. Anzi, lo fece chiamare.
+
+--Ho saputo--gli disse soavemente--che tu pure venivi spesso a
+chieder mie nuove. Ti ringrazio.
+
+Egli la guardava fisso.... come incantato. Com'era bella e pallida....
+e com'era diversa dalle altre!
+
+Giuliano, che aveva bevuto del _Johannisberg_ molto vecchio in onore
+della Duchessa, era di lietissimo umore!
+
+--Certo....--sclamò benignamente--veniva ogni giorno a chiedere alla
+Carolina.... eh!... eh!... guarda.... Drollino!
+
+Drollino guardò infatti il Duca, e in modo siffatto che questi, pur
+continuando a ridere, non proseguì a toccar quel tasto. E un momento
+dopo, temendo che Milla fosse stanca, la condusse via.
+
+Milla non si oppose; senz'avvedersene, ricadeva invincibilmente nella
+obbedienza cieca e fiduciosa dell'amor suo.
+
+Partirono adunque sui primi di dicembre, contenti, felici, e in
+perfetta armonia. In casa rimaneva tuttora parte della servitù, quella
+che avrebbe più tardi raggiunti i padroni a Napoli, e quella fissa
+per tutto l'anno ad Astianello.
+
+La sera stessa si trovarono riuniti in cucina, attorno all'allegra
+fiammata del caminone. Drollino ci andò pure un momento, prima di
+recarsi a letto.
+
+Nel crocchio si discutevano, naturalmente, gli ultimi avvenimenti di
+quella fortunosa villeggiatura.
+
+--E la Russa?--chiese a un tratto il paggetto.
+
+Il capo cuoco alzò una mano a livello del mento, e con una vivace
+smorfia soffiò rapidamente sul palmo.
+
+--Andata!--soggiunse con un'espressione comicissima, come un
+prestidigitatore che fa scomparire una pallina di sughero.
+
+E fu una risata generale.
+
+Ma il paggetto maligno insistè:
+
+--Per sempre?...
+
+Il cocchiere alzò le spalle con un'aria da filosofo.
+
+--Caro mio, chi sa l'avvenire?... Speriamo di sì! Certo è che, in
+grazia di quella diavolessa, la nostra povera signora è stata a un
+brutto rischio.
+
+--Io dico che se le capita un'altra volta....--prese a sentenziare il
+maggiordomo.
+
+--Muore, eh, muore davvero?--interrogo premurosamente il paggetto.
+
+--Al diavolo i monelli--rispose stizzosamente il maggiordomo;--che
+c'entri tu, bardassa, a far cotesti discorsi?
+
+E per fargli vedere che non c'entrava proprio, accennò ad allungargli
+una pedata.
+
+Ma non l'allungò, e si mise a ridere.
+
+Drollino uscì dalla cucina senza che nessuno se ne accorgesse, e si
+recò in scuderia.
+
+In quell'ambiente vasto, l'atmosfera aveva un tepore dolce, e l'occhio
+si riposava in una semioscurità, rotta ad intervalli dal chiarore di
+certe lampadine appese alle arcate della volta. In fondo, presso alta
+porta d'uscita, un piccolo lume ad olio ardeva vacillando davanti ad
+un quadretto di Sant'Antonio e socio. In un _box_ aperto e
+disoccupato, il sorvegliante di servizio, coricato su di una branda ed
+avvolto nel suo bigio mantellone, russava saporitamente.
+
+In scuderia non c'erano in quei giorni più di una quindicina di
+cavalli. Stavano quieti. I più dormivano, alcuni si movevano ogni
+tanto, con un lieve scalpitìo, accusando le proprie mosse col rumore
+delle palle di legno appese alle _cavezze_.... che si urtavano contro
+le pareti esterne delle mangiatoie.
+
+Mia era ultima nel compartimento di destra, e dormiva stesa di fianco
+sulla paglia; ma quando Drollino, avvicinandosi, la chiamò
+sommessamente per nome, la povera bestia, destandosi, si rizzò
+impetuosamente, con quel moto così rapido proprio del cavallo fino che
+non si vuol lasciar sorprendere in una posa d'inazione. Voltò la
+testina intelligente, e fissò il padrone coi grandi occhi espressivi.
+
+--Mia!--disse Drollino col tono monotono di chi parla in sogno, e
+accarezzando la lucida groppa della cavalla.--Mia!... è partita!...
+
+Il riverbero del lumicino di Sant'Antonio accendeva un punto luminoso
+nella pupilla attenta di Mia.
+
+--Mia!--continuò Drollino collo stesso accento--se lei fosse morta....
+io l'avrei ammazzato.... sai?...
+
+Uno dei cavalli vicini diè un forte strappo alla corda, e la palla
+picchiò rumorosamente contro la barriera.
+
+--Ohe!--borbottò il mozzo, fra il sonno e la veglia.
+
+Una gran quiete regnò in scuderia.
+
+
+
+
+VIII.
+
+
+Maggio e i suoi fiori, maggio e il suo cielo sereno, le sue nuvole
+passeggere e i suoi tepori precoci! Maggio che sorride alla villa
+d'Astianello, e Milla che sorride alle rose di maggio e d'Astianello.
+
+In giardino ce n'è un'infinità, di tutte le qualità, di tutti i
+colori; ce n'è persino una tutta verde, che non è punto bella, e il
+cui arbusto costa un occhio del capo.
+
+È una rarità, s'intende. Quella onesta varietà della specie avrebbe il
+buon senso di non voler nascere a casa nostra, ben sapendo quanto
+sfiguri in mezzo alle sue splendide sorelline. Ma noi, anzichè saperle
+grado del suo accorgimento estetico e della sua ritrosia, ne la
+castighiamo sforzandola invece a crescere stentatamente e a fiorire
+di mala voglia nei nostri giardini.
+
+Milla è stata china, a guardar la macchia, per un po' di tempo.
+Finalmente si rizza, e, voltandosi, chiama:
+
+--Giuliano!
+
+Ogni traccia di malattia è scomparsa dal suo visino il quale è ormai
+più tondeggiante e suffuso d'un lieve incarnato. La personcina è
+sempre snella e minuta, ma le angolosità d'un tempo si vedono più.
+Milla veste un'elegantissima _matinèe_ di mussola bianca ricamata,
+adorna d'un profluvio di fiocchi azzurri e fiorellini rosa.... Sta
+veramente benino quella gentile creatura; il vento fresco del mattino
+le ha alquanto scomposta la capigliatura, ed i capelli biondi piovono
+alla rinfusa sulla fronte, adombrando quei cari occhi castani, pieni
+di luce, di gioia e d'amore.
+
+--Giuliano!--ripetè a voce più alta, voltandosi verso la finestra d'un
+salottino a terreno.
+
+Giuliano, obbedendo a quel gaio appello, comparve finalmente nel vano
+interno della finestra. Il suo busto emergeva nello sfondo bruno del
+vuoto, e la sua faccia campeggiava bene, così bianca, e con tanto oro
+di capelli e di barba. Guardandolo, però, pareva un poco invecchiato,
+e, sotto ai suoi begli occhi azzurri, alcune rughette, appena
+percettibili, s'eran dato convegno. Aveva anch'egli un'espressione
+ilare e soddisfatta, ed il profumo del suo biondo sigaro d'Avana
+giungeva sino alla macchia delle rose, mischiandosi in istrana guisa
+coi loro forti e vari olezzi.
+
+Milla lasciò la macchia e s'accostò al davanzale. Colla destra teneva
+sola la famosa rosa verde, colla sinistra serrava un mazzo di stupende
+rose _Gloire de Dijon_.
+
+--Sai, Giuliano, non mi piace!
+
+--Cosa?
+
+--Questa rosa.
+
+--E perchè non ti piace?
+
+--Perchè non è una rosa schietta come le altre; ha voluto far
+l'originale, e ciò non va bene.
+
+--No?...
+
+--No! bisogna aver buon senso, e fare ciò che fanno gli altri. E di
+ciò son tanto persuasa, che non voglio predicar bene e razzolar male.
+Non voglio essere come la rosa verde. Dunque, a giugno, andremo ai
+bagni!
+
+--Ma, mia cara, che bisogno c'è di andare ai bagni, se non ne hai
+voglia? Potremmo benissimo rimanere qui.
+
+--Sì, che ne ho voglia! E poi è giusto; so che, a lungo andare, la
+campagna ti annoia. Andremo ai bagni.... dove vorrai tu, ben inteso, e
+poi.... torneremo qui! Ah, qui si sta così bene, non è vero?
+
+--Certo!--disse allegramente Giuliano; ma un'ombra fuggitiva gli passò
+sulla fronte.
+
+--Dunque--ricominciò Milla--dove andiamo? a San Moritz?
+
+--Eh! vada per San Moritz.
+
+--O a Recoaro, Lucca, Sorrento, Villa d'Este? Basta, decideremo poi.
+Già, abbiamo tutto il mese per pensarvi. E quest'inverno, per un mese
+o due, torneremo a Napoli?
+
+--Certo, dove vuoi! Ammenochè gli affari....
+
+--Oh! gli affari!--disse Milla con un'adorabile smorfietta.--Sai che
+sei insoffribile con questi affari! Dacchè ti sei messo in capo di
+rivendicare quei possessi nel Genovesato, ti sei cacciato a capo
+fitto, nei litigi, nei processi, nei consulti d'avvocati, tanto che mi
+diventi tu pure un vero leguleio.
+
+Rideva, così dicendo, e cercava invano d'assumere un'aria
+indispettita; ma in cuor suo era tutt'altro che avversa alle
+occupazioni di Giuliano. Le avevan detto, e s'era persuasa, che una
+occupazione indefessa, accaparrante poteva benissimo riescire una
+salvaguardia.
+
+--Orsù--continuò con una soave ipocrisia di pazienza--speriamo che si
+_possa_ andare a Napoli. Ti ricordi di Napoli?
+
+--Sì--diss'egli lietamente, rimovendo la cenere dall'estremità dello
+sigaro.
+
+--Oppure, andremo a Nizza. E di Nizza ti rammenti?
+
+--Sì--disse ancora Giuliano, ma non lo disse lietamente.
+
+--Oh! io mi ricordo, sai! La passeggiata degli Inglesi, il Circolo
+della _Méditerranée_, et la _place Massena_, e il _Restaurant
+français_, dove abbiam fatta quella famosa colazione. E il _Vallon
+obscur_? E Cannes? E Montecarlo? A proposito, bada che, se andiamo a
+Nizza, stavolta voglio proprio venire anch'io a Montecarlo.
+
+Egli aggrottò le ciglia e parve scontento.
+
+--Oh, bella!--continuò Milla, sempre più infervorata nei suoi
+progetti.--Ci vanno tutti, ci voglio andare anch'io. E voglio vedere a
+giocare; chissà che non m'arrischi io pure; sapessi quanto mi
+rincrebbe di non poter venir con te il giorno in cui ci andasti! Ti
+ricordi di quel giorno? Non mi sentivo bene, e rimasi a casa. Non
+volevo far parere, ma mi struggevo di venir anch'io a Monaco!
+
+Giuliano fece una strana smorfia, e balbettò fra i denti qualche
+parola.
+
+--Ma stavolta--continuò Milla--questo capriccio me lo voglio levare.
+Sissignore, giocherò anch'io, e vedremo se la perdita di qualche
+migliaio di lire farà venire, a me pure, la faccia da scomunicato che
+avevi tu, la sera, quando tornasti.
+
+Le venne voglia di ridere, e rise infatti, celando il visino nella
+profumata bianchezza delle rose.
+
+Egli s'era voltato bruscamente; per buttar via lo sigaro.
+
+Una brezza freschina passava di lì, suscitando nell'erba un tremolìo
+di amoerro, e facendo dimenar le cime alle rose, come se fossero tante
+testine di piccole fate dubbiose. Milla alzò di nuovo il viso,
+aspirando con gioia la frescura di quell'arietta.
+
+Girò attorno lo sguardo, vide quella bella villa signorile, così
+idilica, colla sua verde cintura di arrampicanti. Vide il giardino
+ridente e il piano maestoso e i colli vicini, e tutto ciò le parve
+bellissimo. Allora pensò che Giuliano, il suo fedele Giuliano, era
+pure molto bello. E la vita dunque non era forse bellissima
+anch'essa?... Chiuse gli occhi, e, paga, col cuore riboccante di
+gratitudine e di dolcezza gioconda, mormorò sommessamente:
+
+--Oh Giuliano! come sono felice!
+
+Rimase per un istante come raccolta nel pensiero della sua felicità,
+mentre Giuliano, pallido, tormentava fra le dita paffute, i ciondoli
+del suo orologio.
+
+Milla schiuse gli occhi e diede un sospiro.
+
+--Che peccato che tu debba sempre andar laggiù, a Genova a conferire
+con quell'avvocato! Non potrebbe venir qui lui ogni tanto?...
+
+--Impossibile!--rispose recisamente Giuliano, mordendosi le
+labbra.--Ma sarò assente per pochi giorni, te lo prometto.
+
+--E penserai a me?--chiese timidamente Milla, ridendo, e colla vaga
+intuizione di dire una gran sciocchezza.
+
+--E tu, penserai a me?--rispose Giuliano, colla coscienza di dir
+cinque parole orribilmente vane e stonate.
+
+--Uhm!--rispose Milla--secondo.... se avrò tempo. Perchè,--soggiunse
+con un fare soavemente biricchino--se tu hai delle occupazioni.... può
+darsi che ne abbia anch'io.... e che siano importanti come le tue.
+
+Egli la guardò, con un'espressione indefinibile.
+
+--Come?...--mormorò--che intendi dire?...
+
+--Sei curioso, eh? Ci ho gusto. Oh bella! perchè non avrei anch'io i
+miei affari.... come li hai tu?...
+
+--Perchè....--ripetè Giuliano--perchè?...
+
+--Via, via, non far quegli occhiacci. Sai pure che di affari,
+propriamente detti, non posso sentir a parlare per cinque minuti
+consecutivi, senza addormentarmi. Ho piena coscienza che, se me ne
+immischiassi, non sarei nulla più d'una guastamestieri; e poi non sei
+forse tu che te ne occupi, che pensi e provvedi a tutto onde
+risparmiarmi ogni briga?
+
+Un profondo ed amaro turbamento si dipinse per un secondo sul volto di
+Giuliano.
+
+--Cara Milla!...--sussurrò quasi involontariamente, con voce
+soffocata.
+
+--Zitto là, Giuliano, e torniamo a bomba. Dicevo dunque che le mie
+occupazioni, le ho anch'io. Ammetto che non somiglino alle tue, ma ciò
+non scema la loro importanza, e un giorno o l'altro.... forse.... ne
+vedrai il risultato.
+
+--Oh! oh!--disse Giuliano, ch'era tornato a rasserenarsi,--e non si
+può saper niente ora?
+
+--Niente affatto. È una sorpresa; resterai con tanto di naso.
+
+E rideva, allegra come una bambina, assaporando anticipatamente la
+sorpresa e la soddisfazione di suo marito.
+
+Questi le afferrò una mano, abbandonata sul davanzale.
+
+--Milla!--chiese con accento rotto ed angoscioso--Milla! sei felice,
+nevvero?
+
+Milla tralasciò di ridere. Sporgendosi colla persona oltre il
+davanzale, chinò il capo sulla spalla di lui. Egli sentiva il battere
+concitato di quel vero cuor di donna e il calore di quella fronte, ove
+piovevano scomposti i ricciolini d'oro.
+
+Drelin, drelin, drelin.... la campanella della colazione!
+
+Si divisero ridendo, movendosi entrambi, l'una al di qua, l'altro al
+di là della finestra, e riuscirono ad incontrarsi sotto il portico.
+
+--A proposito,--disse Milla a suo marito,--ricordati stavolta, di
+portarmi il _pan douce_ e i canditi. E quando avrai finiti i tuoi
+affari, andremo ai bagni.--Non voglio essere la rosa verde,--soggiunse
+ridendo e appuntandosi sul petto una delle rose bianche.
+
+ * * * * *
+
+Giuliano partì il giorno susseguente. Milla tenne dietro, sino oltre
+il cancello del viale all'elegante _phaèton_ che, guidato dal Duca
+stesso, s'avviava verso la stazione. Poi tornò indietro, asciugandosi
+gli occhi un po' rossi. Si fermò a terreno e mandò a chiamar Drollino.
+
+--Senti, Drollino,--gli disse appena se lo vide davanti, serio e muto
+come al solito,--di devi fare un piacere. Sceglimi in scuderia una
+bestia buona, sicura, proprio quieta.
+
+--Ci sarebbe Calif,--rispose Drollino, dopo aver pensato alquanto.
+
+Calif, ai suoi giorni, era stato un fiero corridore, ma ora era
+vecchietto assai e aveva smesso ogni baldanza.
+
+--Bravo! Calif; per l'appunto. Sai cosa voglio fare?... Voglio montare
+a cavallo.
+
+--Lei!--disse Drollino attonito.
+
+Era noto a tutti, nella tenuta, che quell'angiolo della Duchessa aveva
+sempre avuto una paura terribile dei cavalli.
+
+--Sicuro....--continuò Milla.--Il Duca avrebbe tanto caro che
+imparassi. E ora, capisci, approfittando delle sue assenze, voglio
+fargli questa sorpresa.
+
+Drollino represse una specie d'amaro sorriso, e stette immobile,
+ascoltando.
+
+--A Nizza avevamo provato, in maneggio; ma sai, non vi riuscivo bene.
+Ho paura di non esser molto coraggiosa.... Oppure non sapevano
+insegnarmi. Ma ora, m'insegnerai tu, nevvero?
+
+--Io?--disse impetuosamente, quasi spaventato, Drollino.
+
+--Tu, sì....--rispose Milla ridendo--cominciando da oggi. Ho la sella
+e tutto l'occorrente. Va a far sellare Calif, e aspettami in maneggio.
+Io mi vestirò frattanto, e fra mezz'ora scenderò.
+
+E così accadde che Drollino divenne _ipso facto_ maestro di
+equitazione della Duchessa.
+
+Sulle prime, la cosa durò fatica ad avviarsi. Milla era terribilmente
+impacciata nella sua lunghissima gonnella di amazzone, e non sapeva
+raccapezzarsi in nulla. Era molto bellina però, e nell'ampiezza del
+maneggio la sua figurina delicata, acquistava una nuova leggiadria.
+Il collo pareva veramente finissimo, quasi esile, così stretto nel
+collettino ritto, fortemente insaldato, o compito alla chiusura da un
+nodo di cravatta color verde cupo. Il visino tanto giovane e fresco,
+coi capelli, strettamente raccolti sulla nuca, e adombrato dalla breve
+falda d'un _pioppino_ inglese, pareva quello d'un giovanotto di primo
+pelo. Drollino durava fatica talvolta a non distrarsi, guardandola in
+quell'aspetto nuovo, che tanto armonizzava colle aspirazioni della sua
+irresistibile vocazione. E per due ore al giorno, sinchè fu assento il
+Duca, egli si trovò colla Duchessa, così vestita e affidata
+completamente a lui. Toccò a lui a metterla in sella, a insegnarle il
+maneggio delle redini, le chiamate, le attitudini. Milla trovava la
+cosa ancor più seria di quanto s'era immaginata; non andava avanti che
+a furia di buona volontà, facendo sforzi eroici per vincere la paura.
+Ma questa ogni tanto ritornava, invincibile, e Milla, nei suoi
+sgomenti irragionevoli, temendo sempre di cadere, smarrita,
+soffocando la voglia di gridare, afferrava con mano convulsa il
+braccio di Drollino. Questi sentiva alla sua volta uno strano
+rimescolìo, un intimo turbamento lo sconvolgeva tutto. Ma senza
+fermarsi a chiedere cosa fosse, lo dominava, e, calmo egli stesso,
+rassicurava la Duchessa, ripetendole, col suo accento vibrato, di non
+temere, di fidarsi di lui. Le faceva animo; con un sorriso che aveva
+qualcosa d'imperioso e di supplichevole ad un tempo, con qualche
+raro:--Brava!--Milla si fidava, e ciò le giovava immensamente.
+Persisteva nella sua impresa, sostenuta dal pensiero che tutte queste
+difficoltà le incontrava per Giuliano, per procurargli il piacere di
+una sorpresa. E nei momenti critici, quando le pareva proprio di non
+poter più reggersi in sella, guardava intensamente Drollino,
+attingendo il sangue freddo nella calma scintillante di quello
+sguardo, certa che, in ogni caso, la mano di lui l'avrebbe sorretta.
+Ah, sì, Drollino era proprio un buon maestro!
+
+Siccome il tempo era limitato, le lezioni si ripetevano ogni giorno,
+benchè, a dir vero, quell'esercizio violento, al quale non era
+abituata, stancasse non poco la Duchessa. Quando scendeva di sella, a
+mala pena si reggeva in piedi, e bene spesso, per uscir dal maneggio,
+doveva appoggiarsi al braccio di Drollino. Oh, com'era stanca....
+tanto, che s'abbandonava quasi, così spossata com'era, sul saldo
+braccio del giovane maestro.
+
+Il ritorno del Duca pose fine al primo periodo delle lezioni.
+
+Egli era pallido, sbattuto; ma ne accagionò presso Milla la stanchezza
+della nottata, trascorsa in ferrovia. Era un po' nervoso, un po'
+inquieto; gli affari si complicavano, ma egli voleva spuntarla ad ogni
+costo, e però gli toccherebbe d'assentarsi ancora, forse, più volte.
+Portò, oltre ai _pandouce_ ed ai canditi, una splendida collana di
+corallo e una ventina di gingilli in filagrana. Milla ne fu così lieta
+che si mise a piangere di contentezza, e non rifiniva di ringraziare
+suo marito. Ma Giuliano non pareva gustare moltissimo quella sfuriata
+di ringraziamenti, e forse per interromperli chiese d'un tratto:
+
+--E la sorpresa?
+
+--Non ancora--rispose Milla ridendo--sarà per quest'altra volta.
+
+Ma non fu nemmeno per «quest'altra volta,» benchè, appena ripartito
+Giuliano, la Duchessa ricominciasse di gran lena le lezioni con
+Drollino. Quando il Duca tornò, non s'era per anco usciti dal
+maneggio. Stavolta le portò in regalo un anello in brillanti, ma non
+chiese della sorpresa. E, in capo a quindici giorni, ricevette delle
+lettere d'affari che l'obbligarono a ripartire.
+
+Milla, che sulle prime, e per la ragione che sappiamo, aveva fatto
+buon viso alle nuove occupazioni di Giuliano, cominciava a trovarle
+ora un tantino indiscrete. Ora per l'appunto, quando egli era
+diventato così dolce, così compiacente, così premuroso per lei, glielo
+portavano sempre via.... sempre.... quei benedetti affari!
+
+Milla era veramente felice, dimenticava il passato come si dimentica
+un brutto sogno. Giuliano s'era completamente ravveduto da quella
+sciagurata sorpresa dello scorso autunno. In fin dei conti, un po' di
+colpa ce l'aveva avuta anche lei, colla sua imprudenza. No, ora capiva
+bene com'è l'esistenza. Bisogna esser prudente, fuggire le occasioni,
+non mettere la paglia accanto al fuoco! Ora non c'era più pericolo di
+sorta, ed ella ormai era sicura di nuovo, meglio anzi di prima, del
+cuore di Giuliano!
+
+Il giorno dopo la terza partenza di suo marito, Milla, nello scendere
+in maneggio, ebbe una sorpresa. Invece di Calif, trovò ad aspettarla
+Mia, già insellata e tenuta a mano da Drollino.
+
+Esitò un momento, guardando il giovane.
+
+Egli arrossì, ma disse dolcemente:
+
+--Salga, signora Duchessa.
+
+E quando l'ebbe bene adagiata sulla sella, soggiunse a bassa voce:
+
+--Ho pensato che adesso, coi progressi che abbiamo fatto, sarebbe
+bene di provare un cavallo nuovo.
+
+--Ma non ti rincresce?--chiese Milla ridendo.
+
+--No--rispose Drollino--e lei ci avrà più piacere a cavalcare Mia.
+
+Infatti, era tutt'altra cosa! Mia aveva il boccato straordinariamente
+fino, le mosse pronte e leggere. Milla a poco a poco smetteva la
+paura, e prendeva a gustare l'indicibile soddisfazione del cavalcare.
+Cominciava a tenersi bene in sella, ad acquistare destrezza e
+disinvoltura; e Drollino provava un grande orgoglio quando vedeva la
+leggiadra amazzone, franca ormai e sicura, sul dorso di Mia. Gli
+parevano tutt'e due, nella bellezza aristocratica delle rispettive
+loro razze, creature privilegiate, incomparabilmente pregevoli.
+Entrambe in quel momento gli erano soggette, entrambe egli guidava
+colla voce, col gesto, collo sguardo; sentiva per entrambe come una
+bizzarra analogia di ammirazione appassionata; per Milla come per
+Mia, sarebbe stato capace di tutti i sacrifizi. L'ora della lezione
+era diventata per lui la più bella ora del giorno; l'aspettava
+ansiosamente, ma pure non senza un certo vago, nuovo timore, che a
+lui, così impavido, riesciva inesplicabile. Se a Milla, per esempio,
+succedesse qualcosa?... se cadesse?... se si facesse male?...
+
+Gli accadeva, certe volte, di dover frenare un tremito quasi doloroso,
+quando serrava sullo stivaletto inglese della Duchessa la fibbia della
+staffa, o quando, dandole la briglia, le sua dita s'impigliavano fra
+quelle della signora. Certe volte, gli venivano delle strane idee;
+nella sua mente si combinavano certe insensate ipotesi. Se, per
+esempio, i loro cavalli, prendendo subitamente il morso fra i denti,
+fuggissero di conserva, e così a rompicollo li portassero lontano
+lontano.... in un sito d'onde non si potesse far ritorno...; se Mia
+s'impennasse, ed egli potesse salvare la Duchessa.... magari anche,
+morendo per lei!... Ma tutta queste vacue immaginazioni frullavano
+solo per un momento, e di rado, in quella testa di 22 anni, o meglio
+la sfioravano appena, e subito svanivano, di fronte alla logica
+semplicissima della realtà.
+
+Il bello fu quando si cominciò ad uscire dal maneggio!
+
+La lezione allora aveva luogo per lo spazio infinito dei pascoli.
+Drollino, nella sua qualità di maestro, cavalcava a pari della
+Duchessa; e questa, che non era mai stata altiera co' suoi dipendenti,
+non sdegnava di rivolgergli la parola, parlandogli alla buona, e
+facendolo parlare, come quando erano bambini. Drollino era fiero di
+poter condurre la signora per l'ampio verde dei pascoli che le
+appartenevano; faceva sfilare le mandre davanti a lei, le spiegava le
+consuetudini dell'allevamento, le insegnava a discernere le qualità
+che costituivano il pregio dei prodotti. Le impartiva alcune fra le
+immense cognizioni ch'egli possedeva sull'allevamento, e sapeva
+porgerle in un modo che non era nè pedante, nè grossolano. Si
+infervorava, parlandole di quelle cose che per lui erano intimamente
+collegate alla forza, all'ardore della sua vocazione; i suoi accenti
+assumevano una specie di schietta e virile energia, in cui vibrava
+come un'eco lontana di passione invincibile.... La scena era bella,
+infinita, davanti a loro. Milla respirava a pieni polmoni l'aria calma
+e libera della pianura, e si compiaceva d'interrogare Drollino su
+quanto le cadeva sott'occhio.... Altre volte invece la Duchessa non si
+sentiva disposta a parlare, ed essi percorrevano in silenzio lunghi
+tratti di via, al galoppo, mentre lo scalpitìo dei loro cavalli
+risuonava così unito, così uguale sul terreno da parere il ritmo
+affrettato d'un ritornello senza fine.
+
+Milla aveva preso a voler bene a Mia; le portava dello zuccaro e
+l'accarezzava di frequente. E a Drollino succedeva qualche volta, dopo
+aver ricondotta la cavalla in scuderia, di rimanere per lungo tempo
+immobile, collo sguardo fisso, colla mano posata sulla lucente
+criniera di Mia, precisamente al posto dov'era scesa per un istante la
+carezza lieve della Duchessa.
+
+ * * * * *
+
+Quando il Duca era in villa, le cose mutavano affatto, e Drollino
+evitava con ogni sua possa di trovarsi coi padroni. Stava molto in
+scuderia, e lo si trovava ordinariamente vicino al _box_ di Mia.
+
+In casa era tornato il tempo lieto. Quello delle scene era passato: il
+padrone s'era radicalmente corretto..., la malattia della Duchessa
+aveva fatto miracoli. Egli non pensava neppur per idea a lagnarsi
+della solitudine, non pareva sentir bisogno alcuno di svago, era
+affettuosissimo per Milla, e le portava ogni volta bellissimi regali.
+Tutti dicevano ch'era una vera consolazione, e che ormai la signora
+Duchessa era proprio felice. E per persuadersene non bastava forse
+vedere il Viso illuminato, raggiante di Milla? Essa metteva in opera
+certe raffinatezze, certe civetterie a cui per l'addietro non avrebbe
+certo pensato. Ogni tanto giungevano da Parigi delle _toilettes_
+elegantissime, che la giovane signora sfoggiava ad ogni ritorno di
+Giuliano. Era sempre in moto per casa, nel giardino s'udiva di
+frequente la sua esile, ma graziosa vocetta tentare qualche strofa di
+gentili romanze.
+
+Era più che mai soave ed affabile, profondeva ai poveri vistose
+elemosine, avrebbe voluto poter sollevare tutte le miserie che la
+cadevano sott'occhio. Colmava costantemente di fiori gl'innumeri
+vasetti del suo salotto, e si cullava per ore ed ore nell'_hamac_,
+sognando, mezza desta, colle labbra semiaperte, in una dolcezza quasi
+estatica di sorriso.
+
+Ma un giorno chiese impazientemente a Drollino:
+
+--Ora posso andare sola col Duca?
+
+Drollino rimase un momento in silenzio, come se non avesse afferrato
+bene il senso di quella domanda, ch'era pur tanto semplice:
+
+--Dico--insistè la Duchessa--se posso andare per conto mio.... senza
+maestro, insomma?
+
+Egli esitò un poco poi, con voce fioca, disse:
+
+--Non ancora.
+
+Milla, scontenta, tormentava la punta del suo frustino.
+
+--Ha ancora bisogno d'impratichirsi un poco....--soggiunse Drollino
+dolcemente.--Ma presto potrà andar sola....
+
+Essa fece un gesto annoiato.--Sola! non ho nessuna idea di andar
+sola.... Va pure--disse poi distrattamente a Drollino.
+
+Drollino s'inchinò e tornò in scuderia. Camminava a passo lento, a
+capo chino.... come un uomo che ha ricevuto sul collo un colpo di
+bastone.
+
+Certo.... la cosa era semplicissima; tanto semplice ch'egli chiedeva a
+sè stesso come mai non l'avesse avuta sempre davanti agli occhi.
+Sicuro! quella era la conseguenza immediata del suo zelo nell'insegnar
+l'equitazione alla Duchessa.... metterla in grado d'accompagnare....
+anche a cavallo, suo marito.
+
+Ancora qualche giorno, e le lezioni sarebbero finite.... ed egli
+diventava inutile a Milla.
+
+Ebbene.... tanto meglio!... Egli era stanco di quella vita, ne sentiva
+talvolta come una specie d'uggia dolorosa, provava da qualche tempo in
+qua un'irritazione latente, ma incessante. Sentiva, così ad
+intervalli, un desiderio febbrile d'allontanarsi di lì, di mutar
+vita.... d'imbattersi in qualche distrazione nuova, potente, che lo
+togliesse alla vita stupida, inerte che avrebbe condotto ad Astianello
+quando fossero finite le lezioni dell'arte ch'egli idolatrava!...
+
+L'antica tentazione riprese il suo impero sul cuore di quel giovane
+impetuoso. Egli si sentiva spostato ad Astianello, sapeva che i suoi
+compagni non l'avevano caro. In quanto ai padroni.... Del Duca, in
+fondo, non si poteva lagnare. Perchè, dunque, continuava ad
+odiarlo?... perchè, quando lo vedeva giungere bello, placido, colla
+barba d'oro così ben pettinata, si sentiva fremere e ribollire il
+sangue? Oh, no! non s'era mai potuto avvezzare a vederlo, a saperlo
+padrone, quell'intruso, quel gaudente, che tutto doveva all'amore
+d'una donna, e che, per rimeritarla, l'aveva un tempo resa infelice,
+l'aveva quasi condotta sull'orlo della tomba!... Drollino taceva,
+mordendosi le labbra, quando sentiva dai suoi compagni, o dai
+contadini, vantare l'attuale condotta di Giuliano; e quando lo vedeva
+accanto alla Duchessa, gli venivano degl'impeti violentissimi
+d'avversione. La diffidenza continuava, acre, spietata, nutrendosi del
+proprio elemento. Ora che non aveva più una ragione positiva di odiare
+quell'uomo, Drollino capiva d'odiarlo maggiormente. C'era dei momenti
+in cui gli veniva come un insano rammarico che Giuliano avesse
+lasciata la Russa. Pure egli avrebbe data la vita perchè Milla fosse
+felice.... Cos'era dunque questa contraddizione strana.... questa
+sensazione? Rimaneva come sbigottito da questa lotta interna, ch'egli
+non sapeva spiegare a sè stesso, e che lo tormentava. E un bel
+giorno, così all'improvviso, Drollino prese una decisione.
+
+ * * * * *
+
+--Impossibile!--sclamò la Duchessa, quando l'agente venne ad
+informarla che il capo di scuderia s'era congedato per la fine del
+mese.
+
+--Impossibile!--ripetè, con vero dispiacere,--Ma perchè vuol andar via
+Drollino? cos'è accaduto?... che ragioni dà?
+
+--Ragioni, a dir vero, non ne dà nessune, signora Duchessa. È venuto
+nello studio stamane e ha detto che se n'andava, ecco tutto!
+
+Milla non poteva capacitarsi.
+
+--Provi a mandarlo da me, chissà che io non venga a capo di scoprir
+qualcosa. Dev'essere un malinteso. E lei, signor Damelli, non ha
+proprio nessun sentore dei motivi, delle intenzioni di quel giovane?
+
+--Nessuno, signora Duchessa.--A meno che... non so.... m'hanno detto
+ch'egli avrebbe l'idea di farsi soldato.
+
+--Soldato?... ripetè Milla. Soldato?
+
+Il signor Damelli si congedò e di lì a cinque minuti capitò Drollino.
+
+La Duchessa si trovava in quel tal salotto chinese dove tanti anni
+addietro, aveva saputo ottenere per Drollino, il dono di Mia e dove
+aveva dato a questo, per forza, quel memorabile bacio.
+
+Milla avrebbe voluto ora far della diplomazia con Drollino. Ma la
+diplomazia non era mai stato il forte di quella cara donnina. Si
+limitò dunque a chiedere impetuosamente al giovane, il quale stava
+muto, grave dinanzi a lei:
+
+--Oh Drollino! è vero che vuoi andar via?
+
+--È vero, signora Duchessa.
+
+--Ma perchè.... che idea!... ma ti pare?... Ti hanno fatto qualche
+torto, qualche soverchieria?
+
+--No.... signora Duchessa.
+
+--Di' la verità.... Hai qualche motivo?
+
+--Nessun motivo, signora Duchessa. È così.... una mia idea.
+
+--Vuoi che ti faccia aumentare il salario? vuoi tornare alla tenuta?
+Se desideri qualcosa, dillo francamente. Lo sai che sono sempre
+contenta di te e che t'ho sempre voluto bene.
+
+--Lo so, rispose Drollino con voce tremante. E una specie di sorriso,
+stranamente triste passò sul volto dei giovane.
+
+--E anche mio marito,--proseguì Milla, anche lui, adesso, ti vuol
+bene.
+
+Il sorriso scomparve in un baleno dal volto di Drollino e gli
+succedette una lieve contrazione nervosa.
+
+--Sicuro,--continuò Milla, con soave insistenza, avevamo anche fissato
+di mandarti a Londra, perchè accompagnassi qui i cavalli nuovi, pel
+tiro a quattro.
+
+Ma la Duchessa dovette accorgersi, studiando la fisonomia inflessibile
+di Drollino, che neppure quella splendida suggestione, valeva a farlo
+recedere dal suo proposito.
+
+Non insistette. Quell'ostinazione invincibile la offendeva.
+
+--Allora,--disse con subita alterigia, quand'è così, va pure.
+
+Ma un momento dopo, sentì una lagrima spuntarle sul ciglio. Ella
+voleva bene ai suoi; a quelli di casa sua. E ne rimanevano pochi ormai
+ad Astianello. I nuovi servitori, scelti dal Duca, avevano a poco a
+poco, accaparrati i posti migliori.
+
+E ora.... anche Drollino. Era un altro lembo del passato che
+scompariva.
+
+Egli vide quella lagrima e rimase inchiodato al suo posto pallido,
+atterrito.
+
+--Signora Duchessa,--disse con voce tremante; creda.... anch'io.... mi
+perdoni....
+
+--Oh Drollino! sclamò Milla, smettendo subito il fare risentito,
+perchè mi dai questo dispiacere?
+
+Egli fece un passo avanti.
+
+--Oh no.... non dica così.... signora Duchessa.... creda.... anzi....
+che io....
+
+--Ti assicuro--proseguì Milla, che faresti tanto dispiacere anche al
+Duca.
+
+Drollino diè un passo indietro, volle parlare, ma non gli venne
+fatto....
+
+--È impossibile! disse finalmente--_bisogna_ che vada.
+
+Ma il suo viso aveva un'espressione così turbata, che Milla non seppe
+più adirarsi.
+
+--Dimmi almeno il perchè?--chiese mestamente.
+
+Il giovane scosse il capo.
+
+--Che vuole--signora Duchessa, m'è venuto un desiderio, che so io, una
+smania di girare il mondo, di veder degli altri siti, delle altre
+tenute. Ma mi ricorderò sempre sa, di lei.... della sua bontà per me.
+E forse, di qui a un po' di anni.... chissà che non torni.... già....
+a cercare ancora.... i miei cavalli.... qui a Astianello.
+
+Drollino non sapeva più quel che dicesse. Milla, invece, cominciava a
+persuadersi.
+
+--Ah! Drollino!... mi rincresce tanto. Avevo certe idee.... certi
+progetti.... Pensa.... andar via ora, dopo che m'avevi insegnato a
+montar a cavallo.
+
+Il giovane si morse le labbra.
+
+--Sicuro....--rispose--così adesso si divertirà.... Adesso che può
+andar sola....
+
+Un momento di silenzio regnò nella sala. Poi Drollino disse
+timidamente, con uno sforzo terribile:
+
+--Signora Duchessa, vuol tenere Mia?
+
+--Mia!...--esclamò la Duchessa, maravigliata e commossa.
+
+--Sì, signora...; scuserà se mi prendo questa libertà, ma ho visto che
+vanno così bene loro due.... e son persuaso che la tratterà sempre
+bene, nevvero?... e così forse.... si ricorderanno qualche volta di
+me....
+
+--Oh! Drollino--disse intenerita la Duchessa--vuoi proprio lasciarmi
+Mia?... Ma non ti rincresce.... davvero?
+
+--No, no.... non mi rincresce.... Tanto, non saprei come fare a
+condurla ora.... e poi è giusto.... perchè, si ricorda?... è stata lei
+che me l'ha fatta avere....
+
+Gli pareva di compiere un doloroso atto di giustizia. Aveva la mente e
+gli occhi pieni del ricordo della scena accaduta lì.... in quella
+stessa sala, tanti anni prima. Si vedeva, bambino, debole, agitato,
+sentiva ancora sulle labbra un'impressione che gli pareva quella d'un
+ferro rovente, l'impressione d'un bacio di bambina.
+
+Milla, con un atto inconsulto, gli stese la mano.... Ma subito, memore
+che non andava fatto, la ritrasse. Ma era indicibilmente commossa,
+mormorò:
+
+--Oh Drollino, oh Drollino!...--con un accento di gratitudine che
+valutava e compensava tutto il sacrificio di quel povero ragazzo.
+
+Egli tremava lievemente, e teneva il capo chino come un colpevole.
+
+In quel bizzarro colloquio successe una pausa bizzarra anch'essa....
+piena per entrambi d'indefinibili incertezze.
+
+--Senti, Drollino--disse finalmente la padrona--vedo che tu.... hai
+proprio fissato di andar via.... Ma non farmi il dispiacere di farlo
+ora, mentre siamo qui. Tanto, fra poco, andiamo ai bagni.--Sperava che
+in quel tempo si ravvedesse, chi lo sa, che rinunziasse a quel suo
+assurdo progetto.
+
+Egli rimase scontento, combattuto. Avrebbe preferito andarsene subito.
+Un segreto istinto gli suggeriva di rifiutare, di lasciare Astianello
+al più presto. Ma gli occhi castani di Milla, ancora umidi di _quella_
+lagrima, erano alzati a guardarlo, senza alterigia di sorta, pieni di
+benevolenza e di dolcezza. Egli non seppe dir di no.... Fece un cenno
+d'adesione, e chinò ancora il capo.
+
+--In quanto a Mia--disse Milla affettuosamente--ti ringrazio.... la
+terrò sempre cara, e non ti dimenticherò mai.
+
+Egli se ne andò colle labbra strette strette, cogli occhi semi-chiusi.
+
+Il Duca, quando riseppe la cosa, non mostrò, a dir vero, tutto il
+rincrescimento che Milla gli aveva generosamente attribuito. Non gli
+faceva nè caldo, nè freddo, ora che non c'erano ospiti in villa. Non
+perdette però quell'occasione di canzonare Milla, pei gusti vagabondi
+dei suoi protetti. Non si commosse nemmeno pel dono di Mia. Chiese
+solo a sua moglie quanto aveva avuta la dabbenaggine di pagargliela a
+colui.
+
+--Pagarla.... sclamò Milla--che cascava dalle nuvole.... pagarla?...
+Ma t'accerto che non è stato nulla di simile.... Non abbiamo scambiata
+una parola, su questo proposito.
+
+--Eh! lo so anch'io che con te, non avrà parlato di prezzo. Ma te ne
+avvedrai quando farai i conti col signor Damelli.
+
+--Credi.... proprio?... E io che m'ero commossa!... Ma pure....
+
+--Per bacco, mia cara, è chiara come il giorno. Voleva liberarsene;
+non sapeva come, e te l'ha affibbiata; ecco tutto! Ora poi sarei
+curioso di sapere ciò che pretendi fare di quella bestia, tu che non
+hai mai voluto saperne di cavalcare.
+
+--Ah!--rispose Milla, lieta del suo mistero.--Non importa, lascia fare
+a me!... L'attaccherò alla _giardiniera_, e imparerò a guidare.
+
+--Uhm!--disse il Duca--è troppo forte per la _giardiniera_, andrebbe
+meglio col _phaèton_. È ancora una buona cavalla. Quasi quasi, ora che
+non è più di quel biricchino, avrei una mezza idea di provarla io
+stesso. Domani forse....
+
+ * * * * *
+
+Drollino era fermo sulla soglia del cancello di fronte al viale. E
+quivi per l'appunto vide Mia, la sua Mia, attaccata al _phaèton_ e
+guidata dal Duca.
+
+Non molto ben guidata, a dir vero; Giuliano la conduceva come un
+dilettante conduce, per lo più, un cavallo che sta provando. Alquanto
+a casaccio, cioè, tirando indiscretamente i filetti ora a destra, ora
+a sinistra, tormentandole il morso in bocca, spingendola, con certe
+mosse intempestive delle redini che dovevano torturare la povera
+bestia, abituata alla mano salda, mirabilmente esperta, di Drollino.
+
+Questi divenne livido, sentì nell'interno dell'animo come uno
+schianto. Cogli occhi spalancati, immoto, come impietrito, guardò
+quello spettacolo, che lo straziava.
+
+Il Duca non s'avvide di lui. S'indispettiva contro Mia che non voleva
+ubbidirlo, e, in difetto di più persuasivi argomenti, le rovesciò
+addosso una furia di scudisciate.
+
+Drollino trattenne un grido. Ah! quelle scudisciate! gli parve
+d'averle ricevute lui, attraverso alla vita! Ebbe un impulso violento
+e prepotente di spiccare un salto, di precipitarsi verso il _phaèton_,
+d'afferrare lui lo scudiscio e di....
+
+Ma si contenne. Si morse a sangue le labbra, e torse lo sguardo. Mia
+si avviava con un trotto incerto, rotto, pesante, mentre il Duca, con
+una aria avvezza, dimenava trionfalmente la frusta.
+
+Drollino s'accorse d'esser tutto sudato. Un pensiero crudele gli passò
+pel capo:--Oh! se Mia potesse impennarsi in quel momento, far cadere
+colui.... fargli rompere il collo....
+
+Oh, se avesse saputo.... se avesse potuto prevedere.... Egli, che
+aveva fatto quel supremo sacrifizio per lei.... per la Duchessa....
+perchè avesse una buona cavalla e un motivo di ricordarsi.... del
+passato. Oh! se avesse saputo.... Mia.... la sua Mia!
+
+Un'onda di torbide fantasie gli sconvolse per un momento il cervello;
+gli parve di smarrire ogni idea che non fosse dolore, ira, rabbia
+impotente.
+
+No, non poteva far nulla.... ormai.... Certo.... egli era stato un
+grande imbecille; la colpa era sua. Doveva pur saperlo ciò che il Duca
+era per Milla. Un idolo a cui tutto era dovuto, persino l'omaggio
+ultimo.... il dono lasciato a lei, per lei da un povero cavallaro che
+se ne andava. Non ebbe un pensiero di rimprovero per Milla. Ma la sua
+avversione per Giuliano prese da quel punto le proporzioni d'una
+passione tormentosa.
+
+Se ne andò verso il pascolo, e non tornò alla villa se non tre giorni
+dopo, quando seppe che Giuliano era andato di nuovo per la quarta
+volta a Genova, onde conferire con quella celebrità d'avvocato che
+trattava i suoi affari.
+
+ * * * * *
+
+Non si doveva risapere, eppure si riseppe. Fu per tutti una gran
+maraviglia, e se ne parlò molto, sottovoce, con una vera grandine di
+commenti. Va via per questo, per quest'altro. Non si poteva adottare
+la versione nuda e semplice dell'affare: un capriccio di Drollino. Ci
+doveva esser qualche motivo segreto, qualche grossa magagna scoperta
+di recente.
+
+--Eh!--osservò sghignazzando Battista in un conciliabolo tenuto allo
+scopo di discutere la questione--avranno scoperto qualche cosa di
+questo genere.--E fece colle dite aperto il gesto come di chi pizzica
+le corde dell'arpa.--E siccome è uno della casa, e lo proteggono a
+spada tratta, avranno accomodato le cose alla chetichella.... e fanno
+figurare che....
+
+--Non è vero, non è vero niente--urlò inviperita la Carolina,
+prendendo le difese di Drollino con un calore, con una energia che le
+valsero addirittura un subisso di allusioni più o meno riguardose; ma
+tutte dirette a constatare lo stato veramente anormale del suo cuore.
+Tanto che, sentendosi così accanitamente attaccata, la giovane battè
+una pronta ritirata, e si rifugiò nei solinghi recessi della
+guardaroba a piangere le sue speranze perdute, e a disperarsi della
+partenza di Drollino e dell'insolenza di Battista.
+
+Anche il conciliabolo ebbe un'eco, mentre sarebbe stato assai più
+desiderabile che non l'avesse avuto. E fu la Carolina stessa che,
+vantandosi apertamente della sua difesa, disse a Drollino cos'aveva
+detto di lui quel birbante di Battista. Drollino l'ascoltò in pace,
+non le fece nè ringraziamenti, nè scuse. Non si indignò delle accuse
+del cameriere; ebbe un'ombra strana, pallida di sorriso. Forse non si
+maravigliò; certo è che non accennò d'esser maravigliato. La Carolina
+rimase scontenta e perplessa. Aveva sperato, senza confessarlo a sè
+stessa, che Drollino sarebbe rimasto più colpito dal suo generoso
+intervento e avrebbe data maggior importanza alla sua rivelazione. Ma
+invece se ne andrebbe quietamente, senza rompere il muso a quella
+canaglia di Battista.
+
+Poichè, è d'uopo confessarlo, il cameriere del signor Duca non godeva
+affatto le simpatie dei suoi colleghi. Non si poteva negare la sua
+valentìa, egli possedeva in tutto e per tutto l'arte del suo mestiere.
+
+Ma la sua onestà non era neppur più problematica ed egli, da qualche
+tempo in qua, si trascurava non poco. Battista era bene spesso
+ubbriaco, e s'andava ingolfando in certe avventure rustiche,
+tutt'altro che perdonabili e pur sempre, se non perdonate, ignorate
+dall'inesauribile indulgenza del Duca. Ora poi, in assenza del
+padrone, Battista abusava assolutamente della sua libertà.... al punto
+di passare quasi tutta la giornata, nonchè parecchie ore della sera,
+in una botteguccia con spaccio di liquori, situata alla estremità del
+paese e dove trovava del rhum più forte di quello della dispensa,
+un'ostessa tarchiata e tre o quattro buoni compagni, ai quali egli
+insegnava dei bellissimi giuochi di carte di una facilità
+maravigliosa, e che ogni persona che si rispetta deve aver famigliari.
+I buoni compagni avevano un'ammirazione illimitata per quel
+personaggio così ben vestito e colle tasche così ben guarnite.
+
+Drollino non aveva certamente fatto gran caso del riferto della
+Carolina. Ma nella sua mente, così logica e risoluta, invece della
+gratitudine, si levava per l'appunto una specie di rammarico e l'idea
+che la cameriera avesse fatto male a dirgli come fosse andata la cosa.
+Ora, tornava proprio indispensabile, prima ch'egli lasciasse
+Astianello, ch'egli si prendesse la briga di cacciar quattro denti in
+gola, a quella canaglia.
+
+Lasciò passar qualche giorno; poi si decise. Già.... non lo aveva mai
+potuto soffrire colui; quel protetto del signor Duca!
+
+Andò a cercarlo la sera stessa, nel noto botteghino. Laggiù si giocava
+molto e sicuri, dietro la complice ombra d'una cortina di cotone verde
+che separava dalla bottega propriamente un bugigattolo scuro, stretto,
+sucidissimo. La rustica sirena era andata ad una sagra vicina e in
+vece sua stava al banco un ragazzotto mezzo addormentato.
+
+Drollino non penetrò nell'antro dove si giocava, stette in bottega
+aspettando, paziente ed immobile, davanti ad un bicchierino
+d'anisette.
+
+Dietro la cortina verde, si sentiva un vocìo assordante ed un continuo
+moto di bicchieri, e ogni tanto lo squillo d'una moneta che risonava
+sul tavolo. Allora soltanto il ragazzo si riscoteva, destandosi come
+al suono d'una musica gradita e collo sguardo stupido, ma già vizioso,
+ammiccava confidenzialmente Drollino.
+
+--È il signor Battista! disse alfine e con voce misteriosa. È proprio
+lui.... se sapesse.... quanti!...
+
+--Quanti?... Che?... rispose Drollino distrattamente.
+
+--Oh bella? denari. Non sa che _lui_ perde sempre; e sempre paga.
+
+Il bello della cosa, pel ragazzo, era per l'appunto che il perdente
+pagasse. Drollino invece non esternò nessuna meraviglia. Ma con un
+susseguirsi, macchinalmente ragionato, di pensieri, egli finiva col
+chiedere a sè stesso: Come fa?...
+
+Battista aveva un forte salario; questo si sapeva. Ma si sapeva pure
+che aveva dei vizi, anzi molti vizi, e che a mantenerli tutti, non
+sarebbero bastate tre di quelle splendide paghe. E ora giocava così
+rovinosamente e pagava.... pagava....
+
+Di là, si sentivano correre le monete sul tavolo ma eran gli avversari
+che vincevano. Era facile, ascoltando, tener dietro alle varie fasi
+del giuoco.
+
+--Come mai? chiedeva ostinatamente Drollino a sè stesso.
+
+Finalmente ebbe termine la partita, ed i giocatori entrarono tutti nel
+botteghino, che si riempì subito d'un denso fumo di pipe, e dell'eco
+di grossolane esclamazioni, di parolaccie, di sguaiati scoppi di
+risa. I vincitori facevano gazzarra, ma il vinto era anch'esso di
+buonissimo umore e rideva, più rumorosamente degli altri. Anzi volle
+pagare ancora un bicchiere di vino bianco alla compagnia.
+
+--Diavolo!--urlò al ragazzotto che vedendoli già alticci, esitava a
+servirli, hai capito di stappare? Hai paura, forse, che non ti si
+paghi? Sappi, brutta faccia di pagnotta, che dove c'è Battista, la
+miseria non ci può stare e che a casa mia quando non ce n'è più, ce
+n'è ancora.
+
+Scoccava già la mezzanotte, quando la comitiva si sciolse.
+
+Battista uscì ultimo, e Drollino, il quale lo aveva sempre aspettato
+in silenzio e senza unirsi ai buoni compagni, gli tenne dietro. Lo
+lasciò andare avanti finchè non ebbe oltrepassato il villaggio. Non
+voleva provocar chiassi e baruffe in vicinanza dell'abitato. Le
+ragioni che aveva da dirgli gliele direbbe all'aperto, sulla strada
+maestra.
+
+Senonchè, quando furono usciti dall'ombra delle case, egli s'accorse
+che colui aveva un modo bizzarro di camminare, tutto a sbalzi e a
+zig-zag.
+
+--Ho capito, pensò Drollino; è ubbriaco.
+
+Non volle profittare di quella circostanza, cimentandosi con un uomo
+che non avrebbe potuto tenergli testa.
+
+--Sarà per un'altra volta! mormorò fra sè e sè.
+
+E si pose a camminare frettolosamente, senza altro intendimento che di
+far pronto ritorno alla villa.
+
+Ma, oltrepassando il cameriere, s'avvide che questi era affatto
+incapace di raccapezzare dove metteva i piedi. Era uno sconcio
+spettacolo quell'uomo che camminava barcollando sulla strada, battuta
+dal lume di luna, in vicinanza della villa... Bell'onore per la
+casa.... se qualcuno lo vedeva.
+
+E, sotto l'impero di questo timore, Drollino risolse di ricondurre
+egli stesso Battista per evitare, se si poteva, ogni scandalo. Gli
+s'accostò e lo chiamò forte per nome.
+
+--Ah!--rispose l'altro fermandosi....--sei tu, Drollino?... Bel nome
+davvero.... E un bel giovanotto, anche.... ma allegro come un martôro.
+E dunque eh! ho sentito che te ne vai.... Fai bene, perdio.... Si
+vegeta in questa baracca, in questo nido di.... colombini.
+
+E strizzava gli occhi sorridendo sguaiatamente, con un'espressione che
+tentava d'essere ironica.
+
+--Bisogna vedere il mondo.... ragazzo mio.... Andare di qua, di là...,
+a Parigi.... a Londra.... fare come ho fatto io col signor Duca....
+Ah! allora però.... non erano i tempi buoni come adesso!... Denari,
+ora, denari come terra.... Il signor Duca.... non dice mai di no....
+quel briccone! Sfido io, sfi....
+
+Ora si trattava di mettersi pel viale, e c'era da passare la
+porticina. Fu una vera impresa che Drollino condusse a buon fine,
+impiegandovi però più d'un quarto d'ora. Poi dovette aiutare colui a
+percorrere il viale, evitando di urtare i tronchi degl'ippocastani, in
+quell'ombra fitta che Battista faceva risonare delle sue frasi sempre
+più sconnesse d'ubbriaco di buon umore. Ma, come Dio volle, giunsero
+sulla spianata.
+
+Erano scoccate le dodici; la villa dormiva quietamente, con tutte le
+finestre chiuse, nel silenzio della notte.
+
+Battista continuava a parlare, consigliando fervorosamente Drollino a
+imitarlo, a star allegro, ad assicurarsi.... le bontà del padrone.
+Gl'insegnava che i padroni vanno tenuti per il collo, vanno! E non
+bisognava star ingrognati, bisognava essere come lui, allegri,
+sollazzevoli.
+
+E subito, colla voce avvinazzata, si pose improvvisamente a cantare le
+prime strofe d'una canzonaccia.
+
+--Cristo!--sclamò a bassa voce Drollino, tappandogli la bocca colle
+mani,--taci, mascalzone; potresti destar la signora Duchessa!
+
+--Ah!--rispose impermalito l'ubbriaco--che maniere!... va al diavolo
+tu e la Duchessa!... Me ne importa tanto di quella faccia di carta!
+
+Ma di subito cangiò parere.
+
+--A proposito,--disse con somma confidenza a Drollino--se vuoi venir
+qui.... ho una cosa da dirle.... alla signora Duchessa. Ho da
+dirle....
+
+E alzava la voce. Drollino, fremendo, lo interrompeva, cercava di
+condurlo via in fretta, ma Battista, incaponito in un'ideaccia tutta
+sua, non voleva muoversi, e seguitava a parlar forte.
+
+Drollino stava per afferrarlo alla vita, portarlo via a forza, e
+quindi gettarlo in un angolo remoto del giardino a smaltire il suo
+vino; ma invece rimase immobile come impietrito, guardando l'ubbriaco
+con uno sguardo spaventato. Una, fra le insensate frasi dello
+sciagurato cameriere l'aveva colpito.--Valla a chiamare.... voglio
+dirle la verità.... di Genova e del signor Duca.
+
+--Il signor Duca?...--chiese cautamente Drollino, chinandosi verso
+Battista.--Genova?..
+
+--Sì, sì--ripeteva con voce gorgogliante l'ubbriaco--tanto bisogna che
+lo sappia.... un giorno o l'altro.... che la Russa.... E
+l'avvocato.... ah! l'avvocato!...
+
+L'occhio di Drollino ebbe un lampo di feroce ansietà. Egli si chinò
+ancora di più sull'ubbriaco, che seguitava:
+
+--L'avvocato! l'ho visto io, l'avvocato!... Eh uno strascico lungo
+lungo di seta e tanti bei ricciolini, e quelle spalle bianche. Per
+Dio, ha ragione il Duca.... è bella quella Russa....
+
+Di subito l'ubbriaco si fece malinconico.
+
+--Poverina!--disse, tentando di accennare le finestre della
+facciata--poverina, povera donnina, mi fa pena.... se sapesse?...
+
+E si mise a piagnucolare: l'ubbriachezza in lui si faceva tenera,
+sentimentale! E nell'iterarsi di grotteschi singhiozzi, in quel
+lagrimare ributtante, le frasi riuscivano smozzicate, e le parole,
+rotte, non avevan più senso.
+
+Drollino rimase un momento in forse:--Vino o verità?--chiese
+angosciosamente a sè stesso, guardando Battista, che, colpito
+improvvisamente dal sonno plumbeo dell'ebbrezza, s'era buttato
+sull'erba e pareva già addormentato.
+
+--Bisogna saperlo.... ad ogni costo--mormorò sotto voce Drollino.--E
+se è vero!...
+
+Nel vivo lume della luna, una mano bruna, nervosa si protese con un
+gesto di minaccia implacabile.
+
+Poi Drollino afferrò l'ubbriaco, inetto ormai ad opporgli la minima
+resistenza; se lo cacciò sulle spalle come un sacco di biada, e,
+passando dalla scala interna di servizio, lo portò nella propria
+cameretta, quella che occupava attualmente al terzo piano della villa.
+Lo gettò sul letto in modo abbastanza ruvido; ma il sonno
+dell'ubbriaco era ormai così profondo ch'egli non se ne risentì per
+nulla.
+
+Drollino sedette appiè del letto, e rimase desto per tutta la notte,
+vegliando Battista.
+
+Era giorno fatto quando il cameriere si risentì; girò attorno gli
+sguardi, attonito di trovarsi lì, in camera di Drollino.
+
+--Cosa diamine?--chiese.
+
+--Nulla, mio caro.... Ti ho trovato per via e t'ho portato qui.
+
+--Oh!--rispose Battista confuso, ma tentando un risolino.--Ho capito.
+Eh, son traditori questi vostri vinetti leggieri; e poi un po' di
+rhum.... sicuro.
+
+Non era più brillo, ma aveva ancora la testa balorda, lo stomaco
+sconvolto, o parlava con un fare melenso.
+
+--Sicchè--continuò, alquanto impacciato--m'hai proprio trovato per
+via? Sarà, sarà.... non mi ricordo più! E dormivo, eh?
+
+--No, allora non dormivi; non facevi che strillare e chiacchierare.
+
+--Ah! sì, chiacchieravo?--E divenuto subitamente inquieto, soggiunse
+in tono negligente:--Oh bella, chiacchieravo? e, così per
+curiosità.... cosa dicevo?
+
+Drollino alzò le spalle, e si sforzò a sorridere. L'altro non ardiva
+insistere, ma lo guardava, dubbioso.
+
+--Mio caro--continuò Drollino--sta tranquillo. Hai detto un monte di
+bestialità. Per fortuna che c'ero soltanto io a udirti, e ciò che tu
+dicevi lo sapevo da un pezzo.
+
+--Tu...!--sclamò Battista con vivo malcontento.--Sapevi già.... cosa?
+
+--Ma certo!--continuò freddamente Drollino.--Credevi d'esser tu solo a
+possedere il segreto del signor Duca?
+
+--Ma come diavolo hai fatto a sapere?
+
+--Ch'egli si reca là a Genova....--ed esitò ammiccando.
+
+--Sì, per trovarsi con lei!--finì brutalmente Battista--con la Russa.
+Capirai, tutte questo reticenze, che sugo hanno adesso? Il diavolo ci
+porti.
+
+--Questo--rispose pacatamente Drollino--è affar mio e non ti riguarda.
+
+--Ma, allora, perchè non me ne hai mai parlato?
+
+--Perchè? Perchè non m'accomodava. Cosa c'entro io con questo cose?
+Io me ne vado fra poco, e buona notte. E può essere che, per tacere,
+avessi anch'io delle buone ragioni come le hai tu.
+
+Battista non arrossì, e si pose vivamente le mani in tasca.
+
+--Non ce n'è quasi più--disse, facendo ballare fra le dita due o tre
+monete.--Io però le godo e sto allegro, e fo star allegri gli altri,
+mentre tu.... Che bocca amara m'è rimasta!... A dir vero, il Duca fa
+le cose bene.... da gran signore, non è vero?
+
+Drollino assentì. Certo; il Duca pagava bene il loro silenzio.
+
+--Eh!--continuò Battista con una risata maligna--non gli conviene a
+far diversamente. Davvero, si troverebbe in un bell'impiccio se a me
+saltasse il ticchio.... Perchè, capisci, l'andrà; finchè mi pare, ma
+se un bel giorno colui mi rompesse proprio le tasche, io vado da lei,
+e le rifiato tutto quanto; capisci?
+
+--Ah! le rifiati tutto quanto.... Andiamo, via, non sei capace!
+
+--Io non son capace!... L'avresti a vedere. Vado là, franco come uno
+schioppo, e le conto la storia. Signora Duchessa; succede così e così.
+Il suo signor marito va a Genova per abboccarsi coll'avvocato.... E
+l'avvocato, Dio mi danni, è la Russa.... quella Baronessa che.... se
+l'è tornato a prendere per vendetta.
+
+--Per vendetta?--chiese tranquillamente Drollino, stendendo appiè del
+letto la sua snella persona.
+
+--Sicuro--continuò Battista, che, passato il primo momento di
+dispetto, trovava ora un certo gusto a potere finalmente parlar con
+qualcuno di quella cosa così gustosa e proficua.--Ce l'aveva amara con
+la Duchessa, perchè qui erano accadute quelle scene, ti ricordi? Bene,
+dunque, quando noi fummo a Napoli, essa scrisse al padrone. Ma questi
+aveva ancora la paura che gli morisse la moglie, e non rispose. Allora
+quella s'impuntigliò, e gli tenne dietro a Nizza. La signora era un
+po' indisposta e usciva di rado. Un giorno, lui se ne va a Montecarlo,
+e ci trova la Russa. Stette ancora un poco sul tentennare, poi ci
+ricascò.... meglio di prima. Ecco qua.... la sapevi tu com'era andata?
