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authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 04:34:37 -0700
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+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 10502 ***
+
+We thank the "Biblioteca Sormani" di Milano that has provided the images.
+
+This book has been completed in cooperation with the Progetto Manuzio,
+http://www.liberliber.it
+
+Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the Online Distributed Proofreading Team.
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+EMILIO DE MARCHI
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+VECCHIE STORIE
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+DUE SPOSI IN VIAGGIO.
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+La giornata spuntò serena e limpida per gli sposi, che dopo aver
+riposato una notte a Como, continuarono il loro viaggio verso la
+Tremezzina. L'acquazzone del giorno prima aveva posto nell'aria i
+brividi precursori del non lontano ottobre e le cime dei monti, e
+specialmente delle Alpi, brizzolate di neve, splendevano sotto un
+raggio alquanto diluito e raffreddato nell'atmosfera trasparente.
+Qualche giogo più acuminato usciva dalle altre vette, in un vestito
+roseo, allegro come quello d'una fanciulletta il giorno di Pasqua,
+sotto un cielo chiaro chiaro; e scendendo a poco a poco lungo la
+schiena dei monti, dopo il verde giallo dei pascoli rasi, vedevi il
+verde bruno dei castani, poi sterratelli bianchi di campi seminati a
+saraceno, poi ancora i colori vivaci dei giardini e il bianco delle
+villette, che scappavano innanzi al battello, dolci dolci, come le
+cartine in un organetto a manubrio.
+
+Bastiano, lo sposo, stando in piedi, osservava queste meraviglie con
+un cannocchiale da teatro, che si era fatto prestare da qualcuno, e
+quando una folata d'aria l'investiva più fortemente, di sotto alle
+lenti, incartocciava la faccia, socchiudeva gli occhi, con quella
+espressione dolorosa, che hanno certe slavate sindoni d'altare di
+campagna.
+
+Si era anche abbottonato il suo bel soprabito d'autunno color d'uva
+passa, tutto fino al bavero, ma di sotto, la valigietta dei denari,
+posta a tracolla, e in croce a questa l'astuccio del cannocchiale,
+cadendo sui due fianchi, facevano un rigonfiamento in fondo alla
+schiena, che dava delle arie d'inglese al signor Bastiano Malignoni di
+Monza.
+
+Nel passare sul battello dimenticò d'essere un uomo alto e urtò il suo
+cappello nuovo, incatramato, d'un bel taglio tutto monzese, contro un
+voltino, facendovi dentro un'ammaccatura a triangolo, che egli
+portava, senza saperlo, con una certa dignità.
+
+Prima ancora d'arrivare a Torno, ebbe un battibecco col revisore dei
+biglietti, perchè gli sposi avevano in fallo occupati i primi posti
+coi biglietti dei secondi: fatto sta che il signor Bastiano dovette in
+faccia a tutti i signori e a tutte le signore inglesi pagare una
+differenza, arrossendo fino alle orecchie, come s'egli avesse avuto
+intenzione di non dare a Cesare quel ch'è di Cesare.
+
+Spiegò poi l'abbaglio a Paolina, dimostrandole come sui «bastimenti
+d'acqua» quel che è primo per i vagoni di terra diventa ultimo, e quel
+che ivi è ultimo qui diventa primo, precisamente come vedremo nella
+valle di Josafat, il giorno del giudizio universale.
+
+Paolina, la sposa, stava zitta, come se non gliene importasse, e
+continuava a girare sopra sè stessa in contemplazione di tutto lo
+spettacolo che aveva intorno, voltando per caso un poco di spalle al
+marito.
+
+Essa vestiva un abito povero, povero, color ferro brunito, ma la sposa
+di provincia la si conosceva all'oro giallo della sua guarnizione, al
+cappellino col pettirosso schiacciato in un angolo, cinto da una gran
+veletta celeste, che svolazzava, stridendo e folleggiando sulla testa,
+sulle guancie, pallide, e sul collo, con vibrazioni serpentine.
+
+Il sole dopo uno svolto, la investì in un momento che Bastiano
+risaliva il ponte, talchè, in vederla, gli parve che al luccicar delle
+gioie e al contrasto del sole sulla veletta, ella si accendesse come
+una fiamma di spirito di vino. Gli parve anche di essere alto come il
+monte Bisbino, che stavano girando, e che non bastasse ancora a
+contenere tutta la sua felicità.
+
+Paolina era la prima in trentasei anni di vita che egli aveva amato, o
+almeno la prima, sulla quale avesse voluto fondare un pensiero con
+qualche conclusione; e a vedersela ora davanti, a due passi, «bella
+come una rosa» il signor Malignoni non invidiava nessuno de'suoi
+vicini, nemmeno quell'inglese o americano, che da una mezz'ora andava
+contando monete d'oro e d'argento.
+
+--Sei contenta?
+
+--Sì, un po' freddo.
+
+E si stringeva in uno scialle scozzese, come se volesse farsi poca e
+sparire.
+
+--Hai fame?
+
+--Nulla.
+
+--Io ho fame.
+
+--Io no.
+
+--Vuoi che andiamo nella sala di sotto?
+
+--No, stiamo qui.
+
+--È bello, non è vero che è bello?
+
+--Sì, molto.
+
+--Vuoi un caffè o una tazza dì birra?
+
+--Ti pare? Sto bene.
+
+Tornavano a tacere per un pezzo.
+
+Quelle rive strette fra l'acqua e il verde dei monti, quel succedersi
+di colori dai più chiassosi ai più delicati, dal vino al latte, da una
+villetta di zucchero a una incassatura rocciosa e tosta, irta di
+punte; quel succedersi di artifici per andare a godere una spanna di
+sasso, una bricca, un pratello largo come un fazzoletto, quell'aprirsi
+sfacciato di nuovi immensi bacini d'acqua, pieni di azzurro e di luce,
+là dove pareva che fosse tutto finito; e il chiacchierare della gente
+ad ogni stazione fra il battello e la riva, fra chi scende e chi sale;
+e il tonfo misurato delle ruote; e il suono della campana che ridesta
+gli echi dei pascoli, quello spettacolo insomma mosso e chiuso fra due
+coperchi lucidi ed opalini, l'acqua e il cielo, occupava l'anima di
+Paolina, se pure non si deve credere ch'ella facesse di tutto per
+occuparsene....
+
+La natura le si dipingeva innanzi bella ed innocente, ed essa,
+contenta di trovarsi fra la gente e sotto il raggio di sole, avrebbe
+voluto che il viaggio non terminasse più, che le Alpi si aprissero per
+dar luogo a un altro lago sterminato.
+
+Il bacino di Argegno, malinconico più degli altri, rispondeva
+all'ordine dei suoi desiderii e guardando su ai nudi ceppi delle
+montagne, alcune delle quali a picco, alle creste disabitate, a certi
+andirivieni di luoghi dirupati, si augurava in cuor suo di esservi,
+non importa se perduta, se di notte, o in mezzo alla bufera.
+
+Si doveva stare tanto bene in una nicchia, lassù, dove mirava un
+uccellaccio. Vedeva anche qualche muricciuolo di cimitero; il dormire
+lassù per sempre all'ombra dei faggi e dei castagni, con una povera
+croce sul capo, anche questo le pareva bello in quell'istante che il
+suo Sebastiano l'aveva lasciata sola per scendere a mangiare un
+boccone.
+
+Man mano che si procedeva verso Bellagio il battello si faceva sempre
+più affollato; tutti correvano alle regate.
+
+Le ville portavano la bandiera; i sandolini dipinti colle signorine
+dentro tutte a fiori, a nastri, a parasoli bianchi, verdi, rossi,
+cilestri venivano in frotta come delfini a prendere l'onda del vapore;
+s'intendevano strilli di gioia e campane a festa; il largo bacino di
+Menaggio cominciava a spalancarsi in una grande scena scintillante,
+circonfusa d'una nebbia rosea; si udivano anche gli spari dei
+mortaretti; poi il suono delle bande che passavano nelle barche sotto
+«gli elmi di Scipio»; venivano acuti profumi dalle serre e dagli
+spallierati dei limoni; erano tutti in festa, povera Paolina! Si
+svegliarono anche le dame inglesi, anche le più vecchie in un gran
+bisbiglio, sotto i grandi panieri dei loro cappelli e segnavano col
+dito «Belaccio, Belaccio».
+
+Questa era la meta dei nostri sposi.
+
+La gente cominciò a discendere accalcandosi.
+
+Bastiano stava attento a schivare gli Hôtel, e pregava Paolina di
+cercare cogli occhi la Trattoria Americana, dove si mangia bene, il
+sonno ciascuno se lo porta, si paga poco e si sta senza soggezione; ma
+in quel punto un signore, un vero gentiluomo, pulito e cortese come un
+buon padre di famiglia, gli tolse la valigia di mano.
+
+--Americana? Americana?--domandò Bastiano.
+
+--Oui, par ici, monsieur.
+
+Il buon signore passò la valigia a un altro signore coi favoriti
+biondi, che la buttò sull'imperiale di un omnibus.
+
+--Entrez, monsieur, entrez.
+
+--Americana?--tornò a domandare Bastiano, sentendosi sospinto come un
+sacco, e non accorgendosi che col parlare a monosillabi non faceva che
+ribadire un'opinione storta nella testa dei due bravi signori.
+
+Si trovò, prima che potesse orientarsi, insaccato nell'omnibus fra una
+dozzina di «yes» lontano sei posti da Paolina.
+
+In due trotti, ossia cinquanta passi per cavallo, l'omnibus si fermò
+innanzi al grand Hôtel Bellagio. L'albergo era chiuso in giro da una
+gran cancellata a punte d'oro, che serrava un gran giardino
+all'inglese: non c'era scampo, bisognava rassegnarsi. Alla fin fine il
+viaggio di nozze non lo si fa che una volta sola.
+
+Un giovinetto biondo come il lino, in falda nera, colle scarpettine
+alla francese, pettinato anche lui come uno sposino, li precedette per
+uno scalone di marmo, ornato di statue, di candelabri, di specchi, di
+acacie, tintinnando le chiavi e senza mai parlare li condusse «au
+cinquième» fino a una camera che riusciva sopra un cortile stretto,
+profondo e tetro come un pozzo.
+
+--A onze heures le déjeuner, s'il vous plait--disse stando sull'uscio
+prima di licenziarsi.
+
+--Cosa?--domandò Bastiano, che cominciava a credere d'essere nel mondo
+della luna.
+
+--C'est bien--si affrettò a dire Paolina per sbarazzarsene.
+
+I coniugi Malignoni, rimasti soli, si guardarono in faccia senza aprir
+bocca.
+
+--Ti avevo pur detto di stare attenta all'Americana.
+
+--A me? tocca a me di cercare l'albergo?
+
+--Così, oltre a pagare un occhio della testa, non si potrà veder
+nulla, mangiar nulla e capir nulla.
+
+--Abbiamo però una bella vista, disse con un sogghignerò sardonico la
+sposina, ficcando lo sguardo nel fondo del cortile.
+
+--Per me, scusami, ma io non ci sto, esclamò lo sposo.
+
+--Che vuoi fare?
+
+--Vuoi morire di febbre gialla o d'itterizia?
+
+--Ebbene, di' che ti cambino la stanza.
+
+--Non capiscono niente: sembra il paese dei tartari.
+
+--E allora rassegnamoci fino a domattina.
+
+--Sai cosa faccio? vado a vedere dov'è questa famosa Americana, e se
+il luogo è proprio come dicono, lasciamo la valigia e pranziamo là.
+Almeno si sa quello che si mangia. Che ne dici?
+
+--Io? nulla.
+
+--No, devi dire anche il tuo parere.
+
+--Che cosa devo dire?
+
+--Qualche cosa.
+
+--Andiamo a pranzo all'Americana.
+
+--Me lo dici con tanta noia.
+
+--Ti pare? Sono un po' stanca.
+
+--Allora, faccio così?
+
+--Sì, sì.
+
+--Addio, angelo.--E la carezzò colla punta delle dita.
+
+--Io ti aspetto qui.
+
+--Sì.... e mi vuoi bene?
+
+--Che ragazzo!
+
+--Stella!
+
+Bastiano uscì. Paolina girò la chiave nella toppa, si tolse d'addosso
+lo scialle, il casacchino, li gettò sul letto insieme al cappello;
+chiuse la finestra; si buttò in una poltrona, portò il fazzoletto alla
+bocca e pianse, senza lagrime, pianse della gioia di trovarsi sola.
+
+Bastiano uscì all'aria aperta colle orecchie un po' calde. Sotto alla
+sua grande felicità sentiva una mezza volontà di strozzare qualcuno.
+Passata però la prima agitazione e scoperta la sua Americana sotto i
+portici, un buco fatto apposta per loro, tornò tutto contento
+all'albergo a trarne la sua povera «alma consorte» che aveva lasciata
+in quella muda lassù. Quando gli sembrò di essere salito alto
+abbastanza, si ricordò di non aver osservato prima il numero della
+stanza; discese qualche scala per vedere di orientarsi coll'occhio;
+infilò qualche corridoio a destra, qualche andito a sinistra, ma
+sebbene non ci fosse dubbio che la scala fosse quella stessa, pure gli
+pareva di vedere qualche cosa di non veduto prima.
+
+Per quanto gli pesasse, discese ad uno ad uno i gradini, fino
+all'atrio del pianterreno, si accostò all'ufficio, dove stava
+scrivendo un signore grasso, e domandò con tutta bella grazia:
+
+--Perdoni, mi saprebbe indicare dov'è la mia camera?
+
+--Il numero?
+
+--Non ho guardato.
+
+--La chiave?
+
+--L'ho lasciata nell'uscio.
+
+--Domandi al cameriere.
+
+--Meno male! pensò Bastiano, questi almeno capisce l'italiano, e si
+voltò a cercare quel biondino che l'aveva condotto su.
+
+Due altri servitori o sopraintendenti stavano sulla porta, colle mani
+sotto la coda dell'abito, in atto di curiosità sfaccendata.
+
+Bastiano, non trovando il suo bel biondino, ricominciò da capo a
+salire la scala colla speranza che hanno tutti gli scolari, che per
+andare in fine della lezione spesso conviene ricominciare da capo.
+
+Mentre andava su coll'affanno di chi porta un sacco di sale sulla
+montagna, vide che i due sopraintendenti l'osservavano, rìdendo sotto
+il naso.
+
+«Questi animali se mi vedessero annegare non mi darebbero una mano.»
+
+Ricordando d'aver inteso uno di quei bravi signori, il più canonico, a
+parlare il dialetto di Bellagio, che è anche quello di Monza, spinse
+la testa fuori della ringhiera ed esclamò in dialetto schietto:
+
+--Vogliono avere la bontà quei bravi signori d'indicarmi il mio
+cameriere, un bel biondino?
+
+--Was? domandò il tedesco di Bellagio, andando presso la scala col
+viso rivolto all'insù e le mani sotto la coda.
+
+--Un giovinotto magrino.... tornò a dire.
+
+--Was sagen Sie? ripetè il canonico, mentre il suo compare si
+nascondeva dietro una colonna di marmo per non lasciarsi scorgere a
+ridere.
+
+--Ah gabbiano! gridò Bastiano, facendo il viso grosso.
+
+Il compare dalla colonna scappò in uno stanzino. Era una burletta
+magnifica.
+
+--Signor padrone, seguitò Bastiano dall'alto della seconda scala verso
+il bravo e gentile signore dell'ufficio, io pago anch'io i miei bravi
+denari come tutti gli altri, e pretendo di essere servito come tutti
+gli altri. Vogliono accompagnarmi si o no?
+
+Il bravo signore uscì dall'ufficio colla cannuccia rossa nell'orecchio
+e rispose:
+
+--El xe inutile che facciate tanto strepito, galantomo; se no gavè a
+memoria il numero de la stanza no potemo tenere a mente tutti li
+numeri....
+
+--Ma quel cameriere che mi ha condotto prima, è morto d'accidente, el
+me caro galantomo? strillò il signor ragioniere Malignoni di Monza,
+rosso come un gallo, correndo abbasso, presso quasi a perdere la
+tramontana del tutto: tanto straordinario gli pareva là dentro il nome
+di galantuomo!
+
+In quella entrò una carovana di ladies e di lords, colle sciarpe
+bianche nei capelli, cogli scarponi ferrati, cogli alpenstok e
+riempirono tutto l'atrio.
+
+--Faccia el favorito piacere di non gridare. Quando non si sa
+viaggiare si sta a casa.
+
+Questa osservazione piena di una saggezza antica fu raddolcita da un
+«aspetti, abbia pazienza» più amichevole, quasi fraterno, col quale il
+buon signore dava a vedere una prudenza non meno saggia e non meno
+antica.
+
+Ma la notizia che un «monsieur» non trovava più la moglie, messa in
+moto dai due burloni, aveva già fatto il giro di mezzo albergo, dalla
+cucina alla sala di lettura. Dietro i vetri si vedevano dei visini
+pallidi e gentili, con un sorriso anglo-sassone sulle labbra, fra la
+pietà e la canzonatura: da un andito dietro la scala spuntò per un
+istante anche la tunica bianca di «monsieur le chef», un cuoco che
+guadagnava otto mila lire all'anno, quante sono, o quasi, le notti
+necessarie per fare un libro che nessuno legge.
+
+Uscì fuori finalmente anche il biondino, che condusse lo sposo per una
+seconda scala identica alla prima, ma collocata al di là d'un grazioso
+_jardin d'hiver_; qui stava l'imbroglio che il signor Malignoni non
+aveva potuto districare.
+
+L'aneddoto del «_countryman_» che in un _Hôtel d'Italy_ aveva perduta
+la sposa, fu stampato in molti magazzini letterari con qualche
+variante, come si fa coi grandi poemi epici.
+
+
+
+
+UN REGALO ALLA SPOSA.
+
+
+Gaspare Carpigna aveva fatto i suoi molti denari in ogni maniera,
+coll'industria, coll'usura, coll'inganno. Ma una volta fatti non vi
+era uomo più galantuomo di lui e ben disposto a godere onestamente dei
+beni di questa vita. Invecchiando si era dato anche alla pietà, e
+faceva recitare molte messe da morto, invitando il prete a far
+colazione nella sua bella casa di Macagno, dove aveva giurato di
+passare i suoi ultimi giorni in santa pace.
+
+Stava per maritare anche la figliuola a un ricco possidente di Novara,
+un bel partito per la figlia d'un carbonaio all'ingrosso; e siccome il
+cuore di Gaspare Carpigna non era chiuso ai soavi affetti della
+famiglia, e per la sua Isolina egli sentiva una tenerezza singolare,
+così si può pensare se a quel matrimonio egli si preparasse con
+allegria, con compiacenza, con un fervore insolito che lo
+ringiovaniva.
+
+Già i preparativi erano fatti, fatte le pubblicazioni; lo sposo aveva
+già regalato un bello astuccio di brillanti e le parenti lontane chi
+un vaso di cristallo, chi un ventaglio di madreperla, chi un
+braccialetto, ecc. Isolina, assistita da una sua zia materna, poichè
+la mamma era morta da un pezzo, attendeva il gran giorno con estasi.
+Lo sposo era bello, ricco, simpatico.
+
+La vecchia casa detta del Zoccolino, che il Carpigna aveva acquistata
+per il fallimento d'un suo socio, rimessa a nuovo e rinfrescata in
+tutte le parti, non pareva più quel lurido filatoio di una volta, dove
+il povero Battistino Dell'Oro, fallito, rovinato, rosicchiato dai
+debiti, si era impiccato per la disperazione a un gancio del portone.
+Si diceva sommessamente che il Carpigna avesse aiutato una mano a
+rovinarlo e che la messa ch'egli faceva dire ogni 23 dì settembre
+avesse lo scopo di versare un secchio d'acqua sopra una pover'anima
+del purgatorio, se c'era bisogno. Ma eran cose vecchie di trent'anni
+fa, forse anche di più. Scomparso il filatoio, al suo posto sorse una
+bella casa bianca col portone di cotto, colle persiane verdi, col
+giardino degradante a scalinate verso il lago, il Zoccolino insomma,
+come può vedere ancora chi naviga verso Macagno sul lago Maggiore.
+
+Il giardiniere aveva addobbato il giardino a bandiere e a palloncini
+cinesi, e la notte prima del sacramento fu un continuo sparo di
+mortaretti e un gran suonare di chitarre nelle barche illuminate.
+
+Quelli dell'altra riva del lago, vedendo quei fuochi, dimandavano:
+
+--Che cosa c'è al Zoccolino?
+
+--È il Carpigna che marita la figliuola.
+
+--Sposerà qualche altro ladro usuraio.
+
+--Quando uno è ricco, c'è sempre chi dice che ha rubato.
+
+--Volete sentirla, voi che parlate così?
+
+Questi discorsi erano fatti da un gruppo di pescatori, che stavano
+fumando la pipa innanzi all'osteria di Cannero, sull'altra riva. C'era
+dunque il lago di mezzo e tanto largo che vi potevano affogare tutte
+le verità della nostra santa religione.
+
+--Sentiamola, poichè la sapete.
+
+--Quel povero Battistino io l'ho conosciuto. Gli portavo la legna ogni
+settimana e so che gli affari non gli andavan male anche con quattro
+figliuoli. L'uno fa oggi il contrabbandiere colla Svizzera, una vita
+da ladri, sapete, e dice che un giorno o l'altro metterà lui la
+dinamite al Zoccolino. Fu lui che gli toccò staccare suo padre dal
+portone quella mattina, ed è un fegato sano che non ha paura del buio.
+
+--Che cosa c'entra il Carpigna che ha sempre negoziato di carbone?
+
+--C'entra che Battistino gli aveva prestato sessantamila lire, sulla
+parola e che il Carpigna negò di averle ricevute mai. Ecco come
+c'entra.
+
+--Fu una bestia a fidarsi.
+
+--L'aveva tenuto a battesimo, pareva un santo a vederlo in chiesa,
+quando pregava la croce sull'altare.
+
+--Son peggio degli altri.
+
+--Quello fu il principio della sua fortuna.
+
+Dall'altra parte del lago si gridava invece: Viva la sposa! viva gli
+sposi! viva il signor Gaspare!--C'erano trenta o quaranta persone, tra
+invitati, parenti, barcaiuoli e persone di servizio. Nel salone di
+mezzo a pianterreno, aperto sul giardino, la tavola preparata per la
+baldoria luccicava di bicchieri, di trionfi di vetro, di confetti,
+senza dir nulla delle torte, dei marzapani, delle gelatine, che
+avevano fatto venire da Locarno. Sopra una scansìa presso il muro una
+batteria di bottiglie dal collo d'argento aspettava il momento di
+scendere in battaglia. Dal giardino ogni soffio più vivo del vento
+portava dentro un profumo acuto di limoni misto al profumo caldo delle
+vaniglie e dei gelsomini.
+
+Isolina, bella, allegra, saltellava come una gattina nella sua
+innocente giovinezza, finchè tutti sedettero a tavola e fu stappata la
+prima bottiglia di vin bianco d'Asti, che inondò della sua spuma
+d'argento l'abitino della sposa.
+
+--Viva la sposa, viva l'allegria!
+
+--Viva il signor Gaspare, padre fortunato.
+
+--A rivederci al battesimo.
+
+Gaspare Carpigna provava nel cuore la dolcezza malinconica del padre
+che vede la figliuola spiccare il volo dal nido, ma sa che va ad
+essere felice. Isolina era per quell'uomo taciturno e mezzo selvatico,
+l'unico ideale al mondo, e si può dire che i denari egli li avesse
+radunati soltanto per lei. Era contento di maritarla bene e con onore.
+Caspita! oltre il corredo le dava un trecentomila lire sulla mano, e
+il resto alla sua morte.
+
+Il vin d'Asti e il vecchio Barolo di dodici anni non furono versati
+nel lago. L'allegria come avvien sempre in queste circostanze, un po'
+tiepida e sconnessa in principio, cominciò subito a levare il bollore.
+Gli spiriti fremevano come pentole a buon fuoco. A destra e a sinistra
+del viale splendevano le ghirlande dei palloncini, un rosso, l'altro
+verde, l'altro bianco, come una bandiera d'Italia, Dal lago veniva
+sulle onde l'onda d'una serenata strimpellata in un canotto a
+palloncini gialli, e già il segretario comunale col calice in mano,
+cogli occhietti umidi, stava per leggere una poesia, quando entrò il
+fattore che aveva una cassettina in mano, chiusa, piegata in una carta
+e suggellata.
+
+--L'ha portato un uomo,
+
+--Un altro regalo per la sposa,
+
+--Dàlla qui, Pietro.
+
+Isolina prese la cassettina, e pensando subito a una sua amica di
+Luino, la collocò sulla tavola, tagliò i suggelli col coltellino
+d'argento, spiegò la carta che l'involgeva. Era una cassettina
+rettangolare, di legno di pino, come si usa per i pettini, rustica,
+bianca con su scritto: Alla sposa.
+
+Isolina l'aprì con quella viva curiosità che eccitano le cose
+misteriose. Vide una lettera, e sotto dei frastagli di carta a vari
+colori, con riccioli d'oro, e più sotto, uno strato di crusca.
+
+--Segretario, legga lei la lettera,--disse Isolina senza guardarla.
+
+Il segretario lasciò via il sonetto, prese l'altro foglio e con quella
+medesima intonazione, a cui aveva già preparata la bocca....
+
+Dirò prima che l'attenzione degli astanti era stata richiamata sulla
+cassettina dal vedere Isolina che vi rimestava colle mani, e ne traeva
+della crusca, ponendola di mano in mano sul piatto assieme ai
+confetti.
+
+Il segretario lesse dunque, anzi declamò: «_A Gaspare Carpigna,
+lettera dell'altro mondo_».
+
+A tutti parve una frase comica e pazza fatta per ridere; chi rise, chi
+alzò la mano, chi il bicchiere.
+
+E il segretario, distratto come un'oca e colla testa piena di fumo
+continuò: «_Carpigna, alla dote di tua figlia aggiungi anche la
+collana di Battistino dell'Oro_».
+
+Tutto ciò fu letto come un sonetto, nel tempo che l'Isolina colle
+manine bianche e piene di diamanti traeva dalla crusca una cordicella
+nera, grumosa, grossa come il suo dito mignolo, lunga come una vipera
+comune, che, inorridita, lei lasciò cadere, che parve proprio una
+biscia morta. Gettò un grido, storcendo la bocca, alzando le due mani
+colle dita rigide, adunche, mentre un silenzio profondo, un silenzio
+brutale, un silenzio di ghiaccio sottentrò alla festa, e cento occhi
+bianchi, cento occhi gelati si fissavano sul viso incartapecorito del
+signor Gaspare. Un buffo d'aria stortò le fiamme delle candele.
+
+La sposa fu portata via. Quando andarono a risvegliare dal suo
+deliquio il signor Gaspare, ch'era rimasto colla pupilla di vetro
+sulla biscia morta, gli trovarono le mani fredde, i piedi lunghi e la
+bocca piena di sangue. Soltanto i capelli parevano vivi sul capo.
+
+Intanto sull'alto picco della Zeda, un contrabbandiere sfidava il buio
+fischiando, cantando
+
+ Sposettina, vien con me....
+
+
+
+
+NEI BOSCHI.
+
+
+Chi non conosce i boschi dell'alto Milanese, detti boschi di Saronno,
+di Mombello, di Limbiate, può immaginare una stesa di selve, sopra un
+terreno disuguale, una volta incolto e oggi piantato a pini silvestri
+e a qualche rovere, che è quanto la terra, oltre le eriche e il bruco,
+può sopportare. Queste piantagioni non sono molto antiche e appunto
+per ciò, non sono molto note. Della maggior parte si ricordano i
+nostri padri d'aver veduto i primi germogli, quando ancora quel nudo
+tratto di paese non era che una nuda sodaglia. Oggi il bosco è maturo,
+non dirò per i ladri, che non vivono più per i boschi, ma per tutti
+coloro che amano le meste solitudini e sognano sempre, quando sono in
+un luogo, di trovarsi in un altro.
+
+A me questi boschi ricordano per esempio, certe solitudini dell'antica
+Caledonia: e il più bello si è che in Caledonia non ci sono mai stato.
+Ma non si è letto inutilmente a dodici anni una dozzina di romanzi del
+Walter Scott, seduti all'ombra di un'antica quercia, o anche solo sul
+pianerottolo della scala. Se non è come in Scozia, vi son tratti nei
+boschi di Limbiate che potrebbero essere trasportati in Scandinavia e
+allora è ancora più bello per chi ama viaggiare a piedi.
+
+Le piante d'un verde scuro perenne, di un fusto magro e diritto, che
+si apre a larga piuma o a ombrello, collocate a migliaia l'una presso
+l'altra in una disposizione quasi simmetrica, e così per l'estensione
+di cinque o sei miglia: i viali che tagliano questi eserciti di piante
+e si prolungano, si sprofondano nel verde a perdita d'occhio: le forre
+di altissime erbe filiformi dove non entrano che i bracchi: la terra
+gialla, rotta da immensi crepacci dove la picchia il sole: molle,
+melmosa, scivolante come il sapone dove l'acqua stagna: gli scoli
+d'acqua piovana che scendono a formare pozze, paludi, laghetti, e fin
+dei laghettoni perenni circondati da conifere con increspature e
+piccole tempeste sconosciute al mondo, come quelle delle anime
+modeste: e poi aggiungete un silenzio profondo, non interrotto nemmeno
+dal solito stormire delle fronde (il pino è taciturno) e i chiarori
+celestiali e mistici dell'aria al disopra di tanto verde, e le fiamme
+vaganti del tramonto veduto attraverso alle fessure del bosco....
+tutto ciò voglio dire, mi ha tante volte trasportato fuori di me in
+una regione dove io sento che son vissuto un'altra volta, forse
+diecimila anni fa.
+
+Oh la poesia, amici, è pur la dolcissima cosa! Voi uscite un mattino
+d'autunno, con un libro, mettiamo Aleardo Aleardi, nella tasca del
+carniere, col fucile ad armacollo, col vostro cane che vi saltella
+innanzi, girate dietro le case, pigliate verso il cimitero vecchio,
+date un'occhiata a quei poveri morti e a quella croce bianca dove da
+cinquant'anni dorme una contessina morta.... No, no, non è poesia.
+
+Io fui innamorato a sedici anni di quella contessina, ed è una storia
+che ho promesso di contare qualche volta. Io l'ho seguita attraverso
+alle ombre del bosco, più contento quanto più le nebbie del novembre
+entravano fra le piante a rannuvolare i contorni della selva.
+
+Una mattina, giusto sui primi di novembre, mentre io correvo prima di
+colazione attraverso la pineta, pensando al mio futuro poema sulla
+_Risurrezione dei Morti_, fui a un tratto arrestato da una fiamma che
+si agitava in fondo, e che stentava quasi a rompere il velo bianco e
+gelato dalla nebbia. Anche _Pill_, il mio cane da caccia, si fermò su
+quattro piedi, col muso in alto, e la piccola coda piena di
+meraviglia. La Cherubina mi aveva detto prima ch'io uscissi di casa
+che si sarebbe fatta colazione alle undici, più tardi del solito,
+perchè si aspettava mio fratello coi parenti della sposa.
+
+Da due giorni si lavorava in cucina a preparare quella colazione, che
+doveva essere un banchetto di Sardanapalo con un piatto di selvaggina
+e un brodo ristretto che pareva giulebbe. L'importanza d'una casa si
+conosce a tavola e mio padre voleva, come si dice, far colpo su della
+gente un po' materiale.... Ma sono cose che non hanno nulla a che fare
+con quella fiamma che, come ho detto, si agitava in fondo al bosco e
+che stentava quasi a rompere il velo fitto della nebbia.
+
+Strano un fuoco nei nostri boschi! Man mano che io mi avvicinavo, la
+fiamma si faceva più distinta, e già si potevano vedere nel chiarore
+rosso del fuoco disegnarsi alcune figure radunate in cerchio come a un
+tristo complotto di negromanti.
+
+La solitudine e la selvatichezza del luogo che s'internava in una
+specie di crocicchio: quelle ombre ballonzolanti sul fusto delle
+piante al mobile ed acceso riflesso della fiamma fumosa e resinosa,
+avrebbero ben potuto far credere a un convegno di malviventi, se dopo
+alcuni passi non avessi riconosciuto le gambe lunghe e magre del
+signor segretario comunale, e accanto a lui la figura tozza del
+console e due o tre guardie campestri.
+
+Il console s'era seduto in adorazione del fuoco sopra un pezzo di
+tronco. Battistino, una delle guardie campestri con un ginocchio a
+terra cercava di far saltare un carbone acceso nel buco della pipa,
+mentre il signor Boltracchi, il segretario, scaldava le parti meno
+rispettabili della sua persona, voltando le spalle al focolare, colle
+gambe aperte come un compasso. Quella brava gente si trovava da
+qualche ora nel bosco e col freddo del novembre e coll'erba bagnata di
+guazza, sentiva volontieri il beneficio d'una scaldatina.
+
+Il console quando mi vide, toccò l'orlo del cappello colle due dita e
+disse:
+
+--Riverisco, sor avvocato.
+
+Il buon uomo era un mio contadino e nella sua semplicità sentiva un
+grande rispetto della mia persona.
+
+--Che cosa fate, la polenta?--domandai.
+
+--È per cagione di quel Gasparino della Vela,--rispose il console con
+quel linguaggio lungo che è proprio dell'alto Milanese.
+
+--Che cosa ha fatto Gasparino della Vela?
+
+--È morto.
+
+--Era malato?
+
+--Da un mese, sor avvocato, un poco di pellagra, ma bisogna dire che
+gli sia andata ai visceri del capo.
+
+--Se non ho sentito a suonare l'agonia.
+
+--Si muore anche senza la campana,--interruppe Battistino colle parole
+mozze di chi ha in bocca una pipa corta che gli abbrucia quasi le
+palpebre.
+
+Il signor Boltracchi mi accennò col pollice sopra la spalla qualche
+cosa alla sua destra. Guardai e vidi il mio _Pill_ quasi stecchito
+sulle sue quattro gambe, che tremava tutto sotto la sua pelle.
+
+A un nuovo cenno del Boltracchi feci un mezzo giro sopra di me,
+guardai indietro presso le piante e allora scorsi sul terreno molle
+per la pioggia del dì prima, un non so che, coperto da una stuoia di
+carro e da una gualdrappa logora, e sotto un po' di paglia. Da uno dei
+lati uscivano due piedi lunghi, magri, infangati, colle unghie lunghe,
+due brutti piedi che parevano quelli della morte, i piedi insomma del
+morto.
+
+--O Dio, che cosa è stato?
+
+Il console stendendo le sue mani alla fiamma, continuò col suo tono
+naturale:
+
+--Gli è venuta addosso la scalmana, si vede. Stamattina, la va bene?
+mentre la sua donna era a messa aprì l'uscio, traversò l'orto e nudo
+come è uscito dal ventre della sua mamma, prese la via dei boschi.
+
+--Dev'essere passato dal laghettone di Mombello.
+
+--Ci sarebbe rimasto, se fosse passato, perchè l'acqua è alta. Invece
+si vede che ha traversato il vallone della Merla, si è cacciato nei
+boschi vecchi di Lenzano e andò a finire alla pozza del Vetro. Qui ha
+creduto di poter traversare, ma c'è rimasto preso al vischio.
+
+--C'è una terra che par giusto liscivia.
+
+--Son passato ieri dalla pozza del Vetro e non c'era un barile
+d'acqua.
+
+--Ne è venuta un poco stanotte.
+
+--Si è mandato ad avvisare il sindaco e il maresciallo,--disse il
+segretario voltandosi davanti alla fiamma.
+
+--Non era vostro parente?--dimandò Battistino al console.
+
+--Ha sposato una mia sorella, sicchè lascia tre figliuoli. Uno è
+soldato.
+
+--Adesso potrà venire a casa, se è morto il vecchio....
+
+--La legge non permette se non ci sono dei minorenni,--disse
+gravemente il signor Boltracchi.
+
+_Pill_, coll'unghie tese, col muso avanti, rigido come un cane di
+legno, non cessava di fiutare il morto.
+
+--Lo sa la sua donna?
+
+--Quando è tornata dalla messa che era ancora bujo, verso le cinque,
+la va bene? trovò l'uscio aperto. Allora capì che il suo Gasparino era
+scappato, perchè aveva tentato un'altra volta, di scappare. Si mise a
+gridare, a chiamar gente. Venne un ragazzo dei Melgoni a dire che
+aveva veduto un uomo nudo come un verme che correva nei boschi e che
+era Gasparino della Vela. Allora si è cominciato a cercare nel bosco e
+si sono trovati dei passi freschi colla pianta delle dita. Cerca di
+qua, cerca di là, poi abbiamo incontrato voi Battistino, la va bene?
+
+--Io venivo da Bovisìo, dov'ero stato a portare un paio di stivali al
+calzolaio, perchè mi mettesse le calcagna e giungo alla pozza del
+Vetro, quando mi par di sentire un scialacquamento come fa il mio cane
+quando ha caldo ed entra nella pozza a lavare le pulci. Ho creduto
+anzi che fosse il _Pill_ del signor avvocato, che viene volentieri
+incontro quando sa che vado per i boschi. Anzi mi fermai e chiamai
+forte: _Pill_.... Torno a sentire un _ciuf-ciuf_ nell'acqua. _Pill_!
+dove sei?... e fischio, così.... mentre vado verso la pozza dietro il
+rumore....
+
+Battistino, prese la pipa colla sinistra, e mandò un sibilo acuto da
+cacciatore che risuonò per tutta la solitudine. L'altro villano, che
+non aveva mai parlato e che conobbi per il Rosso, sorrise colla sua
+faccia cretina di ranocchio.
+
+--_Pill_.... Non sentendo più nulla, vado giù verso la pozza e trovo
+quel povero cristiano in un boccale d'acqua tutto impastato come un
+mostro nella melma, che aveva trovato la maniera di annegare.
+
+--È la pellagra che mette una sete d'inferno.
+
+--Capita spesso alla bassa che i malati si buttano nel pozzo.
+
+--Vi sarete spaventato, Battistino.
+
+--Non è la prima volta. L'anno scorso vi ricordate quel matto di
+Mombello che scappò dallo stabilimento e che s'impiccò fra due piante?
+L'ho visto pel primo una mattina di gennaio. Era arrampicato sopra un
+pino altissimo dove attaccò la corda; poi andò sopra un'altra pianta
+più alta e attaccò l'altro capo, e Dio sa come potè impiccarsi a
+mezz'aria all'altezza d'un campanile.
+
+--I matti hanno una gran forza.
+
+--M'è toccato vederlo tra il chiaro e il fosco. Il freddo aveva gelata
+anche la corda e il matto pareva di vetro.
+
+--La Bortola del sarto ha vinto cinquantasei lire coi numeri del
+matto.
+
+Il Rosso rise ancora gonfiando gli occhi slavati.
+
+--Quello era un conte diventato matto per i liquori.
+
+--Chi troppo, chi nulla....
+
+--C'è qui il maresciallo.
+
+Venne anche il sindaco e il dottore. Il cadavere fu scoperto. Pareva
+una mummia ingiallita. La creta gli riempiva ancora la bocca e i
+forellini del naso.
+
+_Pill_ pareva diventato di sasso e guardava il morto con occhio
+lagrimoso.
+
+Povero Gasparino! lo si sarebbe detto un fossile di tremila anni, e
+nel suo freddo abbandono non si scorgeva che una tenue espressione
+d'ironia agli spigoli della bocca. Non era certo la creta che lo
+faceva ridere.
+
+......................
+
+_Pill_ mangiò poco quel giorno.
+
+
+
+
+PARLATENE ALLA ZIA
+
+(DIALOGO)
+
+
+Questo dialogo fu due volte interpretato in famiglia con vera
+intelligenza d'artisti dalla signora Maria Nessi e dal Dott. Giuseppe
+De Capitani d'Arzago, ai quali m'ispirai nella Correzione e nella
+riproduzione della scena.
+
+E. D. M.
+
+
+
+NICOLÃ’
+
+ è un giovinetto maturo, che ha già fatto le sue
+ campagne. Gran buon diavolo nel fondo. Siamo in
+ campagna nella villa d'Incirano. Nicolò in
+ cappello di paglia e in abito grigio chiaro, entra
+ dal giardino e dice a qualcuno che non si vede:
+
+Grazie, aspetterò.
+
+ Dà un'occhiata intorno, si passa una mano nei
+ capelli e con un breve sospiro d'affanno dice:
+
+Eccomi qua. Il cuore mi batte come se volesse scoppiare. Ho paura di
+aver già fatto un passo falso. Basta! sono ancora in tempo a pentirmi
+e se sarà il caso, infilerò l'uscio.
+
+ Si abbandona su un divano.
+
+Sicuro, Nicolò: se non concludi qualche cosa quest'oggi, tu morirai
+nel tuo letto in odore di verginità. No, no: è tempo che tu la pigli
+questa moglie benedetta! Vedi?
+
+ va a guardarsi in uno specchio.
+
+Tu sei arrivato a quell'età in cui, se il frutto non si coglie, casca
+in terra a marcire. Non sei un brutto mostro: che, che?
+
+ carezzandosi i baffi.
+
+Puoi passare ancora per un giovanotto in gambe, ma.... qua e là
+comincia a spuntare qualche capello meno nero degli altri. Certe
+mattine hai la ciera d'un uomo che ha dormito male
+
+ parlando alla sua immagine.
+
+Sicuro, signor Nicolò: quel vivere di qua, di là, sulle trattorie, sui
+caffè, sui _clubs_, in compagnia di scapoloni pari suoi non è più una
+vita fatta per lei.... Lei digerisce male, lei dorme male, diventa
+sempre più brontolone, bisbetico, incontentabile e a lungo andare
+finirà col fare uno sproposito. Chi non si marita a tempo, sposa la
+morte prima del tempo; tranne il caso in cui si sposa la serva
+
+ torna a sedere.
+
+--Mia sorella Giacomina, che da un pezzo mi ha sul cuore, la settimana
+scorsa mi disse:--Nicolò, c'è una ragazza che va bene per te: anzi ce
+ne sono due: le sorelle Bellini, due care creaturine sui ventitrè
+l'una, sui ventiquattro l'altra, non troppo giovani e nemmeno troppo
+stagionate, un po' disgraziate nella famiglia, ma buone, belle, con
+qualche po' di sostanza. Tu non hai che a scegliere. Esse vivono a
+Incirano con una zia che fa loro da madre, perchè le poverine hanno
+perduto i parenti e non hanno si può dire nessuno al mondo. Sotto
+questo aspetto tu fai quasi un'opera di carità. Va a mio nome, cerca
+della zia, mettiti nelle sue mani e lascia fare alla provvidenza.
+
+Eccomi qui. Ora le vedrò e dovrò scegliere tra le due....
+
+ vede sul tavolino alcuni ritratti in piccole
+ cornici.
+
+Forse questo è il loro ritratto. Carina questa col suo profilo greco,
+con que' capelli pettinati alla Niobe. Forse questa è il ventitrè.
+
+Ma anche questo ventiquattro non c'è male. Forse questa è bionda, e
+questa è bruna. Chi mi consiglia? Il biondo è più romantico, più...
+simbolico... troppo Svezia e Norvegia. Il bruno è quasi sempre segno
+di un carattere ardente, geloso... troppo Spagna e Portogallo. Che ti
+dice il cuore, Nicolò? ventitrè o ventiquattro?...
+
+ pesa nelle mani i due ritratti.
+
+Sentiremo il consiglio della zia, che nella sua esperienza saprà
+guidare un povero uomo sempre incerto nel cammino della vita.
+
+ indicando un altro ritratto grande.
+
+Certo questa vecchia cuffia è la zia dei buoni consigli. Lei conosce
+le due ragazze e saprà dirmi quale delle due ha più disposizioni al
+settimo sacramento. Per me capisco, che se dovessi scegliere, farei la
+fine dell'asino che, messo tra due fasci di fieno, si è lasciato
+morire di fame. Zitto, qualcun si avanza!
+
+Si alza, fa una rapida toilette allo specchio.
+
+Forse è la vecchia zia. Animo, su, coraggio. Sei stato a Custoza,
+corpo d'una baionetta, e devi aver paura d'una vecchia cuffia?
+
+TERESITA
+
+ una vedovella ancor giovane, simpatica, vestita
+ con finissima semplicità e con molto buon gusto.
+ Fa un inchino a Nicolò, che resta un istante
+ imbarazzato.
+
+Signore....
+
+NICOLÃ’.
+
+Signora....
+
+TERESITA.
+
+Lei ha bisogno di parlarmi.
+
+NICOLÃ’.
+
+Sissignora... cioè... veramente mia sorella Giacomina mi ha detto di
+chiedere della zia delle signorine, la vecchia zia, sissignora....
+
+TERESITA.
+
+Sono io la zia delle signorine....
+
+NICOLÃ’
+
+ sorpreso.
+
+Ah, lei fa da madre alle due orfanelle....
+
+ Avvicinandosi riconosce una antica amicizia.
+
+Oh, ma scusi, noi ci conosciamo. Ah, chi l'avrebbe detto dopo tanti
+anni? Lei, lei è la signora Teresita....
+
+TERESITA
+
+ fingendo di cader dalle nuvole.
+
+E lei è il signor Nicolò.... Guarda che combinazione! ma si è fatto
+così grasso....
+
+NICOLÃ’
+
+ ridendo con un po' di confusione.
+
+Credevo che volesse dire: così vecchio!
+
+TERESITA
+
+ amabile.
+
+Si è viaggiato insieme sulla strada della vita. Guarda che
+combinazione!
+
+NICOLÃ’.
+
+Guarda che combinazione!
+
+ Segue un brevissimo imbarazzo d'ambo le parti.
+
+Io credevo che la zia fosse una signora in età, colla cuffia.
+
+TERESITA.
+
+La cuffia verrà... è in viaggio. Ma prego si accomodi, signor
+Nicolò....
+
+ Indica la sedia e siede lei per la prima.
+
+NICOLÃ’
+
+ ripetendo materialmente.
+
+Guarda che combinazione....
+
+ Prende la sedia, vi si appoggia, ma non vi siede.
+
+Ma da quanto tempo non ci vediamo più?
+
+TERESITA.
+
+Oh è un gran pezzo! A che cosa devo attribuire l'onore della sua
+visita?
+
+NICOLÃ’
+
+ giocando colla sedia che fa girare sotto la mano.
+
+Mia sorella Giacomina mi ha detto: Va a Incirano, cerca della zia
+delle sorelle Bellini ed esponi il tuo caso.
+
+TERESITA.
+
+E qual è il suo caso?
+
+NICOLÃ’.
+
+Il mio è un caso, dirò così, di coscienza: ma ora non so se devo
+parlarne.
+
+TERESITA.
+
+Perchè non deve parlarne?
+
+NICOLÃ’
+
+ facendo girare più forte la sedia sotto la mano.
+
+Perchè... io...
+
+ dà in una risata allegra
+
+perchè io credevo che la zia fosse una cuffia....
+
+TERESITA
+
+ ride anch'essa mentre sì abbandona nella poltrona.
+
+Dunque è alla cuffia che lei desidera parlare.
+
+NICOLÃ’.
+
+No, stia buona, ora le dirò il mìo caso. Ma è certo che, se avessi
+potuto immaginare di trovar qui lei al posto della... cuffia...
+
+ ride
+
+non sarei venuto.
+
+TERESITA
+
+ un po' offesa.
+
+Non merito dunque la sua confidenza?
+
+NICOLÃ’.
+
+Lei merita tutto, ma il mio caso è di quelli che hanno bisogno di
+molta indulgenza.
+
+TERESITA.
+
+Ma sieda....
+
+NICOLÃ’
+
+ mettendosi a sedere sull'angolo della sedia.
+
+Intanto mi dica: come si trova qui a far da madre a queste due
+bambine?
+
+TERESITA.
+
+Una serie di dolorose circostanze.... Oh sapesse quante disgrazie!
+Morti i parenti di queste due povere figliuole, ho pensato ch'io
+potevo essere utile in questa casa.
+
+NICOLÃ’
+
+ esitando.
+
+Ma scusi. Lei non aveva sposato quel marchese?
+
+TERESITA
+
+ molto riservata.
+
+Sì.
+
+NICOLÃ’
+
+ C. S.
+
+E.... suo marito?
+
+TERESITA.
+
+È morto.
+
+NICOLÃ’
+
+ con una certa sorpresa.
+
+Ah! è morto anche lui....
+
+TERESITA.
+
+In duello a Parigi.
+
+NICOLÃ’.
+
+In duello a Parigi.... Guarda, guarda.
+
+TERESITA
+
+ dopo un breve pensiero.
+
+Ma non parliamo dei morti. Quel che è passato, è passato.
+
+NICOLÃ’
+
+ astratto in una sua idea.
+
+O bello, o bello...
+
+TERESITA.
+
+Che cosa?
+
+NICOLÃ’
+
+ si corregge, si fa serio, si alza.
+
+Mi rincresce di aver risvegliato delle dolorose memorie. Mi scusi....
+
+ in atto di congedarsi
+
+mi perdoni....
+
+TERESITA
+
+ restando seduta.
+
+Ma che cosa fa? lei non mi ha ancora detto lo scopo della sua visita.
+
+NICOLÃ’.
+
+È vero, ma io non so nemmeno se la mia visita abbia uno scopo.
+Giacoraina doveva avvertirmi di queste circostanze.
+
+TERESITA
+
+ con tono quasi materno.
+
+Bene, si accomodi. Giacomina mi ha scritto tutto. Lei e venuto a
+Incirano per uno scopo molto lodevole e molto onesto. Vuol prender
+moglie.
+
+NICOLÃ’
+
+ affettando una certa sicurezza.
+
+Sì, voglio prender moglie.
+
+TERESITA
+
+ ridendo con gaiezza simpatica.
+
+O bello, o bello...
+
+NICOLÃ’
+
+ un po' mortificato.
+
+Che cosa c'è di bello?
+
+TERESITA.
+
+Bello che il signor Nicolò voglia finalmente prender moglie.
+
+ ride.
+
+NICOLÃ’
+
+ serio.
+
+Non rida o mi scoraggia.
+
+TERESITA.
+
+Ci ha pensato un pezzo il signor Nicolò.
+
+NICOLÃ’
+
+ in tono di rimprovero.
+
+E di chi la colpa?
+
+TERESITA.
+
+Di chi?
+
+NICOLÃ’.
+
+Ah Teresita! non si dovrebbero ricordare certe cose....
+
+ picchia nervosamente il bastoncino sul cappello.
+
+TERESITA
+
+ gravemente.
+
+Proprio!
+
+NICOLÃ’.
+
+E tanto meno si dovrebbe ridere.
+
+TERESITA
+
+ sospirando.
+
+Si ride quando si è finito di piangere.
+
+NICOLÃ’
+
+ con una punta d'ironia.
+
+Beata lei che ha finito! Le donne son così facili a dimenticare....
+
+TERESITA.
+
+Si dimentica... per non odiare.
+
+NICOLÃ’.
+
+Io non ho meritato il suo odio.
+
+ Con un leggero tono di sarcasmo.
+
+A ogni modo la donna che sposava il marchese di San Luca deve aver
+trovato nel fasto del suo blasone qualche conforto a' suoi dolori.
+
+TERESITA
+
+ offesa.
+
+Nicolò, non dite queste parole che offendono una donna che fu già
+troppo infelice nella sua vita. Voi sapete come sono andate le cose.
+Il mio matrimonio fu per me una di quelle necessità che il solo cuore
+d'una donna sa comprendere e sa compatire. Voi sapete che mio padre
+era un uomo rovinato, che sulla nostra casa stava il disonore e il
+fallimento, che soltanto un matrimonio di convenienza poteva salvare
+una vecchia esistenza dalla disperazione. Allora voi eravate un
+giovine ufficiale senza fortuna, nell'impossibilità di mettere una
+casa. Poi venne la guerra e voi partiste per il campo....
+
+NICOLÃ’
+
+ con amarezza.
+
+E quando tornai dai pericoli della guerra, seppi che Teresita Morando
+era diventata la marchesa di San Luca.
+
+TERESITA
+
+ con un moto di ribellione.
+
+Già, e non pensaste nemmeno ch'io avessi potuto fare quel passo per un
+sentimento di abnegazione e di dovere. Voi pensaste solamente e
+semplicemente che Teresita Morando, ragazza vana, leggera, smaniosa di
+brillare, inebriata all'idea di portare una corona sul suo biglietto
+di visita, avesse dimenticato volontieri il povero tenente per darsi
+nelle braccia di un vecchio nobile... sciupato dai piaceri. Questo
+solo voi avete pensato: e non sareste stato un uomo se aveste pensato
+altrimenti. L'egoista non è obbligato a compatire e meno a
+comprendere... e tanto meno a perdonare.
+
+NICOLÃ’
+
+ si alza, resta un istante come combattuto, e
+ mormora:
+
+Se sapeste invece quanto ha sofferto questo egoista!
+
+TERESITA
+
+ alzandosi anch'essa.
+
+E quest'ambiziosa oh! non ha forse sofferto! no. Rapita dai bagliori
+de' suoi diamanti questa vittima incoronata non ha versata mai una
+lagrima.... Nei tre anni del suo matrimonio con quell'infelice
+_boulevardier_ essa passò di trionfo in trionfo... invidiata da tutte
+le miserabili che non hanno una corona sulla carrozza... e un
+supplizio nel cuore.
+
+ Abbandonandosi alla sua passione.
+
+Voi non vi siete più occupato di me; ma per qualche motivo avete
+stentato a riconoscermi. Voi avete trovato facilmente dei dolci
+compensi...
+
+ Arrestata improvvisamente da una specie di
+ rimorso, cangia tono, e con affettata naturalezza
+ ripiglia.
+
+Ma di che cosa si parla? oh buon Dio! questo non è lo scopo della
+vostra visita. A che pro' disseppellire cose morte e finite? Sediamo:
+animo, sedetevi.... Veniamo all'argomento.
+
+ Come smarrita.
+
+Giacomina mi ha scritto.... Che cosa mi ha scritto la buona amica? che
+voi volete accasarvi, che è tempo anche per voi di mettere giudizio. È
+giusto. Sa che le povere mie nipoti son buone e brave ragazze e
+anch'io sarei contenta di vederle collocate. Ma sedetevi dunque,
+parlate.
+
+NICOLÃ’
+
+ con espressione patetica.
+
+No, no, non ho più nulla a dire. Scusate, Teresita, io non son più
+degno di accostarmi a una donna....
+
+ Si ritira qualche passo per
+ andar via.
+
+TERESITA.
+
+Non andate in collera per quello che vi ho detto. Vi domando scusa se
+vi ho offeso. Sedetevi, ragioniamo. Accettate almeno un bicchierino di
+vermouth....
+
+ Toglie da uno stipo una bottiglia
+ di cristallo e offre un bicchierino
+ a Nicolò.
+
+NICOLÃ’
+
+ sforzandosi a rifiutare.
+
+No, no, lasciatemi andare. Non merito più nulla. La mia vita è finita
+da un pezzo.
+
+TERESITA.
+
+Devo proprio mettermi una vecchia cuffia in testa per persuadervi a
+ragionare?
+
+ Nicolò accetta il bicchierino.
+
+Se vi ho offeso perdonatemi. Voi avete per errore messa una punta di
+ferro sopra una cicatrice e io ho gridato di dolore. Ma ora è passato.
+Qua....
+
+ Lo fa sedere e siede anche lei.
+
+Posso aiutarvi, voglio consigliarvi, perchè in fondo ho molta stima di
+voi.
+
+NICOLÃ’.
+
+Io invece non ho nessuna stima di me. Io ho sempre creduto che non
+valesse la pena di voler bene a una donna. Ho atrocemente sofferto, ma
+non per pietà della vittima inghirlandata. Ho sofferto solamente per
+il mio orgoglio ferito. Avete detto bene poco fa. Il mio nome è
+Egoista. Quando un uomo non è capace di comprendere, di compatire, di
+perdonare, non merita più che una donna gli voglia bene....
+
+ Volta via la faccia alquanto
+ commosso, tracanna d'un fiato
+ il bicchierino, va a collocarlo
+ sullo stipo, e si prepara a congedarsi.
+
+TERESITA
+
+ si alza, un po' soprapensiero.
+
+Permetta che le presenti almeno le bambine. Per quanto senza cuffia so
+esercitare i doveri dell'ospitalità.
+
+ Dal giardino risona un campanello.
+
+Ecco, son le ragazze che tornano colla governante.
+
+NICOLÃ’
+
+ cercando di sfuggire.
+
+No, no, non voglio veder nessuno; non voglio lasciarmi vedere.
+
+TERESITA.
+
+Mettiamoci qui, dietro a questo paravento. Da qui possiamo vederle
+senza essere veduti.
+
+ Conduce Nicolò per mano
+ fin presso la porta dietro un
+ paravento e indica le ragazze
+ che passano in giardino.
+
+Guardi la prima, la bionda, ha ventidue anni, è un angiolino di bontà,
+piena di sentimento. L'altra, la bruna, Annetta, è un carattere più
+serio, ha molto ingegno, conosce molto bene la musica....
+
+ Nicolò, stringendo la mano
+ di Teresita, trascinato dalla
+ forza dell'antica passione, posa
+ un bacio sui capelli di lei e resta
+ come fulminato dalla sua
+ stessa audacia.
+
+ Teresita, sfuggendogli, dice
+ con accento di profondo rimprovero,
+ ma senza ira:
+
+Che cosa fa, Nicolò....
