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+The Project Gutenberg EBook of In chiave di baritono, by Antonio Ghislanzoni
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: In chiave di baritono
+
+Author: Antonio Ghislanzoni
+
+Release Date: October 27, 2005 [EBook #16952]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IN CHIAVE DI BARITONO ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online
+Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano)
+
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+
+IN CHIAVE DI BARITONO
+
+_(Storiella allegra)._
+
+
+
+
+A. GHISLANZONI
+
+IN CHIAVE DI BARITONO
+
+(_Storia di Milano dal 1836 al 1848_)
+
+
+MILANO
+A. BRIGOLA E C., EDITORI
+_Via Manzoni, 5_
+
+
+
+
+_Proprietà letteraria_
+
+Milano 1882.--Tip Annoni, Via Moneta, 4.
+
+
+
+
+CAPITOLO I.
+
+_Dove si vede in quali condizioni difficili versasse il primo
+baritono del teatro di Chieti, nel maggio 1849._
+
+
+--Vergogna!--pensava io--se qualcuno mi incontrasse!... se qualcuno
+sapesse!... E non c'è da illudersi che il fatto debba rimanere
+celato... I giornali parleranno, e quali commenti da parte degli
+amici!
+
+Essi combattono in Roma, gli amici... Essi difendono l'ultimo
+baluardo della libertà italiana... essi spendono il sangue e muojono
+per la patria... Mentre io--italiano--attraverso gli Appennini
+tirato da due magre rozze, imbaccucato il capo e la gola in una gran
+ciarpa color scarlatto, i piedi raccolti in una pelliccia, per
+andarmene a Chieti--in terreno nemico--a terrorizzare con un elmo ed
+una spada di cartone un esercito di coristi.
+
+Mentre nel mio cervello si svolgeva l'umiliante soliloquio, la
+vettura del Cicoria entrava fragorosamente in Grottamare, piccolo
+paese delle Marche, a poca distanza dal confine napolitano. La
+carrozza si fermò alla porta di un alberghetto, dove io presi terra,
+dovendo, prima di proseguire il viaggio, compiere nel paese alcune
+formalità.
+
+Il mio impresario mi aveva procacciato non so quante lettere
+commendatizie, fra cui una pel console marchese Laureati residente
+in Grottamare.--Il marchese doveva porre il visto al mio passaporto.
+
+Appena sceso dalla carrozza, mi recai alla casa del console. Questi
+mi accolse con garbo--lesse la commendatizia, e gettandomi una
+occhiata di compassione, disse: mio caro signore, dubito assai che
+vi si permetta di passare il confine; da due giorni è rigorosamente
+vietato, a quanti vengono dalla Toscana e dagli Stati romani, di
+entrare nel regno di Napoli.
+
+ Io rimasi com'uom che pensa e guata
+ Quel ch'egli ha fatto e quel che far conviene
+ Poichè gli è stata data una cannata.
+
+Poi, con una voce ed una eloquenza che avrebbe commosso alle lagrime
+una cariatide, supplicai il marchese perchè volesse adoperarsi in
+mio favore.
+
+Il marchese, uomo dabbene, indovinando dal calore della mia
+eloquenza la siccità del mio portamonete, stese immediamente una
+lettera per raccomandarmi al Commissario preposto alla guardia dei
+confini.
+
+--Presentatevi con questo foglio al Commissario, e forse, stante la
+mia raccomandazione e la singolarità del caso, vi si accorderà
+l'ingresso negli Stati di Sua Maestà umanissima.
+
+All'indomani, il Marcuccio, figlio dell'oste, mi condusse colla sua
+vettura verso il confine; ma, a cento passi da S. Benedetto, le
+guardie napoletane, avvicinatesi agli sportelli, m'intimarono
+d'arrestarmi.
+
+--Vorrei parlare al signor Commissario superiore. Debbo consegnargli
+una lettera del signor marchese Laureati suo ottimo amico e
+protettore...
+
+Le guardie mi accompagnarono fino alla stazione del Commissario, a
+cui mi presentai con quell'aria di sommissione e di rispetto, che
+noi tutti, figliuoli della natura, sappiamo assumere innanzi agli
+arbitri dei nostri destini.
+
+--No, non è possibile! disse il Commissario crollando la testa; gli
+ordini del Re sono precisi: nessuno ha da passare.
+
+Il linguaggio del Commissario era talmente spiccio e risoluto, che
+io non trovai parole a rispondergli. Feci un inchino, e tornai alla
+carrozza coll'animo esacerbato. Nelle mie tasche non rimaneva che un
+solo francescone... con poca salsa di mezzi paoli e di baiocchi,
+tanto da vivere un giorno.--Pensa, o lettore, s'io mi trovassi in
+male acque.--Ma Iddio tempera il vento in favore dell'agnello
+tosato e del viaggiatore _in bolletta_.
+
+Perchè tutti comprendano quanto la mia situazione fosse grave, e
+quanto difficile l'uscirne con decoro, converrà che io rammenti
+alcune circostanze storiche di quei tempi[1].
+
+Roma assediata da soldati francesi, napoletani e spagnuoli, faceva
+disperati sforzi di resistenza. Il popolo fiorentino dopo aver
+ondeggiato quattro mesi fra le lotte dei vari partiti politici, avea
+ceduto alle violenze della reazione, richiamando il principe
+spodestato; Bologna ed Ancona erano invase dagli Austriaci; il
+partito liberale, dilaniato su tutti i punti d'Italia, concentravasi
+in Roma a farvi le ultime prove di eroismo. Era imminente la
+battaglia di Velletri.
+
+Chi non abbia in quell'epoca percorse le Romagne e le Marche, mal
+potrebbe immaginare il disordine di quelle provincie. L'esercito
+austriaco muoveva da Toscana verso Ancona per quello stesso
+stradale che pochi giorni innanzi io aveva percorso. Da Bologna
+uscivano a stormi i buoni patrioti per accorrere alla capitale;
+carabinieri, guardie di finanza, giovinotti d'ogni casta e d'ogni
+condizione, attraversavano tumultuanti le città, le borgate, i
+villaggi.
+
+Da Ascoli scendeva un esercito di volontari; un altro più numeroso e
+più indisciplinato si spandeva nelle vie che da Foligno mettono a
+Civita-Castellana, e di là, entrando nelle Sabine, inondava tutto lo
+stradale che da Borghettaccio volge a Monte Rotondo. Alberghi,
+osterie, bettole, cassinaggi, tutto era ingombro d'armi e d'armati.
+
+Ecco, miei lettori, la bella prospettiva ch'io mi vedeva dinanzi; o
+rimanere in Grottamare Dio sa fino a quando, ovvero, seguendo la
+corrente, andarmene a piedi fino a Roma a cercarvi una palla nella
+testa.
+
+«Una palla nella testa!...» Qual tentazione... per un eroe
+ambizioso! Se un giorno si leggesse nei giornali, che il primo
+baritono assoluto di Chieti è morto sotto le mura di Roma da una
+palla francese!...--qual gloria per me e qual consolazione pei
+baritoni disponibili!... Il _Pirata_ mi consacrerebbe una necrologia
+orlata di nero negli scoli della quarta pagina, fra gli ultimi
+dispacci di una prima ballerina di cartello e l'annunzio di una
+scrittura... Io conobbi molti giovani patriotti, i quali hanno
+combattuto come leoni nelle ultime battaglie, spendendo
+generosamente il sangue e la vita, e non ebbero nè anche la
+rimunerazione di un breve cenno necrologico nella pagina più
+screditata del più screditato giornale...
+
+Assorto in tali pensieri, io passeggiava sulla piazzetta fumando e
+guardando il cielo senza accorgermi che in quel momento io
+rappresentavo il punto centrico sul quale venivano a convergersi
+tutti gli occhi degli abitanti di Grottamare.
+
+In tempi eccezionali, la presenza d'uno sconosciuto desta sempre
+degli allarmi nei piccoli paesi.--Gli abitanti di Grottamare, che mi
+avevano veduto partire poche ore prima alla volta di San
+Benedetto--non avrebbero potuto coricarsi e dormire tranquilli se
+prima non avessero conosciute le ragioni del mio subito ritorno.
+
+--Chi è quel paino? donde viene? perchè fu respinto ai confini? si
+domandavano l'uno all'altro i curiosi.
+
+Sulla piazza si formano dei capannelli.
+
+Il comandante della Guardia Nazionale ha consegnate le truppe nella
+caserma...
+
+Quattro consiglieri municipali si recano alla bottega del Sindaco
+per fargli delle interpellanze sul conto mio.
+
+Nella bottega dello speziale si aduna la gioventù più animosa per
+prendere di comune accordo una risoluzione.
+
+Or bene! lo credereste? in quella bottega da speziale, ove da
+parecchie ore si stava tramando un complotto che poteva costarmi la
+vita, io trovai il mio angelo protettore.
+
+Dopo aver lottato alla mia volta con mille progetti contradditorii;
+dopo aver discusso tutti i piani e gli espedienti possibili, io
+aveva finito per convincermi che un uomo il quale si trova
+sbalestrato in una falsa via, difficilmente può rimettersi in sulla
+buona, colla deplorabile scorta di dieci paoli.--Questa disperata
+conclusione mi inchiodò a metà dell'esofago un quarto di anitra che
+io aveva inghiottito all'osteria del Marcuccio, e mi spinse
+ipso-facto nella bottega dello speziale, in mezzo al circolo dei
+cospiranti.
+
+La verità è eloquente. Io n'ebbi prove in quel giorno e dappoi.
+Tutte le prevenzioni sinistre, tutte le antipatie personali
+svaniscono dinanzi a quel potente linguaggio che si parte
+dall'intimo del cuore.
+
+Mentre il farmacista pesava lentamente sulla bilancia quattro oncie
+di magnesia, io narrai brevemente l'istoria del mio passato, esposi
+le terribili incertezze della mia situazione. Prima che io avessi
+finito di parlare, la causa era già vinta e il mio trionfo
+assicurato.
+
+Quand'io cavai dalla borsa uno degli ultimi spiccioli per pagare il
+farmacista, questi mi diede un primo segnale di simpatia,
+rifiutando generosamente la moneta.
+
+Il Bussola, che era guercio, fissava in me l'unico suo occhio, tutto
+inondato di lagrime.
+
+Il Birecchi interrogava collo sguardo i colleghi, la cui profonda
+compunzione mi diceva che essi meditavano qualche stratagemma per
+levarmi d'imbarazzo.
+
+Tutti mi confortavano di buone parole. Un gran fiasco di vino era
+comparso in sul banco dello speziale. Si bevve, si discusse di
+politica, si cantò, si dissero mille baje, poi, sul far della sera,
+al disperdersi della brigata, io me ne andai col Birecchi e col
+Bussola a fumare uno zigaro sulla piazzetta.
+
+Chi era il Birecchi?--Chi era il Bussola?--Il cavadenti e il
+sagrestano del paese.
+
+Sull'ingresso dell'albergo, il sagrestano, coll'enfasi di chi dopo
+lungo pensare è riuscito a qualche grande scoperta.
+
+--Signor forestiere, mi disse; nell'urgenza dei vostri bisogni, io
+credo non possiate far di meglio che ricoverarvi per qualche giorno
+nel convento dei nostri padri francescani, uomini probi e
+caritatevoli, i quali si terranno beati di accordarvi l'ospitalità.
+Che vi pare del mio suggerimento?
+
+--Stupendo--esclamai io, stringendo la mano del buon
+sacrista.--Credete voi che i padri non si rifiuteranno di darmi
+ricetto per qualche giorno?
+
+--Ma vi pare?--rispose il sagristano.--Domattina andrò io stesso a
+prevenire il guardiano, poi saliremo insieme al convento.
+
+Il Birecchi pose in campo delle obiezioni, le quali dimostravano
+com'egli covasse in petto una proposta di genere profano.
+
+Dopo breve discussione, io mi determinai pel partito del sacrista, e
+mi accordai seco per tutto che era da farsi.
+
+
+[Nota 1: Maggio, 1849.]
+
+
+
+
+CAPITOLO II.
+
+_Il Convento._
+
+
+All'indomani, verso le cinque pomeridiane, scortato dal Birecchi e
+dal sagrestano, io saliva a Grottamare superiore per recarmi al
+convento dei padri francescani posto sulla sommità della collina.
+
+--Quei buoni padri, diceva il sagrestano, vi accoglieranno come un
+fratello. Le sante leggi dell'ospitalità, che il progresso
+dell'incivilimento ha cancellato dai codici e dai cuori umani,
+durano tuttavia nei conventi, e vi si praticano religiosamente dai
+monaci. Essi vi hanno destinato una buona cameretta, ove sarete
+alloggiato come un.... frate.
+
+Il sole inclinava al tramonto e irradiava d'una luce rossastra le
+onde tranquille, su cui galleggiavano cento paranze di pescatori che
+a vele spiegate muovevano verso il lido. L'aria saliva freschissima
+verso il colle. Quell'incanto di cielo, di colline e di mare mi
+esaltarono la fantasia.
+
+Giunti alla soglia del convento, il sagrestano scosse la campanella,
+e poco dopo una voce sonora rispose dall'interno due o tre versi
+latini; quindi le porte si aprirono cigolando, e un frate
+dall'aspetto venerabile apparve in sulla soglia. Io chinai riverente
+la testa; allora il sagrestano volgendosi al monaco, profferì presso
+a poco le parole che il nostro Manzoni pone sul labbro dell'abate
+nell'atto che questi presenta Lucia alla Signora di Monza:
+
+--Questi è il giovine forestiere per cui ella si è degnata
+interessarsi, e per cui mi ha fatto sperare la sua protezione.
+
+--La camera è già pronta; il signore potrà alloggiare al convento
+finchè gli tornerà grato.
+
+Dopo altre parole, il sagrestano si congedò da me stringendomi
+cordialmente la mano. Io rimasi in sulla soglia finchè lo vide
+sparire all'estremità del sacrato, quindi tenni dietro al mio ospite
+capuccino.
+
+Quando sentii chiudersi le porte, e intesi il rumore de'
+chiavistelli e delle spranghe, un brivido mi corse per le vene. Qual
+ragione aveva io da temere? Pure, l'oscurità dei lunghi corridoi pel
+quali io m'inoltrava, l'eco delle ampie navate, che cupa ripeteva il
+suono de' miei passi, il lento rintocco, della campana che chiamava
+i monaci alla chiesa e i canti severi che da quella si partivano
+produssero in me un invincibile senso di paura.
+
+Ed alla paura, di mano in mano si succedevano nell'animo mio
+commozioni inaspettate e d'indole più serena; qualche cosa che
+somigliava al benessere, al desiderio di una eterna solitudine e di
+un profondo oblìo d'ogni cosa terrena.
+
+Erano le nove della sera. I monaci dormivano nelle loro cellette. Mi
+affacciai alla finestra, e poggiati i gomiti sul davanzale, stetti
+non so ben quante ore assorto in deliziosa contemplazione. La
+frescura dell'aere, le esalazioni profumate dei cedri e degli
+aranci, la luna che grassa e rubiconda si specchiava nel mare, tutto
+mi accarezzava la fantasia di nuove seduzioni.
+
+L'idea di vestire l'abito religioso mi assaliva ad ogni tratto.
+Attraversando i fertili gioghi della Toscana e della Romagna,
+dappertutto si erano affacciate al mio sguardo scene atrocissime,
+alla cui memoria la calma solenne che in quel momento mi circondava,
+parevami il più desiderabile d'ogni bene terreno. Poi, quale strano
+passaggio dalla vita dell'istrione alla vita del monaco! Che bella
+cosa scomparire dal mondo, essere dimenticato da tutti, non aver
+altro di comune col resto degli uomini che l'aria ed il sole!
+Svegliarsi prima dell'alba, scendere coi fratelli nella
+chiesicciuola; quindi uscire in sul sacrato a salutare i crepuscoli,
+svagarsi nel paesello, entrare aspettato e desiderato nella casuccia
+del colono, consolare delle sventure e raccogliere dei sorrisi; poi
+tornando al convento intrattenersi nella fresca biblioteca a
+sfogliazzare dei grandi volumi.
+
+E la mia fantasia andava più oltre; errava di paese in paese, di
+città in città, ideando le più strane avventure. Mi pareva d'esser
+già frate... d'avere una barba lunga fino alla cintura, il
+cocuzzolo calvo, e una imponente protuberanza di addome. Il padre
+superiore mi ordina di recarmi a Milano per predicarvi la
+quaresima.--Giungo--attraverso le contrade--veggo gli amici, le
+donne a me note--nessuno mi riconosce; la barba ed il ventre mi
+hanno completamente trasformato.--È la prima domenica di
+quaresima--il popolo attende nella chiesa di S. Marco il nuovo
+predicatore--io comparisco sul pulpito e comincio a tuonare.... il
+mio sermone. All'indomani i penitenti assediano il confessionale, ed
+io me ne sto accovacciato fiutando tabacco e coscienze. Una donna si
+presenta alla grata... io la conosco...--la interrogo--essa mi
+rivela i segreti del suo cuore.--Nell'epoca in cui diceva d'amarmi
+ella accordava i suoi favori al professore di musica, e intratteneva
+un carteggio sentimentale col figlio del mio parrucchiere... A tal
+confessione, io non so reprimermi, minaccio la penitente del fuoco
+eterno... la fulmino colla scomunica, e attraverso la grata le
+faccio udire il mio nome accompagnato da uno scroscio di risa
+sarcastiche...
+
+
+
+
+CAPITOLO III.
+
+_Padre Domenico mi sconforta dal farmi Francescano._
+
+
+Mentre io andava di tal guisa fantasticando, udii picchiare
+sommessamente alla porta. Era un frate, vecchio, dall'occhio vivace,
+dal sorriso melanconico e dolce. Padre Domenico (tale era il suo
+nome di convento) entrò nella mia camera colla timidezza di una
+fanciulla o piuttosto d'un collegiale che tema essere còlto da'
+superiori in atto di indisciplina. Si avanzò di alcuni passi, indi
+chiuse la porta con cautela, dopo aver spiato nel corridojo se
+qualche importuno lo avesse seguito.
+
+--Ebbene? mi chiese il buon monaco,--come passaste la notte?
+
+--A meraviglia, risposi. Ed ora mi trovo siffattamente commosso
+dalla pace solenne che spira in questo asilo, che ho risoluto di
+presentarmi al padre guardiano onde implorare di essere ammesso
+nell'ordine.
+
+Padre Domenico sorrise, ma quel sorriso aveva una espressione di
+tristezza e di ironia. Poi, dopo breve silenzio:
+
+--Il convento ha le sue attrattive per le anime sensibili e
+poetiche. L'amore degli agi, del lusso, dei piaceri, l'ambizione
+della gloria, della potenza, sono esca ingannatrice negli anni più
+bollenti della vita; ma per tutti giunge un'epoca di disinganno e
+talvolta di disperazione, che ci fa rifuggire da quei beni fallaci,
+a cui giovanetti aspirammo con tanto ardore. L'uomo di cuore, l'uomo
+che a tempo sa leggere nel libro della verità, o tosto o tardi prova
+il fastidio, il ribrezzo del mondo, ed un solo bene domanda, un
+bene modesto e tranquillo: l'isolamento e la pace.
+
+--Voi dunque approvate la mia risoluzione?
+
+Il frate levossi in piedi e aperse l'uscio di nuovo per spiare se
+nessuno ci ascoltasse; poi abbassando la voce, mi parlò di tal
+guisa:
+
+--I conventi, figliuol mio, furono istituiti da uomini che al pari
+di voi desideravano la quiete dell'anima e la meditazione. I
+fondatori degli ordini religiosi appartennero alla categoria dei
+disingannati; gente dai nobili e generosi istinti, dal cuore
+delicato e sensibile, cui la società, in compenso di opere
+benefiche, gittò in volto il vituperio e l'oltraggio. Ingenui che
+seminarono il benefizio e raccolsero l'ingratitudine; che elevarono
+la mente a studii di pubblico interesse, insegnarono dottrine
+umanitarie, combatterono il vizio potente, smascherarono
+l'impostura; e la massa ribelle degli stolti tentò schiacciarli
+colla persecuzione. Taluni ancora chiesero affetti alla donna, si
+affidarono ai sorrisi od alle carezze, e più tardi s'accorsero di
+essersi addormentati sovra un letamajo e d'aver adorata una carogna
+inghirlandata di rose. Il disinganno, fors'anco il disprezzo del
+mondo trasse i primi martiri della umanità a fabbricarsi un asilo su
+qualche alpestre dirupo. Si istituirono leggi severe di abnegazione,
+di lavoro perpetuo; si tentò colla disciplina, col digiuno e meglio
+ancora colla dimenticanza di ogni affetto terreno, di indurare
+l'anima e il corpo a tutti i mali inerenti alla nostra fragile
+argilla. E nella solitudine del romitorio molti meditarono efficaci
+provvedimenti a redimere la società; raccolsero e studiarono i
+codici della civiltà antica, per diffonderla poscia a benefizio
+delle generazioni future; e moltissimi tramarono contro i tiranni,
+facendosi scudo del pregiudizio che rendeva il loro asilo
+inviolabile per seminare i primi germi di quelle idee di
+emancipazione, che oggidì mandano frutti copiosi. Ma ora, le cose
+mutarono aspetto--lo studio, la dottrina, le generose idee
+appartengono alla umanità tutta intera--nei conventi entrò la pazza
+ignoranza e l'odio del bene.--Mentre il secolo si illumina e si
+ringagliardisce, qui le tenebre si fanno più dense. Figliuol mio,
+non vi lusinghi la pace apparente. Ove alberga l'odio, non può
+essere pace vera. Questi monaci, che voi vedete sì manierosi, sì
+fervidi nella preghiera, sì umili e rassegnati, sono altrettanti
+cospiratori, pronti, ove il potessero, ad immolare metà del genere
+umano per ridurre al servaggio e all'abbrutimento l'altra metà.
+
+Le parole di padre Domenico, il tono della sua voce e il fuoco del
+suo sguardo mi destarono un fremito nell'anima. Una idea terribile
+mi balenò alla mente. Dio sa quanto avrà sofferto e quanto soffre
+ancora questo povero monaco nel dover convivere con gente di tal
+fatta!
+
+Il buon frate mi lesse nel cuore, e riprese a parlare di tal guisa:
+
+--Tu indovini i miei dolori, o figliuolo, hai ragione di
+compiangermi. Io fui ingannato due volte nel corso della vita: la
+prima volta dal mondo, ed ho potuto separarmi da esso--la seconda
+volta dal convento, e pur troppo dovrò rimanervi per sempre...
+
+--Perchè non profittate delle attuali agitazioni politiche per
+fuggire da questo carcere? Molti altri lo hanno fatto...
+
+--Ed han fatto male, interruppe il frate. Il soldato che prestò
+giuramento non può senza infamia disertare dal suo corpo. Non voglio
+tradire il voto che io ho fatto a Dio. D'altronde, io sono vecchio,
+e sento che il mio cuore è già quasi consunto. Se il mondo e il
+convento mi hanno tradito, il Dio in cui fermamente credo, mi
+promette un asilo dove troverò la vera pace. Prima che in questo, io
+vissi due anni in altro convento poco lunge da Bologna. Il padre
+guardiano mi odiava; io era segnato a dito come un eretico, fui più
+volte calunniato da' superiori ne' loro rapporti al grande Rettore
+di Roma; questi mi inflisse castighi e supplizii. Per circa due mesi
+giacqui sepolto in un pozzo, ove ogni giorno mi si gettava
+l'alimento più infetto.--E i castighi e le vendette del padre
+guardiano servivano di trastullo agli altri miei colleghi, i quali
+mi perseguitavano con una raffinatezza che la solitudine e gli ozii
+del convento rendevano più imaginosa. La rivoluzione di Roma e la
+fuga di Pio IX mitigarono alquanto i rigori della mia sorte.--Da due
+mesi fui qui inviato, e l'ipocrisia dei monaci si giova del mio nome
+per far credere ai buoni popolani di Grottamare che in convento si
+nutrano idee liberali e patriottiche.--Però, di tratto in tratto il
+padre mi tuona all'orecchio delle minaccie... Se la buona causa
+italiana rimarrà schiacciata entro le mura di Roma, se il Pontefice
+verrà ripristinato nel suo Governo, io so qual destino mi attende.
+Esser sepolto vivo in qualche andito segreto dell'ortaglia.... e
+morire di lenta, dolorosa agonia. Non potete figurarvi quanto
+ingegnosa sia la mente di codesti frati nel tormentarmi! Alla mensa,
+quando è imposto il silenzio, fingendo dimenticanza, il cuoco non mi
+reca il mio piatto--alla notte mi disturbano con rumori infernali
+nella mia cella, o mi introducono fra le coltri qualche sudicieria.
+Essi credono far opera di devozione--ond'io prego Iddio acciò
+perdoni loro il male che mi fanno. Così potessi illuminarli e
+condurli dal fanatismo alla religione, ed alla carità evangelica! Ma
+la corruzione ha messe troppo profonde radici qui dentro e il monaco
+si è trasformato nel più orribile dei mostri--il mostro che odia,
+che perseguita, che uccide, credendo di operare il bene e di rendere
+omaggio alla divinità.
+
+Appena il frate ebbe finito di parlare, io vidi due grosse lagrime
+corrergli giù per le guancie. Le sue labbra si agitarono mormorando
+una preghiera. Io gli strinsi la mano e vi impressi un bacio. In
+quel punto, sentii bussare alla porta, e una voce nasale profferire
+il _Deo gratias_!
+
+
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+_Miracoli della donna._
+
+
+Apersi la porta; il Birecchi mi apparve sulla soglia nella marziale
+attitudine di un... cavadenti.
+
+--Signor forestiere, una buona notizia per voi!
+
+--Che! il blocco sarebbe levato?
+
+--Vi ha di meglio. Una bella signora, proveniente da Ascoli, ha
+preso alloggio all'albergo del _Marcuccio_ e fra pochi giorni si
+metterà in cammino per Roma.
+
+--Ebbene? che v'ha egli d'interessante per me in codesta notizia?
+
+--La signora ha bisogno di un compagno di viaggio--voi vi
+presentate--ella vi accetta per suo cavaliere--partite per Roma con
+lei, ed eccovi uscito da ogni imbarazzo! S'io non fossi ammogliato,
+prenderei il vostro posto: perocchè da che vivo in questo
+sciagurato paese, non ho fiutato mai il più appetitoso boccone di
+femmina...
+
+Mi volsi a frate Domenico e lo consultai collo sguardo. Il buon
+monaco sorrise, poi colla ingenuità d'un fanciullo:
+
+--Andate! ma sovvenitevi che la donna è più pericolosa, più
+terribile del convento. È più facile ad un monaco svincolarsi dalla
+disciplina e gettare la tonaca fratesca, che non ad un uomo di cuore
+sciogliersi dalle reti o dai vincoli in cui l'astuzia femminile sa
+avvilupparlo.
+
+Ciò detto, padre Domenico uscì dalla cella. Onde io, nuovamente
+incalzato dalla infernale eloquenza del Birecchi, e bramoso di
+lasciar quel luogo che mi appariva popolato di orribili spettri,
+risolvetti di visitare la bella romagnola.--Ma come introdurmi
+presso di lei? con qual coraggio offrirmele a compagno?
+
+--Lasciatene a me l'incarico, rispose il Birecchi.
+
+Mi appoggiai al di lui braccio, e usciti entrambi dal convento, in
+meno di un quarto d'ora giungemmo all'albergo del _Marcuccio_. Il
+Birecchi si fece tosto annunziare alla signora, e poco dopo il
+figliuolo del Marcuccio ci introdusse nel di lei appartamento.
+
+Entrammo in una cameretta rischiarata da pallida luce. La donna era
+coricata. Appena ci vide, rizzossi alquanto sul guanciale, e traendo
+dalle coltri un braccio più candido dell'alabastro, ne fece appoggio
+alla testa, da cui un'onda di neri capelli si spandeva sugli omeri e
+sul petto. Il Birecchi mi aveva decantata la bellezza maravigliosa
+di quella donna; a me parve divina. L'estrema pallidezza del volto,
+che forse al cavadenti era apparsa un po' lugubre, rendevala ai miei
+occhi più interessante. L'ebbi appena veduta e tosto ringraziai il
+buon Francescano d'avermi fatto rinunziare alle mie idee di perpetuo
+celibato. Il demonio aveva ottenuta piena vittoria.
+
+Io non osava parlare. Che dirle? Il fascino della bellezza è sì
+potente da troncarci gli accenti sul labbro e istupidirci i sensi.
+Buon per me che il Birecchi era al mio fianco, e il Birecchi non era
+uomo da smarrirsi. Egli dunque aprì la conversazione con un esordio
+degno de' suoi talenti e della sua conosciuta eloquenza.
+
+--Jeri sera io ebbi la fortuna di vedervi giungere a questo albergo:
+voi mi sembraste spossata dal viaggio e udii che nel salire le scale
+pregaste il cameriere di mandare per un medico. Il medico è qui ai
+vostri ordini (in così dire mi additava). Nel caso poi abbiate
+bisogno d'un cavadenti, potete valervi dell'opera mia ed io sono
+certo che mai non mi verrà dato di strappare da più leggiadra bocca
+denti più belli.
+
+In altra occasione avrei riso di cuore nell'intendere quell'esordio
+stravagante; ma tutto assorto nel gentile spettacolo di bellezza che
+mi stava dinanzi, mi era scesa nell'anima una tristezza che chiudeva
+l'adito ad ogni altra emozione. La bellissima donna mi chiese s'io
+fossi il solo medico del paese; risposi che sì, quantunque mi
+ripugnasse il confermare una menzogna.
+
+--Se ciò è, disse ella con qualche imbarazzo, desidererei parlarvi
+senza testimonii, e pregherei il signore di uscire per pochi
+istanti.
+
+--Come le aggrada, rispose il Birecchi.
+
+E partì, facendomi un cenno dell'occhio, che poteva tradursi: Voi
+fortunato! profittate della buona ventura, e, sopratutto badate di
+non contraddirvi!
+
+Rimasto solo presso il letto della malata, ella, arrossendo nel
+viso, cominciò a balbettare alcune frasi sconnesse, indi, narratami
+l'origine della sua malattia, fece atto di rimuovere le coltri per
+mostrarmi la parte offesa.
+
+--Fermate, signora! esclamai, arrossendo alla mia volta. È tempo che
+io metta un termine a cotesta finzione. Io non voglio veder nulla:
+non sono un medico io; il Birecchi si è permessa una celia...
+ed oramai sarebbe impudenza, vigliaccheria, il secondarlo
+d'avvantaggio. Sedotto dalla descrizione dei vostri vezzi, io mi
+lasciai qui condurre sperando mi accettereste a compagno di viaggio.
+Io vi giuro che non ebbi pensiero di profittare della vostra
+posizione per mire indecenti. Perdonatemi dunque il fallo
+involontario: io mi ritiro.
+
+--Restate, disse la donna. Poichè il destino mi vi ha condotto
+dinanzi, ed io v'ho già in parte rivelati i miei mali, tant'è ch'io
+mi affidi interamente a voi. Sola, senza conoscenti, in un paese
+pressochè inabitato, è forse il cielo che a me vi manda. Più che
+d'un medico io avea bisogno d'un amico; e voi lo sarete per me, il
+cuore me lo dice!
+
+Così parlando, la malata mi stese la mano, ed io la strinsi per
+rispondere al di lei voto con una promessa.
+
+In quel punto il Birecchi bussò alla porta.
+
+--Rimandate quel signor cavadenti, disse la donna con subito sdegno.
+
+Apersi la porta e pregai il Birecchi di ritirarsi. Quegli si
+stropicciò le mani, si pose il cappello in testa, e proferì col tono
+di voce più grottesco un _ho capito_, da cui si scorgeva ch'egli
+aveva propriamente capito nulla. Poi, parlandomi all'orecchio:
+
+--Spero, mi disse, che voi non le strapperete tutti i denti. Salvate
+qualche cosa pel povero Birecchi!
+
+E se ne andò zuffolando.
+
+Allora rientrai nella camera, accostai una sedia al letto della
+malata, ed ella mi parlò di tal guisa:
+
+--Io son figliuola d'un ricco possidente di Ascoli. Sposai da circa
+sette mesi un giovane che io amava con tutto il fervore dell'anima.
+Mio padre, uomo burbero e di principii severi, si era opposto a
+quelle nozze. Spiacevangli nel mio Carlo l'orgoglioso carattere,
+l'indole ardente, la tenacità nei propositi, certa naturale
+fierezza, che a me lo rendeva accetto, e la mia mente giovanile
+vieppiù infiammava dell'amor suo.
+
+«L'amore non ragiona. Le controversie che io incontrava, mi erano
+sprone a tentare ogni mezzo di riuscita. Pregai, piansi, posi in
+opera tutte le arti che ad onesta fanciulla suggerisce la passione:
+Carlo fu mio.
+
+«Il giorno delle nozze si passò in feste e tripudii. Alla sera,
+congedati i parenti e gli amici che avevano assistito alla
+cerimonia, il mio sposo uscì di casa per pochi istanti. Quand'egli
+rientrò, il suo volto era pallido, i capegli ritti in sulla fronte,
+la voce tremante e convulsa.
+
+«--Donde vieni? che ti è accaduto? gli chiesi spaventata.
+
+«--Nulla, rispos'egli, nulla. Una facezia... uno scherzo...
+
+«Io mi appoggiai al di lui braccio, e commossa da terrore, d'amore,
+da mille indistinti affetti, lo seguii nella stanza nuziale.
+
+«Quella notte, in cui sperava dovesse aprirmisi il paradiso...»
+
+Qui la bella Ascolana interruppe il racconto, fissandomi in volto
+uno sguardo scrutatore quasi esitasse di proseguire.
+
+Dopo breve silenzio, crollò il capo mestamente, mormorando a voce
+bassa:
+
+--Bisogna pure ch'io sfoghi il mio cuore; e voi mi avete l'aria
+d'onest'uomo...
+
+--Signora, se voi dubitate di me, io vi prego di troncare una
+confessione di cui non vi ho richiesta...
+
+--Vi par egli ch'io l'avrei cominciata, se il cuore non mi avesse
+prevenuta in vostro favore? Permettete soltanto che io vi taccia
+come la notte del mio matrimonio per me si passasse. Quella
+ricordanza mi empie di raccapriccio. Vi basti sapere che dove io
+attendeva tenere carezze, e cento delizie da lunga pezza
+vagheggiate, trovai le convulsioni della paura, i delirii del
+rimorso. Mio marito poche ore innanzi era divenuto assassino.
+
+--Basta, o signora, diss'io rabbrividendo. Preferisco ignorare il
+resto d'una tale istoria.
+
+--Poichè il mio labbro ha proferito l'accusa contro l'uomo di cui
+porto il nome, è necessario ascoltiate anche le sue discolpe.
+
+--Voi potete risparmiarle; io non ammetto discolpe pegli
+assassini...
+
+--Signore... vi hanno delle ragioni politiche...
+
+--Avete voi per queste ragioni politiche sentito men vivo il
+ribrezzo nello stringere la sua mano grondante di sangue?
+
+--Nella prima notte che io passai al fianco di Carlo, appena egli mi
+ebbe rivelato l'orribile segreto, io fui presa da ribrezzo, e mi
+ritrassi inorridita dall'amplesso sanguinoso. Ma quando il mio sposo
+mi fece suonare all'orecchio le sante parole: _Italia e libertà!_
+parole ch'io mai non aveva udite prima d'allora, parole che d'un
+tratto mi svelavano un nuovo mondo d'idee, di speranze e di
+aspirazioni; allora cessò il ribrezzo del sangue; una forza
+magnetica mi attrasse di bel nuovo verso colui che mi parlava quel
+gagliardo linguaggio--io non vidi più nel mio Carlo un assassino, ma
+il vendicatore di un popolo oppresso, lo strumento della giustizia
+di Dio...
+
+--Voi l'amavate davvero il vostro Carlo, e veggo che l'amate
+ancora...
+
+--Se io l'amo!
+
+Rammenta, o lettore, l'energia della Rachel e la soavità della
+Ristori; uniscile assieme, e saprai qual fosse l'accento della bella
+Ascolana nel proferire quella esclamazione. E pensa altresì che ella
+era coricata; che i gesti, i moti della persona riuscivano
+doppiamente efficaci; che ad ogni agitar delle braccia e delle altre
+membra, le coltri se ne andavano giù dalla sponda opposta...
+
+--E come avviene che il vostro Carlo non trovisi ora con voi?
+
+--Le ragioni istesse che il giorno delle mie nozze lo spinsero a
+trucidare un prete scellerato, pochi mesi dopo lo strapparono dalle
+mie braccia. Egli è partito per Roma alla testa di un corpo di
+volontari...
+
+--E voi, per quanto apparisce, vi siete proposta di andarlo a
+raggiungere...
+
+--Ne ho fatto giuramento. Non è forse dovere di sposa seguire il
+marito, fosse anche sul cammino che conduce al patibolo? Oh sì!
+voglio combattere anche io; anch'io voglio prender parte a questa
+terribile e disperata lotta di generosi! A Roma si decidono in
+questo momento i destini dei nostri figliuoli--fra venti anni (il
+mio Carlo lo ha detto--ed io ho fede nelle sue parole) fra
+vent'anni, o i popoli avranno schiacciata l'idra del dispotismo
+clericale che ha in Roma il suo capo, o i preti avranno abbrutito
+di bel nuovo l'Europa coi terrori dell'inquisizione.
+
+L'entusiasmo dell'Ascolana era al colmo.
+
+Il Birecchi entrò nella stanza; ma ella non fece più caso di lui.
+
+--Signora, le dissi stringendole la mano, mi accettereste voi per
+compagno di viaggio?
+
+--Non solo vi accetto, ma conto su voi, rispose ella.
+
+Il Birecchi fece una smorfia grottesca, e proferì un _ho capito_ più
+sonoro e più goffo che mai.
+
+Il mezzogiorno era prossimo, ed io voleva giungere al convento per
+l'ora del pranzo. Mi congedai dalla bella Ascolana, promettendole
+sarei tornato a farle visita prima di notte, onde intendermi con lei
+per l'esecuzione de' nostri progetti. Il Birecchi esitava a
+seguirmi, ma l'Ascolana con un sorriso misto di dolcezza e d'ironia:
+
+--Signore, gli disse, io aveva bisogno del medico; per oggi posso
+dispensarmi dal cavadenti.
+
+Il Biracchi sta volta non pareva disposto a _capire_; ma vedendo
+ch'egli rimaneva inchiodato dinanzi al letto, io lo indussi a
+seguirmi, traducendogli letteralmente il motto della signora:
+
+--L'ammalata ha bisogno di rimaner sola.
+
+--Ah! vedo... basta...! _ho capito!_
+
+Pochi minuti dopo, io risaliva la collina per recarmi al convento;
+il Birecchi passeggiava sotto le finestre dell'albergo, appannandole
+de' suoi sospiri.
+
+
+
+
+CAPITOLO V.
+
+_Risoluzioni ed espedienti._
+
+
+Il partito era preso.--Non restavami che trovare i mezzi per seguire
+la bella Ascolana sul nuovo cammino ch'ella mi additava.
+
+Farmi soldato.... combattere.... morire forse!... Perdonate, miei
+buoni lettori; io non ebbi mai molta fede nel mio eroismo, e ne ho
+ben poca nell'eroismo degli altri.--L'idea dei pericoli che io
+doveva incontrare sul sentiero della gloria, mi preoccupò seriamente
+lo spirito pel corso dei quindici giorni che io dovetti passare a
+Grottamare, attendendo la completa guarigione della mia bella
+compagna.
+
+E nondimeno quei giorni trascorsero per me deliziosi, fra le
+ascetiche meditazioni del convento e la men casta contemplazione di
+una beltà provocante, innanzi a cui si erano dileguati tutti i miei
+santi propositi.
+
+Frattanto l'Ascolana riacquistava ogni giorno nuove attrattive col
+rifiorire della salute. I suoi grandi occhi si aprivano sfavillanti
+come gemme; le labbra si animavano, la voce acquistava quel timbro
+da contralto, che io ritengo esser la voce ermafrodita degli
+angioli.
+
+Appena fu in grado di abbandonare il letto, Adelaide--tale era il
+nome dell'Ascolana--uscì con me al passeggio. Ella si appoggiava al
+mio braccio, e tutta lieta delle forze rinascenti, camminava con
+lena giovanile sulle sabbie del mare, infino a quando io non
+l'avessi ammonita di far ritorno all'albergo. Pareva una giovane
+rondinella, che vicina a passare l'Oceano, tentasse con brevi voli
+la vigoria delle penne.
+
+Una sera, tornando da una passeggiata più lunga del consueto, mentre
+io stava per congedarmi da lei «Amico, mi disse con accento
+risoluto; lunedì prossimo noi partiremo per Roma».
+
+--Sì presto?
+
+--Anche troppo abbiamo indugiato. Aspetteremo noi che i fratelli
+abbiano compiuta l'impresa senza di noi?
+
+--Quando crediate che la vostra salute non debba soffrirne--per me,
+sono pronto a seguirvi.
+
+--Dunque... deciso!
+
+--Deciso! risposi risolutamente.
+
+Ed io ripresi il cammino del convento coll'animo più agitato che
+mai. La risoluzione della Ascolana, sebbene naturalissima, fu come
+una pietra lanciata nell'onda tranquilla dell'anima mia.--Le mie
+finanze non si erano fino a quel giorno aumentate di un solo
+baiocco. Ora, come poteva io accompagnare la bella Ascolana senza
+premunirmi le tasche del denaro occorrente alle spese di viaggio?
+
+Con tali pensieri entrai nel convento e mi presentai ai monaci nel
+punto che essi mettevansi a tavola.
+
+--Voi mi sembrate turbato, disse padre Serafino, il superiore del
+convento.
+
+--Lo sono pur troppo. Ho deciso partire da Grottamare lunedì
+prossimo, per recarmi a Roma.
+
+--A Roma! esclamarono ad un punto tutti i religiosi.
+
+Quell'annunzio produsse un effetto di stupore.
+
+La cena fu più triste, più silenziosa del consueto. Levatomi da
+mensa, io mi recai alla cella di frate Domenico. Poichè fui solo
+con lui, il dabben uomo, appoggiandomi la destra in sulla
+spalla--figliuolo, mi disse--voi avete presa una santa risoluzione.
+Io non aveva osato parlarvi apertamente prima d'ora; ma il rimaner
+qui, fra gli ozii del convento, a voi giovane ancora e robusto, era
+proprio vergogna. Andate, che il Signore vi benedica! Se Iddio
+concede vittoria alle nostre armi, spero che un giorno ci rivedremo.
+Se è scritto nei voleri della Provvidenza, che prima di ottenere il
+trionfo, i campioni della civiltà e del progresso vengano sottoposti
+a più dure prove--se Roma è destinata a ricadere sotto il dominio
+assoluto del Pontefice... allora (e la voce del frate divenne fioca)
+allora dite un _requiem_ all'anima del povero frate Domenico--perchè
+io son certo che le libere idee da me espresse in questi giorni mi
+costeranno la vita!
+
+Io uscii dalla cella del frate. I monaci, che attraversavano i
+lunghi corritoi mi parevano vampiri. Mi chiusi a chiave nella mia
+cella, nè per quella notte potei prender sonno.
+
+Però, da quella veglia inquieta nacque una ispirazione felice, ed io
+trovai l'espediente per ristorare le mie povere finanze.
+
+All'indomani, verso le dodici ore, un gran cartellone, scritto a
+inchiostro di vari colori, annunziava agli abitanti di Grottamare
+un grandioso trattenimento vocale-istrumentale-poetico-dentistico,
+che dovea aver luogo nella sala del teatro la prossima domenica.
+Alcuni dilettanti del paese avrebbero eseguiti quattro pezzi di
+scelta musica, io avrei cantate sedici o venti cavatine fra buffe e
+serie, il Birecchi avrebbe strappati non so quanti denti al cospetto
+del pubblico; e un poeta di passaggio avrebbe improvvisati e
+declamati un centinaio di sonetti. Il prezzo d'entrata, perchè fosse
+proporzionato alle finanze di tutti, si lasciava all'arbitrio degli
+spettatori. Il teatro sarebbe illuminato a giorno.
+
+Quel gran cartellone produsse l'effetto ch'io mi attendeva. Gli
+abitanti di Grottamare ricchi e poveri, giovani e vecchi, rimasero
+stupefatti dal pomposo annunzio. È bene l'avvertire che già da
+quindici anni non s'era riaperto quel teatro a spettacoli di sorta,
+e i proprietarii dei palchi sospiravano da gran tempo una buona
+occasione per riprendervi un dritto di possesso, che da tempo
+immemorabile i ragni ed i sorci avean loro usurpato. Quindi è che
+non mai, anche all'epoca solenne dell'apertura, s'era veduta la
+popolazione di Grottamare con tanta esultanza, tanto trasporto,
+tanto entusiasmo affollarsi dinanzi ad un avviso teatrale. Io mi
+avvidi d'aver trovata la miniera degli scudi; e sicuro di poterne
+ricavare quanto mi abbisognava per le spese di viaggio, mi tenni
+l'uomo più beato della terra.
+
+
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+_Un concerto sconcertato._
+
+
+Sai tu, lettore mio, quanto costi di noje, di rabbie, di attacchi
+nervosi, l'organizzare un concerto musicale?
+
+È più facile l'appaiare ad un carro una tigre ed un coniglio,
+educare ad amichevole consorzio due sorci ed un gatto, trovare alla
+Camera dei Deputati due onorevoli che vadano perfettamente d'accordo
+in una quistione politica, riscontrare presso il letto d'un
+ammalato due medici d'egual parere sull'indole di una malattia,--che
+non il riunire i tanti elementi all'apparenza identici, di che si
+costituisce un concerto.
+
+E dopo tante cure, tanti affanni, qual frutto?
+
+Domandatelo a quei tanti artisti di merito, che da molti anni se ne
+vanno pel mondo con un violino o con un piffero...
+
+La domenica fatale era giunta...
+
+Suonavano le nove del mattino, quand'io sentii bussare leggermente
+alla porta della mia celletta.
+
+--Son io, disse il sagrestano avanzandosi con esitazione.
+
+--Che vi ha di nuovo?
+
+--Una disgrazia. Ieri io aveva promesso di concorrere co' miei pochi
+talenti allo spettacolo di questa sera; voi vi affrettaste ad
+iscrivere il mio nome sull'avviso; ed oggi...
+
+--Ebbene?
+
+--Oggi non posso...
+
+E qui il buon sagrestano a ripetermi le proteste del curato e del
+coadjutore, i quali non permettevano che egli uomo di chiesa, avesse
+a prender parte ad uno spettacolo tanto profano. Si trattava
+nientemeno che di un terribile dilemma, per cui il povero figliuolo
+era minacciato di perdere il suo impiego nella bottega del Signore.
+
+--No: buon sagrestano; tu non verrai dimesso della tua carica,
+risposi io stringendogli la mano. Annunzieremo al pubblico la tua
+_improvvisa indisposizione_, e il Birecchi ti supplirà strappando
+otto denti in luogo di quattro.
+
+Io non aveva finito di profferire queste parole, quando il direttore
+della banda civica entrò anch'egli nella mia cella con aria
+compunta. Egli veniva ad annunziarmi che i quattro pezzi di _scelta_
+musica non si potevano eseguire per quella sera. I dilettanti del
+paese già da quattro anni non si erano più _dilettati_ di suonare in
+concerto. Ricorrendo a i loro istrumenti, aveanli trovati guasti
+dalla polvere e dal verde-rame.--Al corno mancavano due cerchielli,
+al flauto tre chiavi, all'oboe il becco; e nella gran canna del
+bombardone già da molto tempo avea preso dimora una colonia di
+sorci. Oltre di ciò, nel paese non si trovava altro pezzo di musica
+fuori di una marcia funebre scritta otto mesi prima, dal maestro
+C..., in occasione di illustre matrimonio.
+
+In brevi parole.--Prima che il mezzogiorno fosse suonato, tutti i
+dilettanti e professori, che doveano prendere parte al concerto,
+vennero da me per iscusarsi di non poter adempiere alle loro
+promesse.
+
+Discesi a Grottamare inferiore--corsi alla casa del Birecchi, il
+solo artista che ancora mi rimanesse fedele; ma qual fu il mio
+stupore nello intendere che il perfido dentista la notte precedente
+era partito per Camerino!
+
+Allora sentii mancarmi le forze--ebbi un momento di vertigine--con
+un lampo di strabismo mentale lanciai gli occhi nel passato e
+nell'avvenire--poi, in un accesso di disperazione, risolvetti di
+dare il concerto da solo.
+
+Ma come fare? Il tempo stringeva. E conveniva ripulire il teatro,
+farvi trasportare un pianoforte, trovare un maestro accompagnatore,
+destinare qualche galantuomo alla sopraintendenza della cassetta; e
+il mezzogiorno non era discosto, ed io mi sentiva già stanco dalle
+contrarietà indurate. Poichè vidi che ogni cosa volgeva alla peggio,
+e pareva decretata dai fati la mala riuscita di quella intrapresa,
+io pensai bene d'andarmene a pranzo, indi sdraiato sovra un divano,
+attendere l'ora dello spettacolo, che, secondo tutte le probabilità,
+doveva terminarsi con una pioggia di sassate.
+
+Quel giorno pranzai all'albergo del _Marcuccio_ in compagnia
+dell'Ascolana. Prevedendo i pericoli che in quella sera mi
+minacciavano, la pregai di non intervenire allo spettacolo--indi
+attesi rassegnato l'ora di recarmi in teatro.
+
+Il sole volgeva al tramonto, quando un messo del sindaco,
+accompagnato dall'ottimo sagrestano, recommi le chiavi del teatro.
+Io le presi tremando, come se il ferro dovesse bruciarmi le dita.
+Il sagrestano cavò di tasca una ventina di moccoli, che egli aveva
+raccolti nella chiesa acciò mi servissero per l'uso profano di
+illuminare la platea.
+
+Poichè i due messi furono partiti, mi feci recare dal Marcuccio
+quattro bottiglie di vino: le collocai in un paniere coi moccoli e
+le chiavi, indi, recatomi il paniere sottobraccio, tutto solo, a
+lenti passi mi avviai verso il teatro, ove mi chiusi, e cominciai a
+prepararmi alla rappresentazione, vuotando d'un fiato una bottiglia.
+
+Alle otto ore la sala era illuminata.--Apersi la porta--una ondata
+d'uomini, donne e fanciulli si precipitò per entrare.
+
+Alto là! gridava il sagrestano, agitando un randello.--Guai a chi
+entra senza pagare! Morte ai ladri! Indietro la canaglia! Viva la
+cortesia, la generosità! Trattasi dell'onor del paese! Bravi
+figliuoli! Attenti al bacile!... Ah! sta bene! Grottamare è il paese
+dei nobili cuori!..
+
+Diffatti in meno ch'io vel dica, eran piovuti nel bacile un
+centinaio di paoli e una ventina di papetti.
+
+Finito quello sfogo popolare, l'alta aristocrazia del paese,
+capitanata da un conte e da un barone, sfilò dinanzi al bacile,
+gettandovi grosse monete d'argento. Alle otto e un quarto circa, la
+platea, i palchi, il loggione eran colmi di gente--e il bacile
+presentava l'aspetto più consolante.
+
+Il Rubicone era passato--omai non si poteva retrocedere.
+
+Qual fosse l'animo mio non saprei dirvi; più la gente ingrossava e
+più crescevano le mie angoscie, sebbene alquanto io mi fossi
+rassicurato nell'udire come il pubblico si mostrasse già soddisfatto
+della illuminazione, alla cui vista avea mandato un urlo di viva!
+
+Allo scoccare delle otto e mezzo, dopo aver intascate le monete che
+erano nel bacile, abbandonai il posto di portinaio, e salii sul
+palco scenico per dar principio al trattenimento. Vuotai una seconda
+bottiglia, indi rimossa la tela, mi presentai sul proscenio onde
+annunziare al pubblico le _indispozioni_ sopravvenute agli artisti
+colleghi, e prevenirlo degli inconvenienti accaduti. La mia breve
+arringa si chiuse fra plausi d'entusiasmo. Il coraggio mi risalì dai
+talloni alla testa:--vuotai la terza bottiglia--ordinai fosse
+immediatamente alzato il sipario, e appena scoccato l'ordine, corsi
+io stesso ad eseguirlo. Tirata la funicella, il sipario si alzò fra
+nuove grida di entusiasmo.
+
+Per intrattenere aggradevolmente la numerosa adunanza io dovetti in
+quella sera esaurire tutta la lena de' polmoni e del cervello.
+Accompagnandomi ad una spinetta scordata, cantai non meno di venti
+pezzi da soprano, da tenore e basso; improvvisai una dozzina di
+sonetti a rime obbligate; declamai quattro canti della _Divina
+commedia_...
+
+Il trattenimento poetico musicale durò fino a mezzanotte, e forse
+sarebbesi protratto infino all'alba, se un caso inaspettato, ed a me
+favorevolissimo, non avesse obbligato gli spettatori ad uscire dal
+teatro. I moccoli del sagrestano, quei moccoli per cui, al
+cominciare della rappresentazione, il teatro brillava di tanto
+bagliore, essendo, come ognuno può immaginare, di varia dimensione
+e grossezza, col proceder del tempo s'erano andati spegnendo ad uno
+ad uno, versando sul rispettabile pubblico una broda tepida e
+viscosa. Verso mezzanotte la sala non era più rischiarata che da un
+solo lucignolo; ed io era giunto alle cadenze della ventesima
+cavatina, e già un migliaio di mani stavano alzate per applaudire,
+quando ad un tratto anche quest'ultimo raggio venne a mancare, e il
+palco scenico, la platea, tutto insomma il teatro, s'immerse nel
+buio più denso.
+
+La sorpresa fu generale. Gli uomini mandarono un urlo spaventevole,
+le donne risposero cogli strilli.--Chi cerca tastone il cappello,
+chi appoggiandosi alle muraglie si trascina verso la porta d'uscita;
+l'uno s'aggrappa all'altro; chi urta, chi spinge, chi s'azzuffa e le
+panche rovesciandosi con fracasso, pestano senza misericordia i
+calli della vile moltitudine, e stracciano le gonnelle delle
+signore. Fu vero miracolo che in tanta confusione nessuno si
+fiaccasse il collo o spezzasse il cranio alla parete.
+
+Dopo dieci minuti di scompiglio, il sagrestano comparve finalmente
+in sulla porta del teatro con un lampione inchiodato ad una pertica.
+Alla vista di quel faro, tutti proruppero in grida di gioia, e beati
+dell'improvvisa luce, con calma e nel miglior ordine possibile
+uscirono dalla sala.
+
+Accompagnato dal fedel sagrestano e da quindici o venti giovinetti
+del paese, io discendeva poco dopo a Grottamare inferiore, recando
+con me un sacchetto di circa quaranta scudi romani. Lagrime di
+tenerezza mi piovvero dalle ciglia quando, giunti all'albergo del
+_Marcuccio_, dovetti accommiatarmi da quei bravi e generosi amici, e
+ricevere il bacio d'addio, e udire le schiette parole di benevolenza
+che i Romagnoli ed i Marchigiani profferiscono con tanto di cuore.
+
+All'indomani, verso le quattro del mattino, io salii coll'Ascolana
+nella vettura del Marcuccio. Il sagrestano quella notte non s'era
+coricato. Quel dabben figliuolo voleva esser testimonio della mia
+partenza, ed augurarmi ancora una volta il buon viaggio. Appena lo
+vidi appressarsi corsi a lui, e lo abbracciai come un fratello; poi,
+tratti di tasca due scudi, glieli posi nella mano.