+
+--No--confessò umilmente Drollino--non la sapevo così lunga. Sapevo
+solo che ora.... si ritrovavano a Genova, colla scusa dell'avvocato.
+Mi figuro che sarà sempre una cosa in grande. Ha cavalli, lei?--chiese
+poscia con una subita premura di professione.
+
+--No, rimessa.
+
+--Ah! e lui?
+
+--Niente, carrozza d'albergo. Lei sta in un villino, laggiù verso via
+Carignano. La sera sul tardi escono assieme, vanno all'Acquasola.
+
+Qui diede in un riso sguaiato.
+
+--Una bella coppia.... sai....
+
+--Certo--rispose Drollino,--una bella coppia....
+
+--E la Duchessa?--continuò Battista--se lo sapesse!... Io dico che se
+lo sa stavolta, gli riprende tutti i soldi che gli ha dato e lo manda
+al diavolo.... ammenochè.... non si consoli.
+
+--Come?...
+
+--Eh, diamine! facendo altrettanto.
+
+Drollino si drizzò d'un salto, cogli occhi iniettati di sangue,
+pallido come un morto, e per un momento guardò l'ex-ubbriaco in un
+modo molto bizzarro e poco rassicurante. Ma subito si calmò, e si mise
+a ridere.
+
+Si sarebbe detto che, a furia di star sempre così serio, avesse
+dimenticato come si fa a ridere; certo che il suo ridere non
+somigliava a quello di nessun altro.
+
+--Ah! vorresti provare.... dici?...
+
+--Sì.... per curiosità. Vorrei provare come la piglia. Certe volte,
+quando la vedo allegra, contenta, mi viene come una rabbia, una smania
+di dire la verità a quella povera donna. Almeno non farebbe più la
+figura d'una bambina, e non si struggerebbe più dietro a quella perla
+di marito, che va a Genova.... coi denari di sua moglie, beninteso. E
+a te--domandò ancora Battista con un rimasuglio d'inquietudine--questa
+voglia non ti vien mai?... dico..., non vorrei che tu m'avessi a
+prevenire.... sai, perchè potrebbe darsi che lei, per saper
+bene....--E fece il gesto di chi snocciola denari.
+
+--No--disse Drollino....--io non ho nessuna idea di parlare. E ora me
+ne vado, per cui.... Tanto, questa storia finirà presto....--soggiunse
+con molta calma.
+
+--Finirà?--chiese l'altro sbadigliando--credi che finirà?... Per
+bacco, mi dispiacerebbe.... è un provento che mi garba.... E perchè
+finirebbe?... sono innamorati cotti! La Russa gli comanda a bacchetta,
+lo tratta come un imbecille, e lui.... contentone. Perchè avrebbe a
+finire?
+
+--Perchè finirà--disse con gran pacatezza Drollino.
+
+E scese lentamente; era l'ora del primo pasto dei cavalli.
+
+Battista, rassicurato, si ricacciò sotto le coltri per finir di
+riposarsi; tanto, lui non aveva nulla da fare.... in casa ora c'era la
+cuccagna!
+
+Dopo il mezzodì, Drollino si presentò all'agente e gli chiese due
+giorni di permesso. Voleva andar a vedere i puledri di casa Canossa,
+prima che partissero per l'Esposizione ippica.
+
+L'agente accordò il congedo. Drollino se ne andò la sera stessa; e in
+capo a due giorni era di ritorno.
+
+Tutti gli furono attorno a chieder dei puledri. Ma non ne disse gran
+che, non ne fece maraviglie. Erano così così, come gli altri....
+
+Non era stato alla tenuta Canossa; era stato a Genova e all'Acquasola.
+Celato dietro una macchia, aveva visto passare, in una carrozza di
+rimessa, il Duca e la Baronessa.... Era saltato in legnetto di piazza
+e aveva tenuto dietro al loro equipaggio sino alle prime case di via
+Carignano.
+
+Nei giorni seguenti diede ancora due o tre lezioni alla Duchessa, e
+rinunciò a dare la progettata lezione a Battista. Drollino era
+quieto, calmo assai....
+
+La sera dopo, mentre si distribuiva l'ultima razione di biada, il
+signor Damelli capitò in scuderia, e diede precisamente quest'ordine:
+
+--Domattina alle dieci l'_americana_ ad un cavallo per andare alla
+stazione a prendere il signor Duca.
+
+Drollino ch'era poco lungi, udì quell'ordine. Alzò bruscamente il
+capo, e appoggiò per un secondo la mano sul muro, come se si sentisse
+minacciato da una vertigine.
+
+Poi disse rispettosamente:
+
+--Sì signore.... ci penso io.
+
+ * * * * *
+
+L'indomani, il tempo era splendido. Suonavano le otto del mattino, e
+sulla spianata della rimessa Drollino si teneva ritto davanti a Mia,
+già attaccata al _phaèton_ e che, impaziente dell'indugio, allungava
+ogni tanto il collo e colla lunga coda flagellava i suoi nobili
+fianchi. Battista, già in livrea, ma colla tunica ancora sbottonata,
+lisciava col gomito il pelo del cappello a coccarda. Un vecchio mozzo,
+col capo coperto da una berretta scozzese e colla pipa in bocca, stava
+poco lungi dal legno e guardava con ammirazione la cavalla che,
+annoiata dalle mosche, or coll'una e or coll'altra zampa tormentava il
+terreno.
+
+--Ci siamo?--chiese il cocchiere, infilando i guanti di pelle rossa.
+
+--Un momento,--rispose Drollino, mentre colla mano tremante disponeva
+sul frontale una ciocca della criniera di Mia.
+
+Il cocchiere salì a cassetta ed afferrò le redini.
+
+Nella corte rustica, vicino alla rimessa, s'udì l'ululato cupo di un
+cane.
+
+--Cattivo segno,--osservò il mozzo, togliendosi la pipa di
+bocca.--Pedrolo.... badate un po' ai fatti vostri.
+
+Il cocchiere si mise a ridere, agitando festosamente la frusta.
+
+--Quante bestialità!--rispose con gaio sprezzo. Era contento di
+guidar Mia, quella famosa Mia, che per tanto tempo era stata così
+esclusivamente custodita da Drollino.
+
+Drollino passò ancora una volta, con una carezza prolungata e
+tremante, la mano sulla criniera di Mia.... la guardò per un secondo,
+con una intensità disperata.... Poi si ritrasse, e senza parlare, con
+un piccolo gesto, avvisò il cocchiere che poteva partire.
+
+S'udì in breve la sabbia del viale scricchiolare sotto le ruote del
+leggero equipaggio, mentre il rumore del trotto elegante di Mia si
+perdeva nella lontananza.
+
+Drollino stava sempre immobile, fissando come trasognato lo spazio
+dove Mia, un momento prima, aveva alzata, verso lui, la sua fina
+testina.
+
+--Per bacco!--disse il mozzo con molta simpatia
+professionale--capisco, sapete. Non c'è che dire, una bestia che non
+ha l'uguale. Vi rincrescerà, eh?
+
+Drollino diede un guizzo coma se una serpe gli avesse morso il
+tallone.... Poi chiese impetuosamente:
+
+--Cosa?...
+
+--Oh bella!... che ve l'abbiano portata via. È una cosa curiosa,
+sapete, che ve ne siate stancato così, mentre, non c'è che dire, è
+ancora un fior di cavalla! E l'avete proprio voluta cedere al Duca!...
+Chissà, eh.... che buon affare?...
+
+Uno spasimo passò sulla faccia di Drollino, ma egli rimase muto.
+
+--Eh! si capisce. Se vi è venuto questo capriccio di girar il
+mondo, vi gioveranno più i denari che la cavalla. E a dirla
+schietta--continuò il mozzo, che s'era proprio messo in mente di voler
+consolar Drollino ad ogni costo--la Mia era ormai un po' _sul tempo_
+anche lei, come me! E poi il suo piccolo difetto ce l'aveva pure....
+quello di non voler sentire gli spari.... E non s'è mai voluta
+correggere.... eh?...
+
+--No--stridette Drollino--no!
+
+Il vecchio mozzo si mise a ridere.
+
+--Via, via!... non v'arrabbiate a questo modo. Si sa che avete fatto
+di tutto per toglierle quel vizio. È inutile.... ho provato anch'io.
+Una volta nella tenuta c'era un alzano che....
+
+Ma la storia dell'alzano non progredì. Drollino, il quale era stato
+per un momento come sprofondato nelle sue riflessioni, si scosse
+bruscamente e s'allontanò a rapidi passi.
+
+Il mozzo rimase lì, in asso.
+
+--Cosa diavolo gli piglia a colui?--disse tenendo dietro collo sguardo
+a Drollino, il quale pareva quasi fuggire, tanto correva, nella
+direzione della tenuta.
+
+Non eran cinque minuti che Drollino era scomparso, quando Vincenzo, il
+cameriere della Duchessa, si presentò sulla spianata.
+
+--Drollino--chiamò--Drollino!
+
+--È andato via or ora--rispose il vecchio mozzo.--Cosa c'è?
+
+--Subito, subito, insellare Mia per la signora Duchessa, e Drollino
+si prepara ad accompagnarla.
+
+Il mozzo s'alzò.
+
+--Mi dispiace--disse--ma in quanto a Mia la signora è bell'e servita.
+La cavalla è stata attaccata all'_americana_ ed è già a mezza strada
+della stazione. E Drollino è andato via per i pascoli, a zonzo.... Dio
+sa dove!...
+
+Il domestico scomparve, ma tornò subito, dopo cinque minuti,
+trafelato.
+
+--Sellare Calif; subito al momento, e chiamare Toni per andar dietro
+alla signora.
+
+Toni era in scuderia e fu subito avvisato.
+
+Dodici minuti dopo, Milla, con un nuovo abito da amazzone, giuntole il
+giorno avanti da Torino, col volto splendido della gioia misteriosa e
+biricchina della sua sorpresa, s'avviava al trotto, seguita da Toni,
+per la strada che dalla villa conduce alla stazione.
+
+Drollino invece si dirigeva verso la sua antica dimora, nel grande
+cascinale. Camminava a passi concitati stringendo le palme,
+barcollando ogni tanto come sotto l'influenza d'un principio
+d'ubbriachezza. Un momento, sentì che non stava più in piedi.... e
+cercò di reggersi, brancolando, come se fosse al buio.
+
+Un grido soffocato gli uscì dal petto:--Mia! povera Mia!
+
+Sulle sue gote brune, schizzò una lagrima. Ma subito, come sotto un
+soffio ardente, asciugò.
+
+Si gettò bocconi sull'erba. Era appena fuori del giardino. La villa
+era bellissima a vedersi, ancora immersa nel bacio mattiniero del
+sole, cinta di verdura, colle lucide persiane inverniciate di recente.
+
+Egli mordeva l'erba, digrignando i denti furiosamente. Ma a un tratto
+si calmò. Il suo sguardo fisso, teso, si spingeva nell'interno della
+camera della Duchessa.
+
+La finestra del terrazzino era aperta, si vedevano passare pel vano le
+teste delle cameriere in faccende. La brezza entrava curiosa, molle,
+agitando le vecchie frangie degli addobbi della finestra, enfiando,
+come fossero lembi di vele, i tessuti leggeri dei cortinaggi, le
+bianche cortine del letto.
+
+Drollino si fece calmo. Guardò a lungo lassù, come se quella vista gli
+facesse bene, rinnovasse in lui l'energia dello spirito.
+
+--Per lei!--disse finalmente a bassa voce, agitando la mano nel vuoto,
+con un gesto pazzo ed appassionato di saluto.
+
+S'alzò rinfrancato, ed in breve fu alla sua antica stanzetta. Vi
+rimase circa un quarto d'ora. N'uscì senza che nessuno l'avvertisse,
+vestito dei panni suoi, bianco come un cencio lavato, e colla destra
+stretta al petto, sopra la tasca del lato ministro. Si mise pei campi,
+in salita, evitando di por piede sulla strada maestra, e pur
+costeggiandola.
+
+ * * * * *
+
+Egli stava immobile, accasciato dietro il muricciuolo del cimitero,
+che in un dato punto, rasenta la strada maestra fra Astianello e la
+stazione.
+
+Era un cimitero piccolissimo, brutto, una vera miseria di cimitero.
+Apparteneva a un paesucolo vicino, il quale non era nulla più che una
+frazione di Astianello.
+
+Il luogo era molto triste anche nella giocondità dell'ora mattutina.
+Aveva un non so che di abbandonato, che dava alla malinconia naturale
+del sito un carattere speciale.... pareva la dimora dell'oblìo. Quelle
+povere tombe recavano patenti le traccie dell'intemperie; sulla
+cappelletta di mezzo una misera immagine a fresco del Redentore,
+arrossata dal gelo, si scrostava lentamente, trascinando nella sua
+rovina l'intonaco, che si andava quasi sfarinando. Nel lato
+settentrionale del recinto l'erba era umidissima, e la rugiada si
+ostinava a serbar lucido lo zoccolo di pietra dell'unico monumentino
+che vantasse il cimitero. Qualche aristocratica croce di ferro si
+notava ancora in quel lembo riservato, ma era tuttora nell'ombra. Nel
+lato soleggiato era la fossa comune, quella dei poverissimi del
+comune. Al centro s'alzava una buona croce di legno, forte e poderosa,
+e bastava per tutti i morti di quella classe.
+
+La porticina pareva chiusa. Drollino, nell'entrare, aveva avuta la
+precauzione d'accostarla.
+
+Non si moveva punto.... Stava rannicchiato appiè del muricciolo,
+silenzioso, immobile come le tombe senza nome che lo attorniavano....
+Era livido in volto e teneva gli occhi sbarrati, ma sui tratti così
+alterati, recava, come incisa, l'espressione immutabile d'una
+selvaggia determinazione.
+
+A un tratto s'alzò, e d'un salto, aggrappandosi alle tegole, sollevò
+il capo oltre il livello del muricciolo.... scrutando collo sguardo
+l'aperta campagna.
+
+Aveva scelto bene il suo posto di agguato. La strada maestra passava,
+scendendo, davanti al piccolo cimitero. Oltrepassandolo d'un trar di
+sassi, faceva un gomito con una brusca voltata. Dall'altro lato della
+via, il terreno si rompeva in uno scoscendimento ripido, terminando in
+un burrone ghiaioso, che ai tempi di piova si mutava in un
+torrentello. Quello era forse il solo punto della via che richiedesse
+un po' d'attenzione in chi transitava di là. Anni addietro, un
+carrettiere ubbriaco s'era ucciso, precipitando col suo mulo da
+quell'erta traditora. Occhio ci voleva, e stare attenti, specialmente
+allo svolto.
+
+L'orologio d'un campanile poco lontano suonò le dieci.
+
+--Ancora mezz'ora!--pensò Drollino.
+
+Scese, si terse il sudore che gli rigava le tempie, estrasse di tasca
+la pistola, la osservò attentamente, e la depose sul terreno accanto a
+sè, a portata della sua mano destra. Nella macchia vicina i passeri
+spionciavano senza fine, in lontananza il picchio ripeteva a misurati
+intervalli la sua barocca canzone, nell'erba del cimitero gl'insetti
+si movevano, saltavano, si facevano strada, fra gli steli. Attorno
+alla croce comune, due farfalle, d'un bel giallo chiaro, si
+inseguivano amorosamente.
+
+Drollino non guardava attorno a sè. Teneva fisso al suolo quel
+terribile sguardo interno, che l'occhio trova soltanto nei momenti
+supremi della vita. Ogni tanto, quando sulla strada sottostante udiva
+avvicinarsi il rumore d'una carrozza, Drollino illividiva, s'alzava,
+stava in ascolto un momento, poi guardava in giù.
+
+--Non è lui--diceva ogni volta, quasi ad alta voce.
+
+E con una terribile pazienza, tornava a sedere, celato dal
+muricciuolo.
+
+S'era alzato un po' di vento; l'erbe grasse, ben nutrite del cimitero,
+ebbero un moto, quasi un fremito di conscio ribrezzo.
+
+ * * * * *
+
+Il treno era giunto, in ritardo però di quasi un quarto d'ora, e il
+Duca Giuliano usciva frettolosamente dalla stazione, cercando qua e là
+collo sguardo il legno che doveva trovarsi ad aspettare. E non solo
+vide il legno, la graziosa _americana_, alla quale era attaccata Mia,
+ma vide altresì una elegantissima amazzone, che, seguita da un _groom_
+in livrea, si avanzava alla sua volta.
+
+--Giuliano! Giuliano!--disse l'amazzone, accostandosi e ridendo
+lietamente.
+
+Egli rimase di princisbecco.... quando ravvisò sua moglie; e
+
+--Milla!--sclamò con accento schiettamente ammirativo.
+
+--È la mia sorpresa,--continuò Milla, beata del successo del suo
+segreto.--Sapevo che lo desideravi, e, mentre eri assente, ho
+imparato. Non te lo dissi che avevo anch'io i miei affari?
+
+Il Duca la contemplava muto e pallido.
+
+--Milla!--esclamò involontariamente,--tu sei un angiolo e io sono
+un....--Si fermò un momento, poi finì la frase:--un marito veramente
+fortunato.
+
+E subito le fece mille complimenti, lodò il suo pensiero, il suo buon
+gusto. Quell'abito le stava a pennello.... come aveva scelto bene il
+colore verde bottiglia, e che felice idea quella di quei bottoni
+larghi, dorati della giacchetta! E che amore di _tuba_.... Era
+veramente un'amazzone classica! Ora sì che era contento.... ora
+andrebbero assieme alla mattina a far delle trottate lunghe,
+piacevolissime. Ma che brava Milla!
+
+--Ora andiamo a casa,--disse finalmente il Duca;--vuoi che
+t'accompagni a cavallo?
+
+--Veramente,--rispose Milla--ora che ho fatta la mia figura,
+preferirei quasi di venir teco. Sono un poco stanca.
+
+--Benissimo!--disse il Duca--Battista e Toni condurranno a casa i
+cavalli, e io ti farò da automedonte, se non sdegni il mio legnetto da
+giovanotto.
+
+Milla scosse il capo, scese da cavallo, e salì prontamente
+sull'_americana_ a fianco del marito.
+
+Era lietissima!--Quanto mi diverte--disse--oh come me la godo....
+dobbiamo far la figura di due scapestrati, nevvero, di due scappati da
+casa!
+
+Quell'idea la divertiva immensamente. Si figurava che i passeri delle
+siepi l'avrebbero presa per una perversa creatura, in piena
+rivoluzione contro le convenienze. Diceva mille gentili pazzie, col
+volto acceso dal piacere, ed era veramente carina sotto l'ombra di
+quel cappello mascolino.
+
+E Giuliano, guidando Mia, che in quel giorno pareva straordinariamente
+docile e savia, guardava con vero piacere la Duchessa, che gli pareva
+molto più bellina del solito, con quel non so che di nuovo, di
+biricchino, di piccante che s'era messo addosso, in un colla foggia
+ardita, quasi mascolina, del suo acconciamento. E allora, nell'animo
+vigliacco del creolo, un'ignobile contentezza si diffuse. Il rimorso
+si ritrasse davanti alla segreta soddisfazione d'aver così bene
+organizzato il libro mastro, in partita doppia, della sua esistenza.
+Ora cominciava ad apprezzar Milla.... si proponeva di crearle
+un'esistenza veramente beata.
+
+Non era forse uno squisito contrasto quello che l'aspettava di piè
+fermo, ad ogni suo ritorno da Genova? Nella placida, profonda
+corruzione dell'animo suo, il gentiluomo aveva poste le basi del
+_modus vivendi_ per l'avvenire, e si congratulava ignobilmente con sè
+stesso. Marito ed amante fortunato, egli godeva contemporaneamente gli
+orgasmi febbrili d'un antico ardore, ravvivato nell'attrattiva suprema
+d'un secondo adulterio, e le pure, soavi soddisfazioni d'un affetto
+ingenuo, delicato, gentile.... quasi abbastanza attraente per dare una
+certa poesia persino alla noiosa prosa dell'amore legittimo.
+
+Egli pensava così, e sul suo capo il cielo azzurreggiava intensamente,
+il sole irradiava la sua strada, la campagna amena, sorridente lo
+accompagnava colle sue verdi, infinite giocondità.
+
+Per un po' quei due scappati da casa chiacchierarono allegramente. Ma,
+quando furono al principio della discesa, Giuliano disse a Milla:
+
+--Ora, carina, fammi il piacere di star quieta per un momento; siamo
+vicini ad una certa voltata alla quale bisogna star attenti. Ci vuol
+occhio e un cavallo sodo.
+
+--Oh! Mia è una perla--rispose Milla, crogiolandosi nel suo cantuccio
+e imitando scherzosamente la posa classica d'un _groom_ a cassetto.
+
+Giuliano serrò il freno della meccanica, e, benchè la discesa non
+fosse ancora principiata, mise Mia al passo.
+
+Drollino, dietro al muro del cimitero, aveva udito da lungi il passo
+di Mia. Oh! quel passo della sua cavalla!... l'avrebbe riconosciuto
+fra mille. Sentì nel cuore un gran schianto, una ribellione tremenda.
+Ma non cedette. Solo per esser più sicuro, guardò ancora una volta
+oltre il sommo del muricciuolo.
+
+No, non s'era ingannato. Sulla strada il sole batteva splendidamente
+suscitando dei riflessi abbaglianti nei cristalli dei fanali. Ma ciò
+non gli impedì di ravvisare Mia, l'_americana_, la barba bionda del
+Duca, e accanto a lui l'uniforme verde coi bottoni dorati di Battista.
+Ecco, il momento era venuto.
+
+Scese, armò il cane della pistola, e, nicchiato dietro il muro,
+aspettò che la carrozza passasse precisamente di lì. Mormorò due
+nomi:--Mia e Milla!--Sì, egli liberava entrambe da un ignobile giogo!
+Esse non lo sapevano, ma egli le vendicava in un punto solo, Mia e
+Milla!
+
+No! la Duchessa non _doveva_ correre il rischio delle rivelazioni d'un
+mascalzone! E se moriva anche lui, questo mascalzone; ebbene, meglio
+così, il segreto che, svelato, _potrebbe_ uccidere la Duchessa,
+_morrebbe_ con lui e col Duca, laggiù, in quel burrone.
+
+Mia giungeva in quel momento, al passo, davanti al muro del cimitero.
+
+Drollino cessò di pensare. Sorrise, alzò la pistola e sparò.
+
+Fu un tonfo terribile.
+
+Subito, in strada, s'udì un galoppo sfrenato, poi un grido di donna
+disperato, acutissimo.
+
+Drollino balzò in piedi, s'avventò al vertice del muricciuolo e guardò
+in giù.
+
+Mia, furente, fuggiva a precipizio per la discesa con degli sbalzi
+violentissimi. Il Duca, stravolto in viso, tirava le redini a dritta e
+a sinistra con tutta la forza dei polsi; accanto a lui, invece di
+Battista, c'era una donna.
+
+Teneva il capo rovesciato all'indietro, il cappello le era caduto, e
+Drollino ravvisò la Duchessa.
+
+Rimase un secondo come fulminato. Poi urlò--Cristo!--s'avventò
+all'altro lato del muricciuolo, spiccò un salto e cadde sulla via. Si
+rizzò colle mani insanguinate. Mia, in preda al suo parossismo di
+terrore, precipitando per la china giungeva in quel momento. Faceva
+scarti violenti che sconquassavano l'_americana_, aveva la criniera
+al vento, le nari fumanti.
+
+Il Duca, cogli occhi smisuratamente aperti, gridava: aiuto! Era pazzo
+di terrore, fissava il burrone verso cui si sentiva irresistibilmente
+trascinato. Gettò un urlo e chiuse gli occhi.
+
+Milla era svenuta.
+
+Drollino, con un salto da pantera, s'era gettato sulla cavalla,
+avvinghiandosele al morso, opponendo all'impeto delirante della corsa
+sfrenata la forza d'una resistenza quasi sovrumana. L'uomo ed il
+cavallo lottarono un momento, poi s'udì un nitrito di dolore, uno
+schianto di legnami che si spezzano, poi, in un nuvolo di polvere, si
+vide a pochi passi dal ciglio del burrone un informe gruppo di membra
+umane e cavalline, che dibattendosi e rotolando, cadevano assieme. La
+carrozza, con un ultimo violento sobbalzo, si fermò, mentre
+quell'ammasso s'agitava sul terreno con una serie di moti convulsi,
+che s'andarono gradatamente quietando. Tutto ciò era accaduto in
+pochi secondi. Il Duca aprì gli occhi, si vide salvo, e vide che
+Milla era soltanto svenuta. La sollevò fra le braccia e l'adagiò
+sull'erba, al sicuro. Poi si accostò di nuovo al legno spezzato. Vide
+Mia, distesa per terra, che dava gli ultimi tratti, e, sotto al fianco
+palpitante della cavalla, vide colui che con atto di audacia disperata
+era giunto in suo aiuto, in quel supremo istante di pericolo. Si chinò
+a guardare, e in quell'uomo, immobile, morto forse o privo di sensi,
+ravvisò Drollino.
+
+Il rimbombo dello sparo aveva chiamata gente. La Duchessa, che
+cominciava a riaversi, fu sopra una barella improvvisata ricondotta
+alla villa. Il Duca, rassicurato sul conto di sua moglie, volle
+tornare sul luogo del disastro dove i sopraggiunti finivano allora
+allora di liberare Drollino.
+
+L'infelice giovane era ancor vivo, ma il suo stato metteva
+raccapriccio. Nella sua lotta disperata colla cavalla aveva ricevuto
+da questa un violento calcio nel petto; un braccio era spezzato, e al
+disopra dell'occhio destro il sangue generoso del giovane, spicciava
+abbondante da una ampia ferita.
+
+Il medico del villaggio, chiamato in fretta e furia, visitò sul luogo
+stesso Drollino, che i contadini avevano adagiato sui cuscini della
+carrozza.
+
+Pareva ancora svenuto. Il dottore, dopo averlo attentamente esaminato,
+si lasciò sfuggire un _ehm_ che non prometteva nulla di buono. Il Duca
+lo interrogò ansiosamente.
+
+--Mi spiace--rispose il dottore,--ma temo che i polmoni siano in
+isconquasso. È un uomo andato.... questione di giorni..., capisce?
+
+Drollino ebbe un moto ed un gemito. Era tornato in sè.... aveva udita
+la sua condanna?
+
+Chi potrebbe dirlo? Sul suo volto macchiato di sangue e di polvere
+l'espressione era illeggibile.
+
+Lo trasportarono, semivivo, nella sua antica stanzetta della cascina,
+al limitare dei pascoli.
+
+ * * * * *
+
+La Duchessa s'era addormentata, e Giuliano, ritto a piè del letto,
+guardava la bella testina serena, adagiata mollemente sul guanciale.
+Egli aveva voluto, per eccesso di precauzione, che Milla rimanesse a
+letto durante i primi tre giorni susseguiti al terribile avvenimento.
+Ma la giovane signora s'era prontamente riavuta. D'altronde, la scossa
+non era stata eccessiva, neppur per il suo delicato organismo. Svenuta
+sui primordii del pericolo, ella non aveva assistito a tutte le fasi
+del disastro: ritrovatasi incolume a casa, e vedendo illeso Giuliano,
+non aveva pensato che a ringraziare fervorosamente Iddio. Le avevan
+detto che la carrozza s'era fermata a tempo.
+
+Il Duca, per non arrecarle dispiacere, aveva espressamente proibito
+che le si parlasse di Drollino. Milla ignorava quella coraggiosa
+intervenzione e le sue fatali conseguenze. Sempre allo scopo di non
+affliggerla, non le tennero neppur parola della morte di Mia. Giuliano
+le asseverò essere lo sparo fatale, che tanto aveva spaventata la
+cavalla, nulla più che l'opera d'un cacciatore di passere. Milla
+accettò, senza discuterla, la versione di Giuliano; si calmò
+gradatamente, tornò lieta e serena. Non era forse Giuliano il suo
+profeta infallibile e adorato? perchè non gli crederebbe quando per
+l'appunto egli diceva così? Ecco, per esempio, egli le aveva detto or
+ora:--Sii buona, e provati a dormire, hai bisogno davvero d'una
+dormitina.--Ella non sentiva affatto il bisogno della dormitina; pure,
+a furia di star quieta e immobile, il sonno era venuto. Dormiva ora
+placidamente, con un abbandono dolce e sicuro, con una mano ancora
+serrata fra quelle di Giuliano. E così noi, nella calma fiduciosa del
+suo sonno sereno, vediamo per l'ultima volta la nostra eroina, la
+Duchessa Milla Lantieri dei Principi d'Astianello.
+
+Giuliano districò pianamente le proprie dita dalle dita di sua moglie,
+depose con delicata cura la mano di Milla sulla rimboccatura del
+lenzuolo, poi quasi furtivamente, in punta di piedi, uscì dalla
+stanza.
+
+Era profondamente turbato.... il corso pericolo, quel vedersi,
+sentirsi di fronte a una morte terribile, e, diciamo pure, anche il
+pensiero della sorte che aveva minacciata la Duchessa, avevano
+lasciato nell'animo suo un'impressione grave. Il creolo era stato
+fortemente scosso; non poteva sopportare il ricordo di quel momento,
+ma il ricordo implacabile non lo abbandonava mai. La sua riconoscenza
+per Drollino era infinita, e l'idea che quell'infelice morisse, così,
+per loro, gli era penosissima. E, come se non bastasse, gli era giunta
+all'orecchio una strana diceria, che aboliva intieramente il
+cacciatore di passere, ed evocava in sua vece un nemico ignoto,
+implacabile, il quale, edotto del difetto di Mia, ne aveva calcolate
+le conseguenze, e s'era valso d'un mezzo che non lasciava traccie, e
+avrebbe infallibilmente sortito i più funesti effetti, se Drollino,
+per un'inesplicabile, quasi miracolosa circostanza del caso, non si
+fosse trovato lì per l'appunto in quell'istante fatale. Ma come
+scoprirlo questo strano nemico, come garantirsene in avvenire.... a
+chi chiedere?... Drollino solo forse avrebbe potuto dir qualche cosa.
+Ma Drollino, poveretto, non era certo in grado di fornir ragguagli: le
+lesioni interne erano così gravi da non lasciar la benchè minima
+speranza: s'indeboliva gradatamente, aveva continui sbocchi di sangue,
+ed ogni parola che pronunziasse equivaleva ad un agitare della
+clessidra, quando gli ultimi granelli di sabbia stanno per cadere
+lungo la strettissima gola del cristallo.
+
+In villa e per tutta quanta la tenuta la relazione dell'avvenimento
+aveva suscitate forti emozioni, ammirazione illimitata per Drollino, e
+dubbi gravi assai. Da tutti si compiangeva il giovane capo di
+scuderia, si vantava il suo atto eroico di abnegazione, gli si
+perdonava ora, in grazia dell'accaduto, il suo carattere aspro e
+orgoglioso, le bizze, l'indipendenza un po' selvatica del suo passato.
+Il primo giorno, alla cascina, c'era stata una vera processione dei
+camerati della tenuta; ma ora il medico, d'accordo con Drollino
+stesso, aveva rigorosamente proibite le visite; eccettuate, ben
+inteso, quelle del Duca.
+
+Il Duca si mostrava angustiato dallo stato di Drollino. Veniva spesso
+a vederlo, e inquieto del rapido progresso del male, si recava alla
+cascina ogni qualvolta poteva allontanarsi dalla villa senza dar
+sospetto a sua moglie. E anche stavolta, non appena vide Milla
+addormentata, uscì in fretta, dirigendosi verso la cascina. Nel
+cortile, all'ombra d'un vecchio fico, stava riunito un gruppo di
+contadini, inquilini del cascinale. Al giunger del Duca, s'alzaron
+tutti, salutando rispettosamente.
+
+Giuliano si fermò a chieder loro notizie dell'ammalato.
+
+Un vecchietto rubizzo rispose subito e per tutti:
+
+--Male, male assai, signor padrone. Stamane è venuto il prevosto, e
+gli ha fatto fare le sue divozioni; e il dottore ha detto che sarà un
+miracolo se passa la notte.
+
+Il Duca mise un sospiro profondo e sincero.
+
+--Vuole andar su?--chiese premurosamente una donnetta attempata,
+ch'era allora allora sbucata da una prossima cucina.--Vedrà che cosa
+da far pena! Son io che lo veglio, quel poveretto, e da tre notti non
+chiudo occhio.
+
+E così parlando, precedeva il Duca su una scaletta di legno, e poscia
+per un andito scuro che faceva capo alla camera di Drollino. Entrarono
+entrambi in punta di piedi.
+
+La stanza era pulita; le patate c'eran tuttora, ma ammonticchiate
+accuratamente in un canto, e non davan noia. La finestrina era chiusa,
+e alla rottura dei vetri s'era riparato apponendo sulla intelaiatura
+qualche spesso foglio di carta, attraverso il quale giungeva
+affiochita la luce dall'esterno. Drollino sedeva sul letto,
+appoggiandosi ad un ammasso di cuscini, e si sentiva sin dall'uscio lo
+sforzo penoso del suo alitare. Il braccio rotto stava inerte e
+stecchito nella sua fasciatura appeso al collo con un _foulard_ rosso,
+colla mano libera; il giovane portava ogni tanto alle labbra un
+fazzoletto bianco, e lo ritraeva quindi macchiato di sangue. Una benda
+bianca gli serrava di sbieco la fronte, e lasciava vedere soltanto
+l'occhio sinistro stranamente quieto e profondo, d'una luminosità
+quasi paurosa. Qualche chiazza di sangue qua e là sulle lenzuola.
+
+Il Duca, col cuore stretto da un'angoscia profonda, sedette appiè del
+letto, su una seggiola che la vecchia gli aveva premurosamente recata.
+Salutò l'ammalato, e cercò d'intavolare qualche frase di conforto e di
+speranza. Ma non proseguì. L'occhio di Drollino s'era repentinamente
+fissato su di lui con una forza così intensa di divieto che il Duca
+smarrì il filo del discorso, e tacque.
+
+Drollino alzò la mano che reggeva il fazzoletto, guardò la vecchia, e,
+con quel cencio insanguinato, le accennò la porta.
+
+La vecchia allibì, rimase un momento in forse; poi, completamente
+dominata, uscì senza far rumore.
+
+Al Duca parve che nella camera fosse piombata in quell'istante
+un'ombra nuova ed arcana. E stava fermo, inchiodato sulla seggiola da
+una possa misteriosa, ch'egli subiva suo malgrado.
+
+Drollino continuava a fissarlo col suo occhio da ciclope, acceso
+dall'ardor della febbre. Il silenzio continuava oppressivo, pesante.
+
+Finalmente il Duca, tormentato, chiese a Drollino se avesse qualche
+cosa da dirgli.
+
+--Sì,--rispose Drollino.
+
+La voce di Drollino era orribile a udirsi: roca, sibilante, con un
+suono alterato, gutturale, come il congegno d'una macchina che,
+spazzata, stride sotto la mano di chi lo tenta.
+
+Il Duca dominò un brivido, e continuò:
+
+--Forse, nevvero, vuoi parlarmi dell'accidente in cui la tua generosa
+audacia.... Sapresti.... potresti dirmi chi?... Si dice che sia stato
+un attentato. E tu sai...?
+
+--Lo so!
+
+--Oh, te se prego.... parla.... Capisci bene, è necessario.... perchè
+possa premunirmi.... per l'avvenire.
+
+Drollino ebbe una specie di sorriso, e le sue labbra si contrassero
+con un'espressione d'ironia.
+
+--Non c'è più bisogno di precauzioni! egli non può più farle del male.
+Guardi....
+
+E col fazzoletto indicò sè stesso.
+
+Giuliano non poteva, non voleva capire. Gettò un grido.
+
+--Tu?--disse finalmente, balzando indietro e tremando.
+
+--Io.
+
+--Tu.... sciagurato!... apposta?... apposta?... perchè rimanessimo
+uccisi?
+
+Drollino scosse il capo.
+
+--Non loro due.... io non sapevo che ci fosse anche la signora....
+Volevo.... solamente lei....
+
+Sulle tempie del Duca scorrevano grosse goccie di sudore.
+
+--Tu--sclamò ancora--tu? ma perchè? cosa t'ho fatto?
+
+--A me.... nulla--rispose Drollino fra due sibili.--Ma perchè guidava
+Mia? e perchè voleva far morire la nostra.... signora?
+
+--Io?--gridò inorridito il Duca;--ma tu sei impazzito?
+
+--No,--rispose Drollino,--l'ha detto il dottore.... e non era giusto
+ch'ella morisse.... per causa sua.... Si ricordi.... l'autunno
+scorso....
+
+Il Duca cominciava a capire. Si fece pallidissimo; cercò invano, con
+uno sforzo disperato, una parola di diniego, di scusa da gettare in
+faccia a quel morente. Ma non la trovò, e non poteva mentire davanti a
+quell'occhio unico che lo guardava immobile.
+
+Drollino gli accennò d'avvicinarsi.
+
+--Non abbia paura,--continuò, serbando sempre quel funebre simulacro
+di sorriso--ora, ora.... vede bene.... è finita.
+
+Si fermò, la voce gli venne meno in uno schianto di tosse, che gli
+empi la bocca d'una salivazione sanguigna.
+
+Giuliano aspettò, tremando verga a verga; poi:
+
+--Ma ora.... ora....--tentò di mormorare.
+
+--Ora....--rispose con uno stridore soffocato Drollino. E avventò,
+ergendo il capo, una sola parola:--Genova!
+
+Atterrito, annientato, il Duca chinò la testa. Vacillava come un
+giunco mosso dal vento.
+
+Drollino, passato l'accesso, continuava:
+
+--Ora, sarebbe morta, forse.... quando lo avesse saputo.... E lei,
+signor Duca.... ha preso Mia.... Allora mi sono ricordato, e volevo
+che Mia fosse la causa.... Ma ho visto la Duchessa, e sono venuto....
+
+Non potè proseguire; un secondo impeto di tosse gli mozzava
+quell'aspro filo di voce. Allora, nell'accesso stesso sbattuto dallo
+sforzo dello schianto rantoloso della tosse, ma tenendo sempre
+Giuliano sotto il fascino spietato del suo sguardo, Drollino lasciò
+andare il fazzoletto, e sollevando la mano, come un giudice che
+condanna inesorabilmente, alzò un dito.
+
+Nel silenzio della stanza si sentiva l'affanno ormai, quasi parimenti
+angoscioso, di due aliti oppressi.
+
+Un gorgoglio s'affoltò nella gola di Drollino. Ma egli, con uno sforzo
+supremo, mormorò ancora una parola:
+
+--Si ricordi!...
+
+Poi tacque, cessò di guardar Giuliano, e adagiò il capo sui guanciali.
+
+Passò un minuto prima che il Duca trovasse la forza di uscire.
+
+Sulla soglia della cascina s'imbattè col dottore.
+
+--Sta male, eh! quel poveraccio?--chiese il medico, vedendo il viso
+alterato di Giuliano.
+
+--Sì....--balbettò il Duca--temo che....
+
+--Per bacco!... l'ho detto subito che era affar di pochi giorni. Ma
+lei non ci venga più qui. Vada via, che questi non sono spettacoli per
+lor signori; e tanto, ormai è finita. Vada via, le dico, e mi cambi
+subito quella brutta cera, che, se no, son capace di farle un salasso
+qui sui due piedi.
+
+Giuliano rispose con un tentativo di sorriso agli scherzi e ai
+consigli del medico; poi s'allontanò adagio adagio, perchè dal
+cascinale non si avvedessero ch'egli si reggeva a stento sulle gambe.
+E solo quando fu lontano sulla via, lungi da ogni sguardo, nell'ombra
+discreta d'una macchia, allora soltanto si lasciò andare. Cadde a
+sedere su un tronco d'albero.... brancolando.... cercando un appoggio,
+come una donna che vien meno.
+
+Il Duca era vinto.... la scena era stata troppo forte per lui. Sulla
+sua fronte pallida il sudore si rinnovava ogni momento. Balbettava
+sconnesse parole.... batteva i denti.... rabbrividiva, smentendo, nel
+codardo abbandono di quel momento, tutta la sua calma di gentiluomo,
+la sua placidità di uomo forte, la sua stupenda indifferenza di
+creolo. Ebbe uno scoppio di pianto nervoso, quasi isterico, e non
+cercò di frenarlo: chi lo vedeva colà, chi lo udiva?... Milla non era
+in presenza del suo idolo. Olga era a Genova, lungi dal suo schiavo
+gran signore! E i passeri della macchia non si curavano punto di quel
+Duca in lagrime, buttato là come un cencio.... scosso da quei
+singhiozzi spasmodici.... che non erano forse nè tutta paura, nè tutto
+rimorso!...
+
+ * * * * *
+
+La camera di Drollino era quasi buia. Per terra, in un angolo, ardeva
+un lumicino d'olio, e la sua poca luce era attenuata da una specie di
+paralume improvvisato. Dietro ai vetri e alla carta della finestrina,
+s'urtava un raggio di luna che cercava d'insinuarsi all'interno
+disegnando sull'ammattonato e sulle pareti lunghe striscie bianche,
+d'uno splendore freddo ed immobile. Nel camino ardevano lentamente
+alcuni rimasugli di legna umida, e una vecchietta, adagiata in un
+rustico seggiolone impagliato, lottava ostinatamente col sonno. Un
+gentile odore d'erba secca veniva dal vicino fienile, e nel silenzio
+della stanza giungeva ancora dal prossimo piano uno stridore ritmico
+e incessante di grilli, cui teneva bordone una voce più immediata,
+uscita dal focolare stesso del camino. E, a lunghi intervalli, qualche
+nitrito affievolito dalla distanza.... qualche lontano interrotto
+canto di rossignolo.... le voci solitarie dei pascoli, che si
+stendevano addormentati ora e ravvolti nell'ombra notturna e infinita
+del piano.
+
+La donna non ne poteva più. Lo aveva detto al Duca; eran tre notti che
+non chiudeva gli occhi! E ora quei poveri occhi stanchi si chiudevano
+irresistibilmente. Il rumore affannoso, sibilante che Drollino faceva
+respirando, non bastava più a tenerla desta. E i grilli,
+nell'interminabile monotonia del loro coro, non parevano modulare che
+una sola parola: dormire, dormire!
+
+A dir vero, Drollino pareva molto più quieto adesso; il rumore dei
+suoi rantoli affaticati pareva diminuire. Ora invece vaneggiava.
+
+Sulle prime, essa aveva voluto dar retta alle parole, alle frasi
+interrotte di quel quieto delirio. Ma poi se n'era stancata; eran
+tutte frasi del suo mestiere, e non si capiva nulla. Piuttosto, per
+tenersi desta, ricorse al rosario. Ma nemmen questo valeva: essa
+pronunciava affatto macchinalmente quelle note e sacre parole; la
+mente le si intorpidiva nel sonno.
+
+--Mia! sta quieta,--diceva dolcemente Drollino.--No, no, non va bene
+così! più ritta.... Avanzi il ginocchio.... ora terrò la staffa....
+tiri a destra.
+
+La vecchia provò a cambiare. _Salve regina, vita dulcedo, spes
+nostra_....
+
+Drollino continuava sempre più sommessamente:--Volti, ora; aspetti....
+poggi sul fianco, niente paura..., più alta la briglia. Non abbia
+paura..., non si farà male.... son qua io....
+
+In quegli accenti spezzati si sentiva una modulazione quasi
+carezzevole, qualche cosa di indicibilmente sentito e profondo. La
+vecchia si destò con un sobbalzo, e continuò: _in hac.... lacrimarum
+valle_....
+
+Di repente sul volto di Drollino si operò un mutamento. I tratti
+s'affilarono, informandosi sulle ossa, che parvero avanzarsi sotto la
+pelle e sporgersi con un più marcato rilievo. Il volto assunse una
+tinta grigiastra, d'una trasparenza perlacea, e sotto alla quale
+s'accusava, sotto un lividore quasi violaceo, il colore di un frutto
+troppo maturo che, toccato, si ammacca.
+
+La vecchia s'era addormentata. Russava ora ella stessa, colla corona
+abbandonata sulle scarne nocche delle dita. La lucernetta, in cui
+l'olio veniva meno, mandava una luce vacillante, che si esauriva
+lottando ad un tempo contro l'ombra della stanza e il chiarore incerto
+del lume di luna.
+
+Allora, nell'agonia solitaria di Drollino, cominciò la splendida
+gloria d'un sogno. L'ordine della sua esistenza si capovolse negli
+ultimi sforzi della memoria: presso alla fine, egli rivisse, l'estasi
+suprema di un'ora della sua prima gioventù.
+
+--Dagli un bacio,--diceva il Principe ridendo. E la testolina bruna
+della bambina si chinava verso di lui; due labbruzze strette,
+allungate cercavano le sue; una vocina festosa ripeteva:--Prendi,
+Drollino, prendi!
+
+Egli non si tirò in là, non ricusò. Mosso il braccio, brancolando nel
+buio, come se volesse stringere.... afferrare.
+
+Poi, con un'ospressione di supremo trionfo, gridò:--Mia!
+
+La vecchia si destò di botto.... Gesù Maria!... parlava sempre quel
+poveretto, non si chetava mai! Ecco che adesso chiamava la sua
+cavalla.
+
+ * * * * *
+
+Stette ancora in ascolto, ma non sentì più nulla. Le parve anzi che il
+rantolo fosse cessato.... a un tratto. Inquieta, s'alzò, attizzò il
+lucignolo della lucerna e s'accostò al letto!
+
+E subito, spaventata, si ritrasse per chiamar gente.
+
+La camera s'empì in breve di contadini. Ma nessuno ormai, nulla al
+mondo poteva turbare l'ultimo sogno di Drollino. Lo spirito,
+all'estremo, s'era rifugiato in quel sogno, e aveva varcato il
+confine.
+
+
+
+
+FINE.
+
+
+[Illustration]
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Mia, by Memini
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK MIA ***
+
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+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
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+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
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+
+Title: Mia
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+Author: Memini
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+Release Date: November 1, 2005 [EBook #16980]
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+<h4>1884</h4>
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+
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+<div class="center">
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+<li><a href="#I">I</a></li>
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+
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+<div class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">{5}</a></div>
+
+
+<h2><a name="I" id="I"></a>I.</h2>
+
+
+<p>Di provincia, questo s&igrave;, ma una casa colossale e delle ricchezze degne
+della storica nobilt&agrave; del nome; una casa come ce ne son poche ormai,
+merc&egrave; la sacra e rovinosa giustizia, cui dobbiamo l'abolizione dei
+privilegi di primogenitura.</p>
+
+<p>E (incredibile ma vero) l'attuale capo della casa, Sua Eccellenza il
+signor Principe d'Astianello, un bell'uomo sui quarantacinque anni,
+vedovo, con una sola bambina, non voleva saperne di rimaritarsi.</p>
+
+<p>Non gi&agrave; che gli fossero mancati suggerimenti in proposito. Amici,
+parenti, chi aveva diritto a dar parere e chi non l'aveva, tutti
+battevan <span class="pagenum noind"><a name="Page_6" id="Page_6">{6}</a></span>quella solfa. Gli parlavano continuamente di visetti
+adorabili, di doti cospicue, di educazioni finitissime, di alleanze
+sovrane. Egli non diceva di no, non sfuggiva la visuale dei visetti
+adorabili, non sprezzava le doti cospicue, lodava le finite
+educazioni, onorava le quintessenze di sangue bleu... ma, ecco qua:
+non sposava!</p>
+
+<p>E per&ograve; egli era severamente giudicato da un venerabile sinodo di
+nonne, di mamme e di zie, cui teneva bordone un coro, pi&ugrave; timido ma
+non meno malcontento, d'interessanti vedovelle. Egli non parlava mai
+della defunta Duchessa; non pareva, n&egrave; era infelice. Era quasi sempre
+gioviale e di buon umore. Non era per nulla un santo padre del
+deserto, godeva largamente e pacificamente dell'esistenza. Non
+s'occupava di politica, ma se se ne fosse occupato sarebbe stato un
+conservatore feroce e un implacabile codino. Lo era bens&igrave; per conto
+proprio ed in casa sua, dove serbava gelosamente inalterate le
+costumanze e le tradizioni della famiglia.<span class="pagenum noind"><a name="Page_7" id="Page_7">{7}</a></span></p>
+
+<p>In casa d'Astianello c'eran sempre state le razze di cavalli; orbene,
+egli continuava quell'abitudine, le razze ci sarebbero sempre, per
+l'appunto. L'estesa dei pascoli era immensa e col&agrave; nitrivano e
+sgambettavano i puledri delle cavalle ch'egli aveva ereditate puledre
+dal padre suo. Le razze di casa d'Astianello erano antiche e pregiate
+e costituivano una questione di dare ed avere non indifferente nonch&egrave;
+una delle pi&ugrave; apprezzate vanaglorie della famiglia. Il Principe, a
+dirla qui fra noi, non se ne intendeva pi&ugrave; che tanto, ma altri della
+casa se ne intendeva per lui e qualchevolta i suoi cavalli, buscavano
+il premio alle esposizioni ippiche. E allora che baldoria nella
+tenuta!</p>
+
+<p>Il Principe amava parlare dei suoi cavalli. Specialmente quando
+qualche imprudente e zelante amico tentava intavolare, anche alla
+lontana, quel benedetto argomento del matrimonio. Allora s&igrave; che
+entrava in campo la scienza ippica. Il Principe prendeva a sfoderare
+le sue cognizioni <span class="pagenum noind"><a name="Page_8" id="Page_8">{8}</a></span>in fatto d'allevamento. Apriti cielo.... S'intende
+piova, ma non tempesta. Ed era invece tempesta, ma cos&igrave; fatta, a
+chicchi cos&igrave; grossi, cos&igrave; innumerevoli che il povero interlocutore
+seccato a morte, stordito, assordato, non vedeva l'ora di battersela e
+alla prima interruzione, se la batteva senz'altro. Il Principe rideva
+e continuava... a non sposare.</p>
+
+<p>Da qualche anno in qua il nerbo degli amici cospiratori aveva mutato
+sistema. Avevano detto: lasciamo fare al tempo. Ma il tempo passava
+senza recare sulle sue decrepite ali una seconda principessa
+d'Astianello.</p>
+
+<p>Eppure il Principe aveva, a modo suo, amata moltissimo la sua povera
+moglie. E forse appunto per questo egli era ora cos&igrave; fedele alla
+memoria di lei e alla propria libert&agrave;.</p>
+
+<p>Oltre a queste due sante cose, il Principe amava molto la sua bambina
+e il pensiero di darle una matrigna gli tornava odioso. Non gi&agrave; che
+vivesse molto con lei o che attendesse egli <span class="pagenum noind"><a name="Page_9" id="Page_9">{9}</a></span>stesso alla sua
+educazione. Ma gli era caro veder bazzicare per l'ampio dei grandi
+saloni quel nonnulla di bambina, quella cosuccia bianca, delicata,
+soave, che non voleva saperne di crescere, che nello studio non faceva
+grandi progressi e non era n&egrave; impertinente n&egrave; spiritosa, ma che veniva
+su adagino, lentamente come uno dei fiorellini esotici della serra e
+che voleva tanto bene a lui. Gli era caro, quando saliva a cassetta
+per condurre il tiro a quattro, veder la ragazzina andare in estasi e
+contemplarlo rapita, come avrebbe contemplato un re, seduto in trono.
+Una sola cosa gli dispiaceva; che la sua Camilla (Milla per amore di
+brevit&agrave;) fosse cos&igrave; timida e paurosa. E il bello &egrave; che essa non diceva
+mai: ho paura. Ma come diventava smorta quando cominciava il temporale
+come tremava quando suo padre parlava di metterla in sella; che
+sgomento nei suoi occhioni amorosi quando egli aveva la crudelt&agrave; di
+pretendere ch'ella assistesse in giardino ad un esercizio di tiro
+colla carabina Flaubert!<span class="pagenum noind"><a name="Page_10" id="Page_10">{10}</a></span> Decisamente Camilla non aveva in s&egrave; la
+stoffa di un'amazzone. E il Principe, dopo essersene un po' stizzito,
+finiva collo scusarla, considerando che gi&agrave;.... veramente era un po'
+delicatina.</p>
+
+<p>Ora anzi stava meglio di prima a furia di cure e d'aria d'Astianello,
+ma non era proprio il caso di tormentarla n&egrave; per l'ardire, n&egrave; per
+l'amore allo studio. Tutte cose che verrebbero poi a tempo debito. E
+se non verrebbero... nemmen pi&ugrave; tardi... poco male!</p>
+
+<p>Il Principe, un po' per gusto proprio, un po' per la bambina, passava
+buona parte dell'anno ad Astianello. Quella gran libert&agrave; della
+campagna, la sovranit&agrave; assoluta ch'egli vi esercitava, si confacevano
+al suo carattere di feudatario benigno. Si sa; ogni tanto una
+scappatina o a Parigi o a Torino, o a Firenze per rifarsi un po' della
+solitudine. Bene spesso un'invasione d'amici alla villa; qualche
+grande caccia che vi riuniva delle gaie brigate, occasioni gradite
+d'esercitare una <span class="pagenum noind"><a name="Page_11" id="Page_11">{11}</a></span>ospitalit&agrave; larga, franca, veramente opulenta nella
+stessa sua semplicit&agrave;. Nessun cerimoniale, s'intende, nessun sussiego,
+tutto schietto, alla mano, un po' all'antica, abbondanza eccessiva,
+una buona dose di sperperi e d'abusi, ma lieta anche questa, quasi
+consacrata dall'abitudine e dalla gratitudine. Una moltitudine di
+persone di servizio, per far poco o nulla, ma per scialare
+allegramente alle spalle del padrone che ignorava molto e tollerava
+assai, ed era oggetto, da parte di quanti se la godevano alle sue
+spese, d'una specie di culto, grossolano forse, ma se non altro
+sincero.</p>
+
+<p>La villa era bellissima, vecchia, ma d'un'architettura gi&agrave; emancipata
+dallo stile greve e freddamente monumentale del pi&ugrave; delle sue
+contemporanee. S'alzava in mezzo al giardino su un rialzo di terreno
+che componeva una vasta spianata tutta coltivata a fiori. Di fronte
+alla facciata principale, si stendeva un viale di antichi ipocastani
+che facevan capo ad un'ampia cancellata e all'entrata della villa. Il
+viale costeggiava a destra <span class="pagenum noind"><a name="Page_12" id="Page_12">{12}</a></span>il vastissimo fabbricato delle scuderie, a
+sinistra il giardino.</p>
+
+<p>I fabbricati rustici dipendenti dalla villa, rimanevan colati dietro
+un folto boschetto di cipressi e celavano alla lor volta l'immediata
+vicinanza delle prime case del villaggio. Ond'&egrave; che bene spesso, un
+contadino, di ritorno dai campi o che avesse premura, si metteva
+francamente pel viale e passava rasente alla villa senza che nessuno
+ne facesse caso. Il cancello d'entrata era sempre aperto durante il
+giorno. Il giardino era, come dissi, ricchissimo di fiori. Sulla
+spianata, a ridosso della facciata principale, una doppia gradinata,
+bipartendosi lateralmente da una fontanina, saliva, sino alla
+terrazzina del primo piano, mettendolo cos&igrave; in comunicazione diretta
+col giardino. Quelle due scalinate avevano una fisonomia gentilmente
+teatrale d'idillio, colle loro barocche ringhiere ammantate da fitte
+diramazioni di rosai, di serenelle, di caprifoglie; era come
+un'invasione di fiori, intenti a dar la scalata alla casa.<span class="pagenum noind"><a name="Page_13" id="Page_13">{13}</a></span></p>
+
+<p>Peccato che la finestra del terrazzino fosse sempre chiusa!</p>
+
+<p>Dietro c'era una bellissima stanza da letto, tutta parata in raso
+celeste. Quella era la camera matrimoniale del Principe e la Milla
+v'era nata ma egli non ci metteva mai piede, n&egrave; permetteva che alcuno
+l'abitasse.</p>
+
+<p>Milla dimorava in un'altr'ala della casa. Aveva anch'essa uno stanzone
+grande e ricco e il suo piccolo lettuccio pareva ancor pi&ugrave; piccolo in
+quella severa vastit&agrave; d'ambiente. Ma, come a correggere l'esiguit&agrave; di
+quel lettuccio di bimba, accanto a questo s'accampava maestoso l'ampio
+letto ove stendevansi pudicamente ogni sera, l'ossea carcassa e le
+forme allampanate della rispettabile Miss Rhoda Spring, la governante
+inglese della Principessina. A dire vero, Miss <i>Spring</i> non faceva
+grande onore al suo poetico nome. La primavera di quella degna signora
+era da pi&ugrave; anni compiuta ed era difficile persino il ricordo delle
+mammolette e del ritorno delle rondini <span class="pagenum noind"><a name="Page_14" id="Page_14">{14}</a></span>davanti a quella formidabile
+persona, cos&igrave; maestosamente, cos&igrave; intrepidamente brutta. Con tutto
+questo Miss Spring era un angiolo insulare di zitellona, buona,
+ingenua, candidissima; ma nel villagio e nella tenuta non godeva le
+simpatie dell'universale. Abituati a stimare altamente le razze di
+cavalli inglesi e a pregiare sovra ogni altra, le puledre venuto
+dall'Irlanda, quella brava gente non poteva capacitarsi come una
+compaesana, per esempio, di Lady Rowena (quella famosa morellona che
+aveva portato via il premio all'Esposizione di Roma) potesse essere
+cos&igrave; brutta, e avere dei piedi cosiffatti, e una faccia smorta, che
+pareva il muso d'una cavalletta. Il male era che, per l'appunto, il
+Principe aveva scritto a un suo amico a Dublino di mandargli una
+cavalla cos&igrave; e cos&igrave;. Infatti avevano viaggiato, si pu&ograve; dire, di
+conserva, ma, giungendo, non avevano incontrato per nulla lo stesso
+aggradimento. Il che non vuol dire per&ograve;, che non avessero entrambe
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_15" id="Page_15">{15}</a></span>fatta, ciascuna a modo suo, eccellente riescita: Rowena era l'idolo
+della scuderia, e Miss Spring era l'idolo di Camilla.</p>
+
+<p>A dirla schietta, non ci voleva poi gran che per diventare l'idolo
+della Milla. Il suo cuoricino di bimba aveva un grande bisogno di
+voler bene.</p>
+
+<p>E in quella baraonda di casa, fra quell'andirivieni di gente,
+esclusivamente occupata di cavalli e dove l'elemento femminile non era
+rappresentato che dalle guardarobiere o dalle mogli dei fattori e dei
+palafrenieri, una donna che si occupasse della bambina, che le usasse
+certe cure, doveva, senza fallo, occupare un posto importante
+nell'animo suo. Milla poi aveva un benedetto carattere.... Si
+affezionava presto, con un grande ardore, che durava, nutrendosi del
+proprio elemento, esaltandosi, raffinandosi, facendosi sempre pi&ugrave;
+scevro d'egoismo. Oh! come aveva amata quella zoticona della sua
+balia, rimastale vicino sino a che ella avesse raggiunto il settimo
+anno! Che <span class="pagenum noind"><a name="Page_16" id="Page_16">{16}</a></span>pianti, che disperazione quando dovette lasciarla! E ora,
+ecco, il suo amore era Miss Spring!</p>
+
+<p>Certo; Miss Spring era proprio una buona donna, e anch'essa s'era
+affezionata assai alla Milla.... Credeva in piena buona fede di far
+l'educazione di quella creatura.... <i>darling</i> Milla! Ma in realt&agrave;
+<i>darling</i> Milla si educava da s&egrave; sola, colla dolcezza infinita, soave
+del suo carattere, col suo ardente bisogno di voler bene. Non faceva
+immensi progressi nello studio, era molto timida, e non era punto
+furba; ma questo cosa importava?....</p>
+
+<p>Il signor Principe aveva raccomandato di non seccarla troppo, povera
+piccina, con tutte le storie in <i>ia</i>...; non si curava affatto d'aver
+una bambina prodigio, e d'altronde era di parere che una donna ne s&agrave;
+sempre abbastanza. Ond'&egrave; che Milla passava sole poche ore del giorno
+nel salotto cos&igrave; detto di studio, e quando il tempo lo permetteva, lei
+e Miss Spring vivevano all'aria aperta, a passeggio o in giardino.
+Anche il medico <span class="pagenum noind"><a name="Page_17" id="Page_17">{17}</a></span>aveva suggerito di far cos&igrave;; e realmente, nulla
+poteva tornar pi&ugrave; giovevole alla salute della bambina. Miss Spring
+prediligeva l'ombra fitta e fresca degli ipocastani; a mezzo il viale,
+dal lato del giardino, il Principe aveva fatta fabbricare una specie
+di capanna rustica con dei banchi e qualche seggiola, e questo era il
+quartier generale della governante e dell'allieva. A destra, a capo al
+viale, la casa; a sinistra, in fondo al viale, il cancello sempre
+aperto; dietro il giardino; davanti, il muro basso, rossiccio,
+interminabile delle scuderie.</p>
+
+<p>Quanta gente ci viveva su quel lusso delle scuderie! L'allevamento era
+una fonte continua di prosperit&agrave; e di guadagni per la popolazione di
+Astianello, e quasi tutte le braccia valide vi trovavano sicuro
+impiego. E come andavano superbi di appartenere alla tenuta del signor
+Principe! I cavallanti, poi, in ispecie formavano quasi una
+corporazione privilegiata, dove la successione si trasmetteva di padre
+in figlio. Avevano la riputazione <span class="pagenum noind"><a name="Page_18" id="Page_18">{18}</a></span>d'essere esperti, arditissimi,
+anche un po' temerari, se si vuole. Li chiamavano i diavoli
+d'Astianello, ed essi erano lusingatissimi della loro denominazione e
+si sforzavano di farle onore, cavalcando sempre di carriera, portando
+il berretto in un modo speciale e usando un certo linguaggio,
+pittoresco all'estremo, che strappava degl'innumeri <i>shocking</i>! dalle
+labbra smorte di Miss Spring. Ma i cavallanti, forse perch&egrave; non
+capivano il pudico valore di quella parola, non ristavano
+dall'infiorare i loro discorsi di quelle energiche locuzioni. Era
+un'abitudine, un vezzo come un altro; probabilmente essi eran persuasi
+che ci&ograve; contribuisse assai al <i>chic</i> della professione. I pi&ugrave; giovani
+naturalmente esageravano questa pretesa; tra i ragazzi poi, i
+cavallantini in erba, era una cosa terribile. Bisognava sentir
+Drollino, per esempio! Era per l'appunto il ragazzo pi&ugrave; taciturno
+della tenuta; ma le poche parole che diceva eran tutte moccoli....
+proprio tutte!<span class="pagenum noind"><a name="Page_19" id="Page_19">{19}</a></span></p>
+
+<p>Che tipo curioso quel Drollino! Veramente si chiamava Pietro, ed era
+figlio d'uno dei pi&ugrave; bravi cavallanti della tenuta. Le consuetudini
+del dialetto della provincia avevano alterato il suo nome,
+allungandolo: ne avevan fatto, Pedrolo. Senonch&egrave;, per distinguerlo dai
+molti altri Pedroli e dal padre stesso, che si chiamava pur egli cos&igrave;,
+il nostro Pedrolo divent&ograve; Pedrollino; poi, per abbreviare, si disse
+Drollino. Egli portava bene quel nome spiccio. Era un ragazzeto sui
+dieci anni, magrissimo, con una faccia fina, piccola, espressiva,
+abbronzata dal sole ardente dei pascoli. Sua madre era morta nel darlo
+alla luce, ed egli, che non amava la matrigna, non voleva saperne di
+stare in casa... era sempre a zonzo pei pascoli, col padre suo o solo.