+
+ va a sedersi e nasconde la faccia
+ nelle mani.
+
+NICOLÃ’
+
+ dopo essere rimasto un gran
+ pezzo come trasognato, si accosta
+ pianino a Teresita e con
+ voce sommessa piena di note
+ tenere e appassionate, dice,
+ quasi curvo su di lei:
+
+Io non ho conosciuto che una donna nella mia vita e basta! la bionda,
+la bruna, la sentimentale e la donna assennata, tutte le bontà e tutte
+le bellezze di una creatura di donna son già passate nel mio cuore il
+giorno che vi siete passata voi, Teresita. Voi vi avete lasciato un
+modello così sublime, che, al confronto, tutte le altre mi sembrano
+immagini sbiadite. Chi ama bene una volta ha amato per sempre. Il
+destino non ha voluto che voi foste mia, e _amen_! È bene che io non
+guasti il mio ideale. Se Giacomina non mi avesse cacciato qui, io non
+sarei venuto mai a questa ricerca di commesso viaggiatore. È peccato
+sciupare l'amore vivo con degli amori artificiali; non barattiamo
+l'oro colla carta.... Addio.
+
+TERESITA
+
+ non contenta.
+
+Che dovrò scrivere dunque a Giacomina? Che abbiamo fatto fiasco?
+
+NICOLÃ’.
+
+Le scriverò io, se permettete. Siccome non tornerò a casa sua prima
+della fin del mese e forse più tardi, è bene che le mandi due righe.
+Se mi favorite carta e penna.
+
+TERESITA
+
+ preparando le cose su un altro tavolino.
+
+Intendete viaggiare?
+
+NICOLÃ’
+
+ siede al tavolino e prende la penna.
+
+Sì, ho bisogno di cambiar aria. Son mezzo malato, mi sento vecchio e
+malinconico. Andrò a Parigi anch'io in cerca di distrazione.
+
+ scrive:
+
+_Cara Giacomina...._
+
+TERESITA
+
+ seduta in disparte ha preso in
+ mano un lavoruccio.
+
+Parigi non è una città troppo indicata per della gente ammalata. Voi
+avete bisogno d'una buona infermiera.
+
+NICOLÃ’.
+
+_Cara Giacomina...._ Aiutatemi a scrivere questa lettera....
+
+TERESITA
+
+ con energia, dopo aver buttato
+ via il lavoro.
+
+Sì, scrivete sotto dettatura:--Cara Giacomina, siccome io sono... un
+uomo di poca fede....
+
+ Nicolò scrive sotto dettatura:
+ qui s'interrompe.
+
+TERESITA
+
+ comandando.
+
+Scrivete, animo! «Son destinato a soffrir sempre per non conchiudere
+mai nulla.» Avete scritto?
+
+ Si alza e passeggia un po' nervosa.
+
+NICOLÃ’
+
+ scrive.
+
+_Mai nulla_.... Ho scritto.
+
+TERESITA.
+
+Punto e a capo. «Io non credo nella virtù della donna....
+
+NICOLÃ’.
+
+Scusate....
+
+TERESITA
+
+ lasciandosi sempre più trasportare
+ dalla passione.
+
+No, no. Dovete scrivere la vostra condanna. «Non credo... che una
+donna... possa aver conservato puro il suo ideale... mentre....
+
+ parlando direttamente a Nicolò
+ che lascia cadere la penna.
+
+mentre intorno a lei si commerciavano gli affetti e si commettevano le
+più ignobili vigliaccherie. Non credo che una donna possa sopravvivere
+al suo stesso dolore e alle sue umiliazioni: non credo che possa
+ancora conservare intatto il tesoro de' suoi affetti e possa
+compensare un uomo di averla amata bene una volta....
+
+NICOLÃ’
+
+ afferra le mani di Teresita, le
+ porta alla bocca, inginocchiato
+ davanti a lei.
+
+Dunque tu mi ami ancora?
+
+TERESITA
+
+ svegliandosi da una specie di sogno.
+
+Che fate? io non parlavo di me. Scrivete.
+
+NICOLÃ’.
+
+Donna di poca fede, perchè ingannarci ancora?
+
+TERESITA.
+
+Io parlavo di queste povere ragazze orfane.
+
+NICOLÃ’.
+
+Esse hanno bisogno di un padre. Scrivete voi, detterò io....
+
+ La fa sedere al suo posto.
+
+TERESITA
+
+ resistendo.
+
+Nicolò, che cosa ho detto? io provo un rimorso.... Voi non siete
+venuto per me.
+
+NICOLÃ’.
+
+Scrivete «_Cara Giacomina_....
+
+ Teresita si sforza a scrivere.
+
+ Nicolò detta:
+
+Ni... co... lò mi a... ma;--punto e virgola.--Io a... mo Nicolò.
+Dunque t... o... to. E Teresita non dice di no. E la cara zietta,
+senza la cuffietta, si lascierà finalmente baciare la bocca da un
+vecchio ragazzo che l'ama da dieci anni.
+
+TERESITA.
+
+Odiandola....
+
+NICOLÃ’.
+
+Sì. L'amore perchè resista al tempo bisogna come l'oro mescolarlo in
+una piccola lega d'odio e di gelosia. Sì, io ti ho odiata, ti odio...
+perchè ti amo.
+
+TERESITA.
+
+Zitto, le ragazze....
+
+ Si alza un po' spaurita e con
+ voce supplichevole soggiunge:
+
+E andrete proprio via?
+
+NICOLÃ’.
+
+Sicuro, bisogna che io corra ad avvertire Giacomina di queste novità.
+Ve la manderò qui.
+
+TERESITA.
+
+Qui no: ci son troppe ragazze. Andrò io da lei. Mio Dio! e che diranno
+queste povere figliuole? io che dovrei pensare al loro destino, e
+invece.... Bella zia che sono! ma non sono invecchiata, Nicolò?
+
+ Va a guardarsi nello specchio.
+
+Non sono magra e distrutta dal dolore? Non merito proprio una cuffia?
+Che cosa dirà il mondo?
+
+NICOLÃ’
+
+ ridendo mentre passa il braccio
+ nel braccio di lei.
+
+Il mondo dirà che amor vecchio non invecchia: e che il miglior modo
+per prender moglie è... di parlarne alla zia.
+
+
+
+
+AI TEMPI DEI TEDESCHI.
+
+
+--Tutte le mattine la salutavo con un bel trillo di flauto (allora il
+flauto era di moda): e tutte le sere, prima di levarmi le scarpe, le
+mandavo un altro saluto con una volatina di note, che volevan
+dire:--_Bona note, siora Nina_!
+
+--Lei, insomma, era innamorato della sua vicina.
+
+--Come un angelo, ero innamorato. A vent'anni l'amore va tutto in
+fiore, e quando la sorte ti mette accanto a una bella donnina, il meno
+che si possa fare è di farle la corte col flauto.
+
+--E il marito?
+
+--Il marito d'una bella donnina è sempre un brutto mostro, un tiranno,
+uno scimmiotto, questo si sa. Nel caso mio, il sior Malgoni, imp. reg.
+impiegato alla contabilità, un omaccione linfatico e geloso, meritava
+qualche riguardo, prima perchè in fondo voleva bene a sua moglie, e
+poi perchè aveva delle amicizie in polizia e a quei tempi non c'era
+troppo a fidarsi. Parlo dei tempi dei tedeschi.
+
+--Ho capito. Lei non andava più in là del flauto.
+
+--Ero un matricolino sui vent'anni, un pò' timido, come chi non è mai
+uscito dal suo guscio. Qualche volta mi arrischiavo di gridare dalla
+finestra:--_La se péttena, siora Nina! vol piovere? vol far belo,
+siora Nina?_
+
+--E la siora Nina?
+
+--_Sì, sior Anzolo, vol piovere, vol far bel tempo!..._
+
+--Un'arcadia!
+
+--E non mancavano i sonetti.
+
+--Anche i sonetti?
+
+--Sicuro; li stampavo sul _Trovatore_, un giornaletto teatrale di
+Padova, e glieli facevo pervenire con delle iniziali molto
+trasparenti. Seppi più tardi che la siora Nina non sapeva leggere più
+in là del suo libro da messa; ma le donne, quando amano, son come i
+gatti; ci vedono anche al buio. Suo marito se l'era tirata in casa
+ancor ragazzina, con una gonnella di cotone e un paio di zoccoli sui
+piedi; l'aveva mandata a scuola un po' di tempo dalle monache, e
+quando la servetta gli parve cresciuta abbastanza, se l'era sposata
+per avere una compagna fedele. Il poveretto, più vecchio una ventina
+d'anni, pativa d'asma e di mal di cuore, ed è sempre prudenza aver
+qualcuno che ti assista in un bisogno e ti faccia compagnia la notte.
+
+--Era bella?
+
+--Bellissima no, ma un musettino gustoso di servetta friulana, con dei
+riccioli biondi che incorniciavano un bell'ovale colorito e sano.
+Gaia, spiritosa come tutte le nostre venete, la fortuna non l'aveva
+fatta salire in superbia. Nella sua ignoranza aveva un fascino
+naturale, non guasto dalle solite compassature del galateo sociale.
+
+Gente in quella casa ce ne andava poca, tranne qualche provinciale,
+che capitava di tempo in tempo a trovar la Nina diventata _parona_.
+
+L'unica persona di riguardo, che visitava con qualche frequenza l'imp.
+reg. impiegato della contabilità era il dottor Franzon, un professore
+della facoltà medica, compatriota del Malgoni e suo medico curante.
+Franzon era già una mezza celebrità fin da quel tempo per le sue
+fortunate operazioni ostetriche, e la gran scienza faceva perdonare in
+lui il naso d'aquilotto e i modi di villan scozzonato e superbo, che
+gli avevano meritato il titolo di dottor _Grobiàn_.
+
+L'onore e la scienza di tanto uomo si riverberavano sulla modesta casa
+Malgoni, specialmente dopo che Franzon era salito in auge alla Corte
+per una felice operazione, che aveva salvato alla monarchia uno dei
+trecentotrentatrè arciduchini d'Austria. E poi fa sempre comodo d'aver
+un dottore amico, quando si soffre d'asma e di palpitazione di cuore.
+
+La siora Nina era in una continua trepidazione davanti a un _omo de
+tanto riguardo_, molto più che Malgoni, indulgente su molte cose,
+diventava ancor il _paron_ terribile, quando si trattava d'invitare a
+pranzo l'illustre Franzon. Guai se il manzo non era a giusta cottura!
+guai se il caffè non aveva quel tal profumo delicato! guai se Nina non
+faceva gl'inchini bene e non rispondeva a tono:--_Sior sì, sor dottor;
+sior no, sor professor...._ «Un omo che aveva delle influenze a Corte,
+che, con poco rispetto parlando, aveva visto un'arciduchessa in
+camicia, un dottor di quella forza, un professoron come Franzon, che
+si degna _de magnar_ la tua minestra, non è un caso che cápita a
+tutti; oltre all'onore, poteva sempre far del bene a un imperiale e
+regio impiegato, onesto, religioso e di sani principii.»
+
+--Ho capito. La siora Nina non si divertiva troppo.
+
+--E no, poverina! quando i due cravattoni cominciavano a parlar di
+politica, e a tirare in scena la Dieta e Metternich e a parlare in
+_barlich_ e _barloch_ e in _flit_ e _futter_, essa usciva volentieri
+col secchiello a prender l'acqua sul pianerottolo.
+
+Era in quei momenti e durante quelle brevi scappate ch'io coglievo
+l'occasione per recitarle il mio sonettino, per dirle che le volevo
+bene, per baciarle la punta di un dito. Non più in là, s'intende.
+
+Essa non era donna da dar confidenze agli studenti e io, povero
+matricolino, ero troppo ingenuo per far della concorrenza a
+Metternich.
+
+La cosa andò avanti così un bel pezzo, tra un trillo di flauto, un
+sonetto e un secchiello d'acqua, quando Malgoni ammalò gravemente di
+quel suo battito di cuore e parve sul punto d'andarsene all'altro
+mondo.
+
+Franzon si mise al letto dell'amico e gli usò una assistenza fraterna.
+
+Quando non bastava il dì, rimaneva la notte accanto alla siora Nina
+che scaldava i brodi; e siccome ogni servizio merita compenso, e non
+c'è amicizia che in qualche modo non si faccia pagare, il bravo dottor
+e professor, forte dell'amicizia di Metternich e della sua prepotenza,
+credette d'onorare anche la moglie del suo vecchio amico.
+
+La Nina, una povera servetta senza esperienza, còlta di sorpresa,
+nella sua suggezione, nella sua paura, al buio, di notte, accanto al
+marito quasi morente, dominata dalla forza d'una passione brutale e
+poi spaventata dal sofisma del fallo compiuto, dopo essere stata
+vittima, si credette quasi complice del tradimento. E tacque e simulò.
+
+Franzon poteva fare del bene a Malgoni; ma poteva anche fargli del
+male. La povera donna, sprovveduta nella sua ingenua ignoranza d'ogni
+energia morale, credette, simulando, di evitare a suo marito un gran
+dolore. C'era da farlo morire di crepacuore quel pover'uomo, se gli
+avesse detto di qual refe era fatta l'amicizia di Franzon. E non si
+accorse che intanto l'uomo scaltro ed erudito la dominava con la sua
+stessa paura e l'appoggiava come una schiava al carro della sua colpa.
+
+Quando tornai a Padova, dopo le vacanze, mi parve di leggere nel volto
+meno chiaro della bella Nina come una nota misteriosa di dolore e di
+avvilimento. Essa mi fece capire che aveva qualche ragione segreta di
+vivi dispiaceri. Malgoni stava abbastanza bene e aveva ripigliato il
+suo ufficio; ma l'amico di casa s'era impadronito così bene del cuore
+del suo malato, che ormai il pover' uomo non vedeva che per gli occhi
+del dottore, non parlava che per la sua bocca.
+
+Non ci vuole che un marito per non vedere: ma la gente cominciò a
+mormorare. Le donnette volevan quasi far credere che il dottore
+mirasse ad avvelenare Malgoni colla digitale o a corroderne la vita
+coi deprimenti. Questa calunnia, messa fuori colla solita sventatezza
+delle teste piccine, non fu senza conseguenza per una fantasia
+riscaldata come la mia; la malinconia, il pallore e le lagrime della
+povera siora Nina non erano per se un terribile capo d'accusa?
+
+Da quel dì cominciai a guardare in cagnesco il piccolo dottor Grobian,
+dal naso d'aquilotto, dalle spalle di facchino, che andava schiacciato
+sotto l'enorme tuba e infagottato nell'enorme cravattone di seta. E
+siccome ringhio suscita ringhio, anche Franzon imparò a conoscermi e a
+guardarmi in cagnesco tutte le volte che m'incontrava sul pianerottolo
+o nell'androne della casa. Anche lui aveva le sue spie, e qualcuno
+doveva avergli parlato dei miei sonetti e de' miei trilli di flauto.
+
+Si arrestava con sfacciataggine a squadrarmi, colle mani dietro alla
+schiena, colle quali dimenava una grossa canna come una coda e con
+quegli occhi pesti pareva dirmi:--_Ocio_, matricolino che so tutto e
+ti posso far legare.--Il _Trovatore_, aveva delle velleità
+patriottiche io era allora un bel giovinotto, con un bel pizzo di
+barba: e anche quel po' di barba poteva essere interpretata come
+un'idea sovversiva. Parlo dei tempi dei tedeschi.
+
+Messo tra un marito geloso e un ringhioso amico di casa, il meno che
+potessi fare era di usar prudenza, di rimettere il flauto
+nell'astuccio, di sacrificare qualche sonetto, di compatire da lontano
+a una povera donna caduta come un'agnella negli unghioni d'un orso
+buono e stupido e di un lupo furbo e affamato.
+
+E le cose sarebbero andate avanti un pezzo così, e sarebbero
+fors'anche finite in qualche maniera colla pace e colla noia, se tutto
+ad un tratto l'illustre Franzon non fosse stato ufficiato ad assumere
+la direzione dell'Ospedale delle partorienti a Venezia, carica che
+portava il grado di medico di Corte e il titolo di cavalier della
+Corona di ferro. Bagatella!
+
+Questa nomina che lusingava la sfrenata ambizione e l'avidità del
+bravo ginecologo, poteva essere per la siora Nina una vera
+liberazione.
+
+Ma la poverina aveva fatto i conti senza il lupo. Franzon non era un
+uomo da rinunciare troppo facilmente a una passione e a una comodità,
+neanche per l'onore della Corona di ferro. Scrisse da Venezia
+all'amico che c'era una bella combinazione, un posto vacante alla
+contabilità di quella delegazione, con qualche vantaggio di soldo, che
+lui poteva raccomandarlo a persone influenti: e poi tornò a scrivere
+che l'aria delle lagune più calma, più carica di sale, era fatta
+apposta per i mancamenti di respiro; non perdessero tempo,
+inoltrassero subito una domanda all'I. R. delegato: al resto pensava
+lui....
+
+--Il lupo voleva avere la pecorella vicina....
+
+--Precisamente così. La povera Nina che di quella maledizione ne aveva
+abbastanza, usò di tutta la sua influenza presso il marito perchè non
+si movesse; gli dimostrò che a Padova stavan bene, che vi avevano
+amici e parenti, una bella casa, tutte le migliori comodità, mentre un
+trasloco è una tempesta, un danno, un fastidio infinito. Pregò tanto,
+carezzò tanto la barba grigia del suo Malgoni, che costui, pigro già
+la sua parte e nemico dei trambusti, finì col ringraziare l'amico
+lontano e disse di no. Questa risposta non fece che aguzzare la voglia
+dell'illustre ginecologo e colla voglia il dispetto e la rabbia. Tornò
+a scrivere; ma vedendo che sprecava il suo inchiostro, e che Malgoni
+era deciso a non muoversi, cominciò a insinuare bel bello qualche
+sospetto nell'animo dell'amico. Gli fece capire che la Nina aveva
+qualche motivo di non abbandonar Padova, città allegra, piena di
+studenti e di capi scarichi, che fanno all'amore coi sonettini e coi
+trilli di flauto....
+
+--Birbo!
+
+--....Tre volte birbo! Il marito, facile a insospettirsi, aprì gli
+occhi, osservò dissimulò, e può essere che cogliesse qualche segno a
+volo. Ma non volendo far scene per paura d'uno scandalo, una sera,
+detto fatto, annuncia alla Nina che aveva accettato il posto: si
+preparasse a sbarazzare la casa e a partire per Venezia,
+
+La povera donna, che cominciava appena a respirare e a godere la sua
+libertà, còlta in un momento cattivo, dichiarò a Malgoni che lei a
+Venezia non sarebbe andata....
+
+--Ah! tu non vuoi venire?--gridò con voce ironica il vecchio geloso: e
+siccome l'amico lontano in quei giorni aveva avuta la bontà
+d'inviargli tutta la raccolta de' miei sonetti innocenti, in cui il
+nome di _Nina_ tornava spesso a rimare con _divina_, armato di quei
+documenti, si scagliò sulla povera donna e cominciò a batterla.
+
+--So tutto, svergognata! so tutto, brutta traditora, senza cuore e
+senza carità. E tu fai all'amore, mentre hai il marito malato, quasi
+moribondo? e tu dimentichi così il bene che ti ho fatto, brutta
+servaccia?
+
+E siccome non cessava di picchiare con un pezzo di riga sulla spalla e
+sulla testa della povera donna, alle grida, ai pianti di costei, sì
+risvegliò la casa, si aprì qualche finestra, comparvero dei lumi e
+cominciarono gli uhè.... di sotto e di sopra.
+
+La Nina che non capiva bene per colpa di chi la battesse il suo
+padrone, aveva cercato di scappare dall'uscio sul ballatoio; e fu
+allora che il vecchio esasperato, pensando che volesse fuggire di
+casa, le sbarrò il passo, l'afferrò pei capelli e la fece strillare
+come un'aquila.
+
+Era troppo ormai anche per un matricolino. Corsi di sopra, piombai su
+quel disperato, che al mio comparire si fece livido; poi non so dire
+quel che sia avvenuto.
+
+Pare che l'emozione fosse troppo forte per il vecchio malaticcio, o
+che una violenta stretta di cuore soffocasse insieme la bile, il
+sangue e la vita.
+
+Cadde come un sacco slegato, lo circondarono, lo portarono sul letto,
+e nella notte stessa morì, con infinito spavento della povera Nina,
+che s'immaginava quasi d'averlo ammazzato.
+
+Due giorni dopo questi fatti alcuni compagni corsero a casa mia ad
+avvertirmi che avevano arrestato Branchetti, il direttore del
+_Trovatore_ e che la polizia era in cerca di me. Non era il caso di
+stare ad aspettarla.
+
+Le guardie entrarono in casa mia e sequestrarono le carte, le robe, il
+flauto. Padova non era più aria buona per me: e per non aspettare di
+peggio, la notte stessa presi la strada del confine.
+
+--Era anche questo un intrigo di Franzon?
+
+--....Còlto nel segno! Coll'ingegno che natura gli ha dato, egli aveva
+saputo dimostrare alla polizia centrale di Venezia che a Padova si
+congiurava contro l'ordine costituito e che un branco di giovinastri
+mazziniani nelle conventicole del _Trovatore_ inneggiavano all'Italia
+sotto l'allegorico nome di Nina,
+
+--Che talento! Non poteva vendicarsi con più spirito. E come finì?
+
+--Finì che, morto Malgoni e venuto al mondo, sei mesi dopo il
+funerale, un bel maschietto, la povera Nina trovò ancora della sua
+convenienza di andare a Venezia e d'acconciarsi in casa del suo nuovo
+padrone e tiranno; il quale qualche tempo dopo trovò della sua
+convenienza anche lui di sposare la vedova e tirarsi in casa quel po'
+di ben di Dio che Malgoni le aveva lasciato sul testamento. La siora
+Nina dev'essere morta qualche tempo prima che entrassero gli Italiani
+in Venezia.
+
+--Bella storia! e Franzon?
+
+--Franzon sano, robusto, vispo come un pesce, di trionfo in trionfo,
+oggi è diventato una mezza illustrazione della scienza europea. Si
+dice che alla prima infornata abbiano a farlo senatore.
+
+--....È naturale! Non son più i tempi dei tedeschi.
+
+GINA.
+
+Man mano che il Natale, col suo regalo di neve, si avvicinava, si
+facevano sempre più spaventosi i rimorsi di quella ragazza: perchè la
+sua mamma poveretta, era morta appunto una mattina di Natale, mentre
+la Gina non toccava ancora i nove anni, e il pensiero della mamma,
+anche in mezzo alle più sciocche vanità della vita, aveva sempre
+conservato per la giovane un certo qual profumo, come di fiori
+d'altare. Oggi, passati molti anni da quel giorno, la Gina aveva
+abbandonata la casa paterna, per venire a cercar fortuna in città.
+Giunta a Milano col canestrino di fiori, perchè era bella, se l'erano
+messi d'attorno i giovinotti e uno fra' tanti che l'aveva tentata,
+pareva che le volesse bene; così almeno egli giurava sempre,
+toccandosi colla mano il posto del cuore. E veramente, ne' primi
+tempi, fu per la Gina una specie di sogno. La stagione era viva, la
+città allegra e piena di gente, gli amici cortesi; per cui ella potè
+facilmente guadagnarsi un appartamento tutto per lei, con specchi,
+dorature, cortine di seta, e un gabinetto chinese con una specchiera,
+che pareva un reliquiario. E dire che la Gina alla Ghiacciata s'era
+lavata il viso le dodici volte nel secchio! ma fortuna e dormi, dice
+il proverbio, ossia chi bella nasce ha la dote nelle fasce. I
+fotografi amavano ritrarla in grande, per farne dei quadri agli angoli
+delle vie: un cappellino, portato dalla Gina, poco mancava che
+diventasse subito di moda e se le signore--quell'altre--non andavan
+dietro al modello, gli era soltanto per non dimostrare che la Gina
+fosse più bella di loro. Tuttavia anche sotto quella cipria, anche in
+mezzo alla spuma frizzante di quella vita, fra le garze e i nastri
+color di rosa, la Gina provava nel cuore una specie di puntura, come
+se una spina vi si fosse rotta dentro; e in fondo ai cartocci pieni di
+cose dolci, che le regalavano a teatro, sentiva sempre un amaro di
+legno quassio, perchè il peccato non si sputa fuori, nè tutte le
+macchie si lavano col sapone. Anzi, quanto più pareva che il suo
+occhio di gazzella fosse talvolta rapito in una apoteosi dell'opera, e
+in una contraddanza di driadi ed amadriadi, tanto più il suo pensiero
+sprofondava nelle fessure della coscienza e le accadeva di vedere, fra
+le piante della scena, spuntare un campanile aguzzo, colla crocetta in
+cima, o la siepe dove soleva curare le oche, o il pergolato e il
+ballatoio di legno, coll'insegna della Ghiacciata, la famosa osteria
+del suo babbo.
+
+Fanciulletta vi era cresciuta, a piedi nudi, col bel musetto sporco,
+coi capelli in furia, cogli occhi neri e lustri come il carbone, amata
+prima dalla sua mamma, odiata poi dalla matrigna, che aveva una
+ragazza brutta e storta.
+
+Quando la matrigna aveva gente, la Gina scappava di sopra, apriva un
+guardaroba, ne toglieva una veste lunga, per il gusto d'indossarla e
+di fare la coda sull'ammattonato, passeggiando innanzi allo specchio
+con una ventola in mano, di penne di tacchino. La matrigna ne la
+pagava poi con sferzate di vero legno di nocciuolo, o con schiaffi per
+il gusto che avrebbe voluto anch'essa di voltarle la faccia. Ma la
+faccia della Gina si faceva sempre più bella, come se le ceffate
+finissero d'aggiustarla: gli occhi, spesse volte lagrimosi,
+acquistavano una profondità infinita, come chi guardasse nell'acqua
+del mare, e così spuntò la primavera dei suoi sedici anni. All'osteria
+della Ghiacciata, che aveva d'intorno un bel boschetto di carpini e di
+sambuco, venivano al primo aprirsi della primavera, molte comitive in
+carrozza, di giovani e di donne bellissime, che dopo il pranzo si
+mettevano a ballare sul battuto. Il Toppa, un cretino dalla gola
+gonfia e dagli occhi malati, suonava l'organetto per muovere certe
+scarpette di seta, che il diavolo, io credo, suggerisce ai parigini
+per far perdere la strada alle anime innocenti. Anche la Gina imparò a
+ballare, cioè quando ci si provò la prima volta, si meravigliò essa
+stessa di saperlo fare. È vero che essa aveva ballato molte volte ne'
+suoi sogni, quando, a quindici anni non si dorme inutilmente; ma tutti
+dicevano che danzava di scuola, e che pareva di portare una piuma, se
+si appoggiava al braccio del cavaliere.
+
+Imparò anche a far dei mazzolini e vide in seguito che i fiori stavano
+bene in un canestro di vimini. Una volta che una di quelle signore
+dimenticò un cappello di paglia, a foggia di paniere, colla tesa larga
+e piovente, la Gina se lo provò sul capo, e vide che pareva anch'essa
+un fiore nel paniere. Ci pensò un poco; ogni mattina, da un pezzo in
+qua, soleva correre incontro al procaccia, per togliergli di mano un
+biglietto ricamato con una corona di conte, Ci pensò un pezzo, finchè
+una volta che la matrigna osò buttarle il cencio dei piatti sul muso,
+non disse nulla, ma scrisse due righe sopra un foglio. Due giorni
+dopo, col pretesto che andava in chiesa a messa, nel suo scialletto
+nero, prese la strada postale, camminò nella polvere e sotto il sole
+per un bel tratto, finchè giunta allo svolto, dov'era una gran siepe
+di robinie, scoperse una carrozza. Il cuore fe' sulle prime un gran
+schiamazzo, che non facevano l'eguale le sue dieci oche nei giorni di
+temporale; sostò, chiuse gli occhi un minuto, e quando li riaprì,
+credette quasi che l'aria fosse infocata, Qualcuno la spingeva bel
+bello: una voce sussurrava al suo orecchio; la carrozza fece il resto.
+
+Dopo tre mesi di vita gaja, la Gina ammalò di tifo: e se non era una
+vecchierella di buon cuore che si pose a curarla, presso il guanciale,
+gli amici l'avrebbero lasciata morire come un cane, nel suo bel
+gabinetto chinese. Quando potè cacciare le gambe dal letto e si guardò
+nello specchio trovò che, meno gli occhi, molto di bello se n'era
+andato: i capelli se li sentì pochi nelle mani, non così però che con
+un po' di belletto, e con qualche truciolo finto ella non potesse
+sperare di vincere ancora la sua fortuna. Uscì per le strade a vender
+fiori, ma visto che la gente non credeva più alla Gina di prima, pensò
+al modo di diventare un'altra Gina, poveretta! La vecchia signora, che
+l'aveva curata con tanto amore, le offrì ricovero in casa sua, in una
+viuzza tranquilla e fuor di mano, dove il sole non scendeva un
+momento, che per scappar via. Passò l'estate. L'autunno venne innanzi
+col suo tabarrotto di nebbia: venne anch'esso il dicembre nella sua
+pelliccia d'ermellino, e lassù intanto, in quelle quattro stanze,
+colava l'aria fredda, livida, inzuppata dì malinconia. Quando la Gina
+sentiva qualche cosa alla gola, che minacciava di strozzarla, usciva
+in cerca di sole, rubando cogli occhi l'ultimo verde, che spenzolava
+dai rami degli alberi. Si avvicinava il Natale, l'anniversario della
+sua povera mamma. Il profumo del lauro, la vista del muschio, degli
+aranci, dei presepi, dei balocchi di legno verniciati, esposti nelle
+botteghe e sui banchini, risuscitavano una folla di reminiscenze, un
+polverìo, come sopra una strada pesta da cavalli sfrenati. La Gina se
+ne tornava a casa, colla febbre nelle ossa, colle guance riarse, con
+una gran sete: si accoccolava per terra, sotto la finestra, al buio, o
+cogli occhi incantati sui fiocchi di neve che cadevano; nelle ore di
+notte che non poteva dormire, o che dormiva così a sbalzi, coll'animo
+sospeso e co' piedi freddi, essa si lasciava andare a ripensare le
+belle carte di torrone, che.... una volta il babbo le regalava, delle
+quali ne aveva un fascio in una scatola, quali screziate d'oro e
+d'argento, quali con bei lembi color cielo, color vestito della
+Madonna, altre gentili come le perle, altre accese come il fuoco; e ne
+faceva vesti alle sue bambole di carta, alla Ghiacciata, se ne ornava
+ella stessa le orecchie, tagliuzzando le laminette di paglia d'oro,
+tintinnanti; quasi il destino avesse dovuto prepararle, per i suoi
+begli occhi, una corona di diamanti, come a una principessa.... Così
+pensava fredda fredda nel letto.
+
+Ahimè! la corona l'aveva avuta sul capo, non importa se di gemme
+false. L'acqua era scesa per la sua china, trascinandola verso il
+mare; ma che mare! meglio il pantano, ove andavano guazzando le sue
+oche nei tempi di secco. Se ne sentiva sudicia l'anima e la bocca. Non
+pareva più il suo corpo, tanto le vesti le scappavano giù e i capelli
+si irritavano sul capo come lische. E intanto correva per le vie il
+santo Natale, caro ai bambini, a suon di piva, circondato il capo
+d'edera e di muschio; ogni masserizia era pulita e benedetta: ogni
+piedino aveva le sue calzette di lana, bianche o a liste di colore;
+s'imbandivano le mense accanto al fuoco, dove bruciava il lauro,
+spandendo un profumo di presepio e di Betlemme. V'era della gente al
+mondo, felice per un cavalluccio di legno scoperto in una scarpa, e
+delle barbe grigie, che piangevano di gioja per due righe di rampini,
+scarabocchiati e dedicati al nonno. Perchè la felicità è per sè stessa
+una cosa leggera e porta in alto il cuore che sa contenerla.
+
+--Gina!--gridò la voce della vecchia dal fondo della scala.
+
+Gina era fuggita. Scivolò al bujo dalle scale, corse pel vicoletto,
+scappò via, mentre accendevano i primi lampioni.
+
+Non nevicava, ma tanta era stata la neve caduta sui tetti, sui
+campanili, sugli abbaini, che la città pareva lì per perdere il
+respiro. Per la lunghezza delle vie, e per le piazze profonde, le
+flammelle del gas, fatte rossigne, si stringevano in sè, come se
+temessero pure di dover morire di freddo; poche, frettolose, le
+persone rasente ai muri; dagli archi delle botteghe chiuse, dalle
+finestre delle osterie, dalle case, traspariva quella luce velata e
+calda, che ha dentro di sè il fumo delle pentole e la ciarla della
+gente allegra. Voltò per via Larga; di là pel corso, verso porta
+Romana, dov'era la strada per la Ghiacciata. Sperava di arrivarvi in
+meno d'un'ora, non in carrozza, come sei mesi fa, quando era partita,
+non fra due filari di pioppi verdi, ma con un santo orgoglio, che la
+sorreggeva, che le riempiva gli occhi di lumi: al di là dei lampioni,
+oltre i gabellini, oltre la cerchia delle mura, che la serravano come
+l'anello d'una ruvida catena, anche in mezzo alla neve, alla nebbia,
+ai fossati, alle pozzanghere oscure, rasente ai cimiteri, la Gina
+vedeva la libertà; fuggiva, come se dietro i suoi passi corressero
+proprio ad inseguirla, e, voltandosi, guardava con spavento la mole
+confusa e nebbiosa della città. Presso i bastioni si trovò quasi
+perduta in un campo di neve. Le guardie, in un cantuccio del dazio,
+stavano scaldandosi intorno a un braciere, discorrendo sottovoce con
+aria di malcontento: al di là, quando cioè la Gina ebbe varcate anche
+le case del sobborgo, si trovò nel deserto addirittura, come le venne
+in mente d'aver letto, all'incirca, d'Elisabetta negli _Esiliati in
+Siberia_, quando giunge alle rive del Kama. La strada correva fra due
+fossati: non un carro, non un lume, non l'abbajare d'un cane. Ma non
+per questo cessava d'andare; il negro, che sia sfuggito al flagello
+del piantatore, non respira con tanta voluttà l'aria delle selve,
+quanto una coscienza, che si snodi da un'abbiezione morale e torva,
+cerchi di tornare alla stima di sè stessa. La Gina camminava nella
+neve, scendeva nelle pozze, nel ghiaccio, nella mota, contenta di
+dover vincere quegli ostacoli, come se, passando attraverso quella
+grande tribolazione, dovesse poi uscirne purificata. Era scomparsa un
+giorno d'estate fra un polverìo bianco: voleva ricomparire al disotto
+d'un nembo di neve; così della Gina si sarebbe dimenticato quel tempo,
+come se fosse stato un sogno.
+
+Camminò forse un'ora, senza mai sentire il freddo che le sbatteva sul
+viso; per la lunga eccitazione del suo spirito, ella finiva, sto per
+dire, col camminare sopra i propri pensieri. Certamente non vedeva
+l'ombra delle piante, nè i mucchi di ghiaja che costeggiano la strada,
+sotto uno strato di neve; se li avesse veduti, ne avrebbe preso
+maggior spavento, quasi fossero tanti cataletti posti in fila. Molte
+sue amiche eran camminate al camposanto collo strato bianco, e dietro
+aveva cantato anch'essa le litanie della Madonna, intonando il _Mater
+purissima_. E cammina, e cammina. Ecco finalmente che da' casolari,
+che sorgevano a destra e a manca della strada, sprofondati nel più
+fitto della notte, vede uscire, anche qui, quella luce velata e calda,
+che ha dentro di sè il fumo delle pentole e la ciarla della gente
+allegra. Anche per questi luoghi morti e quasi disabitati era passato
+il santo Natale, caro ai bambini, a suon di piva, circondato il capo
+d'edera e di muschio. Udiva delle canzoni, ma la strada continuava
+sempre deserta, sempre bianca lungo i fossati in cui gorgogliava
+un'acqua cieca piena di misteri. Finchè le parve di ravvisare, allo
+svolto di una gran siepe secca, il luogo, dove sei mesi fa era salita
+per la prima volta in carrozza, a guisa di certe povere ragazze delle
+favole, amate da principi. Quindi ravvisò anche il campanile aguzzo
+colla crocetta in cima, e fu per cadere come morta; ma la tenne ritta
+il pensiero che il più difficile era fatto e che, se Dio le avesse
+dato di poter rientrare nella sua casa, non solo ella avrebbe saputo
+trangugiare tutti i bocconi amari, ma si sarebbe chiamata felice di
+ottenere una scodella per carità e di far la serva alla sua matrigna.
+Giunta all'orlo della siepe di sambuco, che cingeva il giardino della
+Ghiacciata, guardò attraverso e vide che le finestre della vasta
+cucina brillavano; sotto stava il Toppa, attaccato all'organetto, e
+suonava una bella mazurca; la sua faccia giallognola e cretina
+sorrideva, mentre di dentro andavano e venivano delle ombre sulla
+cadenza della musica.
+
+La matrigna aveva invitato quel giorno Anselmo il mugnaio con suo
+figlio Gerola, un buon cristiano, zotico come un tronco, ma danaroso:
+da un pezzo la donna vi aveva messo gli occhi sopra per darlo, se si
+poteva, alla sua Carolina, che un migliore non ne avrebbe potuto
+trovare in questo mondo. Era stata contenta in cuor suo che la Gina,
+sdrucciolando come aveva fatto, avesse sbarazzata la casa da una
+terribile rivale.
+
+La Gina si accostò all'uscio; non piangeva, anzi, se si deve dirlo, si
+sentiva un coraggio e un'energia, di cui ella stessa si meravigliava.
+Il suo babbo era sempre il suo babbo e una donna, messa alle strette,
+non ha mai il cuore di respingere un'altra donna--pensava--quando
+implora compassione per amor di Dio.
+
+Picchiò una volta e non fu udita.
+
+Aspettò che il Toppa finisse di strimpellare e tornò a picchiare più
+forte.
+
+Questa volta qualcuno intese; la chiave scricchiolò e il volto della
+matrigna apparve nella fessura dell'uscio.
+
+--Chi è a quest'ora?
+
+--Sono io, la Gina.
+
+Il Toppa tornò a suonare, e il baccano, che sorse di dentro, impedì
+che altri potesse udire questo discorso.
+
+--Sei tu, sgualdrinella? va via, non ti conosciamo.
+
+--Per amor di Dio....
+
+--Sei venuta in carrozza?
+
+--Per carità, almeno per questa notte....
+
+--Questa notte meno che un'altra.
+
+--E dove andare a quest'ora?
+
+--Va dalla tua mamma.
+
+E chiuse l'uscio con furore, e girò due volte la chiave: parve a un
+tratto che di dentro si raddoppiasse la festa: la Carolina ballava con
+Gerola, e l'ostessa menava a tondo Anselmo il mugnaio, che non poteva
+reggersi sulle gambe. Il babbo dormiva nell'angolo nero del camino. La
+Gina non si accorse che intanto ripigliava a nevicare; non si accorse
+nemmeno che l'acqua entrava nelle sue scarpe; nè che le vesti
+strisciavano per terra. Non si sgomentò.
+
+--Andrò dalla mia mamma,--disse sottovoce, con un senso amoroso, la
+povera Gina. Conosceva bene la strada, perchè tutti gli anni soleva la
+mattina di Natale portarle un mazzo di fiori secchi, o un nastro
+ricamato. Quest'anno l'ora era un po' tarda, ma la sua mamma l'avrebbe
+ricevuta.
+
+Attraversò le vie deserte del paese: conobbe la strada del camposanto;
+spinse il cancello, che cedette.
+
+--Essa m'ha aperto,--mormorò la Gina.
+
+Traversò il piccolo campo, finchè vide una croce di legno,
+mezz'arrovesciata nella neve; ne sbarazzò le braccia, e cadde giù,
+esclamando con uno schianto:--M'han detto di venire da te, mamma.
+
+E piangendo cercò di chiederle perdono; si attaccò al legno con una
+stretta affettuosa di chi sente un cuore vicino, che risponde al suo.
+Poi chiuse gli occhi, per dormire accanto. La neve cadde alta tre
+spanne quella notte e tutti dicevano che avrebbe fatto bene alla
+campagna.
+
+
+
+
+STORIA DI UNA GALLINA.
+
+
+Vìvevano una volta due vecchi sposi. Egli non si chiamava Taddeo, ma
+Paolino, ed essa, la signora Brigida, buone anime entrambe. Il sor
+Paolino lavorava in canestri e la moglie in raggiustare le calze; dopo
+trent'anni, si volevano bene come il primo giorno di matrimonio, anzi,
+invecchiando, miglioravano nell'amore, come il vino nelle botti
+suggellate. Se il Cielo mi concedesse tanto buon tempo che io potessi
+raccontare giorno per giorno la vita del sor Paolino, e della sora
+Brigida, crederei di giovare col mio libro a' miei simili, ben più che
+con un trattato di meccanica celeste: perchè, dopo tutto, l'amore e la
+benevolenza sono il pernio, sul quale la ruota del mondo gira senza
+stridere. Ma poichè questa consolazione non mi è concessa dalle
+circostanze, racconterò almeno in quest'occasione del santo Natale un
+episodio della loro vita, che farà piangere, io credo, tutte le anime
+sensibili. Beato chi piange, e una lagrima, dice un libro chinese, è
+più grande del mare.
+
+Dopo l'esperienza fatta negli anni passati e sempre in loro danno, i
+nostri buoni vecchietti eran venuti entrambi del parere di allevare in
+casa una gallinetta, per vederla crescere sotto i loro sguardi
+all'avvicinarsi di queste ultime feste dell'anno, togliendo così il
+pericolo, tanto comune oggidì, di dover mangiare una cosa per l'altra
+o fors'anche una porcheria. E poichè sono sull'argomento, si sa
+oggimai che, se tutte le lepri, che si mangiano all'osteria potessero
+parlare, i topi non starebbero a sentirle; come, per altra parte,
+accade spesso a qualcuno, mentre siede col suo pezzo di manzo sul
+piatto, di vederselo scappar via al suono d'una frustata. La lepre è
+gatto, il bue è cavallo, e così via il vino è aceto, l'aceto è veleno;
+non c'è speranza che nel tempo, quando, cioè, le cose saranno
+diventate così naturalmente false, che per cambiare torneranno quelle
+di prima. Ma intanto i nostri vecchietti, giunti sulla sessantina,
+dovevano per obbligo di coscienza guardarsi dalle cose false e tener
+da conto lo stomaco: non meritano lode, se al'avvicinarsi delle feste
+comperavano una gallinetta viva per nutrirla colle loro mani?
+
+La cara bestiola passeggiava per casa da circa tre mesi, chiocciando,
+piluccando, ruspando, come fanno tutte le sue pari. Brigida, mentre
+suo marito stava alla bottega, soleva discorrere con lei o le
+tagliuzzava foglie di verze, o le sbriciolava del pan di melica,
+invitandola a bere in una terrina bianca che pareva porcellana. Che
+dirò del sor Paolino? prima d'entrare si fermava dietro l'uscio
+chiamando chi-chi-chi; se fosse stata nelle nuvole, la povera bestia
+correva giù. Il canestrajo allora rovesciava le tasche in terra e ne
+usciva del grano, del pane, del biscotto, che la gallina bezzicava
+divinamente sotto gli occhi beati dei suoi padroni. Una vedova che
+abitava vicino al loro uscio e che, dopo la morte d'un suo pappagallo
+non poteva resistere a tali spettacoli, piangeva come una bambina.
+
+--Che peccato!--disse un giorno il sor Paolino,--che peccato che la
+povera bestia non possa assaggiare una goccia del mio caffè! oggi ha
+mangiato asciutto e le farà peso.
+
+La sora Brigida invece trovava che, stando sempre in cucina sul
+mattone, avrebbe patito del freddo; non che volesse dire con ciò che
+un paio di calzette sarebbero convenute a una gallina, ma fece in modo
+che Paolino stendesse almeno una vecchia stuoja presso l'acquajo. E
+bisogna dire che la gallina avesse veramente dei meriti, perchè con
+niente non si fa il buon brodo, nè la buona stima. Le penne infatti le
+aveva screziate sul petto e d'un bel colore rosso dorato sulla
+schiena; le zampe magre e svelte, l'occhio vivace e malizioso la sua
+parte, e ai ragionamenti dei padroni rispondeva con certi movimenti
+del collo, degni di qualunque ragazza da marito. Le volevano bene,
+dunque, non solo perchè fosse una gallina, ma perchè gli animi buoni
+si attaccano volentieri alle cose buone. Mentre i due vecchietti
+sedevano a tavola a mangiare quel po' di carne comechessia, comperata
+dal beccaio (nè potevano allevarsi in casa un bue come un pulcino), la
+gallinetta saltava su, guardava ne' piatti, ora coll'occhio destro,
+ora col sinistro, con tanta innocenza che i due vecchietti perdevano
+la memoria dell'appetito.
+
+Ma i giorni passano per tutti. Già si discorreva delle feste, come se
+fossero giunte: la gente pensava al modo di passarle bene e il Natale
+veniva innanzi colle sue scarpe di feltro.
+
+I nostri due buoni vecchietti già da cinque o sei giorni si vedevano
+sopra pensiero, come se avessero nel capo un cespuglio di spine; ma,
+essendo e l'uno e l'altra d'indole timida e rispettosa, per paura di
+farsi torto a vicenda, masticavano in silenzio il loro dolore. La
+gioja comune che si spande in questi giorni e che rischiara le case e
+gli animi della gente, non li rallegrava, anzi se qualcuno
+diceva:--buone feste, sora Brigida,--essa rispondeva appena, crollando
+malinconicamente la testa.
+
+Anche il sor Paolino a bottega non era più lui; stava immobile, colle
+mani sul canestro, gli occhi fissi in terra e pensava:--Se non fosse
+che la Brigida ha bisogno d'un vitto sano e nutriente, chi oserebbe
+strappare una penna a quella povera creatura?
+
+E la sora Brigida dal canto suo, correndo sulla calza:--Se quel
+pover'uomo non avesse lo stomaco disfatto, se non avesse speso per
+allevarla, chi avrebbe cuore?... ma dirà che sono tenerezze da donna
+malata, e riderà di me; come noi ci burliamo della nostra vicina.
+
+Così passò qualche altro giorno, senza che nè l'uno nè l'altra osasser
+toccare quel brutto tasto.
+
+Mancavano tre giorni appena al Natale e bisognava uscirne. Sedevano
+entrambi innanzi al camino, dopo un pranzo di magro fatto con certi
+pesci, che forse non eran pesci. Egli, il sor Paolino, andava
+costruendo colle molle una catasta di fuscellini, intorno a un ceppo,
+che bruciava vivo vivo, ed essa, la sora Brigida, in una cuffia di
+traliccio, colle mani sotto il grembiule, piangeva in silenzio
+nell'ombra.
+
+--Credi tu, amor mio,--cominciò il sor Paolino,--che fosse veramente
+una tinca che abbiamo mangiato?
+
+--Credo di no,--ella rispose stentatamente.
+
+--Se si potesse tenerli in casa nella catinella i pesci, come si
+tengono i polli nella stia, si potrebbe vedere,--soggiungeva il marito
+per tirare il discorso sull'argomento.
+
+Brigida si scosse sulla sua sedia e soffocò un sospiro dentro di sè
+per non dare segno a quel pover'uomo della sua sciocca debolezza.
+Vedeva troppo bene che Paolino contava di poter mangiare almeno il
+giorno di Natale qualche cosa di schiettamente sano.
+
+--Essa non immagina punto il mio pensiero,--disse fra sè il buon uomo,
+a cui spiaceva e come uomo e come marito di mostrarsi in qualche parte
+da meno di sua moglie. Sedevano innanzi al fuoco, come dicevo,
+scaldandosi le ginocchia e discorrendo così, quando a un tratto videro
+venire innanzi la loro gallina, che si era levata ad ora insolita, e
+che veniva a specchiarsi nella fiamma. Le sue penne mandavano bagliori
+e fosforescenze d'oro e di piropo e, o fosse che i poveri vecchi la
+vedessero attraverso le lagrime, o fosse altrimenti, parve loro una
+cosa piovuta dal Cielo, se non proprio il gallo che convertì San
+Pietro.
+
+Il sor Paolino non potè resistere a quella vista, e con un pretesto
+uscì; e uscita anch'essa, poco dopo, la povera donna, andò a bussare
+all'uscio della vedova, in cerca d'un consiglio. Il canestraio trovò
+per via Angiolino del Trapano, suo vecchio amico, uomo prudente e
+quasi letterato, gerente d'un giornale politico, che propugnava una
+santa causa, Angiolino ascoltò la gran passione dell'amico e si
+concertarono insieme sul modo di regolarsi in questa difficile
+circostanza.
+
+La mattina dopo, e precisamente la vigilia di Natale, Angiolino venne
+a trovarlo a casa e strinse la mano alla sora Brigida. Egli s'era
+messo quel dì l'abito scuro e teneva in mano il cappello a cilindro
+come soleva fare nelle cerimonie o nei processi contro la santa causa.
+Parlò della mala piega delle cose d'Europa, dei tempi che si fanno
+grossi, della poca fede, della poca umanità che c'è nel mondo, e stava
+per aprire la bocca sull'argomento (che già Paolino era sugli spilli),
+quando entrò dall'altra parte anche la vedova, cogli occhi rossi, come
+il giorno che aveva trovato il suo pappagallo strozzato fra due ferri
+della gabbia. Era anche questa un'intelligenza presa fra le due donne.
+Tutti e quattro sedettero, sconcertati ciascuno per riguardo agli
+altri, mentre la gallina, più fortunata di tutti, passeggiava
+tranquilla, beccando le screpolature, quasi che al mondo non
+esistessero nè i grandi nè i piccoli affanni.
+
+Vi fu un istante di silenzio.
+
+Poi Angiolino del Trapano, carezzando colla manica il pelo del suo
+cappello, coll'occhio fisso alla gallina:--Fortunate le
+galline,--disse, che sfuggono a queste preoccupazioni! Esse posseggono
+ancora quella semplicità che gli uomini, fatti tiranni di sè stessi,
+mettono in non cale, correndo dietro, come sciacalli, al proprio
+interesse, paghi soltanto quando sono pagati. Beati i tempi dei
+patriarchi, quando gli uomini si contentavano d'un piatto di
+lenticchie, nè avevano bisogno, come si vede in questi giorni,
+d'insanguinarsi le mani nella strage di tante creature, che sono pure
+creature di Dio! Quanto più bello e santo sarebbe, specialmente in
+queste occasioni, mostrar la bontà dell'animo nostro, concedendo
+riposo e tregua anche agli animali vivi e morti, che sono stati creati
+non per l'ingordigia umana, ma per far più lieta la natura col loro
+canto armonioso, collo splendore delle loro piume, col tenero belato,
+col guizzar rapido e snello nelle acque dei fiumi. L'usignolo col suo
+canto notturno...--seguitava Angiolino del Trapano; ma uno scoppio di
+pianto interruppe il bel discorso. Paolino strinse nelle sue la mano
+della Brigida, e sorridendo sotto il velo delle lagrime, esclamò:
+--Noi non saremo tanto cattivi; anch'essa mangerà nel nostro
+piattello.
+
+Quelle care persone si accordarono di pranzare insieme il giorno di
+Natale, per far più lieta la festa dell'umanità. La sora Brigida
+preparò un pranzetto d'uova, di berlingozzi, d'insalata, e un
+pasticcio di riso e, poichè i tempi sono diventati così tristi, che
+uno non sa ormai quel che compera e quel che mangia a tavola, aggiunse
+per riguardo agli ospiti, anche una gallina delle solite, comperata
+sul mercato, la mattina al buio, senza discutere, sicura in cuor suo
+che questa almeno non sarebbe stata una gallina.
+
+
+
+
+SCARAMUCCE.
+
+
+Anche la nostra divisione, già da venti giorni accampata ad Oleggio,
+ricevette l'ordine di raggiungere il grosso dell'esercito, che moveva
+dal campo di Somma, per versarsi insieme sulla divisione del generale
+Incaglia, incaricato di difendere il Ticino. Noi eravamo i Bianchi,
+cioè colla fodera sul berretto, e il corpo dei Neri doveva
+rappresentare un esercito nemico di sessanta mila uomini, pronto a
+ritirarsi sopra Varese; a noi era comandato di vincere, e di coprirci
+di gloria, sparando coi fucili vuoti, fortuna che non capita sempre
+nemmeno nelle battaglie da burla, sebbene nel mondo si veggano molti
+menare scalpore anche per più poco. Nessuna meraviglia dunque, se alla
+vigilia stessa della manovra, molti cuori battessero come innanzi a
+una vera battaglia: ma il cuore batte spesso per nulla.
+
+Alle tre di mattina il campo era già tutto in movimento. Splendevano
+ancora le stelle e la più bella luna che sia uscita dalle mani del
+Creatore. La tromba dava i segnali, e dopo un gran frugare al bujo per
+terra, ci avviammo in silenzio, carichi di sonno, per le strade
+biancheggianti e per le nere sodaglie alla volta di Arona. Giunti ai
+brulli poggi di Cagnago e di Cumignago, il Monte Rosa cominciò a
+disegnarsi e a colorirsi innanzi all'alba; ed ecco a un tratto escono
+le prime fucilate dalle siepi e dai boschetti che coronano le alture;
+e noi avanti, rispondendo noi pure colle fucilate. I Neri fuggivano
+come una nidiata di sorci, si appiattavano dietro i cigli, sparavano
+ancora quattro colpi, mostrando appena la fila dei berretti, poi
+un'altra corserella; si vedevano comparire e sprofondarsi nelle
+vallette, e poi sempre avanti come se giocassimo a rimpiattarelli.
+Così di poggio in poggio, di valloncello in valloncello, ora diritti
+dietro un muro, ora sdrajati nei fossatelli, o terra terra,
+scaglionati nelle piccole creste per una linea di forse sei miglia
+sulla destra del Ticino; finchè, occupate oramai tutte le alture colla
+nostra artiglieria, si cominciò a discendere, a incalzare il nemico
+contro il fiume. Il giorno s'era fatto chiaro del tutto: il cielo non
+aveva una ruga, e l'aria fresca della mattina ci lavava il viso
+dell'ultima nebbia di sonno. Già ne si apriva davanti il magnifico
+spettacolo del Lago Maggiore, azzurro come il cielo, nella sua bella
+conca di montagne verdi, dipinte in cima dal sole d'un bel colore di
+carminio.
+
+Nessuno di noi pensava più che si fosse a una manovra. Il sangue, che
+trasalisce ai primi colpi e che si riscalda alle prime occhiate di
+sole, gli squilli di tromba, la voce dei capitani, il vedere correre e
+saltare i cannoni sopra i prati e piantarsi a urlare, le vedette che
+passano via come freccie, il luccichìo di qualche squadrone di
+cavalleria, che brilla in un nembo di polvere, superbo e maestoso come
+una legione di arcangeli; tutto ciò e più di tutto i vent'anni, che
+non pesano ancora sul sacco, fanno rincrescere quasi che non si faccia
+per davvero e che gli altri non siano disposti a lasciarsi ammazzare.
+Due compagnie di Bianchi e di Neri, che si scontrarono l'anno scorso
+sulla piazzetta di Divignano, mi dicono che, se non c'erano i
+superiori a fermarli, que' buoni figliuoli si tagliavano a pezzi. E
+veramente l'illusione è sì viva in questi istanti, che la ragione a
+stento può trattenere la selvaggia natura, e vi passano per la
+fantasia idee stravaganti, che son sorelle delle idee eroiche, e si
+capisce che cos'è lotta, che cos'è lo sterminio: non v'è ragazzo di
+vent'anni, che, trovandosi a cavallo fra quattro cannoni, non pensi di
+tagliare il mondo con un colpo di spada. Il corpo vi par diventato di
+bronzo sotto la giubba di panno. Insomma, non state a ridirlo, ma la
+guerra dev'essere una bella cosa, forse ancora più bella dell'amore.
+
+Verso le nove giungemmo in vista di Arona.
+
+In questi dintorni ha una villetta mio zio Michele, un buon uomo che
+ha fatto molti denari col sapone e colle candele steariche, non
+sapendo nulla dei grandi problemi che travagliano la pellegrina
+umanità. Sarei stato ben felice, se il caso mi avesse portato a dare
+una capatina alla villa Teresa (Teresa era il nome della mia povera
+zia), non perchè in casa di mio zio Michele la tavola sia quasi sempre
+preparata, ma per la gloria di comparire agli occhi di mia cugina,
+bello di polvere, abbronzato dal sole, cioè, come dicono i romanzieri,
+irresistibile. Mio zio, uomo di vecchia esperienza, non aveva mai
+veduto di buon occhio gli avvocati, e quando seppe ch'io m'ero dato
+allo studio della legge, crollò la testa, come se si trattasse d'un
+ladro mestiere. Forse il suo ideale (voglio dire il genero de' suoi
+sogni) non era un pitocchello di qualche ingegno, ricco soltanto di
+belle speranze, ma qualche cosa di più sostanzioso, di più palpabile.
+Perciò non posso dire nemmeno che mio zio mi amasse come la pupilla
+degli occhi suoi; tuttavia la mia bionda cuginetta Elisa, un
+diavoletto che avrebbe colle sue moine disarmata la Prussia,
+spadroneggiava nel cuore del babbo, e se per un capriccio avesse
+voluto sposare uno spazzacamino, il babbo avrebbe benedetto anche lo
+spazzacamino.