+
+--Che!--diss'egli, quasi indispettito--credereste ch'io potessi
+accettare.....?
+
+--Non sono per te, buon amico. Quando io sarò partito, fa di recarti
+al convento e di presentare cotesto regaluccio a frate Domenico in
+segno della mia riconoscienza; e siccome quel buon religioso
+rifiuterà il denaro, provvedi del tabacco da naso, e pregalo
+d'accettare la tenue offerta d'un povero diavolo, che sempre farà
+voti per lui.
+
+Il sagrestano prese gli scudi, mi gettò le braccia al collo, e dopo
+un ultimo bacio se ne andò singhiozzando.
+
+Io salii nella vettura; il figlio del Marcuccio arringò le sue
+bastie; e partimmo alla volta di Macerata.
+
+
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+_Colle Fiorito._
+
+
+L'età mia giovanissima, la salute vigorosa, la lunga astinenza dai
+diletti di amore, più volte, durante il viaggio, mi esposero a
+difficili cimenti. Ma la donna, che nei propositi generosi ed onesti
+è sovente più ferma dell'uomo, moderava i miei ardori colla saviezza
+del suo contegno. Quand'io, fissandola con uno sguardo troppo
+espressivo, le minacciava una dichiarazione, il nome di Carlo le
+veniva sul labbro accompagnato da un sospiro eloquente. Se la mia
+conversazione volgeva al sentimentale, essa si atteggiava da
+eroina--io parlava d'amore; ella rispondeva: battaglie!
+
+I frequenti trabalzi della vettura che l'uno verso l'altra ci
+spingevano, la solitudine, l'oscurità della notte, e gli altri
+lenocinii della nostra posizione non debellarono la fermezza della
+Ascolana.
+
+Passammo per Macerata, Camerino e Tolentino, non arrestandoci che
+per prender cibo.
+
+Giunti alla Muccia, il figliuolo del Marcuccio non volle più
+accompagnarci colla sua vettura.
+
+Noi lasciammo ch'egli retrocedesse e ci recammo ad un meschino
+albergo per riposarci dal lungo e disagiato viaggio.
+
+Io dormiva placidamente da due buone ore, quando un rumorio di
+cariaggi e di cavalli, mi riscosse d'improvviso.
+
+--Sono carabinieri bolognesi che si recano a Roma--disse l'oste
+entrando nella mia stanzuccia.
+
+--Ben giunti!
+
+E balzai dal letto, diedi la sveglia all'Ascolana, poi con essa mi
+recai sulla piazza.
+
+La fortuna mi inviava in que' soldati una eccellente scorta per
+proseguire più sicuro nel mio viaggio. Parlai al colonnello ed
+ottenni due posti sui cariaggi.
+
+Poche ore dopo, giungemmo a Colle Fiorito.
+
+Le scene ch'io sto per descrivere sono di un genere ben diverso
+dalle precedenti; mi è quindi forza mutar stile e colori, e darmi
+l'aria di scrittor serio.
+
+L'esercito austriaco pochi giorni innanzi era entrato
+vittoriosamente in Bologna. Come suole avvenire in tali fortune di
+guerra, prima che le nuove truppe occupassero la città, le antiche
+ne sgomberavano, seguite da quei cittadini che per avventura si
+credevano più compromessi.
+
+I carabinieri, coi quali io mi era accompagnato, erano circa
+duecento, e rifuggiavansi a Roma dietro ordini di quel governo
+repubblicano. Il colonnello, che precedeva a cavallo la comitiva,
+era un gagliardo di cinquant'anni in circa; volto abbronzito dal
+sole, occhio di brace, irti mustacchi. Cavalcavano al di lui fianco
+da cinque o sei uffiziali e due donne belle e giovanissime entrambe,
+figlia l'una, l'altra cognata del chirurgo maggiore. Un sergente di
+circa quarant'anni, inchiodato alla sua cavalcatura, si era legati
+dietro il dorso due piccoli bimbi, mentre dinanzi, fra l'una e
+l'altra briglia del cavallo, sporgeva il capo una leggiadra
+fanciulletta non maggiore di due lustri, che tenendosi d'una mano
+aggrappata alla folta criniera della giumenta, coll'altra
+accarezzava languidamente il volto del soldato.
+
+--Povero padre!--sclamò l'Ascolana additandomi quel gruppo--Povero
+soldato!
+
+--Eccellente padre, eccellente soldato!--io risposi. E la viva
+commozione mi troncava le parole.
+
+--Que' poveri bambinelli cominciano presto a sperimentare i disagi
+della vita. Eppure, non vedi come sorridono? Essi scherzano
+infantilmente colle cinghie di quella bianca tracolla. E quella
+gentile fanciulletta che di tempo in tempo si volge indietro a
+salutarli con un bacio!... Oh beati i fanciulli! felice l'età in cui
+l'uomo può sorridere in mezzo ai più gravi pericoli e trastullarsi
+delle avversità! Quelle vergini creature sono inaccessibili al
+dolore.
+
+--È vero; ma il povero padre... porta egli solo il fardello di
+tutti.
+
+Le nostre considerazioni furono interrotte da parole aspre ed
+odiose, che di un tratto ferirono l'orecchio. Alcuni soldati
+pedestri s'erano in quel punto avvicinati al carriaggio. L'un d'essi
+aveva proferita una grossa bestemmia: l'altro, volgendosi al
+conduttore del convoglio:
+
+--Pe' tuoi mortacci!--gridò con rabbia feroce--dev'essere molto
+comodo viaggiare a cavallo od in vettura! Io ho le scarpe consunte,
+e la pelle che fa sangue. Sozii, fatevi in là, o cedetemi il posto
+per qualche ora, se ciò vi torna più gradito!
+
+Così dicendo, il soldato spiccò un salto e venne a collocarsi sul
+carriaggio. Gli altri non tardarono a seguirne l'esempio, e tutti
+quanti vennero a sdraiarsi confusamente vicino e noi. L'Ascolana
+arrossì, tremò di dispetto e di paura; quando ella si strinse al mio
+braccio come per cercare un rifugio, sentii che la sua mano tremava.
+
+--Signori--diss'io volgendomi ai soldati,--permettete che noi
+scendiamo a terra. Non ci sarà discaro far qualche miglia a piedi.
+
+Nessuna risposta. Io balzai dal carriaggio, e l'Ascolana meco.
+Camminammo due ore in silenzio: la mia bella compagna troppo tardi
+s'avvedeva che l'andare a Roma non era in quell'epoca la cosa più
+facile del mondo, e che più ci accostavamo alla capitale, più
+crescevano gli ostacoli e i disagi.
+
+Di tratto in tratto io porgeva orecchio alle parole dei soldati.
+Parvemi da prima ch'essi macchinassero qualche orribile disegno; li
+intesi proferire sommessamente il nome del colonnello; poi vidi
+segni e gesti minacciosi, accompagnati da bestemmie ed imprecazioni;
+alla fine compresi il mistero. In quel piccolo esercito era entrata
+la sfiducia, che propagandosi come per magnetico influsso da uomo ad
+uomo, riesce talvolta a demoralizzare anco i valorosi, a trasformare
+i leoni in conigli. Lamentavano i disagi sofferti nel cammino;
+ricordavano le care famiglie abbandonate, le spose e i figliuoli
+lasciati senza sostegno; stimando inevitabile e prossima la caduta
+di Roma, vana impresa giudicavano lo accorrere a difenderla. E tali
+cose ripetendo, dapprima con trepida voce, poi colla sicurezza di
+chi trova appoggio negli altri, tutti concordemente risolvettero di
+abbandonare il colonnello e di andarsene ove ciascheduno credesse
+meglio.
+
+Eravamo a qualche miglio da Foligno, quando alcuni paesani ci
+vennero incontro, annunziando al colonnello esser poche ore innanzi
+entrata in quella città l'avanguardia dell'esercito austriaco, che
+movea da Toscana alla volta d'Ancona.
+
+Il colonnello fece sosta; poi, dopo aver riflettuto, ordinò ai
+soldati di retrocedere verso Colle Fiorito. Tutti obbedirono; il
+colonnello (duolmi d'averne obbliato il nome) avea nella voce, negli
+sguardi, in tutta la nobil persona qualche cosa di solenne e di
+autorevole. Poichè fummo giunti a Colle Fiorito, egli si fermò
+nuovamente, e fatte schierare le truppe, lo arringò con queste brevi
+parole:
+
+--Fratelli! dovere d'ogni soldato è la cieca obbedienza agli ordini
+de' superiori. Questi ci chiamano a Roma; noi dobbiam tentare ogni
+mezzo per giungervi. Là (ed accennava una strada erta e dirupata)
+apresi la valle di Tesino, per cui in meno di sei ore giungeremo a
+Spoleto. Il passaggio è alquanto malagevole; convien quindi
+abbandonare i carriaggi, i bagagli, e tutto quanto può darci
+impaccio. Riposatevi per pochi istanti; io vi concedo due ore di
+bivacco prima di riprendere il cammino.
+
+Un mormorìo lugubre e sinistro rispose a quella breve allocuzione.
+Il volto del colonnello si fece pallido di sdegno; egli tentò
+proferire altre parole, ma l'impeto della commozione gli tolse la
+voce. Allora le file dei soldati si scomposero, e taciti ciascuno,
+la fronte dimessa, presero la via opposta a quella che il colonnello
+aveva additata.
+
+--Figliuoli! figliuoli!... la vostra è una risoluzione codarda!
+Abbandonarmi in tal momento! Disertare la bandiera della libertà.
+Fermate!... Ah! vile canaglia! ah! briganti screditati!... poichè il
+morire in battaglia vi fa tanta paura, possiate, com'io di cuore ve
+lo auguro, morire sulla forca appiccati!
+
+Così parlava il sergente, che, sceso da cavallo, e collocati i suoi
+figliuoletti sotto un albero, si adoperava con preghiere e minacce a
+ricomporre le file, a rianimare gli spiriti della soldatesca
+demoralizzata. Ma nè preghiere nè minacce valsero a tanto; i
+disertori non ascoltavano più che il freddo consiglio della paura, e
+allontanandosi a piccoli drappelli, si spandevano nelle campagne
+vicine. Il colonnello dall'alto del suo cavallo li accompagnava con
+sguardi di rimprovero e di dolore.
+
+Già i disertori erano quasi tutti scomparsi, e intorno al colonnello
+non rimanevano che venti o trenta uomini incirca, allorquando il
+tuono di una fucilata ci fece trasalire.
+
+--Ah cane! assassino!--urlò il sergente come toro ferito.
+
+Noi accorremmo al suo grido. Povero sergente! Tengo vivamente
+scolpiti nella memoria i lineamenti di quella fisonomia vivace e
+stizzosa, e parmi vedere tuttavia que' suoi occhi da augello
+grifagno mandar lampi di sdegno. Le invettive lanciate contro i
+disertori gli eran state cagione di un alterco con tre o
+quattro soldatacci, i quali avevano posto mano alle spade.
+Nell'allontanarsi, un di essi, nascosto dietro gli alberi, aveva
+scaricato un colpo sull'animoso sergente.
+
+Il buono e generoso soldato esce illeso dalla mischia e con paterna
+sollecitudine ritorna presso l'albero, ove poco dianzi aveva
+adagiata la sua piccola famiglia....
+
+I due bimbi agitano le mani in segno di esultanza e prevengono coi
+baci le carezze del padre... Perchè mai la gentile fanciulla non si
+leva dagli erbosi tappeti per lanciarsi nell'amplesso paterno?....
+
+Il sergente si avvicina al piccolo gruppo... Il pallore,
+l'immobilità della figliuola gli stringono il cuore di un orribile
+presagio... Egli stende la mano, prende fra le braccia il corpo
+amato--lo agita, lo stringe, lo scuote con moto convulso...! Oh
+momento di terribile angoscia!--Enrichetta, la vispa fanciulla, che
+poco dianzi folleggiava sotto l'albero, governando come una piccola
+madre i due minori fratelli--Enrichetta non era più che una gelida
+larva.--La palla scagliata dal disertore codardo, risparmiando il
+sergente, era giunta fino al cuore della povera fanciulletta...
+
+Le grandi, le improvvise sciagure istupidiscono... Appena il
+sergente si riscosse, mandò dal petto un ruggito...
+
+Poi, senza profferire parola, cedette all'Ascolana la piccola salma,
+e trasse la spada dal fodero per slanciarsi nella boscaglia ad
+inseguire i fuggiaschi...
+
+--Ferma! gridò il colonnello, ferma!... Vuoi tu cimentare la tua
+vita contro un centinaio di codardi, i quali ti piomberanno adosso
+per ischiacciarti?
+
+Fossero non cento, ma mille! replicò il sergente nell'entusiasmo del
+dolore; io giuro di esterminarli.... tutti...
+
+--Tu rimarrai soverchiato, ed essi ti uccideranno...
+
+--Ebbene? che importa?.... desidero vendicare mia figlia... e
+morire...
+
+--Morire... Sta bene... E chi avrà cura degli altri due figli?
+
+In questo punto, i due poveri bamboletti, ignari dell'orribile caso,
+si erano trascinati carpone fin presso al sergente, e gli
+abbracciavano le ginocchia per fargli festa...
+
+Il padre sentì la voce del dovere... Le piccole braccia che gli
+stringevano le ginocchia parvero pietrificarlo.
+
+--Oh! voi avete ragione! esclamò il sergente, stendendo la mano al
+colonnello... Grazie! grazie del buon consiglio!... Questi poveri
+innocenti... hanno bisogno di un padre...
+
+Ciò detto, il desolato ritolse all'Ascolana il prezioso deposito, e
+sedette sotto l'albero, riscaldando co' suoi baci e colle lagrime le
+guancie dell'estinta. Quel volto abbrunato dal sole, duro, irsuto,
+spirante furore e vendetta--in quel momento di sublime dolore avea
+acquistata una espressione di tenerezza materna.
+
+
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+_Spoleto._
+
+
+Il giorno era tramontato, e già la luna imbiancava la vetta degli
+Appennini, quando noi ripigliammo la marcia. I soldati e le donne
+montarono a cavallo; io salii sulla groppa di uno sciagurato
+asinello, noleggiato per pochi baiocchi dall'oste di Colle Fiorito.
+
+Il sergente si fece legare dietro il dorso i minori figliuoletti e
+adagiò l'amato cadavere sulla sella.
+
+Viaggiavamo in silenzio. Ciascuno avea qualche segreto dolore
+nell'animo, o tristi memorie del passato, o presentimenti funesti
+dell'avvenire.
+
+Da Colle Fiorito fino all'entrata della valle di Tesino, si ascende
+per facile pendio tappezzato di verdi erbette, nudo di alberi e di
+cespugli; e quindi, dove comincia il declivio, la strada diventa
+più malagevole e va intricandosi in una specie di laberinto, ove di
+leggieri ci saremmo smarriti, se il talento dei quadrupedi in tali
+casi non guidasse quello dell'uomo. Cavalcammo tutta notte senza mai
+arrestarci, ed allo spuntare dell'alba ci trovammo aver superata la
+spaventosa vallea, dove, per la pioggia abbondante caduta pochi dì
+innanzi, il torrente s'era ingrossato a tal segno che il mio povero
+asinello più volte aveva nuotato nell'acqua fino alla pancia. Verso
+le dieci del mattino, entrammo in Spoleto. Quivi era giunta una
+colonna mobile di soldati volontari, reclutati dal generale Arcioni,
+parte in Toscana, parte nelle città e nei villaggi delle Romagne,
+Arezzo, Perugia, Cortona, Assisi, Macerata, Foligno, tutte le città
+e le grosse borgate poste sullo stradale che da Firenze mette a
+Roma, aveano dato il loro contingente a quell'esercito improvvisato,
+che simile ad una falda di neve staccatasi dalla cima d'un monte, si
+era ingrossato nel discendere e trasformato in una valanga
+formidabile.
+
+Sulle porte di Spoleto, io e l'Ascolana prendemmo congedo dai nostri
+compagni. Quando fummo per separarci, il sergente si avvicinò a noi
+colla sua cavalcatura, e volgendosi alla mia compagna: signora, le
+disse, questa sera avran luogo i funerali della mia povera bimba. In
+così dire, sollevò un lembo del panicello bianco che la copriva, e
+riguardato il bellissimo volto dell'estinta, e baciatala
+religiosamente in fronte:--ella è proprio morta! riprese
+singhiozzando; converrà quindi che questa sera noi la portiamo al
+camposanto. Voi l'accompagnerete, signora? Voi verrete a spargere
+qualche fiore sulla sua tomba. Saremo pochi al corteggio, tanto
+pochi, che se alcuno mancasse....
+
+Le parole del sergente si perdettero in un singhiozzo. Adelaide gli
+stese la mano:
+
+--A qual ora?
+
+--Alle sei, rispose il sergente, nella chiesa dell'addolorata.
+
+--Prima delle sei, saremo là ad aspettarvi.
+
+Il sergente ci ringraziò con un melanconico cenno del capo e volse
+il cavallo verso la piazza maggiore. Io entrai coll'Ascolana nel
+primo albergo che ci occorse.
+
+Riposati il corpo e la mente dalle insolite fatiche, essendo già il
+sole prossimo al tramonto, ci avviammo taciti e mesti verso la
+chiesa, donde il convoglio funebre dovea partirsi. Entrati, noi
+trovammo le due donne ed i carabinieri devotamente inginocchiati
+presso un piccol feretro, coperto d'un bianco drappo e sormontato da
+una ghirlanda di fiori recenti. L'Ascolana vi depose un'altra
+corona; poi, colle lagrime agli occhi, si confuse all'altre donne.
+Il sergente, traendo seco i suoi due minori figliuoletti mi si
+accostò, mi strinse la mano per ringraziarmi, e fissato lo sguardo
+sulla cassa mortuaria, stette immobile come impietrito dal dolore
+finchè un sacerdote, accompagnato da due chierici, mosse alla nostra
+volta intuonando la pace dei defunti.
+
+Il sacerdote, che allora scendeva dall'altare per la funebre
+cerimonia, veggendo tanti soldati nella chiesa, ne parve sgomentato:
+se non che la pia attitudine delle donne e le lagrime del povero
+sergente, e i nostri volti compunti da religiosa mestizia, lo
+rincorarono. Poichè ebbe cantate secondo il rito le lamentevoli
+salmodie, le donne, sollevata la cassa, in bell'ordine uscirono dal
+tempio, e noi tutti dietro quelle per strade solitarie ci avviammo
+al camposanto.
+
+Sotto le mura di Roma cadevano ogni giorno le vittime a centinaia;
+le palle dei _Chasseurs de Vincennes_ colpivano i petti dei militi
+generosi, che pieni di giovinezza e di vita, bivaccavano sui
+baluardi assediati; e noi con occhio asciutto leggevamo ogni giorno
+il bollettino dei morti e dei feriti, fra il pranzo ed il caffè,
+indifferenti spettatori di quella sanguinosa tragedia per cui il
+Tevere scorse parecchi mesi vermiglio.--Perchè mai, nel condurre al
+cimitero la figliuola del sergente, noi tutti, compreso il
+colonnello dal volto abbronzito, commossi l'anima d'insolita
+tenerezza, camminavamo a capo chino e versando qualche lagrimuzza?
+
+Misteri del cuore umano!
+
+Quando fummo nel camposanto, e il sacerdote ebbe per l'ultima volta
+benedetta la piccola salma, una scena inaspettata e commovente pose
+fine alla cerimonia lugubre. I due piccioli bimbi che il sergente
+avea condotti seco; essi che durante la giornata non aveano dato
+alcun segno di compunzione quasi in loro non fosse coscienza del
+doloroso avvenimento; essi, che senza piangere aveano seguito il
+funebre convoglio, appena i becchini si impadronirono della cassa
+per calarla nella sepoltura, entrambi ad un tempo mandarono un
+grido, e cercando svincolarsi dalle braccia paterne, fra le lacrime
+ed i singhiozzi, si diedero ad esclamare il nome di Enrichetta. La
+buona Ascolana se li recò in grembo tentando placarli con amorose
+parole; ma di mano in mano che i becchini colmavano di terra la
+fossa, i pianti e le grida di quei due poveretti raddoppiavano.
+
+--Enrichetta è salita al paradiso, diceva il sergente, a mala pena
+soffocando i singhiozzi; Ella è andata lassù a trovare la vostra
+povera madre e tornerà presto.... e voi andrete a stare con lei... e
+per sempre.
+
+--No! no! strillavano i due bimbi, additando la fossa, e fissando
+gli occhi nei due becchini con espressione quasi feroce.
+
+--Signori, disse il sergente volgendosi a noi; il santo uffizio è
+compiuto, nè io pretendo abusare più oltre della vostra carità.
+Lasciate ch'io rimanga solo per pochi istanti colla mia piccola
+famiglia; ho bisogno anch'io di sfogare senza testimonii il mio
+dolore. Le lagrime stanno male sul ciglio di un soldato, ma il padre
+ha bisogno di piangere, ed egli vi chiede a tal uopo un momento di
+solitudine. In pari tempo, vedrò di calmare anche questi due
+innocenti, che, siccome voi vedete, ora soltanto si sono accorti di
+aver perduta una sorella.
+
+Noi uscimmo dal camposanto; l'Ascolana si appoggiò al mio braccio, e
+rientrammo all'albergo coll'animo profondamente commosso.
+
+
+
+
+CAPITOLO IX.
+
+_L'organista di Camerino e il sensale Bertoni di Milano._
+
+
+All'indomani, prima che l'alba spuntasse, uscii solo dall'albergo,
+per cercare una vettura. Ma tutti i cavalli erano stati sequestrati
+dai volontari, e il mio povero asinello, nell'attraversare la valle
+di Tesino, avea preso una tosse caparbia, una di quelle tossi che
+domandano l'assoluto riposo e la cura dell'olio di merluzzo.
+
+Tali ostacoli non potevano trattenere la foga bellicosa
+dell'Ascolana. Quand'io rientrai nell'albergo per annunziarle il mal
+esito delle mie ricerche:--Ebbene! diss'ella colla massima
+indifferenza: noi proseguiremo il viaggio a piedi! Giungeremo più
+tardi, ma in tempo da prestare una mano ai nostri fratelli!
+
+Perchè dissimularlo?--Ho già detto più sopra che io non ho veruna
+pretesa di eroismo. La speranza di giungere _troppo tardi_ mi fece
+accogliere come un benefizio della fortuna la necessità di
+proseguire a piedi il cammino.
+
+Consegnammo le nostre valigie al sergente dei carabinieri,
+raccomandandogli di portarle a Monte Rotondo, ove la brigata doveva
+soffermarsi qualche giorno per completarsi di nuove reclute, e
+riorganizzarsi.--E subito, profittando della frescura mattinale,
+liberi e lieti come due capriuoli, uscimmo da Spoleto, e in marcia!
+
+In meno di sei ore giungemmo a Terni, dove il giorno precedente era
+entrata la compagnia del generale Arcioni... La città era tutto in
+fermento. Anche qui, come a Spoleto, difficile oltremodo il trovare
+una camera da alloggiarvi. I volontarii dormivano sui carriaggi, nei
+caffè, sotto i portici delle case, nelle strade. Dopo aver passate
+parecchie ore nella fastidiosa incertezza di dover pernottare sotto
+l'azzurro padiglione del cielo--la cavalleresca galanteria di un
+uffiziale volontario venne in nostro soccorso. Questo benemerito
+uffiziale, che spontaneamente venne ad offrirci la propria camera,
+chiamavasi Napoleone... Savon. Personaggio molto singolare, il
+quale, nella sua duplice missione di poeta e di soldato, avrebbe
+potuto chiamarsi il Camoens della compagnia, se il disordine della
+toletta ed altre apparenze non lo avessero assimiliato a Diogine. Ma
+del Savon e delle sue eccentrità poetico-militari dovrò dire più
+innanzi. Per ora basti questo cenno di gratitudine pel suo tratto
+ospitale!
+
+Il dì seguente proseguimmo fino a Narni, dove ci fu dato noleggiare
+una vettura per trasferirci quel giorno stesso a Civitacastellana.
+
+A poche miglia da Otricoli, ci venne veduto, attraverso il polverio
+della strada, un vecchierello appoggiato alla muraglia come persona
+affranta dalla stanchezza.
+
+Indossava un abito color cenere assai logoro; le scarpe
+rossiccie aprivano le labbra, e mostravano i denti e la lingua
+sitibonda.--Povero viaggiatore, perduto nella solitudine, forse
+disperante di toccare la meta...
+
+--Quell'uomo fa dei gesti al nostro indirizzo, disse l'Ascolana.
+
+E il vetturino, per istinto di misericordia, trattenne le bestie.
+
+Il vecchio portò la mano alla fronte come un devoto che accenni al
+segno della croce; ma il gesto non fu compiuto, e la mano ricadde
+dalla fronte con disperato abbandono.
+
+--Buon uomo! disse l'Ascolana, voi sembrate spossato--se volete
+salire nella vettura, noi vi condurremo a Civitacastellana...
+
+--Grazie! rispose il vecchio, grazie!... Se vi degnate accordarmi un
+posto nella carrozza, io vi benedirò come il mio angelo salvatore.
+
+Il vecchio non potè proseguire; ma con trasporto di sentita
+riconoscenza; egli strinse la mano di Adelaide, e la baciava
+bagnandola di lacrime.
+
+Poco dopo, salì nella vettura, e appena i cavalli ripresero il
+corso, cominciò a raccontarci la sua istoria:
+
+Era un antico carbonaro, il quale avea passati quindici anni nella
+fortezza di Civitacastellana, per espiare il delitto di aver
+appartenuto alla setta. I preti lo avevano crudelmente perseguitato
+fin da fanciullo, e la condanna profferita contro lui nel tenebroso
+Consiglio della Inquisizione, e la immeritata, lunga, angosciosa
+prigionia aveano maturato in quell'anima di ferro un odio profondo e
+un indomabile desiderio di vendetta. Uscito dalla fortezza, in
+seguito all'amnistia del _costituzionale_ Pio IX, era tornato a
+Camerino per rivedere la famiglia--una moglie, e due figlie, di cui
+non avea più udito parlare. Il povero carbonaro, mettendo piede nel
+paese nativo, seppe che la sua vedovanza datava da parecchi anni. La
+moglie era ita a Roma per supplicare la clemenza di Gregoriaccio a
+pro della famiglia infelice. E frattanto un cardinale del paese, che
+l'avea consigliata a quel passo, si era fatto _pagare la
+mediazione_ dalle due figlie, in moneta molto abusiva.--La povera
+madre, riportò da Roma la terribile convinzione che i preti, quanto
+facili ad accordare indulgenza ai morti mediante retribuzione di
+pochi baiocchi, altrettanto rigidi e crudeli rifiutano il perdono ai
+vivi, quand'anche per essi interceda un sentimento di umanità e di
+giustizia.
+
+Rientrò nel tetto domestico coll'angoscia disperata--e sulla soglia
+trovò la più grande delle sventure: il disonore.--Il cardinale aveva
+operato misteriosamente, con tutta l'arte e la diplomazia di un
+corruttore tonsurato, ma le due giovanette non potevano dissimulare
+più a lungo le naturali conseguenze del fatto. Il paese
+mormorava--gli amici del condannato imprecavano sommessamente--le
+povere figliuole, non osando più mostrarsi in pubblico, si
+struggevano in lacrime, presso il letticciuolo della madre, che nei
+delirii dell'agonia, imprecava al Pontefice. Quando la buona donna
+mandò l'ultimo sospiro e l'ultimo anatema contro i sicarii della sua
+famiglia, le orfanelle ricorsero al cardinale, e annunziandogli per
+iscritto il luttuoso avvenimento, gli chiesero misericordia.--Il
+cardinale ricevette la supplica, dinanzi ad una magnifica zuppiera
+colma di riso alle quaglie. Lesse, crollò il capo, trasmesse il
+foglio al segretario, dicendogli con aria indifferente: vedete di
+mandare a queste due disgraziate qualche baiocco sulla cassetta
+particolare... di S. Giuseppe. E inforcata una quaglia, e levatala
+all'altezza del naso: quest'anno, soggiunse, sono men grasse che
+l'anno passato!... Bisogna migliorare la pastura, signor segretario.
+Quel briccone di Petronio avrà risparmiato la _pannera_.--Le figlie
+del condannato, due mesi dopo scomparvero da Camerino, e più nessuno
+ne udì parlare.
+
+Allorquando il vecchio carbonaro seppe da' suoi compaesani la
+orribile istoria, mandò un ruggito, e afferrato un coltello, corse
+alla Chiesa per scannare il primo prete che gli si parasse dinanzi.
+Un amico, un correligionario di carboneria lo trattenne.--L'ora
+della vendetta non è ancora suonata; fra breve, non uno, ma
+tutti!--E il vecchio prigioniero di Civitacastellana raffrenò gli
+impeti della vendetta, nel desiderio di una vendetta più universale
+e più terribile. Si chiuse nella casa deserta, e sulla pietra del
+vecchio focolare aguzzò la lama del _coltellaccio_; e all'indomani
+venne in campo santo, per _ripulire_ l'acciajo sulla croce della
+povera moglie.--Quindi incamminossi a piedi fino a Bologna, onde
+tener d'occhio una _cattiva bestia_, ch'egli voleva _accarezzare
+d'un colpo_ al primo squillo della rivoluzione. Ma la _bestia_,
+quand'egli giunse, si era già nascosta in un covo--e quindi gli fu
+mestieri attendere e andarla a cercare in altri luoghi.--Il vecchio
+carbonaro, nel raccontarci questa lugubre istoria, si animava di un
+ardore feroce, e i suoi piccoli occhi bigi parevano carboni
+infuocati.--La _cattiva bestia_ era sfuggita sempre alle carezze del
+suo _fido_.--Ed ora, egli tentava l'ultima prova, recandosi in Roma,
+per vedere--diceva egli--se Iddio sia il dispensiero della giustizia
+e il punitore delle scelleraggini umane, o non piuttosto il capo
+invisibile dei briganti.
+
+Quel racconto, pieno di episodii commoventi e di descrizioni
+vivamente colorite, ci distrasse durante la lunga ed incomoda
+scarrozzata.
+
+Compiremo il viaggio in compagnia, disse l'Ascolana, stendendo la
+mano al vecchio, poichè questi ebbe finito di parlare. Voi dite di
+non aver denaro? Ebbene,--faremo cassa comune. Quindi innanzi voi
+potete disporre dei nostri tesori privati... Ma a proposito di
+tesori, soggiunse l'Ascolana volgendosi a me con disinvoltura
+amichevole; badate, mio buon amico, che io sono ridotta a dover
+contare su voi per le spesuccie che ci occorreranno prima di
+giungere a Roma. Vi prego di aprirmi una partita di credito: ed io
+vi rimborserò non appena avremo posto piede nella città eterna.
+
+Per moto istintivo, io portai la mano alla taschetta del
+_gilet_, dove si chiudevano i residui indeterminati del nostro
+tesoro.--Palpai, numerai le monete con qualche trepidazione--poi,
+rifiutando fede alla prova e controprova del tatto cavai fuori il
+denaro, per rivedere i miei conti sul palmo della mano.
+
+Il nostro tesoro si riduceva a una quindicina di paoli.
+
+--Noi dobbiamo sei paoli al vetturino--e questa sera, andando a
+Civitacastellana, non potremo passarcela senza cena. Quand'anche
+trovassimo una vettura per proseguire immediatamente il viaggio, noi
+giungeremo alle porte di Roma senza un baiocco.
+
+--Lasciate fare a me, disse il vecchio carbonaro. A Civitacastellana
+io troverò degli amici, i quali ne assisteranno. Con un segno della
+mano io farò nascere gli scudi dalle muraglie...
+
+Non fui molto rassicurato da queste parole.
+
+Verso le nove della sera, noi entrammo in Civitacastellana, e tosto
+ci dirigemmo ad un albergo di buona apparenza, che era nel mezzo
+della piazza grande.--Cenammo frugalmente; chiedemmo all'oste se
+fosse possibile noleggiare una vettura per andare sino a Roma.
+Quella domanda provocò una risposta quale noi non ci saremmo
+aspettata. Il Sindaco della città quel giorno istesso aveva ricevuta
+la sgradevole notizia che i Francesi aveano intercettata la
+comunicazione con Roma per lo stradale dell'Emilia; non esservi più
+che una sola via sicura per noi retrocedere fino a Borghettaccio e
+gettarci nelle Sabine. Quanto ai mezzi di trasporto, impossibile
+contare sovra altro veicolo fuor quello delle nostre gambe.
+
+La crisi diventava più difficile.
+
+Il vecchio carbonaro, fidente nei soccorsi della setta, usciva
+tratto tratto dall'osteria, ripetendo il segno convenzionale della
+mano alla fronte a quanti gli venivano incontro. Sventuratamente
+egli non trovò persona che rispondesse. In Civitacastellana la
+carboneria aveva cessato di esistere, ovvero, ciò che io credo più
+probabile, i fratelli, indovinando l'ultima ragione del saluto, non
+osavano rivelarsi.
+
+Ci convenne passar la notte all'albergo.
+
+Il giorno seguente, allo spuntare dell'alba, noi ci appigliammo
+all'unico partito possibile, e riprendemmo la nostra marcia
+pedestre per la via delle Sabine. Pagato il conto all'albergatore,
+non ci rimaneva più che una trentina di baiocchi per provvedere al
+vitto quotidiano.
+
+Non dirò le torture fisiche e morali di quel viaggio.
+
+Furono cinque giorni di marcia per sabbie infuocate. La notte ci
+riposavamo in orribili stallazzi, ove, per conforto delle membra,
+eravamo condannati a sdraiarci sul fieno, al fianco di persone
+ignote e in compagnia di bestie notissime. Le pulci, le zanzare, ed
+altri animaluzzi creati da Dio pel solletico della cute umana, ci
+corteggiavano tutte le notti.
+
+Il nostro alimento consisteva in uova, ricotta, o latte agro e
+rappreso, che i pastori ci fornivano gratuitamente.
+
+Gli alberghi posti sullo stradale, pressochè tutti erano abbandonati
+alla mercè dei passanti. I proprietarii, per evitare molestie o
+pericoli, si erano allontanati, nascondendo o portando via le
+suppellettili di qualche valore.
+
+Lungo il cammino noi incontravamo dei viaggiatori, i quali ne
+facevano parte delle loro provvigioni. L'Ascolana era prostrata di
+forze. Il nostro vecchio compagno più volte era caduto nel mezzo
+della via colla disperazione della stanchezza.
+
+Quando piacque a Dio, giungemmo a Monte Rotondo, grossa borgata a
+quindici miglia da Roma. Le nostre finanze erano ridotte
+all'estremo. Non ci restava la croce di un baiocco!
+
+Ma io contava sull'ultima risorsa, sugli ultimi sforzi di un'arte,
+che altre volte mi aveva salvato. A Monte Rotondo, io mi era
+proposto di rinnovare lo stratagemma di Grottamare, invitando la
+popolazione ad un concerto vocale-istromentale a mio benefizio.
+
+Questa volta il peso del trattenimento sarebbe stato condiviso da un
+collega del vecchio carbonaro, il quale, per aver esercitata
+parecchi anni la professione di organista nella cattedrale di
+Camerino, credeva di poter divertire il rispettabile pubblico,
+eseguendo sulla spinetta un _Tantum ergo_ ed un _Kyrie_ di sua
+composizione.
+
+Fermi nel nostro proposito, entrammo in un alberghetto, e quivi,
+animati dalla fede e dall'appetito, ci ponemmo a tavola, e
+prelevando una anticipazione sui probabili incassi del concerto,
+ordinammo una cena completa.
+
+Sono pure stravaganti i capricci delle rivoluzioni! Chi l'avrebbe
+detto--a vederci famigliarmente raccolti intorno alla piccola
+mensa--chi l'avrebbe detto, che io, l'Ascolana e il carbonaro di
+Camerino, ci eravamo scontrati per caso pochi giorni innanzi--che
+ciascuno di noi era trascinato verso Roma da una cura diversa--che
+io mi rassegnava a divenire soldato per non aver potuto andare a
+Chieti a cantare da baritono--che l'Ascolana, per amor del marito,
+era decisa di impugnare un fucile--che il vecchio carbonaro si
+recava da Camerino a Roma per piantare il suo stiletto _nell'anima_
+di un delatore!
+
+Ma ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare, vedendo la ricca
+imbandigione che ci stava dinanzi, era il segreto della nostra
+_bolletta_ colettiva--l'assenza assoluta di quel vile metallo, che
+pure nel mondo rappresenta e conquista le cose più sublimi.
+
+Infatti, mentre noi trinciavamo un grosso pollastro--una voce fioca
+e lamentosa, che pareva il sospiro del povero Lazzaro negli atri di
+Epulone, ci scosse le fibre del cuore...
+
+E quella voce articolava delle parole in un dialetto a me solo
+conosciuto--in quel dialetto meneghino, che mi suona ruvido e
+barbaresco quando io l'odo nelle vie di Milano, ma mi commuove come
+accento fraterno, se mi vien fatto d'udirlo a trecento o
+quattrocento miglia lontano dal Duomo.
+
+--Beati i _sciori_!--sclamò quella voce.--Beati i _sciori_, che
+anche in questi tempi trovano della grazia di Dio _de trà in
+Castell_!
+
+Non era una domanda esplicita, ma piuttosto una aspirazione
+eloquente.
+
+--Signore!.... Se volete tenerci compagnia, e fare un po' di
+penitenza con noi....
+
+--Che! lei pure... milanese?
+
+E un giovanetto, dalla persona esile, dal volto sparuto, attraversò
+la sala col passo lento e ineguale di chi abbia una ventina di calli
+per ciascun piede.
+
+--Profitterò della grazia vostra, mi disse a voce bassa; poichè da
+circa diciotto ore non ho gustato cibo e non tengo un quattrino
+nelle tasche...
+
+--Tanto meglio! La vostra assoluta _bolletta_ vi fa degno di esser
+nostro commensale. Noi pure, quali ci vedete, fra tutti e tre non
+abbiamo indosso un baiocco.
+
+Il giovine, che già stendeva la forchetta per attirare sul suo
+piatto una coscia di pollo, si arrestò sgomentato.
+
+--Via, buon figliuolo!... Non perderti di coraggio!... Se questa
+sera non abbiamo denari, domani penseremo a fabbricarne. Io tengo
+una macchinetta, colla quale posso fabbricare a centinaja gli scudi
+e i papetti.
+
+--Una macchina per fabbricare gli scudi!... Oh! questa dev'essere
+meravigliosa!...
+
+Il povero ragazzo, senza chiedere altre spiegazioni, inforcò la
+coscia del pollastro, e si diede a spolparla colle mani e coi
+denti.
+
+Finita la cena, l'Ascolana e il vecchio carbonaro si ritirarono per
+coricarsi. Io rimasi col nuovo personaggio, il quale, meditando a
+stomaco sazio le difficoltà della posizione, non poteva darsi pace.
+
+--Ebbene! ora che abbiamo cenato, prepariamo la macchina per
+fabbricare gli scudi.... Favorite di chiedere all'oste quattro o
+cinque fogli di carta, e ponetevi a scrivere quanto io sto per
+dettarvi...
+
+Il giovine obbedì senza repliche: spiegò un foglio sul tavolo,
+intinse la penna nell'inchiostro, poi mi fissò in volto due occhi
+attoniti, come un fanciullo che affissi il sacco del cerretano per
+vederne uscire le uova.
+
+Allora io dettai il programma del mio secondo
+concerto-vocale-istromentale, che doveva aver luogo all'indomani in
+una sala qualunque di Monte Rotondo, a benefizio di quattro
+volontari, _che partivano per Roma_.
+
+Il mio scriba, ad ogni tratto levando gli occhi dal foglio, mi
+guardava, torceva il labbro ad una smorfia indescrivibile; poi di
+nuovo curvava la testa, ripigliando la scrittura colla rassegnazione
+di una macchina.
+
+--Mio buon ragazzo: questa notte ricopierai il programma sovra dieci
+o dodici fogli; poi, domattina di buon ora, n'andrai tu stesso ad
+affiggerlo nelle vie più frequentate del paese. Sarai tu esatto
+nell'adempiere alla commissione?
+
+--Come è vero che io mi chiamo Bertoni, e che io son nato a Milano.
+
+--Buona notte...!
+
+--E voi credete...? Ma... se...
+
+--Buona notte! Domani alle dieci, ti aspetto nella mia camera....
+Dalla tua puntualità dipende la nostra salvezza.... Questi avvisi
+produrranno una trentina di scudi, dei quali avrai tu pure la tua
+parte.
+
+Il Bertoni aveva perduta la favella.
+
+Io lo lasciai in balìa del suo stupore e salii le stanze superiori.
+
+All'indomani, il fedel giovanetto percorreva la città di Monte
+Rotondo, affiggendo con mollica di pane biascicato gli avvisi del
+concerto.
+
+Bertoni era divenuto un uomo d'importanza. Tutti gli abitatori di
+Monte Rotondo lo guardavano meravigliati e si affollavano intorno a
+lui per chiedergli delle spiegazioni.
+
+Il concerto di Monte Rotondo non differì gran fatto da quello di
+Grottamare sia pel successo degli artisti, come pel prodotto della
+cassetta. Il carbonaro-organista, nell'ora del cimento, fu assalito
+da una leggiera indisposizione. Ma il Bertoni--convien rendergli
+questa giustizia--prese una parte attivissima al trattenimento,
+incaricandosi di illuminare la sala, di distribuire le scranne;
+complimentare le donne--e perfino di raccomandare la _abbondante
+elemosina_ verso la fine dello spettacolo, a coloro, che entrando,
+si erano dimenticati di salutare il bacile.
+
+Raccogliemmo una trentina di scudi. Quella sera istessa, il denaro
+fu diviso in quattro parti--una per me, un'altra per l'Ascolana, la
+terza per l'organista, e l'altra pel Bertoni.--All'indomani
+noleggiai una vettura e partii alla volta di Roma in compagnia
+dell'Ascolana. Il Bertoni e l'organista promisero raggiungermi in
+quella sera.
+
+Poche ore dopo la mia partenza da Monte Rotondo, alcuni carrettieri,
+rientrando in paese, recarono la triste novella, che io, la mia
+compagna e il vetturino eravamo caduti in mano dei Francesi, i
+quali, senza tanti complimenti ci avevano fucilati l'uno dopo
+l'altro nel bel mezzo del cammino. Quella notizia riempì di
+costernazione il paese. L'organista e il Bertoni, più vivamente
+colpiti, sacrificarono uno scudo per far celebrare tre messe onde
+abbreviare il purgatorio ai poveri fucilati. Ma la nostra morte era
+stato un sogno dei carrettieri--e i preti recitarono inutilmente le
+tre messe di suffragio. Inutilmente?--Ciò non può dirsi--I preti,
+quella istessa sera, all'osteria di Pietro Rossini, commutarono il
+denaro delle esequie in tanti fiaschetti di eccellente Sabino.
+
+
+
+
+CAPITOLO X.
+
+_La tomba di Nerone._
+
+
+Il giorno s'era fatto già grande, e la nebbia non dileguavasi
+ancora. Pareva che i raggi del sole evocassero dalla terra grosse
+nuvole di vapori, e pareva che queste nuvole, agglomerandosi con
+incessante densità, corressero dietro alla nostra vettura per
+seppellirla in un vortice caliginoso. Nessun augello si era desto a
+salutare di gorgheggi il ritorno della luce. Tratto tratto dalla
+folta siepe che costeggiava il cammino, qualche bufalo sporgeva il
+capo sonnolento. Talvolta ci era forza arrestarci per dar libero
+passaggio ad una grossa mandra di pecore che in quella cieca
+atmosfera camminavano a ritroso, urtando nelle zampe de' nostri
+cavalli e nelle ruote della vettura. Allora il postiglione rompeva
+il silenzio con due o tre bestemmie, a cui i mandriani pareva non
+facessero attenzione. Que' poveri diavoli, al paro delle pecore,
+avean sveglie le gambe ed il resto del corpo addormentato.
+
+--Fra pochi minuti avremo il sole, disse il postiglione agitando
+allegramente la sua frusta.
+
+--Quante miglia ne rimangono per giungere alle porte di Roma?
+
+--Tre miglia.
+
+--Iddio sia lodato! esclamò l'Ascolana.
+
+--Vi assicuro che non è un bel vivere a Roma in questi momenti,
+riprese il postiglione.
+
+--Che? ti fa paura il fuoco delle battaglie, mio bel postiglione?
+
+--Non è propriamente del fuoco che ho paura, ma delle palle. Vi
+assicuro che i francesi mirano dritto, e tutti i giorni sulle mura
+di Roma vi è buon numero di morti e di feriti.
+
+--E nel campo francese?
+
+--Anche laggiù credo non ci sia molto da ridere.
+
+--A tanta vicinanza di Roma dovrebbe udirsi il cannone.
+
+--In questi giorni s'è cessato dal battagliare per dar agio
+all'inviato di Francia signor... Lesseps di intavolare trattative di
+pace.
+
+--E voi credete che il signor Lesseps riuscirà a qualche
+accomodamento...?
+
+--Io credo... Mortacci! Questo è un colpo di cannone... E due, e
+tre, e quattro...! Pare che l'inviato di Francia sia tornato colle
+pive nel sacco... Ah! ne vedremo di belle, e chi camperà sano poter
+contarle ai figliuoli.
+
+In quel mentre un raggio di sole si aprì un passaggio fra la nebbia.
+
+--Misericordia! gridò il postiglione, rattenendo improvvisamente i
+cavalli....
+
+--Che avvenne?
+
+--Siamo in mano dei Francesi.....
+
+--Presto.... gira il timone, e indietro a furia!
+
+Il postiglione era bianco dalla paura; le redini gli tremavano nelle
+mani; la sua gran frusta era divenuta impotente; invece di manovrare
+al regresso come io gli aveva ingiunto, tormentò i cavalli in
+foggia sì strana che l'un d'essi stramazzò a terra.
+
+Per noi non v'era più scampo. Alcuni dragoni francesi si fecero
+intorno alla nostra vettura, accompagnati da un uffiziale côrso che
+doveva servire da interprete.
+
+--Dove sono diretti questi signori?
+
+--Alla volta di Roma.
+
+--Il loro nome, di grazia?
+
+--Sono uno sciagurato cantante, che viene da... Grottamare...
+
+--La signora?
+
+--La signora è... mia moglie.
+
+La bugia era lanciata con buona intenzione. Il Côrso esploratore mi
+prestò piena fede.
+
+--E questi signori vanno a Roma....?
+
+--Per cantare.... al teatro.... dell'Argentina....
+
+--La stagione non è molto favorevole al teatro, rispose il Côrso con
+ironia; sarà meglio che loro signori vengano con noi. Favoriscano di
+scendere dalla vettura.
+
+L'opposizione sarebbe stata inutile. Convenne obbedire.
+
+L'Ascolana mi seguiva come un automa. Ci avanzammo verso un ponte a
+metà demolito. Essendo il sole finalmente comparso in tutta la sua
+pompa, mi vennero veduti nelle campagne adiacenti due o trecento
+soldati, che stropicciandosi gli occhi e distendendo le braccia,
+mostravano d'aver passata una mala notte coricati su quel terreno
+pantanoso.
+
+Come e perchè quel drappello di soldati avesse occupata una
+posizione tanto sfavorevole, mi fu spiegato doppoi. Sullo stradale
+per cui io e l'Ascolana e il povero postiglione eravamo poco dianzi
+arrivati, si intese di bel nuovo un romorìo di ruote ed uno
+scopiettìo di fruste misto a quelle grosse bestemmie, che i
+carrettieri d'ogni nazione credono sia il linguaggio più eloquente
+per farsi comprendere dai cavalli o dai muli. I soldati francesi si
+alzarono tutti d'un salto, ed appostati i fucili, si collocarono
+dietro le siepi in modo da non esser veduti da lontano. Poco dopo
+s'avanzarono verso il ponte da venti o trenta carri, due dei quali
+carichi di polvere e munizioni da guerra, gli altri di pollami,
+uova, formaggi, vini ed ogni genere di vettovaglie. Quando il
+momento parve opportuno, a un cenno del capitano, i segugi francesi
+sbucarono dai loro nascondigli, e fattisi intorno a quei carriaggi,
+intimarono ai conduttori di arrestarsi. Quali rimanessero i fieri
+romagnoli nel vedersi così inaspettatamente assaliti, è facile
+immaginarlo. Lottare era esporsi a morte sicura. I soldati dirigevan
+le canne dei fucili contro i poco numerosi, ma ferocissimi
+carrettieri, che proferendo una salva di imprecazioni, cedettero
+alla evidente certezza della propria impotenza, e si arresero
+prigionieri. Fu visto allora uno stranissimo spettacolo; i soldati
+francesi montarono sui carri, e cominciarono a man salva il
+saccheggio. In men di cinque minuti, i pollami, le uova, i formaggi,
+i giamboni, i fiaschetti di vino d'Orvieto, tutto fu messo a ruba, e
+il grosso bottino posto come ornamento delle baionette, del giacò e
+delle giberne, che mal reggevano all'insolito peso.
+
+Il Côrso mi venne incontro con un fiaschetto di vino d'Orvieto, e
+presentandomelo gentilmente, si lasciò scappare queste parole, da
+cui sarà facile il comprendere quali sospetti cadessero su me e
+sulla mia compagna.
+
+--Bevete, signor cantante! bevete! perocchè avete diritto alla
+vostra parte di bottino. Voi andavate a Roma per cantare, non è
+vero? E questi altri signori, che venivano dietro a voi, erano forse
+i professori d'orchestra ed i coristi... Sta bene! Ma a noi altri
+Francesi non le si danno ad intendere così grosse! Due carri di
+polvere... Vi par nulla?
+
+--_Fiat voluntas Domini_, esclamai vuotando d'un sorso il
+fiaschetto. Un uffiziale francese giovanissimo, già decorato nelle
+campagne d'Africa, adocchiava l'Ascolana furtivamente, poi venne ad
+offrirle il braccio per accompagnarla nell'interno di un casolare a
+poca distanza dal ponte. Ella si volse a me quasi per consultarmi;
+l'uffiziale, interpretando quell'occhiata:
+
+--Signora, le disse, io non intendo disgiungervi da vostro marito,
+egli può seguirvi, se ciò gli aggrada.
+
+Entrammo in una stanzaccia a pian terreno, dove altri uffiziali
+facevano colazione, onorando senza ritardo i giamboni, i formaggi ed
+i fiaschetti di vino che poco dianzi avevano _legalmente
+acquistati_. All'entrare della bellissima donna, tutti quanti si
+levarono in piedi. L'Ascolana parlava il francese a meraviglia:
+ella, che da parecchi giorni, esausta di forze, scorata, direi quasi
+intorpidita dai patimenti fisici e morali, pareva avesse perduta la
+loquela; commossa ora dal nuovo infortunio riacquistò d'un tratto
+quell'energia, quella vivacità di linguaggio che erano a lei
+naturalissime. Sedette a tavola cogli uffiziali; volle che io le
+stessi a fianco, e mangiò coll'appettito convulso di chi ha l'anima
+fortemente agitata. Alle galanterie francesi rispondeva con una
+disinvoltura ammirabile: I poveri soldati, che forse da tre o
+quattro mesi non avean fiutata una gonnella, cadevano in deliquio,
+si dimenavano sulle scranne, torcevano gli occhi, insomma, per
+servirmi d'una frase Dantesca:
+
+ Non avean membro che tenesser fermo.
+
+--Voi avete là una bella moglie! mi sburravano all'orecchio i
+commensali più vicini, empiendomi in pari tempo il bicchiere.
+
+--Donna adorabile!
+
+--Donna fascinatrice!
+
+--Che occhi!
+
+--Che labbra!
+
+--Che profilo!
+
+E nell'alternarsi di questi punti ammirativi, i miei ospiti si davan
+premura di riempirmi il bicchiere. Coloro s'eran messa in capo
+l'idea d'ubbriacarmi. Vinto il marito, pensavano essi, sarà men
+difficile la presa della moglie. Ma io non era un marito, e i
+furbacchioni fallirono completamente. Da quanto mi accadde quel
+giorno, ho dovuto convincermi che l'avere una bella moglie non è
+poca fortuna in certe occasioni. Se l'Ascolana non era meco,
+avrebbero forse gli uffiziali francesi pensato ad offrirmi
+quell'eccellente colazione? Infatti, gli altri prigionieri erano
+rimasti di fuori, agglomerati come caproni sotto la vampa del sole
+cocente, a divorare cogli occhi i giamboni e gli altri commestibili
+che poco dianzi essi aveano recato alle bocche nemiche. Al mio
+povero postiglione era toccata l'ugual sorte. Io mi sovvenni di lui:
+lo ricordai all'Ascolana, e questa pregò gli uffiziali di inviargli
+qualche cibo. È inutile ch'io vi dica con quanta sollecitudine fu
+risposto al voto della bellissima donna. Tutti quanti balzarono in
+piedi, e recandosi in mano le scodelle, i piatti, i bicchieri,
+corsero ad offrire al postiglione una colazione lautissima. Quel
+povero ragazzo, vedendosi onorato in siffatta guisa, non capiva più
+in sè dalla gioia; prese i piatti, le scodelle, i fiaschetti; li
+adagiò sotto un albero, e mangiò come forse mai gli era accaduto
+nella vita.
+
+Era già il mezzogiorno, quando da Monte Mario venne improvvisamente
+un ordine ai soldati di abbandonare quelle posizioni per
+ricongiungersi al grosso dell'esercito. Tutti i prigionieri furono
+schierati, distribuiti in drappelli e passati in rivista. Grazie
+alla buona opinione che s'ha di noi Italiani al di là delle Alpi,
+que' malcapitati carrettieri furono frugati e manomessi dal capo al
+piede. Il postiglione fu obbligato a levarsi anche gli stivali. I
+terribili perlustratori che con una indecenza poco francese avean
+eseguito l'uffizio crudele, non avendo trovata arma alcuna, si
+guardarono in viso meravigliati, esclamando colla miglior buona fede
+del mondo: «Costoro non sono Italiani!»
+
+Grazie all'Ascolana, mi fu risparmiato quel barbaro affronto. Gli
+uffiziali ne offersero un posto sui carriaggi, e vi salirono con
+noi. L'Ascolana fu posta a sedere sopra un gran padiglione di
+verzura improvvisato alla meglio dagli zappatori, i quali a tal uopo
+avevano atterrati quattro o cinque alberetti, e li aveano disposti
+sul carro intrecciando ai rami qualche fiore dei campi.
+
+Il capitano tuonò il comando della marcia, e tutti quanti partimmo
+alla volta di Monte Mario.
+
+Il luogo dove fummo fatti prigionieri, secondo mi venne riferito dal
+postiglione e dagli altri compagni di sventura, denominavasi la
+_Tomba di Nerone_.
+
+
+
+
+CAPITOLO XI.
+
+_Un pranzo a Monte Mario._
+
+
+Dopo un'ora di marcia, giungemmo alla sommità di Monte Mario, ove
+accampava un grosso distaccamento di truppe, sotto il comando del
+generale Souvant.
+
+Entrammo in un magnifico palazzo. Il generale non tardò a comparire.
