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| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-15 04:34:37 -0700 |
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L'acquazzone del giorno prima aveva posto nell'aria i +brividi precursori del non lontano ottobre e le cime dei monti, e +specialmente delle Alpi, brizzolate di neve, splendevano sotto un +raggio alquanto diluito e raffreddato nell'atmosfera trasparente. +Qualche giogo più acuminato usciva dalle altre vette, in un vestito +roseo, allegro come quello d'una fanciulletta il giorno di Pasqua, +sotto un cielo chiaro chiaro; e scendendo a poco a poco lungo la +schiena dei monti, dopo il verde giallo dei pascoli rasi, vedevi il +verde bruno dei castani, poi sterratelli bianchi di campi seminati a +saraceno, poi ancora i colori vivaci dei giardini e il bianco delle +villette, che scappavano innanzi al battello, dolci dolci, come le +cartine in un organetto a manubrio. + +Bastiano, lo sposo, stando in piedi, osservava queste meraviglie con +un cannocchiale da teatro, che si era fatto prestare da qualcuno, e +quando una folata d'aria l'investiva più fortemente, di sotto alle +lenti, incartocciava la faccia, socchiudeva gli occhi, con quella +espressione dolorosa, che hanno certe slavate sindoni d'altare di +campagna. + +Si era anche abbottonato il suo bel soprabito d'autunno color d'uva +passa, tutto fino al bavero, ma di sotto, la valigietta dei denari, +posta a tracolla, e in croce a questa l'astuccio del cannocchiale, +cadendo sui due fianchi, facevano un rigonfiamento in fondo alla +schiena, che dava delle arie d'inglese al signor Bastiano Malignoni di +Monza. + +Nel passare sul battello dimenticò d'essere un uomo alto e urtò il suo +cappello nuovo, incatramato, d'un bel taglio tutto monzese, contro un +voltino, facendovi dentro un'ammaccatura a triangolo, che egli +portava, senza saperlo, con una certa dignità . + +Prima ancora d'arrivare a Torno, ebbe un battibecco col revisore dei +biglietti, perchè gli sposi avevano in fallo occupati i primi posti +coi biglietti dei secondi: fatto sta che il signor Bastiano dovette in +faccia a tutti i signori e a tutte le signore inglesi pagare una +differenza, arrossendo fino alle orecchie, come s'egli avesse avuto +intenzione di non dare a Cesare quel ch'è di Cesare. + +Spiegò poi l'abbaglio a Paolina, dimostrandole come sui «bastimenti +d'acqua» quel che è primo per i vagoni di terra diventa ultimo, e quel +che ivi è ultimo qui diventa primo, precisamente come vedremo nella +valle di Josafat, il giorno del giudizio universale. + +Paolina, la sposa, stava zitta, come se non gliene importasse, e +continuava a girare sopra sè stessa in contemplazione di tutto lo +spettacolo che aveva intorno, voltando per caso un poco di spalle al +marito. + +Essa vestiva un abito povero, povero, color ferro brunito, ma la sposa +di provincia la si conosceva all'oro giallo della sua guarnizione, al +cappellino col pettirosso schiacciato in un angolo, cinto da una gran +veletta celeste, che svolazzava, stridendo e folleggiando sulla testa, +sulle guancie, pallide, e sul collo, con vibrazioni serpentine. + +Il sole dopo uno svolto, la investì in un momento che Bastiano +risaliva il ponte, talchè, in vederla, gli parve che al luccicar delle +gioie e al contrasto del sole sulla veletta, ella si accendesse come +una fiamma di spirito di vino. Gli parve anche di essere alto come il +monte Bisbino, che stavano girando, e che non bastasse ancora a +contenere tutta la sua felicità . + +Paolina era la prima in trentasei anni di vita che egli aveva amato, o +almeno la prima, sulla quale avesse voluto fondare un pensiero con +qualche conclusione; e a vedersela ora davanti, a due passi, «bella +come una rosa» il signor Malignoni non invidiava nessuno de'suoi +vicini, nemmeno quell'inglese o americano, che da una mezz'ora andava +contando monete d'oro e d'argento. + +--Sei contenta? + +--Sì, un po' freddo. + +E si stringeva in uno scialle scozzese, come se volesse farsi poca e +sparire. + +--Hai fame? + +--Nulla. + +--Io ho fame. + +--Io no. + +--Vuoi che andiamo nella sala di sotto? + +--No, stiamo qui. + +--È bello, non è vero che è bello? + +--Sì, molto. + +--Vuoi un caffè o una tazza dì birra? + +--Ti pare? Sto bene. + +Tornavano a tacere per un pezzo. + +Quelle rive strette fra l'acqua e il verde dei monti, quel succedersi +di colori dai più chiassosi ai più delicati, dal vino al latte, da una +villetta di zucchero a una incassatura rocciosa e tosta, irta di +punte; quel succedersi di artifici per andare a godere una spanna di +sasso, una bricca, un pratello largo come un fazzoletto, quell'aprirsi +sfacciato di nuovi immensi bacini d'acqua, pieni di azzurro e di luce, +là dove pareva che fosse tutto finito; e il chiacchierare della gente +ad ogni stazione fra il battello e la riva, fra chi scende e chi sale; +e il tonfo misurato delle ruote; e il suono della campana che ridesta +gli echi dei pascoli, quello spettacolo insomma mosso e chiuso fra due +coperchi lucidi ed opalini, l'acqua e il cielo, occupava l'anima di +Paolina, se pure non si deve credere ch'ella facesse di tutto per +occuparsene.... + +La natura le si dipingeva innanzi bella ed innocente, ed essa, +contenta di trovarsi fra la gente e sotto il raggio di sole, avrebbe +voluto che il viaggio non terminasse più, che le Alpi si aprissero per +dar luogo a un altro lago sterminato. + +Il bacino di Argegno, malinconico più degli altri, rispondeva +all'ordine dei suoi desiderii e guardando su ai nudi ceppi delle +montagne, alcune delle quali a picco, alle creste disabitate, a certi +andirivieni di luoghi dirupati, si augurava in cuor suo di esservi, +non importa se perduta, se di notte, o in mezzo alla bufera. + +Si doveva stare tanto bene in una nicchia, lassù, dove mirava un +uccellaccio. Vedeva anche qualche muricciuolo di cimitero; il dormire +lassù per sempre all'ombra dei faggi e dei castagni, con una povera +croce sul capo, anche questo le pareva bello in quell'istante che il +suo Sebastiano l'aveva lasciata sola per scendere a mangiare un +boccone. + +Man mano che si procedeva verso Bellagio il battello si faceva sempre +più affollato; tutti correvano alle regate. + +Le ville portavano la bandiera; i sandolini dipinti colle signorine +dentro tutte a fiori, a nastri, a parasoli bianchi, verdi, rossi, +cilestri venivano in frotta come delfini a prendere l'onda del vapore; +s'intendevano strilli di gioia e campane a festa; il largo bacino di +Menaggio cominciava a spalancarsi in una grande scena scintillante, +circonfusa d'una nebbia rosea; si udivano anche gli spari dei +mortaretti; poi il suono delle bande che passavano nelle barche sotto +«gli elmi di Scipio»; venivano acuti profumi dalle serre e dagli +spallierati dei limoni; erano tutti in festa, povera Paolina! Si +svegliarono anche le dame inglesi, anche le più vecchie in un gran +bisbiglio, sotto i grandi panieri dei loro cappelli e segnavano col +dito «Belaccio, Belaccio». + +Questa era la meta dei nostri sposi. + +La gente cominciò a discendere accalcandosi. + +Bastiano stava attento a schivare gli Hôtel, e pregava Paolina di +cercare cogli occhi la Trattoria Americana, dove si mangia bene, il +sonno ciascuno se lo porta, si paga poco e si sta senza soggezione; ma +in quel punto un signore, un vero gentiluomo, pulito e cortese come un +buon padre di famiglia, gli tolse la valigia di mano. + +--Americana? Americana?--domandò Bastiano. + +--Oui, par ici, monsieur. + +Il buon signore passò la valigia a un altro signore coi favoriti +biondi, che la buttò sull'imperiale di un omnibus. + +--Entrez, monsieur, entrez. + +--Americana?--tornò a domandare Bastiano, sentendosi sospinto come un +sacco, e non accorgendosi che col parlare a monosillabi non faceva che +ribadire un'opinione storta nella testa dei due bravi signori. + +Si trovò, prima che potesse orientarsi, insaccato nell'omnibus fra una +dozzina di «yes» lontano sei posti da Paolina. + +In due trotti, ossia cinquanta passi per cavallo, l'omnibus si fermò +innanzi al grand Hôtel Bellagio. L'albergo era chiuso in giro da una +gran cancellata a punte d'oro, che serrava un gran giardino +all'inglese: non c'era scampo, bisognava rassegnarsi. Alla fin fine il +viaggio di nozze non lo si fa che una volta sola. + +Un giovinetto biondo come il lino, in falda nera, colle scarpettine +alla francese, pettinato anche lui come uno sposino, li precedette per +uno scalone di marmo, ornato di statue, di candelabri, di specchi, di +acacie, tintinnando le chiavi e senza mai parlare li condusse «au +cinquième» fino a una camera che riusciva sopra un cortile stretto, +profondo e tetro come un pozzo. + +--A onze heures le déjeuner, s'il vous plait--disse stando sull'uscio +prima di licenziarsi. + +--Cosa?--domandò Bastiano, che cominciava a credere d'essere nel mondo +della luna. + +--C'est bien--si affrettò a dire Paolina per sbarazzarsene. + +I coniugi Malignoni, rimasti soli, si guardarono in faccia senza aprir +bocca. + +--Ti avevo pur detto di stare attenta all'Americana. + +--A me? tocca a me di cercare l'albergo? + +--Così, oltre a pagare un occhio della testa, non si potrà veder +nulla, mangiar nulla e capir nulla. + +--Abbiamo però una bella vista, disse con un sogghignerò sardonico la +sposina, ficcando lo sguardo nel fondo del cortile. + +--Per me, scusami, ma io non ci sto, esclamò lo sposo. + +--Che vuoi fare? + +--Vuoi morire di febbre gialla o d'itterizia? + +--Ebbene, di' che ti cambino la stanza. + +--Non capiscono niente: sembra il paese dei tartari. + +--E allora rassegnamoci fino a domattina. + +--Sai cosa faccio? vado a vedere dov'è questa famosa Americana, e se +il luogo è proprio come dicono, lasciamo la valigia e pranziamo là . +Almeno si sa quello che si mangia. Che ne dici? + +--Io? nulla. + +--No, devi dire anche il tuo parere. + +--Che cosa devo dire? + +--Qualche cosa. + +--Andiamo a pranzo all'Americana. + +--Me lo dici con tanta noia. + +--Ti pare? Sono un po' stanca. + +--Allora, faccio così? + +--Sì, sì. + +--Addio, angelo.--E la carezzò colla punta delle dita. + +--Io ti aspetto qui. + +--Sì.... e mi vuoi bene? + +--Che ragazzo! + +--Stella! + +Bastiano uscì. Paolina girò la chiave nella toppa, si tolse d'addosso +lo scialle, il casacchino, li gettò sul letto insieme al cappello; +chiuse la finestra; si buttò in una poltrona, portò il fazzoletto alla +bocca e pianse, senza lagrime, pianse della gioia di trovarsi sola. + +Bastiano uscì all'aria aperta colle orecchie un po' calde. Sotto alla +sua grande felicità sentiva una mezza volontà di strozzare qualcuno. +Passata però la prima agitazione e scoperta la sua Americana sotto i +portici, un buco fatto apposta per loro, tornò tutto contento +all'albergo a trarne la sua povera «alma consorte» che aveva lasciata +in quella muda lassù. Quando gli sembrò di essere salito alto +abbastanza, si ricordò di non aver osservato prima il numero della +stanza; discese qualche scala per vedere di orientarsi coll'occhio; +infilò qualche corridoio a destra, qualche andito a sinistra, ma +sebbene non ci fosse dubbio che la scala fosse quella stessa, pure gli +pareva di vedere qualche cosa di non veduto prima. + +Per quanto gli pesasse, discese ad uno ad uno i gradini, fino +all'atrio del pianterreno, si accostò all'ufficio, dove stava +scrivendo un signore grasso, e domandò con tutta bella grazia: + +--Perdoni, mi saprebbe indicare dov'è la mia camera? + +--Il numero? + +--Non ho guardato. + +--La chiave? + +--L'ho lasciata nell'uscio. + +--Domandi al cameriere. + +--Meno male! pensò Bastiano, questi almeno capisce l'italiano, e si +voltò a cercare quel biondino che l'aveva condotto su. + +Due altri servitori o sopraintendenti stavano sulla porta, colle mani +sotto la coda dell'abito, in atto di curiosità sfaccendata. + +Bastiano, non trovando il suo bel biondino, ricominciò da capo a +salire la scala colla speranza che hanno tutti gli scolari, che per +andare in fine della lezione spesso conviene ricominciare da capo. + +Mentre andava su coll'affanno di chi porta un sacco di sale sulla +montagna, vide che i due sopraintendenti l'osservavano, rìdendo sotto +il naso. + +«Questi animali se mi vedessero annegare non mi darebbero una mano.» + +Ricordando d'aver inteso uno di quei bravi signori, il più canonico, a +parlare il dialetto di Bellagio, che è anche quello di Monza, spinse +la testa fuori della ringhiera ed esclamò in dialetto schietto: + +--Vogliono avere la bontà quei bravi signori d'indicarmi il mio +cameriere, un bel biondino? + +--Was? domandò il tedesco di Bellagio, andando presso la scala col +viso rivolto all'insù e le mani sotto la coda. + +--Un giovinotto magrino.... tornò a dire. + +--Was sagen Sie? ripetè il canonico, mentre il suo compare si +nascondeva dietro una colonna di marmo per non lasciarsi scorgere a +ridere. + +--Ah gabbiano! gridò Bastiano, facendo il viso grosso. + +Il compare dalla colonna scappò in uno stanzino. Era una burletta +magnifica. + +--Signor padrone, seguitò Bastiano dall'alto della seconda scala verso +il bravo e gentile signore dell'ufficio, io pago anch'io i miei bravi +denari come tutti gli altri, e pretendo di essere servito come tutti +gli altri. Vogliono accompagnarmi si o no? + +Il bravo signore uscì dall'ufficio colla cannuccia rossa nell'orecchio +e rispose: + +--El xe inutile che facciate tanto strepito, galantomo; se no gavè a +memoria il numero de la stanza no potemo tenere a mente tutti li +numeri.... + +--Ma quel cameriere che mi ha condotto prima, è morto d'accidente, el +me caro galantomo? strillò il signor ragioniere Malignoni di Monza, +rosso come un gallo, correndo abbasso, presso quasi a perdere la +tramontana del tutto: tanto straordinario gli pareva là dentro il nome +di galantuomo! + +In quella entrò una carovana di ladies e di lords, colle sciarpe +bianche nei capelli, cogli scarponi ferrati, cogli alpenstok e +riempirono tutto l'atrio. + +--Faccia el favorito piacere di non gridare. Quando non si sa +viaggiare si sta a casa. + +Questa osservazione piena di una saggezza antica fu raddolcita da un +«aspetti, abbia pazienza» più amichevole, quasi fraterno, col quale il +buon signore dava a vedere una prudenza non meno saggia e non meno +antica. + +Ma la notizia che un «monsieur» non trovava più la moglie, messa in +moto dai due burloni, aveva già fatto il giro di mezzo albergo, dalla +cucina alla sala di lettura. Dietro i vetri si vedevano dei visini +pallidi e gentili, con un sorriso anglo-sassone sulle labbra, fra la +pietà e la canzonatura: da un andito dietro la scala spuntò per un +istante anche la tunica bianca di «monsieur le chef», un cuoco che +guadagnava otto mila lire all'anno, quante sono, o quasi, le notti +necessarie per fare un libro che nessuno legge. + +Uscì fuori finalmente anche il biondino, che condusse lo sposo per una +seconda scala identica alla prima, ma collocata al di là d'un grazioso +_jardin d'hiver_; qui stava l'imbroglio che il signor Malignoni non +aveva potuto districare. + +L'aneddoto del «_countryman_» che in un _Hôtel d'Italy_ aveva perduta +la sposa, fu stampato in molti magazzini letterari con qualche +variante, come si fa coi grandi poemi epici. + + + + +UN REGALO ALLA SPOSA. + + +Gaspare Carpigna aveva fatto i suoi molti denari in ogni maniera, +coll'industria, coll'usura, coll'inganno. Ma una volta fatti non vi +era uomo più galantuomo di lui e ben disposto a godere onestamente dei +beni di questa vita. Invecchiando si era dato anche alla pietà , e +faceva recitare molte messe da morto, invitando il prete a far +colazione nella sua bella casa di Macagno, dove aveva giurato di +passare i suoi ultimi giorni in santa pace. + +Stava per maritare anche la figliuola a un ricco possidente di Novara, +un bel partito per la figlia d'un carbonaio all'ingrosso; e siccome il +cuore di Gaspare Carpigna non era chiuso ai soavi affetti della +famiglia, e per la sua Isolina egli sentiva una tenerezza singolare, +così si può pensare se a quel matrimonio egli si preparasse con +allegria, con compiacenza, con un fervore insolito che lo +ringiovaniva. + +Già i preparativi erano fatti, fatte le pubblicazioni; lo sposo aveva +già regalato un bello astuccio di brillanti e le parenti lontane chi +un vaso di cristallo, chi un ventaglio di madreperla, chi un +braccialetto, ecc. Isolina, assistita da una sua zia materna, poichè +la mamma era morta da un pezzo, attendeva il gran giorno con estasi. +Lo sposo era bello, ricco, simpatico. + +La vecchia casa detta del Zoccolino, che il Carpigna aveva acquistata +per il fallimento d'un suo socio, rimessa a nuovo e rinfrescata in +tutte le parti, non pareva più quel lurido filatoio di una volta, dove +il povero Battistino Dell'Oro, fallito, rovinato, rosicchiato dai +debiti, si era impiccato per la disperazione a un gancio del portone. +Si diceva sommessamente che il Carpigna avesse aiutato una mano a +rovinarlo e che la messa ch'egli faceva dire ogni 23 dì settembre +avesse lo scopo di versare un secchio d'acqua sopra una pover'anima +del purgatorio, se c'era bisogno. Ma eran cose vecchie di trent'anni +fa, forse anche di più. Scomparso il filatoio, al suo posto sorse una +bella casa bianca col portone di cotto, colle persiane verdi, col +giardino degradante a scalinate verso il lago, il Zoccolino insomma, +come può vedere ancora chi naviga verso Macagno sul lago Maggiore. + +Il giardiniere aveva addobbato il giardino a bandiere e a palloncini +cinesi, e la notte prima del sacramento fu un continuo sparo di +mortaretti e un gran suonare di chitarre nelle barche illuminate. + +Quelli dell'altra riva del lago, vedendo quei fuochi, dimandavano: + +--Che cosa c'è al Zoccolino? + +--È il Carpigna che marita la figliuola. + +--Sposerà qualche altro ladro usuraio. + +--Quando uno è ricco, c'è sempre chi dice che ha rubato. + +--Volete sentirla, voi che parlate così? + +Questi discorsi erano fatti da un gruppo di pescatori, che stavano +fumando la pipa innanzi all'osteria di Cannero, sull'altra riva. C'era +dunque il lago di mezzo e tanto largo che vi potevano affogare tutte +le verità della nostra santa religione. + +--Sentiamola, poichè la sapete. + +--Quel povero Battistino io l'ho conosciuto. Gli portavo la legna ogni +settimana e so che gli affari non gli andavan male anche con quattro +figliuoli. L'uno fa oggi il contrabbandiere colla Svizzera, una vita +da ladri, sapete, e dice che un giorno o l'altro metterà lui la +dinamite al Zoccolino. Fu lui che gli toccò staccare suo padre dal +portone quella mattina, ed è un fegato sano che non ha paura del buio. + +--Che cosa c'entra il Carpigna che ha sempre negoziato di carbone? + +--C'entra che Battistino gli aveva prestato sessantamila lire, sulla +parola e che il Carpigna negò di averle ricevute mai. Ecco come +c'entra. + +--Fu una bestia a fidarsi. + +--L'aveva tenuto a battesimo, pareva un santo a vederlo in chiesa, +quando pregava la croce sull'altare. + +--Son peggio degli altri. + +--Quello fu il principio della sua fortuna. + +Dall'altra parte del lago si gridava invece: Viva la sposa! viva gli +sposi! viva il signor Gaspare!--C'erano trenta o quaranta persone, tra +invitati, parenti, barcaiuoli e persone di servizio. Nel salone di +mezzo a pianterreno, aperto sul giardino, la tavola preparata per la +baldoria luccicava di bicchieri, di trionfi di vetro, di confetti, +senza dir nulla delle torte, dei marzapani, delle gelatine, che +avevano fatto venire da Locarno. Sopra una scansìa presso il muro una +batteria di bottiglie dal collo d'argento aspettava il momento di +scendere in battaglia. Dal giardino ogni soffio più vivo del vento +portava dentro un profumo acuto di limoni misto al profumo caldo delle +vaniglie e dei gelsomini. + +Isolina, bella, allegra, saltellava come una gattina nella sua +innocente giovinezza, finchè tutti sedettero a tavola e fu stappata la +prima bottiglia di vin bianco d'Asti, che inondò della sua spuma +d'argento l'abitino della sposa. + +--Viva la sposa, viva l'allegria! + +--Viva il signor Gaspare, padre fortunato. + +--A rivederci al battesimo. + +Gaspare Carpigna provava nel cuore la dolcezza malinconica del padre +che vede la figliuola spiccare il volo dal nido, ma sa che va ad +essere felice. Isolina era per quell'uomo taciturno e mezzo selvatico, +l'unico ideale al mondo, e si può dire che i denari egli li avesse +radunati soltanto per lei. Era contento di maritarla bene e con onore. +Caspita! oltre il corredo le dava un trecentomila lire sulla mano, e +il resto alla sua morte. + +Il vin d'Asti e il vecchio Barolo di dodici anni non furono versati +nel lago. L'allegria come avvien sempre in queste circostanze, un po' +tiepida e sconnessa in principio, cominciò subito a levare il bollore. +Gli spiriti fremevano come pentole a buon fuoco. A destra e a sinistra +del viale splendevano le ghirlande dei palloncini, un rosso, l'altro +verde, l'altro bianco, come una bandiera d'Italia, Dal lago veniva +sulle onde l'onda d'una serenata strimpellata in un canotto a +palloncini gialli, e già il segretario comunale col calice in mano, +cogli occhietti umidi, stava per leggere una poesia, quando entrò il +fattore che aveva una cassettina in mano, chiusa, piegata in una carta +e suggellata. + +--L'ha portato un uomo, + +--Un altro regalo per la sposa, + +--Dà lla qui, Pietro. + +Isolina prese la cassettina, e pensando subito a una sua amica di +Luino, la collocò sulla tavola, tagliò i suggelli col coltellino +d'argento, spiegò la carta che l'involgeva. Era una cassettina +rettangolare, di legno di pino, come si usa per i pettini, rustica, +bianca con su scritto: Alla sposa. + +Isolina l'aprì con quella viva curiosità che eccitano le cose +misteriose. Vide una lettera, e sotto dei frastagli di carta a vari +colori, con riccioli d'oro, e più sotto, uno strato di crusca. + +--Segretario, legga lei la lettera,--disse Isolina senza guardarla. + +Il segretario lasciò via il sonetto, prese l'altro foglio e con quella +medesima intonazione, a cui aveva già preparata la bocca.... + +Dirò prima che l'attenzione degli astanti era stata richiamata sulla +cassettina dal vedere Isolina che vi rimestava colle mani, e ne traeva +della crusca, ponendola di mano in mano sul piatto assieme ai +confetti. + +Il segretario lesse dunque, anzi declamò: «_A Gaspare Carpigna, +lettera dell'altro mondo_». + +A tutti parve una frase comica e pazza fatta per ridere; chi rise, chi +alzò la mano, chi il bicchiere. + +E il segretario, distratto come un'oca e colla testa piena di fumo +continuò: «_Carpigna, alla dote di tua figlia aggiungi anche la +collana di Battistino dell'Oro_». + +Tutto ciò fu letto come un sonetto, nel tempo che l'Isolina colle +manine bianche e piene di diamanti traeva dalla crusca una cordicella +nera, grumosa, grossa come il suo dito mignolo, lunga come una vipera +comune, che, inorridita, lei lasciò cadere, che parve proprio una +biscia morta. Gettò un grido, storcendo la bocca, alzando le due mani +colle dita rigide, adunche, mentre un silenzio profondo, un silenzio +brutale, un silenzio di ghiaccio sottentrò alla festa, e cento occhi +bianchi, cento occhi gelati si fissavano sul viso incartapecorito del +signor Gaspare. Un buffo d'aria stortò le fiamme delle candele. + +La sposa fu portata via. Quando andarono a risvegliare dal suo +deliquio il signor Gaspare, ch'era rimasto colla pupilla di vetro +sulla biscia morta, gli trovarono le mani fredde, i piedi lunghi e la +bocca piena di sangue. Soltanto i capelli parevano vivi sul capo. + +Intanto sull'alto picco della Zeda, un contrabbandiere sfidava il buio +fischiando, cantando + + Sposettina, vien con me.... + + + + +NEI BOSCHI. + + +Chi non conosce i boschi dell'alto Milanese, detti boschi di Saronno, +di Mombello, di Limbiate, può immaginare una stesa di selve, sopra un +terreno disuguale, una volta incolto e oggi piantato a pini silvestri +e a qualche rovere, che è quanto la terra, oltre le eriche e il bruco, +può sopportare. Queste piantagioni non sono molto antiche e appunto +per ciò, non sono molto note. Della maggior parte si ricordano i +nostri padri d'aver veduto i primi germogli, quando ancora quel nudo +tratto di paese non era che una nuda sodaglia. Oggi il bosco è maturo, +non dirò per i ladri, che non vivono più per i boschi, ma per tutti +coloro che amano le meste solitudini e sognano sempre, quando sono in +un luogo, di trovarsi in un altro. + +A me questi boschi ricordano per esempio, certe solitudini dell'antica +Caledonia: e il più bello si è che in Caledonia non ci sono mai stato. +Ma non si è letto inutilmente a dodici anni una dozzina di romanzi del +Walter Scott, seduti all'ombra di un'antica quercia, o anche solo sul +pianerottolo della scala. Se non è come in Scozia, vi son tratti nei +boschi di Limbiate che potrebbero essere trasportati in Scandinavia e +allora è ancora più bello per chi ama viaggiare a piedi. + +Le piante d'un verde scuro perenne, di un fusto magro e diritto, che +si apre a larga piuma o a ombrello, collocate a migliaia l'una presso +l'altra in una disposizione quasi simmetrica, e così per l'estensione +di cinque o sei miglia: i viali che tagliano questi eserciti di piante +e si prolungano, si sprofondano nel verde a perdita d'occhio: le forre +di altissime erbe filiformi dove non entrano che i bracchi: la terra +gialla, rotta da immensi crepacci dove la picchia il sole: molle, +melmosa, scivolante come il sapone dove l'acqua stagna: gli scoli +d'acqua piovana che scendono a formare pozze, paludi, laghetti, e fin +dei laghettoni perenni circondati da conifere con increspature e +piccole tempeste sconosciute al mondo, come quelle delle anime +modeste: e poi aggiungete un silenzio profondo, non interrotto nemmeno +dal solito stormire delle fronde (il pino è taciturno) e i chiarori +celestiali e mistici dell'aria al disopra di tanto verde, e le fiamme +vaganti del tramonto veduto attraverso alle fessure del bosco.... +tutto ciò voglio dire, mi ha tante volte trasportato fuori di me in +una regione dove io sento che son vissuto un'altra volta, forse +diecimila anni fa. + +Oh la poesia, amici, è pur la dolcissima cosa! Voi uscite un mattino +d'autunno, con un libro, mettiamo Aleardo Aleardi, nella tasca del +carniere, col fucile ad armacollo, col vostro cane che vi saltella +innanzi, girate dietro le case, pigliate verso il cimitero vecchio, +date un'occhiata a quei poveri morti e a quella croce bianca dove da +cinquant'anni dorme una contessina morta.... No, no, non è poesia. + +Io fui innamorato a sedici anni di quella contessina, ed è una storia +che ho promesso di contare qualche volta. Io l'ho seguita attraverso +alle ombre del bosco, più contento quanto più le nebbie del novembre +entravano fra le piante a rannuvolare i contorni della selva. + +Una mattina, giusto sui primi di novembre, mentre io correvo prima di +colazione attraverso la pineta, pensando al mio futuro poema sulla +_Risurrezione dei Morti_, fui a un tratto arrestato da una fiamma che +si agitava in fondo, e che stentava quasi a rompere il velo bianco e +gelato dalla nebbia. Anche _Pill_, il mio cane da caccia, si fermò su +quattro piedi, col muso in alto, e la piccola coda piena di +meraviglia. La Cherubina mi aveva detto prima ch'io uscissi di casa +che si sarebbe fatta colazione alle undici, più tardi del solito, +perchè si aspettava mio fratello coi parenti della sposa. + +Da due giorni si lavorava in cucina a preparare quella colazione, che +doveva essere un banchetto di Sardanapalo con un piatto di selvaggina +e un brodo ristretto che pareva giulebbe. L'importanza d'una casa si +conosce a tavola e mio padre voleva, come si dice, far colpo su della +gente un po' materiale.... Ma sono cose che non hanno nulla a che fare +con quella fiamma che, come ho detto, si agitava in fondo al bosco e +che stentava quasi a rompere il velo fitto della nebbia. + +Strano un fuoco nei nostri boschi! Man mano che io mi avvicinavo, la +fiamma si faceva più distinta, e già si potevano vedere nel chiarore +rosso del fuoco disegnarsi alcune figure radunate in cerchio come a un +tristo complotto di negromanti. + +La solitudine e la selvatichezza del luogo che s'internava in una +specie di crocicchio: quelle ombre ballonzolanti sul fusto delle +piante al mobile ed acceso riflesso della fiamma fumosa e resinosa, +avrebbero ben potuto far credere a un convegno di malviventi, se dopo +alcuni passi non avessi riconosciuto le gambe lunghe e magre del +signor segretario comunale, e accanto a lui la figura tozza del +console e due o tre guardie campestri. + +Il console s'era seduto in adorazione del fuoco sopra un pezzo di +tronco. Battistino, una delle guardie campestri con un ginocchio a +terra cercava di far saltare un carbone acceso nel buco della pipa, +mentre il signor Boltracchi, il segretario, scaldava le parti meno +rispettabili della sua persona, voltando le spalle al focolare, colle +gambe aperte come un compasso. Quella brava gente si trovava da +qualche ora nel bosco e col freddo del novembre e coll'erba bagnata di +guazza, sentiva volontieri il beneficio d'una scaldatina. + +Il console quando mi vide, toccò l'orlo del cappello colle due dita e +disse: + +--Riverisco, sor avvocato. + +Il buon uomo era un mio contadino e nella sua semplicità sentiva un +grande rispetto della mia persona. + +--Che cosa fate, la polenta?--domandai. + +--È per cagione di quel Gasparino della Vela,--rispose il console con +quel linguaggio lungo che è proprio dell'alto Milanese. + +--Che cosa ha fatto Gasparino della Vela? + +--È morto. + +--Era malato? + +--Da un mese, sor avvocato, un poco di pellagra, ma bisogna dire che +gli sia andata ai visceri del capo. + +--Se non ho sentito a suonare l'agonia. + +--Si muore anche senza la campana,--interruppe Battistino colle parole +mozze di chi ha in bocca una pipa corta che gli abbrucia quasi le +palpebre. + +Il signor Boltracchi mi accennò col pollice sopra la spalla qualche +cosa alla sua destra. Guardai e vidi il mio _Pill_ quasi stecchito +sulle sue quattro gambe, che tremava tutto sotto la sua pelle. + +A un nuovo cenno del Boltracchi feci un mezzo giro sopra di me, +guardai indietro presso le piante e allora scorsi sul terreno molle +per la pioggia del dì prima, un non so che, coperto da una stuoia di +carro e da una gualdrappa logora, e sotto un po' di paglia. Da uno dei +lati uscivano due piedi lunghi, magri, infangati, colle unghie lunghe, +due brutti piedi che parevano quelli della morte, i piedi insomma del +morto. + +--O Dio, che cosa è stato? + +Il console stendendo le sue mani alla fiamma, continuò col suo tono +naturale: + +--Gli è venuta addosso la scalmana, si vede. Stamattina, la va bene? +mentre la sua donna era a messa aprì l'uscio, traversò l'orto e nudo +come è uscito dal ventre della sua mamma, prese la via dei boschi. + +--Dev'essere passato dal laghettone di Mombello. + +--Ci sarebbe rimasto, se fosse passato, perchè l'acqua è alta. Invece +si vede che ha traversato il vallone della Merla, si è cacciato nei +boschi vecchi di Lenzano e andò a finire alla pozza del Vetro. Qui ha +creduto di poter traversare, ma c'è rimasto preso al vischio. + +--C'è una terra che par giusto liscivia. + +--Son passato ieri dalla pozza del Vetro e non c'era un barile +d'acqua. + +--Ne è venuta un poco stanotte. + +--Si è mandato ad avvisare il sindaco e il maresciallo,--disse il +segretario voltandosi davanti alla fiamma. + +--Non era vostro parente?--dimandò Battistino al console. + +--Ha sposato una mia sorella, sicchè lascia tre figliuoli. Uno è +soldato. + +--Adesso potrà venire a casa, se è morto il vecchio.... + +--La legge non permette se non ci sono dei minorenni,--disse +gravemente il signor Boltracchi. + +_Pill_, coll'unghie tese, col muso avanti, rigido come un cane di +legno, non cessava di fiutare il morto. + +--Lo sa la sua donna? + +--Quando è tornata dalla messa che era ancora bujo, verso le cinque, +la va bene? trovò l'uscio aperto. Allora capì che il suo Gasparino era +scappato, perchè aveva tentato un'altra volta, di scappare. Si mise a +gridare, a chiamar gente. Venne un ragazzo dei Melgoni a dire che +aveva veduto un uomo nudo come un verme che correva nei boschi e che +era Gasparino della Vela. Allora si è cominciato a cercare nel bosco e +si sono trovati dei passi freschi colla pianta delle dita. Cerca di +qua, cerca di là , poi abbiamo incontrato voi Battistino, la va bene? + +--Io venivo da Bovisìo, dov'ero stato a portare un paio di stivali al +calzolaio, perchè mi mettesse le calcagna e giungo alla pozza del +Vetro, quando mi par di sentire un scialacquamento come fa il mio cane +quando ha caldo ed entra nella pozza a lavare le pulci. Ho creduto +anzi che fosse il _Pill_ del signor avvocato, che viene volentieri +incontro quando sa che vado per i boschi. Anzi mi fermai e chiamai +forte: _Pill_.... Torno a sentire un _ciuf-ciuf_ nell'acqua. _Pill_! +dove sei?... e fischio, così.... mentre vado verso la pozza dietro il +rumore.... + +Battistino, prese la pipa colla sinistra, e mandò un sibilo acuto da +cacciatore che risuonò per tutta la solitudine. L'altro villano, che +non aveva mai parlato e che conobbi per il Rosso, sorrise colla sua +faccia cretina di ranocchio. + +--_Pill_.... Non sentendo più nulla, vado giù verso la pozza e trovo +quel povero cristiano in un boccale d'acqua tutto impastato come un +mostro nella melma, che aveva trovato la maniera di annegare. + +--È la pellagra che mette una sete d'inferno. + +--Capita spesso alla bassa che i malati si buttano nel pozzo. + +--Vi sarete spaventato, Battistino. + +--Non è la prima volta. L'anno scorso vi ricordate quel matto di +Mombello che scappò dallo stabilimento e che s'impiccò fra due piante? +L'ho visto pel primo una mattina di gennaio. Era arrampicato sopra un +pino altissimo dove attaccò la corda; poi andò sopra un'altra pianta +più alta e attaccò l'altro capo, e Dio sa come potè impiccarsi a +mezz'aria all'altezza d'un campanile. + +--I matti hanno una gran forza. + +--M'è toccato vederlo tra il chiaro e il fosco. Il freddo aveva gelata +anche la corda e il matto pareva di vetro. + +--La Bortola del sarto ha vinto cinquantasei lire coi numeri del +matto. + +Il Rosso rise ancora gonfiando gli occhi slavati. + +--Quello era un conte diventato matto per i liquori. + +--Chi troppo, chi nulla.... + +--C'è qui il maresciallo. + +Venne anche il sindaco e il dottore. Il cadavere fu scoperto. Pareva +una mummia ingiallita. La creta gli riempiva ancora la bocca e i +forellini del naso. + +_Pill_ pareva diventato di sasso e guardava il morto con occhio +lagrimoso. + +Povero Gasparino! lo si sarebbe detto un fossile di tremila anni, e +nel suo freddo abbandono non si scorgeva che una tenue espressione +d'ironia agli spigoli della bocca. Non era certo la creta che lo +faceva ridere. + +...................... + +_Pill_ mangiò poco quel giorno. + + + + +PARLATENE ALLA ZIA + +(DIALOGO) + + +Questo dialogo fu due volte interpretato in famiglia con vera +intelligenza d'artisti dalla signora Maria Nessi e dal Dott. Giuseppe +De Capitani d'Arzago, ai quali m'ispirai nella Correzione e nella +riproduzione della scena. + +E. D. M. + + + +NICOLÃ’ + + è un giovinetto maturo, che ha già fatto le sue + campagne. Gran buon diavolo nel fondo. Siamo in + campagna nella villa d'Incirano. Nicolò in + cappello di paglia e in abito grigio chiaro, entra + dal giardino e dice a qualcuno che non si vede: + +Grazie, aspetterò. + + Dà un'occhiata intorno, si passa una mano nei + capelli e con un breve sospiro d'affanno dice: + +Eccomi qua. Il cuore mi batte come se volesse scoppiare. Ho paura di +aver già fatto un passo falso. Basta! sono ancora in tempo a pentirmi +e se sarà il caso, infilerò l'uscio. + + Si abbandona su un divano. + +Sicuro, Nicolò: se non concludi qualche cosa quest'oggi, tu morirai +nel tuo letto in odore di verginità . No, no: è tempo che tu la pigli +questa moglie benedetta! Vedi? + + va a guardarsi in uno specchio. + +Tu sei arrivato a quell'età in cui, se il frutto non si coglie, casca +in terra a marcire. Non sei un brutto mostro: che, che? + + carezzandosi i baffi. + +Puoi passare ancora per un giovanotto in gambe, ma.... qua e là +comincia a spuntare qualche capello meno nero degli altri. Certe +mattine hai la ciera d'un uomo che ha dormito male + + parlando alla sua immagine. + +Sicuro, signor Nicolò: quel vivere di qua, di là , sulle trattorie, sui +caffè, sui _clubs_, in compagnia di scapoloni pari suoi non è più una +vita fatta per lei.... Lei digerisce male, lei dorme male, diventa +sempre più brontolone, bisbetico, incontentabile e a lungo andare +finirà col fare uno sproposito. Chi non si marita a tempo, sposa la +morte prima del tempo; tranne il caso in cui si sposa la serva + + torna a sedere. + +--Mia sorella Giacomina, che da un pezzo mi ha sul cuore, la settimana +scorsa mi disse:--Nicolò, c'è una ragazza che va bene per te: anzi ce +ne sono due: le sorelle Bellini, due care creaturine sui ventitrè +l'una, sui ventiquattro l'altra, non troppo giovani e nemmeno troppo +stagionate, un po' disgraziate nella famiglia, ma buone, belle, con +qualche po' di sostanza. Tu non hai che a scegliere. Esse vivono a +Incirano con una zia che fa loro da madre, perchè le poverine hanno +perduto i parenti e non hanno si può dire nessuno al mondo. Sotto +questo aspetto tu fai quasi un'opera di carità . Va a mio nome, cerca +della zia, mettiti nelle sue mani e lascia fare alla provvidenza. + +Eccomi qui. Ora le vedrò e dovrò scegliere tra le due.... + + vede sul tavolino alcuni ritratti in piccole + cornici. + +Forse questo è il loro ritratto. Carina questa col suo profilo greco, +con que' capelli pettinati alla Niobe. Forse questa è il ventitrè. + +Ma anche questo ventiquattro non c'è male. Forse questa è bionda, e +questa è bruna. Chi mi consiglia? Il biondo è più romantico, più... +simbolico... troppo Svezia e Norvegia. Il bruno è quasi sempre segno +di un carattere ardente, geloso... troppo Spagna e Portogallo. Che ti +dice il cuore, Nicolò? ventitrè o ventiquattro?... + + pesa nelle mani i due ritratti. + +Sentiremo il consiglio della zia, che nella sua esperienza saprà +guidare un povero uomo sempre incerto nel cammino della vita. + + indicando un altro ritratto grande. + +Certo questa vecchia cuffia è la zia dei buoni consigli. Lei conosce +le due ragazze e saprà dirmi quale delle due ha più disposizioni al +settimo sacramento. Per me capisco, che se dovessi scegliere, farei la +fine dell'asino che, messo tra due fasci di fieno, si è lasciato +morire di fame. Zitto, qualcun si avanza! + +Si alza, fa una rapida toilette allo specchio. + +Forse è la vecchia zia. Animo, su, coraggio. Sei stato a Custoza, +corpo d'una baionetta, e devi aver paura d'una vecchia cuffia? + +TERESITA + + una vedovella ancor giovane, simpatica, vestita + con finissima semplicità e con molto buon gusto. + Fa un inchino a Nicolò, che resta un istante + imbarazzato. + +Signore.... + +NICOLÃ’. + +Signora.... + +TERESITA. + +Lei ha bisogno di parlarmi. + +NICOLÃ’. + +Sissignora... cioè... veramente mia sorella Giacomina mi ha detto di +chiedere della zia delle signorine, la vecchia zia, sissignora.... + +TERESITA. + +Sono io la zia delle signorine.... + +NICOLÃ’ + + sorpreso. + +Ah, lei fa da madre alle due orfanelle.... + + Avvicinandosi riconosce una antica amicizia. + +Oh, ma scusi, noi ci conosciamo. Ah, chi l'avrebbe detto dopo tanti +anni? Lei, lei è la signora Teresita.... + +TERESITA + + fingendo di cader dalle nuvole. + +E lei è il signor Nicolò.... Guarda che combinazione! ma si è fatto +così grasso.... + +NICOLÃ’ + + ridendo con un po' di confusione. + +Credevo che volesse dire: così vecchio! + +TERESITA + + amabile. + +Si è viaggiato insieme sulla strada della vita. Guarda che +combinazione! + +NICOLÃ’. + +Guarda che combinazione! + + Segue un brevissimo imbarazzo d'ambo le parti. + +Io credevo che la zia fosse una signora in età , colla cuffia. + +TERESITA. + +La cuffia verrà ... è in viaggio. Ma prego si accomodi, signor +Nicolò.... + + Indica la sedia e siede lei per la prima. + +NICOLÃ’ + + ripetendo materialmente. + +Guarda che combinazione.... + + Prende la sedia, vi si appoggia, ma non vi siede. + +Ma da quanto tempo non ci vediamo più? + +TERESITA. + +Oh è un gran pezzo! A che cosa devo attribuire l'onore della sua +visita? + +NICOLÃ’ + + giocando colla sedia che fa girare sotto la mano. + +Mia sorella Giacomina mi ha detto: Va a Incirano, cerca della zia +delle sorelle Bellini ed esponi il tuo caso. + +TERESITA. + +E qual è il suo caso? + +NICOLÃ’. + +Il mio è un caso, dirò così, di coscienza: ma ora non so se devo +parlarne. + +TERESITA. + +Perchè non deve parlarne? + +NICOLÃ’ + + facendo girare più forte la sedia sotto la mano. + +Perchè... io... + + dà in una risata allegra + +perchè io credevo che la zia fosse una cuffia.... + +TERESITA + + ride anch'essa mentre sì abbandona nella poltrona. + +Dunque è alla cuffia che lei desidera parlare. + +NICOLÃ’. + +No, stia buona, ora le dirò il mìo caso. Ma è certo che, se avessi +potuto immaginare di trovar qui lei al posto della... cuffia... + + ride + +non sarei venuto. + +TERESITA + + un po' offesa. + +Non merito dunque la sua confidenza? + +NICOLÃ’. + +Lei merita tutto, ma il mio caso è di quelli che hanno bisogno di +molta indulgenza. + +TERESITA. + +Ma sieda.... + +NICOLÃ’ + + mettendosi a sedere sull'angolo della sedia. + +Intanto mi dica: come si trova qui a far da madre a queste due +bambine? + +TERESITA. + +Una serie di dolorose circostanze.... Oh sapesse quante disgrazie! +Morti i parenti di queste due povere figliuole, ho pensato ch'io +potevo essere utile in questa casa. + +NICOLÃ’ + + esitando. + +Ma scusi. Lei non aveva sposato quel marchese? + +TERESITA + + molto riservata. + +Sì. + +NICOLÃ’ + + C. S. + +E.... suo marito? + +TERESITA. + +È morto. + +NICOLÃ’ + + con una certa sorpresa. + +Ah! è morto anche lui.... + +TERESITA. + +In duello a Parigi. + +NICOLÃ’. + +In duello a Parigi.... Guarda, guarda. + +TERESITA + + dopo un breve pensiero. + +Ma non parliamo dei morti. Quel che è passato, è passato. + +NICOLÃ’ + + astratto in una sua idea. + +O bello, o bello... + +TERESITA. + +Che cosa? + +NICOLÃ’ + + si corregge, si fa serio, si alza. + +Mi rincresce di aver risvegliato delle dolorose memorie. Mi scusi.... + + in atto di congedarsi + +mi perdoni.... + +TERESITA + + restando seduta. + +Ma che cosa fa? lei non mi ha ancora detto lo scopo della sua visita. + +NICOLÃ’. + +È vero, ma io non so nemmeno se la mia visita abbia uno scopo. +Giacoraina doveva avvertirmi di queste circostanze. + +TERESITA + + con tono quasi materno. + +Bene, si accomodi. Giacomina mi ha scritto tutto. Lei e venuto a +Incirano per uno scopo molto lodevole e molto onesto. Vuol prender +moglie. + +NICOLÃ’ + + affettando una certa sicurezza. + +Sì, voglio prender moglie. + +TERESITA + + ridendo con gaiezza simpatica. + +O bello, o bello... + +NICOLÃ’ + + un po' mortificato. + +Che cosa c'è di bello? + +TERESITA. + +Bello che il signor Nicolò voglia finalmente prender moglie. + + ride. + +NICOLÃ’ + + serio. + +Non rida o mi scoraggia. + +TERESITA. + +Ci ha pensato un pezzo il signor Nicolò. + +NICOLÃ’ + + in tono di rimprovero. + +E di chi la colpa? + +TERESITA. + +Di chi? + +NICOLÃ’. + +Ah Teresita! non si dovrebbero ricordare certe cose.... + + picchia nervosamente il bastoncino sul cappello. + +TERESITA + + gravemente. + +Proprio! + +NICOLÃ’. + +E tanto meno si dovrebbe ridere. + +TERESITA + + sospirando. + +Si ride quando si è finito di piangere. + +NICOLÃ’ + + con una punta d'ironia. + +Beata lei che ha finito! Le donne son così facili a dimenticare.... + +TERESITA. + +Si dimentica... per non odiare. + +NICOLÃ’. + +Io non ho meritato il suo odio. + + Con un leggero tono di sarcasmo. + +A ogni modo la donna che sposava il marchese di San Luca deve aver +trovato nel fasto del suo blasone qualche conforto a' suoi dolori. + +TERESITA + + offesa. + +Nicolò, non dite queste parole che offendono una donna che fu già +troppo infelice nella sua vita. Voi sapete come sono andate le cose. +Il mio matrimonio fu per me una di quelle necessità che il solo cuore +d'una donna sa comprendere e sa compatire. Voi sapete che mio padre +era un uomo rovinato, che sulla nostra casa stava il disonore e il +fallimento, che soltanto un matrimonio di convenienza poteva salvare +una vecchia esistenza dalla disperazione. Allora voi eravate un +giovine ufficiale senza fortuna, nell'impossibilità di mettere una +casa. Poi venne la guerra e voi partiste per il campo.... + +NICOLÃ’ + + con amarezza. + +E quando tornai dai pericoli della guerra, seppi che Teresita Morando +era diventata la marchesa di San Luca. + +TERESITA + + con un moto di ribellione. + +Già , e non pensaste nemmeno ch'io avessi potuto fare quel passo per un +sentimento di abnegazione e di dovere. Voi pensaste solamente e +semplicemente che Teresita Morando, ragazza vana, leggera, smaniosa di +brillare, inebriata all'idea di portare una corona sul suo biglietto +di visita, avesse dimenticato volontieri il povero tenente per darsi +nelle braccia di un vecchio nobile... sciupato dai piaceri. Questo +solo voi avete pensato: e non sareste stato un uomo se aveste pensato +altrimenti. L'egoista non è obbligato a compatire e meno a +comprendere... e tanto meno a perdonare. + +NICOLÃ’ + + si alza, resta un istante come combattuto, e + mormora: + +Se sapeste invece quanto ha sofferto questo egoista! + +TERESITA + + alzandosi anch'essa. + +E quest'ambiziosa oh! non ha forse sofferto! no. Rapita dai bagliori +de' suoi diamanti questa vittima incoronata non ha versata mai una +lagrima.... Nei tre anni del suo matrimonio con quell'infelice +_boulevardier_ essa passò di trionfo in trionfo... invidiata da tutte +le miserabili che non hanno una corona sulla carrozza... e un +supplizio nel cuore. + + Abbandonandosi alla sua passione. + +Voi non vi siete più occupato di me; ma per qualche motivo avete +stentato a riconoscermi. Voi avete trovato facilmente dei dolci +compensi... + + Arrestata improvvisamente da una specie di + rimorso, cangia tono, e con affettata naturalezza + ripiglia. + +Ma di che cosa si parla? oh buon Dio! questo non è lo scopo della +vostra visita. A che pro' disseppellire cose morte e finite? Sediamo: +animo, sedetevi.... Veniamo all'argomento. + + Come smarrita. + +Giacomina mi ha scritto.... Che cosa mi ha scritto la buona amica? che +voi volete accasarvi, che è tempo anche per voi di mettere giudizio. È +giusto. Sa che le povere mie nipoti son buone e brave ragazze e +anch'io sarei contenta di vederle collocate. Ma sedetevi dunque, +parlate. + +NICOLÃ’ + + con espressione patetica. + +No, no, non ho più nulla a dire. Scusate, Teresita, io non son più +degno di accostarmi a una donna.... + + Si ritira qualche passo per + andar via. + +TERESITA. + +Non andate in collera per quello che vi ho detto. Vi domando scusa se +vi ho offeso. Sedetevi, ragioniamo. Accettate almeno un bicchierino di +vermouth.... + + Toglie da uno stipo una bottiglia + di cristallo e offre un bicchierino + a Nicolò. + +NICOLÃ’ + + sforzandosi a rifiutare. + +No, no, lasciatemi andare. Non merito più nulla. La mia vita è finita +da un pezzo. + +TERESITA. + +Devo proprio mettermi una vecchia cuffia in testa per persuadervi a +ragionare? + + Nicolò accetta il bicchierino. + +Se vi ho offeso perdonatemi. Voi avete per errore messa una punta di +ferro sopra una cicatrice e io ho gridato di dolore. Ma ora è passato. +Qua.... + + Lo fa sedere e siede anche lei. + +Posso aiutarvi, voglio consigliarvi, perchè in fondo ho molta stima di +voi. + +NICOLÃ’. + +Io invece non ho nessuna stima di me. Io ho sempre creduto che non +valesse la pena di voler bene a una donna. Ho atrocemente sofferto, ma +non per pietà della vittima inghirlandata. Ho sofferto solamente per +il mio orgoglio ferito. Avete detto bene poco fa. Il mio nome è +Egoista. Quando un uomo non è capace di comprendere, di compatire, di +perdonare, non merita più che una donna gli voglia bene.... + + Volta via la faccia alquanto + commosso, tracanna d'un fiato + il bicchierino, va a collocarlo + sullo stipo, e si prepara a congedarsi. + +TERESITA + + si alza, un po' soprapensiero. + +Permetta che le presenti almeno le bambine. Per quanto senza cuffia so +esercitare i doveri dell'ospitalità . + + Dal giardino risona un campanello. + +Ecco, son le ragazze che tornano colla governante. + +NICOLÃ’ + + cercando di sfuggire. + +No, no, non voglio veder nessuno; non voglio lasciarmi vedere. + +TERESITA. + +Mettiamoci qui, dietro a questo paravento. Da qui possiamo vederle +senza essere veduti. + + Conduce Nicolò per mano + fin presso la porta dietro un + paravento e indica le ragazze + che passano in giardino. + +Guardi la prima, la bionda, ha ventidue anni, è un angiolino di bontà , +piena di sentimento. L'altra, la bruna, Annetta, è un carattere più +serio, ha molto ingegno, conosce molto bene la musica.... + + Nicolò, stringendo la mano + di Teresita, trascinato dalla + forza dell'antica passione, posa + un bacio sui capelli di lei e resta + come fulminato dalla sua + stessa audacia. + + Teresita, sfuggendogli, dice + con accento di profondo rimprovero, + ma senza ira: + +Che cosa fa, Nicolò.... + + va a sedersi e nasconde la faccia + nelle mani. + +NICOLÃ’ + + dopo essere rimasto un gran + pezzo come trasognato, si accosta + pianino a Teresita e con + voce sommessa piena di note + tenere e appassionate, dice, + quasi curvo su di lei: + +Io non ho conosciuto che una donna nella mia vita e basta! la bionda, +la bruna, la sentimentale e la donna assennata, tutte le bontà e tutte +le bellezze di una creatura di donna son già passate nel mio cuore il +giorno che vi siete passata voi, Teresita. Voi vi avete lasciato un +modello così sublime, che, al confronto, tutte le altre mi sembrano +immagini sbiadite. Chi ama bene una volta ha amato per sempre. Il +destino non ha voluto che voi foste mia, e _amen_! È bene che io non +guasti il mio ideale. Se Giacomina non mi avesse cacciato qui, io non +sarei venuto mai a questa ricerca di commesso viaggiatore. È peccato +sciupare l'amore vivo con degli amori artificiali; non barattiamo +l'oro colla carta.... Addio. + +TERESITA + + non contenta. + +Che dovrò scrivere dunque a Giacomina? Che abbiamo fatto fiasco? + +NICOLÃ’. + +Le scriverò io, se permettete. Siccome non tornerò a casa sua prima +della fin del mese e forse più tardi, è bene che le mandi due righe. +Se mi favorite carta e penna. + +TERESITA + + preparando le cose su un altro tavolino. + +Intendete viaggiare? + +NICOLÃ’ + + siede al tavolino e prende la penna. + +Sì, ho bisogno di cambiar aria. Son mezzo malato, mi sento vecchio e +malinconico. Andrò a Parigi anch'io in cerca di distrazione. + + scrive: + +_Cara Giacomina...._ + +TERESITA + + seduta in disparte ha preso in + mano un lavoruccio. + +Parigi non è una città troppo indicata per della gente ammalata. Voi +avete bisogno d'una buona infermiera. + +NICOLÃ’. + +_Cara Giacomina...._ Aiutatemi a scrivere questa lettera.... + +TERESITA + + con energia, dopo aver buttato + via il lavoro. + +Sì, scrivete sotto dettatura:--Cara Giacomina, siccome io sono... un +uomo di poca fede.... + + Nicolò scrive sotto dettatura: + qui s'interrompe. + +TERESITA + + comandando. + +Scrivete, animo! «Son destinato a soffrir sempre per non conchiudere +mai nulla.» Avete scritto? + + Si alza e passeggia un po' nervosa. + +NICOLÃ’ + + scrive. + +_Mai nulla_.... Ho scritto. + +TERESITA. + +Punto e a capo. «Io non credo nella virtù della donna.... + +NICOLÃ’. + +Scusate.... + +TERESITA + + lasciandosi sempre più trasportare + dalla passione. + +No, no. Dovete scrivere la vostra condanna. «Non credo... che una +donna... possa aver conservato puro il suo ideale... mentre.... + + parlando direttamente a Nicolò + che lascia cadere la penna. + +mentre intorno a lei si commerciavano gli affetti e si commettevano le +più ignobili vigliaccherie. Non credo che una donna possa sopravvivere +al suo stesso dolore e alle sue umiliazioni: non credo che possa +ancora conservare intatto il tesoro de' suoi affetti e possa +compensare un uomo di averla amata bene una volta.... + +NICOLÃ’ + + afferra le mani di Teresita, le + porta alla bocca, inginocchiato + davanti a lei. + +Dunque tu mi ami ancora? + +TERESITA + + svegliandosi da una specie di sogno. + +Che fate? io non parlavo di me. Scrivete. + +NICOLÃ’. + +Donna di poca fede, perchè ingannarci ancora? + +TERESITA. + +Io parlavo di queste povere ragazze orfane. + +NICOLÃ’. + +Esse hanno bisogno di un padre. Scrivete voi, detterò io.... + + La fa sedere al suo posto. + +TERESITA + + resistendo. + +Nicolò, che cosa ho detto? io provo un rimorso.... Voi non siete +venuto per me. + +NICOLÃ’. + +Scrivete «_Cara Giacomina_.... + + Teresita si sforza a scrivere. + + Nicolò detta: + +Ni... co... lò mi a... ma;--punto e virgola.