+
+Io mi lusingavo d'essere qualche cosa di più: e sebbene, prima che mi
+cingessi un brando, potessi anche sembrare un mattarello di poco
+giudizio e considerare la Lisa come una ragazzina, oggi ero un
+volontario e caporale. Il soldato aveva aggiustato l'uomo, e dopo
+quasi un mese di vita selvaggia, all'erba, sotto la tenda all'aria, al
+sole, la figura snella di mia cugina mi tornava davanti come una dolce
+visione, mentre, appoggiato al mio fucile, procuravo di discernere
+qualche cosa di bianco a una finestra della villa.
+
+Intanto che tutt'assorto nella contemplazione di due gelosie verdi,
+carezzavo una dolce speranza col pensiero, il capitano, forse ispirato
+da Dio, ordina al mio tenente di prendere con sè quattro o cinque
+uomini e di occupare proprio la villetta dalle gelosie verdi, che per
+trovarsi in una spianata elevata sul declivio, dominava dal suo
+terrazzo una buona parte del fiume. Il tenente mi dice:--Venga anche
+lei, caporale.
+
+Non aveva ancora terminate queste parole, che io camminavo già sul
+viottolo che conduce alla palazzina, fra due siepi di bosco, lieto e
+trionfante.--Questa volta, caro zio,--dicevo fra me,--conquistiamo la
+posizione: l'avvocato ritorna a capo d'un esercito, nè basta una
+muraglia di sapone a questi assalti.
+
+Strada facendo, il mio signor tenente, un vanerello ancor fresco
+d'accademia, con un finestrino di vetro nella cassa dell'occhio
+sinistro, non cessava dal far paragoni fra il Verbano e il Lago di
+Garda, dove i suoi avevano una villa: suo padre era marchese, e il
+tenentino non disperava di diventare un giorno almeno generale, e
+tante altre cose andava dicendomi, per dimostrarmi ch'egli era ricco,
+marchese, bravo cavalcatore, e amato da tutte le donne. Ma per conto
+mio pensavo alla meraviglia di mio zio e della mia cuginetta, quando
+mi avessero conosciuto; pensavo che, finiti gli studi dell'Università,
+sarei stato dottore e che la fortuna di questo mondo non la si fa
+solamente col sapone e colle candele steariche; pensavo che avrei
+saputo rendere felice la mia bella cugina, anche a costo delle sue
+duecentomila lire di dote.
+
+Intanto giungemmo al cancello del giardino.
+
+Al rivedere que' viali, quelle piante, que' luoghi pieni d'ombra e di
+frescura, que' sedili, quelle statue coperte di muschio, che mi
+ricordavano una lunga storia di giuochi, di capricci, di lagrime e di
+versi sbagliati, mi pareva di diventar piccino, e il cuore batteva
+anche a me come alla vigilia d'una vera battaglia.
+
+Tip, il grosso Tip, fu il primo che ci corse incontro abbajando. Allora
+il sor tenente, accostandosi l'occhialino,--Caporale,--disse,--lei si
+fermi accanto a questo pino con due uomini e non perda di vista il
+campanile di Golasecca.
+
+Condusse e piantò gli altri uomini in diversi punti, poi si avviò solo
+verso la villetta, che distava dal mio pino un quaranta passi, per
+rendere omaggio ai padroni di casa. Elisa gli venne incontro per la
+prima.
+
+Vestiva, come di solito, un po' capricciosamente; i capelli biondi,
+sciolti, scendevano sopra un vestito quasi bianco, allacciato ai
+ginocchi da una fascia rossa di fuoco. Da sei mesi o forse più che io
+non la rivedevo, la ragazzina s'era fatta alta e complessa, e la moda
+ajutava a stringerla in vita e a darle attraenti disuguaglianze.
+
+Il sor tenente, un gatto vecchio che sapeva arrampicarsi, portò la
+mano alla visiera, si piegò come si piega un bastoncino di giunco,
+sussurrò delle paroline sorridenti, Dio sa quali sciocchezze! Elisa
+arrossì un poco, sorrise anch'essa e corse ad avvisare il babbo.
+
+Io intanto non perdevo di vista il campanile di Golasecca.
+
+Elisa aprì le persiane della terrazza, e dopo un istante uscì anche lo
+zio Michele, sotto un gran cappello di paglia. Il buon uomo pareva
+beato che la villa Teresa diventasse un punto strategico da far
+parlare i giornali, e portò egli stesso sotto il padiglione della
+terrazza due lunghi cannocchiali, coi quali pretendeva di vedere le
+fabbriche di candele steariche anche nel mondo della luna. Elisa, una
+discreta chiaccherina quando voleva, avviò una grande conversazione
+col tenente che col braccio teso andava via via, segnandole i punti
+principali delle operazioni di campo, intercalando, suppongo, delle
+scipitezze, perchè le manovre son cose serie, e non si ride delle cose
+serie.
+
+Io intanto non perdevo di vista il campanile di Golasecca.
+
+Vedendo che non c'era modo di attirare l'attenzione di Elisa un poco
+anche sul caporale, mi volto a' miei due soldati, li squadro da cima a
+fondo, e scoperti due bottoni d'una uosa «che non c'erano»:--Pare
+impossibile,--strillai schiamazzando come un'oca del Campidoglio,--pare
+impossibile, sacr.... che si portino di quelle porcherie; testa di
+gatto! perchè mancano que' due bottoni? E zitto, o vi butto in prigione
+per tre settimane, sacr.....
+
+Ma la conversazione del sor tenente era così piacevole che l'Elisa non
+s'accorse delle mie bestemmie. Mi pentivo di non aver detto prima al
+tenente che mio zio era mio zio, e mia cugina qualche cosa di più di
+una cugina: ma non l'avevo fatto per antipatia, per ignoranza. Peggio
+per me! Però mia cugina sapeva bene il numero del mio reggimento, e
+quel numero l'aveva sotto gli occhi; perchè non avrebbe dovuto
+domandare al tenente se conosceva il caporale così e così? Il tenente
+presentò a mio zio, com'era giusto, anche il suo biglietto di visita,
+con tanto di corona sopra: mio zio fe' due occhi di barbagianni,
+s'inchinò, strinse le labbra come se assaggiasse del vin santo, passò
+il biglietto alla figlia, che si profuse anch'essa in riverenze.
+Corbezzole! un marchesino non capita tutti i giorni tra' piedi; non si
+sa mai ciò che un marchesino può diventare. Mio zio avrebbe voluto
+essere una saponetta per le sue belle mani, o una torcia stearica per
+fargli lume.
+
+Io intanto non perdevo di vista il campanile di Grolasecca.
+
+Il mio bonissimo zio, dopo avere stretta fra le sue la mano del
+marchesino, distese sopra un tavolino una carta geografica della
+provincia, dove il tenente continuò la sua lezione, seduto accanto
+all'Elisa. Vi fu un momento che questa abbassò la testa per meglio
+orientarsi, e il tenente abbassò la sua, rasentando colle labbra i
+capelli della mia cara cugina. La battaglia era veramente disastrosa
+per me. Mentre pareva che i due eserciti volessero riposare un poco,
+le fucilate rincominciarono nel mio cuore: e son fucilate che fanno
+squarci, non c'è muro che tenga! Mio zio, facendosi visiera colle due
+mani, cercava il nemico in su quel di Sesto Calente, e gridava:--Si
+restringono;--mentre il tenente sussurrava delle paroline topografiche
+all'orecchio di Elisa.
+
+--Signor tenente!--gridai, saltando a un tratto sul terrazzino.
+
+La mia bella cugina si scosse, mi riconobbe e gridò:--To', Pierino.
+
+--Sei tu, nipote mio?--esclamò mio zio con poco entusiasmo.
+
+--Cos'avete, caporale?--interruppe il tenente in un modo insolito; e
+voltosi a mio zio:--Perdonerà, ma vi può essere un pericolo.
+
+--La patria, la patria anzi tutto,--osservò quel sant'uomo di mio zio
+Michele.
+
+--Una compagnia di Neri passeggia sul sagrato di Golasecca,--dissi
+affannosamente e, voltomi alla Lisa, le chiesi:--Come stai?
+
+--Sto bene....--rispose confusamente.
+
+--È ben sicuro d'averli veduti!--tornò a dimandare il tenente un po'
+seccato.
+
+--Co' miei occhi....--ripicchiai insolentemente.
+
+--Prenda i suoi uomini e faccia un giro per tutta la vigna, osservando
+attentamente tutti i punti all'intorno: anzi sarà bene che salga su
+qualche pianta.
+
+Mentre il tenente parlava, i miei occhi erano inchiodati addosso
+all'Elisa che abbassò i suoi.
+
+--Ha capito, caporale?
+
+--Sissignore,--risposi a denti stretti.
+
+--E non perda di vista....
+
+--Ho capito!--gridai, interrompendolo, e voltai le spalle.
+
+--Se i Neri ci lasceranno un po' di pace, le permetterò di far
+colazione con suo zio.
+
+--Abbi pazienza, nipote mio: la patria anzi tutto.--E mio zio rideva.
+
+La parola colazione il marchesino non l'aveva fatta sonare per nulla:
+mio zio, che non ci pensava nemmeno, si risvegliò come di soprassalto;
+pensò che il povero marchese poteva aver fame, e mentre io facevo il
+giro della vigna, presto presto, un tovagliolo, un pajo d'uova fritte,
+una bistecca, fra una fucilata e l'altra, un bicchierino di bordò con
+un pezzettino di ghiaccio. Questo dev'essere accaduto, mentre io
+andavo in cerca di una pianta... per impiccare l'amor mio, le mie
+speranze, le mie illusioni.
+
+Infatti, quando tornai presso il pino della mia disperazione, in vista
+del campanile di Golasecca, il tavolino era imbandito sotto il
+padiglione, al fresco, e il tenente, servito dalle mani stesse di mia
+cugina, mangiava come un eroe di Omero.
+
+Gli occhi a un tratto mi si offuscarono. Se invece di semplice polvere
+avessi avuto del piombo nel mio fucile, chi mi assicura che Pierino
+non avrebbe fatto uno sproposito? Rimasi più d'un quarto d'ora in una
+specie d'estasi rabbiosa, il tempo cioè che il tenente impiegò per
+trangugiare i due piatti freddi; quindi la compagnia entrò in sala,
+forse a prendere un caffè. No, la guerra non è più bella dell'amore!
+
+--Essa non ha un briciolo di cuore per me,--andavo dicendo,--è una
+civetta che sogna il marchesino e la carrozza! essa mi lascerebbe
+anche morire di fame, se io potessi ancora aver fame! Povere mie
+speranze, poveri miei sogni!--
+
+A queste lamentazioni s'intrecciò una musica malinconica che uscì
+dalla villa. Era lei che faceva sentire al tenente la _Prière à la
+Madone_ sul piano-forte, una musica che non giungeva nuova al mio
+cuore, che mi aveva insegnate tante belle cose! Erano lagrime vere,
+che ora riempivano gli occhi (non state a dirlo) e che io asciugai
+colla manica ruvida del mio cappotto. Quando alzai il viso, vidi mio
+zio sul terrazzino, curvo, colle mani appoggiate alle ginocchia,
+intento a speculare nel cannocchiale le mosse dei Neri: la musica era
+cessata e il buon uomo gridava:
+
+--Si restringono sempre.--
+
+Io allora, col mio fucile stretto fra le mani, col passo leggiero
+d'uno scoiattolo, saltando sulla sabbia, eccomi sul terrazzino, anzi
+fin quasi alla persiana, prima che mio zio se ne accorga; mi arresto,
+arresto i moti del cuore, spingo il capo verso l'entrata e l'occhio
+verso il piano-forte, e, non vedendo più il campanile di Golasecca,
+sparo in aria un colpo, io non so perchè, un colpo che rimbombò come
+un temporale. Mio zio Michele saltò a cavallo del cannocchiale, Elisa
+gettò un grido e svenne nelle braccia... d'una poltrona; i miei
+soldati sparsi nella vigna, credendo di far bene, risposero con una
+salva, e a questa risposero altre salve dei nostri, rimasti sulla
+strada, che temevano d'un'imboscata. Tutto il campo fu messo
+sottosopra e per poco non ne andava di mezzo la fortuna della
+giornata.
+
+Io, appoggiato al muro, pallido, irrigidito, non sapevo più in che
+mondo mi trovassi. Della lunga predica che il tenente infuriato e
+rosso in viso fece sonare al mio orecchio, io non intesi se non che,
+giunti a Milano, egli mi avrebbe condannato a un mese di prigione e a
+tre di consegna in caserma.
+
+E mantenne la parola da vero gentiluomo. Ne' panni suoi avrei fatto di
+più; ma quando mi fu concesso di uscire, tutto era finito, la
+battaglia era perduta.
+
+Sei mesi dopo ricevetti un bigliettino malinconico di mio zio, che mi
+pregava di andare a trovarlo e di perdonargli molte cose: non seppi
+resistere alla tentazione, e, sebbene avessi giurato di non porre più
+il piede nella sua casa, vi andai, Non era più lo zio d'una volta. Mi
+fece sedere accanto, mi prese malinconicamente la mano, mentre gli
+occhi gli si riempivano di lagrime.
+
+--Elisa?--balbettai con voce tremante.
+
+--È malata.--
+
+Il nemico era passato devastando il paese.
+
+
+
+
+DEBITI D'ONORE
+
+E DEBITI DI CUORE.
+
+
+ _15 dicembre_.
+
+Negli anni passati la mia più grande ambizione era di fare un bel
+regalo al babbo il giorno di Natale.
+
+Sei mesi prima del gran giorno mi prendevo la testa tra le mani e
+cominciavo a pensare a un regalo che non fosse la ripetizione di un
+altro, ma una meraviglia nuova, una sorpresa.... Una volta era un
+ricamo sul filondente, un'altra volta un disegno a matita, una terza
+una sonatina di Schumann eseguita sul pianoforte; l'anno scorso fu un
+sonetto, il primo sonetto della mia vita (e forse l'ultimo), al quale
+il professore Tantini dovette accomodare le gambe e le rime.
+
+Il babbo si mostra sempre soddisfatto e orgoglioso della sua Tuccia, e
+io godo anche di più per due motivi, prima, perchè contento lui, e
+poi, perchè la gente mi loda, mi esalta e a me è sempre piaciuto il
+fumo dell'incenso sotto il naso. Il Natale era insomma la festa della
+mia vanità.
+
+Quest'anno mi sento grande e malinconica. Quel mendicare l'elemosina
+sulle lodi colla scusa del Santo, mi pare una cosa sciocca e indegna
+d'una ragazza che ha compiuto i diciassette anni. Qualche cosa è
+avvenuto dentro di me, da qualche tempo a questa parte, ch'io non mi
+so spiegare; non è pigrizia, non è indifferenza, ma somiglia a un
+rimorso d'esser cresciuta tanto senza imparare a vivere meglio.
+
+Quest'anno c'è una grande tristezza in casa mia, e penso che passeremo
+un brutto Natale; pazienza, senza i soliti regali! ma avremo la
+collera e la discordia sedute nel cantuccio del camino.
+
+Mio fratello Enrico, un mese fa, si è bisticciato aspramente col
+babbo. È un ragazzo vivo, di primo impeto, che avrebbe bisogno di una
+mano vigile che lo tenesse in briglia, ma preso di fronte si impenna
+come un cavallino selvatico. È sempre cresciuto a caso, senza la
+mamma, fra le governanti, i servitori, i maestri, i collegi buoni e
+cattivi, e quantunque il suo cuore sia affettuoso e generoso, è
+tuttavia sfrontatello e tenace nella sua volontà.
+
+Da qualche tempo (oggi ha vent'anni) s'è dato alla vita gaia e
+svagata, e l'altro mese ha perduto per la prima volta ottocento lire
+al gioco.
+
+Mio padre dice che il gioco è una passionaccia che fa perdere l'anima
+e il corpo, e, per troncare il male alla sua radice, non solo si è
+rifiutato di pagare questo suo debito d'onore, come lo chiamano, ma ha
+inveito contro il ragazzo con tali parole da far paura a un uomo di
+sasso; Enrico rispose con qualche insolenza. Il babbo gli indicò
+l'uscio, l'altro se ne andò pallido d'ira e di vergogna, e da un mese
+non è più tornato in casa.
+
+Con questa spina nel cuore noi ci prepariamo alle feste di Natale. So
+che Enrico è andato in campagna col marchesino d'Etzio, suo compagno
+di collegio, ma non so come se la passi. Il babbo è torbido,
+concentrato, colla fronte piena di rughe.
+
+Che giornate, mio Dio, che brutte ore passiamo! Quante volte ho
+pregato l'anima benedetta della povera mamma, perchè guardi sulla sua
+casa! Non ho mai pensato che nella vita potessero scendere giornate
+così buie. In casa mia son sempre stata il frugolo, il cucco, la
+bambolina, il tesoretto di tutti, specialmente del babbo e dei
+fratelli che mi vogliono bene, anche quando mi tormentano per la mia
+_erre_ mozza, che a me pare così bella e aristocratica.
+
+Enrico suol dire che mi vuoi bene più. che al suo Flick e non è poco,
+perchè il suo Flick mangia con lui nel medesimo piatto e dorme nel suo
+letto. Enrico, Arturo ed io siamo sempre stati tre ragazzi distratti e
+spensierati, pei quali la vita non è che un gioco. Quando si hanno due
+belle case, sei persone di servizio, tre cavalli in istalla e i mezzi
+per soddisfare oltre ai bisogni i capricci, è naturale che una
+ragazzina creda che la vita sia una bella commedia e che le sia
+toccata la parte di prima donna.
+
+Ma da qualche tempo io comincio a considerare la vita da un altro lato
+e penso che la felicità non sia tanto al di fuori quanto dentro di
+noi.
+
+
+ _17 dicembre_.
+
+Di faccia alla nostra casa è una casetta di modesto aspetto, dove
+abita una ragazza della mia età, che fa la sarta. Quando mi alzo la
+mattina e quando torno in camera per andare a letto, io vedo quella
+testolina rossiccia, sempre curva d'estate e d'inverno sulla macchina.
+Spengo il lume e ancora il riverbero della sua lampadina entra per la
+mia finestra e spesso mi addormento allo stridulo rumorio della sua
+piccola _Singer_ che ella paga stentatamente a due lire al mese. Il
+suo mondo è un tavolino pieno di gomitoli, il suo cielo è quello che
+si vede attraverso alle nebbie grasse della città fra un comignolo e
+l'altro dei tetti. Si direbbe che essa viva nella sua macchina, fatta
+macchina anch'essa dagli urgenti bisogni, e che il giorno che cessasse
+di girare la ruota, il suo cuore dovesse cessare di battere. Eppure
+anche ieri mattina, mentre spolverava i mobili della sua stanza,
+sentii che la vicina cantava. E sempre canta quando il cielo è bello e
+quando un raggio di sole trova la strada di arrivare fino a lei. È una
+cantilena malinconica in cui suonano sempre due parole: amore e
+speranza....
+
+Non chiedete a me, per carità, ch'io mi ponga a cantare. Questa mia
+gran casa, colle pareti coperte di cuoio, con tanti mobili intagliati
+e dorati, è una spelonca senza allegria. Qui manca la pace, e se io
+alzassi la voce per cantare, avrei paura e vergogna di me stessa e
+crederei d'offendere il povero padre mio, di là, colla fronte piena di
+rughe....
+
+
+ _18 dicembre_.
+
+Ieri ho scritto ad Enrico. Non gli ho toccato della brutta questione,
+perchè temo ch'egli prenda in canzonatura i miei consigli, ma gli
+esprimo il desiderio che egli venga a Milano. Mi ha risposto che si
+trova a Milano già da una settimana. In quanto al tornare, non dipende
+da lui. Finchè non avrà pagato il suo debito, non vuole che la gente
+dica che egli mangia il pane di suo padre. Così vive alla ventura,
+forse della carità degli usurai, ma spera di essere compatito. In
+fondo egli sente altamente di sè e quest'orgoglio non è soltanto
+figliuolo della caparbietà.
+
+Povero Enrico! mi ricordo che un giorno sedevamo nel salone, io
+davanti al cavaletto, egli sdraiato nella grande poltrona, colla testa
+rovesciata sulla spalliera, con uno de' suoi romanzi nuovi spalancato
+sulle ginocchia, e occupato in apparenza a soffiare il fumo della
+sigaretta verso il soffitto. Si vedeva già che una grande tristezza lo
+tormentava. A vent'anni non gli pareva di trovare nella vita quel che
+la giovinezza ha il dovere di promettere e di mantenere.
+
+--Tuccia--disse a un tratto con voce più gentile del solito--più
+diventi grande e più vieni a somigliare al ritratto della povera
+mamma.
+
+--Davvero?
+
+--Tal'e quale, la stessa fronte, lo stesso sguardo.... Ti chiameremo
+d'ora innanzi la nostra mammina.
+
+Queste parole pronunciate quasi in aria di scherno mi fecero un grande
+effetto, e quando il giorno dopo scoppiò il terribile uragano fra
+padre e figlio, guardandomi nello specchio e vedendomi veramente un
+viso più pallido e più pensoso, mi parve che io somigliassi davvero a
+quel gran ritratto che ci guarda tutti i giorni dalla parete della
+sala da pranzo. Io sono la sola donna di questa casa, e qui dovrei
+rappresentare una parte che non fosse solo quella di una graziosa
+bambolina. Se la povera mamma fosse viva, avrebbe permesso che Enrico
+stesse lontano un mese da casa sua? avrebbe permesso che il babbo si
+rodesse in silenzio nel suo dolore? lascerebbe la sua casa sotto la
+tristezza di questi corrucci?
+
+A che cosa serve il mio saper ricamare, il mio saper dipingere, se non
+so asciugare una lagrima? e perchè, come ci insegnano a superare una
+selva di crome e di biscrome, non ci insegnano anche l'arte di levare
+una spina dal cuore?
+
+Alle giovinette che hanno la mano leggera e delicata dovrebbe essere
+insegnata la santa abilità di curare le ferite.
+
+Io mi struggo in lagrime inutili, corrucciata della mia stessa
+incapacità, e lascio che i giorni passino, l'un dopo l'altro, senza
+saper trovare una di quelle felici invenzioni che mi facevano tanto
+orgogliosa della mia fantasia.
+
+
+ _19 dicembre_.
+
+È notte, nevica. Torno a scrivere ad Enrico, e mi pare che una nuova
+eloquenza scaturisca dal mio cuore. Le parole che stentano a uscire
+dalla penna quando devo descrivere cose che non mi riguardano, oggi
+vengono in folla sulla carta. Prometto di parlare al babbo per lui e
+di implorare un perdono che ha già tardato troppo a venire. Chiudo la
+lettera con la frase: «la tua mammina».
+
+Questa frase non è ancora finita, che una lagrima cade sulla mia mano.
+Ma è una lagrima dolce.
+
+Il cuore è orgoglioso della nuova parte che è chiamato ad assumere.
+
+
+ _20 dicembre_.
+
+Stamattina dopo colazione, mentre il babbo si sprofondava nella sua
+poltrona a leggere i giornali, mi sono avvicinata e appoggiatami colle
+braccia alla spalliera, al di sopra della sua testa:
+
+--Papà,--dissi--Enrico è a Milano.
+
+--E così--chiese il babbo burberamente.
+
+--Siamo quasi alle feste di Natale....
+
+--Non è colpa mia se queste feste saranno cattive.
+
+--Pensa, papà....
+
+--Basta, non seccarmi. Tu non puoi capire certe cose. Quando sarai
+moglie, quando sarai madre, vedrai che col cuore non si scherza....
+
+--Io non scherzo, papà....--esclamai dolorosamente.
+
+--Bene, bene; va', pensa ai tuoi regali....
+
+Tentai ancora di parlare, ma, sentendo che gli occhi mi si riempivano
+di pianto, corsi a rinchiudermi nella mia stanza. Non mi credono buona
+che a baloccarmi e a far dei regalucci!
+
+Piansi forse un'ora come una bimba.
+
+Rimasi sola col mio corruccio fin verso l'ora del pranzo. Non
+vedendomi comparire, venne a cercarmi la Costanza, una vecchia
+guardarobiera, che da trent'anni vive in casa nostra. Non è donna di
+molto sapere, ma è fedele come un vecchio cane. Da piccini la
+chiamavamo la _Trottola_, per la sua maniera di camminare traballante,
+a onde. Divenuti grandi, nessuno di noi si occupò più di lei, che
+continua a rimanere in casa come un vecchio mobile che serve sempre a
+qualche cosa. Io preferisco essere servita da Julie, una svizzera
+tedesca che parla un cattivo francese. Costanza, via via che invecchia
+seguita a rintanarsi nella guardaroba, fra i cesti e i mucchi della
+biancheria, contenta che la sopportino, e riconoscente, di quel pane,
+di quel letto, di quel tetto che essa ottiene dalla carità dei suoi
+padroni.
+
+Venne a cercarmi perchè fu la prima ad accorgersi che non uscivo da un
+pezzo dalla mia stanza, e come se io le avessi già fatta la storia de'
+miei dolori, entrò diritta nell'argomento dicendo:
+
+--Non si faccia vedere cogli occhi rossi. Quel povero signore ha già
+il cuore grosso così. So bene che è una grande passione; questa casa
+non fu mai così triste, nemmeno nei giorni che hanno portato via la
+sua mamma. Sapesse quanto pregare ho fatto in questi giorni! Non va,
+non può andare avanti così, assolutamente no. Non c'è di peggio sulla
+terra che la discordia nelle famiglie. Il sor Enrico non è cattivo e
+io posso dirlo, perchè l'ho portato io al suo babbo quando è venuto al
+mondo. Bisogna fare qualche cosa per lui. È un ragazzo vivo,
+puntiglioso, che a pigliarlo colle buone si mena come un agnellino.
+Gli pesa di non poter mantenere la parola data. Pesa anche a noi gente
+ordinaria, che, se abbiamo un soldo di debito, non si dorme più. Se il
+suo babbo non vuol proprio dargliele queste benedette ottocento lire,
+non si potrebbe trovare il modo di dargliele noi?
+
+--In qual maniera?
+
+--Se non temessi di offenderlo quel ragazzo l'avrei trovata da un
+pezzo la maniera.
+
+--Dillo....
+
+--Se lei mi aiuta, padroncina, possiamo levarlo dai fastidi.
+
+--Certo, ti aiuterò.
+
+--Basta che egli non sappia da che parte gli vengono questi denari, e
+creda che glie li mandi il babbo.
+
+--E invece?
+
+--Io ho un libretto alla Banca Popolare e c'è scritto un migliaio di
+lire, che sono i miei piccoli risparmi in trent'anni che servo questa
+casa. Di questi denari io non ho alcun bisogno, perchè grazie al
+cielo, qui non mi manca nulla e non credo nemmeno di perderli, ma
+solamente di prestarli al sor Enrico, finchè ne avrà bisogno, e me li
+renderà quando potrà. Ma se egli sa che vengono da me, naturalmente
+non li piglia e si offenderebbe di buona ragione che una povera serva
+voglia prestare il suo denaro a lui. Dico bene? Ella potrebbe invece
+fargli credere che sono del babbo o che sono suoi....
+
+--Tu sei una buona donna, Costanza,--dissi guardando fisso per la
+prima volta quel volto giallognolo e quegli occhietti, che non
+dicevano mai nulla.--La tua idea è bellissima e ne parleremo domani.
+
+--Brava ora vada a tavola e si mostri allegra.
+
+Un raggio di gioia rischiarò la faccia rugosa di quella povera
+vecchia, che, trottolando, corse in guardaroba, contenta come se
+avesse vinto un terno al lotto.
+
+
+--Ecco un'idea semplice,--dissi fra me--che non mi è venuta in mente!
+
+Io non avevo ottocento lire sotto la mano, ma possedevo tre volte
+tanto in oro, in trine e in frivolezze eleganti. Il cuore non abituato
+ad aver bisogno, non era abituato nemmeno a provvedere ai bisogni
+degli altri. Anche nell'arte dell'esperienza vale più la pratica che
+la grammatica.
+
+Durante la notte raccolsi tante cianfrusaglie che non usavo più, vi
+aggiunsi un anellino di brillanti, e pensai, così a occhio e croce,
+d'aver raccolto un valore di ottocento lire. La mattina per tempo
+chiamai la Costanza, che corse col suo libretto nascosto in seno.
+
+--Ci ho pensato, Costanza; guarda. Ho raccolto questi gioielli, che
+non metto più, e mi pare che possano bastare. Fanne un involto e senza
+dir nulla a nessuno, va' dal vicino orefice e vendi. Quando hai i
+denari in mano, va da Enrico, con questo biglietto che ora ti
+scrivo....
+
+Sedetti al tavolino e scrissi quattro righe con lieta furia di chi è
+sicuro di salvare un uomo che affoga. Le antiche donne che portavano i
+loro gioielli sull'altare della patria non erano più orgogliose di me.
+Io mi sentivo crescere di valore, più prezioso di quello dei miei
+ornamenti.
+
+La Costanza era rimasta istupidita cogli occhi fissi su quel
+mucchietto d'oro e, quando mi mossi per darle il biglietto, mi guardò
+col suo sguardo scemo, tentennò il vecchio capo, masticò qualche
+parola, e tirandosi indietro:
+
+--Scusi,--disse,--lei può far vendere queste cose dal maggiordomo. Io
+non son pratica.
+
+--Ma bisogna salvare il segreto.
+
+--Il segreto era necessario fin che si trattava dei miei danari; ma
+questo è un altro conto.
+
+--Tu non vuoi aiutarmi, dunque?
+
+--Ella poteva aiutare me e non ha voluto. Scusi, capisco che i miei
+danari possono offendere delle persone come lei, ma io non credevo di
+fare l'elemosina. Scusi.... Scusi....
+
+E come ubriaca si tirò verso l'uscio e se ne andò, nel momento che si
+portava il fazzoletto turchino agli occhi.
+
+Rimasi stordita davanti alle mie favolose ricchezze, e ci volle un bel
+pezzo prima che la mia ragione comprendesse in che cosa io l'avessi
+offesa. Ma la buona donna, che in quella _sua_ idea aveva posto tanta
+tenerezza, non poteva rassegnarsi a vedersela rubare con tanta
+leggerezza da una ragazza, il merito della quale si riduceva a vendere
+delle cianfrusaglie fuori di moda. Per la Costanza quelle _sue_
+ottocento lire valevano diecimila giorni di fatiche e di risparmio;
+per me le mie non valevano quattro soldi, e con quattro soldi io
+tentavo di rubarle una delle più grandi soddisfazioni della sua vita.
+Anche nel fare il bene--ho letto in un libro--bisogna usare molta
+discrezione e non togliere ai più deboli l'occasione di meritarsi un
+premio.
+
+«Ritieni--seguitava quel libro che ora capisco per la prima
+volta--ritieni che il miglior bene che tu possa fare è quello che tu
+lasci fare volentieri al tuo vicino.»
+
+Fra me e la Costanza la pace fu subito conchiusa, e fra noi due fu
+ancora lei la più imbarazzata a perdonarmi. Si combinò che ella
+avrebbe portato dentro la giornata le _sue_ ottocento lire, colla
+seguente lettera:
+
+
+ _24 dicembre_.
+
+«Caro Enrico, domani è Natale, e sarebbe per noi un giorno di troppa
+desolazione se tu non ci fossi. Oggi ho parlato con papà e gli ho
+fatto capire che io non rimarrò a dividere questa desolazione,
+facendomi quasi complice di una discordia che offende i vivi e i
+morti. Il babbo n'è commosso, e se tu gli mandi ora una parola vedrai
+che è disposto a perdonare tutto.
+
+La Costanza, che ti porta questa lettera, è incaricata di consegnarti
+anche una somma di ottocento lire, colla quale potrai soddisfare ai
+tuoi debiti d'onore.
+
+Paga, e vieni subito nelle braccia della tua... mammina».
+
+Costanza eseguì allegramente la sua commissione e io chiusi le mie
+gioie, e la presunzione nel cassettone.
+
+Non potevo tuttavia non dire parola al babbo. Aspettai la sera quando
+rimanemmo soli davanti al fuoco e gli dissi:
+
+--Papà, ho pensato ai miei regali. Per domani voglio regalarti la
+pace, se la vuoi....
+
+--Se me la trovi.
+
+--Enrico verrà a pranzo con noi. L'ho invitato io....
+
+Il babbo fissò gli occhi nella fiamma e non rispose. Io non gli
+lasciai il tempo di pensar troppo e soggiunsi:
+
+--Abbiamo pagato anche il suo debito....
+
+--Chi l'ha pagato?
+
+--Egli crede che i denari vengano da te, ma Enrico sarà invece mio
+debitore.
+
+--E dove hai potuto trovare ottocento lire?
+
+--Me le ha prestate, anzi me le ha offerte, indovina....
+
+--Non saprei....
+
+--La Costanza.
+
+Il babbo aggrottò un poco le ciglia. Se lo avesse saputo prima non
+l'avrebbe permesso, ma forse pensò che il miglior modo per evitare un
+male è di prevederlo.
+
+Forse pensò ancora ch'egli aveva tardato troppo a perdonare, e che la
+vecchia Costanza, nel suo cuore di donna, aveva un assunto da compiere
+nella sua casa. Gli occhi suoi brillarono alla luce viva della fiamma,
+e vidi che a stento frenava le lagrime. Cercò lentamente la mia mano,
+se la tenne un pezzo chiusa nella sua sulle ginocchia e infine con
+voce velata dalla commozione, esclamò:
+
+--Avete fatto bene, grazie....
+
+--La Costanza mi ha fatto promettere che io non ti avrei detto nulla,
+teme di offenderti....
+
+--Io non le dirò nulla.
+
+--Ho accettato a patto che ella ricevesse una riga di scritto in cui
+mi dichiaro sua debitrice. Tu mi devi fare un altro piacere, papà,
+lasciare cioè che io paghi a poco a poco questo debito coi miei
+piccoli risparmi sulle spese inutili.... Sarà il mio debito di cuore.
+
+--Se ciò ti piace. Tuccia, volentieri.
+
+--E non dir più, Papà, che io scherzo col cuore.
+
+Il babbo sorrise e diede una tenera occhiata al ritratto della povera
+mamma, che sotto i mobili riverberi della fiamma pareva agitato e
+vivo; poi mormorò:
+
+--Non lo dirò più, signora mammina.
+
+
+ _25 dicembre_.
+
+Io non ho mai passata una notte di Natale così serena e tranquilla
+come questa volta, nemmeno negli anni bellissimi della prima
+fanciullezza, quando si sognano gli angeli e i pastori che vanno per
+la via al suono delle cornamuse. Il cuore, anche nel sonno, vegliò in
+una soave contentezza, che scese a colorire e a rischiarare tutte le
+cento visioni che passano nella fantasia d'una ragazza che non ha
+dormito bene da un pezzo. E per una facile confusione di idee, dopo
+essermi incontrata colla mamma in un paese sconosciuto, illuminato da
+un grande falò, io mi confusi con lei, cioè sentii d'essere lei, e che
+gran parte della morta viveva e parlava in me.
+
+Oggi a mezzodì entrò correndo la Costanza. Agitando le braccia come
+una gallina che tenti volare, gridò:
+
+--Viene, viene....
+
+Enrico, pallido e tremante di commozione, comparve nel vano
+dell'uscio. Il babbo, pallido e tremante anche lui, si alzò.
+
+--Papa!--gridò il ragazzo con un accento che non dimenticherò più. Si
+stesero le braccia, e quei due uomini si gettarono l'uno sul seno
+dell'altro.
+
+La Costanza, che versava lacrime come un ruscello, seguitò a tirarmi
+per il vestito fino in fondo alla sala, dove nascondendosi dietro la
+tenda della portiera, tornò a dire:
+
+--Mi giuri ancora che non dirà nulla.
+
+Anche davanti a quel suo trionfo, la povera donna temeva del nostro
+orgoglio e forse non aveva torto. In sessant'anni di esperienza ella
+si era abituata a credere che i signori non amano le lezioni che non
+possono pagare. Dopo i debiti di gioco ciò che più ci pesa infatti
+sono i debiti di gratitudine.
+
+La Costanza ha ragione, dico, di credere così, perchè siamo fatti
+così; ma una differenza dovrebbe esistere fra il bene e il male, e io
+farò di tutto per non pagare troppo presto il mio debito di cuore.
+
+INDICE.
+
+
+PREFAZIONE
+
+Due sposi in viaggio
+
+Un regalo alla sposa
+
+Nei boschi
+
+Parlatene alla zia
+
+Ai tempi dei Tedeschi
+
+Gina
+
+Storia di una gallina
+
+Scaramucce
+
+Debiti d'onore e debiti di cuore
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 10502 ***
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+The Project Gutenberg eBook, Vecchie Storie, by Emilio De Marchi
+
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+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+
+
+
+
+
+
+
+Title: Vecchie Storie
+
+Author: Emilio De Marchi
+
+Release Date: December 19, 2003 [eBook #10502]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
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+
+***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK VECCHIE STORIE***
+
+
+We thank the "Biblioteca Sormani" di Milano that has provided the images.
+
+This book has been completed in cooperation with the Progetto Manuzio,
+http://www.liberliber.it
+
+Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the Online Distributed Proofreading Team.
+
+
+
+
+
+
+EMILIO DE MARCHI
+
+VECCHIE STORIE
+
+
+
+
+DUE SPOSI IN VIAGGIO.
+
+
+La giornata spuntò serena e limpida per gli sposi, che dopo aver
+riposato una notte a Como, continuarono il loro viaggio verso la
+Tremezzina. L'acquazzone del giorno prima aveva posto nell'aria i
+brividi precursori del non lontano ottobre e le cime dei monti, e
+specialmente delle Alpi, brizzolate di neve, splendevano sotto un
+raggio alquanto diluito e raffreddato nell'atmosfera trasparente.
+Qualche giogo più acuminato usciva dalle altre vette, in un vestito
+roseo, allegro come quello d'una fanciulletta il giorno di Pasqua,
+sotto un cielo chiaro chiaro; e scendendo a poco a poco lungo la
+schiena dei monti, dopo il verde giallo dei pascoli rasi, vedevi il
+verde bruno dei castani, poi sterratelli bianchi di campi seminati a
+saraceno, poi ancora i colori vivaci dei giardini e il bianco delle
+villette, che scappavano innanzi al battello, dolci dolci, come le
+cartine in un organetto a manubrio.
+
+Bastiano, lo sposo, stando in piedi, osservava queste meraviglie con
+un cannocchiale da teatro, che si era fatto prestare da qualcuno, e
+quando una folata d'aria l'investiva più fortemente, di sotto alle
+lenti, incartocciava la faccia, socchiudeva gli occhi, con quella
+espressione dolorosa, che hanno certe slavate sindoni d'altare di
+campagna.
+
+Si era anche abbottonato il suo bel soprabito d'autunno color d'uva
+passa, tutto fino al bavero, ma di sotto, la valigietta dei denari,
+posta a tracolla, e in croce a questa l'astuccio del cannocchiale,
+cadendo sui due fianchi, facevano un rigonfiamento in fondo alla
+schiena, che dava delle arie d'inglese al signor Bastiano Malignoni di
+Monza.
+
+Nel passare sul battello dimenticò d'essere un uomo alto e urtò il suo
+cappello nuovo, incatramato, d'un bel taglio tutto monzese, contro un
+voltino, facendovi dentro un'ammaccatura a triangolo, che egli
+portava, senza saperlo, con una certa dignità.
+
+Prima ancora d'arrivare a Torno, ebbe un battibecco col revisore dei
+biglietti, perchè gli sposi avevano in fallo occupati i primi posti
+coi biglietti dei secondi: fatto sta che il signor Bastiano dovette in
+faccia a tutti i signori e a tutte le signore inglesi pagare una
+differenza, arrossendo fino alle orecchie, come s'egli avesse avuto
+intenzione di non dare a Cesare quel ch'è di Cesare.
+
+Spiegò poi l'abbaglio a Paolina, dimostrandole come sui «bastimenti
+d'acqua» quel che è primo per i vagoni di terra diventa ultimo, e quel
+che ivi è ultimo qui diventa primo, precisamente come vedremo nella
+valle di Josafat, il giorno del giudizio universale.
+
+Paolina, la sposa, stava zitta, come se non gliene importasse, e
+continuava a girare sopra sè stessa in contemplazione di tutto lo
+spettacolo che aveva intorno, voltando per caso un poco di spalle al
+marito.
+
+Essa vestiva un abito povero, povero, color ferro brunito, ma la sposa
+di provincia la si conosceva all'oro giallo della sua guarnizione, al
+cappellino col pettirosso schiacciato in un angolo, cinto da una gran
+veletta celeste, che svolazzava, stridendo e folleggiando sulla testa,
+sulle guancie, pallide, e sul collo, con vibrazioni serpentine.
+
+Il sole dopo uno svolto, la investì in un momento che Bastiano
+risaliva il ponte, talchè, in vederla, gli parve che al luccicar delle
+gioie e al contrasto del sole sulla veletta, ella si accendesse come
+una fiamma di spirito di vino. Gli parve anche di essere alto come il
+monte Bisbino, che stavano girando, e che non bastasse ancora a
+contenere tutta la sua felicità.
+
+Paolina era la prima in trentasei anni di vita che egli aveva amato, o
+almeno la prima, sulla quale avesse voluto fondare un pensiero con
+qualche conclusione; e a vedersela ora davanti, a due passi, «bella
+come una rosa» il signor Malignoni non invidiava nessuno de'suoi
+vicini, nemmeno quell'inglese o americano, che da una mezz'ora andava
+contando monete d'oro e d'argento.
+
+--Sei contenta?
+
+--Sì, un po' freddo.
+
+E si stringeva in uno scialle scozzese, come se volesse farsi poca e
+sparire.
+
+--Hai fame?
+
+--Nulla.
+
+--Io ho fame.
+
+--Io no.
+
+--Vuoi che andiamo nella sala di sotto?
+
+--No, stiamo qui.
+
+--È bello, non è vero che è bello?
+
+--Sì, molto.
+
+--Vuoi un caffè o una tazza dì birra?
+
+--Ti pare? Sto bene.
+
+Tornavano a tacere per un pezzo.
+
+Quelle rive strette fra l'acqua e il verde dei monti, quel succedersi
+di colori dai più chiassosi ai più delicati, dal vino al latte, da una
+villetta di zucchero a una incassatura rocciosa e tosta, irta di
+punte; quel succedersi di artifici per andare a godere una spanna di
+sasso, una bricca, un pratello largo come un fazzoletto, quell'aprirsi
+sfacciato di nuovi immensi bacini d'acqua, pieni di azzurro e di luce,
+là dove pareva che fosse tutto finito; e il chiacchierare della gente
+ad ogni stazione fra il battello e la riva, fra chi scende e chi sale;
+e il tonfo misurato delle ruote; e il suono della campana che ridesta
+gli echi dei pascoli, quello spettacolo insomma mosso e chiuso fra due
+coperchi lucidi ed opalini, l'acqua e il cielo, occupava l'anima di
+Paolina, se pure non si deve credere ch'ella facesse di tutto per
+occuparsene....
+
+La natura le si dipingeva innanzi bella ed innocente, ed essa,
+contenta di trovarsi fra la gente e sotto il raggio di sole, avrebbe
+voluto che il viaggio non terminasse più, che le Alpi si aprissero per
+dar luogo a un altro lago sterminato.
+
+Il bacino di Argegno, malinconico più degli altri, rispondeva
+all'ordine dei suoi desiderii e guardando su ai nudi ceppi delle
+montagne, alcune delle quali a picco, alle creste disabitate, a certi
+andirivieni di luoghi dirupati, si augurava in cuor suo di esservi,
+non importa se perduta, se di notte, o in mezzo alla bufera.
+
+Si doveva stare tanto bene in una nicchia, lassù, dove mirava un
+uccellaccio. Vedeva anche qualche muricciuolo di cimitero; il dormire
+lassù per sempre all'ombra dei faggi e dei castagni, con una povera
+croce sul capo, anche questo le pareva bello in quell'istante che il
+suo Sebastiano l'aveva lasciata sola per scendere a mangiare un
+boccone.
+
+Man mano che si procedeva verso Bellagio il battello si faceva sempre
+più affollato; tutti correvano alle regate.
+
+Le ville portavano la bandiera; i sandolini dipinti colle signorine
+dentro tutte a fiori, a nastri, a parasoli bianchi, verdi, rossi,
+cilestri venivano in frotta come delfini a prendere l'onda del vapore;
+s'intendevano strilli di gioia e campane a festa; il largo bacino di
+Menaggio cominciava a spalancarsi in una grande scena scintillante,
+circonfusa d'una nebbia rosea; si udivano anche gli spari dei
+mortaretti; poi il suono delle bande che passavano nelle barche sotto
+«gli elmi di Scipio»; venivano acuti profumi dalle serre e dagli
+spallierati dei limoni; erano tutti in festa, povera Paolina! Si
+svegliarono anche le dame inglesi, anche le più vecchie in un gran
+bisbiglio, sotto i grandi panieri dei loro cappelli e segnavano col
+dito «Belaccio, Belaccio».
+
+Questa era la meta dei nostri sposi.
+
+La gente cominciò a discendere accalcandosi.
+
+Bastiano stava attento a schivare gli Hôtel, e pregava Paolina di
+cercare cogli occhi la Trattoria Americana, dove si mangia bene, il
+sonno ciascuno se lo porta, si paga poco e si sta senza soggezione; ma
+in quel punto un signore, un vero gentiluomo, pulito e cortese come un
+buon padre di famiglia, gli tolse la valigia di mano.
+
+--Americana? Americana?--domandò Bastiano.
+
+--Oui, par ici, monsieur.
+
+Il buon signore passò la valigia a un altro signore coi favoriti
+biondi, che la buttò sull'imperiale di un omnibus.
+
+--Entrez, monsieur, entrez.
+
+--Americana?--tornò a domandare Bastiano, sentendosi sospinto come un
+sacco, e non accorgendosi che col parlare a monosillabi non faceva che
+ribadire un'opinione storta nella testa dei due bravi signori.
+
+Si trovò, prima che potesse orientarsi, insaccato nell'omnibus fra una
+dozzina di «yes» lontano sei posti da Paolina.
+
+In due trotti, ossia cinquanta passi per cavallo, l'omnibus si fermò
+innanzi al grand Hôtel Bellagio. L'albergo era chiuso in giro da una
+gran cancellata a punte d'oro, che serrava un gran giardino
+all'inglese: non c'era scampo, bisognava rassegnarsi. Alla fin fine il
+viaggio di nozze non lo si fa che una volta sola.
+
+Un giovinetto biondo come il lino, in falda nera, colle scarpettine
+alla francese, pettinato anche lui come uno sposino, li precedette per
+uno scalone di marmo, ornato di statue, di candelabri, di specchi, di
+acacie, tintinnando le chiavi e senza mai parlare li condusse «au
+cinquième» fino a una camera che riusciva sopra un cortile stretto,
+profondo e tetro come un pozzo.
+
+--A onze heures le déjeuner, s'il vous plait--disse stando sull'uscio
+prima di licenziarsi.
+
+--Cosa?--domandò Bastiano, che cominciava a credere d'essere nel mondo
+della luna.
+
+--C'est bien--si affrettò a dire Paolina per sbarazzarsene.
+
+I coniugi Malignoni, rimasti soli, si guardarono in faccia senza aprir
+bocca.
+
+--Ti avevo pur detto di stare attenta all'Americana.
+
+--A me? tocca a me di cercare l'albergo?
+
+--Così, oltre a pagare un occhio della testa, non si potrà veder
+nulla, mangiar nulla e capir nulla.
+
+--Abbiamo però una bella vista, disse con un sogghignerò sardonico la
+sposina, ficcando lo sguardo nel fondo del cortile.
+
+--Per me, scusami, ma io non ci sto, esclamò lo sposo.
+
+--Che vuoi fare?
+
+--Vuoi morire di febbre gialla o d'itterizia?
+
+--Ebbene, di' che ti cambino la stanza.
+
+--Non capiscono niente: sembra il paese dei tartari.
+
+--E allora rassegnamoci fino a domattina.
+
+--Sai cosa faccio? vado a vedere dov'è questa famosa Americana, e se
+il luogo è proprio come dicono, lasciamo la valigia e pranziamo là.
+Almeno si sa quello che si mangia. Che ne dici?
+
+--Io? nulla.
+
+--No, devi dire anche il tuo parere.
+
+--Che cosa devo dire?
+
+--Qualche cosa.
+
+--Andiamo a pranzo all'Americana.
+
+--Me lo dici con tanta noia.
+
+--Ti pare? Sono un po' stanca.
+
+--Allora, faccio così?
+
+--Sì, sì.
+
+--Addio, angelo.--E la carezzò colla punta delle dita.
+
+--Io ti aspetto qui.
+
+--Sì.... e mi vuoi bene?
+
+--Che ragazzo!
+
+--Stella!
+
+Bastiano uscì. Paolina girò la chiave nella toppa, si tolse d'addosso
+lo scialle, il casacchino, li gettò sul letto insieme al cappello;
+chiuse la finestra; si buttò in una poltrona, portò il fazzoletto alla
+bocca e pianse, senza lagrime, pianse della gioia di trovarsi sola.
+
+Bastiano uscì all'aria aperta colle orecchie un po' calde. Sotto alla
+sua grande felicità sentiva una mezza volontà di strozzare qualcuno.
+Passata però la prima agitazione e scoperta la sua Americana sotto i
+portici, un buco fatto apposta per loro, tornò tutto contento
+all'albergo a trarne la sua povera «alma consorte» che aveva lasciata
+in quella muda lassù. Quando gli sembrò di essere salito alto
+abbastanza, si ricordò di non aver osservato prima il numero della
+stanza; discese qualche scala per vedere di orientarsi coll'occhio;
+infilò qualche corridoio a destra, qualche andito a sinistra, ma
+sebbene non ci fosse dubbio che la scala fosse quella stessa, pure gli
+pareva di vedere qualche cosa di non veduto prima.
+
+Per quanto gli pesasse, discese ad uno ad uno i gradini, fino
+all'atrio del pianterreno, si accostò all'ufficio, dove stava
+scrivendo un signore grasso, e domandò con tutta bella grazia:
+
+--Perdoni, mi saprebbe indicare dov'è la mia camera?
+
+--Il numero?
+
+--Non ho guardato.
+
+--La chiave?
+
+--L'ho lasciata nell'uscio.
+
+--Domandi al cameriere.
+
+--Meno male! pensò Bastiano, questi almeno capisce l'italiano, e si
+voltò a cercare quel biondino che l'aveva condotto su.
+
+Due altri servitori o sopraintendenti stavano sulla porta, colle mani
+sotto la coda dell'abito, in atto di curiosità sfaccendata.
+
+Bastiano, non trovando il suo bel biondino, ricominciò da capo a
+salire la scala colla speranza che hanno tutti gli scolari, che per
+andare in fine della lezione spesso conviene ricominciare da capo.
+
+Mentre andava su coll'affanno di chi porta un sacco di sale sulla
+montagna, vide che i due sopraintendenti l'osservavano, rìdendo sotto
+il naso.
+
+«Questi animali se mi vedessero annegare non mi darebbero una mano.»
+
+Ricordando d'aver inteso uno di quei bravi signori, il più canonico, a
+parlare il dialetto di Bellagio, che è anche quello di Monza, spinse
+la testa fuori della ringhiera ed esclamò in dialetto schietto:
+
+--Vogliono avere la bontà quei bravi signori d'indicarmi il mio
+cameriere, un bel biondino?
+
+--Was? domandò il tedesco di Bellagio, andando presso la scala col
+viso rivolto all'insù e le mani sotto la coda.
+
+--Un giovinotto magrino.... tornò a dire.
+
+--Was sagen Sie? ripetè il canonico, mentre il suo compare si
+nascondeva dietro una colonna di marmo per non lasciarsi scorgere a
+ridere.
+
+--Ah gabbiano! gridò Bastiano, facendo il viso grosso.
+
+Il compare dalla colonna scappò in uno stanzino. Era una burletta
+magnifica.
+
+--Signor padrone, seguitò Bastiano dall'alto della seconda scala verso
+il bravo e gentile signore dell'ufficio, io pago anch'io i miei bravi
+denari come tutti gli altri, e pretendo di essere servito come tutti
+gli altri. Vogliono accompagnarmi si o no?
+
+Il bravo signore uscì dall'ufficio colla cannuccia rossa nell'orecchio
+e rispose:
+
+--El xe inutile che facciate tanto strepito, galantomo; se no gavè a
+memoria il numero de la stanza no potemo tenere a mente tutti li
+numeri....
+
+--Ma quel cameriere che mi ha condotto prima, è morto d'accidente, el
+me caro galantomo? strillò il signor ragioniere Malignoni di Monza,
+rosso come un gallo, correndo abbasso, presso quasi a perdere la
+tramontana del tutto: tanto straordinario gli pareva là dentro il nome
+di galantuomo!
+
+In quella entrò una carovana di ladies e di lords, colle sciarpe
+bianche nei capelli, cogli scarponi ferrati, cogli alpenstok e
+riempirono tutto l'atrio.
+
+--Faccia el favorito piacere di non gridare. Quando non si sa
+viaggiare si sta a casa.
+
+Questa osservazione piena di una saggezza antica fu raddolcita da un
+«aspetti, abbia pazienza» più amichevole, quasi fraterno, col quale il
+buon signore dava a vedere una prudenza non meno saggia e non meno
+antica.
+
+Ma la notizia che un «monsieur» non trovava più la moglie, messa in
+moto dai due burloni, aveva già fatto il giro di mezzo albergo, dalla
+cucina alla sala di lettura. Dietro i vetri si vedevano dei visini
+pallidi e gentili, con un sorriso anglo-sassone sulle labbra, fra la
+pietà e la canzonatura: da un andito dietro la scala spuntò per un
+istante anche la tunica bianca di «monsieur le chef», un cuoco che
+guadagnava otto mila lire all'anno, quante sono, o quasi, le notti
+necessarie per fare un libro che nessuno legge.
+
+Uscì fuori finalmente anche il biondino, che condusse lo sposo per una
+seconda scala identica alla prima, ma collocata al di là d'un grazioso
+_jardin d'hiver_; qui stava l'imbroglio che il signor Malignoni non
+aveva potuto districare.
+
+L'aneddoto del «_countryman_» che in un _Hôtel d'Italy_ aveva perduta
+la sposa, fu stampato in molti magazzini letterari con qualche
+variante, come si fa coi grandi poemi epici.
+
+
+
+
+UN REGALO ALLA SPOSA.
+
+
+Gaspare Carpigna aveva fatto i suoi molti denari in ogni maniera,
+coll'industria, coll'usura, coll'inganno. Ma una volta fatti non vi
+era uomo più galantuomo di lui e ben disposto a godere onestamente dei
+beni di questa vita. Invecchiando si era dato anche alla pietà, e
+faceva recitare molte messe da morto, invitando il prete a far
+colazione nella sua bella casa di Macagno, dove aveva giurato di
+passare i suoi ultimi giorni in santa pace.
+
+Stava per maritare anche la figliuola a un ricco possidente di Novara,
+un bel partito per la figlia d'un carbonaio all'ingrosso; e siccome il
+cuore di Gaspare Carpigna non era chiuso ai soavi affetti della
+famiglia, e per la sua Isolina egli sentiva una tenerezza singolare,
+così si può pensare se a quel matrimonio egli si preparasse con
+allegria, con compiacenza, con un fervore insolito che lo
+ringiovaniva.
+
+Già i preparativi erano fatti, fatte le pubblicazioni; lo sposo aveva
+già regalato un bello astuccio di brillanti e le parenti lontane chi
+un vaso di cristallo, chi un ventaglio di madreperla, chi un
+braccialetto, ecc. Isolina, assistita da una sua zia materna, poichè
+la mamma era morta da un pezzo, attendeva il gran giorno con estasi.
+Lo sposo era bello, ricco, simpatico.
+
+La vecchia casa detta del Zoccolino, che il Carpigna aveva acquistata
+per il fallimento d'un suo socio, rimessa a nuovo e rinfrescata in
+tutte le parti, non pareva più quel lurido filatoio di una volta, dove
+il povero Battistino Dell'Oro, fallito, rovinato, rosicchiato dai
+debiti, si era impiccato per la disperazione a un gancio del portone.
+Si diceva sommessamente che il Carpigna avesse aiutato una mano a
+rovinarlo e che la messa ch'egli faceva dire ogni 23 dì settembre
+avesse lo scopo di versare un secchio d'acqua sopra una pover'anima
+del purgatorio, se c'era bisogno. Ma eran cose vecchie di trent'anni
+fa, forse anche di più. Scomparso il filatoio, al suo posto sorse una
+bella casa bianca col portone di cotto, colle persiane verdi, col
+giardino degradante a scalinate verso il lago, il Zoccolino insomma,
+come può vedere ancora chi naviga verso Macagno sul lago Maggiore.
+
+Il giardiniere aveva addobbato il giardino a bandiere e a palloncini
+cinesi, e la notte prima del sacramento fu un continuo sparo di
+mortaretti e un gran suonare di chitarre nelle barche illuminate.
+
+Quelli dell'altra riva del lago, vedendo quei fuochi, dimandavano:
+
+--Che cosa c'è al Zoccolino?
+
+--È il Carpigna che marita la figliuola.
+
+--Sposerà qualche altro ladro usuraio.
+
+--Quando uno è ricco, c'è sempre chi dice che ha rubato.
+
+--Volete sentirla, voi che parlate così?
