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| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-15 04:50:01 -0700 |
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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: In chiave di baritono + +Author: Antonio Ghislanzoni + +Release Date: October 27, 2005 [EBook #16952] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IN CHIAVE DI BARITONO *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + + + + + + + + +IN CHIAVE DI BARITONO + +_(Storiella allegra)._ + + + + +A. GHISLANZONI + +IN CHIAVE DI BARITONO + +(_Storia di Milano dal 1836 al 1848_) + + +MILANO +A. BRIGOLA E C., EDITORI +_Via Manzoni, 5_ + + + + +_Proprietà letteraria_ + +Milano 1882.--Tip Annoni, Via Moneta, 4. + + + + +CAPITOLO I. + +_Dove si vede in quali condizioni difficili versasse il primo +baritono del teatro di Chieti, nel maggio 1849._ + + +--Vergogna!--pensava io--se qualcuno mi incontrasse!... se qualcuno +sapesse!... E non c'è da illudersi che il fatto debba rimanere +celato... I giornali parleranno, e quali commenti da parte degli +amici! + +Essi combattono in Roma, gli amici... Essi difendono l'ultimo +baluardo della libertà italiana... essi spendono il sangue e muojono +per la patria... Mentre io--italiano--attraverso gli Appennini +tirato da due magre rozze, imbaccucato il capo e la gola in una gran +ciarpa color scarlatto, i piedi raccolti in una pelliccia, per +andarmene a Chieti--in terreno nemico--a terrorizzare con un elmo ed +una spada di cartone un esercito di coristi. + +Mentre nel mio cervello si svolgeva l'umiliante soliloquio, la +vettura del Cicoria entrava fragorosamente in Grottamare, piccolo +paese delle Marche, a poca distanza dal confine napolitano. La +carrozza si fermò alla porta di un alberghetto, dove io presi terra, +dovendo, prima di proseguire il viaggio, compiere nel paese alcune +formalità. + +Il mio impresario mi aveva procacciato non so quante lettere +commendatizie, fra cui una pel console marchese Laureati residente +in Grottamare.--Il marchese doveva porre il visto al mio passaporto. + +Appena sceso dalla carrozza, mi recai alla casa del console. Questi +mi accolse con garbo--lesse la commendatizia, e gettandomi una +occhiata di compassione, disse: mio caro signore, dubito assai che +vi si permetta di passare il confine; da due giorni è rigorosamente +vietato, a quanti vengono dalla Toscana e dagli Stati romani, di +entrare nel regno di Napoli. + + Io rimasi com'uom che pensa e guata + Quel ch'egli ha fatto e quel che far conviene + Poichè gli è stata data una cannata. + +Poi, con una voce ed una eloquenza che avrebbe commosso alle lagrime +una cariatide, supplicai il marchese perchè volesse adoperarsi in +mio favore. + +Il marchese, uomo dabbene, indovinando dal calore della mia +eloquenza la siccità del mio portamonete, stese immediamente una +lettera per raccomandarmi al Commissario preposto alla guardia dei +confini. + +--Presentatevi con questo foglio al Commissario, e forse, stante la +mia raccomandazione e la singolarità del caso, vi si accorderà +l'ingresso negli Stati di Sua Maestà umanissima. + +All'indomani, il Marcuccio, figlio dell'oste, mi condusse colla sua +vettura verso il confine; ma, a cento passi da S. Benedetto, le +guardie napoletane, avvicinatesi agli sportelli, m'intimarono +d'arrestarmi. + +--Vorrei parlare al signor Commissario superiore. Debbo consegnargli +una lettera del signor marchese Laureati suo ottimo amico e +protettore... + +Le guardie mi accompagnarono fino alla stazione del Commissario, a +cui mi presentai con quell'aria di sommissione e di rispetto, che +noi tutti, figliuoli della natura, sappiamo assumere innanzi agli +arbitri dei nostri destini. + +--No, non è possibile! disse il Commissario crollando la testa; gli +ordini del Re sono precisi: nessuno ha da passare. + +Il linguaggio del Commissario era talmente spiccio e risoluto, che +io non trovai parole a rispondergli. Feci un inchino, e tornai alla +carrozza coll'animo esacerbato. Nelle mie tasche non rimaneva che un +solo francescone... con poca salsa di mezzi paoli e di baiocchi, +tanto da vivere un giorno.--Pensa, o lettore, s'io mi trovassi in +male acque.--Ma Iddio tempera il vento in favore dell'agnello +tosato e del viaggiatore _in bolletta_. + +Perchè tutti comprendano quanto la mia situazione fosse grave, e +quanto difficile l'uscirne con decoro, converrà che io rammenti +alcune circostanze storiche di quei tempi[1]. + +Roma assediata da soldati francesi, napoletani e spagnuoli, faceva +disperati sforzi di resistenza. Il popolo fiorentino dopo aver +ondeggiato quattro mesi fra le lotte dei vari partiti politici, avea +ceduto alle violenze della reazione, richiamando il principe +spodestato; Bologna ed Ancona erano invase dagli Austriaci; il +partito liberale, dilaniato su tutti i punti d'Italia, concentravasi +in Roma a farvi le ultime prove di eroismo. Era imminente la +battaglia di Velletri. + +Chi non abbia in quell'epoca percorse le Romagne e le Marche, mal +potrebbe immaginare il disordine di quelle provincie. L'esercito +austriaco muoveva da Toscana verso Ancona per quello stesso +stradale che pochi giorni innanzi io aveva percorso. Da Bologna +uscivano a stormi i buoni patrioti per accorrere alla capitale; +carabinieri, guardie di finanza, giovinotti d'ogni casta e d'ogni +condizione, attraversavano tumultuanti le città, le borgate, i +villaggi. + +Da Ascoli scendeva un esercito di volontari; un altro più numeroso e +più indisciplinato si spandeva nelle vie che da Foligno mettono a +Civita-Castellana, e di là, entrando nelle Sabine, inondava tutto lo +stradale che da Borghettaccio volge a Monte Rotondo. Alberghi, +osterie, bettole, cassinaggi, tutto era ingombro d'armi e d'armati. + +Ecco, miei lettori, la bella prospettiva ch'io mi vedeva dinanzi; o +rimanere in Grottamare Dio sa fino a quando, ovvero, seguendo la +corrente, andarmene a piedi fino a Roma a cercarvi una palla nella +testa. + +«Una palla nella testa!...» Qual tentazione... per un eroe +ambizioso! Se un giorno si leggesse nei giornali, che il primo +baritono assoluto di Chieti è morto sotto le mura di Roma da una +palla francese!...--qual gloria per me e qual consolazione pei +baritoni disponibili!... Il _Pirata_ mi consacrerebbe una necrologia +orlata di nero negli scoli della quarta pagina, fra gli ultimi +dispacci di una prima ballerina di cartello e l'annunzio di una +scrittura... Io conobbi molti giovani patriotti, i quali hanno +combattuto come leoni nelle ultime battaglie, spendendo +generosamente il sangue e la vita, e non ebbero nè anche la +rimunerazione di un breve cenno necrologico nella pagina più +screditata del più screditato giornale... + +Assorto in tali pensieri, io passeggiava sulla piazzetta fumando e +guardando il cielo senza accorgermi che in quel momento io +rappresentavo il punto centrico sul quale venivano a convergersi +tutti gli occhi degli abitanti di Grottamare. + +In tempi eccezionali, la presenza d'uno sconosciuto desta sempre +degli allarmi nei piccoli paesi.--Gli abitanti di Grottamare, che mi +avevano veduto partire poche ore prima alla volta di San +Benedetto--non avrebbero potuto coricarsi e dormire tranquilli se +prima non avessero conosciute le ragioni del mio subito ritorno. + +--Chi è quel paino? donde viene? perchè fu respinto ai confini? si +domandavano l'uno all'altro i curiosi. + +Sulla piazza si formano dei capannelli. + +Il comandante della Guardia Nazionale ha consegnate le truppe nella +caserma... + +Quattro consiglieri municipali si recano alla bottega del Sindaco +per fargli delle interpellanze sul conto mio. + +Nella bottega dello speziale si aduna la gioventù più animosa per +prendere di comune accordo una risoluzione. + +Or bene! lo credereste? in quella bottega da speziale, ove da +parecchie ore si stava tramando un complotto che poteva costarmi la +vita, io trovai il mio angelo protettore. + +Dopo aver lottato alla mia volta con mille progetti contradditorii; +dopo aver discusso tutti i piani e gli espedienti possibili, io +aveva finito per convincermi che un uomo il quale si trova +sbalestrato in una falsa via, difficilmente può rimettersi in sulla +buona, colla deplorabile scorta di dieci paoli.--Questa disperata +conclusione mi inchiodò a metà dell'esofago un quarto di anitra che +io aveva inghiottito all'osteria del Marcuccio, e mi spinse +ipso-facto nella bottega dello speziale, in mezzo al circolo dei +cospiranti. + +La verità è eloquente. Io n'ebbi prove in quel giorno e dappoi. +Tutte le prevenzioni sinistre, tutte le antipatie personali +svaniscono dinanzi a quel potente linguaggio che si parte +dall'intimo del cuore. + +Mentre il farmacista pesava lentamente sulla bilancia quattro oncie +di magnesia, io narrai brevemente l'istoria del mio passato, esposi +le terribili incertezze della mia situazione. Prima che io avessi +finito di parlare, la causa era già vinta e il mio trionfo +assicurato. + +Quand'io cavai dalla borsa uno degli ultimi spiccioli per pagare il +farmacista, questi mi diede un primo segnale di simpatia, +rifiutando generosamente la moneta. + +Il Bussola, che era guercio, fissava in me l'unico suo occhio, tutto +inondato di lagrime. + +Il Birecchi interrogava collo sguardo i colleghi, la cui profonda +compunzione mi diceva che essi meditavano qualche stratagemma per +levarmi d'imbarazzo. + +Tutti mi confortavano di buone parole. Un gran fiasco di vino era +comparso in sul banco dello speziale. Si bevve, si discusse di +politica, si cantò, si dissero mille baje, poi, sul far della sera, +al disperdersi della brigata, io me ne andai col Birecchi e col +Bussola a fumare uno zigaro sulla piazzetta. + +Chi era il Birecchi?--Chi era il Bussola?--Il cavadenti e il +sagrestano del paese. + +Sull'ingresso dell'albergo, il sagrestano, coll'enfasi di chi dopo +lungo pensare è riuscito a qualche grande scoperta. + +--Signor forestiere, mi disse; nell'urgenza dei vostri bisogni, io +credo non possiate far di meglio che ricoverarvi per qualche giorno +nel convento dei nostri padri francescani, uomini probi e +caritatevoli, i quali si terranno beati di accordarvi l'ospitalità. +Che vi pare del mio suggerimento? + +--Stupendo--esclamai io, stringendo la mano del buon +sacrista.--Credete voi che i padri non si rifiuteranno di darmi +ricetto per qualche giorno? + +--Ma vi pare?--rispose il sagristano.--Domattina andrò io stesso a +prevenire il guardiano, poi saliremo insieme al convento. + +Il Birecchi pose in campo delle obiezioni, le quali dimostravano +com'egli covasse in petto una proposta di genere profano. + +Dopo breve discussione, io mi determinai pel partito del sacrista, e +mi accordai seco per tutto che era da farsi. + + +[Nota 1: Maggio, 1849.] + + + + +CAPITOLO II. + +_Il Convento._ + + +All'indomani, verso le cinque pomeridiane, scortato dal Birecchi e +dal sagrestano, io saliva a Grottamare superiore per recarmi al +convento dei padri francescani posto sulla sommità della collina. + +--Quei buoni padri, diceva il sagrestano, vi accoglieranno come un +fratello. Le sante leggi dell'ospitalità, che il progresso +dell'incivilimento ha cancellato dai codici e dai cuori umani, +durano tuttavia nei conventi, e vi si praticano religiosamente dai +monaci. Essi vi hanno destinato una buona cameretta, ove sarete +alloggiato come un.... frate. + +Il sole inclinava al tramonto e irradiava d'una luce rossastra le +onde tranquille, su cui galleggiavano cento paranze di pescatori che +a vele spiegate muovevano verso il lido. L'aria saliva freschissima +verso il colle. Quell'incanto di cielo, di colline e di mare mi +esaltarono la fantasia. + +Giunti alla soglia del convento, il sagrestano scosse la campanella, +e poco dopo una voce sonora rispose dall'interno due o tre versi +latini; quindi le porte si aprirono cigolando, e un frate +dall'aspetto venerabile apparve in sulla soglia. Io chinai riverente +la testa; allora il sagrestano volgendosi al monaco, profferì presso +a poco le parole che il nostro Manzoni pone sul labbro dell'abate +nell'atto che questi presenta Lucia alla Signora di Monza: + +--Questi è il giovine forestiere per cui ella si è degnata +interessarsi, e per cui mi ha fatto sperare la sua protezione. + +--La camera è già pronta; il signore potrà alloggiare al convento +finchè gli tornerà grato. + +Dopo altre parole, il sagrestano si congedò da me stringendomi +cordialmente la mano. Io rimasi in sulla soglia finchè lo vide +sparire all'estremità del sacrato, quindi tenni dietro al mio ospite +capuccino. + +Quando sentii chiudersi le porte, e intesi il rumore de' +chiavistelli e delle spranghe, un brivido mi corse per le vene. Qual +ragione aveva io da temere? Pure, l'oscurità dei lunghi corridoi pel +quali io m'inoltrava, l'eco delle ampie navate, che cupa ripeteva il +suono de' miei passi, il lento rintocco, della campana che chiamava +i monaci alla chiesa e i canti severi che da quella si partivano +produssero in me un invincibile senso di paura. + +Ed alla paura, di mano in mano si succedevano nell'animo mio +commozioni inaspettate e d'indole più serena; qualche cosa che +somigliava al benessere, al desiderio di una eterna solitudine e di +un profondo oblìo d'ogni cosa terrena. + +Erano le nove della sera. I monaci dormivano nelle loro cellette. Mi +affacciai alla finestra, e poggiati i gomiti sul davanzale, stetti +non so ben quante ore assorto in deliziosa contemplazione. La +frescura dell'aere, le esalazioni profumate dei cedri e degli +aranci, la luna che grassa e rubiconda si specchiava nel mare, tutto +mi accarezzava la fantasia di nuove seduzioni. + +L'idea di vestire l'abito religioso mi assaliva ad ogni tratto. +Attraversando i fertili gioghi della Toscana e della Romagna, +dappertutto si erano affacciate al mio sguardo scene atrocissime, +alla cui memoria la calma solenne che in quel momento mi circondava, +parevami il più desiderabile d'ogni bene terreno. Poi, quale strano +passaggio dalla vita dell'istrione alla vita del monaco! Che bella +cosa scomparire dal mondo, essere dimenticato da tutti, non aver +altro di comune col resto degli uomini che l'aria ed il sole! +Svegliarsi prima dell'alba, scendere coi fratelli nella +chiesicciuola; quindi uscire in sul sacrato a salutare i crepuscoli, +svagarsi nel paesello, entrare aspettato e desiderato nella casuccia +del colono, consolare delle sventure e raccogliere dei sorrisi; poi +tornando al convento intrattenersi nella fresca biblioteca a +sfogliazzare dei grandi volumi. + +E la mia fantasia andava più oltre; errava di paese in paese, di +città in città, ideando le più strane avventure. Mi pareva d'esser +già frate... d'avere una barba lunga fino alla cintura, il +cocuzzolo calvo, e una imponente protuberanza di addome. Il padre +superiore mi ordina di recarmi a Milano per predicarvi la +quaresima.--Giungo--attraverso le contrade--veggo gli amici, le +donne a me note--nessuno mi riconosce; la barba ed il ventre mi +hanno completamente trasformato.--È la prima domenica di +quaresima--il popolo attende nella chiesa di S. Marco il nuovo +predicatore--io comparisco sul pulpito e comincio a tuonare.... il +mio sermone. All'indomani i penitenti assediano il confessionale, ed +io me ne sto accovacciato fiutando tabacco e coscienze. Una donna si +presenta alla grata... io la conosco...--la interrogo--essa mi +rivela i segreti del suo cuore.--Nell'epoca in cui diceva d'amarmi +ella accordava i suoi favori al professore di musica, e intratteneva +un carteggio sentimentale col figlio del mio parrucchiere... A tal +confessione, io non so reprimermi, minaccio la penitente del fuoco +eterno... la fulmino colla scomunica, e attraverso la grata le +faccio udire il mio nome accompagnato da uno scroscio di risa +sarcastiche... + + + + +CAPITOLO III. + +_Padre Domenico mi sconforta dal farmi Francescano._ + + +Mentre io andava di tal guisa fantasticando, udii picchiare +sommessamente alla porta. Era un frate, vecchio, dall'occhio vivace, +dal sorriso melanconico e dolce. Padre Domenico (tale era il suo +nome di convento) entrò nella mia camera colla timidezza di una +fanciulla o piuttosto d'un collegiale che tema essere còlto da' +superiori in atto di indisciplina. Si avanzò di alcuni passi, indi +chiuse la porta con cautela, dopo aver spiato nel corridojo se +qualche importuno lo avesse seguito. + +--Ebbene? mi chiese il buon monaco,--come passaste la notte? + +--A meraviglia, risposi. Ed ora mi trovo siffattamente commosso +dalla pace solenne che spira in questo asilo, che ho risoluto di +presentarmi al padre guardiano onde implorare di essere ammesso +nell'ordine. + +Padre Domenico sorrise, ma quel sorriso aveva una espressione di +tristezza e di ironia. Poi, dopo breve silenzio: + +--Il convento ha le sue attrattive per le anime sensibili e +poetiche. L'amore degli agi, del lusso, dei piaceri, l'ambizione +della gloria, della potenza, sono esca ingannatrice negli anni più +bollenti della vita; ma per tutti giunge un'epoca di disinganno e +talvolta di disperazione, che ci fa rifuggire da quei beni fallaci, +a cui giovanetti aspirammo con tanto ardore. L'uomo di cuore, l'uomo +che a tempo sa leggere nel libro della verità, o tosto o tardi prova +il fastidio, il ribrezzo del mondo, ed un solo bene domanda, un +bene modesto e tranquillo: l'isolamento e la pace. + +--Voi dunque approvate la mia risoluzione? + +Il frate levossi in piedi e aperse l'uscio di nuovo per spiare se +nessuno ci ascoltasse; poi abbassando la voce, mi parlò di tal +guisa: + +--I conventi, figliuol mio, furono istituiti da uomini che al pari +di voi desideravano la quiete dell'anima e la meditazione. I +fondatori degli ordini religiosi appartennero alla categoria dei +disingannati; gente dai nobili e generosi istinti, dal cuore +delicato e sensibile, cui la società, in compenso di opere +benefiche, gittò in volto il vituperio e l'oltraggio. Ingenui che +seminarono il benefizio e raccolsero l'ingratitudine; che elevarono +la mente a studii di pubblico interesse, insegnarono dottrine +umanitarie, combatterono il vizio potente, smascherarono +l'impostura; e la massa ribelle degli stolti tentò schiacciarli +colla persecuzione. Taluni ancora chiesero affetti alla donna, si +affidarono ai sorrisi od alle carezze, e più tardi s'accorsero di +essersi addormentati sovra un letamajo e d'aver adorata una carogna +inghirlandata di rose. Il disinganno, fors'anco il disprezzo del +mondo trasse i primi martiri della umanità a fabbricarsi un asilo su +qualche alpestre dirupo. Si istituirono leggi severe di abnegazione, +di lavoro perpetuo; si tentò colla disciplina, col digiuno e meglio +ancora colla dimenticanza di ogni affetto terreno, di indurare +l'anima e il corpo a tutti i mali inerenti alla nostra fragile +argilla. E nella solitudine del romitorio molti meditarono efficaci +provvedimenti a redimere la società; raccolsero e studiarono i +codici della civiltà antica, per diffonderla poscia a benefizio +delle generazioni future; e moltissimi tramarono contro i tiranni, +facendosi scudo del pregiudizio che rendeva il loro asilo +inviolabile per seminare i primi germi di quelle idee di +emancipazione, che oggidì mandano frutti copiosi. Ma ora, le cose +mutarono aspetto--lo studio, la dottrina, le generose idee +appartengono alla umanità tutta intera--nei conventi entrò la pazza +ignoranza e l'odio del bene.--Mentre il secolo si illumina e si +ringagliardisce, qui le tenebre si fanno più dense. Figliuol mio, +non vi lusinghi la pace apparente. Ove alberga l'odio, non può +essere pace vera. Questi monaci, che voi vedete sì manierosi, sì +fervidi nella preghiera, sì umili e rassegnati, sono altrettanti +cospiratori, pronti, ove il potessero, ad immolare metà del genere +umano per ridurre al servaggio e all'abbrutimento l'altra metà. + +Le parole di padre Domenico, il tono della sua voce e il fuoco del +suo sguardo mi destarono un fremito nell'anima. Una idea terribile +mi balenò alla mente. Dio sa quanto avrà sofferto e quanto soffre +ancora questo povero monaco nel dover convivere con gente di tal +fatta! + +Il buon frate mi lesse nel cuore, e riprese a parlare di tal guisa: + +--Tu indovini i miei dolori, o figliuolo, hai ragione di +compiangermi. Io fui ingannato due volte nel corso della vita: la +prima volta dal mondo, ed ho potuto separarmi da esso--la seconda +volta dal convento, e pur troppo dovrò rimanervi per sempre... + +--Perchè non profittate delle attuali agitazioni politiche per +fuggire da questo carcere? Molti altri lo hanno fatto... + +--Ed han fatto male, interruppe il frate. Il soldato che prestò +giuramento non può senza infamia disertare dal suo corpo. Non voglio +tradire il voto che io ho fatto a Dio. D'altronde, io sono vecchio, +e sento che il mio cuore è già quasi consunto. Se il mondo e il +convento mi hanno tradito, il Dio in cui fermamente credo, mi +promette un asilo dove troverò la vera pace. Prima che in questo, io +vissi due anni in altro convento poco lunge da Bologna. Il padre +guardiano mi odiava; io era segnato a dito come un eretico, fui più +volte calunniato da' superiori ne' loro rapporti al grande Rettore +di Roma; questi mi inflisse castighi e supplizii. Per circa due mesi +giacqui sepolto in un pozzo, ove ogni giorno mi si gettava +l'alimento più infetto.--E i castighi e le vendette del padre +guardiano servivano di trastullo agli altri miei colleghi, i quali +mi perseguitavano con una raffinatezza che la solitudine e gli ozii +del convento rendevano più imaginosa. La rivoluzione di Roma e la +fuga di Pio IX mitigarono alquanto i rigori della mia sorte.--Da due +mesi fui qui inviato, e l'ipocrisia dei monaci si giova del mio nome +per far credere ai buoni popolani di Grottamare che in convento si +nutrano idee liberali e patriottiche.--Però, di tratto in tratto il +padre mi tuona all'orecchio delle minaccie... Se la buona causa +italiana rimarrà schiacciata entro le mura di Roma, se il Pontefice +verrà ripristinato nel suo Governo, io so qual destino mi attende. +Esser sepolto vivo in qualche andito segreto dell'ortaglia.... e +morire di lenta, dolorosa agonia. Non potete figurarvi quanto +ingegnosa sia la mente di codesti frati nel tormentarmi! Alla mensa, +quando è imposto il silenzio, fingendo dimenticanza, il cuoco non mi +reca il mio piatto--alla notte mi disturbano con rumori infernali +nella mia cella, o mi introducono fra le coltri qualche sudicieria. +Essi credono far opera di devozione--ond'io prego Iddio acciò +perdoni loro il male che mi fanno. Così potessi illuminarli e +condurli dal fanatismo alla religione, ed alla carità evangelica! Ma +la corruzione ha messe troppo profonde radici qui dentro e il monaco +si è trasformato nel più orribile dei mostri--il mostro che odia, +che perseguita, che uccide, credendo di operare il bene e di rendere +omaggio alla divinità. + +Appena il frate ebbe finito di parlare, io vidi due grosse lagrime +corrergli giù per le guancie. Le sue labbra si agitarono mormorando +una preghiera. Io gli strinsi la mano e vi impressi un bacio. In +quel punto, sentii bussare alla porta, e una voce nasale profferire +il _Deo gratias_! + + + + +CAPITOLO IV. + +_Miracoli della donna._ + + +Apersi la porta; il Birecchi mi apparve sulla soglia nella marziale +attitudine di un... cavadenti. + +--Signor forestiere, una buona notizia per voi! + +--Che! il blocco sarebbe levato? + +--Vi ha di meglio. Una bella signora, proveniente da Ascoli, ha +preso alloggio all'albergo del _Marcuccio_ e fra pochi giorni si +metterà in cammino per Roma. + +--Ebbene? che v'ha egli d'interessante per me in codesta notizia? + +--La signora ha bisogno di un compagno di viaggio--voi vi +presentate--ella vi accetta per suo cavaliere--partite per Roma con +lei, ed eccovi uscito da ogni imbarazzo! S'io non fossi ammogliato, +prenderei il vostro posto: perocchè da che vivo in questo +sciagurato paese, non ho fiutato mai il più appetitoso boccone di +femmina... + +Mi volsi a frate Domenico e lo consultai collo sguardo. Il buon +monaco sorrise, poi colla ingenuità d'un fanciullo: + +--Andate! ma sovvenitevi che la donna è più pericolosa, più +terribile del convento. È più facile ad un monaco svincolarsi dalla +disciplina e gettare la tonaca fratesca, che non ad un uomo di cuore +sciogliersi dalle reti o dai vincoli in cui l'astuzia femminile sa +avvilupparlo. + +Ciò detto, padre Domenico uscì dalla cella. Onde io, nuovamente +incalzato dalla infernale eloquenza del Birecchi, e bramoso di +lasciar quel luogo che mi appariva popolato di orribili spettri, +risolvetti di visitare la bella romagnola.--Ma come introdurmi +presso di lei? con qual coraggio offrirmele a compagno? + +--Lasciatene a me l'incarico, rispose il Birecchi. + +Mi appoggiai al di lui braccio, e usciti entrambi dal convento, in +meno di un quarto d'ora giungemmo all'albergo del _Marcuccio_. Il +Birecchi si fece tosto annunziare alla signora, e poco dopo il +figliuolo del Marcuccio ci introdusse nel di lei appartamento. + +Entrammo in una cameretta rischiarata da pallida luce. La donna era +coricata. Appena ci vide, rizzossi alquanto sul guanciale, e traendo +dalle coltri un braccio più candido dell'alabastro, ne fece appoggio +alla testa, da cui un'onda di neri capelli si spandeva sugli omeri e +sul petto. Il Birecchi mi aveva decantata la bellezza maravigliosa +di quella donna; a me parve divina. L'estrema pallidezza del volto, +che forse al cavadenti era apparsa un po' lugubre, rendevala ai miei +occhi più interessante. L'ebbi appena veduta e tosto ringraziai il +buon Francescano d'avermi fatto rinunziare alle mie idee di perpetuo +celibato. Il demonio aveva ottenuta piena vittoria. + +Io non osava parlare. Che dirle? Il fascino della bellezza è sì +potente da troncarci gli accenti sul labbro e istupidirci i sensi. +Buon per me che il Birecchi era al mio fianco, e il Birecchi non era +uomo da smarrirsi. Egli dunque aprì la conversazione con un esordio +degno de' suoi talenti e della sua conosciuta eloquenza. + +--Jeri sera io ebbi la fortuna di vedervi giungere a questo albergo: +voi mi sembraste spossata dal viaggio e udii che nel salire le scale +pregaste il cameriere di mandare per un medico. Il medico è qui ai +vostri ordini (in così dire mi additava). Nel caso poi abbiate +bisogno d'un cavadenti, potete valervi dell'opera mia ed io sono +certo che mai non mi verrà dato di strappare da più leggiadra bocca +denti più belli. + +In altra occasione avrei riso di cuore nell'intendere quell'esordio +stravagante; ma tutto assorto nel gentile spettacolo di bellezza che +mi stava dinanzi, mi era scesa nell'anima una tristezza che chiudeva +l'adito ad ogni altra emozione. La bellissima donna mi chiese s'io +fossi il solo medico del paese; risposi che sì, quantunque mi +ripugnasse il confermare una menzogna. + +--Se ciò è, disse ella con qualche imbarazzo, desidererei parlarvi +senza testimonii, e pregherei il signore di uscire per pochi +istanti. + +--Come le aggrada, rispose il Birecchi. + +E partì, facendomi un cenno dell'occhio, che poteva tradursi: Voi +fortunato! profittate della buona ventura, e, sopratutto badate di +non contraddirvi! + +Rimasto solo presso il letto della malata, ella, arrossendo nel +viso, cominciò a balbettare alcune frasi sconnesse, indi, narratami +l'origine della sua malattia, fece atto di rimuovere le coltri per +mostrarmi la parte offesa. + +--Fermate, signora! esclamai, arrossendo alla mia volta. È tempo che +io metta un termine a cotesta finzione. Io non voglio veder nulla: +non sono un medico io; il Birecchi si è permessa una celia... +ed oramai sarebbe impudenza, vigliaccheria, il secondarlo +d'avvantaggio. Sedotto dalla descrizione dei vostri vezzi, io mi +lasciai qui condurre sperando mi accettereste a compagno di viaggio. +Io vi giuro che non ebbi pensiero di profittare della vostra +posizione per mire indecenti. Perdonatemi dunque il fallo +involontario: io mi ritiro. + +--Restate, disse la donna. Poichè il destino mi vi ha condotto +dinanzi, ed io v'ho già in parte rivelati i miei mali, tant'è ch'io +mi affidi interamente a voi. Sola, senza conoscenti, in un paese +pressochè inabitato, è forse il cielo che a me vi manda. Più che +d'un medico io avea bisogno d'un amico; e voi lo sarete per me, il +cuore me lo dice! + +Così parlando, la malata mi stese la mano, ed io la strinsi per +rispondere al di lei voto con una promessa. + +In quel punto il Birecchi bussò alla porta. + +--Rimandate quel signor cavadenti, disse la donna con subito sdegno. + +Apersi la porta e pregai il Birecchi di ritirarsi. Quegli si +stropicciò le mani, si pose il cappello in testa, e proferì col tono +di voce più grottesco un _ho capito_, da cui si scorgeva ch'egli +aveva propriamente capito nulla. Poi, parlandomi all'orecchio: + +--Spero, mi disse, che voi non le strapperete tutti i denti. Salvate +qualche cosa pel povero Birecchi! + +E se ne andò zuffolando. + +Allora rientrai nella camera, accostai una sedia al letto della +malata, ed ella mi parlò di tal guisa: + +--Io son figliuola d'un ricco possidente di Ascoli. Sposai da circa +sette mesi un giovane che io amava con tutto il fervore dell'anima. +Mio padre, uomo burbero e di principii severi, si era opposto a +quelle nozze. Spiacevangli nel mio Carlo l'orgoglioso carattere, +l'indole ardente, la tenacità nei propositi, certa naturale +fierezza, che a me lo rendeva accetto, e la mia mente giovanile +vieppiù infiammava dell'amor suo. + +«L'amore non ragiona. Le controversie che io incontrava, mi erano +sprone a tentare ogni mezzo di riuscita. Pregai, piansi, posi in +opera tutte le arti che ad onesta fanciulla suggerisce la passione: +Carlo fu mio. + +«Il giorno delle nozze si passò in feste e tripudii. Alla sera, +congedati i parenti e gli amici che avevano assistito alla +cerimonia, il mio sposo uscì di casa per pochi istanti. Quand'egli +rientrò, il suo volto era pallido, i capegli ritti in sulla fronte, +la voce tremante e convulsa. + +«--Donde vieni? che ti è accaduto? gli chiesi spaventata. + +«--Nulla, rispos'egli, nulla. Una facezia... uno scherzo... + +«Io mi appoggiai al di lui braccio, e commossa da terrore, d'amore, +da mille indistinti affetti, lo seguii nella stanza nuziale. + +«Quella notte, in cui sperava dovesse aprirmisi il paradiso...» + +Qui la bella Ascolana interruppe il racconto, fissandomi in volto +uno sguardo scrutatore quasi esitasse di proseguire. + +Dopo breve silenzio, crollò il capo mestamente, mormorando a voce +bassa: + +--Bisogna pure ch'io sfoghi il mio cuore; e voi mi avete l'aria +d'onest'uomo... + +--Signora, se voi dubitate di me, io vi prego di troncare una +confessione di cui non vi ho richiesta... + +--Vi par egli ch'io l'avrei cominciata, se il cuore non mi avesse +prevenuta in vostro favore? Permettete soltanto che io vi taccia +come la notte del mio matrimonio per me si passasse. Quella +ricordanza mi empie di raccapriccio. Vi basti sapere che dove io +attendeva tenere carezze, e cento delizie da lunga pezza +vagheggiate, trovai le convulsioni della paura, i delirii del +rimorso. Mio marito poche ore innanzi era divenuto assassino. + +--Basta, o signora, diss'io rabbrividendo. Preferisco ignorare il +resto d'una tale istoria. + +--Poichè il mio labbro ha proferito l'accusa contro l'uomo di cui +porto il nome, è necessario ascoltiate anche le sue discolpe. + +--Voi potete risparmiarle; io non ammetto discolpe pegli +assassini... + +--Signore... vi hanno delle ragioni politiche... + +--Avete voi per queste ragioni politiche sentito men vivo il +ribrezzo nello stringere la sua mano grondante di sangue? + +--Nella prima notte che io passai al fianco di Carlo, appena egli mi +ebbe rivelato l'orribile segreto, io fui presa da ribrezzo, e mi +ritrassi inorridita dall'amplesso sanguinoso. Ma quando il mio sposo +mi fece suonare all'orecchio le sante parole: _Italia e libertà!_ +parole ch'io mai non aveva udite prima d'allora, parole che d'un +tratto mi svelavano un nuovo mondo d'idee, di speranze e di +aspirazioni; allora cessò il ribrezzo del sangue; una forza +magnetica mi attrasse di bel nuovo verso colui che mi parlava quel +gagliardo linguaggio--io non vidi più nel mio Carlo un assassino, ma +il vendicatore di un popolo oppresso, lo strumento della giustizia +di Dio... + +--Voi l'amavate davvero il vostro Carlo, e veggo che l'amate +ancora... + +--Se io l'amo! + +Rammenta, o lettore, l'energia della Rachel e la soavità della +Ristori; uniscile assieme, e saprai qual fosse l'accento della bella +Ascolana nel proferire quella esclamazione. E pensa altresì che ella +era coricata; che i gesti, i moti della persona riuscivano +doppiamente efficaci; che ad ogni agitar delle braccia e delle altre +membra, le coltri se ne andavano giù dalla sponda opposta... + +--E come avviene che il vostro Carlo non trovisi ora con voi? + +--Le ragioni istesse che il giorno delle mie nozze lo spinsero a +trucidare un prete scellerato, pochi mesi dopo lo strapparono dalle +mie braccia. Egli è partito per Roma alla testa di un corpo di +volontari... + +--E voi, per quanto apparisce, vi siete proposta di andarlo a +raggiungere... + +--Ne ho fatto giuramento. Non è forse dovere di sposa seguire il +marito, fosse anche sul cammino che conduce al patibolo? Oh sì! +voglio combattere anche io; anch'io voglio prender parte a questa +terribile e disperata lotta di generosi! A Roma si decidono in +questo momento i destini dei nostri figliuoli--fra venti anni (il +mio Carlo lo ha detto--ed io ho fede nelle sue parole) fra +vent'anni, o i popoli avranno schiacciata l'idra del dispotismo +clericale che ha in Roma il suo capo, o i preti avranno abbrutito +di bel nuovo l'Europa coi terrori dell'inquisizione. + +L'entusiasmo dell'Ascolana era al colmo. + +Il Birecchi entrò nella stanza; ma ella non fece più caso di lui. + +--Signora, le dissi stringendole la mano, mi accettereste voi per +compagno di viaggio? + +--Non solo vi accetto, ma conto su voi, rispose ella. + +Il Birecchi fece una smorfia grottesca, e proferì un _ho capito_ più +sonoro e più goffo che mai. + +Il mezzogiorno era prossimo, ed io voleva giungere al convento per +l'ora del pranzo. Mi congedai dalla bella Ascolana, promettendole +sarei tornato a farle visita prima di notte, onde intendermi con lei +per l'esecuzione de' nostri progetti. Il Birecchi esitava a +seguirmi, ma l'Ascolana con un sorriso misto di dolcezza e d'ironia: + +--Signore, gli disse, io aveva bisogno del medico; per oggi posso +dispensarmi dal cavadenti. + +Il Biracchi sta volta non pareva disposto a _capire_; ma vedendo +ch'egli rimaneva inchiodato dinanzi al letto, io lo indussi a +seguirmi, traducendogli letteralmente il motto della signora: + +--L'ammalata ha bisogno di rimaner sola. + +--Ah! vedo... basta...! _ho capito!_ + +Pochi minuti dopo, io risaliva la collina per recarmi al convento; +il Birecchi passeggiava sotto le finestre dell'albergo, appannandole +de' suoi sospiri. + + + + +CAPITOLO V. + +_Risoluzioni ed espedienti._ + + +Il partito era preso.--Non restavami che trovare i mezzi per seguire +la bella Ascolana sul nuovo cammino ch'ella mi additava. + +Farmi soldato.... combattere.... morire forse!... Perdonate, miei +buoni lettori; io non ebbi mai molta fede nel mio eroismo, e ne ho +ben poca nell'eroismo degli altri.--L'idea dei pericoli che io +doveva incontrare sul sentiero della gloria, mi preoccupò seriamente +lo spirito pel corso dei quindici giorni che io dovetti passare a +Grottamare, attendendo la completa guarigione della mia bella +compagna. + +E nondimeno quei giorni trascorsero per me deliziosi, fra le +ascetiche meditazioni del convento e la men casta contemplazione di +una beltà provocante, innanzi a cui si erano dileguati tutti i miei +santi propositi. + +Frattanto l'Ascolana riacquistava ogni giorno nuove attrattive col +rifiorire della salute. I suoi grandi occhi si aprivano sfavillanti +come gemme; le labbra si animavano, la voce acquistava quel timbro +da contralto, che io ritengo esser la voce ermafrodita degli +angioli. + +Appena fu in grado di abbandonare il letto, Adelaide--tale era il +nome dell'Ascolana--uscì con me al passeggio. Ella si appoggiava al +mio braccio, e tutta lieta delle forze rinascenti, camminava con +lena giovanile sulle sabbie del mare, infino a quando io non +l'avessi ammonita di far ritorno all'albergo. Pareva una giovane +rondinella, che vicina a passare l'Oceano, tentasse con brevi voli +la vigoria delle penne. + +Una sera, tornando da una passeggiata più lunga del consueto, mentre +io stava per congedarmi da lei «Amico, mi disse con accento +risoluto; lunedì prossimo noi partiremo per Roma». + +--Sì presto? + +--Anche troppo abbiamo indugiato. Aspetteremo noi che i fratelli +abbiano compiuta l'impresa senza di noi? + +--Quando crediate che la vostra salute non debba soffrirne--per me, +sono pronto a seguirvi. + +--Dunque... deciso! + +--Deciso! risposi risolutamente. + +Ed io ripresi il cammino del convento coll'animo più agitato che +mai. La risoluzione della Ascolana, sebbene naturalissima, fu come +una pietra lanciata nell'onda tranquilla dell'anima mia.--Le mie +finanze non si erano fino a quel giorno aumentate di un solo +baiocco. Ora, come poteva io accompagnare la bella Ascolana senza +premunirmi le tasche del denaro occorrente alle spese di viaggio? + +Con tali pensieri entrai nel convento e mi presentai ai monaci nel +punto che essi mettevansi a tavola. + +--Voi mi sembrate turbato, disse padre Serafino, il superiore del +convento. + +--Lo sono pur troppo. Ho deciso partire da Grottamare lunedì +prossimo, per recarmi a Roma. + +--A Roma! esclamarono ad un punto tutti i religiosi. + +Quell'annunzio produsse un effetto di stupore. + +La cena fu più triste, più silenziosa del consueto. Levatomi da +mensa, io mi recai alla cella di frate Domenico. Poichè fui solo +con lui, il dabben uomo, appoggiandomi la destra in sulla +spalla--figliuolo, mi disse--voi avete presa una santa risoluzione. +Io non aveva osato parlarvi apertamente prima d'ora; ma il rimaner +qui, fra gli ozii del convento, a voi giovane ancora e robusto, era +proprio vergogna. Andate, che il Signore vi benedica! Se Iddio +concede vittoria alle nostre armi, spero che un giorno ci rivedremo. +Se è scritto nei voleri della Provvidenza, che prima di ottenere il +trionfo, i campioni della civiltà e del progresso vengano sottoposti +a più dure prove--se Roma è destinata a ricadere sotto il dominio +assoluto del Pontefice... allora (e la voce del frate divenne fioca) +allora dite un _requiem_ all'anima del povero frate Domenico--perchè +io son certo che le libere idee da me espresse in questi giorni mi +costeranno la vita! + +Io uscii dalla cella del frate. I monaci, che attraversavano i +lunghi corritoi mi parevano vampiri. Mi chiusi a chiave nella mia +cella, nè per quella notte potei prender sonno. + +Però, da quella veglia inquieta nacque una ispirazione felice, ed io +trovai l'espediente per ristorare le mie povere finanze. + +All'indomani, verso le dodici ore, un gran cartellone, scritto a +inchiostro di vari colori, annunziava agli abitanti di Grottamare +un grandioso trattenimento vocale-istrumentale-poetico-dentistico, +che dovea aver luogo nella sala del teatro la prossima domenica. +Alcuni dilettanti del paese avrebbero eseguiti quattro pezzi di +scelta musica, io avrei cantate sedici o venti cavatine fra buffe e +serie, il Birecchi avrebbe strappati non so quanti denti al cospetto +del pubblico; e un poeta di passaggio avrebbe improvvisati e +declamati un centinaio di sonetti. Il prezzo d'entrata, perchè fosse +proporzionato alle finanze di tutti, si lasciava all'arbitrio degli +spettatori. Il teatro sarebbe illuminato a giorno. + +Quel gran cartellone produsse l'effetto ch'io mi attendeva. Gli +abitanti di Grottamare ricchi e poveri, giovani e vecchi, rimasero +stupefatti dal pomposo annunzio. È bene l'avvertire che già da +quindici anni non s'era riaperto quel teatro a spettacoli di sorta, +e i proprietarii dei palchi sospiravano da gran tempo una buona +occasione per riprendervi un dritto di possesso, che da tempo +immemorabile i ragni ed i sorci avean loro usurpato. Quindi è che +non mai, anche all'epoca solenne dell'apertura, s'era veduta la +popolazione di Grottamare con tanta esultanza, tanto trasporto, +tanto entusiasmo affollarsi dinanzi ad un avviso teatrale. Io mi +avvidi d'aver trovata la miniera degli scudi; e sicuro di poterne +ricavare quanto mi abbisognava per le spese di viaggio, mi tenni +l'uomo più beato della terra. + + + + +CAPITOLO VI. + +_Un concerto sconcertato._ + + +Sai tu, lettore mio, quanto costi di noje, di rabbie, di attacchi +nervosi, l'organizzare un concerto musicale? + +È più facile l'appaiare ad un carro una tigre ed un coniglio, +educare ad amichevole consorzio due sorci ed un gatto, trovare alla +Camera dei Deputati due onorevoli che vadano perfettamente d'accordo +in una quistione politica, riscontrare presso il letto d'un +ammalato due medici d'egual parere sull'indole di una malattia,--che +non il riunire i tanti elementi all'apparenza identici, di che si +costituisce un concerto. + +E dopo tante cure, tanti affanni, qual frutto? + +Domandatelo a quei tanti artisti di merito, che da molti anni se ne +vanno pel mondo con un violino o con un piffero... + +La domenica fatale era giunta... + +Suonavano le nove del mattino, quand'io sentii bussare leggermente +alla porta della mia celletta. + +--Son io, disse il sagrestano avanzandosi con esitazione. + +--Che vi ha di nuovo? + +--Una disgrazia. Ieri io aveva promesso di concorrere co' miei pochi +talenti allo spettacolo di questa sera; voi vi affrettaste ad +iscrivere il mio nome sull'avviso; ed oggi... + +--Ebbene? + +--Oggi non posso... + +E qui il buon sagrestano a ripetermi le proteste del curato e del +coadjutore, i quali non permettevano che egli uomo di chiesa, avesse +a prender parte ad uno spettacolo tanto profano. Si trattava +nientemeno che di un terribile dilemma, per cui il povero figliuolo +era minacciato di perdere il suo impiego nella bottega del Signore. + +--No: buon sagrestano; tu non verrai dimesso della tua carica, +risposi io stringendogli la mano. Annunzieremo al pubblico la tua +_improvvisa indisposizione_, e il Birecchi ti supplirà strappando +otto denti in luogo di quattro. + +Io non aveva finito di profferire queste parole, quando il direttore +della banda civica entrò anch'egli nella mia cella con aria +compunta. Egli veniva ad annunziarmi che i quattro pezzi di _scelta_ +musica non si potevano eseguire per quella sera. I dilettanti del +paese già da quattro anni non si erano più _dilettati_ di suonare in +concerto. Ricorrendo a i loro istrumenti, aveanli trovati guasti +dalla polvere e dal verde-rame.--Al corno mancavano due cerchielli, +al flauto tre chiavi, all'oboe il becco; e nella gran canna del +bombardone già da molto tempo avea preso dimora una colonia di +sorci. Oltre di ciò, nel paese non si trovava altro pezzo di musica +fuori di una marcia funebre scritta otto mesi prima, dal maestro +C..., in occasione di illustre matrimonio. + +In brevi parole.--Prima che il mezzogiorno fosse suonato, tutti i +dilettanti e professori, che doveano prendere parte al concerto, +vennero da me per iscusarsi di non poter adempiere alle loro +promesse. + +Discesi a Grottamare inferiore--corsi alla casa del Birecchi, il +solo artista che ancora mi rimanesse fedele; ma qual fu il mio +stupore nello intendere che il perfido dentista la notte precedente +era partito per Camerino! + +Allora sentii mancarmi le forze--ebbi un momento di vertigine--con +un lampo di strabismo mentale lanciai gli occhi nel passato e +nell'avvenire--poi, in un accesso di disperazione, risolvetti di +dare il concerto da solo. + +Ma come fare? Il tempo stringeva. E conveniva ripulire il teatro, +farvi trasportare un pianoforte, trovare un maestro accompagnatore, +destinare qualche galantuomo alla sopraintendenza della cassetta; e +il mezzogiorno non era discosto, ed io mi sentiva già stanco dalle +contrarietà indurate. Poichè vidi che ogni cosa volgeva alla peggio, +e pareva decretata dai fati la mala riuscita di quella intrapresa, +io pensai bene d'andarmene a pranzo, indi sdraiato sovra un divano, +attendere l'ora dello spettacolo, che, secondo tutte le probabilità, +doveva terminarsi con una pioggia di sassate. + +Quel giorno pranzai all'albergo del _Marcuccio_ in compagnia +dell'Ascolana. Prevedendo i pericoli che in quella sera mi +minacciavano, la pregai di non intervenire allo spettacolo--indi +attesi rassegnato l'ora di recarmi in teatro. + +Il sole volgeva al tramonto, quando un messo del sindaco, +accompagnato dall'ottimo sagrestano, recommi le chiavi del teatro. +Io le presi tremando, come se il ferro dovesse bruciarmi le dita. +Il sagrestano cavò di tasca una ventina di moccoli, che egli aveva +raccolti nella chiesa acciò mi servissero per l'uso profano di +illuminare la platea. + +Poichè i due messi furono partiti, mi feci recare dal Marcuccio +quattro bottiglie di vino: le collocai in un paniere coi moccoli e +le chiavi, indi, recatomi il paniere sottobraccio, tutto solo, a +lenti passi mi avviai verso il teatro, ove mi chiusi, e cominciai a +prepararmi alla rappresentazione, vuotando d'un fiato una bottiglia. + +Alle otto ore la sala era illuminata.--Apersi la porta--una ondata +d'uomini, donne e fanciulli si precipitò per entrare. + +Alto là! gridava il sagrestano, agitando un randello.--Guai a chi +entra senza pagare! Morte ai ladri! Indietro la canaglia! Viva la +cortesia, la generosità! Trattasi dell'onor del paese! Bravi +figliuoli! Attenti al bacile!... Ah! sta bene! Grottamare è il paese +dei nobili cuori!.. + +Diffatti in meno ch'io vel dica, eran piovuti nel bacile un +centinaio di paoli e una ventina di papetti. + +Finito quello sfogo popolare, l'alta aristocrazia del paese, +capitanata da un conte e da un barone, sfilò dinanzi al bacile, +gettandovi grosse monete d'argento. Alle otto e un quarto circa, la +platea, i palchi, il loggione eran colmi di gente--e il bacile +presentava l'aspetto più consolante. + +Il Rubicone era passato--omai non si poteva retrocedere. + +Qual fosse l'animo mio non saprei dirvi; più la gente ingrossava e +più crescevano le mie angoscie, sebbene alquanto io mi fossi +rassicurato nell'udire come il pubblico si mostrasse già soddisfatto +della illuminazione, alla cui vista avea mandato un urlo di viva! + +Allo scoccare delle otto e mezzo, dopo aver intascate le monete che +erano nel bacile, abbandonai il posto di portinaio, e salii sul +palco scenico per dar principio al trattenimento. Vuotai una seconda +bottiglia, indi rimossa la tela, mi presentai sul proscenio onde +annunziare al pubblico le _indispozioni_ sopravvenute agli artisti +colleghi, e prevenirlo degli inconvenienti accaduti. La mia breve +arringa si chiuse fra plausi d'entusiasmo. Il coraggio mi risalì dai +talloni alla testa:--vuotai la terza bottiglia--ordinai fosse +immediatamente alzato il sipario, e appena scoccato l'ordine, corsi +io stesso ad eseguirlo. Tirata la funicella, il sipario si alzò fra +nuove grida di entusiasmo. + +Per intrattenere aggradevolmente la numerosa adunanza io dovetti in +quella sera esaurire tutta la lena de' polmoni e del cervello. +Accompagnandomi ad una spinetta scordata, cantai non meno di venti +pezzi da soprano, da tenore e basso; improvvisai una dozzina di +sonetti a rime obbligate; declamai quattro canti della _Divina +commedia_... + +Il trattenimento poetico musicale durò fino a mezzanotte, e forse +sarebbesi protratto infino all'alba, se un caso inaspettato, ed a me +favorevolissimo, non avesse obbligato gli spettatori ad uscire dal +teatro. I moccoli del sagrestano, quei moccoli per cui, al +cominciare della rappresentazione, il teatro brillava di tanto +bagliore, essendo, come ognuno può immaginare, di varia dimensione +e grossezza, col proceder del tempo s'erano andati spegnendo ad uno +ad uno, versando sul rispettabile pubblico una broda tepida e +viscosa. Verso mezzanotte la sala non era più rischiarata che da un +solo lucignolo; ed io era giunto alle cadenze della ventesima +cavatina, e già un migliaio di mani stavano alzate per applaudire, +quando ad un tratto anche quest'ultimo raggio venne a mancare, e il +palco scenico, la platea, tutto insomma il teatro, s'immerse nel +buio più denso. + +La sorpresa fu generale. Gli uomini mandarono un urlo spaventevole, +le donne risposero cogli strilli.