--Io a... mo Nicolò. +Dunque t... o... to. E Teresita non dice di no. E la cara zietta, +senza la cuffietta, si lascierà finalmente baciare la bocca da un +vecchio ragazzo che l'ama da dieci anni. + +TERESITA. + +Odiandola.... + +NICOLÃ’. + +Sì. L'amore perchè resista al tempo bisogna come l'oro mescolarlo in +una piccola lega d'odio e di gelosia. Sì, io ti ho odiata, ti odio... +perchè ti amo. + +TERESITA. + +Zitto, le ragazze.... + + Si alza un po' spaurita e con + voce supplichevole soggiunge: + +E andrete proprio via? + +NICOLÃ’. + +Sicuro, bisogna che io corra ad avvertire Giacomina di queste novità . +Ve la manderò qui. + +TERESITA. + +Qui no: ci son troppe ragazze. Andrò io da lei. Mio Dio! e che diranno +queste povere figliuole? io che dovrei pensare al loro destino, e +invece.... Bella zia che sono! ma non sono invecchiata, Nicolò? + + Va a guardarsi nello specchio. + +Non sono magra e distrutta dal dolore? Non merito proprio una cuffia? +Che cosa dirà il mondo? + +NICOLÃ’ + + ridendo mentre passa il braccio + nel braccio di lei. + +Il mondo dirà che amor vecchio non invecchia: e che il miglior modo +per prender moglie è... di parlarne alla zia. + + + + +AI TEMPI DEI TEDESCHI. + + +--Tutte le mattine la salutavo con un bel trillo di flauto (allora il +flauto era di moda): e tutte le sere, prima di levarmi le scarpe, le +mandavo un altro saluto con una volatina di note, che volevan +dire:--_Bona note, siora Nina_! + +--Lei, insomma, era innamorato della sua vicina. + +--Come un angelo, ero innamorato. A vent'anni l'amore va tutto in +fiore, e quando la sorte ti mette accanto a una bella donnina, il meno +che si possa fare è di farle la corte col flauto. + +--E il marito? + +--Il marito d'una bella donnina è sempre un brutto mostro, un tiranno, +uno scimmiotto, questo si sa. Nel caso mio, il sior Malgoni, imp. reg. +impiegato alla contabilità , un omaccione linfatico e geloso, meritava +qualche riguardo, prima perchè in fondo voleva bene a sua moglie, e +poi perchè aveva delle amicizie in polizia e a quei tempi non c'era +troppo a fidarsi. Parlo dei tempi dei tedeschi. + +--Ho capito. Lei non andava più in là del flauto. + +--Ero un matricolino sui vent'anni, un pò' timido, come chi non è mai +uscito dal suo guscio. Qualche volta mi arrischiavo di gridare dalla +finestra:--_La se péttena, siora Nina! vol piovere? vol far belo, +siora Nina?_ + +--E la siora Nina? + +--_Sì, sior Anzolo, vol piovere, vol far bel tempo!..._ + +--Un'arcadia! + +--E non mancavano i sonetti. + +--Anche i sonetti? + +--Sicuro; li stampavo sul _Trovatore_, un giornaletto teatrale di +Padova, e glieli facevo pervenire con delle iniziali molto +trasparenti. Seppi più tardi che la siora Nina non sapeva leggere più +in là del suo libro da messa; ma le donne, quando amano, son come i +gatti; ci vedono anche al buio. Suo marito se l'era tirata in casa +ancor ragazzina, con una gonnella di cotone e un paio di zoccoli sui +piedi; l'aveva mandata a scuola un po' di tempo dalle monache, e +quando la servetta gli parve cresciuta abbastanza, se l'era sposata +per avere una compagna fedele. Il poveretto, più vecchio una ventina +d'anni, pativa d'asma e di mal di cuore, ed è sempre prudenza aver +qualcuno che ti assista in un bisogno e ti faccia compagnia la notte. + +--Era bella? + +--Bellissima no, ma un musettino gustoso di servetta friulana, con dei +riccioli biondi che incorniciavano un bell'ovale colorito e sano. +Gaia, spiritosa come tutte le nostre venete, la fortuna non l'aveva +fatta salire in superbia. Nella sua ignoranza aveva un fascino +naturale, non guasto dalle solite compassature del galateo sociale. + +Gente in quella casa ce ne andava poca, tranne qualche provinciale, +che capitava di tempo in tempo a trovar la Nina diventata _parona_. + +L'unica persona di riguardo, che visitava con qualche frequenza l'imp. +reg. impiegato della contabilità era il dottor Franzon, un professore +della facoltà medica, compatriota del Malgoni e suo medico curante. +Franzon era già una mezza celebrità fin da quel tempo per le sue +fortunate operazioni ostetriche, e la gran scienza faceva perdonare in +lui il naso d'aquilotto e i modi di villan scozzonato e superbo, che +gli avevano meritato il titolo di dottor _Grobià n_. + +L'onore e la scienza di tanto uomo si riverberavano sulla modesta casa +Malgoni, specialmente dopo che Franzon era salito in auge alla Corte +per una felice operazione, che aveva salvato alla monarchia uno dei +trecentotrentatrè arciduchini d'Austria. E poi fa sempre comodo d'aver +un dottore amico, quando si soffre d'asma e di palpitazione di cuore. + +La siora Nina era in una continua trepidazione davanti a un _omo de +tanto riguardo_, molto più che Malgoni, indulgente su molte cose, +diventava ancor il _paron_ terribile, quando si trattava d'invitare a +pranzo l'illustre Franzon. Guai se il manzo non era a giusta cottura! +guai se il caffè non aveva quel tal profumo delicato! guai se Nina non +faceva gl'inchini bene e non rispondeva a tono:--_Sior sì, sor dottor; +sior no, sor professor...._ «Un omo che aveva delle influenze a Corte, +che, con poco rispetto parlando, aveva visto un'arciduchessa in +camicia, un dottor di quella forza, un professoron come Franzon, che +si degna _de magnar_ la tua minestra, non è un caso che cápita a +tutti; oltre all'onore, poteva sempre far del bene a un imperiale e +regio impiegato, onesto, religioso e di sani principii.» + +--Ho capito. La siora Nina non si divertiva troppo. + +--E no, poverina! quando i due cravattoni cominciavano a parlar di +politica, e a tirare in scena la Dieta e Metternich e a parlare in +_barlich_ e _barloch_ e in _flit_ e _futter_, essa usciva volentieri +col secchiello a prender l'acqua sul pianerottolo. + +Era in quei momenti e durante quelle brevi scappate ch'io coglievo +l'occasione per recitarle il mio sonettino, per dirle che le volevo +bene, per baciarle la punta di un dito. Non più in là , s'intende. + +Essa non era donna da dar confidenze agli studenti e io, povero +matricolino, ero troppo ingenuo per far della concorrenza a +Metternich. + +La cosa andò avanti così un bel pezzo, tra un trillo di flauto, un +sonetto e un secchiello d'acqua, quando Malgoni ammalò gravemente di +quel suo battito di cuore e parve sul punto d'andarsene all'altro +mondo. + +Franzon si mise al letto dell'amico e gli usò una assistenza fraterna. + +Quando non bastava il dì, rimaneva la notte accanto alla siora Nina +che scaldava i brodi; e siccome ogni servizio merita compenso, e non +c'è amicizia che in qualche modo non si faccia pagare, il bravo dottor +e professor, forte dell'amicizia di Metternich e della sua prepotenza, +credette d'onorare anche la moglie del suo vecchio amico. + +La Nina, una povera servetta senza esperienza, còlta di sorpresa, +nella sua suggezione, nella sua paura, al buio, di notte, accanto al +marito quasi morente, dominata dalla forza d'una passione brutale e +poi spaventata dal sofisma del fallo compiuto, dopo essere stata +vittima, si credette quasi complice del tradimento. E tacque e simulò. + +Franzon poteva fare del bene a Malgoni; ma poteva anche fargli del +male. La povera donna, sprovveduta nella sua ingenua ignoranza d'ogni +energia morale, credette, simulando, di evitare a suo marito un gran +dolore. C'era da farlo morire di crepacuore quel pover'uomo, se gli +avesse detto di qual refe era fatta l'amicizia di Franzon. E non si +accorse che intanto l'uomo scaltro ed erudito la dominava con la sua +stessa paura e l'appoggiava come una schiava al carro della sua colpa. + +Quando tornai a Padova, dopo le vacanze, mi parve di leggere nel volto +meno chiaro della bella Nina come una nota misteriosa di dolore e di +avvilimento. Essa mi fece capire che aveva qualche ragione segreta di +vivi dispiaceri. Malgoni stava abbastanza bene e aveva ripigliato il +suo ufficio; ma l'amico di casa s'era impadronito così bene del cuore +del suo malato, che ormai il pover' uomo non vedeva che per gli occhi +del dottore, non parlava che per la sua bocca. + +Non ci vuole che un marito per non vedere: ma la gente cominciò a +mormorare. Le donnette volevan quasi far credere che il dottore +mirasse ad avvelenare Malgoni colla digitale o a corroderne la vita +coi deprimenti. Questa calunnia, messa fuori colla solita sventatezza +delle teste piccine, non fu senza conseguenza per una fantasia +riscaldata come la mia; la malinconia, il pallore e le lagrime della +povera siora Nina non erano per se un terribile capo d'accusa? + +Da quel dì cominciai a guardare in cagnesco il piccolo dottor Grobian, +dal naso d'aquilotto, dalle spalle di facchino, che andava schiacciato +sotto l'enorme tuba e infagottato nell'enorme cravattone di seta. E +siccome ringhio suscita ringhio, anche Franzon imparò a conoscermi e a +guardarmi in cagnesco tutte le volte che m'incontrava sul pianerottolo +o nell'androne della casa. Anche lui aveva le sue spie, e qualcuno +doveva avergli parlato dei miei sonetti e de' miei trilli di flauto. + +Si arrestava con sfacciataggine a squadrarmi, colle mani dietro alla +schiena, colle quali dimenava una grossa canna come una coda e con +quegli occhi pesti pareva dirmi:--_Ocio_, matricolino che so tutto e +ti posso far legare.--Il _Trovatore_, aveva delle velleità +patriottiche io era allora un bel giovinotto, con un bel pizzo di +barba: e anche quel po' di barba poteva essere interpretata come +un'idea sovversiva. Parlo dei tempi dei tedeschi. + +Messo tra un marito geloso e un ringhioso amico di casa, il meno che +potessi fare era di usar prudenza, di rimettere il flauto +nell'astuccio, di sacrificare qualche sonetto, di compatire da lontano +a una povera donna caduta come un'agnella negli unghioni d'un orso +buono e stupido e di un lupo furbo e affamato. + +E le cose sarebbero andate avanti un pezzo così, e sarebbero +fors'anche finite in qualche maniera colla pace e colla noia, se tutto +ad un tratto l'illustre Franzon non fosse stato ufficiato ad assumere +la direzione dell'Ospedale delle partorienti a Venezia, carica che +portava il grado di medico di Corte e il titolo di cavalier della +Corona di ferro. Bagatella! + +Questa nomina che lusingava la sfrenata ambizione e l'avidità del +bravo ginecologo, poteva essere per la siora Nina una vera +liberazione. + +Ma la poverina aveva fatto i conti senza il lupo. Franzon non era un +uomo da rinunciare troppo facilmente a una passione e a una comodità , +neanche per l'onore della Corona di ferro. Scrisse da Venezia +all'amico che c'era una bella combinazione, un posto vacante alla +contabilità di quella delegazione, con qualche vantaggio di soldo, che +lui poteva raccomandarlo a persone influenti: e poi tornò a scrivere +che l'aria delle lagune più calma, più carica di sale, era fatta +apposta per i mancamenti di respiro; non perdessero tempo, +inoltrassero subito una domanda all'I. R. delegato: al resto pensava +lui.... + +--Il lupo voleva avere la pecorella vicina.... + +--Precisamente così. La povera Nina che di quella maledizione ne aveva +abbastanza, usò di tutta la sua influenza presso il marito perchè non +si movesse; gli dimostrò che a Padova stavan bene, che vi avevano +amici e parenti, una bella casa, tutte le migliori comodità , mentre un +trasloco è una tempesta, un danno, un fastidio infinito. Pregò tanto, +carezzò tanto la barba grigia del suo Malgoni, che costui, pigro già +la sua parte e nemico dei trambusti, finì col ringraziare l'amico +lontano e disse di no. Questa risposta non fece che aguzzare la voglia +dell'illustre ginecologo e colla voglia il dispetto e la rabbia. Tornò +a scrivere; ma vedendo che sprecava il suo inchiostro, e che Malgoni +era deciso a non muoversi, cominciò a insinuare bel bello qualche +sospetto nell'animo dell'amico. Gli fece capire che la Nina aveva +qualche motivo di non abbandonar Padova, città allegra, piena di +studenti e di capi scarichi, che fanno all'amore coi sonettini e coi +trilli di flauto.... + +--Birbo! + +--....Tre volte birbo! Il marito, facile a insospettirsi, aprì gli +occhi, osservò dissimulò, e può essere che cogliesse qualche segno a +volo. Ma non volendo far scene per paura d'uno scandalo, una sera, +detto fatto, annuncia alla Nina che aveva accettato il posto: si +preparasse a sbarazzare la casa e a partire per Venezia, + +La povera donna, che cominciava appena a respirare e a godere la sua +libertà , còlta in un momento cattivo, dichiarò a Malgoni che lei a +Venezia non sarebbe andata.... + +--Ah! tu non vuoi venire?--gridò con voce ironica il vecchio geloso: e +siccome l'amico lontano in quei giorni aveva avuta la bontà +d'inviargli tutta la raccolta de' miei sonetti innocenti, in cui il +nome di _Nina_ tornava spesso a rimare con _divina_, armato di quei +documenti, si scagliò sulla povera donna e cominciò a batterla. + +--So tutto, svergognata! so tutto, brutta traditora, senza cuore e +senza carità . E tu fai all'amore, mentre hai il marito malato, quasi +moribondo? e tu dimentichi così il bene che ti ho fatto, brutta +servaccia? + +E siccome non cessava di picchiare con un pezzo di riga sulla spalla e +sulla testa della povera donna, alle grida, ai pianti di costei, sì +risvegliò la casa, si aprì qualche finestra, comparvero dei lumi e +cominciarono gli uhè.... di sotto e di sopra. + +La Nina che non capiva bene per colpa di chi la battesse il suo +padrone, aveva cercato di scappare dall'uscio sul ballatoio; e fu +allora che il vecchio esasperato, pensando che volesse fuggire di +casa, le sbarrò il passo, l'afferrò pei capelli e la fece strillare +come un'aquila. + +Era troppo ormai anche per un matricolino. Corsi di sopra, piombai su +quel disperato, che al mio comparire si fece livido; poi non so dire +quel che sia avvenuto. + +Pare che l'emozione fosse troppo forte per il vecchio malaticcio, o +che una violenta stretta di cuore soffocasse insieme la bile, il +sangue e la vita. + +Cadde come un sacco slegato, lo circondarono, lo portarono sul letto, +e nella notte stessa morì, con infinito spavento della povera Nina, +che s'immaginava quasi d'averlo ammazzato. + +Due giorni dopo questi fatti alcuni compagni corsero a casa mia ad +avvertirmi che avevano arrestato Branchetti, il direttore del +_Trovatore_ e che la polizia era in cerca di me. Non era il caso di +stare ad aspettarla. + +Le guardie entrarono in casa mia e sequestrarono le carte, le robe, il +flauto. Padova non era più aria buona per me: e per non aspettare di +peggio, la notte stessa presi la strada del confine. + +--Era anche questo un intrigo di Franzon? + +--....Còlto nel segno! Coll'ingegno che natura gli ha dato, egli aveva +saputo dimostrare alla polizia centrale di Venezia che a Padova si +congiurava contro l'ordine costituito e che un branco di giovinastri +mazziniani nelle conventicole del _Trovatore_ inneggiavano all'Italia +sotto l'allegorico nome di Nina, + +--Che talento! Non poteva vendicarsi con più spirito. E come finì? + +--Finì che, morto Malgoni e venuto al mondo, sei mesi dopo il +funerale, un bel maschietto, la povera Nina trovò ancora della sua +convenienza di andare a Venezia e d'acconciarsi in casa del suo nuovo +padrone e tiranno; il quale qualche tempo dopo trovò della sua +convenienza anche lui di sposare la vedova e tirarsi in casa quel po' +di ben di Dio che Malgoni le aveva lasciato sul testamento. La siora +Nina dev'essere morta qualche tempo prima che entrassero gli Italiani +in Venezia. + +--Bella storia! e Franzon? + +--Franzon sano, robusto, vispo come un pesce, di trionfo in trionfo, +oggi è diventato una mezza illustrazione della scienza europea. Si +dice che alla prima infornata abbiano a farlo senatore. + +--....È naturale! Non son più i tempi dei tedeschi. + +GINA. + +Man mano che il Natale, col suo regalo di neve, si avvicinava, si +facevano sempre più spaventosi i rimorsi di quella ragazza: perchè la +sua mamma poveretta, era morta appunto una mattina di Natale, mentre +la Gina non toccava ancora i nove anni, e il pensiero della mamma, +anche in mezzo alle più sciocche vanità della vita, aveva sempre +conservato per la giovane un certo qual profumo, come di fiori +d'altare. Oggi, passati molti anni da quel giorno, la Gina aveva +abbandonata la casa paterna, per venire a cercar fortuna in città . +Giunta a Milano col canestrino di fiori, perchè era bella, se l'erano +messi d'attorno i giovinotti e uno fra' tanti che l'aveva tentata, +pareva che le volesse bene; così almeno egli giurava sempre, +toccandosi colla mano il posto del cuore. E veramente, ne' primi +tempi, fu per la Gina una specie di sogno. La stagione era viva, la +città allegra e piena di gente, gli amici cortesi; per cui ella potè +facilmente guadagnarsi un appartamento tutto per lei, con specchi, +dorature, cortine di seta, e un gabinetto chinese con una specchiera, +che pareva un reliquiario. E dire che la Gina alla Ghiacciata s'era +lavata il viso le dodici volte nel secchio! ma fortuna e dormi, dice +il proverbio, ossia chi bella nasce ha la dote nelle fasce. I +fotografi amavano ritrarla in grande, per farne dei quadri agli angoli +delle vie: un cappellino, portato dalla Gina, poco mancava che +diventasse subito di moda e se le signore--quell'altre--non andavan +dietro al modello, gli era soltanto per non dimostrare che la Gina +fosse più bella di loro. Tuttavia anche sotto quella cipria, anche in +mezzo alla spuma frizzante di quella vita, fra le garze e i nastri +color di rosa, la Gina provava nel cuore una specie di puntura, come +se una spina vi si fosse rotta dentro; e in fondo ai cartocci pieni di +cose dolci, che le regalavano a teatro, sentiva sempre un amaro di +legno quassio, perchè il peccato non si sputa fuori, nè tutte le +macchie si lavano col sapone. Anzi, quanto più pareva che il suo +occhio di gazzella fosse talvolta rapito in una apoteosi dell'opera, e +in una contraddanza di driadi ed amadriadi, tanto più il suo pensiero +sprofondava nelle fessure della coscienza e le accadeva di vedere, fra +le piante della scena, spuntare un campanile aguzzo, colla crocetta in +cima, o la siepe dove soleva curare le oche, o il pergolato e il +ballatoio di legno, coll'insegna della Ghiacciata, la famosa osteria +del suo babbo. + +Fanciulletta vi era cresciuta, a piedi nudi, col bel musetto sporco, +coi capelli in furia, cogli occhi neri e lustri come il carbone, amata +prima dalla sua mamma, odiata poi dalla matrigna, che aveva una +ragazza brutta e storta. + +Quando la matrigna aveva gente, la Gina scappava di sopra, apriva un +guardaroba, ne toglieva una veste lunga, per il gusto d'indossarla e +di fare la coda sull'ammattonato, passeggiando innanzi allo specchio +con una ventola in mano, di penne di tacchino. La matrigna ne la +pagava poi con sferzate di vero legno di nocciuolo, o con schiaffi per +il gusto che avrebbe voluto anch'essa di voltarle la faccia. Ma la +faccia della Gina si faceva sempre più bella, come se le ceffate +finissero d'aggiustarla: gli occhi, spesse volte lagrimosi, +acquistavano una profondità infinita, come chi guardasse nell'acqua +del mare, e così spuntò la primavera dei suoi sedici anni. All'osteria +della Ghiacciata, che aveva d'intorno un bel boschetto di carpini e di +sambuco, venivano al primo aprirsi della primavera, molte comitive in +carrozza, di giovani e di donne bellissime, che dopo il pranzo si +mettevano a ballare sul battuto. Il Toppa, un cretino dalla gola +gonfia e dagli occhi malati, suonava l'organetto per muovere certe +scarpette di seta, che il diavolo, io credo, suggerisce ai parigini +per far perdere la strada alle anime innocenti. Anche la Gina imparò a +ballare, cioè quando ci si provò la prima volta, si meravigliò essa +stessa di saperlo fare. È vero che essa aveva ballato molte volte ne' +suoi sogni, quando, a quindici anni non si dorme inutilmente; ma tutti +dicevano che danzava di scuola, e che pareva di portare una piuma, se +si appoggiava al braccio del cavaliere. + +Imparò anche a far dei mazzolini e vide in seguito che i fiori stavano +bene in un canestro di vimini. Una volta che una di quelle signore +dimenticò un cappello di paglia, a foggia di paniere, colla tesa larga +e piovente, la Gina se lo provò sul capo, e vide che pareva anch'essa +un fiore nel paniere. Ci pensò un poco; ogni mattina, da un pezzo in +qua, soleva correre incontro al procaccia, per togliergli di mano un +biglietto ricamato con una corona di conte, Ci pensò un pezzo, finchè +una volta che la matrigna osò buttarle il cencio dei piatti sul muso, +non disse nulla, ma scrisse due righe sopra un foglio. Due giorni +dopo, col pretesto che andava in chiesa a messa, nel suo scialletto +nero, prese la strada postale, camminò nella polvere e sotto il sole +per un bel tratto, finchè giunta allo svolto, dov'era una gran siepe +di robinie, scoperse una carrozza. Il cuore fe' sulle prime un gran +schiamazzo, che non facevano l'eguale le sue dieci oche nei giorni di +temporale; sostò, chiuse gli occhi un minuto, e quando li riaprì, +credette quasi che l'aria fosse infocata, Qualcuno la spingeva bel +bello: una voce sussurrava al suo orecchio; la carrozza fece il resto. + +Dopo tre mesi di vita gaja, la Gina ammalò di tifo: e se non era una +vecchierella di buon cuore che si pose a curarla, presso il guanciale, +gli amici l'avrebbero lasciata morire come un cane, nel suo bel +gabinetto chinese. Quando potè cacciare le gambe dal letto e si guardò +nello specchio trovò che, meno gli occhi, molto di bello se n'era +andato: i capelli se li sentì pochi nelle mani, non così però che con +un po' di belletto, e con qualche truciolo finto ella non potesse +sperare di vincere ancora la sua fortuna. Uscì per le strade a vender +fiori, ma visto che la gente non credeva più alla Gina di prima, pensò +al modo di diventare un'altra Gina, poveretta! La vecchia signora, che +l'aveva curata con tanto amore, le offrì ricovero in casa sua, in una +viuzza tranquilla e fuor di mano, dove il sole non scendeva un +momento, che per scappar via. Passò l'estate. L'autunno venne innanzi +col suo tabarrotto di nebbia: venne anch'esso il dicembre nella sua +pelliccia d'ermellino, e lassù intanto, in quelle quattro stanze, +colava l'aria fredda, livida, inzuppata dì malinconia. Quando la Gina +sentiva qualche cosa alla gola, che minacciava di strozzarla, usciva +in cerca di sole, rubando cogli occhi l'ultimo verde, che spenzolava +dai rami degli alberi. Si avvicinava il Natale, l'anniversario della +sua povera mamma. Il profumo del lauro, la vista del muschio, degli +aranci, dei presepi, dei balocchi di legno verniciati, esposti nelle +botteghe e sui banchini, risuscitavano una folla di reminiscenze, un +polverìo, come sopra una strada pesta da cavalli sfrenati. La Gina se +ne tornava a casa, colla febbre nelle ossa, colle guance riarse, con +una gran sete: si accoccolava per terra, sotto la finestra, al buio, o +cogli occhi incantati sui fiocchi di neve che cadevano; nelle ore di +notte che non poteva dormire, o che dormiva così a sbalzi, coll'animo +sospeso e co' piedi freddi, essa si lasciava andare a ripensare le +belle carte di torrone, che.... una volta il babbo le regalava, delle +quali ne aveva un fascio in una scatola, quali screziate d'oro e +d'argento, quali con bei lembi color cielo, color vestito della +Madonna, altre gentili come le perle, altre accese come il fuoco; e ne +faceva vesti alle sue bambole di carta, alla Ghiacciata, se ne ornava +ella stessa le orecchie, tagliuzzando le laminette di paglia d'oro, +tintinnanti; quasi il destino avesse dovuto prepararle, per i suoi +begli occhi, una corona di diamanti, come a una principessa.... Così +pensava fredda fredda nel letto. + +Ahimè! la corona l'aveva avuta sul capo, non importa se di gemme +false. L'acqua era scesa per la sua china, trascinandola verso il +mare; ma che mare! meglio il pantano, ove andavano guazzando le sue +oche nei tempi di secco. Se ne sentiva sudicia l'anima e la bocca. Non +pareva più il suo corpo, tanto le vesti le scappavano giù e i capelli +si irritavano sul capo come lische. E intanto correva per le vie il +santo Natale, caro ai bambini, a suon di piva, circondato il capo +d'edera e di muschio; ogni masserizia era pulita e benedetta: ogni +piedino aveva le sue calzette di lana, bianche o a liste di colore; +s'imbandivano le mense accanto al fuoco, dove bruciava il lauro, +spandendo un profumo di presepio e di Betlemme. V'era della gente al +mondo, felice per un cavalluccio di legno scoperto in una scarpa, e +delle barbe grigie, che piangevano di gioja per due righe di rampini, +scarabocchiati e dedicati al nonno. Perchè la felicità è per sè stessa +una cosa leggera e porta in alto il cuore che sa contenerla. + +--Gina!--gridò la voce della vecchia dal fondo della scala. + +Gina era fuggita. Scivolò al bujo dalle scale, corse pel vicoletto, +scappò via, mentre accendevano i primi lampioni. + +Non nevicava, ma tanta era stata la neve caduta sui tetti, sui +campanili, sugli abbaini, che la città pareva lì per perdere il +respiro. Per la lunghezza delle vie, e per le piazze profonde, le +flammelle del gas, fatte rossigne, si stringevano in sè, come se +temessero pure di dover morire di freddo; poche, frettolose, le +persone rasente ai muri; dagli archi delle botteghe chiuse, dalle +finestre delle osterie, dalle case, traspariva quella luce velata e +calda, che ha dentro di sè il fumo delle pentole e la ciarla della +gente allegra. Voltò per via Larga; di là pel corso, verso porta +Romana, dov'era la strada per la Ghiacciata. Sperava di arrivarvi in +meno d'un'ora, non in carrozza, come sei mesi fa, quando era partita, +non fra due filari di pioppi verdi, ma con un santo orgoglio, che la +sorreggeva, che le riempiva gli occhi di lumi: al di là dei lampioni, +oltre i gabellini, oltre la cerchia delle mura, che la serravano come +l'anello d'una ruvida catena, anche in mezzo alla neve, alla nebbia, +ai fossati, alle pozzanghere oscure, rasente ai cimiteri, la Gina +vedeva la libertà ; fuggiva, come se dietro i suoi passi corressero +proprio ad inseguirla, e, voltandosi, guardava con spavento la mole +confusa e nebbiosa della città . Presso i bastioni si trovò quasi +perduta in un campo di neve. Le guardie, in un cantuccio del dazio, +stavano scaldandosi intorno a un braciere, discorrendo sottovoce con +aria di malcontento: al di là , quando cioè la Gina ebbe varcate anche +le case del sobborgo, si trovò nel deserto addirittura, come le venne +in mente d'aver letto, all'incirca, d'Elisabetta negli _Esiliati in +Siberia_, quando giunge alle rive del Kama. La strada correva fra due +fossati: non un carro, non un lume, non l'abbajare d'un cane. Ma non +per questo cessava d'andare; il negro, che sia sfuggito al flagello +del piantatore, non respira con tanta voluttà l'aria delle selve, +quanto una coscienza, che si snodi da un'abbiezione morale e torva, +cerchi di tornare alla stima di sè stessa. La Gina camminava nella +neve, scendeva nelle pozze, nel ghiaccio, nella mota, contenta di +dover vincere quegli ostacoli, come se, passando attraverso quella +grande tribolazione, dovesse poi uscirne purificata. Era scomparsa un +giorno d'estate fra un polverìo bianco: voleva ricomparire al disotto +d'un nembo di neve; così della Gina si sarebbe dimenticato quel tempo, +come se fosse stato un sogno. + +Camminò forse un'ora, senza mai sentire il freddo che le sbatteva sul +viso; per la lunga eccitazione del suo spirito, ella finiva, sto per +dire, col camminare sopra i propri pensieri. Certamente non vedeva +l'ombra delle piante, nè i mucchi di ghiaja che costeggiano la strada, +sotto uno strato di neve; se li avesse veduti, ne avrebbe preso +maggior spavento, quasi fossero tanti cataletti posti in fila. Molte +sue amiche eran camminate al camposanto collo strato bianco, e dietro +aveva cantato anch'essa le litanie della Madonna, intonando il _Mater +purissima_. E cammina, e cammina. Ecco finalmente che da' casolari, +che sorgevano a destra e a manca della strada, sprofondati nel più +fitto della notte, vede uscire, anche qui, quella luce velata e calda, +che ha dentro di sè il fumo delle pentole e la ciarla della gente +allegra. Anche per questi luoghi morti e quasi disabitati era passato +il santo Natale, caro ai bambini, a suon di piva, circondato il capo +d'edera e di muschio. Udiva delle canzoni, ma la strada continuava +sempre deserta, sempre bianca lungo i fossati in cui gorgogliava +un'acqua cieca piena di misteri. Finchè le parve di ravvisare, allo +svolto di una gran siepe secca, il luogo, dove sei mesi fa era salita +per la prima volta in carrozza, a guisa di certe povere ragazze delle +favole, amate da principi. Quindi ravvisò anche il campanile aguzzo +colla crocetta in cima, e fu per cadere come morta; ma la tenne ritta +il pensiero che il più difficile era fatto e che, se Dio le avesse +dato di poter rientrare nella sua casa, non solo ella avrebbe saputo +trangugiare tutti i bocconi amari, ma si sarebbe chiamata felice di +ottenere una scodella per carità e di far la serva alla sua matrigna. +Giunta all'orlo della siepe di sambuco, che cingeva il giardino della +Ghiacciata, guardò attraverso e vide che le finestre della vasta +cucina brillavano; sotto stava il Toppa, attaccato all'organetto, e +suonava una bella mazurca; la sua faccia giallognola e cretina +sorrideva, mentre di dentro andavano e venivano delle ombre sulla +cadenza della musica. + +La matrigna aveva invitato quel giorno Anselmo il mugnaio con suo +figlio Gerola, un buon cristiano, zotico come un tronco, ma danaroso: +da un pezzo la donna vi aveva messo gli occhi sopra per darlo, se si +poteva, alla sua Carolina, che un migliore non ne avrebbe potuto +trovare in questo mondo. Era stata contenta in cuor suo che la Gina, +sdrucciolando come aveva fatto, avesse sbarazzata la casa da una +terribile rivale. + +La Gina si accostò all'uscio; non piangeva, anzi, se si deve dirlo, si +sentiva un coraggio e un'energia, di cui ella stessa si meravigliava. +Il suo babbo era sempre il suo babbo e una donna, messa alle strette, +non ha mai il cuore di respingere un'altra donna--pensava--quando +implora compassione per amor di Dio. + +Picchiò una volta e non fu udita. + +Aspettò che il Toppa finisse di strimpellare e tornò a picchiare più +forte. + +Questa volta qualcuno intese; la chiave scricchiolò e il volto della +matrigna apparve nella fessura dell'uscio. + +--Chi è a quest'ora? + +--Sono io, la Gina. + +Il Toppa tornò a suonare, e il baccano, che sorse di dentro, impedì +che altri potesse udire questo discorso. + +--Sei tu, sgualdrinella? va via, non ti conosciamo. + +--Per amor di Dio.... + +--Sei venuta in carrozza? + +--Per carità , almeno per questa notte.... + +--Questa notte meno che un'altra. + +--E dove andare a quest'ora? + +--Va dalla tua mamma. + +E chiuse l'uscio con furore, e girò due volte la chiave: parve a un +tratto che di dentro si raddoppiasse la festa: la Carolina ballava con +Gerola, e l'ostessa menava a tondo Anselmo il mugnaio, che non poteva +reggersi sulle gambe. Il babbo dormiva nell'angolo nero del camino. La +Gina non si accorse che intanto ripigliava a nevicare; non si accorse +nemmeno che l'acqua entrava nelle sue scarpe; nè che le vesti +strisciavano per terra. Non si sgomentò. + +--Andrò dalla mia mamma,--disse sottovoce, con un senso amoroso, la +povera Gina. Conosceva bene la strada, perchè tutti gli anni soleva la +mattina di Natale portarle un mazzo di fiori secchi, o un nastro +ricamato. Quest'anno l'ora era un po' tarda, ma la sua mamma l'avrebbe +ricevuta. + +Attraversò le vie deserte del paese: conobbe la strada del camposanto; +spinse il cancello, che cedette. + +--Essa m'ha aperto,--mormorò la Gina. + +Traversò il piccolo campo, finchè vide una croce di legno, +mezz'arrovesciata nella neve; ne sbarazzò le braccia, e cadde giù, +esclamando con uno schianto:--M'han detto di venire da te, mamma. + +E piangendo cercò di chiederle perdono; si attaccò al legno con una +stretta affettuosa di chi sente un cuore vicino, che risponde al suo. +Poi chiuse gli occhi, per dormire accanto. La neve cadde alta tre +spanne quella notte e tutti dicevano che avrebbe fatto bene alla +campagna. + + + + +STORIA DI UNA GALLINA. + + +Vìvevano una volta due vecchi sposi. Egli non si chiamava Taddeo, ma +Paolino, ed essa, la signora Brigida, buone anime entrambe. Il sor +Paolino lavorava in canestri e la moglie in raggiustare le calze; dopo +trent'anni, si volevano bene come il primo giorno di matrimonio, anzi, +invecchiando, miglioravano nell'amore, come il vino nelle botti +suggellate. Se il Cielo mi concedesse tanto buon tempo che io potessi +raccontare giorno per giorno la vita del sor Paolino, e della sora +Brigida, crederei di giovare col mio libro a' miei simili, ben più che +con un trattato di meccanica celeste: perchè, dopo tutto, l'amore e la +benevolenza sono il pernio, sul quale la ruota del mondo gira senza +stridere. Ma poichè questa consolazione non mi è concessa dalle +circostanze, racconterò almeno in quest'occasione del santo Natale un +episodio della loro vita, che farà piangere, io credo, tutte le anime +sensibili. Beato chi piange, e una lagrima, dice un libro chinese, è +più grande del mare. + +Dopo l'esperienza fatta negli anni passati e sempre in loro danno, i +nostri buoni vecchietti eran venuti entrambi del parere di allevare in +casa una gallinetta, per vederla crescere sotto i loro sguardi +all'avvicinarsi di queste ultime feste dell'anno, togliendo così il +pericolo, tanto comune oggidì, di dover mangiare una cosa per l'altra +o fors'anche una porcheria. E poichè sono sull'argomento, si sa +oggimai che, se tutte le lepri, che si mangiano all'osteria potessero +parlare, i topi non starebbero a sentirle; come, per altra parte, +accade spesso a qualcuno, mentre siede col suo pezzo di manzo sul +piatto, di vederselo scappar via al suono d'una frustata. La lepre è +gatto, il bue è cavallo, e così via il vino è aceto, l'aceto è veleno; +non c'è speranza che nel tempo, quando, cioè, le cose saranno +diventate così naturalmente false, che per cambiare torneranno quelle +di prima. Ma intanto i nostri vecchietti, giunti sulla sessantina, +dovevano per obbligo di coscienza guardarsi dalle cose false e tener +da conto lo stomaco: non meritano lode, se al'avvicinarsi delle feste +comperavano una gallinetta viva per nutrirla colle loro mani? + +La cara bestiola passeggiava per casa da circa tre mesi, chiocciando, +piluccando, ruspando, come fanno tutte le sue pari. Brigida, mentre +suo marito stava alla bottega, soleva discorrere con lei o le +tagliuzzava foglie di verze, o le sbriciolava del pan di melica, +invitandola a bere in una terrina bianca che pareva porcellana. Che +dirò del sor Paolino? prima d'entrare si fermava dietro l'uscio +chiamando chi-chi-chi; se fosse stata nelle nuvole, la povera bestia +correva giù. Il canestrajo allora rovesciava le tasche in terra e ne +usciva del grano, del pane, del biscotto, che la gallina bezzicava +divinamente sotto gli occhi beati dei suoi padroni. Una vedova che +abitava vicino al loro uscio e che, dopo la morte d'un suo pappagallo +non poteva resistere a tali spettacoli, piangeva come una bambina. + +--Che peccato!--disse un giorno il sor Paolino,--che peccato che la +povera bestia non possa assaggiare una goccia del mio caffè! oggi ha +mangiato asciutto e le farà peso. + +La sora Brigida invece trovava che, stando sempre in cucina sul +mattone, avrebbe patito del freddo; non che volesse dire con ciò che +un paio di calzette sarebbero convenute a una gallina, ma fece in modo +che Paolino stendesse almeno una vecchia stuoja presso l'acquajo. E +bisogna dire che la gallina avesse veramente dei meriti, perchè con +niente non si fa il buon brodo, nè la buona stima. Le penne infatti le +aveva screziate sul petto e d'un bel colore rosso dorato sulla +schiena; le zampe magre e svelte, l'occhio vivace e malizioso la sua +parte, e ai ragionamenti dei padroni rispondeva con certi movimenti +del collo, degni di qualunque ragazza da marito. Le volevano bene, +dunque, non solo perchè fosse una gallina, ma perchè gli animi buoni +si attaccano volentieri alle cose buone. Mentre i due vecchietti +sedevano a tavola a mangiare quel po' di carne comechessia, comperata +dal beccaio (nè potevano allevarsi in casa un bue come un pulcino), la +gallinetta saltava su, guardava ne' piatti, ora coll'occhio destro, +ora col sinistro, con tanta innocenza che i due vecchietti perdevano +la memoria dell'appetito. + +Ma i giorni passano per tutti. Già si discorreva delle feste, come se +fossero giunte: la gente pensava al modo di passarle bene e il Natale +veniva innanzi colle sue scarpe di feltro. + +I nostri due buoni vecchietti già da cinque o sei giorni si vedevano +sopra pensiero, come se avessero nel capo un cespuglio di spine; ma, +essendo e l'uno e l'altra d'indole timida e rispettosa, per paura di +farsi torto a vicenda, masticavano in silenzio il loro dolore. La +gioja comune che si spande in questi giorni e che rischiara le case e +gli animi della gente, non li rallegrava, anzi se qualcuno +diceva:--buone feste, sora Brigida,--essa rispondeva appena, crollando +malinconicamente la testa. + +Anche il sor Paolino a bottega non era più lui; stava immobile, colle +mani sul canestro, gli occhi fissi in terra e pensava:--Se non fosse +che la Brigida ha bisogno d'un vitto sano e nutriente, chi oserebbe +strappare una penna a quella povera creatura? + +E la sora Brigida dal canto suo, correndo sulla calza:--Se quel +pover'uomo non avesse lo stomaco disfatto, se non avesse speso per +allevarla, chi avrebbe cuore?... ma dirà che sono tenerezze da donna +malata, e riderà di me; come noi ci burliamo della nostra vicina. + +Così passò qualche altro giorno, senza che nè l'uno nè l'altra osasser +toccare quel brutto tasto. + +Mancavano tre giorni appena al Natale e bisognava uscirne. Sedevano +entrambi innanzi al camino, dopo un pranzo di magro fatto con certi +pesci, che forse non eran pesci. Egli, il sor Paolino, andava +costruendo colle molle una catasta di fuscellini, intorno a un ceppo, +che bruciava vivo vivo, ed essa, la sora Brigida, in una cuffia di +traliccio, colle mani sotto il grembiule, piangeva in silenzio +nell'ombra. + +--Credi tu, amor mio,--cominciò il sor Paolino,--che fosse veramente +una tinca che abbiamo mangiato? + +--Credo di no,--ella rispose stentatamente. + +--Se si potesse tenerli in casa nella catinella i pesci, come si +tengono i polli nella stia, si potrebbe vedere,--soggiungeva il marito +per tirare il discorso sull'argomento. + +Brigida si scosse sulla sua sedia e soffocò un sospiro dentro di sè +per non dare segno a quel pover'uomo della sua sciocca debolezza. +Vedeva troppo bene che Paolino contava di poter mangiare almeno il +giorno di Natale qualche cosa di schiettamente sano. + +--Essa non immagina punto il mio pensiero,--disse fra sè il buon uomo, +a cui spiaceva e come uomo e come marito di mostrarsi in qualche parte +da meno di sua moglie. Sedevano innanzi al fuoco, come dicevo, +scaldandosi le ginocchia e discorrendo così, quando a un tratto videro +venire innanzi la loro gallina, che si era levata ad ora insolita, e +che veniva a specchiarsi nella fiamma. Le sue penne mandavano bagliori +e fosforescenze d'oro e di piropo e, o fosse che i poveri vecchi la +vedessero attraverso le lagrime, o fosse altrimenti, parve loro una +cosa piovuta dal Cielo, se non proprio il gallo che convertì San +Pietro. + +Il sor Paolino non potè resistere a quella vista, e con un pretesto +uscì; e uscita anch'essa, poco dopo, la povera donna, andò a bussare +all'uscio della vedova, in cerca d'un consiglio. Il canestraio trovò +per via Angiolino del Trapano, suo vecchio amico, uomo prudente e +quasi letterato, gerente d'un giornale politico, che propugnava una +santa causa, Angiolino ascoltò la gran passione dell'amico e si +concertarono insieme sul modo di regolarsi in questa difficile +circostanza. + +La mattina dopo, e precisamente la vigilia di Natale, Angiolino venne +a trovarlo a casa e strinse la mano alla sora Brigida. Egli s'era +messo quel dì l'abito scuro e teneva in mano il cappello a cilindro +come soleva fare nelle cerimonie o nei processi contro la santa causa. +Parlò della mala piega delle cose d'Europa, dei tempi che si fanno +grossi, della poca fede, della poca umanità che c'è nel mondo, e stava +per aprire la bocca sull'argomento (che già Paolino era sugli spilli), +quando entrò dall'altra parte anche la vedova, cogli occhi rossi, come +il giorno che aveva trovato il suo pappagallo strozzato fra due ferri +della gabbia. Era anche questa un'intelligenza presa fra le due donne. +Tutti e quattro sedettero, sconcertati ciascuno per riguardo agli +altri, mentre la gallina, più fortunata di tutti, passeggiava +tranquilla, beccando le screpolature, quasi che al mondo non +esistessero nè i grandi nè i piccoli affanni. + +Vi fu un istante di silenzio. + +Poi Angiolino del Trapano, carezzando colla manica il pelo del suo +cappello, coll'occhio fisso alla gallina:--Fortunate le +galline,--disse, che sfuggono a queste preoccupazioni! Esse posseggono +ancora quella semplicità che gli uomini, fatti tiranni di sè stessi, +mettono in non cale, correndo dietro, come sciacalli, al proprio +interesse, paghi soltanto quando sono pagati. Beati i tempi dei +patriarchi, quando gli uomini si contentavano d'un piatto di +lenticchie, nè avevano bisogno, come si vede in questi giorni, +d'insanguinarsi le mani nella strage di tante creature, che sono pure +creature di Dio! Quanto più bello e santo sarebbe, specialmente in +queste occasioni, mostrar la bontà dell'animo nostro, concedendo +riposo e tregua anche agli animali vivi e morti, che sono stati creati +non per l'ingordigia umana, ma per far più lieta la natura col loro +canto armonioso, collo splendore delle loro piume, col tenero belato, +col guizzar rapido e snello nelle acque dei fiumi. L'usignolo col suo +canto notturno...--seguitava Angiolino del Trapano; ma uno scoppio di +pianto interruppe il bel discorso. Paolino strinse nelle sue la mano +della Brigida, e sorridendo sotto il velo delle lagrime, esclamò: +--Noi non saremo tanto cattivi; anch'essa mangerà nel nostro +piattello. + +Quelle care persone si accordarono di pranzare insieme il giorno di +Natale, per far più lieta la festa dell'umanità . La sora Brigida +preparò un pranzetto d'uova, di berlingozzi, d'insalata, e un +pasticcio di riso e, poichè i tempi sono diventati così tristi, che +uno non sa ormai quel che compera e quel che mangia a tavola, aggiunse +per riguardo agli ospiti, anche una gallina delle solite, comperata +sul mercato, la mattina al buio, senza discutere, sicura in cuor suo +che questa almeno non sarebbe stata una gallina. + + + + +SCARAMUCCE. + + +Anche la nostra divisione, già da venti giorni accampata ad Oleggio, +ricevette l'ordine di raggiungere il grosso dell'esercito, che moveva +dal campo di Somma, per versarsi insieme sulla divisione del generale +Incaglia, incaricato di difendere il Ticino. Noi eravamo i Bianchi, +cioè colla fodera sul berretto, e il corpo dei Neri doveva +rappresentare un esercito nemico di sessanta mila uomini, pronto a +ritirarsi sopra Varese; a noi era comandato di vincere, e di coprirci +di gloria, sparando coi fucili vuoti, fortuna che non capita sempre +nemmeno nelle battaglie da burla, sebbene nel mondo si veggano molti +menare scalpore anche per più poco. Nessuna meraviglia dunque, se alla +vigilia stessa della manovra, molti cuori battessero come innanzi a +una vera battaglia: ma il cuore batte spesso per nulla. + +Alle tre di mattina il campo era già tutto in movimento. Splendevano +ancora le stelle e la più bella luna che sia uscita dalle mani del +Creatore. La tromba dava i segnali, e dopo un gran frugare al bujo per +terra, ci avviammo in silenzio, carichi di sonno, per le strade +biancheggianti e per le nere sodaglie alla volta di Arona. Giunti ai +brulli poggi di Cagnago e di Cumignago, il Monte Rosa cominciò a +disegnarsi e a colorirsi innanzi all'alba; ed ecco a un tratto escono +le prime fucilate dalle siepi e dai boschetti che coronano le alture; +e noi avanti, rispondendo noi pure colle fucilate. I Neri fuggivano +come una nidiata di sorci, si appiattavano dietro i cigli, sparavano +ancora quattro colpi, mostrando appena la fila dei berretti, poi +un'altra corserella; si vedevano comparire e sprofondarsi nelle +vallette, e poi sempre avanti come se giocassimo a rimpiattarelli. +Così di poggio in poggio, di valloncello in valloncello, ora diritti +dietro un muro, ora sdrajati nei fossatelli, o terra terra, +scaglionati nelle piccole creste per una linea di forse sei miglia +sulla destra del Ticino; finchè, occupate oramai tutte le alture colla +nostra artiglieria, si cominciò a discendere, a incalzare il nemico +contro il fiume. Il giorno s'era fatto chiaro del tutto: il cielo non +aveva una ruga, e l'aria fresca della mattina ci lavava il viso +dell'ultima nebbia di sonno. Già ne si apriva davanti il magnifico +spettacolo del Lago Maggiore, azzurro come il cielo, nella sua bella +conca di montagne verdi, dipinte in cima dal sole d'un bel colore di +carminio. + +Nessuno di noi pensava più che si fosse a una manovra. Il sangue, che +trasalisce ai primi colpi e che si riscalda alle prime occhiate di +sole, gli squilli di tromba, la voce dei capitani, il vedere correre e +saltare i cannoni sopra i prati e piantarsi a urlare, le vedette che +passano via come freccie, il luccichìo di qualche squadrone di +cavalleria, che brilla in un nembo di polvere, superbo e maestoso come +una legione di arcangeli; tutto ciò e più di tutto i vent'anni, che +non pesano ancora sul sacco, fanno rincrescere quasi che non si faccia +per davvero e che gli altri non siano disposti a lasciarsi ammazzare. +Due compagnie di Bianchi e di Neri, che si scontrarono l'anno scorso +sulla piazzetta di Divignano, mi dicono che, se non c'erano i +superiori a fermarli, que' buoni figliuoli si tagliavano a pezzi. E +veramente l'illusione è sì viva in questi istanti, che la ragione a +stento può trattenere la selvaggia natura, e vi passano per la +fantasia idee stravaganti, che son sorelle delle idee eroiche, e si +capisce che cos'è lotta, che cos'è lo sterminio: non v'è ragazzo di +vent'anni, che, trovandosi a cavallo fra quattro cannoni, non pensi di +tagliare il mondo con un colpo di spada. Il corpo vi par diventato di +bronzo sotto la giubba di panno. Insomma, non state a ridirlo, ma la +guerra dev'essere una bella cosa, forse ancora più bella dell'amore. + +Verso le nove giungemmo in vista di Arona. + +In questi dintorni ha una villetta mio zio Michele, un buon uomo che +ha fatto molti denari col sapone e colle candele steariche, non +sapendo nulla dei grandi problemi che travagliano la pellegrina +umanità . Sarei stato ben felice, se il caso mi avesse portato a dare +una capatina alla villa Teresa (Teresa era il nome della mia povera +zia), non perchè in casa di mio zio Michele la tavola sia quasi sempre +preparata, ma per la gloria di comparire agli occhi di mia cugina, +bello di polvere, abbronzato dal sole, cioè, come dicono i romanzieri, +irresistibile. Mio zio, uomo di vecchia esperienza, non aveva mai +veduto di buon occhio gli avvocati, e quando seppe ch'io m'ero dato +allo studio della legge, crollò la testa, come se si trattasse d'un +ladro mestiere. Forse il suo ideale (voglio dire il genero de' suoi +sogni) non era un pitocchello di qualche ingegno, ricco soltanto di +belle speranze, ma qualche cosa di più sostanzioso, di più palpabile. +Perciò non posso dire nemmeno che mio zio mi amasse come la pupilla +degli occhi suoi; tuttavia la mia bionda cuginetta Elisa, un +diavoletto che avrebbe colle sue moine disarmata la Prussia, +spadroneggiava nel cuore del babbo, e se per un capriccio avesse +voluto sposare uno spazzacamino, il babbo avrebbe benedetto anche lo +spazzacamino. + +Io mi lusingavo d'essere qualche cosa di più: e sebbene, prima che mi +cingessi un brando, potessi anche sembrare un mattarello di poco +giudizio e considerare la Lisa come una ragazzina, oggi ero un +volontario e caporale. Il soldato aveva aggiustato l'uomo, e dopo +quasi un mese di vita selvaggia, all'erba, sotto la tenda all'aria, al +sole, la figura snella di mia cugina mi tornava davanti come una dolce +visione, mentre, appoggiato al mio fucile, procuravo di discernere +qualche cosa di bianco a una finestra della villa. + +Intanto che tutt'assorto nella contemplazione di due gelosie verdi, +carezzavo una dolce speranza col pensiero, il capitano, forse ispirato +da Dio, ordina al mio tenente di prendere con sè quattro o cinque +uomini e di occupare proprio la villetta dalle gelosie verdi, che per +trovarsi in una spianata elevata sul declivio, dominava dal suo +terrazzo una buona parte del fiume. Il tenente mi dice:--Venga anche +lei, caporale. + +Non aveva ancora terminate queste parole, che io camminavo già sul +viottolo che conduce alla palazzina, fra due siepi di bosco, lieto e +trionfante.