+A scuola non ci voleva andare; veniva su alla libera, ignorante come
+un ciuco, di tutto ci&ograve; che non fosse cavalli. Con questi, si sa, pane
+e cacio; ed egli preferiva assai trovarsi in mezzo ai puledri che coi
+compagni suoi. Cavalcava gi&agrave;, con destrezza mirabile. Il <span class="pagenum noind"><a name="Page_20" id="Page_20">{20}</a></span>male era che
+s'affezionava tenacemente agl'individui della razza, e, se accadeva la
+vendita di qualche pariglia o di qualche allievo del quale egli si
+fosse personalmente occupato, considerava quella misura quasi come un
+insulto personale, digrignava i denti, bestemmiando come un Turco e
+per pi&ugrave; giorni batteva la pianura come un zingaro. Poi l'amore pei
+cavalli lo vinceva e la pecorella tornava all'ovile.</p>
+
+<p>Ragazzo com'era aveva gi&agrave; una salda esperienza del suo mestiere; ne
+sapeva quasi tutte le malizie; ci&ograve; che piace ai cavalli e ci&ograve; che d&agrave;
+loro ai nervi. Era un po' prepotente e quando imbizzarriva, tirava
+calci e mordeva.&mdash;Mi spiace a dirlo, ma temo che Drollino non avesse
+sulle parole <i>tuo</i> e <i>mio</i> delle nozioni d'una precisione matematica.
+Il frutteto riceveva spesso qualche sua visita notturna e il
+giardiniere trovava sempre mancanti all'appello certi limoni acerbi
+ch'egli contava spesso con una cura piena di speranze. E Drollino
+amava molto i limoni acerbi...<span class="pagenum noind"><a name="Page_21" id="Page_21">{21}</a></span> Ma non si lasciava mai cogliere sul
+fatto. Con tutto ci&ograve; era un ragazzo simpatico... aveva certe qualit&agrave;
+indicatissime pel suo mestiere. Oltre ai cavalli adorava il suo
+padrone. Gli rubava i limoni &egrave; vero, ma per lui si sarebbe fatto
+ammazzare, quando occorresse. Per Drollino il possessore di tutti quei
+cavalli, di quella tenuta immensa non poteva essere un uomo come gli
+altri. Era maest&agrave; infinita, senza pari. E quando pensava che, se il
+padrone non si rimaritava, tutta la tenuta, la villa, lo spazio
+immenso delle campagne apparterrebbero un giorno a quella creaturina
+vestita di bianco che giocava nel viale, la bambina assumeva ai suoi
+occhi un aspetto fantastico; diventava un essere straordinario anche
+lei, come una specie di deit&agrave;, destinata a uno splendore incomparabile
+di avvenire. In quello, al povero Pedrolo, il padre di Drollino,
+accadde un brutto caso. Un puledro mal domo, ch'egli stava governando,
+gli sferr&ograve; un calcio terribile nella coscia. Il poveretto ebbe a
+restare coricato <span class="pagenum noind"><a name="Page_22" id="Page_22">{22}</a></span>per quaranta giorni e quando s'alz&ograve; s'avvide con
+immenso dolore d'essere ormai irrimediabilmente sciancato! Si trattava
+dunque di rinunziare ai cavalli. Che colpo per il povero
+cavallante.... non poteva crederci, non sapeva rassegnarsi! Ma il
+Principe impietosito seppe assicurargli un posto che, da un lato
+almeno, tornava consono alla vocazione del ferito e alle sue attuali
+condizioni di salute. Lo fece portinaio delle scuderie coll'alloggio
+accanto a queste. Pedrolo non governava pi&ugrave; i cavalli liberi, ma
+vedeva gli altri, li udiva, poteva passeggiar tutto il giorno
+arrancando colla sua gamba storpia nei pressi della scuderia. Drollino
+naturalmente aveva seguito il padre nella sua nuova dimora.</p>
+
+<p>Ma con quanto dispiacere! Scappava laggi&ugrave; ai pascoli tutte le volte
+che poteva; ma pure ogni tanto gli toccava star in casa! Almeno se
+avesse potuto lavorare in scuderia! Ma i palafrenieri e i cocchieri
+non eran punto teneri pei cavallanti; ed i mozzi erano in continua
+lite con quel ragazzotto <span class="pagenum noind"><a name="Page_23" id="Page_23">{23}</a></span>insolente, facevano apposta a non lasciarlo
+giungere sino ai cavalli, lo canzonavano quando egli pretendeva dar
+pareri.</p>
+
+<p>Drollino si rodeva (forte dei suoi bricioli di esperienza), del suo
+acuto istinto d'osservazione. Pensava a fuggire definitivamente. Aveva
+un certo progettino; voleva, un giorno o l'altro, rubare un cavallo e
+poi scappare, andarsene nella pianura illimitata. Capiterebbe Dio sa
+dove, ma intanto avrebbe un cavallo suo, proprio suo, tutto suo!
+Cristo!... che cosa!.... avere un cavallo suo!</p>
+
+<p>Quando Drollino non ardiva allontanarsi soverchiamente dalla casa
+nuova gironzava pel giardino e bene spesso scavalcando un muricciuolo,
+capitava nel viale. E cos&igrave; fu che s'imbatt&egrave; varie volte colla Milla
+occupata ad ammonticchiare le castagne d'India, cadute dagli alti
+piantoni. Dapprima, sgomentato, fuggiva come se vedesse la versiera;
+poi s'era fermato a guardare, poi un sorriso della Milla gli aveva
+dato il coraggio <span class="pagenum noind"><a name="Page_24" id="Page_24">{24}</a></span>di fare un passo avanti, poi avevano scambiata
+qualche parola e avevano finito col mettersi a giocare assieme. Miss
+Spring sulle prime aveva mossa qualche obiezione; poi, vedendo che il
+ragazzo si conduceva bene e che le sue letture riescivano meno
+interrotte dacch&egrave; Milla aveva un compagno, fin&igrave; per permettere che il
+<i>fiery boy</i> giocasse colla padroncina. Essa lo chiamava cos&igrave;: &laquo;ragazzo
+ardito&raquo;; e in fondo non le dispiaceva. D'altronde, come il pi&ugrave; delle
+sue connazionali, aveva nel sangue un po' di man&igrave;a di proselitismo e
+le era balenato nell'animo che in quel ragazzo indomito ci fosse
+qualche cosa di convertibile. E se Milla, come quell'angelica Evelina
+della <i>Capanna dello zio Tom</i>, fosse destinata a ricondurre sulla
+buona strada il <i>fiery boy</i> e farne per lo meno un <i>tetotaller</i>?... I
+<i>tetotaller</i>.... erano il sogno di Miss Spring. Essa aveva molta fede,
+molta immaginazione e i moccoli di Drollino nascevano cos&igrave; fitti, cos&igrave;
+smozzicati fra i denti, che la credula governante, <span class="pagenum noind"><a name="Page_25" id="Page_25">{25}</a></span>udendoli, non li
+capiva e sorrideva benevolmente osservando quanto i nostri
+differenziano dai dialetti della sua nativa natura e verde Erinni.</p>
+
+<p>Certo &egrave; che i moccoli di Drollino erano d'una specie affatto
+particolare. Li pronunciava a mezza voce, con un tono secco,
+stridente, come se masticasse dei bottoni di porcellana. La Milla per&ograve;
+li capiva e se Miss Spring non era vicina lo sgridava.&mdash;Ah! Drollino!
+non sta bene!&mdash;diceva con un'aria patetica di rimprovero.</p>
+
+<p>E Drollino a furia di sentire quella vocina dire che i moccoli non
+stanno bene cominci&ograve; ad arrossire ogni volta che, per caso, gliene
+sfuggiva detto uno. Non gi&agrave; che non fosse stato mosso qualche appunto
+al suo linguaggio, anche prima; ma chi gli faceva queste osservazioni
+gliele faceva a suon di ceffoni e di tirate d'orecchio ed egli trovava
+pi&ugrave; comprensibile il linguaggio di Milla.</p>
+
+<p>Erano bimbi affatto e giocavano di gran cuore. Egli le usava certe
+attenzioni, delle quali nessuno <span class="pagenum noind"><a name="Page_26" id="Page_26">{26}</a></span>l'avrebbe creduto capace. Le compose
+un'altalena, e le rimprover&ograve; la sua dappocaggine e la sua paura dei
+cavalli. Le portava degli uccellini semivivi, dei gatti d'una magrezza
+incredibile; una volta le port&ograve; persino una marmotta, ancor mezzo
+addormentata. Essa serbava spesso per lui qualche dolce del desinare.
+Allora Drollino, che era fiero e non voleva mangiare i dolci a ufo, le
+recava delle pesche stupende rubate per lei con somma maestria e non
+lieve pericolo, dal frutteto stesso della villa. La bambina, complice
+innocente, mangiava con piacere le frutta proibite! Invertita, ma pur
+sempre la scena eterna di Adamo ed Eva!</p>
+
+<p>Il Principe aveva visto pi&ugrave; volte sul viale i due piccoli compagni di
+gioco, ma la cosa non gli fece la minima impressione. Trov&ograve; anzi che
+era naturalissimo. E lo era infatti, col sistema e le abitudini quel
+tempo in cui egli pure era stato bambino!</p>
+
+<p>Drollino giocava molto e parlava poco. Ma ora <span class="pagenum noind"><a name="Page_27" id="Page_27">{27}</a></span>che era proprio in
+confidenza colla Milla gli veniva fatto ogni tanto di accennare alla
+sua grande, indomabile passione, i cavalli. Oh come rimpiangeva
+l'epoca anteriore alla disgrazia di suo padre!&mdash;Oh se sapessi,
+Milla.... cos'&egrave;!...&mdash;S'animava narrando le gioie della vita libera, le
+volutt&agrave; delle corse sfrenate in groppa ai puledri vellosi! Oh! se
+l'avesse lui.... un cavallo! Ma lo avrebbe voluto piccolo, appena
+nato, per poterlo domare, educare.... Suo! suo! suo!... gli occhi gli
+scintillavano d'entusiasmo.</p>
+
+<p>Un giorno capit&ograve; sul viale come un uragano.</p>
+
+<p>&mdash;Oh Milla! se sapessi! &egrave; nata or ora.... l&igrave; in scuderia.... da
+Rowena.</p>
+
+<p>&mdash;Chi?...&mdash;chiese innocentemente la bambina.</p>
+
+<p>&mdash;Una puledrina!... Se la vedessi! dicono che sar&agrave; una meraviglia. &Egrave;
+grande cos&igrave;, guarda, come Lupo, il mastino di guardia! Se fosse mia,
+ah Cris....</p>
+
+<p>Si ferm&ograve; perch&egrave; Milla faceva un visino scandalizzato....<span class="pagenum noind"><a name="Page_28" id="Page_28">{28}</a></span> Alz&ograve; le
+spalle, con un atto sprezzante poi, di volo, ritorn&ograve; verso la
+scuderia.</p>
+
+<p>Ci stette tardi, sin che pot&egrave;.... sinch&egrave; il mozzo di guardia non lo
+mand&ograve; via minacciandolo d'una pedata. Implor&ograve; di poter passare la
+notte, l&igrave; sulla paglia, accanto alla neonata. Ma invano. In scuderia,
+passate le dieci, non potevano rimanere se non le persone addette al
+servizio notturno.</p>
+
+<p>Usc&igrave; agitatissimo, con un desiderio febbrile di tornare l&agrave; dentro. Non
+poteva spiccarsi dai pressi della scuderia. Ronzava continuamente
+attorno all'uscio serrato, correva di qua e di l&agrave;, assorto nel
+pensiero che tutto lo dominava; aspettando impazientemente l'alba che
+gli avrebbe agevolata l'occasione di tornare in quel paradiso perduto
+e di cacciarsi in un cantuccio. Oh! non importa dove, pur che fosse
+l&agrave;, vicino al <i>box</i>, dove Rowena collo sguardo stanco memore del male
+sofferto e fatta ancor pi&ugrave; intelligente dalla recente maternit&agrave;,
+fissava la piccola bestiolina pelosa che ancora non sapeva reggersi in
+piedi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_29" id="Page_29">{29}</a></span></p>
+
+<p>Cos&igrave; venne la mezzanotte.</p>
+
+<p>Era un tempaccio tempestoso: una luna color di sangue acceso
+battagliava con una irosa schiera di nuvoloni plumbei, che la volevano
+affogare. Lontano lontano, in un denso nereggiamento dell'orizzonte,
+si susseguivano, con un brontol&igrave;o cupo e prolungato, tre o quattro
+voci di tuoni, intesi a soperchiarsi l'un l'altro. A un tratto, in
+mezzo a una folata di vento che passava, soffocata rasente al suolo,
+Drollino sent&igrave; poco lungi un certo fischio sommesso, che col vento non
+aveva nulla a che fare.</p>
+
+<p>&mdash;Cosa sar&agrave;?&mdash;disse il ragazzo insospettito ma senza paura. Era gi&agrave;
+nell'ombra; vi rimase, anzi s'ingolf&ograve; meglio nel buio, passando dietro
+una gran macchia di ortensie e coll'acutissimo sguardo prese a
+indagare, per quanto gli riesciva, il vasto sfondo del viale. Non and&ograve;
+guari che un secondo fischio, ma stavolta appena percettibile
+all'udito, gli giunse da quella direzione. Poi vide confusamente un
+gruppo di due o tre <span class="pagenum noind"><a name="Page_30" id="Page_30">{30}</a></span>persone camminare lente, con somma cautela, verso
+il fianco settentrionale della villa.... dove per l'appunto si
+trovavano le dispense e i tinelli della servit&ugrave;. Drollino indovin&ograve; che
+quella silenziosa comitiva erano ladri.</p>
+
+<p>Non si sgoment&ograve;, non smarr&igrave; nessuna delle sue facolt&agrave;. Senti un'acre
+gioia di averli veduti, di potere sventar i loro progetti.&mdash;Ah!
+birbanti!&mdash;pens&ograve; con trasporto....&mdash;or ora vi servo io!...</p>
+
+<p>Svolt&ograve; l'angolo della villa, si mise pel fossatello, e, scivolando
+come una serpe per l'erba agitata dal vento, fu in un lampo alla corte
+rustica. Svegli&ograve; il fattore, un vecchio animoso, che alla sua volta
+dest&ograve; e fece armare frettolosamente cinque o sei dei pi&ugrave; arditi
+famigli. Guidata da Drollino, la piccola comitiva avviata a
+sorprendere i malviventi si rec&ograve; nel luogo accennato dal fanciullo.
+Allorch&egrave; vi giunse, i ladri, che non si erano ancor avveduti di nulla,
+erano gi&agrave; intenti a smovere l'inferriata d'una delle finestre <span class="pagenum noind"><a name="Page_31" id="Page_31">{31}</a></span>a
+terreno, in faccia ad un corritoio che metteva capo al tinello, dove
+alla sera si rinserrava l'argenteria.</p>
+
+<p>Drollino capitan&ograve; la schiera dei famigli sino al riparo d'una vicina
+macchia d'oleandri; poi si spinse solo, strisciando come un rettile,
+finch&egrave; giunse quasi accanto ai ladri. Allora si volt&ograve;, accennando ai
+suoi di farsi avanti. Ma in quel momento volle fatalit&agrave; che la luna,
+liberandosi inaspettatamente dalle nubi, piovesse sul mistero muto di
+quella scena una viva striscia di luce merc&egrave; la quale il viso da
+zingaro di Drollino e la sua mano alzata a far cenno, riusciron
+visibili ai ladri.</p>
+
+<p>Questi, lasciata sul momento l'inferriata, si diedero a fuggire
+precipitosamente. Allora, nel silenzio della notte, si sent&igrave;, acuta,
+stridula, rapida come lo scoppio d'un razzo, la voce di Drollino che
+mandava il grido d'allarme &laquo;Ai ladri!&raquo; E gridando, s'era lanciato su
+quello dei malfattori che gli stava pi&ugrave; vicino e gli si era appeso ad
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_32" id="Page_32">{32}</a></span>un braccio facendosi, nella fuga precipitosa di colui, trascinare
+come un peso morto. Il cane di guardia abbaiava a squarciagola, i
+contadini inseguivano correndo; s'era alzato un baccano incredibile.</p>
+
+<p>A un tratto si vide un lampo, s'ud&igrave; uno sparo, cui tenne dietro un
+grido acutissimo. I fuggitivi erano incalzati da vicino, ma due di
+questi riescirono a porsi in salvo; il terzo, quello a cui s'era
+avvinghiato Drollino, e che per isbarazzarsene gli aveva sparato
+addosso un colpo di pistola, fu preso. Ma il fanciullo giaceva inerte
+sul terreno.</p>
+
+<p>Non morto per&ograve;, n&egrave; moribondo. La palla s'era acquartierata in un
+polpaccio rispettando le ossa. Gli venne estratta la notte stessa ed
+egli rimase l'eroe incontrastato dell'avventura.</p>
+
+<p>Il Principe venne a trovarlo nello stanzino del portinaio; s'accost&ograve;
+al letto, disse un sonoro &laquo;bravo&raquo;, e cacci&ograve; la mano sotto il lenzuolo
+per sentire il parere del polso. C'era un po' di febbre, naturalmente,
+ma nulla di grave.<span class="pagenum noind"><a name="Page_33" id="Page_33">{33}</a></span></p>
+
+<p>L'eroe era debole assai, ma grato, superbo di aver meritato tanti
+onori e sopratutto una visita del Principe. Al padre che gli chiedeva
+pi&ugrave; tardi se nel momento terribile non avesse avuto paura, rispose
+coscienziosamente di no.&mdash;Cio&egrave;&mdash;corresse un momento dopo&mdash;ho avuto
+paura di due cose: che mettessero fuoco alle scuderie e che destassero
+la signorina Milla!</p>
+
+<p>Rimase a letto per una ventina di giorni. Il Principe non s'era
+accontentato dell'elogio fattogli in quella notte memorabile. Mandava
+ogni giorno a prender sue notizie e volle che fosse per tutto il tempo
+della malattia nutrito a spese della casa. Poi un bel mattino, quando
+seppe che era proprio guarito, lo mand&ograve; a chiamare.</p>
+
+<p>Drollino venne subito accompagnato da suo padre. Era ancora assai
+debole; il sangue perso e quei venti giorni di letto l'avevano
+infiacchito assai; era magrissimo e aveva le labbra smorte. Il cuore
+gli batteva forte e le gambe gli tremavano un poco mentre attraversava
+la lunga infilata <span class="pagenum noind"><a name="Page_34" id="Page_34">{34}</a></span>delle sale a terreno. Il Principe stava ad
+aspettarli nel salotto chinese e vicino a lui c'era Milla vestita di
+bianco come al solito, coi begli occhioni azzurri spalancati, per
+contemplar meglio l'eroe di quella misteriosa nottata.</p>
+
+<p>A dir vero, siccome essa dormiva placidamente quand'era accaduto tutto
+quel tramest&igrave;o, non sapeva bene cosa fosse stato; ma dai discorsi di
+Miss Spring, entusiasta del <i>fiery boy</i>, s'era capacitata che Drollino
+aveva fatto qualche cosa di straordinario. E perci&ograve; lo guardava
+ammirata, un po' impaurita forse da quella magrezza e da quel pallore
+eccessivo.</p>
+
+<p>Il ragazzo non era punto vanaglorioso in quel momento; tremava e
+avrebbe voluto essere altrove; il Principe gli faceva animo parlando
+in tono scherzoso del fatto; chiedendo particolari. Ogni, tanto il
+padre metteva bocca anche lui e Milla guardava, guardava.</p>
+
+<p>&mdash;Milla&mdash;disse a un tratto il Principe, con una seriet&agrave; affettata,&mdash;e
+tu non dici nulla a <span class="pagenum noind"><a name="Page_35" id="Page_35">{35}</a></span>questo tuo compagno che &egrave; stato cos&igrave; coraggioso?
+Ors&ugrave;, fagli i tuoi mirallegro.</p>
+
+<p>Pare che i mirallegro non fossero il forte della bambina; stava l&igrave;
+attenta, immobile, senza parlare. Poi, a un tratto, stese timidamente
+una manina, che Drollino non accennava per nulla di prendere.</p>
+
+<p>&mdash;Ho capito&mdash;disse il Principe, ridendo.&mdash;Tu, Drollino, vieni qua e
+tu, Milla, falla finita e dagli un bacio.</p>
+
+<p>Drollino, il coraggioso! non era pi&ugrave; pallido; era rosso rosso, e non
+si moveva. Fu dessa a moversi, ad andargli incontro sorridendo,
+cercando, colle labbruzze strette, riunite all'ins&ugrave;, le labbra pallide
+del fanciullo, che, vergognandosi, si schermiva. Le trine del candido
+abitino di mussola si gualcivano al contatto della rude fustagnina di
+Drollino.</p>
+
+<p>Miss Spring, presente a quella scena, stava perplessa fra uno
+<i>shocking</i> e un <i>darling</i>; ma il Principe rideva di gran cuore. E il
+bacio, un po' per amore, un po' per forza, fu ricambiato.<span class="pagenum noind"><a name="Page_36" id="Page_36">{36}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Oh!&mdash;disse il Principe&mdash;cos&igrave; va bene. Ma ora &egrave; giusto che abbi,
+oltre a questo, un compenso pi&ugrave; duraturo. E voglio lasciarne la scelta
+a te. D&igrave; su, ragazzo, cosa vuoi?</p>
+
+<p>Sulle prime Drollino parve non capire. Poi, quand'ebbe afferrato il
+senso della frase, quando cap&igrave; che forse potrebbe ardire, ardire
+assai, si fece di bragia, gli occhi gli scintillarono in fronte, sulla
+sua mobile fisonomia si dipinse l'ansia d'un supremo desiderio.</p>
+
+<p>Ma non seppe parlare.</p>
+
+<p>Non gli riesciva.... l'idea della sua ambizione lo atterriva.... No,
+no.... era impossibile.... era impossibile.... era troppo.</p>
+
+<p>Il padre, cogli sguardi, col gesto, gli faceva animo; ma egli non
+guardava suo padre e respirava a stento.</p>
+
+<p>&mdash;Ors&ugrave;, disse il Principe impazientito&mdash;hai capito di parlare? vuoi
+farmi star qui tutta la mattina?</p>
+
+<p>Drollino non aveva certo una cos&igrave; perversa <span class="pagenum noind"><a name="Page_37" id="Page_37">{37}</a></span>intenzione; si sforzava,
+poveretto, a parlare; ma la parola strozzata dall'inquietudine, gli
+moriva in gola.</p>
+
+<p>&mdash;Pap&agrave;&mdash;disse timida, ma pronta, la bambina, tirando la manica della
+giacchetta indossata dal padre&mdash;vuoi che te lo dica io... cosa
+desidera Drollino?</p>
+
+<p>Il Principe si mise a ridere.</p>
+
+<p>&mdash;Tu?... ma cosa vuoi sapere tu, pettegolina che sei?</p>
+
+<p>Essa non si offese. Insistette, armeggiando in siffatto modo colle
+manine che il Principe dovette chinarsi e ascoltare le sue sommesse
+parole.</p>
+
+<p>&mdash;Vuole la puledrina di Rowena, quella che era appena nata quando
+successe la storia....</p>
+
+<p>&mdash;Oh!&mdash;rispose forte il Principe, alzandosi e squadrando Drollino con
+un fare canzonatorio...&mdash;Vuole la puledrina di Rowena, eh! questo
+monello!</p>
+
+<p>Drollino tremava come una foglia. Ecco che l'avevan tradito! E ora....
+lo caccerebbero di <span class="pagenum noind"><a name="Page_38" id="Page_38">{38}</a></span>casa, naturalmente, per punirlo di aver osato
+tanto.</p>
+
+<p>Ma il Principe non parl&ograve; di scacciarlo. Trovava quell'ambizione un po'
+audace, ma giusta. Non si adir&ograve; per nulla, e, dopo essersi divertito
+un momento delle visibili angoscie del ragazzo, le tronc&ograve;
+d'improvviso, dicendo che avrebbe dati lui stesso gli ordini necessari
+perch&egrave; la puledrina gli fosse consegnata.</p>
+
+<p>&mdash;Ma&mdash;soggiunse&mdash;ci hai pensato bene? Non vorrei poi che nelle tue
+mani quella povera bestia....</p>
+
+<p>Non fin&igrave;; s'avvide che ogni raccomandazione era superflua. La faccia
+di Drollino sfolgorava. Egli non seppe ringraziare n&egrave; il padrone, n&egrave;
+la Milla; ma da questa a quello scocc&ograve; rapidamente uno sguardo
+impetuoso, esaltato. Volle bens&igrave; parlare, ma proprio non gli venne
+fatto. E il Principe rimase contento, e disse a Milla ch'era una cara
+pettegolina, e che, giacch&egrave; sapeva indovinar cos&igrave; bene, pi&ugrave; tardi
+sarebbe riuscita a condurre suo marito pel naso.<span class="pagenum noind"><a name="Page_39" id="Page_39">{39}</a></span></p>
+
+<p>La Milla non capiva bene la profondit&agrave; di questa frase, ma non ard&igrave;
+chiedere altro. Rimase contenta anch'essa, bench&egrave; le toccasse
+d'avvedersi, fra non molto, di non averci punto guadagnato
+personalmente, colla sua intercessione fortunata. Drollino, dacch&egrave;
+aveva la puledra, trascurava Milla indegnamente, era sempre in
+scuderia, e non scappava pi&ugrave; a giocare sul viale, all'ombra degli
+ipocastani.</p>
+
+<p>&mdash;Che bestia!&mdash;disse, la sera dopo, un vecchio stalliere ad un
+camerata.&mdash;Chiedere una puledra, mentre avrebbe potuto farsi una
+sorte! Ma gi&agrave;, &egrave; sempre stato un disperato colui! E ora, cosa fa?</p>
+
+<p>&mdash;Oh!&mdash;rispose l'altro, mutando quartiere alla sua cicca&mdash;&egrave; in
+scuderia, da ier sera. Non &egrave; uscito neppur pel desinare, e seguita a
+ripetere: &laquo;&Egrave; mia, &egrave; mia!&raquo;</p>
+
+<p>&mdash;Dovrebbe chiamarla Mia!&mdash;disse burlando lo stalliere.&mdash;Domani glielo
+dico.</p>
+
+<p>&mdash;Perch&egrave; no?&mdash;rispose fieramente Drollino, <span class="pagenum noind"><a name="Page_40" id="Page_40">{40}</a></span>quando ud&igrave; quella
+proposta, fatta in tono di scherno.&mdash;&Egrave; mia! sapete?</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; matto,&mdash;dissero ridendo i mozzi e gli stallieri.&mdash;Ma la puledrina
+aveva un nome ormai.</p>
+
+<p>E, prima per chiasso, poi sul serio, venne chiamata cos&igrave;.</p>
+
+<p>La neve cominci&ograve; presto quell'anno, e Astianello prese un'aria
+malinconica, nella campagna, fatta brulla dal verno. Le caccie eran
+finite, le brigate disperse; i cavalli dovevano esser ferrati a
+ghiaccio, il casone non era guari riparato dal freddo, e il Principe
+si annoiava.</p>
+
+<p>Ma, bench&egrave; si annoiasse seriamente, non gli pass&ograve; neppur pel capo di
+prender moglie. Bens&igrave; gli venne in mente d'andare a passar l'inverno a
+Parigi.</p>
+
+<p>D'altra parte, era ormai tempo di mettere la Milla in collegio. E il
+collegio c'era, bell'e pronto. Un austero convento, celebre come
+educandato, e dove delle monache aristocratiche insegnavano <span class="pagenum noind"><a name="Page_41" id="Page_41">{41}</a></span>un monte
+di belle cose a una falange non meno aristocratica di signorine. Il
+convento era a Torino, e quella santa regina di Maria Adelaide,
+quand'era viva, ci andava di frequente. La superiora era una cugina in
+secondo grado del Principe. Milla non poteva esser meglio
+raccomandata, n&egrave; completare, sotto auspici pi&ugrave; favorevoli,
+l'educazione iniziata dalla povera Miss Spring. Affrettiamoci a dire
+che Miss Spring aveva in vista, per consolarsi del dolore di quella
+separazione, l'immediato avvicinarsi d'una: <i>sacra alleanza</i> con un
+coraggioso, ma non estetico, ministro della chiesa anglicana.
+L'intrepido brittanno, a 65 anni, sposava Miss Spring. Ma la Milla,
+che non era provveduta di siffatte prospettive consolanti, non si
+poteva dar pace di dover lasciare il padre, Astianello e il suo amore
+irlandese. Di tutto le rincresceva, persino di Drollino. Era proprio
+sconsolata, quando ci pensava. E ci pensava spesso... cos&igrave; bambina
+com'era....</p>
+
+<p>E in paese, che dispiacere per tutti... I padroni <span class="pagenum noind"><a name="Page_42" id="Page_42">{42}</a></span>andavano via...
+davvero?... Il Principe sarebbe tornato a primavera, ma la bimba no;
+andava in un convento lontano, e non sarebbe tornata che dopo varii
+anni. La fattora lagrimava, la giardiniera anche lei, la guardarobiera
+aveva gli occhi rossi... tutti dicevano: &laquo;Va via la <i>nostra</i>
+signorina,&raquo; con un'aria triste, sinceramente triste....</p>
+
+<p>Bisognava vedere quanta gente s'era riunita in corte, sotto il
+portico, appi&egrave; dello scalone, la mattina della partenza, mentre in
+scuderia si rivestivano dei finimenti i cavalli che stavan per essere
+attaccati al <i>landau</i>. E la piccina, avvolta nel suo mantellone
+foderato di pelliccia, col visino mezzo smarrito nella felpa bianca
+della cappottina da viaggio, coll'aria confusa, cogli occhi rossi,
+riceveva con affettuosa gratitudine quei saluti, quegli omaggi, e
+andava ripetendo: &laquo;Addio, arrivederci, grazie,&raquo; colla voce proprio
+commossa. A un tratto le si fece davanti il suo compagno di gioco,
+Drollino!</p>
+
+<p>Anch'egli aveva la faccia malinconica. Sulle <span class="pagenum noind"><a name="Page_43" id="Page_43">{43}</a></span>prime pareva che volesse
+dir tante cose; ma poi si morse le labbra, e disse solamente: &laquo;Buon
+viaggio.&raquo;</p>
+
+<p>&mdash;Addio,&mdash;disse affettuosamente la Milla. E togliendo dal guantino una
+manina, microscopica nel suo guanto di flanella bianca, gliela porse.
+Egli non la baci&ograve;; la prese un momento fra le sue; poi non si ricord&ograve;
+neppure che avrebbe potuto stringerla, e la lasci&ograve; andare.</p>
+
+<p>I due bambini si guardarono un momento in silenzio, con una certa
+voglia di piangere; soli, avrebbero pianto... forse...</p>
+
+<p>&mdash;Ricordati!&mdash;disse subitamente Milla.</p>
+
+<p>Egli si fece rosso, e scosse energicamente il capo. No, non le avrebbe
+dette pi&ugrave; quelle brutte parole.</p>
+
+<p>Si compresero, e sorrisero.</p>
+
+<p>&mdash;Salutami Mia...&mdash;continu&ograve; gravemente la bimba.</p>
+
+<p>&mdash;Vieni Milla,&mdash;chiam&ograve; il Principe.&mdash;&Egrave; attaccato.</p>
+
+<p>Drollino si mise a correre disperatamente lungo <span class="pagenum noind"><a name="Page_44" id="Page_44">{44}</a></span>il viale. Giunse al
+cancello, trafelato, ma in tempo per vedere a passar la carrozza...
+per gettare nell'interno di questa uno sguardo profondo. Dietro il
+cristallo alzato, si vide per un secondo una manina bianca che
+salutava. L'agente, che era anch'esso venuto sin l&igrave;, prese per s&egrave; quel
+saluto, e scappell&ograve; profondamente. Era molto lusingato, e Drollino,
+accanto a lui, teneva dietro collo sguardo alla carrozza, che si
+faceva gi&agrave; piccina piccina sulla neve della strada.</p>
+
+<p>Stavolta gli onori e i rimpianti della partenza erano stati tutti
+quanti per Milla, che non sarebbe tornata pi&ugrave; per tanti anni. Il
+Principe aveva detto gaiamente: &laquo;Arrivederci questa primavera,&raquo; e
+nessuno s'era creduto in obbligo di commuoversi per lui. Pure
+l'assenza sua doveva essere ben pi&ugrave; lunga di quella di Milla, doveva
+prolungarsi sinch&egrave; i mesi diventassero anni, gli anni secoli, e i
+secoli eternit&agrave;. I suoi agenti, i suoi cocchieri, i suoi cavallanti
+l'avevano veduto per l'ultima volta. Mor&igrave; a Parigi, sul finire
+dell'inverno, <span class="pagenum noind"><a name="Page_45" id="Page_45">{45}</a></span>d'un malore acutissimo, mentre la Milla, nel suo
+grandioso e signorile convento, cominciava ad abituarsi a quella vita
+di reclusa, a farsi adorare dalle sue compagne, e a innamorarsi
+perdutamente della superiora, di sette suore, di due converse e di
+quattordici compagne, e parlava di farsi monaca per star sempre con
+loro.</p>
+
+<p>E cos&igrave; avvenne che, per otto anni seguiti, la grandiosa villa rimase
+chiusa. Invano, nel giardino ridente, i fiori olezzarono instancabili;
+invano nella serra maturarono gli ananassi; invano l'allevamento
+equino diede lietissimi risultati. Nessuno venne ad abitare quelle
+camere, sempre chiuse, coll'atmosfera greve d'un odore di muffa e di
+tarlo. Gli agenti soltanto andavano e venivano per conto dell'attuale
+proprietaria di tutte quelle immense ricchezze; e questa era
+un'educanda umile ed affettuosa, che non sapeva nulla del mondo e
+della vita, e aveva un cuore grande grande, grande, e una statura
+piccina, piccina, piccina....<span class="pagenum noind"><a name="Page_46" id="Page_46">{46}</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<h2><a name="II" id="II"></a>II.</h2>
+
+
+<p>&mdash;Ouff!&mdash;disse il Duca Giuliano, uscendo dal <i>boudoir</i> di velluto
+color pesca a garofani di raso granata&mdash;ouff!... La signora di
+R&egrave;musat, nelle sue agro-dolci <i>Memorie del primo Impero</i>, ci narra
+come Napoleone si divertisse un giorno a mistificare crudelmente
+alcuni dei suoi pi&ugrave; intimi cortigiani, chiedendo loro cosa direbbe il
+mondo s'egli, l'Imperatore, avesse a scomparire d'un tratto. E
+nell'imbarazzo generale che sussegu&igrave; a quella domanda, la risposta
+suon&ograve; repentina, dalla bocca stessa che aveva posata la
+questione:&mdash;Sapete cosa direbbe il mondo?... direbbe: ouff!...</p>
+
+<p>Ora, date le debite proporzioni fra l'impero di un Bonaparte e quello
+di una brillante Baronessa, pu&ograve; essere che l'ouff di Giuliano
+rappresentasse <span class="pagenum noind"><a name="Page_47" id="Page_47">{47}</a></span>del pari un sospirone di sollievo. Pu&ograve; essere che egli
+avesse preventivamente desiderato di lanciarlo cos&igrave; ai quattro venti;
+pu&ograve; essere che, entrando schiavo in quel tepido gabinetto, egli avesse
+in animo d'uscirne libero; pu&ograve; essere che la perifrasi gentile,
+destinata a velare l'odiosit&agrave; d'un &laquo;basta,&raquo; fosse stata detta da lui e
+non da lei... A malgrado per&ograve; di tutte queste supposizioni, &egrave; cosa
+positiva che il duca Giuliano si ferm&ograve; un momento nell'andito-serra, e
+rimase immobile accanto a un grande <i>arum</i>. Si ferm&ograve; coll'orecchio
+teso, coll'occhio attento, come aspettando. Un minuto completo, non la
+parte di un minuto. Ma non ud&igrave; nulla. Non voce angosciosa che
+chiamasse, non rumore sommesso di singhiozzi, non strepito di seggiole
+smosse, non tonfo di caduta... Nemmeno una scampanellata... per
+chiamar la cameriera col <i>flacon</i> del sale volatile. Si volt&ograve; anche a
+guardare la porta ch'egli aveva test&egrave; serrata, ma, dietro ai vetri,
+non pass&ograve; la pi&ugrave; lieve ombra.<span class="pagenum noind"><a name="Page_48" id="Page_48">{48}</a></span></p>
+
+<p>Allora Giuliano diede un'energica crollata di spalle, si mise con
+passo risoluto per la lunga infilata delle sale, raggiunse
+l'anticamera, e scese allegro la scala di marmo, salutando
+beffardamente il paffuto angiolo di stucco bianco che, recando sempre
+fra le mani il tulipano di vetro del lume a gas, s'era tante e tante
+volte veduto passare davanti quel bellissimo giovane.</p>
+
+<p>La novella, la grande novella del giorno, fu pronta a percorrere tutta
+Torino. In capo a qualche ora, nessuno dell'<i>high life</i> cittadina
+ignorava che il Duca Giuliano Lantieri aveva riacquistata la sua
+libert&agrave;.</p>
+
+<p>Allo spettacolo del Regio, quella sera, ci fu nei palchetti e nelle
+poltrone un po' d'irrequietezza. Molti cannocchiali erano appuntati,
+non gi&agrave; verso il palco scenico, dove <i>Mignon</i> chiedeva dolcemente in
+italiano, col pensiero di Goethe e colla musica di Thomas: <i>Kennst du
+das Land?</i>; ma bens&igrave; verso un palco in seconda fila, occupato da una
+splendida figura di donna non pi&ugrave; <span class="pagenum noind"><a name="Page_49" id="Page_49">{49}</a></span>giovanissima, ma di quelle che
+hanno il privilegio di percorrere nella vita due o tre giovinezze
+consecutive. La Baronessa Olga, bench&egrave; russa, era bruna di capelli.
+Era vigorosa, non molto grande, con delle forme splendide, e una
+fisonomia affatto straniera, non bella forse, ma ricca d'un certo
+fascino irritante. Aveva il naso piccolo, un po' camuso, una bocca
+quasi da mora, grande, sana, ridente, con dei denti che parevano quasi
+fulgidi nella loro bianchezza di smalto e all'ombra di quelle labbra
+tumide, violenti di forma, di colorito, d'espressione.</p>
+
+<p>Dirimpetto a lei, al posto spesso occupato da Giuliano, brillava
+l'insipida figura d'un Viscontino francese. Furono osservate varie
+cose: primo, che la Baronessa Olga era pi&ugrave; bella che mai; secondo, che
+aveva una <i>toilette</i> nuova; terzo, che serbava quella tal aria serena,
+di buon umore, che la rendeva adorabile; quarto, che aveva
+precisamente i modi, la maniera di guardare delle altre sere; quinto,
+che il suo palco fu affollatissimo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_50" id="Page_50">{50}</a></span> Giuliano, quella sera, venne in
+teatro, s'adagi&ograve; nella sua poltrona, and&ograve; a far visite nei palchi
+delle signore di sua conoscenza. Non and&ograve; nel palco della Baronessa,
+ecco tutto.</p>
+
+<p>Ma al <i>Fiorio</i>, dopo il teatro, quante se ne dissero!... Tutti
+sapevano il perch&egrave; di quella rottura... era un motivo frivolo, dietro
+il quale si celava forse un reciproco senso di stanchezza.
+Generalmente, si approvava Giuliano e la sua ribellione. La Baronessa
+aveva qualche anno pi&ugrave; di lui, e, a dir vero, viaggiava troppo. Un
+signore, autorit&agrave; vecchia, ma incontestata, di quel formidabile
+palazzo di giustizia, fu il solo a sostenere che Giuliano aveva fatto
+uno sproposito, enorme. Gli altri insistevano: diavolo! si sapeva
+positivamente che la Baronessa aveva 6 o 7 anni pi&ugrave; di Giuliano. Ma il
+vecchio si ostinava. Ne avesse dieci o quindici di pi&ugrave;! era pur sempre
+la sola donna che Giuliano <i>potesse</i> amare.</p>
+
+<p>&mdash;Perch&egrave;, perch&egrave;?&mdash;chiesero tutti a una voce.</p>
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Page_51" id="Page_51">{51}</a></span>&mdash;Ah!&mdash;rispose il vecchio con uno di quei sorrisi brevi, che alla
+lunga dovrebbero corrodere le labbra che li recano, tanto sono acri,
+incisivi, mordaci.</p>
+
+<p>&mdash;Povero Giuliano!&mdash;disse qualcuno&mdash;cosa far&agrave; ora?</p>
+
+<p>E fu la fine.</p>
+
+<p>Giuliano non fece nulla di straordinario per celebrare l'era della sua
+riacquistata indipendenza. Si vide pi&ugrave; festeggiato, pi&ugrave; accolto, pi&ugrave;
+ben voluto che mai. Pass&ograve; un carnevale delizioso, si divert&igrave;, fu
+amabile, evit&ograve; ogni laccio, si congratul&ograve; molto con s&egrave; stesso, e
+accompagn&ograve; a teatro due o tre volte la sua vecchia mamma. Un giorno,
+un'idea bizzarra gli pass&ograve; per la mente: &laquo;Se prendessi moglie?&raquo;</p>
+
+<p>Ma la scacci&ograve; subito subito, come una tentazione.</p>
+
+<p>Ora aveva la sua libert&agrave; e voleva goderla.</p>
+
+<p>Goderla, ma come? Se avesse avuta una gran fortuna, ecco, sarebbe
+andato a Parigi! E invece <span class="pagenum noind"><a name="Page_52" id="Page_52">{52}</a></span>suo padre gli aveva lasciato un patrimonio
+discreto, ma nulla pi&ugrave;, e lui stesso, sicuro, un po' aveva speso... si
+sa. Divini quei tre anni nei lacci della baronessa Olga! ma era
+proprio una cosa curiosa il vedere quanto alla Baronessa Olga
+piacessero i dolci, le statuine di Saxe, le tazze di <i>vieux Vienne</i>,
+le rose durante l'inverno, le camelie in estate, i viaggi in primavera
+e in autunno, e le gite in tutte le stagioni. Eh! non c'era che dire,
+in quel patrimonio s'era fatto una gran buca! Come colmarla? E qui
+l'idea della dote torn&ograve; in campo; odiosa, a dir vero, nella sua
+arcigna fisionomia d'espediente. Il Duca la mand&ograve; via risoluto; ma
+quella pass&ograve; soltanto l'uscio, e si cel&ograve; dietro un battente,
+aspettando.</p>
+
+<p>La libert&agrave;... celeste cosa! Ma, un giorno, Giuliano and&ograve; sulle furie
+con s&egrave; stesso, perch&egrave; uscendo alla sera, senz'avvedersene s'era messo
+per la via che conduceva alla dimora della Baronessa. Prov&ograve; un gran
+dispetto, imbizz&igrave; colla <span class="pagenum noind"><a name="Page_53" id="Page_53">{53}</a></span>forza cieca dell'abitudine. No.... diavolo,
+no.... E in quel giorno fu del parere del marchese Colombi, che le
+accademie si fanno o non si fanno.</p>
+
+<p>Ma, passata la prima gioia della sua liberazione, questa cominci&ograve; a
+parergli uno strano arnese, come una foggia troppo attillata d'abito o
+di cappello, in cui egli si sentisse un po' a disagio.</p>
+
+<p>Certe ore gli parevano lente assai. Il disordine sistematico lo
+seccava alla lunga, e non si trovava abbastanza ricco per organizzare
+attorno a s&egrave; un lusso di vizio quale l'avrebbe inteso, in omaggio ai
+suoi gusti raffinati e dispendiosi. Ricominciare ancora, tornare nella
+stessa direzione, mettendosi per altro sentiero?... Ch&egrave;.... non valeva
+la spesa; allora, tanto valeva continuare a quell'altro modo. Tornar
+da capo &egrave; noioso, e non tutte le belle signore hanno un marito dotato
+di un carattere buono e conciliante, quale la Provvidenza l'aveva
+impartito al barone Dornelli. E <span class="pagenum noind"><a name="Page_54" id="Page_54">{54}</a></span>quel benedetto tirocinio.... che cosa
+seccante! Prendersi un'altra volta la briga d'innamorarsi! Gi&agrave;, egli
+non si sentiva fatto per le difficili fasi d'una grande passione; per
+lui ci voleva proprio l'amore d'oggigiorno, piano, senza
+complicazioni, ben educato. Era tanto pigro, tanto indolente quel
+Giuliano! Anzi, era uno dei suoi pregi, dei suoi mezzi di seduzione
+quella sua indolenza languida, dolce, gentile, che si tradiva nei suoi
+modi, nella sua voce, fin nei suoi sguardi, che dava alla sua sana
+bellezza bionda un carattere speciale. La Baronessa lo chiamava
+creolo..., e quella disinvoltura che aveva l'arte di ridurre tutto a
+un'espressione placida, facile, elementare, schiva-fatica,
+armonizzava, forse per forza di contrasto, colla tempra insolentemente
+energica di quella donna. Per&ograve; l'aveva voluto e serbato schiavo sino
+al momento in cui gli aveva concesso di ribellarsi. Le era parso che
+qualcun altro l'avrebbe meglio, o solo altrimenti, divertita. E ora,
+egli non ci voleva tornare laggi&ugrave; in quel gabinetto color <span class="pagenum noind"><a name="Page_55" id="Page_55">{55}</a></span>pesca a
+fiori di granata, non ci voleva tornare. E non ci torn&ograve;.</p>
+
+<p>Siccome era creolo, cos&igrave; accadeva qualche volta che la sua stupenda
+vesta da camera orientale avvolgesse tuttora le sue forme da Apollo
+impinguato, in quell'ora privilegiata durante la quale la gente per
+bene esce di casa e popola i Portici, via di Po e il Corso. Allora
+accendeva un <i>chibouk</i> e sfogliazzava un romanzo. Ma tant'&egrave; eran
+lunghette quelle ore.</p>
+
+<p>Il suo salotto era un mezzo museo, e la povera mamma gli aveva dati i
+suoi due <i>cachemires</i> turchi, perch'egli ne facesse delle portiere; ma
+dalla finestra di fianco si vedeva l'angolo d'un'ala del palazzo,
+molto deteriorata, molto...; e Giuliano si ricordava che anche lo
+scalone era in cattivissimo stato, e che il portinaio aveva un abito
+bleu, sdruscito in un modo orribile. E la vecchia duchessa s'era
+adattata a star lass&ugrave;, al terzo piano.... per poter affittare i
+quartieri migliori.... Bisognava trottare a piedi ora...; nelle
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_56" id="Page_56">{56}</a></span>scuderie c'era un pigionante falegname; invece del nitrito, dello
+scalpit&igrave;o dei cavalli, si sentiva continuamente lo stridere della
+sega, lo scorrere della pialla, il rantolo quasi catarroso del torno.</p>
+
+<p>Parve a Giuliano che allora soltanto tutto ci&ograve; si rivelasse a lui con
+un aspetto e un accento insopportabilmente nuovi. E mentre,
+disgustato, annoiato, pensava quanto il destino gli fosse avverso,
+malevolo, l'idea ch'egli aveva cos&igrave; sgarbatamente messa alla porta
+alcuni giorni prima, si riaffacciava adagino adagino, insinuandosi
+silenziosamente, strisciando lungo le pareti, giungendo mezzo
+inavvertita, sino a lui; s'insinuava nei suoi pensieri, si confondeva
+nel profumo orientale delle volute di fumo che, attorcigliandosi in
+alto, allungandosi, assottigliandosi, parevano quasi assumere una
+femminilit&agrave; indecisa di contorni, disegnare nell'aria una mossa pudica
+di fanciulla, una semplicit&agrave; fresca e schietta, di gesto e di sguardo.</p>
+
+<p>&mdash;Puh!&mdash;osserv&ograve; il Duca, socchiudendo i <span class="pagenum noind"><a name="Page_57" id="Page_57">{57}</a></span>suoi begli occhi azzurri,
+d'un azzurro carico di porcellana, come si fanno alle bambole.&mdash;Dopo
+tutto.... S&igrave;, veramente.... dopo tutto....</p>
+
+<p>Si addorment&ograve; un momento, come se quel pensiero gli avesse cantato la
+<i>ninna nanna</i>, scotendo ritmicamente la lunga poltrona americana sulla
+quale egli giaceva.</p>
+
+<p>Si svegli&ograve; di botto, spaventato. L'idea della scelta torturava gi&agrave; la
+sua pigrizia. Simile a quel sibarita che sudava vedendo uno schiavo
+occupato a spaccar legna, egli si asciugava la fronte pensando alle
+venture perplessit&agrave; del suo spirito quando si tratterebbe di
+decidersi. Gi&agrave;, prima di tutto, egli non aveva mai potuto soffrire le
+signorine, quelle modeste cifre incognite, quegli insipidi indovinelli
+ammantati di bianco, di celeste, di rosa, presso alle quali bisognava
+stare attenti alle proprie parole e agli occhi formidabili delle
+mamme. Ah! che cosa opprimente!</p>
+
+<p>Un momento pens&ograve; a una vedova. Ma poi scosse la sua bella zazzera
+bionda.<span class="pagenum noind"><a name="Page_58" id="Page_58">{58}</a></span></p>
+
+<p>Ah! no, una vedova! Ci sarebbe da lottare col.... fu.... poveretto. E
+poi.... sciocchezze, se vogliamo, ma per lui ci voleva il dominio
+completo, assoluto, primo. Ragazza, dunque, molto giovane, s'intende,
+appunto per poterla avvezzare a modo suo; denari molti, cosa
+indispensabile. Ma dove trovarla.... dove?</p>
+
+<p>Ci pens&ograve; un poco.&mdash;Che seccatura&mdash;conchiuse sbadigliando&mdash;ne parler&ograve; a
+mia madre.</p>
+
+<p>E la sua mente ripos&ograve; in quest'idea.</p>
+
+<p>Avevano finito di desinare, e la vecchia signora guardava di sottecchi
+Giuliano, il quale teneva fra le sua belle dita paffute una sigaretta
+di Salonicco, senza decidersi ad accenderla.</p>
+
+<p>La Duchessa Lantieri non era stata bella. Attualmente era molto santa,
+d'una santit&agrave; sagace e che vedeva abbastanza lontano. La vecchia dama
+stava bene, comodamente, in quell'atmosfera d'una devozione che
+armonizzava colla sua fine e provata scienza del mondo. Senza avere
+molto spirito, la Duchessa aveva quello della sua <span class="pagenum noind"><a name="Page_59" id="Page_59">{59}</a></span>et&agrave;; adorava suo
+figlio, non lo seccava mai; viveva in una stretta, ma decorosa
+economia. Era modesta, umile, semplice assai nei modi, di quella
+semplicit&agrave; queta e in fondo orgogliosissima, del pi&ugrave; delle dame
+piemontesi.</p>
+
+<p>Giorno e notte pensava al maggior bene di Giuliano. Aveva avuto un
+immenso dispiacere, ed era quello di vederlo avvinto nei lacci di
+quella sirena del Nord. S'era consolata un pochino, per&ograve;, pensando che
+quella sconsigliata, priva del divino aiuto, era una Zorodoff, figlia
+d'un ciambellano alla Corte imperiale di Russia, e aveva sposato un
+barone Dornelli di S. Maurizio. Giacch&egrave;, pur troppo.... si sa.... la
+giovent&ugrave; eh!...&mdash;qui la Duchessa metteva un gran sospiro.&mdash;Meglio
+cos&igrave;, insomma, che peggio ancora, ecco.</p>
+
+<p>E Dio l'avrebbe esaudita certamente un giorno o l'altro, facendo
+cessare quella triste cosa, e ispirando a Giuliano il pensiero di
+prender moglie. E pregava di cuore; il che non le impediva di darsi
+d'attorno perch&egrave;, nel caso d'un pronto <span class="pagenum noind"><a name="Page_60" id="Page_60">{60}</a></span>esaudimento, non si sa mai, la
+buona volont&agrave; di Giuliano non avesse a cogliere lei sprovveduta.</p>
+
+<p>Giuliano era sopra pensiero. Le cose non andavano a modo suo, e
+l'intendente di casa gli aveva presentato un certo quadro, il cui
+ricordo non lo ricreava punto. Era stato al corso, e aveva veduta la
+Baronessa in un <i>landau</i> nuovo, stupendo, con una <i>toilette</i>
+splendida, e un mezzo sorriso amabile, che gli aveva fatto un certo
+effetto molto stizzoso. Egli era bens&igrave; andato a fare una lunga sosta
+alla portiera della contessa Zeta, ma la contessa Zeta l'aveva
+annoiato un pochino, e a fianco del <i>landau</i> della Baronessa, aveva
+veduto il Viscontino a cavallo.... Poi, come se non bastasse, l&igrave; nel
+salottino c'era un odore di baccal&agrave;, che lo irritava al sommo.</p>
+
+<p>&mdash;Che profumo!&mdash;disse languidamente a sua madre, recandosi alle nari
+il fazzoletto coll'orlo ricamato a colori vivaci.</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; venerd&igrave;!&mdash;osserv&ograve; umilmente la contessa.<span class="pagenum noind"><a name="Page_61" id="Page_61">{61}</a></span></p>
+
+<p>Il male era che la cucina in quel quartierino ristretto si trovava a
+due passi dalla sala. E in corte, nello scuderie vuote, profanate, la
+sega andava in su o in gi&ugrave; stridendo allegramente.</p>
+
+<p>Giuliano contempl&ograve; a lungo la pietra del suo anello, un occhio di
+gatto cinto da nitidissimi brillantini.</p>
+
+<p>La Duchessa pareva contare i punti del suo lavoro in lana, ma il
+cuore, presago, le batteva, e le sue labbra fino sussurravano qualche
+cosa all'indirizzo di <i>Nossgn&ocirc;r</i>!</p>
+
+<p>Giuliano accese la sigaretta e disse placidamente:</p>
+
+<p>&mdash;Dov'&egrave;?...</p>
+
+<p>La Duchessa attonita alz&ograve; gli occhi.&mdash;Cosa?&mdash;E poi, siccome un animo
+l'avvertiva, soggiunse sorridendo:&mdash;Chi?</p>
+
+<p>&mdash;Chi? (che orrore di sigaretta!) Dico; questa sposina, quando capita?</p>
+
+<p>La Duchessa sent&igrave; un gran rimescol&igrave;o. Ma fren&ograve; la sua gioia. Sapeva
+che Giuliano non amava n&egrave; <span class="pagenum noind"><a name="Page_62" id="Page_62">{62}</a></span>le scene, n&egrave; le spiegazioni. Con voce un
+po' tremante, con un pensiero d'accesa gratitudine verso Dio, rispose
+soltanto;</p>
+
+<p>&mdash;C'&egrave;....</p>
+
+<p>&mdash;Uhm!&mdash;borbott&ograve; Giuliano. E siccome era un magnanimo gentiluomo,
+chiese anzitutto:</p>
+
+<p>&mdash;Bella?</p>
+
+<p>La Duchessa ebbe un sorriso contento, e chin&ograve; il capo.</p>
+
+<p>&mdash;Ricca?</p>
+
+<p>La Duchessa alz&ograve; il capo.</p>
+
+<p>&mdash;Tre milioni&mdash;susurr&ograve; poi con dolcezza infinita, assaporando
+lentamente la frase.</p>
+
+<p>Giuliano guard&ograve; sua madre sul serio. L'aveva sempre stimata, ma ora
+una specie di languida venerazione sorgeva nel suo animo.</p>
+
+<p>&mdash;Ah! ho capito. La figlia d'un banchiere ebreo.</p>
+
+<p>Diceva cos&igrave; per celia, sapendo a che punto sua madre fosse inesorabile
+per tutto ci&ograve; che avrebbe potuto urtare le loro tradizioni,
+l'alterigia calma <span class="pagenum noind"><a name="Page_63" id="Page_63">{63}</a></span>e serena che un lungo ordine di antenati aveva loro
+trasmessa. La Duchessa ebbe una frase laconica:</p>
+
+<p>&mdash;Corona chiusa!</p>
+
+<p>Giuliano si gingill&ograve; un poco, curiosando nella scatola da lavoro.</p>
+
+<p>&mdash;Mia cara mamma, tu possiedi dello forbici impossibili.... Quanti
+anni abbiamo?</p>
+
+<p>&mdash;Diciotto; ed &egrave; tuttora in convento.</p>
+
+<p>&mdash;Un'educazione da farsi, nevvero? Ingenua molto? A meno che....
+qualche volta sono sveglie, sai, queste educande, sveglie davvero. Mi
+ricordo, anni fa, in un convento di monachine....</p>
+
+<p>&mdash;Oh! Giuliano,&mdash;interruppe la vecchia,&mdash;che discorsi! Invece di
+ringraziar Dio!</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;.... proprio!... credi che sia un gran divertimento il prender
+moglie, rinunziare alla propria libert&agrave; per sposare una sciocchina
+qualunque, che non ha mai visto niente in vita sua e alla quale
+bisogna far da precettore.... mentre.... &egrave; cos&igrave; facile....<span class="pagenum noind"><a name="Page_64" id="Page_64">{64}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Trovar qualcuno che insegni a noi.... nevvero, Giuliano?</p>
+
+<p>La Duchessa aveva qualche volta, colla sua aria umile, di queste e
+simili sortite. Giudiano ebbe per un momento l'idea di montar sulle
+furie.... ma cos&igrave;, dopo desinare, non andava fatto. Sorrise soltanto,
+e senza guardar sua madre:</p>
+
+<p>&mdash;Gi&agrave;.... continu&ograve;.... quasi quasi...: &egrave; pi&ugrave; facile e pi&ugrave;
+piacevole.... Dunque?</p>
+
+<p>La Duchessa si sgoment&ograve; e bruci&ograve; le sue navi.</p>
+
+<p>&mdash;Quando la vuoi vedere?</p>
+
+<p>&mdash;Chi?</p>
+
+<p>&mdash;Lei.</p>
+
+<p>&mdash;La mia maestra?</p>
+
+<p>&mdash;Giuliano!&mdash;mormor&ograve; angosciosamente la Duchessa, colla voce piena di
+lagrime.</p>
+
+<p>Egli si mise a ridere.... dondolandosi sulla seggiola.... E la
+Duchessa cominci&ograve; a ragionare.... a pregare.... a spiegare.</p>
+
+<p>&mdash;Sarei cos&igrave; contenta.... chiuderei gli occhi in pace!&mdash;La povera
+donna era quasi eloquente.<span class="pagenum noind"><a name="Page_65" id="Page_65">{65}</a></span> E l'odor di baccal&agrave; intanto penetrava,
+intollerabile, nel salotto.</p>
+
+<p>&laquo;Il primo piano per lei,&raquo; pensava pacatamente Giuliano; &laquo;la mia
+<i>gar&ccedil;onni&egrave;re</i>, al secondo.... la mamma avrebbe per s&egrave; sola questo
+appartamento.&raquo;</p>
+
+<p>&mdash;Oh Giuliano&mdash;continuava la madre....&mdash;credimi, fuori dell'ordine
+morale non esiste vera felicit&agrave;.... Ed &egrave; orfana, per cui, capisci....
+il capitale subito, e una gran tenuta in Lombardia. Un carattere
+adorabile, ti assicuro. Ci sono anche i brillanti di casa. E pensa un
+poco, figlio mio, quando sarai vecchio, che consolazione aver la tua
+famiglia!</p>
+
+<p>&mdash;Gi&agrave;, un monte di biricchini che non vogliono studiare, o di
+ragazzacci che fanno debiti.</p>
+
+<p>Era veramente perplesso. Gli seccava di prendersi la briga di
+decidere.</p>
+
+<p>Abbasso in corte, la sega canzonava, col suo aspro gemito irritante.
+La sala diventava buia nel tramonto primaverile. La pendola suon&ograve; le
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_66" id="Page_66">{66}</a></span>otto con una voce strana uggiosa, colla voce di una pendola che non &egrave;
+pi&ugrave; di moda. L'ultimo raggio del sole entrava di sbieco dalla
+finestra, e cadeva sul velluto scolorito, ammaccato d'una poltrona
+zoppa.</p>
+
+<p>Giuliano mise un sospiro lungo lungo, il sospiro d'un uomo che fa una
+fatica enorme.</p>
+
+<p>&mdash;Per farti piacere....&mdash;disse poi dolcemente a sua madre.&mdash;Ma sai che
+amo le cose spiccie.</p>
+
+<p>La Duchessa trattenne un grido di trionfo, e s'alz&ograve;.&mdash;Oh! Giuliano,
+Giuliano.&mdash;Non voleva piangere, ma si mise a piangere, ci&ograve; non
+ostante.</p>
+
+<p>Le vecchie hanno facile il pianto e la Duchessa evitava con ogni possa
+di tradire s&egrave; stessa in quel modo, davanti a Giuliano, che in questi
+casi soleva prendere con aria grave il suo cappello e si ritirava un
+tantino pi&ugrave; frettolosamente del solito. Ma stavolta.... ah stavolta
+non seppe proprio trattenersi. Ecco, era la Madonna della Consolata,
+lei per l'appunto. Certo, un cuor d'oro.... lo comanderebbe subito....
+a Canavero.<span class="pagenum noind"><a name="Page_67" id="Page_67">{67}</a></span></p>
+
+<p>Giuliano non se ne and&ograve;. Ora che aveva fatto quell'immane sforzo, era
+contento. S&igrave;! era contento di fare una fine; e poi era contento anche
+di s&egrave; stesso per aver data quella consolazione alla sua povera mamma.