+Girò gli occhi intorno, passando ad uno ad uno in rassegna quei
+numerosi prigionieri; poi voltosi a me e all'Ascolana, che in
+disparte meditavamo qualche ingegnoso stratagemma per uscire dalle
+mani nemiche; signori, ci disse, io non posso permettere che voi
+restiate con tanto disagio fra questa canagl.... cioè.... voleva
+dire... fra questa brava gente. Noi siamo troppo galanti per
+dimenticare i riguardi dovuti ad una bella e giovane signora, dalle
+fibre delicate. Io vi offro il mio braccio, o nobile e maestosa
+progenie delle Cornelie e delle Lucrezie! Compiacetemi di seguirmi
+nell'altra sala in compagnia del vostro signor marito!--Così
+parlando, il generale, con una galanteria irresistibile, si
+impadronì della donna e con lei si diresse nell'interno del palazzo,
+dopo avermi accennato di seguirlo.--I soldati francesi, vedendomi
+attraversare il porticato nelle umilianti apparenze di un marito
+vittima, ridevano sotto i baffi e portavano le mani alla fronte
+facendo un gesto molto pittoresco.
+
+Il generale ci condusse in una magnifica stanza al piano superiore,
+dove trovammo un letto eccellente.--«Riposatevi fino all'ora del
+pranzo, disse egli con amabile cortesia; verso le cinque vi faremo
+chiamare; spero non rifiuterete di pranzare alla nostra tavola, dove
+il mio stato maggiore vi farà allegra corona.... Convien adattarsi
+alle circostanze... Siamo sul campo di battaglia, e i nostri cuochi
+qualche volta sono distratti dalle bombe... Però le nostre cantine
+sono ben fornite... I preti ci mandano da Roma dell'eccellente
+Champagne, che il migliore non si potrebbe avere a Parigi. Il
+Champagne e l'Orvieto strinsero alleanza nelle nostre cantine... Ciò
+mi è di buon augurio per le future relazioni tra l'Italia e la
+Francia... Io spero che un giorno le due nazioni si stringeranno la
+mano, come io ve la stringo di cuore sin da questo momento.»
+
+Il generale voleva ad ogni costo mettersi nelle buone grazie...
+dell'Ascolana--e frattanto, egli ci aveva fornito la stanza ed il
+letto,--dove, in un momento di esaltazione ingovernabile, per noi si
+compì finalmente quella parte del rito coniugale, che è reputata la
+più dilettevole.
+
+Tiriamo un velo su quella scena. E d'altronde le sono istorie troppo
+comuni--tutti gli animali della creazione passano per quella via.
+Si potrebbe discutere sulla maggiore o minore colpabilità
+dell'Ascolana: ma la mia questione di teologia morale fornirebbe un
+episodio troppo noioso.
+
+--L'Ascolana non è meno virtuosa, non è meno pura innanzi al
+tribunale della mia ragione, e del mio cuore.--Ella ha ceduto ad uno
+di quei casi di _forza maggiore_, che ponno riguardarsi una clausola
+eccezionale anche nei contratti di fedeltà, stipulati col
+matrimonio.--Eravamo stanchi, abbrustoliti dal sole, in uno stato di
+esaltazione indescrivibile. Nella stanza non c'era che un
+solo letto--un letto molto comodo--ombreggiato da folte
+cortine...--angusto--colle sponde rilevate, formanti un declivio...
+
+Eppure ci eravamo coricati coi più onesti propositi. L'Ascolana
+aveva fatto il segno della croce.... io aveva recitato una
+giaculatoria...
+
+Alle cinque ore, un'uffiziale entrò nella camera, per invitarci a
+discendere. Fummo condotti nella sala da pranzo. Alla Ascolana era
+riserbato il posto d'onore fra il generale ed il suo aiutante
+maggiore,--io fui relegato,--come era da prevedersi--all'estremo
+confine della tavola.
+
+Il desinare fu servito lautamente; v'era copia di vivande squisite,
+dilicati vini, frutta, confetti, ogni ben di Dio. Al principiare del
+pranzo si parlava, poi si venne alle grida; all'ultimo, sturate le
+bottiglie dello Champagne, la sala divenne una babele di schiamazzi.
+
+Quattro importanti questioni, di genere affatto opposto,
+alimentavano la impetuosa loquacità dei commensali.--Musica, guerra,
+politica e gastronomia!
+
+Io mi ero prefisso di secondare in ogni cosa i miei ospiti.
+Cionullameno, verso la fine del pranzo, le incredibili enormità e i
+nuovi spropositi che circolavano per la sala, e sopratutto la
+sprezzante albagia di un ufficiale nel disconoscere lo scopo e la
+giustizia della nostra rivoluzione, mi inagrirono il sangue. Tutti i
+calcoli della prudenza furono in un punto soffocati da un impeto di
+bile. L'amor di patria e lo Champagne infiammarono la mia
+eloquenza--io presi a difendere la rivoluzione con tutta la vigoria
+delle mie note cantonali; sicchè in breve pervenni a dominare
+l'assemblea. L'Ascolana mi incoraggiava col baleno degli occhi e
+colla intercessione di una gentile parola, ogniqualvolta gli
+irritabili uditori accennavano di prender fuoco.
+
+La discussione prese forma di una grande _aria da baritono con
+accompagnamento di coro_.
+
+Permetti, lettore che io ne trascriva le parole, onde tu possa di
+tua fantasia applicarle la musica.
+
+
+
+
+CAPITOLO XII.
+
+_Fra due repubbliche._
+
+(Grande aria per baritono con accompagnamento di coro).
+
+
+_Baritono._ Vi ho detto fin da principio ch'io sono un primo
+baritono assoluto; ma poichè vi ostinate a credermi un repubblicano,
+lasciamo correre l'ipotesi, o piuttosto fissiamola come punto di
+partenza. Alla mia volta, o signori, permettete che io vi chiegga
+qual parte siate venuti a rappresentare voi sotto le mura di Roma.
+
+_Coro._ Noi siamo soldati della repubblica francese!
+
+_Bar._ Alla buon'ora! Dunque, se io fossi soldato della repubblica
+romana, noi ci troveremmo su due campi avversarii a combattere per
+lo stesso principio. In verità che le mie idee si confondono. Come
+si spiegano questi rapporti contradditorii fra due popoli, che
+dovrebbero chiamarsi fratelli nel vincolo di una identica
+costituzione, e invece si azzuffano accanitamente per..?
+
+_Coro._ Per ristabilire l'ordine pubblico.
+
+--Per liberare i romani dall'oppressione straniera...
+
+--Per proteggere il papa contro gli attacchi di pochi
+rivoluzionarii.
+
+--Per difendere la religione cattolica, apostolica...
+
+_Bar._ Basta, signori; ho capito. Per tal modo voi venite a
+dichiarare che repubblica è sinonimo di disordine, che gli Italiani
+debbono considerarsi come stranieri in casa propria; che il papa è
+tanto screditato ed impotente, da non poter resistere da solo contro
+gli attacchi di pochi faziosi; che la religione cattolica
+apostolica, ecc., ecc., ha cessato di essere una forza morale, ed ha
+bisogno, per sorreggersi, delle vostre baionette. Quanto alla prima
+questione, mi permetterete di farvi osservare che l'idea di
+costituirci in repubblica è una conseguenza dell'esempio che voi ci
+avete dato. Non credevamo che una forma di governo, conquistata da
+voi con tante rivoluzioni e tanto sangue, trapiantandosi da
+Parigi a Roma, divenisse sinonimo di disordine e di anarchia.
+Aggiungerò--vedete come è ingenua la logica degli Italiani!--che la
+repubblica di Roma faceva assegnamento sul vostro appoggio morale e
+materiale--e in caso di coalizione europea, non contava che un solo
+alleato possibile, la Francia repubblicana.
+
+_Coro._ _Tiens! tiens!_...
+
+--_C'est drôle!_
+
+--_C'est bête!_
+
+_Bar._ Voi dite che Roma è violentata dagli stranieri...
+
+_Coro._ _Oui! des lombards! des toscans! des piemontais! des
+vénitiens!_
+
+_Bar._ Voi mi confondete, signori.--Se i lombardi, i toscani ed i
+veneti, in Roma debbono considerarsi come stranieri, voi avete mille
+ragioni di prendere il loro posto, ed io sto per credere che i veri
+Italiani... siate voi... Ma non perdiamoci a cavillare sopra una
+questione che potrebbe risolversi colla carta geografica. Qualcuno
+di voi, a giustificare l'intervento, vuol farmi credere ch'esso
+abbia per iscopo di proteggere il papa contro la rivoluzione... Ma,
+in nome di S. Pietro apostolo! che altro è mai questa nostra
+rivoluzione se non la risposta di tutti gli Italiani all'appello del
+pontefice, la conseguenza diretta ed immediata della splendida
+iniziativa presa da Pio IX?--I Lombardi insorsero contro l'Austriaco
+ed eressero le barricate al grido di viva Pio IX! Questo grido fu
+scritto sulle nostre bandiere, questo grido fu ripetuto dal nostro
+esercito sui campi di Goito e di Somma Campagna.--Concorrendo alla
+terribile crociata contro i suoi mille tiranni, l'Italia, più che
+una rivoluzione, compi un atto di fede cristiana. Chi ha mancato?
+chi ha tradito? qual fu il primo disertore nel momento della
+lotta?--Quegli stesso, che l'aveva iniziata, e benedetta nel nome
+di Dio. Perchè il Capo ci fornì l'esempio nefando, vorrete voi
+condannarci di non aver disertato in massa?... Questi soldati,
+questi Italiani, che voi perseguitate, che voi venite a snidare
+dall'ultimo asilo della libertà, non d'altro sono colpevoli fuorchè
+della loro troppa fede in Pio IX. Perdonate, signori uffiziali, s'io
+vi parlo con qualche vivacità. Ma io mi trovo in tal posizione, da
+cui la balordaggine umana mi apparisce tanto deforme che quasi mi
+vergogno di appartenere alla specie. A che giovano le lezioni della
+istoria, a che giovano i progressi della libertà, quando ad ogni
+tratto vediamo trionfare l'assurdo, e la follia distruggere in pochi
+mesi il progresso di un secolo?... La repubblica!... L'ideale del
+migliore dei governi, che ha per epigrafe: libertà, uguaglianza e
+fratellanza.--Non è questa la nostra insegna?... Pure, le due
+repubbliche si guardano in cagnesco... La libertà dell'una osteggia
+la libertà dell'altra--si accusano--vengono alle mani,--da ambo le
+parti si prodiga il sangue--e intanto, fra queste due repubbliche
+che si sgozzano, un prete ed un croato, seduti ad una tavola
+grassamente imbandita, aspettano tranquillamente l'ora di riprendere
+lo scettro del mondo.--Io concludo: se è vero che voi siate
+repubblicani, la repubblica non è altro per voi che una formola di
+transazione per ricondurre i popoli, da un governo moderatamente
+liberale, all'assolutismo più dispotico.
+
+Il generale Sauvant non pose tempo in mezzo; diede alcuni ordini al
+Còrso, il quale, rientrato pochi minuti dopo nella sala, disse ad
+alta voce: la vettura è pronta!
+
+Allora il generale, voltosi gentilmente all'Ascolana:--Signora, le
+disse, noi siamo ben lieti di usare a vostro pro del dritto di
+grazia a noi concesso. Fra un'ora sarete in Roma, a fianco di vostro
+marito--voi potete partire all'istante.
+
+Tutti ci levammo in piedi per farle cortegio infino alla vettura.
+Ella era pallida in volto, e a stento camminava, e non profferiva
+parola. Io l'aiutai a salire in vettura; e stringendole la mano, le
+sussurrai all'orecchio alcune frasi sconnesse che mal traducevano i
+tanti e variati sentimenti che in quel punto mi cozzavano nel cuore.
+
+«Addio, bella Italiana, dissero gli uffiziali. Fra due giorni ci
+rivedremo.... Dite a que' bravi Romani che fra due giorni verremo a
+far colazione anche noi al _caffè delle belle arti_, e a fumare uno
+zigaro sulla Piazza del Popolo.»
+
+La vettura si mosse, e scendendo pel ripido pendìo, scomparve ben
+tosto dai nostri sguardi.
+
+Io cercava dissimulare il profondo cordoglio di quella improvvisa
+separazione. Dissi dunque agli uffiziali:
+
+--A quanto pare, voi contate d'esser fra due giorni padroni di Roma?
+
+--È colpo sicuro!...
+
+--Per qual porta entrerete?
+
+--I Francesi non entrano mai per le porte...
+
+--Al diavolo i rodomonti! sclamai in buon italiano, per dar sfogo
+alla rabbia che mi strozzava.
+
+--Che avete detto?
+
+--Ho detto che son rimasto senza moglie... e che ora i buoni pranzi
+sono finiti!
+
+Di tal modo finì la mia grande aria. Ma il coro che si era
+intercalato al recitativo e alle prime battute dell'adagio, non
+concorse all'effetto delle cadenze.--Qualcuno degli uffiziali, con
+un cenno leggiero della testa, mostrò di arrendersi al mio
+ragionamento--altri si scambiarono furtivamente delle occhiate
+d'approvazione--finalmente, i più avversi alla logica, risposero con
+una crollatina di spalle, che mi fece inorgoglire. Erano convinti,
+ma non osavano confessarlo.
+
+Fu breve silenzio nella sala. La bella Ascolana, per distrarre le
+menti da una questione, che avea messo i miei ospiti in tanto
+imbarazzo, si volse con amabili accenti al generale per chiedergli
+qual sorte fosse a noi destinata.
+
+La risposta del generale, come ognuno può immaginare, mi interessava
+grandemente.
+
+
+
+
+CAPITOLO XIII.
+
+_I buoni pranzi finiscono._
+
+
+--In poche parole vi metto al chiaro della situazione, prese a dire
+il Sauvant.--Voi siete prigionieri di guerra, e come tali io debbo
+inviarvi al quartiere generale, ove, dopo breve esame, sarete
+giudicati. Da questa misura sono eccettuate le donne, quelle almeno
+che non si lasciano prendere colle armi alla mano. Per esse noi
+abbiamo il diritto di grazia, e ben volontieri ne useremo a vostro
+vantaggio, amabilissima signora, se non foste vincolata ad un uomo,
+che voi senza dubbio vorrete seguire giusta il precetto cristiano:
+la donna seguirà il marito, ecc., ecc., con quel che segue.
+
+--E in qual modo esercitate voi il diritto di grazia verso le
+persone del mio sesso? domandò l'Ascolana con volto radiante.
+
+--Rimettendole sul loro cammino, od anco facendole scortare da gente
+fidata fino alle porte di Roma.
+
+--Se ciò è, voi potete da questo momento esercitare il vostro
+diritto di grazia verso questa donna, diss'io al generale.
+
+--Che! separarvi dalla moglie! sclamarono i commensali.--_C'est
+drôle! c'est incroyable!_
+
+--Signori, cessate dal far le meraviglie. Questa donna ch'io vi ho
+presentato per mia moglie, allo scopo di guarentirle il rispetto ed
+il decoro, non è che una mia compagna di viaggio, colla quale mi
+incontrai per caso in un paesello delle Marche. Essa altro non brama
+fuorchè di por piede entro le mura di Roma, per abbracciare il suo
+vero marito, dal quale fu per lunga pezza disgiunta.
+
+Qui mi fu d'uopo narrare dettagliatamente l'istoria del mio incontro
+coll'Ascolana a Grottamare, l'intendimento del viaggio, e tutto
+insomma dall'_a_ alla _zeta_ quanto ci era accaduto.
+
+
+
+
+
+
+Storia di Milano dal 1836 al 1848.
+
+
+
+
+STORIA DI MILANO
+dal 1836 al 1848
+
+
+Sotto l'oppressura di una indigestione solennemente cattolica, io mi
+accingo ad un lavoro altrettanto grave che proficuo; a scrivere la
+Storia di Milano dall'anno 1836 al 1848. Voi tosto comprenderete che
+io scrivo dietro incarico di un editore, al quale preme, se non mi
+inganno, di aggiungere due nuovi volumi alle opere del Verri e del
+De-Magri, oggimai screditate completamente. Conviene adunque, che io
+raccolga i pensieri a capitolo--l'impresa è molto arrischiata, ma io
+solo conosco l'alta mercede che mi attende.
+
+Raduniamo i materiali. Io detesto gli sgobboni che fabbricano la
+Storia sui libri altrui, sulle testimonianze poco attendibili dei
+giornali e sulle postume adulazioni delle medaglie e dei marmi
+sepolcrali.--D'altronde, non l'ho io veduta coi miei propri occhi la
+Storia di Milano dal 1836 al 1848?--Questa riflessione mi fa
+incanutire venti peli della barba, ma in ogni modo mi conforta e mi
+infonde lena al lavoro.
+
+Aduniamo le nostre reminiscenze--senza ordine--senza legge--come
+vengono.--Cosa era Milano dal 1836 al 1848?--O piuttosto: qual era
+Milano?--A tale interpellanza, mi si affaccia il caos... Dodici anni
+mi si affollano intorno, urtandosi, sospingendosi, assordandomi
+l'orecchio di grida diverse. L'immortale questurino di Siviglia non
+si trovò a peggior condizione della mia, allorquando salì in casa di
+don Bartolo per rimettervi l'ordine.
+
+Se non m'inganno, fu nell'anno 1838 che S.M. Apostolica l'imperatore
+Ferdinando d'Austria venne a Milano per farsi incoronare Re
+d'Italia. A quell'epoca, per ricordare l'augusto, si diceva
+generalmente; il _nostro imperatore_, taluni, più ingenui: il
+_nostro buon imperatore_.--Molti nobili lombardi si recavano ad
+onore di vestire la divisa di uffiziali tedeschi... C'erano,
+all'entrata di S.M., delle guardie italiane sfolgoranti d'oro e di
+perle;.. una meraviglia di splendore, di pompa, di beatitudine
+generale. Non ricordo se il cholera ci abbia fatto la sua prima
+visita, innanzi, o dopo l'incoronazione di Ferdinando. Il perfido
+morbo si diè a conoscere verso quell'epoca, ed anche allora si
+rinnovarono scene atroci e balorde, non molto dissimili da quelle
+che il Manzoni descrisse nel suo sublime romanzo. Il popolaccio è
+sempre uguale in ogni tempo--è sempre la gran bestia.
+
+Di politica nessuno fiatava.--Le contrade erano illuminate da
+lampade ad olio, e i riverberi delle fiamme acciecavano affatto il
+passeggiero.--I Milanesi menavano gran vanto della loro pulitezza e
+i marciapiedi, frattanto, erano attraversati da rigagnoli che non
+sentivano di muschio. La cattedrale, ammirata dagli stranieri,
+serviva da pisciatoio ai più civilizzati, i quali, per maggior
+vilipendio dell'edificio, erano in buon numero.--La città si
+svegliava verso le undici del mattino; i veri _lions_ non apparivano
+in pubblico che alla una dopo mezzodì.--Si incontravano al Corso dei
+giovanotti di sedici ed anco di diciotto anni, vestiti colla
+giacchettina corta, profilata alle natiche, accompagnati dal tutore
+o dal pedagogo, il quale ordinariamente era prete. Il cappello a
+cilindro torreggiava sulla testa degli eleganti a porta Renza ed ai
+pubblici giardini; ma c'era pericolo ad affrontare, con quel simbolo
+in testa, i terraggi di porta Ticinese e i rioni di porta
+Comasina.--Quando al Corso passavano in cocchio l'arcivescovo o il
+vicerè, non c'era alcuno che non levasse il cappello. L'arcivescovo
+era tedesco e si chiamava Carlo Gaetano conte di Gaisruk; il vicerè
+si firmava Rainieri. Nel 1840, i figli di quest'ultimo, due figuri
+lunghi e rasi sotto la nuca, venivano salutati al corso con qualche
+affettazione di rispetto e berteggiati dietro le spalle a voce
+bassa.--Gli uffiziali austriaci portavano l'abito borghese.--Il
+governatore, il conte Pachta, il Torresani, il Bolza, godevano di
+una autorità illimitata.--C'era un casino di Nobili e un casino di
+Negozianti, rivaleggianti di supremazia.
+
+L'aristocrazia e il commercio si guardavano biecamente. I giovanotti
+di _buon genere_ si ubbriacavano di Porto o di Madera, e da ultimo
+si suicidavano coll'absinzio. Questa atroce bevanda si introdusse a
+Milano verso il 1840.--La moda dei mustacchi e della barba completa
+incontrava degli oppositori pertinaci e accaniti. Molti padri di
+famiglia tenevano il broncio ai figliuoli od ai nipoti per una
+leggiera insubordinazione di peli. Due fratelli Clerici
+rappresentavano le più belle e più complete barbe di Milano. I
+vecchi, gl'impiegati, e in generale, tutti i così detti uomini seri,
+si radevano scrupolosamente dal naso al gozzo. Gli studenti che
+portassero barba o mustacchi rischiavano compromettere il loro
+avvenire; ordinariamente venivano rinviati dall'esame, od anche
+eliminati dalla scuola.
+
+Tre quarti della popolazione non conosceva altro mondo, fuori di
+quello rinchiuso entro il circuito dei bastioni. La attivazione
+della ferrovia fra Monza e Milano fu un avvenimento colossale, che
+parve prodigio. Si udivano dei vecchi esclamare: Ora che ho veduto
+questa meraviglia, sono contento di morire! e parecchi morirono
+infatti. L'apertura del caffè Gnocchi in Galleria De Cristoforis
+inspirava due lunghi articoli alla _Gazzetta di Milano_; quasi
+altrettanto rumore levò l'apertura del caffè dei _Servi_, e più
+tardi l'inaugurazione della bottiglieria di San Carlo.
+
+I _Cafè-restaurants_ non esistevano prima del 1840--nel 1847 si
+contavano sulle dita. La colazione di lusso consisteva in un _caffè_
+e _panera_, con due _chiffer_ o pannini alla francese.--Questa lauta
+colazione costava otto soldi di Milano. Non era permesso fumare in
+alcun luogo pubblico, e, innanzi al 1844, erano guardati di mal
+occhio e tacciati di malcreanza i pochi scioperati che osavano
+inoltrarsi, collo zigaro in bocca, sui bastioni di porta Renza, o
+dentro i pubblici giardini durante il trattenimento della banda. Le
+signore, all'appressarsi di uno zigaro, fingevano il deliquio: alla
+vista di una pipa inorridivano del pari il gracile e il forte sesso.
+
+In materia culinaria, l'istinto pubblico tendeva al grasso e al
+pesante.
+
+Gli Ambrosiani non avevano ancora degenerato al punto da proscrivere
+il _cervelaa_ dal risotto. Il buon vino, il vino corroborante e
+stomatico doveva innanzi tutto essere un liquido opaco. Si mangiava
+eccessivamente ad ogni ricorrenza di solennità ecclesiastica; nel
+resto dell'anno una parte del popolo digiunava per compenso. Questo
+popolo non aveva giornali, nè libri--la sua letteratura erano le
+_bosinate_--la sua politica si riassumeva nel motto: _Viva nûn_ e
+_porchi i sciori!_--Porta Comasina e porta Ticinese si detestavano;
+esistevano, dentro i bastioni, antagonismi feroci, come fuori, tra
+villaggio e villaggio. A porta Ticinese, verso l'imbrunire, una
+persona civilmente vestita rischiava la fine di santo Stefano.
+
+La _Gazzetta di Milano_, il solo foglio che trattasse estesamente la
+politica, usciva in formato modestissimo; il suo primo articolo
+verteva ordinariamente sulle questioni della China. Al compleanno ed
+al giorno onomastico di S.M. l'imperatore d'Austria, il foglio
+usciva stampato a caratteri d'oro e tutto ornato di rabeschi. In
+quelle ricorrenze, la _boemia_ dei poetastri gracidava dalla
+_Gazzetta_ i suoi inni pindarici. I poeti e i letterati, meno
+qualche eccezione, passavano per spie.
+
+La calunnia non rispettava le grandi intelligenze, e imperversava
+sulla turba degli scribacchiatori. Qualunque letterato non avesse
+una posizione determinata, qualunque non fosse in grado di esporre
+al pubblico il bilancio attivo e passivo delle proprie finanze,
+cadeva in sospetto di agente dell'Austria. A Milano, come si vede,
+gli uomini di lettere furono in ogni tempo assai corteggiati
+dall'opinione pubblica.
+
+Il _Pirata_, foglio teatrale del dottor Francesco Regli, era letto
+avidamente. Luigi Romani istituiva il _Figaro_; Pietro Cominazzi la
+_Fama_ che esiste tuttora; il signor Pezzi dettava critiche
+letterarie e teatrali nel _Glissons_: c'era un _Bazar_ diretto dal
+Boniotti. Da Torino giungeva fin qui il _Messaggere torinese_
+diretto dal Brofferio; Firenze, più tardi, ci mandava una _Rivista_
+redatta dal Montazio. In fatto di letteratura periodica non si
+andava più in là.--Erano per la massima parte fogli teatrali, ma in
+allora il teatro costituiva la massima preoccupazione della società
+colta; epperò il _Pirata_, il _Figaro_ e la _Fama_ erano aspettati
+avidamente e letti da quanti sapevano leggere.
+
+Il caffè del Duomo, emporio di letteratura e di letterati, offriva
+anche il _Politecnico_ e la _Rivista europea_, il _Débats_, la
+_Rivista piemontese_, l'_Allgemeine_ ed altri pochi periodici
+provenienti dall'estero. Nei principali caffè di Milano, all'infuori
+della _Gazzetta_ e del _Pirata_, nessun foglio stampato. I pedanti
+muovevano guerra al Manzoni, e stampavano libelli da fare
+raccapriccio. Tommaso Grossi, aggredito accanitamente dalla critica
+pe' suoi _Lombardi_, abbandonava iracondo il campo delle lettere per
+rifugiarsi nel notariato.
+
+La satira inferociva coi grandi. Tutte le ire, le contumelie, le
+calunnie che oggidì si disfogano nella lotta politica, si
+addensavano allora sulle teste dei poeti e degli artisti, e su
+quelle andavano a rovesciarsi furiose e mortifere. È la storia del
+passato, sarà la storia dell'avvenire. Esisterà sempre una lega di
+inetti, di mediocri e di impotenti, per combattere le intelligenze
+superiori, per contristare la esistenza di chi opera ed emerge.
+
+Si mangiava a buon patto, e un vino detestabile si smaltiva dai
+brugnoni per otto, per sei soldi al boccale. All'osteria della
+Foppa, si pranzava al prezzo di una lira austriaca. Quel pranzo si
+componeva di tre piatti, minestra, vino, giardinetto. Nell'osterie
+ed anco negli alberghi di lusso, la mensa era rischiarata da candele
+di sego. Ad ogni mutamento di piatto, il _piccolo_ andava in giro
+collo smoccolatoio--la fuliggine pioveva nelle zuppe.
+
+I secchi dei lattivendoli giravano scoperti nelle vie, o solo
+coperti da uno strato di mosche. In ogni via aprivasi un macello; i
+suini ed i vitelli, trascinati brutalmente sui carri, intronavano
+dei loro gemiti le vie.--I monsignori del Duomo si distinguevano per
+la rotondità dell'addome: gli altri ministri del culto, meno qualche
+professore damerino, facevano gara di collaretti _bisunti_. Della
+decenza pubblica si teneva poco conto. Mentre i fianchi del Duomo
+venivano liberamente usufruttati per sfogo di una secrezione meno
+pura; presso gli scalini, in sul far della notte, si davano convegno
+barattieri e ruffiani d'ogni specie, i quali senza scrupolo di
+sorta, offrivano ai passanti la merce proibita. Nel centro della
+città, a poca distanza della cattedrale, esistevano case di vizio. A
+tutte le ore del giorno, le più sozze femminaccie scendevano in
+sulla porta, o affacciavansi alle finestre, e colla voce o con gesti
+laidissimi invitavano a salire. Ai veglioni della Canobbiana e del
+Carcano, ebbrezza e dissolutezza inenarrabili. In una notte di
+sabbato grasso, al teatro Fiando, si dovette sospendere il veglione,
+e i poliziotti fecero sgombrare la sala, perchè i _cavalieri_
+danzanti s'erano spogliati infino alla camicia.
+
+Risaliamo alle regioni elevate. Marchesi godeva fama di scultore
+eminentissimo; Hayez dominava nella pittura storica; Canella e Bisi
+nel paesaggio; Sabbatelli era insuperabile negli affreschi, Molteni
+era chiamato l'imperatore dei ritrattisti, Sanquirico, scenografo
+della Scala e cavaliere di più ordini, riceveva, con alterezza
+principesca, principi visitatori. Rossini, Bellini e Donizetti
+fornivano il repertorio musicale ai grandi e piccoli teatri.
+Piacevano due o tre opere di Mercadante. Pacini, già quasi obliato,
+nel 1842 riviveva glorioso colla _Saffo_. Alla Scala si
+rappresentavano con successo i _Falsi Monetari_ del Rossi, lo
+_Scaramuccia_ e la _Chiara_ del Ricci, il _Furioso_ di Donizetti, il
+_Buontempone_ del Mandanici, tutte opere in oggi obliate o dannate
+al ludibrio dei piccoli teatri. La Malibran era morta, la Pasta
+abbandonava la scena; Rubini, Lablache, Tamburini, Galli e gli altri
+creatori illustri delle opere di Rossini e di Bellini, emigravano
+all'estero per cogliere paghe favolose nei teatri di Londra e di
+Parigi. Salvi, Moriani, Ronconi, la Tadolini, la Strepponi, la
+Schoberlechner, Poggi, la Frezzolini, Guasco, Debassini, Ferri,
+aprivano, con altri pochi valenti, l'epoca nuova. Fervide, accanite
+polemiche suscitavano la Cerrito e la Taglioni; una pantofola della
+Cerrito era pagata duecento franchi. La Elssler, apparsa più tardi,
+faceva obliare le due antagoniste avventurate; il pitale
+della Elssler fu comperato da un fanatico al prezzo di lire
+seicento.--Nella quaresima del 1842, coll'opera il _Nabucco_, si
+palesava un nuovo atleta dell'arte musicale, il maestro Giuseppe
+Verdi. Tutti i dotti si scatenarono atrocemente contro lui, ma il
+pubblico non tardò un istante a rendergli omaggio. Gustavo Modena
+recitava al Lentasio la _Zaira_, il _Luigi XI_, l'_Oreste_, il
+_Filippo_, e di là passava al Carcano ed al Re, dove la sua forte e
+poetica declamazione produceva insoliti effetti.
+
+Al teatro Re, nella stagione di quaresima, recitava periodicamente la
+Compagnia Sarda, che contò, fino all'ultimo, attori distintissimi.
+La Ristori, al fianco della Marchionni, rappresentava le
+parti ingenue ed amorose, tipo ideale di bellezza. Nell'arte
+drammatica emergevano il Vestri, attore unico nel suo genere, il
+Bon, il Taddei, il Gattinelli, il Ventura, la Robotti, la Romagnoli,
+il Dondini--Ernesto Rossi, Tommaso Salvini, la Sadowiski, il
+Maieroni, e quasi tutti gli attori più illustri dei tempi nostri,
+aggregati alla Compagnia di Gustavo Modena, si ispiravano alle
+lezioni ed agli esempi di quel grande. La Compagnia Lombarda
+istituita da Giacinto Battaglia e diretta dal Morelli, arruolava
+sotto le sue bandiere il fiore delle giovani reclute, iniziando, pel
+teatro drammatico, un'era novella. Scrivevano per la scena italiana
+il Bon, il Nota, il Brofferio, il Giacometti ed altri pochi.
+Giacinto Battaglia e Giuseppe Revere fornivano qualche dramma
+storico non sì tosto applaudito che obliato. Goldoni era sempre
+gustato. Il repertorio di Scribe e d'altri autori francesi godeva
+pieno favore. Si tentarono per la prima volta le tragedie di
+Shakespeare e di Schiller; l'_Otello_ recitato dal Modena, fu al
+teatro Re male accolto; assai bene il _Wallenstein_. Una tragedia di
+Manzoni, recitata parimenti dal Modena, ottenne fredda accoglienza.
+Si leggevano avidamente i versi milanesi del Raiberti. Il primo
+dramma di Revere, _Lorenzino de' Medici_, levò qualche rumore.
+Rovani, a dicianove anni, pubblicava un romanzo storico, il
+_Lamberto Malatesta_. Uberti esordiva alle lettere con un frammento
+di poema in versi sciolti, _Le quattro stagioni_. Tutti i romanzi
+storici e le novelle storiche apparse dopo i _Promessi Sposi_ e il
+_Marco Visconti_, arieggiavano lo stile di Manzoni e di Grossi. La
+_povera tosa_ metteva il capo dappertutto. Correva manoscritta una
+mesta poesia in morte di Silvio Pellico, nè vi era alcuno che non
+sapesse recitarla a memoria. Quella poesia cominciava coi versi:
+_Luna, romito aereo, Tranquillo astro d'argento_....
+
+I romanzi del Guerrazzi, superato il confine, passavano da mano a
+mano, divorati ansiosamente dai giovani. Giusti e Leopardi erano
+poco noti; del Giusti erano lette furtivamente le prime poesie che
+giravano manoscritte. Le donne leggevano Prati, e si intenerivano
+alle amorose peripezie di Ermenegarda. I professori di rettorica ed
+i giovani poetanti inveivano acerbamente contro il gentile e
+melodioso poeta, ma tutti poi lo imitavano, e, come al solito, lo
+superavano nei... difetti. Le opere dell'ingegno fruttavano poco ai
+mediocri, ma i distinti ne coglievano frutti, comparativamente
+lautissimi. Tommaso Grossi dai _Lombardi alla prima Crociata_
+ritrasse da quindici a ventimila lire; Cesare Cantù colla _Storia
+Universale_ e con altre opere istoriche pubblicate dippoi, arrichì.
+Ma anche allora c'erano poeti e letterati che facevano pietà a
+vederli, quando non ispiravano terrore. Faccie smunte, soprabiti
+scuciti, e colli da struzzo. La letteratura più affamata pranzava
+alla trattoria del Popolo, dove non pochi cantanti e ballerini
+gareggiavano coi poeti di appetito. Le appendici letterarie e
+teatrali della _Gazzetta di Milano_ portavano alternativamente i
+nomi di Lambertini, Piazza, Biorci, Cremonesi. Scrivevano libretti
+d'opera Felice Romani, Rossi, Bidera, Cammarano, Sacchero e Giorgio
+Giachetti. Nei palchetti della Scala, durante la rappresentazione
+dell'opera, si giuocava a tarocco e qualche volta si cenava. Nel
+massimo teatro le panche della platea erano coperte di una grossa
+tela giallastra; le scale nude di tappeti, la scena illuminata
+tetramente. Alessandro Guerra, famoso equitatore, godeva una fama
+napoleonica.--Era gustata la birra Tarelli, e qualche signora
+suggeva deliziosamente la gazosa di fambros. Il caffè Mazza era
+rinomato per la confezione dei sorbetti, il caffè di Brera
+per gli squisiti tortelli, la chiesa di San Marco per i suoi
+predicatori.--Il vicerè Rainieri, la sera del giovedì santo, si
+prestava gratuitamente a lavare i piedi di dodici vecchioni dello
+stabilimento Triulzi: tutte le dame e i gentiluomini di buon gusto
+facevano a gara per assistere a quello spettacolo. La contessa
+Samayloff si rendeva celebre per una mascherata di gatti, e faceva
+celebrare con pompa inaudita i funerali di una cagnolina.
+
+Uno zigaro di virginia costava due soldi di Milano.--Il conte Giulio
+Litta scriveva delle opere musicali applaudite, su libretti del
+poeta Rotondi suo pensionato. Alla Scala piaceva l'_Ildegonda_,
+musica e poesia di Temistocle Solera.--I matrimoni dell'aristocrazia
+coll'arte erano rari come quelli della nobiltà col commercio. Levò
+immenso rumore il matrimonio della contessa Samayloff col Pery, un
+oscuro baritono che rappresentava al teatro di Como la parte di
+Carlo V nell'_Ernani_.--Al corso, nella prima domenica di quaresima,
+non apparivano che carrozze ed equipaggi di lusso. Non esistevano
+ancora gli ignobili _broughams_. Una dozzina di carrozzoni
+sepolcrali facevano il servizio della intera città.--La processione
+del _Corpus Domini_ costituiva uno degli spettacoli più grandiosi e
+più popolari dell'epoca; rampolli di illustri famiglie figuravano da
+angioli nel corteggio. Uomini di censo e di una serietà
+indiscutibile, si contendevano l'onore di sostenere il
+baldacchino.--Nelle grandi arsure dell'estate c'era un espediente
+sicurissimo e poco complicato per ottenere la pioggia; si esponevano
+alla pubblica venerazione due angiolotti di legno. Le fanciulle da
+marito filavano l'amore sentimentale nei boschetti di porta
+Renza, ai Servi ed al Carmine, durante la messa, e al teatro
+Filodrammatico. Le chiese erano affollatissime in ogni ricorrenza di
+triduo serale; giovinetti dai venticinque a trent'anni assistevano
+alle cerimonie religiose col ginocchio piegato, col libro delle
+preghiere nella mano destra. Questi devoti solevano impiegare
+abbastanza vantaggiosamente anche la mano sinistra.--Alla _Corona_,
+all'_Agnello_, al _Falcone_, al _Cappello_, e in tutti gli alberghi
+di tal rango, si alloggiava al prezzo di una lira al giorno. I
+cittadini erano gai: nelle famiglie si giuocava all'oca ed alla
+tombola e qualche volta si faceva un po' di musica e si ballava
+all'oscuro. Lotterio e Battezzati, un baritono ed un basso
+dilettanti, erano contesi dalla borghesia. Il principe Emilio
+Belgioioso era un tenore stupendo, il conte Pompeo, basso profondo
+di primo ordine, cantava a Bologna lo _Stabat Mater_ di
+Rossini.--Una libbra di manzo si pagava diciasette soldi, e metà
+della popolazione non assaggiava carne che alla domenica o alle
+grandi solennità della chiesa. Si parlava meneghino su tutta la
+linea. Al Corso di Porta Renza tutti portavano i guanti; sulla porta
+dell'Hagy stazionavano ancora parecchi milionari. Saper nulla era
+lusso, moda l'inerzia e la _ciocca_.
+
+La contessa Samayloff era la _lionne_ di Milano. Una sera, al teatro
+Re, ella recitò con molto garbo una parte principalissima nel dramma
+francese _Le prime armi di Richelieu_. La rappresentazione aveva
+scopo benefico, e il canonico Ambrosoli sedeva nell'atrio del teatro
+a sorvegliare il bacile. Le dame, per invidia, detestavano la
+contessa; i poveri ne dicevano il maggior bene.--La moglie del
+vicerè Rainieri, dal suo palchetto alla Scala, dardeggiava col
+binoccolo i giovinotti più alla moda. Uno dei _lions_ più avidamente
+occhieggiati dalla arciduchessa, si compiaceva di imbarazzarla colle
+sue pose stranissime e non affatto decenti.--Produsse gran
+sensazione un incendio avvenuto a Corsico, che divorò buona parte
+del paese.--Un fallimento dava materia a discorrere per parecchi
+anni, e la famiglia di un fallito vestiva a lutto o spariva dal
+consorzio cittadino.--In fatto di equipaggi, non era permesso il
+tiro a sei che a S.A.I.R. il Vicerè, ed a Sua Eminenza monsignor
+l'Arcivescovo.--Il vicolo delle _Ore_ e il sottopassaggio che
+dall'interno del Duomo metteva all'Arcivescovado erano i punti
+prescielti pei convegni amorosi. Verso le estremità del boschetto
+pubblico prospicienti la strada Isara, si presentavano sul far
+della notte, dei gruppi mostruosi.... L'osteria dei Tre Scranni si
+rese celebre per una avventura degna di figurare nel _Decamerone_, e
+lo sgraziato protagonista, che finì imprigionato, per disdoro della
+curia era un prete.--In estate, le bande tedesche chiamavano al
+caffè Cova una folla mista di buontemponi e di fanciulle da marito.
+L'ingresso al caffè costava mezza lira e questa dava diritto alla
+consumazione di un gelato. I Baconi, i Paumgarten ed i Kaiser
+fornivano le migliori bande musicali.--La varietà delle monete era
+notevolissima e qualche volta imbarrazzante, contuttociò il popolo
+ambrosiano non potè mai divezzarsi dal contare in lire milanesi.
+Esistevano spezzati di ogni valore; il centesimo, il sesino, il tre
+centesimi, il soldo, il carantano, la parpagiuola, il tre e mezzo,
+il quartino, il nove meno un quattrino, il diciasette e mezzo, il
+dicianove soldi (tre lire di Parma), il venti soldi. Il valore della
+svanzica andò gradatamente elevandosi dai ventitrè ai venticinque
+soldi di Milano. Fino al 1848, ebbero gran voga i crocioni e i
+quarti di crocione. Il _Trentanove_ ebbe gli onori di una brillante
+poesia dettata da Ercole Durini, gentiluomo amabilissimo e ricco di
+ingegno.
+
+Fra le monete d'oro, figuravano ancora le pezzette, gli zecchini, le
+colombie, le sovrane, le papaline, le messicane, le genove, i luigi,
+le parme.--Il duca Litta, recandosi a Lainate con legno di posta, a
+ciascun postiglione gettava per mancia un marengo.--I ballerini ed i
+mimi, notevoli per la loro chioma raffaellesca, stazionavano sulla
+porta del caffè della Cecchina, detto dei _virtuosi_. Effisio Catte
+faceva colazione nella retro bottega del salsamentario Morandi;
+Gumirato, un tenore in perpetua disponibilità, pranzava tutti i
+giorni dell'anno col caffettiere del teatro Re, pagandolo di facezie
+e di epigrammi.--Non esistevano giornali umoristici; il _Cosmorama
+Pittorico_, istituito dallo Zini, contava settemila abbonati.--In
+piazza Castello si giuocava al pallone.--In una bottega sulla Corsia
+del Duomo, si offerse per circa sei mesi uno spettacolo di pulci
+ammaestrate, le quali eseguivano diversi esercizi ginnastici; tutta
+Milano corse ad ammirarle.--Il Meneghino Moncalvo recitando alla
+Stadera ed alla Commenda, si faceva imprigionare regolarmente due
+volte alla settimana per l'arditezza delle sue allusioni
+antiaustriache. Il teatro Santa Radegonda, a cui si ascendeva per
+una scala di legno, era più angusto, più sudicio e più tetro che non
+sia al presente.--Merelli, impresario del teatro alla Scala,
+possedeva una superba villa a Lentate, e dava commissioni ai più
+celebri pittori e scultori.--Rovaglia vestiarista degli imperiali
+regi teatri, sfoggiava sul corso un magnifico equipaggio.--L'agente
+Burcardi veniva giustamente considerato il più magro cittadino di
+Milano.--L'abate Gianni, un colossale gigante, regalava
+pubblicamente due schiaffi al figlio di Radesky, che lo aveva
+insultato, e n'aveva dal generale felicitazioni ed encomii.--Di
+duelli non si udiva parlare; le quistioni più complicate si
+scioglievano col metodo estemporaneo dei pugni e delle reciproche
+bastonature.--Le teste dei poliziotti, nei quartieri di porta
+Ticinese e di porta Comasina, furono più volte sprofondate nel vano
+dei loro kepy torreggianti.--I barabba portavano gli orecchini e si
+radevano la nuca; i garzoni da macello si distinguevano per due
+enormi ricci poco simmetrici, striscianti sull'orecchio.--Prima del
+1840, il tabarro costituiva l'indumento invernale più usitato. Vi
+erano tabarri da quattro, e persino da otto a dieci pellegrine. Il
+_paletot_ veniva generalmente adottato verso il 1841.--Il giorno di
+Pasqua, fosse pioggia o bel tempo, metà dalla popolazione indossava
+arditamente gli abiti estivi. Il pantalone di _nankin_ godeva in
+estate il massimo favore. Sul Corso si incontravano ad ogni passo
+delle dame seguite da un domestico in livrea. I cani favoriti dalle
+signore appartenevano alla razza dei carlini o dei maltesi.--Balzac
+soggiornava per alcun tempo a Milano, e durante quella breve dimora,
+notava che le figlie delle nostre portinaie avevano l'aspetto di
+altrettante regine. Il celebre romanziere veniva derubato di una
+preziosa tabacchiera che ben tosto gli era restituita per cura
+dell'imperiale regio direttore di polizia.--Il baritono Varesi
+cantava alla Scala nel _Corrado d'Altamura_ e nella _Saffo_ di
+Pacini.--Dal Conservatorio uscivano famosi istromentisti, il Piatti,
+il Bottesini, l'Arditi, il Fumagalli.
+
+Gli allievi del Conservatorio portavano un'uniforme poco dissimile
+da quella dei commissari di polizia, vale a dire una marsina verde
+scura con bottoni dorati e cappello a barchetta. Il giovedì e la
+domenica, quei giovani musicisti dell'avvenire passeggiavano a
+schiera sui bastioni e sul Corso. L'alunno Antonio Cagnoni scriveva
+la sua prima opera _Don Bucefalo_, mentre a Giuseppe Verdi era
+negata l'ammissione nel Conservatorio, dietro verdetto di un
+professore di pianoforte onnipotente. Il maestro Triulzi, orribile a
+vedersi, dava lezioni di canto alla bella Pinoli ed alla Iotti.
+Rolla, e più tardi Cavallini, dirigeva l'orchestra della Scala, che
+contava fra i suoi migliori istromentisti l'Ernesto Cavallini
+solista di clarinetto, il Daelli oboista, Rabboni professore di
+flauto e Merighi professore di violoncello. Ferrara creava
+eccellenti allievi nel violino. Angelo Mariani, bellissimo giovane,
+dirigeva il concerto e l'orchestra del teatro Carcano nell'autunno
+dell'anno 1846 e nella primavera del 1847.--Alberto Mazzucato
+scriveva pel teatro delle opere più o meno accette, e dettava
+articoli di arte nella _Gazzetta Musicale_, edita dal Ricordi. Anche
+il Lucca, editore di musica, istituiva un giornale artistico
+letterario, l'_Italia Musicale_, dove il Cattaneo, il Raiberti, il
+Rovani, il Ceroni, il d'Azeglio, il Vitali ed il Piazza scrivevano
+articoli svariatissimi. Il cavaliere Andrea Maffei donava all'Italia
+le sue splendide traduzioni di Schiller e di Moore, e il prevosto
+Riccardi, con un libro nel quale si prediceva vicinissima la fine
+del mondo, destava il più vivo all'arme nel pubblico. Correvano
+trascritte brillanti poesie di Ottavio Tasca in onore della Cerrito
+e della Taglioni. Tutte le strenne che uscivano in Milano portavano
+una ode od una novella di Pier Ambrogio Curti. Il maestro Bonino
+giungeva desiderato nelle sale della più eletta società pel brio
+delle sue narrazioni, per lo spirito inventivo delle sue celie.
+Nelle case della borghesia furoreggiava il Rabitti, contraffacendo
+il ronzio della vespa, lo stridore della sega, la tosse ed il
+rantolo dei morenti. Nelle osterie si giuocava alla mora
+fragorosamente. Sulla porta del caffè Martini brillava il vecchio
+Catena, protettore di cantanti e ballerine, che viveva da signore
+colla rendita di un capitale non più ingente di lire diecimila. Alla
+Scala si rappresentava un _Don Carlo_ del Bona, ed a Genova un
+_Ernani_ del maestro Mazzucato. L'attore Giovanni Ventura destava
+fanatismo nel _Torquato Tasso_ e nel _Vagabondo_, e pubblicava una
+raccolta di poesie in dialetto milanese, scritte col miglior garbo.
+
+Sulla piazzetta di S. Paolo, le botteghe del parrucchiere
+Migliavacca e del calzolajo Brivio rivaleggiavano di lusso e di
+celebrità. Il Brivio, nell'atto di prender la misura ad un piedino
+elegante di donna, si compiaceva di esplorare a mezzo di uno
+specchio accollato in fondo del suo cappello e deposto ai piedi
+della cliente, i contorni d'altre polpe più intime, le quali non
+reclamavano la scarpa.--Lo stabilimento di educazione diretto dal
+signor Racheli era nel massimo flore, e quivi si educavano
+liberalmente i giovanetti delle famiglie più cospicue. Il professore
+abate Pozzone pubblicava delle liriche manzoniane, splendide nel
+concetto e nella forma. Giuseppe Barbieri teneva il primo posto fra
+gli oratori ecclesiastici, e un altro Barbieri, credo Gaetano,
+traduceva, oltre i romanzi di Walter Scott, non saprei quante
+centinaia di altri romanzi.
+
+L'omeopatia suscitava polemiche accanite, e il Raiberti vi prendeva
+parte colle sue satire piene di attico sale. Un Lafontaine venuto di
+Francia dava i primi saggi di magnetismo al ridotto della Scala. La
+fotografia sulla carta non era peranco inventata od almeno si
+ignorava: i ritratti al dagherrotipo su lamina di zinco preparato,
+costavano da dieci a venti franchi cadauno, ed offrivano una
+immagine sbiadita e molto spesso enigmatica.
+
+La grande invenzione degli zolfanelli fulminanti data dal 1834. Un
+mazzetto di quegli zolfini greggi, che in oggi si vendono a un soldo
+la dozzina, in sulle prime costava dodici soldi. Per più mesi si
+vendettero al prezzo di soldi sei, quindi scesero gradatamente fino
+al carantano. Molti vecchi inorridivano di quel trovato; per un
+momento si ebbe a temere, che in seguito ai tanti reclami, alle
+tante proteste della popolazione antiquata, lo zolfanello venisse
+proscritto dalle leggi. Gli istinti del pipistrello e del gufo son
+propri della maggioranza, e questa fece sempre una brutta smorfia ad
+ogni sprazzo di luce. L'inventore dello zolfino fulminante non
+lasciò traccie del suo nome, e così al Prometeo del secolo nostro
+mancò l'apoteosi dei carmi e dei quadri coreografici.
+
+L'arcivescovo Gaisruck e il conte Mellerio si detestavano, fautore
+quest'ultimo delle fraterie, l'altro nemico e oppositore pertinace.
+I liceisti e i forestieri delle provincie assistevano, in piazza del
+Duomo, al concerto quotidiano della banda che suonava sotto il
+palazzo del vicerè. Vaccai, l'autore della _Giulietta e Romeo_ e
+d'altre opere teatrali, presiedeva alla direzione del Conservatorio.
+Donizetti era maestro di Corte a Vienna, e scriveva, per quel teatro
+italiano, la _Linda_ e la _Maria di Rohan_. Ogni anno egli tornava
+alla Bergamo nativa per abbracciare il suo vecchio maestro Simone
+Mayr, il quale, cieco d'occhi e affranto dagli anni, si era
+esclusivamente dedicato alle composizioni di chiesa.--Ignazio
+Marini, il celebre basso, veniva per sempre rinviato dal teatro
+dell'opera di Vienna, per avere, ad una rappresentazione di gala a
+cui assisteva l'imperatore, emessa una nota troppo profonda che
+nessuno potè illudersi gli fosse uscita dal petto.--A quell'epoca,
+gli artisti si prendevano delle strane licenze, e il governo,
+purchè non si trattasse di licenze politiche, si mostrava
+tollerantissimo.
+
+Temistocle Solera, viaggiando col basso Marini da Milano a Stradella
+in legno di posta, involto nella zimarra teatrale di Faliero,
+trinciava benedizioni a quanti villani si trovavano sul di lui
+passaggio, e questi a inginocchiarsi e fare il segno della croce.
+
+L'autore di questo frammento storico, partito da Codogno dopo una
+rappresentazione dell'_Attila_, con indosso l'armatura e le maglie
+di Ezio romano, in tale abbigliamento scendeva all'albergo
+dell'Ancora, e quivi prendeva alloggio.--Un giovane scapato e di
+mano pronta applicava due schiaffi sonori alla moglie d'un celebre
+impresario nell'atrio del più vasto teatro. Un tale avvenimento fece
+parlare il mondo milanese per dieci anni di seguito.--Per quanto mi
+dolga recar sfregio alla tanto vantata moralità di quei tempi, non
+debbo tacere di una festa da ballo privata, ove convennero in buon
+numero persone di ambo i sessi, abbigliate nel semplicissimo
+costume di Eva e di Adamo. La polizia austriaca non si commosse
+dello scandalo--quei danzatori così succinti nelle vesti non erano
+persone da cospirare contro la sicurezza dello Stato. Un _Congresso
+di scienziati_ chiamò gran folla a Milano nel 1846. Il popolo
+profittò dell'occasione per testimoniare il suo rispetto alla
+scienza. Nelle trattorie si gridava al cameriere: _un piatto di
+scienziati!_--e quegli a recar tosto un piatto di zucche o di
+patate. Anche i somarelli vennero in quell'epoca salutati col
+medesimo titolo--Nobili istinti delle masse!
+
+Uomini che pensassero all'Italia, che fremessero del servaggio
+straniero, che abborrissero l'Austria, erano in numero assai scarso.
+I più ignoravano che un'Italia esistesse. Eppure, qualcheduno agiva
+in secreto, qualcheduno scriveva, qualcheduno assumeva l'incarico
+pericoloso di propagare i fogli di Mazzini. Allora c'erano rischi
+tremendi a parlare di politica, foss'anche col più intimo degli
+amici. Taluni che troppo osavano, cadevano in sospetto di spie.
+Le _Prigioni_ di Silvio Pellico, erano ritenute un libro
+ultrarivoluzionario. Qualcheduno, tremando, osava declamare le
+liriche concitate del Berchet, in circolo ristretto di conoscenti.
+Tali ardimenti cominciavano verso l'anno 1842.
+
+Si impiegavano sei ore per trasferirsi in vettura da Milano a Pavia;
+non era permesso di varcare senza passaporto i confini della
+Venezia.
+
+Le maschere carnevalesche erano insulse e indecenti. Ai veglioni
+della Scala non era permesso lo accedere senza l'abito nero e un
+piccolo _domino_ alla spagnuola, che ordinariamente si prendeva a
+nolo per dieci o venti lire. La guerra dei coriandoli, al giovedì e
+al sabbato grasso, assumeva proporzioni intollerabili.--Recandosi in
+autunno alle ville, le famiglie patrizie trasportavano enormi
+bagagli.--Gli stradali da Milano a Varese, e quelli della provincia
+di Lodi e Cremona erano infestati di ladri. Il brigantaggio
+scomparve lentamente coll'estendersi delle comunicazioni e colla
+coltivazione dei terreni boschivi.--La Valtellina, la Brianza, i
+colli del Varesotto producevano dei vinetti esilaranti. Il
+_Monterobbio_ e l'_Inferno_ rivaleggiavano coi più famosi vini
+dell'estero. Ogni anno, gli eleganti di Milano facevano regolarmente
+la loro comparsa alla sagra di Imbevera ed ai mercati autunnali di
+Lecco. I signori, boriosi e stolidissimi, dopo aver vissuto
+famigliarmente in campagna con persone del ceto medio, negavano a
+queste il saluto, scontrandole pochi dì dopo sul lastrico di
+Milano.--I Bergamaschi alloggiavano all'_Agnello_, i Lecchesi alla
+_Corona_, i Pavesi a _Sant'Ambrogio alla Palla_ ed al _Pozzo_, i
+Lodigiani al _Cappello_ ed al _Falcone_. Fra quei di Bergamo e quei
+di Milano duravano livori e rappresaglie.--La Pasta e la Taglioni
+comperavano ville sul lago di Como. Il poeta Ottavio Tasca sposava
+la Taccani cantante. Il poeta avvocato Bazzoni si annegava nelle
+acque del Lario; tutti gli anni qualche povero innamorato si gettava
+dal Duomo.