--Chi cerca tastone il cappello, +chi appoggiandosi alle muraglie si trascina verso la porta d'uscita; +l'uno s'aggrappa all'altro; chi urta, chi spinge, chi s'azzuffa e le +panche rovesciandosi con fracasso, pestano senza misericordia i +calli della vile moltitudine, e stracciano le gonnelle delle +signore. Fu vero miracolo che in tanta confusione nessuno si +fiaccasse il collo o spezzasse il cranio alla parete. + +Dopo dieci minuti di scompiglio, il sagrestano comparve finalmente +in sulla porta del teatro con un lampione inchiodato ad una pertica. +Alla vista di quel faro, tutti proruppero in grida di gioia, e beati +dell'improvvisa luce, con calma e nel miglior ordine possibile +uscirono dalla sala. + +Accompagnato dal fedel sagrestano e da quindici o venti giovinetti +del paese, io discendeva poco dopo a Grottamare inferiore, recando +con me un sacchetto di circa quaranta scudi romani. Lagrime di +tenerezza mi piovvero dalle ciglia quando, giunti all'albergo del +_Marcuccio_, dovetti accommiatarmi da quei bravi e generosi amici, e +ricevere il bacio d'addio, e udire le schiette parole di benevolenza +che i Romagnoli ed i Marchigiani profferiscono con tanto di cuore. + +All'indomani, verso le quattro del mattino, io salii coll'Ascolana +nella vettura del Marcuccio. Il sagrestano quella notte non s'era +coricato. Quel dabben figliuolo voleva esser testimonio della mia +partenza, ed augurarmi ancora una volta il buon viaggio. Appena lo +vidi appressarsi corsi a lui, e lo abbracciai come un fratello; poi, +tratti di tasca due scudi, glieli posi nella mano. + +--Che!--diss'egli, quasi indispettito--credereste ch'io potessi +accettare.....? + +--Non sono per te, buon amico. Quando io sarò partito, fa di recarti +al convento e di presentare cotesto regaluccio a frate Domenico in +segno della mia riconoscienza; e siccome quel buon religioso +rifiuterà il denaro, provvedi del tabacco da naso, e pregalo +d'accettare la tenue offerta d'un povero diavolo, che sempre farà +voti per lui. + +Il sagrestano prese gli scudi, mi gettò le braccia al collo, e dopo +un ultimo bacio se ne andò singhiozzando. + +Io salii nella vettura; il figlio del Marcuccio arringò le sue +bastie; e partimmo alla volta di Macerata. + + + + +CAPITOLO VII. + +_Colle Fiorito._ + + +L'età mia giovanissima, la salute vigorosa, la lunga astinenza dai +diletti di amore, più volte, durante il viaggio, mi esposero a +difficili cimenti. Ma la donna, che nei propositi generosi ed onesti +è sovente più ferma dell'uomo, moderava i miei ardori colla saviezza +del suo contegno. Quand'io, fissandola con uno sguardo troppo +espressivo, le minacciava una dichiarazione, il nome di Carlo le +veniva sul labbro accompagnato da un sospiro eloquente. Se la mia +conversazione volgeva al sentimentale, essa si atteggiava da +eroina--io parlava d'amore; ella rispondeva: battaglie! + +I frequenti trabalzi della vettura che l'uno verso l'altra ci +spingevano, la solitudine, l'oscurità della notte, e gli altri +lenocinii della nostra posizione non debellarono la fermezza della +Ascolana. + +Passammo per Macerata, Camerino e Tolentino, non arrestandoci che +per prender cibo. + +Giunti alla Muccia, il figliuolo del Marcuccio non volle più +accompagnarci colla sua vettura. + +Noi lasciammo ch'egli retrocedesse e ci recammo ad un meschino +albergo per riposarci dal lungo e disagiato viaggio. + +Io dormiva placidamente da due buone ore, quando un rumorio di +cariaggi e di cavalli, mi riscosse d'improvviso. + +--Sono carabinieri bolognesi che si recano a Roma--disse l'oste +entrando nella mia stanzuccia. + +--Ben giunti! + +E balzai dal letto, diedi la sveglia all'Ascolana, poi con essa mi +recai sulla piazza. + +La fortuna mi inviava in que' soldati una eccellente scorta per +proseguire più sicuro nel mio viaggio. Parlai al colonnello ed +ottenni due posti sui cariaggi. + +Poche ore dopo, giungemmo a Colle Fiorito. + +Le scene ch'io sto per descrivere sono di un genere ben diverso +dalle precedenti; mi è quindi forza mutar stile e colori, e darmi +l'aria di scrittor serio. + +L'esercito austriaco pochi giorni innanzi era entrato +vittoriosamente in Bologna. Come suole avvenire in tali fortune di +guerra, prima che le nuove truppe occupassero la città, le antiche +ne sgomberavano, seguite da quei cittadini che per avventura si +credevano più compromessi. + +I carabinieri, coi quali io mi era accompagnato, erano circa +duecento, e rifuggiavansi a Roma dietro ordini di quel governo +repubblicano. Il colonnello, che precedeva a cavallo la comitiva, +era un gagliardo di cinquant'anni in circa; volto abbronzito dal +sole, occhio di brace, irti mustacchi. Cavalcavano al di lui fianco +da cinque o sei uffiziali e due donne belle e giovanissime entrambe, +figlia l'una, l'altra cognata del chirurgo maggiore. Un sergente di +circa quarant'anni, inchiodato alla sua cavalcatura, si era legati +dietro il dorso due piccoli bimbi, mentre dinanzi, fra l'una e +l'altra briglia del cavallo, sporgeva il capo una leggiadra +fanciulletta non maggiore di due lustri, che tenendosi d'una mano +aggrappata alla folta criniera della giumenta, coll'altra +accarezzava languidamente il volto del soldato. + +--Povero padre!--sclamò l'Ascolana additandomi quel gruppo--Povero +soldato! + +--Eccellente padre, eccellente soldato!--io risposi. E la viva +commozione mi troncava le parole. + +--Que' poveri bambinelli cominciano presto a sperimentare i disagi +della vita. Eppure, non vedi come sorridono? Essi scherzano +infantilmente colle cinghie di quella bianca tracolla. E quella +gentile fanciulletta che di tempo in tempo si volge indietro a +salutarli con un bacio!... Oh beati i fanciulli! felice l'età in cui +l'uomo può sorridere in mezzo ai più gravi pericoli e trastullarsi +delle avversità! Quelle vergini creature sono inaccessibili al +dolore. + +--È vero; ma il povero padre... porta egli solo il fardello di +tutti. + +Le nostre considerazioni furono interrotte da parole aspre ed +odiose, che di un tratto ferirono l'orecchio. Alcuni soldati +pedestri s'erano in quel punto avvicinati al carriaggio. L'un d'essi +aveva proferita una grossa bestemmia: l'altro, volgendosi al +conduttore del convoglio: + +--Pe' tuoi mortacci!--gridò con rabbia feroce--dev'essere molto +comodo viaggiare a cavallo od in vettura! Io ho le scarpe consunte, +e la pelle che fa sangue. Sozii, fatevi in là, o cedetemi il posto +per qualche ora, se ciò vi torna più gradito! + +Così dicendo, il soldato spiccò un salto e venne a collocarsi sul +carriaggio. Gli altri non tardarono a seguirne l'esempio, e tutti +quanti vennero a sdraiarsi confusamente vicino e noi. L'Ascolana +arrossì, tremò di dispetto e di paura; quando ella si strinse al mio +braccio come per cercare un rifugio, sentii che la sua mano tremava. + +--Signori--diss'io volgendomi ai soldati,--permettete che noi +scendiamo a terra. Non ci sarà discaro far qualche miglia a piedi. + +Nessuna risposta. Io balzai dal carriaggio, e l'Ascolana meco. +Camminammo due ore in silenzio: la mia bella compagna troppo tardi +s'avvedeva che l'andare a Roma non era in quell'epoca la cosa più +facile del mondo, e che più ci accostavamo alla capitale, più +crescevano gli ostacoli e i disagi. + +Di tratto in tratto io porgeva orecchio alle parole dei soldati. +Parvemi da prima ch'essi macchinassero qualche orribile disegno; li +intesi proferire sommessamente il nome del colonnello; poi vidi +segni e gesti minacciosi, accompagnati da bestemmie ed imprecazioni; +alla fine compresi il mistero. In quel piccolo esercito era entrata +la sfiducia, che propagandosi come per magnetico influsso da uomo ad +uomo, riesce talvolta a demoralizzare anco i valorosi, a trasformare +i leoni in conigli. Lamentavano i disagi sofferti nel cammino; +ricordavano le care famiglie abbandonate, le spose e i figliuoli +lasciati senza sostegno; stimando inevitabile e prossima la caduta +di Roma, vana impresa giudicavano lo accorrere a difenderla. E tali +cose ripetendo, dapprima con trepida voce, poi colla sicurezza di +chi trova appoggio negli altri, tutti concordemente risolvettero di +abbandonare il colonnello e di andarsene ove ciascheduno credesse +meglio. + +Eravamo a qualche miglio da Foligno, quando alcuni paesani ci +vennero incontro, annunziando al colonnello esser poche ore innanzi +entrata in quella città l'avanguardia dell'esercito austriaco, che +movea da Toscana alla volta d'Ancona. + +Il colonnello fece sosta; poi, dopo aver riflettuto, ordinò ai +soldati di retrocedere verso Colle Fiorito. Tutti obbedirono; il +colonnello (duolmi d'averne obbliato il nome) avea nella voce, negli +sguardi, in tutta la nobil persona qualche cosa di solenne e di +autorevole. Poichè fummo giunti a Colle Fiorito, egli si fermò +nuovamente, e fatte schierare le truppe, lo arringò con queste brevi +parole: + +--Fratelli! dovere d'ogni soldato è la cieca obbedienza agli ordini +de' superiori. Questi ci chiamano a Roma; noi dobbiam tentare ogni +mezzo per giungervi. Là (ed accennava una strada erta e dirupata) +apresi la valle di Tesino, per cui in meno di sei ore giungeremo a +Spoleto. Il passaggio è alquanto malagevole; convien quindi +abbandonare i carriaggi, i bagagli, e tutto quanto può darci +impaccio. Riposatevi per pochi istanti; io vi concedo due ore di +bivacco prima di riprendere il cammino. + +Un mormorìo lugubre e sinistro rispose a quella breve allocuzione. +Il volto del colonnello si fece pallido di sdegno; egli tentò +proferire altre parole, ma l'impeto della commozione gli tolse la +voce. Allora le file dei soldati si scomposero, e taciti ciascuno, +la fronte dimessa, presero la via opposta a quella che il colonnello +aveva additata. + +--Figliuoli! figliuoli!... la vostra è una risoluzione codarda! +Abbandonarmi in tal momento! Disertare la bandiera della libertà. +Fermate!... Ah! vile canaglia! ah! briganti screditati!... poichè il +morire in battaglia vi fa tanta paura, possiate, com'io di cuore ve +lo auguro, morire sulla forca appiccati! + +Così parlava il sergente, che, sceso da cavallo, e collocati i suoi +figliuoletti sotto un albero, si adoperava con preghiere e minacce a +ricomporre le file, a rianimare gli spiriti della soldatesca +demoralizzata. Ma nè preghiere nè minacce valsero a tanto; i +disertori non ascoltavano più che il freddo consiglio della paura, e +allontanandosi a piccoli drappelli, si spandevano nelle campagne +vicine. Il colonnello dall'alto del suo cavallo li accompagnava con +sguardi di rimprovero e di dolore. + +Già i disertori erano quasi tutti scomparsi, e intorno al colonnello +non rimanevano che venti o trenta uomini incirca, allorquando il +tuono di una fucilata ci fece trasalire. + +--Ah cane! assassino!--urlò il sergente come toro ferito. + +Noi accorremmo al suo grido. Povero sergente! Tengo vivamente +scolpiti nella memoria i lineamenti di quella fisonomia vivace e +stizzosa, e parmi vedere tuttavia que' suoi occhi da augello +grifagno mandar lampi di sdegno. Le invettive lanciate contro i +disertori gli eran state cagione di un alterco con tre o +quattro soldatacci, i quali avevano posto mano alle spade. +Nell'allontanarsi, un di essi, nascosto dietro gli alberi, aveva +scaricato un colpo sull'animoso sergente. + +Il buono e generoso soldato esce illeso dalla mischia e con paterna +sollecitudine ritorna presso l'albero, ove poco dianzi aveva +adagiata la sua piccola famiglia.... + +I due bimbi agitano le mani in segno di esultanza e prevengono coi +baci le carezze del padre... Perchè mai la gentile fanciulla non si +leva dagli erbosi tappeti per lanciarsi nell'amplesso paterno?.... + +Il sergente si avvicina al piccolo gruppo... Il pallore, +l'immobilità della figliuola gli stringono il cuore di un orribile +presagio... Egli stende la mano, prende fra le braccia il corpo +amato--lo agita, lo stringe, lo scuote con moto convulso...! Oh +momento di terribile angoscia!--Enrichetta, la vispa fanciulla, che +poco dianzi folleggiava sotto l'albero, governando come una piccola +madre i due minori fratelli--Enrichetta non era più che una gelida +larva.--La palla scagliata dal disertore codardo, risparmiando il +sergente, era giunta fino al cuore della povera fanciulletta... + +Le grandi, le improvvise sciagure istupidiscono... Appena il +sergente si riscosse, mandò dal petto un ruggito... + +Poi, senza profferire parola, cedette all'Ascolana la piccola salma, +e trasse la spada dal fodero per slanciarsi nella boscaglia ad +inseguire i fuggiaschi... + +--Ferma! gridò il colonnello, ferma!... Vuoi tu cimentare la tua +vita contro un centinaio di codardi, i quali ti piomberanno adosso +per ischiacciarti? + +Fossero non cento, ma mille! replicò il sergente nell'entusiasmo del +dolore; io giuro di esterminarli.... tutti... + +--Tu rimarrai soverchiato, ed essi ti uccideranno... + +--Ebbene? che importa?.... desidero vendicare mia figlia... e +morire... + +--Morire... Sta bene... E chi avrà cura degli altri due figli? + +In questo punto, i due poveri bamboletti, ignari dell'orribile caso, +si erano trascinati carpone fin presso al sergente, e gli +abbracciavano le ginocchia per fargli festa... + +Il padre sentì la voce del dovere... Le piccole braccia che gli +stringevano le ginocchia parvero pietrificarlo. + +--Oh! voi avete ragione! esclamò il sergente, stendendo la mano al +colonnello... Grazie! grazie del buon consiglio!... Questi poveri +innocenti... hanno bisogno di un padre... + +Ciò detto, il desolato ritolse all'Ascolana il prezioso deposito, e +sedette sotto l'albero, riscaldando co' suoi baci e colle lagrime le +guancie dell'estinta. Quel volto abbrunato dal sole, duro, irsuto, +spirante furore e vendetta--in quel momento di sublime dolore avea +acquistata una espressione di tenerezza materna. + + + + +CAPITOLO VIII. + +_Spoleto._ + + +Il giorno era tramontato, e già la luna imbiancava la vetta degli +Appennini, quando noi ripigliammo la marcia. I soldati e le donne +montarono a cavallo; io salii sulla groppa di uno sciagurato +asinello, noleggiato per pochi baiocchi dall'oste di Colle Fiorito. + +Il sergente si fece legare dietro il dorso i minori figliuoletti e +adagiò l'amato cadavere sulla sella. + +Viaggiavamo in silenzio. Ciascuno avea qualche segreto dolore +nell'animo, o tristi memorie del passato, o presentimenti funesti +dell'avvenire. + +Da Colle Fiorito fino all'entrata della valle di Tesino, si ascende +per facile pendio tappezzato di verdi erbette, nudo di alberi e di +cespugli; e quindi, dove comincia il declivio, la strada diventa +più malagevole e va intricandosi in una specie di laberinto, ove di +leggieri ci saremmo smarriti, se il talento dei quadrupedi in tali +casi non guidasse quello dell'uomo. Cavalcammo tutta notte senza mai +arrestarci, ed allo spuntare dell'alba ci trovammo aver superata la +spaventosa vallea, dove, per la pioggia abbondante caduta pochi dì +innanzi, il torrente s'era ingrossato a tal segno che il mio povero +asinello più volte aveva nuotato nell'acqua fino alla pancia. Verso +le dieci del mattino, entrammo in Spoleto. Quivi era giunta una +colonna mobile di soldati volontari, reclutati dal generale Arcioni, +parte in Toscana, parte nelle città e nei villaggi delle Romagne, +Arezzo, Perugia, Cortona, Assisi, Macerata, Foligno, tutte le città +e le grosse borgate poste sullo stradale che da Firenze mette a +Roma, aveano dato il loro contingente a quell'esercito improvvisato, +che simile ad una falda di neve staccatasi dalla cima d'un monte, si +era ingrossato nel discendere e trasformato in una valanga +formidabile. + +Sulle porte di Spoleto, io e l'Ascolana prendemmo congedo dai nostri +compagni. Quando fummo per separarci, il sergente si avvicinò a noi +colla sua cavalcatura, e volgendosi alla mia compagna: signora, le +disse, questa sera avran luogo i funerali della mia povera bimba. In +così dire, sollevò un lembo del panicello bianco che la copriva, e +riguardato il bellissimo volto dell'estinta, e baciatala +religiosamente in fronte:--ella è proprio morta! riprese +singhiozzando; converrà quindi che questa sera noi la portiamo al +camposanto. Voi l'accompagnerete, signora? Voi verrete a spargere +qualche fiore sulla sua tomba. Saremo pochi al corteggio, tanto +pochi, che se alcuno mancasse.... + +Le parole del sergente si perdettero in un singhiozzo. Adelaide gli +stese la mano: + +--A qual ora? + +--Alle sei, rispose il sergente, nella chiesa dell'addolorata. + +--Prima delle sei, saremo là ad aspettarvi. + +Il sergente ci ringraziò con un melanconico cenno del capo e volse +il cavallo verso la piazza maggiore. Io entrai coll'Ascolana nel +primo albergo che ci occorse. + +Riposati il corpo e la mente dalle insolite fatiche, essendo già il +sole prossimo al tramonto, ci avviammo taciti e mesti verso la +chiesa, donde il convoglio funebre dovea partirsi. Entrati, noi +trovammo le due donne ed i carabinieri devotamente inginocchiati +presso un piccol feretro, coperto d'un bianco drappo e sormontato da +una ghirlanda di fiori recenti. L'Ascolana vi depose un'altra +corona; poi, colle lagrime agli occhi, si confuse all'altre donne. +Il sergente, traendo seco i suoi due minori figliuoletti mi si +accostò, mi strinse la mano per ringraziarmi, e fissato lo sguardo +sulla cassa mortuaria, stette immobile come impietrito dal dolore +finchè un sacerdote, accompagnato da due chierici, mosse alla nostra +volta intuonando la pace dei defunti. + +Il sacerdote, che allora scendeva dall'altare per la funebre +cerimonia, veggendo tanti soldati nella chiesa, ne parve sgomentato: +se non che la pia attitudine delle donne e le lagrime del povero +sergente, e i nostri volti compunti da religiosa mestizia, lo +rincorarono. Poichè ebbe cantate secondo il rito le lamentevoli +salmodie, le donne, sollevata la cassa, in bell'ordine uscirono dal +tempio, e noi tutti dietro quelle per strade solitarie ci avviammo +al camposanto. + +Sotto le mura di Roma cadevano ogni giorno le vittime a centinaia; +le palle dei _Chasseurs de Vincennes_ colpivano i petti dei militi +generosi, che pieni di giovinezza e di vita, bivaccavano sui +baluardi assediati; e noi con occhio asciutto leggevamo ogni giorno +il bollettino dei morti e dei feriti, fra il pranzo ed il caffè, +indifferenti spettatori di quella sanguinosa tragedia per cui il +Tevere scorse parecchi mesi vermiglio.--Perchè mai, nel condurre al +cimitero la figliuola del sergente, noi tutti, compreso il +colonnello dal volto abbronzito, commossi l'anima d'insolita +tenerezza, camminavamo a capo chino e versando qualche lagrimuzza? + +Misteri del cuore umano! + +Quando fummo nel camposanto, e il sacerdote ebbe per l'ultima volta +benedetta la piccola salma, una scena inaspettata e commovente pose +fine alla cerimonia lugubre. I due piccioli bimbi che il sergente +avea condotti seco; essi che durante la giornata non aveano dato +alcun segno di compunzione quasi in loro non fosse coscienza del +doloroso avvenimento; essi, che senza piangere aveano seguito il +funebre convoglio, appena i becchini si impadronirono della cassa +per calarla nella sepoltura, entrambi ad un tempo mandarono un +grido, e cercando svincolarsi dalle braccia paterne, fra le lacrime +ed i singhiozzi, si diedero ad esclamare il nome di Enrichetta. La +buona Ascolana se li recò in grembo tentando placarli con amorose +parole; ma di mano in mano che i becchini colmavano di terra la +fossa, i pianti e le grida di quei due poveretti raddoppiavano. + +--Enrichetta è salita al paradiso, diceva il sergente, a mala pena +soffocando i singhiozzi; Ella è andata lassù a trovare la vostra +povera madre e tornerà presto.... e voi andrete a stare con lei... e +per sempre. + +--No! no! strillavano i due bimbi, additando la fossa, e fissando +gli occhi nei due becchini con espressione quasi feroce. + +--Signori, disse il sergente volgendosi a noi; il santo uffizio è +compiuto, nè io pretendo abusare più oltre della vostra carità. +Lasciate ch'io rimanga solo per pochi istanti colla mia piccola +famiglia; ho bisogno anch'io di sfogare senza testimonii il mio +dolore. Le lagrime stanno male sul ciglio di un soldato, ma il padre +ha bisogno di piangere, ed egli vi chiede a tal uopo un momento di +solitudine. In pari tempo, vedrò di calmare anche questi due +innocenti, che, siccome voi vedete, ora soltanto si sono accorti di +aver perduta una sorella. + +Noi uscimmo dal camposanto; l'Ascolana si appoggiò al mio braccio, e +rientrammo all'albergo coll'animo profondamente commosso. + + + + +CAPITOLO IX. + +_L'organista di Camerino e il sensale Bertoni di Milano._ + + +All'indomani, prima che l'alba spuntasse, uscii solo dall'albergo, +per cercare una vettura. Ma tutti i cavalli erano stati sequestrati +dai volontari, e il mio povero asinello, nell'attraversare la valle +di Tesino, avea preso una tosse caparbia, una di quelle tossi che +domandano l'assoluto riposo e la cura dell'olio di merluzzo. + +Tali ostacoli non potevano trattenere la foga bellicosa +dell'Ascolana. Quand'io rientrai nell'albergo per annunziarle il mal +esito delle mie ricerche:--Ebbene! diss'ella colla massima +indifferenza: noi proseguiremo il viaggio a piedi! Giungeremo più +tardi, ma in tempo da prestare una mano ai nostri fratelli! + +Perchè dissimularlo?--Ho già detto più sopra che io non ho veruna +pretesa di eroismo. La speranza di giungere _troppo tardi_ mi fece +accogliere come un benefizio della fortuna la necessità di +proseguire a piedi il cammino. + +Consegnammo le nostre valigie al sergente dei carabinieri, +raccomandandogli di portarle a Monte Rotondo, ove la brigata doveva +soffermarsi qualche giorno per completarsi di nuove reclute, e +riorganizzarsi.--E subito, profittando della frescura mattinale, +liberi e lieti come due capriuoli, uscimmo da Spoleto, e in marcia! + +In meno di sei ore giungemmo a Terni, dove il giorno precedente era +entrata la compagnia del generale Arcioni... La città era tutto in +fermento. Anche qui, come a Spoleto, difficile oltremodo il trovare +una camera da alloggiarvi. I volontarii dormivano sui carriaggi, nei +caffè, sotto i portici delle case, nelle strade. Dopo aver passate +parecchie ore nella fastidiosa incertezza di dover pernottare sotto +l'azzurro padiglione del cielo--la cavalleresca galanteria di un +uffiziale volontario venne in nostro soccorso. Questo benemerito +uffiziale, che spontaneamente venne ad offrirci la propria camera, +chiamavasi Napoleone... Savon. Personaggio molto singolare, il +quale, nella sua duplice missione di poeta e di soldato, avrebbe +potuto chiamarsi il Camoens della compagnia, se il disordine della +toletta ed altre apparenze non lo avessero assimiliato a Diogine. Ma +del Savon e delle sue eccentrità poetico-militari dovrò dire più +innanzi. Per ora basti questo cenno di gratitudine pel suo tratto +ospitale! + +Il dì seguente proseguimmo fino a Narni, dove ci fu dato noleggiare +una vettura per trasferirci quel giorno stesso a Civitacastellana. + +A poche miglia da Otricoli, ci venne veduto, attraverso il polverio +della strada, un vecchierello appoggiato alla muraglia come persona +affranta dalla stanchezza. + +Indossava un abito color cenere assai logoro; le scarpe +rossiccie aprivano le labbra, e mostravano i denti e la lingua +sitibonda.--Povero viaggiatore, perduto nella solitudine, forse +disperante di toccare la meta... + +--Quell'uomo fa dei gesti al nostro indirizzo, disse l'Ascolana. + +E il vetturino, per istinto di misericordia, trattenne le bestie. + +Il vecchio portò la mano alla fronte come un devoto che accenni al +segno della croce; ma il gesto non fu compiuto, e la mano ricadde +dalla fronte con disperato abbandono. + +--Buon uomo! disse l'Ascolana, voi sembrate spossato--se volete +salire nella vettura, noi vi condurremo a Civitacastellana... + +--Grazie! rispose il vecchio, grazie!... Se vi degnate accordarmi un +posto nella carrozza, io vi benedirò come il mio angelo salvatore. + +Il vecchio non potè proseguire; ma con trasporto di sentita +riconoscenza; egli strinse la mano di Adelaide, e la baciava +bagnandola di lacrime. + +Poco dopo, salì nella vettura, e appena i cavalli ripresero il +corso, cominciò a raccontarci la sua istoria: + +Era un antico carbonaro, il quale avea passati quindici anni nella +fortezza di Civitacastellana, per espiare il delitto di aver +appartenuto alla setta. I preti lo avevano crudelmente perseguitato +fin da fanciullo, e la condanna profferita contro lui nel tenebroso +Consiglio della Inquisizione, e la immeritata, lunga, angosciosa +prigionia aveano maturato in quell'anima di ferro un odio profondo e +un indomabile desiderio di vendetta. Uscito dalla fortezza, in +seguito all'amnistia del _costituzionale_ Pio IX, era tornato a +Camerino per rivedere la famiglia--una moglie, e due figlie, di cui +non avea più udito parlare. Il povero carbonaro, mettendo piede nel +paese nativo, seppe che la sua vedovanza datava da parecchi anni. La +moglie era ita a Roma per supplicare la clemenza di Gregoriaccio a +pro della famiglia infelice. E frattanto un cardinale del paese, che +l'avea consigliata a quel passo, si era fatto _pagare la +mediazione_ dalle due figlie, in moneta molto abusiva.--La povera +madre, riportò da Roma la terribile convinzione che i preti, quanto +facili ad accordare indulgenza ai morti mediante retribuzione di +pochi baiocchi, altrettanto rigidi e crudeli rifiutano il perdono ai +vivi, quand'anche per essi interceda un sentimento di umanità e di +giustizia. + +Rientrò nel tetto domestico coll'angoscia disperata--e sulla soglia +trovò la più grande delle sventure: il disonore.--Il cardinale aveva +operato misteriosamente, con tutta l'arte e la diplomazia di un +corruttore tonsurato, ma le due giovanette non potevano dissimulare +più a lungo le naturali conseguenze del fatto. Il paese +mormorava--gli amici del condannato imprecavano sommessamente--le +povere figliuole, non osando più mostrarsi in pubblico, si +struggevano in lacrime, presso il letticciuolo della madre, che nei +delirii dell'agonia, imprecava al Pontefice. Quando la buona donna +mandò l'ultimo sospiro e l'ultimo anatema contro i sicarii della sua +famiglia, le orfanelle ricorsero al cardinale, e annunziandogli per +iscritto il luttuoso avvenimento, gli chiesero misericordia.--Il +cardinale ricevette la supplica, dinanzi ad una magnifica zuppiera +colma di riso alle quaglie. Lesse, crollò il capo, trasmesse il +foglio al segretario, dicendogli con aria indifferente: vedete di +mandare a queste due disgraziate qualche baiocco sulla cassetta +particolare... di S. Giuseppe. E inforcata una quaglia, e levatala +all'altezza del naso: quest'anno, soggiunse, sono men grasse che +l'anno passato!... Bisogna migliorare la pastura, signor segretario. +Quel briccone di Petronio avrà risparmiato la _pannera_.--Le figlie +del condannato, due mesi dopo scomparvero da Camerino, e più nessuno +ne udì parlare. + +Allorquando il vecchio carbonaro seppe da' suoi compaesani la +orribile istoria, mandò un ruggito, e afferrato un coltello, corse +alla Chiesa per scannare il primo prete che gli si parasse dinanzi. +Un amico, un correligionario di carboneria lo trattenne.--L'ora +della vendetta non è ancora suonata; fra breve, non uno, ma +tutti!--E il vecchio prigioniero di Civitacastellana raffrenò gli +impeti della vendetta, nel desiderio di una vendetta più universale +e più terribile. Si chiuse nella casa deserta, e sulla pietra del +vecchio focolare aguzzò la lama del _coltellaccio_; e all'indomani +venne in campo santo, per _ripulire_ l'acciajo sulla croce della +povera moglie.--Quindi incamminossi a piedi fino a Bologna, onde +tener d'occhio una _cattiva bestia_, ch'egli voleva _accarezzare +d'un colpo_ al primo squillo della rivoluzione. Ma la _bestia_, +quand'egli giunse, si era già nascosta in un covo--e quindi gli fu +mestieri attendere e andarla a cercare in altri luoghi.--Il vecchio +carbonaro, nel raccontarci questa lugubre istoria, si animava di un +ardore feroce, e i suoi piccoli occhi bigi parevano carboni +infuocati.--La _cattiva bestia_ era sfuggita sempre alle carezze del +suo _fido_.--Ed ora, egli tentava l'ultima prova, recandosi in Roma, +per vedere--diceva egli--se Iddio sia il dispensiero della giustizia +e il punitore delle scelleraggini umane, o non piuttosto il capo +invisibile dei briganti. + +Quel racconto, pieno di episodii commoventi e di descrizioni +vivamente colorite, ci distrasse durante la lunga ed incomoda +scarrozzata. + +Compiremo il viaggio in compagnia, disse l'Ascolana, stendendo la +mano al vecchio, poichè questi ebbe finito di parlare. Voi dite di +non aver denaro? Ebbene,--faremo cassa comune. Quindi innanzi voi +potete disporre dei nostri tesori privati... Ma a proposito di +tesori, soggiunse l'Ascolana volgendosi a me con disinvoltura +amichevole; badate, mio buon amico, che io sono ridotta a dover +contare su voi per le spesuccie che ci occorreranno prima di +giungere a Roma. Vi prego di aprirmi una partita di credito: ed io +vi rimborserò non appena avremo posto piede nella città eterna. + +Per moto istintivo, io portai la mano alla taschetta del +_gilet_, dove si chiudevano i residui indeterminati del nostro +tesoro.--Palpai, numerai le monete con qualche trepidazione--poi, +rifiutando fede alla prova e controprova del tatto cavai fuori il +denaro, per rivedere i miei conti sul palmo della mano. + +Il nostro tesoro si riduceva a una quindicina di paoli. + +--Noi dobbiamo sei paoli al vetturino--e questa sera, andando a +Civitacastellana, non potremo passarcela senza cena. Quand'anche +trovassimo una vettura per proseguire immediatamente il viaggio, noi +giungeremo alle porte di Roma senza un baiocco. + +--Lasciate fare a me, disse il vecchio carbonaro. A Civitacastellana +io troverò degli amici, i quali ne assisteranno. Con un segno della +mano io farò nascere gli scudi dalle muraglie... + +Non fui molto rassicurato da queste parole. + +Verso le nove della sera, noi entrammo in Civitacastellana, e tosto +ci dirigemmo ad un albergo di buona apparenza, che era nel mezzo +della piazza grande.--Cenammo frugalmente; chiedemmo all'oste se +fosse possibile noleggiare una vettura per andare sino a Roma. +Quella domanda provocò una risposta quale noi non ci saremmo +aspettata. Il Sindaco della città quel giorno istesso aveva ricevuta +la sgradevole notizia che i Francesi aveano intercettata la +comunicazione con Roma per lo stradale dell'Emilia; non esservi più +che una sola via sicura per noi retrocedere fino a Borghettaccio e +gettarci nelle Sabine. Quanto ai mezzi di trasporto, impossibile +contare sovra altro veicolo fuor quello delle nostre gambe. + +La crisi diventava più difficile. + +Il vecchio carbonaro, fidente nei soccorsi della setta, usciva +tratto tratto dall'osteria, ripetendo il segno convenzionale della +mano alla fronte a quanti gli venivano incontro. Sventuratamente +egli non trovò persona che rispondesse. In Civitacastellana la +carboneria aveva cessato di esistere, ovvero, ciò che io credo più +probabile, i fratelli, indovinando l'ultima ragione del saluto, non +osavano rivelarsi. + +Ci convenne passar la notte all'albergo. + +Il giorno seguente, allo spuntare dell'alba, noi ci appigliammo +all'unico partito possibile, e riprendemmo la nostra marcia +pedestre per la via delle Sabine. Pagato il conto all'albergatore, +non ci rimaneva più che una trentina di baiocchi per provvedere al +vitto quotidiano. + +Non dirò le torture fisiche e morali di quel viaggio. + +Furono cinque giorni di marcia per sabbie infuocate. La notte ci +riposavamo in orribili stallazzi, ove, per conforto delle membra, +eravamo condannati a sdraiarci sul fieno, al fianco di persone +ignote e in compagnia di bestie notissime. Le pulci, le zanzare, ed +altri animaluzzi creati da Dio pel solletico della cute umana, ci +corteggiavano tutte le notti. + +Il nostro alimento consisteva in uova, ricotta, o latte agro e +rappreso, che i pastori ci fornivano gratuitamente. + +Gli alberghi posti sullo stradale, pressochè tutti erano abbandonati +alla mercè dei passanti. I proprietarii, per evitare molestie o +pericoli, si erano allontanati, nascondendo o portando via le +suppellettili di qualche valore. + +Lungo il cammino noi incontravamo dei viaggiatori, i quali ne +facevano parte delle loro provvigioni. L'Ascolana era prostrata di +forze. Il nostro vecchio compagno più volte era caduto nel mezzo +della via colla disperazione della stanchezza. + +Quando piacque a Dio, giungemmo a Monte Rotondo, grossa borgata a +quindici miglia da Roma. Le nostre finanze erano ridotte +all'estremo. Non ci restava la croce di un baiocco! + +Ma io contava sull'ultima risorsa, sugli ultimi sforzi di un'arte, +che altre volte mi aveva salvato. A Monte Rotondo, io mi era +proposto di rinnovare lo stratagemma di Grottamare, invitando la +popolazione ad un concerto vocale-istromentale a mio benefizio. + +Questa volta il peso del trattenimento sarebbe stato condiviso da un +collega del vecchio carbonaro, il quale, per aver esercitata +parecchi anni la professione di organista nella cattedrale di +Camerino, credeva di poter divertire il rispettabile pubblico, +eseguendo sulla spinetta un _Tantum ergo_ ed un _Kyrie_ di sua +composizione. + +Fermi nel nostro proposito, entrammo in un alberghetto, e quivi, +animati dalla fede e dall'appetito, ci ponemmo a tavola, e +prelevando una anticipazione sui probabili incassi del concerto, +ordinammo una cena completa. + +Sono pure stravaganti i capricci delle rivoluzioni! Chi l'avrebbe +detto--a vederci famigliarmente raccolti intorno alla piccola +mensa--chi l'avrebbe detto, che io, l'Ascolana e il carbonaro di +Camerino, ci eravamo scontrati per caso pochi giorni innanzi--che +ciascuno di noi era trascinato verso Roma da una cura diversa--che +io mi rassegnava a divenire soldato per non aver potuto andare a +Chieti a cantare da baritono--che l'Ascolana, per amor del marito, +era decisa di impugnare un fucile--che il vecchio carbonaro si +recava da Camerino a Roma per piantare il suo stiletto _nell'anima_ +di un delatore! + +Ma ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare, vedendo la ricca +imbandigione che ci stava dinanzi, era il segreto della nostra +_bolletta_ colettiva--l'assenza assoluta di quel vile metallo, che +pure nel mondo rappresenta e conquista le cose più sublimi. + +Infatti, mentre noi trinciavamo un grosso pollastro--una voce fioca +e lamentosa, che pareva il sospiro del povero Lazzaro negli atri di +Epulone, ci scosse le fibre del cuore... + +E quella voce articolava delle parole in un dialetto a me solo +conosciuto--in quel dialetto meneghino, che mi suona ruvido e +barbaresco quando io l'odo nelle vie di Milano, ma mi commuove come +accento fraterno, se mi vien fatto d'udirlo a trecento o +quattrocento miglia lontano dal Duomo. + +--Beati i _sciori_!--sclamò quella voce.--Beati i _sciori_, che +anche in questi tempi trovano della grazia di Dio _de trà in +Castell_! + +Non era una domanda esplicita, ma piuttosto una aspirazione +eloquente. + +--Signore!.... Se volete tenerci compagnia, e fare un po' di +penitenza con noi.... + +--Che! lei pure... milanese? + +E un giovanetto, dalla persona esile, dal volto sparuto, attraversò +la sala col passo lento e ineguale di chi abbia una ventina di calli +per ciascun piede. + +--Profitterò della grazia vostra, mi disse a voce bassa; poichè da +circa diciotto ore non ho gustato cibo e non tengo un quattrino +nelle tasche... + +--Tanto meglio! La vostra assoluta _bolletta_ vi fa degno di esser +nostro commensale. Noi pure, quali ci vedete, fra tutti e tre non +abbiamo indosso un baiocco. + +Il giovine, che già stendeva la forchetta per attirare sul suo +piatto una coscia di pollo, si arrestò sgomentato. + +--Via, buon figliuolo!... Non perderti di coraggio!... Se questa +sera non abbiamo denari, domani penseremo a fabbricarne. Io tengo +una macchinetta, colla quale posso fabbricare a centinaja gli scudi +e i papetti. + +--Una macchina per fabbricare gli scudi!... Oh! questa dev'essere +meravigliosa!... + +Il povero ragazzo, senza chiedere altre spiegazioni, inforcò la +coscia del pollastro, e si diede a spolparla colle mani e coi +denti. + +Finita la cena, l'Ascolana e il vecchio carbonaro si ritirarono per +coricarsi. Io rimasi col nuovo personaggio, il quale, meditando a +stomaco sazio le difficoltà della posizione, non poteva darsi pace. + +--Ebbene! ora che abbiamo cenato, prepariamo la macchina per +fabbricare gli scudi.... Favorite di chiedere all'oste quattro o +cinque fogli di carta, e ponetevi a scrivere quanto io sto per +dettarvi... + +Il giovine obbedì senza repliche: spiegò un foglio sul tavolo, +intinse la penna nell'inchiostro, poi mi fissò in volto due occhi +attoniti, come un fanciullo che affissi il sacco del cerretano per +vederne uscire le uova. + +Allora io dettai il programma del mio secondo +concerto-vocale-istromentale, che doveva aver luogo all'indomani in +una sala qualunque di Monte Rotondo, a benefizio di quattro +volontari, _che partivano per Roma_. + +Il mio scriba, ad ogni tratto levando gli occhi dal foglio, mi +guardava, torceva il labbro ad una smorfia indescrivibile; poi di +nuovo curvava la testa, ripigliando la scrittura colla rassegnazione +di una macchina. + +--Mio buon ragazzo: questa notte ricopierai il programma sovra dieci +o dodici fogli; poi, domattina di buon ora, n'andrai tu stesso ad +affiggerlo nelle vie più frequentate del paese. Sarai tu esatto +nell'adempiere alla commissione? + +--Come è vero che io mi chiamo Bertoni, e che io son nato a Milano. + +--Buona notte...! + +--E voi credete...? Ma... se... + +--Buona notte! Domani alle dieci, ti aspetto nella mia camera.... +Dalla tua puntualità dipende la nostra salvezza.... Questi avvisi +produrranno una trentina di scudi, dei quali avrai tu pure la tua +parte. + +Il Bertoni aveva perduta la favella. + +Io lo lasciai in balìa del suo stupore e salii le stanze superiori. + +All'indomani, il fedel giovanetto percorreva la città di Monte +Rotondo, affiggendo con mollica di pane biascicato gli avvisi del +concerto. + +Bertoni era divenuto un uomo d'importanza. Tutti gli abitatori di +Monte Rotondo lo guardavano meravigliati e si affollavano intorno a +lui per chiedergli delle spiegazioni. + +Il concerto di Monte Rotondo non differì gran fatto da quello di +Grottamare sia pel successo degli artisti, come pel prodotto della +cassetta. Il carbonaro-organista, nell'ora del cimento, fu assalito +da una leggiera indisposizione. Ma il Bertoni--convien rendergli +questa giustizia--prese una parte attivissima al trattenimento, +incaricandosi di illuminare la sala, di distribuire le scranne; +complimentare le donne--e perfino di raccomandare la _abbondante +elemosina_ verso la fine dello spettacolo, a coloro, che entrando, +si erano dimenticati di salutare il bacile. + +Raccogliemmo una trentina di scudi. Quella sera istessa, il denaro +fu diviso in quattro parti--una per me, un'altra per l'Ascolana, la +terza per l'organista, e l'altra pel Bertoni.--All'indomani +noleggiai una vettura e partii alla volta di Roma in compagnia +dell'Ascolana. Il Bertoni e l'organista promisero raggiungermi in +quella sera. + +Poche ore dopo la mia partenza da Monte Rotondo, alcuni carrettieri, +rientrando in paese, recarono la triste novella, che io, la mia +compagna e il vetturino eravamo caduti in mano dei Francesi, i +quali, senza tanti complimenti ci avevano fucilati l'uno dopo +l'altro nel bel mezzo del cammino. Quella notizia riempì di +costernazione il paese. L'organista e il Bertoni, più vivamente +colpiti, sacrificarono uno scudo per far celebrare tre messe onde +abbreviare il purgatorio ai poveri fucilati. Ma la nostra morte era +stato un sogno dei carrettieri--e i preti recitarono inutilmente le +tre messe di suffragio. Inutilmente?--Ciò non può dirsi--I preti, +quella istessa sera, all'osteria di Pietro Rossini, commutarono il +denaro delle esequie in tanti fiaschetti di eccellente Sabino. + + + + +CAPITOLO X. + +_La tomba di Nerone._ + + +Il giorno s'era fatto già grande, e la nebbia non dileguavasi +ancora. Pareva che i raggi del sole evocassero dalla terra grosse +nuvole di vapori, e pareva che queste nuvole, agglomerandosi con +incessante densità, corressero dietro alla nostra vettura per +seppellirla in un vortice caliginoso. Nessun augello si era desto a +salutare di gorgheggi il ritorno della luce. Tratto tratto dalla +folta siepe che costeggiava il cammino, qualche bufalo sporgeva il +capo sonnolento. Talvolta ci era forza arrestarci per dar libero +passaggio ad una grossa mandra di pecore che in quella cieca +atmosfera camminavano a ritroso, urtando nelle zampe de' nostri +cavalli e nelle ruote della vettura. Allora il postiglione rompeva +il silenzio con due o tre bestemmie, a cui i mandriani pareva non +facessero attenzione. Que' poveri diavoli, al paro delle pecore, +avean sveglie le gambe ed il resto del corpo addormentato. + +--Fra pochi minuti avremo il sole, disse il postiglione agitando +allegramente la sua frusta. + +--Quante miglia ne rimangono per giungere alle porte di Roma? + +--Tre miglia. + +--Iddio sia lodato! esclamò l'Ascolana. + +--Vi assicuro che non è un bel vivere a Roma in questi momenti, +riprese il postiglione. + +--Che? ti fa paura il fuoco delle battaglie, mio bel postiglione? + +--Non è propriamente del fuoco che ho paura, ma delle palle. Vi +assicuro che i francesi mirano dritto, e tutti i giorni sulle mura +di Roma vi è buon numero di morti e di feriti. + +--E nel campo francese? + +--Anche laggiù credo non ci sia molto da ridere. + +--A tanta vicinanza di Roma dovrebbe udirsi il cannone. + +--In questi giorni s'è cessato dal battagliare per dar agio +all'inviato di Francia signor... Lesseps di intavolare trattative di +pace. + +--E voi credete che il signor Lesseps riuscirà a qualche +accomodamento...? + +--Io credo... Mortacci! Questo è un colpo di cannone... E due, e +tre, e quattro...! Pare che l'inviato di Francia sia tornato colle +pive nel sacco... Ah! ne vedremo di belle, e chi camperà sano poter +contarle ai figliuoli. + +In quel mentre un raggio di sole si aprì un passaggio fra la nebbia. + +--Misericordia! gridò il postiglione, rattenendo improvvisamente i +cavalli.... + +--Che avvenne? + +--Siamo in mano dei Francesi..... + +--Presto.... gira il timone, e indietro a furia! + +Il postiglione era bianco dalla paura; le redini gli tremavano nelle +mani; la sua gran frusta era divenuta impotente; invece di manovrare +al regresso come io gli aveva ingiunto, tormentò i cavalli in +foggia sì strana che l'un d'essi stramazzò a terra. + +Per noi non v'era più scampo. Alcuni dragoni francesi si fecero +intorno alla nostra vettura, accompagnati da un uffiziale côrso che +doveva servire da interprete. + +--Dove sono diretti questi signori? + +--Alla volta di Roma. + +--Il loro nome, di grazia? + +--Sono uno sciagurato cantante, che viene da... Grottamare... + +--La signora? + +--La signora è... mia moglie. + +La bugia era lanciata con buona intenzione. Il Côrso esploratore mi +prestò piena fede. + +--E questi signori vanno a Roma....? + +--Per cantare.... al teatro.... dell'Argentina.... + +--La stagione non è molto favorevole al teatro, rispose il Côrso con +ironia; sarà meglio che loro signori vengano con noi. Favoriscano di +scendere dalla vettura. + +L'opposizione sarebbe stata inutile. Convenne obbedire. + +L'Ascolana mi seguiva come un automa. Ci avanzammo verso un ponte a +metà demolito. Essendo il sole finalmente comparso in tutta la sua +pompa, mi vennero veduti nelle campagne adiacenti due o trecento +soldati, che stropicciandosi gli occhi e distendendo le braccia, +mostravano d'aver passata una mala notte coricati su quel terreno +pantanoso. + +Come e perchè quel drappello di soldati avesse occupata una +posizione tanto sfavorevole, mi fu spiegato doppoi. Sullo stradale +per cui io e l'Ascolana e il povero postiglione eravamo poco dianzi +arrivati, si intese di bel nuovo un romorìo di ruote ed uno +scopiettìo di fruste misto a quelle grosse bestemmie, che i +carrettieri d'ogni nazione credono sia il linguaggio più eloquente +per farsi comprendere dai cavalli o dai muli. I soldati francesi si +alzarono tutti d'un salto, ed appostati i fucili, si collocarono +dietro le siepi in modo da non esser veduti da lontano. Poco dopo +s'avanzarono verso il ponte da venti o trenta carri, due dei quali +carichi di polvere e munizioni da guerra, gli altri di pollami, +uova, formaggi, vini ed ogni genere di vettovaglie. Quando il +momento parve opportuno, a un cenno del capitano, i segugi francesi +sbucarono dai loro nascondigli, e fattisi intorno a quei carriaggi, +intimarono ai conduttori di arrestarsi. Quali rimanessero i fieri +romagnoli nel vedersi così inaspettatamente assaliti, è facile +immaginarlo. Lottare era esporsi a morte sicura. I soldati dirigevan +le canne dei fucili contro i poco numerosi, ma ferocissimi +carrettieri, che proferendo una salva di imprecazioni, cedettero +alla evidente certezza della propria impotenza, e si arresero +prigionieri. Fu visto allora uno stranissimo spettacolo; i soldati +francesi montarono sui carri, e cominciarono a man salva il +saccheggio. In men di cinque minuti, i pollami, le uova, i formaggi, +i giamboni, i fiaschetti di vino d'Orvieto, tutto fu messo a ruba, e +il grosso bottino posto come ornamento delle baionette, del giacò e +delle giberne, che mal reggevano all'insolito peso. + +Il Côrso mi venne incontro con un fiaschetto di vino d'Orvieto, e +presentandomelo gentilmente, si lasciò scappare queste parole, da +cui sarà facile il comprendere quali sospetti cadessero su me e +sulla mia compagna. + +--Bevete, signor cantante! bevete! perocchè avete diritto alla +vostra parte di bottino. Voi andavate a Roma per cantare, non è +vero? E questi altri signori, che venivano dietro a voi, erano forse +i professori d'orchestra ed i coristi... Sta bene! Ma a noi altri +Francesi non le si danno ad intendere così grosse! Due carri di +polvere... Vi par nulla? + +--_Fiat voluntas Domini_, esclamai vuotando d'un sorso il +fiaschetto. Un uffiziale francese giovanissimo, già decorato nelle +campagne d'Africa, adocchiava l'Ascolana furtivamente, poi venne ad +offrirle il braccio per accompagnarla nell'interno di un casolare a +poca distanza dal ponte. Ella si volse a me quasi per consultarmi; +l'uffiziale, interpretando quell'occhiata: + +--Signora, le disse, io non intendo disgiungervi da vostro marito, +egli può seguirvi, se ciò gli aggrada. + +Entrammo in una stanzaccia a pian terreno, dove altri uffiziali +facevano colazione, onorando senza ritardo i giamboni, i formaggi ed +i fiaschetti di vino che poco dianzi avevano _legalmente +acquistati_. All'entrare della bellissima donna, tutti quanti si +levarono in piedi. L'Ascolana parlava il francese a meraviglia: +ella, che da parecchi giorni, esausta di forze, scorata, direi quasi +intorpidita dai patimenti fisici e morali, pareva avesse perduta la +loquela; commossa ora dal nuovo infortunio riacquistò d'un tratto +quell'energia, quella vivacità di linguaggio che erano a lei +naturalissime. Sedette a tavola cogli uffiziali; volle che io le +stessi a fianco, e mangiò coll'appettito convulso di chi ha l'anima +fortemente agitata. Alle galanterie francesi rispondeva con una +disinvoltura ammirabile: I poveri soldati, che forse da tre o +quattro mesi non avean fiutata una gonnella, cadevano in deliquio, +si dimenavano sulle scranne, torcevano gli occhi, insomma, per +servirmi d'una frase Dantesca: + + Non avean membro che tenesser fermo. + +--Voi avete là una bella moglie! mi sburravano all'orecchio i +commensali più vicini, empiendomi in pari tempo il bicchiere. + +--Donna adorabile! + +--Donna fascinatrice! + +--Che occhi! + +--Che labbra! + +--Che profilo! + +E nell'alternarsi di questi punti ammirativi, i miei ospiti si davan +premura di riempirmi il bicchiere. Coloro s'eran messa in capo +l'idea d'ubbriacarmi. Vinto il marito, pensavano essi, sarà men +difficile la presa della moglie. Ma io non era un marito, e i +furbacchioni fallirono completamente. Da quanto mi accadde quel +giorno, ho dovuto convincermi che l'avere una bella moglie non è +poca fortuna in certe occasioni. Se l'Ascolana non era meco, +avrebbero forse gli uffiziali francesi pensato ad offrirmi +quell'eccellente colazione? Infatti, gli altri prigionieri erano +rimasti di fuori, agglomerati come caproni sotto la vampa del sole +cocente, a divorare cogli occhi i giamboni e gli altri commestibili +che poco dianzi essi aveano recato alle bocche nemiche. Al mio +povero postiglione era toccata l'ugual sorte. Io mi sovvenni di lui: +lo ricordai all'Ascolana, e questa pregò gli uffiziali di inviargli +qualche cibo. È inutile ch'io vi dica con quanta sollecitudine fu +risposto al voto della bellissima donna. Tutti quanti balzarono in +piedi, e recandosi in mano le scodelle, i piatti, i bicchieri, +corsero ad offrire al postiglione una colazione lautissima. Quel +povero ragazzo, vedendosi onorato in siffatta guisa, non capiva più +in sè dalla gioia; prese i piatti, le scodelle, i fiaschetti; li +adagiò sotto un albero, e mangiò come forse mai gli era accaduto +nella vita. + +Era già il mezzogiorno, quando da Monte Mario venne improvvisamente +un ordine ai soldati di abbandonare quelle posizioni per +ricongiungersi al grosso dell'esercito. Tutti i prigionieri furono +schierati, distribuiti in drappelli e passati in rivista. Grazie +alla buona opinione che s'ha di noi Italiani al di là delle Alpi, +que' malcapitati carrettieri furono frugati e manomessi dal capo al +piede. Il postiglione fu obbligato a levarsi anche gli stivali. I +terribili perlustratori che con una indecenza poco francese avean +eseguito l'uffizio crudele, non avendo trovata arma alcuna, si +guardarono in viso meravigliati, esclamando colla miglior buona fede +del mondo: «Costoro non sono Italiani!» + +Grazie all'Ascolana, mi fu risparmiato quel barbaro affronto. Gli +uffiziali ne offersero un posto sui carriaggi, e vi salirono con +noi. L'Ascolana fu posta a sedere sopra un gran padiglione di +verzura improvvisato alla meglio dagli zappatori, i quali a tal uopo +avevano atterrati quattro o cinque alberetti, e li aveano disposti +sul carro intrecciando ai rami qualche fiore dei campi. + +Il capitano tuonò il comando della marcia, e tutti quanti partimmo +alla volta di Monte Mario. + +Il luogo dove fummo fatti prigionieri, secondo mi venne riferito dal +postiglione e dagli altri compagni di sventura, denominavasi la +_Tomba di Nerone_. + + + + +CAPITOLO XI. + +_Un pranzo a Monte Mario._ + + +Dopo un'ora di marcia, giungemmo alla sommità di Monte Mario, ove +accampava un grosso distaccamento di truppe, sotto il comando del +generale Souvant. + +Entrammo in un magnifico palazzo. Il generale non tardò a comparire. +Girò gli occhi intorno, passando ad uno ad uno in rassegna quei +numerosi prigionieri; poi voltosi a me e all'Ascolana, che in +disparte meditavamo qualche ingegnoso stratagemma per uscire dalle +mani nemiche; signori, ci disse, io non posso permettere che voi +restiate con tanto disagio fra questa canagl.... cioè.... voleva +dire... fra questa brava gente. Noi siamo troppo galanti per +dimenticare i riguardi dovuti ad una bella e giovane signora, dalle +fibre delicate. Io vi offro il mio braccio, o nobile e maestosa +progenie delle Cornelie e delle Lucrezie! Compiacetemi di seguirmi +nell'altra sala in compagnia del vostro signor marito!