+Oh! per lei lo faceva volentieri quel sagrifizio, e per la vecchia
+casa, che aveva tanto bisogno di esser riattata. La Baronessa forse
+non se l'aspettava cos&igrave; subito; era una cosa divertente il pensare che
+probabilmente, anzi inevitabilmente, un certo dispetto l'avrebbe
+provato. Questo le insegnerebbe a inaugurare dei Viscontini francesi,
+il giorno dopo la rottura con lui. Certo, il matrimonio doveva farsi
+presto.... Egli sperava che sua moglie avesse delle belle mani.... era
+una cosa alla quale teneva assolutamente. E se non sapeva vestirsi, un
+inverno a Parigi avrebbe rimediato.</p>
+
+<p>Si sent&igrave; virtuoso; eminentemente morale. Gli spunt&ograve; nell'anima una
+bizzarra e affettuosa stima per s&egrave; stesso. Egli, cos&igrave; bello, cos&igrave;
+signore, cos&igrave; gentiluomo, si adattava a prender moglie prima <span class="pagenum noind"><a name="Page_68" id="Page_68">{68}</a></span>dell'&ecirc;ra
+della parrucca, dell'obesit&agrave;, dei denti finti, delle cambiali al 50
+per cento. Sorrise placidamente, sorrise al futuro, e compliment&ograve; sua
+madre.</p>
+
+<p>&mdash;Brava mamma! e me l'hai tenuta in conserva per tutto questo tempo, a
+malgrado....</p>
+
+<p>Le vizze gote della Duchessa assunsero una tinta quasi giovanile.</p>
+
+<p>&mdash;Aspettavo&mdash;disse semplicemente.&mdash;Ora, s&igrave;, che sarai felice!</p>
+
+<p>&mdash;Credi? Ebbene, tanto meglio. Gi&agrave;, una fine bisognava farla, un
+giorno o l'altro.</p>
+
+<p>La sega taceva, e l'odore del baccal&agrave; veniva meno nella brezza
+vespertina ch'era entrata da una finestra apertasi adagino adagino,
+senza che nessuno se n'avvedesse.</p>
+
+<div class="center">. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .</div>
+
+<p>&laquo;<i>Alla signora Rhoda Lawson Spring&mdash;Lawson's cottage S.... shire</i></p>
+
+<p>&laquo;Mi scuser&agrave; se questa volta non le scrivo in inglese; ma ho da dirle
+tante cose, cose serie <span class="pagenum noind"><a name="Page_69" id="Page_69">{69}</a></span>e importanti e di confidenza, che bisogna
+proprio che gliele dica a modo mio. Non creda per&ograve; che trascuri i miei
+esercizi o i miei temi...; cio&egrave;, adesso veramente.... ma per&ograve; in
+avvenire.... Ohim&egrave;, vede come m'ingarbuglio?... Insomma, le prometto
+di non trascurare l'inglese, perch&egrave; &egrave; tanto bello, e perch&egrave; so che lei
+desidera ch'io non dimentichi ci&ograve; ch'ella ha avuto la bont&agrave;
+d'insegnarmi. E la prego di non far attenzione se questa lettera non &egrave;
+scritta bene, neppure in italiano, perch&egrave; la scrivo di nascosto, e
+senz'avere il tempo di pensare alla sintassi ed a quelle altre
+birberie cos&igrave; difficili della grammatica. Oh, cara signora Rhoda! se
+sapesse quante cose sono accadute da che le scrissi l'ultima volta, e
+che novit&agrave; ci sono per la sua Milla!</p>
+
+<p>&laquo;Certi momenti, mi par di sognare, e ho paura di svegliarmi; e certi
+altri momenti, non so da che parola cominciare per ringraziar il
+Signore. Mi accade, specialmente quando <span class="pagenum noind"><a name="Page_70" id="Page_70">{70}</a></span>chiudo gli occhi, di
+figurarmi che l'aria, dove sono, sia diventata azzurra, come nel cielo
+che &egrave; in alto; &egrave; una stranissima cosa, che far&agrave;, ne son certa,
+meravigliare anche lei. Con tutto ci&ograve;, non creda che faccia delle
+follie; anzi, sono molto quieta, perch&egrave; vedo che il Signore ha voluto
+aprire davanti a me una bella strada verde, con tanto sole e dei fiori
+a bizzeffe. Insomma, mi prover&ograve; a dirle tutto quanto; e non so proprio
+perch&egrave;, essendo cos&igrave; felice e contenta, provo come una specie di
+timore nel dirle tutte queste cose.... guardi che sciocchezza!</p>
+
+<p>&laquo;Si ricorda, quando le scrissi che volevo farmi monaca?... Per fortuna
+che la mia cara Madre Superiora mi consigli&ograve; di aspettare per provarmi
+la vocazione! Ora m'avvedo che avrei fatto un grande sbaglio! Ma
+allora m'era venuta quest'idea perch&egrave; avevo visto a morire la mia
+povera compagna Giulia Ferranito (ah! che dolore fu quello per me), e
+la mia cara amica Teresa Reccadei era uscita di collegio, <span class="pagenum noind"><a name="Page_71" id="Page_71">{71}</a></span>e avevamo
+avuta in convento la vestizione di Maria San Fermo; cerimonia che mi
+aveva fatto un grandissimo effetto. A dir vero, avevo anche un altro
+motivo, ma quello non l'ho mai detto. M'era venuta una gran
+malinconia, perch&egrave; al gioved&igrave; tutte le altre allieve eran chiamate in
+parlatorio, e per me non veniva mai nessuno, mai nessuno! In quel
+giorno non facevo altro che piangere, e quando le mie compagne
+tornavano dalla grata e venivano, allegre, contente, a raccontarmi
+certe novit&agrave;, io mi sforzavo a parere d'esser contenta anch'io, per
+non far loro dispiacere. Le monache erano, e son sempre state,
+buonissime per me; ma quel tal dolore della mamma che non c'&egrave;, &egrave;
+inutile, non si rimedia! Dunque (pensavo fra me) cosa andrei a fare io
+sola in quel mondo terribile, pieno di pericoli, di pene e di dolori,
+se non ho nessuno che si prenda cura di me e mi voglia bene, e
+m'insegni le cose che vanno fatte?... E per questo avevo <span class="pagenum noind"><a name="Page_72" id="Page_72">{72}</a></span>in animo di
+farmi monaca, e di restar sempre qui con queste buone suore. Ma
+adesso.... oh Dio.... &egrave; tutto cambiato.... il mio destino, il mondo,
+tutto quanto!</p>
+
+<p>&laquo;Lei sapr&agrave; senza dubbio.... gi&agrave; glielo scrissi tante volte.... come la
+nostra Madre Superiora, madre Maria della Croce, sia una santa donna,
+che tutti venerano e onorano.</p>
+
+<p>&laquo;Siccome prima di farsi monaca era Contessa di Ronano, cos&igrave; ha serbato
+ancora nel mondo molte amiche, che vengono spesso a vederla per tener
+con lei delle conversazioni edificanti e chiederle dei buoni consigli.
+Una di queste sue amiche &egrave; una Duchessa Lantieri, una signora grande,
+magra, che ispirerebbe molta soggezione, se non avesse una voce dolce
+e delle maniere che, invece, fanno innamorare. Un giorno, la Superiora
+mi disse di accompagnarla alla grata. Pu&ograve; immaginare che caso per me.
+Tremavo come una foglia, ma poi mi rassicurai, quando, alla grata,
+vidi una <span class="pagenum noind"><a name="Page_73" id="Page_73">{73}</a></span>signora che mi fece un mondo di feste, e mi disse che un suo
+nipote era cugino del cognato d'una grande amica della mia povera
+mamma! Si figuri!... sentirmi a parlare della mia povera mamma.... mi
+vennero le lagrime agli occhi!... La Duchessa (era lei) mi consol&ograve;....
+mi disse tante belle cose, e promise che sarebbe tornata a trovarmi.
+Infatti, quasi tutte le settimane anch'io andavo in parlatorio, e la
+buona Duchessa mi portava quasi sempre dei regalini, delle immagini
+sacre, belle, che non avevo mai viste le uguali, e dei libri devoti
+che formavano la mia felicit&agrave; e l'ammirazione delle compagne. Poi mi
+chiedeva dei miei studii, mi domandava cento particolari sulla nostra
+vita di convento; insomma io mi intenerivo pensando alla sua bont&agrave; per
+me, e non vedevo l'ora che tornasse il gioved&igrave; per parlare ancora
+colla zia del cugino del cognato dell'amica di mia madre!</p>
+
+<p>&laquo;Ecco che un bel giorno, eravamo soltanto <span class="pagenum noind"><a name="Page_74" id="Page_74">{74}</a></span>al marted&igrave;, la Superiora mi
+manda a chiamare, mi accomoda la mantellina, mi fa mettere i guanti,
+perch&egrave; avevo ancora un poco di geloni, e mi conduce lei stessa in
+parlatorio. E l&igrave;, dietro alla grata, vedo subito la mia cara Duchessa,
+accompagnata da un signore giovane, grande, biondo. Pu&ograve; immaginare
+come rimasi...; credo che non seppi neppur salutare.... Ma la Duchessa
+non se l'ebbe per male; mi fece ancora pi&ugrave; festa del solito; disse che
+quel signore era suo figlio, il quale era tornato da un viaggio a Roma
+e veniva a portare alla reverendissima Madre Superiora un rosario
+montato in argento, che il Santo Padre aveva benedetto per lei. Io ero
+molto edificata, e ascoltavo quel signore, il quale diceva tante belle
+cose con una voce che pareva una musica, e ogni tanto si rivolgeva
+anche a me; ma io ero cos&igrave; intimidita che non trovavo il coraggio di
+dire una parola. Quando furono per andar via, egli mi fece un saluto
+cortesissimo, <span class="pagenum noind"><a name="Page_75" id="Page_75">{75}</a></span>e disse che si raccomandava alle mie orazioni. Infatti,
+io pregai proprio di cuore, pensando a quella visita che non mi sarei
+mai aspettata, e all'ingiunzione fattami dalla Superiora di non
+parlarne alle mie compagne, mulinando con una grande curiosit&agrave; se la
+signora tornerebbe il gioved&igrave; venturo, e se sarebbe tornata sola.</p>
+
+<p>&laquo;Ma, quella sera stessa, madre Maria della Croce mi mand&ograve; a chiamare,
+e mi domand&ograve; cosa mi pareva di quel signore. Io dissi che mi pareva
+buono come la sua mamma. Allora la Superiora mi fece un gran discorso
+sulla volont&agrave; del Signore, e poi mi disse che il Duca Lantieri,
+sapendo che avevo ricevuta una cos&igrave; buona educazione in quel convento,
+mi chiedeva in isposa.</p>
+
+<p>&laquo;Pu&ograve; immaginare, signora Rhoda, come rimasi. Mi pareva come se
+m'avessero data una gran botta al cuore.... non sapevo pi&ugrave; in che
+mondo mi fossi! Ma la Superiora mi fece <span class="pagenum noind"><a name="Page_76" id="Page_76">{76}</a></span>animo, dicendomi che non
+dovevo turbarmi, ma invece ringraziare il Signore che aveva voluto
+evitarmi i pericoli che una giovane trova infallibilmente nel mondo,
+facendomi subito trovare una cos&igrave; fortunata occasione di abbracciare
+uno stato che, per quanto imperfetto, per quanto inferiore allo stato
+religioso, era pure quello che la Provvidenza aveva destinato al pi&ugrave;
+delle ragazze. Mi fece l'elogio del Duca, della nobilt&agrave; della sua
+casa, e mi dimostr&ograve; quanto dovevo essergli grato d'aver pensato a
+un'umile educanda, mentre avrebbe potuto fare una scelta molto pi&ugrave;
+brillante. Dopo di che, mi disse che ci pensassi per tre giorni,
+facendo una <i>retraite</i> e implorando l'aiuto speciale del Signore,
+della Madonna e di tutti i Santi, perch&egrave; illuminassero la mia mente e
+mi rivelassero la volont&agrave; della divina Provvidenza.</p>
+
+<p>&laquo;Allora fui subito pi&ugrave; quieta, e a furia d'interrogare il Signore, la
+Madonna e i Santi, mi <span class="pagenum noind"><a name="Page_77" id="Page_77">{77}</a></span>parve proprio che rispondessero di s&igrave;, e che
+facevo bene ad accettare. Anche il mio confessore fu dello stesso
+parere, e io in capo ai tre giorni dissi alla Superiora che accettavo.
+La Duchessa venne subito, mi chiam&ograve; la sua cara figliuola, e mi colm&ograve;
+di regali stupendi, che fanno andare in estasi le mie compagne. Il mio
+fidanzato torn&ograve; pure parecchie volte, e io adesso non capisco pi&ugrave; come
+ci sia scritto nella dottrina che la moglie ha <i>l'obbligo</i> di amare
+suo marito! Bell'obbligo, bell'impresa!</p>
+
+<p>&laquo;Io, per dire vero, capisco di parere una stupida, perch&egrave; non so mai
+trovare il coraggio di parlare, e sono anzi pi&ugrave; contenta di star l&igrave;
+quieta, dietro alla grata, a sentirlo parlare con una voce dolce come,
+oh no, molto pi&ugrave; dolce di quella della sua mamma, e a vederlo al di l&agrave;
+della grata appoggiare sulle sbarre la fronte bianca e la sua barba
+bionda che par d'oro. Mi sono accorta che ha gli occhi celesti. Poi ha
+delle mani bianche bianche, con un <span class="pagenum noind"><a name="Page_78" id="Page_78">{78}</a></span>anello che getta certi lampi! Mi
+dice delle cose.... delle cose.... Per esempio, si figuri, che aveva
+sentito tanto a parlar di me, e che mi voleva bene anche prima di
+conoscermi. Si vede proprio ch'&egrave; il dito di Dio che ci ha fatti
+incontrare. Dice che far&agrave; di tutto per rendermi contenta, che esaudir&agrave;
+i miei pi&ugrave; piccoli desideri; anzi, per farmi piacere, &egrave; stato fissato
+che, subito dopo il matrimonio, partiremo per Astianello. Ah, pensi,
+il mio povero Astianello, che non rivedo da dieci anni! Sar&agrave; certo un
+gran dolore lasciare il convento, e queste buone suore, e le mie
+compagne, ma pure, bench&egrave; senta tanto dispiacere (sar&agrave; forse una
+cattiveria?), sono contenta lo stesso, e mi pare, come le ho detto, di
+essere in un altro mondo. Le mie amiche ammirano la mia felicit&agrave;, le
+suore sono contentissime, bench&egrave; ogni tanto parlino delle croci del
+matrimonio; ma io credo che un pochino dicano cos&igrave; perch&egrave; non sanno
+bene come sia. A me <span class="pagenum noind"><a name="Page_79" id="Page_79">{79}</a></span>pare che non mi farei proprio monaca per tutto
+l'oro del mondo, e che il Signore &egrave; stato troppo buono per me.</p>
+
+<p>&laquo;Mi scusi quest'orrore di lettera. Si figuri poi se avessi scritto in
+inglese con quell'impiccio di <i>should</i> e <i>would</i>! Le scriver&ograve; per
+dirle quando si far&agrave; il matrimonio. Chi sa che non ci possiamo trovare
+ancora ad Astianello! Pensi! Ad Astianello, in primavera, con lui....
+volevo dire con mio marito. Che parola curiosa, nevvero? Non
+dimentichi il nome: Giuliano.... Duca Giuliano Lantieri.... Io per&ograve;
+l'ho sempre chiamato signor Duca sino ad ora, e lui mi dice signorina.
+Chiss&agrave; come far&agrave; per dire Milla!...</p>
+
+<p>&laquo;Ieri ho pianto tanto pensando alla mia povera mamma, che non ho mai
+conosciuta, e al mio pap&agrave;, che ho perduto cos&igrave; presto! Oh! come
+saranno contenti lass&ugrave; in Paradiso!....</p>
+
+<p>&laquo;Ecco che mi tornano le lagrime agli occhi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_80" id="Page_80">{80}</a></span> Mi scusi questa lettera,
+chiss&agrave; quanti errori ci sono! Mi scriva presto, e mi creda la sua
+beata, felicissima allieva.</p>
+
+<p>&laquo;Torino, convento dell....</p>
+
+<p class="right">&laquo;MILLA D'ASTIANELLO.</p>
+
+<p>&laquo;<i>PS.</i> Non si scordi il nome.... Giuliano.&raquo;</p>
+
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+<h2><a name="III" id="III"></a>III.</h2>
+
+
+<p>Ad Astianello la notizia giunse improvvisa, in una lunga lettera
+d'affari, scritta dal tutore all'agente. Il matrimonio sarebbe
+celebrato a Torino, il giorno tal dei tali, e, dopo un viaggio di sei
+ore, gli sposi giungerebbero alla stazione ferroviaria di ***, dove
+troverebbero le carrozze di casa per recarsi alla villa. I viali
+inghiaiati, dar aria all'appartemento celeste, quello della stanza <span class="pagenum noind"><a name="Page_81" id="Page_81">{81}</a></span>da
+letto che dava sul terrazzino, e prepararlo per gli sposi. Il desinare
+per due, alle sette.</p>
+
+<p>Fu una gran cosa, quell'annunzio inaspettato, quel vento di padrone
+nuovo, che si era levato cos&igrave; repentino nell'atmosfera. Chi era?
+com'era lo sposo della signorina?... questo essere privilegiato che
+aveva incontrata una fortuna di quella sorte?...</p>
+
+<p>Le informazioni giunsero poche e alla spicciolata, ma qualche cosa si
+seppe di questo benedetto sposo. Era un Duca... un nobilone anche lui,
+che sino ad allora aveva fatta la bella vita... e di quattrini non
+glie n'eran rimasti molti. Si diceva per&ograve; ch'era bellissimo, e la
+signorina si era innamorata di lui in convento... anche perch&egrave; una
+mamma avveduta aveva saputo metter le mani in pasta. Siccome il loro
+quartiere non era pronto, venivano ad Astianello.</p>
+
+<p>La curiosit&agrave; era grande fra quella buona gente, e l'incertezza pure.
+Come l'andrebbe con questo padrone nuovo? Chi comanderebbe, lui o lei?
+E <span class="pagenum noind"><a name="Page_82" id="Page_82">{82}</a></span>le razze? Se ne intendeva colui? Avrebbe saputo mantenerle bene?...
+Nei pascoli non si parlava d'altro. E, a misura che s'avvicinava il
+giorno dell'arrivo, una trepidazione pi&ugrave; affettuosa, meno egoista,
+teneva agitati i dipendenti della tenuta, e questo era il pensiero del
+marito della signorina.</p>
+
+<p>Finalmente il gran giorno spunt&ograve;. Un bel giorno degli ultimi d'aprile,
+tiepido, sereno; un vero giorno di nozze.</p>
+
+<p>L'agente diede ordini precisi. Alla stazione, alle 4 pom., il
+<i>landau</i>, con quattro cavalli, e un cacciatore a cavallo per seguire
+la carrozza: Drollino per l'appunto, ch'era il cavalcatore pi&ugrave; destro
+e pi&ugrave; appariscente che ci fosse in tutta la tenuta.</p>
+
+<p>Veramente, nello spazio di questi otto anni, Drollino s'era fatto
+bellissimo. Era cresciuto rapidamente; snello e gagliardo come un
+antico discobulo. L'indole sua non aveva subito grandi mutazioni; egli
+aveva serbato una grande indipendenza <span class="pagenum noind"><a name="Page_83" id="Page_83">{83}</a></span>di carattere, non era n&egrave;
+allegro, n&egrave; socievole, e non bazzicava coi suoi compagni pi&ugrave; di quanto
+lo comportassero le esigenze del comune mestiere. Stava sempre in
+mezzo ai cavalli, in scuderia e ai pascoli, errava continuamente per
+tutta la vasta zona dell'allevamento. Ora non bestemmiava quasi pi&ugrave;,
+ma continuava nel suo sistema di parlar poco. Era ormai presso ai
+venti anni, e, se avesse voluto, avrebbe potuto destare grandi
+passioni fra le ragazze del paese; ma era cos&igrave; poco gentile con loro,
+se ne occupava cos&igrave; poco, che le simpatie, scoraggiate, si smorzavano
+presto. In complesso, ispirava pi&ugrave; soggezione che simpatia. Ma nella
+tenuta si faceva molto calcolo di Drollino.</p>
+
+<p>Intollerante d'ogni lezione, aveva imparato solo, a furia di volont&agrave;
+tenace, le pi&ugrave; ardite prodezze del suo mestiere. Era il primo domatore
+che vantasse casa d'Astianello. Ahim&egrave;! non pi&ugrave; d'Astianello...
+Lantieri! Aveva un metodo tutto suo per venire a capo delle bestie pi&ugrave;
+ribelli, un metodo <span class="pagenum noind"><a name="Page_84" id="Page_84">{84}</a></span>ch'egli non insegnava ad altri, che aveva appreso,
+si diceva, da un certo mandriano di tori, mezzo stregone, mezzo
+zingaro, un pochino contrabbandiere. Pu&ograve; essere che non fosse tutta
+arte naturale. Si dubitava d'un segreto; d'una specie di mal&igrave;a. Egli,
+per non essere seccato, lasciava che questa diceria si perpetuasse
+nella tenuta; forse lui stesso ignorava come gli venisse fatto di
+dominare a quel modo, con una specie di forza magnetica, i cavalli pi&ugrave;
+indocili. Voleva! ecco tutto.</p>
+
+<p>Era sempre serio, bench&egrave; non si potesse accusarlo di tetraggine o di
+malumore. E meglio che coi compagni, meglio che colle rusticane belt&agrave;
+della tenuta, egli pareva trovarsi contento nelle solitudini grandiose
+del piano, dove la sua compagna, quasi inseparabile, era Mia!</p>
+
+<p>Mia era diventata una stupenda giumenta, celebre per la bellezza
+eccezionale delle sue forme, e per le qualit&agrave; dell'indole propria.
+Quando Drollino attraversava i pascoli, cavalcando Mia anche <span class="pagenum noind"><a name="Page_85" id="Page_85">{85}</a></span>a dorso
+nudo, i palafrenieri ed i cavallanti interrompevano le loro faccende,
+per fermarsi ad ammirare quel gruppo magnifico. La riputazione di Mia
+aveva oltrepassati i limiti della tenuta e vistosissime offerte di
+compra erano giunte sino a Drollino, ma il giovane rispondeva con un
+no cos&igrave; brusco e reciso che ormai nessuno pi&ugrave; s'attentava a intavolar
+trattative. Mia era l'orgoglio, la passione di Drollino. Non aveva mai
+permesso a nessuno di cavalcarla n&egrave; di governarla ed era istancabile
+nell'usarle infinite e delicatissime cure.</p>
+
+<p>Qualche volta le andava mormorando all'orecchio qualche parola, come
+se ella potesse intenderlo... dargli retta. Si faceva ubbidire senza
+mai batterla, l'aveva avvezzata ad una straordinaria sensibilit&agrave; di
+bocca... Il suo sogno di bambino era esaudito; quella cavalla, era
+sua, sempre, veramente sua.... No! non sempre.</p>
+
+<p>Un caso esisteva, solo, ma esisteva, in cui la voce di Drollino
+perdeva ogni prestigio per l'orecchio <span class="pagenum noind"><a name="Page_86" id="Page_86">{86}</a></span>di Mia. In <i>quel</i> caso, Mia si
+ribellava. Nulla poteva vincere quella ribellione, non cure, non
+richiami, non castighi violenti n&egrave; scudisciate crudeli. Mia aveva
+paura dello sparo di un'arme da fuoco.</p>
+
+<p>Una paura insana, delirante, che determinava in lei come l'accesso
+d'un pazzo orgasmo. Appena udito lo sparo essa partiva a gran
+carriera, colle nari al vento, con un acuto nitrito di dolore. E per
+non esser balzati di sella o dal legnetto leggero a cui Drollino
+soleva talvolta attaccare la sua cavalla, bisognava proprio esser lui,
+coi suoi garretti ed i suoi polsi d'acciaio. Drollino aveva fatto il
+fattibile per guarire la povera bestia da quella suscettibilit&agrave;
+nervosa dell'udito; ma non era venuto a capo di nulla e Mia in quei
+momenti, diventava anche per lui una cavalla pericolosa.</p>
+
+<p>Nella tenuta si sapeva di quest'unico difetto di Mia; ma nessuno
+ardiva tenerne parola a Drollino, da poi che un mozzo malaccorto, per
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_87" id="Page_87">{87}</a></span>avergli rimproverata con scherno quella codardia della cavalla, s'era
+buscata... Dio! che tempesta di pugni s'era buscata colui!</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>Davanti alla piccola stazione pochi contadini attoniti e sbalorditi
+guardano lo splendido <i>landeau</i> che un cocchiere imponente, guidando
+quattro massicci cavalli meklemburghesi, fa passeggiare al passo sulla
+spianata.</p>
+
+<p>Un po' in disparte, un palafreniere in gran livrea frena a stento lo
+scalpicciare inquieto di una superba giumenta, Mia.</p>
+
+<p>Ogni tanto Drollino la lascia sbizzarrire un po', osservando con
+occhio malizioso il prudente <i>dietro front</i> del sig. Damelli, agente
+della casa, ch'&egrave; venuto anch'egli ad ossequiare gli sposi e che non
+pare troppo smanioso di proseguire la sua passeggiata in vicinanza
+della cavalla. Ma udendo il treno rumoreggiare in lontananza Drollino
+si mette in guardia e raccoglie le briglie. Il <i>landeau</i> si ferma
+proprio dirimpetto alla stazione, <span class="pagenum noind"><a name="Page_88" id="Page_88">{88}</a></span>la locomotiva &egrave; visibile e le teste
+si protendono, curiose.</p>
+
+<p>Un nereggiamento rumoroso s'avvicina velocissimo, traendosi dietro un
+gran pennacchio di fumo bianco. Si sente una scampanellata, si vede
+sventolare una bandiera rossa. Mia s'inquieta, sbuffa, accenna ad
+impennarsi, ma il suo cavaliere le stringe i fianchi come in una morsa
+di acciaio, mentre colla mano guantata in pelle di daino, accarezza il
+collo della cavalla, battendo leggermente sulla criniera. Mia si
+rassegna ed aspetta, ma colle orecchie tese, coi garretti frementi.</p>
+
+<p>Un lungo fischio risuona oltre i cancelli, il treno si ferma e riparte
+un minuto dopo, ed in mezzo ad un po' di ressa, emerge dalla porta
+della stazione avanzandosi verso il <i>landeau</i>, una giovane e
+bellissima coppia.</p>
+
+<p>Son dessi!... Gli sposi di otto ore prima.</p>
+
+<p>Drollino la vede subito, la guarda, come trasognato!</p>
+
+<p>Si, &egrave; lei... la signorina. Ingrandita, di certo, <span class="pagenum noind"><a name="Page_89" id="Page_89">{89}</a></span>ma non tanto e
+sempre quel visino dolcissimo. Com'&egrave; pallida!... Ma ora, con quel
+sorriso sulle labbra, par tal e quale la Milla di otto anni fa!</p>
+
+<p>Porta un gran cappellone, tutto velluto nero e piume nere, un abito
+inglese, attillato e scuro. Gira attorno uno sguardo, ch'&egrave; a un tempo
+commosso, sgomentato e felice. L'intendente si fa innanzi ad
+ossequiarla. Essa s'intenerisce.&mdash;Ah! signor Damelli, nevvero!... il
+mio povero Pap&agrave;...&mdash;Sulle palpebre castane spunta una lagrima. Poi la
+sposa si scuote, sorride, arrossisce, e presenta il signor Damelli a
+Giuliano... il duca... mio marito. &Egrave; la prima volta che dice cos&igrave;:
+&laquo;mio marito.&raquo; Il qual marito &egrave; senza dubbio un bellissimo giovane, non
+molto grande, grassotto, con una barba d'oro alla nazzarena. I tratti
+signorili all'estremo, tondi, tendenti al floscio. &Egrave; amabilissimo col
+signor Damelli, d'una amabilit&agrave; languida, che, se si avesse il tempo
+di studiarla, parrebbe un pochino sprezzante. Ha un non so che di
+seccato che consola; nel suo sorriso <span class="pagenum noind"><a name="Page_90" id="Page_90">{90}</a></span>fisso, nell'azzurro acceso dei
+suoi occhi, si legge una premura insolente d'essere a casa.</p>
+
+<p>Drollino, immobile, snello sulla sua bella cavallona, lo guarda
+attentamente, scrutando quella nuova faccia di padrone, che non lo
+soddisfa. Per&ograve;, con una riflessione degna del suo senno pratico, pensa
+che per giudicare infallibilmente d'un uomo bisogna prima averlo
+veduto in sella.</p>
+
+<p>Mentre si caricano i bauli, Milla si guarda attorno per ritrovare quel
+noto paesaggio. E in questo paesaggio vede la macchietta immobile di
+un palafreniere a cavallo. Guarda, le pare, non le pare, vede due
+occhi scintillanti, una faccia bruna:</p>
+
+<p>&mdash;Oh!&mdash;dice sorridendo, commossa.&mdash;Drollino!</p>
+
+<p>Drollino s'inchina profondamente, mentre una fiamma impetuosa arrossa
+la tinta bruna del suo viso. Milla avvicinandosi, gli dice:</p>
+
+<p>&mdash;Oh, Drollino! come ti sei fatto grande!</p>
+
+<p>Poi si ricorda di Mia, e gli chiede di Mia.<span class="pagenum noind"><a name="Page_91" id="Page_91">{91}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Eccola&mdash;dice Drollino, accennando la sua cavalcatura.</p>
+
+<p>Milla stende la mano come per accarezzar Mia, ed entrambi,
+palafreniere e Duchessa, sorridendo, si ricordano.</p>
+
+<p>Ma i bauli sono caricati, e il Duca s'&egrave; sbarazzato del signor
+Damelli.&mdash;Milla! chiama con impazienza. Essa dimentica Drollino,
+dimentica Mia, li lascia sui due piedi senza salutare, e si avvicina a
+sua marito, che le offre il braccio, per aiutarla a entrare in
+carrozza.&mdash;Avanti,&mdash;ordina il Duca; e sulla strada polverosa, stretta,
+fiancheggiata dai vasti campi del grano ancor verde, i quattro cavalli
+trottano rapidi e pomposi. Drollino &egrave; rimasto dietro la carrozza,
+aspettando che una maggior larghezza della via gli permetta di
+oltrepassar l'attacco. Il <i>landeau</i> &egrave; aperto; ed egli vede il
+cappellone di piume nero e l'elegante berretto scozzese da viaggio
+farsi vicini uno all'altro, chinandosi, come se volessero intavolare
+loro la conversazione..., vede <span class="pagenum noind"><a name="Page_92" id="Page_92">{92}</a></span>delle larghe spalle irrequiete e delle
+spalluccie fine che tremano un poco.... vedo dei profili in moto,
+delle labbra che parlano e sorridono. Ma, ad un tratto, il cappellone
+nero, come se avvertise un pericolo, si tira in l&agrave;... bruscamente.</p>
+
+<p>Allora il Duca, con un movimento d'impazienza quasi brutale, si
+volta.&mdash;Passa avanti,&mdash;dice ruvidamente a Drollino.</p>
+
+<p>Mia si sente a figgere gli sproni nei fiacchi, si sente spinta in un
+passaggio strettissimo, che corre fra la carrozza ed i campi, a
+sinistra della via. Passa rapida come un lampo, e Drollino non vede la
+mano del Duca correre sotto l'ala del cappellone nero e posarsi,
+imperiosamente morbida, sulla spalla della Duchessa.</p>
+
+<p>Il personale della tenuta era quasi tutto riunito al cancello del
+viale d'ipocastani. La balia di Milla e la fattoressa piagnucolavano,
+affettuosamente, parlando della loro piccina che tornava, ed era
+sposa! Era un sussurr&igrave;o continuo di osservazioni, di ricordi, di
+pronostici.... e il coro <span class="pagenum noind"><a name="Page_93" id="Page_93">{93}</a></span>non faceva sosta se non quando s'udiva da
+lungi sulla via il rumore d'un veicolo. Allora le parole si facevano
+tronche... sommesse... Ora viene... &egrave; lei... a momenti... &egrave; qui. Ma
+non era mai lei, e intanto annottava.</p>
+
+<p>Finalmente s'ud&igrave; un galoppo continuo, concitato... Sono loro di certo.
+E tutti ritti in punta di piedi, per veder meglio e prima. Ma no...
+era Drollino.</p>
+
+<p>Lui a briglia sciolta, coi capelli al vento, pareva un indemoniato.
+Mia era tutta bianca di schiuma. Con due sbalzi, cavalla e cavaliere
+oltrepassarono il cancello fra le due ali di folla che davanti a
+quell'arrivo precipitoso s'erano ritirate gridando. Drollino non si
+ferm&ograve; a dar spiegazioni, corse via sempre di carriera, e scomparve
+quasi subito nella direzione dei pascoli.</p>
+
+<p>La carrozza coi quattro cavalli non giunse che venti minuti dopo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_94" id="Page_94">{94}</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+<h2><a name="IV" id="IV"></a>IV.</h2>
+
+
+<p>Alla torre bruna del campanile, l'orologio, serio e grave, annunziava
+le dieci e mezzo. Il desinare degli sposi era finito da non molto, ed
+il Duca, parlando languidamente della stanchezza dei viaggio, aveva
+subito condotto Milla di sopra, della loro stanza.... E la camere
+illuminate e silenziose, la fuga delle sale a terreno avevano veduto
+passare quella coppia, taciturna ormai.... sui passi del domestico,
+che spalancava gli usci. Poi gli usci s'erano chiusi, e non si sentiva
+rumore di sorta. Il chiasso e l'allegria s'eran concentrati nel
+tinello della servit&ugrave;.... dove e vino e motti festosi correvano senza
+posa in mezzo alle libere risate e alle libere frasi. Ma quella
+gazzarra schietta e grossolana moriva l&igrave;, tra le pareti crudamente
+bianche di quel locale.<span class="pagenum noind"><a name="Page_95" id="Page_95">{95}</a></span></p>
+
+<p>La casa era immersa in un silenzio religioso, come addormentata, nella
+serenit&agrave; luminosa della notte. Biancheggiava alta, chiusa, signorile,
+nel vivo chiaro di luna che, piovendo senza riparo sulla facciata,
+pareva rivestirla d'un'immensa frescura d'argento. L'ombra della villa
+spiccava di fianco nerissima, sul verde umido del giardino. In quella
+luce dolce, senza bagliori, tutto pareva acquistare un forte risalto
+di contorni, ed il fogliame scuro del viale pareva staccarsi,
+cesellato, sullo sfondo dell'aria serena, tinta d'un cupo azzurro
+grigiastro.</p>
+
+<p>Una pace infinita. Attorno al laghetto, nel canneto, qualche breve
+sussurro di giunchi dondolati da una subita bava di vento notturno;
+dalla parte del viale, qualche nota smarrita di rosignuolo.... L'aria
+era pregna d'un odore forte e grato di serenella.... e ve n'era
+infatti una gran macchia, tutta in fiore, poco discosto....</p>
+
+<p>In mezzo a quella pace e a quel silenzio, una ombra mascolina or
+s'allungava, or si faceva pi&ugrave; <span class="pagenum noind"><a name="Page_96" id="Page_96">{96}</a></span>corta sulla ghiaia del giardino, a
+seconda della direzione del corpo che la proiettava. Era l'ombra di
+Drollino.</p>
+
+<p>Il giovane palafreniere s'era trovato l&igrave; senza sapere come, n&egrave;
+perch&egrave;.... Quel fracasso infernale del tinello l'aveva stordito; era
+uscito per respirare un po' d'aria fresca, e camminava in su e in gi&ugrave;
+sulla grande spianata. Si ferm&ograve; un momento dietro alla macchia delle
+serenelle, guardando come trasognato la doppia scalinata che sale
+sulla facciata della villa e fa capo alla terrazzina del primo piano.
+Sapeva esser quello l'appartamento destinato agli sposi.</p>
+
+<p>La brezza notturna si mette improvvisamente in moto. Allora tutto
+quell'arruffio di piante arrampicanti, avvinghiate alla balaustra,
+s'agita, freme, i fiori oscillano, rizzano le pendule teste sui rami
+curvati ad arco. Anche loro vogliono vedere: come lui.... Perch&egrave;?...
+Cosa importa ai fiori delle fatali ore umane? E cosa importa a lui, a
+quel giovane ineducato, mezzo zingaro, <span class="pagenum noind"><a name="Page_97" id="Page_97">{97}</a></span>mezzo selvaggio, che se la
+dice e sta coi cavalli pi&ugrave; volentieri che coi pari suoi?</p>
+
+<p>La finestra s'apr&igrave; impetuosamente. Milla apparve.... lass&ugrave; sul
+terrazzino. Non aveva pi&ugrave; il suo elegante vestito da viaggio; la sua
+personcina, minuta, snella, era avvolta in un'ampia <i>douillette</i> di
+casimirra bianca. E subito, alle spalle di Milla, ecco il Duca....
+Milla volt&ograve; il visino smarrito verso la luna.... quella vecchia amica
+di tutte le giovent&ugrave;! Ma egli no, non lo guard&ograve; neppure quel disco
+pallido e muto.</p>
+
+<p>Parlava, e il vento portava le sue parole, brevi, tronche, come
+soffocate:</p>
+
+<p>&mdash;Ma che idea! vieni, amor mio.... vieni.</p>
+
+<p>Essa rideva, appoggiata, stretta alla balaustra, come una rondine che,
+in tempo di bufera, si stringe alla gronda.</p>
+
+<p>&mdash;Vieni, vieni!&mdash;ripeteva il Duca, null'altro che: &laquo;vieni.&raquo; Ma quella
+parola vibrava.... ardente.... nell'aria fresca.</p>
+
+<p>Milla lo pregava d'aspettare un momento.<span class="pagenum noind"><a name="Page_98" id="Page_98">{98}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Oh! Giuliano.... no.... aspetta un momento.... ti prego....
+guarda.... com'&egrave; bello!</p>
+
+<p>Era smarrita, ansante; guardava quella gran pace di luce smorta,
+quella divina poesia notturna, che nell'ora suprema della sua
+esistenza metteva un minuto di suprema poesia d'amore.</p>
+
+<p>Ma il Duca, in quel momento, non aveva nessuna voglia di contemplare
+la luna, la trovava anzi molto inutile...; non disse pi&ugrave;: &laquo;vieni,&raquo; ma,
+avanzandosi rapidamente verso Milla, la recinse con un braccio alla
+vita. Essa non lott&ograve;, lasci&ograve; andare il capo all'indietro, sinch&egrave; lo
+sent&igrave; appoggiato sul petto di lui, ed alz&ograve; gli occhi a guardar
+Giuliano. Allora egli chin&ograve; il volto, e le baci&ograve; la bocca dando un
+passo addietro. E cos&igrave;, adagino adagino, con quel metodo, camminando a
+ritroso, a furia di baci, di sconnesse parole, la ricondusse sulla
+soglia. Poi sciogliendosi per un momento si volt&ograve; repentino a serrar
+le gelosie, i vetri, le imposte e quanto diavolo c'era.<span class="pagenum noind"><a name="Page_99" id="Page_99">{99}</a></span></p>
+
+<p>Di fuori, rimase il lume di luna, cos&igrave; perentoriamente messo alla
+porta.</p>
+
+<p>E nel lume di luna, la faccia turbata, quasi stravolta di Drollino!</p>
+
+<p>Sua! mormor&ograve; il giovane.... E digrign&ograve; i denti....</p>
+
+<div class="center">. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .</div>
+
+<p>Si guard&ograve; attorno. Era precisamente in quel lato del giardino dove,
+otto anni prima, aveva avvertito l'avvicinarsi dei malfattori. Rivide,
+colla memoria, quelle tre faccie sinistre sbucanti cautamente
+dall'oscurit&agrave; del viale!...</p>
+
+<p>Ma ora, la pace era completa. La facciata della villa taceva nella
+molle bianchezza che l'illuminava.</p>
+
+<p>Un subito pensiero scosse Drollino. Prov&ograve; un impulso.... quello di
+destare ancora, tutti con un grido d'allarme: al ladro.</p>
+
+<p>Ma si trattenne, con uno sforzo violento che gli fece provare come un
+senso di stringimento alle fauci.... Ah Cris....</p>
+
+<p>Ma non pot&egrave; finir quella parola... neppur quella...<span class="pagenum noind"><a name="Page_100" id="Page_100">{100}</a></span></p>
+
+<p>Allora, come se lo avesse colpito un subito spavento, fugg&igrave;
+rapidamente pel viale e scomparve nell'ombra, sforacchiata dai
+cerchiolini argentei che piovevano a terra, sotto il traforo del
+fogliame.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>Pochi giorni dopo, il Duca e la Duchessa vennero, in carrozza
+s'intende, a visitare i pascoli. Le puledrine erravano, sgambettando
+attorno alle madri, che posatamente pascevano, alzando ogni tanto le
+teste per guardare, con quei loro occhi calmi e profondi, l'orizzonte
+sereno del piano. Qualche gaio nitrito echeggiava qua e l&agrave; nelle
+mandrie e le grandi biche del fieno maggengo profumavano l'atmosfera,
+accanto ai casolari.</p>
+
+<p>Drollino, osservava con piena soddisfazione l'equipaggio, una
+leggiadra <i>vittoria</i> attaccata a due nervosi cavalli ungaresi. Stava
+un po' in disparte, di fianco alla carrozza. Che cosa curiosa era mai
+quella Duchessa! La sua piccola persona scompariva quasi nell'ampiezza
+della vittoria e nell'intricata vicenda di trine bianche e <i>thibel</i><span class="pagenum noind"><a name="Page_101" id="Page_101">{101}</a></span>
+grigio tenero della sua stupenda <i>toilette</i> di primavera, ma la
+bianchezza dell'incarnato, la delicatezza squisita dell'ovale e la
+grazia soave della fisonomia componevano nello sfondo roseo
+dell'ombrellino aperto, un quadretto supremamente gentile. Essa non
+aveva pi&ugrave; l'aria sgomentata; era un po' pallida, ma su quel
+passeggiero abbattimento dei tratti, che dolcezza infinita di
+contento, che luce ridente, quanto raggio di gioia, d'un orgoglio
+nuovo, appassionato! Un sorriso lievemente estatico le posava sulle
+labbra ed ella riusciva a gran stento a strappare ogni tanto dal volto
+del Duca il suo sguardo, invincibilmente affascinato.</p>
+
+<p>Il Duca, quieto, ilare e molto bello, nel suo elegante <i>tout de m&ecirc;me</i>
+inglese, rispondeva ad intervalli alla involontaria fissit&agrave; degli
+sguardi di lei, con certe rapide e molli carezze dell'occhio. E con
+una compiacenza, non meno paga e sincera, guardava pure i cavalli che
+il capo di scuderia gli andava accennando e che i mozzi della <span class="pagenum noind"><a name="Page_102" id="Page_102">{102}</a></span>tenuta
+facevano passeggiare avanti e indietro a fianco della <i>vittoria</i>.</p>
+
+<p>Egli li esaminava, socchiudendo per vederci meglio, uno dei suoi
+splendidi occhi azzurri.</p>
+
+<p>Faceva il possibile onde persuadere gli astanti d'essere al fatto di
+quanto costituisce la difficile arte dell'allevamento equino, ma le
+sue cognizioni in proposito, limitate al dispendioso s&igrave;, ma ristretto
+<i>dilettantismo</i> dei pi&ugrave; dei giovanotti eleganti, non impedivano che
+ogni tanto gli scappassero detti certi maestosi strafalcioni, che la
+Duchessa aveva per vangelo, ma che sortivano un ben altro effetto
+presso gli altri. Qualche sorrisetto spuntava qua e l&agrave; sui volti
+abbronzati; mozzi e palafrenieri scambiavano certi sguardi, ch'erano
+vere salve di canzonatura. Il Duca non se ne accorse, e incoraggiato
+da un intimo sentimento della propria disinvoltura, volle scendere,
+per scegliere un cavallo da sella, ch'egli destinerebbe al suo uso
+particolare.</p>
+
+<p>Ne prov&ograve; parecchi e dei migliori, ma su tutti <span class="pagenum noind"><a name="Page_103" id="Page_103">{103}</a></span>trov&ograve; a ridire. Questo
+aveva la bocca dura, quello il trotto ineguale.... quell'altro
+l'andatura sgarbata.... Alla lunga, s'impazient&igrave;. A lui non
+piacevano.... ecco!... era abituato a ben altri <i>soggetti</i>.... Gi&agrave;;
+con queste benedette razze italiane, &egrave; inutile, ci sarebbero sempre
+degli inconvenienti! E anche le mandre, i riparti, i pascoli
+lasciavano molto a desiderare.... Penserebbe, provvederebbe lui; ci
+voleva un altro impianto; ecco cosa ci voleva!</p>
+
+<p>A un tratto gli venne veduta, un po' in lontananza una cavalla alta,
+di stupende forme, con una testa fina, delle gambe sottili e nervose,
+un collo elegantissimo, sul quale i turgidi meandri delle vene
+spiccavano in nitido risalto. La cavalla stava immobile, in una posa
+felicissima e atta a far valere la classica bellezza delle sue linee.</p>
+
+<p>&mdash;To! pens&ograve; il Duca! ecco il caso mio.</p>
+
+<p>Si volt&ograve; verso l'intendente e gli disse accennando quella
+cavalla:&mdash;Ecco un discreto prodotto; come si chiama?<span class="pagenum noind"><a name="Page_104" id="Page_104">{104}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Mia!&mdash;rispose dietro alla <i>vittoria</i> una voce giovane e vibrata.</p>
+
+<p>Il Duca si volt&ograve; e vide che chi aveva detto quel nome era uno dei
+cavallari. Per cui, senza rispondere a colui, si rivolse nuovamente
+all'agente:</p>
+
+<p>&mdash;Che nome ridicolo.... Dev'essere una buona bestia.... Amerei vederla
+in moto.</p>
+
+<p>D'un salto, e bench&egrave; Mia non fosse sellata, Drollino le fu in groppa.
+Sciolse la cavezza, e si mise in moto. Con due o tre monosillabi fece
+prendere successivamente alla cavalla il trotto, il galoppo, saltar
+una barriera, fermarsi repentina, poi tornare scambiettando al sito
+donde avea prese le mosse. E tutto questo fu compiuto in un momento,
+con una maestria, una sveltezza, una <i>bravura</i> ammirabili.</p>
+
+<p>&mdash;Bravo, Drollino!&mdash;sclam&ograve; la Duchessa con entusiasmo e guardando suo
+marito per vedere l'<i>effetto</i> che sortiva in lui lo spettacolo della
+valent&igrave;a di Drollino.<span class="pagenum noind"><a name="Page_105" id="Page_105">{105}</a></span></p>
+
+<p>Ma il Duca non si degn&ograve; di esprimere la sua soddisfazione. Ordin&ograve; che
+sellassero la cavalla; voleva provarla.</p>
+
+<p>L'intendente rimase un po' imbarazzato.</p>
+
+<p>&mdash;Veramente.... signor Duca....</p>
+
+<p>&mdash;Cosa?&mdash;chiese brusco il padrone.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco.... signor Duca.... certamente..., si figuri.... ma vede,
+quella cavalla.... sicuro.... &egrave; bens&igrave; un prodotto della tenuta, ma non
+appartiene propriamente alla tenuta.</p>
+
+<p>&mdash;No? e di chi &egrave;?...</p>
+
+<p>&mdash;Mia!&mdash;disse tranquillamente Drollino, che, disceso di sella, stava
+ritto accanto alla cavalla, guardando fisso il Duca.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;rispose questi con suprema indifferenza.</p>
+
+<p>Risal&igrave; in carrozza e si rivolse di nuovo al signor Damelli:</p>
+
+<p>&mdash;Come mai si permette a un addetto alla tenuta di tener cavalli
+proprii?...</p>
+
+<p>Damelli tent&ograve; una specie di giustificazione.<span class="pagenum noind"><a name="Page_106" id="Page_106">{106}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Era stato il fu signor Principe, in ricompensa d'un importante
+servigio....</p>
+
+<p>&mdash;Queste sono irregolarit&agrave;&mdash;interruppe il Duca&mdash;cose che non
+dovrebbero accadere. Mi avvedo che ci sono varie riforme da fare in
+questa tenuta. Provvederemo, provvederemo.</p>
+
+<p>Il signor Damelli, pi&ugrave; ossequioso che mai, si affrettava a
+scappellare, vedendo che il Duca si disponeva a dar l'ordine di
+partenza. Ma i fastidi del buon intendente non eran finiti. Il Duca
+gli f&egrave; segno d'accostarsi, e gli disse abbassando la voce:&mdash;Caro
+signor Damelli, ella ha l'incarico di pagare a quel ragazzo il valore
+della cavalla e di farla condurre stasera in scuderia.</p>
+
+<p>&mdash;Avanti&mdash;ordin&ograve; poscia al cocchiere; e la carrozza si mosse in mezzo
+ai saluti ossequiosi dei dipendenti.</p>
+
+<p>Ma, appena rizzate, quasi tutte le teste ebbero un dondol&igrave;o: il nuovo
+padrone non era riescito simpatico a nessuno, e lo si giudicava
+severamente. Che boria! che fare sprezzante! E che bel <span class="pagenum noind"><a name="Page_107" id="Page_107">{107}</a></span>modo di stare
+in sella! com'era sgarbato a cavallo! che personale tozzo, che
+corporatura floscia, molle! A loro non pareva neppur bello di viso con
+quella faccia bianca e grassa, quegli occhi di vetro celeste, e quel
+barbone biondo! La Duchessa, quella s&igrave;...; a lei, ch'era una donna,
+stava bene il visino bianco. E com'era contenta, come sorrideva, come
+conosceva tutti! S'era ricordata persino d'un vecchio mozzo che una
+volta, quand'essa era piccina, le aveva fatto fare il giro del
+giardino sulla carretta del fieno! Ah! che povera idea aveva avuta la
+signorina d'innamorarsi di quel biondone spiantato che non sapeva far
+altro che criticare a diritto e a rovescio.</p>
+
+<p>&mdash;Eppure&mdash;concluse un Pedrolo osservatore&mdash;si capisce ch'essa gli &egrave;
+<i>morta addietro</i>!</p>
+
+<p>Morta addietro? S&igrave; certamente; quel Pedrolo non andava errato. Milla
+s'era completamente smarrita nella repentina rivelazione d'un amore
+ch'essa non aveva avuto il tempo di prevenire, studiandolo o
+immaginandolo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_108" id="Page_108">{108}</a></span></p>
+
+<p>Il cuore della bambina s'era improvvisato cuor di donna, e la scossa
+subitanea di quella trasformazione era stata pi&ugrave; forte di lei. La
+prima goccia della tazza era bastata per inebbriare Milla; essa era
+ebbra d'amore, pazza d'amore. E su di lei era piombata quella strana,
+malaugurata specie di passione che invade facilmente le anime pure e
+ignoranti, la passione pi&ugrave; innocente e pi&ugrave; pericolosa, pi&ugrave; sublime e
+pi&ugrave; sciocca fra tutte, quella che non calcola, che spende, spande,
+sperpera scioccamente tesori di tenerezza senza mai fermarsi a
+noverare quanto ha dato, o a chiedere quanto ha ricevuto. Passione
+sitibonda di schiavit&ugrave;, che nell'oggetto del suo culto crea
+infallibilmente il tiranno dell'oggi e forse l'annoiato del domani.</p>
+
+<p>Alla sera di quel giorno memorabile, il signor Damelli, terribilmente
+imbrogliato e coll'aria d'un cane che ha lasciata scappar la lepre, si
+present&ograve; al cospetto del signor Duca.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene?&mdash;gli chiese questo imperiosamente.<span class="pagenum noind"><a name="Page_109" id="Page_109">{109}</a></span></p>
+
+<p>Il sig. Damelli non sapeva da che parte rifarsi.</p>
+
+<p>Ma finalmente, con molti giri e rigiri di frasi, fin&igrave; col confessare
+che aveva fatto un buco nell'acqua.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! Eccellenza, si figuri, &egrave; proprio riconoscentissimo quel giovane,
+anzi mi ha detto di ringraziarla della sua generosa offerta.... Ma
+creda.... che non.... insomma sarebbe per lui una vera disgrazia....
+Egli adora quella cavalla.... non vuole.... insomma non pu&ograve;
+separarsene!</p>
+
+<p>&mdash;No?&mdash;disse il Duca.&mdash;Com'&egrave; ingenuo, caro signor Damelli. Non vede
+che quel ragazzaccio voleva far salire l'offerta?</p>
+
+<p>&mdash;L'ho fatta salire, l'ho fatta salire&mdash;s'affrett&ograve; a rispondere
+l'intendente;&mdash;ho promesso una somma enorme, ho detto che il prezzo lo
+fissasse lui. Ma nulla.... l'ostinazione di quel giovane fu
+invincibile. Pare ch'egli abbia una specie di <i>arlia</i> per quella
+bestia.... Fu un attestato di riconoscenza del povero Principe, per un
+import....<span class="pagenum noind"><a name="Page_110" id="Page_110">{110}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Basta!&mdash;disse il Duca, rosso come un galletto....</p>
+
+<p>Conged&ograve; bruscamente il signor Damelli, e pass&ograve; nella camera della
+Duchessa. Milla era occupatissima a provarsi un paio di scarpettine
+ricamate; ma vedendo entrare Giuliano con quel viso rabbioso, si
+spavent&ograve;. S'alz&ograve;, e, camminando con un piedino calzato e l'altro no,
+venne a incontrar suo marito.</p>
+
+<p>&mdash;Oh Dio! Giuliano! cos'&egrave; accaduto?</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; accaduto&mdash;sbuff&ograve; il Duca,&mdash;&egrave; accaduto che questa casa &egrave; una
+Babilonia, e che c'&egrave; bisogno di riforme pi&ugrave; del pane. Hai dei bei
+tipi, sai, fra questi tuoi dipendenti! Ma lo mander&ograve; via quel
+biricchino, lui e la sua rozza.... per insegnargli....</p>
+
+<p>E le raccont&ograve; la storia, a quel modo, con delle minaccie rabbiose di
+fare, di disfare, di metter tutto all'aria.</p>
+
+<p>La Duchessa trov&ograve; ch'era un abbominio, e che Drollino avrebbe dovuto
+stimarsi ben fortunato di <span class="pagenum noind"><a name="Page_111" id="Page_111">{111}</a></span>cedere, non una, ma cento Mie a Giuliano.
+Ma, mentre condannava Drollino, sorrideva a Giuliano con una soavit&agrave;
+biricchina di donna felice.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! che sciocco &egrave; mai colui.... E tu, Giuliano, non te ne curare....
+Per una cavalla! non son tutte tue quelle dei pascoli e delle
+scuderie?... E se vuoi, falle venir da Londra, l&agrave;, dove dici che son
+cos&igrave; belle.... Non pensar pi&ugrave; a colui. &Egrave; una cosa da nulla....&mdash;E per
+quella cosa da nulla prodigava baci, carezze, soavit&agrave; di sguardi e di
+parole da bastare alla felicit&agrave; di tutta un'esistenza.</p>
+
+<p>Giuliano era disarmato, e il suo terrore delle scene, la sua pigrizia
+naturale finirono di placarlo. Tralasci&ograve; di borbottare, e fu lui che
+calz&ograve; l'altra pantofolina celeste sul piede rosa (grande come un
+biscottino di Novara) della sua Milla.... Ma la collera non era
+completamente passata; gli rimase una certa uggia verso Drollino. Quel
+monello, che cavalcava come un cavallerizzo, che si permetteva d'aver
+una cavalla propria, che aveva <span class="pagenum noind"><a name="Page_112" id="Page_112">{112}</a></span>avuto l'ardire di rifiutarsi a
+cedergliela, gli dava sui nervi. Tanto, che ne parl&ograve; addirittura
+coll'agente.</p>
+
+<p>&mdash;Non le pare che sarebbe bene mandarlo a spasso..., per dare una
+prova di energia...? per incutere negli altri una salutare idea della
+disciplina indispensabile? eh!...</p>
+
+<p>Ma l'agente, con infiniti riguardi, espose varie buone ragioni.
+Veramente, faceva osservare che, proprio, gli estremi non c'erano.
+Avrebbe fatto pi&ugrave; dispiacere che effetto a tutti quanti, il vedere
+scacciato quel ragazzo. Sua Eccellenza sapeva senza dubbio il servizio
+da lui reso, tempo addietro, alla casa. E poi, bisognava riconoscere
+che aveva un'abilit&agrave; straordinaria come allevatore e domatore.... e
+nel resto teneva una condotta irreprensibile.</p>
+
+<p>Giuliano cap&igrave; il latino. L'ira gli era sbollita ormai, ed egli,
+annoiato da quella prolissa difesa, si sentiva tornare addosso la
+serena indifferenza del creolo. In cuor suo cominciava a trovare che
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_113" id="Page_113">{113}</a></span>proprio non valeva la pena! Per cui fin&igrave; coll'esser magnanimo, e
+perdon&ograve; senz'altro a Drollino, col patto per&ograve; che colui non avesse pi&ugrave;
+a capitargli fra i piedi.</p>
+
+<p>Colui, dal canto suo, non aveva nessuna smania di capitar tra i piedi
+di quell'eccelso signore. La faccia del Duca non gli tornava punto
+simpatica. Trovava che rassomigliava a certi musi di cavalli
+traditori, sparmiafatica, che non ci pensano punto a tirare un calcio
+anche a chi li governa e riempie la mangiatoia davanti a loro.</p>
+
+<p>La sua maniera di stare in sella lo esasperava, ed egli si compiaceva
+di far osservare ai compagni il modo indegno col quale il Duca
+guidando, rovinava la bocca alle bestie. No.... a lui non pareva
+proprio che la signorina avesse fatta una scelta ammodo. Perch&egrave; mo'
+aveva avuta tanta fortuna quella botte d'uomo con quella barba
+pettinata! perch&egrave; l'aveva sposata, lei.... il loro orgoglio, quella
+specie di madonnina bianca.... Almeno fosse sempre l&igrave; in ginocchio
+davanti a <span class="pagenum noind"><a name="Page_114" id="Page_114">{114}</a></span>lei!... Ma no, era sempre la signora che faceva a modo suo,
+che godeva a vederlo spadroneggiare nella tenuta, nella villa. E lui,
+con quell'aria placida, sicuro del fatto suo, che si lasciava adorare,
+che criticava tutto! Eppure non c'&egrave; Cristi, il padrone ora era lui! La
+villa, la terra, i cavalli erano suoi.... Anche Milla era sua.... E
+non gli era bastata.... Anche Mia avrebbe voluto!...</p>
+
+<p>&mdash;Mia! ah no!... piuttosto.... Cristo!...</p>
+
+<p>Stava pi&ugrave; che poteva nella pianura dei pascoli. Gli era accaduto
+qualche volta, capitando per tempo alla villa, di vedere in giardino
+la veste bianca di Milla, e attorno alla vita di Milla una gran
+macchia scura, cio&egrave; il braccio del Duca. Aveva sentito di sfuggita,
+passando, qualche sussurro di parole amorose. Come rideva, Drollino,
+di quelle sciocchezze! Gli parevan cos&igrave; buffe che, quando poteva,
+evitava di vederle e di udirle. Egli non capiva.... da loro non si
+usava far all'amore cos&igrave;.... Pure, certe volte un'acre curiosit&agrave; <span class="pagenum noind"><a name="Page_115" id="Page_115">{115}</a></span>lo
+tormentava! Come aveva fatto quel biondo antipatico a farsi voler
+bene.... cos&igrave;?</p>
+
+<p>Ecco, quando la Duchessa era sola e passava l&igrave; accanto, la cosa mutava
+affatto. Non gli rincresceva allora di procedere franco, di farle un
+saluto profondo...; non era forse lei la sua vera padrona, la signora
+d'Astianello? La cosa era assolutamente diversa.</p>
+
+<p>Milla, quando vedeva Drollino, rispondeva cortesemente al suo saluto,
+ma non gli parlava. Gli serbava un po' di rancore, per essere stato
+cos&igrave; ostinato e per non aver voluto ceder Mia al <i>suo</i> Giuliano.</p>
+
+<p>Un giorno, per&ograve;, s'incontrarono nel viale. La Duchessa rispose con un
+sorriso al saluto di Drollino. Poi si ferm&ograve;, e gli chiese se stesse
+sempre nella casetta della scuderia.</p>
+
+<p>Drollino rispose di no. Dopo la morte di suo padre, era tornato
+laggi&ugrave;.... nei pascoli. Ora stava in una cascina.... Sa bene.... la
+Favorita.</p>
+
+<p>&mdash;Mi ricordo&mdash;disse Milla.&mdash;Ci sta la <span class="pagenum noind"><a name="Page_116" id="Page_116">{116}</a></span>suocera della mia sorella di
+latte.... E ti piace a star l&igrave;?</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, rispose Drollino.&mdash;&Egrave; come al tempo antico.... quando c'era il
+signor Principe.</p>
+
+<p>Negli occhi di Milla venne un luccicore umido.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! pap&agrave;.... povero pap&agrave;.... Com'era buono.... nevvero?</p>
+
+<p>&mdash;Tanto!&mdash;disse con forza Drollino. E l'accento era cos&igrave; sentito che
+Milla prov&ograve; una specie di gratitudine.&mdash;Ecco, anche lui si
+ricordava.... Oh! se il suo povero pap&agrave; potesse vederla ora.... cos&igrave;
+felice, cos&igrave; beata!&mdash;E subito il pensiero di Giuliano torn&ograve; ad
+afferrarle l'anima, a sbandirne il passato, a immergerla di nuovo
+nell'estasi delirante del suo presente. L'occhio di Milla era ancora
+velato, ma aveva cessato di guardar l'orizzonte e di veder
+Drollino.... essa pensava che Giuliano poteva gi&agrave; essere sceso in sala
+da pranzo ad aspettarla. Disse in fretta;&mdash;Addio, Drollino&mdash;e volt&ograve;
+strada, dirigendosi verso la villa.<span class="pagenum noind"><a name="Page_117" id="Page_117">{117}</a></span></p>
+
+<p>Drollino, naturalmente, non cap&igrave;, n&egrave; indovin&ograve;. And&ograve; via lentamente,
+pensando alla vecchia camera, all'entrata della scuderia, a un
+muricciuolo facile a scavalcare, e a certe pigne di castagne d'India,
+che per un soffio, per un sassolino diroccavano gi&ugrave;, ruzzolando in
+tutte le direzioni sulla sabbia di quel viale, quello per l'appunto.</p>
+
+<p>Drollino incontr&ograve; un'altra volta la Duchessa, e fu contento di
+vederla, perch&egrave; aveva udito dire che la signora non stava tanto bene.
+Si buccinava anzi che ci fossero delle speranze..., certe speranze
+soavi, che si concretano nei preparativi d'una piccola culla....</p>
+
+<p>La Duchessa aveva infatti l'aria un po' patita e Drollino, vedendola
+passare lentamente sul sentiero soleggiato del giardino, con una mossa
+stranamente dolce e stanca, rimase un momento come trasognato. Com'era
+bella!.... le altre donne ch'egli vedeva l&igrave; e in citt&agrave; non le
+somigliavano punto. Cos&igrave; piccola, minuta, com'era, <span class="pagenum noind"><a name="Page_118" id="Page_118">{118}</a></span>rappresentava per
+lui la gloria, la potenza, il pregio di casa d'Astianello. E per
+questo egli la guardava cos&igrave;.... con quello sguardo devoto che
+ammirava.</p>
+
+<p>Anche stavolta fu lei a fermarsi e a rivolgergli la parola.</p>
+
+<p>&mdash;Buon giorno, Drollino.</p>
+
+<p>Drollino trov&ograve; il coraggio di chiederle come stesse.</p>
+
+<p>Essa arross&igrave; profondamente con un pudore giocondo. E
+rispose:&mdash;Bene.&mdash;Ma rispose in fretta, colta da un conscio imbarazzo
+davanti alla semplice, ossequiosa domanda d'un palafreniere qualunque.
+E subito; per cambiare argomento:</p>
+
+<p>&mdash;Drollino, sai che andiamo via?</p>
+
+<p>Egli non sapeva nulla, e disse:</p>
+
+<p>&mdash;Come mai? cos&igrave; presto.... due mesi soltanto....</p>
+
+<p>E sbarr&ograve; gli occhi con un'espressione curiosa a vedersi, difficile a
+definire.<span class="pagenum noind"><a name="Page_119" id="Page_119">{119}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Sicuro.... si va via.... la settimana ventura. Io starei ancora qui
+tanto volentieri, ma il Duca dice che bisogna andare ai bagni.</p>
+
+<p>Diceva queste cose con rammarico, ma anche con una segreta gioia di
+poter ardere questo rammarico, come un granello d'incenso, sull'altare
+del suo nume.</p>
+
+<p>Il Duca aveva parlato dei bagni, li aveva vantati come giovevoli alla
+sua salute; non aveva detto positivamente &laquo;andiamo,&raquo; ma diceva a
+Milla, con quella sua voce lenta e melodica, che il caldo ad
+Astianello minacciava di farsi eccessivo, e che anche per lei, anzi,
+ben inteso per lei, sarebbe stato meglio un po' d'aria di mare, un po'
+di svago....</p>
+
+<p>Quando Milla ud&igrave; quella parola: svago, guard&ograve; per un momento Giuliano,
+coll'aria incerta d'una persona che non capisce. Svago.... per lei?...</p>
+
+<p>&mdash;Oh, Giuliano, Giuliano, come puoi credere?&mdash;disse finalmente,
+ridendo.</p>
+
+<p>Ma cap&igrave; meglio un'altra volta, quando le venne <span class="pagenum noind"><a name="Page_120" id="Page_120">{120}</a></span>udito, in pieno
+giorno, senza ombra di causa apparente, un breve sbadiglio di
+Giuliano.</p>
+
+<p>Un'idea terribile le trapass&ograve;, come una spada, la mente. Giuliano....