+
+Alla morte dell'arcivescovo Gaisruk, e poco dopo, alla entrata
+trionfale del suo successore Romilli, si manifestavano nelle vie i
+primi segnali della insurrezione latente. In piazza Fontana, in una
+serata di luminaria fatta ad onore del nuovo arcivescovo,
+echeggiarono le prime grida di Viva Pio IX. I dragoni, prorompendo a
+cavallo nel mezzo della folla, misero in fuga i dimostranti, e un
+povero fabbricatore di mobili, certo Ezechiele Abate, rimase morto
+sul terreno...
+
+E qui, lettori miei, pongo fine al mio riassunto, giacchè mi pare
+d'aver già adunata materia sufficiente per riempire i due volumi
+commessimi dall'editore. Certo è che, descrivendo gli avvenimenti in
+ordine di date, e riproducendo le circostanze di luogo e di persone
+con tratti più larghi, ben altro mi sovverrà alla mente, che qui
+venne omesso per oblio. Ma questo breve ed informe sommario non
+potrà a meno di suggerire dei confronti e di provocare vivaci
+discussioni fra gli insanabili adoratori del passato e i fanatici
+dell'èra presente. In poche parole esprimerò l'avviso mio. All'epoca
+testè descritta, la città di Milano contava i milionarii in maggior
+numero, ma l'agiatezza era minore assai nelle classi borghesi e
+nelle masse che vivono d'arte o d'industria. Il patriziato e l'alto
+commercio sfoggiavano un lusso abbagliante, ma il cilindro
+obbligatorio del calzolaio, del salumiere, del pittore, del
+letterato e dell'impiegato, brillava di un lucicore miserevole che
+ricordava allo sguardo le traccie bavose della lumaca. Il vestito di
+seta non era sceso alla donna del popolo; e la sartorella sollevando
+la gonna per trapassare i frequenti rigagnoli, metteva in mostra
+delle calze e delle sottane più atte a deprimere che a suscitare i
+salaci istinti di un ammiratore. In letteratura, emergevano delle
+individualità più distinte, ma la massa del popolo era quattro volte
+più idiota. C'erano persone serie, che si occupavano di seri studi
+che pubblicavano seriissimi lavori, ma le crasse maggioranze nè
+pensavano, nè studiavano, nè leggevano. La musica era in fiore, ma
+assai meno compresa che oggigiorno: si applaudivano con fanatismo
+degli insigni capolavori, ma altresì venivano festeggiati degli
+aborti oggidì intollerabili. Il ceto lavorante spendeva meno per
+vivere, ma era meno retribuito. Notevolissima, in ogni modo,
+esemplarissima e degna della massima ammirazione, era a quei tempi
+la rassegnazione a pagare il testatico, a sopportare i balzelli, a
+subire i prestiti forzosi, a sopportare i rabuffi e le frustate
+degl'imperiali regi commissarii di polizia, ed anche la bastonatura
+dei sergenti croati. In ciò, confessiamolo a grande vergogna nostra,
+i nostri predecessori, furono sublimi di longanimità e di
+tolleranza. Gente di buona fede, che odiava la discussione e la
+polemica irritante. Uomini di sano criterio, positivi e logici in
+sommo grado, i quali dovevano riconoscere e confessare a sè medesimi
+che l'Austria era moderatissima, dacchè, potendo, quando buono le
+paresse, spogliarli di tutto, si teneva paga di prendersi la metà
+soltanto del loro avere. Come i popoli appariscono ragionevoli e,
+diremo anche, soddisfatti, quando agli occhi della loro intelligenza
+insiste, lontana o vicina, la prospettiva della... forca!
+
+
+
+
+LA CORTE DEI NASI
+
+
+I.
+
+Piperio III, re dei Panami, era un principe saggio e di indole assai
+mite. I suoi sudditi lo adoravano. Assunto al trono in età
+giovanissima, egli aveva proclamato ai suoi popoli uno statuto dei
+più liberali. Gli avventurosi abitatori della Panamia avevano veduto
+in pochi anni, mercè l'iniziativa del loro principe ben amato,
+realizzarsi tutte le riforme sociali e umanitarie reclamate dai
+tempi... e dai ladri.
+
+Piperio III poteva chiamarsi un re felice. Nel territorio a lui
+soggetto non esisteva che un solo giornale repubblicano il quale
+osasse talvolta indirizzargli qualche frizzo mordace. Piperio
+leggeva quel foglio tutte le mattine tra una fumata e una tazza di
+caffè. L'ottimo principe sorrideva dei lazzi democratici che lo
+assalivano. Egli si sentiva troppo _integer vitae scelerisque
+purus_, per irritarsi di ogni baja giornalistica.
+
+Nullameno, l'esistenza serena di questo principe privilegiato tratto
+tratto era annebbiata da una leggiera nubecola, da un'ombra nera,
+che poteva essere gravida di procelle. Quest'ombra era projettata da
+un naso, dal naso stesso del principe. La natura aveva dato a
+codesto accessorio del volto principesco dei contorni così spiccati,
+e, diciamolo francamente, delle proporzioni così eccedenti che a
+vederlo di profilo, quel naso attirava l'attenzione, e poteva
+provocare dei sorrisi irriverenti. Naso profilato, simmetrico,
+perfettamente modellato, ma alquanto più lungo dei nasi ordinari. Il
+principe, vedendolo riflesso dagli specchi, non osava arrestarvi lo
+sguardo, e sempre in vederlo sentiva una stretta nel cuore, e la
+sua fronte si increspava di una ruga sinistra.
+
+Ma quelle impressioni di disgusto non erano che lampi fugaci.
+Piperio era amato dalla generalità, nè giammai gli era accaduto di
+sorprendere nel volto di alcun suddito il menomo accenno di ironia
+all'indirizzo del suo naso. Quel principe osservatore, dopo dieci
+anni di regno, già cominciava a persuadersi che il difetto da lui
+solo avvertito, non fosse altra cosa che un'ottica menzogna degli
+specchi.
+
+Ma la provvidenza non opera a caso, _quando crea un grand'uomo od un
+gran naso_: e aggiungiamo pure quest'altra sentenza infallibile: _Da
+grandi cause non possono prodursi che grandi effetti_.
+
+Strana potenza della parola stampata! A ridestare nella mente di re
+Piperio tutti gli allarmi assopiti, bastarono tre parole del
+giornale repubblicano stampate in corsivo.
+
+Qual'è l'uomo, per poco sia assiduo lettore di giornali, che mai non
+abbia impallidito e tremato dinanzi ad una frase in corsivo?
+
+Era un bel mattino di maggio. Il re si svegliava da un olimpico
+sonno. A destra del letto, da una guantiera sfavillante di oro e di
+gemme, esalavano i profumi di un moca squisitissimo. Dall'altro
+lato, sovra un bacile d'argento cesellato, stavano schierati dodici
+grossi zigari del colore dell'ambra.
+
+Il re accese uno zigaro, assorbì voluttuosamente un primo sorso di
+caffè, poi, sciolta la fascia al giornaletto democratico, tuffò in
+esso il suo sguardo penetrante e sereno.
+
+Che è stato? Lo zigaro è caduto dalle auguste labbra. La mano
+convulsiva del principe tenta invano di riprendere la tazza... Se è
+vero che l'occhio del basilisco abbia potenza di istupidire i
+riguardanti, direste che il principe abbia appunto, in quella fitta
+compagine di parole stampate, incontrato lo sguardo del rettile
+fascinatore. Il primo movimento del principe fu quello di portare la
+mano al naso; dopo quell'atto, da pallido ch'era, l'augusto volto
+divenne livido e deforme.
+
+Eppure la frase terribile non era formata che da poche innocenti
+parole allusive al ministro delle finanze: «_Noi speriamo che la
+nuova tassa votata dal Parlamento_ non avrà mai, sotto il regno
+dell'augusto Piperio una seria applicazione; il nostro re ha troppo
+_buon naso_ per non comprendere l'impopolarità a cui egli stesso
+andrebbe incontro apponendovi la sua firma. Sì, noi lo ripetiamo, il
+nostro re _ha troppo buon naso_ per commettere di tali errori!»
+
+Sotto l'impressione di tale lettura, il re suonò il campanello con
+impeto violento. Il maggiordomo accorse nella stanza, e, vedendo la
+strana lividezza del volto regale, mandò un grido di all'armi. Il re
+fece uno sforzo per dominarsi, e, dissimulando, come poteva, il
+proprio turbamento, domandò al maggiordomo con voce abbastanza
+pacata: che tempo abbiamo, Battista?
+
+--Bellissimo, maestà.
+
+--Pure non veggo sole... Il cielo mi sembra bujo!
+
+--Al contrario, maestà!... il sole è limpidissimo! una vera giornata
+di primavera... Se vostra maestà si degnasse di mettere il naso alla
+finestra...
+
+Quelle parole furono uno zolfanello gettato nella polveriera.
+Piperio balzò dal letto, staccò dalla muraglia una lunga scimitarra,
+e la testa del maggiordomo rotolò sul pavimento. Tuttociò era
+accaduto in un lampo. Il re, dopo quell'impeto d'ira, ricadde sovra
+una seggiola come istupidito.
+
+
+II.
+
+Quell'atroce avvenimento rimase per alcun tempo involto di mistero.
+La giovane regina a cui l'augusto consorte era solito aprirsi
+interamente, non ebbe la parola di quell'enigma sanguinoso. Il fatto
+fu in diverse guise commentato alla corte; il popolo mormorò
+sommessamente, ma ben presto cessò d'occuparsene.
+
+Ciò che più seriamente dava a pensare alla regina, ai ministri, alla
+corte ed al popolo di Panamia, era lo strano cambiamento
+sopravvenuto nel carattere e nelle abitudini del principe.
+Quell'uomo sì mite e manieroso, sì affabile ed espansivo, di giorno
+in giorno diveniva più tetro e irascibile. Usciva rare volte dal
+palazzo, e sempre in carrozza coperta, a cortine abbassate. Passava
+molte ore rinchiuso nel suo gabinetto. Rare volte assisteva al
+consiglio dei ministri. Ogni qual volta gli accadesse di trovarsi in
+presenza di estranei, si notava nello sventurato una singolare
+premura di portare la mano al naso e di tenervela accavallata con
+una pertinacia inesplicabile. A quella posa insolita della mano, il
+primo ministro e consigliere intimo di re Piperio annodò, come
+vedremo, le fila che lo condussero alla scoperta del segreto.
+
+Questo primo ministro e consigliere si chiamava Canella, e dopo la
+regina, era la persona più influente alla corte. Le sue osservazioni
+erano quasi sempre infallibili. Egli possedeva il colpo d'occhio che
+scruta i pensieri e approfondisce i più intimi arcani di un cuore.
+Un giorno, mentre la regina si doleva fra lacrime e singulti degli
+strani furori del principe, l'arguto ministro proferì a mezzo labbro
+tre parole: _questione di naso!_ La regina, come ognun può
+immaginare, provò una scossa nervosa, e chinò il capo arrossendo.
+
+Il gran Canella non s'ingannava. Per accertarsi, non gli rimaneva
+che tentare una prova sull'animo del re. Egli non pose tempo di
+mezzo. Un'ora dopo, il ministro ed il re si trovavano di fronte.
+
+--Maestà! disse il ministro con accento risoluto; io son venuto a
+rassegnarvi le mie dimissioni...
+
+--Io spero, mio ottimo Canella, che tu vorrai palesarmi le ragioni
+che ti spingono ad abbandonare il tuo sovrano in questo grave
+momento.
+
+--Maestà! io vi ho sempre parlato colla massima franchezza, ed è
+quello che farò anche nell'ora di separarmi per sempre da voi... Da
+qualche tempo, vostra maestà è di un umore insopportabile. Per ogni
+nonnulla (e qui il ministro fissò nel volto reale una occhiata
+incisiva come un trapano), per ogni nonnulla vi sale la mosca al
+_naso_...
+
+--Sciagurato! gridò il re balzando dalla seggiola e portando la mano
+al pugnale...
+
+Ma il ministro non gli diè tempo di tradurre in atto quell'impeto di
+collera, e, facendosi barricata di una sedia a bracciuoli, gridò a
+sua volta con voce di tuono: «O re, la tua ira mi ha tutto
+rivelato... Il mio sospetto è omai certezza... Poichè non si tratta
+che di una questione di naso, io ritiro le mie dimissioni».
+
+Il re ed il ministro stettero alcun tempo immobili, guardandosi in
+silenzio. Il principe si sentì soggiogato. I suoi occhi si
+gonfiarono. Egli ricadde in sulla seggiola singhiozzando e ripetendo
+con accento convulso: «è vero: questione di naso!... questione di
+naso!»
+
+L'arguto Canella non proferì che queste parole: «due soluzioni
+possibili; o tagliare... o incrociare!...»
+
+
+III.
+
+Le case dei regnanti hanno le muraglie di vetro.
+
+Tutte le precauzioni imaginate dal gran ministro di re Piperio
+perchè quel segreto di... naso non uscisse dalla corte, tornarono
+infruttuose. Di là a poche settimane, non vi era principe d'Asia il
+quale non ne fosse informato.
+
+--Voglio vedere questo naso!--esclamò il Re di Citrulia, appena
+letto il dispaccio del suo ambasciatore. E così parlando trasmise il
+foglio al suo primo ministro.
+
+Il dispaccio era così concepito:
+
+«Sire!
+
+«Finalmente ci venne dato scoprire e siamo in grado di comunicare
+alla maestà vostra l'origine e la causa persistente della grave
+perturbazione di spirito avvenuta da pochi mesi nel re dei Panami.
+Questa perturbazione, che potrebbe o tosto o tardi dar luogo a
+seriissime complicazioni politiche e produrre delle inaspettate
+tensioni nei rapporti dei diversi stati dell'Asia e dell'universo,
+ripete la sua ragione dal... naso del re. Salvo dunque il rispetto
+che io debbo ad una sacra e reale maestà, io mi tengo in obbligo
+d'informare il mio augusto sovrano e signore che il suddetto naso di
+re Piperio, per quali cause si ignora, ha preso in sul cadere dello
+scorso anno uno sviluppo così straordinario, da produrre il più vivo
+allarme nell'intero corpo diplomatico qui residente. L'altra sera,
+alla festa da ballo della baronessa Golasecca, ho inteso colle due
+mie orecchie l'ambasciatore di Noce Moscata esternare a tale
+soggetto delle opinioni molto avventate. Per mia parte non credo
+arrischiar troppo asserendo che quel naso è gravido di avvenimenti.
+Non tacerò alla maestà vostra che io non ho mancato, com'era debito
+mio, di ideare i più ingegnosi stratagemmi per avere accesso al
+sovrano onde verificare co' miei propri occhi il singolare fenomeno.
+Tutte le mie pratiche riuscirono fino ad ora infruttuose. Il
+cameriere intimo del re, corrotto dal mio oro, mi assicurava l'altro
+ieri che il naso del suo augusto signore già sorpassa i due metri di
+lunghezza. Spero fra pochi giorni con nuovo sacrifizio di denaro,
+aver in mano la misura precisa, e in tal caso non mancherò di
+spedirla alla maestà vostra aggiungendo quelle altre informazioni di
+dettaglio, che naturalmente debbono interessarla. Profitto
+dell'incidente per insistere presso vostra maestà acciò si degni
+accordarmi un piccolo aumento di fondi segreti--mi pare che le
+circostanze lo esigano. Qualora tanto ottenessi dalla vostra grazia
+sovrana, io confido di indurre al più presto il già menzionato
+corruttibile cameriere a rilevare con cera o con gesso i contorni di
+questo naso eccezionale, che forse è già prossimo a partorire...
+qualche cosa di inaspettato».
+
+»Accolga la maestà vostra, ecc., ecc., ecc.».
+
+--Decisamente voglio veder questo naso! ripetè il re di
+Citrulia--fra due giorni noi ci metteremo in viaggio. Tutta la corte
+mi seguirà... Sarà la gita di piacere che tante volte ho promessa
+alla regina, ai ministri, ai generali, ai miei più affezionati. Vi
+prometto che rideremo! Voglio ben vedere le smorfie che vorrà fare
+il mio augusto cugino allorquando sarà costretto a sfoderare la sua
+proboscide al cospetto di tutta la mia corte!... Presto! Gli si
+annunzi la nostra prossima visita!... Ah! vorrei essere nel suo
+gabinetto quando riceverà il telegramma!... C'è a scommettere che il
+suo naso si allunga di due spanne!...
+
+Di tal guisa parlando, il re di Citrulia si era lasciato cadere sui
+cuscini del trono, e rideva grossamente colle guancie e col ventre.
+
+--Mi perdoni la maestà vostra--osservò timidamente il ministro--ma a
+me corre obbligo di ricordare che un tale viaggio verrà a costare
+una diecina di milioni, e mi pare che... nelle attuali strettezze
+della Citrulia...
+
+--I Citrulli hanno sempre pagato e pagheranno! interruppe il
+principe di mal garbo:--non annoiarmi colle tue economie; affrettati
+a dar gli ordini pel viaggio, e guai se aggiungi parola!
+
+Il ministro fece un inchino fino a terra e si allontanò mormorando:
+«degno re dei Citrulli!»
+
+
+IV.
+
+Per poco che uno abbia delle nozioni mediocremente esatte in fatto
+di geografia, non può ignorare quale immensa distanza di mare separi
+la Citrulia dalle floride e popolose provincie della Panamia.--I più
+celeri battelli a vapore, sotto le più favorevoli condizioni
+atmosferiche, non impiegano in quel lungo tragitto meno di quattro
+mesi. Il re e la regina dei Citrulli si posero in viaggio col loro
+seguito al principiare dell'aprile. Al momento del loro imbarco, il
+telegrafo sottomarino trasmetteva a Piperio un dispaccio, che doveva
+produrre sull'animo di quel nasutissimo fra i monarchi l'effetto di
+un colpo di fulmine.
+
+--Guardie! soldati! gridava tutta voce il disperato principe,
+percorrendo le sale del palazzo--non vi è dunque fra voi un uomo di
+cuore che mi salvi da tanta vergogna?... Il re dei Citrulli si
+avanza... non udite quelle voci di scherno? Che tardate? Sguainate
+le spade! Eccovi il naso ignudo!... ferite!... tagliate questo
+oggetto di scandalo e di abbominio... Tagliate, vi dico, o che io...
+
+E già quattro o cinque soldati avevano snudate le daghe, e stavano
+per lanciarsi all'assalto dell'augusta proboscide, quando un
+personaggio ben noto alla corte, voglio dire il ministro Canella,
+intervenne in buon punto ad impedire il nasicidio.
+
+--Sire! gridò il ministro, interponendo la sua tunica fra le daghe
+dei soldati e la punta del naso regale--io vi ho pur detto che nel
+caso vostro non si presentavano che due soluzioni possibili: _o
+tagliare... o incrociare_.--La regina e tutte le persone a voi più
+affezionate propendono all'_incrociamento_ piuttosto che al
+_taglio_--dunque... _incrociamo_!
+
+Chi vuol farsi ascoltare, procuri di non farsi capire--il sistema è
+altrettanto facile che sicuro; e l'astuto Canella n'ebbe una prova
+luminosa in quel solenne momento.
+
+Il re, dopo breve silenzio e coll'aria di chi tutto comprende, si
+volse al Ministro,--Ebbene? Quali effetti speri tu ottenere da
+codesto _incrociamento_?... Il re di Citrulia si avanza... Con quali
+intenzioni egli muove a visitarmi tu lo sai... tutti lo sanno...
+
+--Sire! interruppe il Ministro--prima che io vi riveli il mio
+stratagemma, è necessario che voi rispondiate ad una mia domanda un
+po' ardita...
+
+--Parla!... ti autorizzo...
+
+--Sapete voi dirmi esattamente quale risulti la lunghezza del vostro
+augustissimo naso, misurandolo colla mano dalla radice alla punta?
+
+--Mezzo palmo nè più nè meno--rispose l'infelice monarca abbassando
+gli occhi e arrossendo come una fanciulla al confessionale.
+
+--Ebbene, rispose il ministro con accento di trionfo.--col mio
+sistema di _incrociamento_ noi otterremo che, al solo vedervi, il
+re, la regina di Citrulia e tutte le persone del loro seguito
+rimangano con un _palmo di naso_.
+
+--Un palmo!... Ah!... se ciò avvenisse... ti giuro, mio ottimo
+Canella, che io creerò per te un nuovo ordine equestre...
+
+Ma il re non ebbe tempo di compiere la frase, perocchè il ministro,
+che aveva preparato il suo gran colpo di effetto, fece alzare le
+cortine di seta che dividevano la sala dal vestibolo--e uno strano
+spettacolo si presentò agli sguardi del principe.
+
+Erano uomini? Erano rinoceronti? Erano elefanti? Ciò di cui nessuno
+avrebbe potuto dubitare gli è che fossero nasi.--Quando il ministro
+Canella gli ebbe fatti avanzare, allora soltanto il re Piperio fu in
+grado di accertarsi ch'erano propriamente individui della specie
+umana.
+
+--Sire! ripigliò il ministro colla serena pacatezza di chi pregusta
+il trionfo di un'abile strategia--eccovi dinanzi i ventiquattro nasi
+più badiali e meravigliosi che mai si vedessero al mondo. Sono un
+prodotto delle nostre provincie e c'è d'andarne orgogliosi. Innanzi
+l'arrivo del re dei Citrulli, ne troveremo parecchie centinaia del
+medesimo conio e forse anco più massicci--Vostra maestà
+comincia adesso a comprendere qualche cosa del mio sistema di
+_incrociamento_?
+
+Il re pareva assorto in un'estasi di contemplazione, e non dava
+risposta.--Frattanto i ventiquattro nasi, sotto il comando del loro
+capitano, eseguivano delle evoluzioni bizzarrissime per le quali
+tratto tratto veniva intercettata la luce delle finestre.
+
+La regina entrò nella sala inosservata.
+
+La vista di quei nasi inverosimili parve affascinarla.--Stette....
+guardò.... ammirò.... fu sul punto di cadere in deliquio.--Poi,
+volgendosi improvvisamente al marito tuttora assorto nello strano
+spettacolo.--Piperino mio! gli disse con amabile civetteria--se
+all'arrivo del re di Citrulia non trovi la maniera di allungarti
+quattro dita quel tuo gramo nasicciuolo da miccio, in verità vorrai
+farmi una bella figura fra queste cappe da camino che manovrano
+nella tua corte.
+
+Il re comprese, o parve comprendere--Si guardò il naso in uno
+specchio, e il suo regale sorriso parve esprimere due sentimenti
+controversi di soddisfazione e di vergogna.
+
+--Ebbene?--domandò il ministro alquanto umiliato e perplesso.
+
+--_Incrociamo!_ rispose il Re--ciò che più preme pel momento è che
+il re dei Citrulli non rida al naso di re Piperio.
+
+
+V.
+
+La fregata a vapore che conduceva a Panamia gli augusti ed illustri
+visitatori entrò il giorno due di Agosto nel porto della
+capitale.--Al seguito del re e della regina si contavano non meno di
+due mila individui d'ambo i sessi.
+
+Giusta gli usi del luogo e dell'epoca, sovra una piazza a poca
+distanza dal molo stava eretto un grandioso padiglione, dove tutti i
+grandi dello stato, ad eccezione del re o della regina, erano
+convenuti per prender parte al cerimoniale del ricevimento.
+
+Il ministro Canella in abito di parata andò ad incontrare i principi
+stranieri e, fatta secondo il costume una riverenza a schiena
+rivolta, profferì la sacramentale parola del benvenuto.
+
+--In nome di S.M. Piperio III, re de' Panami; in nome dell'augusta
+sua consorte e degli augusti loro figli già nati e nascituri--a te
+Cucurbio XIV, ed alla tua augusta consorte Sabetta, ai vostri
+augusti figli che sono e che saranno, agli illustri del vostro
+seguito e seguito del loro seguito, benedizione e salute nella vita
+e nelle borse!--Nella mia qualità di ministro plenipotenziario del
+Re e caudatario della Regina, ho l'onore di presentarvi i grandi del
+regno.
+
+A tali parole, i grandi del regno si avanzarono come un sol....
+grande.
+
+--I grandi del regno! mormorò la regina all'orecchio dell'augusto
+consorte--egli poteva ben dire: i grandi nasi!
+
+Re Cucurbio, per dissimulare la sorpresa e la convulsione del
+ridere, rispose al ministro ed alla moglie con due sternuti.
+
+Le donne della regina parevano affascinate. Da quella folta di
+gonnelle uscivano delle esclamazioni intermittenti: «che trombe!...
+che pifferi!... che canne! come sono organizzati questi signori!....
+Se tanto mi da tanto, cosa sarà questo gran naso di re Piperio che
+fa parlare l'universo!»
+
+Ma il re e la regina dei Citrulli sono saliti col loro primo
+ministro nella carrozza di gala, e già procedono verso la città in
+mezzo alle acclamazioni del popolo ed al suono delle fanfare.
+
+--Mio Dio! esclama la regina, abbandonandosi ad uno scoppio di
+infrenabile ilarità--abbassiamo i cristalli della carrozza--non
+vedi, Cucurbio? Se questi popolani fanatici mettono il capo dentro
+gli sportelli, noi moriremo sotto le puntate dei loro nasi. In
+verità, s'io dovessi vivere in questo paese, farei mettere dei
+paranasi alle carozze!
+
+Re Cucurbio non udiva più nulla. Egli era intento a studiare sopra
+una cartolina appiccicata al fondo del cappello, un discorsetto
+_umoristico_ da indirizzare al suo augusto ospite. Quel discorsetto,
+_abilmente_ redatto dal suo ministro allo scopo di promuovere
+l'ilarità degli uditori e la confusione di re Piperio, cominciava
+colle parole: _Nas...cono_ e si _nas....condono_ talvolta, ecc.. e
+finiva coll'enfatica esclamazione: «mi par proprio in questa regia
+di trovarmi ai piedi del _Parnaso_».
+
+
+VI.
+
+Frattanto la carrozza procedeva, e già toccava le porte del palazzo
+reale.
+
+All'ingresso di quel palazzo stava schierato un distaccamento di
+guardie, la cui vista suscitò un _hurrà_ di meraviglia.--I nasi di
+quelle guardie superavano in lunghezza e grossezza tutti i nasi fino
+allora veduti.
+
+Se il naso di re Piperio è di una linea più lungo--mormorò
+Sabetta--in verità non capisco come questa regina dei Panami....
+
+Ma in quel punto la carrozza si arrestò--gli sportelli si
+apersero--e due scudieri genuflessi invitarono la coppia reale a
+discendere protendendo i loro nasi perchè servissero di predellino.
+
+--Sabetta! esclamò a mezza voce il re dei Citrulli--io prevedo che
+difficilmente saprò conservare infino all'ultimo la mia serietà
+diplomatica--pur troppo questo naso di re Piperio produrrà delle
+tensioni inaspettate, e come giustamente prevedeva il nostro
+ambasciatore, partorirà una conflagrazione generale. Basta!....
+Eccoci nella sala delle Cariatidi.... Piperio non tarderà a
+comparire... Non ti scostare, Sabetta.... Tu puoi aiutarmi a star
+serio... Poni il tuo piede sul mio, e appena vedi spuntare dalle
+cortine il gran naso del re, appoggiati con tutto il peso della
+persona su' miei ventiquattro calli.... Se è vero che il dolore
+paralizza la ilarità, noi riusciremo forse con questo innocentissimo
+stratagemma ad evitare delle collisioni molto più gravi.
+
+Cucurbio ebbe appena il tempo di finire il discorso e Sabetta di
+applicargli i tacchi alle estreme falangi del piede, quando una voce
+da clarone annunziò l'entrata di re Piperio e della sua augusta
+consorte.
+
+--Salute al re dei Citrulli!--salute alla degna sua sposa--salute
+alle nobili dame ed agli illustri cavalieri che si piacquero
+visitare i miei stati!
+
+Tali parole profferì Piperio solennemente, avanzandosi di tre passi
+per abbracciare il monarca straniero.
+
+Cucurbio lanciò di sbieco un'occhiata nelle profondità del cappello
+per richiamarsi alla mente l'esordio del suo discorso.--Poi,
+nell'atto di alzare lo sguardo al volto dell'augusto suo ospite non
+mancò di ripetere sotto voce alla moglie:--«premi i calli,
+Sabetta.... o ch'io mi perdo!»
+
+Che è stato?... Perchè gli sguardi di Re Cucurbio errano smarriti in
+quel folto laberinto di nasi che formano il cortegio di re
+Piperio!...
+
+Ma, ecco, le labbra di re Cucurbio si agitano per moto convulso, e
+riescono finalmente a formulare una domanda:
+
+--Qualcuno di loro Signori... saprebbe di grazia indicarmi con
+precisione quale sia l'augusto mortale a cui si competa il nome ed
+il titolo di re Piperio?
+
+--Io sono quel desso--risponde Piperio, avanzandosi d'altri tre
+passi.
+
+--No! no! non è possibile! tradimento! tradimento! ruggisce il re di
+Citrulia, arretrando fino al fondo della sala. Sì chiami il mio
+ambasciatore. Egli solo potrà smentire l'inganno, se è vero che qui
+inganno ci sia. Che se poi la menzogna, il tradimento fosse opera di
+lui, se egli avesse esagerato nei suoi dispacci, se io dovessi nel
+più mingherlino e spuntato dei nasi riconoscere il naso di re
+Piperio; in tal caso.... (io qui lo giuro per la mia e per la sacra
+barba di mia moglie) la testa di quel fellone sì vedrà rotolare
+all'istante su questi tappeti.
+
+Un cupo mormorìo si sollevò dalla sala non appena Cucurbio ebbe
+finito di parlare. Pareva a tutti di trovarsi in presenza di uno di
+quei prologhi misteriosi e fatali da cui si sviluppano le più
+sanguinose tragedie.
+
+I seguaci di re Cucurbio stringevano le else... La regina Sabetta,
+in un crocchio di dame e di damigelle, esprimerà i più strani
+commenti:
+
+--Che quel naso sia rientrato per effetto di una commozione troppo
+viva?... Ho inteso dire che un tale fenomeno si è spesso
+avverato!...
+
+--In verità, rispondevano le dame, dopo tanta aspettazione... e in
+confronto degli altri... quel nasuccio fa proprio compassione a
+guardarlo.
+
+Frattanto, trascinato da due dragomani, lo sciagurato ambasciatore
+del re di Citrulia, l'autore del fatale telegramma, col volto livido
+e abbattuto giungeva nel mezzo della sala.
+
+--A te!--grida Cucurbio con voce stonata; leva la fronte, gira gli
+occhi d'intorno, e poi fa di additarmi quale sia, fra tanti nasi, il
+vero re dei Panami.
+
+L'ambasciatore si levò tutto tremante, e accostandosi col debito
+rispetto a re Piperio, gli toccò leggermente la pantofola
+coll'indice.
+
+--Dragomani! urla Cucurbio--levate le daghe, e la testa di questo
+fellone rotoli all'istante sul pavimento.
+
+I dragomani si avanzano... L'ambasciatore alza un grido--in tutta la
+sala si manifesta la più viva agitazione--allorquando re Piperio,
+avanzandosi nuovamente di tre passi, interpone il suo naso fra la
+vittima e i carnefici.
+
+--Mio regale cugino, augusta Sabetta, ministri, signori, dame e
+damigelle dei due regni disuniti, ascoltate la voce della giustizia
+e della verità! Quest'uomo è innocente...
+
+--Innocente!, brontola re Cucurbio.--Ma dunque... chi sarà dunque
+colpevole?... Io non commetterò l'indelicatezza di credere che voi,
+mio augusto cugino, abbiate voluto farvi giuoco della mia e della
+generale aspettazione, sottraendo con qualche prestigio o sortilegio
+per noi inconcepibile, un naso che tutti i principi dell'Asia
+anelano di ammirare e di inchinare... Se ciò fosse, voi
+comprendereste, o regale cugino, ch'io avrei mille piuttosto che una
+ragione per ritenermi corbellato ed offeso--e ch'io dovrei da questo
+momento presentarvi un _ultimatum_.
+
+Re Piperio sorrise. Egli era troppo lieto e superbo del trionfo
+ottenuto, per dissimulare o alterare menomamente la verità. La sua
+risposta fu dunque schietta, calma e dignitosa.
+
+Egli espose tutta la istoria delle sue apprensioni... Narrò della
+fiera, insanabile melanconia ond'era stato assalito.... Non
+dissimulò i vivi risentimenti e i propositi disperati del giorno in
+cui gli venne annunziato che il re di Citrulia muoveva alla volta
+dei suoi Stati per farsi giuoco di quella eccedenza che a lui, re
+Piperio, cagionava le più orribili angoscie.
+
+--Fortunatamente, concluse l'oratore, Iddio mi ha messo al fianco un
+uomo di genio, uno di quei ministri che sono la benedizione dei
+principi e degli stati.--Il suo stratagemma era semplicissimo:
+«Chiamate intorno a voi i più grandi nasi del regno, formatevi una
+corte di nasi, che in lunghezza, grossezza e capacità vincano il
+vostro.--Allorquando il re Cucurbio e le persone del suo seguito
+avranno veduto le proboscidi dei vostri cortigiani e delle vostre
+guardie di palazzo, il vostro naso per una illusione ottica
+naturalissima, farà l'effetto di un nano in una assemblea di
+giganti...»
+
+--Oh il bravo! oh l'astuto! oh il meraviglioso ministro!--gridarono
+ad un tempo migliaia di voci, quando Piperio ebbe finito di parlare.
+
+Canella, como un attore chiamato al proscenio, fece un profondo
+inchino all'assemblea e poi, nel silenzio generale, proferì questi
+detti:
+
+--Spero bene che la lezione potrà giovare in molti casi a tutti i
+ministri, che sono e che verranno.--Quando, per esempio, un ministro
+si avveda che il suo re è un imbecille, ricordando la _Storia dei
+nasi_, troverà subito il modo di farlo passare per un uomo di
+spirito...
+
+--Come? sentiamo!--domandarono ad un tempo il re dei Citrulli e il
+suo ministro.
+
+--Circondandolo di cretini--rispose Canella.
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+
+
+End of Project Gutenberg's In chiave di baritono, by Antonio Ghislanzoni
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IN CHIAVE DI BARITONO ***
+
+***** This file should be named 16952-8.txt or 16952-8.zip *****
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+Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online
+Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
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+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
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+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
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+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
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+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
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+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
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+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
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+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://pglaf.org
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+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
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+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
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+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
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+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
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+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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+Title: In chiave di baritono
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+Author: Antonio Ghislanzoni
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+Release Date: October 27, 2005 [EBook #16952]
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IN CHIAVE DI BARITONO ***
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+Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online
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+<h1>IN CHIAVE DI BARITONO</h1>
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+<h3>(<i>Storia di Milano dal 1836 al 1848</i>)</h3>
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+<h4 class="biggap">MILANO<br/>
+<span class="smcap">A. Brigola e C., Editori</span><br/>
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+<h4><i>Propriet&agrave; letteraria</i></h4>
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+<h2>INDICE</h2>
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+ <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_III">CAPITOLO III</a></li>
+ <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_IV">CAPITOLO IV</a></li>
+ <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_V">CAPITOLO V</a></li>
+ <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_VI">CAPITOLO VI</a></li>
+ <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_VII">CAPITOLO VII</a></li>
+ <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_VIII">CAPITOLO VIII</a></li>
+ <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_IX">CAPITOLO IX</a></li>
+ <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_X">CAPITOLO X</a></li>
+ <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_XI">CAPITOLO XI</a></li>
+ <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_XII">CAPITOLO XII</a></li>
+ <li class="ind"><a href="#CAPITOLO_XIII">CAPITOLO XIII</a></li>
+<li><a href="#storia"><b>Storia di Milano dal 1836 al 1848.</b></a></li>
+<li><a href="#nasi"><b>La corte dei nasi.</b></a></li>
+</ul>
+</div>
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Page_5" id="Page_5">{5}</a></div>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_I" id="CAPITOLO_I"></a>CAPITOLO I.</h2>
+
+<h4 class="center"><i>Dove si vede in quali condizioni difficili versasse il primo
+baritono del teatro di Chieti, nel maggio 1849.</i></h4>
+
+
+<p>&mdash;Vergogna!&mdash;pensava io&mdash;se qualcuno mi incontrasse!... se qualcuno
+sapesse!... E non c'&egrave; da illudersi che il fatto debba rimanere
+celato... I giornali parleranno, e quali commenti da parte degli
+amici!</p>
+
+<p>Essi combattono in Roma, gli amici... Essi difendono l'ultimo
+baluardo della libert&agrave; italiana... essi spendono il sangue e muojono
+per la patria... Mentre io&mdash;italiano&mdash;attraverso gli Appennini
+tirato da due magre rozze, imbaccucato il capo e la gola in una gran
+ciarpa color scarlatto, i piedi raccolti in una pelliccia, <span class="pagenum noind"><a name="Page_6" id="Page_6">{6}</a></span>per
+andarmene a Chieti&mdash;in terreno nemico&mdash;a terrorizzare con un elmo ed
+una spada di cartone un esercito di coristi.</p>
+
+<p>Mentre nel mio cervello si svolgeva l'umiliante soliloquio, la
+vettura del Cicoria entrava fragorosamente in Grottamare, piccolo
+paese delle Marche, a poca distanza dal confine napolitano. La
+carrozza si ferm&ograve; alla porta di un alberghetto, dove io presi terra,
+dovendo, prima di proseguire il viaggio, compiere nel paese alcune
+formalit&agrave;.</p>
+
+<p>Il mio impresario mi aveva procacciato non so quante lettere
+commendatizie, fra cui una pel console marchese Laureati residente
+in Grottamare.&mdash;Il marchese doveva porre il visto al mio passaporto.</p>
+
+<p>Appena sceso dalla carrozza, mi recai alla casa del console. Questi
+mi accolse con garbo&mdash;lesse la commendatizia, e gettandomi una
+occhiata di compassione, disse: mio caro signore, dubito assai che
+vi si permetta di passare il confine; da due giorni &egrave; rigorosamente
+vietato, a <span class="pagenum noind"><a name="Page_7" id="Page_7">{7}</a></span>quanti vengono dalla Toscana e dagli Stati romani, di
+entrare nel regno di Napoli.</p>
+
+<div class="poem">
+<div class="stanza">
+<div class="verse">Io rimasi com'uom che pensa e guata</div>
+<div class="verse">Quel ch'egli ha fatto e quel che far conviene</div>
+<div class="verse">Poich&egrave; gli &egrave; stata data una cannata.</div>
+</div>
+</div>
+
+<p>Poi, con una voce ed una eloquenza che avrebbe commosso alle lagrime
+una cariatide, supplicai il marchese perch&egrave; volesse adoperarsi in
+mio favore.</p>
+
+<p>Il marchese, uomo dabbene, indovinando dal calore della mia
+eloquenza la siccit&agrave; del mio portamonete, stese immediamente una
+lettera per raccomandarmi al Commissario preposto alla guardia dei
+confini.</p>
+
+<p>&mdash;Presentatevi con questo foglio al Commissario, e forse, stante la
+mia raccomandazione e la singolarit&agrave; del caso, vi si accorder&agrave;
+l'ingresso negli Stati di Sua Maest&agrave; umanissima.</p>
+
+<p>All'indomani, il Marcuccio, figlio dell'oste, mi condusse colla sua
+vettura verso il confine; ma, a cento passi da S. Benedetto, le
+guardie napoletane, avvicinatesi <span class="pagenum noind"><a name="Page_8" id="Page_8">{8}</a></span>agli sportelli, m'intimarono
+d'arrestarmi.</p>
+
+<p>&mdash;Vorrei parlare al signor Commissario superiore. Debbo consegnargli
+una lettera del signor marchese Laureati suo ottimo amico e
+protettore...</p>
+
+<p>Le guardie mi accompagnarono fino alla stazione del Commissario, a
+cui mi presentai con quell'aria di sommissione e di rispetto, che
+noi tutti, figliuoli della natura, sappiamo assumere innanzi agli
+arbitri dei nostri destini.</p>
+
+<p>&mdash;No, non &egrave; possibile! disse il Commissario crollando la testa; gli
+ordini del Re sono precisi: nessuno ha da passare.</p>
+
+<p>Il linguaggio del Commissario era talmente spiccio e risoluto, che
+io non trovai parole a rispondergli. Feci un inchino, e tornai alla
+carrozza coll'animo esacerbato. Nelle mie tasche non rimaneva che un
+solo francescone... con poca salsa di mezzi paoli e di baiocchi,
+tanto da vivere un giorno.&mdash;Pensa, o lettore, s'io mi trovassi in
+male acque.&mdash;Ma Iddio tempera il vento in favore dell'agnello
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_9" id="Page_9">{9}</a></span>tosato e del viaggiatore <i>in bolletta</i>.</p>
+
+<p>Perch&egrave; tutti comprendano quanto la mia situazione fosse grave, e
+quanto difficile l'uscirne con decoro, converr&agrave; che io rammenti
+alcune circostanze storiche di quei tempi<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a>.</p>
+
+<p>Roma assediata da soldati francesi, napoletani e spagnuoli, faceva
+disperati sforzi di resistenza. Il popolo fiorentino dopo aver
+ondeggiato quattro mesi fra le lotte dei vari partiti politici, avea
+ceduto alle violenze della reazione, richiamando il principe
+spodestato; Bologna ed Ancona erano invase dagli Austriaci; il
+partito liberale, dilaniato su tutti i punti d'Italia, concentravasi
+in Roma a farvi le ultime prove di eroismo. Era imminente la
+battaglia di Velletri.</p>
+
+<p>Chi non abbia in quell'epoca percorse le Romagne e le Marche, mal
+potrebbe immaginare il disordine di quelle provincie. L'esercito
+austriaco muoveva da<span class="pagenum noind"><a name="Page_10" id="Page_10">{10}</a></span> Toscana verso Ancona per quello stesso
+stradale che pochi giorni innanzi io aveva percorso. Da Bologna
+uscivano a stormi i buoni patrioti per accorrere alla capitale;
+carabinieri, guardie di finanza, giovinotti d'ogni casta e d'ogni
+condizione, attraversavano tumultuanti le citt&agrave;, le borgate, i
+villaggi.</p>
+
+<p>Da Ascoli scendeva un esercito di volontari; un altro pi&ugrave; numeroso e
+pi&ugrave; indisciplinato si spandeva nelle vie che da Foligno mettono a
+Civita-Castellana, e di l&agrave;, entrando nelle Sabine, inondava tutto lo
+stradale che da Borghettaccio volge a Monte Rotondo. Alberghi,
+osterie, bettole, cassinaggi, tutto era ingombro d'armi e d'armati.</p>
+
+<p>Ecco, miei lettori, la bella prospettiva ch'io mi vedeva dinanzi; o
+rimanere in Grottamare Dio sa fino a quando, ovvero, seguendo la
+corrente, andarmene a piedi fino a Roma a cercarvi una palla nella
+testa.</p>
+
+<p>&laquo;Una palla nella testa!...&raquo; Qual tentazione... per un eroe
+ambizioso! Se un giorno si leggesse nei giornali, che il <span class="pagenum noind"><a name="Page_11" id="Page_11">{11}</a></span>primo
+baritono assoluto di Chieti &egrave; morto sotto le mura di Roma da una
+palla francese!...&mdash;qual gloria per me e qual consolazione pei
+baritoni disponibili!... Il <i>Pirata</i> mi consacrerebbe una necrologia
+orlata di nero negli scoli della quarta pagina, fra gli ultimi
+dispacci di una prima ballerina di cartello e l'annunzio di una
+scrittura... Io conobbi molti giovani patriotti, i quali hanno
+combattuto come leoni nelle ultime battaglie, spendendo
+generosamente il sangue e la vita, e non ebbero n&egrave; anche la
+rimunerazione di un breve cenno necrologico nella pagina pi&ugrave;
+screditata del pi&ugrave; screditato giornale...</p>
+
+<p>Assorto in tali pensieri, io passeggiava sulla piazzetta fumando e
+guardando il cielo senza accorgermi che in quel momento io
+rappresentavo il punto centrico sul quale venivano a convergersi
+tutti gli occhi degli abitanti di Grottamare.</p>
+
+<p>In tempi eccezionali, la presenza d'uno sconosciuto desta sempre
+degli allarmi nei piccoli paesi.&mdash;Gli abitanti di Grottamare, che mi
+avevano veduto partire <span class="pagenum noind"><a name="Page_12" id="Page_12">{12}</a></span>poche ore prima alla volta di San
+Benedetto&mdash;non avrebbero potuto coricarsi e dormire tranquilli se
+prima non avessero conosciute le ragioni del mio subito ritorno.</p>
+
+<p>&mdash;Chi &egrave; quel paino? donde viene? perch&egrave; fu respinto ai confini? si
+domandavano l'uno all'altro i curiosi.</p>
+
+<p>Sulla piazza si formano dei capannelli.</p>
+
+<p>Il comandante della Guardia Nazionale ha consegnate le truppe nella
+caserma...</p>
+
+<p>Quattro consiglieri municipali si recano alla bottega del Sindaco
+per fargli delle interpellanze sul conto mio.</p>
+
+<p>Nella bottega dello speziale si aduna la giovent&ugrave; pi&ugrave; animosa per
+prendere di comune accordo una risoluzione.</p>
+
+<p>Or bene! lo credereste? in quella bottega da speziale, ove da
+parecchie ore si stava tramando un complotto che poteva costarmi la
+vita, io trovai il mio angelo protettore.</p>
+
+<p>Dopo aver lottato alla mia volta con mille progetti contradditorii;
+dopo aver discusso tutti i piani e gli espedienti possibili, io
+aveva finito per convincermi <span class="pagenum noind"><a name="Page_13" id="Page_13">{13}</a></span>che un uomo il quale si trova
+sbalestrato in una falsa via, difficilmente pu&ograve; rimettersi in sulla
+buona, colla deplorabile scorta di dieci paoli.&mdash;Questa disperata
+conclusione mi inchiod&ograve; a met&agrave; dell'esofago un quarto di anitra che
+io aveva inghiottito all'osteria del Marcuccio, e mi spinse
+ipso-facto nella bottega dello speziale, in mezzo al circolo dei
+cospiranti.</p>
+
+<p>La verit&agrave; &egrave; eloquente. Io n'ebbi prove in quel giorno e dappoi.
+Tutte le prevenzioni sinistre, tutte le antipatie personali
+svaniscono dinanzi a quel potente linguaggio che si parte
+dall'intimo del cuore.</p>
+
+<p>Mentre il farmacista pesava lentamente sulla bilancia quattro oncie
+di magnesia, io narrai brevemente l'istoria del mio passato, esposi
+le terribili incertezze della mia situazione. Prima che io avessi
+finito di parlare, la causa era gi&agrave; vinta e il mio trionfo
+assicurato.</p>
+
+<p>Quand'io cavai dalla borsa uno degli ultimi spiccioli per pagare il
+farmacista, questi mi diede un primo segnale di <span class="pagenum noind"><a name="Page_14" id="Page_14">{14}</a></span>simpatia,
+rifiutando generosamente la moneta.</p>
+
+<p>Il Bussola, che era guercio, fissava in me l'unico suo occhio, tutto
+inondato di lagrime.</p>
+
+<p>Il Birecchi interrogava collo sguardo i colleghi, la cui profonda
+compunzione mi diceva che essi meditavano qualche stratagemma per
+levarmi d'imbarazzo.</p>
+
+<p>Tutti mi confortavano di buone parole. Un gran fiasco di vino era
+comparso in sul banco dello speziale. Si bevve, si discusse di
+politica, si cant&ograve;, si dissero mille baje, poi, sul far della sera,
+al disperdersi della brigata, io me ne andai col Birecchi e col
+Bussola a fumare uno zigaro sulla piazzetta.</p>
+
+<p>Chi era il Birecchi?&mdash;Chi era il Bussola?&mdash;Il cavadenti e il
+sagrestano del paese.</p>
+
+<p>Sull'ingresso dell'albergo, il sagrestano, coll'enfasi di chi dopo
+lungo pensare &egrave; riuscito a qualche grande scoperta.</p>
+
+<p>&mdash;Signor forestiere, mi disse; nell'urgenza dei vostri bisogni, io
+credo non <span class="pagenum noind"><a name="Page_15" id="Page_15">{15}</a></span>possiate far di meglio che ricoverarvi per qualche giorno
+nel convento dei nostri padri francescani, uomini probi e
+caritatevoli, i quali si terranno beati di accordarvi l'ospitalit&agrave;.
+Che vi pare del mio suggerimento?</p>
+
+<p>&mdash;Stupendo&mdash;esclamai io, stringendo la mano del buon
+sacrista.&mdash;Credete voi che i padri non si rifiuteranno di darmi
+ricetto per qualche giorno?</p>
+
+<p>&mdash;Ma vi pare?&mdash;rispose il sagristano.&mdash;Domattina andr&ograve; io stesso a
+prevenire il guardiano, poi saliremo insieme al convento.</p>
+
+<p>Il Birecchi pose in campo delle obiezioni, le quali dimostravano
+com'egli covasse in petto una proposta di genere profano.</p>
+
+<p>Dopo breve discussione, io mi determinai pel partito del sacrista, e
+mi accordai seco per tutto che era da farsi.</p>
+
+
+<div class="footnote"><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1"></a><a href="#FNanchor_1_1"><span class="label">[1]</span></a> Maggio, 1849.</div>
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Page_16" id="Page_16">{16}</a></div>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_II" id="CAPITOLO_II"></a>CAPITOLO II.</h2>
+
+<h4><i>Il Convento.</i></h4>
+
+
+<p>All'indomani, verso le cinque pomeridiane, scortato dal Birecchi e
+dal sagrestano, io saliva a Grottamare superiore per recarmi al
+convento dei padri francescani posto sulla sommit&agrave; della collina.</p>
+
+<p>&mdash;Quei buoni padri, diceva il sagrestano, vi accoglieranno come un
+fratello. Le sante leggi dell'ospitalit&agrave;, che il progresso
+dell'incivilimento ha cancellato dai codici e dai cuori umani,
+durano tuttavia nei conventi, e vi si praticano religiosamente dai
+monaci. Essi vi hanno destinato una buona cameretta, ove sarete
+alloggiato come un.... frate.</p>
+
+<p>Il sole inclinava al tramonto e irradiava d'una luce rossastra le
+onde tranquille, su cui galleggiavano cento paranze di pescatori che
+a vele spiegate <span class="pagenum noind"><a name="Page_17" id="Page_17">{17}</a></span>muovevano verso il lido. L'aria saliva freschissima
+verso il colle. Quell'incanto di cielo, di colline e di mare mi
+esaltarono la fantasia.</p>
+
+<p>Giunti alla soglia del convento, il sagrestano scosse la campanella,
+e poco dopo una voce sonora rispose dall'interno due o tre versi
+latini; quindi le porte si aprirono cigolando, e un frate
+dall'aspetto venerabile apparve in sulla soglia. Io chinai riverente
+la testa; allora il sagrestano volgendosi al monaco, proffer&igrave; presso
+a poco le parole che il nostro Manzoni pone sul labbro dell'abate
+nell'atto che questi presenta Lucia alla Signora di Monza:</p>
+
+<p>&mdash;Questi &egrave; il giovine forestiere per cui ella si &egrave; degnata
+interessarsi, e per cui mi ha fatto sperare la sua protezione.</p>
+
+<p>&mdash;La camera &egrave; gi&agrave; pronta; il signore potr&agrave; alloggiare al convento
+finch&egrave; gli torner&agrave; grato.</p>
+
+<p>Dopo altre parole, il sagrestano si conged&ograve; da me stringendomi
+cordialmente la mano. Io rimasi in sulla soglia finch&egrave; <span class="pagenum noind"><a name="Page_18" id="Page_18">{18}</a></span>lo vide
+sparire all'estremit&agrave; del sacrato, quindi tenni dietro al mio ospite
+capuccino.</p>
+
+<p>Quando sentii chiudersi le porte, e intesi il rumore de'
+chiavistelli e delle spranghe, un brivido mi corse per le vene. Qual
+ragione aveva io da temere? Pure, l'oscurit&agrave; dei lunghi corridoi pel
+quali io m'inoltrava, l'eco delle ampie navate, che cupa ripeteva il
+suono de' miei passi, il lento rintocco, della campana che chiamava
+i monaci alla chiesa e i canti severi che da quella si partivano
+produssero in me un invincibile senso di paura.</p>
+
+<p>Ed alla paura, di mano in mano si succedevano nell'animo mio
+commozioni inaspettate e d'indole pi&ugrave; serena; qualche cosa che
+somigliava al benessere, al desiderio di una eterna solitudine e di
+un profondo obl&igrave;o d'ogni cosa terrena.</p>
+
+<p>Erano le nove della sera. I monaci dormivano nelle loro cellette. Mi
+affacciai alla finestra, e poggiati i gomiti sul davanzale, stetti
+non so ben quante ore assorto in deliziosa contemplazione.<span class="pagenum noind"><a name="Page_19" id="Page_19">{19}</a></span> La
+frescura dell'aere, le esalazioni profumate dei cedri e degli
+aranci, la luna che grassa e rubiconda si specchiava nel mare, tutto
+mi accarezzava la fantasia di nuove seduzioni.</p>
+
+<p>L'idea di vestire l'abito religioso mi assaliva ad ogni tratto.
+Attraversando i fertili gioghi della Toscana e della Romagna,
+dappertutto si erano affacciate al mio sguardo scene atrocissime,
+alla cui memoria la calma solenne che in quel momento mi circondava,
+parevami il pi&ugrave; desiderabile d'ogni bene terreno. Poi, quale strano
+passaggio dalla vita dell'istrione alla vita del monaco! Che bella
+cosa scomparire dal mondo, essere dimenticato da tutti, non aver
+altro di comune col resto degli uomini che l'aria ed il sole!