--Così +parlando, il generale, con una galanteria irresistibile, si +impadronì della donna e con lei si diresse nell'interno del palazzo, +dopo avermi accennato di seguirlo.--I soldati francesi, vedendomi +attraversare il porticato nelle umilianti apparenze di un marito +vittima, ridevano sotto i baffi e portavano le mani alla fronte +facendo un gesto molto pittoresco. + +Il generale ci condusse in una magnifica stanza al piano superiore, +dove trovammo un letto eccellente.--«Riposatevi fino all'ora del +pranzo, disse egli con amabile cortesia; verso le cinque vi faremo +chiamare; spero non rifiuterete di pranzare alla nostra tavola, dove +il mio stato maggiore vi farà allegra corona.... Convien adattarsi +alle circostanze... Siamo sul campo di battaglia, e i nostri cuochi +qualche volta sono distratti dalle bombe... Però le nostre cantine +sono ben fornite... I preti ci mandano da Roma dell'eccellente +Champagne, che il migliore non si potrebbe avere a Parigi. Il +Champagne e l'Orvieto strinsero alleanza nelle nostre cantine... Ciò +mi è di buon augurio per le future relazioni tra l'Italia e la +Francia... Io spero che un giorno le due nazioni si stringeranno la +mano, come io ve la stringo di cuore sin da questo momento.» + +Il generale voleva ad ogni costo mettersi nelle buone grazie... +dell'Ascolana--e frattanto, egli ci aveva fornito la stanza ed il +letto,--dove, in un momento di esaltazione ingovernabile, per noi si +compì finalmente quella parte del rito coniugale, che è reputata la +più dilettevole. + +Tiriamo un velo su quella scena. E d'altronde le sono istorie troppo +comuni--tutti gli animali della creazione passano per quella via. +Si potrebbe discutere sulla maggiore o minore colpabilità +dell'Ascolana: ma la mia questione di teologia morale fornirebbe un +episodio troppo noioso. + +--L'Ascolana non è meno virtuosa, non è meno pura innanzi al +tribunale della mia ragione, e del mio cuore.--Ella ha ceduto ad uno +di quei casi di _forza maggiore_, che ponno riguardarsi una clausola +eccezionale anche nei contratti di fedeltà, stipulati col +matrimonio.--Eravamo stanchi, abbrustoliti dal sole, in uno stato di +esaltazione indescrivibile. Nella stanza non c'era che un +solo letto--un letto molto comodo--ombreggiato da folte +cortine...--angusto--colle sponde rilevate, formanti un declivio... + +Eppure ci eravamo coricati coi più onesti propositi. L'Ascolana +aveva fatto il segno della croce.... io aveva recitato una +giaculatoria... + +Alle cinque ore, un'uffiziale entrò nella camera, per invitarci a +discendere. Fummo condotti nella sala da pranzo. Alla Ascolana era +riserbato il posto d'onore fra il generale ed il suo aiutante +maggiore,--io fui relegato,--come era da prevedersi--all'estremo +confine della tavola. + +Il desinare fu servito lautamente; v'era copia di vivande squisite, +dilicati vini, frutta, confetti, ogni ben di Dio. Al principiare del +pranzo si parlava, poi si venne alle grida; all'ultimo, sturate le +bottiglie dello Champagne, la sala divenne una babele di schiamazzi. + +Quattro importanti questioni, di genere affatto opposto, +alimentavano la impetuosa loquacità dei commensali.--Musica, guerra, +politica e gastronomia! + +Io mi ero prefisso di secondare in ogni cosa i miei ospiti. +Cionullameno, verso la fine del pranzo, le incredibili enormità e i +nuovi spropositi che circolavano per la sala, e sopratutto la +sprezzante albagia di un ufficiale nel disconoscere lo scopo e la +giustizia della nostra rivoluzione, mi inagrirono il sangue. Tutti i +calcoli della prudenza furono in un punto soffocati da un impeto di +bile. L'amor di patria e lo Champagne infiammarono la mia +eloquenza--io presi a difendere la rivoluzione con tutta la vigoria +delle mie note cantonali; sicchè in breve pervenni a dominare +l'assemblea. L'Ascolana mi incoraggiava col baleno degli occhi e +colla intercessione di una gentile parola, ogniqualvolta gli +irritabili uditori accennavano di prender fuoco. + +La discussione prese forma di una grande _aria da baritono con +accompagnamento di coro_. + +Permetti, lettore che io ne trascriva le parole, onde tu possa di +tua fantasia applicarle la musica. + + + + +CAPITOLO XII. + +_Fra due repubbliche._ + +(Grande aria per baritono con accompagnamento di coro). + + +_Baritono._ Vi ho detto fin da principio ch'io sono un primo +baritono assoluto; ma poichè vi ostinate a credermi un repubblicano, +lasciamo correre l'ipotesi, o piuttosto fissiamola come punto di +partenza. Alla mia volta, o signori, permettete che io vi chiegga +qual parte siate venuti a rappresentare voi sotto le mura di Roma. + +_Coro._ Noi siamo soldati della repubblica francese! + +_Bar._ Alla buon'ora! Dunque, se io fossi soldato della repubblica +romana, noi ci troveremmo su due campi avversarii a combattere per +lo stesso principio. In verità che le mie idee si confondono. Come +si spiegano questi rapporti contradditorii fra due popoli, che +dovrebbero chiamarsi fratelli nel vincolo di una identica +costituzione, e invece si azzuffano accanitamente per..? + +_Coro._ Per ristabilire l'ordine pubblico. + +--Per liberare i romani dall'oppressione straniera... + +--Per proteggere il papa contro gli attacchi di pochi +rivoluzionarii. + +--Per difendere la religione cattolica, apostolica... + +_Bar._ Basta, signori; ho capito. Per tal modo voi venite a +dichiarare che repubblica è sinonimo di disordine, che gli Italiani +debbono considerarsi come stranieri in casa propria; che il papa è +tanto screditato ed impotente, da non poter resistere da solo contro +gli attacchi di pochi faziosi; che la religione cattolica +apostolica, ecc., ecc., ha cessato di essere una forza morale, ed ha +bisogno, per sorreggersi, delle vostre baionette. Quanto alla prima +questione, mi permetterete di farvi osservare che l'idea di +costituirci in repubblica è una conseguenza dell'esempio che voi ci +avete dato. Non credevamo che una forma di governo, conquistata da +voi con tante rivoluzioni e tanto sangue, trapiantandosi da +Parigi a Roma, divenisse sinonimo di disordine e di anarchia. +Aggiungerò--vedete come è ingenua la logica degli Italiani!--che la +repubblica di Roma faceva assegnamento sul vostro appoggio morale e +materiale--e in caso di coalizione europea, non contava che un solo +alleato possibile, la Francia repubblicana. + +_Coro._ _Tiens! tiens!_... + +--_C'est drôle!_ + +--_C'est bête!_ + +_Bar._ Voi dite che Roma è violentata dagli stranieri... + +_Coro._ _Oui! des lombards! des toscans! des piemontais! des +vénitiens!_ + +_Bar._ Voi mi confondete, signori.--Se i lombardi, i toscani ed i +veneti, in Roma debbono considerarsi come stranieri, voi avete mille +ragioni di prendere il loro posto, ed io sto per credere che i veri +Italiani... siate voi... Ma non perdiamoci a cavillare sopra una +questione che potrebbe risolversi colla carta geografica. Qualcuno +di voi, a giustificare l'intervento, vuol farmi credere ch'esso +abbia per iscopo di proteggere il papa contro la rivoluzione... Ma, +in nome di S. Pietro apostolo! che altro è mai questa nostra +rivoluzione se non la risposta di tutti gli Italiani all'appello del +pontefice, la conseguenza diretta ed immediata della splendida +iniziativa presa da Pio IX?--I Lombardi insorsero contro l'Austriaco +ed eressero le barricate al grido di viva Pio IX! Questo grido fu +scritto sulle nostre bandiere, questo grido fu ripetuto dal nostro +esercito sui campi di Goito e di Somma Campagna.--Concorrendo alla +terribile crociata contro i suoi mille tiranni, l'Italia, più che +una rivoluzione, compi un atto di fede cristiana. Chi ha mancato? +chi ha tradito? qual fu il primo disertore nel momento della +lotta?--Quegli stesso, che l'aveva iniziata, e benedetta nel nome +di Dio. Perchè il Capo ci fornì l'esempio nefando, vorrete voi +condannarci di non aver disertato in massa?... Questi soldati, +questi Italiani, che voi perseguitate, che voi venite a snidare +dall'ultimo asilo della libertà, non d'altro sono colpevoli fuorchè +della loro troppa fede in Pio IX. Perdonate, signori uffiziali, s'io +vi parlo con qualche vivacità. Ma io mi trovo in tal posizione, da +cui la balordaggine umana mi apparisce tanto deforme che quasi mi +vergogno di appartenere alla specie. A che giovano le lezioni della +istoria, a che giovano i progressi della libertà, quando ad ogni +tratto vediamo trionfare l'assurdo, e la follia distruggere in pochi +mesi il progresso di un secolo?... La repubblica!... L'ideale del +migliore dei governi, che ha per epigrafe: libertà, uguaglianza e +fratellanza.--Non è questa la nostra insegna?... Pure, le due +repubbliche si guardano in cagnesco... La libertà dell'una osteggia +la libertà dell'altra--si accusano--vengono alle mani,--da ambo le +parti si prodiga il sangue--e intanto, fra queste due repubbliche +che si sgozzano, un prete ed un croato, seduti ad una tavola +grassamente imbandita, aspettano tranquillamente l'ora di riprendere +lo scettro del mondo.--Io concludo: se è vero che voi siate +repubblicani, la repubblica non è altro per voi che una formola di +transazione per ricondurre i popoli, da un governo moderatamente +liberale, all'assolutismo più dispotico. + +Il generale Sauvant non pose tempo in mezzo; diede alcuni ordini al +Còrso, il quale, rientrato pochi minuti dopo nella sala, disse ad +alta voce: la vettura è pronta! + +Allora il generale, voltosi gentilmente all'Ascolana:--Signora, le +disse, noi siamo ben lieti di usare a vostro pro del dritto di +grazia a noi concesso. Fra un'ora sarete in Roma, a fianco di vostro +marito--voi potete partire all'istante. + +Tutti ci levammo in piedi per farle cortegio infino alla vettura. +Ella era pallida in volto, e a stento camminava, e non profferiva +parola. Io l'aiutai a salire in vettura; e stringendole la mano, le +sussurrai all'orecchio alcune frasi sconnesse che mal traducevano i +tanti e variati sentimenti che in quel punto mi cozzavano nel cuore. + +«Addio, bella Italiana, dissero gli uffiziali. Fra due giorni ci +rivedremo.... Dite a que' bravi Romani che fra due giorni verremo a +far colazione anche noi al _caffè delle belle arti_, e a fumare uno +zigaro sulla Piazza del Popolo.» + +La vettura si mosse, e scendendo pel ripido pendìo, scomparve ben +tosto dai nostri sguardi. + +Io cercava dissimulare il profondo cordoglio di quella improvvisa +separazione. Dissi dunque agli uffiziali: + +--A quanto pare, voi contate d'esser fra due giorni padroni di Roma? + +--È colpo sicuro!... + +--Per qual porta entrerete? + +--I Francesi non entrano mai per le porte... + +--Al diavolo i rodomonti! sclamai in buon italiano, per dar sfogo +alla rabbia che mi strozzava. + +--Che avete detto? + +--Ho detto che son rimasto senza moglie... e che ora i buoni pranzi +sono finiti! + +Di tal modo finì la mia grande aria. Ma il coro che si era +intercalato al recitativo e alle prime battute dell'adagio, non +concorse all'effetto delle cadenze.--Qualcuno degli uffiziali, con +un cenno leggiero della testa, mostrò di arrendersi al mio +ragionamento--altri si scambiarono furtivamente delle occhiate +d'approvazione--finalmente, i più avversi alla logica, risposero con +una crollatina di spalle, che mi fece inorgoglire. Erano convinti, +ma non osavano confessarlo. + +Fu breve silenzio nella sala. La bella Ascolana, per distrarre le +menti da una questione, che avea messo i miei ospiti in tanto +imbarazzo, si volse con amabili accenti al generale per chiedergli +qual sorte fosse a noi destinata. + +La risposta del generale, come ognuno può immaginare, mi interessava +grandemente. + + + + +CAPITOLO XIII. + +_I buoni pranzi finiscono._ + + +--In poche parole vi metto al chiaro della situazione, prese a dire +il Sauvant.--Voi siete prigionieri di guerra, e come tali io debbo +inviarvi al quartiere generale, ove, dopo breve esame, sarete +giudicati. Da questa misura sono eccettuate le donne, quelle almeno +che non si lasciano prendere colle armi alla mano. Per esse noi +abbiamo il diritto di grazia, e ben volontieri ne useremo a vostro +vantaggio, amabilissima signora, se non foste vincolata ad un uomo, +che voi senza dubbio vorrete seguire giusta il precetto cristiano: +la donna seguirà il marito, ecc., ecc., con quel che segue. + +--E in qual modo esercitate voi il diritto di grazia verso le +persone del mio sesso? domandò l'Ascolana con volto radiante. + +--Rimettendole sul loro cammino, od anco facendole scortare da gente +fidata fino alle porte di Roma. + +--Se ciò è, voi potete da questo momento esercitare il vostro +diritto di grazia verso questa donna, diss'io al generale. + +--Che! separarvi dalla moglie! sclamarono i commensali.--_C'est +drôle! c'est incroyable!_ + +--Signori, cessate dal far le meraviglie. Questa donna ch'io vi ho +presentato per mia moglie, allo scopo di guarentirle il rispetto ed +il decoro, non è che una mia compagna di viaggio, colla quale mi +incontrai per caso in un paesello delle Marche. Essa altro non brama +fuorchè di por piede entro le mura di Roma, per abbracciare il suo +vero marito, dal quale fu per lunga pezza disgiunta. + +Qui mi fu d'uopo narrare dettagliatamente l'istoria del mio incontro +coll'Ascolana a Grottamare, l'intendimento del viaggio, e tutto +insomma dall'_a_ alla _zeta_ quanto ci era accaduto. + + + + + + +Storia di Milano dal 1836 al 1848. + + + + +STORIA DI MILANO +dal 1836 al 1848 + + +Sotto l'oppressura di una indigestione solennemente cattolica, io mi +accingo ad un lavoro altrettanto grave che proficuo; a scrivere la +Storia di Milano dall'anno 1836 al 1848. Voi tosto comprenderete che +io scrivo dietro incarico di un editore, al quale preme, se non mi +inganno, di aggiungere due nuovi volumi alle opere del Verri e del +De-Magri, oggimai screditate completamente. Conviene adunque, che io +raccolga i pensieri a capitolo--l'impresa è molto arrischiata, ma io +solo conosco l'alta mercede che mi attende. + +Raduniamo i materiali. Io detesto gli sgobboni che fabbricano la +Storia sui libri altrui, sulle testimonianze poco attendibili dei +giornali e sulle postume adulazioni delle medaglie e dei marmi +sepolcrali.--D'altronde, non l'ho io veduta coi miei propri occhi la +Storia di Milano dal 1836 al 1848?--Questa riflessione mi fa +incanutire venti peli della barba, ma in ogni modo mi conforta e mi +infonde lena al lavoro. + +Aduniamo le nostre reminiscenze--senza ordine--senza legge--come +vengono.--Cosa era Milano dal 1836 al 1848?--O piuttosto: qual era +Milano?--A tale interpellanza, mi si affaccia il caos... Dodici anni +mi si affollano intorno, urtandosi, sospingendosi, assordandomi +l'orecchio di grida diverse. L'immortale questurino di Siviglia non +si trovò a peggior condizione della mia, allorquando salì in casa di +don Bartolo per rimettervi l'ordine. + +Se non m'inganno, fu nell'anno 1838 che S.M. Apostolica l'imperatore +Ferdinando d'Austria venne a Milano per farsi incoronare Re +d'Italia. A quell'epoca, per ricordare l'augusto, si diceva +generalmente; il _nostro imperatore_, taluni, più ingenui: il +_nostro buon imperatore_.--Molti nobili lombardi si recavano ad +onore di vestire la divisa di uffiziali tedeschi... C'erano, +all'entrata di S.M., delle guardie italiane sfolgoranti d'oro e di +perle;.. una meraviglia di splendore, di pompa, di beatitudine +generale. Non ricordo se il cholera ci abbia fatto la sua prima +visita, innanzi, o dopo l'incoronazione di Ferdinando. Il perfido +morbo si diè a conoscere verso quell'epoca, ed anche allora si +rinnovarono scene atroci e balorde, non molto dissimili da quelle +che il Manzoni descrisse nel suo sublime romanzo. Il popolaccio è +sempre uguale in ogni tempo--è sempre la gran bestia. + +Di politica nessuno fiatava.--Le contrade erano illuminate da +lampade ad olio, e i riverberi delle fiamme acciecavano affatto il +passeggiero.--I Milanesi menavano gran vanto della loro pulitezza e +i marciapiedi, frattanto, erano attraversati da rigagnoli che non +sentivano di muschio. La cattedrale, ammirata dagli stranieri, +serviva da pisciatoio ai più civilizzati, i quali, per maggior +vilipendio dell'edificio, erano in buon numero.--La città si +svegliava verso le undici del mattino; i veri _lions_ non apparivano +in pubblico che alla una dopo mezzodì.--Si incontravano al Corso dei +giovanotti di sedici ed anco di diciotto anni, vestiti colla +giacchettina corta, profilata alle natiche, accompagnati dal tutore +o dal pedagogo, il quale ordinariamente era prete. Il cappello a +cilindro torreggiava sulla testa degli eleganti a porta Renza ed ai +pubblici giardini; ma c'era pericolo ad affrontare, con quel simbolo +in testa, i terraggi di porta Ticinese e i rioni di porta +Comasina.--Quando al Corso passavano in cocchio l'arcivescovo o il +vicerè, non c'era alcuno che non levasse il cappello. L'arcivescovo +era tedesco e si chiamava Carlo Gaetano conte di Gaisruk; il vicerè +si firmava Rainieri. Nel 1840, i figli di quest'ultimo, due figuri +lunghi e rasi sotto la nuca, venivano salutati al corso con qualche +affettazione di rispetto e berteggiati dietro le spalle a voce +bassa.--Gli uffiziali austriaci portavano l'abito borghese.--Il +governatore, il conte Pachta, il Torresani, il Bolza, godevano di +una autorità illimitata.--C'era un casino di Nobili e un casino di +Negozianti, rivaleggianti di supremazia. + +L'aristocrazia e il commercio si guardavano biecamente. I giovanotti +di _buon genere_ si ubbriacavano di Porto o di Madera, e da ultimo +si suicidavano coll'absinzio. Questa atroce bevanda si introdusse a +Milano verso il 1840.--La moda dei mustacchi e della barba completa +incontrava degli oppositori pertinaci e accaniti. Molti padri di +famiglia tenevano il broncio ai figliuoli od ai nipoti per una +leggiera insubordinazione di peli. Due fratelli Clerici +rappresentavano le più belle e più complete barbe di Milano. I +vecchi, gl'impiegati, e in generale, tutti i così detti uomini seri, +si radevano scrupolosamente dal naso al gozzo. Gli studenti che +portassero barba o mustacchi rischiavano compromettere il loro +avvenire; ordinariamente venivano rinviati dall'esame, od anche +eliminati dalla scuola. + +Tre quarti della popolazione non conosceva altro mondo, fuori di +quello rinchiuso entro il circuito dei bastioni. La attivazione +della ferrovia fra Monza e Milano fu un avvenimento colossale, che +parve prodigio. Si udivano dei vecchi esclamare: Ora che ho veduto +questa meraviglia, sono contento di morire! e parecchi morirono +infatti. L'apertura del caffè Gnocchi in Galleria De Cristoforis +inspirava due lunghi articoli alla _Gazzetta di Milano_; quasi +altrettanto rumore levò l'apertura del caffè dei _Servi_, e più +tardi l'inaugurazione della bottiglieria di San Carlo. + +I _Cafè-restaurants_ non esistevano prima del 1840--nel 1847 si +contavano sulle dita. La colazione di lusso consisteva in un _caffè_ +e _panera_, con due _chiffer_ o pannini alla francese.--Questa lauta +colazione costava otto soldi di Milano. Non era permesso fumare in +alcun luogo pubblico, e, innanzi al 1844, erano guardati di mal +occhio e tacciati di malcreanza i pochi scioperati che osavano +inoltrarsi, collo zigaro in bocca, sui bastioni di porta Renza, o +dentro i pubblici giardini durante il trattenimento della banda. Le +signore, all'appressarsi di uno zigaro, fingevano il deliquio: alla +vista di una pipa inorridivano del pari il gracile e il forte sesso. + +In materia culinaria, l'istinto pubblico tendeva al grasso e al +pesante. + +Gli Ambrosiani non avevano ancora degenerato al punto da proscrivere +il _cervelaa_ dal risotto. Il buon vino, il vino corroborante e +stomatico doveva innanzi tutto essere un liquido opaco. Si mangiava +eccessivamente ad ogni ricorrenza di solennità ecclesiastica; nel +resto dell'anno una parte del popolo digiunava per compenso. Questo +popolo non aveva giornali, nè libri--la sua letteratura erano le +_bosinate_--la sua politica si riassumeva nel motto: _Viva nûn_ e +_porchi i sciori!_--Porta Comasina e porta Ticinese si detestavano; +esistevano, dentro i bastioni, antagonismi feroci, come fuori, tra +villaggio e villaggio. A porta Ticinese, verso l'imbrunire, una +persona civilmente vestita rischiava la fine di santo Stefano. + +La _Gazzetta di Milano_, il solo foglio che trattasse estesamente la +politica, usciva in formato modestissimo; il suo primo articolo +verteva ordinariamente sulle questioni della China. Al compleanno ed +al giorno onomastico di S.M. l'imperatore d'Austria, il foglio +usciva stampato a caratteri d'oro e tutto ornato di rabeschi. In +quelle ricorrenze, la _boemia_ dei poetastri gracidava dalla +_Gazzetta_ i suoi inni pindarici. I poeti e i letterati, meno +qualche eccezione, passavano per spie. + +La calunnia non rispettava le grandi intelligenze, e imperversava +sulla turba degli scribacchiatori. Qualunque letterato non avesse +una posizione determinata, qualunque non fosse in grado di esporre +al pubblico il bilancio attivo e passivo delle proprie finanze, +cadeva in sospetto di agente dell'Austria. A Milano, come si vede, +gli uomini di lettere furono in ogni tempo assai corteggiati +dall'opinione pubblica. + +Il _Pirata_, foglio teatrale del dottor Francesco Regli, era letto +avidamente. Luigi Romani istituiva il _Figaro_; Pietro Cominazzi la +_Fama_ che esiste tuttora; il signor Pezzi dettava critiche +letterarie e teatrali nel _Glissons_: c'era un _Bazar_ diretto dal +Boniotti. Da Torino giungeva fin qui il _Messaggere torinese_ +diretto dal Brofferio; Firenze, più tardi, ci mandava una _Rivista_ +redatta dal Montazio. In fatto di letteratura periodica non si +andava più in là.--Erano per la massima parte fogli teatrali, ma in +allora il teatro costituiva la massima preoccupazione della società +colta; epperò il _Pirata_, il _Figaro_ e la _Fama_ erano aspettati +avidamente e letti da quanti sapevano leggere. + +Il caffè del Duomo, emporio di letteratura e di letterati, offriva +anche il _Politecnico_ e la _Rivista europea_, il _Débats_, la +_Rivista piemontese_, l'_Allgemeine_ ed altri pochi periodici +provenienti dall'estero. Nei principali caffè di Milano, all'infuori +della _Gazzetta_ e del _Pirata_, nessun foglio stampato. I pedanti +muovevano guerra al Manzoni, e stampavano libelli da fare +raccapriccio. Tommaso Grossi, aggredito accanitamente dalla critica +pe' suoi _Lombardi_, abbandonava iracondo il campo delle lettere per +rifugiarsi nel notariato. + +La satira inferociva coi grandi. Tutte le ire, le contumelie, le +calunnie che oggidì si disfogano nella lotta politica, si +addensavano allora sulle teste dei poeti e degli artisti, e su +quelle andavano a rovesciarsi furiose e mortifere. È la storia del +passato, sarà la storia dell'avvenire. Esisterà sempre una lega di +inetti, di mediocri e di impotenti, per combattere le intelligenze +superiori, per contristare la esistenza di chi opera ed emerge. + +Si mangiava a buon patto, e un vino detestabile si smaltiva dai +brugnoni per otto, per sei soldi al boccale. All'osteria della +Foppa, si pranzava al prezzo di una lira austriaca. Quel pranzo si +componeva di tre piatti, minestra, vino, giardinetto. Nell'osterie +ed anco negli alberghi di lusso, la mensa era rischiarata da candele +di sego. Ad ogni mutamento di piatto, il _piccolo_ andava in giro +collo smoccolatoio--la fuliggine pioveva nelle zuppe. + +I secchi dei lattivendoli giravano scoperti nelle vie, o solo +coperti da uno strato di mosche. In ogni via aprivasi un macello; i +suini ed i vitelli, trascinati brutalmente sui carri, intronavano +dei loro gemiti le vie.--I monsignori del Duomo si distinguevano per +la rotondità dell'addome: gli altri ministri del culto, meno qualche +professore damerino, facevano gara di collaretti _bisunti_. Della +decenza pubblica si teneva poco conto. Mentre i fianchi del Duomo +venivano liberamente usufruttati per sfogo di una secrezione meno +pura; presso gli scalini, in sul far della notte, si davano convegno +barattieri e ruffiani d'ogni specie, i quali senza scrupolo di +sorta, offrivano ai passanti la merce proibita. Nel centro della +città, a poca distanza della cattedrale, esistevano case di vizio. A +tutte le ore del giorno, le più sozze femminaccie scendevano in +sulla porta, o affacciavansi alle finestre, e colla voce o con gesti +laidissimi invitavano a salire. Ai veglioni della Canobbiana e del +Carcano, ebbrezza e dissolutezza inenarrabili. In una notte di +sabbato grasso, al teatro Fiando, si dovette sospendere il veglione, +e i poliziotti fecero sgombrare la sala, perchè i _cavalieri_ +danzanti s'erano spogliati infino alla camicia. + +Risaliamo alle regioni elevate. Marchesi godeva fama di scultore +eminentissimo; Hayez dominava nella pittura storica; Canella e Bisi +nel paesaggio; Sabbatelli era insuperabile negli affreschi, Molteni +era chiamato l'imperatore dei ritrattisti, Sanquirico, scenografo +della Scala e cavaliere di più ordini, riceveva, con alterezza +principesca, principi visitatori. Rossini, Bellini e Donizetti +fornivano il repertorio musicale ai grandi e piccoli teatri. +Piacevano due o tre opere di Mercadante. Pacini, già quasi obliato, +nel 1842 riviveva glorioso colla _Saffo_. Alla Scala si +rappresentavano con successo i _Falsi Monetari_ del Rossi, lo +_Scaramuccia_ e la _Chiara_ del Ricci, il _Furioso_ di Donizetti, il +_Buontempone_ del Mandanici, tutte opere in oggi obliate o dannate +al ludibrio dei piccoli teatri. La Malibran era morta, la Pasta +abbandonava la scena; Rubini, Lablache, Tamburini, Galli e gli altri +creatori illustri delle opere di Rossini e di Bellini, emigravano +all'estero per cogliere paghe favolose nei teatri di Londra e di +Parigi. Salvi, Moriani, Ronconi, la Tadolini, la Strepponi, la +Schoberlechner, Poggi, la Frezzolini, Guasco, Debassini, Ferri, +aprivano, con altri pochi valenti, l'epoca nuova. Fervide, accanite +polemiche suscitavano la Cerrito e la Taglioni; una pantofola della +Cerrito era pagata duecento franchi. La Elssler, apparsa più tardi, +faceva obliare le due antagoniste avventurate; il pitale +della Elssler fu comperato da un fanatico al prezzo di lire +seicento.--Nella quaresima del 1842, coll'opera il _Nabucco_, si +palesava un nuovo atleta dell'arte musicale, il maestro Giuseppe +Verdi. Tutti i dotti si scatenarono atrocemente contro lui, ma il +pubblico non tardò un istante a rendergli omaggio. Gustavo Modena +recitava al Lentasio la _Zaira_, il _Luigi XI_, l'_Oreste_, il +_Filippo_, e di là passava al Carcano ed al Re, dove la sua forte e +poetica declamazione produceva insoliti effetti. + +Al teatro Re, nella stagione di quaresima, recitava periodicamente la +Compagnia Sarda, che contò, fino all'ultimo, attori distintissimi. +La Ristori, al fianco della Marchionni, rappresentava le +parti ingenue ed amorose, tipo ideale di bellezza. Nell'arte +drammatica emergevano il Vestri, attore unico nel suo genere, il +Bon, il Taddei, il Gattinelli, il Ventura, la Robotti, la Romagnoli, +il Dondini--Ernesto Rossi, Tommaso Salvini, la Sadowiski, il +Maieroni, e quasi tutti gli attori più illustri dei tempi nostri, +aggregati alla Compagnia di Gustavo Modena, si ispiravano alle +lezioni ed agli esempi di quel grande. La Compagnia Lombarda +istituita da Giacinto Battaglia e diretta dal Morelli, arruolava +sotto le sue bandiere il fiore delle giovani reclute, iniziando, pel +teatro drammatico, un'era novella. Scrivevano per la scena italiana +il Bon, il Nota, il Brofferio, il Giacometti ed altri pochi. +Giacinto Battaglia e Giuseppe Revere fornivano qualche dramma +storico non sì tosto applaudito che obliato. Goldoni era sempre +gustato. Il repertorio di Scribe e d'altri autori francesi godeva +pieno favore. Si tentarono per la prima volta le tragedie di +Shakespeare e di Schiller; l'_Otello_ recitato dal Modena, fu al +teatro Re male accolto; assai bene il _Wallenstein_. Una tragedia di +Manzoni, recitata parimenti dal Modena, ottenne fredda accoglienza. +Si leggevano avidamente i versi milanesi del Raiberti. Il primo +dramma di Revere, _Lorenzino de' Medici_, levò qualche rumore. +Rovani, a dicianove anni, pubblicava un romanzo storico, il +_Lamberto Malatesta_. Uberti esordiva alle lettere con un frammento +di poema in versi sciolti, _Le quattro stagioni_. Tutti i romanzi +storici e le novelle storiche apparse dopo i _Promessi Sposi_ e il +_Marco Visconti_, arieggiavano lo stile di Manzoni e di Grossi. La +_povera tosa_ metteva il capo dappertutto. Correva manoscritta una +mesta poesia in morte di Silvio Pellico, nè vi era alcuno che non +sapesse recitarla a memoria. Quella poesia cominciava coi versi: +_Luna, romito aereo, Tranquillo astro d'argento_.... + +I romanzi del Guerrazzi, superato il confine, passavano da mano a +mano, divorati ansiosamente dai giovani. Giusti e Leopardi erano +poco noti; del Giusti erano lette furtivamente le prime poesie che +giravano manoscritte. Le donne leggevano Prati, e si intenerivano +alle amorose peripezie di Ermenegarda. I professori di rettorica ed +i giovani poetanti inveivano acerbamente contro il gentile e +melodioso poeta, ma tutti poi lo imitavano, e, come al solito, lo +superavano nei... difetti. Le opere dell'ingegno fruttavano poco ai +mediocri, ma i distinti ne coglievano frutti, comparativamente +lautissimi. Tommaso Grossi dai _Lombardi alla prima Crociata_ +ritrasse da quindici a ventimila lire; Cesare Cantù colla _Storia +Universale_ e con altre opere istoriche pubblicate dippoi, arrichì. +Ma anche allora c'erano poeti e letterati che facevano pietà a +vederli, quando non ispiravano terrore. Faccie smunte, soprabiti +scuciti, e colli da struzzo. La letteratura più affamata pranzava +alla trattoria del Popolo, dove non pochi cantanti e ballerini +gareggiavano coi poeti di appetito. Le appendici letterarie e +teatrali della _Gazzetta di Milano_ portavano alternativamente i +nomi di Lambertini, Piazza, Biorci, Cremonesi. Scrivevano libretti +d'opera Felice Romani, Rossi, Bidera, Cammarano, Sacchero e Giorgio +Giachetti. Nei palchetti della Scala, durante la rappresentazione +dell'opera, si giuocava a tarocco e qualche volta si cenava. Nel +massimo teatro le panche della platea erano coperte di una grossa +tela giallastra; le scale nude di tappeti, la scena illuminata +tetramente. Alessandro Guerra, famoso equitatore, godeva una fama +napoleonica.--Era gustata la birra Tarelli, e qualche signora +suggeva deliziosamente la gazosa di fambros. Il caffè Mazza era +rinomato per la confezione dei sorbetti, il caffè di Brera +per gli squisiti tortelli, la chiesa di San Marco per i suoi +predicatori.--Il vicerè Rainieri, la sera del giovedì santo, si +prestava gratuitamente a lavare i piedi di dodici vecchioni dello +stabilimento Triulzi: tutte le dame e i gentiluomini di buon gusto +facevano a gara per assistere a quello spettacolo. La contessa +Samayloff si rendeva celebre per una mascherata di gatti, e faceva +celebrare con pompa inaudita i funerali di una cagnolina. + +Uno zigaro di virginia costava due soldi di Milano.--Il conte Giulio +Litta scriveva delle opere musicali applaudite, su libretti del +poeta Rotondi suo pensionato. Alla Scala piaceva l'_Ildegonda_, +musica e poesia di Temistocle Solera.--I matrimoni dell'aristocrazia +coll'arte erano rari come quelli della nobiltà col commercio. Levò +immenso rumore il matrimonio della contessa Samayloff col Pery, un +oscuro baritono che rappresentava al teatro di Como la parte di +Carlo V nell'_Ernani_.--Al corso, nella prima domenica di quaresima, +non apparivano che carrozze ed equipaggi di lusso. Non esistevano +ancora gli ignobili _broughams_. Una dozzina di carrozzoni +sepolcrali facevano il servizio della intera città.--La processione +del _Corpus Domini_ costituiva uno degli spettacoli più grandiosi e +più popolari dell'epoca; rampolli di illustri famiglie figuravano da +angioli nel corteggio. Uomini di censo e di una serietà +indiscutibile, si contendevano l'onore di sostenere il +baldacchino.--Nelle grandi arsure dell'estate c'era un espediente +sicurissimo e poco complicato per ottenere la pioggia; si esponevano +alla pubblica venerazione due angiolotti di legno. Le fanciulle da +marito filavano l'amore sentimentale nei boschetti di porta +Renza, ai Servi ed al Carmine, durante la messa, e al teatro +Filodrammatico. Le chiese erano affollatissime in ogni ricorrenza di +triduo serale; giovinetti dai venticinque a trent'anni assistevano +alle cerimonie religiose col ginocchio piegato, col libro delle +preghiere nella mano destra. Questi devoti solevano impiegare +abbastanza vantaggiosamente anche la mano sinistra.--Alla _Corona_, +all'_Agnello_, al _Falcone_, al _Cappello_, e in tutti gli alberghi +di tal rango, si alloggiava al prezzo di una lira al giorno. I +cittadini erano gai: nelle famiglie si giuocava all'oca ed alla +tombola e qualche volta si faceva un po' di musica e si ballava +all'oscuro. Lotterio e Battezzati, un baritono ed un basso +dilettanti, erano contesi dalla borghesia. Il principe Emilio +Belgioioso era un tenore stupendo, il conte Pompeo, basso profondo +di primo ordine, cantava a Bologna lo _Stabat Mater_ di +Rossini.--Una libbra di manzo si pagava diciasette soldi, e metà +della popolazione non assaggiava carne che alla domenica o alle +grandi solennità della chiesa. Si parlava meneghino su tutta la +linea. Al Corso di Porta Renza tutti portavano i guanti; sulla porta +dell'Hagy stazionavano ancora parecchi milionari. Saper nulla era +lusso, moda l'inerzia e la _ciocca_. + +La contessa Samayloff era la _lionne_ di Milano. Una sera, al teatro +Re, ella recitò con molto garbo una parte principalissima nel dramma +francese _Le prime armi di Richelieu_. La rappresentazione aveva +scopo benefico, e il canonico Ambrosoli sedeva nell'atrio del teatro +a sorvegliare il bacile. Le dame, per invidia, detestavano la +contessa; i poveri ne dicevano il maggior bene.--La moglie del +vicerè Rainieri, dal suo palchetto alla Scala, dardeggiava col +binoccolo i giovinotti più alla moda. Uno dei _lions_ più avidamente +occhieggiati dalla arciduchessa, si compiaceva di imbarazzarla colle +sue pose stranissime e non affatto decenti.--Produsse gran +sensazione un incendio avvenuto a Corsico, che divorò buona parte +del paese.--Un fallimento dava materia a discorrere per parecchi +anni, e la famiglia di un fallito vestiva a lutto o spariva dal +consorzio cittadino.--In fatto di equipaggi, non era permesso il +tiro a sei che a S.A.I.R. il Vicerè, ed a Sua Eminenza monsignor +l'Arcivescovo.--Il vicolo delle _Ore_ e il sottopassaggio che +dall'interno del Duomo metteva all'Arcivescovado erano i punti +prescielti pei convegni amorosi. Verso le estremità del boschetto +pubblico prospicienti la strada Isara, si presentavano sul far +della notte, dei gruppi mostruosi.... L'osteria dei Tre Scranni si +rese celebre per una avventura degna di figurare nel _Decamerone_, e +lo sgraziato protagonista, che finì imprigionato, per disdoro della +curia era un prete.--In estate, le bande tedesche chiamavano al +caffè Cova una folla mista di buontemponi e di fanciulle da marito. +L'ingresso al caffè costava mezza lira e questa dava diritto alla +consumazione di un gelato. I Baconi, i Paumgarten ed i Kaiser +fornivano le migliori bande musicali.--La varietà delle monete era +notevolissima e qualche volta imbarrazzante, contuttociò il popolo +ambrosiano non potè mai divezzarsi dal contare in lire milanesi. +Esistevano spezzati di ogni valore; il centesimo, il sesino, il tre +centesimi, il soldo, il carantano, la parpagiuola, il tre e mezzo, +il quartino, il nove meno un quattrino, il diciasette e mezzo, il +dicianove soldi (tre lire di Parma), il venti soldi. Il valore della +svanzica andò gradatamente elevandosi dai ventitrè ai venticinque +soldi di Milano. Fino al 1848, ebbero gran voga i crocioni e i +quarti di crocione. Il _Trentanove_ ebbe gli onori di una brillante +poesia dettata da Ercole Durini, gentiluomo amabilissimo e ricco di +ingegno. + +Fra le monete d'oro, figuravano ancora le pezzette, gli zecchini, le +colombie, le sovrane, le papaline, le messicane, le genove, i luigi, +le parme.--Il duca Litta, recandosi a Lainate con legno di posta, a +ciascun postiglione gettava per mancia un marengo.--I ballerini ed i +mimi, notevoli per la loro chioma raffaellesca, stazionavano sulla +porta del caffè della Cecchina, detto dei _virtuosi_. Effisio Catte +faceva colazione nella retro bottega del salsamentario Morandi; +Gumirato, un tenore in perpetua disponibilità, pranzava tutti i +giorni dell'anno col caffettiere del teatro Re, pagandolo di facezie +e di epigrammi.--Non esistevano giornali umoristici; il _Cosmorama +Pittorico_, istituito dallo Zini, contava settemila abbonati.--In +piazza Castello si giuocava al pallone.--In una bottega sulla Corsia +del Duomo, si offerse per circa sei mesi uno spettacolo di pulci +ammaestrate, le quali eseguivano diversi esercizi ginnastici; tutta +Milano corse ad ammirarle.--Il Meneghino Moncalvo recitando alla +Stadera ed alla Commenda, si faceva imprigionare regolarmente due +volte alla settimana per l'arditezza delle sue allusioni +antiaustriache. Il teatro Santa Radegonda, a cui si ascendeva per +una scala di legno, era più angusto, più sudicio e più tetro che non +sia al presente.--Merelli, impresario del teatro alla Scala, +possedeva una superba villa a Lentate, e dava commissioni ai più +celebri pittori e scultori.--Rovaglia vestiarista degli imperiali +regi teatri, sfoggiava sul corso un magnifico equipaggio.--L'agente +Burcardi veniva giustamente considerato il più magro cittadino di +Milano.--L'abate Gianni, un colossale gigante, regalava +pubblicamente due schiaffi al figlio di Radesky, che lo aveva +insultato, e n'aveva dal generale felicitazioni ed encomii.--Di +duelli non si udiva parlare; le quistioni più complicate si +scioglievano col metodo estemporaneo dei pugni e delle reciproche +bastonature.--Le teste dei poliziotti, nei quartieri di porta +Ticinese e di porta Comasina, furono più volte sprofondate nel vano +dei loro kepy torreggianti.--I barabba portavano gli orecchini e si +radevano la nuca; i garzoni da macello si distinguevano per due +enormi ricci poco simmetrici, striscianti sull'orecchio.--Prima del +1840, il tabarro costituiva l'indumento invernale più usitato. Vi +erano tabarri da quattro, e persino da otto a dieci pellegrine. Il +_paletot_ veniva generalmente adottato verso il 1841.--Il giorno di +Pasqua, fosse pioggia o bel tempo, metà dalla popolazione indossava +arditamente gli abiti estivi. Il pantalone di _nankin_ godeva in +estate il massimo favore. Sul Corso si incontravano ad ogni passo +delle dame seguite da un domestico in livrea. I cani favoriti dalle +signore appartenevano alla razza dei carlini o dei maltesi.--Balzac +soggiornava per alcun tempo a Milano, e durante quella breve dimora, +notava che le figlie delle nostre portinaie avevano l'aspetto di +altrettante regine. Il celebre romanziere veniva derubato di una +preziosa tabacchiera che ben tosto gli era restituita per cura +dell'imperiale regio direttore di polizia.--Il baritono Varesi +cantava alla Scala nel _Corrado d'Altamura_ e nella _Saffo_ di +Pacini.--Dal Conservatorio uscivano famosi istromentisti, il Piatti, +il Bottesini, l'Arditi, il Fumagalli. + +Gli allievi del Conservatorio portavano un'uniforme poco dissimile +da quella dei commissari di polizia, vale a dire una marsina verde +scura con bottoni dorati e cappello a barchetta. Il giovedì e la +domenica, quei giovani musicisti dell'avvenire passeggiavano a +schiera sui bastioni e sul Corso. L'alunno Antonio Cagnoni scriveva +la sua prima opera _Don Bucefalo_, mentre a Giuseppe Verdi era +negata l'ammissione nel Conservatorio, dietro verdetto di un +professore di pianoforte onnipotente. Il maestro Triulzi, orribile a +vedersi, dava lezioni di canto alla bella Pinoli ed alla Iotti. +Rolla, e più tardi Cavallini, dirigeva l'orchestra della Scala, che +contava fra i suoi migliori istromentisti l'Ernesto Cavallini +solista di clarinetto, il Daelli oboista, Rabboni professore di +flauto e Merighi professore di violoncello. Ferrara creava +eccellenti allievi nel violino. Angelo Mariani, bellissimo giovane, +dirigeva il concerto e l'orchestra del teatro Carcano nell'autunno +dell'anno 1846 e nella primavera del 1847.--Alberto Mazzucato +scriveva pel teatro delle opere più o meno accette, e dettava +articoli di arte nella _Gazzetta Musicale_, edita dal Ricordi. Anche +il Lucca, editore di musica, istituiva un giornale artistico +letterario, l'_Italia Musicale_, dove il Cattaneo, il Raiberti, il +Rovani, il Ceroni, il d'Azeglio, il Vitali ed il Piazza scrivevano +articoli svariatissimi. Il cavaliere Andrea Maffei donava all'Italia +le sue splendide traduzioni di Schiller e di Moore, e il prevosto +Riccardi, con un libro nel quale si prediceva vicinissima la fine +del mondo, destava il più vivo all'arme nel pubblico. Correvano +trascritte brillanti poesie di Ottavio Tasca in onore della Cerrito +e della Taglioni. Tutte le strenne che uscivano in Milano portavano +una ode od una novella di Pier Ambrogio Curti. Il maestro Bonino +giungeva desiderato nelle sale della più eletta società pel brio +delle sue narrazioni, per lo spirito inventivo delle sue celie. +Nelle case della borghesia furoreggiava il Rabitti, contraffacendo +il ronzio della vespa, lo stridore della sega, la tosse ed il +rantolo dei morenti. Nelle osterie si giuocava alla mora +fragorosamente. Sulla porta del caffè Martini brillava il vecchio +Catena, protettore di cantanti e ballerine, che viveva da signore +colla rendita di un capitale non più ingente di lire diecimila. Alla +Scala si rappresentava un _Don Carlo_ del Bona, ed a Genova un +_Ernani_ del maestro Mazzucato. L'attore Giovanni Ventura destava +fanatismo nel _Torquato Tasso_ e nel _Vagabondo_, e pubblicava una +raccolta di poesie in dialetto milanese, scritte col miglior garbo. + +Sulla piazzetta di S. Paolo, le botteghe del parrucchiere +Migliavacca e del calzolajo Brivio rivaleggiavano di lusso e di +celebrità. Il Brivio, nell'atto di prender la misura ad un piedino +elegante di donna, si compiaceva di esplorare a mezzo di uno +specchio accollato in fondo del suo cappello e deposto ai piedi +della cliente, i contorni d'altre polpe più intime, le quali non +reclamavano la scarpa.--Lo stabilimento di educazione diretto dal +signor Racheli era nel massimo flore, e quivi si educavano +liberalmente i giovanetti delle famiglie più cospicue. Il professore +abate Pozzone pubblicava delle liriche manzoniane, splendide nel +concetto e nella forma. Giuseppe Barbieri teneva il primo posto fra +gli oratori ecclesiastici, e un altro Barbieri, credo Gaetano, +traduceva, oltre i romanzi di Walter Scott, non saprei quante +centinaia di altri romanzi. + +L'omeopatia suscitava polemiche accanite, e il Raiberti vi prendeva +parte colle sue satire piene di attico sale. Un Lafontaine venuto di +Francia dava i primi saggi di magnetismo al ridotto della Scala. La +fotografia sulla carta non era peranco inventata od almeno si +ignorava: i ritratti al dagherrotipo su lamina di zinco preparato, +costavano da dieci a venti franchi cadauno, ed offrivano una +immagine sbiadita e molto spesso enigmatica. + +La grande invenzione degli zolfanelli fulminanti data dal 1834. Un +mazzetto di quegli zolfini greggi, che in oggi si vendono a un soldo +la dozzina, in sulle prime costava dodici soldi. Per più mesi si +vendettero al prezzo di soldi sei, quindi scesero gradatamente fino +al carantano. Molti vecchi inorridivano di quel trovato; per un +momento si ebbe a temere, che in seguito ai tanti reclami, alle +tante proteste della popolazione antiquata, lo zolfanello venisse +proscritto dalle leggi. Gli istinti del pipistrello e del gufo son +propri della maggioranza, e questa fece sempre una brutta smorfia ad +ogni sprazzo di luce. L'inventore dello zolfino fulminante non +lasciò traccie del suo nome, e così al Prometeo del secolo nostro +mancò l'apoteosi dei carmi e dei quadri coreografici. + +L'arcivescovo Gaisruck e il conte Mellerio si detestavano, fautore +quest'ultimo delle fraterie, l'altro nemico e oppositore pertinace. +I liceisti e i forestieri delle provincie assistevano, in piazza del +Duomo, al concerto quotidiano della banda che suonava sotto il +palazzo del vicerè. Vaccai, l'autore della _Giulietta e Romeo_ e +d'altre opere teatrali, presiedeva alla direzione del Conservatorio. +Donizetti era maestro di Corte a Vienna, e scriveva, per quel teatro +italiano, la _Linda_ e la _Maria di Rohan_. Ogni anno egli tornava +alla Bergamo nativa per abbracciare il suo vecchio maestro Simone +Mayr, il quale, cieco d'occhi e affranto dagli anni, si era +esclusivamente dedicato alle composizioni di chiesa.