+forse si annoiava?</p>
+
+<p>Senza forse, povera Milla! il primo mese era stato incantevole pel
+Duca, il suo nuovo amore e i suoi nuovi splendori avevano occupato
+egregiamente il secondo; ma il terzo.... il terzo.... Erano soli,
+molto soli ad Astianello: e le ville vicine non sarebbero occupate che
+durante l'autunno.</p>
+
+<p>Quell'eterno argomento dell'allevamento lo interessava sino ad un
+certo punto! Milla era un angiolo, oh questo s&igrave;, ed egli era il pi&ugrave;
+felice degli uomini; ma quella luna di miele cos&igrave; prolungata, cos&igrave;
+esclusiva, prendeva delle proporzioni allarmanti. Giuliano trovava che
+non bisogna abusar di nulla, nemmeno della felicit&agrave;.</p>
+
+<p>E Milla, che aveva fatto conto di rimaner l&igrave; celata, rannicchiata
+nella suprema estasi del suo amore sino al Natale per lo meno....<span class="pagenum noind"><a name="Page_121" id="Page_121">{121}</a></span></p>
+
+<p>Pure, un giorno, disse soavemente a Giuliano:</p>
+
+<p>&mdash;Quando partiamo?</p>
+
+<p>&mdash;Quando vuoi&mdash;rispose languidamente il Duca.</p>
+
+<p>Ma come fu caro in quel giorno, e adorabilmente affettuoso per la sua
+Milla!</p>
+
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+<h2><a name="V" id="V"></a>V.</h2>
+
+
+<p>Tornarono sullo scorcio del settembre, nella molle e tiepida stagione
+in cui l'anno, come un saggio epicureo, si riposa e dice: godiamo,
+prima di prepararci a morire.</p>
+
+<p>La Duchessa aveva lasciata ai bagni la sua celeste speranza. Aveva
+abortito, chi diceva per una passeggiata troppo faticosa, chi per un
+accidente, chi per uno spavento, chi per una grande emozione. Qualcuno
+parl&ograve; di una scena avvenuta <span class="pagenum noind"><a name="Page_122" id="Page_122">{122}</a></span>fra lei e Giuliano per certe gelosie,
+senza capo, n&egrave; coda. Poi era successa una riconciliazione, e tutto era
+finito: gli sposi tornavano e felicissimi.</p>
+
+<p>Il Duca era ingrassato un altro po'; Milla invece era dimagrata. E pi&ugrave;
+ancora di prima, era pazzamente innamorata di suo marito.</p>
+
+<p>Nel suo amore c'erano due elementi nuovi, la gelosia e il timore.</p>
+
+<p>Ecco com'era venuta la gelosia.</p>
+
+<p>Ai bagni a Viareggio, avevano trovata molta gente. Vecchie conoscenze
+di Giuliano, che naturalmente non s'erano potute scansare.
+L'isolamento, in un luogo cos&igrave; frequentato, sarebbe stato
+assolutamente ridicolo. Almeno Giuliano diceva cos&igrave;, e Milla era
+troppo ragionevole per non capire che Giuliano, sino a un certo punto,
+non aveva torto. L'intimit&agrave; dunque era finita. Bisogn&ograve; unirsi a quei
+gruppi chiassosi di bagnanti, prender parte a delle allegre gite,
+cenare a ora tarda al Nettuno, fare scampagnate alla Pineta, a Massa,
+a Lucca. Dio! che tormento! Erano tutte buone, <span class="pagenum noind"><a name="Page_123" id="Page_123">{123}</a></span>gentili quelle
+signore, e facevano un mondo di feste alla sposina; e i signori,
+quelli poi gentilissimi, al punto di farla rimanere un po' impacciata,
+qualche volta: ma che stordimento, che noia in quel chiasso, in quel
+divertimento che pareva tanto piacere a Giuliano! Egli ci si trovava
+come nel suo elemento, ed ella invece....</p>
+
+<p>Uno sciaguratissimo giorno, era capitata da Livorno, con un vaporetto
+della Marina, una compagnia elettissima.... oh si, proprio eletta....
+di signore e di signori. Eran venute a fare una gita di piacere a
+Viareggio. Fra quelle signore ce n'era una bellissima, vestita con
+impareggiabile eleganza che a un tratto, aveva detto a Giuliano,
+passandogli accanto&mdash;Oh caro Duca! lei qui?...&mdash;con una piacevolezza,
+una disinvoltura infinita. Giuliano sulle prime era rimasto l&igrave; come un
+po' impacciato; poi s'era messo a ridere. E aveva risposto:&mdash;Ma....
+pare.... Baronessa....</p>
+
+<p>&mdash;Olga!&mdash;aveva chiamata un'amica della signora, e la signora s'era
+fatta accompagnare <span class="pagenum noind"><a name="Page_124" id="Page_124">{124}</a></span>in l&agrave; da Giuliano. Quindici minuti dopo, le due
+societ&agrave; s'erano fuse in una sola, e la signora, che Giuliano aveva
+presentata a sua moglie, le usava mille gentilezze, le presentava alla
+sua volta i cavalieri del suo gruppo, e assicurava a tutti, con un
+sorriso singolarmente gentile, che la Duchessa Lantieri era proprio
+un'adorabile donnina!...</p>
+
+<p>Milla non aveva mai visto Giuliano cos&igrave; animato. Si divertiva
+immensamente, fu brillantissimo, prodig&ograve; mille attenzioni alle
+numerose signore della brigata. Nella cena, che coron&ograve; splendidamente
+quella giornata campale, il Duca fu spiritosissimo, i suoi occhi
+azzurri ebbero certi strani lampi, come di sfida. La signora
+elegantissima rideva molto, eran tutti di buon umore, e lo sarebbe
+stata anche Milla, se non avesse afferrata al volo un frammento del
+colloquio imprudente di due vicini.</p>
+
+<p>&mdash;Caso?... davvero?&mdash;aveva chiesto un signore accennando, con un
+lievissimo moto del mento, Giuliano e la signora elegantissima.<span class="pagenum noind"><a name="Page_125" id="Page_125">{125}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Speriamo....&mdash;aveva risposto l'altro.</p>
+
+<p>E s'erano guardati, ridendo, con una cert'aria, ammiccando.</p>
+
+<p>Poi uno degli interlocutori aveva fatto, accorgendosi ch'ella era
+vicina.&mdash;St..., come per avvisar l'altro. E avevan cambiato discorso,
+con grande prontezza.</p>
+
+<p>Allora essa sent&igrave;, per la prima volta, di non esser felice, sent&igrave; che
+fra quella donna e Giuliano c'era <i>forse</i> qualche cosa.... Ebbe un
+momento d'angoscia terribile, l'angoscia dell'incertezza.... Oh!
+quella cena terribile, lunga, cos&igrave; gaia per gli altri, cos&igrave; tremenda
+per lei....</p>
+
+<p>Non disse nulla, sent&igrave; la suprema necessit&agrave; della dissimulazione. Ma
+non pot&egrave; impedirsi di osservare! E nell'osservazione, rimase astratta,
+confusa, quasi istupidita. Li guardava come incantata: erano
+abbastanza lontani da lei perch&egrave; la fissit&agrave; del suo sguardo non
+paresse rivolta soltanto a loro.... Essi erano allegri entrambi,
+allegrissimi; quella signora lo trattava con una certa <span class="pagenum noind"><a name="Page_126" id="Page_126">{126}</a></span>cordialit&agrave;
+serena, indulgente. Egli aveva l'aria contenta, molto contenta; essa
+da lontano le mand&ograve; un sorrisetto amichevole, festoso, a cui la
+Duchessa tent&ograve; rispondere con uno sforzo che le parve faticosissimo.
+Il mare, sotto all'impalcato, diceva, nell'eccitamento ondoso della
+notte sopraggiunta, delle cose gravi e severe, che nessuno ascoltava.
+I tappi delle bottiglie volavano ad ogni momento, oltre le balaustre
+di legno, e andavano a posarsi sui dorsi e sulle irrequietudini delle
+spume candide, nel buio.</p>
+
+<p>Finalmente, quell'angoscia crudele ebbe fine. La Baronessa e la sua
+comitiva s'imbarcarono per Livorno.</p>
+
+<p>Ma non prima d'aver combinato coi bagnanti della Spezia una seconda
+gita. C'erano le regate a Genova; s'andrebbe tutti assieme alle
+regate.</p>
+
+<p>Milla si sent&igrave; morire.... E mentre il vaporetto illuminato
+s'allontanava rapidamente sul mare, bianco di raggi lunari, essa
+diceva a s&egrave; stessa:</p>
+
+<p>&mdash;Stanotte gli domander&ograve;....<span class="pagenum noind"><a name="Page_127" id="Page_127">{127}</a></span></p>
+
+<p>Giuliano era di cattivo umore tornando a casa. Lo sciampagna non
+valeva nulla, disse a sua moglie. E non aveva sonno. Era quasi
+impensierito. Non triste, un po' irritato. Pure, a Milla, pareva pi&ugrave;
+affascinante che mai. E irritata anch'essa, malaccorta, impetuosa,
+entr&ograve; bruscamente a interrogare:&mdash;Perch&egrave; quei due avevan detto
+cos&igrave;?...</p>
+
+<p>Giuliano s'alz&ograve; di botto, e sul viso stravolto di sua moglie lesse
+l'avvicinarsi d'una scena.</p>
+
+<p>S'alz&ograve;, s'inchin&ograve; lievemente e pass&ograve; nella camera vicina.</p>
+
+<p>E Milla rimase col martellamento della gelosia, col dubbio d'essere
+stata una gran sciocca, col terrore d'aver offeso Giuliano. Era la
+prima volta che le accadeva tutto ci&ograve;.</p>
+
+<p>All'indomani, al Nettuno la Duchessa parve a tutti molto pallida.
+Giuliano era pi&ugrave; piacevole che mai, invece. Ma la povera sposa
+soffriva cos&igrave; visibilmente che, alla sera, non pot&egrave; uscir di casa....
+E due giorni dopo, un'animuccia, disgustata, <span class="pagenum noind"><a name="Page_128" id="Page_128">{128}</a></span>sgomentata, tornava
+dond'era venuta, senza aver pagato all'eternit&agrave; lo scotto d'un'umana
+esistenza.</p>
+
+<p>Nel momento del pericolo, mentre si sentiva oscillare fra la vita e la
+morte, Milla ebbe una bizzarra parola. Disse a Giuliano:&mdash;Perdonami.</p>
+
+<p>Il Duca, nell'angoscia stessa ond'era compreso, ebbe un istante di
+maraviglia. Poi cap&igrave;. Pi&ugrave; tardi, quando La Duchessa, ancora
+pallidissima nella sua veste da camera bianca, gli sorrideva, beata di
+sentirsi a rivivere e di vederlo tornato suo, egli le disse
+dolcemente:&mdash;Cattiva!</p>
+
+<p>Ella chin&ograve; il capo, arrossendo. Oh! s&igrave; era stata tanto cattiva....
+Aveva avuto certi pensieri.... Ma aveva sentito. E gli disse cosa
+aveva sentito.</p>
+
+<p>Egli prese un'aria seria, quasi paterna.&mdash;Ah! se la sua Milla non
+fosse stata cos&igrave; bambina da dar retta a delle assurdit&agrave;. Certamente,
+un tempo c'era stato qualche cosa. Ma....</p>
+
+<p>&mdash;Ah! c'era stato?...&mdash;osserv&ograve; Milla, mentre <span class="pagenum noind"><a name="Page_129" id="Page_129">{129}</a></span>sulle sue gote pallide
+passava un rossore di fiamma.</p>
+
+<p>Il Duca alz&ograve; le spalle e si mise a ridere.</p>
+
+<p>&mdash;Certo&mdash;disse placidamente&mdash;ero un po' scapato ai miei tempi. E per
+farmi far giudizio ci volevi proprio tu....</p>
+
+<p>Essa arross&igrave; ancora, ma d'orgoglio questa volta, d'un orgoglio
+delizioso di donna amata!... E, col cuore pieno di gioia e di rimorso,
+tese la mano a suo marito.</p>
+
+<p>Egli la prese, e Milla cap&igrave; a qual punto era stata sciocca e bambina!
+Oh, s&igrave;! egli l'amava come essa amava lui, esclusivamente, e per
+sempre.... Il passato non esisteva pi&ugrave;.... era un sogno svanito.</p>
+
+<p>Tornarono ad Astianello, prima del tempo fissato.</p>
+
+<p>Milla stava attenta, molto attenta! Giuliano sbadiglierebbe ancora?</p>
+
+<p>No. Giuliano non sbadigliava.... almeno in presenza di Milla. Ma,
+certe volte, aveva un'aria un <span class="pagenum noind"><a name="Page_130" id="Page_130">{130}</a></span>po' svogliata e, passeggiando sotto il
+viale a passi strascicati, tormentava colla punta degli stivalini
+lucidi certi poveri fiorellini, che proprio non ne avevan colpa.</p>
+
+<p>Un giorno, Milla scese a colazione con una novit&agrave;. Era una piccola
+matita elegantissima, tolta ad un <i>carnet</i> da ballo. E strettala fra
+le ditine cominci&ograve; a tracciare sul margine del giornale, che Giuliano
+aveva finito di leggere, qualche nome. La manina tremava un po', ma le
+parole eran tracciate bene.</p>
+
+<p>&mdash;Che fai?&mdash;chiese languidamente Giuliano.</p>
+
+<p>Essa ristette dallo scrivere, con una mossa improvvisa, come d'una
+bambina colta in fallo.</p>
+
+<p>Poi, con una dolcezza infinita, disse:</p>
+
+<p>&mdash;Penso che, dopo tutto, per l'ottobre si potrebbe invitar qualcuno.</p>
+
+<p>E lo guardava, lo guardava, studiando la sua fisonomia, aspettando
+forse ch'egli le dicesse di no.</p>
+
+<p>Ma egli non disse di no. Disse soltanto&mdash;Ma <span class="pagenum noind"><a name="Page_131" id="Page_131">{131}</a></span>cara Milla, tu sei un
+angiolo!&mdash;E pi&ugrave; tardi, quando s'alzarono di tavola, le diede il
+braccio, guardandola e sorridendole quasi coma l'aveva guardata e le
+aveva sorriso nei primi giorni del suo matrimonio.</p>
+
+<p>E Milla, povera bambina, ebbe un momento di suprema gioia. Ecco!
+l'aveva trovato il modo.... Contentarlo nelle piccole cose. Ah! ora
+sapeva!</p>
+
+<p>Milla era felice. Il suo Giuliano era tornato di buon umore. Si
+divertiva un mezzo mondo mettendo la villa a soqquadro, rinnovando gli
+addobbi delle sale, il mobiglio delle camere, rimodernando da capo a
+fondo gli appartamenti. Aveva certo <i>trovate</i> artistiche tutte sue,
+sapeva combinare meravigliosamente quanto, oltre alla ricchezza,
+rivela in un appartamento, il carattere e l'immaginazione signorile di
+chi lo abita. Una vera legione d'operai s'era stabilita alla villa, e,
+con una rapidit&agrave; quasi magica, l'interno della casa andava assumendo
+un nuovo e pi&ugrave; brillante aspetto. Il creolo sapeva dar gli ordini
+necessari, <span class="pagenum noind"><a name="Page_132" id="Page_132">{132}</a></span>e Milla, ch'egli non consultava mai, era in uno stato di
+continua ammirazione. Eppure, certe volte, in mezzo al suo entusiasmo
+pel talento di Giuliano, un pensiero malinconico le si levava in
+cuore: ecco, le vecchie cose se ne andavano tutte, una per volta.
+Errava, con passo lento, quasi timido, in mezzo a tutta quella novit&agrave;
+fresca di ricchezze e d'eleganza, che per lei non avevano nessun
+ricordo, nessuna attrattiva di segreta intesa. Astianello si mutava;
+era una bella cosa, senza dubbio, ed era giusto che, dal momento
+ch'essa aveva acconsentito a ricevere, i suoi ospiti avessero a
+trovare in casa sua tutto ci&ograve; che probabilmente avevano in casa
+propria; ma tant'&egrave;.... E un giorno, in cui Giuliano le chiese ridendo
+dove andrebbero a far dimora durante gli otto giorni indispensabili
+per rinnovare quella loro antiquata camera da letto, Milla si sent&igrave;
+una gran stretta al cuore.</p>
+
+<p>Abbass&ograve; il capo.... sentiva due lagrime sull'orlo delle palpebre.<span class="pagenum noind"><a name="Page_133" id="Page_133">{133}</a></span></p>
+
+<p>Giuliano alz&ograve; le spalle. Ma non insistette; e Milla gli fu
+indicibilmente grata di quel sacrifizio.</p>
+
+<p>Il suo amore, sempre pi&ugrave; cieco, sempre pi&ugrave; assoluto, diventava
+idolatria. In esso smarriva ogni equo giudizio delle rispettive loro
+posizioni, ogni idea dei suoi diritti; non afferrava neppur per ombra,
+col pensiero, l'assieme reale delle proprie circostanze. Adorava suo
+marito, aveva riunite, per versarle su di lui, tutte le tenerezze
+ond'era capace l'assurda potenza dal suo cuore; l'amava come e quanto
+avrebbe amato suo padre, sua madre, i fratelli, le sorelle, con tutta
+la somma degli affetti che il passato non aveva mai esatti dal suo
+cuore, e che vi si eran sempre celati inoperosi. Essenzialmente donna,
+nel sano rigoglio della sua imperiosa giovent&ugrave;, ella subiva il fascino
+di quell'uomo bellissimo, che all'ignoranza sacra della sua profonda
+verginit&agrave; morale aveva rivelato il Dio ignoto, quel Dio che alle anime
+veramente pure si rivela anche con un mistico e singolare corteo di
+purezze indicibili, <span class="pagenum noind"><a name="Page_134" id="Page_134">{134}</a></span>di suprema poesia. Milla si sentiva completamente
+travolta, assorbita nella vita nuova. La Duchessa amava a modo suo,
+non a modo della prudenza e dell'antiveggenza. Amava coll'inconscia
+forza di una volont&agrave; disarmata, con una doppia cecit&agrave; di istinti,
+quella del cuore e.... l'altra. Non era punto santa, e sopratutto non
+era punto avveduta. Non chiedeva mai a s&egrave; stessa: &laquo;faccio bene o
+faccio male ad amare cos&igrave;?&raquo; Non chiedeva altro a Dio, se non che
+continuasse cos&igrave;..., e che ella potesse sempre far felice Giuliano!
+Certi amori, onesti, virtuosi hanno un carattere bizzarro, bene
+spesso. Si ha torto di non studiarli; sono anch'essi una curiosa
+variet&agrave; psicologica, hanno profonde e stranissime forme. Si &egrave; detto
+per molto tempo che il matrimonio &egrave; la tomba dell'amore; ma quando,
+per caso, n'&egrave; la culla? E peggio ancora, quando &egrave; tomba da un lato e
+culla dall'altro?... quando sulla verde sterilit&agrave; del cipresso
+s'innesta un ramo di rosa nel pieno fermento dei suoi primi
+germogli?...<span class="pagenum noind"><a name="Page_135" id="Page_135">{135}</a></span></p>
+
+<p>Il Duca si compiaceva assai, specialmente sulle prime, di
+quell'adorazione costante, quasi insana. Il suo amor proprio era
+soddisfatto; qualche volta, in cuor suo, n'era leggermente commosso.
+Eppure.... accadeva, ogni tanto, ch'egli sentisse uno strano moto
+d'impazienza. Dio! com'era mai bambina quella cara Milla. Aveva certe
+fanciullaggini! Il lato sublime di quelle fanciullaggini gli
+sfuggiva.... non era stato abituato <i>cos&igrave;</i>...; le fantasticherie di
+sua moglie, certe <i>esagerazioni</i> poetiche del suo amore per lui gli
+riescivano, ahim&egrave;, alquanto stucchevoli! Gli toccava, certe volte, di
+fingere di capire ci&ograve; che Milla gli diceva e questa per il creolo, era
+una fatica improba! La sua lunga esperienza della donna gli tornava
+vana di fronte al carattere bizzarramente affettuoso di Milla, davanti
+a quel completo oblio di s&egrave; stessa, che in lei semplificava tutto, ad
+un punto eccessivo. Ora, la semplicit&agrave; nella donna, era cosa affatto
+nuova per Giuliano; egli la confondeva facilmente colla povert&agrave; e
+mentre trovava <span class="pagenum noind"><a name="Page_136" id="Page_136">{136}</a></span>che l'amore d'una cara e ingenua donnina era pur
+qualcosa di terribilmente elementare, non gli veniva mai la voglia o
+la curiosit&agrave; di studiare le profondit&agrave; possibili e i probabili
+congegni di questo sentimento elementare. Egli aveva certamente la
+pretesa di raffazzonare sua moglie a modo suo, in tutto e per tutto,
+per questo soltanto l'aveva sposata cos&igrave; giovane e tolta da un
+convento, ma educare per lui non era sinonimo di studiare ed egli non
+si sentiva affatto di far la parte odiosa del pedagogo. Egli aveva per
+principio che colle donne non si discute mai. E per&ograve; non discuteva
+neppur con Milla. Le diceva spesso ch'essa era bellina e, qualche
+volta, che le voleva molto bene. E per una di quelle: qualche volta,
+per una delle eleganti frasi di affetto ch'egli si lasciava di quando
+in quando cader dalle labbra, Milla si sarebbe gettata nel fuoco!</p>
+
+<p>La sua premura di fargli piacere, assumeva talvolta le preoccupazioni
+d'un'angoscia. L'aveva <span class="pagenum noind"><a name="Page_137" id="Page_137">{137}</a></span>fatto arbitro assoluto d'ogni aver suo,
+padrone di casa, nel pi&ugrave; stretto senso della frase; essa non dava un
+ordine senza chiedere il suo consenso e provava un acuto senso di
+gioia, quando le accadeva di poter fare, <i>per lui</i> un sacrificio
+qualsiasi. E siccome il Duca, con una generosit&agrave; senza pari, non aveva
+pi&ugrave; parlato dei progettati mutamenti nella famosa camera celeste,
+Milla, in mezzo alla sua stessa soddisfazione, cominci&ograve; a provare la
+puntura di certi rimorsi. Com'era stata scompiacente, egoista!</p>
+
+<p>Ecco che obbligava suo marito a stare in una camera cos&igrave; male
+arredata, mentr'egli, con quel suo buon gusto cos&igrave; squisito avrebbe
+fatto chi sa che meraviglie per procacciare a lei il piacere di avere
+una stupenda camera da letto. Dio! com'era bello Giuliano! Cento volte
+pi&ugrave; di lei.... s'intende! E com'era buono! che nobile fiducia aveva
+per lei, non guardava mai nel suo scrittoio, come facevano le monache,
+laggi&ugrave; in convento, non leggeva mai le lettere delle sue <span class="pagenum noind"><a name="Page_138" id="Page_138">{138}</a></span>amiche....
+Mentre essa invece, da quell'egoista ch'ell'era l'avrebbe voluto
+segregar l&igrave;, in campagna e quella volta.... l&agrave;; a Viareggio!...</p>
+
+<p>Il ricordo della scena di Viareggio era per Milla una vera trafittura.
+Oh! com'era stata sciocca, imprudente, cattiva!</p>
+
+<p>Per una parola, per un nonnulla aveva fatto a Giuliano quella
+malaugurata scena!... Come se Giuliano fosse stato capace.... Non
+perdonava a s&egrave; stessa l'ingiustizia cieca di quel dubbio.... le pareva
+che ormai le corresse l'obbligo, per tutta la vita, di farselo
+perdonare. Chiss&agrave; quanto ne aveva sofferto, povero Giuliano, senza
+dirne nulla!</p>
+
+<p>E un giorno, nell'assurdit&agrave; incredibile del suo povero cuoricino di
+moglie innamorata, nacque un pensiero. Fu respinto sulle prime, e
+rinnegato aspramente, tollerato pi&ugrave; tardi e finalmente adottato.</p>
+
+<p>Milla aveva ogni tanto il terrore di non essere all'altezza di
+Giuliano. Egli trattandola sempre coll'indulgenza pi&ugrave; o meno paziente
+che <span class="pagenum noind"><a name="Page_139" id="Page_139">{139}</a></span>si ha verso una bambina l'aveva facilmente persuasa d'esser tale.
+E quell'animuccia ardente ed appassionata ne soffriva. Provava ogni
+tanto un segreto senso d'umiliazione, aveva delle calde aspirazioni
+verso una posatezza, un'assennatezza da gran dama, da signora calma e
+sicura del fatto suo.... Diventare come Giuliano, per esempio; egli
+non s'alterava mai.... Ah! ma quanto era lontana da questo ideale
+colla sua ignoranza, colle sue sciocche timidit&agrave;, colle sue continue e
+tormentose esitanze!</p>
+
+<p>Un giorno, le capit&ograve;, a caso, fra le mani, un romanzo inglese. In
+esso, due coniugi, nati uno per l'altro, fatti per essere
+costantemente virtuosi e felici, vedevano invece minacciata la loro
+felicit&agrave; da un triste malinteso. Un'antica fiamma del marito faceva
+capolino nel loro presente, e per un momento le cose s'avviavano
+maluccio. Ma la moglie, col suo senno, colla sua presenza di spirito,
+con una fortunata audacia di confronti, avvedutamente cercati, con
+un'illimitata fiducia, <span class="pagenum noind"><a name="Page_140" id="Page_140">{140}</a></span>dimostrata al marito, riesciva a scongiurare
+il pericolo, mentre il marito, subito ravveduto, avvertiva in quella
+lotta stessa e per la prima volta il valore morale di sua moglie. La
+rivale, vinta e schernita, s'allontanava, e il trionfo della moglie e
+della morale si affermava incontrastato. Tutto questo era molto
+gentilmente descritto nella calma sassone d'un nitido volume della
+<i>Tauchnitz edition</i>.</p>
+
+<p>A vent'anni (tanti ne aveva Milla, Duchessa Lantieri), un libro &egrave; bene
+spesso una voce autorevole, una specie di suggeritore intimo, col
+quale l'immaginazione fervida non tarda a mettersi in rapporto. Nella
+sua ingenua ammirazione per l'eroina del libro, la nostra Milla
+attinse un'ispirazione che le parve un'ammirabile misura preventiva.
+Nel terrore d'un pericolo, che pure non esisteva al momento, essa
+trov&ograve; il coraggio strano, inverosimile di scendere deliberatamente a
+incontrarlo. Con un'audacia imprudente, in un accesso di temerario
+ardire, cagionato da un timore <span class="pagenum noind"><a name="Page_141" id="Page_141">{141}</a></span>intenso, essa volle, con un colpo
+solo, tagliar tutte le teste possibili d'una Medusa avvenire, volle
+conquistare intiero il futuro, improvvisarsi grande, prudente,
+generosa e invincibile. Volle far vedere a Giuliano che la bambina era
+una donna. Gli propose d'invitare ad Astianello la Baronessa Olga
+Dornelli.... la signora della cena di Viareggio.</p>
+
+<p>Giuliano casc&ograve; dalle nuvole:</p>
+
+<p>&mdash;La Baronessa Olga?... dici sul serio?... la Baronessa Olga?</p>
+
+<p>La voce di Milla non tremava punto mentre essa rispondeva bravamente:</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, la Baronessa Olga.</p>
+
+<p>Giuliano si mise a ridere.</p>
+
+<p>&mdash;Non sei pi&ugrave; gelosa, dunque?</p>
+
+<p>&mdash;Gelosa, io?... ma ti pare.... sono le sciocche, le bambine che sono
+gelose.... io.... so bene, sai, che tu.... che tu mi ami.</p>
+
+<p>Egli la guard&ograve; coll'aria maravigliata di chi si trova a fronte d'un
+problema divertente e nuovo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_142" id="Page_142">{142}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Cosa ti salta in capo?&mdash;le chiese poscia.</p>
+
+<p>Milla era scontenta; avrebbe voluto veder la sua offerta accolta
+altrimenti.</p>
+
+<p>&mdash;Dico sul serio, sai. &Egrave; una signora gentile.... elegante.... E.... le
+scriverei oggi stesso.... a meno che tu non voglia....</p>
+
+<p>Si ferm&ograve; aspettando.... guardandolo negli occhi.</p>
+
+<p>&mdash;Io? rispose il Duca....&mdash;anzi, figurati.... sono affatto
+indifferente...; ma... la conosci cos&igrave; poco....</p>
+
+<p>&mdash;Non meno delle altre signore che abbiamo invitate....&mdash;rispose
+Milla. Ma aveva il cuore pieno di malinconia;... ecco.... egli non
+s'accorgeva nemmeno....</p>
+
+<p>&mdash;Uhm!&mdash;disse il Duca,&mdash;sai ch'&egrave; un'idea curiosa la tua?</p>
+
+<p>&mdash;Non vuoi?&mdash;chiese impetuosamente Milla. E con un'imprudenza sublime,
+piena di passione, domand&ograve;:</p>
+
+<p>&mdash;Hai paura?</p>
+
+<p>Egli prese a dondolarsi tranquillamente sulla seggiola.<span class="pagenum noind"><a name="Page_143" id="Page_143">{143}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Bambina!&mdash;rispose quasi subito,&mdash;non vedi che non me ne importa
+nulla?</p>
+
+<p>Ella gett&ograve; un grido di gioia.</p>
+
+<p>&mdash;Giuliano!... ah! Giuliano!</p>
+
+<p>Nel silenzio del salotto suon&ograve; il rumore dolce d'un bacio. Poi ella
+scapp&ograve; via dicendo:</p>
+
+<p>&mdash;Vado a scrivere.</p>
+
+<p>Egli s'alz&ograve; per tenerle dietro, per dirle: lascia stare, non
+voglio.... Poi rimase irresoluto, sopra pensiero.</p>
+
+<p>&mdash;Puh!&mdash;disse poscia, tornando lentamente indietro,&mdash;lasciamo
+correre.... Come la prender&agrave; lei?... Non verr&agrave;.... forse.... anzi
+certo.... non verr&agrave;.</p>
+
+<p>Accese un sigaro.</p>
+
+<p>&mdash;Sarei curioso, pens&ograve;, di vedere cosa dir&agrave;.... Dopo tutto, era
+impossibile che non c'incontrassimo quest'inverno.... E se viene?...
+Ebbene, vedr&agrave; come sono le cose, e che non ho perso nulla....
+lasciandola.</p>
+
+<p>Il sigaro non si voleva accendere.<span class="pagenum noind"><a name="Page_144" id="Page_144">{144}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Curioso&mdash;continu&ograve; il Duca, parlando sempre tra s&egrave;.&mdash;Curioso
+davvero.... Che idea da stordita ha avuta Milla!... Imparer&agrave; a
+vestirsi, ci&ograve; le giover&agrave;.... E se non venisse, quell'altra?... Diavolo
+d'un sigaro, non vuol saperne d'accendersi.... <i>Tout passe, tout
+casse, tout lasse!</i> Chi sar&agrave; ora?... Ancora il Viscontino?... Eh!
+sapremo!... Quando si dice il caso! Per fortuna che son sicuro di me
+stesso e che....</p>
+
+<p>Non fin&igrave; il pensiero. Lo sigaro s'era acceso, ed egli fumava
+coll'intima delizia d'un esperto.</p>
+
+<p>&mdash;Non verr&agrave;!&mdash;disse risolutamente al fumo azzurro del suo sigaro.&mdash;Non
+verr&agrave;!</p>
+
+<p>&mdash;Ecco&mdash;pensava, dal canto suo, Milla con una specie di gaiezza
+nervosa.&mdash;Ecco l'avvenire sicuro....&mdash;Ma nella gioia del suo trionfo
+era stanca, agitata.</p>
+
+<p>Oh Milla! se tu avessi avuto tua madre!...<span class="pagenum noind"><a name="Page_145" id="Page_145">{145}</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+<h2><a name="VI" id="VI"></a>VI.</h2>
+
+
+<p>Quando la disdetta ci si mette, &egrave; inutile, non si pu&ograve; vincerla, n&egrave;
+impattarla. La casa era in ordine, gli appartamenti in pieno assetto.
+Ma il capo di scuderia, quell'inglese antipatico, aveva, laconicamente
+s&igrave;, ma colla pi&ugrave; testarda ostinazione, chiesti i suoi otto giorni.</p>
+
+<p>Proprio in quell'epoca! Andava via all'ultimo di settembre, e verso i
+due o i tre d'ottobre capitavano i conti Garbi, i primi fra gli
+invitati.</p>
+
+<p>Giuliano era sulle spine. Come supplire l&igrave; per l&igrave;? E per l'appunto gli
+premeva immensamente d'avere in quei giorni un servizio elegante,
+inappuntabile di scuderia. Voleva telegrafare a Parigi, a Londra, a
+Napoli.<span class="pagenum noind"><a name="Page_146" id="Page_146">{146}</a></span></p>
+
+<p>Ma il signor Damelli gli diede un suggerimento pi&ugrave; pratico:</p>
+
+<p>&mdash;Provi Drollino.</p>
+
+<p>&mdash;Drollino!&mdash;disse il Duca, attonito e scontento.&mdash;Drollino!</p>
+
+<p>Poi, ripensandoci, cominci&ograve; a persuadersi.... Dopo tutto.... aveva un
+personale adatto, quel monello! E, ormai, della sua valent&igrave;a non
+poteva pi&ugrave; dubitare.... tutti lo designavano pel pi&ugrave; intelligente ed
+elegante fra i direttori della tenuta.... &Egrave; vero che era un
+caratteraccio caparbio, insolente..., ma.... per la circostanza poteva
+tornar utile; e il Duca non pensava certamente a nutrire rancori verso
+un palafreniere che per ignoranza, senza dubbio, era stato
+disobbediente ed ostinato.</p>
+
+<p>Non disse nulla, per&ograve;, al signor Damelli. Si rivolse invece alla
+Duchessa.</p>
+
+<p>Milla, lietissima, ringrazi&ograve; con effusione Giuliano.... per quel
+pensiero cos&igrave; delicato. E subito mand&ograve; a chiamar Drollino.<span class="pagenum noind"><a name="Page_147" id="Page_147">{147}</a></span></p>
+
+<p>Quando se lo vide davanti serio, quasi cupo nel sembiante, rimase per
+un momento imbarazzata, e l'esito della commissione non le parve
+facile come le era parso un momento prima.</p>
+
+<p>Non gli diede l'ordine di venire&mdash;Milla non sapeva dar ordini;&mdash;gli
+spieg&ograve; la cosa e il bisogno che avevano di lui, in un modo gentile,
+esitante..., pregandolo d'accettare, per far piacere al Duca, che
+aveva sentito a dir tanto bene di lui.</p>
+
+<p>Conviene supporre che l'espressione del viso di Drollino fosse poco
+incoraggiante, perch&egrave; Milla si sent&igrave; intimidita, e seguit&ograve;, con una
+voce mite mite, a dar spiegazioni, ad accatastar motivi. Tutto ci&ograve;, in
+fondo, era ridicolo; ma Milla l'aveva proprio quel mal vezzo di
+profondere con chicchessia quelle sue squisite delicatezze di
+riguardi. Temeva sempre di urtare qualche suscettibilit&agrave;, di ferire
+qualche recondita sensibilit&agrave; di fibra....</p>
+
+<p>Drollino, sulle prime, ebbe la decisa intenzione <span class="pagenum noind"><a name="Page_148" id="Page_148">{148}</a></span>di rifiutare.
+Lui.... al servizio del Duca!... ah!... no, mai!</p>
+
+<p>Ma egli non poteva spiegare a s&egrave; stesso cosa accadeva nel segreto
+dell'animo suo; la resistenza a quel desiderio di Milla pareva farsi
+sempre pi&ugrave; difficile.</p>
+
+<p>Rimase stranamente perplesso per un minuto; ascoltando la voce di
+Milla, udendo quella sua frase gentile: &laquo;e anche a me, sai, farebbe
+tanto piacere,&raquo; ebbe la coscienza d'un potere arcano che lo attirava
+invincibilmente. Si fece triste, e guard&ograve; a lungo, con una espressione
+quasi smarrita, i fiori variopinti del tappeto. Poi alz&ograve; gli occhi e,
+di sfuggita, guard&ograve; lei.</p>
+
+<p>&mdash;Verr&ograve;....&mdash;disse lentamente, con isforzo, come se una possa arcana,
+alla quale egli obbediva a malincuore, gli imponesse quella parola
+d'adesione.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! bravo, bravo&mdash;disse Milla, picchiando le manine una contro
+l'altra.&mdash;Bravo, Drollino, cos&igrave; va bene. Vieni subito. Ora, abbiamo
+gente&mdash;continu&ograve; <span class="pagenum noind"><a name="Page_149" id="Page_149">{149}</a></span>animandosi&mdash;e il signor Duca sar&agrave; contento.</p>
+
+<p>Egli, freddissimo, s'inchin&ograve; ed usc&igrave;.</p>
+
+<p>Appena fu sotto al portico, si ferm&ograve;; subitamente pentito. Cos'aveva
+fatto? Aveva accettata una nuova forma di schiavit&ugrave;; ora non potrebbe
+pi&ugrave; battere la pianura in libert&agrave;, diventava anch'egli un servitore
+come gli altri, un servitore del signor Duca. Sent&igrave; un impeto d'ira
+gonfiargli il cuore, e si volt&ograve; per tornare indietro, per andar a dire
+alla Duchessa che, assolutamente, non poteva. Ma quella strada da
+rifare gli parve difficile, troppo difficile. Fece un gesto d'ira,
+contro s&egrave; stesso. Giunto a casa sua, sell&ograve; Mia, e per molte ore del
+pomeriggio nelle pi&ugrave; lontane distese dal pascolo, suon&ograve; concitato un
+galoppo che non s'allentava mai.</p>
+
+<p>Era venuto l'ottobre, e con lui gli ospiti attesi. Astianello
+diventava una villeggiatura alla moda. Tutti i giorni qualche gita,
+qualche divertimento; la servit&ugrave; era sempre in moto, naturalmente.<span class="pagenum noind"><a name="Page_150" id="Page_150">{150}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ecco&mdash;disse Battista, il cameriere del Duca, accennando una signora
+a Drollino dalla finestra del tinello&mdash;&egrave; quella l&agrave;!</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;disse Drollino semplicemente.</p>
+
+<p>&mdash;Bella donna, perdio!&mdash;continu&ograve; Battista.&mdash;Sett'anni, capisci! Ora
+naturalmente &egrave; finita, ma &egrave; curiosa per&ograve; che sia venuta anche lei, eh?</p>
+
+<p>&mdash;Curiosa&mdash;ripet&egrave; Drollino.&mdash;&Egrave; una bella donna, infatti.</p>
+
+<p>Era una bella donna veramente, sana, forte, attraente. In vece di
+dignit&agrave;, la sua fisonomia possedeva un certo fascino pronto, ricco
+d'infiniti sottintesi d'espressione. Era eccessivamente, fatalmente
+donna, e sapeva anche esser signora senza pregiudizio d'ogni altra sua
+prerogativa. Accanto alla semplicit&agrave; delicata di Milla, pareva ancor
+pi&ugrave; pomposa e stranamente elegante. Nella sua ardita acconciatura da
+mattino; la sua freschezza matura somigliava alla fioritura opulenta
+d'un fiore esotico, dal profumo irritante. Aveva <span class="pagenum noind"><a name="Page_151" id="Page_151">{151}</a></span>una chioma
+splendidamente fulva, una bocca grande, e un riso sonoro, che scopriva
+una dentatura irregolare, ma d'un bianco lucente, quasi di smalto.</p>
+
+<p>Olga Dornelli Zorodoff era stata alquanto maravigliata dell'invito di
+Milla, e l'aveva accettato unicamente perch&egrave; l'aveva interpretato come
+una sfida di Giuliano. Aveva deciso suo marito ad accompagnarla, ed
+eran venuti. Dopo tutto, erano parenti di casa Lantieri, e la visita
+poteva assumere una apparenza di plausibit&agrave;. Ed ora ella si compiaceva
+di esser venuta. Trovava che Milla non era punto male. Aveva capito
+subito che l'invito era stato una di quelle sublimi assurdit&agrave;, delle
+quali non pu&ograve; esser capace se non la pi&ugrave; ignara delle inesperienze, e
+l'idea d'un cordiale ammaestramento era penetrato nella mente ben
+disposta della ex-rivale. Il suo programma era benevolo: guadagnare
+l'animo di quella bambina, indurla a pienamente tradirsi, ridere un
+poco con lei, e dirle:&mdash;Bada, bimba; non va fatto cos&igrave;. Bisogna
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_152" id="Page_152">{152}</a></span>cangiar tattica.&mdash;Ordinariamente; queste educazioni fra donne sono
+una cosa molto spiccia.</p>
+
+<p>Olga seppe ad Astianello guadagnare tutte le simpatie. Sin dal primo
+giorno, ebbe gli uomini dalla sua. E le donne, naturalmente, tennero
+dietro. Ma la Duchessa no. Milla aveva subito provata per la Baronessa
+una specie di avversione istintiva. La trovava pi&ugrave; formidabile di
+quanto l'entusiasmo della sua determinazione gliel'avesse
+rappresentata. Vedendola, aveva subito imparata una crudele lezione.
+Non la temeva precisamente; essa era sicura di Giuliano, oh!
+sicurissima; ma, nel segreto dell'animo suo, avrebbe dato dieci,
+vent'anni della sua vita per poter cancellare dal suo passato quel
+momento d'insana temerit&agrave; ch'essa, appena compito, aveva cessato di
+spiegare a s&egrave; stessa.</p>
+
+<p>Non gi&agrave; che colla Baronessa fosse sgarbata, o mancasse come che sia ai
+suoi doveri di padrona di casa. Oh, no; era inappuntabile nel suo
+contegno, nella sua cortesia. Ma si sforzava ad esserlo, <span class="pagenum noind"><a name="Page_153" id="Page_153">{153}</a></span>e talvolta,
+in quell'esattezza cos&igrave; rigorosa, lo sforzo era visibile. Olga cercava
+invano d'accaparrarsi quell'animuccia di ex-educanda, di cui voleva,
+moralissimamente, farsi un trastullo, poich&egrave; aveva generosamente
+rinunziato ad un altro genere di divertimento. Ma il suo fascino non
+la serviva bene in questa occasione. Milla non le era ostile; le era
+soltanto aliena. S'era bens&igrave; provata a trattarla altrimenti, come una
+amica; non le riusciva. Mentre la Russa l'avvolgeva, con un tatto
+infinito, nelle apparenze di un'intimit&agrave; cordiale ed affettuosa, essa
+invece rifuggiva, quasi per istinto, da ogni dimostrazione
+d'intrinsichezza. Non sapeva, colla schiettezza ignara dell'animo suo
+prestarsi ad una commedia che non la persuadeva. Ond'&egrave; che agli ospiti
+in generale, Milla, con quella sua contegnosit&agrave; enigmatica, riesciva
+meno simpatica di quella allegra Baronessa, sempre e cos&igrave;
+schiettamente cordiale. E Olga cominciava a trovare pi&ugrave; facili, pi&ugrave;
+piani i rapporti col Duca.<span class="pagenum noind"><a name="Page_154" id="Page_154">{154}</a></span></p>
+
+<p>Il loro passato non li imbarazzava punto. Olga, colla sua semplicit&agrave;
+sapiente, con quella sua inalterabile uguaglianza d'umore, l'aveva
+abolito. Con una manovra, d'un'audacia senza pari, aveva fatto punto e
+da capo. Era convenuto che fra lei e Giuliano non esisteva pi&ugrave; se non
+l'amicizia.</p>
+
+<p>Il Barone, dopo aver accompagnato sua moglie ad Astianello, era
+partito per certe caccie maremmane, ma promettendo di tornare per
+riprenderla e condurla poscia nel Mezzogiorno. Anche quello era un
+matrimonio che andava benissimo.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>Si aspettava la colazione in giardino. Olga, seduta in una poltrona
+americana, si dondolava con una mossa pigra, che le stava bene. Milla,
+appoggiata alla balaustra del terrazzo, coglieva dei gelsomini;
+accanto a lei, la Contessa Garbi tentava con molto, ma vano buon
+volere un acquerello infelice. Pi&ugrave; in l&agrave;, due o tre signore si
+ostinavano al <i>croket</i>, col concorso degli uomini della brigata.
+Giuliano solo, postosi dietro la Contessa<span class="pagenum noind"><a name="Page_155" id="Page_155">{155}</a></span> Garbi, guardava
+l'acquerello progredire, e pareva approvarne caldamente l'esecuzione;
+ma ogni tanto il suo grande occhio azzurro si distraeva.</p>
+
+<p>&mdash;Mia cara Milla, tu disegni, nevvero?&mdash;chiese dolcemente la
+Baronessa.</p>
+
+<p>&mdash;Avevo principiato, ma ora non disegno pi&ugrave;, dacch&egrave; ho visto quanto &egrave;
+difficile per noi donne.</p>
+
+<p>&mdash;Ma col tuo talento....&mdash;fu pronta ad aggiungere la Russa.&mdash;Perch&egrave;
+hai un bel negarlo, cara mammoletta, tu hai proprio del talento, e per
+tutto....</p>
+
+<p>&mdash;Trovi?&mdash;chiese Milla impetuosamente, dando, senza saper bene perch&egrave;,
+un accento di ironia a quella parola.</p>
+
+<p>La Baronessa ebbe un sorriso indulgente, quasi materno.</p>
+
+<p>&mdash;E tu non trovi?&mdash;chiese in tono sommesso.</p>
+
+<p>Un silenzio, freddino assai, successe a quella domanda.<span class="pagenum noind"><a name="Page_156" id="Page_156">{156}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Stupendo,&mdash;osserv&ograve; Giuliano, alludendo al quadretto. Ma il suo
+sguardo inquieto errava da Milla alla Baronessa.</p>
+
+<p>&mdash;Non so,&mdash;rispose Milla quasi distrattamente. Vedeva sul viso di
+Giuliano una specie di malcontento nuovo; e vedeva sul volto di lei un
+sorriso dolce, pieno di benevolenza, che la turbava profondamente.</p>
+
+<p>Ah!... perch&egrave; l'aveva fatta venir l&igrave; quella donna cos&igrave; calma, della
+quale Giuliano ammirava tanto <i>les toilettes</i>!</p>
+
+<p>Olga aveva fatto una confidenza a Milla. Quelle sue famose <i>toilettes</i>
+non erano mica di Worth! Gliele mandava una sarta modestissima, un
+vero genio dell'arte, ancora ignoto. Ella sola l'aveva indovinata, e
+si guarderebbe bene di dar l'indirizzo di quella sua scoperta ad
+un'altra signora. Per lei per&ograve;, per Milla, s&igrave;, avrebbe fatta una
+eccezione. Ma Milla, adducendo a scusa l'affezione da lei serbata alla
+sua vecchia sarta, aveva rifiutato:</p>
+
+<p>&mdash;No, grazie.<span class="pagenum noind"><a name="Page_157" id="Page_157">{157}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;pens&ograve; Olga; E quando ud&igrave; quel &laquo;Trovi?&raquo; lo mise da parte assieme
+al &laquo;No, grazie.&raquo;</p>
+
+<p>La Garbi s'era alzata per andar a cercare pi&ugrave; in disparte un gruppo
+d'alberi meno difficili a copiare.</p>
+
+<p>Milla si vide sola fra suo marito e la Baronessa. Essi tacevano. La
+Duchessa prov&ograve; un timore strano, che tacessero per causa sua. Un
+orgoglio intimo le morse il cuore, e di subito, cedendo all'impulso
+primo, che ancor non sapeva n&egrave; scrutare, n&egrave; dominare, s'allontan&ograve;.</p>
+
+<p>I due per&ograve; continuarono a tacere.</p>
+
+<p>&mdash;Mio caro&mdash;disse finalmente Olga,&mdash;voi siete l'uomo il pi&ugrave; fortunato
+di questo mondo. Vostra moglie &egrave;....</p>
+
+<p>&mdash;Un angelo,&mdash;interruppe placidamente Giuliano.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;continu&ograve; Olga non meno placidamente&mdash;lo sapete?</p>
+
+<p>&mdash;Ma l'avete detto tante volte.... sfido io.<span class="pagenum noind"><a name="Page_158" id="Page_158">{158}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Non mai abbastanza, mio caro. Quando si hanno delle fortune di
+questa entit&agrave;, bisogna capacitarsene.</p>
+
+<p>Egli alz&ograve; le spalle sorridendo.</p>
+
+<p>&mdash;Creolo!&mdash;disse la Baronessa.</p>
+
+<p>Giuliano si fe' serio. Non rispose. Guardava laggi&ugrave;, in fondo, nelle
+brume della pianura.</p>
+
+<p>Milla camminava diritta pel viale, senza voltarsi.</p>
+
+<p>Olga disse ancora a Giuliano ch'egli aveva una moglie adorabile;
+glielo disse sei giorni dopo a cena.</p>
+
+<p>Ordinariamente, non si cenava alla villa. Quel giorno, per&ograve;, una gita
+lunga e divertentissima aveva ricondotto la comitiva ad ora tarda e
+s'era sentita la necessit&agrave; di un gaio: <i>souper</i>.</p>
+
+<p>Alle frutta la Baronessa torn&ograve; sull'argomento.</p>
+
+<p>&mdash;Adorabile! Guardate come le sta bene quel costume pifferaro...;
+ecco.... avrebbe bisogno di esser sempre cos&igrave;.... contenta e animata.
+&Egrave; di carattere molto calmo, nevvero?...<span class="pagenum noind"><a name="Page_159" id="Page_159">{159}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;,&mdash;rispose Giuliano. E soggiunse:&mdash;Un poco di champagne,
+Baronessa?</p>
+
+<p>&mdash;No, basta; grazie. Voi ne avete gi&agrave; bevuti cinque bicchieri...
+Veramente, questo &egrave; eccellente.</p>
+
+<p>&mdash;Non c'&egrave; male, infatti; io per&ograve; preferisco....</p>
+
+<p>&mdash;Il <i>Tokay</i>,&mdash;sugger&igrave; prontamente la Baronessa.</p>
+
+<p>Poi, in modo che si vedesse bene, si morse le labbra. Ah! le era
+sfuggito....</p>
+
+<p>Egli depose il bicchiere e la guard&ograve;.... Ah! si ricordava! Sorrise e
+bevette. Dopo tutto, che male c'era?</p>
+
+<p>Essa cominci&ograve; subito a parlar di tutt'altro. Poi, come se cercasse un
+rifugio pi&ugrave; definitivo, torn&ograve; sull'argomento di Milla.</p>
+
+<p>&mdash;Vi assicuro che &egrave; simpaticissima.</p>
+
+<p>Giuliano si mise a ridere.&mdash;Proprio?&mdash;chiese. E, con quell'eterno
+vezzo che hanno tanti a questo mondo di mostrare o di fingere lo
+sprezzo di tutto ci&ograve; che loro appartiene, soggiunse:&mdash;Puh! una buona
+ragazzetta!<span class="pagenum noind"><a name="Page_160" id="Page_160">{160}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Oh, Giuliano!&mdash;insist&egrave; la Russa.&mdash;Ors&ugrave;, datemi retta; ascoltate il
+parere d'una vecchia amica.</p>
+
+<p>&mdash;Vecchia?!&mdash;interruppe Giuliano, guardando cogli occhi lustri quel
+viso fresco, forte, sodo, dove la vita rigogliosa imperava.</p>
+
+<p>Si guardarono sorridendo. Essa era sicura del pensiero che quella
+parola gli andava suscitando nella mente, sicura della parola che
+avrebbe tenuto dietro a quel pensiero.</p>
+
+<p>E nella fiacca, pigra facilit&agrave; dell'animo di Giuliano, nella
+vigliaccheria di quel momento, stranamente foggiato dai ricordi
+ravvivati dallo sciampagna, quella parola usc&igrave; lenta, strascicata
+sulle sue labbra:</p>
+
+<p>&mdash;Vecchia, cio&egrave; prima!</p>
+
+<p>&mdash;Oh!&mdash;rispose lietamente Olga&mdash;c'&egrave; qualche cosa di meglio dell'esser
+la prima.</p>
+
+<p>&mdash;Cio&egrave;?&mdash;chiese languidamente Giuliano.</p>
+
+<p>&mdash;Esser l'ultima, per esempio.</p>
+
+<p>Egli non rimase soddisfatto. Fece una smorfia <span class="pagenum noind"><a name="Page_161" id="Page_161">{161}</a></span>bizzarra, grottesca, e
+questa esprimeva un tale ammasso di contraddizioni intime,
+involontarie forse, ma cos&igrave; patenti, che la Baronessa non pot&egrave;
+trattenere un gaio scoppio di risa.</p>
+
+<p>&mdash;Quante sciocchezze!&mdash;rispose.&mdash;Ora datemi un mandarino, e state
+zitto.</p>
+
+<p>Mentre sbucciava il mandarino, mand&ograve; di sbieco una lunga occhiata
+verso Milla, che calma, dignitosa, ma un po' pallida, guardava ogni
+tanto laggi&ugrave;, verso loro.</p>
+
+<p>&laquo;Perch&egrave; non hai voluto venir con me nel <i>drag</i>?&raquo; pensava la Baronessa.
+&laquo;Guarda ora!&raquo;</p>
+
+<p>E si volt&ograve; verso Giuliano:</p>
+
+<p>&mdash;Vi prego, fatemi fresco.</p>
+
+<p>Gli porse il suo ventaglione di piume d'aquila, ed egli cominci&ograve;
+coscienziosamente a farle fresco.</p>
+
+<p>&mdash;Il caff&egrave;....&mdash;ordin&ograve; bruscamente la Duchessa,&mdash;di l&agrave;.... in sala!</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>Drollino era capo di scuderia, disponeva e preparava gli attacchi,
+assegnava il posto ai cocchieri <span class="pagenum noind"><a name="Page_162" id="Page_162">{162}</a></span>e ai palafrenieri. Egli non saliva
+mai a cassetto. Pure una volta gli accadde di farlo. E fu cos&igrave;.</p>
+
+<p>La Duchessa voleva andare, sola, ad un certo santuario distante quasi
+tre miglia da Astianello. Accanto a quel santuario, in un vecchio
+convento, pochi frati agostiniani esaurivano quietamente l'esistenza
+propria e quella della casa. Fra essi si trovava il confessore della
+Duchessa, il buon sacerdote a cui era toccato il facile c&ograve;mpito di
+guidare quell'anima innocente e soave. Essa andava a trovarlo ogni
+tanto, facendosi per lo pi&ugrave; accompagnare da una vecchia cameriera. Suo
+marito, compiacente qual'era, le permetteva queste debolezze, col
+patto, ben inteso, di non farsene complice.</p>
+
+<p>In quella notte, nella stanza coi parati celesti c'era stato un gran
+silenzio. Giuliano e Milla, turbati entrambi, avevano finto ognuno un
+sonno straordinario. Milla stava immota, tutta raccolta al suo posto,
+cogli occhi spalancati nel buio, <span class="pagenum noind"><a name="Page_163" id="Page_163">{163}</a></span>colle mani strette tenacemente sul
+petto. Ora che nessuno poteva vederla, si mordeva le labbra.... Oh,
+com'era stata imprudente! Non accusava nessuno, no.... ma perch&egrave;
+soffriva tanto.... perch&egrave; il ricordo di tanti episodi di quella gita
+le riesciva intollerabile?.... perch&egrave; si rammentava ora tante piccole,
+piccolissime cose?... perch&egrave; le recavano un fastidio cos&igrave;
+intollerabile?... La sera precedente a quella notte s'era fatta tardi
+ballando nel gran salone illuminato.... ella li aveva visti pi&ugrave; volte
+assieme... stretti nei giri molli d'una mazurka di Chopin.... Le altre
+coppie non ballavano a quel modo, pallidi, in silenzio.... Oh! come la
+martellava quel ricordo cos&igrave; recente! che ansie senza nome le destava
+in cuore! Si sent&igrave; quasi infelice. E pens&ograve; alla necessit&agrave; d'un
+consiglio.... al conforto d'una parola intima, segreta di
+consolazione.... S&igrave;, andrebbe al convento da padre Loria, ci andrebbe
+subito, di gran mattino, mentre le altre signore, stanche,
+dormirebbero ancora mentre lui.... Giuliano.... sarebbe tuttora
+addormentato.<span class="pagenum noind"><a name="Page_164" id="Page_164">{164}</a></span> Il suo dolore senza nome, cullato da quella
+risoluzione, s'acquiet&ograve; in una malinconia spossata, che le procur&ograve; un
+po' di sonno.</p>
+
+<p>Giuliano dorm&igrave; pure assai poco, durante quella notte. Era anch'egli
+profondamente turbato; nei sensi, nella mente, in quel po' di animo
+che Dio gli aveva consentito. Sentiva d'essere su una via pericolosa,
+di subire un fascino che non era meno potente di prima, bench&egrave; lo
+fosse altrimenti. Egli avvertiva bene, in quella specie di falsa
+amicizia che aveva, senz'avvedersene, stretta colla Baronessa, il
+fermento dell'antica passione, sentiva l'impero di quella donna
+ch'egli aveva creduto un momento di poter punire, mortificare,
+presentandosele in tutta la pompa della sua felicit&agrave;. E ora, che suono
+bizzarro aveva quella parola in bocca sua!...</p>
+
+<p>Ebbe anch'egli una brusca, strana consolazione. In fin dei conti,
+Milla non aveva <i>diritto</i> di lagnarsi di nulla. Egli era tuttora un
+marito.... fedele.... E lo sarebbe.... diavolo.... non c'era <span class="pagenum noind"><a name="Page_165" id="Page_165">{165}</a></span>pericolo
+del contrario.... Ma non si poteva negare che Olga.... perdio, che
+donna di spirito! E il Viscontino! non era vero niente.... gliel'aveva
+assicurato lei, positivamente.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>La Duchessa s'alz&ograve; di buonissima ora, dopo avere, nell'incerta luce
+del mattino che penetrava dalla porta socchiusa, gettato uno sguardo
+triste e appassionato verso Giuliano. Egli dormiva ora, bellissimo
+nella sua attitudine riposata e serena. Essa richiuse la porta,
+procurando di non far rumore, per non destarlo.</p>
+
+<p>Mentre si pettinava, mand&ograve; gi&ugrave; la Carolina, la sua cameriera
+prediletta, ad avvisare che attaccassero subito la <i>vittoria</i>.</p>
+
+<p>La ragazza, una bella e franca giovanotta, fece la commissione a
+Drollino. Questi chiese laconicamente:</p>
+
+<p>&mdash;Sola?</p>
+
+<p>&mdash;Eh! certo!&mdash;rispose la giovane, che trovava Drollino un originale
+<i>mica antipatico</i>&mdash;chi <span class="pagenum noind"><a name="Page_166" id="Page_166">{166}</a></span>vuol l'accompagni al convento a quest'ora? il
+signor Duca?... forse?...</p>
+
+<p>Quel &laquo;forse&raquo; biricchino, e illustrato da un sorriso maliziosetto,
+avrebbe potuto essere un programma di conversazione; ma il capo di
+scuderia non lo consider&ograve; sotto quest'aspetto. Fece un cenno col capo,
+e s'allontan&ograve;.</p>
+
+<p>&mdash;Stupido!...&mdash;pens&ograve; la ragazza mentre, leggermente indispettita,
+teneva dietro collo sguardo a quell'originale.</p>
+
+<p>Questi se ne and&ograve; a dar gli ordini. Ma non accenn&ograve; al cocchiere che
+avrebbe dovuto guidare la <i>vittoria</i>. Quando tutto fu pronto, egli
+stesso sal&igrave; in serpino. La Duchessa scese verso le otto, vestita
+semplicissimamente, e seguita dalla Tonia, la vecchia guardarobiera.
+Il legno aspettava davanti alla scalinata dell'atrio. A cassetta, a
+fianco del domestico, stava Drollino, colle redini in mano, bellissimo
+nel suo <i>raglan</i> bianco.</p>
+
+<p>Si misero in via, con un tempaccio malinconico. Una nebbia grigia
+serrava la campagna <span class="pagenum noind"><a name="Page_167" id="Page_167">{167}</a></span>circostante, circuendo gli orizzonti in una
+sfumatura umida e greve. Giunsero finalmente, e la carrozza si ferm&ograve;
+sul piazzale del Santuario. La Duchessa scese, e la sua delicata
+personcina scomparve dietro il portone, ingolfandosi nell'ombra mite e
+tiepida della chiesa. Drollino, facendo muovere lentamente i cavalli,
+aspett&ograve; un'ora all'incirca sul piazzale deserto, ornato da due filari
+di tisiche acacie, sulle quali il cadere continuo e minuto della
+pioggia produceva un lieve strepito cadenzato e susurrante. Finalmente
+Milla riapparve. Si ferm&ograve; un istante sulla soglia, guardando il tempo.</p>
+
+<p>Si vedeva che aveva pianto molto, e con quell'effusione ardente che,
+nei dolori delle anime giovani, diventa bene spesso un trasporto
+delirante. E doveva aver pregato con una fede intensa, piena di
+passione e d'angoscia. Il visino aveva pallidissimo, gli occhi gonfi e
+sbattuti, con un gran cerchio livido. Il labbro serbava ancora un po'
+di tremito, la mano stringeva sul petto il <span class="pagenum noind"><a name="Page_168" id="Page_168">{168}</a></span>libro di preghiere, come
+quella d'un guerriero che preme l'elsa della spada consueta, nel
+giorno della battaglia.</p>
+
+<p>Drollino vide tutto ci&ograve;. Sent&igrave; uno strano rimescol&igrave;o.... Ah! la
+padroncina piangeva.... la padroncina pregava.... Ed egli sapeva
+perch&egrave;.... Battista, il cameriere del Duca, aveva detto un giorno, tra
+due bicchierini di cognac:&mdash;La signora ha paura della Russa....&mdash;E
+aveva ammiccato, in modo che si sapesse, che si capisse, perch&egrave; la
+padrona aveva paura della Russa.... Drollino fece avanzare i cavalli
+sino a che la <i>vittoria</i> fosse proprio di fianco alla porta; poi,
+gettate le redini fra le mani del domestico attonito, fu d'un balzo a
+terra. Rialz&ograve; il mantice e abbass&ograve; il grembiale di cuoio; porse quindi
+rispettosamente il gomito alla Duchessa per aiutarla a salire.</p>
+
+<p>Allora soltanto Milla lo ravvis&ograve;. Sul suo visino stravolto pass&ograve; il
+mesto sforzo d'un sorriso.... essa aveva ancora tanta voglia di
+piangere!... Ma nel <span class="pagenum noind"><a name="Page_169" id="Page_169">{169}</a></span>suo sguardo stanco c'era come una inconscia
+preghiera, un ignaro appello alla compassione e alla simpatia. Essa
+era tuttora agitatissima; calda ancora del recente slancio religioso,
+aveva il cuore pieno di quell'entusiasmo profondo della preghiera che,
+di tutto, fa anima e fraternit&agrave;! Ci voleva ben poco per maggiormente
+commoverla. Infatti, la vista di quella persona, ch'ella sapeva essere
+affezionata a lei, alla memoria del padre suo, le fece in quello
+strano momento un effetto non meno strano. Nel dolore delle sue
+inquietudini, del suo isolamento morale, Drollino le parve quasi un
+amico. Lo guard&ograve; con una dolcezza ignara, ma affettuosa, e per un
+momento, senza saperlo, come una persona stanca che cerchi un
+appoggio, trattenne la sua mano nuda, tremante, su quella, guantata di
+camoscio, che Drollino teneva pronta per aiutarla a salire.</p>
+
+<p>Un brivido forte, ma tosto represso, agit&ograve; per un secondo la magra
+persona di Drollino. Un lampo, subito smorzato, pass&ograve; nei suoi occhi
+neri; <span class="pagenum noind"><a name="Page_170" id="Page_170">{170}</a></span>poi egli chin&ograve; la testa come un colpevole, e, sorreggendo Milla
+colla forza del suo pugno d'acciaio, l'aiut&ograve; a salire in carrozza.