+Svegliarsi prima dell'alba, scendere coi fratelli nella
+chiesicciuola; quindi uscire in sul sacrato a salutare i crepuscoli,
+svagarsi nel paesello, entrare aspettato e desiderato nella casuccia
+del colono, consolare delle sventure e raccogliere dei sorrisi; poi
+tornando al convento intrattenersi nella fresca biblioteca a
+sfogliazzare dei grandi volumi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_20" id="Page_20">{20}</a></span></p>
+
+<p>E la mia fantasia andava pi&ugrave; oltre; errava di paese in paese, di
+citt&agrave; in citt&agrave;, ideando le pi&ugrave; strane avventure. Mi pareva d'esser
+gi&agrave; frate... d'avere una barba lunga fino alla cintura, il cocuzzolo
+calvo, e una imponente protuberanza di addome. Il padre superiore mi
+ordina di recarmi a Milano per predicarvi la
+quaresima.&mdash;Giungo&mdash;attraverso le contrade&mdash;veggo gli amici, le
+donne a me note&mdash;nessuno mi riconosce; la barba ed il ventre mi
+hanno completamente trasformato.&mdash;&Egrave; la prima domenica di
+quaresima&mdash;il popolo attende nella chiesa di S. Marco il nuovo
+predicatore&mdash;io comparisco sul pulpito e comincio a tuonare.... il
+mio sermone. All'indomani i penitenti assediano il confessionale, ed
+io me ne sto accovacciato fiutando tabacco e coscienze. Una donna si
+presenta alla grata... io la conosco...&mdash;la interrogo&mdash;essa mi
+rivela i segreti del suo cuore.&mdash;Nell'epoca in cui diceva d'amarmi
+ella accordava i suoi favori al professore di musica, e intratteneva
+un carteggio sentimentale col figlio del mio <span class="pagenum noind"><a name="Page_21" id="Page_21">{21}</a></span>parrucchiere... A tal
+confessione, io non so reprimermi, minaccio la penitente del fuoco
+eterno... la fulmino colla scomunica, e attraverso la grata le
+faccio udire il mio nome accompagnato da uno scroscio di risa
+sarcastiche...</p>
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<h2><a name="CAPITOLO_III" id="CAPITOLO_III"></a>CAPITOLO III.</h2>
+
+<h4><i>Padre Domenico mi sconforta dal farmi Francescano.</i></h4>
+
+
+<p>Mentre io andava di tal guisa fantasticando, udii picchiare
+sommessamente alla porta. Era un frate, vecchio, dall'occhio vivace,
+dal sorriso melanconico e dolce. Padre Domenico (tale era il suo
+nome di convento) entr&ograve; nella mia camera colla timidezza di una
+fanciulla o piuttosto d'un collegiale che tema essere c&ograve;lto da'
+superiori in atto di indisciplina. Si avanz&ograve; di alcuni passi, indi
+chiuse la porta con cautela, dopo aver spiato nel <span class="pagenum noind"><a name="Page_22" id="Page_22">{22}</a></span>corridojo se
+qualche importuno lo avesse seguito.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene? mi chiese il buon monaco,&mdash;come passaste la notte?</p>
+
+<p>&mdash;A meraviglia, risposi. Ed ora mi trovo siffattamente commosso
+dalla pace solenne che spira in questo asilo, che ho risoluto di
+presentarmi al padre guardiano onde implorare di essere ammesso
+nell'ordine.</p>
+
+<p>Padre Domenico sorrise, ma quel sorriso aveva una espressione di
+tristezza e di ironia. Poi, dopo breve silenzio:</p>
+
+<p>&mdash;Il convento ha le sue attrattive per le anime sensibili e
+poetiche. L'amore degli agi, del lusso, dei piaceri, l'ambizione
+della gloria, della potenza, sono esca ingannatrice negli anni pi&ugrave;
+bollenti della vita; ma per tutti giunge un'epoca di disinganno e
+talvolta di disperazione, che ci fa rifuggire da quei beni fallaci,
+a cui giovanetti aspirammo con tanto ardore. L'uomo di cuore, l'uomo
+che a tempo sa leggere nel libro della verit&agrave;, o tosto o tardi prova
+il fastidio, il ribrezzo del mondo, ed un solo bene domanda, <span class="pagenum noind"><a name="Page_23" id="Page_23">{23}</a></span>un
+bene modesto e tranquillo: l'isolamento e la pace.</p>
+
+<p>&mdash;Voi dunque approvate la mia risoluzione?</p>
+
+<p>Il frate levossi in piedi e aperse l'uscio di nuovo per spiare se
+nessuno ci ascoltasse; poi abbassando la voce, mi parl&ograve; di tal
+guisa:</p>
+
+<p>&mdash;I conventi, figliuol mio, furono istituiti da uomini che al pari
+di voi desideravano la quiete dell'anima e la meditazione. I
+fondatori degli ordini religiosi appartennero alla categoria dei
+disingannati; gente dai nobili e generosi istinti, dal cuore
+delicato e sensibile, cui la societ&agrave;, in compenso di opere
+benefiche, gitt&ograve; in volto il vituperio e l'oltraggio. Ingenui che
+seminarono il benefizio e raccolsero l'ingratitudine; che elevarono
+la mente a studii di pubblico interesse, insegnarono dottrine
+umanitarie, combatterono il vizio potente, smascherarono
+l'impostura; e la massa ribelle degli stolti tent&ograve; schiacciarli
+colla persecuzione. Taluni ancora chiesero affetti alla donna, si
+affidarono ai sorrisi <span class="pagenum noind"><a name="Page_24" id="Page_24">{24}</a></span>od alle carezze, e pi&ugrave; tardi s'accorsero di
+essersi addormentati sovra un letamajo e d'aver adorata una carogna
+inghirlandata di rose. Il disinganno, fors'anco il disprezzo del
+mondo trasse i primi martiri della umanit&agrave; a fabbricarsi un asilo su
+qualche alpestre dirupo. Si istituirono leggi severe di abnegazione,
+di lavoro perpetuo; si tent&ograve; colla disciplina, col digiuno e meglio
+ancora colla dimenticanza di ogni affetto terreno, di indurare
+l'anima e il corpo a tutti i mali inerenti alla nostra fragile
+argilla. E nella solitudine del romitorio molti meditarono efficaci
+provvedimenti a redimere la societ&agrave;; raccolsero e studiarono i
+codici della civilt&agrave; antica, per diffonderla poscia a benefizio
+delle generazioni future; e moltissimi tramarono contro i tiranni,
+facendosi scudo del pregiudizio che rendeva il loro asilo
+inviolabile per seminare i primi germi di quelle idee di
+emancipazione, che oggid&igrave; mandano frutti copiosi. Ma ora, le cose
+mutarono aspetto&mdash;lo studio, la dottrina, le generose idee
+appartengono alla <span class="pagenum noind"><a name="Page_25" id="Page_25">{25}</a></span>umanit&agrave; tutta intera&mdash;nei conventi entr&ograve; la pazza
+ignoranza e l'odio del bene.&mdash;Mentre il secolo si illumina e si
+ringagliardisce, qui le tenebre si fanno pi&ugrave; dense. Figliuol mio,
+non vi lusinghi la pace apparente. Ove alberga l'odio, non pu&ograve;
+essere pace vera. Questi monaci, che voi vedete s&igrave; manierosi, s&igrave;
+fervidi nella preghiera, s&igrave; umili e rassegnati, sono altrettanti
+cospiratori, pronti, ove il potessero, ad immolare met&agrave; del genere
+umano per ridurre al servaggio e all'abbrutimento l'altra met&agrave;.</p>
+
+<p>Le parole di padre Domenico, il tono della sua voce e il fuoco del
+suo sguardo mi destarono un fremito nell'anima. Una idea terribile
+mi balen&ograve; alla mente. Dio sa quanto avr&agrave; sofferto e quanto soffre
+ancora questo povero monaco nel dover convivere con gente di tal
+fatta!</p>
+
+<p>Il buon frate mi lesse nel cuore, e riprese a parlare di tal guisa:</p>
+
+<p>&mdash;Tu indovini i miei dolori, o figliuolo, hai ragione di
+compiangermi. Io fui ingannato due volte nel corso della vita: la
+prima volta dal mondo, ed ho potuto <span class="pagenum noind"><a name="Page_26" id="Page_26">{26}</a></span>separarmi da esso&mdash;la seconda
+volta dal convento, e pur troppo dovr&ograve; rimanervi per sempre...</p>
+
+<p>&mdash;Perch&egrave; non profittate delle attuali agitazioni politiche per
+fuggire da questo carcere? Molti altri lo hanno fatto...</p>
+
+<p>&mdash;Ed han fatto male, interruppe il frate. Il soldato che prest&ograve;
+giuramento non pu&ograve; senza infamia disertare dal suo corpo. Non voglio
+tradire il voto che io ho fatto a Dio. D'altronde, io sono vecchio,
+e sento che il mio cuore &egrave; gi&agrave; quasi consunto. Se il mondo e il
+convento mi hanno tradito, il Dio in cui fermamente credo, mi
+promette un asilo dove trover&ograve; la vera pace. Prima che in questo, io
+vissi due anni in altro convento poco lunge da Bologna. Il padre
+guardiano mi odiava; io era segnato a dito come un eretico, fui pi&ugrave;
+volte calunniato da' superiori ne' loro rapporti al grande Rettore
+di Roma; questi mi inflisse castighi e supplizii. Per circa due mesi
+giacqui sepolto in un pozzo, ove ogni giorno mi si gettava
+l'alimento pi&ugrave; infetto.&mdash;E i castighi e le vendette del padre
+guardiano <span class="pagenum noind"><a name="Page_27" id="Page_27">{27}</a></span>servivano di trastullo agli altri miei colleghi, i quali
+mi perseguitavano con una raffinatezza che la solitudine e gli ozii
+del convento rendevano pi&ugrave; imaginosa. La rivoluzione di Roma e la
+fuga di Pio IX mitigarono alquanto i rigori della mia sorte.&mdash;Da due
+mesi fui qui inviato, e l'ipocrisia dei monaci si giova del mio nome
+per far credere ai buoni popolani di Grottamare che in convento si
+nutrano idee liberali e patriottiche.&mdash;Per&ograve;, di tratto in tratto il
+padre mi tuona all'orecchio delle minaccie... Se la buona causa
+italiana rimarr&agrave; schiacciata entro le mura di Roma, se il Pontefice
+verr&agrave; ripristinato nel suo Governo, io so qual destino mi attende.
+Esser sepolto vivo in qualche andito segreto dell'ortaglia.... e
+morire di lenta, dolorosa agonia. Non potete figurarvi quanto
+ingegnosa sia la mente di codesti frati nel tormentarmi! Alla mensa,
+quando &egrave; imposto il silenzio, fingendo dimenticanza, il cuoco non mi
+reca il mio piatto&mdash;alla notte mi disturbano con rumori infernali
+nella mia cella, o mi introducono fra le coltri <span class="pagenum noind"><a name="Page_28" id="Page_28">{28}</a></span>qualche sudicieria.
+Essi credono far opera di devozione&mdash;ond'io prego Iddio acci&ograve;
+perdoni loro il male che mi fanno. Cos&igrave; potessi illuminarli e
+condurli dal fanatismo alla religione, ed alla carit&agrave; evangelica! Ma
+la corruzione ha messe troppo profonde radici qui dentro e il monaco
+si &egrave; trasformato nel pi&ugrave; orribile dei mostri&mdash;il mostro che odia,
+che perseguita, che uccide, credendo di operare il bene e di rendere
+omaggio alla divinit&agrave;.</p>
+
+<p>Appena il frate ebbe finito di parlare, io vidi due grosse lagrime
+corrergli gi&ugrave; per le guancie. Le sue labbra si agitarono mormorando
+una preghiera. Io gli strinsi la mano e vi impressi un bacio. In
+quel punto, sentii bussare alla porta, e una voce nasale profferire
+il <i>Deo gratias</i>!</p>
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Page_29" id="Page_29">{29}</a></div>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_IV" id="CAPITOLO_IV"></a>CAPITOLO IV.</h2>
+
+<h4><i>Miracoli della donna.</i></h4>
+
+
+<p>Apersi la porta; il Birecchi mi apparve sulla soglia nella marziale
+attitudine di un... cavadenti.</p>
+
+<p>&mdash;Signor forestiere, una buona notizia per voi!</p>
+
+<p>&mdash;Che! il blocco sarebbe levato?</p>
+
+<p>&mdash;Vi ha di meglio. Una bella signora, proveniente da Ascoli, ha
+preso alloggio all'albergo del <i>Marcuccio</i> e fra pochi giorni si
+metter&agrave; in cammino per Roma.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene? che v'ha egli d'interessante per me in codesta notizia?</p>
+
+<p>&mdash;La signora ha bisogno di un compagno di viaggio&mdash;voi vi
+presentate&mdash;ella vi accetta per suo cavaliere&mdash;partite per Roma con
+lei, ed eccovi uscito da ogni imbarazzo! S'io non fossi ammogliato,
+prenderei il vostro posto: perocch&egrave; <span class="pagenum noind"><a name="Page_30" id="Page_30">{30}</a></span>da che vivo in questo
+sciagurato paese, non ho fiutato mai il pi&ugrave; appetitoso boccone di
+femmina...</p>
+
+<p>Mi volsi a frate Domenico e lo consultai collo sguardo. Il buon
+monaco sorrise, poi colla ingenuit&agrave; d'un fanciullo:</p>
+
+<p>&mdash;Andate! ma sovvenitevi che la donna &egrave; pi&ugrave; pericolosa, pi&ugrave;
+terribile del convento. &Egrave; pi&ugrave; facile ad un monaco svincolarsi dalla
+disciplina e gettare la tonaca fratesca, che non ad un uomo di cuore
+sciogliersi dalle reti o dai vincoli in cui l'astuzia femminile sa
+avvilupparlo.</p>
+
+<p>Ci&ograve; detto, padre Domenico usc&igrave; dalla cella. Onde io, nuovamente
+incalzato dalla infernale eloquenza del Birecchi, e bramoso di
+lasciar quel luogo che mi appariva popolato di orribili spettri,
+risolvetti di visitare la bella romagnola.&mdash;Ma come introdurmi
+presso di lei? con qual coraggio offrirmele a compagno?</p>
+
+<p>&mdash;Lasciatene a me l'incarico, rispose il Birecchi.</p>
+
+<p>Mi appoggiai al di lui braccio, e usciti <span class="pagenum noind"><a name="Page_31" id="Page_31">{31}</a></span>entrambi dal convento, in
+meno di un quarto d'ora giungemmo all'albergo del <i>Marcuccio</i>. Il
+Birecchi si fece tosto annunziare alla signora, e poco dopo il
+figliuolo del Marcuccio ci introdusse nel di lei appartamento.</p>
+
+<p>Entrammo in una cameretta rischiarata da pallida luce. La donna era
+coricata. Appena ci vide, rizzossi alquanto sul guanciale, e traendo
+dalle coltri un braccio pi&ugrave; candido dell'alabastro, ne fece appoggio
+alla testa, da cui un'onda di neri capelli si spandeva sugli omeri e
+sul petto. Il Birecchi mi aveva decantata la bellezza maravigliosa
+di quella donna; a me parve divina. L'estrema pallidezza del volto,
+che forse al cavadenti era apparsa un po' lugubre, rendevala ai miei
+occhi pi&ugrave; interessante. L'ebbi appena veduta e tosto ringraziai il
+buon Francescano d'avermi fatto rinunziare alle mie idee di perpetuo
+celibato. Il demonio aveva ottenuta piena vittoria.</p>
+
+<p>Io non osava parlare. Che dirle? Il fascino della bellezza &egrave; s&igrave;
+potente da troncarci <span class="pagenum noind"><a name="Page_32" id="Page_32">{32}</a></span>gli accenti sul labbro e istupidirci i sensi.
+Buon per me che il Birecchi era al mio fianco, e il Birecchi non era
+uomo da smarrirsi. Egli dunque apr&igrave; la conversazione con un esordio
+degno de' suoi talenti e della sua conosciuta eloquenza.</p>
+
+<p>&mdash;Jeri sera io ebbi la fortuna di vedervi giungere a questo albergo:
+voi mi sembraste spossata dal viaggio e udii che nel salire le scale
+pregaste il cameriere di mandare per un medico. Il medico &egrave; qui ai
+vostri ordini (in cos&igrave; dire mi additava). Nel caso poi abbiate
+bisogno d'un cavadenti, potete valervi dell'opera mia ed io sono
+certo che mai non mi verr&agrave; dato di strappare da pi&ugrave; leggiadra bocca
+denti pi&ugrave; belli.</p>
+
+<p>In altra occasione avrei riso di cuore nell'intendere quell'esordio
+stravagante; ma tutto assorto nel gentile spettacolo di bellezza che
+mi stava dinanzi, mi era scesa nell'anima una tristezza che chiudeva
+l'adito ad ogni altra emozione. La bellissima donna mi chiese s'io
+fossi il solo medico del paese; risposi che s&igrave;, quantunque mi
+ripugnasse il confermare una menzogna.<span class="pagenum noind"><a name="Page_33" id="Page_33">{33}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Se ci&ograve; &egrave;, disse ella con qualche imbarazzo, desidererei parlarvi
+senza testimonii, e pregherei il signore di uscire per pochi
+istanti.</p>
+
+<p>&mdash;Come le aggrada, rispose il Birecchi.</p>
+
+<p>E part&igrave;, facendomi un cenno dell'occhio, che poteva tradursi: Voi
+fortunato! profittate della buona ventura, e, sopratutto badate di
+non contraddirvi!</p>
+
+<p>Rimasto solo presso il letto della malata, ella, arrossendo nel
+viso, cominci&ograve; a balbettare alcune frasi sconnesse, indi, narratami
+l'origine della sua malattia, fece atto di rimuovere le coltri per
+mostrarmi la parte offesa.</p>
+
+<p>&mdash;Fermate, signora! esclamai, arrossendo alla mia volta. &Egrave; tempo che
+io metta un termine a cotesta finzione. Io non voglio veder nulla:
+non sono un medico io; il Birecchi si &egrave; permessa una celia... ed
+oramai sarebbe impudenza, vigliaccheria, il secondarlo
+d'avvantaggio. Sedotto dalla descrizione dei vostri vezzi, io mi
+lasciai qui condurre sperando mi accettereste a compagno di viaggio.
+Io vi giuro che non ebbi pensiero di profittare <span class="pagenum noind"><a name="Page_34" id="Page_34">{34}</a></span>della vostra
+posizione per mire indecenti. Perdonatemi dunque il fallo
+involontario: io mi ritiro.</p>
+
+<p>&mdash;Restate, disse la donna. Poich&egrave; il destino mi vi ha condotto
+dinanzi, ed io v'ho gi&agrave; in parte rivelati i miei mali, tant'&egrave; ch'io
+mi affidi interamente a voi. Sola, senza conoscenti, in un paese
+pressoch&egrave; inabitato, &egrave; forse il cielo che a me vi manda. Pi&ugrave; che
+d'un medico io avea bisogno d'un amico; e voi lo sarete per me, il
+cuore me lo dice!</p>
+
+<p>Cos&igrave; parlando, la malata mi stese la mano, ed io la strinsi per
+rispondere al di lei voto con una promessa.</p>
+
+<p>In quel punto il Birecchi buss&ograve; alla porta.</p>
+
+<p>&mdash;Rimandate quel signor cavadenti, disse la donna con subito sdegno.</p>
+
+<p>Apersi la porta e pregai il Birecchi di ritirarsi. Quegli si
+stropicci&ograve; le mani, si pose il cappello in testa, e profer&igrave; col tono
+di voce pi&ugrave; grottesco un <i>ho capito</i>, da cui si scorgeva ch'egli
+aveva propriamente capito nulla. Poi, parlandomi all'orecchio:<span class="pagenum noind"><a name="Page_35" id="Page_35">{35}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Spero, mi disse, che voi non le strapperete tutti i denti. Salvate
+qualche cosa pel povero Birecchi!</p>
+
+<p>E se ne and&ograve; zuffolando.</p>
+
+<p>Allora rientrai nella camera, accostai una sedia al letto della
+malata, ed ella mi parl&ograve; di tal guisa:</p>
+
+<p>&mdash;Io son figliuola d'un ricco possidente di Ascoli. Sposai da circa
+sette mesi un giovane che io amava con tutto il fervore dell'anima.
+Mio padre, uomo burbero e di principii severi, si era opposto a
+quelle nozze. Spiacevangli nel mio Carlo l'orgoglioso carattere,
+l'indole ardente, la tenacit&agrave; nei propositi, certa naturale
+fierezza, che a me lo rendeva accetto, e la mia mente giovanile
+vieppi&ugrave; infiammava dell'amor suo.</p>
+
+<p>&laquo;L'amore non ragiona. Le controversie che io incontrava, mi erano
+sprone a tentare ogni mezzo di riuscita. Pregai, piansi, posi in
+opera tutte le arti che ad onesta fanciulla suggerisce la passione:
+Carlo fu mio.</p>
+
+<p>&laquo;Il giorno delle nozze si pass&ograve; in feste e tripudii. Alla sera,
+congedati i parenti <span class="pagenum noind"><a name="Page_36" id="Page_36">{36}</a></span>e gli amici che avevano assistito alla
+cerimonia, il mio sposo usc&igrave; di casa per pochi istanti. Quand'egli
+rientr&ograve;, il suo volto era pallido, i capegli ritti in sulla fronte,
+la voce tremante e convulsa.</p>
+
+<p>&laquo;&mdash;Donde vieni? che ti &egrave; accaduto? gli chiesi spaventata.</p>
+
+<p>&laquo;&mdash;Nulla, rispos'egli, nulla. Una facezia... uno scherzo...</p>
+
+<p>&laquo;Io mi appoggiai al di lui braccio, e commossa da terrore, d'amore,
+da mille indistinti affetti, lo seguii nella stanza nuziale.</p>
+
+<p>&laquo;Quella notte, in cui sperava dovesse aprirmisi il paradiso...&raquo;</p>
+
+<p>Qui la bella Ascolana interruppe il racconto, fissandomi in volto
+uno sguardo scrutatore quasi esitasse di proseguire.</p>
+
+<p>Dopo breve silenzio, croll&ograve; il capo mestamente, mormorando a voce
+bassa:</p>
+
+<p>&mdash;Bisogna pure ch'io sfoghi il mio cuore; e voi mi avete l'aria
+d'onest'uomo...</p>
+
+<p>&mdash;Signora, se voi dubitate di me, io vi prego di troncare una
+confessione di cui non vi ho richiesta...</p>
+
+<p>&mdash;Vi par egli ch'io l'avrei cominciata, <span class="pagenum noind"><a name="Page_37" id="Page_37">{37}</a></span>se il cuore non mi avesse
+prevenuta in vostro favore? Permettete soltanto che io vi taccia
+come la notte del mio matrimonio per me si passasse. Quella
+ricordanza mi empie di raccapriccio. Vi basti sapere che dove io
+attendeva tenere carezze, e cento delizie da lunga pezza
+vagheggiate, trovai le convulsioni della paura, i delirii del
+rimorso. Mio marito poche ore innanzi era divenuto assassino.</p>
+
+<p>&mdash;Basta, o signora, diss'io rabbrividendo. Preferisco ignorare il
+resto d'una tale istoria.</p>
+
+<p>&mdash;Poich&egrave; il mio labbro ha proferito l'accusa contro l'uomo di cui
+porto il nome, &egrave; necessario ascoltiate anche le sue discolpe.</p>
+
+<p>&mdash;Voi potete risparmiarle; io non ammetto discolpe pegli
+assassini...</p>
+
+<p>&mdash;Signore... vi hanno delle ragioni politiche...</p>
+
+<p>&mdash;Avete voi per queste ragioni politiche sentito men vivo il
+ribrezzo nello stringere la sua mano grondante di sangue?<span class="pagenum noind"><a name="Page_38" id="Page_38">{38}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Nella prima notte che io passai al fianco di Carlo, appena egli mi
+ebbe rivelato l'orribile segreto, io fui presa da ribrezzo, e mi
+ritrassi inorridita dall'amplesso sanguinoso. Ma quando il mio sposo
+mi fece suonare all'orecchio le sante parole: <i>Italia e libert&agrave;!</i>
+parole ch'io mai non aveva udite prima d'allora, parole che d'un
+tratto mi svelavano un nuovo mondo d'idee, di speranze e di
+aspirazioni; allora cess&ograve; il ribrezzo del sangue; una forza
+magnetica mi attrasse di bel nuovo verso colui che mi parlava quel
+gagliardo linguaggio&mdash;io non vidi pi&ugrave; nel mio Carlo un assassino, ma
+il vendicatore di un popolo oppresso, lo strumento della giustizia
+di Dio...</p>
+
+<p>&mdash;Voi l'amavate davvero il vostro Carlo, e veggo che l'amate
+ancora...</p>
+
+<p>&mdash;Se io l'amo!</p>
+
+<p>Rammenta, o lettore, l'energia della Rachel e la soavit&agrave; della
+Ristori; uniscile assieme, e saprai qual fosse l'accento della bella
+Ascolana nel proferire quella esclamazione. E pensa altres&igrave; che ella
+era coricata; che i gesti, i moti della <span class="pagenum noind"><a name="Page_39" id="Page_39">{39}</a></span>persona riuscivano
+doppiamente efficaci; che ad ogni agitar delle braccia e delle altre
+membra, le coltri se ne andavano gi&ugrave; dalla sponda opposta...</p>
+
+<p>&mdash;E come avviene che il vostro Carlo non trovisi ora con voi?</p>
+
+<p>&mdash;Le ragioni istesse che il giorno delle mie nozze lo spinsero a
+trucidare un prete scellerato, pochi mesi dopo lo strapparono dalle
+mie braccia. Egli &egrave; partito per Roma alla testa di un corpo di
+volontari...</p>
+
+<p>&mdash;E voi, per quanto apparisce, vi siete proposta di andarlo a
+raggiungere...</p>
+
+<p>&mdash;Ne ho fatto giuramento. Non &egrave; forse dovere di sposa seguire il
+marito, fosse anche sul cammino che conduce al patibolo? Oh s&igrave;!
+voglio combattere anche io; anch'io voglio prender parte a questa
+terribile e disperata lotta di generosi! A Roma si decidono in
+questo momento i destini dei nostri figliuoli&mdash;fra venti anni (il
+mio Carlo lo ha detto&mdash;ed io ho fede nelle sue parole) fra
+vent'anni, o i popoli avranno schiacciata l'idra del dispotismo
+clericale che ha in Roma il <span class="pagenum noind"><a name="Page_40" id="Page_40">{40}</a></span>suo capo, o i preti avranno abbrutito
+di bel nuovo l'Europa coi terrori dell'inquisizione.</p>
+
+<p>L'entusiasmo dell'Ascolana era al colmo.</p>
+
+<p>Il Birecchi entr&ograve; nella stanza; ma ella non fece pi&ugrave; caso di lui.</p>
+
+<p>&mdash;Signora, le dissi stringendole la mano, mi accettereste voi per
+compagno di viaggio?</p>
+
+<p>&mdash;Non solo vi accetto, ma conto su voi, rispose ella.</p>
+
+<p>Il Birecchi fece una smorfia grottesca, e profer&igrave; un <i>ho capito</i> pi&ugrave;
+sonoro e pi&ugrave; goffo che mai.</p>
+
+<p>Il mezzogiorno era prossimo, ed io voleva giungere al convento per
+l'ora del pranzo. Mi congedai dalla bella Ascolana, promettendole
+sarei tornato a farle visita prima di notte, onde intendermi con lei
+per l'esecuzione de' nostri progetti. Il Birecchi esitava a
+seguirmi, ma l'Ascolana con un sorriso misto di dolcezza e d'ironia:</p>
+
+<p>&mdash;Signore, gli disse, io aveva bisogno del medico; per oggi posso
+dispensarmi dal cavadenti.<span class="pagenum noind"><a name="Page_41" id="Page_41">{41}</a></span></p>
+
+<p>Il Biracchi sta volta non pareva disposto a <i>capire</i>; ma vedendo
+ch'egli rimaneva inchiodato dinanzi al letto, io lo indussi a
+seguirmi, traducendogli letteralmente il motto della signora:</p>
+
+<p>&mdash;L'ammalata ha bisogno di rimaner sola.</p>
+
+<p>&mdash;Ah! vedo... basta...! <i>ho capito!</i></p>
+
+<p>Pochi minuti dopo, io risaliva la collina per recarmi al convento;
+il Birecchi passeggiava sotto le finestre dell'albergo, appannandole
+de' suoi sospiri.</p>
+
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<h2><a name="CAPITOLO_V" id="CAPITOLO_V"></a>CAPITOLO V.</h2>
+
+<h4><i>Risoluzioni ed espedienti.</i></h4>
+
+
+<p>Il partito era preso.&mdash;Non restavami che trovare i mezzi per seguire
+la bella Ascolana sul nuovo cammino ch'ella mi additava.</p>
+
+<p>Farmi soldato.... combattere.... morire forse!... Perdonate, miei
+buoni lettori; <span class="pagenum noind"><a name="Page_42" id="Page_42">{42}</a></span>io non ebbi mai molta fede nel mio eroismo, e ne ho
+ben poca nell'eroismo degli altri.&mdash;L'idea dei pericoli che io
+doveva incontrare sul sentiero della gloria, mi preoccup&ograve; seriamente
+lo spirito pel corso dei quindici giorni che io dovetti passare a
+Grottamare, attendendo la completa guarigione della mia bella
+compagna.</p>
+
+<p>E nondimeno quei giorni trascorsero per me deliziosi, fra le
+ascetiche meditazioni del convento e la men casta contemplazione di
+una belt&agrave; provocante, innanzi a cui si erano dileguati tutti i miei
+santi propositi.</p>
+
+<p>Frattanto l'Ascolana riacquistava ogni giorno nuove attrattive col
+rifiorire della salute. I suoi grandi occhi si aprivano sfavillanti
+come gemme; le labbra si animavano, la voce acquistava quel timbro
+da contralto, che io ritengo esser la voce ermafrodita degli
+angioli.</p>
+
+<p>Appena fu in grado di abbandonare il letto, Adelaide&mdash;tale era il
+nome dell'Ascolana&mdash;usc&igrave; con me al passeggio. Ella si appoggiava al
+mio braccio, e <span class="pagenum noind"><a name="Page_43" id="Page_43">{43}</a></span>tutta lieta delle forze rinascenti, camminava con
+lena giovanile sulle sabbie del mare, infino a quando io non
+l'avessi ammonita di far ritorno all'albergo. Pareva una giovane
+rondinella, che vicina a passare l'Oceano, tentasse con brevi voli
+la vigoria delle penne.</p>
+
+<p>Una sera, tornando da una passeggiata pi&ugrave; lunga del consueto, mentre
+io stava per congedarmi da lei &laquo;Amico, mi disse con accento
+risoluto; luned&igrave; prossimo noi partiremo per Roma&raquo;.</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave; presto?</p>
+
+<p>&mdash;Anche troppo abbiamo indugiato. Aspetteremo noi che i fratelli
+abbiano compiuta l'impresa senza di noi?</p>
+
+<p>&mdash;Quando crediate che la vostra salute non debba soffrirne&mdash;per me,
+sono pronto a seguirvi.</p>
+
+<p>&mdash;Dunque... deciso!</p>
+
+<p>&mdash;Deciso! risposi risolutamente.</p>
+
+<p>Ed io ripresi il cammino del convento coll'animo pi&ugrave; agitato che
+mai. La risoluzione della Ascolana, sebbene naturalissima, fu come
+una pietra lanciata nell'onda tranquilla dell'anima mia.&mdash;Le <span class="pagenum noind"><a name="Page_44" id="Page_44">{44}</a></span>mie
+finanze non si erano fino a quel giorno aumentate di un solo
+baiocco. Ora, come poteva io accompagnare la bella Ascolana senza
+premunirmi le tasche del denaro occorrente alle spese di viaggio?</p>
+
+<p>Con tali pensieri entrai nel convento e mi presentai ai monaci nel
+punto che essi mettevansi a tavola.</p>
+
+<p>&mdash;Voi mi sembrate turbato, disse padre Serafino, il superiore del
+convento.</p>
+
+<p>&mdash;Lo sono pur troppo. Ho deciso partire da Grottamare luned&igrave;
+prossimo, per recarmi a Roma.</p>
+
+<p>&mdash;A Roma! esclamarono ad un punto tutti i religiosi.</p>
+
+<p>Quell'annunzio produsse un effetto di stupore.</p>
+
+<p>La cena fu pi&ugrave; triste, pi&ugrave; silenziosa del consueto. Levatomi da
+mensa, io mi recai alla cella di frate Domenico. Poich&egrave; fui solo con
+lui, il dabben uomo, appoggiandomi la destra in sulla
+spalla&mdash;figliuolo, mi disse&mdash;voi avete presa una santa risoluzione.
+Io non aveva osato parlarvi apertamente prima d'ora; ma il rimaner
+qui, fra gli ozii del convento, <span class="pagenum noind"><a name="Page_45" id="Page_45">{45}</a></span>a voi giovane ancora e robusto, era
+proprio vergogna. Andate, che il Signore vi benedica! Se Iddio
+concede vittoria alle nostre armi, spero che un giorno ci rivedremo.
+Se &egrave; scritto nei voleri della Provvidenza, che prima di ottenere il
+trionfo, i campioni della civilt&agrave; e del progresso vengano sottoposti
+a pi&ugrave; dure prove&mdash;se Roma &egrave; destinata a ricadere sotto il dominio
+assoluto del Pontefice... allora (e la voce del frate divenne fioca)
+allora dite un <i>requiem</i> all'anima del povero frate Domenico&mdash;perch&egrave;
+io son certo che le libere idee da me espresse in questi giorni mi
+costeranno la vita!</p>
+
+<p>Io uscii dalla cella del frate. I monaci, che attraversavano i
+lunghi corritoi mi parevano vampiri. Mi chiusi a chiave nella mia
+cella, n&egrave; per quella notte potei prender sonno.</p>
+
+<p>Per&ograve;, da quella veglia inquieta nacque una ispirazione felice, ed io
+trovai l'espediente per ristorare le mie povere finanze.</p>
+
+<p>All'indomani, verso le dodici ore, un gran cartellone, scritto a
+inchiostro di <span class="pagenum noind"><a name="Page_46" id="Page_46">{46}</a></span>vari colori, annunziava agli abitanti di Grottamare
+un grandioso trattenimento vocale-istrumentale-poetico-dentistico,
+che dovea aver luogo nella sala del teatro la prossima domenica.
+Alcuni dilettanti del paese avrebbero eseguiti quattro pezzi di
+scelta musica, io avrei cantate sedici o venti cavatine fra buffe e
+serie, il Birecchi avrebbe strappati non so quanti denti al cospetto
+del pubblico; e un poeta di passaggio avrebbe improvvisati e
+declamati un centinaio di sonetti. Il prezzo d'entrata, perch&egrave; fosse
+proporzionato alle finanze di tutti, si lasciava all'arbitrio degli
+spettatori. Il teatro sarebbe illuminato a giorno.</p>
+
+<p>Quel gran cartellone produsse l'effetto ch'io mi attendeva. Gli
+abitanti di Grottamare ricchi e poveri, giovani e vecchi, rimasero
+stupefatti dal pomposo annunzio. &Egrave; bene l'avvertire che gi&agrave; da
+quindici anni non s'era riaperto quel teatro a spettacoli di sorta,
+e i proprietarii dei palchi sospiravano da gran tempo una buona
+occasione per riprendervi un dritto di possesso, che da tempo
+immemorabile i <span class="pagenum noind"><a name="Page_47" id="Page_47">{47}</a></span>ragni ed i sorci avean loro usurpato. Quindi &egrave; che
+non mai, anche all'epoca solenne dell'apertura, s'era veduta la
+popolazione di Grottamare con tanta esultanza, tanto trasporto,
+tanto entusiasmo affollarsi dinanzi ad un avviso teatrale. Io mi
+avvidi d'aver trovata la miniera degli scudi; e sicuro di poterne
+ricavare quanto mi abbisognava per le spese di viaggio, mi tenni
+l'uomo pi&ugrave; beato della terra.</p>
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<h2><a name="CAPITOLO_VI" id="CAPITOLO_VI"></a>CAPITOLO VI.</h2>
+
+<h4><i>Un concerto sconcertato.</i></h4>
+
+
+<p>Sai tu, lettore mio, quanto costi di noje, di rabbie, di attacchi
+nervosi, l'organizzare un concerto musicale?</p>
+
+<p>&Egrave; pi&ugrave; facile l'appaiare ad un carro una tigre ed un coniglio,
+educare ad amichevole consorzio due sorci ed un gatto, trovare alla
+Camera dei Deputati due onorevoli che vadano perfettamente d'accordo
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_48" id="Page_48">{48}</a></span>in una quistione politica, riscontrare presso il letto d'un
+ammalato due medici d'egual parere sull'indole di una malattia,&mdash;che
+non il riunire i tanti elementi all'apparenza identici, di che si
+costituisce un concerto.</p>
+
+<p>E dopo tante cure, tanti affanni, qual frutto?</p>
+
+<p>Domandatelo a quei tanti artisti di merito, che da molti anni se ne
+vanno pel mondo con un violino o con un piffero...</p>
+
+<p>La domenica fatale era giunta...</p>
+
+<p>Suonavano le nove del mattino, quand'io sentii bussare leggermente
+alla porta della mia celletta.</p>
+
+<p>&mdash;Son io, disse il sagrestano avanzandosi con esitazione.</p>
+
+<p>&mdash;Che vi ha di nuovo?</p>
+
+<p>&mdash;Una disgrazia. Ieri io aveva promesso di concorrere co' miei pochi
+talenti allo spettacolo di questa sera; voi vi affrettaste ad
+iscrivere il mio nome sull'avviso; ed oggi...</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene?</p>
+
+<p>&mdash;Oggi non posso...</p>
+
+<p>E qui il buon sagrestano a ripetermi <span class="pagenum noind"><a name="Page_49" id="Page_49">{49}</a></span>le proteste del curato e del
+coadjutore, i quali non permettevano che egli uomo di chiesa, avesse
+a prender parte ad uno spettacolo tanto profano. Si trattava
+nientemeno che di un terribile dilemma, per cui il povero figliuolo
+era minacciato di perdere il suo impiego nella bottega del Signore.</p>
+
+<p>&mdash;No: buon sagrestano; tu non verrai dimesso della tua carica,
+risposi io stringendogli la mano. Annunzieremo al pubblico la tua
+<i>improvvisa indisposizione</i>, e il Birecchi ti supplir&agrave; strappando
+otto denti in luogo di quattro.</p>
+
+<p>Io non aveva finito di profferire queste parole, quando il direttore
+della banda civica entr&ograve; anch'egli nella mia cella con aria
+compunta. Egli veniva ad annunziarmi che i quattro pezzi di <i>scelta</i>
+musica non si potevano eseguire per quella sera. I dilettanti del
+paese gi&agrave; da quattro anni non si erano pi&ugrave; <i>dilettati</i> di suonare in
+concerto. Ricorrendo a i loro istrumenti, aveanli trovati guasti
+dalla polvere e dal verde-rame.&mdash;Al corno mancavano due cerchielli,
+al flauto <span class="pagenum noind"><a name="Page_50" id="Page_50">{50}</a></span>tre chiavi, all'oboe il becco; e nella gran canna del
+bombardone gi&agrave; da molto tempo avea preso dimora una colonia di
+sorci. Oltre di ci&ograve;, nel paese non si trovava altro pezzo di musica
+fuori di una marcia funebre scritta otto mesi prima, dal maestro
+C..., in occasione di illustre matrimonio.</p>
+
+<p>In brevi parole.&mdash;Prima che il mezzogiorno fosse suonato, tutti i
+dilettanti e professori, che doveano prendere parte al concerto,
+vennero da me per iscusarsi di non poter adempiere alle loro
+promesse.</p>
+
+<p>Discesi a Grottamare inferiore&mdash;corsi alla casa del Birecchi, il
+solo artista che ancora mi rimanesse fedele; ma qual fu il mio
+stupore nello intendere che il perfido dentista la notte precedente
+era partito per Camerino!</p>
+
+<p>Allora sentii mancarmi le forze&mdash;ebbi un momento di vertigine&mdash;con
+un lampo di strabismo mentale lanciai gli occhi nel passato e
+nell'avvenire&mdash;poi, in un accesso di disperazione, risolvetti di
+dare il concerto da solo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_51" id="Page_51">{51}</a></span></p>
+
+<p>Ma come fare? Il tempo stringeva. E conveniva ripulire il teatro,
+farvi trasportare un pianoforte, trovare un maestro accompagnatore,
+destinare qualche galantuomo alla sopraintendenza della cassetta; e
+il mezzogiorno non era discosto, ed io mi sentiva gi&agrave; stanco dalle
+contrariet&agrave; indurate. Poich&egrave; vidi che ogni cosa volgeva alla peggio,
+e pareva decretata dai fati la mala riuscita di quella intrapresa,
+io pensai bene d'andarmene a pranzo, indi sdraiato sovra un divano,
+attendere l'ora dello spettacolo, che, secondo tutte le probabilit&agrave;,
+doveva terminarsi con una pioggia di sassate.</p>
+
+<p>Quel giorno pranzai all'albergo del <i>Marcuccio</i> in compagnia
+dell'Ascolana. Prevedendo i pericoli che in quella sera mi
+minacciavano, la pregai di non intervenire allo spettacolo&mdash;indi
+attesi rassegnato l'ora di recarmi in teatro.</p>
+
+<p>Il sole volgeva al tramonto, quando un messo del sindaco,
+accompagnato dall'ottimo sagrestano, recommi le chiavi del teatro.
+Io le presi tremando, come se il <span class="pagenum noind"><a name="Page_52" id="Page_52">{52}</a></span>ferro dovesse bruciarmi le dita.
+Il sagrestano cav&ograve; di tasca una ventina di moccoli, che egli aveva
+raccolti nella chiesa acci&ograve; mi servissero per l'uso profano di
+illuminare la platea.</p>
+
+<p>Poich&egrave; i due messi furono partiti, mi feci recare dal Marcuccio
+quattro bottiglie di vino: le collocai in un paniere coi moccoli e
+le chiavi, indi, recatomi il paniere sottobraccio, tutto solo, a
+lenti passi mi avviai verso il teatro, ove mi chiusi, e cominciai a
+prepararmi alla rappresentazione, vuotando d'un fiato una bottiglia.</p>
+
+<p>Alle otto ore la sala era illuminata.&mdash;Apersi la porta&mdash;una ondata
+d'uomini, donne e fanciulli si precipit&ograve; per entrare.</p>
+
+<p>Alto l&agrave;! gridava il sagrestano, agitando un randello.&mdash;Guai a chi
+entra senza pagare! Morte ai ladri! Indietro la canaglia! Viva la
+cortesia, la generosit&agrave;! Trattasi dell'onor del paese! Bravi
+figliuoli! Attenti al bacile!... Ah! sta bene! Grottamare &egrave; il paese
+dei nobili cuori!..</p>
+
+<p>Diffatti in meno ch'io vel dica, eran piovuti nel bacile un
+centinaio di paoli e una ventina di papetti.<span class="pagenum noind"><a name="Page_53" id="Page_53">{53}</a></span></p>
+
+<p>Finito quello sfogo popolare, l'alta aristocrazia del paese,
+capitanata da un conte e da un barone, sfil&ograve; dinanzi al bacile,
+gettandovi grosse monete d'argento. Alle otto e un quarto circa, la
+platea, i palchi, il loggione eran colmi di gente&mdash;e il bacile
+presentava l'aspetto pi&ugrave; consolante.</p>
+
+<p>Il Rubicone era passato&mdash;omai non si poteva retrocedere.</p>
+
+<p>Qual fosse l'animo mio non saprei dirvi; pi&ugrave; la gente ingrossava e
+pi&ugrave; crescevano le mie angoscie, sebbene alquanto io mi fossi
+rassicurato nell'udire come il pubblico si mostrasse gi&agrave; soddisfatto
+della illuminazione, alla cui vista avea mandato un urlo di viva!</p>
+
+<p>Allo scoccare delle otto e mezzo, dopo aver intascate le monete che
+erano nel bacile, abbandonai il posto di portinaio, e salii sul
+palco scenico per dar principio al trattenimento. Vuotai una seconda
+bottiglia, indi rimossa la tela, mi presentai sul proscenio onde
+annunziare al pubblico le <i>indispozioni</i> sopravvenute agli artisti
+colleghi, e prevenirlo degli inconvenienti <span class="pagenum noind"><a name="Page_54" id="Page_54">{54}</a></span>accaduti. La mia breve
+arringa si chiuse fra plausi d'entusiasmo. Il coraggio mi risal&igrave; dai
+talloni alla testa:&mdash;vuotai la terza bottiglia&mdash;ordinai fosse
+immediatamente alzato il sipario, e appena scoccato l'ordine, corsi
+io stesso ad eseguirlo. Tirata la funicella, il sipario si alz&ograve; fra
+nuove grida di entusiasmo.</p>
+
+<p>Per intrattenere aggradevolmente la numerosa adunanza io dovetti in
+quella sera esaurire tutta la lena de' polmoni e del cervello.
+Accompagnandomi ad una spinetta scordata, cantai non meno di venti
+pezzi da soprano, da tenore e basso; improvvisai una dozzina di
+sonetti a rime obbligate; declamai quattro canti della <i>Divina
+commedia</i>...</p>
+
+<p>Il trattenimento poetico musicale dur&ograve; fino a mezzanotte, e forse
+sarebbesi protratto infino all'alba, se un caso inaspettato, ed a me
+favorevolissimo, non avesse obbligato gli spettatori ad uscire dal
+teatro. I moccoli del sagrestano, quei moccoli per cui, al
+cominciare della rappresentazione, il teatro brillava di tanto
+bagliore, essendo, come ognuno <span class="pagenum noind"><a name="Page_55" id="Page_55">{55}</a></span>pu&ograve; immaginare, di varia dimensione
+e grossezza, col proceder del tempo s'erano andati spegnendo ad uno
+ad uno, versando sul rispettabile pubblico una broda tepida e
+viscosa. Verso mezzanotte la sala non era pi&ugrave; rischiarata che da un
+solo lucignolo; ed io era giunto alle cadenze della ventesima
+cavatina, e gi&agrave; un migliaio di mani stavano alzate per applaudire,
+quando ad un tratto anche quest'ultimo raggio venne a mancare, e il
+palco scenico, la platea, tutto insomma il teatro, s'immerse nel
+buio pi&ugrave; denso.</p>
+
+<p>La sorpresa fu generale. Gli uomini mandarono un urlo spaventevole,
+le donne risposero cogli strilli.&mdash;Chi cerca tastone il cappello,
+chi appoggiandosi alle muraglie si trascina verso la porta d'uscita;
+l'uno s'aggrappa all'altro; chi urta, chi spinge, chi s'azzuffa e le
+panche rovesciandosi con fracasso, pestano senza misericordia i
+calli della vile moltitudine, e stracciano le gonnelle delle
+signore. Fu vero miracolo che in tanta confusione nessuno si
+fiaccasse il collo o spezzasse il cranio alla parete.<span class="pagenum noind"><a name="Page_56" id="Page_56">{56}</a></span></p>
+
+<p>Dopo dieci minuti di scompiglio, il sagrestano comparve finalmente
+in sulla porta del teatro con un lampione inchiodato ad una pertica.
+Alla vista di quel faro, tutti proruppero in grida di gioia, e beati
+dell'improvvisa luce, con calma e nel miglior ordine possibile
+uscirono dalla sala.</p>
+
+<p>Accompagnato dal fedel sagrestano e da quindici o venti giovinetti
+del paese, io discendeva poco dopo a Grottamare inferiore, recando
+con me un sacchetto di circa quaranta scudi romani. Lagrime di
+tenerezza mi piovvero dalle ciglia quando, giunti all'albergo del
+<i>Marcuccio</i>, dovetti accommiatarmi da quei bravi e generosi amici, e
+ricevere il bacio d'addio, e udire le schiette parole di benevolenza
+che i Romagnoli ed i Marchigiani profferiscono con tanto di cuore.</p>
+
+<p>All'indomani, verso le quattro del mattino, io salii coll'Ascolana
+nella vettura del Marcuccio. Il sagrestano quella notte non s'era
+coricato. Quel dabben figliuolo voleva esser testimonio della mia
+partenza, ed augurarmi ancora una volta il <span class="pagenum noind"><a name="Page_57" id="Page_57">{57}</a></span>buon viaggio. Appena lo
+vidi appressarsi corsi a lui, e lo abbracciai come un fratello; poi,
+tratti di tasca due scudi, glieli posi nella mano.</p>
+
+<p>&mdash;Che!&mdash;diss'egli, quasi indispettito&mdash;credereste ch'io potessi
+accettare.....?</p>
+
+<p>&mdash;Non sono per te, buon amico. Quando io sar&ograve; partito, fa di recarti
+al convento e di presentare cotesto regaluccio a frate Domenico in
+segno della mia riconoscienza; e siccome quel buon religioso
+rifiuter&agrave; il denaro, provvedi del tabacco da naso, e pregalo
+d'accettare la tenue offerta d'un povero diavolo, che sempre far&agrave;
+voti per lui.</p>
+
+<p>Il sagrestano prese gli scudi, mi gett&ograve; le braccia al collo, e dopo
+un ultimo bacio se ne and&ograve; singhiozzando.</p>
+
+<p>Io salii nella vettura; il figlio del Marcuccio arring&ograve; le sue
+bastie; e partimmo alla volta di Macerata.</p>
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Page_58" id="Page_58">{58}</a></div>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_VII" id="CAPITOLO_VII"></a>CAPITOLO VII.</h2>
+
+<h4><i>Colle Fiorito.</i></h4>
+
+
+<p>L'et&agrave; mia giovanissima, la salute vigorosa, la lunga astinenza dai
+diletti di amore, pi&ugrave; volte, durante il viaggio, mi esposero a
+difficili cimenti. Ma la donna, che nei propositi generosi ed onesti
+&egrave; sovente pi&ugrave; ferma dell'uomo, moderava i miei ardori colla saviezza
+del suo contegno. Quand'io, fissandola con uno sguardo troppo
+espressivo, le minacciava una dichiarazione, il nome di Carlo le
+veniva sul labbro accompagnato da un sospiro eloquente. Se la mia
+conversazione volgeva al sentimentale, essa si atteggiava da
+eroina&mdash;io parlava d'amore; ella rispondeva: battaglie!</p>
+
+<p>I frequenti trabalzi della vettura che l'uno verso l'altra ci
+spingevano, la solitudine, l'oscurit&agrave; della notte, e gli altri
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_59" id="Page_59">{59}</a></span>lenocinii della nostra posizione non debellarono la fermezza della
+Ascolana.</p>
+
+<p>Passammo per Macerata, Camerino e Tolentino, non arrestandoci che
+per prender cibo.</p>
+
+<p>Giunti alla Muccia, il figliuolo del Marcuccio non volle pi&ugrave;
+accompagnarci colla sua vettura.</p>
+
+<p>Noi lasciammo ch'egli retrocedesse e ci recammo ad un meschino
+albergo per riposarci dal lungo e disagiato viaggio.</p>
+
+<p>Io dormiva placidamente da due buone ore, quando un rumorio di
+cariaggi e di cavalli, mi riscosse d'improvviso.</p>
+
+<p>&mdash;Sono carabinieri bolognesi che si recano a Roma&mdash;disse l'oste
+entrando nella mia stanzuccia.</p>
+
+<p>&mdash;Ben giunti!</p>
+
+<p>E balzai dal letto, diedi la sveglia all'Ascolana, poi con essa mi
+recai sulla piazza.</p>
+
+<p>La fortuna mi inviava in que' soldati una eccellente scorta per
+proseguire pi&ugrave; sicuro nel mio viaggio. Parlai al colonnello ed
+ottenni due posti sui cariaggi.</p>
+
+<p>Poche ore dopo, giungemmo a Colle Fiorito.<span class="pagenum noind"><a name="Page_60" id="Page_60">{60}</a></span></p>
+
+<p>Le scene ch'io sto per descrivere sono di un genere ben diverso
+dalle precedenti; mi &egrave; quindi forza mutar stile e colori, e darmi
+l'aria di scrittor serio.</p>
+
+<p>L'esercito austriaco pochi giorni innanzi era entrato
+vittoriosamente in Bologna. Come suole avvenire in tali fortune di
+guerra, prima che le nuove truppe occupassero la citt&agrave;, le antiche
+ne sgomberavano, seguite da quei cittadini che per avventura si
+credevano pi&ugrave; compromessi.</p>
+
+<p>I carabinieri, coi quali io mi era accompagnato, erano circa
+duecento, e rifuggiavansi a Roma dietro ordini di quel governo
+repubblicano. Il colonnello, che precedeva a cavallo la comitiva,
+era un gagliardo di cinquant'anni in circa; volto abbronzito dal
+sole, occhio di brace, irti mustacchi. Cavalcavano al di lui fianco
+da cinque o sei uffiziali e due donne belle e giovanissime entrambe,
+figlia l'una, l'altra cognata del chirurgo maggiore. Un sergente di
+circa quarant'anni, inchiodato alla sua cavalcatura, si era legati
+dietro il dorso due piccoli bimbi, <span class="pagenum noind"><a name="Page_61" id="Page_61">{61}</a></span>mentre dinanzi, fra l'una e
+l'altra briglia del cavallo, sporgeva il capo una leggiadra
+fanciulletta non maggiore di due lustri, che tenendosi d'una mano
+aggrappata alla folta criniera della giumenta, coll'altra
+accarezzava languidamente il volto del soldato.</p>
+
+<p>&mdash;Povero padre!&mdash;sclam&ograve; l'Ascolana additandomi quel gruppo&mdash;Povero
+soldato!</p>
+
+<p>&mdash;Eccellente padre, eccellente soldato!&mdash;io risposi. E la viva
+commozione mi troncava le parole.</p>
+
+<p>&mdash;Que' poveri bambinelli cominciano presto a sperimentare i disagi
+della vita. Eppure, non vedi come sorridono? Essi scherzano
+infantilmente colle cinghie di quella bianca tracolla. E quella
+gentile fanciulletta che di tempo in tempo si volge indietro a
+salutarli con un bacio!... Oh beati i fanciulli! felice l'et&agrave; in cui
+l'uomo pu&ograve; sorridere in mezzo ai pi&ugrave; gravi pericoli e trastullarsi
+delle avversit&agrave;! Quelle vergini creature sono inaccessibili al
+dolore.</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; vero; ma il povero padre... porta egli solo il fardello di
+tutti.<span class="pagenum noind"><a name="Page_62" id="Page_62">{62}</a></span></p>
+
+<p>Le nostre considerazioni furono interrotte da parole aspre ed
+odiose, che di un tratto ferirono l'orecchio. Alcuni soldati
+pedestri s'erano in quel punto avvicinati al carriaggio. L'un d'essi
+aveva proferita una grossa bestemmia: l'altro, volgendosi al
+conduttore del convoglio:</p>
+
+<p>&mdash;Pe' tuoi mortacci!&mdash;grid&ograve; con rabbia feroce&mdash;dev'essere molto
+comodo viaggiare a cavallo od in vettura! Io ho le scarpe consunte,
+e la pelle che fa sangue. Sozii, fatevi in l&agrave;, o cedetemi il posto
+per qualche ora, se ci&ograve; vi torna pi&ugrave; gradito!</p>
+
+<p>Cos&igrave; dicendo, il soldato spicc&ograve; un salto e venne a collocarsi sul
+carriaggio. Gli altri non tardarono a seguirne l'esempio, e tutti
+quanti vennero a sdraiarsi confusamente vicino e noi. L'Ascolana
+arross&igrave;, trem&ograve; di dispetto e di paura; quando ella si strinse al mio
+braccio come per cercare un rifugio, sentii che la sua mano tremava.</p>
+
+<p>&mdash;Signori&mdash;diss'io volgendomi ai soldati,&mdash;permettete che noi
+scendiamo a terra. Non ci sar&agrave; discaro far qualche miglia a piedi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_63" id="Page_63">{63}</a></span></p>
+
+<p>Nessuna risposta. Io balzai dal carriaggio, e l'Ascolana meco.
+Camminammo due ore in silenzio: la mia bella compagna troppo tardi
+s'avvedeva che l'andare a Roma non era in quell'epoca la cosa pi&ugrave;
+facile del mondo, e che pi&ugrave; ci accostavamo alla capitale, pi&ugrave;
+crescevano gli ostacoli e i disagi.</p>
+
+<p>Di tratto in tratto io porgeva orecchio alle parole dei soldati.