--Ignazio +Marini, il celebre basso, veniva per sempre rinviato dal teatro +dell'opera di Vienna, per avere, ad una rappresentazione di gala a +cui assisteva l'imperatore, emessa una nota troppo profonda che +nessuno potè illudersi gli fosse uscita dal petto.--A quell'epoca, +gli artisti si prendevano delle strane licenze, e il governo, +purchè non si trattasse di licenze politiche, si mostrava +tollerantissimo. + +Temistocle Solera, viaggiando col basso Marini da Milano a Stradella +in legno di posta, involto nella zimarra teatrale di Faliero, +trinciava benedizioni a quanti villani si trovavano sul di lui +passaggio, e questi a inginocchiarsi e fare il segno della croce. + +L'autore di questo frammento storico, partito da Codogno dopo una +rappresentazione dell'_Attila_, con indosso l'armatura e le maglie +di Ezio romano, in tale abbigliamento scendeva all'albergo +dell'Ancora, e quivi prendeva alloggio.--Un giovane scapato e di +mano pronta applicava due schiaffi sonori alla moglie d'un celebre +impresario nell'atrio del più vasto teatro. Un tale avvenimento fece +parlare il mondo milanese per dieci anni di seguito.--Per quanto mi +dolga recar sfregio alla tanto vantata moralità di quei tempi, non +debbo tacere di una festa da ballo privata, ove convennero in buon +numero persone di ambo i sessi, abbigliate nel semplicissimo +costume di Eva e di Adamo. La polizia austriaca non si commosse +dello scandalo--quei danzatori così succinti nelle vesti non erano +persone da cospirare contro la sicurezza dello Stato. Un _Congresso +di scienziati_ chiamò gran folla a Milano nel 1846. Il popolo +profittò dell'occasione per testimoniare il suo rispetto alla +scienza. Nelle trattorie si gridava al cameriere: _un piatto di +scienziati!_--e quegli a recar tosto un piatto di zucche o di +patate. Anche i somarelli vennero in quell'epoca salutati col +medesimo titolo--Nobili istinti delle masse! + +Uomini che pensassero all'Italia, che fremessero del servaggio +straniero, che abborrissero l'Austria, erano in numero assai scarso. +I più ignoravano che un'Italia esistesse. Eppure, qualcheduno agiva +in secreto, qualcheduno scriveva, qualcheduno assumeva l'incarico +pericoloso di propagare i fogli di Mazzini. Allora c'erano rischi +tremendi a parlare di politica, foss'anche col più intimo degli +amici. Taluni che troppo osavano, cadevano in sospetto di spie. +Le _Prigioni_ di Silvio Pellico, erano ritenute un libro +ultrarivoluzionario. Qualcheduno, tremando, osava declamare le +liriche concitate del Berchet, in circolo ristretto di conoscenti. +Tali ardimenti cominciavano verso l'anno 1842. + +Si impiegavano sei ore per trasferirsi in vettura da Milano a Pavia; +non era permesso di varcare senza passaporto i confini della +Venezia. + +Le maschere carnevalesche erano insulse e indecenti. Ai veglioni +della Scala non era permesso lo accedere senza l'abito nero e un +piccolo _domino_ alla spagnuola, che ordinariamente si prendeva a +nolo per dieci o venti lire. La guerra dei coriandoli, al giovedì e +al sabbato grasso, assumeva proporzioni intollerabili.--Recandosi in +autunno alle ville, le famiglie patrizie trasportavano enormi +bagagli.--Gli stradali da Milano a Varese, e quelli della provincia +di Lodi e Cremona erano infestati di ladri. Il brigantaggio +scomparve lentamente coll'estendersi delle comunicazioni e colla +coltivazione dei terreni boschivi.--La Valtellina, la Brianza, i +colli del Varesotto producevano dei vinetti esilaranti. Il +_Monterobbio_ e l'_Inferno_ rivaleggiavano coi più famosi vini +dell'estero. Ogni anno, gli eleganti di Milano facevano regolarmente +la loro comparsa alla sagra di Imbevera ed ai mercati autunnali di +Lecco. I signori, boriosi e stolidissimi, dopo aver vissuto +famigliarmente in campagna con persone del ceto medio, negavano a +queste il saluto, scontrandole pochi dì dopo sul lastrico di +Milano.--I Bergamaschi alloggiavano all'_Agnello_, i Lecchesi alla +_Corona_, i Pavesi a _Sant'Ambrogio alla Palla_ ed al _Pozzo_, i +Lodigiani al _Cappello_ ed al _Falcone_. Fra quei di Bergamo e quei +di Milano duravano livori e rappresaglie.--La Pasta e la Taglioni +comperavano ville sul lago di Como. Il poeta Ottavio Tasca sposava +la Taccani cantante. Il poeta avvocato Bazzoni si annegava nelle +acque del Lario; tutti gli anni qualche povero innamorato si gettava +dal Duomo. + +Alla morte dell'arcivescovo Gaisruk, e poco dopo, alla entrata +trionfale del suo successore Romilli, si manifestavano nelle vie i +primi segnali della insurrezione latente. In piazza Fontana, in una +serata di luminaria fatta ad onore del nuovo arcivescovo, +echeggiarono le prime grida di Viva Pio IX. I dragoni, prorompendo a +cavallo nel mezzo della folla, misero in fuga i dimostranti, e un +povero fabbricatore di mobili, certo Ezechiele Abate, rimase morto +sul terreno... + +E qui, lettori miei, pongo fine al mio riassunto, giacchè mi pare +d'aver già adunata materia sufficiente per riempire i due volumi +commessimi dall'editore. Certo è che, descrivendo gli avvenimenti in +ordine di date, e riproducendo le circostanze di luogo e di persone +con tratti più larghi, ben altro mi sovverrà alla mente, che qui +venne omesso per oblio. Ma questo breve ed informe sommario non +potrà a meno di suggerire dei confronti e di provocare vivaci +discussioni fra gli insanabili adoratori del passato e i fanatici +dell'èra presente. In poche parole esprimerò l'avviso mio. All'epoca +testè descritta, la città di Milano contava i milionarii in maggior +numero, ma l'agiatezza era minore assai nelle classi borghesi e +nelle masse che vivono d'arte o d'industria. Il patriziato e l'alto +commercio sfoggiavano un lusso abbagliante, ma il cilindro +obbligatorio del calzolaio, del salumiere, del pittore, del +letterato e dell'impiegato, brillava di un lucicore miserevole che +ricordava allo sguardo le traccie bavose della lumaca. Il vestito di +seta non era sceso alla donna del popolo; e la sartorella sollevando +la gonna per trapassare i frequenti rigagnoli, metteva in mostra +delle calze e delle sottane più atte a deprimere che a suscitare i +salaci istinti di un ammiratore. In letteratura, emergevano delle +individualità più distinte, ma la massa del popolo era quattro volte +più idiota. C'erano persone serie, che si occupavano di seri studi +che pubblicavano seriissimi lavori, ma le crasse maggioranze nè +pensavano, nè studiavano, nè leggevano. La musica era in fiore, ma +assai meno compresa che oggigiorno: si applaudivano con fanatismo +degli insigni capolavori, ma altresì venivano festeggiati degli +aborti oggidì intollerabili. Il ceto lavorante spendeva meno per +vivere, ma era meno retribuito. Notevolissima, in ogni modo, +esemplarissima e degna della massima ammirazione, era a quei tempi +la rassegnazione a pagare il testatico, a sopportare i balzelli, a +subire i prestiti forzosi, a sopportare i rabuffi e le frustate +degl'imperiali regi commissarii di polizia, ed anche la bastonatura +dei sergenti croati. In ciò, confessiamolo a grande vergogna nostra, +i nostri predecessori, furono sublimi di longanimità e di +tolleranza. Gente di buona fede, che odiava la discussione e la +polemica irritante. Uomini di sano criterio, positivi e logici in +sommo grado, i quali dovevano riconoscere e confessare a sè medesimi +che l'Austria era moderatissima, dacchè, potendo, quando buono le +paresse, spogliarli di tutto, si teneva paga di prendersi la metà +soltanto del loro avere. Come i popoli appariscono ragionevoli e, +diremo anche, soddisfatti, quando agli occhi della loro intelligenza +insiste, lontana o vicina, la prospettiva della... forca! + + + + +LA CORTE DEI NASI + + +I. + +Piperio III, re dei Panami, era un principe saggio e di indole assai +mite. I suoi sudditi lo adoravano. Assunto al trono in età +giovanissima, egli aveva proclamato ai suoi popoli uno statuto dei +più liberali. Gli avventurosi abitatori della Panamia avevano veduto +in pochi anni, mercè l'iniziativa del loro principe ben amato, +realizzarsi tutte le riforme sociali e umanitarie reclamate dai +tempi... e dai ladri. + +Piperio III poteva chiamarsi un re felice. Nel territorio a lui +soggetto non esisteva che un solo giornale repubblicano il quale +osasse talvolta indirizzargli qualche frizzo mordace. Piperio +leggeva quel foglio tutte le mattine tra una fumata e una tazza di +caffè. L'ottimo principe sorrideva dei lazzi democratici che lo +assalivano. Egli si sentiva troppo _integer vitae scelerisque +purus_, per irritarsi di ogni baja giornalistica. + +Nullameno, l'esistenza serena di questo principe privilegiato tratto +tratto era annebbiata da una leggiera nubecola, da un'ombra nera, +che poteva essere gravida di procelle. Quest'ombra era projettata da +un naso, dal naso stesso del principe. La natura aveva dato a +codesto accessorio del volto principesco dei contorni così spiccati, +e, diciamolo francamente, delle proporzioni così eccedenti che a +vederlo di profilo, quel naso attirava l'attenzione, e poteva +provocare dei sorrisi irriverenti. Naso profilato, simmetrico, +perfettamente modellato, ma alquanto più lungo dei nasi ordinari. Il +principe, vedendolo riflesso dagli specchi, non osava arrestarvi lo +sguardo, e sempre in vederlo sentiva una stretta nel cuore, e la +sua fronte si increspava di una ruga sinistra. + +Ma quelle impressioni di disgusto non erano che lampi fugaci. +Piperio era amato dalla generalità, nè giammai gli era accaduto di +sorprendere nel volto di alcun suddito il menomo accenno di ironia +all'indirizzo del suo naso. Quel principe osservatore, dopo dieci +anni di regno, già cominciava a persuadersi che il difetto da lui +solo avvertito, non fosse altra cosa che un'ottica menzogna degli +specchi. + +Ma la provvidenza non opera a caso, _quando crea un grand'uomo od un +gran naso_: e aggiungiamo pure quest'altra sentenza infallibile: _Da +grandi cause non possono prodursi che grandi effetti_. + +Strana potenza della parola stampata! A ridestare nella mente di re +Piperio tutti gli allarmi assopiti, bastarono tre parole del +giornale repubblicano stampate in corsivo. + +Qual'è l'uomo, per poco sia assiduo lettore di giornali, che mai non +abbia impallidito e tremato dinanzi ad una frase in corsivo? + +Era un bel mattino di maggio. Il re si svegliava da un olimpico +sonno. A destra del letto, da una guantiera sfavillante di oro e di +gemme, esalavano i profumi di un moca squisitissimo. Dall'altro +lato, sovra un bacile d'argento cesellato, stavano schierati dodici +grossi zigari del colore dell'ambra. + +Il re accese uno zigaro, assorbì voluttuosamente un primo sorso di +caffè, poi, sciolta la fascia al giornaletto democratico, tuffò in +esso il suo sguardo penetrante e sereno. + +Che è stato? Lo zigaro è caduto dalle auguste labbra. La mano +convulsiva del principe tenta invano di riprendere la tazza... Se è +vero che l'occhio del basilisco abbia potenza di istupidire i +riguardanti, direste che il principe abbia appunto, in quella fitta +compagine di parole stampate, incontrato lo sguardo del rettile +fascinatore. Il primo movimento del principe fu quello di portare la +mano al naso; dopo quell'atto, da pallido ch'era, l'augusto volto +divenne livido e deforme. + +Eppure la frase terribile non era formata che da poche innocenti +parole allusive al ministro delle finanze: «_Noi speriamo che la +nuova tassa votata dal Parlamento_ non avrà mai, sotto il regno +dell'augusto Piperio una seria applicazione; il nostro re ha troppo +_buon naso_ per non comprendere l'impopolarità a cui egli stesso +andrebbe incontro apponendovi la sua firma. Sì, noi lo ripetiamo, il +nostro re _ha troppo buon naso_ per commettere di tali errori!» + +Sotto l'impressione di tale lettura, il re suonò il campanello con +impeto violento. Il maggiordomo accorse nella stanza, e, vedendo la +strana lividezza del volto regale, mandò un grido di all'armi. Il re +fece uno sforzo per dominarsi, e, dissimulando, come poteva, il +proprio turbamento, domandò al maggiordomo con voce abbastanza +pacata: che tempo abbiamo, Battista? + +--Bellissimo, maestà. + +--Pure non veggo sole... Il cielo mi sembra bujo! + +--Al contrario, maestà!... il sole è limpidissimo! una vera giornata +di primavera... Se vostra maestà si degnasse di mettere il naso alla +finestra... + +Quelle parole furono uno zolfanello gettato nella polveriera. +Piperio balzò dal letto, staccò dalla muraglia una lunga scimitarra, +e la testa del maggiordomo rotolò sul pavimento. Tuttociò era +accaduto in un lampo. Il re, dopo quell'impeto d'ira, ricadde sovra +una seggiola come istupidito. + + +II. + +Quell'atroce avvenimento rimase per alcun tempo involto di mistero. +La giovane regina a cui l'augusto consorte era solito aprirsi +interamente, non ebbe la parola di quell'enigma sanguinoso. Il fatto +fu in diverse guise commentato alla corte; il popolo mormorò +sommessamente, ma ben presto cessò d'occuparsene. + +Ciò che più seriamente dava a pensare alla regina, ai ministri, alla +corte ed al popolo di Panamia, era lo strano cambiamento +sopravvenuto nel carattere e nelle abitudini del principe. +Quell'uomo sì mite e manieroso, sì affabile ed espansivo, di giorno +in giorno diveniva più tetro e irascibile. Usciva rare volte dal +palazzo, e sempre in carrozza coperta, a cortine abbassate. Passava +molte ore rinchiuso nel suo gabinetto. Rare volte assisteva al +consiglio dei ministri. Ogni qual volta gli accadesse di trovarsi in +presenza di estranei, si notava nello sventurato una singolare +premura di portare la mano al naso e di tenervela accavallata con +una pertinacia inesplicabile. A quella posa insolita della mano, il +primo ministro e consigliere intimo di re Piperio annodò, come +vedremo, le fila che lo condussero alla scoperta del segreto. + +Questo primo ministro e consigliere si chiamava Canella, e dopo la +regina, era la persona più influente alla corte. Le sue osservazioni +erano quasi sempre infallibili. Egli possedeva il colpo d'occhio che +scruta i pensieri e approfondisce i più intimi arcani di un cuore. +Un giorno, mentre la regina si doleva fra lacrime e singulti degli +strani furori del principe, l'arguto ministro proferì a mezzo labbro +tre parole: _questione di naso!_ La regina, come ognun può +immaginare, provò una scossa nervosa, e chinò il capo arrossendo. + +Il gran Canella non s'ingannava. Per accertarsi, non gli rimaneva +che tentare una prova sull'animo del re. Egli non pose tempo di +mezzo. Un'ora dopo, il ministro ed il re si trovavano di fronte. + +--Maestà! disse il ministro con accento risoluto; io son venuto a +rassegnarvi le mie dimissioni... + +--Io spero, mio ottimo Canella, che tu vorrai palesarmi le ragioni +che ti spingono ad abbandonare il tuo sovrano in questo grave +momento. + +--Maestà! io vi ho sempre parlato colla massima franchezza, ed è +quello che farò anche nell'ora di separarmi per sempre da voi... Da +qualche tempo, vostra maestà è di un umore insopportabile. Per ogni +nonnulla (e qui il ministro fissò nel volto reale una occhiata +incisiva come un trapano), per ogni nonnulla vi sale la mosca al +_naso_... + +--Sciagurato! gridò il re balzando dalla seggiola e portando la mano +al pugnale... + +Ma il ministro non gli diè tempo di tradurre in atto quell'impeto di +collera, e, facendosi barricata di una sedia a bracciuoli, gridò a +sua volta con voce di tuono: «O re, la tua ira mi ha tutto +rivelato... Il mio sospetto è omai certezza... Poichè non si tratta +che di una questione di naso, io ritiro le mie dimissioni». + +Il re ed il ministro stettero alcun tempo immobili, guardandosi in +silenzio. Il principe si sentì soggiogato. I suoi occhi si +gonfiarono. Egli ricadde in sulla seggiola singhiozzando e ripetendo +con accento convulso: «è vero: questione di naso!... questione di +naso!» + +L'arguto Canella non proferì che queste parole: «due soluzioni +possibili; o tagliare... o incrociare!...» + + +III. + +Le case dei regnanti hanno le muraglie di vetro. + +Tutte le precauzioni imaginate dal gran ministro di re Piperio +perchè quel segreto di... naso non uscisse dalla corte, tornarono +infruttuose. Di là a poche settimane, non vi era principe d'Asia il +quale non ne fosse informato. + +--Voglio vedere questo naso!--esclamò il Re di Citrulia, appena +letto il dispaccio del suo ambasciatore. E così parlando trasmise il +foglio al suo primo ministro. + +Il dispaccio era così concepito: + +«Sire! + +«Finalmente ci venne dato scoprire e siamo in grado di comunicare +alla maestà vostra l'origine e la causa persistente della grave +perturbazione di spirito avvenuta da pochi mesi nel re dei Panami. +Questa perturbazione, che potrebbe o tosto o tardi dar luogo a +seriissime complicazioni politiche e produrre delle inaspettate +tensioni nei rapporti dei diversi stati dell'Asia e dell'universo, +ripete la sua ragione dal... naso del re. Salvo dunque il rispetto +che io debbo ad una sacra e reale maestà, io mi tengo in obbligo +d'informare il mio augusto sovrano e signore che il suddetto naso di +re Piperio, per quali cause si ignora, ha preso in sul cadere dello +scorso anno uno sviluppo così straordinario, da produrre il più vivo +allarme nell'intero corpo diplomatico qui residente. L'altra sera, +alla festa da ballo della baronessa Golasecca, ho inteso colle due +mie orecchie l'ambasciatore di Noce Moscata esternare a tale +soggetto delle opinioni molto avventate. Per mia parte non credo +arrischiar troppo asserendo che quel naso è gravido di avvenimenti. +Non tacerò alla maestà vostra che io non ho mancato, com'era debito +mio, di ideare i più ingegnosi stratagemmi per avere accesso al +sovrano onde verificare co' miei propri occhi il singolare fenomeno. +Tutte le mie pratiche riuscirono fino ad ora infruttuose. Il +cameriere intimo del re, corrotto dal mio oro, mi assicurava l'altro +ieri che il naso del suo augusto signore già sorpassa i due metri di +lunghezza. Spero fra pochi giorni con nuovo sacrifizio di denaro, +aver in mano la misura precisa, e in tal caso non mancherò di +spedirla alla maestà vostra aggiungendo quelle altre informazioni di +dettaglio, che naturalmente debbono interessarla. Profitto +dell'incidente per insistere presso vostra maestà acciò si degni +accordarmi un piccolo aumento di fondi segreti--mi pare che le +circostanze lo esigano. Qualora tanto ottenessi dalla vostra grazia +sovrana, io confido di indurre al più presto il già menzionato +corruttibile cameriere a rilevare con cera o con gesso i contorni di +questo naso eccezionale, che forse è già prossimo a partorire... +qualche cosa di inaspettato». + +»Accolga la maestà vostra, ecc., ecc., ecc.». + +--Decisamente voglio veder questo naso! ripetè il re di +Citrulia--fra due giorni noi ci metteremo in viaggio. Tutta la corte +mi seguirà... Sarà la gita di piacere che tante volte ho promessa +alla regina, ai ministri, ai generali, ai miei più affezionati. Vi +prometto che rideremo! Voglio ben vedere le smorfie che vorrà fare +il mio augusto cugino allorquando sarà costretto a sfoderare la sua +proboscide al cospetto di tutta la mia corte!... Presto! Gli si +annunzi la nostra prossima visita!... Ah! vorrei essere nel suo +gabinetto quando riceverà il telegramma!... C'è a scommettere che il +suo naso si allunga di due spanne!... + +Di tal guisa parlando, il re di Citrulia si era lasciato cadere sui +cuscini del trono, e rideva grossamente colle guancie e col ventre. + +--Mi perdoni la maestà vostra--osservò timidamente il ministro--ma a +me corre obbligo di ricordare che un tale viaggio verrà a costare +una diecina di milioni, e mi pare che... nelle attuali strettezze +della Citrulia... + +--I Citrulli hanno sempre pagato e pagheranno! interruppe il +principe di mal garbo:--non annoiarmi colle tue economie; affrettati +a dar gli ordini pel viaggio, e guai se aggiungi parola! + +Il ministro fece un inchino fino a terra e si allontanò mormorando: +«degno re dei Citrulli!» + + +IV. + +Per poco che uno abbia delle nozioni mediocremente esatte in fatto +di geografia, non può ignorare quale immensa distanza di mare separi +la Citrulia dalle floride e popolose provincie della Panamia.--I più +celeri battelli a vapore, sotto le più favorevoli condizioni +atmosferiche, non impiegano in quel lungo tragitto meno di quattro +mesi. Il re e la regina dei Citrulli si posero in viaggio col loro +seguito al principiare dell'aprile. Al momento del loro imbarco, il +telegrafo sottomarino trasmetteva a Piperio un dispaccio, che doveva +produrre sull'animo di quel nasutissimo fra i monarchi l'effetto di +un colpo di fulmine. + +--Guardie! soldati! gridava tutta voce il disperato principe, +percorrendo le sale del palazzo--non vi è dunque fra voi un uomo di +cuore che mi salvi da tanta vergogna?... Il re dei Citrulli si +avanza... non udite quelle voci di scherno? Che tardate? Sguainate +le spade! Eccovi il naso ignudo!... ferite!... tagliate questo +oggetto di scandalo e di abbominio... Tagliate, vi dico, o che io... + +E già quattro o cinque soldati avevano snudate le daghe, e stavano +per lanciarsi all'assalto dell'augusta proboscide, quando un +personaggio ben noto alla corte, voglio dire il ministro Canella, +intervenne in buon punto ad impedire il nasicidio. + +--Sire! gridò il ministro, interponendo la sua tunica fra le daghe +dei soldati e la punta del naso regale--io vi ho pur detto che nel +caso vostro non si presentavano che due soluzioni possibili: _o +tagliare... o incrociare_.--La regina e tutte le persone a voi più +affezionate propendono all'_incrociamento_ piuttosto che al +_taglio_--dunque... _incrociamo_! + +Chi vuol farsi ascoltare, procuri di non farsi capire--il sistema è +altrettanto facile che sicuro; e l'astuto Canella n'ebbe una prova +luminosa in quel solenne momento. + +Il re, dopo breve silenzio e coll'aria di chi tutto comprende, si +volse al Ministro,--Ebbene? Quali effetti speri tu ottenere da +codesto _incrociamento_?... Il re di Citrulia si avanza... Con quali +intenzioni egli muove a visitarmi tu lo sai... tutti lo sanno... + +--Sire! interruppe il Ministro--prima che io vi riveli il mio +stratagemma, è necessario che voi rispondiate ad una mia domanda un +po' ardita... + +--Parla!... ti autorizzo... + +--Sapete voi dirmi esattamente quale risulti la lunghezza del vostro +augustissimo naso, misurandolo colla mano dalla radice alla punta? + +--Mezzo palmo nè più nè meno--rispose l'infelice monarca abbassando +gli occhi e arrossendo come una fanciulla al confessionale. + +--Ebbene, rispose il ministro con accento di trionfo.--col mio +sistema di _incrociamento_ noi otterremo che, al solo vedervi, il +re, la regina di Citrulia e tutte le persone del loro seguito +rimangano con un _palmo di naso_. + +--Un palmo!... Ah!... se ciò avvenisse... ti giuro, mio ottimo +Canella, che io creerò per te un nuovo ordine equestre... + +Ma il re non ebbe tempo di compiere la frase, perocchè il ministro, +che aveva preparato il suo gran colpo di effetto, fece alzare le +cortine di seta che dividevano la sala dal vestibolo--e uno strano +spettacolo si presentò agli sguardi del principe. + +Erano uomini? Erano rinoceronti? Erano elefanti? Ciò di cui nessuno +avrebbe potuto dubitare gli è che fossero nasi.--Quando il ministro +Canella gli ebbe fatti avanzare, allora soltanto il re Piperio fu in +grado di accertarsi ch'erano propriamente individui della specie +umana. + +--Sire! ripigliò il ministro colla serena pacatezza di chi pregusta +il trionfo di un'abile strategia--eccovi dinanzi i ventiquattro nasi +più badiali e meravigliosi che mai si vedessero al mondo. Sono un +prodotto delle nostre provincie e c'è d'andarne orgogliosi. Innanzi +l'arrivo del re dei Citrulli, ne troveremo parecchie centinaia del +medesimo conio e forse anco più massicci--Vostra maestà +comincia adesso a comprendere qualche cosa del mio sistema di +_incrociamento_? + +Il re pareva assorto in un'estasi di contemplazione, e non dava +risposta.--Frattanto i ventiquattro nasi, sotto il comando del loro +capitano, eseguivano delle evoluzioni bizzarrissime per le quali +tratto tratto veniva intercettata la luce delle finestre. + +La regina entrò nella sala inosservata. + +La vista di quei nasi inverosimili parve affascinarla.--Stette.... +guardò.... ammirò.... fu sul punto di cadere in deliquio.--Poi, +volgendosi improvvisamente al marito tuttora assorto nello strano +spettacolo.--Piperino mio! gli disse con amabile civetteria--se +all'arrivo del re di Citrulia non trovi la maniera di allungarti +quattro dita quel tuo gramo nasicciuolo da miccio, in verità vorrai +farmi una bella figura fra queste cappe da camino che manovrano +nella tua corte. + +Il re comprese, o parve comprendere--Si guardò il naso in uno +specchio, e il suo regale sorriso parve esprimere due sentimenti +controversi di soddisfazione e di vergogna. + +--Ebbene?--domandò il ministro alquanto umiliato e perplesso. + +--_Incrociamo!_ rispose il Re--ciò che più preme pel momento è che +il re dei Citrulli non rida al naso di re Piperio. + + +V. + +La fregata a vapore che conduceva a Panamia gli augusti ed illustri +visitatori entrò il giorno due di Agosto nel porto della +capitale.--Al seguito del re e della regina si contavano non meno di +due mila individui d'ambo i sessi. + +Giusta gli usi del luogo e dell'epoca, sovra una piazza a poca +distanza dal molo stava eretto un grandioso padiglione, dove tutti i +grandi dello stato, ad eccezione del re o della regina, erano +convenuti per prender parte al cerimoniale del ricevimento. + +Il ministro Canella in abito di parata andò ad incontrare i principi +stranieri e, fatta secondo il costume una riverenza a schiena +rivolta, profferì la sacramentale parola del benvenuto. + +--In nome di S.M. Piperio III, re de' Panami; in nome dell'augusta +sua consorte e degli augusti loro figli già nati e nascituri--a te +Cucurbio XIV, ed alla tua augusta consorte Sabetta, ai vostri +augusti figli che sono e che saranno, agli illustri del vostro +seguito e seguito del loro seguito, benedizione e salute nella vita +e nelle borse!--Nella mia qualità di ministro plenipotenziario del +Re e caudatario della Regina, ho l'onore di presentarvi i grandi del +regno. + +A tali parole, i grandi del regno si avanzarono come un sol.... +grande. + +--I grandi del regno! mormorò la regina all'orecchio dell'augusto +consorte--egli poteva ben dire: i grandi nasi! + +Re Cucurbio, per dissimulare la sorpresa e la convulsione del +ridere, rispose al ministro ed alla moglie con due sternuti. + +Le donne della regina parevano affascinate. Da quella folta di +gonnelle uscivano delle esclamazioni intermittenti: «che trombe!... +che pifferi!... che canne! come sono organizzati questi signori!.... +Se tanto mi da tanto, cosa sarà questo gran naso di re Piperio che +fa parlare l'universo!» + +Ma il re e la regina dei Citrulli sono saliti col loro primo +ministro nella carrozza di gala, e già procedono verso la città in +mezzo alle acclamazioni del popolo ed al suono delle fanfare. + +--Mio Dio! esclama la regina, abbandonandosi ad uno scoppio di +infrenabile ilarità--abbassiamo i cristalli della carrozza--non +vedi, Cucurbio? Se questi popolani fanatici mettono il capo dentro +gli sportelli, noi moriremo sotto le puntate dei loro nasi. In +verità, s'io dovessi vivere in questo paese, farei mettere dei +paranasi alle carozze! + +Re Cucurbio non udiva più nulla. Egli era intento a studiare sopra +una cartolina appiccicata al fondo del cappello, un discorsetto +_umoristico_ da indirizzare al suo augusto ospite. Quel discorsetto, +_abilmente_ redatto dal suo ministro allo scopo di promuovere +l'ilarità degli uditori e la confusione di re Piperio, cominciava +colle parole: _Nas...cono_ e si _nas....condono_ talvolta, ecc.. e +finiva coll'enfatica esclamazione: «mi par proprio in questa regia +di trovarmi ai piedi del _Parnaso_». + + +VI. + +Frattanto la carrozza procedeva, e già toccava le porte del palazzo +reale. + +All'ingresso di quel palazzo stava schierato un distaccamento di +guardie, la cui vista suscitò un _hurrà_ di meraviglia.--I nasi di +quelle guardie superavano in lunghezza e grossezza tutti i nasi fino +allora veduti. + +Se il naso di re Piperio è di una linea più lungo--mormorò +Sabetta--in verità non capisco come questa regina dei Panami.... + +Ma in quel punto la carrozza si arrestò--gli sportelli si +apersero--e due scudieri genuflessi invitarono la coppia reale a +discendere protendendo i loro nasi perchè servissero di predellino. + +--Sabetta! esclamò a mezza voce il re dei Citrulli--io prevedo che +difficilmente saprò conservare infino all'ultimo la mia serietà +diplomatica--pur troppo questo naso di re Piperio produrrà delle +tensioni inaspettate, e come giustamente prevedeva il nostro +ambasciatore, partorirà una conflagrazione generale. Basta!.... +Eccoci nella sala delle Cariatidi.... Piperio non tarderà a +comparire... Non ti scostare, Sabetta.... Tu puoi aiutarmi a star +serio... Poni il tuo piede sul mio, e appena vedi spuntare dalle +cortine il gran naso del re, appoggiati con tutto il peso della +persona su' miei ventiquattro calli.... Se è vero che il dolore +paralizza la ilarità, noi riusciremo forse con questo innocentissimo +stratagemma ad evitare delle collisioni molto più gravi. + +Cucurbio ebbe appena il tempo di finire il discorso e Sabetta di +applicargli i tacchi alle estreme falangi del piede, quando una voce +da clarone annunziò l'entrata di re Piperio e della sua augusta +consorte. + +--Salute al re dei Citrulli!--salute alla degna sua sposa--salute +alle nobili dame ed agli illustri cavalieri che si piacquero +visitare i miei stati! + +Tali parole profferì Piperio solennemente, avanzandosi di tre passi +per abbracciare il monarca straniero. + +Cucurbio lanciò di sbieco un'occhiata nelle profondità del cappello +per richiamarsi alla mente l'esordio del suo discorso.--Poi, +nell'atto di alzare lo sguardo al volto dell'augusto suo ospite non +mancò di ripetere sotto voce alla moglie:--«premi i calli, +Sabetta.... o ch'io mi perdo!» + +Che è stato?... Perchè gli sguardi di Re Cucurbio errano smarriti in +quel folto laberinto di nasi che formano il cortegio di re +Piperio!... + +Ma, ecco, le labbra di re Cucurbio si agitano per moto convulso, e +riescono finalmente a formulare una domanda: + +--Qualcuno di loro Signori... saprebbe di grazia indicarmi con +precisione quale sia l'augusto mortale a cui si competa il nome ed +il titolo di re Piperio? + +--Io sono quel desso--risponde Piperio, avanzandosi d'altri tre +passi. + +--No! no! non è possibile! tradimento! tradimento! ruggisce il re di +Citrulia, arretrando fino al fondo della sala. Sì chiami il mio +ambasciatore. Egli solo potrà smentire l'inganno, se è vero che qui +inganno ci sia. Che se poi la menzogna, il tradimento fosse opera di +lui, se egli avesse esagerato nei suoi dispacci, se io dovessi nel +più mingherlino e spuntato dei nasi riconoscere il naso di re +Piperio; in tal caso.... (io qui lo giuro per la mia e per la sacra +barba di mia moglie) la testa di quel fellone sì vedrà rotolare +all'istante su questi tappeti. + +Un cupo mormorìo si sollevò dalla sala non appena Cucurbio ebbe +finito di parlare. Pareva a tutti di trovarsi in presenza di uno di +quei prologhi misteriosi e fatali da cui si sviluppano le più +sanguinose tragedie. + +I seguaci di re Cucurbio stringevano le else... La regina Sabetta, +in un crocchio di dame e di damigelle, esprimerà i più strani +commenti: + +--Che quel naso sia rientrato per effetto di una commozione troppo +viva?... Ho inteso dire che un tale fenomeno si è spesso +avverato!... + +--In verità, rispondevano le dame, dopo tanta aspettazione... e in +confronto degli altri... quel nasuccio fa proprio compassione a +guardarlo. + +Frattanto, trascinato da due dragomani, lo sciagurato ambasciatore +del re di Citrulia, l'autore del fatale telegramma, col volto livido +e abbattuto giungeva nel mezzo della sala. + +--A te!--grida Cucurbio con voce stonata; leva la fronte, gira gli +occhi d'intorno, e poi fa di additarmi quale sia, fra tanti nasi, il +vero re dei Panami. + +L'ambasciatore si levò tutto tremante, e accostandosi col debito +rispetto a re Piperio, gli toccò leggermente la pantofola +coll'indice. + +--Dragomani! urla Cucurbio--levate le daghe, e la testa di questo +fellone rotoli all'istante sul pavimento. + +I dragomani si avanzano... L'ambasciatore alza un grido--in tutta la +sala si manifesta la più viva agitazione--allorquando re Piperio, +avanzandosi nuovamente di tre passi, interpone il suo naso fra la +vittima e i carnefici. + +--Mio regale cugino, augusta Sabetta, ministri, signori, dame e +damigelle dei due regni disuniti, ascoltate la voce della giustizia +e della verità! Quest'uomo è innocente... + +--Innocente!, brontola re Cucurbio.--Ma dunque... chi sarà dunque +colpevole?... Io non commetterò l'indelicatezza di credere che voi, +mio augusto cugino, abbiate voluto farvi giuoco della mia e della +generale aspettazione, sottraendo con qualche prestigio o sortilegio +per noi inconcepibile, un naso che tutti i principi dell'Asia +anelano di ammirare e di inchinare... Se ciò fosse, voi +comprendereste, o regale cugino, ch'io avrei mille piuttosto che una +ragione per ritenermi corbellato ed offeso--e ch'io dovrei da questo +momento presentarvi un _ultimatum_. + +Re Piperio sorrise. Egli era troppo lieto e superbo del trionfo +ottenuto, per dissimulare o alterare menomamente la verità. La sua +risposta fu dunque schietta, calma e dignitosa. + +Egli espose tutta la istoria delle sue apprensioni... Narrò della +fiera, insanabile melanconia ond'era stato assalito.... Non +dissimulò i vivi risentimenti e i propositi disperati del giorno in +cui gli venne annunziato che il re di Citrulia muoveva alla volta +dei suoi Stati per farsi giuoco di quella eccedenza che a lui, re +Piperio, cagionava le più orribili angoscie. + +--Fortunatamente, concluse l'oratore, Iddio mi ha messo al fianco un +uomo di genio, uno di quei ministri che sono la benedizione dei +principi e degli stati.--Il suo stratagemma era semplicissimo: +«Chiamate intorno a voi i più grandi nasi del regno, formatevi una +corte di nasi, che in lunghezza, grossezza e capacità vincano il +vostro.--Allorquando il re Cucurbio e le persone del suo seguito +avranno veduto le proboscidi dei vostri cortigiani e delle vostre +guardie di palazzo, il vostro naso per una illusione ottica +naturalissima, farà l'effetto di un nano in una assemblea di +giganti...» + +--Oh il bravo! oh l'astuto! oh il meraviglioso ministro!--gridarono +ad un tempo migliaia di voci, quando Piperio ebbe finito di parlare. + +Canella, como un attore chiamato al proscenio, fece un profondo +inchino all'assemblea e poi, nel silenzio generale, proferì questi +detti: + +--Spero bene che la lezione potrà giovare in molti casi a tutti i +ministri, che sono e che verranno.--Quando, per esempio, un ministro +si avveda che il suo re è un imbecille, ricordando la _Storia dei +nasi_, troverà subito il modo di farlo passare per un uomo di +spirito... + +--Come? sentiamo!--domandarono ad un tempo il re dei Citrulli e il +suo ministro. + +--Circondandolo di cretini--rispose Canella. + + +FINE. + + + + + + +End of Project Gutenberg's In chiave di baritono, by Antonio Ghislanzoni + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IN CHIAVE DI BARITONO *** + +***** This file should be named 16952-8.txt or 16952-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/1/6/9/5/16952/ + +Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. 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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: In chiave di baritono + +Author: Antonio Ghislanzoni + +Release Date: October 27, 2005 [EBook #16952] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IN CHIAVE DI BARITONO *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + + + + + +</pre> + + +<div><a name="Page_1" id="Page_1"></a></div> + + +<h2>IN CHIAVE DI BARITONO</h2> + +<h5><i>(Storiella allegra).</i></h5> + +<hr style="width: 10%;" /> + +<div><a name="Page_2" id="Page_2"></a></div> +<div><a name="Page_3" id="Page_3"></a></div> + +<h2 class="gap">A. GHISLANZONI</h2> + +<h1>IN CHIAVE DI BARITONO</h1> + +<h3>(<i>Storia di Milano dal 1836 al 1848</i>)</h3> + + +<h4 class="biggap">MILANO<br/> +<span class="smcap">A. Brigola e C., Editori</span><br/> +<i>Via Manzoni, 5</i></h4> + +<hr style="width: 30%;" /> + +<div><a name="Page_4" id="Page_4"></a></div> + +<h4><i>Proprietà letteraria</i></h4> + +<h5>Milano 1882.—Tip Annoni, Via Moneta, 4.</h5> + +<hr style="width: 30%;" /> + +<h2>INDICE</h2> + +<div class="blocktoc"> +<ul> +<li><b>IN CHIAVE DI BARITONO.</b></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_I">CAPITOLO I</a></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_II">CAPITOLO II</a></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_III">CAPITOLO III</a></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_IV">CAPITOLO IV</a></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_V">CAPITOLO V</a></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_VI">CAPITOLO VI</a></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_VII">CAPITOLO VII</a></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_VIII">CAPITOLO VIII</a></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_IX">CAPITOLO IX</a></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_X">CAPITOLO X</a></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_XI">CAPITOLO XI</a></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_XII">CAPITOLO XII</a></li> + <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_XIII">CAPITOLO XIII</a></li> +<li><a href="#storia"><b>Storia di Milano dal 1836 al 1848.</b></a></li> +<li><a href="#nasi"><b>La corte dei nasi.</b></a></li> +</ul> +</div> + +<hr style="width: 45%;" /> + +<div class="pagenum noind"><a name="Page_5" id="Page_5">{5}</a></div> + +<h2><a name="CAPITOLO_I" id="CAPITOLO_I"></a>CAPITOLO I.</h2> + +<h4 class="center"><i>Dove si vede in quali condizioni difficili versasse il primo +baritono del teatro di Chieti, nel maggio 1849.</i></h4> + + +<p>—Vergogna!—pensava io—se qualcuno mi incontrasse!... se qualcuno +sapesse!... E non c'è da illudersi che il fatto debba rimanere +celato... I giornali parleranno, e quali commenti da parte degli +amici!</p> + +<p>Essi combattono in Roma, gli amici... Essi difendono l'ultimo +baluardo della libertà italiana... essi spendono il sangue e muojono +per la patria... Mentre io—italiano—attraverso gli Appennini +tirato da due magre rozze, imbaccucato il capo e la gola in una gran +ciarpa color scarlatto, i piedi raccolti in una pelliccia, <span class="pagenum noind"><a name="Page_6" id="Page_6">{6}</a></span>per +andarmene a Chieti—in terreno nemico—a terrorizzare con un elmo ed +una spada di cartone un esercito di coristi.</p> + +<p>Mentre nel mio cervello si svolgeva l'umiliante soliloquio, la +vettura del Cicoria entrava fragorosamente in Grottamare, piccolo +paese delle Marche, a poca distanza dal confine napolitano. La +carrozza si fermò alla porta di un alberghetto, dove io presi terra, +dovendo, prima di proseguire il viaggio, compiere nel paese alcune +formalità.</p> + +<p>Il mio impresario mi aveva procacciato non so quante lettere +commendatizie, fra cui una pel console marchese Laureati residente +in Grottamare.—Il marchese doveva porre il visto al mio passaporto.</p> + +<p>Appena sceso dalla carrozza, mi recai alla casa del console. Questi +mi accolse con garbo—lesse la commendatizia, e gettandomi una +occhiata di compassione, disse: mio caro signore, dubito assai che +vi si permetta di passare il confine; da due giorni è rigorosamente +vietato, a <span class="pagenum noind"><a name="Page_7" id="Page_7">{7}</a></span>quanti vengono dalla Toscana e dagli Stati romani, di +entrare nel regno di Napoli.</p> + +<div class="poem"> +<div class="stanza"> +<div class="verse">Io rimasi com'uom che pensa e guata</div> +<div class="verse">Quel ch'egli ha fatto e quel che far conviene</div> +<div class="verse">Poichè gli è stata data una cannata.</div> +</div> +</div> + +<p>Poi, con una voce ed una eloquenza che avrebbe commosso alle lagrime +una cariatide, supplicai il marchese perchè volesse adoperarsi in +mio favore.</p> + +<p>Il marchese, uomo dabbene, indovinando dal calore della mia +eloquenza la siccità del mio portamonete, stese immediamente una +lettera per raccomandarmi al Commissario preposto alla guardia dei +confini.</p> + +<p>—Presentatevi con questo foglio al Commissario, e forse, stante la +mia raccomandazione e la singolarità del caso, vi si accorderà +l'ingresso negli Stati di Sua Maestà umanissima.</p> + +<p>All'indomani, il Marcuccio, figlio dell'oste, mi condusse colla sua +vettura verso il confine; ma, a cento passi da S. Benedetto, le +guardie napoletane, avvicinatesi <span class="pagenum noind"><a name="Page_8" id="Page_8">{8}</a></span>agli sportelli, m'intimarono +d'arrestarmi.</p> + +<p>—Vorrei parlare al signor Commissario superiore. Debbo consegnargli +una lettera del signor marchese Laureati suo ottimo amico e +protettore...</p> + +<p>Le guardie mi accompagnarono fino alla stazione del Commissario, a +cui mi presentai con quell'aria di sommissione e di rispetto, che +noi tutti, figliuoli della natura, sappiamo assumere innanzi agli +arbitri dei nostri destini.</p> + +<p>—No, non è possibile! disse il Commissario crollando la testa; gli +ordini del Re sono precisi: nessuno ha da passare.</p> + +<p>Il linguaggio del Commissario era talmente spiccio e risoluto, che +io non trovai parole a rispondergli. Feci un inchino, e tornai alla +carrozza coll'animo esacerbato. Nelle mie tasche non rimaneva che un +solo francescone... con poca salsa di mezzi paoli e di baiocchi, +tanto da vivere un giorno.—Pensa, o lettore, s'io mi trovassi in +male acque.—Ma Iddio tempera il vento in favore dell'agnello +<span class="pagenum noind"><a name="Page_9" id="Page_9">{9}</a></span>tosato e del viaggiatore <i>in bolletta</i>.</p> + +<p>Perchè tutti comprendano quanto la mia situazione fosse grave, e +quanto difficile l'uscirne con decoro, converrà che io rammenti +alcune circostanze storiche di quei tempi<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a>.</p> + +<p>Roma assediata da soldati francesi, napoletani e spagnuoli, faceva +disperati sforzi di resistenza. Il popolo fiorentino dopo aver +ondeggiato quattro mesi fra le lotte dei vari partiti politici, avea +ceduto alle violenze della reazione, richiamando il principe +spodestato; Bologna ed Ancona erano invase dagli Austriaci; il +partito liberale, dilaniato su tutti i punti d'Italia, concentravasi +in Roma a farvi le ultime prove di eroismo. Era imminente la +battaglia di Velletri.</p> + +<p>Chi non abbia in quell'epoca percorse le Romagne e le Marche, mal +potrebbe immaginare il disordine di quelle provincie. L'esercito +austriaco muoveva da<span class="pagenum noind"><a name="Page_10" id="Page_10">{10}</a></span> Toscana verso Ancona per quello stesso +stradale che pochi giorni innanzi io aveva percorso. Da Bologna +uscivano a stormi i buoni patrioti per accorrere alla capitale; +carabinieri, guardie di finanza, giovinotti d'ogni casta e d'ogni +condizione, attraversavano tumultuanti le città, le borgate, i +villaggi.</p> + +<p>Da Ascoli scendeva un esercito di volontari; un altro più numeroso e +più indisciplinato si spandeva nelle vie che da Foligno mettono a +Civita-Castellana, e di là, entrando nelle Sabine, inondava tutto lo +stradale che da Borghettaccio volge a Monte Rotondo. Alberghi, +osterie, bettole, cassinaggi, tutto era ingombro d'armi e d'armati.</p> + +<p>Ecco, miei lettori, la bella prospettiva ch'io mi vedeva dinanzi; o +rimanere in Grottamare Dio sa fino a quando, ovvero, seguendo la +corrente, andarmene a piedi fino a Roma a cercarvi una palla nella +testa.</p> + +<p>«Una palla nella testa!...» Qual tentazione... per un eroe +ambizioso! Se un giorno si leggesse nei giornali, che il <span class="pagenum noind"><a name="Page_11" id="Page_11">{11}</a></span>primo +baritono assoluto di Chieti è morto sotto le mura di Roma da una +palla francese!...—qual gloria per me e qual consolazione pei +baritoni disponibili!... Il <i>Pirata</i> mi consacrerebbe una necrologia +orlata di nero negli scoli della quarta pagina, fra gli ultimi +dispacci di una prima ballerina di cartello e l'annunzio di una +scrittura... Io conobbi molti giovani patriotti, i quali hanno +combattuto come leoni nelle ultime battaglie, spendendo +generosamente il sangue e la vita, e non ebbero nè anche la +rimunerazione di un breve cenno necrologico nella pagina più +screditata del più screditato giornale...</p> + +<p>Assorto in tali pensieri, io passeggiava sulla piazzetta fumando e +guardando il cielo senza accorgermi che in quel momento io +rappresentavo il punto centrico sul quale venivano a convergersi +tutti gli occhi degli abitanti di Grottamare.</p> + +<p>In tempi eccezionali, la presenza d'uno sconosciuto desta sempre +degli allarmi nei piccoli paesi.—Gli abitanti di Grottamare, che mi +avevano veduto partire <span class="pagenum noind"><a name="Page_12" id="Page_12">{12}</a></span>poche ore prima alla volta di San +Benedetto—non avrebbero potuto coricarsi e dormire tranquilli se +prima non avessero conosciute le ragioni del mio subito ritorno.</p> + +<p>—Chi è quel paino? donde viene? perchè fu respinto ai confini? si +domandavano l'uno all'altro i curiosi.</p> + +<p>Sulla piazza si formano dei capannelli.</p> + +<p>Il comandante della Guardia Nazionale ha consegnate le truppe nella +caserma...</p> + +<p>Quattro consiglieri municipali si recano alla bottega del Sindaco +per fargli delle interpellanze sul conto mio.</p> + +<p>Nella bottega dello speziale si aduna la gioventù più animosa per +prendere di comune accordo una risoluzione.</p> + +<p>Or bene! lo credereste? in quella bottega da speziale, ove da +parecchie ore si stava tramando un complotto che poteva costarmi la +vita, io trovai il mio angelo protettore.</p> + +<p>Dopo aver lottato alla mia volta con mille progetti contradditorii; +dopo aver discusso tutti i piani e gli espedienti possibili, io +aveva finito per convincermi <span class="pagenum noind"><a name="Page_13" id="Page_13">{13}</a></span>che un uomo il quale si trova +sbalestrato in una falsa via, difficilmente può rimettersi in sulla +buona, colla deplorabile scorta di dieci paoli.—Questa disperata +conclusione mi inchiodò a metà dell'esofago un quarto di anitra che +io aveva inghiottito all'osteria del Marcuccio, e mi spinse +ipso-facto nella bottega dello speziale, in mezzo al circolo dei +cospiranti.</p> + +<p>La verità è eloquente. Io n'ebbi prove in quel giorno e dappoi. +Tutte le prevenzioni sinistre, tutte le antipatie personali +svaniscono dinanzi a quel potente linguaggio che si parte +dall'intimo del cuore.