--Questa volta, caro zio,--dicevo fra me,--conquistiamo la +posizione: l'avvocato ritorna a capo d'un esercito, nè basta una +muraglia di sapone a questi assalti. + +Strada facendo, il mio signor tenente, un vanerello ancor fresco +d'accademia, con un finestrino di vetro nella cassa dell'occhio +sinistro, non cessava dal far paragoni fra il Verbano e il Lago di +Garda, dove i suoi avevano una villa: suo padre era marchese, e il +tenentino non disperava di diventare un giorno almeno generale, e +tante altre cose andava dicendomi, per dimostrarmi ch'egli era ricco, +marchese, bravo cavalcatore, e amato da tutte le donne. Ma per conto +mio pensavo alla meraviglia di mio zio e della mia cuginetta, quando +mi avessero conosciuto; pensavo che, finiti gli studi dell'Università , +sarei stato dottore e che la fortuna di questo mondo non la si fa +solamente col sapone e colle candele steariche; pensavo che avrei +saputo rendere felice la mia bella cugina, anche a costo delle sue +duecentomila lire di dote. + +Intanto giungemmo al cancello del giardino. + +Al rivedere que' viali, quelle piante, que' luoghi pieni d'ombra e di +frescura, que' sedili, quelle statue coperte di muschio, che mi +ricordavano una lunga storia di giuochi, di capricci, di lagrime e di +versi sbagliati, mi pareva di diventar piccino, e il cuore batteva +anche a me come alla vigilia d'una vera battaglia. + +Tip, il grosso Tip, fu il primo che ci corse incontro abbajando. Allora +il sor tenente, accostandosi l'occhialino,--Caporale,--disse,--lei si +fermi accanto a questo pino con due uomini e non perda di vista il +campanile di Golasecca. + +Condusse e piantò gli altri uomini in diversi punti, poi si avviò solo +verso la villetta, che distava dal mio pino un quaranta passi, per +rendere omaggio ai padroni di casa. Elisa gli venne incontro per la +prima. + +Vestiva, come di solito, un po' capricciosamente; i capelli biondi, +sciolti, scendevano sopra un vestito quasi bianco, allacciato ai +ginocchi da una fascia rossa di fuoco. Da sei mesi o forse più che io +non la rivedevo, la ragazzina s'era fatta alta e complessa, e la moda +ajutava a stringerla in vita e a darle attraenti disuguaglianze. + +Il sor tenente, un gatto vecchio che sapeva arrampicarsi, portò la +mano alla visiera, si piegò come si piega un bastoncino di giunco, +sussurrò delle paroline sorridenti, Dio sa quali sciocchezze! Elisa +arrossì un poco, sorrise anch'essa e corse ad avvisare il babbo. + +Io intanto non perdevo di vista il campanile di Golasecca. + +Elisa aprì le persiane della terrazza, e dopo un istante uscì anche lo +zio Michele, sotto un gran cappello di paglia. Il buon uomo pareva +beato che la villa Teresa diventasse un punto strategico da far +parlare i giornali, e portò egli stesso sotto il padiglione della +terrazza due lunghi cannocchiali, coi quali pretendeva di vedere le +fabbriche di candele steariche anche nel mondo della luna. Elisa, una +discreta chiaccherina quando voleva, avviò una grande conversazione +col tenente che col braccio teso andava via via, segnandole i punti +principali delle operazioni di campo, intercalando, suppongo, delle +scipitezze, perchè le manovre son cose serie, e non si ride delle cose +serie. + +Io intanto non perdevo di vista il campanile di Golasecca. + +Vedendo che non c'era modo di attirare l'attenzione di Elisa un poco +anche sul caporale, mi volto a' miei due soldati, li squadro da cima a +fondo, e scoperti due bottoni d'una uosa «che non c'erano»:--Pare +impossibile,--strillai schiamazzando come un'oca del Campidoglio,--pare +impossibile, sacr.... che si portino di quelle porcherie; testa di +gatto! perchè mancano que' due bottoni? E zitto, o vi butto in prigione +per tre settimane, sacr..... + +Ma la conversazione del sor tenente era così piacevole che l'Elisa non +s'accorse delle mie bestemmie. Mi pentivo di non aver detto prima al +tenente che mio zio era mio zio, e mia cugina qualche cosa di più di +una cugina: ma non l'avevo fatto per antipatia, per ignoranza. Peggio +per me! Però mia cugina sapeva bene il numero del mio reggimento, e +quel numero l'aveva sotto gli occhi; perchè non avrebbe dovuto +domandare al tenente se conosceva il caporale così e così? Il tenente +presentò a mio zio, com'era giusto, anche il suo biglietto di visita, +con tanto di corona sopra: mio zio fe' due occhi di barbagianni, +s'inchinò, strinse le labbra come se assaggiasse del vin santo, passò +il biglietto alla figlia, che si profuse anch'essa in riverenze. +Corbezzole! un marchesino non capita tutti i giorni tra' piedi; non si +sa mai ciò che un marchesino può diventare. Mio zio avrebbe voluto +essere una saponetta per le sue belle mani, o una torcia stearica per +fargli lume. + +Io intanto non perdevo di vista il campanile di Grolasecca. + +Il mio bonissimo zio, dopo avere stretta fra le sue la mano del +marchesino, distese sopra un tavolino una carta geografica della +provincia, dove il tenente continuò la sua lezione, seduto accanto +all'Elisa. Vi fu un momento che questa abbassò la testa per meglio +orientarsi, e il tenente abbassò la sua, rasentando colle labbra i +capelli della mia cara cugina. La battaglia era veramente disastrosa +per me. Mentre pareva che i due eserciti volessero riposare un poco, +le fucilate rincominciarono nel mio cuore: e son fucilate che fanno +squarci, non c'è muro che tenga! Mio zio, facendosi visiera colle due +mani, cercava il nemico in su quel di Sesto Calente, e gridava:--Si +restringono;--mentre il tenente sussurrava delle paroline topografiche +all'orecchio di Elisa. + +--Signor tenente!--gridai, saltando a un tratto sul terrazzino. + +La mia bella cugina si scosse, mi riconobbe e gridò:--To', Pierino. + +--Sei tu, nipote mio?--esclamò mio zio con poco entusiasmo. + +--Cos'avete, caporale?--interruppe il tenente in un modo insolito; e +voltosi a mio zio:--Perdonerà , ma vi può essere un pericolo. + +--La patria, la patria anzi tutto,--osservò quel sant'uomo di mio zio +Michele. + +--Una compagnia di Neri passeggia sul sagrato di Golasecca,--dissi +affannosamente e, voltomi alla Lisa, le chiesi:--Come stai? + +--Sto bene....--rispose confusamente. + +--È ben sicuro d'averli veduti!--tornò a dimandare il tenente un po' +seccato. + +--Co' miei occhi....--ripicchiai insolentemente. + +--Prenda i suoi uomini e faccia un giro per tutta la vigna, osservando +attentamente tutti i punti all'intorno: anzi sarà bene che salga su +qualche pianta. + +Mentre il tenente parlava, i miei occhi erano inchiodati addosso +all'Elisa che abbassò i suoi. + +--Ha capito, caporale? + +--Sissignore,--risposi a denti stretti. + +--E non perda di vista.... + +--Ho capito!--gridai, interrompendolo, e voltai le spalle. + +--Se i Neri ci lasceranno un po' di pace, le permetterò di far +colazione con suo zio. + +--Abbi pazienza, nipote mio: la patria anzi tutto.--E mio zio rideva. + +La parola colazione il marchesino non l'aveva fatta sonare per nulla: +mio zio, che non ci pensava nemmeno, si risvegliò come di soprassalto; +pensò che il povero marchese poteva aver fame, e mentre io facevo il +giro della vigna, presto presto, un tovagliolo, un pajo d'uova fritte, +una bistecca, fra una fucilata e l'altra, un bicchierino di bordò con +un pezzettino di ghiaccio. Questo dev'essere accaduto, mentre io +andavo in cerca di una pianta... per impiccare l'amor mio, le mie +speranze, le mie illusioni. + +Infatti, quando tornai presso il pino della mia disperazione, in vista +del campanile di Golasecca, il tavolino era imbandito sotto il +padiglione, al fresco, e il tenente, servito dalle mani stesse di mia +cugina, mangiava come un eroe di Omero. + +Gli occhi a un tratto mi si offuscarono. Se invece di semplice polvere +avessi avuto del piombo nel mio fucile, chi mi assicura che Pierino +non avrebbe fatto uno sproposito? Rimasi più d'un quarto d'ora in una +specie d'estasi rabbiosa, il tempo cioè che il tenente impiegò per +trangugiare i due piatti freddi; quindi la compagnia entrò in sala, +forse a prendere un caffè. No, la guerra non è più bella dell'amore! + +--Essa non ha un briciolo di cuore per me,--andavo dicendo,--è una +civetta che sogna il marchesino e la carrozza! essa mi lascerebbe +anche morire di fame, se io potessi ancora aver fame! Povere mie +speranze, poveri miei sogni!-- + +A queste lamentazioni s'intrecciò una musica malinconica che uscì +dalla villa. Era lei che faceva sentire al tenente la _Prière à la +Madone_ sul piano-forte, una musica che non giungeva nuova al mio +cuore, che mi aveva insegnate tante belle cose! Erano lagrime vere, +che ora riempivano gli occhi (non state a dirlo) e che io asciugai +colla manica ruvida del mio cappotto. Quando alzai il viso, vidi mio +zio sul terrazzino, curvo, colle mani appoggiate alle ginocchia, +intento a speculare nel cannocchiale le mosse dei Neri: la musica era +cessata e il buon uomo gridava: + +--Si restringono sempre.-- + +Io allora, col mio fucile stretto fra le mani, col passo leggiero +d'uno scoiattolo, saltando sulla sabbia, eccomi sul terrazzino, anzi +fin quasi alla persiana, prima che mio zio se ne accorga; mi arresto, +arresto i moti del cuore, spingo il capo verso l'entrata e l'occhio +verso il piano-forte, e, non vedendo più il campanile di Golasecca, +sparo in aria un colpo, io non so perchè, un colpo che rimbombò come +un temporale. Mio zio Michele saltò a cavallo del cannocchiale, Elisa +gettò un grido e svenne nelle braccia... d'una poltrona; i miei +soldati sparsi nella vigna, credendo di far bene, risposero con una +salva, e a questa risposero altre salve dei nostri, rimasti sulla +strada, che temevano d'un'imboscata. Tutto il campo fu messo +sottosopra e per poco non ne andava di mezzo la fortuna della +giornata. + +Io, appoggiato al muro, pallido, irrigidito, non sapevo più in che +mondo mi trovassi. Della lunga predica che il tenente infuriato e +rosso in viso fece sonare al mio orecchio, io non intesi se non che, +giunti a Milano, egli mi avrebbe condannato a un mese di prigione e a +tre di consegna in caserma. + +E mantenne la parola da vero gentiluomo. Ne' panni suoi avrei fatto di +più; ma quando mi fu concesso di uscire, tutto era finito, la +battaglia era perduta. + +Sei mesi dopo ricevetti un bigliettino malinconico di mio zio, che mi +pregava di andare a trovarlo e di perdonargli molte cose: non seppi +resistere alla tentazione, e, sebbene avessi giurato di non porre più +il piede nella sua casa, vi andai, Non era più lo zio d'una volta. Mi +fece sedere accanto, mi prese malinconicamente la mano, mentre gli +occhi gli si riempivano di lagrime. + +--Elisa?--balbettai con voce tremante. + +--È malata.-- + +Il nemico era passato devastando il paese. + + + + +DEBITI D'ONORE + +E DEBITI DI CUORE. + + + _15 dicembre_. + +Negli anni passati la mia più grande ambizione era di fare un bel +regalo al babbo il giorno di Natale. + +Sei mesi prima del gran giorno mi prendevo la testa tra le mani e +cominciavo a pensare a un regalo che non fosse la ripetizione di un +altro, ma una meraviglia nuova, una sorpresa.... Una volta era un +ricamo sul filondente, un'altra volta un disegno a matita, una terza +una sonatina di Schumann eseguita sul pianoforte; l'anno scorso fu un +sonetto, il primo sonetto della mia vita (e forse l'ultimo), al quale +il professore Tantini dovette accomodare le gambe e le rime. + +Il babbo si mostra sempre soddisfatto e orgoglioso della sua Tuccia, e +io godo anche di più per due motivi, prima, perchè contento lui, e +poi, perchè la gente mi loda, mi esalta e a me è sempre piaciuto il +fumo dell'incenso sotto il naso. Il Natale era insomma la festa della +mia vanità . + +Quest'anno mi sento grande e malinconica. Quel mendicare l'elemosina +sulle lodi colla scusa del Santo, mi pare una cosa sciocca e indegna +d'una ragazza che ha compiuto i diciassette anni. Qualche cosa è +avvenuto dentro di me, da qualche tempo a questa parte, ch'io non mi +so spiegare; non è pigrizia, non è indifferenza, ma somiglia a un +rimorso d'esser cresciuta tanto senza imparare a vivere meglio. + +Quest'anno c'è una grande tristezza in casa mia, e penso che passeremo +un brutto Natale; pazienza, senza i soliti regali! ma avremo la +collera e la discordia sedute nel cantuccio del camino. + +Mio fratello Enrico, un mese fa, si è bisticciato aspramente col +babbo. È un ragazzo vivo, di primo impeto, che avrebbe bisogno di una +mano vigile che lo tenesse in briglia, ma preso di fronte si impenna +come un cavallino selvatico. È sempre cresciuto a caso, senza la +mamma, fra le governanti, i servitori, i maestri, i collegi buoni e +cattivi, e quantunque il suo cuore sia affettuoso e generoso, è +tuttavia sfrontatello e tenace nella sua volontà . + +Da qualche tempo (oggi ha vent'anni) s'è dato alla vita gaia e +svagata, e l'altro mese ha perduto per la prima volta ottocento lire +al gioco. + +Mio padre dice che il gioco è una passionaccia che fa perdere l'anima +e il corpo, e, per troncare il male alla sua radice, non solo si è +rifiutato di pagare questo suo debito d'onore, come lo chiamano, ma ha +inveito contro il ragazzo con tali parole da far paura a un uomo di +sasso; Enrico rispose con qualche insolenza. Il babbo gli indicò +l'uscio, l'altro se ne andò pallido d'ira e di vergogna, e da un mese +non è più tornato in casa. + +Con questa spina nel cuore noi ci prepariamo alle feste di Natale. So +che Enrico è andato in campagna col marchesino d'Etzio, suo compagno +di collegio, ma non so come se la passi. Il babbo è torbido, +concentrato, colla fronte piena di rughe. + +Che giornate, mio Dio, che brutte ore passiamo! Quante volte ho +pregato l'anima benedetta della povera mamma, perchè guardi sulla sua +casa! Non ho mai pensato che nella vita potessero scendere giornate +così buie. In casa mia son sempre stata il frugolo, il cucco, la +bambolina, il tesoretto di tutti, specialmente del babbo e dei +fratelli che mi vogliono bene, anche quando mi tormentano per la mia +_erre_ mozza, che a me pare così bella e aristocratica. + +Enrico suol dire che mi vuoi bene più. che al suo Flick e non è poco, +perchè il suo Flick mangia con lui nel medesimo piatto e dorme nel suo +letto. Enrico, Arturo ed io siamo sempre stati tre ragazzi distratti e +spensierati, pei quali la vita non è che un gioco. Quando si hanno due +belle case, sei persone di servizio, tre cavalli in istalla e i mezzi +per soddisfare oltre ai bisogni i capricci, è naturale che una +ragazzina creda che la vita sia una bella commedia e che le sia +toccata la parte di prima donna. + +Ma da qualche tempo io comincio a considerare la vita da un altro lato +e penso che la felicità non sia tanto al di fuori quanto dentro di +noi. + + + _17 dicembre_. + +Di faccia alla nostra casa è una casetta di modesto aspetto, dove +abita una ragazza della mia età , che fa la sarta. Quando mi alzo la +mattina e quando torno in camera per andare a letto, io vedo quella +testolina rossiccia, sempre curva d'estate e d'inverno sulla macchina. +Spengo il lume e ancora il riverbero della sua lampadina entra per la +mia finestra e spesso mi addormento allo stridulo rumorio della sua +piccola _Singer_ che ella paga stentatamente a due lire al mese. Il +suo mondo è un tavolino pieno di gomitoli, il suo cielo è quello che +si vede attraverso alle nebbie grasse della città fra un comignolo e +l'altro dei tetti. Si direbbe che essa viva nella sua macchina, fatta +macchina anch'essa dagli urgenti bisogni, e che il giorno che cessasse +di girare la ruota, il suo cuore dovesse cessare di battere. Eppure +anche ieri mattina, mentre spolverava i mobili della sua stanza, +sentii che la vicina cantava. E sempre canta quando il cielo è bello e +quando un raggio di sole trova la strada di arrivare fino a lei. È una +cantilena malinconica in cui suonano sempre due parole: amore e +speranza.... + +Non chiedete a me, per carità , ch'io mi ponga a cantare. Questa mia +gran casa, colle pareti coperte di cuoio, con tanti mobili intagliati +e dorati, è una spelonca senza allegria. Qui manca la pace, e se io +alzassi la voce per cantare, avrei paura e vergogna di me stessa e +crederei d'offendere il povero padre mio, di là , colla fronte piena di +rughe.... + + + _18 dicembre_. + +Ieri ho scritto ad Enrico. Non gli ho toccato della brutta questione, +perchè temo ch'egli prenda in canzonatura i miei consigli, ma gli +esprimo il desiderio che egli venga a Milano. Mi ha risposto che si +trova a Milano già da una settimana. In quanto al tornare, non dipende +da lui. Finchè non avrà pagato il suo debito, non vuole che la gente +dica che egli mangia il pane di suo padre. Così vive alla ventura, +forse della carità degli usurai, ma spera di essere compatito. In +fondo egli sente altamente di sè e quest'orgoglio non è soltanto +figliuolo della caparbietà . + +Povero Enrico! mi ricordo che un giorno sedevamo nel salone, io +davanti al cavaletto, egli sdraiato nella grande poltrona, colla testa +rovesciata sulla spalliera, con uno de' suoi romanzi nuovi spalancato +sulle ginocchia, e occupato in apparenza a soffiare il fumo della +sigaretta verso il soffitto. Si vedeva già che una grande tristezza lo +tormentava. A vent'anni non gli pareva di trovare nella vita quel che +la giovinezza ha il dovere di promettere e di mantenere. + +--Tuccia--disse a un tratto con voce più gentile del solito--più +diventi grande e più vieni a somigliare al ritratto della povera +mamma. + +--Davvero? + +--Tal'e quale, la stessa fronte, lo stesso sguardo.... Ti chiameremo +d'ora innanzi la nostra mammina. + +Queste parole pronunciate quasi in aria di scherno mi fecero un grande +effetto, e quando il giorno dopo scoppiò il terribile uragano fra +padre e figlio, guardandomi nello specchio e vedendomi veramente un +viso più pallido e più pensoso, mi parve che io somigliassi davvero a +quel gran ritratto che ci guarda tutti i giorni dalla parete della +sala da pranzo. Io sono la sola donna di questa casa, e qui dovrei +rappresentare una parte che non fosse solo quella di una graziosa +bambolina. Se la povera mamma fosse viva, avrebbe permesso che Enrico +stesse lontano un mese da casa sua? avrebbe permesso che il babbo si +rodesse in silenzio nel suo dolore? lascerebbe la sua casa sotto la +tristezza di questi corrucci? + +A che cosa serve il mio saper ricamare, il mio saper dipingere, se non +so asciugare una lagrima? e perchè, come ci insegnano a superare una +selva di crome e di biscrome, non ci insegnano anche l'arte di levare +una spina dal cuore? + +Alle giovinette che hanno la mano leggera e delicata dovrebbe essere +insegnata la santa abilità di curare le ferite. + +Io mi struggo in lagrime inutili, corrucciata della mia stessa +incapacità , e lascio che i giorni passino, l'un dopo l'altro, senza +saper trovare una di quelle felici invenzioni che mi facevano tanto +orgogliosa della mia fantasia. + + + _19 dicembre_. + +È notte, nevica. Torno a scrivere ad Enrico, e mi pare che una nuova +eloquenza scaturisca dal mio cuore. Le parole che stentano a uscire +dalla penna quando devo descrivere cose che non mi riguardano, oggi +vengono in folla sulla carta. Prometto di parlare al babbo per lui e +di implorare un perdono che ha già tardato troppo a venire. Chiudo la +lettera con la frase: «la tua mammina». + +Questa frase non è ancora finita, che una lagrima cade sulla mia mano. +Ma è una lagrima dolce. + +Il cuore è orgoglioso della nuova parte che è chiamato ad assumere. + + + _20 dicembre_. + +Stamattina dopo colazione, mentre il babbo si sprofondava nella sua +poltrona a leggere i giornali, mi sono avvicinata e appoggiatami colle +braccia alla spalliera, al di sopra della sua testa: + +--Papà ,--dissi--Enrico è a Milano. + +--E così--chiese il babbo burberamente. + +--Siamo quasi alle feste di Natale.... + +--Non è colpa mia se queste feste saranno cattive. + +--Pensa, papà .... + +--Basta, non seccarmi. Tu non puoi capire certe cose. Quando sarai +moglie, quando sarai madre, vedrai che col cuore non si scherza.... + +--Io non scherzo, papà ....--esclamai dolorosamente. + +--Bene, bene; va', pensa ai tuoi regali.... + +Tentai ancora di parlare, ma, sentendo che gli occhi mi si riempivano +di pianto, corsi a rinchiudermi nella mia stanza. Non mi credono buona +che a baloccarmi e a far dei regalucci! + +Piansi forse un'ora come una bimba. + +Rimasi sola col mio corruccio fin verso l'ora del pranzo. Non +vedendomi comparire, venne a cercarmi la Costanza, una vecchia +guardarobiera, che da trent'anni vive in casa nostra. Non è donna di +molto sapere, ma è fedele come un vecchio cane. Da piccini la +chiamavamo la _Trottola_, per la sua maniera di camminare traballante, +a onde. Divenuti grandi, nessuno di noi si occupò più di lei, che +continua a rimanere in casa come un vecchio mobile che serve sempre a +qualche cosa. Io preferisco essere servita da Julie, una svizzera +tedesca che parla un cattivo francese. Costanza, via via che invecchia +seguita a rintanarsi nella guardaroba, fra i cesti e i mucchi della +biancheria, contenta che la sopportino, e riconoscente, di quel pane, +di quel letto, di quel tetto che essa ottiene dalla carità dei suoi +padroni. + +Venne a cercarmi perchè fu la prima ad accorgersi che non uscivo da un +pezzo dalla mia stanza, e come se io le avessi già fatta la storia de' +miei dolori, entrò diritta nell'argomento dicendo: + +--Non si faccia vedere cogli occhi rossi. Quel povero signore ha già +il cuore grosso così. So bene che è una grande passione; questa casa +non fu mai così triste, nemmeno nei giorni che hanno portato via la +sua mamma. Sapesse quanto pregare ho fatto in questi giorni! Non va, +non può andare avanti così, assolutamente no. Non c'è di peggio sulla +terra che la discordia nelle famiglie. Il sor Enrico non è cattivo e +io posso dirlo, perchè l'ho portato io al suo babbo quando è venuto al +mondo. Bisogna fare qualche cosa per lui. È un ragazzo vivo, +puntiglioso, che a pigliarlo colle buone si mena come un agnellino. +Gli pesa di non poter mantenere la parola data. Pesa anche a noi gente +ordinaria, che, se abbiamo un soldo di debito, non si dorme più. Se il +suo babbo non vuol proprio dargliele queste benedette ottocento lire, +non si potrebbe trovare il modo di dargliele noi? + +--In qual maniera? + +--Se non temessi di offenderlo quel ragazzo l'avrei trovata da un +pezzo la maniera. + +--Dillo.... + +--Se lei mi aiuta, padroncina, possiamo levarlo dai fastidi. + +--Certo, ti aiuterò. + +--Basta che egli non sappia da che parte gli vengono questi denari, e +creda che glie li mandi il babbo. + +--E invece? + +--Io ho un libretto alla Banca Popolare e c'è scritto un migliaio di +lire, che sono i miei piccoli risparmi in trent'anni che servo questa +casa. Di questi denari io non ho alcun bisogno, perchè grazie al +cielo, qui non mi manca nulla e non credo nemmeno di perderli, ma +solamente di prestarli al sor Enrico, finchè ne avrà bisogno, e me li +renderà quando potrà . Ma se egli sa che vengono da me, naturalmente +non li piglia e si offenderebbe di buona ragione che una povera serva +voglia prestare il suo denaro a lui. Dico bene? Ella potrebbe invece +fargli credere che sono del babbo o che sono suoi.... + +--Tu sei una buona donna, Costanza,--dissi guardando fisso per la +prima volta quel volto giallognolo e quegli occhietti, che non +dicevano mai nulla.--La tua idea è bellissima e ne parleremo domani. + +--Brava ora vada a tavola e si mostri allegra. + +Un raggio di gioia rischiarò la faccia rugosa di quella povera +vecchia, che, trottolando, corse in guardaroba, contenta come se +avesse vinto un terno al lotto. + + +--Ecco un'idea semplice,--dissi fra me--che non mi è venuta in mente! + +Io non avevo ottocento lire sotto la mano, ma possedevo tre volte +tanto in oro, in trine e in frivolezze eleganti. Il cuore non abituato +ad aver bisogno, non era abituato nemmeno a provvedere ai bisogni +degli altri. Anche nell'arte dell'esperienza vale più la pratica che +la grammatica. + +Durante la notte raccolsi tante cianfrusaglie che non usavo più, vi +aggiunsi un anellino di brillanti, e pensai, così a occhio e croce, +d'aver raccolto un valore di ottocento lire. La mattina per tempo +chiamai la Costanza, che corse col suo libretto nascosto in seno. + +--Ci ho pensato, Costanza; guarda. Ho raccolto questi gioielli, che +non metto più, e mi pare che possano bastare. Fanne un involto e senza +dir nulla a nessuno, va' dal vicino orefice e vendi. Quando hai i +denari in mano, va da Enrico, con questo biglietto che ora ti +scrivo.... + +Sedetti al tavolino e scrissi quattro righe con lieta furia di chi è +sicuro di salvare un uomo che affoga. Le antiche donne che portavano i +loro gioielli sull'altare della patria non erano più orgogliose di me. +Io mi sentivo crescere di valore, più prezioso di quello dei miei +ornamenti. + +La Costanza era rimasta istupidita cogli occhi fissi su quel +mucchietto d'oro e, quando mi mossi per darle il biglietto, mi guardò +col suo sguardo scemo, tentennò il vecchio capo, masticò qualche +parola, e tirandosi indietro: + +--Scusi,--disse,--lei può far vendere queste cose dal maggiordomo. Io +non son pratica. + +--Ma bisogna salvare il segreto. + +--Il segreto era necessario fin che si trattava dei miei danari; ma +questo è un altro conto. + +--Tu non vuoi aiutarmi, dunque? + +--Ella poteva aiutare me e non ha voluto. Scusi, capisco che i miei +danari possono offendere delle persone come lei, ma io non credevo di +fare l'elemosina. Scusi.... Scusi.... + +E come ubriaca si tirò verso l'uscio e se ne andò, nel momento che si +portava il fazzoletto turchino agli occhi. + +Rimasi stordita davanti alle mie favolose ricchezze, e ci volle un bel +pezzo prima che la mia ragione comprendesse in che cosa io l'avessi +offesa. Ma la buona donna, che in quella _sua_ idea aveva posto tanta +tenerezza, non poteva rassegnarsi a vedersela rubare con tanta +leggerezza da una ragazza, il merito della quale si riduceva a vendere +delle cianfrusaglie fuori di moda. Per la Costanza quelle _sue_ +ottocento lire valevano diecimila giorni di fatiche e di risparmio; +per me le mie non valevano quattro soldi, e con quattro soldi io +tentavo di rubarle una delle più grandi soddisfazioni della sua vita. +Anche nel fare il bene--ho letto in un libro--bisogna usare molta +discrezione e non togliere ai più deboli l'occasione di meritarsi un +premio. + +«Ritieni--seguitava quel libro che ora capisco per la prima +volta--ritieni che il miglior bene che tu possa fare è quello che tu +lasci fare volentieri al tuo vicino.» + +Fra me e la Costanza la pace fu subito conchiusa, e fra noi due fu +ancora lei la più imbarazzata a perdonarmi. Si combinò che ella +avrebbe portato dentro la giornata le _sue_ ottocento lire, colla +seguente lettera: + + + _24 dicembre_. + +«Caro Enrico, domani è Natale, e sarebbe per noi un giorno di troppa +desolazione se tu non ci fossi. Oggi ho parlato con papà e gli ho +fatto capire che io non rimarrò a dividere questa desolazione, +facendomi quasi complice di una discordia che offende i vivi e i +morti. Il babbo n'è commosso, e se tu gli mandi ora una parola vedrai +che è disposto a perdonare tutto. + +La Costanza, che ti porta questa lettera, è incaricata di consegnarti +anche una somma di ottocento lire, colla quale potrai soddisfare ai +tuoi debiti d'onore. + +Paga, e vieni subito nelle braccia della tua... mammina». + +Costanza eseguì allegramente la sua commissione e io chiusi le mie +gioie, e la presunzione nel cassettone. + +Non potevo tuttavia non dire parola al babbo. Aspettai la sera quando +rimanemmo soli davanti al fuoco e gli dissi: + +--Papà , ho pensato ai miei regali. Per domani voglio regalarti la +pace, se la vuoi.... + +--Se me la trovi. + +--Enrico verrà a pranzo con noi. L'ho invitato io.... + +Il babbo fissò gli occhi nella fiamma e non rispose. Io non gli +lasciai il tempo di pensar troppo e soggiunsi: + +--Abbiamo pagato anche il suo debito.... + +--Chi l'ha pagato? + +--Egli crede che i denari vengano da te, ma Enrico sarà invece mio +debitore. + +--E dove hai potuto trovare ottocento lire? + +--Me le ha prestate, anzi me le ha offerte, indovina.... + +--Non saprei.... + +--La Costanza. + +Il babbo aggrottò un poco le ciglia. Se lo avesse saputo prima non +l'avrebbe permesso, ma forse pensò che il miglior modo per evitare un +male è di prevederlo. + +Forse pensò ancora ch'egli aveva tardato troppo a perdonare, e che la +vecchia Costanza, nel suo cuore di donna, aveva un assunto da compiere +nella sua casa. Gli occhi suoi brillarono alla luce viva della fiamma, +e vidi che a stento frenava le lagrime. Cercò lentamente la mia mano, +se la tenne un pezzo chiusa nella sua sulle ginocchia e infine con +voce velata dalla commozione, esclamò: + +--Avete fatto bene, grazie.... + +--La Costanza mi ha fatto promettere che io non ti avrei detto nulla, +teme di offenderti.... + +--Io non le dirò nulla. + +--Ho accettato a patto che ella ricevesse una riga di scritto in cui +mi dichiaro sua debitrice. Tu mi devi fare un altro piacere, papà , +lasciare cioè che io paghi a poco a poco questo debito coi miei +piccoli risparmi sulle spese inutili.... Sarà il mio debito di cuore. + +--Se ciò ti piace. Tuccia, volentieri. + +--E non dir più, Papà , che io scherzo col cuore. + +Il babbo sorrise e diede una tenera occhiata al ritratto della povera +mamma, che sotto i mobili riverberi della fiamma pareva agitato e +vivo; poi mormorò: + +--Non lo dirò più, signora mammina. + + + _25 dicembre_. + +Io non ho mai passata una notte di Natale così serena e tranquilla +come questa volta, nemmeno negli anni bellissimi della prima +fanciullezza, quando si sognano gli angeli e i pastori che vanno per +la via al suono delle cornamuse. Il cuore, anche nel sonno, vegliò in +una soave contentezza, che scese a colorire e a rischiarare tutte le +cento visioni che passano nella fantasia d'una ragazza che non ha +dormito bene da un pezzo. E per una facile confusione di idee, dopo +essermi incontrata colla mamma in un paese sconosciuto, illuminato da +un grande falò, io mi confusi con lei, cioè sentii d'essere lei, e che +gran parte della morta viveva e parlava in me. + +Oggi a mezzodì entrò correndo la Costanza. Agitando le braccia come +una gallina che tenti volare, gridò: + +--Viene, viene.... + +Enrico, pallido e tremante di commozione, comparve nel vano +dell'uscio. Il babbo, pallido e tremante anche lui, si alzò. + +--Papa!--gridò il ragazzo con un accento che non dimenticherò più. Si +stesero le braccia, e quei due uomini si gettarono l'uno sul seno +dell'altro. + +La Costanza, che versava lacrime come un ruscello, seguitò a tirarmi +per il vestito fino in fondo alla sala, dove nascondendosi dietro la +tenda della portiera, tornò a dire: + +--Mi giuri ancora che non dirà nulla. + +Anche davanti a quel suo trionfo, la povera donna temeva del nostro +orgoglio e forse non aveva torto. In sessant'anni di esperienza ella +si era abituata a credere che i signori non amano le lezioni che non +possono pagare. Dopo i debiti di gioco ciò che più ci pesa infatti +sono i debiti di gratitudine. + +La Costanza ha ragione, dico, di credere così, perchè siamo fatti +così; ma una differenza dovrebbe esistere fra il bene e il male, e io +farò di tutto per non pagare troppo presto il mio debito di cuore. + +INDICE. + + +PREFAZIONE + +Due sposi in viaggio + +Un regalo alla sposa + +Nei boschi + +Parlatene alla zia + +Ai tempi dei Tedeschi + +Gina + +Storia di una gallina + +Scaramucce + +Debiti d'onore e debiti di cuore + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 10502 *** diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize +this eBook outside of the United States should confirm copyright +status under the laws that apply to them. diff --git a/README.md b/README.md new file mode 100644 index 0000000..07fead3 --- /dev/null +++ b/README.md @@ -0,0 +1,2 @@ +Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for +eBook #10502 (https://www.gutenberg.org/ebooks/10502) diff --git a/old/10502-8.txt b/old/10502-8.txt new file mode 100644 index 0000000..d9caf83 --- /dev/null +++ b/old/10502-8.txt @@ -0,0 +1,3663 @@ +The Project Gutenberg eBook, Vecchie Storie, by Emilio De Marchi + + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + + + + + + + +Title: Vecchie Storie + +Author: Emilio De Marchi + +Release Date: December 19, 2003 [eBook #10502] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + + +***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK VECCHIE STORIE*** + + +We thank the "Biblioteca Sormani" di Milano that has provided the images. + +This book has been completed in cooperation with the Progetto Manuzio, +http://www.liberliber.it + +Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the Online Distributed Proofreading Team. + + + + + + +EMILIO DE MARCHI + +VECCHIE STORIE + + + + +DUE SPOSI IN VIAGGIO. + + +La giornata spuntò serena e limpida per gli sposi, che dopo aver +riposato una notte a Como, continuarono il loro viaggio verso la +Tremezzina. L'acquazzone del giorno prima aveva posto nell'aria i +brividi precursori del non lontano ottobre e le cime dei monti, e +specialmente delle Alpi, brizzolate di neve, splendevano sotto un +raggio alquanto diluito e raffreddato nell'atmosfera trasparente. +Qualche giogo più acuminato usciva dalle altre vette, in un vestito +roseo, allegro come quello d'una fanciulletta il giorno di Pasqua, +sotto un cielo chiaro chiaro; e scendendo a poco a poco lungo la +schiena dei monti, dopo il verde giallo dei pascoli rasi, vedevi il +verde bruno dei castani, poi sterratelli bianchi di campi seminati a +saraceno, poi ancora i colori vivaci dei giardini e il bianco delle +villette, che scappavano innanzi al battello, dolci dolci, come le +cartine in un organetto a manubrio. + +Bastiano, lo sposo, stando in piedi, osservava queste meraviglie con +un cannocchiale da teatro, che si era fatto prestare da qualcuno, e +quando una folata d'aria l'investiva più fortemente, di sotto alle +lenti, incartocciava la faccia, socchiudeva gli occhi, con quella +espressione dolorosa, che hanno certe slavate sindoni d'altare di +campagna. + +Si era anche abbottonato il suo bel soprabito d'autunno color d'uva +passa, tutto fino al bavero, ma di sotto, la valigietta dei denari, +posta a tracolla, e in croce a questa l'astuccio del cannocchiale, +cadendo sui due fianchi, facevano un rigonfiamento in fondo alla +schiena, che dava delle arie d'inglese al signor Bastiano Malignoni di +Monza. + +Nel passare sul battello dimenticò d'essere un uomo alto e urtò il suo +cappello nuovo, incatramato, d'un bel taglio tutto monzese, contro un +voltino, facendovi dentro un'ammaccatura a triangolo, che egli +portava, senza saperlo, con una certa dignità. + +Prima ancora d'arrivare a Torno, ebbe un battibecco col revisore dei +biglietti, perchè gli sposi avevano in fallo occupati i primi posti +coi biglietti dei secondi: fatto sta che il signor Bastiano dovette in +faccia a tutti i signori e a tutte le signore inglesi pagare una +differenza, arrossendo fino alle orecchie, come s'egli avesse avuto +intenzione di non dare a Cesare quel ch'è di Cesare. + +Spiegò poi l'abbaglio a Paolina, dimostrandole come sui «bastimenti +d'acqua» quel che è primo per i vagoni di terra diventa ultimo, e quel +che ivi è ultimo qui diventa primo, precisamente come vedremo nella +valle di Josafat, il giorno del giudizio universale. + +Paolina, la sposa, stava zitta, come se non gliene importasse, e +continuava a girare sopra sè stessa in contemplazione di tutto lo +spettacolo che aveva intorno, voltando per caso un poco di spalle al +marito. + +Essa vestiva un abito povero, povero, color ferro brunito, ma la sposa +di provincia la si conosceva all'oro giallo della sua guarnizione, al +cappellino col pettirosso schiacciato in un angolo, cinto da una gran +veletta celeste, che svolazzava, stridendo e folleggiando sulla testa, +sulle guancie, pallide, e sul collo, con vibrazioni serpentine. + +Il sole dopo uno svolto, la investì in un momento che Bastiano +risaliva il ponte, talchè, in vederla, gli parve che al luccicar delle +gioie e al contrasto del sole sulla veletta, ella si accendesse come +una fiamma di spirito di vino. Gli parve anche di essere alto come il +monte Bisbino, che stavano girando, e che non bastasse ancora a +contenere tutta la sua felicità. + +Paolina era la prima in trentasei anni di vita che egli aveva amato, o +almeno la prima, sulla quale avesse voluto fondare un pensiero con +qualche conclusione; e a vedersela ora davanti, a due passi, «bella +come una rosa» il signor Malignoni non invidiava nessuno de'suoi +vicini, nemmeno quell'inglese o americano, che da una mezz'ora andava +contando monete d'oro e d'argento. + +--Sei contenta? + +--Sì, un po' freddo. + +E si stringeva in uno scialle scozzese, come se volesse farsi poca e +sparire. + +--Hai fame? + +--Nulla. + +--Io ho fame. + +--Io no. + +--Vuoi che andiamo nella sala di sotto? + +--No, stiamo qui. + +--È bello, non è vero che è bello? + +--Sì, molto. + +--Vuoi un caffè o una tazza dì birra? + +--Ti pare? Sto bene. + +Tornavano a tacere per un pezzo. + +Quelle rive strette fra l'acqua e il verde dei monti, quel succedersi +di colori dai più chiassosi ai più delicati, dal vino al latte, da una +villetta di zucchero a una incassatura rocciosa e tosta, irta di +punte; quel succedersi di artifici per andare a godere una spanna di +sasso, una bricca, un pratello largo come un fazzoletto, quell'aprirsi +sfacciato di nuovi immensi bacini d'acqua, pieni di azzurro e di luce, +là dove pareva che fosse tutto finito; e il chiacchierare della gente +ad ogni stazione fra il battello e la riva, fra chi scende e chi sale; +e il tonfo misurato delle ruote; e il suono della campana che ridesta +gli echi dei pascoli, quello spettacolo insomma mosso e chiuso fra due +coperchi lucidi ed opalini, l'acqua e il cielo, occupava l'anima di +Paolina, se pure non si deve credere ch'ella facesse di tutto per +occuparsene.... + +La natura le si dipingeva innanzi bella ed innocente, ed essa, +contenta di trovarsi fra la gente e sotto il raggio di sole, avrebbe +voluto che il viaggio non terminasse più, che le Alpi si aprissero per +dar luogo a un altro lago sterminato. + +Il bacino di Argegno, malinconico più degli altri, rispondeva +all'ordine dei suoi desiderii e guardando su ai nudi ceppi delle +montagne, alcune delle quali a picco, alle creste disabitate, a certi +andirivieni di luoghi dirupati, si augurava in cuor suo di esservi, +non importa se perduta, se di notte, o in mezzo alla bufera. + +Si doveva stare tanto bene in una nicchia, lassù, dove mirava un +uccellaccio. Vedeva anche qualche muricciuolo di cimitero; il dormire +lassù per sempre all'ombra dei faggi e dei castagni, con una povera +croce sul capo, anche questo le pareva bello in quell'istante che il +suo Sebastiano l'aveva lasciata sola per scendere a mangiare un +boccone. + +Man mano che si procedeva verso Bellagio il battello si faceva sempre +più affollato; tutti correvano alle regate. + +Le ville portavano la bandiera; i sandolini dipinti colle signorine +dentro tutte a fiori, a nastri, a parasoli bianchi, verdi, rossi, +cilestri venivano in frotta come delfini a prendere l'onda del vapore; +s'intendevano strilli di gioia e campane a festa; il largo bacino di +Menaggio cominciava a spalancarsi in una grande scena scintillante, +circonfusa d'una nebbia rosea; si udivano anche gli spari dei +mortaretti; poi il suono delle bande che passavano nelle barche sotto +«gli elmi di Scipio»; venivano acuti profumi dalle serre e dagli +spallierati dei limoni; erano tutti in festa, povera Paolina! Si +svegliarono anche le dame inglesi, anche le più vecchie in un gran +bisbiglio, sotto i grandi panieri dei loro cappelli e segnavano col +dito «Belaccio, Belaccio». + +Questa era la meta dei nostri sposi. + +La gente cominciò a discendere accalcandosi. + +Bastiano stava attento a schivare gli Hôtel, e pregava Paolina di +cercare cogli occhi la Trattoria Americana, dove si mangia bene, il +sonno ciascuno se lo porta, si paga poco e si sta senza soggezione; ma +in quel punto un signore, un vero gentiluomo, pulito e cortese come un +buon padre di famiglia, gli tolse la valigia di mano. + +--Americana? Americana?--domandò Bastiano. + +--Oui, par ici, monsieur. + +Il buon signore passò la valigia a un altro signore coi favoriti +biondi, che la buttò sull'imperiale di un omnibus. + +--Entrez, monsieur, entrez. + +--Americana?--tornò a domandare Bastiano, sentendosi sospinto come un +sacco, e non accorgendosi che col parlare a monosillabi non faceva che +ribadire un'opinione storta nella testa dei due bravi signori. + +Si trovò, prima che potesse orientarsi, insaccato nell'omnibus fra una +dozzina di «yes» lontano sei posti da Paolina. + +In due trotti, ossia cinquanta passi per cavallo, l'omnibus si fermò +innanzi al grand Hôtel Bellagio. L'albergo era chiuso in giro da una +gran cancellata a punte d'oro, che serrava un gran giardino +all'inglese: non c'era scampo, bisognava rassegnarsi. Alla fin fine il +viaggio di nozze non lo si fa che una volta sola. + +Un giovinetto biondo come il lino, in falda nera, colle scarpettine +alla francese, pettinato anche lui come uno sposino, li precedette per +uno scalone di marmo, ornato di statue, di candelabri, di specchi, di +acacie, tintinnando le chiavi e senza mai parlare li condusse «au +cinquième» fino a una camera che riusciva sopra un cortile stretto, +profondo e tetro come un pozzo. + +--A onze heures le déjeuner, s'il vous plait--disse stando sull'uscio +prima di licenziarsi. + +--Cosa?--domandò Bastiano, che cominciava a credere d'essere nel mondo +della luna. + +--C'est bien--si affrettò a dire Paolina per sbarazzarsene. + +I coniugi Malignoni, rimasti soli, si guardarono in faccia senza aprir +bocca. + +--Ti avevo pur detto di stare attenta all'Americana. + +--A me? tocca a me di cercare l'albergo? + +--Così, oltre a pagare un occhio della testa, non si potrà veder +nulla, mangiar nulla e capir nulla. + +--Abbiamo però una bella vista, disse con un sogghignerò sardonico la +sposina, ficcando lo sguardo nel fondo del cortile. + +--Per me, scusami, ma io non ci sto, esclamò lo sposo. + +--Che vuoi fare? + +--Vuoi morire di febbre gialla o d'itterizia? + +--Ebbene, di' che ti cambino la stanza. + +--Non capiscono niente: sembra il paese dei tartari. + +--E allora rassegnamoci fino a domattina. + +--Sai cosa faccio? vado a vedere dov'è questa famosa Americana, e se +il luogo è proprio come dicono, lasciamo la valigia e pranziamo là. +Almeno si sa quello che si mangia. Che ne dici? + +--Io? nulla. + +--No, devi dire anche il tuo parere. + +--Che cosa devo dire? + +--Qualche cosa. + +--Andiamo a pranzo all'Americana. + +--Me lo dici con tanta noia. + +--Ti pare? Sono un po' stanca. + +--Allora, faccio così? + +--Sì, sì. + +--Addio, angelo.--E la carezzò colla punta delle dita. + +--Io ti aspetto qui. + +--Sì.... e mi vuoi bene? + +--Che ragazzo! + +--Stella! + +Bastiano uscì. Paolina girò la chiave nella toppa, si tolse d'addosso +lo scialle, il casacchino, li gettò sul letto insieme al cappello; +chiuse la finestra; si buttò in una poltrona, portò il fazzoletto alla +bocca e pianse, senza lagrime, pianse della gioia di trovarsi sola. + +Bastiano uscì all'aria aperta colle orecchie un po' calde. Sotto alla +sua grande felicità sentiva una mezza volontà di strozzare qualcuno. +Passata però la prima agitazione e scoperta la sua Americana sotto i +portici, un buco fatto apposta per loro, tornò tutto contento +all'albergo a trarne la sua povera «alma consorte» che aveva lasciata +in quella muda lassù. Quando gli sembrò di essere salito alto +abbastanza, si ricordò di non aver osservato prima il numero della +stanza; discese qualche scala per vedere di orientarsi coll'occhio; +infilò qualche corridoio a destra, qualche andito a sinistra, ma +sebbene non ci fosse dubbio che la scala fosse quella stessa, pure gli +pareva di vedere qualche cosa di non veduto prima. + +Per quanto gli pesasse, discese ad uno ad uno i gradini, fino +all'atrio del pianterreno, si accostò all'ufficio, dove stava +scrivendo un signore grasso, e domandò con tutta bella grazia: + +--Perdoni, mi saprebbe indicare dov'è la mia camera? + +--Il numero? + +--Non ho guardato. + +--La chiave? + +--L'ho lasciata nell'uscio. + +--Domandi al cameriere. + +--Meno male! pensò Bastiano, questi almeno capisce l'italiano, e si +voltò a cercare quel biondino che l'aveva condotto su. + +Due altri servitori o sopraintendenti stavano sulla porta, colle mani +sotto la coda dell'abito, in atto di curiosità sfaccendata. + +Bastiano, non trovando il suo bel biondino, ricominciò da capo a +salire la scala colla speranza che hanno tutti gli scolari, che per +andare in fine della lezione spesso conviene ricominciare da capo. + +Mentre andava su coll'affanno di chi porta un sacco di sale sulla +montagna, vide che i due sopraintendenti l'osservavano, rìdendo sotto +il naso. + +«Questi animali se mi vedessero annegare non mi darebbero una mano.» + +Ricordando d'aver inteso uno di quei bravi signori, il più canonico, a +parlare il dialetto di Bellagio, che è anche quello di Monza, spinse +la testa fuori della ringhiera ed esclamò in dialetto schietto: + +--Vogliono avere la bontà quei bravi signori d'indicarmi il mio +cameriere, un bel biondino? + +--Was? domandò il tedesco di Bellagio, andando presso la scala col +viso rivolto all'insù e le mani sotto la coda. + +--Un giovinotto magrino.... tornò a dire. + +--Was sagen Sie? ripetè il canonico, mentre il suo compare si +nascondeva dietro una colonna di marmo per non lasciarsi scorgere a +ridere. + +--Ah gabbiano! gridò Bastiano, facendo il viso grosso. + +Il compare dalla colonna scappò in uno stanzino. Era una burletta +magnifica. + +--Signor padrone, seguitò Bastiano dall'alto della seconda scala verso +il bravo e gentile signore dell'ufficio, io pago anch'io i miei bravi +denari come tutti gli altri, e pretendo di essere servito come tutti +gli altri. Vogliono accompagnarmi si o no? + +Il bravo signore uscì dall'ufficio colla cannuccia rossa nell'orecchio +e rispose: + +--El xe inutile che facciate tanto strepito, galantomo; se no gavè a +memoria il numero de la stanza no potemo tenere a mente tutti li +numeri.... + +--Ma quel cameriere che mi ha condotto prima, è morto d'accidente, el +me caro galantomo? strillò il signor ragioniere Malignoni di Monza, +rosso come un gallo, correndo abbasso, presso quasi a perdere la +tramontana del tutto: tanto straordinario gli pareva là dentro il nome +di galantuomo! + +In quella entrò una carovana di ladies e di lords, colle sciarpe +bianche nei capelli, cogli scarponi ferrati, cogli alpenstok e +riempirono tutto l'atrio. + +--Faccia el favorito piacere di non gridare. Quando non si sa +viaggiare si sta a casa. + +Questa osservazione piena di una saggezza antica fu raddolcita da un +«aspetti, abbia pazienza» più amichevole, quasi fraterno, col quale il +buon signore dava a vedere una prudenza non meno saggia e non meno +antica. + +Ma la notizia che un «monsieur» non trovava più la moglie, messa in +moto dai due burloni, aveva già fatto il giro di mezzo albergo, dalla +cucina alla sala di lettura. Dietro i vetri si vedevano dei visini +pallidi e gentili, con un sorriso anglo-sassone sulle labbra, fra la +pietà e la canzonatura: da un andito dietro la scala spuntò per un +istante anche la tunica bianca di «monsieur le chef», un cuoco che +guadagnava otto mila lire all'anno, quante sono, o quasi, le notti +necessarie per fare un libro che nessuno legge. + +Uscì fuori finalmente anche il biondino, che condusse lo sposo per una +seconda scala identica alla prima, ma collocata al di là d'un grazioso +_jardin d'hiver_; qui stava l'imbroglio che il signor Malignoni non +aveva potuto districare. + +L'aneddoto del «_countryman_» che in un _Hôtel d'Italy_ aveva perduta +la sposa, fu stampato in molti magazzini letterari con qualche +variante, come si fa coi grandi poemi epici. + + + + +UN REGALO ALLA SPOSA. + + +Gaspare Carpigna aveva fatto i suoi molti denari in ogni maniera, +coll'industria, coll'usura, coll'inganno. Ma una volta fatti non vi +era uomo più galantuomo di lui e ben disposto a godere onestamente dei +beni di questa vita. Invecchiando si era dato anche alla pietà, e +faceva recitare molte messe da morto, invitando il prete a far +colazione nella sua bella casa di Macagno, dove aveva giurato di +passare i suoi ultimi giorni in santa pace. + +Stava per maritare anche la figliuola a un ricco possidente di Novara, +un bel partito per la figlia d'un carbonaio all'ingrosso; e siccome il +cuore di Gaspare Carpigna non era chiuso ai soavi affetti della +famiglia, e per la sua Isolina egli sentiva una tenerezza singolare, +così si può pensare se a quel matrimonio egli si preparasse con +allegria, con compiacenza, con un fervore insolito che lo +ringiovaniva. + +Già i preparativi erano fatti, fatte le pubblicazioni; lo sposo aveva +già regalato un bello astuccio di brillanti e le parenti lontane chi +un vaso di cristallo, chi un ventaglio di madreperla, chi un +braccialetto, ecc. Isolina, assistita da una sua zia materna, poichè +la mamma era morta da un pezzo, attendeva il gran giorno con estasi. +Lo sposo era bello, ricco, simpatico. + +La vecchia casa detta del Zoccolino, che il Carpigna aveva acquistata +per il fallimento d'un suo socio, rimessa a nuovo e rinfrescata in +tutte le parti, non pareva più quel lurido filatoio di una volta, dove +il povero Battistino Dell'Oro, fallito, rovinato, rosicchiato dai +debiti, si era impiccato per la disperazione a un gancio del portone. +Si diceva sommessamente che il Carpigna avesse aiutato una mano a +rovinarlo e che la messa ch'egli faceva dire ogni 23 dì settembre +avesse lo scopo di versare un secchio d'acqua sopra una pover'anima +del purgatorio, se c'era bisogno. Ma eran cose vecchie di trent'anni +fa, forse anche di più. Scomparso il filatoio, al suo posto sorse una +bella casa bianca col portone di cotto, colle persiane verdi, col +giardino degradante a scalinate verso il lago, il Zoccolino insomma, +come può vedere ancora chi naviga verso Macagno sul lago Maggiore. + +Il giardiniere aveva addobbato il giardino a bandiere e a palloncini +cinesi, e la notte prima del sacramento fu un continuo sparo di +mortaretti e un gran suonare di chitarre nelle barche illuminate. + +Quelli dell'altra riva del lago, vedendo quei fuochi, dimandavano: + +--Che cosa c'è al Zoccolino? + +--È il Carpigna che marita la figliuola. + +--Sposerà qualche altro ladro usuraio. + +--Quando uno è ricco, c'è sempre chi dice che ha rubato. + +--Volete sentirla, voi che parlate così? + +Questi discorsi erano fatti da un gruppo di pescatori, che stavano +fumando la pipa innanzi all'osteria di Cannero, sull'altra riva. C'era +dunque il lago di mezzo e tanto largo che vi potevano affogare tutte +le verità della nostra santa religione. + +--Sentiamola, poichè la sapete. + +--Quel povero Battistino io l'ho conosciuto. Gli portavo la legna ogni +settimana e so che gli affari non gli andavan male anche con quattro +figliuoli. L'uno fa oggi il contrabbandiere colla Svizzera, una vita +da ladri, sapete, e dice che un giorno o l'altro metterà lui la +dinamite al Zoccolino. Fu lui che gli toccò staccare suo padre dal +portone quella mattina, ed è un fegato sano che non ha paura del buio. + +--Che cosa c'entra il Carpigna che ha sempre negoziato di carbone? + +--C'entra che Battistino gli aveva prestato sessantamila lire, sulla +parola e che il Carpigna negò di averle ricevute mai. Ecco come +c'entra. + +--Fu una bestia a fidarsi. + +--L'aveva tenuto a battesimo, pareva un santo a vederlo in chiesa, +quando pregava la croce sull'altare. + +--Son peggio degli altri. + +--Quello fu il principio della sua fortuna. + +Dall'altra parte del lago si gridava invece: Viva la sposa! viva gli +sposi! viva il signor Gaspare!