+Parvemi da prima ch'essi macchinassero qualche orribile disegno; li
+intesi proferire sommessamente il nome del colonnello; poi vidi
+segni e gesti minacciosi, accompagnati da bestemmie ed imprecazioni;
+alla fine compresi il mistero. In quel piccolo esercito era entrata
+la sfiducia, che propagandosi come per magnetico influsso da uomo ad
+uomo, riesce talvolta a demoralizzare anco i valorosi, a trasformare
+i leoni in conigli. Lamentavano i disagi sofferti nel cammino;
+ricordavano le care famiglie abbandonate, le spose e i figliuoli
+lasciati senza sostegno; stimando inevitabile e prossima la caduta
+di Roma, vana impresa giudicavano lo accorrere <span class="pagenum noind"><a name="Page_64" id="Page_64">{64}</a></span>a difenderla. E tali
+cose ripetendo, dapprima con trepida voce, poi colla sicurezza di
+chi trova appoggio negli altri, tutti concordemente risolvettero di
+abbandonare il colonnello e di andarsene ove ciascheduno credesse
+meglio.</p>
+
+<p>Eravamo a qualche miglio da Foligno, quando alcuni paesani ci
+vennero incontro, annunziando al colonnello esser poche ore innanzi
+entrata in quella citt&agrave; l'avanguardia dell'esercito austriaco, che
+movea da Toscana alla volta d'Ancona.</p>
+
+<p>Il colonnello fece sosta; poi, dopo aver riflettuto, ordin&ograve; ai
+soldati di retrocedere verso Colle Fiorito. Tutti obbedirono; il
+colonnello (duolmi d'averne obbliato il nome) avea nella voce, negli
+sguardi, in tutta la nobil persona qualche cosa di solenne e di
+autorevole. Poich&egrave; fummo giunti a Colle Fiorito, egli si ferm&ograve;
+nuovamente, e fatte schierare le truppe, lo arring&ograve; con queste brevi
+parole:</p>
+
+<p>&mdash;Fratelli! dovere d'ogni soldato &egrave; la cieca obbedienza agli ordini
+de' superiori. Questi ci chiamano a Roma; noi dobbiam tentare ogni
+mezzo per giungervi. L&agrave; <span class="pagenum noind"><a name="Page_65" id="Page_65">{65}</a></span>(ed accennava una strada erta e dirupata)
+apresi la valle di Tesino, per cui in meno di sei ore giungeremo a
+Spoleto. Il passaggio &egrave; alquanto malagevole; convien quindi
+abbandonare i carriaggi, i bagagli, e tutto quanto pu&ograve; darci
+impaccio. Riposatevi per pochi istanti; io vi concedo due ore di
+bivacco prima di riprendere il cammino.</p>
+
+<p>Un mormor&igrave;o lugubre e sinistro rispose a quella breve allocuzione.
+Il volto del colonnello si fece pallido di sdegno; egli tent&ograve;
+proferire altre parole, ma l'impeto della commozione gli tolse la
+voce. Allora le file dei soldati si scomposero, e taciti ciascuno,
+la fronte dimessa, presero la via opposta a quella che il colonnello
+aveva additata.</p>
+
+<p>&mdash;Figliuoli! figliuoli!... la vostra &egrave; una risoluzione codarda!
+Abbandonarmi in tal momento! Disertare la bandiera della libert&agrave;.
+Fermate!... Ah! vile canaglia! ah! briganti screditati!... poich&egrave; il
+morire in battaglia vi fa tanta paura, possiate, com'io di cuore ve
+lo auguro, morire sulla forca appiccati!<span class="pagenum noind"><a name="Page_66" id="Page_66">{66}</a></span></p>
+
+<p>Cos&igrave; parlava il sergente, che, sceso da cavallo, e collocati i suoi
+figliuoletti sotto un albero, si adoperava con preghiere e minacce a
+ricomporre le file, a rianimare gli spiriti della soldatesca
+demoralizzata. Ma n&egrave; preghiere n&egrave; minacce valsero a tanto; i
+disertori non ascoltavano pi&ugrave; che il freddo consiglio della paura, e
+allontanandosi a piccoli drappelli, si spandevano nelle campagne
+vicine. Il colonnello dall'alto del suo cavallo li accompagnava con
+sguardi di rimprovero e di dolore.</p>
+
+<p>Gi&agrave; i disertori erano quasi tutti scomparsi, e intorno al colonnello
+non rimanevano che venti o trenta uomini incirca, allorquando il
+tuono di una fucilata ci fece trasalire.</p>
+
+<p>&mdash;Ah cane! assassino!&mdash;url&ograve; il sergente come toro ferito.</p>
+
+<p>Noi accorremmo al suo grido. Povero sergente! Tengo vivamente
+scolpiti nella memoria i lineamenti di quella fisonomia vivace e
+stizzosa, e parmi vedere tuttavia que' suoi occhi da augello
+grifagno mandar lampi di sdegno. Le invettive <span class="pagenum noind"><a name="Page_67" id="Page_67">{67}</a></span>lanciate contro i
+disertori gli eran state cagione di un alterco con tre o quattro
+soldatacci, i quali avevano posto mano alle spade.
+Nell'allontanarsi, un di essi, nascosto dietro gli alberi, aveva
+scaricato un colpo sull'animoso sergente.</p>
+
+<p>Il buono e generoso soldato esce illeso dalla mischia e con paterna
+sollecitudine ritorna presso l'albero, ove poco dianzi aveva
+adagiata la sua piccola famiglia....</p>
+
+<p>I due bimbi agitano le mani in segno di esultanza e prevengono coi
+baci le carezze del padre... Perch&egrave; mai la gentile fanciulla non si
+leva dagli erbosi tappeti per lanciarsi nell'amplesso paterno?....</p>
+
+<p>Il sergente si avvicina al piccolo gruppo... Il pallore,
+l'immobilit&agrave; della figliuola gli stringono il cuore di un orribile
+presagio... Egli stende la mano, prende fra le braccia il corpo
+amato&mdash;lo agita, lo stringe, lo scuote con moto convulso...! Oh
+momento di terribile angoscia!&mdash;Enrichetta, la vispa fanciulla, che
+poco dianzi folleggiava sotto l'albero, <span class="pagenum noind"><a name="Page_68" id="Page_68">{68}</a></span>governando come una piccola
+madre i due minori fratelli&mdash;Enrichetta non era pi&ugrave; che una gelida
+larva.&mdash;La palla scagliata dal disertore codardo, risparmiando il
+sergente, era giunta fino al cuore della povera fanciulletta...</p>
+
+<p>Le grandi, le improvvise sciagure istupidiscono... Appena il
+sergente si riscosse, mand&ograve; dal petto un ruggito...</p>
+
+<p>Poi, senza profferire parola, cedette all'Ascolana la piccola salma,
+e trasse la spada dal fodero per slanciarsi nella boscaglia ad
+inseguire i fuggiaschi...</p>
+
+<p>&mdash;Ferma! grid&ograve; il colonnello, ferma!... Vuoi tu cimentare la tua
+vita contro un centinaio di codardi, i quali ti piomberanno adosso
+per ischiacciarti?</p>
+
+<p>Fossero non cento, ma mille! replic&ograve; il sergente nell'entusiasmo del
+dolore; io giuro di esterminarli.... tutti...</p>
+
+<p>&mdash;Tu rimarrai soverchiato, ed essi ti uccideranno...</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene? che importa?.... desidero vendicare mia figlia... e
+morire...</p>
+
+<p>&mdash;Morire... Sta bene... E chi avr&agrave; cura degli altri due figli?<span class="pagenum noind"><a name="Page_69" id="Page_69">{69}</a></span></p>
+
+<p>In questo punto, i due poveri bamboletti, ignari dell'orribile caso,
+si erano trascinati carpone fin presso al sergente, e gli
+abbracciavano le ginocchia per fargli festa...</p>
+
+<p>Il padre sent&igrave; la voce del dovere... Le piccole braccia che gli
+stringevano le ginocchia parvero pietrificarlo.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! voi avete ragione! esclam&ograve; il sergente, stendendo la mano al
+colonnello... Grazie! grazie del buon consiglio!... Questi poveri
+innocenti... hanno bisogno di un padre...</p>
+
+<p>Ci&ograve; detto, il desolato ritolse all'Ascolana il prezioso deposito, e
+sedette sotto l'albero, riscaldando co' suoi baci e colle lagrime le
+guancie dell'estinta. Quel volto abbrunato dal sole, duro, irsuto,
+spirante furore e vendetta&mdash;in quel momento di sublime dolore avea
+acquistata una espressione di tenerezza materna.</p>
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Page_70" id="Page_70">{70}</a></div>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_VIII" id="CAPITOLO_VIII"></a>CAPITOLO VIII.</h2>
+
+<h4><i>Spoleto.</i></h4>
+
+
+<p>Il giorno era tramontato, e gi&agrave; la luna imbiancava la vetta degli
+Appennini, quando noi ripigliammo la marcia. I soldati e le donne
+montarono a cavallo; io salii sulla groppa di uno sciagurato
+asinello, noleggiato per pochi baiocchi dall'oste di Colle Fiorito.</p>
+
+<p>Il sergente si fece legare dietro il dorso i minori figliuoletti e
+adagi&ograve; l'amato cadavere sulla sella.</p>
+
+<p>Viaggiavamo in silenzio. Ciascuno avea qualche segreto dolore
+nell'animo, o tristi memorie del passato, o presentimenti funesti
+dell'avvenire.</p>
+
+<p>Da Colle Fiorito fino all'entrata della valle di Tesino, si ascende
+per facile pendio tappezzato di verdi erbette, nudo di alberi e di
+cespugli; e quindi, dove <span class="pagenum noind"><a name="Page_71" id="Page_71">{71}</a></span>comincia il declivio, la strada diventa
+pi&ugrave; malagevole e va intricandosi in una specie di laberinto, ove di
+leggieri ci saremmo smarriti, se il talento dei quadrupedi in tali
+casi non guidasse quello dell'uomo. Cavalcammo tutta notte senza mai
+arrestarci, ed allo spuntare dell'alba ci trovammo aver superata la
+spaventosa vallea, dove, per la pioggia abbondante caduta pochi d&igrave;
+innanzi, il torrente s'era ingrossato a tal segno che il mio povero
+asinello pi&ugrave; volte aveva nuotato nell'acqua fino alla pancia. Verso
+le dieci del mattino, entrammo in Spoleto. Quivi era giunta una
+colonna mobile di soldati volontari, reclutati dal generale Arcioni,
+parte in Toscana, parte nelle citt&agrave; e nei villaggi delle Romagne,
+Arezzo, Perugia, Cortona, Assisi, Macerata, Foligno, tutte le citt&agrave;
+e le grosse borgate poste sullo stradale che da Firenze mette a
+Roma, aveano dato il loro contingente a quell'esercito improvvisato,
+che simile ad una falda di neve staccatasi dalla cima d'un monte, si
+era ingrossato nel discendere e trasformato in una valanga
+formidabile.<span class="pagenum noind"><a name="Page_72" id="Page_72">{72}</a></span></p>
+
+<p>Sulle porte di Spoleto, io e l'Ascolana prendemmo congedo dai nostri
+compagni. Quando fummo per separarci, il sergente si avvicin&ograve; a noi
+colla sua cavalcatura, e volgendosi alla mia compagna: signora, le
+disse, questa sera avran luogo i funerali della mia povera bimba. In
+cos&igrave; dire, sollev&ograve; un lembo del panicello bianco che la copriva, e
+riguardato il bellissimo volto dell'estinta, e baciatala
+religiosamente in fronte:&mdash;ella &egrave; proprio morta! riprese
+singhiozzando; converr&agrave; quindi che questa sera noi la portiamo al
+camposanto. Voi l'accompagnerete, signora? Voi verrete a spargere
+qualche fiore sulla sua tomba. Saremo pochi al corteggio, tanto
+pochi, che se alcuno mancasse....</p>
+
+<p>Le parole del sergente si perdettero in un singhiozzo. Adelaide gli
+stese la mano:</p>
+
+<p>&mdash;A qual ora?</p>
+
+<p>&mdash;Alle sei, rispose il sergente, nella chiesa dell'addolorata.</p>
+
+<p>&mdash;Prima delle sei, saremo l&agrave; ad aspettarvi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_73" id="Page_73">{73}</a></span></p>
+
+<p>Il sergente ci ringrazi&ograve; con un melanconico cenno del capo e volse
+il cavallo verso la piazza maggiore. Io entrai coll'Ascolana nel
+primo albergo che ci occorse.</p>
+
+<p>Riposati il corpo e la mente dalle insolite fatiche, essendo gi&agrave; il
+sole prossimo al tramonto, ci avviammo taciti e mesti verso la
+chiesa, donde il convoglio funebre dovea partirsi. Entrati, noi
+trovammo le due donne ed i carabinieri devotamente inginocchiati
+presso un piccol feretro, coperto d'un bianco drappo e sormontato da
+una ghirlanda di fiori recenti. L'Ascolana vi depose un'altra
+corona; poi, colle lagrime agli occhi, si confuse all'altre donne.
+Il sergente, traendo seco i suoi due minori figliuoletti mi si
+accost&ograve;, mi strinse la mano per ringraziarmi, e fissato lo sguardo
+sulla cassa mortuaria, stette immobile come impietrito dal dolore
+finch&egrave; un sacerdote, accompagnato da due chierici, mosse alla nostra
+volta intuonando la pace dei defunti.</p>
+
+<p>Il sacerdote, che allora scendeva dall'altare <span class="pagenum noind"><a name="Page_74" id="Page_74">{74}</a></span>per la funebre
+cerimonia, veggendo tanti soldati nella chiesa, ne parve sgomentato:
+se non che la pia attitudine delle donne e le lagrime del povero
+sergente, e i nostri volti compunti da religiosa mestizia, lo
+rincorarono. Poich&egrave; ebbe cantate secondo il rito le lamentevoli
+salmodie, le donne, sollevata la cassa, in bell'ordine uscirono dal
+tempio, e noi tutti dietro quelle per strade solitarie ci avviammo
+al camposanto.</p>
+
+<p>Sotto le mura di Roma cadevano ogni giorno le vittime a centinaia;
+le palle dei <i>Chasseurs de Vincennes</i> colpivano i petti dei militi
+generosi, che pieni di giovinezza e di vita, bivaccavano sui
+baluardi assediati; e noi con occhio asciutto leggevamo ogni giorno
+il bollettino dei morti e dei feriti, fra il pranzo ed il caff&egrave;,
+indifferenti spettatori di quella sanguinosa tragedia per cui il
+Tevere scorse parecchi mesi vermiglio.&mdash;Perch&egrave; mai, nel condurre al
+cimitero la figliuola del sergente, noi tutti, compreso il
+colonnello dal volto abbronzito, commossi l'anima d'insolita
+tenerezza, <span class="pagenum noind"><a name="Page_75" id="Page_75">{75}</a></span>camminavamo a capo chino e versando qualche lagrimuzza?</p>
+
+<p>Misteri del cuore umano!</p>
+
+<p>Quando fummo nel camposanto, e il sacerdote ebbe per l'ultima volta
+benedetta la piccola salma, una scena inaspettata e commovente pose
+fine alla cerimonia lugubre. I due piccioli bimbi che il sergente
+avea condotti seco; essi che durante la giornata non aveano dato
+alcun segno di compunzione quasi in loro non fosse coscienza del
+doloroso avvenimento; essi, che senza piangere aveano seguito il
+funebre convoglio, appena i becchini si impadronirono della cassa
+per calarla nella sepoltura, entrambi ad un tempo mandarono un
+grido, e cercando svincolarsi dalle braccia paterne, fra le lacrime
+ed i singhiozzi, si diedero ad esclamare il nome di Enrichetta. La
+buona Ascolana se li rec&ograve; in grembo tentando placarli con amorose
+parole; ma di mano in mano che i becchini colmavano di terra la
+fossa, i pianti e le grida di quei due poveretti raddoppiavano.</p>
+
+<p>&mdash;Enrichetta &egrave; salita al paradiso, diceva <span class="pagenum noind"><a name="Page_76" id="Page_76">{76}</a></span>il sergente, a mala pena
+soffocando i singhiozzi; Ella &egrave; andata lass&ugrave; a trovare la vostra
+povera madre e torner&agrave; presto.... e voi andrete a stare con lei... e
+per sempre.</p>
+
+<p>&mdash;No! no! strillavano i due bimbi, additando la fossa, e fissando
+gli occhi nei due becchini con espressione quasi feroce.</p>
+
+<p>&mdash;Signori, disse il sergente volgendosi a noi; il santo uffizio &egrave;
+compiuto, n&egrave; io pretendo abusare pi&ugrave; oltre della vostra carit&agrave;.
+Lasciate ch'io rimanga solo per pochi istanti colla mia piccola
+famiglia; ho bisogno anch'io di sfogare senza testimonii il mio
+dolore. Le lagrime stanno male sul ciglio di un soldato, ma il padre
+ha bisogno di piangere, ed egli vi chiede a tal uopo un momento di
+solitudine. In pari tempo, vedr&ograve; di calmare anche questi due
+innocenti, che, siccome voi vedete, ora soltanto si sono accorti di
+aver perduta una sorella.</p>
+
+<p>Noi uscimmo dal camposanto; l'Ascolana si appoggi&ograve; al mio braccio, e
+rientrammo <span class="pagenum noind"><a name="Page_77" id="Page_77">{77}</a></span>all'albergo coll'animo profondamente commosso.</p>
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<h2><a name="CAPITOLO_IX" id="CAPITOLO_IX"></a>CAPITOLO IX.</h2>
+
+<h4><i>L'organista di Camerino e il sensale Bertoni di Milano.</i></h4>
+
+
+<p>All'indomani, prima che l'alba spuntasse, uscii solo dall'albergo,
+per cercare una vettura. Ma tutti i cavalli erano stati sequestrati
+dai volontari, e il mio povero asinello, nell'attraversare la valle
+di Tesino, avea preso una tosse caparbia, una di quelle tossi che
+domandano l'assoluto riposo e la cura dell'olio di merluzzo.</p>
+
+<p>Tali ostacoli non potevano trattenere la foga bellicosa
+dell'Ascolana. Quand'io rientrai nell'albergo per annunziarle il mal
+esito delle mie ricerche:&mdash;Ebbene! diss'ella colla massima
+indifferenza: noi proseguiremo il viaggio a piedi! Giungeremo <span class="pagenum noind"><a name="Page_78" id="Page_78">{78}</a></span>pi&ugrave;
+tardi, ma in tempo da prestare una mano ai nostri fratelli!</p>
+
+<p>Perch&egrave; dissimularlo?&mdash;Ho gi&agrave; detto pi&ugrave; sopra che io non ho veruna
+pretesa di eroismo. La speranza di giungere <i>troppo tardi</i> mi fece
+accogliere come un benefizio della fortuna la necessit&agrave; di
+proseguire a piedi il cammino.</p>
+
+<p>Consegnammo le nostre valigie al sergente dei carabinieri,
+raccomandandogli di portarle a Monte Rotondo, ove la brigata doveva
+soffermarsi qualche giorno per completarsi di nuove reclute, e
+riorganizzarsi.&mdash;E subito, profittando della frescura mattinale,
+liberi e lieti come due capriuoli, uscimmo da Spoleto, e in marcia!</p>
+
+<p>In meno di sei ore giungemmo a Terni, dove il giorno precedente era
+entrata la compagnia del generale Arcioni... La citt&agrave; era tutto in
+fermento. Anche qui, come a Spoleto, difficile oltremodo il trovare
+una camera da alloggiarvi. I volontarii dormivano sui carriaggi, nei
+caff&egrave;, sotto i portici delle case, nelle strade. Dopo aver passate
+parecchie ore <span class="pagenum noind"><a name="Page_79" id="Page_79">{79}</a></span>nella fastidiosa incertezza di dover pernottare sotto
+l'azzurro padiglione del cielo&mdash;la cavalleresca galanteria di un
+uffiziale volontario venne in nostro soccorso. Questo benemerito
+uffiziale, che spontaneamente venne ad offrirci la propria camera,
+chiamavasi Napoleone... Savon. Personaggio molto singolare, il
+quale, nella sua duplice missione di poeta e di soldato, avrebbe
+potuto chiamarsi il Camoens della compagnia, se il disordine della
+toletta ed altre apparenze non lo avessero assimiliato a Diogine. Ma
+del Savon e delle sue eccentrit&agrave; poetico-militari dovr&ograve; dire pi&ugrave;
+innanzi. Per ora basti questo cenno di gratitudine pel suo tratto
+ospitale!</p>
+
+<p>Il d&igrave; seguente proseguimmo fino a Narni, dove ci fu dato noleggiare
+una vettura per trasferirci quel giorno stesso a Civitacastellana.</p>
+
+<p>A poche miglia da Otricoli, ci venne veduto, attraverso il polverio
+della strada, un vecchierello appoggiato alla muraglia come persona
+affranta dalla stanchezza.<span class="pagenum noind"><a name="Page_80" id="Page_80">{80}</a></span></p>
+
+<p>Indossava un abito color cenere assai logoro; le scarpe rossiccie
+aprivano le labbra, e mostravano i denti e la lingua
+sitibonda.&mdash;Povero viaggiatore, perduto nella solitudine, forse
+disperante di toccare la meta...</p>
+
+<p>&mdash;Quell'uomo fa dei gesti al nostro indirizzo, disse l'Ascolana.</p>
+
+<p>E il vetturino, per istinto di misericordia, trattenne le bestie.</p>
+
+<p>Il vecchio port&ograve; la mano alla fronte come un devoto che accenni al
+segno della croce; ma il gesto non fu compiuto, e la mano ricadde
+dalla fronte con disperato abbandono.</p>
+
+<p>&mdash;Buon uomo! disse l'Ascolana, voi sembrate spossato&mdash;se volete
+salire nella vettura, noi vi condurremo a Civitacastellana...</p>
+
+<p>&mdash;Grazie! rispose il vecchio, grazie!... Se vi degnate accordarmi un
+posto nella carrozza, io vi benedir&ograve; come il mio angelo salvatore.</p>
+
+<p>Il vecchio non pot&egrave; proseguire; ma con trasporto di sentita
+riconoscenza; egli strinse la mano di Adelaide, e la baciava
+bagnandola di lacrime.<span class="pagenum noind"><a name="Page_81" id="Page_81">{81}</a></span></p>
+
+<p>Poco dopo, sal&igrave; nella vettura, e appena i cavalli ripresero il
+corso, cominci&ograve; a raccontarci la sua istoria:</p>
+
+<p>Era un antico carbonaro, il quale avea passati quindici anni nella
+fortezza di Civitacastellana, per espiare il delitto di aver
+appartenuto alla setta. I preti lo avevano crudelmente perseguitato
+fin da fanciullo, e la condanna profferita contro lui nel tenebroso
+Consiglio della Inquisizione, e la immeritata, lunga, angosciosa
+prigionia aveano maturato in quell'anima di ferro un odio profondo e
+un indomabile desiderio di vendetta. Uscito dalla fortezza, in
+seguito all'amnistia del <i>costituzionale</i> Pio IX, era tornato a
+Camerino per rivedere la famiglia&mdash;una moglie, e due figlie, di cui
+non avea pi&ugrave; udito parlare. Il povero carbonaro, mettendo piede nel
+paese nativo, seppe che la sua vedovanza datava da parecchi anni. La
+moglie era ita a Roma per supplicare la clemenza di Gregoriaccio a
+pro della famiglia infelice. E frattanto un cardinale del paese, che
+l'avea consigliata a quel passo, si era <span class="pagenum noind"><a name="Page_82" id="Page_82">{82}</a></span>fatto <i>pagare la
+mediazione</i> dalle due figlie, in moneta molto abusiva.&mdash;La povera
+madre, riport&ograve; da Roma la terribile convinzione che i preti, quanto
+facili ad accordare indulgenza ai morti mediante retribuzione di
+pochi baiocchi, altrettanto rigidi e crudeli rifiutano il perdono ai
+vivi, quand'anche per essi interceda un sentimento di umanit&agrave; e di
+giustizia.</p>
+
+<p>Rientr&ograve; nel tetto domestico coll'angoscia disperata&mdash;e sulla soglia
+trov&ograve; la pi&ugrave; grande delle sventure: il disonore.&mdash;Il cardinale aveva
+operato misteriosamente, con tutta l'arte e la diplomazia di un
+corruttore tonsurato, ma le due giovanette non potevano dissimulare
+pi&ugrave; a lungo le naturali conseguenze del fatto. Il paese
+mormorava&mdash;gli amici del condannato imprecavano sommessamente&mdash;le
+povere figliuole, non osando pi&ugrave; mostrarsi in pubblico, si
+struggevano in lacrime, presso il letticciuolo della madre, che nei
+delirii dell'agonia, imprecava al Pontefice. Quando la buona donna
+mand&ograve; l'ultimo sospiro e l'ultimo anatema contro i sicarii della sua
+famiglia, le orfanelle <span class="pagenum noind"><a name="Page_83" id="Page_83">{83}</a></span>ricorsero al cardinale, e annunziandogli per
+iscritto il luttuoso avvenimento, gli chiesero misericordia.&mdash;Il
+cardinale ricevette la supplica, dinanzi ad una magnifica zuppiera
+colma di riso alle quaglie. Lesse, croll&ograve; il capo, trasmesse il
+foglio al segretario, dicendogli con aria indifferente: vedete di
+mandare a queste due disgraziate qualche baiocco sulla cassetta
+particolare... di S. Giuseppe. E inforcata una quaglia, e levatala
+all'altezza del naso: quest'anno, soggiunse, sono men grasse che
+l'anno passato!... Bisogna migliorare la pastura, signor segretario.
+Quel briccone di Petronio avr&agrave; risparmiato la <i>pannera</i>.&mdash;Le figlie
+del condannato, due mesi dopo scomparvero da Camerino, e pi&ugrave; nessuno
+ne ud&igrave; parlare.</p>
+
+<p>Allorquando il vecchio carbonaro seppe da' suoi compaesani la
+orribile istoria, mand&ograve; un ruggito, e afferrato un coltello, corse
+alla Chiesa per scannare il primo prete che gli si parasse dinanzi.
+Un amico, un correligionario di carboneria lo trattenne.&mdash;L'ora
+della vendetta non &egrave; ancora suonata; fra breve, <span class="pagenum noind"><a name="Page_84" id="Page_84">{84}</a></span>non uno, ma
+tutti!&mdash;E il vecchio prigioniero di Civitacastellana raffren&ograve; gli
+impeti della vendetta, nel desiderio di una vendetta pi&ugrave; universale
+e pi&ugrave; terribile. Si chiuse nella casa deserta, e sulla pietra del
+vecchio focolare aguzz&ograve; la lama del <i>coltellaccio</i>; e all'indomani
+venne in campo santo, per <i>ripulire</i> l'acciajo sulla croce della
+povera moglie.&mdash;Quindi incamminossi a piedi fino a Bologna, onde
+tener d'occhio una <i>cattiva bestia</i>, ch'egli voleva <i>accarezzare
+d'un colpo</i> al primo squillo della rivoluzione. Ma la <i>bestia</i>,
+quand'egli giunse, si era gi&agrave; nascosta in un covo&mdash;e quindi gli fu
+mestieri attendere e andarla a cercare in altri luoghi.&mdash;Il vecchio
+carbonaro, nel raccontarci questa lugubre istoria, si animava di un
+ardore feroce, e i suoi piccoli occhi bigi parevano carboni
+infuocati.&mdash;La <i>cattiva bestia</i> era sfuggita sempre alle carezze del
+suo <i>fido</i>.&mdash;Ed ora, egli tentava l'ultima prova, recandosi in Roma,
+per vedere&mdash;diceva egli&mdash;se Iddio sia il dispensiero della giustizia
+e il punitore delle scelleraggini umane, o non <span class="pagenum noind"><a name="Page_85" id="Page_85">{85}</a></span>piuttosto il capo
+invisibile dei briganti.</p>
+
+<p>Quel racconto, pieno di episodii commoventi e di descrizioni
+vivamente colorite, ci distrasse durante la lunga ed incomoda
+scarrozzata.</p>
+
+<p>Compiremo il viaggio in compagnia, disse l'Ascolana, stendendo la
+mano al vecchio, poich&egrave; questi ebbe finito di parlare. Voi dite di
+non aver denaro? Ebbene,&mdash;faremo cassa comune. Quindi innanzi voi
+potete disporre dei nostri tesori privati... Ma a proposito di
+tesori, soggiunse l'Ascolana volgendosi a me con disinvoltura
+amichevole; badate, mio buon amico, che io sono ridotta a dover
+contare su voi per le spesuccie che ci occorreranno prima di
+giungere a Roma. Vi prego di aprirmi una partita di credito: ed io
+vi rimborser&ograve; non appena avremo posto piede nella citt&agrave; eterna.</p>
+
+<p>Per moto istintivo, io portai la mano alla taschetta del <i>gilet</i>,
+dove si chiudevano i residui indeterminati del nostro
+tesoro.&mdash;Palpai, numerai le monete con qualche trepidazione&mdash;poi,
+rifiutando fede alla prova e controprova del tatto <span class="pagenum noind"><a name="Page_86" id="Page_86">{86}</a></span>cavai fuori il
+denaro, per rivedere i miei conti sul palmo della mano.</p>
+
+<p>Il nostro tesoro si riduceva a una quindicina di paoli.</p>
+
+<p>&mdash;Noi dobbiamo sei paoli al vetturino&mdash;e questa sera, andando a
+Civitacastellana, non potremo passarcela senza cena. Quand'anche
+trovassimo una vettura per proseguire immediatamente il viaggio, noi
+giungeremo alle porte di Roma senza un baiocco.</p>
+
+<p>&mdash;Lasciate fare a me, disse il vecchio carbonaro. A Civitacastellana
+io trover&ograve; degli amici, i quali ne assisteranno. Con un segno della
+mano io far&ograve; nascere gli scudi dalle muraglie...</p>
+
+<p>Non fui molto rassicurato da queste parole.</p>
+
+<p>Verso le nove della sera, noi entrammo in Civitacastellana, e tosto
+ci dirigemmo ad un albergo di buona apparenza, che era nel mezzo
+della piazza grande.&mdash;Cenammo frugalmente; chiedemmo all'oste se
+fosse possibile noleggiare una vettura per andare sino a Roma.
+Quella domanda provoc&ograve; una risposta quale noi <span class="pagenum noind"><a name="Page_87" id="Page_87">{87}</a></span>non ci saremmo
+aspettata. Il Sindaco della citt&agrave; quel giorno istesso aveva ricevuta
+la sgradevole notizia che i Francesi aveano intercettata la
+comunicazione con Roma per lo stradale dell'Emilia; non esservi pi&ugrave;
+che una sola via sicura per noi retrocedere fino a Borghettaccio e
+gettarci nelle Sabine. Quanto ai mezzi di trasporto, impossibile
+contare sovra altro veicolo fuor quello delle nostre gambe.</p>
+
+<p>La crisi diventava pi&ugrave; difficile.</p>
+
+<p>Il vecchio carbonaro, fidente nei soccorsi della setta, usciva
+tratto tratto dall'osteria, ripetendo il segno convenzionale della
+mano alla fronte a quanti gli venivano incontro. Sventuratamente
+egli non trov&ograve; persona che rispondesse. In Civitacastellana la
+carboneria aveva cessato di esistere, ovvero, ci&ograve; che io credo pi&ugrave;
+probabile, i fratelli, indovinando l'ultima ragione del saluto, non
+osavano rivelarsi.</p>
+
+<p>Ci convenne passar la notte all'albergo.</p>
+
+<p>Il giorno seguente, allo spuntare dell'alba, noi ci appigliammo
+all'unico partito <span class="pagenum noind"><a name="Page_88" id="Page_88">{88}</a></span>possibile, e riprendemmo la nostra marcia
+pedestre per la via delle Sabine. Pagato il conto all'albergatore,
+non ci rimaneva pi&ugrave; che una trentina di baiocchi per provvedere al
+vitto quotidiano.</p>
+
+<p>Non dir&ograve; le torture fisiche e morali di quel viaggio.</p>
+
+<p>Furono cinque giorni di marcia per sabbie infuocate. La notte ci
+riposavamo in orribili stallazzi, ove, per conforto delle membra,
+eravamo condannati a sdraiarci sul fieno, al fianco di persone
+ignote e in compagnia di bestie notissime. Le pulci, le zanzare, ed
+altri animaluzzi creati da Dio pel solletico della cute umana, ci
+corteggiavano tutte le notti.</p>
+
+<p>Il nostro alimento consisteva in uova, ricotta, o latte agro e
+rappreso, che i pastori ci fornivano gratuitamente.</p>
+
+<p>Gli alberghi posti sullo stradale, pressoch&egrave; tutti erano abbandonati
+alla merc&egrave; dei passanti. I proprietarii, per evitare molestie o
+pericoli, si erano allontanati, nascondendo o portando via le
+suppellettili di qualche valore.</p>
+
+<p>Lungo il cammino noi incontravamo <span class="pagenum noind"><a name="Page_89" id="Page_89">{89}</a></span>dei viaggiatori, i quali ne
+facevano parte delle loro provvigioni. L'Ascolana era prostrata di
+forze. Il nostro vecchio compagno pi&ugrave; volte era caduto nel mezzo
+della via colla disperazione della stanchezza.</p>
+
+<p>Quando piacque a Dio, giungemmo a Monte Rotondo, grossa borgata a
+quindici miglia da Roma. Le nostre finanze erano ridotte
+all'estremo. Non ci restava la croce di un baiocco!</p>
+
+<p>Ma io contava sull'ultima risorsa, sugli ultimi sforzi di un'arte,
+che altre volte mi aveva salvato. A Monte Rotondo, io mi era
+proposto di rinnovare lo stratagemma di Grottamare, invitando la
+popolazione ad un concerto vocale-istromentale a mio benefizio.</p>
+
+<p>Questa volta il peso del trattenimento sarebbe stato condiviso da un
+collega del vecchio carbonaro, il quale, per aver esercitata
+parecchi anni la professione di organista nella cattedrale di
+Camerino, credeva di poter divertire il rispettabile pubblico,
+eseguendo sulla spinetta un <i>Tantum ergo</i> ed un <i>Kyrie</i> di sua
+composizione.<span class="pagenum noind"><a name="Page_90" id="Page_90">{90}</a></span></p>
+
+<p>Fermi nel nostro proposito, entrammo in un alberghetto, e quivi,
+animati dalla fede e dall'appetito, ci ponemmo a tavola, e
+prelevando una anticipazione sui probabili incassi del concerto,
+ordinammo una cena completa.</p>
+
+<p>Sono pure stravaganti i capricci delle rivoluzioni! Chi l'avrebbe
+detto&mdash;a vederci famigliarmente raccolti intorno alla piccola
+mensa&mdash;chi l'avrebbe detto, che io, l'Ascolana e il carbonaro di
+Camerino, ci eravamo scontrati per caso pochi giorni innanzi&mdash;che
+ciascuno di noi era trascinato verso Roma da una cura diversa&mdash;che
+io mi rassegnava a divenire soldato per non aver potuto andare a
+Chieti a cantare da baritono&mdash;che l'Ascolana, per amor del marito,
+era decisa di impugnare un fucile&mdash;che il vecchio carbonaro si
+recava da Camerino a Roma per piantare il suo stiletto <i>nell'anima</i>
+di un delatore!</p>
+
+<p>Ma ci&ograve; che nessuno avrebbe potuto immaginare, vedendo la ricca
+imbandigione che ci stava dinanzi, era il segreto <span class="pagenum noind"><a name="Page_91" id="Page_91">{91}</a></span>della nostra
+<i>bolletta</i> colettiva&mdash;l'assenza assoluta di quel vile metallo, che
+pure nel mondo rappresenta e conquista le cose pi&ugrave; sublimi.</p>
+
+<p>Infatti, mentre noi trinciavamo un grosso pollastro&mdash;una voce fioca
+e lamentosa, che pareva il sospiro del povero Lazzaro negli atri di
+Epulone, ci scosse le fibre del cuore...</p>
+
+<p>E quella voce articolava delle parole in un dialetto a me solo
+conosciuto&mdash;in quel dialetto meneghino, che mi suona ruvido e
+barbaresco quando io l'odo nelle vie di Milano, ma mi commuove come
+accento fraterno, se mi vien fatto d'udirlo a trecento o
+quattrocento miglia lontano dal Duomo.</p>
+
+<p>&mdash;Beati i <i>sciori</i>!&mdash;sclam&ograve; quella voce.&mdash;Beati i <i>sciori</i>, che
+anche in questi tempi trovano della grazia di Dio <i>de tr&agrave; in
+Castell</i>!</p>
+
+<p>Non era una domanda esplicita, ma piuttosto una aspirazione
+eloquente.</p>
+
+<p>&mdash;Signore!.... Se volete tenerci compagnia, e fare un po' di
+penitenza con noi....<span class="pagenum noind"><a name="Page_92" id="Page_92">{92}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Che! lei pure... milanese?</p>
+
+<p>E un giovanetto, dalla persona esile, dal volto sparuto, attravers&ograve;
+la sala col passo lento e ineguale di chi abbia una ventina di calli
+per ciascun piede.</p>
+
+<p>&mdash;Profitter&ograve; della grazia vostra, mi disse a voce bassa; poich&egrave; da
+circa diciotto ore non ho gustato cibo e non tengo un quattrino
+nelle tasche...</p>
+
+<p>&mdash;Tanto meglio! La vostra assoluta <i>bolletta</i> vi fa degno di esser
+nostro commensale. Noi pure, quali ci vedete, fra tutti e tre non
+abbiamo indosso un baiocco.</p>
+
+<p>Il giovine, che gi&agrave; stendeva la forchetta per attirare sul suo
+piatto una coscia di pollo, si arrest&ograve; sgomentato.</p>
+
+<p>&mdash;Via, buon figliuolo!... Non perderti di coraggio!... Se questa
+sera non abbiamo denari, domani penseremo a fabbricarne. Io tengo
+una macchinetta, colla quale posso fabbricare a centinaja gli scudi
+e i papetti.</p>
+
+<p>&mdash;Una macchina per fabbricare gli scudi!... Oh! questa dev'essere
+meravigliosa!...</p>
+
+<p>Il povero ragazzo, senza chiedere altre spiegazioni, inforc&ograve; la
+coscia del pollastro, <span class="pagenum noind"><a name="Page_93" id="Page_93">{93}</a></span>e si diede a spolparla colle mani e coi
+denti.</p>
+
+<p>Finita la cena, l'Ascolana e il vecchio carbonaro si ritirarono per
+coricarsi. Io rimasi col nuovo personaggio, il quale, meditando a
+stomaco sazio le difficolt&agrave; della posizione, non poteva darsi pace.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene! ora che abbiamo cenato, prepariamo la macchina per
+fabbricare gli scudi.... Favorite di chiedere all'oste quattro o
+cinque fogli di carta, e ponetevi a scrivere quanto io sto per
+dettarvi...</p>
+
+<p>Il giovine obbed&igrave; senza repliche: spieg&ograve; un foglio sul tavolo,
+intinse la penna nell'inchiostro, poi mi fiss&ograve; in volto due occhi
+attoniti, come un fanciullo che affissi il sacco del cerretano per
+vederne uscire le uova.</p>
+
+<p>Allora io dettai il programma del mio secondo
+concerto-vocale-istromentale, che doveva aver luogo all'indomani in
+una sala qualunque di Monte Rotondo, a benefizio di quattro
+volontari, <i>che partivano per Roma</i>.</p>
+
+<p>Il mio scriba, ad ogni tratto levando <span class="pagenum noind"><a name="Page_94" id="Page_94">{94}</a></span>gli occhi dal foglio, mi
+guardava, torceva il labbro ad una smorfia indescrivibile; poi di
+nuovo curvava la testa, ripigliando la scrittura colla rassegnazione
+di una macchina.</p>
+
+<p>&mdash;Mio buon ragazzo: questa notte ricopierai il programma sovra dieci
+o dodici fogli; poi, domattina di buon ora, n'andrai tu stesso ad
+affiggerlo nelle vie pi&ugrave; frequentate del paese. Sarai tu esatto
+nell'adempiere alla commissione?</p>
+
+<p>&mdash;Come &egrave; vero che io mi chiamo Bertoni, e che io son nato a Milano.</p>
+
+<p>&mdash;Buona notte...!</p>
+
+<p>&mdash;E voi credete...? Ma... se...</p>
+
+<p>&mdash;Buona notte! Domani alle dieci, ti aspetto nella mia camera....
+Dalla tua puntualit&agrave; dipende la nostra salvezza.... Questi avvisi
+produrranno una trentina di scudi, dei quali avrai tu pure la tua
+parte.</p>
+
+<p>Il Bertoni aveva perduta la favella.</p>
+
+<p>Io lo lasciai in bal&igrave;a del suo stupore e salii le stanze superiori.</p>
+
+<p>All'indomani, il fedel giovanetto percorreva la citt&agrave; di Monte
+Rotondo, affiggendo <span class="pagenum noind"><a name="Page_95" id="Page_95">{95}</a></span>con mollica di pane biascicato gli avvisi del
+concerto.</p>
+
+<p>Bertoni era divenuto un uomo d'importanza. Tutti gli abitatori di
+Monte Rotondo lo guardavano meravigliati e si affollavano intorno a
+lui per chiedergli delle spiegazioni.</p>
+
+<p>Il concerto di Monte Rotondo non differ&igrave; gran fatto da quello di
+Grottamare sia pel successo degli artisti, come pel prodotto della
+cassetta. Il carbonaro-organista, nell'ora del cimento, fu assalito
+da una leggiera indisposizione. Ma il Bertoni&mdash;convien rendergli
+questa giustizia&mdash;prese una parte attivissima al trattenimento,
+incaricandosi di illuminare la sala, di distribuire le scranne;
+complimentare le donne&mdash;e perfino di raccomandare la <i>abbondante
+elemosina</i> verso la fine dello spettacolo, a coloro, che entrando,
+si erano dimenticati di salutare il bacile.</p>
+
+<p>Raccogliemmo una trentina di scudi. Quella sera istessa, il denaro
+fu diviso in quattro parti&mdash;una per me, un'altra per l'Ascolana, la
+terza per l'organista, <span class="pagenum noind"><a name="Page_96" id="Page_96">{96}</a></span>e l'altra pel Bertoni.&mdash;All'indomani
+noleggiai una vettura e partii alla volta di Roma in compagnia
+dell'Ascolana. Il Bertoni e l'organista promisero raggiungermi in
+quella sera.</p>
+
+<p>Poche ore dopo la mia partenza da Monte Rotondo, alcuni carrettieri,
+rientrando in paese, recarono la triste novella, che io, la mia
+compagna e il vetturino eravamo caduti in mano dei Francesi, i
+quali, senza tanti complimenti ci avevano fucilati l'uno dopo
+l'altro nel bel mezzo del cammino. Quella notizia riemp&igrave; di
+costernazione il paese. L'organista e il Bertoni, pi&ugrave; vivamente
+colpiti, sacrificarono uno scudo per far celebrare tre messe onde
+abbreviare il purgatorio ai poveri fucilati. Ma la nostra morte era
+stato un sogno dei carrettieri&mdash;e i preti recitarono inutilmente le
+tre messe di suffragio. Inutilmente?&mdash;Ci&ograve; non pu&ograve; dirsi&mdash;I preti,
+quella istessa sera, all'osteria di Pietro Rossini, commutarono il
+denaro delle esequie in tanti fiaschetti di eccellente Sabino.</p>
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Page_97" id="Page_97">{97}</a></div>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_X" id="CAPITOLO_X"></a>CAPITOLO X.</h2>
+
+<h4><i>La tomba di Nerone.</i></h4>
+
+
+<p>Il giorno s'era fatto gi&agrave; grande, e la nebbia non dileguavasi
+ancora. Pareva che i raggi del sole evocassero dalla terra grosse
+nuvole di vapori, e pareva che queste nuvole, agglomerandosi con
+incessante densit&agrave;, corressero dietro alla nostra vettura per
+seppellirla in un vortice caliginoso. Nessun augello si era desto a
+salutare di gorgheggi il ritorno della luce. Tratto tratto dalla
+folta siepe che costeggiava il cammino, qualche bufalo sporgeva il
+capo sonnolento. Talvolta ci era forza arrestarci per dar libero
+passaggio ad una grossa mandra di pecore che in quella cieca
+atmosfera camminavano a ritroso, urtando nelle zampe de' nostri
+cavalli e nelle ruote della vettura. Allora il postiglione rompeva
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_98" id="Page_98">{98}</a></span>il silenzio con due o tre bestemmie, a cui i mandriani pareva non
+facessero attenzione. Que' poveri diavoli, al paro delle pecore,
+avean sveglie le gambe ed il resto del corpo addormentato.</p>
+
+<p>&mdash;Fra pochi minuti avremo il sole, disse il postiglione agitando
+allegramente la sua frusta.</p>
+
+<p>&mdash;Quante miglia ne rimangono per giungere alle porte di Roma?</p>
+
+<p>&mdash;Tre miglia.</p>
+
+<p>&mdash;Iddio sia lodato! esclam&ograve; l'Ascolana.</p>
+
+<p>&mdash;Vi assicuro che non &egrave; un bel vivere a Roma in questi momenti,
+riprese il postiglione.</p>
+
+<p>&mdash;Che? ti fa paura il fuoco delle battaglie, mio bel postiglione?</p>
+
+<p>&mdash;Non &egrave; propriamente del fuoco che ho paura, ma delle palle. Vi
+assicuro che i francesi mirano dritto, e tutti i giorni sulle mura
+di Roma vi &egrave; buon numero di morti e di feriti.</p>
+
+<p>&mdash;E nel campo francese?</p>
+
+<p>&mdash;Anche laggi&ugrave; credo non ci sia molto da ridere.<span class="pagenum noind"><a name="Page_99" id="Page_99">{99}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;A tanta vicinanza di Roma dovrebbe udirsi il cannone.</p>
+
+<p>&mdash;In questi giorni s'&egrave; cessato dal battagliare per dar agio
+all'inviato di Francia signor... Lesseps di intavolare trattative di
+pace.</p>
+
+<p>&mdash;E voi credete che il signor Lesseps riuscir&agrave; a qualche
+accomodamento...?</p>
+
+<p>&mdash;Io credo... Mortacci! Questo &egrave; un colpo di cannone... E due, e
+tre, e quattro...! Pare che l'inviato di Francia sia tornato colle
+pive nel sacco... Ah! ne vedremo di belle, e chi camper&agrave; sano poter
+contarle ai figliuoli.</p>
+
+<p>In quel mentre un raggio di sole si apr&igrave; un passaggio fra la nebbia.</p>
+
+<p>&mdash;Misericordia! grid&ograve; il postiglione, rattenendo improvvisamente i
+cavalli....</p>
+
+<p>&mdash;Che avvenne?</p>
+
+<p>&mdash;Siamo in mano dei Francesi.....</p>
+
+<p>&mdash;Presto.... gira il timone, e indietro a furia!</p>
+
+<p>Il postiglione era bianco dalla paura; le redini gli tremavano nelle
+mani; la sua gran frusta era divenuta impotente; invece di manovrare
+al regresso come io <span class="pagenum noind"><a name="Page_100" id="Page_100">{100}</a></span>gli aveva ingiunto, torment&ograve; i cavalli in
+foggia s&igrave; strana che l'un d'essi stramazz&ograve; a terra.</p>
+
+<p>Per noi non v'era pi&ugrave; scampo. Alcuni dragoni francesi si fecero
+intorno alla nostra vettura, accompagnati da un uffiziale c&ocirc;rso che
+doveva servire da interprete.</p>
+
+<p>&mdash;Dove sono diretti questi signori?</p>
+
+<p>&mdash;Alla volta di Roma.</p>
+
+<p>&mdash;Il loro nome, di grazia?</p>
+
+<p>&mdash;Sono uno sciagurato cantante, che viene da... Grottamare...</p>
+
+<p>&mdash;La signora?</p>
+
+<p>&mdash;La signora &egrave;... mia moglie.</p>
+
+<p>La bugia era lanciata con buona intenzione. Il C&ocirc;rso esploratore mi
+prest&ograve; piena fede.</p>
+
+<p>&mdash;E questi signori vanno a Roma....?</p>
+
+<p>&mdash;Per cantare.... al teatro.... dell'Argentina....</p>
+
+<p>&mdash;La stagione non &egrave; molto favorevole al teatro, rispose il C&ocirc;rso con
+ironia; sar&agrave; meglio che loro signori vengano con noi. Favoriscano di
+scendere dalla vettura.<span class="pagenum noind"><a name="Page_101" id="Page_101">{101}</a></span></p>
+
+<p>L'opposizione sarebbe stata inutile. Convenne obbedire.</p>
+
+<p>L'Ascolana mi seguiva come un automa. Ci avanzammo verso un ponte a
+met&agrave; demolito. Essendo il sole finalmente comparso in tutta la sua
+pompa, mi vennero veduti nelle campagne adiacenti due o trecento
+soldati, che stropicciandosi gli occhi e distendendo le braccia,
+mostravano d'aver passata una mala notte coricati su quel terreno
+pantanoso.</p>
+
+<p>Come e perch&egrave; quel drappello di soldati avesse occupata una
+posizione tanto sfavorevole, mi fu spiegato doppoi. Sullo stradale
+per cui io e l'Ascolana e il povero postiglione eravamo poco dianzi
+arrivati, si intese di bel nuovo un romor&igrave;o di ruote ed uno
+scopiett&igrave;o di fruste misto a quelle grosse bestemmie, che i
+carrettieri d'ogni nazione credono sia il linguaggio pi&ugrave; eloquente
+per farsi comprendere dai cavalli o dai muli. I soldati francesi si
+alzarono tutti d'un salto, ed appostati i fucili, si collocarono
+dietro le siepi in modo da non esser veduti da lontano. Poco dopo
+s'avanzarono verso <span class="pagenum noind"><a name="Page_102" id="Page_102">{102}</a></span>il ponte da venti o trenta carri, due dei quali
+carichi di polvere e munizioni da guerra, gli altri di pollami,
+uova, formaggi, vini ed ogni genere di vettovaglie. Quando il
+momento parve opportuno, a un cenno del capitano, i segugi francesi
+sbucarono dai loro nascondigli, e fattisi intorno a quei carriaggi,
+intimarono ai conduttori di arrestarsi. Quali rimanessero i fieri
+romagnoli nel vedersi cos&igrave; inaspettatamente assaliti, &egrave; facile
+immaginarlo. Lottare era esporsi a morte sicura. I soldati dirigevan
+le canne dei fucili contro i poco numerosi, ma ferocissimi
+carrettieri, che proferendo una salva di imprecazioni, cedettero
+alla evidente certezza della propria impotenza, e si arresero
+prigionieri. Fu visto allora uno stranissimo spettacolo; i soldati
+francesi montarono sui carri, e cominciarono a man salva il
+saccheggio. In men di cinque minuti, i pollami, le uova, i formaggi,
+i giamboni, i fiaschetti di vino d'Orvieto, tutto fu messo a ruba, e
+il grosso bottino posto come ornamento delle baionette, del giac&ograve; e
+delle giberne, che mal reggevano all'insolito peso.<span class="pagenum noind"><a name="Page_103" id="Page_103">{103}</a></span></p>
+
+<p>Il C&ocirc;rso mi venne incontro con un fiaschetto di vino d'Orvieto, e
+presentandomelo gentilmente, si lasci&ograve; scappare queste parole, da
+cui sar&agrave; facile il comprendere quali sospetti cadessero su me e
+sulla mia compagna.</p>
+
+<p>&mdash;Bevete, signor cantante! bevete! perocch&egrave; avete diritto alla
+vostra parte di bottino. Voi andavate a Roma per cantare, non &egrave;
+vero? E questi altri signori, che venivano dietro a voi, erano forse
+i professori d'orchestra ed i coristi... Sta bene! Ma a noi altri
+Francesi non le si danno ad intendere cos&igrave; grosse! Due carri di
+polvere... Vi par nulla?</p>
+
+<p>&mdash;<i>Fiat voluntas Domini</i>, esclamai vuotando d'un sorso il
+fiaschetto. Un uffiziale francese giovanissimo, gi&agrave; decorato nelle
+campagne d'Africa, adocchiava l'Ascolana furtivamente, poi venne ad
+offrirle il braccio per accompagnarla nell'interno di un casolare a
+poca distanza dal ponte. Ella si volse a me quasi per consultarmi;
+l'uffiziale, interpretando quell'occhiata:</p>
+
+<p>&mdash;Signora, le disse, io non intendo <span class="pagenum noind"><a name="Page_104" id="Page_104">{104}</a></span>disgiungervi da vostro marito,
+egli pu&ograve; seguirvi, se ci&ograve; gli aggrada.</p>
+
+<p>Entrammo in una stanzaccia a pian terreno, dove altri uffiziali
+facevano colazione, onorando senza ritardo i giamboni, i formaggi ed
+i fiaschetti di vino che poco dianzi avevano <i>legalmente
+acquistati</i>. All'entrare della bellissima donna, tutti quanti si
+levarono in piedi. L'Ascolana parlava il francese a meraviglia:
+ella, che da parecchi giorni, esausta di forze, scorata, direi quasi
+intorpidita dai patimenti fisici e morali, pareva avesse perduta la
+loquela; commossa ora dal nuovo infortunio riacquist&ograve; d'un tratto
+quell'energia, quella vivacit&agrave; di linguaggio che erano a lei
+naturalissime. Sedette a tavola cogli uffiziali; volle che io le
+stessi a fianco, e mangi&ograve; coll'appettito convulso di chi ha l'anima
+fortemente agitata. Alle galanterie francesi rispondeva con una
+disinvoltura ammirabile: I poveri soldati, che forse da tre o
+quattro mesi non avean fiutata una gonnella, cadevano in deliquio,
+si dimenavano sulle scranne, torcevano gli <span class="pagenum noind"><a name="Page_105" id="Page_105">{105}</a></span>occhi, insomma, per
+servirmi d'una frase Dantesca:</p>
+
+<div class="poem">
+<div class="stanza">
+<div class="verse">Non avean membro che tenesser fermo.</div>
+</div>
+</div>
+
+<p>&mdash;Voi avete l&agrave; una bella moglie! mi sburravano all'orecchio i
+commensali pi&ugrave; vicini, empiendomi in pari tempo il bicchiere.</p>
+
+<p>&mdash;Donna adorabile!</p>
+
+<p>&mdash;Donna fascinatrice!</p>
+
+<p>&mdash;Che occhi!</p>
+
+<p>&mdash;Che labbra!</p>
+
+<p>&mdash;Che profilo!</p>
+
+<p>E nell'alternarsi di questi punti ammirativi, i miei ospiti si davan
+premura di riempirmi il bicchiere. Coloro s'eran messa in capo
+l'idea d'ubbriacarmi. Vinto il marito, pensavano essi, sar&agrave; men
+difficile la presa della moglie. Ma io non era un marito, e i
+furbacchioni fallirono completamente. Da quanto mi accadde quel
+giorno, ho dovuto convincermi che l'avere una bella moglie non &egrave;
+poca fortuna in certe occasioni. Se l'Ascolana non era meco,
+avrebbero forse gli uffiziali <span class="pagenum noind"><a name="Page_106" id="Page_106">{106}</a></span>francesi pensato ad offrirmi
+quell'eccellente colazione? Infatti, gli altri prigionieri erano
+rimasti di fuori, agglomerati come caproni sotto la vampa del sole
+cocente, a divorare cogli occhi i giamboni e gli altri commestibili
+che poco dianzi essi aveano recato alle bocche nemiche. Al mio
+povero postiglione era toccata l'ugual sorte. Io mi sovvenni di lui:
+lo ricordai all'Ascolana, e questa preg&ograve; gli uffiziali di inviargli
+qualche cibo. &Egrave; inutile ch'io vi dica con quanta sollecitudine fu
+risposto al voto della bellissima donna. Tutti quanti balzarono in
+piedi, e recandosi in mano le scodelle, i piatti, i bicchieri,
+corsero ad offrire al postiglione una colazione lautissima. Quel
+povero ragazzo, vedendosi onorato in siffatta guisa, non capiva pi&ugrave;
+in s&egrave; dalla gioia; prese i piatti, le scodelle, i fiaschetti; li
+adagi&ograve; sotto un albero, e mangi&ograve; come forse mai gli era accaduto
+nella vita.</p>
+
+<p>Era gi&agrave; il mezzogiorno, quando da Monte Mario venne improvvisamente
+un ordine ai soldati di abbandonare quelle <span class="pagenum noind"><a name="Page_107" id="Page_107">{107}</a></span>posizioni per
+ricongiungersi al grosso dell'esercito. Tutti i prigionieri furono
+schierati, distribuiti in drappelli e passati in rivista. Grazie
+alla buona opinione che s'ha di noi Italiani al di l&agrave; delle Alpi,
+que' malcapitati carrettieri furono frugati e manomessi dal capo al
+piede. Il postiglione fu obbligato a levarsi anche gli stivali. I
+terribili perlustratori che con una indecenza poco francese avean
+eseguito l'uffizio crudele, non avendo trovata arma alcuna, si
+guardarono in viso meravigliati, esclamando colla miglior buona fede
+del mondo: &laquo;Costoro non sono Italiani!&raquo;</p>
+
+<p>Grazie all'Ascolana, mi fu risparmiato quel barbaro affronto. Gli
+uffiziali ne offersero un posto sui carriaggi, e vi salirono con
+noi. L'Ascolana fu posta a sedere sopra un gran padiglione di
+verzura improvvisato alla meglio dagli zappatori, i quali a tal uopo
+avevano atterrati quattro o cinque alberetti, e li aveano disposti
+sul carro intrecciando ai rami qualche fiore dei campi.</p>
+
+<p>Il capitano tuon&ograve; il comando della <span class="pagenum noind"><a name="Page_108" id="Page_108">{108}</a></span>marcia, e tutti quanti partimmo
+alla volta di Monte Mario.</p>
+
+<p>Il luogo dove fummo fatti prigionieri, secondo mi venne riferito dal
+postiglione e dagli altri compagni di sventura, denominavasi la
+<i>Tomba di Nerone</i>.</p>
+
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<h2><a name="CAPITOLO_XI" id="CAPITOLO_XI"></a>CAPITOLO XI.</h2>
+
+<h4><i>Un pranzo a Monte Mario.</i></h4>
+
+
+<p>Dopo un'ora di marcia, giungemmo alla sommit&agrave; di Monte Mario, ove
+accampava un grosso distaccamento di truppe, sotto il comando del
+generale Souvant.</p>
+
+<p>Entrammo in un magnifico palazzo. Il generale non tard&ograve; a comparire.