</p> + +<p>Mentre il farmacista pesava lentamente sulla bilancia quattro oncie +di magnesia, io narrai brevemente l'istoria del mio passato, esposi +le terribili incertezze della mia situazione. Prima che io avessi +finito di parlare, la causa era già vinta e il mio trionfo +assicurato.</p> + +<p>Quand'io cavai dalla borsa uno degli ultimi spiccioli per pagare il +farmacista, questi mi diede un primo segnale di <span class="pagenum noind"><a name="Page_14" id="Page_14">{14}</a></span>simpatia, +rifiutando generosamente la moneta.</p> + +<p>Il Bussola, che era guercio, fissava in me l'unico suo occhio, tutto +inondato di lagrime.</p> + +<p>Il Birecchi interrogava collo sguardo i colleghi, la cui profonda +compunzione mi diceva che essi meditavano qualche stratagemma per +levarmi d'imbarazzo.</p> + +<p>Tutti mi confortavano di buone parole. Un gran fiasco di vino era +comparso in sul banco dello speziale. Si bevve, si discusse di +politica, si cantò, si dissero mille baje, poi, sul far della sera, +al disperdersi della brigata, io me ne andai col Birecchi e col +Bussola a fumare uno zigaro sulla piazzetta.</p> + +<p>Chi era il Birecchi?—Chi era il Bussola?—Il cavadenti e il +sagrestano del paese.</p> + +<p>Sull'ingresso dell'albergo, il sagrestano, coll'enfasi di chi dopo +lungo pensare è riuscito a qualche grande scoperta.</p> + +<p>—Signor forestiere, mi disse; nell'urgenza dei vostri bisogni, io +credo non <span class="pagenum noind"><a name="Page_15" id="Page_15">{15}</a></span>possiate far di meglio che ricoverarvi per qualche giorno +nel convento dei nostri padri francescani, uomini probi e +caritatevoli, i quali si terranno beati di accordarvi l'ospitalità. +Che vi pare del mio suggerimento?</p> + +<p>—Stupendo—esclamai io, stringendo la mano del buon +sacrista.—Credete voi che i padri non si rifiuteranno di darmi +ricetto per qualche giorno?</p> + +<p>—Ma vi pare?—rispose il sagristano.—Domattina andrò io stesso a +prevenire il guardiano, poi saliremo insieme al convento.</p> + +<p>Il Birecchi pose in campo delle obiezioni, le quali dimostravano +com'egli covasse in petto una proposta di genere profano.</p> + +<p>Dopo breve discussione, io mi determinai pel partito del sacrista, e +mi accordai seco per tutto che era da farsi.</p> + + +<div class="footnote"><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1"></a><a href="#FNanchor_1_1"><span class="label">[1]</span></a> Maggio, 1849.</div> + + +<hr style="width: 45%;" /> + +<div class="pagenum noind"><a name="Page_16" id="Page_16">{16}</a></div> + +<h2><a name="CAPITOLO_II" id="CAPITOLO_II"></a>CAPITOLO II.</h2> + +<h4><i>Il Convento.</i></h4> + + +<p>All'indomani, verso le cinque pomeridiane, scortato dal Birecchi e +dal sagrestano, io saliva a Grottamare superiore per recarmi al +convento dei padri francescani posto sulla sommità della collina.</p> + +<p>—Quei buoni padri, diceva il sagrestano, vi accoglieranno come un +fratello. Le sante leggi dell'ospitalità, che il progresso +dell'incivilimento ha cancellato dai codici e dai cuori umani, +durano tuttavia nei conventi, e vi si praticano religiosamente dai +monaci. Essi vi hanno destinato una buona cameretta, ove sarete +alloggiato come un.... frate.</p> + +<p>Il sole inclinava al tramonto e irradiava d'una luce rossastra le +onde tranquille, su cui galleggiavano cento paranze di pescatori che +a vele spiegate <span class="pagenum noind"><a name="Page_17" id="Page_17">{17}</a></span>muovevano verso il lido. L'aria saliva freschissima +verso il colle. Quell'incanto di cielo, di colline e di mare mi +esaltarono la fantasia.</p> + +<p>Giunti alla soglia del convento, il sagrestano scosse la campanella, +e poco dopo una voce sonora rispose dall'interno due o tre versi +latini; quindi le porte si aprirono cigolando, e un frate +dall'aspetto venerabile apparve in sulla soglia. Io chinai riverente +la testa; allora il sagrestano volgendosi al monaco, profferì presso +a poco le parole che il nostro Manzoni pone sul labbro dell'abate +nell'atto che questi presenta Lucia alla Signora di Monza:</p> + +<p>—Questi è il giovine forestiere per cui ella si è degnata +interessarsi, e per cui mi ha fatto sperare la sua protezione.</p> + +<p>—La camera è già pronta; il signore potrà alloggiare al convento +finchè gli tornerà grato.</p> + +<p>Dopo altre parole, il sagrestano si congedò da me stringendomi +cordialmente la mano. Io rimasi in sulla soglia finchè <span class="pagenum noind"><a name="Page_18" id="Page_18">{18}</a></span>lo vide +sparire all'estremità del sacrato, quindi tenni dietro al mio ospite +capuccino.</p> + +<p>Quando sentii chiudersi le porte, e intesi il rumore de' +chiavistelli e delle spranghe, un brivido mi corse per le vene. Qual +ragione aveva io da temere? Pure, l'oscurità dei lunghi corridoi pel +quali io m'inoltrava, l'eco delle ampie navate, che cupa ripeteva il +suono de' miei passi, il lento rintocco, della campana che chiamava +i monaci alla chiesa e i canti severi che da quella si partivano +produssero in me un invincibile senso di paura.</p> + +<p>Ed alla paura, di mano in mano si succedevano nell'animo mio +commozioni inaspettate e d'indole più serena; qualche cosa che +somigliava al benessere, al desiderio di una eterna solitudine e di +un profondo oblìo d'ogni cosa terrena.</p> + +<p>Erano le nove della sera. I monaci dormivano nelle loro cellette. Mi +affacciai alla finestra, e poggiati i gomiti sul davanzale, stetti +non so ben quante ore assorto in deliziosa contemplazione.<span class="pagenum noind"><a name="Page_19" id="Page_19">{19}</a></span> La +frescura dell'aere, le esalazioni profumate dei cedri e degli +aranci, la luna che grassa e rubiconda si specchiava nel mare, tutto +mi accarezzava la fantasia di nuove seduzioni.</p> + +<p>L'idea di vestire l'abito religioso mi assaliva ad ogni tratto. +Attraversando i fertili gioghi della Toscana e della Romagna, +dappertutto si erano affacciate al mio sguardo scene atrocissime, +alla cui memoria la calma solenne che in quel momento mi circondava, +parevami il più desiderabile d'ogni bene terreno. Poi, quale strano +passaggio dalla vita dell'istrione alla vita del monaco! Che bella +cosa scomparire dal mondo, essere dimenticato da tutti, non aver +altro di comune col resto degli uomini che l'aria ed il sole! +Svegliarsi prima dell'alba, scendere coi fratelli nella +chiesicciuola; quindi uscire in sul sacrato a salutare i crepuscoli, +svagarsi nel paesello, entrare aspettato e desiderato nella casuccia +del colono, consolare delle sventure e raccogliere dei sorrisi; poi +tornando al convento intrattenersi nella fresca biblioteca a +sfogliazzare dei grandi volumi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_20" id="Page_20">{20}</a></span></p> + +<p>E la mia fantasia andava più oltre; errava di paese in paese, di +città in città, ideando le più strane avventure. Mi pareva d'esser +già frate... d'avere una barba lunga fino alla cintura, il cocuzzolo +calvo, e una imponente protuberanza di addome. Il padre superiore mi +ordina di recarmi a Milano per predicarvi la +quaresima.—Giungo—attraverso le contrade—veggo gli amici, le +donne a me note—nessuno mi riconosce; la barba ed il ventre mi +hanno completamente trasformato.—È la prima domenica di +quaresima—il popolo attende nella chiesa di S. Marco il nuovo +predicatore—io comparisco sul pulpito e comincio a tuonare.... il +mio sermone. All'indomani i penitenti assediano il confessionale, ed +io me ne sto accovacciato fiutando tabacco e coscienze. Una donna si +presenta alla grata... io la conosco...—la interrogo—essa mi +rivela i segreti del suo cuore.—Nell'epoca in cui diceva d'amarmi +ella accordava i suoi favori al professore di musica, e intratteneva +un carteggio sentimentale col figlio del mio <span class="pagenum noind"><a name="Page_21" id="Page_21">{21}</a></span>parrucchiere... A tal +confessione, io non so reprimermi, minaccio la penitente del fuoco +eterno... la fulmino colla scomunica, e attraverso la grata le +faccio udire il mio nome accompagnato da uno scroscio di risa +sarcastiche...</p> + + +<hr style="width: 45%;" /> + +<h2><a name="CAPITOLO_III" id="CAPITOLO_III"></a>CAPITOLO III.</h2> + +<h4><i>Padre Domenico mi sconforta dal farmi Francescano.</i></h4> + + +<p>Mentre io andava di tal guisa fantasticando, udii picchiare +sommessamente alla porta. Era un frate, vecchio, dall'occhio vivace, +dal sorriso melanconico e dolce. Padre Domenico (tale era il suo +nome di convento) entrò nella mia camera colla timidezza di una +fanciulla o piuttosto d'un collegiale che tema essere còlto da' +superiori in atto di indisciplina. Si avanzò di alcuni passi, indi +chiuse la porta con cautela, dopo aver spiato nel <span class="pagenum noind"><a name="Page_22" id="Page_22">{22}</a></span>corridojo se +qualche importuno lo avesse seguito.</p> + +<p>—Ebbene? mi chiese il buon monaco,—come passaste la notte?</p> + +<p>—A meraviglia, risposi. Ed ora mi trovo siffattamente commosso +dalla pace solenne che spira in questo asilo, che ho risoluto di +presentarmi al padre guardiano onde implorare di essere ammesso +nell'ordine.</p> + +<p>Padre Domenico sorrise, ma quel sorriso aveva una espressione di +tristezza e di ironia. Poi, dopo breve silenzio:</p> + +<p>—Il convento ha le sue attrattive per le anime sensibili e +poetiche. L'amore degli agi, del lusso, dei piaceri, l'ambizione +della gloria, della potenza, sono esca ingannatrice negli anni più +bollenti della vita; ma per tutti giunge un'epoca di disinganno e +talvolta di disperazione, che ci fa rifuggire da quei beni fallaci, +a cui giovanetti aspirammo con tanto ardore. L'uomo di cuore, l'uomo +che a tempo sa leggere nel libro della verità, o tosto o tardi prova +il fastidio, il ribrezzo del mondo, ed un solo bene domanda, <span class="pagenum noind"><a name="Page_23" id="Page_23">{23}</a></span>un +bene modesto e tranquillo: l'isolamento e la pace.</p> + +<p>—Voi dunque approvate la mia risoluzione?</p> + +<p>Il frate levossi in piedi e aperse l'uscio di nuovo per spiare se +nessuno ci ascoltasse; poi abbassando la voce, mi parlò di tal +guisa:</p> + +<p>—I conventi, figliuol mio, furono istituiti da uomini che al pari +di voi desideravano la quiete dell'anima e la meditazione. I +fondatori degli ordini religiosi appartennero alla categoria dei +disingannati; gente dai nobili e generosi istinti, dal cuore +delicato e sensibile, cui la società, in compenso di opere +benefiche, gittò in volto il vituperio e l'oltraggio. Ingenui che +seminarono il benefizio e raccolsero l'ingratitudine; che elevarono +la mente a studii di pubblico interesse, insegnarono dottrine +umanitarie, combatterono il vizio potente, smascherarono +l'impostura; e la massa ribelle degli stolti tentò schiacciarli +colla persecuzione. Taluni ancora chiesero affetti alla donna, si +affidarono ai sorrisi <span class="pagenum noind"><a name="Page_24" id="Page_24">{24}</a></span>od alle carezze, e più tardi s'accorsero di +essersi addormentati sovra un letamajo e d'aver adorata una carogna +inghirlandata di rose. Il disinganno, fors'anco il disprezzo del +mondo trasse i primi martiri della umanità a fabbricarsi un asilo su +qualche alpestre dirupo. Si istituirono leggi severe di abnegazione, +di lavoro perpetuo; si tentò colla disciplina, col digiuno e meglio +ancora colla dimenticanza di ogni affetto terreno, di indurare +l'anima e il corpo a tutti i mali inerenti alla nostra fragile +argilla. E nella solitudine del romitorio molti meditarono efficaci +provvedimenti a redimere la società; raccolsero e studiarono i +codici della civiltà antica, per diffonderla poscia a benefizio +delle generazioni future; e moltissimi tramarono contro i tiranni, +facendosi scudo del pregiudizio che rendeva il loro asilo +inviolabile per seminare i primi germi di quelle idee di +emancipazione, che oggidì mandano frutti copiosi. Ma ora, le cose +mutarono aspetto—lo studio, la dottrina, le generose idee +appartengono alla <span class="pagenum noind"><a name="Page_25" id="Page_25">{25}</a></span>umanità tutta intera—nei conventi entrò la pazza +ignoranza e l'odio del bene.—Mentre il secolo si illumina e si +ringagliardisce, qui le tenebre si fanno più dense. Figliuol mio, +non vi lusinghi la pace apparente. Ove alberga l'odio, non può +essere pace vera. Questi monaci, che voi vedete sì manierosi, sì +fervidi nella preghiera, sì umili e rassegnati, sono altrettanti +cospiratori, pronti, ove il potessero, ad immolare metà del genere +umano per ridurre al servaggio e all'abbrutimento l'altra metà.</p> + +<p>Le parole di padre Domenico, il tono della sua voce e il fuoco del +suo sguardo mi destarono un fremito nell'anima. Una idea terribile +mi balenò alla mente. Dio sa quanto avrà sofferto e quanto soffre +ancora questo povero monaco nel dover convivere con gente di tal +fatta!</p> + +<p>Il buon frate mi lesse nel cuore, e riprese a parlare di tal guisa:</p> + +<p>—Tu indovini i miei dolori, o figliuolo, hai ragione di +compiangermi. Io fui ingannato due volte nel corso della vita: la +prima volta dal mondo, ed ho potuto <span class="pagenum noind"><a name="Page_26" id="Page_26">{26}</a></span>separarmi da esso—la seconda +volta dal convento, e pur troppo dovrò rimanervi per sempre...</p> + +<p>—Perchè non profittate delle attuali agitazioni politiche per +fuggire da questo carcere? Molti altri lo hanno fatto...</p> + +<p>—Ed han fatto male, interruppe il frate. Il soldato che prestò +giuramento non può senza infamia disertare dal suo corpo. Non voglio +tradire il voto che io ho fatto a Dio. D'altronde, io sono vecchio, +e sento che il mio cuore è già quasi consunto. Se il mondo e il +convento mi hanno tradito, il Dio in cui fermamente credo, mi +promette un asilo dove troverò la vera pace. Prima che in questo, io +vissi due anni in altro convento poco lunge da Bologna. Il padre +guardiano mi odiava; io era segnato a dito come un eretico, fui più +volte calunniato da' superiori ne' loro rapporti al grande Rettore +di Roma; questi mi inflisse castighi e supplizii. Per circa due mesi +giacqui sepolto in un pozzo, ove ogni giorno mi si gettava +l'alimento più infetto.—E i castighi e le vendette del padre +guardiano <span class="pagenum noind"><a name="Page_27" id="Page_27">{27}</a></span>servivano di trastullo agli altri miei colleghi, i quali +mi perseguitavano con una raffinatezza che la solitudine e gli ozii +del convento rendevano più imaginosa. La rivoluzione di Roma e la +fuga di Pio IX mitigarono alquanto i rigori della mia sorte.—Da due +mesi fui qui inviato, e l'ipocrisia dei monaci si giova del mio nome +per far credere ai buoni popolani di Grottamare che in convento si +nutrano idee liberali e patriottiche.—Però, di tratto in tratto il +padre mi tuona all'orecchio delle minaccie... Se la buona causa +italiana rimarrà schiacciata entro le mura di Roma, se il Pontefice +verrà ripristinato nel suo Governo, io so qual destino mi attende. +Esser sepolto vivo in qualche andito segreto dell'ortaglia.... e +morire di lenta, dolorosa agonia. Non potete figurarvi quanto +ingegnosa sia la mente di codesti frati nel tormentarmi! Alla mensa, +quando è imposto il silenzio, fingendo dimenticanza, il cuoco non mi +reca il mio piatto—alla notte mi disturbano con rumori infernali +nella mia cella, o mi introducono fra le coltri <span class="pagenum noind"><a name="Page_28" id="Page_28">{28}</a></span>qualche sudicieria. +Essi credono far opera di devozione—ond'io prego Iddio acciò +perdoni loro il male che mi fanno. Così potessi illuminarli e +condurli dal fanatismo alla religione, ed alla carità evangelica! Ma +la corruzione ha messe troppo profonde radici qui dentro e il monaco +si è trasformato nel più orribile dei mostri—il mostro che odia, +che perseguita, che uccide, credendo di operare il bene e di rendere +omaggio alla divinità.</p> + +<p>Appena il frate ebbe finito di parlare, io vidi due grosse lagrime +corrergli giù per le guancie. Le sue labbra si agitarono mormorando +una preghiera. Io gli strinsi la mano e vi impressi un bacio. In +quel punto, sentii bussare alla porta, e una voce nasale profferire +il <i>Deo gratias</i>!</p> + +<hr style="width: 45%;" /> + +<div class="pagenum noind"><a name="Page_29" id="Page_29">{29}</a></div> + +<h2><a name="CAPITOLO_IV" id="CAPITOLO_IV"></a>CAPITOLO IV.</h2> + +<h4><i>Miracoli della donna.</i></h4> + + +<p>Apersi la porta; il Birecchi mi apparve sulla soglia nella marziale +attitudine di un... cavadenti.</p> + +<p>—Signor forestiere, una buona notizia per voi!</p> + +<p>—Che! il blocco sarebbe levato?</p> + +<p>—Vi ha di meglio. Una bella signora, proveniente da Ascoli, ha +preso alloggio all'albergo del <i>Marcuccio</i> e fra pochi giorni si +metterà in cammino per Roma.</p> + +<p>—Ebbene? che v'ha egli d'interessante per me in codesta notizia?</p> + +<p>—La signora ha bisogno di un compagno di viaggio—voi vi +presentate—ella vi accetta per suo cavaliere—partite per Roma con +lei, ed eccovi uscito da ogni imbarazzo! S'io non fossi ammogliato, +prenderei il vostro posto: perocchè <span class="pagenum noind"><a name="Page_30" id="Page_30">{30}</a></span>da che vivo in questo +sciagurato paese, non ho fiutato mai il più appetitoso boccone di +femmina...</p> + +<p>Mi volsi a frate Domenico e lo consultai collo sguardo. Il buon +monaco sorrise, poi colla ingenuità d'un fanciullo:</p> + +<p>—Andate! ma sovvenitevi che la donna è più pericolosa, più +terribile del convento. È più facile ad un monaco svincolarsi dalla +disciplina e gettare la tonaca fratesca, che non ad un uomo di cuore +sciogliersi dalle reti o dai vincoli in cui l'astuzia femminile sa +avvilupparlo.</p> + +<p>Ciò detto, padre Domenico uscì dalla cella. Onde io, nuovamente +incalzato dalla infernale eloquenza del Birecchi, e bramoso di +lasciar quel luogo che mi appariva popolato di orribili spettri, +risolvetti di visitare la bella romagnola.—Ma come introdurmi +presso di lei? con qual coraggio offrirmele a compagno?</p> + +<p>—Lasciatene a me l'incarico, rispose il Birecchi.</p> + +<p>Mi appoggiai al di lui braccio, e usciti <span class="pagenum noind"><a name="Page_31" id="Page_31">{31}</a></span>entrambi dal convento, in +meno di un quarto d'ora giungemmo all'albergo del <i>Marcuccio</i>. Il +Birecchi si fece tosto annunziare alla signora, e poco dopo il +figliuolo del Marcuccio ci introdusse nel di lei appartamento.</p> + +<p>Entrammo in una cameretta rischiarata da pallida luce. La donna era +coricata. Appena ci vide, rizzossi alquanto sul guanciale, e traendo +dalle coltri un braccio più candido dell'alabastro, ne fece appoggio +alla testa, da cui un'onda di neri capelli si spandeva sugli omeri e +sul petto. Il Birecchi mi aveva decantata la bellezza maravigliosa +di quella donna; a me parve divina. L'estrema pallidezza del volto, +che forse al cavadenti era apparsa un po' lugubre, rendevala ai miei +occhi più interessante. L'ebbi appena veduta e tosto ringraziai il +buon Francescano d'avermi fatto rinunziare alle mie idee di perpetuo +celibato. Il demonio aveva ottenuta piena vittoria.</p> + +<p>Io non osava parlare. Che dirle? Il fascino della bellezza è sì +potente da troncarci <span class="pagenum noind"><a name="Page_32" id="Page_32">{32}</a></span>gli accenti sul labbro e istupidirci i sensi. +Buon per me che il Birecchi era al mio fianco, e il Birecchi non era +uomo da smarrirsi. Egli dunque aprì la conversazione con un esordio +degno de' suoi talenti e della sua conosciuta eloquenza.</p> + +<p>—Jeri sera io ebbi la fortuna di vedervi giungere a questo albergo: +voi mi sembraste spossata dal viaggio e udii che nel salire le scale +pregaste il cameriere di mandare per un medico. Il medico è qui ai +vostri ordini (in così dire mi additava). Nel caso poi abbiate +bisogno d'un cavadenti, potete valervi dell'opera mia ed io sono +certo che mai non mi verrà dato di strappare da più leggiadra bocca +denti più belli.</p> + +<p>In altra occasione avrei riso di cuore nell'intendere quell'esordio +stravagante; ma tutto assorto nel gentile spettacolo di bellezza che +mi stava dinanzi, mi era scesa nell'anima una tristezza che chiudeva +l'adito ad ogni altra emozione. La bellissima donna mi chiese s'io +fossi il solo medico del paese; risposi che sì, quantunque mi +ripugnasse il confermare una menzogna.<span class="pagenum noind"><a name="Page_33" id="Page_33">{33}</a></span></p> + +<p>—Se ciò è, disse ella con qualche imbarazzo, desidererei parlarvi +senza testimonii, e pregherei il signore di uscire per pochi +istanti.</p> + +<p>—Come le aggrada, rispose il Birecchi.</p> + +<p>E partì, facendomi un cenno dell'occhio, che poteva tradursi: Voi +fortunato! profittate della buona ventura, e, sopratutto badate di +non contraddirvi!</p> + +<p>Rimasto solo presso il letto della malata, ella, arrossendo nel +viso, cominciò a balbettare alcune frasi sconnesse, indi, narratami +l'origine della sua malattia, fece atto di rimuovere le coltri per +mostrarmi la parte offesa.</p> + +<p>—Fermate, signora! esclamai, arrossendo alla mia volta. È tempo che +io metta un termine a cotesta finzione. Io non voglio veder nulla: +non sono un medico io; il Birecchi si è permessa una celia... ed +oramai sarebbe impudenza, vigliaccheria, il secondarlo +d'avvantaggio. Sedotto dalla descrizione dei vostri vezzi, io mi +lasciai qui condurre sperando mi accettereste a compagno di viaggio. +Io vi giuro che non ebbi pensiero di profittare <span class="pagenum noind"><a name="Page_34" id="Page_34">{34}</a></span>della vostra +posizione per mire indecenti. Perdonatemi dunque il fallo +involontario: io mi ritiro.</p> + +<p>—Restate, disse la donna. Poichè il destino mi vi ha condotto +dinanzi, ed io v'ho già in parte rivelati i miei mali, tant'è ch'io +mi affidi interamente a voi. Sola, senza conoscenti, in un paese +pressochè inabitato, è forse il cielo che a me vi manda. Più che +d'un medico io avea bisogno d'un amico; e voi lo sarete per me, il +cuore me lo dice!</p> + +<p>Così parlando, la malata mi stese la mano, ed io la strinsi per +rispondere al di lei voto con una promessa.</p> + +<p>In quel punto il Birecchi bussò alla porta.</p> + +<p>—Rimandate quel signor cavadenti, disse la donna con subito sdegno.</p> + +<p>Apersi la porta e pregai il Birecchi di ritirarsi. Quegli si +stropicciò le mani, si pose il cappello in testa, e proferì col tono +di voce più grottesco un <i>ho capito</i>, da cui si scorgeva ch'egli +aveva propriamente capito nulla. Poi, parlandomi all'orecchio:<span class="pagenum noind"><a name="Page_35" id="Page_35">{35}</a></span></p> + +<p>—Spero, mi disse, che voi non le strapperete tutti i denti. Salvate +qualche cosa pel povero Birecchi!</p> + +<p>E se ne andò zuffolando.</p> + +<p>Allora rientrai nella camera, accostai una sedia al letto della +malata, ed ella mi parlò di tal guisa:</p> + +<p>—Io son figliuola d'un ricco possidente di Ascoli. Sposai da circa +sette mesi un giovane che io amava con tutto il fervore dell'anima. +Mio padre, uomo burbero e di principii severi, si era opposto a +quelle nozze. Spiacevangli nel mio Carlo l'orgoglioso carattere, +l'indole ardente, la tenacità nei propositi, certa naturale +fierezza, che a me lo rendeva accetto, e la mia mente giovanile +vieppiù infiammava dell'amor suo.</p> + +<p>«L'amore non ragiona. Le controversie che io incontrava, mi erano +sprone a tentare ogni mezzo di riuscita. Pregai, piansi, posi in +opera tutte le arti che ad onesta fanciulla suggerisce la passione: +Carlo fu mio.</p> + +<p>«Il giorno delle nozze si passò in feste e tripudii. Alla sera, +congedati i parenti <span class="pagenum noind"><a name="Page_36" id="Page_36">{36}</a></span>e gli amici che avevano assistito alla +cerimonia, il mio sposo uscì di casa per pochi istanti. Quand'egli +rientrò, il suo volto era pallido, i capegli ritti in sulla fronte, +la voce tremante e convulsa.</p> + +<p>«—Donde vieni? che ti è accaduto? gli chiesi spaventata.</p> + +<p>«—Nulla, rispos'egli, nulla. Una facezia... uno scherzo...</p> + +<p>«Io mi appoggiai al di lui braccio, e commossa da terrore, d'amore, +da mille indistinti affetti, lo seguii nella stanza nuziale.</p> + +<p>«Quella notte, in cui sperava dovesse aprirmisi il paradiso...»</p> + +<p>Qui la bella Ascolana interruppe il racconto, fissandomi in volto +uno sguardo scrutatore quasi esitasse di proseguire.</p> + +<p>Dopo breve silenzio, crollò il capo mestamente, mormorando a voce +bassa:</p> + +<p>—Bisogna pure ch'io sfoghi il mio cuore; e voi mi avete l'aria +d'onest'uomo...</p> + +<p>—Signora, se voi dubitate di me, io vi prego di troncare una +confessione di cui non vi ho richiesta...</p> + +<p>—Vi par egli ch'io l'avrei cominciata, <span class="pagenum noind"><a name="Page_37" id="Page_37">{37}</a></span>se il cuore non mi avesse +prevenuta in vostro favore? Permettete soltanto che io vi taccia +come la notte del mio matrimonio per me si passasse. Quella +ricordanza mi empie di raccapriccio. Vi basti sapere che dove io +attendeva tenere carezze, e cento delizie da lunga pezza +vagheggiate, trovai le convulsioni della paura, i delirii del +rimorso. Mio marito poche ore innanzi era divenuto assassino.</p> + +<p>—Basta, o signora, diss'io rabbrividendo. Preferisco ignorare il +resto d'una tale istoria.</p> + +<p>—Poichè il mio labbro ha proferito l'accusa contro l'uomo di cui +porto il nome, è necessario ascoltiate anche le sue discolpe.</p> + +<p>—Voi potete risparmiarle; io non ammetto discolpe pegli +assassini...</p> + +<p>—Signore... vi hanno delle ragioni politiche...</p> + +<p>—Avete voi per queste ragioni politiche sentito men vivo il +ribrezzo nello stringere la sua mano grondante di sangue?<span class="pagenum noind"><a name="Page_38" id="Page_38">{38}</a></span></p> + +<p>—Nella prima notte che io passai al fianco di Carlo, appena egli mi +ebbe rivelato l'orribile segreto, io fui presa da ribrezzo, e mi +ritrassi inorridita dall'amplesso sanguinoso. Ma quando il mio sposo +mi fece suonare all'orecchio le sante parole: <i>Italia e libertà!</i> +parole ch'io mai non aveva udite prima d'allora, parole che d'un +tratto mi svelavano un nuovo mondo d'idee, di speranze e di +aspirazioni; allora cessò il ribrezzo del sangue; una forza +magnetica mi attrasse di bel nuovo verso colui che mi parlava quel +gagliardo linguaggio—io non vidi più nel mio Carlo un assassino, ma +il vendicatore di un popolo oppresso, lo strumento della giustizia +di Dio...</p> + +<p>—Voi l'amavate davvero il vostro Carlo, e veggo che l'amate +ancora...</p> + +<p>—Se io l'amo!</p> + +<p>Rammenta, o lettore, l'energia della Rachel e la soavità della +Ristori; uniscile assieme, e saprai qual fosse l'accento della bella +Ascolana nel proferire quella esclamazione. E pensa altresì che ella +era coricata; che i gesti, i moti della <span class="pagenum noind"><a name="Page_39" id="Page_39">{39}</a></span>persona riuscivano +doppiamente efficaci; che ad ogni agitar delle braccia e delle altre +membra, le coltri se ne andavano giù dalla sponda opposta...</p> + +<p>—E come avviene che il vostro Carlo non trovisi ora con voi?</p> + +<p>—Le ragioni istesse che il giorno delle mie nozze lo spinsero a +trucidare un prete scellerato, pochi mesi dopo lo strapparono dalle +mie braccia. Egli è partito per Roma alla testa di un corpo di +volontari...</p> + +<p>—E voi, per quanto apparisce, vi siete proposta di andarlo a +raggiungere...</p> + +<p>—Ne ho fatto giuramento. Non è forse dovere di sposa seguire il +marito, fosse anche sul cammino che conduce al patibolo? Oh sì! +voglio combattere anche io; anch'io voglio prender parte a questa +terribile e disperata lotta di generosi! A Roma si decidono in +questo momento i destini dei nostri figliuoli—fra venti anni (il +mio Carlo lo ha detto—ed io ho fede nelle sue parole) fra +vent'anni, o i popoli avranno schiacciata l'idra del dispotismo +clericale che ha in Roma il <span class="pagenum noind"><a name="Page_40" id="Page_40">{40}</a></span>suo capo, o i preti avranno abbrutito +di bel nuovo l'Europa coi terrori dell'inquisizione.</p> + +<p>L'entusiasmo dell'Ascolana era al colmo.</p> + +<p>Il Birecchi entrò nella stanza; ma ella non fece più caso di lui.</p> + +<p>—Signora, le dissi stringendole la mano, mi accettereste voi per +compagno di viaggio?</p> + +<p>—Non solo vi accetto, ma conto su voi, rispose ella.</p> + +<p>Il Birecchi fece una smorfia grottesca, e proferì un <i>ho capito</i> più +sonoro e più goffo che mai.</p> + +<p>Il mezzogiorno era prossimo, ed io voleva giungere al convento per +l'ora del pranzo. Mi congedai dalla bella Ascolana, promettendole +sarei tornato a farle visita prima di notte, onde intendermi con lei +per l'esecuzione de' nostri progetti. Il Birecchi esitava a +seguirmi, ma l'Ascolana con un sorriso misto di dolcezza e d'ironia:</p> + +<p>—Signore, gli disse, io aveva bisogno del medico; per oggi posso +dispensarmi dal cavadenti.<span class="pagenum noind"><a name="Page_41" id="Page_41">{41}</a></span></p> + +<p>Il Biracchi sta volta non pareva disposto a <i>capire</i>; ma vedendo +ch'egli rimaneva inchiodato dinanzi al letto, io lo indussi a +seguirmi, traducendogli letteralmente il motto della signora:</p> + +<p>—L'ammalata ha bisogno di rimaner sola.</p> + +<p>—Ah! vedo... basta...! <i>ho capito!</i></p> + +<p>Pochi minuti dopo, io risaliva la collina per recarmi al convento; +il Birecchi passeggiava sotto le finestre dell'albergo, appannandole +de' suoi sospiri.</p> + + + +<hr style="width: 45%;" /> + +<h2><a name="CAPITOLO_V" id="CAPITOLO_V"></a>CAPITOLO V.</h2> + +<h4><i>Risoluzioni ed espedienti.</i></h4> + + +<p>Il partito era preso.—Non restavami che trovare i mezzi per seguire +la bella Ascolana sul nuovo cammino ch'ella mi additava.</p> + +<p>Farmi soldato.... combattere.... morire forse!... Perdonate, miei +buoni lettori; <span class="pagenum noind"><a name="Page_42" id="Page_42">{42}</a></span>io non ebbi mai molta fede nel mio eroismo, e ne ho +ben poca nell'eroismo degli altri.—L'idea dei pericoli che io +doveva incontrare sul sentiero della gloria, mi preoccupò seriamente +lo spirito pel corso dei quindici giorni che io dovetti passare a +Grottamare, attendendo la completa guarigione della mia bella +compagna.</p> + +<p>E nondimeno quei giorni trascorsero per me deliziosi, fra le +ascetiche meditazioni del convento e la men casta contemplazione di +una beltà provocante, innanzi a cui si erano dileguati tutti i miei +santi propositi.</p> + +<p>Frattanto l'Ascolana riacquistava ogni giorno nuove attrattive col +rifiorire della salute. I suoi grandi occhi si aprivano sfavillanti +come gemme; le labbra si animavano, la voce acquistava quel timbro +da contralto, che io ritengo esser la voce ermafrodita degli +angioli.</p> + +<p>Appena fu in grado di abbandonare il letto, Adelaide—tale era il +nome dell'Ascolana—uscì con me al passeggio. Ella si appoggiava al +mio braccio, e <span class="pagenum noind"><a name="Page_43" id="Page_43">{43}</a></span>tutta lieta delle forze rinascenti, camminava con +lena giovanile sulle sabbie del mare, infino a quando io non +l'avessi ammonita di far ritorno all'albergo. Pareva una giovane +rondinella, che vicina a passare l'Oceano, tentasse con brevi voli +la vigoria delle penne.</p> + +<p>Una sera, tornando da una passeggiata più lunga del consueto, mentre +io stava per congedarmi da lei «Amico, mi disse con accento +risoluto; lunedì prossimo noi partiremo per Roma».</p> + +<p>—Sì presto?</p> + +<p>—Anche troppo abbiamo indugiato. Aspetteremo noi che i fratelli +abbiano compiuta l'impresa senza di noi?</p> + +<p>—Quando crediate che la vostra salute non debba soffrirne—per me, +sono pronto a seguirvi.</p> + +<p>—Dunque... deciso!</p> + +<p>—Deciso! risposi risolutamente.</p> + +<p>Ed io ripresi il cammino del convento coll'animo più agitato che +mai. La risoluzione della Ascolana, sebbene naturalissima, fu come +una pietra lanciata nell'onda tranquilla dell'anima mia.—Le <span class="pagenum noind"><a name="Page_44" id="Page_44">{44}</a></span>mie +finanze non si erano fino a quel giorno aumentate di un solo +baiocco. Ora, come poteva io accompagnare la bella Ascolana senza +premunirmi le tasche del denaro occorrente alle spese di viaggio?</p> + +<p>Con tali pensieri entrai nel convento e mi presentai ai monaci nel +punto che essi mettevansi a tavola.</p> + +<p>—Voi mi sembrate turbato, disse padre Serafino, il superiore del +convento.</p> + +<p>—Lo sono pur troppo. Ho deciso partire da Grottamare lunedì +prossimo, per recarmi a Roma.</p> + +<p>—A Roma! esclamarono ad un punto tutti i religiosi.</p> + +<p>Quell'annunzio produsse un effetto di stupore.</p> + +<p>La cena fu più triste, più silenziosa del consueto. Levatomi da +mensa, io mi recai alla cella di frate Domenico. Poichè fui solo con +lui, il dabben uomo, appoggiandomi la destra in sulla +spalla—figliuolo, mi disse—voi avete presa una santa risoluzione. +Io non aveva osato parlarvi apertamente prima d'ora; ma il rimaner +qui, fra gli ozii del convento, <span class="pagenum noind"><a name="Page_45" id="Page_45">{45}</a></span>a voi giovane ancora e robusto, era +proprio vergogna. Andate, che il Signore vi benedica! Se Iddio +concede vittoria alle nostre armi, spero che un giorno ci rivedremo. +Se è scritto nei voleri della Provvidenza, che prima di ottenere il +trionfo, i campioni della civiltà e del progresso vengano sottoposti +a più dure prove—se Roma è destinata a ricadere sotto il dominio +assoluto del Pontefice... allora (e la voce del frate divenne fioca) +allora dite un <i>requiem</i> all'anima del povero frate Domenico—perchè +io son certo che le libere idee da me espresse in questi giorni mi +costeranno la vita!</p> + +<p>Io uscii dalla cella del frate. I monaci, che attraversavano i +lunghi corritoi mi parevano vampiri. Mi chiusi a chiave nella mia +cella, nè per quella notte potei prender sonno.</p> + +<p>Però, da quella veglia inquieta nacque una ispirazione felice, ed io +trovai l'espediente per ristorare le mie povere finanze.</p> + +<p>All'indomani, verso le dodici ore, un gran cartellone, scritto a +inchiostro di <span class="pagenum noind"><a name="Page_46" id="Page_46">{46}</a></span>vari colori, annunziava agli abitanti di Grottamare +un grandioso trattenimento vocale-istrumentale-poetico-dentistico, +che dovea aver luogo nella sala del teatro la prossima domenica. +Alcuni dilettanti del paese avrebbero eseguiti quattro pezzi di +scelta musica, io avrei cantate sedici o venti cavatine fra buffe e +serie, il Birecchi avrebbe strappati non so quanti denti al cospetto +del pubblico; e un poeta di passaggio avrebbe improvvisati e +declamati un centinaio di sonetti. Il prezzo d'entrata, perchè fosse +proporzionato alle finanze di tutti, si lasciava all'arbitrio degli +spettatori. Il teatro sarebbe illuminato a giorno.</p> + +<p>Quel gran cartellone produsse l'effetto ch'io mi attendeva. Gli +abitanti di Grottamare ricchi e poveri, giovani e vecchi, rimasero +stupefatti dal pomposo annunzio. È bene l'avvertire che già da +quindici anni non s'era riaperto quel teatro a spettacoli di sorta, +e i proprietarii dei palchi sospiravano da gran tempo una buona +occasione per riprendervi un dritto di possesso, che da tempo +immemorabile i <span class="pagenum noind"><a name="Page_47" id="Page_47">{47}</a></span>ragni ed i sorci avean loro usurpato. Quindi è che +non mai, anche all'epoca solenne dell'apertura, s'era veduta la +popolazione di Grottamare con tanta esultanza, tanto trasporto, +tanto entusiasmo affollarsi dinanzi ad un avviso teatrale. Io mi +avvidi d'aver trovata la miniera degli scudi; e sicuro di poterne +ricavare quanto mi abbisognava per le spese di viaggio, mi tenni +l'uomo più beato della terra.</p> + + +<hr style="width: 45%;" /> + +<h2><a name="CAPITOLO_VI" id="CAPITOLO_VI"></a>CAPITOLO VI.</h2> + +<h4><i>Un concerto sconcertato.</i></h4> + + +<p>Sai tu, lettore mio, quanto costi di noje, di rabbie, di attacchi +nervosi, l'organizzare un concerto musicale?</p> + +<p>È più facile l'appaiare ad un carro una tigre ed un coniglio, +educare ad amichevole consorzio due sorci ed un gatto, trovare alla +Camera dei Deputati due onorevoli che vadano perfettamente d'accordo +<span class="pagenum noind"><a name="Page_48" id="Page_48">{48}</a></span>in una quistione politica, riscontrare presso il letto d'un +ammalato due medici d'egual parere sull'indole di una malattia,—che +non il riunire i tanti elementi all'apparenza identici, di che si +costituisce un concerto.</p> + +<p>E dopo tante cure, tanti affanni, qual frutto?</p> + +<p>Domandatelo a quei tanti artisti di merito, che da molti anni se ne +vanno pel mondo con un violino o con un piffero...</p> + +<p>La domenica fatale era giunta...</p> + +<p>Suonavano le nove del mattino, quand'io sentii bussare leggermente +alla porta della mia celletta.</p> + +<p>—Son io, disse il sagrestano avanzandosi con esitazione.</p> + +<p>—Che vi ha di nuovo?</p> + +<p>—Una disgrazia. Ieri io aveva promesso di concorrere co' miei pochi +talenti allo spettacolo di questa sera; voi vi affrettaste ad +iscrivere il mio nome sull'avviso; ed oggi...</p> + +<p>—Ebbene?</p> + +<p>—Oggi non posso...</p> + +<p>E qui il buon sagrestano a ripetermi <span class="pagenum noind"><a name="Page_49" id="Page_49">{49}</a></span>le proteste del curato e del +coadjutore, i quali non permettevano che egli uomo di chiesa, avesse +a prender parte ad uno spettacolo tanto profano. Si trattava +nientemeno che di un terribile dilemma, per cui il povero figliuolo +era minacciato di perdere il suo impiego nella bottega del Signore.</p> + +<p>—No: buon sagrestano; tu non verrai dimesso della tua carica, +risposi io stringendogli la mano. Annunzieremo al pubblico la tua +<i>improvvisa indisposizione</i>, e il Birecchi ti supplirà strappando +otto denti in luogo di quattro.</p> + +<p>Io non aveva finito di profferire queste parole, quando il direttore +della banda civica entrò anch'egli nella mia cella con aria +compunta. Egli veniva ad annunziarmi che i quattro pezzi di <i>scelta</i> +musica non si potevano eseguire per quella sera. I dilettanti del +paese già da quattro anni non si erano più <i>dilettati</i> di suonare in +concerto. Ricorrendo a i loro istrumenti, aveanli trovati guasti +dalla polvere e dal verde-rame.—Al corno mancavano due cerchielli, +al flauto <span class="pagenum noind"><a name="Page_50" id="Page_50">{50}</a></span>tre chiavi, all'oboe il becco; e nella gran canna del +bombardone già da molto tempo avea preso dimora una colonia di +sorci. Oltre di ciò, nel paese non si trovava altro pezzo di musica +fuori di una marcia funebre scritta otto mesi prima, dal maestro +C..., in occasione di illustre matrimonio.</p> + +<p>In brevi parole.—Prima che il mezzogiorno fosse suonato, tutti i +dilettanti e professori, che doveano prendere parte al concerto, +vennero da me per iscusarsi di non poter adempiere alle loro +promesse.</p> + +<p>Discesi a Grottamare inferiore—corsi alla casa del Birecchi, il +solo artista che ancora mi rimanesse fedele; ma qual fu il mio +stupore nello intendere che il perfido dentista la notte precedente +era partito per Camerino!</p> + +<p>Allora sentii mancarmi le forze—ebbi un momento di vertigine—con +un lampo di strabismo mentale lanciai gli occhi nel passato e +nell'avvenire—poi, in un accesso di disperazione, risolvetti di +dare il concerto da solo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_51" id="Page_51">{51}</a></span></p> + +<p>Ma come fare? Il tempo stringeva. E conveniva ripulire il teatro, +farvi trasportare un pianoforte, trovare un maestro accompagnatore, +destinare qualche galantuomo alla sopraintendenza della cassetta; e +il mezzogiorno non era discosto, ed io mi sentiva già stanco dalle +contrarietà indurate. Poichè vidi che ogni cosa volgeva alla peggio, +e pareva decretata dai fati la mala riuscita di quella intrapresa, +io pensai bene d'andarmene a pranzo, indi sdraiato sovra un divano, +attendere l'ora dello spettacolo, che, secondo tutte le probabilità, +doveva terminarsi con una pioggia di sassate.</p> + +<p>Quel giorno pranzai all'albergo del <i>Marcuccio</i> in compagnia +dell'Ascolana. Prevedendo i pericoli che in quella sera mi +minacciavano, la pregai di non intervenire allo spettacolo—indi +attesi rassegnato l'ora di recarmi in teatro.</p> + +<p>Il sole volgeva al tramonto, quando un messo del sindaco, +accompagnato dall'ottimo sagrestano, recommi le chiavi del teatro. +Io le presi tremando, come se il <span class="pagenum noind"><a name="Page_52" id="Page_52">{52}</a></span>ferro dovesse bruciarmi le dita. +Il sagrestano cavò di tasca una ventina di moccoli, che egli aveva +raccolti nella chiesa acciò mi servissero per l'uso profano di +illuminare la platea.</p> + +<p>Poichè i due messi furono partiti, mi feci recare dal Marcuccio +quattro bottiglie di vino: le collocai in un paniere coi moccoli e +le chiavi, indi, recatomi il paniere sottobraccio, tutto solo, a +lenti passi mi avviai verso il teatro, ove mi chiusi, e cominciai a +prepararmi alla rappresentazione, vuotando d'un fiato una bottiglia.</p> + +<p>Alle otto ore la sala era illuminata.—Apersi la porta—una ondata +d'uomini, donne e fanciulli si precipitò per entrare.</p> + +<p>Alto là! gridava il sagrestano, agitando un randello.—Guai a chi +entra senza pagare! Morte ai ladri! Indietro la canaglia! Viva la +cortesia, la generosità! Trattasi dell'onor del paese! Bravi +figliuoli! Attenti al bacile!... Ah! sta bene! Grottamare è il paese +dei nobili cuori!..</p> + +<p>Diffatti in meno ch'io vel dica, eran piovuti nel bacile un +centinaio di paoli e una ventina di papetti.<span class="pagenum noind"><a name="Page_53" id="Page_53">{53}</a></span></p> + +<p>Finito quello sfogo popolare, l'alta aristocrazia del paese, +capitanata da un conte e da un barone, sfilò dinanzi al bacile, +gettandovi grosse monete d'argento. Alle otto e un quarto circa, la +platea, i palchi, il loggione eran colmi di gente—e il bacile +presentava l'aspetto più consolante.</p> + +<p>Il Rubicone era passato—omai non si poteva retrocedere.</p> + +<p>Qual fosse l'animo mio non saprei dirvi; più la gente ingrossava e +più crescevano le mie angoscie, sebbene alquanto io mi fossi +rassicurato nell'udire come il pubblico si mostrasse già soddisfatto +della illuminazione, alla cui vista avea mandato un urlo di viva!</p> + +<p>Allo scoccare delle otto e mezzo, dopo aver intascate le monete che +erano nel bacile, abbandonai il posto di portinaio, e salii sul +palco scenico per dar principio al trattenimento. Vuotai una seconda +bottiglia, indi rimossa la tela, mi presentai sul proscenio onde +annunziare al pubblico le <i>indispozioni</i> sopravvenute agli artisti +colleghi, e prevenirlo degli inconvenienti <span class="pagenum noind"><a name="Page_54" id="Page_54">{54}</a></span>accaduti. La mia breve +arringa si chiuse fra plausi d'entusiasmo. Il coraggio mi risalì dai +talloni alla testa:—vuotai la terza bottiglia—ordinai fosse +immediatamente alzato il sipario, e appena scoccato l'ordine, corsi +io stesso ad eseguirlo. Tirata la funicella, il sipario si alzò fra +nuove grida di entusiasmo.</p> + +<p>Per intrattenere aggradevolmente la numerosa adunanza io dovetti in +quella sera esaurire tutta la lena de' polmoni e del cervello. +Accompagnandomi ad una spinetta scordata, cantai non meno di venti +pezzi da soprano, da tenore e basso; improvvisai una dozzina di +sonetti a rime obbligate; declamai quattro canti della <i>Divina +commedia</i>...</p> + +<p>Il trattenimento poetico musicale durò fino a mezzanotte, e forse +sarebbesi protratto infino all'alba, se un caso inaspettato, ed a me +favorevolissimo, non avesse obbligato gli spettatori ad uscire dal +teatro. I moccoli del sagrestano, quei moccoli per cui, al +cominciare della rappresentazione, il teatro brillava di tanto +bagliore, essendo, come ognuno <span class="pagenum noind"><a name="Page_55" id="Page_55">{55}</a></span>può immaginare, di varia dimensione +e grossezza, col proceder del tempo s'erano andati spegnendo ad uno +ad uno, versando sul rispettabile pubblico una broda tepida e +viscosa. Verso mezzanotte la sala non era più rischiarata che da un +solo lucignolo; ed io era giunto alle cadenze della ventesima +cavatina, e già un migliaio di mani stavano alzate per applaudire, +quando ad un tratto anche quest'ultimo raggio venne a mancare, e il +palco scenico, la platea, tutto insomma il teatro, s'immerse nel +buio più denso.</p> + +<p>La sorpresa fu generale. Gli uomini mandarono un urlo spaventevole, +le donne risposero cogli strilli.—Chi cerca tastone il cappello, +chi appoggiandosi alle muraglie si trascina verso la porta d'uscita; +l'uno s'aggrappa all'altro; chi urta, chi spinge, chi s'azzuffa e le +panche rovesciandosi con fracasso, pestano senza misericordia i +calli della vile moltitudine, e stracciano le gonnelle delle +signore. Fu vero miracolo che in tanta confusione nessuno si +fiaccasse il collo o spezzasse il cranio alla parete.<span class="pagenum noind"><a name="Page_56" id="Page_56">{56}</a></span></p> + +<p>Dopo dieci minuti di scompiglio, il sagrestano comparve finalmente +in sulla porta del teatro con un lampione inchiodato ad una pertica. +Alla vista di quel faro, tutti proruppero in grida di gioia, e beati +dell'improvvisa luce, con calma e nel miglior ordine possibile +uscirono dalla sala.</p> + +<p>Accompagnato dal fedel sagrestano e da quindici o venti giovinetti +del paese, io discendeva poco dopo a Grottamare inferiore, recando +con me un sacchetto di circa quaranta scudi romani. Lagrime di +tenerezza mi piovvero dalle ciglia quando, giunti all'albergo del +<i>Marcuccio</i>, dovetti accommiatarmi da quei bravi e generosi amici, e +ricevere il bacio d'addio, e udire le schiette parole di benevolenza +che i Romagnoli ed i Marchigiani profferiscono con tanto di cuore.</p> + +<p>All'indomani, verso le quattro del mattino, io salii coll'Ascolana +nella vettura del Marcuccio. Il sagrestano quella notte non s'era +coricato. Quel dabben figliuolo voleva esser testimonio della mia +partenza, ed augurarmi ancora una volta il <span class="pagenum noind"><a name="Page_57" id="Page_57">{57}</a></span>buon viaggio. Appena lo +vidi appressarsi corsi a lui, e lo abbracciai come un fratello; poi, +tratti di tasca due scudi, glieli posi nella mano.</p> + +<p>—Che!—diss'egli, quasi indispettito—credereste ch'io potessi +accettare.....?</p> + +<p>—Non sono per te, buon amico. Quando io sarò partito, fa di recarti +al convento e di presentare cotesto regaluccio a frate Domenico in +segno della mia riconoscienza; e siccome quel buon religioso +rifiuterà il denaro, provvedi del tabacco da naso, e pregalo +d'accettare la tenue offerta d'un povero diavolo, che sempre farà +voti per lui.</p> + +<p>Il sagrestano prese gli scudi, mi gettò le braccia al collo, e dopo +un ultimo bacio se ne andò singhiozzando.</p> + +<p>Io salii nella vettura; il figlio del Marcuccio arringò le sue +bastie; e partimmo alla volta di Macerata.</p> + + +<hr style="width: 45%;" /> + +<div class="pagenum noind"><a name="Page_58" id="Page_58">{58}</a></div> + +<h2><a name="CAPITOLO_VII" id="CAPITOLO_VII"></a>CAPITOLO VII.</h2> + +<h4><i>Colle Fiorito.</i></h4> + + +<p>L'età mia giovanissima, la salute vigorosa, la lunga astinenza dai +diletti di amore, più volte, durante il viaggio, mi esposero a +difficili cimenti. Ma la donna, che nei propositi generosi ed onesti +è sovente più ferma dell'uomo, moderava i miei ardori colla saviezza +del suo contegno. Quand'io, fissandola con uno sguardo troppo +espressivo, le minacciava una dichiarazione, il nome di Carlo le +veniva sul labbro accompagnato da un sospiro eloquente. Se la mia +conversazione volgeva al sentimentale, essa si atteggiava da +eroina—io parlava d'amore; ella rispondeva: battaglie!