--C'erano trenta o quaranta persone, tra +invitati, parenti, barcaiuoli e persone di servizio. Nel salone di +mezzo a pianterreno, aperto sul giardino, la tavola preparata per la +baldoria luccicava di bicchieri, di trionfi di vetro, di confetti, +senza dir nulla delle torte, dei marzapani, delle gelatine, che +avevano fatto venire da Locarno. Sopra una scansìa presso il muro una +batteria di bottiglie dal collo d'argento aspettava il momento di +scendere in battaglia. Dal giardino ogni soffio più vivo del vento +portava dentro un profumo acuto di limoni misto al profumo caldo delle +vaniglie e dei gelsomini. + +Isolina, bella, allegra, saltellava come una gattina nella sua +innocente giovinezza, finchè tutti sedettero a tavola e fu stappata la +prima bottiglia di vin bianco d'Asti, che inondò della sua spuma +d'argento l'abitino della sposa. + +--Viva la sposa, viva l'allegria! + +--Viva il signor Gaspare, padre fortunato. + +--A rivederci al battesimo. + +Gaspare Carpigna provava nel cuore la dolcezza malinconica del padre +che vede la figliuola spiccare il volo dal nido, ma sa che va ad +essere felice. Isolina era per quell'uomo taciturno e mezzo selvatico, +l'unico ideale al mondo, e si può dire che i denari egli li avesse +radunati soltanto per lei. Era contento di maritarla bene e con onore. +Caspita! oltre il corredo le dava un trecentomila lire sulla mano, e +il resto alla sua morte. + +Il vin d'Asti e il vecchio Barolo di dodici anni non furono versati +nel lago. L'allegria come avvien sempre in queste circostanze, un po' +tiepida e sconnessa in principio, cominciò subito a levare il bollore. +Gli spiriti fremevano come pentole a buon fuoco. A destra e a sinistra +del viale splendevano le ghirlande dei palloncini, un rosso, l'altro +verde, l'altro bianco, come una bandiera d'Italia, Dal lago veniva +sulle onde l'onda d'una serenata strimpellata in un canotto a +palloncini gialli, e già il segretario comunale col calice in mano, +cogli occhietti umidi, stava per leggere una poesia, quando entrò il +fattore che aveva una cassettina in mano, chiusa, piegata in una carta +e suggellata. + +--L'ha portato un uomo, + +--Un altro regalo per la sposa, + +--Dàlla qui, Pietro. + +Isolina prese la cassettina, e pensando subito a una sua amica di +Luino, la collocò sulla tavola, tagliò i suggelli col coltellino +d'argento, spiegò la carta che l'involgeva. Era una cassettina +rettangolare, di legno di pino, come si usa per i pettini, rustica, +bianca con su scritto: Alla sposa. + +Isolina l'aprì con quella viva curiosità che eccitano le cose +misteriose. Vide una lettera, e sotto dei frastagli di carta a vari +colori, con riccioli d'oro, e più sotto, uno strato di crusca. + +--Segretario, legga lei la lettera,--disse Isolina senza guardarla. + +Il segretario lasciò via il sonetto, prese l'altro foglio e con quella +medesima intonazione, a cui aveva già preparata la bocca.... + +Dirò prima che l'attenzione degli astanti era stata richiamata sulla +cassettina dal vedere Isolina che vi rimestava colle mani, e ne traeva +della crusca, ponendola di mano in mano sul piatto assieme ai +confetti. + +Il segretario lesse dunque, anzi declamò: «_A Gaspare Carpigna, +lettera dell'altro mondo_». + +A tutti parve una frase comica e pazza fatta per ridere; chi rise, chi +alzò la mano, chi il bicchiere. + +E il segretario, distratto come un'oca e colla testa piena di fumo +continuò: «_Carpigna, alla dote di tua figlia aggiungi anche la +collana di Battistino dell'Oro_». + +Tutto ciò fu letto come un sonetto, nel tempo che l'Isolina colle +manine bianche e piene di diamanti traeva dalla crusca una cordicella +nera, grumosa, grossa come il suo dito mignolo, lunga come una vipera +comune, che, inorridita, lei lasciò cadere, che parve proprio una +biscia morta. Gettò un grido, storcendo la bocca, alzando le due mani +colle dita rigide, adunche, mentre un silenzio profondo, un silenzio +brutale, un silenzio di ghiaccio sottentrò alla festa, e cento occhi +bianchi, cento occhi gelati si fissavano sul viso incartapecorito del +signor Gaspare. Un buffo d'aria stortò le fiamme delle candele. + +La sposa fu portata via. Quando andarono a risvegliare dal suo +deliquio il signor Gaspare, ch'era rimasto colla pupilla di vetro +sulla biscia morta, gli trovarono le mani fredde, i piedi lunghi e la +bocca piena di sangue. Soltanto i capelli parevano vivi sul capo. + +Intanto sull'alto picco della Zeda, un contrabbandiere sfidava il buio +fischiando, cantando + + Sposettina, vien con me.... + + + + +NEI BOSCHI. + + +Chi non conosce i boschi dell'alto Milanese, detti boschi di Saronno, +di Mombello, di Limbiate, può immaginare una stesa di selve, sopra un +terreno disuguale, una volta incolto e oggi piantato a pini silvestri +e a qualche rovere, che è quanto la terra, oltre le eriche e il bruco, +può sopportare. Queste piantagioni non sono molto antiche e appunto +per ciò, non sono molto note. Della maggior parte si ricordano i +nostri padri d'aver veduto i primi germogli, quando ancora quel nudo +tratto di paese non era che una nuda sodaglia. Oggi il bosco è maturo, +non dirò per i ladri, che non vivono più per i boschi, ma per tutti +coloro che amano le meste solitudini e sognano sempre, quando sono in +un luogo, di trovarsi in un altro. + +A me questi boschi ricordano per esempio, certe solitudini dell'antica +Caledonia: e il più bello si è che in Caledonia non ci sono mai stato. +Ma non si è letto inutilmente a dodici anni una dozzina di romanzi del +Walter Scott, seduti all'ombra di un'antica quercia, o anche solo sul +pianerottolo della scala. Se non è come in Scozia, vi son tratti nei +boschi di Limbiate che potrebbero essere trasportati in Scandinavia e +allora è ancora più bello per chi ama viaggiare a piedi. + +Le piante d'un verde scuro perenne, di un fusto magro e diritto, che +si apre a larga piuma o a ombrello, collocate a migliaia l'una presso +l'altra in una disposizione quasi simmetrica, e così per l'estensione +di cinque o sei miglia: i viali che tagliano questi eserciti di piante +e si prolungano, si sprofondano nel verde a perdita d'occhio: le forre +di altissime erbe filiformi dove non entrano che i bracchi: la terra +gialla, rotta da immensi crepacci dove la picchia il sole: molle, +melmosa, scivolante come il sapone dove l'acqua stagna: gli scoli +d'acqua piovana che scendono a formare pozze, paludi, laghetti, e fin +dei laghettoni perenni circondati da conifere con increspature e +piccole tempeste sconosciute al mondo, come quelle delle anime +modeste: e poi aggiungete un silenzio profondo, non interrotto nemmeno +dal solito stormire delle fronde (il pino è taciturno) e i chiarori +celestiali e mistici dell'aria al disopra di tanto verde, e le fiamme +vaganti del tramonto veduto attraverso alle fessure del bosco.... +tutto ciò voglio dire, mi ha tante volte trasportato fuori di me in +una regione dove io sento che son vissuto un'altra volta, forse +diecimila anni fa. + +Oh la poesia, amici, è pur la dolcissima cosa! Voi uscite un mattino +d'autunno, con un libro, mettiamo Aleardo Aleardi, nella tasca del +carniere, col fucile ad armacollo, col vostro cane che vi saltella +innanzi, girate dietro le case, pigliate verso il cimitero vecchio, +date un'occhiata a quei poveri morti e a quella croce bianca dove da +cinquant'anni dorme una contessina morta.... No, no, non è poesia. + +Io fui innamorato a sedici anni di quella contessina, ed è una storia +che ho promesso di contare qualche volta. Io l'ho seguita attraverso +alle ombre del bosco, più contento quanto più le nebbie del novembre +entravano fra le piante a rannuvolare i contorni della selva. + +Una mattina, giusto sui primi di novembre, mentre io correvo prima di +colazione attraverso la pineta, pensando al mio futuro poema sulla +_Risurrezione dei Morti_, fui a un tratto arrestato da una fiamma che +si agitava in fondo, e che stentava quasi a rompere il velo bianco e +gelato dalla nebbia. Anche _Pill_, il mio cane da caccia, si fermò su +quattro piedi, col muso in alto, e la piccola coda piena di +meraviglia. La Cherubina mi aveva detto prima ch'io uscissi di casa +che si sarebbe fatta colazione alle undici, più tardi del solito, +perchè si aspettava mio fratello coi parenti della sposa. + +Da due giorni si lavorava in cucina a preparare quella colazione, che +doveva essere un banchetto di Sardanapalo con un piatto di selvaggina +e un brodo ristretto che pareva giulebbe. L'importanza d'una casa si +conosce a tavola e mio padre voleva, come si dice, far colpo su della +gente un po' materiale.... Ma sono cose che non hanno nulla a che fare +con quella fiamma che, come ho detto, si agitava in fondo al bosco e +che stentava quasi a rompere il velo fitto della nebbia. + +Strano un fuoco nei nostri boschi! Man mano che io mi avvicinavo, la +fiamma si faceva più distinta, e già si potevano vedere nel chiarore +rosso del fuoco disegnarsi alcune figure radunate in cerchio come a un +tristo complotto di negromanti. + +La solitudine e la selvatichezza del luogo che s'internava in una +specie di crocicchio: quelle ombre ballonzolanti sul fusto delle +piante al mobile ed acceso riflesso della fiamma fumosa e resinosa, +avrebbero ben potuto far credere a un convegno di malviventi, se dopo +alcuni passi non avessi riconosciuto le gambe lunghe e magre del +signor segretario comunale, e accanto a lui la figura tozza del +console e due o tre guardie campestri. + +Il console s'era seduto in adorazione del fuoco sopra un pezzo di +tronco. Battistino, una delle guardie campestri con un ginocchio a +terra cercava di far saltare un carbone acceso nel buco della pipa, +mentre il signor Boltracchi, il segretario, scaldava le parti meno +rispettabili della sua persona, voltando le spalle al focolare, colle +gambe aperte come un compasso. Quella brava gente si trovava da +qualche ora nel bosco e col freddo del novembre e coll'erba bagnata di +guazza, sentiva volontieri il beneficio d'una scaldatina. + +Il console quando mi vide, toccò l'orlo del cappello colle due dita e +disse: + +--Riverisco, sor avvocato. + +Il buon uomo era un mio contadino e nella sua semplicità sentiva un +grande rispetto della mia persona. + +--Che cosa fate, la polenta?--domandai. + +--È per cagione di quel Gasparino della Vela,--rispose il console con +quel linguaggio lungo che è proprio dell'alto Milanese. + +--Che cosa ha fatto Gasparino della Vela? + +--È morto. + +--Era malato? + +--Da un mese, sor avvocato, un poco di pellagra, ma bisogna dire che +gli sia andata ai visceri del capo. + +--Se non ho sentito a suonare l'agonia. + +--Si muore anche senza la campana,--interruppe Battistino colle parole +mozze di chi ha in bocca una pipa corta che gli abbrucia quasi le +palpebre. + +Il signor Boltracchi mi accennò col pollice sopra la spalla qualche +cosa alla sua destra. Guardai e vidi il mio _Pill_ quasi stecchito +sulle sue quattro gambe, che tremava tutto sotto la sua pelle. + +A un nuovo cenno del Boltracchi feci un mezzo giro sopra di me, +guardai indietro presso le piante e allora scorsi sul terreno molle +per la pioggia del dì prima, un non so che, coperto da una stuoia di +carro e da una gualdrappa logora, e sotto un po' di paglia. Da uno dei +lati uscivano due piedi lunghi, magri, infangati, colle unghie lunghe, +due brutti piedi che parevano quelli della morte, i piedi insomma del +morto. + +--O Dio, che cosa è stato? + +Il console stendendo le sue mani alla fiamma, continuò col suo tono +naturale: + +--Gli è venuta addosso la scalmana, si vede. Stamattina, la va bene? +mentre la sua donna era a messa aprì l'uscio, traversò l'orto e nudo +come è uscito dal ventre della sua mamma, prese la via dei boschi. + +--Dev'essere passato dal laghettone di Mombello. + +--Ci sarebbe rimasto, se fosse passato, perchè l'acqua è alta. Invece +si vede che ha traversato il vallone della Merla, si è cacciato nei +boschi vecchi di Lenzano e andò a finire alla pozza del Vetro. Qui ha +creduto di poter traversare, ma c'è rimasto preso al vischio. + +--C'è una terra che par giusto liscivia. + +--Son passato ieri dalla pozza del Vetro e non c'era un barile +d'acqua. + +--Ne è venuta un poco stanotte. + +--Si è mandato ad avvisare il sindaco e il maresciallo,--disse il +segretario voltandosi davanti alla fiamma. + +--Non era vostro parente?--dimandò Battistino al console. + +--Ha sposato una mia sorella, sicchè lascia tre figliuoli. Uno è +soldato. + +--Adesso potrà venire a casa, se è morto il vecchio.... + +--La legge non permette se non ci sono dei minorenni,--disse +gravemente il signor Boltracchi. + +_Pill_, coll'unghie tese, col muso avanti, rigido come un cane di +legno, non cessava di fiutare il morto. + +--Lo sa la sua donna? + +--Quando è tornata dalla messa che era ancora bujo, verso le cinque, +la va bene? trovò l'uscio aperto. Allora capì che il suo Gasparino era +scappato, perchè aveva tentato un'altra volta, di scappare. Si mise a +gridare, a chiamar gente. Venne un ragazzo dei Melgoni a dire che +aveva veduto un uomo nudo come un verme che correva nei boschi e che +era Gasparino della Vela. Allora si è cominciato a cercare nel bosco e +si sono trovati dei passi freschi colla pianta delle dita. Cerca di +qua, cerca di là, poi abbiamo incontrato voi Battistino, la va bene? + +--Io venivo da Bovisìo, dov'ero stato a portare un paio di stivali al +calzolaio, perchè mi mettesse le calcagna e giungo alla pozza del +Vetro, quando mi par di sentire un scialacquamento come fa il mio cane +quando ha caldo ed entra nella pozza a lavare le pulci. Ho creduto +anzi che fosse il _Pill_ del signor avvocato, che viene volentieri +incontro quando sa che vado per i boschi. Anzi mi fermai e chiamai +forte: _Pill_.... Torno a sentire un _ciuf-ciuf_ nell'acqua. _Pill_! +dove sei?... e fischio, così.... mentre vado verso la pozza dietro il +rumore.... + +Battistino, prese la pipa colla sinistra, e mandò un sibilo acuto da +cacciatore che risuonò per tutta la solitudine. L'altro villano, che +non aveva mai parlato e che conobbi per il Rosso, sorrise colla sua +faccia cretina di ranocchio. + +--_Pill_.... Non sentendo più nulla, vado giù verso la pozza e trovo +quel povero cristiano in un boccale d'acqua tutto impastato come un +mostro nella melma, che aveva trovato la maniera di annegare. + +--È la pellagra che mette una sete d'inferno. + +--Capita spesso alla bassa che i malati si buttano nel pozzo. + +--Vi sarete spaventato, Battistino. + +--Non è la prima volta. L'anno scorso vi ricordate quel matto di +Mombello che scappò dallo stabilimento e che s'impiccò fra due piante? +L'ho visto pel primo una mattina di gennaio. Era arrampicato sopra un +pino altissimo dove attaccò la corda; poi andò sopra un'altra pianta +più alta e attaccò l'altro capo, e Dio sa come potè impiccarsi a +mezz'aria all'altezza d'un campanile. + +--I matti hanno una gran forza. + +--M'è toccato vederlo tra il chiaro e il fosco. Il freddo aveva gelata +anche la corda e il matto pareva di vetro. + +--La Bortola del sarto ha vinto cinquantasei lire coi numeri del +matto. + +Il Rosso rise ancora gonfiando gli occhi slavati. + +--Quello era un conte diventato matto per i liquori. + +--Chi troppo, chi nulla.... + +--C'è qui il maresciallo. + +Venne anche il sindaco e il dottore. Il cadavere fu scoperto. Pareva +una mummia ingiallita. La creta gli riempiva ancora la bocca e i +forellini del naso. + +_Pill_ pareva diventato di sasso e guardava il morto con occhio +lagrimoso. + +Povero Gasparino! lo si sarebbe detto un fossile di tremila anni, e +nel suo freddo abbandono non si scorgeva che una tenue espressione +d'ironia agli spigoli della bocca. Non era certo la creta che lo +faceva ridere. + +...................... + +_Pill_ mangiò poco quel giorno. + + + + +PARLATENE ALLA ZIA + +(DIALOGO) + + +Questo dialogo fu due volte interpretato in famiglia con vera +intelligenza d'artisti dalla signora Maria Nessi e dal Dott. Giuseppe +De Capitani d'Arzago, ai quali m'ispirai nella Correzione e nella +riproduzione della scena. + +E. D. M. + + + +NICOLÒ + + è un giovinetto maturo, che ha già fatto le sue + campagne. Gran buon diavolo nel fondo. Siamo in + campagna nella villa d'Incirano. Nicolò in + cappello di paglia e in abito grigio chiaro, entra + dal giardino e dice a qualcuno che non si vede: + +Grazie, aspetterò. + + Dà un'occhiata intorno, si passa una mano nei + capelli e con un breve sospiro d'affanno dice: + +Eccomi qua. Il cuore mi batte come se volesse scoppiare. Ho paura di +aver già fatto un passo falso. Basta! sono ancora in tempo a pentirmi +e se sarà il caso, infilerò l'uscio. + + Si abbandona su un divano. + +Sicuro, Nicolò: se non concludi qualche cosa quest'oggi, tu morirai +nel tuo letto in odore di verginità. No, no: è tempo che tu la pigli +questa moglie benedetta! Vedi? + + va a guardarsi in uno specchio. + +Tu sei arrivato a quell'età in cui, se il frutto non si coglie, casca +in terra a marcire. Non sei un brutto mostro: che, che? + + carezzandosi i baffi. + +Puoi passare ancora per un giovanotto in gambe, ma.... qua e là +comincia a spuntare qualche capello meno nero degli altri. Certe +mattine hai la ciera d'un uomo che ha dormito male + + parlando alla sua immagine. + +Sicuro, signor Nicolò: quel vivere di qua, di là, sulle trattorie, sui +caffè, sui _clubs_, in compagnia di scapoloni pari suoi non è più una +vita fatta per lei.... Lei digerisce male, lei dorme male, diventa +sempre più brontolone, bisbetico, incontentabile e a lungo andare +finirà col fare uno sproposito. Chi non si marita a tempo, sposa la +morte prima del tempo; tranne il caso in cui si sposa la serva + + torna a sedere. + +--Mia sorella Giacomina, che da un pezzo mi ha sul cuore, la settimana +scorsa mi disse:--Nicolò, c'è una ragazza che va bene per te: anzi ce +ne sono due: le sorelle Bellini, due care creaturine sui ventitrè +l'una, sui ventiquattro l'altra, non troppo giovani e nemmeno troppo +stagionate, un po' disgraziate nella famiglia, ma buone, belle, con +qualche po' di sostanza. Tu non hai che a scegliere. Esse vivono a +Incirano con una zia che fa loro da madre, perchè le poverine hanno +perduto i parenti e non hanno si può dire nessuno al mondo. Sotto +questo aspetto tu fai quasi un'opera di carità. Va a mio nome, cerca +della zia, mettiti nelle sue mani e lascia fare alla provvidenza. + +Eccomi qui. Ora le vedrò e dovrò scegliere tra le due.... + + vede sul tavolino alcuni ritratti in piccole + cornici. + +Forse questo è il loro ritratto. Carina questa col suo profilo greco, +con que' capelli pettinati alla Niobe. Forse questa è il ventitrè. + +Ma anche questo ventiquattro non c'è male. Forse questa è bionda, e +questa è bruna. Chi mi consiglia? Il biondo è più romantico, più... +simbolico... troppo Svezia e Norvegia. Il bruno è quasi sempre segno +di un carattere ardente, geloso... troppo Spagna e Portogallo. Che ti +dice il cuore, Nicolò? ventitrè o ventiquattro?... + + pesa nelle mani i due ritratti. + +Sentiremo il consiglio della zia, che nella sua esperienza saprà +guidare un povero uomo sempre incerto nel cammino della vita. + + indicando un altro ritratto grande. + +Certo questa vecchia cuffia è la zia dei buoni consigli. Lei conosce +le due ragazze e saprà dirmi quale delle due ha più disposizioni al +settimo sacramento. Per me capisco, che se dovessi scegliere, farei la +fine dell'asino che, messo tra due fasci di fieno, si è lasciato +morire di fame. Zitto, qualcun si avanza! + +Si alza, fa una rapida toilette allo specchio. + +Forse è la vecchia zia. Animo, su, coraggio. Sei stato a Custoza, +corpo d'una baionetta, e devi aver paura d'una vecchia cuffia? + +TERESITA + + una vedovella ancor giovane, simpatica, vestita + con finissima semplicità e con molto buon gusto. + Fa un inchino a Nicolò, che resta un istante + imbarazzato. + +Signore.... + +NICOLÒ. + +Signora.... + +TERESITA. + +Lei ha bisogno di parlarmi. + +NICOLÒ. + +Sissignora... cioè... veramente mia sorella Giacomina mi ha detto di +chiedere della zia delle signorine, la vecchia zia, sissignora.... + +TERESITA. + +Sono io la zia delle signorine.... + +NICOLÒ + + sorpreso. + +Ah, lei fa da madre alle due orfanelle.... + + Avvicinandosi riconosce una antica amicizia. + +Oh, ma scusi, noi ci conosciamo. Ah, chi l'avrebbe detto dopo tanti +anni? Lei, lei è la signora Teresita.... + +TERESITA + + fingendo di cader dalle nuvole. + +E lei è il signor Nicolò.... Guarda che combinazione! ma si è fatto +così grasso.... + +NICOLÒ + + ridendo con un po' di confusione. + +Credevo che volesse dire: così vecchio! + +TERESITA + + amabile. + +Si è viaggiato insieme sulla strada della vita. Guarda che +combinazione! + +NICOLÒ. + +Guarda che combinazione! + + Segue un brevissimo imbarazzo d'ambo le parti. + +Io credevo che la zia fosse una signora in età, colla cuffia. + +TERESITA. + +La cuffia verrà... è in viaggio. Ma prego si accomodi, signor +Nicolò.... + + Indica la sedia e siede lei per la prima. + +NICOLÒ + + ripetendo materialmente. + +Guarda che combinazione.... + + Prende la sedia, vi si appoggia, ma non vi siede. + +Ma da quanto tempo non ci vediamo più? + +TERESITA. + +Oh è un gran pezzo! A che cosa devo attribuire l'onore della sua +visita? + +NICOLÒ + + giocando colla sedia che fa girare sotto la mano. + +Mia sorella Giacomina mi ha detto: Va a Incirano, cerca della zia +delle sorelle Bellini ed esponi il tuo caso. + +TERESITA. + +E qual è il suo caso? + +NICOLÒ. + +Il mio è un caso, dirò così, di coscienza: ma ora non so se devo +parlarne. + +TERESITA. + +Perchè non deve parlarne? + +NICOLÒ + + facendo girare più forte la sedia sotto la mano. + +Perchè... io... + + dà in una risata allegra + +perchè io credevo che la zia fosse una cuffia.... + +TERESITA + + ride anch'essa mentre sì abbandona nella poltrona. + +Dunque è alla cuffia che lei desidera parlare. + +NICOLÒ. + +No, stia buona, ora le dirò il mìo caso. Ma è certo che, se avessi +potuto immaginare di trovar qui lei al posto della... cuffia... + + ride + +non sarei venuto. + +TERESITA + + un po' offesa. + +Non merito dunque la sua confidenza? + +NICOLÒ. + +Lei merita tutto, ma il mio caso è di quelli che hanno bisogno di +molta indulgenza. + +TERESITA. + +Ma sieda.... + +NICOLÒ + + mettendosi a sedere sull'angolo della sedia. + +Intanto mi dica: come si trova qui a far da madre a queste due +bambine? + +TERESITA. + +Una serie di dolorose circostanze.... Oh sapesse quante disgrazie! +Morti i parenti di queste due povere figliuole, ho pensato ch'io +potevo essere utile in questa casa. + +NICOLÒ + + esitando. + +Ma scusi. Lei non aveva sposato quel marchese? + +TERESITA + + molto riservata. + +Sì. + +NICOLÒ + + C. S. + +E.... suo marito? + +TERESITA. + +È morto. + +NICOLÒ + + con una certa sorpresa. + +Ah! è morto anche lui.... + +TERESITA. + +In duello a Parigi. + +NICOLÒ. + +In duello a Parigi.... Guarda, guarda. + +TERESITA + + dopo un breve pensiero. + +Ma non parliamo dei morti. Quel che è passato, è passato. + +NICOLÒ + + astratto in una sua idea. + +O bello, o bello... + +TERESITA. + +Che cosa? + +NICOLÒ + + si corregge, si fa serio, si alza. + +Mi rincresce di aver risvegliato delle dolorose memorie. Mi scusi.... + + in atto di congedarsi + +mi perdoni.... + +TERESITA + + restando seduta. + +Ma che cosa fa? lei non mi ha ancora detto lo scopo della sua visita. + +NICOLÒ. + +È vero, ma io non so nemmeno se la mia visita abbia uno scopo. +Giacoraina doveva avvertirmi di queste circostanze. + +TERESITA + + con tono quasi materno. + +Bene, si accomodi. Giacomina mi ha scritto tutto. Lei e venuto a +Incirano per uno scopo molto lodevole e molto onesto. Vuol prender +moglie. + +NICOLÒ + + affettando una certa sicurezza. + +Sì, voglio prender moglie. + +TERESITA + + ridendo con gaiezza simpatica. + +O bello, o bello... + +NICOLÒ + + un po' mortificato. + +Che cosa c'è di bello? + +TERESITA. + +Bello che il signor Nicolò voglia finalmente prender moglie. + + ride. + +NICOLÒ + + serio. + +Non rida o mi scoraggia. + +TERESITA. + +Ci ha pensato un pezzo il signor Nicolò. + +NICOLÒ + + in tono di rimprovero. + +E di chi la colpa? + +TERESITA. + +Di chi? + +NICOLÒ. + +Ah Teresita! non si dovrebbero ricordare certe cose.... + + picchia nervosamente il bastoncino sul cappello. + +TERESITA + + gravemente. + +Proprio! + +NICOLÒ. + +E tanto meno si dovrebbe ridere. + +TERESITA + + sospirando. + +Si ride quando si è finito di piangere. + +NICOLÒ + + con una punta d'ironia. + +Beata lei che ha finito! Le donne son così facili a dimenticare.... + +TERESITA. + +Si dimentica... per non odiare. + +NICOLÒ. + +Io non ho meritato il suo odio. + + Con un leggero tono di sarcasmo. + +A ogni modo la donna che sposava il marchese di San Luca deve aver +trovato nel fasto del suo blasone qualche conforto a' suoi dolori. + +TERESITA + + offesa. + +Nicolò, non dite queste parole che offendono una donna che fu già +troppo infelice nella sua vita. Voi sapete come sono andate le cose. +Il mio matrimonio fu per me una di quelle necessità che il solo cuore +d'una donna sa comprendere e sa compatire. Voi sapete che mio padre +era un uomo rovinato, che sulla nostra casa stava il disonore e il +fallimento, che soltanto un matrimonio di convenienza poteva salvare +una vecchia esistenza dalla disperazione. Allora voi eravate un +giovine ufficiale senza fortuna, nell'impossibilità di mettere una +casa. Poi venne la guerra e voi partiste per il campo.... + +NICOLÒ + + con amarezza. + +E quando tornai dai pericoli della guerra, seppi che Teresita Morando +era diventata la marchesa di San Luca. + +TERESITA + + con un moto di ribellione. + +Già, e non pensaste nemmeno ch'io avessi potuto fare quel passo per un +sentimento di abnegazione e di dovere. Voi pensaste solamente e +semplicemente che Teresita Morando, ragazza vana, leggera, smaniosa di +brillare, inebriata all'idea di portare una corona sul suo biglietto +di visita, avesse dimenticato volontieri il povero tenente per darsi +nelle braccia di un vecchio nobile... sciupato dai piaceri. Questo +solo voi avete pensato: e non sareste stato un uomo se aveste pensato +altrimenti. L'egoista non è obbligato a compatire e meno a +comprendere... e tanto meno a perdonare. + +NICOLÒ + + si alza, resta un istante come combattuto, e + mormora: + +Se sapeste invece quanto ha sofferto questo egoista! + +TERESITA + + alzandosi anch'essa. + +E quest'ambiziosa oh! non ha forse sofferto! no. Rapita dai bagliori +de' suoi diamanti questa vittima incoronata non ha versata mai una +lagrima.... Nei tre anni del suo matrimonio con quell'infelice +_boulevardier_ essa passò di trionfo in trionfo... invidiata da tutte +le miserabili che non hanno una corona sulla carrozza... e un +supplizio nel cuore. + + Abbandonandosi alla sua passione. + +Voi non vi siete più occupato di me; ma per qualche motivo avete +stentato a riconoscermi. Voi avete trovato facilmente dei dolci +compensi... + + Arrestata improvvisamente da una specie di + rimorso, cangia tono, e con affettata naturalezza + ripiglia. + +Ma di che cosa si parla? oh buon Dio! questo non è lo scopo della +vostra visita. A che pro' disseppellire cose morte e finite? Sediamo: +animo, sedetevi.... Veniamo all'argomento. + + Come smarrita. + +Giacomina mi ha scritto.... Che cosa mi ha scritto la buona amica? che +voi volete accasarvi, che è tempo anche per voi di mettere giudizio. È +giusto. Sa che le povere mie nipoti son buone e brave ragazze e +anch'io sarei contenta di vederle collocate. Ma sedetevi dunque, +parlate. + +NICOLÒ + + con espressione patetica. + +No, no, non ho più nulla a dire. Scusate, Teresita, io non son più +degno di accostarmi a una donna.... + + Si ritira qualche passo per + andar via. + +TERESITA. + +Non andate in collera per quello che vi ho detto. Vi domando scusa se +vi ho offeso. Sedetevi, ragioniamo. Accettate almeno un bicchierino di +vermouth.... + + Toglie da uno stipo una bottiglia + di cristallo e offre un bicchierino + a Nicolò. + +NICOLÒ + + sforzandosi a rifiutare. + +No, no, lasciatemi andare. Non merito più nulla. La mia vita è finita +da un pezzo. + +TERESITA. + +Devo proprio mettermi una vecchia cuffia in testa per persuadervi a +ragionare? + + Nicolò accetta il bicchierino. + +Se vi ho offeso perdonatemi. Voi avete per errore messa una punta di +ferro sopra una cicatrice e io ho gridato di dolore. Ma ora è passato. +Qua.... + + Lo fa sedere e siede anche lei. + +Posso aiutarvi, voglio consigliarvi, perchè in fondo ho molta stima di +voi. + +NICOLÒ. + +Io invece non ho nessuna stima di me. Io ho sempre creduto che non +valesse la pena di voler bene a una donna. Ho atrocemente sofferto, ma +non per pietà della vittima inghirlandata. Ho sofferto solamente per +il mio orgoglio ferito. Avete detto bene poco fa. Il mio nome è +Egoista. Quando un uomo non è capace di comprendere, di compatire, di +perdonare, non merita più che una donna gli voglia bene.... + + Volta via la faccia alquanto + commosso, tracanna d'un fiato + il bicchierino, va a collocarlo + sullo stipo, e si prepara a congedarsi. + +TERESITA + + si alza, un po' soprapensiero. + +Permetta che le presenti almeno le bambine. Per quanto senza cuffia so +esercitare i doveri dell'ospitalità. + + Dal giardino risona un campanello. + +Ecco, son le ragazze che tornano colla governante. + +NICOLÒ + + cercando di sfuggire. + +No, no, non voglio veder nessuno; non voglio lasciarmi vedere. + +TERESITA. + +Mettiamoci qui, dietro a questo paravento. Da qui possiamo vederle +senza essere veduti. + + Conduce Nicolò per mano + fin presso la porta dietro un + paravento e indica le ragazze + che passano in giardino. + +Guardi la prima, la bionda, ha ventidue anni, è un angiolino di bontà, +piena di sentimento. L'altra, la bruna, Annetta, è un carattere più +serio, ha molto ingegno, conosce molto bene la musica.... + + Nicolò, stringendo la mano + di Teresita, trascinato dalla + forza dell'antica passione, posa + un bacio sui capelli di lei e resta + come fulminato dalla sua + stessa audacia. + + Teresita, sfuggendogli, dice + con accento di profondo rimprovero, + ma senza ira: + +Che cosa fa, Nicolò.... + + va a sedersi e nasconde la faccia + nelle mani. + +NICOLÒ + + dopo essere rimasto un gran + pezzo come trasognato, si accosta + pianino a Teresita e con + voce sommessa piena di note + tenere e appassionate, dice, + quasi curvo su di lei: + +Io non ho conosciuto che una donna nella mia vita e basta! la bionda, +la bruna, la sentimentale e la donna assennata, tutte le bontà e tutte +le bellezze di una creatura di donna son già passate nel mio cuore il +giorno che vi siete passata voi, Teresita. Voi vi avete lasciato un +modello così sublime, che, al confronto, tutte le altre mi sembrano +immagini sbiadite. Chi ama bene una volta ha amato per sempre. Il +destino non ha voluto che voi foste mia, e _amen_! È bene che io non +guasti il mio ideale. Se Giacomina non mi avesse cacciato qui, io non +sarei venuto mai a questa ricerca di commesso viaggiatore. È peccato +sciupare l'amore vivo con degli amori artificiali; non barattiamo +l'oro colla carta.... Addio. + +TERESITA + + non contenta. + +Che dovrò scrivere dunque a Giacomina? Che abbiamo fatto fiasco? + +NICOLÒ. + +Le scriverò io, se permettete. Siccome non tornerò a casa sua prima +della fin del mese e forse più tardi, è bene che le mandi due righe. +Se mi favorite carta e penna. + +TERESITA + + preparando le cose su un altro tavolino. + +Intendete viaggiare? + +NICOLÒ + + siede al tavolino e prende la penna. + +Sì, ho bisogno di cambiar aria. Son mezzo malato, mi sento vecchio e +malinconico. Andrò a Parigi anch'io in cerca di distrazione. + + scrive: + +_Cara Giacomina...._ + +TERESITA + + seduta in disparte ha preso in + mano un lavoruccio. + +Parigi non è una città troppo indicata per della gente ammalata. Voi +avete bisogno d'una buona infermiera. + +NICOLÒ. + +_Cara Giacomina...._ Aiutatemi a scrivere questa lettera.... + +TERESITA + + con energia, dopo aver buttato + via il lavoro. + +Sì, scrivete sotto dettatura:--Cara Giacomina, siccome io sono... un +uomo di poca fede.... + + Nicolò scrive sotto dettatura: + qui s'interrompe. + +TERESITA + + comandando. + +Scrivete, animo! «Son destinato a soffrir sempre per non conchiudere +mai nulla.» Avete scritto? + + Si alza e passeggia un po' nervosa. + +NICOLÒ + + scrive. + +_Mai nulla_.... Ho scritto. + +TERESITA. + +Punto e a capo. «Io non credo nella virtù della donna.... + +NICOLÒ. + +Scusate.... + +TERESITA + + lasciandosi sempre più trasportare + dalla passione. + +No, no. Dovete scrivere la vostra condanna. «Non credo... che una +donna... possa aver conservato puro il suo ideale... mentre.... + + parlando direttamente a Nicolò + che lascia cadere la penna. + +mentre intorno a lei si commerciavano gli affetti e si commettevano le +più ignobili vigliaccherie. Non credo che una donna possa sopravvivere +al suo stesso dolore e alle sue umiliazioni: non credo che possa +ancora conservare intatto il tesoro de' suoi affetti e possa +compensare un uomo di averla amata bene una volta.... + +NICOLÒ + + afferra le mani di Teresita, le + porta alla bocca, inginocchiato + davanti a lei. + +Dunque tu mi ami ancora? + +TERESITA + + svegliandosi da una specie di sogno. + +Che fate? io non parlavo di me. Scrivete. + +NICOLÒ. + +Donna di poca fede, perchè ingannarci ancora? + +TERESITA. + +Io parlavo di queste povere ragazze orfane. + +NICOLÒ. + +Esse hanno bisogno di un padre. Scrivete voi, detterò io.... + + La fa sedere al suo posto. + +TERESITA + + resistendo. + +Nicolò, che cosa ho detto? io provo un rimorso.... Voi non siete +venuto per me. + +NICOLÒ. + +Scrivete «_Cara Giacomina_.... + + Teresita si sforza a scrivere. + + Nicolò detta: + +Ni... co... lò mi a... ma;--punto e virgola.--Io a... mo Nicolò. +Dunque t... o... to. E Teresita non dice di no. E la cara zietta, +senza la cuffietta, si lascierà finalmente baciare la bocca da un +vecchio ragazzo che l'ama da dieci anni. + +TERESITA. + +Odiandola.... + +NICOLÒ. + +Sì. L'amore perchè resista al tempo bisogna come l'oro mescolarlo in +una piccola lega d'odio e di gelosia. Sì, io ti ho odiata, ti odio... +perchè ti amo. + +TERESITA. + +Zitto, le ragazze.... + + Si alza un po' spaurita e con + voce supplichevole soggiunge: + +E andrete proprio via? + +NICOLÒ. + +Sicuro, bisogna che io corra ad avvertire Giacomina di queste novità. +Ve la manderò qui. + +TERESITA. + +Qui no: ci son troppe ragazze. Andrò io da lei. Mio Dio! e che diranno +queste povere figliuole? io che dovrei pensare al loro destino, e +invece.... Bella zia che sono! ma non sono invecchiata, Nicolò? + + Va a guardarsi nello specchio. + +Non sono magra e distrutta dal dolore? Non merito proprio una cuffia? +Che cosa dirà il mondo? + +NICOLÒ + + ridendo mentre passa il braccio + nel braccio di lei. + +Il mondo dirà che amor vecchio non invecchia: e che il miglior modo +per prender moglie è... di parlarne alla zia. + + + + +AI TEMPI DEI TEDESCHI. + + +--Tutte le mattine la salutavo con un bel trillo di flauto (allora il +flauto era di moda): e tutte le sere, prima di levarmi le scarpe, le +mandavo un altro saluto con una volatina di note, che volevan +dire:--_Bona note, siora Nina_! + +--Lei, insomma, era innamorato della sua vicina. + +--Come un angelo, ero innamorato. A vent'anni l'amore va tutto in +fiore, e quando la sorte ti mette accanto a una bella donnina, il meno +che si possa fare è di farle la corte col flauto. + +--E il marito? + +--Il marito d'una bella donnina è sempre un brutto mostro, un tiranno, +uno scimmiotto, questo si sa. Nel caso mio, il sior Malgoni, imp. reg. +impiegato alla contabilità, un omaccione linfatico e geloso, meritava +qualche riguardo, prima perchè in fondo voleva bene a sua moglie, e +poi perchè aveva delle amicizie in polizia e a quei tempi non c'era +troppo a fidarsi. Parlo dei tempi dei tedeschi. + +--Ho capito. Lei non andava più in là del flauto. + +--Ero un matricolino sui vent'anni, un pò' timido, come chi non è mai +uscito dal suo guscio. Qualche volta mi arrischiavo di gridare dalla +finestra:--_La se péttena, siora Nina! vol piovere? vol far belo, +siora Nina?_ + +--E la siora Nina? + +--_Sì, sior Anzolo, vol piovere, vol far bel tempo!..._ + +--Un'arcadia! + +--E non mancavano i sonetti. + +--Anche i sonetti? + +--Sicuro; li stampavo sul _Trovatore_, un giornaletto teatrale di +Padova, e glieli facevo pervenire con delle iniziali molto +trasparenti. Seppi più tardi che la siora Nina non sapeva leggere più +in là del suo libro da messa; ma le donne, quando amano, son come i +gatti; ci vedono anche al buio. Suo marito se l'era tirata in casa +ancor ragazzina, con una gonnella di cotone e un paio di zoccoli sui +piedi; l'aveva mandata a scuola un po' di tempo dalle monache, e +quando la servetta gli parve cresciuta abbastanza, se l'era sposata +per avere una compagna fedele. Il poveretto, più vecchio una ventina +d'anni, pativa d'asma e di mal di cuore, ed è sempre prudenza aver +qualcuno che ti assista in un bisogno e ti faccia compagnia la notte. + +--Era bella? + +--Bellissima no, ma un musettino gustoso di servetta friulana, con dei +riccioli biondi che incorniciavano un bell'ovale colorito e sano. +Gaia, spiritosa come tutte le nostre venete, la fortuna non l'aveva +fatta salire in superbia. Nella sua ignoranza aveva un fascino +naturale, non guasto dalle solite compassature del galateo sociale. + +Gente in quella casa ce ne andava poca, tranne qualche provinciale, +che capitava di tempo in tempo a trovar la Nina diventata _parona_. + +L'unica persona di riguardo, che visitava con qualche frequenza l'imp. +reg. impiegato della contabilità era il dottor Franzon, un professore +della facoltà medica, compatriota del Malgoni e suo medico curante. +Franzon era già una mezza celebrità fin da quel tempo per le sue +fortunate operazioni ostetriche, e la gran scienza faceva perdonare in +lui il naso d'aquilotto e i modi di villan scozzonato e superbo, che +gli avevano meritato il titolo di dottor _Grobiàn_. + +L'onore e la scienza di tanto uomo si riverberavano sulla modesta casa +Malgoni, specialmente dopo che Franzon era salito in auge alla Corte +per una felice operazione, che aveva salvato alla monarchia uno dei +trecentotrentatrè arciduchini d'Austria. E poi fa sempre comodo d'aver +un dottore amico, quando si soffre d'asma e di palpitazione di cuore. + +La siora Nina era in una continua trepidazione davanti a un _omo de +tanto riguardo_, molto più che Malgoni, indulgente su molte cose, +diventava ancor il _paron_ terribile, quando si trattava d'invitare a +pranzo l'illustre Franzon. Guai se il manzo non era a giusta cottura! +guai se il caffè non aveva quel tal profumo delicato! guai se Nina non +faceva gl'inchini bene e non rispondeva a tono:--_Sior sì, sor dottor; +sior no, sor professor...._ «Un omo che aveva delle influenze a Corte, +che, con poco rispetto parlando, aveva visto un'arciduchessa in +camicia, un dottor di quella forza, un professoron come Franzon, che +si degna _de magnar_ la tua minestra, non è un caso che cápita a +tutti; oltre all'onore, poteva sempre far del bene a un imperiale e +regio impiegato, onesto, religioso e di sani principii.» + +--Ho capito. La siora Nina non si divertiva troppo. + +--E no, poverina! quando i due cravattoni cominciavano a parlar di +politica, e a tirare in scena la Dieta e Metternich e a parlare in +_barlich_ e _barloch_ e in _flit_ e _futter_, essa usciva volentieri +col secchiello a prender l'acqua sul pianerottolo. + +Era in quei momenti e durante quelle brevi scappate ch'io coglievo +l'occasione per recitarle il mio sonettino, per dirle che le volevo +bene, per baciarle la punta di un dito. Non più in là, s'intende. + +Essa non era donna da dar confidenze agli studenti e io, povero +matricolino, ero troppo ingenuo per far della concorrenza a +Metternich. + +La cosa andò avanti così un bel pezzo, tra un trillo di flauto, un +sonetto e un secchiello d'acqua, quando Malgoni ammalò gravemente di +quel suo battito di cuore e parve sul punto d'andarsene all'altro +mondo. + +Franzon si mise al letto dell'amico e gli usò una assistenza fraterna. + +Quando non bastava il dì, rimaneva la notte accanto alla siora Nina +che scaldava i brodi; e siccome ogni servizio merita compenso, e non +c'è amicizia che in qualche modo non si faccia pagare, il bravo dottor +e professor, forte dell'amicizia di Metternich e della sua prepotenza, +credette d'onorare anche la moglie del suo vecchio amico. + +La Nina, una povera servetta senza esperienza, còlta di sorpresa, +nella sua suggezione, nella sua paura, al buio, di notte, accanto al +marito quasi morente, dominata dalla forza d'una passione brutale e +poi spaventata dal sofisma del fallo compiuto, dopo essere stata +vittima, si credette quasi complice del tradimento. E tacque e simulò. + +Franzon poteva fare del bene a Malgoni; ma poteva anche fargli del +male. La povera donna, sprovveduta nella sua ingenua ignoranza d'ogni +energia morale, credette, simulando, di evitare a suo marito un gran +dolore. C'era da farlo morire di crepacuore quel pover'uomo, se gli +avesse detto di qual refe era fatta l'amicizia di Franzon. E non si +accorse che intanto l'uomo scaltro ed erudito la dominava con la sua +stessa paura e l'appoggiava come una schiava al carro della sua colpa. + +Quando tornai a Padova, dopo le vacanze, mi parve di leggere nel volto +meno chiaro della bella Nina come una nota misteriosa di dolore e di +avvilimento. Essa mi fece capire che aveva qualche ragione segreta di +vivi dispiaceri. Malgoni stava abbastanza bene e aveva ripigliato il +suo ufficio; ma l'amico di casa s'era impadronito così bene del cuore +del suo malato, che ormai il pover' uomo non vedeva che per gli occhi +del dottore, non parlava che per la sua bocca. + +Non ci vuole che un marito per non vedere: ma la gente cominciò a +mormorare. Le donnette volevan quasi far credere che il dottore +mirasse ad avvelenare Malgoni colla digitale o a corroderne la vita +coi deprimenti. Questa calunnia, messa fuori colla solita sventatezza +delle teste piccine, non fu senza conseguenza per una fantasia +riscaldata come la mia; la malinconia, il pallore e le lagrime della +povera siora Nina non erano per se un terribile capo d'accusa? + +Da quel dì cominciai a guardare in cagnesco il piccolo dottor Grobian, +dal naso d'aquilotto, dalle spalle di facchino, che andava schiacciato +sotto l'enorme tuba e infagottato nell'enorme cravattone di seta. E +siccome ringhio suscita ringhio, anche Franzon imparò a conoscermi e a +guardarmi in cagnesco tutte le volte che m'incontrava sul pianerottolo +o nell'androne della casa. Anche lui aveva le sue spie, e qualcuno +doveva avergli parlato dei miei sonetti e de' miei trilli di flauto. + +Si arrestava con sfacciataggine a squadrarmi, colle mani dietro alla +schiena, colle quali dimenava una grossa canna come una coda e con +quegli occhi pesti pareva dirmi:--_Ocio_, matricolino che so tutto e +ti posso far legare.--Il _Trovatore_, aveva delle velleità +patriottiche io era allora un bel giovinotto, con un bel pizzo di +barba: e anche quel po' di barba poteva essere interpretata come +un'idea sovversiva. Parlo dei tempi dei tedeschi. + +Messo tra un marito geloso e un ringhioso amico di casa, il meno che +potessi fare era di usar prudenza, di rimettere il flauto +nell'astuccio, di sacrificare qualche sonetto, di compatire da lontano +a una povera donna caduta come un'agnella negli unghioni d'un orso +buono e stupido e di un lupo furbo e affamato. + +E le cose sarebbero andate avanti un pezzo così, e sarebbero +fors'anche finite in qualche maniera colla pace e colla noia, se tutto +ad un tratto l'illustre Franzon non fosse stato ufficiato ad assumere +la direzione dell'Ospedale delle partorienti a Venezia, carica che +portava il grado di medico di Corte e il titolo di cavalier della +Corona di ferro. Bagatella! + +Questa nomina che lusingava la sfrenata ambizione e l'avidità del +bravo ginecologo, poteva essere per la siora Nina una vera +liberazione. + +Ma la poverina aveva fatto i conti senza il lupo. Franzon non era un +uomo da rinunciare troppo facilmente a una passione e a una comodità, +neanche per l'onore della Corona di ferro. Scrisse da Venezia +all'amico che c'era una bella combinazione, un posto vacante alla +contabilità di quella delegazione, con qualche vantaggio di soldo, che +lui poteva raccomandarlo a persone influenti: e poi tornò a scrivere +che l'aria delle lagune più calma, più carica di sale, era fatta +apposta per i mancamenti di respiro; non perdessero tempo, +inoltrassero subito una domanda all'I. R. delegato: al resto pensava +lui.... + +--Il lupo voleva avere la pecorella vicina.... + +--Precisamente così. La povera Nina che di quella maledizione ne aveva +abbastanza, usò di tutta la sua influenza presso il marito perchè non +si movesse; gli dimostrò che a Padova stavan bene, che vi avevano +amici e parenti, una bella casa, tutte le migliori comodità, mentre un +trasloco è una tempesta, un danno, un fastidio infinito. Pregò tanto, +carezzò tanto la barba grigia del suo Malgoni, che costui, pigro già +la sua parte e nemico dei trambusti, finì col ringraziare l'amico +lontano e disse di no. Questa risposta non fece che aguzzare la voglia +dell'illustre ginecologo e colla voglia il dispetto e la rabbia. Tornò +a scrivere; ma vedendo che sprecava il suo inchiostro, e che Malgoni +era deciso a non muoversi, cominciò a insinuare bel bello qualche +sospetto nell'animo dell'amico. Gli fece capire che la Nina aveva +qualche motivo di non abbandonar Padova, città allegra, piena di +studenti e di capi scarichi, che fanno all'amore coi sonettini e coi +trilli di flauto.... + +--Birbo! + +--....Tre volte birbo! Il marito, facile a insospettirsi, aprì gli +occhi, osservò dissimulò, e può essere che cogliesse qualche segno a +volo. Ma non volendo far scene per paura d'uno scandalo, una sera, +detto fatto, annuncia alla Nina che aveva accettato il posto: si +preparasse a sbarazzare la casa e a partire per Venezia, + +La povera donna, che cominciava appena a respirare e a godere la sua +libertà, còlta in un momento cattivo, dichiarò a Malgoni che lei a +Venezia non sarebbe andata.... + +--Ah! tu non vuoi venire?--gridò con voce ironica il vecchio geloso: e +siccome l'amico lontano in quei giorni aveva avuta la bontà +d'inviargli tutta la raccolta de' miei sonetti innocenti, in cui il +nome di _Nina_ tornava spesso a rimare con _divina_, armato di quei +documenti, si scagliò sulla povera donna e cominciò a batterla. + +--So tutto, svergognata! so tutto, brutta traditora, senza cuore e +senza carità. E tu fai all'amore, mentre hai il marito malato, quasi +moribondo? e tu dimentichi così il bene che ti ho fatto, brutta +servaccia? + +E siccome non cessava di picchiare con un pezzo di riga sulla spalla e +sulla testa della povera donna, alle grida, ai pianti di costei, sì +risvegliò la casa, si aprì qualche finestra, comparvero dei lumi e +cominciarono gli uhè.... di sotto e di sopra. + +La Nina che non capiva bene per colpa di chi la battesse il suo +padrone, aveva cercato di scappare dall'uscio sul ballatoio; e fu +allora che il vecchio esasperato, pensando che volesse fuggire di +casa, le sbarrò il passo, l'afferrò pei capelli e la fece strillare +come un'aquila. + +Era troppo ormai anche per un matricolino. Corsi di sopra, piombai su +quel disperato, che al mio comparire si fece livido; poi non so dire +quel che sia avvenuto. + +Pare che l'emozione fosse troppo forte per il vecchio malaticcio, o +che una violenta stretta di cuore soffocasse insieme la bile, il +sangue e la vita. + +Cadde come un sacco slegato, lo circondarono, lo portarono sul letto, +e nella notte stessa morì, con infinito spavento della povera Nina, +che s'immaginava quasi d'averlo ammazzato. + +Due giorni dopo questi fatti alcuni compagni corsero a casa mia ad +avvertirmi che avevano arrestato Branchetti, il direttore del +_Trovatore_ e che la polizia era in cerca di me. Non era il caso di +stare ad aspettarla. + +Le guardie entrarono in casa mia e sequestrarono le carte, le robe, il +flauto. Padova non era più aria buona per me: e per non aspettare di +peggio, la notte stessa presi la strada del confine. + +--Era anche questo un intrigo di Franzon? + +--....Còlto nel segno! Coll'ingegno che natura gli ha dato, egli aveva +saputo dimostrare alla polizia centrale di Venezia che a Padova si +congiurava contro l'ordine costituito e che un branco di giovinastri +mazziniani nelle conventicole del _Trovatore_ inneggiavano all'Italia +sotto l'allegorico nome di Nina, + +--Che talento! Non poteva vendicarsi con più spirito. E come finì? + +--Finì che, morto Malgoni e venuto al mondo, sei mesi dopo il +funerale, un bel maschietto, la povera Nina trovò ancora della sua +convenienza di andare a Venezia e d'acconciarsi in casa del suo nuovo +padrone e tiranno; il quale qualche tempo dopo trovò della sua +convenienza anche lui di sposare la vedova e tirarsi in casa quel po' +di ben di Dio che Malgoni le aveva lasciato sul testamento. La siora +Nina dev'essere morta qualche tempo prima che entrassero gli Italiani +in Venezia. + +--Bella storia! e Franzon? + +--Franzon sano, robusto, vispo come un pesce, di trionfo in trionfo, +oggi è diventato una mezza illustrazione della scienza europea. Si +dice che alla prima infornata abbiano a farlo senatore. + +--....