+
+Questi discorsi erano fatti da un gruppo di pescatori, che stavano
+fumando la pipa innanzi all'osteria di Cannero, sull'altra riva. C'era
+dunque il lago di mezzo e tanto largo che vi potevano affogare tutte
+le verità della nostra santa religione.
+
+--Sentiamola, poichè la sapete.
+
+--Quel povero Battistino io l'ho conosciuto. Gli portavo la legna ogni
+settimana e so che gli affari non gli andavan male anche con quattro
+figliuoli. L'uno fa oggi il contrabbandiere colla Svizzera, una vita
+da ladri, sapete, e dice che un giorno o l'altro metterà lui la
+dinamite al Zoccolino. Fu lui che gli toccò staccare suo padre dal
+portone quella mattina, ed è un fegato sano che non ha paura del buio.
+
+--Che cosa c'entra il Carpigna che ha sempre negoziato di carbone?
+
+--C'entra che Battistino gli aveva prestato sessantamila lire, sulla
+parola e che il Carpigna negò di averle ricevute mai. Ecco come
+c'entra.
+
+--Fu una bestia a fidarsi.
+
+--L'aveva tenuto a battesimo, pareva un santo a vederlo in chiesa,
+quando pregava la croce sull'altare.
+
+--Son peggio degli altri.
+
+--Quello fu il principio della sua fortuna.
+
+Dall'altra parte del lago si gridava invece: Viva la sposa! viva gli
+sposi! viva il signor Gaspare!--C'erano trenta o quaranta persone, tra
+invitati, parenti, barcaiuoli e persone di servizio. Nel salone di
+mezzo a pianterreno, aperto sul giardino, la tavola preparata per la
+baldoria luccicava di bicchieri, di trionfi di vetro, di confetti,
+senza dir nulla delle torte, dei marzapani, delle gelatine, che
+avevano fatto venire da Locarno. Sopra una scansìa presso il muro una
+batteria di bottiglie dal collo d'argento aspettava il momento di
+scendere in battaglia. Dal giardino ogni soffio più vivo del vento
+portava dentro un profumo acuto di limoni misto al profumo caldo delle
+vaniglie e dei gelsomini.
+
+Isolina, bella, allegra, saltellava come una gattina nella sua
+innocente giovinezza, finchè tutti sedettero a tavola e fu stappata la
+prima bottiglia di vin bianco d'Asti, che inondò della sua spuma
+d'argento l'abitino della sposa.
+
+--Viva la sposa, viva l'allegria!
+
+--Viva il signor Gaspare, padre fortunato.
+
+--A rivederci al battesimo.
+
+Gaspare Carpigna provava nel cuore la dolcezza malinconica del padre
+che vede la figliuola spiccare il volo dal nido, ma sa che va ad
+essere felice. Isolina era per quell'uomo taciturno e mezzo selvatico,
+l'unico ideale al mondo, e si può dire che i denari egli li avesse
+radunati soltanto per lei. Era contento di maritarla bene e con onore.
+Caspita! oltre il corredo le dava un trecentomila lire sulla mano, e
+il resto alla sua morte.
+
+Il vin d'Asti e il vecchio Barolo di dodici anni non furono versati
+nel lago. L'allegria come avvien sempre in queste circostanze, un po'
+tiepida e sconnessa in principio, cominciò subito a levare il bollore.
+Gli spiriti fremevano come pentole a buon fuoco. A destra e a sinistra
+del viale splendevano le ghirlande dei palloncini, un rosso, l'altro
+verde, l'altro bianco, come una bandiera d'Italia, Dal lago veniva
+sulle onde l'onda d'una serenata strimpellata in un canotto a
+palloncini gialli, e già il segretario comunale col calice in mano,
+cogli occhietti umidi, stava per leggere una poesia, quando entrò il
+fattore che aveva una cassettina in mano, chiusa, piegata in una carta
+e suggellata.
+
+--L'ha portato un uomo,
+
+--Un altro regalo per la sposa,
+
+--Dàlla qui, Pietro.
+
+Isolina prese la cassettina, e pensando subito a una sua amica di
+Luino, la collocò sulla tavola, tagliò i suggelli col coltellino
+d'argento, spiegò la carta che l'involgeva. Era una cassettina
+rettangolare, di legno di pino, come si usa per i pettini, rustica,
+bianca con su scritto: Alla sposa.
+
+Isolina l'aprì con quella viva curiosità che eccitano le cose
+misteriose. Vide una lettera, e sotto dei frastagli di carta a vari
+colori, con riccioli d'oro, e più sotto, uno strato di crusca.
+
+--Segretario, legga lei la lettera,--disse Isolina senza guardarla.
+
+Il segretario lasciò via il sonetto, prese l'altro foglio e con quella
+medesima intonazione, a cui aveva già preparata la bocca....
+
+Dirò prima che l'attenzione degli astanti era stata richiamata sulla
+cassettina dal vedere Isolina che vi rimestava colle mani, e ne traeva
+della crusca, ponendola di mano in mano sul piatto assieme ai
+confetti.
+
+Il segretario lesse dunque, anzi declamò: «_A Gaspare Carpigna,
+lettera dell'altro mondo_».
+
+A tutti parve una frase comica e pazza fatta per ridere; chi rise, chi
+alzò la mano, chi il bicchiere.
+
+E il segretario, distratto come un'oca e colla testa piena di fumo
+continuò: «_Carpigna, alla dote di tua figlia aggiungi anche la
+collana di Battistino dell'Oro_».
+
+Tutto ciò fu letto come un sonetto, nel tempo che l'Isolina colle
+manine bianche e piene di diamanti traeva dalla crusca una cordicella
+nera, grumosa, grossa come il suo dito mignolo, lunga come una vipera
+comune, che, inorridita, lei lasciò cadere, che parve proprio una
+biscia morta. Gettò un grido, storcendo la bocca, alzando le due mani
+colle dita rigide, adunche, mentre un silenzio profondo, un silenzio
+brutale, un silenzio di ghiaccio sottentrò alla festa, e cento occhi
+bianchi, cento occhi gelati si fissavano sul viso incartapecorito del
+signor Gaspare. Un buffo d'aria stortò le fiamme delle candele.
+
+La sposa fu portata via. Quando andarono a risvegliare dal suo
+deliquio il signor Gaspare, ch'era rimasto colla pupilla di vetro
+sulla biscia morta, gli trovarono le mani fredde, i piedi lunghi e la
+bocca piena di sangue. Soltanto i capelli parevano vivi sul capo.
+
+Intanto sull'alto picco della Zeda, un contrabbandiere sfidava il buio
+fischiando, cantando
+
+ Sposettina, vien con me....
+
+
+
+
+NEI BOSCHI.
+
+
+Chi non conosce i boschi dell'alto Milanese, detti boschi di Saronno,
+di Mombello, di Limbiate, può immaginare una stesa di selve, sopra un
+terreno disuguale, una volta incolto e oggi piantato a pini silvestri
+e a qualche rovere, che è quanto la terra, oltre le eriche e il bruco,
+può sopportare. Queste piantagioni non sono molto antiche e appunto
+per ciò, non sono molto note. Della maggior parte si ricordano i
+nostri padri d'aver veduto i primi germogli, quando ancora quel nudo
+tratto di paese non era che una nuda sodaglia. Oggi il bosco è maturo,
+non dirò per i ladri, che non vivono più per i boschi, ma per tutti
+coloro che amano le meste solitudini e sognano sempre, quando sono in
+un luogo, di trovarsi in un altro.
+
+A me questi boschi ricordano per esempio, certe solitudini dell'antica
+Caledonia: e il più bello si è che in Caledonia non ci sono mai stato.
+Ma non si è letto inutilmente a dodici anni una dozzina di romanzi del
+Walter Scott, seduti all'ombra di un'antica quercia, o anche solo sul
+pianerottolo della scala. Se non è come in Scozia, vi son tratti nei
+boschi di Limbiate che potrebbero essere trasportati in Scandinavia e
+allora è ancora più bello per chi ama viaggiare a piedi.
+
+Le piante d'un verde scuro perenne, di un fusto magro e diritto, che
+si apre a larga piuma o a ombrello, collocate a migliaia l'una presso
+l'altra in una disposizione quasi simmetrica, e così per l'estensione
+di cinque o sei miglia: i viali che tagliano questi eserciti di piante
+e si prolungano, si sprofondano nel verde a perdita d'occhio: le forre
+di altissime erbe filiformi dove non entrano che i bracchi: la terra
+gialla, rotta da immensi crepacci dove la picchia il sole: molle,
+melmosa, scivolante come il sapone dove l'acqua stagna: gli scoli
+d'acqua piovana che scendono a formare pozze, paludi, laghetti, e fin
+dei laghettoni perenni circondati da conifere con increspature e
+piccole tempeste sconosciute al mondo, come quelle delle anime
+modeste: e poi aggiungete un silenzio profondo, non interrotto nemmeno
+dal solito stormire delle fronde (il pino è taciturno) e i chiarori
+celestiali e mistici dell'aria al disopra di tanto verde, e le fiamme
+vaganti del tramonto veduto attraverso alle fessure del bosco....
+tutto ciò voglio dire, mi ha tante volte trasportato fuori di me in
+una regione dove io sento che son vissuto un'altra volta, forse
+diecimila anni fa.
+
+Oh la poesia, amici, è pur la dolcissima cosa! Voi uscite un mattino
+d'autunno, con un libro, mettiamo Aleardo Aleardi, nella tasca del
+carniere, col fucile ad armacollo, col vostro cane che vi saltella
+innanzi, girate dietro le case, pigliate verso il cimitero vecchio,
+date un'occhiata a quei poveri morti e a quella croce bianca dove da
+cinquant'anni dorme una contessina morta.... No, no, non è poesia.
+
+Io fui innamorato a sedici anni di quella contessina, ed è una storia
+che ho promesso di contare qualche volta. Io l'ho seguita attraverso
+alle ombre del bosco, più contento quanto più le nebbie del novembre
+entravano fra le piante a rannuvolare i contorni della selva.
+
+Una mattina, giusto sui primi di novembre, mentre io correvo prima di
+colazione attraverso la pineta, pensando al mio futuro poema sulla
+_Risurrezione dei Morti_, fui a un tratto arrestato da una fiamma che
+si agitava in fondo, e che stentava quasi a rompere il velo bianco e
+gelato dalla nebbia. Anche _Pill_, il mio cane da caccia, si fermò su
+quattro piedi, col muso in alto, e la piccola coda piena di
+meraviglia. La Cherubina mi aveva detto prima ch'io uscissi di casa
+che si sarebbe fatta colazione alle undici, più tardi del solito,
+perchè si aspettava mio fratello coi parenti della sposa.
+
+Da due giorni si lavorava in cucina a preparare quella colazione, che
+doveva essere un banchetto di Sardanapalo con un piatto di selvaggina
+e un brodo ristretto che pareva giulebbe. L'importanza d'una casa si
+conosce a tavola e mio padre voleva, come si dice, far colpo su della
+gente un po' materiale.... Ma sono cose che non hanno nulla a che fare
+con quella fiamma che, come ho detto, si agitava in fondo al bosco e
+che stentava quasi a rompere il velo fitto della nebbia.
+
+Strano un fuoco nei nostri boschi! Man mano che io mi avvicinavo, la
+fiamma si faceva più distinta, e già si potevano vedere nel chiarore
+rosso del fuoco disegnarsi alcune figure radunate in cerchio come a un
+tristo complotto di negromanti.
+
+La solitudine e la selvatichezza del luogo che s'internava in una
+specie di crocicchio: quelle ombre ballonzolanti sul fusto delle
+piante al mobile ed acceso riflesso della fiamma fumosa e resinosa,
+avrebbero ben potuto far credere a un convegno di malviventi, se dopo
+alcuni passi non avessi riconosciuto le gambe lunghe e magre del
+signor segretario comunale, e accanto a lui la figura tozza del
+console e due o tre guardie campestri.
+
+Il console s'era seduto in adorazione del fuoco sopra un pezzo di
+tronco. Battistino, una delle guardie campestri con un ginocchio a
+terra cercava di far saltare un carbone acceso nel buco della pipa,
+mentre il signor Boltracchi, il segretario, scaldava le parti meno
+rispettabili della sua persona, voltando le spalle al focolare, colle
+gambe aperte come un compasso. Quella brava gente si trovava da
+qualche ora nel bosco e col freddo del novembre e coll'erba bagnata di
+guazza, sentiva volontieri il beneficio d'una scaldatina.
+
+Il console quando mi vide, toccò l'orlo del cappello colle due dita e
+disse:
+
+--Riverisco, sor avvocato.
+
+Il buon uomo era un mio contadino e nella sua semplicità sentiva un
+grande rispetto della mia persona.
+
+--Che cosa fate, la polenta?--domandai.
+
+--È per cagione di quel Gasparino della Vela,--rispose il console con
+quel linguaggio lungo che è proprio dell'alto Milanese.
+
+--Che cosa ha fatto Gasparino della Vela?
+
+--È morto.
+
+--Era malato?
+
+--Da un mese, sor avvocato, un poco di pellagra, ma bisogna dire che
+gli sia andata ai visceri del capo.
+
+--Se non ho sentito a suonare l'agonia.
+
+--Si muore anche senza la campana,--interruppe Battistino colle parole
+mozze di chi ha in bocca una pipa corta che gli abbrucia quasi le
+palpebre.
+
+Il signor Boltracchi mi accennò col pollice sopra la spalla qualche
+cosa alla sua destra. Guardai e vidi il mio _Pill_ quasi stecchito
+sulle sue quattro gambe, che tremava tutto sotto la sua pelle.
+
+A un nuovo cenno del Boltracchi feci un mezzo giro sopra di me,
+guardai indietro presso le piante e allora scorsi sul terreno molle
+per la pioggia del dì prima, un non so che, coperto da una stuoia di
+carro e da una gualdrappa logora, e sotto un po' di paglia. Da uno dei
+lati uscivano due piedi lunghi, magri, infangati, colle unghie lunghe,
+due brutti piedi che parevano quelli della morte, i piedi insomma del
+morto.
+
+--O Dio, che cosa è stato?
+
+Il console stendendo le sue mani alla fiamma, continuò col suo tono
+naturale:
+
+--Gli è venuta addosso la scalmana, si vede. Stamattina, la va bene?
+mentre la sua donna era a messa aprì l'uscio, traversò l'orto e nudo
+come è uscito dal ventre della sua mamma, prese la via dei boschi.
+
+--Dev'essere passato dal laghettone di Mombello.
+
+--Ci sarebbe rimasto, se fosse passato, perchè l'acqua è alta. Invece
+si vede che ha traversato il vallone della Merla, si è cacciato nei
+boschi vecchi di Lenzano e andò a finire alla pozza del Vetro. Qui ha
+creduto di poter traversare, ma c'è rimasto preso al vischio.
+
+--C'è una terra che par giusto liscivia.
+
+--Son passato ieri dalla pozza del Vetro e non c'era un barile
+d'acqua.
+
+--Ne è venuta un poco stanotte.
+
+--Si è mandato ad avvisare il sindaco e il maresciallo,--disse il
+segretario voltandosi davanti alla fiamma.
+
+--Non era vostro parente?--dimandò Battistino al console.
+
+--Ha sposato una mia sorella, sicchè lascia tre figliuoli. Uno è
+soldato.
+
+--Adesso potrà venire a casa, se è morto il vecchio....
+
+--La legge non permette se non ci sono dei minorenni,--disse
+gravemente il signor Boltracchi.
+
+_Pill_, coll'unghie tese, col muso avanti, rigido come un cane di
+legno, non cessava di fiutare il morto.
+
+--Lo sa la sua donna?
+
+--Quando è tornata dalla messa che era ancora bujo, verso le cinque,
+la va bene? trovò l'uscio aperto. Allora capì che il suo Gasparino era
+scappato, perchè aveva tentato un'altra volta, di scappare. Si mise a
+gridare, a chiamar gente. Venne un ragazzo dei Melgoni a dire che
+aveva veduto un uomo nudo come un verme che correva nei boschi e che
+era Gasparino della Vela. Allora si è cominciato a cercare nel bosco e
+si sono trovati dei passi freschi colla pianta delle dita. Cerca di
+qua, cerca di là, poi abbiamo incontrato voi Battistino, la va bene?
+
+--Io venivo da Bovisìo, dov'ero stato a portare un paio di stivali al
+calzolaio, perchè mi mettesse le calcagna e giungo alla pozza del
+Vetro, quando mi par di sentire un scialacquamento come fa il mio cane
+quando ha caldo ed entra nella pozza a lavare le pulci. Ho creduto
+anzi che fosse il _Pill_ del signor avvocato, che viene volentieri
+incontro quando sa che vado per i boschi. Anzi mi fermai e chiamai
+forte: _Pill_.... Torno a sentire un _ciuf-ciuf_ nell'acqua. _Pill_!
+dove sei?... e fischio, così.... mentre vado verso la pozza dietro il
+rumore....
+
+Battistino, prese la pipa colla sinistra, e mandò un sibilo acuto da
+cacciatore che risuonò per tutta la solitudine. L'altro villano, che
+non aveva mai parlato e che conobbi per il Rosso, sorrise colla sua
+faccia cretina di ranocchio.
+
+--_Pill_.... Non sentendo più nulla, vado giù verso la pozza e trovo
+quel povero cristiano in un boccale d'acqua tutto impastato come un
+mostro nella melma, che aveva trovato la maniera di annegare.
+
+--È la pellagra che mette una sete d'inferno.
+
+--Capita spesso alla bassa che i malati si buttano nel pozzo.
+
+--Vi sarete spaventato, Battistino.
+
+--Non è la prima volta. L'anno scorso vi ricordate quel matto di
+Mombello che scappò dallo stabilimento e che s'impiccò fra due piante?
+L'ho visto pel primo una mattina di gennaio. Era arrampicato sopra un
+pino altissimo dove attaccò la corda; poi andò sopra un'altra pianta
+più alta e attaccò l'altro capo, e Dio sa come potè impiccarsi a
+mezz'aria all'altezza d'un campanile.
+
+--I matti hanno una gran forza.
+
+--M'è toccato vederlo tra il chiaro e il fosco. Il freddo aveva gelata
+anche la corda e il matto pareva di vetro.
+
+--La Bortola del sarto ha vinto cinquantasei lire coi numeri del
+matto.
+
+Il Rosso rise ancora gonfiando gli occhi slavati.
+
+--Quello era un conte diventato matto per i liquori.
+
+--Chi troppo, chi nulla....
+
+--C'è qui il maresciallo.
+
+Venne anche il sindaco e il dottore. Il cadavere fu scoperto. Pareva
+una mummia ingiallita. La creta gli riempiva ancora la bocca e i
+forellini del naso.
+
+_Pill_ pareva diventato di sasso e guardava il morto con occhio
+lagrimoso.
+
+Povero Gasparino! lo si sarebbe detto un fossile di tremila anni, e
+nel suo freddo abbandono non si scorgeva che una tenue espressione
+d'ironia agli spigoli della bocca. Non era certo la creta che lo
+faceva ridere.
+
+......................
+
+_Pill_ mangiò poco quel giorno.
+
+
+
+
+PARLATENE ALLA ZIA
+
+(DIALOGO)
+
+
+Questo dialogo fu due volte interpretato in famiglia con vera
+intelligenza d'artisti dalla signora Maria Nessi e dal Dott. Giuseppe
+De Capitani d'Arzago, ai quali m'ispirai nella Correzione e nella
+riproduzione della scena.
+
+E. D. M.
+
+
+
+NICOLÒ
+
+ è un giovinetto maturo, che ha già fatto le sue
+ campagne. Gran buon diavolo nel fondo. Siamo in
+ campagna nella villa d'Incirano. Nicolò in
+ cappello di paglia e in abito grigio chiaro, entra
+ dal giardino e dice a qualcuno che non si vede:
+
+Grazie, aspetterò.
+
+ Dà un'occhiata intorno, si passa una mano nei
+ capelli e con un breve sospiro d'affanno dice:
+
+Eccomi qua. Il cuore mi batte come se volesse scoppiare. Ho paura di
+aver già fatto un passo falso. Basta! sono ancora in tempo a pentirmi
+e se sarà il caso, infilerò l'uscio.
+
+ Si abbandona su un divano.
+
+Sicuro, Nicolò: se non concludi qualche cosa quest'oggi, tu morirai
+nel tuo letto in odore di verginità. No, no: è tempo che tu la pigli
+questa moglie benedetta! Vedi?
+
+ va a guardarsi in uno specchio.
+
+Tu sei arrivato a quell'età in cui, se il frutto non si coglie, casca
+in terra a marcire. Non sei un brutto mostro: che, che?
+
+ carezzandosi i baffi.
+
+Puoi passare ancora per un giovanotto in gambe, ma.... qua e là
+comincia a spuntare qualche capello meno nero degli altri. Certe
+mattine hai la ciera d'un uomo che ha dormito male
+
+ parlando alla sua immagine.
+
+Sicuro, signor Nicolò: quel vivere di qua, di là, sulle trattorie, sui
+caffè, sui _clubs_, in compagnia di scapoloni pari suoi non è più una
+vita fatta per lei.... Lei digerisce male, lei dorme male, diventa
+sempre più brontolone, bisbetico, incontentabile e a lungo andare
+finirà col fare uno sproposito. Chi non si marita a tempo, sposa la
+morte prima del tempo; tranne il caso in cui si sposa la serva
+
+ torna a sedere.
+
+--Mia sorella Giacomina, che da un pezzo mi ha sul cuore, la settimana
+scorsa mi disse:--Nicolò, c'è una ragazza che va bene per te: anzi ce
+ne sono due: le sorelle Bellini, due care creaturine sui ventitrè
+l'una, sui ventiquattro l'altra, non troppo giovani e nemmeno troppo
+stagionate, un po' disgraziate nella famiglia, ma buone, belle, con
+qualche po' di sostanza. Tu non hai che a scegliere. Esse vivono a
+Incirano con una zia che fa loro da madre, perchè le poverine hanno
+perduto i parenti e non hanno si può dire nessuno al mondo. Sotto
+questo aspetto tu fai quasi un'opera di carità. Va a mio nome, cerca
+della zia, mettiti nelle sue mani e lascia fare alla provvidenza.
+
+Eccomi qui. Ora le vedrò e dovrò scegliere tra le due....
+
+ vede sul tavolino alcuni ritratti in piccole
+ cornici.
+
+Forse questo è il loro ritratto. Carina questa col suo profilo greco,
+con que' capelli pettinati alla Niobe. Forse questa è il ventitrè.
+
+Ma anche questo ventiquattro non c'è male. Forse questa è bionda, e
+questa è bruna. Chi mi consiglia? Il biondo è più romantico, più...
+simbolico... troppo Svezia e Norvegia. Il bruno è quasi sempre segno
+di un carattere ardente, geloso... troppo Spagna e Portogallo. Che ti
+dice il cuore, Nicolò? ventitrè o ventiquattro?...
+
+ pesa nelle mani i due ritratti.
+
+Sentiremo il consiglio della zia, che nella sua esperienza saprà
+guidare un povero uomo sempre incerto nel cammino della vita.
+
+ indicando un altro ritratto grande.
+
+Certo questa vecchia cuffia è la zia dei buoni consigli. Lei conosce
+le due ragazze e saprà dirmi quale delle due ha più disposizioni al
+settimo sacramento. Per me capisco, che se dovessi scegliere, farei la
+fine dell'asino che, messo tra due fasci di fieno, si è lasciato
+morire di fame. Zitto, qualcun si avanza!
+
+Si alza, fa una rapida toilette allo specchio.
+
+Forse è la vecchia zia. Animo, su, coraggio. Sei stato a Custoza,
+corpo d'una baionetta, e devi aver paura d'una vecchia cuffia?
+
+TERESITA
+
+ una vedovella ancor giovane, simpatica, vestita
+ con finissima semplicità e con molto buon gusto.
+ Fa un inchino a Nicolò, che resta un istante
+ imbarazzato.
+
+Signore....
+
+NICOLÒ.
+
+Signora....
+
+TERESITA.
+
+Lei ha bisogno di parlarmi.
+
+NICOLÒ.
+
+Sissignora... cioè... veramente mia sorella Giacomina mi ha detto di
+chiedere della zia delle signorine, la vecchia zia, sissignora....
+
+TERESITA.
+
+Sono io la zia delle signorine....
+
+NICOLÒ
+
+ sorpreso.
+
+Ah, lei fa da madre alle due orfanelle....
+
+ Avvicinandosi riconosce una antica amicizia.
+
+Oh, ma scusi, noi ci conosciamo. Ah, chi l'avrebbe detto dopo tanti
+anni? Lei, lei è la signora Teresita....
+
+TERESITA
+
+ fingendo di cader dalle nuvole.
+
+E lei è il signor Nicolò.... Guarda che combinazione! ma si è fatto
+così grasso....
+
+NICOLÒ
+
+ ridendo con un po' di confusione.
+
+Credevo che volesse dire: così vecchio!
+
+TERESITA
+
+ amabile.
+
+Si è viaggiato insieme sulla strada della vita. Guarda che
+combinazione!
+
+NICOLÒ.
+
+Guarda che combinazione!
+
+ Segue un brevissimo imbarazzo d'ambo le parti.
+
+Io credevo che la zia fosse una signora in età, colla cuffia.
+
+TERESITA.
+
+La cuffia verrà... è in viaggio. Ma prego si accomodi, signor
+Nicolò....
+
+ Indica la sedia e siede lei per la prima.
+
+NICOLÒ
+
+ ripetendo materialmente.
+
+Guarda che combinazione....
+
+ Prende la sedia, vi si appoggia, ma non vi siede.
+
+Ma da quanto tempo non ci vediamo più?
+
+TERESITA.
+
+Oh è un gran pezzo! A che cosa devo attribuire l'onore della sua
+visita?
+
+NICOLÒ
+
+ giocando colla sedia che fa girare sotto la mano.
+
+Mia sorella Giacomina mi ha detto: Va a Incirano, cerca della zia
+delle sorelle Bellini ed esponi il tuo caso.
+
+TERESITA.
+
+E qual è il suo caso?
+
+NICOLÒ.
+
+Il mio è un caso, dirò così, di coscienza: ma ora non so se devo
+parlarne.
+
+TERESITA.
+
+Perchè non deve parlarne?
+
+NICOLÒ
+
+ facendo girare più forte la sedia sotto la mano.
+
+Perchè... io...
+
+ dà in una risata allegra
+
+perchè io credevo che la zia fosse una cuffia....
+
+TERESITA
+
+ ride anch'essa mentre sì abbandona nella poltrona.
+
+Dunque è alla cuffia che lei desidera parlare.
+
+NICOLÒ.
+
+No, stia buona, ora le dirò il mìo caso. Ma è certo che, se avessi
+potuto immaginare di trovar qui lei al posto della... cuffia...
+
+ ride
+
+non sarei venuto.
+
+TERESITA
+
+ un po' offesa.
+
+Non merito dunque la sua confidenza?
+
+NICOLÒ.
+
+Lei merita tutto, ma il mio caso è di quelli che hanno bisogno di
+molta indulgenza.
+
+TERESITA.
+
+Ma sieda....
+
+NICOLÒ
+
+ mettendosi a sedere sull'angolo della sedia.
+
+Intanto mi dica: come si trova qui a far da madre a queste due
+bambine?
+
+TERESITA.
+
+Una serie di dolorose circostanze.... Oh sapesse quante disgrazie!
+Morti i parenti di queste due povere figliuole, ho pensato ch'io
+potevo essere utile in questa casa.
+
+NICOLÒ
+
+ esitando.
+
+Ma scusi. Lei non aveva sposato quel marchese?
+
+TERESITA
+
+ molto riservata.
+
+Sì.
+
+NICOLÒ
+
+ C. S.
+
+E.... suo marito?
+
+TERESITA.
+
+È morto.
+
+NICOLÒ
+
+ con una certa sorpresa.
+
+Ah! è morto anche lui....
+
+TERESITA.
+
+In duello a Parigi.
+
+NICOLÒ.
+
+In duello a Parigi.... Guarda, guarda.
+
+TERESITA
+
+ dopo un breve pensiero.
+
+Ma non parliamo dei morti. Quel che è passato, è passato.
+
+NICOLÒ
+
+ astratto in una sua idea.
+
+O bello, o bello...
+
+TERESITA.
+
+Che cosa?
+
+NICOLÒ
+
+ si corregge, si fa serio, si alza.
+
+Mi rincresce di aver risvegliato delle dolorose memorie. Mi scusi....
+
+ in atto di congedarsi
+
+mi perdoni....
+
+TERESITA
+
+ restando seduta.
+
+Ma che cosa fa? lei non mi ha ancora detto lo scopo della sua visita.
+
+NICOLÒ.
+
+È vero, ma io non so nemmeno se la mia visita abbia uno scopo.
+Giacoraina doveva avvertirmi di queste circostanze.
+
+TERESITA
+
+ con tono quasi materno.
+
+Bene, si accomodi. Giacomina mi ha scritto tutto. Lei e venuto a
+Incirano per uno scopo molto lodevole e molto onesto. Vuol prender
+moglie.
+
+NICOLÒ
+
+ affettando una certa sicurezza.
+
+Sì, voglio prender moglie.
+
+TERESITA
+
+ ridendo con gaiezza simpatica.
+
+O bello, o bello...
+
+NICOLÒ
+
+ un po' mortificato.
+
+Che cosa c'è di bello?
+
+TERESITA.
+
+Bello che il signor Nicolò voglia finalmente prender moglie.
+
+ ride.
+
+NICOLÒ
+
+ serio.
+
+Non rida o mi scoraggia.
+
+TERESITA.
+
+Ci ha pensato un pezzo il signor Nicolò.
+
+NICOLÒ
+
+ in tono di rimprovero.
+
+E di chi la colpa?
+
+TERESITA.
+
+Di chi?
+
+NICOLÒ.
+
+Ah Teresita! non si dovrebbero ricordare certe cose....
+
+ picchia nervosamente il bastoncino sul cappello.
+
+TERESITA
+
+ gravemente.
+
+Proprio!
+
+NICOLÒ.
+
+E tanto meno si dovrebbe ridere.
+
+TERESITA
+
+ sospirando.
+
+Si ride quando si è finito di piangere.
+
+NICOLÒ
+
+ con una punta d'ironia.
+
+Beata lei che ha finito! Le donne son così facili a dimenticare....
+
+TERESITA.
+
+Si dimentica... per non odiare.
+
+NICOLÒ.
+
+Io non ho meritato il suo odio.
+
+ Con un leggero tono di sarcasmo.
+
+A ogni modo la donna che sposava il marchese di San Luca deve aver
+trovato nel fasto del suo blasone qualche conforto a' suoi dolori.
+
+TERESITA
+
+ offesa.
+
+Nicolò, non dite queste parole che offendono una donna che fu già
+troppo infelice nella sua vita. Voi sapete come sono andate le cose.
+Il mio matrimonio fu per me una di quelle necessità che il solo cuore
+d'una donna sa comprendere e sa compatire. Voi sapete che mio padre
+era un uomo rovinato, che sulla nostra casa stava il disonore e il
+fallimento, che soltanto un matrimonio di convenienza poteva salvare
+una vecchia esistenza dalla disperazione. Allora voi eravate un
+giovine ufficiale senza fortuna, nell'impossibilità di mettere una
+casa. Poi venne la guerra e voi partiste per il campo....
+
+NICOLÒ
+
+ con amarezza.
+
+E quando tornai dai pericoli della guerra, seppi che Teresita Morando
+era diventata la marchesa di San Luca.
+
+TERESITA
+
+ con un moto di ribellione.
+
+Già, e non pensaste nemmeno ch'io avessi potuto fare quel passo per un
+sentimento di abnegazione e di dovere. Voi pensaste solamente e
+semplicemente che Teresita Morando, ragazza vana, leggera, smaniosa di
+brillare, inebriata all'idea di portare una corona sul suo biglietto
+di visita, avesse dimenticato volontieri il povero tenente per darsi
+nelle braccia di un vecchio nobile... sciupato dai piaceri. Questo
+solo voi avete pensato: e non sareste stato un uomo se aveste pensato
+altrimenti. L'egoista non è obbligato a compatire e meno a
+comprendere... e tanto meno a perdonare.
+
+NICOLÒ
+
+ si alza, resta un istante come combattuto, e
+ mormora:
+
+Se sapeste invece quanto ha sofferto questo egoista!
+
+TERESITA
+
+ alzandosi anch'essa.
+
+E quest'ambiziosa oh! non ha forse sofferto! no. Rapita dai bagliori
+de' suoi diamanti questa vittima incoronata non ha versata mai una
+lagrima.... Nei tre anni del suo matrimonio con quell'infelice
+_boulevardier_ essa passò di trionfo in trionfo... invidiata da tutte
+le miserabili che non hanno una corona sulla carrozza... e un
+supplizio nel cuore.
+
+ Abbandonandosi alla sua passione.
+
+Voi non vi siete più occupato di me; ma per qualche motivo avete
+stentato a riconoscermi. Voi avete trovato facilmente dei dolci
+compensi...
+
+ Arrestata improvvisamente da una specie di
+ rimorso, cangia tono, e con affettata naturalezza
+ ripiglia.
+
+Ma di che cosa si parla? oh buon Dio! questo non è lo scopo della
+vostra visita. A che pro' disseppellire cose morte e finite? Sediamo:
+animo, sedetevi.... Veniamo all'argomento.
+
+ Come smarrita.
+
+Giacomina mi ha scritto.... Che cosa mi ha scritto la buona amica? che
+voi volete accasarvi, che è tempo anche per voi di mettere giudizio. È
+giusto. Sa che le povere mie nipoti son buone e brave ragazze e
+anch'io sarei contenta di vederle collocate. Ma sedetevi dunque,
+parlate.
+
+NICOLÒ
+
+ con espressione patetica.
+
+No, no, non ho più nulla a dire. Scusate, Teresita, io non son più
+degno di accostarmi a una donna....
+
+ Si ritira qualche passo per
+ andar via.
+
+TERESITA.
+
+Non andate in collera per quello che vi ho detto. Vi domando scusa se
+vi ho offeso. Sedetevi, ragioniamo. Accettate almeno un bicchierino di
+vermouth....
+
+ Toglie da uno stipo una bottiglia
+ di cristallo e offre un bicchierino
+ a Nicolò.
+
+NICOLÒ
+
+ sforzandosi a rifiutare.
+
+No, no, lasciatemi andare. Non merito più nulla. La mia vita è finita
+da un pezzo.
+
+TERESITA.
+
+Devo proprio mettermi una vecchia cuffia in testa per persuadervi a
+ragionare?
+
+ Nicolò accetta il bicchierino.
+
+Se vi ho offeso perdonatemi. Voi avete per errore messa una punta di
+ferro sopra una cicatrice e io ho gridato di dolore. Ma ora è passato.
+Qua....
+
+ Lo fa sedere e siede anche lei.
+
+Posso aiutarvi, voglio consigliarvi, perchè in fondo ho molta stima di
+voi.
+
+NICOLÒ.
+
+Io invece non ho nessuna stima di me. Io ho sempre creduto che non
+valesse la pena di voler bene a una donna. Ho atrocemente sofferto, ma
+non per pietà della vittima inghirlandata. Ho sofferto solamente per
+il mio orgoglio ferito. Avete detto bene poco fa. Il mio nome è
+Egoista. Quando un uomo non è capace di comprendere, di compatire, di
+perdonare, non merita più che una donna gli voglia bene....
+
+ Volta via la faccia alquanto
+ commosso, tracanna d'un fiato
+ il bicchierino, va a collocarlo
+ sullo stipo, e si prepara a congedarsi.
+
+TERESITA
+
+ si alza, un po' soprapensiero.
+
+Permetta che le presenti almeno le bambine. Per quanto senza cuffia so
+esercitare i doveri dell'ospitalità.
+
+ Dal giardino risona un campanello.
+
+Ecco, son le ragazze che tornano colla governante.
+
+NICOLÒ
+
+ cercando di sfuggire.
+
+No, no, non voglio veder nessuno; non voglio lasciarmi vedere.
+
+TERESITA.
+
+Mettiamoci qui, dietro a questo paravento. Da qui possiamo vederle
+senza essere veduti.
+
+ Conduce Nicolò per mano
+ fin presso la porta dietro un
+ paravento e indica le ragazze
+ che passano in giardino.
+
+Guardi la prima, la bionda, ha ventidue anni, è un angiolino di bontà,
+piena di sentimento. L'altra, la bruna, Annetta, è un carattere più
+serio, ha molto ingegno, conosce molto bene la musica....
+
+ Nicolò, stringendo la mano
+ di Teresita, trascinato dalla
+ forza dell'antica passione, posa
+ un bacio sui capelli di lei e resta
+ come fulminato dalla sua
+ stessa audacia.
+
+ Teresita, sfuggendogli, dice
+ con accento di profondo rimprovero,
+ ma senza ira:
+
+Che cosa fa, Nicolò....
+
+ va a sedersi e nasconde la faccia
+ nelle mani.
+
+NICOLÒ
+
+ dopo essere rimasto un gran
+ pezzo come trasognato, si accosta
+ pianino a Teresita e con
+ voce sommessa piena di note
+ tenere e appassionate, dice,
+ quasi curvo su di lei:
+
+Io non ho conosciuto che una donna nella mia vita e basta! la bionda,
+la bruna, la sentimentale e la donna assennata, tutte le bontà e tutte
+le bellezze di una creatura di donna son già passate nel mio cuore il
+giorno che vi siete passata voi, Teresita. Voi vi avete lasciato un
+modello così sublime, che, al confronto, tutte le altre mi sembrano
+immagini sbiadite. Chi ama bene una volta ha amato per sempre. Il
+destino non ha voluto che voi foste mia, e _amen_! È bene che io non
+guasti il mio ideale. Se Giacomina non mi avesse cacciato qui, io non
+sarei venuto mai a questa ricerca di commesso viaggiatore. È peccato
+sciupare l'amore vivo con degli amori artificiali; non barattiamo
+l'oro colla carta.... Addio.
+
+TERESITA
+
+ non contenta.
+
+Che dovrò scrivere dunque a Giacomina? Che abbiamo fatto fiasco?
+
+NICOLÒ.
+
+Le scriverò io, se permettete. Siccome non tornerò a casa sua prima
+della fin del mese e forse più tardi, è bene che le mandi due righe.
+Se mi favorite carta e penna.
+
+TERESITA
+
+ preparando le cose su un altro tavolino.
+
+Intendete viaggiare?
+
+NICOLÒ
+
+ siede al tavolino e prende la penna.
+
+Sì, ho bisogno di cambiar aria. Son mezzo malato, mi sento vecchio e
+malinconico. Andrò a Parigi anch'io in cerca di distrazione.
+
+ scrive:
+
+_Cara Giacomina...._
+
+TERESITA
+
+ seduta in disparte ha preso in
+ mano un lavoruccio.
+
+Parigi non è una città troppo indicata per della gente ammalata. Voi
+avete bisogno d'una buona infermiera.
+
+NICOLÒ.
+
+_Cara Giacomina...._ Aiutatemi a scrivere questa lettera....
+
+TERESITA
+
+ con energia, dopo aver buttato
+ via il lavoro.
+
+Sì, scrivete sotto dettatura:--Cara Giacomina, siccome io sono... un
+uomo di poca fede....
+
+ Nicolò scrive sotto dettatura:
+ qui s'interrompe.
+
+TERESITA
+
+ comandando.
+
+Scrivete, animo! «Son destinato a soffrir sempre per non conchiudere
+mai nulla.» Avete scritto?
+
+ Si alza e passeggia un po' nervosa.
+
+NICOLÒ
+
+ scrive.
+
+_Mai nulla_.... Ho scritto.
+
+TERESITA.
+
+Punto e a capo. «Io non credo nella virtù della donna....
+
+NICOLÒ.
+
+Scusate....
+
+TERESITA
+
+ lasciandosi sempre più trasportare
+ dalla passione.
+
+No, no. Dovete scrivere la vostra condanna. «Non credo... che una
+donna... possa aver conservato puro il suo ideale... mentre....
+
+ parlando direttamente a Nicolò
+ che lascia cadere la penna.
+
+mentre intorno a lei si commerciavano gli affetti e si commettevano le
+più ignobili vigliaccherie. Non credo che una donna possa sopravvivere
+al suo stesso dolore e alle sue umiliazioni: non credo che possa
+ancora conservare intatto il tesoro de' suoi affetti e possa
+compensare un uomo di averla amata bene una volta....
+
+NICOLÒ
+
+ afferra le mani di Teresita, le
+ porta alla bocca, inginocchiato
+ davanti a lei.
+
+Dunque tu mi ami ancora?
+
+TERESITA
+
+ svegliandosi da una specie di sogno.
+
+Che fate? io non parlavo di me. Scrivete.
+
+NICOLÒ.
+
+Donna di poca fede, perchè ingannarci ancora?
+
+TERESITA.
+
+Io parlavo di queste povere ragazze orfane.
+
+NICOLÒ.
+
+Esse hanno bisogno di un padre. Scrivete voi, detterò io....
+
+ La fa sedere al suo posto.
+
+TERESITA
+
+ resistendo.
+
+Nicolò, che cosa ho detto? io provo un rimorso.... Voi non siete
+venuto per me.
+
+NICOLÒ.
+
+Scrivete «_Cara Giacomina_....
+
+ Teresita si sforza a scrivere.
+
+ Nicolò detta:
+
+Ni... co... lò mi a... ma;--punto e virgola.--Io a... mo Nicolò.
+Dunque t... o... to. E Teresita non dice di no. E la cara zietta,
+senza la cuffietta, si lascierà finalmente baciare la bocca da un
+vecchio ragazzo che l'ama da dieci anni.
+
+TERESITA.
+
+Odiandola....
+
+NICOLÒ.
+
+Sì. L'amore perchè resista al tempo bisogna come l'oro mescolarlo in
+una piccola lega d'odio e di gelosia. Sì, io ti ho odiata, ti odio...
+perchè ti amo.
+
+TERESITA.
+
+Zitto, le ragazze....
+
+ Si alza un po' spaurita e con
+ voce supplichevole soggiunge:
+
+E andrete proprio via?
+
+NICOLÒ.
+
+Sicuro, bisogna che io corra ad avvertire Giacomina di queste novità.
+Ve la manderò qui.
+
+TERESITA.
+
+Qui no: ci son troppe ragazze. Andrò io da lei. Mio Dio! e che diranno
+queste povere figliuole? io che dovrei pensare al loro destino, e
+invece.... Bella zia che sono! ma non sono invecchiata, Nicolò?
+
+ Va a guardarsi nello specchio.
+
+Non sono magra e distrutta dal dolore? Non merito proprio una cuffia?
+Che cosa dirà il mondo?
+
+NICOLÒ
+
+ ridendo mentre passa il braccio
+ nel braccio di lei.
+
+Il mondo dirà che amor vecchio non invecchia: e che il miglior modo
+per prender moglie è... di parlarne alla zia.
+
+
+
+
+AI TEMPI DEI TEDESCHI.
+
+
+--Tutte le mattine la salutavo con un bel trillo di flauto (allora il
+flauto era di moda): e tutte le sere, prima di levarmi le scarpe, le
+mandavo un altro saluto con una volatina di note, che volevan
+dire:--_Bona note, siora Nina_!
+
+--Lei, insomma, era innamorato della sua vicina.
+
+--Come un angelo, ero innamorato. A vent'anni l'amore va tutto in
+fiore, e quando la sorte ti mette accanto a una bella donnina, il meno
+che si possa fare è di farle la corte col flauto.
+
+--E il marito?
+
+--Il marito d'una bella donnina è sempre un brutto mostro, un tiranno,
+uno scimmiotto, questo si sa. Nel caso mio, il sior Malgoni, imp. reg.
+impiegato alla contabilità, un omaccione linfatico e geloso, meritava
+qualche riguardo, prima perchè in fondo voleva bene a sua moglie, e
+poi perchè aveva delle amicizie in polizia e a quei tempi non c'era
+troppo a fidarsi. Parlo dei tempi dei tedeschi.
+
+--Ho capito. Lei non andava più in là del flauto.
+
+--Ero un matricolino sui vent'anni, un pò' timido, come chi non è mai
+uscito dal suo guscio. Qualche volta mi arrischiavo di gridare dalla
+finestra:--_La se péttena, siora Nina! vol piovere? vol far belo,
+siora Nina?_
+
+--E la siora Nina?
+
+--_Sì, sior Anzolo, vol piovere, vol far bel tempo!..._
+
+--Un'arcadia!
+
+--E non mancavano i sonetti.
+
+--Anche i sonetti?
+
+--Sicuro; li stampavo sul _Trovatore_, un giornaletto teatrale di
+Padova, e glieli facevo pervenire con delle iniziali molto
+trasparenti. Seppi più tardi che la siora Nina non sapeva leggere più
+in là del suo libro da messa; ma le donne, quando amano, son come i
+gatti; ci vedono anche al buio. Suo marito se l'era tirata in casa
+ancor ragazzina, con una gonnella di cotone e un paio di zoccoli sui
+piedi; l'aveva mandata a scuola un po' di tempo dalle monache, e
+quando la servetta gli parve cresciuta abbastanza, se l'era sposata
+per avere una compagna fedele. Il poveretto, più vecchio una ventina
+d'anni, pativa d'asma e di mal di cuore, ed è sempre prudenza aver
+qualcuno che ti assista in un bisogno e ti faccia compagnia la notte.
+
+--Era bella?
+
+--Bellissima no, ma un musettino gustoso di servetta friulana, con dei
+riccioli biondi che incorniciavano un bell'ovale colorito e sano.
+Gaia, spiritosa come tutte le nostre venete, la fortuna non l'aveva
+fatta salire in superbia. Nella sua ignoranza aveva un fascino
+naturale, non guasto dalle solite compassature del galateo sociale.
+
+Gente in quella casa ce ne andava poca, tranne qualche provinciale,
+che capitava di tempo in tempo a trovar la Nina diventata _parona_.
+
+L'unica persona di riguardo, che visitava con qualche frequenza l'imp.
+reg. impiegato della contabilità era il dottor Franzon, un professore
+della facoltà medica, compatriota del Malgoni e suo medico curante.
+Franzon era già una mezza celebrità fin da quel tempo per le sue
+fortunate operazioni ostetriche, e la gran scienza faceva perdonare in
+lui il naso d'aquilotto e i modi di villan scozzonato e superbo, che
+gli avevano meritato il titolo di dottor _Grobiàn_.
+
+L'onore e la scienza di tanto uomo si riverberavano sulla modesta casa
+Malgoni, specialmente dopo che Franzon era salito in auge alla Corte
+per una felice operazione, che aveva salvato alla monarchia uno dei
+trecentotrentatrè arciduchini d'Austria. E poi fa sempre comodo d'aver
+un dottore amico, quando si soffre d'asma e di palpitazione di cuore.
+
+La siora Nina era in una continua trepidazione davanti a un _omo de
+tanto riguardo_, molto più che Malgoni, indulgente su molte cose,
+diventava ancor il _paron_ terribile, quando si trattava d'invitare a
+pranzo l'illustre Franzon. Guai se il manzo non era a giusta cottura!
+guai se il caffè non aveva quel tal profumo delicato! guai se Nina non
+faceva gl'inchini bene e non rispondeva a tono:--_Sior sì, sor dottor;
+sior no, sor professor...._ «Un omo che aveva delle influenze a Corte,
+che, con poco rispetto parlando, aveva visto un'arciduchessa in
+camicia, un dottor di quella forza, un professoron come Franzon, che
+si degna _de magnar_ la tua minestra, non è un caso che cápita a
+tutti; oltre all'onore, poteva sempre far del bene a un imperiale e
+regio impiegato, onesto, religioso e di sani principii.»
+
+--Ho capito. La siora Nina non si divertiva troppo.
+
+--E no, poverina! quando i due cravattoni cominciavano a parlar di
+politica, e a tirare in scena la Dieta e Metternich e a parlare in
+_barlich_ e _barloch_ e in _flit_ e _futter_, essa usciva volentieri
+col secchiello a prender l'acqua sul pianerottolo.
+
+Era in quei momenti e durante quelle brevi scappate ch'io coglievo
+l'occasione per recitarle il mio sonettino, per dirle che le volevo
+bene, per baciarle la punta di un dito. Non più in là, s'intende.
+
+Essa non era donna da dar confidenze agli studenti e io, povero
+matricolino, ero troppo ingenuo per far della concorrenza a
+Metternich.
+
+La cosa andò avanti così un bel pezzo, tra un trillo di flauto, un
+sonetto e un secchiello d'acqua, quando Malgoni ammalò gravemente di
+quel suo battito di cuore e parve sul punto d'andarsene all'altro
+mondo.
+
+Franzon si mise al letto dell'amico e gli usò una assistenza fraterna.
+
+Quando non bastava il dì, rimaneva la notte accanto alla siora Nina
+che scaldava i brodi; e siccome ogni servizio merita compenso, e non
+c'è amicizia che in qualche modo non si faccia pagare, il bravo dottor
+e professor, forte dell'amicizia di Metternich e della sua prepotenza,
+credette d'onorare anche la moglie del suo vecchio amico.
+
+La Nina, una povera servetta senza esperienza, còlta di sorpresa,
+nella sua suggezione, nella sua paura, al buio, di notte, accanto al
+marito quasi morente, dominata dalla forza d'una passione brutale e
+poi spaventata dal sofisma del fallo compiuto, dopo essere stata
+vittima, si credette quasi complice del tradimento. E tacque e simulò.
+
+Franzon poteva fare del bene a Malgoni; ma poteva anche fargli del
+male. La povera donna, sprovveduta nella sua ingenua ignoranza d'ogni
+energia morale, credette, simulando, di evitare a suo marito un gran
+dolore. C'era da farlo morire di crepacuore quel pover'uomo, se gli
+avesse detto di qual refe era fatta l'amicizia di Franzon. E non si
+accorse che intanto l'uomo scaltro ed erudito la dominava con la sua
+stessa paura e l'appoggiava come una schiava al carro della sua colpa.
+
+Quando tornai a Padova, dopo le vacanze, mi parve di leggere nel volto
+meno chiaro della bella Nina come una nota misteriosa di dolore e di
+avvilimento. Essa mi fece capire che aveva qualche ragione segreta di
+vivi dispiaceri. Malgoni stava abbastanza bene e aveva ripigliato il
+suo ufficio; ma l'amico di casa s'era impadronito così bene del cuore
+del suo malato, che ormai il pover' uomo non vedeva che per gli occhi
+del dottore, non parlava che per la sua bocca.
+
+Non ci vuole che un marito per non vedere: ma la gente cominciò a
+mormorare. Le donnette volevan quasi far credere che il dottore
+mirasse ad avvelenare Malgoni colla digitale o a corroderne la vita
+coi deprimenti. Questa calunnia, messa fuori colla solita sventatezza
+delle teste piccine, non fu senza conseguenza per una fantasia
+riscaldata come la mia; la malinconia, il pallore e le lagrime della
+povera siora Nina non erano per se un terribile capo d'accusa?
+
+Da quel dì cominciai a guardare in cagnesco il piccolo dottor Grobian,
+dal naso d'aquilotto, dalle spalle di facchino, che andava schiacciato
+sotto l'enorme tuba e infagottato nell'enorme cravattone di seta. E
+siccome ringhio suscita ringhio, anche Franzon imparò a conoscermi e a
+guardarmi in cagnesco tutte le volte che m'incontrava sul pianerottolo
+o nell'androne della casa. Anche lui aveva le sue spie, e qualcuno
+doveva avergli parlato dei miei sonetti e de' miei trilli di flauto.
+
+Si arrestava con sfacciataggine a squadrarmi, colle mani dietro alla
+schiena, colle quali dimenava una grossa canna come una coda e con
+quegli occhi pesti pareva dirmi:--_Ocio_, matricolino che so tutto e
+ti posso far legare.--Il _Trovatore_, aveva delle velleità
+patriottiche io era allora un bel giovinotto, con un bel pizzo di
+barba: e anche quel po' di barba poteva essere interpretata come
+un'idea sovversiva. Parlo dei tempi dei tedeschi.
+
+Messo tra un marito geloso e un ringhioso amico di casa, il meno che
+potessi fare era di usar prudenza, di rimettere il flauto
+nell'astuccio, di sacrificare qualche sonetto, di compatire da lontano
+a una povera donna caduta come un'agnella negli unghioni d'un orso
+buono e stupido e di un lupo furbo e affamato.
+
+E le cose sarebbero andate avanti un pezzo così, e sarebbero
+fors'anche finite in qualche maniera colla pace e colla noia, se tutto
+ad un tratto l'illustre Franzon non fosse stato ufficiato ad assumere
+la direzione dell'Ospedale delle partorienti a Venezia, carica che
+portava il grado di medico di Corte e il titolo di cavalier della
+Corona di ferro. Bagatella!
+
+Questa nomina che lusingava la sfrenata ambizione e l'avidità del
+bravo ginecologo, poteva essere per la siora Nina una vera
+liberazione.
+
+Ma la poverina aveva fatto i conti senza il lupo. Franzon non era un
+uomo da rinunciare troppo facilmente a una passione e a una comodità,
+neanche per l'onore della Corona di ferro. Scrisse da Venezia
+all'amico che c'era una bella combinazione, un posto vacante alla
+contabilità di quella delegazione, con qualche vantaggio di soldo, che
+lui poteva raccomandarlo a persone influenti: e poi tornò a scrivere
+che l'aria delle lagune più calma, più carica di sale, era fatta
+apposta per i mancamenti di respiro; non perdessero tempo,
+inoltrassero subito una domanda all'I. R. delegato: al resto pensava
+lui....
+
+--Il lupo voleva avere la pecorella vicina....
+
+--Precisamente così. La povera Nina che di quella maledizione ne aveva
+abbastanza, usò di tutta la sua influenza presso il marito perchè non
+si movesse; gli dimostrò che a Padova stavan bene, che vi avevano
+amici e parenti, una bella casa, tutte le migliori comodità, mentre un
+trasloco è una tempesta, un danno, un fastidio infinito. Pregò tanto,
+carezzò tanto la barba grigia del suo Malgoni, che costui, pigro già
+la sua parte e nemico dei trambusti, finì col ringraziare l'amico
+lontano e disse di no. Questa risposta non fece che aguzzare la voglia
+dell'illustre ginecologo e colla voglia il dispetto e la rabbia. Tornò
+a scrivere; ma vedendo che sprecava il suo inchiostro, e che Malgoni
+era deciso a non muoversi, cominciò a insinuare bel bello qualche
+sospetto nell'animo dell'amico. Gli fece capire che la Nina aveva
+qualche motivo di non abbandonar Padova, città allegra, piena di
+studenti e di capi scarichi, che fanno all'amore coi sonettini e coi
+trilli di flauto....
+
+--Birbo!
+
+--....Tre volte birbo! Il marito, facile a insospettirsi, aprì gli
+occhi, osservò dissimulò, e può essere che cogliesse qualche segno a
+volo. Ma non volendo far scene per paura d'uno scandalo, una sera,
+detto fatto, annuncia alla Nina che aveva accettato il posto: si
+preparasse a sbarazzare la casa e a partire per Venezia,
+
+La povera donna, che cominciava appena a respirare e a godere la sua
+libertà, còlta in un momento cattivo, dichiarò a Malgoni che lei a
+Venezia non sarebbe andata....
+
+--Ah! tu non vuoi venire?--gridò con voce ironica il vecchio geloso: e
+siccome l'amico lontano in quei giorni aveva avuta la bontà
+d'inviargli tutta la raccolta de' miei sonetti innocenti, in cui il
+nome di _Nina_ tornava spesso a rimare con _divina_, armato di quei
+documenti, si scagliò sulla povera donna e cominciò a batterla.
+
+--So tutto, svergognata! so tutto, brutta traditora, senza cuore e
+senza carità. E tu fai all'amore, mentre hai il marito malato, quasi
+moribondo? e tu dimentichi così il bene che ti ho fatto, brutta
+servaccia?
+
+E siccome non cessava di picchiare con un pezzo di riga sulla spalla e
+sulla testa della povera donna, alle grida, ai pianti di costei, sì
+risvegliò la casa, si aprì qualche finestra, comparvero dei lumi e
+cominciarono gli uhè.... di sotto e di sopra.
+
+La Nina che non capiva bene per colpa di chi la battesse il suo
+padrone, aveva cercato di scappare dall'uscio sul ballatoio; e fu
+allora che il vecchio esasperato, pensando che volesse fuggire di
+casa, le sbarrò il passo, l'afferrò pei capelli e la fece strillare
+come un'aquila.
+
+Era troppo ormai anche per un matricolino. Corsi di sopra, piombai su
+quel disperato, che al mio comparire si fece livido; poi non so dire
+quel che sia avvenuto.
+
+Pare che l'emozione fosse troppo forte per il vecchio malaticcio, o
+che una violenta stretta di cuore soffocasse insieme la bile, il
+sangue e la vita.
+
+Cadde come un sacco slegato, lo circondarono, lo portarono sul letto,
+e nella notte stessa morì, con infinito spavento della povera Nina,
+che s'immaginava quasi d'averlo ammazzato.
+
+Due giorni dopo questi fatti alcuni compagni corsero a casa mia ad
+avvertirmi che avevano arrestato Branchetti, il direttore del
+_Trovatore_ e che la polizia era in cerca di me. Non era il caso di
+stare ad aspettarla.
+
+Le guardie entrarono in casa mia e sequestrarono le carte, le robe, il
+flauto. Padova non era più aria buona per me: e per non aspettare di
+peggio, la notte stessa presi la strada del confine.