</p> + +<p>I frequenti trabalzi della vettura che l'uno verso l'altra ci +spingevano, la solitudine, l'oscurità della notte, e gli altri +<span class="pagenum noind"><a name="Page_59" id="Page_59">{59}</a></span>lenocinii della nostra posizione non debellarono la fermezza della +Ascolana.</p> + +<p>Passammo per Macerata, Camerino e Tolentino, non arrestandoci che +per prender cibo.</p> + +<p>Giunti alla Muccia, il figliuolo del Marcuccio non volle più +accompagnarci colla sua vettura.</p> + +<p>Noi lasciammo ch'egli retrocedesse e ci recammo ad un meschino +albergo per riposarci dal lungo e disagiato viaggio.</p> + +<p>Io dormiva placidamente da due buone ore, quando un rumorio di +cariaggi e di cavalli, mi riscosse d'improvviso.</p> + +<p>—Sono carabinieri bolognesi che si recano a Roma—disse l'oste +entrando nella mia stanzuccia.</p> + +<p>—Ben giunti!</p> + +<p>E balzai dal letto, diedi la sveglia all'Ascolana, poi con essa mi +recai sulla piazza.</p> + +<p>La fortuna mi inviava in que' soldati una eccellente scorta per +proseguire più sicuro nel mio viaggio. Parlai al colonnello ed +ottenni due posti sui cariaggi.</p> + +<p>Poche ore dopo, giungemmo a Colle Fiorito.<span class="pagenum noind"><a name="Page_60" id="Page_60">{60}</a></span></p> + +<p>Le scene ch'io sto per descrivere sono di un genere ben diverso +dalle precedenti; mi è quindi forza mutar stile e colori, e darmi +l'aria di scrittor serio.</p> + +<p>L'esercito austriaco pochi giorni innanzi era entrato +vittoriosamente in Bologna. Come suole avvenire in tali fortune di +guerra, prima che le nuove truppe occupassero la città, le antiche +ne sgomberavano, seguite da quei cittadini che per avventura si +credevano più compromessi.</p> + +<p>I carabinieri, coi quali io mi era accompagnato, erano circa +duecento, e rifuggiavansi a Roma dietro ordini di quel governo +repubblicano. Il colonnello, che precedeva a cavallo la comitiva, +era un gagliardo di cinquant'anni in circa; volto abbronzito dal +sole, occhio di brace, irti mustacchi. Cavalcavano al di lui fianco +da cinque o sei uffiziali e due donne belle e giovanissime entrambe, +figlia l'una, l'altra cognata del chirurgo maggiore. Un sergente di +circa quarant'anni, inchiodato alla sua cavalcatura, si era legati +dietro il dorso due piccoli bimbi, <span class="pagenum noind"><a name="Page_61" id="Page_61">{61}</a></span>mentre dinanzi, fra l'una e +l'altra briglia del cavallo, sporgeva il capo una leggiadra +fanciulletta non maggiore di due lustri, che tenendosi d'una mano +aggrappata alla folta criniera della giumenta, coll'altra +accarezzava languidamente il volto del soldato.</p> + +<p>—Povero padre!—sclamò l'Ascolana additandomi quel gruppo—Povero +soldato!</p> + +<p>—Eccellente padre, eccellente soldato!—io risposi. E la viva +commozione mi troncava le parole.</p> + +<p>—Que' poveri bambinelli cominciano presto a sperimentare i disagi +della vita. Eppure, non vedi come sorridono? Essi scherzano +infantilmente colle cinghie di quella bianca tracolla. E quella +gentile fanciulletta che di tempo in tempo si volge indietro a +salutarli con un bacio!... Oh beati i fanciulli! felice l'età in cui +l'uomo può sorridere in mezzo ai più gravi pericoli e trastullarsi +delle avversità! Quelle vergini creature sono inaccessibili al +dolore.</p> + +<p>—È vero; ma il povero padre... porta egli solo il fardello di +tutti.<span class="pagenum noind"><a name="Page_62" id="Page_62">{62}</a></span></p> + +<p>Le nostre considerazioni furono interrotte da parole aspre ed +odiose, che di un tratto ferirono l'orecchio. Alcuni soldati +pedestri s'erano in quel punto avvicinati al carriaggio. L'un d'essi +aveva proferita una grossa bestemmia: l'altro, volgendosi al +conduttore del convoglio:</p> + +<p>—Pe' tuoi mortacci!—gridò con rabbia feroce—dev'essere molto +comodo viaggiare a cavallo od in vettura! Io ho le scarpe consunte, +e la pelle che fa sangue. Sozii, fatevi in là, o cedetemi il posto +per qualche ora, se ciò vi torna più gradito!</p> + +<p>Così dicendo, il soldato spiccò un salto e venne a collocarsi sul +carriaggio. Gli altri non tardarono a seguirne l'esempio, e tutti +quanti vennero a sdraiarsi confusamente vicino e noi. L'Ascolana +arrossì, tremò di dispetto e di paura; quando ella si strinse al mio +braccio come per cercare un rifugio, sentii che la sua mano tremava.</p> + +<p>—Signori—diss'io volgendomi ai soldati,—permettete che noi +scendiamo a terra. Non ci sarà discaro far qualche miglia a piedi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_63" id="Page_63">{63}</a></span></p> + +<p>Nessuna risposta. Io balzai dal carriaggio, e l'Ascolana meco. +Camminammo due ore in silenzio: la mia bella compagna troppo tardi +s'avvedeva che l'andare a Roma non era in quell'epoca la cosa più +facile del mondo, e che più ci accostavamo alla capitale, più +crescevano gli ostacoli e i disagi.</p> + +<p>Di tratto in tratto io porgeva orecchio alle parole dei soldati. +Parvemi da prima ch'essi macchinassero qualche orribile disegno; li +intesi proferire sommessamente il nome del colonnello; poi vidi +segni e gesti minacciosi, accompagnati da bestemmie ed imprecazioni; +alla fine compresi il mistero. In quel piccolo esercito era entrata +la sfiducia, che propagandosi come per magnetico influsso da uomo ad +uomo, riesce talvolta a demoralizzare anco i valorosi, a trasformare +i leoni in conigli. Lamentavano i disagi sofferti nel cammino; +ricordavano le care famiglie abbandonate, le spose e i figliuoli +lasciati senza sostegno; stimando inevitabile e prossima la caduta +di Roma, vana impresa giudicavano lo accorrere <span class="pagenum noind"><a name="Page_64" id="Page_64">{64}</a></span>a difenderla. E tali +cose ripetendo, dapprima con trepida voce, poi colla sicurezza di +chi trova appoggio negli altri, tutti concordemente risolvettero di +abbandonare il colonnello e di andarsene ove ciascheduno credesse +meglio.</p> + +<p>Eravamo a qualche miglio da Foligno, quando alcuni paesani ci +vennero incontro, annunziando al colonnello esser poche ore innanzi +entrata in quella città l'avanguardia dell'esercito austriaco, che +movea da Toscana alla volta d'Ancona.</p> + +<p>Il colonnello fece sosta; poi, dopo aver riflettuto, ordinò ai +soldati di retrocedere verso Colle Fiorito. Tutti obbedirono; il +colonnello (duolmi d'averne obbliato il nome) avea nella voce, negli +sguardi, in tutta la nobil persona qualche cosa di solenne e di +autorevole. Poichè fummo giunti a Colle Fiorito, egli si fermò +nuovamente, e fatte schierare le truppe, lo arringò con queste brevi +parole:</p> + +<p>—Fratelli! dovere d'ogni soldato è la cieca obbedienza agli ordini +de' superiori. Questi ci chiamano a Roma; noi dobbiam tentare ogni +mezzo per giungervi. Là <span class="pagenum noind"><a name="Page_65" id="Page_65">{65}</a></span>(ed accennava una strada erta e dirupata) +apresi la valle di Tesino, per cui in meno di sei ore giungeremo a +Spoleto. Il passaggio è alquanto malagevole; convien quindi +abbandonare i carriaggi, i bagagli, e tutto quanto può darci +impaccio. Riposatevi per pochi istanti; io vi concedo due ore di +bivacco prima di riprendere il cammino.</p> + +<p>Un mormorìo lugubre e sinistro rispose a quella breve allocuzione. +Il volto del colonnello si fece pallido di sdegno; egli tentò +proferire altre parole, ma l'impeto della commozione gli tolse la +voce. Allora le file dei soldati si scomposero, e taciti ciascuno, +la fronte dimessa, presero la via opposta a quella che il colonnello +aveva additata.</p> + +<p>—Figliuoli! figliuoli!... la vostra è una risoluzione codarda! +Abbandonarmi in tal momento! Disertare la bandiera della libertà. +Fermate!... Ah! vile canaglia! ah! briganti screditati!... poichè il +morire in battaglia vi fa tanta paura, possiate, com'io di cuore ve +lo auguro, morire sulla forca appiccati!<span class="pagenum noind"><a name="Page_66" id="Page_66">{66}</a></span></p> + +<p>Così parlava il sergente, che, sceso da cavallo, e collocati i suoi +figliuoletti sotto un albero, si adoperava con preghiere e minacce a +ricomporre le file, a rianimare gli spiriti della soldatesca +demoralizzata. Ma nè preghiere nè minacce valsero a tanto; i +disertori non ascoltavano più che il freddo consiglio della paura, e +allontanandosi a piccoli drappelli, si spandevano nelle campagne +vicine. Il colonnello dall'alto del suo cavallo li accompagnava con +sguardi di rimprovero e di dolore.</p> + +<p>Già i disertori erano quasi tutti scomparsi, e intorno al colonnello +non rimanevano che venti o trenta uomini incirca, allorquando il +tuono di una fucilata ci fece trasalire.</p> + +<p>—Ah cane! assassino!—urlò il sergente come toro ferito.</p> + +<p>Noi accorremmo al suo grido. Povero sergente! Tengo vivamente +scolpiti nella memoria i lineamenti di quella fisonomia vivace e +stizzosa, e parmi vedere tuttavia que' suoi occhi da augello +grifagno mandar lampi di sdegno. Le invettive <span class="pagenum noind"><a name="Page_67" id="Page_67">{67}</a></span>lanciate contro i +disertori gli eran state cagione di un alterco con tre o quattro +soldatacci, i quali avevano posto mano alle spade. +Nell'allontanarsi, un di essi, nascosto dietro gli alberi, aveva +scaricato un colpo sull'animoso sergente.</p> + +<p>Il buono e generoso soldato esce illeso dalla mischia e con paterna +sollecitudine ritorna presso l'albero, ove poco dianzi aveva +adagiata la sua piccola famiglia....</p> + +<p>I due bimbi agitano le mani in segno di esultanza e prevengono coi +baci le carezze del padre... Perchè mai la gentile fanciulla non si +leva dagli erbosi tappeti per lanciarsi nell'amplesso paterno?....</p> + +<p>Il sergente si avvicina al piccolo gruppo... Il pallore, +l'immobilità della figliuola gli stringono il cuore di un orribile +presagio... Egli stende la mano, prende fra le braccia il corpo +amato—lo agita, lo stringe, lo scuote con moto convulso...! Oh +momento di terribile angoscia!—Enrichetta, la vispa fanciulla, che +poco dianzi folleggiava sotto l'albero, <span class="pagenum noind"><a name="Page_68" id="Page_68">{68}</a></span>governando come una piccola +madre i due minori fratelli—Enrichetta non era più che una gelida +larva.—La palla scagliata dal disertore codardo, risparmiando il +sergente, era giunta fino al cuore della povera fanciulletta...</p> + +<p>Le grandi, le improvvise sciagure istupidiscono... Appena il +sergente si riscosse, mandò dal petto un ruggito...</p> + +<p>Poi, senza profferire parola, cedette all'Ascolana la piccola salma, +e trasse la spada dal fodero per slanciarsi nella boscaglia ad +inseguire i fuggiaschi...</p> + +<p>—Ferma! gridò il colonnello, ferma!... Vuoi tu cimentare la tua +vita contro un centinaio di codardi, i quali ti piomberanno adosso +per ischiacciarti?</p> + +<p>Fossero non cento, ma mille! replicò il sergente nell'entusiasmo del +dolore; io giuro di esterminarli.... tutti...</p> + +<p>—Tu rimarrai soverchiato, ed essi ti uccideranno...</p> + +<p>—Ebbene? che importa?.... desidero vendicare mia figlia... e +morire...</p> + +<p>—Morire... Sta bene... E chi avrà cura degli altri due figli?<span class="pagenum noind"><a name="Page_69" id="Page_69">{69}</a></span></p> + +<p>In questo punto, i due poveri bamboletti, ignari dell'orribile caso, +si erano trascinati carpone fin presso al sergente, e gli +abbracciavano le ginocchia per fargli festa...</p> + +<p>Il padre sentì la voce del dovere... Le piccole braccia che gli +stringevano le ginocchia parvero pietrificarlo.</p> + +<p>—Oh! voi avete ragione! esclamò il sergente, stendendo la mano al +colonnello... Grazie! grazie del buon consiglio!... Questi poveri +innocenti... hanno bisogno di un padre...</p> + +<p>Ciò detto, il desolato ritolse all'Ascolana il prezioso deposito, e +sedette sotto l'albero, riscaldando co' suoi baci e colle lagrime le +guancie dell'estinta. Quel volto abbrunato dal sole, duro, irsuto, +spirante furore e vendetta—in quel momento di sublime dolore avea +acquistata una espressione di tenerezza materna.</p> + +<hr style="width: 45%;" /> + +<div class="pagenum noind"><a name="Page_70" id="Page_70">{70}</a></div> + +<h2><a name="CAPITOLO_VIII" id="CAPITOLO_VIII"></a>CAPITOLO VIII.</h2> + +<h4><i>Spoleto.</i></h4> + + +<p>Il giorno era tramontato, e già la luna imbiancava la vetta degli +Appennini, quando noi ripigliammo la marcia. I soldati e le donne +montarono a cavallo; io salii sulla groppa di uno sciagurato +asinello, noleggiato per pochi baiocchi dall'oste di Colle Fiorito.</p> + +<p>Il sergente si fece legare dietro il dorso i minori figliuoletti e +adagiò l'amato cadavere sulla sella.</p> + +<p>Viaggiavamo in silenzio. Ciascuno avea qualche segreto dolore +nell'animo, o tristi memorie del passato, o presentimenti funesti +dell'avvenire.</p> + +<p>Da Colle Fiorito fino all'entrata della valle di Tesino, si ascende +per facile pendio tappezzato di verdi erbette, nudo di alberi e di +cespugli; e quindi, dove <span class="pagenum noind"><a name="Page_71" id="Page_71">{71}</a></span>comincia il declivio, la strada diventa +più malagevole e va intricandosi in una specie di laberinto, ove di +leggieri ci saremmo smarriti, se il talento dei quadrupedi in tali +casi non guidasse quello dell'uomo. Cavalcammo tutta notte senza mai +arrestarci, ed allo spuntare dell'alba ci trovammo aver superata la +spaventosa vallea, dove, per la pioggia abbondante caduta pochi dì +innanzi, il torrente s'era ingrossato a tal segno che il mio povero +asinello più volte aveva nuotato nell'acqua fino alla pancia. Verso +le dieci del mattino, entrammo in Spoleto. Quivi era giunta una +colonna mobile di soldati volontari, reclutati dal generale Arcioni, +parte in Toscana, parte nelle città e nei villaggi delle Romagne, +Arezzo, Perugia, Cortona, Assisi, Macerata, Foligno, tutte le città +e le grosse borgate poste sullo stradale che da Firenze mette a +Roma, aveano dato il loro contingente a quell'esercito improvvisato, +che simile ad una falda di neve staccatasi dalla cima d'un monte, si +era ingrossato nel discendere e trasformato in una valanga +formidabile.<span class="pagenum noind"><a name="Page_72" id="Page_72">{72}</a></span></p> + +<p>Sulle porte di Spoleto, io e l'Ascolana prendemmo congedo dai nostri +compagni. Quando fummo per separarci, il sergente si avvicinò a noi +colla sua cavalcatura, e volgendosi alla mia compagna: signora, le +disse, questa sera avran luogo i funerali della mia povera bimba. In +così dire, sollevò un lembo del panicello bianco che la copriva, e +riguardato il bellissimo volto dell'estinta, e baciatala +religiosamente in fronte:—ella è proprio morta! riprese +singhiozzando; converrà quindi che questa sera noi la portiamo al +camposanto. Voi l'accompagnerete, signora? Voi verrete a spargere +qualche fiore sulla sua tomba. Saremo pochi al corteggio, tanto +pochi, che se alcuno mancasse....</p> + +<p>Le parole del sergente si perdettero in un singhiozzo. Adelaide gli +stese la mano:</p> + +<p>—A qual ora?</p> + +<p>—Alle sei, rispose il sergente, nella chiesa dell'addolorata.</p> + +<p>—Prima delle sei, saremo là ad aspettarvi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_73" id="Page_73">{73}</a></span></p> + +<p>Il sergente ci ringraziò con un melanconico cenno del capo e volse +il cavallo verso la piazza maggiore. Io entrai coll'Ascolana nel +primo albergo che ci occorse.</p> + +<p>Riposati il corpo e la mente dalle insolite fatiche, essendo già il +sole prossimo al tramonto, ci avviammo taciti e mesti verso la +chiesa, donde il convoglio funebre dovea partirsi. Entrati, noi +trovammo le due donne ed i carabinieri devotamente inginocchiati +presso un piccol feretro, coperto d'un bianco drappo e sormontato da +una ghirlanda di fiori recenti. L'Ascolana vi depose un'altra +corona; poi, colle lagrime agli occhi, si confuse all'altre donne. +Il sergente, traendo seco i suoi due minori figliuoletti mi si +accostò, mi strinse la mano per ringraziarmi, e fissato lo sguardo +sulla cassa mortuaria, stette immobile come impietrito dal dolore +finchè un sacerdote, accompagnato da due chierici, mosse alla nostra +volta intuonando la pace dei defunti.</p> + +<p>Il sacerdote, che allora scendeva dall'altare <span class="pagenum noind"><a name="Page_74" id="Page_74">{74}</a></span>per la funebre +cerimonia, veggendo tanti soldati nella chiesa, ne parve sgomentato: +se non che la pia attitudine delle donne e le lagrime del povero +sergente, e i nostri volti compunti da religiosa mestizia, lo +rincorarono. Poichè ebbe cantate secondo il rito le lamentevoli +salmodie, le donne, sollevata la cassa, in bell'ordine uscirono dal +tempio, e noi tutti dietro quelle per strade solitarie ci avviammo +al camposanto.</p> + +<p>Sotto le mura di Roma cadevano ogni giorno le vittime a centinaia; +le palle dei <i>Chasseurs de Vincennes</i> colpivano i petti dei militi +generosi, che pieni di giovinezza e di vita, bivaccavano sui +baluardi assediati; e noi con occhio asciutto leggevamo ogni giorno +il bollettino dei morti e dei feriti, fra il pranzo ed il caffè, +indifferenti spettatori di quella sanguinosa tragedia per cui il +Tevere scorse parecchi mesi vermiglio.—Perchè mai, nel condurre al +cimitero la figliuola del sergente, noi tutti, compreso il +colonnello dal volto abbronzito, commossi l'anima d'insolita +tenerezza, <span class="pagenum noind"><a name="Page_75" id="Page_75">{75}</a></span>camminavamo a capo chino e versando qualche lagrimuzza?</p> + +<p>Misteri del cuore umano!</p> + +<p>Quando fummo nel camposanto, e il sacerdote ebbe per l'ultima volta +benedetta la piccola salma, una scena inaspettata e commovente pose +fine alla cerimonia lugubre. I due piccioli bimbi che il sergente +avea condotti seco; essi che durante la giornata non aveano dato +alcun segno di compunzione quasi in loro non fosse coscienza del +doloroso avvenimento; essi, che senza piangere aveano seguito il +funebre convoglio, appena i becchini si impadronirono della cassa +per calarla nella sepoltura, entrambi ad un tempo mandarono un +grido, e cercando svincolarsi dalle braccia paterne, fra le lacrime +ed i singhiozzi, si diedero ad esclamare il nome di Enrichetta. La +buona Ascolana se li recò in grembo tentando placarli con amorose +parole; ma di mano in mano che i becchini colmavano di terra la +fossa, i pianti e le grida di quei due poveretti raddoppiavano.</p> + +<p>—Enrichetta è salita al paradiso, diceva <span class="pagenum noind"><a name="Page_76" id="Page_76">{76}</a></span>il sergente, a mala pena +soffocando i singhiozzi; Ella è andata lassù a trovare la vostra +povera madre e tornerà presto.... e voi andrete a stare con lei... e +per sempre.</p> + +<p>—No! no! strillavano i due bimbi, additando la fossa, e fissando +gli occhi nei due becchini con espressione quasi feroce.</p> + +<p>—Signori, disse il sergente volgendosi a noi; il santo uffizio è +compiuto, nè io pretendo abusare più oltre della vostra carità. +Lasciate ch'io rimanga solo per pochi istanti colla mia piccola +famiglia; ho bisogno anch'io di sfogare senza testimonii il mio +dolore. Le lagrime stanno male sul ciglio di un soldato, ma il padre +ha bisogno di piangere, ed egli vi chiede a tal uopo un momento di +solitudine. In pari tempo, vedrò di calmare anche questi due +innocenti, che, siccome voi vedete, ora soltanto si sono accorti di +aver perduta una sorella.</p> + +<p>Noi uscimmo dal camposanto; l'Ascolana si appoggiò al mio braccio, e +rientrammo <span class="pagenum noind"><a name="Page_77" id="Page_77">{77}</a></span>all'albergo coll'animo profondamente commosso.</p> + + +<hr style="width: 45%;" /> + +<h2><a name="CAPITOLO_IX" id="CAPITOLO_IX"></a>CAPITOLO IX.</h2> + +<h4><i>L'organista di Camerino e il sensale Bertoni di Milano.</i></h4> + + +<p>All'indomani, prima che l'alba spuntasse, uscii solo dall'albergo, +per cercare una vettura. Ma tutti i cavalli erano stati sequestrati +dai volontari, e il mio povero asinello, nell'attraversare la valle +di Tesino, avea preso una tosse caparbia, una di quelle tossi che +domandano l'assoluto riposo e la cura dell'olio di merluzzo.</p> + +<p>Tali ostacoli non potevano trattenere la foga bellicosa +dell'Ascolana. Quand'io rientrai nell'albergo per annunziarle il mal +esito delle mie ricerche:—Ebbene! diss'ella colla massima +indifferenza: noi proseguiremo il viaggio a piedi! Giungeremo <span class="pagenum noind"><a name="Page_78" id="Page_78">{78}</a></span>più +tardi, ma in tempo da prestare una mano ai nostri fratelli!</p> + +<p>Perchè dissimularlo?—Ho già detto più sopra che io non ho veruna +pretesa di eroismo. La speranza di giungere <i>troppo tardi</i> mi fece +accogliere come un benefizio della fortuna la necessità di +proseguire a piedi il cammino.</p> + +<p>Consegnammo le nostre valigie al sergente dei carabinieri, +raccomandandogli di portarle a Monte Rotondo, ove la brigata doveva +soffermarsi qualche giorno per completarsi di nuove reclute, e +riorganizzarsi.—E subito, profittando della frescura mattinale, +liberi e lieti come due capriuoli, uscimmo da Spoleto, e in marcia!</p> + +<p>In meno di sei ore giungemmo a Terni, dove il giorno precedente era +entrata la compagnia del generale Arcioni... La città era tutto in +fermento. Anche qui, come a Spoleto, difficile oltremodo il trovare +una camera da alloggiarvi. I volontarii dormivano sui carriaggi, nei +caffè, sotto i portici delle case, nelle strade. Dopo aver passate +parecchie ore <span class="pagenum noind"><a name="Page_79" id="Page_79">{79}</a></span>nella fastidiosa incertezza di dover pernottare sotto +l'azzurro padiglione del cielo—la cavalleresca galanteria di un +uffiziale volontario venne in nostro soccorso. Questo benemerito +uffiziale, che spontaneamente venne ad offrirci la propria camera, +chiamavasi Napoleone... Savon. Personaggio molto singolare, il +quale, nella sua duplice missione di poeta e di soldato, avrebbe +potuto chiamarsi il Camoens della compagnia, se il disordine della +toletta ed altre apparenze non lo avessero assimiliato a Diogine. Ma +del Savon e delle sue eccentrità poetico-militari dovrò dire più +innanzi. Per ora basti questo cenno di gratitudine pel suo tratto +ospitale!</p> + +<p>Il dì seguente proseguimmo fino a Narni, dove ci fu dato noleggiare +una vettura per trasferirci quel giorno stesso a Civitacastellana.</p> + +<p>A poche miglia da Otricoli, ci venne veduto, attraverso il polverio +della strada, un vecchierello appoggiato alla muraglia come persona +affranta dalla stanchezza.<span class="pagenum noind"><a name="Page_80" id="Page_80">{80}</a></span></p> + +<p>Indossava un abito color cenere assai logoro; le scarpe rossiccie +aprivano le labbra, e mostravano i denti e la lingua +sitibonda.—Povero viaggiatore, perduto nella solitudine, forse +disperante di toccare la meta...</p> + +<p>—Quell'uomo fa dei gesti al nostro indirizzo, disse l'Ascolana.</p> + +<p>E il vetturino, per istinto di misericordia, trattenne le bestie.</p> + +<p>Il vecchio portò la mano alla fronte come un devoto che accenni al +segno della croce; ma il gesto non fu compiuto, e la mano ricadde +dalla fronte con disperato abbandono.</p> + +<p>—Buon uomo! disse l'Ascolana, voi sembrate spossato—se volete +salire nella vettura, noi vi condurremo a Civitacastellana...</p> + +<p>—Grazie! rispose il vecchio, grazie!... Se vi degnate accordarmi un +posto nella carrozza, io vi benedirò come il mio angelo salvatore.</p> + +<p>Il vecchio non potè proseguire; ma con trasporto di sentita +riconoscenza; egli strinse la mano di Adelaide, e la baciava +bagnandola di lacrime.<span class="pagenum noind"><a name="Page_81" id="Page_81">{81}</a></span></p> + +<p>Poco dopo, salì nella vettura, e appena i cavalli ripresero il +corso, cominciò a raccontarci la sua istoria:</p> + +<p>Era un antico carbonaro, il quale avea passati quindici anni nella +fortezza di Civitacastellana, per espiare il delitto di aver +appartenuto alla setta. I preti lo avevano crudelmente perseguitato +fin da fanciullo, e la condanna profferita contro lui nel tenebroso +Consiglio della Inquisizione, e la immeritata, lunga, angosciosa +prigionia aveano maturato in quell'anima di ferro un odio profondo e +un indomabile desiderio di vendetta. Uscito dalla fortezza, in +seguito all'amnistia del <i>costituzionale</i> Pio IX, era tornato a +Camerino per rivedere la famiglia—una moglie, e due figlie, di cui +non avea più udito parlare. Il povero carbonaro, mettendo piede nel +paese nativo, seppe che la sua vedovanza datava da parecchi anni. La +moglie era ita a Roma per supplicare la clemenza di Gregoriaccio a +pro della famiglia infelice. E frattanto un cardinale del paese, che +l'avea consigliata a quel passo, si era <span class="pagenum noind"><a name="Page_82" id="Page_82">{82}</a></span>fatto <i>pagare la +mediazione</i> dalle due figlie, in moneta molto abusiva.—La povera +madre, riportò da Roma la terribile convinzione che i preti, quanto +facili ad accordare indulgenza ai morti mediante retribuzione di +pochi baiocchi, altrettanto rigidi e crudeli rifiutano il perdono ai +vivi, quand'anche per essi interceda un sentimento di umanità e di +giustizia.</p> + +<p>Rientrò nel tetto domestico coll'angoscia disperata—e sulla soglia +trovò la più grande delle sventure: il disonore.—Il cardinale aveva +operato misteriosamente, con tutta l'arte e la diplomazia di un +corruttore tonsurato, ma le due giovanette non potevano dissimulare +più a lungo le naturali conseguenze del fatto. Il paese +mormorava—gli amici del condannato imprecavano sommessamente—le +povere figliuole, non osando più mostrarsi in pubblico, si +struggevano in lacrime, presso il letticciuolo della madre, che nei +delirii dell'agonia, imprecava al Pontefice. Quando la buona donna +mandò l'ultimo sospiro e l'ultimo anatema contro i sicarii della sua +famiglia, le orfanelle <span class="pagenum noind"><a name="Page_83" id="Page_83">{83}</a></span>ricorsero al cardinale, e annunziandogli per +iscritto il luttuoso avvenimento, gli chiesero misericordia.—Il +cardinale ricevette la supplica, dinanzi ad una magnifica zuppiera +colma di riso alle quaglie. Lesse, crollò il capo, trasmesse il +foglio al segretario, dicendogli con aria indifferente: vedete di +mandare a queste due disgraziate qualche baiocco sulla cassetta +particolare... di S. Giuseppe. E inforcata una quaglia, e levatala +all'altezza del naso: quest'anno, soggiunse, sono men grasse che +l'anno passato!... Bisogna migliorare la pastura, signor segretario. +Quel briccone di Petronio avrà risparmiato la <i>pannera</i>.—Le figlie +del condannato, due mesi dopo scomparvero da Camerino, e più nessuno +ne udì parlare.</p> + +<p>Allorquando il vecchio carbonaro seppe da' suoi compaesani la +orribile istoria, mandò un ruggito, e afferrato un coltello, corse +alla Chiesa per scannare il primo prete che gli si parasse dinanzi. +Un amico, un correligionario di carboneria lo trattenne.—L'ora +della vendetta non è ancora suonata; fra breve, <span class="pagenum noind"><a name="Page_84" id="Page_84">{84}</a></span>non uno, ma +tutti!—E il vecchio prigioniero di Civitacastellana raffrenò gli +impeti della vendetta, nel desiderio di una vendetta più universale +e più terribile. Si chiuse nella casa deserta, e sulla pietra del +vecchio focolare aguzzò la lama del <i>coltellaccio</i>; e all'indomani +venne in campo santo, per <i>ripulire</i> l'acciajo sulla croce della +povera moglie.—Quindi incamminossi a piedi fino a Bologna, onde +tener d'occhio una <i>cattiva bestia</i>, ch'egli voleva <i>accarezzare +d'un colpo</i> al primo squillo della rivoluzione. Ma la <i>bestia</i>, +quand'egli giunse, si era già nascosta in un covo—e quindi gli fu +mestieri attendere e andarla a cercare in altri luoghi.—Il vecchio +carbonaro, nel raccontarci questa lugubre istoria, si animava di un +ardore feroce, e i suoi piccoli occhi bigi parevano carboni +infuocati.—La <i>cattiva bestia</i> era sfuggita sempre alle carezze del +suo <i>fido</i>.—Ed ora, egli tentava l'ultima prova, recandosi in Roma, +per vedere—diceva egli—se Iddio sia il dispensiero della giustizia +e il punitore delle scelleraggini umane, o non <span class="pagenum noind"><a name="Page_85" id="Page_85">{85}</a></span>piuttosto il capo +invisibile dei briganti.</p> + +<p>Quel racconto, pieno di episodii commoventi e di descrizioni +vivamente colorite, ci distrasse durante la lunga ed incomoda +scarrozzata.</p> + +<p>Compiremo il viaggio in compagnia, disse l'Ascolana, stendendo la +mano al vecchio, poichè questi ebbe finito di parlare. Voi dite di +non aver denaro? Ebbene,—faremo cassa comune. Quindi innanzi voi +potete disporre dei nostri tesori privati... Ma a proposito di +tesori, soggiunse l'Ascolana volgendosi a me con disinvoltura +amichevole; badate, mio buon amico, che io sono ridotta a dover +contare su voi per le spesuccie che ci occorreranno prima di +giungere a Roma. Vi prego di aprirmi una partita di credito: ed io +vi rimborserò non appena avremo posto piede nella città eterna.</p> + +<p>Per moto istintivo, io portai la mano alla taschetta del <i>gilet</i>, +dove si chiudevano i residui indeterminati del nostro +tesoro.—Palpai, numerai le monete con qualche trepidazione—poi, +rifiutando fede alla prova e controprova del tatto <span class="pagenum noind"><a name="Page_86" id="Page_86">{86}</a></span>cavai fuori il +denaro, per rivedere i miei conti sul palmo della mano.</p> + +<p>Il nostro tesoro si riduceva a una quindicina di paoli.</p> + +<p>—Noi dobbiamo sei paoli al vetturino—e questa sera, andando a +Civitacastellana, non potremo passarcela senza cena. Quand'anche +trovassimo una vettura per proseguire immediatamente il viaggio, noi +giungeremo alle porte di Roma senza un baiocco.</p> + +<p>—Lasciate fare a me, disse il vecchio carbonaro. A Civitacastellana +io troverò degli amici, i quali ne assisteranno. Con un segno della +mano io farò nascere gli scudi dalle muraglie...</p> + +<p>Non fui molto rassicurato da queste parole.</p> + +<p>Verso le nove della sera, noi entrammo in Civitacastellana, e tosto +ci dirigemmo ad un albergo di buona apparenza, che era nel mezzo +della piazza grande.—Cenammo frugalmente; chiedemmo all'oste se +fosse possibile noleggiare una vettura per andare sino a Roma. +Quella domanda provocò una risposta quale noi <span class="pagenum noind"><a name="Page_87" id="Page_87">{87}</a></span>non ci saremmo +aspettata. Il Sindaco della città quel giorno istesso aveva ricevuta +la sgradevole notizia che i Francesi aveano intercettata la +comunicazione con Roma per lo stradale dell'Emilia; non esservi più +che una sola via sicura per noi retrocedere fino a Borghettaccio e +gettarci nelle Sabine. Quanto ai mezzi di trasporto, impossibile +contare sovra altro veicolo fuor quello delle nostre gambe.</p> + +<p>La crisi diventava più difficile.</p> + +<p>Il vecchio carbonaro, fidente nei soccorsi della setta, usciva +tratto tratto dall'osteria, ripetendo il segno convenzionale della +mano alla fronte a quanti gli venivano incontro. Sventuratamente +egli non trovò persona che rispondesse. In Civitacastellana la +carboneria aveva cessato di esistere, ovvero, ciò che io credo più +probabile, i fratelli, indovinando l'ultima ragione del saluto, non +osavano rivelarsi.</p> + +<p>Ci convenne passar la notte all'albergo.</p> + +<p>Il giorno seguente, allo spuntare dell'alba, noi ci appigliammo +all'unico partito <span class="pagenum noind"><a name="Page_88" id="Page_88">{88}</a></span>possibile, e riprendemmo la nostra marcia +pedestre per la via delle Sabine. Pagato il conto all'albergatore, +non ci rimaneva più che una trentina di baiocchi per provvedere al +vitto quotidiano.</p> + +<p>Non dirò le torture fisiche e morali di quel viaggio.</p> + +<p>Furono cinque giorni di marcia per sabbie infuocate. La notte ci +riposavamo in orribili stallazzi, ove, per conforto delle membra, +eravamo condannati a sdraiarci sul fieno, al fianco di persone +ignote e in compagnia di bestie notissime. Le pulci, le zanzare, ed +altri animaluzzi creati da Dio pel solletico della cute umana, ci +corteggiavano tutte le notti.</p> + +<p>Il nostro alimento consisteva in uova, ricotta, o latte agro e +rappreso, che i pastori ci fornivano gratuitamente.</p> + +<p>Gli alberghi posti sullo stradale, pressochè tutti erano abbandonati +alla mercè dei passanti. I proprietarii, per evitare molestie o +pericoli, si erano allontanati, nascondendo o portando via le +suppellettili di qualche valore.</p> + +<p>Lungo il cammino noi incontravamo <span class="pagenum noind"><a name="Page_89" id="Page_89">{89}</a></span>dei viaggiatori, i quali ne +facevano parte delle loro provvigioni. L'Ascolana era prostrata di +forze. Il nostro vecchio compagno più volte era caduto nel mezzo +della via colla disperazione della stanchezza.</p> + +<p>Quando piacque a Dio, giungemmo a Monte Rotondo, grossa borgata a +quindici miglia da Roma. Le nostre finanze erano ridotte +all'estremo. Non ci restava la croce di un baiocco!</p> + +<p>Ma io contava sull'ultima risorsa, sugli ultimi sforzi di un'arte, +che altre volte mi aveva salvato. A Monte Rotondo, io mi era +proposto di rinnovare lo stratagemma di Grottamare, invitando la +popolazione ad un concerto vocale-istromentale a mio benefizio.</p> + +<p>Questa volta il peso del trattenimento sarebbe stato condiviso da un +collega del vecchio carbonaro, il quale, per aver esercitata +parecchi anni la professione di organista nella cattedrale di +Camerino, credeva di poter divertire il rispettabile pubblico, +eseguendo sulla spinetta un <i>Tantum ergo</i> ed un <i>Kyrie</i> di sua +composizione.<span class="pagenum noind"><a name="Page_90" id="Page_90">{90}</a></span></p> + +<p>Fermi nel nostro proposito, entrammo in un alberghetto, e quivi, +animati dalla fede e dall'appetito, ci ponemmo a tavola, e +prelevando una anticipazione sui probabili incassi del concerto, +ordinammo una cena completa.</p> + +<p>Sono pure stravaganti i capricci delle rivoluzioni! Chi l'avrebbe +detto—a vederci famigliarmente raccolti intorno alla piccola +mensa—chi l'avrebbe detto, che io, l'Ascolana e il carbonaro di +Camerino, ci eravamo scontrati per caso pochi giorni innanzi—che +ciascuno di noi era trascinato verso Roma da una cura diversa—che +io mi rassegnava a divenire soldato per non aver potuto andare a +Chieti a cantare da baritono—che l'Ascolana, per amor del marito, +era decisa di impugnare un fucile—che il vecchio carbonaro si +recava da Camerino a Roma per piantare il suo stiletto <i>nell'anima</i> +di un delatore!</p> + +<p>Ma ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare, vedendo la ricca +imbandigione che ci stava dinanzi, era il segreto <span class="pagenum noind"><a name="Page_91" id="Page_91">{91}</a></span>della nostra +<i>bolletta</i> colettiva—l'assenza assoluta di quel vile metallo, che +pure nel mondo rappresenta e conquista le cose più sublimi.</p> + +<p>Infatti, mentre noi trinciavamo un grosso pollastro—una voce fioca +e lamentosa, che pareva il sospiro del povero Lazzaro negli atri di +Epulone, ci scosse le fibre del cuore...</p> + +<p>E quella voce articolava delle parole in un dialetto a me solo +conosciuto—in quel dialetto meneghino, che mi suona ruvido e +barbaresco quando io l'odo nelle vie di Milano, ma mi commuove come +accento fraterno, se mi vien fatto d'udirlo a trecento o +quattrocento miglia lontano dal Duomo.</p> + +<p>—Beati i <i>sciori</i>!—sclamò quella voce.—Beati i <i>sciori</i>, che +anche in questi tempi trovano della grazia di Dio <i>de trà in +Castell</i>!</p> + +<p>Non era una domanda esplicita, ma piuttosto una aspirazione +eloquente.</p> + +<p>—Signore!.... Se volete tenerci compagnia, e fare un po' di +penitenza con noi....<span class="pagenum noind"><a name="Page_92" id="Page_92">{92}</a></span></p> + +<p>—Che! lei pure... milanese?</p> + +<p>E un giovanetto, dalla persona esile, dal volto sparuto, attraversò +la sala col passo lento e ineguale di chi abbia una ventina di calli +per ciascun piede.</p> + +<p>—Profitterò della grazia vostra, mi disse a voce bassa; poichè da +circa diciotto ore non ho gustato cibo e non tengo un quattrino +nelle tasche...</p> + +<p>—Tanto meglio! La vostra assoluta <i>bolletta</i> vi fa degno di esser +nostro commensale. Noi pure, quali ci vedete, fra tutti e tre non +abbiamo indosso un baiocco.</p> + +<p>Il giovine, che già stendeva la forchetta per attirare sul suo +piatto una coscia di pollo, si arrestò sgomentato.</p> + +<p>—Via, buon figliuolo!... Non perderti di coraggio!... Se questa +sera non abbiamo denari, domani penseremo a fabbricarne. Io tengo +una macchinetta, colla quale posso fabbricare a centinaja gli scudi +e i papetti.</p> + +<p>—Una macchina per fabbricare gli scudi!... Oh! questa dev'essere +meravigliosa!...</p> + +<p>Il povero ragazzo, senza chiedere altre spiegazioni, inforcò la +coscia del pollastro, <span class="pagenum noind"><a name="Page_93" id="Page_93">{93}</a></span>e si diede a spolparla colle mani e coi +denti.</p> + +<p>Finita la cena, l'Ascolana e il vecchio carbonaro si ritirarono per +coricarsi. Io rimasi col nuovo personaggio, il quale, meditando a +stomaco sazio le difficoltà della posizione, non poteva darsi pace.</p> + +<p>—Ebbene! ora che abbiamo cenato, prepariamo la macchina per +fabbricare gli scudi.... Favorite di chiedere all'oste quattro o +cinque fogli di carta, e ponetevi a scrivere quanto io sto per +dettarvi...</p> + +<p>Il giovine obbedì senza repliche: spiegò un foglio sul tavolo, +intinse la penna nell'inchiostro, poi mi fissò in volto due occhi +attoniti, come un fanciullo che affissi il sacco del cerretano per +vederne uscire le uova.</p> + +<p>Allora io dettai il programma del mio secondo +concerto-vocale-istromentale, che doveva aver luogo all'indomani in +una sala qualunque di Monte Rotondo, a benefizio di quattro +volontari, <i>che partivano per Roma</i>.</p> + +<p>Il mio scriba, ad ogni tratto levando <span class="pagenum noind"><a name="Page_94" id="Page_94">{94}</a></span>gli occhi dal foglio, mi +guardava, torceva il labbro ad una smorfia indescrivibile; poi di +nuovo curvava la testa, ripigliando la scrittura colla rassegnazione +di una macchina.</p> + +<p>—Mio buon ragazzo: questa notte ricopierai il programma sovra dieci +o dodici fogli; poi, domattina di buon ora, n'andrai tu stesso ad +affiggerlo nelle vie più frequentate del paese. Sarai tu esatto +nell'adempiere alla commissione?</p> + +<p>—Come è vero che io mi chiamo Bertoni, e che io son nato a Milano.</p> + +<p>—Buona notte...!</p> + +<p>—E voi credete...? Ma... se...</p> + +<p>—Buona notte! Domani alle dieci, ti aspetto nella mia camera.... +Dalla tua puntualità dipende la nostra salvezza.... Questi avvisi +produrranno una trentina di scudi, dei quali avrai tu pure la tua +parte.</p> + +<p>Il Bertoni aveva perduta la favella.</p> + +<p>Io lo lasciai in balìa del suo stupore e salii le stanze superiori.</p> + +<p>All'indomani, il fedel giovanetto percorreva la città di Monte +Rotondo, affiggendo <span class="pagenum noind"><a name="Page_95" id="Page_95">{95}</a></span>con mollica di pane biascicato gli avvisi del +concerto.</p> + +<p>Bertoni era divenuto un uomo d'importanza. Tutti gli abitatori di +Monte Rotondo lo guardavano meravigliati e si affollavano intorno a +lui per chiedergli delle spiegazioni.</p> + +<p>Il concerto di Monte Rotondo non differì gran fatto da quello di +Grottamare sia pel successo degli artisti, come pel prodotto della +cassetta. Il carbonaro-organista, nell'ora del cimento, fu assalito +da una leggiera indisposizione. Ma il Bertoni—convien rendergli +questa giustizia—prese una parte attivissima al trattenimento, +incaricandosi di illuminare la sala, di distribuire le scranne; +complimentare le donne—e perfino di raccomandare la <i>abbondante +elemosina</i> verso la fine dello spettacolo, a coloro, che entrando, +si erano dimenticati di salutare il bacile.</p> + +<p>Raccogliemmo una trentina di scudi. Quella sera istessa, il denaro +fu diviso in quattro parti—una per me, un'altra per l'Ascolana, la +terza per l'organista, <span class="pagenum noind"><a name="Page_96" id="Page_96">{96}</a></span>e l'altra pel Bertoni.—All'indomani +noleggiai una vettura e partii alla volta di Roma in compagnia +dell'Ascolana. Il Bertoni e l'organista promisero raggiungermi in +quella sera.</p> + +<p>Poche ore dopo la mia partenza da Monte Rotondo, alcuni carrettieri, +rientrando in paese, recarono la triste novella, che io, la mia +compagna e il vetturino eravamo caduti in mano dei Francesi, i +quali, senza tanti complimenti ci avevano fucilati l'uno dopo +l'altro nel bel mezzo del cammino. Quella notizia riempì di +costernazione il paese. L'organista e il Bertoni, più vivamente +colpiti, sacrificarono uno scudo per far celebrare tre messe onde +abbreviare il purgatorio ai poveri fucilati. Ma la nostra morte era +stato un sogno dei carrettieri—e i preti recitarono inutilmente le +tre messe di suffragio. Inutilmente?—Ciò non può dirsi—I preti, +quella istessa sera, all'osteria di Pietro Rossini, commutarono il +denaro delle esequie in tanti fiaschetti di eccellente Sabino.</p> + +<hr style="width: 45%;" /> + +<div class="pagenum noind"><a name="Page_97" id="Page_97">{97}</a></div> + +<h2><a name="CAPITOLO_X" id="CAPITOLO_X"></a>CAPITOLO X.</h2> + +<h4><i>La tomba di Nerone.</i></h4> + + +<p>Il giorno s'era fatto già grande, e la nebbia non dileguavasi +ancora. Pareva che i raggi del sole evocassero dalla terra grosse +nuvole di vapori, e pareva che queste nuvole, agglomerandosi con +incessante densità, corressero dietro alla nostra vettura per +seppellirla in un vortice caliginoso. Nessun augello si era desto a +salutare di gorgheggi il ritorno della luce. Tratto tratto dalla +folta siepe che costeggiava il cammino, qualche bufalo sporgeva il +capo sonnolento. Talvolta ci era forza arrestarci per dar libero +passaggio ad una grossa mandra di pecore che in quella cieca +atmosfera camminavano a ritroso, urtando nelle zampe de' nostri +cavalli e nelle ruote della vettura. Allora il postiglione rompeva +<span class="pagenum noind"><a name="Page_98" id="Page_98">{98}</a></span>il silenzio con due o tre bestemmie, a cui i mandriani pareva non +facessero attenzione. Que' poveri diavoli, al paro delle pecore, +avean sveglie le gambe ed il resto del corpo addormentato.</p> + +<p>—Fra pochi minuti avremo il sole, disse il postiglione agitando +allegramente la sua frusta.</p> + +<p>—Quante miglia ne rimangono per giungere alle porte di Roma?</p> + +<p>—Tre miglia.</p> + +<p>—Iddio sia lodato! esclamò l'Ascolana.</p> + +<p>—Vi assicuro che non è un bel vivere a Roma in questi momenti, +riprese il postiglione.</p> + +<p>—Che? ti fa paura il fuoco delle battaglie, mio bel postiglione?</p> + +<p>—Non è propriamente del fuoco che ho paura, ma delle palle. Vi +assicuro che i francesi mirano dritto, e tutti i giorni sulle mura +di Roma vi è buon numero di morti e di feriti.</p> + +<p>—E nel campo francese?</p> + +<p>—Anche laggiù credo non ci sia molto da ridere.<span class="pagenum noind"><a name="Page_99" id="Page_99">{99}</a></span></p> + +<p>—A tanta vicinanza di Roma dovrebbe udirsi il cannone.</p> + +<p>—In questi giorni s'è cessato dal battagliare per dar agio +all'inviato di Francia signor... Lesseps di intavolare trattative di +pace.</p> + +<p>—E voi credete che il signor Lesseps riuscirà a qualche +accomodamento...?</p> + +<p>—Io credo... Mortacci! Questo è un colpo di cannone... E due, e +tre, e quattro...! Pare che l'inviato di Francia sia tornato colle +pive nel sacco... Ah! ne vedremo di belle, e chi camperà sano poter +contarle ai figliuoli.</p> + +<p>In quel mentre un raggio di sole si aprì un passaggio fra la nebbia.</p> + +<p>—Misericordia! gridò il postiglione, rattenendo improvvisamente i +cavalli....</p> + +<p>—Che avvenne?</p> + +<p>—Siamo in mano dei Francesi.....</p> + +<p>—Presto.... gira il timone, e indietro a furia!</p> + +<p>Il postiglione era bianco dalla paura; le redini gli tremavano nelle +mani; la sua gran frusta era divenuta impotente; invece di manovrare +al regresso come io <span class="pagenum noind"><a name="Page_100" id="Page_100">{100}</a></span>gli aveva ingiunto, tormentò i cavalli in +foggia sì strana che l'un d'essi stramazzò a terra.</p> + +<p>Per noi non v'era più scampo. Alcuni dragoni francesi si fecero +intorno alla nostra vettura, accompagnati da un uffiziale côrso che +doveva servire da interprete.</p> + +<p>—Dove sono diretti questi signori?</p> + +<p>—Alla volta di Roma.</p> + +<p>—Il loro nome, di grazia?</p> + +<p>—Sono uno sciagurato cantante, che viene da... Grottamare...</p> + +<p>—La signora?</p> + +<p>—La signora è... mia moglie.</p> + +<p>La bugia era lanciata con buona intenzione. Il Côrso esploratore mi +prestò piena fede.</p> + +<p>—E questi signori vanno a Roma....?</p> + +<p>—Per cantare.... al teatro.... dell'Argentina....</p> + +<p>—La stagione non è molto favorevole al teatro, rispose il Côrso con +ironia; sarà meglio che loro signori vengano con noi. Favoriscano di +scendere dalla vettura.<span class="pagenum noind"><a name="Page_101" id="Page_101">{101}</a></span></p> + +<p>L'opposizione sarebbe stata inutile. Convenne obbedire.</p> + +<p>L'Ascolana mi seguiva come un automa. Ci avanzammo verso un ponte a +metà demolito. Essendo il sole finalmente comparso in tutta la sua +pompa, mi vennero veduti nelle campagne adiacenti due o trecento +soldati, che stropicciandosi gli occhi e distendendo le braccia, +mostravano d'aver passata una mala notte coricati su quel terreno +pantanoso.</p> + +<p>Come e perchè quel drappello di soldati avesse occupata una +posizione tanto sfavorevole, mi fu spiegato doppoi. Sullo stradale +per cui io e l'Ascolana e il povero postiglione eravamo poco dianzi +arrivati, si intese di bel nuovo un romorìo di ruote ed uno +scopiettìo di fruste misto a quelle grosse bestemmie, che i +carrettieri d'ogni nazione credono sia il linguaggio più eloquente +per farsi comprendere dai cavalli o dai muli. I soldati francesi si +alzarono tutti d'un salto, ed appostati i fucili, si collocarono +dietro le siepi in modo da non esser veduti da lontano. Poco dopo +s'avanzarono verso <span class="pagenum noind"><a name="Page_102" id="Page_102">{102}</a></span>il ponte da venti o trenta carri, due dei quali +carichi di polvere e munizioni da guerra, gli altri di pollami, +uova, formaggi, vini ed ogni genere di vettovaglie. Quando il +momento parve opportuno, a un cenno del capitano, i segugi francesi +sbucarono dai loro nascondigli, e fattisi intorno a quei carriaggi, +intimarono ai conduttori di arrestarsi. Quali rimanessero i fieri +romagnoli nel vedersi così inaspettatamente assaliti, è facile +immaginarlo. Lottare era esporsi a morte sicura. I soldati dirigevan +le canne dei fucili contro i poco numerosi, ma ferocissimi +carrettieri, che proferendo una salva di imprecazioni, cedettero +alla evidente certezza della propria impotenza, e si arresero +prigionieri. Fu visto allora uno stranissimo spettacolo; i soldati +francesi montarono sui carri, e cominciarono a man salva il +saccheggio. In men di cinque minuti, i pollami, le uova, i formaggi, +i giamboni, i fiaschetti di vino d'Orvieto, tutto fu messo a ruba, e +il grosso bottino posto come ornamento delle baionette, del giacò e +delle giberne, che mal reggevano all'insolito peso.<span class="pagenum noind"><a name="Page_103" id="Page_103">{103}</a></span></p> + +<p>Il Côrso mi venne incontro con un fiaschetto di vino d'Orvieto, e +presentandomelo gentilmente, si lasciò scappare queste parole, da +cui sarà facile il comprendere quali sospetti cadessero su me e +sulla mia compagna.</p> + +<p>—Bevete, signor cantante! bevete! perocchè avete diritto alla +vostra parte di bottino. Voi andavate a Roma per cantare, non è +vero? E questi altri signori, che venivano dietro a voi, erano forse +i professori d'orchestra ed i coristi... Sta bene! Ma a noi altri +Francesi non le si danno ad intendere così grosse! Due carri di +polvere... Vi par nulla?