È naturale! Non son più i tempi dei tedeschi. + +GINA. + +Man mano che il Natale, col suo regalo di neve, si avvicinava, si +facevano sempre più spaventosi i rimorsi di quella ragazza: perchè la +sua mamma poveretta, era morta appunto una mattina di Natale, mentre +la Gina non toccava ancora i nove anni, e il pensiero della mamma, +anche in mezzo alle più sciocche vanità della vita, aveva sempre +conservato per la giovane un certo qual profumo, come di fiori +d'altare. Oggi, passati molti anni da quel giorno, la Gina aveva +abbandonata la casa paterna, per venire a cercar fortuna in città. +Giunta a Milano col canestrino di fiori, perchè era bella, se l'erano +messi d'attorno i giovinotti e uno fra' tanti che l'aveva tentata, +pareva che le volesse bene; così almeno egli giurava sempre, +toccandosi colla mano il posto del cuore. E veramente, ne' primi +tempi, fu per la Gina una specie di sogno. La stagione era viva, la +città allegra e piena di gente, gli amici cortesi; per cui ella potè +facilmente guadagnarsi un appartamento tutto per lei, con specchi, +dorature, cortine di seta, e un gabinetto chinese con una specchiera, +che pareva un reliquiario. E dire che la Gina alla Ghiacciata s'era +lavata il viso le dodici volte nel secchio! ma fortuna e dormi, dice +il proverbio, ossia chi bella nasce ha la dote nelle fasce. I +fotografi amavano ritrarla in grande, per farne dei quadri agli angoli +delle vie: un cappellino, portato dalla Gina, poco mancava che +diventasse subito di moda e se le signore--quell'altre--non andavan +dietro al modello, gli era soltanto per non dimostrare che la Gina +fosse più bella di loro. Tuttavia anche sotto quella cipria, anche in +mezzo alla spuma frizzante di quella vita, fra le garze e i nastri +color di rosa, la Gina provava nel cuore una specie di puntura, come +se una spina vi si fosse rotta dentro; e in fondo ai cartocci pieni di +cose dolci, che le regalavano a teatro, sentiva sempre un amaro di +legno quassio, perchè il peccato non si sputa fuori, nè tutte le +macchie si lavano col sapone. Anzi, quanto più pareva che il suo +occhio di gazzella fosse talvolta rapito in una apoteosi dell'opera, e +in una contraddanza di driadi ed amadriadi, tanto più il suo pensiero +sprofondava nelle fessure della coscienza e le accadeva di vedere, fra +le piante della scena, spuntare un campanile aguzzo, colla crocetta in +cima, o la siepe dove soleva curare le oche, o il pergolato e il +ballatoio di legno, coll'insegna della Ghiacciata, la famosa osteria +del suo babbo. + +Fanciulletta vi era cresciuta, a piedi nudi, col bel musetto sporco, +coi capelli in furia, cogli occhi neri e lustri come il carbone, amata +prima dalla sua mamma, odiata poi dalla matrigna, che aveva una +ragazza brutta e storta. + +Quando la matrigna aveva gente, la Gina scappava di sopra, apriva un +guardaroba, ne toglieva una veste lunga, per il gusto d'indossarla e +di fare la coda sull'ammattonato, passeggiando innanzi allo specchio +con una ventola in mano, di penne di tacchino. La matrigna ne la +pagava poi con sferzate di vero legno di nocciuolo, o con schiaffi per +il gusto che avrebbe voluto anch'essa di voltarle la faccia. Ma la +faccia della Gina si faceva sempre più bella, come se le ceffate +finissero d'aggiustarla: gli occhi, spesse volte lagrimosi, +acquistavano una profondità infinita, come chi guardasse nell'acqua +del mare, e così spuntò la primavera dei suoi sedici anni. All'osteria +della Ghiacciata, che aveva d'intorno un bel boschetto di carpini e di +sambuco, venivano al primo aprirsi della primavera, molte comitive in +carrozza, di giovani e di donne bellissime, che dopo il pranzo si +mettevano a ballare sul battuto. Il Toppa, un cretino dalla gola +gonfia e dagli occhi malati, suonava l'organetto per muovere certe +scarpette di seta, che il diavolo, io credo, suggerisce ai parigini +per far perdere la strada alle anime innocenti. Anche la Gina imparò a +ballare, cioè quando ci si provò la prima volta, si meravigliò essa +stessa di saperlo fare. È vero che essa aveva ballato molte volte ne' +suoi sogni, quando, a quindici anni non si dorme inutilmente; ma tutti +dicevano che danzava di scuola, e che pareva di portare una piuma, se +si appoggiava al braccio del cavaliere. + +Imparò anche a far dei mazzolini e vide in seguito che i fiori stavano +bene in un canestro di vimini. Una volta che una di quelle signore +dimenticò un cappello di paglia, a foggia di paniere, colla tesa larga +e piovente, la Gina se lo provò sul capo, e vide che pareva anch'essa +un fiore nel paniere. Ci pensò un poco; ogni mattina, da un pezzo in +qua, soleva correre incontro al procaccia, per togliergli di mano un +biglietto ricamato con una corona di conte, Ci pensò un pezzo, finchè +una volta che la matrigna osò buttarle il cencio dei piatti sul muso, +non disse nulla, ma scrisse due righe sopra un foglio. Due giorni +dopo, col pretesto che andava in chiesa a messa, nel suo scialletto +nero, prese la strada postale, camminò nella polvere e sotto il sole +per un bel tratto, finchè giunta allo svolto, dov'era una gran siepe +di robinie, scoperse una carrozza. Il cuore fe' sulle prime un gran +schiamazzo, che non facevano l'eguale le sue dieci oche nei giorni di +temporale; sostò, chiuse gli occhi un minuto, e quando li riaprì, +credette quasi che l'aria fosse infocata, Qualcuno la spingeva bel +bello: una voce sussurrava al suo orecchio; la carrozza fece il resto. + +Dopo tre mesi di vita gaja, la Gina ammalò di tifo: e se non era una +vecchierella di buon cuore che si pose a curarla, presso il guanciale, +gli amici l'avrebbero lasciata morire come un cane, nel suo bel +gabinetto chinese. Quando potè cacciare le gambe dal letto e si guardò +nello specchio trovò che, meno gli occhi, molto di bello se n'era +andato: i capelli se li sentì pochi nelle mani, non così però che con +un po' di belletto, e con qualche truciolo finto ella non potesse +sperare di vincere ancora la sua fortuna. Uscì per le strade a vender +fiori, ma visto che la gente non credeva più alla Gina di prima, pensò +al modo di diventare un'altra Gina, poveretta! La vecchia signora, che +l'aveva curata con tanto amore, le offrì ricovero in casa sua, in una +viuzza tranquilla e fuor di mano, dove il sole non scendeva un +momento, che per scappar via. Passò l'estate. L'autunno venne innanzi +col suo tabarrotto di nebbia: venne anch'esso il dicembre nella sua +pelliccia d'ermellino, e lassù intanto, in quelle quattro stanze, +colava l'aria fredda, livida, inzuppata dì malinconia. Quando la Gina +sentiva qualche cosa alla gola, che minacciava di strozzarla, usciva +in cerca di sole, rubando cogli occhi l'ultimo verde, che spenzolava +dai rami degli alberi. Si avvicinava il Natale, l'anniversario della +sua povera mamma. Il profumo del lauro, la vista del muschio, degli +aranci, dei presepi, dei balocchi di legno verniciati, esposti nelle +botteghe e sui banchini, risuscitavano una folla di reminiscenze, un +polverìo, come sopra una strada pesta da cavalli sfrenati. La Gina se +ne tornava a casa, colla febbre nelle ossa, colle guance riarse, con +una gran sete: si accoccolava per terra, sotto la finestra, al buio, o +cogli occhi incantati sui fiocchi di neve che cadevano; nelle ore di +notte che non poteva dormire, o che dormiva così a sbalzi, coll'animo +sospeso e co' piedi freddi, essa si lasciava andare a ripensare le +belle carte di torrone, che.... una volta il babbo le regalava, delle +quali ne aveva un fascio in una scatola, quali screziate d'oro e +d'argento, quali con bei lembi color cielo, color vestito della +Madonna, altre gentili come le perle, altre accese come il fuoco; e ne +faceva vesti alle sue bambole di carta, alla Ghiacciata, se ne ornava +ella stessa le orecchie, tagliuzzando le laminette di paglia d'oro, +tintinnanti; quasi il destino avesse dovuto prepararle, per i suoi +begli occhi, una corona di diamanti, come a una principessa.... Così +pensava fredda fredda nel letto. + +Ahimè! la corona l'aveva avuta sul capo, non importa se di gemme +false. L'acqua era scesa per la sua china, trascinandola verso il +mare; ma che mare! meglio il pantano, ove andavano guazzando le sue +oche nei tempi di secco. Se ne sentiva sudicia l'anima e la bocca. Non +pareva più il suo corpo, tanto le vesti le scappavano giù e i capelli +si irritavano sul capo come lische. E intanto correva per le vie il +santo Natale, caro ai bambini, a suon di piva, circondato il capo +d'edera e di muschio; ogni masserizia era pulita e benedetta: ogni +piedino aveva le sue calzette di lana, bianche o a liste di colore; +s'imbandivano le mense accanto al fuoco, dove bruciava il lauro, +spandendo un profumo di presepio e di Betlemme. V'era della gente al +mondo, felice per un cavalluccio di legno scoperto in una scarpa, e +delle barbe grigie, che piangevano di gioja per due righe di rampini, +scarabocchiati e dedicati al nonno. Perchè la felicità è per sè stessa +una cosa leggera e porta in alto il cuore che sa contenerla. + +--Gina!--gridò la voce della vecchia dal fondo della scala. + +Gina era fuggita. Scivolò al bujo dalle scale, corse pel vicoletto, +scappò via, mentre accendevano i primi lampioni. + +Non nevicava, ma tanta era stata la neve caduta sui tetti, sui +campanili, sugli abbaini, che la città pareva lì per perdere il +respiro. Per la lunghezza delle vie, e per le piazze profonde, le +flammelle del gas, fatte rossigne, si stringevano in sè, come se +temessero pure di dover morire di freddo; poche, frettolose, le +persone rasente ai muri; dagli archi delle botteghe chiuse, dalle +finestre delle osterie, dalle case, traspariva quella luce velata e +calda, che ha dentro di sè il fumo delle pentole e la ciarla della +gente allegra. Voltò per via Larga; di là pel corso, verso porta +Romana, dov'era la strada per la Ghiacciata. Sperava di arrivarvi in +meno d'un'ora, non in carrozza, come sei mesi fa, quando era partita, +non fra due filari di pioppi verdi, ma con un santo orgoglio, che la +sorreggeva, che le riempiva gli occhi di lumi: al di là dei lampioni, +oltre i gabellini, oltre la cerchia delle mura, che la serravano come +l'anello d'una ruvida catena, anche in mezzo alla neve, alla nebbia, +ai fossati, alle pozzanghere oscure, rasente ai cimiteri, la Gina +vedeva la libertà; fuggiva, come se dietro i suoi passi corressero +proprio ad inseguirla, e, voltandosi, guardava con spavento la mole +confusa e nebbiosa della città. Presso i bastioni si trovò quasi +perduta in un campo di neve. Le guardie, in un cantuccio del dazio, +stavano scaldandosi intorno a un braciere, discorrendo sottovoce con +aria di malcontento: al di là, quando cioè la Gina ebbe varcate anche +le case del sobborgo, si trovò nel deserto addirittura, come le venne +in mente d'aver letto, all'incirca, d'Elisabetta negli _Esiliati in +Siberia_, quando giunge alle rive del Kama. La strada correva fra due +fossati: non un carro, non un lume, non l'abbajare d'un cane. Ma non +per questo cessava d'andare; il negro, che sia sfuggito al flagello +del piantatore, non respira con tanta voluttà l'aria delle selve, +quanto una coscienza, che si snodi da un'abbiezione morale e torva, +cerchi di tornare alla stima di sè stessa. La Gina camminava nella +neve, scendeva nelle pozze, nel ghiaccio, nella mota, contenta di +dover vincere quegli ostacoli, come se, passando attraverso quella +grande tribolazione, dovesse poi uscirne purificata. Era scomparsa un +giorno d'estate fra un polverìo bianco: voleva ricomparire al disotto +d'un nembo di neve; così della Gina si sarebbe dimenticato quel tempo, +come se fosse stato un sogno. + +Camminò forse un'ora, senza mai sentire il freddo che le sbatteva sul +viso; per la lunga eccitazione del suo spirito, ella finiva, sto per +dire, col camminare sopra i propri pensieri. Certamente non vedeva +l'ombra delle piante, nè i mucchi di ghiaja che costeggiano la strada, +sotto uno strato di neve; se li avesse veduti, ne avrebbe preso +maggior spavento, quasi fossero tanti cataletti posti in fila. Molte +sue amiche eran camminate al camposanto collo strato bianco, e dietro +aveva cantato anch'essa le litanie della Madonna, intonando il _Mater +purissima_. E cammina, e cammina. Ecco finalmente che da' casolari, +che sorgevano a destra e a manca della strada, sprofondati nel più +fitto della notte, vede uscire, anche qui, quella luce velata e calda, +che ha dentro di sè il fumo delle pentole e la ciarla della gente +allegra. Anche per questi luoghi morti e quasi disabitati era passato +il santo Natale, caro ai bambini, a suon di piva, circondato il capo +d'edera e di muschio. Udiva delle canzoni, ma la strada continuava +sempre deserta, sempre bianca lungo i fossati in cui gorgogliava +un'acqua cieca piena di misteri. Finchè le parve di ravvisare, allo +svolto di una gran siepe secca, il luogo, dove sei mesi fa era salita +per la prima volta in carrozza, a guisa di certe povere ragazze delle +favole, amate da principi. Quindi ravvisò anche il campanile aguzzo +colla crocetta in cima, e fu per cadere come morta; ma la tenne ritta +il pensiero che il più difficile era fatto e che, se Dio le avesse +dato di poter rientrare nella sua casa, non solo ella avrebbe saputo +trangugiare tutti i bocconi amari, ma si sarebbe chiamata felice di +ottenere una scodella per carità e di far la serva alla sua matrigna. +Giunta all'orlo della siepe di sambuco, che cingeva il giardino della +Ghiacciata, guardò attraverso e vide che le finestre della vasta +cucina brillavano; sotto stava il Toppa, attaccato all'organetto, e +suonava una bella mazurca; la sua faccia giallognola e cretina +sorrideva, mentre di dentro andavano e venivano delle ombre sulla +cadenza della musica. + +La matrigna aveva invitato quel giorno Anselmo il mugnaio con suo +figlio Gerola, un buon cristiano, zotico come un tronco, ma danaroso: +da un pezzo la donna vi aveva messo gli occhi sopra per darlo, se si +poteva, alla sua Carolina, che un migliore non ne avrebbe potuto +trovare in questo mondo. Era stata contenta in cuor suo che la Gina, +sdrucciolando come aveva fatto, avesse sbarazzata la casa da una +terribile rivale. + +La Gina si accostò all'uscio; non piangeva, anzi, se si deve dirlo, si +sentiva un coraggio e un'energia, di cui ella stessa si meravigliava. +Il suo babbo era sempre il suo babbo e una donna, messa alle strette, +non ha mai il cuore di respingere un'altra donna--pensava--quando +implora compassione per amor di Dio. + +Picchiò una volta e non fu udita. + +Aspettò che il Toppa finisse di strimpellare e tornò a picchiare più +forte. + +Questa volta qualcuno intese; la chiave scricchiolò e il volto della +matrigna apparve nella fessura dell'uscio. + +--Chi è a quest'ora? + +--Sono io, la Gina. + +Il Toppa tornò a suonare, e il baccano, che sorse di dentro, impedì +che altri potesse udire questo discorso. + +--Sei tu, sgualdrinella? va via, non ti conosciamo. + +--Per amor di Dio.... + +--Sei venuta in carrozza? + +--Per carità, almeno per questa notte.... + +--Questa notte meno che un'altra. + +--E dove andare a quest'ora? + +--Va dalla tua mamma. + +E chiuse l'uscio con furore, e girò due volte la chiave: parve a un +tratto che di dentro si raddoppiasse la festa: la Carolina ballava con +Gerola, e l'ostessa menava a tondo Anselmo il mugnaio, che non poteva +reggersi sulle gambe. Il babbo dormiva nell'angolo nero del camino. La +Gina non si accorse che intanto ripigliava a nevicare; non si accorse +nemmeno che l'acqua entrava nelle sue scarpe; nè che le vesti +strisciavano per terra. Non si sgomentò. + +--Andrò dalla mia mamma,--disse sottovoce, con un senso amoroso, la +povera Gina. Conosceva bene la strada, perchè tutti gli anni soleva la +mattina di Natale portarle un mazzo di fiori secchi, o un nastro +ricamato. Quest'anno l'ora era un po' tarda, ma la sua mamma l'avrebbe +ricevuta. + +Attraversò le vie deserte del paese: conobbe la strada del camposanto; +spinse il cancello, che cedette. + +--Essa m'ha aperto,--mormorò la Gina. + +Traversò il piccolo campo, finchè vide una croce di legno, +mezz'arrovesciata nella neve; ne sbarazzò le braccia, e cadde giù, +esclamando con uno schianto:--M'han detto di venire da te, mamma. + +E piangendo cercò di chiederle perdono; si attaccò al legno con una +stretta affettuosa di chi sente un cuore vicino, che risponde al suo. +Poi chiuse gli occhi, per dormire accanto. La neve cadde alta tre +spanne quella notte e tutti dicevano che avrebbe fatto bene alla +campagna. + + + + +STORIA DI UNA GALLINA. + + +Vìvevano una volta due vecchi sposi. Egli non si chiamava Taddeo, ma +Paolino, ed essa, la signora Brigida, buone anime entrambe. Il sor +Paolino lavorava in canestri e la moglie in raggiustare le calze; dopo +trent'anni, si volevano bene come il primo giorno di matrimonio, anzi, +invecchiando, miglioravano nell'amore, come il vino nelle botti +suggellate. Se il Cielo mi concedesse tanto buon tempo che io potessi +raccontare giorno per giorno la vita del sor Paolino, e della sora +Brigida, crederei di giovare col mio libro a' miei simili, ben più che +con un trattato di meccanica celeste: perchè, dopo tutto, l'amore e la +benevolenza sono il pernio, sul quale la ruota del mondo gira senza +stridere. Ma poichè questa consolazione non mi è concessa dalle +circostanze, racconterò almeno in quest'occasione del santo Natale un +episodio della loro vita, che farà piangere, io credo, tutte le anime +sensibili. Beato chi piange, e una lagrima, dice un libro chinese, è +più grande del mare. + +Dopo l'esperienza fatta negli anni passati e sempre in loro danno, i +nostri buoni vecchietti eran venuti entrambi del parere di allevare in +casa una gallinetta, per vederla crescere sotto i loro sguardi +all'avvicinarsi di queste ultime feste dell'anno, togliendo così il +pericolo, tanto comune oggidì, di dover mangiare una cosa per l'altra +o fors'anche una porcheria. E poichè sono sull'argomento, si sa +oggimai che, se tutte le lepri, che si mangiano all'osteria potessero +parlare, i topi non starebbero a sentirle; come, per altra parte, +accade spesso a qualcuno, mentre siede col suo pezzo di manzo sul +piatto, di vederselo scappar via al suono d'una frustata. La lepre è +gatto, il bue è cavallo, e così via il vino è aceto, l'aceto è veleno; +non c'è speranza che nel tempo, quando, cioè, le cose saranno +diventate così naturalmente false, che per cambiare torneranno quelle +di prima. Ma intanto i nostri vecchietti, giunti sulla sessantina, +dovevano per obbligo di coscienza guardarsi dalle cose false e tener +da conto lo stomaco: non meritano lode, se al'avvicinarsi delle feste +comperavano una gallinetta viva per nutrirla colle loro mani? + +La cara bestiola passeggiava per casa da circa tre mesi, chiocciando, +piluccando, ruspando, come fanno tutte le sue pari. Brigida, mentre +suo marito stava alla bottega, soleva discorrere con lei o le +tagliuzzava foglie di verze, o le sbriciolava del pan di melica, +invitandola a bere in una terrina bianca che pareva porcellana. Che +dirò del sor Paolino? prima d'entrare si fermava dietro l'uscio +chiamando chi-chi-chi; se fosse stata nelle nuvole, la povera bestia +correva giù. Il canestrajo allora rovesciava le tasche in terra e ne +usciva del grano, del pane, del biscotto, che la gallina bezzicava +divinamente sotto gli occhi beati dei suoi padroni. Una vedova che +abitava vicino al loro uscio e che, dopo la morte d'un suo pappagallo +non poteva resistere a tali spettacoli, piangeva come una bambina. + +--Che peccato!--disse un giorno il sor Paolino,--che peccato che la +povera bestia non possa assaggiare una goccia del mio caffè! oggi ha +mangiato asciutto e le farà peso. + +La sora Brigida invece trovava che, stando sempre in cucina sul +mattone, avrebbe patito del freddo; non che volesse dire con ciò che +un paio di calzette sarebbero convenute a una gallina, ma fece in modo +che Paolino stendesse almeno una vecchia stuoja presso l'acquajo. E +bisogna dire che la gallina avesse veramente dei meriti, perchè con +niente non si fa il buon brodo, nè la buona stima. Le penne infatti le +aveva screziate sul petto e d'un bel colore rosso dorato sulla +schiena; le zampe magre e svelte, l'occhio vivace e malizioso la sua +parte, e ai ragionamenti dei padroni rispondeva con certi movimenti +del collo, degni di qualunque ragazza da marito. Le volevano bene, +dunque, non solo perchè fosse una gallina, ma perchè gli animi buoni +si attaccano volentieri alle cose buone. Mentre i due vecchietti +sedevano a tavola a mangiare quel po' di carne comechessia, comperata +dal beccaio (nè potevano allevarsi in casa un bue come un pulcino), la +gallinetta saltava su, guardava ne' piatti, ora coll'occhio destro, +ora col sinistro, con tanta innocenza che i due vecchietti perdevano +la memoria dell'appetito. + +Ma i giorni passano per tutti. Già si discorreva delle feste, come se +fossero giunte: la gente pensava al modo di passarle bene e il Natale +veniva innanzi colle sue scarpe di feltro. + +I nostri due buoni vecchietti già da cinque o sei giorni si vedevano +sopra pensiero, come se avessero nel capo un cespuglio di spine; ma, +essendo e l'uno e l'altra d'indole timida e rispettosa, per paura di +farsi torto a vicenda, masticavano in silenzio il loro dolore. La +gioja comune che si spande in questi giorni e che rischiara le case e +gli animi della gente, non li rallegrava, anzi se qualcuno +diceva:--buone feste, sora Brigida,--essa rispondeva appena, crollando +malinconicamente la testa. + +Anche il sor Paolino a bottega non era più lui; stava immobile, colle +mani sul canestro, gli occhi fissi in terra e pensava:--Se non fosse +che la Brigida ha bisogno d'un vitto sano e nutriente, chi oserebbe +strappare una penna a quella povera creatura? + +E la sora Brigida dal canto suo, correndo sulla calza:--Se quel +pover'uomo non avesse lo stomaco disfatto, se non avesse speso per +allevarla, chi avrebbe cuore?... ma dirà che sono tenerezze da donna +malata, e riderà di me; come noi ci burliamo della nostra vicina. + +Così passò qualche altro giorno, senza che nè l'uno nè l'altra osasser +toccare quel brutto tasto. + +Mancavano tre giorni appena al Natale e bisognava uscirne. Sedevano +entrambi innanzi al camino, dopo un pranzo di magro fatto con certi +pesci, che forse non eran pesci. Egli, il sor Paolino, andava +costruendo colle molle una catasta di fuscellini, intorno a un ceppo, +che bruciava vivo vivo, ed essa, la sora Brigida, in una cuffia di +traliccio, colle mani sotto il grembiule, piangeva in silenzio +nell'ombra. + +--Credi tu, amor mio,--cominciò il sor Paolino,--che fosse veramente +una tinca che abbiamo mangiato? + +--Credo di no,--ella rispose stentatamente. + +--Se si potesse tenerli in casa nella catinella i pesci, come si +tengono i polli nella stia, si potrebbe vedere,--soggiungeva il marito +per tirare il discorso sull'argomento. + +Brigida si scosse sulla sua sedia e soffocò un sospiro dentro di sè +per non dare segno a quel pover'uomo della sua sciocca debolezza. +Vedeva troppo bene che Paolino contava di poter mangiare almeno il +giorno di Natale qualche cosa di schiettamente sano. + +--Essa non immagina punto il mio pensiero,--disse fra sè il buon uomo, +a cui spiaceva e come uomo e come marito di mostrarsi in qualche parte +da meno di sua moglie. Sedevano innanzi al fuoco, come dicevo, +scaldandosi le ginocchia e discorrendo così, quando a un tratto videro +venire innanzi la loro gallina, che si era levata ad ora insolita, e +che veniva a specchiarsi nella fiamma. Le sue penne mandavano bagliori +e fosforescenze d'oro e di piropo e, o fosse che i poveri vecchi la +vedessero attraverso le lagrime, o fosse altrimenti, parve loro una +cosa piovuta dal Cielo, se non proprio il gallo che convertì San +Pietro. + +Il sor Paolino non potè resistere a quella vista, e con un pretesto +uscì; e uscita anch'essa, poco dopo, la povera donna, andò a bussare +all'uscio della vedova, in cerca d'un consiglio. Il canestraio trovò +per via Angiolino del Trapano, suo vecchio amico, uomo prudente e +quasi letterato, gerente d'un giornale politico, che propugnava una +santa causa, Angiolino ascoltò la gran passione dell'amico e si +concertarono insieme sul modo di regolarsi in questa difficile +circostanza. + +La mattina dopo, e precisamente la vigilia di Natale, Angiolino venne +a trovarlo a casa e strinse la mano alla sora Brigida. Egli s'era +messo quel dì l'abito scuro e teneva in mano il cappello a cilindro +come soleva fare nelle cerimonie o nei processi contro la santa causa. +Parlò della mala piega delle cose d'Europa, dei tempi che si fanno +grossi, della poca fede, della poca umanità che c'è nel mondo, e stava +per aprire la bocca sull'argomento (che già Paolino era sugli spilli), +quando entrò dall'altra parte anche la vedova, cogli occhi rossi, come +il giorno che aveva trovato il suo pappagallo strozzato fra due ferri +della gabbia. Era anche questa un'intelligenza presa fra le due donne. +Tutti e quattro sedettero, sconcertati ciascuno per riguardo agli +altri, mentre la gallina, più fortunata di tutti, passeggiava +tranquilla, beccando le screpolature, quasi che al mondo non +esistessero nè i grandi nè i piccoli affanni. + +Vi fu un istante di silenzio. + +Poi Angiolino del Trapano, carezzando colla manica il pelo del suo +cappello, coll'occhio fisso alla gallina:--Fortunate le +galline,--disse, che sfuggono a queste preoccupazioni! Esse posseggono +ancora quella semplicità che gli uomini, fatti tiranni di sè stessi, +mettono in non cale, correndo dietro, come sciacalli, al proprio +interesse, paghi soltanto quando sono pagati. Beati i tempi dei +patriarchi, quando gli uomini si contentavano d'un piatto di +lenticchie, nè avevano bisogno, come si vede in questi giorni, +d'insanguinarsi le mani nella strage di tante creature, che sono pure +creature di Dio! Quanto più bello e santo sarebbe, specialmente in +queste occasioni, mostrar la bontà dell'animo nostro, concedendo +riposo e tregua anche agli animali vivi e morti, che sono stati creati +non per l'ingordigia umana, ma per far più lieta la natura col loro +canto armonioso, collo splendore delle loro piume, col tenero belato, +col guizzar rapido e snello nelle acque dei fiumi. L'usignolo col suo +canto notturno...--seguitava Angiolino del Trapano; ma uno scoppio di +pianto interruppe il bel discorso. Paolino strinse nelle sue la mano +della Brigida, e sorridendo sotto il velo delle lagrime, esclamò: +--Noi non saremo tanto cattivi; anch'essa mangerà nel nostro +piattello. + +Quelle care persone si accordarono di pranzare insieme il giorno di +Natale, per far più lieta la festa dell'umanità. La sora Brigida +preparò un pranzetto d'uova, di berlingozzi, d'insalata, e un +pasticcio di riso e, poichè i tempi sono diventati così tristi, che +uno non sa ormai quel che compera e quel che mangia a tavola, aggiunse +per riguardo agli ospiti, anche una gallina delle solite, comperata +sul mercato, la mattina al buio, senza discutere, sicura in cuor suo +che questa almeno non sarebbe stata una gallina. + + + + +SCARAMUCCE. + + +Anche la nostra divisione, già da venti giorni accampata ad Oleggio, +ricevette l'ordine di raggiungere il grosso dell'esercito, che moveva +dal campo di Somma, per versarsi insieme sulla divisione del generale +Incaglia, incaricato di difendere il Ticino. Noi eravamo i Bianchi, +cioè colla fodera sul berretto, e il corpo dei Neri doveva +rappresentare un esercito nemico di sessanta mila uomini, pronto a +ritirarsi sopra Varese; a noi era comandato di vincere, e di coprirci +di gloria, sparando coi fucili vuoti, fortuna che non capita sempre +nemmeno nelle battaglie da burla, sebbene nel mondo si veggano molti +menare scalpore anche per più poco. Nessuna meraviglia dunque, se alla +vigilia stessa della manovra, molti cuori battessero come innanzi a +una vera battaglia: ma il cuore batte spesso per nulla. + +Alle tre di mattina il campo era già tutto in movimento. Splendevano +ancora le stelle e la più bella luna che sia uscita dalle mani del +Creatore. La tromba dava i segnali, e dopo un gran frugare al bujo per +terra, ci avviammo in silenzio, carichi di sonno, per le strade +biancheggianti e per le nere sodaglie alla volta di Arona. Giunti ai +brulli poggi di Cagnago e di Cumignago, il Monte Rosa cominciò a +disegnarsi e a colorirsi innanzi all'alba; ed ecco a un tratto escono +le prime fucilate dalle siepi e dai boschetti che coronano le alture; +e noi avanti, rispondendo noi pure colle fucilate. I Neri fuggivano +come una nidiata di sorci, si appiattavano dietro i cigli, sparavano +ancora quattro colpi, mostrando appena la fila dei berretti, poi +un'altra corserella; si vedevano comparire e sprofondarsi nelle +vallette, e poi sempre avanti come se giocassimo a rimpiattarelli. +Così di poggio in poggio, di valloncello in valloncello, ora diritti +dietro un muro, ora sdrajati nei fossatelli, o terra terra, +scaglionati nelle piccole creste per una linea di forse sei miglia +sulla destra del Ticino; finchè, occupate oramai tutte le alture colla +nostra artiglieria, si cominciò a discendere, a incalzare il nemico +contro il fiume. Il giorno s'era fatto chiaro del tutto: il cielo non +aveva una ruga, e l'aria fresca della mattina ci lavava il viso +dell'ultima nebbia di sonno. Già ne si apriva davanti il magnifico +spettacolo del Lago Maggiore, azzurro come il cielo, nella sua bella +conca di montagne verdi, dipinte in cima dal sole d'un bel colore di +carminio. + +Nessuno di noi pensava più che si fosse a una manovra. Il sangue, che +trasalisce ai primi colpi e che si riscalda alle prime occhiate di +sole, gli squilli di tromba, la voce dei capitani, il vedere correre e +saltare i cannoni sopra i prati e piantarsi a urlare, le vedette che +passano via come freccie, il luccichìo di qualche squadrone di +cavalleria, che brilla in un nembo di polvere, superbo e maestoso come +una legione di arcangeli; tutto ciò e più di tutto i vent'anni, che +non pesano ancora sul sacco, fanno rincrescere quasi che non si faccia +per davvero e che gli altri non siano disposti a lasciarsi ammazzare. +Due compagnie di Bianchi e di Neri, che si scontrarono l'anno scorso +sulla piazzetta di Divignano, mi dicono che, se non c'erano i +superiori a fermarli, que' buoni figliuoli si tagliavano a pezzi. E +veramente l'illusione è sì viva in questi istanti, che la ragione a +stento può trattenere la selvaggia natura, e vi passano per la +fantasia idee stravaganti, che son sorelle delle idee eroiche, e si +capisce che cos'è lotta, che cos'è lo sterminio: non v'è ragazzo di +vent'anni, che, trovandosi a cavallo fra quattro cannoni, non pensi di +tagliare il mondo con un colpo di spada. Il corpo vi par diventato di +bronzo sotto la giubba di panno. Insomma, non state a ridirlo, ma la +guerra dev'essere una bella cosa, forse ancora più bella dell'amore. + +Verso le nove giungemmo in vista di Arona. + +In questi dintorni ha una villetta mio zio Michele, un buon uomo che +ha fatto molti denari col sapone e colle candele steariche, non +sapendo nulla dei grandi problemi che travagliano la pellegrina +umanità. Sarei stato ben felice, se il caso mi avesse portato a dare +una capatina alla villa Teresa (Teresa era il nome della mia povera +zia), non perchè in casa di mio zio Michele la tavola sia quasi sempre +preparata, ma per la gloria di comparire agli occhi di mia cugina, +bello di polvere, abbronzato dal sole, cioè, come dicono i romanzieri, +irresistibile. Mio zio, uomo di vecchia esperienza, non aveva mai +veduto di buon occhio gli avvocati, e quando seppe ch'io m'ero dato +allo studio della legge, crollò la testa, come se si trattasse d'un +ladro mestiere. Forse il suo ideale (voglio dire il genero de' suoi +sogni) non era un pitocchello di qualche ingegno, ricco soltanto di +belle speranze, ma qualche cosa di più sostanzioso, di più palpabile. +Perciò non posso dire nemmeno che mio zio mi amasse come la pupilla +degli occhi suoi; tuttavia la mia bionda cuginetta Elisa, un +diavoletto che avrebbe colle sue moine disarmata la Prussia, +spadroneggiava nel cuore del babbo, e se per un capriccio avesse +voluto sposare uno spazzacamino, il babbo avrebbe benedetto anche lo +spazzacamino. + +Io mi lusingavo d'essere qualche cosa di più: e sebbene, prima che mi +cingessi un brando, potessi anche sembrare un mattarello di poco +giudizio e considerare la Lisa come una ragazzina, oggi ero un +volontario e caporale. Il soldato aveva aggiustato l'uomo, e dopo +quasi un mese di vita selvaggia, all'erba, sotto la tenda all'aria, al +sole, la figura snella di mia cugina mi tornava davanti come una dolce +visione, mentre, appoggiato al mio fucile, procuravo di discernere +qualche cosa di bianco a una finestra della villa. + +Intanto che tutt'assorto nella contemplazione di due gelosie verdi, +carezzavo una dolce speranza col pensiero, il capitano, forse ispirato +da Dio, ordina al mio tenente di prendere con sè quattro o cinque +uomini e di occupare proprio la villetta dalle gelosie verdi, che per +trovarsi in una spianata elevata sul declivio, dominava dal suo +terrazzo una buona parte del fiume. Il tenente mi dice:--Venga anche +lei, caporale. + +Non aveva ancora terminate queste parole, che io camminavo già sul +viottolo che conduce alla palazzina, fra due siepi di bosco, lieto e +trionfante.--Questa volta, caro zio,--dicevo fra me,--conquistiamo la +posizione: l'avvocato ritorna a capo d'un esercito, nè basta una +muraglia di sapone a questi assalti. + +Strada facendo, il mio signor tenente, un vanerello ancor fresco +d'accademia, con un finestrino di vetro nella cassa dell'occhio +sinistro, non cessava dal far paragoni fra il Verbano e il Lago di +Garda, dove i suoi avevano una villa: suo padre era marchese, e il +tenentino non disperava di diventare un giorno almeno generale, e +tante altre cose andava dicendomi, per dimostrarmi ch'egli era ricco, +marchese, bravo cavalcatore, e amato da tutte le donne. Ma per conto +mio pensavo alla meraviglia di mio zio e della mia cuginetta, quando +mi avessero conosciuto; pensavo che, finiti gli studi dell'Università, +sarei stato dottore e che la fortuna di questo mondo non la si fa +solamente col sapone e colle candele steariche; pensavo che avrei +saputo rendere felice la mia bella cugina, anche a costo delle sue +duecentomila lire di dote. + +Intanto giungemmo al cancello del giardino. + +Al rivedere que' viali, quelle piante, que' luoghi pieni d'ombra e di +frescura, que' sedili, quelle statue coperte di muschio, che mi +ricordavano una lunga storia di giuochi, di capricci, di lagrime e di +versi sbagliati, mi pareva di diventar piccino, e il cuore batteva +anche a me come alla vigilia d'una vera battaglia. + +Tip, il grosso Tip, fu il primo che ci corse incontro abbajando. Allora +il sor tenente, accostandosi l'occhialino,--Caporale,--disse,--lei si +fermi accanto a questo pino con due uomini e non perda di vista il +campanile di Golasecca. + +Condusse e piantò gli altri uomini in diversi punti, poi si avviò solo +verso la villetta, che distava dal mio pino un quaranta passi, per +rendere omaggio ai padroni di casa. Elisa gli venne incontro per la +prima. + +Vestiva, come di solito, un po' capricciosamente; i capelli biondi, +sciolti, scendevano sopra un vestito quasi bianco, allacciato ai +ginocchi da una fascia rossa di fuoco. Da sei mesi o forse più che io +non la rivedevo, la ragazzina s'era fatta alta e complessa, e la moda +ajutava a stringerla in vita e a darle attraenti disuguaglianze. + +Il sor tenente, un gatto vecchio che sapeva arrampicarsi, portò la +mano alla visiera, si piegò come si piega un bastoncino di giunco, +sussurrò delle paroline sorridenti, Dio sa quali sciocchezze! Elisa +arrossì un poco, sorrise anch'essa e corse ad avvisare il babbo. + +Io intanto non perdevo di vista il campanile di Golasecca. + +Elisa aprì le persiane della terrazza, e dopo un istante uscì anche lo +zio Michele, sotto un gran cappello di paglia. Il buon uomo pareva +beato che la villa Teresa diventasse un punto strategico da far +parlare i giornali, e portò egli stesso sotto il padiglione della +terrazza due lunghi cannocchiali, coi quali pretendeva di vedere le +fabbriche di candele steariche anche nel mondo della luna. Elisa, una +discreta chiaccherina quando voleva, avviò una grande conversazione +col tenente che col braccio teso andava via via, segnandole i punti +principali delle operazioni di campo, intercalando, suppongo, delle +scipitezze, perchè le manovre son cose serie, e non si ride delle cose +serie. + +Io intanto non perdevo di vista il campanile di Golasecca. + +Vedendo che non c'era modo di attirare l'attenzione di Elisa un poco +anche sul caporale, mi volto a' miei due soldati, li squadro da cima a +fondo, e scoperti due bottoni d'una uosa «che non c'erano»:--Pare +impossibile,--strillai schiamazzando come un'oca del Campidoglio,--pare +impossibile, sacr.... che si portino di quelle porcherie; testa di +gatto! perchè mancano que' due bottoni? E zitto, o vi butto in prigione +per tre settimane, sacr..... + +Ma la conversazione del sor tenente era così piacevole che l'Elisa non +s'accorse delle mie bestemmie. Mi pentivo di non aver detto prima al +tenente che mio zio era mio zio, e mia cugina qualche cosa di più di +una cugina: ma non l'avevo fatto per antipatia, per ignoranza. Peggio +per me! Però mia cugina sapeva bene il numero del mio reggimento, e +quel numero l'aveva sotto gli occhi; perchè non avrebbe dovuto +domandare al tenente se conosceva il caporale così e così? Il tenente +presentò a mio zio, com'era giusto, anche il suo biglietto di visita, +con tanto di corona sopra: mio zio fe' due occhi di barbagianni, +s'inchinò, strinse le labbra come se assaggiasse del vin santo, passò +il biglietto alla figlia, che si profuse anch'essa in riverenze. +Corbezzole! un marchesino non capita tutti i giorni tra' piedi; non si +sa mai ciò che un marchesino può diventare. Mio zio avrebbe voluto +essere una saponetta per le sue belle mani, o una torcia stearica per +fargli lume. + +Io intanto non perdevo di vista il campanile di Grolasecca. + +Il mio bonissimo zio, dopo avere stretta fra le sue la mano del +marchesino, distese sopra un tavolino una carta geografica della +provincia, dove il tenente continuò la sua lezione, seduto accanto +all'Elisa. Vi fu un momento che questa abbassò la testa per meglio +orientarsi, e il tenente abbassò la sua, rasentando colle labbra i +capelli della mia cara cugina. La battaglia era veramente disastrosa +per me. Mentre pareva che i due eserciti volessero riposare un poco, +le fucilate rincominciarono nel mio cuore: e son fucilate che fanno +squarci, non c'è muro che tenga! Mio zio, facendosi visiera colle due +mani, cercava il nemico in su quel di Sesto Calente, e gridava:--Si +restringono;--mentre il tenente sussurrava delle paroline topografiche +all'orecchio di Elisa. + +--Signor tenente!--gridai, saltando a un tratto sul terrazzino. + +La mia bella cugina si scosse, mi riconobbe e gridò:--To', Pierino. + +--Sei tu, nipote mio?--esclamò mio zio con poco entusiasmo. + +--Cos'avete, caporale?--interruppe il tenente in un modo insolito; e +voltosi a mio zio:--Perdonerà, ma vi può essere un pericolo. + +--La patria, la patria anzi tutto,--osservò quel sant'uomo di mio zio +Michele. + +--Una compagnia di Neri passeggia sul sagrato di Golasecca,--dissi +affannosamente e, voltomi alla Lisa, le chiesi:--Come stai? + +--Sto bene....--rispose confusamente. + +--È ben sicuro d'averli veduti!--tornò a dimandare il tenente un po' +seccato. + +--Co' miei occhi....--ripicchiai insolentemente. + +--Prenda i suoi uomini e faccia un giro per tutta la vigna, osservando +attentamente tutti i punti all'intorno: anzi sarà bene che salga su +qualche pianta. + +Mentre il tenente parlava, i miei occhi erano inchiodati addosso +all'Elisa che abbassò i suoi. + +--Ha capito, caporale? + +--Sissignore,--risposi a denti stretti. + +--E non perda di vista.... + +--Ho capito!--gridai, interrompendolo, e voltai le spalle. + +--Se i Neri ci lasceranno un po' di pace, le permetterò di far +colazione con suo zio. + +--Abbi pazienza, nipote mio: la patria anzi tutto.--E mio zio rideva. + +La parola colazione il marchesino non l'aveva fatta sonare per nulla: +mio zio, che non ci pensava nemmeno, si risvegliò come di soprassalto; +pensò che il povero marchese poteva aver fame, e mentre io facevo il +giro della vigna, presto presto, un tovagliolo, un pajo d'uova fritte, +una bistecca, fra una fucilata e l'altra, un bicchierino di bordò con +un pezzettino di ghiaccio. Questo dev'essere accaduto, mentre io +andavo in cerca di una pianta... per impiccare l'amor mio, le mie +speranze, le mie illusioni. + +Infatti, quando tornai presso il pino della mia disperazione, in vista +del campanile di Golasecca, il tavolino era imbandito sotto il +padiglione, al fresco, e il tenente, servito dalle mani stesse di mia +cugina, mangiava come un eroe di Omero. + +Gli occhi a un tratto mi si offuscarono. Se invece di semplice polvere +avessi avuto del piombo nel mio fucile, chi mi assicura che Pierino +non avrebbe fatto uno sproposito? Rimasi più d'un quarto d'ora in una +specie d'estasi rabbiosa, il tempo cioè che il tenente impiegò per +trangugiare i due piatti freddi; quindi la compagnia entrò in sala, +forse a prendere un caffè. No, la guerra non è più bella dell'amore! + +--Essa non ha un briciolo di cuore per me,--andavo dicendo,--è una +civetta che sogna il marchesino e la carrozza! essa mi lascerebbe +anche morire di fame, se io potessi ancora aver fame! Povere mie +speranze, poveri miei sogni!-- + +A queste lamentazioni s'intrecciò una musica malinconica che uscì +dalla villa. Era lei che faceva sentire al tenente la _Prière à la +Madone_ sul piano-forte, una musica che non giungeva nuova al mio +cuore, che mi aveva insegnate tante belle cose! Erano lagrime vere, +che ora riempivano gli occhi (non state a dirlo) e che io asciugai +colla manica ruvida del mio cappotto. Quando alzai il viso, vidi mio +zio sul terrazzino, curvo, colle mani appoggiate alle ginocchia, +intento a speculare nel cannocchiale le mosse dei Neri: la musica era +cessata e il buon uomo gridava: + +--Si restringono sempre.-- + +Io allora, col mio fucile stretto fra le mani, col passo leggiero +d'uno scoiattolo, saltando sulla sabbia, eccomi sul terrazzino, anzi +fin quasi alla persiana, prima che mio zio se ne accorga; mi arresto, +arresto i moti del cuore, spingo il capo verso l'entrata e l'occhio +verso il piano-forte, e, non vedendo più il campanile di Golasecca, +sparo in aria un colpo, io non so perchè, un colpo che rimbombò come +un temporale. Mio zio Michele saltò a cavallo del cannocchiale, Elisa +gettò un grido e svenne nelle braccia... d'una poltrona; i miei +soldati sparsi nella vigna, credendo di far bene, risposero con una +salva, e a questa risposero altre salve dei nostri, rimasti sulla +strada, che temevano d'un'imboscata. Tutto il campo fu messo +sottosopra e per poco non ne andava di mezzo la fortuna della +giornata. + +Io, appoggiato al muro, pallido, irrigidito, non sapevo più in che +mondo mi trovassi. Della lunga predica che il tenente infuriato e +rosso in viso fece sonare al mio orecchio, io non intesi se non che, +giunti a Milano, egli mi avrebbe condannato a un mese di prigione e a +tre di consegna in caserma. + +E mantenne la parola da vero gentiluomo. Ne' panni suoi avrei fatto di +più; ma quando mi fu concesso di uscire, tutto era finito, la +battaglia era perduta. + +Sei mesi dopo ricevetti un bigliettino malinconico di mio zio, che mi +pregava di andare a trovarlo e di perdonargli molte cose: non seppi +resistere alla tentazione, e, sebbene avessi giurato di non porre più +il piede nella sua casa, vi andai, Non era più lo zio d'una volta. Mi +fece sedere accanto, mi prese malinconicamente la mano, mentre gli +occhi gli si riempivano di lagrime. + +--Elisa?--balbettai con voce tremante. + +--È malata.-- + +Il nemico era passato devastando il paese. + + + + +DEBITI D'ONORE + +E DEBITI DI CUORE. + + + _15 dicembre_. + +Negli anni passati la mia più grande ambizione era di fare un bel +regalo al babbo il giorno di Natale. + +Sei mesi prima del gran giorno mi prendevo la testa tra le mani e +cominciavo a pensare a un regalo che non fosse la ripetizione di un +altro, ma una meraviglia nuova, una sorpresa.... Una volta era un +ricamo sul filondente, un'altra volta un disegno a matita, una terza +una sonatina di Schumann eseguita sul pianoforte; l'anno scorso fu un +sonetto, il primo sonetto della mia vita (e forse l'ultimo), al quale +il professore Tantini dovette accomodare le gambe e le rime. + +Il babbo si mostra sempre soddisfatto e orgoglioso della sua Tuccia, e +io godo anche di più per due motivi, prima, perchè contento lui, e +poi, perchè la gente mi loda, mi esalta e a me è sempre piaciuto il +fumo dell'incenso sotto il naso. Il Natale era insomma la festa della +mia vanità. + +Quest'anno mi sento grande e malinconica. Quel mendicare l'elemosina +sulle lodi colla scusa del Santo, mi pare una cosa sciocca e indegna +d'una ragazza che ha compiuto i diciassette anni. Qualche cosa è +avvenuto dentro di me, da qualche tempo a questa parte, ch'io non mi +so spiegare; non è pigrizia, non è indifferenza, ma somiglia a un +rimorso d'esser cresciuta tanto senza imparare a vivere meglio. + +Quest'anno c'è una grande tristezza in casa mia, e penso che passeremo +un brutto Natale; pazienza, senza i soliti regali! ma avremo la +collera e la discordia sedute nel cantuccio del camino. + +Mio fratello Enrico, un mese fa, si è bisticciato aspramente col +babbo. È un ragazzo vivo, di primo impeto, che avrebbe bisogno di una +mano vigile che lo tenesse in briglia, ma preso di fronte si impenna +come un cavallino selvatico. È sempre cresciuto a caso, senza la +mamma, fra le governanti, i servitori, i maestri, i collegi buoni e +cattivi, e quantunque il suo cuore sia affettuoso e generoso, è +tuttavia sfrontatello e tenace nella sua volontà. + +Da qualche tempo (oggi ha vent'anni) s'è dato alla vita gaia e +svagata, e l'altro mese ha perduto per la prima volta ottocento lire +al gioco. + +Mio padre dice che il gioco è una passionaccia che fa perdere l'anima +e il corpo, e, per troncare il male alla sua radice, non solo si è +rifiutato di pagare questo suo debito d'onore, come lo chiamano, ma ha +inveito contro il ragazzo con tali parole da far paura a un uomo di +sasso; Enrico rispose con qualche insolenza. Il babbo gli indicò +l'uscio, l'altro se ne andò pallido d'ira e di vergogna, e da un mese +non è più tornato in casa. + +Con questa spina nel cuore noi ci prepariamo alle feste di Natale. So +che Enrico è andato in campagna col marchesino d'Etzio, suo compagno +di collegio, ma non so come se la passi. Il babbo è torbido, +concentrato, colla fronte piena di rughe. + +Che giornate, mio Dio, che brutte ore passiamo! Quante volte ho +pregato l'anima benedetta della povera mamma, perchè guardi sulla sua +casa! Non ho mai pensato che nella vita potessero scendere giornate +così buie. In casa mia son sempre stata il frugolo, il cucco, la +bambolina, il tesoretto di tutti, specialmente del babbo e dei +fratelli che mi vogliono bene, anche quando mi tormentano per la mia +_erre_ mozza, che a me pare così bella e aristocratica. + +Enrico suol dire che mi vuoi bene più. che al suo Flick e non è poco, +perchè il suo Flick mangia con lui nel medesimo piatto e dorme nel suo +letto. Enrico, Arturo ed io siamo sempre stati tre ragazzi distratti e +spensierati, pei quali la vita non è che un gioco. Quando si hanno due +belle case, sei persone di servizio, tre cavalli in istalla e i mezzi +per soddisfare oltre ai bisogni i capricci, è naturale che una +ragazzina creda che la vita sia una bella commedia e che le sia +toccata la parte di prima donna. + +Ma da qualche tempo io comincio a considerare la vita da un altro lato +e penso che la felicità non sia tanto al di fuori quanto dentro di +noi. + + + _17 dicembre_. + +Di faccia alla nostra casa è una casetta di modesto aspetto, dove +abita una ragazza della mia età, che fa la sarta. Quando mi alzo la +mattina e quando torno in camera per andare a letto, io vedo quella +testolina rossiccia, sempre curva d'estate e d'inverno sulla macchina. +Spengo il lume e ancora il riverbero della sua lampadina entra per la +mia finestra e spesso mi addormento allo stridulo rumorio della sua +piccola _Singer_ che ella paga stentatamente a due lire al mese. Il +suo mondo è un tavolino pieno di gomitoli, il suo cielo è quello che +si vede attraverso alle nebbie grasse della città fra un comignolo e +l'altro dei tetti. Si direbbe che essa viva nella sua macchina, fatta +macchina anch'essa dagli urgenti bisogni, e che il giorno che cessasse +di girare la ruota, il suo cuore dovesse cessare di battere. Eppure +anche ieri mattina, mentre spolverava i mobili della sua stanza, +sentii che la vicina cantava. E sempre canta quando il cielo è bello e +quando un raggio di sole trova la strada di arrivare fino a lei. È una +cantilena malinconica in cui suonano sempre due parole: amore e +speranza.... + +Non chiedete a me, per carità, ch'io mi ponga a cantare. Questa mia +gran casa, colle pareti coperte di cuoio, con tanti mobili intagliati +e dorati, è una spelonca senza allegria. Qui manca la pace, e se io +alzassi la voce per cantare, avrei paura e vergogna di me stessa e +crederei d'offendere il povero padre mio, di là, colla fronte piena di +rughe.... + + + _18 dicembre_. + +Ieri ho scritto ad Enrico. Non gli ho toccato della brutta questione, +perchè temo ch'egli prenda in canzonatura i miei consigli, ma gli +esprimo il desiderio che egli venga a Milano. Mi ha risposto che si +trova a Milano già da una settimana. In quanto al tornare, non dipende +da lui. Finchè non avrà pagato il suo debito, non vuole che la gente +dica che egli mangia il pane di suo padre. Così vive alla ventura, +forse della carità degli usurai, ma spera di essere compatito. In +fondo egli sente altamente di sè e quest'orgoglio non è soltanto +figliuolo della caparbietà. + +Povero Enrico! mi ricordo che un giorno sedevamo nel salone, io +davanti al cavaletto, egli sdraiato nella grande poltrona, colla testa +rovesciata sulla spalliera, con uno de' suoi romanzi nuovi spalancato +sulle ginocchia, e occupato in apparenza a soffiare il fumo della +sigaretta verso il soffitto. Si vedeva già che una grande tristezza lo +tormentava. A vent'anni non gli pareva di trovare nella vita quel che +la giovinezza ha il dovere di promettere e di mantenere. + +--Tuccia--disse a un tratto con voce più gentile del solito--più +diventi grande e più vieni a somigliare al ritratto della povera +mamma. + +--Davvero? + +--Tal'e quale, la stessa fronte, lo stesso sguardo.... Ti chiameremo +d'ora innanzi la nostra mammina. + +Queste parole pronunciate quasi in aria di scherno mi fecero un grande +effetto, e quando il giorno dopo scoppiò il terribile uragano fra +padre e figlio, guardandomi nello specchio e vedendomi veramente un +viso più pallido e più pensoso, mi parve che io somigliassi davvero a +quel gran ritratto che ci guarda tutti i giorni dalla parete della +sala da pranzo. Io sono la sola donna di questa casa, e qui dovrei +rappresentare una parte che non fosse solo quella di una graziosa +bambolina. Se la povera mamma fosse viva, avrebbe permesso che Enrico +stesse lontano un mese da casa sua? avrebbe permesso che il babbo si +rodesse in silenzio nel suo dolore? lascerebbe la sua casa sotto la +tristezza di questi corrucci? + +A che cosa serve il mio saper ricamare, il mio saper dipingere, se non +so asciugare una lagrima? e perchè, come ci insegnano a superare una +selva di crome e di biscrome, non ci insegnano anche l'arte di levare +una spina dal cuore? + +Alle giovinette che hanno la mano leggera e delicata dovrebbe essere +insegnata la santa abilità di curare le ferite. + +Io mi struggo in lagrime inutili, corrucciata della mia stessa +incapacità, e lascio che i giorni passino, l'un dopo l'altro, senza +saper trovare una di quelle felici invenzioni che mi facevano tanto +orgogliosa della mia fantasia. + + + _19 dicembre_. + +È notte, nevica. Torno a scrivere ad Enrico, e mi pare che una nuova +eloquenza scaturisca dal mio cuore. Le parole che stentano a uscire +dalla penna quando devo descrivere cose che non mi riguardano, oggi +vengono in folla sulla carta. Prometto di parlare al babbo per lui e +di implorare un perdono che ha già tardato troppo a venire. Chiudo la +lettera con la frase: «la tua mammina». + +Questa frase non è ancora finita, che una lagrima cade sulla mia mano. +Ma è una lagrima dolce. + +Il cuore è orgoglioso della nuova parte che è chiamato ad assumere. + + + _20 dicembre_. + +Stamattina dopo colazione, mentre il babbo si sprofondava nella sua +poltrona a leggere i giornali, mi sono avvicinata e appoggiatami colle +braccia alla spalliera, al di sopra della sua testa: + +--Papà,--dissi--Enrico è a Milano. + +--E così--chiese il babbo burberamente. + +--Siamo quasi alle feste di Natale.... + +--Non è colpa mia se queste feste saranno cattive. + +--Pensa, papà.... + +--Basta, non seccarmi. Tu non puoi capire certe cose. Quando sarai +moglie, quando sarai madre, vedrai che col cuore non si scherza.... + +--Io non scherzo, papà....