+
+--Era anche questo un intrigo di Franzon?
+
+--....Còlto nel segno! Coll'ingegno che natura gli ha dato, egli aveva
+saputo dimostrare alla polizia centrale di Venezia che a Padova si
+congiurava contro l'ordine costituito e che un branco di giovinastri
+mazziniani nelle conventicole del _Trovatore_ inneggiavano all'Italia
+sotto l'allegorico nome di Nina,
+
+--Che talento! Non poteva vendicarsi con più spirito. E come finì?
+
+--Finì che, morto Malgoni e venuto al mondo, sei mesi dopo il
+funerale, un bel maschietto, la povera Nina trovò ancora della sua
+convenienza di andare a Venezia e d'acconciarsi in casa del suo nuovo
+padrone e tiranno; il quale qualche tempo dopo trovò della sua
+convenienza anche lui di sposare la vedova e tirarsi in casa quel po'
+di ben di Dio che Malgoni le aveva lasciato sul testamento. La siora
+Nina dev'essere morta qualche tempo prima che entrassero gli Italiani
+in Venezia.
+
+--Bella storia! e Franzon?
+
+--Franzon sano, robusto, vispo come un pesce, di trionfo in trionfo,
+oggi è diventato una mezza illustrazione della scienza europea. Si
+dice che alla prima infornata abbiano a farlo senatore.
+
+--....È naturale! Non son più i tempi dei tedeschi.
+
+GINA.
+
+Man mano che il Natale, col suo regalo di neve, si avvicinava, si
+facevano sempre più spaventosi i rimorsi di quella ragazza: perchè la
+sua mamma poveretta, era morta appunto una mattina di Natale, mentre
+la Gina non toccava ancora i nove anni, e il pensiero della mamma,
+anche in mezzo alle più sciocche vanità della vita, aveva sempre
+conservato per la giovane un certo qual profumo, come di fiori
+d'altare. Oggi, passati molti anni da quel giorno, la Gina aveva
+abbandonata la casa paterna, per venire a cercar fortuna in città.
+Giunta a Milano col canestrino di fiori, perchè era bella, se l'erano
+messi d'attorno i giovinotti e uno fra' tanti che l'aveva tentata,
+pareva che le volesse bene; così almeno egli giurava sempre,
+toccandosi colla mano il posto del cuore. E veramente, ne' primi
+tempi, fu per la Gina una specie di sogno. La stagione era viva, la
+città allegra e piena di gente, gli amici cortesi; per cui ella potè
+facilmente guadagnarsi un appartamento tutto per lei, con specchi,
+dorature, cortine di seta, e un gabinetto chinese con una specchiera,
+che pareva un reliquiario. E dire che la Gina alla Ghiacciata s'era
+lavata il viso le dodici volte nel secchio! ma fortuna e dormi, dice
+il proverbio, ossia chi bella nasce ha la dote nelle fasce. I
+fotografi amavano ritrarla in grande, per farne dei quadri agli angoli
+delle vie: un cappellino, portato dalla Gina, poco mancava che
+diventasse subito di moda e se le signore--quell'altre--non andavan
+dietro al modello, gli era soltanto per non dimostrare che la Gina
+fosse più bella di loro. Tuttavia anche sotto quella cipria, anche in
+mezzo alla spuma frizzante di quella vita, fra le garze e i nastri
+color di rosa, la Gina provava nel cuore una specie di puntura, come
+se una spina vi si fosse rotta dentro; e in fondo ai cartocci pieni di
+cose dolci, che le regalavano a teatro, sentiva sempre un amaro di
+legno quassio, perchè il peccato non si sputa fuori, nè tutte le
+macchie si lavano col sapone. Anzi, quanto più pareva che il suo
+occhio di gazzella fosse talvolta rapito in una apoteosi dell'opera, e
+in una contraddanza di driadi ed amadriadi, tanto più il suo pensiero
+sprofondava nelle fessure della coscienza e le accadeva di vedere, fra
+le piante della scena, spuntare un campanile aguzzo, colla crocetta in
+cima, o la siepe dove soleva curare le oche, o il pergolato e il
+ballatoio di legno, coll'insegna della Ghiacciata, la famosa osteria
+del suo babbo.
+
+Fanciulletta vi era cresciuta, a piedi nudi, col bel musetto sporco,
+coi capelli in furia, cogli occhi neri e lustri come il carbone, amata
+prima dalla sua mamma, odiata poi dalla matrigna, che aveva una
+ragazza brutta e storta.
+
+Quando la matrigna aveva gente, la Gina scappava di sopra, apriva un
+guardaroba, ne toglieva una veste lunga, per il gusto d'indossarla e
+di fare la coda sull'ammattonato, passeggiando innanzi allo specchio
+con una ventola in mano, di penne di tacchino. La matrigna ne la
+pagava poi con sferzate di vero legno di nocciuolo, o con schiaffi per
+il gusto che avrebbe voluto anch'essa di voltarle la faccia. Ma la
+faccia della Gina si faceva sempre più bella, come se le ceffate
+finissero d'aggiustarla: gli occhi, spesse volte lagrimosi,
+acquistavano una profondità infinita, come chi guardasse nell'acqua
+del mare, e così spuntò la primavera dei suoi sedici anni. All'osteria
+della Ghiacciata, che aveva d'intorno un bel boschetto di carpini e di
+sambuco, venivano al primo aprirsi della primavera, molte comitive in
+carrozza, di giovani e di donne bellissime, che dopo il pranzo si
+mettevano a ballare sul battuto. Il Toppa, un cretino dalla gola
+gonfia e dagli occhi malati, suonava l'organetto per muovere certe
+scarpette di seta, che il diavolo, io credo, suggerisce ai parigini
+per far perdere la strada alle anime innocenti. Anche la Gina imparò a
+ballare, cioè quando ci si provò la prima volta, si meravigliò essa
+stessa di saperlo fare. È vero che essa aveva ballato molte volte ne'
+suoi sogni, quando, a quindici anni non si dorme inutilmente; ma tutti
+dicevano che danzava di scuola, e che pareva di portare una piuma, se
+si appoggiava al braccio del cavaliere.
+
+Imparò anche a far dei mazzolini e vide in seguito che i fiori stavano
+bene in un canestro di vimini. Una volta che una di quelle signore
+dimenticò un cappello di paglia, a foggia di paniere, colla tesa larga
+e piovente, la Gina se lo provò sul capo, e vide che pareva anch'essa
+un fiore nel paniere. Ci pensò un poco; ogni mattina, da un pezzo in
+qua, soleva correre incontro al procaccia, per togliergli di mano un
+biglietto ricamato con una corona di conte, Ci pensò un pezzo, finchè
+una volta che la matrigna osò buttarle il cencio dei piatti sul muso,
+non disse nulla, ma scrisse due righe sopra un foglio. Due giorni
+dopo, col pretesto che andava in chiesa a messa, nel suo scialletto
+nero, prese la strada postale, camminò nella polvere e sotto il sole
+per un bel tratto, finchè giunta allo svolto, dov'era una gran siepe
+di robinie, scoperse una carrozza. Il cuore fe' sulle prime un gran
+schiamazzo, che non facevano l'eguale le sue dieci oche nei giorni di
+temporale; sostò, chiuse gli occhi un minuto, e quando li riaprì,
+credette quasi che l'aria fosse infocata, Qualcuno la spingeva bel
+bello: una voce sussurrava al suo orecchio; la carrozza fece il resto.
+
+Dopo tre mesi di vita gaja, la Gina ammalò di tifo: e se non era una
+vecchierella di buon cuore che si pose a curarla, presso il guanciale,
+gli amici l'avrebbero lasciata morire come un cane, nel suo bel
+gabinetto chinese. Quando potè cacciare le gambe dal letto e si guardò
+nello specchio trovò che, meno gli occhi, molto di bello se n'era
+andato: i capelli se li sentì pochi nelle mani, non così però che con
+un po' di belletto, e con qualche truciolo finto ella non potesse
+sperare di vincere ancora la sua fortuna. Uscì per le strade a vender
+fiori, ma visto che la gente non credeva più alla Gina di prima, pensò
+al modo di diventare un'altra Gina, poveretta! La vecchia signora, che
+l'aveva curata con tanto amore, le offrì ricovero in casa sua, in una
+viuzza tranquilla e fuor di mano, dove il sole non scendeva un
+momento, che per scappar via. Passò l'estate. L'autunno venne innanzi
+col suo tabarrotto di nebbia: venne anch'esso il dicembre nella sua
+pelliccia d'ermellino, e lassù intanto, in quelle quattro stanze,
+colava l'aria fredda, livida, inzuppata dì malinconia. Quando la Gina
+sentiva qualche cosa alla gola, che minacciava di strozzarla, usciva
+in cerca di sole, rubando cogli occhi l'ultimo verde, che spenzolava
+dai rami degli alberi. Si avvicinava il Natale, l'anniversario della
+sua povera mamma. Il profumo del lauro, la vista del muschio, degli
+aranci, dei presepi, dei balocchi di legno verniciati, esposti nelle
+botteghe e sui banchini, risuscitavano una folla di reminiscenze, un
+polverìo, come sopra una strada pesta da cavalli sfrenati. La Gina se
+ne tornava a casa, colla febbre nelle ossa, colle guance riarse, con
+una gran sete: si accoccolava per terra, sotto la finestra, al buio, o
+cogli occhi incantati sui fiocchi di neve che cadevano; nelle ore di
+notte che non poteva dormire, o che dormiva così a sbalzi, coll'animo
+sospeso e co' piedi freddi, essa si lasciava andare a ripensare le
+belle carte di torrone, che.... una volta il babbo le regalava, delle
+quali ne aveva un fascio in una scatola, quali screziate d'oro e
+d'argento, quali con bei lembi color cielo, color vestito della
+Madonna, altre gentili come le perle, altre accese come il fuoco; e ne
+faceva vesti alle sue bambole di carta, alla Ghiacciata, se ne ornava
+ella stessa le orecchie, tagliuzzando le laminette di paglia d'oro,
+tintinnanti; quasi il destino avesse dovuto prepararle, per i suoi
+begli occhi, una corona di diamanti, come a una principessa.... Così
+pensava fredda fredda nel letto.
+
+Ahimè! la corona l'aveva avuta sul capo, non importa se di gemme
+false. L'acqua era scesa per la sua china, trascinandola verso il
+mare; ma che mare! meglio il pantano, ove andavano guazzando le sue
+oche nei tempi di secco. Se ne sentiva sudicia l'anima e la bocca. Non
+pareva più il suo corpo, tanto le vesti le scappavano giù e i capelli
+si irritavano sul capo come lische. E intanto correva per le vie il
+santo Natale, caro ai bambini, a suon di piva, circondato il capo
+d'edera e di muschio; ogni masserizia era pulita e benedetta: ogni
+piedino aveva le sue calzette di lana, bianche o a liste di colore;
+s'imbandivano le mense accanto al fuoco, dove bruciava il lauro,
+spandendo un profumo di presepio e di Betlemme. V'era della gente al
+mondo, felice per un cavalluccio di legno scoperto in una scarpa, e
+delle barbe grigie, che piangevano di gioja per due righe di rampini,
+scarabocchiati e dedicati al nonno. Perchè la felicità è per sè stessa
+una cosa leggera e porta in alto il cuore che sa contenerla.
+
+--Gina!--gridò la voce della vecchia dal fondo della scala.
+
+Gina era fuggita. Scivolò al bujo dalle scale, corse pel vicoletto,
+scappò via, mentre accendevano i primi lampioni.
+
+Non nevicava, ma tanta era stata la neve caduta sui tetti, sui
+campanili, sugli abbaini, che la città pareva lì per perdere il
+respiro. Per la lunghezza delle vie, e per le piazze profonde, le
+flammelle del gas, fatte rossigne, si stringevano in sè, come se
+temessero pure di dover morire di freddo; poche, frettolose, le
+persone rasente ai muri; dagli archi delle botteghe chiuse, dalle
+finestre delle osterie, dalle case, traspariva quella luce velata e
+calda, che ha dentro di sè il fumo delle pentole e la ciarla della
+gente allegra. Voltò per via Larga; di là pel corso, verso porta
+Romana, dov'era la strada per la Ghiacciata. Sperava di arrivarvi in
+meno d'un'ora, non in carrozza, come sei mesi fa, quando era partita,
+non fra due filari di pioppi verdi, ma con un santo orgoglio, che la
+sorreggeva, che le riempiva gli occhi di lumi: al di là dei lampioni,
+oltre i gabellini, oltre la cerchia delle mura, che la serravano come
+l'anello d'una ruvida catena, anche in mezzo alla neve, alla nebbia,
+ai fossati, alle pozzanghere oscure, rasente ai cimiteri, la Gina
+vedeva la libertà; fuggiva, come se dietro i suoi passi corressero
+proprio ad inseguirla, e, voltandosi, guardava con spavento la mole
+confusa e nebbiosa della città. Presso i bastioni si trovò quasi
+perduta in un campo di neve. Le guardie, in un cantuccio del dazio,
+stavano scaldandosi intorno a un braciere, discorrendo sottovoce con
+aria di malcontento: al di là, quando cioè la Gina ebbe varcate anche
+le case del sobborgo, si trovò nel deserto addirittura, come le venne
+in mente d'aver letto, all'incirca, d'Elisabetta negli _Esiliati in
+Siberia_, quando giunge alle rive del Kama. La strada correva fra due
+fossati: non un carro, non un lume, non l'abbajare d'un cane. Ma non
+per questo cessava d'andare; il negro, che sia sfuggito al flagello
+del piantatore, non respira con tanta voluttà l'aria delle selve,
+quanto una coscienza, che si snodi da un'abbiezione morale e torva,
+cerchi di tornare alla stima di sè stessa. La Gina camminava nella
+neve, scendeva nelle pozze, nel ghiaccio, nella mota, contenta di
+dover vincere quegli ostacoli, come se, passando attraverso quella
+grande tribolazione, dovesse poi uscirne purificata. Era scomparsa un
+giorno d'estate fra un polverìo bianco: voleva ricomparire al disotto
+d'un nembo di neve; così della Gina si sarebbe dimenticato quel tempo,
+come se fosse stato un sogno.
+
+Camminò forse un'ora, senza mai sentire il freddo che le sbatteva sul
+viso; per la lunga eccitazione del suo spirito, ella finiva, sto per
+dire, col camminare sopra i propri pensieri. Certamente non vedeva
+l'ombra delle piante, nè i mucchi di ghiaja che costeggiano la strada,
+sotto uno strato di neve; se li avesse veduti, ne avrebbe preso
+maggior spavento, quasi fossero tanti cataletti posti in fila. Molte
+sue amiche eran camminate al camposanto collo strato bianco, e dietro
+aveva cantato anch'essa le litanie della Madonna, intonando il _Mater
+purissima_. E cammina, e cammina. Ecco finalmente che da' casolari,
+che sorgevano a destra e a manca della strada, sprofondati nel più
+fitto della notte, vede uscire, anche qui, quella luce velata e calda,
+che ha dentro di sè il fumo delle pentole e la ciarla della gente
+allegra. Anche per questi luoghi morti e quasi disabitati era passato
+il santo Natale, caro ai bambini, a suon di piva, circondato il capo
+d'edera e di muschio. Udiva delle canzoni, ma la strada continuava
+sempre deserta, sempre bianca lungo i fossati in cui gorgogliava
+un'acqua cieca piena di misteri. Finchè le parve di ravvisare, allo
+svolto di una gran siepe secca, il luogo, dove sei mesi fa era salita
+per la prima volta in carrozza, a guisa di certe povere ragazze delle
+favole, amate da principi. Quindi ravvisò anche il campanile aguzzo
+colla crocetta in cima, e fu per cadere come morta; ma la tenne ritta
+il pensiero che il più difficile era fatto e che, se Dio le avesse
+dato di poter rientrare nella sua casa, non solo ella avrebbe saputo
+trangugiare tutti i bocconi amari, ma si sarebbe chiamata felice di
+ottenere una scodella per carità e di far la serva alla sua matrigna.
+Giunta all'orlo della siepe di sambuco, che cingeva il giardino della
+Ghiacciata, guardò attraverso e vide che le finestre della vasta
+cucina brillavano; sotto stava il Toppa, attaccato all'organetto, e
+suonava una bella mazurca; la sua faccia giallognola e cretina
+sorrideva, mentre di dentro andavano e venivano delle ombre sulla
+cadenza della musica.
+
+La matrigna aveva invitato quel giorno Anselmo il mugnaio con suo
+figlio Gerola, un buon cristiano, zotico come un tronco, ma danaroso:
+da un pezzo la donna vi aveva messo gli occhi sopra per darlo, se si
+poteva, alla sua Carolina, che un migliore non ne avrebbe potuto
+trovare in questo mondo. Era stata contenta in cuor suo che la Gina,
+sdrucciolando come aveva fatto, avesse sbarazzata la casa da una
+terribile rivale.
+
+La Gina si accostò all'uscio; non piangeva, anzi, se si deve dirlo, si
+sentiva un coraggio e un'energia, di cui ella stessa si meravigliava.
+Il suo babbo era sempre il suo babbo e una donna, messa alle strette,
+non ha mai il cuore di respingere un'altra donna--pensava--quando
+implora compassione per amor di Dio.
+
+Picchiò una volta e non fu udita.
+
+Aspettò che il Toppa finisse di strimpellare e tornò a picchiare più
+forte.
+
+Questa volta qualcuno intese; la chiave scricchiolò e il volto della
+matrigna apparve nella fessura dell'uscio.
+
+--Chi è a quest'ora?
+
+--Sono io, la Gina.
+
+Il Toppa tornò a suonare, e il baccano, che sorse di dentro, impedì
+che altri potesse udire questo discorso.
+
+--Sei tu, sgualdrinella? va via, non ti conosciamo.
+
+--Per amor di Dio....
+
+--Sei venuta in carrozza?
+
+--Per carità, almeno per questa notte....
+
+--Questa notte meno che un'altra.
+
+--E dove andare a quest'ora?
+
+--Va dalla tua mamma.
+
+E chiuse l'uscio con furore, e girò due volte la chiave: parve a un
+tratto che di dentro si raddoppiasse la festa: la Carolina ballava con
+Gerola, e l'ostessa menava a tondo Anselmo il mugnaio, che non poteva
+reggersi sulle gambe. Il babbo dormiva nell'angolo nero del camino. La
+Gina non si accorse che intanto ripigliava a nevicare; non si accorse
+nemmeno che l'acqua entrava nelle sue scarpe; nè che le vesti
+strisciavano per terra. Non si sgomentò.
+
+--Andrò dalla mia mamma,--disse sottovoce, con un senso amoroso, la
+povera Gina. Conosceva bene la strada, perchè tutti gli anni soleva la
+mattina di Natale portarle un mazzo di fiori secchi, o un nastro
+ricamato. Quest'anno l'ora era un po' tarda, ma la sua mamma l'avrebbe
+ricevuta.
+
+Attraversò le vie deserte del paese: conobbe la strada del camposanto;
+spinse il cancello, che cedette.
+
+--Essa m'ha aperto,--mormorò la Gina.
+
+Traversò il piccolo campo, finchè vide una croce di legno,
+mezz'arrovesciata nella neve; ne sbarazzò le braccia, e cadde giù,
+esclamando con uno schianto:--M'han detto di venire da te, mamma.
+
+E piangendo cercò di chiederle perdono; si attaccò al legno con una
+stretta affettuosa di chi sente un cuore vicino, che risponde al suo.
+Poi chiuse gli occhi, per dormire accanto. La neve cadde alta tre
+spanne quella notte e tutti dicevano che avrebbe fatto bene alla
+campagna.
+
+
+
+
+STORIA DI UNA GALLINA.
+
+
+Vìvevano una volta due vecchi sposi. Egli non si chiamava Taddeo, ma
+Paolino, ed essa, la signora Brigida, buone anime entrambe. Il sor
+Paolino lavorava in canestri e la moglie in raggiustare le calze; dopo
+trent'anni, si volevano bene come il primo giorno di matrimonio, anzi,
+invecchiando, miglioravano nell'amore, come il vino nelle botti
+suggellate. Se il Cielo mi concedesse tanto buon tempo che io potessi
+raccontare giorno per giorno la vita del sor Paolino, e della sora
+Brigida, crederei di giovare col mio libro a' miei simili, ben più che
+con un trattato di meccanica celeste: perchè, dopo tutto, l'amore e la
+benevolenza sono il pernio, sul quale la ruota del mondo gira senza
+stridere. Ma poichè questa consolazione non mi è concessa dalle
+circostanze, racconterò almeno in quest'occasione del santo Natale un
+episodio della loro vita, che farà piangere, io credo, tutte le anime
+sensibili. Beato chi piange, e una lagrima, dice un libro chinese, è
+più grande del mare.
+
+Dopo l'esperienza fatta negli anni passati e sempre in loro danno, i
+nostri buoni vecchietti eran venuti entrambi del parere di allevare in
+casa una gallinetta, per vederla crescere sotto i loro sguardi
+all'avvicinarsi di queste ultime feste dell'anno, togliendo così il
+pericolo, tanto comune oggidì, di dover mangiare una cosa per l'altra
+o fors'anche una porcheria. E poichè sono sull'argomento, si sa
+oggimai che, se tutte le lepri, che si mangiano all'osteria potessero
+parlare, i topi non starebbero a sentirle; come, per altra parte,
+accade spesso a qualcuno, mentre siede col suo pezzo di manzo sul
+piatto, di vederselo scappar via al suono d'una frustata. La lepre è
+gatto, il bue è cavallo, e così via il vino è aceto, l'aceto è veleno;
+non c'è speranza che nel tempo, quando, cioè, le cose saranno
+diventate così naturalmente false, che per cambiare torneranno quelle
+di prima. Ma intanto i nostri vecchietti, giunti sulla sessantina,
+dovevano per obbligo di coscienza guardarsi dalle cose false e tener
+da conto lo stomaco: non meritano lode, se al'avvicinarsi delle feste
+comperavano una gallinetta viva per nutrirla colle loro mani?
+
+La cara bestiola passeggiava per casa da circa tre mesi, chiocciando,
+piluccando, ruspando, come fanno tutte le sue pari. Brigida, mentre
+suo marito stava alla bottega, soleva discorrere con lei o le
+tagliuzzava foglie di verze, o le sbriciolava del pan di melica,
+invitandola a bere in una terrina bianca che pareva porcellana. Che
+dirò del sor Paolino? prima d'entrare si fermava dietro l'uscio
+chiamando chi-chi-chi; se fosse stata nelle nuvole, la povera bestia
+correva giù. Il canestrajo allora rovesciava le tasche in terra e ne
+usciva del grano, del pane, del biscotto, che la gallina bezzicava
+divinamente sotto gli occhi beati dei suoi padroni. Una vedova che
+abitava vicino al loro uscio e che, dopo la morte d'un suo pappagallo
+non poteva resistere a tali spettacoli, piangeva come una bambina.
+
+--Che peccato!--disse un giorno il sor Paolino,--che peccato che la
+povera bestia non possa assaggiare una goccia del mio caffè! oggi ha
+mangiato asciutto e le farà peso.
+
+La sora Brigida invece trovava che, stando sempre in cucina sul
+mattone, avrebbe patito del freddo; non che volesse dire con ciò che
+un paio di calzette sarebbero convenute a una gallina, ma fece in modo
+che Paolino stendesse almeno una vecchia stuoja presso l'acquajo. E
+bisogna dire che la gallina avesse veramente dei meriti, perchè con
+niente non si fa il buon brodo, nè la buona stima. Le penne infatti le
+aveva screziate sul petto e d'un bel colore rosso dorato sulla
+schiena; le zampe magre e svelte, l'occhio vivace e malizioso la sua
+parte, e ai ragionamenti dei padroni rispondeva con certi movimenti
+del collo, degni di qualunque ragazza da marito. Le volevano bene,
+dunque, non solo perchè fosse una gallina, ma perchè gli animi buoni
+si attaccano volentieri alle cose buone. Mentre i due vecchietti
+sedevano a tavola a mangiare quel po' di carne comechessia, comperata
+dal beccaio (nè potevano allevarsi in casa un bue come un pulcino), la
+gallinetta saltava su, guardava ne' piatti, ora coll'occhio destro,
+ora col sinistro, con tanta innocenza che i due vecchietti perdevano
+la memoria dell'appetito.
+
+Ma i giorni passano per tutti. Già si discorreva delle feste, come se
+fossero giunte: la gente pensava al modo di passarle bene e il Natale
+veniva innanzi colle sue scarpe di feltro.
+
+I nostri due buoni vecchietti già da cinque o sei giorni si vedevano
+sopra pensiero, come se avessero nel capo un cespuglio di spine; ma,
+essendo e l'uno e l'altra d'indole timida e rispettosa, per paura di
+farsi torto a vicenda, masticavano in silenzio il loro dolore. La
+gioja comune che si spande in questi giorni e che rischiara le case e
+gli animi della gente, non li rallegrava, anzi se qualcuno
+diceva:--buone feste, sora Brigida,--essa rispondeva appena, crollando
+malinconicamente la testa.
+
+Anche il sor Paolino a bottega non era più lui; stava immobile, colle
+mani sul canestro, gli occhi fissi in terra e pensava:--Se non fosse
+che la Brigida ha bisogno d'un vitto sano e nutriente, chi oserebbe
+strappare una penna a quella povera creatura?
+
+E la sora Brigida dal canto suo, correndo sulla calza:--Se quel
+pover'uomo non avesse lo stomaco disfatto, se non avesse speso per
+allevarla, chi avrebbe cuore?... ma dirà che sono tenerezze da donna
+malata, e riderà di me; come noi ci burliamo della nostra vicina.
+
+Così passò qualche altro giorno, senza che nè l'uno nè l'altra osasser
+toccare quel brutto tasto.
+
+Mancavano tre giorni appena al Natale e bisognava uscirne. Sedevano
+entrambi innanzi al camino, dopo un pranzo di magro fatto con certi
+pesci, che forse non eran pesci. Egli, il sor Paolino, andava
+costruendo colle molle una catasta di fuscellini, intorno a un ceppo,
+che bruciava vivo vivo, ed essa, la sora Brigida, in una cuffia di
+traliccio, colle mani sotto il grembiule, piangeva in silenzio
+nell'ombra.
+
+--Credi tu, amor mio,--cominciò il sor Paolino,--che fosse veramente
+una tinca che abbiamo mangiato?
+
+--Credo di no,--ella rispose stentatamente.
+
+--Se si potesse tenerli in casa nella catinella i pesci, come si
+tengono i polli nella stia, si potrebbe vedere,--soggiungeva il marito
+per tirare il discorso sull'argomento.
+
+Brigida si scosse sulla sua sedia e soffocò un sospiro dentro di sè
+per non dare segno a quel pover'uomo della sua sciocca debolezza.
+Vedeva troppo bene che Paolino contava di poter mangiare almeno il
+giorno di Natale qualche cosa di schiettamente sano.
+
+--Essa non immagina punto il mio pensiero,--disse fra sè il buon uomo,
+a cui spiaceva e come uomo e come marito di mostrarsi in qualche parte
+da meno di sua moglie. Sedevano innanzi al fuoco, come dicevo,
+scaldandosi le ginocchia e discorrendo così, quando a un tratto videro
+venire innanzi la loro gallina, che si era levata ad ora insolita, e
+che veniva a specchiarsi nella fiamma. Le sue penne mandavano bagliori
+e fosforescenze d'oro e di piropo e, o fosse che i poveri vecchi la
+vedessero attraverso le lagrime, o fosse altrimenti, parve loro una
+cosa piovuta dal Cielo, se non proprio il gallo che convertì San
+Pietro.
+
+Il sor Paolino non potè resistere a quella vista, e con un pretesto
+uscì; e uscita anch'essa, poco dopo, la povera donna, andò a bussare
+all'uscio della vedova, in cerca d'un consiglio. Il canestraio trovò
+per via Angiolino del Trapano, suo vecchio amico, uomo prudente e
+quasi letterato, gerente d'un giornale politico, che propugnava una
+santa causa, Angiolino ascoltò la gran passione dell'amico e si
+concertarono insieme sul modo di regolarsi in questa difficile
+circostanza.
+
+La mattina dopo, e precisamente la vigilia di Natale, Angiolino venne
+a trovarlo a casa e strinse la mano alla sora Brigida. Egli s'era
+messo quel dì l'abito scuro e teneva in mano il cappello a cilindro
+come soleva fare nelle cerimonie o nei processi contro la santa causa.
+Parlò della mala piega delle cose d'Europa, dei tempi che si fanno
+grossi, della poca fede, della poca umanità che c'è nel mondo, e stava
+per aprire la bocca sull'argomento (che già Paolino era sugli spilli),
+quando entrò dall'altra parte anche la vedova, cogli occhi rossi, come
+il giorno che aveva trovato il suo pappagallo strozzato fra due ferri
+della gabbia. Era anche questa un'intelligenza presa fra le due donne.
+Tutti e quattro sedettero, sconcertati ciascuno per riguardo agli
+altri, mentre la gallina, più fortunata di tutti, passeggiava
+tranquilla, beccando le screpolature, quasi che al mondo non
+esistessero nè i grandi nè i piccoli affanni.
+
+Vi fu un istante di silenzio.
+
+Poi Angiolino del Trapano, carezzando colla manica il pelo del suo
+cappello, coll'occhio fisso alla gallina:--Fortunate le
+galline,--disse, che sfuggono a queste preoccupazioni! Esse posseggono
+ancora quella semplicità che gli uomini, fatti tiranni di sè stessi,
+mettono in non cale, correndo dietro, come sciacalli, al proprio
+interesse, paghi soltanto quando sono pagati. Beati i tempi dei
+patriarchi, quando gli uomini si contentavano d'un piatto di
+lenticchie, nè avevano bisogno, come si vede in questi giorni,
+d'insanguinarsi le mani nella strage di tante creature, che sono pure
+creature di Dio! Quanto più bello e santo sarebbe, specialmente in
+queste occasioni, mostrar la bontà dell'animo nostro, concedendo
+riposo e tregua anche agli animali vivi e morti, che sono stati creati
+non per l'ingordigia umana, ma per far più lieta la natura col loro
+canto armonioso, collo splendore delle loro piume, col tenero belato,
+col guizzar rapido e snello nelle acque dei fiumi. L'usignolo col suo
+canto notturno...--seguitava Angiolino del Trapano; ma uno scoppio di
+pianto interruppe il bel discorso. Paolino strinse nelle sue la mano
+della Brigida, e sorridendo sotto il velo delle lagrime, esclamò:
+--Noi non saremo tanto cattivi; anch'essa mangerà nel nostro
+piattello.
+
+Quelle care persone si accordarono di pranzare insieme il giorno di
+Natale, per far più lieta la festa dell'umanità. La sora Brigida
+preparò un pranzetto d'uova, di berlingozzi, d'insalata, e un
+pasticcio di riso e, poichè i tempi sono diventati così tristi, che
+uno non sa ormai quel che compera e quel che mangia a tavola, aggiunse
+per riguardo agli ospiti, anche una gallina delle solite, comperata
+sul mercato, la mattina al buio, senza discutere, sicura in cuor suo
+che questa almeno non sarebbe stata una gallina.
+
+
+
+
+SCARAMUCCE.
+
+
+Anche la nostra divisione, già da venti giorni accampata ad Oleggio,
+ricevette l'ordine di raggiungere il grosso dell'esercito, che moveva
+dal campo di Somma, per versarsi insieme sulla divisione del generale
+Incaglia, incaricato di difendere il Ticino. Noi eravamo i Bianchi,
+cioè colla fodera sul berretto, e il corpo dei Neri doveva
+rappresentare un esercito nemico di sessanta mila uomini, pronto a
+ritirarsi sopra Varese; a noi era comandato di vincere, e di coprirci
+di gloria, sparando coi fucili vuoti, fortuna che non capita sempre
+nemmeno nelle battaglie da burla, sebbene nel mondo si veggano molti
+menare scalpore anche per più poco. Nessuna meraviglia dunque, se alla
+vigilia stessa della manovra, molti cuori battessero come innanzi a
+una vera battaglia: ma il cuore batte spesso per nulla.
+
+Alle tre di mattina il campo era già tutto in movimento. Splendevano
+ancora le stelle e la più bella luna che sia uscita dalle mani del
+Creatore. La tromba dava i segnali, e dopo un gran frugare al bujo per
+terra, ci avviammo in silenzio, carichi di sonno, per le strade
+biancheggianti e per le nere sodaglie alla volta di Arona. Giunti ai
+brulli poggi di Cagnago e di Cumignago, il Monte Rosa cominciò a
+disegnarsi e a colorirsi innanzi all'alba; ed ecco a un tratto escono
+le prime fucilate dalle siepi e dai boschetti che coronano le alture;
+e noi avanti, rispondendo noi pure colle fucilate. I Neri fuggivano
+come una nidiata di sorci, si appiattavano dietro i cigli, sparavano
+ancora quattro colpi, mostrando appena la fila dei berretti, poi
+un'altra corserella; si vedevano comparire e sprofondarsi nelle
+vallette, e poi sempre avanti come se giocassimo a rimpiattarelli.
+Così di poggio in poggio, di valloncello in valloncello, ora diritti
+dietro un muro, ora sdrajati nei fossatelli, o terra terra,
+scaglionati nelle piccole creste per una linea di forse sei miglia
+sulla destra del Ticino; finchè, occupate oramai tutte le alture colla
+nostra artiglieria, si cominciò a discendere, a incalzare il nemico
+contro il fiume. Il giorno s'era fatto chiaro del tutto: il cielo non
+aveva una ruga, e l'aria fresca della mattina ci lavava il viso
+dell'ultima nebbia di sonno. Già ne si apriva davanti il magnifico
+spettacolo del Lago Maggiore, azzurro come il cielo, nella sua bella
+conca di montagne verdi, dipinte in cima dal sole d'un bel colore di
+carminio.
+
+Nessuno di noi pensava più che si fosse a una manovra. Il sangue, che
+trasalisce ai primi colpi e che si riscalda alle prime occhiate di
+sole, gli squilli di tromba, la voce dei capitani, il vedere correre e
+saltare i cannoni sopra i prati e piantarsi a urlare, le vedette che
+passano via come freccie, il luccichìo di qualche squadrone di
+cavalleria, che brilla in un nembo di polvere, superbo e maestoso come
+una legione di arcangeli; tutto ciò e più di tutto i vent'anni, che
+non pesano ancora sul sacco, fanno rincrescere quasi che non si faccia
+per davvero e che gli altri non siano disposti a lasciarsi ammazzare.
+Due compagnie di Bianchi e di Neri, che si scontrarono l'anno scorso
+sulla piazzetta di Divignano, mi dicono che, se non c'erano i
+superiori a fermarli, que' buoni figliuoli si tagliavano a pezzi. E
+veramente l'illusione è sì viva in questi istanti, che la ragione a
+stento può trattenere la selvaggia natura, e vi passano per la
+fantasia idee stravaganti, che son sorelle delle idee eroiche, e si
+capisce che cos'è lotta, che cos'è lo sterminio: non v'è ragazzo di
+vent'anni, che, trovandosi a cavallo fra quattro cannoni, non pensi di
+tagliare il mondo con un colpo di spada. Il corpo vi par diventato di
+bronzo sotto la giubba di panno. Insomma, non state a ridirlo, ma la
+guerra dev'essere una bella cosa, forse ancora più bella dell'amore.
+
+Verso le nove giungemmo in vista di Arona.
+
+In questi dintorni ha una villetta mio zio Michele, un buon uomo che
+ha fatto molti denari col sapone e colle candele steariche, non
+sapendo nulla dei grandi problemi che travagliano la pellegrina
+umanità. Sarei stato ben felice, se il caso mi avesse portato a dare
+una capatina alla villa Teresa (Teresa era il nome della mia povera
+zia), non perchè in casa di mio zio Michele la tavola sia quasi sempre
+preparata, ma per la gloria di comparire agli occhi di mia cugina,
+bello di polvere, abbronzato dal sole, cioè, come dicono i romanzieri,
+irresistibile. Mio zio, uomo di vecchia esperienza, non aveva mai
+veduto di buon occhio gli avvocati, e quando seppe ch'io m'ero dato
+allo studio della legge, crollò la testa, come se si trattasse d'un
+ladro mestiere. Forse il suo ideale (voglio dire il genero de' suoi
+sogni) non era un pitocchello di qualche ingegno, ricco soltanto di
+belle speranze, ma qualche cosa di più sostanzioso, di più palpabile.
+Perciò non posso dire nemmeno che mio zio mi amasse come la pupilla
+degli occhi suoi; tuttavia la mia bionda cuginetta Elisa, un
+diavoletto che avrebbe colle sue moine disarmata la Prussia,
+spadroneggiava nel cuore del babbo, e se per un capriccio avesse
+voluto sposare uno spazzacamino, il babbo avrebbe benedetto anche lo
+spazzacamino.
+
+Io mi lusingavo d'essere qualche cosa di più: e sebbene, prima che mi
+cingessi un brando, potessi anche sembrare un mattarello di poco
+giudizio e considerare la Lisa come una ragazzina, oggi ero un
+volontario e caporale. Il soldato aveva aggiustato l'uomo, e dopo
+quasi un mese di vita selvaggia, all'erba, sotto la tenda all'aria, al
+sole, la figura snella di mia cugina mi tornava davanti come una dolce
+visione, mentre, appoggiato al mio fucile, procuravo di discernere
+qualche cosa di bianco a una finestra della villa.
+
+Intanto che tutt'assorto nella contemplazione di due gelosie verdi,
+carezzavo una dolce speranza col pensiero, il capitano, forse ispirato
+da Dio, ordina al mio tenente di prendere con sè quattro o cinque
+uomini e di occupare proprio la villetta dalle gelosie verdi, che per
+trovarsi in una spianata elevata sul declivio, dominava dal suo
+terrazzo una buona parte del fiume. Il tenente mi dice:--Venga anche
+lei, caporale.
+
+Non aveva ancora terminate queste parole, che io camminavo già sul
+viottolo che conduce alla palazzina, fra due siepi di bosco, lieto e
+trionfante.--Questa volta, caro zio,--dicevo fra me,--conquistiamo la
+posizione: l'avvocato ritorna a capo d'un esercito, nè basta una
+muraglia di sapone a questi assalti.
+
+Strada facendo, il mio signor tenente, un vanerello ancor fresco
+d'accademia, con un finestrino di vetro nella cassa dell'occhio
+sinistro, non cessava dal far paragoni fra il Verbano e il Lago di
+Garda, dove i suoi avevano una villa: suo padre era marchese, e il
+tenentino non disperava di diventare un giorno almeno generale, e
+tante altre cose andava dicendomi, per dimostrarmi ch'egli era ricco,
+marchese, bravo cavalcatore, e amato da tutte le donne. Ma per conto
+mio pensavo alla meraviglia di mio zio e della mia cuginetta, quando
+mi avessero conosciuto; pensavo che, finiti gli studi dell'Università,
+sarei stato dottore e che la fortuna di questo mondo non la si fa
+solamente col sapone e colle candele steariche; pensavo che avrei
+saputo rendere felice la mia bella cugina, anche a costo delle sue
+duecentomila lire di dote.
+
+Intanto giungemmo al cancello del giardino.
+
+Al rivedere que' viali, quelle piante, que' luoghi pieni d'ombra e di
+frescura, que' sedili, quelle statue coperte di muschio, che mi
+ricordavano una lunga storia di giuochi, di capricci, di lagrime e di
+versi sbagliati, mi pareva di diventar piccino, e il cuore batteva
+anche a me come alla vigilia d'una vera battaglia.
+
+Tip, il grosso Tip, fu il primo che ci corse incontro abbajando. Allora
+il sor tenente, accostandosi l'occhialino,--Caporale,--disse,--lei si
+fermi accanto a questo pino con due uomini e non perda di vista il
+campanile di Golasecca.
+
+Condusse e piantò gli altri uomini in diversi punti, poi si avviò solo
+verso la villetta, che distava dal mio pino un quaranta passi, per
+rendere omaggio ai padroni di casa. Elisa gli venne incontro per la
+prima.
+
+Vestiva, come di solito, un po' capricciosamente; i capelli biondi,
+sciolti, scendevano sopra un vestito quasi bianco, allacciato ai
+ginocchi da una fascia rossa di fuoco. Da sei mesi o forse più che io
+non la rivedevo, la ragazzina s'era fatta alta e complessa, e la moda
+ajutava a stringerla in vita e a darle attraenti disuguaglianze.
+
+Il sor tenente, un gatto vecchio che sapeva arrampicarsi, portò la
+mano alla visiera, si piegò come si piega un bastoncino di giunco,
+sussurrò delle paroline sorridenti, Dio sa quali sciocchezze! Elisa
+arrossì un poco, sorrise anch'essa e corse ad avvisare il babbo.
+
+Io intanto non perdevo di vista il campanile di Golasecca.
+
+Elisa aprì le persiane della terrazza, e dopo un istante uscì anche lo
+zio Michele, sotto un gran cappello di paglia. Il buon uomo pareva
+beato che la villa Teresa diventasse un punto strategico da far
+parlare i giornali, e portò egli stesso sotto il padiglione della
+terrazza due lunghi cannocchiali, coi quali pretendeva di vedere le
+fabbriche di candele steariche anche nel mondo della luna. Elisa, una
+discreta chiaccherina quando voleva, avviò una grande conversazione
+col tenente che col braccio teso andava via via, segnandole i punti
+principali delle operazioni di campo, intercalando, suppongo, delle
+scipitezze, perchè le manovre son cose serie, e non si ride delle cose
+serie.
+
+Io intanto non perdevo di vista il campanile di Golasecca.
+
+Vedendo che non c'era modo di attirare l'attenzione di Elisa un poco
+anche sul caporale, mi volto a' miei due soldati, li squadro da cima a
+fondo, e scoperti due bottoni d'una uosa «che non c'erano»:--Pare
+impossibile,--strillai schiamazzando come un'oca del Campidoglio,--pare
+impossibile, sacr.... che si portino di quelle porcherie; testa di
+gatto! perchè mancano que' due bottoni? E zitto, o vi butto in prigione
+per tre settimane, sacr.....
+
+Ma la conversazione del sor tenente era così piacevole che l'Elisa non
+s'accorse delle mie bestemmie. Mi pentivo di non aver detto prima al
+tenente che mio zio era mio zio, e mia cugina qualche cosa di più di
+una cugina: ma non l'avevo fatto per antipatia, per ignoranza. Peggio
+per me! Però mia cugina sapeva bene il numero del mio reggimento, e
+quel numero l'aveva sotto gli occhi; perchè non avrebbe dovuto
+domandare al tenente se conosceva il caporale così e così? Il tenente
+presentò a mio zio, com'era giusto, anche il suo biglietto di visita,
+con tanto di corona sopra: mio zio fe' due occhi di barbagianni,
+s'inchinò, strinse le labbra come se assaggiasse del vin santo, passò
+il biglietto alla figlia, che si profuse anch'essa in riverenze.
+Corbezzole! un marchesino non capita tutti i giorni tra' piedi; non si
+sa mai ciò che un marchesino può diventare. Mio zio avrebbe voluto
+essere una saponetta per le sue belle mani, o una torcia stearica per
+fargli lume.
+
+Io intanto non perdevo di vista il campanile di Grolasecca.
+
+Il mio bonissimo zio, dopo avere stretta fra le sue la mano del
+marchesino, distese sopra un tavolino una carta geografica della
+provincia, dove il tenente continuò la sua lezione, seduto accanto
+all'Elisa. Vi fu un momento che questa abbassò la testa per meglio
+orientarsi, e il tenente abbassò la sua, rasentando colle labbra i
+capelli della mia cara cugina. La battaglia era veramente disastrosa
+per me. Mentre pareva che i due eserciti volessero riposare un poco,
+le fucilate rincominciarono nel mio cuore: e son fucilate che fanno
+squarci, non c'è muro che tenga! Mio zio, facendosi visiera colle due
+mani, cercava il nemico in su quel di Sesto Calente, e gridava:--Si
+restringono;--mentre il tenente sussurrava delle paroline topografiche
+all'orecchio di Elisa.
+
+--Signor tenente!--gridai, saltando a un tratto sul terrazzino.
+
+La mia bella cugina si scosse, mi riconobbe e gridò:--To', Pierino.
+
+--Sei tu, nipote mio?--esclamò mio zio con poco entusiasmo.
+
+--Cos'avete, caporale?--interruppe il tenente in un modo insolito; e
+voltosi a mio zio:--Perdonerà, ma vi può essere un pericolo.
+
+--La patria, la patria anzi tutto,--osservò quel sant'uomo di mio zio
+Michele.
+
+--Una compagnia di Neri passeggia sul sagrato di Golasecca,--dissi
+affannosamente e, voltomi alla Lisa, le chiesi:--Come stai?
+
+--Sto bene....--rispose confusamente.
+
+--È ben sicuro d'averli veduti!--tornò a dimandare il tenente un po'
+seccato.
+
+--Co' miei occhi....--ripicchiai insolentemente.
+
+--Prenda i suoi uomini e faccia un giro per tutta la vigna, osservando
+attentamente tutti i punti all'intorno: anzi sarà bene che salga su
+qualche pianta.
+
+Mentre il tenente parlava, i miei occhi erano inchiodati addosso
+all'Elisa che abbassò i suoi.
+
+--Ha capito, caporale?
+
+--Sissignore,--risposi a denti stretti.
+
+--E non perda di vista....
+
+--Ho capito!--gridai, interrompendolo, e voltai le spalle.
+
+--Se i Neri ci lasceranno un po' di pace, le permetterò di far
+colazione con suo zio.
+
+--Abbi pazienza, nipote mio: la patria anzi tutto.--E mio zio rideva.
+
+La parola colazione il marchesino non l'aveva fatta sonare per nulla:
+mio zio, che non ci pensava nemmeno, si risvegliò come di soprassalto;
+pensò che il povero marchese poteva aver fame, e mentre io facevo il
+giro della vigna, presto presto, un tovagliolo, un pajo d'uova fritte,
+una bistecca, fra una fucilata e l'altra, un bicchierino di bordò con
+un pezzettino di ghiaccio. Questo dev'essere accaduto, mentre io
+andavo in cerca di una pianta... per impiccare l'amor mio, le mie
+speranze, le mie illusioni.
+
+Infatti, quando tornai presso il pino della mia disperazione, in vista
+del campanile di Golasecca, il tavolino era imbandito sotto il
+padiglione, al fresco, e il tenente, servito dalle mani stesse di mia
+cugina, mangiava come un eroe di Omero.
+
+Gli occhi a un tratto mi si offuscarono. Se invece di semplice polvere
+avessi avuto del piombo nel mio fucile, chi mi assicura che Pierino
+non avrebbe fatto uno sproposito? Rimasi più d'un quarto d'ora in una
+specie d'estasi rabbiosa, il tempo cioè che il tenente impiegò per
+trangugiare i due piatti freddi; quindi la compagnia entrò in sala,
+forse a prendere un caffè. No, la guerra non è più bella dell'amore!
+
+--Essa non ha un briciolo di cuore per me,--andavo dicendo,--è una
+civetta che sogna il marchesino e la carrozza! essa mi lascerebbe
+anche morire di fame, se io potessi ancora aver fame! Povere mie
+speranze, poveri miei sogni!--
+
+A queste lamentazioni s'intrecciò una musica malinconica che uscì
+dalla villa. Era lei che faceva sentire al tenente la _Prière à la
+Madone_ sul piano-forte, una musica che non giungeva nuova al mio
+cuore, che mi aveva insegnate tante belle cose! Erano lagrime vere,
+che ora riempivano gli occhi (non state a dirlo) e che io asciugai
+colla manica ruvida del mio cappotto. Quando alzai il viso, vidi mio
+zio sul terrazzino, curvo, colle mani appoggiate alle ginocchia,
+intento a speculare nel cannocchiale le mosse dei Neri: la musica era
+cessata e il buon uomo gridava:
+
+--Si restringono sempre.--
+
+Io allora, col mio fucile stretto fra le mani, col passo leggiero
+d'uno scoiattolo, saltando sulla sabbia, eccomi sul terrazzino, anzi
+fin quasi alla persiana, prima che mio zio se ne accorga; mi arresto,
+arresto i moti del cuore, spingo il capo verso l'entrata e l'occhio
+verso il piano-forte, e, non vedendo più il campanile di Golasecca,
+sparo in aria un colpo, io non so perchè, un colpo che rimbombò come
+un temporale. Mio zio Michele saltò a cavallo del cannocchiale, Elisa
+gettò un grido e svenne nelle braccia... d'una poltrona; i miei
+soldati sparsi nella vigna, credendo di far bene, risposero con una
+salva, e a questa risposero altre salve dei nostri, rimasti sulla
+strada, che temevano d'un'imboscata. Tutto il campo fu messo
+sottosopra e per poco non ne andava di mezzo la fortuna della
+giornata.
+
+Io, appoggiato al muro, pallido, irrigidito, non sapevo più in che
+mondo mi trovassi. Della lunga predica che il tenente infuriato e
+rosso in viso fece sonare al mio orecchio, io non intesi se non che,
+giunti a Milano, egli mi avrebbe condannato a un mese di prigione e a
+tre di consegna in caserma.
+
+E mantenne la parola da vero gentiluomo. Ne' panni suoi avrei fatto di
+più; ma quando mi fu concesso di uscire, tutto era finito, la
+battaglia era perduta.
+
+Sei mesi dopo ricevetti un bigliettino malinconico di mio zio, che mi
+pregava di andare a trovarlo e di perdonargli molte cose: non seppi
+resistere alla tentazione, e, sebbene avessi giurato di non porre più
+il piede nella sua casa, vi andai, Non era più lo zio d'una volta. Mi
+fece sedere accanto, mi prese malinconicamente la mano, mentre gli
+occhi gli si riempivano di lagrime.
+
+--Elisa?--balbettai con voce tremante.
+
+--È malata.--
+
+Il nemico era passato devastando il paese.
+
+
+
+
+DEBITI D'ONORE
+
+E DEBITI DI CUORE.
+
+
+ _15 dicembre_.
+
+Negli anni passati la mia più grande ambizione era di fare un bel
+regalo al babbo il giorno di Natale.
+
+Sei mesi prima del gran giorno mi prendevo la testa tra le mani e
+cominciavo a pensare a un regalo che non fosse la ripetizione di un
+altro, ma una meraviglia nuova, una sorpresa.... Una volta era un
+ricamo sul filondente, un'altra volta un disegno a matita, una terza
+una sonatina di Schumann eseguita sul pianoforte; l'anno scorso fu un
+sonetto, il primo sonetto della mia vita (e forse l'ultimo), al quale
+il professore Tantini dovette accomodare le gambe e le rime.
+
+Il babbo si mostra sempre soddisfatto e orgoglioso della sua Tuccia, e
+io godo anche di più per due motivi, prima, perchè contento lui, e
+poi, perchè la gente mi loda, mi esalta e a me è sempre piaciuto il
+fumo dell'incenso sotto il naso. Il Natale era insomma la festa della
+mia vanità.
+
+Quest'anno mi sento grande e malinconica. Quel mendicare l'elemosina
+sulle lodi colla scusa del Santo, mi pare una cosa sciocca e indegna
+d'una ragazza che ha compiuto i diciassette anni. Qualche cosa è
+avvenuto dentro di me, da qualche tempo a questa parte, ch'io non mi
+so spiegare; non è pigrizia, non è indifferenza, ma somiglia a un
+rimorso d'esser cresciuta tanto senza imparare a vivere meglio.
+
+Quest'anno c'è una grande tristezza in casa mia, e penso che passeremo
+un brutto Natale; pazienza, senza i soliti regali! ma avremo la
+collera e la discordia sedute nel cantuccio del camino.
+
+Mio fratello Enrico, un mese fa, si è bisticciato aspramente col
+babbo. È un ragazzo vivo, di primo impeto, che avrebbe bisogno di una
+mano vigile che lo tenesse in briglia, ma preso di fronte si impenna
+come un cavallino selvatico. È sempre cresciuto a caso, senza la
+mamma, fra le governanti, i servitori, i maestri, i collegi buoni e
+cattivi, e quantunque il suo cuore sia affettuoso e generoso, è
+tuttavia sfrontatello e tenace nella sua volontà.
+
+Da qualche tempo (oggi ha vent'anni) s'è dato alla vita gaia e
+svagata, e l'altro mese ha perduto per la prima volta ottocento lire
+al gioco.
+
+Mio padre dice che il gioco è una passionaccia che fa perdere l'anima
+e il corpo, e, per troncare il male alla sua radice, non solo si è
+rifiutato di pagare questo suo debito d'onore, come lo chiamano, ma ha
+inveito contro il ragazzo con tali parole da far paura a un uomo di
+sasso; Enrico rispose con qualche insolenza. Il babbo gli indicò
+l'uscio, l'altro se ne andò pallido d'ira e di vergogna, e da un mese
+non è più tornato in casa.
+
+Con questa spina nel cuore noi ci prepariamo alle feste di Natale. So
+che Enrico è andato in campagna col marchesino d'Etzio, suo compagno
+di collegio, ma non so come se la passi. Il babbo è torbido,
+concentrato, colla fronte piena di rughe.
+
+Che giornate, mio Dio, che brutte ore passiamo! Quante volte ho
+pregato l'anima benedetta della povera mamma, perchè guardi sulla sua
+casa! Non ho mai pensato che nella vita potessero scendere giornate
+così buie. In casa mia son sempre stata il frugolo, il cucco, la
+bambolina, il tesoretto di tutti, specialmente del babbo e dei
+fratelli che mi vogliono bene, anche quando mi tormentano per la mia
+_erre_ mozza, che a me pare così bella e aristocratica.
+
+Enrico suol dire che mi vuoi bene più. che al suo Flick e non è poco,
+perchè il suo Flick mangia con lui nel medesimo piatto e dorme nel suo
+letto. Enrico, Arturo ed io siamo sempre stati tre ragazzi distratti e
+spensierati, pei quali la vita non è che un gioco. Quando si hanno due
+belle case, sei persone di servizio, tre cavalli in istalla e i mezzi
+per soddisfare oltre ai bisogni i capricci, è naturale che una
+ragazzina creda che la vita sia una bella commedia e che le sia
+toccata la parte di prima donna.
+
+Ma da qualche tempo io comincio a considerare la vita da un altro lato
+e penso che la felicità non sia tanto al di fuori quanto dentro di
+noi.
+
+
+ _17 dicembre_.
+
+Di faccia alla nostra casa è una casetta di modesto aspetto, dove
+abita una ragazza della mia età, che fa la sarta. Quando mi alzo la
+mattina e quando torno in camera per andare a letto, io vedo quella
+testolina rossiccia, sempre curva d'estate e d'inverno sulla macchina.
+Spengo il lume e ancora il riverbero della sua lampadina entra per la
+mia finestra e spesso mi addormento allo stridulo rumorio della sua
+piccola _Singer_ che ella paga stentatamente a due lire al mese. Il
+suo mondo è un tavolino pieno di gomitoli, il suo cielo è quello che
+si vede attraverso alle nebbie grasse della città fra un comignolo e
+l'altro dei tetti. Si direbbe che essa viva nella sua macchina, fatta
+macchina anch'essa dagli urgenti bisogni, e che il giorno che cessasse
+di girare la ruota, il suo cuore dovesse cessare di battere. Eppure
+anche ieri mattina, mentre spolverava i mobili della sua stanza,
+sentii che la vicina cantava. E sempre canta quando il cielo è bello e
+quando un raggio di sole trova la strada di arrivare fino a lei. È una
+cantilena malinconica in cui suonano sempre due parole: amore e
+speranza....
+
+Non chiedete a me, per carità, ch'io mi ponga a cantare. Questa mia
+gran casa, colle pareti coperte di cuoio, con tanti mobili intagliati
+e dorati, è una spelonca senza allegria. Qui manca la pace, e se io
+alzassi la voce per cantare, avrei paura e vergogna di me stessa e
+crederei d'offendere il povero padre mio, di là, colla fronte piena di
+rughe....
+
+
+ _18 dicembre_.
+
+Ieri ho scritto ad Enrico. Non gli ho toccato della brutta questione,
+perchè temo ch'egli prenda in canzonatura i miei consigli, ma gli
+esprimo il desiderio che egli venga a Milano. Mi ha risposto che si
+trova a Milano già da una settimana. In quanto al tornare, non dipende
+da lui. Finchè non avrà pagato il suo debito, non vuole che la gente
+dica che egli mangia il pane di suo padre. Così vive alla ventura,
+forse della carità degli usurai, ma spera di essere compatito. In
+fondo egli sente altamente di sè e quest'orgoglio non è soltanto
+figliuolo della caparbietà.
+
+Povero Enrico! mi ricordo che un giorno sedevamo nel salone, io
+davanti al cavaletto, egli sdraiato nella grande poltrona, colla testa
+rovesciata sulla spalliera, con uno de' suoi romanzi nuovi spalancato
+sulle ginocchia, e occupato in apparenza a soffiare il fumo della
+sigaretta verso il soffitto. Si vedeva già che una grande tristezza lo
+tormentava. A vent'anni non gli pareva di trovare nella vita quel che
+la giovinezza ha il dovere di promettere e di mantenere.
+
+--Tuccia--disse a un tratto con voce più gentile del solito--più
+diventi grande e più vieni a somigliare al ritratto della povera
+mamma.
+
+--Davvero?
+
+--Tal'e quale, la stessa fronte, lo stesso sguardo.... Ti chiameremo
+d'ora innanzi la nostra mammina.