+Essa non s'accorse per nulla dell'impressione violenta che Drollino
+aveva risentito in tutte le fibre dell'esser suo.</p>
+
+<p>Drollino fu d'un salto a cassetta, e via, di trotto serrato, per la
+strada fangosa. La Duchessa, rannicchiata nel suo <i>plaid</i>, immersa in
+uno di quegli assoluti abbattimenti d'animo e di corpo che susseguono
+quasi sempre all'ardore d'un sincero sfogo della mente o del cuore, si
+abbandonava al rapido moto della carrozza. Il suo sguardo inerte si
+smarriva nella nebbiosit&agrave; malinconica, velata di piova, della
+campagna. E Drollino faceva volare i cavalli. Li sferzava
+continuamente, eccitandoli con certi <i>ehp!</i> stridenti, che parevano
+metter loro il diavolo in corpo. Il domestico, intimorito, lo guardava
+ogni tanto, senza ardire d'interrogarlo. Nell'interno della <i>vittoria</i>
+la vecchia guardarobiera, sgomentata, <span class="pagenum noind"><a name="Page_171" id="Page_171">{171}</a></span>ripeteva sommessamente delle
+innumeri <i>Ave Marie</i>. La Duchessa non avvertiva nulla di quelle
+preghiere, n&egrave; di quel timore. Calcolava quanti giorni dovevano
+passare, prima che spuntasse quello della partenza di Olga.</p>
+
+<p>Giunsero a casa senza inconvenienti. Milla, nello scendere, s'accorse
+che a mala pena si reggeva in piedi. Si ricord&ograve; che non aveva ancor
+preso nulla; e perci&ograve;, invece di dirigersi verso il proprio
+appartamento, pens&ograve; di fermarsi un momento in sala da pranzo. Questa
+si trovava in un'altr'ala della villa, dove il rumore della carrozza
+che giungeva poteva benissimo non essere stato avvertito.</p>
+
+<p>La tavola per la colazione comune non era ancora preparata; ma, in un
+cantuccio appartato nel vano d'una finestra, un tavolino
+elegantissimamente apparecchiato, faceva testimonianza di un allegro
+asciolvere, test&egrave; compiuto da due persone. Infatti, il Duca e la
+Baronessa Olga avevano allora finito di prendere il caff&egrave;. Erano
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_172" id="Page_172">{172}</a></span>soli; n&egrave; ospiti, n&egrave; servi. Nella stanza vicina per&ograve; risuonava
+incessante il <i>clic clac</i> delle palle da bigliardo, urtantisi
+continuamente sul panno verde, e un incrociarsi non meno insistente di
+voci mascoline.</p>
+
+<p>Olga era avvolta in un'ampia veste da camera di <i>cachemir</i> rosso cupo,
+e il suo collo spariva nelle pieghe intralciate d'una grande sciarpa
+di trina fiamminga. L'energia slava della testa spiccava
+maravigliosamente su quel piedestallo di trapunto e sullo sfondo di
+cuoio cesellato della tappezzeria.</p>
+
+<p>La Baronessa sedeva, molto allungata, su una poltrona, con un braccio
+penzolone. Fumava una sigaretta di tabacco orientale ed un molle
+sorriso sfiorava, tra le fresche gote carnose, le tumide e rosse sue
+labbra.</p>
+
+<p>Giuliano le era seduto vicino, a cavalcioni su una sedia, e teneva
+posata una mano sulla spalliera della poltrona. Aveva chinata la sua
+faccia, cos&igrave; bionda e regolare, verso di lei, tuffando con <span class="pagenum noind"><a name="Page_173" id="Page_173">{173}</a></span>visibile
+piacere il naso armato di <i>pince-nez</i>, nel fumo acremente profumato
+della sigaretta. Poi d'un tratto, arretrando il naso colla mossa d'un
+fanciullo che s'allontana dal frutto proibito, mand&ograve; un sospiro tra
+mesto e comico.</p>
+
+<p>&mdash;Ahim&egrave;!&mdash;disse poscia con un accento che anch'esso aveva un po' del
+burlevole, un po' del patetico.&mdash;Sapete cosa mi figuro in questo
+momento?</p>
+
+<p>Ella lo sapeva benissimo, e non si diede la pena di chiedere cosa
+fosse. Ed egli, per non lasciar morire il discorso, fin&igrave; la frase
+cos&igrave;:</p>
+
+<p>&mdash;Mi figuro, il vostro <i>boudoir</i> granata e rosa.</p>
+
+<p>&mdash;Sciocchezze.... mio caro; quel ch'&egrave; stato &egrave; stato. Non &egrave; egli
+convenuto che voi siete per l'appunto il pi&ugrave; felice degli uomini? E se
+mai, in vita vostra, avete fatto delle corbellerie, &egrave; giusto....</p>
+
+<p>&mdash;Ch'io le sconti, nevvero?&mdash;chiese Giuliano con un'amarezza d'accento
+che voleva esser patetica.<span class="pagenum noind"><a name="Page_174" id="Page_174">{174}</a></span></p>
+
+<p>Ella ebbe un maligno sorriso:</p>
+
+<p>&mdash;Ma, mio caro creolo, voi siete sempre stato molto indipendente, e
+avete voluto....</p>
+
+<p>&mdash;No.... non fui io, a volerlo&mdash;rispose stizzosamente&mdash;&egrave; stata mia
+madre.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;diss'ella.</p>
+
+<p>E lo guard&ograve; sorridendo, con quel sorriso che scopriva tutto quanto il
+lucido avorio dei suoi denti. In quella giornata grigia, piovosa,
+nella atmosfera cupa dell'antica sala da pranzo, il suo volto aveva
+una formidabile espressione di vita, di moto, che aizzava il
+sangue.... Giuliano si sentiva diventar vile, vile.... vile....</p>
+
+<p>Essa si mise a ridere, ma, nella direzione di quell'occhio azzurro,
+languido che la guardava ricordando, mand&ograve; un po' di fumo, che
+somigliava a un sospiro inebriante....</p>
+
+<p>&mdash;Olga&mdash;disse il Duca senza curarsi d'abbassare la voce&mdash;ditemi, oh
+ditemi che non tutte le corbellerie sono irreparabili, e che quella
+immensa, mastodontica ch'io commisi nel prender moglie....<span class="pagenum noind"><a name="Page_175" id="Page_175">{175}</a></span></p>
+
+<p>Olga, con uno dei suoi pi&ugrave; chiassosi scoppi di risa, gli tronc&ograve; la
+parola in bocca. Aveva veduta la Duchessa, rigida, immobile sulla
+soglia, di fronte a loro.</p>
+
+<p>Aveva udito? Giudicando dal suo aspetto, c'era poca speranza d'una
+risposta negativa. Ma Olga pens&ograve; che la fortuna arride agli audaci, e
+con un gesto appena percettibile avvert&igrave; Giuliano. Poi, con una
+disinvoltura superiore ad ogni plauso, s'alz&ograve;, e, col pi&ugrave; amabile, col
+pi&ugrave; cordiale dei suoi sorrisi, and&ograve; ad incontrar la Duchessa.</p>
+
+<p>&mdash;Buon giorno, cara, come stai? Sono scesa di buon'ora, nevvero? Le
+altre dormono ancora.... che pigrone! E cos&igrave;, com'&egrave; andata la tua gita
+misteriosa?</p>
+
+<p>Milla non rispondeva, n&egrave; accennava di udire. Ansimava, e, con un gesto
+nervoso e macchinale, tentava di togliersi i guanti.</p>
+
+<p>&mdash;Poverina!&mdash;continuava Olga, sempre pi&ugrave; premurosa,&mdash;si vede che sei
+molto stanca. Lo <span class="pagenum noind"><a name="Page_176" id="Page_176">{176}</a></span>credo.... con questo tempaccio.... Stavo appunto
+dicendo a tuo marito....</p>
+
+<p>&mdash;Sicuro.... sicuro&mdash;interruppe Giuliano, per secondare la
+Baronessa.&mdash;Giusto.... mi diceva, e io rispondeva che tu facevi
+malissimo, ch'era una delle tue ubbie solite, e che io permettendolo
+avevo fatto una corbel....</p>
+
+<p>Ma la Baronessa, che studiava attentamente il viso di Milla, tronc&ograve;
+con uno sguardo la trovata del Duca.</p>
+
+<p>&mdash;Ti senti male?&mdash;chiese alla Duchessa, con un mirabile crescendo di
+gentilezza.</p>
+
+<p>Milla non rispose; si sentiva la gola serrata da uno spasimo isterico.
+Eppure voleva parlare.... voleva dirla una parola atta ad esprimere il
+senso d'indignazione che la padroneggiava. Ma l'agitazione nervosa che
+scuoteva tutta la sua povera personcina fu pi&ugrave; forte di lei. Milla si
+sentiva smarrire, non ci vedeva quasi pi&ugrave;, sentiva nelle orecchie uno
+scampanio stridente. Vacillava, e, per non cadere, s'appoggi&ograve; con ambe
+le mani a un tavolino l&igrave; presso.<span class="pagenum noind"><a name="Page_177" id="Page_177">{177}</a></span></p>
+
+<p>Olga le corse vicino, e volle sostenerla. Milla, nel suo smarrimento,
+avvert&igrave; il pericolo di quel contatto, e prov&ograve; un sentimento cos&igrave;
+violento di ripulsione e d'orgoglio che per un istante si riebbe,
+galvanizzata.... Si rizz&ograve;, diede un passo addietro, e dalle labbra
+smorte le usc&igrave; un &laquo;No&raquo; vibrato.... pieno d'odio e di ribellione.</p>
+
+<p>Nella vasta sala da pranzo ci fu un momento di silenzio.... poco
+piacevole.</p>
+
+<p>Poi, a un tratto, la Duchessa svenne.</p>
+
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+<h2><a name="VII" id="VII"></a>VII.</h2>
+
+
+<p>Eran tutte nel salotto rosso, un po' agitate, un po' inquiete.</p>
+
+<p>&mdash;Veramente.... Milla si era sentita male?... Oh! poveretta! Ma
+come.... perch&egrave;?... Forse, la stanchezza del ballo....<span class="pagenum noind"><a name="Page_178" id="Page_178">{178}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Gi&agrave;&mdash;osserv&ograve; la Garbi,&mdash;si vedeva, sulla fine, ch'era un po'
+abbattuta.</p>
+
+<p>&mdash;No,&mdash;sentenzi&ograve; una vecchia signora.&mdash;Sar&agrave; qualche cosa, qualche
+novit&agrave;.</p>
+
+<p>&mdash;Magari!&mdash;risposero in coro il pi&ugrave; delle signore, con qualche
+sorrisetto....</p>
+
+<p>&mdash;Davvero?...&mdash;osserv&ograve; Olga, ch'era entrata in quel momento.&mdash;Che
+bella cosa sarebbe, che felicit&agrave; per entrambi!...</p>
+
+<p>&mdash;Tu eri in sala, nevvero.... quando quella poveretta si sent&igrave;
+male?&mdash;chiese la contessina Ghisneri.</p>
+
+<p>&mdash;Per l'appunto, mia cara, n'ebbi uno spavento grandissimo. Io ero
+scesa a <i>d&eacute;jeuner</i>.... A un tratto, Milla comparisce sulla soglia,
+pallida come uno spettro. Era stata, Dio sa dove, a far la
+meditazione.... che so io.... a confessarsi. Sapete, poverina, quanto
+&egrave; pia, quanto &egrave; buona! Convien dire che l'umido le avesse fatto male,
+che si fosse strapazzata.... Poi, &egrave; delicatina, nevvero?... Insomma,
+la vidi annaspare, poi svenne....<span class="pagenum noind"><a name="Page_179" id="Page_179">{179}</a></span> l&igrave;.... sui due piedi. Corsi subito
+a sostenerla, gridai.... chiamai; per fortuna, c'era gente nella sala
+del bigliardo.... Venne subito anche il Duca.... scesero le cameriere;
+la portammo su.... Si riebbe a poco a poco, e l'ho lasciata or ora,
+che stava meglio.</p>
+
+<p>&mdash;Ander&ograve; su a vedere&mdash;disse la vecchia dama.&mdash;Se vi fossero novit&agrave;....
+scriverei subito alla Duchessa Margherita.</p>
+
+<p>&mdash;Dov'&egrave; ora quella cara signora?&mdash;chiese Olga.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! sempre a Torino. E come dicevo....</p>
+
+<p>&mdash;Mia cara Marchesa,&mdash;osserv&ograve; Olga con voce sommessa e
+carezzevole&mdash;rammento ora che Milla stava per addormentarsi; forse un
+po' di sonno le gioverebbe meglio d'ogni altro rimedio.</p>
+
+<p>In quella entr&ograve; Giuliano, e tutti gli furon d'attorno a chiederle
+notizie di sua moglie. Oh, era una cosa da nulla.... uno sconcerto
+passeggiero, cagionato dal freddo.... dalla stanchezza. Milla si <span class="pagenum noind"><a name="Page_180" id="Page_180">{180}</a></span>era
+riavuta subito.... mandava a salutare le sue buone amiche; dormirebbe
+per qualche ora, e scenderebbe senza dubbio a desinare.</p>
+
+<p>Giuliano in cuor suo era di cattivissimo umore. Che bestia era stato!
+uno scolaretto non ci sarebbe cascato pi&ugrave; scioccamente.... E in
+complesso... per.... nulla. E ora chi sa che scena gli toccherebbe,
+quanti rimproveri gli rivolgerebbe Milla!</p>
+
+<p>Senonch&egrave;, con sua grande sorpresa, Milla non gli aveva rivolti
+rimproveri di sorta. Quand'egli entr&ograve; in camera, prima del pranzo, per
+chiedere sue notizie, la trov&ograve; ancora coricata, immobile. Ella parve
+non avvertirlo; chiuse gli occhi. Giuliano esit&ograve; un momento; poi
+chiam&ograve; dolcemente:&mdash;Milla!&mdash;Essa apr&igrave; gli occhi, con un amarissimo
+sforzo di sorriso, poi, lentamente, li richiuse.</p>
+
+<p>&mdash;Milla!&mdash;disse ancora Giuliano.</p>
+
+<p>Ella non rispose...; serr&ograve; gli occhi pi&ugrave; forte, perch&egrave; non lasciassero
+adito ad una lagrima.</p>
+
+<p>Giuliano aspett&ograve; un momento, poi se ne and&ograve;; <span class="pagenum noind"><a name="Page_181" id="Page_181">{181}</a></span>adagio e inquieto. Forse
+avrebbe preferita la scena.</p>
+
+<p>Condusse le signore a fare una trottata. Tornando, si seppe che la
+Duchessa non scenderebbe neppure a desinare. Le era sopraggiunta un
+po' di febbre. Gli ospiti espressero naturalmente il loro rammarico;
+dopo di che, ognuno and&ograve; in camera sua a vestirsi pel pranzo.</p>
+
+<p>Ma in quella mezz'ora affaccendata di pettinature riedificate, di
+vitine assestate alle persone, di <i>fichus</i> drappeggiati sulle spalle,
+di baffi incerati ed unghie brillantate, una piccante notizia
+s'insinu&ograve; fra una stanza e l'altra, venne scambiata in fretta nella
+penombra dei corridoi. Dal tinello dei domestici, d'onde aveva prese
+le mosse, una frase fece rapidamente il giro del primo piano. Quando
+suon&ograve; la prima campana del pranzo, tutti (meno gl'interessati,
+s'intende) sapevano il vero motivo dello svenimento di Milla.
+Certo.... era capitata inattesa, e aveva veduto.... aveva udito....
+Cosa?... Questo non si diceva, <span class="pagenum noind"><a name="Page_182" id="Page_182">{182}</a></span>prima perch&egrave; non si sapeva bene, e poi
+perch&egrave; nella reticenza c'era un delizioso sottinteso, un ampio
+orizzonte di supposizioni. L'avvenimento aveva avuto un testimone
+inavvertito, il domestico che aveva aperta, per la Duchessa, la porta
+della sala da pranzo.</p>
+
+<p>Naturalmente, le primizie dei commenti ebbero luogo in cucina. Il
+passato di Olga e di Giuliano non era mai stato un mistero per la
+servit&ugrave;; la rinnovata infatuazione del Duca non era certo sfuggita a
+nessuno di quegli arghi implacabili che si chiamano: i nostri
+domestici. Si parlava dell'accaduto, senza ombra di reticenza.</p>
+
+<p>I pi&ugrave; compativano Milla, e fra questi erano, naturalmente, i
+dipendenti nati della casa. Ma un certo nucleo si ostinava a
+proteggere Olga, una bella donna, perdio, e che, quando montava a
+cavallo, mostrava d'avere un gran coraggio e un polso d'acciaio!</p>
+
+<p>Qualcuno interpell&ograve; Drollino:</p>
+
+<p>&mdash;Che te ne pare, eh?...<span class="pagenum noind"><a name="Page_183" id="Page_183">{183}</a></span></p>
+
+<p>Ma egli non rispose; disse che aveva altro pel capo.... un certo
+puledro che gli pareva tendere ad azzoppare. Prese il berretto ed
+usc&igrave;, bench&egrave; piovesse che Dio la mandava.</p>
+
+<p>Olga scese a desinare, bellissima nel velluto verde-oliva della sua
+ricca <i>toilette</i>. Ma alle <i>entr&eacute;es</i> cominci&ograve; a sospettare qualcosa.
+Sorprese qualche sorrisetto bizzarro, qualche occhiata curiosa, che si
+fermava un momento addosso a lei e poi fuggiva rapidissimamente.</p>
+
+<p>All'arrosto, era quasi certa; al caff&egrave;, non serbava ombra di dubbio.
+Qualcuna si rivolse a lei per chiederle, con una strana inflessione di
+voce, le notizie di quella <i>cara</i> Milla.</p>
+
+<p>Olga non si scompose per nulla. Cel&ograve; a meraviglia la sua viva
+irritazione, fu pi&ugrave; serena, pi&ugrave; affettuosa, pi&ugrave; amabile che mai.
+Rispose sempre a tuono, ignorando i sorrisi, ostinandosi a non
+afferrare nulla pi&ugrave; del senso letterale delle varie interrogazioni che
+le venivano rivolte.</p>
+
+<p>Ma, in fondo al cuore, era furibonda. Con<span class="pagenum noind"><a name="Page_184" id="Page_184">{184}</a></span> Milla, ben inteso. Cos'era
+venuto in mente a quella sciocchina d'invitarla ad Astianello per
+farle poi di quelle scene mute da vittima? E il bello era che lei non
+se ne curava per nulla di quello stolido di Giuliano, ed era animata
+delle migliori intenzioni. Lui, si sa, sfido io!</p>
+
+<p>Olga aveva voluto provare, divertirsi un poco, nulla pi&ugrave;. L'avevano
+invitata per far vedere che non la temevano; &egrave; naturale ch'essa desse
+loro una piccola lezione. Ma ora Milla, colle sue imprudenze, la
+metteva in una posizione falsa, seccante..., e quasi quasi meritava
+davvero....</p>
+
+<p>Durante tutta la sera, quella valente schermitrice fu impareggiabile.
+Si mostr&ograve; cos&igrave; gentile, cos&igrave; naturalmente calma, seppe talmente
+manovrare, celando l'apparenza d'ogni manovra, che a poco a poco i pi&ugrave;
+creduli cominciarono a dubitare. E giunta l'ora di separarsi pel
+riposo notturno, alcune fra le signore chiedevano a s&egrave; stesse:&mdash;E se
+non fosse vero?&mdash;Molti aspettavano l'indomani per decidere. Bisognava
+vederle <span class="pagenum noind"><a name="Page_185" id="Page_185">{185}</a></span>di fronte.... Milla e la Baronessa. Davvero, sarebbe
+interessante. A domani, dunque. Intanto non ci si annoiava ad
+Astianello.</p>
+
+<p>Ma l'indomani non fu apportatore della scena desiderata. Milla non si
+era alzata e la febbriciattola perdurava.</p>
+
+<p>Giuliano era crudelmente imbarazzato. I suoi doveri di padrone di casa
+lo assorbivano in parte, occupavano buona parte del giorno; ma ogni
+tanto bisognava pure che salisse a tener compagnia a sua moglie, e
+quelle brevi soste nella camera azzurra non riescivano punto
+piacevoli. Eppure Milla continuava ad astenersi dalle scene; essa non
+gli rivolgeva mai la parola, non lo guardava. Era sfinita, non provava
+che un immenso disgusto, un imperioso bisogno di assopirsi,
+d'annientarsi nell'oblio. Oh! se avesse avuto sua madre! Se avesse
+potuto chinare sul seno d'una vera amica la sua povera testa cos&igrave;
+greve ed ardente e narrare, piangendo, la sua sventura! Ella, che
+aveva tanto d'uopo d'amore, di simpatia!<span class="pagenum noind"><a name="Page_186" id="Page_186">{186}</a></span> Si sentiva, per la prima
+volta in vita sua, supremamente offesa.... Quando vedeva Giuliano, il
+suo orgoglio di donna onesta si ribellava, imponeva silenzio
+all'amore. Essa non poteva parlargli, non poteva guardarlo.... La
+forza della volont&agrave; aveva e serbava alzata una barriera che pareva di
+ghiaccio. Ma dietro a quella barriera, il povero cuore di donna
+sanguinava lentamente, in silenzio!...</p>
+
+<p>Il giorno dopo, fu chiamato il medico del villaggio. Era un buon
+diavolo, onesto e capace. Giudic&ograve;, colla sua semplice esperienza, che
+la Duchessa avesse, pi&ugrave; che altro, bisogno di riposo; e, vedendo che
+le circostanze, il tramest&igrave;o degli ospiti non si prestavano guari
+all'attuazione di questo desiderio, pens&ograve; di parlarne francamente al
+Duca. Ma il caso aveva disposto altrimenti. Nello scender le scale,
+s'imbatt&egrave; in una vecchia signora, la quale prese a informarsi
+minutamente della salute di Milla, e fin&igrave; coll'alludere discretamente
+alla possibilit&agrave; d'uno stato interessante.<span class="pagenum noind"><a name="Page_187" id="Page_187">{187}</a></span></p>
+
+<p>Povera contessa Nemi, ci teneva allo stato interessante di Milla! Ai
+suoi tempi, era il solo male che patissero le spose, ed essa non ne
+intendeva altri. Rimase dunque attonita e quasi scandalizzata quando
+ud&igrave; che si trattava invece d'una febbre continua. Oh Dio.... ella che
+aveva tanta paura delle febbri.... Ma di che sorta di febbre si
+trattava?... Sperava bene che non fosse infiammatoria.... non
+attaccaticcia....</p>
+
+<p>&mdash;Eh! eh!&mdash;disse il dottore, cogliendo la palla al balzo&mdash;non so,
+spero che non sia.... non si pu&ograve; precisar nulla per ora..., ma non
+vorrei.... che.... certi lontani indizi di tifoidea.... Dio guardi,
+potrebbero far capolino da un momento all'altro....</p>
+
+<p>La contessa Nemi strisci&ograve; frettolosamente una semi-riverenza, e scapp&ograve;
+via. Il medico s'allontan&ograve; ridendo, senza nessun rimorso pel suo
+stratagemma. I medici di campagna hanno talvolta delle benefiche
+audacie di questo genere.</p>
+
+<p>La sera stessa, la Contessa riceveva una lettera <span class="pagenum noind"><a name="Page_188" id="Page_188">{188}</a></span>del suo notaio, che,
+per un affare urgentissimo, la richiamava a casa. E, caso singolare,
+la Garbi aveva notizie non troppo buone di sua madre. Due partenze
+furono dunque annunziate per l'indomani. Le signore chiedevano col pi&ugrave;
+vivo affetto notizie di Milla, ma nessuna insist&egrave;, come avevan fatto
+tanto gentilmente nei primi tempi, nell'offrirsi a tenerle compagnia.
+E in capo a due giorni Olga pens&ograve; bene di ricevere un telegramma di
+suo marito, il quale le chiedeva di venire a raggiungerlo, scusandosi
+di non poter egli stesso recarsi a riprenderla, per affari molto
+intricati, della cancelleria, s'intende.</p>
+
+<p>Giuliano, quando seppe di questo telegramma, ebbe un momento di viva
+irritazione. Ecco che se ne andavano tutti e lo lasciavano l&igrave; solo....
+in faccia a quella donnina smorta, che non gli faceva scene, ma non
+voleva saperne di alzarsi, n&egrave; di guardarlo in viso.</p>
+
+<p>Poi ebbe un sentimento di soddisfazione. Eh, eh..., la cosa prendeva
+un certo aspetto.... Meglio <span class="pagenum noind"><a name="Page_189" id="Page_189">{189}</a></span>cos&igrave;.... forse la posizione avrebbe
+potuto farsi critica, ed egli era tanto.... creolo!</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>Olga prese a tempo la decisione di partire. Dubbi o non dubbi, la sua
+fermata ad Astianello non era pi&ugrave; indicata: le altre signore formavano
+un formidabile areopago.</p>
+
+<p>La simpatia per Milla era tornata, alla lontana s&igrave;, ma viva assai,
+avvalorata dall'invidia che, alla lunga, Olga doveva pur destare in un
+circolo femminile. L'invidia non ha molta strada da fare per diventar
+censura, e la Russa conosceva molto bene ci&ograve; ch'era atto a giovarle, o
+a recarle danno. Aveva saputo sino ad allora farsi perdonar molto, e
+non compromettere in nessuna delle sue varie vicende di.... cuore
+l'invidiabile posto che occupava nella societ&agrave;. C'era rimasta,
+imponendosi o altrimenti, anche a dispetto della sua lunga avventura
+con Giuliano..., ma essa sapeva benissimo sino a che punto si pu&ograve;
+gettare impunemente della polvere negli ocelli. Trov&ograve; dunque <span class="pagenum noind"><a name="Page_190" id="Page_190">{190}</a></span>un
+effetto di partenza felicissimo; l'onore della ritirata era pi&ugrave; che
+salvo!... Ma in fondo era indispettita, e, all'ultimo momento, un
+dubbio l'aveva inquietata. Forse la malattia di Milla era un'astuzia
+di guerra.... la Duchessa si liberava cos&igrave; di lei e delle sue
+apprensioni.... E, sotto l'impressione di quel sospetto, morse per un
+secondo le bellissime labbra.</p>
+
+<p>Di Giuliano non le importava affatto; pure seppe cos&igrave; bene simulare
+presso di lui che, nell'animo di questi, quel po' di rimorso relativo
+che s'era andato formando a fatica, tacque subitamente per dar luogo
+ad una specie di vigliacco dispetto! Olga se ne avvide, e, mentre
+saliva nel legno che doveva condurla alla stazione, mand&ograve; in su uno
+sguardo rapido, ma strano, verso la finestra chiusa della camera di
+Milla. E lasci&ograve; per lei i pi&ugrave; affettuosi, i pi&ugrave; cordiali saluti, certa
+di rivederla presto, perfettamente guarita, fresca come una rosa. E
+frattanto ella stessa era bellissima, forte e formidabile nella
+pienezza vigorosa <span class="pagenum noind"><a name="Page_191" id="Page_191">{191}</a></span>delle forme. Era molto attraente cos&igrave;, in abito da
+viaggio. Le sue pelliccie non l'infagottavano punto come infagottano
+il pi&ugrave; delle signore; parevano avvolgerla come il manto d'una regina
+selvaggia.</p>
+
+<p>E Giuliano rimase solo coll'ammalata.</p>
+
+<p>Non gi&agrave; un'ammalata grave. Di tifoidea nessun indizio; la
+febbriciattola non cresceva, e veniva solo ogni tanto. Milla s'era
+alzata per salutare la vecchia signora, amica di sua suocera, e anche
+per assicurarla che ora stava propriamente benino. Ma, dopo la
+partenza degli ultimi ospiti, era tornata a star cos&igrave; cos&igrave;. Non usciva
+pi&ugrave; di camera, mangiava poco o nulla, e ogni tanto si metteva a
+piangere in silenzio. Con Giuliano non scambiava che qualche rara e
+indifferente parola. Era esausta di forze, ma resisteva, e in quella
+lotta, che nessuno avvertiva, la sua energia si consumava. Il suo era
+uno di quei graduati sfinimenti a cui certi temperamenti femminili si
+prestano fatalmente. Questo bizzarro <span class="pagenum noind"><a name="Page_192" id="Page_192">{192}</a></span>genere di malattia non &egrave; punto
+mortale in s&egrave; stesso, si pu&ograve; benissimo guarire, solo per&ograve; quando lo si
+voglia assolutamente. Se no, si muore, commettendo innocentemente un
+insensato e crudele suicidio.</p>
+
+<p>Due settimane passarono cos&igrave;. Giuliano incominciava a impensierirsi, e
+il medico del villaggio a non saper pi&ugrave; che dire. Un giorno, usc&igrave; a
+proporre che si chiamasse un altro dottore.... per avere un parere di
+pi&ugrave;.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;disse Giuliano.</p>
+
+<p>Si sgoment&ograve;. E se veramente la povera Milla.... fosse proprio cos&igrave;
+malata.... per aver udito quello sciagurato colloquio! Che stupido era
+mai stato! E Olga lo aveva canzonato bellamente; dopo tutto!....
+Mentre invece Milla l'adorava, povera creatura! Oh! s&igrave;!... ci voleva
+proprio un bravo medico, una celebrit&agrave;. E la celebrit&agrave;, chiamata
+telegraficamente da Giuliano, capit&ograve; pochi giorni dopo ad Astianello.</p>
+
+<p>Non disse gran cosa, in complesso. Parl&ograve; di <span class="pagenum noind"><a name="Page_193" id="Page_193">{193}</a></span>nervi, di gran simpatico,
+d'anemia, di debolezza. E mentre faceva queste osservazioni e teneva
+fra le mani il polso bianco e magro di Milla, guardava attentamente
+ora Giuliano, ora la faccia rigida della Duchessa.</p>
+
+<p>Fin&igrave; dunque coll'assicurare che non c'era nulla di grave; ordin&ograve;
+marziali, accenn&ograve; alla necessit&agrave; d'una vita molto quieta; e sugger&igrave; di
+passar l'invernata nel Mezzogiorno. Poi se ne and&ograve;, certo in cuor suo
+che quella donna soffriva crudelmente, senza concedersi uno sfogo. Il
+celebre dottore non era soltanto celebre, era vecchio, conosceva del
+pari la donna e la vita.</p>
+
+<p>Nell'andarsene, ebbe una sorpresa. Giungendo alla stazione, vi trov&ograve;
+ad attenderlo un giovinotto bruno, magro, con due occhi assai vivi e
+profondi, il quale, qualificandosi per un addetto della tenuta
+d'Astianello, gli chiese semplicemente, ma in modo abbastanza
+categorico, se la Duchessa fosse ammalata molto, molto?...</p>
+
+<p>Il medico non ricus&ograve; di rispondere, ma non si <span class="pagenum noind"><a name="Page_194" id="Page_194">{194}</a></span>cur&ograve; di dare al
+giovanotto nulla pi&ugrave; d'una di quelle elementari risposte, ch'egli
+giudicava sufficienti a soddisfare la curiosit&agrave; o l'attaccamento ai
+padroni, da parte d'una persona di servizio.</p>
+
+<p>Ma Drollino non si content&ograve;.</p>
+
+<p>&mdash;Potrebbe morire? chiese colla massima calma.</p>
+
+<p>La celebrit&agrave; medica, impazientita alz&ograve; le spalle.</p>
+
+<p>&mdash;Caro mio, che andate chiedendo? Perch&egrave; dovrebbe morire? Ha un buon
+temperamento, &egrave; giovane. Ha bisogno di quiete e che la lascino stare
+in pace, ecco tutto.</p>
+
+<p>&mdash;Gi&agrave;, disse Drollino.... Ma se invece....</p>
+
+<p>Rimase in silenzio, con un'espressione bizzarra e cupamente inquieta.</p>
+
+<p>&mdash;Che ci siano ancora dei servitori affezionati? chiese a s&egrave; stesso il
+celebre medico mentre saliva sul treno, in una bella carrozza di prima
+classe.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>&mdash;Ecco qua, borbottava in guardaroba, la vecchia Tonia, &egrave; la terza
+volta che viene oggi, colla scusa di prender le notizie della signora
+Duchessa.<span class="pagenum noind"><a name="Page_195" id="Page_195">{195}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Eh, eh! rispose la Teresa, la guardarobiera in secondo, non ha poi
+tutti i torti; non &egrave; il diavolo la Carolina. E lui ha un bel salario
+ora, e sono tutti e due della tenuta. Sarebbe un bel matrimonio.</p>
+
+<p>La Carolina entr&ograve; all'improvviso.</p>
+
+<p>&mdash;Che c'&egrave;? chiese stizzosa, indovinando che la sua venuta aveva
+troncato un discorso.</p>
+
+<p>&mdash;Niente, niente. Si diceva soltanto di.... Drollino.</p>
+
+<p>&mdash;Miracolo! ribatt&egrave; la giovane.... E sar&agrave; per dirne del male, mi
+figuro! tutti ce l'hanno amara con quel poveretto. E io invece
+sostengo che....</p>
+
+<p>&mdash;Eh! si sa, si sa....</p>
+
+<p>&mdash;Cosa si sa?... Non &egrave; vero niente, a me non me ne importa niente
+affatto di colui, non mi dispiace, no, perch&egrave; &egrave; un buon figliuolo,
+affezionato alla signora.</p>
+
+<p>&mdash;Sfido io, salt&ograve; su a dire la Teresa, sono stati beneficati tutti
+dalla casa, quando c'era il padrone vecchio.<span class="pagenum noind"><a name="Page_196" id="Page_196">{196}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Bene, bene.... Oh gli altri non sono forse stati beneficati anche
+loro?... Eppure.... guardate se si rammentano di venire a vedere se la
+padrona &egrave; viva o morta.</p>
+
+<p>&mdash;Caspita! susurr&ograve; la Tonia, non hanno mica le ragioni che pu&ograve; avere
+Drollino di venire in guardaroba.</p>
+
+<p>La Carolina arross&igrave; e tent&ograve; una smorfia.</p>
+
+<p>&mdash;No, no ve l'assicuro, viene proprio soltanto per sapere....&mdash;Ma lo
+diceva mollemente, con un mezzo sorriso biricchino e un po' ipocrita.</p>
+
+<p>&mdash;Non &egrave; vero che sia cattivo, prosegu&igrave;, anzi, ha buonissime maniere.
+Vien su adagino.... per non far strepito e sta a sentire tutto quello
+che gli dico.</p>
+
+<p>E gliene diceva, quella buona ragazza.... Si rifaceva con lui delle
+lunghe ore silenziose che le toccava passare in camera della Duchessa.
+Gli narrava in disteso come la padrona divenisse ogni giorno pi&ugrave;
+pallida e pi&ugrave; magra, e come ella la ritrovasse sempre immobile, cogli
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_197" id="Page_197">{197}</a></span>occhi chiusi e con certi lagrimoni tanto fatti, sulle guancie. No,
+no, alla Carolina non la davano a bere e i medici potevano dir nomacci
+latini quanti ne volevano, ma il male di quella signora era tutta
+passione, ecco cos'era, le gelosie e le pene che le aveva fatte
+passare il Duca per quella strega grassa, per quella Russa che rideva
+sempre.</p>
+
+<p>Drollino ascoltava attentamente questi sfoghi della Carolina, senza
+dir nulla, senz'avvedersi che la cameriera belloccia e garbata avrebbe
+forse parlato anche di qualcos'altro. Egli aveva ben poco da fare in
+quei giorni e per&ograve; ammazzava il tempo a furia di lunghe, faticose
+cavalcate, al ritorno delle quali Mia era bene spesso tutta bianca di
+schiuma.</p>
+
+<p>Qualche volta, in casa o pel viale Drollino si imbatteva col Duca.
+Giuliano non s'accorgeva sempre della presenza del giovane, ma
+Drollino avvertiva ogni volta, con una specie d'intuizione,
+l'appressarsi del padrone e se n'aveva il tempo, <span class="pagenum noind"><a name="Page_198" id="Page_198">{198}</a></span>evitava l'incontro.
+Sentiva, vedendolo, uno strano brivido nel sangue, involontariamente
+digrignava i denti, gli veniva come un'insana voglia d'essere
+insolente verso quell'uomo, di ribellarsi a lui. Un'acre bestemmia
+pareva destarglisi in bocca. Ma allora gli veniva in mente la
+Duchessa, a cui le bestemmie spiacevano tanto, e non ardiva
+proferirne.... Eppure con quale piacere egli le avrebbe scaraventate
+in faccia al Duca.</p>
+
+<p>Lo odiava profondamente.... senza scrupoli di sorta. Egli non era
+persuaso di essere al suo servizio. La sua padrona era Milla. E ora
+Milla.... forse morrebbe per colui!</p>
+
+<p>Una volta Drollino, capitando in scuderia, ci trov&ograve; il Duca, che a
+passo lento e a capo chino traversava l'andito. Gli tenne dietro con
+uno sguardo torvo, e un'idea confusa, ma terribile, gli balen&ograve; nella
+mente.</p>
+
+<p>E per salvarsi da quel pensiero, ne evoc&ograve; un altro, non mai
+completamente abbandonato per l'addietro, un pensiero che l'aveva
+agitato sin da <span class="pagenum noind"><a name="Page_199" id="Page_199">{199}</a></span>bambino, quello di fuggire con Mia, d'andar lontano
+lontano. Cos&igrave; non saprebbe nulla, non vedrebbe nulla se.... caso
+mai!...</p>
+
+<p>Lasci&ograve; la scuderia, e si diresse verso il suo antico alloggio.</p>
+
+<p>Era una piccola cascina, addossata ad un vasto fabbricato ad uso
+fienile, e stava proprio dirimpetto alla grande estesa del piano. Un
+vecchio guardiano dei pascoli vi faceva dimora colla famiglia.
+L'alloggio di Drollino consisteva in una ex-cucina a terreno; egli vi
+aveva lasciato il suo letto, due seggiole e una vecchia cassapanca,
+dove serbava, alla rinfusa, i pochi panni ereditati dal padre, i suoi,
+non quelli di livrea, e qualche cianfrusaglia. Era un pezzo che non
+capitava laggi&ugrave;. La massaia aveva approfittato della sua assenza per
+ammonticchiare in un canto della stanza l'ultima raccolta delle
+patate; ampie ragnatele si erano acquartierate fra le travi del
+soffitto, e l'unica finestrina aveva i vetri rotti.</p>
+
+<p>Apr&igrave; la cassapanca, e prese a rovistare nei <span class="pagenum noind"><a name="Page_200" id="Page_200">{200}</a></span>vecchi panni. A un tratto
+s'arrest&ograve;. Gli era capitato sotto le dita un oggetto pesante, freddo.
+Con un gesto vivace l'estrasse. Era una vecchia pistola a due canne,
+ed egli riconobbe subito la solita arma di guardia di suo padre.
+L'esamin&ograve; a lungo; era ancora in discreto stato; cercando bene, trov&ograve;
+pure in un angolo della cassapanca lo scatolino delle cariche.</p>
+
+<p>Drollino non pens&ograve; a rimettere in ordine i panni. Guardava fisso
+fisso, come magnetizzato, quell'arma vecchia, cogli acciai un poco
+irrugginiti.</p>
+
+<p>Lentamente prese a pulirla, la rimise in assetto, poi la caric&ograve;,
+pensando:&mdash;Servir&agrave; pel viaggio.</p>
+
+<p>Ma quando la vide lucida, forbita, pronta, col grilletto obbediente,
+si ferm&ograve; di nuovo. Aveva il volto acceso, le tempia gli martellavano;
+ed egli alzava, riabbassava, trattenendolo, il cane, con un gesto che
+aveva qualcosa di convulso, come se si dibattesse nello stretto di
+un'intima, formidabile lotta.<span class="pagenum noind"><a name="Page_201" id="Page_201">{201}</a></span></p>
+
+<p>Finalmente, su quella faccia stravolta pass&ograve; il lampo d'un pensiero
+che vinceva. Drollino cacci&ograve; la pistola nella tasca interna della
+giacca che indossava, poi ricacci&ograve; tutti assieme e confusamente i
+panni nell'interno della cassapanca.</p>
+
+<p>Giunto a casa, chiese della Duchessa. La febbre era aumentata.</p>
+
+<p>L'indomani, cadde la prima neve e seppell&igrave; nel bianco silenzio
+invernale gli orizzonti della splendida villa. Una grande malinconia
+invase al casa. Il Duca non si vedeva quasi pi&ugrave;, e Milla, da pi&ugrave;
+giorni non si alzava. Il freddo capitato cos&igrave; improvvisamente, le
+aveva fatto male. Non gi&agrave; che soffrisse molto; anzi, s'era come
+adagiata in una grande quiete funesta, le pareva di sentirsi cullata
+nella progressione lenta, molle d'un'atonia che l'assopiva dolcemente.
+E se a capo di questa progressione ci fosse anche la fine....
+ebbene.... tanto meglio!... Cos&igrave; non si poteva vivere. Umiliarsi,
+ella?... tanto offesa.... dimenticare? Ah no!... piuttosto morire,
+morire....<span class="pagenum noind"><a name="Page_202" id="Page_202">{202}</a></span></p>
+
+<p>Giuliano era, dal canto suo, profondamente agitato. Un rimorso grave
+turbava quell'anima impotente. Egli provava il sincero desiderio di
+salvare quella donna, che alla sconfinata vanit&agrave; di lui offriva
+l'olocausto della propria vita. Lungi dall'immediato dominio di Olga,
+egli tornava in s&egrave;, si pentiva d'averla amata ancora, gli pareva
+d'abborrirla. S'inteneriva sulla sorte di sua moglie, piangeva spesso,
+uscendo dalla camera azzurra. Avrebbe pur voluto (egli che detestava
+le scene) cadere ai piedi di Milla, dirle che per&ograve;, in fondo, non era
+colpevole come forse ella lo credeva.... implorare cionnullameno il
+suo perdono... giurarle, e mantenerle poi, una fede sincera e....
+assoluta.</p>
+
+<p>Tent&ograve; due o tre volte una spiegazione. Ma essa lo guard&ograve; con
+un'alterigia cos&igrave; profonda, cos&igrave; glaciale, ch'egli interruppe subito i
+preliminari e rimise la spiegazione a.... pi&ugrave; tardi.</p>
+
+<p>Un giorno, la Carolina annunzi&ograve; a Drollino una cosa che le faceva
+molta pena. La Duchessa aveva mandato a chiamare il padre Loria.<span class="pagenum noind"><a name="Page_203" id="Page_203">{203}</a></span></p>
+
+<p>Drollino non disse nulla pi&ugrave; che il suo solito &laquo;Ah!&raquo; ma lo disse con
+un accento rauco, quasi gutturale.</p>
+
+<p>Allora la Carolina volle rassicurarlo. Oh! oh!... non era gi&agrave; perch&egrave;
+proprio si fosse a questi estremi; ma la signora Duchessa era tanto
+pia, e poi.... forse....</p>
+
+<p>Drollino rimase serio, cupo, cogli occhi fissi sul tavolone dove si
+stirava.</p>
+
+<p>Nevicava fitto fitto, a grandi falde, lente e sfioccate, e il padre
+Loria giunse sotto l'atrio in uno stato proprio compassionevole.
+Mentre si asciugava davanti al fuoco acceso nel gran camino della
+stanza da pranzo, il duca venne a incontrarlo. Il colloquio fu breve,
+riusc&igrave; freddo, quasi come la giornata. Il prete e il padrone di casa
+si studiavano a vicenda, e a vicenda diffidavano l'uno dell'altro.</p>
+
+<p>Giuliano ebbe due o tre frasi un po' contorte; raccomandava di non
+stancare la Duchessa, gi&agrave; piuttosto deboluccia, poveretta. Il padre
+Loria <span class="pagenum noind"><a name="Page_204" id="Page_204">{204}</a></span>ebbe due o tre mosse del capo, che non rassicurarono al tutto il
+Duca. Ma questo dovette pure mormorare un cortese:&mdash;S'accomodi,&mdash;sulla
+soglia della camera azzurra, e ritirarsi adagino, mentre la dolce
+figura paterna del sacerdote s'accostava lentamente al letto di Milla.</p>
+
+<p>Il padre Loria non fece certamente apposta a inquietare e a stancare
+la Duchessa Milla, ma certo &egrave; che la inquiet&ograve; e la stanc&ograve;
+orribilmente, e il loro colloquio riusc&igrave; critico e tempestoso. Fu un
+vero duello tra l'autorit&agrave; e la ribellione.</p>
+
+<p>Milla gli narr&ograve; ogni cosa con uno sfogo febbrile, con tutto l'impeto
+del suo risentimento, col bisogno di simpatia che la torturava. Gli
+narr&ograve;, con subita energia, il suo amore pel marito, e il dolore che
+sentiva roderle la vita, come il verme rode la radice d'un fiore. Oh!
+essa l'aveva amato tanto.... cos&igrave; ardentemente.... No, la sua mitezza
+non era stata vigliaccheria, la sua docilit&agrave;, tenera, inesauribile non
+era la debolezza d'un'anima <span class="pagenum noind"><a name="Page_205" id="Page_205">{205}</a></span>inetta al dominio; era stato un volere
+ragionato, era la sua interpretazione dell'amore, era una insaziabile
+necessit&agrave; di sacrifizio, una man&igrave;a innamorata di abnegazione! Essa si
+era fidata.... aveva voluto fargli vedere che si fidava!... Voleva a
+tutti i costi bastare al cuore di quell'uomo! E tutto ci&ograve; non era
+valso a nulla. Era caduto un'altra volta ai piedi di quella.... E ora?</p>
+
+<p>Il padre Loria la lasci&ograve; dire. Ma, quando essa ebbe finito, quando,
+ancor tutta fremente del suo sfogo, si lasci&ograve; ricadere sui guanciali
+con un gesto risoluto, egli prese a parlare.</p>
+
+<p>Non fece discorsi lunghi.</p>
+
+<p>&mdash;La comprendo e la compatisco,&mdash;mormor&ograve; dolcemente. Poi, mentr'ella
+lo guardava smarrita cogli occhi grondanti lacrime, ingiunse
+pacatamente:&mdash;Ora bisogna far due cose. La prima: perdonare.</p>
+
+<p>Essa ebbe un lungo brivido.&mdash;E poi?&mdash;chiese con un'appassionata
+ironia.<span class="pagenum noind"><a name="Page_206" id="Page_206">{206}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Bisogna vivere....&mdash;rispose semplicemente il padre Loria.</p>
+
+<p>Un'ora dopo, quando il vecchio prete usc&igrave; dalla camera della Duchessa,
+s'imbatt&egrave; subito col Duca, il quale, impaziente ed inquieto per il
+lungo protrarsi del colloquio, camminava a gran passi in su ed in gi&ugrave;
+nel corritoio. Confessore e marito scambiarono un saluto
+cortesissimo.... ancor pi&ugrave; cortese di quello dell'arrivo.... ma non
+meno diffidente e pieno di mutua avversione.</p>
+
+<p>Giuliano sentiva qualche cosa nell'aria. La minaccia, per esempio,
+d'una spiegazione, che ora, suggerita dal prete, gli pareva di nuovo
+formidabile ad incontrarsi. E fu per lui un vero sollievo quando ud&igrave;
+dalla cameriera che la signora, stanchissima, aveva raccomandato la
+lasciassero riposare.</p>
+
+<p>Milla aveva riposato...; ma ora era spossata.... Quel riposo era stato
+in realt&agrave; una delle pi&ugrave; aspre battaglie intime del suo povero cuore
+offeso e innamorato a un tempo. La religione aveva <span class="pagenum noind"><a name="Page_207" id="Page_207">{207}</a></span>dato un consiglio;
+e la natura e la giovent&ugrave; l'avevano avvalorato, con un assenso
+segreto...; ma l'orgoglio aveva avuto anch'esso la sua ribelle parola.</p>
+
+<p>Il crepuscolo invernale, prolungato dal bianco riflesso della neve
+caduta e da quella tuttora cadente, scendeva lento, in una mezza luce
+grigiastra. Nella progressione graduata della penombra, il letto
+ampio, coi parati di raso sbiadito spiccava netto. La bianchezza del
+visino di Milla si confondeva col morbido bianco dei guanciali, pareva
+quasi assumere l'area sfumatura di contorni d'una larva.</p>
+
+<p>&mdash;Comanda la lucerna?&mdash;chiese a bassa voce la cameriera.</p>
+
+<p>&mdash;No,&mdash;rispose Milla, con voce stranamente affievolita. Va pure....
+voglio riposare.</p>
+
+<p>La giovane usc&igrave;, in punta di piedi.</p>
+
+<p>Il silenzio della stanza era grave e solenne. Giuliano provava
+un'angoscia inesplicabile, guardava, come affascinato il candore opaco
+del letto, <span class="pagenum noind"><a name="Page_208" id="Page_208">{208}</a></span>tentava d'afferrar nettamente, collo sguardo, l'incerto
+contorno di quel corpicino femminile che giaceva, spossato, sotto alle
+lenzuola e pareva quasi farsi di nebbia, illanguidire nell'ombra cupa
+che andava invadendo la stanza. Avrebbe voluto parlare a Milla, udire
+la sua voce, ne sentiva come un bisogno angoscioso. E mentre pensava
+come potrebbe rivolgere a Milla una domanda anche indifferente, ma che
+la obbligasse a rispondere, ecco che per l'appunto quella povera e
+debole vocetta s'alz&ograve; in seno al silenzio pesante e misterioso,
+pronunziando una parola, che, da tempo non s'era sprigionata dalle
+labbra di Milla.</p>
+
+<p>&mdash;Giuliano!</p>
+
+<p>Egli trasal&igrave; e si chin&ograve; sul letto, premurosamente, con un terrore
+indistinto di quell'ora e di quell'accento.</p>
+
+<p>Ella gli porse la sua manina tanto smagrita.</p>
+
+<p>&mdash;Giuliano....&mdash;ripet&egrave; lentamente, non debbo.... non bisogna che io me
+ne vada. E per ci&ograve;.... sai....<span class="pagenum noind"><a name="Page_209" id="Page_209">{209}</a></span></p>
+
+<p>Oh! non la sapeva recitare quella lezione; cos&igrave; sublime e cos&igrave;
+crudele. Tremava.... si confondeva.</p>
+
+<p>&mdash;Sai....&mdash;prosegu&igrave; con uno sforzo eroico, volevo dirti che.... che io
+non mi ricorder&ograve; pi&ugrave; di niente. Ma bisogna che anche tu... se vuoi
+ch'io....</p>
+
+<p>Egli non la lasci&ograve; finire. Si gett&ograve; in ginocchio, le afferr&ograve; le mani,
+le chiese perdono, con accento rotto, appassionato, le giur&ograve; ch'egli
+l'adorava, che non era realmente colpevole, che ci&ograve; ch'ella aveva
+udito non era stato che l'espressione d'un momento di delirio
+passeggero.... un capriccio passeggero, senza base, senza
+conseguenze.... E iterava proteste, ardenti e sincere, com'era in quel
+momento, ardente e sincero il suo ravvedimento. E in quella tempestosa
+reazione, in quel subito rinnovarsi del suo amore per la donna ch'egli
+temeva di perdere; Giuliano riesciva eloquentissimo e si presentava
+sotto un aspetto nuovo, l'aspetto cio&egrave; ch'egli, nella placida
+sicurezza del suo dominio su Milla, non si era mai curato d'assumere
+per lei.<span class="pagenum noind"><a name="Page_210" id="Page_210">{210}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ma tu m'ami, dunque, tu m'ami?&mdash;chiese l'ammalata, balzata in quel
+momento in una calda e rapida transazione del suo amore, che le faceva
+ancora scusare, perdonare, scordar tutto, che la consegnava cieca,
+sorda, smemorata, in braccio ad una pi&ugrave; potente, ad una pi&ugrave; salda
+illusione.</p>
+
+<p>Egli la copriva di baci. Oh! se l'amava! Se aveva sofferto.... Oh la
+sua Milla! la sua Milla adorata! Non era punto: creolo.... in quel
+momento!</p>
+
+<p>Allora Milla ebbe un subito e febbrile risveglio delle forze. S'alz&ograve; a
+sedere sul letto, s'avvinghi&ograve; colle braccia scarne al collo di
+Giuliano e gli si strinse convulsa sul petto, con un grido supremo di
+trionfo e di desiderio: Vivere!... vivere!...</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>La villa era ancor tutta sottosopra. Poche ore prima il Duca e la
+Duchessa erano partiti per Napoli, dove li avrebbe raggiunti la
+vecchia Duchessa Lantieri.<span class="pagenum noind"><a name="Page_211" id="Page_211">{211}</a></span></p>
+
+<p>La partenza era recente e l'ardore dei commenti non era pur anche
+venuto meno. Veramente la signora non era al tutto ristabilita; stava
+per&ograve; assai meglio. Ma ne aveva patito del male, poveretta! E che festa
+per tutti, quando, era scesa a desinare per la prima volta!</p>
+
+<p>Non la scorderebbero cos&igrave; presto, quella sera. Il pranzo era stato
+preparato, non gi&agrave; nel salone grande, ma in un salottino caldo, caldo,
+ornato delle pi&ugrave; belle camelie della serra! Finito il desinare, la
+Duchessa, appoggiata al braccio di suo marito, era venuta un momento
+sotto il portico, per ringraziare quella brava gente che aveva tanto
+gridato: Evviva! Aveva parlato quasi a tutti, aveva riconosciuta la
+vecchia portinaia, salutata la fattora, poi aveva osservato che ci
+erano due guardiani dei pascoli e persino Drollino, il quale, da quel
+selvaticone che sarebbe sempre, se ne stava mezzo nascosto, dietro uno
+dei pilastri. Anzi, lo fece chiamare.</p>
+
+<p>&mdash;Ho saputo&mdash;gli disse soavemente&mdash;che <span class="pagenum noind"><a name="Page_212" id="Page_212">{212}</a></span>tu pure venivi spesso a
+chieder mie nuove. Ti ringrazio.</p>
+
+<p>Egli la guardava fisso.... come incantato. Com'era bella e pallida....
+e com'era diversa dalle altre!</p>
+
+<p>Giuliano, che aveva bevuto del <i>Johannisberg</i> molto vecchio in onore
+della Duchessa, era di lietissimo umore!</p>
+
+<p>&mdash;Certo....&mdash;sclam&ograve; benignamente&mdash;veniva ogni giorno a chiedere alla
+Carolina.... eh!... eh!... guarda.... Drollino!</p>
+
+<p>Drollino guard&ograve; infatti il Duca, e in modo siffatto che questi, pur
+continuando a ridere, non prosegu&igrave; a toccar quel tasto. E un momento
+dopo, temendo che Milla fosse stanca, la condusse via.</p>
+
+<p>Milla non si oppose; senz'avvedersene, ricadeva invincibilmente nella
+obbedienza cieca e fiduciosa dell'amor suo.</p>
+
+<p>Partirono adunque sui primi di dicembre, contenti, felici, e in
+perfetta armonia. In casa rimaneva tuttora parte della servit&ugrave;, quella
+che <span class="pagenum noind"><a name="Page_213" id="Page_213">{213}</a></span>avrebbe pi&ugrave; tardi raggiunti i padroni a Napoli, e quella fissa
+per tutto l'anno ad Astianello.</p>
+
+<p>La sera stessa si trovarono riuniti in cucina, attorno all'allegra
+fiammata del caminone. Drollino ci and&ograve; pure un momento, prima di
+recarsi a letto.</p>
+
+<p>Nel crocchio si discutevano, naturalmente, gli ultimi avvenimenti di
+quella fortunosa villeggiatura.</p>
+
+<p>&mdash;E la Russa?&mdash;chiese a un tratto il paggetto.</p>
+
+<p>Il capo cuoco alz&ograve; una mano a livello del mento, e con una vivace
+smorfia soffi&ograve; rapidamente sul palmo.</p>
+
+<p>&mdash;Andata!&mdash;soggiunse con un'espressione comicissima, come un
+prestidigitatore che fa scomparire una pallina di sughero.</p>
+
+<p>E fu una risata generale.</p>
+
+<p>Ma il paggetto maligno insist&egrave;:</p>
+
+<p>&mdash;Per sempre?...</p>
+
+<p>Il cocchiere alz&ograve; le spalle con un'aria da filosofo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_214" id="Page_214">{214}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Caro mio, chi sa l'avvenire?... Speriamo di s&igrave;! Certo &egrave; che, in
+grazia di quella diavolessa, la nostra povera signora &egrave; stata a un
+brutto rischio.</p>
+
+<p>&mdash;Io dico che se le capita un'altra volta....&mdash;prese a sentenziare il
+maggiordomo.</p>
+
+<p>&mdash;Muore, eh, muore davvero?&mdash;interrogo premurosamente il paggetto.</p>
+
+<p>&mdash;Al diavolo i monelli&mdash;rispose stizzosamente il maggiordomo;&mdash;che
+c'entri tu, bardassa, a far cotesti discorsi?</p>
+
+<p>E per fargli vedere che non c'entrava proprio, accenn&ograve; ad allungargli
+una pedata.</p>
+
+<p>Ma non l'allung&ograve;, e si mise a ridere.</p>
+
+<p>Drollino usc&igrave; dalla cucina senza che nessuno se ne accorgesse, e si
+rec&ograve; in scuderia.</p>
+
+<p>In quell'ambiente vasto, l'atmosfera aveva un tepore dolce, e l'occhio
+si riposava in una semioscurit&agrave;, rotta ad intervalli dal chiarore di
+certe lampadine appese alle arcate della volta. In fondo, presso alta
+porta d'uscita, un piccolo lume ad <span class="pagenum noind"><a name="Page_215" id="Page_215">{215}</a></span>olio ardeva vacillando davanti ad
+un quadretto di Sant'Antonio e socio. In un <i>box</i> aperto e
+disoccupato, il sorvegliante di servizio, coricato su di una branda ed
+avvolto nel suo bigio mantellone, russava saporitamente.</p>
+
+<p>In scuderia non c'erano in quei giorni pi&ugrave; di una quindicina di
+cavalli. Stavano quieti. I pi&ugrave; dormivano, alcuni si movevano ogni
+tanto, con un lieve scalpit&igrave;o, accusando le proprie mosse col rumore
+delle palle di legno appese alle <i>cavezze</i>.... che si urtavano contro
+le pareti esterne delle mangiatoie.</p>
+
+<p>Mia era ultima nel compartimento di destra, e dormiva stesa di fianco
+sulla paglia; ma quando Drollino, avvicinandosi, la chiam&ograve;
+sommessamente per nome, la povera bestia, destandosi, si rizz&ograve;
+impetuosamente, con quel moto cos&igrave; rapido proprio del cavallo fino che
+non si vuol lasciar sorprendere in una posa d'inazione. Volt&ograve; la
+testina intelligente, e fiss&ograve; il padrone coi grandi occhi espressivi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_216" id="Page_216">{216}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Mia!&mdash;disse Drollino col tono monotono di chi parla in sogno, e
+accarezzando la lucida groppa della cavalla.&mdash;Mia!... &egrave; partita!...</p>
+
+<p>Il riverbero del lumicino di Sant'Antonio accendeva un punto luminoso
+nella pupilla attenta di Mia.</p>
+
+<p>&mdash;Mia!&mdash;continu&ograve; Drollino collo stesso accento&mdash;se lei fosse morta....
+io l'avrei ammazzato.... sai?...</p>
+
+<p>Uno dei cavalli vicini di&egrave; un forte strappo alla corda, e la palla
+picchi&ograve; rumorosamente contro la barriera.</p>
+
+<p>&mdash;Ohe!&mdash;borbott&ograve; il mozzo, fra il sonno e la veglia.</p>
+
+<p>Una gran quiete regn&ograve; in scuderia.<span class="pagenum noind"><a name="Page_217" id="Page_217">{217}</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+<h2><a name="VIII" id="VIII"></a>VIII.</h2>
+
+
+<p>Maggio e i suoi fiori, maggio e il suo cielo sereno, le sue nuvole
+passeggere e i suoi tepori precoci! Maggio che sorride alla villa
+d'Astianello, e Milla che sorride alle rose di maggio e d'Astianello.</p>
+
+<p>In giardino ce n'&egrave; un'infinit&agrave;, di tutte le qualit&agrave;, di tutti i
+colori; ce n'&egrave; persino una tutta verde, che non &egrave; punto bella, e il
+cui arbusto costa un occhio del capo.</p>
+
+<p>&Egrave; una rarit&agrave;, s'intende. Quella onesta variet&agrave; della specie avrebbe il
+buon senso di non voler nascere a casa nostra, ben sapendo quanto
+sfiguri in mezzo alle sue splendide sorelline. Ma noi, anzich&egrave; saperle
+grado del suo accorgimento estetico e della sua ritrosia, ne la
+castighiamo <span class="pagenum noind"><a name="Page_218" id="Page_218">{218}</a></span>sforzandola invece a crescere stentatamente e a fiorire
+di mala voglia nei nostri giardini.</p>
+
+<p>Milla &egrave; stata china, a guardar la macchia, per un po' di tempo.
+Finalmente si rizza, e, voltandosi, chiama:</p>
+
+<p>&mdash;Giuliano!</p>
+
+<p>Ogni traccia di malattia &egrave; scomparsa dal suo visino il quale &egrave; ormai
+pi&ugrave; tondeggiante e suffuso d'un lieve incarnato. La personcina &egrave;
+sempre snella e minuta, ma le angolosit&agrave; d'un tempo si vedono pi&ugrave;.
+Milla veste un'elegantissima <i>matin&egrave;e</i> di mussola bianca ricamata,
+adorna d'un profluvio di fiocchi azzurri e fiorellini rosa.... Sta
+veramente benino quella gentile creatura; il vento fresco del mattino
+le ha alquanto scomposta la capigliatura, ed i capelli biondi piovono
+alla rinfusa sulla fronte, adombrando quei cari occhi castani, pieni
+di luce, di gioia e d'amore.</p>
+
+<p>&mdash;Giuliano!&mdash;ripet&egrave; a voce pi&ugrave; alta, voltandosi verso la finestra d'un
+salottino a terreno.</p>
+
+<p>Giuliano, obbedendo a quel gaio appello, comparve <span class="pagenum noind"><a name="Page_219" id="Page_219">{219}</a></span>finalmente nel vano
+interno della finestra. Il suo busto emergeva nello sfondo bruno del
+vuoto, e la sua faccia campeggiava bene, cos&igrave; bianca, e con tanto oro
+di capelli e di barba. Guardandolo, per&ograve;, pareva un poco invecchiato,
+e, sotto ai suoi begli occhi azzurri, alcune rughette, appena
+percettibili, s'eran dato convegno. Aveva anch'egli un'espressione
+ilare e soddisfatta, ed il profumo del suo biondo sigaro d'Avana
+giungeva sino alla macchia delle rose, mischiandosi in istrana guisa
+coi loro forti e vari olezzi.</p>
+
+<p>Milla lasci&ograve; la macchia e s'accost&ograve; al davanzale. Colla destra teneva
+sola la famosa rosa verde, colla sinistra serrava un mazzo di stupende
+rose <i>Gloire de Dijon</i>.</p>
+
+<p>&mdash;Sai, Giuliano, non mi piace!</p>
+
+<p>&mdash;Cosa?</p>
+
+<p>&mdash;Questa rosa.</p>
+
+<p>&mdash;E perch&egrave; non ti piace?</p>
+
+<p>&mdash;Perch&egrave; non &egrave; una rosa schietta come le altre; ha voluto far
+l'originale, e ci&ograve; non va bene.<span class="pagenum noind"><a name="Page_220" id="Page_220">{220}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;No?...</p>
+
+<p>&mdash;No! bisogna aver buon senso, e fare ci&ograve; che fanno gli altri. E di
+ci&ograve; son tanto persuasa, che non voglio predicar bene e razzolar male.