--esclamai dolorosamente. + +--Bene, bene; va', pensa ai tuoi regali.... + +Tentai ancora di parlare, ma, sentendo che gli occhi mi si riempivano +di pianto, corsi a rinchiudermi nella mia stanza. Non mi credono buona +che a baloccarmi e a far dei regalucci! + +Piansi forse un'ora come una bimba. + +Rimasi sola col mio corruccio fin verso l'ora del pranzo. Non +vedendomi comparire, venne a cercarmi la Costanza, una vecchia +guardarobiera, che da trent'anni vive in casa nostra. Non è donna di +molto sapere, ma è fedele come un vecchio cane. Da piccini la +chiamavamo la _Trottola_, per la sua maniera di camminare traballante, +a onde. Divenuti grandi, nessuno di noi si occupò più di lei, che +continua a rimanere in casa come un vecchio mobile che serve sempre a +qualche cosa. Io preferisco essere servita da Julie, una svizzera +tedesca che parla un cattivo francese. Costanza, via via che invecchia +seguita a rintanarsi nella guardaroba, fra i cesti e i mucchi della +biancheria, contenta che la sopportino, e riconoscente, di quel pane, +di quel letto, di quel tetto che essa ottiene dalla carità dei suoi +padroni. + +Venne a cercarmi perchè fu la prima ad accorgersi che non uscivo da un +pezzo dalla mia stanza, e come se io le avessi già fatta la storia de' +miei dolori, entrò diritta nell'argomento dicendo: + +--Non si faccia vedere cogli occhi rossi. Quel povero signore ha già +il cuore grosso così. So bene che è una grande passione; questa casa +non fu mai così triste, nemmeno nei giorni che hanno portato via la +sua mamma. Sapesse quanto pregare ho fatto in questi giorni! Non va, +non può andare avanti così, assolutamente no. Non c'è di peggio sulla +terra che la discordia nelle famiglie. Il sor Enrico non è cattivo e +io posso dirlo, perchè l'ho portato io al suo babbo quando è venuto al +mondo. Bisogna fare qualche cosa per lui. È un ragazzo vivo, +puntiglioso, che a pigliarlo colle buone si mena come un agnellino. +Gli pesa di non poter mantenere la parola data. Pesa anche a noi gente +ordinaria, che, se abbiamo un soldo di debito, non si dorme più. Se il +suo babbo non vuol proprio dargliele queste benedette ottocento lire, +non si potrebbe trovare il modo di dargliele noi? + +--In qual maniera? + +--Se non temessi di offenderlo quel ragazzo l'avrei trovata da un +pezzo la maniera. + +--Dillo.... + +--Se lei mi aiuta, padroncina, possiamo levarlo dai fastidi. + +--Certo, ti aiuterò. + +--Basta che egli non sappia da che parte gli vengono questi denari, e +creda che glie li mandi il babbo. + +--E invece? + +--Io ho un libretto alla Banca Popolare e c'è scritto un migliaio di +lire, che sono i miei piccoli risparmi in trent'anni che servo questa +casa. Di questi denari io non ho alcun bisogno, perchè grazie al +cielo, qui non mi manca nulla e non credo nemmeno di perderli, ma +solamente di prestarli al sor Enrico, finchè ne avrà bisogno, e me li +renderà quando potrà. Ma se egli sa che vengono da me, naturalmente +non li piglia e si offenderebbe di buona ragione che una povera serva +voglia prestare il suo denaro a lui. Dico bene? Ella potrebbe invece +fargli credere che sono del babbo o che sono suoi.... + +--Tu sei una buona donna, Costanza,--dissi guardando fisso per la +prima volta quel volto giallognolo e quegli occhietti, che non +dicevano mai nulla.--La tua idea è bellissima e ne parleremo domani. + +--Brava ora vada a tavola e si mostri allegra. + +Un raggio di gioia rischiarò la faccia rugosa di quella povera +vecchia, che, trottolando, corse in guardaroba, contenta come se +avesse vinto un terno al lotto. + + +--Ecco un'idea semplice,--dissi fra me--che non mi è venuta in mente! + +Io non avevo ottocento lire sotto la mano, ma possedevo tre volte +tanto in oro, in trine e in frivolezze eleganti. Il cuore non abituato +ad aver bisogno, non era abituato nemmeno a provvedere ai bisogni +degli altri. Anche nell'arte dell'esperienza vale più la pratica che +la grammatica. + +Durante la notte raccolsi tante cianfrusaglie che non usavo più, vi +aggiunsi un anellino di brillanti, e pensai, così a occhio e croce, +d'aver raccolto un valore di ottocento lire. La mattina per tempo +chiamai la Costanza, che corse col suo libretto nascosto in seno. + +--Ci ho pensato, Costanza; guarda. Ho raccolto questi gioielli, che +non metto più, e mi pare che possano bastare. Fanne un involto e senza +dir nulla a nessuno, va' dal vicino orefice e vendi. Quando hai i +denari in mano, va da Enrico, con questo biglietto che ora ti +scrivo.... + +Sedetti al tavolino e scrissi quattro righe con lieta furia di chi è +sicuro di salvare un uomo che affoga. Le antiche donne che portavano i +loro gioielli sull'altare della patria non erano più orgogliose di me. +Io mi sentivo crescere di valore, più prezioso di quello dei miei +ornamenti. + +La Costanza era rimasta istupidita cogli occhi fissi su quel +mucchietto d'oro e, quando mi mossi per darle il biglietto, mi guardò +col suo sguardo scemo, tentennò il vecchio capo, masticò qualche +parola, e tirandosi indietro: + +--Scusi,--disse,--lei può far vendere queste cose dal maggiordomo. Io +non son pratica. + +--Ma bisogna salvare il segreto. + +--Il segreto era necessario fin che si trattava dei miei danari; ma +questo è un altro conto. + +--Tu non vuoi aiutarmi, dunque? + +--Ella poteva aiutare me e non ha voluto. Scusi, capisco che i miei +danari possono offendere delle persone come lei, ma io non credevo di +fare l'elemosina. Scusi.... Scusi.... + +E come ubriaca si tirò verso l'uscio e se ne andò, nel momento che si +portava il fazzoletto turchino agli occhi. + +Rimasi stordita davanti alle mie favolose ricchezze, e ci volle un bel +pezzo prima che la mia ragione comprendesse in che cosa io l'avessi +offesa. Ma la buona donna, che in quella _sua_ idea aveva posto tanta +tenerezza, non poteva rassegnarsi a vedersela rubare con tanta +leggerezza da una ragazza, il merito della quale si riduceva a vendere +delle cianfrusaglie fuori di moda. Per la Costanza quelle _sue_ +ottocento lire valevano diecimila giorni di fatiche e di risparmio; +per me le mie non valevano quattro soldi, e con quattro soldi io +tentavo di rubarle una delle più grandi soddisfazioni della sua vita. +Anche nel fare il bene--ho letto in un libro--bisogna usare molta +discrezione e non togliere ai più deboli l'occasione di meritarsi un +premio. + +«Ritieni--seguitava quel libro che ora capisco per la prima +volta--ritieni che il miglior bene che tu possa fare è quello che tu +lasci fare volentieri al tuo vicino.» + +Fra me e la Costanza la pace fu subito conchiusa, e fra noi due fu +ancora lei la più imbarazzata a perdonarmi. Si combinò che ella +avrebbe portato dentro la giornata le _sue_ ottocento lire, colla +seguente lettera: + + + _24 dicembre_. + +«Caro Enrico, domani è Natale, e sarebbe per noi un giorno di troppa +desolazione se tu non ci fossi. Oggi ho parlato con papà e gli ho +fatto capire che io non rimarrò a dividere questa desolazione, +facendomi quasi complice di una discordia che offende i vivi e i +morti. Il babbo n'è commosso, e se tu gli mandi ora una parola vedrai +che è disposto a perdonare tutto. + +La Costanza, che ti porta questa lettera, è incaricata di consegnarti +anche una somma di ottocento lire, colla quale potrai soddisfare ai +tuoi debiti d'onore. + +Paga, e vieni subito nelle braccia della tua... mammina». + +Costanza eseguì allegramente la sua commissione e io chiusi le mie +gioie, e la presunzione nel cassettone. + +Non potevo tuttavia non dire parola al babbo. Aspettai la sera quando +rimanemmo soli davanti al fuoco e gli dissi: + +--Papà, ho pensato ai miei regali. Per domani voglio regalarti la +pace, se la vuoi.... + +--Se me la trovi. + +--Enrico verrà a pranzo con noi. L'ho invitato io.... + +Il babbo fissò gli occhi nella fiamma e non rispose. Io non gli +lasciai il tempo di pensar troppo e soggiunsi: + +--Abbiamo pagato anche il suo debito.... + +--Chi l'ha pagato? + +--Egli crede che i denari vengano da te, ma Enrico sarà invece mio +debitore. + +--E dove hai potuto trovare ottocento lire? + +--Me le ha prestate, anzi me le ha offerte, indovina.... + +--Non saprei.... + +--La Costanza. + +Il babbo aggrottò un poco le ciglia. Se lo avesse saputo prima non +l'avrebbe permesso, ma forse pensò che il miglior modo per evitare un +male è di prevederlo. + +Forse pensò ancora ch'egli aveva tardato troppo a perdonare, e che la +vecchia Costanza, nel suo cuore di donna, aveva un assunto da compiere +nella sua casa. Gli occhi suoi brillarono alla luce viva della fiamma, +e vidi che a stento frenava le lagrime. Cercò lentamente la mia mano, +se la tenne un pezzo chiusa nella sua sulle ginocchia e infine con +voce velata dalla commozione, esclamò: + +--Avete fatto bene, grazie.... + +--La Costanza mi ha fatto promettere che io non ti avrei detto nulla, +teme di offenderti.... + +--Io non le dirò nulla. + +--Ho accettato a patto che ella ricevesse una riga di scritto in cui +mi dichiaro sua debitrice. Tu mi devi fare un altro piacere, papà, +lasciare cioè che io paghi a poco a poco questo debito coi miei +piccoli risparmi sulle spese inutili.... Sarà il mio debito di cuore. + +--Se ciò ti piace. Tuccia, volentieri. + +--E non dir più, Papà, che io scherzo col cuore. + +Il babbo sorrise e diede una tenera occhiata al ritratto della povera +mamma, che sotto i mobili riverberi della fiamma pareva agitato e +vivo; poi mormorò: + +--Non lo dirò più, signora mammina. + + + _25 dicembre_. + +Io non ho mai passata una notte di Natale così serena e tranquilla +come questa volta, nemmeno negli anni bellissimi della prima +fanciullezza, quando si sognano gli angeli e i pastori che vanno per +la via al suono delle cornamuse. Il cuore, anche nel sonno, vegliò in +una soave contentezza, che scese a colorire e a rischiarare tutte le +cento visioni che passano nella fantasia d'una ragazza che non ha +dormito bene da un pezzo. E per una facile confusione di idee, dopo +essermi incontrata colla mamma in un paese sconosciuto, illuminato da +un grande falò, io mi confusi con lei, cioè sentii d'essere lei, e che +gran parte della morta viveva e parlava in me. + +Oggi a mezzodì entrò correndo la Costanza. Agitando le braccia come +una gallina che tenti volare, gridò: + +--Viene, viene.... + +Enrico, pallido e tremante di commozione, comparve nel vano +dell'uscio. Il babbo, pallido e tremante anche lui, si alzò. + +--Papa!--gridò il ragazzo con un accento che non dimenticherò più. Si +stesero le braccia, e quei due uomini si gettarono l'uno sul seno +dell'altro. + +La Costanza, che versava lacrime come un ruscello, seguitò a tirarmi +per il vestito fino in fondo alla sala, dove nascondendosi dietro la +tenda della portiera, tornò a dire: + +--Mi giuri ancora che non dirà nulla. + +Anche davanti a quel suo trionfo, la povera donna temeva del nostro +orgoglio e forse non aveva torto. In sessant'anni di esperienza ella +si era abituata a credere che i signori non amano le lezioni che non +possono pagare. Dopo i debiti di gioco ciò che più ci pesa infatti +sono i debiti di gratitudine. + +La Costanza ha ragione, dico, di credere così, perchè siamo fatti +così; ma una differenza dovrebbe esistere fra il bene e il male, e io +farò di tutto per non pagare troppo presto il mio debito di cuore. + +INDICE. + + +PREFAZIONE + +Due sposi in viaggio + +Un regalo alla sposa + +Nei boschi + +Parlatene alla zia + +Ai tempi dei Tedeschi + +Gina + +Storia di una gallina + +Scaramucce + +Debiti d'onore e debiti di cuore + + + + +***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK VECCHIE STORIE*** + + +******* This file should be named 10502-8.txt or 10502-8.zip ******* + + +This and all associated files of various formats will be found in: +https://www.gutenberg.org/1/0/5/0/10502 + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at https://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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For +example an eBook of filename 10234 would be found at: + +https://www.gutenberg.org/1/0/2/3/10234 + +or filename 24689 would be found at: +https://www.gutenberg.org/2/4/6/8/24689 + +An alternative method of locating eBooks: +https://www.gutenberg.org/GUTINDEX.ALL + +*** END: FULL LICENSE *** diff --git a/old/10502-8.zip b/old/10502-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..5375215 --- /dev/null +++ b/old/10502-8.zip diff --git a/old/10502.txt b/old/10502.txt new file mode 100644 index 0000000..8812713 --- /dev/null +++ b/old/10502.txt @@ -0,0 +1,3663 @@ +The Project Gutenberg eBook, Vecchie Storie, by Emilio De Marchi + + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + + + + + + + +Title: Vecchie Storie + +Author: Emilio De Marchi + +Release Date: December 19, 2003 [eBook #10502] + +Language: Italian + +Character set encoding: US-ASCII + + +***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK VECCHIE STORIE*** + + +We thank the "Biblioteca Sormani" di Milano that has provided the images. + +This book has been completed in cooperation with the Progetto Manuzio, +http://www.liberliber.it + +Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the Online Distributed Proofreading Team. + + + + + + +EMILIO DE MARCHI + +VECCHIE STORIE + + + + +DUE SPOSI IN VIAGGIO. + + +La giornata spunto` serena e limpida per gli sposi, che dopo aver +riposato una notte a Como, continuarono il loro viaggio verso la +Tremezzina. L'acquazzone del giorno prima aveva posto nell'aria i +brividi precursori del non lontano ottobre e le cime dei monti, e +specialmente delle Alpi, brizzolate di neve, splendevano sotto un +raggio alquanto diluito e raffreddato nell'atmosfera trasparente. +Qualche giogo piu` acuminato usciva dalle altre vette, in un vestito +roseo, allegro come quello d'una fanciulletta il giorno di Pasqua, +sotto un cielo chiaro chiaro; e scendendo a poco a poco lungo la +schiena dei monti, dopo il verde giallo dei pascoli rasi, vedevi il +verde bruno dei castani, poi sterratelli bianchi di campi seminati a +saraceno, poi ancora i colori vivaci dei giardini e il bianco delle +villette, che scappavano innanzi al battello, dolci dolci, come le +cartine in un organetto a manubrio. + +Bastiano, lo sposo, stando in piedi, osservava queste meraviglie con +un cannocchiale da teatro, che si era fatto prestare da qualcuno, e +quando una folata d'aria l'investiva piu` fortemente, di sotto alle +lenti, incartocciava la faccia, socchiudeva gli occhi, con quella +espressione dolorosa, che hanno certe slavate sindoni d'altare di +campagna. + +Si era anche abbottonato il suo bel soprabito d'autunno color d'uva +passa, tutto fino al bavero, ma di sotto, la valigietta dei denari, +posta a tracolla, e in croce a questa l'astuccio del cannocchiale, +cadendo sui due fianchi, facevano un rigonfiamento in fondo alla +schiena, che dava delle arie d'inglese al signor Bastiano Malignoni di +Monza. + +Nel passare sul battello dimentico` d'essere un uomo alto e urto` il suo +cappello nuovo, incatramato, d'un bel taglio tutto monzese, contro un +voltino, facendovi dentro un'ammaccatura a triangolo, che egli +portava, senza saperlo, con una certa dignita`. + +Prima ancora d'arrivare a Torno, ebbe un battibecco col revisore dei +biglietti, perche` gli sposi avevano in fallo occupati i primi posti +coi biglietti dei secondi: fatto sta che il signor Bastiano dovette in +faccia a tutti i signori e a tutte le signore inglesi pagare una +differenza, arrossendo fino alle orecchie, come s'egli avesse avuto +intenzione di non dare a Cesare quel ch'e` di Cesare. + +Spiego` poi l'abbaglio a Paolina, dimostrandole come sui "bastimenti +d'acqua" quel che e` primo per i vagoni di terra diventa ultimo, e quel +che ivi e` ultimo qui diventa primo, precisamente come vedremo nella +valle di Josafat, il giorno del giudizio universale. + +Paolina, la sposa, stava zitta, come se non gliene importasse, e +continuava a girare sopra se` stessa in contemplazione di tutto lo +spettacolo che aveva intorno, voltando per caso un poco di spalle al +marito. + +Essa vestiva un abito povero, povero, color ferro brunito, ma la sposa +di provincia la si conosceva all'oro giallo della sua guarnizione, al +cappellino col pettirosso schiacciato in un angolo, cinto da una gran +veletta celeste, che svolazzava, stridendo e folleggiando sulla testa, +sulle guancie, pallide, e sul collo, con vibrazioni serpentine. + +Il sole dopo uno svolto, la investi` in un momento che Bastiano +risaliva il ponte, talche`, in vederla, gli parve che al luccicar delle +gioie e al contrasto del sole sulla veletta, ella si accendesse come +una fiamma di spirito di vino. Gli parve anche di essere alto come il +monte Bisbino, che stavano girando, e che non bastasse ancora a +contenere tutta la sua felicita`. + +Paolina era la prima in trentasei anni di vita che egli aveva amato, o +almeno la prima, sulla quale avesse voluto fondare un pensiero con +qualche conclusione; e a vedersela ora davanti, a due passi, "bella +come una rosa" il signor Malignoni non invidiava nessuno de'suoi +vicini, nemmeno quell'inglese o americano, che da una mezz'ora andava +contando monete d'oro e d'argento. + +--Sei contenta? + +--Si`, un po' freddo. + +E si stringeva in uno scialle scozzese, come se volesse farsi poca e +sparire. + +--Hai fame? + +--Nulla. + +--Io ho fame. + +--Io no. + +--Vuoi che andiamo nella sala di sotto? + +--No, stiamo qui. + +--E` bello, non e` vero che e` bello? + +--Si`, molto. + +--Vuoi un caffe` o una tazza di` birra? + +--Ti pare? Sto bene. + +Tornavano a tacere per un pezzo. + +Quelle rive strette fra l'acqua e il verde dei monti, quel succedersi +di colori dai piu` chiassosi ai piu` delicati, dal vino al latte, da una +villetta di zucchero a una incassatura rocciosa e tosta, irta di +punte; quel succedersi di artifici per andare a godere una spanna di +sasso, una bricca, un pratello largo come un fazzoletto, quell'aprirsi +sfacciato di nuovi immensi bacini d'acqua, pieni di azzurro e di luce, +la` dove pareva che fosse tutto finito; e il chiacchierare della gente +ad ogni stazione fra il battello e la riva, fra chi scende e chi sale; +e il tonfo misurato delle ruote; e il suono della campana che ridesta +gli echi dei pascoli, quello spettacolo insomma mosso e chiuso fra due +coperchi lucidi ed opalini, l'acqua e il cielo, occupava l'anima di +Paolina, se pure non si deve credere ch'ella facesse di tutto per +occuparsene.... + +La natura le si dipingeva innanzi bella ed innocente, ed essa, +contenta di trovarsi fra la gente e sotto il raggio di sole, avrebbe +voluto che il viaggio non terminasse piu`, che le Alpi si aprissero per +dar luogo a un altro lago sterminato. + +Il bacino di Argegno, malinconico piu` degli altri, rispondeva +all'ordine dei suoi desiderii e guardando su ai nudi ceppi delle +montagne, alcune delle quali a picco, alle creste disabitate, a certi +andirivieni di luoghi dirupati, si augurava in cuor suo di esservi, +non importa se perduta, se di notte, o in mezzo alla bufera. + +Si doveva stare tanto bene in una nicchia, lassu`, dove mirava un +uccellaccio. Vedeva anche qualche muricciuolo di cimitero; il dormire +lassu` per sempre all'ombra dei faggi e dei castagni, con una povera +croce sul capo, anche questo le pareva bello in quell'istante che il +suo Sebastiano l'aveva lasciata sola per scendere a mangiare un +boccone. + +Man mano che si procedeva verso Bellagio il battello si faceva sempre +piu` affollato; tutti correvano alle regate. + +Le ville portavano la bandiera; i sandolini dipinti colle signorine +dentro tutte a fiori, a nastri, a parasoli bianchi, verdi, rossi, +cilestri venivano in frotta come delfini a prendere l'onda del vapore; +s'intendevano strilli di gioia e campane a festa; il largo bacino di +Menaggio cominciava a spalancarsi in una grande scena scintillante, +circonfusa d'una nebbia rosea; si udivano anche gli spari dei +mortaretti; poi il suono delle bande che passavano nelle barche sotto +"gli elmi di Scipio"; venivano acuti profumi dalle serre e dagli +spallierati dei limoni; erano tutti in festa, povera Paolina! Si +svegliarono anche le dame inglesi, anche le piu` vecchie in un gran +bisbiglio, sotto i grandi panieri dei loro cappelli e segnavano col +dito "Belaccio, Belaccio". + +Questa era la meta dei nostri sposi. + +La gente comincio` a discendere accalcandosi. + +Bastiano stava attento a schivare gli Hotel, e pregava Paolina di +cercare cogli occhi la Trattoria Americana, dove si mangia bene, il +sonno ciascuno se lo porta, si paga poco e si sta senza soggezione; ma +in quel punto un signore, un vero gentiluomo, pulito e cortese come un +buon padre di famiglia, gli tolse la valigia di mano. + +--Americana? Americana?--domando` Bastiano. + +--Oui, par ici, monsieur. + +Il buon signore passo` la valigia a un altro signore coi favoriti +biondi, che la butto` sull'imperiale di un omnibus. + +--Entrez, monsieur, entrez. + +--Americana?--torno` a domandare Bastiano, sentendosi sospinto come un +sacco, e non accorgendosi che col parlare a monosillabi non faceva che +ribadire un'opinione storta nella testa dei due bravi signori. + +Si trovo`, prima che potesse orientarsi, insaccato nell'omnibus fra una +dozzina di "yes" lontano sei posti da Paolina. + +In due trotti, ossia cinquanta passi per cavallo, l'omnibus si fermo` +innanzi al grand Hotel Bellagio. L'albergo era chiuso in giro da una +gran cancellata a punte d'oro, che serrava un gran giardino +all'inglese: non c'era scampo, bisognava rassegnarsi. Alla fin fine il +viaggio di nozze non lo si fa che una volta sola. + +Un giovinetto biondo come il lino, in falda nera, colle scarpettine +alla francese, pettinato anche lui come uno sposino, li precedette per +uno scalone di marmo, ornato di statue, di candelabri, di specchi, di +acacie, tintinnando le chiavi e senza mai parlare li condusse "au +cinquieme" fino a una camera che riusciva sopra un cortile stretto, +profondo e tetro come un pozzo. + +--A onze heures le dejeuner, s'il vous plait--disse stando sull'uscio +prima di licenziarsi. + +--Cosa?--domando` Bastiano, che cominciava a credere d'essere nel mondo +della luna. + +--C'est bien--si affretto` a dire Paolina per sbarazzarsene. + +I coniugi Malignoni, rimasti soli, si guardarono in faccia senza aprir +bocca. + +--Ti avevo pur detto di stare attenta all'Americana. + +--A me? tocca a me di cercare l'albergo? + +--Cosi`, oltre a pagare un occhio della testa, non si potra` veder +nulla, mangiar nulla e capir nulla. + +--Abbiamo pero` una bella vista, disse con un sogghignero` sardonico la +sposina, ficcando lo sguardo nel fondo del cortile. + +--Per me, scusami, ma io non ci sto, esclamo` lo sposo. + +--Che vuoi fare? + +--Vuoi morire di febbre gialla o d'itterizia? + +--Ebbene, di' che ti cambino la stanza. + +--Non capiscono niente: sembra il paese dei tartari. + +--E allora rassegnamoci fino a domattina. + +--Sai cosa faccio? vado a vedere dov'e` questa famosa Americana, e se +il luogo e` proprio come dicono, lasciamo la valigia e pranziamo la`. +Almeno si sa quello che si mangia. Che ne dici? + +--Io? nulla. + +--No, devi dire anche il tuo parere. + +--Che cosa devo dire? + +--Qualche cosa. + +--Andiamo a pranzo all'Americana. + +--Me lo dici con tanta noia. + +--Ti pare? Sono un po' stanca. + +--Allora, faccio cosi`? + +--Si`, si`. + +--Addio, angelo.--E la carezzo` colla punta delle dita. + +--Io ti aspetto qui. + +--Si`.... e mi vuoi bene? + +--Che ragazzo! + +--Stella! + +Bastiano usci`. Paolina giro` la chiave nella toppa, si tolse d'addosso +lo scialle, il casacchino, li getto` sul letto insieme al cappello; +chiuse la finestra; si butto` in una poltrona, porto` il fazzoletto alla +bocca e pianse, senza lagrime, pianse della gioia di trovarsi sola. + +Bastiano usci` all'aria aperta colle orecchie un po' calde. Sotto alla +sua grande felicita` sentiva una mezza volonta` di strozzare qualcuno. +Passata pero` la prima agitazione e scoperta la sua Americana sotto i +portici, un buco fatto apposta per loro, torno` tutto contento +all'albergo a trarne la sua povera "alma consorte" che aveva lasciata +in quella muda lassu`. Quando gli sembro` di essere salito alto +abbastanza, si ricordo` di non aver osservato prima il numero della +stanza; discese qualche scala per vedere di orientarsi coll'occhio; +infilo` qualche corridoio a destra, qualche andito a sinistra, ma +sebbene non ci fosse dubbio che la scala fosse quella stessa, pure gli +pareva di vedere qualche cosa di non veduto prima. + +Per quanto gli pesasse, discese ad uno ad uno i gradini, fino +all'atrio del pianterreno, si accosto` all'ufficio, dove stava +scrivendo un signore grasso, e domando` con tutta bella grazia: + +--Perdoni, mi saprebbe indicare dov'e` la mia camera? + +--Il numero? + +--Non ho guardato. + +--La chiave? + +--L'ho lasciata nell'uscio. + +--Domandi al cameriere. + +--Meno male! penso` Bastiano, questi almeno capisce l'italiano, e si +volto` a cercare quel biondino che l'aveva condotto su. + +Due altri servitori o sopraintendenti stavano sulla porta, colle mani +sotto la coda dell'abito, in atto di curiosita` sfaccendata. + +Bastiano, non trovando il suo bel biondino, ricomincio` da capo a +salire la scala colla speranza che hanno tutti gli scolari, che per +andare in fine della lezione spesso conviene ricominciare da capo. + +Mentre andava su coll'affanno di chi porta un sacco di sale sulla +montagna, vide che i due sopraintendenti l'osservavano, ridendo sotto +il naso. + +"Questi animali se mi vedessero annegare non mi darebbero una mano." + +Ricordando d'aver inteso uno di quei bravi signori, il piu` canonico, a +parlare il dialetto di Bellagio, che e` anche quello di Monza, spinse +la testa fuori della ringhiera ed esclamo` in dialetto schietto: + +--Vogliono avere la bonta` quei bravi signori d'indicarmi il mio +cameriere, un bel biondino? + +--Was? domando` il tedesco di Bellagio, andando presso la scala col +viso rivolto all'insu` e le mani sotto la coda. + +--Un giovinotto magrino.... torno` a dire. + +--Was sagen Sie? ripete` il canonico, mentre il suo compare si +nascondeva dietro una colonna di marmo per non lasciarsi scorgere a +ridere. + +--Ah gabbiano! grido` Bastiano, facendo il viso grosso. + +Il compare dalla colonna scappo` in uno stanzino. Era una burletta +magnifica. + +--Signor padrone, seguito` Bastiano dall'alto della seconda scala verso +il bravo e gentile signore dell'ufficio, io pago anch'io i miei bravi +denari come tutti gli altri, e pretendo di essere servito come tutti +gli altri. Vogliono accompagnarmi si o no? + +Il bravo signore usci` dall'ufficio colla cannuccia rossa nell'orecchio +e rispose: + +--El xe inutile che facciate tanto strepito, galantomo; se no gave` a +memoria il numero de la stanza no potemo tenere a mente tutti li +numeri.... + +--Ma quel cameriere che mi ha condotto prima, e` morto d'accidente, el +me caro galantomo? strillo` il signor ragioniere Malignoni di Monza, +rosso come un gallo, correndo abbasso, presso quasi a perdere la +tramontana del tutto: tanto straordinario gli pareva la` dentro il nome +di galantuomo! + +In quella entro` una carovana di ladies e di lords, colle sciarpe +bianche nei capelli, cogli scarponi ferrati, cogli alpenstok e +riempirono tutto l'atrio. + +--Faccia el favorito piacere di non gridare. Quando non si sa +viaggiare si sta a casa. + +Questa osservazione piena di una saggezza antica fu raddolcita da un +"aspetti, abbia pazienza" piu` amichevole, quasi fraterno, col quale il +buon signore dava a vedere una prudenza non meno saggia e non meno +antica. + +Ma la notizia che un "monsieur" non trovava piu` la moglie, messa in +moto dai due burloni, aveva gia` fatto il giro di mezzo albergo, dalla +cucina alla sala di lettura. Dietro i vetri si vedevano dei visini +pallidi e gentili, con un sorriso anglo-sassone sulle labbra, fra la +pieta` e la canzonatura: da un andito dietro la scala spunto` per un +istante anche la tunica bianca di "monsieur le chef", un cuoco che +guadagnava otto mila lire all'anno, quante sono, o quasi, le notti +necessarie per fare un libro che nessuno legge. + +Usci` fuori finalmente anche il biondino, che condusse lo sposo per una +seconda scala identica alla prima, ma collocata al di la` d'un grazioso +_jardin d'hiver_; qui stava l'imbroglio che il signor Malignoni non +aveva potuto districare. + +L'aneddoto del "_countryman_" che in un _Hotel d'Italy_ aveva perduta +la sposa, fu stampato in molti magazzini letterari con qualche +variante, come si fa coi grandi poemi epici. + + + + +UN REGALO ALLA SPOSA. + + +Gaspare Carpigna aveva fatto i suoi molti denari in ogni maniera, +coll'industria, coll'usura, coll'inganno. Ma una volta fatti non vi +era uomo piu` galantuomo di lui e ben disposto a godere onestamente dei +beni di questa vita. Invecchiando si era dato anche alla pieta`, e +faceva recitare molte messe da morto, invitando il prete a far +colazione nella sua bella casa di Macagno, dove aveva giurato di +passare i suoi ultimi giorni in santa pace. + +Stava per maritare anche la figliuola a un ricco possidente di Novara, +un bel partito per la figlia d'un carbonaio all'ingrosso; e siccome il +cuore di Gaspare Carpigna non era chiuso ai soavi affetti della +famiglia, e per la sua Isolina egli sentiva una tenerezza singolare, +cosi` si puo` pensare se a quel matrimonio egli si preparasse con +allegria, con compiacenza, con un fervore insolito che lo +ringiovaniva. + +Gia` i preparativi erano fatti, fatte le pubblicazioni; lo sposo aveva +gia` regalato un bello astuccio di brillanti e le parenti lontane chi +un vaso di cristallo, chi un ventaglio di madreperla, chi un +braccialetto, ecc. Isolina, assistita da una sua zia materna, poiche` +la mamma era morta da un pezzo, attendeva il gran giorno con estasi. +Lo sposo era bello, ricco, simpatico. + +La vecchia casa detta del Zoccolino, che il Carpigna aveva acquistata +per il fallimento d'un suo socio, rimessa a nuovo e rinfrescata in +tutte le parti, non pareva piu` quel lurido filatoio di una volta, dove +il povero Battistino Dell'Oro, fallito, rovinato, rosicchiato dai +debiti, si era impiccato per la disperazione a un gancio del portone. +Si diceva sommessamente che il Carpigna avesse aiutato una mano a +rovinarlo e che la messa ch'egli faceva dire ogni 23 di` settembre +avesse lo scopo di versare un secchio d'acqua sopra una pover'anima +del purgatorio, se c'era bisogno. Ma eran cose vecchie di trent'anni +fa, forse anche di piu`. Scomparso il filatoio, al suo posto sorse una +bella casa bianca col portone di cotto, colle persiane verdi, col +giardino degradante a scalinate verso il lago, il Zoccolino insomma, +come puo` vedere ancora chi naviga verso Macagno sul lago Maggiore. + +Il giardiniere aveva addobbato il giardino a bandiere e a palloncini +cinesi, e la notte prima del sacramento fu un continuo sparo di +mortaretti e un gran suonare di chitarre nelle barche illuminate. + +Quelli dell'altra riva del lago, vedendo quei fuochi, dimandavano: + +--Che cosa c'e` al Zoccolino? + +--E` il Carpigna che marita la figliuola. + +--Sposera` qualche altro ladro usuraio. + +--Quando uno e` ricco, c'e` sempre chi dice che ha rubato. + +--Volete sentirla, voi che parlate cosi`? + +Questi discorsi erano fatti da un gruppo di pescatori, che stavano +fumando la pipa innanzi all'osteria di Cannero, sull'altra riva. C'era +dunque il lago di mezzo e tanto largo che vi potevano affogare tutte +le verita` della nostra santa religione. + +--Sentiamola, poiche` la sapete. + +--Quel povero Battistino io l'ho conosciuto. Gli portavo la legna ogni +settimana e so che gli affari non gli andavan male anche con quattro +figliuoli. L'uno fa oggi il contrabbandiere colla Svizzera, una vita +da ladri, sapete, e dice che un giorno o l'altro mettera` lui la +dinamite al Zoccolino. Fu lui che gli tocco` staccare suo padre dal +portone quella mattina, ed e` un fegato sano che non ha paura del buio. + +--Che cosa c'entra il Carpigna che ha sempre negoziato di carbone? + +--C'entra che Battistino gli aveva prestato sessantamila lire, sulla +parola e che il Carpigna nego` di averle ricevute mai. Ecco come +c'entra. + +--Fu una bestia a fidarsi. + +--L'aveva tenuto a battesimo, pareva un santo a vederlo in chiesa, +quando pregava la croce sull'altare. + +--Son peggio degli altri. + +--Quello fu il principio della sua fortuna. + +Dall'altra parte del lago si gridava invece: Viva la sposa! viva gli +sposi! viva il signor Gaspare!--C'erano trenta o quaranta persone, tra +invitati, parenti, barcaiuoli e persone di servizio. Nel salone di +mezzo a pianterreno, aperto sul giardino, la tavola preparata per la +baldoria luccicava di bicchieri, di trionfi di vetro, di confetti, +senza dir nulla delle torte, dei marzapani, delle gelatine, che +avevano fatto venire da Locarno. Sopra una scansia presso il muro una +batteria di bottiglie dal collo d'argento aspettava il momento di +scendere in battaglia. Dal giardino ogni soffio piu` vivo del vento +portava dentro un profumo acuto di limoni misto al profumo caldo delle +vaniglie e dei gelsomini. + +Isolina, bella, allegra, saltellava come una gattina nella sua +innocente giovinezza, finche` tutti sedettero a tavola e fu stappata la +prima bottiglia di vin bianco d'Asti, che inondo` della sua spuma +d'argento l'abitino della sposa. + +--Viva la sposa, viva l'allegria! + +--Viva il signor Gaspare, padre fortunato. + +--A rivederci al battesimo. + +Gaspare Carpigna provava nel cuore la dolcezza malinconica del padre +che vede la figliuola spiccare il volo dal nido, ma sa che va ad +essere felice. Isolina era per quell'uomo taciturno e mezzo selvatico, +l'unico ideale al mondo, e si puo` dire che i denari egli li avesse +radunati soltanto per lei. Era contento di maritarla bene e con onore. +Caspita! oltre il corredo le dava un trecentomila lire sulla mano, e +il resto alla sua morte. + +Il vin d'Asti e il vecchio Barolo di dodici anni non furono versati +nel lago. L'allegria come avvien sempre in queste circostanze, un po' +tiepida e sconnessa in principio, comincio` subito a levare il bollore. +Gli spiriti fremevano come pentole a buon fuoco. A destra e a sinistra +del viale splendevano le ghirlande dei palloncini, un rosso, l'altro +verde, l'altro bianco, come una bandiera d'Italia, Dal lago veniva +sulle onde l'onda d'una serenata strimpellata in un canotto a +palloncini gialli, e gia` il segretario comunale col calice in mano, +cogli occhietti umidi, stava per leggere una poesia, quando entro` il +fattore che aveva una cassettina in mano, chiusa, piegata in una carta +e suggellata. + +--L'ha portato un uomo, + +--Un altro regalo per la sposa, + +--Dalla qui, Pietro. + +Isolina prese la cassettina, e pensando subito a una sua amica di +Luino, la colloco` sulla tavola, taglio` i suggelli col coltellino +d'argento, spiego` la carta che l'involgeva. Era una cassettina +rettangolare, di legno di pino, come si usa per i pettini, rustica, +bianca con su scritto: Alla sposa. + +Isolina l'apri` con quella viva curiosita` che eccitano le cose +misteriose. Vide una lettera, e sotto dei frastagli di carta a vari +colori, con riccioli d'oro, e piu` sotto, uno strato di crusca. + +--Segretario, legga lei la lettera,--disse Isolina senza guardarla. + +Il segretario lascio` via il sonetto, prese l'altro foglio e con quella +medesima intonazione, a cui aveva gia` preparata la bocca.... + +Diro` prima che l'attenzione degli astanti era stata richiamata sulla +cassettina dal vedere Isolina che vi rimestava colle mani, e ne traeva +della crusca, ponendola di mano in mano sul piatto assieme ai +confetti. + +Il segretario lesse dunque, anzi declamo`: "_A Gaspare Carpigna, +lettera dell'altro mondo_". + +A tutti parve una frase comica e pazza fatta per ridere; chi rise, chi +alzo` la mano, chi il bicchiere. + +E il segretario, distratto come un'oca e colla testa piena di fumo +continuo`: "_Carpigna, alla dote di tua figlia aggiungi anche la +collana di Battistino dell'Oro_". + +Tutto cio` fu letto come un sonetto, nel tempo che l'Isolina colle +manine bianche e piene di diamanti traeva dalla crusca una cordicella +nera, grumosa, grossa come il suo dito mignolo, lunga come una vipera +comune, che, inorridita, lei lascio` cadere, che parve proprio una +biscia morta. Getto` un grido, storcendo la bocca, alzando le due mani +colle dita rigide, adunche, mentre un silenzio profondo, un silenzio +brutale, un silenzio di ghiaccio sottentro` alla festa, e cento occhi +bianchi, cento occhi gelati si fissavano sul viso incartapecorito del +signor Gaspare. Un buffo d'aria storto` le fiamme delle candele. + +La sposa fu portata via. Quando andarono a risvegliare dal suo +deliquio il signor Gaspare, ch'era rimasto colla pupilla di vetro +sulla biscia morta, gli trovarono le mani fredde, i piedi lunghi e la +bocca piena di sangue. Soltanto i capelli parevano vivi sul capo. + +Intanto sull'alto picco della Zeda, un contrabbandiere sfidava il buio +fischiando, cantando + + Sposettina, vien con me.... + + + + +NEI BOSCHI. + + +Chi non conosce i boschi dell'alto Milanese, detti boschi di Saronno, +di Mombello, di Limbiate, puo` immaginare una stesa di selve, sopra un +terreno disuguale, una volta incolto e oggi piantato a pini silvestri +e a qualche rovere, che e` quanto la terra, oltre le eriche e il bruco, +puo` sopportare. Queste piantagioni non sono molto antiche e appunto +per cio`, non sono molto note. Della maggior parte si ricordano i +nostri padri d'aver veduto i primi germogli, quando ancora quel nudo +tratto di paese non era che una nuda sodaglia. Oggi il bosco e` maturo, +non diro` per i ladri, che non vivono piu` per i boschi, ma per tutti +coloro che amano le meste solitudini e sognano sempre, quando sono in +un luogo, di trovarsi in un altro. + +A me questi boschi ricordano per esempio, certe solitudini dell'antica +Caledonia: e il piu` bello si e` che in Caledonia non ci sono mai stato. +Ma non si e` letto inutilmente a dodici anni una dozzina di romanzi del +Walter Scott, seduti all'ombra di un'antica quercia, o anche solo sul +pianerottolo della scala. Se non e` come in Scozia, vi son tratti nei +boschi di Limbiate che potrebbero essere trasportati in Scandinavia e +allora e` ancora piu` bello per chi ama viaggiare a piedi. + +Le piante d'un verde scuro perenne, di un fusto magro e diritto, che +si apre a larga piuma o a ombrello, collocate a migliaia l'una presso +l'altra in una disposizione quasi simmetrica, e cosi` per l'estensione +di cinque o sei miglia: i viali che tagliano questi eserciti di piante +e si prolungano, si sprofondano nel verde a perdita d'occhio: le forre +di altissime erbe filiformi dove non entrano che i bracchi: la terra +gialla, rotta da immensi crepacci dove la picchia il sole: molle, +melmosa, scivolante come il sapone dove l'acqua stagna: gli scoli +d'acqua piovana che scendono a formare pozze, paludi, laghetti, e fin +dei laghettoni perenni circondati da conifere con increspature e +piccole tempeste sconosciute al mondo, come quelle delle anime +modeste: e poi aggiungete un silenzio profondo, non interrotto nemmeno +dal solito stormire delle fronde (il pino e` taciturno) e i chiarori +celestiali e mistici dell'aria al disopra di tanto verde, e le fiamme +vaganti del tramonto veduto attraverso alle fessure del bosco.... +tutto cio` voglio dire, mi ha tante volte trasportato fuori di me in +una regione dove io sento che son vissuto un'altra volta, forse +diecimila anni fa. + +Oh la poesia, amici, e` pur la dolcissima cosa! Voi uscite un mattino +d'autunno, con un libro, mettiamo Aleardo Aleardi, nella tasca del +carniere, col fucile ad armacollo, col vostro cane che vi saltella +innanzi, girate dietro le case, pigliate verso il cimitero vecchio, +date un'occhiata a quei poveri morti e a quella croce bianca dove da +cinquant'anni dorme una contessina morta.... No, no, non e` poesia. + +Io fui innamorato a sedici anni di quella contessina, ed e` una storia +che ho promesso di contare qualche volta. Io l'ho seguita attraverso +alle ombre del bosco, piu` contento quanto piu` le nebbie del novembre +entravano fra le piante a rannuvolare i contorni della selva. + +Una mattina, giusto sui primi di novembre, mentre io correvo prima di +colazione attraverso la pineta, pensando al mio futuro poema sulla +_Risurrezione dei Morti_, fui a un tratto arrestato da una fiamma che +si agitava in fondo, e che stentava quasi a rompere il velo bianco e +gelato dalla nebbia. Anche _Pill_, il mio cane da caccia, si fermo` su +quattro piedi, col muso in alto, e la piccola coda piena di +meraviglia. La Cherubina mi aveva detto prima ch'io uscissi di casa +che si sarebbe fatta colazione alle undici, piu` tardi del solito, +perche` si aspettava mio fratello coi parenti della sposa. + +Da due giorni si lavorava in cucina a preparare quella colazione, che +doveva essere un banchetto di Sardanapalo con un piatto di selvaggina +e un brodo ristretto che pareva giulebbe. L'importanza d'una casa si +conosce a tavola e mio padre voleva, come si dice, far colpo su della +gente un po' materiale.... Ma sono cose che non hanno nulla a che fare +con quella fiamma che, come ho detto, si agitava in fondo al bosco e +che stentava quasi a rompere il velo fitto della nebbia. + +Strano un fuoco nei nostri boschi! Man mano che io mi avvicinavo, la +fiamma si faceva piu` distinta, e gia` si potevano vedere nel chiarore +rosso del fuoco disegnarsi alcune figure radunate in cerchio come a un +tristo complotto di negromanti. + +La solitudine e la selvatichezza del luogo che s'internava in una +specie di crocicchio: quelle ombre ballonzolanti sul fusto delle +piante al mobile ed acceso riflesso della fiamma fumosa e resinosa, +avrebbero ben potuto far credere a un convegno di malviventi, se dopo +alcuni passi non avessi riconosciuto le gambe lunghe e magre del +signor segretario comunale, e accanto a lui la figura tozza del +console e due o tre guardie campestri. + +Il console s'era seduto in adorazione del fuoco sopra un pezzo di +tronco. Battistino, una delle guardie campestri con un ginocchio a +terra cercava di far saltare un carbone acceso nel buco della pipa, +mentre il signor Boltracchi, il segretario, scaldava le parti meno +rispettabili della sua persona, voltando le spalle al focolare, colle +gambe aperte come un compasso. Quella brava gente si trovava da +qualche ora nel bosco e col freddo del novembre e coll'erba bagnata di +guazza, sentiva volontieri il beneficio d'una scaldatina. + +Il console quando mi vide, tocco` l'orlo del cappello colle due dita e +disse: + +--Riverisco, sor avvocato. + +Il buon uomo era un mio contadino e nella sua semplicita` sentiva un +grande rispetto della mia persona. + +--Che cosa fate, la polenta?--domandai. + +--E` per cagione di quel Gasparino della Vela,--rispose il console con +quel linguaggio lungo che e` proprio dell'alto Milanese. + +--Che cosa ha fatto Gasparino della Vela? + +--E` morto. + +--Era malato? + +--Da un mese, sor avvocato, un poco di pellagra, ma bisogna dire che +gli sia andata ai visceri del capo. + +--Se non ho sentito a suonare l'agonia. + +--Si muore anche senza la campana,--interruppe Battistino colle parole +mozze di chi ha in bocca una pipa corta che gli abbrucia quasi le +palpebre. + +Il signor Boltracchi mi accenno` col pollice sopra la spalla qualche +cosa alla sua destra. Guardai e vidi il mio _Pill_ quasi stecchito +sulle sue quattro gambe, che tremava tutto sotto la sua pelle. + +A un nuovo cenno del Boltracchi feci un mezzo giro sopra di me, +guardai indietro presso le piante e allora scorsi sul terreno molle +per la pioggia del di` prima, un non so che, coperto da una stuoia di +carro e da una gualdrappa logora, e sotto un po' di paglia. Da uno dei +lati uscivano due piedi lunghi, magri, infangati, colle unghie lunghe, +due brutti piedi che parevano quelli della morte, i piedi insomma del +morto. + +--O Dio, che cosa e` stato? + +Il console stendendo le sue mani alla fiamma, continuo` col suo tono +naturale: + +--Gli e` venuta addosso la scalmana, si vede. Stamattina, la va bene? +mentre la sua donna era a messa apri` l'uscio, traverso` l'orto e nudo +come e` uscito dal ventre della sua mamma, prese la via dei boschi. + +--Dev'essere passato dal laghettone di Mombello. + +--Ci sarebbe rimasto, se fosse passato, perche` l'acqua e` alta. Invece +si vede che ha traversato il vallone della Merla, si e` cacciato nei +boschi vecchi di Lenzano e ando` a finire alla pozza del Vetro. Qui ha +creduto di poter traversare, ma c'e` rimasto preso al vischio. + +--C'e` una terra che par giusto liscivia. + +--Son passato ieri dalla pozza del Vetro e non c'era un barile +d'acqua. + +--Ne e` venuta un poco stanotte. + +--Si e` mandato ad avvisare il sindaco e il maresciallo,--disse il +segretario voltandosi davanti alla fiamma. + +--Non era vostro parente?