+
+Queste parole pronunciate quasi in aria di scherno mi fecero un grande
+effetto, e quando il giorno dopo scoppiò il terribile uragano fra
+padre e figlio, guardandomi nello specchio e vedendomi veramente un
+viso più pallido e più pensoso, mi parve che io somigliassi davvero a
+quel gran ritratto che ci guarda tutti i giorni dalla parete della
+sala da pranzo. Io sono la sola donna di questa casa, e qui dovrei
+rappresentare una parte che non fosse solo quella di una graziosa
+bambolina. Se la povera mamma fosse viva, avrebbe permesso che Enrico
+stesse lontano un mese da casa sua? avrebbe permesso che il babbo si
+rodesse in silenzio nel suo dolore? lascerebbe la sua casa sotto la
+tristezza di questi corrucci?
+
+A che cosa serve il mio saper ricamare, il mio saper dipingere, se non
+so asciugare una lagrima? e perchè, come ci insegnano a superare una
+selva di crome e di biscrome, non ci insegnano anche l'arte di levare
+una spina dal cuore?
+
+Alle giovinette che hanno la mano leggera e delicata dovrebbe essere
+insegnata la santa abilità di curare le ferite.
+
+Io mi struggo in lagrime inutili, corrucciata della mia stessa
+incapacità, e lascio che i giorni passino, l'un dopo l'altro, senza
+saper trovare una di quelle felici invenzioni che mi facevano tanto
+orgogliosa della mia fantasia.
+
+
+ _19 dicembre_.
+
+È notte, nevica. Torno a scrivere ad Enrico, e mi pare che una nuova
+eloquenza scaturisca dal mio cuore. Le parole che stentano a uscire
+dalla penna quando devo descrivere cose che non mi riguardano, oggi
+vengono in folla sulla carta. Prometto di parlare al babbo per lui e
+di implorare un perdono che ha già tardato troppo a venire. Chiudo la
+lettera con la frase: «la tua mammina».
+
+Questa frase non è ancora finita, che una lagrima cade sulla mia mano.
+Ma è una lagrima dolce.
+
+Il cuore è orgoglioso della nuova parte che è chiamato ad assumere.
+
+
+ _20 dicembre_.
+
+Stamattina dopo colazione, mentre il babbo si sprofondava nella sua
+poltrona a leggere i giornali, mi sono avvicinata e appoggiatami colle
+braccia alla spalliera, al di sopra della sua testa:
+
+--Papà,--dissi--Enrico è a Milano.
+
+--E così--chiese il babbo burberamente.
+
+--Siamo quasi alle feste di Natale....
+
+--Non è colpa mia se queste feste saranno cattive.
+
+--Pensa, papà....
+
+--Basta, non seccarmi. Tu non puoi capire certe cose. Quando sarai
+moglie, quando sarai madre, vedrai che col cuore non si scherza....
+
+--Io non scherzo, papà....--esclamai dolorosamente.
+
+--Bene, bene; va', pensa ai tuoi regali....
+
+Tentai ancora di parlare, ma, sentendo che gli occhi mi si riempivano
+di pianto, corsi a rinchiudermi nella mia stanza. Non mi credono buona
+che a baloccarmi e a far dei regalucci!
+
+Piansi forse un'ora come una bimba.
+
+Rimasi sola col mio corruccio fin verso l'ora del pranzo. Non
+vedendomi comparire, venne a cercarmi la Costanza, una vecchia
+guardarobiera, che da trent'anni vive in casa nostra. Non è donna di
+molto sapere, ma è fedele come un vecchio cane. Da piccini la
+chiamavamo la _Trottola_, per la sua maniera di camminare traballante,
+a onde. Divenuti grandi, nessuno di noi si occupò più di lei, che
+continua a rimanere in casa come un vecchio mobile che serve sempre a
+qualche cosa. Io preferisco essere servita da Julie, una svizzera
+tedesca che parla un cattivo francese. Costanza, via via che invecchia
+seguita a rintanarsi nella guardaroba, fra i cesti e i mucchi della
+biancheria, contenta che la sopportino, e riconoscente, di quel pane,
+di quel letto, di quel tetto che essa ottiene dalla carità dei suoi
+padroni.
+
+Venne a cercarmi perchè fu la prima ad accorgersi che non uscivo da un
+pezzo dalla mia stanza, e come se io le avessi già fatta la storia de'
+miei dolori, entrò diritta nell'argomento dicendo:
+
+--Non si faccia vedere cogli occhi rossi. Quel povero signore ha già
+il cuore grosso così. So bene che è una grande passione; questa casa
+non fu mai così triste, nemmeno nei giorni che hanno portato via la
+sua mamma. Sapesse quanto pregare ho fatto in questi giorni! Non va,
+non può andare avanti così, assolutamente no. Non c'è di peggio sulla
+terra che la discordia nelle famiglie. Il sor Enrico non è cattivo e
+io posso dirlo, perchè l'ho portato io al suo babbo quando è venuto al
+mondo. Bisogna fare qualche cosa per lui. È un ragazzo vivo,
+puntiglioso, che a pigliarlo colle buone si mena come un agnellino.
+Gli pesa di non poter mantenere la parola data. Pesa anche a noi gente
+ordinaria, che, se abbiamo un soldo di debito, non si dorme più. Se il
+suo babbo non vuol proprio dargliele queste benedette ottocento lire,
+non si potrebbe trovare il modo di dargliele noi?
+
+--In qual maniera?
+
+--Se non temessi di offenderlo quel ragazzo l'avrei trovata da un
+pezzo la maniera.
+
+--Dillo....
+
+--Se lei mi aiuta, padroncina, possiamo levarlo dai fastidi.
+
+--Certo, ti aiuterò.
+
+--Basta che egli non sappia da che parte gli vengono questi denari, e
+creda che glie li mandi il babbo.
+
+--E invece?
+
+--Io ho un libretto alla Banca Popolare e c'è scritto un migliaio di
+lire, che sono i miei piccoli risparmi in trent'anni che servo questa
+casa. Di questi denari io non ho alcun bisogno, perchè grazie al
+cielo, qui non mi manca nulla e non credo nemmeno di perderli, ma
+solamente di prestarli al sor Enrico, finchè ne avrà bisogno, e me li
+renderà quando potrà. Ma se egli sa che vengono da me, naturalmente
+non li piglia e si offenderebbe di buona ragione che una povera serva
+voglia prestare il suo denaro a lui. Dico bene? Ella potrebbe invece
+fargli credere che sono del babbo o che sono suoi....
+
+--Tu sei una buona donna, Costanza,--dissi guardando fisso per la
+prima volta quel volto giallognolo e quegli occhietti, che non
+dicevano mai nulla.--La tua idea è bellissima e ne parleremo domani.
+
+--Brava ora vada a tavola e si mostri allegra.
+
+Un raggio di gioia rischiarò la faccia rugosa di quella povera
+vecchia, che, trottolando, corse in guardaroba, contenta come se
+avesse vinto un terno al lotto.
+
+
+--Ecco un'idea semplice,--dissi fra me--che non mi è venuta in mente!
+
+Io non avevo ottocento lire sotto la mano, ma possedevo tre volte
+tanto in oro, in trine e in frivolezze eleganti. Il cuore non abituato
+ad aver bisogno, non era abituato nemmeno a provvedere ai bisogni
+degli altri. Anche nell'arte dell'esperienza vale più la pratica che
+la grammatica.
+
+Durante la notte raccolsi tante cianfrusaglie che non usavo più, vi
+aggiunsi un anellino di brillanti, e pensai, così a occhio e croce,
+d'aver raccolto un valore di ottocento lire. La mattina per tempo
+chiamai la Costanza, che corse col suo libretto nascosto in seno.
+
+--Ci ho pensato, Costanza; guarda. Ho raccolto questi gioielli, che
+non metto più, e mi pare che possano bastare. Fanne un involto e senza
+dir nulla a nessuno, va' dal vicino orefice e vendi. Quando hai i
+denari in mano, va da Enrico, con questo biglietto che ora ti
+scrivo....
+
+Sedetti al tavolino e scrissi quattro righe con lieta furia di chi è
+sicuro di salvare un uomo che affoga. Le antiche donne che portavano i
+loro gioielli sull'altare della patria non erano più orgogliose di me.
+Io mi sentivo crescere di valore, più prezioso di quello dei miei
+ornamenti.
+
+La Costanza era rimasta istupidita cogli occhi fissi su quel
+mucchietto d'oro e, quando mi mossi per darle il biglietto, mi guardò
+col suo sguardo scemo, tentennò il vecchio capo, masticò qualche
+parola, e tirandosi indietro:
+
+--Scusi,--disse,--lei può far vendere queste cose dal maggiordomo. Io
+non son pratica.
+
+--Ma bisogna salvare il segreto.
+
+--Il segreto era necessario fin che si trattava dei miei danari; ma
+questo è un altro conto.
+
+--Tu non vuoi aiutarmi, dunque?
+
+--Ella poteva aiutare me e non ha voluto. Scusi, capisco che i miei
+danari possono offendere delle persone come lei, ma io non credevo di
+fare l'elemosina. Scusi.... Scusi....
+
+E come ubriaca si tirò verso l'uscio e se ne andò, nel momento che si
+portava il fazzoletto turchino agli occhi.
+
+Rimasi stordita davanti alle mie favolose ricchezze, e ci volle un bel
+pezzo prima che la mia ragione comprendesse in che cosa io l'avessi
+offesa. Ma la buona donna, che in quella _sua_ idea aveva posto tanta
+tenerezza, non poteva rassegnarsi a vedersela rubare con tanta
+leggerezza da una ragazza, il merito della quale si riduceva a vendere
+delle cianfrusaglie fuori di moda. Per la Costanza quelle _sue_
+ottocento lire valevano diecimila giorni di fatiche e di risparmio;
+per me le mie non valevano quattro soldi, e con quattro soldi io
+tentavo di rubarle una delle più grandi soddisfazioni della sua vita.
+Anche nel fare il bene--ho letto in un libro--bisogna usare molta
+discrezione e non togliere ai più deboli l'occasione di meritarsi un
+premio.
+
+«Ritieni--seguitava quel libro che ora capisco per la prima
+volta--ritieni che il miglior bene che tu possa fare è quello che tu
+lasci fare volentieri al tuo vicino.»
+
+Fra me e la Costanza la pace fu subito conchiusa, e fra noi due fu
+ancora lei la più imbarazzata a perdonarmi. Si combinò che ella
+avrebbe portato dentro la giornata le _sue_ ottocento lire, colla
+seguente lettera:
+
+
+ _24 dicembre_.
+
+«Caro Enrico, domani è Natale, e sarebbe per noi un giorno di troppa
+desolazione se tu non ci fossi. Oggi ho parlato con papà e gli ho
+fatto capire che io non rimarrò a dividere questa desolazione,
+facendomi quasi complice di una discordia che offende i vivi e i
+morti. Il babbo n'è commosso, e se tu gli mandi ora una parola vedrai
+che è disposto a perdonare tutto.
+
+La Costanza, che ti porta questa lettera, è incaricata di consegnarti
+anche una somma di ottocento lire, colla quale potrai soddisfare ai
+tuoi debiti d'onore.
+
+Paga, e vieni subito nelle braccia della tua... mammina».
+
+Costanza eseguì allegramente la sua commissione e io chiusi le mie
+gioie, e la presunzione nel cassettone.
+
+Non potevo tuttavia non dire parola al babbo. Aspettai la sera quando
+rimanemmo soli davanti al fuoco e gli dissi:
+
+--Papà, ho pensato ai miei regali. Per domani voglio regalarti la
+pace, se la vuoi....
+
+--Se me la trovi.
+
+--Enrico verrà a pranzo con noi. L'ho invitato io....
+
+Il babbo fissò gli occhi nella fiamma e non rispose. Io non gli
+lasciai il tempo di pensar troppo e soggiunsi:
+
+--Abbiamo pagato anche il suo debito....
+
+--Chi l'ha pagato?
+
+--Egli crede che i denari vengano da te, ma Enrico sarà invece mio
+debitore.
+
+--E dove hai potuto trovare ottocento lire?
+
+--Me le ha prestate, anzi me le ha offerte, indovina....
+
+--Non saprei....
+
+--La Costanza.
+
+Il babbo aggrottò un poco le ciglia. Se lo avesse saputo prima non
+l'avrebbe permesso, ma forse pensò che il miglior modo per evitare un
+male è di prevederlo.
+
+Forse pensò ancora ch'egli aveva tardato troppo a perdonare, e che la
+vecchia Costanza, nel suo cuore di donna, aveva un assunto da compiere
+nella sua casa. Gli occhi suoi brillarono alla luce viva della fiamma,
+e vidi che a stento frenava le lagrime. Cercò lentamente la mia mano,
+se la tenne un pezzo chiusa nella sua sulle ginocchia e infine con
+voce velata dalla commozione, esclamò:
+
+--Avete fatto bene, grazie....
+
+--La Costanza mi ha fatto promettere che io non ti avrei detto nulla,
+teme di offenderti....
+
+--Io non le dirò nulla.
+
+--Ho accettato a patto che ella ricevesse una riga di scritto in cui
+mi dichiaro sua debitrice. Tu mi devi fare un altro piacere, papà,
+lasciare cioè che io paghi a poco a poco questo debito coi miei
+piccoli risparmi sulle spese inutili.... Sarà il mio debito di cuore.
+
+--Se ciò ti piace. Tuccia, volentieri.
+
+--E non dir più, Papà, che io scherzo col cuore.
+
+Il babbo sorrise e diede una tenera occhiata al ritratto della povera
+mamma, che sotto i mobili riverberi della fiamma pareva agitato e
+vivo; poi mormorò:
+
+--Non lo dirò più, signora mammina.
+
+
+ _25 dicembre_.
+
+Io non ho mai passata una notte di Natale così serena e tranquilla
+come questa volta, nemmeno negli anni bellissimi della prima
+fanciullezza, quando si sognano gli angeli e i pastori che vanno per
+la via al suono delle cornamuse. Il cuore, anche nel sonno, vegliò in
+una soave contentezza, che scese a colorire e a rischiarare tutte le
+cento visioni che passano nella fantasia d'una ragazza che non ha
+dormito bene da un pezzo. E per una facile confusione di idee, dopo
+essermi incontrata colla mamma in un paese sconosciuto, illuminato da
+un grande falò, io mi confusi con lei, cioè sentii d'essere lei, e che
+gran parte della morta viveva e parlava in me.
+
+Oggi a mezzodì entrò correndo la Costanza. Agitando le braccia come
+una gallina che tenti volare, gridò:
+
+--Viene, viene....
+
+Enrico, pallido e tremante di commozione, comparve nel vano
+dell'uscio. Il babbo, pallido e tremante anche lui, si alzò.
+
+--Papa!--gridò il ragazzo con un accento che non dimenticherò più. Si
+stesero le braccia, e quei due uomini si gettarono l'uno sul seno
+dell'altro.
+
+La Costanza, che versava lacrime come un ruscello, seguitò a tirarmi
+per il vestito fino in fondo alla sala, dove nascondendosi dietro la
+tenda della portiera, tornò a dire:
+
+--Mi giuri ancora che non dirà nulla.
+
+Anche davanti a quel suo trionfo, la povera donna temeva del nostro
+orgoglio e forse non aveva torto. In sessant'anni di esperienza ella
+si era abituata a credere che i signori non amano le lezioni che non
+possono pagare. Dopo i debiti di gioco ciò che più ci pesa infatti
+sono i debiti di gratitudine.
+
+La Costanza ha ragione, dico, di credere così, perchè siamo fatti
+così; ma una differenza dovrebbe esistere fra il bene e il male, e io
+farò di tutto per non pagare troppo presto il mio debito di cuore.
+
+INDICE.
+
+
+PREFAZIONE
+
+Due sposi in viaggio
+
+Un regalo alla sposa
+
+Nei boschi
+
+Parlatene alla zia
+
+Ai tempi dei Tedeschi
+
+Gina
+
+Storia di una gallina
+
+Scaramucce
+
+Debiti d'onore e debiti di cuore
+
+
+
+
+***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK VECCHIE STORIE***
+
+
+******* This file should be named 10502-8.txt or 10502-8.zip *******
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+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
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+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
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+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
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+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
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+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
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+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
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+is also defective, you may demand a refund in writing without further
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+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS," WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
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+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
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+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
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+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Each eBook is in a subdirectory of the same number as the eBook's
+eBook number, often in several formats including plain vanilla ASCII,
+compressed (zipped), HTML and others.
+
+Corrected EDITIONS of our eBooks replace the old file and take over
+the old filename and etext number. The replaced older file is renamed.
+VERSIONS based on separate sources are treated as new eBooks receiving
+new filenames and etext numbers.
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+https://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
+EBooks posted prior to November 2003, with eBook numbers BELOW #10000,
+are filed in directories based on their release date. If you want to
+download any of these eBooks directly, rather than using the regular
+search system you may utilize the following addresses and just
+download by the etext year.
+
+http://www.ibiblio.org/gutenberg/etext06
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+ (Or /etext 05, 04, 03, 02, 01, 00, 99,
+ 98, 97, 96, 95, 94, 93, 92, 92, 91 or 90)
+
+EBooks posted since November 2003, with etext numbers OVER #10000, are
+filed in a different way. The year of a release date is no longer part
+of the directory path. The path is based on the etext number (which is
+identical to the filename). The path to the file is made up of single
+digits corresponding to all but the last digit in the filename. For
+example an eBook of filename 10234 would be found at:
+
+https://www.gutenberg.org/1/0/2/3/10234
+
+or filename 24689 would be found at:
+https://www.gutenberg.org/2/4/6/8/24689
+
+An alternative method of locating eBooks:
+https://www.gutenberg.org/GUTINDEX.ALL
+
+*** END: FULL LICENSE ***
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index 0000000..8812713
--- /dev/null
+++ b/old/10502.txt
@@ -0,0 +1,3663 @@
+The Project Gutenberg eBook, Vecchie Storie, by Emilio De Marchi
+
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+
+
+
+
+
+
+Title: Vecchie Storie
+
+Author: Emilio De Marchi
+
+Release Date: December 19, 2003 [eBook #10502]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: US-ASCII
+
+
+***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK VECCHIE STORIE***
+
+
+We thank the "Biblioteca Sormani" di Milano that has provided the images.
+
+This book has been completed in cooperation with the Progetto Manuzio,
+http://www.liberliber.it
+
+Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the Online Distributed Proofreading Team.
+
+
+
+
+
+
+EMILIO DE MARCHI
+
+VECCHIE STORIE
+
+
+
+
+DUE SPOSI IN VIAGGIO.
+
+
+La giornata spunto` serena e limpida per gli sposi, che dopo aver
+riposato una notte a Como, continuarono il loro viaggio verso la
+Tremezzina. L'acquazzone del giorno prima aveva posto nell'aria i
+brividi precursori del non lontano ottobre e le cime dei monti, e
+specialmente delle Alpi, brizzolate di neve, splendevano sotto un
+raggio alquanto diluito e raffreddato nell'atmosfera trasparente.
+Qualche giogo piu` acuminato usciva dalle altre vette, in un vestito
+roseo, allegro come quello d'una fanciulletta il giorno di Pasqua,
+sotto un cielo chiaro chiaro; e scendendo a poco a poco lungo la
+schiena dei monti, dopo il verde giallo dei pascoli rasi, vedevi il
+verde bruno dei castani, poi sterratelli bianchi di campi seminati a
+saraceno, poi ancora i colori vivaci dei giardini e il bianco delle
+villette, che scappavano innanzi al battello, dolci dolci, come le
+cartine in un organetto a manubrio.
+
+Bastiano, lo sposo, stando in piedi, osservava queste meraviglie con
+un cannocchiale da teatro, che si era fatto prestare da qualcuno, e
+quando una folata d'aria l'investiva piu` fortemente, di sotto alle
+lenti, incartocciava la faccia, socchiudeva gli occhi, con quella
+espressione dolorosa, che hanno certe slavate sindoni d'altare di
+campagna.
+
+Si era anche abbottonato il suo bel soprabito d'autunno color d'uva
+passa, tutto fino al bavero, ma di sotto, la valigietta dei denari,
+posta a tracolla, e in croce a questa l'astuccio del cannocchiale,
+cadendo sui due fianchi, facevano un rigonfiamento in fondo alla
+schiena, che dava delle arie d'inglese al signor Bastiano Malignoni di
+Monza.
+
+Nel passare sul battello dimentico` d'essere un uomo alto e urto` il suo
+cappello nuovo, incatramato, d'un bel taglio tutto monzese, contro un
+voltino, facendovi dentro un'ammaccatura a triangolo, che egli
+portava, senza saperlo, con una certa dignita`.
+
+Prima ancora d'arrivare a Torno, ebbe un battibecco col revisore dei
+biglietti, perche` gli sposi avevano in fallo occupati i primi posti
+coi biglietti dei secondi: fatto sta che il signor Bastiano dovette in
+faccia a tutti i signori e a tutte le signore inglesi pagare una
+differenza, arrossendo fino alle orecchie, come s'egli avesse avuto
+intenzione di non dare a Cesare quel ch'e` di Cesare.
+
+Spiego` poi l'abbaglio a Paolina, dimostrandole come sui "bastimenti
+d'acqua" quel che e` primo per i vagoni di terra diventa ultimo, e quel
+che ivi e` ultimo qui diventa primo, precisamente come vedremo nella
+valle di Josafat, il giorno del giudizio universale.
+
+Paolina, la sposa, stava zitta, come se non gliene importasse, e
+continuava a girare sopra se` stessa in contemplazione di tutto lo
+spettacolo che aveva intorno, voltando per caso un poco di spalle al
+marito.
+
+Essa vestiva un abito povero, povero, color ferro brunito, ma la sposa
+di provincia la si conosceva all'oro giallo della sua guarnizione, al
+cappellino col pettirosso schiacciato in un angolo, cinto da una gran
+veletta celeste, che svolazzava, stridendo e folleggiando sulla testa,
+sulle guancie, pallide, e sul collo, con vibrazioni serpentine.
+
+Il sole dopo uno svolto, la investi` in un momento che Bastiano
+risaliva il ponte, talche`, in vederla, gli parve che al luccicar delle
+gioie e al contrasto del sole sulla veletta, ella si accendesse come
+una fiamma di spirito di vino. Gli parve anche di essere alto come il
+monte Bisbino, che stavano girando, e che non bastasse ancora a
+contenere tutta la sua felicita`.
+
+Paolina era la prima in trentasei anni di vita che egli aveva amato, o
+almeno la prima, sulla quale avesse voluto fondare un pensiero con
+qualche conclusione; e a vedersela ora davanti, a due passi, "bella
+come una rosa" il signor Malignoni non invidiava nessuno de'suoi
+vicini, nemmeno quell'inglese o americano, che da una mezz'ora andava
+contando monete d'oro e d'argento.
+
+--Sei contenta?
+
+--Si`, un po' freddo.
+
+E si stringeva in uno scialle scozzese, come se volesse farsi poca e
+sparire.
+
+--Hai fame?
+
+--Nulla.
+
+--Io ho fame.
+
+--Io no.
+
+--Vuoi che andiamo nella sala di sotto?
+
+--No, stiamo qui.
+
+--E` bello, non e` vero che e` bello?
+
+--Si`, molto.
+
+--Vuoi un caffe` o una tazza di` birra?
+
+--Ti pare? Sto bene.
+
+Tornavano a tacere per un pezzo.
+
+Quelle rive strette fra l'acqua e il verde dei monti, quel succedersi
+di colori dai piu` chiassosi ai piu` delicati, dal vino al latte, da una
+villetta di zucchero a una incassatura rocciosa e tosta, irta di
+punte; quel succedersi di artifici per andare a godere una spanna di
+sasso, una bricca, un pratello largo come un fazzoletto, quell'aprirsi
+sfacciato di nuovi immensi bacini d'acqua, pieni di azzurro e di luce,
+la` dove pareva che fosse tutto finito; e il chiacchierare della gente
+ad ogni stazione fra il battello e la riva, fra chi scende e chi sale;
+e il tonfo misurato delle ruote; e il suono della campana che ridesta
+gli echi dei pascoli, quello spettacolo insomma mosso e chiuso fra due
+coperchi lucidi ed opalini, l'acqua e il cielo, occupava l'anima di
+Paolina, se pure non si deve credere ch'ella facesse di tutto per
+occuparsene....
+
+La natura le si dipingeva innanzi bella ed innocente, ed essa,
+contenta di trovarsi fra la gente e sotto il raggio di sole, avrebbe
+voluto che il viaggio non terminasse piu`, che le Alpi si aprissero per
+dar luogo a un altro lago sterminato.
+
+Il bacino di Argegno, malinconico piu` degli altri, rispondeva
+all'ordine dei suoi desiderii e guardando su ai nudi ceppi delle
+montagne, alcune delle quali a picco, alle creste disabitate, a certi
+andirivieni di luoghi dirupati, si augurava in cuor suo di esservi,
+non importa se perduta, se di notte, o in mezzo alla bufera.
+
+Si doveva stare tanto bene in una nicchia, lassu`, dove mirava un
+uccellaccio. Vedeva anche qualche muricciuolo di cimitero; il dormire
+lassu` per sempre all'ombra dei faggi e dei castagni, con una povera
+croce sul capo, anche questo le pareva bello in quell'istante che il
+suo Sebastiano l'aveva lasciata sola per scendere a mangiare un
+boccone.
+
+Man mano che si procedeva verso Bellagio il battello si faceva sempre
+piu` affollato; tutti correvano alle regate.
+
+Le ville portavano la bandiera; i sandolini dipinti colle signorine
+dentro tutte a fiori, a nastri, a parasoli bianchi, verdi, rossi,
+cilestri venivano in frotta come delfini a prendere l'onda del vapore;
+s'intendevano strilli di gioia e campane a festa; il largo bacino di
+Menaggio cominciava a spalancarsi in una grande scena scintillante,
+circonfusa d'una nebbia rosea; si udivano anche gli spari dei
+mortaretti; poi il suono delle bande che passavano nelle barche sotto
+"gli elmi di Scipio"; venivano acuti profumi dalle serre e dagli
+spallierati dei limoni; erano tutti in festa, povera Paolina! Si
+svegliarono anche le dame inglesi, anche le piu` vecchie in un gran
+bisbiglio, sotto i grandi panieri dei loro cappelli e segnavano col
+dito "Belaccio, Belaccio".
+
+Questa era la meta dei nostri sposi.
+
+La gente comincio` a discendere accalcandosi.
+
+Bastiano stava attento a schivare gli Hotel, e pregava Paolina di
+cercare cogli occhi la Trattoria Americana, dove si mangia bene, il
+sonno ciascuno se lo porta, si paga poco e si sta senza soggezione; ma
+in quel punto un signore, un vero gentiluomo, pulito e cortese come un
+buon padre di famiglia, gli tolse la valigia di mano.
+
+--Americana? Americana?--domando` Bastiano.
+
+--Oui, par ici, monsieur.
+
+Il buon signore passo` la valigia a un altro signore coi favoriti
+biondi, che la butto` sull'imperiale di un omnibus.
+
+--Entrez, monsieur, entrez.
+
+--Americana?--torno` a domandare Bastiano, sentendosi sospinto come un
+sacco, e non accorgendosi che col parlare a monosillabi non faceva che
+ribadire un'opinione storta nella testa dei due bravi signori.
+
+Si trovo`, prima che potesse orientarsi, insaccato nell'omnibus fra una
+dozzina di "yes" lontano sei posti da Paolina.
+
+In due trotti, ossia cinquanta passi per cavallo, l'omnibus si fermo`
+innanzi al grand Hotel Bellagio. L'albergo era chiuso in giro da una
+gran cancellata a punte d'oro, che serrava un gran giardino
+all'inglese: non c'era scampo, bisognava rassegnarsi. Alla fin fine il
+viaggio di nozze non lo si fa che una volta sola.
+
+Un giovinetto biondo come il lino, in falda nera, colle scarpettine
+alla francese, pettinato anche lui come uno sposino, li precedette per
+uno scalone di marmo, ornato di statue, di candelabri, di specchi, di
+acacie, tintinnando le chiavi e senza mai parlare li condusse "au
+cinquieme" fino a una camera che riusciva sopra un cortile stretto,
+profondo e tetro come un pozzo.
+
+--A onze heures le dejeuner, s'il vous plait--disse stando sull'uscio
+prima di licenziarsi.
+
+--Cosa?--domando` Bastiano, che cominciava a credere d'essere nel mondo
+della luna.
+
+--C'est bien--si affretto` a dire Paolina per sbarazzarsene.
+
+I coniugi Malignoni, rimasti soli, si guardarono in faccia senza aprir
+bocca.
+
+--Ti avevo pur detto di stare attenta all'Americana.
+
+--A me? tocca a me di cercare l'albergo?
+
+--Cosi`, oltre a pagare un occhio della testa, non si potra` veder
+nulla, mangiar nulla e capir nulla.
+
+--Abbiamo pero` una bella vista, disse con un sogghignero` sardonico la
+sposina, ficcando lo sguardo nel fondo del cortile.
+
+--Per me, scusami, ma io non ci sto, esclamo` lo sposo.
+
+--Che vuoi fare?
+
+--Vuoi morire di febbre gialla o d'itterizia?
+
+--Ebbene, di' che ti cambino la stanza.
+
+--Non capiscono niente: sembra il paese dei tartari.
+
+--E allora rassegnamoci fino a domattina.
+
+--Sai cosa faccio? vado a vedere dov'e` questa famosa Americana, e se
+il luogo e` proprio come dicono, lasciamo la valigia e pranziamo la`.
+Almeno si sa quello che si mangia. Che ne dici?
+
+--Io? nulla.
+
+--No, devi dire anche il tuo parere.
+
+--Che cosa devo dire?
+
+--Qualche cosa.
+
+--Andiamo a pranzo all'Americana.
+
+--Me lo dici con tanta noia.
+
+--Ti pare? Sono un po' stanca.
+
+--Allora, faccio cosi`?
+
+--Si`, si`.
+
+--Addio, angelo.--E la carezzo` colla punta delle dita.
+
+--Io ti aspetto qui.
+
+--Si`.... e mi vuoi bene?
+
+--Che ragazzo!
+
+--Stella!
+
+Bastiano usci`. Paolina giro` la chiave nella toppa, si tolse d'addosso
+lo scialle, il casacchino, li getto` sul letto insieme al cappello;
+chiuse la finestra; si butto` in una poltrona, porto` il fazzoletto alla
+bocca e pianse, senza lagrime, pianse della gioia di trovarsi sola.
+
+Bastiano usci` all'aria aperta colle orecchie un po' calde. Sotto alla
+sua grande felicita` sentiva una mezza volonta` di strozzare qualcuno.
+Passata pero` la prima agitazione e scoperta la sua Americana sotto i
+portici, un buco fatto apposta per loro, torno` tutto contento
+all'albergo a trarne la sua povera "alma consorte" che aveva lasciata
+in quella muda lassu`. Quando gli sembro` di essere salito alto
+abbastanza, si ricordo` di non aver osservato prima il numero della
+stanza; discese qualche scala per vedere di orientarsi coll'occhio;
+infilo` qualche corridoio a destra, qualche andito a sinistra, ma
+sebbene non ci fosse dubbio che la scala fosse quella stessa, pure gli
+pareva di vedere qualche cosa di non veduto prima.
+
+Per quanto gli pesasse, discese ad uno ad uno i gradini, fino
+all'atrio del pianterreno, si accosto` all'ufficio, dove stava
+scrivendo un signore grasso, e domando` con tutta bella grazia:
+
+--Perdoni, mi saprebbe indicare dov'e` la mia camera?
+
+--Il numero?
+
+--Non ho guardato.
+
+--La chiave?
+
+--L'ho lasciata nell'uscio.
+
+--Domandi al cameriere.
+
+--Meno male! penso` Bastiano, questi almeno capisce l'italiano, e si
+volto` a cercare quel biondino che l'aveva condotto su.
+
+Due altri servitori o sopraintendenti stavano sulla porta, colle mani
+sotto la coda dell'abito, in atto di curiosita` sfaccendata.
+
+Bastiano, non trovando il suo bel biondino, ricomincio` da capo a
+salire la scala colla speranza che hanno tutti gli scolari, che per
+andare in fine della lezione spesso conviene ricominciare da capo.
+
+Mentre andava su coll'affanno di chi porta un sacco di sale sulla
+montagna, vide che i due sopraintendenti l'osservavano, ridendo sotto
+il naso.
+
+"Questi animali se mi vedessero annegare non mi darebbero una mano."
+
+Ricordando d'aver inteso uno di quei bravi signori, il piu` canonico, a
+parlare il dialetto di Bellagio, che e` anche quello di Monza, spinse
+la testa fuori della ringhiera ed esclamo` in dialetto schietto:
+
+--Vogliono avere la bonta` quei bravi signori d'indicarmi il mio
+cameriere, un bel biondino?
+
+--Was? domando` il tedesco di Bellagio, andando presso la scala col
+viso rivolto all'insu` e le mani sotto la coda.
+
+--Un giovinotto magrino.... torno` a dire.
+
+--Was sagen Sie? ripete` il canonico, mentre il suo compare si
+nascondeva dietro una colonna di marmo per non lasciarsi scorgere a
+ridere.
+
+--Ah gabbiano! grido` Bastiano, facendo il viso grosso.
+
+Il compare dalla colonna scappo` in uno stanzino. Era una burletta
+magnifica.
+
+--Signor padrone, seguito` Bastiano dall'alto della seconda scala verso
+il bravo e gentile signore dell'ufficio, io pago anch'io i miei bravi
+denari come tutti gli altri, e pretendo di essere servito come tutti
+gli altri. Vogliono accompagnarmi si o no?
+
+Il bravo signore usci` dall'ufficio colla cannuccia rossa nell'orecchio
+e rispose:
+
+--El xe inutile che facciate tanto strepito, galantomo; se no gave` a
+memoria il numero de la stanza no potemo tenere a mente tutti li
+numeri....
+
+--Ma quel cameriere che mi ha condotto prima, e` morto d'accidente, el
+me caro galantomo? strillo` il signor ragioniere Malignoni di Monza,
+rosso come un gallo, correndo abbasso, presso quasi a perdere la
+tramontana del tutto: tanto straordinario gli pareva la` dentro il nome
+di galantuomo!
+
+In quella entro` una carovana di ladies e di lords, colle sciarpe
+bianche nei capelli, cogli scarponi ferrati, cogli alpenstok e
+riempirono tutto l'atrio.
+
+--Faccia el favorito piacere di non gridare. Quando non si sa
+viaggiare si sta a casa.
+
+Questa osservazione piena di una saggezza antica fu raddolcita da un
+"aspetti, abbia pazienza" piu` amichevole, quasi fraterno, col quale il
+buon signore dava a vedere una prudenza non meno saggia e non meno
+antica.
+
+Ma la notizia che un "monsieur" non trovava piu` la moglie, messa in
+moto dai due burloni, aveva gia` fatto il giro di mezzo albergo, dalla
+cucina alla sala di lettura. Dietro i vetri si vedevano dei visini
+pallidi e gentili, con un sorriso anglo-sassone sulle labbra, fra la
+pieta` e la canzonatura: da un andito dietro la scala spunto` per un
+istante anche la tunica bianca di "monsieur le chef", un cuoco che
+guadagnava otto mila lire all'anno, quante sono, o quasi, le notti
+necessarie per fare un libro che nessuno legge.
+
+Usci` fuori finalmente anche il biondino, che condusse lo sposo per una
+seconda scala identica alla prima, ma collocata al di la` d'un grazioso
+_jardin d'hiver_; qui stava l'imbroglio che il signor Malignoni non
+aveva potuto districare.
+
+L'aneddoto del "_countryman_" che in un _Hotel d'Italy_ aveva perduta
+la sposa, fu stampato in molti magazzini letterari con qualche
+variante, come si fa coi grandi poemi epici.
+
+
+
+
+UN REGALO ALLA SPOSA.
+
+
+Gaspare Carpigna aveva fatto i suoi molti denari in ogni maniera,
+coll'industria, coll'usura, coll'inganno. Ma una volta fatti non vi
+era uomo piu` galantuomo di lui e ben disposto a godere onestamente dei
+beni di questa vita. Invecchiando si era dato anche alla pieta`, e
+faceva recitare molte messe da morto, invitando il prete a far
+colazione nella sua bella casa di Macagno, dove aveva giurato di
+passare i suoi ultimi giorni in santa pace.
+
+Stava per maritare anche la figliuola a un ricco possidente di Novara,
+un bel partito per la figlia d'un carbonaio all'ingrosso; e siccome il
+cuore di Gaspare Carpigna non era chiuso ai soavi affetti della
+famiglia, e per la sua Isolina egli sentiva una tenerezza singolare,
+cosi` si puo` pensare se a quel matrimonio egli si preparasse con
+allegria, con compiacenza, con un fervore insolito che lo
+ringiovaniva.
+
+Gia` i preparativi erano fatti, fatte le pubblicazioni; lo sposo aveva
+gia` regalato un bello astuccio di brillanti e le parenti lontane chi
+un vaso di cristallo, chi un ventaglio di madreperla, chi un
+braccialetto, ecc. Isolina, assistita da una sua zia materna, poiche`
+la mamma era morta da un pezzo, attendeva il gran giorno con estasi.
+Lo sposo era bello, ricco, simpatico.
+
+La vecchia casa detta del Zoccolino, che il Carpigna aveva acquistata
+per il fallimento d'un suo socio, rimessa a nuovo e rinfrescata in
+tutte le parti, non pareva piu` quel lurido filatoio di una volta, dove
+il povero Battistino Dell'Oro, fallito, rovinato, rosicchiato dai
+debiti, si era impiccato per la disperazione a un gancio del portone.
+Si diceva sommessamente che il Carpigna avesse aiutato una mano a
+rovinarlo e che la messa ch'egli faceva dire ogni 23 di` settembre
+avesse lo scopo di versare un secchio d'acqua sopra una pover'anima
+del purgatorio, se c'era bisogno. Ma eran cose vecchie di trent'anni
+fa, forse anche di piu`. Scomparso il filatoio, al suo posto sorse una
+bella casa bianca col portone di cotto, colle persiane verdi, col
+giardino degradante a scalinate verso il lago, il Zoccolino insomma,
+come puo` vedere ancora chi naviga verso Macagno sul lago Maggiore.
+
+Il giardiniere aveva addobbato il giardino a bandiere e a palloncini
+cinesi, e la notte prima del sacramento fu un continuo sparo di
+mortaretti e un gran suonare di chitarre nelle barche illuminate.
+
+Quelli dell'altra riva del lago, vedendo quei fuochi, dimandavano:
+
+--Che cosa c'e` al Zoccolino?
+
+--E` il Carpigna che marita la figliuola.
+
+--Sposera` qualche altro ladro usuraio.
+
+--Quando uno e` ricco, c'e` sempre chi dice che ha rubato.
+
+--Volete sentirla, voi che parlate cosi`?
+
+Questi discorsi erano fatti da un gruppo di pescatori, che stavano
+fumando la pipa innanzi all'osteria di Cannero, sull'altra riva. C'era
+dunque il lago di mezzo e tanto largo che vi potevano affogare tutte
+le verita` della nostra santa religione.
+
+--Sentiamola, poiche` la sapete.
+
+--Quel povero Battistino io l'ho conosciuto. Gli portavo la legna ogni
+settimana e so che gli affari non gli andavan male anche con quattro
+figliuoli. L'uno fa oggi il contrabbandiere colla Svizzera, una vita
+da ladri, sapete, e dice che un giorno o l'altro mettera` lui la
+dinamite al Zoccolino. Fu lui che gli tocco` staccare suo padre dal
+portone quella mattina, ed e` un fegato sano che non ha paura del buio.
+
+--Che cosa c'entra il Carpigna che ha sempre negoziato di carbone?
+
+--C'entra che Battistino gli aveva prestato sessantamila lire, sulla
+parola e che il Carpigna nego` di averle ricevute mai. Ecco come
+c'entra.
+
+--Fu una bestia a fidarsi.
+
+--L'aveva tenuto a battesimo, pareva un santo a vederlo in chiesa,
+quando pregava la croce sull'altare.
+
+--Son peggio degli altri.
+
+--Quello fu il principio della sua fortuna.
+
+Dall'altra parte del lago si gridava invece: Viva la sposa! viva gli
+sposi! viva il signor Gaspare!--C'erano trenta o quaranta persone, tra
+invitati, parenti, barcaiuoli e persone di servizio. Nel salone di
+mezzo a pianterreno, aperto sul giardino, la tavola preparata per la
+baldoria luccicava di bicchieri, di trionfi di vetro, di confetti,
+senza dir nulla delle torte, dei marzapani, delle gelatine, che
+avevano fatto venire da Locarno. Sopra una scansia presso il muro una
+batteria di bottiglie dal collo d'argento aspettava il momento di
+scendere in battaglia. Dal giardino ogni soffio piu` vivo del vento
+portava dentro un profumo acuto di limoni misto al profumo caldo delle
+vaniglie e dei gelsomini.
+
+Isolina, bella, allegra, saltellava come una gattina nella sua
+innocente giovinezza, finche` tutti sedettero a tavola e fu stappata la
+prima bottiglia di vin bianco d'Asti, che inondo` della sua spuma
+d'argento l'abitino della sposa.
+
+--Viva la sposa, viva l'allegria!
+
+--Viva il signor Gaspare, padre fortunato.
+
+--A rivederci al battesimo.
+
+Gaspare Carpigna provava nel cuore la dolcezza malinconica del padre
+che vede la figliuola spiccare il volo dal nido, ma sa che va ad
+essere felice. Isolina era per quell'uomo taciturno e mezzo selvatico,
+l'unico ideale al mondo, e si puo` dire che i denari egli li avesse
+radunati soltanto per lei. Era contento di maritarla bene e con onore.
+Caspita! oltre il corredo le dava un trecentomila lire sulla mano, e
+il resto alla sua morte.
+
+Il vin d'Asti e il vecchio Barolo di dodici anni non furono versati
+nel lago. L'allegria come avvien sempre in queste circostanze, un po'
+tiepida e sconnessa in principio, comincio` subito a levare il bollore.
+Gli spiriti fremevano come pentole a buon fuoco. A destra e a sinistra
+del viale splendevano le ghirlande dei palloncini, un rosso, l'altro
+verde, l'altro bianco, come una bandiera d'Italia, Dal lago veniva
+sulle onde l'onda d'una serenata strimpellata in un canotto a
+palloncini gialli, e gia` il segretario comunale col calice in mano,
+cogli occhietti umidi, stava per leggere una poesia, quando entro` il
+fattore che aveva una cassettina in mano, chiusa, piegata in una carta
+e suggellata.
+
+--L'ha portato un uomo,
+
+--Un altro regalo per la sposa,
+
+--Dalla qui, Pietro.
+
+Isolina prese la cassettina, e pensando subito a una sua amica di
+Luino, la colloco` sulla tavola, taglio` i suggelli col coltellino
+d'argento, spiego` la carta che l'involgeva. Era una cassettina
+rettangolare, di legno di pino, come si usa per i pettini, rustica,
+bianca con su scritto: Alla sposa.
+
+Isolina l'apri` con quella viva curiosita` che eccitano le cose
+misteriose. Vide una lettera, e sotto dei frastagli di carta a vari
+colori, con riccioli d'oro, e piu` sotto, uno strato di crusca.
+
+--Segretario, legga lei la lettera,--disse Isolina senza guardarla.
+
+Il segretario lascio` via il sonetto, prese l'altro foglio e con quella
+medesima intonazione, a cui aveva gia` preparata la bocca....
+
+Diro` prima che l'attenzione degli astanti era stata richiamata sulla
+cassettina dal vedere Isolina che vi rimestava colle mani, e ne traeva
+della crusca, ponendola di mano in mano sul piatto assieme ai
+confetti.
+
+Il segretario lesse dunque, anzi declamo`: "_A Gaspare Carpigna,
+lettera dell'altro mondo_".
+
+A tutti parve una frase comica e pazza fatta per ridere; chi rise, chi
+alzo` la mano, chi il bicchiere.
+
+E il segretario, distratto come un'oca e colla testa piena di fumo
+continuo`: "_Carpigna, alla dote di tua figlia aggiungi anche la
+collana di Battistino dell'Oro_".
+
+Tutto cio` fu letto come un sonetto, nel tempo che l'Isolina colle
+manine bianche e piene di diamanti traeva dalla crusca una cordicella
+nera, grumosa, grossa come il suo dito mignolo, lunga come una vipera
+comune, che, inorridita, lei lascio` cadere, che parve proprio una
+biscia morta. Getto` un grido, storcendo la bocca, alzando le due mani
+colle dita rigide, adunche, mentre un silenzio profondo, un silenzio
+brutale, un silenzio di ghiaccio sottentro` alla festa, e cento occhi
+bianchi, cento occhi gelati si fissavano sul viso incartapecorito del
+signor Gaspare. Un buffo d'aria storto` le fiamme delle candele.
+
+La sposa fu portata via. Quando andarono a risvegliare dal suo
+deliquio il signor Gaspare, ch'era rimasto colla pupilla di vetro
+sulla biscia morta, gli trovarono le mani fredde, i piedi lunghi e la
+bocca piena di sangue. Soltanto i capelli parevano vivi sul capo.
+
+Intanto sull'alto picco della Zeda, un contrabbandiere sfidava il buio
+fischiando, cantando
+
+ Sposettina, vien con me....
+
+
+
+
+NEI BOSCHI.
+
+
+Chi non conosce i boschi dell'alto Milanese, detti boschi di Saronno,
+di Mombello, di Limbiate, puo` immaginare una stesa di selve, sopra un
+terreno disuguale, una volta incolto e oggi piantato a pini silvestri
+e a qualche rovere, che e` quanto la terra, oltre le eriche e il bruco,
+puo` sopportare. Queste piantagioni non sono molto antiche e appunto
+per cio`, non sono molto note. Della maggior parte si ricordano i
+nostri padri d'aver veduto i primi germogli, quando ancora quel nudo
+tratto di paese non era che una nuda sodaglia. Oggi il bosco e` maturo,
+non diro` per i ladri, che non vivono piu` per i boschi, ma per tutti
+coloro che amano le meste solitudini e sognano sempre, quando sono in
+un luogo, di trovarsi in un altro.
+
+A me questi boschi ricordano per esempio, certe solitudini dell'antica
+Caledonia: e il piu` bello si e` che in Caledonia non ci sono mai stato.
+Ma non si e` letto inutilmente a dodici anni una dozzina di romanzi del
+Walter Scott, seduti all'ombra di un'antica quercia, o anche solo sul
+pianerottolo della scala. Se non e` come in Scozia, vi son tratti nei
+boschi di Limbiate che potrebbero essere trasportati in Scandinavia e
+allora e` ancora piu` bello per chi ama viaggiare a piedi.
+
+Le piante d'un verde scuro perenne, di un fusto magro e diritto, che
+si apre a larga piuma o a ombrello, collocate a migliaia l'una presso
+l'altra in una disposizione quasi simmetrica, e cosi` per l'estensione
+di cinque o sei miglia: i viali che tagliano questi eserciti di piante
+e si prolungano, si sprofondano nel verde a perdita d'occhio: le forre
+di altissime erbe filiformi dove non entrano che i bracchi: la terra
+gialla, rotta da immensi crepacci dove la picchia il sole: molle,
+melmosa, scivolante come il sapone dove l'acqua stagna: gli scoli
+d'acqua piovana che scendono a formare pozze, paludi, laghetti, e fin
+dei laghettoni perenni circondati da conifere con increspature e
+piccole tempeste sconosciute al mondo, come quelle delle anime
+modeste: e poi aggiungete un silenzio profondo, non interrotto nemmeno
+dal solito stormire delle fronde (il pino e` taciturno) e i chiarori
+celestiali e mistici dell'aria al disopra di tanto verde, e le fiamme
+vaganti del tramonto veduto attraverso alle fessure del bosco....
+tutto cio` voglio dire, mi ha tante volte trasportato fuori di me in
+una regione dove io sento che son vissuto un'altra volta, forse
+diecimila anni fa.
+
+Oh la poesia, amici, e` pur la dolcissima cosa! Voi uscite un mattino
+d'autunno, con un libro, mettiamo Aleardo Aleardi, nella tasca del
+carniere, col fucile ad armacollo, col vostro cane che vi saltella
+innanzi, girate dietro le case, pigliate verso il cimitero vecchio,
+date un'occhiata a quei poveri morti e a quella croce bianca dove da
+cinquant'anni dorme una contessina morta.... No, no, non e` poesia.
+
+Io fui innamorato a sedici anni di quella contessina, ed e` una storia
+che ho promesso di contare qualche volta. Io l'ho seguita attraverso
+alle ombre del bosco, piu` contento quanto piu` le nebbie del novembre
+entravano fra le piante a rannuvolare i contorni della selva.
+
+Una mattina, giusto sui primi di novembre, mentre io correvo prima di
+colazione attraverso la pineta, pensando al mio futuro poema sulla
+_Risurrezione dei Morti_, fui a un tratto arrestato da una fiamma che
+si agitava in fondo, e che stentava quasi a rompere il velo bianco e
+gelato dalla nebbia. Anche _Pill_, il mio cane da caccia, si fermo` su
+quattro piedi, col muso in alto, e la piccola coda piena di
+meraviglia. La Cherubina mi aveva detto prima ch'io uscissi di casa
+che si sarebbe fatta colazione alle undici, piu` tardi del solito,
+perche` si aspettava mio fratello coi parenti della sposa.
+
+Da due giorni si lavorava in cucina a preparare quella colazione, che
+doveva essere un banchetto di Sardanapalo con un piatto di selvaggina
+e un brodo ristretto che pareva giulebbe. L'importanza d'una casa si
+conosce a tavola e mio padre voleva, come si dice, far colpo su della
+gente un po' materiale.... Ma sono cose che non hanno nulla a che fare
+con quella fiamma che, come ho detto, si agitava in fondo al bosco e
+che stentava quasi a rompere il velo fitto della nebbia.
+
+Strano un fuoco nei nostri boschi! Man mano che io mi avvicinavo, la
+fiamma si faceva piu` distinta, e gia` si potevano vedere nel chiarore
+rosso del fuoco disegnarsi alcune figure radunate in cerchio come a un
+tristo complotto di negromanti.
+
+La solitudine e la selvatichezza del luogo che s'internava in una
+specie di crocicchio: quelle ombre ballonzolanti sul fusto delle
+piante al mobile ed acceso riflesso della fiamma fumosa e resinosa,
+avrebbero ben potuto far credere a un convegno di malviventi, se dopo
+alcuni passi non avessi riconosciuto le gambe lunghe e magre del
+signor segretario comunale, e accanto a lui la figura tozza del
+console e due o tre guardie campestri.
+
+Il console s'era seduto in adorazione del fuoco sopra un pezzo di
+tronco. Battistino, una delle guardie campestri con un ginocchio a
+terra cercava di far saltare un carbone acceso nel buco della pipa,
+mentre il signor Boltracchi, il segretario, scaldava le parti meno
+rispettabili della sua persona, voltando le spalle al focolare, colle
+gambe aperte come un compasso. Quella brava gente si trovava da
+qualche ora nel bosco e col freddo del novembre e coll'erba bagnata di
+guazza, sentiva volontieri il beneficio d'una scaldatina.
+
+Il console quando mi vide, tocco` l'orlo del cappello colle due dita e
+disse:
+
+--Riverisco, sor avvocato.
+
+Il buon uomo era un mio contadino e nella sua semplicita` sentiva un
+grande rispetto della mia persona.
+
+--Che cosa fate, la polenta?--domandai.
+
+--E` per cagione di quel Gasparino della Vela,--rispose il console con
+quel linguaggio lungo che e` proprio dell'alto Milanese.
+
+--Che cosa ha fatto Gasparino della Vela?
+
+--E` morto.
+
+--Era malato?
+
+--Da un mese, sor avvocato, un poco di pellagra, ma bisogna dire che
+gli sia andata ai visceri del capo.
+
+--Se non ho sentito a suonare l'agonia.
+
+--Si muore anche senza la campana,--interruppe Battistino colle parole
+mozze di chi ha in bocca una pipa corta che gli abbrucia quasi le
+palpebre.
+
+Il signor Boltracchi mi accenno` col pollice sopra la spalla qualche
+cosa alla sua destra. Guardai e vidi il mio _Pill_ quasi stecchito
+sulle sue quattro gambe, che tremava tutto sotto la sua pelle.
+
+A un nuovo cenno del Boltracchi feci un mezzo giro sopra di me,
+guardai indietro presso le piante e allora scorsi sul terreno molle
+per la pioggia del di` prima, un non so che, coperto da una stuoia di
+carro e da una gualdrappa logora, e sotto un po' di paglia. Da uno dei
+lati uscivano due piedi lunghi, magri, infangati, colle unghie lunghe,
+due brutti piedi che parevano quelli della morte, i piedi insomma del
+morto.
+
+--O Dio, che cosa e` stato?
+
+Il console stendendo le sue mani alla fiamma, continuo` col suo tono
+naturale:
+
+--Gli e` venuta addosso la scalmana, si vede. Stamattina, la va bene?
+mentre la sua donna era a messa apri` l'uscio, traverso` l'orto e nudo
+come e` uscito dal ventre della sua mamma, prese la via dei boschi.
+
+--Dev'essere passato dal laghettone di Mombello.
+
+--Ci sarebbe rimasto, se fosse passato, perche` l'acqua e` alta. Invece
+si vede che ha traversato il vallone della Merla, si e` cacciato nei
+boschi vecchi di Lenzano e ando` a finire alla pozza del Vetro. Qui ha
+creduto di poter traversare, ma c'e` rimasto preso al vischio.
+
+--C'e` una terra che par giusto liscivia.
+
+--Son passato ieri dalla pozza del Vetro e non c'era un barile
+d'acqua.
+
+--Ne e` venuta un poco stanotte.
+
+--Si e` mandato ad avvisare il sindaco e il maresciallo,--disse il
+segretario voltandosi davanti alla fiamma.
+
+--Non era vostro parente?--dimando` Battistino al console.
+
+--Ha sposato una mia sorella, sicche` lascia tre figliuoli. Uno e`
+soldato.
+
+--Adesso potra` venire a casa, se e` morto il vecchio....
+
+--La legge non permette se non ci sono dei minorenni,--disse
+gravemente il signor Boltracchi.
+
+_Pill_, coll'unghie tese, col muso avanti, rigido come un cane di
+legno, non cessava di fiutare il morto.
+
+--Lo sa la sua donna?
+
+--Quando e` tornata dalla messa che era ancora bujo, verso le cinque,
+la va bene? trovo` l'uscio aperto. Allora capi` che il suo Gasparino era
+scappato, perche` aveva tentato un'altra volta, di scappare. Si mise a
+gridare, a chiamar gente. Venne un ragazzo dei Melgoni a dire che
+aveva veduto un uomo nudo come un verme che correva nei boschi e che
+era Gasparino della Vela. Allora si e` cominciato a cercare nel bosco e
+si sono trovati dei passi freschi colla pianta delle dita. Cerca di
+qua, cerca di la`, poi abbiamo incontrato voi Battistino, la va bene?
+
+--Io venivo da Bovisio, dov'ero stato a portare un paio di stivali al
+calzolaio, perche` mi mettesse le calcagna e giungo alla pozza del
+Vetro, quando mi par di sentire un scialacquamento come fa il mio cane
+quando ha caldo ed entra nella pozza a lavare le pulci. Ho creduto
+anzi che fosse il _Pill_ del signor avvocato, che viene volentieri
+incontro quando sa che vado per i boschi. Anzi mi fermai e chiamai
+forte: _Pill_.... Torno a sentire un _ciuf-ciuf_ nell'acqua. _Pill_!
+dove sei?... e fischio, cosi`.... mentre vado verso la pozza dietro il
+rumore....
+
+Battistino, prese la pipa colla sinistra, e mando` un sibilo acuto da
+cacciatore che risuono` per tutta la solitudine. L'altro villano, che
+non aveva mai parlato e che conobbi per il Rosso, sorrise colla sua
+faccia cretina di ranocchio.
+
+--_Pill_.... Non sentendo piu` nulla, vado giu` verso la pozza e trovo
+quel povero cristiano in un boccale d'acqua tutto impastato come un
+mostro nella melma, che aveva trovato la maniera di annegare.
+
+--E` la pellagra che mette una sete d'inferno.
+
+--Capita spesso alla bassa che i malati si buttano nel pozzo.
+
+--Vi sarete spaventato, Battistino.
+
+--Non e` la prima volta. L'anno scorso vi ricordate quel matto di
+Mombello che scappo` dallo stabilimento e che s'impicco` fra due piante?
+L'ho visto pel primo una mattina di gennaio. Era arrampicato sopra un
+pino altissimo dove attacco` la corda; poi ando` sopra un'altra pianta
+piu` alta e attacco` l'altro capo, e Dio sa come pote` impiccarsi a
+mezz'aria all'altezza d'un campanile.
+
+--I matti hanno una gran forza.
+
+--M'e` toccato vederlo tra il chiaro e il fosco. Il freddo aveva gelata
+anche la corda e il matto pareva di vetro.
+
+--La Bortola del sarto ha vinto cinquantasei lire coi numeri del
+matto.
+
+Il Rosso rise ancora gonfiando gli occhi slavati.
+
+--Quello era un conte diventato matto per i liquori.
+
+--Chi troppo, chi nulla....
+
+--C'e` qui il maresciallo.