</p> + +<p>—<i>Fiat voluntas Domini</i>, esclamai vuotando d'un sorso il +fiaschetto. Un uffiziale francese giovanissimo, già decorato nelle +campagne d'Africa, adocchiava l'Ascolana furtivamente, poi venne ad +offrirle il braccio per accompagnarla nell'interno di un casolare a +poca distanza dal ponte. Ella si volse a me quasi per consultarmi; +l'uffiziale, interpretando quell'occhiata:</p> + +<p>—Signora, le disse, io non intendo <span class="pagenum noind"><a name="Page_104" id="Page_104">{104}</a></span>disgiungervi da vostro marito, +egli può seguirvi, se ciò gli aggrada.</p> + +<p>Entrammo in una stanzaccia a pian terreno, dove altri uffiziali +facevano colazione, onorando senza ritardo i giamboni, i formaggi ed +i fiaschetti di vino che poco dianzi avevano <i>legalmente +acquistati</i>. All'entrare della bellissima donna, tutti quanti si +levarono in piedi. L'Ascolana parlava il francese a meraviglia: +ella, che da parecchi giorni, esausta di forze, scorata, direi quasi +intorpidita dai patimenti fisici e morali, pareva avesse perduta la +loquela; commossa ora dal nuovo infortunio riacquistò d'un tratto +quell'energia, quella vivacità di linguaggio che erano a lei +naturalissime. Sedette a tavola cogli uffiziali; volle che io le +stessi a fianco, e mangiò coll'appettito convulso di chi ha l'anima +fortemente agitata. Alle galanterie francesi rispondeva con una +disinvoltura ammirabile: I poveri soldati, che forse da tre o +quattro mesi non avean fiutata una gonnella, cadevano in deliquio, +si dimenavano sulle scranne, torcevano gli <span class="pagenum noind"><a name="Page_105" id="Page_105">{105}</a></span>occhi, insomma, per +servirmi d'una frase Dantesca:</p> + +<div class="poem"> +<div class="stanza"> +<div class="verse">Non avean membro che tenesser fermo.</div> +</div> +</div> + +<p>—Voi avete là una bella moglie! mi sburravano all'orecchio i +commensali più vicini, empiendomi in pari tempo il bicchiere.</p> + +<p>—Donna adorabile!</p> + +<p>—Donna fascinatrice!</p> + +<p>—Che occhi!</p> + +<p>—Che labbra!</p> + +<p>—Che profilo!</p> + +<p>E nell'alternarsi di questi punti ammirativi, i miei ospiti si davan +premura di riempirmi il bicchiere. Coloro s'eran messa in capo +l'idea d'ubbriacarmi. Vinto il marito, pensavano essi, sarà men +difficile la presa della moglie. Ma io non era un marito, e i +furbacchioni fallirono completamente. Da quanto mi accadde quel +giorno, ho dovuto convincermi che l'avere una bella moglie non è +poca fortuna in certe occasioni. Se l'Ascolana non era meco, +avrebbero forse gli uffiziali <span class="pagenum noind"><a name="Page_106" id="Page_106">{106}</a></span>francesi pensato ad offrirmi +quell'eccellente colazione? Infatti, gli altri prigionieri erano +rimasti di fuori, agglomerati come caproni sotto la vampa del sole +cocente, a divorare cogli occhi i giamboni e gli altri commestibili +che poco dianzi essi aveano recato alle bocche nemiche. Al mio +povero postiglione era toccata l'ugual sorte. Io mi sovvenni di lui: +lo ricordai all'Ascolana, e questa pregò gli uffiziali di inviargli +qualche cibo. È inutile ch'io vi dica con quanta sollecitudine fu +risposto al voto della bellissima donna. Tutti quanti balzarono in +piedi, e recandosi in mano le scodelle, i piatti, i bicchieri, +corsero ad offrire al postiglione una colazione lautissima. Quel +povero ragazzo, vedendosi onorato in siffatta guisa, non capiva più +in sè dalla gioia; prese i piatti, le scodelle, i fiaschetti; li +adagiò sotto un albero, e mangiò come forse mai gli era accaduto +nella vita.</p> + +<p>Era già il mezzogiorno, quando da Monte Mario venne improvvisamente +un ordine ai soldati di abbandonare quelle <span class="pagenum noind"><a name="Page_107" id="Page_107">{107}</a></span>posizioni per +ricongiungersi al grosso dell'esercito. Tutti i prigionieri furono +schierati, distribuiti in drappelli e passati in rivista. Grazie +alla buona opinione che s'ha di noi Italiani al di là delle Alpi, +que' malcapitati carrettieri furono frugati e manomessi dal capo al +piede. Il postiglione fu obbligato a levarsi anche gli stivali. I +terribili perlustratori che con una indecenza poco francese avean +eseguito l'uffizio crudele, non avendo trovata arma alcuna, si +guardarono in viso meravigliati, esclamando colla miglior buona fede +del mondo: «Costoro non sono Italiani!»</p> + +<p>Grazie all'Ascolana, mi fu risparmiato quel barbaro affronto. Gli +uffiziali ne offersero un posto sui carriaggi, e vi salirono con +noi. L'Ascolana fu posta a sedere sopra un gran padiglione di +verzura improvvisato alla meglio dagli zappatori, i quali a tal uopo +avevano atterrati quattro o cinque alberetti, e li aveano disposti +sul carro intrecciando ai rami qualche fiore dei campi.</p> + +<p>Il capitano tuonò il comando della <span class="pagenum noind"><a name="Page_108" id="Page_108">{108}</a></span>marcia, e tutti quanti partimmo +alla volta di Monte Mario.</p> + +<p>Il luogo dove fummo fatti prigionieri, secondo mi venne riferito dal +postiglione e dagli altri compagni di sventura, denominavasi la +<i>Tomba di Nerone</i>.</p> + + + +<hr style="width: 45%;" /> + +<h2><a name="CAPITOLO_XI" id="CAPITOLO_XI"></a>CAPITOLO XI.</h2> + +<h4><i>Un pranzo a Monte Mario.</i></h4> + + +<p>Dopo un'ora di marcia, giungemmo alla sommità di Monte Mario, ove +accampava un grosso distaccamento di truppe, sotto il comando del +generale Souvant.</p> + +<p>Entrammo in un magnifico palazzo. Il generale non tardò a comparire. +Girò gli occhi intorno, passando ad uno ad uno in rassegna quei +numerosi prigionieri; poi voltosi a me e all'Ascolana, che in +disparte meditavamo qualche ingegnoso stratagemma per uscire dalle +mani nemiche; signori, ci disse, io non posso <span class="pagenum noind"><a name="Page_109" id="Page_109">{109}</a></span>permettere che voi +restiate con tanto disagio fra questa canagl.... cioè.... voleva +dire... fra questa brava gente. Noi siamo troppo galanti per +dimenticare i riguardi dovuti ad una bella e giovane signora, dalle +fibre delicate. Io vi offro il mio braccio, o nobile e maestosa +progenie delle Cornelie e delle Lucrezie! Compiacetemi di seguirmi +nell'altra sala in compagnia del vostro signor marito!—Così +parlando, il generale, con una galanteria irresistibile, si +impadronì della donna e con lei si diresse nell'interno del palazzo, +dopo avermi accennato di seguirlo.—I soldati francesi, vedendomi +attraversare il porticato nelle umilianti apparenze di un marito +vittima, ridevano sotto i baffi e portavano le mani alla fronte +facendo un gesto molto pittoresco.</p> + +<p>Il generale ci condusse in una magnifica stanza al piano superiore, +dove trovammo un letto eccellente.—«Riposatevi fino all'ora del +pranzo, disse egli con amabile cortesia; verso le cinque vi faremo +chiamare; spero non rifiuterete di pranzare alla nostra tavola, dove +il mio <span class="pagenum noind"><a name="Page_110" id="Page_110">{110}</a></span>stato maggiore vi farà allegra corona.... Convien adattarsi +alle circostanze... Siamo sul campo di battaglia, e i nostri cuochi +qualche volta sono distratti dalle bombe... Però le nostre cantine +sono ben fornite... I preti ci mandano da Roma dell'eccellente +Champagne, che il migliore non si potrebbe avere a Parigi. Il +Champagne e l'Orvieto strinsero alleanza nelle nostre cantine... Ciò +mi è di buon augurio per le future relazioni tra l'Italia e la +Francia... Io spero che un giorno le due nazioni si stringeranno la +mano, come io ve la stringo di cuore sin da questo momento.»</p> + +<p>Il generale voleva ad ogni costo mettersi nelle buone grazie... +dell'Ascolana—e frattanto, egli ci aveva fornito la stanza ed il +letto,—dove, in un momento di esaltazione ingovernabile, per noi si +compì finalmente quella parte del rito coniugale, che è reputata la +più dilettevole.</p> + +<p>Tiriamo un velo su quella scena. E d'altronde le sono istorie troppo +comuni—tutti gli animali della creazione passano <span class="pagenum noind"><a name="Page_111" id="Page_111">{111}</a></span>per quella via. +Si potrebbe discutere sulla maggiore o minore colpabilità +dell'Ascolana: ma la mia questione di teologia morale fornirebbe un +episodio troppo noioso.</p> + +<p>—L'Ascolana non è meno virtuosa, non è meno pura innanzi al +tribunale della mia ragione, e del mio cuore.—Ella ha ceduto ad uno +di quei casi di <i>forza maggiore</i>, che ponno riguardarsi una clausola +eccezionale anche nei contratti di fedeltà, stipulati col +matrimonio.—Eravamo stanchi, abbrustoliti dal sole, in uno stato di +esaltazione indescrivibile. Nella stanza non c'era che un solo +letto—un letto molto comodo—ombreggiato da folte +cortine...—angusto—colle sponde rilevate, formanti un declivio...</p> + +<p>Eppure ci eravamo coricati coi più onesti propositi. L'Ascolana +aveva fatto il segno della croce.... io aveva recitato una +giaculatoria...</p> + +<p>Alle cinque ore, un'uffiziale entrò nella camera, per invitarci a +discendere. Fummo condotti nella sala da pranzo. Alla<span class="pagenum noind"><a name="Page_112" id="Page_112">{112}</a></span> Ascolana era +riserbato il posto d'onore fra il generale ed il suo aiutante +maggiore,—io fui relegato,—come era da prevedersi—all'estremo +confine della tavola.</p> + +<p>Il desinare fu servito lautamente; v'era copia di vivande squisite, +dilicati vini, frutta, confetti, ogni ben di Dio. Al principiare del +pranzo si parlava, poi si venne alle grida; all'ultimo, sturate le +bottiglie dello Champagne, la sala divenne una babele di schiamazzi.</p> + +<p>Quattro importanti questioni, di genere affatto opposto, +alimentavano la impetuosa loquacità dei commensali.—Musica, guerra, +politica e gastronomia!</p> + +<p>Io mi ero prefisso di secondare in ogni cosa i miei ospiti. +Cionullameno, verso la fine del pranzo, le incredibili enormità e i +nuovi spropositi che circolavano per la sala, e sopratutto la +sprezzante albagia di un ufficiale nel disconoscere lo scopo e la +giustizia della nostra rivoluzione, mi inagrirono il sangue. Tutti i +calcoli della prudenza furono in un punto soffocati da un impeto di +bile. L'amor <span class="pagenum noind"><a name="Page_113" id="Page_113">{113}</a></span>di patria e lo Champagne infiammarono la mia +eloquenza—io presi a difendere la rivoluzione con tutta la vigoria +delle mie note cantonali; sicchè in breve pervenni a dominare +l'assemblea. L'Ascolana mi incoraggiava col baleno degli occhi e +colla intercessione di una gentile parola, ogniqualvolta gli +irritabili uditori accennavano di prender fuoco.</p> + +<p>La discussione prese forma di una grande <i>aria da baritono con +accompagnamento di coro</i>.</p> + +<p>Permetti, lettore che io ne trascriva le parole, onde tu possa di +tua fantasia applicarle la musica.</p> + +<hr style="width: 45%;" /> + +<div class="pagenum noind"><a name="Page_114" id="Page_114">{114}</a></div> + +<h2><a name="CAPITOLO_XII" id="CAPITOLO_XII"></a>CAPITOLO XII.</h2> + +<h4><i>Fra due repubbliche.</i></h4> + +<h5>(Grande aria per baritono con accompagnamento di coro).</h5> + + +<div class="blockquot"> +<p class="indneg"><i>Baritono.</i> Vi ho detto fin da principio ch'io sono un primo +baritono assoluto; ma poichè vi ostinate a credermi un repubblicano, +lasciamo correre l'ipotesi, o piuttosto fissiamola come punto di +partenza. Alla mia volta, o signori, permettete che io vi chiegga +qual parte siate venuti a rappresentare voi sotto le mura di Roma.</p> + +<p class="indneg"><i>Coro.</i> Noi siamo soldati della repubblica francese!</p> + +<p class="indneg"><i>Bar.</i> Alla buon'ora! Dunque, se io fossi soldato della repubblica +romana, noi ci troveremmo su due campi avversarii a combattere per +lo stesso principio.<span class="pagenum noind"><a name="Page_115" id="Page_115">{115}</a></span> In verità che le mie idee si confondono. Come +si spiegano questi rapporti contradditorii fra due popoli, che +dovrebbero chiamarsi fratelli nel vincolo di una identica +costituzione, e invece si azzuffano accanitamente per..?</p> + +<p class="indneg"><i>Coro.</i> Per ristabilire l'ordine pubblico.</p> + +<p class="indneg">—Per liberare i romani dall'oppressione straniera...</p> + +<p class="indneg">—Per proteggere il papa contro gli attacchi di pochi +rivoluzionarii.</p> + +<p class="indneg">—Per difendere la religione cattolica, apostolica...</p> + +<p class="indneg"><i>Bar.</i> Basta, signori; ho capito. Per tal modo voi venite a +dichiarare che repubblica è sinonimo di disordine, che gli Italiani +debbono considerarsi come stranieri in casa propria; che il papa è +tanto screditato ed impotente, da non poter resistere da solo contro +gli attacchi di pochi faziosi; che la religione cattolica +apostolica, ecc., ecc., ha cessato di essere una forza morale, ed ha +bisogno, per sorreggersi, delle vostre baionette. Quanto alla prima +questione, mi permetterete di farvi osservare che <span class="pagenum noind"><a name="Page_116" id="Page_116">{116}</a></span>l'idea di +costituirci in repubblica è una conseguenza dell'esempio che voi ci +avete dato. Non credevamo che una forma di governo, conquistata da +voi con tante rivoluzioni e tanto sangue, trapiantandosi da Parigi a +Roma, divenisse sinonimo di disordine e di anarchia. +Aggiungerò—vedete come è ingenua la logica degli Italiani!—che la +repubblica di Roma faceva assegnamento sul vostro appoggio morale e +materiale—e in caso di coalizione europea, non contava che un solo +alleato possibile, la Francia repubblicana.</p> + +<p class="indneg"><i>Coro.</i> <i>Tiens! tiens!</i>...</p> + +<p class="indneg">—<i>C'est drôle!</i></p> + +<p class="indneg">—<i>C'est bête!</i></p> + +<p class="indneg"><i>Bar.</i> Voi dite che Roma è violentata dagli stranieri...</p> + +<p class="indneg"><i>Coro.</i> <i>Oui! des lombards! des toscans! des piemontais! des +vénitiens!</i></p> + +<p class="indneg"><i>Bar.</i> Voi mi confondete, signori.—Se i lombardi, i toscani ed i +veneti, in Roma debbono considerarsi come stranieri, voi avete mille +ragioni di prendere il loro posto, ed io sto per credere <span class="pagenum noind"><a name="Page_117" id="Page_117">{117}</a></span>che i veri +Italiani... siate voi... Ma non perdiamoci a cavillare sopra una +questione che potrebbe risolversi colla carta geografica. Qualcuno +di voi, a giustificare l'intervento, vuol farmi credere ch'esso +abbia per iscopo di proteggere il papa contro la rivoluzione... Ma, +in nome di S. Pietro apostolo! che altro è mai questa nostra +rivoluzione se non la risposta di tutti gli Italiani all'appello del +pontefice, la conseguenza diretta ed immediata della splendida +iniziativa presa da Pio IX?—I Lombardi insorsero contro l'Austriaco +ed eressero le barricate al grido di viva Pio IX! Questo grido fu +scritto sulle nostre bandiere, questo grido fu ripetuto dal nostro +esercito sui campi di Goito e di Somma Campagna.—Concorrendo alla +terribile crociata contro i suoi mille tiranni, l'Italia, più che +una rivoluzione, compi un atto di fede cristiana. Chi ha mancato? +chi ha tradito? qual fu il primo disertore nel momento della +lotta?—Quegli stesso, che l'aveva iniziata, e <span class="pagenum noind"><a name="Page_118" id="Page_118">{118}</a></span>benedetta nel nome +di Dio. Perchè il Capo ci fornì l'esempio nefando, vorrete voi +condannarci di non aver disertato in massa?... Questi soldati, +questi Italiani, che voi perseguitate, che voi venite a snidare +dall'ultimo asilo della libertà, non d'altro sono colpevoli fuorchè +della loro troppa fede in Pio IX. Perdonate, signori uffiziali, s'io +vi parlo con qualche vivacità. Ma io mi trovo in tal posizione, da +cui la balordaggine umana mi apparisce tanto deforme che quasi mi +vergogno di appartenere alla specie. A che giovano le lezioni della +istoria, a che giovano i progressi della libertà, quando ad ogni +tratto vediamo trionfare l'assurdo, e la follia distruggere in pochi +mesi il progresso di un secolo?... La repubblica!... L'ideale del +migliore dei governi, che ha per epigrafe: libertà, uguaglianza e +fratellanza.—Non è questa la nostra insegna?... Pure, le due +repubbliche si guardano in cagnesco... La libertà dell'una osteggia +la libertà dell'altra—<span class="pagenum noind"><a name="Page_119" id="Page_119">{119}</a></span>si accusano—vengono alle mani,—da ambo le +parti si prodiga il sangue—e intanto, fra queste due repubbliche +che si sgozzano, un prete ed un croato, seduti ad una tavola +grassamente imbandita, aspettano tranquillamente l'ora di riprendere +lo scettro del mondo.—Io concludo: se è vero che voi siate +repubblicani, la repubblica non è altro per voi che una formola di +transazione per ricondurre i popoli, da un governo moderatamente +liberale, all'assolutismo più dispotico.</p> +</div> + +<p>Il generale Sauvant non pose tempo in mezzo; diede alcuni ordini al +Còrso, il quale, rientrato pochi minuti dopo nella sala, disse ad +alta voce: la vettura è pronta!</p> + +<p>Allora il generale, voltosi gentilmente all'Ascolana:—Signora, le +disse, noi siamo ben lieti di usare a vostro pro del dritto di +grazia a noi concesso. Fra un'ora sarete in Roma, a fianco di vostro +marito—voi potete partire all'istante.</p> + +<p>Tutti ci levammo in piedi per farle cortegio infino alla vettura. +Ella era pallida <span class="pagenum noind"><a name="Page_120" id="Page_120">{120}</a></span>in volto, e a stento camminava, e non profferiva +parola. Io l'aiutai a salire in vettura; e stringendole la mano, le +sussurrai all'orecchio alcune frasi sconnesse che mal traducevano i +tanti e variati sentimenti che in quel punto mi cozzavano nel cuore.</p> + +<p>«Addio, bella Italiana, dissero gli uffiziali. Fra due giorni ci +rivedremo.... Dite a que' bravi Romani che fra due giorni verremo a +far colazione anche noi al <i>caffè delle belle arti</i>, e a fumare uno +zigaro sulla Piazza del Popolo.»</p> + +<p>La vettura si mosse, e scendendo pel ripido pendìo, scomparve ben +tosto dai nostri sguardi.</p> + +<p>Io cercava dissimulare il profondo cordoglio di quella improvvisa +separazione. Dissi dunque agli uffiziali:</p> + +<p>—A quanto pare, voi contate d'esser fra due giorni padroni di Roma?</p> + +<p>—È colpo sicuro!...</p> + +<p>—Per qual porta entrerete?</p> + +<p>—I Francesi non entrano mai per le porte...</p> + +<p>—Al diavolo i rodomonti! sclamai in <span class="pagenum noind"><a name="Page_121" id="Page_121">{121}</a></span>buon italiano, per dar sfogo +alla rabbia che mi strozzava.</p> + +<p>—Che avete detto?</p> + +<p>—Ho detto che son rimasto senza moglie... e che ora i buoni pranzi +sono finiti!</p> + +<p>Di tal modo finì la mia grande aria. Ma il coro che si era +intercalato al recitativo e alle prime battute dell'adagio, non +concorse all'effetto delle cadenze.—Qualcuno degli uffiziali, con +un cenno leggiero della testa, mostrò di arrendersi al mio +ragionamento—altri si scambiarono furtivamente delle occhiate +d'approvazione—finalmente, i più avversi alla logica, risposero con +una crollatina di spalle, che mi fece inorgoglire. Erano convinti, +ma non osavano confessarlo.</p> + +<p>Fu breve silenzio nella sala. La bella Ascolana, per distrarre le +menti da una questione, che avea messo i miei ospiti in tanto +imbarazzo, si volse con amabili accenti al generale per chiedergli +qual sorte fosse a noi destinata.</p> + +<p>La risposta del generale, come ognuno può immaginare, mi interessava +grandemente.</p> + +<hr style="width: 45%;" /> + +<div class="pagenum noind"><a name="Page_122" id="Page_122">{122}</a></div> + +<h2><a name="CAPITOLO_XIII" id="CAPITOLO_XIII"></a>CAPITOLO XIII.</h2> + +<h4><i>I buoni pranzi finiscono.</i></h4> + + +<p>—In poche parole vi metto al chiaro della situazione, prese a dire +il Sauvant.—Voi siete prigionieri di guerra, e come tali io debbo +inviarvi al quartiere generale, ove, dopo breve esame, sarete +giudicati. Da questa misura sono eccettuate le donne, quelle almeno +che non si lasciano prendere colle armi alla mano. Per esse noi +abbiamo il diritto di grazia, e ben volontieri ne useremo a vostro +vantaggio, amabilissima signora, se non foste vincolata ad un uomo, +che voi senza dubbio vorrete seguire giusta il precetto cristiano: +la donna seguirà il marito, ecc., ecc., con quel che segue.</p> + +<p>—E in qual modo esercitate voi il diritto di grazia verso le +persone del mio sesso? domandò l'Ascolana con volto radiante.<span class="pagenum noind"><a name="Page_123" id="Page_123">{123}</a></span></p> + +<p>—Rimettendole sul loro cammino, od anco facendole scortare da gente +fidata fino alle porte di Roma.</p> + +<p>—Se ciò è, voi potete da questo momento esercitare il vostro +diritto di grazia verso questa donna, diss'io al generale.</p> + +<p>—Che! separarvi dalla moglie! sclamarono i commensali.—<i>C'est +drôle! c'est incroyable!</i></p> + +<p>—Signori, cessate dal far le meraviglie. Questa donna ch'io vi ho +presentato per mia moglie, allo scopo di guarentirle il rispetto ed +il decoro, non è che una mia compagna di viaggio, colla quale mi +incontrai per caso in un paesello delle Marche. Essa altro non brama +fuorchè di por piede entro le mura di Roma, per abbracciare il suo +vero marito, dal quale fu per lunga pezza disgiunta.</p> + +<p>Qui mi fu d'uopo narrare dettagliatamente l'istoria del mio incontro +coll'Ascolana a Grottamare, l'intendimento del viaggio, e tutto +insomma dall'<i>a</i> alla <i>zeta</i> quanto ci era accaduto.</p> + +<!-- <a name="Page_124" id="Page_124"></a> --> + +<div class="pagenum noind"><a name="Page_125" id="Page_125">{125}</a></div> + +<hr style="width: 45%;" /> + +<h3>Storia di Milano dal 1836 al 1848.</h3> + +<!-- <a name="Page_126" id="Page_126"></a> --> + +<div class="pagenum noind"><a name="Page_127" id="Page_127">{127}</a></div> + +<hr style="width: 30%;" /> + +<h2><a name="storia" id="storia"></a>STORIA DI MILANO<br/> +dal 1836 al 1848</h2> + + +<p>Sotto l'oppressura di una indigestione solennemente cattolica, io mi +accingo ad un lavoro altrettanto grave che proficuo; a scrivere la +Storia di Milano dall'anno 1836 al 1848. Voi tosto comprenderete che +io scrivo dietro incarico di un editore, al quale preme, se non mi +inganno, di aggiungere due nuovi volumi alle opere del Verri e del +De-Magri, oggimai screditate completamente. Conviene adunque, che io +raccolga i pensieri a capitolo—l'impresa è molto arrischiata, ma io +solo conosco l'alta mercede che mi attende.<span class="pagenum noind"><a name="Page_128" id="Page_128">{128}</a></span></p> + +<p>Raduniamo i materiali. Io detesto gli sgobboni che fabbricano la +Storia sui libri altrui, sulle testimonianze poco attendibili dei +giornali e sulle postume adulazioni delle medaglie e dei marmi +sepolcrali.—D'altronde, non l'ho io veduta coi miei propri occhi la +Storia di Milano dal 1836 al 1848?—Questa riflessione mi fa +incanutire venti peli della barba, ma in ogni modo mi conforta e mi +infonde lena al lavoro.</p> + +<p>Aduniamo le nostre reminiscenze—senza ordine—senza legge—come +vengono.—Cosa era Milano dal 1836 al 1848?—O piuttosto: qual era +Milano?—A tale interpellanza, mi si affaccia il caos... Dodici anni +mi si affollano intorno, urtandosi, sospingendosi, assordandomi +l'orecchio di grida diverse. L'immortale questurino di Siviglia non +si trovò a peggior condizione della mia, allorquando salì in casa di +don Bartolo per rimettervi l'ordine.</p> + +<p>Se non m'inganno, fu nell'anno 1838 che S.M. Apostolica l'imperatore +Ferdinando d'Austria venne a Milano per farsi <span class="pagenum noind"><a name="Page_129" id="Page_129">{129}</a></span>incoronare Re +d'Italia. A quell'epoca, per ricordare l'augusto, si diceva +generalmente; il <i>nostro imperatore</i>, taluni, più ingenui: il +<i>nostro buon imperatore</i>.—Molti nobili lombardi si recavano ad +onore di vestire la divisa di uffiziali tedeschi... C'erano, +all'entrata di S.M., delle guardie italiane sfolgoranti d'oro e di +perle;.. una meraviglia di splendore, di pompa, di beatitudine +generale. Non ricordo se il cholera ci abbia fatto la sua prima +visita, innanzi, o dopo l'incoronazione di Ferdinando. Il perfido +morbo si diè a conoscere verso quell'epoca, ed anche allora si +rinnovarono scene atroci e balorde, non molto dissimili da quelle +che il Manzoni descrisse nel suo sublime romanzo. Il popolaccio è +sempre uguale in ogni tempo—è sempre la gran bestia.</p> + +<p>Di politica nessuno fiatava.—Le contrade erano illuminate da +lampade ad olio, e i riverberi delle fiamme acciecavano affatto il +passeggiero.—I Milanesi menavano gran vanto della loro pulitezza e +i marciapiedi, frattanto, erano attraversati da rigagnoli che non +sentivano <span class="pagenum noind"><a name="Page_130" id="Page_130">{130}</a></span>di muschio. La cattedrale, ammirata dagli stranieri, +serviva da pisciatoio ai più civilizzati, i quali, per maggior +vilipendio dell'edificio, erano in buon numero.—La città si +svegliava verso le undici del mattino; i veri <i>lions</i> non apparivano +in pubblico che alla una dopo mezzodì.—Si incontravano al Corso dei +giovanotti di sedici ed anco di diciotto anni, vestiti colla +giacchettina corta, profilata alle natiche, accompagnati dal tutore +o dal pedagogo, il quale ordinariamente era prete. Il cappello a +cilindro torreggiava sulla testa degli eleganti a porta Renza ed ai +pubblici giardini; ma c'era pericolo ad affrontare, con quel simbolo +in testa, i terraggi di porta Ticinese e i rioni di porta +Comasina.—Quando al Corso passavano in cocchio l'arcivescovo o il +vicerè, non c'era alcuno che non levasse il cappello. L'arcivescovo +era tedesco e si chiamava Carlo Gaetano conte di Gaisruk; il vicerè +si firmava Rainieri. Nel 1840, i figli di quest'ultimo, due figuri +lunghi e rasi sotto la nuca, venivano salutati al corso con qualche +affettazione <span class="pagenum noind"><a name="Page_131" id="Page_131">{131}</a></span>di rispetto e berteggiati dietro le spalle a voce +bassa.—Gli uffiziali austriaci portavano l'abito borghese.—Il +governatore, il conte Pachta, il Torresani, il Bolza, godevano di +una autorità illimitata.—C'era un casino di Nobili e un casino di +Negozianti, rivaleggianti di supremazia.</p> + +<p>L'aristocrazia e il commercio si guardavano biecamente. I giovanotti +di <i>buon genere</i> si ubbriacavano di Porto o di Madera, e da ultimo +si suicidavano coll'absinzio. Questa atroce bevanda si introdusse a +Milano verso il 1840.—La moda dei mustacchi e della barba completa +incontrava degli oppositori pertinaci e accaniti. Molti padri di +famiglia tenevano il broncio ai figliuoli od ai nipoti per una +leggiera insubordinazione di peli. Due fratelli Clerici +rappresentavano le più belle e più complete barbe di Milano. I +vecchi, gl'impiegati, e in generale, tutti i così detti uomini seri, +si radevano scrupolosamente dal naso al gozzo. Gli studenti che +portassero barba o mustacchi rischiavano compromettere il loro +avvenire; ordinariamente venivano rinviati <span class="pagenum noind"><a name="Page_132" id="Page_132">{132}</a></span>dall'esame, od anche +eliminati dalla scuola.</p> + +<p>Tre quarti della popolazione non conosceva altro mondo, fuori di +quello rinchiuso entro il circuito dei bastioni. La attivazione +della ferrovia fra Monza e Milano fu un avvenimento colossale, che +parve prodigio. Si udivano dei vecchi esclamare: Ora che ho veduto +questa meraviglia, sono contento di morire! e parecchi morirono +infatti. L'apertura del caffè Gnocchi in Galleria De Cristoforis +inspirava due lunghi articoli alla <i>Gazzetta di Milano</i>; quasi +altrettanto rumore levò l'apertura del caffè dei <i>Servi</i>, e più +tardi l'inaugurazione della bottiglieria di San Carlo.</p> + +<p>I <i>Cafè-restaurants</i> non esistevano prima del 1840—nel 1847 si +contavano sulle dita. La colazione di lusso consisteva in un <i>caffè</i> +e <i>panera</i>, con due <i>chiffer</i> o pannini alla francese.—Questa lauta +colazione costava otto soldi di Milano. Non era permesso fumare in +alcun luogo pubblico, e, innanzi al 1844, erano guardati di mal +occhio e tacciati di malcreanza <span class="pagenum noind"><a name="Page_133" id="Page_133">{133}</a></span>i pochi scioperati che osavano +inoltrarsi, collo zigaro in bocca, sui bastioni di porta Renza, o +dentro i pubblici giardini durante il trattenimento della banda. Le +signore, all'appressarsi di uno zigaro, fingevano il deliquio: alla +vista di una pipa inorridivano del pari il gracile e il forte sesso.</p> + +<p>In materia culinaria, l'istinto pubblico tendeva al grasso e al +pesante.</p> + +<p>Gli Ambrosiani non avevano ancora degenerato al punto da proscrivere +il <i>cervelaa</i> dal risotto. Il buon vino, il vino corroborante e +stomatico doveva innanzi tutto essere un liquido opaco. Si mangiava +eccessivamente ad ogni ricorrenza di solennità ecclesiastica; nel +resto dell'anno una parte del popolo digiunava per compenso. Questo +popolo non aveva giornali, nè libri—la sua letteratura erano le +<i>bosinate</i>—la sua politica si riassumeva nel motto: <i>Viva nûn</i> e +<i>porchi i sciori!</i>—Porta Comasina e porta Ticinese si detestavano; +esistevano, dentro i bastioni, antagonismi feroci, come fuori, tra +villaggio e villaggio. A porta<span class="pagenum noind"><a name="Page_134" id="Page_134">{134}</a></span> Ticinese, verso l'imbrunire, una +persona civilmente vestita rischiava la fine di santo Stefano.</p> + +<p>La <i>Gazzetta di Milano</i>, il solo foglio che trattasse estesamente la +politica, usciva in formato modestissimo; il suo primo articolo +verteva ordinariamente sulle questioni della China. Al compleanno ed +al giorno onomastico di S.M. l'imperatore d'Austria, il foglio +usciva stampato a caratteri d'oro e tutto ornato di rabeschi. In +quelle ricorrenze, la <i>boemia</i> dei poetastri gracidava dalla +<i>Gazzetta</i> i suoi inni pindarici. I poeti e i letterati, meno +qualche eccezione, passavano per spie.</p> + +<p>La calunnia non rispettava le grandi intelligenze, e imperversava +sulla turba degli scribacchiatori. Qualunque letterato non avesse +una posizione determinata, qualunque non fosse in grado di esporre +al pubblico il bilancio attivo e passivo delle proprie finanze, +cadeva in sospetto di agente dell'Austria. A Milano, come si vede, +gli uomini di lettere furono in ogni tempo assai corteggiati +dall'opinione pubblica.<span class="pagenum noind"><a name="Page_135" id="Page_135">{135}</a></span></p> + +<p>Il <i>Pirata</i>, foglio teatrale del dottor Francesco Regli, era letto +avidamente. Luigi Romani istituiva il <i>Figaro</i>; Pietro Cominazzi la +<i>Fama</i> che esiste tuttora; il signor Pezzi dettava critiche +letterarie e teatrali nel <i>Glissons</i>: c'era un <i>Bazar</i> diretto dal +Boniotti. Da Torino giungeva fin qui il <i>Messaggere torinese</i> +diretto dal Brofferio; Firenze, più tardi, ci mandava una <i>Rivista</i> +redatta dal Montazio. In fatto di letteratura periodica non si +andava più in là.—Erano per la massima parte fogli teatrali, ma in +allora il teatro costituiva la massima preoccupazione della società +colta; epperò il <i>Pirata</i>, il <i>Figaro</i> e la <i>Fama</i> erano aspettati +avidamente e letti da quanti sapevano leggere.</p> + +<p>Il caffè del Duomo, emporio di letteratura e di letterati, offriva +anche il <i>Politecnico</i> e la <i>Rivista europea</i>, il <i>Débats</i>, la +<i>Rivista piemontese</i>, l'<i>Allgemeine</i> ed altri pochi periodici +provenienti dall'estero. Nei principali caffè di Milano, all'infuori +della <i>Gazzetta</i> e del <i>Pirata</i>, nessun foglio stampato. I pedanti +muovevano guerra al Manzoni, e stampavano <span class="pagenum noind"><a name="Page_136" id="Page_136">{136}</a></span>libelli da fare +raccapriccio. Tommaso Grossi, aggredito accanitamente dalla critica +pe' suoi <i>Lombardi</i>, abbandonava iracondo il campo delle lettere per +rifugiarsi nel notariato.</p> + +<p>La satira inferociva coi grandi. Tutte le ire, le contumelie, le +calunnie che oggidì si disfogano nella lotta politica, si +addensavano allora sulle teste dei poeti e degli artisti, e su +quelle andavano a rovesciarsi furiose e mortifere. È la storia del +passato, sarà la storia dell'avvenire. Esisterà sempre una lega di +inetti, di mediocri e di impotenti, per combattere le intelligenze +superiori, per contristare la esistenza di chi opera ed emerge.</p> + +<p>Si mangiava a buon patto, e un vino detestabile si smaltiva dai +brugnoni per otto, per sei soldi al boccale. All'osteria della +Foppa, si pranzava al prezzo di una lira austriaca. Quel pranzo si +componeva di tre piatti, minestra, vino, giardinetto. Nell'osterie +ed anco negli alberghi di lusso, la mensa era rischiarata da candele +di sego. Ad ogni mutamento di piatto, il <i>piccolo</i> andava in giro +collo <span class="pagenum noind"><a name="Page_137" id="Page_137">{137}</a></span>smoccolatoio—la fuliggine pioveva nelle zuppe.</p> + +<p>I secchi dei lattivendoli giravano scoperti nelle vie, o solo +coperti da uno strato di mosche. In ogni via aprivasi un macello; i +suini ed i vitelli, trascinati brutalmente sui carri, intronavano +dei loro gemiti le vie.—I monsignori del Duomo si distinguevano per +la rotondità dell'addome: gli altri ministri del culto, meno qualche +professore damerino, facevano gara di collaretti <i>bisunti</i>. Della +decenza pubblica si teneva poco conto. Mentre i fianchi del Duomo +venivano liberamente usufruttati per sfogo di una secrezione meno +pura; presso gli scalini, in sul far della notte, si davano convegno +barattieri e ruffiani d'ogni specie, i quali senza scrupolo di +sorta, offrivano ai passanti la merce proibita. Nel centro della +città, a poca distanza della cattedrale, esistevano case di vizio. A +tutte le ore del giorno, le più sozze femminaccie scendevano in +sulla porta, o affacciavansi alle finestre, e colla voce o con gesti +laidissimi invitavano a salire.<span class="pagenum noind"><a name="Page_138" id="Page_138">{138}</a></span> Ai veglioni della Canobbiana e del +Carcano, ebbrezza e dissolutezza inenarrabili. In una notte di +sabbato grasso, al teatro Fiando, si dovette sospendere il veglione, +e i poliziotti fecero sgombrare la sala, perchè i <i>cavalieri</i> +danzanti s'erano spogliati infino alla camicia.</p> + +<p>Risaliamo alle regioni elevate. Marchesi godeva fama di scultore +eminentissimo; Hayez dominava nella pittura storica; Canella e Bisi +nel paesaggio; Sabbatelli era insuperabile negli affreschi, Molteni +era chiamato l'imperatore dei ritrattisti, Sanquirico, scenografo +della Scala e cavaliere di più ordini, riceveva, con alterezza +principesca, principi visitatori. Rossini, Bellini e Donizetti +fornivano il repertorio musicale ai grandi e piccoli teatri. +Piacevano due o tre opere di Mercadante. Pacini, già quasi obliato, +nel 1842 riviveva glorioso colla <i>Saffo</i>. Alla Scala si +rappresentavano con successo i <i>Falsi Monetari</i> del Rossi, lo +<i>Scaramuccia</i> e la <i>Chiara</i> del Ricci, il <i>Furioso</i> di Donizetti, il +<i>Buontempone</i> del Mandanici, tutte opere in oggi obliate o <span class="pagenum noind"><a name="Page_139" id="Page_139">{139}</a></span>dannate +al ludibrio dei piccoli teatri. La Malibran era morta, la Pasta +abbandonava la scena; Rubini, Lablache, Tamburini, Galli e gli altri +creatori illustri delle opere di Rossini e di Bellini, emigravano +all'estero per cogliere paghe favolose nei teatri di Londra e di +Parigi. Salvi, Moriani, Ronconi, la Tadolini, la Strepponi, la +Schoberlechner, Poggi, la Frezzolini, Guasco, Debassini, Ferri, +aprivano, con altri pochi valenti, l'epoca nuova. Fervide, accanite +polemiche suscitavano la Cerrito e la Taglioni; una pantofola della +Cerrito era pagata duecento franchi. La Elssler, apparsa più tardi, +faceva obliare le due antagoniste avventurate; il pitale della +Elssler fu comperato da un fanatico al prezzo di lire +seicento.—Nella quaresima del 1842, coll'opera il <i>Nabucco</i>, si +palesava un nuovo atleta dell'arte musicale, il maestro Giuseppe +Verdi. Tutti i dotti si scatenarono atrocemente contro lui, ma il +pubblico non tardò un istante a rendergli omaggio. Gustavo Modena +recitava al Lentasio la <i>Zaira</i>, il <i>Luigi XI</i>, l'<i>Oreste</i>, <span class="pagenum noind"><a name="Page_140" id="Page_140">{140}</a></span>il +<i>Filippo</i>, e di là passava al Carcano ed al Re, dove la sua forte e +poetica declamazione produceva insoliti effetti.</p> + +<p>Al teatro Re, nella stagione di quaresima, recitava periodicamente +la Compagnia Sarda, che contò, fino all'ultimo, attori +distintissimi. La Ristori, al fianco della Marchionni, rappresentava +le parti ingenue ed amorose, tipo ideale di bellezza. Nell'arte +drammatica emergevano il Vestri, attore unico nel suo genere, il +Bon, il Taddei, il Gattinelli, il Ventura, la Robotti, la Romagnoli, +il Dondini—Ernesto Rossi, Tommaso Salvini, la Sadowiski, il +Maieroni, e quasi tutti gli attori più illustri dei tempi nostri, +aggregati alla Compagnia di Gustavo Modena, si ispiravano alle +lezioni ed agli esempi di quel grande. La Compagnia Lombarda +istituita da Giacinto Battaglia e diretta dal Morelli, arruolava +sotto le sue bandiere il fiore delle giovani reclute, iniziando, pel +teatro drammatico, un'era novella. Scrivevano per la scena italiana +il Bon, il Nota, il Brofferio, il<span class="pagenum noind"><a name="Page_141" id="Page_141">{141}</a></span> Giacometti ed altri pochi. +Giacinto Battaglia e Giuseppe Revere fornivano qualche dramma +storico non sì tosto applaudito che obliato. Goldoni era sempre +gustato. Il repertorio di Scribe e d'altri autori francesi godeva +pieno favore. Si tentarono per la prima volta le tragedie di +Shakespeare e di Schiller; l'<i>Otello</i> recitato dal Modena, fu al +teatro Re male accolto; assai bene il <i>Wallenstein</i>. Una tragedia di +Manzoni, recitata parimenti dal Modena, ottenne fredda accoglienza. +Si leggevano avidamente i versi milanesi del Raiberti. Il primo +dramma di Revere, <i>Lorenzino de' Medici</i>, levò qualche rumore. +Rovani, a dicianove anni, pubblicava un romanzo storico, il +<i>Lamberto Malatesta</i>. Uberti esordiva alle lettere con un frammento +di poema in versi sciolti, <i>Le quattro stagioni</i>. Tutti i romanzi +storici e le novelle storiche apparse dopo i <i>Promessi Sposi</i> e il +<i>Marco Visconti</i>, arieggiavano lo stile di Manzoni e di Grossi. La +<i>povera tosa</i> metteva il capo dappertutto. Correva manoscritta una +mesta poesia in morte di Silvio Pellico, <span class="pagenum noind"><a name="Page_142" id="Page_142">{142}</a></span>nè vi era alcuno che non +sapesse recitarla a memoria. Quella poesia cominciava coi versi: +<i>Luna, romito aereo, Tranquillo astro d'argento</i>....</p> + +<p>I romanzi del Guerrazzi, superato il confine, passavano da mano a +mano, divorati ansiosamente dai giovani. Giusti e Leopardi erano +poco noti; del Giusti erano lette furtivamente le prime poesie che +giravano manoscritte. Le donne leggevano Prati, e si intenerivano +alle amorose peripezie di Ermenegarda. I professori di rettorica ed +i giovani poetanti inveivano acerbamente contro il gentile e +melodioso poeta, ma tutti poi lo imitavano, e, come al solito, lo +superavano nei... difetti. Le opere dell'ingegno fruttavano poco ai +mediocri, ma i distinti ne coglievano frutti, comparativamente +lautissimi. Tommaso Grossi dai <i>Lombardi alla prima Crociata</i> +ritrasse da quindici a ventimila lire; Cesare Cantù colla <i>Storia +Universale</i> e con altre opere istoriche pubblicate dippoi, arrichì. +Ma anche allora c'erano poeti e letterati che facevano pietà a +vederli, <span class="pagenum noind"><a name="Page_143" id="Page_143">{143}</a></span>quando non ispiravano terrore. Faccie smunte, soprabiti +scuciti, e colli da struzzo. La letteratura più affamata pranzava +alla trattoria del Popolo, dove non pochi cantanti e ballerini +gareggiavano coi poeti di appetito. Le appendici letterarie e +teatrali della <i>Gazzetta di Milano</i> portavano alternativamente i +nomi di Lambertini, Piazza, Biorci, Cremonesi. Scrivevano libretti +d'opera Felice Romani, Rossi, Bidera, Cammarano, Sacchero e Giorgio +Giachetti. Nei palchetti della Scala, durante la rappresentazione +dell'opera, si giuocava a tarocco e qualche volta si cenava. Nel +massimo teatro le panche della platea erano coperte di una grossa +tela giallastra; le scale nude di tappeti, la scena illuminata +tetramente. Alessandro Guerra, famoso equitatore, godeva una fama +napoleonica.—Era gustata la birra Tarelli, e qualche signora +suggeva deliziosamente la gazosa di fambros. Il caffè Mazza era +rinomato per la confezione dei sorbetti, il caffè di Brera per gli +squisiti tortelli, la chiesa di San Marco per i suoi +predicatori.—Il <span class="pagenum noind"><a name="Page_144" id="Page_144">{144}</a></span>vicerè Rainieri, la sera del giovedì santo, si +prestava gratuitamente a lavare i piedi di dodici vecchioni dello +stabilimento Triulzi: tutte le dame e i gentiluomini di buon gusto +facevano a gara per assistere a quello spettacolo. La contessa +Samayloff si rendeva celebre per una mascherata di gatti, e faceva +celebrare con pompa inaudita i funerali di una cagnolina.</p> + +<p>Uno zigaro di virginia costava due soldi di Milano.—Il conte Giulio +Litta scriveva delle opere musicali applaudite, su libretti del +poeta Rotondi suo pensionato. Alla Scala piaceva l'<i>Ildegonda</i>, +musica e poesia di Temistocle Solera.—I matrimoni dell'aristocrazia +coll'arte erano rari come quelli della nobiltà col commercio. Levò +immenso rumore il matrimonio della contessa Samayloff col Pery, un +oscuro baritono che rappresentava al teatro di Como la parte di +Carlo V nell'<i>Ernani</i>.—Al corso, nella prima domenica di quaresima, +non apparivano che carrozze ed equipaggi di lusso. Non esistevano +ancora gli ignobili<span class="pagenum noind"><a name="Page_145" id="Page_145">{145}</a></span> <i>broughams</i>. Una dozzina di carrozzoni +sepolcrali facevano il servizio della intera città.—La processione +del <i>Corpus Domini</i> costituiva uno degli spettacoli più grandiosi e +più popolari dell'epoca; rampolli di illustri famiglie figuravano da +angioli nel corteggio. Uomini di censo e di una serietà +indiscutibile, si contendevano l'onore di sostenere il +baldacchino.—Nelle grandi arsure dell'estate c'era un espediente +sicurissimo e poco complicato per ottenere la pioggia; si esponevano +alla pubblica venerazione due angiolotti di legno. Le fanciulle da +marito filavano l'amore sentimentale nei boschetti di porta Renza, +ai Servi ed al Carmine, durante la messa, e al teatro +Filodrammatico. Le chiese erano affollatissime in ogni ricorrenza di +triduo serale; giovinetti dai venticinque a trent'anni assistevano +alle cerimonie religiose col ginocchio piegato, col libro delle +preghiere nella mano destra. Questi devoti solevano impiegare +abbastanza vantaggiosamente anche la mano sinistra.—Alla <i>Corona</i>, +all'<i>Agnello</i>, al <i>Falcone</i>, al<span class="pagenum noind"><a name="Page_146" id="Page_146">{146}</a></span> <i>Cappello</i>, e in tutti gli alberghi +di tal rango, si alloggiava al prezzo di una lira al giorno. I +cittadini erano gai: nelle famiglie si giuocava all'oca ed alla +tombola e qualche volta si faceva un po' di musica e si ballava +all'oscuro. Lotterio e Battezzati, un baritono ed un basso +dilettanti, erano contesi dalla borghesia. Il principe Emilio +Belgioioso era un tenore stupendo, il conte Pompeo, basso profondo +di primo ordine, cantava a Bologna lo <i>Stabat Mater</i> di +Rossini.—Una libbra di manzo si pagava diciasette soldi, e metà +della popolazione non assaggiava carne che alla domenica o alle +grandi solennità della chiesa. Si parlava meneghino su tutta la +linea. Al Corso di Porta Renza tutti portavano i guanti; sulla porta +dell'Hagy stazionavano ancora parecchi milionari. Saper nulla era +lusso, moda l'inerzia e la <i>ciocca</i>.</p> + +<p>La contessa Samayloff era la <i>lionne</i> di Milano. Una sera, al teatro +Re, ella recitò con molto garbo una parte principalissima nel dramma +francese <i>Le prime armi di Richelieu</i>. La rappresentazione <span class="pagenum noind"><a name="Page_147" id="Page_147">{147}</a></span>aveva +scopo benefico, e il canonico Ambrosoli sedeva nell'atrio del teatro +a sorvegliare il bacile. Le dame, per invidia, detestavano la +contessa; i poveri ne dicevano il maggior bene.—La moglie del +vicerè Rainieri, dal suo palchetto alla Scala, dardeggiava col +binoccolo i giovinotti più alla moda. Uno dei <i>lions</i> più avidamente +occhieggiati dalla arciduchessa, si compiaceva di imbarazzarla colle +sue pose stranissime e non affatto decenti.—Produsse gran +sensazione un incendio avvenuto a Corsico, che divorò buona parte +del paese.—Un fallimento dava materia a discorrere per parecchi +anni, e la famiglia di un fallito vestiva a lutto o spariva dal +consorzio cittadino.—In fatto di equipaggi, non era permesso il +tiro a sei che a S.A.I.R. il Vicerè, ed a Sua Eminenza monsignor +l'Arcivescovo.—Il vicolo delle <i>Ore</i> e il sottopassaggio che +dall'interno del Duomo metteva all'Arcivescovado erano i punti +prescielti pei convegni amorosi. Verso le estremità del boschetto +pubblico prospicienti la strada Isara, si presentavano <span class="pagenum noind"><a name="Page_148" id="Page_148">{148}</a></span>sul far +della notte, dei gruppi mostruosi.... L'osteria dei Tre Scranni si +rese celebre per una avventura degna di figurare nel <i>Decamerone</i>, e +lo sgraziato protagonista, che finì imprigionato, per disdoro della +curia era un prete.—In estate, le bande tedesche chiamavano al +caffè Cova una folla mista di buontemponi e di fanciulle da marito. +L'ingresso al caffè costava mezza lira e questa dava diritto alla +consumazione di un gelato. I Baconi, i Paumgarten ed i Kaiser +fornivano le migliori bande musicali.—La varietà delle monete era +notevolissima e qualche volta imbarrazzante, contuttociò il popolo +ambrosiano non potè mai divezzarsi dal contare in lire milanesi. +Esistevano spezzati di ogni valore; il centesimo, il sesino, il tre +centesimi, il soldo, il carantano, la parpagiuola, il tre e mezzo, +il quartino, il nove meno un quattrino, il diciasette e mezzo, il +dicianove soldi (tre lire di Parma), il venti soldi. Il valore della +svanzica andò gradatamente elevandosi dai ventitrè ai venticinque +soldi di Milano. Fino al 1848, <span class="pagenum noind"><a name="Page_149" id="Page_149">{149}</a></span>ebbero gran voga i crocioni e i +quarti di crocione. Il <i>Trentanove</i> ebbe gli onori di una brillante +poesia dettata da Ercole Durini, gentiluomo amabilissimo e ricco di +ingegno.</p> + +<p>Fra le monete d'oro, figuravano ancora le pezzette, gli zecchini, le +colombie, le sovrane, le papaline, le messicane, le genove, i luigi, +le parme.—Il duca Litta, recandosi a Lainate con legno di posta, a +ciascun postiglione gettava per mancia un marengo.—I ballerini ed i +mimi, notevoli per la loro chioma raffaellesca, stazionavano sulla +porta del caffè della Cecchina, detto dei <i>virtuosi</i>. Effisio Catte +faceva colazione nella retro bottega del salsamentario Morandi; +Gumirato, un tenore in perpetua disponibilità, pranzava tutti i +giorni dell'anno col caffettiere del teatro Re, pagandolo di facezie +e di epigrammi.—Non esistevano giornali umoristici; il <i>Cosmorama +Pittorico</i>, istituito dallo Zini, contava settemila abbonati.—In +piazza Castello si giuocava al pallone.—In una bottega sulla Corsia +del Duomo, si offerse <span class="pagenum noind"><a name="Page_150" id="Page_150">{150}</a></span>per circa sei mesi uno spettacolo di pulci +ammaestrate, le quali eseguivano diversi esercizi ginnastici; tutta +Milano corse ad ammirarle.