+Non voglio essere come la rosa verde. Dunque, a giugno, andremo ai
+bagni!</p>
+
+<p>&mdash;Ma, mia cara, che bisogno c'&egrave; di andare ai bagni, se non ne hai
+voglia? Potremmo benissimo rimanere qui.</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, che ne ho voglia! E poi &egrave; giusto; so che, a lungo andare, la
+campagna ti annoia. Andremo ai bagni.... dove vorrai tu, ben inteso, e
+poi.... torneremo qui! Ah, qui si sta cos&igrave; bene, non &egrave; vero?</p>
+
+<p>&mdash;Certo!&mdash;disse allegramente Giuliano; ma un'ombra fuggitiva gli pass&ograve;
+sulla fronte.</p>
+
+<p>&mdash;Dunque&mdash;ricominci&ograve; Milla&mdash;dove andiamo? a San Moritz?</p>
+
+<p>&mdash;Eh! vada per San Moritz.</p>
+
+<p>&mdash;O a Recoaro, Lucca, Sorrento, Villa d'Este? Basta, decideremo poi.
+Gi&agrave;, abbiamo tutto il mese <span class="pagenum noind"><a name="Page_221" id="Page_221">{221}</a></span>per pensarvi. E quest'inverno, per un mese
+o due, torneremo a Napoli?</p>
+
+<p>&mdash;Certo, dove vuoi! Ammenoch&egrave; gli affari....</p>
+
+<p>&mdash;Oh! gli affari!&mdash;disse Milla con un'adorabile smorfietta.&mdash;Sai che
+sei insoffribile con questi affari! Dacch&egrave; ti sei messo in capo di
+rivendicare quei possessi nel Genovesato, ti sei cacciato a capo
+fitto, nei litigi, nei processi, nei consulti d'avvocati, tanto che mi
+diventi tu pure un vero leguleio.</p>
+
+<p>Rideva, cos&igrave; dicendo, e cercava invano d'assumere un'aria
+indispettita; ma in cuor suo era tutt'altro che avversa alle
+occupazioni di Giuliano. Le avevan detto, e s'era persuasa, che una
+occupazione indefessa, accaparrante poteva benissimo riescire una
+salvaguardia.</p>
+
+<p>&mdash;Ors&ugrave;&mdash;continu&ograve; con una soave ipocrisia di pazienza&mdash;speriamo che si
+<i>possa</i> andare a Napoli. Ti ricordi di Napoli?</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;&mdash;diss'egli lietamente, rimovendo la cenere dall'estremit&agrave; dello
+sigaro.<span class="pagenum noind"><a name="Page_222" id="Page_222">{222}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Oppure, andremo a Nizza. E di Nizza ti rammenti?</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;&mdash;disse ancora Giuliano, ma non lo disse lietamente.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! io mi ricordo, sai! La passeggiata degli Inglesi, il Circolo
+della <i>M&eacute;diterran&eacute;e</i>, et la <i>place Massena</i>, e il <i>Restaurant
+fran&ccedil;ais</i>, dove abbiam fatta quella famosa colazione. E il <i>Vallon
+obscur</i>? E Cannes? E Montecarlo? A proposito, bada che, se andiamo a
+Nizza, stavolta voglio proprio venire anch'io a Montecarlo.</p>
+
+<p>Egli aggrott&ograve; le ciglia e parve scontento.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, bella!&mdash;continu&ograve; Milla, sempre pi&ugrave; infervorata nei suoi
+progetti.&mdash;Ci vanno tutti, ci voglio andare anch'io. E voglio vedere a
+giocare; chiss&agrave; che non m'arrischi io pure; sapessi quanto mi
+rincrebbe di non poter venir con te il giorno in cui ci andasti! Ti
+ricordi di quel giorno? Non mi sentivo bene, e rimasi a casa. Non
+volevo far parere, ma mi struggevo di venir anch'io a Monaco!<span class="pagenum noind"><a name="Page_223" id="Page_223">{223}</a></span></p>
+
+<p>Giuliano fece una strana smorfia, e balbett&ograve; fra i denti qualche
+parola.</p>
+
+<p>&mdash;Ma stavolta&mdash;continu&ograve; Milla&mdash;questo capriccio me lo voglio levare.
+Sissignore, giocher&ograve; anch'io, e vedremo se la perdita di qualche
+migliaio di lire far&agrave; venire, a me pure, la faccia da scomunicato che
+avevi tu, la sera, quando tornasti.</p>
+
+<p>Le venne voglia di ridere, e rise infatti, celando il visino nella
+profumata bianchezza delle rose.</p>
+
+<p>Egli s'era voltato bruscamente; per buttar via lo sigaro.</p>
+
+<p>Una brezza freschina passava di l&igrave;, suscitando nell'erba un tremol&igrave;o
+di amoerro, e facendo dimenar le cime alle rose, come se fossero tante
+testine di piccole fate dubbiose. Milla alz&ograve; di nuovo il viso,
+aspirando con gioia la frescura di quell'arietta.</p>
+
+<p>Gir&ograve; attorno lo sguardo, vide quella bella villa signorile, cos&igrave;
+idilica, colla sua verde cintura di <span class="pagenum noind"><a name="Page_224" id="Page_224">{224}</a></span>arrampicanti. Vide il giardino
+ridente e il piano maestoso e i colli vicini, e tutto ci&ograve; le parve
+bellissimo. Allora pens&ograve; che Giuliano, il suo fedele Giuliano, era
+pure molto bello. E la vita dunque non era forse bellissima
+anch'essa?... Chiuse gli occhi, e, paga, col cuore riboccante di
+gratitudine e di dolcezza gioconda, mormor&ograve; sommessamente:</p>
+
+<p>&mdash;Oh Giuliano! come sono felice!</p>
+
+<p>Rimase per un istante come raccolta nel pensiero della sua felicit&agrave;,
+mentre Giuliano, pallido, tormentava fra le dita paffute, i ciondoli
+del suo orologio.</p>
+
+<p>Milla schiuse gli occhi e diede un sospiro.</p>
+
+<p>&mdash;Che peccato che tu debba sempre andar laggi&ugrave;, a Genova a conferire
+con quell'avvocato! Non potrebbe venir qui lui ogni tanto?...</p>
+
+<p>&mdash;Impossibile!&mdash;rispose recisamente Giuliano, mordendosi le
+labbra.&mdash;Ma sar&ograve; assente per pochi giorni, te lo prometto.</p>
+
+<p>&mdash;E penserai a me?&mdash;chiese timidamente<span class="pagenum noind"><a name="Page_225" id="Page_225">{225}</a></span> Milla, ridendo, e colla vaga
+intuizione di dire una gran sciocchezza.</p>
+
+<p>&mdash;E tu, penserai a me?&mdash;rispose Giuliano, colla coscienza di dir
+cinque parole orribilmente vane e stonate.</p>
+
+<p>&mdash;Uhm!&mdash;rispose Milla&mdash;secondo.... se avr&ograve; tempo. Perch&egrave;,&mdash;soggiunse
+con un fare soavemente biricchino&mdash;se tu hai delle occupazioni.... pu&ograve;
+darsi che ne abbia anch'io.... e che siano importanti come le tue.</p>
+
+<p>Egli la guard&ograve;, con un'espressione indefinibile.</p>
+
+<p>&mdash;Come?...&mdash;mormor&ograve;&mdash;che intendi dire?...</p>
+
+<p>&mdash;Sei curioso, eh? Ci ho gusto. Oh bella! perch&egrave; non avrei anch'io i
+miei affari.... come li hai tu?...</p>
+
+<p>&mdash;Perch&egrave;....&mdash;ripet&egrave; Giuliano&mdash;perch&egrave;?...</p>
+
+<p>&mdash;Via, via, non far quegli occhiacci. Sai pure che di affari,
+propriamente detti, non posso sentir a parlare per cinque minuti
+consecutivi, senza addormentarmi. Ho piena coscienza che, se me <span class="pagenum noind"><a name="Page_226" id="Page_226">{226}</a></span>ne
+immischiassi, non sarei nulla pi&ugrave; d'una guastamestieri; e poi non sei
+forse tu che te ne occupi, che pensi e provvedi a tutto onde
+risparmiarmi ogni briga?</p>
+
+<p>Un profondo ed amaro turbamento si dipinse per un secondo sul volto di
+Giuliano.</p>
+
+<p>&mdash;Cara Milla!...&mdash;sussurr&ograve; quasi involontariamente, con voce
+soffocata.</p>
+
+<p>&mdash;Zitto l&agrave;, Giuliano, e torniamo a bomba. Dicevo dunque che le mie
+occupazioni, le ho anch'io. Ammetto che non somiglino alle tue, ma ci&ograve;
+non scema la loro importanza, e un giorno o l'altro.... forse.... ne
+vedrai il risultato.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! oh!&mdash;disse Giuliano, ch'era tornato a rasserenarsi,&mdash;e non si
+pu&ograve; saper niente ora?</p>
+
+<p>&mdash;Niente affatto. &Egrave; una sorpresa; resterai con tanto di naso.</p>
+
+<p>E rideva, allegra come una bambina, assaporando anticipatamente la
+sorpresa e la soddisfazione di suo marito.</p>
+
+<p>Questi le afferr&ograve; una mano, abbandonata sul davanzale.<span class="pagenum noind"><a name="Page_227" id="Page_227">{227}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Milla!&mdash;chiese con accento rotto ed angoscioso&mdash;Milla! sei felice,
+nevvero?</p>
+
+<p>Milla tralasci&ograve; di ridere. Sporgendosi colla persona oltre il
+davanzale, chin&ograve; il capo sulla spalla di lui. Egli sentiva il battere
+concitato di quel vero cuor di donna e il calore di quella fronte, ove
+piovevano scomposti i ricciolini d'oro.</p>
+
+<p>Drelin, drelin, drelin.... la campanella della colazione!</p>
+
+<p>Si divisero ridendo, movendosi entrambi, l'una al di qua, l'altro al
+di l&agrave; della finestra, e riuscirono ad incontrarsi sotto il portico.</p>
+
+<p>&mdash;A proposito,&mdash;disse Milla a suo marito,&mdash;ricordati stavolta, di
+portarmi il <i>pan douce</i> e i canditi. E quando avrai finiti i tuoi
+affari, andremo ai bagni.&mdash;Non voglio essere la rosa verde,&mdash;soggiunse
+ridendo e appuntandosi sul petto una delle rose bianche.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>Giuliano part&igrave; il giorno susseguente. Milla tenne dietro, sino oltre
+il cancello del viale all'elegante<span class="pagenum noind"><a name="Page_228" id="Page_228">{228}</a></span> <i>pha&egrave;ton</i> che, guidato dal Duca
+stesso, s'avviava verso la stazione. Poi torn&ograve; indietro, asciugandosi
+gli occhi un po' rossi. Si ferm&ograve; a terreno e mand&ograve; a chiamar Drollino.</p>
+
+<p>&mdash;Senti, Drollino,&mdash;gli disse appena se lo vide davanti, serio e muto
+come al solito,&mdash;di devi fare un piacere. Sceglimi in scuderia una
+bestia buona, sicura, proprio quieta.</p>
+
+<p>&mdash;Ci sarebbe Calif,&mdash;rispose Drollino, dopo aver pensato alquanto.</p>
+
+<p>Calif, ai suoi giorni, era stato un fiero corridore, ma ora era
+vecchietto assai e aveva smesso ogni baldanza.</p>
+
+<p>&mdash;Bravo! Calif; per l'appunto. Sai cosa voglio fare?... Voglio montare
+a cavallo.</p>
+
+<p>&mdash;Lei!&mdash;disse Drollino attonito.</p>
+
+<p>Era noto a tutti, nella tenuta, che quell'angiolo della Duchessa aveva
+sempre avuto una paura terribile dei cavalli.</p>
+
+<p>&mdash;Sicuro....&mdash;continu&ograve; Milla.&mdash;Il Duca avrebbe tanto caro che
+imparassi. E ora, capisci, <span class="pagenum noind"><a name="Page_229" id="Page_229">{229}</a></span>approfittando delle sue assenze, voglio
+fargli questa sorpresa.</p>
+
+<p>Drollino represse una specie d'amaro sorriso, e stette immobile,
+ascoltando.</p>
+
+<p>&mdash;A Nizza avevamo provato, in maneggio; ma sai, non vi riuscivo bene.
+Ho paura di non esser molto coraggiosa.... Oppure non sapevano
+insegnarmi. Ma ora, m'insegnerai tu, nevvero?</p>
+
+<p>&mdash;Io?&mdash;disse impetuosamente, quasi spaventato, Drollino.</p>
+
+<p>&mdash;Tu, s&igrave;....&mdash;rispose Milla ridendo&mdash;cominciando da oggi. Ho la sella
+e tutto l'occorrente. Va a far sellare Calif, e aspettami in maneggio.
+Io mi vestir&ograve; frattanto, e fra mezz'ora scender&ograve;.</p>
+
+<p>E cos&igrave; accadde che Drollino divenne <i>ipso facto</i> maestro di
+equitazione della Duchessa.</p>
+
+<p>Sulle prime, la cosa dur&ograve; fatica ad avviarsi. Milla era terribilmente
+impacciata nella sua lunghissima gonnella di amazzone, e non sapeva
+raccapezzarsi in nulla. Era molto bellina per&ograve;, e nell'ampiezza del
+maneggio la sua figurina delicata, <span class="pagenum noind"><a name="Page_230" id="Page_230">{230}</a></span>acquistava una nuova leggiadria.
+Il collo pareva veramente finissimo, quasi esile, cos&igrave; stretto nel
+collettino ritto, fortemente insaldato, o compito alla chiusura da un
+nodo di cravatta color verde cupo. Il visino tanto giovane e fresco,
+coi capelli, strettamente raccolti sulla nuca, e adombrato dalla breve
+falda d'un <i>pioppino</i> inglese, pareva quello d'un giovanotto di primo
+pelo. Drollino durava fatica talvolta a non distrarsi, guardandola in
+quell'aspetto nuovo, che tanto armonizzava colle aspirazioni della sua
+irresistibile vocazione. E per due ore al giorno, sinch&egrave; fu assento il
+Duca, egli si trov&ograve; colla Duchessa, cos&igrave; vestita e affidata
+completamente a lui. Tocc&ograve; a lui a metterla in sella, a insegnarle il
+maneggio delle redini, le chiamate, le attitudini. Milla trovava la
+cosa ancor pi&ugrave; seria di quanto s'era immaginata; non andava avanti che
+a furia di buona volont&agrave;, facendo sforzi eroici per vincere la paura.
+Ma questa ogni tanto ritornava, invincibile, e Milla, nei suoi
+sgomenti irragionevoli, temendo sempre di cadere, smarrita,
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_231" id="Page_231">{231}</a></span>soffocando la voglia di gridare, afferrava con mano convulsa il
+braccio di Drollino. Questi sentiva alla sua volta uno strano
+rimescol&igrave;o, un intimo turbamento lo sconvolgeva tutto. Ma senza
+fermarsi a chiedere cosa fosse, lo dominava, e, calmo egli stesso,
+rassicurava la Duchessa, ripetendole, col suo accento vibrato, di non
+temere, di fidarsi di lui. Le faceva animo; con un sorriso che aveva
+qualcosa d'imperioso e di supplichevole ad un tempo, con qualche
+raro:&mdash;Brava!&mdash;Milla si fidava, e ci&ograve; le giovava immensamente.
+Persisteva nella sua impresa, sostenuta dal pensiero che tutte queste
+difficolt&agrave; le incontrava per Giuliano, per procurargli il piacere di
+una sorpresa. E nei momenti critici, quando le pareva proprio di non
+poter pi&ugrave; reggersi in sella, guardava intensamente Drollino,
+attingendo il sangue freddo nella calma scintillante di quello
+sguardo, certa che, in ogni caso, la mano di lui l'avrebbe sorretta.
+Ah, s&igrave;, Drollino era proprio un buon maestro!</p>
+
+<p>Siccome il tempo era limitato, le lezioni si ripetevano <span class="pagenum noind"><a name="Page_232" id="Page_232">{232}</a></span>ogni giorno,
+bench&egrave;, a dir vero, quell'esercizio violento, al quale non era
+abituata, stancasse non poco la Duchessa. Quando scendeva di sella, a
+mala pena si reggeva in piedi, e bene spesso, per uscir dal maneggio,
+doveva appoggiarsi al braccio di Drollino. Oh, com'era stanca....
+tanto, che s'abbandonava quasi, cos&igrave; spossata com'era, sul saldo
+braccio del giovane maestro.</p>
+
+<p>Il ritorno del Duca pose fine al primo periodo delle lezioni.</p>
+
+<p>Egli era pallido, sbattuto; ma ne accagion&ograve; presso Milla la stanchezza
+della nottata, trascorsa in ferrovia. Era un po' nervoso, un po'
+inquieto; gli affari si complicavano, ma egli voleva spuntarla ad ogni
+costo, e per&ograve; gli toccherebbe d'assentarsi ancora, forse, pi&ugrave; volte.
+Port&ograve;, oltre ai <i>pandouce</i> ed ai canditi, una splendida collana di
+corallo e una ventina di gingilli in filagrana. Milla ne fu cos&igrave; lieta
+che si mise a piangere di contentezza, e non rifiniva di ringraziare
+suo marito.<span class="pagenum noind"><a name="Page_233" id="Page_233">{233}</a></span> Ma Giuliano non pareva gustare moltissimo quella sfuriata
+di ringraziamenti, e forse per interromperli chiese d'un tratto:</p>
+
+<p>&mdash;E la sorpresa?</p>
+
+<p>&mdash;Non ancora&mdash;rispose Milla ridendo&mdash;sar&agrave; per quest'altra volta.</p>
+
+<p>Ma non fu nemmeno per &laquo;quest'altra volta,&raquo; bench&egrave;, appena ripartito
+Giuliano, la Duchessa ricominciasse di gran lena le lezioni con
+Drollino. Quando il Duca torn&ograve;, non s'era per anco usciti dal
+maneggio. Stavolta le port&ograve; in regalo un anello in brillanti, ma non
+chiese della sorpresa. E, in capo a quindici giorni, ricevette delle
+lettere d'affari che l'obbligarono a ripartire.</p>
+
+<p>Milla, che sulle prime, e per la ragione che sappiamo, aveva fatto
+buon viso alle nuove occupazioni di Giuliano, cominciava a trovarle
+ora un tantino indiscrete. Ora per l'appunto, quando egli era
+diventato cos&igrave; dolce, cos&igrave; compiacente, cos&igrave; premuroso per lei, glielo
+portavano sempre via.... sempre.... quei benedetti affari!<span class="pagenum noind"><a name="Page_234" id="Page_234">{234}</a></span></p>
+
+<p>Milla era veramente felice, dimenticava il passato come si dimentica
+un brutto sogno. Giuliano s'era completamente ravveduto da quella
+sciagurata sorpresa dello scorso autunno. In fin dei conti, un po' di
+colpa ce l'aveva avuta anche lei, colla sua imprudenza. No, ora capiva
+bene com'&egrave; l'esistenza. Bisogna esser prudente, fuggire le occasioni,
+non mettere la paglia accanto al fuoco! Ora non c'era pi&ugrave; pericolo di
+sorta, ed ella ormai era sicura di nuovo, meglio anzi di prima, del
+cuore di Giuliano!</p>
+
+<p>Il giorno dopo la terza partenza di suo marito, Milla, nello scendere
+in maneggio, ebbe una sorpresa. Invece di Calif, trov&ograve; ad aspettarla
+Mia, gi&agrave; insellata e tenuta a mano da Drollino.</p>
+
+<p>Esit&ograve; un momento, guardando il giovane.</p>
+
+<p>Egli arross&igrave;, ma disse dolcemente:</p>
+
+<p>&mdash;Salga, signora Duchessa.</p>
+
+<p>E quando l'ebbe bene adagiata sulla sella, soggiunse a bassa voce:</p>
+
+<p>&mdash;Ho pensato che adesso, coi progressi che <span class="pagenum noind"><a name="Page_235" id="Page_235">{235}</a></span>abbiamo fatto, sarebbe
+bene di provare un cavallo nuovo.</p>
+
+<p>&mdash;Ma non ti rincresce?&mdash;chiese Milla ridendo.</p>
+
+<p>&mdash;No&mdash;rispose Drollino&mdash;e lei ci avr&agrave; pi&ugrave; piacere a cavalcare Mia.</p>
+
+<p>Infatti, era tutt'altra cosa! Mia aveva il boccato straordinariamente
+fino, le mosse pronte e leggere. Milla a poco a poco smetteva la
+paura, e prendeva a gustare l'indicibile soddisfazione del cavalcare.
+Cominciava a tenersi bene in sella, ad acquistare destrezza e
+disinvoltura; e Drollino provava un grande orgoglio quando vedeva la
+leggiadra amazzone, franca ormai e sicura, sul dorso di Mia. Gli
+parevano tutt'e due, nella bellezza aristocratica delle rispettive
+loro razze, creature privilegiate, incomparabilmente pregevoli.
+Entrambe in quel momento gli erano soggette, entrambe egli guidava
+colla voce, col gesto, collo sguardo; sentiva per entrambe come una
+bizzarra analogia di ammirazione appassionata; <span class="pagenum noind"><a name="Page_236" id="Page_236">{236}</a></span>per Milla come per
+Mia, sarebbe stato capace di tutti i sacrifizi. L'ora della lezione
+era diventata per lui la pi&ugrave; bella ora del giorno; l'aspettava
+ansiosamente, ma pure non senza un certo vago, nuovo timore, che a
+lui, cos&igrave; impavido, riesciva inesplicabile. Se a Milla, per esempio,
+succedesse qualcosa?... se cadesse?... se si facesse male?...</p>
+
+<p>Gli accadeva, certe volte, di dover frenare un tremito quasi doloroso,
+quando serrava sullo stivaletto inglese della Duchessa la fibbia della
+staffa, o quando, dandole la briglia, le sua dita s'impigliavano fra
+quelle della signora. Certe volte, gli venivano delle strane idee;
+nella sua mente si combinavano certe insensate ipotesi. Se, per
+esempio, i loro cavalli, prendendo subitamente il morso fra i denti,
+fuggissero di conserva, e cos&igrave; a rompicollo li portassero lontano
+lontano.... in un sito d'onde non si potesse far ritorno...; se Mia
+s'impennasse, ed egli potesse salvare la Duchessa.... magari anche,
+morendo per lei!...<span class="pagenum noind"><a name="Page_237" id="Page_237">{237}</a></span> Ma tutta queste vacue immaginazioni frullavano
+solo per un momento, e di rado, in quella testa di 22 anni, o meglio
+la sfioravano appena, e subito svanivano, di fronte alla logica
+semplicissima della realt&agrave;.</p>
+
+<p>Il bello fu quando si cominci&ograve; ad uscire dal maneggio!</p>
+
+<p>La lezione allora aveva luogo per lo spazio infinito dei pascoli.
+Drollino, nella sua qualit&agrave; di maestro, cavalcava a pari della
+Duchessa; e questa, che non era mai stata altiera co' suoi dipendenti,
+non sdegnava di rivolgergli la parola, parlandogli alla buona, e
+facendolo parlare, come quando erano bambini. Drollino era fiero di
+poter condurre la signora per l'ampio verde dei pascoli che le
+appartenevano; faceva sfilare le mandre davanti a lei, le spiegava le
+consuetudini dell'allevamento, le insegnava a discernere le qualit&agrave;
+che costituivano il pregio dei prodotti. Le impartiva alcune fra le
+immense cognizioni ch'egli possedeva sull'allevamento, e sapeva
+porgerle in un <span class="pagenum noind"><a name="Page_238" id="Page_238">{238}</a></span>modo che non era n&egrave; pedante, n&egrave; grossolano. Si
+infervorava, parlandole di quelle cose che per lui erano intimamente
+collegate alla forza, all'ardore della sua vocazione; i suoi accenti
+assumevano una specie di schietta e virile energia, in cui vibrava
+come un'eco lontana di passione invincibile.... La scena era bella,
+infinita, davanti a loro. Milla respirava a pieni polmoni l'aria calma
+e libera della pianura, e si compiaceva d'interrogare Drollino su
+quanto le cadeva sott'occhio.... Altre volte invece la Duchessa non si
+sentiva disposta a parlare, ed essi percorrevano in silenzio lunghi
+tratti di via, al galoppo, mentre lo scalpit&igrave;o dei loro cavalli
+risuonava cos&igrave; unito, cos&igrave; uguale sul terreno da parere il ritmo
+affrettato d'un ritornello senza fine.</p>
+
+<p>Milla aveva preso a voler bene a Mia; le portava dello zuccaro e
+l'accarezzava di frequente. E a Drollino succedeva qualche volta, dopo
+aver ricondotta la cavalla in scuderia, di rimanere per lungo tempo
+immobile, collo sguardo fisso, colla <span class="pagenum noind"><a name="Page_239" id="Page_239">{239}</a></span>mano posata sulla lucente
+criniera di Mia, precisamente al posto dov'era scesa per un istante la
+carezza lieve della Duchessa.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>Quando il Duca era in villa, le cose mutavano affatto, e Drollino
+evitava con ogni sua possa di trovarsi coi padroni. Stava molto in
+scuderia, e lo si trovava ordinariamente vicino al <i>box</i> di Mia.</p>
+
+<p>In casa era tornato il tempo lieto. Quello delle scene era passato: il
+padrone s'era radicalmente corretto..., la malattia della Duchessa
+aveva fatto miracoli. Egli non pensava neppur per idea a lagnarsi
+della solitudine, non pareva sentir bisogno alcuno di svago, era
+affettuosissimo per Milla, e le portava ogni volta bellissimi regali.
+Tutti dicevano ch'era una vera consolazione, e che ormai la signora
+Duchessa era proprio felice. E per persuadersene non bastava forse
+vedere il Viso illuminato, raggiante di Milla? Essa metteva in opera
+certe raffinatezze, certe civetterie a cui per <span class="pagenum noind"><a name="Page_240" id="Page_240">{240}</a></span>l'addietro non avrebbe
+certo pensato. Ogni tanto giungevano da Parigi delle <i>toilettes</i>
+elegantissime, che la giovane signora sfoggiava ad ogni ritorno di
+Giuliano. Era sempre in moto per casa, nel giardino s'udiva di
+frequente la sua esile, ma graziosa vocetta tentare qualche strofa di
+gentili romanze.</p>
+
+<p>Era pi&ugrave; che mai soave ed affabile, profondeva ai poveri vistose
+elemosine, avrebbe voluto poter sollevare tutte le miserie che la
+cadevano sott'occhio. Colmava costantemente di fiori gl'innumeri
+vasetti del suo salotto, e si cullava per ore ed ore nell'<i>hamac</i>,
+sognando, mezza desta, colle labbra semiaperte, in una dolcezza quasi
+estatica di sorriso.</p>
+
+<p>Ma un giorno chiese impazientemente a Drollino:</p>
+
+<p>&mdash;Ora posso andare sola col Duca?</p>
+
+<p>Drollino rimase un momento in silenzio, come se non avesse afferrato
+bene il senso di quella domanda, ch'era pur tanto semplice:</p>
+
+<p>&mdash;Dico&mdash;insist&egrave; la Duchessa&mdash;se posso <span class="pagenum noind"><a name="Page_241" id="Page_241">{241}</a></span>andare per conto mio.... senza
+maestro, insomma?</p>
+
+<p>Egli esit&ograve; un poco poi, con voce fioca, disse:</p>
+
+<p>&mdash;Non ancora.</p>
+
+<p>Milla, scontenta, tormentava la punta del suo frustino.</p>
+
+<p>&mdash;Ha ancora bisogno d'impratichirsi un poco....&mdash;soggiunse Drollino
+dolcemente.&mdash;Ma presto potr&agrave; andar sola....</p>
+
+<p>Essa fece un gesto annoiato.&mdash;Sola! non ho nessuna idea di andar
+sola.... Va pure&mdash;disse poi distrattamente a Drollino.</p>
+
+<p>Drollino s'inchin&ograve; e torn&ograve; in scuderia. Camminava a passo lento, a
+capo chino.... come un uomo che ha ricevuto sul collo un colpo di
+bastone.</p>
+
+<p>Certo.... la cosa era semplicissima; tanto semplice ch'egli chiedeva a
+s&egrave; stesso come mai non l'avesse avuta sempre davanti agli occhi.
+Sicuro! quella era la conseguenza immediata del suo zelo nell'insegnar
+l'equitazione alla Duchessa.... metterla <span class="pagenum noind"><a name="Page_242" id="Page_242">{242}</a></span>in grado d'accompagnare....
+anche a cavallo, suo marito.</p>
+
+<p>Ancora qualche giorno, e le lezioni sarebbero finite.... ed egli
+diventava inutile a Milla.</p>
+
+<p>Ebbene.... tanto meglio!... Egli era stanco di quella vita, ne sentiva
+talvolta come una specie d'uggia dolorosa, provava da qualche tempo in
+qua un'irritazione latente, ma incessante. Sentiva, cos&igrave; ad
+intervalli, un desiderio febbrile d'allontanarsi di l&igrave;, di mutar
+vita.... d'imbattersi in qualche distrazione nuova, potente, che lo
+togliesse alla vita stupida, inerte che avrebbe condotto ad Astianello
+quando fossero finite le lezioni dell'arte ch'egli idolatrava!...</p>
+
+<p>L'antica tentazione riprese il suo impero sul cuore di quel giovane
+impetuoso. Egli si sentiva spostato ad Astianello, sapeva che i suoi
+compagni non l'avevano caro. In quanto ai padroni.... Del Duca, in
+fondo, non si poteva lagnare. Perch&egrave;, dunque, continuava ad
+odiarlo?... perch&egrave;, quando lo vedeva giungere bello, placido, colla
+barba <span class="pagenum noind"><a name="Page_243" id="Page_243">{243}</a></span>d'oro cos&igrave; ben pettinata, si sentiva fremere e ribollire il
+sangue? Oh, no! non s'era mai potuto avvezzare a vederlo, a saperlo
+padrone, quell'intruso, quel gaudente, che tutto doveva all'amore
+d'una donna, e che, per rimeritarla, l'aveva un tempo resa infelice,
+l'aveva quasi condotta sull'orlo della tomba!... Drollino taceva,
+mordendosi le labbra, quando sentiva dai suoi compagni, o dai
+contadini, vantare l'attuale condotta di Giuliano; e quando lo vedeva
+accanto alla Duchessa, gli venivano degl'impeti violentissimi
+d'avversione. La diffidenza continuava, acre, spietata, nutrendosi del
+proprio elemento. Ora che non aveva pi&ugrave; una ragione positiva di odiare
+quell'uomo, Drollino capiva d'odiarlo maggiormente. C'era dei momenti
+in cui gli veniva come un insano rammarico che Giuliano avesse
+lasciata la Russa. Pure egli avrebbe data la vita perch&egrave; Milla fosse
+felice.... Cos'era dunque questa contraddizione strana.... questa
+sensazione? Rimaneva come sbigottito da questa lotta interna, ch'egli
+non sapeva <span class="pagenum noind"><a name="Page_244" id="Page_244">{244}</a></span>spiegare a s&egrave; stesso, e che lo tormentava. E un bel
+giorno, cos&igrave; all'improvviso, Drollino prese una decisione.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>&mdash;Impossibile!&mdash;sclam&ograve; la Duchessa, quando l'agente venne ad
+informarla che il capo di scuderia s'era congedato per la fine del
+mese.</p>
+
+<p>&mdash;Impossibile!&mdash;ripet&egrave;, con vero dispiacere,&mdash;Ma perch&egrave; vuol andar via
+Drollino? cos'&egrave; accaduto?... che ragioni d&agrave;?</p>
+
+<p>&mdash;Ragioni, a dir vero, non ne d&agrave; nessune, signora Duchessa. &Egrave; venuto
+nello studio stamane e ha detto che se n'andava, ecco tutto!</p>
+
+<p>Milla non poteva capacitarsi.</p>
+
+<p>&mdash;Provi a mandarlo da me, chiss&agrave; che io non venga a capo di scoprir
+qualcosa. Dev'essere un malinteso. E lei, signor Damelli, non ha
+proprio nessun sentore dei motivi, delle intenzioni di quel giovane?</p>
+
+<p>&mdash;Nessuno, signora Duchessa.&mdash;A meno che... non so.... m'hanno detto
+ch'egli avrebbe l'idea di farsi soldato.<span class="pagenum noind"><a name="Page_245" id="Page_245">{245}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Soldato?... ripet&egrave; Milla. Soldato?</p>
+
+<p>Il signor Damelli si conged&ograve; e di l&igrave; a cinque minuti capit&ograve; Drollino.</p>
+
+<p>La Duchessa si trovava in quel tal salotto chinese dove tanti anni
+addietro, aveva saputo ottenere per Drollino, il dono di Mia e dove
+aveva dato a questo, per forza, quel memorabile bacio.</p>
+
+<p>Milla avrebbe voluto ora far della diplomazia con Drollino. Ma la
+diplomazia non era mai stato il forte di quella cara donnina. Si
+limit&ograve; dunque a chiedere impetuosamente al giovane, il quale stava
+muto, grave dinanzi a lei:</p>
+
+<p>&mdash;Oh Drollino! &egrave; vero che vuoi andar via?</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; vero, signora Duchessa.</p>
+
+<p>&mdash;Ma perch&egrave;.... che idea!... ma ti pare?... Ti hanno fatto qualche
+torto, qualche soverchieria?</p>
+
+<p>&mdash;No.... signora Duchessa.</p>
+
+<p>&mdash;Di' la verit&agrave;.... Hai qualche motivo?</p>
+
+<p>&mdash;Nessun motivo, signora Duchessa. &Egrave; cos&igrave;.... una mia idea.</p>
+
+<p>&mdash;Vuoi che ti faccia aumentare il salario?<span class="pagenum noind"><a name="Page_246" id="Page_246">{246}</a></span> vuoi tornare alla tenuta?
+Se desideri qualcosa, dillo francamente. Lo sai che sono sempre
+contenta di te e che t'ho sempre voluto bene.</p>
+
+<p>&mdash;Lo so, rispose Drollino con voce tremante. E una specie di sorriso,
+stranamente triste pass&ograve; sul volto dei giovane.</p>
+
+<p>&mdash;E anche mio marito,&mdash;prosegu&igrave; Milla, anche lui, adesso, ti vuol
+bene.</p>
+
+<p>Il sorriso scomparve in un baleno dal volto di Drollino e gli
+succedette una lieve contrazione nervosa.</p>
+
+<p>&mdash;Sicuro,&mdash;continu&ograve; Milla, con soave insistenza, avevamo anche fissato
+di mandarti a Londra, perch&egrave; accompagnassi qui i cavalli nuovi, pel
+tiro a quattro.</p>
+
+<p>Ma la Duchessa dovette accorgersi, studiando la fisonomia inflessibile
+di Drollino, che neppure quella splendida suggestione, valeva a farlo
+recedere dal suo proposito.</p>
+
+<p>Non insistette. Quell'ostinazione invincibile la offendeva.<span class="pagenum noind"><a name="Page_247" id="Page_247">{247}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Allora,&mdash;disse con subita alterigia, quand'&egrave; cos&igrave;, va pure.</p>
+
+<p>Ma un momento dopo, sent&igrave; una lagrima spuntarle sul ciglio. Ella
+voleva bene ai suoi; a quelli di casa sua. E ne rimanevano pochi ormai
+ad Astianello. I nuovi servitori, scelti dal Duca, avevano a poco a
+poco, accaparrati i posti migliori.</p>
+
+<p>E ora.... anche Drollino. Era un altro lembo del passato che
+scompariva.</p>
+
+<p>Egli vide quella lagrima e rimase inchiodato al suo posto pallido,
+atterrito.</p>
+
+<p>&mdash;Signora Duchessa,&mdash;disse con voce tremante; creda.... anch'io.... mi
+perdoni....</p>
+
+<p>&mdash;Oh Drollino! sclam&ograve; Milla, smettendo subito il fare risentito,
+perch&egrave; mi dai questo dispiacere?</p>
+
+<p>Egli fece un passo avanti.</p>
+
+<p>&mdash;Oh no.... non dica cos&igrave;.... signora Duchessa.... creda.... anzi....
+che io....</p>
+
+<p>&mdash;Ti assicuro&mdash;prosegu&igrave; Milla, che faresti tanto dispiacere anche al
+Duca.<span class="pagenum noind"><a name="Page_248" id="Page_248">{248}</a></span></p>
+
+<p>Drollino di&egrave; un passo indietro, volle parlare, ma non gli venne
+fatto....</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; impossibile! disse finalmente&mdash;<i>bisogna</i> che vada.</p>
+
+<p>Ma il suo viso aveva un'espressione cos&igrave; turbata, che Milla non seppe
+pi&ugrave; adirarsi.</p>
+
+<p>&mdash;Dimmi almeno il perch&egrave;?&mdash;chiese mestamente.</p>
+
+<p>Il giovane scosse il capo.</p>
+
+<p>&mdash;Che vuole&mdash;signora Duchessa, m'&egrave; venuto un desiderio, che so io, una
+smania di girare il mondo, di veder degli altri siti, delle altre
+tenute. Ma mi ricorder&ograve; sempre sa, di lei.... della sua bont&agrave; per me.
+E forse, di qui a un po' di anni.... chiss&agrave; che non torni.... gi&agrave;....
+a cercare ancora.... i miei cavalli.... qui a Astianello.</p>
+
+<p>Drollino non sapeva pi&ugrave; quel che dicesse. Milla, invece, cominciava a
+persuadersi.</p>
+
+<p>&mdash;Ah! Drollino!... mi rincresce tanto. Avevo certe idee.... certi
+progetti.... Pensa.... andar via ora, dopo che m'avevi insegnato a
+montar a cavallo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_249" id="Page_249">{249}</a></span></p>
+
+<p>Il giovane si morse le labbra.</p>
+
+<p>&mdash;Sicuro....&mdash;rispose&mdash;cos&igrave; adesso si divertir&agrave;.... Adesso che pu&ograve;
+andar sola....</p>
+
+<p>Un momento di silenzio regn&ograve; nella sala. Poi Drollino disse
+timidamente, con uno sforzo terribile:</p>
+
+<p>&mdash;Signora Duchessa, vuol tenere Mia?</p>
+
+<p>&mdash;Mia!...&mdash;esclam&ograve; la Duchessa, maravigliata e commossa.</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, signora...; scuser&agrave; se mi prendo questa libert&agrave;, ma ho visto che
+vanno cos&igrave; bene loro due.... e son persuaso che la tratter&agrave; sempre
+bene, nevvero?... e cos&igrave; forse.... si ricorderanno qualche volta di
+me....</p>
+
+<p>&mdash;Oh! Drollino&mdash;disse intenerita la Duchessa&mdash;vuoi proprio lasciarmi
+Mia?... Ma non ti rincresce.... davvero?</p>
+
+<p>&mdash;No, no.... non mi rincresce.... Tanto, non saprei come fare a
+condurla ora.... e poi &egrave; giusto.... perch&egrave;, si ricorda?... &egrave; stata lei
+che me l'ha fatta avere....<span class="pagenum noind"><a name="Page_250" id="Page_250">{250}</a></span></p>
+
+<p>Gli pareva di compiere un doloroso atto di giustizia. Aveva la mente e
+gli occhi pieni del ricordo della scena accaduta l&igrave;.... in quella
+stessa sala, tanti anni prima. Si vedeva, bambino, debole, agitato,
+sentiva ancora sulle labbra un'impressione che gli pareva quella d'un
+ferro rovente, l'impressione d'un bacio di bambina.</p>
+
+<p>Milla, con un atto inconsulto, gli stese la mano.... Ma subito, memore
+che non andava fatto, la ritrasse. Ma era indicibilmente commossa,
+mormor&ograve;:</p>
+
+<p>&mdash;Oh Drollino, oh Drollino!...&mdash;con un accento di gratitudine che
+valutava e compensava tutto il sacrificio di quel povero ragazzo.</p>
+
+<p>Egli tremava lievemente, e teneva il capo chino come un colpevole.</p>
+
+<p>In quel bizzarro colloquio successe una pausa bizzarra anch'essa....
+piena per entrambi d'indefinibili incertezze.</p>
+
+<p>&mdash;Senti, Drollino&mdash;disse finalmente la padrona&mdash;vedo che tu.... hai
+proprio fissato di <span class="pagenum noind"><a name="Page_251" id="Page_251">{251}</a></span>andar via.... Ma non farmi il dispiacere di farlo
+ora, mentre siamo qui. Tanto, fra poco, andiamo ai bagni.&mdash;Sperava che
+in quel tempo si ravvedesse, chi lo sa, che rinunziasse a quel suo
+assurdo progetto.</p>
+
+<p>Egli rimase scontento, combattuto. Avrebbe preferito andarsene subito.
+Un segreto istinto gli suggeriva di rifiutare, di lasciare Astianello
+al pi&ugrave; presto. Ma gli occhi castani di Milla, ancora umidi di <i>quella</i>
+lagrima, erano alzati a guardarlo, senza alterigia di sorta, pieni di
+benevolenza e di dolcezza. Egli non seppe dir di no.... Fece un cenno
+d'adesione, e chin&ograve; ancora il capo.</p>
+
+<p>&mdash;In quanto a Mia&mdash;disse Milla affettuosamente&mdash;ti ringrazio.... la
+terr&ograve; sempre cara, e non ti dimenticher&ograve; mai.</p>
+
+<p>Egli se ne and&ograve; colle labbra strette strette, cogli occhi semi-chiusi.</p>
+
+<p>Il Duca, quando riseppe la cosa, non mostr&ograve;, a dir vero, tutto il
+rincrescimento che Milla gli aveva generosamente attribuito. Non gli
+faceva <span class="pagenum noind"><a name="Page_252" id="Page_252">{252}</a></span>n&egrave; caldo, n&egrave; freddo, ora che non c'erano ospiti in villa. Non
+perdette per&ograve; quell'occasione di canzonare Milla, pei gusti vagabondi
+dei suoi protetti. Non si commosse nemmeno pel dono di Mia. Chiese
+solo a sua moglie quanto aveva avuta la dabbenaggine di pagargliela a
+colui.</p>
+
+<p>&mdash;Pagarla.... sclam&ograve; Milla&mdash;che cascava dalle nuvole.... pagarla?...
+Ma t'accerto che non &egrave; stato nulla di simile.... Non abbiamo scambiata
+una parola, su questo proposito.</p>
+
+<p>&mdash;Eh! lo so anch'io che con te, non avr&agrave; parlato di prezzo. Ma te ne
+avvedrai quando farai i conti col signor Damelli.</p>
+
+<p>&mdash;Credi.... proprio?... E io che m'ero commossa!... Ma pure....</p>
+
+<p>&mdash;Per bacco, mia cara, &egrave; chiara come il giorno. Voleva liberarsene;
+non sapeva come, e te l'ha affibbiata; ecco tutto! Ora poi sarei
+curioso di sapere ci&ograve; che pretendi fare di quella bestia, tu che non
+hai mai voluto saperne di cavalcare.<span class="pagenum noind"><a name="Page_253" id="Page_253">{253}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;rispose Milla, lieta del suo mistero.&mdash;Non importa, lascia fare
+a me!... L'attaccher&ograve; alla <i>giardiniera</i>, e imparer&ograve; a guidare.</p>
+
+<p>&mdash;Uhm!&mdash;disse il Duca&mdash;&egrave; troppo forte per la <i>giardiniera</i>, andrebbe
+meglio col <i>pha&egrave;ton</i>. &Egrave; ancora una buona cavalla. Quasi quasi, ora che
+non &egrave; pi&ugrave; di quel biricchino, avrei una mezza idea di provarla io
+stesso. Domani forse....</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>Drollino era fermo sulla soglia del cancello di fronte al viale. E
+quivi per l'appunto vide Mia, la sua Mia, attaccata al <i>pha&egrave;ton</i> e
+guidata dal Duca.</p>
+
+<p>Non molto ben guidata, a dir vero; Giuliano la conduceva come un
+dilettante conduce, per lo pi&ugrave;, un cavallo che sta provando. Alquanto
+a casaccio, cio&egrave;, tirando indiscretamente i filetti ora a destra, ora
+a sinistra, tormentandole il morso in bocca, spingendola, con certe
+mosse intempestive delle redini che dovevano torturare la povera
+bestia, abituata alla mano salda, mirabilmente esperta, di Drollino.<span class="pagenum noind"><a name="Page_254" id="Page_254">{254}</a></span></p>
+
+<p>Questi divenne livido, sent&igrave; nell'interno dell'animo come uno
+schianto. Cogli occhi spalancati, immoto, come impietrito, guard&ograve;
+quello spettacolo, che lo straziava.</p>
+
+<p>Il Duca non s'avvide di lui. S'indispettiva contro Mia che non voleva
+ubbidirlo, e, in difetto di pi&ugrave; persuasivi argomenti, le rovesci&ograve;
+addosso una furia di scudisciate.</p>
+
+<p>Drollino trattenne un grido. Ah! quelle scudisciate! gli parve
+d'averle ricevute lui, attraverso alla vita! Ebbe un impulso violento
+e prepotente di spiccare un salto, di precipitarsi verso il <i>pha&egrave;ton</i>,
+d'afferrare lui lo scudiscio e di....</p>
+
+<p>Ma si contenne. Si morse a sangue le labbra, e torse lo sguardo. Mia
+si avviava con un trotto incerto, rotto, pesante, mentre il Duca, con
+una aria avvezza, dimenava trionfalmente la frusta.</p>
+
+<p>Drollino s'accorse d'esser tutto sudato. Un pensiero crudele gli pass&ograve;
+pel capo:&mdash;Oh! se Mia potesse impennarsi in quel momento, far cadere
+colui.... fargli rompere il collo....<span class="pagenum noind"><a name="Page_255" id="Page_255">{255}</a></span></p>
+
+<p>Oh, se avesse saputo.... se avesse potuto prevedere.... Egli, che
+aveva fatto quel supremo sacrifizio per lei.... per la Duchessa....
+perch&egrave; avesse una buona cavalla e un motivo di ricordarsi.... del
+passato. Oh! se avesse saputo.... Mia.... la sua Mia!</p>
+
+<p>Un'onda di torbide fantasie gli sconvolse per un momento il cervello;
+gli parve di smarrire ogni idea che non fosse dolore, ira, rabbia
+impotente.</p>
+
+<p>No, non poteva far nulla.... ormai.... Certo.... egli era stato un
+grande imbecille; la colpa era sua. Doveva pur saperlo ci&ograve; che il Duca
+era per Milla. Un idolo a cui tutto era dovuto, persino l'omaggio
+ultimo.... il dono lasciato a lei, per lei da un povero cavallaro che
+se ne andava. Non ebbe un pensiero di rimprovero per Milla. Ma la sua
+avversione per Giuliano prese da quel punto le proporzioni d'una
+passione tormentosa.</p>
+
+<p>Se ne and&ograve; verso il pascolo, e non torn&ograve; alla villa se non tre giorni
+dopo, quando seppe che<span class="pagenum noind"><a name="Page_256" id="Page_256">{256}</a></span> Giuliano era andato di nuovo per la quarta
+volta a Genova, onde conferire con quella celebrit&agrave; d'avvocato che
+trattava i suoi affari.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>Non si doveva risapere, eppure si riseppe. Fu per tutti una gran
+maraviglia, e se ne parl&ograve; molto, sottovoce, con una vera grandine di
+commenti. Va via per questo, per quest'altro. Non si poteva adottare
+la versione nuda e semplice dell'affare: un capriccio di Drollino. Ci
+doveva esser qualche motivo segreto, qualche grossa magagna scoperta
+di recente.</p>
+
+<p>&mdash;Eh!&mdash;osserv&ograve; sghignazzando Battista in un conciliabolo tenuto allo
+scopo di discutere la questione&mdash;avranno scoperto qualche cosa di
+questo genere.&mdash;E fece colle dite aperto il gesto come di chi pizzica
+le corde dell'arpa.&mdash;E siccome &egrave; uno della casa, e lo proteggono a
+spada tratta, avranno accomodato le cose alla chetichella.... e fanno
+figurare che....</p>
+
+<p>&mdash;Non &egrave; vero, non &egrave; vero niente&mdash;url&ograve; inviperita <span class="pagenum noind"><a name="Page_257" id="Page_257">{257}</a></span>la Carolina,
+prendendo le difese di Drollino con un calore, con una energia che le
+valsero addirittura un subisso di allusioni pi&ugrave; o meno riguardose; ma
+tutte dirette a constatare lo stato veramente anormale del suo cuore.
+Tanto che, sentendosi cos&igrave; accanitamente attaccata, la giovane batt&egrave;
+una pronta ritirata, e si rifugi&ograve; nei solinghi recessi della
+guardaroba a piangere le sue speranze perdute, e a disperarsi della
+partenza di Drollino e dell'insolenza di Battista.</p>
+
+<p>Anche il conciliabolo ebbe un'eco, mentre sarebbe stato assai pi&ugrave;
+desiderabile che non l'avesse avuto. E fu la Carolina stessa che,
+vantandosi apertamente della sua difesa, disse a Drollino cos'aveva
+detto di lui quel birbante di Battista. Drollino l'ascolt&ograve; in pace,
+non le fece n&egrave; ringraziamenti, n&egrave; scuse. Non si indign&ograve; delle accuse
+del cameriere; ebbe un'ombra strana, pallida di sorriso. Forse non si
+maravigli&ograve;; certo &egrave; che non accenn&ograve; d'esser maravigliato. La Carolina
+rimase scontenta e perplessa. Aveva sperato, <span class="pagenum noind"><a name="Page_258" id="Page_258">{258}</a></span>senza confessarlo a s&egrave;
+stessa, che Drollino sarebbe rimasto pi&ugrave; colpito dal suo generoso
+intervento e avrebbe data maggior importanza alla sua rivelazione. Ma
+invece se ne andrebbe quietamente, senza rompere il muso a quella
+canaglia di Battista.</p>
+
+<p>Poich&egrave;, &egrave; d'uopo confessarlo, il cameriere del signor Duca non godeva
+affatto le simpatie dei suoi colleghi. Non si poteva negare la sua
+valent&igrave;a, egli possedeva in tutto e per tutto l'arte del suo mestiere.</p>
+
+<p>Ma la sua onest&agrave; non era neppur pi&ugrave; problematica ed egli, da qualche
+tempo in qua, si trascurava non poco. Battista era bene spesso
+ubbriaco, e s'andava ingolfando in certe avventure rustiche,
+tutt'altro che perdonabili e pur sempre, se non perdonate, ignorate
+dall'inesauribile indulgenza del Duca. Ora poi, in assenza del
+padrone, Battista abusava assolutamente della sua libert&agrave;.... al punto
+di passare quasi tutta la giornata, nonch&egrave; parecchie ore della sera,
+in una botteguccia con spaccio di liquori, situata alla <span class="pagenum noind"><a name="Page_259" id="Page_259">{259}</a></span>estremit&agrave; del
+paese e dove trovava del rhum pi&ugrave; forte di quello della dispensa,
+un'ostessa tarchiata e tre o quattro buoni compagni, ai quali egli
+insegnava dei bellissimi giuochi di carte di una facilit&agrave;
+maravigliosa, e che ogni persona che si rispetta deve aver famigliari.
+I buoni compagni avevano un'ammirazione illimitata per quel
+personaggio cos&igrave; ben vestito e colle tasche cos&igrave; ben guarnite.</p>
+
+<p>Drollino non aveva certamente fatto gran caso del riferto della
+Carolina. Ma nella sua mente, cos&igrave; logica e risoluta, invece della
+gratitudine, si levava per l'appunto una specie di rammarico e l'idea
+che la cameriera avesse fatto male a dirgli come fosse andata la cosa.
+Ora, tornava proprio indispensabile, prima ch'egli lasciasse
+Astianello, ch'egli si prendesse la briga di cacciar quattro denti in
+gola, a quella canaglia.</p>
+
+<p>Lasci&ograve; passar qualche giorno; poi si decise. Gi&agrave;.... non lo aveva mai
+potuto soffrire colui; quel protetto del signor Duca!<span class="pagenum noind"><a name="Page_260" id="Page_260">{260}</a></span></p>
+
+<p>And&ograve; a cercarlo la sera stessa, nel noto botteghino. Laggi&ugrave; si giocava
+molto e sicuri, dietro la complice ombra d'una cortina di cotone verde
+che separava dalla bottega propriamente un bugigattolo scuro, stretto,
+sucidissimo. La rustica sirena era andata ad una sagra vicina e in
+vece sua stava al banco un ragazzotto mezzo addormentato.</p>
+
+<p>Drollino non penetr&ograve; nell'antro dove si giocava, stette in bottega
+aspettando, paziente ed immobile, davanti ad un bicchierino
+d'anisette.</p>
+
+<p>Dietro la cortina verde, si sentiva un voc&igrave;o assordante ed un continuo
+moto di bicchieri, e ogni tanto lo squillo d'una moneta che risonava
+sul tavolo. Allora soltanto il ragazzo si riscoteva, destandosi come
+al suono d'una musica gradita e collo sguardo stupido, ma gi&agrave; vizioso,
+ammiccava confidenzialmente Drollino.</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; il signor Battista! disse alfine e con voce misteriosa. &Egrave; proprio
+lui.... se sapesse.... quanti!...</p>
+
+<p>&mdash;Quanti?... Che?... rispose Drollino distrattamente.<span class="pagenum noind"><a name="Page_261" id="Page_261">{261}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Oh bella? denari. Non sa che <i>lui</i> perde sempre; e sempre paga.</p>
+
+<p>Il bello della cosa, pel ragazzo, era per l'appunto che il perdente
+pagasse. Drollino invece non estern&ograve; nessuna meraviglia. Ma con un
+susseguirsi, macchinalmente ragionato, di pensieri, egli finiva col
+chiedere a s&egrave; stesso: Come fa?...</p>
+
+<p>Battista aveva un forte salario; questo si sapeva. Ma si sapeva pure
+che aveva dei vizi, anzi molti vizi, e che a mantenerli tutti, non
+sarebbero bastate tre di quelle splendide paghe. E ora giocava cos&igrave;
+rovinosamente e pagava.... pagava....</p>
+
+<p>Di l&agrave;, si sentivano correre le monete sul tavolo ma eran gli avversari
+che vincevano. Era facile, ascoltando, tener dietro alle varie fasi
+del giuoco.</p>
+
+<p>&mdash;Come mai? chiedeva ostinatamente Drollino a s&egrave; stesso.</p>
+
+<p>Finalmente ebbe termine la partita, ed i giocatori entrarono tutti nel
+botteghino, che si riemp&igrave; subito d'un denso fumo di pipe, e dell'eco
+di grossolane esclamazioni, di parolaccie, di sguaiati <span class="pagenum noind"><a name="Page_262" id="Page_262">{262}</a></span>scoppi di
+risa. I vincitori facevano gazzarra, ma il vinto era anch'esso di
+buonissimo umore e rideva, pi&ugrave; rumorosamente degli altri. Anzi volle
+pagare ancora un bicchiere di vino bianco alla compagnia.</p>
+
+<p>&mdash;Diavolo!&mdash;url&ograve; al ragazzotto che vedendoli gi&agrave; alticci, esitava a
+servirli, hai capito di stappare? Hai paura, forse, che non ti si
+paghi? Sappi, brutta faccia di pagnotta, che dove c'&egrave; Battista, la
+miseria non ci pu&ograve; stare e che a casa mia quando non ce n'&egrave; pi&ugrave;, ce
+n'&egrave; ancora.</p>
+
+<p>Scoccava gi&agrave; la mezzanotte, quando la comitiva si sciolse.</p>
+
+<p>Battista usc&igrave; ultimo, e Drollino, il quale lo aveva sempre aspettato
+in silenzio e senza unirsi ai buoni compagni, gli tenne dietro. Lo
+lasci&ograve; andare avanti finch&egrave; non ebbe oltrepassato il villaggio. Non
+voleva provocar chiassi e baruffe in vicinanza dell'abitato. Le
+ragioni che aveva da dirgli gliele direbbe all'aperto, sulla strada
+maestra.<span class="pagenum noind"><a name="Page_263" id="Page_263">{263}</a></span></p>
+
+<p>Senonch&egrave;, quando furono usciti dall'ombra delle case, egli s'accorse
+che colui aveva un modo bizzarro di camminare, tutto a sbalzi e a
+zig-zag.</p>
+
+<p>&mdash;Ho capito, pens&ograve; Drollino; &egrave; ubbriaco.</p>
+
+<p>Non volle profittare di quella circostanza, cimentandosi con un uomo
+che non avrebbe potuto tenergli testa.</p>
+
+<p>&mdash;Sar&agrave; per un'altra volta! mormor&ograve; fra s&egrave; e s&egrave;.</p>
+
+<p>E si pose a camminare frettolosamente, senza altro intendimento che di
+far pronto ritorno alla villa.</p>
+
+<p>Ma, oltrepassando il cameriere, s'avvide che questi era affatto
+incapace di raccapezzare dove metteva i piedi. Era uno sconcio
+spettacolo quell'uomo che camminava barcollando sulla strada, battuta
+dal lume di luna, in vicinanza della villa... Bell'onore per la
+casa.... se qualcuno lo vedeva.</p>
+
+<p>E, sotto l'impero di questo timore, Drollino risolse di ricondurre
+egli stesso Battista per evitare, se si poteva, ogni scandalo. Gli
+s'accost&ograve; e lo chiam&ograve; forte per nome.<span class="pagenum noind"><a name="Page_264" id="Page_264">{264}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;rispose l'altro fermandosi....&mdash;sei tu, Drollino?... Bel nome
+davvero.... E un bel giovanotto, anche.... ma allegro come un mart&ocirc;ro.
+E dunque eh! ho sentito che te ne vai.... Fai bene, perdio.... Si
+vegeta in questa baracca, in questo nido di.... colombini.</p>
+
+<p>E strizzava gli occhi sorridendo sguaiatamente, con un'espressione che
+tentava d'essere ironica.</p>
+
+<p>&mdash;Bisogna vedere il mondo.... ragazzo mio.... Andare di qua, di l&agrave;...,
+a Parigi.... a Londra.... fare come ho fatto io col signor Duca....
+Ah! allora per&ograve;.... non erano i tempi buoni come adesso!... Denari,
+ora, denari come terra.... Il signor Duca.... non dice mai di no....
+quel briccone! Sfido io, sfi....</p>
+
+<p>Ora si trattava di mettersi pel viale, e c'era da passare la
+porticina. Fu una vera impresa che Drollino condusse a buon fine,
+impiegandovi per&ograve; pi&ugrave; d'un quarto d'ora. Poi dovette aiutare colui a
+percorrere il viale, evitando di urtare i tronchi degl'ippocastani, in
+quell'ombra fitta che<span class="pagenum noind"><a name="Page_265" id="Page_265">{265}</a></span> Battista faceva risonare delle sue frasi sempre
+pi&ugrave; sconnesse d'ubbriaco di buon umore. Ma, come Dio volle, giunsero
+sulla spianata.</p>
+
+<p>Erano scoccate le dodici; la villa dormiva quietamente, con tutte le
+finestre chiuse, nel silenzio della notte.</p>
+
+<p>Battista continuava a parlare, consigliando fervorosamente Drollino a
+imitarlo, a star allegro, ad assicurarsi.... le bont&agrave; del padrone.
+Gl'insegnava che i padroni vanno tenuti per il collo, vanno! E non
+bisognava star ingrognati, bisognava essere come lui, allegri,
+sollazzevoli.</p>
+
+<p>E subito, colla voce avvinazzata, si pose improvvisamente a cantare le
+prime strofe d'una canzonaccia.</p>
+
+<p>&mdash;Cristo!&mdash;sclam&ograve; a bassa voce Drollino, tappandogli la bocca colle
+mani,&mdash;taci, mascalzone; potresti destar la signora Duchessa!</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;rispose impermalito l'ubbriaco&mdash;che maniere!... va al diavolo
+tu e la Duchessa!... Me ne importa tanto di quella faccia di carta!<span class="pagenum noind"><a name="Page_266" id="Page_266">{266}</a></span></p>
+
+<p>Ma di subito cangi&ograve; parere.</p>
+
+<p>&mdash;A proposito,&mdash;disse con somma confidenza a Drollino&mdash;se vuoi venir
+qui.... ho una cosa da dirle.... alla signora Duchessa. Ho da
+dirle....</p>
+
+<p>E alzava la voce. Drollino, fremendo, lo interrompeva, cercava di
+condurlo via in fretta, ma Battista, incaponito in un'ideaccia tutta
+sua, non voleva muoversi, e seguitava a parlar forte.</p>
+
+<p>Drollino stava per afferrarlo alla vita, portarlo via a forza, e
+quindi gettarlo in un angolo remoto del giardino a smaltire il suo
+vino; ma invece rimase immobile come impietrito, guardando l'ubbriaco
+con uno sguardo spaventato. Una, fra le insensate frasi dello
+sciagurato cameriere l'aveva colpito.&mdash;Valla a chiamare.... voglio
+dirle la verit&agrave;.... di Genova e del signor Duca.</p>
+
+<p>&mdash;Il signor Duca?...&mdash;chiese cautamente Drollino, chinandosi verso
+Battista.&mdash;Genova?..</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, s&igrave;&mdash;ripeteva con voce gorgogliante l'ubbriaco&mdash;tanto bisogna che
+lo sappia.... un <span class="pagenum noind"><a name="Page_267" id="Page_267">{267}</a></span>giorno o l'altro.... che la Russa.... E
+l'avvocato.... ah! l'avvocato!...</p>
+
+<p>L'occhio di Drollino ebbe un lampo di feroce ansiet&agrave;. Egli si chin&ograve;
+ancora di pi&ugrave; sull'ubbriaco, che seguitava:</p>
+
+<p>&mdash;L'avvocato! l'ho visto io, l'avvocato!... Eh uno strascico lungo
+lungo di seta e tanti bei ricciolini, e quelle spalle bianche. Per
+Dio, ha ragione il Duca.... &egrave; bella quella Russa....</p>
+
+<p>Di subito l'ubbriaco si fece malinconico.</p>
+
+<p>&mdash;Poverina!&mdash;disse, tentando di accennare le finestre della
+facciata&mdash;poverina, povera donnina, mi fa pena.... se sapesse?...</p>
+
+<p>E si mise a piagnucolare: l'ubbriachezza in lui si faceva tenera,
+sentimentale! E nell'iterarsi di grotteschi singhiozzi, in quel
+lagrimare ributtante, le frasi riuscivano smozzicate, e le parole,
+rotte, non avevan pi&ugrave; senso.</p>
+
+<p>Drollino rimase un momento in forse:&mdash;Vino o verit&agrave;?&mdash;chiese
+angosciosamente a s&egrave; stesso, guardando Battista, che, colpito
+improvvisamente <span class="pagenum noind"><a name="Page_268" id="Page_268">{268}</a></span>dal sonno plumbeo dell'ebbrezza, s'era buttato
+sull'erba e pareva gi&agrave; addormentato.</p>
+
+<p>&mdash;Bisogna saperlo.... ad ogni costo&mdash;mormor&ograve; sotto voce Drollino.&mdash;E
+se &egrave; vero!...</p>
+
+<p>Nel vivo lume della luna, una mano bruna, nervosa si protese con un
+gesto di minaccia implacabile.</p>
+
+<p>Poi Drollino afferr&ograve; l'ubbriaco, inetto ormai ad opporgli la minima
+resistenza; se lo cacci&ograve; sulle spalle come un sacco di biada, e,
+passando dalla scala interna di servizio, lo port&ograve; nella propria
+cameretta, quella che occupava attualmente al terzo piano della villa.