+
+Venne anche il sindaco e il dottore. Il cadavere fu scoperto. Pareva
+una mummia ingiallita. La creta gli riempiva ancora la bocca e i
+forellini del naso.
+
+_Pill_ pareva diventato di sasso e guardava il morto con occhio
+lagrimoso.
+
+Povero Gasparino! lo si sarebbe detto un fossile di tremila anni, e
+nel suo freddo abbandono non si scorgeva che una tenue espressione
+d'ironia agli spigoli della bocca. Non era certo la creta che lo
+faceva ridere.
+
+......................
+
+_Pill_ mangio` poco quel giorno.
+
+
+
+
+PARLATENE ALLA ZIA
+
+(DIALOGO)
+
+
+Questo dialogo fu due volte interpretato in famiglia con vera
+intelligenza d'artisti dalla signora Maria Nessi e dal Dott. Giuseppe
+De Capitani d'Arzago, ai quali m'ispirai nella Correzione e nella
+riproduzione della scena.
+
+E. D. M.
+
+
+
+NICOLO`
+
+ e` un giovinetto maturo, che ha gia` fatto le sue
+ campagne. Gran buon diavolo nel fondo. Siamo in
+ campagna nella villa d'Incirano. Nicolo` in
+ cappello di paglia e in abito grigio chiaro, entra
+ dal giardino e dice a qualcuno che non si vede:
+
+Grazie, aspettero`.
+
+ Da` un'occhiata intorno, si passa una mano nei
+ capelli e con un breve sospiro d'affanno dice:
+
+Eccomi qua. Il cuore mi batte come se volesse scoppiare. Ho paura di
+aver gia` fatto un passo falso. Basta! sono ancora in tempo a pentirmi
+e se sara` il caso, infilero` l'uscio.
+
+ Si abbandona su un divano.
+
+Sicuro, Nicolo`: se non concludi qualche cosa quest'oggi, tu morirai
+nel tuo letto in odore di verginita`. No, no: e` tempo che tu la pigli
+questa moglie benedetta! Vedi?
+
+ va a guardarsi in uno specchio.
+
+Tu sei arrivato a quell'eta` in cui, se il frutto non si coglie, casca
+in terra a marcire. Non sei un brutto mostro: che, che?
+
+ carezzandosi i baffi.
+
+Puoi passare ancora per un giovanotto in gambe, ma.... qua e la`
+comincia a spuntare qualche capello meno nero degli altri. Certe
+mattine hai la ciera d'un uomo che ha dormito male
+
+ parlando alla sua immagine.
+
+Sicuro, signor Nicolo`: quel vivere di qua, di la`, sulle trattorie, sui
+caffe`, sui _clubs_, in compagnia di scapoloni pari suoi non e` piu` una
+vita fatta per lei.... Lei digerisce male, lei dorme male, diventa
+sempre piu` brontolone, bisbetico, incontentabile e a lungo andare
+finira` col fare uno sproposito. Chi non si marita a tempo, sposa la
+morte prima del tempo; tranne il caso in cui si sposa la serva
+
+ torna a sedere.
+
+--Mia sorella Giacomina, che da un pezzo mi ha sul cuore, la settimana
+scorsa mi disse:--Nicolo`, c'e` una ragazza che va bene per te: anzi ce
+ne sono due: le sorelle Bellini, due care creaturine sui ventitre`
+l'una, sui ventiquattro l'altra, non troppo giovani e nemmeno troppo
+stagionate, un po' disgraziate nella famiglia, ma buone, belle, con
+qualche po' di sostanza. Tu non hai che a scegliere. Esse vivono a
+Incirano con una zia che fa loro da madre, perche` le poverine hanno
+perduto i parenti e non hanno si puo` dire nessuno al mondo. Sotto
+questo aspetto tu fai quasi un'opera di carita`. Va a mio nome, cerca
+della zia, mettiti nelle sue mani e lascia fare alla provvidenza.
+
+Eccomi qui. Ora le vedro` e dovro` scegliere tra le due....
+
+ vede sul tavolino alcuni ritratti in piccole
+ cornici.
+
+Forse questo e` il loro ritratto. Carina questa col suo profilo greco,
+con que' capelli pettinati alla Niobe. Forse questa e` il ventitre`.
+
+Ma anche questo ventiquattro non c'e` male. Forse questa e` bionda, e
+questa e` bruna. Chi mi consiglia? Il biondo e` piu` romantico, piu`...
+simbolico... troppo Svezia e Norvegia. Il bruno e` quasi sempre segno
+di un carattere ardente, geloso... troppo Spagna e Portogallo. Che ti
+dice il cuore, Nicolo`? ventitre` o ventiquattro?...
+
+ pesa nelle mani i due ritratti.
+
+Sentiremo il consiglio della zia, che nella sua esperienza sapra`
+guidare un povero uomo sempre incerto nel cammino della vita.
+
+ indicando un altro ritratto grande.
+
+Certo questa vecchia cuffia e` la zia dei buoni consigli. Lei conosce
+le due ragazze e sapra` dirmi quale delle due ha piu` disposizioni al
+settimo sacramento. Per me capisco, che se dovessi scegliere, farei la
+fine dell'asino che, messo tra due fasci di fieno, si e` lasciato
+morire di fame. Zitto, qualcun si avanza!
+
+Si alza, fa una rapida toilette allo specchio.
+
+Forse e` la vecchia zia. Animo, su, coraggio. Sei stato a Custoza,
+corpo d'una baionetta, e devi aver paura d'una vecchia cuffia?
+
+TERESITA
+
+ una vedovella ancor giovane, simpatica, vestita
+ con finissima semplicita` e con molto buon gusto.
+ Fa un inchino a Nicolo`, che resta un istante
+ imbarazzato.
+
+Signore....
+
+NICOLO`.
+
+Signora....
+
+TERESITA.
+
+Lei ha bisogno di parlarmi.
+
+NICOLO`.
+
+Sissignora... cioe`... veramente mia sorella Giacomina mi ha detto di
+chiedere della zia delle signorine, la vecchia zia, sissignora....
+
+TERESITA.
+
+Sono io la zia delle signorine....
+
+NICOLO`
+
+ sorpreso.
+
+Ah, lei fa da madre alle due orfanelle....
+
+ Avvicinandosi riconosce una antica amicizia.
+
+Oh, ma scusi, noi ci conosciamo. Ah, chi l'avrebbe detto dopo tanti
+anni? Lei, lei e` la signora Teresita....
+
+TERESITA
+
+ fingendo di cader dalle nuvole.
+
+E lei e` il signor Nicolo`.... Guarda che combinazione! ma si e` fatto
+cosi` grasso....
+
+NICOLO`
+
+ ridendo con un po' di confusione.
+
+Credevo che volesse dire: cosi` vecchio!
+
+TERESITA
+
+ amabile.
+
+Si e` viaggiato insieme sulla strada della vita. Guarda che
+combinazione!
+
+NICOLO`.
+
+Guarda che combinazione!
+
+ Segue un brevissimo imbarazzo d'ambo le parti.
+
+Io credevo che la zia fosse una signora in eta`, colla cuffia.
+
+TERESITA.
+
+La cuffia verra`... e` in viaggio. Ma prego si accomodi, signor
+Nicolo`....
+
+ Indica la sedia e siede lei per la prima.
+
+NICOLO`
+
+ ripetendo materialmente.
+
+Guarda che combinazione....
+
+ Prende la sedia, vi si appoggia, ma non vi siede.
+
+Ma da quanto tempo non ci vediamo piu`?
+
+TERESITA.
+
+Oh e` un gran pezzo! A che cosa devo attribuire l'onore della sua
+visita?
+
+NICOLO`
+
+ giocando colla sedia che fa girare sotto la mano.
+
+Mia sorella Giacomina mi ha detto: Va a Incirano, cerca della zia
+delle sorelle Bellini ed esponi il tuo caso.
+
+TERESITA.
+
+E qual e` il suo caso?
+
+NICOLO`.
+
+Il mio e` un caso, diro` cosi`, di coscienza: ma ora non so se devo
+parlarne.
+
+TERESITA.
+
+Perche` non deve parlarne?
+
+NICOLO`
+
+ facendo girare piu` forte la sedia sotto la mano.
+
+Perche`... io...
+
+ da` in una risata allegra
+
+perche` io credevo che la zia fosse una cuffia....
+
+TERESITA
+
+ ride anch'essa mentre si` abbandona nella poltrona.
+
+Dunque e` alla cuffia che lei desidera parlare.
+
+NICOLO`.
+
+No, stia buona, ora le diro` il mio caso. Ma e` certo che, se avessi
+potuto immaginare di trovar qui lei al posto della... cuffia...
+
+ ride
+
+non sarei venuto.
+
+TERESITA
+
+ un po' offesa.
+
+Non merito dunque la sua confidenza?
+
+NICOLO`.
+
+Lei merita tutto, ma il mio caso e` di quelli che hanno bisogno di
+molta indulgenza.
+
+TERESITA.
+
+Ma sieda....
+
+NICOLO`
+
+ mettendosi a sedere sull'angolo della sedia.
+
+Intanto mi dica: come si trova qui a far da madre a queste due
+bambine?
+
+TERESITA.
+
+Una serie di dolorose circostanze.... Oh sapesse quante disgrazie!
+Morti i parenti di queste due povere figliuole, ho pensato ch'io
+potevo essere utile in questa casa.
+
+NICOLO`
+
+ esitando.
+
+Ma scusi. Lei non aveva sposato quel marchese?
+
+TERESITA
+
+ molto riservata.
+
+Si`.
+
+NICOLO`
+
+ C. S.
+
+E.... suo marito?
+
+TERESITA.
+
+E` morto.
+
+NICOLO`
+
+ con una certa sorpresa.
+
+Ah! e` morto anche lui....
+
+TERESITA.
+
+In duello a Parigi.
+
+NICOLO`.
+
+In duello a Parigi.... Guarda, guarda.
+
+TERESITA
+
+ dopo un breve pensiero.
+
+Ma non parliamo dei morti. Quel che e` passato, e` passato.
+
+NICOLO`
+
+ astratto in una sua idea.
+
+O bello, o bello...
+
+TERESITA.
+
+Che cosa?
+
+NICOLO`
+
+ si corregge, si fa serio, si alza.
+
+Mi rincresce di aver risvegliato delle dolorose memorie. Mi scusi....
+
+ in atto di congedarsi
+
+mi perdoni....
+
+TERESITA
+
+ restando seduta.
+
+Ma che cosa fa? lei non mi ha ancora detto lo scopo della sua visita.
+
+NICOLO`.
+
+E` vero, ma io non so nemmeno se la mia visita abbia uno scopo.
+Giacoraina doveva avvertirmi di queste circostanze.
+
+TERESITA
+
+ con tono quasi materno.
+
+Bene, si accomodi. Giacomina mi ha scritto tutto. Lei e venuto a
+Incirano per uno scopo molto lodevole e molto onesto. Vuol prender
+moglie.
+
+NICOLO`
+
+ affettando una certa sicurezza.
+
+Si`, voglio prender moglie.
+
+TERESITA
+
+ ridendo con gaiezza simpatica.
+
+O bello, o bello...
+
+NICOLO`
+
+ un po' mortificato.
+
+Che cosa c'e` di bello?
+
+TERESITA.
+
+Bello che il signor Nicolo` voglia finalmente prender moglie.
+
+ ride.
+
+NICOLO`
+
+ serio.
+
+Non rida o mi scoraggia.
+
+TERESITA.
+
+Ci ha pensato un pezzo il signor Nicolo`.
+
+NICOLO`
+
+ in tono di rimprovero.
+
+E di chi la colpa?
+
+TERESITA.
+
+Di chi?
+
+NICOLO`.
+
+Ah Teresita! non si dovrebbero ricordare certe cose....
+
+ picchia nervosamente il bastoncino sul cappello.
+
+TERESITA
+
+ gravemente.
+
+Proprio!
+
+NICOLO`.
+
+E tanto meno si dovrebbe ridere.
+
+TERESITA
+
+ sospirando.
+
+Si ride quando si e` finito di piangere.
+
+NICOLO`
+
+ con una punta d'ironia.
+
+Beata lei che ha finito! Le donne son cosi` facili a dimenticare....
+
+TERESITA.
+
+Si dimentica... per non odiare.
+
+NICOLO`.
+
+Io non ho meritato il suo odio.
+
+ Con un leggero tono di sarcasmo.
+
+A ogni modo la donna che sposava il marchese di San Luca deve aver
+trovato nel fasto del suo blasone qualche conforto a' suoi dolori.
+
+TERESITA
+
+ offesa.
+
+Nicolo`, non dite queste parole che offendono una donna che fu gia`
+troppo infelice nella sua vita. Voi sapete come sono andate le cose.
+Il mio matrimonio fu per me una di quelle necessita` che il solo cuore
+d'una donna sa comprendere e sa compatire. Voi sapete che mio padre
+era un uomo rovinato, che sulla nostra casa stava il disonore e il
+fallimento, che soltanto un matrimonio di convenienza poteva salvare
+una vecchia esistenza dalla disperazione. Allora voi eravate un
+giovine ufficiale senza fortuna, nell'impossibilita` di mettere una
+casa. Poi venne la guerra e voi partiste per il campo....
+
+NICOLO`
+
+ con amarezza.
+
+E quando tornai dai pericoli della guerra, seppi che Teresita Morando
+era diventata la marchesa di San Luca.
+
+TERESITA
+
+ con un moto di ribellione.
+
+Gia`, e non pensaste nemmeno ch'io avessi potuto fare quel passo per un
+sentimento di abnegazione e di dovere. Voi pensaste solamente e
+semplicemente che Teresita Morando, ragazza vana, leggera, smaniosa di
+brillare, inebriata all'idea di portare una corona sul suo biglietto
+di visita, avesse dimenticato volontieri il povero tenente per darsi
+nelle braccia di un vecchio nobile... sciupato dai piaceri. Questo
+solo voi avete pensato: e non sareste stato un uomo se aveste pensato
+altrimenti. L'egoista non e` obbligato a compatire e meno a
+comprendere... e tanto meno a perdonare.
+
+NICOLO`
+
+ si alza, resta un istante come combattuto, e
+ mormora:
+
+Se sapeste invece quanto ha sofferto questo egoista!
+
+TERESITA
+
+ alzandosi anch'essa.
+
+E quest'ambiziosa oh! non ha forse sofferto! no. Rapita dai bagliori
+de' suoi diamanti questa vittima incoronata non ha versata mai una
+lagrima.... Nei tre anni del suo matrimonio con quell'infelice
+_boulevardier_ essa passo` di trionfo in trionfo... invidiata da tutte
+le miserabili che non hanno una corona sulla carrozza... e un
+supplizio nel cuore.
+
+ Abbandonandosi alla sua passione.
+
+Voi non vi siete piu` occupato di me; ma per qualche motivo avete
+stentato a riconoscermi. Voi avete trovato facilmente dei dolci
+compensi...
+
+ Arrestata improvvisamente da una specie di
+ rimorso, cangia tono, e con affettata naturalezza
+ ripiglia.
+
+Ma di che cosa si parla? oh buon Dio! questo non e` lo scopo della
+vostra visita. A che pro' disseppellire cose morte e finite? Sediamo:
+animo, sedetevi.... Veniamo all'argomento.
+
+ Come smarrita.
+
+Giacomina mi ha scritto.... Che cosa mi ha scritto la buona amica? che
+voi volete accasarvi, che e` tempo anche per voi di mettere giudizio. E`
+giusto. Sa che le povere mie nipoti son buone e brave ragazze e
+anch'io sarei contenta di vederle collocate. Ma sedetevi dunque,
+parlate.
+
+NICOLO`
+
+ con espressione patetica.
+
+No, no, non ho piu` nulla a dire. Scusate, Teresita, io non son piu`
+degno di accostarmi a una donna....
+
+ Si ritira qualche passo per
+ andar via.
+
+TERESITA.
+
+Non andate in collera per quello che vi ho detto. Vi domando scusa se
+vi ho offeso. Sedetevi, ragioniamo. Accettate almeno un bicchierino di
+vermouth....
+
+ Toglie da uno stipo una bottiglia
+ di cristallo e offre un bicchierino
+ a Nicolo`.
+
+NICOLO`
+
+ sforzandosi a rifiutare.
+
+No, no, lasciatemi andare. Non merito piu` nulla. La mia vita e` finita
+da un pezzo.
+
+TERESITA.
+
+Devo proprio mettermi una vecchia cuffia in testa per persuadervi a
+ragionare?
+
+ Nicolo` accetta il bicchierino.
+
+Se vi ho offeso perdonatemi. Voi avete per errore messa una punta di
+ferro sopra una cicatrice e io ho gridato di dolore. Ma ora e` passato.
+Qua....
+
+ Lo fa sedere e siede anche lei.
+
+Posso aiutarvi, voglio consigliarvi, perche` in fondo ho molta stima di
+voi.
+
+NICOLO`.
+
+Io invece non ho nessuna stima di me. Io ho sempre creduto che non
+valesse la pena di voler bene a una donna. Ho atrocemente sofferto, ma
+non per pieta` della vittima inghirlandata. Ho sofferto solamente per
+il mio orgoglio ferito. Avete detto bene poco fa. Il mio nome e`
+Egoista. Quando un uomo non e` capace di comprendere, di compatire, di
+perdonare, non merita piu` che una donna gli voglia bene....
+
+ Volta via la faccia alquanto
+ commosso, tracanna d'un fiato
+ il bicchierino, va a collocarlo
+ sullo stipo, e si prepara a congedarsi.
+
+TERESITA
+
+ si alza, un po' soprapensiero.
+
+Permetta che le presenti almeno le bambine. Per quanto senza cuffia so
+esercitare i doveri dell'ospitalita`.
+
+ Dal giardino risona un campanello.
+
+Ecco, son le ragazze che tornano colla governante.
+
+NICOLO`
+
+ cercando di sfuggire.
+
+No, no, non voglio veder nessuno; non voglio lasciarmi vedere.
+
+TERESITA.
+
+Mettiamoci qui, dietro a questo paravento. Da qui possiamo vederle
+senza essere veduti.
+
+ Conduce Nicolo` per mano
+ fin presso la porta dietro un
+ paravento e indica le ragazze
+ che passano in giardino.
+
+Guardi la prima, la bionda, ha ventidue anni, e` un angiolino di bonta`,
+piena di sentimento. L'altra, la bruna, Annetta, e` un carattere piu`
+serio, ha molto ingegno, conosce molto bene la musica....
+
+ Nicolo`, stringendo la mano
+ di Teresita, trascinato dalla
+ forza dell'antica passione, posa
+ un bacio sui capelli di lei e resta
+ come fulminato dalla sua
+ stessa audacia.
+
+ Teresita, sfuggendogli, dice
+ con accento di profondo rimprovero,
+ ma senza ira:
+
+Che cosa fa, Nicolo`....
+
+ va a sedersi e nasconde la faccia
+ nelle mani.
+
+NICOLO`
+
+ dopo essere rimasto un gran
+ pezzo come trasognato, si accosta
+ pianino a Teresita e con
+ voce sommessa piena di note
+ tenere e appassionate, dice,
+ quasi curvo su di lei:
+
+Io non ho conosciuto che una donna nella mia vita e basta! la bionda,
+la bruna, la sentimentale e la donna assennata, tutte le bonta` e tutte
+le bellezze di una creatura di donna son gia` passate nel mio cuore il
+giorno che vi siete passata voi, Teresita. Voi vi avete lasciato un
+modello cosi` sublime, che, al confronto, tutte le altre mi sembrano
+immagini sbiadite. Chi ama bene una volta ha amato per sempre. Il
+destino non ha voluto che voi foste mia, e _amen_! E` bene che io non
+guasti il mio ideale. Se Giacomina non mi avesse cacciato qui, io non
+sarei venuto mai a questa ricerca di commesso viaggiatore. E` peccato
+sciupare l'amore vivo con degli amori artificiali; non barattiamo
+l'oro colla carta.... Addio.
+
+TERESITA
+
+ non contenta.
+
+Che dovro` scrivere dunque a Giacomina? Che abbiamo fatto fiasco?
+
+NICOLO`.
+
+Le scrivero` io, se permettete. Siccome non tornero` a casa sua prima
+della fin del mese e forse piu` tardi, e` bene che le mandi due righe.
+Se mi favorite carta e penna.
+
+TERESITA
+
+ preparando le cose su un altro tavolino.
+
+Intendete viaggiare?
+
+NICOLO`
+
+ siede al tavolino e prende la penna.
+
+Si`, ho bisogno di cambiar aria. Son mezzo malato, mi sento vecchio e
+malinconico. Andro` a Parigi anch'io in cerca di distrazione.
+
+ scrive:
+
+_Cara Giacomina...._
+
+TERESITA
+
+ seduta in disparte ha preso in
+ mano un lavoruccio.
+
+Parigi non e` una citta` troppo indicata per della gente ammalata. Voi
+avete bisogno d'una buona infermiera.
+
+NICOLO`.
+
+_Cara Giacomina...._ Aiutatemi a scrivere questa lettera....
+
+TERESITA
+
+ con energia, dopo aver buttato
+ via il lavoro.
+
+Si`, scrivete sotto dettatura:--Cara Giacomina, siccome io sono... un
+uomo di poca fede....
+
+ Nicolo` scrive sotto dettatura:
+ qui s'interrompe.
+
+TERESITA
+
+ comandando.
+
+Scrivete, animo! "Son destinato a soffrir sempre per non conchiudere
+mai nulla." Avete scritto?
+
+ Si alza e passeggia un po' nervosa.
+
+NICOLO`
+
+ scrive.
+
+_Mai nulla_.... Ho scritto.
+
+TERESITA.
+
+Punto e a capo. "Io non credo nella virtu` della donna....
+
+NICOLO`.
+
+Scusate....
+
+TERESITA
+
+ lasciandosi sempre piu` trasportare
+ dalla passione.
+
+No, no. Dovete scrivere la vostra condanna. "Non credo... che una
+donna... possa aver conservato puro il suo ideale... mentre....
+
+ parlando direttamente a Nicolo`
+ che lascia cadere la penna.
+
+mentre intorno a lei si commerciavano gli affetti e si commettevano le
+piu` ignobili vigliaccherie. Non credo che una donna possa sopravvivere
+al suo stesso dolore e alle sue umiliazioni: non credo che possa
+ancora conservare intatto il tesoro de' suoi affetti e possa
+compensare un uomo di averla amata bene una volta....
+
+NICOLO`
+
+ afferra le mani di Teresita, le
+ porta alla bocca, inginocchiato
+ davanti a lei.
+
+Dunque tu mi ami ancora?
+
+TERESITA
+
+ svegliandosi da una specie di sogno.
+
+Che fate? io non parlavo di me. Scrivete.
+
+NICOLO`.
+
+Donna di poca fede, perche` ingannarci ancora?
+
+TERESITA.
+
+Io parlavo di queste povere ragazze orfane.
+
+NICOLO`.
+
+Esse hanno bisogno di un padre. Scrivete voi, dettero` io....
+
+ La fa sedere al suo posto.
+
+TERESITA
+
+ resistendo.
+
+Nicolo`, che cosa ho detto? io provo un rimorso.... Voi non siete
+venuto per me.
+
+NICOLO`.
+
+Scrivete "_Cara Giacomina_....
+
+ Teresita si sforza a scrivere.
+
+ Nicolo` detta:
+
+Ni... co... lo` mi a... ma;--punto e virgola.--Io a... mo Nicolo`.
+Dunque t... o... to. E Teresita non dice di no. E la cara zietta,
+senza la cuffietta, si lasciera` finalmente baciare la bocca da un
+vecchio ragazzo che l'ama da dieci anni.
+
+TERESITA.
+
+Odiandola....
+
+NICOLO`.
+
+Si`. L'amore perche` resista al tempo bisogna come l'oro mescolarlo in
+una piccola lega d'odio e di gelosia. Si`, io ti ho odiata, ti odio...
+perche` ti amo.
+
+TERESITA.
+
+Zitto, le ragazze....
+
+ Si alza un po' spaurita e con
+ voce supplichevole soggiunge:
+
+E andrete proprio via?
+
+NICOLO`.
+
+Sicuro, bisogna che io corra ad avvertire Giacomina di queste novita`.
+Ve la mandero` qui.
+
+TERESITA.
+
+Qui no: ci son troppe ragazze. Andro` io da lei. Mio Dio! e che diranno
+queste povere figliuole? io che dovrei pensare al loro destino, e
+invece.... Bella zia che sono! ma non sono invecchiata, Nicolo`?
+
+ Va a guardarsi nello specchio.
+
+Non sono magra e distrutta dal dolore? Non merito proprio una cuffia?
+Che cosa dira` il mondo?
+
+NICOLO`
+
+ ridendo mentre passa il braccio
+ nel braccio di lei.
+
+Il mondo dira` che amor vecchio non invecchia: e che il miglior modo
+per prender moglie e`... di parlarne alla zia.
+
+
+
+
+AI TEMPI DEI TEDESCHI.
+
+
+--Tutte le mattine la salutavo con un bel trillo di flauto (allora il
+flauto era di moda): e tutte le sere, prima di levarmi le scarpe, le
+mandavo un altro saluto con una volatina di note, che volevan
+dire:--_Bona note, siora Nina_!
+
+--Lei, insomma, era innamorato della sua vicina.
+
+--Come un angelo, ero innamorato. A vent'anni l'amore va tutto in
+fiore, e quando la sorte ti mette accanto a una bella donnina, il meno
+che si possa fare e` di farle la corte col flauto.
+
+--E il marito?
+
+--Il marito d'una bella donnina e` sempre un brutto mostro, un tiranno,
+uno scimmiotto, questo si sa. Nel caso mio, il sior Malgoni, imp. reg.
+impiegato alla contabilita`, un omaccione linfatico e geloso, meritava
+qualche riguardo, prima perche` in fondo voleva bene a sua moglie, e
+poi perche` aveva delle amicizie in polizia e a quei tempi non c'era
+troppo a fidarsi. Parlo dei tempi dei tedeschi.
+
+--Ho capito. Lei non andava piu` in la` del flauto.
+
+--Ero un matricolino sui vent'anni, un po`' timido, come chi non e` mai
+uscito dal suo guscio. Qualche volta mi arrischiavo di gridare dalla
+finestra:--_La se pettena, siora Nina! vol piovere? vol far belo,
+siora Nina?_
+
+--E la siora Nina?
+
+--_Si`, sior Anzolo, vol piovere, vol far bel tempo!..._
+
+--Un'arcadia!
+
+--E non mancavano i sonetti.
+
+--Anche i sonetti?
+
+--Sicuro; li stampavo sul _Trovatore_, un giornaletto teatrale di
+Padova, e glieli facevo pervenire con delle iniziali molto
+trasparenti. Seppi piu` tardi che la siora Nina non sapeva leggere piu`
+in la` del suo libro da messa; ma le donne, quando amano, son come i
+gatti; ci vedono anche al buio. Suo marito se l'era tirata in casa
+ancor ragazzina, con una gonnella di cotone e un paio di zoccoli sui
+piedi; l'aveva mandata a scuola un po' di tempo dalle monache, e
+quando la servetta gli parve cresciuta abbastanza, se l'era sposata
+per avere una compagna fedele. Il poveretto, piu` vecchio una ventina
+d'anni, pativa d'asma e di mal di cuore, ed e` sempre prudenza aver
+qualcuno che ti assista in un bisogno e ti faccia compagnia la notte.
+
+--Era bella?
+
+--Bellissima no, ma un musettino gustoso di servetta friulana, con dei
+riccioli biondi che incorniciavano un bell'ovale colorito e sano.
+Gaia, spiritosa come tutte le nostre venete, la fortuna non l'aveva
+fatta salire in superbia. Nella sua ignoranza aveva un fascino
+naturale, non guasto dalle solite compassature del galateo sociale.
+
+Gente in quella casa ce ne andava poca, tranne qualche provinciale,
+che capitava di tempo in tempo a trovar la Nina diventata _parona_.
+
+L'unica persona di riguardo, che visitava con qualche frequenza l'imp.
+reg. impiegato della contabilita` era il dottor Franzon, un professore
+della facolta` medica, compatriota del Malgoni e suo medico curante.
+Franzon era gia` una mezza celebrita` fin da quel tempo per le sue
+fortunate operazioni ostetriche, e la gran scienza faceva perdonare in
+lui il naso d'aquilotto e i modi di villan scozzonato e superbo, che
+gli avevano meritato il titolo di dottor _Grobian_.
+
+L'onore e la scienza di tanto uomo si riverberavano sulla modesta casa
+Malgoni, specialmente dopo che Franzon era salito in auge alla Corte
+per una felice operazione, che aveva salvato alla monarchia uno dei
+trecentotrentatre` arciduchini d'Austria. E poi fa sempre comodo d'aver
+un dottore amico, quando si soffre d'asma e di palpitazione di cuore.
+
+La siora Nina era in una continua trepidazione davanti a un _omo de
+tanto riguardo_, molto piu` che Malgoni, indulgente su molte cose,
+diventava ancor il _paron_ terribile, quando si trattava d'invitare a
+pranzo l'illustre Franzon. Guai se il manzo non era a giusta cottura!
+guai se il caffe` non aveva quel tal profumo delicato! guai se Nina non
+faceva gl'inchini bene e non rispondeva a tono:--_Sior si`, sor dottor;
+sior no, sor professor...._ "Un omo che aveva delle influenze a Corte,
+che, con poco rispetto parlando, aveva visto un'arciduchessa in
+camicia, un dottor di quella forza, un professoron come Franzon, che
+si degna _de magnar_ la tua minestra, non e` un caso che capita a
+tutti; oltre all'onore, poteva sempre far del bene a un imperiale e
+regio impiegato, onesto, religioso e di sani principii."
+
+--Ho capito. La siora Nina non si divertiva troppo.
+
+--E no, poverina! quando i due cravattoni cominciavano a parlar di
+politica, e a tirare in scena la Dieta e Metternich e a parlare in
+_barlich_ e _barloch_ e in _flit_ e _futter_, essa usciva volentieri
+col secchiello a prender l'acqua sul pianerottolo.
+
+Era in quei momenti e durante quelle brevi scappate ch'io coglievo
+l'occasione per recitarle il mio sonettino, per dirle che le volevo
+bene, per baciarle la punta di un dito. Non piu` in la`, s'intende.
+
+Essa non era donna da dar confidenze agli studenti e io, povero
+matricolino, ero troppo ingenuo per far della concorrenza a
+Metternich.
+
+La cosa ando` avanti cosi` un bel pezzo, tra un trillo di flauto, un
+sonetto e un secchiello d'acqua, quando Malgoni ammalo` gravemente di
+quel suo battito di cuore e parve sul punto d'andarsene all'altro
+mondo.
+
+Franzon si mise al letto dell'amico e gli uso` una assistenza fraterna.
+
+Quando non bastava il di`, rimaneva la notte accanto alla siora Nina
+che scaldava i brodi; e siccome ogni servizio merita compenso, e non
+c'e` amicizia che in qualche modo non si faccia pagare, il bravo dottor
+e professor, forte dell'amicizia di Metternich e della sua prepotenza,
+credette d'onorare anche la moglie del suo vecchio amico.
+
+La Nina, una povera servetta senza esperienza, colta di sorpresa,
+nella sua suggezione, nella sua paura, al buio, di notte, accanto al
+marito quasi morente, dominata dalla forza d'una passione brutale e
+poi spaventata dal sofisma del fallo compiuto, dopo essere stata
+vittima, si credette quasi complice del tradimento. E tacque e simulo`.
+
+Franzon poteva fare del bene a Malgoni; ma poteva anche fargli del
+male. La povera donna, sprovveduta nella sua ingenua ignoranza d'ogni
+energia morale, credette, simulando, di evitare a suo marito un gran
+dolore. C'era da farlo morire di crepacuore quel pover'uomo, se gli
+avesse detto di qual refe era fatta l'amicizia di Franzon. E non si
+accorse che intanto l'uomo scaltro ed erudito la dominava con la sua
+stessa paura e l'appoggiava come una schiava al carro della sua colpa.
+
+Quando tornai a Padova, dopo le vacanze, mi parve di leggere nel volto
+meno chiaro della bella Nina come una nota misteriosa di dolore e di
+avvilimento. Essa mi fece capire che aveva qualche ragione segreta di
+vivi dispiaceri. Malgoni stava abbastanza bene e aveva ripigliato il
+suo ufficio; ma l'amico di casa s'era impadronito cosi` bene del cuore
+del suo malato, che ormai il pover' uomo non vedeva che per gli occhi
+del dottore, non parlava che per la sua bocca.
+
+Non ci vuole che un marito per non vedere: ma la gente comincio` a
+mormorare. Le donnette volevan quasi far credere che il dottore
+mirasse ad avvelenare Malgoni colla digitale o a corroderne la vita
+coi deprimenti. Questa calunnia, messa fuori colla solita sventatezza
+delle teste piccine, non fu senza conseguenza per una fantasia
+riscaldata come la mia; la malinconia, il pallore e le lagrime della
+povera siora Nina non erano per se un terribile capo d'accusa?
+
+Da quel di` cominciai a guardare in cagnesco il piccolo dottor Grobian,
+dal naso d'aquilotto, dalle spalle di facchino, che andava schiacciato
+sotto l'enorme tuba e infagottato nell'enorme cravattone di seta. E
+siccome ringhio suscita ringhio, anche Franzon imparo` a conoscermi e a
+guardarmi in cagnesco tutte le volte che m'incontrava sul pianerottolo
+o nell'androne della casa. Anche lui aveva le sue spie, e qualcuno
+doveva avergli parlato dei miei sonetti e de' miei trilli di flauto.
+
+Si arrestava con sfacciataggine a squadrarmi, colle mani dietro alla
+schiena, colle quali dimenava una grossa canna come una coda e con
+quegli occhi pesti pareva dirmi:--_Ocio_, matricolino che so tutto e
+ti posso far legare.--Il _Trovatore_, aveva delle velleita`
+patriottiche io era allora un bel giovinotto, con un bel pizzo di
+barba: e anche quel po' di barba poteva essere interpretata come
+un'idea sovversiva. Parlo dei tempi dei tedeschi.
+
+Messo tra un marito geloso e un ringhioso amico di casa, il meno che
+potessi fare era di usar prudenza, di rimettere il flauto
+nell'astuccio, di sacrificare qualche sonetto, di compatire da lontano
+a una povera donna caduta come un'agnella negli unghioni d'un orso
+buono e stupido e di un lupo furbo e affamato.
+
+E le cose sarebbero andate avanti un pezzo cosi`, e sarebbero
+fors'anche finite in qualche maniera colla pace e colla noia, se tutto
+ad un tratto l'illustre Franzon non fosse stato ufficiato ad assumere
+la direzione dell'Ospedale delle partorienti a Venezia, carica che
+portava il grado di medico di Corte e il titolo di cavalier della
+Corona di ferro. Bagatella!
+
+Questa nomina che lusingava la sfrenata ambizione e l'avidita` del
+bravo ginecologo, poteva essere per la siora Nina una vera
+liberazione.
+
+Ma la poverina aveva fatto i conti senza il lupo. Franzon non era un
+uomo da rinunciare troppo facilmente a una passione e a una comodita`,
+neanche per l'onore della Corona di ferro. Scrisse da Venezia
+all'amico che c'era una bella combinazione, un posto vacante alla
+contabilita` di quella delegazione, con qualche vantaggio di soldo, che
+lui poteva raccomandarlo a persone influenti: e poi torno` a scrivere
+che l'aria delle lagune piu` calma, piu` carica di sale, era fatta
+apposta per i mancamenti di respiro; non perdessero tempo,
+inoltrassero subito una domanda all'I. R. delegato: al resto pensava
+lui....
+
+--Il lupo voleva avere la pecorella vicina....
+
+--Precisamente cosi`. La povera Nina che di quella maledizione ne aveva
+abbastanza, uso` di tutta la sua influenza presso il marito perche` non
+si movesse; gli dimostro` che a Padova stavan bene, che vi avevano
+amici e parenti, una bella casa, tutte le migliori comodita`, mentre un
+trasloco e` una tempesta, un danno, un fastidio infinito. Prego` tanto,
+carezzo` tanto la barba grigia del suo Malgoni, che costui, pigro gia`
+la sua parte e nemico dei trambusti, fini` col ringraziare l'amico
+lontano e disse di no. Questa risposta non fece che aguzzare la voglia
+dell'illustre ginecologo e colla voglia il dispetto e la rabbia. Torno`
+a scrivere; ma vedendo che sprecava il suo inchiostro, e che Malgoni
+era deciso a non muoversi, comincio` a insinuare bel bello qualche
+sospetto nell'animo dell'amico. Gli fece capire che la Nina aveva
+qualche motivo di non abbandonar Padova, citta` allegra, piena di
+studenti e di capi scarichi, che fanno all'amore coi sonettini e coi
+trilli di flauto....
+
+--Birbo!
+
+--....Tre volte birbo! Il marito, facile a insospettirsi, apri` gli
+occhi, osservo` dissimulo`, e puo` essere che cogliesse qualche segno a
+volo. Ma non volendo far scene per paura d'uno scandalo, una sera,
+detto fatto, annuncia alla Nina che aveva accettato il posto: si
+preparasse a sbarazzare la casa e a partire per Venezia,
+
+La povera donna, che cominciava appena a respirare e a godere la sua
+liberta`, colta in un momento cattivo, dichiaro` a Malgoni che lei a
+Venezia non sarebbe andata....
+
+--Ah! tu non vuoi venire?--grido` con voce ironica il vecchio geloso: e
+siccome l'amico lontano in quei giorni aveva avuta la bonta`
+d'inviargli tutta la raccolta de' miei sonetti innocenti, in cui il
+nome di _Nina_ tornava spesso a rimare con _divina_, armato di quei
+documenti, si scaglio` sulla povera donna e comincio` a batterla.
+
+--So tutto, svergognata! so tutto, brutta traditora, senza cuore e
+senza carita`. E tu fai all'amore, mentre hai il marito malato, quasi
+moribondo? e tu dimentichi cosi` il bene che ti ho fatto, brutta
+servaccia?
+
+E siccome non cessava di picchiare con un pezzo di riga sulla spalla e
+sulla testa della povera donna, alle grida, ai pianti di costei, si`
+risveglio` la casa, si apri` qualche finestra, comparvero dei lumi e
+cominciarono gli uhe`.... di sotto e di sopra.
+
+La Nina che non capiva bene per colpa di chi la battesse il suo
+padrone, aveva cercato di scappare dall'uscio sul ballatoio; e fu
+allora che il vecchio esasperato, pensando che volesse fuggire di
+casa, le sbarro` il passo, l'afferro` pei capelli e la fece strillare
+come un'aquila.
+
+Era troppo ormai anche per un matricolino. Corsi di sopra, piombai su
+quel disperato, che al mio comparire si fece livido; poi non so dire
+quel che sia avvenuto.
+
+Pare che l'emozione fosse troppo forte per il vecchio malaticcio, o
+che una violenta stretta di cuore soffocasse insieme la bile, il
+sangue e la vita.
+
+Cadde come un sacco slegato, lo circondarono, lo portarono sul letto,
+e nella notte stessa mori`, con infinito spavento della povera Nina,
+che s'immaginava quasi d'averlo ammazzato.
+
+Due giorni dopo questi fatti alcuni compagni corsero a casa mia ad
+avvertirmi che avevano arrestato Branchetti, il direttore del
+_Trovatore_ e che la polizia era in cerca di me. Non era il caso di
+stare ad aspettarla.
+
+Le guardie entrarono in casa mia e sequestrarono le carte, le robe, il
+flauto. Padova non era piu` aria buona per me: e per non aspettare di
+peggio, la notte stessa presi la strada del confine.
+
+--Era anche questo un intrigo di Franzon?
+
+--....Colto nel segno! Coll'ingegno che natura gli ha dato, egli aveva
+saputo dimostrare alla polizia centrale di Venezia che a Padova si
+congiurava contro l'ordine costituito e che un branco di giovinastri
+mazziniani nelle conventicole del _Trovatore_ inneggiavano all'Italia
+sotto l'allegorico nome di Nina,
+
+--Che talento! Non poteva vendicarsi con piu` spirito. E come fini`?
+
+--Fini` che, morto Malgoni e venuto al mondo, sei mesi dopo il
+funerale, un bel maschietto, la povera Nina trovo` ancora della sua
+convenienza di andare a Venezia e d'acconciarsi in casa del suo nuovo
+padrone e tiranno; il quale qualche tempo dopo trovo` della sua
+convenienza anche lui di sposare la vedova e tirarsi in casa quel po'
+di ben di Dio che Malgoni le aveva lasciato sul testamento. La siora
+Nina dev'essere morta qualche tempo prima che entrassero gli Italiani
+in Venezia.
+
+--Bella storia! e Franzon?
+
+--Franzon sano, robusto, vispo come un pesce, di trionfo in trionfo,
+oggi e` diventato una mezza illustrazione della scienza europea. Si
+dice che alla prima infornata abbiano a farlo senatore.
+
+--....E` naturale! Non son piu` i tempi dei tedeschi.
+
+GINA.
+
+Man mano che il Natale, col suo regalo di neve, si avvicinava, si
+facevano sempre piu` spaventosi i rimorsi di quella ragazza: perche` la
+sua mamma poveretta, era morta appunto una mattina di Natale, mentre
+la Gina non toccava ancora i nove anni, e il pensiero della mamma,
+anche in mezzo alle piu` sciocche vanita` della vita, aveva sempre
+conservato per la giovane un certo qual profumo, come di fiori
+d'altare. Oggi, passati molti anni da quel giorno, la Gina aveva
+abbandonata la casa paterna, per venire a cercar fortuna in citta`.
+Giunta a Milano col canestrino di fiori, perche` era bella, se l'erano
+messi d'attorno i giovinotti e uno fra' tanti che l'aveva tentata,
+pareva che le volesse bene; cosi` almeno egli giurava sempre,
+toccandosi colla mano il posto del cuore. E veramente, ne' primi
+tempi, fu per la Gina una specie di sogno. La stagione era viva, la
+citta` allegra e piena di gente, gli amici cortesi; per cui ella pote`
+facilmente guadagnarsi un appartamento tutto per lei, con specchi,
+dorature, cortine di seta, e un gabinetto chinese con una specchiera,
+che pareva un reliquiario. E dire che la Gina alla Ghiacciata s'era
+lavata il viso le dodici volte nel secchio! ma fortuna e dormi, dice
+il proverbio, ossia chi bella nasce ha la dote nelle fasce. I
+fotografi amavano ritrarla in grande, per farne dei quadri agli angoli
+delle vie: un cappellino, portato dalla Gina, poco mancava che
+diventasse subito di moda e se le signore--quell'altre--non andavan
+dietro al modello, gli era soltanto per non dimostrare che la Gina
+fosse piu` bella di loro. Tuttavia anche sotto quella cipria, anche in
+mezzo alla spuma frizzante di quella vita, fra le garze e i nastri
+color di rosa, la Gina provava nel cuore una specie di puntura, come
+se una spina vi si fosse rotta dentro; e in fondo ai cartocci pieni di
+cose dolci, che le regalavano a teatro, sentiva sempre un amaro di
+legno quassio, perche` il peccato non si sputa fuori, ne` tutte le
+macchie si lavano col sapone. Anzi, quanto piu` pareva che il suo
+occhio di gazzella fosse talvolta rapito in una apoteosi dell'opera, e
+in una contraddanza di driadi ed amadriadi, tanto piu` il suo pensiero
+sprofondava nelle fessure della coscienza e le accadeva di vedere, fra
+le piante della scena, spuntare un campanile aguzzo, colla crocetta in
+cima, o la siepe dove soleva curare le oche, o il pergolato e il
+ballatoio di legno, coll'insegna della Ghiacciata, la famosa osteria
+del suo babbo.
+
+Fanciulletta vi era cresciuta, a piedi nudi, col bel musetto sporco,
+coi capelli in furia, cogli occhi neri e lustri come il carbone, amata
+prima dalla sua mamma, odiata poi dalla matrigna, che aveva una
+ragazza brutta e storta.
+
+Quando la matrigna aveva gente, la Gina scappava di sopra, apriva un
+guardaroba, ne toglieva una veste lunga, per il gusto d'indossarla e
+di fare la coda sull'ammattonato, passeggiando innanzi allo specchio
+con una ventola in mano, di penne di tacchino. La matrigna ne la
+pagava poi con sferzate di vero legno di nocciuolo, o con schiaffi per
+il gusto che avrebbe voluto anch'essa di voltarle la faccia. Ma la
+faccia della Gina si faceva sempre piu` bella, come se le ceffate
+finissero d'aggiustarla: gli occhi, spesse volte lagrimosi,
+acquistavano una profondita` infinita, come chi guardasse nell'acqua
+del mare, e cosi` spunto` la primavera dei suoi sedici anni. All'osteria
+della Ghiacciata, che aveva d'intorno un bel boschetto di carpini e di
+sambuco, venivano al primo aprirsi della primavera, molte comitive in
+carrozza, di giovani e di donne bellissime, che dopo il pranzo si
+mettevano a ballare sul battuto. Il Toppa, un cretino dalla gola
+gonfia e dagli occhi malati, suonava l'organetto per muovere certe
+scarpette di seta, che il diavolo, io credo, suggerisce ai parigini
+per far perdere la strada alle anime innocenti. Anche la Gina imparo` a
+ballare, cioe` quando ci si provo` la prima volta, si meraviglio` essa
+stessa di saperlo fare. E` vero che essa aveva ballato molte volte ne'
+suoi sogni, quando, a quindici anni non si dorme inutilmente; ma tutti
+dicevano che danzava di scuola, e che pareva di portare una piuma, se
+si appoggiava al braccio del cavaliere.
+
+Imparo` anche a far dei mazzolini e vide in seguito che i fiori stavano
+bene in un canestro di vimini. Una volta che una di quelle signore
+dimentico` un cappello di paglia, a foggia di paniere, colla tesa larga
+e piovente, la Gina se lo provo` sul capo, e vide che pareva anch'essa
+un fiore nel paniere. Ci penso` un poco; ogni mattina, da un pezzo in
+qua, soleva correre incontro al procaccia, per togliergli di mano un
+biglietto ricamato con una corona di conte, Ci penso` un pezzo, finche`
+una volta che la matrigna oso` buttarle il cencio dei piatti sul muso,
+non disse nulla, ma scrisse due righe sopra un foglio. Due giorni
+dopo, col pretesto che andava in chiesa a messa, nel suo scialletto
+nero, prese la strada postale, cammino` nella polvere e sotto il sole
+per un bel tratto, finche` giunta allo svolto, dov'era una gran siepe
+di robinie, scoperse una carrozza. Il cuore fe' sulle prime un gran
+schiamazzo, che non facevano l'eguale le sue dieci oche nei giorni di
+temporale; sosto`, chiuse gli occhi un minuto, e quando li riapri`,
+credette quasi che l'aria fosse infocata, Qualcuno la spingeva bel
+bello: una voce sussurrava al suo orecchio; la carrozza fece il resto.
+
+Dopo tre mesi di vita gaja, la Gina ammalo` di tifo: e se non era una
+vecchierella di buon cuore che si pose a curarla, presso il guanciale,
+gli amici l'avrebbero lasciata morire come un cane, nel suo bel
+gabinetto chinese. Quando pote` cacciare le gambe dal letto e si guardo`
+nello specchio trovo` che, meno gli occhi, molto di bello se n'era
+andato: i capelli se li senti` pochi nelle mani, non cosi` pero` che con
+un po' di belletto, e con qualche truciolo finto ella non potesse
+sperare di vincere ancora la sua fortuna. Usci` per le strade a vender
+fiori, ma visto che la gente non credeva piu` alla Gina di prima, penso`
+al modo di diventare un'altra Gina, poveretta! La vecchia signora, che
+l'aveva curata con tanto amore, le offri` ricovero in casa sua, in una
+viuzza tranquilla e fuor di mano, dove il sole non scendeva un
+momento, che per scappar via. Passo` l'estate. L'autunno venne innanzi
+col suo tabarrotto di nebbia: venne anch'esso il dicembre nella sua
+pelliccia d'ermellino, e lassu` intanto, in quelle quattro stanze,
+colava l'aria fredda, livida, inzuppata di` malinconia. Quando la Gina
+sentiva qualche cosa alla gola, che minacciava di strozzarla, usciva
+in cerca di sole, rubando cogli occhi l'ultimo verde, che spenzolava
+dai rami degli alberi. Si avvicinava il Natale, l'anniversario della
+sua povera mamma. Il profumo del lauro, la vista del muschio, degli
+aranci, dei presepi, dei balocchi di legno verniciati, esposti nelle
+botteghe e sui banchini, risuscitavano una folla di reminiscenze, un
+polverio, come sopra una strada pesta da cavalli sfrenati. La Gina se
+ne tornava a casa, colla febbre nelle ossa, colle guance riarse, con
+una gran sete: si accoccolava per terra, sotto la finestra, al buio, o
+cogli occhi incantati sui fiocchi di neve che cadevano; nelle ore di
+notte che non poteva dormire, o che dormiva cosi` a sbalzi, coll'animo
+sospeso e co' piedi freddi, essa si lasciava andare a ripensare le
+belle carte di torrone, che.... una volta il babbo le regalava, delle
+quali ne aveva un fascio in una scatola, quali screziate d'oro e
+d'argento, quali con bei lembi color cielo, color vestito della
+Madonna, altre gentili come le perle, altre accese come il fuoco; e ne
+faceva vesti alle sue bambole di carta, alla Ghiacciata, se ne ornava
+ella stessa le orecchie, tagliuzzando le laminette di paglia d'oro,
+tintinnanti; quasi il destino avesse dovuto prepararle, per i suoi
+begli occhi, una corona di diamanti, come a una principessa.... Cosi`
+pensava fredda fredda nel letto.
+
+Ahime`! la corona l'aveva avuta sul capo, non importa se di gemme
+false. L'acqua era scesa per la sua china, trascinandola verso il
+mare; ma che mare! meglio il pantano, ove andavano guazzando le sue
+oche nei tempi di secco. Se ne sentiva sudicia l'anima e la bocca. Non
+pareva piu` il suo corpo, tanto le vesti le scappavano giu` e i capelli
+si irritavano sul capo come lische. E intanto correva per le vie il
+santo Natale, caro ai bambini, a suon di piva, circondato il capo
+d'edera e di muschio; ogni masserizia era pulita e benedetta: ogni
+piedino aveva le sue calzette di lana, bianche o a liste di colore;
+s'imbandivano le mense accanto al fuoco, dove bruciava il lauro,
+spandendo un profumo di presepio e di Betlemme. V'era della gente al
+mondo, felice per un cavalluccio di legno scoperto in una scarpa, e
+delle barbe grigie, che piangevano di gioja per due righe di rampini,
+scarabocchiati e dedicati al nonno. Perche` la felicita` e` per se` stessa
+una cosa leggera e porta in alto il cuore che sa contenerla.
+
+--Gina!--grido` la voce della vecchia dal fondo della scala.
+
+Gina era fuggita. Scivolo` al bujo dalle scale, corse pel vicoletto,
+scappo` via, mentre accendevano i primi lampioni.
+
+Non nevicava, ma tanta era stata la neve caduta sui tetti, sui
+campanili, sugli abbaini, che la citta` pareva li` per perdere il
+respiro. Per la lunghezza delle vie, e per le piazze profonde, le
+flammelle del gas, fatte rossigne, si stringevano in se`, come se
+temessero pure di dover morire di freddo; poche, frettolose, le
+persone rasente ai muri; dagli archi delle botteghe chiuse, dalle
+finestre delle osterie, dalle case, traspariva quella luce velata e
+calda, che ha dentro di se` il fumo delle pentole e la ciarla della
+gente allegra. Volto` per via Larga; di la` pel corso, verso porta
+Romana, dov'era la strada per la Ghiacciata. Sperava di arrivarvi in
+meno d'un'ora, non in carrozza, come sei mesi fa, quando era partita,
+non fra due filari di pioppi verdi, ma con un santo orgoglio, che la
+sorreggeva, che le riempiva gli occhi di lumi: al di la` dei lampioni,
+oltre i gabellini, oltre la cerchia delle mura, che la serravano come
+l'anello d'una ruvida catena, anche in mezzo alla neve, alla nebbia,
+ai fossati, alle pozzanghere oscure, rasente ai cimiteri, la Gina
+vedeva la liberta`; fuggiva, come se dietro i suoi passi corressero
+proprio ad inseguirla, e, voltandosi, guardava con spavento la mole
+confusa e nebbiosa della citta`. Presso i bastioni si trovo` quasi
+perduta in un campo di neve. Le guardie, in un cantuccio del dazio,
+stavano scaldandosi intorno a un braciere, discorrendo sottovoce con
+aria di malcontento: al di la`, quando cioe` la Gina ebbe varcate anche
+le case del sobborgo, si trovo` nel deserto addirittura, come le venne
+in mente d'aver letto, all'incirca, d'Elisabetta negli _Esiliati in
+Siberia_, quando giunge alle rive del Kama. La strada correva fra due
+fossati: non un carro, non un lume, non l'abbajare d'un cane. Ma non
+per questo cessava d'andare; il negro, che sia sfuggito al flagello
+del piantatore, non respira con tanta volutta` l'aria delle selve,
+quanto una coscienza, che si snodi da un'abbiezione morale e torva,
+cerchi di tornare alla stima di se` stessa. La Gina camminava nella
+neve, scendeva nelle pozze, nel ghiaccio, nella mota, contenta di
+dover vincere quegli ostacoli, come se, passando attraverso quella
+grande tribolazione, dovesse poi uscirne purificata. Era scomparsa un
+giorno d'estate fra un polverio bianco: voleva ricomparire al disotto
+d'un nembo di neve; cosi` della Gina si sarebbe dimenticato quel tempo,
+come se fosse stato un sogno.
+
+Cammino` forse un'ora, senza mai sentire il freddo che le sbatteva sul
+viso; per la lunga eccitazione del suo spirito, ella finiva, sto per
+dire, col camminare sopra i propri pensieri. Certamente non vedeva
+l'ombra delle piante, ne` i mucchi di ghiaja che costeggiano la strada,
+sotto uno strato di neve; se li avesse veduti, ne avrebbe preso
+maggior spavento, quasi fossero tanti cataletti posti in fila. Molte
+sue amiche eran camminate al camposanto collo strato bianco, e dietro
+aveva cantato anch'essa le litanie della Madonna, intonando il _Mater
+purissima_. E cammina, e cammina. Ecco finalmente che da' casolari,
+che sorgevano a destra e a manca della strada, sprofondati nel piu`
+fitto della notte, vede uscire, anche qui, quella luce velata e calda,
+che ha dentro di se` il fumo delle pentole e la ciarla della gente
+allegra. Anche per questi luoghi morti e quasi disabitati era passato
+il santo Natale, caro ai bambini, a suon di piva, circondato il capo
+d'edera e di muschio. Udiva delle canzoni, ma la strada continuava
+sempre deserta, sempre bianca lungo i fossati in cui gorgogliava
+un'acqua cieca piena di misteri. Finche` le parve di ravvisare, allo
+svolto di una gran siepe secca, il luogo, dove sei mesi fa era salita
+per la prima volta in carrozza, a guisa di certe povere ragazze delle
+favole, amate da principi. Quindi ravviso` anche il campanile aguzzo
+colla crocetta in cima, e fu per cadere come morta; ma la tenne ritta
+il pensiero che il piu` difficile era fatto e che, se Dio le avesse
+dato di poter rientrare nella sua casa, non solo ella avrebbe saputo
+trangugiare tutti i bocconi amari, ma si sarebbe chiamata felice di
+ottenere una scodella per carita` e di far la serva alla sua matrigna.
+Giunta all'orlo della siepe di sambuco, che cingeva il giardino della
+Ghiacciata, guardo` attraverso e vide che le finestre della vasta
+cucina brillavano; sotto stava il Toppa, attaccato all'organetto, e
+suonava una bella mazurca; la sua faccia giallognola e cretina
+sorrideva, mentre di dentro andavano e venivano delle ombre sulla
+cadenza della musica.
+
+La matrigna aveva invitato quel giorno Anselmo il mugnaio con suo
+figlio Gerola, un buon cristiano, zotico come un tronco, ma danaroso:
+da un pezzo la donna vi aveva messo gli occhi sopra per darlo, se si
+poteva, alla sua Carolina, che un migliore non ne avrebbe potuto
+trovare in questo mondo. Era stata contenta in cuor suo che la Gina,
+sdrucciolando come aveva fatto, avesse sbarazzata la casa da una
+terribile rivale.
+
+La Gina si accosto` all'uscio; non piangeva, anzi, se si deve dirlo, si
+sentiva un coraggio e un'energia, di cui ella stessa si meravigliava.
+Il suo babbo era sempre il suo babbo e una donna, messa alle strette,
+non ha mai il cuore di respingere un'altra donna--pensava--quando
+implora compassione per amor di Dio.
+
+Picchio` una volta e non fu udita.
+
+Aspetto` che il Toppa finisse di strimpellare e torno` a picchiare piu`
+forte.
+
+Questa volta qualcuno intese; la chiave scricchiolo` e il volto della
+matrigna apparve nella fessura dell'uscio.
+
+--Chi e` a quest'ora?
+
+--Sono io, la Gina.
+
+Il Toppa torno` a suonare, e il baccano, che sorse di dentro, impedi`
+che altri potesse udire questo discorso.
+
+--Sei tu, sgualdrinella? va via, non ti conosciamo.