+Gir&ograve; gli occhi intorno, passando ad uno ad uno in rassegna quei
+numerosi prigionieri; poi voltosi a me e all'Ascolana, che in
+disparte meditavamo qualche ingegnoso stratagemma per uscire dalle
+mani nemiche; signori, ci disse, io non posso <span class="pagenum noind"><a name="Page_109" id="Page_109">{109}</a></span>permettere che voi
+restiate con tanto disagio fra questa canagl.... cio&egrave;.... voleva
+dire... fra questa brava gente. Noi siamo troppo galanti per
+dimenticare i riguardi dovuti ad una bella e giovane signora, dalle
+fibre delicate. Io vi offro il mio braccio, o nobile e maestosa
+progenie delle Cornelie e delle Lucrezie! Compiacetemi di seguirmi
+nell'altra sala in compagnia del vostro signor marito!&mdash;Cos&igrave;
+parlando, il generale, con una galanteria irresistibile, si
+impadron&igrave; della donna e con lei si diresse nell'interno del palazzo,
+dopo avermi accennato di seguirlo.&mdash;I soldati francesi, vedendomi
+attraversare il porticato nelle umilianti apparenze di un marito
+vittima, ridevano sotto i baffi e portavano le mani alla fronte
+facendo un gesto molto pittoresco.</p>
+
+<p>Il generale ci condusse in una magnifica stanza al piano superiore,
+dove trovammo un letto eccellente.&mdash;&laquo;Riposatevi fino all'ora del
+pranzo, disse egli con amabile cortesia; verso le cinque vi faremo
+chiamare; spero non rifiuterete di pranzare alla nostra tavola, dove
+il mio <span class="pagenum noind"><a name="Page_110" id="Page_110">{110}</a></span>stato maggiore vi far&agrave; allegra corona.... Convien adattarsi
+alle circostanze... Siamo sul campo di battaglia, e i nostri cuochi
+qualche volta sono distratti dalle bombe... Per&ograve; le nostre cantine
+sono ben fornite... I preti ci mandano da Roma dell'eccellente
+Champagne, che il migliore non si potrebbe avere a Parigi. Il
+Champagne e l'Orvieto strinsero alleanza nelle nostre cantine... Ci&ograve;
+mi &egrave; di buon augurio per le future relazioni tra l'Italia e la
+Francia... Io spero che un giorno le due nazioni si stringeranno la
+mano, come io ve la stringo di cuore sin da questo momento.&raquo;</p>
+
+<p>Il generale voleva ad ogni costo mettersi nelle buone grazie...
+dell'Ascolana&mdash;e frattanto, egli ci aveva fornito la stanza ed il
+letto,&mdash;dove, in un momento di esaltazione ingovernabile, per noi si
+comp&igrave; finalmente quella parte del rito coniugale, che &egrave; reputata la
+pi&ugrave; dilettevole.</p>
+
+<p>Tiriamo un velo su quella scena. E d'altronde le sono istorie troppo
+comuni&mdash;tutti gli animali della creazione passano <span class="pagenum noind"><a name="Page_111" id="Page_111">{111}</a></span>per quella via.
+Si potrebbe discutere sulla maggiore o minore colpabilit&agrave;
+dell'Ascolana: ma la mia questione di teologia morale fornirebbe un
+episodio troppo noioso.</p>
+
+<p>&mdash;L'Ascolana non &egrave; meno virtuosa, non &egrave; meno pura innanzi al
+tribunale della mia ragione, e del mio cuore.&mdash;Ella ha ceduto ad uno
+di quei casi di <i>forza maggiore</i>, che ponno riguardarsi una clausola
+eccezionale anche nei contratti di fedelt&agrave;, stipulati col
+matrimonio.&mdash;Eravamo stanchi, abbrustoliti dal sole, in uno stato di
+esaltazione indescrivibile. Nella stanza non c'era che un solo
+letto&mdash;un letto molto comodo&mdash;ombreggiato da folte
+cortine...&mdash;angusto&mdash;colle sponde rilevate, formanti un declivio...</p>
+
+<p>Eppure ci eravamo coricati coi pi&ugrave; onesti propositi. L'Ascolana
+aveva fatto il segno della croce.... io aveva recitato una
+giaculatoria...</p>
+
+<p>Alle cinque ore, un'uffiziale entr&ograve; nella camera, per invitarci a
+discendere. Fummo condotti nella sala da pranzo. Alla<span class="pagenum noind"><a name="Page_112" id="Page_112">{112}</a></span> Ascolana era
+riserbato il posto d'onore fra il generale ed il suo aiutante
+maggiore,&mdash;io fui relegato,&mdash;come era da prevedersi&mdash;all'estremo
+confine della tavola.</p>
+
+<p>Il desinare fu servito lautamente; v'era copia di vivande squisite,
+dilicati vini, frutta, confetti, ogni ben di Dio. Al principiare del
+pranzo si parlava, poi si venne alle grida; all'ultimo, sturate le
+bottiglie dello Champagne, la sala divenne una babele di schiamazzi.</p>
+
+<p>Quattro importanti questioni, di genere affatto opposto,
+alimentavano la impetuosa loquacit&agrave; dei commensali.&mdash;Musica, guerra,
+politica e gastronomia!</p>
+
+<p>Io mi ero prefisso di secondare in ogni cosa i miei ospiti.
+Cionullameno, verso la fine del pranzo, le incredibili enormit&agrave; e i
+nuovi spropositi che circolavano per la sala, e sopratutto la
+sprezzante albagia di un ufficiale nel disconoscere lo scopo e la
+giustizia della nostra rivoluzione, mi inagrirono il sangue. Tutti i
+calcoli della prudenza furono in un punto soffocati da un impeto di
+bile. L'amor <span class="pagenum noind"><a name="Page_113" id="Page_113">{113}</a></span>di patria e lo Champagne infiammarono la mia
+eloquenza&mdash;io presi a difendere la rivoluzione con tutta la vigoria
+delle mie note cantonali; sicch&egrave; in breve pervenni a dominare
+l'assemblea. L'Ascolana mi incoraggiava col baleno degli occhi e
+colla intercessione di una gentile parola, ogniqualvolta gli
+irritabili uditori accennavano di prender fuoco.</p>
+
+<p>La discussione prese forma di una grande <i>aria da baritono con
+accompagnamento di coro</i>.</p>
+
+<p>Permetti, lettore che io ne trascriva le parole, onde tu possa di
+tua fantasia applicarle la musica.</p>
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Page_114" id="Page_114">{114}</a></div>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_XII" id="CAPITOLO_XII"></a>CAPITOLO XII.</h2>
+
+<h4><i>Fra due repubbliche.</i></h4>
+
+<h5>(Grande aria per baritono con accompagnamento di coro).</h5>
+
+
+<div class="blockquot">
+<p class="indneg"><i>Baritono.</i> Vi ho detto fin da principio ch'io sono un primo
+baritono assoluto; ma poich&egrave; vi ostinate a credermi un repubblicano,
+lasciamo correre l'ipotesi, o piuttosto fissiamola come punto di
+partenza. Alla mia volta, o signori, permettete che io vi chiegga
+qual parte siate venuti a rappresentare voi sotto le mura di Roma.</p>
+
+<p class="indneg"><i>Coro.</i> Noi siamo soldati della repubblica francese!</p>
+
+<p class="indneg"><i>Bar.</i> Alla buon'ora! Dunque, se io fossi soldato della repubblica
+romana, noi ci troveremmo su due campi avversarii a combattere per
+lo stesso principio.<span class="pagenum noind"><a name="Page_115" id="Page_115">{115}</a></span> In verit&agrave; che le mie idee si confondono. Come
+si spiegano questi rapporti contradditorii fra due popoli, che
+dovrebbero chiamarsi fratelli nel vincolo di una identica
+costituzione, e invece si azzuffano accanitamente per..?</p>
+
+<p class="indneg"><i>Coro.</i> Per ristabilire l'ordine pubblico.</p>
+
+<p class="indneg">&mdash;Per liberare i romani dall'oppressione straniera...</p>
+
+<p class="indneg">&mdash;Per proteggere il papa contro gli attacchi di pochi
+rivoluzionarii.</p>
+
+<p class="indneg">&mdash;Per difendere la religione cattolica, apostolica...</p>
+
+<p class="indneg"><i>Bar.</i> Basta, signori; ho capito. Per tal modo voi venite a
+dichiarare che repubblica &egrave; sinonimo di disordine, che gli Italiani
+debbono considerarsi come stranieri in casa propria; che il papa &egrave;
+tanto screditato ed impotente, da non poter resistere da solo contro
+gli attacchi di pochi faziosi; che la religione cattolica
+apostolica, ecc., ecc., ha cessato di essere una forza morale, ed ha
+bisogno, per sorreggersi, delle vostre baionette. Quanto alla prima
+questione, mi permetterete di farvi osservare che <span class="pagenum noind"><a name="Page_116" id="Page_116">{116}</a></span>l'idea di
+costituirci in repubblica &egrave; una conseguenza dell'esempio che voi ci
+avete dato. Non credevamo che una forma di governo, conquistata da
+voi con tante rivoluzioni e tanto sangue, trapiantandosi da Parigi a
+Roma, divenisse sinonimo di disordine e di anarchia.
+Aggiunger&ograve;&mdash;vedete come &egrave; ingenua la logica degli Italiani!&mdash;che la
+repubblica di Roma faceva assegnamento sul vostro appoggio morale e
+materiale&mdash;e in caso di coalizione europea, non contava che un solo
+alleato possibile, la Francia repubblicana.</p>
+
+<p class="indneg"><i>Coro.</i> <i>Tiens! tiens!</i>...</p>
+
+<p class="indneg">&mdash;<i>C'est dr&ocirc;le!</i></p>
+
+<p class="indneg">&mdash;<i>C'est b&ecirc;te!</i></p>
+
+<p class="indneg"><i>Bar.</i> Voi dite che Roma &egrave; violentata dagli stranieri...</p>
+
+<p class="indneg"><i>Coro.</i> <i>Oui! des lombards! des toscans! des piemontais! des
+v&eacute;nitiens!</i></p>
+
+<p class="indneg"><i>Bar.</i> Voi mi confondete, signori.&mdash;Se i lombardi, i toscani ed i
+veneti, in Roma debbono considerarsi come stranieri, voi avete mille
+ragioni di prendere il loro posto, ed io sto per credere <span class="pagenum noind"><a name="Page_117" id="Page_117">{117}</a></span>che i veri
+Italiani... siate voi... Ma non perdiamoci a cavillare sopra una
+questione che potrebbe risolversi colla carta geografica. Qualcuno
+di voi, a giustificare l'intervento, vuol farmi credere ch'esso
+abbia per iscopo di proteggere il papa contro la rivoluzione... Ma,
+in nome di S. Pietro apostolo! che altro &egrave; mai questa nostra
+rivoluzione se non la risposta di tutti gli Italiani all'appello del
+pontefice, la conseguenza diretta ed immediata della splendida
+iniziativa presa da Pio IX?&mdash;I Lombardi insorsero contro l'Austriaco
+ed eressero le barricate al grido di viva Pio IX! Questo grido fu
+scritto sulle nostre bandiere, questo grido fu ripetuto dal nostro
+esercito sui campi di Goito e di Somma Campagna.&mdash;Concorrendo alla
+terribile crociata contro i suoi mille tiranni, l'Italia, pi&ugrave; che
+una rivoluzione, compi un atto di fede cristiana. Chi ha mancato?
+chi ha tradito? qual fu il primo disertore nel momento della
+lotta?&mdash;Quegli stesso, che l'aveva iniziata, e <span class="pagenum noind"><a name="Page_118" id="Page_118">{118}</a></span>benedetta nel nome
+di Dio. Perch&egrave; il Capo ci forn&igrave; l'esempio nefando, vorrete voi
+condannarci di non aver disertato in massa?... Questi soldati,
+questi Italiani, che voi perseguitate, che voi venite a snidare
+dall'ultimo asilo della libert&agrave;, non d'altro sono colpevoli fuorch&egrave;
+della loro troppa fede in Pio IX. Perdonate, signori uffiziali, s'io
+vi parlo con qualche vivacit&agrave;. Ma io mi trovo in tal posizione, da
+cui la balordaggine umana mi apparisce tanto deforme che quasi mi
+vergogno di appartenere alla specie. A che giovano le lezioni della
+istoria, a che giovano i progressi della libert&agrave;, quando ad ogni
+tratto vediamo trionfare l'assurdo, e la follia distruggere in pochi
+mesi il progresso di un secolo?... La repubblica!... L'ideale del
+migliore dei governi, che ha per epigrafe: libert&agrave;, uguaglianza e
+fratellanza.&mdash;Non &egrave; questa la nostra insegna?... Pure, le due
+repubbliche si guardano in cagnesco... La libert&agrave; dell'una osteggia
+la libert&agrave; dell'altra&mdash;<span class="pagenum noind"><a name="Page_119" id="Page_119">{119}</a></span>si accusano&mdash;vengono alle mani,&mdash;da ambo le
+parti si prodiga il sangue&mdash;e intanto, fra queste due repubbliche
+che si sgozzano, un prete ed un croato, seduti ad una tavola
+grassamente imbandita, aspettano tranquillamente l'ora di riprendere
+lo scettro del mondo.&mdash;Io concludo: se &egrave; vero che voi siate
+repubblicani, la repubblica non &egrave; altro per voi che una formola di
+transazione per ricondurre i popoli, da un governo moderatamente
+liberale, all'assolutismo pi&ugrave; dispotico.</p>
+</div>
+
+<p>Il generale Sauvant non pose tempo in mezzo; diede alcuni ordini al
+C&ograve;rso, il quale, rientrato pochi minuti dopo nella sala, disse ad
+alta voce: la vettura &egrave; pronta!</p>
+
+<p>Allora il generale, voltosi gentilmente all'Ascolana:&mdash;Signora, le
+disse, noi siamo ben lieti di usare a vostro pro del dritto di
+grazia a noi concesso. Fra un'ora sarete in Roma, a fianco di vostro
+marito&mdash;voi potete partire all'istante.</p>
+
+<p>Tutti ci levammo in piedi per farle cortegio infino alla vettura.
+Ella era pallida <span class="pagenum noind"><a name="Page_120" id="Page_120">{120}</a></span>in volto, e a stento camminava, e non profferiva
+parola. Io l'aiutai a salire in vettura; e stringendole la mano, le
+sussurrai all'orecchio alcune frasi sconnesse che mal traducevano i
+tanti e variati sentimenti che in quel punto mi cozzavano nel cuore.</p>
+
+<p>&laquo;Addio, bella Italiana, dissero gli uffiziali. Fra due giorni ci
+rivedremo.... Dite a que' bravi Romani che fra due giorni verremo a
+far colazione anche noi al <i>caff&egrave; delle belle arti</i>, e a fumare uno
+zigaro sulla Piazza del Popolo.&raquo;</p>
+
+<p>La vettura si mosse, e scendendo pel ripido pend&igrave;o, scomparve ben
+tosto dai nostri sguardi.</p>
+
+<p>Io cercava dissimulare il profondo cordoglio di quella improvvisa
+separazione. Dissi dunque agli uffiziali:</p>
+
+<p>&mdash;A quanto pare, voi contate d'esser fra due giorni padroni di Roma?</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; colpo sicuro!...</p>
+
+<p>&mdash;Per qual porta entrerete?</p>
+
+<p>&mdash;I Francesi non entrano mai per le porte...</p>
+
+<p>&mdash;Al diavolo i rodomonti! sclamai in <span class="pagenum noind"><a name="Page_121" id="Page_121">{121}</a></span>buon italiano, per dar sfogo
+alla rabbia che mi strozzava.</p>
+
+<p>&mdash;Che avete detto?</p>
+
+<p>&mdash;Ho detto che son rimasto senza moglie... e che ora i buoni pranzi
+sono finiti!</p>
+
+<p>Di tal modo fin&igrave; la mia grande aria. Ma il coro che si era
+intercalato al recitativo e alle prime battute dell'adagio, non
+concorse all'effetto delle cadenze.&mdash;Qualcuno degli uffiziali, con
+un cenno leggiero della testa, mostr&ograve; di arrendersi al mio
+ragionamento&mdash;altri si scambiarono furtivamente delle occhiate
+d'approvazione&mdash;finalmente, i pi&ugrave; avversi alla logica, risposero con
+una crollatina di spalle, che mi fece inorgoglire. Erano convinti,
+ma non osavano confessarlo.</p>
+
+<p>Fu breve silenzio nella sala. La bella Ascolana, per distrarre le
+menti da una questione, che avea messo i miei ospiti in tanto
+imbarazzo, si volse con amabili accenti al generale per chiedergli
+qual sorte fosse a noi destinata.</p>
+
+<p>La risposta del generale, come ognuno pu&ograve; immaginare, mi interessava
+grandemente.</p>
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Page_122" id="Page_122">{122}</a></div>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_XIII" id="CAPITOLO_XIII"></a>CAPITOLO XIII.</h2>
+
+<h4><i>I buoni pranzi finiscono.</i></h4>
+
+
+<p>&mdash;In poche parole vi metto al chiaro della situazione, prese a dire
+il Sauvant.&mdash;Voi siete prigionieri di guerra, e come tali io debbo
+inviarvi al quartiere generale, ove, dopo breve esame, sarete
+giudicati. Da questa misura sono eccettuate le donne, quelle almeno
+che non si lasciano prendere colle armi alla mano. Per esse noi
+abbiamo il diritto di grazia, e ben volontieri ne useremo a vostro
+vantaggio, amabilissima signora, se non foste vincolata ad un uomo,
+che voi senza dubbio vorrete seguire giusta il precetto cristiano:
+la donna seguir&agrave; il marito, ecc., ecc., con quel che segue.</p>
+
+<p>&mdash;E in qual modo esercitate voi il diritto di grazia verso le
+persone del mio sesso? domand&ograve; l'Ascolana con volto radiante.<span class="pagenum noind"><a name="Page_123" id="Page_123">{123}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Rimettendole sul loro cammino, od anco facendole scortare da gente
+fidata fino alle porte di Roma.</p>
+
+<p>&mdash;Se ci&ograve; &egrave;, voi potete da questo momento esercitare il vostro
+diritto di grazia verso questa donna, diss'io al generale.</p>
+
+<p>&mdash;Che! separarvi dalla moglie! sclamarono i commensali.&mdash;<i>C'est
+dr&ocirc;le! c'est incroyable!</i></p>
+
+<p>&mdash;Signori, cessate dal far le meraviglie. Questa donna ch'io vi ho
+presentato per mia moglie, allo scopo di guarentirle il rispetto ed
+il decoro, non &egrave; che una mia compagna di viaggio, colla quale mi
+incontrai per caso in un paesello delle Marche. Essa altro non brama
+fuorch&egrave; di por piede entro le mura di Roma, per abbracciare il suo
+vero marito, dal quale fu per lunga pezza disgiunta.</p>
+
+<p>Qui mi fu d'uopo narrare dettagliatamente l'istoria del mio incontro
+coll'Ascolana a Grottamare, l'intendimento del viaggio, e tutto
+insomma dall'<i>a</i> alla <i>zeta</i> quanto ci era accaduto.</p>
+
+<!-- <a name="Page_124" id="Page_124"></a> -->
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Page_125" id="Page_125">{125}</a></div>
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<h3>Storia di Milano dal 1836 al 1848.</h3>
+
+<!-- <a name="Page_126" id="Page_126"></a> -->
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Page_127" id="Page_127">{127}</a></div>
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<h2><a name="storia" id="storia"></a>STORIA DI MILANO<br/>
+dal 1836 al 1848</h2>
+
+
+<p>Sotto l'oppressura di una indigestione solennemente cattolica, io mi
+accingo ad un lavoro altrettanto grave che proficuo; a scrivere la
+Storia di Milano dall'anno 1836 al 1848. Voi tosto comprenderete che
+io scrivo dietro incarico di un editore, al quale preme, se non mi
+inganno, di aggiungere due nuovi volumi alle opere del Verri e del
+De-Magri, oggimai screditate completamente. Conviene adunque, che io
+raccolga i pensieri a capitolo&mdash;l'impresa &egrave; molto arrischiata, ma io
+solo conosco l'alta mercede che mi attende.<span class="pagenum noind"><a name="Page_128" id="Page_128">{128}</a></span></p>
+
+<p>Raduniamo i materiali. Io detesto gli sgobboni che fabbricano la
+Storia sui libri altrui, sulle testimonianze poco attendibili dei
+giornali e sulle postume adulazioni delle medaglie e dei marmi
+sepolcrali.&mdash;D'altronde, non l'ho io veduta coi miei propri occhi la
+Storia di Milano dal 1836 al 1848?&mdash;Questa riflessione mi fa
+incanutire venti peli della barba, ma in ogni modo mi conforta e mi
+infonde lena al lavoro.</p>
+
+<p>Aduniamo le nostre reminiscenze&mdash;senza ordine&mdash;senza legge&mdash;come
+vengono.&mdash;Cosa era Milano dal 1836 al 1848?&mdash;O piuttosto: qual era
+Milano?&mdash;A tale interpellanza, mi si affaccia il caos... Dodici anni
+mi si affollano intorno, urtandosi, sospingendosi, assordandomi
+l'orecchio di grida diverse. L'immortale questurino di Siviglia non
+si trov&ograve; a peggior condizione della mia, allorquando sal&igrave; in casa di
+don Bartolo per rimettervi l'ordine.</p>
+
+<p>Se non m'inganno, fu nell'anno 1838 che S.M. Apostolica l'imperatore
+Ferdinando d'Austria venne a Milano per farsi <span class="pagenum noind"><a name="Page_129" id="Page_129">{129}</a></span>incoronare Re
+d'Italia. A quell'epoca, per ricordare l'augusto, si diceva
+generalmente; il <i>nostro imperatore</i>, taluni, pi&ugrave; ingenui: il
+<i>nostro buon imperatore</i>.&mdash;Molti nobili lombardi si recavano ad
+onore di vestire la divisa di uffiziali tedeschi... C'erano,
+all'entrata di S.M., delle guardie italiane sfolgoranti d'oro e di
+perle;.. una meraviglia di splendore, di pompa, di beatitudine
+generale. Non ricordo se il cholera ci abbia fatto la sua prima
+visita, innanzi, o dopo l'incoronazione di Ferdinando. Il perfido
+morbo si di&egrave; a conoscere verso quell'epoca, ed anche allora si
+rinnovarono scene atroci e balorde, non molto dissimili da quelle
+che il Manzoni descrisse nel suo sublime romanzo. Il popolaccio &egrave;
+sempre uguale in ogni tempo&mdash;&egrave; sempre la gran bestia.</p>
+
+<p>Di politica nessuno fiatava.&mdash;Le contrade erano illuminate da
+lampade ad olio, e i riverberi delle fiamme acciecavano affatto il
+passeggiero.&mdash;I Milanesi menavano gran vanto della loro pulitezza e
+i marciapiedi, frattanto, erano attraversati da rigagnoli che non
+sentivano <span class="pagenum noind"><a name="Page_130" id="Page_130">{130}</a></span>di muschio. La cattedrale, ammirata dagli stranieri,
+serviva da pisciatoio ai pi&ugrave; civilizzati, i quali, per maggior
+vilipendio dell'edificio, erano in buon numero.&mdash;La citt&agrave; si
+svegliava verso le undici del mattino; i veri <i>lions</i> non apparivano
+in pubblico che alla una dopo mezzod&igrave;.&mdash;Si incontravano al Corso dei
+giovanotti di sedici ed anco di diciotto anni, vestiti colla
+giacchettina corta, profilata alle natiche, accompagnati dal tutore
+o dal pedagogo, il quale ordinariamente era prete. Il cappello a
+cilindro torreggiava sulla testa degli eleganti a porta Renza ed ai
+pubblici giardini; ma c'era pericolo ad affrontare, con quel simbolo
+in testa, i terraggi di porta Ticinese e i rioni di porta
+Comasina.&mdash;Quando al Corso passavano in cocchio l'arcivescovo o il
+vicer&egrave;, non c'era alcuno che non levasse il cappello. L'arcivescovo
+era tedesco e si chiamava Carlo Gaetano conte di Gaisruk; il vicer&egrave;
+si firmava Rainieri. Nel 1840, i figli di quest'ultimo, due figuri
+lunghi e rasi sotto la nuca, venivano salutati al corso con qualche
+affettazione <span class="pagenum noind"><a name="Page_131" id="Page_131">{131}</a></span>di rispetto e berteggiati dietro le spalle a voce
+bassa.&mdash;Gli uffiziali austriaci portavano l'abito borghese.&mdash;Il
+governatore, il conte Pachta, il Torresani, il Bolza, godevano di
+una autorit&agrave; illimitata.&mdash;C'era un casino di Nobili e un casino di
+Negozianti, rivaleggianti di supremazia.</p>
+
+<p>L'aristocrazia e il commercio si guardavano biecamente. I giovanotti
+di <i>buon genere</i> si ubbriacavano di Porto o di Madera, e da ultimo
+si suicidavano coll'absinzio. Questa atroce bevanda si introdusse a
+Milano verso il 1840.&mdash;La moda dei mustacchi e della barba completa
+incontrava degli oppositori pertinaci e accaniti. Molti padri di
+famiglia tenevano il broncio ai figliuoli od ai nipoti per una
+leggiera insubordinazione di peli. Due fratelli Clerici
+rappresentavano le pi&ugrave; belle e pi&ugrave; complete barbe di Milano. I
+vecchi, gl'impiegati, e in generale, tutti i cos&igrave; detti uomini seri,
+si radevano scrupolosamente dal naso al gozzo. Gli studenti che
+portassero barba o mustacchi rischiavano compromettere il loro
+avvenire; ordinariamente venivano rinviati <span class="pagenum noind"><a name="Page_132" id="Page_132">{132}</a></span>dall'esame, od anche
+eliminati dalla scuola.</p>
+
+<p>Tre quarti della popolazione non conosceva altro mondo, fuori di
+quello rinchiuso entro il circuito dei bastioni. La attivazione
+della ferrovia fra Monza e Milano fu un avvenimento colossale, che
+parve prodigio. Si udivano dei vecchi esclamare: Ora che ho veduto
+questa meraviglia, sono contento di morire! e parecchi morirono
+infatti. L'apertura del caff&egrave; Gnocchi in Galleria De Cristoforis
+inspirava due lunghi articoli alla <i>Gazzetta di Milano</i>; quasi
+altrettanto rumore lev&ograve; l'apertura del caff&egrave; dei <i>Servi</i>, e pi&ugrave;
+tardi l'inaugurazione della bottiglieria di San Carlo.</p>
+
+<p>I <i>Caf&egrave;-restaurants</i> non esistevano prima del 1840&mdash;nel 1847 si
+contavano sulle dita. La colazione di lusso consisteva in un <i>caff&egrave;</i>
+e <i>panera</i>, con due <i>chiffer</i> o pannini alla francese.&mdash;Questa lauta
+colazione costava otto soldi di Milano. Non era permesso fumare in
+alcun luogo pubblico, e, innanzi al 1844, erano guardati di mal
+occhio e tacciati di malcreanza <span class="pagenum noind"><a name="Page_133" id="Page_133">{133}</a></span>i pochi scioperati che osavano
+inoltrarsi, collo zigaro in bocca, sui bastioni di porta Renza, o
+dentro i pubblici giardini durante il trattenimento della banda. Le
+signore, all'appressarsi di uno zigaro, fingevano il deliquio: alla
+vista di una pipa inorridivano del pari il gracile e il forte sesso.</p>
+
+<p>In materia culinaria, l'istinto pubblico tendeva al grasso e al
+pesante.</p>
+
+<p>Gli Ambrosiani non avevano ancora degenerato al punto da proscrivere
+il <i>cervelaa</i> dal risotto. Il buon vino, il vino corroborante e
+stomatico doveva innanzi tutto essere un liquido opaco. Si mangiava
+eccessivamente ad ogni ricorrenza di solennit&agrave; ecclesiastica; nel
+resto dell'anno una parte del popolo digiunava per compenso. Questo
+popolo non aveva giornali, n&egrave; libri&mdash;la sua letteratura erano le
+<i>bosinate</i>&mdash;la sua politica si riassumeva nel motto: <i>Viva n&ucirc;n</i> e
+<i>porchi i sciori!</i>&mdash;Porta Comasina e porta Ticinese si detestavano;
+esistevano, dentro i bastioni, antagonismi feroci, come fuori, tra
+villaggio e villaggio. A porta<span class="pagenum noind"><a name="Page_134" id="Page_134">{134}</a></span> Ticinese, verso l'imbrunire, una
+persona civilmente vestita rischiava la fine di santo Stefano.</p>
+
+<p>La <i>Gazzetta di Milano</i>, il solo foglio che trattasse estesamente la
+politica, usciva in formato modestissimo; il suo primo articolo
+verteva ordinariamente sulle questioni della China. Al compleanno ed
+al giorno onomastico di S.M. l'imperatore d'Austria, il foglio
+usciva stampato a caratteri d'oro e tutto ornato di rabeschi. In
+quelle ricorrenze, la <i>boemia</i> dei poetastri gracidava dalla
+<i>Gazzetta</i> i suoi inni pindarici. I poeti e i letterati, meno
+qualche eccezione, passavano per spie.</p>
+
+<p>La calunnia non rispettava le grandi intelligenze, e imperversava
+sulla turba degli scribacchiatori. Qualunque letterato non avesse
+una posizione determinata, qualunque non fosse in grado di esporre
+al pubblico il bilancio attivo e passivo delle proprie finanze,
+cadeva in sospetto di agente dell'Austria. A Milano, come si vede,
+gli uomini di lettere furono in ogni tempo assai corteggiati
+dall'opinione pubblica.<span class="pagenum noind"><a name="Page_135" id="Page_135">{135}</a></span></p>
+
+<p>Il <i>Pirata</i>, foglio teatrale del dottor Francesco Regli, era letto
+avidamente. Luigi Romani istituiva il <i>Figaro</i>; Pietro Cominazzi la
+<i>Fama</i> che esiste tuttora; il signor Pezzi dettava critiche
+letterarie e teatrali nel <i>Glissons</i>: c'era un <i>Bazar</i> diretto dal
+Boniotti. Da Torino giungeva fin qui il <i>Messaggere torinese</i>
+diretto dal Brofferio; Firenze, pi&ugrave; tardi, ci mandava una <i>Rivista</i>
+redatta dal Montazio. In fatto di letteratura periodica non si
+andava pi&ugrave; in l&agrave;.&mdash;Erano per la massima parte fogli teatrali, ma in
+allora il teatro costituiva la massima preoccupazione della societ&agrave;
+colta; epper&ograve; il <i>Pirata</i>, il <i>Figaro</i> e la <i>Fama</i> erano aspettati
+avidamente e letti da quanti sapevano leggere.</p>
+
+<p>Il caff&egrave; del Duomo, emporio di letteratura e di letterati, offriva
+anche il <i>Politecnico</i> e la <i>Rivista europea</i>, il <i>D&eacute;bats</i>, la
+<i>Rivista piemontese</i>, l'<i>Allgemeine</i> ed altri pochi periodici
+provenienti dall'estero. Nei principali caff&egrave; di Milano, all'infuori
+della <i>Gazzetta</i> e del <i>Pirata</i>, nessun foglio stampato. I pedanti
+muovevano guerra al Manzoni, e stampavano <span class="pagenum noind"><a name="Page_136" id="Page_136">{136}</a></span>libelli da fare
+raccapriccio. Tommaso Grossi, aggredito accanitamente dalla critica
+pe' suoi <i>Lombardi</i>, abbandonava iracondo il campo delle lettere per
+rifugiarsi nel notariato.</p>
+
+<p>La satira inferociva coi grandi. Tutte le ire, le contumelie, le
+calunnie che oggid&igrave; si disfogano nella lotta politica, si
+addensavano allora sulle teste dei poeti e degli artisti, e su
+quelle andavano a rovesciarsi furiose e mortifere. &Egrave; la storia del
+passato, sar&agrave; la storia dell'avvenire. Esister&agrave; sempre una lega di
+inetti, di mediocri e di impotenti, per combattere le intelligenze
+superiori, per contristare la esistenza di chi opera ed emerge.</p>
+
+<p>Si mangiava a buon patto, e un vino detestabile si smaltiva dai
+brugnoni per otto, per sei soldi al boccale. All'osteria della
+Foppa, si pranzava al prezzo di una lira austriaca. Quel pranzo si
+componeva di tre piatti, minestra, vino, giardinetto. Nell'osterie
+ed anco negli alberghi di lusso, la mensa era rischiarata da candele
+di sego. Ad ogni mutamento di piatto, il <i>piccolo</i> andava in giro
+collo <span class="pagenum noind"><a name="Page_137" id="Page_137">{137}</a></span>smoccolatoio&mdash;la fuliggine pioveva nelle zuppe.</p>
+
+<p>I secchi dei lattivendoli giravano scoperti nelle vie, o solo
+coperti da uno strato di mosche. In ogni via aprivasi un macello; i
+suini ed i vitelli, trascinati brutalmente sui carri, intronavano
+dei loro gemiti le vie.&mdash;I monsignori del Duomo si distinguevano per
+la rotondit&agrave; dell'addome: gli altri ministri del culto, meno qualche
+professore damerino, facevano gara di collaretti <i>bisunti</i>. Della
+decenza pubblica si teneva poco conto. Mentre i fianchi del Duomo
+venivano liberamente usufruttati per sfogo di una secrezione meno
+pura; presso gli scalini, in sul far della notte, si davano convegno
+barattieri e ruffiani d'ogni specie, i quali senza scrupolo di
+sorta, offrivano ai passanti la merce proibita. Nel centro della
+citt&agrave;, a poca distanza della cattedrale, esistevano case di vizio. A
+tutte le ore del giorno, le pi&ugrave; sozze femminaccie scendevano in
+sulla porta, o affacciavansi alle finestre, e colla voce o con gesti
+laidissimi invitavano a salire.<span class="pagenum noind"><a name="Page_138" id="Page_138">{138}</a></span> Ai veglioni della Canobbiana e del
+Carcano, ebbrezza e dissolutezza inenarrabili. In una notte di
+sabbato grasso, al teatro Fiando, si dovette sospendere il veglione,
+e i poliziotti fecero sgombrare la sala, perch&egrave; i <i>cavalieri</i>
+danzanti s'erano spogliati infino alla camicia.</p>
+
+<p>Risaliamo alle regioni elevate. Marchesi godeva fama di scultore
+eminentissimo; Hayez dominava nella pittura storica; Canella e Bisi
+nel paesaggio; Sabbatelli era insuperabile negli affreschi, Molteni
+era chiamato l'imperatore dei ritrattisti, Sanquirico, scenografo
+della Scala e cavaliere di pi&ugrave; ordini, riceveva, con alterezza
+principesca, principi visitatori. Rossini, Bellini e Donizetti
+fornivano il repertorio musicale ai grandi e piccoli teatri.
+Piacevano due o tre opere di Mercadante. Pacini, gi&agrave; quasi obliato,
+nel 1842 riviveva glorioso colla <i>Saffo</i>. Alla Scala si
+rappresentavano con successo i <i>Falsi Monetari</i> del Rossi, lo
+<i>Scaramuccia</i> e la <i>Chiara</i> del Ricci, il <i>Furioso</i> di Donizetti, il
+<i>Buontempone</i> del Mandanici, tutte opere in oggi obliate o <span class="pagenum noind"><a name="Page_139" id="Page_139">{139}</a></span>dannate
+al ludibrio dei piccoli teatri. La Malibran era morta, la Pasta
+abbandonava la scena; Rubini, Lablache, Tamburini, Galli e gli altri
+creatori illustri delle opere di Rossini e di Bellini, emigravano
+all'estero per cogliere paghe favolose nei teatri di Londra e di
+Parigi. Salvi, Moriani, Ronconi, la Tadolini, la Strepponi, la
+Schoberlechner, Poggi, la Frezzolini, Guasco, Debassini, Ferri,
+aprivano, con altri pochi valenti, l'epoca nuova. Fervide, accanite
+polemiche suscitavano la Cerrito e la Taglioni; una pantofola della
+Cerrito era pagata duecento franchi. La Elssler, apparsa pi&ugrave; tardi,
+faceva obliare le due antagoniste avventurate; il pitale della
+Elssler fu comperato da un fanatico al prezzo di lire
+seicento.&mdash;Nella quaresima del 1842, coll'opera il <i>Nabucco</i>, si
+palesava un nuovo atleta dell'arte musicale, il maestro Giuseppe
+Verdi. Tutti i dotti si scatenarono atrocemente contro lui, ma il
+pubblico non tard&ograve; un istante a rendergli omaggio. Gustavo Modena
+recitava al Lentasio la <i>Zaira</i>, il <i>Luigi XI</i>, l'<i>Oreste</i>, <span class="pagenum noind"><a name="Page_140" id="Page_140">{140}</a></span>il
+<i>Filippo</i>, e di l&agrave; passava al Carcano ed al Re, dove la sua forte e
+poetica declamazione produceva insoliti effetti.</p>
+
+<p>Al teatro Re, nella stagione di quaresima, recitava periodicamente
+la Compagnia Sarda, che cont&ograve;, fino all'ultimo, attori
+distintissimi. La Ristori, al fianco della Marchionni, rappresentava
+le parti ingenue ed amorose, tipo ideale di bellezza. Nell'arte
+drammatica emergevano il Vestri, attore unico nel suo genere, il
+Bon, il Taddei, il Gattinelli, il Ventura, la Robotti, la Romagnoli,
+il Dondini&mdash;Ernesto Rossi, Tommaso Salvini, la Sadowiski, il
+Maieroni, e quasi tutti gli attori pi&ugrave; illustri dei tempi nostri,
+aggregati alla Compagnia di Gustavo Modena, si ispiravano alle
+lezioni ed agli esempi di quel grande. La Compagnia Lombarda
+istituita da Giacinto Battaglia e diretta dal Morelli, arruolava
+sotto le sue bandiere il fiore delle giovani reclute, iniziando, pel
+teatro drammatico, un'era novella. Scrivevano per la scena italiana
+il Bon, il Nota, il Brofferio, il<span class="pagenum noind"><a name="Page_141" id="Page_141">{141}</a></span> Giacometti ed altri pochi.
+Giacinto Battaglia e Giuseppe Revere fornivano qualche dramma
+storico non s&igrave; tosto applaudito che obliato. Goldoni era sempre
+gustato. Il repertorio di Scribe e d'altri autori francesi godeva
+pieno favore. Si tentarono per la prima volta le tragedie di
+Shakespeare e di Schiller; l'<i>Otello</i> recitato dal Modena, fu al
+teatro Re male accolto; assai bene il <i>Wallenstein</i>. Una tragedia di
+Manzoni, recitata parimenti dal Modena, ottenne fredda accoglienza.
+Si leggevano avidamente i versi milanesi del Raiberti. Il primo
+dramma di Revere, <i>Lorenzino de' Medici</i>, lev&ograve; qualche rumore.
+Rovani, a dicianove anni, pubblicava un romanzo storico, il
+<i>Lamberto Malatesta</i>. Uberti esordiva alle lettere con un frammento
+di poema in versi sciolti, <i>Le quattro stagioni</i>. Tutti i romanzi
+storici e le novelle storiche apparse dopo i <i>Promessi Sposi</i> e il
+<i>Marco Visconti</i>, arieggiavano lo stile di Manzoni e di Grossi. La
+<i>povera tosa</i> metteva il capo dappertutto. Correva manoscritta una
+mesta poesia in morte di Silvio Pellico, <span class="pagenum noind"><a name="Page_142" id="Page_142">{142}</a></span>n&egrave; vi era alcuno che non
+sapesse recitarla a memoria. Quella poesia cominciava coi versi:
+<i>Luna, romito aereo, Tranquillo astro d'argento</i>....</p>
+
+<p>I romanzi del Guerrazzi, superato il confine, passavano da mano a
+mano, divorati ansiosamente dai giovani. Giusti e Leopardi erano
+poco noti; del Giusti erano lette furtivamente le prime poesie che
+giravano manoscritte. Le donne leggevano Prati, e si intenerivano
+alle amorose peripezie di Ermenegarda. I professori di rettorica ed
+i giovani poetanti inveivano acerbamente contro il gentile e
+melodioso poeta, ma tutti poi lo imitavano, e, come al solito, lo
+superavano nei... difetti. Le opere dell'ingegno fruttavano poco ai
+mediocri, ma i distinti ne coglievano frutti, comparativamente
+lautissimi. Tommaso Grossi dai <i>Lombardi alla prima Crociata</i>
+ritrasse da quindici a ventimila lire; Cesare Cant&ugrave; colla <i>Storia
+Universale</i> e con altre opere istoriche pubblicate dippoi, arrich&igrave;.
+Ma anche allora c'erano poeti e letterati che facevano piet&agrave; a
+vederli, <span class="pagenum noind"><a name="Page_143" id="Page_143">{143}</a></span>quando non ispiravano terrore. Faccie smunte, soprabiti
+scuciti, e colli da struzzo. La letteratura pi&ugrave; affamata pranzava
+alla trattoria del Popolo, dove non pochi cantanti e ballerini
+gareggiavano coi poeti di appetito. Le appendici letterarie e
+teatrali della <i>Gazzetta di Milano</i> portavano alternativamente i
+nomi di Lambertini, Piazza, Biorci, Cremonesi. Scrivevano libretti
+d'opera Felice Romani, Rossi, Bidera, Cammarano, Sacchero e Giorgio
+Giachetti. Nei palchetti della Scala, durante la rappresentazione
+dell'opera, si giuocava a tarocco e qualche volta si cenava. Nel
+massimo teatro le panche della platea erano coperte di una grossa
+tela giallastra; le scale nude di tappeti, la scena illuminata
+tetramente. Alessandro Guerra, famoso equitatore, godeva una fama
+napoleonica.&mdash;Era gustata la birra Tarelli, e qualche signora
+suggeva deliziosamente la gazosa di fambros. Il caff&egrave; Mazza era
+rinomato per la confezione dei sorbetti, il caff&egrave; di Brera per gli
+squisiti tortelli, la chiesa di San Marco per i suoi
+predicatori.&mdash;Il <span class="pagenum noind"><a name="Page_144" id="Page_144">{144}</a></span>vicer&egrave; Rainieri, la sera del gioved&igrave; santo, si
+prestava gratuitamente a lavare i piedi di dodici vecchioni dello
+stabilimento Triulzi: tutte le dame e i gentiluomini di buon gusto
+facevano a gara per assistere a quello spettacolo. La contessa
+Samayloff si rendeva celebre per una mascherata di gatti, e faceva
+celebrare con pompa inaudita i funerali di una cagnolina.</p>
+
+<p>Uno zigaro di virginia costava due soldi di Milano.&mdash;Il conte Giulio
+Litta scriveva delle opere musicali applaudite, su libretti del
+poeta Rotondi suo pensionato. Alla Scala piaceva l'<i>Ildegonda</i>,
+musica e poesia di Temistocle Solera.&mdash;I matrimoni dell'aristocrazia
+coll'arte erano rari come quelli della nobilt&agrave; col commercio. Lev&ograve;
+immenso rumore il matrimonio della contessa Samayloff col Pery, un
+oscuro baritono che rappresentava al teatro di Como la parte di
+Carlo V nell'<i>Ernani</i>.&mdash;Al corso, nella prima domenica di quaresima,
+non apparivano che carrozze ed equipaggi di lusso. Non esistevano
+ancora gli ignobili<span class="pagenum noind"><a name="Page_145" id="Page_145">{145}</a></span> <i>broughams</i>. Una dozzina di carrozzoni
+sepolcrali facevano il servizio della intera citt&agrave;.&mdash;La processione
+del <i>Corpus Domini</i> costituiva uno degli spettacoli pi&ugrave; grandiosi e
+pi&ugrave; popolari dell'epoca; rampolli di illustri famiglie figuravano da
+angioli nel corteggio. Uomini di censo e di una seriet&agrave;
+indiscutibile, si contendevano l'onore di sostenere il
+baldacchino.&mdash;Nelle grandi arsure dell'estate c'era un espediente
+sicurissimo e poco complicato per ottenere la pioggia; si esponevano
+alla pubblica venerazione due angiolotti di legno. Le fanciulle da
+marito filavano l'amore sentimentale nei boschetti di porta Renza,
+ai Servi ed al Carmine, durante la messa, e al teatro
+Filodrammatico. Le chiese erano affollatissime in ogni ricorrenza di
+triduo serale; giovinetti dai venticinque a trent'anni assistevano
+alle cerimonie religiose col ginocchio piegato, col libro delle
+preghiere nella mano destra. Questi devoti solevano impiegare
+abbastanza vantaggiosamente anche la mano sinistra.&mdash;Alla <i>Corona</i>,
+all'<i>Agnello</i>, al <i>Falcone</i>, al<span class="pagenum noind"><a name="Page_146" id="Page_146">{146}</a></span> <i>Cappello</i>, e in tutti gli alberghi
+di tal rango, si alloggiava al prezzo di una lira al giorno. I
+cittadini erano gai: nelle famiglie si giuocava all'oca ed alla
+tombola e qualche volta si faceva un po' di musica e si ballava
+all'oscuro. Lotterio e Battezzati, un baritono ed un basso
+dilettanti, erano contesi dalla borghesia. Il principe Emilio
+Belgioioso era un tenore stupendo, il conte Pompeo, basso profondo
+di primo ordine, cantava a Bologna lo <i>Stabat Mater</i> di
+Rossini.&mdash;Una libbra di manzo si pagava diciasette soldi, e met&agrave;
+della popolazione non assaggiava carne che alla domenica o alle
+grandi solennit&agrave; della chiesa. Si parlava meneghino su tutta la
+linea. Al Corso di Porta Renza tutti portavano i guanti; sulla porta
+dell'Hagy stazionavano ancora parecchi milionari. Saper nulla era
+lusso, moda l'inerzia e la <i>ciocca</i>.</p>
+
+<p>La contessa Samayloff era la <i>lionne</i> di Milano. Una sera, al teatro
+Re, ella recit&ograve; con molto garbo una parte principalissima nel dramma
+francese <i>Le prime armi di Richelieu</i>. La rappresentazione <span class="pagenum noind"><a name="Page_147" id="Page_147">{147}</a></span>aveva
+scopo benefico, e il canonico Ambrosoli sedeva nell'atrio del teatro
+a sorvegliare il bacile. Le dame, per invidia, detestavano la
+contessa; i poveri ne dicevano il maggior bene.&mdash;La moglie del
+vicer&egrave; Rainieri, dal suo palchetto alla Scala, dardeggiava col
+binoccolo i giovinotti pi&ugrave; alla moda. Uno dei <i>lions</i> pi&ugrave; avidamente
+occhieggiati dalla arciduchessa, si compiaceva di imbarazzarla colle
+sue pose stranissime e non affatto decenti.&mdash;Produsse gran
+sensazione un incendio avvenuto a Corsico, che divor&ograve; buona parte
+del paese.&mdash;Un fallimento dava materia a discorrere per parecchi
+anni, e la famiglia di un fallito vestiva a lutto o spariva dal
+consorzio cittadino.&mdash;In fatto di equipaggi, non era permesso il
+tiro a sei che a S.A.I.R. il Vicer&egrave;, ed a Sua Eminenza monsignor
+l'Arcivescovo.&mdash;Il vicolo delle <i>Ore</i> e il sottopassaggio che
+dall'interno del Duomo metteva all'Arcivescovado erano i punti
+prescielti pei convegni amorosi. Verso le estremit&agrave; del boschetto
+pubblico prospicienti la strada Isara, si presentavano <span class="pagenum noind"><a name="Page_148" id="Page_148">{148}</a></span>sul far
+della notte, dei gruppi mostruosi.... L'osteria dei Tre Scranni si
+rese celebre per una avventura degna di figurare nel <i>Decamerone</i>, e
+lo sgraziato protagonista, che fin&igrave; imprigionato, per disdoro della
+curia era un prete.&mdash;In estate, le bande tedesche chiamavano al
+caff&egrave; Cova una folla mista di buontemponi e di fanciulle da marito.
+L'ingresso al caff&egrave; costava mezza lira e questa dava diritto alla
+consumazione di un gelato. I Baconi, i Paumgarten ed i Kaiser
+fornivano le migliori bande musicali.&mdash;La variet&agrave; delle monete era
+notevolissima e qualche volta imbarrazzante, contuttoci&ograve; il popolo
+ambrosiano non pot&egrave; mai divezzarsi dal contare in lire milanesi.
+Esistevano spezzati di ogni valore; il centesimo, il sesino, il tre
+centesimi, il soldo, il carantano, la parpagiuola, il tre e mezzo,
+il quartino, il nove meno un quattrino, il diciasette e mezzo, il
+dicianove soldi (tre lire di Parma), il venti soldi. Il valore della
+svanzica and&ograve; gradatamente elevandosi dai ventitr&egrave; ai venticinque
+soldi di Milano. Fino al 1848, <span class="pagenum noind"><a name="Page_149" id="Page_149">{149}</a></span>ebbero gran voga i crocioni e i
+quarti di crocione. Il <i>Trentanove</i> ebbe gli onori di una brillante
+poesia dettata da Ercole Durini, gentiluomo amabilissimo e ricco di
+ingegno.</p>
+
+<p>Fra le monete d'oro, figuravano ancora le pezzette, gli zecchini, le
+colombie, le sovrane, le papaline, le messicane, le genove, i luigi,
+le parme.&mdash;Il duca Litta, recandosi a Lainate con legno di posta, a
+ciascun postiglione gettava per mancia un marengo.&mdash;I ballerini ed i
+mimi, notevoli per la loro chioma raffaellesca, stazionavano sulla
+porta del caff&egrave; della Cecchina, detto dei <i>virtuosi</i>. Effisio Catte
+faceva colazione nella retro bottega del salsamentario Morandi;
+Gumirato, un tenore in perpetua disponibilit&agrave;, pranzava tutti i
+giorni dell'anno col caffettiere del teatro Re, pagandolo di facezie
+e di epigrammi.&mdash;Non esistevano giornali umoristici; il <i>Cosmorama
+Pittorico</i>, istituito dallo Zini, contava settemila abbonati.&mdash;In
+piazza Castello si giuocava al pallone.&mdash;In una bottega sulla Corsia
+del Duomo, si offerse <span class="pagenum noind"><a name="Page_150" id="Page_150">{150}</a></span>per circa sei mesi uno spettacolo di pulci
+ammaestrate, le quali eseguivano diversi esercizi ginnastici; tutta
+Milano corse ad ammirarle.&mdash;Il Meneghino Moncalvo recitando alla
+Stadera ed alla Commenda, si faceva imprigionare regolarmente due
+volte alla settimana per l'arditezza delle sue allusioni
+antiaustriache. Il teatro Santa Radegonda, a cui si ascendeva per
+una scala di legno, era pi&ugrave; angusto, pi&ugrave; sudicio e pi&ugrave; tetro che non
+sia al presente.&mdash;Merelli, impresario del teatro alla Scala,
+possedeva una superba villa a Lentate, e dava commissioni ai pi&ugrave;
+celebri pittori e scultori.&mdash;Rovaglia vestiarista degli imperiali
+regi teatri, sfoggiava sul corso un magnifico equipaggio.&mdash;L'agente
+Burcardi veniva giustamente considerato il pi&ugrave; magro cittadino di
+Milano.&mdash;L'abate Gianni, un colossale gigante, regalava
+pubblicamente due schiaffi al figlio di Radesky, che lo aveva
+insultato, e n'aveva dal generale felicitazioni ed encomii.&mdash;Di
+duelli non si udiva parlare; le quistioni pi&ugrave; complicate si
+scioglievano col metodo <span class="pagenum noind"><a name="Page_151" id="Page_151">{151}</a></span>estemporaneo dei pugni e delle reciproche
+bastonature.&mdash;Le teste dei poliziotti, nei quartieri di porta
+Ticinese e di porta Comasina, furono pi&ugrave; volte sprofondate nel vano
+dei loro kepy torreggianti.&mdash;I barabba portavano gli orecchini e si
+radevano la nuca; i garzoni da macello si distinguevano per due
+enormi ricci poco simmetrici, striscianti sull'orecchio.&mdash;Prima del
+1840, il tabarro costituiva l'indumento invernale pi&ugrave; usitato. Vi
+erano tabarri da quattro, e persino da otto a dieci pellegrine. Il
+<i>paletot</i> veniva generalmente adottato verso il 1841.&mdash;Il giorno di
+Pasqua, fosse pioggia o bel tempo, met&agrave; dalla popolazione indossava
+arditamente gli abiti estivi. Il pantalone di <i>nankin</i> godeva in
+estate il massimo favore. Sul Corso si incontravano ad ogni passo
+delle dame seguite da un domestico in livrea. I cani favoriti dalle
+signore appartenevano alla razza dei carlini o dei maltesi.&mdash;Balzac
+soggiornava per alcun tempo a Milano, e durante quella breve dimora,
+notava che le figlie delle nostre <span class="pagenum noind"><a name="Page_152" id="Page_152">{152}</a></span>portinaie avevano l'aspetto di
+altrettante regine. Il celebre romanziere veniva derubato di una
+preziosa tabacchiera che ben tosto gli era restituita per cura
+dell'imperiale regio direttore di polizia.&mdash;Il baritono Varesi
+cantava alla Scala nel <i>Corrado d'Altamura</i> e nella <i>Saffo</i> di
+Pacini.&mdash;Dal Conservatorio uscivano famosi istromentisti, il Piatti,
+il Bottesini, l'Arditi, il Fumagalli.</p>
+
+<p>Gli allievi del Conservatorio portavano un'uniforme poco dissimile
+da quella dei commissari di polizia, vale a dire una marsina verde
+scura con bottoni dorati e cappello a barchetta. Il gioved&igrave; e la
+domenica, quei giovani musicisti dell'avvenire passeggiavano a
+schiera sui bastioni e sul Corso. L'alunno Antonio Cagnoni scriveva
+la sua prima opera <i>Don Bucefalo</i>, mentre a Giuseppe Verdi era
+negata l'ammissione nel Conservatorio, dietro verdetto di un
+professore di pianoforte onnipotente. Il maestro Triulzi, orribile a
+vedersi, dava lezioni di canto alla bella Pinoli ed alla Iotti.