+Lo gett&ograve; sul letto in modo abbastanza ruvido; ma il sonno
+dell'ubbriaco era ormai cos&igrave; profondo ch'egli non se ne risent&igrave; per
+nulla.</p>
+
+<p>Drollino sedette appi&egrave; del letto, e rimase desto per tutta la notte,
+vegliando Battista.</p>
+
+<p>Era giorno fatto quando il cameriere si risent&igrave;; gir&ograve; attorno gli
+sguardi, attonito di trovarsi l&igrave;, in camera di Drollino.<span class="pagenum noind"><a name="Page_269" id="Page_269">{269}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Cosa diamine?&mdash;chiese.</p>
+
+<p>&mdash;Nulla, mio caro.... Ti ho trovato per via e t'ho portato qui.</p>
+
+<p>&mdash;Oh!&mdash;rispose Battista confuso, ma tentando un risolino.&mdash;Ho capito.
+Eh, son traditori questi vostri vinetti leggieri; e poi un po' di
+rhum.... sicuro.</p>
+
+<p>Non era pi&ugrave; brillo, ma aveva ancora la testa balorda, lo stomaco
+sconvolto, o parlava con un fare melenso.</p>
+
+<p>&mdash;Sicch&egrave;&mdash;continu&ograve;, alquanto impacciato&mdash;m'hai proprio trovato per
+via? Sar&agrave;, sar&agrave;.... non mi ricordo pi&ugrave;! E dormivo, eh?</p>
+
+<p>&mdash;No, allora non dormivi; non facevi che strillare e chiacchierare.</p>
+
+<p>&mdash;Ah! s&igrave;, chiacchieravo?&mdash;E divenuto subitamente inquieto, soggiunse
+in tono negligente:&mdash;Oh bella, chiacchieravo? e, cos&igrave; per
+curiosit&agrave;.... cosa dicevo?</p>
+
+<p>Drollino alz&ograve; le spalle, e si sforz&ograve; a sorridere. L'altro non ardiva
+insistere, ma lo guardava, dubbioso.<span class="pagenum noind"><a name="Page_270" id="Page_270">{270}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Mio caro&mdash;continu&ograve; Drollino&mdash;sta tranquillo. Hai detto un monte di
+bestialit&agrave;. Per fortuna che c'ero soltanto io a udirti, e ci&ograve; che tu
+dicevi lo sapevo da un pezzo.</p>
+
+<p>&mdash;Tu...!&mdash;sclam&ograve; Battista con vivo malcontento.&mdash;Sapevi gi&agrave;.... cosa?</p>
+
+<p>&mdash;Ma certo!&mdash;continu&ograve; freddamente Drollino.&mdash;Credevi d'esser tu solo a
+possedere il segreto del signor Duca?</p>
+
+<p>&mdash;Ma come diavolo hai fatto a sapere?</p>
+
+<p>&mdash;Ch'egli si reca l&agrave; a Genova....&mdash;ed esit&ograve; ammiccando.</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, per trovarsi con lei!&mdash;fin&igrave; brutalmente Battista&mdash;con la Russa.
+Capirai, tutte questo reticenze, che sugo hanno adesso? Il diavolo ci
+porti.</p>
+
+<p>&mdash;Questo&mdash;rispose pacatamente Drollino&mdash;&egrave; affar mio e non ti riguarda.</p>
+
+<p>&mdash;Ma, allora, perch&egrave; non me ne hai mai parlato?</p>
+
+<p>&mdash;Perch&egrave;? Perch&egrave; non m'accomodava. Cosa <span class="pagenum noind"><a name="Page_271" id="Page_271">{271}</a></span>c'entro io con questo cose?
+Io me ne vado fra poco, e buona notte. E pu&ograve; essere che, per tacere,
+avessi anch'io delle buone ragioni come le hai tu.</p>
+
+<p>Battista non arross&igrave;, e si pose vivamente le mani in tasca.</p>
+
+<p>&mdash;Non ce n'&egrave; quasi pi&ugrave;&mdash;disse, facendo ballare fra le dita due o tre
+monete.&mdash;Io per&ograve; le godo e sto allegro, e fo star allegri gli altri,
+mentre tu.... Che bocca amara m'&egrave; rimasta!... A dir vero, il Duca fa
+le cose bene.... da gran signore, non &egrave; vero?</p>
+
+<p>Drollino assent&igrave;. Certo; il Duca pagava bene il loro silenzio.</p>
+
+<p>&mdash;Eh!&mdash;continu&ograve; Battista con una risata maligna&mdash;non gli conviene a
+far diversamente. Davvero, si troverebbe in un bell'impiccio se a me
+saltasse il ticchio.... Perch&egrave;, capisci, l'andr&agrave;; finch&egrave; mi pare, ma
+se un bel giorno colui mi rompesse proprio le tasche, io vado da lei,
+e le rifiato tutto quanto; capisci?<span class="pagenum noind"><a name="Page_272" id="Page_272">{272}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ah! le rifiati tutto quanto.... Andiamo, via, non sei capace!</p>
+
+<p>&mdash;Io non son capace!... L'avresti a vedere. Vado l&agrave;, franco come uno
+schioppo, e le conto la storia. Signora Duchessa; succede cos&igrave; e cos&igrave;.
+Il suo signor marito va a Genova per abboccarsi coll'avvocato.... E
+l'avvocato, Dio mi danni, &egrave; la Russa.... quella Baronessa che.... se
+l'&egrave; tornato a prendere per vendetta.</p>
+
+<p>&mdash;Per vendetta?&mdash;chiese tranquillamente Drollino, stendendo appi&egrave; del
+letto la sua snella persona.</p>
+
+<p>&mdash;Sicuro&mdash;continu&ograve; Battista, che, passato il primo momento di
+dispetto, trovava ora un certo gusto a potere finalmente parlar con
+qualcuno di quella cosa cos&igrave; gustosa e proficua.&mdash;Ce l'aveva amara con
+la Duchessa, perch&egrave; qui erano accadute quelle scene, ti ricordi? Bene,
+dunque, quando noi fummo a Napoli, essa scrisse al padrone. Ma questi
+aveva ancora la paura che gli morisse la moglie, e non rispose. Allora
+quella <span class="pagenum noind"><a name="Page_273" id="Page_273">{273}</a></span>s'impuntigli&ograve;, e gli tenne dietro a Nizza. La signora era un
+po' indisposta e usciva di rado. Un giorno, lui se ne va a Montecarlo,
+e ci trova la Russa. Stette ancora un poco sul tentennare, poi ci
+ricasc&ograve;.... meglio di prima. Ecco qua.... la sapevi tu com'era andata?</p>
+
+<p>&mdash;No&mdash;confess&ograve; umilmente Drollino&mdash;non la sapevo cos&igrave; lunga. Sapevo
+solo che ora.... si ritrovavano a Genova, colla scusa dell'avvocato.
+Mi figuro che sar&agrave; sempre una cosa in grande. Ha cavalli, lei?&mdash;chiese
+poscia con una subita premura di professione.</p>
+
+<p>&mdash;No, rimessa.</p>
+
+<p>&mdash;Ah! e lui?</p>
+
+<p>&mdash;Niente, carrozza d'albergo. Lei sta in un villino, laggi&ugrave; verso via
+Carignano. La sera sul tardi escono assieme, vanno all'Acquasola.</p>
+
+<p>Qui diede in un riso sguaiato.</p>
+
+<p>&mdash;Una bella coppia.... sai....</p>
+
+<p>&mdash;Certo&mdash;rispose Drollino,&mdash;una bella coppia....<span class="pagenum noind"><a name="Page_274" id="Page_274">{274}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;E la Duchessa?&mdash;continu&ograve; Battista&mdash;se lo sapesse!... Io dico che se
+lo sa stavolta, gli riprende tutti i soldi che gli ha dato e lo manda
+al diavolo.... ammenoch&egrave;.... non si consoli.</p>
+
+<p>&mdash;Come?...</p>
+
+<p>&mdash;Eh, diamine! facendo altrettanto.</p>
+
+<p>Drollino si drizz&ograve; d'un salto, cogli occhi iniettati di sangue,
+pallido come un morto, e per un momento guard&ograve; l'ex-ubbriaco in un
+modo molto bizzarro e poco rassicurante. Ma subito si calm&ograve;, e si mise
+a ridere.</p>
+
+<p>Si sarebbe detto che, a furia di star sempre cos&igrave; serio, avesse
+dimenticato come si fa a ridere; certo che il suo ridere non
+somigliava a quello di nessun altro.</p>
+
+<p>&mdash;Ah! vorresti provare.... dici?...</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;.... per curiosit&agrave;. Vorrei provare come la piglia. Certe volte,
+quando la vedo allegra, contenta, mi viene come una rabbia, una smania
+di dire la verit&agrave; a quella povera donna. Almeno non farebbe pi&ugrave; la
+figura d'una bambina, e non si <span class="pagenum noind"><a name="Page_275" id="Page_275">{275}</a></span>struggerebbe pi&ugrave; dietro a quella perla
+di marito, che va a Genova.... coi denari di sua moglie, beninteso. E
+a te&mdash;domand&ograve; ancora Battista con un rimasuglio d'inquietudine&mdash;questa
+voglia non ti vien mai?... dico..., non vorrei che tu m'avessi a
+prevenire.... sai, perch&egrave; potrebbe darsi che lei, per saper
+bene....&mdash;E fece il gesto di chi snocciola denari.</p>
+
+<p>&mdash;No&mdash;disse Drollino....&mdash;io non ho nessuna idea di parlare. E ora me
+ne vado, per cui.... Tanto, questa storia finir&agrave; presto....&mdash;soggiunse
+con molta calma.</p>
+
+<p>&mdash;Finir&agrave;?&mdash;chiese l'altro sbadigliando&mdash;credi che finir&agrave;?... Per
+bacco, mi dispiacerebbe.... &egrave; un provento che mi garba.... E perch&egrave;
+finirebbe?... sono innamorati cotti! La Russa gli comanda a bacchetta,
+lo tratta come un imbecille, e lui.... contentone. Perch&egrave; avrebbe a
+finire?</p>
+
+<p>&mdash;Perch&egrave; finir&agrave;&mdash;disse con gran pacatezza Drollino.</p>
+
+<p>E scese lentamente; era l'ora del primo pasto dei cavalli.<span class="pagenum noind"><a name="Page_276" id="Page_276">{276}</a></span></p>
+
+<p>Battista, rassicurato, si ricacci&ograve; sotto le coltri per finir di
+riposarsi; tanto, lui non aveva nulla da fare.... in casa ora c'era la
+cuccagna!</p>
+
+<p>Dopo il mezzod&igrave;, Drollino si present&ograve; all'agente e gli chiese due
+giorni di permesso. Voleva andar a vedere i puledri di casa Canossa,
+prima che partissero per l'Esposizione ippica.</p>
+
+<p>L'agente accord&ograve; il congedo. Drollino se ne and&ograve; la sera stessa; e in
+capo a due giorni era di ritorno.</p>
+
+<p>Tutti gli furono attorno a chieder dei puledri. Ma non ne disse gran
+che, non ne fece maraviglie. Erano cos&igrave; cos&igrave;, come gli altri....</p>
+
+<p>Non era stato alla tenuta Canossa; era stato a Genova e all'Acquasola.
+Celato dietro una macchia, aveva visto passare, in una carrozza di
+rimessa, il Duca e la Baronessa.... Era saltato in legnetto di piazza
+e aveva tenuto dietro al loro equipaggio sino alle prime case di via
+Carignano.</p>
+
+<p>Nei giorni seguenti diede ancora due o tre lezioni alla Duchessa, e
+rinunci&ograve; a dare la progettata <span class="pagenum noind"><a name="Page_277" id="Page_277">{277}</a></span>lezione a Battista. Drollino era
+quieto, calmo assai....</p>
+
+<p>La sera dopo, mentre si distribuiva l'ultima razione di biada, il
+signor Damelli capit&ograve; in scuderia, e diede precisamente quest'ordine:</p>
+
+<p>&mdash;Domattina alle dieci l'<i>americana</i> ad un cavallo per andare alla
+stazione a prendere il signor Duca.</p>
+
+<p>Drollino ch'era poco lungi, ud&igrave; quell'ordine. Alz&ograve; bruscamente il
+capo, e appoggi&ograve; per un secondo la mano sul muro, come se si sentisse
+minacciato da una vertigine.</p>
+
+<p>Poi disse rispettosamente:</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave; signore.... ci penso io.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>L'indomani, il tempo era splendido. Suonavano le otto del mattino, e
+sulla spianata della rimessa Drollino si teneva ritto davanti a Mia,
+gi&agrave; attaccata al <i>pha&egrave;ton</i> e che, impaziente dell'indugio, allungava
+ogni tanto il collo e colla lunga coda flagellava i suoi nobili
+fianchi. Battista, gi&agrave; in <span class="pagenum noind"><a name="Page_278" id="Page_278">{278}</a></span>livrea, ma colla tunica ancora sbottonata,
+lisciava col gomito il pelo del cappello a coccarda. Un vecchio mozzo,
+col capo coperto da una berretta scozzese e colla pipa in bocca, stava
+poco lungi dal legno e guardava con ammirazione la cavalla che,
+annoiata dalle mosche, or coll'una e or coll'altra zampa tormentava il
+terreno.</p>
+
+<p>&mdash;Ci siamo?&mdash;chiese il cocchiere, infilando i guanti di pelle rossa.</p>
+
+<p>&mdash;Un momento,&mdash;rispose Drollino, mentre colla mano tremante disponeva
+sul frontale una ciocca della criniera di Mia.</p>
+
+<p>Il cocchiere sal&igrave; a cassetta ed afferr&ograve; le redini.</p>
+
+<p>Nella corte rustica, vicino alla rimessa, s'ud&igrave; l'ululato cupo di un
+cane.</p>
+
+<p>&mdash;Cattivo segno,&mdash;osserv&ograve; il mozzo, togliendosi la pipa di
+bocca.&mdash;Pedrolo.... badate un po' ai fatti vostri.</p>
+
+<p>Il cocchiere si mise a ridere, agitando festosamente la frusta.</p>
+
+<p>&mdash;Quante bestialit&agrave;!&mdash;rispose con gaio sprezzo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_279" id="Page_279">{279}</a></span> Era contento di
+guidar Mia, quella famosa Mia, che per tanto tempo era stata cos&igrave;
+esclusivamente custodita da Drollino.</p>
+
+<p>Drollino pass&ograve; ancora una volta, con una carezza prolungata e
+tremante, la mano sulla criniera di Mia.... la guard&ograve; per un secondo,
+con una intensit&agrave; disperata.... Poi si ritrasse, e senza parlare, con
+un piccolo gesto, avvis&ograve; il cocchiere che poteva partire.</p>
+
+<p>S'ud&igrave; in breve la sabbia del viale scricchiolare sotto le ruote del
+leggero equipaggio, mentre il rumore del trotto elegante di Mia si
+perdeva nella lontananza.</p>
+
+<p>Drollino stava sempre immobile, fissando come trasognato lo spazio
+dove Mia, un momento prima, aveva alzata, verso lui, la sua fina
+testina.</p>
+
+<p>&mdash;Per bacco!&mdash;disse il mozzo con molta simpatia
+professionale&mdash;capisco, sapete. Non c'&egrave; che dire, una bestia che non
+ha l'uguale. Vi rincrescer&agrave;, eh?</p>
+
+<p>Drollino diede un guizzo coma se una serpe <span class="pagenum noind"><a name="Page_280" id="Page_280">{280}</a></span>gli avesse morso il
+tallone.... Poi chiese impetuosamente:</p>
+
+<p>&mdash;Cosa?...</p>
+
+<p>&mdash;Oh bella!... che ve l'abbiano portata via. &Egrave; una cosa curiosa,
+sapete, che ve ne siate stancato cos&igrave;, mentre, non c'&egrave; che dire, &egrave;
+ancora un fior di cavalla! E l'avete proprio voluta cedere al Duca!...
+Chiss&agrave;, eh.... che buon affare?...</p>
+
+<p>Uno spasimo pass&ograve; sulla faccia di Drollino, ma egli rimase muto.</p>
+
+<p>&mdash;Eh! si capisce. Se vi &egrave; venuto questo capriccio di girar il
+mondo, vi gioveranno pi&ugrave; i denari che la cavalla. E a dirla
+schietta&mdash;continu&ograve; il mozzo, che s'era proprio messo in mente di voler
+consolar Drollino ad ogni costo&mdash;la Mia era ormai un po' <i>sul tempo</i>
+anche lei, come me! E poi il suo piccolo difetto ce l'aveva pure....
+quello di non voler sentire gli spari.... E non s'&egrave; mai voluta
+correggere.... eh?...</p>
+
+<p>&mdash;No&mdash;stridette Drollino&mdash;no!<span class="pagenum noind"><a name="Page_281" id="Page_281">{281}</a></span></p>
+
+<p>Il vecchio mozzo si mise a ridere.</p>
+
+<p>&mdash;Via, via!... non v'arrabbiate a questo modo. Si sa che avete fatto
+di tutto per toglierle quel vizio. &Egrave; inutile.... ho provato anch'io.
+Una volta nella tenuta c'era un alzano che....</p>
+
+<p>Ma la storia dell'alzano non progred&igrave;. Drollino, il quale era stato
+per un momento come sprofondato nelle sue riflessioni, si scosse
+bruscamente e s'allontan&ograve; a rapidi passi.</p>
+
+<p>Il mozzo rimase l&igrave;, in asso.</p>
+
+<p>&mdash;Cosa diavolo gli piglia a colui?&mdash;disse tenendo dietro collo sguardo
+a Drollino, il quale pareva quasi fuggire, tanto correva, nella
+direzione della tenuta.</p>
+
+<p>Non eran cinque minuti che Drollino era scomparso, quando Vincenzo, il
+cameriere della Duchessa, si present&ograve; sulla spianata.</p>
+
+<p>&mdash;Drollino&mdash;chiam&ograve;&mdash;Drollino!</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; andato via or ora&mdash;rispose il vecchio mozzo.&mdash;Cosa c'&egrave;?</p>
+
+<p>&mdash;Subito, subito, insellare Mia per la signora<span class="pagenum noind"><a name="Page_282" id="Page_282">{282}</a></span> Duchessa, e Drollino
+si prepara ad accompagnarla.</p>
+
+<p>Il mozzo s'alz&ograve;.</p>
+
+<p>&mdash;Mi dispiace&mdash;disse&mdash;ma in quanto a Mia la signora &egrave; bell'e servita.
+La cavalla &egrave; stata attaccata all'<i>americana</i> ed &egrave; gi&agrave; a mezza strada
+della stazione. E Drollino &egrave; andato via per i pascoli, a zonzo.... Dio
+sa dove!...</p>
+
+<p>Il domestico scomparve, ma torn&ograve; subito, dopo cinque minuti,
+trafelato.</p>
+
+<p>&mdash;Sellare Calif; subito al momento, e chiamare Toni per andar dietro
+alla signora.</p>
+
+<p>Toni era in scuderia e fu subito avvisato.</p>
+
+<p>Dodici minuti dopo, Milla, con un nuovo abito da amazzone, giuntole il
+giorno avanti da Torino, col volto splendido della gioia misteriosa e
+biricchina della sua sorpresa, s'avviava al trotto, seguita da Toni,
+per la strada che dalla villa conduce alla stazione.</p>
+
+<p>Drollino invece si dirigeva verso la sua antica dimora, nel grande
+cascinale. Camminava a passi <span class="pagenum noind"><a name="Page_283" id="Page_283">{283}</a></span>concitati stringendo le palme,
+barcollando ogni tanto come sotto l'influenza d'un principio
+d'ubbriachezza. Un momento, sent&igrave; che non stava pi&ugrave; in piedi.... e
+cerc&ograve; di reggersi, brancolando, come se fosse al buio.</p>
+
+<p>Un grido soffocato gli usc&igrave; dal petto:&mdash;Mia! povera Mia!</p>
+
+<p>Sulle sue gote brune, schizz&ograve; una lagrima. Ma subito, come sotto un
+soffio ardente, asciug&ograve;.</p>
+
+<p>Si gett&ograve; bocconi sull'erba. Era appena fuori del giardino. La villa
+era bellissima a vedersi, ancora immersa nel bacio mattiniero del
+sole, cinta di verdura, colle lucide persiane inverniciate di recente.</p>
+
+<p>Egli mordeva l'erba, digrignando i denti furiosamente. Ma a un tratto
+si calm&ograve;. Il suo sguardo fisso, teso, si spingeva nell'interno della
+camera della Duchessa.</p>
+
+<p>La finestra del terrazzino era aperta, si vedevano passare pel vano le
+teste delle cameriere in faccende. La brezza entrava curiosa, molle,
+agitando <span class="pagenum noind"><a name="Page_284" id="Page_284">{284}</a></span>le vecchie frangie degli addobbi della finestra, enfiando,
+come fossero lembi di vele, i tessuti leggeri dei cortinaggi, le
+bianche cortine del letto.</p>
+
+<p>Drollino si fece calmo. Guard&ograve; a lungo lass&ugrave;, come se quella vista gli
+facesse bene, rinnovasse in lui l'energia dello spirito.</p>
+
+<p>&mdash;Per lei!&mdash;disse finalmente a bassa voce, agitando la mano nel vuoto,
+con un gesto pazzo ed appassionato di saluto.</p>
+
+<p>S'alz&ograve; rinfrancato, ed in breve fu alla sua antica stanzetta. Vi
+rimase circa un quarto d'ora. N'usc&igrave; senza che nessuno l'avvertisse,
+vestito dei panni suoi, bianco come un cencio lavato, e colla destra
+stretta al petto, sopra la tasca del lato ministro. Si mise pei campi,
+in salita, evitando di por piede sulla strada maestra, e pur
+costeggiandola.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>Egli stava immobile, accasciato dietro il muricciuolo del cimitero,
+che in un dato punto, <span class="pagenum noind"><a name="Page_285" id="Page_285">{285}</a></span>rasenta la strada maestra fra Astianello e la
+stazione.</p>
+
+<p>Era un cimitero piccolissimo, brutto, una vera miseria di cimitero.
+Apparteneva a un paesucolo vicino, il quale non era nulla pi&ugrave; che una
+frazione di Astianello.</p>
+
+<p>Il luogo era molto triste anche nella giocondit&agrave; dell'ora mattutina.
+Aveva un non so che di abbandonato, che dava alla malinconia naturale
+del sito un carattere speciale.... pareva la dimora dell'obl&igrave;o. Quelle
+povere tombe recavano patenti le traccie dell'intemperie; sulla
+cappelletta di mezzo una misera immagine a fresco del Redentore,
+arrossata dal gelo, si scrostava lentamente, trascinando nella sua
+rovina l'intonaco, che si andava quasi sfarinando. Nel lato
+settentrionale del recinto l'erba era umidissima, e la rugiada si
+ostinava a serbar lucido lo zoccolo di pietra dell'unico monumentino
+che vantasse il cimitero. Qualche aristocratica croce di ferro si
+notava ancora in quel lembo riservato, ma era tuttora <span class="pagenum noind"><a name="Page_286" id="Page_286">{286}</a></span>nell'ombra. Nel
+lato soleggiato era la fossa comune, quella dei poverissimi del
+comune. Al centro s'alzava una buona croce di legno, forte e poderosa,
+e bastava per tutti i morti di quella classe.</p>
+
+<p>La porticina pareva chiusa. Drollino, nell'entrare, aveva avuta la
+precauzione d'accostarla.</p>
+
+<p>Non si moveva punto.... Stava rannicchiato appi&egrave; del muricciolo,
+silenzioso, immobile come le tombe senza nome che lo attorniavano....
+Era livido in volto e teneva gli occhi sbarrati, ma sui tratti cos&igrave;
+alterati, recava, come incisa, l'espressione immutabile d'una
+selvaggia determinazione.</p>
+
+<p>A un tratto s'alz&ograve;, e d'un salto, aggrappandosi alle tegole, sollev&ograve;
+il capo oltre il livello del muricciolo.... scrutando collo sguardo
+l'aperta campagna.</p>
+
+<p>Aveva scelto bene il suo posto di agguato. La strada maestra passava,
+scendendo, davanti al piccolo cimitero. Oltrepassandolo d'un trar di
+sassi, faceva un gomito con una brusca voltata.<span class="pagenum noind"><a name="Page_287" id="Page_287">{287}</a></span> Dall'altro lato della
+via, il terreno si rompeva in uno scoscendimento ripido, terminando in
+un burrone ghiaioso, che ai tempi di piova si mutava in un
+torrentello. Quello era forse il solo punto della via che richiedesse
+un po' d'attenzione in chi transitava di l&agrave;. Anni addietro, un
+carrettiere ubbriaco s'era ucciso, precipitando col suo mulo da
+quell'erta traditora. Occhio ci voleva, e stare attenti, specialmente
+allo svolto.</p>
+
+<p>L'orologio d'un campanile poco lontano suon&ograve; le dieci.</p>
+
+<p>&mdash;Ancora mezz'ora!&mdash;pens&ograve; Drollino.</p>
+
+<p>Scese, si terse il sudore che gli rigava le tempie, estrasse di tasca
+la pistola, la osserv&ograve; attentamente, e la depose sul terreno accanto a
+s&egrave;, a portata della sua mano destra. Nella macchia vicina i passeri
+spionciavano senza fine, in lontananza il picchio ripeteva a misurati
+intervalli la sua barocca canzone, nell'erba del cimitero gl'insetti
+si movevano, saltavano, si facevano strada, fra gli steli. Attorno
+alla croce <span class="pagenum noind"><a name="Page_288" id="Page_288">{288}</a></span>comune, due farfalle, d'un bel giallo chiaro, si
+inseguivano amorosamente.</p>
+
+<p>Drollino non guardava attorno a s&egrave;. Teneva fisso al suolo quel
+terribile sguardo interno, che l'occhio trova soltanto nei momenti
+supremi della vita. Ogni tanto, quando sulla strada sottostante udiva
+avvicinarsi il rumore d'una carrozza, Drollino illividiva, s'alzava,
+stava in ascolto un momento, poi guardava in gi&ugrave;.</p>
+
+<p>&mdash;Non &egrave; lui&mdash;diceva ogni volta, quasi ad alta voce.</p>
+
+<p>E con una terribile pazienza, tornava a sedere, celato dal
+muricciuolo.</p>
+
+<p>S'era alzato un po' di vento; l'erbe grasse, ben nutrite del cimitero,
+ebbero un moto, quasi un fremito di conscio ribrezzo.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>Il treno era giunto, in ritardo per&ograve; di quasi un quarto d'ora, e il
+Duca Giuliano usciva frettolosamente dalla stazione, cercando qua e l&agrave;
+collo sguardo il legno che doveva trovarsi ad <span class="pagenum noind"><a name="Page_289" id="Page_289">{289}</a></span>aspettare. E non solo
+vide il legno, la graziosa <i>americana</i>, alla quale era attaccata Mia,
+ma vide altres&igrave; una elegantissima amazzone, che, seguita da un <i>groom</i>
+in livrea, si avanzava alla sua volta.</p>
+
+<p>&mdash;Giuliano! Giuliano!&mdash;disse l'amazzone, accostandosi e ridendo
+lietamente.</p>
+
+<p>Egli rimase di princisbecco.... quando ravvis&ograve; sua moglie; e</p>
+
+<p>&mdash;Milla!&mdash;sclam&ograve; con accento schiettamente ammirativo.</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; la mia sorpresa,&mdash;continu&ograve; Milla, beata del successo del suo
+segreto.&mdash;Sapevo che lo desideravi, e, mentre eri assente, ho
+imparato. Non te lo dissi che avevo anch'io i miei affari?</p>
+
+<p>Il Duca la contemplava muto e pallido.</p>
+
+<p>&mdash;Milla!&mdash;esclam&ograve; involontariamente,&mdash;tu sei un angiolo e io sono
+un....&mdash;Si ferm&ograve; un momento, poi fin&igrave; la frase:&mdash;un marito veramente
+fortunato.<span class="pagenum noind"><a name="Page_290" id="Page_290">{290}</a></span></p>
+
+<p>E subito le fece mille complimenti, lod&ograve; il suo pensiero, il suo buon
+gusto. Quell'abito le stava a pennello.... come aveva scelto bene il
+colore verde bottiglia, e che felice idea quella di quei bottoni
+larghi, dorati della giacchetta! E che amore di <i>tuba</i>.... Era
+veramente un'amazzone classica! Ora s&igrave; che era contento.... ora
+andrebbero assieme alla mattina a far delle trottate lunghe,
+piacevolissime. Ma che brava Milla!</p>
+
+<p>&mdash;Ora andiamo a casa,&mdash;disse finalmente il Duca;&mdash;vuoi che
+t'accompagni a cavallo?</p>
+
+<p>&mdash;Veramente,&mdash;rispose Milla&mdash;ora che ho fatta la mia figura,
+preferirei quasi di venir teco. Sono un poco stanca.</p>
+
+<p>&mdash;Benissimo!&mdash;disse il Duca&mdash;Battista e Toni condurranno a casa i
+cavalli, e io ti far&ograve; da automedonte, se non sdegni il mio legnetto da
+giovanotto.</p>
+
+<p>Milla scosse il capo, scese da cavallo, e sal&igrave; prontamente
+sull'<i>americana</i> a fianco del marito.</p>
+
+<p>Era lietissima!&mdash;Quanto mi diverte&mdash;disse&mdash;oh <span class="pagenum noind"><a name="Page_291" id="Page_291">{291}</a></span>come me la godo....
+dobbiamo far la figura di due scapestrati, nevvero, di due scappati da
+casa!</p>
+
+<p>Quell'idea la divertiva immensamente. Si figurava che i passeri delle
+siepi l'avrebbero presa per una perversa creatura, in piena
+rivoluzione contro le convenienze. Diceva mille gentili pazzie, col
+volto acceso dal piacere, ed era veramente carina sotto l'ombra di
+quel cappello mascolino.</p>
+
+<p>E Giuliano, guidando Mia, che in quel giorno pareva straordinariamente
+docile e savia, guardava con vero piacere la Duchessa, che gli pareva
+molto pi&ugrave; bellina del solito, con quel non so che di nuovo, di
+biricchino, di piccante che s'era messo addosso, in un colla foggia
+ardita, quasi mascolina, del suo acconciamento. E allora, nell'animo
+vigliacco del creolo, un'ignobile contentezza si diffuse. Il rimorso
+si ritrasse davanti alla segreta soddisfazione d'aver cos&igrave; bene
+organizzato il libro mastro, in partita doppia, <span class="pagenum noind"><a name="Page_292" id="Page_292">{292}</a></span>della sua esistenza.
+Ora cominciava ad apprezzar Milla.... si proponeva di crearle
+un'esistenza veramente beata.</p>
+
+<p>Non era forse uno squisito contrasto quello che l'aspettava di pi&egrave;
+fermo, ad ogni suo ritorno da Genova? Nella placida, profonda
+corruzione dell'animo suo, il gentiluomo aveva poste le basi del
+<i>modus vivendi</i> per l'avvenire, e si congratulava ignobilmente con s&egrave;
+stesso. Marito ed amante fortunato, egli godeva contemporaneamente gli
+orgasmi febbrili d'un antico ardore, ravvivato nell'attrattiva suprema
+d'un secondo adulterio, e le pure, soavi soddisfazioni d'un affetto
+ingenuo, delicato, gentile.... quasi abbastanza attraente per dare una
+certa poesia persino alla noiosa prosa dell'amore legittimo.</p>
+
+<p>Egli pensava cos&igrave;, e sul suo capo il cielo azzurreggiava intensamente,
+il sole irradiava la sua strada, la campagna amena, sorridente lo
+accompagnava colle sue verdi, infinite giocondit&agrave;.<span class="pagenum noind"><a name="Page_293" id="Page_293">{293}</a></span></p>
+
+<p>Per un po' quei due scappati da casa chiacchierarono allegramente. Ma,
+quando furono al principio della discesa, Giuliano disse a Milla:</p>
+
+<p>&mdash;Ora, carina, fammi il piacere di star quieta per un momento; siamo
+vicini ad una certa voltata alla quale bisogna star attenti. Ci vuol
+occhio e un cavallo sodo.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! Mia &egrave; una perla&mdash;rispose Milla, crogiolandosi nel suo cantuccio
+e imitando scherzosamente la posa classica d'un <i>groom</i> a cassetto.</p>
+
+<p>Giuliano serr&ograve; il freno della meccanica, e, bench&egrave; la discesa non
+fosse ancora principiata, mise Mia al passo.</p>
+
+<p>Drollino, dietro al muro del cimitero, aveva udito da lungi il passo
+di Mia. Oh! quel passo della sua cavalla!... l'avrebbe riconosciuto
+fra mille. Sent&igrave; nel cuore un gran schianto, una ribellione tremenda.
+Ma non cedette. Solo per esser pi&ugrave; sicuro, guard&ograve; ancora una volta
+oltre il sommo del muricciuolo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_294" id="Page_294">{294}</a></span></p>
+
+<p>No, non s'era ingannato. Sulla strada il sole batteva splendidamente
+suscitando dei riflessi abbaglianti nei cristalli dei fanali. Ma ci&ograve;
+non gli imped&igrave; di ravvisare Mia, l'<i>americana</i>, la barba bionda del
+Duca, e accanto a lui l'uniforme verde coi bottoni dorati di Battista.
+Ecco, il momento era venuto.</p>
+
+<p>Scese, arm&ograve; il cane della pistola, e, nicchiato dietro il muro,
+aspett&ograve; che la carrozza passasse precisamente di l&igrave;. Mormor&ograve; due
+nomi:&mdash;Mia e Milla!&mdash;S&igrave;, egli liberava entrambe da un ignobile giogo!
+Esse non lo sapevano, ma egli le vendicava in un punto solo, Mia e
+Milla!</p>
+
+<p>No! la Duchessa non <i>doveva</i> correre il rischio delle rivelazioni d'un
+mascalzone! E se moriva anche lui, questo mascalzone; ebbene, meglio
+cos&igrave;, il segreto che, svelato, <i>potrebbe</i> uccidere la Duchessa,
+<i>morrebbe</i> con lui e col Duca, laggi&ugrave;, in quel burrone.</p>
+
+<p>Mia giungeva in quel momento, al passo, davanti al muro del cimitero.<span class="pagenum noind"><a name="Page_295" id="Page_295">{295}</a></span></p>
+
+<p>Drollino cess&ograve; di pensare. Sorrise, alz&ograve; la pistola e spar&ograve;.</p>
+
+<p>Fu un tonfo terribile.</p>
+
+<p>Subito, in strada, s'ud&igrave; un galoppo sfrenato, poi un grido di donna
+disperato, acutissimo.</p>
+
+<p>Drollino balz&ograve; in piedi, s'avvent&ograve; al vertice del muricciuolo e guard&ograve;
+in gi&ugrave;.</p>
+
+<p>Mia, furente, fuggiva a precipizio per la discesa con degli sbalzi
+violentissimi. Il Duca, stravolto in viso, tirava le redini a dritta e
+a sinistra con tutta la forza dei polsi; accanto a lui, invece di
+Battista, c'era una donna.</p>
+
+<p>Teneva il capo rovesciato all'indietro, il cappello le era caduto, e
+Drollino ravvis&ograve; la Duchessa.</p>
+
+<p>Rimase un secondo come fulminato. Poi url&ograve;&mdash;Cristo!&mdash;s'avvent&ograve;
+all'altro lato del muricciuolo, spicc&ograve; un salto e cadde sulla via. Si
+rizz&ograve; colle mani insanguinate. Mia, in preda al suo parossismo di
+terrore, precipitando per la china giungeva in quel momento. Faceva
+scarti <span class="pagenum noind"><a name="Page_296" id="Page_296">{296}</a></span>violenti che sconquassavano l'<i>americana</i>, aveva la criniera
+al vento, le nari fumanti.</p>
+
+<p>Il Duca, cogli occhi smisuratamente aperti, gridava: aiuto! Era pazzo
+di terrore, fissava il burrone verso cui si sentiva irresistibilmente
+trascinato. Gett&ograve; un urlo e chiuse gli occhi.</p>
+
+<p>Milla era svenuta.</p>
+
+<p>Drollino, con un salto da pantera, s'era gettato sulla cavalla,
+avvinghiandosele al morso, opponendo all'impeto delirante della corsa
+sfrenata la forza d'una resistenza quasi sovrumana. L'uomo ed il
+cavallo lottarono un momento, poi s'ud&igrave; un nitrito di dolore, uno
+schianto di legnami che si spezzano, poi, in un nuvolo di polvere, si
+vide a pochi passi dal ciglio del burrone un informe gruppo di membra
+umane e cavalline, che dibattendosi e rotolando, cadevano assieme. La
+carrozza, con un ultimo violento sobbalzo, si ferm&ograve;, mentre
+quell'ammasso s'agitava sul terreno con una serie di moti convulsi,
+che s'andarono gradatamente quietando. Tutto ci&ograve; era accaduto in
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_297" id="Page_297">{297}</a></span>pochi secondi. Il Duca apr&igrave; gli occhi, si vide salvo, e vide che
+Milla era soltanto svenuta. La sollev&ograve; fra le braccia e l'adagi&ograve;
+sull'erba, al sicuro. Poi si accost&ograve; di nuovo al legno spezzato. Vide
+Mia, distesa per terra, che dava gli ultimi tratti, e, sotto al fianco
+palpitante della cavalla, vide colui che con atto di audacia disperata
+era giunto in suo aiuto, in quel supremo istante di pericolo. Si chin&ograve;
+a guardare, e in quell'uomo, immobile, morto forse o privo di sensi,
+ravvis&ograve; Drollino.</p>
+
+<p>Il rimbombo dello sparo aveva chiamata gente. La Duchessa, che
+cominciava a riaversi, fu sopra una barella improvvisata ricondotta
+alla villa. Il Duca, rassicurato sul conto di sua moglie, volle
+tornare sul luogo del disastro dove i sopraggiunti finivano allora
+allora di liberare Drollino.</p>
+
+<p>L'infelice giovane era ancor vivo, ma il suo stato metteva
+raccapriccio. Nella sua lotta disperata colla cavalla aveva ricevuto
+da questa un violento calcio nel petto; un braccio era spezzato, e al
+disopra dell'occhio destro il sangue generoso <span class="pagenum noind"><a name="Page_298" id="Page_298">{298}</a></span>del giovane, spicciava
+abbondante da una ampia ferita.</p>
+
+<p>Il medico del villaggio, chiamato in fretta e furia, visit&ograve; sul luogo
+stesso Drollino, che i contadini avevano adagiato sui cuscini della
+carrozza.</p>
+
+<p>Pareva ancora svenuto. Il dottore, dopo averlo attentamente esaminato,
+si lasci&ograve; sfuggire un <i>ehm</i> che non prometteva nulla di buono. Il Duca
+lo interrog&ograve; ansiosamente.</p>
+
+<p>&mdash;Mi spiace&mdash;rispose il dottore,&mdash;ma temo che i polmoni siano in
+isconquasso. &Egrave; un uomo andato.... questione di giorni..., capisce?</p>
+
+<p>Drollino ebbe un moto ed un gemito. Era tornato in s&egrave;.... aveva udita
+la sua condanna?</p>
+
+<p>Chi potrebbe dirlo? Sul suo volto macchiato di sangue e di polvere
+l'espressione era illeggibile.</p>
+
+<p>Lo trasportarono, semivivo, nella sua antica stanzetta della cascina,
+al limitare dei pascoli.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>La Duchessa s'era addormentata, e Giuliano, ritto a pi&egrave; del letto,
+guardava la bella testina <span class="pagenum noind"><a name="Page_299" id="Page_299">{299}</a></span>serena, adagiata mollemente sul guanciale.
+Egli aveva voluto, per eccesso di precauzione, che Milla rimanesse a
+letto durante i primi tre giorni susseguiti al terribile avvenimento.
+Ma la giovane signora s'era prontamente riavuta. D'altronde, la scossa
+non era stata eccessiva, neppur per il suo delicato organismo. Svenuta
+sui primordii del pericolo, ella non aveva assistito a tutte le fasi
+del disastro: ritrovatasi incolume a casa, e vedendo illeso Giuliano,
+non aveva pensato che a ringraziare fervorosamente Iddio. Le avevan
+detto che la carrozza s'era fermata a tempo.</p>
+
+<p>Il Duca, per non arrecarle dispiacere, aveva espressamente proibito
+che le si parlasse di Drollino. Milla ignorava quella coraggiosa
+intervenzione e le sue fatali conseguenze. Sempre allo scopo di non
+affliggerla, non le tennero neppur parola della morte di Mia. Giuliano
+le assever&ograve; essere lo sparo fatale, che tanto aveva spaventata la
+cavalla, nulla pi&ugrave; che l'opera d'un cacciatore <span class="pagenum noind"><a name="Page_300" id="Page_300">{300}</a></span>di passere. Milla
+accett&ograve;, senza discuterla, la versione di Giuliano; si calm&ograve;
+gradatamente, torn&ograve; lieta e serena. Non era forse Giuliano il suo
+profeta infallibile e adorato? perch&egrave; non gli crederebbe quando per
+l'appunto egli diceva cos&igrave;? Ecco, per esempio, egli le aveva detto or
+ora:&mdash;Sii buona, e provati a dormire, hai bisogno davvero d'una
+dormitina.&mdash;Ella non sentiva affatto il bisogno della dormitina; pure,
+a furia di star quieta e immobile, il sonno era venuto. Dormiva ora
+placidamente, con un abbandono dolce e sicuro, con una mano ancora
+serrata fra quelle di Giuliano. E cos&igrave; noi, nella calma fiduciosa del
+suo sonno sereno, vediamo per l'ultima volta la nostra eroina, la
+Duchessa Milla Lantieri dei Principi d'Astianello.</p>
+
+<p>Giuliano distric&ograve; pianamente le proprie dita dalle dita di sua moglie,
+depose con delicata cura la mano di Milla sulla rimboccatura del
+lenzuolo, poi quasi furtivamente, in punta di piedi, usc&igrave; dalla
+stanza.<span class="pagenum noind"><a name="Page_301" id="Page_301">{301}</a></span></p>
+
+<p>Era profondamente turbato.... il corso pericolo, quel vedersi,
+sentirsi di fronte a una morte terribile, e, diciamo pure, anche il
+pensiero della sorte che aveva minacciata la Duchessa, avevano
+lasciato nell'animo suo un'impressione grave. Il creolo era stato
+fortemente scosso; non poteva sopportare il ricordo di quel momento,
+ma il ricordo implacabile non lo abbandonava mai. La sua riconoscenza
+per Drollino era infinita, e l'idea che quell'infelice morisse, cos&igrave;,
+per loro, gli era penosissima. E, come se non bastasse, gli era giunta
+all'orecchio una strana diceria, che aboliva intieramente il
+cacciatore di passere, ed evocava in sua vece un nemico ignoto,
+implacabile, il quale, edotto del difetto di Mia, ne aveva calcolate
+le conseguenze, e s'era valso d'un mezzo che non lasciava traccie, e
+avrebbe infallibilmente sortito i pi&ugrave; funesti effetti, se Drollino,
+per un'inesplicabile, quasi miracolosa circostanza del caso, non si
+fosse trovato l&igrave; per l'appunto in quell'istante fatale. Ma come
+scoprirlo questo <span class="pagenum noind"><a name="Page_302" id="Page_302">{302}</a></span>strano nemico, come garantirsene in avvenire.... a
+chi chiedere?... Drollino solo forse avrebbe potuto dir qualche cosa.
+Ma Drollino, poveretto, non era certo in grado di fornir ragguagli: le
+lesioni interne erano cos&igrave; gravi da non lasciar la bench&egrave; minima
+speranza: s'indeboliva gradatamente, aveva continui sbocchi di sangue,
+ed ogni parola che pronunziasse equivaleva ad un agitare della
+clessidra, quando gli ultimi granelli di sabbia stanno per cadere
+lungo la strettissima gola del cristallo.</p>
+
+<p>In villa e per tutta quanta la tenuta la relazione dell'avvenimento
+aveva suscitate forti emozioni, ammirazione illimitata per Drollino, e
+dubbi gravi assai. Da tutti si compiangeva il giovane capo di
+scuderia, si vantava il suo atto eroico di abnegazione, gli si
+perdonava ora, in grazia dell'accaduto, il suo carattere aspro e
+orgoglioso, le bizze, l'indipendenza un po' selvatica del suo passato.
+Il primo giorno, alla cascina, c'era stata una vera processione dei
+camerati della tenuta; <span class="pagenum noind"><a name="Page_303" id="Page_303">{303}</a></span>ma ora il medico, d'accordo con Drollino
+stesso, aveva rigorosamente proibite le visite; eccettuate, ben
+inteso, quelle del Duca.</p>
+
+<p>Il Duca si mostrava angustiato dallo stato di Drollino. Veniva spesso
+a vederlo, e inquieto del rapido progresso del male, si recava alla
+cascina ogni qualvolta poteva allontanarsi dalla villa senza dar
+sospetto a sua moglie. E anche stavolta, non appena vide Milla
+addormentata, usc&igrave; in fretta, dirigendosi verso la cascina. Nel
+cortile, all'ombra d'un vecchio fico, stava riunito un gruppo di
+contadini, inquilini del cascinale. Al giunger del Duca, s'alzaron
+tutti, salutando rispettosamente.</p>
+
+<p>Giuliano si ferm&ograve; a chieder loro notizie dell'ammalato.</p>
+
+<p>Un vecchietto rubizzo rispose subito e per tutti:</p>
+
+<p>&mdash;Male, male assai, signor padrone. Stamane &egrave; venuto il prevosto, e
+gli ha fatto fare le sue divozioni; e il dottore ha detto che sar&agrave; un
+miracolo se passa la notte.<span class="pagenum noind"><a name="Page_304" id="Page_304">{304}</a></span></p>
+
+<p>Il Duca mise un sospiro profondo e sincero.</p>
+
+<p>&mdash;Vuole andar su?&mdash;chiese premurosamente una donnetta attempata,
+ch'era allora allora sbucata da una prossima cucina.&mdash;Vedr&agrave; che cosa
+da far pena! Son io che lo veglio, quel poveretto, e da tre notti non
+chiudo occhio.</p>
+
+<p>E cos&igrave; parlando, precedeva il Duca su una scaletta di legno, e poscia
+per un andito scuro che faceva capo alla camera di Drollino. Entrarono
+entrambi in punta di piedi.</p>
+
+<p>La stanza era pulita; le patate c'eran tuttora, ma ammonticchiate
+accuratamente in un canto, e non davan noia. La finestrina era chiusa,
+e alla rottura dei vetri s'era riparato apponendo sulla intelaiatura
+qualche spesso foglio di carta, attraverso il quale giungeva
+affiochita la luce dall'esterno. Drollino sedeva sul letto,
+appoggiandosi ad un ammasso di cuscini, e si sentiva sin dall'uscio lo
+sforzo penoso del suo alitare. Il braccio rotto stava inerte e
+stecchito nella sua fasciatura appeso al collo con un <i>foulard</i> rosso,
+colla mano <span class="pagenum noind"><a name="Page_305" id="Page_305">{305}</a></span>libera; il giovane portava ogni tanto alle labbra un
+fazzoletto bianco, e lo ritraeva quindi macchiato di sangue. Una benda
+bianca gli serrava di sbieco la fronte, e lasciava vedere soltanto
+l'occhio sinistro stranamente quieto e profondo, d'una luminosit&agrave;
+quasi paurosa. Qualche chiazza di sangue qua e l&agrave; sulle lenzuola.</p>
+
+<p>Il Duca, col cuore stretto da un'angoscia profonda, sedette appi&egrave; del
+letto, su una seggiola che la vecchia gli aveva premurosamente recata.
+Salut&ograve; l'ammalato, e cerc&ograve; d'intavolare qualche frase di conforto e di
+speranza. Ma non prosegu&igrave;. L'occhio di Drollino s'era repentinamente
+fissato su di lui con una forza cos&igrave; intensa di divieto che il Duca
+smarr&igrave; il filo del discorso, e tacque.</p>
+
+<p>Drollino alz&ograve; la mano che reggeva il fazzoletto, guard&ograve; la vecchia, e,
+con quel cencio insanguinato, le accenn&ograve; la porta.</p>
+
+<p>La vecchia allib&igrave;, rimase un momento in forse; poi, completamente
+dominata, usc&igrave; senza far rumore.<span class="pagenum noind"><a name="Page_306" id="Page_306">{306}</a></span></p>
+
+<p>Al Duca parve che nella camera fosse piombata in quell'istante
+un'ombra nuova ed arcana. E stava fermo, inchiodato sulla seggiola da
+una possa misteriosa, ch'egli subiva suo malgrado.</p>
+
+<p>Drollino continuava a fissarlo col suo occhio da ciclope, acceso
+dall'ardor della febbre. Il silenzio continuava oppressivo, pesante.</p>
+
+<p>Finalmente il Duca, tormentato, chiese a Drollino se avesse qualche
+cosa da dirgli.</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;,&mdash;rispose Drollino.</p>
+
+<p>La voce di Drollino era orribile a udirsi: roca, sibilante, con un
+suono alterato, gutturale, come il congegno d'una macchina che,
+spazzata, stride sotto la mano di chi lo tenta.</p>
+
+<p>Il Duca domin&ograve; un brivido, e continu&ograve;:</p>
+
+<p>&mdash;Forse, nevvero, vuoi parlarmi dell'accidente in cui la tua generosa
+audacia.... Sapresti.... potresti dirmi chi?... Si dice che sia stato
+un attentato. E tu sai...?</p>
+
+<p>&mdash;Lo so!</p>
+
+<p>&mdash;Oh, te se prego.... parla.... Capisci bene, &egrave; <span class="pagenum noind"><a name="Page_307" id="Page_307">{307}</a></span>necessario.... perch&egrave;
+possa premunirmi.... per l'avvenire.</p>
+
+<p>Drollino ebbe una specie di sorriso, e le sue labbra si contrassero
+con un'espressione d'ironia.</p>
+
+<p>&mdash;Non c'&egrave; pi&ugrave; bisogno di precauzioni! egli non pu&ograve; pi&ugrave; farle del male.
+Guardi....</p>
+
+<p>E col fazzoletto indic&ograve; s&egrave; stesso.</p>
+
+<p>Giuliano non poteva, non voleva capire. Gett&ograve; un grido.</p>
+
+<p>&mdash;Tu?&mdash;disse finalmente, balzando indietro e tremando.</p>
+
+<p>&mdash;Io.</p>
+
+<p>&mdash;Tu.... sciagurato!... apposta?... apposta?... perch&egrave; rimanessimo
+uccisi?</p>
+
+<p>Drollino scosse il capo.</p>
+
+<p>&mdash;Non loro due.... io non sapevo che ci fosse anche la signora....
+Volevo.... solamente lei....</p>
+
+<p>Sulle tempie del Duca scorrevano grosse goccie di sudore.</p>
+
+<p>&mdash;Tu&mdash;sclam&ograve; ancora&mdash;tu? ma perch&egrave;? cosa t'ho fatto?<span class="pagenum noind"><a name="Page_308" id="Page_308">{308}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;A me.... nulla&mdash;rispose Drollino fra due sibili.&mdash;Ma perch&egrave; guidava
+Mia? e perch&egrave; voleva far morire la nostra.... signora?</p>
+
+<p>&mdash;Io?&mdash;grid&ograve; inorridito il Duca;&mdash;ma tu sei impazzito?</p>
+
+<p>&mdash;No,&mdash;rispose Drollino,&mdash;l'ha detto il dottore.... e non era giusto
+ch'ella morisse.... per causa sua.... Si ricordi.... l'autunno
+scorso....</p>
+
+<p>Il Duca cominciava a capire. Si fece pallidissimo; cerc&ograve; invano, con
+uno sforzo disperato, una parola di diniego, di scusa da gettare in
+faccia a quel morente. Ma non la trov&ograve;, e non poteva mentire davanti a
+quell'occhio unico che lo guardava immobile.</p>
+
+<p>Drollino gli accenn&ograve; d'avvicinarsi.</p>
+
+<p>&mdash;Non abbia paura,&mdash;continu&ograve;, serbando sempre quel funebre simulacro
+di sorriso&mdash;ora, ora.... vede bene.... &egrave; finita.</p>
+
+<p>Si ferm&ograve;, la voce gli venne meno in uno schianto di tosse, che gli
+empi la bocca d'una salivazione sanguigna.<span class="pagenum noind"><a name="Page_309" id="Page_309">{309}</a></span></p>
+
+<p>Giuliano aspett&ograve;, tremando verga a verga; poi:</p>
+
+<p>&mdash;Ma ora.... ora....&mdash;tent&ograve; di mormorare.</p>
+
+<p>&mdash;Ora....&mdash;rispose con uno stridore soffocato Drollino. E avvent&ograve;,
+ergendo il capo, una sola parola:&mdash;Genova!</p>
+
+<p>Atterrito, annientato, il Duca chin&ograve; la testa. Vacillava come un
+giunco mosso dal vento.</p>
+
+<p>Drollino, passato l'accesso, continuava:</p>
+
+<p>&mdash;Ora, sarebbe morta, forse.... quando lo avesse saputo.... E lei,
+signor Duca.... ha preso Mia.... Allora mi sono ricordato, e volevo
+che Mia fosse la causa.... Ma ho visto la Duchessa, e sono venuto....</p>
+
+<p>Non pot&egrave; proseguire; un secondo impeto di tosse gli mozzava
+quell'aspro filo di voce. Allora, nell'accesso stesso sbattuto dallo
+sforzo dello schianto rantoloso della tosse, ma tenendo sempre
+Giuliano sotto il fascino spietato del suo sguardo, Drollino lasci&ograve;
+andare il fazzoletto, e sollevando la mano, come un giudice che
+condanna inesorabilmente, alz&ograve; un dito.<span class="pagenum noind"><a name="Page_310" id="Page_310">{310}</a></span></p>
+
+<p>Nel silenzio della stanza si sentiva l'affanno ormai, quasi parimenti
+angoscioso, di due aliti oppressi.</p>
+
+<p>Un gorgoglio s'affolt&ograve; nella gola di Drollino. Ma egli, con uno sforzo
+supremo, mormor&ograve; ancora una parola:</p>
+
+<p>&mdash;Si ricordi!...</p>
+
+<p>Poi tacque, cess&ograve; di guardar Giuliano, e adagi&ograve; il capo sui guanciali.</p>
+
+<p>Pass&ograve; un minuto prima che il Duca trovasse la forza di uscire.</p>
+
+<p>Sulla soglia della cascina s'imbatt&egrave; col dottore.</p>
+
+<p>&mdash;Sta male, eh! quel poveraccio?&mdash;chiese il medico, vedendo il viso
+alterato di Giuliano.</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;....&mdash;balbett&ograve; il Duca&mdash;temo che....</p>
+
+<p>&mdash;Per bacco!... l'ho detto subito che era affar di pochi giorni. Ma
+lei non ci venga pi&ugrave; qui. Vada via, che questi non sono spettacoli per
+lor signori; e tanto, ormai &egrave; finita. Vada via, le dico, e mi cambi
+subito quella brutta cera, che, <span class="pagenum noind"><a name="Page_311" id="Page_311">{311}</a></span>se no, son capace di farle un salasso
+qui sui due piedi.</p>
+
+<p>Giuliano rispose con un tentativo di sorriso agli scherzi e ai
+consigli del medico; poi s'allontan&ograve; adagio adagio, perch&egrave; dal
+cascinale non si avvedessero ch'egli si reggeva a stento sulle gambe.
+E solo quando fu lontano sulla via, lungi da ogni sguardo, nell'ombra
+discreta d'una macchia, allora soltanto si lasci&ograve; andare. Cadde a
+sedere su un tronco d'albero.... brancolando.... cercando un appoggio,
+come una donna che vien meno.</p>
+
+<p>Il Duca era vinto.... la scena era stata troppo forte per lui. Sulla
+sua fronte pallida il sudore si rinnovava ogni momento. Balbettava
+sconnesse parole.... batteva i denti.... rabbrividiva, smentendo, nel
+codardo abbandono di quel momento, tutta la sua calma di gentiluomo,
+la sua placidit&agrave; di uomo forte, la sua stupenda indifferenza di
+creolo. Ebbe uno scoppio di pianto nervoso, quasi isterico, e non
+cerc&ograve; di frenarlo: chi lo vedeva <span class="pagenum noind"><a name="Page_312" id="Page_312">{312}</a></span>col&agrave;, chi lo udiva?... Milla non era
+in presenza del suo idolo. Olga era a Genova, lungi dal suo schiavo
+gran signore! E i passeri della macchia non si curavano punto di quel
+Duca in lagrime, buttato l&agrave; come un cencio.... scosso da quei
+singhiozzi spasmodici.... che non erano forse n&egrave; tutta paura, n&egrave; tutto
+rimorso!...</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>La camera di Drollino era quasi buia. Per terra, in un angolo, ardeva
+un lumicino d'olio, e la sua poca luce era attenuata da una specie di
+paralume improvvisato. Dietro ai vetri e alla carta della finestrina,
+s'urtava un raggio di luna che cercava d'insinuarsi all'interno
+disegnando sull'ammattonato e sulle pareti lunghe striscie bianche,
+d'uno splendore freddo ed immobile. Nel camino ardevano lentamente
+alcuni rimasugli di legna umida, e una vecchietta, adagiata in un
+rustico seggiolone impagliato, lottava ostinatamente col sonno. Un
+gentile odore d'erba secca veniva dal vicino fienile, e nel silenzio
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_313" id="Page_313">{313}</a></span>della stanza giungeva ancora dal prossimo piano uno stridore ritmico
+e incessante di grilli, cui teneva bordone una voce pi&ugrave; immediata,
+uscita dal focolare stesso del camino. E, a lunghi intervalli, qualche
+nitrito affievolito dalla distanza.... qualche lontano interrotto
+canto di rossignolo.... le voci solitarie dei pascoli, che si
+stendevano addormentati ora e ravvolti nell'ombra notturna e infinita
+del piano.</p>
+
+<p>La donna non ne poteva pi&ugrave;. Lo aveva detto al Duca; eran tre notti che
+non chiudeva gli occhi! E ora quei poveri occhi stanchi si chiudevano
+irresistibilmente. Il rumore affannoso, sibilante che Drollino faceva
+respirando, non bastava pi&ugrave; a tenerla desta. E i grilli,
+nell'interminabile monotonia del loro coro, non parevano modulare che
+una sola parola: dormire, dormire!</p>
+
+<p>A dir vero, Drollino pareva molto pi&ugrave; quieto adesso; il rumore dei
+suoi rantoli affaticati pareva diminuire. Ora invece vaneggiava.<span class="pagenum noind"><a name="Page_314" id="Page_314">{314}</a></span></p>
+
+<p>Sulle prime, essa aveva voluto dar retta alle parole, alle frasi
+interrotte di quel quieto delirio. Ma poi se n'era stancata; eran
+tutte frasi del suo mestiere, e non si capiva nulla. Piuttosto, per
+tenersi desta, ricorse al rosario. Ma nemmen questo valeva: essa
+pronunciava affatto macchinalmente quelle note e sacre parole; la
+mente le si intorpidiva nel sonno.</p>
+
+<p>&mdash;Mia! sta quieta,&mdash;diceva dolcemente Drollino.&mdash;No, no, non va bene
+cos&igrave;! pi&ugrave; ritta.... Avanzi il ginocchio.... ora terr&ograve; la staffa....
+tiri a destra.</p>
+
+<p>La vecchia prov&ograve; a cambiare. <i>Salve regina, vita dulcedo, spes
+nostra</i>....</p>
+
+<p>Drollino continuava sempre pi&ugrave; sommessamente:&mdash;Volti, ora; aspetti....
+poggi sul fianco, niente paura..., pi&ugrave; alta la briglia. Non abbia
+paura..., non si far&agrave; male.... son qua io....</p>
+
+<p>In quegli accenti spezzati si sentiva una modulazione quasi
+carezzevole, qualche cosa di indicibilmente sentito e profondo. La
+vecchia si dest&ograve; <span class="pagenum noind"><a name="Page_315" id="Page_315">{315}</a></span>con un sobbalzo, e continu&ograve;: <i>in hac.... lacrimarum
+valle</i>....</p>
+
+<p>Di repente sul volto di Drollino si oper&ograve; un mutamento. I tratti
+s'affilarono, informandosi sulle ossa, che parvero avanzarsi sotto la
+pelle e sporgersi con un pi&ugrave; marcato rilievo. Il volto assunse una
+tinta grigiastra, d'una trasparenza perlacea, e sotto alla quale
+s'accusava, sotto un lividore quasi violaceo, il colore di un frutto
+troppo maturo che, toccato, si ammacca.</p>
+
+<p>La vecchia s'era addormentata. Russava ora ella stessa, colla corona
+abbandonata sulle scarne nocche delle dita. La lucernetta, in cui
+l'olio veniva meno, mandava una luce vacillante, che si esauriva
+lottando ad un tempo contro l'ombra della stanza e il chiarore incerto
+del lume di luna.</p>
+
+<p>Allora, nell'agonia solitaria di Drollino, cominci&ograve; la splendida
+gloria d'un sogno. L'ordine della sua esistenza si capovolse negli
+ultimi sforzi della memoria: presso alla fine, egli rivisse, <span class="pagenum noind"><a name="Page_316" id="Page_316">{316}</a></span>l'estasi
+suprema di un'ora della sua prima giovent&ugrave;.</p>
+
+<p>&mdash;Dagli un bacio,&mdash;diceva il Principe ridendo. E la testolina bruna
+della bambina si chinava verso di lui; due labbruzze strette,
+allungate cercavano le sue; una vocina festosa ripeteva:&mdash;Prendi,
+Drollino, prendi!</p>
+
+<p>Egli non si tir&ograve; in l&agrave;, non ricus&ograve;. Mosso il braccio, brancolando nel
+buio, come se volesse stringere.... afferrare.</p>
+
+<p>Poi, con un'ospressione di supremo trionfo, grid&ograve;:&mdash;Mia!</p>
+
+<p>La vecchia si dest&ograve; di botto.... Ges&ugrave; Maria!... parlava sempre quel
+poveretto, non si chetava mai! Ecco che adesso chiamava la sua
+cavalla.</p>
+
+<hr style='width: 20%;' />
+
+<p>Stette ancora in ascolto, ma non sent&igrave; pi&ugrave; nulla. Le parve anzi che il
+rantolo fosse cessato.... a un tratto. Inquieta, s'alz&ograve;, attizz&ograve; il
+lucignolo della lucerna e s'accost&ograve; al letto!<span class="pagenum noind"><a name="Page_317" id="Page_317">{317}</a></span></p>
+
+<p>E subito, spaventata, si ritrasse per chiamar gente.</p>
+
+<p>La camera s'emp&igrave; in breve di contadini. Ma nessuno ormai, nulla al
+mondo poteva turbare l'ultimo sogno di Drollino. Lo spirito,
+all'estremo, s'era rifugiato in quel sogno, e aveva varcato il
+confine.</p>
+
+
+
+<h2 class="biggap">FINE.</h2>
+
+<hr style='width: 30%;' />
+
+<div class="figcenter" style="width: 255px;">
+<img src="images/finale.jpg" width="255" height="400" alt="Immagine decorativa" title="Immagine decorativa" />
+</div>
+
+<hr style='width: 30%;' />
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Mia, by Memini
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK MIA ***
+
+***** This file should be named 16980-h.htm or 16980-h.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ https://www.gutenberg.org/1/6/9/8/16980/
+
+Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online
+Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net. (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano)
+
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+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
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+*** START: FULL LICENSE ***
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+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
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+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
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+electronic work or group of works on different terms than are set
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+1.F.
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+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
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+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
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+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
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+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ https://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
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+in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES.
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+Procedures for determining public domain status are described in
+the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org.
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+No investigation has been made concerning possible copyrights in
+jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize
+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
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+Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for
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