+
+--Per amor di Dio....
+
+--Sei venuta in carrozza?
+
+--Per carita`, almeno per questa notte....
+
+--Questa notte meno che un'altra.
+
+--E dove andare a quest'ora?
+
+--Va dalla tua mamma.
+
+E chiuse l'uscio con furore, e giro` due volte la chiave: parve a un
+tratto che di dentro si raddoppiasse la festa: la Carolina ballava con
+Gerola, e l'ostessa menava a tondo Anselmo il mugnaio, che non poteva
+reggersi sulle gambe. Il babbo dormiva nell'angolo nero del camino. La
+Gina non si accorse che intanto ripigliava a nevicare; non si accorse
+nemmeno che l'acqua entrava nelle sue scarpe; ne` che le vesti
+strisciavano per terra. Non si sgomento`.
+
+--Andro` dalla mia mamma,--disse sottovoce, con un senso amoroso, la
+povera Gina. Conosceva bene la strada, perche` tutti gli anni soleva la
+mattina di Natale portarle un mazzo di fiori secchi, o un nastro
+ricamato. Quest'anno l'ora era un po' tarda, ma la sua mamma l'avrebbe
+ricevuta.
+
+Attraverso` le vie deserte del paese: conobbe la strada del camposanto;
+spinse il cancello, che cedette.
+
+--Essa m'ha aperto,--mormoro` la Gina.
+
+Traverso` il piccolo campo, finche` vide una croce di legno,
+mezz'arrovesciata nella neve; ne sbarazzo` le braccia, e cadde giu`,
+esclamando con uno schianto:--M'han detto di venire da te, mamma.
+
+E piangendo cerco` di chiederle perdono; si attacco` al legno con una
+stretta affettuosa di chi sente un cuore vicino, che risponde al suo.
+Poi chiuse gli occhi, per dormire accanto. La neve cadde alta tre
+spanne quella notte e tutti dicevano che avrebbe fatto bene alla
+campagna.
+
+
+
+
+STORIA DI UNA GALLINA.
+
+
+Vivevano una volta due vecchi sposi. Egli non si chiamava Taddeo, ma
+Paolino, ed essa, la signora Brigida, buone anime entrambe. Il sor
+Paolino lavorava in canestri e la moglie in raggiustare le calze; dopo
+trent'anni, si volevano bene come il primo giorno di matrimonio, anzi,
+invecchiando, miglioravano nell'amore, come il vino nelle botti
+suggellate. Se il Cielo mi concedesse tanto buon tempo che io potessi
+raccontare giorno per giorno la vita del sor Paolino, e della sora
+Brigida, crederei di giovare col mio libro a' miei simili, ben piu` che
+con un trattato di meccanica celeste: perche`, dopo tutto, l'amore e la
+benevolenza sono il pernio, sul quale la ruota del mondo gira senza
+stridere. Ma poiche` questa consolazione non mi e` concessa dalle
+circostanze, raccontero` almeno in quest'occasione del santo Natale un
+episodio della loro vita, che fara` piangere, io credo, tutte le anime
+sensibili. Beato chi piange, e una lagrima, dice un libro chinese, e`
+piu` grande del mare.
+
+Dopo l'esperienza fatta negli anni passati e sempre in loro danno, i
+nostri buoni vecchietti eran venuti entrambi del parere di allevare in
+casa una gallinetta, per vederla crescere sotto i loro sguardi
+all'avvicinarsi di queste ultime feste dell'anno, togliendo cosi` il
+pericolo, tanto comune oggidi`, di dover mangiare una cosa per l'altra
+o fors'anche una porcheria. E poiche` sono sull'argomento, si sa
+oggimai che, se tutte le lepri, che si mangiano all'osteria potessero
+parlare, i topi non starebbero a sentirle; come, per altra parte,
+accade spesso a qualcuno, mentre siede col suo pezzo di manzo sul
+piatto, di vederselo scappar via al suono d'una frustata. La lepre e`
+gatto, il bue e` cavallo, e cosi` via il vino e` aceto, l'aceto e` veleno;
+non c'e` speranza che nel tempo, quando, cioe`, le cose saranno
+diventate cosi` naturalmente false, che per cambiare torneranno quelle
+di prima. Ma intanto i nostri vecchietti, giunti sulla sessantina,
+dovevano per obbligo di coscienza guardarsi dalle cose false e tener
+da conto lo stomaco: non meritano lode, se al'avvicinarsi delle feste
+comperavano una gallinetta viva per nutrirla colle loro mani?
+
+La cara bestiola passeggiava per casa da circa tre mesi, chiocciando,
+piluccando, ruspando, come fanno tutte le sue pari. Brigida, mentre
+suo marito stava alla bottega, soleva discorrere con lei o le
+tagliuzzava foglie di verze, o le sbriciolava del pan di melica,
+invitandola a bere in una terrina bianca che pareva porcellana. Che
+diro` del sor Paolino? prima d'entrare si fermava dietro l'uscio
+chiamando chi-chi-chi; se fosse stata nelle nuvole, la povera bestia
+correva giu`. Il canestrajo allora rovesciava le tasche in terra e ne
+usciva del grano, del pane, del biscotto, che la gallina bezzicava
+divinamente sotto gli occhi beati dei suoi padroni. Una vedova che
+abitava vicino al loro uscio e che, dopo la morte d'un suo pappagallo
+non poteva resistere a tali spettacoli, piangeva come una bambina.
+
+--Che peccato!--disse un giorno il sor Paolino,--che peccato che la
+povera bestia non possa assaggiare una goccia del mio caffe`! oggi ha
+mangiato asciutto e le fara` peso.
+
+La sora Brigida invece trovava che, stando sempre in cucina sul
+mattone, avrebbe patito del freddo; non che volesse dire con cio` che
+un paio di calzette sarebbero convenute a una gallina, ma fece in modo
+che Paolino stendesse almeno una vecchia stuoja presso l'acquajo. E
+bisogna dire che la gallina avesse veramente dei meriti, perche` con
+niente non si fa il buon brodo, ne` la buona stima. Le penne infatti le
+aveva screziate sul petto e d'un bel colore rosso dorato sulla
+schiena; le zampe magre e svelte, l'occhio vivace e malizioso la sua
+parte, e ai ragionamenti dei padroni rispondeva con certi movimenti
+del collo, degni di qualunque ragazza da marito. Le volevano bene,
+dunque, non solo perche` fosse una gallina, ma perche` gli animi buoni
+si attaccano volentieri alle cose buone. Mentre i due vecchietti
+sedevano a tavola a mangiare quel po' di carne comechessia, comperata
+dal beccaio (ne` potevano allevarsi in casa un bue come un pulcino), la
+gallinetta saltava su, guardava ne' piatti, ora coll'occhio destro,
+ora col sinistro, con tanta innocenza che i due vecchietti perdevano
+la memoria dell'appetito.
+
+Ma i giorni passano per tutti. Gia` si discorreva delle feste, come se
+fossero giunte: la gente pensava al modo di passarle bene e il Natale
+veniva innanzi colle sue scarpe di feltro.
+
+I nostri due buoni vecchietti gia` da cinque o sei giorni si vedevano
+sopra pensiero, come se avessero nel capo un cespuglio di spine; ma,
+essendo e l'uno e l'altra d'indole timida e rispettosa, per paura di
+farsi torto a vicenda, masticavano in silenzio il loro dolore. La
+gioja comune che si spande in questi giorni e che rischiara le case e
+gli animi della gente, non li rallegrava, anzi se qualcuno
+diceva:--buone feste, sora Brigida,--essa rispondeva appena, crollando
+malinconicamente la testa.
+
+Anche il sor Paolino a bottega non era piu` lui; stava immobile, colle
+mani sul canestro, gli occhi fissi in terra e pensava:--Se non fosse
+che la Brigida ha bisogno d'un vitto sano e nutriente, chi oserebbe
+strappare una penna a quella povera creatura?
+
+E la sora Brigida dal canto suo, correndo sulla calza:--Se quel
+pover'uomo non avesse lo stomaco disfatto, se non avesse speso per
+allevarla, chi avrebbe cuore?... ma dira` che sono tenerezze da donna
+malata, e ridera` di me; come noi ci burliamo della nostra vicina.
+
+Cosi` passo` qualche altro giorno, senza che ne` l'uno ne` l'altra osasser
+toccare quel brutto tasto.
+
+Mancavano tre giorni appena al Natale e bisognava uscirne. Sedevano
+entrambi innanzi al camino, dopo un pranzo di magro fatto con certi
+pesci, che forse non eran pesci. Egli, il sor Paolino, andava
+costruendo colle molle una catasta di fuscellini, intorno a un ceppo,
+che bruciava vivo vivo, ed essa, la sora Brigida, in una cuffia di
+traliccio, colle mani sotto il grembiule, piangeva in silenzio
+nell'ombra.
+
+--Credi tu, amor mio,--comincio` il sor Paolino,--che fosse veramente
+una tinca che abbiamo mangiato?
+
+--Credo di no,--ella rispose stentatamente.
+
+--Se si potesse tenerli in casa nella catinella i pesci, come si
+tengono i polli nella stia, si potrebbe vedere,--soggiungeva il marito
+per tirare il discorso sull'argomento.
+
+Brigida si scosse sulla sua sedia e soffoco` un sospiro dentro di se`
+per non dare segno a quel pover'uomo della sua sciocca debolezza.
+Vedeva troppo bene che Paolino contava di poter mangiare almeno il
+giorno di Natale qualche cosa di schiettamente sano.
+
+--Essa non immagina punto il mio pensiero,--disse fra se` il buon uomo,
+a cui spiaceva e come uomo e come marito di mostrarsi in qualche parte
+da meno di sua moglie. Sedevano innanzi al fuoco, come dicevo,
+scaldandosi le ginocchia e discorrendo cosi`, quando a un tratto videro
+venire innanzi la loro gallina, che si era levata ad ora insolita, e
+che veniva a specchiarsi nella fiamma. Le sue penne mandavano bagliori
+e fosforescenze d'oro e di piropo e, o fosse che i poveri vecchi la
+vedessero attraverso le lagrime, o fosse altrimenti, parve loro una
+cosa piovuta dal Cielo, se non proprio il gallo che converti` San
+Pietro.
+
+Il sor Paolino non pote` resistere a quella vista, e con un pretesto
+usci`; e uscita anch'essa, poco dopo, la povera donna, ando` a bussare
+all'uscio della vedova, in cerca d'un consiglio. Il canestraio trovo`
+per via Angiolino del Trapano, suo vecchio amico, uomo prudente e
+quasi letterato, gerente d'un giornale politico, che propugnava una
+santa causa, Angiolino ascolto` la gran passione dell'amico e si
+concertarono insieme sul modo di regolarsi in questa difficile
+circostanza.
+
+La mattina dopo, e precisamente la vigilia di Natale, Angiolino venne
+a trovarlo a casa e strinse la mano alla sora Brigida. Egli s'era
+messo quel di` l'abito scuro e teneva in mano il cappello a cilindro
+come soleva fare nelle cerimonie o nei processi contro la santa causa.
+Parlo` della mala piega delle cose d'Europa, dei tempi che si fanno
+grossi, della poca fede, della poca umanita` che c'e` nel mondo, e stava
+per aprire la bocca sull'argomento (che gia` Paolino era sugli spilli),
+quando entro` dall'altra parte anche la vedova, cogli occhi rossi, come
+il giorno che aveva trovato il suo pappagallo strozzato fra due ferri
+della gabbia. Era anche questa un'intelligenza presa fra le due donne.
+Tutti e quattro sedettero, sconcertati ciascuno per riguardo agli
+altri, mentre la gallina, piu` fortunata di tutti, passeggiava
+tranquilla, beccando le screpolature, quasi che al mondo non
+esistessero ne` i grandi ne` i piccoli affanni.
+
+Vi fu un istante di silenzio.
+
+Poi Angiolino del Trapano, carezzando colla manica il pelo del suo
+cappello, coll'occhio fisso alla gallina:--Fortunate le
+galline,--disse, che sfuggono a queste preoccupazioni! Esse posseggono
+ancora quella semplicita` che gli uomini, fatti tiranni di se` stessi,
+mettono in non cale, correndo dietro, come sciacalli, al proprio
+interesse, paghi soltanto quando sono pagati. Beati i tempi dei
+patriarchi, quando gli uomini si contentavano d'un piatto di
+lenticchie, ne` avevano bisogno, come si vede in questi giorni,
+d'insanguinarsi le mani nella strage di tante creature, che sono pure
+creature di Dio! Quanto piu` bello e santo sarebbe, specialmente in
+queste occasioni, mostrar la bonta` dell'animo nostro, concedendo
+riposo e tregua anche agli animali vivi e morti, che sono stati creati
+non per l'ingordigia umana, ma per far piu` lieta la natura col loro
+canto armonioso, collo splendore delle loro piume, col tenero belato,
+col guizzar rapido e snello nelle acque dei fiumi. L'usignolo col suo
+canto notturno...--seguitava Angiolino del Trapano; ma uno scoppio di
+pianto interruppe il bel discorso. Paolino strinse nelle sue la mano
+della Brigida, e sorridendo sotto il velo delle lagrime, esclamo`:
+--Noi non saremo tanto cattivi; anch'essa mangera` nel nostro
+piattello.
+
+Quelle care persone si accordarono di pranzare insieme il giorno di
+Natale, per far piu` lieta la festa dell'umanita`. La sora Brigida
+preparo` un pranzetto d'uova, di berlingozzi, d'insalata, e un
+pasticcio di riso e, poiche` i tempi sono diventati cosi` tristi, che
+uno non sa ormai quel che compera e quel che mangia a tavola, aggiunse
+per riguardo agli ospiti, anche una gallina delle solite, comperata
+sul mercato, la mattina al buio, senza discutere, sicura in cuor suo
+che questa almeno non sarebbe stata una gallina.
+
+
+
+
+SCARAMUCCE.
+
+
+Anche la nostra divisione, gia` da venti giorni accampata ad Oleggio,
+ricevette l'ordine di raggiungere il grosso dell'esercito, che moveva
+dal campo di Somma, per versarsi insieme sulla divisione del generale
+Incaglia, incaricato di difendere il Ticino. Noi eravamo i Bianchi,
+cioe` colla fodera sul berretto, e il corpo dei Neri doveva
+rappresentare un esercito nemico di sessanta mila uomini, pronto a
+ritirarsi sopra Varese; a noi era comandato di vincere, e di coprirci
+di gloria, sparando coi fucili vuoti, fortuna che non capita sempre
+nemmeno nelle battaglie da burla, sebbene nel mondo si veggano molti
+menare scalpore anche per piu` poco. Nessuna meraviglia dunque, se alla
+vigilia stessa della manovra, molti cuori battessero come innanzi a
+una vera battaglia: ma il cuore batte spesso per nulla.
+
+Alle tre di mattina il campo era gia` tutto in movimento. Splendevano
+ancora le stelle e la piu` bella luna che sia uscita dalle mani del
+Creatore. La tromba dava i segnali, e dopo un gran frugare al bujo per
+terra, ci avviammo in silenzio, carichi di sonno, per le strade
+biancheggianti e per le nere sodaglie alla volta di Arona. Giunti ai
+brulli poggi di Cagnago e di Cumignago, il Monte Rosa comincio` a
+disegnarsi e a colorirsi innanzi all'alba; ed ecco a un tratto escono
+le prime fucilate dalle siepi e dai boschetti che coronano le alture;
+e noi avanti, rispondendo noi pure colle fucilate. I Neri fuggivano
+come una nidiata di sorci, si appiattavano dietro i cigli, sparavano
+ancora quattro colpi, mostrando appena la fila dei berretti, poi
+un'altra corserella; si vedevano comparire e sprofondarsi nelle
+vallette, e poi sempre avanti come se giocassimo a rimpiattarelli.
+Cosi` di poggio in poggio, di valloncello in valloncello, ora diritti
+dietro un muro, ora sdrajati nei fossatelli, o terra terra,
+scaglionati nelle piccole creste per una linea di forse sei miglia
+sulla destra del Ticino; finche`, occupate oramai tutte le alture colla
+nostra artiglieria, si comincio` a discendere, a incalzare il nemico
+contro il fiume. Il giorno s'era fatto chiaro del tutto: il cielo non
+aveva una ruga, e l'aria fresca della mattina ci lavava il viso
+dell'ultima nebbia di sonno. Gia` ne si apriva davanti il magnifico
+spettacolo del Lago Maggiore, azzurro come il cielo, nella sua bella
+conca di montagne verdi, dipinte in cima dal sole d'un bel colore di
+carminio.
+
+Nessuno di noi pensava piu` che si fosse a una manovra. Il sangue, che
+trasalisce ai primi colpi e che si riscalda alle prime occhiate di
+sole, gli squilli di tromba, la voce dei capitani, il vedere correre e
+saltare i cannoni sopra i prati e piantarsi a urlare, le vedette che
+passano via come freccie, il luccichio di qualche squadrone di
+cavalleria, che brilla in un nembo di polvere, superbo e maestoso come
+una legione di arcangeli; tutto cio` e piu` di tutto i vent'anni, che
+non pesano ancora sul sacco, fanno rincrescere quasi che non si faccia
+per davvero e che gli altri non siano disposti a lasciarsi ammazzare.
+Due compagnie di Bianchi e di Neri, che si scontrarono l'anno scorso
+sulla piazzetta di Divignano, mi dicono che, se non c'erano i
+superiori a fermarli, que' buoni figliuoli si tagliavano a pezzi. E
+veramente l'illusione e` si` viva in questi istanti, che la ragione a
+stento puo` trattenere la selvaggia natura, e vi passano per la
+fantasia idee stravaganti, che son sorelle delle idee eroiche, e si
+capisce che cos'e` lotta, che cos'e` lo sterminio: non v'e` ragazzo di
+vent'anni, che, trovandosi a cavallo fra quattro cannoni, non pensi di
+tagliare il mondo con un colpo di spada. Il corpo vi par diventato di
+bronzo sotto la giubba di panno. Insomma, non state a ridirlo, ma la
+guerra dev'essere una bella cosa, forse ancora piu` bella dell'amore.
+
+Verso le nove giungemmo in vista di Arona.
+
+In questi dintorni ha una villetta mio zio Michele, un buon uomo che
+ha fatto molti denari col sapone e colle candele steariche, non
+sapendo nulla dei grandi problemi che travagliano la pellegrina
+umanita`. Sarei stato ben felice, se il caso mi avesse portato a dare
+una capatina alla villa Teresa (Teresa era il nome della mia povera
+zia), non perche` in casa di mio zio Michele la tavola sia quasi sempre
+preparata, ma per la gloria di comparire agli occhi di mia cugina,
+bello di polvere, abbronzato dal sole, cioe`, come dicono i romanzieri,
+irresistibile. Mio zio, uomo di vecchia esperienza, non aveva mai
+veduto di buon occhio gli avvocati, e quando seppe ch'io m'ero dato
+allo studio della legge, crollo` la testa, come se si trattasse d'un
+ladro mestiere. Forse il suo ideale (voglio dire il genero de' suoi
+sogni) non era un pitocchello di qualche ingegno, ricco soltanto di
+belle speranze, ma qualche cosa di piu` sostanzioso, di piu` palpabile.
+Percio` non posso dire nemmeno che mio zio mi amasse come la pupilla
+degli occhi suoi; tuttavia la mia bionda cuginetta Elisa, un
+diavoletto che avrebbe colle sue moine disarmata la Prussia,
+spadroneggiava nel cuore del babbo, e se per un capriccio avesse
+voluto sposare uno spazzacamino, il babbo avrebbe benedetto anche lo
+spazzacamino.
+
+Io mi lusingavo d'essere qualche cosa di piu`: e sebbene, prima che mi
+cingessi un brando, potessi anche sembrare un mattarello di poco
+giudizio e considerare la Lisa come una ragazzina, oggi ero un
+volontario e caporale. Il soldato aveva aggiustato l'uomo, e dopo
+quasi un mese di vita selvaggia, all'erba, sotto la tenda all'aria, al
+sole, la figura snella di mia cugina mi tornava davanti come una dolce
+visione, mentre, appoggiato al mio fucile, procuravo di discernere
+qualche cosa di bianco a una finestra della villa.
+
+Intanto che tutt'assorto nella contemplazione di due gelosie verdi,
+carezzavo una dolce speranza col pensiero, il capitano, forse ispirato
+da Dio, ordina al mio tenente di prendere con se` quattro o cinque
+uomini e di occupare proprio la villetta dalle gelosie verdi, che per
+trovarsi in una spianata elevata sul declivio, dominava dal suo
+terrazzo una buona parte del fiume. Il tenente mi dice:--Venga anche
+lei, caporale.
+
+Non aveva ancora terminate queste parole, che io camminavo gia` sul
+viottolo che conduce alla palazzina, fra due siepi di bosco, lieto e
+trionfante.--Questa volta, caro zio,--dicevo fra me,--conquistiamo la
+posizione: l'avvocato ritorna a capo d'un esercito, ne` basta una
+muraglia di sapone a questi assalti.
+
+Strada facendo, il mio signor tenente, un vanerello ancor fresco
+d'accademia, con un finestrino di vetro nella cassa dell'occhio
+sinistro, non cessava dal far paragoni fra il Verbano e il Lago di
+Garda, dove i suoi avevano una villa: suo padre era marchese, e il
+tenentino non disperava di diventare un giorno almeno generale, e
+tante altre cose andava dicendomi, per dimostrarmi ch'egli era ricco,
+marchese, bravo cavalcatore, e amato da tutte le donne. Ma per conto
+mio pensavo alla meraviglia di mio zio e della mia cuginetta, quando
+mi avessero conosciuto; pensavo che, finiti gli studi dell'Universita`,
+sarei stato dottore e che la fortuna di questo mondo non la si fa
+solamente col sapone e colle candele steariche; pensavo che avrei
+saputo rendere felice la mia bella cugina, anche a costo delle sue
+duecentomila lire di dote.
+
+Intanto giungemmo al cancello del giardino.
+
+Al rivedere que' viali, quelle piante, que' luoghi pieni d'ombra e di
+frescura, que' sedili, quelle statue coperte di muschio, che mi
+ricordavano una lunga storia di giuochi, di capricci, di lagrime e di
+versi sbagliati, mi pareva di diventar piccino, e il cuore batteva
+anche a me come alla vigilia d'una vera battaglia.
+
+Tip, il grosso Tip, fu il primo che ci corse incontro abbajando. Allora
+il sor tenente, accostandosi l'occhialino,--Caporale,--disse,--lei si
+fermi accanto a questo pino con due uomini e non perda di vista il
+campanile di Golasecca.
+
+Condusse e pianto` gli altri uomini in diversi punti, poi si avvio` solo
+verso la villetta, che distava dal mio pino un quaranta passi, per
+rendere omaggio ai padroni di casa. Elisa gli venne incontro per la
+prima.
+
+Vestiva, come di solito, un po' capricciosamente; i capelli biondi,
+sciolti, scendevano sopra un vestito quasi bianco, allacciato ai
+ginocchi da una fascia rossa di fuoco. Da sei mesi o forse piu` che io
+non la rivedevo, la ragazzina s'era fatta alta e complessa, e la moda
+ajutava a stringerla in vita e a darle attraenti disuguaglianze.
+
+Il sor tenente, un gatto vecchio che sapeva arrampicarsi, porto` la
+mano alla visiera, si piego` come si piega un bastoncino di giunco,
+sussurro` delle paroline sorridenti, Dio sa quali sciocchezze! Elisa
+arrossi` un poco, sorrise anch'essa e corse ad avvisare il babbo.
+
+Io intanto non perdevo di vista il campanile di Golasecca.
+
+Elisa apri` le persiane della terrazza, e dopo un istante usci` anche lo
+zio Michele, sotto un gran cappello di paglia. Il buon uomo pareva
+beato che la villa Teresa diventasse un punto strategico da far
+parlare i giornali, e porto` egli stesso sotto il padiglione della
+terrazza due lunghi cannocchiali, coi quali pretendeva di vedere le
+fabbriche di candele steariche anche nel mondo della luna. Elisa, una
+discreta chiaccherina quando voleva, avvio` una grande conversazione
+col tenente che col braccio teso andava via via, segnandole i punti
+principali delle operazioni di campo, intercalando, suppongo, delle
+scipitezze, perche` le manovre son cose serie, e non si ride delle cose
+serie.
+
+Io intanto non perdevo di vista il campanile di Golasecca.
+
+Vedendo che non c'era modo di attirare l'attenzione di Elisa un poco
+anche sul caporale, mi volto a' miei due soldati, li squadro da cima a
+fondo, e scoperti due bottoni d'una uosa "che non c'erano":--Pare
+impossibile,--strillai schiamazzando come un'oca del Campidoglio,--pare
+impossibile, sacr.... che si portino di quelle porcherie; testa di
+gatto! perche` mancano que' due bottoni? E zitto, o vi butto in prigione
+per tre settimane, sacr.....
+
+Ma la conversazione del sor tenente era cosi` piacevole che l'Elisa non
+s'accorse delle mie bestemmie. Mi pentivo di non aver detto prima al
+tenente che mio zio era mio zio, e mia cugina qualche cosa di piu` di
+una cugina: ma non l'avevo fatto per antipatia, per ignoranza. Peggio
+per me! Pero` mia cugina sapeva bene il numero del mio reggimento, e
+quel numero l'aveva sotto gli occhi; perche` non avrebbe dovuto
+domandare al tenente se conosceva il caporale cosi` e cosi`? Il tenente
+presento` a mio zio, com'era giusto, anche il suo biglietto di visita,
+con tanto di corona sopra: mio zio fe' due occhi di barbagianni,
+s'inchino`, strinse le labbra come se assaggiasse del vin santo, passo`
+il biglietto alla figlia, che si profuse anch'essa in riverenze.
+Corbezzole! un marchesino non capita tutti i giorni tra' piedi; non si
+sa mai cio` che un marchesino puo` diventare. Mio zio avrebbe voluto
+essere una saponetta per le sue belle mani, o una torcia stearica per
+fargli lume.
+
+Io intanto non perdevo di vista il campanile di Grolasecca.
+
+Il mio bonissimo zio, dopo avere stretta fra le sue la mano del
+marchesino, distese sopra un tavolino una carta geografica della
+provincia, dove il tenente continuo` la sua lezione, seduto accanto
+all'Elisa. Vi fu un momento che questa abbasso` la testa per meglio
+orientarsi, e il tenente abbasso` la sua, rasentando colle labbra i
+capelli della mia cara cugina. La battaglia era veramente disastrosa
+per me. Mentre pareva che i due eserciti volessero riposare un poco,
+le fucilate rincominciarono nel mio cuore: e son fucilate che fanno
+squarci, non c'e` muro che tenga! Mio zio, facendosi visiera colle due
+mani, cercava il nemico in su quel di Sesto Calente, e gridava:--Si
+restringono;--mentre il tenente sussurrava delle paroline topografiche
+all'orecchio di Elisa.
+
+--Signor tenente!--gridai, saltando a un tratto sul terrazzino.
+
+La mia bella cugina si scosse, mi riconobbe e grido`:--To', Pierino.
+
+--Sei tu, nipote mio?--esclamo` mio zio con poco entusiasmo.
+
+--Cos'avete, caporale?--interruppe il tenente in un modo insolito; e
+voltosi a mio zio:--Perdonera`, ma vi puo` essere un pericolo.
+
+--La patria, la patria anzi tutto,--osservo` quel sant'uomo di mio zio
+Michele.
+
+--Una compagnia di Neri passeggia sul sagrato di Golasecca,--dissi
+affannosamente e, voltomi alla Lisa, le chiesi:--Come stai?
+
+--Sto bene....--rispose confusamente.
+
+--E` ben sicuro d'averli veduti!--torno` a dimandare il tenente un po'
+seccato.
+
+--Co' miei occhi....--ripicchiai insolentemente.
+
+--Prenda i suoi uomini e faccia un giro per tutta la vigna, osservando
+attentamente tutti i punti all'intorno: anzi sara` bene che salga su
+qualche pianta.
+
+Mentre il tenente parlava, i miei occhi erano inchiodati addosso
+all'Elisa che abbasso` i suoi.
+
+--Ha capito, caporale?
+
+--Sissignore,--risposi a denti stretti.
+
+--E non perda di vista....
+
+--Ho capito!--gridai, interrompendolo, e voltai le spalle.
+
+--Se i Neri ci lasceranno un po' di pace, le permettero` di far
+colazione con suo zio.
+
+--Abbi pazienza, nipote mio: la patria anzi tutto.--E mio zio rideva.
+
+La parola colazione il marchesino non l'aveva fatta sonare per nulla:
+mio zio, che non ci pensava nemmeno, si risveglio` come di soprassalto;
+penso` che il povero marchese poteva aver fame, e mentre io facevo il
+giro della vigna, presto presto, un tovagliolo, un pajo d'uova fritte,
+una bistecca, fra una fucilata e l'altra, un bicchierino di bordo` con
+un pezzettino di ghiaccio. Questo dev'essere accaduto, mentre io
+andavo in cerca di una pianta... per impiccare l'amor mio, le mie
+speranze, le mie illusioni.
+
+Infatti, quando tornai presso il pino della mia disperazione, in vista
+del campanile di Golasecca, il tavolino era imbandito sotto il
+padiglione, al fresco, e il tenente, servito dalle mani stesse di mia
+cugina, mangiava come un eroe di Omero.
+
+Gli occhi a un tratto mi si offuscarono. Se invece di semplice polvere
+avessi avuto del piombo nel mio fucile, chi mi assicura che Pierino
+non avrebbe fatto uno sproposito? Rimasi piu` d'un quarto d'ora in una
+specie d'estasi rabbiosa, il tempo cioe` che il tenente impiego` per
+trangugiare i due piatti freddi; quindi la compagnia entro` in sala,
+forse a prendere un caffe`. No, la guerra non e` piu` bella dell'amore!
+
+--Essa non ha un briciolo di cuore per me,--andavo dicendo,--e` una
+civetta che sogna il marchesino e la carrozza! essa mi lascerebbe
+anche morire di fame, se io potessi ancora aver fame! Povere mie
+speranze, poveri miei sogni!--
+
+A queste lamentazioni s'intreccio` una musica malinconica che usci`
+dalla villa. Era lei che faceva sentire al tenente la _Priere a` la
+Madone_ sul piano-forte, una musica che non giungeva nuova al mio
+cuore, che mi aveva insegnate tante belle cose! Erano lagrime vere,
+che ora riempivano gli occhi (non state a dirlo) e che io asciugai
+colla manica ruvida del mio cappotto. Quando alzai il viso, vidi mio
+zio sul terrazzino, curvo, colle mani appoggiate alle ginocchia,
+intento a speculare nel cannocchiale le mosse dei Neri: la musica era
+cessata e il buon uomo gridava:
+
+--Si restringono sempre.--
+
+Io allora, col mio fucile stretto fra le mani, col passo leggiero
+d'uno scoiattolo, saltando sulla sabbia, eccomi sul terrazzino, anzi
+fin quasi alla persiana, prima che mio zio se ne accorga; mi arresto,
+arresto i moti del cuore, spingo il capo verso l'entrata e l'occhio
+verso il piano-forte, e, non vedendo piu` il campanile di Golasecca,
+sparo in aria un colpo, io non so perche`, un colpo che rimbombo` come
+un temporale. Mio zio Michele salto` a cavallo del cannocchiale, Elisa
+getto` un grido e svenne nelle braccia... d'una poltrona; i miei
+soldati sparsi nella vigna, credendo di far bene, risposero con una
+salva, e a questa risposero altre salve dei nostri, rimasti sulla
+strada, che temevano d'un'imboscata. Tutto il campo fu messo
+sottosopra e per poco non ne andava di mezzo la fortuna della
+giornata.
+
+Io, appoggiato al muro, pallido, irrigidito, non sapevo piu` in che
+mondo mi trovassi. Della lunga predica che il tenente infuriato e
+rosso in viso fece sonare al mio orecchio, io non intesi se non che,
+giunti a Milano, egli mi avrebbe condannato a un mese di prigione e a
+tre di consegna in caserma.
+
+E mantenne la parola da vero gentiluomo. Ne' panni suoi avrei fatto di
+piu`; ma quando mi fu concesso di uscire, tutto era finito, la
+battaglia era perduta.
+
+Sei mesi dopo ricevetti un bigliettino malinconico di mio zio, che mi
+pregava di andare a trovarlo e di perdonargli molte cose: non seppi
+resistere alla tentazione, e, sebbene avessi giurato di non porre piu`
+il piede nella sua casa, vi andai, Non era piu` lo zio d'una volta. Mi
+fece sedere accanto, mi prese malinconicamente la mano, mentre gli
+occhi gli si riempivano di lagrime.
+
+--Elisa?--balbettai con voce tremante.
+
+--E` malata.--
+
+Il nemico era passato devastando il paese.
+
+
+
+
+DEBITI D'ONORE
+
+E DEBITI DI CUORE.
+
+
+ _15 dicembre_.
+
+Negli anni passati la mia piu` grande ambizione era di fare un bel
+regalo al babbo il giorno di Natale.
+
+Sei mesi prima del gran giorno mi prendevo la testa tra le mani e
+cominciavo a pensare a un regalo che non fosse la ripetizione di un
+altro, ma una meraviglia nuova, una sorpresa.... Una volta era un
+ricamo sul filondente, un'altra volta un disegno a matita, una terza
+una sonatina di Schumann eseguita sul pianoforte; l'anno scorso fu un
+sonetto, il primo sonetto della mia vita (e forse l'ultimo), al quale
+il professore Tantini dovette accomodare le gambe e le rime.
+
+Il babbo si mostra sempre soddisfatto e orgoglioso della sua Tuccia, e
+io godo anche di piu` per due motivi, prima, perche` contento lui, e
+poi, perche` la gente mi loda, mi esalta e a me e` sempre piaciuto il
+fumo dell'incenso sotto il naso. Il Natale era insomma la festa della
+mia vanita`.
+
+Quest'anno mi sento grande e malinconica. Quel mendicare l'elemosina
+sulle lodi colla scusa del Santo, mi pare una cosa sciocca e indegna
+d'una ragazza che ha compiuto i diciassette anni. Qualche cosa e`
+avvenuto dentro di me, da qualche tempo a questa parte, ch'io non mi
+so spiegare; non e` pigrizia, non e` indifferenza, ma somiglia a un
+rimorso d'esser cresciuta tanto senza imparare a vivere meglio.
+
+Quest'anno c'e` una grande tristezza in casa mia, e penso che passeremo
+un brutto Natale; pazienza, senza i soliti regali! ma avremo la
+collera e la discordia sedute nel cantuccio del camino.
+
+Mio fratello Enrico, un mese fa, si e` bisticciato aspramente col
+babbo. E` un ragazzo vivo, di primo impeto, che avrebbe bisogno di una
+mano vigile che lo tenesse in briglia, ma preso di fronte si impenna
+come un cavallino selvatico. E` sempre cresciuto a caso, senza la
+mamma, fra le governanti, i servitori, i maestri, i collegi buoni e
+cattivi, e quantunque il suo cuore sia affettuoso e generoso, e`
+tuttavia sfrontatello e tenace nella sua volonta`.
+
+Da qualche tempo (oggi ha vent'anni) s'e` dato alla vita gaia e
+svagata, e l'altro mese ha perduto per la prima volta ottocento lire
+al gioco.
+
+Mio padre dice che il gioco e` una passionaccia che fa perdere l'anima
+e il corpo, e, per troncare il male alla sua radice, non solo si e`
+rifiutato di pagare questo suo debito d'onore, come lo chiamano, ma ha
+inveito contro il ragazzo con tali parole da far paura a un uomo di
+sasso; Enrico rispose con qualche insolenza. Il babbo gli indico`
+l'uscio, l'altro se ne ando` pallido d'ira e di vergogna, e da un mese
+non e` piu` tornato in casa.
+
+Con questa spina nel cuore noi ci prepariamo alle feste di Natale. So
+che Enrico e` andato in campagna col marchesino d'Etzio, suo compagno
+di collegio, ma non so come se la passi. Il babbo e` torbido,
+concentrato, colla fronte piena di rughe.
+
+Che giornate, mio Dio, che brutte ore passiamo! Quante volte ho
+pregato l'anima benedetta della povera mamma, perche` guardi sulla sua
+casa! Non ho mai pensato che nella vita potessero scendere giornate
+cosi` buie. In casa mia son sempre stata il frugolo, il cucco, la
+bambolina, il tesoretto di tutti, specialmente del babbo e dei
+fratelli che mi vogliono bene, anche quando mi tormentano per la mia
+_erre_ mozza, che a me pare cosi` bella e aristocratica.
+
+Enrico suol dire che mi vuoi bene piu`. che al suo Flick e non e` poco,
+perche` il suo Flick mangia con lui nel medesimo piatto e dorme nel suo
+letto. Enrico, Arturo ed io siamo sempre stati tre ragazzi distratti e
+spensierati, pei quali la vita non e` che un gioco. Quando si hanno due
+belle case, sei persone di servizio, tre cavalli in istalla e i mezzi
+per soddisfare oltre ai bisogni i capricci, e` naturale che una
+ragazzina creda che la vita sia una bella commedia e che le sia
+toccata la parte di prima donna.
+
+Ma da qualche tempo io comincio a considerare la vita da un altro lato
+e penso che la felicita` non sia tanto al di fuori quanto dentro di
+noi.
+
+
+ _17 dicembre_.
+
+Di faccia alla nostra casa e` una casetta di modesto aspetto, dove
+abita una ragazza della mia eta`, che fa la sarta. Quando mi alzo la
+mattina e quando torno in camera per andare a letto, io vedo quella
+testolina rossiccia, sempre curva d'estate e d'inverno sulla macchina.
+Spengo il lume e ancora il riverbero della sua lampadina entra per la
+mia finestra e spesso mi addormento allo stridulo rumorio della sua
+piccola _Singer_ che ella paga stentatamente a due lire al mese. Il
+suo mondo e` un tavolino pieno di gomitoli, il suo cielo e` quello che
+si vede attraverso alle nebbie grasse della citta` fra un comignolo e
+l'altro dei tetti. Si direbbe che essa viva nella sua macchina, fatta
+macchina anch'essa dagli urgenti bisogni, e che il giorno che cessasse
+di girare la ruota, il suo cuore dovesse cessare di battere. Eppure
+anche ieri mattina, mentre spolverava i mobili della sua stanza,
+sentii che la vicina cantava. E sempre canta quando il cielo e` bello e
+quando un raggio di sole trova la strada di arrivare fino a lei. E` una
+cantilena malinconica in cui suonano sempre due parole: amore e
+speranza....
+
+Non chiedete a me, per carita`, ch'io mi ponga a cantare. Questa mia
+gran casa, colle pareti coperte di cuoio, con tanti mobili intagliati
+e dorati, e` una spelonca senza allegria. Qui manca la pace, e se io
+alzassi la voce per cantare, avrei paura e vergogna di me stessa e
+crederei d'offendere il povero padre mio, di la`, colla fronte piena di
+rughe....
+
+
+ _18 dicembre_.
+
+Ieri ho scritto ad Enrico. Non gli ho toccato della brutta questione,
+perche` temo ch'egli prenda in canzonatura i miei consigli, ma gli
+esprimo il desiderio che egli venga a Milano. Mi ha risposto che si
+trova a Milano gia` da una settimana. In quanto al tornare, non dipende
+da lui. Finche` non avra` pagato il suo debito, non vuole che la gente
+dica che egli mangia il pane di suo padre. Cosi` vive alla ventura,
+forse della carita` degli usurai, ma spera di essere compatito. In
+fondo egli sente altamente di se` e quest'orgoglio non e` soltanto
+figliuolo della caparbieta`.
+
+Povero Enrico! mi ricordo che un giorno sedevamo nel salone, io
+davanti al cavaletto, egli sdraiato nella grande poltrona, colla testa
+rovesciata sulla spalliera, con uno de' suoi romanzi nuovi spalancato
+sulle ginocchia, e occupato in apparenza a soffiare il fumo della
+sigaretta verso il soffitto. Si vedeva gia` che una grande tristezza lo
+tormentava. A vent'anni non gli pareva di trovare nella vita quel che
+la giovinezza ha il dovere di promettere e di mantenere.
+
+--Tuccia--disse a un tratto con voce piu` gentile del solito--piu`
+diventi grande e piu` vieni a somigliare al ritratto della povera
+mamma.
+
+--Davvero?
+
+--Tal'e quale, la stessa fronte, lo stesso sguardo.... Ti chiameremo
+d'ora innanzi la nostra mammina.
+
+Queste parole pronunciate quasi in aria di scherno mi fecero un grande
+effetto, e quando il giorno dopo scoppio` il terribile uragano fra
+padre e figlio, guardandomi nello specchio e vedendomi veramente un
+viso piu` pallido e piu` pensoso, mi parve che io somigliassi davvero a
+quel gran ritratto che ci guarda tutti i giorni dalla parete della
+sala da pranzo. Io sono la sola donna di questa casa, e qui dovrei
+rappresentare una parte che non fosse solo quella di una graziosa
+bambolina. Se la povera mamma fosse viva, avrebbe permesso che Enrico
+stesse lontano un mese da casa sua? avrebbe permesso che il babbo si
+rodesse in silenzio nel suo dolore? lascerebbe la sua casa sotto la
+tristezza di questi corrucci?
+
+A che cosa serve il mio saper ricamare, il mio saper dipingere, se non
+so asciugare una lagrima? e perche`, come ci insegnano a superare una
+selva di crome e di biscrome, non ci insegnano anche l'arte di levare
+una spina dal cuore?
+
+Alle giovinette che hanno la mano leggera e delicata dovrebbe essere
+insegnata la santa abilita` di curare le ferite.
+
+Io mi struggo in lagrime inutili, corrucciata della mia stessa
+incapacita`, e lascio che i giorni passino, l'un dopo l'altro, senza
+saper trovare una di quelle felici invenzioni che mi facevano tanto
+orgogliosa della mia fantasia.
+
+
+ _19 dicembre_.
+
+E` notte, nevica. Torno a scrivere ad Enrico, e mi pare che una nuova
+eloquenza scaturisca dal mio cuore. Le parole che stentano a uscire
+dalla penna quando devo descrivere cose che non mi riguardano, oggi
+vengono in folla sulla carta. Prometto di parlare al babbo per lui e
+di implorare un perdono che ha gia` tardato troppo a venire. Chiudo la
+lettera con la frase: "la tua mammina".
+
+Questa frase non e` ancora finita, che una lagrima cade sulla mia mano.
+Ma e` una lagrima dolce.
+
+Il cuore e` orgoglioso della nuova parte che e` chiamato ad assumere.
+
+
+ _20 dicembre_.
+
+Stamattina dopo colazione, mentre il babbo si sprofondava nella sua
+poltrona a leggere i giornali, mi sono avvicinata e appoggiatami colle
+braccia alla spalliera, al di sopra della sua testa:
+
+--Papa`,--dissi--Enrico e` a Milano.
+
+--E cosi`--chiese il babbo burberamente.
+
+--Siamo quasi alle feste di Natale....
+
+--Non e` colpa mia se queste feste saranno cattive.
+
+--Pensa, papa`....
+
+--Basta, non seccarmi. Tu non puoi capire certe cose. Quando sarai
+moglie, quando sarai madre, vedrai che col cuore non si scherza....
+
+--Io non scherzo, papa`....--esclamai dolorosamente.
+
+--Bene, bene; va', pensa ai tuoi regali....
+
+Tentai ancora di parlare, ma, sentendo che gli occhi mi si riempivano
+di pianto, corsi a rinchiudermi nella mia stanza. Non mi credono buona
+che a baloccarmi e a far dei regalucci!
+
+Piansi forse un'ora come una bimba.
+
+Rimasi sola col mio corruccio fin verso l'ora del pranzo. Non
+vedendomi comparire, venne a cercarmi la Costanza, una vecchia
+guardarobiera, che da trent'anni vive in casa nostra. Non e` donna di
+molto sapere, ma e` fedele come un vecchio cane. Da piccini la
+chiamavamo la _Trottola_, per la sua maniera di camminare traballante,
+a onde. Divenuti grandi, nessuno di noi si occupo` piu` di lei, che
+continua a rimanere in casa come un vecchio mobile che serve sempre a
+qualche cosa. Io preferisco essere servita da Julie, una svizzera
+tedesca che parla un cattivo francese. Costanza, via via che invecchia
+seguita a rintanarsi nella guardaroba, fra i cesti e i mucchi della
+biancheria, contenta che la sopportino, e riconoscente, di quel pane,
+di quel letto, di quel tetto che essa ottiene dalla carita` dei suoi
+padroni.
+
+Venne a cercarmi perche` fu la prima ad accorgersi che non uscivo da un
+pezzo dalla mia stanza, e come se io le avessi gia` fatta la storia de'
+miei dolori, entro` diritta nell'argomento dicendo:
+
+--Non si faccia vedere cogli occhi rossi. Quel povero signore ha gia`
+il cuore grosso cosi`. So bene che e` una grande passione; questa casa
+non fu mai cosi` triste, nemmeno nei giorni che hanno portato via la
+sua mamma. Sapesse quanto pregare ho fatto in questi giorni! Non va,
+non puo` andare avanti cosi`, assolutamente no. Non c'e` di peggio sulla
+terra che la discordia nelle famiglie. Il sor Enrico non e` cattivo e
+io posso dirlo, perche` l'ho portato io al suo babbo quando e` venuto al
+mondo. Bisogna fare qualche cosa per lui. E` un ragazzo vivo,
+puntiglioso, che a pigliarlo colle buone si mena come un agnellino.
+Gli pesa di non poter mantenere la parola data. Pesa anche a noi gente
+ordinaria, che, se abbiamo un soldo di debito, non si dorme piu`. Se il
+suo babbo non vuol proprio dargliele queste benedette ottocento lire,
+non si potrebbe trovare il modo di dargliele noi?
+
+--In qual maniera?
+
+--Se non temessi di offenderlo quel ragazzo l'avrei trovata da un
+pezzo la maniera.
+
+--Dillo....
+
+--Se lei mi aiuta, padroncina, possiamo levarlo dai fastidi.
+
+--Certo, ti aiutero`.
+
+--Basta che egli non sappia da che parte gli vengono questi denari, e
+creda che glie li mandi il babbo.
+
+--E invece?
+
+--Io ho un libretto alla Banca Popolare e c'e` scritto un migliaio di
+lire, che sono i miei piccoli risparmi in trent'anni che servo questa
+casa. Di questi denari io non ho alcun bisogno, perche` grazie al
+cielo, qui non mi manca nulla e non credo nemmeno di perderli, ma
+solamente di prestarli al sor Enrico, finche` ne avra` bisogno, e me li
+rendera` quando potra`. Ma se egli sa che vengono da me, naturalmente
+non li piglia e si offenderebbe di buona ragione che una povera serva
+voglia prestare il suo denaro a lui. Dico bene? Ella potrebbe invece
+fargli credere che sono del babbo o che sono suoi....
+
+--Tu sei una buona donna, Costanza,--dissi guardando fisso per la
+prima volta quel volto giallognolo e quegli occhietti, che non
+dicevano mai nulla.--La tua idea e` bellissima e ne parleremo domani.
+
+--Brava ora vada a tavola e si mostri allegra.
+
+Un raggio di gioia rischiaro` la faccia rugosa di quella povera
+vecchia, che, trottolando, corse in guardaroba, contenta come se
+avesse vinto un terno al lotto.
+
+
+--Ecco un'idea semplice,--dissi fra me--che non mi e` venuta in mente!
+
+Io non avevo ottocento lire sotto la mano, ma possedevo tre volte
+tanto in oro, in trine e in frivolezze eleganti. Il cuore non abituato
+ad aver bisogno, non era abituato nemmeno a provvedere ai bisogni
+degli altri. Anche nell'arte dell'esperienza vale piu` la pratica che
+la grammatica.
+
+Durante la notte raccolsi tante cianfrusaglie che non usavo piu`, vi
+aggiunsi un anellino di brillanti, e pensai, cosi` a occhio e croce,
+d'aver raccolto un valore di ottocento lire. La mattina per tempo
+chiamai la Costanza, che corse col suo libretto nascosto in seno.
+
+--Ci ho pensato, Costanza; guarda. Ho raccolto questi gioielli, che
+non metto piu`, e mi pare che possano bastare. Fanne un involto e senza
+dir nulla a nessuno, va' dal vicino orefice e vendi. Quando hai i
+denari in mano, va da Enrico, con questo biglietto che ora ti
+scrivo....
+
+Sedetti al tavolino e scrissi quattro righe con lieta furia di chi e`
+sicuro di salvare un uomo che affoga. Le antiche donne che portavano i
+loro gioielli sull'altare della patria non erano piu` orgogliose di me.
+Io mi sentivo crescere di valore, piu` prezioso di quello dei miei
+ornamenti.
+
+La Costanza era rimasta istupidita cogli occhi fissi su quel
+mucchietto d'oro e, quando mi mossi per darle il biglietto, mi guardo`
+col suo sguardo scemo, tentenno` il vecchio capo, mastico` qualche
+parola, e tirandosi indietro:
+
+--Scusi,--disse,--lei puo` far vendere queste cose dal maggiordomo. Io
+non son pratica.
+
+--Ma bisogna salvare il segreto.
+
+--Il segreto era necessario fin che si trattava dei miei danari; ma
+questo e` un altro conto.
+
+--Tu non vuoi aiutarmi, dunque?
+
+--Ella poteva aiutare me e non ha voluto. Scusi, capisco che i miei
+danari possono offendere delle persone come lei, ma io non credevo di
+fare l'elemosina. Scusi.... Scusi....
+
+E come ubriaca si tiro` verso l'uscio e se ne ando`, nel momento che si
+portava il fazzoletto turchino agli occhi.
+
+Rimasi stordita davanti alle mie favolose ricchezze, e ci volle un bel
+pezzo prima che la mia ragione comprendesse in che cosa io l'avessi
+offesa. Ma la buona donna, che in quella _sua_ idea aveva posto tanta
+tenerezza, non poteva rassegnarsi a vedersela rubare con tanta
+leggerezza da una ragazza, il merito della quale si riduceva a vendere
+delle cianfrusaglie fuori di moda. Per la Costanza quelle _sue_
+ottocento lire valevano diecimila giorni di fatiche e di risparmio;
+per me le mie non valevano quattro soldi, e con quattro soldi io
+tentavo di rubarle una delle piu` grandi soddisfazioni della sua vita.
+Anche nel fare il bene--ho letto in un libro--bisogna usare molta
+discrezione e non togliere ai piu` deboli l'occasione di meritarsi un
+premio.
+
+"Ritieni--seguitava quel libro che ora capisco per la prima
+volta--ritieni che il miglior bene che tu possa fare e` quello che tu
+lasci fare volentieri al tuo vicino."
+
+Fra me e la Costanza la pace fu subito conchiusa, e fra noi due fu
+ancora lei la piu` imbarazzata a perdonarmi. Si combino` che ella
+avrebbe portato dentro la giornata le _sue_ ottocento lire, colla
+seguente lettera:
+
+
+ _24 dicembre_.
+
+"Caro Enrico, domani e` Natale, e sarebbe per noi un giorno di troppa
+desolazione se tu non ci fossi. Oggi ho parlato con papa` e gli ho
+fatto capire che io non rimarro` a dividere questa desolazione,
+facendomi quasi complice di una discordia che offende i vivi e i
+morti. Il babbo n'e` commosso, e se tu gli mandi ora una parola vedrai
+che e` disposto a perdonare tutto.
+
+La Costanza, che ti porta questa lettera, e` incaricata di consegnarti
+anche una somma di ottocento lire, colla quale potrai soddisfare ai
+tuoi debiti d'onore.
+
+Paga, e vieni subito nelle braccia della tua... mammina".
+
+Costanza esegui` allegramente la sua commissione e io chiusi le mie
+gioie, e la presunzione nel cassettone.
+
+Non potevo tuttavia non dire parola al babbo. Aspettai la sera quando
+rimanemmo soli davanti al fuoco e gli dissi:
+
+--Papa`, ho pensato ai miei regali. Per domani voglio regalarti la
+pace, se la vuoi....
+
+--Se me la trovi.
+
+--Enrico verra` a pranzo con noi. L'ho invitato io....
+
+Il babbo fisso` gli occhi nella fiamma e non rispose. Io non gli
+lasciai il tempo di pensar troppo e soggiunsi:
+
+--Abbiamo pagato anche il suo debito....
+
+--Chi l'ha pagato?
+
+--Egli crede che i denari vengano da te, ma Enrico sara` invece mio
+debitore.
+
+--E dove hai potuto trovare ottocento lire?
+
+--Me le ha prestate, anzi me le ha offerte, indovina....
+
+--Non saprei....
+
+--La Costanza.
+
+Il babbo aggrotto` un poco le ciglia. Se lo avesse saputo prima non
+l'avrebbe permesso, ma forse penso` che il miglior modo per evitare un
+male e` di prevederlo.
+
+Forse penso` ancora ch'egli aveva tardato troppo a perdonare, e che la
+vecchia Costanza, nel suo cuore di donna, aveva un assunto da compiere
+nella sua casa. Gli occhi suoi brillarono alla luce viva della fiamma,
+e vidi che a stento frenava le lagrime. Cerco` lentamente la mia mano,
+se la tenne un pezzo chiusa nella sua sulle ginocchia e infine con
+voce velata dalla commozione, esclamo`:
+
+--Avete fatto bene, grazie....
+
+--La Costanza mi ha fatto promettere che io non ti avrei detto nulla,
+teme di offenderti....
+
+--Io non le diro` nulla.
+
+--Ho accettato a patto che ella ricevesse una riga di scritto in cui
+mi dichiaro sua debitrice. Tu mi devi fare un altro piacere, papa`,
+lasciare cioe` che io paghi a poco a poco questo debito coi miei
+piccoli risparmi sulle spese inutili.... Sara` il mio debito di cuore.
+
+--Se cio` ti piace. Tuccia, volentieri.
+
+--E non dir piu`, Papa`, che io scherzo col cuore.
+
+Il babbo sorrise e diede una tenera occhiata al ritratto della povera
+mamma, che sotto i mobili riverberi della fiamma pareva agitato e
+vivo; poi mormoro`:
+
+--Non lo diro` piu`, signora mammina.
+
+
+ _25 dicembre_.
+
+Io non ho mai passata una notte di Natale cosi` serena e tranquilla
+come questa volta, nemmeno negli anni bellissimi della prima
+fanciullezza, quando si sognano gli angeli e i pastori che vanno per
+la via al suono delle cornamuse. Il cuore, anche nel sonno, veglio` in
+una soave contentezza, che scese a colorire e a rischiarare tutte le
+cento visioni che passano nella fantasia d'una ragazza che non ha
+dormito bene da un pezzo. E per una facile confusione di idee, dopo
+essermi incontrata colla mamma in un paese sconosciuto, illuminato da
+un grande falo`, io mi confusi con lei, cioe` sentii d'essere lei, e che
+gran parte della morta viveva e parlava in me.
+
+Oggi a mezzodi` entro` correndo la Costanza. Agitando le braccia come
+una gallina che tenti volare, grido`:
+
+--Viene, viene....
+
+Enrico, pallido e tremante di commozione, comparve nel vano
+dell'uscio. Il babbo, pallido e tremante anche lui, si alzo`.
+
+--Papa!--grido` il ragazzo con un accento che non dimentichero` piu`. Si
+stesero le braccia, e quei due uomini si gettarono l'uno sul seno
+dell'altro.
+
+La Costanza, che versava lacrime come un ruscello, seguito` a tirarmi
+per il vestito fino in fondo alla sala, dove nascondendosi dietro la
+tenda della portiera, torno` a dire:
+
+--Mi giuri ancora che non dira` nulla.
+
+Anche davanti a quel suo trionfo, la povera donna temeva del nostro
+orgoglio e forse non aveva torto. In sessant'anni di esperienza ella
+si era abituata a credere che i signori non amano le lezioni che non
+possono pagare. Dopo i debiti di gioco cio` che piu` ci pesa infatti
+sono i debiti di gratitudine.
+
+La Costanza ha ragione, dico, di credere cosi`, perche` siamo fatti
+cosi`; ma una differenza dovrebbe esistere fra il bene e il male, e io
+faro` di tutto per non pagare troppo presto il mio debito di cuore.
+
+INDICE.
+
+
+PREFAZIONE
+
+Due sposi in viaggio
+
+Un regalo alla sposa
+
+Nei boschi
+
+Parlatene alla zia
+
+Ai tempi dei Tedeschi
+
+Gina
+
+Storia di una gallina
+
+Scaramucce
+
+Debiti d'onore e debiti di cuore
+
+
+
+
+***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK VECCHIE STORIE***
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+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
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+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
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+
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+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
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+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
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+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
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+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
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+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
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+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
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+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Each eBook is in a subdirectory of the same number as the eBook's
+eBook number, often in several formats including plain vanilla ASCII,
+compressed (zipped), HTML and others.
+
+Corrected EDITIONS of our eBooks replace the old file and take over
+the old filename and etext number. The replaced older file is renamed.
+VERSIONS based on separate sources are treated as new eBooks receiving
+new filenames and etext numbers.
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+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
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+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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+ 98, 97, 96, 95, 94, 93, 92, 92, 91 or 90)
+
+EBooks posted since November 2003, with etext numbers OVER #10000, are
+filed in a different way. The year of a release date is no longer part
+of the directory path. The path is based on the etext number (which is
+identical to the filename). The path to the file is made up of single
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+example an eBook of filename 10234 would be found at:
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