--dimando` Battistino al console. + +--Ha sposato una mia sorella, sicche` lascia tre figliuoli. Uno e` +soldato. + +--Adesso potra` venire a casa, se e` morto il vecchio.... + +--La legge non permette se non ci sono dei minorenni,--disse +gravemente il signor Boltracchi. + +_Pill_, coll'unghie tese, col muso avanti, rigido come un cane di +legno, non cessava di fiutare il morto. + +--Lo sa la sua donna? + +--Quando e` tornata dalla messa che era ancora bujo, verso le cinque, +la va bene? trovo` l'uscio aperto. Allora capi` che il suo Gasparino era +scappato, perche` aveva tentato un'altra volta, di scappare. Si mise a +gridare, a chiamar gente. Venne un ragazzo dei Melgoni a dire che +aveva veduto un uomo nudo come un verme che correva nei boschi e che +era Gasparino della Vela. Allora si e` cominciato a cercare nel bosco e +si sono trovati dei passi freschi colla pianta delle dita. Cerca di +qua, cerca di la`, poi abbiamo incontrato voi Battistino, la va bene? + +--Io venivo da Bovisio, dov'ero stato a portare un paio di stivali al +calzolaio, perche` mi mettesse le calcagna e giungo alla pozza del +Vetro, quando mi par di sentire un scialacquamento come fa il mio cane +quando ha caldo ed entra nella pozza a lavare le pulci. Ho creduto +anzi che fosse il _Pill_ del signor avvocato, che viene volentieri +incontro quando sa che vado per i boschi. Anzi mi fermai e chiamai +forte: _Pill_.... Torno a sentire un _ciuf-ciuf_ nell'acqua. _Pill_! +dove sei?... e fischio, cosi`.... mentre vado verso la pozza dietro il +rumore.... + +Battistino, prese la pipa colla sinistra, e mando` un sibilo acuto da +cacciatore che risuono` per tutta la solitudine. L'altro villano, che +non aveva mai parlato e che conobbi per il Rosso, sorrise colla sua +faccia cretina di ranocchio. + +--_Pill_.... Non sentendo piu` nulla, vado giu` verso la pozza e trovo +quel povero cristiano in un boccale d'acqua tutto impastato come un +mostro nella melma, che aveva trovato la maniera di annegare. + +--E` la pellagra che mette una sete d'inferno. + +--Capita spesso alla bassa che i malati si buttano nel pozzo. + +--Vi sarete spaventato, Battistino. + +--Non e` la prima volta. L'anno scorso vi ricordate quel matto di +Mombello che scappo` dallo stabilimento e che s'impicco` fra due piante? +L'ho visto pel primo una mattina di gennaio. Era arrampicato sopra un +pino altissimo dove attacco` la corda; poi ando` sopra un'altra pianta +piu` alta e attacco` l'altro capo, e Dio sa come pote` impiccarsi a +mezz'aria all'altezza d'un campanile. + +--I matti hanno una gran forza. + +--M'e` toccato vederlo tra il chiaro e il fosco. Il freddo aveva gelata +anche la corda e il matto pareva di vetro. + +--La Bortola del sarto ha vinto cinquantasei lire coi numeri del +matto. + +Il Rosso rise ancora gonfiando gli occhi slavati. + +--Quello era un conte diventato matto per i liquori. + +--Chi troppo, chi nulla.... + +--C'e` qui il maresciallo. + +Venne anche il sindaco e il dottore. Il cadavere fu scoperto. Pareva +una mummia ingiallita. La creta gli riempiva ancora la bocca e i +forellini del naso. + +_Pill_ pareva diventato di sasso e guardava il morto con occhio +lagrimoso. + +Povero Gasparino! lo si sarebbe detto un fossile di tremila anni, e +nel suo freddo abbandono non si scorgeva che una tenue espressione +d'ironia agli spigoli della bocca. Non era certo la creta che lo +faceva ridere. + +...................... + +_Pill_ mangio` poco quel giorno. + + + + +PARLATENE ALLA ZIA + +(DIALOGO) + + +Questo dialogo fu due volte interpretato in famiglia con vera +intelligenza d'artisti dalla signora Maria Nessi e dal Dott. Giuseppe +De Capitani d'Arzago, ai quali m'ispirai nella Correzione e nella +riproduzione della scena. + +E. D. M. + + + +NICOLO` + + e` un giovinetto maturo, che ha gia` fatto le sue + campagne. Gran buon diavolo nel fondo. Siamo in + campagna nella villa d'Incirano. Nicolo` in + cappello di paglia e in abito grigio chiaro, entra + dal giardino e dice a qualcuno che non si vede: + +Grazie, aspettero`. + + Da` un'occhiata intorno, si passa una mano nei + capelli e con un breve sospiro d'affanno dice: + +Eccomi qua. Il cuore mi batte come se volesse scoppiare. Ho paura di +aver gia` fatto un passo falso. Basta! sono ancora in tempo a pentirmi +e se sara` il caso, infilero` l'uscio. + + Si abbandona su un divano. + +Sicuro, Nicolo`: se non concludi qualche cosa quest'oggi, tu morirai +nel tuo letto in odore di verginita`. No, no: e` tempo che tu la pigli +questa moglie benedetta! Vedi? + + va a guardarsi in uno specchio. + +Tu sei arrivato a quell'eta` in cui, se il frutto non si coglie, casca +in terra a marcire. Non sei un brutto mostro: che, che? + + carezzandosi i baffi. + +Puoi passare ancora per un giovanotto in gambe, ma.... qua e la` +comincia a spuntare qualche capello meno nero degli altri. Certe +mattine hai la ciera d'un uomo che ha dormito male + + parlando alla sua immagine. + +Sicuro, signor Nicolo`: quel vivere di qua, di la`, sulle trattorie, sui +caffe`, sui _clubs_, in compagnia di scapoloni pari suoi non e` piu` una +vita fatta per lei.... Lei digerisce male, lei dorme male, diventa +sempre piu` brontolone, bisbetico, incontentabile e a lungo andare +finira` col fare uno sproposito. Chi non si marita a tempo, sposa la +morte prima del tempo; tranne il caso in cui si sposa la serva + + torna a sedere. + +--Mia sorella Giacomina, che da un pezzo mi ha sul cuore, la settimana +scorsa mi disse:--Nicolo`, c'e` una ragazza che va bene per te: anzi ce +ne sono due: le sorelle Bellini, due care creaturine sui ventitre` +l'una, sui ventiquattro l'altra, non troppo giovani e nemmeno troppo +stagionate, un po' disgraziate nella famiglia, ma buone, belle, con +qualche po' di sostanza. Tu non hai che a scegliere. Esse vivono a +Incirano con una zia che fa loro da madre, perche` le poverine hanno +perduto i parenti e non hanno si puo` dire nessuno al mondo. Sotto +questo aspetto tu fai quasi un'opera di carita`. Va a mio nome, cerca +della zia, mettiti nelle sue mani e lascia fare alla provvidenza. + +Eccomi qui. Ora le vedro` e dovro` scegliere tra le due.... + + vede sul tavolino alcuni ritratti in piccole + cornici. + +Forse questo e` il loro ritratto. Carina questa col suo profilo greco, +con que' capelli pettinati alla Niobe. Forse questa e` il ventitre`. + +Ma anche questo ventiquattro non c'e` male. Forse questa e` bionda, e +questa e` bruna. Chi mi consiglia? Il biondo e` piu` romantico, piu`... +simbolico... troppo Svezia e Norvegia. Il bruno e` quasi sempre segno +di un carattere ardente, geloso... troppo Spagna e Portogallo. Che ti +dice il cuore, Nicolo`? ventitre` o ventiquattro?... + + pesa nelle mani i due ritratti. + +Sentiremo il consiglio della zia, che nella sua esperienza sapra` +guidare un povero uomo sempre incerto nel cammino della vita. + + indicando un altro ritratto grande. + +Certo questa vecchia cuffia e` la zia dei buoni consigli. Lei conosce +le due ragazze e sapra` dirmi quale delle due ha piu` disposizioni al +settimo sacramento. Per me capisco, che se dovessi scegliere, farei la +fine dell'asino che, messo tra due fasci di fieno, si e` lasciato +morire di fame. Zitto, qualcun si avanza! + +Si alza, fa una rapida toilette allo specchio. + +Forse e` la vecchia zia. Animo, su, coraggio. Sei stato a Custoza, +corpo d'una baionetta, e devi aver paura d'una vecchia cuffia? + +TERESITA + + una vedovella ancor giovane, simpatica, vestita + con finissima semplicita` e con molto buon gusto. + Fa un inchino a Nicolo`, che resta un istante + imbarazzato. + +Signore.... + +NICOLO`. + +Signora.... + +TERESITA. + +Lei ha bisogno di parlarmi. + +NICOLO`. + +Sissignora... cioe`... veramente mia sorella Giacomina mi ha detto di +chiedere della zia delle signorine, la vecchia zia, sissignora.... + +TERESITA. + +Sono io la zia delle signorine.... + +NICOLO` + + sorpreso. + +Ah, lei fa da madre alle due orfanelle.... + + Avvicinandosi riconosce una antica amicizia. + +Oh, ma scusi, noi ci conosciamo. Ah, chi l'avrebbe detto dopo tanti +anni? Lei, lei e` la signora Teresita.... + +TERESITA + + fingendo di cader dalle nuvole. + +E lei e` il signor Nicolo`.... Guarda che combinazione! ma si e` fatto +cosi` grasso.... + +NICOLO` + + ridendo con un po' di confusione. + +Credevo che volesse dire: cosi` vecchio! + +TERESITA + + amabile. + +Si e` viaggiato insieme sulla strada della vita. Guarda che +combinazione! + +NICOLO`. + +Guarda che combinazione! + + Segue un brevissimo imbarazzo d'ambo le parti. + +Io credevo che la zia fosse una signora in eta`, colla cuffia. + +TERESITA. + +La cuffia verra`... e` in viaggio. Ma prego si accomodi, signor +Nicolo`.... + + Indica la sedia e siede lei per la prima. + +NICOLO` + + ripetendo materialmente. + +Guarda che combinazione.... + + Prende la sedia, vi si appoggia, ma non vi siede. + +Ma da quanto tempo non ci vediamo piu`? + +TERESITA. + +Oh e` un gran pezzo! A che cosa devo attribuire l'onore della sua +visita? + +NICOLO` + + giocando colla sedia che fa girare sotto la mano. + +Mia sorella Giacomina mi ha detto: Va a Incirano, cerca della zia +delle sorelle Bellini ed esponi il tuo caso. + +TERESITA. + +E qual e` il suo caso? + +NICOLO`. + +Il mio e` un caso, diro` cosi`, di coscienza: ma ora non so se devo +parlarne. + +TERESITA. + +Perche` non deve parlarne? + +NICOLO` + + facendo girare piu` forte la sedia sotto la mano. + +Perche`... io... + + da` in una risata allegra + +perche` io credevo che la zia fosse una cuffia.... + +TERESITA + + ride anch'essa mentre si` abbandona nella poltrona. + +Dunque e` alla cuffia che lei desidera parlare. + +NICOLO`. + +No, stia buona, ora le diro` il mio caso. Ma e` certo che, se avessi +potuto immaginare di trovar qui lei al posto della... cuffia... + + ride + +non sarei venuto. + +TERESITA + + un po' offesa. + +Non merito dunque la sua confidenza? + +NICOLO`. + +Lei merita tutto, ma il mio caso e` di quelli che hanno bisogno di +molta indulgenza. + +TERESITA. + +Ma sieda.... + +NICOLO` + + mettendosi a sedere sull'angolo della sedia. + +Intanto mi dica: come si trova qui a far da madre a queste due +bambine? + +TERESITA. + +Una serie di dolorose circostanze.... Oh sapesse quante disgrazie! +Morti i parenti di queste due povere figliuole, ho pensato ch'io +potevo essere utile in questa casa. + +NICOLO` + + esitando. + +Ma scusi. Lei non aveva sposato quel marchese? + +TERESITA + + molto riservata. + +Si`. + +NICOLO` + + C. S. + +E.... suo marito? + +TERESITA. + +E` morto. + +NICOLO` + + con una certa sorpresa. + +Ah! e` morto anche lui.... + +TERESITA. + +In duello a Parigi. + +NICOLO`. + +In duello a Parigi.... Guarda, guarda. + +TERESITA + + dopo un breve pensiero. + +Ma non parliamo dei morti. Quel che e` passato, e` passato. + +NICOLO` + + astratto in una sua idea. + +O bello, o bello... + +TERESITA. + +Che cosa? + +NICOLO` + + si corregge, si fa serio, si alza. + +Mi rincresce di aver risvegliato delle dolorose memorie. Mi scusi.... + + in atto di congedarsi + +mi perdoni.... + +TERESITA + + restando seduta. + +Ma che cosa fa? lei non mi ha ancora detto lo scopo della sua visita. + +NICOLO`. + +E` vero, ma io non so nemmeno se la mia visita abbia uno scopo. +Giacoraina doveva avvertirmi di queste circostanze. + +TERESITA + + con tono quasi materno. + +Bene, si accomodi. Giacomina mi ha scritto tutto. Lei e venuto a +Incirano per uno scopo molto lodevole e molto onesto. Vuol prender +moglie. + +NICOLO` + + affettando una certa sicurezza. + +Si`, voglio prender moglie. + +TERESITA + + ridendo con gaiezza simpatica. + +O bello, o bello... + +NICOLO` + + un po' mortificato. + +Che cosa c'e` di bello? + +TERESITA. + +Bello che il signor Nicolo` voglia finalmente prender moglie. + + ride. + +NICOLO` + + serio. + +Non rida o mi scoraggia. + +TERESITA. + +Ci ha pensato un pezzo il signor Nicolo`. + +NICOLO` + + in tono di rimprovero. + +E di chi la colpa? + +TERESITA. + +Di chi? + +NICOLO`. + +Ah Teresita! non si dovrebbero ricordare certe cose.... + + picchia nervosamente il bastoncino sul cappello. + +TERESITA + + gravemente. + +Proprio! + +NICOLO`. + +E tanto meno si dovrebbe ridere. + +TERESITA + + sospirando. + +Si ride quando si e` finito di piangere. + +NICOLO` + + con una punta d'ironia. + +Beata lei che ha finito! Le donne son cosi` facili a dimenticare.... + +TERESITA. + +Si dimentica... per non odiare. + +NICOLO`. + +Io non ho meritato il suo odio. + + Con un leggero tono di sarcasmo. + +A ogni modo la donna che sposava il marchese di San Luca deve aver +trovato nel fasto del suo blasone qualche conforto a' suoi dolori. + +TERESITA + + offesa. + +Nicolo`, non dite queste parole che offendono una donna che fu gia` +troppo infelice nella sua vita. Voi sapete come sono andate le cose. +Il mio matrimonio fu per me una di quelle necessita` che il solo cuore +d'una donna sa comprendere e sa compatire. Voi sapete che mio padre +era un uomo rovinato, che sulla nostra casa stava il disonore e il +fallimento, che soltanto un matrimonio di convenienza poteva salvare +una vecchia esistenza dalla disperazione. Allora voi eravate un +giovine ufficiale senza fortuna, nell'impossibilita` di mettere una +casa. Poi venne la guerra e voi partiste per il campo.... + +NICOLO` + + con amarezza. + +E quando tornai dai pericoli della guerra, seppi che Teresita Morando +era diventata la marchesa di San Luca. + +TERESITA + + con un moto di ribellione. + +Gia`, e non pensaste nemmeno ch'io avessi potuto fare quel passo per un +sentimento di abnegazione e di dovere. Voi pensaste solamente e +semplicemente che Teresita Morando, ragazza vana, leggera, smaniosa di +brillare, inebriata all'idea di portare una corona sul suo biglietto +di visita, avesse dimenticato volontieri il povero tenente per darsi +nelle braccia di un vecchio nobile... sciupato dai piaceri. Questo +solo voi avete pensato: e non sareste stato un uomo se aveste pensato +altrimenti. L'egoista non e` obbligato a compatire e meno a +comprendere... e tanto meno a perdonare. + +NICOLO` + + si alza, resta un istante come combattuto, e + mormora: + +Se sapeste invece quanto ha sofferto questo egoista! + +TERESITA + + alzandosi anch'essa. + +E quest'ambiziosa oh! non ha forse sofferto! no. Rapita dai bagliori +de' suoi diamanti questa vittima incoronata non ha versata mai una +lagrima.... Nei tre anni del suo matrimonio con quell'infelice +_boulevardier_ essa passo` di trionfo in trionfo... invidiata da tutte +le miserabili che non hanno una corona sulla carrozza... e un +supplizio nel cuore. + + Abbandonandosi alla sua passione. + +Voi non vi siete piu` occupato di me; ma per qualche motivo avete +stentato a riconoscermi. Voi avete trovato facilmente dei dolci +compensi... + + Arrestata improvvisamente da una specie di + rimorso, cangia tono, e con affettata naturalezza + ripiglia. + +Ma di che cosa si parla? oh buon Dio! questo non e` lo scopo della +vostra visita. A che pro' disseppellire cose morte e finite? Sediamo: +animo, sedetevi.... Veniamo all'argomento. + + Come smarrita. + +Giacomina mi ha scritto.... Che cosa mi ha scritto la buona amica? che +voi volete accasarvi, che e` tempo anche per voi di mettere giudizio. E` +giusto. Sa che le povere mie nipoti son buone e brave ragazze e +anch'io sarei contenta di vederle collocate. Ma sedetevi dunque, +parlate. + +NICOLO` + + con espressione patetica. + +No, no, non ho piu` nulla a dire. Scusate, Teresita, io non son piu` +degno di accostarmi a una donna.... + + Si ritira qualche passo per + andar via. + +TERESITA. + +Non andate in collera per quello che vi ho detto. Vi domando scusa se +vi ho offeso. Sedetevi, ragioniamo. Accettate almeno un bicchierino di +vermouth.... + + Toglie da uno stipo una bottiglia + di cristallo e offre un bicchierino + a Nicolo`. + +NICOLO` + + sforzandosi a rifiutare. + +No, no, lasciatemi andare. Non merito piu` nulla. La mia vita e` finita +da un pezzo. + +TERESITA. + +Devo proprio mettermi una vecchia cuffia in testa per persuadervi a +ragionare? + + Nicolo` accetta il bicchierino. + +Se vi ho offeso perdonatemi. Voi avete per errore messa una punta di +ferro sopra una cicatrice e io ho gridato di dolore. Ma ora e` passato. +Qua.... + + Lo fa sedere e siede anche lei. + +Posso aiutarvi, voglio consigliarvi, perche` in fondo ho molta stima di +voi. + +NICOLO`. + +Io invece non ho nessuna stima di me. Io ho sempre creduto che non +valesse la pena di voler bene a una donna. Ho atrocemente sofferto, ma +non per pieta` della vittima inghirlandata. Ho sofferto solamente per +il mio orgoglio ferito. Avete detto bene poco fa. Il mio nome e` +Egoista. Quando un uomo non e` capace di comprendere, di compatire, di +perdonare, non merita piu` che una donna gli voglia bene.... + + Volta via la faccia alquanto + commosso, tracanna d'un fiato + il bicchierino, va a collocarlo + sullo stipo, e si prepara a congedarsi. + +TERESITA + + si alza, un po' soprapensiero. + +Permetta che le presenti almeno le bambine. Per quanto senza cuffia so +esercitare i doveri dell'ospitalita`. + + Dal giardino risona un campanello. + +Ecco, son le ragazze che tornano colla governante. + +NICOLO` + + cercando di sfuggire. + +No, no, non voglio veder nessuno; non voglio lasciarmi vedere. + +TERESITA. + +Mettiamoci qui, dietro a questo paravento. Da qui possiamo vederle +senza essere veduti. + + Conduce Nicolo` per mano + fin presso la porta dietro un + paravento e indica le ragazze + che passano in giardino. + +Guardi la prima, la bionda, ha ventidue anni, e` un angiolino di bonta`, +piena di sentimento. L'altra, la bruna, Annetta, e` un carattere piu` +serio, ha molto ingegno, conosce molto bene la musica.... + + Nicolo`, stringendo la mano + di Teresita, trascinato dalla + forza dell'antica passione, posa + un bacio sui capelli di lei e resta + come fulminato dalla sua + stessa audacia. + + Teresita, sfuggendogli, dice + con accento di profondo rimprovero, + ma senza ira: + +Che cosa fa, Nicolo`.... + + va a sedersi e nasconde la faccia + nelle mani. + +NICOLO` + + dopo essere rimasto un gran + pezzo come trasognato, si accosta + pianino a Teresita e con + voce sommessa piena di note + tenere e appassionate, dice, + quasi curvo su di lei: + +Io non ho conosciuto che una donna nella mia vita e basta! la bionda, +la bruna, la sentimentale e la donna assennata, tutte le bonta` e tutte +le bellezze di una creatura di donna son gia` passate nel mio cuore il +giorno che vi siete passata voi, Teresita. Voi vi avete lasciato un +modello cosi` sublime, che, al confronto, tutte le altre mi sembrano +immagini sbiadite. Chi ama bene una volta ha amato per sempre. Il +destino non ha voluto che voi foste mia, e _amen_! E` bene che io non +guasti il mio ideale. Se Giacomina non mi avesse cacciato qui, io non +sarei venuto mai a questa ricerca di commesso viaggiatore. E` peccato +sciupare l'amore vivo con degli amori artificiali; non barattiamo +l'oro colla carta.... Addio. + +TERESITA + + non contenta. + +Che dovro` scrivere dunque a Giacomina? Che abbiamo fatto fiasco? + +NICOLO`. + +Le scrivero` io, se permettete. Siccome non tornero` a casa sua prima +della fin del mese e forse piu` tardi, e` bene che le mandi due righe. +Se mi favorite carta e penna. + +TERESITA + + preparando le cose su un altro tavolino. + +Intendete viaggiare? + +NICOLO` + + siede al tavolino e prende la penna. + +Si`, ho bisogno di cambiar aria. Son mezzo malato, mi sento vecchio e +malinconico. Andro` a Parigi anch'io in cerca di distrazione. + + scrive: + +_Cara Giacomina...._ + +TERESITA + + seduta in disparte ha preso in + mano un lavoruccio. + +Parigi non e` una citta` troppo indicata per della gente ammalata. Voi +avete bisogno d'una buona infermiera. + +NICOLO`. + +_Cara Giacomina...._ Aiutatemi a scrivere questa lettera.... + +TERESITA + + con energia, dopo aver buttato + via il lavoro. + +Si`, scrivete sotto dettatura:--Cara Giacomina, siccome io sono... un +uomo di poca fede.... + + Nicolo` scrive sotto dettatura: + qui s'interrompe. + +TERESITA + + comandando. + +Scrivete, animo! "Son destinato a soffrir sempre per non conchiudere +mai nulla." Avete scritto? + + Si alza e passeggia un po' nervosa. + +NICOLO` + + scrive. + +_Mai nulla_.... Ho scritto. + +TERESITA. + +Punto e a capo. "Io non credo nella virtu` della donna.... + +NICOLO`. + +Scusate.... + +TERESITA + + lasciandosi sempre piu` trasportare + dalla passione. + +No, no. Dovete scrivere la vostra condanna. "Non credo... che una +donna... possa aver conservato puro il suo ideale... mentre.... + + parlando direttamente a Nicolo` + che lascia cadere la penna. + +mentre intorno a lei si commerciavano gli affetti e si commettevano le +piu` ignobili vigliaccherie. Non credo che una donna possa sopravvivere +al suo stesso dolore e alle sue umiliazioni: non credo che possa +ancora conservare intatto il tesoro de' suoi affetti e possa +compensare un uomo di averla amata bene una volta.... + +NICOLO` + + afferra le mani di Teresita, le + porta alla bocca, inginocchiato + davanti a lei. + +Dunque tu mi ami ancora? + +TERESITA + + svegliandosi da una specie di sogno. + +Che fate? io non parlavo di me. Scrivete. + +NICOLO`. + +Donna di poca fede, perche` ingannarci ancora? + +TERESITA. + +Io parlavo di queste povere ragazze orfane. + +NICOLO`. + +Esse hanno bisogno di un padre. Scrivete voi, dettero` io.... + + La fa sedere al suo posto. + +TERESITA + + resistendo. + +Nicolo`, che cosa ho detto? io provo un rimorso.... Voi non siete +venuto per me. + +NICOLO`. + +Scrivete "_Cara Giacomina_.... + + Teresita si sforza a scrivere. + + Nicolo` detta: + +Ni... co... lo` mi a... ma;--punto e virgola.--Io a... mo Nicolo`. +Dunque t... o... to. E Teresita non dice di no. E la cara zietta, +senza la cuffietta, si lasciera` finalmente baciare la bocca da un +vecchio ragazzo che l'ama da dieci anni. + +TERESITA. + +Odiandola.... + +NICOLO`. + +Si`. L'amore perche` resista al tempo bisogna come l'oro mescolarlo in +una piccola lega d'odio e di gelosia. Si`, io ti ho odiata, ti odio... +perche` ti amo. + +TERESITA. + +Zitto, le ragazze.... + + Si alza un po' spaurita e con + voce supplichevole soggiunge: + +E andrete proprio via? + +NICOLO`. + +Sicuro, bisogna che io corra ad avvertire Giacomina di queste novita`. +Ve la mandero` qui. + +TERESITA. + +Qui no: ci son troppe ragazze. Andro` io da lei. Mio Dio! e che diranno +queste povere figliuole? io che dovrei pensare al loro destino, e +invece.... Bella zia che sono! ma non sono invecchiata, Nicolo`? + + Va a guardarsi nello specchio. + +Non sono magra e distrutta dal dolore? Non merito proprio una cuffia? +Che cosa dira` il mondo? + +NICOLO` + + ridendo mentre passa il braccio + nel braccio di lei. + +Il mondo dira` che amor vecchio non invecchia: e che il miglior modo +per prender moglie e`... di parlarne alla zia. + + + + +AI TEMPI DEI TEDESCHI. + + +--Tutte le mattine la salutavo con un bel trillo di flauto (allora il +flauto era di moda): e tutte le sere, prima di levarmi le scarpe, le +mandavo un altro saluto con una volatina di note, che volevan +dire:--_Bona note, siora Nina_! + +--Lei, insomma, era innamorato della sua vicina. + +--Come un angelo, ero innamorato. A vent'anni l'amore va tutto in +fiore, e quando la sorte ti mette accanto a una bella donnina, il meno +che si possa fare e` di farle la corte col flauto. + +--E il marito? + +--Il marito d'una bella donnina e` sempre un brutto mostro, un tiranno, +uno scimmiotto, questo si sa. Nel caso mio, il sior Malgoni, imp. reg. +impiegato alla contabilita`, un omaccione linfatico e geloso, meritava +qualche riguardo, prima perche` in fondo voleva bene a sua moglie, e +poi perche` aveva delle amicizie in polizia e a quei tempi non c'era +troppo a fidarsi. Parlo dei tempi dei tedeschi. + +--Ho capito. Lei non andava piu` in la` del flauto. + +--Ero un matricolino sui vent'anni, un po`' timido, come chi non e` mai +uscito dal suo guscio. Qualche volta mi arrischiavo di gridare dalla +finestra:--_La se pettena, siora Nina! vol piovere? vol far belo, +siora Nina?_ + +--E la siora Nina? + +--_Si`, sior Anzolo, vol piovere, vol far bel tempo!..._ + +--Un'arcadia! + +--E non mancavano i sonetti. + +--Anche i sonetti? + +--Sicuro; li stampavo sul _Trovatore_, un giornaletto teatrale di +Padova, e glieli facevo pervenire con delle iniziali molto +trasparenti. Seppi piu` tardi che la siora Nina non sapeva leggere piu` +in la` del suo libro da messa; ma le donne, quando amano, son come i +gatti; ci vedono anche al buio. Suo marito se l'era tirata in casa +ancor ragazzina, con una gonnella di cotone e un paio di zoccoli sui +piedi; l'aveva mandata a scuola un po' di tempo dalle monache, e +quando la servetta gli parve cresciuta abbastanza, se l'era sposata +per avere una compagna fedele. Il poveretto, piu` vecchio una ventina +d'anni, pativa d'asma e di mal di cuore, ed e` sempre prudenza aver +qualcuno che ti assista in un bisogno e ti faccia compagnia la notte. + +--Era bella? + +--Bellissima no, ma un musettino gustoso di servetta friulana, con dei +riccioli biondi che incorniciavano un bell'ovale colorito e sano. +Gaia, spiritosa come tutte le nostre venete, la fortuna non l'aveva +fatta salire in superbia. Nella sua ignoranza aveva un fascino +naturale, non guasto dalle solite compassature del galateo sociale. + +Gente in quella casa ce ne andava poca, tranne qualche provinciale, +che capitava di tempo in tempo a trovar la Nina diventata _parona_. + +L'unica persona di riguardo, che visitava con qualche frequenza l'imp. +reg. impiegato della contabilita` era il dottor Franzon, un professore +della facolta` medica, compatriota del Malgoni e suo medico curante. +Franzon era gia` una mezza celebrita` fin da quel tempo per le sue +fortunate operazioni ostetriche, e la gran scienza faceva perdonare in +lui il naso d'aquilotto e i modi di villan scozzonato e superbo, che +gli avevano meritato il titolo di dottor _Grobian_. + +L'onore e la scienza di tanto uomo si riverberavano sulla modesta casa +Malgoni, specialmente dopo che Franzon era salito in auge alla Corte +per una felice operazione, che aveva salvato alla monarchia uno dei +trecentotrentatre` arciduchini d'Austria. E poi fa sempre comodo d'aver +un dottore amico, quando si soffre d'asma e di palpitazione di cuore. + +La siora Nina era in una continua trepidazione davanti a un _omo de +tanto riguardo_, molto piu` che Malgoni, indulgente su molte cose, +diventava ancor il _paron_ terribile, quando si trattava d'invitare a +pranzo l'illustre Franzon. Guai se il manzo non era a giusta cottura! +guai se il caffe` non aveva quel tal profumo delicato! guai se Nina non +faceva gl'inchini bene e non rispondeva a tono:--_Sior si`, sor dottor; +sior no, sor professor...._ "Un omo che aveva delle influenze a Corte, +che, con poco rispetto parlando, aveva visto un'arciduchessa in +camicia, un dottor di quella forza, un professoron come Franzon, che +si degna _de magnar_ la tua minestra, non e` un caso che capita a +tutti; oltre all'onore, poteva sempre far del bene a un imperiale e +regio impiegato, onesto, religioso e di sani principii." + +--Ho capito. La siora Nina non si divertiva troppo. + +--E no, poverina! quando i due cravattoni cominciavano a parlar di +politica, e a tirare in scena la Dieta e Metternich e a parlare in +_barlich_ e _barloch_ e in _flit_ e _futter_, essa usciva volentieri +col secchiello a prender l'acqua sul pianerottolo. + +Era in quei momenti e durante quelle brevi scappate ch'io coglievo +l'occasione per recitarle il mio sonettino, per dirle che le volevo +bene, per baciarle la punta di un dito. Non piu` in la`, s'intende. + +Essa non era donna da dar confidenze agli studenti e io, povero +matricolino, ero troppo ingenuo per far della concorrenza a +Metternich. + +La cosa ando` avanti cosi` un bel pezzo, tra un trillo di flauto, un +sonetto e un secchiello d'acqua, quando Malgoni ammalo` gravemente di +quel suo battito di cuore e parve sul punto d'andarsene all'altro +mondo. + +Franzon si mise al letto dell'amico e gli uso` una assistenza fraterna. + +Quando non bastava il di`, rimaneva la notte accanto alla siora Nina +che scaldava i brodi; e siccome ogni servizio merita compenso, e non +c'e` amicizia che in qualche modo non si faccia pagare, il bravo dottor +e professor, forte dell'amicizia di Metternich e della sua prepotenza, +credette d'onorare anche la moglie del suo vecchio amico. + +La Nina, una povera servetta senza esperienza, colta di sorpresa, +nella sua suggezione, nella sua paura, al buio, di notte, accanto al +marito quasi morente, dominata dalla forza d'una passione brutale e +poi spaventata dal sofisma del fallo compiuto, dopo essere stata +vittima, si credette quasi complice del tradimento. E tacque e simulo`. + +Franzon poteva fare del bene a Malgoni; ma poteva anche fargli del +male. La povera donna, sprovveduta nella sua ingenua ignoranza d'ogni +energia morale, credette, simulando, di evitare a suo marito un gran +dolore. C'era da farlo morire di crepacuore quel pover'uomo, se gli +avesse detto di qual refe era fatta l'amicizia di Franzon. E non si +accorse che intanto l'uomo scaltro ed erudito la dominava con la sua +stessa paura e l'appoggiava come una schiava al carro della sua colpa. + +Quando tornai a Padova, dopo le vacanze, mi parve di leggere nel volto +meno chiaro della bella Nina come una nota misteriosa di dolore e di +avvilimento. Essa mi fece capire che aveva qualche ragione segreta di +vivi dispiaceri. Malgoni stava abbastanza bene e aveva ripigliato il +suo ufficio; ma l'amico di casa s'era impadronito cosi` bene del cuore +del suo malato, che ormai il pover' uomo non vedeva che per gli occhi +del dottore, non parlava che per la sua bocca. + +Non ci vuole che un marito per non vedere: ma la gente comincio` a +mormorare. Le donnette volevan quasi far credere che il dottore +mirasse ad avvelenare Malgoni colla digitale o a corroderne la vita +coi deprimenti. Questa calunnia, messa fuori colla solita sventatezza +delle teste piccine, non fu senza conseguenza per una fantasia +riscaldata come la mia; la malinconia, il pallore e le lagrime della +povera siora Nina non erano per se un terribile capo d'accusa? + +Da quel di` cominciai a guardare in cagnesco il piccolo dottor Grobian, +dal naso d'aquilotto, dalle spalle di facchino, che andava schiacciato +sotto l'enorme tuba e infagottato nell'enorme cravattone di seta. E +siccome ringhio suscita ringhio, anche Franzon imparo` a conoscermi e a +guardarmi in cagnesco tutte le volte che m'incontrava sul pianerottolo +o nell'androne della casa. Anche lui aveva le sue spie, e qualcuno +doveva avergli parlato dei miei sonetti e de' miei trilli di flauto. + +Si arrestava con sfacciataggine a squadrarmi, colle mani dietro alla +schiena, colle quali dimenava una grossa canna come una coda e con +quegli occhi pesti pareva dirmi:--_Ocio_, matricolino che so tutto e +ti posso far legare.--Il _Trovatore_, aveva delle velleita` +patriottiche io era allora un bel giovinotto, con un bel pizzo di +barba: e anche quel po' di barba poteva essere interpretata come +un'idea sovversiva. Parlo dei tempi dei tedeschi. + +Messo tra un marito geloso e un ringhioso amico di casa, il meno che +potessi fare era di usar prudenza, di rimettere il flauto +nell'astuccio, di sacrificare qualche sonetto, di compatire da lontano +a una povera donna caduta come un'agnella negli unghioni d'un orso +buono e stupido e di un lupo furbo e affamato. + +E le cose sarebbero andate avanti un pezzo cosi`, e sarebbero +fors'anche finite in qualche maniera colla pace e colla noia, se tutto +ad un tratto l'illustre Franzon non fosse stato ufficiato ad assumere +la direzione dell'Ospedale delle partorienti a Venezia, carica che +portava il grado di medico di Corte e il titolo di cavalier della +Corona di ferro. Bagatella! + +Questa nomina che lusingava la sfrenata ambizione e l'avidita` del +bravo ginecologo, poteva essere per la siora Nina una vera +liberazione. + +Ma la poverina aveva fatto i conti senza il lupo. Franzon non era un +uomo da rinunciare troppo facilmente a una passione e a una comodita`, +neanche per l'onore della Corona di ferro. Scrisse da Venezia +all'amico che c'era una bella combinazione, un posto vacante alla +contabilita` di quella delegazione, con qualche vantaggio di soldo, che +lui poteva raccomandarlo a persone influenti: e poi torno` a scrivere +che l'aria delle lagune piu` calma, piu` carica di sale, era fatta +apposta per i mancamenti di respiro; non perdessero tempo, +inoltrassero subito una domanda all'I. R. delegato: al resto pensava +lui.... + +--Il lupo voleva avere la pecorella vicina.... + +--Precisamente cosi`. La povera Nina che di quella maledizione ne aveva +abbastanza, uso` di tutta la sua influenza presso il marito perche` non +si movesse; gli dimostro` che a Padova stavan bene, che vi avevano +amici e parenti, una bella casa, tutte le migliori comodita`, mentre un +trasloco e` una tempesta, un danno, un fastidio infinito. Prego` tanto, +carezzo` tanto la barba grigia del suo Malgoni, che costui, pigro gia` +la sua parte e nemico dei trambusti, fini` col ringraziare l'amico +lontano e disse di no. Questa risposta non fece che aguzzare la voglia +dell'illustre ginecologo e colla voglia il dispetto e la rabbia. Torno` +a scrivere; ma vedendo che sprecava il suo inchiostro, e che Malgoni +era deciso a non muoversi, comincio` a insinuare bel bello qualche +sospetto nell'animo dell'amico. Gli fece capire che la Nina aveva +qualche motivo di non abbandonar Padova, citta` allegra, piena di +studenti e di capi scarichi, che fanno all'amore coi sonettini e coi +trilli di flauto.... + +--Birbo! + +--....Tre volte birbo! Il marito, facile a insospettirsi, apri` gli +occhi, osservo` dissimulo`, e puo` essere che cogliesse qualche segno a +volo. Ma non volendo far scene per paura d'uno scandalo, una sera, +detto fatto, annuncia alla Nina che aveva accettato il posto: si +preparasse a sbarazzare la casa e a partire per Venezia, + +La povera donna, che cominciava appena a respirare e a godere la sua +liberta`, colta in un momento cattivo, dichiaro` a Malgoni che lei a +Venezia non sarebbe andata.... + +--Ah! tu non vuoi venire?--grido` con voce ironica il vecchio geloso: e +siccome l'amico lontano in quei giorni aveva avuta la bonta` +d'inviargli tutta la raccolta de' miei sonetti innocenti, in cui il +nome di _Nina_ tornava spesso a rimare con _divina_, armato di quei +documenti, si scaglio` sulla povera donna e comincio` a batterla. + +--So tutto, svergognata! so tutto, brutta traditora, senza cuore e +senza carita`. E tu fai all'amore, mentre hai il marito malato, quasi +moribondo? e tu dimentichi cosi` il bene che ti ho fatto, brutta +servaccia? + +E siccome non cessava di picchiare con un pezzo di riga sulla spalla e +sulla testa della povera donna, alle grida, ai pianti di costei, si` +risveglio` la casa, si apri` qualche finestra, comparvero dei lumi e +cominciarono gli uhe`.... di sotto e di sopra. + +La Nina che non capiva bene per colpa di chi la battesse il suo +padrone, aveva cercato di scappare dall'uscio sul ballatoio; e fu +allora che il vecchio esasperato, pensando che volesse fuggire di +casa, le sbarro` il passo, l'afferro` pei capelli e la fece strillare +come un'aquila. + +Era troppo ormai anche per un matricolino. Corsi di sopra, piombai su +quel disperato, che al mio comparire si fece livido; poi non so dire +quel che sia avvenuto. + +Pare che l'emozione fosse troppo forte per il vecchio malaticcio, o +che una violenta stretta di cuore soffocasse insieme la bile, il +sangue e la vita. + +Cadde come un sacco slegato, lo circondarono, lo portarono sul letto, +e nella notte stessa mori`, con infinito spavento della povera Nina, +che s'immaginava quasi d'averlo ammazzato. + +Due giorni dopo questi fatti alcuni compagni corsero a casa mia ad +avvertirmi che avevano arrestato Branchetti, il direttore del +_Trovatore_ e che la polizia era in cerca di me. Non era il caso di +stare ad aspettarla. + +Le guardie entrarono in casa mia e sequestrarono le carte, le robe, il +flauto. Padova non era piu` aria buona per me: e per non aspettare di +peggio, la notte stessa presi la strada del confine. + +--Era anche questo un intrigo di Franzon? + +--....Colto nel segno! Coll'ingegno che natura gli ha dato, egli aveva +saputo dimostrare alla polizia centrale di Venezia che a Padova si +congiurava contro l'ordine costituito e che un branco di giovinastri +mazziniani nelle conventicole del _Trovatore_ inneggiavano all'Italia +sotto l'allegorico nome di Nina, + +--Che talento! Non poteva vendicarsi con piu` spirito. E come fini`? + +--Fini` che, morto Malgoni e venuto al mondo, sei mesi dopo il +funerale, un bel maschietto, la povera Nina trovo` ancora della sua +convenienza di andare a Venezia e d'acconciarsi in casa del suo nuovo +padrone e tiranno; il quale qualche tempo dopo trovo` della sua +convenienza anche lui di sposare la vedova e tirarsi in casa quel po' +di ben di Dio che Malgoni le aveva lasciato sul testamento. La siora +Nina dev'essere morta qualche tempo prima che entrassero gli Italiani +in Venezia. + +--Bella storia! e Franzon? + +--Franzon sano, robusto, vispo come un pesce, di trionfo in trionfo, +oggi e` diventato una mezza illustrazione della scienza europea. Si +dice che alla prima infornata abbiano a farlo senatore. + +--....E` naturale! Non son piu` i tempi dei tedeschi. + +GINA. + +Man mano che il Natale, col suo regalo di neve, si avvicinava, si +facevano sempre piu` spaventosi i rimorsi di quella ragazza: perche` la +sua mamma poveretta, era morta appunto una mattina di Natale, mentre +la Gina non toccava ancora i nove anni, e il pensiero della mamma, +anche in mezzo alle piu` sciocche vanita` della vita, aveva sempre +conservato per la giovane un certo qual profumo, come di fiori +d'altare. Oggi, passati molti anni da quel giorno, la Gina aveva +abbandonata la casa paterna, per venire a cercar fortuna in citta`. +Giunta a Milano col canestrino di fiori, perche` era bella, se l'erano +messi d'attorno i giovinotti e uno fra' tanti che l'aveva tentata, +pareva che le volesse bene; cosi` almeno egli giurava sempre, +toccandosi colla mano il posto del cuore. E veramente, ne' primi +tempi, fu per la Gina una specie di sogno. La stagione era viva, la +citta` allegra e piena di gente, gli amici cortesi; per cui ella pote` +facilmente guadagnarsi un appartamento tutto per lei, con specchi, +dorature, cortine di seta, e un gabinetto chinese con una specchiera, +che pareva un reliquiario. E dire che la Gina alla Ghiacciata s'era +lavata il viso le dodici volte nel secchio! ma fortuna e dormi, dice +il proverbio, ossia chi bella nasce ha la dote nelle fasce. I +fotografi amavano ritrarla in grande, per farne dei quadri agli angoli +delle vie: un cappellino, portato dalla Gina, poco mancava che +diventasse subito di moda e se le signore--quell'altre--non andavan +dietro al modello, gli era soltanto per non dimostrare che la Gina +fosse piu` bella di loro. Tuttavia anche sotto quella cipria, anche in +mezzo alla spuma frizzante di quella vita, fra le garze e i nastri +color di rosa, la Gina provava nel cuore una specie di puntura, come +se una spina vi si fosse rotta dentro; e in fondo ai cartocci pieni di +cose dolci, che le regalavano a teatro, sentiva sempre un amaro di +legno quassio, perche` il peccato non si sputa fuori, ne` tutte le +macchie si lavano col sapone. Anzi, quanto piu` pareva che il suo +occhio di gazzella fosse talvolta rapito in una apoteosi dell'opera, e +in una contraddanza di driadi ed amadriadi, tanto piu` il suo pensiero +sprofondava nelle fessure della coscienza e le accadeva di vedere, fra +le piante della scena, spuntare un campanile aguzzo, colla crocetta in +cima, o la siepe dove soleva curare le oche, o il pergolato e il +ballatoio di legno, coll'insegna della Ghiacciata, la famosa osteria +del suo babbo. + +Fanciulletta vi era cresciuta, a piedi nudi, col bel musetto sporco, +coi capelli in furia, cogli occhi neri e lustri come il carbone, amata +prima dalla sua mamma, odiata poi dalla matrigna, che aveva una +ragazza brutta e storta. + +Quando la matrigna aveva gente, la Gina scappava di sopra, apriva un +guardaroba, ne toglieva una veste lunga, per il gusto d'indossarla e +di fare la coda sull'ammattonato, passeggiando innanzi allo specchio +con una ventola in mano, di penne di tacchino. La matrigna ne la +pagava poi con sferzate di vero legno di nocciuolo, o con schiaffi per +il gusto che avrebbe voluto anch'essa di voltarle la faccia. Ma la +faccia della Gina si faceva sempre piu` bella, come se le ceffate +finissero d'aggiustarla: gli occhi, spesse volte lagrimosi, +acquistavano una profondita` infinita, come chi guardasse nell'acqua +del mare, e cosi` spunto` la primavera dei suoi sedici anni. All'osteria +della Ghiacciata, che aveva d'intorno un bel boschetto di carpini e di +sambuco, venivano al primo aprirsi della primavera, molte comitive in +carrozza, di giovani e di donne bellissime, che dopo il pranzo si +mettevano a ballare sul battuto. Il Toppa, un cretino dalla gola +gonfia e dagli occhi malati, suonava l'organetto per muovere certe +scarpette di seta, che il diavolo, io credo, suggerisce ai parigini +per far perdere la strada alle anime innocenti. Anche la Gina imparo` a +ballare, cioe` quando ci si provo` la prima volta, si meraviglio` essa +stessa di saperlo fare. E` vero che essa aveva ballato molte volte ne' +suoi sogni, quando, a quindici anni non si dorme inutilmente; ma tutti +dicevano che danzava di scuola, e che pareva di portare una piuma, se +si appoggiava al braccio del cavaliere. + +Imparo` anche a far dei mazzolini e vide in seguito che i fiori stavano +bene in un canestro di vimini. Una volta che una di quelle signore +dimentico` un cappello di paglia, a foggia di paniere, colla tesa larga +e piovente, la Gina se lo provo` sul capo, e vide che pareva anch'essa +un fiore nel paniere. Ci penso` un poco; ogni mattina, da un pezzo in +qua, soleva correre incontro al procaccia, per togliergli di mano un +biglietto ricamato con una corona di conte, Ci penso` un pezzo, finche` +una volta che la matrigna oso` buttarle il cencio dei piatti sul muso, +non disse nulla, ma scrisse due righe sopra un foglio. Due giorni +dopo, col pretesto che andava in chiesa a messa, nel suo scialletto +nero, prese la strada postale, cammino` nella polvere e sotto il sole +per un bel tratto, finche` giunta allo svolto, dov'era una gran siepe +di robinie, scoperse una carrozza. Il cuore fe' sulle prime un gran +schiamazzo, che non facevano l'eguale le sue dieci oche nei giorni di +temporale; sosto`, chiuse gli occhi un minuto, e quando li riapri`, +credette quasi che l'aria fosse infocata, Qualcuno la spingeva bel +bello: una voce sussurrava al suo orecchio; la carrozza fece il resto. + +Dopo tre mesi di vita gaja, la Gina ammalo` di tifo: e se non era una +vecchierella di buon cuore che si pose a curarla, presso il guanciale, +gli amici l'avrebbero lasciata morire come un cane, nel suo bel +gabinetto chinese. Quando pote` cacciare le gambe dal letto e si guardo` +nello specchio trovo` che, meno gli occhi, molto di bello se n'era +andato: i capelli se li senti` pochi nelle mani, non cosi` pero` che con +un po' di belletto, e con qualche truciolo finto ella non potesse +sperare di vincere ancora la sua fortuna. Usci` per le strade a vender +fiori, ma visto che la gente non credeva piu` alla Gina di prima, penso` +al modo di diventare un'altra Gina, poveretta! La vecchia signora, che +l'aveva curata con tanto amore, le offri` ricovero in casa sua, in una +viuzza tranquilla e fuor di mano, dove il sole non scendeva un +momento, che per scappar via. Passo` l'estate. L'autunno venne innanzi +col suo tabarrotto di nebbia: venne anch'esso il dicembre nella sua +pelliccia d'ermellino, e lassu` intanto, in quelle quattro stanze, +colava l'aria fredda, livida, inzuppata di` malinconia. Quando la Gina +sentiva qualche cosa alla gola, che minacciava di strozzarla, usciva +in cerca di sole, rubando cogli occhi l'ultimo verde, che spenzolava +dai rami degli alberi. Si avvicinava il Natale, l'anniversario della +sua povera mamma. Il profumo del lauro, la vista del muschio, degli +aranci, dei presepi, dei balocchi di legno verniciati, esposti nelle +botteghe e sui banchini, risuscitavano una folla di reminiscenze, un +polverio, come sopra una strada pesta da cavalli sfrenati. La Gina se +ne tornava a casa, colla febbre nelle ossa, colle guance riarse, con +una gran sete: si accoccolava per terra, sotto la finestra, al buio, o +cogli occhi incantati sui fiocchi di neve che cadevano; nelle ore di +notte che non poteva dormire, o che dormiva cosi` a sbalzi, coll'animo +sospeso e co' piedi freddi, essa si lasciava andare a ripensare le +belle carte di torrone, che.... una volta il babbo le regalava, delle +quali ne aveva un fascio in una scatola, quali screziate d'oro e +d'argento, quali con bei lembi color cielo, color vestito della +Madonna, altre gentili come le perle, altre accese come il fuoco; e ne +faceva vesti alle sue bambole di carta, alla Ghiacciata, se ne ornava +ella stessa le orecchie, tagliuzzando le laminette di paglia d'oro, +tintinnanti; quasi il destino avesse dovuto prepararle, per i suoi +begli occhi, una corona di diamanti, come a una principessa.... Cosi` +pensava fredda fredda nel letto. + +Ahime`! la corona l'aveva avuta sul capo, non importa se di gemme +false. L'acqua era scesa per la sua china, trascinandola verso il +mare; ma che mare! meglio il pantano, ove andavano guazzando le sue +oche nei tempi di secco. Se ne sentiva sudicia l'anima e la bocca. Non +pareva piu` il suo corpo, tanto le vesti le scappavano giu` e i capelli +si irritavano sul capo come lische. E intanto correva per le vie il +santo Natale, caro ai bambini, a suon di piva, circondato il capo +d'edera e di muschio; ogni masserizia era pulita e benedetta: ogni +piedino aveva le sue calzette di lana, bianche o a liste di colore; +s'imbandivano le mense accanto al fuoco, dove bruciava il lauro, +spandendo un profumo di presepio e di Betlemme. V'era della gente al +mondo, felice per un cavalluccio di legno scoperto in una scarpa, e +delle barbe grigie, che piangevano di gioja per due righe di rampini, +scarabocchiati e dedicati al nonno. Perche` la felicita` e` per se` stessa +una cosa leggera e porta in alto il cuore che sa contenerla. + +--Gina!--grido` la voce della vecchia dal fondo della scala. + +Gina era fuggita. Scivolo` al bujo dalle scale, corse pel vicoletto, +scappo` via, mentre accendevano i primi lampioni. + +Non nevicava, ma tanta era stata la neve caduta sui tetti, sui +campanili, sugli abbaini, che la citta` pareva li` per perdere il +respiro. Per la lunghezza delle vie, e per le piazze profonde, le +flammelle del gas, fatte rossigne, si stringevano in se`, come se +temessero pure di dover morire di freddo; poche, frettolose, le +persone rasente ai muri; dagli archi delle botteghe chiuse, dalle +finestre delle osterie, dalle case, traspariva quella luce velata e +calda, che ha dentro di se` il fumo delle pentole e la ciarla della +gente allegra. Volto` per via Larga; di la` pel corso, verso porta +Romana, dov'era la strada per la Ghiacciata. Sperava di arrivarvi in +meno d'un'ora, non in carrozza, come sei mesi fa, quando era partita, +non fra due filari di pioppi verdi, ma con un santo orgoglio, che la +sorreggeva, che le riempiva gli occhi di lumi: al di la` dei lampioni, +oltre i gabellini, oltre la cerchia delle mura, che la serravano come +l'anello d'una ruvida catena, anche in mezzo alla neve, alla nebbia, +ai fossati, alle pozzanghere oscure, rasente ai cimiteri, la Gina +vedeva la liberta`; fuggiva, come se dietro i suoi passi corressero +proprio ad inseguirla, e, voltandosi, guardava con spavento la mole +confusa e nebbiosa della citta`. Presso i bastioni si trovo` quasi +perduta in un campo di neve. Le guardie, in un cantuccio del dazio, +stavano scaldandosi intorno a un braciere, discorrendo sottovoce con +aria di malcontento: al di la`, quando cioe` la Gina ebbe varcate anche +le case del sobborgo, si trovo` nel deserto addirittura, come le venne +in mente d'aver letto, all'incirca, d'Elisabetta negli _Esiliati in +Siberia_, quando giunge alle rive del Kama. La strada correva fra due +fossati: non un carro, non un lume, non l'abbajare d'un cane. Ma non +per questo cessava d'andare; il negro, che sia sfuggito al flagello +del piantatore, non respira con tanta volutta` l'aria delle selve, +quanto una coscienza, che si snodi da un'abbiezione morale e torva, +cerchi di tornare alla stima di se` stessa. La Gina camminava nella +neve, scendeva nelle pozze, nel ghiaccio, nella mota, contenta di +dover vincere quegli ostacoli, come se, passando attraverso quella +grande tribolazione, dovesse poi uscirne purificata. Era scomparsa un +giorno d'estate fra un polverio bianco: voleva ricomparire al disotto +d'un nembo di neve; cosi` della Gina si sarebbe dimenticato quel tempo, +come se fosse stato un sogno. + +Cammino` forse un'ora, senza mai sentire il freddo che le sbatteva sul +viso; per la lunga eccitazione del suo spirito, ella finiva, sto per +dire, col camminare sopra i propri pensieri. Certamente non vedeva +l'ombra delle piante, ne` i mucchi di ghiaja che costeggiano la strada, +sotto uno strato di neve; se li avesse veduti, ne avrebbe preso +maggior spavento, quasi fossero tanti cataletti posti in fila. Molte +sue amiche eran camminate al camposanto collo strato bianco, e dietro +aveva cantato anch'essa le litanie della Madonna, intonando il _Mater +purissima_. E cammina, e cammina. Ecco finalmente che da' casolari, +che sorgevano a destra e a manca della strada, sprofondati nel piu` +fitto della notte, vede uscire, anche qui, quella luce velata e calda, +che ha dentro di se` il fumo delle pentole e la ciarla della gente +allegra. Anche per questi luoghi morti e quasi disabitati era passato +il santo Natale, caro ai bambini, a suon di piva, circondato il capo +d'edera e di muschio. Udiva delle canzoni, ma la strada continuava +sempre deserta, sempre bianca lungo i fossati in cui gorgogliava +un'acqua cieca piena di misteri. Finche` le parve di ravvisare, allo +svolto di una gran siepe secca, il luogo, dove sei mesi fa era salita +per la prima volta in carrozza, a guisa di certe povere ragazze delle +favole, amate da principi. Quindi ravviso` anche il campanile aguzzo +colla crocetta in cima, e fu per cadere come morta; ma la tenne ritta +il pensiero che il piu` difficile era fatto e che, se Dio le avesse +dato di poter rientrare nella sua casa, non solo ella avrebbe saputo +trangugiare tutti i bocconi amari, ma si sarebbe chiamata felice di +ottenere una scodella per carita` e di far la serva alla sua matrigna. +Giunta all'orlo della siepe di sambuco, che cingeva il giardino della +Ghiacciata, guardo` attraverso e vide che le finestre della vasta +cucina brillavano; sotto stava il Toppa, attaccato all'organetto, e +suonava una bella mazurca; la sua faccia giallognola e cretina +sorrideva, mentre di dentro andavano e venivano delle ombre sulla +cadenza della musica. + +La matrigna aveva invitato quel giorno Anselmo il mugnaio con suo +figlio Gerola, un buon cristiano, zotico come un tronco, ma danaroso: +da un pezzo la donna vi aveva messo gli occhi sopra per darlo, se si +poteva, alla sua Carolina, che un migliore non ne avrebbe potuto +trovare in questo mondo. Era stata contenta in cuor suo che la Gina, +sdrucciolando come aveva fatto, avesse sbarazzata la casa da una +terribile rivale. + +La Gina si accosto` all'uscio; non piangeva, anzi, se si deve dirlo, si +sentiva un coraggio e un'energia, di cui ella stessa si meravigliava. +Il suo babbo era sempre il suo babbo e una donna, messa alle strette, +non ha mai il cuore di respingere un'altra donna--pensava--quando +implora compassione per amor di Dio. + +Picchio` una volta e non fu udita. + +Aspetto` che il Toppa finisse di strimpellare e torno` a picchiare piu` +forte. + +Questa volta qualcuno intese; la chiave scricchiolo` e il volto della +matrigna apparve nella fessura dell'uscio. + +--Chi e` a quest'ora? + +--Sono io, la Gina. + +Il Toppa torno` a suonare, e il baccano, che sorse di dentro, impedi` +che altri potesse udire questo discorso. + +--Sei tu, sgualdrinella? va via, non ti conosciamo. + +--Per amor di Dio.... + +--Sei venuta in carrozza? + +--Per carita`, almeno per questa notte.... + +--Questa notte meno che un'altra. + +--E dove andare a quest'ora? + +--Va dalla tua mamma. + +E chiuse l'uscio con furore, e giro` due volte la chiave: parve a un +tratto che di dentro si raddoppiasse la festa: la Carolina ballava con +Gerola, e l'ostessa menava a tondo Anselmo il mugnaio, che non poteva +reggersi sulle gambe. Il babbo dormiva nell'angolo nero del camino. La +Gina non si accorse che intanto ripigliava a nevicare; non si accorse +nemmeno che l'acqua entrava nelle sue scarpe; ne` che le vesti +strisciavano per terra. Non si sgomento`. + +--Andro` dalla mia mamma,--disse sottovoce, con un senso amoroso, la +povera Gina. Conosceva bene la strada, perche` tutti gli anni soleva la +mattina di Natale portarle un mazzo di fiori secchi, o un nastro +ricamato. Quest'anno l'ora era un po' tarda, ma la sua mamma l'avrebbe +ricevuta. + +Attraverso` le vie deserte del paese: conobbe la strada del camposanto; +spinse il cancello, che cedette. + +--Essa m'ha aperto,--mormoro` la Gina. + +Traverso` il piccolo campo, finche` vide una croce di legno, +mezz'arrovesciata nella neve; ne sbarazzo` le braccia, e cadde giu`, +esclamando con uno schianto:--M'han detto di venire da te, mamma. + +E piangendo cerco` di chiederle perdono; si attacco` al legno con una +stretta affettuosa di chi sente un cuore vicino, che risponde al suo. +Poi chiuse gli occhi, per dormire accanto. La neve cadde alta tre +spanne quella notte e tutti dicevano che avrebbe fatto bene alla +campagna. + + + + +STORIA DI UNA GALLINA. + + +Vivevano una volta due vecchi sposi. Egli non si chiamava Taddeo, ma +Paolino, ed essa, la signora Brigida, buone anime entrambe. Il sor +Paolino lavorava in canestri e la moglie in raggiustare le calze; dopo +trent'anni, si volevano bene come il primo giorno di matrimonio, anzi, +invecchiando, miglioravano nell'amore, come il vino nelle botti +suggellate. Se il Cielo mi concedesse tanto buon tempo che io potessi +raccontare giorno per giorno la vita del sor Paolino, e della sora +Brigida, crederei di giovare col mio libro a' miei simili, ben piu` che +con un trattato di meccanica celeste: perche`, dopo tutto, l'amore e la +benevolenza sono il pernio, sul quale la ruota del mondo gira senza +stridere. Ma poiche` questa consolazione non mi e` concessa dalle +circostanze, raccontero` almeno in quest'occasione del santo Natale un +episodio della loro vita, che fara` piangere, io credo, tutte le anime +sensibili. Beato chi piange, e una lagrima, dice un libro chinese, e` +piu` grande del mare. + +Dopo l'esperienza fatta negli anni passati e sempre in loro danno, i +nostri buoni vecchietti eran venuti entrambi del parere di allevare in +casa una gallinetta, per vederla crescere sotto i loro sguardi +all'avvicinarsi di queste ultime feste dell'anno, togliendo cosi` il +pericolo, tanto comune oggidi`, di dover mangiare una cosa per l'altra +o fors'anche una porcheria. E poiche` sono sull'argomento, si sa +oggimai che, se tutte le lepri, che si mangiano all'osteria potessero +parlare, i topi non starebbero a sentirle; come, per altra parte, +accade spesso a qualcuno, mentre siede col suo pezzo di manzo sul +piatto, di vederselo scappar via al suono d'una frustata. La lepre e` +gatto, il bue e` cavallo, e cosi` via il vino e` aceto, l'aceto e` veleno; +non c'e` speranza che nel tempo, quando, cioe`, le cose saranno +diventate cosi` naturalmente false, che per cambiare torneranno quelle +di prima. Ma intanto i nostri vecchietti, giunti sulla sessantina, +dovevano per obbligo di coscienza guardarsi dalle cose false e tener +da conto lo stomaco: non meritano lode, se al'avvicinarsi delle feste +comperavano una gallinetta viva per nutrirla colle loro mani? + +La cara bestiola passeggiava per casa da circa tre mesi, chiocciando, +piluccando, ruspando, come fanno tutte le sue pari. Brigida, mentre +suo marito stava alla bottega, soleva discorrere con lei o le +tagliuzzava foglie di verze, o le sbriciolava del pan di melica, +invitandola a bere in una terrina bianca che pareva porcellana. Che +diro` del sor Paolino? prima d'entrare si fermava dietro l'uscio +chiamando chi-chi-chi; se fosse stata nelle nuvole, la povera bestia +correva giu`. Il canestrajo allora rovesciava le tasche in terra e ne +usciva del grano, del pane, del biscotto, che la gallina bezzicava +divinamente sotto gli occhi beati dei suoi padroni. Una vedova che +abitava vicino al loro uscio e che, dopo la morte d'un suo pappagallo +non poteva resistere a tali spettacoli, piangeva come una bambina. + +--Che peccato!