—Il Meneghino Moncalvo recitando alla +Stadera ed alla Commenda, si faceva imprigionare regolarmente due +volte alla settimana per l'arditezza delle sue allusioni +antiaustriache. Il teatro Santa Radegonda, a cui si ascendeva per +una scala di legno, era più angusto, più sudicio e più tetro che non +sia al presente.—Merelli, impresario del teatro alla Scala, +possedeva una superba villa a Lentate, e dava commissioni ai più +celebri pittori e scultori.—Rovaglia vestiarista degli imperiali +regi teatri, sfoggiava sul corso un magnifico equipaggio.—L'agente +Burcardi veniva giustamente considerato il più magro cittadino di +Milano.—L'abate Gianni, un colossale gigante, regalava +pubblicamente due schiaffi al figlio di Radesky, che lo aveva +insultato, e n'aveva dal generale felicitazioni ed encomii.—Di +duelli non si udiva parlare; le quistioni più complicate si +scioglievano col metodo <span class="pagenum noind"><a name="Page_151" id="Page_151">{151}</a></span>estemporaneo dei pugni e delle reciproche +bastonature.—Le teste dei poliziotti, nei quartieri di porta +Ticinese e di porta Comasina, furono più volte sprofondate nel vano +dei loro kepy torreggianti.—I barabba portavano gli orecchini e si +radevano la nuca; i garzoni da macello si distinguevano per due +enormi ricci poco simmetrici, striscianti sull'orecchio.—Prima del +1840, il tabarro costituiva l'indumento invernale più usitato. Vi +erano tabarri da quattro, e persino da otto a dieci pellegrine. Il +<i>paletot</i> veniva generalmente adottato verso il 1841.—Il giorno di +Pasqua, fosse pioggia o bel tempo, metà dalla popolazione indossava +arditamente gli abiti estivi. Il pantalone di <i>nankin</i> godeva in +estate il massimo favore. Sul Corso si incontravano ad ogni passo +delle dame seguite da un domestico in livrea. I cani favoriti dalle +signore appartenevano alla razza dei carlini o dei maltesi.—Balzac +soggiornava per alcun tempo a Milano, e durante quella breve dimora, +notava che le figlie delle nostre <span class="pagenum noind"><a name="Page_152" id="Page_152">{152}</a></span>portinaie avevano l'aspetto di +altrettante regine. Il celebre romanziere veniva derubato di una +preziosa tabacchiera che ben tosto gli era restituita per cura +dell'imperiale regio direttore di polizia.—Il baritono Varesi +cantava alla Scala nel <i>Corrado d'Altamura</i> e nella <i>Saffo</i> di +Pacini.—Dal Conservatorio uscivano famosi istromentisti, il Piatti, +il Bottesini, l'Arditi, il Fumagalli.</p> + +<p>Gli allievi del Conservatorio portavano un'uniforme poco dissimile +da quella dei commissari di polizia, vale a dire una marsina verde +scura con bottoni dorati e cappello a barchetta. Il giovedì e la +domenica, quei giovani musicisti dell'avvenire passeggiavano a +schiera sui bastioni e sul Corso. L'alunno Antonio Cagnoni scriveva +la sua prima opera <i>Don Bucefalo</i>, mentre a Giuseppe Verdi era +negata l'ammissione nel Conservatorio, dietro verdetto di un +professore di pianoforte onnipotente. Il maestro Triulzi, orribile a +vedersi, dava lezioni di canto alla bella Pinoli ed alla Iotti. +Rolla, e più tardi Cavallini, dirigeva <span class="pagenum noind"><a name="Page_153" id="Page_153">{153}</a></span>l'orchestra della Scala, che +contava fra i suoi migliori istromentisti l'Ernesto Cavallini +solista di clarinetto, il Daelli oboista, Rabboni professore di +flauto e Merighi professore di violoncello. Ferrara creava +eccellenti allievi nel violino. Angelo Mariani, bellissimo giovane, +dirigeva il concerto e l'orchestra del teatro Carcano nell'autunno +dell'anno 1846 e nella primavera del 1847.—Alberto Mazzucato +scriveva pel teatro delle opere più o meno accette, e dettava +articoli di arte nella <i>Gazzetta Musicale</i>, edita dal Ricordi. Anche +il Lucca, editore di musica, istituiva un giornale artistico +letterario, l'<i>Italia Musicale</i>, dove il Cattaneo, il Raiberti, il +Rovani, il Ceroni, il d'Azeglio, il Vitali ed il Piazza scrivevano +articoli svariatissimi. Il cavaliere Andrea Maffei donava all'Italia +le sue splendide traduzioni di Schiller e di Moore, e il prevosto +Riccardi, con un libro nel quale si prediceva vicinissima la fine +del mondo, destava il più vivo all'arme nel pubblico. Correvano +trascritte brillanti poesie <span class="pagenum noind"><a name="Page_154" id="Page_154">{154}</a></span>di Ottavio Tasca in onore della Cerrito +e della Taglioni. Tutte le strenne che uscivano in Milano portavano +una ode od una novella di Pier Ambrogio Curti. Il maestro Bonino +giungeva desiderato nelle sale della più eletta società pel brio +delle sue narrazioni, per lo spirito inventivo delle sue celie. +Nelle case della borghesia furoreggiava il Rabitti, contraffacendo +il ronzio della vespa, lo stridore della sega, la tosse ed il +rantolo dei morenti. Nelle osterie si giuocava alla mora +fragorosamente. Sulla porta del caffè Martini brillava il vecchio +Catena, protettore di cantanti e ballerine, che viveva da signore +colla rendita di un capitale non più ingente di lire diecimila. Alla +Scala si rappresentava un <i>Don Carlo</i> del Bona, ed a Genova un +<i>Ernani</i> del maestro Mazzucato. L'attore Giovanni Ventura destava +fanatismo nel <i>Torquato Tasso</i> e nel <i>Vagabondo</i>, e pubblicava una +raccolta di poesie in dialetto milanese, scritte col miglior garbo.</p> + +<p>Sulla piazzetta di S. Paolo, le botteghe <span class="pagenum noind"><a name="Page_155" id="Page_155">{155}</a></span>del parrucchiere +Migliavacca e del calzolajo Brivio rivaleggiavano di lusso e di +celebrità. Il Brivio, nell'atto di prender la misura ad un piedino +elegante di donna, si compiaceva di esplorare a mezzo di uno +specchio accollato in fondo del suo cappello e deposto ai piedi +della cliente, i contorni d'altre polpe più intime, le quali non +reclamavano la scarpa.—Lo stabilimento di educazione diretto dal +signor Racheli era nel massimo flore, e quivi si educavano +liberalmente i giovanetti delle famiglie più cospicue. Il professore +abate Pozzone pubblicava delle liriche manzoniane, splendide nel +concetto e nella forma. Giuseppe Barbieri teneva il primo posto fra +gli oratori ecclesiastici, e un altro Barbieri, credo Gaetano, +traduceva, oltre i romanzi di Walter Scott, non saprei quante +centinaia di altri romanzi.</p> + +<p>L'omeopatia suscitava polemiche accanite, e il Raiberti vi prendeva +parte colle sue satire piene di attico sale. Un Lafontaine venuto di +Francia dava i primi saggi di magnetismo al ridotto della<span class="pagenum noind"><a name="Page_156" id="Page_156">{156}</a></span> Scala. La +fotografia sulla carta non era peranco inventata od almeno si +ignorava: i ritratti al dagherrotipo su lamina di zinco preparato, +costavano da dieci a venti franchi cadauno, ed offrivano una +immagine sbiadita e molto spesso enigmatica.</p> + +<p>La grande invenzione degli zolfanelli fulminanti data dal 1834. Un +mazzetto di quegli zolfini greggi, che in oggi si vendono a un soldo +la dozzina, in sulle prime costava dodici soldi. Per più mesi si +vendettero al prezzo di soldi sei, quindi scesero gradatamente fino +al carantano. Molti vecchi inorridivano di quel trovato; per un +momento si ebbe a temere, che in seguito ai tanti reclami, alle +tante proteste della popolazione antiquata, lo zolfanello venisse +proscritto dalle leggi. Gli istinti del pipistrello e del gufo son +propri della maggioranza, e questa fece sempre una brutta smorfia ad +ogni sprazzo di luce. L'inventore dello zolfino fulminante non +lasciò traccie del suo nome, e così al Prometeo del secolo nostro +mancò l'apoteosi dei carmi e dei quadri coreografici.<span class="pagenum noind"><a name="Page_157" id="Page_157">{157}</a></span></p> + +<p>L'arcivescovo Gaisruck e il conte Mellerio si detestavano, fautore +quest'ultimo delle fraterie, l'altro nemico e oppositore pertinace. +I liceisti e i forestieri delle provincie assistevano, in piazza del +Duomo, al concerto quotidiano della banda che suonava sotto il +palazzo del vicerè. Vaccai, l'autore della <i>Giulietta e Romeo</i> e +d'altre opere teatrali, presiedeva alla direzione del Conservatorio. +Donizetti era maestro di Corte a Vienna, e scriveva, per quel teatro +italiano, la <i>Linda</i> e la <i>Maria di Rohan</i>. Ogni anno egli tornava +alla Bergamo nativa per abbracciare il suo vecchio maestro Simone +Mayr, il quale, cieco d'occhi e affranto dagli anni, si era +esclusivamente dedicato alle composizioni di chiesa.—Ignazio +Marini, il celebre basso, veniva per sempre rinviato dal teatro +dell'opera di Vienna, per avere, ad una rappresentazione di gala a +cui assisteva l'imperatore, emessa una nota troppo profonda che +nessuno potè illudersi gli fosse uscita dal petto.—A quell'epoca, +gli artisti si prendevano delle strane licenze, <span class="pagenum noind"><a name="Page_158" id="Page_158">{158}</a></span>e il governo, +purchè non si trattasse di licenze politiche, si mostrava +tollerantissimo.</p> + +<p>Temistocle Solera, viaggiando col basso Marini da Milano a Stradella +in legno di posta, involto nella zimarra teatrale di Faliero, +trinciava benedizioni a quanti villani si trovavano sul di lui +passaggio, e questi a inginocchiarsi e fare il segno della croce.</p> + +<p>L'autore di questo frammento storico, partito da Codogno dopo una +rappresentazione dell'<i>Attila</i>, con indosso l'armatura e le maglie +di Ezio romano, in tale abbigliamento scendeva all'albergo +dell'Ancora, e quivi prendeva alloggio.—Un giovane scapato e di +mano pronta applicava due schiaffi sonori alla moglie d'un celebre +impresario nell'atrio del più vasto teatro. Un tale avvenimento fece +parlare il mondo milanese per dieci anni di seguito.—Per quanto mi +dolga recar sfregio alla tanto vantata moralità di quei tempi, non +debbo tacere di una festa da ballo privata, ove convennero in buon +numero persone di ambo i sessi, <span class="pagenum noind"><a name="Page_159" id="Page_159">{159}</a></span>abbigliate nel semplicissimo +costume di Eva e di Adamo. La polizia austriaca non si commosse +dello scandalo—quei danzatori così succinti nelle vesti non erano +persone da cospirare contro la sicurezza dello Stato. Un <i>Congresso +di scienziati</i> chiamò gran folla a Milano nel 1846. Il popolo +profittò dell'occasione per testimoniare il suo rispetto alla +scienza. Nelle trattorie si gridava al cameriere: <i>un piatto di +scienziati!</i>—e quegli a recar tosto un piatto di zucche o di +patate. Anche i somarelli vennero in quell'epoca salutati col +medesimo titolo—Nobili istinti delle masse!</p> + +<p>Uomini che pensassero all'Italia, che fremessero del servaggio +straniero, che abborrissero l'Austria, erano in numero assai scarso. +I più ignoravano che un'Italia esistesse. Eppure, qualcheduno agiva +in secreto, qualcheduno scriveva, qualcheduno assumeva l'incarico +pericoloso di propagare i fogli di Mazzini. Allora c'erano rischi +tremendi a parlare di politica, foss'anche col più intimo degli +amici. Taluni che troppo osavano, cadevano <span class="pagenum noind"><a name="Page_160" id="Page_160">{160}</a></span>in sospetto di spie. Le +<i>Prigioni</i> di Silvio Pellico, erano ritenute un libro +ultrarivoluzionario. Qualcheduno, tremando, osava declamare le +liriche concitate del Berchet, in circolo ristretto di conoscenti. +Tali ardimenti cominciavano verso l'anno 1842.</p> + +<p>Si impiegavano sei ore per trasferirsi in vettura da Milano a Pavia; +non era permesso di varcare senza passaporto i confini della +Venezia.</p> + +<p>Le maschere carnevalesche erano insulse e indecenti. Ai veglioni +della Scala non era permesso lo accedere senza l'abito nero e un +piccolo <i>domino</i> alla spagnuola, che ordinariamente si prendeva a +nolo per dieci o venti lire. La guerra dei coriandoli, al giovedì e +al sabbato grasso, assumeva proporzioni intollerabili.—Recandosi in +autunno alle ville, le famiglie patrizie trasportavano enormi +bagagli.—Gli stradali da Milano a Varese, e quelli della provincia +di Lodi e Cremona erano infestati di ladri. Il brigantaggio +scomparve lentamente coll'estendersi delle comunicazioni e colla +coltivazione <span class="pagenum noind"><a name="Page_161" id="Page_161">{161}</a></span>dei terreni boschivi.—La Valtellina, la Brianza, i +colli del Varesotto producevano dei vinetti esilaranti. Il +<i>Monterobbio</i> e l'<i>Inferno</i> rivaleggiavano coi più famosi vini +dell'estero. Ogni anno, gli eleganti di Milano facevano regolarmente +la loro comparsa alla sagra di Imbevera ed ai mercati autunnali di +Lecco. I signori, boriosi e stolidissimi, dopo aver vissuto +famigliarmente in campagna con persone del ceto medio, negavano a +queste il saluto, scontrandole pochi dì dopo sul lastrico di +Milano.—I Bergamaschi alloggiavano all'<i>Agnello</i>, i Lecchesi alla +<i>Corona</i>, i Pavesi a <i>Sant'Ambrogio alla Palla</i> ed al <i>Pozzo</i>, i +Lodigiani al <i>Cappello</i> ed al <i>Falcone</i>. Fra quei di Bergamo e quei +di Milano duravano livori e rappresaglie.—La Pasta e la Taglioni +comperavano ville sul lago di Como. Il poeta Ottavio Tasca sposava +la Taccani cantante. Il poeta avvocato Bazzoni si annegava nelle +acque del Lario; tutti gli anni qualche povero innamorato si gettava +dal Duomo.</p> + +<p>Alla morte dell'arcivescovo Gaisruk, <span class="pagenum noind"><a name="Page_162" id="Page_162">{162}</a></span>e poco dopo, alla entrata +trionfale del suo successore Romilli, si manifestavano nelle vie i +primi segnali della insurrezione latente. In piazza Fontana, in una +serata di luminaria fatta ad onore del nuovo arcivescovo, +echeggiarono le prime grida di Viva Pio IX. I dragoni, prorompendo a +cavallo nel mezzo della folla, misero in fuga i dimostranti, e un +povero fabbricatore di mobili, certo Ezechiele Abate, rimase morto +sul terreno...</p> + +<p>E qui, lettori miei, pongo fine al mio riassunto, giacchè mi pare +d'aver già adunata materia sufficiente per riempire i due volumi +commessimi dall'editore. Certo è che, descrivendo gli avvenimenti in +ordine di date, e riproducendo le circostanze di luogo e di persone +con tratti più larghi, ben altro mi sovverrà alla mente, che qui +venne omesso per oblio. Ma questo breve ed informe sommario non +potrà a meno di suggerire dei confronti e di provocare vivaci +discussioni fra gli insanabili adoratori del passato e i fanatici +dell'èra presente. In poche parole esprimerò l'avviso mio. All'epoca +testè descritta, la città di Milano contava <span class="pagenum noind"><a name="Page_163" id="Page_163">{163}</a></span>i milionarii in maggior +numero, ma l'agiatezza era minore assai nelle classi borghesi e +nelle masse che vivono d'arte o d'industria. Il patriziato e l'alto +commercio sfoggiavano un lusso abbagliante, ma il cilindro +obbligatorio del calzolaio, del salumiere, del pittore, del +letterato e dell'impiegato, brillava di un lucicore miserevole che +ricordava allo sguardo le traccie bavose della lumaca. Il vestito di +seta non era sceso alla donna del popolo; e la sartorella sollevando +la gonna per trapassare i frequenti rigagnoli, metteva in mostra +delle calze e delle sottane più atte a deprimere che a suscitare i +salaci istinti di un ammiratore. In letteratura, emergevano delle +individualità più distinte, ma la massa del popolo era quattro volte +più idiota. C'erano persone serie, che si occupavano di seri studi +che pubblicavano seriissimi lavori, ma le crasse maggioranze nè +pensavano, nè studiavano, nè leggevano. La musica era in fiore, ma +assai meno compresa che oggigiorno: si applaudivano con fanatismo +degli insigni capolavori, ma altresì venivano festeggiati degli +aborti oggidì <span class="pagenum noind"><a name="Page_164" id="Page_164">{164}</a></span>intollerabili. Il ceto lavorante spendeva meno per +vivere, ma era meno retribuito. Notevolissima, in ogni modo, +esemplarissima e degna della massima ammirazione, era a quei tempi +la rassegnazione a pagare il testatico, a sopportare i balzelli, a +subire i prestiti forzosi, a sopportare i rabuffi e le frustate +degl'imperiali regi commissarii di polizia, ed anche la bastonatura +dei sergenti croati. In ciò, confessiamolo a grande vergogna nostra, +i nostri predecessori, furono sublimi di longanimità e di +tolleranza. Gente di buona fede, che odiava la discussione e la +polemica irritante. Uomini di sano criterio, positivi e logici in +sommo grado, i quali dovevano riconoscere e confessare a sè medesimi +che l'Austria era moderatissima, dacchè, potendo, quando buono le +paresse, spogliarli di tutto, si teneva paga di prendersi la metà +soltanto del loro avere. Come i popoli appariscono ragionevoli e, +diremo anche, soddisfatti, quando agli occhi della loro intelligenza +insiste, lontana o vicina, la prospettiva della... forca!</p> + + +<hr style="width: 45%;" /> + +<div class="pagenum noind"><a name="Page_165" id="Page_165">{165}</a></div> + +<h2><a name="nasi" id="nasi"></a>LA CORTE DEI NASI</h2> + + +<h3>I.</h3> + +<p>Piperio III, re dei Panami, era un principe saggio e di indole assai +mite. I suoi sudditi lo adoravano. Assunto al trono in età +giovanissima, egli aveva proclamato ai suoi popoli uno statuto dei +più liberali. Gli avventurosi abitatori della Panamia avevano veduto +in pochi anni, mercè l'iniziativa del loro principe ben amato, +realizzarsi tutte le riforme sociali e umanitarie reclamate dai +tempi... e dai ladri.</p> + +<p>Piperio III poteva chiamarsi un re felice. Nel territorio a lui +soggetto non <span class="pagenum noind"><a name="Page_166" id="Page_166">{166}</a></span>esisteva che un solo giornale repubblicano il quale +osasse talvolta indirizzargli qualche frizzo mordace. Piperio +leggeva quel foglio tutte le mattine tra una fumata e una tazza di +caffè. L'ottimo principe sorrideva dei lazzi democratici che lo +assalivano. Egli si sentiva troppo <i>integer vitae scelerisque +purus</i>, per irritarsi di ogni baja giornalistica.</p> + +<p>Nullameno, l'esistenza serena di questo principe privilegiato tratto +tratto era annebbiata da una leggiera nubecola, da un'ombra nera, +che poteva essere gravida di procelle. Quest'ombra era projettata da +un naso, dal naso stesso del principe. La natura aveva dato a +codesto accessorio del volto principesco dei contorni così spiccati, +e, diciamolo francamente, delle proporzioni così eccedenti che a +vederlo di profilo, quel naso attirava l'attenzione, e poteva +provocare dei sorrisi irriverenti. Naso profilato, simmetrico, +perfettamente modellato, ma alquanto più lungo dei nasi ordinari. Il +principe, vedendolo riflesso dagli specchi, non osava arrestarvi lo +sguardo, e sempre in vederlo sentiva una stretta nel <span class="pagenum noind"><a name="Page_167" id="Page_167">{167}</a></span>cuore, e la +sua fronte si increspava di una ruga sinistra.</p> + +<p>Ma quelle impressioni di disgusto non erano che lampi fugaci. +Piperio era amato dalla generalità, nè giammai gli era accaduto di +sorprendere nel volto di alcun suddito il menomo accenno di ironia +all'indirizzo del suo naso. Quel principe osservatore, dopo dieci +anni di regno, già cominciava a persuadersi che il difetto da lui +solo avvertito, non fosse altra cosa che un'ottica menzogna degli +specchi.</p> + +<p>Ma la provvidenza non opera a caso, <i>quando crea un grand'uomo od un +gran naso</i>: e aggiungiamo pure quest'altra sentenza infallibile: <i>Da +grandi cause non possono prodursi che grandi effetti</i>.</p> + +<p>Strana potenza della parola stampata! A ridestare nella mente di re +Piperio tutti gli allarmi assopiti, bastarono tre parole del +giornale repubblicano stampate in corsivo.</p> + +<p>Qual'è l'uomo, per poco sia assiduo lettore di giornali, che mai non +abbia impallidito e tremato dinanzi ad una frase in corsivo?</p> + +<p>Era un bel mattino di maggio. Il re si <span class="pagenum noind"><a name="Page_168" id="Page_168">{168}</a></span>svegliava da un olimpico +sonno. A destra del letto, da una guantiera sfavillante di oro e di +gemme, esalavano i profumi di un moca squisitissimo. Dall'altro +lato, sovra un bacile d'argento cesellato, stavano schierati dodici +grossi zigari del colore dell'ambra.</p> + +<p>Il re accese uno zigaro, assorbì voluttuosamente un primo sorso di +caffè, poi, sciolta la fascia al giornaletto democratico, tuffò in +esso il suo sguardo penetrante e sereno.</p> + +<p>Che è stato? Lo zigaro è caduto dalle auguste labbra. La mano +convulsiva del principe tenta invano di riprendere la tazza... Se è +vero che l'occhio del basilisco abbia potenza di istupidire i +riguardanti, direste che il principe abbia appunto, in quella fitta +compagine di parole stampate, incontrato lo sguardo del rettile +fascinatore. Il primo movimento del principe fu quello di portare la +mano al naso; dopo quell'atto, da pallido ch'era, l'augusto volto +divenne livido e deforme.</p> + +<p>Eppure la frase terribile non era formata che da poche innocenti +parole allusive al ministro delle finanze: «<i>Noi speriamo</i><span class="pagenum noind"><a name="Page_169" id="Page_169">{169}</a></span> <i>che la +nuova tassa votata dal Parlamento</i> non avrà mai, sotto il regno +dell'augusto Piperio una seria applicazione; il nostro re ha troppo +<i>buon naso</i> per non comprendere l'impopolarità a cui egli stesso +andrebbe incontro apponendovi la sua firma. Sì, noi lo ripetiamo, il +nostro re <i>ha troppo buon naso</i> per commettere di tali errori!»</p> + +<p>Sotto l'impressione di tale lettura, il re suonò il campanello con +impeto violento. Il maggiordomo accorse nella stanza, e, vedendo la +strana lividezza del volto regale, mandò un grido di all'armi. Il re +fece uno sforzo per dominarsi, e, dissimulando, come poteva, il +proprio turbamento, domandò al maggiordomo con voce abbastanza +pacata: che tempo abbiamo, Battista?</p> + +<p>—Bellissimo, maestà.</p> + +<p>—Pure non veggo sole... Il cielo mi sembra bujo!</p> + +<p>—Al contrario, maestà!... il sole è limpidissimo! una vera giornata +di primavera... Se vostra maestà si degnasse di mettere il naso alla +finestra...</p> + +<p>Quelle parole furono uno zolfanello <span class="pagenum noind"><a name="Page_170" id="Page_170">{170}</a></span>gettato nella polveriera. +Piperio balzò dal letto, staccò dalla muraglia una lunga scimitarra, +e la testa del maggiordomo rotolò sul pavimento. Tuttociò era +accaduto in un lampo. Il re, dopo quell'impeto d'ira, ricadde sovra +una seggiola come istupidito.</p> + +<hr style="width: 20%;" /> + +<h3>II.</h3> + +<p>Quell'atroce avvenimento rimase per alcun tempo involto di mistero. +La giovane regina a cui l'augusto consorte era solito aprirsi +interamente, non ebbe la parola di quell'enigma sanguinoso. Il fatto +fu in diverse guise commentato alla corte; il popolo mormorò +sommessamente, ma ben presto cessò d'occuparsene.</p> + +<p>Ciò che più seriamente dava a pensare alla regina, ai ministri, alla +corte ed al popolo di Panamia, era lo strano cambiamento +sopravvenuto nel carattere e nelle abitudini del principe. +Quell'uomo sì mite e manieroso, sì affabile ed espansivo, di giorno +in giorno diveniva più tetro e irascibile. Usciva rare volte dal +<span class="pagenum noind"><a name="Page_171" id="Page_171">{171}</a></span>palazzo, e sempre in carrozza coperta, a cortine abbassate. Passava +molte ore rinchiuso nel suo gabinetto. Rare volte assisteva al +consiglio dei ministri. Ogni qual volta gli accadesse di trovarsi in +presenza di estranei, si notava nello sventurato una singolare +premura di portare la mano al naso e di tenervela accavallata con +una pertinacia inesplicabile. A quella posa insolita della mano, il +primo ministro e consigliere intimo di re Piperio annodò, come +vedremo, le fila che lo condussero alla scoperta del segreto.</p> + +<p>Questo primo ministro e consigliere si chiamava Canella, e dopo la +regina, era la persona più influente alla corte. Le sue osservazioni +erano quasi sempre infallibili. Egli possedeva il colpo d'occhio che +scruta i pensieri e approfondisce i più intimi arcani di un cuore. +Un giorno, mentre la regina si doleva fra lacrime e singulti degli +strani furori del principe, l'arguto ministro proferì a mezzo labbro +tre parole: <i>questione di naso!</i> La regina, come ognun può +immaginare, provò una scossa nervosa, e chinò il capo arrossendo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_172" id="Page_172">{172}</a></span></p> + +<p>Il gran Canella non s'ingannava. Per accertarsi, non gli rimaneva +che tentare una prova sull'animo del re. Egli non pose tempo di +mezzo. Un'ora dopo, il ministro ed il re si trovavano di fronte.</p> + +<p>—Maestà! disse il ministro con accento risoluto; io son venuto a +rassegnarvi le mie dimissioni...</p> + +<p>—Io spero, mio ottimo Canella, che tu vorrai palesarmi le ragioni +che ti spingono ad abbandonare il tuo sovrano in questo grave +momento.</p> + +<p>—Maestà! io vi ho sempre parlato colla massima franchezza, ed è +quello che farò anche nell'ora di separarmi per sempre da voi... Da +qualche tempo, vostra maestà è di un umore insopportabile. Per ogni +nonnulla (e qui il ministro fissò nel volto reale una occhiata +incisiva come un trapano), per ogni nonnulla vi sale la mosca al +<i>naso</i>...</p> + +<p>—Sciagurato! gridò il re balzando dalla seggiola e portando la mano +al pugnale...</p> + +<p>Ma il ministro non gli diè tempo di tradurre in atto quell'impeto di +collera, e, facendosi barricata di una sedia a bracciuoli, gridò a +sua volta con voce di <span class="pagenum noind"><a name="Page_173" id="Page_173">{173}</a></span>tuono: «O re, la tua ira mi ha tutto +rivelato... Il mio sospetto è omai certezza... Poichè non si tratta +che di una questione di naso, io ritiro le mie dimissioni».</p> + +<p>Il re ed il ministro stettero alcun tempo immobili, guardandosi in +silenzio. Il principe si sentì soggiogato. I suoi occhi si +gonfiarono. Egli ricadde in sulla seggiola singhiozzando e ripetendo +con accento convulso: «è vero: questione di naso!... questione di +naso!»</p> + +<p>L'arguto Canella non proferì che queste parole: «due soluzioni +possibili; o tagliare... o incrociare!...»</p> + +<hr style="width: 20%;" /> + +<h3>III.</h3> + +<p>Le case dei regnanti hanno le muraglie di vetro.</p> + +<p>Tutte le precauzioni imaginate dal gran ministro di re Piperio +perchè quel segreto di... naso non uscisse dalla corte, tornarono +infruttuose. Di là a poche settimane, non vi era principe d'Asia il +quale non ne fosse informato.</p> + +<p>—Voglio vedere questo naso!—esclamò <span class="pagenum noind"><a name="Page_174" id="Page_174">{174}</a></span>il Re di Citrulia, appena +letto il dispaccio del suo ambasciatore. E così parlando trasmise il +foglio al suo primo ministro.</p> + +<p>Il dispaccio era così concepito:</p> + +<p>«Sire!</p> + +<p>«Finalmente ci venne dato scoprire e siamo in grado di comunicare +alla maestà vostra l'origine e la causa persistente della grave +perturbazione di spirito avvenuta da pochi mesi nel re dei Panami. +Questa perturbazione, che potrebbe o tosto o tardi dar luogo a +seriissime complicazioni politiche e produrre delle inaspettate +tensioni nei rapporti dei diversi stati dell'Asia e dell'universo, +ripete la sua ragione dal... naso del re. Salvo dunque il rispetto +che io debbo ad una sacra e reale maestà, io mi tengo in obbligo +d'informare il mio augusto sovrano e signore che il suddetto naso di +re Piperio, per quali cause si ignora, ha preso in sul cadere dello +scorso anno uno sviluppo così straordinario, da produrre il più vivo +allarme nell'intero corpo diplomatico qui residente. L'altra sera, +alla festa da ballo della baronessa<span class="pagenum noind"><a name="Page_175" id="Page_175">{175}</a></span> Golasecca, ho inteso colle due +mie orecchie l'ambasciatore di Noce Moscata esternare a tale +soggetto delle opinioni molto avventate. Per mia parte non credo +arrischiar troppo asserendo che quel naso è gravido di avvenimenti. +Non tacerò alla maestà vostra che io non ho mancato, com'era debito +mio, di ideare i più ingegnosi stratagemmi per avere accesso al +sovrano onde verificare co' miei propri occhi il singolare fenomeno. +Tutte le mie pratiche riuscirono fino ad ora infruttuose. Il +cameriere intimo del re, corrotto dal mio oro, mi assicurava l'altro +ieri che il naso del suo augusto signore già sorpassa i due metri di +lunghezza. Spero fra pochi giorni con nuovo sacrifizio di denaro, +aver in mano la misura precisa, e in tal caso non mancherò di +spedirla alla maestà vostra aggiungendo quelle altre informazioni di +dettaglio, che naturalmente debbono interessarla. Profitto +dell'incidente per insistere presso vostra maestà acciò si degni +accordarmi un piccolo aumento di fondi segreti—mi pare che le +circostanze lo esigano. Qualora tanto ottenessi dalla <span class="pagenum noind"><a name="Page_176" id="Page_176">{176}</a></span>vostra grazia +sovrana, io confido di indurre al più presto il già menzionato +corruttibile cameriere a rilevare con cera o con gesso i contorni di +questo naso eccezionale, che forse è già prossimo a partorire... +qualche cosa di inaspettato».</p> + +<p>»Accolga la maestà vostra, ecc., ecc., ecc.».</p> + +<p>—Decisamente voglio veder questo naso! ripetè il re di +Citrulia—fra due giorni noi ci metteremo in viaggio. Tutta la corte +mi seguirà... Sarà la gita di piacere che tante volte ho promessa +alla regina, ai ministri, ai generali, ai miei più affezionati. Vi +prometto che rideremo! Voglio ben vedere le smorfie che vorrà fare +il mio augusto cugino allorquando sarà costretto a sfoderare la sua +proboscide al cospetto di tutta la mia corte!... Presto! Gli si +annunzi la nostra prossima visita!... Ah! vorrei essere nel suo +gabinetto quando riceverà il telegramma!... C'è a scommettere che il +suo naso si allunga di due spanne!...</p> + +<p>Di tal guisa parlando, il re di Citrulia si era lasciato cadere sui +cuscini del trono, e rideva grossamente colle guancie e col ventre.<span class="pagenum noind"><a name="Page_177" id="Page_177">{177}</a></span></p> + +<p>—Mi perdoni la maestà vostra—osservò timidamente il ministro—ma a +me corre obbligo di ricordare che un tale viaggio verrà a costare +una diecina di milioni, e mi pare che... nelle attuali strettezze +della Citrulia...</p> + +<p>—I Citrulli hanno sempre pagato e pagheranno! interruppe il +principe di mal garbo:—non annoiarmi colle tue economie; affrettati +a dar gli ordini pel viaggio, e guai se aggiungi parola!</p> + +<p>Il ministro fece un inchino fino a terra e si allontanò mormorando: +«degno re dei Citrulli!»</p> + +<hr style="width: 20%;" /> + +<h3>IV.</h3> + +<p>Per poco che uno abbia delle nozioni mediocremente esatte in fatto +di geografia, non può ignorare quale immensa distanza di mare separi +la Citrulia dalle floride e popolose provincie della Panamia.—I più +celeri battelli a vapore, sotto le più favorevoli condizioni +atmosferiche, non impiegano in quel lungo tragitto meno di quattro +mesi. Il re e la <span class="pagenum noind"><a name="Page_178" id="Page_178">{178}</a></span>regina dei Citrulli si posero in viaggio col loro +seguito al principiare dell'aprile. Al momento del loro imbarco, il +telegrafo sottomarino trasmetteva a Piperio un dispaccio, che doveva +produrre sull'animo di quel nasutissimo fra i monarchi l'effetto di +un colpo di fulmine.</p> + +<p>—Guardie! soldati! gridava tutta voce il disperato principe, +percorrendo le sale del palazzo—non vi è dunque fra voi un uomo di +cuore che mi salvi da tanta vergogna?... Il re dei Citrulli si +avanza... non udite quelle voci di scherno? Che tardate? Sguainate +le spade! Eccovi il naso ignudo!... ferite!... tagliate questo +oggetto di scandalo e di abbominio... Tagliate, vi dico, o che io...</p> + +<p>E già quattro o cinque soldati avevano snudate le daghe, e stavano +per lanciarsi all'assalto dell'augusta proboscide, quando un +personaggio ben noto alla corte, voglio dire il ministro Canella, +intervenne in buon punto ad impedire il nasicidio.</p> + +<p>—Sire! gridò il ministro, interponendo la sua tunica fra le daghe +dei soldati e la punta del naso regale—io vi ho pur <span class="pagenum noind"><a name="Page_179" id="Page_179">{179}</a></span>detto che nel +caso vostro non si presentavano che due soluzioni possibili: <i>o +tagliare... o incrociare</i>.—La regina e tutte le persone a voi più +affezionate propendono all'<i>incrociamento</i> piuttosto che al +<i>taglio</i>—dunque... <i>incrociamo</i>!</p> + +<p>Chi vuol farsi ascoltare, procuri di non farsi capire—il sistema è +altrettanto facile che sicuro; e l'astuto Canella n'ebbe una prova +luminosa in quel solenne momento.</p> + +<p>Il re, dopo breve silenzio e coll'aria di chi tutto comprende, si +volse al Ministro,—Ebbene? Quali effetti speri tu ottenere da +codesto <i>incrociamento</i>?... Il re di Citrulia si avanza... Con quali +intenzioni egli muove a visitarmi tu lo sai... tutti lo sanno...</p> + +<p>—Sire! interruppe il Ministro—prima che io vi riveli il mio +stratagemma, è necessario che voi rispondiate ad una mia domanda un +po' ardita...</p> + +<p>—Parla!... ti autorizzo...</p> + +<p>—Sapete voi dirmi esattamente quale risulti la lunghezza del vostro +augustissimo naso, misurandolo colla mano dalla radice alla punta?<span class="pagenum noind"><a name="Page_180" id="Page_180">{180}</a></span></p> + +<p>—Mezzo palmo nè più nè meno—rispose l'infelice monarca abbassando +gli occhi e arrossendo come una fanciulla al confessionale.</p> + +<p>—Ebbene, rispose il ministro con accento di trionfo.—col mio +sistema di <i>incrociamento</i> noi otterremo che, al solo vedervi, il +re, la regina di Citrulia e tutte le persone del loro seguito +rimangano con un <i>palmo di naso</i>.</p> + +<p>—Un palmo!... Ah!... se ciò avvenisse... ti giuro, mio ottimo +Canella, che io creerò per te un nuovo ordine equestre...</p> + +<p>Ma il re non ebbe tempo di compiere la frase, perocchè il ministro, +che aveva preparato il suo gran colpo di effetto, fece alzare le +cortine di seta che dividevano la sala dal vestibolo—e uno strano +spettacolo si presentò agli sguardi del principe.</p> + +<p>Erano uomini? Erano rinoceronti? Erano elefanti? Ciò di cui nessuno +avrebbe potuto dubitare gli è che fossero nasi.—Quando il ministro +Canella gli ebbe fatti avanzare, allora soltanto il re Piperio fu in +grado di accertarsi ch'erano propriamente individui della specie +umana.<span class="pagenum noind"><a name="Page_181" id="Page_181">{181}</a></span></p> + +<p>—Sire! ripigliò il ministro colla serena pacatezza di chi pregusta +il trionfo di un'abile strategia—eccovi dinanzi i ventiquattro nasi +più badiali e meravigliosi che mai si vedessero al mondo. Sono un +prodotto delle nostre provincie e c'è d'andarne orgogliosi. Innanzi +l'arrivo del re dei Citrulli, ne troveremo parecchie centinaia del +medesimo conio e forse anco più massicci—Vostra maestà comincia +adesso a comprendere qualche cosa del mio sistema di +<i>incrociamento</i>?</p> + +<p>Il re pareva assorto in un'estasi di contemplazione, e non dava +risposta.—Frattanto i ventiquattro nasi, sotto il comando del loro +capitano, eseguivano delle evoluzioni bizzarrissime per le quali +tratto tratto veniva intercettata la luce delle finestre.</p> + +<p>La regina entrò nella sala inosservata.</p> + +<p>La vista di quei nasi inverosimili parve affascinarla.—Stette.... +guardò.... ammirò.... fu sul punto di cadere in deliquio.—Poi, +volgendosi improvvisamente al marito tuttora assorto nello strano +spettacolo.—Piperino mio! gli disse <span class="pagenum noind"><a name="Page_182" id="Page_182">{182}</a></span>con amabile civetteria—se +all'arrivo del re di Citrulia non trovi la maniera di allungarti +quattro dita quel tuo gramo nasicciuolo da miccio, in verità vorrai +farmi una bella figura fra queste cappe da camino che manovrano +nella tua corte.</p> + +<p>Il re comprese, o parve comprendere—Si guardò il naso in uno +specchio, e il suo regale sorriso parve esprimere due sentimenti +controversi di soddisfazione e di vergogna.</p> + +<p>—Ebbene?—domandò il ministro alquanto umiliato e perplesso.</p> + +<p>—<i>Incrociamo!</i> rispose il Re—ciò che più preme pel momento è che +il re dei Citrulli non rida al naso di re Piperio.</p> + +<hr style="width: 20%;" /> + +<h3>V.</h3> + +<p>La fregata a vapore che conduceva a Panamia gli augusti ed illustri +visitatori entrò il giorno due di Agosto nel porto della +capitale.—Al seguito del re e della regina si contavano non meno di +due mila individui d'ambo i sessi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_183" id="Page_183">{183}</a></span></p> + +<p>Giusta gli usi del luogo e dell'epoca, sovra una piazza a poca +distanza dal molo stava eretto un grandioso padiglione, dove tutti i +grandi dello stato, ad eccezione del re o della regina, erano +convenuti per prender parte al cerimoniale del ricevimento.</p> + +<p>Il ministro Canella in abito di parata andò ad incontrare i principi +stranieri e, fatta secondo il costume una riverenza a schiena +rivolta, profferì la sacramentale parola del benvenuto.</p> + +<p>—In nome di S.M. Piperio III, re de' Panami; in nome dell'augusta +sua consorte e degli augusti loro figli già nati e nascituri—a te +Cucurbio XIV, ed alla tua augusta consorte Sabetta, ai vostri +augusti figli che sono e che saranno, agli illustri del vostro +seguito e seguito del loro seguito, benedizione e salute nella vita +e nelle borse!—Nella mia qualità di ministro plenipotenziario del +Re e caudatario della Regina, ho l'onore di presentarvi i grandi del +regno.</p> + +<p>A tali parole, i grandi del regno si avanzarono come un sol.... +grande.</p> + +<p>—I grandi del regno! mormorò la regina <span class="pagenum noind"><a name="Page_184" id="Page_184">{184}</a></span>all'orecchio dell'augusto +consorte—egli poteva ben dire: i grandi nasi!</p> + +<p>Re Cucurbio, per dissimulare la sorpresa e la convulsione del +ridere, rispose al ministro ed alla moglie con due sternuti.</p> + +<p>Le donne della regina parevano affascinate. Da quella folta di +gonnelle uscivano delle esclamazioni intermittenti: «che trombe!... +che pifferi!... che canne! come sono organizzati questi signori!.... +Se tanto mi da tanto, cosa sarà questo gran naso di re Piperio che +fa parlare l'universo!»</p> + +<p>Ma il re e la regina dei Citrulli sono saliti col loro primo +ministro nella carrozza di gala, e già procedono verso la città in +mezzo alle acclamazioni del popolo ed al suono delle fanfare.</p> + +<p>—Mio Dio! esclama la regina, abbandonandosi ad uno scoppio di +infrenabile ilarità—abbassiamo i cristalli della carrozza—non +vedi, Cucurbio? Se questi popolani fanatici mettono il capo dentro +gli sportelli, noi moriremo sotto le puntate dei loro nasi. In +verità, s'io dovessi vivere in questo paese, farei mettere dei +paranasi alle carozze!<span class="pagenum noind"><a name="Page_185" id="Page_185">{185}</a></span></p> + +<p>Re Cucurbio non udiva più nulla. Egli era intento a studiare sopra +una cartolina appiccicata al fondo del cappello, un discorsetto +<i>umoristico</i> da indirizzare al suo augusto ospite. Quel discorsetto, +<i>abilmente</i> redatto dal suo ministro allo scopo di promuovere +l'ilarità degli uditori e la confusione di re Piperio, cominciava +colle parole: <i>Nas...cono</i> e si <i>nas....condono</i> talvolta, ecc.. e +finiva coll'enfatica esclamazione: «mi par proprio in questa regia +di trovarmi ai piedi del <i>Parnaso</i>».</p> + +<hr style="width: 20%;" /> + +<h3>VI.</h3> + +<p>Frattanto la carrozza procedeva, e già toccava le porte del palazzo +reale.</p> + +<p>All'ingresso di quel palazzo stava schierato un distaccamento di +guardie, la cui vista suscitò un <i>hurrà</i> di meraviglia.—I nasi di +quelle guardie superavano in lunghezza e grossezza tutti i nasi fino +allora veduti.</p> + +<p>Se il naso di re Piperio è di una linea più lungo—mormorò +Sabetta—in verità <span class="pagenum noind"><a name="Page_186" id="Page_186">{186}</a></span>non capisco come questa regina dei Panami....</p> + +<p>Ma in quel punto la carrozza si arrestò—gli sportelli si +apersero—e due scudieri genuflessi invitarono la coppia reale a +discendere protendendo i loro nasi perchè servissero di predellino.</p> + +<p>—Sabetta! esclamò a mezza voce il re dei Citrulli—io prevedo che +difficilmente saprò conservare infino all'ultimo la mia serietà +diplomatica—pur troppo questo naso di re Piperio produrrà delle +tensioni inaspettate, e come giustamente prevedeva il nostro +ambasciatore, partorirà una conflagrazione generale. Basta!.... +Eccoci nella sala delle Cariatidi.... Piperio non tarderà a +comparire... Non ti scostare, Sabetta.... Tu puoi aiutarmi a star +serio... Poni il tuo piede sul mio, e appena vedi spuntare dalle +cortine il gran naso del re, appoggiati con tutto il peso della +persona su' miei ventiquattro calli.... Se è vero che il dolore +paralizza la ilarità, noi riusciremo forse con questo innocentissimo +stratagemma ad evitare delle collisioni molto più gravi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_187" id="Page_187">{187}</a></span></p> + +<p>Cucurbio ebbe appena il tempo di finire il discorso e Sabetta di +applicargli i tacchi alle estreme falangi del piede, quando una voce +da clarone annunziò l'entrata di re Piperio e della sua augusta +consorte.</p> + +<p>—Salute al re dei Citrulli!—salute alla degna sua sposa—salute +alle nobili dame ed agli illustri cavalieri che si piacquero +visitare i miei stati!</p> + +<p>Tali parole profferì Piperio solennemente, avanzandosi di tre passi +per abbracciare il monarca straniero.</p> + +<p>Cucurbio lanciò di sbieco un'occhiata nelle profondità del cappello +per richiamarsi alla mente l'esordio del suo discorso.—Poi, +nell'atto di alzare lo sguardo al volto dell'augusto suo ospite non +mancò di ripetere sotto voce alla moglie:—«premi i calli, +Sabetta.... o ch'io mi perdo!»</p> + +<p>Che è stato?... Perchè gli sguardi di Re Cucurbio errano smarriti in +quel folto laberinto di nasi che formano il cortegio di re +Piperio!...</p> + +<p>Ma, ecco, le labbra di re Cucurbio si agitano per moto convulso, e +riescono finalmente a formulare una domanda:<span class="pagenum noind"><a name="Page_188" id="Page_188">{188}</a></span></p> + +<p>—Qualcuno di loro Signori... saprebbe di grazia indicarmi con +precisione quale sia l'augusto mortale a cui si competa il nome ed +il titolo di re Piperio?</p> + +<p>—Io sono quel desso—risponde Piperio, avanzandosi d'altri tre +passi.</p> + +<p>—No! no! non è possibile! tradimento! tradimento! ruggisce il re di +Citrulia, arretrando fino al fondo della sala. Sì chiami il mio +ambasciatore. Egli solo potrà smentire l'inganno, se è vero che qui +inganno ci sia. Che se poi la menzogna, il tradimento fosse opera di +lui, se egli avesse esagerato nei suoi dispacci, se io dovessi nel +più mingherlino e spuntato dei nasi riconoscere il naso di re +Piperio; in tal caso.... (io qui lo giuro per la mia e per la sacra +barba di mia moglie) la testa di quel fellone sì vedrà rotolare +all'istante su questi tappeti.</p> + +<p>Un cupo mormorìo si sollevò dalla sala non appena Cucurbio ebbe +finito di parlare. Pareva a tutti di trovarsi in presenza di uno di +quei prologhi misteriosi e fatali da cui si sviluppano le più +sanguinose tragedie.</p> + +<p>I seguaci di re Cucurbio stringevano <span class="pagenum noind"><a name="Page_189" id="Page_189">{189}</a></span>le else... La regina Sabetta, +in un crocchio di dame e di damigelle, esprimerà i più strani +commenti:</p> + +<p>—Che quel naso sia rientrato per effetto di una commozione troppo +viva?... Ho inteso dire che un tale fenomeno si è spesso +avverato!...</p> + +<p>—In verità, rispondevano le dame, dopo tanta aspettazione... e in +confronto degli altri... quel nasuccio fa proprio compassione a +guardarlo.</p> + +<p>Frattanto, trascinato da due dragomani, lo sciagurato ambasciatore +del re di Citrulia, l'autore del fatale telegramma, col volto livido +e abbattuto giungeva nel mezzo della sala.</p> + +<p>—A te!—grida Cucurbio con voce stonata; leva la fronte, gira gli +occhi d'intorno, e poi fa di additarmi quale sia, fra tanti nasi, il +vero re dei Panami.</p> + +<p>L'ambasciatore si levò tutto tremante, e accostandosi col debito +rispetto a re Piperio, gli toccò leggermente la pantofola +coll'indice.</p> + +<p>—Dragomani! urla Cucurbio—levate le daghe, e la testa di questo +fellone rotoli all'istante sul pavimento.<span class="pagenum noind"><a name="Page_190" id="Page_190">{190}</a></span></p> + +<p>I dragomani si avanzano... L'ambasciatore alza un grido—in tutta la +sala si manifesta la più viva agitazione—allorquando re Piperio, +avanzandosi nuovamente di tre passi, interpone il suo naso fra la +vittima e i carnefici.</p> + +<p>—Mio regale cugino, augusta Sabetta, ministri, signori, dame e +damigelle dei due regni disuniti, ascoltate la voce della giustizia +e della verità! Quest'uomo è innocente...</p> + +<p>—Innocente!, brontola re Cucurbio.—Ma dunque... chi sarà dunque +colpevole?... Io non commetterò l'indelicatezza di credere che voi, +mio augusto cugino, abbiate voluto farvi giuoco della mia e della +generale aspettazione, sottraendo con qualche prestigio o sortilegio +per noi inconcepibile, un naso che tutti i principi dell'Asia +anelano di ammirare e di inchinare... Se ciò fosse, voi +comprendereste, o regale cugino, ch'io avrei mille piuttosto che una +ragione per ritenermi corbellato ed offeso—e ch'io dovrei da questo +momento presentarvi un <i>ultimatum</i>.</p> + +<p>Re Piperio sorrise. Egli era troppo <span class="pagenum noind"><a name="Page_191" id="Page_191">{191}</a></span>lieto e superbo del trionfo +ottenuto, per dissimulare o alterare menomamente la verità. La sua +risposta fu dunque schietta, calma e dignitosa.</p> + +<p>Egli espose tutta la istoria delle sue apprensioni... Narrò della +fiera, insanabile melanconia ond'era stato assalito.... Non +dissimulò i vivi risentimenti e i propositi disperati del giorno in +cui gli venne annunziato che il re di Citrulia muoveva alla volta +dei suoi Stati per farsi giuoco di quella eccedenza che a lui, re +Piperio, cagionava le più orribili angoscie.</p> + +<p>—Fortunatamente, concluse l'oratore, Iddio mi ha messo al fianco un +uomo di genio, uno di quei ministri che sono la benedizione dei +principi e degli stati.—Il suo stratagemma era semplicissimo: +«Chiamate intorno a voi i più grandi nasi del regno, formatevi una +corte di nasi, che in lunghezza, grossezza e capacità vincano il +vostro.—Allorquando il re Cucurbio e le persone del suo seguito +avranno veduto le proboscidi dei vostri cortigiani e delle vostre +guardie di palazzo, il vostro naso per una illusione <span class="pagenum noind"><a name="Page_192" id="Page_192">{192}</a></span>ottica +naturalissima, farà l'effetto di un nano in una assemblea di +giganti...»</p> + +<p>—Oh il bravo! oh l'astuto! oh il meraviglioso ministro!—gridarono +ad un tempo migliaia di voci, quando Piperio ebbe finito di parlare.</p> + +<p>Canella, como un attore chiamato al proscenio, fece un profondo +inchino all'assemblea e poi, nel silenzio generale, proferì questi +detti:</p> + +<p>—Spero bene che la lezione potrà giovare in molti casi a tutti i +ministri, che sono e che verranno.—Quando, per esempio, un ministro +si avveda che il suo re è un imbecille, ricordando la <i>Storia dei +nasi</i>, troverà subito il modo di farlo passare per un uomo di +spirito...</p> + +<p>—Come? sentiamo!—domandarono ad un tempo il re dei Citrulli e il +suo ministro.</p> + +<p>—Circondandolo di cretini—rispose Canella.</p> + + +<h3>FINE.</h3> + +<!-- <a name="Page_193" id="Page_193"></a> --> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of Project Gutenberg's In chiave di baritono, by Antonio Ghislanzoni + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IN CHIAVE DI BARITONO *** + +***** This file should be named 16952-h.htm or 16952-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/1/6/9/5/16952/ + +Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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