+Rolla, e pi&ugrave; tardi Cavallini, dirigeva <span class="pagenum noind"><a name="Page_153" id="Page_153">{153}</a></span>l'orchestra della Scala, che
+contava fra i suoi migliori istromentisti l'Ernesto Cavallini
+solista di clarinetto, il Daelli oboista, Rabboni professore di
+flauto e Merighi professore di violoncello. Ferrara creava
+eccellenti allievi nel violino. Angelo Mariani, bellissimo giovane,
+dirigeva il concerto e l'orchestra del teatro Carcano nell'autunno
+dell'anno 1846 e nella primavera del 1847.&mdash;Alberto Mazzucato
+scriveva pel teatro delle opere pi&ugrave; o meno accette, e dettava
+articoli di arte nella <i>Gazzetta Musicale</i>, edita dal Ricordi. Anche
+il Lucca, editore di musica, istituiva un giornale artistico
+letterario, l'<i>Italia Musicale</i>, dove il Cattaneo, il Raiberti, il
+Rovani, il Ceroni, il d'Azeglio, il Vitali ed il Piazza scrivevano
+articoli svariatissimi. Il cavaliere Andrea Maffei donava all'Italia
+le sue splendide traduzioni di Schiller e di Moore, e il prevosto
+Riccardi, con un libro nel quale si prediceva vicinissima la fine
+del mondo, destava il pi&ugrave; vivo all'arme nel pubblico. Correvano
+trascritte brillanti poesie <span class="pagenum noind"><a name="Page_154" id="Page_154">{154}</a></span>di Ottavio Tasca in onore della Cerrito
+e della Taglioni. Tutte le strenne che uscivano in Milano portavano
+una ode od una novella di Pier Ambrogio Curti. Il maestro Bonino
+giungeva desiderato nelle sale della pi&ugrave; eletta societ&agrave; pel brio
+delle sue narrazioni, per lo spirito inventivo delle sue celie.
+Nelle case della borghesia furoreggiava il Rabitti, contraffacendo
+il ronzio della vespa, lo stridore della sega, la tosse ed il
+rantolo dei morenti. Nelle osterie si giuocava alla mora
+fragorosamente. Sulla porta del caff&egrave; Martini brillava il vecchio
+Catena, protettore di cantanti e ballerine, che viveva da signore
+colla rendita di un capitale non pi&ugrave; ingente di lire diecimila. Alla
+Scala si rappresentava un <i>Don Carlo</i> del Bona, ed a Genova un
+<i>Ernani</i> del maestro Mazzucato. L'attore Giovanni Ventura destava
+fanatismo nel <i>Torquato Tasso</i> e nel <i>Vagabondo</i>, e pubblicava una
+raccolta di poesie in dialetto milanese, scritte col miglior garbo.</p>
+
+<p>Sulla piazzetta di S. Paolo, le botteghe <span class="pagenum noind"><a name="Page_155" id="Page_155">{155}</a></span>del parrucchiere
+Migliavacca e del calzolajo Brivio rivaleggiavano di lusso e di
+celebrit&agrave;. Il Brivio, nell'atto di prender la misura ad un piedino
+elegante di donna, si compiaceva di esplorare a mezzo di uno
+specchio accollato in fondo del suo cappello e deposto ai piedi
+della cliente, i contorni d'altre polpe pi&ugrave; intime, le quali non
+reclamavano la scarpa.&mdash;Lo stabilimento di educazione diretto dal
+signor Racheli era nel massimo flore, e quivi si educavano
+liberalmente i giovanetti delle famiglie pi&ugrave; cospicue. Il professore
+abate Pozzone pubblicava delle liriche manzoniane, splendide nel
+concetto e nella forma. Giuseppe Barbieri teneva il primo posto fra
+gli oratori ecclesiastici, e un altro Barbieri, credo Gaetano,
+traduceva, oltre i romanzi di Walter Scott, non saprei quante
+centinaia di altri romanzi.</p>
+
+<p>L'omeopatia suscitava polemiche accanite, e il Raiberti vi prendeva
+parte colle sue satire piene di attico sale. Un Lafontaine venuto di
+Francia dava i primi saggi di magnetismo al ridotto della<span class="pagenum noind"><a name="Page_156" id="Page_156">{156}</a></span> Scala. La
+fotografia sulla carta non era peranco inventata od almeno si
+ignorava: i ritratti al dagherrotipo su lamina di zinco preparato,
+costavano da dieci a venti franchi cadauno, ed offrivano una
+immagine sbiadita e molto spesso enigmatica.</p>
+
+<p>La grande invenzione degli zolfanelli fulminanti data dal 1834. Un
+mazzetto di quegli zolfini greggi, che in oggi si vendono a un soldo
+la dozzina, in sulle prime costava dodici soldi. Per pi&ugrave; mesi si
+vendettero al prezzo di soldi sei, quindi scesero gradatamente fino
+al carantano. Molti vecchi inorridivano di quel trovato; per un
+momento si ebbe a temere, che in seguito ai tanti reclami, alle
+tante proteste della popolazione antiquata, lo zolfanello venisse
+proscritto dalle leggi. Gli istinti del pipistrello e del gufo son
+propri della maggioranza, e questa fece sempre una brutta smorfia ad
+ogni sprazzo di luce. L'inventore dello zolfino fulminante non
+lasci&ograve; traccie del suo nome, e cos&igrave; al Prometeo del secolo nostro
+manc&ograve; l'apoteosi dei carmi e dei quadri coreografici.<span class="pagenum noind"><a name="Page_157" id="Page_157">{157}</a></span></p>
+
+<p>L'arcivescovo Gaisruck e il conte Mellerio si detestavano, fautore
+quest'ultimo delle fraterie, l'altro nemico e oppositore pertinace.
+I liceisti e i forestieri delle provincie assistevano, in piazza del
+Duomo, al concerto quotidiano della banda che suonava sotto il
+palazzo del vicer&egrave;. Vaccai, l'autore della <i>Giulietta e Romeo</i> e
+d'altre opere teatrali, presiedeva alla direzione del Conservatorio.
+Donizetti era maestro di Corte a Vienna, e scriveva, per quel teatro
+italiano, la <i>Linda</i> e la <i>Maria di Rohan</i>. Ogni anno egli tornava
+alla Bergamo nativa per abbracciare il suo vecchio maestro Simone
+Mayr, il quale, cieco d'occhi e affranto dagli anni, si era
+esclusivamente dedicato alle composizioni di chiesa.&mdash;Ignazio
+Marini, il celebre basso, veniva per sempre rinviato dal teatro
+dell'opera di Vienna, per avere, ad una rappresentazione di gala a
+cui assisteva l'imperatore, emessa una nota troppo profonda che
+nessuno pot&egrave; illudersi gli fosse uscita dal petto.&mdash;A quell'epoca,
+gli artisti si prendevano delle strane licenze, <span class="pagenum noind"><a name="Page_158" id="Page_158">{158}</a></span>e il governo,
+purch&egrave; non si trattasse di licenze politiche, si mostrava
+tollerantissimo.</p>
+
+<p>Temistocle Solera, viaggiando col basso Marini da Milano a Stradella
+in legno di posta, involto nella zimarra teatrale di Faliero,
+trinciava benedizioni a quanti villani si trovavano sul di lui
+passaggio, e questi a inginocchiarsi e fare il segno della croce.</p>
+
+<p>L'autore di questo frammento storico, partito da Codogno dopo una
+rappresentazione dell'<i>Attila</i>, con indosso l'armatura e le maglie
+di Ezio romano, in tale abbigliamento scendeva all'albergo
+dell'Ancora, e quivi prendeva alloggio.&mdash;Un giovane scapato e di
+mano pronta applicava due schiaffi sonori alla moglie d'un celebre
+impresario nell'atrio del pi&ugrave; vasto teatro. Un tale avvenimento fece
+parlare il mondo milanese per dieci anni di seguito.&mdash;Per quanto mi
+dolga recar sfregio alla tanto vantata moralit&agrave; di quei tempi, non
+debbo tacere di una festa da ballo privata, ove convennero in buon
+numero persone di ambo i sessi, <span class="pagenum noind"><a name="Page_159" id="Page_159">{159}</a></span>abbigliate nel semplicissimo
+costume di Eva e di Adamo. La polizia austriaca non si commosse
+dello scandalo&mdash;quei danzatori cos&igrave; succinti nelle vesti non erano
+persone da cospirare contro la sicurezza dello Stato. Un <i>Congresso
+di scienziati</i> chiam&ograve; gran folla a Milano nel 1846. Il popolo
+profitt&ograve; dell'occasione per testimoniare il suo rispetto alla
+scienza. Nelle trattorie si gridava al cameriere: <i>un piatto di
+scienziati!</i>&mdash;e quegli a recar tosto un piatto di zucche o di
+patate. Anche i somarelli vennero in quell'epoca salutati col
+medesimo titolo&mdash;Nobili istinti delle masse!</p>
+
+<p>Uomini che pensassero all'Italia, che fremessero del servaggio
+straniero, che abborrissero l'Austria, erano in numero assai scarso.
+I pi&ugrave; ignoravano che un'Italia esistesse. Eppure, qualcheduno agiva
+in secreto, qualcheduno scriveva, qualcheduno assumeva l'incarico
+pericoloso di propagare i fogli di Mazzini. Allora c'erano rischi
+tremendi a parlare di politica, foss'anche col pi&ugrave; intimo degli
+amici. Taluni che troppo osavano, cadevano <span class="pagenum noind"><a name="Page_160" id="Page_160">{160}</a></span>in sospetto di spie. Le
+<i>Prigioni</i> di Silvio Pellico, erano ritenute un libro
+ultrarivoluzionario. Qualcheduno, tremando, osava declamare le
+liriche concitate del Berchet, in circolo ristretto di conoscenti.
+Tali ardimenti cominciavano verso l'anno 1842.</p>
+
+<p>Si impiegavano sei ore per trasferirsi in vettura da Milano a Pavia;
+non era permesso di varcare senza passaporto i confini della
+Venezia.</p>
+
+<p>Le maschere carnevalesche erano insulse e indecenti. Ai veglioni
+della Scala non era permesso lo accedere senza l'abito nero e un
+piccolo <i>domino</i> alla spagnuola, che ordinariamente si prendeva a
+nolo per dieci o venti lire. La guerra dei coriandoli, al gioved&igrave; e
+al sabbato grasso, assumeva proporzioni intollerabili.&mdash;Recandosi in
+autunno alle ville, le famiglie patrizie trasportavano enormi
+bagagli.&mdash;Gli stradali da Milano a Varese, e quelli della provincia
+di Lodi e Cremona erano infestati di ladri. Il brigantaggio
+scomparve lentamente coll'estendersi delle comunicazioni e colla
+coltivazione <span class="pagenum noind"><a name="Page_161" id="Page_161">{161}</a></span>dei terreni boschivi.&mdash;La Valtellina, la Brianza, i
+colli del Varesotto producevano dei vinetti esilaranti. Il
+<i>Monterobbio</i> e l'<i>Inferno</i> rivaleggiavano coi pi&ugrave; famosi vini
+dell'estero. Ogni anno, gli eleganti di Milano facevano regolarmente
+la loro comparsa alla sagra di Imbevera ed ai mercati autunnali di
+Lecco. I signori, boriosi e stolidissimi, dopo aver vissuto
+famigliarmente in campagna con persone del ceto medio, negavano a
+queste il saluto, scontrandole pochi d&igrave; dopo sul lastrico di
+Milano.&mdash;I Bergamaschi alloggiavano all'<i>Agnello</i>, i Lecchesi alla
+<i>Corona</i>, i Pavesi a <i>Sant'Ambrogio alla Palla</i> ed al <i>Pozzo</i>, i
+Lodigiani al <i>Cappello</i> ed al <i>Falcone</i>. Fra quei di Bergamo e quei
+di Milano duravano livori e rappresaglie.&mdash;La Pasta e la Taglioni
+comperavano ville sul lago di Como. Il poeta Ottavio Tasca sposava
+la Taccani cantante. Il poeta avvocato Bazzoni si annegava nelle
+acque del Lario; tutti gli anni qualche povero innamorato si gettava
+dal Duomo.</p>
+
+<p>Alla morte dell'arcivescovo Gaisruk, <span class="pagenum noind"><a name="Page_162" id="Page_162">{162}</a></span>e poco dopo, alla entrata
+trionfale del suo successore Romilli, si manifestavano nelle vie i
+primi segnali della insurrezione latente. In piazza Fontana, in una
+serata di luminaria fatta ad onore del nuovo arcivescovo,
+echeggiarono le prime grida di Viva Pio IX. I dragoni, prorompendo a
+cavallo nel mezzo della folla, misero in fuga i dimostranti, e un
+povero fabbricatore di mobili, certo Ezechiele Abate, rimase morto
+sul terreno...</p>
+
+<p>E qui, lettori miei, pongo fine al mio riassunto, giacch&egrave; mi pare
+d'aver gi&agrave; adunata materia sufficiente per riempire i due volumi
+commessimi dall'editore. Certo &egrave; che, descrivendo gli avvenimenti in
+ordine di date, e riproducendo le circostanze di luogo e di persone
+con tratti pi&ugrave; larghi, ben altro mi sovverr&agrave; alla mente, che qui
+venne omesso per oblio. Ma questo breve ed informe sommario non
+potr&agrave; a meno di suggerire dei confronti e di provocare vivaci
+discussioni fra gli insanabili adoratori del passato e i fanatici
+dell'&egrave;ra presente. In poche parole esprimer&ograve; l'avviso mio. All'epoca
+test&egrave; descritta, la citt&agrave; di Milano contava <span class="pagenum noind"><a name="Page_163" id="Page_163">{163}</a></span>i milionarii in maggior
+numero, ma l'agiatezza era minore assai nelle classi borghesi e
+nelle masse che vivono d'arte o d'industria. Il patriziato e l'alto
+commercio sfoggiavano un lusso abbagliante, ma il cilindro
+obbligatorio del calzolaio, del salumiere, del pittore, del
+letterato e dell'impiegato, brillava di un lucicore miserevole che
+ricordava allo sguardo le traccie bavose della lumaca. Il vestito di
+seta non era sceso alla donna del popolo; e la sartorella sollevando
+la gonna per trapassare i frequenti rigagnoli, metteva in mostra
+delle calze e delle sottane pi&ugrave; atte a deprimere che a suscitare i
+salaci istinti di un ammiratore. In letteratura, emergevano delle
+individualit&agrave; pi&ugrave; distinte, ma la massa del popolo era quattro volte
+pi&ugrave; idiota. C'erano persone serie, che si occupavano di seri studi
+che pubblicavano seriissimi lavori, ma le crasse maggioranze n&egrave;
+pensavano, n&egrave; studiavano, n&egrave; leggevano. La musica era in fiore, ma
+assai meno compresa che oggigiorno: si applaudivano con fanatismo
+degli insigni capolavori, ma altres&igrave; venivano festeggiati degli
+aborti oggid&igrave; <span class="pagenum noind"><a name="Page_164" id="Page_164">{164}</a></span>intollerabili. Il ceto lavorante spendeva meno per
+vivere, ma era meno retribuito. Notevolissima, in ogni modo,
+esemplarissima e degna della massima ammirazione, era a quei tempi
+la rassegnazione a pagare il testatico, a sopportare i balzelli, a
+subire i prestiti forzosi, a sopportare i rabuffi e le frustate
+degl'imperiali regi commissarii di polizia, ed anche la bastonatura
+dei sergenti croati. In ci&ograve;, confessiamolo a grande vergogna nostra,
+i nostri predecessori, furono sublimi di longanimit&agrave; e di
+tolleranza. Gente di buona fede, che odiava la discussione e la
+polemica irritante. Uomini di sano criterio, positivi e logici in
+sommo grado, i quali dovevano riconoscere e confessare a s&egrave; medesimi
+che l'Austria era moderatissima, dacch&egrave;, potendo, quando buono le
+paresse, spogliarli di tutto, si teneva paga di prendersi la met&agrave;
+soltanto del loro avere. Come i popoli appariscono ragionevoli e,
+diremo anche, soddisfatti, quando agli occhi della loro intelligenza
+insiste, lontana o vicina, la prospettiva della... forca!</p>
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Page_165" id="Page_165">{165}</a></div>
+
+<h2><a name="nasi" id="nasi"></a>LA CORTE DEI NASI</h2>
+
+
+<h3>I.</h3>
+
+<p>Piperio III, re dei Panami, era un principe saggio e di indole assai
+mite. I suoi sudditi lo adoravano. Assunto al trono in et&agrave;
+giovanissima, egli aveva proclamato ai suoi popoli uno statuto dei
+pi&ugrave; liberali. Gli avventurosi abitatori della Panamia avevano veduto
+in pochi anni, merc&egrave; l'iniziativa del loro principe ben amato,
+realizzarsi tutte le riforme sociali e umanitarie reclamate dai
+tempi... e dai ladri.</p>
+
+<p>Piperio III poteva chiamarsi un re felice. Nel territorio a lui
+soggetto non <span class="pagenum noind"><a name="Page_166" id="Page_166">{166}</a></span>esisteva che un solo giornale repubblicano il quale
+osasse talvolta indirizzargli qualche frizzo mordace. Piperio
+leggeva quel foglio tutte le mattine tra una fumata e una tazza di
+caff&egrave;. L'ottimo principe sorrideva dei lazzi democratici che lo
+assalivano. Egli si sentiva troppo <i>integer vitae scelerisque
+purus</i>, per irritarsi di ogni baja giornalistica.</p>
+
+<p>Nullameno, l'esistenza serena di questo principe privilegiato tratto
+tratto era annebbiata da una leggiera nubecola, da un'ombra nera,
+che poteva essere gravida di procelle. Quest'ombra era projettata da
+un naso, dal naso stesso del principe. La natura aveva dato a
+codesto accessorio del volto principesco dei contorni cos&igrave; spiccati,
+e, diciamolo francamente, delle proporzioni cos&igrave; eccedenti che a
+vederlo di profilo, quel naso attirava l'attenzione, e poteva
+provocare dei sorrisi irriverenti. Naso profilato, simmetrico,
+perfettamente modellato, ma alquanto pi&ugrave; lungo dei nasi ordinari. Il
+principe, vedendolo riflesso dagli specchi, non osava arrestarvi lo
+sguardo, e sempre in vederlo sentiva una stretta nel <span class="pagenum noind"><a name="Page_167" id="Page_167">{167}</a></span>cuore, e la
+sua fronte si increspava di una ruga sinistra.</p>
+
+<p>Ma quelle impressioni di disgusto non erano che lampi fugaci.
+Piperio era amato dalla generalit&agrave;, n&egrave; giammai gli era accaduto di
+sorprendere nel volto di alcun suddito il menomo accenno di ironia
+all'indirizzo del suo naso. Quel principe osservatore, dopo dieci
+anni di regno, gi&agrave; cominciava a persuadersi che il difetto da lui
+solo avvertito, non fosse altra cosa che un'ottica menzogna degli
+specchi.</p>
+
+<p>Ma la provvidenza non opera a caso, <i>quando crea un grand'uomo od un
+gran naso</i>: e aggiungiamo pure quest'altra sentenza infallibile: <i>Da
+grandi cause non possono prodursi che grandi effetti</i>.</p>
+
+<p>Strana potenza della parola stampata! A ridestare nella mente di re
+Piperio tutti gli allarmi assopiti, bastarono tre parole del
+giornale repubblicano stampate in corsivo.</p>
+
+<p>Qual'&egrave; l'uomo, per poco sia assiduo lettore di giornali, che mai non
+abbia impallidito e tremato dinanzi ad una frase in corsivo?</p>
+
+<p>Era un bel mattino di maggio. Il re si <span class="pagenum noind"><a name="Page_168" id="Page_168">{168}</a></span>svegliava da un olimpico
+sonno. A destra del letto, da una guantiera sfavillante di oro e di
+gemme, esalavano i profumi di un moca squisitissimo. Dall'altro
+lato, sovra un bacile d'argento cesellato, stavano schierati dodici
+grossi zigari del colore dell'ambra.</p>
+
+<p>Il re accese uno zigaro, assorb&igrave; voluttuosamente un primo sorso di
+caff&egrave;, poi, sciolta la fascia al giornaletto democratico, tuff&ograve; in
+esso il suo sguardo penetrante e sereno.</p>
+
+<p>Che &egrave; stato? Lo zigaro &egrave; caduto dalle auguste labbra. La mano
+convulsiva del principe tenta invano di riprendere la tazza... Se &egrave;
+vero che l'occhio del basilisco abbia potenza di istupidire i
+riguardanti, direste che il principe abbia appunto, in quella fitta
+compagine di parole stampate, incontrato lo sguardo del rettile
+fascinatore. Il primo movimento del principe fu quello di portare la
+mano al naso; dopo quell'atto, da pallido ch'era, l'augusto volto
+divenne livido e deforme.</p>
+
+<p>Eppure la frase terribile non era formata che da poche innocenti
+parole allusive al ministro delle finanze: &laquo;<i>Noi speriamo</i><span class="pagenum noind"><a name="Page_169" id="Page_169">{169}</a></span> <i>che la
+nuova tassa votata dal Parlamento</i> non avr&agrave; mai, sotto il regno
+dell'augusto Piperio una seria applicazione; il nostro re ha troppo
+<i>buon naso</i> per non comprendere l'impopolarit&agrave; a cui egli stesso
+andrebbe incontro apponendovi la sua firma. S&igrave;, noi lo ripetiamo, il
+nostro re <i>ha troppo buon naso</i> per commettere di tali errori!&raquo;</p>
+
+<p>Sotto l'impressione di tale lettura, il re suon&ograve; il campanello con
+impeto violento. Il maggiordomo accorse nella stanza, e, vedendo la
+strana lividezza del volto regale, mand&ograve; un grido di all'armi. Il re
+fece uno sforzo per dominarsi, e, dissimulando, come poteva, il
+proprio turbamento, domand&ograve; al maggiordomo con voce abbastanza
+pacata: che tempo abbiamo, Battista?</p>
+
+<p>&mdash;Bellissimo, maest&agrave;.</p>
+
+<p>&mdash;Pure non veggo sole... Il cielo mi sembra bujo!</p>
+
+<p>&mdash;Al contrario, maest&agrave;!... il sole &egrave; limpidissimo! una vera giornata
+di primavera... Se vostra maest&agrave; si degnasse di mettere il naso alla
+finestra...</p>
+
+<p>Quelle parole furono uno zolfanello <span class="pagenum noind"><a name="Page_170" id="Page_170">{170}</a></span>gettato nella polveriera.
+Piperio balz&ograve; dal letto, stacc&ograve; dalla muraglia una lunga scimitarra,
+e la testa del maggiordomo rotol&ograve; sul pavimento. Tuttoci&ograve; era
+accaduto in un lampo. Il re, dopo quell'impeto d'ira, ricadde sovra
+una seggiola come istupidito.</p>
+
+<hr style="width: 20%;" />
+
+<h3>II.</h3>
+
+<p>Quell'atroce avvenimento rimase per alcun tempo involto di mistero.
+La giovane regina a cui l'augusto consorte era solito aprirsi
+interamente, non ebbe la parola di quell'enigma sanguinoso. Il fatto
+fu in diverse guise commentato alla corte; il popolo mormor&ograve;
+sommessamente, ma ben presto cess&ograve; d'occuparsene.</p>
+
+<p>Ci&ograve; che pi&ugrave; seriamente dava a pensare alla regina, ai ministri, alla
+corte ed al popolo di Panamia, era lo strano cambiamento
+sopravvenuto nel carattere e nelle abitudini del principe.
+Quell'uomo s&igrave; mite e manieroso, s&igrave; affabile ed espansivo, di giorno
+in giorno diveniva pi&ugrave; tetro e irascibile. Usciva rare volte dal
+<span class="pagenum noind"><a name="Page_171" id="Page_171">{171}</a></span>palazzo, e sempre in carrozza coperta, a cortine abbassate. Passava
+molte ore rinchiuso nel suo gabinetto. Rare volte assisteva al
+consiglio dei ministri. Ogni qual volta gli accadesse di trovarsi in
+presenza di estranei, si notava nello sventurato una singolare
+premura di portare la mano al naso e di tenervela accavallata con
+una pertinacia inesplicabile. A quella posa insolita della mano, il
+primo ministro e consigliere intimo di re Piperio annod&ograve;, come
+vedremo, le fila che lo condussero alla scoperta del segreto.</p>
+
+<p>Questo primo ministro e consigliere si chiamava Canella, e dopo la
+regina, era la persona pi&ugrave; influente alla corte. Le sue osservazioni
+erano quasi sempre infallibili. Egli possedeva il colpo d'occhio che
+scruta i pensieri e approfondisce i pi&ugrave; intimi arcani di un cuore.
+Un giorno, mentre la regina si doleva fra lacrime e singulti degli
+strani furori del principe, l'arguto ministro profer&igrave; a mezzo labbro
+tre parole: <i>questione di naso!</i> La regina, come ognun pu&ograve;
+immaginare, prov&ograve; una scossa nervosa, e chin&ograve; il capo arrossendo.<span class="pagenum noind"><a name="Page_172" id="Page_172">{172}</a></span></p>
+
+<p>Il gran Canella non s'ingannava. Per accertarsi, non gli rimaneva
+che tentare una prova sull'animo del re. Egli non pose tempo di
+mezzo. Un'ora dopo, il ministro ed il re si trovavano di fronte.</p>
+
+<p>&mdash;Maest&agrave;! disse il ministro con accento risoluto; io son venuto a
+rassegnarvi le mie dimissioni...</p>
+
+<p>&mdash;Io spero, mio ottimo Canella, che tu vorrai palesarmi le ragioni
+che ti spingono ad abbandonare il tuo sovrano in questo grave
+momento.</p>
+
+<p>&mdash;Maest&agrave;! io vi ho sempre parlato colla massima franchezza, ed &egrave;
+quello che far&ograve; anche nell'ora di separarmi per sempre da voi... Da
+qualche tempo, vostra maest&agrave; &egrave; di un umore insopportabile. Per ogni
+nonnulla (e qui il ministro fiss&ograve; nel volto reale una occhiata
+incisiva come un trapano), per ogni nonnulla vi sale la mosca al
+<i>naso</i>...</p>
+
+<p>&mdash;Sciagurato! grid&ograve; il re balzando dalla seggiola e portando la mano
+al pugnale...</p>
+
+<p>Ma il ministro non gli di&egrave; tempo di tradurre in atto quell'impeto di
+collera, e, facendosi barricata di una sedia a bracciuoli, grid&ograve; a
+sua volta con voce di <span class="pagenum noind"><a name="Page_173" id="Page_173">{173}</a></span>tuono: &laquo;O re, la tua ira mi ha tutto
+rivelato... Il mio sospetto &egrave; omai certezza... Poich&egrave; non si tratta
+che di una questione di naso, io ritiro le mie dimissioni&raquo;.</p>
+
+<p>Il re ed il ministro stettero alcun tempo immobili, guardandosi in
+silenzio. Il principe si sent&igrave; soggiogato. I suoi occhi si
+gonfiarono. Egli ricadde in sulla seggiola singhiozzando e ripetendo
+con accento convulso: &laquo;&egrave; vero: questione di naso!... questione di
+naso!&raquo;</p>
+
+<p>L'arguto Canella non profer&igrave; che queste parole: &laquo;due soluzioni
+possibili; o tagliare... o incrociare!...&raquo;</p>
+
+<hr style="width: 20%;" />
+
+<h3>III.</h3>
+
+<p>Le case dei regnanti hanno le muraglie di vetro.</p>
+
+<p>Tutte le precauzioni imaginate dal gran ministro di re Piperio
+perch&egrave; quel segreto di... naso non uscisse dalla corte, tornarono
+infruttuose. Di l&agrave; a poche settimane, non vi era principe d'Asia il
+quale non ne fosse informato.</p>
+
+<p>&mdash;Voglio vedere questo naso!&mdash;esclam&ograve; <span class="pagenum noind"><a name="Page_174" id="Page_174">{174}</a></span>il Re di Citrulia, appena
+letto il dispaccio del suo ambasciatore. E cos&igrave; parlando trasmise il
+foglio al suo primo ministro.</p>
+
+<p>Il dispaccio era cos&igrave; concepito:</p>
+
+<p>&laquo;Sire!</p>
+
+<p>&laquo;Finalmente ci venne dato scoprire e siamo in grado di comunicare
+alla maest&agrave; vostra l'origine e la causa persistente della grave
+perturbazione di spirito avvenuta da pochi mesi nel re dei Panami.
+Questa perturbazione, che potrebbe o tosto o tardi dar luogo a
+seriissime complicazioni politiche e produrre delle inaspettate
+tensioni nei rapporti dei diversi stati dell'Asia e dell'universo,
+ripete la sua ragione dal... naso del re. Salvo dunque il rispetto
+che io debbo ad una sacra e reale maest&agrave;, io mi tengo in obbligo
+d'informare il mio augusto sovrano e signore che il suddetto naso di
+re Piperio, per quali cause si ignora, ha preso in sul cadere dello
+scorso anno uno sviluppo cos&igrave; straordinario, da produrre il pi&ugrave; vivo
+allarme nell'intero corpo diplomatico qui residente. L'altra sera,
+alla festa da ballo della baronessa<span class="pagenum noind"><a name="Page_175" id="Page_175">{175}</a></span> Golasecca, ho inteso colle due
+mie orecchie l'ambasciatore di Noce Moscata esternare a tale
+soggetto delle opinioni molto avventate. Per mia parte non credo
+arrischiar troppo asserendo che quel naso &egrave; gravido di avvenimenti.
+Non tacer&ograve; alla maest&agrave; vostra che io non ho mancato, com'era debito
+mio, di ideare i pi&ugrave; ingegnosi stratagemmi per avere accesso al
+sovrano onde verificare co' miei propri occhi il singolare fenomeno.
+Tutte le mie pratiche riuscirono fino ad ora infruttuose. Il
+cameriere intimo del re, corrotto dal mio oro, mi assicurava l'altro
+ieri che il naso del suo augusto signore gi&agrave; sorpassa i due metri di
+lunghezza. Spero fra pochi giorni con nuovo sacrifizio di denaro,
+aver in mano la misura precisa, e in tal caso non mancher&ograve; di
+spedirla alla maest&agrave; vostra aggiungendo quelle altre informazioni di
+dettaglio, che naturalmente debbono interessarla. Profitto
+dell'incidente per insistere presso vostra maest&agrave; acci&ograve; si degni
+accordarmi un piccolo aumento di fondi segreti&mdash;mi pare che le
+circostanze lo esigano. Qualora tanto ottenessi dalla <span class="pagenum noind"><a name="Page_176" id="Page_176">{176}</a></span>vostra grazia
+sovrana, io confido di indurre al pi&ugrave; presto il gi&agrave; menzionato
+corruttibile cameriere a rilevare con cera o con gesso i contorni di
+questo naso eccezionale, che forse &egrave; gi&agrave; prossimo a partorire...
+qualche cosa di inaspettato&raquo;.</p>
+
+<p>&raquo;Accolga la maest&agrave; vostra, ecc., ecc., ecc.&raquo;.</p>
+
+<p>&mdash;Decisamente voglio veder questo naso! ripet&egrave; il re di
+Citrulia&mdash;fra due giorni noi ci metteremo in viaggio. Tutta la corte
+mi seguir&agrave;... Sar&agrave; la gita di piacere che tante volte ho promessa
+alla regina, ai ministri, ai generali, ai miei pi&ugrave; affezionati. Vi
+prometto che rideremo! Voglio ben vedere le smorfie che vorr&agrave; fare
+il mio augusto cugino allorquando sar&agrave; costretto a sfoderare la sua
+proboscide al cospetto di tutta la mia corte!... Presto! Gli si
+annunzi la nostra prossima visita!... Ah! vorrei essere nel suo
+gabinetto quando ricever&agrave; il telegramma!... C'&egrave; a scommettere che il
+suo naso si allunga di due spanne!...</p>
+
+<p>Di tal guisa parlando, il re di Citrulia si era lasciato cadere sui
+cuscini del trono, e rideva grossamente colle guancie e col ventre.<span class="pagenum noind"><a name="Page_177" id="Page_177">{177}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Mi perdoni la maest&agrave; vostra&mdash;osserv&ograve; timidamente il ministro&mdash;ma a
+me corre obbligo di ricordare che un tale viaggio verr&agrave; a costare
+una diecina di milioni, e mi pare che... nelle attuali strettezze
+della Citrulia...</p>
+
+<p>&mdash;I Citrulli hanno sempre pagato e pagheranno! interruppe il
+principe di mal garbo:&mdash;non annoiarmi colle tue economie; affrettati
+a dar gli ordini pel viaggio, e guai se aggiungi parola!</p>
+
+<p>Il ministro fece un inchino fino a terra e si allontan&ograve; mormorando:
+&laquo;degno re dei Citrulli!&raquo;</p>
+
+<hr style="width: 20%;" />
+
+<h3>IV.</h3>
+
+<p>Per poco che uno abbia delle nozioni mediocremente esatte in fatto
+di geografia, non pu&ograve; ignorare quale immensa distanza di mare separi
+la Citrulia dalle floride e popolose provincie della Panamia.&mdash;I pi&ugrave;
+celeri battelli a vapore, sotto le pi&ugrave; favorevoli condizioni
+atmosferiche, non impiegano in quel lungo tragitto meno di quattro
+mesi. Il re e la <span class="pagenum noind"><a name="Page_178" id="Page_178">{178}</a></span>regina dei Citrulli si posero in viaggio col loro
+seguito al principiare dell'aprile. Al momento del loro imbarco, il
+telegrafo sottomarino trasmetteva a Piperio un dispaccio, che doveva
+produrre sull'animo di quel nasutissimo fra i monarchi l'effetto di
+un colpo di fulmine.</p>
+
+<p>&mdash;Guardie! soldati! gridava tutta voce il disperato principe,
+percorrendo le sale del palazzo&mdash;non vi &egrave; dunque fra voi un uomo di
+cuore che mi salvi da tanta vergogna?... Il re dei Citrulli si
+avanza... non udite quelle voci di scherno? Che tardate? Sguainate
+le spade! Eccovi il naso ignudo!... ferite!... tagliate questo
+oggetto di scandalo e di abbominio... Tagliate, vi dico, o che io...</p>
+
+<p>E gi&agrave; quattro o cinque soldati avevano snudate le daghe, e stavano
+per lanciarsi all'assalto dell'augusta proboscide, quando un
+personaggio ben noto alla corte, voglio dire il ministro Canella,
+intervenne in buon punto ad impedire il nasicidio.</p>
+
+<p>&mdash;Sire! grid&ograve; il ministro, interponendo la sua tunica fra le daghe
+dei soldati e la punta del naso regale&mdash;io vi ho pur <span class="pagenum noind"><a name="Page_179" id="Page_179">{179}</a></span>detto che nel
+caso vostro non si presentavano che due soluzioni possibili: <i>o
+tagliare... o incrociare</i>.&mdash;La regina e tutte le persone a voi pi&ugrave;
+affezionate propendono all'<i>incrociamento</i> piuttosto che al
+<i>taglio</i>&mdash;dunque... <i>incrociamo</i>!</p>
+
+<p>Chi vuol farsi ascoltare, procuri di non farsi capire&mdash;il sistema &egrave;
+altrettanto facile che sicuro; e l'astuto Canella n'ebbe una prova
+luminosa in quel solenne momento.</p>
+
+<p>Il re, dopo breve silenzio e coll'aria di chi tutto comprende, si
+volse al Ministro,&mdash;Ebbene? Quali effetti speri tu ottenere da
+codesto <i>incrociamento</i>?... Il re di Citrulia si avanza... Con quali
+intenzioni egli muove a visitarmi tu lo sai... tutti lo sanno...</p>
+
+<p>&mdash;Sire! interruppe il Ministro&mdash;prima che io vi riveli il mio
+stratagemma, &egrave; necessario che voi rispondiate ad una mia domanda un
+po' ardita...</p>
+
+<p>&mdash;Parla!... ti autorizzo...</p>
+
+<p>&mdash;Sapete voi dirmi esattamente quale risulti la lunghezza del vostro
+augustissimo naso, misurandolo colla mano dalla radice alla punta?<span class="pagenum noind"><a name="Page_180" id="Page_180">{180}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Mezzo palmo n&egrave; pi&ugrave; n&egrave; meno&mdash;rispose l'infelice monarca abbassando
+gli occhi e arrossendo come una fanciulla al confessionale.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, rispose il ministro con accento di trionfo.&mdash;col mio
+sistema di <i>incrociamento</i> noi otterremo che, al solo vedervi, il
+re, la regina di Citrulia e tutte le persone del loro seguito
+rimangano con un <i>palmo di naso</i>.</p>
+
+<p>&mdash;Un palmo!... Ah!... se ci&ograve; avvenisse... ti giuro, mio ottimo
+Canella, che io creer&ograve; per te un nuovo ordine equestre...</p>
+
+<p>Ma il re non ebbe tempo di compiere la frase, perocch&egrave; il ministro,
+che aveva preparato il suo gran colpo di effetto, fece alzare le
+cortine di seta che dividevano la sala dal vestibolo&mdash;e uno strano
+spettacolo si present&ograve; agli sguardi del principe.</p>
+
+<p>Erano uomini? Erano rinoceronti? Erano elefanti? Ci&ograve; di cui nessuno
+avrebbe potuto dubitare gli &egrave; che fossero nasi.&mdash;Quando il ministro
+Canella gli ebbe fatti avanzare, allora soltanto il re Piperio fu in
+grado di accertarsi ch'erano propriamente individui della specie
+umana.<span class="pagenum noind"><a name="Page_181" id="Page_181">{181}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Sire! ripigli&ograve; il ministro colla serena pacatezza di chi pregusta
+il trionfo di un'abile strategia&mdash;eccovi dinanzi i ventiquattro nasi
+pi&ugrave; badiali e meravigliosi che mai si vedessero al mondo. Sono un
+prodotto delle nostre provincie e c'&egrave; d'andarne orgogliosi. Innanzi
+l'arrivo del re dei Citrulli, ne troveremo parecchie centinaia del
+medesimo conio e forse anco pi&ugrave; massicci&mdash;Vostra maest&agrave; comincia
+adesso a comprendere qualche cosa del mio sistema di
+<i>incrociamento</i>?</p>
+
+<p>Il re pareva assorto in un'estasi di contemplazione, e non dava
+risposta.&mdash;Frattanto i ventiquattro nasi, sotto il comando del loro
+capitano, eseguivano delle evoluzioni bizzarrissime per le quali
+tratto tratto veniva intercettata la luce delle finestre.</p>
+
+<p>La regina entr&ograve; nella sala inosservata.</p>
+
+<p>La vista di quei nasi inverosimili parve affascinarla.&mdash;Stette....
+guard&ograve;.... ammir&ograve;.... fu sul punto di cadere in deliquio.&mdash;Poi,
+volgendosi improvvisamente al marito tuttora assorto nello strano
+spettacolo.&mdash;Piperino mio! gli disse <span class="pagenum noind"><a name="Page_182" id="Page_182">{182}</a></span>con amabile civetteria&mdash;se
+all'arrivo del re di Citrulia non trovi la maniera di allungarti
+quattro dita quel tuo gramo nasicciuolo da miccio, in verit&agrave; vorrai
+farmi una bella figura fra queste cappe da camino che manovrano
+nella tua corte.</p>
+
+<p>Il re comprese, o parve comprendere&mdash;Si guard&ograve; il naso in uno
+specchio, e il suo regale sorriso parve esprimere due sentimenti
+controversi di soddisfazione e di vergogna.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene?&mdash;domand&ograve; il ministro alquanto umiliato e perplesso.</p>
+
+<p>&mdash;<i>Incrociamo!</i> rispose il Re&mdash;ci&ograve; che pi&ugrave; preme pel momento &egrave; che
+il re dei Citrulli non rida al naso di re Piperio.</p>
+
+<hr style="width: 20%;" />
+
+<h3>V.</h3>
+
+<p>La fregata a vapore che conduceva a Panamia gli augusti ed illustri
+visitatori entr&ograve; il giorno due di Agosto nel porto della
+capitale.&mdash;Al seguito del re e della regina si contavano non meno di
+due mila individui d'ambo i sessi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_183" id="Page_183">{183}</a></span></p>
+
+<p>Giusta gli usi del luogo e dell'epoca, sovra una piazza a poca
+distanza dal molo stava eretto un grandioso padiglione, dove tutti i
+grandi dello stato, ad eccezione del re o della regina, erano
+convenuti per prender parte al cerimoniale del ricevimento.</p>
+
+<p>Il ministro Canella in abito di parata and&ograve; ad incontrare i principi
+stranieri e, fatta secondo il costume una riverenza a schiena
+rivolta, proffer&igrave; la sacramentale parola del benvenuto.</p>
+
+<p>&mdash;In nome di S.M. Piperio III, re de' Panami; in nome dell'augusta
+sua consorte e degli augusti loro figli gi&agrave; nati e nascituri&mdash;a te
+Cucurbio XIV, ed alla tua augusta consorte Sabetta, ai vostri
+augusti figli che sono e che saranno, agli illustri del vostro
+seguito e seguito del loro seguito, benedizione e salute nella vita
+e nelle borse!&mdash;Nella mia qualit&agrave; di ministro plenipotenziario del
+Re e caudatario della Regina, ho l'onore di presentarvi i grandi del
+regno.</p>
+
+<p>A tali parole, i grandi del regno si avanzarono come un sol....
+grande.</p>
+
+<p>&mdash;I grandi del regno! mormor&ograve; la regina <span class="pagenum noind"><a name="Page_184" id="Page_184">{184}</a></span>all'orecchio dell'augusto
+consorte&mdash;egli poteva ben dire: i grandi nasi!</p>
+
+<p>Re Cucurbio, per dissimulare la sorpresa e la convulsione del
+ridere, rispose al ministro ed alla moglie con due sternuti.</p>
+
+<p>Le donne della regina parevano affascinate. Da quella folta di
+gonnelle uscivano delle esclamazioni intermittenti: &laquo;che trombe!...
+che pifferi!... che canne! come sono organizzati questi signori!....
+Se tanto mi da tanto, cosa sar&agrave; questo gran naso di re Piperio che
+fa parlare l'universo!&raquo;</p>
+
+<p>Ma il re e la regina dei Citrulli sono saliti col loro primo
+ministro nella carrozza di gala, e gi&agrave; procedono verso la citt&agrave; in
+mezzo alle acclamazioni del popolo ed al suono delle fanfare.</p>
+
+<p>&mdash;Mio Dio! esclama la regina, abbandonandosi ad uno scoppio di
+infrenabile ilarit&agrave;&mdash;abbassiamo i cristalli della carrozza&mdash;non
+vedi, Cucurbio? Se questi popolani fanatici mettono il capo dentro
+gli sportelli, noi moriremo sotto le puntate dei loro nasi. In
+verit&agrave;, s'io dovessi vivere in questo paese, farei mettere dei
+paranasi alle carozze!<span class="pagenum noind"><a name="Page_185" id="Page_185">{185}</a></span></p>
+
+<p>Re Cucurbio non udiva pi&ugrave; nulla. Egli era intento a studiare sopra
+una cartolina appiccicata al fondo del cappello, un discorsetto
+<i>umoristico</i> da indirizzare al suo augusto ospite. Quel discorsetto,
+<i>abilmente</i> redatto dal suo ministro allo scopo di promuovere
+l'ilarit&agrave; degli uditori e la confusione di re Piperio, cominciava
+colle parole: <i>Nas...cono</i> e si <i>nas....condono</i> talvolta, ecc.. e
+finiva coll'enfatica esclamazione: &laquo;mi par proprio in questa regia
+di trovarmi ai piedi del <i>Parnaso</i>&raquo;.</p>
+
+<hr style="width: 20%;" />
+
+<h3>VI.</h3>
+
+<p>Frattanto la carrozza procedeva, e gi&agrave; toccava le porte del palazzo
+reale.</p>
+
+<p>All'ingresso di quel palazzo stava schierato un distaccamento di
+guardie, la cui vista suscit&ograve; un <i>hurr&agrave;</i> di meraviglia.&mdash;I nasi di
+quelle guardie superavano in lunghezza e grossezza tutti i nasi fino
+allora veduti.</p>
+
+<p>Se il naso di re Piperio &egrave; di una linea pi&ugrave; lungo&mdash;mormor&ograve;
+Sabetta&mdash;in verit&agrave; <span class="pagenum noind"><a name="Page_186" id="Page_186">{186}</a></span>non capisco come questa regina dei Panami....</p>
+
+<p>Ma in quel punto la carrozza si arrest&ograve;&mdash;gli sportelli si
+apersero&mdash;e due scudieri genuflessi invitarono la coppia reale a
+discendere protendendo i loro nasi perch&egrave; servissero di predellino.</p>
+
+<p>&mdash;Sabetta! esclam&ograve; a mezza voce il re dei Citrulli&mdash;io prevedo che
+difficilmente sapr&ograve; conservare infino all'ultimo la mia seriet&agrave;
+diplomatica&mdash;pur troppo questo naso di re Piperio produrr&agrave; delle
+tensioni inaspettate, e come giustamente prevedeva il nostro
+ambasciatore, partorir&agrave; una conflagrazione generale. Basta!....
+Eccoci nella sala delle Cariatidi.... Piperio non tarder&agrave; a
+comparire... Non ti scostare, Sabetta.... Tu puoi aiutarmi a star
+serio... Poni il tuo piede sul mio, e appena vedi spuntare dalle
+cortine il gran naso del re, appoggiati con tutto il peso della
+persona su' miei ventiquattro calli.... Se &egrave; vero che il dolore
+paralizza la ilarit&agrave;, noi riusciremo forse con questo innocentissimo
+stratagemma ad evitare delle collisioni molto pi&ugrave; gravi.<span class="pagenum noind"><a name="Page_187" id="Page_187">{187}</a></span></p>
+
+<p>Cucurbio ebbe appena il tempo di finire il discorso e Sabetta di
+applicargli i tacchi alle estreme falangi del piede, quando una voce
+da clarone annunzi&ograve; l'entrata di re Piperio e della sua augusta
+consorte.</p>
+
+<p>&mdash;Salute al re dei Citrulli!&mdash;salute alla degna sua sposa&mdash;salute
+alle nobili dame ed agli illustri cavalieri che si piacquero
+visitare i miei stati!</p>
+
+<p>Tali parole proffer&igrave; Piperio solennemente, avanzandosi di tre passi
+per abbracciare il monarca straniero.</p>
+
+<p>Cucurbio lanci&ograve; di sbieco un'occhiata nelle profondit&agrave; del cappello
+per richiamarsi alla mente l'esordio del suo discorso.&mdash;Poi,
+nell'atto di alzare lo sguardo al volto dell'augusto suo ospite non
+manc&ograve; di ripetere sotto voce alla moglie:&mdash;&laquo;premi i calli,
+Sabetta.... o ch'io mi perdo!&raquo;</p>
+
+<p>Che &egrave; stato?... Perch&egrave; gli sguardi di Re Cucurbio errano smarriti in
+quel folto laberinto di nasi che formano il cortegio di re
+Piperio!...</p>
+
+<p>Ma, ecco, le labbra di re Cucurbio si agitano per moto convulso, e
+riescono finalmente a formulare una domanda:<span class="pagenum noind"><a name="Page_188" id="Page_188">{188}</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Qualcuno di loro Signori... saprebbe di grazia indicarmi con
+precisione quale sia l'augusto mortale a cui si competa il nome ed
+il titolo di re Piperio?</p>
+
+<p>&mdash;Io sono quel desso&mdash;risponde Piperio, avanzandosi d'altri tre
+passi.</p>
+
+<p>&mdash;No! no! non &egrave; possibile! tradimento! tradimento! ruggisce il re di
+Citrulia, arretrando fino al fondo della sala. S&igrave; chiami il mio
+ambasciatore. Egli solo potr&agrave; smentire l'inganno, se &egrave; vero che qui
+inganno ci sia. Che se poi la menzogna, il tradimento fosse opera di
+lui, se egli avesse esagerato nei suoi dispacci, se io dovessi nel
+pi&ugrave; mingherlino e spuntato dei nasi riconoscere il naso di re
+Piperio; in tal caso.... (io qui lo giuro per la mia e per la sacra
+barba di mia moglie) la testa di quel fellone s&igrave; vedr&agrave; rotolare
+all'istante su questi tappeti.</p>
+
+<p>Un cupo mormor&igrave;o si sollev&ograve; dalla sala non appena Cucurbio ebbe
+finito di parlare. Pareva a tutti di trovarsi in presenza di uno di
+quei prologhi misteriosi e fatali da cui si sviluppano le pi&ugrave;
+sanguinose tragedie.</p>
+
+<p>I seguaci di re Cucurbio stringevano <span class="pagenum noind"><a name="Page_189" id="Page_189">{189}</a></span>le else... La regina Sabetta,
+in un crocchio di dame e di damigelle, esprimer&agrave; i pi&ugrave; strani
+commenti:</p>
+
+<p>&mdash;Che quel naso sia rientrato per effetto di una commozione troppo
+viva?... Ho inteso dire che un tale fenomeno si &egrave; spesso
+avverato!...</p>
+
+<p>&mdash;In verit&agrave;, rispondevano le dame, dopo tanta aspettazione... e in
+confronto degli altri... quel nasuccio fa proprio compassione a
+guardarlo.</p>
+
+<p>Frattanto, trascinato da due dragomani, lo sciagurato ambasciatore
+del re di Citrulia, l'autore del fatale telegramma, col volto livido
+e abbattuto giungeva nel mezzo della sala.</p>
+
+<p>&mdash;A te!&mdash;grida Cucurbio con voce stonata; leva la fronte, gira gli
+occhi d'intorno, e poi fa di additarmi quale sia, fra tanti nasi, il
+vero re dei Panami.</p>
+
+<p>L'ambasciatore si lev&ograve; tutto tremante, e accostandosi col debito
+rispetto a re Piperio, gli tocc&ograve; leggermente la pantofola
+coll'indice.</p>
+
+<p>&mdash;Dragomani! urla Cucurbio&mdash;levate le daghe, e la testa di questo
+fellone rotoli all'istante sul pavimento.<span class="pagenum noind"><a name="Page_190" id="Page_190">{190}</a></span></p>
+
+<p>I dragomani si avanzano... L'ambasciatore alza un grido&mdash;in tutta la
+sala si manifesta la pi&ugrave; viva agitazione&mdash;allorquando re Piperio,
+avanzandosi nuovamente di tre passi, interpone il suo naso fra la
+vittima e i carnefici.</p>
+
+<p>&mdash;Mio regale cugino, augusta Sabetta, ministri, signori, dame e
+damigelle dei due regni disuniti, ascoltate la voce della giustizia
+e della verit&agrave;! Quest'uomo &egrave; innocente...</p>
+
+<p>&mdash;Innocente!, brontola re Cucurbio.&mdash;Ma dunque... chi sar&agrave; dunque
+colpevole?... Io non commetter&ograve; l'indelicatezza di credere che voi,
+mio augusto cugino, abbiate voluto farvi giuoco della mia e della
+generale aspettazione, sottraendo con qualche prestigio o sortilegio
+per noi inconcepibile, un naso che tutti i principi dell'Asia
+anelano di ammirare e di inchinare... Se ci&ograve; fosse, voi
+comprendereste, o regale cugino, ch'io avrei mille piuttosto che una
+ragione per ritenermi corbellato ed offeso&mdash;e ch'io dovrei da questo
+momento presentarvi un <i>ultimatum</i>.</p>
+
+<p>Re Piperio sorrise. Egli era troppo <span class="pagenum noind"><a name="Page_191" id="Page_191">{191}</a></span>lieto e superbo del trionfo
+ottenuto, per dissimulare o alterare menomamente la verit&agrave;. La sua
+risposta fu dunque schietta, calma e dignitosa.</p>
+
+<p>Egli espose tutta la istoria delle sue apprensioni... Narr&ograve; della
+fiera, insanabile melanconia ond'era stato assalito.... Non
+dissimul&ograve; i vivi risentimenti e i propositi disperati del giorno in
+cui gli venne annunziato che il re di Citrulia muoveva alla volta
+dei suoi Stati per farsi giuoco di quella eccedenza che a lui, re
+Piperio, cagionava le pi&ugrave; orribili angoscie.</p>
+
+<p>&mdash;Fortunatamente, concluse l'oratore, Iddio mi ha messo al fianco un
+uomo di genio, uno di quei ministri che sono la benedizione dei
+principi e degli stati.&mdash;Il suo stratagemma era semplicissimo:
+&laquo;Chiamate intorno a voi i pi&ugrave; grandi nasi del regno, formatevi una
+corte di nasi, che in lunghezza, grossezza e capacit&agrave; vincano il
+vostro.&mdash;Allorquando il re Cucurbio e le persone del suo seguito
+avranno veduto le proboscidi dei vostri cortigiani e delle vostre
+guardie di palazzo, il vostro naso per una illusione <span class="pagenum noind"><a name="Page_192" id="Page_192">{192}</a></span>ottica
+naturalissima, far&agrave; l'effetto di un nano in una assemblea di
+giganti...&raquo;</p>
+
+<p>&mdash;Oh il bravo! oh l'astuto! oh il meraviglioso ministro!&mdash;gridarono
+ad un tempo migliaia di voci, quando Piperio ebbe finito di parlare.</p>
+
+<p>Canella, como un attore chiamato al proscenio, fece un profondo
+inchino all'assemblea e poi, nel silenzio generale, profer&igrave; questi
+detti:</p>
+
+<p>&mdash;Spero bene che la lezione potr&agrave; giovare in molti casi a tutti i
+ministri, che sono e che verranno.&mdash;Quando, per esempio, un ministro
+si avveda che il suo re &egrave; un imbecille, ricordando la <i>Storia dei
+nasi</i>, trover&agrave; subito il modo di farlo passare per un uomo di
+spirito...</p>
+
+<p>&mdash;Come? sentiamo!&mdash;domandarono ad un tempo il re dei Citrulli e il
+suo ministro.</p>
+
+<p>&mdash;Circondandolo di cretini&mdash;rispose Canella.</p>
+
+
+<h3>FINE.</h3>
+
+<!-- <a name="Page_193" id="Page_193"></a> -->
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of Project Gutenberg's In chiave di baritono, by Antonio Ghislanzoni
+
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+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
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+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
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+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
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+approach us with offers to donate.
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+any statements concerning tax treatment of donations received from
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+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
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+
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+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
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+
+
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