--disse un giorno il sor Paolino,--che peccato che la +povera bestia non possa assaggiare una goccia del mio caffe`! oggi ha +mangiato asciutto e le fara` peso. + +La sora Brigida invece trovava che, stando sempre in cucina sul +mattone, avrebbe patito del freddo; non che volesse dire con cio` che +un paio di calzette sarebbero convenute a una gallina, ma fece in modo +che Paolino stendesse almeno una vecchia stuoja presso l'acquajo. E +bisogna dire che la gallina avesse veramente dei meriti, perche` con +niente non si fa il buon brodo, ne` la buona stima. Le penne infatti le +aveva screziate sul petto e d'un bel colore rosso dorato sulla +schiena; le zampe magre e svelte, l'occhio vivace e malizioso la sua +parte, e ai ragionamenti dei padroni rispondeva con certi movimenti +del collo, degni di qualunque ragazza da marito. Le volevano bene, +dunque, non solo perche` fosse una gallina, ma perche` gli animi buoni +si attaccano volentieri alle cose buone. Mentre i due vecchietti +sedevano a tavola a mangiare quel po' di carne comechessia, comperata +dal beccaio (ne` potevano allevarsi in casa un bue come un pulcino), la +gallinetta saltava su, guardava ne' piatti, ora coll'occhio destro, +ora col sinistro, con tanta innocenza che i due vecchietti perdevano +la memoria dell'appetito. + +Ma i giorni passano per tutti. Gia` si discorreva delle feste, come se +fossero giunte: la gente pensava al modo di passarle bene e il Natale +veniva innanzi colle sue scarpe di feltro. + +I nostri due buoni vecchietti gia` da cinque o sei giorni si vedevano +sopra pensiero, come se avessero nel capo un cespuglio di spine; ma, +essendo e l'uno e l'altra d'indole timida e rispettosa, per paura di +farsi torto a vicenda, masticavano in silenzio il loro dolore. La +gioja comune che si spande in questi giorni e che rischiara le case e +gli animi della gente, non li rallegrava, anzi se qualcuno +diceva:--buone feste, sora Brigida,--essa rispondeva appena, crollando +malinconicamente la testa. + +Anche il sor Paolino a bottega non era piu` lui; stava immobile, colle +mani sul canestro, gli occhi fissi in terra e pensava:--Se non fosse +che la Brigida ha bisogno d'un vitto sano e nutriente, chi oserebbe +strappare una penna a quella povera creatura? + +E la sora Brigida dal canto suo, correndo sulla calza:--Se quel +pover'uomo non avesse lo stomaco disfatto, se non avesse speso per +allevarla, chi avrebbe cuore?... ma dira` che sono tenerezze da donna +malata, e ridera` di me; come noi ci burliamo della nostra vicina. + +Cosi` passo` qualche altro giorno, senza che ne` l'uno ne` l'altra osasser +toccare quel brutto tasto. + +Mancavano tre giorni appena al Natale e bisognava uscirne. Sedevano +entrambi innanzi al camino, dopo un pranzo di magro fatto con certi +pesci, che forse non eran pesci. Egli, il sor Paolino, andava +costruendo colle molle una catasta di fuscellini, intorno a un ceppo, +che bruciava vivo vivo, ed essa, la sora Brigida, in una cuffia di +traliccio, colle mani sotto il grembiule, piangeva in silenzio +nell'ombra. + +--Credi tu, amor mio,--comincio` il sor Paolino,--che fosse veramente +una tinca che abbiamo mangiato? + +--Credo di no,--ella rispose stentatamente. + +--Se si potesse tenerli in casa nella catinella i pesci, come si +tengono i polli nella stia, si potrebbe vedere,--soggiungeva il marito +per tirare il discorso sull'argomento. + +Brigida si scosse sulla sua sedia e soffoco` un sospiro dentro di se` +per non dare segno a quel pover'uomo della sua sciocca debolezza. +Vedeva troppo bene che Paolino contava di poter mangiare almeno il +giorno di Natale qualche cosa di schiettamente sano. + +--Essa non immagina punto il mio pensiero,--disse fra se` il buon uomo, +a cui spiaceva e come uomo e come marito di mostrarsi in qualche parte +da meno di sua moglie. Sedevano innanzi al fuoco, come dicevo, +scaldandosi le ginocchia e discorrendo cosi`, quando a un tratto videro +venire innanzi la loro gallina, che si era levata ad ora insolita, e +che veniva a specchiarsi nella fiamma. Le sue penne mandavano bagliori +e fosforescenze d'oro e di piropo e, o fosse che i poveri vecchi la +vedessero attraverso le lagrime, o fosse altrimenti, parve loro una +cosa piovuta dal Cielo, se non proprio il gallo che converti` San +Pietro. + +Il sor Paolino non pote` resistere a quella vista, e con un pretesto +usci`; e uscita anch'essa, poco dopo, la povera donna, ando` a bussare +all'uscio della vedova, in cerca d'un consiglio. Il canestraio trovo` +per via Angiolino del Trapano, suo vecchio amico, uomo prudente e +quasi letterato, gerente d'un giornale politico, che propugnava una +santa causa, Angiolino ascolto` la gran passione dell'amico e si +concertarono insieme sul modo di regolarsi in questa difficile +circostanza. + +La mattina dopo, e precisamente la vigilia di Natale, Angiolino venne +a trovarlo a casa e strinse la mano alla sora Brigida. Egli s'era +messo quel di` l'abito scuro e teneva in mano il cappello a cilindro +come soleva fare nelle cerimonie o nei processi contro la santa causa. +Parlo` della mala piega delle cose d'Europa, dei tempi che si fanno +grossi, della poca fede, della poca umanita` che c'e` nel mondo, e stava +per aprire la bocca sull'argomento (che gia` Paolino era sugli spilli), +quando entro` dall'altra parte anche la vedova, cogli occhi rossi, come +il giorno che aveva trovato il suo pappagallo strozzato fra due ferri +della gabbia. Era anche questa un'intelligenza presa fra le due donne. +Tutti e quattro sedettero, sconcertati ciascuno per riguardo agli +altri, mentre la gallina, piu` fortunata di tutti, passeggiava +tranquilla, beccando le screpolature, quasi che al mondo non +esistessero ne` i grandi ne` i piccoli affanni. + +Vi fu un istante di silenzio. + +Poi Angiolino del Trapano, carezzando colla manica il pelo del suo +cappello, coll'occhio fisso alla gallina:--Fortunate le +galline,--disse, che sfuggono a queste preoccupazioni! Esse posseggono +ancora quella semplicita` che gli uomini, fatti tiranni di se` stessi, +mettono in non cale, correndo dietro, come sciacalli, al proprio +interesse, paghi soltanto quando sono pagati. Beati i tempi dei +patriarchi, quando gli uomini si contentavano d'un piatto di +lenticchie, ne` avevano bisogno, come si vede in questi giorni, +d'insanguinarsi le mani nella strage di tante creature, che sono pure +creature di Dio! Quanto piu` bello e santo sarebbe, specialmente in +queste occasioni, mostrar la bonta` dell'animo nostro, concedendo +riposo e tregua anche agli animali vivi e morti, che sono stati creati +non per l'ingordigia umana, ma per far piu` lieta la natura col loro +canto armonioso, collo splendore delle loro piume, col tenero belato, +col guizzar rapido e snello nelle acque dei fiumi. L'usignolo col suo +canto notturno...--seguitava Angiolino del Trapano; ma uno scoppio di +pianto interruppe il bel discorso. Paolino strinse nelle sue la mano +della Brigida, e sorridendo sotto il velo delle lagrime, esclamo`: +--Noi non saremo tanto cattivi; anch'essa mangera` nel nostro +piattello. + +Quelle care persone si accordarono di pranzare insieme il giorno di +Natale, per far piu` lieta la festa dell'umanita`. La sora Brigida +preparo` un pranzetto d'uova, di berlingozzi, d'insalata, e un +pasticcio di riso e, poiche` i tempi sono diventati cosi` tristi, che +uno non sa ormai quel che compera e quel che mangia a tavola, aggiunse +per riguardo agli ospiti, anche una gallina delle solite, comperata +sul mercato, la mattina al buio, senza discutere, sicura in cuor suo +che questa almeno non sarebbe stata una gallina. + + + + +SCARAMUCCE. + + +Anche la nostra divisione, gia` da venti giorni accampata ad Oleggio, +ricevette l'ordine di raggiungere il grosso dell'esercito, che moveva +dal campo di Somma, per versarsi insieme sulla divisione del generale +Incaglia, incaricato di difendere il Ticino. Noi eravamo i Bianchi, +cioe` colla fodera sul berretto, e il corpo dei Neri doveva +rappresentare un esercito nemico di sessanta mila uomini, pronto a +ritirarsi sopra Varese; a noi era comandato di vincere, e di coprirci +di gloria, sparando coi fucili vuoti, fortuna che non capita sempre +nemmeno nelle battaglie da burla, sebbene nel mondo si veggano molti +menare scalpore anche per piu` poco. Nessuna meraviglia dunque, se alla +vigilia stessa della manovra, molti cuori battessero come innanzi a +una vera battaglia: ma il cuore batte spesso per nulla. + +Alle tre di mattina il campo era gia` tutto in movimento. Splendevano +ancora le stelle e la piu` bella luna che sia uscita dalle mani del +Creatore. La tromba dava i segnali, e dopo un gran frugare al bujo per +terra, ci avviammo in silenzio, carichi di sonno, per le strade +biancheggianti e per le nere sodaglie alla volta di Arona. Giunti ai +brulli poggi di Cagnago e di Cumignago, il Monte Rosa comincio` a +disegnarsi e a colorirsi innanzi all'alba; ed ecco a un tratto escono +le prime fucilate dalle siepi e dai boschetti che coronano le alture; +e noi avanti, rispondendo noi pure colle fucilate. I Neri fuggivano +come una nidiata di sorci, si appiattavano dietro i cigli, sparavano +ancora quattro colpi, mostrando appena la fila dei berretti, poi +un'altra corserella; si vedevano comparire e sprofondarsi nelle +vallette, e poi sempre avanti come se giocassimo a rimpiattarelli. +Cosi` di poggio in poggio, di valloncello in valloncello, ora diritti +dietro un muro, ora sdrajati nei fossatelli, o terra terra, +scaglionati nelle piccole creste per una linea di forse sei miglia +sulla destra del Ticino; finche`, occupate oramai tutte le alture colla +nostra artiglieria, si comincio` a discendere, a incalzare il nemico +contro il fiume. Il giorno s'era fatto chiaro del tutto: il cielo non +aveva una ruga, e l'aria fresca della mattina ci lavava il viso +dell'ultima nebbia di sonno. Gia` ne si apriva davanti il magnifico +spettacolo del Lago Maggiore, azzurro come il cielo, nella sua bella +conca di montagne verdi, dipinte in cima dal sole d'un bel colore di +carminio. + +Nessuno di noi pensava piu` che si fosse a una manovra. Il sangue, che +trasalisce ai primi colpi e che si riscalda alle prime occhiate di +sole, gli squilli di tromba, la voce dei capitani, il vedere correre e +saltare i cannoni sopra i prati e piantarsi a urlare, le vedette che +passano via come freccie, il luccichio di qualche squadrone di +cavalleria, che brilla in un nembo di polvere, superbo e maestoso come +una legione di arcangeli; tutto cio` e piu` di tutto i vent'anni, che +non pesano ancora sul sacco, fanno rincrescere quasi che non si faccia +per davvero e che gli altri non siano disposti a lasciarsi ammazzare. +Due compagnie di Bianchi e di Neri, che si scontrarono l'anno scorso +sulla piazzetta di Divignano, mi dicono che, se non c'erano i +superiori a fermarli, que' buoni figliuoli si tagliavano a pezzi. E +veramente l'illusione e` si` viva in questi istanti, che la ragione a +stento puo` trattenere la selvaggia natura, e vi passano per la +fantasia idee stravaganti, che son sorelle delle idee eroiche, e si +capisce che cos'e` lotta, che cos'e` lo sterminio: non v'e` ragazzo di +vent'anni, che, trovandosi a cavallo fra quattro cannoni, non pensi di +tagliare il mondo con un colpo di spada. Il corpo vi par diventato di +bronzo sotto la giubba di panno. Insomma, non state a ridirlo, ma la +guerra dev'essere una bella cosa, forse ancora piu` bella dell'amore. + +Verso le nove giungemmo in vista di Arona. + +In questi dintorni ha una villetta mio zio Michele, un buon uomo che +ha fatto molti denari col sapone e colle candele steariche, non +sapendo nulla dei grandi problemi che travagliano la pellegrina +umanita`. Sarei stato ben felice, se il caso mi avesse portato a dare +una capatina alla villa Teresa (Teresa era il nome della mia povera +zia), non perche` in casa di mio zio Michele la tavola sia quasi sempre +preparata, ma per la gloria di comparire agli occhi di mia cugina, +bello di polvere, abbronzato dal sole, cioe`, come dicono i romanzieri, +irresistibile. Mio zio, uomo di vecchia esperienza, non aveva mai +veduto di buon occhio gli avvocati, e quando seppe ch'io m'ero dato +allo studio della legge, crollo` la testa, come se si trattasse d'un +ladro mestiere. Forse il suo ideale (voglio dire il genero de' suoi +sogni) non era un pitocchello di qualche ingegno, ricco soltanto di +belle speranze, ma qualche cosa di piu` sostanzioso, di piu` palpabile. +Percio` non posso dire nemmeno che mio zio mi amasse come la pupilla +degli occhi suoi; tuttavia la mia bionda cuginetta Elisa, un +diavoletto che avrebbe colle sue moine disarmata la Prussia, +spadroneggiava nel cuore del babbo, e se per un capriccio avesse +voluto sposare uno spazzacamino, il babbo avrebbe benedetto anche lo +spazzacamino. + +Io mi lusingavo d'essere qualche cosa di piu`: e sebbene, prima che mi +cingessi un brando, potessi anche sembrare un mattarello di poco +giudizio e considerare la Lisa come una ragazzina, oggi ero un +volontario e caporale. Il soldato aveva aggiustato l'uomo, e dopo +quasi un mese di vita selvaggia, all'erba, sotto la tenda all'aria, al +sole, la figura snella di mia cugina mi tornava davanti come una dolce +visione, mentre, appoggiato al mio fucile, procuravo di discernere +qualche cosa di bianco a una finestra della villa. + +Intanto che tutt'assorto nella contemplazione di due gelosie verdi, +carezzavo una dolce speranza col pensiero, il capitano, forse ispirato +da Dio, ordina al mio tenente di prendere con se` quattro o cinque +uomini e di occupare proprio la villetta dalle gelosie verdi, che per +trovarsi in una spianata elevata sul declivio, dominava dal suo +terrazzo una buona parte del fiume. Il tenente mi dice:--Venga anche +lei, caporale. + +Non aveva ancora terminate queste parole, che io camminavo gia` sul +viottolo che conduce alla palazzina, fra due siepi di bosco, lieto e +trionfante.--Questa volta, caro zio,--dicevo fra me,--conquistiamo la +posizione: l'avvocato ritorna a capo d'un esercito, ne` basta una +muraglia di sapone a questi assalti. + +Strada facendo, il mio signor tenente, un vanerello ancor fresco +d'accademia, con un finestrino di vetro nella cassa dell'occhio +sinistro, non cessava dal far paragoni fra il Verbano e il Lago di +Garda, dove i suoi avevano una villa: suo padre era marchese, e il +tenentino non disperava di diventare un giorno almeno generale, e +tante altre cose andava dicendomi, per dimostrarmi ch'egli era ricco, +marchese, bravo cavalcatore, e amato da tutte le donne. Ma per conto +mio pensavo alla meraviglia di mio zio e della mia cuginetta, quando +mi avessero conosciuto; pensavo che, finiti gli studi dell'Universita`, +sarei stato dottore e che la fortuna di questo mondo non la si fa +solamente col sapone e colle candele steariche; pensavo che avrei +saputo rendere felice la mia bella cugina, anche a costo delle sue +duecentomila lire di dote. + +Intanto giungemmo al cancello del giardino. + +Al rivedere que' viali, quelle piante, que' luoghi pieni d'ombra e di +frescura, que' sedili, quelle statue coperte di muschio, che mi +ricordavano una lunga storia di giuochi, di capricci, di lagrime e di +versi sbagliati, mi pareva di diventar piccino, e il cuore batteva +anche a me come alla vigilia d'una vera battaglia. + +Tip, il grosso Tip, fu il primo che ci corse incontro abbajando. Allora +il sor tenente, accostandosi l'occhialino,--Caporale,--disse,--lei si +fermi accanto a questo pino con due uomini e non perda di vista il +campanile di Golasecca. + +Condusse e pianto` gli altri uomini in diversi punti, poi si avvio` solo +verso la villetta, che distava dal mio pino un quaranta passi, per +rendere omaggio ai padroni di casa. Elisa gli venne incontro per la +prima. + +Vestiva, come di solito, un po' capricciosamente; i capelli biondi, +sciolti, scendevano sopra un vestito quasi bianco, allacciato ai +ginocchi da una fascia rossa di fuoco. Da sei mesi o forse piu` che io +non la rivedevo, la ragazzina s'era fatta alta e complessa, e la moda +ajutava a stringerla in vita e a darle attraenti disuguaglianze. + +Il sor tenente, un gatto vecchio che sapeva arrampicarsi, porto` la +mano alla visiera, si piego` come si piega un bastoncino di giunco, +sussurro` delle paroline sorridenti, Dio sa quali sciocchezze! Elisa +arrossi` un poco, sorrise anch'essa e corse ad avvisare il babbo. + +Io intanto non perdevo di vista il campanile di Golasecca. + +Elisa apri` le persiane della terrazza, e dopo un istante usci` anche lo +zio Michele, sotto un gran cappello di paglia. Il buon uomo pareva +beato che la villa Teresa diventasse un punto strategico da far +parlare i giornali, e porto` egli stesso sotto il padiglione della +terrazza due lunghi cannocchiali, coi quali pretendeva di vedere le +fabbriche di candele steariche anche nel mondo della luna. Elisa, una +discreta chiaccherina quando voleva, avvio` una grande conversazione +col tenente che col braccio teso andava via via, segnandole i punti +principali delle operazioni di campo, intercalando, suppongo, delle +scipitezze, perche` le manovre son cose serie, e non si ride delle cose +serie. + +Io intanto non perdevo di vista il campanile di Golasecca. + +Vedendo che non c'era modo di attirare l'attenzione di Elisa un poco +anche sul caporale, mi volto a' miei due soldati, li squadro da cima a +fondo, e scoperti due bottoni d'una uosa "che non c'erano":--Pare +impossibile,--strillai schiamazzando come un'oca del Campidoglio,--pare +impossibile, sacr.... che si portino di quelle porcherie; testa di +gatto! perche` mancano que' due bottoni? E zitto, o vi butto in prigione +per tre settimane, sacr..... + +Ma la conversazione del sor tenente era cosi` piacevole che l'Elisa non +s'accorse delle mie bestemmie. Mi pentivo di non aver detto prima al +tenente che mio zio era mio zio, e mia cugina qualche cosa di piu` di +una cugina: ma non l'avevo fatto per antipatia, per ignoranza. Peggio +per me! Pero` mia cugina sapeva bene il numero del mio reggimento, e +quel numero l'aveva sotto gli occhi; perche` non avrebbe dovuto +domandare al tenente se conosceva il caporale cosi` e cosi`? Il tenente +presento` a mio zio, com'era giusto, anche il suo biglietto di visita, +con tanto di corona sopra: mio zio fe' due occhi di barbagianni, +s'inchino`, strinse le labbra come se assaggiasse del vin santo, passo` +il biglietto alla figlia, che si profuse anch'essa in riverenze. +Corbezzole! un marchesino non capita tutti i giorni tra' piedi; non si +sa mai cio` che un marchesino puo` diventare. Mio zio avrebbe voluto +essere una saponetta per le sue belle mani, o una torcia stearica per +fargli lume. + +Io intanto non perdevo di vista il campanile di Grolasecca. + +Il mio bonissimo zio, dopo avere stretta fra le sue la mano del +marchesino, distese sopra un tavolino una carta geografica della +provincia, dove il tenente continuo` la sua lezione, seduto accanto +all'Elisa. Vi fu un momento che questa abbasso` la testa per meglio +orientarsi, e il tenente abbasso` la sua, rasentando colle labbra i +capelli della mia cara cugina. La battaglia era veramente disastrosa +per me. Mentre pareva che i due eserciti volessero riposare un poco, +le fucilate rincominciarono nel mio cuore: e son fucilate che fanno +squarci, non c'e` muro che tenga! Mio zio, facendosi visiera colle due +mani, cercava il nemico in su quel di Sesto Calente, e gridava:--Si +restringono;--mentre il tenente sussurrava delle paroline topografiche +all'orecchio di Elisa. + +--Signor tenente!--gridai, saltando a un tratto sul terrazzino. + +La mia bella cugina si scosse, mi riconobbe e grido`:--To', Pierino. + +--Sei tu, nipote mio?--esclamo` mio zio con poco entusiasmo. + +--Cos'avete, caporale?--interruppe il tenente in un modo insolito; e +voltosi a mio zio:--Perdonera`, ma vi puo` essere un pericolo. + +--La patria, la patria anzi tutto,--osservo` quel sant'uomo di mio zio +Michele. + +--Una compagnia di Neri passeggia sul sagrato di Golasecca,--dissi +affannosamente e, voltomi alla Lisa, le chiesi:--Come stai? + +--Sto bene....--rispose confusamente. + +--E` ben sicuro d'averli veduti!--torno` a dimandare il tenente un po' +seccato. + +--Co' miei occhi....--ripicchiai insolentemente. + +--Prenda i suoi uomini e faccia un giro per tutta la vigna, osservando +attentamente tutti i punti all'intorno: anzi sara` bene che salga su +qualche pianta. + +Mentre il tenente parlava, i miei occhi erano inchiodati addosso +all'Elisa che abbasso` i suoi. + +--Ha capito, caporale? + +--Sissignore,--risposi a denti stretti. + +--E non perda di vista.... + +--Ho capito!--gridai, interrompendolo, e voltai le spalle. + +--Se i Neri ci lasceranno un po' di pace, le permettero` di far +colazione con suo zio. + +--Abbi pazienza, nipote mio: la patria anzi tutto.--E mio zio rideva. + +La parola colazione il marchesino non l'aveva fatta sonare per nulla: +mio zio, che non ci pensava nemmeno, si risveglio` come di soprassalto; +penso` che il povero marchese poteva aver fame, e mentre io facevo il +giro della vigna, presto presto, un tovagliolo, un pajo d'uova fritte, +una bistecca, fra una fucilata e l'altra, un bicchierino di bordo` con +un pezzettino di ghiaccio. Questo dev'essere accaduto, mentre io +andavo in cerca di una pianta... per impiccare l'amor mio, le mie +speranze, le mie illusioni. + +Infatti, quando tornai presso il pino della mia disperazione, in vista +del campanile di Golasecca, il tavolino era imbandito sotto il +padiglione, al fresco, e il tenente, servito dalle mani stesse di mia +cugina, mangiava come un eroe di Omero. + +Gli occhi a un tratto mi si offuscarono. Se invece di semplice polvere +avessi avuto del piombo nel mio fucile, chi mi assicura che Pierino +non avrebbe fatto uno sproposito? Rimasi piu` d'un quarto d'ora in una +specie d'estasi rabbiosa, il tempo cioe` che il tenente impiego` per +trangugiare i due piatti freddi; quindi la compagnia entro` in sala, +forse a prendere un caffe`. No, la guerra non e` piu` bella dell'amore! + +--Essa non ha un briciolo di cuore per me,--andavo dicendo,--e` una +civetta che sogna il marchesino e la carrozza! essa mi lascerebbe +anche morire di fame, se io potessi ancora aver fame! Povere mie +speranze, poveri miei sogni!-- + +A queste lamentazioni s'intreccio` una musica malinconica che usci` +dalla villa. Era lei che faceva sentire al tenente la _Priere a` la +Madone_ sul piano-forte, una musica che non giungeva nuova al mio +cuore, che mi aveva insegnate tante belle cose! Erano lagrime vere, +che ora riempivano gli occhi (non state a dirlo) e che io asciugai +colla manica ruvida del mio cappotto. Quando alzai il viso, vidi mio +zio sul terrazzino, curvo, colle mani appoggiate alle ginocchia, +intento a speculare nel cannocchiale le mosse dei Neri: la musica era +cessata e il buon uomo gridava: + +--Si restringono sempre.-- + +Io allora, col mio fucile stretto fra le mani, col passo leggiero +d'uno scoiattolo, saltando sulla sabbia, eccomi sul terrazzino, anzi +fin quasi alla persiana, prima che mio zio se ne accorga; mi arresto, +arresto i moti del cuore, spingo il capo verso l'entrata e l'occhio +verso il piano-forte, e, non vedendo piu` il campanile di Golasecca, +sparo in aria un colpo, io non so perche`, un colpo che rimbombo` come +un temporale. Mio zio Michele salto` a cavallo del cannocchiale, Elisa +getto` un grido e svenne nelle braccia... d'una poltrona; i miei +soldati sparsi nella vigna, credendo di far bene, risposero con una +salva, e a questa risposero altre salve dei nostri, rimasti sulla +strada, che temevano d'un'imboscata. Tutto il campo fu messo +sottosopra e per poco non ne andava di mezzo la fortuna della +giornata. + +Io, appoggiato al muro, pallido, irrigidito, non sapevo piu` in che +mondo mi trovassi. Della lunga predica che il tenente infuriato e +rosso in viso fece sonare al mio orecchio, io non intesi se non che, +giunti a Milano, egli mi avrebbe condannato a un mese di prigione e a +tre di consegna in caserma. + +E mantenne la parola da vero gentiluomo. Ne' panni suoi avrei fatto di +piu`; ma quando mi fu concesso di uscire, tutto era finito, la +battaglia era perduta. + +Sei mesi dopo ricevetti un bigliettino malinconico di mio zio, che mi +pregava di andare a trovarlo e di perdonargli molte cose: non seppi +resistere alla tentazione, e, sebbene avessi giurato di non porre piu` +il piede nella sua casa, vi andai, Non era piu` lo zio d'una volta. Mi +fece sedere accanto, mi prese malinconicamente la mano, mentre gli +occhi gli si riempivano di lagrime. + +--Elisa?--balbettai con voce tremante. + +--E` malata.-- + +Il nemico era passato devastando il paese. + + + + +DEBITI D'ONORE + +E DEBITI DI CUORE. + + + _15 dicembre_. + +Negli anni passati la mia piu` grande ambizione era di fare un bel +regalo al babbo il giorno di Natale. + +Sei mesi prima del gran giorno mi prendevo la testa tra le mani e +cominciavo a pensare a un regalo che non fosse la ripetizione di un +altro, ma una meraviglia nuova, una sorpresa.... Una volta era un +ricamo sul filondente, un'altra volta un disegno a matita, una terza +una sonatina di Schumann eseguita sul pianoforte; l'anno scorso fu un +sonetto, il primo sonetto della mia vita (e forse l'ultimo), al quale +il professore Tantini dovette accomodare le gambe e le rime. + +Il babbo si mostra sempre soddisfatto e orgoglioso della sua Tuccia, e +io godo anche di piu` per due motivi, prima, perche` contento lui, e +poi, perche` la gente mi loda, mi esalta e a me e` sempre piaciuto il +fumo dell'incenso sotto il naso. Il Natale era insomma la festa della +mia vanita`. + +Quest'anno mi sento grande e malinconica. Quel mendicare l'elemosina +sulle lodi colla scusa del Santo, mi pare una cosa sciocca e indegna +d'una ragazza che ha compiuto i diciassette anni. Qualche cosa e` +avvenuto dentro di me, da qualche tempo a questa parte, ch'io non mi +so spiegare; non e` pigrizia, non e` indifferenza, ma somiglia a un +rimorso d'esser cresciuta tanto senza imparare a vivere meglio. + +Quest'anno c'e` una grande tristezza in casa mia, e penso che passeremo +un brutto Natale; pazienza, senza i soliti regali! ma avremo la +collera e la discordia sedute nel cantuccio del camino. + +Mio fratello Enrico, un mese fa, si e` bisticciato aspramente col +babbo. E` un ragazzo vivo, di primo impeto, che avrebbe bisogno di una +mano vigile che lo tenesse in briglia, ma preso di fronte si impenna +come un cavallino selvatico. E` sempre cresciuto a caso, senza la +mamma, fra le governanti, i servitori, i maestri, i collegi buoni e +cattivi, e quantunque il suo cuore sia affettuoso e generoso, e` +tuttavia sfrontatello e tenace nella sua volonta`. + +Da qualche tempo (oggi ha vent'anni) s'e` dato alla vita gaia e +svagata, e l'altro mese ha perduto per la prima volta ottocento lire +al gioco. + +Mio padre dice che il gioco e` una passionaccia che fa perdere l'anima +e il corpo, e, per troncare il male alla sua radice, non solo si e` +rifiutato di pagare questo suo debito d'onore, come lo chiamano, ma ha +inveito contro il ragazzo con tali parole da far paura a un uomo di +sasso; Enrico rispose con qualche insolenza. Il babbo gli indico` +l'uscio, l'altro se ne ando` pallido d'ira e di vergogna, e da un mese +non e` piu` tornato in casa. + +Con questa spina nel cuore noi ci prepariamo alle feste di Natale. So +che Enrico e` andato in campagna col marchesino d'Etzio, suo compagno +di collegio, ma non so come se la passi. Il babbo e` torbido, +concentrato, colla fronte piena di rughe. + +Che giornate, mio Dio, che brutte ore passiamo! Quante volte ho +pregato l'anima benedetta della povera mamma, perche` guardi sulla sua +casa! Non ho mai pensato che nella vita potessero scendere giornate +cosi` buie. In casa mia son sempre stata il frugolo, il cucco, la +bambolina, il tesoretto di tutti, specialmente del babbo e dei +fratelli che mi vogliono bene, anche quando mi tormentano per la mia +_erre_ mozza, che a me pare cosi` bella e aristocratica. + +Enrico suol dire che mi vuoi bene piu`. che al suo Flick e non e` poco, +perche` il suo Flick mangia con lui nel medesimo piatto e dorme nel suo +letto. Enrico, Arturo ed io siamo sempre stati tre ragazzi distratti e +spensierati, pei quali la vita non e` che un gioco. Quando si hanno due +belle case, sei persone di servizio, tre cavalli in istalla e i mezzi +per soddisfare oltre ai bisogni i capricci, e` naturale che una +ragazzina creda che la vita sia una bella commedia e che le sia +toccata la parte di prima donna. + +Ma da qualche tempo io comincio a considerare la vita da un altro lato +e penso che la felicita` non sia tanto al di fuori quanto dentro di +noi. + + + _17 dicembre_. + +Di faccia alla nostra casa e` una casetta di modesto aspetto, dove +abita una ragazza della mia eta`, che fa la sarta. Quando mi alzo la +mattina e quando torno in camera per andare a letto, io vedo quella +testolina rossiccia, sempre curva d'estate e d'inverno sulla macchina. +Spengo il lume e ancora il riverbero della sua lampadina entra per la +mia finestra e spesso mi addormento allo stridulo rumorio della sua +piccola _Singer_ che ella paga stentatamente a due lire al mese. Il +suo mondo e` un tavolino pieno di gomitoli, il suo cielo e` quello che +si vede attraverso alle nebbie grasse della citta` fra un comignolo e +l'altro dei tetti. Si direbbe che essa viva nella sua macchina, fatta +macchina anch'essa dagli urgenti bisogni, e che il giorno che cessasse +di girare la ruota, il suo cuore dovesse cessare di battere. Eppure +anche ieri mattina, mentre spolverava i mobili della sua stanza, +sentii che la vicina cantava. E sempre canta quando il cielo e` bello e +quando un raggio di sole trova la strada di arrivare fino a lei. E` una +cantilena malinconica in cui suonano sempre due parole: amore e +speranza.... + +Non chiedete a me, per carita`, ch'io mi ponga a cantare. Questa mia +gran casa, colle pareti coperte di cuoio, con tanti mobili intagliati +e dorati, e` una spelonca senza allegria. Qui manca la pace, e se io +alzassi la voce per cantare, avrei paura e vergogna di me stessa e +crederei d'offendere il povero padre mio, di la`, colla fronte piena di +rughe.... + + + _18 dicembre_. + +Ieri ho scritto ad Enrico. Non gli ho toccato della brutta questione, +perche` temo ch'egli prenda in canzonatura i miei consigli, ma gli +esprimo il desiderio che egli venga a Milano. Mi ha risposto che si +trova a Milano gia` da una settimana. In quanto al tornare, non dipende +da lui. Finche` non avra` pagato il suo debito, non vuole che la gente +dica che egli mangia il pane di suo padre. Cosi` vive alla ventura, +forse della carita` degli usurai, ma spera di essere compatito. In +fondo egli sente altamente di se` e quest'orgoglio non e` soltanto +figliuolo della caparbieta`. + +Povero Enrico! mi ricordo che un giorno sedevamo nel salone, io +davanti al cavaletto, egli sdraiato nella grande poltrona, colla testa +rovesciata sulla spalliera, con uno de' suoi romanzi nuovi spalancato +sulle ginocchia, e occupato in apparenza a soffiare il fumo della +sigaretta verso il soffitto. Si vedeva gia` che una grande tristezza lo +tormentava. A vent'anni non gli pareva di trovare nella vita quel che +la giovinezza ha il dovere di promettere e di mantenere. + +--Tuccia--disse a un tratto con voce piu` gentile del solito--piu` +diventi grande e piu` vieni a somigliare al ritratto della povera +mamma. + +--Davvero? + +--Tal'e quale, la stessa fronte, lo stesso sguardo.... Ti chiameremo +d'ora innanzi la nostra mammina. + +Queste parole pronunciate quasi in aria di scherno mi fecero un grande +effetto, e quando il giorno dopo scoppio` il terribile uragano fra +padre e figlio, guardandomi nello specchio e vedendomi veramente un +viso piu` pallido e piu` pensoso, mi parve che io somigliassi davvero a +quel gran ritratto che ci guarda tutti i giorni dalla parete della +sala da pranzo. Io sono la sola donna di questa casa, e qui dovrei +rappresentare una parte che non fosse solo quella di una graziosa +bambolina. Se la povera mamma fosse viva, avrebbe permesso che Enrico +stesse lontano un mese da casa sua? avrebbe permesso che il babbo si +rodesse in silenzio nel suo dolore? lascerebbe la sua casa sotto la +tristezza di questi corrucci? + +A che cosa serve il mio saper ricamare, il mio saper dipingere, se non +so asciugare una lagrima? e perche`, come ci insegnano a superare una +selva di crome e di biscrome, non ci insegnano anche l'arte di levare +una spina dal cuore? + +Alle giovinette che hanno la mano leggera e delicata dovrebbe essere +insegnata la santa abilita` di curare le ferite. + +Io mi struggo in lagrime inutili, corrucciata della mia stessa +incapacita`, e lascio che i giorni passino, l'un dopo l'altro, senza +saper trovare una di quelle felici invenzioni che mi facevano tanto +orgogliosa della mia fantasia. + + + _19 dicembre_. + +E` notte, nevica. Torno a scrivere ad Enrico, e mi pare che una nuova +eloquenza scaturisca dal mio cuore. Le parole che stentano a uscire +dalla penna quando devo descrivere cose che non mi riguardano, oggi +vengono in folla sulla carta. Prometto di parlare al babbo per lui e +di implorare un perdono che ha gia` tardato troppo a venire. Chiudo la +lettera con la frase: "la tua mammina". + +Questa frase non e` ancora finita, che una lagrima cade sulla mia mano. +Ma e` una lagrima dolce. + +Il cuore e` orgoglioso della nuova parte che e` chiamato ad assumere. + + + _20 dicembre_. + +Stamattina dopo colazione, mentre il babbo si sprofondava nella sua +poltrona a leggere i giornali, mi sono avvicinata e appoggiatami colle +braccia alla spalliera, al di sopra della sua testa: + +--Papa`,--dissi--Enrico e` a Milano. + +--E cosi`--chiese il babbo burberamente. + +--Siamo quasi alle feste di Natale.... + +--Non e` colpa mia se queste feste saranno cattive. + +--Pensa, papa`.... + +--Basta, non seccarmi. Tu non puoi capire certe cose. Quando sarai +moglie, quando sarai madre, vedrai che col cuore non si scherza.... + +--Io non scherzo, papa`....--esclamai dolorosamente. + +--Bene, bene; va', pensa ai tuoi regali.... + +Tentai ancora di parlare, ma, sentendo che gli occhi mi si riempivano +di pianto, corsi a rinchiudermi nella mia stanza. Non mi credono buona +che a baloccarmi e a far dei regalucci! + +Piansi forse un'ora come una bimba. + +Rimasi sola col mio corruccio fin verso l'ora del pranzo. Non +vedendomi comparire, venne a cercarmi la Costanza, una vecchia +guardarobiera, che da trent'anni vive in casa nostra. Non e` donna di +molto sapere, ma e` fedele come un vecchio cane. Da piccini la +chiamavamo la _Trottola_, per la sua maniera di camminare traballante, +a onde. Divenuti grandi, nessuno di noi si occupo` piu` di lei, che +continua a rimanere in casa come un vecchio mobile che serve sempre a +qualche cosa. Io preferisco essere servita da Julie, una svizzera +tedesca che parla un cattivo francese. Costanza, via via che invecchia +seguita a rintanarsi nella guardaroba, fra i cesti e i mucchi della +biancheria, contenta che la sopportino, e riconoscente, di quel pane, +di quel letto, di quel tetto che essa ottiene dalla carita` dei suoi +padroni. + +Venne a cercarmi perche` fu la prima ad accorgersi che non uscivo da un +pezzo dalla mia stanza, e come se io le avessi gia` fatta la storia de' +miei dolori, entro` diritta nell'argomento dicendo: + +--Non si faccia vedere cogli occhi rossi. Quel povero signore ha gia` +il cuore grosso cosi`. So bene che e` una grande passione; questa casa +non fu mai cosi` triste, nemmeno nei giorni che hanno portato via la +sua mamma. Sapesse quanto pregare ho fatto in questi giorni! Non va, +non puo` andare avanti cosi`, assolutamente no. Non c'e` di peggio sulla +terra che la discordia nelle famiglie. Il sor Enrico non e` cattivo e +io posso dirlo, perche` l'ho portato io al suo babbo quando e` venuto al +mondo. Bisogna fare qualche cosa per lui. E` un ragazzo vivo, +puntiglioso, che a pigliarlo colle buone si mena come un agnellino. +Gli pesa di non poter mantenere la parola data. Pesa anche a noi gente +ordinaria, che, se abbiamo un soldo di debito, non si dorme piu`. Se il +suo babbo non vuol proprio dargliele queste benedette ottocento lire, +non si potrebbe trovare il modo di dargliele noi? + +--In qual maniera? + +--Se non temessi di offenderlo quel ragazzo l'avrei trovata da un +pezzo la maniera. + +--Dillo.... + +--Se lei mi aiuta, padroncina, possiamo levarlo dai fastidi. + +--Certo, ti aiutero`. + +--Basta che egli non sappia da che parte gli vengono questi denari, e +creda che glie li mandi il babbo. + +--E invece? + +--Io ho un libretto alla Banca Popolare e c'e` scritto un migliaio di +lire, che sono i miei piccoli risparmi in trent'anni che servo questa +casa. Di questi denari io non ho alcun bisogno, perche` grazie al +cielo, qui non mi manca nulla e non credo nemmeno di perderli, ma +solamente di prestarli al sor Enrico, finche` ne avra` bisogno, e me li +rendera` quando potra`. Ma se egli sa che vengono da me, naturalmente +non li piglia e si offenderebbe di buona ragione che una povera serva +voglia prestare il suo denaro a lui. Dico bene? Ella potrebbe invece +fargli credere che sono del babbo o che sono suoi.... + +--Tu sei una buona donna, Costanza,--dissi guardando fisso per la +prima volta quel volto giallognolo e quegli occhietti, che non +dicevano mai nulla.--La tua idea e` bellissima e ne parleremo domani. + +--Brava ora vada a tavola e si mostri allegra. + +Un raggio di gioia rischiaro` la faccia rugosa di quella povera +vecchia, che, trottolando, corse in guardaroba, contenta come se +avesse vinto un terno al lotto. + + +--Ecco un'idea semplice,--dissi fra me--che non mi e` venuta in mente! + +Io non avevo ottocento lire sotto la mano, ma possedevo tre volte +tanto in oro, in trine e in frivolezze eleganti. Il cuore non abituato +ad aver bisogno, non era abituato nemmeno a provvedere ai bisogni +degli altri. Anche nell'arte dell'esperienza vale piu` la pratica che +la grammatica. + +Durante la notte raccolsi tante cianfrusaglie che non usavo piu`, vi +aggiunsi un anellino di brillanti, e pensai, cosi` a occhio e croce, +d'aver raccolto un valore di ottocento lire. La mattina per tempo +chiamai la Costanza, che corse col suo libretto nascosto in seno. + +--Ci ho pensato, Costanza; guarda. Ho raccolto questi gioielli, che +non metto piu`, e mi pare che possano bastare. Fanne un involto e senza +dir nulla a nessuno, va' dal vicino orefice e vendi. Quando hai i +denari in mano, va da Enrico, con questo biglietto che ora ti +scrivo.... + +Sedetti al tavolino e scrissi quattro righe con lieta furia di chi e` +sicuro di salvare un uomo che affoga. Le antiche donne che portavano i +loro gioielli sull'altare della patria non erano piu` orgogliose di me. +Io mi sentivo crescere di valore, piu` prezioso di quello dei miei +ornamenti. + +La Costanza era rimasta istupidita cogli occhi fissi su quel +mucchietto d'oro e, quando mi mossi per darle il biglietto, mi guardo` +col suo sguardo scemo, tentenno` il vecchio capo, mastico` qualche +parola, e tirandosi indietro: + +--Scusi,--disse,--lei puo` far vendere queste cose dal maggiordomo. Io +non son pratica. + +--Ma bisogna salvare il segreto. + +--Il segreto era necessario fin che si trattava dei miei danari; ma +questo e` un altro conto. + +--Tu non vuoi aiutarmi, dunque? + +--Ella poteva aiutare me e non ha voluto. Scusi, capisco che i miei +danari possono offendere delle persone come lei, ma io non credevo di +fare l'elemosina. Scusi.... Scusi.... + +E come ubriaca si tiro` verso l'uscio e se ne ando`, nel momento che si +portava il fazzoletto turchino agli occhi. + +Rimasi stordita davanti alle mie favolose ricchezze, e ci volle un bel +pezzo prima che la mia ragione comprendesse in che cosa io l'avessi +offesa. Ma la buona donna, che in quella _sua_ idea aveva posto tanta +tenerezza, non poteva rassegnarsi a vedersela rubare con tanta +leggerezza da una ragazza, il merito della quale si riduceva a vendere +delle cianfrusaglie fuori di moda. Per la Costanza quelle _sue_ +ottocento lire valevano diecimila giorni di fatiche e di risparmio; +per me le mie non valevano quattro soldi, e con quattro soldi io +tentavo di rubarle una delle piu` grandi soddisfazioni della sua vita. +Anche nel fare il bene--ho letto in un libro--bisogna usare molta +discrezione e non togliere ai piu` deboli l'occasione di meritarsi un +premio. + +"Ritieni--seguitava quel libro che ora capisco per la prima +volta--ritieni che il miglior bene che tu possa fare e` quello che tu +lasci fare volentieri al tuo vicino." + +Fra me e la Costanza la pace fu subito conchiusa, e fra noi due fu +ancora lei la piu` imbarazzata a perdonarmi. Si combino` che ella +avrebbe portato dentro la giornata le _sue_ ottocento lire, colla +seguente lettera: + + + _24 dicembre_. + +"Caro Enrico, domani e` Natale, e sarebbe per noi un giorno di troppa +desolazione se tu non ci fossi. Oggi ho parlato con papa` e gli ho +fatto capire che io non rimarro` a dividere questa desolazione, +facendomi quasi complice di una discordia che offende i vivi e i +morti. Il babbo n'e` commosso, e se tu gli mandi ora una parola vedrai +che e` disposto a perdonare tutto. + +La Costanza, che ti porta questa lettera, e` incaricata di consegnarti +anche una somma di ottocento lire, colla quale potrai soddisfare ai +tuoi debiti d'onore. + +Paga, e vieni subito nelle braccia della tua... mammina". + +Costanza esegui` allegramente la sua commissione e io chiusi le mie +gioie, e la presunzione nel cassettone. + +Non potevo tuttavia non dire parola al babbo. Aspettai la sera quando +rimanemmo soli davanti al fuoco e gli dissi: + +--Papa`, ho pensato ai miei regali. Per domani voglio regalarti la +pace, se la vuoi.... + +--Se me la trovi. + +--Enrico verra` a pranzo con noi. L'ho invitato io.... + +Il babbo fisso` gli occhi nella fiamma e non rispose. Io non gli +lasciai il tempo di pensar troppo e soggiunsi: + +--Abbiamo pagato anche il suo debito.... + +--Chi l'ha pagato? + +--Egli crede che i denari vengano da te, ma Enrico sara` invece mio +debitore. + +--E dove hai potuto trovare ottocento lire? + +--Me le ha prestate, anzi me le ha offerte, indovina.... + +--Non saprei.... + +--La Costanza. + +Il babbo aggrotto` un poco le ciglia. Se lo avesse saputo prima non +l'avrebbe permesso, ma forse penso` che il miglior modo per evitare un +male e` di prevederlo. + +Forse penso` ancora ch'egli aveva tardato troppo a perdonare, e che la +vecchia Costanza, nel suo cuore di donna, aveva un assunto da compiere +nella sua casa. Gli occhi suoi brillarono alla luce viva della fiamma, +e vidi che a stento frenava le lagrime. Cerco` lentamente la mia mano, +se la tenne un pezzo chiusa nella sua sulle ginocchia e infine con +voce velata dalla commozione, esclamo`: + +--Avete fatto bene, grazie.... + +--La Costanza mi ha fatto promettere che io non ti avrei detto nulla, +teme di offenderti.... + +--Io non le diro` nulla. + +--Ho accettato a patto che ella ricevesse una riga di scritto in cui +mi dichiaro sua debitrice. Tu mi devi fare un altro piacere, papa`, +lasciare cioe` che io paghi a poco a poco questo debito coi miei +piccoli risparmi sulle spese inutili.... Sara` il mio debito di cuore. + +--Se cio` ti piace. Tuccia, volentieri. + +--E non dir piu`, Papa`, che io scherzo col cuore. + +Il babbo sorrise e diede una tenera occhiata al ritratto della povera +mamma, che sotto i mobili riverberi della fiamma pareva agitato e +vivo; poi mormoro`: + +--Non lo diro` piu`, signora mammina. + + + _25 dicembre_. + +Io non ho mai passata una notte di Natale cosi` serena e tranquilla +come questa volta, nemmeno negli anni bellissimi della prima +fanciullezza, quando si sognano gli angeli e i pastori che vanno per +la via al suono delle cornamuse. Il cuore, anche nel sonno, veglio` in +una soave contentezza, che scese a colorire e a rischiarare tutte le +cento visioni che passano nella fantasia d'una ragazza che non ha +dormito bene da un pezzo. E per una facile confusione di idee, dopo +essermi incontrata colla mamma in un paese sconosciuto, illuminato da +un grande falo`, io mi confusi con lei, cioe` sentii d'essere lei, e che +gran parte della morta viveva e parlava in me. + +Oggi a mezzodi` entro` correndo la Costanza. Agitando le braccia come +una gallina che tenti volare, grido`: + +--Viene, viene.... + +Enrico, pallido e tremante di commozione, comparve nel vano +dell'uscio. Il babbo, pallido e tremante anche lui, si alzo`. + +--Papa!--grido` il ragazzo con un accento che non dimentichero` piu`. Si +stesero le braccia, e quei due uomini si gettarono l'uno sul seno +dell'altro. + +La Costanza, che versava lacrime come un ruscello, seguito` a tirarmi +per il vestito fino in fondo alla sala, dove nascondendosi dietro la +tenda della portiera, torno` a dire: + +--Mi giuri ancora che non dira` nulla. + +Anche davanti a quel suo trionfo, la povera donna temeva del nostro +orgoglio e forse non aveva torto. In sessant'anni di esperienza ella +si era abituata a credere che i signori non amano le lezioni che non +possono pagare. Dopo i debiti di gioco cio` che piu` ci pesa infatti +sono i debiti di gratitudine. + +La Costanza ha ragione, dico, di credere cosi`, perche` siamo fatti +cosi`; ma una differenza dovrebbe esistere fra il bene e il male, e io +faro` di tutto per non pagare troppo presto il mio debito di cuore. + +INDICE. + + +PREFAZIONE + +Due sposi in viaggio + +Un regalo alla sposa + +Nei boschi + +Parlatene alla zia + +Ai tempi dei Tedeschi + +Gina + +Storia di una gallina + +Scaramucce + +Debiti d'onore e debiti di cuore + + + + +***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK VECCHIE STORIE*** + + +******* This file should be named 10502.txt or 10502.zip ******* + + +This and all associated files of various formats will be found in: +https://www.gutenberg.org/1/0/5/0/10502 + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. Special rules, +set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to +copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to +protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project +Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you +charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you +do not charge anything for copies of this eBook, complying with the +rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose +such as creation of derivative works, reports, performances and +research. They may be modified and printed and given away--you may do +practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution. + + + +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License (available with this file or online at +https://gutenberg.org/license). + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm +electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to +and accept all the terms of this license and intellectual property +(trademark/copyright) agreement. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at https://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Donations are accepted in a number of other +ways including including checks, online payments and credit card +donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + +Each eBook is in a subdirectory of the same number as the eBook's +eBook number, often in several formats including plain vanilla ASCII, +compressed (zipped), HTML and others. + +Corrected EDITIONS of our eBooks replace the old file and take over +the old filename and etext number. 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For +example an eBook of filename 10234 would be found at: + +https://www.gutenberg.org/1/0/2/3/10234 + +or filename 24689 would be found at: +https://www.gutenberg.org/2/4/6/8/24689 + +An alternative method of locating eBooks: +https://www.gutenberg.org/GUTINDEX.ALL + +*** END: FULL LICENSE *** diff --git a/old/10502.zip b/old/10502.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..b0b3dd6 --- /dev/null +++ b/old/10502.zip |
